Francesco Iovine

Versamenti

Amore I
Tempo istantaneo ed eterno immergi le mie tempie Ancora troppo presto mi fugge il tuo ricordo ormai lontana sei.

Amore II
Troppo presto fors'io idilliaci momenti mi figuro Antico e nuovo il sintomo latente mirabilmente palpita or che io so che bramo.

Amore III
L'acciaio arrotato riluce recide con moto sapiente ciocche di rame arruffate cadenti lascive per terra. Roridi umori eccitati allagano le cremisi trine la selva, tua vigile scolta a labbra rosate del sesso. Riscopro il sapore salato capelli frammisti a capelli labbra che cercano labbra lingua di fuoco volteggia frugando reconditi luoghi ove entrare ed uscire attendendo col vigore coll'Amore che inarca le ciglia che ulula e geme che seduce che riluce e ritma a rilento ed in fretta le sincopi affannate le pause sapienti dell'acme ormai giunto. E restano infine gli umidi abbracci regolari e spontanei nell'intimo nostro e s'ode ormai solo il respiro.

e nulla posso dire ma certamente è un uomo fortunato. che poco ancora avrei sorbito le gocce che stillavano una ad una empie d'Amore e speme? Certo hai ragione. tenera amica. il sesso senza vita un po' bagnato di gioie solitarie della notte. Ma non sapevi tu. la pietra spinta rovinando a valle compie disastri e nulla posso dir.Amore IV Nudo in una camera d'albergo. Salutami l'amore che rimane la toppa di cui hai la chiave in mano io nulla so. . ma se solo una discolpa mi è concessa non scampoli in saldo di stagione ma la tenera passione che intravidi da te credevo di poter avere. che nutri d'orgoglio i tuoi cervelli. E invece ancora son di un altro ed il tempo ormai fugge ora che tutto è chiaro. Alba cieca di una notte insonne. Mi dichiaro in fallo vostro onore. ripenso a quanto è stato l'altra sera. come l'astro ricorda inascoltato. io che disastri compio.

C'è solo d'aspettare che penetri il terreno ch'entri nelle zolle che generi altra vita e allora non s' perso s'è solo trasformato diviene nuovamente ragione d'esperienza diverso da com'era diverso ma migliore.Amore V Non so perché succede ma quando sgorga amore diviene presto un fiume tu cerchi d'arginarlo ma cola d'ogni parte ti supera di slancio t'inonda dappertutto. .

Tace ora tace. E' forse un peccato peccare.Amore VI Girando sorvolo le labbra la luce noiosa poi spengo danzandoti attorno riaccendo l'antico sopito disio. . Riverso sul dorso ripenso a quel prima. La danza si infuoca nel ritmo incalzante ripone gli ardenti segreti. sfiorar con le mani il velluto che tosto poi scarica voglie che non ci riesce sopire.

Amore VII Sommerso tra alambicchi ed altri impicci lente le stille distillate cadono pure e regolari come sempre trionfo dell'ordine assoluto descritto ormai da tempo e con successo dall'essere pensante che prevede. Travolto dalla folla nella via da ogni parte giungono le voci caotiche e corrotte come sempre trionfo del caos più naturale inconoscibile per ora e per l'Eterno dell'essere pensante che sragiona. . Immerso nel ricordo di una sera ripenso a quel che è stato ed ho paura che dentro me trionfi l'uno o l'altro quell'essere pensante che prevede o l'essere pensante che sragiona. Sdraiato sulla fantasia del cuore son certo che stavolta non mi sbaglio sarò travolto dall'antico palpito eppur sedando le reazioni ostili dividerò con te momenti veri essendo un po' portato e un po' portando.

Amore VIII Che tutti quei sospiri inaspettati quei palpiti sudati della sera sapienti moti e baci appassionati ti lascino l'odore del mio viso. la voglia matta di rivedermi ancora. Perché così succede a me. .

è così che voglio tenero l'amplesso ricordare fuggente l'attimo che è unico sol perché Unico. E mai più si potrà. durante situazioni tanto strane. sol pochi istanti si facea vedere fulgida spada tra quegli squarci e il mare prima di sparire.Amore IX In certi miei momenti non riesco a distinguere l'Amore da un'amica la vita pulsa e tutto travolgendo ti scuote e ti purifica di dentro. Ecco. Il sole rosso ed infuocato. . Se fosse doppio allor nulla varrebbe. Mi ricordo di tramonti quando ovunque tenebre e lunghe le nubi solo pochi squarci profondi al sol dei raggi offrono. trovarsi quell'intesa che mai prima trovar si posse. E più ci penso e più trovo fatale che tra due cari amici possa. E tali squarci sempre lascian libero lo sguardo all'orizzonte più infinito. Così'l più nero caos tosto si muta in ordini nuovi e mai pensati che pur se strani e non vissuti lascian profondi ed integri i ricordi.

.Morte Il grande pescatore dall'alto della prora tirava con vigore il canapo e la rete Raggiunta la murata ai flutti resistente di preda iridescente la barca fu inondata Guizzavano testardi dal male accomunati aspettando stralunati quell'ultimo respiro.

figli e amante il ladro nascosto dal bisogno inesistente l'obiettivo che fruga nell'intimo d'amanti il bigamo con due vite simmetriche ed uguali chi è l'ambiguo chiedo. chi è l'ambiguo la checca con la moglie.Chiedo Chi è l'ambiguo chiedo. chi è l'ambiguo. .

massi e gomiti paurosi erosi ormai. Nuvole d'acqua intorno offuscano a volte l'altra riva ed il frastuono m'eccita e m'assale.Correnti Veloce la corrente scorre vorticando veloce e verticale tra cunei di roccia. Ormai ne sono certo e sfido la ragione prodiga com'è d'altri consigli. Che possa tu con me guadare intrepida il torrente e dall'altra sponda indietro senza tema rimirare. Certi che questo è giusto. Ti voglio amica mia. . Come la vergine sposa all'attimo fatale con paura giunge ma il vortice del nuovo la trascina così m'attira l'altra riva anche nascosta a volte. Io guardo il guado col timore che il cuore palpitante misura colpo a colpo contraendo vigoroso.

si risente il termico massaggio di atomi eccitati di ioni forsennati di moti browinani. Lontani vedo gli altri più grandi di me stessa che stridono grattando che lenti e impegolati quest'agar maledetto rallenta inesorabile e sudano affannati lenti ed impacciati gl'ioni mentre spingono li lascian rallentare. la corrente. Che bello così lento mi posso riposare.Proteina migrante Mi guardo indietro e corro passando tra le maglie entrando in orbitali sgusciando tra elettroni mi guardo e vedo netti peptidi miei compagni catena che travolge soluti ed altro ancora ma seguo la corrente mi spingono gli ioni a correre e passare in maglie così anguste. Ed ora che succede ? Si ferma tutt'a un tratto il fiume. Che pace. .

l'unica. non sento più le membra respiro con affanno quest'agar maledetto lo sento tutt'intorno che strige qual pitone ed ora c'è anche il buio mi tocca immaginare non vedo nulla proprio. Chissà forse son giunta al sogno mio precoce son io quella prescelta. Cos'è questo tepore tremulo bagliore violetto risplendente mi sento evidenziata d'accordo son bloccata però la prima volta in tutta la mia vita risplendo perch'emetto e non perché rifletto. Son proprio tramortita.Ma proprio non c'è pace cos'è questo tepore mi sento soffocare mi tolgono d'intorno gl'idrogeni legami li vedo evaporare mi stringono d'intorno mi bloccano. per Diana eppoi questa melassa che sento percolare m'impiastra m'irretisce mi blocca e non mi muovo. la sola! .

.Risposte A volte le risposte giacciono in attesa per anni lunghi anni mimetiche nascoste che guardano contente che ridono di tutti.

capello al vento non indossando protezione alcuna. . C'è poi quello ch'invece ognor testardo continua a capo chino con la mente e cerca senza tregua ciò che il mondo gli nega ed a ragione certamente. E' solo che alle volte sull'asfalto planando a capo nudo e mani avanti capita che ti alzi e non è niente.Asfalto C'è chi si vuol far male nella vita correndo forte con la moto rossa a capo nudo sì. Invece quando il cuore è senza testa il male è più copioso e in abbondanza dolore dolorante gli rimane.

Ma lente pronunciate assumono sontuose arcani ritmi e metriche incantate. . Purtroppo inflazionate da vuote allocuzioni e spesso relegate a mere convenzioni si allungano nel tempo con stile sequenziale. Son quindi giunte al fine consacrato che è solo forma e non significato.Alvei Nell'alveo illimitato parole senza senso rotolano sbilenche portando seco invero semantiche sconnesse.

.Ragiono Ragiono per sezioni per gruppi. per regioni Semplifico riduco giammai complicazioni divido il mondo intorno in isole distinte chi è di qui è così ed oltre certo no.

.Viola violato Viola camicia viola il gioiello viola la vita che vìola i sentieri dei luoghi comuni del troppo normale del tutto banale che circola intorno.

Tranquilla picciotta lo sai che ti stimo che sono tra i primi a leggere chiaro quell'Arte che hai dentro.Sicilianità E' ciò che non dico che rende nervoso quell'io forsennato che t'abita dentro. le chiacchiere a zero. . Ma sono concreto. parole sensate di basso profilo è il mio strafottente che genera tosto reazioni a catena. se addosso ti parli s'accende uno special e senza vergogna spernacchio e dileggio il siculo orgoglio che dentro ti rugge. Per quanto mi sforzi spalmando cautela.

Ne ama quel profumo di storia e di coerenza di lucidi ideali d'amore e di passione di figli e d'altro ancora di quel che porti dentro di quel che fuori vivi. E poi quel volto angelico il mare tra le ciglia screziato di tempesta con l'oro che circonda l'ovale sorridente anela a vita nuova. Ipnotici a seguirli io proprio non riesco uguali grano a grano e intanto scorre intorno il bello della vita: i fiori sulla pelle qualcuno sai li ama.Fiori dipinti sul tuo bel viso Percola un grano lento un altro segue a ruota riempie in basso un vuoto si svuota in alto un pieno. si vede. clessidra della vita che non si può girare che solo puoi guardare. lo dichiara. Dimentica la storia dimentica il futuro il tempo ha un solo senso trascorso tra le ampolle travolto dai granelli .

facendo mille cose sapendo sempre il nuovo vivendone l'istante. .

Mestiere E' arte od è mestiere le sillabe ritmate per bene accanto poste l'accento ove si deve la metrica corretta. . Penitente. Oppure sghembe sincopi frasi smozzicate arcate senza senso ma leggi e ti commuovi d'accordo non capisci neanche lo volevi ti lasci accarezzare silente.

Invece in altri lidi vige un altro andazzo quel poco che li vedi non fanno proprio un cazzo. Diran senz'altro tosto che tanto hanno da fare che proprio proprio prima non possono arrivare. quella sera neppure hanno cenato. Ma di' per un momento agli altri di provare ad essere una volta almeno puntuali. Sii certo che tra i primi son tutti puntuali disposti e disponibili a far salti mortali.Solerzia Ci sono alcuni miseri che sempre son solerti non con le mani indugiano ne' col pensier inerti. pensa. Faran la tiritera di quel che hanno penato che. Ti prego per un poco non stare sempre a dire . A questi buoni villici non chieder se son stanchi magari han rotti i pollici ma tirano i paranchi.

che sei nullafacente. arriverei a pensare. .di proprio non potere: un po' recalcitrante.

attende nel decubito la sera. Corrosa la sua fronte dal sudore di mille guerre mai davvero combattute si crogiola nel caldo del suo letto. .Insoddisfazione L'uomo che guarda dal pertugio battendo forsennato sui miei tasti i frutti da quei rami non li coglie li guarda maturare lentamente li osserva mentre cadono sul bosco li piange poi marciti tra le foglie.

Parlar da solo capita sovente perché parlare chiaro non va bene: la voce a volte lacera davvero e affonda nella carne sanguinante parole come pietre un poco sporche. . Invece la mia pelle corazzata resiste senza danno a quel che dico riflette e resta intatta alle parole che addosso mi dirigo e così sia.Complicità Complicità vo cercando in una donna di quelle trasparenti e delicate che avvolgono dolcissime i discorsi che giungono puntuali a rincuorarti e giudican feroci quando è il caso ma sol con l'ironia che non colpisce.

Ma non quel che volevi.La crisi dei trent'anni La crisi dei trent'anni se la vivi è come quando sfogli foto antiche di come eri quando non sapevi. il sesso od altro ancora. Che palle amico mio. Morti viventi con figli e mogli obliate ormai l'antiche fantasie verdi vegetano e l'giallo attendono d'autunno e infine il verno. che palle. Non domo qualcuno s'accontenta consolan le passioni i surrogati: gli strani viaggi. il tuo gattino apre uno squarcio: e il resto ti è davanti. che altri di sicuro non farebbe. quell'arbusto. Ma ora so una cosa che ti dico. Sorridi quando vedi qualche cosa che non ricordi ed ora ti sovviene. quel pudore. Ti guardi intorno e gli anni belli sono d'altri. La crisi dei trent'anni. Ragioni di rettezza beninteso. La palla. nel senso che spogliati il tronco e i rami di tutte quelle foglie senza senso di tutti i ghirigori e gli svolazzi dell'altro che vero sembra invero . la tua forza son solo in te. Ma sai com'è finita e vedi pure che altrui interessa solo il risultato: il tatto. d'altro canto è quando pensi alle ragioni per cui magari hai fatto qualche scelta. La crisi dei trent'anni sorge pure quando la gente di lunga conoscenza la sfanga dimentica e contenta.

ma invece è solo fango disseccato rimane quel che sei: un certo arbusto magari attorcigliato malamente magari consunto ed ammalato di cimici pervaso e d'altri parassiti ma guarda sempre in alto. la sua luce. . ricerca quella vita. cresce.

L'uomo non c'è o almeno c'è poco pochissimo anzi e non v'è rimedio almeno per ora sì non v'è rimedio lui salta felice tra pascoli in fiore e graffia cattivo se vede catene. L'uomo che manca è giusto che manchi perché la presenza è quell'ospite tristo che poi non capisce ch'è ora d'andare che dice e ridice la stessa storiella agli altri che ridono e pensano male. L'uomo che corre poi a gambe levate lasciamolo correr per pascoli verdi ha troppo penato in stanze oppressive ha troppo pensato a quei liberi spazi lui vuole orizzonti in cui perdersi tutto.L'uomo che sfugge L'uomo che sfugge è giusto che sfugga dal tempo ristretto che chiede l'amore da tutti gl'impegni cui lui ch'è leale poi attende preciso ed attento fin quando è poi tardi per dire s'è giusto. .

Stanco Ma certo che son stanco non le vedi le occhiaie che profonde intorno agli occhi raccontano insolenti le mie lunghe ore di veglia e di pensieri. Ma certo che son vecchio non le vedi le rughe che profonde sulla fronte l'aratro dei miei anni già trascorsi solcato ha inesorabile. Ma certo che capisco o almeno credo che mobil come donna piuma al vento si possa fare e poi disfare con quel piglio di vita navigata. Ma certo che ricordo cosa credi che obliate le tue labbra ho sulle mie e quella pelle madida che giacque tra risa ed allegria. .

Party Calze velate. . mi sorge un pensiero piuttosto accaldato represso d'istante dal fascino raro del tuo portamento. Ti guardo non visto le gambe incrociate quel collo scoperto. gonna cortina ritmo incalzante del cuore tra chiacchiere stanche.

I ritmi sghembi unisoni alterni alla visione inseguono i tapiri che cercano la tana attenti a non sbagliare ma certi del giaciglio. Colori supersaturi quel verde mi corrode il cielo poi stordisce col giallo nell'azzurro: il sole è sfolgorante sudore sgorga a fiumi. E' come un terremoto intorno balza il mondo sciami d'api scomode s'involano dall'arnia sguarnendola impaurite. il miele dunque n'esce. ondeggiano curiosi gli scuri fili d'erba. Gli sghembi ritmi unisoni finito il loro ruolo . Intanto s'alza torrida la tesa brezza termica riscalda il mondo intorno le valli e le colline.Sghembi ritmi unisoni Dal basso del cespuglio in suso guardo languido la valle da raggiungere si staglia tra le vette che attendono inviolate l'arrivo degli stormi.

.rallentano vistosi ed entrano i violini suadenti e misteriosi. mi sdraio ad ascoltare ed anche la vallata placata ascolta meco.

Impotenza S'alzavano torte strutture dall'alta palude morale ed una questione banale destava le mie congetture La morte di tutte le mire di tutte le strade la fine di contro sembrava venire e nuda restava la mente. Mai possa io qui raccontare quell'istmo sottile di tempo nel quale la forte ragione si placa sommersa per sempre dall'arida e fredda onniscenza .

Variazione I La neve sulle palle del pino di Natale ricopre il mio regale regalo che ti fo' Ma dalla tua cucina dal ribollir del pesce continuo fuoriesce quel fetido tepor. Gira sui ceppi accesi il pollo rosolando sta 'l gatto mio leccando su l'uscio il pelo suo e quatto attende furbo che esca quanto prima per compier la rapina e lento rosicchiar. .

Variazione II La brezzolina lieve carezza l'erba nuova e sotto un cappellaccio urla il pastore roco. . ma tra le rupi spoglie e rovi ed altre spine va l'aspro odor d'ovini le nari ad intasar. Crepitan sulla ghiaia del suv le grandi ruote: avido sta 'l mercante dal greto a rimirar mentre dal bordo esce il pusher col suo cargo di varie mercanzie i tossici a nutrir.

.Variazione III Il sole sulla sabbia sta evaporando il sale. e sotto quelle creme urla scurito il derma. Cola 'l sudor dal collo e goccia sulla sabbia: sta quel playboy guatando dal bar a rimirar tra le scurite gambe stormi di prede ambite com'esuli pensieri nel vespero cacciar. ma tra le dune calde con canti maghrebbini va stanco il venditore l'anime a rallegrar.

.Variazione IV Gli auguri qui in bacheca mi lasciano basito e quindi col mio dito rispondo come so Ma sugli altrui profili dal ribollir dei tasti messaggi iconoclasti vedo fiorire ognor Gira nell'orologio lancetta semovente Assiso sto silente sull'uscio a rimirar Quest'anno maledetto infin tra poche ore travolto dal clamore nel vespero migrar.

Variazione V Il treno per Lamezia riparte tra un minuto ed io per ben seduto rimango ad aspettar Ma dalla galleria che sbuca in questo posto moderno arriva tosto un altro Eurostar Laggiù due capi treno che chiacchierano fitto mentre quel derelitto sull'uscio a rimirar col fare da pezzente stormi di pïetosi passanti generosi un soldo a lui donar. .

continuo a smoccolar. Rapida la valigia rotelle traballando sudando sto correndo il treno ad acchiappar a causa del ritardo del taxi a quell'incrocio per poco non mi scrocio. .Variazione VI Giran con gran baccano le lame dei Solari a lato dei binari gli orari ad indicar Ma dagli altoparlanti giammai revisionati si sentono boati e niuno può capir.

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