Raggiungi i tuoi obiettivi SMART

di Paola Bonavolontà - Marketing, Counseling, Creatività

Ci vuole davvero un aiuto per raggiungere i nostri obiettivi?
Dipende: c’è chi li ha sempre raggiunti, ha successo professionale o personale
…eppure ad un certo punto della vita ognuno di noi si trova davanti ad una
strana sensazione.
Ci sentiamo poco efficaci.
Qualche area sfugge dal nostro controllo.
E per fortuna, aggiungo io, specie per quelli di noi che sono abituati a
organizzare anche le colonie di formiche della propria casa.
Appoggiarsi ad un esperto in questi particolari momenti della vita è un sollievo.
Perché?
Perché intanto facciamo quello che non siamo abituati a fare: appoggiarci.
Chiedere aiuto appunto, farci sostenere, per un periodo limitato certo e in un
area circoscritta, per ripartire con più convinzione, motivazione, forza e
ritrovare l’efficacia delle nostre azioni.
A meno che… ad un certo punto ci prendiamo pure gusto nel farci sostenere e
nell’apprendere nuove cose.
A far lavorare l’istinto se di solito lavoriamo con l’intelletto o viceversa.
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Per questo i libri possono aiutarci limitatamente: quello che avviene nella
relazione è un esperienza.
L'esperienza si può creare con corsi o laboratori esperienziali, strumenti per
focalizzare la nostra visione, i nostri obiettivi di vita, lo stato delle cose, la
messa a punto dei nostri desideri.
Nella nostra società competitiva siamo così abituati a
continuare a spingere e sempre di più spingere
sull’acceleratore che non ci rendiamo neanche più il
sacrosanto diritto e soddisfazione di festeggiare i successi.
E tu hai festeggiato i tuoi?
Vediamo quali passi possiamo compiere dalla definizione
dell’obiettivo al suo raggiungimento.

DEFINIRE UN OBIETTIVO SMART
S.M.A.R.T. è un acronimo che sintetizza il metodo descritto da Peter Drucker
nel suo libro The Practice of Management (1954).
S.M.A.R.T. sta per:
Specific.
Measurable
Achievable
Relevant
Time Bound.
Il primo passo è SPECIFICARE

l’ obiettivo in forma
affermativa.
Troppo spesso infatti
esprimiamo il negativo, cosa
NON vogliamo.
Ma il nostro cervello non registra il
non andiamo diretti verso ciò che
non vogliamo.

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Iniziamo a prendere questa meravigliosa abitudine:

esprimiamoci con noi stessi e gli altri affermando e non negando
(quando qualcuno dice ad es.: "non è per contraddire" oppure "non è per
polemizzare"...e allora per cos'è? chi esordisce così sta dando una precisa
indicazione su come interpretare il suo messaggio.
Ovvero: lo sta dicendo proprio per contraddire e per polemizzare.)

Sii

specifico su ciò che vuoi - utilizza le domande:

Chi? Come? Cosa? Dove? Quando?
es. "voglio la serenità" non è un obiettivo specifico.
troppo vago.
cosa significa per te serenità? dove? con chi? in
quale situazione?
Evita di usare “Perché?' poiché questo metterà in
luce tue convinzioni piuttosto che informazioni
specifiche sull' obiettivo.
Accertati di aver definito in dettaglio cosa vuoi e
soprattutto esprimiti, anche con te stesso, in forma
affermativa.
Alcune persone hanno la tendenza a dire cosa NON
desiderano:
Il fatto è che allontanarsi da qualcosa non significa automaticamente che ciò
che raggiungeranno sarà migliore di ciò da qui vogliono andare via.
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Hai presente chi si sposa per andare via di casa?

Scegli un obiettivo VERSO cui tendere.

Misura l'obiettivo
La seconda iniziale di SMART significa Misurabile, ovvero
definire una dimensione dell’obiettivo.
Se un progetto ti spaventa perché troppo importante,
grande, a lunga scadenza ed impegnativo, ridimensionalo in
parti più piccole, frazionate.
Così ogni giorno potrai impegnarti in una singola attività, in
maniera costante piuttosto che restare inattivo senza sapere
da dove cominciare.
Allo stesso modo se l’obiettivo ti sembra troppo
piccolo per essere motivante, ridimensionalo in uno
più grande.
Due esempi.
Di un esame posso contare le pagine e suddividerle
equamente per il tempo disponibile. A fine di ogni
giornata saprò se sono in linea col programma per
essere certa di terminarlo prima della data
dell'esame.

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In questo modo posso prendere subito azioni correttive: se alcuni concetti mi
hanno portato via più tempo, so che nei prossimi giorni dovrò recuperare ad es.
cinque pagine al giorno.
Comunque suddivise sono sempre meglio che restare congelata per la paura e
l'ansia di sostenere, e studiare tutto insieme la notte prima.
Se il mio obiettivo di dimagrire 15 chili e mi sembra difficilissimo, posso
frazionarlo in dodici mesi e così saranno piccoli traguardi (senza troppi
sacrifici?)
Ancora sulla M di Smart
C'è di più nel misurare l'obiettivo: sapere di averlo o meno raggiunto.
Ci sono persone che nel fare si dopano, con il rischio di non fermarsi, senza
accorgersi che hanno già raggiunto molto di più dell'obiettivo prefisso.
Che sarebbe ora di tirare i remi in barca e prendere il sole.
Di salire su un aereo e andare a trovare le amiche.
Di smettere di avere dubbi sulla propria bravura e iniziarsi a fidare, di se.
Che va bene, che ci si può fermare ...
...un quadro a volte è perfetto solo con pochi segni e uno o due colori.
Dopo si rischia anche di mischiare troppo, e di voler fare troppo, e di voler
condividere in un ora quello che si è appreso in una vita.
L'altro rischio è: sminuire e/o farvi sminuire.
Ci sono persone che lavorano duramente per rendere concreta un’idea, per
superare anche le proprie resistenze, tipo “è inutile, non ci riuscirò mai, non lo
so fare, ecc.”
Una volta raggiunto l’obiettivo, riescono a “farsi autogol”, a sminuire il loro
lavoro e a perdere un’opportunità per valorizzare la loro autostima, perché
dimenticano totalmente quanto sembrava arduo, quanto lavoro ha determinato
il successo e lo sminuiscono, attribuendo il merito al caso.
Utilizzano, o soccombono ad affermazioni di giudici esterni persecutori e
demotivanti, con frasi come " e vabbè, cosa sarà mai, è il minimo, etc etc"
"Potevi fare di più."
Che è l'altra faccia di "non è mai abbastanza".
Se la misura è stata concordata, come ad es. nei lavori di team, o definita
autonomamente come negli obiettivi personali, è quella valida.
Oppure abbiamo bleffato prima, nel definire la misura dell'obiettivo:

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in quanti lo fissano troppo in alto così sanno di non poterlo raggiungere ( e
pensate anche alle aziende che fissano i premi di fine anno talmente irrealistici
che ai bonus non ci arriva nessuno; ma quella è scorrettezza, é un obiettivo
imposto, non condiviso né condivisibile)
Uno delle basi del lavoro del counselor è proprio il lavorare su obiettivi del
cliente...e ognuno di noi ha una o più "sacche" di resistenza, di autosabotaggio.

Datemi una A

Siamo alla A dell'acronimo SMART.
Diverse versioni in giro: da Achievable, in inglese, ottenibile, attuabile.
ed anche ...come Azione: quante persone passano il tempo ad immaginare
senza passare mai all’Azione, senza cioè agire!
Preferisco Attraente,
interessante, motivante per
me.
Per ottenere il tuo scopo
dovrai cambiare qualcosa
nella tua vita,
probabilmente anche
rinunciare ad altro; se il tuo
obiettivo non ti entusiasma,
non è coerente con i tuoi
valori e con la direzione che
vuoi dare alla tua vita, è
difficile perseguirlo.
A questo scopo visualizza
come sarebbe la tua vita
quando lo realizzerai:
il cuore ti batte forte? sei felice lì dove sarai?
Potresti accorgerti ad es. che non è un tuo obiettivo, ma quello che altri
vorrebbero da te. e allora magari ci sarà più tristezza che felicità...
Chi hai intorno se lo raggiungi? le persone con cui vuoi essere?
e tu saresti la persona che vuoi essere?
E' un validissimo aiuto per scoprire se lo vuoi davvero.
Cosa stai facendo ora?
Quello che stai facendo dove ti porterà tra cinque anni?
Quali sono i benefici che prevedi e quali gli svantaggi?

Accolto, quanto vuoi questo obiettivo, per
scoprire subito cosa ti trattiene, ti rallenta, che rema

In un termine A di

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contro, per boicottarti.

L'obiettivo è Accolto, Accettato, dentro di me.?

Ti propongo queste domande:
Se ottenessi domani il tuo obiettivo, sarei contento/a?
Chi ho paura di ferire se lo raggiungessi?
Cosa ho paura di perdere e quale è il rischio?
La quinta A
Consentitemi, per me che mi occupo di aiuto, di aggiungere ancora un altra
lettura della A di Smart: Chi può Aiutarti?
Una volta che hai definito un obiettivo che ti
motiva e ti sfida è il momento di trovare un
aiuto, per esempio qualcuno che ha già
realizzato un obiettivo simile al tuo, o che ha
la preparazione necessaria per poterti
aiutare, per suggerirti modifiche da apportare
per far funzionare il tuo piano.
Anche chi fa un tifo, sano, per te, aiuta.
che ti chiede a che punto sei, che ti è
accanto, che ti sostiene...

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SmaRt
La R indica un obiettivo Realistico

ossia tener conto dei limiti ed opportunità personali e
dell’ambiente, ed attuato mediante azioni appropriate
che tengano conto del potenziale di competenze
individuali.
Voler diventare una ballerina a quaranta anni è
irrealistico.
Coltivare il proprio interesse per la danza attraverso
corsi ed occasioni di ballo è un obiettivo realistico.
R sta anche per Risorse a disposizione, mezzi,
strumenti e azioni che ti permetteranno di trasformare
il tuo progetto in realtà.
Se hai la tendenza a fissare obiettivi poco realistici,
difficilmente saranno realizzabili, facendoti sentire
erroneamente incapace.
L’errore non è nel non raggiungere l’obiettivo, ma nel
come è stato posto, formulato.

Tempificabile
Una scadenza indicativa a lungo termine;
es.: "Entro cinque anni cambierò casa”,
oppure definire una serie di scadenze
successive a breve termine
es.: "Entro il 15 c.m. devo inviare gli inviti
per l’evento".
Sicuramente hai una tua preferenza, che
magari ti porta a lavorare tantissimo in
prossimità delle scadenze e quasi niente
lontano dalle scadenze.
Hai mai notato che tra amici si dice "dai,
organizziamo" ma poi restano parole?
Provaci: una proposta, anche semplice,
altrimenti nella complessità delle giornate
diventa un lavoro anche un uscita tra
amici.
Dai una scadenza, fissa un giorno:
quando.
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Io scrivo in agenda gli appuntamenti con gli amici e la palestra, altrimenti
lascerei scorrere i giorni rimandando.
Il mio (micro) obiettivo nel personale è dedicare almeno un giorno alla
settimana alle uscite con le amiche, gli amici, concerti, teatri etc.

Organizzazione SMART
E' ora di passare all'azione: sperimenta il modello Smart, ad es. per chiedere
l’aumento al tuo capo, per creare la tua pagina web, per l'organizzazione di tutti
i giorni, i meeting, il lavoro etc
L’ultimo consiglio è di farlo per iscritto, in modo da avere una traccia per
verificare com’è andata, quando è iniziato il processo, cosa sembrava
impossibile ed è accaduto e viceversa.
Organizza il tuo piano e le tue attività per arrivare all’obiettivo efficacemente
organizzato e motivato in ogni momento.
Questo metodo ti consente di definire un Piano d'Azione e Obiettivi Intermedi:
qual è il prossimo passo? Entro quando?
Che cosa

Priorità

Chi

Quando

(responsabilità) Dopo/prima

Risorse
Entro il Con chi

Con cosa

Attività 1
Attività 2
Attività 3
Ti aiuterai a restare focalizzato, a controllare i tuoi progressi stabilmente e a
celebrare anche le piccole vittorie.
Se hai sostenuto un colloquio, quali domande ti hanno messo in difficoltà, chi
hai contattato, quando, con chi hai parlato, entro quando dovresti ricevere una
risposta oppure fare una proposta?
Metti per iscritto quello che secondo te ti ha aiutato nella progressione e cosa
potrai fare meglio la prossima volta.
Crea un tuo sistema personale per conservare, esplorare ed utilizzare queste
informazioni quando ne avrai bisogno.

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Counseling per obiettivi...smart
Il mio lavoro di counseling è basato sul raggiungimento degli obiettivi dei
clienti:
alcune persone amano solo parlare del loro sogno, spaventati dalla reale
possibilità di poterlo raggiungere; altri aspettano che suoni alla porta mentre
guardano la televisione stesi sul divano; altri lavorano duramente per rendere
concreta un’idea, e si fermano a pochi passi dalla sua realizzazione.
C’è chi, pur avendo perfettamente chiaro l’obiettivo, si direziona verso altro,
come se, potendo ricevere in regalo la vacanza dei sogni, va a Riccione perché
è più vicina, raggiungibile e conosciuta, oppure resta a casa perché non ha
tempo e voglia di preparare la valigia.
Alcuni, proprio nel passare all'azione, si fermano.
Le ragioni includono l’essere pigri, l’aver paura del successo o del fallimento,
tendere alla rinuncia o al perfezionismo.
Se riconosci una delle scuse che usi, cerca sostegno, incoraggiamento di un
esperto anche in questa fase.
L’azione comunque spetta a te soltanto.

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Comunque arriverai da qualche parte: quella che hai deciso o quella che ti
capita (puoi avere fortuna, ma meglio darle una mano).
Aver seguito il processo SMART fino a qui e fermarsi è come andare dal medico
e non prendere le medicine.

dott.ssa PAOLA BONAVOLONTA'

cell 340 6181816
Lavoro nella formazione e nello sviluppo personale
e professionale di singoli e gruppi; conduco in ambito
aziendale, universitario e privato corsi teorici e
laboratori esperienziali su personal branding,
marketing e self marketing creativo, public speaking,
comunicazione efficace, team building, problem
solving, time management, risoluzione conflitti,
creatività, pittura emozionale.
In italiano e in inglese, anche via skype.

Iscritta alla Reico con il livello di Counselor Formatore.
Master in Artcounseling, Gestalt Counseling e PNL.
Laureata con lode in Economia e Commercio, ho
ricoperto ruoli di marketing manager in multinazionali quali Colgate Palmolive,
L’Oreal, Revlon in Italia e negli Stati Uniti.
Attualmente vivo e lavoro a Roma.
Ho collaborato con:
ASPIC - Associazione per lo sviluppo psicologico dell'individuo e della comunità;
CIPA - Scuola di Counseling Integrato ad Approccio Relazionale Università di Tor
Vergata; Regione Lazio corsi apprendistato; Challenge Network indoor e
outdoor, role playing in eventi internazionali dei clienti: Bridgestone, Fiat
Industrials, Enel, Peroni SabMiller, Sigma Tau, Toyota; Rome Business School Formazione manageriale; Arcadia University -The College of Global Studies;
Università degli Studi “LA SAPIENZA” docente di marketing, self marketing e
team building al Master MMCM in Management, Marketing e Comunicazione
della Musica (edizioni da 1 a 6); Collegio IPASVI - Infermieri Professionali,
Assistenti Sanitari e Vigilatrici di Infanzia; BitMedia; Provincia di Roma; Tils Telecom Italia Learning Services,; IAL- Ente di Formazione Professionale del
Lazio.
Formazione Post Universitaria: Master triennale in Artcounseling, Master triennale in Gestalt
Counseling Professionale, Master Practitioner in PNL – Programmazione Neurolinguistica;
Hoffman Quadrinity Process, Avatar, Costellazioni Familiari, Formazione del Se,
Videocounseling, Dancecounseling, Laboratorio di Voce e teatro delle emozioni, numerosi
seminari tra i quali Lateral Thinking con Edward De Bono, Leadership. Continuo la mia
formazione ed approfondimenti costantemente.

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