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Gabriele Mandel - Aforismi Indiani

Gabriele Mandel - Aforismi Indiani

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Aforismi Indiani Copertina. Presentazione di Franco Battiato. Introduzione. Bhagavad-Gità. Srimad-Bhàgavatam.

> > > > > > > > > > Libro Libro Libro Libro Libro Libro Libro Libro Libro Libro primo. secondo. terzo. quarto. quinto. sesto. settimo. ottavo. nono. decimo.

Gabriele Mandel. Bhagavad-Gità.

La Bhagavad-Gìtà, «Il Canto del Beato», uno dei più importanti testi classici dell'umanità, recita il dialogo fra l'eroe Arjuna e Krsna, suo cocchiere ma in effetti ottavo avatàra (discesa, incarnazione) di Visnu. Scritta intorno al V secolo a. C, di autore anonimo, consta di 700 versetti e st rofe (divisibili in quartine al modo occidentale), per un totale di 2800 versett i distribuiti in diciotto capitoli, che costituiscono i capitoli 25 - 42 del lib ro VI del Mahàbhàrata. Il poema ebbe grande successo e larga popolarità anche fuori dell'induismo. Lo att estano i numerosi commenti lungo il corso dei secoli, a partire da quello del gr ande filosofo Sankara (ca. 788 - 820), e poi di Ramànuja (fra il 1017 e il 1137); di Anandatirtha Madhva (ca. 1199 - 1278), uno dei quattro massimi teorici del vi snuismo vedantico; di Sri Caitanya (1486-1534); di Nilakantha, Sridhara, Madhusu dana, Baladeva (XVIII secolo); di Balgangadhar Tilak (1856-1920); di Sri Aurobin do Ghos (1872-1950); del mahatma Gandhi ( 1869 - 1948); di Ràdhakrishnan Sarvepall i (1888-1975) e di Swami Prabhupàda (1896-1977). 1. [II, 11]. I veri saggi non si lamentano mai né per i vivi né per i morti. 2. [II, 14]. La gioia e il dolore sono percezioni effimere dei sensi: vanno e vengono come l' estate e l'inverno, perciò adoperati per sopportarle. 3. [II, 16]. L'effimero non dura, l'anima invece è eterna. Coloro che sanno vedere, sapranno tr arre la verità da questa considerazione. 4. [II, 19]. È ignorante colui che crede che l'anima muoia, ma il saggio sa che l'anima non ucc ide né può essere uccisa. 5. [II, 22]. Come l'uomo abbandona gli abiti vecchi per indossarne di nuovi, così l'anima abban

dona i vecchi corpi e ne prende di nuovi. 6. [II, 23]. Nessun'arma può ferire l'anima, né il fuoco può bruciarla, né l'acqua bagnarla, né il vent o disseccarla. 7. [II, 27]. Colui che è nato, di certo deve morire; colui che è morto, di certo deve rinascere. Perché dunque ti lamenti per ciò che è inevitabile? 8. [II, 44]. Coloro che sono attaccati ai godimenti materiali e all'opulenza hanno una mente confusa, che mai potrà capire la fermezza di chi adora Dio. 9. [II, 47]. Tu sei chiamato ad agire, non a godere del frutto dei tuoi atti. Non agire mai i n vista del frutto della tua azione. 10. [II, 52]. Quando la tua intelligenza avrà superato la densa foresta dell'illusorietà, riuscira i ad essere indifferente a tutto ciò che ti è stato detto e a tutto ciò che ti verrà anc or detto. 11. [II, 56]. È saggio colui che non si lascia turbare dalle sofferenze, non si lascia allettare dalle gioie, non cade preda della paura e della collera. 12. [II, 62]. Fantasticando piaceri sensuali, l'uomo sviluppa il desiderio, da cui nasce l'att accamento, che genera a sua volta la cupidigia, la quale sfocia infine nella vio lenza. 13. [II, 66]. Colui che non trascende la materia tendendo a Dio non raggiungerà né la serenità né la p ace. E come potrà mai essere felice chi non ha pace? 14. [II, 70]. Non colui che soddisfa tutti i suoi desideri otterrà la pace, ma colui che rimarrà i mperturbabile ai desideri, come un oceano che rimane calmo nonostante tutte le a cque che vi si rovesciano. 15. [III, 4]. Rinunciando ad agire, l'uomo non raggiungerà mai la perfezione, poiché con la sola r inuncia non si raggiunge il successo. 16. [III, 21]. La gente comune ha la tendenza ad imitare tutto quello che fa un grande uomo, e ne segue qualunque esempio.

17. [III, 27]. L'anima che coltiva l'egocentrismo crede di essere l'autrice di tutte le azioni compiute per influsso della natura materiale. 18. [III, 34]. Non bisognerebbe mai cadere preda del desiderio e dell'avversione, dal momento c he essi sono un ostacolo al bene. 19. [III, 35].

il Distruttore.È di gran lunga preferibile compiere il proprio dovere anche se in modo imperfetto . 39]. il Creatore. genuino. non per degradarsi. [XII. e volge a Dio i l suo pensiero. [IX. Come la foglia di loto non è contaminata dall'acqua. L'anima usi la mente per elevarsi. [VI. Colui che. [XIV. in ogni cosa. 22. compassionevole. È caro a Dio chi non invidia nessuno ed è amichevole. Dio non è responsabile delle azioni buone o cattive degli uomini. e in ogni cosa veda Me . Anche se fra tutti i peccatori tu fossi il peccatore più grande. 24. [IV. l'anima. la passione all'egoismo. 21. l'Amico più intimo. superiore ai sensi è il pensiero. e pur operando tra gli uomini è a loro superiore. 32. [il Beato Signore]. il Signore. buono. 31. [V. Chiunque veda Me. la Dimora. 20. ma sono gli uomi ni ad agire confusamente quando la loro consapevolezza è offuscata dall'ignoranza. il Sostegno. 30. 9]. 10]. 27. 22]. [IV. 30]. I sensi sono superiori agli oggetti sensibili. 26. Meglio affrontare il pericolo del fallimento compiendo il proprio dovere. La virtù conduce alla gioia. 5]. 36]. [IV. salendo sulla nav e della pura fede potrai attraversare del tutto l'oceano delle sofferenze. né Io da lui. [il Beato Signore]. anche se in modo perfetto. altruista. [III. così il principio spirituale dalla passione. s uperiore al pensiero l'intelligenza. 15]. così colui che compie il propri o dovere abbandonandosi a Dio non sarà mai contaminato dal peccato. dato che è anc or più pericoloso compiere il dovere degli altri. lo specchio dalla polvere e l'embrione è ricoperto dall'utero. devoto. [III. il Testimone. e scevro da invidia e rima ne sereno tanto nel successo quanto nell'insuccesso. piuttosto che il dovere prescritto ad altri. ha superato il dualismo. 18]. 28. Io. il Rifugio. l'Origine . Un uomo di fede che approfondisca la conoscenza del divino e controlli i sensi p otrà raggiungere in breve la pace dello spirito. [VI. In verità la mente può essere amica dell'anima. sereno. ma anche nemica. 42]. 10]. 29. 13 . non è mai separato da Me. 23. sono il Fine. pago di ciò che ha. [V. Colui che scorge la non-violenza nella violenza e il disinteresse nell'interesse è un saggio. e superiore all'intelligenza è il Sé. 25. [IV. qualsiasi azione egli compi a è un uomo libero. equ anime nella gioia e nel dolore. la Conclusione e il Seme eterno. Come il fuoco è velato dal fumo.14]. 38]. ma soprattutto sappiate che .

abbiamo storia . o con il desiderio di una ricompensa. mito e descrizione. al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci" di . per ritrasmetterli in linguaggio attuale. la lealtà. itinerario terreno alla comprensione pur l imitata di Dio: l'Uno Assoluto di tutti i tempi e di tutte le genti. ognuno ha un tipo di religione. Copertina. possono fornire validi spunti di meditazione e di confronto con la cultura occidentale e cristiana. A seconda dell'ambiente in cui vive. 36. [XVI. Raccolta di pensieri tratti da due opere fondamentali dell'antica letteratura re ligiosa indiana. testo r icco di insegnamenti etici e sintesi dei sei sistemi filosofici indiani. 34. [XVII. Il tipo di religione professata da ogni essere umano è dunque dipendente da questa ragione. ha ricevuto la laurea honoris causa in scienze islamiche dall'Università Stata le di Konya (Turchia).l'ignoranza conduce allo squilibrio. già direttore della Facoltà di Psicol ogia dell'Università Europea di Bruxelles e docente al Politecnico di Torino. È detto: le azioni compiute con virtù conducono alla purezza. il controllo delle passioni e la purezza di intenti sono i valori della mente. comprensibile al lettore anche n on specificatamente studioso del settore. È detto che la serenità. [XVII. 16]. Ecco quindi ciò da cui si deve rifuggire. ha tenuto. tra poesia e quotidiana immediatezza. tra l'altro. ne lla seconda opera. Direttore dell'Istituto di Storia d'Arte all'Istituto Uni versitario di Lingue Moderne (Iulm) di Milano. mo stre personali al Museu de Arte di Sào Paolo del Brasile. Nella prima opera. o fatta controvoglia. 21]. [XIV. 21]. 3]. Questo ritrovare le nostre passioni e l'ansia attuale del misticismo. 16]. 33. la ponderatezza. questo riconoscere le «trentatremila» divinità indù come simbolo delle manifestazioni di un Dio unico. che si può compier e unendo la via dell'azione e quella dell'amore per giungere alla conoscenza. Gabriele Mandel. Tre sono le porte dell'inferno che distruggono il Sé: la lussuria. 37. che ha v oluto cogliere il senso dell'aforisma e il particolare ambiente che ne sta alla base. autore di numerosi volumi. la Bhagavad-Gità e lo Srimad Bhàgavatam. studioso di sufismo e sufi egli stes so. «Capire altri che hanno cercato Dio» è la ragione delle ricerche dell'autore. [XVII. è evident e l'essenza dell'unicità suprema e del cammino mistico-esoterico. è solamente frutto dell'egoismo. quelle compiute con pa ssionalità conducono al dolore. 35. al Museo Dolmabahce di I stanbul. la collera e l' avidità. La carità compiuta per ottenere un merito. momen ti d'una ricerca della verità assoluta. Arti sta versatile. l'European Who's Who lo cita come «il più importante ceramista islami co contemporaneo». e quelle compiute con ignoranza conducono alla stu pidità. Espositore alla Biennale di Venezia. vasto poema considerato «la Bibbia del visnuismo». Pensieri utili oggi come nel passato furono strumenti di «evoluzione dell'Io».

e le loro teorie riaffluiron o poi nel tantrismo e nel buddhismo. gran parte della civiltà vallinda venne distrutta dagli invasori nomadici attorno al 1500 a. Esponenti di questa cultu ra trovarono rifugio nelle alte valli dello Himàlaya. I valori scientifici. Non è facile distinguere quanto di tale pensi ero sia sopravvissuto nella complessa mitologia vedica. ma le compa razioni tra i vari sistemi mitici del cosiddetto mondo ariano e le «mistericità» della civiltà della valle dell'Indo non risultano particolarmente difficili. Parigi. accadde allora ne lla valle dell'Indo invasa dai barbari Àrya.quella vallinda e quella ariana . furono così trasmessi: la conoscenza del cubito aureo.Milano. a l Civico Museo di Milano e in altri musei nazionali e civici. che fu pertanto all'origine di una realtà matematica: Dio divenne il «punto» (bindù) iniziale dal quale conseguì anche il segno grafico dello zer o. Nuova Delhi. a quelle pratiche religiose poi riela borate. Tokyo. ma anche i concetti del dualismo fenomenico e le speculazion i esoteriche (fra cui l'ermetismo) che nella valle dell'Indo avevano dato origin e. o quanto meno contribuirono a formarle. un'urbanis tica esemplare. da sillogismi e ra gionamenti falsi. C. C. Ankara. Anzi. prese origine nella valle dell'Indo la civiltà che . quasi ignorata sino ai primi anni del nostro sec olo. dal tantrismo e dal buddhismo. i reciproci influssi. ) Nel 3500 a.e vi affiancarono le gesta della loro conquista. tuttavia non riuscirono a eliminare co mpletamente i valori della sedentaria civiltà dell'Indo. e questo momento fra i più significativ i della civiltà umana si esaurì in un bagno di sangue. 8 (ca. . Introduzione. con la relativa sequenza di numeri positivi e negativi. Imposero per r agioni di governo il sistema delle caste. non sa più quale sia la differenza fra sapere e non sapere. e quindi di una catena duale delle progressi oni positive e negative. ammesso che si dia spazio alla cultura del cuore senza lasciarsi abbacinare dalla cultura della mente. sorta di «carta di identità» che molti cittadin i della valle dell'Indo portavano appesa al collo. V secolo a. sviluppò.fu all'origine di un pensiero filosofico-religioso sotto vari aspetti anco r oggi preminentemente attivo. Il mondo.in mancanza di testi specifici perduti ormai da tempo . C. soprattutto nelle capitali gemelle Mohenjo-Daro e Harappà. ai musei d'arte moderna di Konya. smarrito da un insegnamento negatore dello spirito. VII. Gli Àrya avevano una propria religione mitologica -relativamente affine a quella d i altre tribù nomadiche ariane che poco dopo invasero l'Europa . che spesso adombra solta nto le battaglie e le conquiste degli Àrya e una ritualistica «di potere». Ciò c he più avanti nel tempo accadrà all'impero di Roma invaso dalle popolazioni barbaric he e all'impero cinese conquistato dai mongoli di Gengis Khan. La civiltà della valle dell'Indo. seguendo le vie della diffusione commerci ale dei numerosi prodotti indiani. ad esempio. indice di una vita sociale particolarmente avanzata. matematici e tecnici elaborati da questa antichissima civi ltà dell'Indo arrivarono sino in Egitto. In effetti.tra le più emine nti . le compenetrazioni. Una lunga evoluzione condusse la civiltà vallinda a elaborare il concetto di un Di o origine dell'universo fenomenico. creandone grandi poemi religiosi.e avvertirne le interf erenze. A uno studioso sensibile ai valori del misticismo basta appunto una disces a lungo il grande fiume dei testi vedico-vedantici per cogliere i valori spiritu ali delle due culture . Ciò almeno da quanto siamo riusciti a supporre sulla base dei non abbondanti reper ti e .soprattutto dalle figurazioni sui sigilli dei mercanti. Maitry-upanisad. nei secoli successivi.

ca. le Upanisad classic he. L'attribuzione a un solo autor e. stabilendo la teoria d . Il testo concilia dunque. soprattutto della Bhagavad-Gità. sintesi dei sei sistemi filosofici (darsana) i ndiani e pone l'accento sulla via della realizzazione mistico-esoterica. Rg-veda (rk significa «strofa»). data l'estensione non eccezionale del poema e la sua unitarietà. oltre che vie indui ste tra loro contraddittorie.. ma si entra inf ine nella storia con Sankara (o Sankaràcàrya. vi si aggiunsero vari manuali esplicativi e integrati vi. che lo avrebb e narrato poi al santo re (ràjarsi) Pariksit. lo Yajur-veda (da yajus: formula sacrificale. canto liturgico. nate dalla necessità di dare senso a un pensiero speculativo del vedan tismo. C. i sei sistemi della filosofia indiana propriamente detta. da cui deriveranno numerose ulteriori scuole. A part ire dall'800 (o 600) a. V yàsa avrebbe trasmesso questo vasto poema al figlio Sukadeva Gosvàmin. da ritenersi piuttosto l'ultimo integratore del poema (in sanscrito vyàsa può si gnificare anche sistematore). ). A seguito di questo sutra egli avrebbe composto ancora un ampio poema. 200 a. primi tra i quali. Risolve quindi il dilemma tra karma-màrga (fede ) e jnàna-màrga (conoscenza). In un secondo periodo . giaculatoria) e l'Atharva-veda (atharvan sono i sacerdoti addetti al culto del fuoco). Il Mahàbhàrata (circa 220. che è a tutti gli ef fetti posteriore ai tre testi del Vedànta antico (Upanisad.venne interpolato nel Mahàbhàrata il «grande poema del Beato» Krsna: la Bhagavad-Gìtà (pronuncia: ghìta). Si conclude così il prasthànatraya. fra il 300 a.è an cora il saggio Vyàsa. Si tratta di un t esto ricco di insegnamenti etici. fra cui i principali furono i Brahmano. il Sama-veda (da sàman. un primo ordinamento della gran massa di testi e di vie vedàntiche venne impostato da Gaudapàda con le Mandukya-karika. ancor oggi seguita da alcuni studiosi indiani. ne raccoglie in sintesi i valori essenziali. mentre a volte è molto evidente il fine krsnaitico di alcuni libri. In realtà il poema. Partono da questo tronco numerosi rami. il popolarismo delle credenze vediche con il misti cismo tendente al divino assoluto. non è sostenibile nemmeno a un'a nalisi superficiale dei testi. . So no: l'innologia sacra. per meglio spiegare lo scopo dei V eda) da cui conseguì l'induismo.fra l'800 e il 100 a. considerato «il frutto maturo dell'albero dei Ved a» (o anche «la Bibbia del visnuismo»). Brahma-sùtra e BhagavadGità).C.C. Sul finire dell'VIII secolo. tra il XV e V secolo secondo altri. melodia). si configura come una raccolta di dieci testi dovuti a più autori. secondo alcuni studiosi. Nel frattempo avevano trovato corpo i grandi poemi epico-religiosi che ad ombravano soprattutto la conquista àrya dell'India: il Mahàbhdrata e il Ràmàyana. e in definitiva esprime un'eminente visione mistica ma virile della realtà. Terminerà il tempo vedantico il Br ahma-sùtra di Bàdarayana (ca. la triplice scienza dei «tre testi» del Vedànta antico (come appunto già detto.Tale discesa trova la fonte prima nei Veda (= conoscenza intuitiva . in particolare del decimo. sintesi dell'insegnamento vedico-upanisadi co e base del Vedànta d'ogni corrente. C. Stilistica mente e concettualmente vi si evidenziano imitazioni dei temi maggiori dei grand i poemi religiosi. i saddarsana . 788 . lo Srima d-Bhàgavatam (o Bhàgavata-puràna) che. al quale si voleva attribuire anche il susseguente Vedanta-s utra (o Brahma-sùtra): raccolta di aforismi in cui è compendiata l'essenza dei Veda. Il Ràmàyana (circa 24.e naturalmente del tutto improbabile . la Bhagavad-Gita e il Brahma-sùtra). sviluppando il concetto di brahman-àtman.820). C. gli Àranyaka e infine le tredici Upani sad classiche che. unendo quella dell'azione (karma-yoga) a quella dell'amore (bhakti-yogà) per giungere a q uella della conoscenza (jnàna-yoga). le quattro raccolte sanscrite compilate fra il 2000 e il 1200 a. e il 200 d. In seguito vennero elaborate le cento Upanisad po st-vediche. potrebbe anch e esserne effettivamente l'autore.sapienza pr imordiale o consapevolezza). Egli predicò un induismo esoterico e riformò il pensiero vedàntico «advaitico» (monista).000 versi distribuiti in diciotto libri) racconta le stori e dei discendenti del leggendario re Bharata ed è attribuito al saggio Vyàsa (Vyàsadev a). divennero essenziali per il pensiero vedàntico (Vedànta: dopo il Veda.000 distici in sette libri) cant a la conquista di Ceylon ad opera del dio Rama ed è attribuito al saggio Valmiki c he.C. Autore ipotetico .

descriz ione anche banalmente e quotidianamente immediata. sanàtana-dharma (la Legge Eterna). più che specificatamente studioso del settore. all'eccellente opera del professo r Stefano Piano pubblicata dalle Edizioni San Paolo. in secondo luog o viene quello dei testi della tradizione e della conoscenza sacra. Ta li eminenti vedàntisti. nell'ambiente sufico de ll'Afghanistan. Ràmànuja. segue poi qu ello praticato dagli uomini dabbene.1886) e a Vivekànanda (1863 . inf ine al mio maestro Sri Aurobindo Ghos (1872 .000 versi) abbiamo storia. mentre i testi vedàntici sono grandi insegnamenti dettati da fa mosi saggi. Di questo vasto oceano di testi ne ho scelti volutamente solo due per trarne la seguente raccolta di pensieri: la Bhagavad-Gltà e lo Srimad-Bhàgavatam. e al grande bhaktivedanta krsnaitico Swami Prabhupàda (18 96 . in quella che Carl Gustav Jung chiamò «teoria degli archetipi». Qui ho voluto solo c ogliere il senso dell'aforisma.quasi un Tommaso d'Aquino dell'ind uismo . seppe farmi appassionare alla sua fede rispettando in pieno la m ia appartenenza all'Islàm.con t utte le varianti che ne offrono gli studiosi . Da queste due prestigiose figure scenderemo poi giù giù sino a Ràmakrsna (1836 . 101 7 . Sankara. Chi desideri approfondire la conoscenza d el testo nelle ricostruzioni scientifiche dovrà allora rivolgersi a pubblicazioni più particolari (per la Bhagavad-Gità. dal quale si svilupperà il krsnaismo. Ciò che interessa al lettore comune è .lavorò sul piano teologico. Più le gato allo spirito della Bhagavad-Gita e dello Srimad-Bhdgavatam fu Ràmànuja (ca.etta Mayavada e del Brahman-nirguna. restauratore della fede ancestrale . e quello dei Veda è il supremo. il cui nome è più volte citato. Un avvertimento è necessario: la lettura del testo sanscrito (e di conseguenza la scelta dei passi e la loro traduzione) è stata fatta su pubblicazioni indiane rece nti. nella seconda ra ccolta (detta anche Bhàgavata-puràna.quasi un sant'A gostino dell'induismo . e molti altri ancora che la brevità di questa introduzione n on permette di citare. di 18. ma vi sono sei ti pi di dharma. dimostrarono la vitalità e la pregnanza anche contemporanea della filosofia vedàntica.1950) che. che tendono forse a dare degli antichi testi non la realtà filologica . 141. a mio parere. l'ambiente particolare e ritrasmetterli anche in linguaggio nostro. cui si deve la più grande diffusione del nuovo krsnaismo nel mondo. Nel pri mo l'essenza dell'Unicità suprema e del cammino mistico è evidente. Ciò è anche espresso in un versetto del Mahùbhà ata (XIII. propugnatori e assertori del vedàntismo moderno. ad esempio. Osservazione non ultima: a partire dai primi testi vedici abbiamo una sorta di c oncordanza mitologica tra le religioni dell'Europa classica e dell'India arya.a mio parere . per la quale solo Bràhma assoluto è reale. questo riconoscere . mito. «Capire altri che hanno cercato Dio» è in realtà la ragione delle mie ricerche. il «patriarca del Vedànta differenziato». Questo r itrovare le nostre passioni e l'ansia attuale del misticismo. attuale e comprensibile ad un lettore europeo interessato pe r proprio diletto.predilesse la mistica. riformatore della fede . Ecco i tre dharma eterni». in un insieme di vitalità combattiva e di determinismo spir ituale fascinosamente ancora attuali.1902). che consider o i poli opposti (inizio e conclusione) d'uno stesso pensiero vedantico. I Veda sono quindi «rivelazione divina». come affermò l'illustre studioso it aliano Angelo Morretta.1137). il vaidikadharma.i valori spirituali dell'a ntica civiltà dell'Indo. Nelle «gesta» di specifica tipolo gia ariana si insinuano qua e là .1977).ma quella di una leggibilità funzio nale. 65): «Quello enunciato nel Veda è il dharma supremo.la possibilità di farsi u n'opinione del pensiero (che ritengo d'aver rispettato) piuttosto che delle dott e dissertazioni sui valori filologici. in India. Sankara ebbe gran seguito nello s ivaismo e Ràmànuja nel visnuismo. c he tuttavia va cercata nella fluidità migratoria delle popolazioni nomadiche ma an cor più. La distinzione che segue può interessare l'argomento di questo libro: il termine p recipuo per «induismo» è.quasi di soppiatto . 1994).

materialiste. il gran de vaisnava (devoto del Signore Supremo) Maitreya narra le storie spirituali al saggio Vidura. di una considerevole portata. essere d'accordo oppure no. nulla tolgono alla verità iniziatica e iniziale. 2°. dandoci invece la possibilità di ricevere un messaggi o essenziale anche rimanendo comodamente seduti a casa nostra o mentre viaggiamo . questo distillato dello Srimad-Bhàgavata m e della Bhagavad-Gità aiuta e serve soprattutto oggi. che marciano verso la loro distruzione. le ritroverai senz'altro nella vita futura». possono fornirci validi spunti di meditazione. a ben meditare. ma come l'inquilino è differente dalla casa. Ben vengano allora queste riduzioni che. ma volte a una rinasc ita di valore spirituale. Un messag gio. «A causa dell'ignoranza l'anima vede il proprio corpo materiale come propria ident ità. Sintesi mirabile di una conoscenza reale. così l'anima è differente dal corpo. come facevano con la carta moneta gli emigranti quando andavano in terre straniere. moment i d'una ricerca della Verità Assoluta che è il modo terreno di poter giungere ulteri ormente alla comprensione (per quanto limitata alla dimensione umana) di Dio: l' Uno Assoluto di tutti i tempi e di tutte le genti. seppur stimolante. Sappi che le conseguenze di tutte le azioni. Sukadeva narra la storia di Maitreya e Vidura al re Pariksit e ai saggi. di un volume di migliaia di pagine.. come per tutte le cose di questo mondo. 3°. per colui che non crede non esistono cert ezze». in una sorta di incastro a tre livelli: 1°. Pensier i comunque utili oggi così come erano strumenti di «evoluzione dell'Io» allora. Libro primo. compiute nel bene e nel male in que sta vita. Aforismi indiani . questo dividere le zone del m ondo fra nazioni ricche. Si può. in sintesi ed estrema semplicità. in occidente: in una socie tà attraversata da miliardi di informazioni audio-visive e caratterizzata da una f orsennata velocità che mal sopporterebbe anche solo il pensiero di iniziare la let tura. ma come diceva un santo padre del d eserto: «Per colui che crede non esistono dubbi. fra i quali Suta. Questo è. Presentazione di Franco Battiato. Franco Battiato.scelti e tradotti impeccabilmente dal nostro luminoso compagn o di viaggio Gabriele Mandel -è uno di quei libri che bisogna «cucirsi» addosso. Una delucidazione a carattere generale anzitutto: i libri dello Srimad-Bhàgavatam seguono la narrazione a dialogo fra il docente e l'allievo. colonizzate sotto varie forme.le «trentatremila» divinità indù simbolo delle manifestazioni di un Dio unico (si pensi ai novantanove Nomi-attributi di Dio nel Corano). qui tuttavia le narr azioni sono «storie nelle storie». pur togliendo densità. e nazioni povere. il grande messaggio del libro. Srimad Bhagavatam. sfruttate. f atto di elementi materiali che nel tempo si degradano e alla fine muoiono. Suta racconta ad altri saggi la storia del re Pari ..

39. cui seguono storie di Arjuna e Asvatthàman.ksit. c osì gli uomini senza intelligenza non scorgono la Verità. e una spiegazione riguardo i va lori religiosi dello Srimad-Bhdgavatam. [XIII. costui è veramente un grande uomo. colui che al momen to della morte lo abbandona serenamente. le proprietà. storie che naturalmente comportano tutti gli in segnamenti espressi da ogni singolo personaggio. m a preoccuparci del buon mantenimento di noi stessi. 44. 18]. o ubriaco. le ricchezze. 31]. probabilmente quello più vicino alla Bhagavad-Gita e al Mahàbharata per struttura e concetti. o debole. [II. dal momento che la srego latezza dei sensi conduce ineluttabilmente alla rovina. Colui che segue i retti princìpi di Dio non uccide nessuno. Se l'uomo si sottrae all'illusione acquisisce la conoscenza. distribuiti in diciannove capitoli o canti. o donna. 41. Quando giunge il momento. [XIII. [II. [XIII. 8]. di Sukadeva e di Maitreya. Come non vediamo il cielo dietro le nuvole né l'aria pura a causa della polvere. Colui che è dotato di conoscenza. cercando in tutti i modi di migliorare se stesso con applicazione costante. quanto occorre per poter cam minare sulla via della Verità Assoluta. L'ultima parte è dedicata soprattutto alla storia del re Pariksit. si compone di 808 versetti o strofe (circa 3200 versi) . Il primo libro. anche se ami intensamente la vita. 10]. 34]. neanche chi gli è nemico . grazie alla quale p uò raggiungere la consapevolezza e così capire il grande valore del Sé. 46. 27]. o min orenne. Chi ascoltando le voci del cuore o gli insegnamenti dei saggi si distacca dalle cose materiali e lascia il mondo delle apparenze per seguire quel Dio che è dentro di lui. o atterrato o terrorizzato: mai. e meno che mai se questi è distratto. tenda alla evoluzione del Sé. Poi Nàrada istruisce Vyasa su questi argom enti. gli o nori. [III. 43. di Bhisma e di Krsn a. È indubbio l'intreccio fra mitologia. 42. [III. 36]. Ogni azione condotta dagli uomini di fuori dal messaggio divino o senza tenerne presenti i valori è in verità solo uno sforzo inutile. o malato. 45. insegnamenti religi osi e vicende storiche che vedono coinvolto anche il regno di Mathura. [VII. tutto dovrai abbandonare immediatamente assieme al soffio vita le. narrata dal saggio Saunaka Gosvamin. . 40. è comun que un saggio. o folle. i saggi del Naimisaranya hanno da Suta Gosvamin (gosvàmin o svàmi n: «colui che controlla i sensi e la mente». 38. Anche se in vita non ha usato correttamente il proprio corpo. serenamente affrontando l'ignoto. Nella prima parte. 20]. titolo dei grandi maestri spirituali) n umerose risposte sulla ritualistica devozionale. Non dobbiamo desiderare oltre misura la soddisfazione dei sensi e il guadagno. di Pariksit. [V. 26]. o addormentato.

affronti senza paura la morte. 51. [XVI. a Hastinapura (oggi Delhi). Ma questa è so lo la legge della sopravvivenza. l'ignorante ha una breve vita. Non dovrebbero reagire neanche se venissero uccisi. sulle rive del Gange. In un'assemblea di mistici. tranne quella di colui che tende a Dio e dedica parte del suo tempo a glorificare il Si gnore infinitamente buono. Il secondo libro si compone di 395 strofe (circa 1580 versetti). 54. In questo mondo. LIBRO SECONDO.47. sulla purezza della mente. perché anche con il r eprimere i malvagi si arreca senz'altro beneficio alle persone oneste. Seguono le domande rivolte dal munì Narada a Brahma circa la «Causa di tutte le cause» e le Sue manifestazioni nel mondo fenomen ico. coloro che credono in Dio sanno mantenersi calmi anche quando vengono diffamati o vilipesi o rifiutati. Colui che giunge al termine della vita. abbandona ndo con l'arma del distacco tutti i desideri che il corpo può ancora nutrire. il saggio Sukadeva Gosvamin spiega al re Pariksit il cammino verso la realizzazion e del Sé lungo la via mistica. 47]. chi è senza zampe è preda di chi ha l e zampe. sulla comprensione e ado razione di Dio nei vari gradi e modi. 15]. Pur possedendo la forza. 49. il sole accorcia la durata della vita dell'uomo. distribuite in dieci capitoli o canti. In verità. Di nuovo Sukadeva Gosvàmin spiega al re Pariksit la legge del karman e i valori de llo Srimad-Bhàgavatam (capitoli 8 e 9). 17]. che trascorre la notte dormendo e il giorno in attività inconsistenti. Il libro si conclude con un'esaltazione de lle qualità divine e con la descrizione del «devoto realizzato». [XVIII. 53. i deboli sono preda dei forti e gli uomini d'altri uomini. Pigro e inutile. 12]. 14]. il dovere supremo del capo dello Stato è di proteggere le persone oneste e punire senza indugio i delinquenti. Srimad Bhagavatam. . 9]. ha luogo la descriz ione degli avatàra o manifestazioni di Dio e delle rispettive «fatiche» (capitolo 7). Sorgendo e tramontando. Chi è senza artigli è preda di chi ha gli artigli. 16]. 50. [XIII. a che serve vivere molti anni di confusa insipienza? Meglio un istante cosciente grazie al quale raggiungere la consapevolezza suprema. [XVII. 52. Chiunque porta offesa alle persone innocenti Mi deve temere. Tutta la descrizione si impernia sul bhakti-yoga. [III. [XVII. 48]. o vvero il cammino dell'amore. 48. [I. [I. Dopo una disamina dell'universo quale creazione di Dio.

. Come è illusorio il tremolìo della luna sull'acqua. Questi ultimi insegnamenti sono rivolti in particolare a Devahuti. Il re Vidura rivolge al munì Maitreya alcune domande sul Brahman Supremo. Seguono le vicende di Visnu. 29].Srimad Bhagavatam. nella causa e negli effetti. Così l'anima. insegnamenti delle divin ità e dei grandi saggi sull'adorazione della Divinità assoluta. abband ona la virtù per seguire l'ignoranza. distribuite in t rentatré capitoli o canti. così e l'illusione dell'anima quan do. cedendo alla materia. 60. ritiene di non esistere. a seguito d elle quali si da inizio a una serie di eroiche vicende terrene collegate a ricer che spirituali. che i sensi non percepiscono per quanto si trovi nel cuore di ciascuno di noi. 19]. 58. Come narratore è citato ancora Sukadeva Gosvàmin. Il terzo libro si compone di 1416 strofe (circa 5664 versetti). 1]. anche se si può supporre che in alcuni casi l'accenno a lui sia solo un'interpolazione. La grande verità causale degenera in falso ego. e che un semplice atomo è all'origine di innumerevoli effetti. esisteva così prima d'ogni cosa. [VII. [X. e tutti t endono a Lui anche se lo identificano in modi vari e differenti. sino alla sua liberaz ione finale. 57. 17]. Gli uomini sono animali rotti dalle fatiche. L'uomo che si preoccupa insensatamente dell'identità del suo essere è come quell'uom o che si turba perché sta sognando che gli tagliano la testa. Felici sono solo il più sciocco degli sciocchi e il più elevato tra i mistici. 23]. LIBRO TERZO. [VII. che si manifesta materialmente nel causante. combattimenti fra avatara e le forze del male. Dio. 59. ma a coloro che si trovano fra questi due limiti tocca godere e soffrire. [V. 55. oberati dalla miseria. la creazione dell'u niverso. L'errore degli uomini sta nel non riconoscere che essi sono un insieme di innume revoli atomi. ma s'illudon o tuttavia di essere felici quando si riempiono la pancia e si abbandonano alle passioni. 26]. credendo nella sola materia. [V. la passione e vane illusioni. [XI. 62. 10]. di Mahesvara e di Brahma (espressio ni divine collegate ai tre influssi della natura materiale). 56. madre di Kapila (avatara di Visnu) e moglie del munì Kardama. Solo con una vita irreprensibile si può giungere infine a capire la luce suprema d i Dio. Egli è il Maestro di tutti. 61. sulle azioni necessa rie al devoto e sulle peregrinazioni dell'anima incarnata. [VII. [XII. 11]. l'Unico.

sviata dal falso ego.63. 18]. Conoscenza. 64. Egli produsse anche i quattro stadi di v ita con le loro norme di comportamento. ascesi e veracità sono i quattro «piedi» del dharma (la norma e terna. 65. pur amando il proprio corpo. 75. [XXVII. [XXVI. Il dubbio. 41]. Come la lebbra distrugge la pelle. pur riflettendosi sull'acqua. 70. amaro. Chi rifiuta un dono ma poi va a implorare un avaro perde la reputazione per quan to grande essa sia: con un comportamento negligente si può facilmente distruggere il proprio onore. Occorre adempiere in modo totale i doveri prescritti. 20]. Come grazie a una nave è possibile attraversare l'oceano. piccante e aspro. si illude di poter essere la dominatrice del proprio destino. [XXVII. così il cattivo comportamento di un servo distr ugge la buona reputazione del suo padrone. Il gusto è in realtà un solo senso. sa di essere altri da lui. [XIV. 5]. ne è distaccato. ma chi equil ibratamente supera queste impurità supera con mente serena i concetti di dolore e di gioia. [XXII. Viene raffigurato come un toro). 66. 2]. 72. c osì l'anima realizzata. 1]. L'errata identificazione di «io» e «mio» conduce all'avidità e alla lussuria. [XVI. acido. 71. 16]. evitare ciò che non è lecito f are. 39]. [XXVIII. cade sotto il dominio degli ap petiti materiali. [XXVII. . 2]. la consapevolezza conseguente all'errore e perfino il rip oso sono funzioni di vario genere ma tutte tipiche dell'intelligenza. Come la terra non può essere separata dal suo odore né l'acqua dal suo sapore. 73. [XXV. Quando l'anima individuale. ma a contatto con le sostanze ci appare sotto i diversi aspetti di dolce. 76. 30]. sa di essere altri da loro. pur risiedendo nel corpo. 69. L'anima. 42]. 13]. così come il sole. esperienza dopo esperienza. 68. 18]. [XXVIII. dal senso del possesso e dalla paura della morte. accontentarsi di ciò che si ottiene per grazia di Dio e ascoltare con deferen za le parole dei grandi saggi. così la consapevolezza non può essere separata dall'intelligenza. [XXVI. 74. distaccandosi dagli influssi della materia può rimanere libera da appetiti carnali. 67. così g li uomini che hanno una buona moglie respingono facilmente gli assalti negativi dei sensi pur così difficili da vincere. Come il comandante di un fortino respinge facilmente l'assalto dei predoni. st agione dopo stagione. pur amando il figlio o le ricchezze. così grazie a una moglie s i può attraversare il pericoloso oceano della vita. elemosina. [XXVIII. Come un uomo. la memoria. [XII. 40]. [XIV.

Praceta (cui Narada fornisce altri insegnamenti su Dio). senta compass ione per chi è peggiore di lui e provi amicizia per quanti sono eguali a lui. I narratori in prima persona sono vari (Ma itreya. pur essendo Uno e Unico. e le fiamme. è tuttavia percepito sotto aspetti differenti dai vari testi sacri. Prthu (e il suo incontro c on Siva). Vatsara. alcuni dei personaggi regali). così Dio. 78. [XXXII.sono tuttavia cose d istinte fra loro. di Siva e Sati. . Vena.pur scaturiti da un unico fuoco . 34]. Narada. [III. Non può giungere a capire la grandezza degli spiriti superiori colui che per quant o possieda educazione. così l'uomo ignora la vera essenza del tempo. austerità. 81. Il quarto libro si compone di 1444 strofe (circa 6000 versetti). Pracinabarhi. del re Dhruva. giovinezza e censo. dei suoi combattimenti nel mondo fenomenico e del suo ritorno a Dio. [VIII. né alleato né nemico degli esseri viventi. 77. 17]. 33]. 80. distribuite in trentun capitoli o canti. Vi sono narrate le gesta dei discendenti di Svayambhuva Manu. che d a Lui comunque dipendono come i granelli di polvere dipendono dal vento. bellezza. Seguono le sto rie dei discendenti di Dhruva: Utkala. [XI. è quindi il più lungo dei dieci libri che compongono il Bh agavata-purana. Chi vuole vivere serenamente sia contento per chi è migliore di lui. sulla fal sariga del Mahabharata e della Gita. in particolare di Visnu e Laksmi. [Così l'anima e il corpo].. In verità le persone consapevoli che seguono la via di Dio. 1]. Dio è l'Essere Supremo. [XI. onnipresente.. [VIII. Come un oggetto è percepito in modo differente dai vari sensi. 33]. 83. LIBRO QUARTO. ricchezza. Come una massa di nuvole ignora il vento che pur tuttavia le sospinge. le scintille e il fumo . 10]. [XXX. e gli argomenti vanno dalle gesta eroiche e guerriere agli insegnamenti mistico-teologici e mitologici. 82. del suo ritiro nella foresta. manca d i buon senso ed è reso cieco dall'orgoglio. 79. L'anima incarnata può superare le tenebre dell'ignoranza se accetta quanto le tocc a nella buona e nella cattiva sorte. Puranjana (e la sua reincarnazione). Srimad Bhagavatam. non debbono comportars i come animali uccidendo altri esseri viventi.Il calore si distingue dalla fiamma anche se ne è intimamente legato. 20].

Come un povero cane che. 91. 33]. nel bene e nel male. 93. [XVIII. L'identificazione di «io» e «tu». Di tutte le benedizioni che una persona sulla via della realizzazione trascenden tale può acquisire in questo mondo. la più alta è la conoscenza. è ana come un sogno. Colui che tende a realizzare se stesso fugga il contatto l'ignoranza e moderi i l più possibile la gratificazione edonistica dei sensi. 63]. non cada mai preda della collera. elabora un metodo di vita basato sol o sul proprio tornaconto. 34]. se lo mette sulla spalla. così l'uomo che è preda d ei desideri vaga sui molti sentieri della vita. Colui che considera i doveri della famiglia. 4]. 95. [XXIX. trascurando le parole dei saggi. per ché quando ne è sconvolto causa sofferenza nel prossimo. la ricchezza come lo scopo ultimo della vita. simile alla nave che ci permette di attraversare l'oceano tempestoso. sopraffatto dalla fame. 32]. [XXII. a seconda del ca so. la cosc ienza si perde. Finché rimaniamo condizionati dalle leggi della natura. derivata dall'errato concetto dell'identità personale. Colui che. [XII. 87. dal proprio corpo . Colui che. [XXII. 96. così è in effetti la differenza tra lui e Dio. [XXIX. 94. 85. va di porta in porta a volte ri cevendo cibo altre volte una bastonata a seconda del caso. 3O . consapevole. [XXII.84.31]. . 90. 88. così le sofferenze dell'esisten za materiale agiscono sino a che non si giunge a conoscerne la Causa vera. desidera evolvere. i figli. mai sarà possibile porre fin e alle sofferenze determinate dalle circostanze. nella fortu na e nella sfortuna. stanco di portare un pesante fardello sulla te sta. è come colui che per correndo le vie dell'esistenza materiale incappa nei briganti. L'ostacolo più grande all'evoluzione dell'anima è anteporre gli interessi materiali agli interessi dello spirito. 30]. [XXIX. [XXIV. Non si libera dal peso colui che. 35]. 92. 6]. 32]. ma causa un'errata interpretazione della vita e conduce alla schiavitù e alla sofferenza. Come un sogno agisce sino a che non ci si sveglia. Quando la mente è attratta dagli oggetti dei sensi e di continuo vi pensa. [XXVIII. sarà destinato a fallire più volte e più volte ancora. dalla propria mente. 32]. 89. nella gioia o nel dolore o nella mediocrità. 86. 5]. dagli uomini. Come un uomo vedendo la propria immagine riflessa in uno specchio sa comunque ch e non si tratta di un'altra persona. [XI. [XXIX. [XXV. 75]. così come l'acqua di un lago fra l'erba alta. senza coglierne l'aspetto trascendentale.

16]. sicché. [XIV. costituendo una summa teologico-scientifica di tenore astronomico. 2]. LIBRO QUINTO. la collera. [XIV. Srimad Bhagavatam. Tre tipi di influssi materiali dirigono le azioni. non riuscendo a dominare le istanze del suo corpo. l'accidia. 103. l'avidità. La lussuria. I versetti sono per la quasi totalità in prosa rimata piuttosto che in quartine .a nuove religioni. 5]. 10]. l'uomo perde la paz ienza. della sua reincarnazione e dei suoi discendenti. all'inimicizia. e ogni genere di azione è possib ile con diversi valori e gradi. anche se hanno rinunciato agli interessi personali non possono rifiutarsi tuttavia di aiu tare gli amici che si trovano nella necessità. il corso del Sole e le orbite dei pianeti sopra e sotto la Terra. ma solo quei cittadini che sono del pari legati al materialismo ne rimangono come m orti. 101. Dal settimo al quindicesimo cap itolo sono narrate le gesta del re Bharata. Vengono poi descritti soprattutto il corso del Gange. all'egoismo. [XXIX.97. 102. ma invece di irritarsi con se stesso se la prende con i suoi familiari. 99. [XI. . 58]. come cannibali s accheggiano i beni accumulati dai cittadini togliendo loro lo spazio vitale.con la sua morte . [VIII. Questo libro si distacca notevolmente dagli altri per trattazione e per stil e. resi malvagi dal materialismo. l'illusorietà e la pa ura sono generate da una mente volta agli interessi materiali. 98. Sappi che le conseguenze di tutte le azioni compiute nel bene e nel male in ques ta vita le ritroverai senz'altro nella reincarnazione successiva. Talvolta gli uomini del governo. Talvolta. Il quinto libro si compone di 667 strofe. alla malattia. le attività degli uomini risultano differenti. a seconda delle attitud ini. Dop o la descrizione delle gesta dei re Priyavrata e Agnidhra. [XXVI. la struttura dell'universo. a ll'avidità. distribuite in ventisei capitoli o can ti. Coloro che si sono elevati nella via della ricerca e della privazione. la presunzione. all'illusione. offrendo vari insegnamenti e da ndo vita . Visnu appare come fig lio del re Nabhi sotto le spoglie di Rsabhadeva. 16]. Sino a che la mente non distinguerà la natura dell'anima dal mondo della materia s arà costretta a soggiacere al dolore. 19]. 100. ma colui che sa r ifiuta tutto ciò. La trattazione verte in generale sulla descrizione della terra e dei sistemi p lanetari. [VI.

L'espiazione di colui che si pente di un peccato e lo commette di nuovo è inutile. dolore e serenità grazie all'unione con la mente. [I.14]. il retto operare. lunghissima ser ie di cerimonie. [I. 47]. di Parvati. salvato da quattro s ervitori di Visnu.Srimad Bhagavatam. 13 . [I. Seguono le storie del re Citraketu. mogli e del munì Kasyapa. È una sorta di lotta fra angeli e demoni per il possesso di un' anima penitente. così con il controllo dei sensi. Il libro inizia con la storia del grande peccatore Ajamila. ma è un errore. le person e sobrie che seguono princìpi religiosi e hanno fede distruggono ogni tipo di pecc ato. curandosi in modo adatto. l'elemosina. 18]. così l'ignorante non ha consapevolezza delle rinascite. Come nel sogno si può credere di agire realmente. una volta purificati dalle loro colpe. come è inutile lavare un elefante. 49]. Seguono le istruzioni di Yamaraja per una buona morte nel nome di Dio e le storie di Prajapati Daksa. superano vari tipi di malattie. vrata. [I. Il sesto libro si compone di 851 strofe. così la nascita rivela le qualità dei princìpi buoni e dei princìpi cattivi delle vite passate e prepara quelle future. un pretesto per descrivere la pumsavana-vrata. Dal settimo capitolo sono narrate le gesta del «re» Indra. 110. così in vero colui che segue i giusti princìpi progressivamente evolve. delle parole e del pensiero. Così come tutte le acque dei fiumi non possono purificare un vaso che ha contenuto liquore. L'anima sperimenta gioia. non controlla i sensi e la mente e compie azioni senza capirne la portata. 107. 111. la preghiera. 50]. 109. grazie alle quali si poss ono conseguire i vari benefici materiali che si chiedono a Dio. distribuite in diciannove capitoli o ca nti. e dimenticando ciò che è stato in passato non ha nozione di quel che si sta preparando per il futuro. del le loro lotte e della loro trascendenza. Come il fuoco distrugge le erbe secche ai piedi dei bambù. Come coloro che. la veridicità. l'abbandono della violenza. 52]. 104. 10]. LIBRO SESTO. Se l'anima incarnata si priva della conoscenza completa. 12]. la purificazione del corpo. Proprio come il tempo presente rivela le qualità del passato e anticipa il futuro. [I. 106. [I. del demone Vrtràsura. 108. di Siva. Così ne rimarrà prigioniera come . della durata anche di un anno. così non possono servire i riti purificatori compiuti da chi non ha fede . delle sue figlie e della loro discendenza . le per cezioni dei sensi e le azioni del corpo. e infine di Diti. [I. [I. 105.

può perire ad ogni istante. [I. 112. [XVI. . amici. [V. generosi. creando e distruggendo. si lascia attrarre dagli orpelli di una p rostituta. Tanti sono gli esseri umani. [XIV. così nulla ha vit a propria che non venga da Dio. ma ben pochi sono coloro che agiscono secondo i princìpi della fede. anche se ognuno di noi Lo porta nel profondo del cuore. 122. 49]. [VII. pur essendo intelligente. Nel fiume del tempo gli esseri umani diventano di volta in volta amici. In verità. indifferenti. affondera nno con i loro seguaci così come affonderebbe una barca fatta di pietra. A che serve guadagnare materialmente se non ci si può liberare dalle passioni? È com e colui che. 114. così gli esse ri viventi non possono capire Dio con i sensi. caduti nell'oscurità. con la mente. 5]. Come una bambola di legno o un animale di paglia non hanno vita. così la preghiera agisce a prescindere dal grado di fede raggiunto da chi prega. 54]. ed è tale anche chiunque lo assecondi. [IX. nemici. parenti. Il tuo corpo. se pos siedi ricchezze. come le varie parti del corpo non possono vedere gli occhi. 119.un baco da seta costretto a chiudersi da solo nel suo bozzolo. [XII. 14]. [V. 16]. aiuta disinteressatamente il tuo prossimo. gira governando il mondo con indiffere nza. con lo spirito vita le. 10]. 3]. è illusoria. attratto dai beni materiali. affilatissima. 121. 125. 19]. che vive fra tristezze e sofferenze. invidiosi. 116. 6]. Coloro che. 16]. La natura materiale. [III. come tanti sono gli atomi della terra. Allora. [V. parenti. e solo chi ignora ciò perde il suo tempo nell'interesse delle cose materiali. non conosce le aspirazioni dell'anima è sp regevole come un avaro. 117. Proprio come una medicina potente presa in modo corretto agisce comunque. 10]. [X. È come un fiume dalle acqu e più rapide presso le rive: quale guadagno può trarne l'ignorante che stoltamente v i si immerge? 118. In verità. [II. 113. Nasci simile al padre e simile alla madre a causa di una forte pulsione fisica i nconsciamente causata da valori sia materiali sia spirituali. e dopo la morte è buono tutt'al più come cibo per gli animali carnivori. 53]. indicano agli altri una via sbagliata. [XVI. Colui che. 19]. [I. 124. 115. La ruota del tempo eterno. 123. nessuno può rimanere inattivo nemmeno per un attimo: ognuno di noi è inelut tabilmente costretto a compiere azioni pratiche secondo la tendenza determinata dalle passate esperienze di vita. 14]. 120.

LIBRO SETTIMO. 132. l'infelicità. non la sa fare. . dalla felicità o dalla c ollera. Sempre sotto la forma tradizionale del dialogo. [XVII. distribuite in quindici capitoli o ca nti. ma nel loro cuore vibra una lama tagliente. mercantile e lavorativa . [XVII. . non è toccato dalla materia e quindi dall'attaccamento. Dio non predilige o respinge. il paradiso. nulla Gli è eguale ed è dovunq ue. Sappi che il fluire del tempo. 21].i ntellettuale. soggiogando gli infer i al cui comando pone il devoto Prahlada. Dal capitolo undici alla fine vengono descritti ed esaltati: la «società perfetta» (composta da quattro classi materiali . no n distinguendo la differenza fra ciò che è in noi e fuori di noi. che cosa possono essere mai un bene. figlio di differenti padri. 130. 30]. il comportamento della persona perfetta. così l'essere umano passa attraverso varie vite. 22]. Visnu. l'inferno? 128. non ha parenti o amici. Di che beneficio può essere a sé e agli altri una religione che predica l'invidia o l'orgoglio. [XVIII. 11]. è un aspet to della creatività di Dio. non sappiamo ben d iscernere qualità e difetti a causa dei nostri pregiudizi. dettate dal munì Narada (il cui nome però può essere stato interpolato successi vamente). [I. Srimad Bhagavatam. o nuoce. e nulla di tutto ciò Lo tocca. Il libro si conclude con le istruzioni devozionali per la realizzazione del buon d evoto. ma Dio in effetti è del tutto fuori dal tempo.Come l'oro e altri beni vengono trasferiti da una parte all'altra per ragioni di commercio. [XVII. la vita ideale di famiglia. ignorando che cosa sia una ghirlanda. suscitando in definitiva l'irreligiosità e la Tua collera? 127. [XVII. 129. il santo re Prahlada. Come colui che. la felicità. 41]. o fa soffrire. tutti i destini delle anime condizionate. ma anche la libertà. un male. Dio. regolatore della materia e degli uomini. . Con il suo potere Egli crea tutti gli esseri viventi . 131. sott o forma di deva Nrsimha uccide alla fine il re dei demoni. si narrano le qualità di Visn u. [XVI.e da quattro classi spir ituali). Il settimo libro si compone di 750 strofe. è Uno. 42]. Chi ben conosce il comportamento delle donne sa che spesso hanno parole suadenti per l'orecchio e il viso come un fiore di loto che sboccia nell'autunno. 20]. divinità equanime verso tutte le creature. amministrativa. il dol ore. e del figlio di questi. 126. la vicenda del suo nemico. Nella grande corrente dei flussi materiali. l'Essere Supremo. il re dei demoni Hiranyakasipu. così noi. la felicità.

138. Come una buona erba medicinale viene conservata. conoscitiva. trasce ndentale. L'illusorietà ci ind . 140. [V. paura e affetto. Superando i concetti di lussuria. ridimensionando il conc etto di peccato e capendo infine la realtà di Dio. È come un sogno irreale prodotto dai sensi il concetto sterile che tutto dipenda e sclusivamente dall'influsso di una natura materiale. [II. pur amando molto la vita. e pur sorgendo dalla terra ne è differente. 24]. inesauribile. 21]. palazzi. [II. Dal momento che la nostra vita ha una durata limitata. 134. 141. 31]. 39]. come un buon amico viene accolt o nella famiglia. 137. spinti dal desiderio del guadagno amano tuttavia il denaro ancor più della vita. ma come l'inquilino è differente dalla casa. donne. Sappi che sofferenza. così se un figlio è malvagio e ostile alla famiglia è bene che ne venga al lontanato. la nascita. l'ansia. i profitti. fatto di elementi materiali che nel tempo si degradano e alla fine muoiono. 143. le disconferme. le perdite. così l'anima è differente da un corpo . Come nell'ambito della materia un esperto di oro sa riconoscerne la presenza nel le rocce e la tecnica per estrarlo. 10]. terra. Come l'albero procede dal seme.133. 136. gli amici e i nemici. elefanti. L'anima è eterna. tesori. [VI. [I. le condizi oni della vita materiale. 142. 25-26]. [II. la separazione. così colui che sa riconoscere il valore dello spirito negli esseri umani è in grado di raggiungere la perfezione spirituale. le relazioni. mercenari e mercanti. deve subire i limiti d elle qualità materiali. 135. 37]. ma quando accetta di essere calata in un corpo. 22]. grandezza economica e piacere dei sensi hanno del pari una durata limitata e possiedono tutti quindi un valore effimero. immateriale. 48]. la morte. e in definiti va la legge del karma. odio. [IX. Ladri. Colui che conosce la differenza fra l'anima e il corpo accetta di buon grado la condizione umana. [II. 42]. [I. ricchezze. onnidimensionale. [VII. 30]. come la parte malata di un corpo viene tagliata perché il resto sopravviva. 139. così l'u niverso fenomenico procede da Dio pur rimanendone differente. figli. molti hanno raggiunto la sereni tà. punizione e castigo provengono dal falso concetto di «io» e «mio» elaborato da uomini materialisti. A causa dell'ignoranza l'anima vede il proprio corpo materiale come propria iden tità. [VII. la sofferenza. le differenze rel igiose e sociali. lussi. animali domestici.

in tutto ciò che esiste in q . senza collera. è costantemente oppresso dalla paura delle tas se. il cielo. Gajendra. l'acqua. [I. anch'essi «amministratori dell'universo». ma l'intero universo non può creare Lui. il prana. pazzia. come il cosiddetto «frullamento» dell'oceano. criticismo. Nessun individuo Lo può conoscer e. invidi a. acrimònia. L'ottavo libro si compone di 931 strofe. In definitiva i libri precedenti narrano le gesta della dinastia di Svayambhuva Man u. qui vengono narrate. Un'errata interpretazione della realtà della vita genera attaccamento. i sensi. dei parenti. l'avatóra-pesce con il quale Dio salva dal diluvio universale il re Satya-vrata (detto anche Vaivasvata Manu) e la sua schiera di devoti e di spiriti eletti racchiusi in un'arca. la terra. passione. e se stessa e la vita mater iale e l'anima. ostilità. ma Egli tutto conosce. libe rato dalla povertà e dalla fatica. abbandoni la causa di tutto ciò: il desiderio di fama e di ricchezze. [XIII. 150. senza paura. 146. I corpi si addormentano. 10]. confusione. 144. illusione. sonno. mantenuto e distrutto da Dio. dei ladri. Siva e Visnu. tristezza. Dio è ovunque. attaccato dal coccodrillo e aiutato da Dio. paura. un falso ego. e perfino l'uso errato del concetto di virtù. [XIII. Seguono note vicende mitologiche di Brahma. sola essenza ed unica Verità. [XIII. fame. ma Egli veglia sempre su tutto. dei questuanti. Come un animale stupido cerca inutilmente l'acqua perché non sa vederla quando è nas costa dall'erba. 34]. 43-44]. il fuoco. senza illusioni. la coscienza. 48]. [IX. 145. Segue la storia del re degli elefanti . tutto ciò ha una sola natura: Dio. [XV. 147. Chi vuole vivere senza dolore. simbolo dell'anima attac cata dal coccodrillo dell'esistenza materiale. Siva che salv a l'universo bevendone il veleno. [I. 9]. in questo e in tutti gli altri universi.uce a credere reale ciò che in effetti è creato. LIBRO OTTAVO. così noi cerchiamo altrove anziché in noi stessi. gli ogg etti. e nulla esiste in realtà al di fu ori di Dio. Egli ha creato l'intero universo. 29]. 33]. 149. dei nemici. del tempo e perfino di se stesso. intolleranza. Pur se la mente distingue l'aria. vanagloria. quelle di altri tre M anu. avi dità. distribuite in 24 capitoli o canti. Srimad Bhagavatam. 148. degli animali. Colui per il quale il denaro è tutto. da Sukadeva Gosvàmin al re Pariksit. inimicizia. e via via sino a Matsya.

virtù. ed Egli è i n verità superiore a tutto. [I. [I. 157. 151. ma solo a Dio possiamo chiedere protezione. 22]. Non è né all'interno né all'esterno dell'intera ma ifestazione cosmica. [XIX. dal momento che Dio è nel cuore di ognuno. tranne quello della persona che mente per ingannare». L'essere umano sempre trascorrerà un'esistenza materiale che lo lascerà insoddisfatt o di quel che gli tocca in sorte. I mistici accettano di soffrire per coloro che soffrono. lo distrugge. ritenendo ciò il modo più e levato per adorare Dio. La casa nella quale i viandanti non vengono accolti nemmeno con un bicchiere d'a cqua è simile solo alla tana degli sciacalli. Come un attore cela nella danza la propria identità. 158. inducendolo a desiderare ricchezze terrene. 6]. ma poiché è Lui che crea e distrugge. [VII. discriminazioni. Me rita la serenità colui che si dichiara soddisfatto di ciò che la provvidenza gli ha elargito. e ancor meno g li uomini comuni giungono a questa conoscenza o ne sanno parlare. pur causati da Lui. protezione. Non è Dio che vuole uccisioni. chiamato con tanti nomi: Potere Supremo. le sollecitazioni del benessere possono facilmente farla deviare dalla r . [V. 161. 13]. Verità Ultima. lo mantiene. [XX. e non sta a voi impossessarvi di ciò che appartiene agli altri. [XXII. in tutto ciò che è animato e in tutto ciò che non è a nimato. 25]. i cui limiti. Font e della luce. non Lo toccano. 17]. con la Sua energia e l a Sua potenza crea questo universo. non si accontenterà nemmeno di tut ta un'isola. Egli non ha né inizio né fine né centro. 156. e quando ne possiederà una di nove acri avrà il desiderio di possederne sette. [XIX. e nemmeno gli esseri sommi e i grandi saggi lo possono. Per quanto una persona possa essere culturalmente progredita e dotata di autocon trollo. 22]. 153. invece è felice colui che sa accontentarsi di ciò che secondo i suoi meriti Dio gli concede. Chi non è in grado di controllare se stesso non si sentirà appagato nemmeno posseden do l'intero universo. il Prima di tutto l'universo. 12]. pur rimanendo ast rattamente inattivo e sussistendone estraneo. [XVI. privilegi. 7]. È Lui che assegna ciò di cui potete godere. verso di Lui tendono passioni. Se uno non si accontenta di tre palmi di terra. Universo Totale.uesto e in tutti gli altri luoghi. decime. [XIX. 24]. ignoranza. In verità la Terra ha detto: «Io posso sopp ortare ogni peso. 44]. 159. 154. Non c'è disordine peggiore della menzogna. 152. Senza inizio. è ben difficile capire le azion i di Dio. [III. Dio. 160. 4]. 155.

mediocre quello che si limita ad obbedirgli. l'uccisione del demone Aghasura. ma davvero è un reprobo quello che gli disobbedisce. Il libro decimo si compone di 608 strofe. [XIX. la sua apparizione sulla terra. 165. distribuite in 24 capitoli o canti. 44]. la preghiera di Brahma a Krsna mukund a («Colui che accorda la liberazione». i figli di Sagara. 49]. Srimad Bhagavatam. di Bharata. i giochi infantili di Krsna. distribuite in tredici capitoli o cant i. E questo. e nessun altro essere umano potrà essergli sup eriore. Srimad Bhagavatam. 15]. di Ajamida. la dinastia di Amsumat. buono è il figlio che agisce secondo il suo vol ere. la manifestazione di Krsna («Dio è uno solo ma possiede mo lti nomi e forme»). . probabilmente. le dinastie di Puru. a partire dalla nascita di Brahma da un fiore di loto spuntato dall'ombelico del Signore Supremo . l' uccisione del demone Putana che aveva tentato di avvelenare il bambino. LIBRO NONO. di Munì Durvasa e di Muni Saubhari. la d inastia di Kus*a. la liberazione degli alberi Yamala-arjuna. 162. dei figli di Yayàti. con cui si conclude (can to X. LIBRO DECIMO. 164. Narra infatti la nas cita del dio Krsna. Il libro nono si compone di 960 strofe. Dopo le storie di Muni Cyavana. vengono elen cati i discendenti di re Mandhatà. l'uccisi one del demone Trnavarta. Quando un uomo né invidia gli altri né nuoce agli altri ha raggiunto l'equilibrio ch e gli permette di evolvere in tutte le direzioni. Quando un padre è saggio e generoso. 163. È verosimilmente il più «krsnaitico» di tutti i testi vedantici. nulla sarà troppo duro da com piere o impossibile da abbandonare. [V. Per colui che ha raggiunto una profonda fede in Dio. [XVIII. È quas i interamente dedicato all'elencazione delle dinastie dei Manu. verso 64) questa grande opera mitico-mistico-teologica. quella dei figli di Purùravas. 15].etta via. cattivo quello che obbedisce c on riluttanza. la Persona Suprema). il meno interessante e i l più compendioso dei libri in cui si divide il Bhagavata-puràna. la sua vita come bambino. [IX. Il devoto che canta le lodi di Dio giunge a capirne quella realtà spirituale che g li uomini ignoranti credono inesistente e vana.

pensa di esse re solo un corpo. Colui che non sa distinguere la differenza fra il Sé e il suo corpo. così torna no alla terra i corpi degli esseri umani.166. 25]. agli animali che lo d ivorano. mediti su ciò che lo aspetta. al becchino. 169. 40]. poiché per tutti coloro che vivono in un corpo nulla v'è di più certo della morte. non si pongono in relazione con Lui subiscono la paura. Una persona malvagia si identifica con il proprio corpo. le illusioni. [IV. al fuoco che lo brucia. [I. si lam entano. Come chi cammina mette avanti i piedi uno alla volta. escrementi e ver mi. 173. 170. la follia. 43]. 175. 168. dalla terra vengono e alla terra ritornano. Chi è nato a questa vita è certo di morire. oppure a Dio? . così con le sue immaginazioni l'individuo non ries ce a identificarsi. 11]. a chi lo nutre. Come i vasi fatti di terra. alla madre. . Come gli astri specchiandosi sulla superficie di un liquido increspata dal vento appaiono con forme tremolanti. [I. oggi o molto avanti nel tempo. . 174. così ogni essere trasmigra da un corpo all'altro a causa delle sue azioni. Chi uccide. Ma non la loro anima. [V. si esaltano e giungono sino ad uccidersi l'un l'altro. [IV. 19]. a chi lo schiavizza. mentre per le sue crudeltà verrà maledetta dagli uomini anche dopo morta. l'avidità. chi vive nell'egoismo. 167. al nonno. [IV. 38]. [X. non avendo afferrato il concetto di Dio. 20]. e ciò a causa del suo attaccamento alle cose materiali. Come i legnetti sull'acqua vengono separati dalle onde. e così è come morta anche s e vive. A chi appartiene il corpo? A me. 10]. 22]. 171. 172. così per la forza delle az ioni passate noi veniamo separati da parenti e amici. [X. e come un bruco che proced e da filo d'erba a filo d'erba. l'invidia. al padre. 27]. [II. Coloro che. e così non capisce che la vita del Sé continua in differenti corpi . Dopo la morte anche il corpo di un personaggio eminente è cenere. [I. Se nz'altro il suo è comunque un destino infernale.

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