Riassunto Libro " Corso di Diritto Pubblico " di Augusto Barbera e Carlo Fusaro a cura di Guido Del Fante, scienze politiche

, media e giornalismo RIASSUNTO CAPITOLO 1 : Ordinamento giuridico e costituzionale Qualunque organizzazione esistente costituisce un ordinamento giuridico, infatti al suo interno ci sono regole ed è necessario crearne di nuove per regolare le varie attività. Le religioni erano quelle istituzioni che permettevano una diffusione di regole, dogmi e leggi ma con il tempo il diritto si è diviso dalla religione, si pensa che la divisione definitiva sia arrivata nel 287 a.c con la lex Hortensia nel periodo repubblicano, ma in realtà una divisione non c'è del tutto, basta pensare alla religione islamica e ai paesi dove c'è la sharia. Le regole etiche e religiose hano come fine quello di perseguire il perfezionamento dell'individuo e la sua salvezza dell'anima, mentre le regole giuridiche devono regolare i rapporti all'intern dell'organizzazione e quind definiscono i confini degli interessi, dei doveri e così via. Le regole del diritto non riguardano infatti le mere azioni dell'individuo, esse regolano la vita dell'intera organizzazione. Le regole giuridiche infatti tutelano sia i doveri, ma anche e sopratutto i diritti. Ci sono norme giuridiche quando siamo all'interno di un rapporto giuridico ovvero un contatto tra due o più individui che seguono una regola comune e quindi creano dei vincoli. Ogni organizzazione produce diritto ed è soggetta a quel diritto. Possiamo dire che nessuna oeganizzazione è proprietaria del diritti, ma c'è una pluralità, tanto che si parla proprio dela teoria della pluralità degli ordinamenti giuridici. In questo libro studieremo il diritto dello stato, una delle strutture più complesse all'interno de diritto. --> Cos'è un ordinamento giuridico? C'è un rapporto tra diritto e organizzazione sociale? Se si , quale? Basta pensare a due differenti teorie. La prima, sostenuta da Hans Kelsen è quella delle teorie normativiste secondo le quali ogni organizzazione è da vedere come un qualcosa delimitato a se, da studiare secondo regole proprie e quindi le regole e il diritto formano tali organizzazioni. In modo diverso la pensa i seguaci della teoria istituzionalista secondo la quale non è il diritto a formare l'organizzazione ma questa a creare regole etc che servono per mantenerla e tenerla unita e compatta. Possiamo dire infatti che le norme sono il prodotto di fatti normativi intervenuti in un certo momento della storia. Come esempio basta pensare al Commn Law nei paesi anglosassoni dove appunto le azioni etc producono le norme. La stessa nostra costituzione entrata in vigore nel 1948 ne è un esempio, in quanto prima che si formasse questa c'erano già le basi formate nella società e quindi di fatti normativi. Quindi concludendo secondo le teorie normativiste una società ha un ordinamento, secondo invece le teorie istituzionaliste una società è un ordinamento. Tutte le discipline giuridiche dovrebbero formarsi sul diritto positivo, ma c'è un limite perchè non si sa rispondere alla domanda " qual'è il fondamento su cui si regge un ordinamento?".La definizione di ordinamento giuridico è la seguente :è l'insieme di più elementi accomunati dal fatto di essere tutti espressione di una determinata organizzazione sociale e quindi coordinati secondo determinati criteri. Un lungo dibattito si inserisce nel diritto, ovvero se il diritto naturale sia sopra ogni diritto. Purtroppo l'idea di cosa sia il diritto naturale è variabile nel tempo e nei luoghi quindi è pressoche impossibile darne una risposta certa. Inoltre da dopo la fine della seconda guerra mondiale sono tornate le teorie giusnaturaliste che riconoscono i diritti inviolabili dell'uomo. Ogni ordinamento è un sistema e deve essere coerente, completo e unitario. Un sistema è sempre ordinato intorno ad un progetto e quindi a tenerlo unito devono esserci legislatore e interpreti. Ogni interprete deve sempre presuppore che il diritto sia un sistema. Le varie norme etc sono un insieme di tutto, non solo piccole parti del diritto. Nel diritto si ha la differenza tra disposizioni che sono suscettibili di interpretazione e quindi modificabili, mentre le norme sono il prodotto dell'interpretazione.

--> Costituzione e ordinamento costituzionale Affinchè un ordinamento giuridico possa essere ritenuto un sistema alla sua base ci deve essere un progetto, quindi la formazione di norme e valori in cui riconoscersi e come ad esempio nello stato devono essere sancite da qualcosa, nel caso sopracitato dalla costituzione. Questa può essere rigida o flessibile, nel primo caso si può modificare solo con procedimento aggravato inoltre può essere scritta o non scritta. Le costituzioni sono diventate sempre più presenti grazie al movimento costituzionalista, ma già ce ne furono alcune ottriate cioè concesse dal sovrano. Quindi ogni ordinamento statale ha una sua costituzione che sancisce il tipo di stato, valori, governo, etc. In Inghilterra nonostante non ci sia costituzione scritta nessuno mette in dubbio i principi fondanti su cui si basa la nazione. Manca la costituzione ma hanno un nucleo di norme che rappresenta i valori di quel paese. Ogni paese però ha un ordine costituzionale e infatti possiamo definire ordinamento costituzionale quel raggruppamento di norme scritte o non scritte che danno il valore alla nazione e forma all'ordinamento giuridico, un pò come fosse il Dna di tutta la struttura. La costituzione può comunque non avere più norme effettivamente vigenti e infatti le norme costituzionali non esauriscono i contenuti della costituzione stessa, ma ogni stato deve legiferare aggiungendo sempre più norme con valore. Ci sono inoltre organi costituzionale che hanno valore e possono delineare il nostro ordinamento costituzionale. Mentre quelli di rilevanza costituzionale in pratica non hanno nessun valore effettivo. Le norme costituzionali vigenti vanno interpretate in base alla situazione odierna indipendentemente che siano scritte o meno ; stabilire se una carta costituzionale è valida o meno , basti pensare allo statuto albertino che nonostante le leggi del fascismo era ancora in vigore. I normativisti tendono a identificare la costituzione con il documento, invece gli istituzionalisti con la decisione politica che fonda questa carta. Secondo i normativisti infatti tutto l'ordinamento si forma a cascata, infatti via via si formano i vari pezzi e quindi una certa produzione generale a forma piramidale. Per Kelsen una norma è prodotta dal principio di effettività, cioè è valida fin quando non è ritenuta più valida nella sua funzione e quindi nel suo valore. Questa posizione venne molto criticata dagli istituzionalisti. Infatti secondo loro qualsiasi ordinamento o simile ha delle regole, non esiste una forma che non ne abbia. Lo stesso C.Schmit sostiene che la vera costituzione è la decisione, l'unità politica di un ordinamento permette la sua formazione. Mortati prende spunto da questa idea per la sua teoria e crea il concetto di costituzione materiale che è ciò che sostiene l'intero ordinamento, qualcosa su cui convergono le maggiori forze politiche. Questa però è stata criticata perchè veniva usata per contrapporre alla costituzione esistente una costituzione veramente vigente. Quindi veniva strumentalizzata. Differenza tra costituzione e ordine costituzionale, nel primo caso si fa riferimento alla carta entratat in vigore nel 1948 nel secondo caso invece ai principi che fano parte. Non si fa riferimento a forze politiche e questo gsarantisce una certa autonomia. Il diritto costituzionale è il nucle dell'ordinamento. --> Diritto pubblico e privato Il diritto costituzionale si colloca sempre prima degli altri diritti, proprio perchè è ritenuto il tronco da cui nascono tutte le norme, dove appunto abbiamo le radici. Inoltre nell'ordinamento appartiene il diritto costituzionale. Possiamo distinguere il diritto privato e pubblico, anche se è difficile trovare una netta distizione. Nel primo caso lo stato lascia ai cittadini il libero esercizio e quindi il libero contratto, ma in realtà interviene sempre per aiutare e per mettere alla pari i diritti dei vari individui. Nel secondo caso invece lo stato è sempre al primo posto negli interventi che gli competono. Anche se oggi molte amministrazioni si affidano al privato, come apunto liberalizzazioni o altro. Il confine tra privato e pubblico è quindi mobile. Del pubblico fanno parte il diritto costituzionale, parlamentare, regionale, aministrativo, tributario, ecclesiastico, penale e civile. Nel caso invece del diritto del lavoro e dell'economia si parla sia di facente parte al diritto pubblico e a quello privato.

RIASSUNTO CAPITOLO 2 : Lo Stato Lo stato inizia a formarsi già da molti secoli, ne parlava Machiavelli nel Principe. Inoltre c'è stato un forte cambiamento perchè mentre prima era tutto feudale e c'era un padrone e diversi padroni si scontravano su un territorio, poi piano piano siamo andati nel riconoscersi sotto un' unica figura che è proprio dello stato. La prima divisione la si ha tra impero e religione. Lo stato moderno nasce ed è caratterizzato da due elementi :  La sovranità, vale a dire la sua autonomia e quindi l'avere il potere sopra qualsiasi potere esistente nel suo territorio;  La politicità, cioè il poter sottoporre alle proprie regole chiunque si trovi nel suo territorio e garantire diritti e servizi. Uno stato è tale se riesce ad ottenere il monopolio della forza ovvero fare sottostare alle proprie regole i cittadini e può usare la forma diretta o indiretta, nel primo caso con l'uso legale delle regole nel secondo caso ponendo come unico detentore della legalità. Definizione di stato : Stato è quando una popolazione si sottomette ad un potere politico e da vita ad un ordinamento che è in grado di soddisfare i suoi interesi generali. La popolazione in questo modo diventa popolo, e ottiene la cittadinanza e quindi tutti i diritti e doveri uguali. Lo stato per esistere deve avere:  Un popolo;  Un territorio;  Un governo sovrano. Non è uno stato un popolo privo di territorio, oppure una colonia dove la sicurezza è garantita da uno stato esterno. Lo stato per funzionare deve essere sovrano e quindi darsi delle regole, valori e quindi avere una costituzione. Solo se si è sovrano si può avere la costituzione. Il popolo diventa fonte di legittimazione dello stato ed è proprietario dei poteri sovrano. Ci sono però oggi dei limiti di fatto dati dalla globalizzazione e dai limiti giuridici perchè essendo ormai un mondo tutto collegato anche grazie alle tecnologie consideriamo tutti i cittadini. Oggi però va contro il concetto di stato quel concetto di stato federale che sta sempre prendendo più piede, in quanto c'è una divisione di ruoli e quindi sembra quasi che lo stato non sia più detentore dei suoi poteri. Ad oggi infatti si discute anche a che modello di territorio appartenga l'Europa. C'è un costituzionalismo di matrice liberale che dice che l'uomo ha diritto alla proprietà privata, alla vita e alla libertà. Nascono infatti le teorie giusnaturaliste, ovvero i cittadini trasferiscono questi valori in un' autorità che deve garantire queste cose. Infatti basta pensare ad Hobbes e Locke, per il secondo lo stato è lo sviluppo di una condizione positiva che deve essere migliorata per Hobess invece lo stato di natura è una condizione di grave conflitto e per uscire infatti si delega al sovrano il potere di disporre di se stessi. Il leviatano infatti soggetta ttti i sudditi al suo potere. Da Hegel invece che si oppone alle idee contrattualiste viene fuori un idea diversa, ovvero è il cittadino che dipende dallo stato e viene unito da esso non viceversa e lo stato è del tutto separato dalla società. Nasce dalla sua idea la destra Hegeliana. Se uno stato nasce su ideologie si può parlare di stato etico, basta pensare al nazismo e fascismo. Marx invece capovolse il concetto economico di Hegel e anche l'idea del rapporto fra stato e società. Per lui il principale costruttore della società è la società civile non lo stato. Er lui la storia dell'uomo è una continua lotta tra classi sociali. Per lui lo stato è uno strumento delle classi per sopraffare con il loro potere sulle altre. Era quindi un semplice mezzo da usare.

Le forme di governo consistono nel modo in cui viene distribuito il potere in uno stato, mentre le forme di stato rigurardano il rapporto tra governati e governanti. Le forme di stato sono :  Lo Stato assoluto si forma con la dissoluzione dell'ordinamento feudale e consiste in un sovrano che è riconosciuto e legittimato da Dio, il quale ha accentrato su di se tutti i poteri e la società è divisa in classi, legittimando in modo maggiore l'Aristocrazie;  Lo Stato liberale nasce come frutto della lotta tra borghesia e ristocrazia. In questo stato non tutti possono votare ma solo chi ha determinate capacità. Però tutti i cittadini hanno riconosciuto il diritto di libertà e di proprietà. E' uno stato monoclasse.  Lo stato liberaldemocratico nasce all'inizio 900 e vengono dati i diritti di voto a tutti i cittadini maggioreni inoltre si garantisce l'organizzazione degli individui in partiti etc in modo da rappresentare più classi possibili. Questo è uno stato pluriclasse.  Lo Stato sociale, che porta al riconoscimento di tutti i diritti dell'individuo e quindi lo stato interviene sia a livello sociale che economico.  Lo Stato costituzionale cioè si fissano i diritti e i doveri degli individui in costituzioni fisse e rigide che vanno rispettate.  Lo Stato Fascista si ispirava alla storia totalitaria degli ideali Hegeliani.  Lo Stato Socialista invece sostiene la lotta di classe delle teorie Marxiste. Entrambi sono tipi di stato ormai in regressione.  Lo Stato confessionale è quello in cui non si accetta la separazione tra potere religioso e statale. Vedesi la sharia. Lo stesso stato italiano è definito uno stato sociale basato su una parte di stato costituzionale ma anche di stato liberaldemocratico. In questo stato tutti i cittadini hanno soliti diritti e doveri difesi dallo stato che si fa garante di ogni singolo individuo. La sovranità appartiene al popolo e ogni individuo è uguale, infatti è rispettato il diritto di eguaglianza. La sfera politica è autonoma dal potere religioso e lo stesso potere sovrano è sottoposto alla legge. C'è la separazione dei poteri, nessun organo può apprpriarsi di tutti i poteri. RIASSUNTO CAPITOLO 3 : Ordinamento Internazionale C'è la teoria degli ordinamenti giuridici infatti il diritto non è monopolio dello stato. Anche perchè alla luce di un mondo sempre più globale e unito ci si deve interrogare sui rapporti giuridici che c'è tra i vari ordinamenti. Il diritto internazionale si ritiene sia nato dopo il trattato di Westfalia del 1648, che riconobbe la comunità degli stati e la nascita dello stato moderno. Ma una volta che uno stato si riconosce sotto un organizzazione e quindi non ritiene di avere niente e nessuno sopra la sua legislazione, come si inserisce la comunità internazionale in questo rango? Sorgono apunto dei problemi giuridici e dei dubbi. Basta pensare che la comunità internazionale non è fornita di un organo legislativo, le norme del dirito internazionale sono prodotti delle fonti di fatto o sennò ci sono i trattati che uniscono sotto un vincolo i vari stati. Alla fine gli stati tendono sempre a pensare all'autotutela prima di guardare in totalità e unione. Pensiamo al rapporto tra ordinamento giuridico internazionale e quello italiano. Ci sono concezioni pluraliste e concezioni moniste, che riducono ad unità ordinamento internazionale e nazionale.  Ordinamento internazionale e italiano Ovviamente si creano dei rapporti tra ordinamento internazionale e nazionale, chi sposa la concezione pluralista questo lo sa. Chi invece segue quella monista, vede tutto come un‟ unica unità. Kelsen sostiene invece il primato dell‟ordinamento internazionale, dove c‟è un governo mondiale che deve imporsi sugli altri. Per i pluralisti invece ogni ordinamento è da solo e non è detto che quello che ha valore giuridico in un certo territorio, abbia la stessa valenza in un altro. Ci sono però degli obblighi di diritto internazionale ai quali gli stati devono sottostare in base a

origine pattizia oppure consuetudinaria. Gli obblighi di natura pattizia sono più semplici; i trattati prevedono la ratifica tramite firma dei vari stati. La ratifica è quando uno stato fa propri i negozi di un altro stato mediante una firma, questo avviene tramite i rapporti che il ministro degli esteri lega con i vari governi. La ratifica secondo l‟articolo 80 della costituzione italiana prevede che a firmare sia il presidente e viene usata quando ci sono variazioni di territorio, trattati con natura politica e così via.  Adattamento agli obblighi internazionali Lo stato opera su due piani diversi e deve operare nella direzione di adattarsi sui piani del diritto internazionale. Infatti deve conformarsi alle decisioni prese in campo di diritto internazionale, adatto il proprio regolamento. L’adattamento all‟ordinamento internazionale prevede delle modalità. Tre modalità : Procedimenti ordinari, la cui fonte è la legge e ci si deve creare appunto una formazione legislativa. Ci si deve quindi adattare alle decisioni prese a livello internazionale. Procedimento speciale, avviene tramite l’ordine di esecuzione e quindi questo rinnovo legale viene introdotto nella legge, in modo allegato. Il parlamento ordina così l‟adattamento. Procedimento automatico, non c‟è bisogno di nessun iter o atto statale ma l‟ordinamento nazionale si adatta in modo automatico a quello internazionale. Non sempre però è efficace ma alcune volte è necessario l‟intervento dello stato.

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 I diritti umani Ci sono tanti principi riconosciuti a livello internazionale, come “i patti conclusi vanno rispettati”, oppure “ogni stato ha uguale sovranità” , oppure “ il divieto della pirateria” etc. Con la fine della prima e seconda guerra mondiale il diritto internazionale ha ricevuto molti cambiamenti. Infatti si è introdotto una cosa importante ovvero i diritti umani. Ogni essere vivente ha dei diritti che ogni stato deve garantire. Basta pensare alla dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo del 1948 che porta molte novità; il diritto internazionale adesso riguarda anche i cittadini, non solo lo stato. Per far si che si rispettino le scelte internazionali sono stati introdotti proprio dei tribunali internazionali. Esiste infatti la corte internazionale penale che è permanente e che opera contro le persone o cittadini che si siano macchiati dei peggio atti come assassini etc.  Organizzazione ONU Ci sono le organizzazioni internazionali che si sono date degli scopi comuni. La principale è l’onu ovvero l’organizzazione delle nazioni unite. Venne creata dalla carta di S.Francisco, appena la guerra finì (sottoscritta in data 26 Giugno 45) stipulata da 50 paesi. Il suo intento era quello di ricreare ciò che la società delle nazioni non era riuscita a fare con la prima guerra mondiale. Ha sede a New York e ha come organi principali: L’assemblea generale, composta da tutti gli stati membri e delibera a maggioranza semplice, tranne che per le cose più complicate con maggioranza a 2/3. Il consiglio di sicurezza, è composta da 15 membri di cui 5 permanenti ( ovvero i vincitori della guerra cioè Cina, Francia, Usa , Inghilterra e Russia) e gli altri 10 decisi e cambiati ogni due anni dall‟assemblea stessa. I 5 godono del diritto di veto e possono scombinare le votazioni su temi importanti legati appunto ai loro interessi. La loro presenza è sempre necessaria sulle questioni di voto. Consiglio economico e sociale, è composto da 54 membri eletti dall‟assemblea e cambiati ogni 3 anni.

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La corte internazionale di giustizia, composta da 15 giudici eletti dal consiglio di sicurezza e dall‟assemblea generale. Il segretario generale viene eletto per 5 anni dall‟assemblea generale e ha compito di mediazione e di iniziativa. Ruolo importante e delicato.

I singoli stati non possono fare ricorso all‟uso della forza, se non si trovano sotto attacco al quale possono difendersi. L‟uso della forza è rimandato solo al consiglio di sicurezza. Gli interventi autorizzati sono le cosiddette missioni dei caschi blu. L‟Italia venne ammessa all‟onu nel 1955. C‟è un dibattito se gli interventi militari siano costituzionali o meno, ma si è arrivati alla conclusione che lo sono nell‟ambito di partecipazioni militari con i caschi blu. Fece discutere la partecipazione alla missione del 1999 in Kosovo, decisa dalla Nato ma non dall‟onu. Ci sono organizzazioni internazionali regionali, come la Nato , che prevede l‟aiuto ad uno stato membro che sia attaccato. Ci sono organizzazioni che non sono a fine militare come il Consiglio d’Europa che garantisce l‟applicazione della cedu ovvero della garanzia del rispetto del diritto. RIASSUNTO CAPITOLO 4 : L‟unione Europea  Dalle comunità all‟unione europea L‟Italia a livello giuridico intrattiene rapporti anche con l‟Unione Europea, sul cui valore ci si continua a interrogare tutt‟oggi. Questa nasce il 1 Novembre 1993 con la entrata in funzione del trattato di Maastricht ratificato un anno prima. L‟unione Europea è frutto di un processo di 40 anni, iniziò oltretutto nel 1951 quando venne istituita la ceca ovvero la comunità europea del carbone e dell‟acciaio tra alcuni paese come Francia, Germania, etc. La politica voleva muoversi per creare una conciliazione tra Germania e Francia che parteciparono alla guerra mondiale con esiti differenti. Venne così creata l’Euratom,per unirsi sullo sviluppo dell‟energia nucleare e della Cee ovvero della comunità economica europea. Questa formazione avvenne con la realizzazione del Trattato di Roma del 1957. Si voleva creare la possibilità di attuare uno scambio doganale con tariffe e regole uguali per tutti gli stati. Si arrivò nel 1965 alla fusione delle comunità che avevano un unico consiglio. Dal 1970 la comunità è stata dotata sempre più di una certa, seppur limitata, autonomia giuridica e decisionale alla quale vengono demandate diverse materie importanti e quindi decisioni. Nel 1974 nasce un vero e proprio consiglio e quindi un modo per decidere che è quello del Consiglio Europeo. La corte di Giustizia garantisce che il diritto venga rispettato all‟interno della comunità e lo fa con un continuo dibattito giuridico. La comunità europea si allarga di anno in anno introducendo i vari paesi, non ultimo la Romania. Il tratta di Maastricht non solo mette le basi per la moneta unica ma viene poi creato il trattato sull‟unione europea che unisce le precedenti comunità (la ceca c‟è fino al 2002), una economia congiunta ma anche una collaborazione tra forze di giustizia.  Organizzazione L‟unione europea si basa su organi importantissimi che sono : Il consiglio europeo, non è un istituzione comunitaria, decide all‟unanimità ed è formato dai capi di governo o stato di ogni aderente e dal presidente della commissione. Ogni 6 mesi viene scelta la presidenza politica tra ogni stato. Questo manda l‟indirizzo politico dell‟Europa. Il consiglio è formato da un rappresentate per ogni stato membro che deve impegnare il governo nelle varie attività. Prende decisioni importanti su temi politici, di sicurezza, di controllo economico e così via. A seconda del tema dibattuto si riuniscono i rappresentanti di ogni governo, ad esempio ministro dell‟agricoltura sulla discussione agricoltura e così via.

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Il parlamento europeo, composto da più di 700 parlamentari eletti da ogni stato per 5 anni. Purtroppo non c‟è ancora una legge elettorale europea comune. E‟ organizzato con gruppi politici composto da minimo 20 rappresentati di 1/5 dei paesi europei. Ci sono 20 commissioni, c‟è un regolamento che prevede a votazione a maggioranza di voti e non ha sede unica ma si sposta da Strasburgo Bruxelles e Lussemburgo. Ha il potere di sorvegliare e valutare le spese, valutare i trattati di adesioni di stati, gli accordi, le sanzioni, ha anche funzione legislativa, può controllare il bilancio e controllare la commissione tanto da poter fare commissioni d‟inchiesta e fare interrogazioni. La Commissione, è composta da 27 membri uno per stato e ha un presidente eletto dal parlamento. Ha diverse funzioni come quella di poteri di iniziativa, di vigilanza, di bilancio e controllo della concorrenza tra mercati e stati. La Corte di Giustizia, ha un proprio statuto, composta da 27 giudici e 8 avvocati che propongono e controllano le varie attività da mettere sotto i riflettori. Compito di questo organi è di far rispettare le regole del diritto a tutta la comunità. E‟ quella che giudica le controversie fra stati e così via. E‟ una specie di corte di cassazione della comunità. A questa infatti si affianca il Tribunale di Primo grado regola le varie azioni intraprese da singoli etc contro la comunità, è una sorta di organo per alleggerire il peso alla corte. Ci sono organizzazioni settoriali come la Banca Centrale ( BCE) che deve mantenere la stabilità dei prezzi e inoltre stampare le monete. Invece La corte dei conti europea deve controllare la stabilità dei conti della comunità.

 Come funziona la Comunità Europea? Ecco le fonti L‟ordinamento dell‟ Ue si fonda sui trattati che vengono via via ratificati dagli stati e dai quali derivano le norme e quindi sono le fonti del diritto della comunità europea. Un trattato non esclude o cancella l‟altro anzi lo integra. L‟Ue si basa su principi base che sono il rispetto dei cittadini, trasparenza delle decisioni, porsi degli obiettivi da raggiungere, libertà e sicurezza e giustizia, rispetto dei diritti, parità tra uomo e donna, grande protezione dell‟ambiente. La sussidiarietà ovvero che la comunità interviene se uno stato per raggiungere un certo obiettivo non riesce a raggiungerlo e quindi interviene la comunità per fare ottenere pari risultati a tutti. La cittadinanza Europea, è riconosciuta a tutti i cittadini dei paesi membri e non cancella quello dello stato ma la integra aumentando i diritti e conferendo lo stato di libera circolazione e soggiorno nei territori Ue. La carta dei diritti fondamentali, di cui se ne discute il valore giuridico in quanto non è entrata a far parte dei trattati. E‟ innovativa perché raggruppa i diritti politici con quelli economici etc , ha 54 articoli. Ogni persona ha gli stessi diritti senza distinzione alcuna.

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C‟è il diritto comunitario derivato , nel quale ci sono regolamenti che si applicano direttamente in ogni stato, le direttive invece vincolano lo stato ad un raggiungimento di certi obiettivi in un determinato tempo. Le decisioni servono per legiferare su stati concreti, quindi cose specifiche e non generali. I pareri servono per far rendere un idea di indirizzo politico, ma non hanno alcun valore giuridico. Questo tipo di diritto ha un certo tipo di procedimento che consiste nella codecisione cioè il procedimento più applicato, cooperazione e consultazione. L‟Italia facendo parte dell‟Ue ha assunto degli obblighi che deve rispettare. La peculiarità dell‟ordinamento europeo è che si fonda sui trattati che hanno durata illimitata,per molti è un ordinamento prefederativo nel senso che prevede sviluppi negli anni ed è ancora in corso, infatti si parla di un ordinamento in federazione di stati nazione.

 Arriviamo al trattato di Lisbona… La costituzione per l‟Europa per portare il tutto a un processo unificato doveva essere ratifica nel 2004 a Roma ma i paesi promotori come Francia e Paesi Bassi l‟affossarono con un referendum che disse no e questa finì appunto su un binario morto. Poi venne il trattato di Lisbona che vene ratificato ma con modifiche visto il no al referendum dell‟Irlanda. Questo trattato non parla della costituzione precedentemente citata, ma in pratica la esprime nelle scritte. Questo trattato introduce molte novità ovvero l‟unione sostituisce la comunità facendo cadere il sistema a pilastri; 1 milione di cittadini europei può chiedere di attuare una norma su un certo argomento; viene introdotto il presidente del consiglio europeo che sta in carica 2 ani e mezzo; la commissione dal 2010 non sarebbe più stata composta da 27 membri cioè uno a stato, ma da 18 cioè 2/3 in modo assolutamente paritario. RIASSUNTO CAPITOLO 5 : Le fonti del Diritto Ogni ordinamento pone delle regole affinchè determinate norme vengano ritenute parte stessa dell‟ordinamento. Si chiamano fonti del diritto quegli atti o fatti che l‟ordinamento abilita a produrre norme giuridiche. Requisiti delle norme devono essere generalità e astrattezza, nel primo caso significa che devono essere riferite a tutti i cittadini, nel secondo cioè deve essere un regola ripetibile nel tempo. Ci sono le fonti di produzione del diritto ovvero atti o fatti che producono imperativi riconosciuti dall‟ordinamento, oppure le fonti sulla produzione sono norme che disciplinano i modi di produzione del diritto oggettivo. Per Kelsen le fonti del diritto dipendevano solo da queste a prescindere dal contenuto. Alle fonti sulla produzione è affidato il compito di trovare soggetti che stabiliscano norme giuridiche e le procedure che questi soggetti devono seguire. Si parla di fonti fatti quando si producono norme senza uno specifico processo, mentre fonti atto quando la norma è prodotta da un soggetto istituzionale portatore di una precisa volontà. Le norme devono essere pubblicate in forma ufficiale, tutti devono conoscere la legge e nessuno può dire non la conoscevo, interpretare e applicare il diritto.  I soggetti che concorrono a produrre diritto Le fonti del diritto ci indicano quali soggetti debbano concorrere a introdurre norme nell‟ordinamento. Prima , anche fino al codice italiano del 42, si prendeva come fonte la legge già esistente. Con la nascita dello stato liberal democratico cambia un po‟ tutto e prende importanza la costituzione rigida dalla quale si ottengono le maggiori fonti del diritto. La costituzione ha introdotto il criterio della competenza dividendo i vari ruoli che spettano ai soggetti stabiliti su determinati ambiti.  La costituzione, fonte sulle fonti La costituzione è la massima fonte sulle fonti, cioè legittima tutti i processi di produzione del diritto e disciplina i modi di produzione. Si limita a regolare solo i processi di produzione più importanti ovvero quelle che creano norme di rango costituzionale e quelle che creano norme di rango primario. Negli atti primari il sistema delle fonti è da considerarsi chiuso. Non si possono considerare atti primari oltre quelli costituzionali , in caso contrario si dovrebbe modificare la costituzione. Agli atti primari va riconosciuto forza di legge. Il sistema secondario delle fonti è invece aperto. Nell‟ordinamento ci deve essere unità, coerenza cioè senza contraddizioni e completezza cioè non ci devono essere lacune o vuoti normativi.

 Criteri per ordinare le fonti del diritto Nel nostro ordinamento i criteri per trarre le norme giuridiche tratte dalle fonti vengono tratte dalla costituzione. I criteri sono 3 : Criterio Cronologico, regola la successione degli atti normativi nel tempo. Ovvero una norma creata da ultimo entra in vigore abrogando la precedente, per il principio secondo il quale l‟ultima norma ha più valore giuridico della precedente. La norma assume subito l‟efficacia ed entra in funzione, subito applicabile a tutti e obbligatoria. Queste non hanno efficacia retroattiva. La retroattività non è mai assoluta. Tutto questo perché non si può incrinare una legge che ha subito un iter e che viene poi svalutata da una norma successiva. In materia penale il divieto retroattivo è inderogabile e sempre assoluto. L‟abrogazione circoscrive il valore della norma in questione, non la cancella. Differente è la deroga con la quale si mantiene una norma ma la si circoscrive nel tempo. L‟abrogazione può essere : Espressa, disposta direttamente dal legislatore e nel testo vengono indicate le disposizioni abrogate; Per incompatibilità (o tacita) cioè non viene cancellata dal legislatore ma automaticamente non è più valevole essendoci un contrasto di compatibilità tra due norme o simile; Per nuova materia cioè la nuova disciplina si sostituisce alla precedente;.

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Ci sono le clausole di abrogazione espressa che prevede un obbligo di espressione per abrogare una determinata materia/norma. In questo modo si può razionalizzare il processo di produzione di diritto in una determinata materia. Criterio Gerarchico, cioè la norma che vale è quella appartenente alla fonte superiore o sovraordinata. Se si applica la norma sovraordinata quella sottordinata non è abrogata, ma invalida, per non aver rispettato la successione gerarchica. Pertanto deve essere annullata ad opera dei competenti organi, nel caso in cui una norma sia incostituzionale spetta alla Corte Costituzionale dichiararla tale. L‟invalidità quindi pone la cancellazione della norma che risulta invalida sia riferita al presente e futuro ma anche al passato, quindi ha carattere retroattivo. Criterio della competenza, cioè quando le fonti sono ordinate dalla costituzione secondo una certa scelta di competenze. Se una norma non è competente, e quindi invalida, deve essere cancellata dall‟ordinamento. ( Basta pensare a norme territoriali etc).

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 L‟interpretazione del diritto L‟applicazione del diritto, che porta a risolvere situazioni di antinomie, è soggetto a interpretazione. Non essendoci criteri interpretativi nella costituzione ci si basa sull‟articolo 12 delle preleggi del 1942. Abbiamo : Interpretazione testuale/letterale che è il significato proprio delle parole; Interpretazione Teleologica basata sul legislatore e il suo senso soggettivo o su dato oggettivo; - Interpretazione logico sistematica basato sulla connessione del contesto e dell‟ordinamento. Nell‟articolo 12 si fa riferimento all‟uso interpretativo analogico, ovvero se ci sono lacune si riempie la lacuna legiferando con norme di casi simili.Ad esempio se manca una legislazione aerea -

si usa quella marittima e si parla di analogia legis; nel caso in cui non ci siano corrispondenze si fa una specie di raccolta di principi generali dall‟ordinamento e si parla di analogia iuris. L‟articolo 14 invece prevede il divieto di analogia per norme in ambito penale e per leggi speciali. Basandosi sulla costituzione in caso di dubbio non si può fare una legge in alcun modo lesiva dei diritti sanciti dalla costituzione stessa. Si chiama criterio di stretta interpretazione. Abbiamo poi l’interpretazione autentica che è quella effettuata dal legislatore, sono retroattive perché il significato dato dal legislatore riguarda norme già in vigore. La corte costituzionale dichiara incostituzionale questo tipo di legge se invece di interpretare, passano a innovare.  Le fonti del diritto Abbiamo innanzitutto la costituzione e le fonti costituzionali. La costituzione è l‟atto supremo dell‟ordinamento. La sua caratteristica è la rigidità ovvero per una eventuale modifica ci deve essere un corposo processo costituzionale. Infatti nell‟articolo 138 è specificato che per la modifica è prevista la legge di revisione costituzionale ( sono emendamenti che aggiungono o modificano parti della costituzione) oppure leggi costituzionali di determinate materie e affiancano la costituzione. Il processo di formazione di leggi costituzionali è diverso da quello ordinario e si chiama procedimento aggravato . Ci sono due letture del progetto di legge alla camera e dal giorno della pubblicazione entro i 3 mesi si può richiedere un referendum costituzionale, dopo i quali se non richiesto o se richiesto e non raggiunto il quorum la legge rimane promulgata. Se però il progetto di legge è accettato da 2/3 della camera allora si promulga senza referendum. Ci sono dei limiti però alla revisione costituzionale infatti è vietato i mutamento ma accettata la modificazione. Ad esempio ci sono dei principi sempre da rispettare come i diritti di tutti i cittadini, il rispetto dello stato laico etc etc.  Le fonti comunitarie Abbiamo infatti già parlato di direttive e regolamenti. Il dibattito verte se la nostra costituzione sia in grado di permettere il recepimento degli obblighi comunitari. I tribunali italiani applicano il diritto comunitario previa modifica del legislatore stesso. Nel nostro paese alla fine è stata accettata l‟interpretazione secondo la quale l‟articolo 11 della costituzione permette di recepire l‟ordinamento comunitario. L‟unico limite stabilito è il rispetto dei principi supremi della nostra costituzione come il rispetto dei diritti dei cittadini e così via, ma questo è già spiegato nell‟ordinamento comunitario e quindi è introdotta come un qualcosa in più essendo già ovvio. Il percorso di questo problema è stato lungo all‟inizio la corte costituzionale ritenne che il rapporto giuridico andasse letto in senso cronologico finendo per conformarsi alla giurisprudenza della corte di giustizia. E questo vale per i regolamenti. Per le direttive invece avranno nel sistema delle fonti il posto che più gli è degno e la corte costituzionale riconosce alle regioni piena autonomia di ricezione di tali direttive.  Legge ordinaria dello stato Le gente è fonte e competenza generale e può riguardare tutto tranne ciò che è già disposto dalla costituzione. Le leggi ordinarie dello stato vanno considerate materie che riguardano interessi e valori generali. La legge è l‟atto fonte abilitato a produrre norme e dotato quindi di forza legge, nel rispetto della costituzione. Si parla di riserve di legge ovvero la costituzione affida alla legge una determinata materia. Non può quindi intervenire in altre materia ma solo in quella riservata. Ci sono riserve assolute quando l‟intera materia è riservata alla legge ; riserve relative quando alla legge spetta un parte essenziale o circoscritta; riserve rinforzate cioè l‟intervento legislativo deve avvenire con certe procedure.

 Decreti Legislativi La costituzione attribuisce attribuisce al governo poteri normativi di rango primario che sono decreti legge e decreti legislativi che hanno la solita importanza e valore della legge ordinaria. La potestà però non è autonoma del governo ma la costituzione vuole sempre l‟intervento del governo, infatti il governo non può adottare decreti legislativi senza una legge di delegazione, mentre i decreti legge usati per urgenze devono essere convertiti entro 60 giorni in legge dalle camere. Il procedimento di delegazione è un procedimento duale svolto dal parlamento e dal governo. La legge di delegazione deve conferire al governo il potere di avere atti aventi forza di legge. Va individuato l‟oggetto e anche il limite entro la quale la delega deve essere ottenuta e svolta. Il decreto legge è l‟atto che il governo emana in attuazione della legge di delegazione, deliberato dal consiglio dei ministri e emanato dal presidente della repubblica.  Decreto legge Il governo può adottarli e sono momentanei ed equiparati alla legge ordinaria. Ma devono essere misure concrete, infatti sono inseriti nella costituzione per essere usati nelle emergenze ad esempio e non come veicolo per scansare il ruolo del parlamento. Se entro 60 giorni non viene convertito dalle camere in legge, decade la sua funzione e valore. Non si può fare un decreto legge di un qualcosa di cui sia stata già negata la conversione in legge, non si possono regolare i rapporti giuridici con i decreti legge e non si possono reintrodurre cose che la corte costituzionale ha dichiarato illegittime. Appena in mano al governo diventa un disegno di legge di conversione che andrà alle camere dove potrà essere modificato con aggiunte e poi accettato. Questo sarà composto da un solo articolo nel quale c‟è scritto nel contenuto della conversione in legge. Se il decreto dovesse decadere, si può introdurre una legge regolatrice , per evitare danni a cittadini o vuoti normativi in assenza di questo decreto.  Referendum Abrogativo ( Rinvio ) E‟ un esercizio di potestà normativa che permette ai cittadini di abrogare leggi o parti di essere ritenute in qualche modo a danno dello stato, nonostante l‟approvazione del governo.  Fonti Legislative Specializzate Qui dentro vi troviamo fonti diverse anche tra loro ma che hanno comune di rivolgersi a qualcosa di specifico che non rientra da altre parti. Abbiamo infatti : Leggi di esecuzione dei patti lateranensi, che regolano i patti tra i due stati e che andrebbero modificati tramite processo costituzionale se non ratificati da entrambe le parti; Leggi che disciplinano i rapporti tra stato e confessioni religiose tramite intese; Leggi che permettono di staccare una provincia da una regione etc; Leggi di amnistia o indulto.

 Le fonti espressione di autonomia degli organi costituzionali Ogni camera, come prevedere l‟articolo 64 della costituzione, ha il proprio regolamento. I regolamenti parlamentari sono atti fonte di rango primario a competenza riservata. Ci sono anche i regolamenti parlamentari speciali che regolano il funzionamento di organi particolari delle camere.  Regolamenti degli altri organi costituzionali Organi come la corte costituzionale secondo la costituzione può avere un proprio regolamento che ne stabilisca le funzioni. Così come per la presidenza della repubblica che può avere propri regolamenti per l‟apparato amministrativo, non per tutto l‟organo. Così come si riconosce una certa autonomia al governo, in quanto è quello che crea le leggi in rapporto con il parlamento.

 Le fonti regolamentari I Regolamenti sono fonti secondarie del diritto, ovvero subordinate a quelle primarie. Ci sono dei regolamenti dell’esecutivo che possono essere regolamenti governativi, ministeriali o interministeriali. I regolamenti governativi sono approvati dal consiglio dei ministri e posti a visione del consiglio di stato che deve approvarli entro 45 giorni. Ci sono regolamenti di esecuzione per rendere l‟applicazione delle leggi più veloce, i regolamenti di attuazione per far applicare i decreti legislativi, i decreti indipendenti per far creare una norma su una mancanza legislativa , quelli di organizzazione per organizzare la struttura e le mansioni e quelli di delegificazione che servono per abrogare norme vigenti.  Le fonti del diritto regionale Le fonti del diritto regionale sono : Gli statuti ordinari, che per l‟approvazione ha due fasi una necessaria cioè viene proposto appunto un test e votato e approvato dalla maggioranza dei componenti regionali. La fase eventuale è che venga messo ai voti sotto referendum ai cittadini. E‟ uno statuto a competenza specializzata e sovraordinato rispetto alle leggi regionali. Legge regionale, è approvata secondo gli statuti regionali e incontra i limiti che incontra anche la legge statale. Infatti alle regioni spetta la potestà legislativa residuale, cioè in materie che non spettano allo stato e al governo. La potestà legislativa concorrente delimita invece i poteri tra stato e regioni. I regolamenti regionali, la potestà regolamentare spetta allo stato salvo eccezioni in materie specifiche.

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Ci sono anche degli statuti speciali ch sono approvati secondo legge costituzionale e sono presenti in regioni con condizioni autonome come Valle d‟Aosta, Friuli e Trentino etc.  Le fonti locali Lo statuto è creato e votato ed è l‟atto fondamentale costitutivo dell‟organizzazione dell‟ente locale. C‟è un procedimento aggravato di approvazione e se non viene approvato a maggioranza si rinvia la votazione nelle successive sedute per 30 giorni. Poi ci sono i regolamenti sono previsti in ogni comune o ente come province ed è previsto questo diritto dalla stessa costituzione.  Le fonti fatto La consuetudine è la fonte fatto più riconosciuta ed è composta da due elementi : Il fatto che un comportamento venga ripetuto nel tempo; Che quel comportamento ripetuto sia giuridicamente riconosciuto.

Se non vi sono questi due elementi si parla di prassi, cioè una mera situazione non vincolante in quanto giuridicamente non riconosciuta. Le consuetudini per essere valide devono essere secundum legem, praeter legem ( cioè fuori norma ) ma mai contra legem altrimenti non è valida e viola le disposizioni normative. Le fonti fatto in materia costituzionale integrano già il valore normativo della costituzione e si parla di consuetudini costituzionali e si impongono a tutti gli atti legislativi subordinati.  Fonti di cognizione Sono atti scritti non aventi forza normativa volta a far conoscere il diritto oggettivo. I testi unici ad esempio lo sono e raccolgono tutti gli atti normativi preesistenti inserendoli in un unico testo. Tutti

gli atti normativi vengono poi pubblicati all‟interno della gazzetta ufficiale e entrano in vigore nei 15 giorni successivi alla pubblicazione stessa.  Le fonti esterne riconosciute Sono fonti del diritto italiano anche fonti a cui si riconosca un rinvio. Ad esempio l‟adattamento automatico della nostra struttura normativa che si adatta al diritto internazionale. RIASSUNTO CAPITOLO 6 : I diritti fondamentali Il catalogo dei diritti va arricchendosi tanto che si parla di prima, seconda , terza e quarta generazione dei diritti. La formazione dello stato moderno è stata accompagnata dalla dichiarazione di molti diritti come il bill of rights in Inghilterra nel 1689, ma la più importante fu quella chiamata dichiarazione dei diritti dell‟uomo e del cittadino che portò alla formazione della rivoluzione francese nel 1789. Si iniziarono così a formare i diritti civili ovvero quella sfera del cittadino che riguarda solo lui stesso e sono libertà intoccabili come la libertà personale, di domicilio, economica, proprietà, etc. Con l‟emergere del proletariato iniziarono a entrare i così detti diritti politici ovvero il cittadino iniziava ad essere considerato all‟interno delle attività dello stato. Quindi i cittadini ottenere il diritto di voto e di partecipazione, nasceva così lo stato pluriclasse distruggendo quello monoclasse e passando dallo stato liberale a quello liberaldemocratico. Entrarono in vigore anche i diritti sociali dome il diritto all‟istruzione, alla salute, all‟abitazione, al lavoro etc. In questo volume abbiamo scelto di usare la denominazione diritti fondamentali che raggruppa tutti i tipi di diritti. Le distinzioni nette infatti non portano a niente, anzi confondono le idee. Per diritti umani si intende il raggiungimento di quei diritti perseguiti dall‟onu per tutte le popolazioni.  Situazioni Giuridiche Soggettive Viene usata la tecnica di tutela per garantire gli stessi diritti a tutti. Si affida infatti la tutela a specifiche istituzioni che sono le autorità garanti. Sono soggetti di diritto coloro che godono della capacità giuridica e infatti il nostro ordinamento riconosce come soggetto di diritto le persone fisiche ma anche le persone giuridiche. La capacità giuridica per le persone fisiche si acquista alla nascita, mentre quella di agire alla maggiore età. Un soggetto può venirsi a trovare in situazioni giuridiche favorevoli ( come poteri etc) e non favorevoli ( come i doveri etc). Il potere giuridico è la possibilità astratta di ottenere determinati effetti giuridici. Il diritto soggettivo si differenzia perché è una situazione attuale e concreta e si dividono in assoluti cioè valevoli per tutti allo stesso modo(vi sono inclusi i diritti fondamentali) e quelli relativi la cui soddisfazione è collegata solo al singolo soggetto. L’interesse legittimo serve a legalizzare un proprio interesse con cui un individuo gode di poteri strumentali, ma questo a differenza del diritto soggettivo che è ora w subito, questo non deve andare contro l‟interesse pubblico. Le situazioni giuridiche non favorevoli sono gli obblighi ovvero che abbiamo verso qualcuno, i doveri che non sono collegati a qualcuno ma riferiti al nostro comportamento e le soggezioni cioè chi è soggetto ad un potere.  Cittadino e straniero Bisogna chiarire chi sono i titolari delle situazioni giuridiche soggettive e infatti dobbiamo chiarire il concetto di cittadini, straniero e di cittadinanza. Il concetto di cittadino nasce con la rivoluzione francese con la quale si stabilì che non era cittadino chi appartiene alla comunità e non è straniero, ma chi assolve ai diritti civili e politici e quindi il cittadino diventa cellula del paese. Si parla infatti del concetto di Ius Sanguinis cioè avente cittadinanza per sangue e quindi per nascita oppure di ius soli cioè che anche chi nasce sul territorio da figli straniere prende la cittadinanza.

Le legge del 5 febbraio 1992 disciplina come si prende o si perde la cittadinanza ovvero: Ha la cittadinanza chi secondo ius sanguinis nasce da genitori italiani o con cittadinanza italiana oppure da ignoti oppure in uno stato di apolidia ( senza polis/cittadinanza); Per estensione di un coniuge che essendo italiano ne chiede richiesta per parente; Per concessione, a seconda di una presenza di requisiti come ad esempio chi è residente da 10 anni, etc etc.

Si ha sempre diritto alla doppia cittadinanza e si perde la cittadinanza per espressa rinuncia. Importante è anche considerare che donna e uomo sono messi sullo stesso piano proprio volte a garantire il massimo di tutela a coloro che sono in situazioni di apolidia. La legge è restrittiva nei casi di richiesta di naturalizzazione. La costituzione stabilisce che: Non si può togliere la cittadinanza per questioni politiche; Il cittadino può essere estradato se ha compiuto reati in altri paesi, ma non per questioni politiche ;

L‟italiano quindi fa parte della comunità europea ed è un cittadino europeo è quindi comunitario. Extracomunitario significa che proviene al di fuori della comunità europea. Straniero quindi è colui che non è cittadino italiano ne apolide. La disciplina di regolazione delle regole migratorie etc è regolato dal trattato di Shengen del 1990 e la legge Turco-Napolitano del 98 fu modificata dalla Bossi – Fini del 2002. Quindi allo straniero su suolo pubblico sono garantiti i diritti fondamentali e a chi ha regolare permesso di soggiorno gli stessi diritti dei cittadini italiani e uguale a tutti i lavoratori stranieri. La nostra carta costituzionale garantisce i diritti fondamentali a tutti ma in alcuni casi è un po‟ “vuota” perché non specifica le categorie e quindi se non legifera il governo c‟è una mancanza di norme e quindi certe situazioni non sono costituzionalmente garantite. Il Diritto di asilo è riconosciuto come diritto soggettivo ma l‟Italia non ha ancora una legislazione organica su questo tema a differenza di altri stati. L‟estradizione dello straniero avviene se c‟è un genocidio, l‟espulsione se non sono state rispettate le norme italiane e viene preposta dal prefetto e lo straniero viene accompagnato alla frontiera. Lo straniero regolare può essere trattenuto in un centro di accoglienza e poi rimandato nel suo paese. C‟è anche il respingimento alla frontiera fatto dalla polizia di frontiera per non fare entrare le persone in modo non controllato.  I diritti inviolabili nell‟articolo 2 della Costituzione Secondo questo articolo la costituzione garantisce i diritti inviolabili dell‟uomo ed è proprio grazie a questo che l‟ordinamento garantisce i diritti alle persone. I diritti inviolabili sono : Assoluti; Non cedibili ; Irrinunciabili ; Imprescrittibili, cioè non si cancelano.

Questi diritti sono riconosciuti a tutti anche ad un nascituro. La costituzione stabilisce il principio personalista cioè ambiti personali che nessuno può invadere e quello pluralista cioè l‟uomo inserito nella società a cui va garantito l‟inserimento e i medesimi diritti degli altri individui. La corte costituzionale ha stabilito che questo articolo deve essere valevole per tutto, compreso per il legislatore che deve legiferare tenendo conto di questo. E‟ un‟ articolo a fattispecie aperta.

 I diritti della personalità Sono diversi e sono : Il diritto alla vita; Diritto all’onore; Diritto all’identità personale; Diritto alla libertà sessuale; Diritto alla riservatezza (privacy).

 Doveri costituzionali Nella seconda parte dell‟articolo 2 sono sanciti dei doversi come il mantenimento dei figli dello studio etc, educazione, spese pubbliche, rispetto della patria e fedeltà ala Repubblica.  Protezione internazionale Il 900 è stato caratterizzato da un riconoscimento internazionale dei diritti ma ci sono delle problematiche ovvero se questi trattati o simili siano applicabili alle legislazioni in essere oppure quale sia la loro posizione nel sistema delle fonti. La corte costituzionale italiana ha sempre avuto un atteggiamento oscillante tanto da recepire alcune volte le norme, altre volte no. Comunque se viene recepito una norma internazionale questa viene inserita con legge di esecuzione e quindi assumono norma di legge ordinaria.  Diritti e vincoli europei Documento fondamentale per la tutela dei diritti umani è la CEDU, cioè la convenzione europea dei diritti dell‟uomo e delle libertà fondamentali. Infatti è nata così la corte europea dei diritti dell‟uomo alla quale si possono operare ricorsi individuali. C‟è anche la carta dei diritti fondamentali del‟unione europea e proprio grazie a queste carte sia l‟unione che gli stati vengono regolamentati. Tutto questo sta creando un sistema di diritti nei quali gli individui si trovano riconosciuti.  La libertà personale La prima libertà garantita è la libertà personale ovviamente con i dovuti limiti ad esempio nel caso coercitivo delle forze d‟ordine quando si tratta di ritiro di patenti etc. Ci possono essere delle misure negative che incidono sulla persona fino a degradarla. La libertà personale non include però la libertà morale, cioè quella libertà di creare e fare i propri comportamenti. Ci sono infatti delle restrizioni della libertà personale che la costituzione prevede, ma solo in base ai termini di legge. Ci sono dei limiti sostanziali alla penalizzazione, ovvero i reati vanno dichiarati in modo chiaro, la legge non può ascrivere una colpa di qualcuno ad altri, la colpa va assunta per dolo o per colpa (cioè negligenza), nessuno inoltre può essere punito con una legge entrata in vigore dopo i fatto compiuto quindi non c‟è retroattività. Possiamo parlare del‟arresto in flagranza di reato e del fermo indiziati di reato. Possiamo parlare di misure di sicurezza e di misure di prevenzione. Un‟ altra forma di restrizione è custodia cautelare oltre alla reclusione. Ovviamente ci sono dei principi di trattamento del detenuto che devono rispettare la persona e quindi rispettare i principi umani. Un altro problema però è il giudizio della pena che viene rimandato al grado di soggettività al giudice seguendo certi principi di scala. Questo è un tema molto difficile.

 Libertà di circolazione L‟articolo 16 della costituzione garantisce al cittadino di muoversi sul territorio liberamente, stabilire dove lavorare e dove avere residenza e dimora. Il fatto che non parli di stranieri non significa che ad essi va negata, anzi in questo modo viene rimandata al legislatore. Ai cittadini comunitari spetta un regime particolare che prevede loro il libero movimento nei territori ue e di trovare lavoro dove vogliono grazie agli accordi di Shengen. La costituzione riconosce per la prima volta la libertà di circolazione, cosa che non prevedeva lo statuto albertino. In costituzione c‟è il divieto assoluto di ogni restrizione per motivi politici. Sempre questo articolo garantisce la libertà di espatrio in ogni momento e la possibilità di rientrare nel territorio quando vogliono. Infatti l‟autorità amministrativa deve rilasciare il passaporto perché è un diritto soggettivo oltretutto vicino all‟espatrio c‟è la libertà di emigrazione.  Libertà di Domicilio L‟articolo 14 della costituzione lo prevede e non va violato, è una proiezione spaziale della persona. Solo tramite perquisizioni domociliari può essere invaso tale spazio, ma tramite un mandato accettato perché si ritiene che nel luogo vi siano cose inerenti ad una certa indagine. La privata dimora è dunque tutelata dalla stessa costituzione.  Libertà di comunicazione L‟articolo 15 garantisce a tutti di poter comunicare con una o più persone e quindi garantisce la segretezza delle comunicazioni. Al momento c‟è la legislazione vigente in materia di intercettazioni e simili prevede la richiesta del pubblico ministero per poter usare quei dati come indagine. Da non molti anni c‟è il dubbio su come controllare le reti informatiche, anche per i problemi terroristici.  Libertà di manifestazione e diritto all‟informazione L‟articolo 21 della costituzione permette a tutti di poter manifestare liberamente le proprie idee tramite i mezzi di diffusione. La libertà di espressione sarebbe parziale se ad essa non venisse riconosciuta la libertà di scelta del mezzo. Ovviamente è garantito anche il diritto al silenzio e inoltre possiamo dire che ci sono dei limiti espliciti come il buon costume e i limiti impliciti calcolati a seconda delle situazioni. Ad esempio la costituzione nell‟articolo 33 parla proprio dell‟arte e sostiene che l‟arte dipinta non deve avere censura ne subire controllo all‟inizio in quanto l‟arte non ha pudore. Differente per le rappresentazioni teatrali che invece devono avere controlli. Il concetto che sta alla base della libertà , però , è che la libertà di un individuo non deve mai cancellare o sovrastare la libertà di un altro individuo. E‟ vietato oltretutto ogni apologia di reato come il vilipendio di stato o offesa alla costituzione o nazione. Ogni individuo, inoltre, ha la libertà di informarsi e di essere informato tramite tutti i mezzi messi a disposizione. Anche se la costituzione non prevede in modo esplicito questo diritto lo si intravede in modo giuridico dall‟articolo 21. Però l‟unico mezzo che cita la costituzione come mezzo di informazione è la stampa non cita nemmeno la radio ormai diffusa a quel tempo. La pubblicazione a mezzo stampa non è soggetta al previo controllo delle autorità. La regolamentazione della televisione avviene per la prima volta con la legge Mammì che garantiva un pluralismo nelle voci televisive e prevedeva l‟inserimento di capitale privato anche ne settore pubblico etc. Venne anche istituita l‟autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Nel 2000 venne introdotta la legge della par condicio ma dichiarata incostituzionale dalla corte costituzionale. Nel 2002 arriva la legge Gasparri che porta la R.a.i ad essere S.p.a , un sistema integrato della comunicazione e poi si permette agli editori stampa di poter entrare nel mercato televisivo.

 Libertà di religione e coscienza Garantite da tutte le carte dei diritti, la libertà di fede e professione religiosa è importante anche per società di atei etc. Chiunque può professare e agire secondo la propria coscienza in ambiti in cui la legge non può obbligare o entrare.  Libertà di ricerca scientifica Nell‟articolo 33 la costituzione afferma la libertà di scienza e quindi la promozione della ricerca scientifica. Anche nell‟ambito delle biotecnologie e di ricerca.  Libertà di istruzione Viene garantita dall‟articolo 33 della costituzione che garantisce la libertà di insegnamento volto a formare la personalità dell‟individuo per la sua crescita e formazione. Alle scuole private viene riconosciuto il solito valore delle scuole pubbliche ma senza oneri per lo stato. Per la costituzione le scuole devono essere aperte e ovviamente con corsi obbligatori fino all‟età di 8 anni minimo. Il diritto all‟istruzione comprende anche il diritto allo studio cioè lo stato deve introdurre mezzi non solo economici per permettere a chi ha problemi finanziare e non solo di portare a termine e conseguire i propri studi. Per questo articolo le università hanno diritto a darsi ordinamenti autonomi nei limite delle leggi statali e di introdurre sistemi e corsi di ricerca importanti per lo sviluppo e la scienza.  Libertà di riunione Regolata dall‟articolo 17 della costituzione. Viene data ai cittadini possibilità di riunirsi e devono intendersi riunioni di persone che perseguono lo stesso obiettivo. Le manifestazioni sono riunioni in movimento. Assolutamente però queste devono svolgersi in modo pacifico e senza uso o portata di armi. C‟è una differenza tra riunioni in luogo aperto al pubblico, cioè delimitato da strutture, nel quale ognuno può entrare e partecipare ma senza avvertire le autorità per l‟organizzazione, invece in un luogo pubblico serve previa autorizzazione.  La libertà di associazione La libertà di associazione venne da sempre osteggiata perché vista come un intrusione nel rapporto stato e cittadino. Basta pensare alla repressione durante il periodo fascista. Alla fine con l‟avvento repubblicano venne inserito l‟articolo 18 a queste dedicato. Differenti dalle riunioni perché hanno un valore giuridico riconosciuto e l‟articolo 18 inserisce la libertà di associazione, la loro stessa libertà e nessuno può essere costretto ad aderire alle associazioni. Le associazioni sportive etc che sono obbligatorie non sono comunque ritenute illegali in quanto vogliono raggiungere un obiettivo. L‟articolo 18 vieta l‟uso di associazioni per fini vietati per legge ai singoli. Sono vietate infatti le associazioni segrete o quelle che operano a scopi politici come terroristi etc.  La famiglia La costituzione riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, sia civile che religioso. Ma non esclude le famiglie di fatto in quanto in realtà parla anche di bambini nati fuori dal matrimonio a cui va garantito ogni diritto. Infatti nell‟articolo 2 riconosce le formazioni sociali e la stessa carta Ue demanda ai vari stati la legalizzazione delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali. Viene riconosciuta uguaglianza tra coniugi e nel 75 c‟è stata proprio una legislazione

in merito. Oggi viene messa in discussioni l‟uso automatico del cognome del padre da applicare ai figli.  Proprietà privata L‟articolo 42 sancisce le basi della costituzione economica, che deve appunto creare un sistema organico. Infatti afferma che la proprietà è pubblica o privata senza limitarne grandezze etc. La proprietà privata è garantita dalla legge che ne tutela i diritti e crea le leggi per regolamentarla. Importante è creare una funzione sociale della proprietà privata. Si può anche espropriare un terreno e infatti il proprietario viene privato delle attività e diritti che lo competono.  Sindacati e diritto di sciopero Nello stesso articolo 18 una disciplina di funzione è garantita ai sindacati che hanno una grande sostanza sociale. L‟articolo 40 prevede il diritto di sciopero, a differenza del regime fascista che lo vietata e perseguitava. La serrata non è più punita legalmente, ma se l‟amministratore dovesse farla sarebbe costretto a risarcire i lavoratori per il mancato lavoro. Si crea così e si afferma lo sciopero economico che prevede scioperi per far valere i diritti ai lavoratori. Anche lo sciopero per finalità politiche è stato accettato, a meno che non serva a sovvertire la costituzione o simili. Nel 1990 vene stabilito i limiti negli scioperi del servizio pubblico che dovevano garantire a livello minimo i servizi per non creare scompiglio a chi lavora e al sistema economico. In caso contrario vengono sanzionati.  Diritti al lavoro L‟articolo 4 parla di diritto al lavoro e obbliga lo stato a provvedere a qualsiasi mezzo per promuovere in modo effettivo tutto ciò. Il diritto al lavoro non è di per se utile per avere un lavoro ma comunque è inviolabile. C‟è la libertà di scegliere e svolgere la mansione che l‟individuo vuole e inoltre il diritto del lavoratore a non essere licenziato in modo arbitrario e ad avere una retribuzione minima che consenta a lui e alla sua famiglia di vivere una vita dignitosa. Inoltre si ha diritto alle ferie e al riposo settimanale retribuito.  Il diritto alla salute E‟ un diritto fondamentale dell‟individuo tanto da istituire un servizio sanitario nazionale per controllare e curare tutta la popolazione perchè è un bene di tutti. E‟ un diritto primario della persona e si ha il diritto a ricevere i trattamenti sanitari. La legge Basaglia nel 1978 cancellò i manicomi. Oggi si discute sull‟accanimento terapeutico. Tutto questo viene garantito dall‟articolo 32 della costituzione.  Diritto all‟assistenza e alla provvidenza L‟articolo 38 garantisce l‟assistenza sociale ai singoli che non riescono a mantenersi e garantisce la previdenza sociale ai lavoratori che sono in cinta o hanno altri problemi Questi diritti servono anche per dare un controllo sociale e far funzionare meglio il sistema.  Diritto all‟abitazione Si ha diritto all‟alloggio? La costituzione ne parla nell‟articolo 47 e nonostante sia garantito da tutte le carte dei diritti la costituzione non ne parla ma rimanda al legislatore che deve garantire il sistema a tutti i cittadini.

 Diritti contro diritti? Ci possono essere casi in cui ci siano delle incoerenze e i diritti vadano contro i diritti.  Eguaglianza La costituzione nell‟articolo 3 enuncia due cose fondamentali parla dell‟eguaglianza dicendo che può essere formale, cioè tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di razza,sesso etc e quella sostanziale che mette la repubblica dinnanzi ai suoi doveri richiamandola a eliminare tutti gli ostacoli che non permettono l‟effettiva partecipazione degli individui alla realtà e vita sociale. Tutto deve promuovere l‟eguaglianza. Infatti c‟è il divieto delle discriminazioni in qualsiasi ambito RIASSUNTO CAPITOLO 7 : Il potere politico e l‟organizzazione La funzione di elaborare, individuare ed applicare le leggi viene divisa in carica diverse, proprio per agevolare il sistema e la massima imparzialità dei poteri che non devono essere in mano ad un unico governo od organo. Questa separazione dei poteri era stata teorizzata da Montesquie e da Locke. La terzietà è importante ma non avviene questa divisione nel potere legislativo e amministrativo. La capacità di esercitare le forme lecite di indirizzo politico viene chiamato forma di governo e viene definito sistema politico ciò che lo influenza. La definizione di forma di governo : “la forma di governo attiene al modo come fra gli organi della comunità politica organizzata si distribuisce il potere di indirizzarla verso determinati fini generali”.  Forme di governo La moderna classificazione dello stato si è formata nel periodo dell‟800 ed è per questo che si da grande risalto al rapporto governo/parlamento etc. Quello che ha dato vita ai sistemi di oggi può essere considerato il modello inglese che è una monarchia costituzionale e che oggi non ha la costituzione scritta. Le origini del governo presidenziale possiamo considerarle collegate alla nascita e al completamento degli U.S.A che ha la più antica costituzione risalente al 1787 e prendendo ( credono loro..) spunto dall‟Inghilterra crearono un presidente che era separato dai poteri del congresso. La separazione dei poteri è rimasta caratteristica odierna dei governi presidenziali. Possiamo così schematizzare: MONARCHIA COSTITUZIONALE REPUBBLICA PRESIDENZIALE REPUBBLICA DIRETTORIALE

MONARCHIA ORLEANISTA REPUBBLICA SEMI PRESIDENZIALE MONARCHIA O REPUBBLICA PARLAMENTARE

Nel governo inglese, nel 700, entrò al governo la figura del primo ministro. La camera dei comuni pose le basi di un tipo di governo, ovvero senza il voto e il sostegno delle camere il governo non poteva andare avanti. Tanto che poi la camera dei comuni si iniziò a dividere in due parti, quella che sosteneva e quella che non sosteneva il governo e il suo operato. Negli altri paesi, con l‟inizio della restaurazione post rivoluzione francese si iniziò a prendere d‟esempio il modello inglese ma quello che pensavano loro fosse basato sulla divisione dei poteri con il re con la camera di nomina regia. Nel 1830 con la nuova costituzione di F.Orleans creando

una monarchia orleanista cioè il parlamento doveva rispondere sia al re che al parlamento. Fino ad oltre la 1 guerra mondiale si protrasse l‟idea che il parlamentarismo dovesse essere basato sulla divisione duale. Questo avveniva ovunque meno che in Inghilterra dove il parlamento era già Monista. Fra la 1 e 2 guerra mondiale il costituzionalismo guadagnò molto fervore e si iniziò un processo di razionalizzazione del parlamentarismo, ma ci furono anche modelli come Weimar che nel 1919 rilanciò il dualismo. L‟Austria o la Finlandia crearono un sistema nel quale c‟era un presidente direttamente elettivo e nacque il parlamento semi presidenziale, dove il governo era parlamentare. Si arrivò persino alla V repubblica francese, governo semi presidenziale con la figura del forte ruolo del presidente.  Tipologie di Governo Governo presidenziale : Presidente  Assemblea  corpo elettorale E‟ una forma di governo monocratica e titolare del potere esecutivo è il presidente. Modello di riferimento è quello degli usa nei quali il presidente viene eletto a sua volta da grandi elettori che sono eletti in 50 stati. Vige un regime di separazione dei poteri e il corpo elettorale elegge altresì anche il parlamento. C‟è un ruolo di cooperazione ma non può mai cadere nessuna carica, il tempo deve essere portato a termine. Le leggi le fa il congresso e il presidente in materia ha potere limitato e ha una volta sola il potere di veto e la legge viene rimandata al congresso che se vuole farla passare deve rieleggerla ai 2/3 di maggioranza. Ci può essere il caso del governo diviso perché ogni 2 anni dall‟inizio mandato ci sono le elezioni di mezzo termine e quindi il presidente può trovarsi con un congresso composto da altri membri del partito e che non lo sostengono e quindi deve abbassarsi a trovare delle alleanze o simili. Non c‟è quindi la situazione come da noi del governo dei partiti, ma il governo dei singoli. I singoli parlamentari godono di autonomia. Governo parlamentare : Corpo elettorale  parlamento  governo  Presidente Si chiama così perché l‟esecutivo è considerato espressione del parlamento, è una forma di governo che conosce molte varianti ed è molto diffusa specialmente in Europa. Il capo di stato ha il diritto di nomina. Il governo rimane in vita se il parlamento vuole investire in quell‟esecutivo altrimenti cade. Il presidente infatti ha il potere di sciogliere le camere per evitare una paralisi parlamentare che affossi la crescita dello stato. Il capo dello stato generalmente ha rappresentanza cerimoniale o limitate. E‟ un sistema collegiale, tipo da noi in Italia abbiamo in consiglio dei ministri. Questo sistema è quello più sensibile al rapporto con i partiti. Ecco la differenza con il sistema presidenziale. Il modello collegiale è chiamato modello Westminster, nei quelli emerge la figura del primo ministro che da un indirizzo politico. La direzione sarà monocratica dove il primo ministro sarà vero leader. Governo semi-presidenziale : Corpo elettorale  Assemblea  Governo  Presidente Si chiama così perché riporta caratteristiche del sistema presidenziale e del sistema parlamentare, ma in realtà voleva con questo nome apporre maggiormente l‟accento sulla figura del presidente. Il modello è la Francia della V repubblica e qui il presidente ha tutti i poteri del presidente, presidente del consiglio dei ministri e rappresentante all‟estero. Presidente e parlamento sono eletti dal popolo in modo separato e il presidente ha il potere di condizionare il parlamento, come il parlamento di condizionare il lavoro del governo. L‟esecutivo non è monocratico ma duale ed è nomina presidenziale. E‟ differente dal sistema presidenziale perché è un sistema a due testa, il presidente può anche indire le elezioni anticipate.

Governo Direttoriale : Corpo elettorale  Parlamento  Direttorio E‟ un caso in cui il potere esecutivo è esercitato da un organo collegiale chiamato così in riferimento alla Francia rivoluzionaria ed è eletto non dai cittadini, ma dal parlamento. Però il parlamento una volta eletto il “direttorio” non può sfiduciarlo o invitarlo a dimettersi a differenza del sistema parlamentare. Basta pensare come modello a quello svizzero in un cui l‟assemblea fedeale elegge il consiglio che ha la presidenza rinnovata ogni anno dai membri interni. Negli anni sono state fatte tante proposte, come il governo del primo ministro oppure di premier direttamente elettivo.  Forma di governo in Italia L‟ordinamento statutario del 1848 nacque con caratteri di monarchia costituzionale. Si iniziò però a sviluppare in direzione del governo parlamentare. I presidenti del consiglio ritennero utile avvalersi del ruolo dell‟assemblea elettiva ma ritennero utile anche tenere cauto il potere regio per placare i litigi che vi erano tra partiti e fazioni. Il ruolo della corona è sempre stato di intervenire nel rapporto politico dello stato e quindi abbiamo sempre avuto un governo dualista di tipo parlamentare. Poi il ruolo della corona venne distrutto durante il periodo fascista ma tornò durante la costituente tanto che si creò una figura del presidente della repubblica non molto chiara sul suo ruolo e sui veri poteri. Ma in realtà con il tempo si capì che l‟importanza di eleggere il presidente del consiglio e di sciogliere le camere era più di un semplice potere.  Costituzione e prassi italiana Tomasi Perassi fece un ordine del giorno durante la costituente nel quale dichiarava di volere un governo dettato al parlamentarismo ma che mettesse delle disposizioni per evitare una degenerazione. La nostra costituzione infatti è molto lacunosa sul tema. E‟ il presidente della repubblica che elegge il presidente del consiglio e il governo necessita della fiducia delle camere. Si può presentare anche una mozione di sfiducia, fatta da 1/10 dei parlamentari, ma non da presentarsi subito ma dopo 3 giorni. Nella costituzione non è rinvenibile niente che porti vantaggi al presidente del consiglio anche con i rapporti dei ministri etc, anzi. Basta vedere che il nostro sistema parlamentare ha portato ad una frammentazione molto forte tanto da far diventare il governo a direzione plurima dissociata, creando gruppi parlamentari, gruppi misti etc che ponevano i dictat al governo portando ad una ingovernabilità. Basta pensare anche al periodo DC.  Trasformazioni della forma di governo in Italia Negli anni 70 il sistema elettorale entra in crisi e si inizia un processo di cambiamento anche se tardivo che non fa certo superare la crisi degli anni 80. C‟era bisogno di sviluppo e stabilità e questo male si inseriva in situazioni di direzione plurima. Si iniziò a ricorrere ai referendum popolari e si portò il sistema proporzionale a maggioritario in modo da iniziare un percorso di costruzione bipolare. Questa logica negli anni si è talmente ingrossata da portare a personalizzare le campagne elettorali e a dare maggiore importanza al presidente del consiglio tanto da orientare i governi verso legislatura monocratica fondati su coalizioni decise prima grazie al voto.

RIASSUNTO CAPITOLO 8 : La sovranità Popolare La sovranità appartiene al popolo, così è scritto nell‟articolo 1 della costituzione per garantire e ribadire la sovranità popolare. Tanto che la nostra costituzione è molto originale con questa dicitura, tanto che molti stati hanno preso ispirazione. Il popolo ha possesso della sovranità in senso giuridico, ne mantiene sempre il possesso e non può mai cederla. Con il corpo elettorale è il popolo stesso a scegliersi il destino decidendo chi lo dovrà rappresentare e quindi rispondere a questioni politiche etc. Lo stato mantiene comunque la sua persona giuridica, ma la sovranità popolare usa lo stato come uno strumento per la sua volontà. Il popolo ha molti mezzi per esercitare il suo volere come appunto le elezioni , i referendum etc. Il popolo in senso giuridico è composto da tutte quelle persone che sono legate tra loro da un vincolo giuridico che è la cittadinanza. Il popolo è l‟insieme di tutti i cittadini, mentre la popolazione è composta da coloro che si trovano entro certi limiti territoriali. Nazione è un concetto ancora diverso che non è un vincolo giuridico ma sociale e a volte politico. Il vincolo di cittadinanza crea uno status giuridico infatti i cittadini hanno diritti e doveri politici stabiliti anche dalla costituzione stessa.  Il popolo che vota L‟articolo 48 della costituzione parla proprio del diritto di voto, che fino al 1975 era per i maggiorenni a 21 anni, oggi sceso a 18. Il voto è un dovere civico e ci sono delle restrizioni ad esempio per chi non ha capacità di agire oppure con delle sentenze e così via. Il diritto di voto all‟estero è disciplinato in forme speciali. Per la costituzione sono elettori tutti cittadini donne e uomini che hanno raggiunto la maggiore età. Ci si chiede però se chi è sul territorio nazionale ormai da anni che paga tasse e svolge la sua vita civica regolare, possa o non possa votare per costituzione. La minoranza dice che può, la maggioranza no. Infatti secondo però delle direttive Ue possono votare con votazione attiva e passiva tutti i residenti dei comuni alle comunali, non possono però votare a quelle governativa. Ovviamente i cittadini dell‟unione europea. A chi viene proibito il voto attivo ovviamente trova proibito anche quello passivo. C‟è un ufficio anagrafe nei comuni che segue l‟aggiornamento di chi può e non può votare e invia la tessera elettorale in modo automatico a chi ha compiuto la maggiore età. Per la costituzione il voto deve essere personale, segreto, libero e uguale( non è legittimo il voto plurimo). C‟è il riferimento al voto come dovere civico è un compromesso tra forze costituenti che erano più presenti o meno sul territorio, essendo la Dc meno presente sul territorio come forza trascinante chiese di inserire questo cavillo e infatti fino al 1993 si prevedeva per le persone che non votavano di trovare il loro nome affisso su bacheche e così via. Per gli italiani residenti all‟estero ci sono specifiche normative. In Europa vengono allestiti seggi appositi ma in paesi come l‟America del sud no allora si prevede di fare il voto su corrispondenza, anche se la costituzione vieta la non presenza al momento del voto. E‟ sembrata l‟unica clausola inseribile per superare questo problema.  Il Popolo che elegge La nostra rimane una democrazia rappresentativa, cioè eleggiamo qualcuno che rappresenti una nostra volontà. Il popolo è sovrano e quindi forma il corpo elettorale e usa gli strumenti a sua disposizione. Potrebbero infatti benissimo esistere modalità diverse dall‟elezione. Il nostro sistema elettivo ci permette di eleggere: 1) 2) 3) 4) 5) 630 deputati della camera; 315 senatori; Presidenti delle regioni e relativi consiglieri; Sindaci e consiglieri ; Presidenti delle province e consiglieri ;

6) Consiglieri di circoscrizione nei comuni oltre i 100 mila abitanti; 7) 72 parlamentari europei. La nostra legislazione elettorale, che differisce da molte oltre così com‟è consono, prevede la trasformazione dei voti dei cittadini in seggi. Questa legislazione indica le modalità di voto e i tempi in cui dovranno svolgersi , come vanno presentate le candidature, come allestire i seggi elettorali e così via. Quindi facendo un elenco : Modalità inizio elezioni; Disciplina elettorato attivo e passivo; Modalità esercizio di voto; Modalità candidature; Procedimento di tutte le fasi elettorali; Finanziamenti per le campagne elettorali; Tutela all‟ordine.

 Formule e Sistemi elettorali Un sistema elettorale o chiamato anche formule elettorale è un sistema che permette di trasformare i voti del cittadini in seggi. Bisogna però distinguere tra elezioni monocratiche o collegiali. Nel primo caso è semplice , se c‟è una sola persona basta decidere che vince chi riceve più voti tra i candidati per eleggerne uno solo. Oppure si può trovare un‟ alternativa ad esempio si elegge chi riceve il massimo dei voti raggiungendo però con numero di votanti almeno una % stabilita e stabilire cosa fare se nessuno lo raggiunge. Nel nostro caso ad esempio si fanno i ballottaggi. In ogni caso comunque si è di fronte a un risultato maggioritario, chi vince è chi riceve maggior numero di voti. Più complicato è nelle situazioni dell‟organo collegiale, ovvero si tende a formare un governo che non sia rappresentato da un unico partito e da alcune zone, ma da tante liste che hanno partecipato allo schieramento in modo da rappresentare anche il territorio. Si può ottenere una maggioranza sia con formule maggioritarie che proporzionali. Nel caso maggioritario si dice, per definizione, che vince chi ottiene più voti rispetto agli aventi diritto di voto. Quindi prende più seggi, prende più posta in palio. Nel proporzionale invece si tende a dividere i seggi in base al rapporto percentuale e a dividere i seggi con un mero calcolo matematico. Questo però non garantisce la rappresentanza territoriale, anzi. Si può anche stabilire che un partito che non raggiunga almeno una certa percentuale di voti non abbia diritto ad entrare con seggi rappresentati. Si possono formare anche sistemi misti, come in Italia, dove c‟è un sistema con parti maggioritarie e parti proporzionale e il sistema si regge sulla presenza dei partiti. Questi sistemi si chiamano sistemi misti.  Elezioni Parlamentari Il nostro è un sistema parlamentare misto e il sistema elettorale di camera e senato prevede che con un sistema proporzionale venga previsto un premio con il quale si ripartiscono i seggi alla camera, al senato invece c‟è una pluralità di premi, e si attribuisca comunque un numero minimo di seggi a chi vinca. La struttura elettorale è identica per camera e senato ma essendo applicate a territori diversi, porta ad ottenere risultati diversi. Alla camera i 617 seggi ( 1 alla V. D‟Aosta e gli altri ai deputati esteri) sono suddivisi in 26 circoscrizioni e al Senato i 309 seggi ( 6 ai rappresentati all‟estero) sono da suddividersi a livello regionale. Al Senato i seggi sono assegnati per un minimo di 7 posti a tutte le regioni e poi i seggi sono calcolati i base al numero di abitanti secondo l‟ultimo censimento. Sia alla camera che al senato concorrono liste di candidati e si vota per una delle liste alla camera e al senato;

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Ciascuna forza politica può decidere di presentarsi in coalizione ma deve sapere che ogni forza dovrà stipulare un programma unico e avere un capo unico della coalizione; Le liste sono formate da componenti di nomi non superiori al numero di circoscrizione; Sulla scheda di camera e senato non compaiono i nomi in lista che invece sono presenti sui tabellari appesi, ma solo i simboli delle liste; Ci si può candidare sia nelle liste di camera e senato, ottenendo così più voto e controllo; Le liste sono bloccate, cioè prendono il seggio coloro che rispettivamente si trovano in lista;

Ci sono anche le soglie di sbarramento, per le coalizioni al 2 % e per le singole liste al 4%. Quindi la ripartizione dei seggi avviene tra coloro che hanno superato la soglia di sbarramento. Si ripartiscono i seggi nella coalizione a seconda di quanti voti raggiunto. In caso di non raggiungimento del 2% si danno 340 seggi a chi ha preso più voti, dividendo i seggi mancanti alle liste con meno voti e si stabilisce in che circoscrizione ogni lista ha i propri seggi rappresentati. Questo per quanto concerne la camera. Al senato è come alla camera ma non a livello nazionale ma regionale. C‟è uno sbarramento liste all‟8% e coalizioni al 3%. Se una lista o più liste hanno ricevuto il 55% dei voti, il riparto è proporzionale; se così non è la divisione avviene in maggioritario, cioè il 55 % dei seggi il prende chi ha ricevuto più voti. E‟ probabile che chi vinca al senato vinca alla camera, ma questo non è detto; ci possono essere casi di creazione di un senato debole con una camera forte, ad esempio nelle elezioni 2006. Nel caso della circoscrizione estero il sistema è proporzionale e si può esprimere anche un nominativo. 12 seggi vanno alla camera e 6 al senato.  Le elezioni regionali L‟articolo 122 della costituzione stabilisce che è demandato alle regioni la decisione di come svolgere le elezioni ovviamente nel rispetto delle indicazioni fondamentali stabilite dallo stato. Ci possono essere tante tipologie di elezioni, quante sono le regioni. E‟ una legislazione regionale transitoria che ha introdotto oltre alle liste provinciali anche una lista regionale a sostegno del presidente, il quale è a capo di questa lista che ricopre 1/5 dei seggi disponibili. Vi si attinge a questa lista proprio per attribuire un premio di maggioranza. Si vota su una sola scheda in un unico turno per presidente e consiglio. Si può votare il candidato presidente, la lista che lo sostiene oppure fare il voto disgiunto. Una volta eletto il presidente che riceve più voti si elegge non meno del 55% dei seggi a favore delle liste sostenute ed è questo il premio. Si combina elezione diretta del presidente con elezione di tipo proporzionale. In questo modo si può garantire la governabilità.  Elezioni comunali e provinciali Come dice l‟articolo 117 della costituzione queste elezioni sono materie delle stato ed è caratterizzata da elezione diretta. Per i comuni si parla di comuni minori, con meno di 15 mila abitanti, o maggiori con più di 15 mila. Poi abbiamo le province. Tutte e tre le formule hanno un sistema volto a garantire ai tre organi una larga maggioranza senza pericolo di minoranze per chi eletto. Nei comuni maggiori abbiamo : Scheda unica per eleggere consiglio e sindaco il quale è collegato obbligatoriamente ad un'unica lista; - Si può votare per il sindaco, per la lista e inserire il nome di preferenza; - Per essere eletti si deve avere la maggioranza assoluta, in caso contrario si va al ballottaggio e dopo la vittoria a questo si ottiene il 60% dei seggi. Nei comuni minori: Qui si vota una volta sola e vince chi riceve più voti e viene eletto i 2/3 dei seggi a favore -

della lista del candidato e i restanti seggi divisi con i restanti candidati. Per la provincia è molto più simile ai comuni maggiori, solo che qui si parla di collegi uninominali. Non si può fare voto disgiunto ne scegliere una preferenza.  Elezioni Europee La nostra legge europea è una delle più vecchie del nostro ordinamento. I 72 seggi sono ripartiti in base agli abitanti delle 5 circoscrizioni scelte. E‟ richiesto che una lista ottenga il massimo dei voti, non un quoziente da raggiungere. Ci sono le preferenze ma è ovvio che essendoci zone meno popolose il rischio che quei candidati non passino è alto, basta vedere che Sardegna e Sicilia sono della stessa circoscrizione.  Il Contorno Le liste vengono presentate e devono essere sottoscritte da un totale di firme per essere poi portate al tribunale e validate; Ci sono disposizioni che regolano le spese elettorali da fare, la regolazione delle tv e delle testate, la tipologia delle spese elettorali, i rimborsi e i limiti etc. Inoltre accesso di parità ai mezzi di informazione.

 Trasformazione delle leggi elettorali Dal 1993 si sono introdotte modifiche volte a modificare la legislazione proporzionale e creando un qualcosa che accomuna le diverse formule in vigore. Infatti le elezioni sono fatte così per creare un sistema bipolare, per facilitare la governabilità, tutte prevedono uno sbarramento che ovviamente può variare e quindi sono tutti sistemi definibili misti. Però siccome non si poteva modificare la costituzione non è cambiato il modo di voto del governo, infatti il cittadino vota una lista di partiti divisi in schieramenti. Differente invece nel caso delle regioni,comuni e province. Sulla questione nazionale prima avevamo una legge che creava il governo tramite voto sui colleggi, dal 2005 invece con premio di maggioranza.  Con i referendum il popolo delibera Visto che la costituzione è nata dalla costituente che nacque proprio dal referendum del 46 , che decise di optare sulla repubblica e non sulla monarchia, è ovvio che nella costituzione venne inseriti i referendum. Il referendum è la proposta di un quesito che viene posto all’attenzione popolare il quale va votato provocando effetti diversi. Ci sono referendum che hanno un carattere meramente consultivo, che comunque non va ignorato e alcuni invece che hanno carattere decisionale. Il referendum consiste che diventa valevole per tutti la decisione presa a maggioranza, senza cambiamenti. Importante è che i referendum da costituzione possono essere proposti da base popolare a differenza di altri ordinamenti dove sono proponibili solo dall‟alto. Ci sono vari tipi di referendum che sono: Referendum Costituzionale art.138 cost. E‟ un tipo di referendum confermativo o approvativo. Una legge costituzionale se non passa alla maggioranza assoluta dei 2/3 nella seconda votazione viene posto a referendum popolare e possono richiedere il referendum 500 mila elettori, 1/5 dei componenti della camera e senato o 5 consigli regionale. L‟ufficio centrale per il referendum poi decide sulla legittimità della richiesta e poi il Pres. Della repubblica previa deliberazione del consiglio dei ministri. Non c‟è un quorum elettorale e se vincono i si passa altrimenti no. Sono stati usati due volte nel caso del 2001 e del 2005

durante il governo Berlusconi. Ovviamente entrambi bocciati, volevano modificare la parte V del titolo 2 della costituzione e l‟altro uguale. Referendum Abrogativo art. 75 cost. Fu l‟unico tipo di referendum scelto dalla costituente per limitare il potere parlamentare. Furono però posti anche dei limiti ovviamente e parte sempre con la domanda “ si vuole abrogare..” una parte o una intera legge alla quale i cittadini rispondono si o no. Possono richiederlo 500 mila elettori o 5 consigli regionali. Il referendum abrogativo riguarda qualcosa di natura legislativa da abrogare e va garantita la legittimità del procedimento. Sono inammissibile per costituzioni leggi tributarie, di bilancio, di indulto e sui trattati internazionali. Questo per permettere al legislatore di procedere. NE sono poi stati aggiunti altri di limiti come su leggi costituzionali etc. Ulteriori vincoli sono sulla formulazione del quesito che ovviamente deve essere chiaro e coinciso e con una domanda secca. Infatti più domande vanno divise in modo da poter dare la scelta a chi vota. E‟ essenziale l‟omogeneità della richiesta. Quindi omogenea, chiara e univoca. Un altro divieto è quello di porre referendum su leggi elettorali che servono sul proseguimento dell‟azione legislativa. Il processo referendario è così diviso : Richiesta referendum; Verifica ammissibilità ; Presidente della Repubblica firma; Se il referendum è valido e supera il quorum si cancella la legge in caso di vittoria; In caso contrario è un nulla di fatto.

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Ci possono essere referendum per modificazioni territoriali come inserimento di un comune o provincia in un‟ altra regione, referendum per approvare statuti regionali, e così via. Il primo referendum lo si ebbe nel 74 dopo che la Dc e il governo approvarono una legge per riconoscere i referendum. F così che entrò il divorzio in Italia. Tutt‟oggi ci sono problemi di legittimità cioè c‟è un dibattito su scegliere l‟ammissibilità di richieste, del rispetto delle scelte referendarie e così via. E‟ un lungo dibattito. L‟associazionismo partitico permette al popolo di partecipare esprimendo preferenze e voti. L‟articolo 49 della costituzione riconosce ai cittadini la possibilità di associarsi liberamente. Negli ultimi anni i partiti però hanno sempre più potere diventando una vera e propria casta e prendendo anche finanziamenti. Ci sono altri strumenti dati al popolo come la petizione che però non ha quasi mai avuto effetto e l’iniziativa legislativa popolare ovvero raccogliendo 50 mila firme si mandano poi ad una delle due camere con una legge proposta e verrà valutata. RIASSUNTO CAPITOLO 9 : Il parlamento I parlamenti contemporanei sono organi di natura elettiva, legati al tipo di ordinamento dello stato. In questo capitolo andremo a capire come sono nati i parlamenti moderni, da quali basi. Inizialmente vi erano delle specie di assemblee che iniziarono a modificarsi in qualcosa che noi conosciamo dall‟Inghilterra. Il parlamento inglese si era diviso in due camere stabilendo un sistema bicamerale. Il re aveva comunque avuto sempre il potere esecutivo, ma piano piano si iniziò ad intaccare il sistema a vantaggio del parlamento. Con il suffragio universale il parlamento diventava sempre più rappresentazione del popolo, anche grazie alla nascita dei partiti di massa. Piano piano iniziò a nascere anche il governo che divenne un comitato direttivo che forniva le dritte e le mansioni al parlamento. Con l‟avvento degli stati costituzionali il parlamento dovette cedere la sua definizione di sovrano, cedendola come ad esempio nella nostra costituzione al popolo.

 Il parlamento in Italia fino alla Costituente Il nostro parlamento è il diretto erede del parlamento regio dell‟Italia monarchica che a sua volta si era formato sulla base del parlamento subalpino istituito nel 1848. Quello monarchico prevedeva la formazione di due camere, una di rappresentanza nazionale cioè la camera e l‟altra di rappresentanza regia il senato. Il governo infatti si è sempre rivolto alla camera per essere sostenuto mentre suggeriva al re chi eleggere e inserire all‟interno del senato. Si formò così un bicameralismo che però non era paritario. La camera durante il fascismo conobbe il cancella mento di questa e con la sostituzione della camera dei fasci che serviva per essere completamente controllata dal governo. All‟assemblea costituente infatti si pose il problema di come dovesse essere il futuro parlamento, se basarsi su una bicamerale o su una camera sola. Il problema da vedere era anche che ruolo attribuire alle due camere. Il timore per i monocameralisti era quello di avere una delle due camere controllate dal governo, ma la costituente levò questo dubbio introducendo la sovranità popolare per entrambe le camere. Si formò così un bicameralismo perfetto, perché le due camere hanno più o meno i soliti ruoli, ma questo permette proprio un maggior controllo dell‟attività governativa e della forza popolare. Il problema del paritario però si pone sul fatto che il senato solo chi ha compiuto 25 può votare. Forse qualche disparità tra le due camere c‟è.  Com‟è composto il parlamento italiano? Il parlamento italiano è un organo costituzionale complesso formato da due camere, Camera e Senato nelle quali si può essere eletti rispettivamente a 25 e 40 anni e che possono essere votati rispettivamente da chi ha compiuto 18 anni e 25 anni. L‟elezione avviene a suffragio universale, proprio per ribadire che il popolo è sovrano, e diretto cioè non si votano asseble che poi andranno a decidere, ma il nostro voto incide subito sulla decisione. La legge 65 cost. prevede che ci siano dei termini di ineleggibilità come ad esempio casi di doppia carica etc e quindi il cittadino non può essere eletto. I senatori a vita sono scelti in un numero di massimo 5 persone dal presidente della repubblica, gli altri invece sono generalmente i presidenti della repubblica che una volta finita la carica prendono quel posto, anche se non di obbligo. Il voto dei senatori a vita può risultare importante , basta vedere il governo Prodi 2006 o quello Berlusconi del 1994. Ci sono anche i seggi dati alle circoscrizioni estero, nelle quali solo italiani che vivono all‟estero possono partecipare e solo italiani che vivono all‟estero possono votare. Tutto questo mostra come il bicameralismo sia perfetto e le due camere siano pressoché identiche tranne per i numeri di componenti.  Durata in carica Le camere durano in carica 5 anni, almeno che non ci sia lo stato di guerra come sancito dal‟articolo 60 della costituzione e che all‟articolo 78 della stessa da tale funzioni alle camere di poter deliberare lo stato di guerra. C‟è comunque il divieto di proroga perché non verrebbe rispettato il principio di cambio al potere. Poi per dare continuità lavorativi le camere continuano a lavorare anche dopo le elezioni, ma ad esempio non si possono indire le elezioni 45 giorni prima della cessione delle camere e la prima riunione deve avvenire entro 20 giorni dalle elezioni stesse.  Parlamento in seduta comune Serve solamente per questioni elettive e le due camere si riuniscono insieme alla camera e devono eleggere il presidente della Repubblica oppure metterlo in stato di accusa; eleggere i membri del consiglio superiore della magistratura ; eleggere 1/3 dei membri della corte costituzionale. Il parlamento in questo caso è presieduto dal presidente della camera che richiama alla votazione del presidente della Repubblica.

 Disciplina Costituzionale delle due camere C‟è un diritto parlamentare che regola le due camere che si forma da fonti costituzionali. Le regole principali sono che si elegge un presidente di ogni camera eletto nella rispettiva camera; ogni camera adotta un proprio regolamento e lo fa a maggioranza assoluta, questo per garantire il massimo di autonomia di entrambe; Le sedute sono pubbliche almeno che non si usi il caso di quelle segrete che però sono rare e vengono redatte in sintesi o in modo completo stenografate, il pubblico infatti può assistere; le votazioni sono di solito assunto con la maggioranza dei voti, ma si deve raggiungere un numero legale di presente, quindi la metà più uno, sennò il voto è nullo; al senato una delibera è accettata se si raggiungere la maggioranza di coloro che partecipano al voto, astenuti compreso, infatti se un parlamentare che si astiene vuole dare risultato alla posizione conviene non presentarsi in aula ; i componenti del governo hanno diritto ad assistere le sedute e il dovere presentarsi ogni volta che sia richiesto. Inoltre sullo status giuridico del parlamentare: Si può essere eletti solo ad una camera; Sono le camera a decidere se dimettere o no il parlamentare per casi di corruzione etc; Ogni parlamentare rappresenta l‟intera nazione; Ogni parlamentare riceve un indennità stabilita dalla rispettiva camera; Gode di immunità come insindacabilità cioè i parlamentari non possono essere chiamati a rispondere su come votano e su come dicono le cose; inviolabilità i sindacati non possono ricevere nessun divieto di libertà personale;

 Organizzazione delle camere Le due camere sono organizzate in modo sostanzialmente identico. Gli organi delle camere sono : Il presidente, che viene eletto a maggioranza qualificata, rappresenta all‟esterno le camere e ne dirige i lavori, ordinando anche lo svolgimento delle sedute; per le cose amministrative viene aiutato anche dai questori. Generalmente il presidente è stato eletto fra i membri del‟opposizione, cosa interrottasi nel 1994 da quando è invece membro della maggioranza. Ufficio di presidenza, è composto in modo da rappresentare tutti i parlamentari e lavora su compiti di compatibilità, interni, etc. Conferenza dei presidenti di gruppo, decide l‟orario di sedute, il calendario e così via. Composto dai capigruppo e assiste il presidente in tutto ciò che concerne lo svolgimento dei lavori. Il governo può inviarvi un proprio rappresentante e in base al tempo disponibile la maggioranza approva ciò che concerne il programma di governo. La conferenza delibera a all‟unanimità alla camera e a maggioranza qualificata al senato. Le giunte. Quella del regolamento segue il lavoro del presidente e ne consiglia modifiche; quella delle elezioni controlla le regole di votazione e di elezione di parlamentari che magari sono corrotti; quella delle autorizzazioni a procede, come prevede l‟articolo 68 cost. , che decide se deliberare sull‟indagine di un parlamentare da parte dei magistrati . Commissioni permanenti, come sostiene l‟articolo 72, svolgono un ruolo importante per lo svolgimento delle varie attività parlamentari, quelle fisse oggi sono 14 e ricoprono vari ruoli come quella costituzionale , della giustizia, difesa, bilancio, etc. La loro composizione rispecchia la formazione parlamentare ovvero ci sarà una maggioranza di componenti composta dai parlamentari della maggioranza e una minoranza dai parlamentari di minoranza. La maggioranza elegge i presidenti i quali svolgono un ruolo molto importante, ovvero è quello che convoca le commissioni e ne dirige i lavori. Inoltre ogni camera può fare una commissione speciale oppure una commissione di inchiesta. Ci sono anche molte commissioni bicamerali, cioè miste, come la commissione su questioni regionali etc.

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I gruppi parlamentari, sono richiamati dalla costituzione nell‟articolo 70 e sono lo strumento di organizzazione dei partiti politici all‟interno delle camere. Gli aderenti devono dichiarare a che gruppo appartengono e se non lo fanno confluiscono ne gruppo misto. Ogni gruppo deve essere formato minimo da 20 parlamentari alla camera e 10 al senato. All‟interno dei gruppi misti è permessa la composizione di componenti politiche. Ci sono i presidenti dei gruppi che dirigono i lavori e fanno valere le richieste e regolano il tempo di aula e chi deve parlare scegliendolo all‟interno del proprio gruppo.

 Funzioni delle camere Nella costituzione non c‟è un preciso catalogo delle funzioni del parlamento, ma ci si basa sulla storia parlamentare italiana e dalla parte II sull‟ordinamento della Repubblica. Il termine funzione può essere spiegato sia in termini giuridici che istituzionali. Nel primo caso si guarda ai poteri e alle due camere è dato il potere legislativo che comunque non è esercitata solo dallo stato come dice l‟articolo 117 cost. , e viene dunque esercitata collettivamente dalle due camere come dice l‟articolo 70 cost. Nel‟altro caso come dice l‟articolo 94 cost. , ogni camera avvalendosi del proprio regolamento svolge delle funzioni. Ci sono così la funzione di indirizzo, di controllo e di informazione.  Il procedimento legislativo Questo consta di diverse fasi : Fase di iniziativa, con la quale si presentano progetti legislativi e ne hanno titolo il governo, consigli regionali, il popolo e ciascun membro delle camere. I parlamentari possono presentare il progetto solo alla camera a cui appartengono, gli altri invece a entrambe. Il governo ovviamente presenta un proprio progetto accordandosi con entrambi i gruppi delle camere e dei relativi parlamentari per migliorare il processo legislativo. Fase istruttoria, che viene affidata alle commissioni. Non è una fase che può essere evitata, essendo richiamata dalla stessa costituzione. I progetti vengono presentati e discussi in commissioni specifiche e le altre commissioni sono comunque chiamate a dare un giudizio. Il ruolo delle commissioni ovviamente dipende dal procedimento legislativo scelto. Fase deliberativa, che si svolge con 3 procedure diverse. Durante l‟esame della proposta si può passare da un procedimento all‟altro. (A) Procedimento ordinario dove il presidente illustra il progetto e la commissione ha un ruolo istruttorio perché prima lo discute , lo esamina articolo per articolo, e poi crea un testo che invia all‟assemblea. (B) Il procedimento misto consiste che la commissione può redigere un testo semi definitivo, quindi senza discussione alle camere e quindi prendere o lasciare. (C) Infine vi è il procedimento in sede legislativa ovvero si può benissimo far passare un progetto senza passare dalle assemblee, almeno che governo o 1/5 del parlamento non si opponga. Lo prevede l‟articolo 72 della costituzione. Per alcune materie questa modalità è da escludere. Discussione in aula. Se ovviamente il procedimento scelto è quello ordinario c‟è una discussione generale, e salvo deliberazione in contrario si passa all‟esame e votazione articolo per articolo. Seguono anche le dichiarazioni di voto da parte dei rappresentanti dei gruppi. Si manda il messaggio all’altra camera, in caso di approvazione viene mandato un messaggio all‟altra camera che dovrà approvare il progetto così com‟è perché in caso di modifica dovrà essere rivotato dall‟altra camera. Promulgazione da parte del presidente della repubblica che dovrà firmare o meno il progetto, per poi andare in pubblicazione. Le camere prevedono progetti speciali in situazioni di urgenza come la conversione di decreti legge o esami di progetti di legge costituzionali o di bilancio.

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C’è la legge finanziaria che dura circa 2 anni e mezzo e il governo presenta entro il 30 Settembre di ogni anno il progetto da approvare entro il 31 Dicembre dello stesso. C‟è una presentazione del documento di programmazione economico-finanziaria alla quale vanno presentati disegni di legge collegati. Ormai i governi usano questo strumento per inserire tutto e di più, per fare un pacchetto unico, usando maxi emendamenti. La legge comunitaria è lo strumento con la quale di permette di adeguare il nostro ordinamento all‟ordinamento europeo e ogni anno infatti il governo entro il 31 Gennaio presenta alle camere il disegno di legge. Legge di semplificazione permette di racchiudere in un'unica legge diverse leggi ed articoli in modo da semplificare l‟assetto normativo e ridurre quindi le spese.

 Le procedure di indirizzo Le camere concorrono a determinare l‟indirizzo politico e quindi cooperano con lo stesso governo, nel caso della maggioranza. Le camere usano diversi strumenti, come ad esempio rapporto fiduciario, ovvero votazione sulla mozione di fiducia al nuovo governo ma anche mozioni di sfiducia presentate dall‟opposizione. Gli strumenti delle camere sono : Le mozioni sono lo strumento per fare una deliberazione su diversi argomenti ed ha lo stesso iter di un normale progetto di legge. Le camere le fanno per chiedere al governo di muoversi in una certa direzione piuttosto che in un'altra, ma possono anche crearne alcune dirette alle camere stesse e questo ha un segnale molto forte. Risoluzione è identico alle mozioni solo che si distingue per essere usato a fini conclusivi di un dibattito o di una richiesta a governo che porta appunto a conclusione di un dibatti. Ordini del giorno sono di significato ridimensionato, ma sono presentati in corso dell‟esame di un progetto legge o mozione rivolti appunto al governo.

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Ogni camera ovviamente può muoversi nei limiti del rapporto con governo e maggioranza. Il governo si adopererà in modo che tutte le cose provenienti dalla maggioranza siano di indirizzo governativo. Se invece un atto di indirizzo è proposto dall‟opposizione la maggioranza farà in modo di accantonarlo o sostituirlo. L‟opposizione può presentare progetti di legge che difficilmente verranno approvati e forse nemmeno discussi in aula. Ma almeno possono far sentire le proprie idee agli elettori.  Controllo e informazione Le procedure di informazione e controllo sono diverse. Abbiamo : Le interrogazione sono a risposta immediate e al governo viene fatta una domanda alla quale rispondono solitamente i ministri competenti in modo orale o scritto. Chi ha posto la domanda ha facoltà di dire se la risposta è soddisfacente e di replicare in pochi minuti, ma senza aprire un dibattito. Le interpellanza invece sono diverse, sempre richieste al governo ma qui si chiede come mai il governo ha agito in una certa maniera oppure come intende agire su una certa questione. Si possono chiedere anche mozioni in modo da creare un dibattito. Al termine di tutto ciò la camera detta i suoi indirizzi.

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Le commissioni possono chiedere audizioni cioè chiamano il governo o chi per lui a rispondere su argomenti di politica amministrativa, oppure relazioni sull‟esecuzione di leggi oppure creare indagini conoscitive con una serie di audizioni. Secondo l‟articolo 82 della costituzione si possono fare commissioni di inchiesta che hanno gli stessi poteri e limitazioni dell‟autorità giudiziaria e hanno per oggetto materie di pubblico interesse. Queste possono servire anche per vicende su cui

bisogna ancora fare luce o casi mai risolti. Possono essere istituite da ciascuna camera oppure mediante legge, il tutto per dare anche un aspetto e un valore bicamerale.  Altre funzioni delle camere Hanno anche funzioni amministrative e giurisdizionali. Esercita l‟autodichia cioè la giurisdizione domestica su ricorsi personali dei dipendenti delle camere. Oppure ad esempio oltre ad avere autonomia di bilancio, amministrativa e contabile ad esempio la regolamentazione del sistema audio televisivo è deciso non dalla rete ma da una commissione parlamentare apposita.  Sistemi di votazione e Lavori I lavori parlamentari sono improntati alla programmazione infatti dal 1997 esiste proprio una legge estesa dalla sola votazione di bilancio a tutto il resto, ed è quello del contingentamento dei tempi che detta entro quando devono concludersi le assemblee su un certo argomento. I calendari sono più o meno rispettati anche se ovviamente i casi di deroga sono molto frequenti. Sulle modalità di votazione possiamo dire che è cambiato rispetto a prima perché ora lo scrutinio segreto è ridotto e avviene sempre lo scrutinio palese. Obbliga così i gruppi ad assumersi le responsabilità senza fare imboscate al governo. Le opposizioni usano il metodo dell’ostruzionismo non potendo infatti mai vincere o quasi sulle votazioni essendo in minoranza, usano tutti i mezzi possibili per rallentare una votazione o un processo di creazione di legge. Si presentano infatti migliaia di emendamenti, si chiede una conta della presenze e si obbliga in questo modo la maggioranza ad essere presente in parlamento fisicamente.  Il Governo in parlamento La posizione del governo negli anni si è rafforzata rispetto al parlamento, rimanendo comunque una delle forme governative meno potenti rispetto agli altri paesi. Infatti il parlamentarismo necessita per costituzione di una stretta collaborazione tra maggioranza e governo. La costituzione al governo conferisce poche prerogative, con l‟articolo 64 si dice che i membri del governo possono partecipare ed assistere e parlare a qualsiasi riunione ; il 72 permette al governo di eseguire il procedimento ordinario quando vuole ; il 77 gli attribuisce la facoltà di fare decreti d‟urgenza ; il 94 chiarisce che il governo non ha obbligo di dimettersi se ad una votazione va sotto e che gli pone degli strumenti per non essere sotto attacchi a sorpresa. Una cosa non trovò legislazione nella costituzione, la questione di fiducia. Questa è quando c‟è un annuncio formale del governo che chiama alla votazione su un tema per questo importante per il proprio indirizzo e nel caso la fiducia non passi il governo si dimetterà. Oggi infatti il governo può contate sul fatto di dettare i 4/5 dell‟agenda parlamentare e di avere il sostegno della maggioranza che lo sostiene. Il voto di fiducia è diventato ormai un modo per eliminare la discussione e far approvare in blocco un emendamento o disegno di legge. Il governo, in sintesi, anche in Italia inizia ad avere i poteri per poter governare in modo stabile.  Parlamento e altri organi o soggetti Con il presidente della Repubblica , viene eletto in sede comune dal parlamento, promulga le leggi del parlamento e può essere messo in stato d‟accusa dal parlamento. Corte costituzionale i cui membri, cioè i giudici costituzionali, sono eletti per 1/3 dal parlamento e l‟articolo 136 prevede che possano controllare l‟attività governativa e sostenere se una norma è incostituzionale o meno Potere giudiziario , elegge 1/3 dei giudici del consiglio superiore della magistratura e controlla l‟operato del ministro della giustizia su come regola e fa funzionare l‟apparato giudiziario e di controllo ; Regioni era prevista dalla costituzione una commissione sulle regioni e si sono creati dei

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regolamenti parlamentari per colmare una lacuna del nostro ordinamento in attesa di una riformazione del sistema che preveda l‟inserimento di parlamentari regionali nel parlamento. Si ricorda che le Regioni possono proporre una proposta di legge alle camere. Unione Europea sottrae poteri al governo perché alcune funzioni normative vengono intraprese dall‟Unione stessa. In entrambe le camere c‟è una commissione permanente ue per controllare le varie attività per esaminare e accettare le normative.

RIASSUNTO CAPITOLO 10 : Il Presidente Della Repubblica Ogni ordinamento statale ha una figura istituzionale che lo rappresenta all‟estero e nello stato stesso nella sua interezza. Questa figura è il capo dello stato, fin da tempi antichi identificato con il monarca, infatti era per definizione il re. Oggi non è più così e in rari casi come la Svizzera questo è un organo collegiale. Quasi sempre il capo dello stato è un organo monocratico cioè costituito da una sola persona. Il capo dello stato può essere (A) presidente della Repubblica eletto dal corpo elettorale o da un organo collegiale eletto a sua volta che può essere in parte o del tutto elettivo ; (B) monarca di estrazione ereditaria, ad esempio nel caso di figlio o figlia. In Europa ci sono ancora molte monarchie ma nel tempo hanno perduta la loro importanza e forza perché mancano di legittimazione rappresentativa. Oggi comunque il ruolo del capo dello stato assume funzioni meramente rappresentative.  Elezioni e Durata in carica Viene eletto dalla seduta comune delle due camere e da 58 delegati delle regioni, come dice l‟articolo 83 cost. , con maggioranza qualificata. Per le prime tre votazioni si usa una maggioranza qualificata, dopo di che invece una maggioranza assoluta. La maggioranza qualificata prevede il voto a favore per minimo i 2/3 degli aventi diritto al voto. Vennero inclusi i rappresentanti delle regioni durante la costituente per fare in modo di ricevere il più possibile una legittimazione a livello nazionale. L‟articolo 84 dice che per essere eletti in questa carica si deve avere minimo 50 anni, godere dei diritti politici e civili e non ricoprire altre cariche. La sua durata in carica è 7 anni, come dice l‟articolo 85, ed è di notevole lunghezza. Questo permette in qualche modo di svincolarlo da legami politici con parlamento e non e di essere un rappresentante di tutti. In caso di problemi e quindi di assenza del presidente della repubblica prende il suo posto temporaneamente il presidente del Senato e questo viene chiamato supplenza. Se però l‟impedimento del ricoprire la carica è per forze maggiori come morte o dimissioni si rivà alle elezioni, come sancito dal‟articolo 86. Il presidente del Senato ovviamente ricoprendo questa carica deve darsi una regola, perchè è provvisoria e deve concordare con il presidente della Repubblica sulle azioni da svolgere, specie se politiche. Dal 48 ad oggi si sono dimessi 4 presidenti. Ogni presidente che cessa la sua carica per qualsiasi motivo, salvo opposta richiesta, diventa senatore a vita, salvo appunto rinuncia come sancito dall‟articolo 59.  Attribuzioni del presidente della Repubblica Il capo dello stato per la costituzione, come dice l‟articolo 87 , è un organo di garanzia nazionale. Solo questo come definizione si trova nella carta costituzionale e quindi tutto il resto gli va attribuito riconducendoci alle attribuzioni giuridiche affermate dal 48 in poi. L‟articolo 89 sancisce che gli atti del Presidente Della Repubblica non sono validi se non sono ratificati da un membro del governo. Questa si chiama controfirma. La controfirma viene fatta dai ministri competenti. Per un difetto di scrittura infatti da 60 anni c‟è un dibattito se al presidente della repubblica spettino certi poteri o no. Infatti nell‟articolo sopra citato ad un certo punto si parla di ministri proponenti, ma poco dopo competenti. Evidentemente c‟è un errore. Per la corte costituzionale la controfirma assume un diverso valore a seconda del tipo di atti di cui rappresenta il completamento. I poteri attribuiti al presidente dalla costituzione sono i seguenti :

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Sulla rappresentanza esterna accoglie i rappresentanti esteri, dichiara lo stato di guerra, firma trattati ed effettua visite all‟estero(art.87) ; Sul parlamento nomina fino a 5 senato a vita; scioglie le camere, tranne negli ultimi sei mesi del suo mandato nei quali non può;indice le elezioni ; può mandare messaggi alle camere ; Funzione legislativa promulga le leggi di governo; può rinviarle ; accetta la presentazione dei disegni legge del governo alla camera ; emana gli atti di governo aventi forza di legge; Funzione esecutiva nomina il presidente del consiglio e su proposta di questo nomina i ministri, conducendoli al giuramento sulla costituzione; accetta le dimissioni del governo; presiede il consiglio supremo della difesa ; Sovranità popolare indice oltre alle elezioni delle nuove camere anche i referendum e dichiara l‟abrogazione della legge posta sotto referendum se la richiesta passa; Esercizio della giurisdizione nomina i giudici della corte costituzionale e presiede il consiglio superiore della magistratura e può concedere la grazie e commutare le pene.

Come abbiamo potuto vedere molte attribuzioni sono di tipo regio, come la presidenza del Csm. Alcuni atti che può compiere senza controfirma sono ad esempio le esternazioni, ovvero opinioni su qualcosa non riconducibili alla sua carica. E‟ comunque da usare con cautela perché ovviamente anche se ne ha facoltà il richiamo della sua carica è sempre alto. Rimane il fatto che il Presidente della Repubblica ha una buona quantità di poteri nelle sue mani per controllare l‟attività governativa, come appunto il rimandare una legge approvata etc. Può esercitare il potere di grazia, che è stata concessa a molti anche se negli ultimi anni è diminuita, in quanto è un eccezionale strumento. Ovviamente c‟è un apparato amministrativo con il segretario generale della presidenza della repubblica e altri lavoratori, circa 1000 , che regolano varie attività. Ne 2008 si è calcolato una spesa di 240 milioni per il Quirinale.  Le responsabilità L‟articolo 4 dello statuto albertino prevedeva che il re era sacro e inviolabile, cosa che non c‟è nella nostra costituzione ma che effettivamente può essere riconosciuto. Infatti ovviamente il presidente per essere tutelato e garantire l‟autonomia è comunque superpartes. L‟articolo 90 infatti prevede che il presidente ha una forma di irresponsabilità per i suoi atti, tranne che nel caso di attentato alla costituzione e di alto tradimento. Il parlamento in sede comune e la corte costituzionale rappresentano l‟unico giudice nei confronti del presidente. Su azioni al di fuori della sua carica il presidente della repubblica è un comune cittadino che viene sottoposto alla normativa vigente. Il procedimento dello stato di accusa avviene per mezzo del parlamento che ne dichiara l‟effettività, poi rimandato a decisione alla corte costituzionale che prendendo tutti gli atti e le indagini deciderà sul da farsi. Ci può essere l‟archiviazione per infondatezza oppure una relazione di conclusione e quindi una sospensione cautelare del capo dello stato. Il giudizio della corte costituzionale si divide in : - Fase istruttoria ovvero si raccolgono tutti i dati; - Dibattimento discussione tra le parti ; - Decisione ovvero se ci sarà assoluzione o condanna. La sentenza è definitiva e non potrà essere impugnata, tranne che nel caso di revisione. La nostra carta mostra ancora caratteri di ambiguità non essendo del tutto completa sul tema. Oltretutto la costituzione non prevede limiti alla rielezione del presidente, cosa invece forse da inserire, anche se ormai per consuetudine ogni 7 anni si cambia il presidente.  Nella Prassi Il capo dello stato si può considerare una riforma ambigua. Perché dovrebbe essere il garante nazionale ma i poteri che gli da la costituzione ne permettono una certa influenza politica. Il

problema della controfirma infatti mette al centro il fatto che il presidente deve attuarla per tutti gli atti presidenziali senza dividere il ruolo e il lavoro. Non essendo a costituzione molto chiara si può capire come mai negli anni i vari presidenti si sono comportati in modi molto diversi tra loro. Giovanni Gronchi fu il primo a delineare un cambiamento per fare un governo che rispondesse più al presidente che ai partiti. Ma non ci riuscì per la compattezza dei partiti. Sandro Pertini fu il primo presidente mediatico e si può dire inoltre che dovette intervenire molte volte, vista la crisi partitica in corso. Con Scalfaro i poteri presidenziali si potettero vedere realmente, basta pensare alla caduta del governo Berlusconi del 94 etc. Ciampi fu il presidente più acclamato sia per le scelte che per la figura che rivestiva. Ha fatto uso limitato del potere di rinvio e inoltre non accettando la nomina di nuovo, impostò un vero e proprio politico, impostando così una cosa non detta dalla costituzione, ma sancita dalle sue parole. Il presidente ha il potere di scioglimento ma non può esercitarlo negli ultimi 6 mesi di carica. Il potere di convocare le elezioni anticipate è molto importante. Nella movimentata legislatura del 2006 di Prodi Napolitano dovette intervenire diverse volte per risolvere la crisi di governo. Lo scioglimento è importante per poter garantire una vera attività legislativa, senza che il governo rimanga fermo per mesi in uno stato di crisi. RIASSUNTO CAPITOLO 11 : Il Governo Secondo la tradizionale tripartizione dei poteri, il governo detiene il potere esecutivo, anzi il governo è il potere esecutivo ovvero quella facoltà di porre in essere attività immediate,cioè concrete che hanno effetto sullo stato. Ha anche il potere di amministrazione, ovvero regolare con norme e tempi le varie attività, strutture e funzioni e quindi prendere in modo continuo le decisioni. Il governo è l‟organo che maggiormente realizza opere pubbliche. Il governo moderno inizia a nascere in Inghilterra quando nel 700 accanto al re iniziano a comparire figure di funzionari e poi si afferma la figura del primo ministro. Nel XX secolo prendono però forza i partiti di massa che mettono il governo e quindi l‟esecutivo in una situazione di debolezza, improntando il sistema parlamentare sul partitismo. Con l‟avvento del suffragio universale prendono voce tutti gli strati sociali. Il problema della funzionalità di governo rimane un problema in Italia fino ai giorni nostri, così come in altri paesi. Durante la costituente non si pensò a questo problema, anzi in pratica si rafforzò lo stato dei partiti. Il parlamento è diventato il luogo di rappresentanza dei partiti. E il rapporto governo – partiti è il nostro tallone d‟Achille giuridico. In Italia l‟esecutivo non è meramente tale, anzi si può dire che il governo comunque detiene i poteri esecutivi ed è titolare dell‟iniziativa legislativa, ovvero più o meno tutto ciò che propone viene approvato. Il governo negli anni è stato rafforzato dalla creazione di un bipolarismo del sistema politico. Il governo è inoltre il vertice del‟apparato amministrativo e ogni branca amministrativa ha al suo vertice un ministro che ha il dover di far funzionare la macchina amministrativa. Il governo oggi detiene più flessibilità e continuità in modo da permettere un operatività migliore per il bene del paese.  Composizione del governo italiano L‟articolo 92 della costituzione dice che il governo è un organo complesso composto infatti da un organo collegiale e da una pluralità di organi individuali : Presidente del Consiglio dei ministri ; Ministri; Consiglio dei ministri.

La disciplina del governo si trova nel titolo III della parte II della costituzione. Nella costituzione solo 5 articoli parlano del governo, ma sono molto sintetici tanto da rendere un po‟ confuso il ruolo di questo organo. Dal 1988 infatti sono state introdotte delle leggi per disciplinare meglio il ruolo. Il problema è che i costituenti non ritennero necessario di rafforzare il governo e questo ha portato a molte crisi di governo negli altri, non permettendo all‟esecutivo una certa forza di scelte ed azione.

L‟articolo 95 della costituzione ci dice come sono divisi i ruoli e infatti : Il Presidente del consiglio ha il compito di dirigere la direzione della politica di governo, sulla quale ha responsabilità politica; Deve mantenere l’unità dell’indirizzo politico e amministrativo ; Può promuovere l’attività dei ministri; Il suo potere chiave è la nomina dei ministri; Può porre la fiducia alle camere; Controfirma gli atti deliberati dal consiglio e presenta alle camere i disegni di legge d’iniziativa governativa; Può apporre il segreto di stato e nomina i servizi di intelligence; Promuove e coordina le azioni dell’ Ue in Italia.

Ha sede in palazzo Chigi e si chiama Presidenza Del Consiglio. Il consiglio dei Ministri del quale poco dice la costituzione, invece determina la politica generale del governo , regola eventuali conflitti tra ministri e regola qualsiasi deliberazione su attività politiche. Infatti; Decide in merito al voto di fiducia ; Decide su quale indirizzo di politica internazionale e comunitaria intraprendere; Decide sulla presentazione di disegni di legge e atti normativi ; Decide sulle nomine ad amministrare enti pubblici ; Decide sull’annullamento di atti amministrativi; Crea ricorsi su leggi , ad esempio regionali, che vanno contro le legge dello stato.

C‟è un regolamento su come devono riunirsi, su quando convocare riunioni e discussioni e come decidere l‟ordine del giorno ed è un regolamento adottato dal presidente del consiglio. Infine abbiamo i ministri che sono al vertice delle rispettive amministrazioni e rispondono degli atti del consiglio dei ministri e dei singoli atti dei loro enti. Quando viene formato un governo si possono nominare ministri che non abbiano alcun ministero per facilitare il lavoro del presidente del consiglio. Questi sono i ministri senza portafoglio che siedono a pari degli altri ministri. Ci sono altri organi di governo, ovvero; Vicepresidenti del consiglio dei ministri; Sottosegretari di stato alla presidenza del consiglio; Viceministri; Comitati interministeriali : Il consiglio dei ministri può nominare commissari straordinari di governo.

 Come si forma il Governo? Il nostro governo nel nostro ordinamento non è un organo a durata fissa perché questo dipende dalle elezioni parlamentari. Come prevede la costituzione il governo si costituisce per nomina del presidente del consiglio da parte del presidente della repubblica al quale verrà proposta dal primo una lista di ministri da eleggere( art. 92 cost. ). Come dice l‟articolo 94 il governo deve ottenere la fiducia di entrambe le camere, e deve presentarsi ad esse entro 10 giorni per ricevere la fiducia. La costituzione è molto striminzita a riguardo e molto generale, in questo modo si obbliga comunque il presidente a scegliere una personalità in grado di ricevere la fiducia il più possibile. Avvengono così le consultazione presidenziali nelle quali si fanno vari incontri per capire la situazione politica. E‟

una prassi sempre usata anche se non è sempre stata uguale sia come tempi che come forma. Se alle elezioni il risultato mette una maggioranza partitica forte e coesa le consultazioni durano poco, in caso contrario invece possono durare molto per trovare appunto un‟ accordo. Il presidente della repubblica non da subito l‟incarico ma da l‟incarico di formare il governo alla personalità prescelta con riserva, in modo che prima lui sondi il terreno e il presidente della repubblica rimane con il suo potere. Darà l‟incarico nel momento in cui in volta definitiva il presidente con riserva gli darà una lista di ministri da eleggere. Dopo questo viene eletto e ci sarà la fiducia parlamentare, in modo che prima vi sia una formazione che deve essere poi accettata dalle camere. Da sempre c‟è stata l‟influenza dei partiti anche se negli ultimi anni è via via diminuita. Alla fine l‟articolo 93 prevede il giuramento con il quale i membri di governo promettono fedeltà alla repubblica e rispetto della costituzione. All‟inizio però il governo eseguirà cose di ordinaria amministrazione, poi dovrà nominare i sottosegretari, stenderà il programma e lo presenterà alle camere alle quali verrà posto un voto di fiducia da votare, chiamata mozione di fiducia. La votazione avviene a scrutinio palese e ad appello nominale. La fiducia quindi di entrambe le camere completa il processo di formazione governativa.  La responsabilità del Governo Il governo risponde del proprio operato a vario titolo e deve essere sempre garante del proprio ruolo di unione con il parlamento che ,come prevede l‟articolo 94, può sfiduciarlo in ogni momento, oppure negando la fiducia quando è il governo a sollecitarla. Tutto ciò che viene fatto è sottoposto a giudizio dell‟opinione pubblica. Nella responsabilità penale dobbiamo dividere tra reati commessi dal presidente del consiglio e tra coloro che svolgono l‟esercizio delle funzioni. L‟articolo 96 prevede che le indagini preliminari siano date a un collegio composto da tre magistrati che sono estratti a sorte ogni 2 anni, gli atti vengono trasmessi alle camere alle quali si chiede l‟autorizzazione a procedere e viene deliberata dalle camere di appartenenza e può essere negata l‟autorizzazione solo se a maggioranza assoluta si reputi che l‟imputato abbia agito a livello costituzionale per il bene del paese. Prima era la corte costituzionale a giudicare ma con u referendum abrogativo si cancellò tale norma che per molti paralizzava il lavoro della corte. Salvo quanto previsto dal‟articolo 96 una legge del 2003 sancì che il presidente del consiglio non potesse essere sottoposto a processi penali per fatti antecedenti alla carica e una nuova legge di sospensione dei processi venne rifatta durante il governo Berlusconi 2008.  Come cessa dalle funzioni il governo Il governo cessa dalla sua funzione quando un nuovo governo giura nelle mani del Presidente Della Repubblica. C‟è anche la situazione di crisi di governo avviene con la dimissione del presidente del consiglio. C‟è anche il rimpasto che non è una chiusura dell‟azione di governo, ma si sostituiscono più ministri e se un ministro si dimette si chiama ad interim l‟incarico di reggere un ministero. Se però viene approvata una mozione di sfiducia il governo deve dimettersi. Ma è lo stesso governo che può porre la questione di fiducia e il voto contrario equivale ad una mozione di sfiducia. Basta pensare al Governo Prodi. I governi in carica si sono sempre dimessi all‟indomani della nuova entrata dell‟esecutivo ed è una norma di correttezza. La nostra costituzione per i ministri non parla di revoca ma si pone la sfiducia individuale che venne legittimato dalla corte costituzionale da una sentenza del 1996. Questo strumento venne introdotto per coprire un‟assenza nella costituzione per poter dare uno strumento al presidente del consiglio.  Il governo e i rapporti con altri organi Il Parlamento , c‟è un rapporto fiduciario tra governo e parlamento al cui interno il lavoro del governo è fondamentale per la stabilità; Presidente della Repubblica è sempre informato sulle attività parlamentari e firma tutti gli

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atti e leggi che vengono approvate dal parlamento; Corte costituzionale il presidente del consiglio solleva il conflitto di attribuzione davanti alla corte e solleva questioni di legittimità ; Potere giudiziario è affidato solo al ministro della giustizia che deve controllare l‟operato dei magistrati e controllare l‟organizzazione. Il governo in tutto ciò non ha alcun potere; Regioni ed enti locali mancava un organo costituzionale e venne fatto di recente per creare i rapporti fra i vari enti. Qui vengono svolti compiti di informazione etc; Unione Europea il governo concorre alla partecipazione visto che al consiglio europeo partecipa lo stesso presidente del consiglio europeo che ha rafforzato il ruolo dell‟esecutivo nel diritto e nell‟organizzazione comunitaria.

RIASSUNTO CAPITOLO 12 : Ordinamenti Regionale e Locali Con la costituzione del 1948 per la prima volta l‟ordinamento italiano si trasforma in una repubblica che riconosce le autonomie territoriali e che riparte il territorio in regioni oltre ai già presenti comuni e province. L‟ordinamento italiano inizialmente fu accentrato e uniforme, sul modello napoleonico. Basta vedere che l‟unità si era fondata sull‟alleanza tra borghesia e corona e riconoscimento dello statuto della Sardegna come costituzione del nuovo stato. A votare non erano tutti. Prima vi erano i prefetti che stabilivano le modalità voto e facevano i dovuti controlli. Questo fino al secolo scorso ma con l‟arrivo del nuovo secolo furono proprio gli enti e i comuni a proporre servizi alla comunità come acqua, infrastrutture etc. La prima legislazione comunale e provinciale risaliva al 1865 poi al 1915 e poi al 1934. Ma erano ancora autarchici, perché le decisioni potevano avere un solo indirizzo politico e per questo c‟era autorità governativa. Infatti la discussione alla costituente fu tra le più accanite, riguardando proprio le Regioni. Non tutti i partiti volevano una pluralità istituzionale, non tutti volevano andare verso una forma federalista. Vennero poi così istituite le regioni, ma non in modo federalista. Divennero enti legislativi e non solo enti amministrativi e il modello era lo stato regionale. Vennero poi creati gli statuti speciali per superare alcuni moti separatisti e sono la Sicilia, il Trentino, La valle d‟Aosta e il Friuli Venezia Giulia. La repubblica come dice l’articolo 5 è uno e indivisibile che deve impegnarsi a promuovere gli enti e comunità locali e infatti nessuno hai pensato di modificare questo articolo importante.  Il costituente e le Scelte Il costituente con una meditata discussione arrivò a ripartire la Repubblica in Regioni, Comuni e Province ( art. 114 ) e sulle regioni le definiva enti autonomi con propri poteri e funzioni di legislazione nel rispetto del potere dello stato e della costituzione. La costituzione solo alle regioni concedeva una competenza legislativa e infatti gli permetteva di introdurre uno statuto. Fino al 2001 l‟articolo 117 stabiliva che le regioni avevano competenza in alcune materie, le altre spettavano allo stato. Le regioni non potevano ledere l‟interesse nazionale, la costituzione, i limiti territoriali e così via. Per evitare qualsiasi abuso da parte delle regioni venne inserito nell‟articolo 127 la clausola con la quale si controllava ogni legge con la definizione di visto governativo e quindi si provvedeva al rinvio alla regione. La regione secondo l‟articolo 127 poteva riapprovarla ma solo a maggioranza assoluta. Il governo potrebbe chiedere anche questioni di legittimità davanti alla corte, cosa però mai usata. La costituzione del 48 stabiliva i seguenti principi ( fino alle riforme del 99 – 2001 ) : Le regioni avevano potere amministrativo solo sulle materie di loro competenza ; Di norma la regione poteva svolgere le sue attività demandandole i comuni e alle province ; Hanno autonomia finanziaria seguendo dei loro tributi e ricevendo soldi dallo stato, ovviamente con leggi e limiti stabili dalla repubblica ; Le regioni non possono ostacolare la mobilità delle persone che lavorano; Ogni regione aveva autonomia statutaria sulla propria organizzazione interna ; C‟era un commissario di governo che lavorava per unificare i lavori tra stato e regioni ;

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Ogni legge della regione veniva sottoposta a controllo di legittimità ; C‟erano dei casi in cui il consiglio regionale potesse essere sciolto dal presidente della Repubblica ;

Nell‟articolo 128 su comuni e province rinvia a leggi della Repubblica, questo a intendere che dovevano stare sotto legislazione statale e non regionale. Però l‟istituzione delle regioni ordinarie fu ritardataria, iniziò infatti negli anni 70 con non pochi problemi. Secondo oltretutto le norme vigenti fino al 1999 le differenziazioni fra regioni erano pochissime e infatti negli anni diventarono enti solo pesanti perché non avevano molta autonomia ed erano solo organi di amministrazione. Dagli anni 90 la situazione è cambiata e ci furono varie tappe ; Ordinamento delle autonomia locali con la quale comuni e province poterono darsi uno statuto autonomo ; L‟elezione diretta del sindaco e del presidente nei rispettivi enti ; Ordinamento dei conti e della finanza degli enti locali ; Ogni ente ha propria autonomia amministrativa salvo alcune materie demandate allo stato e con i controlli che vengono fatti sulle varie leggi; La riforma della finanza regionale che permetteva di trattenere i fondi e tasse nelle regioni senza che gran parte dei trasferimenti andassero allo stato ; La legge costituzionale introdusse una forma di governo regionale e una elezione diretta del presidente della regione.

 Caratteri dell‟ordinamento regionale Per conoscere l‟ordinamento regionale di oggi bisogna fare ricorso alla legge costituzionale 1/1999 e legge costituzionale 3/2001 . Ogni regione pur essendo nel territorio della Repubblica è un ordinamento a sè che nel tempo sarà destinato ad espandersi in modo considerevole. L‟articolo 116 prevede che in alcune materie il governo possa dare maggiori autonomie alle regioni su alcune leggi. L‟articolo 114 dice che gli enti come comuni, province e regioni sono autonomi ma fissati nei principi della costituzione. Le regioni nascono dalla costituzione italiana e quindi non possiamo parlare di Federalismo. La repubblica è intesa come stato comunità non stato apparato o persona. L‟articolo 114 non equipara gli enti che cita, anzi dispongono di poteri differenti. Infatti si preferisce usare la dicitura stato regionale e non federalista. Adesso la situazione è cambiata infatti lo stato non fa più un controllo preventivo sulle leggi regionali e riconosce alle regioni la possibilità di darsi una propria forma di governo.  Statuto e governo regionale La potestà statutaria è stata rafforzata dalla riforma del 1999. Quindi : Contenuti lo statuto disciplina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione. C‟è il dubbi se le regioni possano legiferare su materie differenti dall‟articolo 123 e la corte costituzionale ha stabilito che in tal caso sono solo disposizioni di indirizzo politico e culturale, non c‟è valore normativo ; Procedimenti l‟articolo 123 prevede che lo statuto venga votato a maggioranza assoluta in due successive votazioni e che il governo può impugnarlo entro 30 giorni. Entro 3 mesi 1/5 del consiglio regionale o 1/50 della popolazione regionale può richiedere un referendum sullo statuto al quale non c‟è un limite di quorum da raggiungere ma la maggioranza di voti validi e non si può chiedere un referendum su singole parti, ma sull‟intero statuto. Vincoli scritti nel‟articolo 123 ovvero che ogni statuto ha delle limitazioni, perché dovrà rispettare quelle disposizioni date dalla costituzione e che ora la corte costituzionale dovrà farsi carco non essendoci più un mezzo si controllo che preceda la pubblicazione delle

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norme. Organizzazione e Funzionamento ci sono dei vincoli infatti la regione deve avere come organi un consiglio, una giunta, un presidente della giunta e un consiglio delle autonomie. Il presidente della giunta è direttamente responsabile della politica. La giunta regionale è un organo collegiale ma con un presidente eletto direttamente dai cittadini. L‟articolo 122 stabilisce anche il potere di revoca dei membri dal parte del presidente. Se il presidente si dimette o viene sfiduciato, si rivà al voto elettorale dei cittadini. La costituzione permette anche alla giunta di rielegge un presidente senza riandare alle votazioni, ovviamente permettendogli di essere sfiduciato. Abbiamo 15 regioni a statuto ordinario e le altre a straordinario e molte di queste come la Toscana hanno fatto una propria legge elettorale, rispettando ovviamente la costituzione e le norme dello stato. Quindi viene introdotta una propria normativa elettorale.

 Ripartizione delle competenze L‟articolo 117 disciplina la potestà legislativa che non è più solo regionale ma anche statale. Con la riforma del 2001 sono cambiate tante cose, ed è cambiata la competenza legislativa, adesso le regioni sono a competenza residuale e lo stato è titolare di competenze enumerate;prima l‟articolo 117 diceva solo cosa competeva alle regioni e quindi il resto era in mano allo stato.Adesso abbiamo: Competenza Esclusiva secondo l‟articolo 117 secondo il quale lo stato è libero di avere competenza e legiferare in certe materie ; Competenza Concorrente è di competenza regionale e spetta allo stato fissare i limiti ai quali una regione non può opporsi ; Competenze Residuali ovvero sono tutte quelle che per sottrazione non spettano allo stato e quindi le prende la Regione ;

Possono essere introdotte ulteriori forme e condizioni di autonomia. Ovviamente l‟articolo 116 pone che si debba rispettare la costituzione e quindi si può andare verso una forma di Regionalismo Differenziato, anche se finora questa riforma non ha visto applicazione. L‟articolo 117 inoltre pone dei limiti uguali sia alla legge statale che regionale come il rispetto della costituzione, dei patti internazionali e del diritti comunitario. C‟è chi con questo articolo ha sostenuto che si fosse equiparato stato a regione, ma in realtà non è così e lo stato ha sempre il ruolo centrale. A) Potestà Legislativa Esclusiva Dello Stato L‟articolo 117 indica molte materie competenti allo stato, assai eterogenee queste materie possono essere individuate secondo criteri oggettivi o a seconda delle funzioni da realizzare. Ci sono le materia trasversali chiamate anche valori che sono un evocazione dei cosìddetti poteri impliciti, cioè che spettano allo stato e che ha la potestà al di là dei sui confini. B) Potestà Legislativa concorrente fra stato e regioni In questo caso le regioni se fanno leggi devono rispettare le materie e le leggi dello stato. Si segue un principio fondamentale, ancora non chiaro per il diritto, che la costituzione definisce un qualcosa che non può essere rigido e universale. Lo stato, seguendo il titolo V della costituzione, può fare disposizioni di dettaglio ma sono norme cedevoli che cadono di fronte a norme accettate dalle regioni. La legge statale sarà invasiva fin quando la regione non avrà provveduto a colmare quel vuoto legislativo che gli spetta.

C) La potestà legislativa residuale delle regioni Come dice l‟articolo 117 tutte le materie che non spettano allo stato spettano alle regioni. Per la corte costituzionale però prima della clausola di residualità si deve rispettare quella di competenza di posizione e quindi rimandate alla legislazione di stato se non ci sono materie espressamente previste. Ad esempio nel caso di lavori pubblici non si rimanda il valore residuale delle regioni, ma intreccia sia materie statali che concorrenti come per le strade, turismo e trasporto. Siamo di fronte a un diritto regionale vivente che non sempre è coincidente con il titolo V della costituzione. La corte costituzionale infatti ha svolto la ricostruzione delle varie materie spettanti. Se una materia spetta ad entrambi la Corte Costituzionale oltre a usare il principio di prevalenza parla anche di principio di leale collaborazione. La potestà legislativa dello stato esiste solo nei punti richiamati dalla costituzione , ove vi sia assenza di materia da parte di esso. La corte ha anche introdotto il principio di sussidiarietà ovvero per far ricadere sullo stato la creazioni di leggi su materie concorrenti o residuali. Ovviamente si deve rispettare i principi di ragionevolezza. Infatti la corte richiama alla leale collaborazione proprio per evitare conflitti in materie legislative. La dottrina infatti si divide tra intese forti, volontà espressa al pari tra stato e regione, e intese deboli ovvero un accordo con regioni anche se non raggiunto.  La Potestà Regolamentare Secondo l‟articolo 117 la potestà regolamentare spetta ; Allo stato, nelle materie di legislazione esclusiva salvo la possibilità di delegarla alle regioni; - Alle regioni , in ogni altra materia ; - Agli enti come comuni e province. L‟attribuzione della potestà regolamentare crea qualche problematica sulla competenza, su materie che hanno carattere di rilevanza nazionale ma che vengono difficilmente regolamentate dalle regioni. Non potendo il governo fare atti regolamentati si usa fare atti che non hanno natura regolamentare. Ma la corte costituzionale è andata ben oltre accettando questo. Rimane quindi evidente che sia difficile dividere le materie, che infatti non hanno esatti confini.  Funzioni amministrative Con la riforma del 2001 venne introdotto il principio di sussidiarietà verticale ovvero in base a questo le attività amministrative spettano all‟ente più vicino, quindi al comune, provincia e infine stato. L‟intervento degli enti superiori è quindi successivo e sussidiario. L‟articolo 118 dà le funzioni amministrative ai comuni a meno che non sia necessario un lavoro di unitarietà e quindi darlo ad enti come regioni etc. L‟articolo 118 affianca due principi ; Il principio di adeguatezza cioè si affida a quel governo il ruolo di svolgere le mansini, ma in caso non sia adeguato, ne va trovato uno più adeguato ; Principio di differenziazione cioè i vari enti devono avere compiti differenti, ma in modo che le divisioni siano uguali a seconda della grandezza di comuni ad esempio e così via. -

La corte si riserva comunque il diritto di valutare se ci siano le situazioni in cui un potere superiore possa attribuirsi secondo alcune ragioni un potere di un qualcosa di inferiore ( basta pensare ai condoni edilizi e al prefetto che demolisce palazzi abusivi nei comuni). C‟è anche il principio di sussidiarietà orizzontale con la quale gli enti organi etc sono tenuti a mantenere e tutelare l‟autonomia dei cittadini. Ad esempio la legge del 5x1000 del 2006.

 I poteri di controllo dello stato La riforma del titolo V della costituzione ha ridotto i poteri dello stato, infatti la legislazione regionale non è più soggetta al visto preventivo dello stato ( art. 127 ) ma adesso la regione pubblica la legge e lo stato può fare ricorso alla corte costituzionale entro 60 giorni promuovendo una questione di legittimità. L‟ articolo 125è stato abrogato e questo prevedeva il controllo dello stato su atti amministrativi della regione. La costituzione non priva comunque lo stato del suo potere centrale e dobbiamo richiamare due istituti importanti ; Il potere sostitutivo è attribuito dall‟articolo 120 della costituzione allo stato in casi ad esempio di mancato rispetto di norme, pericolo grave, tutela dell‟unità giuridica e della Repubblica. Questo deve rispettare i principi di sussidiarietà e leale collaborazione e la corte ha elencato degli elementi che spiegano l‟attività di questo potere ; Devono essere previsti dalla legge; La loro applicazione può essere introdotta nel caso di non rispettò della comunità ; Deve essere esercitato da un organo di governo ; Il Potere di Scioglimento è attribuito allo stato e può togliere il presidente dalla sua carica ma solo per motivazioni gravi che vanno appunto contro la costituzione e contro la Repubblica. Lo scioglimento etc è predisposto da decreto del Presidente Della Repubblica previa visione del consiglio dei ministri.

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 Autonomia Finanziaria e Fiscale Secondo l‟articolo 119 le regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa e possono quindi investire capitali nel mercato ma solo per poter fare costruzioni o interventi pubblici non per stipendi o comunque spese correnti. Le risorse ordinare delle regioni sono di diversa origine ; Tributi ed entrate proprie, cioè stabilite da ogni regione ; Compartecipazione al gettito di tributi statali ; Fare un fondo perequativo per garanti una distribuzione di risorse e vanno trasferite senza vincolo di destinazione, cioè le regioni ed enti hanno libertà di scelta.

Questi finanziamenti devono garantire le varie attività e servizi. Ci sono risorse aggiuntive che sono mandate dallo stato per specifiche finalità. Tutto per rimuovere gli squilibri economico sociali. La corte ha stabilito una modalità di finanziamento alle regioni e lo stato non può finanziare attività regionali ne prevedere finanziamenti in ambiti regionali , i finanziamenti devono passare per i programmi regionali. L‟autonomia finanziaria degli enti comunque deve svolgersi nel rispetto della costituzione. Abbiamo il coordinamento finanziario e fiscale che serve per unificare i vari entri tributari della Repubblica, comprese le regioni. Questo serve anche per rispettare il patto di stabilità firmato con L‟ue per aderire all‟unione. La corte ha stabilito legittimo il limite posto dallo stato per gli stipendi in regione e inoltre ha concordato sul far accettare leggi di comunità come ad esempio l‟acquisto di ruote usate rigenerate per la materia ambientale e di organizzare gare pubbliche di appalti.  Regioni a statuto speciale L‟articolo 116 quello che riguarda le regioni a statuto speciale è rimasto invariato ma con la legge costituzionale del 2001 sono state introdotte delle modifiche. A tali regioni sono attribuite forme e

condizioni di autonomia e per questo si chiamano regioni a statuto speciale. La specialità consiste che gli statuti vengono accettati con legge costituzionale e ogni regione ha un profilo di autonomia. L‟articolo 10 della legge costituzionale del 2001 prevede che fino a che non si introduce lo statuto le disposizioni introdotte con il titolo V si applichino anche a queste. Le regioni speciali hanno avuto : Un potestà legislativa maggiore rispetto alle altre regioni anche se dal 2001 questo divario si è ridotto, ma le regioni ordinarie non possono avere competenza sull‟ordinamento delle autonomie locali a differenza di quelle a statuto speciale ; Hanno competenza legislativa in molte materie, escluse quelle che competono allo stato per diritto o a patti internazionali o comunitari ; Autonomia finanziaria, ovvero rimane tutto in regione, con molte risorse ingenti.

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Negli statuti non vi è una legge regionale di elezione ma rimanda alla creazione di essa e dice che il consiglio va eletto a suffragi universale come il presidente e lo scioglimento in caso di sfiducia.  Rapporti delle regioni con altri soggetti Rapporti internazionali può svolgere e fare trattati internazionali ma nei limiti di legge in quanto è materia concorrente e partecipa ad accordi conclusi anche dallo stato ; Rapporti con l’Ue nell‟articolo 117 della costituzione è esplicitamente detto e le regioni possono dare diretta attuazione delle direttive comunitaria e partecipano anche alla formazione degli atti comunitari; Rapporti con lo stato dall‟articolo 118 ci sono delle materie specifiche regolate con i rapporti tra regione e stato. Nell‟ 88 venne istituita la conferenza permanente dei raporti tra stato e regione presieduta dal presidente del consiglio e ha compito di informazione. Rapporti con altre regioni le regioni possono concludere tra loro intese per aiutarsi a svolgere meglio attività etc; Rapporti con gli enti locali rimane esclusa al momento una competenza regionale degli enti locali, ma la corte riconosce significativi poteri al legislatore e la leale collaborazione fra enti locali e regione. C‟è infatti il consiglio delle autonomie locali . Ci sono anche poteri sostitutivi in mano alle regioni anche se sono rari.

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 Ordinamento dei comuni e delle province Con la riforma del titolo V questi hanno garanzia costituzionale e sono ritenuti parte della Repubblica in tutta la sua totalità. E‟ garantito dalla costituzione il poter creare uno statuto per darsi un regolamento di organizzazione. Hanno un autonomia regolamentare, di imposte, amministrativa etc. Comuni e province rappresentano la loro comunità nella sua interezza e devono avere delle prerogative per potersi occupare delle varie richieste.  Funzioni degli enti locali e come sono organizzati Hanno vari tipi di funzioni hanno potestà legislativa e regolamentare, hanno propri statuti,hanno il principio di sussidiarietà verticale e orizzontale. Il testo unico disciplinato dal 2000 non indica la materia che spetta agli enti, ma ne domanda l‟individuazione alla legislazione. L‟organizzazione di provincia e comune è la stessa, infatti abbiamo : Sindaco o presidente, durano in carica 5 anni e sono eletti con la maggioranza di voti a suffragio universale diretto. Il sindaco nomina assessori e prevede l‟incompatibilità tra due cariche ( ad esempio se era consigliere decade ). Il consiglio detta su come giunta e sindaco devono muoversi. La giunta collabora con il sindaco a governare il comune e fa tutto ciò che gli consente la legge e lo statuto. Il sindaco porta la responsabilità di tutta l‟amministrazione

e rappresenta l‟ente, i cittadini, adotta provvedimenti d‟urgenza, coordina gli orari dei negozi,nomina responsabili ed amministratori. Il sindaco cessa dalla carica se c‟è una mozione di sfiducia e deve essere approvata a maggioranza assoluta. Se cessa il consiglio cessa anche il sindaco, è una regola stabilita. Hanno tutti dei doveri e de diritti come aspettative, permessi, indennità e rimborsi. Prima c‟era il segretario comunale che oggi è nominato dal sindaco che assiste alla riunioni e svolge anche funzioni di direzione. Gli organi sugli enti locali sono configurati su atti e organi. L‟articolo 130 costituzione prevedeva il controllo preventivo, ma essendo stato abrogato non c‟è più. Sugli organi i controlli ci sono e possono essere sciolti o rimossi perché hanno agito contro la costituzione , lo stato, i cittadini o non hanno approvato il bilancio oppure e soprattutto vi siano evidenti segni di infiltrazione mafiosa. RIASSUNTO CAPITOLO 13 : Le Pubbliche Amministrazioni Sotto la direzione degli organi di governo le pubbliche amministrazioni curano specifici interessi pubblici. In ogni ordinamento moderno ci sono strutture e impiegati pubblici volti a lavorare per le varie funzioni amministrative degli enti e negli interessi pubblici. Questa si chiama attività amministrativa che si distingue da quella normativa, perché la prima deve provvedere a risolvere questioni oppure a fare appalti insomma a fare lavori, la seconda deve prevedere con atti situazioni che vanno regolamentate. L‟atto amministrativo si esaurisce quello normativo invece no. Le pubbliche amministrazioni sono soggetti di erogazione di servizi pubblici volti a migliorare la situazione della comunità. Oggi queste pubbliche amministrazioni tendono a lavorare nel diritto privato ma anche comune e possono regolare servizi, forniture, e opere pubbliche predisponendo appalti regolamentati con la migliore offerta. Si può attuare un amministrazione diretta, per enti o per regole. Oggi infatti sono accresciute le attività delle pubbliche amministrazione fatte direttamente. Oppure si compongono società con privati per dare i servizi e si chiamano società miste. Le pubbliche amministrazioni possono svolgere attività normativa, nelle forme e nei modi regolati ovviamente dalla legge, e a volte la distinzione atti normativi e amministrativi non è facile.  Organizzazione per ministeri e per enti I ministeri sono l‟organo dell‟amministrazione centrale che fanno da cerniera fra governo e amministrazione. Ad ogni ministero è preposto un ministro ai quali spettano compiti di amministrazione diretta nonché compiti di indirizzo. Nel 1999 i ministeri stabiliti furono diversi, con modifica ne 2008, da quello dell‟economia a quello della giustizia. Il modello organizzati dei ministeri deriva dal regno di Sardegna ed è il modello sul quale è impregnata tutta la macchina organizzativa italiana. C‟è l‟immedesimazione organica dell‟amministrazione con il soggetto, tanto che si può subito imputare all0mministrazione stessa le sue azioni. E‟ un organo dell‟amministrazione e ha quindi bisogno di un ufficio. Questo tipo di modello si è modificato negli anni anche in base alle riforme che ci sono state. Infatti abbiamo : Il decentramento, cioè alcune attività sono passate dallo stato alle regioni e agli enti locali; La costituzione di enti pubblici che godono di autonomia e ci sono enti pubblici anche economici che investono come fossero in forma di impresa; Privatizzazioni, ci sono state in moltissime competenze statali e quindi anche tanti investimenti; L‟amministrazioni hanno sempre più ottenuto una certa autonomia.

All‟interno dei ministeri ci sono organi di controllo stabiliti dalla costituzione come il consiglio di stato e la corte dei conti, ai quali la legge deve assicurare autonomia come stabilito dall‟articolo 100 della costituzione. Il governo prende atto delle direttive del consiglio di stato, che è un organo di consulenza, ma è libero di scegliere o meno le indicazioni, salvo se un parere è vincolante anche se

è raro. La corte dei conti controlla la situazione finanziaria, sul bilancio dello stato e ha il controllo preventivo di legittimità sugli atti. Si chiama controllo preventivo di legittimità.  L‟organizzazione per autorità indipendenti Le autorità indipendenti sono collocate in posizione autonoma rispetto al governo e formate da personalità scelte in modo stabiliti, per mantenere l‟autonomia il più possibile. Infatti agiscono in modo trasversale rispetto all‟attività parlamentare. Sono diverse le autorità : Commissione nazionale per le società e la borsa; Istituto per la vigilanza delle assicurazioni; Autorità garante della concorrenza ; Commissione di garanzia degli scioperi ; Autorità dell‟energia elettrica e gas; Garante della privacy; Garante delle telecomunicazioni ( Agcom).

Hanno delle regole di attività e non agiscono in modo omogeneo, ma nel modo migliore per ogni organizzazione, come poteri di inchiesta etc. Ma la loro azione è legittima? C‟è un dibattito su questo. Infatti hanno attività normativa, ma questo non deve andare mai contro la costituzione o leggi dello stato, infatti non sono provvedimenti amministrativi ma atti astratti e generali. Hanno quindi un potere regolamentare. Ad esempio La banca d’Italia gode di molta autonomia, anche se ora può stampare monete solo in base alle decisioni della banca europea, e deve regolare e tutelare la concorrenza nelle aziende bancarie, mantenere la stabilità creditizia. Nel 2005 c‟è stata una disposizione per ridurre questi organi anche in base ad un economia del risparmio.  Costituzione e pubbliche amministrazioni Le pubbliche amministrazioni hanno una loro organizzazione che deve seguire i seguenti principi. Principio del’autonomia , presente nel‟articolo 5, stabilisce che l‟amministrazione è affidata agli enti locali e regionali che secondo il principio di sussidiarietà sono più vicini territorialmente ; Principio del decentramento , sempre articolo 5, sostiene che le attività che non sono svolte dagli enti locali ma dallo stato devono essere appunto decentrate sia a livello burocratico che istituzionale, ma in realtà questo non è quasi mai stato perseguito come obiettivo; Riserva di legge cioè le pubbliche amministrazioni, come dice l‟articolo 97, devono essere fatte a norma di legge, ma non in modo assoluto nel senso che non c‟è una legge specifica che le compone. Nell‟articolo 95 però vi è scritto come spetta alla legge determinare la presidenza del consiglio e i ministri ; Principio di legalità, ovvero sia l‟attività delle pubbliche amministrazioni che le loro produzioni stesse devono rimanere nei limiti di legge e rispettarla altrimenti qualsiasi atto potrebbe essere cancellato e invalidato; Il buon andamento previsto dal‟articolo 97 nel quale si parla di efficacia, cioè rapporto tra obiettivi e risultati ottenuti, efficienza il rapporto tra risultati ottenuti e risorse impiegate, economicità cioè spendere la minor quantità possibile di risorse. C‟è la conferenza di servizi che unisce tutte le amministrazioni e viene convocata se un‟ amministrazione non porta a termine un obiettivo; Imparzialità ogni amministrazione deve essere apartitica, non di parte e il divieto di operare discriminazioni ; Distinzione tra attività di governo e gestione amministrativa ovvero che il governo ha

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responsabilità politica e deve individuare gli indirizzi, l‟amministrazione no deve eseguire le direttive e lavorare in modo apartitico. C‟è anche un ricambio tanto che ad ogni elezione governativa entro 90 giorni si possono cambiare i membri dell‟amministrazione; Responsabilità delle pubbliche amministrazioni e dei funzionari ovvero l‟articolo 28 della costituzione prevede appunto che vi sia una responsabilità in caso di errore e può essere chiesa la risarcibilità dei danni etc ; Concorso ovvero secondo l‟articolo 97 per entrare nel pubblico impiego deve essere preposto un concorso per essere assunti ; Regime speciale dei beni ovvero l‟amministrazione ha dei terreni etc da amministrare che fanno parte dei suoi beni. Il codice civile divide infatti tra demanio di patrimonio pubblico, indisponibile e disponibile. Il primo è inalienabile, i secondi non possono essere sottratti alla loro funzione e l‟ultima è sottoposta a regole comuni.

 Il procedimento amministrativo L‟attività delle pubbliche amministrazione è normalmente articolata in una serie di atti tra loro connessi, di competenza di una o più specifiche amministrazioni. Il procedimento amministrativo si articola in 4 fasi distinte ; La fase d‟iniziativa, che può essere fatta dall‟interessato o dall‟amministrazione ; La fase preparatoria dove si raccolgono tutti i dati necessari e in caso riguardi anche altre amministrazioni ci si può rivolgere alla conferenza dei servizi ; - Fase deliberativa, seguendo la legge è la parte di adozione del provvedimento ; - Fase dell‟efficacia, cioè si devono fare tutte le cose per permettere al provvedimento di avere efficacia giuridica; Tutto questo rispetta il principio del giusto procedimento, secondo i quale vanno rispettate regole e così via . La disciplina generale dell‟attività amministrativa è inserita nel disegno di legge del 1990 poi corretto nel 2005 che dice che la disciplina amministrativa si fonda sui principi seguenti: Obbligo di motivazione degli atti amministrativi ; Trasparenza ; Responsabile del procedimento ; Diritto all’accesso degli atti ; Il contraddittorio ; Concludere il procedimento con un procedimento espresso.

 Gli atti amministrativi Le pubbliche amministrazioni producono atti amministrativi tipici, condotti cioè da un regime particolare. Quindi : Sono atti emanati seguendo certe procedure che producono atti perfetti ed efficaci se seguono appunto questo iter. Possono però essere atti invalidi se manca un elemento o illegittimi se c‟è incompetenza dell‟autorità o abuso di potere in varie situazioni da parte dell‟amministrazione ; Sono atti sottoposti a controlli preventivi sulla loro validità e legittimità; C‟è l‟imperatività che permette all‟amministrazione di cambiare il livello giuridico di un soggetto ( ad esempio il valore di un edificio) e siccome non basa subentra l‟autotutela cioè l‟uso della forza alla quale l‟amministrazione può fare ricorso; Sono atti giustiziabili.

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 Tutela e diritti degli interessi legittimi Il principio della legalità è sancito dall‟articolo 113 della costituzione secondo cui tutti possono fare ricorso contro gli atti della pubblica amministrazione. Da prima della costituzione, cosa che la costituente non ha voluto eliminare, esiste un sistema dualista di giustizia amministrativa. Tutti i paesi hanno affidato al giudice ordinario i ricorsi dei cittadini contro la pubblica amministrazione, in Italia abbiamo il giudice ordinario e amministrativo che sono competenti a seconda della situazione. Se viene scalfito un diritto soggetti la competenza è dell‟ordinario, se invece è un interesse legittimo del giudice amministrativo che può impugnare l‟atto. Si può far richiesta anche al presidente della Repubblica, con un ricorso straordinario, che però verrà valutato dal consiglio di stato. RIASSUNTO CAPITOLO 14 : Le garanzia Giurisdizionali La funzione giurisdizionale serve a dichiarare il diritto e ad applicare le regole. Nessun ordinamento moderno può farne a meno. Da sempre per garantire l‟osservanza delle regole e quindi dell‟ordine sociale, perché l‟uomo comunque tende ad errare, sono sempre state preposte le figure dei giudici volte proprio a far rispettare le regole. Nei secoli si è evoluta la loro figura, diventando da funzionari alle dipendenza del re sempre più autonomi rispetto al potere esecutivo. Con la diffusione degli ideali di costituzionalismo e quindi della separazione dei poteri, anche all‟attuazione di rivoluzioni come quella francese, la separazione dei poteri diventò sempre più reale e il problema di una vera indipendenza della magistratura si incominciò a porre a fine 800, con le costituzioni come la nostra che garantivano e stabilivano l‟indipendenza della magistratura dall‟esecutivo. L‟esecutivo deve garantire i mezzi per l‟attuazione dell‟attività giudiziaria.  Funzione Giurisdizionale La definizione di essa deve prende in considerazione un profilo soggettivo e uno oggettivo. Nel caso soggettivo si fa attenzione allo status del soggetto nel secondo cioè in quello oggettivo invece Si guarda l‟attività che appunto è giurisdizionale. La definizione è : “ Si può definire funziona statale diretta all‟applicazione della legge attivata su impulso delle parti, per risolvere un conflitto esercitato da un soggetto terzo vincolato alla legge, nel rispetto del contraddittorio tra le parti” I facenti parti alla situazione sono : Attore e convenuto; Pubblico ministero; Imputato.

La funzione giurisdizionale differisce da quella legislativa, la cui espressione è la legge ; differisce da quella amministrativa, che da esecuzione alle leggi; Nella funzione giurisdizionale la funzione è la sentenza con il quale il giudice conclude la situazione sottoposta alla sua attenzione ( decreto e ordinanza servono invece per regolare il procedimento).  L‟organizzazione giudiziaria Secondo l‟articolo 102 la funzione giurisdizionale è svolta dai magistrati. I giudici ordinari hanno una giurisdizione generale in materia civile e penale. Al vertice dell‟organizzazione c‟è la corte di cassazione articolata in diverse sezioni. Ci sono quindi 29 distretti giudiziari i quali fanno capo ad altrettante corti d‟appello e gli uffici si trovano nei distretti che a loro volta sono divisi in circondari.

Possono esserci le cause in materia civile e penale. Per le prime sono previsti : Il giudice di pace che ha competenza per cause minori e le sue sentenze le può impugnare il tribunale ; - Il tribunale che può essere monocratica o collegiale a seconda dei casi, le cui sentenze vengono impegnate dalla corte d‟appello ; - La corte d’appello è un giudice collegale di secondo grado. In materia Penale Invece : Giudice di Pace per atti minori e appellabili sempre al tribunale ; Tribunale giudice di primo grado appellabile alla corte d‟appello; Corte d’appello giudice collegiale di secondo grado. -

Per i reati più gravi i tribunali si affiancano alla corte d‟assise e in caso di secondo grado alla corte d‟assise di appelli. Sono organi collegiali composti da 2 giudici di carriera e 6 giudici popolari. La distribuzione del lavoro è attuato per competenza e diviso quindi tra i vari giudici. C‟è anche il ricorso in cassazione ma solo per questioni di legittimità non entra nel merito della questione, ma si controlla se è stata rispettata la legge e così via. Ha la funzione nomofilattica ovvero può disporre l‟annullamento di una sentenza se il giudice non operato nella legge e quindi rimandare ad un giudice il lavoro. Troviamo i funzionari giudicanti e accanto quelli requisenti che sono i P.M e all‟interno di ogni tribunale vi è una procura della repubblica, presso la corte di cassazione una procura generale presso la corte di cassazione. I magistrati per il nostro ordinamento fanno parte tutti della stessa carriera non essendoci divisione ed è una cosa comunque oggi molto in discussione. I requirenti devono perseguire e far rispettare l‟interesse della giustizia non giudicare una controversia. I pm nel campo della giustizia penale hanno l‟obbligo di esercitare l‟azione penale e fare indagini per mezzo della polizia giudiziaria. L‟articolo 102 fa divieto di inserire giudici speciali o straordinari ma di lasciare il giudice naturale anche per non avere controversie o influenze. Come dice l‟articolo 25 utilizzare il giudice scelto per legge non altro. Questo però non esclude di formare sezioni specializzate per materia.  Le giurisdizioni Speciali E‟ la stessa costituzione a prevederne alcune che sono : Amministrativa; Contabile ; Militare.

I giudici amministrativi da sempre fanno parte nella difesa della pubblica amministrazione e secondo l‟articolo 103 nella difesa degli interessi legittimi e dei diritti soggettivi. Il legislatore deve provveder a dividere i doveri dei giudici ordinari e amministrativi e per il processo amministrativo sono aumentati le competenze per i giudici amministrativi. Possono quindi operare per un danno soggettivo o legittimo e chiedere anche risarcimento danno. Sono previsti i tribunali amministrativi regionali ( tar) istituiti con la legge del 1971, che sono a loro volta divisi in sezioni distaccate e sono un giudici collegiali di primo grado le cui sentenze sono impugnabili presso il consiglio di stato. I giudici contabili secondo l‟articolo 103 della costituzione sono quelli che controllano la contabilità amministrativa ma hanno anche il controllo sui giudici in merito di pensioni. La corte dei conti si articola in sezioni giurisdizionali regionale di primo grado che possono essere appellate alla corte dei conti centrale. In base all‟articolo 103 i tribunali militari hanno la giurisdizione stabilita solo in tempo di guerra, in caso contrario hanno potere solo sugli appartenenti alle forze armate. Secondo l‟articolo 78 della costituzione solo in tempo di guerra la legge può stabilire altri compiti a questi tribunali. La corte di cassazione fa il garante di tutto il sistema e a lei spetta il risolvere le

controversie tra giudici ordinari e i conflitti di giurisdizione tra giudici ordinari e giudici speciali.  La Magistratura Questa secondo l‟articolo 104 costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Rafforzato dall‟articolo 103 che dice che i giudici sono soggetti soltanto alla legge. Con questo si ribadisce la separazione dei poteri all‟interno del sistema giudiziario italiano, quindi indipendenza del potere giudiziario. Tanto infatti che con l‟articolo 108 si stabilisce che le norme di tutto l‟assetto vengono stabilite dalla legge. Per confermare ancora l‟indipendenza i magistrati non possono essere nominati da qualcuno, ma entrano tramite concorso e quindi tramite una selezione proprio per mantenere una maggiore indipendenza. Ci sono delle nomine di giudici non di carriera, secondo l‟articolo 106, che vengono nominati e assumono il ruolo di giudici onorari. Sono giudici onorari ad esempio i giudici di pace. Si può anche nominare, secondo l‟articolo 106, dei consiglieri di cassazione che sono ad esempio dei professori universitari. Con l‟articolo 102 si dichiara che è importante la partecipazione dei cittadini all‟attività giudiziaria ed è la legge che regola i casi e le forme di partecipazione. Ad esempio infatti possiamo avere i giurati. I magistrati sono caratterizzati dall‟ inamovibilità ovvero non possono essere rimossi o sostituiti se non per scelta del consiglio superiore della magistratura. Questo per impedire l‟intervento del potere esecutivo, tanto che lo stesso ministro della giustizia ha poco potere in materia e può promuovere l‟azione disciplinare e organizzare il funzionamento generale della struttura. L‟indipendenza si può vedere sotto il profilo esterno, infatti si impedisce di avere influenze esterne, ma anche con il profilo interno ovvero i magistrati raggiungono il massimo del trattamento etc con l‟anzianità. Una particolare posizione ce l‟ha il pubblico ministero, che ha apposite garanzie di indipendenza, c‟è infatti indipendenza dei magistrati requirenti e questo come sostiene l‟articolo 112 pone l‟obbligatorietà eguale della persecuzione di tutti e pone i Pm indipendenti rispetto a qualsiasi organo dello stato. Con l‟articolo 108 la costituzione riserva alla legge la scelta dei mezzi per garantire l‟indipendenza.  CSM : Consiglio Superiore della Magistratura Il csm è l‟organo dal quale dipende tutta la carriera del magistrato , infatti questo decide le assunzioni , assegnazioni, trasferimenti e così via come stabilito dall‟articolo 105. L‟articolo 104 prevede una composizione mista, composta dal presidente della repubblica, dal presidente della corte di cassazione e il procuratore generale di essa, dei componenti elettivi di cui 2/3 scelti dai magistrati e 1/3 scelto dal parlamento con maggioranza qualificata tra avvocati etc. E‟ la legge a stabilire il numero di composizione, infatti sono 27, di cui 3 di diritto, 16 eletti e 8 scelti dal parlamento. La durata in carica è 4 anni e non si può essere rieletti subito. Il csm ha anche un vicepresidente al quale il presidente delega tutte le sue funzioni quasi sempre. Questo organo opera attraverso le commissioni di cui ne ha due importanti, quella per il conferimento degli incarichi direttivi e per la sezione disciplinare. Il presidente ha anche il potere di sciogliere il csm se questo non sia in grado di operare. Tutto questo è stato attuato per evitare che si creassero corporazioni di magistrati e che vi fossero influenze esterne. Questo organo non deve essere visto come un parlamento dei magistrati, ma come un organo stabilito dall‟articolo 105 della costituzione che deve garantirne l‟indipendenza, la struttura, assumere e dare funzioni, promozioni e incarichi e così via. Il csm deve cooperare con il ministro della giustizia che ha competenza in materia organizzativa e oltretutto però la competenza ad adottare i relativi provvedimenti spetta al csm e basta. Il csm è sempre libero sul conferire un incarico, ma ovviamente si preferisce ottenere una collaborazione. Il csm da pareri in merito alle leggi sull‟ordinamento giudiziario. C‟è un dibattito che divide in due gruppi la situazione, chi sostiene che debba farlo e chi no. Alla fine si è optato per la prima ma come ha deciso il presidente della repubblica del 2008 è importante il parere ma non ha valore di vaglio costituzionale. Il csm ha la funzione disciplinare e fa sanzioni che possono essere richieste dal ministro della giustizia o dal procuratore della corte di cassazione. Il procedimento disciplinare è regolato come un processo e ci può essere anche il ricorso in cassazione. L‟assetto delineato dalla

costituzione per la magistratura ha delineato anche una certa indipendenza per le giurisdizioni speciali infatti sono stati così istituiti : Il consiglio della giustizia amministrativa ; Consiglio della corte dei conti ; Consiglio della magistratura militare.

 Principi costituzionali del processo Il fondamento di un sistema giudiziario autonomo lo si trova nelle norme costituzionali e quindi si regola il processo e queste norme fanno in modo che l‟attività giurisdizionale sia sempre autonoma e persegua la tutela delle situazioni giuridiche dei cittadini e persegua i responsabili. L‟articolo 24 infatti stabilisce che tutti possono agire per difendersi ed esercitare i propri diritti infatti si parla di gratuito patrocinio cioè che la spesa legale se uno non può permettersela sarà a carico dello stato. Inoltre sempre secondo questo articolo si ha sempre diritto alla difesa, in qualsiasi caso e che secondo la corte costituzionale questo è un diritto inviolabile. Come avevamo visto c‟è la tutela del giudice naturale secondo l‟articolo 25 e questo infatti permette una tutela anche a chi deve essere difeso, perché almeno non ci sono alcun tipo di influenze. Il giudice creato non sarà a posteriori ma prima del verificarsi dei fatti. L‟articolo 111 parla del giusto processo secondo il quale ci deve essere il giusto contradditorio tra le parti con un giudice imparziale il tutto per formulare una prova. Sempre questo articolo prevede che l‟imputato abbia dei diritti come essere informato sui capi di accusa, dare tempo alla difesa di documentarsi e prepararsi, interrogare i testimoni a suo carico e inoltre dare un interprete in caso in cui non parli la nostra lingua. Oltretutto si deve rispettare il principio di ragionevole durata, ovvero i processi devono durare ed essere conclusi entro tempi giusti senza diventare la denegata giustizia. Sempre secondo questo articolo vi è l‟obbligo delle motivazioni perché è da queste che la difesa si può aggrappare e richiedere il processo in secondo grado e procedere quindi con l‟impugnazione. Questa è importante perché il nostro sistema giudiziario è composto da 2 gradi di giudizio e quindi è importante inserire i motivi. Si può inoltre ricorrere alla corte di cassazione ma solo per motivi di legittimità. Ci sono dei principi stabiliti nella parte I della costituzione ovvero : Irretroattività delle norme penali ; Responsabilità penale personale ; Presunzione di non colpevolezza.

 Responsabilità dei magistrati Il problema della responsabilità dei magistrati è antico. Il nostro ordinamento prevede l‟indipendenza di loro dalle altre cariche ma questo non significa che i magistrati debbano operare in piena libertà e fare anche errori o creare un gruppo totalmente autonomo. Infatti ci sono forme di responsabilità da rispettare. Hanno una responsabilità di tipo disciplinare essendo un pubblico impiego che servono per mantenere l‟ufficio funzionante ma anche per garantire l‟immagine della pubblica amministrazione. L‟azione disciplinare ce l‟hanno il ministro della giustizia e la corte di cassazione mentre competente a giudicare è la sezione disciplinare del Csm. Nella maggior parte dei casi però si conclude con un‟archiviazione e quando c‟è una condanna con una condanna molto lieve. Hanno un responsabilità giuridica e si applica a tutti i magistrati. Se un magistrato agisce con dolo contro un individuo questo può far ricorso contro lo stato il quale lo risarcirà e che sarà a sua volta risarcito dal magistrato. I magistrati possono essere sottoposti alla responsabilità politica diffusa cioè il potere di critica riconosciuto a livello pubblico.

 Riforma dell‟ordinamento giudiziario Nel 2005 il parlamento del governo Berlusconi con il ministro castelli approvò una grande riforma giudiziaria ma poi il ministro Mastella nel 2006 con il governo Prodi annullò questa riforma per poi riabilitarne metà. Alla fine la gerarchizzazione delle procure venne attenuata e non eliminata, il csm riprese il suo ruolo centrale anche nella formazione dei nuovi magistrati, venne eliminato il passaggio da magistrati di funzione giudicante e requirente e venne reintrodotto l‟equilibrio per merito e anzianità a favore più del secondo. Rimane comunque vietata l‟iscrizione a partiti etc. Diciamo che fino ad oggi l‟ordinamento giudiziario si è un po‟ assestato anche se il governo Berlusconi dal 2008 ha annunciato di volerlo riformulare. RIASSUNTO CAPITOLO 15 : La giustizia Costituzionale Una costituzione rigida abbisogna di meccanismi volti a tutelare il rispetto delle sue norme. Per questo è nata la giustizia costituzionale. La garanzia della costituzione si base su : Revisione costituzionale, tramite processi aggravati, in modo che la rigidità della carta sia rispettata e le decisioni siano prese per tutelarla; Giustizia costituzionale deve garantire la supremazia della carta e assicura il rispetto delle sue norme attraverso il controllo costituzionale delle leggi.

Questa è una delle conquiste più recenti delle carte costituzionali moderne e troviamo dei precedenti come nel caso del giudice inglese Edward Coke che sosteneva il fatto che se un atto va contro il pensare comune ed è ripugnante la common law lo controllerà e lo potrà giudicare nullo. Le colonie americane in lotta con i conquistatori inglesi riconobbero nella costituzione la garanzia contro ogni assolutismo di potere. Nel continente europeo ancora non vi erano tali promesse, anche se si ebbe un primo passo con la rivoluzione francese. Durante il dibattito sull‟unità dello stato ci fu uno scontro di pensiero tra Kelsen e Schmitt . Il primo sosteneva la corte come soggetto a cui affidare la garanzia della costituzione per lui la costituzione era la regola per la produzione del diritto e la corte costituzionale era l‟organo che garantiva le funzioni. Per Schmitt invece il controllo della costituzione, che per lui era la decisione politica fondamentale, andava affidato al capo dello stato e non ad un organo giurisdizionale. Gli stati dopo i conflitti mondiali, come l‟Austria, recepirono il modello di controllo giurisdizionale di costituzionalità. La giustizia costituzionale opera nel controllo di costituzionalità di atti legislativi, controversie tra i vari organi e tutela dei diritti fondamentali. Nei sistemi di controllo giurisdizionale abbiamo : Sistema diffuso, il controllo di costituzionalità è affidato a tutti gli organi giudiziari, i quali disapplicano la legge come negli stati uniti dove c‟è un sistema piramidale dove in cime c‟è la corte suprema. Sistema accentrato, dove c‟è un unico organo controllore e dove esso decide in via definitiva cancellando le norme incompatibili.

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Poi abbiamo il controllo preventivo o successivo a seconda dell‟entrata in vigore dell‟atto. C‟è anche il controllo in via diretta e indiretta a seconda del ruolo e potere che rivestono gli organi in questione. Il nostro è un modello misto in quanto c‟è il sistema accentrato essendoci la corte costituzionale ma è anche decentrato potendo tutti i giudici attivare un controllo di costituzionalità.  Composizione della corte costituzionale Questa è regolamentata solo in parte dalla costituzione negli articolo 134 e 137, poi è regolamentata da tre leggi costituzionali che sono quella del 9 febbraio 48 , quella del marzo 1953 e quella del novembre 67. Composta da15 giudici nominati per un 1/3 dal presidente della repubblica, per 1/3

dal parlamento in seduta comune e per 1/3dalle supreme magistrature ordinarie e amministrative. I giudici costituzionali sono scelti tra i magistrati, professori etc con almeno 20 anni di anzianità ( articolo 135 ). Il parlamento deve eleggere con una maggioranza di 2/3 sennò poi si va a 3/5. Il presidente della Repubblica elegge con proprio decreto ed è un atto presidenziale. I giudici costituzionali sono in carica per 9 anni e non possono essere rieletti, il presidente invece 3 anni e può essere rieletto. Le prerogative e diritti del giudice costituzionale sono paragonati a quelli del parlamentare e come dice l‟articolo 135 un giudice costituzionale non uò essere parlamentare o ricoprire altra carica istituzionale. L‟articolo 134 dice che la corte è chiamata a giudicare : Sulla legittimità di leggi se siano costituzionali o meno; Sui conflitti di attribuzione tra stato e regioni ; Sulla sfiducia posta dal parlamento contro il presidente della Repubblica.

Con la legge costituzionale del 1953 si dichiara che la corte è chiamata a giudicare anche l‟ammissibilità del referendum abrogativo. Il lavoro viene svolto seguendo il principio di collegialità, con votazione a maggioranza assoluta con un quorum di 11 giudici. Le adunanze sono solitamente pubbliche salvo alcune situazioni importanti per la loro segretezza e si attuano le camere di consiglio. Il presidente nomina un giudice relatore della causa che dovrà seguire la discussione e il motivo di tale discussione e dopo la votazione viene nominato un giudice redattore e poi il testo viene sottoposto all‟esame del collegio. La prassi vuole che il giudice relatore e redattore coincidano anche se non mancano ovviamente situazioni in cui questo non c‟è.  Giudizio di Legittimità costituzionale Per l‟articolo 134 oggetto di controllo sono le leggi ordinarie dello stato, gli atti aventi forza di legge dello stato e le leggi regionali. La nostra costituzione pone sotto il controllo gli atti normativi primari escludendo i secondari e quelli delle fonti fatto. Leggi costituzionali e di revisione costituzionale : la costituzione ha valore superiore rispetto a tutti gli atti normativi e quindi anche rispetto a quelle di rango costituzionale, approvate secondo il modo sancito dall‟articolo 138. Leggi ordinarie dello stato e regioni : tutte queste possono essere impugnate sia per motivi di forma che di contenuto. Atti aventi forza di legge, decreto legge e atti legislativi : i decreti legge in realtà potrebbero essere giudicati nei 60 giorni di valenza , ma poi è stato stabilito che possono essere giudicati anche dopo essere diventati legge. Gli atti legislativi possono condizionare le altre leggi e la struttura normativa e quindi possono essere sottoposti a controllo. Regolamenti parlamentari : Sono esclusi dal controllo della corte perché non sono presenti nell‟articolo 134 e oltretutto perché il parlamento è autonomo. La corte però ha preso una piccola funzione cioè di controllare leggi che vanno a sostituire o accompagnare regolamenti parlamentari già presenti.

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 Legittimità Costituzionale Un atto per essere costituzionalmente valido deve essere esistente e valido cioè conforme alle norme che ne disciplinano la forma, il procedimento e il contenuto. Possiamo parlare di : Vizi Formali, attengono all‟atto in quanto tale cioè se non si rispetta la forma e la procedura di approvazione ad esempio; un esempio può essere che i testi approvati dalle due camere siano in difformità: Vizi sostanziali, guarda il contenuto quindi se non rispetta altre norme già esistenti oppure contenuti costituzionale.

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Nel primo caso ad esempio abbiamo la violazione dell‟articolo 3 e quindi un individuo è discriminato in base al sesso; Nel secondo caso se lo stato interviene su una legge di competenza regionale. C‟è anche il vizio di irragionevolezza che viola il principio di ragionevolezza. Vi sono due modi per accedere al giudizio di legittimità : - In via d‟azione, lo stato contro leggi regionali: - In via incidentale, se un dubbio sorge durante il giudizio. La corte deve quindi avere una vera controversia per poter giudicare, limita i ricorsi diretti a soggetti istituzionali e non c‟è il ricorso diretto da parte dei cittadini.  I Giudizi sulle leggi Nel caso del giudizio in via incidentale, si ha quando la legittimità costituzionale sia stata presentata nel procedimento in corso davanti a un‟ autorità giudiziaria. La corte quindi ha a disposizione un giudizio principale. Guardiamo i vari punti. (A) Bisogna individuare quali organi possano porre la questione di legittimità alla corte, cioè il giudice a quo. Si è aperta tale richiesta non solo ai giudici ordinari o amministrativi ma anche alla commissione delle liquidazioni , i collegi arbitrali e così via. La corte richiede due requisiti : quello soggettivo cioè esistenza di un giudice e quello oggettivo ossia l‟esistenza di un giudizio in senso tecnico. Per la corte anche il giudice costituzionale può essere il giudice a quo. (B) Chi può sollevare la questione di legittimità? Sollevata su istanza da una delle parti o d‟ufficio anche dal giudice innanzi al quale pende il giudizio principale. Le parti e il giudice devono precisare i motivi e i parametri della richiesta e quindi citare le parti della costituzione violata e la legge in questione. (C) Per far procedere il tutto il giudice a quo deve dire se sia una richiesta rilevante a livello costituzionale e che non sia infondata. La rilevanza vede una questione rilevante cioè la legge in esame deve essere applicata. La questione non deve essere manifestamente infondata cioè basta che via sia un dubbio ma che non sia pretestuosa. Il giudice a quo deve sospender e il giudizio e rimettere la richiesta alla corte e se non si riscontrano i due requisiti sopra si respinge la richiesta. (D) Deciso il rinvio alla corte si avvertono le parti e se è una legge dello stato si notifica anche al presidente del consiglio. L‟ordinanza è pubblicata sulla gazzetta e dopo 20 giorni dalla notifica si costituiscono le parti del processo d‟innanzi alla corte. Le richiesta rimangono invariate ma presentandosi davanti alla corte le parti presentano le loro deduzioni. (E) Dopo i 20 giorni la corte nomina un giudice relatore e convoca la corte entro 20 giorni dopo per la discussione della questione. Nel caso del giudizio in via d‟azione si apre direttamente con il ricorso dello stato su delle leggi regionali oppure dalle regioni con ricorso contro leggi dello stato in materie di competenza regionale. E‟ un procedimento astratto nel senso che le disposizioni impugnate vengono valutate sul contenuto e quindi c‟è un introduzione e i soggetti coinvolti possono fare ricorso alla corte. Tutto questo è previsto dall‟articolo 127. I ricorsi hanno carattere successivo, cioè post approvazione legge. Il ricorso dello stato è presentato dal presidente del consiglio previa deliberà del consiglio dei ministri, dalle regioni è fatto dalla giunta regionale. Lo stato può invocare la legittimità delle leggi per qualsiasi vizio mentre le regioni solo nel caso di invasione della propria materia di competenza.  Tipologie delle sentenze Il giudizio di costituzionalità delle leggi si chiude con una decisione della corte costituzionale. Hanno anche una forma tipica cioè sentenza o ordinanza, e c‟è anche una struttura tipica ovvero

motivazioni di fatto, cioè esposizione dei fatti della causa, motivazioni in diritto ragioni che spiegano la scelta fatta e dispositivo soluzione delle controversie. A seconda del contenuto la corte prende decisioni processuali, cioè senza entrare nel merito o invece decisioni di merito entra nel merito della questione e la risolve. Queste possono avere un esito diverso cioè di accoglimento o rigetto della questione. Nella sentenza interpretativa di rigetto si ritiene non fondata la questione di legittimità. Hanno comunque uno schema comune.  Sentenze di accoglimento manipolativo Le sentenze di accoglimento hanno effetto manipolativo. Si chiamano così perché la corte non si limita ad eliminare le norme, ma modifica con la sua mano il tutto. Ci sono infatti le seguenti decisioni : Sentenze di accoglimento parziale dichiarando illegittima una parte della legge e viene manipolato il testo di legge. Il testo viene ridotto nel numero di interpretazioni possibili. Sentenze sostitutive dove la corte dichiara illegittima una norma e la sostituisce con un „altra e qui manipola il testo aggiungendo un significato nuovo rispetto al testo precedente. Sentenze aggiuntive dichiarano illegittima una norma perché è in assenza di una norma che la renderebbe legittima e quindi la crea e la inserisce la corte. Qui colpisce le omissioni del legislatore. Sentenze additive di principio ne fa ricorso per non toccare le prerogative del parlamento e si limitano a individuare il principio generale in base al quale certe materie vanno disciplinate per non invadere il campo non suo. Ci sono anche le sentenze monito che sono dei suggerimenti inseriti nelle dichiarazioni della corte che sono dei suggerimenti al legislatore, una sorta di creazione di dialogo che non devono essere rispettati per forza dal parlamento, ma vista l‟autorevolezza della corte è difficile ignorarli.  Effetti della dichiarazione di illegittimità Le sentenze incidono direttamente sulle fonti del diritto. Nell‟articolo 136 si dice che quando la corte dichiara l‟incostituzionalità la norma dal giorno dopo cessa di funzionare. L‟articolo 137 oltretutto stabilisce che le sentenze della corte sono inoppugnabili. Queste sentenze non valgono verso rapporti esauriti ma solo pendenti quindi non è del tutto retroattiva. Infatti in caso di prescrizione, decadenza o passata in giudicato. La corte non può decidere sugli effetti del tempo della norma abolita, ma può vedere di limitarne gli effetti e diluirli nel tempo.  L‟attribuzione Secondo l‟articolo 134 la corte costituzionale giudica altresì sull‟attribuzione dei ruoli legislativi di stato e regioni. Ovvero conflitti degli organi dello stato chiamati interorganici oppure conflitti tra stato e regione chiamati intersoggettivi. La corte costituzionale risolve il conflitto stabilendo a chi spetta la titolarità della competenza e come deve essere esercitata. Ogni competenza può essere violata con qualsiasi atto / fatto. La parte lesa deve avere comunque interesse a ricorrere e che si portino i fatti e le ragioni del conflitto.  Conflitti tra poteri dello stato L‟articolo 37 della legge costituzionale del 1953 dice che il conflitto tra poteri dello stato è risolto dalla corte costituzionale. In questo modo si distingue i conflitti costituzionali da quelli di legge

ordinaria che prima del 48 appunto non erano stati differenziati. La corte costituzionale deve dire quali sono i poteri dello stato e se esiste materia di conflitto. (A) Dal punto di vista soggettivo non è sufficiente far riferimento alla divisione dei poteri. Nel‟ambito del potere giurisdizionale la corte ha ammesso ciascun giudice per la tutela della funzione giurisdizionale. Poteri dello stato sono anche quelli chiamati poteri organi. (B) Sotto il profilo oggettivo i poteri sono tutelati da norme costituzionali e quindi non tutti possono essere tutelati d‟innanzi alla corte. Il Giudizio davanti alla corte si divide in due fasi, ovvero giudizio sull‟ammissibilità del conflitto e l‟ordinanza dichiara ammissibile il conflitto e la corte notifica agli organi. Poi nel giudizio nel merito la corte risolve il conflitto fra le parti chiamate in causa e annulla i poteri che non spettano ai relativi organi.  Conflitto tra stato e regioni Sia stato che regione possono proporre ala corte un ricorso se uno dei due organi invade l‟altro in materia di rispettiva competenza. Al di fuori di atti legislativi qualsiasi atto è idoneo a determinare materia di conflitto. Viene fatto il ricorso ed entro 60 giorni ci deve essere il giudizio e nel mentre si può anche chiedere la sospensiva e la corte decide con ordinanza sulla richiesta sospensiva. La corte inoltre per la sua posizione è titolata a giudicare sulle accuse mosse dal parlamento contro il presidente della Repubblica in base all‟articolo 90 della costituzione. E inoltre come specificato nella legge costituzionale del 1953 e nell‟articolo 75 della costituzione deve giudicare anche l‟ammissibilità del referendum abrogativo. RIASSUNTO CAPITOLO 16 : L‟ordinamento italiano e la sua evoluzione L‟Italia e il suo ordinamento fino ad oggi si è trasformato molto, guardando anche alla storia delle istituzioni. Ogni ordinamento di ogni nazione è in continuo mutamento, anche perché se muta la società di conseguenza muta anche l‟ordinamento che ad essa si deve adattare. Quindi cambia anche l‟ordinamento costituzionale. Quando la capacità della costituzione scritta si esaurisce, cioè non è più in grado di mantenere la sua funzione in rapporto con la società , c‟è da fare una modificazione costituzionale. Tale modificazione può riguardare aspetti non essenziali e quindi si fa una revisione costituzionale, in caso contrato si fa un vero e proprio mutamento della costituzione con un progetto costituzionale. Si può però procedere con i cambiamenti via via senza stravolgere il testo, in modo da adattare la costituzione al mutamento sociale.  Lo Statuto Albertino Dal regno Sardo si passò al‟Unità d‟Italia ma era un ordinamento nuovo o solo un ampliamento di quello sardo? Il consolidamento del regno d‟Italia nacque dal rapporto tra borghesia e corona e quindi la monarchia non si poteva neanche discutere. Le leggi dello statuto di Sardegna che divenne quello italiano venne esteso piano piano a tutti i territori annessi. L‟estensione di questo statuto rappresentò la faccia politica e sociale dell‟Italia all‟epoca che era vicina alla monarchia. Nel 1848 nasce così lo statuto Albertino voluto da Re Carlo Alberto il 4 Marzo. Venne creato da un consiglio di conferenza di cui quasi tutti i membri, 17, erano riluttanti insieme al re di andare verso una monarchia rappresentativa e fu concessa anche la costituzione solo per paura del peggio. Ovviamente l‟influenza francese si sentiva. Venne introdotta la carta su modello francese, voto uninominale su modello francese. LA monarchia costituzionale prevedeva che il potere esecutivo fosse saldamente in mano al re , art 5, e nomina i ministri, art. 65. Il potere legislativo fosse condivso dal re, art. 7 , e da due camere , art. 3 di cui una rappresentativa e una regia vitalizia. La

giustizia veniva emanata dal re e in suo nome , art. 68, i ministre del re erano responsabili, art. 67, senza specificare davanti a chi. Nell‟articolo 4 si scriveva che il re era inviolabile. Dal 24 al 32 si parlava di diritti e doveri dei cittadini di fronte alla legge, come uguali diritti e doveri, tassazione equa, inviolabilità di domicilio, libertà di stampa ma senza abusi, inviolabilità della proprietà e libertà di riunione. Nell‟articolo 1 si proclamava il cattolicesimo religione di stato e tolleranza verso le altre confessioni. Era considerato uno statuto flessibile perché non si prevedevano procedure aggravate per la sua modifica. Molti ritengono però seguendo l‟articolo 81 che abrogava leggi ad esso contrario che fosse uno statuto rigido diventato poi flessibile per prassi. Tanto infatti che gli stessi tribunali lo ritennero più volte no statuto rigido.  Evoluzione dell‟ordinamento statutario Dividiamo la storia della fase statutaria in due fasi, fino al fascismo e durante il fascismo. Con lo statuto Albertino si passò comunque quasi subito da una Monarchia Costituzionale a una Monarchia Parlamentare, proprio per il formarsi sempre più del rapporto tra Re e parlamento. A votare nel 1910 circa erano pochissimi, nemmeno il 10%, e solo nel 1912 si introdusse il suffragio universale maschile. C‟erano latenti situazioni dualiste nello statuto che emergevano sempre in situazioni di crisi e il Re aveva sempre il potere di eleggere nomine militari. Il senato del regno non assunse mai un ruolo autonomo, tanto che il governo inseriva sempre più parlamentare controllati al suo interno e quindi non divenne una camera imparziale, anzi. Non essendoci partiti il governo non aveva molte forze in parlamento e doveva sempre scendere a compromessi con i parlamentari. La magistratura non era proprio indipendente perché i magistrati dipendevano dal governo, avevano l‟inamovibilità ma solo da un ufficio all‟alto. Le libertà dei cittadini erano tutelate ma con dei limiti. Dopo che salì al trono Vittorio Emanuele III , e al governo c‟era Giolitti, fu un periodo di blando trasformismo nel quale si andò sempre più a curare le esigenze dei ceti più poveri e bisognosi. Anche perché le masse popolari avevano iniziato a concentrarsi in partiti politici ed erano un effetto massa sempre più grande. Poi andiamo ad analizzare la parte post regime fascista. Le democrazie europee entrarono sempre più in crisi anche visto il poco controllo sulla povertà pervenuto dalla crisi economica e tutte volevano realizzare obiettivi e migliorare il proprio paese. In Italia il disegno autoritario iniziò molto prima con Mussolini presidente del consiglio nel 1922. In Italia il sistema parlamentare entrò in crisi prima che in altri paesi e Mussolini prese sempre più potere istituendo la milizia volontaria per la sicurezza nazionale, limitò la libertà di stampa e nel 1924 ci fu l‟uccisione di Matteotti e la fuga sull‟Aventino dei parlamentari dell‟opposizione. Nel 1925 Mussolini fece il discorso con il quale alla camera si assunse tutta la responsabilità politica di cosa stava succedendo, come a dire “ non tornerò indietro”. Con la legge elettorale del 1923 la legge Acerbo riuscì ad ottenere alle elezioni il 70% dei seggi. Il presidente del consiglio prendeva sempre più poteri diventando capo di governo, introdusse il tribunale speciale per la difesa dello stato, sciolse i partiti politici, fece i patti lateranensi con il Vaticano, introdusse nuovi codici di sicurezza come il codice rocco che puniva chi andava contro lo stato e introdusse le leggi razziali, che andarono oltretutto contro l‟articolo 24 dello statuto Albertino e sostituì la camera dei deputati con la camera dei fasci. Come si vede lo statuto Albertino venne del tutto svuotato della sua anima e valore, senza che il re facesse un minimo gesto che lo statuto gli permetteva di esercitare.  Dalla caduta del fascismo al referendum del 2 Giugno 1946 Il 23 Luglio 1943 il gran consiglio del fascismo sfiduciò Mussolini che venne arrestato e il re potè iniziare a riprendere il potere come l‟articolo 5 gli permetteva. Alla presidenza del consiglio venne inserito un militare, Badoglio., venne firmato l‟armistizio e tutti gli enti fascisti vennero eliminati. Mussolini venne liberato dai tedeschi e da questi sostenuto e formò la Repubblica Sociale Italiana a

Nord ( Rsi) , ma alla fine venne anche soppresso il partito fascista stesso. C‟era il contrasto fra corona e i partiti di opposizione che volevano trovare una soluzione per cancellare qualsiasi legame con il passato e ovviamente vi era la responsabilità del re Vittorio Emanuele III che fece nulla contro il fascismo. Affidare quindi la riformulazione dello stato a una costituente o ad organi statutari? Vittorio Emanuele III rinunciò alla carica e vi inserì Umberto e si decide di convocare un assemblea costituente. Nel 1945 venne fatta la consulta nazionale con il compito di dare al governo informazioni e suggerimenti, composta da 304 membri. Nello stesso anno anche le donne ottennero il voto e si poté parlare finalmente di suffragio universale vero. Nel 1946 si decise che a scegliere tra monarchia e repubblica fosse il corpo elettorale e si fece il referendum il 2 giugno 1946 con la vittoria della Repubblica, anche se con alcune polemiche sul conteggio dei voti e la formulazione del secondo quesito. Il referendum istituzionale venne indetto con una legge proporzionale che assomigliava alla legge del 1919. Il 14 Giugno il re partì da Ciampino e non fece più ritorno in Italia. Il 25 Giugno si insediò l‟assemblea costituente che elesse capo provvisorio di stato Enrico De Nicola.  Costituente e Costituzione del 1948 La costituente affidò a 75 membri che composero la commissione per la costituzione la redazione di un testo base della costituzione. Elessero Meuccio Ruini presidente e si fecero tre commissioni una sui diritti e doveri dei cittadini, una per l‟ordinamento costituzionale della repubblica e uno sui diritti e doveri economico sociali. Fu introdotto anche un comitato di redazione fatto da 18 membri il quale servì per superare momenti di crisi in alcuni temi non convergenti. Il testo base venne presentato il 1 gennaio 1947 con 1600 emendamenti dei quali ne vennero accettati 242. L‟approvazione avvenne il 22 dicembre 1947. Si evitò di fare l‟epurazione di chi partecipò al partito fascista, non si ricompose lo stato prefascista ma on si arrivò nemmeno alla totale modernizzazione voluta. Era una carta innovativa ma non fu molto chiara ne sulla forma di governo ne sulla figura del presidente della Repubblica che tutt‟oggi rimane una figura ambigua. Prevedeva la possibilità ai cittadini di fare Referendum, il controllo della costituzione con la corte costituzionale, il consiglio superiore della magistratura e l‟autonomia ai magistrati. Però anche le camere formarono un bicameralismo pressoché identico, con le stesse funzioni.  La storia costituzionale della Repubblica Ci sono quattro grandi fasi. La Prima fu caratterizzata dall‟attuazione della costituzione. Durò un ventennio, dal 1948 al 1968, caratterizzato dal centrismo degasperiano della Dc. Ci fu una grande lentezza nell‟attuazione della costituzione tanto che solo dalla seconda legislatura si riuscì a creare la corte costituzionale, che se creata prima avrebbe proibito che si formassero interpretazioni della costituzione conservatrici. Questo centrismo crollò con la legge elettorale a premio di maggioranza del 1953 che non fece vincere la Dc che alla fine si alleò con il Pci. Giovanni Gronchi divenne presidente della Repubblica anche perché almeno si poté avere un dialogo tra le forze politiche. Fino agli anni 70 venne istituito il Csm, disciplinati i referendum e istituite le regioni. Una seconda fase fu caratterizzata da una crisi politico istituzionale che durò dal 1968 al 1979. I governi di centro sinistra erano molto deboli, anche perché erano periodo di manifestazioni giovanili molto dure ma anche di attentati terroristici, chiamata strategia della tensione. Si fecero infatti governi di unità nazionale per reagire e Aldo Moro venne rapito e ucciso nel 1978. Fu un periodi di centralità del parlamento. Una terza fase durò un decennio o poco più dal 1979 al 1991. Il potere politico era sempre nelle mani della Dc ma la presidenza del consiglio non venne data ad un democristiano e venne rivisto il

concordato con la chiesa, cancellato quasi del tutto il voto segreto, procedure di bilancio, legislazione antitrust, rivisto il codice di procedura penale e riformato il sistema radiotelevisivo con la legge Mammì che divise il duo polio rai – mediaset. Una quarta fase si inaugura con un referendum sulla legislazione elettorale con l‟esigenza di fare muro contro il comunismo e Mario Segni volle aggirar e il sistema partitico cavalcando la sfiducia nei partiti. Ma il 18 Aprile 1993 si tenne il referendum e ci furono inoltre tante indagini della magistratura che portarono a far sparire tanti partiti a causa della corruzione. Si introdussero nuove formule di legge elettorale a prevalenza maggioritaria, nuovo regolamento sul finanziamento dei partiti e si risanò il bilancio del debito pubblico dovendo entrare nella comunità europea.  Ordinamento Italiano a 70 anni dalla costituzione In tutti questi anni la situazione è mutata e sotto molti aspetti migliorata. Si è portato a compimento tutta l‟attuazione della costituzione e dei 139 articoli ne sono stati modificati solo 32. Infatti non c‟è mai stata una riforma costituzionale ma revisioni. I valori e principi sono rimasti e si sono inseriti sempre più nella società italiana. Nel 1999 si è conclusa con l‟attuazione dell‟articolo 95 tutto il processo costituzionale, con l‟organizzazione del governo. Ci sono aspetti essenziali : Corte costituzionale ha sempre più assunto prestigio ed ha anche accorciato tempi di decisioni ; Il presidente del consiglio ha assunto sempre più potere; Il potere normativo si è sempre più spostato dal parlamento all‟esecutivo ; Il presidente della repubblica ha svolto il ruolo che la costituzione gli da ma essendoci un sistema politico inadeguato si è esposto anche troppo in alcuni casi; La magistratura ha ottenuto la sua indipendenza anche se è sempre sotto critica per la lentezza delle cause e oltretutto si vorrebbe dividere le carriere dei magistrati giudicanti e dell‟accuso, riforma contrastata dalla magistratura; Le regioni hanno sempre preso più piede in un ottica di decentramento dei poteri, anche con enti come comuni e regioni; Le pubbliche amministrazioni sono in continua mutazione e sempre più al servizio del cittadino.

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Da molti però sono stati trovati elementi di debolezza nella costituzione ad esempio i cittadini hanno carenza nelle loro aspettative di servizi , come dicevamo nella lentezza della magistratura e inoltre anche se negli ultimi anni arriva il tardivo consolidarsi di un sistema bipolare.  La costituzione e i tentativi di riformarla Fino alla fine degli anni 70 ovviamente ai partiti, che avevano fatto anche parte della costituente, non conveniva modificare in alcun modo la costituzione. Ma nella seconda metà degli anni 70 la crisi istituzionale si faceva sentire e per questo motivo il partito socialista si fece portare di riforme costituzionali. Dal 1979 il tema non è più uscito dal parlamento e dal dibattito. Però ci sono difficoltà nel procedere ad una revisione organica della costituzione. Mai ci sono stati molti consensi ad un ipotesi del genere, ci siamo limitati alla revisione della parte II. E‟ sempre stata forte l‟idea che ogni revisione dovesse essere accompagnata da una larga maggioranza ma in realtà l‟articolo 138 della costituzione ci parla della più piccola maggioranza qualificata, ovvero la metà più uno dei componenti del parlamento. Questo ha portato ad attribuire ad ogni partito politico anche piccolo un vero potere di veto e mettendo in crisi qualsiasi riforma, ponendo tutti le loro esigenze. Nel 2001 alla vigilia delle elezioni venne approvata la riforma del titolo V dal centro sinistra e poi venne chiesto il referendum costituzionale che bocciò la riforma. Poi vinse il centro destra che portò avanti una più grossa riforma che toccava 80 articoli della costituzione. Andò a

modificare la forma di governo, rafforzò il ruolo del presidente del consiglio e il senato avrebbe partecipato alla forma legislativa in modo più limitato. Inoltre si ridusse la figura del presidente della repubblica a garante della costituzione. Il senato venne nominalmente definito federale sarebbe stato a suffragio universale ma accentuando la base regionale e sarebbero state ridate allo stato alcune riforme concorrenti ( articolo 117 ). La campagna referendaria confermò il no e questa riforma venne abrogata. Come critica diciamo : E‟ urgente differenziare le due camere magari dando al Senato una rappresentanza più locale con regioni etc. Quindi è necessario cancellare il rapporto di fiducia che c‟è tra senato e governo; E‟ importante dare più poteri al presidente del consiglio per riuscire a far tenere meglio la compagine governativa ed è importante dare anche un riconoscimento costituzionale all‟opposizione ; Fare una modifica all‟articolo 117 in modo equilibrato e non stravolgendo il tutto, basandosi sull‟esperienza giuridica di questi anni.

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Nelle commissioni si lavorava anche a norme che disciplinino meglio i rapporti fra ordinamento italiano e ue, norme del titolo sulla magistratura e piuttosto impossibile fare cambiamenti sulla parte I che riguarda i diritti e che in realtà servirebbe per concedere diritti, i nuovi diritti. Nella legislatura Prodi qualche passo in avanti si era fatto, ma poi è caduto il governo. Con il nuovo governo sembrerebbe abbandonata l‟idea di riusare l‟articolo 138 ma di fare una riforma sulla parte II più allargata ai voti possibili. Il dibattito sulla riforma elettorale è sempre acceso e c‟è chi non vuole modificarlo per far avanzare il bipolarismo e c‟è chi invece vuole modificarlo e inserire il sistema tedesco. _____________________________ FINE _____________________________________________

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