LA LIBRERIA ‘AMORE E PSICHE’ PRESENTA MERCOLEDÌ 6 LUGLIO ORE 21.

30 TEATRO A RIPA
Alessandro Portelli

America Profonda
Due secoli raccontati da Harlan County, Kentucky e

Rebecca Harding Davis Polvere di ferro Tre racconti alle origini del realismo americano Introduzione di Alessandro Portelli Una controstoria degli Stati Uniti, dalla frontiera a oggi, attraverso un solo, simbolico luogo: Harlan County, Kentucky, al centro della regione mineraria dei monti Appalachi. Da Harlan la storia degli Stati Uniti è passata tutta quanta: i reduci della guerra d’indipendenza, i pionieri, la frontiera, la schiavitù, la guerra civile, le faide e il whisky clandestino, l’industrializzazione e la deindustrializzazione, la distruzione delle antiche foreste, il colonialismo interno di un capitalismo senza scrupoli, le più violente e memorabili lotte sindacali dal 1917 alla fine degli anni ottanta, l’immigrazione (anche italiana) e l’emigrazione, il movimento per i diritti civili, i disastri ambientali delle miniere a cielo aperto, l’epidemia della droga – tutto sulle spalle e sulla forza di resistenza della sua gente. Harlan è dunque un luogo intensamente reale, ma anche intensamente immaginato: c’è Harlan nei libri di Theodore Dreiser e John Dos Passos, nei film di Robert Mitchum e Barbara Kopple, nelle canzoni di Pete Seeger e Woody Guthrie, persino nei fumetti di Al Capp. Ed è un luogo di straordinaria creatività narrativa, musicale, linguistica, e di ostinata memoria. Una controstoria raccontata da Alessandro Portelli secondo la pratica della storia orale, come un montaggio di voci che ci

accompagnano nel profondo delle miniere, nelle vite di chi nelle miniere lavora, vive e muore, e nelle vite delle donne che tengono in piedi le famiglie e le comunità. Raccolte in trent’anni di ricerca sul campo e intrecciate con fonti archivistiche, letterarie, giornalistiche, queste sono le voci di un’America profonda e dolorosamente reale, l’America di carbone e di sangue da cui viene l’energia che accende le luci di Hollywood e di Broadway.

L'AUTORE Alessandro Portelli è considerato tra i fondatori della storia orale. Insegna Letteratura angloamericana all’Università «La Sapienza» di Roma ed è presidente del Circolo Gianni Bosio. Per i tipi della Donzelli ha pubblicato: L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria (Premio Viareggio 1999); Canoni americani (2004); Città di parole (2006); Storie orali (2007) e Acciai speciali (2008).

Rebecca Harding Davis Polvere di ferro Tre racconti alle origini del realismo americano Introduzione di Alessandro Portelli Siamo nel 1861 a Wheeling, West Virginia, al confine fra Sud e Nord, sull’orlo della guerra civile. Le «oscure sataniche officine» della rivoluzione industriale sono un territorio ancora quasi inesplorato dalla letteratura, e Rebecca Harding Davis – all’epoca sconosciuta scrittrice di provincia – si addentra, con il suo racconto Vita nelle ferriere, nella luce rossa di questa città di fabbriche che pongono una domanda inespressa e terribile: che cos’è questo mondo nuovo? È davvero degna di chiamarsi «vita», quella che si agita in quei luoghi? Al centro della narrazione c’è Hugh Wolfe, operaio, spossato dalla fatica e avvilito dall’ignoranza, che ruba dalla fabbrica gli scarti della lavorazione del ferro per dar vita a un’opera d’arte: le membra possenti di una donna abbrutita dalla fatica, ma pervasa da una brama indistinta, le mani protese ad afferrare il vuoto, la bocca spalancata in un grido di desiderio senza suono. A raccontare la storia è una donna, reclusa in casa, che riconosce nella piccola scultura e nel suo disperato creatore non solo la testimonianza di una condizione operaia ancora invisibile, ma anche la metafora di altre esclusioni, a partire da quella femminile; il grido muto della statua è anche l’anelito di espressione, di creazione, di libertà della narratrice, nonché dell’autrice, in un’età soffocante di «domesticità» idealizzata. L'AUTORE Rebecca Harding Davis (1831-1910), scrittrice e giornalista, è considerata la fondatrice del realismo americano. Autrice di numerosi romanzi, racconti e saggi, fu una delle prime voci critiche levatesi sul finire dell’Ottocento per denunciare i disagi del convulso sviluppo industriale e in difesa delle minoranze emarginate: le donne, i nativi americani, gli operai, i neri e gli immigrati

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