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Analisi “L’uomo flessibile” Autore Richard Sennett Titolo L’uomo flessibile Casa editrice Feltrinelli, Ottobre 2003, Milano

Argomento fondamentale: Capitalismo flessibile Parole chiave: Rico, sistema capitalistico, flessibilità, carriera, lavoro, carattere, personalità, organizzazione del tempo di lavoro, deriva, routine, illeggibilità, rischi, etica lavorativa, fallimento Approfondimenti: New York Times, La ricchezza delle nazioni, After success, The Concept of Work, La filosofia dopo la filosofia, tendenze economiche dimostrate statisticamente. Tramite i grafici possiamo notare una diminuzione del tasso di occupazione e di crescita nel settore manifatturiero, a cui corrisponde un aumento nei settori terziari. Il tema fondamentale sono le conseguenze del nuovo capitalismo sulla vita personale L’autore descrive la flessibilità nel mondo del lavoro durante i secoli Lo scritto è rivolto a tutti gli studenti universitari (Darwin Lecture tenuta all’università di Cambridge nel 1996) L’obiettivo principale è di narrare le implicazioni individuali di ciò che gli studiosi hanno scoperto sull’economia moderna Si tratta di un saggio breve basato sul mutamento economico, applicazione delle idee filosofiche nell’esperienza concreta dei singoli individui. Spiegare: Analizza i cambiamenti dalla 2gm in poi, come si adatta l’uomo ad i cambiamenti nel tempo. Riferimenti filosofici ai singoli individui, metamorfosi dell’economia in sé. Notare come l’uomo dinnanzi ai cambiamenti continui di breve termine, che alterano i suoi progetti a lungo termine, riesce a costruirsi un’identità minata da questi continui mutamenti. Questo libro denuncia apertamente tutte le conseguenze del moderno capitalismo che impatta notevolmente sulla vita dei lavoratori. Il nuovo ordine lavorativo richiede tempi rapidi che interferiscono con la precedente etica lavorativa che faceva leva sulla qualità dei prodotti e il tutto in un contesto di forte instabilità. Come conseguenza viene chiesto ai lavoratori di a accettare tutto pur di non perdere il posto di lavoro! Flessibilità, mobilità, rischio sono i fattori centrali del cambiamento nello scenario lavorativo contemporaneo. Non esistono più stabilità e fedeltà all'azienda, che erano la forza del vecchio capitalismo; ora valgono incertezza, perenne innovazione, frenetico avvicendarsi di personale, ma non per questo scompaiono le forme di potere e controllo nè le diseguaglianze nelle opportunità. Questo provoca nei lavoratori comuni senso di fallimento per l'incapacità di rispondere adeguatamente alle nuove sfide. Lo si vede nei casi, narrati da Sennett, di Rico, figlio "arrivato" di immigrati italiani negli Stati Uniti. O di Rose, un'intelligente e insoddisfatta imprenditrice di mezza età. E di molti altri come loro, protagonisti di questo illuminante e drammatico affresco delle micro-realtà quotidiane che sono il prodotto del nuovo capitalismo. Nelle aziende l'individuo ha perso la fiducia in se stesso e nella società. Un tempo esisteva una routine lavorativa, che non aveva soltanto deprimenti risvolti negativi. Infondeva sicurezza, determinava fedeltà alla propria azienda e lealtà nei confronti di colleghi e superiori, garantiva una carriera prevedibile, spesso in base alla sola anzianità, consentiva progetti a lungo termine. Permetteva di arrivare e in qualche modo di godersi la vita. I lavoratori di oggi sono sempre in cammino, costretti ad inseguire i repentini e imprevedibili mutamenti economici, impossibilitati a reggere il ritmo degli incalzanti cambiamenti, angosciati dal futuro e dalla paura di non farcela, senza tempo da dedicare ai figli, senza modelli stabili da trasmettere, senza la possibilità di elaborare una narrazione, personale e lavorativa, che abbia uno sviluppo coerente e consenta loro di costruirsi un'identità passabilmente stabile. Ad ogni cambio di

ma ammette che lo stesso cosiddetto capitalismo "renano" lo sta ormai imitando nell'inseguire un liberismo negatore del fattore umano. alla debole struttura a rete. che affiorano in qualche parte del libro. La strisciante nostalgia per la grigia routine burocratica e gerarchica. angosciante e quasi disperato. il senso della loro presunta razionalità. l'elogio della dipendenza come base per lo sviluppo di soddisfacenti rapporti umani. nella sua requisitoria arricchita da citazioni classiche. al gioco di squadra. ma sovente anche prima. L'economia.lavoro. mistificazione. esclusi da pregiudizi infondati ma tenacissimi. Superati i cinquant'anni. sfuggono agli stessi protagonisti. Vede in queste proposte e rappresentazioni superficialità . È un libro. deresponsabilizzazione. Se il capitalismo odierno è disumano. da mezzo si è tramutata in fine. non convincono del tutto il lettore. lo è a mio avviso altrettanto la rigida burocratizzazione di ieri. . ma i cambiamenti. si spinge persino a criticare quelle aziende che affidano la loro immagine al lavoro di gruppo. indifferenza. sempre più simili a giocatori d'azzardo. si è irrimediabilmente bruciati. si riparte drammaticamente da zero. di cui si tacciono soprusi e umiliazioni. i grandi magnati della terra. Sennett. il plauso seppure sfumato da distinguo per l'immobilismo di qualche decennio fa. Sennett descrive il vero volto del capitalismo americano. ma che fa riflettere. sono le alternative che non convincono. anziché alla gerarchia piramidale. Se però la parte critica è accettabile. quello di Sennett.