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•• 20 URBINO CULTURA E SPETTACOLI GIOVEDÌ 19 MAGGIO 2011

LE CRONACHE CITTADINE SEMPRE POLEMICHE


LA STORIA IL 20 SETTEMBRE 1898, PER L’ANNIVERSARIO DI PORTA PIA,
SI INAUGURO’ LA TRATTA, MA IL COMUNE NON FECE IN TEMPO
A FARE LA STRADA PER RAGGIUNGERE IL CENTRO

di MARIA LUISA MOSCATI BENIGNI


— URBINO —

FU IL COMMISSARIO gover-
nativo Lorenzo Valerio, nel 1860,
il primo a lamentare la difficoltà DIFFICOLTA’
di raggiungere Urbino e subito fu E SFORTUNA
dato ad un certo ingegner Peyron Sopra, il ponte a Santa Maria degli
l’incarico di progettare una linea Angeli, considerato ancora oggi
un vero gioiello della tecnologia
ferroviaria che collegasse la città costruttiva. Elegante e solido,
ducale a Roma. Ma non poteva ancora oggi incuriosisce gli
immaginare che l’impresa sareb- automobilisti.
be stata ben più ardua dell’Unità A destra, la stazione di Urbino
d’Italia. Il corposo plico con il pro- che fu distrutta dai tedeschi nel
getto scomparve nel 1864, si dis- 1944. Venne poi rifatta più piccola
se, nel trasferimento della Capita-
le da Torino a Firenze, ma forse il
ministero dei lavori pubblici era
preoccupato per quella galleria
prevista sotto l’Alpe della Luna
di ben 6.160 metri. Ricomparve
dopo anni, ma i preventivi ormai
erano inadeguati. Così la ferrovia
Quel binario così sospirato
entra nella leggenda e la stampa
locale ci sguazza. Ci vollero 38 anni per inaugurare la Fano-Urbino. Poi...
NEL SETTIMANALE «Il Citta- Governo per l’occasione, ha un va- re a bocca asciutta». «L’elegantis- si inerpica ora tra fossi e speroni perché il Comune aveva sospeso
dino» del 9 giugno 1880 si legge gone salon per gli ospiti di riguar- sima signora Isotta Bufalini, mo- montuosi, è il tratto più difficile l’erogazione delle 5.000 lire desti-
«…oh potessimo vederla presto do e posti per 500 invitati che sali- glie del sindaco, offre a nome del- della linea: un lungo viadotto sul nate ai carrettieri che trasportava-
questa ferrovia! Quanti vantaggi ranno via via nelle varie stazioni le signore cagliesi, in gran parte fosso di Ca’ Spacciolo per entrare no il materiale... Così gli ospiti,
ne ritrarrebbe questa povera Urbi- insieme agli orchestrali dei paesi ivi convenute, un bellissimo nella galleria di Crocicchio (952 scesi dal treno, dovettero arrivare
no che ora giace in mezzo ai suoi lungo la linea. In tutte le stazioni bouquet di fiori alla signora Chia- metri) e quindi il fosso di Santa in città percorrendo la lunga stra-
monti abbandonata e languente si ripete lo stesso rituale: saluto pusso, mentre — continua “il Cor- Maria degli Angeli poi un altro da nazionale con le poche carroz-
del sindaco, fiori alla signora viadotto a due ordini di archi, ze disponibili che facevano la spo-
fra gli artigli dei gufi pennuti/ riere Metaurense” — il sindaco la. La maggior parte però, compre-
dell’antro di Bacco/ dei corvi pa- Chiapusso e Marcia Reale suona- stesso consegna delle medaglie, l’opera d’arte più importante
dell’intera linea alto ben 41 metri si gli orchestrali, stanchi di aspet-
sciuti/ del pubblico acciacco...». ta dalla banda cittadina. inviate dal sindaco di Vicenza, ai tare il ritorno delle carrozze, ar-
Passeranno altri diciotto anni e fi- reduci cagliesi del 1848». sul fosso della Concia, e dopo la
galleria di Ca’ Corona (872 metri) rancarono su per la strada appena
nalmente il 20 settembre 1898 ar- DOPO una breve sosta a Sassofer- sterrata giungendo al Palazzo Du-
riva il sospirato giorno dell’inau- rato si parte per Pergola ove salgo- e un altro viadotto: finalmente al-
PROGETTO «NASCOSTO» le 11 e 30 la vaporiera sbuffando cale sudati e polverosi.
gurazione della tratta Fabriano- no il prefetto della Provincia com-
Urbino, un martedì. Già il giorno mendator Taddeucci e gli inge- Quando la capitale si spostò arriva alla stazione di Urbino. Il
sindaco, commendator Nicolai ac- AL BANCHETTO, allestito nel-
precedente era partita alla volta di gneri dell’Impresa Norsa-Bassani da Torino a Firenze il plico la Sala del Trono sotto la direzio-
e l’intera banda cittadina. Qui fi- scomparve misteriosamente coglie le autorità governative e
Fabriano una delegazione forma- municipali, attorniato da quasi ne del conte Castracane e servito
ta dall’assessore Natalucci e dal ca- nisce il primo tronco della lun- da Aldo Albini dell’Albergo Ita-
duemila urbinati e dalla banda cit-
valier Placido Coen, raggiunti dal ghezza di km 31,700 già in funzio- Riprende il viaggio e da Acquala- lia, sedettero duecento invitati.
tadina. In città le campane suona- Allo champagne parlò il sindaco
facente funzioni di sindaco avvo- ne da due anni. Il secondo tronco, gna inizia il terzo tronco di km no a distesa, finestre e balconi pa-
cato Vivarelli proveniente da Re- Pergola – Acqualagna di km 22,870 fino ad Urbino. Dal Candi- di Urbino e il prefetto, poi Milia-
vesati a festa, ma... la strada della ni per Fabriano e Storoni per Per-
canati ove aveva presenziato 24,986 attraversa il Cinisco , il Ce- gliano passa alla valle del Metau- stazione non c’è.
all’inaugurazione di una lapide a sano e, dopo le stazioni di Canne- gola, venne infine la volta
ro e, lasciata la stazione di Piobbi- dell’onorevole Chiapusso che
Puccinotti. Contemporaneamen- to e Frontone, passando sotto il co giunge ad Urbania, elegante- IL PROGETTO presentato
te giunge da Roma il sottosegreta- colle Colombaro (530 metri di gal- commosse i presenti portando « il
mente imbandierata, breve sosta dall’ingegner Raffaele Coen era saluto di Roma che da Urbino ri-
rio ai lavori pubblici onorevole leria), sbocca nella vallata del Bu- e dopo pochi minuti giunge a Fer- stato approvato all’unanimità
rano, poco sotto Cagli ove il treno cevette Raffaello e Bramante e —
Felice Chiapusso con la consorte. mignano. Le campane suonano a (astenutosi solo il cavalier Placi- continua “L’Eco di Urbino” —
Parteciperanno al suntuoso ban- giunge alle ore 9 e vi sosta per distesa poi il concerto della banda do Coen, suo padre), ma ormai quello del natio Piemonte che ad
chetto offerto dal marchese Serafi- un’ora. di Fano esegue pezzi d’opera men- era già il 20 dicembre 1897 e nei Urbino è debitore del pittore Gen-
ni per poi finire la serata al teatro tre i 500 ospiti affollano le sale del- mesi successivi il tempo incle- ga e dei Paciotti». Alle 20 la vapo-
«Gentile» con l’opera «Manon Le- NEL MAGAZZINO merci furo- la stazione ove il Caffè Basili di mente non permise, sin quasi a riera riporta a valle gran parte de-
scaut» di Puccini. Il mattino se- no serviti cioccolato e vermouth, Urbino aveva allestito un ricco primavera, l’inizio dei lavori. Ven- gli ospiti, salutati da venti fuochi
guente alle 6,10, confortati da un ma il “Messaggero” sottolinea buffet a base di pasticcini, vini, ro- nero fatti lo sterro del percorso e i d’artificio, mentre l’instancabile
ricco servizio di caffetteria, par- che «si videro entrare nel buffet al- solii e gelati per tutti. A fare gli due ponti sul fosso di Risciolo, banda musicale di Pergola suone-
tenza dalla stazione di Fabriano: cuni che non lo dovevano, men- onori di casa i Falasconi, Piccini e ma dall’autunno ancora un fermo rà per le vie di Urbino sino al mat-
è un treno speciale, concesso dal tre altri che lo dovevano, rimane- Bindelli. Il tracciato della ferrovia dei lavori, poi di nuovo interrotti tino.