MORTE E SEPOLTURA Da quando è stata introdotta e diffusa capillarmente la moda della cremazione al posto della sepoltura, come è sempre

avvenuto sin dai tempi più antichi delle più antiche civiltà, se ne sentono di tutti i colori, a tal punto da indurre a un serio ripensamento sulla serietà e validità di questa operazione. A conferma di ciò la scoperta di alcuni cadaveri in decomposizione dal fetore insopportabile in una zona in periferia di Verona destinati alla cremazione e finiti per sbaglio in mezzo alla raccolta rifiuti, oltre al ritrovamento di pezzi di cadaveri sconosciuti, di bare, crocifissi e quant’altro… C’è da chiedere ai congiunti del “caro estinto” destinato alla cremazione: • siete proprio sicuri che la scatoletta che con tanta devozione portate in cimitero dopo la cremazione contenga proprio le ceneri del vostro parente? Si dice che venga bruciato il corpo assieme alla bara, e spesse volte assieme ad altri corpi per fare più in fretta, tanto, chi controlla? Chi firma sotto la propria responsabilità? Con il livello di relativismo e di immoralità in cui ci troviamo, siamo proprio sicuri che gli “addetti ai lavori” stiano lì ad avere cura del corpo di un morto quando se ne ha ben poca anche per quello di un vivo, sano o malato che sia? L’importante è che si raccolga un po’ di cenere, di chi sia non ha importanza! Santa e benedetta sepoltura tradizionale del corpo ben composto e racchiuso nella sua bara che madre terra accoglie e copre come la Chiesa ha sempre consigliato! Se è vero che al momento della risurrezione, come recita il nostro Credo, l’anima si ricongiungerà con il nostro corpo da qualunque parte e in qualunque situazione esso si trovi, con la sepoltura tradizionale abbiamo per lo meno la certezza che stiamo veramente accompagnando le spoglie del nostro “caro estinto”, e non un mucchietto di cenere di dubbia provenienza davanti al quale abbiamo anche il coraggio di deporre dei fiori! patrizia.stella@alice.it

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