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LE CATACOMBE

ROMANE

i

Digitized by the Internet Archive
in

2009

witii

funding from

University of

Ottawa

http://www.arcliive.org/details/lecatacomberomanOOmaru

,aizjxiixxiijixi

:|:—

ORAZIO MARUCCHI

—$—

LE_ÇATACOMBE
ROMANE
^E

Compendio

délia

ROMA SOTTERRANEA

f;

COX MOLTE FIANTE PARZIALI DHI CIMITERI E RIPRODUZIONI DI MONUMENTI

^

SECONDA EDIZIONE
MESSA AL CORRENTE BELLE PIÙ RECENTI SCOPERTE

ROMA
DESCLÉE, LEEEB\'RE, E C-

EDITORI

Piazza Grazioli (Palazzo Doria)
1905

«M

PREFAZIONE

^—

ILtacoinbe
délia

présente libro

è

iina

tradn::jone

deW

itinerario

délie

Ca-

romane, puhhlicato

in francese

corne seconde

volume

mia opéra Éléments d'archéologie chrétienne (Desclée,
et

Lefebvre
titolo

C."'

i^ooj,

il

quale

si

die

anche separataniente col
niiova edi-

di

Guide des Catacombes romaines. Onesîa
ora accresciuta di
oltre

:^ione esce

a 200 pagine con niiove osserle

va:^ioni, e

con la riproduxione di moite altre epigrafi; contiene
scoperte di quesii ultimi anni ed è stata arricchita

noti^^ie siille

pure

di

altre riprodn:(ioni di

monumenti

e

di nuove plante cimiteriali.

Erapoi
luce

conveniente che questo mio lavoro sulle Catacombe vedesse la
se

anche nella mia lingua patria, tanto pià che in brève
edi:{ioue francese.

ne

pnbblicherà una nuova
Il

mio

libro perd,

anche con queste nuove

aggiunte,

resta

scnipre quello che io volli che fosse, cioè
délie

una

descrixione sonimaria

catacombe remanie
7iel

e

un piccolo compendio délia
tutte le

Roma

sot-

terranea,

quale perciô non

questioni storiche e topo-

grafiche possorio essere pienamente svolte (').

Le

fonti aile quali ho attinto per questo mio lavoro sono
e

le

opère originali
de Rossi;
e

fondamental i del Bosio, del Marchi

e del

grande

specialmente di quesfultimo che miglorio avère avuto a
si

maestro. Su queste opère infatti
di

sono compilati

tutti gli altri libri

questo génère, del Northcote,

dell'Allard, del

Kraus, ed anche
:

quello pià récente ed assai pregevole delV Armellini

Gli antichi

(l)
a quel

Sopra alcuni

ciniiteri

coUeghi che

se ne

ho voluto dir poco per un giusto riguarJo dovranno prossimamente occupare nella Roma
che dosi

soUcrranea.

E

cosi pure la descrizione del cimitero di Domitilla,
è fatta di

vrebbe essere molto ampia,

proposito assai compendiosa per

non preoccupare
nel

il

ho nuove osservazioni o studi originali, mi sono maggiormente esteso. Vi ho poi aggiunto cimiteri giudaici seguendo l'esempio del Bosio.

tomo IV

délia

campo Roma
i

alla illustrazione

compléta che
altri

io stesso

ne darô

sotterranea.

Per

invece, nei quali io

fatto

PREFAZIONE
cimiteri
cristiani, ecc.

(Roma, 1893),

nel

qiialc

sono

esposH

anche

alciini studi personali delJ'aiitore.

E
Ma in

desidero far notare a talc proposito cbc
taJi studi, l'ho
il

quando

io nii

sono

giovato ai

sempre indicato, conte era doveroso difare.
è

tutto

resta

il

mio lavoro

indipendente dal siw ed io V ho
originali fBosio,

ricavato dallo spoglio délie dette opère

Marchi,

de Rossi),
il

e

V ho dedotto e^iandio dai miei appunti presi seguendo
mie esplora:^oni fino a

de Rossi per venticinque anni nelle catacomhe, dove poi ho sempre
le

continuato a fare

qiiesti iiltinii giorni.
e

Ho
ch.

poi anche ricordato in modo spéciale in vari luoghi

col
il

dovuto onore, alcnni studi ed alcnue scoperte dcU'altro collega

Monsignore Giiiseppe

JVilpert,

il

qiiale si è dedicato

con grande

successo allô studio délie antiche pitture cimiteriali, e su qiieste

ha

giâ pubblicato lavori pregevolissimi

c

pubhlicherà in brève un vo-

lume di illustrazione générale
parte délia

siii

dipinfi dclle

catacombe che farà

Roma

sotterranea.
che,

Devo anche agginngere

per affrettarc la pubblicaxione di

qucsto libro, esscndo io occupato e^iandio in altri lavori,
servito dell' opéra diligente del sig.

mi sono
quale mi
il testo,

Angusto Bevignani,

il

ha coadiuvato
darc

nella tradu:^ione e trascri:^ione di quasi tutto
le

cui ho poi fatto io stesso
il

nuove aggiunte;

e cosi

pure devo ricoriscri-

Rev. Dufresne di S. Sulpi^io che ha verificato alcune
c

zioni e plante,

moite

cita:^ioni,

ed

il

Rev. D. Augusto Bacci,
Agnesc.
si

che

ha riveduto per me

tutte le iscri:::ioni di S.

Ne posso
e

ometcon

tere che

l'ultima revisione dclle

bo:^e di stampa

ciirata

molta intelligenza dal sig.Romolo Dncci.
rendo pertanto
Io
i

A tutti questi egregi signori
libro,
cosi

dovuti rinora~iamenli.

spero

che la présente

nuova

edi^ione del mio

riveduta ed ampliata, potrà essere vantaggiosa ai cultori dell'archeologia cristiana,
utile
c la
i

quali troveranno nel mio modesto lavoro

un

compendio ed un quadro générale di quella vasta opéra che

Roma

sotterranea, intrapresa dal de Rossi

e

che la

Commis-

sione di Archeologia sacra è incaricata di continuare.

Roma,

1

1

décembre, festa

di S.

Damaso,

1902.

Orazio Marucchi.
<^

yA JS5^iA^>>^:;A^

JSS~;i(V^r^^;iV JSi?^iV

JSiï-^iO^

JS^^iV JSb-^A^

yff:^-^

—-®—

INTRODUZIONE
STORIA GENERALE

DELLE CATACOMBE ROMANE
•^-^i^

v-^y

\^~>y^ V/-~^y:

\^sy: v^-str

^ï^-sy'

^^

GLI marsi
del
latri
;

anticlîi cimiteri

cristiani di

Roma

(che sogliono chindai

col

nome
il

di

catacombe) ebbero origine fino
i

tempi apostoli ci per

naturale desiderio che aveano

seguaci

Vangelo
e

di separare le loro

tombe da

quelle degli ido -

furono generalmente scavati sotterra, approfittando
i

délia natura del nostro suolo, per imitare
lestina e qnello stesso del
dati
al

sepolcri délia Pa-

Redentore
délie

.

Essi vennero tutti fon-

di

fuori délia cerchia

mura, griacchè
;

la

legs;e
si

romana vietava
varono cosi

di seppellire nell' interno dell' abitato

e

tro-

in vicinanza délie

tombe pagane,
le

le

quali fian-

clleggiavano, corne è noto, tutte

vie suburbane.

esistenza fu protetta ordinariamente dalla legge

La loro romana che

dichiarava luogo religioso ogni sepolcro a chiunque ed a qualsivoglia religione appartenesse; e soltanto per eccezione essi

furono talvolta confiscati,

ma

poi

nuovamente

restituiti (').

orranulare che abLe catacombe furono cavate nel tufo O

bonda

nel sottosuolo délia

campagna romana

,

e la loro esca-

vazione fu opéra esclusiva degli antichi
terranei presentano
1'

cristiani.

Questi sot-

aspetto di una rete di strade (aiiibiilacri)
si

nelle pareti délie quali

aprono

file

di

sepolcri
tratto

Qociil'i)

o
si

tombe arcuate con
{cripte) e

m ensa

(arcosoli).

Di

in

tratto

trovano poi délie piccole stanze
talvolta délie vere

{ciibiciili)

o stanze maggiori

chiese sotterranee con décora-

(i) Q.uantunque
giosi,

i

sepolcri fossero chiamati legalmente luoghi relisi

pure

essi talvolta

dissero nelle iscrizioni anche luoghi sacri.
in

Xe

abbiamo un bell'esempio
cimitero
di

un antico cippo che stava all'ingresso del
ivi

Domitilla, e che

tuttora

si

conserva, ove

si

legge due volte
(sic).

ripetuta la frase:

LOCVS -SACER- SACRILEGE- CAVE -MALV

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
zioni architettoniche cavate nel tufo.

estende fra

il

primo ed

il

terzo miglio dalle

E questa escavazione si mura di Roma.
deporre
i
i

I cristiaai

aborrirono sempre dal sistema délia cremazione
1'

e

adottarono^ostantemente
i

uso

di

cadaveri in-

volti nei lenzuoli entro

sepolcri; e perciô

cimiteri cristiani

ebbero subito una forma essenzialmente diversa da £uella dei

Colombario pagano.

colombari pagani ove
nerarie.

si

veggono

le

nicchie par

le

urne

ci-

chio

la

differenza fra la

Le qui unité riproduzioni mostreranno a colpo d'ocforma di un colombario pagano e
di sep oltura,

quella di una galleria cimiteriale cristiana.

Le catacombe erano principalmente iuoghi

ma

occasionalmente divennero anche Iuoghi

di

adunanze re-aAw/>-^
i

ligiose; perô giaminai

furono abitazion e dei cristian

corne

volgarmente

si

crede.
di

Le catacombe insomma,
chiese, giacchè
i

solo occasiosecoli

nalmente servirono

anche nei primi

vi erano nell' interne délia città degli oratorî

quali erano ado-

INTRODUZIONE
perati per le

adunanze ordinarie;
i

e questi

crano

i

titoi.i dai

quali dipendevanp

cimiteri stessi.
dividersi nei seguenti

La

storia délie

catacombe romane puô

grandi periodi:
I.

Esse furono in origine proprietà

di nobili

personaggi
fatte

e di illustri o facoltose famiglie cristiane che le

aveano

scavare nei

loro

fondi

rustici

(ville,

orti,

tenimenti

ecc);

Galleria cimiteriale cristiana.

e questo periodo
il II

va dai tempi apostolici fino forse
si

a

tutto

secolo.

A

questo periodo

riferiscono le denominazioni
:

di

molti fra questi cimiteri che ricordano privati possessori

coemctcrinm Priscillae, coemeteriiiin Lucinae, coemeteriutii Doni itiUac, coemetcrinm Praetcxtati ,

ecc;
dei cristiani alla fine del
ii

IL Cresciuto
dalla

il

numéro

se-

colo o negli esordi del in, alcuni cimiteri furono posseduti

comunità dei

fedeli

ed amministrati direttamente dalla
il

Chiesa. Ciô è attestato chiaramente, almeno per
di
Callisto, dai libro dei Filosofmncni. In

cimitero

questo periodo che

lO
va fino
a

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
Costantino,
essi

furono due volte confiscati (nel 2^8
;

sotro Valériane e nel 303 per ordine di Diocleziano)

ma

poi

furono
periodo,

restituiti

aU'amministrazione ecclesiastica. In questo
i

come

nel précédente,

cimiteri servirono

come

luo-

ghi di adunanza per celebrare

gli

anniversari dei defunti e le

commemorazioni
III.
(a.

dei martir i.

Con
i

r editto di pace dato a Milano da Costantino

313),

cimiteri divennero definitivamente proprietà délia
si

Chiesa; e vi

continuarono a seppellire
i

i

fedeli, tanto per abii

tudine quanto per devozione verso

martiri

quali in gran

numéro
fra

ivi

erano

stati deposti.
si

Sulle

tombe

dei più venerati

questi martiri
il

innalzarono allora oratorî e basiliche; e
(a.
3 ^6'-3

specialmente

papa Damaso
gli eroi

sua pietà verso

délia fede nell'

84) si distinse per la adornanie i sepoTcri.

Sul principio dei v secolo cessé l'uso délia escavazione e délie
sepolture sotterranee e succedettero allora
praticati
al
i

cimiteri all'aperto

disopra,
iv secolo.

i

quali,

dei resto, erano già cominciati

anche nel

IV. Dal V secolo

alla

fine dell' vni, le

catacombe
si

di-

vennero esclusivamente santuari
riodo specialmente appartengono
sitatori, e
la

dei martiri, e vi
.

accedev a

unicamente a pregare su quelle tombe venerate
i

A

questo pe-

devoti graffiti dei pii_J^i-

compilazione

di alcuni Itincra ri
i

che

ci

servono
i

mirabilmente come guide per riconoscere
quel sotterranei labirinti
.

luoghi storici

n

V. Alla
fanazione
di

fine

dell*

vin secolo,

i

papi

,

temendo

la

pro-

quei sacri luoghi,

già in parte devastati prima

dai Goti e poi dai Longobardi,

cominciarono
;

a trasferire le

reliquie dei martiri nelKinterno délia città
alla

onde pian piano
di

meta
di

dei secolo ix,

essi

restarono privi

quei
si

sacri

tesori e perciô

furono gradatamente abbandonati e

ricol-|J^'\

marono
stiano e

rovine, ad eccezione dei

cimitero di San Sebadi

di

qualche

altra

piccola parte

sotterranei

posti

sotto qualcuna délie più frequentate basiliche.

VI.

Dopo

r abbandono dei medio evo,
e

le

catacombe

tornarono ad essere esplorate

studiate nel

secolo xvi per

INTRODUZIONE
opéra pr incipalmente
di

I

I

Antonio Bosio

e poi

de' suoi conti-

nuatori nel secolo xviii Bottari, Marangoni, Boldetti.

A
la

questi
via al

succedette nel secolo xix

il

P. Marchi che preparô
al

nuovo Bosio
Battista de

dei
i

giorni nostri,

grande maestro Giovanni

Ross (1822-1894) ('). Grande è l' importanza storica e dommatica délie catacombe romane giacchè esse possono considerarsi come la
;

culla del

Cristianesimo e l'archivio délia Chiesa
loro

primitiva.

E
ci

cosi

i

monument!
il

di pittura, di

scultura e di epigrafia

forniscono
i

materiale più prezioso

onde

illustrare gli usi

e

costumi degli antichi

cristiani e la storia délie persecuzioni
la

da loro sofFerte e per dimostrare

identità délia loro fede
la

con quella che oggi noi professiam o;
è assai

quale dimostrazione
sepolcrali dei sotter-

concludente perché

i

monumenti

ranei cimiteri
IV

non sono generalmente

posteriori, alla

Jine del \y Ca/^

secolo

.

Fra

i

monumenti

degli antichi cimiteri cristiani
le

occupano
percio di

un posto principalissimo

tombe

dei martiri

;

e

queste è necessario dar prima qualche générale indicazione.
Il

culto dei martiri cominciô fino dai primi secoli délia
alla

<Ovv*<^
'

Chiesa, insieme

venerazione délie loro

tombe

e

délie

u»^

loro reliquie. Ciô è dimostrato dagli Atti, dai CaJendari, dai

Martirologi ed in spécial

modo
a.

da

due documenti

assoiutasul

mente
Lione

autentici^ cioè

la

Lettera délia Chiesa di

Smirne

martirio di san
sulla

P o licarpo

grande

155) e l'altra délia Chiesa di ( tragedia dell'anno 177. Ma gli antichi
i

cimiteri cristiani e specialmente
le

cimiteri di

Roma,

ci

offrono

più belle prove

monumentali

délia venerazione dei primitivi
;

cristiani
ivi

verso

le sacre
la

spoglie dei testimoni di Cristo

giacchè
di

troviamo

dimostrazione più irrefragabile del culto

cui

erano oggetto quelle tombe gloriose. Oggi
(i)
Il

perô le catasotterranca

nel quali

catacombe ed ha poi descritto l' intiero cimitero di Callisto e quelle di Generosa. La Commissione di Archeologia sacra pubblicherà in brève gli altri due
sulle
"irandi cimiteri di

DE Rossi ha pubblicato tre volumi ha esposto tutto il dottrinale teorico

délia

Roma

Domitilla e

di Priscilla.

12

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
prive délie loro reliquie, che fnrono quasi tutte

combe sono

riniosse nelle grandi traslazioni deU'viii e del ix secolo per

essere collocate più
liche
riali
;

e

onorevolmente nelle nostre grandi basiquando noi percorriamo le solitarie regioni cimite-

non possiamo contemplare altro che sepolcri devastati nei quali riposarono un tempo le spoglie dei martiri, o marmi
i

s pezzati

che ricordano
le

i

loro nomi.
altri

Ma
di

catacombe nascondono ancora alcuni
alcuni
poliaiidri nei

sepolcri

martiri ignoti,

quali

furono
:

sepolte
«

quelle

innumerevoli vittime accennate da Prudenzio
nota est, abditis

vix
(').

fama

quam

plena

sanctis

Roma

sit »

Queste tombe che non furono,
che perô
assai

almeno
nella

pubblicamente,

venerate, potrebbero riconoscersi dal titolo augusto di martyr,

raramente

si

trova, o

mancanza

di

questa prova decisiva, da
questi
e

altri

indizi quasi équivalent!.

Ma

non devono essere accettati che dopo un serio esame noi ne dobbiamo escludere molti che un tempo furono giucorne
sufficienti.

dicati

Per esempio

la

palma

scolpita

nei

marmo

o

graffit a

sulla

cake non
si

è

prova

di martirio,

perché

questo simbolo di vittoria

vede pure in molteTscrîzioni pacristiani di

gane ed anche
riore a quella

in

monuraenti

epoca assai posteè

délie

persecuzioni. La palma

uno

dei tanti

segni ideografici e simbolici adoperati dai cristiani per espri-

mere soraplicemente
vita e la meritata

la vittoria spirituale

ripo rtata durante la
la

ricompensa eterna. Per
le

medesima ragione

bisogna escludere
cora in
lettere

corone ugualmente scolpite o incise; e an-

modo

più assoluto
iniziali dei

greche

monogramma composto délie due nome di Gesù Cristo y^ (X PIETOg),
il

che alcuni ancora interpretano erroneamente Fax Christi o
Passas pro Christo.

È

certo che questo

monogramma
;

era in

uso presso
è

i

cristiani

anche prima
tre

di

Costantino ed è allora
al

perô esso

molto

raro

nei

prirai

secoli

adoperato

come compendio munissimo dopo
(i) Pcristeph.

di scrittura,
il

mentre

contrario diviene cofu

trionfo del

Labaro sul quale

posto,

hymn. xi

(P. L.

t.

LX,

col.

535-544).

INTRODUZIONE
e la sua presenza isolata su di

I3
in

un monumento indica
di

re-

gola générale

l'età délia pace.
il

Un

grave indizio è

vaso tinto

sangue che

si

è tro- Mo^m-

^-^

vato in alcuni sepolcri.
considerarsi corne

Quando

esso sia veramente taie deve

^•^^'^^-''^

un segno

certo di martirio, imperocchc sapcristiani

piamo con sicurezza che i primi
morte. E
«

conservavano

il

sangue

versato dagli eroi délia fede quale prova délia loro gloriosa
basta

ricordare

la

frase

di

Gaudenzio

di

Brescia:

tenemus sanguinem qui
di
il

testis est passionis »
ci

('): e la descri-

zione
gliere

Prudenzio,

il

quale

mostra
dalle

i

fedeli nvidi di racco-

sangue

che

sgorgava

ferite

dei martiri

per

conservarlo quale sacro pegno:

Hune omnem spongia pressa Tutamen ut sacrum suis,

rapit...

Domi

reservent posteris

(^).

Ma
anche

che

il

sangue

si

po nesse anche nei sepolcri è certo;
Africa
délia
«
ci

ed anzi una iscrizione
la

dell'

attesta che

si

celebrava

commemorazione

depositio cruoris ».

DEPOSITIO CRVORIS SANCTORVM MARTYRVM QVI SVNT PASSI SVB PRESIDE FLORO IN CIVITATE MILEVITANA IN DIEBVS TVRIFICATIONIS (3).

Non
quali
si

vi

ha alcun dubbio pertanto riguardo
siffatta

ai

sepolcri nei

rinviene

prova. Perô essa
;

che dopo uno scrupoloso esame
seguirsi
il

non puô accettarsi perocchè non puô affatto

sistema troppo largo degli archeologi cristiani dei
i

passati secoli,
taluni, doversi

quali

ammettevano, corne suppongono ancora
d'

considerare quali avanzi

ampolle o

di fiale

cruente tutti

i

fondi délie tazze di vetro che frequentemente

(0

Serm. xvii (P. L.

t.

XX,
con
t.

col. 965).
le

(2) Essi lo raccoglievano

Uni. Cf. Peristeph.
(3) V.

hymn.

xi (P. L.

LX,

spugne ovvero ne bagnavano dei col. 245); hymn. v (ibid. col. 398).
crisi.

DE Rossi,

Bull,

d' archcol.

1876, pag. 59-62.

14
ti'ovansi

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
murati sulla
difficoltà

cake

dei

loculi

nelle catacombe.
si

Ed

una grave
délia pace.

per ammettere ciô

è che

tali

fiale si

trovano più frequentemente nelle région! cimiteriali dei tempi

Onde puô
gli

credersi che

tali

frammenti

vitrei aves-

sero appartenuto a vasi adoperati nelle agapi o a recipienti
per contenere

aromi ed

i

profumi che

si

adoperavano nelle

cerimonie délia sepoltura
aile

(').

E

questi venivano murati accanto

tombe per
la
il

disinfettare l'ambiente dai

miasmi ed anche per

esprimere
giacchè
délie

pietà dei superstiti ed onorare

una cara memoria;
rappresentato sui

vaso nel simbolismo cristiano è anche l'emblema
e corne
taie

buone opère,

fu spesso

monument! ('). E fuor di dubbio
il

tuttavia che fra tutti questi vasi se
il

ne

doveano trovare alcuni che contennero veramente
quale era conservato

sangue,

come

Ustis passionis.

Ma

questi ultimi

non possono
ed
è questo
il

riconoscersi che mediante un' analisi chimica;

solo

modo
sono

sicuro

per accertare

1'

esistenza
di

délia sostanza sanguigna (cinatina) nella crosta rossastra

cui ordinariamente
la

ricoperti questi fragili avanzi.

E

cosi

Congregazione

dei

Riti

ha da lungo tempo decretato, e
il

con molta saggezza, ch e non deve ammetter si

solo

vaso
si

come prova
mostri in

sufficiente di martirio, a

meno
abbia

che non

di-

modo

irrefragabile che esso

contenuto dei

sangue.

Ma

taie

prova dei vaso sanguigno non è esclusiva; giacla

chè diverse cause potrebbero avère reso impossibile

conser-

(i)

Prudent. Cathemer. x
Nos

(P.

L.

t.

LIX,

col.

888:

tecta fobevimus ossa

Violis et fronde frequenti

Titulumque

et frigida

saxa

Liquide spargemus odore

(2) lo iaclinerei a riconoscere nelle fiale

odorose un altro concerto

simbolico, quelle cioè délie

preghiere dei santi a pro dei defunti, che
dell' Apocalisse

potè essere
«

ispirato dal

passo

ove

si

parla dei

seniori

habentes phialas aureas, plenas odoramentorum. quae sunt orationes
»

sanctorum

{Apocal. V, S).

INTRODUZIONE
vazione del sangue
;

I

5

per esempio un génère di supplizio che
di sangue,
1'

non produceva spargiraento
quale
si

impossibilità nella

sarebbero trovati

i

fedeli di raccoglierlo ccc,

Invece

altri indizi

possono

farci

conoscere uno

di questi gloriosi se-

polcri in

mezzo a tutti quelli che riempiono le gallcrie sotterranee, anche quando si tratti di un martire affatto sconosciuto di cui non è rimasta alcuna memoria. E noi possiamo avère
questi indizi nelle tracce ancora riconoscibiH del culto di cui

furono oggetto
Il

altre volte alcuni di tali sepolcri.

culto dei martiri, corne già

dicemmo,

fu universale fin

dai primi secoli,
ai

ma

suoi santi quanto

la

nessuna Chiesa tributô forse più onori Chiesa Romana. Le loro cripte erano
si

magnificamente ornate;

sospendevano innanzi

ai

loro se-

polcri lucerne, grandi vasi ripieni d'olio

balsamico entro cui

ardevano lucignoli

:

i

locuU più prossimi divenivano sepolture
che leggiamo in alcune
»
;

più privilegiate, ambite e spesse volte acquistate a gran prezzo.

A
«

cio

fanno allusione
«

le

frasi

iscri»
;

zioni:

Depositus ad martyres
rétro

«

Ad

sancta martyra

Emptum locum
»

sanctos

quem

multi cupiunt

et rar i

accipiunt
casi

ecc.

Taie divozione divenne eccessiva e
a

in alcuni

anche riprovevole

motivo

délie gare che
i

ne derivavano,
stessi.

e dei danni

che ne ricevevano

monumenti

La

bella

iscrizione del diacono Sabino, che voile per umiltà essere se-

polto presso

1'

ingresso délia basilica di S. Lorenzo

:

« Eiegi

sancti ianitor esse loci », dà

una
ai

grande lezione a

tutti

quei

che ambivano di avvicinarsi

martiri più

con

il

corpo che

con
NIL

le

azioni;

onde

egli dice

bene a ragione:

IVVAT IMO GRAVAT TVMVLIS HAERERE PIORVM SAXCTORVM MERITIS ^ Ol'TIMA VITA PROPE EST CORPORE NON OPVS EST -ANIMA .TENDAMVS AD -ILLOS
• .

.

QVAE-BENE-SALVA-POTEST
I

C<

CORPORIS-ESSE-SALVS
si

segni di questa indiscreta divozione
in

riconoscono anaile

c ora

moite cripte délie catacombe, accanto
;

memori e

jd'una ragionevole pietà

e

si

ravvisano nelle pitture troncate

l6
a

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
dai loculi o nei guasti prodotti nelle cripte stesse per
ai

meta

dar luogo

sepolcri dei devoti.
si

Agli angoli de' cubicoli e accanto agli arcosolî

veggono

ancora

le

mense degli

oli.

Sono

esse colonnine rozze, tagliate

nel tufo, o costruite, sulle quali ponevansi le lucarne che arde-

vano innanzi
allorchè

aile

tombe. Taie mensa

è spesso indizio del se-

polcro di un martire, indizio che diviene molto più probabile
si

rinviene in una cripta ornata di marmi,
graffiti di antichi visitatori,

e

se è

accompagnata da
a

come puô

vedersi

cagion d'esempio in un cubicolo del cimitero
ai

di Domitilla,

ove una acclamazione
fossero sepolti
ivi

santi (« spirita sancta ») fa supporre
raartiri.
si

presso dei
di

Nel cimitero
una
pittura del

S. Callisto

vede sopra un
taie

arcosolio

m
il

secolo tagliata nel secolo successivo per

aprirvi

un

loculo.

Evidentemente
desiderio di

atto di

vandalismo fu

commesso

un sepolcro presso il cadavere che riposava neU'arcosolio. Xella medesima cripta
per porre
fu anche assai danneggiata un'altra pittura per ricavare nel tufo la nicchia

destinata

agli

oli.

Da

questi

fatti

pertanto
il

possiamo
assai

ragionevolmente conchiudere che
dalla

colui

quale

attirava l'attenzione e la venerazione dei fedeli in un'epoca

distante

sua

morte, non

poteva essere che

un

martire.

Talvolta una pittura, un simbolo possono bastare;
citerô

e cosl

un esempio

tratto

dal

cimitero

di

S.

Sebastiano e

dalla regione

prossima

alla cripta

ove era

solito venire a presi

gare san Filippo Neri. Molti anni or sono,
sta regione

scopri in que-

un cubicolo
la

nella cui
il

parete

trovasi

una

pit-

tura assai rara, Essa rappresenta

Bhojî Pastore situato nel

centro con Tagnello e
alla

mistica figura deWOrantey accanto

quale
:

brilla

la

Stell a,

simbolo

del

cielo

ove è accolta

r

anima

dall' altro

lato mirasi la
la

figura,

che puô spiegarsi
sue vittorie. Pae

per un robusto atleta in riposo,

quale, nell'antico linguaggio
le

simbolico, significa

la

forza del cristiano e

ragonando questo gruppo con

le altre pitture
si

con

la

célèbre

visione degli Atti di S. Perpdtia,

puô congetturare, non

INTRODUZIONE
senza fondamento, che un
altro martire délia

I

7
\

persccuzione d

D
se

ocleziano sia stato sepolto in quel cubicolo

Di tombe

di

niartiri

ne sono trovate in grande

non venerati con culte solenne già numéro nelle catacombe e an-

cora délie altre potranno scoprirsi;
più insigni furono custodite nelle
zioni

ma

le reliquie dei

martiri

.

Lr-«>-^»

catacombe

fino aile trasla - c^j^^occ^vJW
si

dcU'y iii e
le

ix

secolo.

Da

quest' epoca

non

visitarono fo^^*Â*U/t>
;

più che
altre

cripte annesse aile

grandi basiliche suburbane

le

poco

a poco, sepolte sotto le macerie,

caddero per molti

secoli nel più
Il

complète

oblio.
la

primo che nei tempi moderni volgesse

sua attenzione

aile cripte

primitive dei martiri nelle catacombe fu san Filippo

Neri. Questi passava lunghe ore, aile volte notti intiere, nei
sotterranei délia via Appia,
le virtù

meditando
di

la

storia,

ammirando

di Sisto,

di

Cecilia,

Sebastiano, eroi dei pontifiil

cato, dei pntriziato e délia milizia; di Tarsicio,
tire

giovine mar-

deir Eucarestia, e di tante altre vittime dei persecutori.
ai

Fu

ispirandosi
dei quali

ricordi degfi apostoli e dei martiri, per
erasi trasformata
il

il

sangue

Roma

da maestra
progetto

di errore in di-

scepola di verità, che concepi

di

riforma délia
dal

Roma

cristiana, proflmata per

circa
(').

un secolo

redivivo

paganesimo

dei

Rinascimento

Filippo viveva ancora, e già da diversi anni
i

conduceva
le

suoi discepoli aile catacombe di San Sebastiano,

sole che

tossero allora frequentate,

quando avvenne per
la

caso, nel

mag-

gio

1578, sulla via Salaria

scoperta

d'

una vasta regione
più
il

cimiteriale contenente lunghe galleriê, cubicoli ornati di affreschi,
illustri

tombe ancora
eruditi vi

intatte

e

numerose

iscrizioni.

I

discesero, e fra questi Cesare
il

Baronio,

discepolo prediletto di Filippo,

quale scriveva allora sotto

r ispirazione dei Santo, la grande opéra degli Annali ecchsiaslici.

Si

puô ragionevolmente supporre che

egli vi

conducesse

(i) « Isti sunt viri per
et

quos

tibi

Evangelium

Christi,

Roma, resplenduit,
S.

quae eras magistra

erroris,

facta es discipula

veritatis ».

Lhone,

Serm. lxxxii (P. L. LIV.
Guida Catacombe

col. 422).

roniaiit:.

2

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
a sua volta l'amato

maestro

di

cui coiiosceva

bene

1'

ardente

culto aile

memorie
e

dei martiri.
fu
1'

Grande
città

générale

ammirazione per

taie

inattesa

scoperta, che tutto ad an tratto manifestava l'esistenza di questa
dei

morti

di cui erasi

perduta ogni memoria da molto
«

tempo.
la

«Da

quel giorno »,diceGiov. Batt.de Rossi,
il

nacquero

scienza e
L'

nome

délia

Roma

sotterranea

»

(').

immaginazione ebbe naturalniente
prime descriz ioni
di queste regioni

una grande parte
misteriose che
le

nelle

fu-

rono prese per luoghi di rifugio nei quali, durante
secuzioni,

pere
si

sarebbero vissuti
i

nascosti

i

primi

cristiani,

credette che quasi tutti
martiri.

sepolcri ivi esistenti appartenessero

ai

Questi errori inevitabili in sugli

inizi degli studi di ar-

cheologia cristiana, furono subito corretti dalle successive esplorazioni di
altri

cimiteri,
di

e sopratutto

per opéra di un altro
si

contemporaneo

san Filippo, Antonio Bosio, che

dedicô

per circa quarant' anni allô studio délie catacombe.

La pubblicazione
le

délia
storia e

Roma
1'

sotterranea

dei Bosio

fisso

prime teorie suUa

interpretazione dei
ail'

monumenti
entusiasmo
cri-

cimiteriali:

diminuirono l'esagerazioni dovute
l'

ed all'inesperienza dei primo momento, e
stiana avrebbe fatto in poco
i

archeologia

tempo meravigliosi progressi

se

seguaci d^l vero fondatore di questa scienza
il

avessero se-

guito

suo metodo e

i

suoi ammacstramenti. Disgraziatadi lui.

mente,
eruditi,

tutti quelli

che vennero dopo

quantunque molto

non dedicarono

a questo studio
il

una

séria

applica-

zione ed una
ai

severità d'analisi di cui
si
il

primo, avuto riguardo

tempi, aveva dato un
L' Aringhi,
il

nobile esempio.
Bottari ebbero assai gravi torti;

Boldetti e

non puô negarsi loro un merito per le notizie che ci monumenti e ricordi di monumenti hanno fornito e per che ci hanno conservato, non è certo mcno vero che le loro opère, paragonate a quella dei Bosio, segnano un pee

se

i

riodo di decadenza. Durante questo

periodo,

le

catacombe

(i)

Rom.

sott.

t.

I.

pag.

12

INTRODUZIONE
furono esplorate
al

1

9

solo scopo di cavarne reliquie,

ma

senza

alcun criterio scientifico. Si formarono allora false opinion!
sLii

monumenti
le

degli eroi

délia

fede

e

le

loro

più

illustri
ri-

memorie;
niasero

cripte storiche nelle quali e

avevano riposato,
accumulate

obliate

nascoste sotto

le

rovine

dal

Tempo, dai
apri

barbari, e dai devastatori.

Nella prima meta del secolo xix agli studi
si

archeologici
e

una nuova èra per opéra
fatto altra cosa,

di

Giuseppe Marchi;

se

non avesse
pre
la

questo dotto gesuita avrebbe sem-

gloria d' essere stato la guida e

Bosio, Giov. Batt. de
délia scienza di cui lu
il

il maestro del nuovo non solo dall' amore onore, ma anche da una grande pietà

Rossi. Ispirato

verso

i

martiri,

de Rossi

si

consacré

fin

dalla giovinezza
gloriosi

allô studio délia loro

storia e alla

ricerca dei loro
fatti
i

sepolcri; e dai nuovi studi e dai nuovi scavi

per munifirisultati

cenza del papa Pio

IX

si

ottennero ben presto

più

importanti e più decisivi.

Se Bosio

e

i

suoi successori, malgrado tanti lavori,

non

fecero scoperte di cripte storiche, ciô unicamente fu perché

non conobbero
in
circa

il

metodo da seguire
di

in queste ricerche. Bosio,
si

quarant'anni

csplorazioni,
e

imbattè per caso

nella cripta dei Santi

Abdon
il

Sennen

nel cimitero di
il

Pon-

ziano

;

ancora per caso

P. Marchi riconobbe

sepolcro del

martire san Giacinto, nel cimitero di Sant' Ermete.
servato
al

Era

ri-

de Rossi

di ritrovare

il

filo d'

Arianna che doveva

condurlo nelT oscuro labirinto deHa necropoli sotterranea fino
ai

santuari

un tempo
filo

cosi venerati.
fu

E questo

d'

Arianna

per

lui

lo studio

profonde

délia storia délie catacombe, e degli Itinerari, cioè délie guide

degli antichi pellegrini, composti
si

quando le tombe dei martiri mantenevano ancora nel primitivo stato di conservazione.
le

Per poter ritrovare
sicuro
il

cripte storiche, stabill egli
gli

come

criterio
le

riconoscere

avanzi degli oratori costruiti sopra

cripte; le scale

monumentah che
;

da questi oratori immette-

vano
aria

nei sotteranei
e

le

aperture dei lucernarî destinate a dare

luce aile cappelle abbastanza grandi capaci di

mcco-

20
gliere

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
un gran numéro
sulle
di

persone

;

i

graffiti

lasciatici

da* pii
;

visitatori

pareti e vicino aile porte délie cripte stesse

infine le pitture bizantine eseguite

terranea era stata

quando la sepoltura sotgià da vario tempo abbandonata, e le quali
i

provano che
cessivi secoli

i

sepolcri cosi ornati erano stati durante

suc-

l'

oggetto di continua cura
i

e di spéciale

venera-

zione.

Il

de Rossi concentré ancora

suoi studi sulle preziose
dallo

iscrizioni dette

Dmnasianc

quasi tutte dettate e poste
sulle

stesso pontefice san

Damaso

tombe

di

illustri

martiri.

Con

quel frammenti, trovati qua e

e

con

le

copie forni-

teci dalle antiche Sillo^i,

ricompose queste

iscrizioni,

compleii

tandole con ingegnose restituzioni e dimostrando che
piccolo

più

frammento puô

essere di grande aiuto per la ricosti;

tuzione topografica délie cripte

infine egli a tutte queste in-

vestigazioni aggiunse V infaticabile esplorazione dei più reconditi

nascondigli délie catacombe. Gli sforzi

si

concentrarono
stati evitati

principalmente nei luoghi più devastati che erano
dagli antichi esploratori;

imperocchè
le

il

dotto archeologo sopreci-

steneva con sicurezza che

venerabili

tombe dovevano

samente nascondersi sotto

le

macerie precipitate dalle grandi
Il

aperture délie scale e dei lucernari.

successo corrispose pie-

namente
tavano

a'

suoi desideri ed a quelli degli eruditi che lo aiu-

e lo

incoraggiavano. Questi scavi, proseguiti per qua-

rant' anni, ci
ai

hanno dato
si

i

più preziosi monuraenti
tre

;

e

mentre

tempi dei Alarchi

conoscevano appena

cripte sto-

riche, noi

ora ne possediamo più di quindici.
a

Sarebbe superfluo dimostrare
perte abbiano fatto giungere
e quali progressi le
la

quale grado queste scodell'

scienza

archeologia sacra,
loro importanza

abbiano procurato.

Ma

la

La religione e la storia ne hanno approfittato ancora più imperocchè se le cripte, ornamento délie catacombe romane, sono tanti centri restituiti alla pietà, le loro antiche pareti, i loro marmi spezzati sono come un libro aperto, nel

non

si

fermô
;

li.

quale leggiamo a caratteri monumentali

la

narrazione autentica
il

e gloriosa délia lotta tre volte secolare da cui

Cristianesimo
il

usci trionfante per estendersi

ovunque

e

dominare

raondo.

INTRODUZIONE
Aile persecLizioni del

2

1

primo secolo

délia

Chiesa

si

riferi-

scono

le

insigni scoperte fatte nei

cimiteri di
l

Domitilla e
di

di

Friscilla.

Nel primo

si

sono ritrovate
Domiziano.
di

e

memorie
ci

Nereo
iii-

cd Ach ineo, e quelle dei primi Flavi cristiani
sospettosa crudeltà di
Il

sacrificati dalla

secondo

ha dato,

sieme

aile
il

numerose memorie

un' epoca prossima all'apol'

stolica,
tire

sepolcro di Acilio Glabrione,

illustre

console mar-

dell'anno 95.

Ed

a questo période appartiene pure l'ipogeo

di

San Nicomede

sulla via

Nomentana,
del

di cui testé si è

comla

piuta r esplorazione.

Aile violenze incerte ed illegali

i

secolo succède
la

regolare persecuzione inaugurata da
cessera che ai giorni di Costantino.
di

Traiano,

quale

non

Come

ricordi del

regno
tribuno

Adriano abbiamo

la

tomba
pi ù

di

Ermete

e quella del
dell*
si

Quirino. La persecuzione,

féroce ancora,

imperatore
rispecchia
la

filosofo che ordino le stragi degli anni

164

e

177
e

nelle

venerande cripte
dei

délie

due
,

eroine: Félicita,

nuova

madré
naro
il

Maccabei, e Cecilia
;

V

ornamento
ci

la

gloria del

patriziato cristiano

e di esse
di

pure

parla

il

sepolcro di

Genper-

primogenito
insign i

santa Félicita.
ci

Le

tombe

dei papi sull'Appia
e su quel
di

ricordano

le

secuzioni del
le iscrizioni

m

s ecolo;

marmi possiamo leggcre
di

contemporanee
Volusiano; e
le ai

Antero, vittima

Massimino;

di
ai

Fabiano, sacriticato sotto Decio; di Cornelio, condannato

tempi

di

giorni tremendi di Valeriano
II,

si

riferiscono
a'

invocazioni al papa Sisto

trucidato insieme

suoi diaconi presso Taltare.

Quest' ultima persecuzione

ci

è

ancora ricordata dalla cripta

d'Ippolito sulla via Tiburtina, délia quale Prudenzio in una
délie sue

più belle poésie

ci

ha tramandato una raagnifica
martire

dcscrizione.

E

cosi

poco

lungi

dalla

basilica

délia

gloriosa

délia via

Nomentana,

forse sacrificata ancor essa durante que-

sto periodo, è tornata di
s orella di latte_

nuovo

alla luce

la cripta
il

délia

sua

Emere^iziana, hattezzata con

proprio sangue

sulla

tomba

di

A^nese.

k

22

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
La
via Flaminia
ci

ha

restituito

il

suo unico santuario,
II,

la

cripta di

Valentino, decapitato sotto Claudio
il

monumenta
coUina sotto

tanto célèbre che diè perfino
la

suo

nome
1'

alla

quale

si

estende

il

cimitero e ad una porta
di

délia città.

La persecuzione

Diocleziano fu

ultimo atto di questa

lunga tragedia; e ad essa appartengono oltre a moite tombe
di martiri sconosciuti,

quelle di Pietro e Marcellino sulla via

Labicana, del papa
e d'Eusebio nelle

saPx

Marcellino sulla via Salaria,
di

di

Caio
di

catacombe

Callisto e

anche

l'altra

Marco

e

Marcelliano

sull'Ardeatina.
di

Magnifica raccolta

monumenti

è questa senza dubbio,
le

ma

che dovrà sempre aumentare per

moite

altre cripte

che
ci-

restano ancora da esplorarsi; giacchè ogni antica via, ogni

mitero ne nasconde ancora

fra le

sue rovine. Presto,

come

è da

sperare, questi gloriosi trofei dei nostri predecessori nella fede

saranno

resi alla

scienza ed alla pietà;

ma

intanto la

Commisil

sione di archeologia sacra prosegue sempre con zelo

suo

cômpito e gli scavi annuali da essa eseguiti

producono spesso

nuove ed importanti scoperte. E di questa nobile série di tombe io darô una compendiosa descrizione nel présente volume che sarà una guida pratica délie catacombe romane; ed in esso farô conoscere
la

topografia di ogni cimitero,

i

suoi martiri ed

i

suoi

monutrat-

menti principali.
Dei documenti da consultare per questo studio ho
tato

nelTintroduzione

générale

d'archéologie chrétienne, alla

mia opéra: Eléments quale rimando il lettore che desidélia
(').
I

derasse più ampie
antichi
Cale?idari,
e gli e
i

informazioni

principali

sono:
il

gli

Martirologi, gli Atti dei martiri,

Liber
in

Po)itificalis

antichi Itinerari.

Questi

Itincrari,

scritti

parte sul posto

da testimoni oculari, hanno per noi
;

una
di

spéciale importanza

giacchè furono composti per essere

guida

ai

pellegrini, e ci forniscono

particolareggiate indfta-

(i) V.

Marlcchi,

Elinicnts

d'

Arcbiol. chrèL:

Notions générales,

pag.

XV segg.

INTRODUZIONE
zioni
a
siilla

23
a destra o

situazione dei cimiteri, designandoceli
délia
via, nella

sinistra

direzione di nord o di sud; sulle
si

tombe

dei niartiri

e

i

luoghi ove esse
in

trovano, se in una

cripra, in

un oratorio,
indicarci
il

una

basilica; e talvolta

ancora ven-

gono ad

numéro

dei

gradini che bisogna discen-

dere per giungere a quelle tombe. Contuttociô talvolta queste
indicazioni sono vaghe e poco esatte; e
le

confusioni stesse
talvolta

provano che
li

gli

anticlii

videro

i

monumenti ma
e

non

compresero bene('). Dal confronto poi
Essi

dalla collazione

di questi diversi Itincrarî si

verità.

puo ricavare una prova délia loro seguono un ordine topografico diverse: gli uni
Flaminia percorrendo
altri
si

vanno
in

dalla via Aurélia alla porta
1'

la

via Portuense,

Ostiense, l'Appia ecc; gli

dirigono
alla

senso opposto andando cioè dalla via Flaminia
ecc, fino a tornare
al

Sa-

laria
di

Vaticano.

lo pubblicherô a piè
il

pagina, innanzi alla descrizione di ogni cimitero,

rela-

tive testo di questi liinerari (').

Gli

archeologi

che

studiarono

le

catacombe romane,

a

cominciare dal secolo xvi, ebbero appena conoscenza

di questi

documenti. Bosio studio
Aili e

le

catacombe

dietro la scorta des[li

dei Martiroloç^i; soltanto verso la fine délia
di Giii^liclmo di

sua vita

conobbe Y Itinerario
grado
il

Mahncsbury. Boldetti, mal-

suo metodo sbagliato, fece pure qualche scoperta nei

cimiteri suburbani,

ma non
che
il

usô dei documenti topografici.
il

Il

P.

Marchi nel secolo xix
Itincrari

fu

primo che comprese
la

il

valore

di questi
délie

de Rossi chiamô
niartiri e

cbiave topografica
egli
si
il

tombe siiburbanc dei

dei papi (-):

servi
testo

molto deir Itimrario

di Sal^bourg,

ma non

ne conobbe
di

migliore scoperto poi dal de Rossi nella biblioteca

Vienna.

Spetta a quest' ultimo l'onore di aver stabilito definitivamente
per

mezzo
(1)

degli Itinerari la topografia délie

catacombe ropa-

Noi ne abbiamo dato degli esempi
Uiiierari tu data

iielle

Xotioits générales,

gina xxviii dell'opera citata.
(2) Di questi primo volume (5)

una edizione accurata

dal de Rossi

nel

délia Roihu sottcrrauca, pag. 17^ sgg.
I.

Roina

50//. t.

pag. 148 segg.

24

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
il

maiie, principahnente délia via Appia, ove anche

confuse

i

cimiteri di Pretestato, di Domitilla e di
di

P. Marchi San Seba-

stiano con quelle

San

Callisto.

Da
le

questi Itinerarî possiamo eziandio ricavare che tutte
si

catacombe romane
il

estendevano

in

una zona

fra le

mura
subur-

délia città e

terzo miglio dalle porte.
essi

V erano

dei cimiteri

più distanti,
bicari.

ma

appartenevano piuttosto

a villaggi

La

cinta poi da cui segnavasi la distanza
di

non

era quella

di

Servie Tullio, bensi quella

Aureliano (270-275) comla cinta attuale (').

piuta da Probo, di cui parla Vopisco, cioè

Ed

ora siccome noi visiteremo
le

i

cimiteri

nell'

ordine to-

pografico délie vie lungo
sarà inutile
il

quali essi erano situati, cosi

non

dire qualche

parola

su

queste vie suburbane

deir antica

Roma.
romane,
seconde
Dionigi
délia
d'

Le
i

vie

Alicarnasso,
di

erano
unita-

più meravigliesi

menumenti

civiltà

Roma

mente agli acquedotti ed aile cloache. Prima esse furono sotte immediata sorveglianza dei censori, quindi di magistrati speciali, curatorùs viarum, dei quali abbiamo il più antice ril'

cordo neir iscrizione dei ponte Fabricio

(a.

di

Roma

(392).

Si è dette che taie magistratura fu istituita da Silla, quan-

tunque da Svetonio sembrerebbe che essa
guste
:

fu

istituita

da Au-

A^va

officia

excof;itavit

.

.

.

curaiii
{').

opcniiii ptihlicoruni,

viarum, aquaruin, alvci Tiberis

.

.

.

E

forse queste parole

dei biegrale impériale devensi riferire ad

una semplice

rior-

ganizzaziene. In seguite

gli

imperatori,

come

censori, riten-

nere
si

1'

amministrazione générale délie vie;

e fine al secolo iv
ctirator viae
i

ebbero soltanto dei curatorcs speciali come

Fiaci

niiniac, viac

Aurdiae

ecc.

Nel v

e vi secolo,

menumenti

parlano délia carica di un praepositus, e cesl recentemente fu

rinvenuta

la

iscrizione di

un

praepositus de via FJainiuia.

Le

vie fueri délia

città,

quantunque

assai

strette

erano

(i) Cf.

Marucchi,
Aii^tist.
c.

Eh'niciits

d'Arcbcol.

chrèt.:

Notions générales,

pag. 56.
(2) Oclav.
37.

INTRODUZIONE
sempre più hirghe
vie
di quelle

25

interne di

Roma.

'In génère le

consolari erano per lo più a rettifilo e aile volte presenforti

tavano ancora

pendenze, corne nella via Appia presse
délie sostruzioni nella
vallata.

Albano ove furono necessarie
Il

lastricato era di selci
(crcpidiiies)
i

nel
cui

mezzo

e di ghiaia Çglarca) sui

marciapiedi

bordi avevano piètre

più aire

Qoniphi) che probabilmente servivano per montare a cavallo. Subito dopo
le

crepidini, a destra e a sinistra délia via su:
si

limite délie proprietà,

ergevano

le
la

tombe;

e le rovine di

queste
vie
la

ci

permettono

di

riconoscere
in parte

direzione délie antiche

anche quando sono

distrutte, corne

avviene per

via Latina. Eguale sistema fu tenuto per le vie secondarie

(divcrticiild)

che servivano ad unire

le

vie principali.

Spesso

a pochi passi dalle le tombe dei cristiani furono costruite tombe pagane; e da principio furono di piccola estensione

come

quelle,

ma

divenncro poi ipogei vastissimi specialmente

nel secolo

m

e nel iv,

quando principalmentt;
quali
il

si

svolse l'esca-

vazione sotterranea

(').
i

Tre sono
scere
la

i

documenti

ci

permettono
e
le

di

ricono-

topografia, la direzione,

nome

stazioni postali

délie vie

romane: V

Itiiicrario di

Antonino, del quale abbiamo

una copia
Jierario

del iv secolo fatta sopra

di

Bordeaux, lavoro
si

di

Costantino
la

porto a Roraa e

un documente del 11; l'Itiun pellegrino che ai tempi di quindi a Gerusalemme; infine
di

Cartel di Pciitiiigcr,

oggi nella biblioteca
al

Vienna,

il

cui
ri-

odierno esemplare appartiene
sale al iv

medio evo, mentre
non servono
al

essa

secolo.

Perô

le

indicazioni délie stazioni
le

nostro

studio délie catacombe
délie

quali

si

trovano tutte

in vicinanza

mura;

e ci
f

bastano quelle generali notizie topografiche
délie varie strade uscenti dalle porte deldi

che

ci

danno

nomi
di

Tantico recinto
corrispondenti

Servio Tullio e poi da quello
porte attuali.

Aureliano

aile

(^i)

Sopra

la

legalità dei primitivi

cimiteri cristiani

cf.

Marucchi,

Eh'nieiits iVArchcol. chrit.:

Notions générales, pag. 117 segg.

26
Le
vie

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
principali

che

uscivano dalle porte
le

di

Roma

e

suUe quali noi troviamo schierate

catacombe, sono

le se-

guenti cominciando dal settentrione, verso cui sono orientate
le

nostre carte, e andando verso levante

:

Flamiiiia, Salaria

(yecchia e nuovd),

Nomenta na,

Tibiirtma,

Lahicana,

Laiina,

Appia, Ardeatina, Osiiense, Portiieus e,

Aurcjiçij^

Cornejia.

Ed

ora,

dopo avère esposte
scopo
di

tali

nozioni preliminari, per-

correremo successivamente queste
da Roma,
allô

différent! vie che partivano

studiare le

catacombe nel loro ordine
al

topografico e

darne cosi un vero Itincrario

visitatore.

Co-

via Cornelia

minceremo perô il nostro giro andando poi verso
le

dal Vaticano (e quindi dalla
il

mezzogiorno, Aurélia, PorPietro.

tuense ecc), onde prender
cimiteriale quale è
il

raosse dal principale santuario
di

sepolcro

S.

^^^ASk^^é^

LIBRO PRIMO
I

Cimiteri del Trastevere.

W^^^^WWWW-^

IL

Trastevere venne racchiuso successivamente da quattro

rccinti di

mura.

Il

piïi

antico, del

tempo

dei Re, racchiu-

deva uno spazio
poH, suUa

assai ristretto, nel quale era

compresa VAcroMontorio) ed
Tra-

sommità
al

del Gianicolo (S. Pietro in
il

andava fino
stevere.
délia

Tevere;
fu
al

ponte Sublicio, eretto nei dintorni
al

deir odierno ospizio di S. Michèle, congiungeva la città

Se questo
si

l'

antichissimo recinto, perô

il

pomerio

città

estese

di

di

questi limiti e

si

venne gra-

datamente allargando.
Il

recinto di Aureliano, costruito nel ni secolo dell'cra cri-

stiana,

ebbe per
al

limiti nel
la

Trastevere,

al

nord

la

odierna porta

Settimiana,

sud

porta Portese.

Comprese dunque una
si

parte del Trastevere

ma non

quella ove

trova

il

Vaticano; e

questa non
IX secolo,

fu

incorporata nel recinto délia

città

prima del
città

allorchè

Leone IV

edificô

la

piccola

che

ebbe

il

suo nome, Civitas Leoniana. AUora perô fu

lasciata

fuori tutta quella parte che

forma oggidi

la via

délia

LunLeo-

gara, tra porta Settimiana e la porta di S. Spirito.

Infine

Urbano VIII,
la

nel secolo xvii, collège

la
il

città

nina e l'antico Trastevere; ed allora fu costruito

muro che

racchiude

zona corrispondente
la

alla via délia

Lungara.

Nell'epoca impériale,

regione del Vaticano era occupata
.edifizi.

da giardini,
e dei

ville
la

e pubblici

Lo

traversavano délie vie,
Il

ponti

congiungevano
il

al

campo Marzio.
rovine presso
1'

più

an-

tico
di

ponte era

Trionfale, chiamato
si

dopo pons Neronianus,
ospedale
di

cui fino al

1872

videro
il

le

S. Spirito;

aveva

di fianco

ponte Elio o d'Adriano, ancora

esistente.

del

Prima di Aureliano non vi era alcuna cinta sulle sponde Tevere; ma il campo Marzio era in piena campagna e

30

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

veniva tagliato dalla via Trimnphalis che partendo dalla porta
Trionfale (presso piazza Montanara), passava
dirigeva per
il

il

Tevere
la via

e

si

Vaticano verso monte Mario e andava
via Flarainia.

a ri-

congiungersi
rélia

alla

A

poca distanza,
di

nova usciva dalla porta Aurélia (piazza
si

ponte

S.

AuAn-

gelo) e
velus,
la

riuniva fuori délia porta Cavalleggeri alla via Aurélia

cht veniva dalla porta Gianicolense (S. Pancrazio). Tra
il

via Trionfale e la via Aurélia e presso

circo di Caligola
si

e

l'obelisco che quivi sorgeva, passava la via Cornelia. Ivi
i

estendevano

giardini

di

Agrippina, madré di Caligola, po-

scia appartenuti ad Agrippina,

Domizia, che Nerone riuni in
questo circo
di

madré di Nerone, e quei di una sola magnifica villa. E

Caligola non deve confondersi con quell'altro

meno
nord

conosciuto, cioè col circo di Adriano, che trovavasi a
del

mausoleo
la

di

Adriano (Castel

S.

Angelo).

Il

posto
la

occupato dalla
Cornelia e

basilica di S.

Pietro corrispondeva tra
gli ////z^rari

via

Trionfale; anche
e

indicano
»,

la

tomba
«

dell'apostolo tanto

iuxta

viam Corneliam

quanto

iuxta

viam Triumphalem ». La via Aurélia vêtus cominciava dalla porta Gianicolense {S. Pancrazio) e passava un poco a destra délia chiesa di S. Pancrazio, dopo il biforcamento da cui si partiva la via
Vitcllia.

Quando Aureliano
del Tevere,
si

estese la cinta di
al

Roma
di

fino alla

sponda

edifico di rimpetto

ponte

Adriano

un'altra porta, da cui partiva la via Aurélia nova, e che nel

medio evo

fu

chiamata porta
dello

S. Pétri.

E

probabile che vi sia
dall' altra

stata un' altra porta

stesso

nome
le

parte del
le

ponte Trionfale.
altre indicazioni

A

questo riguardo perô sono assai dubbie
plante di

che somministrano

Roma

antica.

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CAPITOLO
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\/ATTrAMn

é

^^
vittimc délia persecuzione inaugurata da
i

prime LEdopo
circo di
ei

Nerone

r incendie del 64, di cui fece accusare
di

cristiani,

furono certamente martirizzate nei giardini
il

Nerone, presse
(<

Caligola. Tacito lo afferma scrivendo:

Hortos

suos
dei

spectaculo

Nero

obtulerat

» (^).

Esse furono

le

primizie

martiri délia Chiesa
il

romana

e

con queste ebbe origine
eravi allora

probabilmente

cimitero del Vaticano C). Già

(i)

Cominceremo

qui a mettere a piè di pagina

il

testo degli an-

come continueremo Itinerario di Salihourg: «Et sic poi per tutte le altre vie suburbane. intrabis via Vaticana donec pervenies ad basilicam beati Pétri, quam Constantinus imperator totius orbis condidit, eminentem super omnes eccletichi hinerari dei pellegrini relativi a questa regione,

sias et

formosam,

in
S.;.

cuius occidental! plaga beatum corpus eius quie-

scit».

De

civitatis iuxta

Martwutn: « Primum Petrus in parte occidentali viam Corneliam ad miliarium primum in corpore quiescit,
locis

numéro pauco, in eodeni loco in tumbis quoque iuxta eandem viam sedes est apostolorum et mensa et recubitus eorum de marmore facta usque hodie apparet. Mensa quoque, modo altare, quam Petrus manibus suis fecit, ibidem est. Iuxta eandem quoque viam S. Ruffina, S. Secunda, S. Maria, S. Marius, S. Ambacu, S. Audafax et alii quamplurimi sancti iacent». Itinerario di Gtiet pontifîcalis

ordo. excepto

propriis requiescit. Ibi

glielmo di
et

Malmesbnry

:

«

Prima porta Cornelia quae modo porta
ecclesia beati Pétri sita est, in qua

S. Pétri,

via Cornelia. Iuxta

eam

corpus

eius iacet, auro et lapidibus parata.

Etenim nuUus hominum
ecclesia pausant. In

scit

rum sanctorum martvrum
tertia ecclesia sunt

qui in

eadem

numeeadem via

ecclesia altéra in qua requiescunt sanctae virgines Rufina et Secunda. In

Marius et Martha et Audafax et Abacuc lîlii eorum ». Tacito, Ann. XV, 44. (3) Non ci fermeremo qui a confutarc di nuovo la strana sentenza del Pascal che difende Nerone ed accusa gl' innocent! cristiani dell'incendio di Roma. Questo libro è stato giustamente riprovato e confutato dalla maggior parte dei critici. Si vegga il Kuoi'O Bull, di arch. crist. (ic)00, n 5-4) cd il suo supplemento « L'incenJio Neroniano e le sue font! storichc ».
(2)

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
nelle vicinanze
delhi villa impériale

visa dai

circo detto
;

anche
i

di

una vera necropoli, Xerone per mezzo délia

di-

via

Cornelia

gli

addetti e

liberti délia

famiglia impériale ave-

vano qui\i
lombari.

i

loro sepolcri, essendosi

ivi

trovate

numeros-j
di

iscrizioni sepolcrali

pagane

di

quel

tempo ed avanzi

co-

E Lampridio

narra che Eliogabalo volendo ingran-

IL
dire
circo,
fu

CIMITERO DEL VATICANO
obbligato
di

il

distruggere parecclii di questi

sepolcri (').

Non possiamo
raneo o aU'aperto;

sapere se
cc^rto è

il

cimitero cristiano fu sottersi

che nel Vaticano non
i

trovarono

mai

gallerie sotterranee e che
stati

monumenti
la

superstiti

sem-

brano essere

piuttosto alla superficie del suolo.
sia délie
la

Ma

checchè ne

sue origini,

vera storia del cimi-

tero comincia

con
fatto

sepoltura di san Pietro. Altrove abbiamo

dimostrato

il

délia

venuta del grande apostolo in
(").

Roma

c r autenticità del

suo sepolcro nel Vaticano

Di questa

autenticità

abbiamo prove

irrefragabili nel testo di Caio, prête

del

II

secolo, riportato da Eusebio (3), nel Calmdario Libcriauo

del secolo iv, nei più antichi martirologi, nei carmi di Pru-

denzio, nel Liber pontifcalis e in tutta

la

tradizione cristiana
ai

che
stri.

ci

accompagna

dall'

epoca più remota fino

giorni nosia

Dobbiamo

anche

ammettere

che

l'

apostolo
le

stato

martirizzato nel
dizioni collocano

medesimo
il

posto, perche

più antiche tra-

luogo del

martirio presso
il

quello délia
« iuxta

sepoltura.

«

Sepultus est », dice

Liber

poiitifîcalis,

locum
ticano
;

ubi crucifixus est, iuxta palatium
gli atti
»
;

Neronianum
martirizzato

in

Va-

apocrifi attestano che fu

«iuxta

obeliscum

ed un'altra tradizione aggiunge che ciô avvenne

«inter duas metas».
del circo di

La
le

parola «palatium» indica le rovine
«

Nerone;

metae

»

sono
1'

i

limiti

délie corse

nel circo; ora in questo luogo

non

esisteva altro circo che
obelisco.

quello di Nerone, nel quale

si

elevava

La

tradi-

zione del martirio
tarda; Bosio

di

san Pietro sul Gianicolo è di origine più
di

non pretese

troncare

la

questione,
il

ma
(''),

rico-

nobbe che

la

più antica tradizione è per

Vaticano
l'

Ciô che ha ^potuto ingannare

è stata

espressione

« in

monte

»

creduta applicarsi

al

Gianicolo quantunque possa an-

(1) £/d!^. c. 22. (2) Eléin. d'arcb. chrél. v.
(3) Hist.
],

Notions ^éncr. pag. 7-12.

Eccl
sotl.

II, II,

25.
3.

(4)

Roma

Guida Calacombe romani-

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
che intendersi del Vaticano
raachia», ove
si
:

e cosl

pure
la

l'altra

délia

«

nau-

è voluto vedere

non

piccola

naumachia
il

del giardino di

Nerone,

ma

la

grande che esisteva sotto
è la chiesa di S.

Gianicolo, in quella

parte

ove

Cosimato.

Del

resto, quella parte del Gianicolo era occupata dalla for-

tezza,

ed è poco probabile che

vi si facesse
gli

una esecuzione:

perché queste corne riferiscono
si

Aiti di parecchi martiri,
città.

eseguivano fuori délie mura délia

Infine

puô

osser-

varsi che se
locis Ss.

uno

degli Itinerari âci peUcî^rini,

cioè quello de

Martyniiii,
di

non

fa

alcun cenno del luogo délia cro-

cifissione

san Pietro, mentre indica quello délia decapitaaile Tre Fontane, è questo un indizio vu secolo la tradizione del Gianicolo era

zione di san Paolo
per credere che
al

sconosciuta; e del resto era superfluo d'indicare in
ciale
il

modo

spé-

luogo délia crocifissione del principe degli Apostoli nel
si

Vaticano, poichè

confondeva con quello
:

délia sua sepoltura

che da

tutti si

venerava nel ^^aticano

«

Sepultus in \'aticano,

totius orbis veneratione celebratur » Ç).

Del resto mi occuquestione nel mio

pera di nuovo e più largamente
terzo
di

di

taie

volume

degli Ekinenti,
la

dove

trattero délie antiche chiese

Roma, descrivendo
Sulla
»,

chiesa di S. Pietro in Montorio.
eresse
fatto

moria

tomba di san Pietro il papa Anacleto cioè un oratorio corne spesso fu
le

una

«

me-

sulle

cata-

combe
si

(^).

L'area cimiteriale era assai piccola, perché quando
fondazioni délia
papale
basilica,
si

fecero

trovarono

a

poca
di

distanza dall' altare

colombari pagani. La

tomba

san Pietro

dovè

essere

una

piccola stanza costruita parte
l'

sotterranea e parte sopraterra, che avea

accesso dalla via
»

Cornelia e sulla quale sorgeva
cleto.
Il eh.

la

piccola

«

memoria

di

Ana-

Barnes che ha

scritto

un' importante monografia

(i)

609).

Sax Girolamo, De viris illustribiis I (P. L. t. XXIII, col. 607, Recentemente mons. Lugari. con raolta erudizione, lia voluto di,

fendere l'opinione favorevole
Pierre,
crist.

al

Gianicolo (Le

lieu

du crucifiement de saint

Tours, 1898). Risposi

ai

suoi argomenti nel

Kuovo

Bull, di arch.

1899, pag. 113 seg.
(2) Lib. poniif.

IL

CIMITERO DEL VATICANO
il

JD

SU questo argomento, confronta

scpolcro di S. Pietro con
la

una

délie celebri

.tombe délia via Latina, trovate presse
('). Gli altri papi,

basilica di S.

Stefano

da san Lino a san Vitsi

tore,

furono sepolti nel medesimo ipogeo. Negli Itincrari
« Petriîs in

legge:

parte occidentali civitatis iuxta viam Cor-

neliam, ad milliarium primum, in corpore quiescit, et pontificalis

ordo, excepto
a

numéro pauco
a
Priscilla

»

(cioè quelli che erano

stati

sepolti

S.

Callisto,

o a

S.

Lorenzo)

«

in

eodem
ficalis

loco, in tumbis propriis requiescit (").

riscontrasi la

Xel IÂb:r poiitimedesima indicazione. Délie antiche tombe
nuUa; esse furono
due successive
trovarono
fu
gli

dei papi

non

è rimasto

tutte demolite nei

lavori di costruzione délie

basiliche.

Kei

lavori

eseguiti nel xvi secolo,

si

avanzi

di

questi se-

polcri, la pianta dei quali

disegnata da Benedetto Drei e
Iiiscriptioiics (^).
ivi

pubblicata dal de Rossi nelle

Un frammento marmoreo
LIM\'S senza
babilmente
il

trovato recava

il

nome

di

alcun' altra indicazione; e questo era assai pro-

nome

di

san Lino papa, perché

ta!

nome non

comparisce quasi mai nell'antica epigrafia ed è dei tutto inverosimile che proprio
stato sepolto
li

accanto

al

piincipe degli Apostoli fosse
di

un

cristiano

qualunque

quel nome.

LIVIA NICAR.VS LIVIAEPRIMITIVAÏ
S0R.0R.1 PECIT a^V-AN-XX.linMVIlII
/iii'>

Xoi conosciamo pure due antichissime iscrizioni (ii secolo) che provengono dal cimitero Vaticano. Una fu trovata
(i) Cfr.

Barkes, Thi
locis Ss.

tuinh of St- Peter.

(2)

De

Martyriim.
t.

(5) Iiiscn'pt. christ,

II,

pag. 235.

36

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
xviii

sulla fine del secolo

ed ora

sta

nel

museo
pesce e

del

Louvre
le

a Parigi;

essa è incisi sopra

un sarcofago
del

e porta

ima-

gini

simboliche del

Buon

Pastore,

dell'

ancora

(v, pag. ^)^. L'altra, scoperta più tardi tra la chiesa di S.

Marta

e l'abside di S. Pietro, è scolpita sopra

un cippo

di

forma

IXGYC'ZUUNTœN
[UCIHIÀÎAMIATIBE

pagana,

ma

vi

si

legge
(il

1

iscrizione

certamente

cristiana
la

IX0rC
sono
tutti
i

ZCOXTCOX

pesce dei viventi), sotto
si

quale

figurât!
cippi,

due pesci che
trovasi ne!
di

dirigono verso un'ancora. Corne
cimiteio

questo doveva essere coUocato in un

esterno.
Il

Ora

corpo

san Pietro

museo Kircheriano. non rimase sempre
la

nel suo primi-

tivo

sepolcro.
c'

Durante
il

come
a

indica

Valeriano (258) Calendario FUocaliano, fu nascosto insieme
persecuzione
di

quello di san Paolo nella célèbre Platonia del

cimitero di

S.

Sebastiano. Più tardi fu riportato nel Vaticano e forse ciô
i

avvenne nel 260, dopo che
Chiesa sotto Gallieno
(').

cimiteri furono restituiti

alla

L'imperatore Costantino fece costruire
stolica
i

sulla

tomba apola

una grandiosa

basilica, di

cui

conosciamo

forma e
il

principali ornamenti.

Le

iscrizioni
ci

che ornavano
la

fondo

dell'

abside e l'arco trionfale
d'

furono conservate,
altre

prima dal

codice

Einsiedlen, la

seconda da

siilogi

epigrafiche.

(i) Elém. d'arclh chrct. Notions gêner, pag.

50-53.

Pmnta

délia Confessione di S.

Pietro, seconde Bcncdetto Drei.

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
L' iscrizione dell' abside era cosi concepita:

IVSTITIAE SEDES FIDEI DO.MVS AVLA PVDORIS HAEC EST Q.VAM CERNIS PIETAS Q.VAM POSSIDET OMNIS QVAE PATRIS ET FILII VIRTVTIBVS INCLYTA GAVDET

AVCTORE.MQ.VE SVVM
Quella deir arco

GEMTOREM LAVDIBVS AEQVAT.
:

trionflile

QVOD DVCE TE MVXDVS SVRREXIT IN ASTRA TRIVMPHAXS
HAXC CONSTANTIXVS VICTOR
Il

TIBI

COXDIDIT AVLAM.
il

Liber

poiitijicalis

aggiunge che Costantino fece ornare
vi

sarcofago dell'apostolo e

pose una croce
il

d'

oro, sulla quale

era incisa la seguente iscrizione,

cui testo fu trascritto

da

Pietro Mallio:

CONSTANTINVS AVG ET HELENA AVG HAN'C
• • • •

DOMVM REGALEM
.

auro décorant quam

SIMILI
(').

FVLGORE CORVSCANS AVLA
.

CIRCVMDAT

Siffatta

croce era probabilmente monogrammatica, impe-

rocchè

la

vera forma délia croce non era ancora in uso.
la

Dopo
crebbe in
polcri,
di

costruzione délia basilica,
il

il

cimitero sopra terra

estensione;

\'aticano

si

coprî d' edicole, di sevi

mausolei.
e
vi
i

Il

papa san

Damaso

esegul imporle

tanti

lavori

edificô

un

battistero,

allacciando

acque
il

che allagavano
battistero

sepolcri. L' iscrizione da lui
;

composta per

non parla afFatto di san Pietro ne cio deve recar meraviglia. Nel Vaticano era cosi nota la tomba dell'apostolo,
che

Damaso

crede superfluo di ricordarla; mentre nella Plasi

tonia deir Appia, ove eravi timoré che
délia translazione, stimo necessario
apostoli.

smarrisse
i

il

ricordo
dei

mdicare

nomi

due

Fra
ticano

i

più important!
ricordarsi

monumenti
i

di

questo cimitero Va-

devono

sarcofagi di Giunio

Basso

e

di

Anicio Petronio Probo. Giunio Basso mori prefetto délia

città

(i)

Supplemento
Vit.

di

de Rossi, Inscript,

christ.

Il,

pag. 200. Cfr, Lib.

pontij. in

Sylvestri.

IL-CIMITERO DEL VATICANO
poco dopo aver ricevuto
simbolici,
di
il

39
suo sarcofago

battesimo (559).

Il

trovasi ora nelle Grotte Vaticane ed è tutto ornato di bassirilievi

scène delTAntico e

Nuovo Testamento
moglie Anicia

(v.

pag. 46).
Il

mausoleo d'Anicio Probo
Nicole V,

(') e

délia sua

Proba rimaneva
fino a
délia

a sinistra dietro l'abside. Si

conservé intatto

ma

fu distrutto all'epoca délia costruzione
Il

nuova

basilica.

sarcotago
alla

si

vede ora nella moderna
dell' iscrizione
:

cappella délia Pietà insieme
nale.

copia
di

origi-

Ecco un brano rimarchevole

questa iscrizione

DIVES OPVM CLARVSaVE GENV PRAECELSVS HONORE FASCIBVS ILLVSTRIS CONSVLE DIGNVS AVO

TRAXSCEXDIS SENIOR DONATVS MVNERE CHRISTI HIC EST VERVS HONOR HAEC TVA NOBILITAS LAETABARE PRIVS MENSAE REGALIS HONORE
PRINCIPIS ALLOQ.VIO REGIS AMICITIA

NVNC PROPIOR CHRISTO SANCTORVM SEDE POTITVS LVCE NOVA FRVERIS LVX TIBI CHRISTVS ADEST.
(Cod. Vat. Ottohon.
iS6j).

Oltre a questi
glia impériale
Ivi

monumenti

vi

era

il

mausoleo

délia fami-

che stava ove oggi sorge

la

grandiosa sagrestia.

nel IV secolo fu sepolto Valentiniano II, e più tardi Maria
di

moglie

Onorio

e figlia di Stilicone
«

(m. 423),

di cui

Paolo

Diacono

(^) ci

dà l'ubicazione,

iuxta B. Pétri apostoli, in

mau-

soleo ». Esso fu ritrovato socto Paolo III (1544); ma il ricco tesoro che quivi si racchiudeva, fu barbaramente disperse. Il

Bosio perô ce ne ha lasciato una importante descrizione

(-').

Al

VI secolo appartiene la
la

tomba

gloriosa di san Gregorio

Magno con

bellissima iscrizione, ove questo papa è chia-

(i)

Q.uesto personaggio copri un'alta carica nella corte dell'impera-

tore Onorio.
(2) Historia miscell.
I,

xiv (P. L.

t.

XCV,

col.

955).

(5)

Roma

sott.

II,

7; Cfr. de Rossi, BnUelt.

1863, pag. 55-56.

40
mato
trici
;

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
console di
al

Dio per

le

pacifiche sue conquiste civilizza-

vu, quelle di Cedwall, re dei Sassoni, raorto a
del Beda, era

Roma
(').
il

ove,

al dire

venuto per ricevere

il

battesimo
I

Nella seconda

meta

del secolo viir, Paolo
S.

converti

mausoleo d'Onorio
tina.

in cappella onoraria di
al

Petronilla,

il

cui corpo era stato trasportato

Vaticano dalla via Ardea:

La

primitiva iscrizione diceva

AVRELIAE

PETRONÎLLAE
;

FIL

DVLCISSLMAE
il

Essa è oggi perduta
scritto di Pietro

il

de Rossi ne ritrovô

testo in

un manoiMarco

Sabino (xv sec) nella biblioteca
che

di S.

a

Venezia
Il

(^).

Liber pontificalis
II,

dice

nel

sec.

ix

(sotto

papa
il

Sergio

846),

la basilica fu

profanata dai Saraceni. Forse
fino
allora,

sarcofago di san Pietro, visibile
quei giorni di pericolo.

fu ricoperto in

Ed

infatti,

su questo importante

mo-

numento, non abbiamo più

notizia alcuna dal ix secolo in poi.
al se-

Délia antica basilica Costantiniana conservata, fino
colo XVI possediamo diverse descrizioni
e scenografie

fatte

da

xv e xvi College presso Windsor
scrittori del
ail'

secolo. In
fu
al

un manoscritto dell'Etonanche scoperto un disegno che
al

rimonta
ad

xi secolo

o

più tardi

principio del xii

(-'').

Il

padre Grisar
oltre

l'illustrô nella Civiltà Cattolica ("). Sifflitto
ci

disegno,

altre particolarità,

mostra nel musaico délia facanimali simbolici dei
si

ciata r

Agnello divino

tra gli

quattro

Evangelisti. Negli angoli inferiori del timpano

vedono due
nell'atrio,

pavoni in bronzo difterenti da
a lato

quelli
la

che stavano
fontana
délia

délia célèbre

pigiia

presso

purifica-

zione.

Tra

le

posteriori scenografie noverasi la pittura délie
1'

Grotte Vaticane, rappresentante
sezione
dell'

esterno délia basilica e

la

interno.

(i) Cfr. la sua iscrizione, Elêiii. d'arch. chrèl. Notions gciicr. pag. 241. (2)

Cfr. Bail.

1865 pag. 46; 1879 pag. 12 seg.
of aiicienl Rome,

(3) Cfr. (4)

MiDDLETON, Renmints
1895, ^^sc.
I,

1892.

CiviJlà catt.

pag. 202

seg.

IL

CIMITERO DEL VATICANO
e saggi
di ricostruzione
fatti

4I
dal

Dai più recenti studi

Muntz, Geymùller, Lanciani, DeRossi('), Garrucci, Mignanti,

Brewer

(^),

Morier

e

Barnes,

ci

possiarao fare un' idea

ab-

basranza esatta dell'antico santuario. Esso costitiiiva un
raviglioso
rausaici
;

mc-

museo

di

reliquie,

d' iscrizioni,

di

sculture e di

ogni altnre aveva una storia e ricordava un qualche
barbara distruzione che
I

storico avvenimento.

Corne lamentare abbastanza
ha privato
spersi,
altari
i

la

ci

di tutte queste ricchezze ?

monumenti furono

di-

sarcofiigi nascosti

senza alcun criterio nei moderni
délie iscrizioni smarrite.
il

e la
in

maggior parte

Fortuna-

tamente

mezzo
;

a tante devastazioni,

sepolcro disanPietro
si

rimase intatto
basilica, si

e

quando
di

nel

xvi secolo
1'

démoli

1'

antica

ebbe cura
si

conservare

altare e la confessione.
il

Ma

allorchè

voile in seguito edificare

nuovo
;

altare,

i

lavori di fondazione arrecarono ulteriori danni

si

apri allora

un foro

a

traverso
d'

i

rottami e

si

potè vedere per un

mo-

mento
dell'

la

croce

oro coUocata da Costantino sul sarcofago
délia scoperta, vi ac;

apostolo.

Clémente VIII avvertito
ai

cedette insieme

cardinali

Bellarmino ed Antoniano
il

egli

aveva

1'

idea di proseguire gli scavi e sgombrare
di suscitare

sepolcro,

ma temendo
vi fosse

polemiche nel caso che nulla più
le

rimasto délie sacre reliquie, lasciô
il

cose nello stato

primitivo, e fece riempire
materiali Q).

cavo con una grande quantità di
descritto dal Sarti

Lo

stato attuale délia confessione fu

e dal Settele (1840).

Recentemente
(") e nel

il

padre Grisar ha fatto

dellc ricerche

i

cui risultati ha pubblicato nel

XII tomo

degli

Studi di storia
dcl

e diritto

tomo

I délia

sua opéra I papi

mcdio evo (^).
(1) Inscript, christ. II, pag.

229.

(2)

The Builder,

v.

LXII, 1892.
tempti
Faticani,

(î) Cfr.

BoNANNi, 'Nnmismata
di

pag. 149;
1776.

Borgia,

Vaticana confessio B. Pétri principis Apostolorum,
{4) ())

Romae,

Le tombe apostoliche
Pag. 400 seg.

Roma, 1892.

42
Il

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
sarcofago trovasi sotto
l'altare papale,
alla

ma

invece di corè situato

rispondere

esattamente in mezzo

basilica,

un

poco a

destra, e ciô

prova che

1'

architetto délia basilica

stantiniana nella sua costruzione,

Codovè tener conto d'un moIl

numento più
al

antico

che non poteva toccare.
il

che indur-

rebbe a credere che

corpo

di

san Pietro fosse già ritornato
di

suo primitivo sepolcro prima
porta di bronzo dirimpetto

Costantino. Oltrepassata
statua di Pio VI, vedesi

la

alla

una piccola caméra oblunga, terminata da nicchia od abside,
con r imagine
in

musaico del Salvatore (xin secolo), e degli

apostoli san Pietro e Paolo (xvii secolo).

Nel ripiano

di

questa

cameretta, sotto l'altare, scorgesi
cui

1'

apertura d' un pozzo presso
spediti agli
arciil

sono conservati

i

palliî

prima d'essere

vescovi. Gli Ordiiiei romain del

medio evo narrano che

papa, nel giorno délia testa di san Pietro, ritirava da questo

pozzo un incensiere postovi V anno précédente, divideva
boni
tra
i

i

car-

presenti e vi rimetteva

un
«

altro incensiere.

Le per-

sone che desideravano possedere degli oggetti che avessero
toccato
il

sepolcro dell'apostolo,

memoriae apostolorum
che
essi
tali

»,

ottenevano che

vi fossero calati quelli

presentavano.

Nel
silica di

IV secolo

Rufino

domandô

reliquie per

una ba-

Calcedonia; e san Gregorio

Magno

ne parla nelle sue

lettere; e cosl
le

una iscrizione

délia basilica di Cartagine

numera
III

niemoric che essa possedeva. Tutte queste

costumanze sono
di

ricordate

nel Lihcr pontificalis nella

biografia

Leone
tu
;

(viii secolo).
Il

pavimento

délia

caméra
di

délia

Confessione
d'
l'

sempre
ri-

molto ornato. Una volta era
délia tiara, délie chiavi e délia

lamine

argento

ora è

coperto di bronzo dorato rappresentante

imagine délia croce,
dei quadrati forl'a-

colomba.

Uno
risale
»

mati dalle braccia délia croce è uno sportello che chiude
pertura del pozzo.
(xvii secolo).
Sifï:itta

decorazione

a

Innocenzo

X

La
il

« fenestella

confessionis

fu ornata da In-

nocenzo

III (xiii secolo). Il sarcofago dell'apostolo corrispon-

derebbe sotto

piccolo pozzo dietro l'altare che fece erigere
nella cappftlla sotterranea délie Grotte.

Clémente VIII

IL

CIMITERO DEL VATICANO
il

43

La

cattedra di san Pietro è

più importante ricordo delil

r apostolo

dopo

il

suo sepolcro. Seconde
a qucsto fatto
di

de Rossi, cssa fu
egli qui

trasportata nel Vaticano dal papa
costrui
il il

Damaso, quando
si

battistero; c
il

riferirebbe,

secondo

dotto archeologo,

carme

Damaso

registrato nelle Sillogi:
lavacruni
.
.

Una

Pétris sedes,

unum verumquc

Ma
che
la

ciô

non puo

afFatto dimostrarsi;

ed è anzi più probabile

cattedra lignea dell'apostolo, per la cui autenticità abfosse, in origine, nel cimitero di Prifi

biamo gravi argomenti,
scilla,

dove

forse era in venerazione

no

al vi

secolo, e più
(').

tardi fu

probabilmente trasportata nel Vaticano
la

Si

è cre-

duto che questa fosse
Pudenti, cioè
la

sedia stessa donata a san Pietro dai

sedia curule di

Pudente
la

;

ma

questa è una
se-

congettura arbitraria espressa per
colo dal
trario

prima volta nel xvii

Febéo ("). Si é anche negandone l' autenticità;
vi si
di

assai esagerato nel senso cone

cosi lady

Morgan afferma
Rossi
la
la

che r iscrizione che

legge era araba e che conteneva

una professione
studiare
a

fede

maomettana.

Il

de

potè
fece

tutto suo agio nel

iS6j quando Pio
del

IX

rimuovere dal monumento appositamente costruito da Alessandro VII ed esporla nella cappella
costatô che la cattedra attuale

Sacramento. Egli

non ha

affatto la

forma
essere

délie

antiche sedie curuH; essa
costruita

è bizantina

e

deve

stata

dopo

il

vi secolo.
tutti

Vi sono perô incassati quattro o
questo
è

cinque frammenti

corrosi; e

tutto

ciô,

che

(i)

Su questo argomento ho pubblicato
crisl.

teste

un
tutti

mio
e

studio nel
si

Kiiovo Bull, di arch.

1901, n. 1-2, in seguito al quale credo

devra

modificare l'opinLone precedentemente tenuta da

da

me anche

seguita nell'edizione francese di questa Guida. Si vegga ciô che ne dirô
nella illustrazione del cimitero di Priscilla in questo stesso

volume.
si

Ad

ogni

modo
(2)

è

notevole che in un Itinenirio del secolo

vn

indichi nel

Vaticano una Scdcs Apostoloruin.

Phoebeus, De

idcnliLitc cathedrac in
cl

qua

Sdiiclns Pclrus

Romac

pri-

mum

scdit,

d

de anliquitale

pracstantia soUmnitatis Cathedrac Romaitac,

Romae,

1666.

44

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

rimarrebbe délia primiti va cattedra.Le decorazioni sono d'avorio
e di stile classico e rappresentano le fatiche d' Ercole
;

queste

non sarebbero State
esse

lasciate se la cattedra fosse stata primitiva
al

o

se avesse appartenuto

m

o

al iv

secolo;

al

vu secolo invece
Il

non potevano avère
vi
si

più alcun significato pagano. Inoltre

non

è rinvenuta alcuna traccia d' iscrizione araba (').

risLiltato

degli studi del de Rossi è stato favorevole in fondo

all'autenticità di

una qualche parte almeno del sacro cimelio.

Parimenti
alla statua di

si

sono

fatte le più svariate

congetture riguardo

san Pietro. Gli uni hanno voluto vedervi un Giove
ipotesi inammissibile, perché da

trasforraato

;

un Giove nudo

non poteva
fosse fuso
di Filippo
il

farsi

un
;

S. Pietro

drappeggiato a

meno chenon

si

bronzo

ma

essa

nemmeno puo
il

attribuirsi ai

tempi
la

(m

secolo), corne credeva
al

Bartolini ('). Altri

fanno rimontare solamente
essere questo un

lavoro dei

medio evo (3). Il Torrigio asseri tempi di Leone I (v secolo) (*).
perché nel

Quest'opinione è

assai verosimile,

monumento puô
stile; onde Bunsen Q).

riconoscersi ancora

una reminiscenza dell'antico
san Leone
Attila,

essa fu accettata anche dai dotti tedeschi Platner e

Puo

essere che

I

facesse fare questa statua
si

dopo aver discacciato
razione di

imperocchè

sa

che dopo

la liberi-

Roma,

egli

manifestô verso san Pietro una viva

conoscenza. Si credette che fosse autore délia statua un
bizantino, basandosi sopra una iscrizione greca che
dell' Itiuerario
d'
1'

artista

autore

Einsiedein
si

vide

IN

IGONA

SCI PETRI.
di

Questa

iscrizione perô

riferisce

ad una statua

san Pietro

(i) Cfr.

dette perô di poter

DE Rossi, Boll. iSby, pag. 33 seg. Mous. Duchesne non creammettere tutte le conclusioni del de Rossi su questa
di hroiixp
del

cattedra. Cfr. Origines du culte chrétien (i" ediz.) pag. 268, net. 3.
(2) Délia celebratissima statua

principe

degli

Apostoli,

Roma,
(3)

1867, pag. 9

WiCKOFF,

Zeitschrift fiïr bildende Kunst,

1890, pag.

109 seg.

(4) Sacre Grotte

Valicane, pag.

126.

(5) Beschreibung der Sladt

Rom,U,
e

pag. 176-77; Cfr.
I2).
Il

Marucchi, Le

niemorie dei Ss. apostoli Pietro
Cattolica,

Paolo, pag.

p.

1875) riconosce pure

che questa statua

si

Grisar (Civiltà coUega ail' antica

scultura cristiana.

IL

CIMITERO DEL VATICANO
infatti
il

45
parla
in

venerata a Pavia;
di

rimanente del

documento
fu

quella citrà (').
nell'

La
di

statua del Vaticano era collocata
S.

origine

oratorio

Martino; qiiindi
:

trasportata

nella cappella dei Ss. Processo e Martiniano

e poi le

venne
II

assegnnto
questa
la
l'

il

posto attuale da Paolo V. Alcuni credono essere
in

statua ricordata

una

lettera di

Gregorio

a

Leone
papa
che
sato.

Isaurico (^).

L' imperatore avendo minacciato

di speil

diie dei soldati per distruggere T
gli

immagine

di

san Pietro,

dichiarô che

il

popolo

1'

avrebbe saputa difendere

e

egli

non rispondeva del sangue che potrebbe essere verE non è assolutamente provato che qui si tratti di una
in

imniagine différente da quella
statua

bronzo ora venerata. L'altra

marmorea
e
le

di

san Pietro, che trovasi nelle Grotte Va-

ticane, è un'antica statua consolare a cui
la testa al

sono

state

cambiate

braccia in un' epoca relativamente récente, forse

principio del Rinascimento.

Una

volta vedevansi un gran

numéro

d' iscrizioni

nel ciraire-

tero e nella basilica.

Ora

di

parecchie centinaia

non ne
I

stano che una

trentina.

A

parte

quella di Adriano

G)

e

quelle dei sarcofagi, tutte

le is:rizioni

délia basilica superiore
altre

rimontano piuttosto

al

secolo xvi.

Le

memorie sono
il

conservate nelle Grotte Vaticane
Si distinguono le Grotte nuove
di S. Pietro, e le Grotte vccchie

(").

che circondano

sepolcro
si

che sono più lontane e
Il

estenè
al
;

dono fino medesimo
e vi
si

alla

cappella del

Sacramento.

pavimento

livello di quello dell' antica basilica

Costantiniana

conservano ancora traccie del

lastricato del iv secolo.

(i) Cfr.

DE Rossi,
XII
(rP.

Inscripl. christ,

t.

II,

pag. 33.

(2) Epist.

L

t.

LXXXIX,

col. 519-20).

(3) Elém. d''arcb. chrél. Notions géni-r. pag. 249.

(4)

Una

descrizione più estesa di queste Grotte Vaticane
délia

si

darà da

me

nel III

volume

mia opéra francese Elém.
insigne
e

d'arch. chrél.

Ma

una

guida accuralissima a questo
pubblicata dal

monumento
in

verra quanto

prima

mio egregio am'co
di

collaboratore Rev. Dufresne, eco-

nomo

délia

Procura

S.

Sulpizio

Roma

;

e

ad essa

rimando

il

lettore.

46
La

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
parte centrale délie Grotte uiiovc
si

corapone délia capil

pella di S. Pietro, che

Clémente
si

\'III eresse dietro
in

cancello

délia Confessione.

Non

trovano

questa cappella

monual-

menti antichi ed

il

musaico

è del secolo xvii.

Dirimpetto

r ingresso havvi perô

il

sarcofago

di

Giunio Basso

di cui

ecco

una riproduzlone

:

IVX
VIII

.

IPSA

V C avi VIXIT'- ANKIS XLIi MEX II IX PRAEFECTVRA VRBIS XEOFITVS HT AD DEVM KAL SEPT EVSEBIO ET YPATIO COSS (a. ^59).

BASSVS

IL

CIMITERO DEL VATICANO
le

47

Al disotto dcir iscrizione
di

sculture
si
;

formano due ordini
il

scène: nella parte superiore
rra

vede nel mezzo
a

Salvadélia

tore

san

Pietro e san Paolo

destra

una scena

passione, cioè

Gesù innanzi
il

a Pilato, rappresentata in

modo

simbolico, a sinistra
di
la
i

sacrificio

d'Abramo

e la carcerazione

san Pietro; nella parte inferiore Giobbe insieme alla moglie quale gli porge un pane per mezzo di un bastone. Fra

due ordini
i

si

vede l'Agnello divine che

risuscita

Lazzaro,

moltiplica

pani e battezza.
più distante è affissa alla parete
la
1'

Un poco

iscrizione da:

masiana che ricorda

fondazione del battistero

CIXGEBANT LATICES MONTEM TENEROQ.VE MEATV CORPORA MVLTORVM CINERES ATQ.VE OSSA RIGABANT NON TVLIT HOC DAMASVS COMMVNI LEGE SEPVLTOS POST REQ.VIEM TRISTES ITERVM PERSOLVERE POENAS PROTINVS AGGRESSVS MAGNVM SVPERARE LABOREM AGGERIS IMMENSI DEIECIT CVLMINA MONTIS INTIMA SOLLICITE SCRVTATVS VISCERA TERRAE SICCAVIT TOTVM QVIDQVID MADEFECERAT HVMOR INVENIT FONTEM PRAEBET Q.VI DONA SALVTIS HAEC CVRAVIT MERCVRIVS LEVITA FIDELIS.
Nellc altre gallerie e nelle cappelle veggonsi parecchie
iscri-

zioni sepolcrali del iv, v e vi secolo, provenienti dal cimitero

che circondava

la basilica.

Alcune portano

la

data consolare.

BENEMERENTI IN PAGE PROCLO Q.VI BIXIT ANNVS XVI DIPOSITVS VI IDVS OCTOBRIS DD NIs^ HONORIO AVGVSTO VIII ET THEODOSIO ce SS

^^J
[An. 409).

48

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
HIC REQ.VIESCET IN SOMNO PACIS MALA Q.VI VIXIT ANNOS XXXVIIII M V D V ACCEPTA APVT DEVM IV IDVS IVNIAS AETIO CONS
(An. 452).
(I)

+

LC lOHAXXIS ALICENSiî
SE VIBO

CONPARAVIT

PC VIATORIS
(An. 496).

HIC REQVIESCIT CATELLVS NO QVI VIXIT ANN PL M X DEP IN PA AVIENO IVN VC CON

(An. 502).
Il

de Rossi osservô che queste due ultime
la

iscrizioni,

ben-

chè abbiano

forma

di

iscrizioni

sotterranee,

provengono

daU'antica basilica Vaticana (^).

+

PL

MAXIMO VC

CONiu/e

CON'CESSVM LOCVM PF ROME EX TRB VOLVP ET CON'IVGI EIVS lOHAX PAPA HORMISDA ET TRA PRAEPST BASC BEATI PETRI
(An. 525).

(3)

Al medesimo tempo deve
sepolcrale,

risalire

la

seguente iscrizione
separazione
dei

che

ci

dà una prova délia

due

sessi neirantica basilica.

IN

AD SANCTVM PETRVM APOSTOLVxM ANTE REGIA PORTICV COLVMNA SECVNDA Q.VOMODO INTRAMVS SINISTRA PARTE VIRORVM LVCILLVS ET lANVARIA HONESTA FEMINA

^^^
(i)

Bosio,

Roma

sott.

II,

8.

(2) Inscript, christ. II, pag.

407-411.

(3) Praepositus hasilicae Beati Pétri.

IL

CIMITERO DEL VATICANO
iscrizione

49
non
è stato

Il

testo originale di quest'ultima

ritrovato (').

La

segueiite
al

iscri/ione

sépulcrale délie Grotte

Vaticane

fu

trasportat;i

museo

del Laterano:

PRIVATA QVE VIXIT ANNIS C^ LUI MESES VIII DIES •3' II 0' DEPOSITA Sf EST ^ IIII NONAS FEBR BENEMERENTI IN FACE DECENTIO }^ ET PAVLO CONSS E^
• •

(An. 552.

-

Mus. Lai., XXII,

2).

Lo

stesso

museo possiede
al

il

calco

d'

un' altra
il

iscrizione
di

che è stata lasciata
Belisario:

Vaticano e che ricorda

consolato

>B HIC REaVIESCIT IX PAGE lOHANNIS VH OLOGRAFVS PROPINE ISIDORI QVl VIX ANN PLVS M XLV DEP 0" X KALEN IVNIA CONSVLATV VISILARI VS l^

Nelle GroiU luiovc vedonsi ancora

i

frammenti

di

musaico
SS. Ver-

che ornavano un tempo un oratorio dedicato
gine da Giovanni VII (705-707)
;

alla

altri

frammenti dello stesso
altri

musaico
in
S.

si

trovano

al

museo Lateranense;
fu

a S. fu

Maria

Cosmedin,

e l'imagine stessa délia

Madonna

portata a
l'

Marco

di

Firenze. Probabilmente
il

distrutto

oratorio

sotto Paolo

V; ma

canonico Grimaldi ce ne ha lasciato un
si

disegno abbastanza esatto, Nella stessa parte

trovano

i

fram-

menti d'una iscrizione che ricorda un concilie tenuto cola da
Gregorio
délie
fra

II

contro

gli Iconoclasti.

Finalmente
e del

vi si

ammirano

bellissime sculture del

medio evo

Rinascimento, e

queste ultime sono bellissime quelle del sepolcro di Pio IL

Le Grotte vecchie presentano, tra' vari altri interessanti monumenti, tre piccoli pezzi dell' iscrizione sepolcrale di
san Gregorio I;

un frammento
délia contessa

d* iscrizione

che ricorda
xii

la
la

famosa donazione
Roma

Matilde, nel

secolo

;

(i) Bosio,

soit.

II,

8.

Guida Cataccinbe romane.

50
tomba
il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
di

Ottone

II, la cui

urna

di

porfido costituisce

il

batti-

stero deirattuale basilica: la

iscrizione funeraria del suo cugino
il

papa tedesco Gregorio V,

quale predicava « francisca, vuldi

gari et

voce

latina »
aile

;

le

tombe

Bonifacio VIII, Xicola V,
basilica

Alessandro VI,

quali fanno seguito quelle délia

superiore. L' iscrizione di Nicola

V

è poi

una

délie più belle

che

ci

abbia tramandato

il

Rinascimento.

È d'uopo

ricordare
d' iscriil

a parte in queste stesse Grotte vecchic

un frammento
lastra di

zione
cui

damasiana, già trasformata
è stato

in

pavimento,

marmo

logorato e

le lettere

quasi tutte

cancel-

late dai piedi dei visitatori. Il

de Rossi

la

pubblicô restituen-

dola. Essa ricorda

i

lavori eseguiti nel battisterio délia basilica

\'aticana per cura del prefetto di

Roma

Longiniano

e délia

sua moglie Anastasia.
Longinianus v.

ad augendum sphndorem

sacri

ET ANASTASIA C F EIVS BASILICAE APOSTOLI PETRI pavimeutum parietes ITEM COELVM fontis quetn dudum DaMASVS VIR SANCTVS IN ea... exstruxit siimpN PROPRIO MARMORVw
c.

praef. urh.

'

ciûlii

et

musivo opère

DECORARVNT

Prima

di lasciare la

regione del Vaticano, indicherô

l'esi-

stenza, sul Gianicolo, di
fino a pochi anni
fa.

un cimitero assolutamente sconosciuto

vori di sottofondazione
S. Onofrio, apparve

Nel giugno 1898, eseguendosi dei laal convento délie Dorotee, presso
série di loculi sovrapposti

una

con

l'

iscri-

zione

ALEXAXDER

IN PAGE,

fiancheggiata dalla palma.

^^

CAPITOLO
I

II

®-

CIMITERI DELLA VIA AURELIA
^'-^

(')

^-^

7s^~^

y^yr ^^'i^^v'^'ir^^^'&rs^^rw

DALLE iscrizioni sepolcrali dei Curatorcs
che un tempo esistevano
antica
e

viariiiii
:

ricaviamo
l'Aurelia

due vie Aurelie
Cotta,

T Aurélia

nuova.
da

La via Aurélia

vêtus

probabil-

mente

fu tracciata

C. Aurelio

censore di

Roma

nel 512. Essa avea principio sul Giaiiicolo (odierna porta di

(i) Index Coemeteriorum

e

Xotitia regionum: «

ad S. Calixtum via Aurélia

».

Itinerario di Sal^hourg: «

Coemeterium Calepodii Deinde amreaedificavit, et in illa
et in

bulas ad S, Pancratium, cuius corpus quiesclt in formosa ecclesia via Aurélia,

quam

S.

Honorius papa magna ex parte

ecclesia intrabis longe sub terra et invenies

Ardhimium martvrem;

altero loco S.

Paulinum martyrem et duae filiae eius Agapite et Pistis martyres, et ascendis sursum et pervenies ad ecclesiam; ibi quiescunt Ss. Processus et Martinianus sub terra, et S. Lucina virgo et martyr in superiori. Deinde pervenies eadem via ad sanctos pontifices et martyres duos Felices. Postea eadem via pervenies ad ecclesiam; ibi invenies
S. S.

Calistum papam
Iulius

et

martyrem,
>.

et in
locis Ss.

altero (loco) in superiori

domo
Pan-

papa

et

martyr

De

Martyrum:

«

Inde haud procul

in sinistra

manu

iuxta

viam Aureliam
Arthemius,
».

S. Processus, S. Martinianus, S.

cratius, S. Paulinus, S.

S. Félix, S. Calistus, S.

multis sepulti iacent

Calopus cum

Itinerario di

Guglidmo

di Malmcshiiry: «

Quar-

tadecima porta
dicitur,

et via

Aurélia, quae

modo

porta S. Pancratii martyris
alii

quod iuxta eam
Arihemius,

requiescit in sua ecclesia; et

martyres Pau-

linus,

S. Sapientia

cum

tribus filiabus Fide, Spe, Charitate.

In altéra ecclesia Processus et Martinianus, et in tertia Felices duo, et
in quarta S.

Calixtus et Calepodius, et in quinta S. Basilides
Itinerario
d' Einsiedeln:

duodecimo
civitatem
I:

milliario ».


in

«In

via Aurélia extra
».

S. Pancratii, in
«

dextera Processi

et

Martiniani


e

J'ita

Hadriani

Basilicam beati Pancratii martyris nimia vetustate dirutam atque ruinis

praeventam
ctoris urbis S.

integrum a novo nimio décore una cum monasterio S. Vi-

ibidem

sito restauravit ».

— Index Coemeteriorum

Libro Mirabilium

Romae: «Coemeterium Calepodii ad S. Pancratium. Coemeterium Agathae ad girulum. Coemeterium lulii via Aurélia ».

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
S. Pancrazio) e

discendeva verso

il

mare

:

era la via di Ccn-

tumccUac (Civitavecchia) e
traccia nella villa Panfili.

di essa si

riconosce ancora qualche
di

Xel vu secolo
e

Roma, questa
antica
si

via fu prolungata fino a

Genova. La odierna strada che qscq
chiamasi

dalla

porta

di

S.

Pancrazio

AureVm
via
il

confonde presso
tracciata sotto

a

poco con

quella.

La

Aiirelia

nova

Marco Aurelio^ da

cui prese

nome, comin-

ciava presso
e
al

il

ponte Elio, traversava in parte
la

il

^^^ticano
:

terzo

miglio raggiungeva

via

AnrcUa

vêtus

oggi

essa parte dalla cinta di

Leone IV

dalla porta Cavalleggeri.
si

Al secondo miglio
dirige a destra

si

distacca da questa un'altra via che

verso

Santa Rufina in direzione
è la topografia

dell'

antica

via

Cornelia.

Molto oscura

degli antichi ci-

miteri cristiani délia via Aurélia, per

non

essersi fatti

abba-

stanza scavi in questa regione.
peUegriju

Tuttavia

dagli

Itincrari dei
i

noi riconosciamo quattro centri storici

quali, se-

guendo

l'ordine cronologico,

sono

il

cimitero de' Ss. Processo

CIMITERO DI

S.

PANCRAZIO

e Martiniano (epoca apostolica), di S. Calepodio o di S. Calisto
lici

(m

sec), di S. Pancrazio o d'Ottavilta, e dei due Fe-

(iv sec). L'ordine topografico, conservatoci

daW Jtincrario
cl'

di Sakbonrg, dalla Nolitia Ecchsiariim e dell' Itiuerario
siedchi,

Eiii-

è

il

seguente

:

S.

Pancrazio,

2"

Ss.

Processo e

Martiniano, 3° due Felici, 4° S. Calepodio. Visitiamoli con
quest'ordine.
I.

Cimitero

di S.

Pancrazio.
il

Questo cimitero ebbe anticaniente
ed
redatti

nome

di

Ottavilla

è quelle stesso ricordato negli Atti apocrifi di san Pancrazio,

probabilmente nel
dell'età di

vi secolo.

San Pancrazio

fu

un gio-

vane martire

dodici anni, dei tempi forse di Dio-

cleziano, la cui storia è perô oscurissima. Egli fu decapitato

suUa via Aurélia, ed una matrona
deva suUa medesima
confuso con quello
Forse

di

nome

Ottavilla ne rac-

colse le spoglie e le dépose nel cimitero privato che essa possevia, « via Aurélia in praedio

suo

».

Questo

cimitero, ben distinto nei più antichi documenti, fu più tardi
di

Calepodio che era dei tutto separato.
si

fino dai prirai tempi délia pace

edificô
alla

sul
fine

se-

polcro dei giovane martire una basilica che fu

dei
se-

V secolo restaurata ed ornata dal papa Simraaco
colo Onorio
I

(').

Nel vu

(^30) la riedificô, cambio il posto dei sarcofago dei martire, che al tempo délia edificazione délia basilica (iv secolo) era stato
lasciato
nell'

nel suo

primo
«

luogo

«

ex obliquo
tra-

aulae », e collocô

abside

una

iscrizione a

musaico

mandataci àzW Itiucvario
tustate

d' Einsiedcln:

Ob

insiçrne meritû et

singulare beati Panchratii martyris beneficium basilicam ve-

confectâ

extra

corpus martyris

neglecti

antiquitatis

extructâ

Honorius ëps
martyris quod

Dï famulus abrasa

ruinaq. minante a fundaïïïtis noviter plebi

mole Di construxit et
vetustatis
altari

corpus

ex obliquo aulae jacebat
»

insi-

gnibus ornato metallis proprio loco coUocabit

(^).

(^i)

Lib. pontif. ediz.
Cfr.

Duchesne.
top.

(2)

Urlichs, Cod. Urb. Rom.

54

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

Xon

essendosi mai trasportato
città,

il

corpo del martire nel-

r interno délia

questo luogo rimase sempre in grande
nel

venerazione;

e

ciô spiega corne

medio evo qui

si

ag-

gruppassero tutte

Ora

quasi più

memorie nuUa rimane
le

cristiane délia via Aurélia.

dell'antica basilica intieramente

rinnovara nei tempi moderni. Nel
trasportati alcuni

museo Lateranense furono

frammenti

di

musaici appartenenti aU'am-

bone con

l'iscrizione in versi rimati leonini del xr o xii secolo:

Oui

legil

atlendat ad quid sacra lectio tendat.

Le
durante
lica

reliquie di san Pancrazio
la

furono profanate e disperse

rivoluzione francese.
titolo di S.

Tanto

il

cimitero che
il

la basi-

dipendevano dal

Crisogono;

che viene pro-

vato da due iscrizioni del vi secolo trovate a S. Pancrazio
e

conservate nel museo del Laterano

:

^

ttVNC

LOCVM

AVGVSTVS

ET

GAVDIOSA

SEVIBVS

CONPARAVERVST

A

PRESVITERIS

TITVLt SASC-CRISOGOXI ID EST PETRO PRIORE CRISOGONO SECVSDO CATELtIO TERTIO GAVDI

OSO aVARTO VEL A FILIPPO PREPOSITO BEATI MARTIRIS PANXRATI
CVTTIS AHCILLE
DE! VEL
SVB

SVB

PRESENTIA XOXNES
SS

PRESENTIA

lOHAKNITIS VIRGARI

IN

avO LOCO
ID

IMTORES
DVtCISSl

PRAEMISERVNT

LVMINA
SVVM
D

SVA

////////
avi

MELIOREM
ANNVS
4I
\ \
l

HABVERVNT
Cjl

EST

MVM
I\-

FILIVM
PACE
HIC
SVB

FLORVM
V

VIXIT
\ l j

MENS
\

DIES
j

XV

DEPOSIT VC

^
^

NON
P

IVLIAS

\

l

\

l

j

\

l

l

\

l

ERIC

CONS

l5<

REaVIESCIT
PER

IN

GAVDIOSA

SS

Q.

VIX

ANN

XXXI

D XVIIII

DP

KAU

PROEO IVS

VC CONS.
(I).

(An. 521 e 525)

Hune locum
iiasiasies h. f.

v.

/j

qui sivivoS

A R G E \ T A ri. d A C O X P A raber

mit sivi eredivus quis a
ro
in
tii

PETRO
>ji

PRES^/Zt;

saiic

Crisogcni

HIC

REQ.Higjc

pace Petronia que l'IXIT

ANXV
depOSlla

unu
in

mens

vu

dies

xv

pace suh die pr
tu

non

iun

cOXSVLA

Sxmmachi

6" Boeti viris

consullBYS

(An. 522).

(i)

De

Rossi, Inscript,

christ.

I,

440.

CIMITERO DI
Il

S.

PANCRAZIO
e
di

55

cimitero è di poca estensione

poca importanza,
la

e vi si

discende per una scala
la

moderna dentro
S.

chiesa.
ri-

Presso

porta d'ingresso, una iscrizione del

secolo xv

corda che

HIC FVIT DECOLLATVS
Noi sappiaino che
il

PANCRATIVS
località précisa.

MARTYR.

martirio di san Pancrazio
la

ebbe luogo sull'Aurelia,
Un'altra iscrizione
antica, e
di

ma

se

ne ignora
11

loculo, posta

accanto, è veraraente
1'

probabilmente anteriore a Costantino per

uso che

vi riscontriamo del

monogramma
«

di

Cristo adoperato corne

abbreviazione nella frase stessa

deposita in Christo».

SABINE BEXE MEREN
IN

PAGE D KAL APR DEP IN
sotterranee

t

Le

gallerie

sono assolutamente spogliate; e
il

ciô è naturalissimo perché

essendo

cimitero sempre visitato,

non poteva sfuggire alla consueta devastazione. Contuttociô un piccolo cubicolo conserva ancora la traccia di pitture, cioè una barca e délie colombe. In fondo poi ad un arcosolio vedesi una iscrizione dipinta in nero con la data consolare Acxicj
:

xal laxo'joio'j (Aetio et Istudio cons.
iscrizione

454) ('). con data consolare trovata finora nei cimiteri sotterferma all'anno 410. Un'altra
fitto

Questa

è l'ultima

ranei, la cui série si

iscrizione,

com-

pletata dal de Rossi e riportata dal Marini, appartiene all'anno dell'assedio di

Roma

da Vitige: essa non

si

trovava nelle

gallerie sotterranee,

ma dovea

stare nel cimitero sopra terra:

Hic
q.

requiescit Sebenis tinctor

V.

ann. pi. min, LXII ex

qiiib

XVII ciim inhale sua quieta pace trans
egit ctiitis corpus ne aliiul

umqtiam super

ponatur
gïlio

/jROHIBENS
IN'

BEATISSIMO

PAPa
ex

Vi

concede^TE

HOC LOCO SITVM EST

depst

iduuU
cellentissiMl

IVLIARIVM PC VILISARII Mri CÔNS ADQ.VE PATRICI
(An.
5

37).

(i) Cfr.

DE Rossi,

Inscript, christ.

I.

527.

56

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
Certamente
in queste

catacombe

si

potrebbero fare ancora
ad una frana

délie scoperte,

quantunque esse non abbiano quella estensione
in seguito

che lorosi attribuisce. Nel luglio 1898,
percorrere un' altra regione del
parte, separata per
basilica,
l'altra.

apertasi dietro l'abside della basilica (vigna Stehlin) io potei

medesimo
dall' altra

cimitero.

Questa

molto tempo

esistente sotto la

medio evo^ ed è più conservata del Vi notai un gruppo di cubicoli, uno de' quali è ornato
fu visitata nel

di fiori e

d'una croce dipinta in rosso suU' intonaco della porta

d'ingresso.

Nel medio evo

vi fu

grafEta una iscrizione: pare

di leggervi la parola

CAPELLA
de' Ss.

(cappella). Sarebbe opportuno
ail'

sgombrare queste
II.

gallerie e riunirle

altra

regione cimiteriale.

— Cimitero
i

Processo e Martiniano,
i

Gli Atti ed

Martirologi concordano nel dire che
carcerieri
di

santi

Processo e
raartirizzati

Martiniano,

san

Pietro,

vennero
suUa
Lucina,

poco dopo
sepolti

l'apostolo. Essi furono decapitati

via

Aurélia e

da

una
il

matrona

di

nome

forse quella stessa che diede

nome

al

cimitero della via
in via

Appia:

«

Tune
('). «

educti foris

muros

urbis

Romae,
il

quae

Aurélia nuncupatur, gladio caesi sunt», dice
di et

Mavtirologio
collegit,

Adone

Corpora eorum

beatissima

Lucina

cum aromatibus

pretiosis sepelivit in praedio suo in are-

nario, iuxta

locum ubi decollati sunt, vi non. iulii» (2 luaggiungono questa indicazione topografica: « luxta formam aquaeductus », cioè presso il luogo ove si fece poi 1' acquedotto di Traiano, restaurato da Paolo V. E
glio). Gli Atli poi
difficile

di

stabilité

il

luogo

di taie

cimitero, perché al di là

del cimitero di S. Pancrazio esistono parecchie gallerie di ci-

miteri cristiani;
Panfili e

e se

ne conoscono due ingressi

nella

villa

un terzo

a destra della via Aurélia nella

vigna Pelil

legrini (via Aurélia antica

N. 21).

E

da supporre che
si

ci-

mitero de' Ss. Processo

e

Martiniano

estenda tra

la villa

Panfili e la vigna Pellegrini,

con più probabilità sotto

la villa,

CO

P. L.

t.

CXXIII,

col.

196.

CIiMITERO_jj

DE

SS.

PROCESSO E MARTIMANO

5/

VILLA PAMFILI

/ r
ROMA

ViOna Peile^nni

Gallerie cimiteriali délia via Aurélia.

58

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
debbano comunicare
trovô
la

e che le diverse gallerie

fra loro

come
ri-

sembràno

indicare le loro rispettive direzioni. Inoltre deve
si

cordarsi che in questa località
(collocata ora nel
dei

importante iscrizione
allude alla festa

museo Lateranense) che
e

due

niartiri

Processo

Martiniano
VII

:

PECORI DVLCIS ANIMA BENIT IN CIMITERO

IDVS IVL DP POSTERA DIE

MARTVRORV
Si credette da molti che
i
i

martiri quivi ricordati fossero
si

figli

di santa

Félicita,

perché

interpréta

il

dp postera
alla festa

die

martvrorvm come équivalente
santi,

al

giorno appresso
;

di questi

che cade

il

10 di luglio

ma

taie

opinione

non

è ammissibile. Infatti sarebbe strano di trovare suUa via
il

Aureiia

ricordo, senza

i

rispettivi

nomi,

di martiri sepolti in

un' altra via. Poi la data vii idvs ivl segna
festa dei
figli

non
ai

il

10 luglio,
festa

di

santa Félicita,

ma

il

9, ottava délia

de' Ss.

Processo e Martiniano, che cade

2 dello

stesso

mese

(').
si

Forse

puô riconoscere

il

centro dei cimitero nel secondo
pag. yS). Quivi infatti scorgesi

ingresso délia villa Panfili

(:•.

un' importante regione cimiteriale

con

gallerie

tagliate
e

con
con

grande regolarità, con parecchi sepolcri ancora chiusi
antiche costruzioni destinate a consolidare
vi
le

pareti

;

come pure

sono

le traccie

di

una

antica scala.

Alcune

filtrazioni d'a-

cqua, provenienti forse dall'acquedotto Traiano, producono dei

magnifici

stallattiti.
;

Senza dubbio

vi si

potrebbero fare imporivi

tanti scavi

chi sa che

non tornerebbe

alla

luce qualche
la se:

memoria

di

san Pietro

?

Da

questo sotterraneo proviene

guente iscrizione riportata dal Marini nelle sue schede vaticane

G
E

N
T

CASTITATIS VNICE FEMI NE CVIVS SEMPER CIRCA MA RITVM AMOR SINGVLARIS AP AMO PARVIT /////
mio
articolo spéciale su questo argomento, nel Rômische

(i)

Vedi

il

Ouartalschrift. Cfr. Elêm. d'arch. chrèt. Wotions génèr. pag.

187.

CIMITERO DE
Se ora
passiamo
(al
i

SS.

PROCESSO E MARTINIANO
le

59
délia

a

visitare

gallerie

accessibili

Vigna Pellegrini
vastazione. Pero

n. 21), vi

troveremo una compléta de-

loculi assai spaziosi

mostrano ancora una

-If

£

,

£ntrée

( Villa PamfihJ
(Cimitero forse dei Ss. Proctsso c Martiniano).

grande antichità.
i

SuUa
X'".

calce di

otto o

nove

loculi

veggonsi
iscrizioni

segni

ÔX»

X

Alcuni

loculi

portano

anche

graffite.

Eccone

tre

più chiaramente leggibili:

AMATIA

QUE VIXIT ANNOS XX
IN

PAGE

6o

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

PA
se

ASA

IN

PAGE

X KALENDAS lAS

CONSVLATV
(Fine del iv secolo).

AR CA
DI

Non è rimasta Un frammento di

al

suo posto nessuna iscrizione in marmo.
il

tegola porta

bollo

:

EX PRAED AVG; 7, OPVS DOL EX FIG OCEANIS EX PR METTIANI ET VRBICI
Sul
sepolcro
de'
Ss.

Processo

e

Alartiniano,

forse

nel
re-

IV secolo, fu eretta citô

una

basilica

ove san Gregorio

Magno
:

una

délie sue splendide omelie, nella quale leggesi
('). Il

Ad

Bb. Martyrum corpora consistiniusjraircs mci
calis

Liber pontifi-

ricorda

i

lavori quivi eseguiti dal papa Gregorio III (732).
i

Pasquale

I trasferi

corpi di questi raartiri

al

Vaticano, ove poi

a loro onore fu dedicato

derno

altare in

fondo
il

alla

un oratorio cui è succeduto il monave traversa délia nuova basilica.
la

Nel medio evo,
S.
«

cimitero e

basilica

ebbero

il

nome

di

Agata;
In fundo
:

lo si trova

cosl ricordato nel Liber ponîificaJis ('):

lardario, basilica
a

B. AI.

Agathae

»

e

in Cencio

Camerario
che

Coemeterium

B. Agathae ad girulum». Affatto

ignota è l'origine di quest'ultima denorainazione; puô essere
la
il

prendesse da un molino esistente in quelle vicinanze.
XIII

Dopo

secolo viene

il

più completo

abbandono ed

oblio

per tutte queste grandi memorie.

(i)

Hom.
di

in

Evangd.

1.

II,

hom. 32

(P. L.

LXXVI,

col.
le

1237). II

principio di questa omelia,

forma nel Bnviario Romano

lezioni del

Comunc

un Martire.
Vita Sxmmachi.

(2) In

CIMITERO DEI DUE FELICI

6l

III.


dei
di

Cimitero dei due Felici.
due
essi

La questione Sembra che uno
Felice
I,

Felici è
sia
il

un problema oscurissimo.
II,
la

papa Felico

cui vira c
il

avvolta nel mistero. Si è creduto essere stato
martire nel

l'altro

papa

m

secolo; e infatti alcune compilazioni

dei Liber pontificaJis

dicono che «fecit basilicam via Aurélia
d'altra

ubi sepukus

est-"^.

Ma

parte

il

Catah^^o

di

Sisto III,

conservato
lo

nei
fra
i

manoscritti di Klosterneuburg e di Gôttwei
pontefici sepolti nella cripta papale dalla via
il

nomina

Appia;

e cosi

pure

Calendario filocaïiano.
la stessa

A

questo riguardo

deve essere accaduta
Sotere,
i

confusione che per Aniceto e
a S.

quaU

si

credevano sepolti

Callisto raentre lo

erano in Vaticano.

Da

alcuni Felice II è riconosciuto

come

antipapa.

I

suoi

Aiti, assai

leggendari, narrano che

si

sarebbe ritirato sulla via

Portuense per combattere
tire e «

gli Ariani,

che sarebbe morto marlui costruita

deposto nella via Aurélia, nella basilica da
». Il

ad latus formae Traianae

Bosio avendo veduto nel paTrastevere una iscrizione
:

vimento

délia chiesa di S. Cecilia in
«

che ricordava un

domnus

Félix

»

GAVDIOSA
POSITA
ILICA
FELICIS

DE

IN BAS

DOMNI

credette riconoscervi
di «

il

nome

dei papa Felice (')

domnus
di

» si

dava

ai

martiri e

non

ai papi. Il

ma l'epiteto Mommsen (")
;

vide una apologia di Felice II nel testo dei manoscritto

di

Corbia o

Pietroburgo, ritenuto dal de Rossi (J)

come una

(i)

Roma

sott.

II,

13.

(2) Die rômische Bischôfe Liberiiis uiid Félix II, nella Deutsche Zeitscbrift fur Geschichtîvessenchaft,

1896, pag.

167.

(5) BulJett.

1883, pag. s-60; 1890, pag. 123, 140.

62

GUIDA BELLE CaTACOMBE ROMANE
papa Liberio. nel quale
fides electa triomphât.
si

difesa dell'ortodossia del

dice che

per

lui

Nicaena

L'opinione del
fatti

Mommsen non

sembra
si

affatto sostenibile. In-

nel manoscritto di Corbia

parla di persecuzioni sof-

ferte

dal pontefice; ora, al contrario, Felice II fu favorito da
e la

Costanzo

ratore ariano

condanna che Felice avrebbe inflitto non è che una leggenda medioevale.
manoscritto
;

ail'

impe-

Di più

il

di

Corbia riporta

le iscrizioni in or-

dine topografico
via Salaria ove

ora, quella di cui si parla, corrisponde alla

era sepolto Liberio e in nessun
si

modo
si

alla

via AiireVia. Ai tempi di Bosio

scopri neila chiesa dei Ss.

Coa

sma

e

Damiano (1582) una
il

iscrizione, nella quale

dava

Felice

titolo

di

martire:

HIC REQVIESCIT S. FELIX PAPA ET MARTYR Q.VI DAMNAVIT CONSTAXTIViM HERETICVM
Bosio
vi

riconobbe un prodigio che vendicava cosi

la

memoria

di Felice II (');

ma

quella iscrizione certamente era apocrifa.

Ignoras! l'esatta località del cimitero dei due Felici.

IV.
Il

Cimitero

di

Calepodio.
vigna Lamperini,
terzo miglio délia

cimitero di Calepodio
al

trovasi nella

dirimpetto

casaJe di S. Pio

F, verso

il

via Aurélia. Leggesi negli Atti di san Callisto che questo pontefice fece

deporre nel cimitero in discorso

il

corpo

di

un

prête,

Calepodio, gettato nel Tevere
lorchè
il

sotto Alessandro Severo. Alin seguito
S.
il

sunnominato pontefice,

a

sommossa poin Trastevere,

polare, fu gettato in
e

un pozzo presso

Maria

non

si

ebbe tempo per trasponare

suo corpo suU'Appia?

fu seppeUito nel cimitero più prossimo, cioè in quello di

Ca-

lepodio.

Anche
cit.

Giulio

I

nel iv secolo v'ebbe

il

suo sepolcro.

(i) Loc.

CIMITERO DI CALEPODIO
Quivi aveva
sto di cui
egli edificato

63
di

un oratorio
le

in

onore

san Callicasa

vedonsi ancora

vestigia nella piccola

cam-

pestre délia vigna Làmperini (').

L'abside, in mattoni di antica costruzione, è tutto cio chc

rimane

di

questa basilicn.

L' ingresso del cimitero trovasi a poca distanza da quest'abside.
di

Esso è

assai

devastato, e le gallerie sono ricolnie

macerie.

Puô con

probabilità riconoscersi

il

centro storico nell'otraccie
l'

dierna cantina.

infatti

veggonsi

le

di

un lucercongiun-

nario, corne nelle grandi cripte de' martiri, e

imbocco d'una
si

vasta galleria che va in direzione délia basilica e

geva senza alcun dubbio con
Il

la

primitiva scala.
trasportato
nella basilica di

corpo
in

di

san Callisto fu

S.

Maria

Trastevere; ed ora nel cimitero non rimane più

nulla di notevole.

Quantunque
seguenti

privi d'intéressé spéciale, ri-

portero tuttavia

i

due frammenti

provenienti

dal

suddetto cimitero:

SAPRICIYS
dPPRIII

NON MA
lAS
FIL

///RI

///BIXIT

AN
S

NIS XI MENSI BVS VI 11 DIE
1

VIII

(i) et. Lib. pontif. Per la posizione di questo cimitero

si

vegga

la

planta a pag. 52.

^.^^î^-^^H

CAPITOLO
I

III

®-

CIMITERI

DELLA VIA PORTUENSE

C)

L'ANTICA
di

vi:i

che menava a Porto, distaccavasi dalle mura
la

Roma
di

dalla porta Xavalis, S.

quale era posta tra

le

odierne vie

Michèle

e

di S.

Maria dell'Orto. Più

tardi

nella cinta Aureliana fu aperta la porta Portnmsis che stava

un

(i) Index Coemelerionim eXotiiia regionum: «

satos ad S. Felicem via Portuensi.

Coemeteriam ad insalCoemeterium Pontiani ad Ursuni Pi-

leatum, Abdon
« In

et

Sennen
et

via

Portuensi».

Jlincrario di

Sal:^wurg:

occidental! parte Tiberis ecclesia est beati Felicis martvris. in qua

corpus eius quiescit,
tyris.

Alexandri martyris

(in viargine: et S.

Sabinae mar-

Deinde

etiara in aquilone parte ecclesiae S. Pauli adparet ecclesia

S. Aristi et S. Christinae et S. Victorae ubi ipsi pausant).

Deinde deet

scendis ad aquilonem et invenies ecclesiam S. Candidae virginis et martyris,
ibi

cuius corpus

ibi

quiescit.

Deinde descendis

in

antrum

invenies
ibi

innumerabilem multitudinem martyrum; Putnenius martyr
Milix martyr in altero loco, et omnis
illa

quieest

scit, et

spelunca impleta

ossibus martyrum.
et

Tune

ascendis et pervenies ad S. Anastasium papara

martyrem, in

alio
ibi

Polion martyr quiescit. Deinde intrabis in eccle-

siam

magnam:

sancti martyres

Abdo

et

Sennen quiescunt. Deinde
martyr quiescit».

exeas et intrabis ubi S. Innocentius papa
ïocis Ss.

et

De
oc-

Martyrum:
parte

« luxta

viam vero Portuensem, quae
S.

et ipsa in

cidentali

civitatis

est,

Abdon

et S.

Sennes, secsque Milex et
S.

S. Vincentius, S. Polion, S. Iulius, S.
S. Faustinus, S. Beatricis

dormiunt».

Pymeon,

Félix, S. Simplicius,

Itinerario di Gnglielmo di
et via. Ibi

Mal-

meshiiry:

et

Tertiadecima porta Portuensis dicitur
martyres Félix, Alexander,

prope

in ec-

clesia sunt

Abdon
et

et

Sennes, Symeon, Ana».

stasius, Polion, Vincentius, Milex,

Candida

Innocentia
in

— Itinerario
et

d'Einsiedeln

:

« In via Portensi extra civitatem

dextra

Abdo

Sen-

nes

«Ecclesiam S. Felicis positam foris portam Portuensem a novo restauravit. Simulque et basilicam Ss. Abdon et Sennen atque beatae Candidae una cum ceteris Sanctorura coemeteriis
«.

Fita Hadriani I:

in

idipsum pariter renovavit

».

— Index Coemeterioruvi

e

Libro Mirabiliuin
via

:

«

Coemeterium Ursi ad Portensam. Coemeterium

S. Felicis

Por-

tuensi ».

I

CIMITERI DELLA VIA PORTUENSE

65

poco più
colo V
la

fuori

dalla cittA dell'attuale porta Portese; nel sel'

restaurô

imperatore Onorio,
si

ma

fu démolira sotto

Urbano VIII (1^43) qiiando
cenzo X, successore
essa,
d'

costruiroiio le
al

nuovc mura
chc
parte

del

Trastevere. L'odierna porta rimonta

pontificato di Inno-

Urbano VIII. La
1'

via

da

conduce a Porto,
via è cosparsa

antico porto di

Roma, scavato da
e
cristiane.

Claudio, quando quello

d'

Ostia divenne insufficiente.

La
là délia

di

memorie pagane
i

Al

di

porta

s'

incontravano subito
(');

prata Oiwictia, appartegli horti

nuti

a

Q. Cincinnato

un poco più lungi

Cae-

saris, de' quali parla

Orazio:
is

Traus Tiberim longe cubât
e che

prope Caesaris hortos

(*),

Cesare donô
(3),

al

popolo romano, corne attestano Sveil

tonio
e nei

Tacito('') e Dione. Gli scavi compiuti verso

18^0

1885 permisero di riconoscere il posto di questi giardini. Di fianco sorgeva un tempio délia Forturia, la aedes Fortis
I-'ortunae, ricordata negli antichi calendari e

daTacito

(^),

Var-

rone
che

(^) ed Ovidio

(').

Più
il

in là esisteva

un importantissimo cimitero giudaico,
ci

Bosio scoprl e del quale
(^)
;

indicô

il

posto preciso a

Monte Verde
11

ma

le

ricerche del P. Marchi per rinvenirne

r ingresso riuscirono infruttuose.

percorso délia strada è tracciato dalle rovine dei sepolcri

pagani.

Al sesto miglio eravi

il

bosco sacro ove
il

si

radunava l'im-

portante collegio dei Fratelli Arvali presso

tempio délia dea

Dia

:

aedes dcae Diae.

(1) TiT. Liv.^ Hist. III, 26.
(2)

Satyr.

I,

ix,
c.

18.

(3) Caesar,
(4) Annal.

85.

II,

41.

(>) Ibid.
(6)

De

Lat. Ling. VI,

17.

(7) Fast. VI, 775 seg. (8)

Roma

sotl.

II,

22.

Guida Calacombe romane.

66
I

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
Fasti di questo collegio furono pubblicati dal Marini (')
;

Henzen (^) e puô vedersi una gran parte di essi nel museo Nazionale délie Terme, e un bellissimo frammento nel museo del Vaticano. Dopo questo gruppo, fino a Porto non
e dair

trovasi alcun altro

raonumento notevole.
città

si

Le rovine délia vedono le mura

di

Porto sono presso Fiumicino; vi
il

délia

città,

bacino interno scavato da
di

Traiano (lago Traianello)
l'antico porto

e

il

porto

Claudio congiunti dalla
fianco délie rovine del-

fossa Traiana o canale di Fiumicino.

A

romano sorgono
una
bella

la cattedrale e l'episcopio,

entro

cui conservasi

raccolta di antichità;
il

dirimpetto e
dell' antica

al di là délia riva, nell'

Isola Sacra, è
di

campanile

chiesa di S. Ippolito.

La borgata

Fiumicino
alla

fu fondata nel

secolo XVII, sotto Paolo V.

Ma

torniamo

via Portuense. nei secoli

La

porta Xavalis o Portiiensis, fu denominata

cristiani porta di S. Felice, in

memoria

di un martire di questo

nome, oscuro nella storia. Dalle indicazioni degli Itincrari sapmonumenti cristiani délia via di Porto erano piamo che format! da tre gruppi, cioè: il cimitero di Ponziano o dei Ss. Abdon e Sennen^^ Ursum piJeatitin, la memoria di S. Fe*
i

lice,

ed

il

cimitero de' Ss. Faustino e Béatrice, o di Generosa.

L

Cimitero

di

Ponziano.
di

Non
Itiiierari

v'
l'

ha dubbio suUa posizione

questo cimitero;

gli

indicano chiaramente e Bosio lo ritrovô

infatti sulla

destra délia via Portuense, sopra

Monte Verde(3). Panvinio
dal

credeva che

la

denominazione dérivasse

papa Ponziano
errore, perché
Callisto.

che sarebbe stato cola sepolto;

ma

ciô è

un

Ponziano

fu invece sepolto nel cimitero di S.

Se-

condo l'opinione

del Bosio,

il

cimitero délia via Portuense era

(i) Gli Alti

i

i

moniunititi dci FraUlli Arvali raccolli

e

conimmtati,

Roma,
(3)

1895.

(2) Acta

Fratrum Arvaliuin
sott. II,

qiiae supersuiit,

Berlin,

1854.

Roma

17.

CIMITERO DI PONZIANO
la

67
di

propriété
gli

di

un
di

ricco feJele
sûii

di

nome Ponziano,
i

cui

parlano

^tti

Callisto.

Questo

Ponziano abitava

ilTrastevere e radunava presse di se

cristiani.
il

E
di

[taie

chiesa
in

domestica sembra che divenisse poi
Trastevere,
il

titolo
le

S.

Maria

quale,

confiscato
di

durante

persecuzioni e

trasformato in una taverna

soldaii, fu in seguito

da Ales-

sandro Severo
pridio (').

rcstituito alla Chiesa,

come sappiamo da Lam-

Fu
aile

per caso che

il

Bosio, nel 1^18, scoprl questo cimitero.

Vi penetro non dall'antico ingresso che ancora oggi immette
gallerie,

ma

per un'altra apertura. L' ingresso attuale fu

restaurato dal cardinale Tosti, amministratore dell'ospizio di
S. Michèle, cui

apparteneva questa vigna.

Gli Itlncrari ricordano in queste cat^combe

una moltituinnu-

dine di martiri

:

«

Descendis in antrum
» {^')
;

et invenies ibi

merabilem multitudinem martyrum
nio, Milix, PoUione,

e

nominano PigmeI

Abdon

e

Sennen, Candida.
i

più celebri

sono Abdon
persecbzione
i

e

Sennen. Secondo

loro Atti, questi due martiri
nel

erano nobili persiani venuti a
di

Roma
il

tempo

délia terribile

Decio, forse per nascondersi

o per visitare

sepolcri degli Apostoli.
il

Secondo
martirio

Marùrolùgio Roiiiano puo
nel
)>.

credersi che subissero
«

257 sotto Valériane
Gli Atti nnrrano che

plumbatis caesi et gladio interfecti
aile fiere nell'anfiteatro,
I

furono esposti
la

quindi decapitati presso

statua di
in

Nerone.

loro corpi furono subito nascosti probaprivata, perché in quell'

bilmente

una casa
;

epoca

i

cimiteri

erano confiscati
via Portuense.
forse loro

poi sotto Gallieno vennero trasportati sulla
a loro

Accanto

furono sepolti

gli

altri

martiri,

compagni, Milix e Vincenzo.
il

Sul

principip del iv secolo, durante
si

secondo periodo

délia persecuzione di Diocleziano,

riore

formô un gruppo postecompostode' Ss.Pollione, Candida e Pigmenio, de' quali
gli Atti de' saiiii Pieiro e

parlano

Marcellino.

Dopo

la

pace, fu-

(i) Cfr. EIJiii. d'arch. chrêt.: Kotions ^^cncruhs, png. 42.
(2)
Ui'i.

di

Sulibour.'.

J^

^.

'$^^po^ee

Parte del cimitero di Ponziano con

il

b.ittistero e la cripta storica.

CIMITERO DI PONZIANO
rono
e
eretti in

69
de' santi

questo luogo due oratori

in

onore

Abdon

Scnnen
Il

e di santa

Candida.
il

primo, più grande, doveva rimanere sopra

sepolcro
(').

dei martiri ed

aveva

la

comunicazione con

il

sotterraneo

In

uno

di quesîi

oratori, e

non

si

sa quale, nel v secolo fu-

rono sepolti due papi, erroneamente chiamati martiri dagli Itinciûii, cioè Anastasio I (401) ed Innocenzo I (417).
I

centri storici del sotterraneo, verso la

meta del
(").
stile

vi se-

colo, furono

ornati di pitture di stile
il

bizantino

Nella volta
di
:

délia scala [i] vedesi

busto del Salvatore in

que-

st'epoca,

con grandi occhi

e barba: di fianco V iscrizione

DE

BONIS Dï GAVDIOSVS FECIT.
essere stato
di

un
le

ricco cristiano del

Questo Gaudioso puô Trastevere, ovvero un prête

questo titolo; puô supporsi che lo stesso abbia fatto esepitture
délia cripta.
d' iscrizione è

guire tutte

Un altro
a' pie'

busto del Salvatore privo

riprodotto

délia scala [2].
e

Questa immette

alla cripta storica de' santi

Abdon
Le
si

Sennen,
il

la

quale è piccola e di forma irregolare.

A

sinistra vedesi

sepolcro in forma di sarcofago in mattoni.

pitture
il

bizantine che

ornano

la

parete
i

esterna,

rappre-

sentano

Salvatore in atto di incoronare
il

due martiri che

riconoscono per
scritti

vestiario

persiano,

il

nimbo
i

e

i

loro

nomi

verticalmente accanto:
lati

SCS

ABDON
con

NEN.

Ai

due

altre

figure di santi

SCS SENnomi SCS
:

MILIX, SCS BICENTIVS.
queste poche parole:

Sopra questa pittura leggevasi

parimenti dipinta una lunga iscrizione, di cui non restano che

da supplirsi forse:

DE DONIS DÏ ET SCRM ABDON. .. ET SENNEN GAVDIOSVS FECIT. I
Vincenzo non stavano
in

corpi de' santi Milix e

questo sar-

cofago. Quelli

de' santi
al

AbJon

e

Sennen
il

vi

rimasero progli

babilmente fino

vu

secolo; circa

640,

come dicono

(i) Presso l'anfiteatro Flavio

sorgeva una chiesa dedicata

a questi

due martiri,
Cfr.

« ecclesia Ss.

Abdon

et

Sennen prope Coliseum

».

Cfr.

Gal-

LETTi, Man. Vat. 395 J, parte
(2)

II,

pag. 83.

Marchi,

/ moniintenti delU arti crisliane prhnilive, Qcc, pa-

gine 17-32, 220-223.

o

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
erano ancora nella basilica superiore
il

Itinerari,

«

in ecclesia

ma-

gna»

;

ma

sotterraneo restô sempre in venerazione. Esso rac-

chiude anche un battistero [3] che fu riccamente ornato nel VI secolo. La vasca è scavata in una nicchia in fondo alla

CIMITERO DI PONZIANO
cripta de' Ss.

^

l

Abdon

e

Sennen:

in

basso è dipinta una elegan-

tissima croce tempestata di piètre, crnx gcmmaia, che sembra

voglia uscire dall'acqua stessa
data di
fiori
:

:

questa croce è tutta circoncandelabri e vi

siiUe sue
le lettere

braccia posano due
et

sono sospese

A

CD. Una scena dipinta superior-

mente rappresenta il battesimo di Nostro Signore. Il baitistero doveva servire per gli abitanti dei dintorni e probabilmente eravi cola una parrocchia rurale. Antichi battisteri sono
stati

scoperti pure nei cimiteri di Priscilla e di S. Félicita;
altri

ed è probabile che se ne trovino anche in

cimiteri.

Un
pag. 6S,
Mili.K

poco più
II.

in là
^).
l

vedesi

un secondo centro

storico

{y.

4

e

cubicoH dei Ss. Pollione, Pigmenio e
particolarità:

mostrano una curiosa

non hanno porta

di

accesso,
s'

ma

solamente una
il

fenestelïa confessionis

per la quale

introduce soltanto
al

capo.

La decorazione appartiene ancor
fondo
S.

essa

vi secolo. Scorgesi in
e

Pollione tra

i

martiri
i

contemporanei Fito
55.

MarccUino [4],

e nella parete destra

Mikx

e

Pigmenio

[5].
ci

A

fianco délia fcnestcUa di S. Poli

lione,

alcuni

visitatori

lasciarono graffiti

seguenti pro-

scinemi:

EVSTATIVS HVMILIS PECCATOR PRESBYTER SERVITOR BEATI MARCELLINI MARTYRIS ET TV Q.VI LEGIS ORA PRO ME ET HABEAS DEVM PROTECTOREM. VHVMILIS PECCATOR PRESB VESTER,//
/

E

suir altra parete

:

DIE

IIII

NAT.

SCl.

MILIX

MART ALDVS SERVVS

DEI///

PRES

/

BEAT A ANIMA
Pu6

IN PACE.

vedersi in questo cimitero

un cubicolo

di

famiglia con

r imagine dei

Buon Pastore ed una scena
di vino.

délia vita reale, rap-

presentante una nave piena d'anfore con un personaggio accanto, forse

un mercante

Più lontano rimangono

gli
il

avanzi d'una scala che discendeva da un edificio superiore;
sepolcro di S. Candida doveva rimanere in questi pressi.

72
Nel
sportati

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
IX secolo, tutti
i

corpi di questi martiri furono tra-

nella

città;

alcuni
e

da Pasquale

I

a S. Prassede

e

quelli dei santi

Abdon

Sennen da Gregorio IV
v' è

a S.

Marco
questo

(826).

Il

cimitero in seguito fu del tutto abbandonato, e délie

antiche basiliche ora

non

più alcuna traccia.

A

luogo appartengono alcune

iscrizioni tanto del

cimitero sot-

terraneo quanto dell'altro sopra terra:

EVTYCHIANO FILIO DVLCISSIMO EVTICHIVS PATER D P V A M
• • • •

I

(')

II

D

.

IIII

DEI SERVVS

\ /-

ixerc

(m

secolo. - Pubblicata da

Mamachi).

ii

u
POMPEIA
Ykuitl
in

CABIN
KITe

NAC e TH npo
/;;s

"V^^^NA DORMIT

pace

SYMFERV

''

CO'ï'PO
FEST,;;

SPES

NIOC
(Veduta dal Bosio).

.

p;;,

L' iscrizione seguente
incisi gli

apparteneva ad un vetraio
la

ed ha
il

strumenti délia sua professione, cioè

sega ed

diamante; a destra è rappresentata una

finestra.

ISPECLARARIE J^ ARTIS SABIXIVS SANTIAS ANIMA DVLCIS aVI VIXIT AXXIS XLVI
• •

.

I

I

I

M
annum

t^

(i)

«Pater dolens posuit,

vixit

I

r,

qcc.

CIMITERO Dl
Queste ultime
vi

S.

FELICE
:

73

furono trovate rccentemente

mPTVM EST
///VIXIT

AB IPOLYTVM FOSSORE
.

AN

III

///PANCRATIVS QVI ///ON AS M AI AS
ra/<;HTINIANO
et

III

Vulente III

M GERONTI
Campo Santo
Teutonico).

(An. 370. - Sta ora nel

//OSITA PVLLA DIE III IDVS OCTOBRIS cowVLATV CALYPI ///TVS SCOLASTICVS DIE VIII KAL AVG coiisulatn POSTVMIANI IN PAGE
(An. 447 e 448 c.
s.).

LOCVS PETRI Q.VI VIXIT ANVS XXV DEPOSITVS PRI KAL \0B CONSS MAXIM! ITERUM EPATERI et Paterni.

V 1
(An. 445).

Quest'ultima iscrizione, proveniente dal cimitero sopra
terra, fu

scoperta

nel settembre

189^

nella

vigna Ercole a

venti metri di distanza dall' ingresso délie catacombe.

Sembra
l'

doversi leggere
zione, per
«

il

monogramma
Deo
»

rovesciato che segue
«

iscri-

Pétri in

o

Pétri in pace ».

II.

— Cimitero

di S. Felice.

Il

cimitero

-di

S. Felice è ricordato in parecchi Itincrari.

Doveva
il

essere di grande importanza perché die' per
alla

un tempo
;

suo

nome
si

porta Portiimsis e ad una parte délia via

ma non

è rinvenuto.

Senza dubbio rimaneva un poco più
via,

lontano di quello di Ponziano e parimenti a destra délia

imperocchè a

sinistra
il

vi

scorre
dall'

il

fiume. Alcuni autori creII,
il

dettero che avesse

nome

antipapa Felice

quale,

74
giusta
la

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
leggenda,
« (')
si

sarebbe ritirato

« via

Portuensi in

praedio suo

e

vi

sarebbe

morto

nel ^6^.

Seguendo

il

Bosio
di

(^)
si

questo

nome

avrebbe indicato piuttosto un martire
Infatti gli
al

cui

parla negli Atti ai saut' Ippolilo (22 agosto).

Itimrari

non dànno mai
fu

il

titolo di

papa o

di

vescovo

san Fe-

lice délia via

Portuense.

Questo cimitero

chiamato anche ad

insalsatos:
di

deno-

minazione proveniente forse

dalla corruzione

ad

infulatos

e che ricordava forse la tiara persiana
priva, in qualche antica pittura
santi

(iiifuJa') la

quale coil

H presso collocata,

capo dei

Abdon

e

Sennen Q).

m.
Generosa era
sepolti
i

— Cimitero
La

di

Generosa

(^).

proprietaria di

un cimitero ove furono

santi raartiri Simplicio, Faustino e Béatrice.
i

Non
sono

se
ri-

ne

fa

menzione negli Itimrari; ed

suoi
locis

martiri
Ss.

cordati solamente

àaW Epiîomc

libri

de

Marlynim.

Il

nome
alla

del cimitero è indicato dall' iscrizione del sarcofago che
le

racchiuse

spoglie dei tre martiri,

quando furono

trasportate

chiesa di S. Bibiana Q).

-'^

MARTYRES
TI

QVI PASSI SVNT IN FLVMEN TIBERE

SVNT

IN

ET FAVSTIXVS ET POSI SVPER CIMITERIVM GENEROSES
SIMPLICIVS

FILIPPI

(i) Lib. pontif. in FeJice.
(2)

Roma

sott.

II,

16.

(5) Cfr. l'art, del ch.

Tomassetti nel Xnovo
soit.

Bull, di arch. crist. 1899,

P^g- 77(4) Cfr.

DE Rossi, Roma

III; Bull. arch. crist.

1868, pag. 25, 31,

48, 84; 1869, pag. i;
(5)

1874, pag.
si

131.
délia

Questo sarcofago

conserva nel palazzo

canonica di

S.

Maria Maggiore.

CIMITERO DI GENEROSA
Faustino
e

75
gettati

Simplicio

furono martirizzati e
di

nel

Tevere

nelhi
ai

grande persecuzione

Diocleziano, probabil13eatrice, aiutata
li

mente

29 luglio del 505. La loro sorella
i

dai preti

Crispo e Giovanni, ne raccolse

corpi e

seppelli in

un cimitero che trovavasi al sesto miglio délia via Portuense sotto la proprietà di un certo Filippo « ad sextum Philippi»,
Béatrice, vittima délia

polta in questo cimitero. Verso la fine del
il

medesima persecuzione, fu anche sevu secolo (683)
:

pontefice

Leone
la

II trasportô le loro reliquie a S. Bibiana

e a quest'epoca risale l'iscrizione del sarcofago già ricordato,

corne provano

paleografia, la rozzezza del

monogramma

e l'indicazione del cimitero

che sarebbe stata del tutto su-

perflua finchè

i

corpi fossero rimasti nel luogo del loro pri-

mitive sepolcro.

Non
al

si

sapeva altro

di

questo

monumento
le

fino alla

meta

del secolo xix, allorquando

avvennero

scoperte dal 1858

1864 presso

il

bosco dei

Fratelli Arvali
il

ed

il

tempio délia

dea Dia. Antichissimo e
vali, e se

assai célèbre era

collegio deo-li Ardi

ne faceva
la

risalire

l'origine ai

tempi

Romolo. La
iscric

sua storia e

sua organizzazione sono conosciute dalle

zioni pubblicate dal Marini
dei Fratelli tra
il

con

il

titolo

:

Gli Atti

moiiummti
o-

Arvali

raccolti c

commentati

(Roma

1795). Nel 1858,
l'

sesto e settimo miglio délia via Portuense, presso
si

dierno borgo délia Magliana,

cominciarono

a scoprire al-

cune

altre iscrizioni di questi Atti. Gli scavi fatti allora casual-

mente furono proseguiti con metodo
archeologico germanico sotto
la

scientifico dall' Istituto
dell'

direzione

Henzen che ne
qiiac supcrsunt

pubblicô

i

risultati negli

Acta Fratnim Arvalium
il

(Berlino 1874). Si rinvenne cosi

basamento
alla

di

un tempio
altri

rotondo che fu
oWAiigiistciiDi

.attribuito

da alcuni
casale). Gli

dea Dia e da

(y odierno

stessi

scavi portarono

in luce
n.

un piccolo edificio costruito nel iv secolo (v. pag. jj, 3), che venue subito riconosciuto per una basilica cristiana, di cui non restano che l'abside ed una parte dei mûri. In mezzo aile macerie si trovô un frammento d'architrave con l'iscrizione
damasiana J^(///STlNO c<

VIATRICI

^

...

Era dunque senza

76
dubbio

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
la basilica

dei Ss. Faustino, Simplicio e Béatrice che

sappiamo collocata in questa località. Dietro l'abside si potè penetrare nelle catacombe per una galleria [i] la quale condusse subito
al

sepolcro dei martiri [2].
difficile di

Dallo studio dei luogo non è

ricomporre Tepidurante
la

sodio délia deposizione dei corpi di questi santi

persecuzione
tuense
erayi

di

Diocleziano. In questa parte délia via Poril

una cava;

bosco sacro era stato nel quarto
essere che
il

secolo abbandonato e

puô

collegio degli Arvali
il

fosse stato sciolto o avesse trasportato altrove

luogo délie

sue riunioni,
riori alla

infatti

quivi

non

si

rinvennero iscrizioni postelocalità era

meta dei
i 1'

m

secolo.

La

divenuta perico-

losissima ed
ladri,
Il

passeggeri venivano derubati ed assassinati dai
attesta

corne ce

una

iscrizione funèbre proveniente di

e forse cristiana:

IVLIO TIMO

THEO
XIT
XXVIII

Q.VI VI

.

M ANXIS P 0" VITAE IX
. • •

NOCENTISSIME DECEPTO A LATR ONIBVS CVM ALVMNIS N VII OTACILIA NARCI SA COIVGI DVL
• •

CISSIMO
Il

gomito prodotto
i

dal

Tevere

ai piedi délia

coUina deve

aver fatto fermare

cadaveri dei martiri precipitati nel fiume;
i

ed essendo allora confiscati

cimiteri, Béatrice, invece di trafratelli

sportare le reliquie dei suoi

vicino alla
1'

città,

li

avrà

nascosti nella prossima cava presso
vali. Il

antico bosco degli Aral

cimitero che

si

svolse intorno

sepolcro dei martiri,

non ebbe mai una grande
di

estensione, perché fu
di

un cimitero
Alessandro

campagna, povero

e

rozzo corne quello

S.

sulla via

Nomentana.

CIMITERO DI GENEROSA
Probabilmente
hi basilica [5]

n
Damaso.
quelle
di

fu costruita d;i s\\\

Vi
del

si

riconosce
iv;

intiitti la
i'

costruzionc mista délia seconda meta
dedicatoria,

secolo

iscrizione

simile

a

V U
J/'

>z_J^

—*^

Cimitero

di

Generosa.

S.

Gennaro

e di S.

Ermete

fu

senza

alcun dubbio

comepi-

posta da questo papa; e potrebbe restituirsi cosi:

« Beatissi-

mis martyribus Faustino, Viatrici
scopus
fecit ».

et

Simplicio

Damasus

Parecchie iscrizioni, alcune délie quali con data

78
consolare
si

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
trovarono nello scavo ed oggi
si

veggono

parte
tra-

nella basilica e parte nell' interno del cimitero

ove furono
abside e

sportate per raaggiore conservazione.
locate nel

Le seguenti erano
ail'

col-

pavimento

délia basilica innanzi
:

ci in-

dicano l'età délia sua costruzione

BENEMEREXTI ELIO OLI.MPIO Q.VIESCET IN PAGE OBITVM FECIT DIE III KALD IVLIAS DEPOSITVS DIE KALD SS COXS ANTONIO ET SVAGRIO VVCG CONS
(An. 382).

ITEMaVE BENEMERENTI FILIE EUE MALLONIE QVIESCET PAGE QBITVxM FEGIT DIE VIIII KALDS DEGEMBRES DEP05ITA DIE VIII KALDS SS CONS DD NN ARGADIO III ET HONORIO II AAVi/// CONS LOGVM A FVNDAMENTIBVS MARMORE ABIA/// ADORNAVIT SOCERO ET CONIVGI SVE VICTOP///
IN
(An. 394).

Comunemente
tiri.

edificavasi la basilica sul sepolcro dei
e

mar-

Qui

al

contrario,
di

forse

per
a

evitare

un

forte lavoro,

la

si

costru'i

fianco

come
in

S.

Wilentino.

La

fencstclla
la

confcssionis

era praticata

fondo
l'

ali'

abside, sopra

sedia

episcopale e permetteva di vedere
galleria, iutroitns

interno del santuario.
dall'

Una

ad martyres, immetteva poi
la

oratorio al

sepolcro [2]; ed era questa

sola strada d'accesso, perché,
la cripta

come

si

riconosce dalle rovine, alcuni mûri separavano
si

storica dalle gallerie, aile quali

andava per uno spéciale

in-

gresso con scala

[i].
la

Secondo

il

de Rossi,

costruzione délia basilica risale circa

all'anno 382. Coinciderebbe

adunque con
di

il

trionfo di san
e

Da-

maso
che
riali
il

nella questione per l'altare délia A'ittoria:
sia

puô essere
mate-

che detta basilica

una memoria

questo trionfo. Si disse
i

papa avesse adoprato per questa costruzione

del

tempio délia dea Dia; ma,
i

oltre

che una legge prosi

teggeva ancora

monumenti

pagani,

non

è

mai trovata

nel cimitero e nella basilica una sola iscrizione deçli Arvali

CIMITERO DI GENEROSA
adoperata dai
cristiani
di

79
quando Simtesti-

nel iv secolo. Del resto
i

niaco fu accusato

violenza contre
egli
si
:

cristiani profanatori dei

monumenti pagani,
monianza
fatta

appellô per sua difesa alla

di

san

Damaso
alla

avrebbe ciô fatto se

Damaso
in

stesso

avcsse cooperato
più tardi,
le

distruzione dei tempi?

La

distruzione fu
tutte

iscrizioni arvaliche

furono disperse

le parti; se

ne rinvcnnero sulla via Labicana, suUa via Appia
Valentino sulla via Flaminia.

e perfino a S.

Dopo
stesso,
il

la

basilica

Damasiana, piccola

corne

il

ciraitero

monuniento

più insigne è la cripta dei martiri [2].
si

Essa è di forma irregolare. Vi

ammira una

bella pittura
:

non
nel

anteriore al vi secolo. Vi sono effigiati cinque personaggi

mezzo

il

Salvatore con

il

nirabo
Ss.

cruciforme; a destra,
Viatrice

indicati

dai rispettivi

nomi,

i

SiiiipJicio e

(forma

primitiva dei

nome)

a sinistra 5. Fausîhiiano o Faustino ed
5.

un santo sconosciuto,
I

Rufiuiano.

quattro santi portano corone in
la

mano; onde
Il

il

quadro

rappresentava
Salvatore,
i

Coro?iatio

niariyniin.

nimbo,
verticale

il

tipo dei

costumi
stile

e

la

disposizione

dei

nomi

indicano lo
forse per
i

bizantino. Dietro la pittura eravi
fratelli;
il
i

un

bisofiiiis,

due

dei sepolcro di S.

Béatrice

non podalla

trebbe indicarsi
in

posto preciso.

Sono

tuttora

riconoscibili

questa

cripta

danni ed

i

cambiamenti prodotti

traslazione dei 683.

Quasi
ornato
l'altre

di

rimpetto

alla

cripta storica v'
di

ha un arcosolio
tutte

di

pitture.

Quelle

sinistra
il

sono

deperite

;

di destra

rappresentano

Sacrificio di
il

Abramo con

le

traccie dei

nome

ABRAHAM
'

e

Bnon

Pastore, la cui tunica
la

porta

la

croce

gammata ni— con

sopra

parola

PASTOR.

Nel fondo dell' arcosolio si ravvisa la figura incompleta di una donna orante. La pittura non è posteriore al iv secolo:
il

de Rossi congetturô che questo potesse essere stato

il

se-

polcro di Generosa,

ma

le

sue dimensioni sembrano troppo

piccole per taie attribuzione.
II

cimitero fu frequentato fino

al

vu

secolo. \\

si

formô

8o

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
un cimitero
all'aperto,

sopra, corne quasi dapertutto,

che veiine

adoperato
Itinerari. I

fino

al

v[i

secolo e

che è pure

ricordato negli

corpi dei martiri trovansi ora parte a S. Bibiana,

parte a S. Maria Maggiore.

Furono
scavi
;

gicà

ricordate

parecchie

iscrizioni
:

trovate

negli

ora eccone alcune altre più notevoli

gr EVTYCIO /^f BENEMEREXTI CONZVGI g< INCOMPARABILI ER MIONE COIVX EIVS FECIT ET SIBI IN PAGE DEPOSITVS XII KAL MARTIAS Q.VI BIXIT AXNIS LXXXV MENSSES VII DIES IIII
• • • •

AVR

.

VINCENTIE BENEMERENTE IN PAGE

ANNOS PM LXXX IDVS DECB REQEMDE ET CLEARGO GOXS [>
Q.VE VIXIT

EXIVIT D

III

La data posta bris Ricomede
délia
Il

in questa ultima iscrizione a et

m

Idus

Decem-

Clearco consulibus», è precisamente quella

morte

di

san
è di

Damaso
si

(ii décembre 384).

cimitero

brève circuito e rozzo,

ma

abbastanza

ben conservato,
ed
fita

e vi

veggono

molti loculi ancora chiusi

intatti.

In uno

di questi
la

nella

cake con

data del consolato di

pu6 vedersi una iscrizione grafModesto ed Arintèo
seguente
:

che indica l'anno 372, nel

modo

///VLA

DEFVNCTA EST

DIE

TE M

B

RI V

M

CONSS MODESTO ET ARENTEO
il

Recentemente

ch.

Hûlsen

attribul a

questo cimitero, e
il

forse air ingresso dalla parte délia basilica,

seguente fram-

CIMITERO DI GENEROSA
mento trovato
strada chc
in

8l
accenna forse
:

questi dintorni, in cui
al

si

alla

conduccva

sepolcro dei santi

HOC ITERE INVIS/// SED TITVLI ING/// EXIMIVM VITAE T///
MARTYRIBVS/// HINC ITER AD/// HORREN///
Essa fu cosl restituita dal dotto epigrafista
:

HOC ITERE

INVISw sanclomm

corpora fralnun

SED TITVLI INGt!/i// Virha dûlore %vi EXIMIVM VITAE Tukranl qui sanguine

fructum

MARTYRIBVS
HORRENrf»/H

Chiistl

hau

fuerat requies

HINC ITER AD

Sanclos quos impia turba Getavum

dictu scdibns expulerat.

L' ultimo distico fu dal
restauri eseguiti nelle

medesimo posto
i

in

relazione

ai

catacombe dopo
di

guasti délia guerra

gotica ne! vi secolo

(').

La Commissione

archeologia sacra ha testé deciso

di

mano ai monumento che
metter
Délie

lavori di restaure e di sistemazione di questo

era restato da lungo
cristiane di

tempo
si

in

abbandono

(").

memorie

Porto

tratterà nel Capitolo

dei Cimiteri suburbicari.

(i)

Nuovo

Bull, di arch. ciist. 1900, pag. 121 seg.

Si spera di potcr

presto ricuperare questo importante

frammento

e collocarlo

nuovamente
fu data dal

neir antico oratorio dei martiri.
(2)

Una piena
nel

illustrazione dei
III délia

cimitero di

Generosa

DE Rossi

tomo

Roina solUrranea, in appendice.

*^^?^

Guida Ciitaccmbe romane.

^^^^^-^-^^^-^-^^^^-^^^^^^^

LIBRO SECONDO
I

Cimiteri Cistibcrini

®

CAPITOLO

I

LE MEMORIE CRISTIANE DELLA VIA OSTIENSE ()

LAQuesta
di di Malta.

via Ostiense cominciava dall' antica porta
era posta fra l'Aventino ed
délie
il

Triç^cmina.
sulla linea

Tevere,

prolungamento
la

mura

di

Servio TuUio, ritrovate nella

l'Aventino tra

chiesa di S. Prisca e

villa dei

Cavalieri

Nella costruzione délie mura Aureliane

(a.

272)

le

fu sostituita la porta Ostiense la quale

dopo

il

v secolo prese

(i) Index Coemetcrioruin e Notitia regiofium: «

Coemeterium Comodi Sal:;bourg:

dillae ad S.

Felicem

et

Adauctum
et

via Ostiensi »

— Itincrario

« Et sic vadis ad

occidentem

invenies S. Felicem episcopum et
et sic vadis

mar-

tvrem,

et

descendis per gradus ad corpus eius,

ad S. Paulum

via Ostiensi, et in australi parte cerne ecclesiam S.

Thedae supra monin

tem positam,

in

— Dû

qua corpus eius quiescit
« In

in

spelunca

aquilone parte

».

Jccis

Ss.

Marivnim:

parte australi civitatis iuxta

viam Ostien-

sem Paulus

apostolus corpore pausat et Timotheus episcopus et martyr,

de quo meminit liber Silvestri, ibidem dormit, et ante frontem eiusdem
basilicae oratorium est

Stephani martyris. Lapis

ibi,

quo lapidatus
est, et

est

Stephanus, super altare est positus. Inde haud procul in meridiem mo-

nasterium est

aquae

Salviae, ubi

caput S. Anastasii

locus ubi

decollatus est Paulus. Prope

quoque basilicae Pauli ecclesia S. Theclae est, ubi ipsa corpore iacet. Et non longe inde ecclesia S. Felicis est, ubi ipse dormit, cum quo, quando ad caelum migravit, pariter properabat Adauctus, et ambo requiescunt in uno loco. Ibi quoque et Nomeseus martyr cum plurimis
vocatur, quia iuxta
iacet ».

Itincrario di Giiglidmo di

Mal-

meshtiry: « Duodeciftia porta et via Ostiensis dicitur,

modo

porta S. Pauli

eam

requiescit in ecclesia sua.

Ibidemque Timotheus
Félix et

martyr,
ctus et

et

non longe
«

in ecclesia S,

Theclae sunt martyres

Adau-

Nemesius. In aqua Salvia

est caput Anastasii martyris ».

Iti-

tierario d'Einsieddn:

Inde ad portam Ostiensis; indeque per porticum
et de Menna usque ad S. Paulum apostoIndex CoemeAdauctum et Emeritam ». « Coemeterium S. Cvriaci via Ostiensi ».

usque ad ecclesiam Mennae,
lum. Inde ad S. Felicem
terioruin c
et
:

libre Mirahiliuni

86
anche
il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

nome

di S.

Paolo.

Due

vie passavano sotto gli archi

di questa

nuova porta:

sotto

T arco di sinistra la via

Laula

rentina, che dirigendosi verso le

Aquac Salviae andava

a ricon-

giungersi alla via Ardeatina; sotto quello di destra

via

Ostiense

(').

Lo

stato attuale délia porta Ostiense è dei

tempi

di Belisario (vi secolo).

La

via Ostiense era célèbre per
si

i

suoi

monumenti
le

e se-

polcri, dei quali

veggono qua

e là gli

avanzi dentro

vigne,

cominciando
Alcuni
anni

dalla notissima piramide di

Caio Cestio

a fiance

délia porta e racchiusa in parte dentro le

or

sono,

nel

costruire
di

il

mura nuovo

di

Aureliano.

coUettore, a

sinistra délia via attuale,
si

poco prima

giungere a S. Paolo,

trovô una linea

di

colombari abbastanza ben conservati.
via, cioè
il

Uno dei
vanoi

borghi traversati da questa
il

Ficus Alexmidri

esistente circa

sesto miglio, aveva

un porto ove approda-

battelli, e di cui

rimangonole

vestigia:

Ammiano

MarcelIII,

lino racconta che qui fu sbarcato l'obelisco di

Totmès

oggi esistente nella piazza dei Laterano('). Gli Itinerari ricor-

dano
S.

in questa via quattro
il

memorie
di

cristiane: la

tomba

di

Paolo con

piccolo

cimitero

Lucina,

il il

cimitero di sepolcro dei

Commodilla ovvero dei martire S. Timoteo ed
I.

Ss. Felice e
il

Adautto,

cimitero di S. Tecla.
di S.

Sepolcro

Paolo.

Il

martirio di san Paolo avvenne molto probabilmente nel-

l'anno 67 (3). Gli Atîi apocrifi dicono che l'Apostolo fu decapitato ad Aquas Salvias: e presso un pino, aggiunge una compilazione greca pubblicata da Thilo
('*):

Eî: |j,àaaav

y.7j.o-j\ivrr^v

Axxo'jai 2^aÀ3:aç -Xr^al toO Sévooo'j toO atpo^îÀou.

Una

iscri-

zione di san Gregorio

Magno

dell'

anno 604, conservata nel
ddla via Ostiense
e

(i) Cf.
sul

Stevenson, Osservaiioni

sulla topo^rafia

cimUero ove ju sepoUo Vapostolo san Paolo, nel Xuovo Bull,

di arch. crist.

1897, pag. 283 seg.
(2) Réf. gest.
(j)

XVII,
d'

4.
17.

Cf. Elém.

arch. chrét.: Xoiions générahs, pag.

(4)

Programmata Passhalia, Hake, 1837-38.

SEPOLCRO DI
museo
di S.

S.

PAOLO
fatta

87
da quel papa

Paolo, ricorda

Ui

donazione

del fondo délie

Acque

Salvie alla basilica dell'Apostolo (').

Era giusto,
il

ivi si

dice, che al culto del santo
«

Apostolo servisse

luogo del suo martirio:
illa ei

Valde incongruum ac esse duspecialiter possessio
est

rissimum videretur ut
in

non

serviret

qua palmam sumens martyrii, capite

truncatus ut viSalvias

veret: utile iudicavimus

eandem massam, quae Aquas

nuncupatur,.

..

cum

Christi gratia luminaribus deputare » (*).

Topografu dei dintorni

di

S. Paolo.

Infine quivi

si

venerarono sempre
ai santi

tre santuari,

uno dedicato
e
il

a

san Paolo, l'altro

Vincenzo ed Anastasio,

terzo a

san Zenone; e vi fu anche un cimitero. Negli scavi del 18^9
vi
si

trovarono

_delle iscrizioni cristiane,
storici,

dcUe quali perô nésscoprirono pure délie

suna conteneva ricordi

e

vi si

costruzioni del iv secolo Q).
(i)

Consta

di

un framraento, inciso

sul

marmo,

d'

una

lettera di

S. Gregorio, Epist.

(2) Cf.

XIV, 14 (P. L. t. LXXVII, Mai, Script, vet. V, pag. 213.

col. 131S).

(î) Cf.

DE Rossi,

Bull.

1869, pag. 81 seg.

88

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
Secondo
gli

Atti

apocrifi

ed

i

Martirologi,

il

corpo

di

san Paolo fu sepolto sulla via Ostiense nella proprietà d'una

matrona

cristiana per
alla

nome Lucina

(').

Queste testimonianze
Caio

molto posteriori

pace délia Chiesa, sono confermate da

documenti

assai più antichi, cioè dalle parole del prête
d'

(m

secolo) e poi dai passi

Eusebio, di sant' Optato
('). Il

di

Mi-

levi, di

san Girolamo e di Prudenzio
neir area di Lucina
ivi

corpo dell'Apofino

stolo sepolto

resto

a

che fu

trasportato

al

nascondiglio délia via Appia
i

(a.

258) insieme
ai
il

a quello di san Pietro; e
rispettivi sepolcri,

due corpi ritornarono poi

loro

probabilmente due anni dopo sotto
restituiti

papa
cimi-

Dionisio,
teri

quando cioè da Gallieno furono

i

Q.
Fin dal
i

secolo Anacleto aveva costruito un piccolô oradi S.

torio sulla

tomba
il

Paolo

;

ma

Costantino, secondo cio

che narra

Liber pontificalis,

ivi

costrui

una
s al

basilica (a.

324

o 325). L'iscrizione che

ancora vedesi

sarcofago, guarsi ail'

dando neir interno
stantiniana.

dell' altare

papale (e che qui

riproduce)

a giudizio di vari archeologi

puô appartenere

epoca co-

^v
Sotto
il

APOSTOLO MART
di

pontificato

Gregorio

XVI

tornô

alla

luce

questa iscrizione incisa sopra una délie grandi piètre che racStevenson, L'area
Lucina
via Ostiense nel

(i) Cf.

di

siiila

Kuovo

Bulktt. di arch. crist.

1898, pag. 60 seg.

(2) Cf. Elém. d'arch. chrét.: Notions gâiéiaUs, pag. 8.

(3) Ibid, pag. 50.

SEPOLCRO DI
chiudono
il

S.

PAOLO

89

sarcofago deirApostolo:
pietra
h:i

PAVLO APOSTOLO
due rettangolari ed uno

MART.

Qaosta

tre

fori,

circolare, che

dovevano

servira taiito par bruciarvi gli incensi

nel giorno délia festa, corne per farvi discendere gli oggetti

con

i

quali

i

pellegrini desideravano toccare

il

sarcofago.

I

tre

piccoli pozzi

che
il

si

aprono

sulla superficie del

marmo, corne
e coil

ha riconosciuto

P. Grisar,

sono d'ineguale profondità

municano

fra loro.

Gregorio

XVI

ebbe l'idea

di fare aprire

Sezione dei pozzctti perpenJicolart

alla

tomba

di

S. Paolo.

sepolcro;

ma

poi

cambio d'avviso per

le

che avevano consigliato a Clémente VIII
sarcofago di san Pietro.
assicurazione
Il

medesime di non
di

ragioni
aprire
il

de Rossi diceva

avère avuto
papa.
l'

formale

di

ciô dallo stesso sagrista del

La

basilica

Costantiniana non era grande ed aveva

in-

gresso sulla via Ostiense, in quella parte cioè ove trovasi
l'abside dell' attyale edificio.
costruî
la

Nel ^S6, \'alentiniano
riproJuce
il

II
la

ne

ri-

una nuova
che scrisse

di cui l'odierna basilica

forma,

grandezza e l'orientazione.
l'

E

noi conosciamo

testo délia
al

lettera
di

imperatore

in

questa occasione

prrfetto

Roma
(i)

Sallustio('). L'opéra di Valentiniano fu proseguita da

Baronio, Annal,

an.

585.

90
Teodosio
e

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
compiuta poi da Onorio, corne
dell'
ci

attesta

l'

iscri-

zione musiva

arco trionfale:
• • •

TEODOSIVS CEPIT PERFECIT OXORIVS AVLAM DOCTORIS MVXDI SACRATA.M CORPORE PAVLI
• • • •

Galla
nel

Placidia,

sorella

dell'

iraperatore
la

Onorio, morta

450

deir èra crisriana, continua poi

decorazione sotto

Musaico deir arco

trionfale.

gli auspicî di

papa Leone

I

:

e ad essa

si

riferisce

1'

altra iscri-

zione che ricorre in giro

sull' arco.

PLACIDIAE PIA ME\S OPERIS DECVS OMXE

PATERM
ritratti

GAVDET PONTIFICIS STVDIO SPLENDERE

LEOXIS.
dei

A
ma
si

quest' epoca

appartengono

forse

i

celebri

papi, dei quali

una parte

fu distrutta nell'

incendie del 1825,
i

fortunatamente se ne poterono salvare

più antichi che

conservano nel museo del monastero. Taluni hanno pre-

SEPOLCRO DI

S.

PAOLO

91
;

teso di riconoscere in questi affreschi un' opéra medioevale

ma
al

il

loro

stile
I

è

certamente antico e

si

possono

attribuire

secolo v.

pontetîci

Simmaco, Oraîisda, san Gregorio
altre

Magno

aggiunsero poi

décoration!

alla

basilica.

Una

ricostruzione parziale ebbe luogo sotto
a quest' epoca
différente

Onorio
dell'

Il[ nel

1226;

deve assegnarsi

il

inusaico

abside

molto

da quello dell'arco trionfale che è

di stile bizantino.

!^)l3U^:^|j^>ïï-T'£gi^^><rli;':«-^-vi''^^^

fe.,^
Musaico deir abside.
Il

cimitero di Lucina, ove fu sepolto san Paolo,

venne
le

assai

danneggiato, corne pu6 focilmente comprendersi, per

costruzioni délia basilica. Bosio racconta che alcuni vecchi

de'suoi tempi avevano potuto penetrare in un sotterraneo;

ma
(').

questo doveva essere una parte délia primitiva confessione

A

destra dell' abside, probabilmente nella stessa posizione che
la

occupa

cappella

di

S. Ciriaca a S.

Lorenzo,

si

trovava

(i)

Rom.

sotl.

III, 2.

92
un

GUIDA DELLE CATACOMBE ROiMANE
oratorio di
S. Giuliano,
ci

presso
ivi

il

quale

si

entrava

nel

sotterraneo. Bosio
esistente nel

dice che
di

stava una
:

iscrizione

ora

monastero

S.

Paolo

/'/ANCTI
I ! I I I

NOMIXE DEI PATRIS OM\IPOT///S ET DOMINI N05TRI lESV /[\ FIL/// V yf\ PARACLET EVSEBIVS IMFA///ORAVIT CIMITERIV TOTV///
!

I ! I I I I I I I I ! I

I

I

I ! I I ! I I I I I I

i

i

I ! I I I

I

I

I I 1 1

///OLVMNAS IN PORTICOS PICTVR,7/VAS IN RVINIS ERAT TOTA

SE///

EVM TEGVLAS ET TAB///A ET XCVTOS ET MATERI/// y//TOTA BALINEN MARMO/AUVE MINVS ABVIT ET SCAMNA/// ;///TRAS SPECLARA ITEM IN S///ERIORA MARMORAVIT PAL/// ///OSTRA INCINOS ET CLABES ///OSVIT VT POTVIT VSaVE D/// y//SET IN SECVLO FECIT RELiaV/// ///ABRICA QVANDO EXIVIT
///TV

D///

///CVLOR MISIT ALVMNIS

SVI///

///CVNIA ET IPSI FABRICAVE

RVNT INTROITV AT MARTYRES ///ODEST IN PVBLICV A FVND/// MESSAS AT MARTYRES ///O TAS FECIT AQ.VAM IN VALLN/// ///PER MAGNANA FECIT AT CON///A CVBICVLV ET CANCELLV FEC/// y//CAVSA FVRES FECIT CIAMVL/// A LA FACENT ITEM SART/// ;// A SVSCEPIT SIGILLA IXaVE POR///0 SVIT COMPODIOLA///
///BRICABIT

Questa
r
basilica

iscrizione

del

vi secolo
il

è la

prima che

ci

ricordi

introihis

ad martyres, cioè
confessione.

passaggio che conduceva dalla
altresi

alla

Essa è

importante
di S.

perché

indica

i

lavori che

vennero eseguiti nel santuario

Paolo

e nel cimitero. La frase «/^zbricavit messas (mensas) ad martyres » vuol dire che erano srati eretti degli altari innanzi aile
reliquie dei martiri.

Secondo questa
di

iscrizione,

l'

ingresso era

riccamente decorato, ornato
Il

marmi

e di pitture.
in origine
lo

cimitero di
ail*

Lucina doveva essere

Mn area
ed

sepuJcraUs

aperto.

La

via Ostiense,

secondo

Stevenson,
il

passava

tra

la

collina e l'abside

dell' attuale

basilica;

triangolo che essa formava con

una strada trasversale che
papale delimitava Yarea

passava dietro

il

posto

dell' altare

del sepolcro di S. Paolo. Valentiniano II avrebbe soppressa

questa via trasversale

per

costruire

la

nuova

basilica, più

grande

di

quella di Costantino. Tuttavia quest' opinione

non

SEPOLCRO DI
è accettata

S.

PAOLO
il

93
Borsari (')
la

da

tutti gli

archeologi. Recentemente

è

ritornato

ail'

antica

opinione,

che

faceva

passare

via

Ostiense primitiva dietro l'abside délia basilica Costantiniana
e

che attribuiva a Valentiniano l'odierna direzione

di

questa

strada.

È
S.

probabile che

più tardi, nell' altro

lato délia via,
al

si

a

stato scavato

un sotterraneo corne appendice

sepolcro di

Paolo
II

e che di là

provengano

le

due

iscrizioni consolari

del

secolo copiate dal Boldetti in queste vicinanze senza

indicarne la précisa località ('):

/'M ''

XXX SVRA ET SENEC-COSS
(An. 107).

SERVILIA
PIS

ANNORVM

XIII

ET BOL COSS

(An.

m).

Ed

è

notevole che queste due iscrizioni cosl antiche siana

State trovate

precisamente presso un cimitero apostolico, Di

consolari più antiche ve n' è una sola (a. 71) conservata nel

museo Lateranense, ma

se

ne ignora

la

provenienza.

Bi-

sogna poi giungere fino all'anno 217 per trovare un'altra data consolare su di una iscrizione cristiana. L' iscrizione delr anno

m

era incisa nel
il

marmo
non

;

quella del 107 era
è,

graflFita

sulla calce:
il

numéro

XXX

corne opinô

il

Boldetti,

numéro

dei corpi

deposti nei loculi,

ma

piuttosto quello

degli anni del defunto.

Ad
tomba
ed

ogni

modo ben poco
di

noi

sappiamo fino ad ora su
l'

questo cimitero

Lucina che ebbe

onore

di

contenere

la

apostolica; e sarebbe desiderabile che un'accurata esploci

razione
i

permettesse di riconoscerne con precisione

la

forma

limiti.
ri-

Altre antiche iscrizioni furono pure qui rinvenute, che

porteremo qui appresso; alcune

si

conservano nel museo del

(i) Notifie degïi scavi, (2)
I'

1898, pag. 4J2.
78, 79. Cf.

Boldetti, Osservjiioui, pag.
5'

de Rossi,

Inscript. chrisl^

pag-

7-

94
anteriore

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

monastère. La seguente è del
ail'

m

secolo e per conseguenza

edificazione délia basilica ('):

AVRELL\ DVLCISSLMA FILL\ QVAE DE SAECVLO RECESSIT
VIXIT
.

A\X

.

XV

.

M

.

II II

SEVERO ET QVIXTIX
(An. 235).

COXSS

Quest' mitero
Ss.
di

altra

prova una relazione
e
il

di

dipendenza

tra

il

ci-

Lucina

prossimo

titolo di Fasciola (chiesa

dei

Xereo ed Achilleo):

CINNAMIVS OPAS LECTOR TITVLI FASCIOLE AMICVS PAVPERVM
QVI VIXIT ANN^XLVI^'wENSgf VII D
VIIII

^

DEPOSIT IN

PACE^KAL MART^

GRATIANO

IIII

ET MEROBAVDE CONSS
(Monastero
di S.

Paolo. - An. 577)

(2).

Il

Marini

ci

ha conservato

una iscrizione con
il

la

data

consolare del faraoso

Nicomaco Flaviano,

nemico
Paolo

di

san Da-

maso; era

stata scoperta presso la porta S.

e probabil-

mente veniva dal cimitero dello stesso nome, ove essa racchiudeva un sepolcro per quattro posti {lociis quadrisomus) appartenente ad un marmorario
:

DEP III IDVS MAII OSIMVS QVI VIXIT ANNVS XXVIII QVI FECIT
SEPTE BENEMERENTI IN PAGE CON SVLATV NICOMACI FLABIANI LOCV MAR MARARI Q.VADRISOMVM

CVM CONPARE SVA ANNVS
VIIII

MEXSIS

(An.

59:1)

(3),

Ecco ora quella di un fornaio délia XII regione civile, Piscina publica, poco discosta dalla via Ostiense. L' istru(i) Cf.
«

DE Rossi,
».

Inscript.

chrhi.

I,

pag.

12.

«

Quintino

»

per

duintiano
(2)

Ibid.

pag. 224.
183.

(3) Ibid. pag.

SEPOLCRO DI
niento délia professione che
si

S.

PAOLO
il

95
testo rappresenta

vede sotto

una misura

di

grano

:

HIC EST POSITVS BITALIS PISTOR MIA///

HIC ES RG XII Q.VI BICXIT AN NVS PL MINVS N XLV DEPO SITVS IN PACI NATALE D OMNES SITIRETIS TERT

IVM IDVS FEBB CONSVLA TVM FL VINCENT! VVC

CONSS

,

TT-O
(Mouastero
di

S.

Paolo. - An. 401) ()•

La

festa

quivi

ricordata

del

«

Natale

domnes

Sitiretis »

è

quella di santa Sotere (11

febbraio).

HIC POSITVS EST BENEMERITVS EL

AS,//

VESTITOR IMPERATORIS QVl VIX';' DEPOSITVS D VIIII KAL SEPTEMBR/// DOMINI N HONORI AVG VI CCSS

(An. 404).

HIC QVIESCIT IN PACE FL CELERINVS VD SCRINIARIVS ÏNL PATRICIAE SEDIS DEP D IIII ID NOVEMB Q.VI VIXIT ANN XXXIII PLM DN PL VALENTINIANO VII ET AVIENO VC~ S

(An. 450)

(2).

Qiieste due iscrizioni che ricordano un personaggio délia
corte d'

Onorio

(-'')

ed un

« vir

devotus, scriniarius inlustris
('*).

patriciae sedis »,

sono oggi perdute
Inscrip.
christ,
I,

(i) Cfr.

DE Rossi,
330.

t.

pag. 212.

(2) Ibid. pag.

(3) Ibid. pag. 226.

(4) M.\RiM, Papiri diplomatie!, pag. 258.


Infine
al culto

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
l'

iscrizione

d'una pia donna che s'era consacrata

dei martiri:

MAXDROSA HIC KOMINE OMNIVM GRA TIA PLEXA 0* FIDELIS IX XPO gf EIVS MAXDATA RESERVAXS [^ MARTYRVM OBSEQ.VIIS DEVOTA TRAXSEGI FALSI SECVLI VITAM gf VXIVS VIRI COXSORTIO TERQ.VINVS COXIVNCTA FER AXXOS f^ REDDIDI XVXC DXO 5f RERVM DEBITVM COMMVNEM VIIII KAL 0" OMXIBVS OLIM 0" Q.VAE VICXIT ANN S^ PLM f^ XXXIII DP

^

FEBRVARIAS COXS J^ AGIN'AXTI FAVSTI VC
(Monastère
di

S. Paolo. -

An.

483).

Nel prato che
il

è vicino al

monastero

e

dove estendevasi

cimitero
di

ail'

aperto, furono rinvenuti parecchi sarcofagi ed

avanzi

portici e di colonne. I

due sarcofagi più importanti

sono conservati nel museo Lateranense.
chiamato dal de Rossi
già pubblicato e

Uno

di

questi

era

«il sarcofago teologico », perché rap-

presenta un piccolo compendio di Bibbia figurata. Esso fu
descritto

da noi nel primo volume degli
al

Eléments

(').

Il

secondo, che è coUocato in fondo
le

vesti-

bolo deir ingresso del suddetto museo, rappresenta

consuete
vi

scène dell'Antico e
i

Xuovo Testamento;
personaggi, e
al

nel

mezzo
si

sono

busti di

due
di

illustri

disotto

vede un prosan Gre-

féra in atto

le2[o;ere

un volume.
l'

Nel monastero,
gorio
I

oltre

iscrizione
si

dei

tempi

di

e le altre già citate,

conserva anche un frammento
alla

di quella di

Giovanni VIII

relativa

città

di

Giovanni-

poli (^), e r iscrizione sepolcrale di

Giovanni XIII (9^5-972):

^ PONTIFICIS SVMMI HIC CL.WDVNTVR MEMBRA. lOHANNIS PRVDENS PASTOR PERSOLVENS DEBITA MORTIS I5TIC PRAEMONVIT MORIENS SVA MEMBRA LOCARI aVO PIETATE DEI RESOLVTVS NEXIBVS ATRIS EGREGII PAVLI MERITIS CONSCENDAT IN ETHRA GAVDEAT EXVLTET SOCIATVS COETIBVS ALMIS DICITE CORDE PIO RELIGENTES CARMINA CVNCTI XPE TVI FAMVLI MISERTVS SCELERA PVRGA SANGVINE aVI SANCTO REDEMISTI CRIMINE MVNDVM
Q.VI
(i) Cf. Notions gènérahs, pag.

327.

(2) Ibid. pag. 253.

SEPOLCRO DI
Segue
l'etA

S.

PAOLO

97

del pontefice e la data délia deposizione.

Cosi pure

vi è

da notare l'iscrizione

di

un

«

nepos magni

principis Alberici »

(t 1030), cioè di un fanciulio nepote di
«

queU'Alberico chc fu
n or Uni
»
:

princeps et senator

omnium Roma-

-P AVREA PROGENIES lACET HIC VOCITATA lOHS FLETV DIGNA GRAVI FLORE TENELLA RVDI GREGORIO PATRI FVIT ET DILECTIO MATRI ATQ.VE NEROS MAGNI PRINCIPIS ALBERICI COMMISERE TIBI (iENITOR GENITRISQ.VE GENISI HVNC TV sel TVO SVSCIPIAS GREMIO

NATVS

XIIII KAL. NOV DENOS VIXIT DIES DECESSIT V KLDÂS DE ANNO AB INCARNA

TIONE DNI MXXX INDIC. XIIII PONTIFICATV lOHlS XVIIII P PATRVI SVI
Le porte
di

(•)

bronzo, che prima
e

dell'
si

incendio del 1823 orna-

vano l'ingresso principale

che oggi

conservano

in

una

sala

del monastero, furono lavorate a Costantinopoli ai tempi e

per
:

ordine dell'arcidiacono Ildebrando

come

attesta la iscrizione

HILDEBRANDVS VENER. CONVS. Furono terminate

MONACVS ET ARCHIDIAnel

1070, cioè tre anni avanti

che lo stesso divenisse papa col

Vedesi ancora nel chiostro
il

padre
II

dell'

antipapa

nome di Gregorio VII. monumento di Pier Leone, Anacleto II. È un sarcofiigo pagano
il

del

secolo, con le figure délie

Muse, ed aveva una
e sopra
il

iscri-

zione in versi, che ora è perduta;
rimasta soltanto
la

coperchio

è

seguente

:

TE PETRVS ET FAYLus con SERVENT PETRE LEONIS DENT ANIMAM CELO QVOS TAM DEVOTVS AMASTI ET QVIB EST IDEM TVMV LVS SIT GLORIA TECVM
>^
(i)

Una

pubblicazione

di tutte le iscrizioni di S.

Paolo

ci

fu

annun-

ziata dal P.

Cornclio Villani O. S. B.
7

Guida Catacontbe romane,

98

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
1'

Gli Liltimi versi ricordano
i

opinioiie popolare d'allora che cioè
dalla Platonia, fose dell'

corpi degli Apostoli,
stati divisi fra le

dopo la loro traslazione
di essi.

sero
e

due basiliche del Vaticano
ricordo délia

Ostiense

che ciascuna possedesse una parte
dal

Questo errore ebbe
simultanea unione
di

probabilmente origine

délie reliquie apostoliche nelle

catacombe
in S.
dell' arte
il

S. Sebastiano.

Finalmente sono da ammirarsi

Paolo alcuni monuin Italia nel xiii se-

menti del primo rinascin:iento
colo
:

il

tabernacolo,
il

il

chiostro,
dell'abside.

candelabro
chiostro ha

del

cero
ras-

pasquale ed

musaico
1'

Il

moka

somiglianza con quello del Laterano, che

è délia stessa

epoca.

Cominciato sotto
lavoro:
fu

abate Pietro da Capua, fu compiuto sotto
il

Giovanni d'Ardea, verso
senza dubbio
che fece

1240.

Lo

scultore firmô

il

suo
e

MAGISTER PETRVS FECIT HOC OPVS;
uno
il

délia

famiglia

de'

V^assalletti,
il

corne
Pietro

r

artista

chiostro del Laterano:

nome

di

è assai fréquente in questa famiglia. è autore del candelabro pasquale:

Parimente un

A'assalletto
(sic)

EGO NICOXAVS
Le
si

DE ANGELO,
candelabro

dice

l'

iscrizione,

CVM PETRO
scène
del

BASSALTestala

LECTO HOC OPVS COMPLEVL
rappresentano
la

sculture di questo

alcune

Xuovo

mento,

la

passione e

resurrezione; e vi

puô constatare

differenza

con

lo

stile

adoperato per

gli

stessi soggetti nei

sarcofigi cristiani del iv secolo.
Il

musaico
III e fu

dell'

abside

fu

eseguito nel secolo xiii sotto
III da Pietro Cavallini,
alla

Onorio

compiuto sotto Xicola
si

scolaro di Giotto. Esso

potè salvare insieme

Confessione,

all'arco trionfale e a qualche ritratto de' papi, dal terribile in-

cendio del 1823 che distrusse tutta
questo grande disastro
del
si

l'

antica

basilica.

Dopo

comincio

la

nuova

fabbrica per ordine

papa Leone XII,

la

quale non è ancora del tutto compiuta.

IL
Si
fa

Cimitero di Commodilla.

cocnieteriorum:
et

del cimitero di Commodilla nell' Index Coemeterium Commodillae ad S. Felicem Adauctum via Ostiensi». I due martiri Felice e Adaucto

menzione
«

CIMITERO DI COMMODILLA
sono
dilla

99
(').

ricordati nei

martirologi

al

30
d'

di

agosto

Commo-

dovette essere una matroiia
del luogo.
Il

epoca più antica e pro-

prietaria
riusci

Bosio ricercô questo cimitero, e non
le

a trovarlo;
la

ma dopo

csplorazioni del Boldetti, potè

stahilirsi

sua posizione a sinistra délia via Ostiense, lungo
chiese, nella vigna Serafini.
le

la via délie sette

La posizione
fra

di

questo luogo combina perfettamente con
Iliiicrari

indicazioni degii
S.

che nominano

i

Ss. Felice e

Adautto

Paolo
Diosup-

e Domitilla ed ivi ricordano

una

basilica
alla

cimiteriale.
di
al

Questi due martiri appartengono
cleziano. Felice era prête, e
plizio, gli si fece
si

persecuzione

narra che mentre andava
il

incontro uno sconosciuto,
egli

quale

si

professô

cristiano e fu
il

anche

messo

a

morte

:

i

cristiani

ignorando
Il

nome di lui, lo chiamarono Adauctus, Adinnctii<; san Damaso dedicô loro una iscrizione, il cui conservato nellc antiche sillogi; e del marmo si
O
ikrum vero
nomiru Fdix

(^).

papa
ci

testo

fu

ritrovô poi
(-'').

un frammento ora esistente nel museo del Laterano
semel atque
di

Oui intevuratu fuh

cotitempto principe

mundi

Confessas Cbristum caelestlA REgiia

petisti.

O

vere pretiosa fides coGliOScite fratres
caeluiii

Oua ad

victor

pariiER IPROPERavit Adauctus.

Presbyter bis Verus

DaMASO

REClore

iubente

Composuil tuiuiilum sanctornin limiua adornans.

ricQ

Apprendiamo da questa iscrizione che san Damaso incaun prête, chiamato l\'niSy di ornare il sepolcro dei due
Questa epigrafe
fu

martiri.

veduta dai pellegrini del

V[i

se-

colo, perche in

uno

degli Itiiierari ne fu ripetuta

una

frase:

(i) Martirol hronyvi. ed.
Hisl. Eccles. VIII, 2 (P. L.
t.

De Rossi-Duchesne,
col.

pag.

115

Eusebio,

XX,

768) parla

di

un altro Adautto che

nulla

ha che
«

fare

con questo.
via Ostiensi, passio beati Felicis presbyteri sub Dioci

(2)

Romae,

cletiano

obvius

fuit

quidam, cuius nomen ignorantes
sancti Felicis auctus sit

christiani,

Adauctum appellaverunt eo quod

ad coronam».

y)

Cf. DE Rossi, Bull. 1877, P^g- 19; Ihm, Daiuasi epi^ramin. pag. 10.

lOO
«

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

Ecclesia S. Felicis ubi ipse dormit,

cum

quo, quando ad

coelum migravit,
tembre
di
vi
le

pariter properabat Adaiictiis » ecc. (').
set-

Nello stesso cimitero sono indicate dagli Aiti del 22

due vergini Degna ed Emerita

attribuite ai

tempi
;

Valeriano.
si

Ma
il

questi Atti sono intieramente leggendari

e

nomina
in

cimitero col

nome
una

de' Ss. Felice e
(^).

Adautto,
si
;

che esso

ebbe in epoca posteriore

Recentemente

è

messa
si

dubbio l'esistenza
che

di

di

queste
il

due vergini

e

è

supposto che nel cimitero
e
la

esistesse

solo sepolcro di
«

S.

Emerita
et

lettura di

una

iscrizione,
ail'

virgini di-

gnae

meritae», avesse fatto credere
(3).
Il

esistenza di un'altra
fa

vergine chiamata Digna

Martirologio romano

pure

menzione
Emerita,
«

ai

22 di settembre
et

di

ambedue

le

santé
taie

Degna ed
indicazione

sub Valeriano

Gallieno»;

ma

dériva dagli Alti.

Nel 1720,

il

Boldetti penetrô
si

in

una grande

galleria di

questo cimitero, dalla quale

accedeva ad una stanza in gran

parte interrata. Era questa senza dubbio la cripta storica in

forma
cita,

di basilica

sotterranea

come
;

a S.
il

Ippolito, a S.

Féli-

ai Ss.

Pietro e Marcellino

ed

Boldetti vide in questa

cripta délie pitture décorative di stile bizantino.

Una

rappresen-

tava
era

il

Salvatore con tre santi e
dall' iscrizione

la figura

muliebre in mezzo

accompagnata

SCA MERITA.
e S.

Vedevasi
Adautto

sopra un'altra parete S. Felice

(SCS FELIX)
dopo
la

(SCS
Narra
la

ADAVCTVS)
il

ed eravi un'immagine délia B. Vergine.
sua scoperta, franô

Boldetti che otto giorni

volta délia cripta C). Avendoci perô egli precisato la località, io più volte raccomandai alla Commissione di archeo-

logia sacra di eseguire in quel punto
il

uno scavo, tanto più che

proprietario attuale délia vigna cav. Giuseppe Serafini desisi

derava che
(i)
(2)

chiudessero alcune bûche. Cosi nel dicembre 1903
Ss.

De

locis

Martynim

(v.

pag. 85).

Acta Sanctorum, septemb. VI, pag. 502. (3) Df.lehaye, bolland. Les Saints du cimetière
les,

de

CommodiUe, BruxelI,

1897, e negli Aiialecta bollaiidiana,
(4)

t.

XVI,

fasc.

pag. 17 seg.

Osserva\ioni

siii

cimiteri, pag.

542-543.

CIMITERO DI COMMODILLA
si

lOI
storica dei mar(').

pose

mano

al

hivoro e

si

ritrovo

la cripta

tiri

délia quale
Si

dar6 una brevissima descrizione

discende per una grandiosa scala che è quella ricordata

negli lliucrari dei pellegrini,

ove

si

legge a proposito del se».

polcro di S. Felice

« et
si

descendis per gradus ad corpus eius
trova
la

Si volge a sinistra e

stanza sepolcrale dei martiri
in
basilica

trasformata

ai

tempi délia pace

cimiteriale.

La

tomba
si

di

Felice e Adautto (indicati in iino loco)

era nella

nicclîia di

fondo ove sono dipinti
graffiti

i

due

santi e presso la quale

veggono numerosi
stessa

di devoti visitatori tanto nella

nicchia

quanto

nell'

abside a destra ove era l'altare.

Le

pareti délia basilica sotterranea furono decorate di pitture

nel sesto secolo probabilmente ai tempi del

papa Giovanni
Ss.

I

(525-526)
Adaucti
délia
»,

il

quale

«

renovavit
il

coemeterium
rappresentante

Felicis et

come

attesta

Liber

p07itificaJis. \'icino

all'ingresso
il

basilica vedesi
le

un

affresco

Salvatore

che dà

chiavi a S. Pietro e che ha alla sinistra S. Paolo.

A

destra del riguardante è dipinto S. Felice e poi S. Stefano, a

sinistra eravi

un

altro santo e poi S.

Emerita

(SCA MERITA).
vi si

Qui pure dovette

essere sepolto

un martire, giacchè

leggc

l'iscrizione dipinta in rosso

SANCTO MARTYRI BENERANemesio che
è indicata dagli
(v. sopra

BILL

Forse fu

la

tomba

di S.

Itinerari nella stessa cappella dei Ss. Felice e

Adautto

pag. 85).

In fondo presso

il

sepolcro dei martiri principali

si

vede

un' altra pittura del vi secolo suUa
Tiirtiira.

tomba
la

di

una donna

di

nome
il

Rappresenta nel mezzo
;

B.

Vergine sedente con

divin fanciullo
S.

a destra del riguardante S. Felice e a sinistra
di

Adautto, che è in atto

proteggere
dell' altare e

la
il

suddetta donna.
di

Nel

pilastro' fra

il

posto

sepolcro

fondo

havvi un altro dipinto rappresentante S. Luca (vu secolo).
Nell'altra piccola abside era forse la

mensa
si

dei

lumi.

Nella galleria dalla parte délia scala

vede un sepolcro

i^\)

Una

diffusa illustrazione di questa scoperta fu da
cristiaiia,

me

data nel

KiiO'o BuUctlino di archcologia

anno 1904,

n. 1-4, pag.

41-160.

I02

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
sono tracce
di

a foggia di forno. Ivi

una

pittura che rappre;

sentava nel mezzo S. Emerita
santo
S.

(SCA MERITA)

a destra

un

con

l'iscrizione
sinistra
si

(^ciijiis)

XOME
che
ci

DS SCET

(forse

Adautto) e a
Nello scavo

probabilmente S. Felice (vi secolo).
iscrizioni, délie

sono raccolte moltissime
è

quali la più importante

quella

fa

sapere

come

il

lavoro di ornamento del sepolcro dei martiri cominciato dal

papa

Damaso

fu

condotto a termine sotto
il

il

pontificato del

suo successore immédiate
Il

papa Siricio
l'epigrafe

(a.

385-398).
due
il

prête

marmo è di nome

mutilo,
Felice

ma

metrica posta da un
dei

parlava
i

certamente
lavori
fluti

martiri

Felice e Adautto e ricordava

presso

loro se-

polcro

SALVO SIRICIO PAPA.
essendo compiuti
gli scavi,

Non

nuUa puo
di

dirsi

ancora di

certo sul posto preciso

délia

tomba

S.

Emerita che era

forse vicina a quella di Felice e di Adautto.

E

cosi

nessun nioil

numento
la

è

ancora comparso relative a S. Degna;
l'

che po-

trebbe favorire

ipotesi del ch.

Delehaye

il

quale suppone che

menzione

di

essa abbia avuto origine da

un equivoco.

Ma

è prudente attendere ancora
ticolari.

prima

di

decidere su questi parsi

Intanto in questi giorni stessi

è scoperta un'altra

scala

vicina e parallela alla indicata e forse più antica.
destra di chi guarda l'abside délia basilica sotterranea
nella

A
si

âpre una galleria cimiteriale scavata

seconda meta

del IV secolo presso la
derarsi
ci offre

tomba
di

dei martiri e che

puô consi-

come un

rétro :auctos.

Essa è assai notevole perche

un raro esempio

conservazione, essendo stata murata
1904.

dagli stessi antichi e scoperta da noi nel febbraio

lo sospetto che

il

cimitero

di

Commodilla abbia avuto
e

origine fino dai tempi prossimi all'età apostolica

che

sia

un cimitero sotterraneo
fu sepolto r apostolo

in relazione

con

l'area di

Lucina ove

Paolo.

Ed

ora per mostrare

come

queste scoperte fossero prevedute, ripeterô ciô che

scrissi nella

prima edizione
lo

di quest'opera,
aile

poco prima che
lo stato del

si

cominciasse

scavo dovuto

premure

del cav. Serafini ed aile

mie

rac-

comandazioni. lo cosi indicavo

monumento:

SEPOLCRO DI
I

S.

TIMOTEO

IO3
vedonsi grafcroce uionosi

loculi

sono
il

tutti

apcrti, e in alcuni di essi
di Cristo,

fiti

dei

nomi,

nionograiiima

o

la

grammatica o
tracce dci

la

croce semplice. Nella vigna

vedono
gallerie

le
le
tali

lucernari

che

doveano illuminare
storica; e perciô

le

quali

conducevano

alla cripta
il

seguendo

indizi,

sarebbe facile
si

ritrovare quella cripta veduta già dal

Boldetti, corne
di

disse;

ed è a sperare che

la

Commissione
dell'

Archeologia sacra, approfittando del favore
attuale

egregio

proprictario

signor Giuseppe Serafini, voglia presto

intraprendere taie escavazione.
III.
II

— Sepolcro
Ss.

di S. Tirnoteo.

libro

De

Jocis

Martynim, subito dopo aver parlato
:

délia
et

tomba

di S.

Paolo aggiunge

«

Et Timotheus episcopus
(gli Atti di

martyr, de quo meminit liber Silvestri
et ante

san Sil-

vcstro) ibidem dormit,

frontem eiusdem basilicae ora-

torium

est Stephaiii

martyris».
«

U Ilincrario

di

Guglielmo

di
\'i

Malmesbury dicepure:
sono parecchi
la festa
d'
il

Ibidemque Thimotheus martyr».

santi di questo

nome; uno

d'essi, di cui celebrasi

24 gennaio, fu discepolo di san Paolo e vescovo Efeso, ove mori e che perciô deve escludersi. Un altro, la
il

cui festa cade

24 marzo,

fu martirizzato «

sub Antonino
ai

»,

cioè sotto

Marco

Aurelio. Nel Maiiirologio,
altro

22 maggio,

nominasi parimente un

senza alcuna indicazione topo-

grafîca e cronologica. Infine ai
tirologio quest'altra

22 d'agosto troviamo nel A4ar:

indicazione

«

Romae,
a

via Ostiensi, natalis

S.
et

Timothei martyris, qui tentus

Tarquinio urbis praefecto,

longa carceris custodia maceratus,

cum

sacrifïcare

idolis

noluisset, tertio caesus, et gravissimis suppliciis attrectatus, ad

ultimum decollatus
egli era prête,

est ». Gli Aiti di quel martire ci

dicono che

che sotto Diocleziano venne da Antiochia a
e sepolto da

Roma
di

ove

fu

condannato a morte
« eius

una

pia

matrona
la

nome Theona:
del suo

corpus in suo horto suscepit », e deil

posto da essa stessa presse

corpo

di

san Paolo per

rasso-

migUanza

nome con quello del discepolo dell'Apostolo: «ut Paulo apostolo, ut quondam Timotheus, adhaereret ».

I04

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

rode su
e

Neli872 il de Rossi richiamô l'attenzione di Mons. de Medi una vigaa già appartenuta al monastère di S. Paolo
dirimpetto
ail'

divenuta proprietà délia famiglia Salviucci. Questa vigna
abside di

trovasi a sinistra délia via Ostiense
S. Paolo; e
il

de Rossi sperava che una scala
cimitero di Lucina.

ivi

prima sco-

prata

La vigna fu comnon dettero quel risultato che speravasi, giacchè la scala andava a finire nel tufo. Tuttavia nelle pareti si trovarono dei nomi graffiti greci e latini di pellegrini e alla meta délia scala si scopri un cubicolo con
perta conducesse al
;

ma

gli

scavi ivi eseguiti

arcosolio privo d'iscrizioni e di pitture. Si penso allora che

quel
e
il

cubicolo avesse

richiamato in quel luogo

i

visitatori, di

de Rossi credè
(').

di poterlo identificare

con

il

sepolcro

S.

Timoteo

IV.

— Cimitero
Tecla:
«

di S. Tecla.
il

U Itiiierariû
del cimitero
di

di S.

Salzbourg c'indica chiaramente
Et
sic

posto
via

vadis ad S.

Paulum

Ostiensi, et in australi parte cerne ecclesiam S. Theclae supra

montem
aquilone
Ss.

positam, in qua corpus eius quiescit in spelunca in
parte». Se ne
«
fa

anche cenno nel
basilicae
S.

libro

De

locis

Martyrum:
Theclae
est,

Prope quoque

Pauli

ecclesia

S.

ubi ipsa corpore iacet », ed erroneamente nella
«

Notifia di Mahneshiiry:

Non

longe, in ecclesia S. Theclae
».

sunt martyres Félix
Itiiierari
il

et

Adauctus

In quella parte indicata dagli

(oggi altra vigna Serafini, a sinistra appena passato
il

ponticello di S. Paolo),

Boldetti

conohbe ed esplorô un
«

cimitero;

ma non
Cimitero

seppe identificarlo e lo chiamô sempliceal

mente

c

Ponticello di S. Paolo », ovvero
il

Ciri-

mitero anonimo». Fu l'Armellini

quale, per

il

primo,
fu
li

conobbe

in

esso

il

cimitero
le

di

S.

Tecla

(^),

e

che

comincio nel 1870

sue prime esplorazioni. Sulla piccola

(i) Cf.
(2) Cf.

DE Rossi, Bull. 1872. Armellini, Dus luieder gefundem Oraiorium dcr H.
Ostieiisis,

Theclu

an dcr Via

nella Rômische Oiiartalschrifl, ann.

II.

CIMITERO DI
coUina esistono ancora
le

S.

TECLA

lO:

rovine di un antico rauro che do-

veva appartenere
grotta,

alla basilica; sotto trovasi l'ingresso
la cripta storica

ad una

dove era

ti'asformata da

lungo tempo

t;

7

r'it-

Û'

L

::\';''

Cimitero di

S.

Tecla.

in tinello. Gli scavi fatti

con diligenza

in

questo luogo po-

trebbero portare a qualche importante scoperta.
Si
di

conoscono diverse santé con
più
célèbre,
la

il

nome

di

Tecla.

Una

esse, la

protomartire muliebre, è onorata

I06
il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
« Iconii in

25 settembre:

Lycaonia, S. Theclae virginis et

martyris quae a sancto Paulo apostolo ad fidem perducta, sub

Xerone imperatore

in confessione

Christi

ignés

ac bestias
certa-

devicit et post plurima ad doctrinam

multorum superata
pace:
». I

mina, Seleuciam veniens
cti

ibi

requievit in

quam

san-

Patres

summis laudibus

celebrarunt

suoi Atti (') costi-

tuiscono uno dei più curiosi document! apocrifi, ed estesissimo
fu
il

suo culto.
il

A
il

causa dei numerosi supplizi ch'ella ebbe a
è ricordato

soffrire,

suo

nome

neWOrdo

comnunâat'wuis aniniae.

in cui

si

prega

Signore

di voler liberare

l'anima

come

egli

liberô santa Tecla. Per analoga ragione furono cosl rappresentati

suUe tombe Susanna, Daniele,
il

i

tre

fanciulli

di Babi-

lonia e

sacrificio

d'Abramo

(').

Puô
siasi

essere pure che nelle

bestie feroci vinte

da santa Tecla

trovata un'allusione

ai

demoni;
forma
di

infatti

anche anticamente

essi si effigiarono sotto la

mostri,

come puô
si

vedersi in alcune lucerne di Porto Q').
la
Il

Di un'altra Tecla
S.

faceva

festa ai

26 marzo insieme a
sappiamo
e

Castulo sulla via Labicana.

cimitero dell'Ostiense appar-

tiene perô ad

una terza Tecla,

della quale nulla
il

che

a causa dei suo

nome, come

martire Timoteo, tu deposta

presso

il

sepolcro di S. Paolo.

Entrasi in

questo

cimitero

per una

piccola

scala

mo-

derna
silica

[i].

La

cripta storica [2] présenta l'aspetto di

una ba-

irregolare.
stati

E un

largo cubicolo con pilastri; nelle pareti
di

sono

praticati

dei loculi; la nicchia

abside;

non

vi è rimasta
Il

alcuna pittura,

ma

fondo [5] fa da solamente délie

tracce di linee rosse.

sepolcro di S. Tecla doveva stare in
assai larghe, e in qualche
file

fondo

alla cripta.
si

cubicolo

Le gallerie sono vedono pertino cinque

sovrapposte

di

loculi.

(i) Aita, Paiili et

Thcchu. Cf. Grabe, Spicihg.

Ss.

Palruni, Oxford,

1714,

I,

81

seg.

(2) Cf. ElcDi. iVarch. chrèl.: Kotions générales, pag. 264. (3) Cf.

pag. 77.

Elém. d'arch. chrét.: ibid. pag. 344; de Rossi, Bull. 1868, lo ho trovato nel cimitero di S. Valeatino un sarcofago coa
si

una scena simbolica che

collega agh Atti di santa

Tecla.

Ne

darô

la

riproduzione nella descrizione di quel cimitero.

CIMITERO DI

S.

TECLA
rimangono
nella

IO7
cripta

Ne

uiia

iscrizione

ne un

graffito

storica; ed alcuni

frammenti sono conservât! nel casale délia
il

vigna.

Il

solo che acceiini alla santità de! luogo è

segucntc

:

PROPT///
///SANCTV///
L'Armellini con
restituito

il

raffronto di altre analoghe iscrizioni lo ha

cosl:

ravi sepulcmin
la

PROPTER yz//^w (ovvero: iixorcm) coinpaUn altro frammento porta in loco SANCTV'
/.

data consolare dell'anno 354:
Q.VI VIXIT///

DECESSIT
III
.

.

CONSTA«//o

Aug.

VU

et

Constanlio Caesarc

COSS
(An. 354).

Un'altra iscrizione di qualche pregio è

la

segucnte:

AVRELIA AGAPE
FECIT IVLIO GEMINO
Essa è probabilmente anteriore a Costantino, imperocchè

questo

nome

di

AGAPE

è

un soprannome

cristiano che ri-

chiama quello dei primi tempi corne Agnese, Lucina, Irène,
Agapito, Qcc, ed è scolpito dietro un' iscrizione pagana
liberto dell'imperatore Claudio.
di

un

Da

ciô
al

si

potrebbe supporre

che l'origine del cimitero rimonti
altri

m

secolo.

Ecco alcuni

frammenti

:

CONCORDIO FILIO DVLC/// VIXIT ANN V M/// CONSTANTIVS PAT/// N AVG ///MERENTl///
. . • • .

n,

MAR///
NEC///
PLV///

/|\

+
di

LOCVS

lOHA//,

'A'MOTHEAE Q.VAE VI/// XXXVIII FECERVNT///

NeU'arcosolio

di

un piccolo cubicolo
il

[jj
il

notansi tracce
Salvalorc con
di
il

pitture assai guaste;

Bnon Pastore

e

libro degli Evangeli, le figure di Vîosè, di

Daniele e

Giona,

I08

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
il

un' Oraiite tra due santi e
raostra l'agnello, tipo del

Sacrificio

d'Abramo (Âbramo che
al

iMessia).

Infine è da osservare che in fondo

cimitero, vicino a

un gruppo

di

cubiculi [7]

la

galleria

comunico

accidental-

raente con un sepolcro pagano [8].

V.

Altri
aile

monumenti
acque

délia via Ostiense.
il

Sembra che
lazione
di

salvie, presso

luogo délia decolcimitero cristiano.
gli

san Paolo, vi
fin

fosse

un

altro

Questo luogo
est

da principio fu tenuto in venerazione, e

Ituierari ce lo indicano

con

le

parole

«

Locus ubi decoUatus
i

Paulus
colcà

» (').

E

naturale pertanto che
di sepolture;

cristiani costituistra le iscrizioni

sero

un centro

imperocchè

rinvenute dai Trappisti ve ne sono alcune che devono avère

appartenuto a sepolture sotterranee,

come puô

dedursi dalla
Il

forma
sulla

délie piètre e dal piccolo spessore délie lastre.

Bosio,

testimonianza

quivi esistesse

di un antico libro liturgico, penso che un cimitero chiamato di S. Zenone Ç). Infatti,

malgrado
di

il

silenzio degli Itiiierari, è
in

certo che la

memoria
in

san

Zenone

questo luogo fu sempre tenuta in veneracioè

zione. In una délie chiese délie acque salvie,

quella

chiamata Seal a
e
vi

caeli,

conservas! una reliquia di questo santo
in

è
è

una cappella dedicata
aff'atto
il

suo onore. Questo Zenone
è

non

« frater

\\ilentini », che

nominato negU
il

Itinerari e nel Martirologio (v. 14 di febbraio)

quale fu se-

polto nel cimitero di Pretestato; bensi un altro santo dello
stesso

glio: ad guttam iugiter raanantem, natalis Ss. raartyrum Zcnonis et aliorum decem millium ducentorum trium ». La principale basilica délie acque salvie possiede anche il capo di sant'Anastasio, monaco persiano, martirizzato nel vu secolo

nome e « Romae

forse quello ricordato nel Martirologio

il

9 lu-

sotto Cosroe.

(i)

Cf.

DE Rossi,

Bull.

1869, pag.

83-92;

1871,

pag.

72-7S

(éd.

franc); 1887, pag. 79-82, 153.
(2)

Rom.

sott.

III,

8.

ALTRl MONUMENTI DELLA VIA OSTIENSE
Al settinio miglio délia stessa via Ostiene era posto

l

O9
ci-

il

mitero

di S.

Ciriaco.
ci

\l

ricordato nel libro délie Mirabilia, e
cola

Pietro iMallio

dice che eravi

anche una chiesa. Gli
i

Itimrari lo tacciono affatto, imperocchè

pellegrini general-

mente non oltrepassavano
il
1

il

terzo miglio.

San Ciriaco mori
agli

6 marzo,

ma

il

Martirologio lo

commémora

8 di ago-

sto: «

ragdi,

Romae Ss. martyrum cum aliis viginti qui
passi sunt xvii
sepolti

Cyriaci diaconi, Largi et
in

Smaet

persecutione
aprilis... ».
I

Diocletiani
corpi
di

Maximiani
martiri,

kal.

questi

dal prête

Giovanni, furono
« in

più

tardi,

cioè

r 8 agosto, trasferiti da san Marcello papa

praedium Lu-

cinae via Ostiensi», e di

li

poi a S. Ciriaco, e finalmente a

S. Maria in via Lata. Gli avanzi di questo cimitero furono

ritrovati dal

poi tutto di
ricerca.
ivi

Bosio a mezza strada fra Roma ed Ostia ('). Ma nuovo scomparve, ed il Boldetti ne fece invano Contuttocio se ne conosce li luogô, perché una tenuta
il

porta ancora
I

nome

di S.

Ciriaco.

monumenti d' Ostia sono corne un' appendice di quei di Roma, ai quali sono coUegati per mezzo di una série di sepolcri. In Ostia vi sono anche important! memorie cristiane,
délie quali

parleremo nel capitolo dei cimiteri suburbicari.

(l)

Rom.

son. III, 6.

t^t^-t%t%t^tt-tls-ttt-%tt.ti i s?— ? CAPITOLO II
V
'h

CIMITERO

DI DOMITILLA(')

i

i

^'^^«i^S^^^S^S^S^^-W^^
DALLA
via

i

Ostiense passiamo

alla

via Ardeatina.
fra S.

Essa

avea principio sul monte Aventino,
bina, dalla porta

Saba e

S. Balla

Ne\ia

del recinto

di

Servio; mentre
si

sua

porta corrispondente nella cinta d'Aureliano

chiamava porta

Ardeatina,

la

quale fu demolita nel secolo xvi.
important!

Gli Itinerari parlano di

questa via che

si

estende a destra dell'Appia.
il

memorie cristiane su Qui era il grande
la

cimitero di Domitilla,

più vasto di tutta

Roma

sotterrala

nea

Q.

Il

Bosio

lo

conobbe,

ma non

vi

ravvisô che

parte

(i) Index coetneterionim e Noiitia regionum: «
lae,

Coemeteriura Doraitil-

Nerei

et Achillei

ad

S.
et

Petronillam via Ardeatina.

Coemeterium

Balbinae ad S.

Marcum

Marcellianuni via Ardeatina. Coemeterium
S.

Damasi. Coemeterium Basilei ad
rario di Saï^hourg: « Et dimittis

Marcum

via Ardeatina ».
et

Itine-

viam Appiam
S.

pervenies ad S.
et

Marcum
via Ar-

papam

et

martyrem, postea ad
ibi

Damasum papam
invenies duos

martyrem
et

deatina, et

in altéra

ecclesia

diaconos

martyres

sub

Marcum et Marcellianum fratres germanos cuius corpus quiescit sursum magno altare. Deinde descendis per gradus ad Ss. martyres Nereum et Achilleum». De Jocis Ss. Martyrutn: « luxta viam Ardeatinam ec-

clesia est S. Petronellae; ibi

ipsa Petronella sepulti. Et prope

Damasus papa depositus est et soror eius Martha. Et in alia basilica non longe Marcus et Marcellianus sunt honorati, et adhuc in alia ecclesia alius Marcus cum
S.

quoque S. Nereus eandem viam

et S.

Achilleus sunt et

Marcellino in honore habetur
« Inter

».

— Itinerario
et

di

Gugliehno

di

Malmesbury:

viam Appiam
et

et

Ostiensem

est via Ardeatina, ubi sunt

Marcus

et Marcellianus,

ubi iacet
et

Damasus papa
Achilleus et

ia
alii

sua ecclesia. Et non
plures
».

longe S. Petronella
d'Einsiedehi:

Nereus


;

Itinerario

«In

via Appia, in dextera, S. Petronella, Nerei et Achillei,

Marci

et Marcelliani,

ad S. Soterem
il

».

(2)

Di questo cimitero trattô
al

deRossi

nelBulleilino (1865
la

1874-75).

Q.ui se ne dà

una compendiosa indicazione, riserbandone

descrizione

compléta

IV

vol. délia Roina sotterranea di prossiraa pubblicazione.

CIMITERO DI DOMITILLA
sécréta del cimitero di Callisto, di cui
S. Sebastiano,
listo

I I I

supponeva
il

il

centre a
di

confondendo
di

poi anche
;

vero cimitero

Cal-

con quello

Pretcstato (')

e fu

appunto
(a.

in

questo

cimitero délia via Ardeatina che
pericolo di sniarrirsi con

il

grande archeologo corse
1593).
vera topografia di questa

Pompeo Ugonio
ristabili la
;

Finalmente

il

de Rossi

importante zona

cimiteriale

e

per

mezzo
il

di

due

iscrizioni

pagane trovate
cimitero.
nel

in

quel luogo
scoperta

riconobbe

vero
e

nome
la

del

Una

fu

nell'

anno

1772,

seconda

18 17; ed

ambedue parlano

di

una Flavia DomitiUa pro:

prietaria di un' area

che fu concessa per alcuni sepolcri

IIIIIIIFLAYIAE
divi

DOMiriUac VESPASIANI NEPTIS

EIVS MEIS

.

BENEI-ICIO

LIBERTIS

HOC SEPVLCRVw LIBERTABVS FOsui

CORNELIO SER IVLIANO FRAT ET PIISSIMO EIVS CALVISIAE CALVISIVS P
. . • .

.

PHILOTAS ET SIBI EX INDVLGEMTIA FLAVIAE DOMITILL
. •

.

IN

FR

P
.

IN

.

AGR
il

P

XXXV XXXX
.

Fu
fra

perciô naturale

pensare che

vi

fossero dei rapporti
la

questa Flavia Domitilla, proprietaria del luogo, e

pro-

prietaria di

un cimitero

dello stesso

nome

;

il

quale cimitero,

secondo

gli

AttL dci santi Kerco ed AchiUeo,
I

si

trovava in quel

luogo medesimo.

primi scavi

furono

qui intrapresi dalla

Commissione
che
S.
si

di

Archeologia sacra nel 1852 prima ancora
trovô allora una grande
scala

rinvenisse in S. Callisto la cripta dei Papi e quella di
;

Cecilia

e

si

conducente

(î)

Roma

sclt.

III,

21.

I I

2

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
di

ad un:i cappella ornata

pittare,

che

il

de

Rossi giudicô
tardi

fosse la cripta storica dei Ss.

Nereo ed Achilleo. Più
giacchè
il

perô egli riconobbe
di questi

di

essersi ingannato,

sepolcro
cimi-

martiri

si

trovô in altra parte del
in

medesimo

tero (').

Neiranao iS6^-6), apparve
Ardeatina e
l'

una regione opposta
Rossi
di

tra la via

Appia l'ingresso del cimitero, chiaIl

mato

«il vestibolo dei Flavi »,
gli

de

aveva intanto
quale

osservato durante

scavi

un cumulo

grandi rovine, con

frammenti
si

di

marmi

e rocchi di

colonne

in

un luogo

al

accedeva difficilmente a traverso

di o[allerie sotterranee. Egli

desiderava da lungo

tempo

di farvi

qualche esplorazione, spe-

rando

di trovarvi délie iscrizioni storiche,

ma

le difficoltà

op-

poste dal proprietario delterreno (ilXepoti) glielo impedirono;
fînchè per sua stessa proposta,
il

monsignor de Merode acquistô

lavoro di scavo ebbe subito principio nel 1873, e fu ben presto coronato dalla scoperta délia basilica dei Ss. Neterreno.
Il

reo ed Achilleo
il

(').

Ed

allora

si

ebbe

la

prova évidente che

cimitero di Tormarancia era precisamente quello di

Domi-

tilla,

dove quel due martiri avevano avuto sepoltura.
patrizie

Due

romane,
il

strette parenti dell'
di Flavia

imperatore Do(-')
;

miziano, portarono

nome

Domitilla

che fu moglie

di

Flavio Clémente (console
(^), fu esiliata

corne attesta Dione Cassio

la prima anno 95), da Domiziano nelnell'

r isola Pandataria, a cagione délie sue

pratiche

straniere e
il

perché accusata
intendersi per
e san
la

di

ateismo insieme
di

al

marito

;

che deve

professione
(^)

fede

cristiana.

Eusebio Q)

Girolamo

parlano poi
Il

di un' altra

Flavia Domitilla
e
1'

esiliata nell' isola

Ponzia.

Mommsen

(')

Aube

(^)

ne-

Ci) Bull. (2) Ibid. (3)

1865, pagg. 15, 32-47.
1874, pag.
5

segg.
arch. chrcL: Notions générales, pag. 25.

V.

i

miei EUin.

à'

(4) Epitome, Lxvii, 15.
(5) Hist. II [,

18 (P. G.

t.

XX,

col. 252).
t.

(6) Ep. cviii ad Eustoch. (P. L.
(7) Corpus
inscript, ht.
t.

XXII,

col.

882).

VI, pag. 172-173.

(8) Histoire des persécutions de l'Église jusqu'à la fin des Antonins, IV.

CIMITERO DI DOMITILLA
garono che
vi sia

I I

$

distinzione di sorta fra questa o
la

la

prima,

ma

il

de Rossi sostenne

diversità délie
(').

due Domitille e

ristabili la

genealogia dclla loro famiglia

La seconda Dodei saiiti

mitilla

sarebbe quella

di cui si parla negli

^-Jlti

Nereo

cd Achilleo; ed

ammesso pure chc
le

essi siano

una compila-

zione del

\'

o del vi secolo,

scoperte archeologiche
di

hanno
verità.

provato che quella

leggenda contiene un fondo

Questi due
tro,

santi battezzati,
la

seconde

la

tradizione, da san Pie-

avrebbero seguito
stati

loro padrona nell'esilio e poi sareb-

bero

decapitati a Terracina,

donde

i

loro corpi furono

trasportati nel

ciniitero dei Flavi sulla via Ardeatina,

ove poi
ré-

più tardi fu costruita una grande basilica.

Nel cimitero di Domitilla possiamo gion!: una regione del i-n secolo, che ha
la

.distinguere

tre
:

diversi centri

cioè
via

tomba

dei

Ss.

Nerêo éd Achilleo,
la

il

vestibolo

sulla
;

Ardeatina, lo scalone e

cripta
si

vicina di

Ampliato

una
fra

regione del iii-iv secolo, dove

trovano moite pitture, e

queste quella délia Vergine, ed una regione del iv secolo, dove

sono moite
trovarsi
il

altre pitture

ed iscrizioni. In quest'ultima doveva
ivi

cimitero di Basileo ed
Ss.

presso

la

cripta

con

la

basilica dei
di

Marco

e Alarcelliano, e finalmente la

tomba

famiglia del papa

Damaso.
di

Queste regioni furono poi
(^).

congiunte da gallerie
Basilica dei Ss,
NiLLA.
in

tempi diversi

— La
la

Nereo ed Achilleo
si

e

di S.

Petro-

scala per la quale

discende

al

cimitero è stata
di

gran parte ricostruita dalla Commissione

Archeologia
si

sacra e
costrul

conduce

al

secondo piano del sotterraneo ove poi
nel
la

basilica

iv

secolo.

Parecchi

indizi

permet-

tono

di

riconoscere

disposizione

del luogo

prima délia
loro

costruzione delU basilica. Vi
cripta dei martiri
;

erano délie gallerie vicine alla
al

ed alcuni sarcofagi, che sono ancora

posto sotto
(i) Cfr.
(2)

il

pavimento, indicano chiaramente

la direzione

DE Rossi Bull. 1875, pag. 6ç)-yj. Prima di scenJere nel sotterraneo, si osservi
la

a

capo délia scala

il

cippo con

iscrizione

LOCVS SACER SACRILEGE CAVE MALVm.
ail'

Esso stava probabilmente
GtiiJit

ingresso dell'antico ciniitero dei Flavi.

Catacomhe romane.

O

114
di

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
délie gallerie.
di

una

La maggior

parte di questi sarcofagi è
si

poi priva

iscrizione,

ma

in

quel luogo s'esso

è rinve-

Cimitero

di

Domitilla (Regione dalla Basilica

al vestibolo dei

Flavi [i6. 17]).

nuto un frammento importante, ed
restitui nel

assai antico,

che

il

de Rossi

modo

seguente: (')

SepnkRYM FlaviORYM

t
^^
(i)

Ora questo frammento

sta

fissato

suUa porta

di

accesso alla

galleria [25] dalla parte délia basilica (v. n. 4 délia planta).

CIMITERO DI DOMITILLA
Esso indicherebbe
stiani, parenti délia
il

115
cioè
i

nome

dei proprietari,

Flavi

cri-

casa impériale.
il

Appena
sulle

si

scopri questa basilica,
identificarla

de Rossi non scppc in
Ss.

prime se doveva

con quella dei

Achilleo, detta anche di S. Petronilla, o con l'altra dei Ss.
e Marcelliano o finalmente

con

il

mausoleo

di S.

Nereo ed Marco Damaso. Ma

giacchè contenevano
testo intiero
ci

due frammenti trovati nel marzo 1874 tolsero ogni dubbio, la fine di una iscrizione damasiana, il cui
è dato nella silloge di Einsiedeln ed in altre
alla
al

come appartenante
Essi

sono ora
Militiae

affissi

tomba muro

dei martiri

Nereo ed Achilleo.

nel vestibolo délia basilica.

Officium paiiter speclanUs inssA

nomen deâeranl saevVinque f^erebant TYranni

Praeceplis piâsanU indu serviRE

PARati

Mira

fidcs

reruin subito

posveRE FVRORtjm

CONwrii
PROIn'H«i

fugiunt ducis impia castrA
clypeos

RELINQ.VVNi

phuUras tdAQ,Christi portarE

CRVENTA
TRIVMFOS GLORIA CHRISTI
(')

C0NFE5« CREDITE
Poco dopo
sullaquale
di
si

gaudmt
P.T

Damasum
estrasse

possit qnid

si

dalle rovine

una piccola colonna

vede rappresentata una scena

martirio

con

il

nome

dei

martire

ACILLEVS.

Essa era una délie colonne

dei tabernacolo; e senza dubbio ve

ne do-

veva essere un'
analoga
alla

altra
il

con una scultura

prima ed

Un'
si

altra

prova non
di

nome di NEREVS. meno évidente
tomba
una
di
1

ebbe poi

esser presso la

S. Petronilla: Ipella presso

giacchè in una piccola cap-

V abside,

si

scopri

pitj

pira rappresentante un'orante velata, ed
in'altra

l||

donna (evidentemente una santa)
vi è
l'

ihel'abbracciaper introdurlain Cielo; e

iscrizione dlpinta

(i)

Nereo ed Achilleo erano diinque

soldati

(probabilmente pretoriani)
{speclautes iussa iyraiini).

e forse presero parte alla persecu/.ione di

Nerone

I 1

6

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
(') (y. appresso

PETRONELLA MARTYR
dietro
1'

pa^. 123). Questa

cappella è accessibile dalla basilica per una galleria che passa

abside e fra brève

la

visiteremo.
si

La

data della costruzione délia basilica
délie gallerie

è potuta deter-

minare esattamente. In una
della chiesa,

troncate dai

mûri

un

graffito tracciato sopra
si

un matrone che chiuann^oj^g^

deva un loculo (niattone che ora
alla parete

trova nella basilica afEsso

a sinistra), porta la data consolare dell'

///DEPOSITVS
///PAGE
Vahntiniano
rio

CONS
IIII

AVG

ET XEVTE

V

'

C

Adunque nel 390 si poteva ancora seppellire in questa galleria, ciô che non fu più possibile dopo che si costrui la basilica. Ma
un'altra iscrizione posta nel
ferriata)

pavimento (ora coperta da un'intesto di quest' ultima:

ha l'altradata consolare deiranno395; dunque nel 395

già la chiesa era costruita.

Ecco

il

BEATVS DIFVNCTVS EST IIII IDVS MAIAS SATVRNIS DIES AN XXVIII ANICIO OLYBRIO ET PROBINO VV ce CÔNS VINCENTIA DIFVNCTA EST XII KAL IVNIAS
• .

.

.

.

DIES
IN

LVNIS

AXN

XXVH

PAGE
fu

La
ossia

basilica

adunque

costruita

fra

il

390
di

ed

il

395,
di

sotto

il

pontificato di Siricio

successore
tracciata

Damaso.

Un'

altra iscrizione di

un ZenoJoro,

suUa calce

(i)

Veramente santa

Petronilla

non

fu martire;

ma

perô spesso
il

si

trova dato questo titolo anche a coloro che, senza aver versato

proprio

sangue, nonditneno ebbero a patire per

la fede.

CIMITERO DI DOMITILLA
un loculo sotto la basilica, porta (i2 maggio)('):
la

I I

7

stessa data Tn.

A lAGJN

MAICON

ZeNOACOPOC CAAPHXOC A>|'COrXIOC
ti

u
<J

4r

}i^

eN0AAe KeiTe
Queste due ultime
festa dei

m

a iacux

maicux ex ipexe
la

iscrizioni

portano dunque

data délia

due

santi

martiri locali

Nereo ed Achilleo.
al

Si osservino le tre navi délia basilica, le antiche colonne
(tre soltanto

sono moderne),
avanzi

le

tombe primitive
Innanzi
ail'

disotto del

pavimento,
nicchia per

gli
la

délia scbola cantorum e l'abside

con

la

cattedra episcopale.

abside dovea

sorgere l'altare eretto sul sepolcro dei due martiri; e ad esso

appartengono
con
il

i

frammenti

di

transenne marmoree,
1'

la

colonna

Mariirio di sauf Achilleo e
dello stesso martire.

avanzo

di cornice

con

il

nome
di

Nessun contrassegno c'indica il luogo preciso del sepolcro S. Petronilla ma esso doveva stare li presse, perché la
;

basilica

portava anche

il

suo nome.
simmetria

A

destra dell'abside vedesi

un piccolo vano con muro. Esso rompeva
silica;

pitture che fu in
la

seguito

riempito di
ba-

dell' architettura délia
ivi

ed

il

de Rossi suppose che

fosse posto

il

sarco-

fago di santa Petronilla.
a

Ma

questo sepolcro
;

era forse unito

quello dei martiri

Nereo ed Achilleo

e

il

piccolo vano delfatto per

l'abside potè essere

un semplice passaggio

comodo
al

dei devoti.

Il

sarcofago di santa Petronilla fu trasportato

(i)

Essa
délia

è restata

nascosta sotto
nell'aprile

il

pavimento. lo mi trovai

al

mo-

1874 e la copiai; e Mons. de Merode, sopraggiunto poco dopo, voile che lo aiutassi a discendere nella frana
scoperta
per
la

mento

quale poteva vedersi l'epigrafe.

Il8

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
I (a.

Vaticano da Paolo

757-^7) unitamente

al
:

corpo délia

santa, ed esso recava questa semplice iscrizione

AVRELIAE

PETRON'ILLAE
dunque

FIL
alla

DVLCISSIMAE

Petronilla apparteneva

genre Aurélia, impac'ib

rentata coi Flavi

;

e se essa fu detta figlia di saii Pietro,
spirituale,
la

deve intendersi in senso

perché forse da

lui

fu

convertita e battezzata; e soltanto

somiglianza del

nome

ha fatto supporre che dérivasse da quello dell'Apostolo, mentre
invece dériva da Pctro,

cognome
Petro.

usato nella famiglia dei Flavi,

ove abbiamo un Flavius
spiega corne
dei Flavi.
il

E

questo legame di parentela
si

sepolcro di Petronilla

trovasse nel cimitero

mento

un pregevole frammarmoreo, dentro il quale doveano ardere i lumi innanzi alla tomba dei martiri. Nella nicchia in fondo ail' abside [7] vedesi, come si è
notarsi presso l'abside del grande piatto
detto,
il

È pure da

posto per

la

cattedra episcopale.

E

qui e
il

non

nella

basilica

urbana

di

S.

Xereo, come credette
la

Baronio, san
Infatti ivi leg-

Gregorio

Magno pronunciô
Sancti
isti

sua omelia

(').

giamo:
tempi
loro
di

«

ad

quorum tumbam consistimus fiorentem
»
;

mundum

mentis despectu calcaverunt

ed è certo che

ai

Gregorio

i

corpi dei due martiri stavano ancora nella
Il

tomba

primitiva.

de Rossi riconobbe un' allusione a

quest'omelia in un graffito nella conca délia nicchia, oggi près-

sochè

invisibile,

rappresentante un sacro ministro in atto di

pregare o parlare.

La basiUca apparteneva
fede
i

al

titolo di Fasciola,

come fanno

frammenti
Hic quiesClT
qui vixit

di tre

iscrizioni situati a destra dell'abside:

fl«NVS

PASCENTIVS LECTOR DE FASCiola XXI DEPOSITVS IN PACt; ;CONS DN HONORIO ^
,'

.

HIBaSiuYs;;!
''di

;

fasciolae;;/
di transenna)

FaSClOLA''!
Evangd.

(Frammento

(i)

Hom.

in

II,

Hom, 28

(P. L,

t.

LXXVI,

col.

1

210-16).

CIMITERO DI DOMITILLA
L'origine di questo

119
la

nome

di Fasciola,
c

secondo

leggcnda

riportata negli Alti de' sauti Pielro

Paolo, dovrebbe ripetersi

dalla fiiscetta (fasciola) smarrita da san Pietro quando fuggiva per l'Appia e raccolta da una matrona, che nella sua casa

I

20

GUIDA DELLE ÇATACOMBE ROMANE

avrebbe

istituito un titolo con taie denominazione; titolo divenuto poi l'odierna chiesa urbana dei Ss. Nereo ed Achilleo. Prima di lasciare la basilica si osservino bene frammenti
i

di scultura posti

vicino

ail'

abside, cioè la célèbre colonnina
il

con
il

il

Martiriù di saut' Achilleo,
dello stesso martire
di

pezzo

dell'

architrave con

nome

ACILLE\'S,
altri

dei

frammenti

di

transenne e

sarcofagi dei iv secolo, ornati con figure dei
e di oranti.

Buon Pastore
il

Due

frammenti rappresentano

marmi monumenti pagani e provengono dalla soprastante tenuta. Un frammento di scultura conserva ancora la parte inferiore di un agnello, il piede forse di un tronco e la testa
Battôsimo dei Salvatore e YAdora:(ionc de Magi. Molti

spettano a

di

una colomba.
la

Il

de Rossi tentô ricostruire
di

il

gruppo e ne
pagina
(').

die' la

seguente interpretazione,

cui riproduco alla

seguente

scheda autografa

in francese

da

me

posseduta

« L' agnello ai piedi délia

croce è

il

simbolo délia vittima
cristiana che

divina, di Nostro Signore

immolato
dell'

sul Calvario.

con
la

il

ranio d'ulivo è

il

simbolo

anima
il

La colomba gode

pace: qui essa tende a riposarsi sotte

collo e sul petto dei
».

Salvatore (fine dei iv o principio dei v secoio)

Non

è dei tutto sicura la ricostruzione di questo gruppo,

che ad ogni

modo deve
esattezza,

dirsi

di

pubblicando qui questo tentativo
garantirne
la

non comune importanza. E di restauro non intendo di
dedei grande maestro Ç).
altri

ma
si

soltanto di abbellire questa

scrizione con

un ricordo personale

Presso questo

marmo
i

osservino

frammenti
basilica

di scul-

tura e di iscrizioni, fra

quah
cui
si

quelli già indicati dei titolo di

Fasciola, ed
struità

un

altro in

recentemente:
si

«in

basilica

nomina la noba».

come

co-

Qui presso

notera una lunga iscrizione, probabilmente
(fine dei iv secolo), in origine collocata

con data consolare
(i)

Questa nota
Il

scritta dal

de Rossi per un suo amico fu pubbliBull, di arch. crist. 1899, pag.

cata per la prima volta nel
(2)
la

Kuovo

33-34.

ch.

croce
in

ma

Mons. Wijpert crede che l' agnello non fosse posto sotto soltanto sotto un albero; perô la scena potrebbe avère,

anche

questa ipotesi, un bel significato simbolico.

CIMITERO DI DOMITILLA

121

) I

i

II

^
^•< ^
SX»
V

\

\

-S

122
sulla

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
tomba
d' uiia

famiglia che contava tra

i

suoi

membri

dei preti e dei vescovi ed

un diacono
fissati

délia

V

regione ('):

Xelle due pareti délia basilica fuori dei presbiterio, a destra
di chi

guarda
e

l'abside,

sono

molti frammenti di scultura
iscrizioni

pagana

cristiana,

a sinistra parecchie

consolari

dei IV o V secolo.

Xel vestibolo

délia basilica

sono poi aggrup-

WÊBÊÊÉm^

Basilica dei

icliuleo e Petronilla al

momento

dv.i.^

sCi^pcrta (1874).

pâte
.

le iscrizioni

pagane;

e nel centro

sono

collocati
e

i

preziosi

frammenti dei carme damasiano dei martiri
di

dei

metrico
ultime.

lelogio di Irène, sorella
\

Damaso,

di cui si parlera in
il

Dalla basilica

si

passa a visitare

cubicolo di Veneranda,

accennato

di sopra,

che

è

posto immediatamente dietro l'abside

(i) Cf.

Marucchi, Di alcum
vi è

iscri:(ioni

recentemente trovate

ricom-

posU

neJïa

bmilica di S. Pdronilla nel

NcU'ultima linea

da notare

il

Nuovo Bull. 1899, p. 24 segg. nome di un VRSINVS vescovo ignoto

dlAlbano:

EPISCOP

VRSIXI

ALBAXENS/i.

CIMITERO DI DOMITILLA
e

12
di santa
si

dove

si

osserva l'importante pittura col

nome

Pela

tronilla di cui

diamo

qui

la

riprodu>^ione. In essa

legge

già

indicata

isciizionc

IDVS.IANYARIAS

-

VENERANDA-DEP- YIIPliTHONELLA-MART^c Rappredipinta:

senta santa Petronilla che

accompagna \'eneranda

in

cielo.

La
essa
si

galleria

avant! a

questo cubicolo è assai brève ed in
le

trovano due iscrizioni con
iv secolo.

date consolari délia se-

conda meta del

Uscendo
vanno
stessa.
a

di qui,

puô

farsi

un piccolo giro
le

a traverso alcune

akre gallerie del iv secolo,

quali passando dietro l'abside

sboccare nella basilica all'altra estremità dell'abside
al

Tornando

cubicolo di Veneranda

si

puô andare

124

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
al

poi a traverso di altre gallerie

cosi detto « ^'estibolo

dei

Flavi

».
i^^^.^'^-

^C£.STiBOLO DEi.^

— Questo
tre

antichissimo ingresso
a
:

era posto sulla via pubblica e trovasi
basilica.

poca

distanza dalla
è in foiido alla

Vi

si

puô andare per

strade

una

basilica, dietro l'abside,

percorrendo

le gallerie 12,

13, 14, 16;

Y altra è dalla parte opposta a pie' délia scala del nartece [22, 29].

Vestibolo dei Flavi

al

momento dcUa

scoperta (v. pag. 114) [16, 17, 18].

de

Questo vestibolo [i6] fu scoperto nel 18^5 e descritto dal Rossi che per il primo ne fece notare la grande impor(').

tanza

L'opéra muraria
ed
è di

dell'

ingresso mostra una grande antichità:
a

una costruzione
posto

mattoni simile a quella

de' sepolcri

délia via Latina e délia spdiinca inaf;7m di Pretestato. Si ri-

conosce ancora

il

dell' iscrizione

primltiva. Ai

due

lati

di questo ingresso,

rischiarato

da un

lucernario,

sono due

(i) Bull, d'iirch. ciist.

1865, pag.

33-46.

CIMITERO DI DOMITILLA
stanze in opéra
laterizia

I25
a destra

pur

molto antichc:

una

caméra
e

a

vcMta [17] con

un banco che girava
precisamente
aile

tutto intorno,

due cubiculi;

a sinistra un' altra

caméra con un pozzo [19].

Questa era
'a gapi

la ciistodia inoniiinenii,

come

in

moki
aile

Isepolcri pagani:

ed essa era destinata

riunioni

ed

funerarie.

Le
e

pitture

d'uno dei cubiculi a destra sono
fiori.

di stile

pagano
galleria
a

rappresentano geni e
in

La
fin

un poco
di

pendenza che parte dall'ingresso
loculi

immette

un ipogeo

forma spéciale che non ebbe

da principio,

ma

solamente quattro grandi nicchie, due a
si

destra e due a sinistra, in cui

sono rinvenuti frammenti
I

di

sarcofagi in

marmo

e in terra cotta.

loculi

furono aperti

più tardi, imperocchè essi distrussero le pitture.

Questo

anti-

chissimo ipogeo era cristiano,
ture ed un'iscrizione ancora
al

come

lo

attestano alcune pit-

suo posto sopra un loculo, in
:

fondo ad una

galleria latérale, a destra délia galleria principale

EPICTETVS ET FELICITAS EPICTETO CON'// BENE é^ MERENT FECIT

£/nVTETO FILIO ^jENEMERENTI
î'^^'

PACE

qui vixit

AN///

Questo antico ingresso sarebbe
délie

stato

il

più importante

catacombe

se fosse stato

rinvenuto intatto. Disgraziataalla fine

mentel' ipogeo fu frequentato dal 17 14

delsecolo xviii,
quali

come

ci

attestano

i

numéros! nomi

ivi scritti, alcuni de'

anche important!

{Boldctti,

Marangoni, san Leonardo da Porto

Mauri:(io, san Giovanni Batlista de Rossi). In quel

tempo
sono

l'

ipo-

geo

fu assai

danneggiato ed allora ne vennero staccate vaiscrizioni,
:

rie pitture.

Le seguenti

assai

antiche,

state

pure rinvenute in questo vestibolo

M y'^rVJ r^ MiTRHETi
t

K0CML\
-^^^ ^

CIv^cp
'^

,^,„.„^
l^
'^"^

ALVMN O
(Sopra un sarcofago).

^H T Aï KÏT A TH errATPi eOPTH TPANIC KAI MIKKA

120

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
///VS-BRVTTIVS.PV//

///VTTIA-LABERIA/V
A.

I

I

I

I
1 i

I

///CERVM

y

r e

a

E

SIBI//7

///LIBERTABVS///

CYRIatv//(?) coiilVgi
:

///SQ-EORVM///

;

;

/

/

(')

Tra

gli

oggetti qui trovati negli scavi

vi

recchi bolli di mattoni anteriori alla seconda

sono pure meta del ii

pase-

colo (dal 123
Il

al

137).
in

de Rossi opinô che

questo vestibolo fosse

il

sepolcro

di

Flavio Clémente cugino di Domiziano e che di qui proil

venisse
tilla,
il

frammento

d'

iscrizione che

scoperto nella chiesa di S.
di

corpo

Flavio Clémente.

Il

nomina Flavia DomiClémente ove fu trasportato sepolcro di lui non è indici-

cato negli Itbicrari,

ma

probabilmente dovè trovarsi nel

mitero

di

Domitilla.
le pitture

Importantissime sono

scampate dalla rovina del
con

secolo XVIII. Quelle délia vôlta délia galleria principale sono
di un'

eleganza che

fa

riscontro
si

quelle del
1'

i

secolo e

délie case di

Pompei. Vi

vede rappresentato

antichissimo

simbolo cristiano

délia vite,

ove
il

tutti

i

rami partono da un

medesimo
palmites»

centro, ed esprime
(^).

detto

«

Ego sum

vitis,

vos

Le

nicchie laterali sono decorate di paesaggi
di
l'

con prospettive, corne nella casa
stiani.

Livia, e di simboli cri-

Nella parete

sinistra

vedesi

immagine

di

DaiiieU

nella
il

fossa dei honi [16J; nel cubicolo vicino una figura che de Rossi credette fosse di un pescatore. In fondo alla galdirimpetto all'ingresso, trovasi una pittura, oggi molto
il

leria,

danneggiata, rappresentante
diso [14]
:

banchetto, simbolo del Paraassisi

due personaggi sono

davanti ad una

mensa

tripode sulla quale sta un pane e un pesce mentre un dapifero
li

serve
(i)

(3).

Vi è da notare

il

gentilizio

Aurelitis

che

fu quello

stesso

di

santa Petronilla.
(2)

lOANN. XV,
i

5.

(3) Cfr.

m\ei El cm. â'arch. chrêt.: Kol'.ons générahs, pag. 291-92.

CIMITERO DI DOMITILLA
Un'
altra piirticolarità
di

llj
di

questo vcstibolo è un loculo
in

forma spéciale, consistente
che ricopre
che un foro
vi
il
il

un

finto sarcofago
il

di

stucco
piccolo

luogo

ove

fu

deposto

corpo.

Un

cubicolo che è accanto a questo [rj]
il

non ha

altra apertura

quale doveva essere chiuso da una pietra; non

sono

loculi,

ma
la

solo un arcosolio a destra e un banco per

cadavere.

È

imitazione
di

di

forse in
ci

memoria
le

quello del Salvatore.

un sepolcro orientale, fatto Questo vestibolo
délie

mostra

varie

trasformazioni

primitive sepolture
di

cristiane.

Parecchi frammenti

di sarcofagi

buona scultura

sono

stati

ultimamente ncongiunti
aveva l'ingresso

e

sistemati nella galleria

principale.

L' ipogèo

sulla pubbllca via, e perciô

do-

vette essere scavato in un' epoca di pace; probabilmente nel

periodo che segui
di

la

persecuzione di Nerone e prima di quella
ciô

Domiziano. Tutto
dell'

conferma l'importanza
per

dei

monu-

menti a fianco

ingresso, cioè délia stanza che potè serle

vire ad uso di tricJiiiimii
la
II

agapi con

i

due cubicoli che
décorative
il

fiancheggiano, uno dei

quali con pitture

del

secolo; e cosi pure servi ad uso cristiano

pozzo dove
cristiane.

si

dovè attingere

l'

acqua per servirsene nelle agapi
il

Dopo
di

aver visitato

vestibolo
si

e

traversando varie gallerie
altra

minore importanza,

passa

ail'

regione contigua detta

dei Flavii Aurdii;

ma
la

prima potrà

visitarsi

una piccola regione
di

non lontana
portanza.

di

qui che è di epoca posteriore e

qualche imdi

È

questa

regione detta degli Apûstoli piccoli e
al

Diogene, che appartiene
il

secolo

iv.

Lungo
dell'

la

via

s'

incontra

cubicolo detto degli Apostoli piccoli, per distinguerlo da un

altro

che poi
orfuite,
;

si

visitera.
al

Nel fondo
disopra del
piedi tra

arcosolio vi è una
il

Donna
S.

che ha
essa
è

capo
gli

monogramma
5.

co^tantmjano
Paolo.
il

in
il,

apostoli

Pietro e

Nella vôha.

!Salvaiore è assiso

tra gli

Apostoli;

e tanto

Salvatore che 5. Pietro e S. Paolo
il

circolare,

che non

si

trova mai

nei

hanno il nimbo monument! cristiani
una
iscri-

anteriori al iv secolo. Notasi nello stesso cubicolo

zione probabilmente relativa allô stesso sepolcro d'una ver-

128

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
si

gine cristiana, nella quale
in

dice délia defunta che « credette

Gesù Cristo

».

///A
in

CRDEDIT
DIES

(creàidii)

ChrisTV

'^ VIX AN
xqlll

///SU
III

VIRGO
/

KAL APRI FATFEC

{fatum fait).

In un £ubicolo posto dirimpetto
fita

vi è

una

iscrizione graf-

sopra un loculo con

la

data consolare dell'anno 348.

Un
gene.
Il

poco più
suo

distante, a sinistra, giungesi al cubicolo

ove

nel IV secolo fu deposto

un capo

dei fossori chiamato Dio-

nome

e la sua qualifica

erano dipinti in rosso

suU'arcosolio:

DIOGENES

OCTABV
Il

FOSSOR IX PAGE DEPOSITVS KALEXDAS OCTOBRIS
• •

.

cubicolo era dipinto; Boldetti, che tanto guastô nelle catalo

combe,
r idea

rovinô per distaccarne
il

le pitture

:

per fortuna ebbe
l'

di

prenderne prima
il

disegno e

di

copiare

iscrizione.

In fondo air arcosolio,

fossore
;

era rappresentato

con
il

gli

istrumenti délia sua professione
vatore
ciô
tra
gli

nell'

arco era effigiato
5.

SaJ-

apostoli

5.

Piitro

e

Paoïo.

Ora

di

tutto

non

resta che la

mano
le

sinistra di

Diogene in atto di sor-

reggere una lampada,

tracce dei loculi dipinti nel quadro, nel sottarco

una prospettiva
r immagine
di

di gallerie e poi
S.

una

parte del-

Paoïo.

Uscendo
scala,

di qui e

ove
il

è affisso

volgendo a destra si giunge presso una un frammento d' iscrizione assai imporil

tante per
al

domma
,

dei Purgatorio, invocandovisi

refrigerio

defunto

:

IS

SPIRITVS
IN REFRIGERIO
si

TVVS

Da

questo punto, continuando a destra,

va

alla

regione

che suol chiamarsi dei Flavi Aureli.

CIMITERO DI DOMITILLA
Regioni-: dei

I

29

Flavi Aureli.


il

In questa regione, che è

molto antica
lica, si

e corn'sponde dietro

muro

sinistro délia
il

basi-

trova subito una grande iscrizione in cui

nome

délia

defunta

DECIMIA

è scritto sj

due ancore. Accanto
«

vi è la

célèbre iscrizione [24] trovata nel 1875 che dice:

Flavio Sa-

bine e Tiziana, fratello e sorella
(I)A

».

.

CABGINOC KAI
.
.

'

TITÏANH

AAC-A<I)()I

Un
bino e
tello di

Flavio Sabino era figlio
:

di

Flavio PeLrone e
di

di

Yqfra-

spasia Polla
di

ed egli stesso fu padre
che fu
poi
l'

un

altro

Flavio SaIl

cohii

imperatore Vespasiano»

Vespasiano fu console; e Tacito nella sua Storia

(')

ne

parla corne di
di austerità.

un

uomo

assai

buono,

ma

l'accusa di inerzia e

Puô

supporsi che egli divenisse favorevole alla

nuova
il

religione e che in quel

ramo

dei Flavi pénétrasse cosi

cristianesimo. Colui che è ricordato nelT iscrizione

puo essere

stato

un nipote o un cugino
si

di

questo Flavio Sabino.

Di qui
i

discende a un cubicolo doppio conservatissimo

iscrizioni al posto. Nel primo vedono due monogrammi che possono leggersi IVLIVS AGRIPPA e RVFINA. Le iscrizioni del secondo ci dànno trc nonii, indizio di epoca assai antica.

cui loculi

sono ancora chiusi da

cubicolo

si

/

P

AELIVS

RVFINVS

M AVRELIVS lANVARIVS
• •

C

IVLIA

r^"

SIMPLICI

AGRIPPINA DVLCIS IN AETERNVM
.

Quest'ultima racchiude un affettuoso saluto ed un auguriojf
«

O

dolce Simplicio, possa tu vivere eternamente
di

!

«
11

Questô
secol0.

gruppo

sepolcri

non puô

essere

posteriore

al

(i) Hisi. in, 6).

Guid,%

Cntacombe

roiiiant.

9

130

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
di

Nella galleria

questa regione vi sono altre iscrizioni
il

pa-

rimenti assai antiche. Fra queste ve ne ha una con
di

nome

una fanciuUa

délia

famiglia dei Flavi chiamata
nel

Flavilla

scritt© in

monoiiramma

modo

se^uente

:

Da

questa regione
si

si

va a

sinistra

verso l'interno del

ci-

mitero, dove

veggono moite
al

iscrizioni
Il

greche

e

latine e

due cubicoli
notevole per
porta:
«

di qualclie

importanza.
posto, di

primo

assai antico e
1'

con
altro

iscrizione greca ancora
il

una
di

Ciriacete;

nome

del proprietario, scritto in greco suUa
Il

Eulalio a se stesso ».
fra
il

nome
il

questo Eulalio prête

che visse probabilmente
tenuto in venerazione:

m ed

iv secolo, è indicato in

un

graffito nell'arcosolio interno; dal quale risulta
«

che egli era

Domino

sancto Eulalio presbytère ».

La grande scala
di qui trovasi
la

- Regioke d'Ampliato.
il

— Poco
si

lungi

questo centro storico
al

quale

svolge presso

grande scala che mette
di

piano superiore del cimitero:
altre gallerie.
il

ma

prima

giungervi

si

traversano alcune

Nella

maggiore

di queste gallerie trovasi
la bella iscrizione

cubicolo di

Marco Antonio Restuto con

del

m

secolo

:

M ANTOXI VS RESTVTV

S

FECIT
.

YPO

GEV
SVIS

SIBI

ET

FIDENTI
I\

BVS

DOMINO

Nella stessa galleria un poco più oltre è coUocata una
iscrizione, che è pure del

m
di

secolo, parte greca e parte latina,

importante per
«

la

formola

preghiera nelle due ultime linee:
figlia ».

O

Gesù, ricordati délia nostra

CIMITERO DI DOMITILLA

I^I

AHMHTPIC Gï LeONTIA CGIPIKG ^GIAIG BGXGMGPGN TI MXHCeiIC iHcorc

.

^

.

KITIOC TGKXON
Alquanto più lungi,
servarsi

//////

nelhi parete

dopo
la

il

lucernario, 6 da osdel Buoti Pasiore

una
e
1'

bella

iscrizione

con

figura
taie

seduto

acclamazione rivolta ad un

Geronzio

:

GHROXTI VIBAS IX DEO

Sotto

il

grande lucernario che accennammo,vi
i

è

un

cu-

bicolo con pitture bellissime del
fiori,

secolo rappresentanti geni,
e nella

linee architettouiche.

A
ma

sinistra

vôlta vi sono

due figure del 5//0K Pasiore;
iiîiportanza

alcuni loculi posteriori distrus-

sero moite di queste pitture.

Sono

qui da notarsi per

la

loro

per

il

dommatica due riposo dell' anima e
dei vivent!
:

iscrizioni
la

esprimenti

la

preghiera

fede nell' intercessione dei de-

funti

a pro

VICTORIA REFRIGERf/ ISSPIRITVS TVS IN BONo
,ï,N-ivNv;

IVIBAS
IN

FACE ET PETE PRO NOBIS

I

^2

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
di

Le formole

queste iscrizioni e

la

paleografia dimostrano

che questa regione è

moka

antica e che

doveva essere una
assai

regione primitiva del cimitero.

Lo

scalone che trovasi

in

fondo

é

grandiose ed

Regione dello scalone [A]

e di

Ampliato. (La cripta

di

Ampliato

è al

n.

55).

antichissimo ed è forse

il

più magnifico ingresso di tutte le
istituira
iscri-

catacorabe romane. Esso fu scoperto nel 1852 appena
la

Commissione
affissa nel
si

di

Archeologia sacra, come attesta una
lo

zione
subito

muro con

stemma

del papa Pio IX,

il

quale

recô a visitare questi scavi e di qui discese.

CIMITERO DI DOMITILLA
Circa
la


il

meta

della

grande

scala, trovasi

primo piano,

A

sinistra di chi sale vedesi [29]

una

cripta

con abside che

servi certamente per

luogo

di

riunioni liturgiche.

A

destra

continua una lunga gaileria liancheggiata da cubicoli ricavati
posteriormente. Nel primo di questi, a destra, vi è una
iscri-

zione della società dei « Mattei

»

i

quali

si

adunavano
i

nelle

catacombe

sui primi del secolo xviii e

furono

predecessori

1—

Cripta di Ampliato. (Mella vôlta vi è

il

sinibolo antichissimo della vite).

dei

Cultures niartynini.

Un

altro
si

a sinistra [32]

fu

probabil-

mente una

cripta di martiri; vi

legge

il

graffito

SPIRITA

SANCTA IN MENTE HABETE BASSVM PECCATOREM (a destra presso l'angolo in fondo).
Alla fine della gaileria havvi una grande ed antichissima
cripta [s 3]
'^^^^

quale

si

accedeva per una scala spéciale. Noteal

voie è l'arcosolio sul quale è ancora

suo posto

l'

iscrizione in

marmo AMPLIATl. Le
molto marcate
anteriore
alla

lettere di questa

brève epigrafe sono

e

|d'

una forma paleografica probabilmente
11

seconda meta del
fine del

secolo

:

potrebbe
Infatti le

forse

anche gtudicarsi della

primo secolo.

déco-

134

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

razioni di questo cubicolo richiamano taie epoca; imperocchè
sulle pareti vi

sono

pitture decoij^itive di stile

comunemente

detto pompeiano,

le quali si

riscontrano nelle regioni più antiInfine se
si

che délie catacombe romane.
cubicolo con
del
III

confronta questo

le gallerie e

i

cubicoli circonvicini [^^] che

sono

secolo perché
data del 289
la

vi si è
«

trovata una iscrizione consolare
et

con

la

Basso

Quintiano consulibus

»

devesi
e

concludere che

cripta dipinta è

molto più antica
Flavi,

che

questo è stato uno dei centri primitivi del cimitero di
mitilla,

Do-

cioè un

sepolcro
la

dell'

epoca dei

quando apè di

punto viveva ancora
dagli Apostoh.

generazione che era stata convertira
il

È da

avvertire che
tardi
il

nome

d'

Ampliato
»

schiavo

e

div^enne più

«

cognomen
e dei

dei

compoun

nenti quella famiglia

fatta

libéra

loro discendenti (').

Ora
di

se questo

Ampliato ebbe per

se e suoi di famiglia

sepolcro cosi importante in questo nobile cimitero cristiano

Roma,

è

da ammettere

ciie egli sia stato

un personaggio
per tutte queste
di

importantissimo délia Chiesa
ragioni che
il

primitiva.

È

de

Rossi,
(2..

nel render conto

questa

bella

scoperta nel Bulhiiino
probabilità

1881), disse potersi sostenere con
del cimitero
di

che l'Ampliato

Dommlla^
fu

sia

lo

stesso personaggio salutato da san Paolo e che era assai caro

all'Apostolo (^).

Nel medesimo cubicolo
dell'

trovata
altro

anche

un'altra iscrizione più récente che
forse

nomina un
di

Ampliato,

un discendente

amico

snn

Paolo; essa è cosi
(:'.

concepita e sta nel fonde deirarcosolio

pag.

i)f)'.

Q.VAE

AVRELIAE BONIFATIAE CONIVGI INCOMPARABILI VERAE CASTITATIS FEMINAE VIXIT ANX XXV M H DIEB IIII AVREL AMPLIATVS CVM

-

HOR

II

.

GORDIAXO

FILIO

(i) Cf.
(.2)

i

miei EUin. cVarch. chrH.
8.

:

Notions générales, pag. 143.

Ep. ad Rom. XVI.

CIMITERO DI DOMITILLA
Si

I35

puô supporre che

i

componenti

di

questa famiglia siano
(').

divenuti liberti permezzo degli Aureli,imparentati coi Flavi

La medesima regione contiene due iscrizioni importanti pel domma. Una è greca e ricorda una donna di nome « Prima » e una sua figlia «che dormono in Dio Cristo Signore»:

nPBIA MGTA I///C AG 01TATPOC Kot MCOMeXOI £v 9-£
eu KIPICU
La seconda
frase
in

7.017XW

Litino, fu restituita cosl dal
la

de Rossi con una
:

contenente

professione di fede nella Trinità

///LIO///

///PAP Se

CVXDIANV:,-

qui credidil in

CRISTVM lESVm vivit in E ET FILIO ET ISP/r;7o
La prima
l'altra nel

Pair
Sancio

trovasi nella

grande galleria presso
a destra délia

la

scala;
là di

seconde cubicolo
{ciopo
il

galleria al di

Ampliato

n. ^7).

E
una

questa una regione d'epoca posteriore, nella quale volla

gendo per

seconda

galleria a sinistra trovasi

un arcosolio con

pittura rappresentante Cristo sednto in me:{~o agli Apostoli.

Regione detta

«

della

M adonna ». — Per visitare questa
pitture,

regione' bisogna tornare alla galleria che va alla meta dello

scalone e voltare neU'ukima galleria a sinistra di chi va verso
la scala.

Questa regione contiene parecchie

ma

la

più
^

importante è quella della B. Vergine che è dipinta in mezzo
j

a

due

loculi nella voltata di

un corridoio. La Vergine,

velata,

(

I

)

Cfr. Diclionmiin de lu Bible pubblicato dal

Vigouroux,

art.

Amplial

(Marucchi).

i:;6

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
il

in cattedra, tiene

bedue

i

lati

le

si

accostano

Bambino Gesù sulle ginocchia, e da ami re Ma^i in numéro di quattro.

(pk-%4^..^^^

Più antiche sono
Priscilla (');

le

altre

immagini

di

Maria nel cimitero
délia fine del
la

di

mentre questa puô giudicarsi
pitture
la in-

m se-

colo.

Ed

è chiaro che in queste

Vergine fu'fôp^

presentata con

tenzione stessa con
quale
si
i

la

rappresenta-

rono

martiri, quale
il

advocata, cioè con

concerto délia intercessione.

Le

iscri-

zioni prossime
délia fine del

sono

m

se-

colo

o

degli

esordi

del IV.

È

probabile

poi

che da questa regione

provenga

quel

preil

zioso cimelio che è
Pietro e Paolo,
il

medaglione con
si

i

ritr.iui

degli apostoli

quale oggi
e di

conserva nel museo sacro

délia bibHoteca Vaticana

cui

TTdpô
nuarsi

"aver

vedutb

la

pittura délia Madoniia,

diamo una riproduzione. puô contia sinistra
si

la galleria

principale; e poi

volgendo

giunge

ad una regione con cripte

e pitture del iv secolo,

regione che

(i)

Cf.

i

miei Elan, d'aicb.

chrit.:

Xotions gciiéraJjs, pag. 316.

CIMITERO DI DOMITILLA
dicesi degli ApostoJi,

I37
rappresentanzn.

da un affœsco con
si

taie

Prima
con
la

di

giungere a questo
à.e\

osserveranno alcuni arcosoli

imagine
al

BiLon Pastore; e in
la

una

di

queste pitture

vedesi

disopra délia pecora

parte superiore di
il

una orante, una

volendosi con cio indicare che
faceva parte del gregge del

personaggio quivi sepolto

Buon

Pastore. Si entra poi in
seraicircolari

grande cripta composta
i

di

due nicchie
1'

d'ambo
al

lati

délia galleria.

Le

pitture che

ornano appartengono
in in mg;(:^o agli

principio del iv secolo.
v' è
il

In una parte

grandi dimensioni

Biioji Pastore.] dall' altra

Gesà Cristo

Apo-

stoli. I n

questa composizione, che è quasi preludio dei grandi
il

musaici costantiniani,

Salvatore ha

il

tipo classico
aile pareti

romano,
dipinto

senza barba ne capelli lunghi. Intorno

fu

un grande quadro, oggi
dei personaggi che
vi
si

assai

guasto,

ove vedonsi ancora
fondo
délie case;

montano
la
i

a cavallo e in

voile

riconoscere

scena délia

uscita

dall'

Egitto

e

Monsignor Wilpert vi riconobbe più giustamente un mercato di grano, magazjzini, le barche del Tevere e gli opérai che lo caricavano e no scaricavano. Infatti in un' altra pittura vicina si vede una bottega di fornaio con un tavolo coperto di pane, un casdegli^Ebrei recanti
vasi degli Egiziani.
i

siere

ed un compratore. In questa regione potrebbe riconoil

scersi

sepolcro dclla corporazione dei fornai.
la

Di qui puô ritornarsi per
galleria
di

strada già fatta
si

alla

grande

Ampliato dove, appena
la strada

è giunti,

si

puô prenche con-

dere subito

che trovasi

di fronte a quella
si si

duce

alla pittura

délia

Madonna. Di qui

passa all'ultima

regione del cimitero, cui ordinariamente
sitatori, cioè a quella

conducono

i

vi-

si

che dicesi dei Ss. Marco e Nella prima galleria Regione ultima del cimitero. trova a sinistra una iscrizione che ricorda il nome assai

MarcclHaîio.

importante in questo luogo di un'altro Flavio Sabiuo e che
ci

conferma come

il

cristianesimo pénétrasse precisamcnte in

questo ramo dei Flavi.

vasi

Volgendo a una pittura

destra e
di

percorse

alcune
/'

altre gallerie

tro;

Adaino cd Eva pressa

aJbero del peccato

138

GUIDA BELLE CATACOMBE RO^L\NE
bella

e a fianco è da notarsi questa

iscrizione, dedicata ad

un Bonoso

«

addormentato nel nostro Signore».

BOXCOCH BONCUCcO
rico

KODiCOMeXOI

GX KCO HM
Poco dooo
iina
si

(sv K-jp-rp

f.awv)

giunge ad una

galleria
la

posta

ai

piedi di

grande scala scavata nel 1897,

quale conduce ad una

cripta rinvenuta in quell'anno stesso ed in cui
scersi

puô riconodi

una memoria

dei martiri

Marco
nella

e

Marcelliano. Questi

due santi furono martirizzati
ziano, ed
i

persecuzione

Diocle-

loro Al'i, incorporati con quelli di S. Scbdstiauo,
essi

dicono che
in

furono sepolti

« \'ia

Appia

mill.

ir

ab Urbe,

loco qui vocatur ad Jreiiasi).

Ma

questa

indicazione è
e
tutti

inesatta;
gli altri

perché

il

Martlrolof^io
la

roinaiio

(18 giugno)
i

documenti indicano
era presso

via Ardeatina e
di

dintorni del

cimitero di Domitilla

come luogo
il

loro sepoltura, e sapdi

piamo che questa
poiitificalis

sepolcro

Damaso.

Il

Liber

dice del

boravit

in

papa Giovanni VII (705) che egli «lacoemeterio beatorum martyrum Marcelliani et
»
;

Marci Damasique sancti pontifîcis
erano contigui: ora quello
sulla via Ardeatina.
di

dunque

i

due cimiteri

S.

Damaso
piedi

era senza dubbio

Questa

galleria,

che parte

ai

délia

indicata scala,

conduce ad una vasta
storico.

e duplice cripta
i

che era illuminata da

caratteri di un luogo un ampio lucernario e che ha tutti Nel fondo vi è un arcosolio rivestito di raarmi e diviso

in

due sepolcri

;

al

disopra

dell'

arco vedesi

il

Salvatore in

mezzo ad un gruppo di sei santi che vanno a riceverela corona; a sinistra una donna sta forse innanzi ad un giudice. La posizione di questo cubicolo in vicinanza dello scalone, la sua
struttura,
il

lucernario,

le

pitture,

provano che siai»o
liturgico

in

una

cripta storica o

almeno

in

un cubicolo

prossimo ad

CIMITERO DI DOMITILLA

I39

un luogo storico. Credo vi si possa riconosccre una memoria dei Ss. Marco e Marcelliano o dei loro compagni. A questi due martiri io ho riferito alcuni frammenti di una iscrizione
damasiana oggi
il

collocati nella

stessa cripta,
a'

iscrizione

che

de Rossi credette fosse dedicata

santi

Giovanni

c Paolo.
d' I-

Infatti questi

frammenti

si

ritrovarono insieme a quello
e

rene, nella chiesa de' Ss.
sportati
i

Cosma
e

Damiano, ove furono

tra-

corpi
la

di

Marco

Marcelliano. Si
la

noti in questi

frammenti

parola

FRATRES,

quale conviene benissimo
(').

ad un elogio dei due martiri suddetti
Il

cubicolo scavato dirimpetto alla
vi si
la

suindicata

cripta era

ancor esso un luogo importante:

legge T iscrizione di un

GELASrVS EXORCISTA
che
ci

con

formola
e

DEO GRATIAS
ricorda
le

riporta certamente al iv secolo

contro-

versie dei Donatisti.

Proseguendo per
si

la

gallerla

potrebbe giungersi ad una

parte assai lontana ove trovasi una pittura quasi svanita che
è creduto

interpretare
in

per

V Anniin:(ia::jo}ie
parte remota,
la scala

délia
si

Vergiiic.

Invece

di internarsi

questa

prenda una
dalla
tro-

galleria a sinistra di chi

guarda
dei Ss.

e

poco distante
si

cripta

con

la

memoria

Marco
la

e Marcelliano, e

verà dopo brève tragitto un cubicolo con pitture dei iv secolo

che sono

di

molta importanza per
da

loro rarità.

Nel fondo

dell'arcosolio vi è la scena di Orfeo (simbolo di Cristo) seduto
fra gli animali" feroci
lui
il

mansuefatti; e suU'alto dell'arco-

solio

il

Projeta Michea,
il

quale addita

la

città

di

Betlehem
dovea

ove dovea nascere

Messia.
dei Ss.
,

Poco lungi
trovarsi
il

dal

gruppo

Marco
e

e Marcelliano

coeiiieteriiiin

Damas!

dove quel grande pontefice dove
egli
gli

fondo

il

sepolcro di sua

flimiglia

fu

deposto

presso la

madré

e la sorella.

Ancora perô
posizione

scavi
di

nu lia

ci

hanno indicato riguardo

alla

précisa

questo

(i) Si
dei
Ss.

veda intorno a questa iscrizione il mio artioolo La memoria Marco e Marcelliano ncl cimitero di DoDiitilLt, nel Xiiovo Bull, di
1899, pag. 5-19.

arch. crist.

140

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
insigne che

monumento
in cui ci

non dovea

essere lontano dal centre

troviamo.
dalle sillogi
il
il

Xoi conosciamo
sorella Irène.

testo

dell'

iscrizione che

il

papa Damaso compose per
Irène fu trovato a Ss.

suo sepolcro e per quello délia
di

Un frammento
Cosma

questa

ultima iscrizione di

coniuni del iv secolo, forse
era semplice diacono e
tere hlocaliano (').

Damiano; ed è in caratteri perché fu incisa quando Damaso
e
il

non aveva ancora adottato
il

bel carat-

Eccone

testo in cui

si

fa l'elogio di
la

questa

giovanetta

la

quale avea consacrato a Dio
sacrata

sua verginità:

DEO NVhc tnenibra qniescuiit hOMEN SI Q.VAe;r/i Irène Voverai haec sese Chrislo CVM VITA MAneret Virginis ut meritum sancHyS PVDOR IPSd proharet Bis detias hiemes tiecdum coin pkv>^R AT aetas
Hoc luwido
Hic soror
est

Dainasi

Egregios mores vitae praecesserat aetas
Propositutn mentis pietas veueranda pueïïae

Ma^nijicos frtictu; dederat melioribus annis

Te germana soror
Cutn
fiigeret
tibi

nostri

nunc

testis

amoris

Otiem

mundum dederat cum raperet melior

miJn pigniis Ijonestiim
tune regia caeli

Xnn
Nunc

timiii

viortem caelos qiiod libéra adiret

Sed dohii fateor consortia perdere vitai
venienle

Deo

nostri reminiscere virgo

Ut tua per

Dominum

praestet mihi faciila lumen.

Il

frammento

superstite fu da

me

ritrovato nel

Foro

e

venue
ne pos-

collocato nel nartece délia basilica di S. Petronilla, ovesi indicô.
Dell' iscrizione di san

Damaso nuUa

si

è trovato;

ma

sediamo egualmente
Q.VI

il

testo nelle antiche sillogi epigrafiche:

GRADIENS PELAGI FLVCTVS COMPRESSIT AMAROS VIVERE aVI PRAESTAT MORIENTIA SEMINA TERRAE SOLVERE Q.VI POTVIT LAZARO SVA VINCVLA MORTIS POST TENEBRAS FRATREM POST TERTIA LVMINA SOLI3 AD SVPEROS ITERVM MARTHAE DONARE SORORI POST CINERES DAMASVM FACIET Q.VIA SVRGERE CREDO

(i) Cf.

DE Rossi,

Bull.

1888-89,

P'^o-

'4^ s^g-

CIMITERO DI DOMITILLA
Essa è

141

importante per
finale.

la

esplicita professione di fede nell:i

resurrezione

Un'

altra iscrizione,

oggi smarrlt.i,

ma

copiata dal Marini

nel secolo xvin
irisouius) in

ricorda
«

una

un sepolcro per tre cadaveri Çociis crypta Damasi », che doveva starc nei dindi

torni del

mausoleo

Damaso

(').

LOCVS TRI SONVS Vie TORIS IN CRV TA DAMASI
È da
di

sperare che ulteriori escavazioni

ci

permettano

di

ritrovare quest' altro

monumento

cosi insigne del cimitero

Domitilla.

Forse a questa regione del iv secolo appartennero
guenti iscrizioni

le se-

che più non sono
altri.

visibili,

ma

furono

tra-

scritte dal Bosio e da

IN

HOC VINCES

SINFONIA ET FILIIS V AN XLVIII M V D IIII

È importante

per l'allusione

al

labaro costantiniano.

Utie PdîCIOLA.

CLERICVS

É

un' altra

memorla

del titolo di Fasciola.

(i)

De

Rossi, Rom.

sott.

III,

pag. 424.

142

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

DE BIA XOBA.

POLLECLA aVE ORDEVM BENDET

IN BIA

NOBA

E
di

quest'ultima epigrafe, che ricorda un' umile venditrice

orzo sulhi via

Nova

presse

le

vicine terme Antoniane, è

assai

nota e fu riprodotta più volte.
la visita del
si

Chi poi volesse completare
grande
galleria del

cimitero, dovrebbe
alla

percorrere quella vasta regione che
délia

estende

sinistra

seconde piano, venendo dallo sca-

lone, ove troverebbe in fondo un' altra antica scala e moite
iscrizioni

che qui sarebbe troppo lungo indicare.

Ed
tero,

ora avendo osservato quanto havvi fino ad ora di più
visita
il

notevole per una

générale

possiamo uscire dal cimi-

o passando per

grande scalone o ritornando neila
cimitero di Domitilla senza

basilica;

ma
si

quest'ultima via è quella ordinariamente seguita.

Xon
il

lasci
la

pero del tutto
stanza attigua

il

aver visitato

quale fu costruito dalla

al moderno élégante ingresso, Commissione di Archeologia sacra,
il

d'

accordo

con

il

benemerito proprietario del luogo,
In questa
stanza
di

si-

gnor conte de Merode.
sistemata

fu

recenteraente
cri-

una importante raccolta
1820,

antiche iscrizioni
di

stiane trovate qui presso negli scavi délia duchessa
blais

Cha-

circa

il

ma

poi

trasportate dentro

Roma. Esse
(').

furono da

me

riconosciute nel conjmercio antiquario e su mia

proposta furono acquistate dalla Commissione
di queste portano
la

Parecchie

data consolare ed altre sono importanti

per espressioni e formole
lari è

non comuni. Fra
la

le iscrizioni

conso(parete

notevole una greca con

data

dell'

anno 274

a destra accanto alla fenestra); fra le altre mérita di essere

osservata quella assai grande di Ciicuinione e Fittoria guarda-

(i)
crist.

Ne ho

dato una illustrazione spéciale del Xiiovo

Bitlldl. di arch.

1901, n. 4.

CIMITERO DI DOMITILLA
robe délie terme
di

I4;

Carncilla

:

CAPSARARII DR ANTOun
i

NINIANIS.
Vi
quali
c pure da notare la iscrizione di

CONSTANTIVS
suoi cavalli, presso

condottiero di carri, rappresentato con
i

sono

scritri

i

loro
di

nomi
un

«

Barbarus,

Germanus
.

»

;

e

l'altra in
la

forma rotonda
espressione:
iscrizioni

bella

CALLISTVS in cui si legge DEVM VIDERE-CVPIENS VIDIT.
il

Queste
d:.rsi
al

sono

più
di
al

beU'ornamento che poteva
questo insigne cimitero.

monumentale ingresso
S.

Nella stessa via Ardeatina,
cimitero di

VII miglio,
latte

è ricordato

il

Felicola, sorella di
si

di

santa Petronilla;

ma

di

esso

non

potè ancora riconoscere alcun indizio.

APPENDICE AL CIMITERO DI DOMITILLA
Accennando
in

questa descrizione
si

la

regione ultima del
fu

cimitero, la quale

svolse nel iv secolo, essa

indicata
infatti

come
fu
il

quella dctta dei Ss.

Marco

e

MarceJJiano.

Questo

nome

che a

taie

regione

die'

sempre

il

de Rossi e che

venne adottato
diciamo per
asseri
es.:

dall'

uso nella denominazione convenzionale
aile

che noi usianio dare
«

varie parti délie catacombe:

(come

vestibolo dei Flavi », ecc).

Ed

il

de Rossi

come cosa
di

per

lui

certa che la

regione di Marco e

Marcelliano e

Damaso dovea

essere unita al cimitero di

Domitilla e che era

« fuori dei limiti del » (').

cimitero di Callisto

e dei sotterranei con esso congiunti

Ed anzi il de Rossi stesso precisô poi anche mente questa denominazione quando nel 1884
parte superiore di quella scala che noi

più minutasi

scopri la
di

abbiamo

finito

sca-

vare nel 1897 e che è indicata di sopra. Egli disse e stampô
nel BuUctiïuo essere quella « la scala del cimitero di Basileo

ove furono
(i)

sepolti

i

santi
I,
;
i

Marco

e Marcelliano
Il

»

(").

Rovia sotterrama,
degli Itinerari

pagg. 265-266.

de Rossi

stabili tutto ciô

con l'esame
indicazioni,
(2)

quali, a dir vero, per questa,
di interpretazioni
crist.

come

per altre

sono

suscettibili

alquanto diverse.
J58.

De

Rossi, BuU. d'arch.

1S84-85, pag.

144

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
taie

SegueiiJo pei'tanto
avea già intenzione
di

opinione del nostro maestro, che
la

scavare in quel luogo, dopo
alla

sua

morte

il

compiaiito Stevenson ed io proponemrao
ai

Comfeb-

missione lo scavo

piedi di

quella scala

;

e

cosî

nel

braio 1897 fu scoperta la grandiosa cripta
ivi

con pitture che
cose già

indicammo.
Si

pensô subito, corne era ben naturale per
che quella cripta tosse
in

le

dette,

relazione con

i

due martiri
la

già nominati; ed io poi studiando in spécial
ivi

modo

scena

dipinta, la spiegai

per

una Coronalio martyruni,
dei martiri
si

e recai

argoraenti assai gravi per dimostrare che l'artista vi rappre-

sentô

il

gruppo principale

i

quali

figurano nella

Passiû sancti S'hastiaiii ove

Marco e Marcelliano. Mancando perô ogni indizio di iscrizioni, non dissi con certezza esser quella la cripta dei Ss. Marco e Marcelhano; ma
parla di
ivi,

soltanto che

per ragione di quel dipinto,
ai

si

poteva ricono-

scere una menioria relativa

martiri sudJetti, o ai loro coraai

pagni. Près: poi questa occasione per attribuire
tiri

due mar-

stessi alcuni

frammenti daraasiani trovati nel Foro romano

ed

attribuiti
Il

collega

zione del
pittura

ai santi Giovanni e Paolo ('). Mons, Wilpert convenue con me sulla restitucarme damasiano e sulla spiegazione generica délia

prima

come una
sepolcro di

Coronalio iiiartxninr,

ma

espresse l'opinione

che

il

Marco

e

Marcelliano fosse piuttosto dal-

l'altra

parte délia via Ardeatina e più presso al cimitero di

Callisto.

Ora, in questi giorni medesimi (giugno 1902), dopo
logli

che

i

precedenti

erano già stanipati, ricercando
fra
si
il

egli

alcune pitture in una regione
di

cimitero di Callisto e quello

Domitilla presso l'Ardeatina,

imbattè in una grande frana
ci

che, sgorabrata in parte dalle rovine,

ha mostrato

la

pre-

senza
avanzi

di

una grandiosa

cripta, fino

ad ora sconosciuta, con
e nella

di pitture,

purtroppo assai lacère,

quale puô

ri-

conoscersi un santuario di martiri.

(i)

Per

la restituzione del

carme damasiano
Congresso cVarch.

v,

Niiovo Bullettino, V,.

nn. 1-2.

Si

veda pure Alti

del

crist.

pag. 93 e segg.

CIMITERO DI DOMITILLA
Dalla scoperta avvenuta
délia iscrizione scpolcrale
in

I45
di

scguito,

poco lungi

qui,

délia

madré

del

papa Damaso (di

cui
il

si

parlera più sbtto)

deve oggi dedursi che questo fosse
quaîe poi era prossimo a quello dei

coemetcrium

Damasi

il

Ss. iMarco e Marcelliano.

Perô da ciô non viene esclusa l'interpretazîone da

me

data alla pittura délia Coronatio mariyruin, nella cripta prcce-

dentemente
gersi in

sepolti sulla

giaccliè una memoria di altri martiri medesima via Ardeatina potè benissimo dipinquesta cripta dove potevano esser sepolti dei persodescritta:
quelli.

naggi che ebbero qualche relazione con
tissimi di taie
di S. Cecilia si

Ed esempi noOuirino sepolti
si

uso esîstono nelle catacombe. Cosi nella cripta
rappresentarono
i

55.

Sehasliano

e.

nel cimitero prossimo; nella cripta di S. Cornelio

effigiô

5. Sisto II deposto in altra parte abbastanza lontana del

memar-

desimo sotterraneo; nel cimitero
S.
tiri

di

Ponziano venne dipinto
il

Marct'Uiuo per

le

relazioni che ebbe con

gruppo
ove

dei

locali; e finalmente nel cimitero di Félicita,
figli,
il

fu sepolta

questa martire con uno solo dei
altri figliuoli

furono

effigiati

anche

gli

che ebbero altrove
ragioni
l'

sepolcro.
cimiteriale

Per

tali

identificazione délia regione

ora ritrovata con quella dei Ss.

Marco
noi

e Marcelliano e di

Da-

maso modifica
parte délia via

la

topografia stabilita dal

De

Rossi per quella
consi-

Ardeatina;
dipinta,

ma

potremo sempre

derare

la

cripta

scoperta nel cimitero di Domitilla

nel 1897,
«

come un monumento insigne e nella pittura délia coronatio martyrum » possiamo ragionevolmente sospettare
sia

che

ricordato

il

gruppo

dei

martiri indicati nella passio

Sancti Sebastiani.

Ma comunque

siano

le

cose

non

è

ammissibile

1'

opinione

del Wilpert che questa sia

una

cripta preparata in anticipa-

zione per seppellirvi un gruppo qualunque di

martiri (').

(i)

Wilpert, Le

pitture délie

Catacombe

roiiia)ie,

pag. 451.

Guiân Cataeomhe romane.

:t^t^t±t^t^ii^^t:^^irt:t=±:t^:^

—®
I

CAPITOLO

III

®
(•)

CIMITERI DELLA VIA APPIA

LA

via Appia, la « regina

viarum

«

degli antichi

Romani,
in
ori-

(iistaccavasi dalla porta

Capena

del recinto di Servio Tullio

e passando per Bovillae, Albano, Aricia qcc.

andava

gine fine a Capua,

ma

fu prolungata poi fino a Brindisi.

(i) Index Coevieteriorum
textati

e

Notitia rô^iomim:

«

Coemeterium Prae».

ad S. lanuarium via Appia. Coemeterium catacumbas ad S. SeSalihourg: « Postea pervenies via Appia ad S. Sebastianum

bastianum via Appia. Coemeterium Calisti ad S. Xystum via Appia
Itiiierario di

martyrem, cuius
apostolorum

corpus iacet

in

inferiore

loco, et ibi sunt

sepulcra

Pétri et Pauli, in quibus

XL annorum

requiescebant. Et

in occidentali parte ecclesiae per gradus descendis ubi S.
et

Cyrinus papa

martyr pausat. Et eadem via ad aquilonem ad Ss. martyres Tyburtium et Valerianum et Maximum. Ibi (m margim : intrabis in speluncam

magnam
tertio

et ibi)

invenies S.

Urbanum episcopum
Agapitum martvres
et

et

confessorem,

et in et in

altero loco Felicissimum et

diaconus Syxti,

loco

in tertia

Cyrinum martyrem, et in quarto lanuarium martyrem. Et ecclesîa sursum S. Synon martir quiescit. Eadem via ad S. Caemartyrum. Primus Syxtus papa
et

ciliam, ibi innumerabilis multitude

martyr, Dionisius papa et martyr, Iulianus papa et

martyr, Flavianus
ibi

martyr, S. Caecilia

virgo et martyr,
et

LXXX

martyres

requiescunt

deorsum. Geferinus papa
martyr longe
altero
in antro

confessor sursum quiescit. Eusebius papa et

requiescit.

Cornélius papa

et

martyr longe

in
et

antro

requiescit.
:

Postea

pervenies ad S. virginem

Soterem

martyrem

{in niargine

eadem

via venis ad ecclesiara
suis), cuius

parvam

ubi decol-

latus est S,

Xystus

nem
bus

».

— De

cum

diaconibus

corpus iacet ad aquiloin orientali parte

locis Ss.

Martyrum:
S. Suteris

« luxta

viam Appiam
S. Syxti
ibi S.

civitatis

ecclesia

est

martyris, ubi ipsa
ecclesia est

cum

multis martyri-

iacet,

et iuxta

eandem viam
lacent,
et

papae ubi ipse
Calocerus

dormit. Ibi quoque et Caecilia virgo pausat, et
ferinus in
S.

Tarcisius et S. Geet

uno tumulo

ibi

S.

Eusebius

S.

et

Parthenius per se singuli lacent et

DCCC
Callisti
:

martyres ibidem requieCornélius et Cyprianus
spelunca S. Ca-

scunt. Inde
in ecclesia

haud procul

in

coemeterio

dormiunt. (Di un' altra tnano

Et

in altéra

locerus diaconus). Iuxta

eandem viam quoque

ecclesia est

multorum

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Secondo piano del Cimitero

di

Callisto (stato attuale).

I

CIMITERI DELL A VIA APPIA

I47
lo

Questa
tresi per
i

via célèbre per le

memorie

classiçhe,

era al-

suoi cimiteri cristiani.
di questi cimiteri fu assai
;

La topografia

confusa fino

alla

meta del secolo xix allorquando con la scorta degli antichi documenti il de Rossi la potè ricostruire. Egli osserv6 infatti
che
il

Caloidario

Jiberiaiw (iv sac.) distingue
febr.

tre

differenti

gruppi:

«XVII

kal.

Fabiani in Callisti

et

Sebastiani in

CatacLimbas
lanuarii «.

... viii id.
si

augusti Xysti in Callisti et in Pretextati
il

Dunque

devono distinguere senza dubbio
de septem

cimi-

Sanctorurn, id est lanuarii, qui
natu, Urbani,

fuit

filiis

Felicitatis
fratris

maior

Agapiti,
{di

Felicissimi, Cyrini,
un' ait r a

Zenonis,
et

Valentini,

Tiburtii, Valeriani
ibi

maiio: et

Mnximi),

multi

martyres

requiescunt. Et iuxta

eandem viam,
et

ecclesia est S. Sebastiani

maran-

tvris ubi ipse dormit, ubi sunt sepulturae

Apostolorum

in

quibus

nos quieverunt.
di Gui^liehiio di

Ibi

quoque

Cyrinus martyr
«

est sepultus ».

XL

Itineraiio
Ibi

Mahnesburv:

Undecima porta

et via dicitur
ibi

Appia.

requiescunt S. Sebasiianus et Quirinus, et olim

requieverunt aposto-

lorum corpora. Et paulo propius Romam sunt martyres lanuarius, Urbanus, Xénon, Q.uirinus, Agapitus, Felicissimus. Et in altéra ecclesia Tiburtius, Valerianus, Maximus, nec longe ecclesia S. Caeciliae martvris; et ibi reconditi sunt

Stephanus, Sixtus, Zefterinus, Eusebius, Mel-

chiades, Marcellus, Eutichianus, Dionysius, Antheros, Pontianus, Lucius

papa, Optatus, Iulianus,

Calocerus, Parthenius, Tharsitius, Policamus,

martyres. Ibidem ecclesia S. Cornelii et corpus. Et in altéra ecclesia

sancta Sotheris, et non longe pansant
Eusebius, Maria,

martyres Hippoliîus, Adrianus,
Marcellus;
Einsiedeln:
et

Martha, Paulina,

"Valeria,

prope papa
via

Marcus

in

sua ecclesia».


ad
S.

Itinerario di

«In eadem

extra civitatem in sinistra ad S. lanuarium, ubi Syxtus martyrizatus est,
S. Eugenia, ad S.
le!,

Theodorum.

In dextera S. Petronella, Nerei et Achil-

Marci

et Marcelliani,

Soterum,
».

S. Cornelii, Xisti,

Faviani,

theros

et Miltiadis,

ad S. Sebastianum

— Vita Hudriani

An-

I: «

Ecclesiam

Apostolorum foris portam Appiam milliario tertio in loco qui appellatur Catacumbas, ubi corpus beati Sebastiani martyris cum aliis quiescit, in ruinis praeventam a novo restauravit.... Ecclesiam beati Tiburtii et Valeriani atque

Maxinii, seu

basilicam S.

Zenonis una

cum coemeterio
priscis
e

S.

Urbani

pontificis, Felicissimi et

Agapiti atque lanuarii et Cyrini mar-

tyrum

foris

portam Appiam uno cohaerentes loco, quae ex
».

marLihro

cuerant temporibus, a novo restauravit
Mirahilium:
textati inter
«

Ind^x Coemeterioruvi

Coemeterium

Calisti iuxta S.

catacumbas. Cocmeterium Prae».

portam Appiam.... ad

Apollinarem

148

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

tero di Callisto da quelli di S. Sebastiano e di Pretestato; e
cosi la stessa distinzione ricavasi dagli Itinerari, dalla Notitia
regioniim, e dal Liber potitificalis.
Il

de Rossi, perlustrando nel 1849 l'antica vigna

Ammen/

dola sulla via Appia, osservô un frammento
serviva da gradino in una scala
e"

d'iscrizione che
le

conteneva
il

LIVS MARTYR.

Era

facile di restituire
di

parole NEnome mancante e

di riconoscervi l'iscrizione

san Cornelio; onde sapendosi
di

che questo papa fu sepolto nel cimitero

Callisto, egli

ne

dedusse che

il

vero cimitero

di

Callisto

dovea trovarsi sotto

quella vigna,

cioè al di qua deU'ipogeo di S. Sebastiano.
vi
si

La

vigna fu acquistata più tardi dal papa Pio IX,
sero grandiosi scavi e vi
l'altro
si

intrapre-

scoprl la cripta di S. Cornelio con

frammento

délia suddetta iscrizione
si

ancora

al

suo posto

(1852).

Due
il

anni dopo

ritrovô la cripta

papi e poi

sepolcro di S. Cecilia.
ivi fosse
il

comune degli altri Cosicchè non vi fu più
di Callisto, distinto

dubbio veruno che
da quelli
di

vero cimitero

S.

Sebastiano e di Pretestato.
fu poi

E questo

sistema topografico del de Rossi
fatta nel

con-

fermato dalla scoperta

18^3

del luogo preciso del

prossimo cimitero

di Pretestato

che venue indicato con ogni

certezza dalla cripta di S. Gennaro.
Il

de Rossi pubblicô

i

risultati di tali

scoperte nella grande
è

opéra délia Rojna

sotte rranea;

ove

il

primo volume

consa-

crato aile nozioni generali e alla descrizione

délia parte più

antica del cimitero di Callisto
rici

;

il

secondo
Eusebio

ai
;

monumenti
il

sto-

dei papi, di S. Cecilia e di S.

terzo aile altre
e ra-

reo'ioni

del cimitero stesso. lo darô qui
di

un brevissimo

pido riassunto

questi tre

volumi

del

mio maestro.

I.

Cimitero

di Callisto.

Questo insigne cimitero ebbe origine forse nel

i

secolo,

ma

prese

un

tal

nome

sul principio

del

m

da Callisto dia-

cono di Zeffirino, il quale da questo papa fu preposto alla amministrazione del cimitero come attesta il libro dei Filoso-

GENERALITÀ SUL CIMITERO DI CALLISTO

I49

t»TO

srrtCHTOii

Planta générale Jel cimitcro di Callisto.

150
funiciii.

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
Callisto, divenuto pontefice, ingrandi
il

cimitero che
i

divenne nel
fino allora

m

secolo
stati

il

sepolcreto ufficiale dei papi
nel

quali

erano

sepolti

Vaticano

«

iuxta

corpus

B. Pétri».

La
Lucina
colo.

parte più autica del cimitero di Callisto
il

si

riconosce
« cripte
11

in quella regione cui
» e

de Rossi

die'

il

nome

di

di
se-

dove

si

conservano
si

iscrizioni degli esordi del

Questo ipogeo

svolge

in

vicinanza délia

pubblica
il

via e presso la stanza

ove più

tardi

venne sepolto

papa

san Cornelio

;

e forse fu

questo un ipogeo privato dei Caecilil

o dei Pomponii.
altro
III

E

da questo nucleo priraitivo e da qualche
la

centro

si

svolse poi più tardi

grande escavazione del
il

secolo,

quando qui venne fondato
si

cimitero ufficiale dei

Papi,

come

disse.
il

In questo cimitero
cripte di

de Rossi distinse diverse regioni:

Le
di

Lucina, sotto un

monumento pagano
il

attribuito alla

famiglia dei
Callisto,

Pomponi;
le

2''

cimitero

propriamente detto

con

cripte dei papi, di S. Cecilia, di S.
il

Eusebio e

la

galleria dei
tere,

Sacramenti; 3" verso ovest,

cimitero di S. So-

che aveva una propria scala; 4° una grande regione del

IV secolo, verso nord, chiamata « regione Liberiana », perché vi
si

trovarono alcune iscrizioni dei tempi di papa Liberio; 5" una

regione settentrionale ancora in parte inesplorata, che in origine dovette essere un cimitero a
e
se, forse

quello dei Ss.

Marco

Balbina.

Debbonsi poi indicare alcuni arenari presso
Lucina, dietro
la

le
il

cripte di

cripta di S.

Cecilia

e

verso

centro del

cimitero, presso la regione Liberiana: è là che probabilmente

dovrebbe ritrovarsi
si

la

memoria
1'

di quel martiri greci dei quali

dice che furono sepolti
ora, V
il

nell'arenario di

IppoUto. Descri-

vendo

una dopo

altra

queste regioni, seguiremo l'or-

dine con
(i)

quale esse

si

sogliono percorrere dai visitatori ('),
del cimitero di Callisto darà un' idea délia

La planta générale
:

cstensione del sotterraneo

le

altre tre plante parziali

permetteranno
le

di

tîssarne approssimativaraente le regioni principall.

Perô

plante ricavate

dalla

Roma

soltcrrama,

non sono

di

una rlgorosa esattezza;il visltatore

GENERALITÀ SUL CIMITERO DI CALLISTO
In primo luogo
sparsi

I5I

qua

e

attuale délia

devono osservarsi alcuni antichi edifizi là nella campagna sopra il cimitero. AU' ingresso vigna vedonsi gli avanzi di due sepolcri pagani
11

con

il

loro ipogeo che possono giudicarsi del
si

e del

m

se-

colo. Ivi presse

innalza

il

rudere di un grande

monumento
la

pure sepolcrale che appartenne forse ad una famiglia
convertitasi alla fede, scavô poi al disotto
délie
« cripte di
il

quale,

cimitero cristiano

Lucina».
oltre,
si

Avanzandosi più
ha
la

scorge un edificio cristiano che
tre absidi,
cella

forma

di piccolo oratorio a

tricbora,

i

Oratorio dei Ss. Sisto

c

Cecilia a

tempo

dei primi studi del

de Rossi.

cui

mûri

inferiori

furono

costruiti nel

m

secolo e vennero

poi ricostruiti al di sopra nel iv.

Essa dovette servire per ce-

lebrare le agapi funebri; ed è probabile che fosse distrutta nella

persecuzione

di

Diocleziano, riedificata dopo

la

pace e

tra-

sformata poi

in quella

chiesa de' Ss. Sisto e Cecilia, che è
Itincrari.
d'

appunto qui ricordata dagli
che sorgeva sopra
non potrà
fidarsi
il

Questi Itincrari parlano ancora
la

una

basilica di S.

Cornelio
ai-

sua cripta,

ma non

se

ne vede più

assolutamente che délia pianta spéciale del 2° piano del

cimitero. Per

rilievo di taie pianta

sono stato

assai abilmente coadiuvato
le

dal niio egregio

amico

e collaboratore

Rev. Dufresne; e

varie parti

del disegno sono poste in continua relazione descrizione.

con

il

testo délia présente

152
cuna
tere,
ail'

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
traccia.

Gli stessi

c'

indicano pure una basilica
di S. Sisto

di S.

So-

che visitavasi dopo quella

passando dall'Appia

Ardeatina: questo edificio fu indicato dal de Rossi più

oltre verso

ponente

e

precisamente sopra
egli
die'
il

il

centre délia reS. Sotere;

gione cimiteriale cui

nome

di

e

la

struttura di questo edificio è simile a quella dell' oratorio di
S.

Sisto.

Più verso

il

nord dovea sorgere
questi edifici
si

la basilica di S.

Balbina

;

ed intorno a

tutti

svolse, nei tempi délia pace,

un cimitero

all'aperto, cui

appartennero quelle tombe scavate

nel suolo (^formaé) délie quali

l'oratorio già indicato de' Ss. Sisto e Cecilia.

puô vedersi un saggio presso E qui riprodurrô

la

sezione di un gruppo di formae, per dare un' idea

délia

disposizione di questo génère di sepolcri.

L'oratorio di S. Sisto è ora restauraio e vi sono raccolte

moite sculture ed

iscrizioni appartenenti al cimitero esterno.

Nella parete sinistra sono collocate alcune iscrizioni consolari
del IV, v e vi secolo; la più antica è del

3^2.
«

Un frammento
dedere
»
:

metrico allude

a martiri decapitati,

colla

puô essere questa una memoria
ai

del

martirio di

San Sisto II e dei suoi compagni

quali era forse consacrato

questo luogo

:

GENERALITA SUL CIMITERO DI CALLïSTO
//V/>RAI£CEPTa
IIJnobiLE
llltunc

I53

pROFAua

CORPVS

cOLLA DEDERI///HOSTIS INIQVI
///wONSTRAT /;ONOREM
fasTlDit

lllvilae

ainOREM

///ERE

POSSIM

////ROPAEVM
///aMICTV Fra
si

le

sculture e
le

i

frammenti

di sarcofagi affissi aile pareti

notano

rappresentanze délia MoltipUca:;ione de paui, del

con

il

busto

di

G. B. de Rossi postovi nel 1892.
c S.

Sacrificio di

Abramo,
la

dei busti degli apostoli S. Piciro
di

Paolo,

ed è importante
scena

scena rarissima

Ulissc legato all'albero

del suo vascello in atto di fuggire dalle sirène; nella quale
i

cristiani

ravvisavano un simbolo

di

Gesù Cristo
del

conrttto

in croce e del fedele che

fugge

le

insidie

demonio.

154
Si

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
opinô da taluno che questo oratorio fosse stato
«
il

luogo

preciso délia decapitazione di san Sisto
est Xistus »
;

locus ubi decollatus

ma gli

Itincrari

sembrano indicare quella memoria

in

una

località alquanto più vicina al cimitero di Pretestato.
I.

§

-

Regione

dei

Papi e

di S. Cecilia.

Si discende a

questa regione

per

una

scala

del iv se-

colo [A] (y. planta spéciale del 2° piano). Nella parete destra [a]

Regione

dei Papi e di S. Cecilia.

trovasi subito un' importante iscrizione del 290, cioè del

primo

periodo délia persecuzione di Diocleziano
^

:

VIBIVS

FIMVS

DIC-IIII-

R KAL SEP ET -MAX-COSC)
. • •

et

(i) « Vibius Fimus récessif kalendis septembris - Diocleliano quartum Maximiano Consulibus ».

REGIONE DEI PAPI E DI
Per
il

S.

CECILIA
perô

155

gran numéro dei

visitatori

fu

necessario co-

struire un'altra scala [B] più vicina alla hasilichetta di cui nelle

gallerie sotterranee

si

vedono

gli

ultimi gradini.

La

scala per

la

quale noi siamo discesi merte ad un pic;

colo vestibolo rischiarato da un lucernario

le

pareti

sono
che
legge

piene di

graffiti

degli antichi

pellegrini, indizio
storico.

sicuro

poco discosto deve trovarsi un santuario

Vi

si

Cripti dei Papi.

a grandi lettere l'acclamazione

IX

MENTE HABETE.
i

Da

questo vestibolo

si

giunge

alla cripta dei Papi.

gresso

lati délia porta d' inIn ambedue Cripta dei Papi. mûri sono ricoperti di graffiti: in mezzo a nomi sconosciuti, ve ne sono alcuni storici; quello dei papa san Sisto /
i

>

martirizzâto nelFanno 238

CTE;

quello di S. Ponziano

(twv avifov E-'.axc-rov)

SAXCTE SVSTE, SVSTE SA XGX eeco MGTA nANTCON 2nOXTTANG ZHCHC e l'entusia:

:

:

156
stica

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
:

acclamazione di un pellegrino lERVSALEM CIVITAS ET ORNAMENTVM MARTYRVM
In questa cripta, poco dopo__i]_papa Zefirino cominciô una
série di sepoltur e papali c he fece seguito a quella del

v3

Quova

Vaticano.

La

cripta

non présenta più

l'aspetto

primitive
ciie fu

e

quando

fu scoperta nel

1854 era talmente rovinata
^
f

ne-

x.-

Graffiti délia cripta dei

Papi

(v.

la

trascri:^ioiie

alla pag. seg.).

cessario sostenerla con mûri
la

;

tuttavia vi

si

puô riconoscere

forma

antica, la disposizione dei loculi e le principali Jinee

archi tettoniche. Vi

sono rimaste

s olo

cinque delle^quattordjci
Fabiano,

iscrizioni dei papi; cioè quelle di sa nt'A ntero, di san
di

san Lucio.. di sant'Eutichiano e forse di sant' Urbano.

San Zefirino

fu

il

ma

di lui
il

non

si

è ritrovata alcuna fu

pace

suo corpo

primo papa sepolto in questo cimitero, memoria. Ai tempi délia trasportato nell' oratorio superiore ove

Jciria'SVS BONIZO VIVû^ ///I

FELiVI

PBR PECCATOI^ POr^MNA SANCTE XYCuEN esw
METanANTcov
STiiaxoTioiv

MAXlMi
PriMiTi'

V nONTIANE 1 PRO A bINIANI
NONNANbC
NA

ZHCHC

^•'^'^^"

TE ABEAS

SIC

^'"" '" '""' IN ORATIONE

MIAN

pcTEpROME EVSTAc/;/VM
PRlMiri
.\i\lANTI

NA

SANTE SVSTE IN MENTE HABEAS IN HORATIONES AVRELIV REPENTINV
IIM

lERVSALECIVITASET
AN*STATXA

A PHTE PRO MARCIAXVM ALVMXV
CAR A MATER

ORNAMENTVM
MARTYRV D NABALTARIA
CVIVS///

BER

TALLA
SANCTE
SVSTE/,7

///REPENTD»o«

SVCCESSVM RVFINVM AGAPITVM E
in

mt-'NTE

SANCTE XYSTE HABEAS IN HOnitiones

SVSTE

SA'Scte

VT AELIBERA
SVCC/7/

SVM RVFINVM AGAPITVM
CROCEO

sa
rSAACI ZH CSNS GsW
^lo^^^ci

I^y
BÏA///

T^ FINWM

""^^CONTRI
-L

2H"c^^^

VT QVOD

ITERAVIW//5
ELIA

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NTE SATVR

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BIBAC
IN

PETE
MARCIANVM
SVCCESSVM

tyxic

E

AEO

ARAKTIA.M AQ.

ORTA

MAX
TVA

ANCTA VT VERicvNDVS cvM
BENE NAVIGET
''"^'"'

svis

SEVERVM SPIRITA

ARMEN
(F,wa
,raff.ia)

X

_

AEO

SANCTA IN MENTE HAVETE ET OM ^^^ AICXIONAC NES FRATRES XOS AAPIANOC ± LEONTIVIBJ5 TROS AVIVS % IN VITA
D N^
/^X
PATwNi

^
i'

Irascrizione dei

graffiti

délia cappella dei Papi.

158

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
il

ebbe comun e

sepolcro con san Tarsicio

:

« Ibi

san ctus Taril

sicius et sanctus Zeferinus in

uno tumulo iacent

», cosi
i

libro

De
listo

Jocis

Ss.

Martynim.

Il

sarcofligo

contenente

due

sacri

corpi stava probabilmente in fondo alla basilichetta.

San Calpoichè,
fu

successore di Zefirino ed amministratore

di

questo cimi;

tero, die'

ad esso

il

suo nome,

ma non

vi fu sepolto

vittima

di

un ammutinamento popolare nel Trastevere,

trasportato nel cimitero più vicino a quella regione, cioè in

quelle di Calepodio,

come

già

si

disse.

Sant'Urbano che governô
vero dal 224
al

la

Chiesa sotto Alessandro Sedi

231, ebbe

il

titolo

martire sebbene forse
in

fu « martyr sine sanguine »,

perché
lui

quest'epoca non

si

ebbe alcuna persecuzione.
probabilità,

A
di

appartenue, seconde

ogni

un coperchio

sarcofago posto nella cripta dei

Papi in un loculo a

sinistra, vicino al paviraento,
restituirsi cosi:
:

ove

si

legge

una iscrizione chepotrebbe
ay.OTio;

OrPBAXOC

Gto-

(« Urbano vescovo »)

oyrBAMOC àf
Il

de Rossi lo distinse dal vescovo Urbano

il

quale, seconde

la

narrazione degli Atti di sauta CcciJia, seppelll questa santa

nella prossima cripta.

San Ponziano (231-235)
durante
la

fu

mandate

in esilio in

Sardegna
la

persecuzione

37 Massimine. Ivi egli fece
('). Il

sua

abdicaziene

« discinctus est »

sue corpe
il

fu ripertato in

Roma

e sepolto nel cimitero di Calliste sotte
il

règne dei due

Filippi;

graffito

da

noi indicato

ail'

ingresse délia cripta

papale è probabilmente un ricorde
.

di

questa traslaziene.
di

Sant'Antero eletto papa in conseguenza dell'abdicaziene

Ponziano,

fu martirizzato

dope un pentificate

assai cette (gen-

naio 236) nella raedesima persecuzione di Massimine, mentre

(]) Lib. pontif.

REGIONE DEI PAPI E DI
ancora viveva
il

S.

CECILIA

I59

predecessore.

Il

suo

nome
in

era registrato nel
e

catalogo che Sisto III fece
nella cripta dei Papi.

incidere

marmo
che è
.

collocare

La sua

iscrizione,

fissa nella

pa-

rère sinistra di questa cripta, dice:

ANTGPCDC

GIUaxoTîoç

(« Antero vescovo »):

r
1

ANTepocjc^efiT

San Fabiano governô
sotto

la

Chiesa dal 236

al

250, prima

Gordiano e
di

i

due

Filippi e poi sotto

Decio; e nella per-

secuzione ordinata da questo imperatore fu martirizzato nel

mese
altre
«

gennaio del 250. Sappiamo dalla corrispondenza

di

san Cipriano che la Chiesa

Romana

spedi un' enciclica aile

Chiese per dare

l'

annuncio
» (').

délia

morte del pontefice,

de glorioso eius exitu

Pu6
giunto
tire »

credersi che in seguito a questa lettera sia stato agail*

iscrizione «

Fabiano vescovo
di altra

»

il

titolo

di

«

mar:

che è visibilmente
.

tDABIANOC
que un
«

mano, ed GEIaxo-o; Mapx'jp. Questo papa sarebbe adunè scritto in rosso
»

martyr vindicatus

(^)

:

^>ABÏANOC'e"ri

^

Dopo lunga vacanza

délia sede aposiolica, Cornelio sucIl

cedette a Fabiano e morl martire in Centocelle.

suo corpo,

(1) Ep.

m

(P. L.

t.

IV,

col.

228-229).

(2) Cf. ÉUtn. d'arch. chrct.: Notions générales, pag. 45.

l6o
portato in

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
Roma,
fu

deposto in un'altra cripta, come vedremo

più innanzi.

San L ucio c he da sa n Cipriano è chiamato « beatissimum martyrem » ('), soffri moîto per la fede, fu mandate in esilio,

ma
si

tornô

alla

sua sede ed

ivi

mori nel 254. La sua iscrizione

vede a

sinistra di chi

entra:

AOÏKIC

,

sto^xotoç

AOYICIC
Stefano
I

'

(255-257) fu erroneamente scambiato per il papa sorpreso mentre celebrava la liturgia presso le tombe dei
martiri e

messo
il

a

morte nello

stesso

luogo

;

giacchè a

lui si

attribuiva

passo non del tutto chiaro del Liber pontificalis

e r iscrizione

damasiana

riferita
i

a.

p.

1^4.
si

Ma

invece in

ambedue

documenti

tratta di

san Sisto IL
graffite

Infatti quest'

ultime è nominato
si

nelle iscrizioni

del

luogo, mentre invece non
tero alcuna

è ritrovata

mai

in

questo cimi-

memoria

del papa santo Stefano.

San Sisto

II fu martirizzato sotto

Valériane
in

il

6 agosto 258 eo diaconos
accadere
fosse

come

riferisce

san Cipriano: «

Xystum

coemeterio animad-

versum
quatuor

sciatis viii
»

iduum augustarum
cimitere di

die, et

cum

(^).

E
del

questo glorioso martirio

devette

in vicinanza

Pretestato che io credo

una regiene
la

del grande cimitere di Callisto.

A

lui si riferiva

suddetta iscrizione damasiana (v. pag.

164):

HIC POSITVS RECTOR CAELESTIA IVSSA DOCEBAM ADVENIVNT SVBITO RAPIVNT QVI FORTE SEDENTEM,

ecc.

E

di

Sisto II parla pure l'altra insigne iscrizione che
délia cripta,

si

vede nel fonde

ricemposta da molti frammenti e

che or ora leggeremo.
(i) Ep. LXviT (P. L.
t.

m,

col

996).
t.

(2) Ep. Lxxxii ad Sticcessum (P. L.

IV, col. 450).

:

REGIONE DEI PAPI E DI

S.

CECILIA

l6l

A

lui si riferiscono le

acclamazioni graffite sulla porta délia
«

cripta: «

Sancte Syste »,

Syste Sancte

». di

San Dionisio eletto papa nel 260, dopo una vacanza quasi due anni, governô la Chiesa fino al 270.
Sotto
il

suo pontilîcato per ordine
restituiti
i

dell'

imperatore Galgià
contiscati

lieno turono
nella

cimiteri
di

ai

cristiani,

précédente

persecuzione

Valériane. Egli venne se-

polto nella cripta papale e la iscrizione
sta

commemorativa ponon
si

da Sisto III ricordava Di san Felice
I,

il

suo nome.
è ritrovata
pontificalis,

martire sotto Aureliano,

alcuna memoria. Alcune

compilazioni del Liber
il

collocano erroneamente
il

suo sepolcro sulla via Aurélia,

ma

Cûlendario Filocal'uvio attesta che esso trovavasi nel cimiCallisto
«

tero di

m

kal. ian. Felicis in Callisti».

Sant' Eutichiano

(275-283) probabi lmen te
taie.

non

fu

v ero

martire quantunque sia venerato corne

Egli fu l'ultimo
la

pontefice sepolto nella cripta dei Papi, ove rimane ancora
sua iscrizione:

erTÏKIAXOC emCxo-o:

€r^^XI^NOo6TrïC

San Caio (28 3-296)
polcro di S. Eusebio,
sua iscrizione.
I

fu vitti

ma

délia persecuzione di

Dio-

clezian o. In un'altra regione del cimitero,

non

lungi dal sedélia

vedremo

riuniti alcuni

frammenti

papi san Marcellino e san

Marcello furono sepolti nel

cimitero di Priscilla,
confiscato.

quando

il

cimitero di Callisto fu di

nuovo

Dopo

di essi

sant'Eusebio, riportato dall'esilio cui

l'aveva condannato Massenzio, e poi san Milziade che morl
sotto Costantino, furono pure sepolti nel cimitero dell'Appia,

ma non

nella

cripta dei Papi,
II

Guida Ctitacombe romani,

,

102

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMAxXE
iv secolo voile adornare

San Damaso nel

splendidamente
le

questa venerabile cripta; e probabil mente egli vi pose

co-

»,*

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U-

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T
>**

lonne
del

di

marmo con

l'architrave per le

santuario, e cosl pure le

lampade all'ingresso transenne marmoree e le due

REGIONE DEI PAPI E DI
iscrizioni
S\'llos[c

S.

CECILIA
tramandato

1

63

inetriche,

il

cui testo

ci

è stato

dalla

palatina.
fu ritrovata sul

La prima
più
pitCdi

posto nel 1854,
in

'^^-^

spezzata in
(yedi

cento frammenti ed è fissata
ed
in

fonde
fa

alla cripta

i^^2);

essa

il

papa

Damaso

l'elogio dci diversi

gruppi
il

di martiri sepolti in

questo cimitero. Trascriveremo qui

testo distinto nei vari
il

periodi nei quali esso deve dividcrsi.
a tutti
i

Comincia
<lel

carme con un accenno generico

martiri

luogo:
l.

CONGE STA \CET quac^lS SI TVRBA PIORVM CQRFO RA SANCTORv'm M/NENT VENERANDA SEPVLCRA
HIC

SVBLIM ES ANIMAS RAPVIT

SIBI

REGIA G A ELI
II c dei suoi

Parla poi specialmente di san Sisto

diaconi

:

HIC
<;

COM ITES XYSTI POR/ANT QVI EX HOSTE TROPAEA
tutti
i

quindi di

papi

ivi sepolti,

i

quali stanno corne guardie
:

d'onore intorno aU'altare

di

Cristo

HIC NVMER VS P ROCERVw 5ERVAT ^VI AL TARIA CHRISTI
Accenna
<lella

poi a san Milziade,
:

il

papa che vide

la

pace definitiva

Chiesa

HIC PO SITVS LON'GA VIXiT QVI IN PACE_SACER_pOS
quindi ricorda
il gruppo dei un vicino arenario
:

martiri greci

che fu sepolto in

MC CONFES SORES SAXCTI QVOS
ed infine commémora
i

GRA.vm wISIT
sappiamo

martiri sconosciuti, dei quali
:

esservi stati vari gruppi nel cimitero

HIC mVENES PVERIQ.VE SEX^S

Castique «<;/'OTES
Ketincre

Qyïs" MAGE VIRGIXEVM PLACVIT

^'«rfOREM

San Damaso termina
piena
di

infine

il

carme con una dicliiarazione
che

toccante

uniiltà,

dicendo

avrebbe desiderato

164
essere
ivi

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
sepolto
:

ma

se ne astenne

temendo

di

profanare le

tombe
HIC

dei santi

FATEOR DA.MASVS VOLVI MEa

condere

wEMBRA

.cD CIXERc:j^/;;MVI_SANcTOS vexare piORV^l

Innanzi a questa iscrizione vedonsi ancora
l'altare isolato

le traccie

del-

presso cui cra posta

la

sedia episcopale.
II, si

Dell'akra iscrizione che riguardava san Sisto

rinven-

nero soltanto poche

lettere.

Essa

descriveva l'episodio del

papa sorpreso
i

dai persecutori in questo cimitero

mentre istruiva

suoi fedeli, ed era cosi concepita:

TEMPORE

Q.VO GLADIVS SECVIT PIA VISCERA MATRIS

RECTOR CAELESTIA IVSSA DOCEBAM ADVENIVNT SVBITO RAPIVXT Q.VI FORTE SEDENTEM MILITIBVS MISSIS POPVLI TVNC COLLA DEDERE MOX VBI COGNOVIT SENIOR Q.VIS TOLLERE VELLET PALMAM SEQVE SVVMQ.VE CAPVT PRIOR OBTVLIT IPSE IMPATIEN'S FERITAS POSSET NE LAEDERE Q.VEMQVAM OSTEXDIT CHRISTVS REDDIT Q.VI PRAEMIA VITAE PASTORIS MERITVM NVMERVM GREGIS IPSE TVETVR.
HIC POSITVS
Sulla porta
d'

ingresso

si

riconosce
i

il

posto

dell' iscrizione

nella quale Sisto III ricordava

nomi

dei papi e martiri del

cimitero di S. Callisto

('). Il testo di taie iscrizione ci è

stato
I

conservato dai manoscritti di Klosterneuburg e

di

Gôttwei.

nomi non sono
«

in ordine cronologico; alcuni
alterati.
I

mancano ed
i

altrt
:

sono stranamente

nomi

ricordati erano

seguenti

Systi - Dionysii - Corneli - Felicis - Pontiani - Fabiani -

Gai - Eusebii - Melciadis - Stephani - Urbani - Luci - Mannos (?) - Anteros - Numidiani - Ladicei - Iuliani - Policarpi Obtati
.)

Ç).

(i)
ponlif.).

«Nomina episcoporum

et

martvrum
II,

scripsit

commemorans»
Il,

(Lih.

(2) Cf.

De

Rossi,

Roma

solterr.

35; Inscript, christ.

66.

REGIONE DEI PAPI E
Cripta
Di

DI

S.

CECILIA

165

S. Cecilia.
alla

— Taie

denominazior.e puô darsi
Papi, per la

con sicurezza

cripta contigua a quclia dci

Il

Salvalore, S.

L'rbano e S. Cecilia,

iiîll.i

cripta Ji S. Cecilia.

immediata vicinanza
dicano appunto
pitture che
si
il

a

questo santuario, ove
la

gli Jtiiicrari in-

sepolcro délia santa, e per

presenza délie

riferiscono senza dubbio a quella célèbre mar-

l66
tire.

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

È abbastanza nota

la storia

di

santa Cecilia.

Seconde

la

opinione del de Rossi,
rologi ci

le

indicazioni degli Jtti e dei Martiil

guidano ad assegnare

suo martirio piuttosto che

ai

Sepolcro

di

S.

Cecilia.

rempi
relio
e

di

Alessaiidro Severo, alla persecuzione

di

Marco Au-

forse al se condb periodo__di taie persecuzione, verso
.

l'anno 177

Ed

in taie

supposizione dovremo ammettere che

REGIONE DEI PAPI E
r Urbano

DI

S.

CECILIA
il

167

nominato negli
in

Atti

non

fosse

papa sant'Urun' area
»

bano, bensi un vescovo dello stcsso
Il

nome

(').

cimitero

cui fu sepolta

santa Cecilia

era

sépulcral e privata

«in agro suo». La «gens
lo

Caecilia

pos-

sedeva
ivi

il

suo ipogeo, corne

attestano varie

iscrizioni

ritrovate. Si osservino quesre
il

due poste presso

h

grande

nicchia ove fu

sepolcro délia martire:
{vir darissimus)

a-/aVlVS.CAECILIANVS-V.C
in

/>.jCE.DEPOSIT

;,/S

MAIAS VIX

///XXXXIIII
///VIII

,7/ATTICA
/7/C F VIX {clanssiiini foemhia) /7/A-XVII.M-III

,7;D-XX

E

quindi

l'altra

greca di un Prdestato CecilianOy posta nell'at:

tiguo vestibolo [b]

^

(I)PONTCUN

ÊTioir^aÊV

CenTIMIOC nPAIxeeTAïOC xAIKtXtavoç AOÏAOC TOT O-eoï AZKOC BleUaaç Or.MGTeNOACA-KAN COAG COI inePCTHCa KAT GTKAp'.aTHCCU TCO ONOMATI COÏ nApeSoxe THN WÏXr^v xCO OGCU TPIANTA TPIcON ekov


GS MHNCON Ç)

nGTGIAtoç /

/

,

/ /

XaMnPoxaxoç
xr^v

GT(i)v///7xap£5COK(:

'^uyjiV

xw t^ew

nPO / / / / / asTixGMBPlCUN
(i)

Cf. Élém. d'arcb. chrèt.: Notions gènèrahs, pag. 34.

Recentemente

qualche

archeologo è voluto

ritornare

ail'

antica opiriione che poneva

santa Cecilia ai tempi di Alessandro Severo,

ma
quelli

non

si

è portato alcun
forti

argomento nuovo che giunga a confutare DE Rossi per l'epoca di M, Aurelio.
mente. Se
ti

assai

recati dal

(2) « Settimio Pretestato Ceciliano, servo di Dio,

che visse degnaal

ho
la

nome. Rese

non me ne sono pentito e rendo grazie sua anima a Dio di anni 50 e 6 mesi... ».
servito,

tuo

i68
La

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
cripta di S.

Cecilia [E]

quella dei Papi.

Fu decorata

più volte e vi

comunica direttamente con si vedono ancora pitture del v, vi e vu secolo nel lucernario sono
:

le

pitture
la

più

antiche,

cioè
tire

figura di

un mar-

sconosciuto, S. Po-

Vicamo e quelle di S. Sebastiano e di S. Ouirifw

vescovo
nonia,

di Siscia in

Pan-

il

cui

corpo fu
secolo

trasferito
alla

nel v

Platonia; sulla pa-

rete in cui è aperto l'in-

gresso

verso

la

cripta

de' Papi, vedesi effigi ata
S.

Cec ilia, in ricco coCvi se-

stume bizantino
colo)
il
;

sottOj a sjnistra,

busto del Sahatore, a destra un ritratto con l'isçrizione
(xi
s ecolo).

SÇS

A^RBANVS
a queste

^M ^
aile

|

\X ^ vK
i

'"• '

"

Vari preti e pellegrini
pitture,

graffirono
quali

loro

nomi nccanto

innanzi

ponevasi pure T altare

portatile ('). Nella stessa parete è ricavata

una grande nicchia
il

che dovette
Cecilia.

contenere
reliquie
di

il

sarcofago ove riposô

corpo

di

Le
1

questa santa

furono

rimosse

nel-

ranm)_8
sulla

2__dal gap^i P£sc[uale_I e trasportate alla chiesa eretta

sua casa nuzial e nel Trastevere.('). La cripta in seguito

(i) Sotto la pittura di S. Cecilia

fra
;

gli altri

nomi

si

leggono
«

i

se»,

guenti:
«

«

Benedictus prb

»

(presbyter)

«

Sergius prb

»,

Léo prb

Adeodata mater

eius », « loannes-Mercurius prb », v Félix presb scri-

n[iarius Ecclesiae

romanae

»].

Questi personaggi furono probabilmente

testimoni délia traslazione del
Trastevere.
(2) Cf. S.

corpo

délia santa

alla

sua basilica del
Cil, col. 1085-

Paschalis pp.

I,
il

Ep.

i

(Migne,
di

P. L.

t.

1088).

Il

DucHESNE opina che

corpo

santa Cecilia

non

sia stato

REGIONE DEI PAPI E
a ciô fu

Dl

S.

CECILIA
al

169

abbandonata e non

si

rinvenne fino

1854. L'an-

nesso grande vestiboJo dcve essere srato costruito nel tempo
délia pace per

comodità

dei

fedeli.

Nella nicchia del sepolcro vedesi ora
délia

una riproduzione
nella basilica
taie

bellissima statua

del

Maderno,

esistente

del Trastevere, e che rappresenta la santa

quale fu rin-

venuta nel 1599.
sotto lo scalone,

A destra di chi discende, CuBicoLi SOTTO LO scALOXE. trovasi un gruppo di cubicoU [G] che il
storici
;
:

de Rossi giudico
le

essi

sono decorati
per
i

di

marmi, corne
prova
che
si

cripte

dei martiri

l'

architrave

veli

ivi

tenevansi délie riunioni liturgiche. Nella prima cripta

vei

dono molti frammenti di sarcofagi, ed alcuni graffiti, quali uno col nome SOFROXIA che noi ritroveremo in
parte.

tra

altra

In questa regione
di

si

trovo un oggetto preziosissimo,

cioè

uno

quegli istrumenti con catenelle di
:

piombo

«

plum-

batae » che servirono a torturare tanti martiri
nel

esso è custodito

museo
le

sacro délia biblioteca Vaticana e
(').

il

de Rossi ne

die'

una descrizione
desse
Itimrari,
nelle

Puo

essere che questo cubicolo racchiu-

spoglie di molti martiri sconosciuti, menzionati dagli

vicinanze délia cripta di S. Cecilia; quello di
di

Salzbourg, per esempio, parla
tiri,

un gruppo

di

LXXX

mar-

un

altro, di

DCCC

;

il

poeta Prudenzio, nel suo Pcriste-

phafion Ç), fa anch'egli allusione a simili poliandri.
sicio fu

San Tar-

probahilmente sepolto

in

questo luogo prima di essere

trasportato nella basilica di S. Sisto, ove riposô in un

mede-

simo sarco^içro con san

Zefirino.

ritrovato nel cimiterodi Callisto,

ma

in

quello

di Prctestato,

ove sarebbe

stato forse trasferito ai tempi dell'invasione longobarda. Cf. la sua edi-

zione del Lib.
tosto
di

poiitif. II, 56, 65. Taie opinione non è verosimile; e piutpuô ammettersi che nel Liber pontificalis vi sia qualche confusione

nome

e di circostanze
di

nel racconto délia traslazione
stati

o che

i

corpi

dei

compagni
(i) (2)

santa Cecilia fossero

ricongiunti a

lei

nel cimitero

di Callisto ed ivi ritrovnti lutti insieme dal papa Pasquale.

Roma soltcrr. Hymn. xi (P.

II,

164.
t.

L.

LX,

col. 555).

170

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

In questa regione sono da notarsi alcune iscrizioni

FL

CARTILII

-t
Questa

XI

DEP

XVIII

CORNELIA KAL SEP

iscrizione è incisa su

due grandi

lastre

di

marmo.

PISTE SPEI

CYRIACO
E

SORORI DVL
I

T

VIC TOR AE

C

I

S S

I

M A E <7\^-^
j:/"^

FECIT

Quest'ultima iscrizione potrebbe forse aver relazione con
le

santé martiri Fede, Speranza ed Agape,

il

cui sepolcro era

venerato in questo cimitero, e alcune reliquie délie quali fu-

rono portate dal prête Giovanni a Teodolinda.

DASVMIA QVIRIACE BONE FEMIXE PALVMBA SEXE FEL Q.VAE VIXIT AXXOS LXVI DEPOSITA IIII KAL MARTIAS IX PAGE
Per
telle »
la

ripetizione délia beila espressione «
citarsi

palumba sine
trola scala délia

puô

insieme a questa un'

altra

iscrizione

vata perô in altra parte del cimitero, cioè presso

regione Liberiana.

MIRAE BONITATIS SECVNDAE Q.VAE VIXIT PVRA EIDE AXXOS VIGINTI PVDICA CESSAVIT IX PAGE ID VIRGO FIDELIS BEXEMERENTI Q.VIESGET ID IVL PALVMBA SINE FELLE M ET N
Le
e

lettere

M.

e

X. indicano

il

consolato di

Mamertino
Papi, trovasi

Xevitta (362). Ritornando da questo gruppo
destra

alla cripta dei

a

un piccolo cubicolo

di t'amiglia

del

m

secolo [H]

REGIONE DEI PAPI E DI

S.

CECILIA

171
di

che nella volta ha una pittura rarissima: Orfeo simbolo

Gesù

Cristo,

il

quale

attir;i

a

se tutti

i

popoli con

la

dolcezza

délia sua dottrina.

Galleria DEI Sacramenfi.
ad una scala [B]
in

Dopo

poclii passi

si

giunge v-^

...c,^

una volta
S. Sisto.

ïa la principale,

rovina, parallela alla prima e che forse ^^^^^^^^ *i<u^, perché più vicina alla basilica di

^

Da

questa scala penetrasi in una regione molto rela

h^if^

golare chiamata
al principio

regione rettangolare, interainente scavata
secolo, all'epoca cioè di Zefirino. In
[2]
I

del

m
ivi

una
d ei

délie
«

sue gallerie
» [F].

s'aprono

i

cinque cubicoli
il

detti
il

Sacramenti
il

più iniportanti sono

primo ,

secondo

ed
del

quinto

;

ed
i

sono

dei p reziosi affreschi del principio

Ij.Cju^J^

m

secolo,
la

quali rappresentano in
e V Encaristia

maniera simbolica,

il

Battesiino,

Pciiitcux^a

Q^.
dalla scala,
si

Nel primo cubicolo, cominciando
che percuote
la la

vede

Mo se

rupe, simbolo
dalla

délia

grazia

dei

sacramenti,
il

quale scaturisce
e

pietra

che è Cristo; poi
e finalmente
il

gruppo

del Pescatorc
caristico

del

Battesimo,
il

Baiichctlo cn-

ed

il

tripode con

pane

ed

il

pesce. Nell' alto è

(i)

spiegazione particoinreggiata
tions ginèrahs, pag.

Accennerô qui rapidamente a questi preziosi affreschi. Por la miei ÈUm. d'urcb. chrêt.: \osi veggano
i

280 seg.

1/2

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
mezzo
si

dipinta la nave in

aile

onde, e mblema délia

Chiesa

.

Nel seconde cubic olo

ripete la
la

medesima successione d i
il

simboli ; Mosè che percuote
il

rupe,

Pôscatore,

il

Battesimo,

Paralitico (simbolo dél i a

P e nitenza ) viene
il

poi

il

Banchcito
il

CHcaristico e la
in nanzi
al

scena unica del tripode con
,

pane ed
il

pesce
in

quale

da una parte,

sta in

piedi

ministre

Il

Bancheito eucarislico

(iii

secolo).

atto consec ratorio, daU'altra Forante che rappresenta (pittura

la

Chies a

preziosa rappresentante

la

Consecraxiom
si

cucaristica).
il

i

U

Simmetricamente
di

a questa scena

vede
di

SacrifÏTiio

Abramo
Negli

e poi la rappresentanza

Gioun e quella
scène del

délia Samariiana.
f.' J-'S*

J m.

altri

cubicoli

sono ripetute

le

V
i

^
f^
"
\

Banchetto eucaristico e del Cicio di Giona. Fra questi-g

simboli è da notare quello del delfino avvolto al tridente che è il più antico sim bolo del Crocefisso.

k*

A

Questi affreschi sono veri ^oielli dell'antica arte cristiana
e di una importanza unica per

ifdogma

cattolico.

REGIONE DEl PAPI E DI
NeU'ultimo

S.

CECILIA
Sagramenti»,

^7Z
c

di questi cubicoli, detti dei «

da

notare un arcosolio con eleganti
zione posta da un Sergius

pilastri

marmorei
la

e l'iscri-

Akxandcr ad una

CaeciJia Fausta.

Oltrepassato l'ultimo cubicolo, percorrendo

regione

ret-

La

Consecra:{ione eucaristica

(m

secolo).

tangolare,
r ara,

si

vedono
alla

a lcune iscrizioni délie

quali

una, assai

accenna

fede nello Spirito Santo .

CAR KYRIACO
FIL
.

DVLCISSIMO
I

VIBAS N SPIRITO
Poco dopo
grafe con
il

SKncto

si

volge

a

sinistra

e vedesi

una graziosa epi:

simbolo

graffito

délia

colomba

EVGENI
SPIRITVVS
IN
cioè
« spiritus

BONO

tuus in bono ».

174

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
si

In questa regione
CLini poliandri,

osservano

al-

ove poterono esser dee

posti

anche martiri;

finalmente

si

giunge ad una terza scala [O'], oggi impraticabile, la cui esistenza prova
corne questo luogo fosse assai frequentato.

Di qui

si

puô andare ad un'arelarghe
e

naria con gallerie

tortuose.

Tra

l'arenaria ed

il

cimitero esiste qui,
[c]

corne altrove, un pozzo
pareti

nelle

cui

sono incavati

dei buchi d a for-

mar

quasi una scala, che in tempi di
ai

perse cuzione poteva servire
per entrare ne llc arenarie
visi.
e

cristiani

n.iscondersi

Parimenti un'altra scala
[d].

trova

neU'arenaria stessa
si

Da

questa parte

fecero ricerche per giungere alla re-

gione dei martiri greci,
inutili.

ma

riuscirono

Vi

si

rinvennero invece alcune
fra

iscrizioni, e

queste una con

la

fi-

gura

graffiia di

una lucerna,
il

di

forma

assai strana, nella quale

de Rossi creil

dette ravvisare, facendone

confronte

con una
quella

di

Porto, l'immagine dei

moun

stro infernale vinto

da Cristo.
la

Infatti su
di

lucerna

vedesi

testa

mostro sormontata da un segno che

puo essere un raonogramma mato ('). L'iscrizione dice
:

trastor-

®
lANVARIA BENE REFRIGERA ET ROGA P

RO NOS
(i) Cf. Élan, d'arch. chrét.: Kotions généraUs, pag.

^44-

REGIONE DI
Essa è
santi
.

S.

SOTERE E DI
il

S.

EUSEBIO
comunione

I75
d ei

importa nte per

d ogma

délia

Altre due iscrizioni sono pure assai notevoli

:

AGATEMERIS SIM * RITVM TVVM INTER SANCTOS
. . •

^
ciie

INPA«
SPIRITw
SILVA»/

AME\
É importante
zione
di

osservare l'arenaria

qui
la

si

svolge per
di

avère un'idea délia differenza che passa fra

forma

escava-

questi sotterranei e quella délie gallerie cimiteriali.

$2.

Regione

di S.

Sotere e galleria di

S.

Eusebio.

Da un angolo
tante che
si

délia

regione rettangolare
Il

si

puô penetrare
impor» [I]
«

nella regione detta di S. Sotere.

primo

cubicolo

incontra è quello chiamato délie
secolo.
Il
il

pécore
è

che è del
di pitture:

m

grande arcosolio

di

fondo

ornato

nel centro
la

Bnon Pastorc Ç^,
la

nelle pareti laterali

Mosè che percuote

rupe e

Mûhiplica:;jonc dci paii i.
il

Con
di

ogni probabilità in questo arcosolio riposava

corpo

un

martire; onde, per una divozione indiscreta, qualche devoto
fece scavare
Pastore.

un loculo

in

mezzo

alla pittura stessa

del Biioii

Questo cubicolo
i

fu visitato nel

giosi che vi lasciarono

loro

nomi
[J] si

e poi

1463 da alcuni relianche dal Bosio. Dal
che
in

cubicolo che
tificiale

gli è

dirimpetto

passa per un' apertura arstorica [K],

e
in

si

giunge ad una scala

doveva
cui
il

essere

comunicazione con

l'editicio

superiore,

(r) Cf. Hlètn. d\uch. chrit.: Xotioiis gèriérales, pag. 271.

176

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
la basilica di S.

de Rossi riconobbe

Sotere. Di questa martire
il

non

si

è ritrovata alcuna

memoria;
la

de Rossi opinô che
cripta absidata

il

suo sepolcro fosse presso
ornati architettonici

scala nella
si

con

che

ivi

vede [L].

Deve
quasi

mettersi in

relazione con questa un'altra cripta situata
[AI], di

dirimpetto

forma rotonda absidata ed appartenente ad una famivi
si

glia

o associazione funèbre, poichè

legge l'iscrizione:

Pittura del Biion Pastore nel cubicolo detto

«

delle pécore

».

EVTYCHIORVM.
traccie di

Questa

cripta

conserva nella volta
a sorreggere

le

un qualche ordegno destinato

una

lani-

pada; ed essa dovè servire ad uso liturgico, corne appendice
forse a quella di S. Sotere.

In fondo a questa regione trovasi una cappella a cupola [N[;
e

poco lungi

di

11

si

vede una pittura che rappresenta una
di

scena délia vita reale, cioè una venditrice
innanzi ad un tavolo
il

legumi seduta

[e].

Al ritorno, dopo avère attraversato
di S.
la

fondo

délia
[1

grande galleria
in
]

Eusebio [13],

si

iiicontra

un arcosolio

cui è dipinta

RùSurrc:;ionù di La:^:;aro;

REGIONE DI

S.

SOTERE E DI
si

S.

EUSEBIO

I77

più lungi, volgendo a destni

passa ad un cubicolo

anonimo
e dei suoi

ove trovdsi una memoria del célèbre
accademici,
i

Pompon io Leto
i

quali sulle pareti scrissero

loro

nomi

nel 1475:

1475 XV KL FEB PANTAGATHVS MAMMEIVS PAPIRIVS MINICINVS AEMILIVS VNANIMES PERSCRVTATORES

ANTIQVITATIS REGNANTE POM.POXT-MAX-MINVTIVS
Un'altra

mano

vi

aggiunse

:

ROM-PVP.DELITIE(')

E questo un importante
fatte

ricordo délie prime esplorazioni

nelle

catacombe.
questo
cubicolo
alla

Nella galleria [12], che va da
leria di S.
di

gal-

Eusebio [13], vedesi a destra un arcosolio ornato pitture del secolo che rappresentano Y Adoraxione dei

m
;

Ma^i
l'altro

[g].

La Vergine
monarchi
a

è seduta in cattedra ed

ha

il

divin Figlio

sulle ginocchia
i

innanzi ad essa sono disposti l'uno dietro
oriental!.

tre

Di faccia
cubicoli in
nati

quest' arcosolio havvi

un gruppo
si

di

quattro

comunicazione

fra'loro, tre dei quali

sono illumi-

da un

medesimo

lucernario,

onde
di

puô supporre che
si

servissero ad uso liturgico.

Uno

essi

contiene l'iscrizione

sepolcrale d'un Ulpio Florenzio. In questo luogo

inauguraal

rono nel 1871
«

le

pie riunioni che

hanno dato poi origine
»

Collegio dei Cultori dei martiri

(~).

Tornando

nella gal-

leria,

volgendo a
Per
le

sinistra,

si

trova quella di S. Eusebio [13]
nelle

(t)

niemorie
sotterr.

di
I,

Pomponio Leto
3-9;
i

catacombe

si

vegga

De

Rossi, Roiiia
(2)

Bitlletliiio,

an.

1S70, pagg. 81-94.

Ecco

i

nomi

di coloro
tali

quali cominciarono in quell'anno 1871

per studio e per pietà
listo:

riunioni in queste cripte del cimitero di Cal-

Mariano Armellini - Orazio Marucchi - Raffaele Santambrogio -

D. Giuseppe Lauri Colocci

Faustino Ceccarelli - Francesco Pelami.

A
vi

questi
si

si

unî,

dopo qualche tempo, D.

G

B.

Can.

Storti, e più tardi
altri.

aggiunsero Enrico Stevenson, D. RafFaeie Celli e poi molli

11 «

Collegio dei Cultori dei martiri» fu poi regolarmente fondato alcuni

anni più tardi sotto gli auspicî di mons.
Guitia

De Waal

nel febbraio 1879.

Catacombe romane,

12

r

178
e

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
subito
;

quasi

puo osservarsi ancora

al

posto questa bella

iscrizione

ANN XXX

Il
^JUt
lu

r-'vlu.

PETRONIAE AVXHNTL\E C F aVAE VLXIT L1B£RXI FECERVNT BENEMEREMTI IN PAGE «^ !'t. i» y Questa Petronia Aussenzia, « clarissima femina», era

.

di

tuA^j

famiglia senatoria e

la

iscrizione le tu posta dai suoi liberti.

tidAifti^.]^^

menzione

dei liberti è assai rara, e mérita di essere notat a.
essi

Probabilmente

furono

«

raanumissi », cioè

aflFrancati in

occasione del battesimo délia loro padrona.
Ail'ingresso délia prima galleria trasversale, a sinistra,
si

vede rappresentato in pittura un gruppo
arcosolio
[1].

di

Oranti dentro un
[Q.'],

Più oitre apresi un cubicolo
il

in

fonde

al

quale a lettere rosse è scritto

nome

del suo proprietario

PATRICIVS.
Più lungi ancora, e senipre nella galleria
trovasi
[P].
di S.

Eusebio,

un cubicolo doppio illuminato da un grande lucernario Un'iscrizione scolpita su di una transenna marmorea che
ci

chiudeva un arcosolio
ricavasi che

il

nome

del proprietario, Sedall'iscrizione
al

vero, diacono del papa Marcellino.
il

E siccome

cubicolo ed

il

lucernario furono scavati

prini

cipio del iv secolo, sotto Diocleziano, cosi risulta chiaro che
cristiani

poss edeyano allora

1'

area superiore, altrimenti

non

avrebbero

potuto

aprirvi quella

comunicazione.

L' epigrafe
:

tesse l'elogio délia sorella di Severo, ed è assai importante

CVBICVLVM DVPLEX CVM ARCISOLIIS ET LVMIXARE IVSSV PAPAE
|

SVI
|

MARCELLINI DIACONVS ISTE SEVERVS FECIT MAMSIOMEM IN FACE Q,VIETAM SIBI SVISQ.VE MEMOR Q.VO MEMBRA DVLCIA SOMN'O PER LONGVM TEMPVS F ACTORI ET IVPICI S ERVET SEVERA DVLCI5 PARENTIBVS ET FAMVLISQ.VE REDDIDIT VIII F EBRVARIAS VIRGO CALEKDAS Q.VAM DOMINVS NASCt MIRA
|

|

|

|

|

ARTE IVSSERAT IN CARXEM Q.VOD CORPVS IN PAGE Q.VIETVM SEPVLTVM DONEC RESVRG AT AB IPSO aVId^E ANIMAM RAPVIT SPIRITV SANCTO SVO CASTAM PVDICAM ET INVIOLABILE SEMPER Q.VAMQ.VE ITERVM DOMINVS SPIRITALI GL ORIA REDDET Q.VAE VIXIT ANNOS VIIII ET XI MEMSES XV aVOQ.VE PI ES SIC EST TRANSLATA DE SAECLO.
SAPIEN'TIA ET
!

|

HIC EST

|

|

[

|

I

Xello stesso cubicolo trovasi un

frammento

di

ma rmo

con

le

lettere

:

AD MARTyrg^

(?)

REGIONE

DI

S.

SOTERE E DI

S.

EUSEBIO

I

79

<^X.

oWIVSSVTPSVIMMElllNlDikONVSl?
;sEvE{^^5F£(ïIM^Nsro^EMmpAcEQVIE1

^qBlSVlSQVtNEMORQVoNENél^V[GXS(MOl jPÉ!^HCVMTEmsFACI|iR]nîVDl(jSERVf

jSEVERADVLdSMENTiBV^ETF^MVIlSQyr
lOy^MDOMSMAScrMIRASÀPIENTIAEtAPTE
tVs SERATJNcARNEMQVODCCRFVSPACEQVin'! 'SHlCESTsEPVlTVM)OîsECRES\TWABlP50tJ
r

iQVIQVF/^NIM/y^RAPVfTsPIRIT^/SANcTosVof
,'

C^?^ÂMiVDlCA^/ETIN VloLABÎESEMPIR

'

èvÀ.MQVE'ITERVMDOMSSPlRrrAlI(yipRMï])D£T QVÀEVD(rrÂlNNIOS\^l U'hlXl-îvE NSES

Iscrizione del diacono Severo.

Poco
martiri:

luiigi

iJi

qui

si

rmvenne un frammcnto
aile

m

cui setnbra

potersi trovare

anche un accenno
///E

prossime tombe dei

PROCT///

///VIXIT-AN///
///D.III.Q.VAE///
///IN

PAGE///

///SANCT///
{Sancïorum
in

hco?)

All'cpoca stessa deve assegnarsi

dirimpetto c che è chiama to dei

«

cubicolo [Q] che sta Cinque Santi » perché nella
il

parete di fondo, ornata di pitture,

si

ajardino , simbo lo del paradiso, ne l

vede rap presentato_un quale si trovano cinq ue
in

personaggi
di

in pied i, tre

donne

e

due uomini
il

atteggiament o

oranti.

Ciascuno ha sul capo
-

suo nome:

UIUNISaS

IN

PAGE

NEMESI IN

PAGE

-

P ROCOPI IN

PAGE

-

i8o

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
IN

ELIODOR A
altri

PAG E

-

ZOE

IN

PAGE
di

;

più sotto, a de-

stra e a sinistra deU'arcosolio,

due figure

pavoni con due
:

nomi
.

de' quali è visibile
si

PAGE

Più in basso
délie

abbeverano

uno soltanto AR GADIA IN veggono alcuni fiori e vasi, ove si colombe Quest'ultimo gruppo specialmente
.

J^ ^^

Ut.

Jh*-.*+-kM.

ricorda

la

célèbre visione di santa Perpétua che allude

al re-

frigerio délie

anime dei defunti per le preghiere dei superstiti: Vidi Dinocratem refrigerantem » ('). I nomi qui ricordati, ad eccezione di Zoe, sono a noi sconosciuti; si è pensato dal De Rossi ad un ricordo délia martire di quel nome,
. .

.

(i)

Cf. Èlcm. à'arch. chrcl.

:

Notions géuéraks, pagg. 41, 279.

REGIONE DI
moglie
siiii
(ii

S.

SOTERE E DI
cui
si

S.

EUSEBIO
negli

l8l
Attl
di

Nicostrato, di

fa

menzione

Scbasùiuio.

Ritornando nella
colo |R] ove iina
e Calocero; forse

galleria,

si

giungc
i

ail'

ingresso di un cubidei santi Partenio

ma iio

antica g raffi
i

nomi

riposarono

corpi di questi due martiri,

vittime délia persecuzione di Decio (250 ).
si

legge

III

ID

FEFRVA

(« tertio idus febru arias »)

corrisponde pero a quella délia loro
il

La data che quivi non maggio); onde morte (19
sia

de Rossi suppose che con essa

si

voluto tramandare

ai

posteri la

memoria
vede che

di

una traslazione

dei loro corpi.

Ma non
il

è necessario ricorrere a taie ipotcsi, poichè osservando bene
graffito, si
il

carattere di questa data c différente da

quello dei

nomi
la

dei martiri, quindi essa

non ha

forse alcuna
tu scola

relazione con

deposizione dei due santi.
si

Quando

perto questo cubicolo,

trovo in condizioni cosi cattive che

Commissione di Archeologia sacra fu costretta a ricostruirlo. Poco lungi da questo si giunge ad un altro cubicolo [S che sembra fosse quello dei pontefice san Caio. E molto grande
|

e

il

de Rossi trovô qui presso alcu ni trammenti
in

di un' iscri-

zione greca, ora collocata

fondo

alla stanza.

La diamo

col

suppTemento fattone

dal

medesimo de Rossi;

^
,

Patoï 0" eniaxoTT

^
epoca posteriore)

nPo

:

KAT iSKAA MAICDv
-j-

LEO

(nome

graffito in

cioè «deposizione dei vescovo Caio

ai

22 aprile», data che,
quel papa.

secondo

i

Martiroiii ricorda la
il

morte

di

Dicemmo

esser questo

cubicolo ove

fu sepolto

san Caio, quantunque

un'iscrizione délia regione liberiana ricordi
la

tomba

di

S.

Caio

:

AD DOMNV M
si

un sepolcro press o CAIVM perché puô
;

darsi che questa ultima iscrizione sia stata trasportata da altra
parte.

Cosi crediamo

spieghi abbastanza questa apparente

contraddizione, senza bisogno di ricorrere ad una traslazione
délie reliquie.

San Caio

raori sotto Diocleziano (22 aprile

296)

-S

^ A/yC

I»2
e
il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
gli

Liber p ontifie alïs e
di Callisto.

Itincrari

pongono
fu

il

suo sepolcro nel

cim itero
e neir

Un

altro cubicolo
di

scavato dietro questo
ci

angolo délia porta

coraunicazione un fossore

ha
in

lasciato la notizia
dieci giorni:

che quella stanza fu scavata ed imbiancata

LOCVM
zione
la
le

ICONIVS FECIT ET DEALBAVIT HVNC DIEBVS X.
di S.

Di fronte a questo cubicolo papa Eusebio [TJ, che san

Caio

si

vede quello del
iscri-

Damaso aveva

decorato di un'

quale fu poi riprodotta nel vr secolo da papa Vigilio
devastazioni dei Goti. Questa copia fu trovata incisa

dopo

dietro un' iscrizione

pagana onoraria

di Caracalla, e

dirimpetto

ad essa so no

stati

coUocati alcuni piccoli fra mmenti deU'iscri-

zione damasiana originale:
D A

DAMASVS EPISCOPVS FECIT
HERACLIVS VETVIT LABSOS PECCATA DOLERE
EVSEBIVS MISEROS DOCVIT SVA CRIMINA FLERE

M
A
S
I

S

V
I
!

P

'*p

SCIKDITVR IN PARTES POPVLVS GLISCENTE FVRORE
SEDITIO CAEDES BELLVM DISCORDIA LITES

A E
C

V
'

L

T
I

EXTEMPLO PARITER PVLSI FERITA TE TYRAN'NI
INTEGRA CVM RECTOR SERVARET FOEDERA PACIS
PERTVLIT EXILIVM DOMINO SVB IVDICE LAETVS
LITTORE TRIKACRIO MVKDVM VITAMQ. S' RELIQ.VIT

G
R A T
Q.

V
£

A M
A T

G
R

EVSEBIO EPISCOPO ET
(Si noti
il

MA RTYRI

nome

del calligrafo Furio Dionisio Filocalo).

La iscrizione ci rivela un episodio délia storia délia Chiesa Romana, che senza di questa epigrafe sarebbe del tutto sconosciuto, cioè lo scisma di un taie Eraclio, rigorista eccessivo
nella questione dei lapsi. Sant' Eusebio che sostenne la vera

^M^

dottrina, fu

mandate

in esilio e

mori

in Siciha nel

310 sotto

REGIONE DI
Massenzio
e sepolto in

S.

SOTERE E DI
il

S.

EUSEBIO
in

183

Dopo

la

pace

suo corpo tu trasportato

Roma
questa

questa cripta decorata di
di

marmi

e di musaici, e
di

sepolto neU'arcosolio
cripta è

fondo.

Una

particolarita

un matroneuiHy cioè una tribuna
aile gallerie di

situata al

primo

piano del cimitero e accessibile dal

prossimo scalone [U].
di nota, si

Salendo

questo piano superiore vicine a questo

matroneo,

fra altri

monumenti degni

vede anche

un'iscrizione sepolcrale appartenente ad una nobile matrona
di famiglia senatoria, « clarissima

femina

»

:

AELIVS SATVR NINVS CASSIAE FARETRIE CLARISSIME FEMINE CONIVGI BE NEME RENTI DEPOSTIO T ERTIV NO NAS FEBRARIAS

Sono anche da notare
P. Tongiorgi asseriva contenersi del
in

in queste

medesime

gallerie

alil

cuni sepolcri ancora chiusi contrassegnati da ampolle ov e

sangue. Infine
è da osser-

un arcosolio

una célèbre pittura compianto de Rossi interpetrata corne una scena
varsi
[k] dal

unica nelle catacombe, cioè
il

G'mdJTJo

di

un

marlire.

Mons. Wilpert perô, dopo un paziente ed accurato
esame, ha creduto riconoscervi

con certezza

la

scena

di Siisanna difesa

da Daniclc C).

(i)

Cf.

Nuovo

Bulhtt. di arch.

crisl.

1897, pag.

158.

184

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
la

Discendendo

scala e tornando

al

piano

inferiore, al-

l'ingresso délia galleria perpendicolare a quella di S. Eusebio,

si

vedono a destra due arcosoli dipinti [m, n] in uno dei quali veggono i Trc fancinUi ncUa foniace, la Resitrre:^io}JC di La~aro ed una Or an te. Poco lungi notasi una iscrizione greca di una Onesima serva di Dio, forse di una vergine sacra:
si

ovHCIMHC AOÏAH OGO-j AnPiAicov / yc eiAcox xaT AOeCIC -pwç IZ K A A
. •

.

Aey.spi^o'.wv
visita a

Quindi

si

vede

lo

scalone

di

S.

Eusebio, poi

si

destra un cubicolo [V] in cui sono custodite due
in cattivo stato.
I

mummie
il

sarcofagi sono cristiani e nulla offrono di

rimarchevole
di

;

il

coperchio

di

quello a sinistra porta

nome

ALEXSADRA.
Il

In fondo trovasi un piccolo sarcofago per

fanciullo, ornato di soggetti biblici dell'antico e

nuovo Testa-

mento.
leria

cubicolo dirimpetto e

l'

altro di

fianco délia gal-

[X] erano cubicoli

di famiglia.

In un arcosolio furono

deposti tre cadaveri cou la seguente iscrizione:

DEP DE? DEP

PROFVT\'RI
Q.VIRIACI

IIII
.

KAL

MAR

VI
.

IDVS

IVX

PRI\H

V

XOX

IVL
il

Nello stesso cubicolo

v' è

un' iscrizione con
le

simbolo di

due colombe

e

due

alberi

che rappresenta

anime nel giar-

dino del Paradiso.

REGIONE DI
L' iscrizione dice
:

S.

SOTERE E DI

S.

EUSEBIO

185

///DEP-PANCARI///VN-KAL-S
I-P(/;/

puce).

Verso
in cui

la

fine di questa

lunga

galleria, a sinistra per chi

viene da S. Eusebio, notasi una importante iscrizione greca
si

augura

alla

defunta di vivere in Dio con

gli

angeli

:

GN eeœ//
///TOIC AXreXoiç.
Per andare
aile

altre regioni

del

cimitero

si

prenda

la

galleria [15] che fa seguito a quella che passa innanzi

alla

cripta dei Papi.

Volgendo
Stagioui

a sinistra si trova
si

un
a
ai

bel cubicolo

doppio

;

in quello a destra [Y]
le

vedono
;

belle pitture

rap-

presentanti

(m
di

secolo)

nell'altro

sinistra [Z]
lati

havvi un gran copercliio

sarcofago ornato

coll'im-

magine
un

del Biioii Pastorc.

La

volta è decorata di pitture, fra

le quali la

Resurre^ione di La:^:^aro, e intorno alla parère ricorre

sedile che

mostra aver servito
probabile

la

cripta
il

per

le

riunioni

liturgiche.

È

che qui

fosse
in

sepolcro del
si

papa
legge
il

Milziade
più volte

(').

Alquanto più lontano
sulla parère

un cubicolo

graffito

da un pio

visitatore antico

nome

di

SOFRONIA
(').
l'

che noi abbiamo già notato sotto

lo

scalone d'ingresso
nella volta

In un altro cubicolo vicino [B] vedesi
si

immagine ddVOccaiio. Poscia
«

giunge ad un
si

punto chiamato dei
andare
in

Quattro

Pilastri « [i\l|, dal quale

puô

varie regioni del cimitero.

(i) In questa galleria vi

sono parccchi sepolcri nel pavimento. Sopra

uno

LAODICIES ET FILIORVM. TOnOC AAESANAPOr KAI CïMBIOr EnOIHCAN.
di

questi

si

legge:

In

un

altro:

(2)

Hlém. d'arch. chrèl.: Xolioiis générales, pag. 245. L' iscrizione dice:

« Sofronia dulcis

semper vives Deo

» e più sotto è ripetuto: « Sofro««u

vibes »,

l86

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
Marco

§

3.

-

Regione detta Liberiana. Cimitero
e Balbina.

di

La regione che

il

de Rossi chiamô Liberiana costituisce

una parte importante del cimitero di Callisto (v. pag. iSj'). Il metodo délia escavazione e la epigrafia indicano chiaramente la seconda meta del iv secolo. Accanto alla scala spéciale di questa regione, in una cripta assai grande [C], eravi il sepolcro e l'elogio di un diacono dei tempi di papa Liberio, per

nome

Redento. Vari frammenti

di questa iscrizione di
sillogi,
si

stile

damasiano, già conosciuta dalle
cripta; ed essi

conservano nella

possono completarsi

cosl:

^LEBS SANCTA Redempium Levitam subito rapuit sihi regia CAELI Dukis nectareo promebat mellA CANENi^w (')
Strin^e dolor lacrimas quaeris

Prophetam celehrans placido

wODVLAMîhi;
W\Entus

senem

Haec

fuit insontis vitae laudata

Invidia infelix tandem compressa quiescit

Nunc

paradisus hahet sumpsit qui ex hoste tropaea.

Lo

stile

è damasiano,
ci

ma non

i

caratteri.

Il

testo del-

r iscrizione

è stato

conservato

dal

manoscritto

Palatino
fu forse

délia biblioteca Vaticana (ms. 833).

Questo diacono
una

confessore délia fede durante

la

persecuzione ariana.
[D'], in

Sopra
si

la

porta di

un cubicolo

galleria vicina,
cioè, volpi

vede una pittura rappresentante alcuni animali

o leopardi. Alla medesima regione appartiene che
cita
il

un' iscrizione

nome
Felice:

del

papa Liberio come protesta contro lo

scisma

di

///ieFVNCTA EST EVPLIA
///iiVS

QVAE
episcopo

MAIAS QVE FVIT AKNORV ///QVE DEPOSITA IN PAGE SVB LIBEno

(i) Verso incomprensibile.
cos! invece di

Il

copista della Sillage, deve aver trascritto

CAKORE.

Cfr.

de Rossi, Rem.

soti.

III,

pag. 237.

REGIONE LIBERIANA

187

jmMç
tq
03

l88

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
lungi sta V altra iscrizione alla quale più sopra accena

Non nammo

proposito

di

san Caio.
:

Il

testo è erroneo e
sibi

deve

correggersi nel
in Callisti [in

modo

seguente

«

Comparavit

arcosolium

coemeterio

Callisti]

ad doranura Caium», qcc.

BENEMERENTI
CESSIT

lOVIXE QVE CVM CO GEM SVVM HABVIT ANNOS V ET D'il

AXXORVM

XXI Q_YE CONPA///
,'

BIT SIBI

ARCOSOLIVM IX CALLISTI AD DOMX DEPOSITA DIE III IDVS FEBRVARIAS CAIVM FECIT COIVGI MEREXTI IN PAGE
semplice esame
sesta linea
si

Da un
quarta e
la

dell'

originale

si

rileva
e

corne
la

la

seguano regolarmente
possono

che

data

délia deposizione, dimenticata dal lapicida, fu inserita poste-

riormente. Le ultime gallerie che

si

visitare seguiil

tando nella medesima direzione, appartengono seconde
Rossi al cimitero dei Ss.
di Callisto. In
il

de

Marco
[j]

e

Balbina e non più a quello

un arcosolio

trovasi

una

pittura nella quale

de Rossi credette riconoscere
fin

VAniiiiiicia~io}ie.

Le
qiio

gallerie

vanno

quasi incontro

alla

chiesa di

Domine

vadis; e

nella vigna stessa dei sacri palazzi trovasi
ciale per

un ingresso spéquali con-

questa regione,

la

quale dei reçto è assai devastata e
i

priva d' iscrizioni. \\ sono solaraente due cubicoli

tengono
presenta
r altra
il

pitture important! dei iv secolo,
il

una

délie quali rap-

5a/i'aforé

imberbe seduto

in

mezzo

agli Apostùli [F'],

Salvatorc circondato dai quattro Evaiigrlisti [G']. In
al-

prossimità dei cubicolo degli Evangelisti, se ne âpre un
tro [H'] di famiglia, nel quale

leggiamo

il

nome

inciso sule vicino

r architrave délia porta:

BITVS C\'M SVIS,

ad

esso trovasi una scala che conduce

al

terzo piano [38].

La

galleria principale fa seguito a questa scala; essa

doveva andar

molto lontano,
délie acque.

ma

è in

gran parte inondata dalle infiltrazioni
de Rossi chiamô

Un
di

altro accesso a

questo cimitero, che
in vicinanza délia

il

«Balbina», trovasi

prossima via Ar-

REGIONE LIBERIANA
deatina,

I

89

dove

si

veggono ancora
recenti scavi

le traccie

di

un antico demons. Wilpert

scenso.
In scguito
si

ai

diretti da\

ch.

è riconosciuio clie questa regione chiamata dal
di

De

Rossi

cimitero

Balbina era

il

cocmeterium Damasi, cioè quella re-

gione

in

cui fu sepolto

questo célèbre pontefice che
la

il

De
si

Rossi suppose invece avesse
di

tomba

nel prossimo cimitero
è
in

Domitilla. Ciô erasi già congetturato dal Wilpert e
la

confermato con

scoperta

qui avvenuta délia impronta

calce délia iscrizione scpolcrale délia

madré

di

Damaso;

giac-

chè è noto che quel

pontefice

fu

sepolto insieme

alla

sua

maJre ed alla sua sorella. La pietra contenentc taie impronta fu ritrovata fuori di posto, gettata sotterra in un cubicolo poco più oltre di quello ove è la pittura dei dodici Apostoli; e quindi non puo asserirsi

che

in origine fosse in quest'ultimo.
di

La scoperta
tempi
di

délia

regione

Damaso

ci

autorizza a dire che qui prossima fosse
e Marcelliano dei

quella dei martiri
ziano, perché

Marco
si

Dioclevicine.

sappiamo che queste due regioni erano
scavi
scopri a pochi passi

Negli

stessi

dal cubicolo dei

dodici Apostoli una magnifica cappella decorata di
di

marmi
il

e

mezze colonne con

tre

grandi nicchie; e siccome
il

Libi^r

pontificalis

chiama hasUica
si

luogo ove era sepolto Damaso,
questa cappella

cosi

l'impressione che
fosse

riceve è che questo sepolcro cosl
in

importante

piuttosto

grandiosa di

quello che nel cubicolo dei dodici ApostoH troppo meschino

per essere chiamato bnsilica.

Ad

ogni

modo
vicini

è certo che in

questa regione stavano

i

due cimiteri

l'uno all'altro e

non
il

dalla

parte opposta
e

délia via Ardeatina
la

come suppose
sua

De

Rossi
141).

noi

ripetemmo seguendo

opinione

(v. pag.
di

Quanto
la

poi alla précisa posizione dei sepolcri

Damaso con

sua famiglia e dei due martiri è prudente
esplorazioni e degli studi, estenfin

attendere ancora

la fine délie

dendosi ancora questa regione
quo vadis, incontro
alla

verso

la
il

chiesa dei

Domine

quale dovea stare

cimitero di Balbina

prossimo e

in relazione

con quello dei

Ss.

Marco

e Marcel-

IÇO
liano.

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
Le
iscrizioni

del papa

Damaso

e

délia sorella Irène

furono già date a pagina 140. Ecco l'iscrizione délia madré:

HIC DAMASI MATER POSVIT LAVRE«//a memhra aVAE FVIT IN TERRIS CENTViM MINV5 ôcio per a«NOS?

SEXAGINTA DEO VIXIT POST VOEdera sancta? PROGENIE QVARTA VIDIT Q.VAE luda nepotes?

Da
si

questa epigrafe apprendiamo che
visse

la

madré
e

di

Damaso
di questi

chiamo Lorenza, che essa
di

92 anni

che

ne passa sessanta
giunse a vedere
lo pubblicai
la

vita

religiosa

consecrata a Dio e che

quarta generazione.
storico su questa iscrizione nel

un lungo studio
crist.

Nuovo

(1903, pag. 59-108); ed in questo con molti confronti giunsi a proporre corne assai probabile
BuUeltino di arch.

che Laiirentia madré
fece
di
il

di

Damaso

fosse la stessa Laurentia che

sepolcro

al

suo marito Leone vescovo (contemporaneo
il

Damaso)

sepolto nell'agro Verano,
lei.

quale entrato negli or-

dini sacri dovette separarsi da
di

Infatti risulta

da un carme

Damaso che
Hiiic pater

il

suo padre fu
lector

lector, Jcvita,

sacerdos (vescovo):

cxaptor

hvita saurdos
actis (Ih.\!,
n.

Crevcrat hinc meiitis quoniam mdiorihus

57).

Ora daU'epigrafe del vescovo Leone composta da Damaso si deduce che anch'egli fu lector hvita sacerdos e che a
lui

composnit tumuluin Laurentia coniux, la quale dovette pure

consecrarsi a Dio
Psallerd
et

dopo

la

ordinazione del marito.
modulante propheta

in popidis volai

Sic meriii plebem

Christi retinere sacerdos
etc.

Hune

niihi

composnit tumuhim Laurentia coniux

(Ihm,

n.

33).

Tutte queste circostanze identiche per

i

due personaggi
l'

rendono

assai probabile

la

mia opinione che cioè
il

ignoto
di

vescovo Leone sepolto nell'agro Verano fosse

padre
di
la

Da-

maso;
presso
di

e si spiegherebbe assai
la basilica di

bene

la

sepoltura

Leone

di S.

Lorenzo, giacchè esscndo

famigha

Damaso

origine spagnuola dovea avère una devozione

spéciale per quel martire. (Si

vegga

il

citato

mio

a^ticolo).

LE CRIPTE DI LUCINA
Le
cripte di Lucina.
di

191

§ 4.

-

Toriiandû
Pilastri», scala [N'], per
galleria

ora

al

punto

partenza detto dei

«

Quattro

troveremo una
la

galleria [41I

che conduce ad una

quale

si

scende

al

terzo piano. In questa
fra
le

sono da osservarsi alcune

iscrizioni,

quali è

Pianta spéciale délie cripte di Lucina.

notevole quella con una bella figura
la

di

Orautc. Oltrepassata

scala

si

trova subito un' arenaria [42,=8 délia pianta spési

ciale], e

da questa

passa ad una lunga galleria [45, =7 délia
antichissime iscrizioni corne

pianta stessa], ove sono affisse

192

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
Faustiniano,
di

quelle qui riprodotte di

Urbica,

d'
il

Esperos.

Quest' antica parte di cimitero fu fondata, secondo
dalla

de Rossi,

matrona Lucina, che

egli identifico
(').

con

la

célèbre

Pom-

ponia Grecina ricordata da Tacito

E

taie

congettura sa-

rebbe confermata da una iscrizione rinvenuta in minuti fram-

menti in questo cimitero,
e

la

quale fu ricomposta dal de Rossi,

nomina un Pomponio Grecino.

noMncuxioc
rPH/.ef tvoC
(^)

Ecco intanto
cripte dette di

le iscrizioni

principali di questa galleria délie

Lucina:

>.fe J^^J>^:lhL

/^

-^

È importante
si

qui

il

gruppo simbolico dell'agnello sotto
croce) e délia colomba che a
(-).

r dncora (Cristo unito

alla

lui

avvicina (l'anima del defunto)

(i) (2)

DE Rossi, Roma sotterr. I, 319; II, 282. Questa epigrafe, che io vidi nei primi anni
Cf.

délie

mie esplora-

zioni cimiteriali,

non

è più visibile. Essa stava nella regione adiacente alla

cripta di S. Cecilia; ed è desiderabile
(3)

che possa

ritrovarsi.

Vedi

a pag.
il

121 la scheda del

de Rossi. - Xella

iscrizione di

gruppo simbolico dell'anima che per la speranza nella croce ha raggiunto la beatitudine. 11 simbolo antichissimo dell' dncora
Urhica vi è
vedesi pure nell'altra iscrizione
di

Esperos.

LE CRIPTE DI LUCINA

193

Risalendo
che

mette ad

livello

pitture

seconde piano, trovasi una scala primitiva [44] un ingresso spéciale, e presso di essa, a un più elevato del seconde piano, due cubicoli [!'] con di stile pompeiano, del principio del 11 secolo. Nel
al

primo cubicolo

fu

rappresentata
si

la

scena del Battesimo dcl
délia

Salvatore;ne\ secondo

veggono
il

le

immagini simboliche
latte, e del

Colomba, degli agnelli con
i^inc 1^)4, i(j) c

vaso del

pesce

(f.

pa-

i^S)

(').

La

più importante di tutte è quella che

(l)

Ï-Iêm. d'arch.

chrêl.: Xoticns

gémraks, pagg. 286, 275, 278.

Gui.la

Qitaccmhe rcman:.

i

194

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

/

.M

^
rappresenta due pesci simmetricamjnte disposti,
i

quali sorregdi

gono un

canestro di pani contenente

un piccolo vaso
il

vino

simbolo deir Eucaristia; ed
per r antichità, è

essa, tanto per

simbolismo che
délia fede

uno

dei più preziosi

monuraenti

dei primitivi cristiani nel

domina

eucaristico.

LE CRIPTE DI LUCINA

195

Discendendo
scala

la

piccola scala,
detta
« di

si

giunge
»
;

ai

piedi di
di

una
del

monumentale
si

S.

Cornelio
11

e

rimpetto

a questa
Bnoii

trova un cubicolo de!

secolo con
latte,

la pittura

Pastore.

sorreggente

la

secchia del

simbolo délia

Penitenza e

dell' Eucaristia.

Nella

galleria

précédente sono

>

-T»

»'*

_

V-

t
..'/-'.r-i'
' .

^

-

'4.

*^r

^^vmtJOA

196

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
frammenti
di sarcofagi e di iscrizioni,
ai

collocati molti

alcune

délie quali importanti, perché relative
tari

nobili Cecili proprie-

del

luogo ed

ai

loro congiunti:

,,,POMPEIA.OC
////ABIA-ATTICA
///raECILIANA-C-P
{darissima
ptiella)

;//VIXIT-MEN

Q.-CAEn7/o

MAXIMo
C'P
(clarissiiiw piicro)

Volta

di

un cubicolo nelle cripte

di

Lucin.i.

LE CRIPTE DI LUCINA

197

Altre iscrizioni pure important! trovate in qiiesta regione

sono

le

segLienti

:

IALLIAE-IALLI.BA55I'

ET-CATIAE-CLEMENTINAi: FUiae PIISSIMAE-MATRI CLEMENTINAE-IN.PACE AELIVS.CLEMENS.PILIVS

EMILIVS-IN-PACE

EMILIA .PVDENTILLA

AIKINIA-OAÏCTeiXA

ANXIA OAICTCINA

ANNIOI-KATOI
Esse
cimitero
ci

AKHAIA-BHPA
Jei
tedeli

mostrano
dal
ii

la

nobiltà

sepolti in questo

fin

secolo.

Infine un' altra galleria [45] sbocca nclla cripta di S. Cornelio [K|; e fu qui che
Si
il

de Rossi

cominciô

i

suoi

scavi.

giunge

in tal

modo

alla cripta sepolcrale del

papa san Corche scende

nelio, la quale è di

un pittoresco

etfetto per la luce

dair antico lucernnrio sorretto da archi
tefice è

L' iscrizione del

pon-

ancora

al

suo posto primitive

(i-. pa^^.

200)

e, a diffe-

renza délie

altre papali, è in latine:

CORN ELI VS MARTYR
sembra

EPiscopiis; e probabilmente fu scritta in latino perché

COR.KELI VS

MARTYR-»

che

il

pontefice fosse sepolto in un luogo appartenente ad
délia gente Cornelia^
di

un

rame

con

la

quale egli

ebbe qualche

relazione

parentela o di clientela.

içS

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
fu mariirizzato a Centocelle

San Cornelio
suo corpo
gli

fu trasferito a

Roma

e

(231); quindi il deposto in questa cripta che

Ituicrari

mostrano separata dal comune sepolcreto dei

Cubicolo
Nella voila
il

"

dei pesci

'>

con allreschi del

ii

secolo.

Buon Pasiore e le Oranti. Presso la porta il vaso del latte (simbolo deir Eucaristia), posto in mezzo aile pécore de! gregge di Cristo {pag. IQ)),

Papi indicandola «longe

in

antro

» (').

Le sue

reliquie

furona
loro

poi nel IX secolo trasferite a S. xVIaria in Trastevere. Sopra
la iscrizione sepolcrale, vari pellegrini e preti

graffirono

i

nomi(^). In

alto,

Damaso

fece coUocare

una grande iscrizione

(i) Jtinerario di Sal\bourg.

(2)

Teoflatits

prh (presbyter). TpEyopt, Atriamts, qcc.

LE CRIPTE DI LUCINA
metrica
di

199

cui

raccolte epigrafiche

non rimane che una meta, I manoscritti e le non ce la tramandarono ma il de Rossi
:

tentô di supplirla assai ingegnosamente
Aspice descensu

come segue:

Corneli nioniimentu vides

extrucTO 'rENEBr/SQ.»i; //(GATIS l\'}AVLVmque SACRATVM
niellOR

Hoc

opus aigroli

Essel ul acceSMs

DaMASI PRa^jTANTIA FECIT POPVLISQ. PARATVM
i-ALEAS

AuxiVmm
Oticin

sancli et

Corde pre:es Damasus
HOU
lacis

SI FVNDERE PVRO MELIOR COXSYRGERE POSSET amoR 'VïiW'ÏV MAGE CVRA LABORIS

Il

Buon Pasiore con

il

vaso del latte

iielle

cripte-di Lucina {pag. içs).

La
da

iscrizione

dunque ricordava soltanto
il

i

lavori eseguiti

Damaso

presso

sepolcro

di

questo suo glorioso ante-

200
cessore
;

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
e specialmente la scala da
lui costruita

ed

il

lucer-

nario

ivi

aperto.
al

Inferiormente

loculo e nella parte anteriore del sepolcro
lettere

vedesi un frammento con alcune
aile

che rassomigliano

damasiane

e

probabilmente appartennero ad una iscrizione

Cr pta

di

S.

Cornelio {pag. i^j).

postavi dal papa Siricio, successore di
tore de' suoi lavori (').

Damaso

e

continua-

La

cripta

è

ornata

di pitture

bizantine che possono at-

tribuirsi alla

seconda meta del
lo suM>li

vi secolo.

A

sinistra di chi

(i)

Il

DE Rossi

con questi due
et

versi:

Syricius perfecit opus conclusit

arcam

Marmore, Corneli quoniam pia viemhra ntenlat.

LE CRIPTE DI LUCINA
guarda
il

20l
nomi
S.
5.

sepolcro sono

ritratti

con

i

loro

Sisto

II

papa, ed un altro vescovo che puo essere
5. Corneliû e 5. Cipnatio,
il

Ottato; a destra

martire vescovo di Cartagine. Cio
il

trasse in errore

uno

degli autori degli Jtincrari,
il

quale sup-

pose che quivi riposasse anche
ragione per cui l'immagine
di

corpo

di

san Cipriano. La

questo santo fu dipinta a fianco
si

di quella di san Cornelio è che la festa di entrambi

celebrava

nello stesso giorno. Intorno aile pitture ricorre un' iscrizione

ricavata dal salmo

tuam,

« Ego auteni cantabo fortitudinem mane misericordiam tuam...». Molto tempo prima che si facessero gli scavi dalla Com-

LVIII:

er

exaltabo

missione

di

Archeologia sacra,
l'

si

rinvenne
taie

in

questa mede-

sima regione

iscrizione

di

un

Serpenzio

che aveva

acquistato un sepolcro

presso quello di S. Cornelio:

SER-

PENTIVS EMIT LOCVM AD SANCTVM

CORNEuna chiesa
l'immail

LI\'M. Trasportata

fuori di

Roma,

fu collocata
si

in

deiritalia méridionale ove ancora

conserva:
lettura,

ma
di

ginazione popolare, sviata da una

falsa
il

ne mutô

senso e da questa epigrafe

fu ricavato

nome

un preteso

san Canelio

(! !)

Air ingresso délia cripta un
lini

graffito

scoperto dal Barto-

del

nomina un gruppo di martiri deposto nelle vicinanze, ma quale non è stato ritrovato il sepolcro: SCS CEREALIS
Dalla
cripta
di

ET SALLVSTIA CVM XXL
S.

Cornelio
[L']

si

puô

uscire
si

direttamente
ritornare
ai

per
«

la

scala

damasiana

ovvero

puo

Quattro

Pilastri » in

che sono
dirsi

percorrendo alcune gallerie [47, 48, 49] comunicazione con la cripta stessa dalla parte
scala.

opposta a quella délia

Giunti perô a questo punto, puô

compiuta una buona

visita

sommaria
ai

ai

principah

mosi

nuraenti che sono degni di spéciale attenzione nel cimitero
<li

Callisto; e quindi per
finire

non

ritornare
taie

luoghi già veduti,

suol
scala.

ordinariamente qui

visita

uscendo da questa

202

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
II.


«

Cimitero

di S.

Sebastiano
» (').

ad Catacumbas

Fra

la

vigna dei palazzi Apostolici e

la

vigna del Pinto,

che è alquanto più verso S. Sebastiano, esistono due gruppt
di gallerie sotterranee,
la
il

via délie Sette Chiese.

uno vicino Queste

a S. Callisto, l'altro presso
gallerie
si

dirigono verso

cimitero di S. Sebastiano, ed è probabile che lo mettano

in

comunicazione con quello

di S.

Callisto

;

ma

certamente
tali

in origine questi
ci

due cimiteri erano ben
dal

divisi,

e corne

sono
Il

indicati

Calendario Filocaliano.
si

cimitero di S. Sebastiano è quello a cui
il

die'

per an-

tonomasia
tante

nome

di

cimitero

ad Catacumbas,

nome che
più

venne poi applicato

a tutti gli altri cimiteri.

La
la

impor-

memoria

storica che

ad esso

si

rannodi è

deposizione

temporanea
r abside

délie reliquie dei santi apostoli Pietro e

Paolo nella
Calendario
assicurano

Platonia, ossia cripta rivestita di
dell'

marmi,
Atti

la

quale vedesi dietro
il

odierna

chiesa. Gli
(^),

apocrifi,

Filocaliano, san

Damaso
(^).

san

Gregorio
;

(^)

ci

délia verità di questo

avvenimento

le

circostanze

perô ne

sono

assai

oscure

Baronio, Pagi, Papebrock, Bianchini,

Q) opinano che vi sia stata una sola trasscrittori, come Panvinio, Vignoli, Marangoni, Marchi e Lugari (^), ne ammettono due. La
lazione
;

Borgia e Duchesne

mentre

altri

prima opinione
Liheriano

a

me sembra
sia

più probabile; ed a

me

pare

che taie traslazione

indicata chiaramente dal Calendario

come avvenuta
il

nel

m

secolo e precisamente nel

258

per

la

persecuzione di Valeriano.
calendario, confrontato con
il

Infatti

Martirologio, riu-

(i)

Cf.

Marucchi,
ix (P. L.

Descriiione délie catacomhe di

S.

Sebastiano, pub-

blicata in occasione del III centenario di san Filippo Neri,

Roma,

1H95.

(2)

Cann

t.

XIII, col. 583).
t.

(î) Ep. IV,

30 (P. L.

LXXVII,

col.

703).

(4) Cfr. Elèm. d'arcb. chréL: Notions générales, pag. 50-53.
(5) Lib. pontif. (6)
I,

pag. civ.
ossia
il

Le catacombe,

sepolcro apostolico dell'Appia,

Roma,

1888.

CIMITERO DI
nisce
la

S.

SEBASTIANO

203

data consolare di

memoria dei due Apostoli « ad Catacumbas » alla Tusco e Basso (a. 258); e qnesta data con-

Basilica e cimilero di S. Sebastiano (La Platonia è dietro l'abside).

Sûlare in quel

documento

indica certamente

una traslazione

corne puo provarsi con
(i)
in

altri

esempi

(').

I

corpi degli .Apostoli
ni

Ecco

il

testo di questa
in
(a.

indicazione;

<f

calendas

iulias, Pétri
et

Vaticano Pauli
»

via Ostiensi,

utrumque

in

Catacumbis, Tusco

Basso consulibus

258).

204
non
forse
vi

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
rimasero per 40 anni, corne dicono
di
uti

gli

Itinerari,

ma

poco più

anno, durante
cioè, al

la

persecuzione
in cui
sia
i

di \'a-

leriano

(258-59)
al

fino,

momeijro
è

cimiteri fudi

rono

restituiti

papa Dionisio.
si

Checchè
che
il

taie

que-

stione, ancora controversa, certo

sepolcro apostolico

provvisorio délia via Appia resto sempre in grande venerazione
;

onde
vi
si

vi

si

scavô

ail'

intorno

un piccolo cimitero,

e

quindi

eresse

una

basilica che, fino alla fine dell' \iii se-

colo, fu chiamata
il

« basilica

Apostolorum
al

»,

ed è quella che
:

Lihro Pontificale attribuisce
fecit basilicas très:

papa Damaso

«

Hic

[Da-

masus]

unam

beato Laurentio, iuxta theaet in

trum
in

et aliam via

Ardeatina ubi requiescit,

Catacumbis
et Pauli,

ubi iacuerunt corpora

beatorum apostolorum Pétri

quo loco Platoniam ipsam versibus exornavit » ('). E questa basilica soltanto dopo l'vin secolo cambio il nome
Per una scala moderna situata presso l'abside
si

antico in quello di «basilica S. Sebastiani».

discende

alla PJatonia,

e nel

mez zo
in

di essa , sotto

l'altare,

vedesi un
lastra

grande sepolcro, diviso
di

due scompartimenti da una
i

marmo,

nel quale furono deposti

sarcofagi con
cripta
il

i

corpi

dei

due principi degli apostoli('). In questa
collocô una iscrizione,
il

papa Da-

maso

cui testo ci fu conservato dalle

Sillogi e

che attesta

la

traslazione délie reliquie apostoliche:

HIC HABITASSE PRIVS SANCTOS COGXOSCERE DEBES NOiMINA QVISQVE PETRI PARITER PAVLIQVE REQVIRIS DISCIPVLOS ORIEXS MISIT Q.VOD SPONTE FATEMVR SANGVIXIS 03 MERITVM CHRIST VM QVl PER ASTRA SECVTI AETHERIOS PETIERE SINVS REGNAQ.VE PIORVxM ROMA SVOS POTIVS MERVIT DEFENDERE CIVES

HAEC DAMASVS VESTRAS REFERAT NOVA SYDERA LAVDES
L' interne del sepolcro è rivestito di

marmi

e ornato di

pitture del iv secolo che rappresentano S. Pietro e S. PaoJo,

(i)

Cf. Èlêm. d'arch. chrèi.: Notions générales, pag. 228.

(2) Cf. AIarchi, /

monumcnti delh

arti cristiam,

pagg. 199-220.

CIMITERO Dl
c tutto

S.

SEBASTIANO

205

intorno

alla

Platonia sono disposti tredici arcosoli che
di

furono

già decorati

pitture.
in

Gli arcosoli sono adorni di

stucchi a rilievi di fogliami e

un angolo

si

è pure trovata

Sepolcro apostolico Je!

.1

ILitoii:

Lo

St'-;:.-J

(sezione trasversale).

(sezione longitudinale).

una decorazione dipinta

;

ed

ivi

un

graffito ricorda
:

il

nome

degli opérai che eseguirono questo lavoro

MVSICVS CVM

SVIS

LABVRANTIBVS VRSVS FORTVNIO MAXIMVS

EVsebiiis (v secolo).

La fantasia popolare ha riunito a questa grande cripta, restata sempre in venerazione, le altre memorie più insigni délia via Appia, le quali perô devono assolutamente escludersi. E cosl non pu6 ammettersi

che qui fosse sorpreso

il

papa Stefano
si

ne

il

papa Sisto
i

II,

ne che qui

fossero

trasportati

corpi dei primi papi.
iscrizione,

Una grande

prima incisa

e
Piinti
del sepolcro bisomo.

poi dipinta a lettere blanche su fondo rosso. •! ] ,, TM gira mtorno alla Platonia, e ricorda il célè•
1

bre martire san Quirino, vescovo di Siscia in
Cf.

Pannonia

(').

(1)

DE Rossi,

BulUlt.

1894, pagg. 147-151.

Un

primo studio su

questa iscrizione fu fatto dallo Stevenson.

2o6
Il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
de Rossi ne tentô
la restituzione cosi
...Dientemque
:

DEVOTAM

QVAE TIBI MARTYR EGO REPENDO MVNERA LAVDIS HOC OPVS EST NOSTRVM HAEC OMNTS CVRA LABORIS VT DIGNAM MERITIS dent sacra haec liinina sedem HAEC POPVLIS ciinctis darescd GLORIA FACTI HAEC QVIRINE TVAS laudes ipsa aida PROBABIT (?)
Il

corpo

di

questo martire fu trasportato

a

Roma
e la

durante

le

invasion! dei barbari sul

principio del v secolo e fu sel'iscrizione

polto

«ad Catacumbas

»

:

dunque

decora-

zione sono

del principio di quel secolo.

Fu

soltanto
il

dopo

i

lavori del 1891 che potè riconoscersi nella Platonia
di

sepolcro

S.

Quirino, e

l'elogio

del martire, al quale anche Pru(').

denzio consacrô un intero carme
dei fedeli
i

Grande

fu poi

il

numéro

quali vollero essere sepolti presse questo luogo
délia

venerando

memoria

apostolica.

In un angolo, presso uno degli arcosolî, vedesi affisso un meschino frammento che appartenue alla célèbre iscrizione
posta qui dal papa

Damaso

per ricordare

il

fatto

del

tempo-

raneo nascondimento délie reliquie apostoliche.
Il

cimitero

non

è affatto in

comunicazione
la

colla Platonia;
la

per visitarlo bisogna traversare

chiesa e discendere per

scala [i] costruita presso la cappella di S. Sebastiano. L'iscri-

zione collocatasopra l'ingresso

di

questa scala contiene ancora

l'antico errore chiaraando quel sotterraneo « cimitero di S. Callisto ». Il

primo monumento che
coorte

si

incontra è

la cripta

ove

stava in origine il_sepolcro di S. Sebastiano [2]. Questo santo
era tribuno délia prima
;

forse apparteneva

al
il

corpo

délia guardia pretoriana di stanza sul Palatino; e subi
tirio nel

marche

primo periodo

délia persecuzione di Diocleziano

fu soprattutto

una persecuzione

militare. xMori egli probabil-

mente

nel

290 dopo aver sostenuto eroicamente un doppio
1'

supplizio, quello délie freccie e

altro

délie verghe.
le

Il

suo

corpo, gettato in una fogna, fu raccolto per
(l) Peristeph.

cure di una

hymn.

viii (P. L.

t.

60, col.

424

seg.).

CIMITERO DI

S.

SEBASTIANO
lo

207

doon a^
Appia

cristiana di
«

nome Lucina_che
»

trasportô sulla via

apud vestig^ia. Apostolorum

c lo dépose

non lungi

dalla Platonia « in initio cryptae », cioè nella cripta sotterranea

corrispondente

ail'

ingresso del cimitero, ove

il il

suo sepolcro
cardinal Bor-

restô fino al principio del secolo wii,

quando

ghese

lo

pose poi sotto

il

moderno
ed
ai

altare.
il

Del primitivo sepolcro possiamo riconoscere
oggi r
altare délia cripta
;

posto ove è

suoi ornamenti

si

riferisce

una

Pianta di una parte del cimitero

di

S.

Sebastiano.

parte délia balaustra di

marmo con
due
preti,

iscrizione, lavoro del
visibile nel

v se-

colo e

dono votivo

di

oggi

museo Late:

ranense. Nella chiesa superiore ne fu posta una riproduzione

TEMPORIBVS

SANCTI

INNOCENTI
PROCLINVS
.

EPISCOPI

VRSVS PRAESBB TITVLI BYZANTI SANCTO MARTYRI SEBASTIANO EX VOTO FECERVNT
ET
• . •

(')

(i)

Il

« titulus

Byzanti »

al

quale appartenevano
il

i

due

preti era quelle
il

dei Ss. Giovanni e Paolo. Bisanzio era

padre di

Pammachio ed

fon-

208
La

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
scala che

conduce

a questa cripta,

ed c in comunica-

zione colle gallerie del primo e del secondo piano, è moderna,

poichè l'antico descenso
délia

si

dovè sopprimere per
nella

la

costruzione
di

cappella superiore. Inoltrandosi
si

galleria

rim-

petto a questa scala [ij,

va

al

secondo piano, e volgendo
[4]
:

poi a destra,

si

giunge ad un punto
notevole

ove

è

collocato

un

framraento

d' iscrizione assai

;

iM
CATADROMARIVS
Q.VI

Bonae vieMORlE

////MAXIS
avil
! I

CATADROM
GLAVCE
iv

y

j j

CCXXVI

IN

P
secolo, ricorda
di

Quest' iscrizione, che sembra del
auriga del circo, forse del prossimo

un
il

circo

Massenzio,

quale aveva

riportato

numerose
po' più
al

vittorie,

almeno 226
innanzi ad
a

nella

fazione turchina.
scala [5] che

Un

oltre si passa

una

conduce

primo piano

e

si

giunge

quattro

arcosoli disposti due per parte e dirimpetto fra loro. L'ultimo
a destra è
fa vi
si

adorno

di pitture del iv secolo.
le

Fino

a

qualche anno
la

vedevano

figure dcW'Orantc e di

Mosc che batte

rupe; in fondo
dtW'Jpocalisse

il

monogramma
Gesi'i

costantiniano tra
il

le

due

lettere

A

ed Q; e nella volta

busto del Sahatore imil

berbe e

il

Bambino

nel presepe tra

bue

e

l'asino.

Era

questa l'unica riproduzione del presepe finora nota nelle catadatdre di questo titolo.

Un frammento

délia transenna

dove stava questa

iscrizione, fu rinvenuto negli scavi alcuni anni

or sono ed è collocato

entro un loculo nel prossimo ambulacro [r].

CIMITERO DI
combe,
mentre
le

S.

SEBASTIANO

209

altre
la

rappresentanze del inedesimo sogpiù antica délie quali porta
la

getto sono in scultura,

data

consolarc del 343('). Disgraziatamente ora questo afFresco è
svanito quasi del tutto.

ivi

Nella galleria vicina a quest'arcosolio [6] e in un cubicolo prossimo [7] si trovano queste iscrizioni:

Co«5TANTIA
E IN

aVH

BIXIT

A\

VIII

M

III

VICTOR FHCIT

SIBI

PAGE
oltre

LOCV SE VIVVS
un
graffito:

poco più

DEP
Ritornando per
la

XII

KAL IVLIAS

strada già percorsa e

poco lungi dallo
[8]

sbocco délia galleria del Presepio,trovasi una scala
profondità. In una galleria di questo terzo piano
alcuni loculi chiusi ancora con
le iscrizioni al

che con-

duce ad un terzo piano del cimitero e scende poi a grande
si

veggono
:

loro posto

BICEXTIA -^ fh ^^-y^
IN

'Èi Q-^'E

BIXIT

ANV

PAGE

^ J^^
.

Q.VIRIACE IN PAGE

BONIFATIVS

IN
.

PAGE

ï^

D

IVSTINVS SE BIBV FEGIT

Se

si

continuassero
si

gli

scavi,

in

fondô a questa scala
cripta storica, e proba-

ora interrata

troverebbe forse
di S.

una

bilmente

quella

Eutichio,

martire assai
di

célèbre,

se-

polto in questo
infatti

cimitero.

Da

un' iscrizione

san

Damaso

sembra potersi dedurre che il sepolcro di lui stava in un luogo assai profondo. S. Eutichio è ricordato nel MartiroJogio ai

S.

4 febbraio ed il suo corpo Lorenzo in Damaso.

sta ora nella chiesa di

(i) Cf. 51, n. 73.

DE Rossi,

Bulldt.

1877, pagg. 141-148; in

/'/jt;//)/. c/;riV/. I,

Guida Calacombi romant.

14

2IO

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
al di

Probabilmente

sopra del sotterraneo sorgeva un ora-

torio nel quale forse era coUocata l'iscrizione damasiana in

onore dello stesso martire,
la basilica a sinistra délia

la

quale ora vedesi murata entro
ci

porta d'ingresso. Essa

descrive

i

crudeli tormenti sofferti da questo martire, probabilmente sotto

Diocleziano, e

ci fa
:

sapere che

il

corpo

di lui fu ritrovato

da

san

Damaso

stesso

EVTYCHIVS MARTYR CRVDELIA IVSSA TYRAN'NI CARNIFICVMaVE VL\S PARITER TVNC MILLE NOCENDI VINXERE aVOD POTVIT MONSTRAVIT GLORIA CHRISTI CARCERIS ILLVVIEM SEQVITVR NOVA POEXA PER ARTVS TESTARVM FRAGMENTA PARANT NE SOMNVS ADIRET BIS SEXI TRANSIERE DIES ALIMENTA NEGANTVR MITTITVR IN BARATHRVM SANCTVS LAVAT OMNL\ SANGVIS VVLNERA QVAE INTVLERAT MORTIS METVENDA POTESTAS NOCTE SOPORIFERA TVRBANT INSOMNIA MENTEM OSTENDIT LATEBRA IXSOXTIS aVAE MEMBRA TEXERET QVAERITVR IXVEXTVS COLITVR FOVET OMXIA PRAESTAT EXPRESSIT DAMASVS MERITVM VEXERARE SEPVLCRVM
Passata
la scala,

che abbiamo accennato,
ai

si

possono osdue

servare due piccole iscrizioni appartenute già

sepolcri di

donne, Flora
e
III

e

Rufina:

FLORA
una
.

IN

FACE QVESQVET,
anche del
»
:

volgendo poi

a sinistra un' altra più antica, forse
«

secolo, che ricorda

honesta femina

POSTVMIAE VICTORIAE H F Q.VAE VIXIT ANN XXVI D XXXVII POSTVMII EVAGORAS ET PRIMA
• • •

FILIAE

DVLCI
si

Procedendo
quali
si

oltre
di

giunge ad un gruppo
di vestibolo

di

cubi«ioli

i

aprono su

una specie
[9].
Il

quadrato rischiaracchiudeva forse
le

rato da
il

un lucernario
le

più

nobile

sepolcro di un martire, corne fanno supporre
croci

sue deco-

razioni e

rozzamente

tracciate per

devozione nelle

pareti vicine.

CIMITERO DI

S.

SEBASTIANO

2

I I

Si torni in seguito nelhi galleria or ora lasciata, cd in

fondo

a destra [lo]

si

vede un' iscrizione
di

in caratteri gotici, eseguita
di

nel

1409 per ordinc

Guglielmo vescovo

Bourges:

i HIC Q.VONDAM RECONDlTVM*FVlT CORFVS BEATAE HOC OPVS I-ECIT CAECILIAE VIRGINIS ET MARTYRIS FIERI REVERENDISSIMVS PATER DOMINVS GVLIELMVS ARCHIEPISCOPVS BITVRICENSIS ANNO DOMINI MCCCC NONO

Questa
perché
ci

iscrizione è storicamente falsa; ed ha interesse solo
fa

conoscere quale fosse l'opinione sul sepolcro

di

S. Ceciha nel secolo xv. In fondo a questa galleria a destra,
si

entra in un cubicolo [11] che contiene una piccola iscri-

zione, forse del v secolo, sormontata da

una croce moderna:

SANCTO
MARTYRI MAXIMO
Questa iscrizione doveva trovarsi
terra,

in

un oratorio sopra
»

e potrebbe anche provenire dal cimitero di Callisto e
il

forse ricorda

«

Maximus commentariensis
la basilica.
si

che cola fu sein co-

polto. Presso questa cripta

una scala médiévale mette

municazione

il

cimitero con
il

Ma

prima

di lasciare

sotterraneo,

dovrà visitare qualche

galleria del primo piano. Per far ciô è necessario tornare nella

cripta di S. Sebastiano e voltare per la galleria segnata [3].

In questo piano

si

veggono
oltre,

le

cripte

ove san Filippo Neri
di

veniva a pregare, corne ricorda un' iscrizione posta in una
queste cappelle. Più
trovasi a destra

una scala

corri-

spondente

a quella segnata [5]

che conduce presso l'arcosolio
altre

del Presepio; e

dopo aver percorso due
(*).

gallerie, si pé-

nétra in un ipogeo spéciale scoperto nel 1878 e che in origine

doveva essere separato

Esso racchiude un cubicolo ornato

di pitture del principio del iv secolo. In

mezzo vedesi

il

Buon

(0

Cf.

S. Sebdiliiino,

Marucchi, Di un Roma, 1878.

ipogeo

recenUmenU scoperto

nel cimitero di

212

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
sembla
che

Pastore con una pecora sulle spalle e un' altra ai piedi e

posto sopra un rialzo che poteva rappresentare
lina; a sinistra è dipinta un'

la mistica colStella

Orante sormontata da una

simboleggia

il

Cielo, a jjestra

una figura

virile

completamente

nuda, che tiene nella
fu da

mano
un

sinistra

un lungo bastone. Essa
simbolo potrebbe
Perpétua Q').
1'

me

spiegata per

atleta; e questo

riferirsi aile

parole di san Paolo sul combattimento spirituale (')

di cui parlano
I tre

pure TertuUiano (^) e
si

gli Atti di S.

soggetti qui rappresentati
il

completerebbero l'un
santifica la

altro;

V Atleta simboleggia
la lotta e
il

cristiano che

sua vita con
il

sacrificio, Y Orante è
il

l'anima che gode

possesso
1'

del

premio eterno;

Biion Pastore^ Cristo che sostiene

anima

durante

la vita e la

conduce

al

Cielo.

La
«

basilica eretta nel iv secolo in

onore dei

Ss. Apostoli,
la
la

basilica Apostolorum », aveva per confessione
il

Platonia e

non

sepolcro

di S.

Sébastian©, e doveva avère

forma con-

sueta délie altre basiliche: cioè con tre navi separate da co-

lonne, e l'abside in fondo; avea pero dietro l'abside un matro-

neum
chiesa

del

quale

il

P. Bufalieri

riconobbe alcune

traccie.

La

fu spesso

restaurata

nel

medio
di

evo;

e

finalmente

venne

rifabbricata nella

forma
il

attuale dal cardinale

Borghese,

nipote di Paolo V, ed allora
dalla cripta sotterranea,

corpo
già
si

san Sebastiano fu tolto

come

disse, per trasportarlo nella

cappella superiore fatta costruire dallo stesso cardinale. Intorno
alla

basilica

si
i

formé nel

iv secolo
le

un cimitero a

cielo aperto,
si

notevole per

grandi mausolei,

cui imponenti rovine

ve-

dono

a destra e a sinistra délia basilica,

all'angolo délia via

délie Sette

Chiese e nel monastero stesso.

Uno

di questi, assai

notevole e ben conservato, puô vedersi a sinistra délia basilica
(y.
la

planta alla pag. 20}). lUustri famiglie. per divozione

ai

santi ApostoH, avevano scelto questo luogo per loro sepolcro.

Un

framraento d'iscrizione collocato neU'interno délia basihca

(i) I Cor. IX,

24-26;
c.
5

II

Tim.
t.

II,
I,

5; IV, 7.

(2)

Martyr,

(P. L.

col. 624).

(3) Cf. Elém. d'arch. chrét.: Xotions générales, pag. 41.

CIMITERO DI
ricorda un
«

S.

SEBASTIANO

213
ed appar-

senator et cornes qui

annonam

rexit »

tiene a questo cimitero sopra terra: Hic
silus est

l'iclOR (?)

fidens remeare sepvltos
|

|

laetior

]ii

caeltim

Sitpcram q.vi

svrgat ad avram
|

im.macvlata

piac
PRiideiis

Conservans /"oedera mentis

con'CILIO splendexs

Et

in

urbe
\

senator
svblimisq.

|

inlvstres merito cepit VEiieramius

HonorES
Anlae
\

comes notvs

virlutibus
(?)

vividvs anno>jam rexit canonemque prohavit

Il

piccolo

museo

locale conserva

un

certo

numéro

di iscri-

zioni e

frammenti che non sono senza
di

interesse.

Vi è

la

memoria
degli

un mausoleo appartenente
il

alla

nobile famiglia

Uranii da cui proviene

seguente frammento d'iscri-

zione opistografa:

VRANIOR»;»
Sant'Ambrogio era
di

MAKARI

g?'

questa famiglia e suo fratello

si

chia-

mava Uranio
la

Satiro

(').

Un frammento dell'anno 348 ricorda
(16'

festa di S.

Marcello

gennaio)

:

STVDEXTIAE Deposita MARCELLI DIE iMa/a/i

CONS SALLIES
Vi sono ancora queste

altre

iscrizioni

consolari

:

MIRE BONITATIS AC TOliiis sanclitatis ADC^VE PRVDENTIAE EL Ukgnus (?) DVLCISSIME QVAE VIXIT A'^noslH memesjjl

^

.

D XXV DEP

IN F XI

CAL DEC
(An. 549).

LIiME«/o

et

CaluUino conss

SIMPLICIVS

V

C

ET

DINDVME

C

F

tT

A 'JC ^
MAI

INNOCENTIVS

wanENTES

IN

PACE

ET

ROSCU

CALCEDONIA

C

F

D

DIL

V

NON

POST

COSS

D-N

GRAT

AVG

III-ET

EaVlTI

(An. 375).

(i) Cf.

de Rossi,

BuUclt.

1864, pagg. 76-77; 1886, pagg

29-55.

2

14

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
I I

I

I

I

I

'

I

I

!

I

MAI DN GRATIAXo au G IIII ET FL MEROBAVDd CONSS LAETVS ANIMo AMICVS OMNIVM SINE VLE sine hile (?)
(An. 377).

deposita castiSSl'M.A

cons

PlaClDl

FEMIXA S D VIII KAL SEP VALENTINIANI PP AVG 0" VI

• • •

.

(An. 445),

///E

QVAE
LV

VIXIT

.

SEM
IN

annos

DEPOSITA
-

pace
et

cCSS

FFLL

FESTI

Marc i uni

VV

CC

(An. 472 o 475).

Quest' ultima iscrizione, conosciuta da lungo tempo, sta
ora nella scala délia Platonia, e fu già pubblicata dal de Rossi
nel

tomo
si

I

délie hiscriptioncs Christianac, p. 370, n. 84.
si

Xegli

scavi del
in cui

187^

trovô pure un frammento

di

qualche pregio
Eucaristia ('):

è creduto di riconoscere un'allusione

ail'

///Sa^/'E

CIBABAS

///RAEB

ETV CHRISTV

VIDEBIS.

Citiamo pure un frammento che nomina un diacono addetto alla persona di

un vescovo

:

DIACOM

"EVhcopi

Un
segna

altro

frammento scoperto
di
:

nel gennaio

1894 V^^ avère

qualche rapporto col circo
di

iMassenzio o ricordare un'in-

bottega o d'osteria
,;D

CABALLVM

(i)

Cf.

DE Rossi, BuUdt. 1877, pag. 14/4

CIMITERO DI
Un'
nazione
iscrizione incisa sopra
di
le

S.

SEBASTIANO

215

cavano

un matrone contiene una ordi450 tegole in un luogo ove battelli scariloro merci, forse «ad portum Neapolis » sul Tevere:
portare
i

BENEBENTO TEGVLAS INDIXI IVLIO N CCCCL VT DEFE RANTVR AT PORNEAPO
Finalmente ricorderô un' iscrizione che starebbe
al

posto

suo se fosse in questo museo, poichè nomina un lucernario Qnminarc) del cimitero « ad Catacumbas » e proviene certamente di qui. Essa trovasi, non si sa corne, nel cortile délia biblioteca Ambrosiana di Milano.
.

EGO EVSEBIVS ANTIOCENO ^ \/\r1^ ^'Ua^ÙJT AN iPL M LXX COMPARAVI E GO SS VIVVS IN CATACVMBAS AD t(C^ iCtf^i/^ nCM LVMENAREM A FOSSORE OC (^'ijjijil >lCVl H^Ui^ APATOSTANEES AMICV /'^ lAuXt/fcïEtt "M^tx S B ni iDVs SEPT -^ "^vyci-f Av ^6 y^-pwc ù^
,

S

^

.

,

.

i

{sic)

Suir

altra

faccia

si

legge

:

AVRELIVS
Fra
notarsi
c

.

LEONTIVS

le

sculture conservate in questo piccolo museo, è da
di

un frammento
nel

sarcofago con

i

busti dei

.S-s".

Vitlro

Pûolo; ed è soprattutto

importante un frammento da
riconobbi un

me
più

pubblicato,

quale

io

busto

del

Sdlvaiorc.
délie

Questo monumento
dersi

puô considerarsi come una
al

antiche immagini isolate di Nostro Signore, e potrebbe cre-

anche una immagine esposta

culto,

11

busto ed

i

capelli

sono

le

uniche parti superstiti
al

di

questa scultura, che
forse

puô assegnarsi
edifici

iv secolo.

Essa ornava

une
se
il

degli

superiori e cadde nel sotterraneo da
si

una

délie scale.

Da quanto

è dette finora

puô concludersi che

cimi-

tero di S. Sébastian©

non

è

célèbre quanto quello di Callisto

2l6
non
è

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
perô

meno

venerabile. Basta alla sua gloria l'aver posi

seduto, anche per poco tempo,

corpi degli apostoli Pietro e

Paolo e poi

quelli di san Sebastiano e di altri martiri e i'essere
visite

stato oggetto di
legrini in tutto
il

dévote da parte

di

migliaia di

pel-

medio evo;

e di essere stato poi frequentato

all'epoca de! Rinascimento da illustri santi corne Carlo

Bor-

romeo

e Filippo Xeri.

III.


di

Cimitero
Pretestato

di

Pretestato

(').

Del cimitero
dei

si fa

menzione
e

in parecchi Atfi

Martiri, nel Calciidario
tal

Liberiano

nei

MartiroJogi; ed

esso prese

nome

dal suo proprietario, che potrebbe credei
Cecili.
Infatti santa Cecilia

dersi fosse parente

seppelli

in questo cimitero lo sposo \"aleriano, Tiburzio e
e noi
di

Massimo;
la

abbiamo già osservato una
Cecilia che

iscrizione

presso

cripta

S.

nomina un

«

Septimios Praetextatos Caegià nella seconda

cilianos ». Il
II

cimitero

esisteva

meta

dei
di

secolo, poichè vi fa

sepolto san Gennaro, primogenito

santa Félicita, martire sotto
in

Marco Aurelio (162). Ed infatti una regione, da lungo tempo inaccessibile per l'opposizione
Marchi
e dal de Rossi indizi di

ostinata dei proprietario délia vigna soprastante, furono riconosciuti dal
Il

grandissima antichità.

cimitero

di

Pretestato

fu

probabilmente in relazione
Triopiiini

con una vicina proprietà chiamaia
che era
dei
figli

Hcrodis

Atiici,

la

villa

di

questo
Aurelio,

célèbre
il

personaggio, precettore
ivi

di

Marco

quale

eresse
al

un monutriopio
si

mento

alla

sua sposa Annia Regilla. Intorno

formando un villaggio; ed ivi furono trovate le famose iscrizioni « Triopee » illustrate da E. Q. Visconti (').
era venuto

Esse ora sono nel museo

di

Napoli ed un esatto fac-similé

se ne conserva nella biblioteca \'aticana. Nella piccola chiesa
di S.

Urbano

alla

Caffarella,

si

possono forse riconoscere
Erode Attico
alla

gli

avanzi dei
(i) Cf.

monumento
DE

eretto da

sua sposa.

-Rossi, Biilktt.

1863, 1872 e 1874.
ora,

(2) Iscrizioni greche

Triopee

Borgbesiaiu,

Roma

1749.

CIMITERO DI PRETESTATO
Si è congetturato che
il il

217

vescovo Urbano nominato negli
suo ministero
cimitero
di

Ani

di S. Ci'cilia esercitasse
))

in

questo

«

pago
ogni
si

triopio

cui era

prossimo

il

Pretestato.

Ad

modo
trovata

è

notevole che precis;imente

iii

questo cimitero
la

sia

una
di

iscrizione la quale

nomina

figlia

di

un per-

sonaggio

nome «Erode»:

OrPAXIA-eiTATHP-HPOAHC
La Commissione
di

(').

Archeologia sacra
li

fin dal

1863 intraprese

dei lavori in questo cimitero, e poi

continué nel 1872; e

Pianta schematica

di

una parte del cimitero

di Pretestato verso l'ingresso attuale.

recentemente (1898) affidô al barone R. Kanzler ed al signor A. Bevignani la sistemazione délie iscrizioni e dei frammenti
scolpiti rinvenuti negli scavi;

giacchè questi important! avanzi

giacevano sparsi qua e

là e

malamente accumulât!

in

modo
perché

da non potersi agevolmente studiare.
L' antico ingresso del cimitero
si

non

è accessibile e

trova sotto

la

proprietà

De Romanis;

per taie ragione
situato presso

vi si entra ora per

un ingresso moderno [A]
1872, pag. 65.

(i)

Cf.

DE Rossi,

Biilhtt.

2l8
la

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

tenuta délia Caffarella.

Dopo

avère traversato un'arenaria
la

si

entra nel vero cimitero e poi percorsa
si

galleria

principale

giunge per
del

l'

apertura [A']

alla galleria

[ij

che pénétra per

mezzo

vano

[2] nella principale arteria corrispondente alla

12.

Costruzione

in

mattoni.
Pasiore,

13. Scala antica.

.'/,';

,'13

II.

Verso

il

Buon

9.
8.

Iscrizioue consolare.

CatteJra

frraffita.

•j.

Costruzione in mattoni.

6.

Erculio.

5.

4. Cappella di S.

Gennaro,

Iscrizione damasiana di S. Gennaro.

I.

Verso

l'entrata.
2.

Abside.

5.

Ss.

Felicissimo ed Agapito.

14.

Frammenti

daraasiani.

~Ç^
IffS

15. Lucentio. 16. Superbo.

Continuazione délia planta parziale del cimitero

di

Pretestato.

La

galleria délia planta

précédente dal punto [A'] va a riu'cire nel punto [i]

parte centrale del cimitero.

Questa grande
[2, 3, 5

arteria

segnata nella

nostra planta con

i

numeri
i

ecc] deve

identificarsi

con

quella galleria ove erano
negli Itincrari è chiamata

sepolcri dei martiri principali e che
SpeJiiiica

magna.
si

Prima pero
le

di visitare

questa parte più nobile,
si

osservino

orallerie cimiteriali

che

diramano

in varie direzioni. Ivi

CIMITERO DI PRETESTATO
si

219
la

conservano alcune

iscrizioni

c

ira

queste è da notarsi

seguente, grallîta nclla calce di un loculo, in carattere corsivo:

DP TIGRIDLS Dahnatio ET ZENO FILO COSS
/

(An. 335).

Presso un altro, vi è questa epigrafe in maroio, di una fanciuUa
:

DP VIVENTIA-Q.-V.M. aVATIVOR.(.aV) DEP ï> VIII KAL IVXIAS IN FACE
Entriamo poi nella Spelnnca magna ove
stano che
sepolcri
si

gli Itinerarî ci attei

veneravano

i

martiri storici del luogo; e
si

loro

sono

indicati neH'ordine col quale
et ibi

visitavano: « Ibi

intrabis in

speluncam magnam,
et

invenies S.

Urbanum
et

episcopum

confessorem

et in

altero loco

Felicissimum

Agapitum martyres et diaconos Syxti et in tertio loco Cyrinum martyrem et in quarto lanuarium martyrem. Et in tertia ecclesia sursum S. Synon martyr requiescit » (').
Si

comincia

la

visita di questi

monumenti passando per
si

quell'abside scavata nel tufo e rivestita d'intonaco che è con-

trasegnata col n. [2]; e subito
di

di

fronte

scorgono

gli

avanzi

un grande sepolcro devastato
di

[3] e ivi presso
Il

si

veggono

frammenti

colonne e

di

transenne di uiarmo.

chiaro che
i

l'abside ivi fu aperta a cagione del

gran numéro di devoti

quali

doveano venire
tracciati

a

pregare innanzi a questo sepolcro.
di

I

graffiti

sopra un pezzo
^^

marmo

eletti dall'Armellini
ci

nel 1874,

confermarono
i

carattere storico del luogo e
i

fecero

conoscere

nomi

dei santi ivi venerati, cioè

martiri Felicis-

simo ed Agapito, diaconi
raartirizzati sotto

di Sisto II e colleghi di
la

san Lorenzo,

Valeriano nel 258. Ecco

riproduzione di

(i)

San Zenonc

(v.

pag. 226).

2

20

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
in parte

questo importante graffito che è scritto
corsivo (')
:

in carattere

FELI

FELICISSIMVS ET AGAPITVS

+ A///STIW
+ GO LGO
Questo sepolcro
zione, di cui
le sillogi ci

PReSB
PRB PETRI

W
iscriil

fu ornato da san

Damaso con una
si

hanno conservato
In essa

teste e che doi

veva stare innanzi

all'arcosolio.

ricorda che
del suo

due
mar-

martiri furono diaconi del pontefice e
tirio
((

compagni

crucis invictae comités pariterque ministri ».

ASPICE ET HIC TVMVLVS RETIN'ET CAELESTIA MEMBRA SANCTORVM SVBITO RAPVIT QVOS REGIA CAELI HI CRVCIS INVICTAE COMITES PARITERQVE MINISTRI RECTORIS SANCTI MERITVMQ.VE FIDEMQ.VE SECVTI AETERIAS PETIERE DOMOS REGNAQ.VE PIORVM

VNICA

IN HIS

GAVDET ROMANAE GLORIA PLEBIS

Q.VOD DVCE TVNC XYSTO CHRISTI MERVERE TRIVMPHOS FELICISSIMO ET AGAPITO DAMASVS (^)
Negli scavi del 1S72
masiani, alcuni
dei

si

rinvennero alcuni frammenti dapotrebbero
stati
affissi

quali

avère
presso

appartenuto a
il

questa iscrizione.

Essi

sono

sepolcro e

conteno;ono

le

se^uenti sillabe:
{nietiihra ?)

RA
ES
E

RAP

(rapiiit qiios

Regia

cacli ?)

(comitds ?)
?)

IS (ministri

D

(pet ter e do ni os ?)

(i) Ar.mellixi, Scoperia di un graffito storico

ml

cimitiro di Prdcstato,

Roma,
(_2)

1874.
Sillogd di

ClosUrncidnirg: Marini, presso Mai, Scriptor. vder. V.

pag. 377, 4;

De

Rossi, Inscr.

II,

pagg. 66, 22.

CIMITERO DI PRETESTATO

22
li

1

Un

altro

frammento più antico

è stato trovato

accanto

:

///VS-MARTYS
Questo frammento
è assai prezioso ed

appartenne probabil-

raente alla primitiva iscrizione sepolcrale di
tiri

uno

dei

due mar-

Felicissimo o Agapito,
in

i

corpi dei quali furono probabil-

mente deposti
per luogo
di

due

loculi distinti (').

Nell'abside [2] che fronteggia questo sepolcro e che servi

adunanza, esiste suU' intonaco

un

graffito

in

carattere corsivo, alquanto incerto,

ma

che fu

letto nel

modo

seguente:

SVCVRIT;; VT
VINCA/// IN DIE IVD///
(Succiirrite ut
(?)

vincam

in die iudicii ?).

Avanzandosi

a sinistra nella assai

grande

galleria,

si

giunge ad

un cubicolo
dei
e

[4J

adorno

1'
;

ingresso è decorato di pilastri
volta e la costruzione

e di cornice a

mattoni;

le pitture délia
i

mûri offrono un confronto con
attribuirsi al
11

sepolcri délia via Latina
la

possono

secolo.

È questa

cripta di S.

Genin-

naro,

uno

dei figli di santa Félicita, martirizzato nel 162.

Una grande
non
lascia alcun

iscrizione

damasiana situata

di

fronte

ail'

gresso e che stava in origine sulla porta o vicino all'altare,

dubbio a questo proposito:

BEATISSIMO. MARTYR!

lANVARIO DAMASVS.EPISCOPFECIT
Le
eleganti
:

pitture délia

volta rappresentano

le

quattro

stagioni

la

Primavera coi
di

fiori,

VEstate

colle

spighe, VAii-

(i)

Un

restaure

questo importante

monumento

dei

Ss. Felicis-

simo
e

ed
lui

Agapito fu ingegnosamente proposto dal collega R. Kanzler
pubblicato nel Nuovo BuUettiuo, 1895, pag. 172 segg., tav. IX-X.

da

Ivi egli indica la
tiri

transenna marmorea che chiudeva

il

sepolcro dei m^rl'area del-

sopra

F iscrizione, ed un'altra transenna

che

limitava

l'abside.

222
tiinno
lati

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
coir uva,

VInvcrno col lauro; e vi

si

vedono mescoall'arte

uccelli e genietn.

Questo

sirabolo inspirato

pa-

gana, fu anche adoperato abbastanza frequentemente dagli an-

ij-î-

*."

-y

^

Cripta di S. Gennaro al

momento

délia scoperta (1865).

CIMITERO DI PRETEST ATO
tichi cristi.mi

223
umana ed
alla

per alludere alla brevità dclhi vita

vanità délie cose del

mondo.

Nella parcte sinistra una pittura del Buon Pnsiorc in alto
è
si

danneggiata da un loculo del iv secolo, sulla calce del quale
legge graffita una preghiera
ai

martiri locali per l'anima del

defunto:

REFRIGERI lANVARIVS CISSIM MARTYRES.
Il

AGATOPVS

FHLI-

corpo

di

san Gennaro riposava nel fondo délia cripta
di

in

un sarcofago

marmo. Corne

in altre

catacombe anche
la

qui una galleria rdro smictos parte dalla cripta e per

devo-

zione dei fedeli

vi si

scavarono numerosi
e

loculi.

Ritornando nella grande galleria
si

continuando

a sinistra,

trova una iscrizione opistografa [6] che ricorda da un lato
xM.

un

AVRELIVS AVG.

LIB.

SECVNDVS,

e dall'altro
liberto

il

cristiano

HERCVLI\'S. La

epigrafe

pagana del

di

Marco Aurelio
délia villa di

è notevole in questo luogo per la vicinanza
e famigliare di

Erode Attico, contemporaneo
si

queir imperatore. Quindi a destra
architettonica in mattoni [7] del
di S.

présenta una costruzione
stile

medesimo

délia

cripta

Gennaro.
l'indicazione àtgV Itincrari, c\m potrebbe riconodi S.

Seguendo
scersi
il

sepolcro

Quirino, tribuno martire del tempo

di

Adriano. La cripta

è

perô troppo distrutta onde nulla puo an-

cora dirsi di certo su taie identificazione.

È poi situata fuori di posto un' iscrizione del 403: THEODOSIO AVG ET. PL RVMODORO VV CC- CONSS;

.

e

poco più

oltre apresi a sinistra

una

galleria nella quale
l'altra
l'

si

vedono due
sia stata

nicchie,

una rettnngolare,

semicircolare,

scavate l'una dirimpetto aU'altra [8]; e

ultima sembra che

cosi disposta per farvi ardere délie

lampade innanzi

a qualche
di

memoria
li

venerata.

Un

graffito sopra

marmo

vicino rappresenta

una

«

cattedra »;
si

un iVammento onde poconservasse

trebbe supporsi che nella nicchia rettangolare

un ricordo
preso:
«

délia cattedra di san Sisto II sulla quale egli fu sor».

adveniunt subito rapiunt qui forte sedentem
i

Ed

è noto che nelle vicinanze délia via Appia, tra

cimiteri di Cal-

2

24

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
e di Pretestato
e

listo

forse più vicino al cimitero di Prete-

stato, quel santo Pontefîce fu
net'cirio di

messo

a morte.
«

Ed

infatti neli'Iti-

Einsicdeln la

memoria

del luogo

ubi Syxtus mar-

tyrizatus est» è unira alla stazione detta « ad S.

lanuarium

».

Oltrepassata questa galleria, nel
lunca ma^na,
si

medesimo
scala

lato délia Spe-

scorgono traccie

di

una

ove

fu

un antico

ingresso del cimitero [13].

Volgendo

a desrra per
al

una

délie

gallerie
di

che sboccano
sopra
[11]
si

presso a poco incontro

luogo indicato

giunge ad un piccolo cubicolo che nella volta
Essa rappresenta
Biion Pastore

è ornato di

una

rarissima pittura interpretata recentemente da mons. \Vilpert(').
il

il

quale ha a destra alcime pé-

core ed a sinistra un porco od un asino selvatico,
allontana con
il

che egli
cui
pit-

un bastone
il

;

immagine

del

demonio da

mistico pastore difende

suo gregge. Questa pregevole

tura è del

m
si

secolo.
le

In questa galleria notevoli sono
cui la

seguenti iscrizioni,
di

di

prima

legge sopra un grande frammento

sarcofago:

VRB/CO

QVARTLO ET MARGARITA //'CERVNT IN PAGE Q. VIX ANNV XXVIIII

.

D P
.

.

x:ii

COXSTAN/// ET CONSTANTIO///

MAXENTI
DVLCIS

CAES CONSS
.

/

ANIMA

(CoDsolare incerta).

OOÏKGXTIOC KAI
.

nGTPA
MARCIANE
DVLCIS
///ANHP
///XCIM

"M NE DE NOMINE EXEAT

• •

(i) Cf.

Xuovo BuUdt. 1897, pag.

142.

CIMITERO DI PRETESTATO

225

sotto la proprietà

Nel punto [12] havvi una grande frana da cui si pénétra De Romanis. I: sarebbe desiderabile che si
le difficoltà

potesse giungere finalmente a superare tutte
la

per

continuazione degli scavi da questa parte, ove havvi fon-

data speranza di poter fare important! scoperte.

Se ora tornando

sui nostri passi ci

rechiamo aU'estremità

opposta délia Spelunca magna [14], troveremo un cubicolo abbastanza grande del iv secolo, il quale contiene due arcosolî.
SuU'arcosolio a sinistra [15] è dipinta in rosso una iscrizione relativa forse ad un personaggio importante, come fanno
sospettare alcuni
quali ne
graffiti
il

tracciati

al
l'

disotto dell' arcosolio,
età del

i

ripetono

nome. Per

monumento non

puô pensarsi ad un martire; ma è probabile cbe quella iscrizione ricordi un confessore, il quale potè aver sofferto per la
fede, forse
ail'

epoca degli Ariani.

L' iscrizione dice:

QVIESCIT LVCENTIVS
e al disotto
si

leggono

i

graffiti

:

LVCENTI VIVAS LVCENTI
Nell' arcosolio
di

IN//7

fondo [16]

vi

è questa notevole iscri-

zione con

il

second© consolato

di Stilicone

(anno 405):

HIC REQVIESCIT SVPERBVS

TANTVM IN NOMINE DICTVS QVEM INNOCENTEM MITEMQVE SANCTI NO VERE BEATI IN QVO MISERABILIS PA TER OPTAVERAT ANTE lACERE DEPOS V KAL AVG STILICHONE VC BIS C
.
• •

In un arcosolio
tracce di

non lungi
il

di qui,

il

Wilpert riconobbe

le

una

pittura simbolica di

molto pregio
i

(m
l'

secolo).

Essa rappresenterebbe

Biion Pastore fra

due simboli dei voEucaristia).

lumi e délia secchia del
Guida Catacombe rom»ne.

latte (le sacre Scritture e

I ^

226
Le

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
altre gallerie accessibili

hanno, per ora, grande
da questa parte

importanza

da questa parte [17], Qcc, non meriterebbero perô di ;

essere ancora meglio scavate ed esplorate, giacchè forse anche
si

troverebbe qualche storico

sepolcro.

Un

monumento,
del

la cui

scoperta sarebbe assai desiderabile, è quello
lui

vescovo Urbano. Di

leggiamo negli

Atti

che fu se-

polto

da una matrona chiamata Marmenia, o piuttosto Ar-

menia. Ed è notevole che quest'ultimo
in un' iscrizione trovata in

nome

leggasi appunto

questo stesso cimitero:

APMGXIA
De
di-

OHAIKITAC
La regione
pinti. Il P.

(•).

finora inaccessibile per l'opposizione del

Romanis, che ne proibl l'ingresso, dovè contenere preziosi
Marchi
in questa pittura,

che

il

de Rossi appena potè

vedere nella sua giovinezza, credè riconoscere una scena délia

passione di Cristo, cioè

1'

Incoroua-:^one di spinc, espressa in

modo

dissimulato. Sarebbe di grande interesse per la scienza

r esaminare

parte del sotterraneo,

nuovamente questa ed altre pitture in quella onde confermare o modificare taie opiad ogni

nione e

stabilité

modo

l'età di quel

dipinti rarissimi.

Ed

io faccio voti

che presto cessi questo intollerabile indi

conveniente, che cioè una uobile regione
cimitero sia sottratta
priccio di
aile

un

cosl insigne
il

indagini degli

studiosi per

ca-

un
il

proprietario.

Sopra
oratorî

cimitero di Pretestato sorgevano un giorno oratorî

e piccole basiliche, di cui restano alcuni avanzi.

Uno

di questi

doveva contenere

il

sepolcro di S. Zenone, martire del

(')

De

Rossi, Bull 1872, pag. 68.

CIMITERO GIUDAICO
III

22 7

secolo chiamato

« frater

Valentini », cioè « frater in pas-

îiione » (').

In un altro di questi orntorî sopra terra

si

potrebbe ricono-

scere

la ccclcsia

dei Ss.Tiburzio, Valeriano e

xMassimo compagni

di santa Cecilia.
bilire
Il

Mancano perô
la

fino ad ora indizi certi per sta-

con sicurezza

posizione di queste iraportanti memorie.

cimitero di Pretestato fu più tardi posto in comunicail

zione con un ipogeo pagano,
Appia, quasi
di

cui ingresso trovasi sulla via

rimpetto

al

monastero dei Trappisti.

di

Quest' ipogeo con gallerie, loculi ed arcosoli ha la forma un cimitero cristiano e per molto tempo fu creduto taie; ma una pittura che rappresenta un banchetto pagano e che nomina due adoratori di Bacco Sabazio, \'ibia e Vincenzo, ce
la

ne mostra

natura e
ci

la

destinazione.
la verità

Un
la

taie

esempio

conferma

dei fatto, che cioè

escavazione sotterranea adottata dai Giudei e dai cristiani ad
fu

imitazione dei sepolcri orientali,

anche

iniitata talvolta dai
il

pagani nel

m

secolo,

dopo che andô

in disuso

sistema délia

cremazione.

Hd

ora, per conchiudere queste notizie sui cimiteri délia via

Appia, è necessario dir qualche cosa sulle catacombe
antichi Ebrei poste in questa medesiraa via.
tre:

degli

Se ne conoscono

una

nella vigna

Randanini,
la

l'altra

dietro S. Sebastiano

nella
la

vigna Cimarra,
è la più

terza sulla via Appia-Pignattelli;

ma

prima

importante, onde di essa darô una

com-

pendiosa descrizione.
I\'.

Cimitero giudaico délia via Appia.
^
I.

-

Indicazioni generali.
il

Prima

di

descrivere

cimitero giudaico délia via Appia,

sarà opportuno premettere alcuni cenni sulla storia délia colonia s[iudaica in

Roma
//

e

soora

i

suoi

monumenti.

(t) Cf.

O. Marucchi,
125.

cimitero

e

lu

basilica di S. l'aleniino, &cc.

Roma

1890, pag.

2 28

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
relazioni délia nazione
dei

Le prime

giudaica con
si

i

Romani

cominciarono a tempo
Cristo,
leucidi,

Maccabei, allorchè
i

fecero fre-

quenti trattati di alleanza
il

fra

due popoli

(').
il

Nel 64 avanti
regno dei Seil

magno Pompeo
la

ridusse in provincia

mentre in Giudea regnava Aristobulo,
corona.

a cui

fratello
;

Ircano disputava
i

Pompeo

prese
il

le

parti d' Ircano

Giudei non vollero sottomettersi, ed

grande conquista-

tore assediô

trono come

tributario e

Gerusalemme e la prese collocando Ircano sul conducendo Aristobulo prigioniero in
Antonio ebbe
l'

Roma
minio
figlio

con molti seguaci.
la

Dopo
di

battaglia di Filippi, allorchè

il

do-

dell'

Oriente,

nominô
ministre

re
di
1'

di

Giudea
(a.

Antipatro

Ircano

idumeo Erode, 714 di Roma).
il

Erode dovette vincere con

aiuto di Antonio

partito di

Antigono Asmoneo,

figlio

di

Aristobulo, e cominciô a redi

gnare tranquillamente nel 716

Roma. Sotto
:

il

regno

di

co-

stui,neiranno 747, nacque il Redentore. Morto Erode nel 750, regno fu diviso dai Romani la Giudea fu data ad il suo
Archelao,
la

Galilea ad Erode Antipa
la

(1'

Erode

délia passione)

Traconitide. Poi nel 759 e ad Erode Filippo l' Iturea e Archelao fu esiliato da Augusto e la Giudea ridotta a provincia procuratoria dipendente dal préside délia Siria.

Dopo
daico:

alcuni anni, Erode Agrippa, nepote dei

primo Erode
il

(r Erode degli Atti apostoîici), ebbe da Claudio

regno giuri-

ma

questo regno, dopo tre anni, fu nuovamente

dotto in provincia romana, e cosi resto sempre ad onta délie
ribellioni popolari sotto

Xerone, Vespasiano ed Adriano,

le

quali furono tutte soffocate nel sangue.

Da

questi rapidi cenni

si

comprenderà

che, fino dagli ul-

timi tempi délia Repubblica,

doveano

esser venuti in
dei

Roma

molti Giudei per

le

strette

relazioni

due

popoli, e che

molti di loro doveano essersi

stabiliti nella

metropoli per ra-

gioni d' industria e di coramercio, in specie

dopo l'assogget-

tamento

délia Giudea.

(1) Lib.

Mach.

I,

8

ecc; Ioseph Flav. Ant.

liid.

XII, 10; XIII,

5,

7,9.

CIMITERO GIUDAICO
Infatti

229
la
il

sappiamo

clie, ni

tempi

di

Cicérone, già

colonia

giudaica in
oratore
le la

Roma
chiama

era abbastanza ragguardevole, ed
?niiItitudo Iiidaeoriim

grande
durante
polie,

Ç);

e Cesare,
i

guerre

civili,

favori

molto

i

Giudei per

suoi

fini

tici (^).

Perciô furono essi zehinti partigiani del dittatore
tragica

dopo

la

morte
il

di

lui,

diniostrarono cou
nei

ogni ma-

niera di ossequi

loro

lutto

suoi

funerali (•).

Ne

au-

mentô
vietô
i

il

numéro

sotto Augusto, ed appunto perché troppo
il

numerosi, furono discacciati da Tiberio,
culti

quale severamente

stranieri:

«

externas caeremonias, aegyptios iu» (*).

daicosque

ritus
il

compescuit

Durante
di

regno

di

Caligola,

ne dovettero
che
gli

tornare

in

gran numéro, giacchè Filone racconta

ambasciatori

Gerusalemme, giunti
(').

in

Roma, furono accompagnati da
volta
li

ottomila Giudei

Claudio una seconda

discacciô

confondendo con

essi

anche

i

cristiani

:

«

ludaeos, impulsore
» (^).

Chresto, assidue tumultuantes Urbe expulit

Ne
alla

questa

confusione dee recar meraviglia

:

perché
si

innanzi

legge

romana
periali

la

questione del cristianesimo

riguardava
i

come una

questione interna délia Sinagoga, nella quale

magistrati im-

non doveano
il

ingerirsi.

Ed

è

noto

altresl

che per qualche

tempo

cristianesimo visse all'ombra délia religione giudaica,

legalmente riconosciuta dalla legge, e fu tollerato
Tertulliano
licitae » (').
:

come

disse certe

«

sub umbraculo religionis

insignissimae

Dopo
messi in

la

guerra giudaica e

la

presa di Gerusalemme, fu
:

condotto in

Roma uno

stuolo di prigionieri

molti di questi,

libertà, si

stabilirono nella capitale ed accrebbero la

(i) CiCER. (2)
(3)

Pro Flacco, 28.
10.

Joseph Flav. Ant. lud. XIV,
«
. . .
.

praecipue

ludaei

noctibus

continuis

bustum

frequen-

tarunt » (Sveton. Caes. 84).
(4)

(5)
(6)

Sveton. Tiber. 36, Philon. De hgatione ad Sveton. Cïaud. 25,

Caiiitn.

(7) .-Ipolog. contra Gentes.

230

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
vera popolazione. Nel

colonia che divenne ben presto una

governo
rizia

di

Domiziano anche
la

i

Giudei soffrirono per l'ava-

e tirannia del principe: giacchè fu esatta da loro vessa-

toriamente

tassa clie

del terapio di

doveano pagare per la riedificazione Giove Capitolino « praeter caeteros, iudaicus
:

fiscus acerbissime actus est » (').

Ma

poi

il

buon Nerva

ri-

dusse questo tributo
di ciô

a

più miti proporzioni e potè vantarsi

facendo scrivere sulla sua moneta: FISCI

IVDAICI

CALVMNIA S^'BLATA Q.
I

Giudei dimoranti in

Roma

erano generalmente dediti
di

al

commercio, occupazione favorita

quel popolo, e molti

eziandio a quella bassa e meschina industria di rivenduglioli
di

oggetti usati, che taluni di essi esercitano anche
Infatti

ai

giorni

nostri.

Marziale ricorda

il

transtiberinus ambulator,

Qui

pallentia sulphurata fractis

Permutât vitreis(3);
e Giovenale lamenta che
in affitto
ai
il

bosco délie

Camene

fosse dato

Giudei,

quorum cophinus foenumque

supellex

{*).

Vi erano
colonia

pure

ricchi e se

ragguardevoli

personaggi nella

non che, tenuti in non cale ed anzi disprezzati dai Romani, non potevano conseguire le pubbliche dignità. Ma taie stato di cose cambio ai tempi di Settimio
giudaica,

Severo,

il

quale permise

ai

Giudei
il

di entrare

nella carriera

degli onori,

come

ci

attesta

giureconsulto Ulpiano Ç).

(1) (2)
ciali

SVETON.
si

Doniit.

10.
di

L'amministrazione

questo tributo era tenuta da pubblici
»,

utii-

che

dicevano

«

Procuratores ad capitularia ludaeorum

dei quali

abbiamo alcune
(5)

iscrizioni

che possono vedersi nelle raccolte epigrafiche.
36.

Mart.
a

Epigr.

I,

(4) Salyr. III, v. (5)

17.
et

Permiserant {Severus

Antoniniis]

iis

qui iudaicam superstiiifficio

tionem sequantur honores adipisci » (Ulpianus, De
V. Pandette, de Decnriouibus,

proconsuUSy

Lege

III.

CIMITERO GIUDAICO

231
letta e

Una
ci

bella iscrizione, d:i
clie

me

per

il

primo

commentata,
conserva
:

dimostra

questi onori giunsero fino al clarissimato (').

L'epigrafe è incisa nel
in

mezzo

di

un sarcofago che

si

Roma

nel cortile del palazzo Spada, ed è cosi concepita

IVL

IRENE

Ma/n
Te; .'T

DEI

ARISTAE VIRTV
.

F IDE

MEA

NOBIS CONSERVA

TAE.IVSTE- LEGF.M COLENTI ATRONIVS TVLLIA NVS EVSEBIVS V C FILIVS PRO DEBI/o OBS
. •
.

EQjiio vixit uiuios ///XII

Fu
simus
« Iulia

dedicata da
», cioè

«

Atronius Tnllianus Eusebius vir
di

claris-

personaggio
la

ordine senatorio,

alla

sua madré

Irène Arista »,

quale era stata conservata aU'araore

dei suoi per la potenza di

Dio
alla

e le

premurose cure del

figlio,

alludendosi probabilmente con queste parole o ad una grave
raalattia

da cui scampô, o
la

grave età cui giunse. Costei
giudaica, corne

professava certamente
varsi

religione

puô

rile-

dalla frase « iuste
la
/('.v

legem colenti», giacchè
la

è notissimo

che

per eccellenza era
si

legge Mosaica.

È

vero che

una simile espressione non
giudaiche finora conosciute,

riscontra nelle altre iscrizioni
è certo che
il

ma

medesimo condalla figurata

cetto è espresso in molri di quel

raonumenti
legge, che

rappresentanza dei
vera professione
al

volumi

délia

puô
cosi

dirsi

una

di fede

giudaica ed équivalente senza dubbio

« iuste

legem

colenti » del nostro

marmo. E

nella più

antica iscrizione giudaico-romana finora nota, quella di Claudia

(i)

Questa

iscrizione fu da

me comunicata

alla

Pont. Accadeniia
di

Romana

d'Archcologia nel 1S81, e pubblicata negli

.-itti

quell'anno.

232

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
il

Aster, la preghiera che

sepolcro

non

sia

profanato è htta. pcr

k^cm dicendosi:
deiiciat » (').

«

Rogo vos

facite per

legem ne quis titulum
la

Di più nella nostra epigrafe
si

menzione

del-

r unico Iddio e della sua potenza, a cui
servazione della inadre
«

attribuiva la con»,
ci

Dei virtute nobis conservatae
al

prova che

il

figlio

pure apparteneva
la

medesimo

culto.

è certo che

almeno verso
1'

meta

del
del

m

secolo, al quai
si

Dunque tempo

appartiene

epigrafe,

i

seguaci

giudaismo
loro fede.

trovavano
io credo

anche

fra le

nobili famiglie senatorie di
la

Roraa e che questi

potevano pubblicamente professare
della

Ne

che costoro fossero di origine giudaica:
liti

ma

piuttosto prose-

Sinagoga

e della classe di quelli

che dicevansi pro-

seliti

di o^iustixia, perché sottomessi a tutie le prescrizioni le-

gali, a differenza degli altri che, obbligati soltanto all'osservanza

della legge naturale,

si

chiamavano

proseliti della porta.

Gli Ebrei dispersi nel
in tutte le

mondo romano

erano organizzati

grandi

città

presso a poco nella stessa maniera. La
il

loro comunità era regolata da governatori che prendevano

nome
per
i

di àpy^covis;

xoO Xào-j ovvero principes civitalis
gli afFari religiosi
la Sina^of^a,

:

ed aveano

due Consigli supremi, uno per
civili. Il

ed un altro

Consiglio religioso era

composta

di

alcuni assessori presieduti da un capo che dicevasi archisina^ogiis

od anche àp/ow
gli assessori

xr^ç

Z^'jvayoYrjÇ.
il

Perô è da notarsi che

anche

aveano

titolo
il

di arconti,

come,

a

cagion
in vita

d'esempio, quel Giairo a cui
r estinta figliuola
vili

Redentore richiamô

(^).

Il

Consiglio supremo per

gli affari ci-

era

il

Sinedrio,

composto
è

di seniores (Tipeap-kepoc, D^3pT) e

presieduto da un ^erusiarcha detto anche pater Synedrii,
talvolta
l'

come

archisinagogo

chiamato
i

pure pater

Syiiago^ae.

Finalmente ogni comunità aveva
(rebbites)
e
gli
la

suoi dottori della legge

scribi

(ypajAp-àTeuç).

In

Roma

colonia giudaica era divisa in quartieri ed in

altrettante sinagoghe, le quali,

secondo

la

testimonianza délie

(i) Inscr. Neapol.

Lat. 6467.

(2)

Marc. V, 22; Luc.

VIII, 41.

CIMITERO GIUDAICO
anticheiscrizioni,
elle

233

prendevano nome dall'appellativo degli Ebrei
alla pregliiera.

vi

si

radunavano

Cosi conosciamo

le

si-

nagoghe

dei Campeuses ('), degli Ançi^usknscs (^), degli Agrip-

pcnses Q), dei Sibureuses (*), dei Volnmnenses (^), degli Eleaenscs (*), degli

Hehraei
(^).

(J),

aile quali

il

Garrucci aggiunse

l'altra

dei

Cakarienses

Queste
antichi

sinagoghe
titoli

corrispondcvano
ed
aile

in

qualche

modo

agli

cristiani

moderne

parrocchie: e perciô
per
le

ognuna di esse conteneva un edifizio comuni adunanze ed un luogo destinato alla preghiera
gli
uffici

che diceasi con greca voce proscucha. Fra

più im-

portanti di queste sinagoghe vi fu certamente quello di prov-

vedere

alla

sepoltura dei seguaci délia legge Mosaica,
di

i

quali

aborrivano

accomunare
riti

le

loro

tombe

ai

sepolcri gentile-

schi profanati da

idolatrici e superstiziosi.
fu di

L' uso nazionale degli Ebrei in Palestina
polcri
di fluniglia

avère se-

ovvero

di farsi seppellire

separatamente,

ma

sempre
monti.
infatti

in sotterranee spelonclie tagliate nella viva roccia dei

E

quest'uso lo troviamo
Geiiesi

fin

dai

tempi

più antichi:

nella

leggiamo che Isacco ed Ismaele seppelspelonca
di

lirono

Abramo
('),

nella
a
il

Macpela nel campo
('°),

di

Efron

e che

quella

medesima spelonca
di

fu poi traspor-

tato dair Egitto
biliti

cadavere

Giacobbe

Gli Ebrei sta-

nella

terra

promessa solevano
délie valli, che
si

cavare

quelle

funebri

dimore nei fianchi
inoltitudiuc:

dissero perciô valU délia

ma non sembra

che usassero giammai nelle patrie
siffatti

regioni vasti sepolcreti comuni. L' usanza di

cimiteri

comuni
(i) (2)

fu

certamente adottata dagli Ebrei délia dispersione

Corp. Inscript. Graec. 9905.
Ibid.
Ibid.

9902, 9903. 9907.

(3)

(4) Ibid. 6447.

(5)

Orelli, 2522.

(6) Corp. Inscript. Graec. 9904.
(7) Ibid. 9909.

(8) Cfr. (9) Gen.

Garrucci,

Cintitero degli antichi Ebrei, pag. 5g.

XXV,

9.

(10) Ibid. L, 13.

2 34
allorclîè
si

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
stabilirono in terra straniera.
dell' Italia,

Ed

infatti,

per occu-

parci soltanto
assai

dove

le

colonie

giudaiche

erano

numerose, conosciamo parecchi

di questi cimiteri ebraici

che furono senza dubbio destinati a sepoltura

comunità
lonche
I

e

di una intiera sempre cavati nel sasso ad imitazione délie spe-

di

Palestina.
di

Giudei

Roma

erano

divisi

in

alcuni quartieri, fra

i

quali erano più popolosi quelli del Trastevere e délia porta

Capena. Gli Ebrei del Trastevere ebbero
via Portuense sotto
e descritto dal
il

il

loro cimitero sulla

Monte

\'erde, cimitero

che fu trovato

Bosio,

poi délia porta
dell'Appia,
il

ma oggi non Capena avevano le

e più accessibile. Quelli

loro

tombe

nei cimiteri

più importante dei quali fu scoperto nel 1857
délia

dal Randanini, proprietario allora

vigna sovrastante, e

che

fu illustrato

dal

P.

Raffaele Garrucci (').

Un

altro

piccolissimo ipogeo giudaico, vicino a questo,
dott.

fu riconosciuto dal
gnattelli.

Nicola Mûller sulla via Appia Pi-

Ne

questi soii vi furono in

Roma, giacchè

io stesso

ho

scoperto un altro cimitero giudaico sulla via Labicana, di cui
a suo luogo pubbiicherô
§ 2. la

descrizione.
(^).

Descrizione del cimitero di vigna Randanini
la

L'area sotto

quale fu scavato

il

cimitero di vigna Ran-

danini, appartenne senza dubbio alla
l'antica
i

comunità

israelitica del-

Roma,

e percio fuori di quest'area

doveano

trovarsi

colombari pagani che sorgevano suU'Appia, e dei quali fu-

(i)
vigna.

Garrucci,

// cimitero

digli antichi

Ebrei recentemeitte scoperto in

Randanini,

Roma,

1862.

Darô qui una brève descrizione di questo cimitero, da me fatta quando moite délie iscrizioni erano ancora al posto e numerate. Dopo quel tempo la vigna fu venduta, ma prima di taie vendita, raoltis(2)

nel 1884,

sime

iscrizioni

vennero barbaramente

tolte dal luogo, e soltanto alcune vi
è perciô utile,

furono poi riportate. Questa descrizione
lo stato del

giacchè rappresenta
il

monumento quando conteneva ancora

tutto

suo materiale

epigrafico al posto ed avea una importanza assai maggiore.

CIMITERO GIUDAICO
rono
quel
vediiti alcuni avanzi nella

235

vigna niedesima: e cosi pure,

magnifico

monumento
del podere,

sepolcrale clie fa bella mostra
in

di se nel

mezzo

dovea sorgere
si
il

un'area sepnrata.

Giunti

air ingresso del cimitero,

trova

una specie

di

vestibolo costruito all'aperto e che ha

pavimento

alla stessa

profondità dell'ipogeo, e perciô bisogna discendervi pcr parecchi gradiiii. Si riconosce subito che
il

vestibolo présenta
origine era deco-

due costruzioni

di

tempi divcrsi, e che

in

rato di nicchie costruite in opéra

reticolata

coperta

d' into-

naco, mentre più tardi a queste nicchie furono addossati dei

mûri

in tufi e

mattoni con archi, entro

i

quali

si

pratticarono
il

alcuni sepolcri. In questa seconda costruzione fu poi tutto

vestibolo
e ne

coperto a volta, délia quale
il

si

veggono
c

gli

inviti
il

rimane anche

piantato dei pilastri di sostegno; ed
di

pavimento era decorato
è in

musaico

bianco

nero che ora

gran parte mancante. Finalmente a quest'atrio introdu-

ceva un corridoio diviso in due da un muro longitudinale,
nel quale furono anche aperte parecchie tombe.

Fu opinione

del P. Garrucci che taie vestibolo avesse servito agli antichi

Ebrei corne sinagoga o stanza d'orazione: giacchè, siccome
è noto, essi

solevano edificare

siffatti

luoghi in vicinanza dei
i

sepolcri degli

uomini

giusti. Si
in

osservino intanto
:

frammenti

marmorei conservati
1.

questo vestibolo, cioè
la finale dell'

Un

architrave con

iscrizione la quale dice:

//,

;totv.genvs.«thanasiorvm
evidentemente ad un sepolcro comune délia
sarcofago con iscrizione nella quale è

Essa

si

riferisce

gente
2.

di

questo nome.
di

Frammento
Altro

nominato un medico:
3.

APXIATPOC.
di

frammento

sarcofago con genietti

di

caccia ed

arieti.

Nel muro
porta
d'

occidentale

délia

stanza
nell'

dcscritta

si

âpre

la
il

ingresso che conduce

interne

del

cimitero,
nel

quale è cavato

intieramcnte

nel

tufo

vulcanico

modo

236

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
catacombe
cristiane.
il

stesso délie

Ed

a queste somiglia

molto

nella forma, al
gli

primo aspetto,

présente ipogeo; se
i

non che
cubicoli

ambulacri ne sono ordinariamente più larghi,

meno

numerosi, ed

i

loculi stessi

presentano alcune differenze:

essi cioè

sono chiusi

assai spesso da tegole ricoperte di bianco

intonaco, sul quale poi leggesi T epigrafe o graffita o dipinta
in

rosso, ovvero vi è affisso

un piccolo
si

titoletto

marmoreo.

A

queste differenze materiali

aggiungono anche quelle
religioso, perché

dipendenti dalla diversità délia religione; e cosi non vi tro-

viamo generalmente
differenti
il

figure

di

significato

proibite affatto dal culto giudaico,
:

ma

solo décorative ed in-

e fra

i

simboli sacri

ci si

presen*a l'albero di palraa,

candelabro a sette

braccia, e qualche

oggetto adoperato

nelle cerimonie, e che noi

verremo osservando.
si

Dalla paleografia e dal contenuto délie iscrizioni

puô

dedurre che questo ipogeo fosse in grande uso nel secolo
dell'èra nostra,

m

ma

ciô

non

toglie che potè cominciare assai

prima e continuare poi ad essere adoperato anche molto più
tardi.

Le

iscrizioni

sono per
in
si

lo

più in greco o in latino e
ebraica:

neppure una ve ne ha
che
usi
i

lingua

segno

manifesto

Giudei

di

Roma

erano uniformati intieramente agli
che,

délia

nuova residenza, o
la

dopo lunga dimora
con
la patria

fuori di
favella.

Palestina, aveano perduto

familiarità

Una
Ebrei
à'jxo'j

rassomiglianza esiste tuttavia

fra le epigrafi

giudaiche

e le cristiane,

ed essa consiste nella formola
la
« in

in

pace che gli
y.ot[Ar^ai;

solevano porre con
(o auxYjç ovvero aoO)

greca frase sv
pace
il

s.lpf^vr^

suo

»

o

«

il

tuo sonno »,

e che troviamo pure talvolta in iscrizioni giudaiche di altri

luoghi espressa in ebraico con

la

parola sacra Schalom (Pace).
délia

E questa
anche

espressione allusiva

al

sonno

morte
la

fu

comune

ai cristiani,

corne ad

ambedue

era

comune

fede nella

immortalità dell'anima e nella vita avvenire, ed

è

presa cer-

tamente dal Salmo IV, et requiescam ».

v. 9:

«In pace

in idipsum

dormiam

E
daici

per cio che riguarda

la

somiglianza degli ipogei giu-

con

le

catacombe

cristiane in

Roma,

già

dicemrao

a

CIMITERO GIUDAICO
suo luogo
clie
i

237

primitivi fedeli

non imitnrono precisamcnte

nei loro cimireri quelli dclla Sinagoga,

ma

che fecero sotterantichissime
il

ranec

le

loro

tombe ad imitazionc
ove

di

quelle

délia Palestina, e di quella stessa

fu

sepolto

Redentore;
tanto

e che poi le ideiniche condizioni locali délia natura del suolo, e l'uso di seppellire
stiani
altri,
i

cadaveri interi, indussero

i

cri-

quanto

gli

Ebrei,

ma

gli

uni indipendentemente dagli

forme che noi vediamo, hanno molti punti di ravvicinamento. e che Ed ora entriamo nel nostro cimitero, e traversandolo interamente per uscire dalla parte opposta, verremo osservando quanto vi ha di più notevole nei suoi monumenti. La prima iscrizione che si trova appena si entra, è un frammento assai importante, perché ha la data consolare dela dare aile loro necropoli quelle

l'imperatore Gallieno; esso infatti
del secolo

ci

assicura che alla

meta

m

il

cimitero era già in uso. Vi è di notevole in
la

questa epigrafe anche

indicazione del giorno délia luna:

LVNA. PRIMA.
Vengono poi 1. Frammento
e
i

seguenti
di

monumenti

:

marmo

con l'immagine

graffita del can-

delabro a sette braccia, simbolo solenne del culto giudaico,

che moite

altre

volte troveremo sulle iscrizioni.

Questo ha

poi la specialità di mostrarci le piccole
aile

lucerne sovrapposte

braccia.
2.

Iscrizione greca

leggermente

graffita

di

una

Asteria,

nome

frequentemente portato dalle donne ebree ed équiva-

lente al

moderno
quel
la

Stella

che continua ad essere usato anche
la

oggi presso

popolo. Vi è ricordata

Sinagoga, e

si

chiude con
EcpYjVY]

formola consueta nelle iscrizioni giudaiche:
ao~j,

èv

v.oi^-rfi'.q

«in pace
d'

il

3.

Frammento

epigrafe di

tuo sonno». un pater et arcon, cioè padre
il

ed arconte, ossia principe délia Sinagoga. Vi è graffito
delabro.
4.

can-

Iscrizione

greca
il

di

che porta anche
délia legge Do

nome

religioso di Filonomos^ cioè

un fanciuUo chiamato Encarpos^ amante

Mosaica.

238
5.

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
Iscrizione di

una

Zotica di cui
è

si

dice che visse bene

(xaXô)? ^:waaaa).
di

Di fronte
âpre

coUocato un rozzo sarcofago
quale
a

marmo. E qui

a

destra

si

un cubicolo,
osserva:

il

come

tutti

gli altri

che vedremo, appartenne probabilmente
si

qualche

fa-

miglia particolare. In esso
6.

Iscrizione greca posta da

un Aiirdios Basas ad

Eniiïia

Teodora.
7.

Fronte

di

un prezioso sarcofago con rappresentanze del
di

culto giudaico,

mancante

moite
il

parti.

Nel mezzo
quattro.

vi è scolpito

candelabro con lucerne accese,

dalle quali per la rottura del

marmo

si

scorgono solamente
si

A

destra e a sinistra del candelabro

veggono per

ogni

lato

due

alberi

di

palma

allusivi alla Palestina, e questi

sono

alternati

con alcuni oggetti
il

che

si

riconoscono per

il

corno dell'unzione,
il

fascetto aromatico

chiamato

hilab,

ed

frutto del cedro, simboli adoperati nelle feste dei taberna-

coli.

A

destra poi del

riguardante

si

riconosce un armario
il

che probabilmente rappresenta
nât© a contenere
i

Varoii, cioè

tempietto desti-

volumi
di

délia

legge

Mosaica.
tre

U aron
corone

è
si

chiuso in un circolo

tre

corone e cosl pure

veggono
il

dalla parte

opposta del monumento, ed esse, giusta
quelle tre corone che,

parère del Garrucci, rappresentano
la

secondo
il

tradizione rabbinica, sarebbero date agli Ebrei, cioè
il

sacerdoT^io,

re^no e la

ho^s^i.

Nei

lati

del sarcofago

erano

scolpiti

due

grifi alati,

dei quali restano ancora le tracce.

vi
di

Questo cubicolo è intonacato, e nella sua parete destra è una porta che mette in un ambulacro cimiteriale ripieno terra. Ai due lati di questa porta si veggono due nicchie
le

che forse servivano per

lucerne.
si

Moite
in questa
al

di

queste lucerne in terra cotta

conservano poi

medesima stanza

disposte su di una tavola affîssa
si

muro. Nell'altra parete
8.

osserva:

Frammento

d' iscrizione

greca

che

comincia
il

con

la

solita

formola: evô-aSs xaxat,

«

qui giace », ed ha

candelabro

graffito.

CIMITERO GIUDAICO
Rientrando nell'aiiibulacro, e proseguendo
9.
si

239
osserva
:

Iscrizione grec.a di

una Dioâora Athoiaia.
una Cocotia
con
che essa chiama suo Collaboroniiis

10.
al

Iscrizione con cattiva ortografia posta da
fratello Abnndantiits

suo

e Concrcscûii'ms, cioè a dire

uno che
per
le

è cresciuto insierae

essa ed ha lavorato con
graffito
il

lei

faccende domestiche. Vi è

candelabro.

11. Iscrizione greca posta ad
di

un

proselita del

giudaismo

nome

Nihclc da una Dioiiisia sua patrona; vi è leggermente
il

graffito

candelabro. Proseliti erano quelli che seguivano

la

religione giudaica senza essere Ebrei d'origine.
12.

Frammento

di

scultura con

le

figure di

due genietti

entro una barca.
15. Iscrizione greca posta

da un Scinproniiis Basilcus ad

Aurélia Cchrina sua consorte;
14. Iscrizione di

un Isidonis Ekrus con

la

formola greca
{sic), « in

scritta in lettere latine:

EN IRENE QVIMESIS SV
si

pace

il

tuo sonno

».

Incontro a questa iscrizione

e rozzo cubicolo, che per la iscrizione

BENNA ZABDA.

Contiguo a

un piccolo pu6 chiamarsi di MAquesto vi è un altro cubicolo
trova, a destra,
di

coperto da volta a vêla ornata
rative.

figure geometriche décoahsis (abside)

Ha

di

fronte

un arco detto

in alcune
il

iscrizioni giudaiche, e sopra di

questo vi è dipinto
gli

candebellis-

labro. Sotto

il

pavimento
di

si

veggono
e

avanzi di un

simo sarcofago
altre figure la

arte

pagana, ove era rappresentata

fra

le

musa Urania,
un

che conserva ancora tracce

di

doratura.
15. Iscrizione greca di

Sabbaîius,

nome

di

derivazione

giudaica.
16.

Frammento con
lui

il

candelabro.

17. Iscrizione greca posta da

un Procopios

alla

sua

figlia

Maria chiamata da
18.

« fanciulla diletta ».

Iscrizione greca
e dalla sua

posta da un Oiioratos

Grammatcus,
figlio

cioè

scriba,

moglie
il

Petronia

al

loro

Pe-

tronio, anch'esso scriba^

quale mori di

14 anni.

240
19.
sidc,

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
Iscrizione posta da un Maiiiiacins a sua sorella Cri-

proselita del giudaismo,

cioè

seguace

di

questo culto,

quantunque non giudea

di nazione.

Qui incontro
i

si

entra, a destra, in
in

un piccolo cubicolo con
si

loculi intonacati,

uno

dei quali

vede graffito

il

candé-

labre.

20. (Toriiando nelV ambiilacro). Iscrizione che fu creduta da

taluno in lettere caldaiche,

ma

che invece porta in greco

il

un POMANOC {Romanos). Poco dopo si âpre, a destra, un altro cubicolo preceduto da un vestibolo, nel quale si vede a sinistra un grande sepolcro per due cadaveri. La stanza puô chiamarsi di Lcon:(io,

nome

di

perché

taie

è

il

nome che

si

legge dipinto in

rosso sopra

uno
un

dei

suoi loculi, a destra in basso.

24. (Rientrando nelVamhulacrù). Iscrizione greca posta da
Trillis
al

suo

figlio

Eulogisto.
di

25. Iscrizione

greca

una
i

Petonia, che finisce con

la

formola:

ev Stxlwv (5îc), « fra

giusti».

un altro cubicolo piccolissimo, nel quale si osserva un frammento d' iscrizione greca nel fondo lumi. e vi si veggono le nicchie per
Si va poi, a destra, in
i

Poco dopo

si

trova un lucernario; e
i

fin

qui giunsero

i

primi scavi del 1859,

quali poi furono continuati più tardi,

e fruttarono la scoperta degli altri

monumenti che ora
un
loiida

osser-

veremo.
30. Iscrizione greca, dipinta in rosso, di

Gram-

mateus, cioè scriba.
31.

Iscrizione greca di

un fanciullo
augurio, ed

di
il

nome

Marcellos,

con

la

consueta formola

di

simbolo del can-

delabro.

^^. Iscrizione di

Mania

bona ludaea, nella quale
«il tuo

si

os-

serva
fra
i

la

bella formola: dormitio tua in bonis,
».

sonno

buoni

Vi

è

il

candelabro graffito con Taggiunta délie

pinzette e del vaso dell' olio.
54. Iscrizione di

una

Aelia, notevole per

il

nome Aimas

che forse è una corruzione dell'ebraico Galtnâ (vergine).

CIMITERO GIUDAICO
35.

24 1
délia
fra
i

Iscrizionc di
si

un Eutichiano arconte o principe
con
la

Sinagoga, che
giusti
)).

cliiiide
il

frase:

«

il

suo sonno

Vi

c graffîto

candélabre.
si

37.

Frammento greco ove

ricorda

il

oe-kepo; SuvayÔYrjç,

cioè

il

seconde dignitario délia Sinagoga.
volta poi a sinistra, e di

Si
si

nuovo, Ligualmente
ivi

a sinistra,

entra in un cubicolo che per la iscrizione [38]

posta puô

chiamarsi di Alexandria Severa.
e vi

h

dedicata ad un suo alunno,
1'

è graffito

il

simbolo del pulcino, e

altro

del

combat-

timento dei

galli.
:

Fuori del cubicolo
39. Iscrizione di

anni; vi è graffito
col frutto
col vaso.

una Marosa, fanciulla (Nepia) di quattro nel mezzo il candelabro, a destra il litlab
a sinistra vedesi
il

del

cedro,

corno

dell'

unzione

41. Iscrizione di

un Deukros Grammatms, cioè scriba
il

di

secondo ordine. Nel mezzo
a

candelabro, a sinistra
forse

il

cedro,

destra

il

lulab,

e poi

un oggetto oblungo,

un volume
Genullina,

délia legge posto in

luogo àGiVaron o tabernacolo.

45. Iscrizione greca di una fanciulla di

nome

postale dallo scriba Vittore.

46.

Frammento
si

d' iscrizione

greca ove è nominata

la 5/-

na^ûga.

Qui
nistra. Il

trovano due cubicoli, uno
la

a

destra e l'altro a

si-

cubicolo a sinistra ha
travertino,

porta con stipite ed archi[47]

trave

di

e dall' iscrizione greca
di

che

vi

si

conserva
graffito
il

puô chiamarsi
ghiotto
di

Ursos.

Su questa

iscrizione

è

candelabro, e poi un favo di miele per allusione
quel cibo.

air orso assai
vi

è l'arcosolio senza

mensa, e sotto

Nel fondo del cubicolo il pavimento si osserva
un
altro
di

un sarcofago con
Il

cartella

ansata anepigrafe.
l'

cubicolo a destra conserva

iscrizione greca di

scriba di

Rufo

nome Onorato, arconte. Ve ne ha

fanciullo di pochi anni e

figlio

pure un' altra dipinta in
il

rosso

che

nomina
Ursacia.

un' Ursacia, e perciô

cubicolo

si

chiama

délia gente

Guida Cntttcomhe romane.

16

242

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
stessa strada
ail'

Si torni poi per la

ambulacro principale
si

donde

ci

siamo allontanati presse

l'iscrizione [37J e

prosegua

per l'ambulacro medesimo.
52. Iscrizione greca
di
si
il

Probo, fanciuUo di
dice che fu

mese
délia

e tre giorni, di cui

due anni, un amante del padre e

madré. Vi è graffito

candélabre a braccia rettilinee.

^^. Iscrizione di Carcilia Eufraxia, giovinetta di dician-

nove

anni, e nella quale

si

osserva laformola:
raorire
si

sic

non

tnerenti,

cioè che
54.

non meritava

di

presto.
i

Iscrizione greca di

un Amimitos con

simboli

graffiti

del candelabro, del corno dell' unzione, e del bove, animale

destinato

al

sacrifizio,

che ricorda percio

le

cerimonie espia-

torie deir antica legge.

^^, Iscrizione greca dello scriba OnoratoSy postagli dal suo
figlio

Rufo, arconte o capo délia Sinagoga, (candelabro).

y6. Iscrizione dello scriba Bitalio (candelabro). 57. Iscrizione posta dall' arconte Alessandro a suo figlio

Alessandro, futuro arconte.

Qui
epigrafî
:

si

volta

a

destra, e

poi

si

osservano
col noto

le

seguenti

60. Iscrizione greca di

un Marcello,

simbolo del

candelabro.
61. Iscrizione greca del fanciuUo Giuda, figlio dello scriba
Salluslio.

62. Iscrizione greca di

una vergine

(Tcap9-£Voç),

con

la

consueta formola:

èv stpy,vr],

«in pace

».

6^. Iscrizione greca dello scriba Noiimmis. Porta graffito
il

candelabro a braccia rettilinee.
^4. Iscrizione latina
in
lettere

greche
I

di

un A^rio Evandélia Sina-

gelio

postagli da Reginus suo coUega.
si

graduati

goga

dicevano

fra loro

soci

o coUeghi.

66. Iscrizione posta ad un' Aurélia Flavia

da suo padre

Gionata, arconte délia Sinagoga.
67. Iscrizione dedicata allô scriba Castricius dalla sua con-

sorte Giulia.

Vi è

graffito lo scrinio dei
si

volumi délia legge.

Dopo

alcuni passi

entra in

un piccolo cubicolo con

CIMITERO GIUDAICO
iscrizione posta nel fondo,

243
Maron
dalla

dedicata ad un

sua

consorte Maria [70J. Nella medesima stanza si osserva: 71. Iscrizione greca del fanciuUo Fausiino. Vi è graffito
il

candelabro e

la testa di vitcllo

o

di

vacca, siniboli del sa-

crirtzio.

Tornando nelTambulacro
75. Iscrizione
iatina in

:

caratteri greci, posta da

un

Sos-

sianus alla sua moglie Flavia fitaliiie.
77.
Iscrizione greca del fanciullo SaJbio, di
il

anni

sei.

Vi

è graffito

candelabro.

78. Iscrizione greca del fanciullo Salpin^^lnas,

nome
tibia, e

deri-

vato da SaJpiiix, istrumento da fiato simile alla
usavasi dai sacerdoti ebrei.
d'ariete.

che

A
uno

destra e a sinistra, due

corni

79. Iscrizione Iatina di

Stapljylus,

arconte ed archisi:

nagogo,
ribus

di cui si

dice che sostenne tutte le dignità
il

«

honofu

omnibus functus». È chiaro che
civile,

suo arcontato

dignità

giacchè qui

si

distingue da quella

di archisi-

nagogo.
81. Iscrizione Caritina. Vi
Iatina
graffiti

posta
i

da

Flavia

Dativa

a

Flavia

sono
si

simboli del lulah, del cedro, del
i

candelabro, e vi
legge.

scorge pure lo scrinio per

volumi

délia

82. Iscrizione Iatina in lettere greche, di
83. Iscrizione

una Ulpia Marina.
la

greca

di

un Amachis, con

bella

frase:

«la memoria del giusto è
In quest' ambulacro
polcri a foggia di
rete: questi
si

in benedizione », (candelabro).

osserva una forma spéciale
fra
il

di se-

fosse, praticate

pavimento
di

e la pa-

sepolcri

sono esclusivamente

uso giudaico, e

sappiamo
Cocini,

dalla Misuià che erano chiamati

con voce ebraica

cioè fosse.

92. Fronte di sarcofago con iscrizione greca di doxios ^op'afos (pittore).

un Eul'imi-

È

notevole perché

ci

mostra

tazione che
gentileschi
:

i

Giudei
infatti

stabiliti

neU'Occidente fecero dei costumi

nelle città di Palestina,
si

secondo

la

testi-

monianza

di

Origene, non

trovavano ne

pittori,

ne scultori.

244

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
l'

Costui fu probabilmente
mitero.
93. Iscrizione

artista

che lavorô nel nostro

ci-

posta ad Asîeria da sua
si

nome

Asteria,

come

disse, fu proprio délie

madré Sirica. II donne ebree.

94. Iscrizione posta da Aurelins Alexander a sua moglie

Aurélia H:kne.

Qui

si

volta adestra, e

si

trova un vestibolo rettangolare con

un candélabre dipinto
sua madré. Vi sono
l'ariete.

in rosso. In

questo vestibolo

si

osserva:

95. Iscrizione posta da Aelia
graffiti
i

Ahxandria ad Aeîia Septimia

simboli del vaso, del lulab e del-

9^. Iscrizione posta ad Agathopiis, giovanetto di quindici

anni, dai

suoi
la

genitori Aurelins
testa di

loses

ed Aurélia Angurina.

Vi

è graffita

un

tore e

quella di

un montone,
i

animali che simboleggiano,
deir antica legge.
Si entra poi in

come

già

vedemmo,

sacrifizi

un cubicolo dipinto che nei cantoni è dei

corato da quattro alberi di palma,

quali simbolicamente rap-

presentano

la

Palestina.
si

In questo

osserva

:

97. Iscrizione posta da

Onintilla di sessanta anni. Vi
e

un Aurelins Protogetiius ad Aurélia sono graffiti simboli del cedro
i

del lulah.

Proseguendo
liano,
.

fuori del cubicolo:

98. Iscrizione greca di

un Annianos Arconte,

figlio di

Giu-

capo délia sinagoga dei Campensi.

Si

deve qui ricordare che in
la

Roma

vi

erano più sinago-

ghe per
diversi,

moltitudine degli Ebrei, e queste prendevano

nomi

derivati talvolta dal

luogo dove avevano sede. Cosi

questa dei Campensi nominati nella présente iscrizione ebbe
forse
il

nome

dal

Campo

Marzio.

ICI. Iscrizione greca posta da
arconte.

un Zakutta ad un suo
di fronte:

figlio

Voltando poi
figlio

a destra

si

trova
di

104. Iscrizione di

un Enlogia

anni ottantuno, postale dal

Castus e dal nepote Sabinus.

CIMITERO GIUDAICO
106.

245
nomina
la

Frammento

d'iscrizione greca che

Sina-

goga formata

dai cittadini di

Rodi.

107. Iscrizione greca di una Marcia sulla quale sono graffiti

due candelabri

rivolti

da parti oppostc, ed uiio a braccia

ricurve, l'altro rettilineo.

108. Iscrizione greca

posta da
délia

un Lonkios
ai

a suo

figlio

Sabbaxjo di tre

anni, e padre
si

Sinagoga. Taie dignità
fanciulli,

era talvolta ereditaria e
si

dava anche

ma non

esercitava da questi se prima

non

fossero giunti ad un'età

conveniente.
iio. Iscrizione greca con
la bella

formola

:

« la

memoria

del giusto è in Iode ».

Qui
gradini.

si

scende ad un

livello più

basso per

mezzo

di quattro

Presso

la

scaletta, a

destra:
il

III. Lastrina di marrao sulla quale è graffito

candéil

labre sorreggente una targhetta, ove doveva essere scritto

nome;
]nlah,
il

più in basso

si

vede

il
il

frutto del cedro,

il

fascetto del

corno

dell'

unzione,

vaso ed

il

coltello che servivano

per uso del candelabro medesimo.

Nell'ambulacro che segue
nistra

alla

scaletta,

a destra ed a
di

si-

tornano quelle antichissime sepolture

forma spéciale

che

si

chiamavano

Cocitn.

115. Iscrizione latina, con lettere greche, di

una Severa,

posta da suo figlio Severo.

n6. Frammento greco con candelabro
Qui
alcuni
presso, voltando a sinistra,
di uscita;
si

e

hilab.

trova un' antica scala

che serve

ma

prima

di salire al di fuori,

osserviamo

altri

monumenti.
i

L'ainbulacro a destra continua ad avère

Cocim, ed anzi

non essendovi loculi, pu6 giudicarsi di escavazione assai antica. In uno di questi Cocim, vi ha una scaletta che conduce
ad una stanza infefiore con loculi ed
altri altri

Cocim, e che fu

certamente un sepolcro

di famiglia. In

ancora deve esil

servi questa stanza inferiore,

ma non

è accessibile per

riem-

pimento

délie terre.

246

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
latina
figlia

118. Iscrizione

con

caratteri

greci

posta

da

un

Marcellus

alla

sua

Marceïïa (candélabre).

119. Iscrizione greca dei due coniugi Partenio e PoUitey

posta dai

figli

Eutïkas ed Attico.
loculi

Qui si volta a sinistra e si trova un ambulacro con ampi e che ha pure l'aspetto di grande antichità.
120.
Iscrizione greca
e

posta da

Costan^o

ad Aschpiodote
délia

sua

madré

ad Akssandro

suo

fratello,

arconte

Si-

nagoga.

A
Il

destra

si

entra in due cubicoli riuniti insieme.
arcosoli,

primo ha due

ed è coperto da volta a vêla,
Vittoria alata che

sulla quale è dipinta nel

mezzo una
veggono

sembra

incoronnre una figura giovanile ignuda, mentre aU'estremità
délia volta

medesima
si

si

rappresentati quattro pavoni.
la

Nelle pareti poi
pegasi
alati,

osservano, dietro

porta
il

d'

ingresso, due

quindi a destra un'ariete con

caduceo, e segue
si

la pittura

di

un pavone.

A

sinistra,

prima

scorge un gallo
altri

e appresso
Il
lati,

una

gallina: nella parete di fronte

due pavoni.
di stile

secondo cubicolo è più piccolo, con due arcosolî nei
fondo due sepolcri dei cosi
si

e nel

detti a fonio,

orientale. Nella volta
di fronte

osserva

la

ForUina con cornucopia:

due

cavalli, e

poi genietti, ippocampi, vasi ed altre

decorazioni. Queste pitture, che possono giudicarsi dei
colo,
di

m

se-

non hanno alcuna relazione col culto giudaico, ma sono soggetto pagano o almeno semplicemente décorative. Si
al

potrebbe anche pensare che questa parte dei sotterraneo fosse
originariamente pagana, e poi riunita
cimitero degli Ebrei.

e

Uscendo da questo cubicolo, vi è un ambulacro grandiose^ si veggono gli accessi di alcuni altri cubicoli che sono perô
terra.
ail'

ripieni di

Si ritorni pertanto

iscrizione

116, e qui
alla

voltando

si

troverà

la scala di uscita

che riconduce

vigna in un punto
ci-

più vicino alla via Appia di quello ove siamo discesi nel

mitero. Questa scala è antica e mette ad una stanzetta superiore di planta rettangolare,

con pareti intonacate

e dipinte a

riquadri, intorno aile quali gira

un bancone da sedere. Questa

CIMITERO GIUDAICO
cella

247
il

dovea servira per
cosi

le

adunanze funebri seconde
di

noto

costume, o anche per luogo

preghiera.

E

abbiamo

visitato

la

parte principale di questo ciil

mitero giuJaico délia via Appia,

quale è fino ad ora

il

più

importante e prezioso esemplare che possediamo nella nostra
città

in

siffiuto

génère

di

esaurito la descrizione dei

monumenti. E con questo abbiamo monumenti cimiteriali délia mas-

sima via del nostro suburbano.

CAPITOLO IV
1

CIMITERI

DELLA VIA LATINA

C)

LACapena,
via

Latina cominciava insieme coU'Appia
e se ne distaccava ad

alla

porta
(^),

una piccola distanza

ove

è

il

bivio detto ora di S.

Cesareo. La porta Latina di

(i) Itinerario di Salibour^;: « Deinde pervenies ad S. Gordianum martyrem, cuius corpus requiescit sub altare magno in ecclesia S. Epimachi, et Quintus et Quartus martyres iuxta ecclesiam in cubiculo pausant et longe in antro Trofimus martyr. Deinde pervenies eadem via ad speluncam, hic requiesc't eadem via S Eugenia virgo et martvr in cubiculo ecclesiae pausat, et in altero loco Emisseus martyr. De locis Ss. Martyrum: «Iuxta viam vero Latinam ecclesia est S. Gordiani, ubi ipse cum fratre Epimacho in una sepultura. Ibi quoque Quartus et Quintus: ibi Sulpitius et Servilianus et S. Sophia et Trophimus cum mullis martyribus sepulti dormiunt. Et iuxta éandem viam Tertullini est basilica, ubi ipse cum multis martyribus iacet. Ecclesia quoque S. Eugeniae iuxta eam viam est, ubi ipsa cum matre sua in uno tumulo iacet: ibi S. Stephanus papa cum toto clerc suo numéro XX VIII mart3'res: ibi S. Nemeseus, S. Olimphius, S. Simpronius, S, Theodolus, S. Superius, S. Obloteris; S. Tiburticanus martyres sont sepulti {d'unallra
.

.

.

mano

:

et

eadem

via ecclesia est S. Stephani protomartyris)
di Malmeshitry:

».

Itine'

rario di

quae apud antiques Assenarica (hggerc: Asinaria) dicebatur. Nona porta Metrosa (leggerc: Metrovia) dicitur et coram istis ambabus via Latina iacet. Décima porta et via Latina dicitur. Iuxta eam requiescunt in una ecclesia martyres Gordianus et Epimachus, Sulpicius, Servilianus, Quintus, Quartus, Sophia, Tryphenus, et ibi prope in alio loco TertuUinus et non longe ecclesia beatae Eugeniae, in qua iacet et Claudia mater eius, et Stephanus papa cum clero suo numéro XIX et Nemesius diaconus ».
« S. lohannis

Gu^lidmo

Octava porta

Itinerario d' Einsiedeln: « In via Latina extra civitatem in sinisira, oratorium
S.

Mariae, S.

Gordiani: in dextera

S. Eugenia, ad S.

geniae tam intus

Theodorum » quamque foris


a

S.

lanuarii,

l'ilu

Hudriuiii

I:

oratorium S. Syxti; « Basilicam S. Eu-

novo

restauravit. Simili

modo

et ba-

silicam S. Gordiani atque Epimachi seu coemeterium eiusdem ecclesiae,
Simplicii et Serviliani, atque Quarti et Quinti

martyrum

et

beatae So-

phiae una
in
«

cum coemeterio
renovavit
».

integruni

S.

Coemeterium Gordiani foris (2) Strabon. Geogr. V, 3.

portam Latinam a novo Index coemeterio rum e libro Mirabilium: portam Latinam ».
Tertullini foris

I

CIMITERI DELLA VIA LATINA
la

249

Aureliano,

la

quale più tardi diveniie
la

sua porta spéciale,

oggi mostra

ricostruzione del vi secolo;

ma

essa è chiusa

da lungo tempo.
sime
porta

La prima parte

délia via

non ha grande
vigne pros-

importanza, giacchc è ridotta ad un viottolo
alla
;

fra le

ma
II

se ne ritrova poi

una parte più ragguar-

devole presso

il

miglio fuori dclla porta S. Giovanni, ove

è traversata dalla via Appia nuova, nel luogo in cui sono le
celebri

tombe scoperte
via

nel

1857, e

di

11

essa continua nella

direzione dei monti Albani. (')

Su questa
i

sono

indicati parecchi

monumenti
I

cristiani,

quali perô giacciono ancora del tutto sconosciuti.

cimiteri
i

délia via
di tutta la

Latina sono,

come

quelli

délia via Aurélia,

soli

regolarmente.

Romu sotterranea che non sieno mai stati esplorati Un unico ingresso ivi possiede la Commissione;
non sono che
frane, e le gallerie

gli altri accessi

che

si

visitano

sono pochissimo
terra menti.

estese, perché intercettate da rovine ed in-

Seguendo gV Itinerari,
Tordine topografico dei
trovano suUa via Latina.

il

si

puo

stabilire

presso a poco cosi
si

tre

gruppi di cimiteri cristiani che

cimitero con

la

chiesa di S.

Gordiano

«

ubi ipse

cum
il

fratre

Epimacho
dei Ss.
basilica

in

una sepultura (iacet)»; ed
TertuUino;

ivi

presso

gruppo

Quarto, Quinto, Trofimo ed
di

altri;

la

3° la chiesa di

S.

Eugenia col cimitero d'Aproniano.

De papa cum
Il

Martynim aggiunge: « Ibi S. Stephanus toto clero suo ». Ma è un errore, perché il papa Stefano fu sepolto a S. Callisto; ed è forse uno scambio di nome, giacchè sulla via Latina esisteva una basilica dedicata
locis

Ss.

al

protomartire

santo

Stefano,

ove

probabilmente

furono

deposti aLuni del clero romano.

(i)

Il

primo

tratto délia via,

quantunque ridotto

in

deplorevole stato,

è perô riconoscibile con ogni certezza
polcri

per gli avanzi degli antichi se-

che la fianclicg^ïavano. Fra questi è notevole un sepolcro in élégante opéra laterizia, del i, o del u secolo, che dicesi la Torretta e trovasi presso il ponte délia ferrovia.

250

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

Indicazione dei Cimiteri délia via Latina.
Dei cimiteri di questa via non possiamo dare per ora che una approssimativa indicazione; e soltanto gli scavi potranno
stabilire
la

vera topografia di questi monumenti.
la

Passata

porta

Latina,

si

scorge
il

un primo
casale detto

indizio di
«

catacombe a destra
ed Epimaco. Poco

délia via presso
il

Fienile

Cartoni »; e qui forse cominciava
si

cimitero dei Ss. Gordiano
santi.
Il

sa di questi

due

primo
il

fu vit-

tima délia persecuzione

di Giuliaiio l'Apostata;

secondo fu

martirizzato in Alessandria d' Egitto, poi trasportato a

Roma

e

deposto a un miglio circa dalla

città

« milliario plus
Il

minus

une». La
ricorda
le

loro testa ricorre

il

10 maggio.

Liber pontificalis
I

riparazioni fatte da papa

Adriano
e

alla

chiesa co-

struita in loro onore. Martiri più antichi

erano

stati già sepolti

nelle vicinanze;

i

santi

Quarto
«

e

Quinto

due vittime

délia

persecuzione
steggiati
in
il

di

Traiano, san Simplicio e san Serviliano (fe-

20

aprile),

quorum corpora posuerunt
quelli dei 5^.
lui

christiani

praedio eorum, via Latina, milliario secundo»,
i

come
la

diIl

cono
di S.

loro Atti riuniti a

Nereo

e

AchiUeo.

Bosio riporta una loro iscrizione da

veduta presso

chiesa

Angelo

in

Borgo

:

SIMPLICIVS C<

SERVILIANVS

^

MARTYR (') MARTYR

Quando
chia,
bile,
si si

si

costrul la linea délia strada ferrata di Civitavec-

scoprl

un

altro ingresso,

oggi chiuso

ma

tuttora visi-

che metteva ad alcune gallerie interrate. Quest' ingresso

trova precisamente sul margine dei taglio délia linea feril

roviaria presso
Il

ponte su cui passa

la

via Latina.

cimitero

di

Aproniano sembra che fosse più lontano.
gallerie nella

Se ne ha forse un ingresso con alcune

vigna

Santambrogio; un
Rom.

altro ingresso,

il

solo regolare, con altre

(i)

solterr.

III,

27.

I

CIMITERI DELLA VIA LATINA

25

1

poche

gallerie, trovasi nell'antica

vigna dei PP. Domenicani,

oggi proprieti Dclvccchio.
Cosi press* a poco
si

piiô
;

stabilire
il

la

posizione

dei

due

primi cimiteri delLi via Latina
è affatto sconosciuto,
Il

terzo, qucllo di Tertullino,

ma

il

Boldetti dice di averlo visitato.

più importante era quello di

Aproniano da

cui viene pro-

babilmente un' insigne iscrizione riportata dal Bosio, contenente una professione di fede nella divinità di Gesù Cristo,
espressa da questa bella formola
« Deo sancto Christo uni ». monogramma costantiniano, puô
:

Quantunque
per
gli altri

essa

abbia

il

simboli che

vi si

trovano, attribuirsi

al

m

secolo:

DEO SANCT -^ VNI

^
Non

Lvci TE

cîiz:::^^

CVM PA
CE
si

^
storico dei
martiri
dei

conosce alcun
Santa
Eugenia,

monumento
gli

luogo.

messa a morte
Atti,

sotto Valeriano, fu
».

deposta,

come dicono

«in praedio suo

Ora

si

sa

che

ella fu sepolta nel

cimitero di Aproniano;
di

dunque doveva
(').

essere délia

medesima famiglia
altri

quel personaggio. Nel 705
il

Giovanni
il

VU costrui una chiesa sopra

suo sepolcro
vi fecero

Dopo
vigna
alcune

Bosio, Boldetti ed
ricerche.

archeologi

inutilmente
nella

nuove
délia

Nel 1840, mons. Bartolini scopri
cripte storiche e ad
:

Coppa un

antico ingresso con una scala assai larga, una cripta

forma dcUe

un

livello superiore
al

gallerie più strette
di

ed attribui questo sotterraneo
il

cimitero
si

Aproniano.

(^)

Ma

Bartolini

non pote

precisare nulla e

contenté

di pubblicare

alcune sue congetture, insieme ad una
VIL
frana.

(i) Lib.
(2) lo

fioittif.

in Vita lohannis

non ho potutoancora

ritrovare questa antica scala délia vigna

Coppa, che deve essere nascosta da qualche

Spero che un giorno

mi

sarà dato di ritrovarla; e quello sarebbe un punto dove gli scavi po-

trebbero avère un qualche successo.

252

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
mio padre Temistocle Marucchi,
in

pianta fatta da

un opuscolo

intitolato: // cindtero d' Aproniano, dctto anche di S. Eugcnia,
siiUa via

Latina,

Roma
^

1840

(').

Il

de Rossi non potè tro-

ami!iiiiiil!iiililiii:!:ii'ill!iillllhillliiiiiilliii'llilllliiMmilhMmmillllllllllllil!llll'^

f

Antico ingresso cimiteriale sulla via Latina (sezione longitudinale).

TkM. Marucchi

dis.

e mis. nell'

anno 1840.

Antico ingresso cimiteriale sulla via Latina (pianta).

vare

di

più;

ma

più tardi l'Armellini fece moite esplorazioni

sulla via Latina e fra le altre cose scopri
(i)

un

altro ingresso nella

Mio padre,

mi

iaiziô in questi studi, fu

sue esplorazioni
il

Temistocle Marucchi, di ch. mem., il quale uno dei primi compagni del P. Marchi nelle sotterranee, ove conobbe G. B. de Rossi; ed esegui per
l'ing.
al

Marchi, insieme

Fontana,

niolti disegni

nelle catacombe.

I

CIMITERI DELLA VIA LATINA
di

253

vigna Santambrogio cd un cubicolo ornato
nel tufo, sul quale lesse qucsto graffito:

colonne, scavato

CVBVCVLV CONquesto cimitero
il

TALI

(').

Il

P. Grisar

recentemente
nella via
la

riferi a

un frammento trovato

Labicana e recante

nome
:

.://)RONIANO

"C///. Presso

vigna Delvecchio furono anche

irovate, alcuni anni or sono, queste
///M
///XI

due

iscrizioni

consolari

ANN
.

XVII 4
• .

IVN ///VALENTE III
ID
.

CONSS
VIVO FECIT
0"

//'ORI

.

IT

.

SIBI
(An.

î7o)(-').

ASELLA QVAE VIXIT ANN VI M XI D III DP VIIX KAL OCT DD NN GRATIANO ET THEODOSIO COSS IN P

.

.

(An.

580)

(3).

Finalmente

in

una récente esplorazione da
e del signor A.

me

farta aile

abbandonate
del can.

gallerie cimiteriali délia via Latina in

compagnia

D. Augusto Bacci

Bevignani (giuil

gno 1902), io copiai seguente frammento
tiera dal

nella cantina délia vigna Delvecchio
d' iscrizione

consolare, che fu veduta infu

de Rossi nel 1873,
Hic
iacel

ma non

da

lui

pubblicata:

quae z'iv/T

qERONTIA ANNOS
mENSES III DXIII KL OCTOB A/ODESTO ET ARRONTEO CCS
(Anno
372).

XXXIIII
deposild

c,ll

Cous. FI.

In questa
galleria

medesima esplorazione

fu

rinvenuta un' altra
la

che dalla vigna Delvecchio passa sotto
Armellimi, /
iscrizione

via Latina

(i) Cf.

cimiteri crisliani délia via Latina,
si

Roma

1874.

(2)

Questa

conserva dentro

Roma, ed

è

murata nelle

scale della casa in via dei Crociferi, n. 20.
(3)

Fu da me copiata

nel

marzo 1879

nella vigna Acquari,

dove

poco prima

erasi rinvenuta.

254

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

e fu constatato che, nella vigna Santambrogio, dal sotterraneo
di

un antico colombario pagano

si

pénétra per uno sfondo

posteriore in una regione cimiteriale che dovette essere assai
vasta,

ma

che ora è del tutto interrata.

=D

J

P
C5

-O

I

Tratto ulteriore délia via Latiiia scoperto nel 1857. (A destra,

le

tombe pagane

;

a sinistra la basilica di S. Stefano con gli edifici annessi).

GVItinerari ed
cimiteri un' altra

il

Libe}- pontificalis (')

indicano dopo questi

memoria

cristiana, cioè la basilica del prodi

tomartire Stefano, già

accennata

sopra, che san
pia

Leone

Magno

costrul

con

le elargizioni di

una

matrona

di

nome

(i) In

Vita Leoiiis

I.

fi

Basilica di S. Stefano sulla via Latina (disegno favoritomi da

M. Bour).

;

256

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

Demetriade. Questa basilica fu scoperta nel 1857 a qualche distanza dalla zona cimiteriale e presso TAppia nuova, insieme
agli insigni sepolcri

pagani dei Valeri e dei Pancrazi.
a

La
i

basilica

sorgeva in mezzo

una grande

villa

romana,

e la sua

origine è ricordata da una iscrizione dei v secolo,
délia quale
si

frammenti

conservano ancora sul posto.

CVM MVNDVM

LI«^?/^NS DEMetrias

AMNIA VIRGO

CLA«rfERET EXmEMVM NON lAORltura diem HaeC TIBI PAPa LEO VOTORVM EXTREMA suorum TradiDlT uT sacrAE SVRGERET AV/a dovius .A/flNDaTI COMPLE/a FIDES SED GLOR/a maior 7«TERIVS VOTYM SOLVERE Q.VAM FROPAlam INVi^ERAT CVLMEN STEP/;a/iVS Q.VI PRLMVS IN ORbe RAPTVS MORT.^ trVCl REGNai IN ARCE poli PrAESVLIS HAnc iiissY TIGRINVS Freshiter aulam

EXCOLIT

INS;VNIS

MENTE

LA'QOre

vigens.

Questa Demetriade
grande

è forse la figlia di

Anicio Olibrio, con-

sole nel 395 di cui parla sant' Agostino(').
{v. pag. 2;)); vi è
l'

La

basilica era assai

ancora

la

confessione, a destra délia

quale fu ritrovata
il

iscrizione, e dietro l'abside osservasi pure

battistero. Essa dovette essere di

grande importanza; e

fu pro-

babilmente costruita in raemoria délia invenzione délie reliquie
di

santo Stefano. Presso

la

confessione pu6 vedersi
il

affissa
ai

una

parte délia epigrafe che ricorda
dei papa Sergio II (an.
///S
• • •

campanile eretto
taie

tempi

844-47) da un

Lupo Grigarius:

STEPHANI PRIMI MARTYRIS EGO LVPO GRIGARIVS

///E

CAMPANA EXPENSIS

MEIS

TER BEATISSIMI EVANGELICO

FECI TËMP Ï5N IVNIORI PAPE

• •

SERGII

AMEN
di

Nel
S.
sec.

IX secolo questa chiesa sul

apparteneva

al

monastère

Erasmo
X
:

monte

Celio. Se ne

hanno memorie

fino al

in

seguito fu abbandonata e cadde in rovina.
CL (P.
L.
c.
t.

(i) Ep.

XXX, col.
(t.

645)

;

Ep. clxxxviii (ibid.

col.

848 seg. )

De hono

viduitutis,

14

XL).

CAPITOLO V
I

CIMITERI DELLA VIA LABICANA

(')

LA

via

Labicana usciva
di

in

origine dalla

porta
si

Esquilina

del

recinto
fu

Servio

Tullio, la

quale

trovava nel

luogo ove

poi costruito

l'arco onorario di Gallieno,

oggi

detto di S. Vito.

La

via che partiva da questa porta divide-

vasi in tre diramazioni: la via Tiburtina, la via Prenestina e

(i) Index

cocmekiiorum

&

Notitia Regionum: «

Coemeterium ad duas
».

lauros

ad

Ss.

Petrum

et

Marcellinum via Labicana
via


et

Itinerario

di

SalTpourg: «

Ad Helenam
ibi

Campana

multi martyres pausant. In aqui-

lone parte ecclesia Helenae primus Tiburtius martyr. Postea intrabis in

speluncam

pausant Ss. martyres

Petrus

presbyter

Marcellinus
alii,

martyr. Postea in interiore antro Gorgonius martyr, et multi

et in

uno loco
Ss.

in interiore
IIII

spelunca
et

XL
S.

martyres,

et in altero

XXX
».

martyres,

et in tertio

Coronatos

Helena

in

sua rotunda

De

locis

Martyrum:
Ss.

« luxta

viam vero Lavicanam
isti

ecclesia est S. Helenae ubi

ipsa corpore iacet. Ibi sancti
tius,

dormiunt, Petrus, Marcellinus, TiburiJ

XXX

milites,

Gorgonius, Genuinus, Maxinius, IV Coronati,

est Claudius, Nicostratus,

Simpronianus, Castorius, Simplicius:

ibi

et in

cryptis sub terra

innumera martyrum multitudo sepulta

iacent. iP'iin'altra
est

mano: luxta viam vero Praenestinam iuxta aquaeductum ecclesia
S.

Stratonici episcopi et martyris, et S. Castuli,
».

quorum corpora longe
di

sub terra sunt sepulta)

— Itinerario
Tiburtius,
et

di

GugUelmo

Malmesbnry:

«

Se-

ptima porta

modo maior

dicitur,

olim sirucrana

(Jeggere: Sessoriana) dice-

batur et via Lavicana dicitur, quae ad beatam

prope Petrus, Marcellinus,
ginta milites et
nati ».
alii

innumerabiles,
à"

Helenam tendit. Ibi sunt Geminus, Gorgonius, et quadranon longe Sancti Q.u:ituor Corovia

Itinerario

Einsiedeln

:

«In

Praenestina

foris

murum
».

in

dextera forma Claudiana,in sinistra S. Helena, S. Marcellinus et Petrus
Viia Hadriani
1: «

Coemeterium beatorum
Helenae renovavit

Pétri et Marcellini via

Lavicana

iuxta basilicam beatae
et

et

tectum

eius, id est S. Tiburtii

eorundem sanctorum Pétri et Marcellini noviter lecit, et gradus eius, eorum sacratissima corpora noviter fecit, quoniam nullus erat iam descensus ad ipsa sancta corpora ». Index coemeteriornm e libro Mirabilium: «Coemeterium inter duas lauros ad S. Helenam».
qui descendiint ad

Guida Catacombt roman*.

IJ

258

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
Queste due ultime spesso furono confuse
erano distinte dal punto ove
la
si

h

via Labicana.

insieme,

ma

in realtà

distacca-

vano, che era presso
liano (oggi porta

porta Prenestina dcl recinto di Aure(').

Maggiore)

Al
la

di

fuori di questa la

via

Prenestina dirigevasi a sinistra,
Itincrari indicano sulla via

via Labicana a destra. Gli

Labicana due cimiteri: quello dei
l'altro

Ss. Pietro e Marcellino e

di S.

Castulo

«

iuxta aquae-

ductum»,cioè
almeno
mata
nella

presso l'acquedotto dell'acqua Claudia. Sulla
si

vera via Prenestina non

conosce alcun cimitero cristiano,
chia-

zona suburbana. La via Labicana è perô
di

col

nome
L

Prenestina in alcuni dei nostri documenti

topografici.

Cimitero

di S.

Castulo.
Diocleziano, sono

Gli Atli di

S.

Castulo,

martire sotto

uniti a quelli di 5. Sebastiano. Essi ci
« zetarius

dicono che Castulo era

cubiculi Diocletiani Augusti », cioè cameriere deltaie

r imperatore, ch' egli aveva per sposa una
parlano
gli Aiti

Irène

di cui

di S.

Sebastiano, e che

i

due coniugi ave van o

un oratorio

nella loro casa, « in

ipso imperatoris palatio in

loco superiore aedium ». La loro abitazione doveva trovarsi
sul Palatino presso lo Stadio, trasformato più tardi in ippo-

dromo, dove

fu martirizzato san Sebastiano, e

donde

il

corpo

dei soldato martire fu da Irène trasportato in questa loro casa.

Castulo, denunziato per cristiano, fu condannato
gettato vivo in una cava délia via Labicana,
cittcà

ad essere

e poi ivi sepolto

:

«

Missus

est in

non lungi dalla foveam via Labicana,
cimitero.
Il

et in
Il

eodem

loco

non longe ab urbe Romana... humatum».
1'

Bosio non conobbe

esistenza di questo

Fabretti lo ritrovô abbastanza conservato nel 1672 e constata

che esso era stato scavato vicino
Egli vide H in quel sotterraneo
la

ad una

grande arenaria.

iscrizione di

un sepolcro

che suppose dei martire Castulo e che dovette essere invece

(i) Q.uesta porta era

1'

arco monumentale
il

dell'

acquedotto Claudio,

adoperato poi da Aureliano per dare

passaggio

aile

due

vie.

CIMITERO DI

S.

CASTULO
il

259

quella di alcuni personaggi deposti presso

martire epoiiimo.
:

Eccone

il

testo coii

i

suoi errori ortografici

QVOR SVN NOMI
NAEMASIMI CATIBATICV ISECVNDV

MARTYRE DOMINV CASTVLV ISCALA
Questi personaggi furono dunque scpolti
<(

al

seconde piano

catabatico secundo », vicino
scala
ivi

al

sepolcro di S. Castulo e in

una
ossa

«ad martyrem
le

domnum

Castulum

in scala» (').

Le

trovate e

iscrizioni

furono trasportate a S. Prasconservano. L' ingresso

sede, quindi nel 18 14 vennero donate dal cardinal vicario al

vescovo

di

Macerata, dovc ancora

si

del cimitero, chiuso

dopo
la

il

Fabretti, fu ritrovato nel

1864
;

in

occasione dei lavori per
fu

strada ferrata di Civitavecchia
si

ma

murato, perché era in pessime condizioni. Vi
altre

riconob-

bero cinque gallerie che mettevano ad
e poi
a

ancora interrate

tre

inibocchi di un arenario. Nel

museo Capitolino
:

conservasi una importante iscrizione quivi rinvenuta

DMA SACRVM LEOPARDVM IN PACEM CVM SPIRITA SANCTA ACCEP TVM EVMTE ABEATIS INNOCENTEM POSVER PAR Q. AN N VII MENS VU
.
.

.

.

L' iscrizione

è

certamente

cristiana.
il

Il

titolo

DMA
DM,

SA-

CRVM
tiri.

molto più significative che
il

semplice

quan-

(i) Si sa che

titolo «

dominus
la

»

era
«

Non
si

si

puô ammettere

lettura

Martyris

comunemente dato ai marDomini et Castuli »
Acta martyrii
S,

che
stuli,

è data da alcuni e dall'autorc dell'opuscolo

Ca-

etc.

pag. 12.

26o
tunque
in

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
epoca tarda non avesse più un vero
mostra tuttavia in chi
sopra vi fu
lo scolpl

significato

religioso,

o una grande igno-

ranza ovvero una grande disattenzione.

Al

di

anticamente

una chiesa
il

dedicata

a

S. Castulo e ad

un vescovo,
I

S. Stratonico,

cui

corpo fu

pure dal papa Pasquale
zione
di

trasportato a S. Prassede. Un'iscri-

questa chiesa cimiteriale di S. Castulo portava la
dell'

data consolare

anno 527

('):

+

HIC REQVIESCIT IN PAGE lOHANIS QVI VIXIT ANNVS PLM VIGINTI DEPOSITVS IN PAGE IIII NONAS MAIA CONS MAMBVRTII V G GONS
• •

iM

P
(^).

IL

Cimitero dei Ss. Pietro e Marcellino
è

Questo cimitero

anche chiamato ad Dnas Lauros, dal
ad
si

nome
ivi

antico
di

délia

località;

mausoleo

S. Elena, di

cui

S. Helenam a cagione del vedono le grandiose rovine

presso (^Torpignattara);

siib

Augiisia ed in Comitatu, pervilla
la

ché stava nelle vicinanze di una

impériale di Costantino. necropoli degli Equités

Non

lungi dal mausoleo trovavasi
cioè dei cavalieri
délia

singiilares,

guardia impériale. Moite

délie loro iscrizioni

sono

state

trovate

anche recentemente
(^).

nel

cimitero stesso e nelle sue vicinanze

Gli Ithierari ricordano in questo cimitero diversi gruppi
di martiri:
i

i

Ss. Pietro e Marcellino, S. Tiburzio, S.
di

Gorgonio,
martiri,

Ss.

Quattro Coronati, un gruppo

XL
di

o

XXX

tutte vittime délia

grande persecuzione

Diocleziano.

Pietro era esorcista, Marcellino prête, ed

ambedue furono

(i) Gf. (2) Per

DE Rossi, Bull. 1865, pag. 9 e segg. una più ampia illustrazione dei monumenti
cripta storica dei Ss

storici del

luogo,

Gf.

Marucchi, La
(3) Gf.

Pietro

e

Marcellino recentemente

scoperta siiUa via Labicana, nel Nitovo Bull, di arch.

crist.

1898, pag. 157-194.

Henzen,
1885.

Iscri:(ioni

recentemente scoperte degli « Equités singu-

Jares »,

Roma

CIMITERO DEI

SS.

PIETRO E MARCELLINO

201

martirizzati sulhi via Cornelia, nella località detta allora Sylva

dopo la loi:o morte Sylva Candida. particolari del loro supplizio dalla San Damaso apprese bocca del carnefice, com' egli stesso ci lascio scritto nel carme consacrato alla loro memoria e posto nella loro cripta, carme
Nii^ra e
i

che noi conosciamo soltanto dalle

sillogi

epigrafiche:

MARCELLINE TVOS PARITER PETRE NOSSE TRIVMPHOS PERCVSSOR RETVLIT DAMASO MIHI CVM PVER ESSEM HAEC SIBI CARNIFICEM RABIDVM MANDATA DEDISSE SENTIBVS IN MEDIIS VESTRA VT TVNC COLLA SECARET KE TVMVLVM VESTRVM Q.VISQ.VAM COGNOSCERE POSSET VOS ALACRES VESTRIS MANIBVS MVNDASSE SEPVLCRA CANDIDVLO OCCVLTE POSTQVAM lACVISTIS IN ANTRO POSTEA COMMONITAM VESTRA PIETATE LVCILLAM HIC PLACVISSE MAGIS SANCTISSIMA CONDERE MEMBRA
Dagli Atti sappiamo che
sepolti vicino
i

corpi di

questi

santi

furono

ad un

altro

martire délia stessa persecuzione,

san Tiburzio tiglio di Cromazio prefetto di

Roma:

«

Eorum

corpora (sepelivit) in crypta iuxta S.Tiburtium ». Di san Gor-

gonio pure

ci

mancano
lui

notizie,

ne sappiamo che relazione

abbia con quelle che fu martirizzato a

Nicomedia

(').

San Dacarme
il

maso dedico
délia quale

a

un'altra iscrizione, anche essa perduta, e
il

conosciamo

testo.

Egli allude in quel
i

al

gruppo dei martiri

principali, presso

quali trovavasi

se-

polcro di Gorgonio trasportato in

Roma.

MARTYRIS HIC TVMVLVS MAGNO SVB VERTIGE MONTIS GORGONIVM RETINET SERVAT Q.VI ALTARIA CHRISTI HIC Q.VICVMQ.VE VENU SANCTORVM LIMINA Q.VAERAT INVENIET VICINA IN SEDE HABITARE BEATOS AD COELVxM PARITER PIETAS Q.VOS VEXIT EVNTES
Circa
i

quattro
la

Santi

Coronati havvi
costituisca

moka

oscurità,

e

puô

dirsi

che

loro

storia

uno

dei più

difficili

(i) Cf.

EusEBio. Hiit. Ecd. VIII,

I,

6 (P. G.

t.

XX,

col. 740, 753),

202

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
I

problemi délia antica agiografia.
anteriori
negletti
;

loro Atti, che

non sono

al

vi

secolo,

furono

per

molto tempo del tutto
essi

da studi recenti ricavasi che in

possono ricoparla di quat-

noscersi difFerenti gruppi (').
tro

Quel documento

marmorari
credenze

di

Pannonia che facevano

Oi^ni sorta di statue

anche mitologiche, qualora non avessero offeso apertaraente
le

cristiane,

come

per

esempio quelle
délie

del

cicla

cosmico che

servi

pure

agli

artisti

catacombe.
l'idolo di

Ma

avendo ricusato costanteraente
cleziano venuto a

di eseguire

Escu-

lapio furono condannati a morte. Si riferisce pure che Dio-

Roma,

fece coUocare nelle terme di
soldati, piuttosto

Traiano

una statua d'Esculapio; quattro
il

che prestare
la vita.

culto a quella divinità, preferirono di sagrificare
i

Non

conoscendosi

loro nomi, furono dati ad essi queUi dei quattro

marmorari

martirizzati in

vembre)

ma

Pannonia nello stesso giorno (8 nodue anni avanti. Finalmente trovasi in Albano
di

un

altro

gruppo

quattro santi che

hanno

gli stessi

nomi
nov.
».
si

dei quattro Coronati.

L' antico CaJendario Liberiano dà solil

tanto questa

indicazione per

primo gruppo:
in

«

v

id.

démentis, Semproniani, Claudii, Nicostrati
Sui sepolcri
dei

Comitatu

numerosi
délia pace

martiri délia via Labicana

eressero nei giorni
dagli hinerari.

basiliche ed oratorî ricordati

Il mausoleo di S. Elena fu il grande monumento locale sempre conosciuto; esso è abbastanza conservato e vi si rin-

venne

il

bellissimo sarcofago di porfido che
il

ora è

al

museo
I

Vaticano(^). Costantino costrui presso
la basilica in
la

sepolcro di sua madré
;

onore de'
costrui

Ss. Pietro e Marcellino (J)

e

Adriano

ornô

e

vi

una scala per

i

pellegrini (*). I corpi

dei

due martiri rimasero nella
(i) Cf.

cripta sotterranea fino al

pon-

Bull. 1879, pag.

(2)
ticità di

I

SHinngsherichte der Wien. Akad, 1853 de Rossi, 45-90; Erbes, Zeitschr.fûr Kirchengescb. 1882, pag. 466 seg. Martirologi, gli Atti e gli Itinerari ci assicurano délia auten-

Wattembach,

;

questo

monumento.

Cf. Lih.

potitif.

ed.

Duchesxe, pag.

198.

(3) Lib. pontif. in

Vita Sylvesiri.
J'ita

(4) Cf. Lib. pontif. in

Hadriani.

CIMITERO DEI
tificato
di in

SS.

PIETRO E MARCELLINO

263

Gregorio IV

nell'

826. Allora furono involati e train

sportati
a

Francia; di qui

Germania:
(').

e

stanno ancora

Seligenstadt, presso

Magonza

Quelli dei quattro Santi

Coronati furono trasportati da Leone IV nella loro chiesa dei
Celio, e vi
fu
si

veneraiio ancora; ed

il

cimitero délia via Labicana
riirovô,

dopo

cïà

abbandonato.

Il

Bosio lo

pcrcorse

la

necropoli e descrisse un cubicolo ch' egli credette essere la
cripta storica dei martiri(^).

Di nuovo dopo

di lui dimenticato,

questo luogo fu oggetro délie esplorazioni dei de Kossi nel
1852. Finalmente nel 1896
vi si fecero altre ricerche

e scavi

important! dalla Commissione di archeologia sacra.
Il

compianto Stevenson richiamô

in quell'

anno Tatten-

zione délia suddetta

Commissione sopra una
la
1'

piccola edicola

dei IV secolo, che egli credette essere

basilica de' Ss. Pietro e

Marcellino

;

giacchè

identificazione proposta dal Bosio délia

cripta sotterranea

alquanto

lungi

di

11

era

incerta

:

infatti

questa

cripta

chiamata
i

storica

era bensi

ornata di pitture
essa

che rappresentavano
trassegnata
dei
martiri.

martiri locali,
dei

ma

non
le

era

concripte

dai

graffiti

pellegrini,

come
aitri

altre
alla

E

gli

scavi

portarono ben presto

scoperta

di un'altra cripta

più somigliante agli

luoghi storici co1'

nosciuti, e

che stava precisamente
edicola,

sotto

edicola testé
religiose

ri-

cordata.

Questa
la

oggi
è

oratorio

délie

che

possiedono
Marcellino,
porzioni
ratorio

vigna,
si

non
taie

perô

la basilica dei Ss.
le

Pietro e

come
S.

suppose, giacchè
attribuzione
;

sue meschine pro1'

escludono
di
I

essa è piuttosto

odi

Tiburzio.

Sappiamo

infatti
dall'

che

la

scala
di

Adriano

discendeva direttamente

oratorio

S. Ti-

burzio alla

tomba

dei martiri

Q)

:

e proprio nella cripta sot-

(i) « In loco qui prius

Mulinheim, nunc autem Seligenstadt (C///à

dei

Santi) dicitiir, digna cckbratione a fîdelibus celebrantur» (Moiiu)ii.

Gn-

maniae, Script.
(2)
(3)

XV', pag.
sott.

529).

Rom.

III,

57.

« Et gradus qui

descendunt ad eoruni beatissima corpora noerat iani descensus ad ista sancta cornora »

viter fecit,

quoniam nullus

(Lib. pontif.).

264

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
si

testante a questa cappella
in

è ritrovata questa scala che era

comunicazione con

l'edificio

superiore.

Pianta

u.

i.

Regione principale del cimitero dei

Ss.

Pietro e Marcellino.

Accennate queste generalità, entriamo a
tero sotterraneo.

visitare

il

cimi-

Dair ingresso attuale [A]

si

puô andare direttamente

alla

CIMITERO DEI

SS.

PIETRO E MARCELLINO

265

troviamo una piccola chiesa sottcrranea e davanti alla tomba primitiva dei due martiri [DJ. Una particolarità degna di nota è che la massa di tufo, nel quale erano scavati duc loallora neU'abside di
i

cripta srorica, percorreiido alcune galleric [H, C]. Ci

culi, fu isolata in

un'epoca posteriore, affine
la

di potervi erigere
le

un

altarc.

Vi

si

vede ancora

cosi detta

mensa per

lucerne

Cripta storica dei Ss. Pietro e Marcellino.

e qualche franimento di niarnio, resti dell'antica decorazione.

Di

faccia, sulla parete,

havvi un frammento délia iscrizione da-

masiana, che dovea stare suH'arco dei tabernacolo deli'altare:

///XCVM,,/
ortiaVlT
Damastis
(?)

E

probabile che innanzi a questo
la

medesimo

altare fosse
di

collocata

iscrizione storica dei

papa Damaso, ricordata

sopra: « Marcelline tuos pariter Petre nosse triumphos » ecc.

266
La base

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
délia

colonna che vedesi

a sinistra nel

punto [E],

apparteneva ad un portico eretto innanzi

alla cripta,

E
nel
vi_,

certo che

i

lavori per la decorazione di questo
in

luogo

venerato furono eseguiti
forse sotto
il

due epoche: cioè nel
il

iv secolo e
iscri-

il

papa Vigilio,
sta nel

quale vi pose questa
(').

zione

cui

frammento
i

museo Lateranense
le

L'epi:

grafe ricorda

lavori fatti

dopo

devastazioni dei Goti

V.
-~

:

A

i S\^A V^-^K F HO^ s QV O S M G S S T R A N T t :£COi AF?îXOMOSV!TCA ^L;P£RnTTiTVLVSCONrKACTOMAK S' ECTAM EN Ht S ITERV M POSS c PE K

MARTYR

Q V ES AC R
1

O -'

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S

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I

&.V SQVÔ>

% '^ C I Le G CfV
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,

'

.

...

...

-

;

'

DiRVTAVlGItlVSNXMMOXKAECPAPACcMib'HOSTiBVSEXPVLSlSOMHES'OV.^VlTOPys

:

Si
cripta
:

distinguono

ancora

tre

livelli

diversi
al

nella

nostra
cui
i

quello délia galleria primitiva,
in

momento
loculi;
ai

in

martiri furono deposti

due semplici

quello

délia

cripta del iv secolo, restaurata

probabilmente
il

tempi

di

Da-

maso, infine

il

piano attuale che è

medesimo

del vi secolo.

Le
vi è

pareti délia cripta e délie gallerie vicine

sono coperte

di iscrizioni graffite dai pellegrini.

In

alto, a sinistra dell'abside,
:

una preghiera

coll'

invocazione dei martiri [2] {pag. 26S)

+

eecoc TH npecBHA TœN ArON MATVPOX KAI THC ArHAC eAHNHC COCCON
Torc cor AorAorc
lOANXH///
{sic)

«

O

Dio, per intercessione dei santi martiri
i

e

di sant'

E-

lena, salvate

vostri servi

Giovanni ...

».

(i) Cf.

Marucchi, La

cripta siorica dei Ss. Pietro e

Marcellino, etc.

CIMITERO DEI
Vi sono pure qua e
â\

SS.

PIETRO E MARCELLINO
vnri

20/

nomi, per

la

maggior parte

monaci
I

del période bizantino.

nomi

poi dei martiri eponimi sono scritti nella parete di

faccia alla base délia

colonna [D] nel punto [i]

(y.

pag.

seg.^'.

MARCELLINE PETRE PETITE PRO GALL
fHRISTIANO
(?)

Nella parete délia cripta, picsso
si

la

scahi di

Adriano
loro

I

[C],

leggono

i

nomi

di

alcuni preti

(PBR)
».

e di diaconi, e di
i

un

«

humilis et indignus ordinandus

Essi scrissero

nomi

nel punto [4]

con l'invocazione spesse volte ripetuta:

KG

268
B0H6I,
«

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
Signore, aiutateci
clie
.
.
.

!

».

Nella stessa parete un
la

rozzo disegno sembra

nippresenti

pianta délia basilica

sotterranea. Sulla parete opposta la

Commissione d'Archeo-

losia sacra ha fatto sistemare alcuiie iscrizioni trovate negli

veri>

i'eatrée
Ceiitro storico del cimitero cou maggiori particolari.

Pianta n.

2.

ultimi scavi.

Una

di

esse ricorda

un prête

di

nome Romano,

che probabilmente ebbe giurisdizione su questo cimitero:
y^

HIC QVESCIT ROMANVS PRESBITER ^ QVI SIDIT PRESBITERIO ANNVS XXVI MEXSIS X DEP

X KAL SEBERIM VC

CO;;;

(')

(An. 461 o 482).

(i) Un'altra copia antica di questa iscrizioneè nel

museo Lateranense.

CIMITERO DEI
Il

SS.

PIETRO E MARCELLINO
forma un
le

269
rctro
:

CLibicolo chc sta a sinistra dell' abside [Ej
fra

sanctos;

altre

isciizioni ivi

si

possono vedere

seguenti

Comparavit
concessuM

sibi

/OCVxM

A'i^Astasiiis

SVB PRESBvUroU!

/HVLI
in

EVsebi

fjaCE -FUIII
il

Quest'ultima è importante, perché mostra che
(1(1

cimitero

Duas

Laiiros dipendeva dal titolo di S. Eusebio.
di

Dietro l'abside, in un loculo

fanciullo,

si

legge [6]:

k
RVTVNDVLA IX PAGE QVE VIXIT M XI D XX

.

IN

PAGE

zione ancora

Nella galleria incontro [7], sempre dietro l'abside, una iscrial posto, in basso, reca questa bella espressione
:

A

DEO ET SANGTIS ACGETA
• • •

{accepta).

Notiamo ancora

altre iscrizioni consolari

:

raRAE GASTITAtw /odMINAE GLEMEN/j/ia.' XVIIII M quai vixit a«N ///RIORVM DOLENS

VIII

jWaMERTINO

ET

NEVj7/a

conss

(An. ^62).

SITVS EST IN

HOG PRISGVS AMIGORVM GARITATE FV///

///REGORDANTIBVS EXGESS/// DEPOSITVS XII II KAL- SEPT//
• • •

,7/E
///

ET

EN///

/fONORI-Vm-ET-THODOii

î^xAGINTa /// RicomEDE ET GLEArco
^^"5^^)-

conss

///

ANN

XLVIII

M

VI

D///

(An. 409).

Dalla lunga galleria [R]
bicoli

si

passa a visitare alcuni

altri

cu-

[Q,

P, ed

importanza e

O]; fra questi il cubicolo [P] ha raaggiore dovè contenere il sepolcro di qualche martire,giu-

270

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

dicando dalla ricchezza délie decorazioni in
saico; vi è pure un' élégante
Si

marmo

ed

giunge
la

cosi alla cripta

mensa di olii rivestita di [M] fino a pochi anni

mumarmo.
in
fa rite-

nuta per

cripta dei martiri principali;
in venerazione.

ma
il

che ad ogni

modo
pitture

fu pur' essa

La

volta

è decorata di

bizantine che rappresentano nel

mezzo

Salvatore col libre

degli Evangeli, e seduto fra 5. Pietro e S. Paolo; sotto, Tagnello
sulla collina, dalla quale scaturiscono
ai lati,
i
i

quattro fiumi simbolici;

martiri deposti nel cimitero, coi loro

nomi

:

GORGOnicchia
tenes-

NIVS PETRVS MARCELLINVS TIBVRTIVS. La
che accenna ad una cattedra sembra indicare che
sero riunioni liturgiche.

ivi si

E

probabile che in questa cripta fosse

sepolto Gorgonio,

il

solo dei

quattro martiri
vi

cui essa

po-

trebbe convenire.

Nelle vicinanze
graftito

sono
il

altri

cubicoli dei

quaU uno [L] contiene un

con

nome

di

SIRICIVS.

Una
conduce
la

galleria [H] corrispondente sotto la scala di Adriano,
al

secondo piano. La parete
è

sinistra è dipinta,

ma
puô
im-

decorazione
il

molto danneggiata. Con
la

tutto ciô vi

si
l'

riconoscere

Biion Pastorc e
siil

Vermine; corne
al

pure
la

magine
che
gli

di

Giobbc

htamaio, avanti
ail'

quale sta

moglie

porge un pane
di
tal

estremità di un
si

bastone. Questa

è r unica scena

génère che

conosca nelle pitture;
scultura,

ma

ne abbiamo qualche esempio
di

in

come
(').

sul sar-

cofago

Giunio Basso nelle grotte Vaticane
notano parecchie
iscrizioni.

Nella gal-

leria infcriore si

La seguente ve-

desi graffita sopra la

cake

di

un arcosolio:
VII

SALVIVS NEPOS IN PAGE
IR

KAL FEB

EN
E

(i)

Diias Lauros » nel

Vedi a pag. 46. Cf. Wilpert, Affreschi inediti Nuovo Buïïett. 1898, pag. 1 18-121.

dei Cimitero «

ad

CIMITERO DEI

SS.

PIETRO E MARCELLINO
si

27 1

Visitata questa regione,
u.
I,

torni alla galleria [E] (y. planta
al

pag. 264), e di
alla

li

si

vada fino

cubicolo [PJ (v.

ibid.),

ove innanzi

porta

si

legge questo importante graffito:

t
CRISTE IN MENTE HABEAS MAR CELLINV PECCATORE ET lOBI NV SHMPER VIVATIS IN DEO
In una délie gallerie che quivi conducono,
iscrizionc graffita nresso
si

noti pure l'altra

un loculo:

OLYMPI LECTORIS DE D EVSEBI LOCVS EST
Questo
un
Infiitti

graffito sepolcralc, scoperto daU'Armellini, ricorda

lettore del titolo di S. Eusebio, « de

da questo titolo dipendeva,
il

Dominico Eusebi». come già abbiamo detto

di

sopra,

cimitero délia via Labicana.
si

Visitata questa regione,
storica [D], e
graffiti

torni al vestibolo délia cripta

seguendo

la

galleria

ove già abbiamo
si

letto

i

dei Ss. Pietro e Marcellino,
altre gallerie

vada verso

l'

ingresso.

Ci troveremo in
in

con

graffiti
la

di visitatori, e

poi

un cubicolo ove
la

è

da notarsi

seguente iscrizione che

indica

vicinanza del sepolcro dei martiri:

///EVGENIE
l!l(hpositae

ad

MARTYRES
T
ANN///

mariliis qui habiiit

cam IN DISIDE/fo

lllvixi

AI
quali

di
si

di

questo cubicolo continuano
la

i

graffiti,

fra

i

legge più volte ripetuta
vi si trova

frase

IN

MENTE HAricorda

BETE;

pure

il

nome TVBVRTIVM, che

272
il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

martire del luogo.

Un

nltro di questi graffiti testé scoperto si

riferisce

ad un fossore, ed ènotevole perl' espressioneseguente:

VICTORINE FOSOR PERDVCAT TE VSOR TVA.
Ivi presso havvi
la

una

scala recentemente scoperta (1901),

quale indica che qui dovette essere uno degli antichi in-

gressi praticati dai devoti visitatori del cimitero (v. fi] nella

planta a pag. 2y4).

Un

altro

gruppo importante
si

e storico

del cimitero trola

vasi dalla parte opposta e vi

accède per

scala [Cl, la

quale discende a quella parte

di

sotterraneo che è in

comu-

nicazione con
lino.
si

l'odierna parrocchia dei Ss. Pietro e Marceldi

Al principio
i

questa scala e

ail'
:

angolo

dell'

ambulacro

leggono

seguenti antichi

graffiti

DOMINE LIBERA VICTOREM
TIBVRTIVS

CVM SVIS AMEN

t
di pit-

DOMINE CONSERBa CALCITVOwE IN NO;»
INE TVO,"
A' piedi délia scala trovasi un arcosolio già ornato
ture e poi

una porta,

al di

délia quale

si

svolgono quelle
parrocchiale.

gallerie che

comunicano

colla

moderna chiesa
una lunga

Per

visitare

questo piccolo gruppo

è necessario passare dalla

parte délia chiesa. Si scende ad

galleria e poi

si

giunge subito ad un cubicolo reputato dagli antichi archeologi
la cripta storica dei Ss.

Pietro e Marcellino.
la

Credo che
ci

si

possa

riconoscere in questa cappella
nati.

cripta dei Ss.

Quattro Corodice che

Un'

iscrizione

marmorea messa
con
al la

nel

pavimento

quel cubicolo fu ornato nel 1779 dal gesuita P. Partenio.

La

identificazione

cripta

dei Ss.
la
al

Quattro Coronati
di

potrebbe

appoggiarsi

fatto
di

che

tomba
et S.

quei martiri
di

era visitata
Cl

poco prima

salire

mausoleo

S.

Elena

:

Et in tertio loco Quatuor Coronatos

Helena

in sua ro-

CIMITERO DEI
tunda
» (').

SS.

PIETRO E MARCELLINO
kingi, in

273
si

Qualche passo più

un cubicolo,

puô

vedere sopra un arcosolio un'iscrizione sepolcralc graffîta nel

momento

stesso délia deposizione del defunto

(anno 340):

ACINDINO ET PROCVLO CONSS DEP XII KAL FEBRARAS

-La iscrizione col

nome

è poi graffita nell' interno:

DEPOSSIO

PRIMI

XII
.

PAGE MERENTI
IN

KAL BENE

FEBRA

IXPO

o

E

a destra dell' arcosolio c ripetuta la stessa data consolare:

ACYNDINO ET PRO CVLO CONSS
Sotto quest' iscrizione
dei

notasi

«Mattei». Questa
i

pia associazione

una memoria délia società aveva per iscopo di
nelle

onorare

martiri visitando e

pregando

catacombe.
si

L' iscrizione è fatta col carbone; e tra le firme vi

trova

anche quella del Marangoni,
segretario délia Società:

il

quale esercitava

la

carica di

FRANC ANT SPADA VIC PP S MATTHAEORVM NICOLAVS PANSVTO PIOR OPER/// FELIX DE ANGELIS PIOR/// MARANGONIVS SECR 8 MARTII 1728 VESPERAS HIC DECANTAVIMVS (3)
• •

.

.

.

Ritorniarao ora verso

l'

ingresso

moderno
di

[B]

(i>.

pag. 264).

Nella regione che
vi

si

estende a sinistra

questo ingresso,

sono

tre cubicoli interessanti veduti

dal Bosio e recente-

(1) liin. di SaJ^lwarg.

Il

mausoleo

di S,

Elena è

infatti

vicinissimo.
In-

(2)
script,

È

chiaro che deve leggersi
I,

IN CHRISTO.

Cf.

de Rossi,
»,

christ.

pag. 46.
I precursori dci « Cultores

(3) Cf.

Marucchi,

Martyrum

nella Rô-

mische Qttartalschrift, 1899.
Guida Catacombt romane.

lo

2

74

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

mente studiati ineglio da Mons. Wilpert ('). Le pitture che adornano rimontano alla fine del ni sccolo; esse rappreli
sentano
i
il

SaJvatore in
1'
;

mezzo

a quattro santi, senza

dubbio
la Stella

martiri del luogo

Annuncia^one, Y Epifaiiia (con
;:^),
il

a

forma

del

monogramma

Biion Pastore,
il

le

Oranti,

alcuni miracoli di
il

Cristo, cioè: V Emorroissa,

Paralitico ed

Cieco di Samaria.

In una parte più lontana del cimitero

si

vedono alcune
sedute
i

scène di agapi, dipinte negli arcosoli (iv secolo).

Esse

rappresentano

tre

o

quattro

persone
altre,

ad

una tavola semicircolare
simbolici
si

e servite

da due

cui

nomi

vedono

scritti

AGAPE MISCE
(i) Cf.
tero dei Ss.

MI;

al fianco: IRENE DA CALDA; AGAPE MISCE NOBIS IRENE
;

Wilpert, Di un

ciclo di

rappresentan^e cristologiche

nd

cimi-

Pietro e Marceïlino (1892).

CIMITERO DEI

SS.

PIETRO E MARCELLINO
il

275

PORGE CALDA.
céleste e
listo,

Queste scène simboleggiano

banchetto
Cal-

sono diverse

dalle altre le quali, corne a S.
(').
la

esprimono invece l'Eucaristia
Ai^apc) indicano
la

Le donne simboliche
rcgno
di

(Irciie,

pace e

carità del

Dio.

Sopra alcune
accademici
nel
di

di

queste pitturc

si

vedono

i

nomi

dei celebri

Pomponio

Leto, discesi in questo sotterraneo

XV

secolo.
1'

Finalmente visiteremo

ultima regione con alcune cripte

già conosciute ed altre recentemente scoperte. Di essa

abbiamo
cubicoli.
le

riprodotto alla pagina précédente una piccola pianta schematica,

appena abbozzata
[5]

e sufficiente solo ad indicare
si

i

Nel cubicolo
NoT^c
di

vede una pittura rappresentante
suo lavoro

Cana,

in quello [6]
di

che segue immediatamente havvi
al

una rara figura
Sieguono poi
zione

fossore intento
dipinti pure
5.

di scavo.

altri

notevoli.

In [7] vi

è

una

imagine deU'apostolo
di candelabri.

Pidro;

m
il

[9]

una élégante decoradel

Si

vede poi

gruppo

Buon Pasfore;

e nel prossimo arcosolio
la

uno
il

dei Bauchcîti s'uiiboJici; e in [10]

scena di Suscnuia.

Ma

più importante cubicolo è quello

segnato

[4], già conosciuto da lungo tempo, in cui si ammira una immagine délia Madonna del iv secolo. La Vergine senza
il

vélo è seduta e présenta

fanciullo

Gesù all'adorazione

di

due Magi (ycdi

pa^^. 2j6').

(l) Cf.

Marl'CCHI. Elhn. d'arch.

chrèl.

:

Xolions ^l'iièruhs, pag. 290-292.

276

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

Nelle pareti dello stesso arcosolio sono dipinti Mosè e Noè;
nella voira

una figura

di

Orante,

la Resiirre:^iûiie di La:{:{arû e la

MohipVicaxione dei
dipinta, e vi
storia di
si

paiii. La volta poi del cubicolo è anche veggono il Biioii Pastore, alcune Oranti

essa
e la

Giona.

Nella prossima regione ed in altre

gallerie

adiacenti
far

si

conservano alcune
utile

iscrizioni,

délie
:

quali

crediamo

cosa

riprodurre

le

più notevoli

^
LEA IN PAGE QVE VIXIT ANNIS QVINQ.VE MENSES VII DIES VII DIE XII KAL IVL

LEONTIE IN PAGE QVE
VIXIT ANNIS XXVII

MENS

IIII

DIE XXVIII

FECIT PRIMVS GVM LABORONE SVE CT^-^
L' espressione
defunto, cioè
la

AVRELIAE FLO /ENTINE VIRVS ET LVGILLA SORI

«

cumlaborone sue

»

indica la moglie del

compagna

délie sue fatiche.

ALTRI MONUMENTI SEPOLCRALI

277

evthicianeti filial dvlcissima
q.vae vixit ann-xi et menses vi
];t

SEIVS IN FACE

parentes

in

page fecervnt
QVI///
VII

BERVS

ASCLEPIADI

ANN

.

VII

MEN

D

FILIO INNOCENTI

FLABIANVM INNO CENTE IN PAGE

PARENTES
HERITE BENEMERENTI///ESSAE

PAGE LAVRENTIAE BENEMERENTI CIVAE BIXIT ANNVS XIS !^ MINVS ^M ZES XX EDIBIT IN PAGE
Aggiungasi
quale
sta al
il

un* ultima

iscrizione
e
:

proveniente

di

qui, la

rauseo Lateranense
riposo delT

contiene una bella

pre-

ghiera per

anima

(')

REFRIGERA

DEVS

ANIMAM
È
necessario

.

HOMw/n(?)
che sotto questo cimitero
la
si

infine notare

estende una imraensa arenaria,
dispendiosa
la

quale rende

difficile

ed assai

conservazione del cimitero stesso, che è perciô

in alcune parti in

un continue
altri

pericolo.

III.

Di alcuni

monumenti

sepolcrali.
altri

Sulla via Labicana sono da segnalarsi alcuni

monu-

menti
Il

cristiani.

mausoleo già ricordato che vedesi

a destra dell' ingresso

del cimitero dei Ss. Pietro e Marcellino, è certamente

un mau-

soleo impériale e simile nella forma a quello di S. Costanza.

Moite testimonianze
Niceforo Callisto

ci

provano esser questo

il

mausoleo
S.

di

S. Elena. L'attiguo cimitero fu

sempre chiamato ad

HcJenam;

Ç)

dice che la raadre di Costantino fu sepolta

(0

C(.

Marucchi, Eïém.
31

d'arch. cbrvt.: Notiotis i;êtiérules,p!ig. 191 seg,

(2) Ecdes. Hist. VIII,

(P. G.

t.

GXLVI,

col.

120).

278
« extra

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
urbem Romanam
in

in

templo rotundo
i

»

;

il

Liber pon-

tificalis ('), gli Atîi di S.

Elena,

Martirologi, gV liinerari lo in;

dicano precisamente
riportato

questo luogo

e più sopra

abbiamo
Quivi

un
il

graffito del cimitero che ricorda sant' Elena.

fu trovato

grande sarcofago in porfido, ora nel Vaticano.
del

Xeir interne
gane degli

mausoleo

si

vedono alcune

iscrizioni pa-

équités singulares.

Questi soldati formavano un corpo
loro

scelto e la guardia d'onore degli imperatori; e la

ne-

cropoli trovavasi in queste vicinanze.

Al

di là di

questo mausoleo, nel 1838,

si

scopri

un ipogeo

nella vigna

Del Grande,

a sinistra délia via

Labicana.

Una

scala

conduce ad una

galleria assai ricca,

adorna
di

di cubicoli

e di gallerie laterali.
il

Le

pareti

sono decorate

marmi ed

pavimento
Il

di

musaici.
il

Visconti e

P. Marchi (^) credettero che questo ipogeo
Ss. Pietro e Marcellino, altri,
il

fosse

una parte del cimitero dei
de Rossi credettero

e lo stesso Ss.

di riconoscervi

sepolcro dei

Quattro Coronati.
ne

Ma

gl'Itinerari

parte alcun sepolcro storico e nell'ipogeo
pitture,
graffiti,

non indicano in questa non si vedono ne
Infatti

ne alcuna

traccia di venerazione. Altri poi

supposero che quest' ipogeo fosse pagano.

non

vi

si

trova alcun segno di cristianesimo, ad eccezione forse délia

Colomba

effigiata in
vi

uno

dei musaici.

E
e

vero che
i

sono

délie gallerie e dei loculi,

ma
il

nel
di

m
se-

IV secolo

pagani
stile

stessi

adoprarono questo
costantiniana

modo
ed

poltura.

Lo

è dell' epoca

mosaico

rassomiglia molto a quello di S. Costanza.

E

probabile che

questo

sepolcro

abbia

appartenuto ad alcuni membri délia
ai

famiglia impériale od

loro liberti. Si tratterebbe in ogni

caso di un ipogeo cristiano afFatto distinto dal cimitero dei
Ss. Pietro e

MarcelHno.

Sulla stcssa via Labicana,

ma

più vicino alla

città, io

trovai

qualche tempo

fa

un ipogeo, oggi

inaccessibile, e che esplorai

(:) In

Vu. Hadriani

I.

(2) 1

monumenli cUlk

arti crisliatie primitive, pag.

45-55.

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA
con

279

moka

fatica.

Vi pénétrai dalla vigna allora Apolloni, più
e

vicina a

Roma,

trovai ciie
la

le

gallerie

si

estendevano a
vi
si

destra délia via sotto

vigna Marolda-Pitilli e

accedeva

da un'arenaria assai pericolosa. La forma in génère era simile
a quella délie

catacombe

cristiane,

ma

le iscrizioni

e gli

em-

blemi indicavano con sicurezza un cimitero giudaico. Infatti
vi rinvenni alcune
le

rappresentanze del candelabro eptalicno e
in

solite

formole epigrafiche

uso presse
si

i

Giudei.

E
dove

qui analogamente a ciô che
si

è fatto per la via

Appia

è descritto

il

cimitero giudaico di vigna Randanini,
di

darô una descrizione
via Labicana da

questo nuovo cimitero giudaico délia

me

scoperto.

E

a taie

scopo credo
la

far cosa
illustra-

gradita ai lettori riproducendo, quasi

per intero,

zione da

me

data parecchi anni or sono di questo cimitero,

tanto più che taie pubblicazione è ora del tutto esaiirita (').

IV.

Cimitero giudaico délia via Labicana.

Sulla fine delPanno 1882, ebbi avviso

dalKaw. Francesco
di
al

Apolloni-Caracciolo che, essendosi riaperta una cava antica

pozzolana neila sua vigna posta fuori
II

la

porta Maggiore

chilometro ed a sinistra

dell' antica
la

via

Labicana,

si

era

veduta dai lavoranti un' apertura,

quale conduceva ad un

ambulacro cimitcriale

(^).

Recatomi
naria che

sul posto,

fu

cosa assai

ardua

il

ritrovare la

comunicazione col cimitero per l'immensa

vastità dell' are-

formava un

labirinto inestricabile di vie.

A

ciô

si

aggiunga lo stato rovinoso del sotterraneo che
da un

minacciava
finalmente

momento

all'altro di crollare e si

comprenderà quanto
Vi
riuscii

fosse difficile e

penosa quella

ricerca.

con

l'abile scorta del

proprietario, che

mi

fu cortese d'ogni

assistenza, e
(i) Cf.

con

la

guida esperta del cavatore Luigi Caponi
cimitero

O. Marucchi, Di un nuovo

giudaico scoperto sulla

via Labicana,
(2) essa,

Roma

1884.
nella
al

La vigna Apolloni trovasi
fu

contrada detta

Monte d'Oro;

dopo quel tempo,

venduta

signor Santé Villeggi.

28o
il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
accompagné
nelle

quale per lungo tempo mi

mie esplorapag.

zioni cimiteriali.

Penetrato

nell'

ipogeo

dall'

apertura [A]

(l'edi

seg."),

mi
altri

trovai in

cristiano

un cimitero che a primo aspetto mi sembrô essendo nella forma générale assai somigliante agli
una seconda volta
[I

già noti. Perô essendo tornato
le

sul

posto, frugando fra

terre
[S],

nell'

ambulacro

L] e precisa-

mente
loculo

al

punto segnato

scoprii sulla

un antico

graffito rappresentante

cake presso di un un candelabro a sette
Aldegli

braccia,

simbolo solenne
di

e notissimo del culto giudaico.

lora

mi awidi
il

aver scoperto
avviso
B.
al

un

cimitero

antichi

Ebrei e ne detti subito

proprietario. Vi condussi
il

anche

mio maestro G.

de Rossi,

quale riconobbe

la

importanza délia .scoperta e mi consigliô a pubblicarne una
descrizione.

mia disposizione nel gennaio 1884 il sunnominato cavatore Luigi Caponi con altri due lavoranti délia Commissione di sacra Archeologia, ma per pochi giorni
Anzi
il

medesimo pose

a

soltanto
lavori

non potendoli

più a lungo distogliere

dai

consueti
il

délie

catacombe romane.

Per quanto brève fosse

tempo concessomi, pure

potei riuscire a trovare fra le terre

alcuni framraenti di terra cotta cou iscrizioni e simboli giudaici

ed a sgombrare dalle macerie una tomba arcuata con
ebraiche dipinte. Inoltre verificai l'esistenza di due
bicoli [G]

lettere

altri

cu-

ed [H] oltre quello che già era accessibile ed è in

planta segnato [B]. Infine
ciai la pianta

dopo aver

descritto ogni cosa, tracai
i

del

sotterraneo

che présente

lettori

nella
e gli

tavola annessa.

Non

voglio tacere

perô che

lavori

studi suddetti furono da
vita:

me

eseguiti

con vero rischio
e

délia

perché essendovi un'unica
al

strada

lunghissima

per

giungere dall'arenaria
stato di

cimitero, e trovandosi l'arenaria in
si

compléta rovina, se quell'unica via

fosse per fra-

namento ostruita, non v'era più modo di uscire. E cosi non mi fu possibile di eseguire esattamente la pianta del sotterraneo con i consueti mezzi geometrici che richiedono tempo
e tranquillità
:

ma

per

il

pericolo

imminente dovetti limitarmi

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA

28

1

^i

282
a

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
piuttosto

famé
Il

un abbozzo segnando ad occhio corne meglio

potei la direzione délie singole strade.

cimitero giudaico da
ail'

me

scoperto
circa
il

si
11

estende

da una

parte

altra délia via

Labicana

chilometro.

La

pubblica via passa alla destra di chi nella nostra tavola guarda
l'arenaria: cosicchè

mentre l'ingresso
vigna

trovasi, corne fu detto,
1'

nella vigna Apolloni a sinistra délia via,

ambulacro

[I

L M]

corrisponde sotto
délia via

la

Marolda-Pitilli, situata a

destra

medesima per

chi esce da

Roma

(').

Ed
La
délie

ora premesse queste generali indicazioni,

veniamo

alla

descrizione del sotterraneo.

pianta

générale

del

cimitero è somigliante a quella

catacombe

cristiane,

con ambulacri che

si

tagliano in

direzioni diverse; ed esso ha pure cubiculi o cappelle aperte

lateralmente

ai corridoi.

La forma pure
la

dei sepolcri è la con-

sueta dei loculi,

come

nei cimiteri cristiani.

La quale somi-

glianza era già nota per
délia via
délia

scoperta délie catacombe ebraiche

Portuense

fatta

dal Bosio, e per l'altra più récente
di

vigna Randanini sulla via Appia,
la

cui

ho già dato

a

suo luogo

descrizione. Vi sono poi anche nel nostro alcune

particolarità tutte proprie dei cimiteri giudaici.

Intanto questa somiglianza di forma mi chiama natural-

mente

a

ripetere

anche qui qualche cosa
i

sulle relazioni fra

gli antichi

cimiteri giudaici ed

cristiani, a

complemento

di

cio che già dissi a proposito del cimitero dell'Appia.

Si è detto che le

catacombe

cristiane derivasstro la loro
ciô

forma

dalle

giudaiche:

ne dovrebbe
esistere

recar
giudaici

meraviglia,
in

sapendosi che

dovettero

ipogei
la

Roma

anche prima del cristianesimo.
dalla

Ne

Chiesa che uscendo
riti

Sinagoga aveva portato seco alcuni
di

e

costumi del
seguace
».

giudaismo, avrebbe sdegnato

farlo,

come

fida

di

Colui che disse:

«Non

veni solvere sed adimplere
nella

Perô

non

è necessario di

riconoscere

forma architettonica

(i)

La vigna Marolda-Pitilli

è

posta incontro all'osteria cosi detta

del Pino.

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA
délie

283
giu-

catacombe
:

cristiane

una imitazione
dire che
si

servilc

délie

daiche

piuttosto

dovremo
il

ambedue derivano da un
dobbiamo riconoprofeti
di quella
il

prototipo

comune

quale

è voluto costantemente iraitare
Il

dall'una e dall'altra religione.

prototipo lo

scere nelle

tombe antichissime
i

degli Ebrei cavate nelle roccie,
i

dove ebbero sepoltura
nazione
e

patriarchi,
il

re,

ed

i

dove secondo

rito

giudaico fu deposto

corpo

santissimo del Redentore:

« sicut

mos

est ludaeis sepelire ».

La Sinagoga
ranee, e queste

e la

Chiesa ebbero
l'

adtinque
di

una ragione
società reli-

sufficiente di conservare

antico sistema
in
di

necropoli sotterle

divenendo poi

ambedue

giose
a

comuni ad un gran numéro
di

persone e non più limitate
quella

sole famiglie,

dovettero necessariamente prendere

forma

rete cimiteriale con
délia

tombe

nelle pareti, che era

una
in

conseguenza
sotterraneo.

natura del suolo e délia destinazione del
quella forma

Ed

inflitti

medesima

la

troviamo

alcuni ipogei di comunità addette a culti idolatrici orientali,

che pure l'aveano derivata dalle antiche costumanze
e
ci si

d'

Oriente:

présenta eziandio in sepolcrigentileschi romani dei tempi
11

imperiali e specialmente del
ligion!
e
gli

e del

m

secolo allorchè

le

re-

usi deir Oriente

erano penetrati per ogni dove

nell'antica società

romana.

Perô

la

differenza del

numéro
fra
i

délie

due comunità porto
cristiani

una differenza
daici:

caratteristicà
i

cimiteri

ed

i

giu-

giacchè mentre

primi destinati ad una sterminata pogli
altri,

polazione presero proporzioni gigantesche,
nenti ad

apparte-

una colonia

assai

meno numerosa,

restarono sempre

ipogei

di

limitata estensione.
i

Ho
stiani
:

dctro che

cimiteri giudaici

sono somiglianti
infatti
gli

ai

cri-

ma

somiglianza non è identità. Hd
di

erano già
distin-

note alcune specialità

forme che

uni dagli

altri

guono. In générale

le

gallerie dei cimiteri giudaici

sono più

larghe délie cristiane, e di forma alquanto arcuata,
riscontra precisamente
nel nostro
di loculi

come

si

cimitero.

I

sepolcri

sono

generalmente a foggia

come

nei cimiteri

cristiani,

ma

a

differenza di qiiesti

sono chiusi quasi esclusivamente

284
da

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
da intonaco.

lastre laterizie e spesso ricoperti intieramente
di

Quelle tombe

forma spéciale che

si

riscontrano talvolta

nei ciraiteri giudaici, cioè quelle fosse aperte orizzontalmente

nel suolo délie gallerie che diconsi cocim, cioè fosse, e che

sono ricordate
secondo
tuense,

dalla Misciià,

tombe che
di

si

veggono frequenRandanini, e che

temente adoperate nel cimitero
il

vigna

Bosio esistevano
si

pure in quello délia via

Por-

non

sono finora trovate

nel nostro cimitero di via

Labicana. In esso pero riscontriamo un'
altra caratteristica tutta

pro-

pria dei cimiteri giudaici, cioè quel corti anibulacri aperti la-

teralmente agli ambulacri maggiori e che nella planta sono
contraddistinti dalla lettera [D]. Questi

sono

assai frequenti

nel cimitero di \'enosa,

come

apparisce dalla planta pubbli-

cata dal Garrucci (').

Nella parte finora accessibile
fondi di corridoio,
sepoltura
i

si

veggono cinque
aver
servito

di

questi

quali

possono

anche per
in

comune

a

più persone,

tenendo luogo

qualche

maniera dei cubiculi o cappelle.
Dei veri cubicoli uno solo
è accessibile ed è

segnato [B]

nella planta, essendo ancora pieni di terra gli altri [H], [G],

dei

quali

ho

verificato nelle

l'

ingresso.

Il

cubicolo
e

[B]

è

assai

vasto con loculi

pareti

laterali

due sepolcri in coIl

struzione [G, G] addossati alla patete di fondo.

medesimo

sistema
di

di sepolcri in

costruzione
al

si

vcde usato nei due fondi
[I L].

ambulacro lateralmente

corridoio

Notera poi riguardo
cimitero ho trovato
1'

alla

forma dei

sepolcri, che nel nostro

arcosolio a nicchia dal Garrucci notato

nel cimitero ebraico di \"enosa, e che da un' iscrizione di quel

medesimo cimitero

è chiamato absis

{'^):

ABSIDA VBI CESQVIT FAVS TINVS PATER
(1)
(2)

Garrucci, Cimitero ebraico Garrucci, ibid. n. 40.

di

Vcnosa in Puglia,

1.

c.

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA
Queste
ritrovate da
e

285

absidi nel nostro cimitero

sono

fino ad ora due,
di

me

nel piccolo scavo che
in planta

ho ricordato

sopra,

sono indicate

dalla

lettera [H].

Accennerô
nel brevissimo

in ultime che, per quanto ho potuto constatare tempo concessomi per V esplorazione, mi è sem[I], in

brato che nel punto
si

fondo

al

lungo ambulacro

[I

L M],

possa riconoscere un anrico accesso del cimitero, giacchc
si

vi

vede

la

volta a fuga di

una

scala ora del tutto ostruita
ail'

dalla terra, e che probabilmente

conduceva

aperto.

Vengo

ora a trattare délie iscrizioni e dei simboli che ho
i

rinvenuto fra
Gli Ebrei

laceri

avanzi dell'ipogeo.

in

Palestina

non

adoperarono

iscrizioni,

ma

presero una taie usanza nei tempi délia dispersione e nelle
terre straniere, imitandola dagli altri popoli
si
;

nel patrio suolo
cippi

contentavano

di

porre
il

sopra

i

sepolcri

o

stèle

di

pietra per riconoscere

luogo. La più antica epigrafe giudi

daico-romana finora nota, quella
minato un
liberto
quell'

Claudia Aster che ho già

ricordato, è dei tempi di Claudio imperatore, essendovi nodi

Augusto

:

ma

del

i

secolo non
11

sembra se ne conoscano
III

altre.

Moite ve ne sono del
la

e

secolo e scritte tanto in latino che in greco;
usi

quai cosa
fatta

mostra sempre meglio l'imitazione degli
dai Giudei dimoranti lungi dalla patria,

stranieri
essi
la

essendo

giunti

eziandio ad abbandonare
usata

la patria favella
i

ed adottare

lingua

comunemente

dai popoli fra
si

quali viveano. Perô anche

nelle iscrizioni

greche e latine

trovano talvolta adoperate
il

alcune acclamazioni in ebraico e segnatamente

saluto so-

lenne DlSîT schalom =
biblica:

«

Pace

»

che è preso dall'espressione
et

«In pace

in

idipsum dorraiam

requiescam

».

Del

resto le iscrizioni

ebraiche sono abbastanza rare nei cimiteri
quasi
del

giudaici del

mondo romano, dove vediamo
locali. Il

tutto

seguite

le

usanze

Bosio non fa

cenno
:

di alcuna epi-

grafe ebraica nel suo cimitero di via Portuense
è trovata nel cimitero délia via in quello di

niuna se ne

Appia

c

pochissime veggonsene

Venosa. Nel nuovo cimitero délia via Labicana

non ne

resta che qualche languida traccia.

2 86

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

Ripetute per maggiore chiarezza queste indicazioni, passo
a descrivere brevemente
di
i

laceri

avanzi di epigrafi dipinte e
ci-

simboli dipinti e

graffiti

che io ho rinvenuti nel nuovo

mitero délia via Labicana.

N.

I.

Framraento

di

lastra

in terra

cotta,

che servi
la

di

chiusura ad un loculo del cimitero. SuUa calce con
era fissata al sepolcro rimangoiio dipinte in rosso

quale

le lettere

GN0/// che sono evidentemente
nota:

le iniziali délia

formola ben
candélabre a
e del

GN0AAG

KGITAI, «hic

lacet».
il

Al disotto è dipinto ugualmente in rosso
sette braccia ricurve,

simbolo solenne del culto giudaico,

quale tratteremo

fra

poco

a

proposito del graffito n.
più complète e con
altri

6,

dove

esso è rappresentato in

modo

accessorî.

N.
calce

2.

Frammento
le
:

di terra cotta simile al
//

précédente. Sulla

si

leggono
e

lettere

OOC/'//. Io supplisco
il

TAOOC
non
Al

cioè sepolcro
si

dovea seguire
Io

nome

del defunto, che
délie altre lettere.

puô distinguere per
il

svanimento

disotto è dipinto

candelabro eptalicno délia medesima forma.

N. una
nella

3.

Altro frammento di terra cotta, che appartenne ad

iscrizione alquanto più prolissa, giudicando dalle

poche
e

lettere superstiti.

Nella prima linea

io

supplisco

[xvHMH

seconda

la

consueta formola èv

tlçtî^vr^

xoc{xHCIC ATtoû.

E

percio dal confronte di altre iscrizioni, propongo di resti-

tuire r intiera frase nel

modo

seguente
[xsx'

:

jivHMH
£V
sîprjVYj

ooxa'ou

èyxwixLwv

KoijaHCIC AXtoO
laudibus. In pace dormitio eius ».
è tolta dal Lihro dei

cioè:

«

Memoria

iusti

cum

La quale
N.
4.

espressione,

siccome è noto,

Proverbi, X, 7.

Lastra di terra cotta con

tre

lettere

ebraiche di-

pinte in rosso.
aleph: e
le

Le tre lettere sono una beth, una sein ed una perciô non vi ha dubbio che debbano spiegarsi per
del saluto usato talvolta nelle iscrizioni giudaiche:
«

iniziali

TÛK DlStt^D,

Beschalom, amen =z In pace, amen

».

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA
N.
5.

287
si

Nella

lunetta di

fondo

di

una tomba arcuata

veggono languide
Quella foggia

tracce di lettere ebraiche dipinte in rosso.

di sepolcri già dissi

che aveva

il

nome

di absis:

e l'abside che contiene Tepigrafe di

cui trattiamo è quella

segnata [Ej nella pianta, presso

la

porta del cubiculo [H].
i

L' iscrizione è tracciata in caratteri ebraici corsivi,

quali

sono
tano.

di iettura difficile

anche per

i

nessi che talvolta presenaltra simile

Ho

provato

di spiegarla

confrontandola con

iscrizione ebraica corsiva del cimitero di

Venosa, interpretata

dal Garrucci.
di

Pongo

qui appresso

il

facsimile délia epigrafe

Venosa:

0/)O^/l-O
b IV V
ih
Il

Garrucci
i"
2'-

la

trascrive cosl in caratteri

comuni

:

linea: nSliaiS
»
:

r

HSt^Û

Dl'^tt?

^23 m3
seguente:

e

la

traduce nel
I* linea:
«
«

modo

Sedes Faustinae».
Requiescit corpus. Pax ».
i

2^

»

:

Si confrontino adesso

due primi segni
délia

délia nostra iscri-

zione con

i

due primi segni

seconda linea dell'epigrafe

288
di

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
e facilmente se

Venosa

ne riconoscerà

la

somiglianza.
il

II

primo segno

è

un nesso
Jiet.

délie lettere ntin e vau,

seconde

è

certamente una

Dunque leggeremo
», cioè
il

ni;

,

«

Nuah

=

re-

quies». Nei segni che seguono délia nostra epigrafe dipinta
io

leggo riTù'

,

«

Sarah

nome
1'

proprio dalla persona
i

cui apparteneva

il

sepolcro.

Dunque, trascurando

segni su-

periori del tutto svaniti ed illegibili,

iscrizione ebraica del

nostro cimitero puô leggersi nel

modo

seguente:

n"ir

m:
di

«Nuah Sarah
X.
6.

= Riposo
di

Sara».

Neir annesso disegno
che
ricopre
il

è rappresentata

stabilitura

fianco

una parte délia un loculo nella parère

deir ambulacro [IL] in prossimità délia scala [I] e precisa-

mente
il

nel

punto segnato [S]

.

Sopra

la

stabilitura è graffito

candelabro giudaico con

altri

emblemi
ci si

simbolici che ora

descriverô.
Il

candelabro a sette braccia
in

mostra

assai più nettasia

mente delineato
dipinti

questo graffito che non
la

nei mattoni

accennati di sopra: giacchè oltre
braccia

forma regolare
estremità
le

délie sue

ricurve, vi riconosciamo aile
le

techae
tallo.

rotonde destinate a contenere

lucerne mobili di

mé-

È questo
alla

il

simbolo più solenne del culto giudaico, che
dispersi
il

richiamava

mente degU Ebrei
Sionne
e

tabernacolo del

tempio

délia santa

che perciô troviamo assai spesso

CIMITERO GlUDAICO DELLA VIA LABICANA
cffigiato sopra
in
i

289

monuinenti

di

quel popolo profugo e vagante

terra straniera.
Il

candclabro gerosolimitano è descritto ncWEsodo Ç); e
ricordo anche Giuseppe Flavio allorchè parla del trionfo
di

ne

fa

giudaico

Tito, dicendo che egli trasportô in
gli altri

sacro oggetto fra

presi
i

nel saccheggio (^).

Roma quel Il Lamy

negô un taie fatto, dicendo che Romani portarono in trionfo una inu'tazione soltanto o una copia del vero candélabre, essendo questo perito, secondo la sua opinione, ncU' incendio del
tempio
s'

(2).

Ma

lo

confutô
di

il

Rolando

e

dimostro che Tito

impadroni

realmente

quel solenne

emblema
la

del culto

giudaico e che autentica deve perciô ritenersi
gine espressa
nei celebri rilievi dell' arco

sua

immaHistoria

trionfale suU' alto
la
il

délia Sacra via (^).

Ed

infatti

il

Libro pontificale,

inisceUa

e

Procopio attestano concordemente che
da
trasportato

cande-

labro gerosolimitano divenne preda dei Vandali di
nel

Genserico
lo

457
a

e

essi

fu

a

Cartagine,

ove poi

riconquistô Giustiniano nel secolo seguente e lo fece trasferire

Costantinopoli.
gli

E non puo ragionevolmente supporsi
documenti
citati,
i

che Procopio e

autori dei

quali

rap-

presentano

la

tradizione dell' antico

mondo romano,
far difficoltà
la

abbiano
qualche

preso un cosi grave abbaglio.
lieve

Ne

deve

differenza che

puô

notarsi fra

forma del candelabro

scolpito nell'arco di Tito e la descrizione
è naturale che lo scultore
si sia

àtW

Esodo, giacchè
di

contentato soltanto

rappre-

sentare

la

forma generica del monumento senza riprodurne
tutti
i

con scrupolosa esattezza

minuti particolari.
ri-

La vera forma
curve,

del candelabro eptalicno era a braccia

come vediarao appunto

suU* arco di Tito e nei

monuRan-

menti giudaici
sarcofagi,

di più accurata esecuzione.

Tali sono parecchi
del

come

quello

importantissnno

cimitero

(r) Exod.

XXV,

31 segg.;

XXXVII,

17.

(2)
(3) (4)

Di helïo ludaico, VII, 17. De tabernaculo foederis, III, c. iv, sez. 3. Rolando, De spoliis templi HierosoUmitani

in

artu THiano Roinae

conspictiis,

GuiJn Calacombt romant.

'9

290
danini e
1'

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
altro
d'

ignora provenienza che
('); la stessa

si

conserva nel
in

museo Kircheriano
Le braccia
si

forma troviamo

moltissime

iscrizioni giudaiche, in molti vetri e sopra
rettilinee piegate

numerose lucerne.

ad angolo sono un' eccezione che

riscontra soitanto in alcune rappresentanze

meno

accurate
del

e più

compendiose
ci

e

forse di epoca più tarda.
i

Il graffito

ciniitero di via Labicana, corne pure

dipinti délie tegole

che

ho accennato,
la

presentano

la

forma

a braccia ricurve, cioè

più regolare ed autentica e quindi più antica.

Dobbiamo

infine riconoscere in quella rappresentanza, cosl spesso ripe-

tuta nei

monumenti, una professione solenne
nel
graffito
altri

di culte giudaico.
il

Ma

da

me

scoperto, oltre

candelabro,
descrivere

si

veggono
Sotto
si

alcuni

simboli che è necessario

e

brevemente commentare.
il

candelabro, ad onta délia rottura dell'intonaco,
di

distingue benissimo un ramoscello
il

più in basso
io

principio di un oggetto ricurvo.
di

palma ed alquanto Nel primo
terminato

riconosco quel fascetto
in

plante aromatiche,
il

appunto
divevasi
sare
il

un ramo Qnlab)

di
;

palma,
nel

quale con parola rabbinica
di

^'pi'?

secondo oggetto credo

ravviceri-

frutto del cedro, adoperato

frequentemente nelle

monie religiose. Quesii simboli li vediamo rappresentati nelle monete giudaiche attribuite al pontefice laddo, che recano scritto l'anno iv délia liberazione d' Israello ('), nelle monete
délia rivolta

famosa

di

Barchocheba

ai

tempi

di

Adriano

(3),

ed in

alcuni vetri giudaici

pubblicati dal Garrucci (^).

Del

lulab o fascetto di plante
e gli autori délia Misciià
:

fanno menzione Giuseppe Flavio
il

ed è certo che tanto

lulab

quanto

il

cedro erano simboli e ricordi délie feste lietissime dei Tabernacoli, giacchè in quella occasione,

come

prescrive

il

Levitico

(XXIII, 40),
(i)

i

Giudei dovevano danzare tenendo
ebraico di

in

mano

Garrucci, CimiUro

Venosa in Puglia, tav. pag. 16.

(2)

De Saulcy,
pi.

Recherches sur }a numistnatique judaïque, Paris,

1854,

pag. 21 segg.
(3) Ibid. (4)

XI,

I,

3, 4.

Feiri, tav.

V, pag. 44 segg.

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA
le

29
»,

1

D^IÇi'1
"i'

n25

(Jcapoth timarwî),
,C^•''''^

«

spatulae

palmarum
arboris

ed

il

T7^f

"'"!?

{p^i'i

hadar'),
il

« fructus

pulclierri-

mae», cioè precisamente cedro. E questi altri eniblemi completavano
delabro, ricliiamando alla

il

coiicetto dcl can-

mente

del popolo
si
i

non solo

il

tempio,

ma

anche

le

solenni festività

che

celcbravano un iriorno

nella santa Sionne, verso la quale

Giudei avevano sempre
sepolcrali, quel simboli

rivolto

il

pensiero.

E

nei

monumenti
i

significavano

un augurio, che
di

cari

defunti

dormissero

in

pace aU'ombra dei santi tabernacoli del vero Dio.

N. un

7.

Frammento
Vi

terra cotta

che servi

di

chiusura ad

locLilo.

è dipinto in colore rosso

strana, coraposto di

intorno a cui è

un oggetto di forma un grosso tronco pi mtato verticalmente attorcigliata una fascia e che sostiene una

traversa orizzontale da cui
in

pendono

alcuni veli. lo riconosco

questa figura una rozza rappresentanza délie tende o bale
qu.ili
il

racche sotto

popolo

d' Israele

doveva dimorare
Tabersotto le

ogni anno per sette giorni nelle
nacoli, in

feste già ricordate dei
fatta dai suoi padri
d' Egitto.

memoria

délia

dimora

tende allorchè fuggivano dalla schiavitù

Quest'altro simbolo dei Tabernacoli è nuovo fino ad ora
e di

grande importanza, e spiega sempre meglio
osservarsi che

il

concetto

rappresentato dagli emblemi già descritti del lulab e del cedro.

E deve
per
gli

il

ricordo dei Tabernacoli doveva avère
oltre
il

Ebrei

délia

dispersione,

religioso,

anche un
cioè

significato politico relativo al
festa
la

regno giudaico: giacchè quclla
le

solennissima coincideva pure con

cncenic,

con

dedicazione del nuovo tempio fatta da Erode, e con Y an-

niversario délia sua esaltazione.

Ed ora mi nuovo cimitero
al

resta
si

ad

accennare che in molti
di vetri

loculi

del

veggono avanzi
del tutto

murati nella calce,
a

difuori,

in

modo
di

analogo

cio che

si

vede

nei ciraiteri cristiani. Questi vetri giudaici,

come

i

cristiani,

sono frammenti
di

coppe o

tazze, le quali
i

avevano

servito,

neir atto délia sepoltura, per aspergere

cadaveri di

aromi,

balsami e

di

odorosi liquori: e spesso erano vasi adope-

292
rati

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
nei festivi banchetti
vasi
cristiani
di

degli antichi Ebrei, corne

i

somi-

glianti

avean servito talvolta nelle agapi sacre.

Un

saggio

questi vetri giudaici adorni di simboliche rap-

presentanze puo vedersi nella insigne opéra del Garrucci sui
l^etri

cim.Uriali,

nella tavola
i

V. Sono per

lo

più

lavorati a

fondo d'oro e presentano
hilab, del corno dell'

noti

emblemi

del canddahrOy del

iiJi:(ionc

e dell' aron ossia

custodia délia

legge.

I

frammenti

di

vetro che fino ad ora ho potuto os-

servare nel
in

nuovo cimitero non hanno alcun simbolo, ma
délie traccie evidenti di doratura; ad
è certissimo

alcuni

ho constatato

ogni

modo
in

che appartengono anch'essi

alla

me-

desima categoria dei già nominati.

Ma

questa

classe

di

cimeli giudaici

un monumento
la

prezioso, e fino ad ora unico, è l'insigne vetro con
grafia del

sceno-

tempio

di

Gerusalemme
il

nel fondo, che fu pubbli-

cato e dottamente illustrato dal de Rossi (').

La prospettiva rappresenta
late di

portico di
le

Salomone ed
due colonne

il

tempio nel mezzo, innanzi a cui sorgono

iso-

bronzo, descritte nel Libro dei Re, nelle Croniche ed in
Nella parte anteriore délia scena
si

E:(echie!c (").

veggono

i

noti simboli del candelabro, del liilab e del cedro,
ai vasi sacri del

insieme

tempio. Intorno all'edifizio
cioè:
«

si

legge: OIIvOCpacis,

IPHvr^C
con

AABG EÏAOriAv,
»:

domus

accipe

benedictionem
tico
« le

e

l'

iscrizione continua al di fuori del por^r,aa'.ç

parole:

-''v£

[xexà -ôiv
».

CCDX IIANTCON
il

bibe et vives

cum

tuis

omnibus
fondo

Da

questa acclamazione ha dedotto giustamente
il

de Rossi

che l'insigne vetro fosse
conviti religiosi presso
la

di

una tazza adoperata nei
per

gli

antichi Ebrei e precisamente

cerimonia del

«

calix benedictionis », usata nella festa dei
la

tabernacoli, ed a cui manifestamente allude

trase:
il

AABEquesto

ETAOriAN. E
(i)
latin,
t.

a taie proposito ricorderô

che

rito di

Verre représentant
II,

U

temple de Jérusahm, negli Archives de V Orient

1883, pag. 439-S)di artisti fenici

(2)

Erano opère

e

si

l'altra Boa:{ Cfr. III Reg.

VII, 21

:

Paralipom.

II,

chiamavano l'una Jakin e 3,17: E^echiel, XL, 48, 49.

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA
calice di benedizione,

293

del quale tutti

i

commensali dovevano
nell'

gustare, era usato anche nella Pasqua; e fu qucllo stesso di
cui voile servirsi
istituire
si
il il

divin

Redentore

uhima cena per
Dalle quali cose
a cui
siffatti
si
ri-

sagramento
più

délia

Eucaristia (').

comprende quanto siano important! per T uso
i

feriscono, anche
giudaici.

meschini

framnienri

di

vetri

voglio tacere

clit;

l'insigne vetro del tempio geroso-

limitano ebbe assai probabilmente una relazione col cimitero

giudaico délia via Labicana. Infatti esso fu trovato
in

fra le terre

un ambulacro del cimitero

dei

Ss. Pietro e

Marcellino
:

detto ad Dtias Laiiros, a brève distanza dalla vigna Apolioni

e perciô è assai verisimile che

il

vetro appartenuto prima al

cimitero giudaico, o a qualche persona addetta a quel cimitero, fosse poi

comprato
adornarne

fin dagli antichi

tempi da un qualche
vicino

cristiano per

un sepolcro

nel

ipogeo ad
suUa via

Diias

Lan r os.
ciô

E da
mente
si

deduco che

il

cimitero degli Ebrei

Labicana servi a persone
sarà stato ricco di

di

qualche conto

e

che probabili

altri

cimeli di questo génère,

quali

troverebbero eseguendo uno sterro negli ambulacri ancora

ostruiti.

E son convinto

"che intraprendendovi

una regolare
vastità del ci-

escavazione, apparirebbe pure délia

medesima

mitero

Randanini suU'Appia, essendo già molti, nel brève
gallerie laterali, adesso
ri-

spazio accessibile, gli accenni di

colme

di

terra.

Passiamo ora
délia

a vedere se

il

cimitero giudaico da

me

sco-

perto sulla via Labicana avesse relazione con qualche centre

comunità
gli

israelitica, nell'

interno

dell'

antica

Roma.

Che

Ebrei vivessero separati
;

dal resto
in

délia popola-

zione lo afferma Tacito (')

e

che abitassero

gran numéro
(*).

nel Transtevere lo ricaviamo da Stazio
(1) Cfr.
(,2)

Q)

e

da iMarziale

anche Ugolini,

Dissertatio de ritibus in coena Dotnini, etc.

«
I I

.

(î)

.separati epulis, discret! cubilibus » {Histor. V, 5). Sylvar. V, v. 72-74.
.

(4)

Epigr.

XLII,

V.

3-5.

2 94

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
il

Nel Transtevere esisteva
dei tempi

loro principale quartiere,

il
il

ght'ita

romani, Bosio

di

cul perô
di

non

si

conosce ancora
le

posta

preciso.

Il

fu

parère che
nei

abitazioni

giudaiche

transtiberine

fossero aggruppate

dintorni

délia odierna
la

chiesa

di

S.

Salvatore délia Cor te:
tal

ed anzi propose
;

conoggi

gettura che

nome

dérivasse a curtis luàaeis (')
il

ma

sembra più verisimile che
piuttosto dalla

titolo

di

quella
coortc

chiesa derivi

prossima srazione délia
di

VU

dei vigili.

Dalla scoperta

un' antica iscrizione

sembra

potersi dedurre

che

gli

Ebrei dimorassero non
infatti

lungi dalla cosi

detta porta
circa quella

Settimiana:
località
si

nei lavori dei
la

Tevere eseguiti
:

rinvenne

seguente epigrafe

lACQX
Aie

APXCUN
Questa meraoria
arconre, cioè
stare affissa
di

O
il

un Giasone,
capi
délia

quale fu per due volte

uno

dei

comunità giudaica, dovea

eseguire
il

ail' edifizio délia sinagoga, dove egli avrà fatta un qualche lavoro essa indicherebbe pertanto che religioso edifizio délie adunanze israelitiche dovea trovarsi
:

in

quei dintorni.

Questi
cimitero

Ebrei

dei

Transtevere avevano
li,

il

loro proprio

non

lungi di

suUa via

Portuense, cimitero che

fu scoperto dal Bosio nel 1602,

e poi

divenne inaccessible
già
si

per qualche

franamento

di

terra,

corne

disse

a

sua

luogo

(3).

Un

altro quartiere israelitico, forse di origine posteriore al

dei Circo

estendeva dall'antico Emporio ai dintorni si Massimo e giungeva fino al bosco di Egeria, adiacente alla porta Capena di Servio Tullio (^). E gli abitanti
Transtiberino,
(i)

Roma

soUiiratiea, pag. 141.
8.

(2) Bull, archeol. comiin. 1881, pag. (3)

Se ne veda

la

descrizione nella

Ronui sotUrranea dei

Bosio,
10-20.

pag. 141 segg.
(4)

FiLONE, De Ugaiione ad Caium, 9; Giovenale, Satyr.

III,

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA
di

295

qiiesto

nuovo centre avevano pure
quella via.

i

loro sepolcri fuori

delhi porta più prossima, cioè sulla via Appia, corne

vedemmo

nella illustrazione di

Insomma
le

gli

antichi Ebrei seppellivano
ai
i

i

loro morti lungo

vie

più prossime

loro centri di abitazione, corne sap-

pianio che facevano
deli,

cristiani
titoli

deponendo

i

cadaveri dei fe-

dimoranti nei vari

o parrocchie, nei cimiteri più

vicini ai titoli

medesimi

e

che da questi dipendevano.

Da
il

siffatti

confronti puô dedursi per analogia che anche

nostro cimitero délia \ia Labicana abbia servito ad un quar-

tiere

giudaico posto non lungi dalla porta Esquilina, da cui
le

prendeva

mosse qucIla

strada.

La porta Esquilina
di

stava

air estremità méridionale dell'

aggere

Servio e

vien colfu

locata dai topografi precisamente in quel

punto ove

poi

eretto l'arco onorario dell'imperatore Gallieno, detto

moder-

namente, dal
sue

nome deUa prossima

chiesa, l'arco di S. Vito.

Tutti sanno che T aggere di Servio,

come
vi

il

restante délie

mura, fu nei terapi imperiali intieramente coperto da
pubblici e
privati e
fra questi

edifizi

furono anche délie

taberne o botteghe.

Da

un' a;itica iscrizione sepolcrale impafra le

riamo cosi per caso che,
di

taberne situate presso l'aggere
tal
la

Servio, vi era quella di
di

un

Publio Corfidio Signino,

venditore

frutta Çpofiiariiis),

cui botteguccia era distinta
»,

dalla indicazione topografica «

de aggere a Proseucha

affinchè

raeglio

si

potesse riconoscere.

DIS
P
.

M

CORFIDIO
.

SIGNINO

ET
(l)

POMARIO DE AGGERE A PROSEVGHA SALLVSTIVS HERMES Q. AMICO BENEMERENTI NVMERV.M OLLARVM DECEM (')
• •

GrUT.

651, II; OrELI-I, 2)2).

296
Ora
nizzanti
è
il

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
notissimo che proscucha dicevasi dagli Ebrei
elle-

luogo délie loro comuni adunanze, e che perciô

era la stessa cosa délia sinagoga (').
di

Dunque

presse l'aggere
tutti

Servie esisteva una sinagoga giudaica a

notissima,

se potè servire di indicazione per la taberna

di

Corfidio Si-

gnino.

E

perciô è ragionevole

il

supporre che intorno a quello credo che

l'edifizio

esistessero pure abitazioni giudaiche.
si

taie

proseuca

trovasse
la

poco lungi

dalla portn
la

suddetta e

dove avea principio
Viminale; e son
di

regione délia Suburra,
fra

quale poi
1'

si
il

estendeva nella gola compresa

l'Esquilino,

Oppio

e

parère che questa fosse precisamente
Sibiircnsi, dei quali si fa

la

sinagoga dei Giudei chiamati

menzione
:

nel seguente titolo sepolcrale di

un Nicodemo

loro arconte

GNTAAG KeiTAI
XeiKOAHMOC APXCOX
CIBOrPHCICUN KAI

PACIOeiAHTOC
AiTcox A hAAgpAAb GAPIA BAABIXGCOTGPe (sic) Oï AGIC AGAXATOC
.
.

Q

Infatti

la

sinagoga dei Sihnrensi prese certamente
di

il

nome

dalla

Suburra: e sapendosi che sul confine
1'

questa antica

regione, cioè presse
tichi Ebrei, chi

aggere, esisteva una proseucba degli anreligioso edifizio

non vede che questo
il

doveva

appartenere a quel centre di popolaziene giudaica?

Da
cana,
la
il

ciô

ne segue eziandie che
al

cimitero délia via Labi-

più pressimo

quartiere indicato,

dovè
i

servire per

sepeltura di cotesti Ebrei délia Suburra,

quali

avevano

(i) Ferrigni, Arcbaeologia Hebraica, pag. 321-22.
(2)

Corpus

Inscr. Graec.

6447. Un' altra iscrizione dei Giudei sihu-

rensi fu trovata nel cimitero di vigna Randanini.

CIMITERO GlUDAICO DELLA VIA LABICANA
l:i

297

Servie Tullio non lungi Potremo duiique chianiarlo « il cimitero dei Siburensi ». E probabilmente in questo sotterraneo, ove fosse esplorato, si troverebbero moite memorie délia sinagoga siburense e forse dalle iscrizioni si potrebbero ricaloro sinagoga presso l'aggerc di
dalla porta

Hsquilina.

vare notizie

importanti sulla costituzione di quella giudaica

comunitA.
Intanto gioverà osservare corne
la

scoperta

di

questo

ci-

mitero confernii
getturarsi

e dimostri

pienaraente, ciô che poteva conl'esistenza di questo quartiere giu-

anche prima, ossia
l'Esquilino ed
il

daico
altri

fra

Viminale,

il

quale, aggiunto agli

due accennati
fosse
il

di sopra, ci

insegna sempre meglio quanto
Ebrei
l'

grande

numéro
ci

degli

nell' antica
cli'

Roraa

;

e

questa loro moltitudine
e'\

spiega

influenza

essi
i

ebbero

esercitarono nei tempi délie persecuzioni contro

cristiani.

E
aile

qui

mi fermo, per

ora,

non potendo aggiungere
le
si

altro

cose dette: perché ad onta di tutte

mie premure, non
quindi

ho mai potuto ottenerc che
vazione regolare
in

ponesse opéra ad una escae

questo importante sotterraneo;
a

ho dovuto rassegnarmi
simo

pubblicare

la

descrizione del pochispérisse la

fino ad ora visibile, affinchè

non ne
in

memoria.
quale

E mi auguro che un giorno
servire ad intraprendere

queste mie indicazioni possano

uno scavo
(').

questo luogo,

il

sarebbe di un risultato sicuro

(i)

Alla fine

di

questa descrizione mi
tutti

piace

di

indicare

che una

spéciale pubblicazione di

gli

antichi ciniiteri
il

giudaici
dott.

del niondo

romano
dotto

si

viene preparando dal mio illustre amico

Nicola Mul;

LER, profossore di archeologia cristiana nell'università di Berlino

il

quale

arcbeologo scopri pure, nlcuni anni or sono, conie già
ipogeo giudaico sulla via Appia.

dissi,

un

altro piccolo

0—
I

CAPITOLO VI
(»)

CIMITERI DELLA VIA TIBURTINA

LA
tina).

porta

Tiburtina

délie

mura

di

Aureliano
a

serviva di

passaggio

alla strada

che conduceva

Tivoli (via Tibur-

Rescaurata da Onorio,

come

attesta V iscrizione
il

che

si

vede ancora aU'esterno

dell'arco,

conservé

suo

nome
et et

fino

(i) Itinerario di Sal^bour^: « Postea illani

viam demittis

pervenies

ad S. Ypolitum martyrem qui requiescit sub terra in cubiculo,
eius et martyr, quas
et

Concordia

mulier eius martyr, ante fores; altero cubiculo S. Tryphonia regina et
martyr,
et

Cyrilla

filia

Mcditus {Uggere: Messius)

Decius

interfecit

uxorem

filiam,
ibi

et

S

Genisius martyr. Postea per-

venies ad ecclesiam S. Laurentii,

sunt

quis speciosiorem et pausat, et est
in

magnae basilicae duae in quarum parvum cubiculum extra ecclesiam
et

hoc occidentur.

Ibi

pausat S, Abundius

Herenius martyr via Ti-

burtina; et

ibi est ille

lapis

quem
et

tollent digito multi

homines nescientes

quid faciunt. Et in altéra ecclesia sursum multi martyres pansant. Prima
est

Cyriaca sancta vidua
S. Crescentius
S.

martyr,
et

et in altero

loco S. lustinus, et iuxta

eum

martyr

multitudo sanctorum, longe in spelunca

deorsum

Romanus

martyr. Postea ascendes ad ecclesiam S. Agapiti

». De locis 5>, Mariyrum: « Iuxta mono: prope murum civitatis ecclesia est S. lanuarii episcopi et martyris, eademque via) ecclesia est S. Agapiti multum hoiiorabilis martyrum corporibus. Kt prope eanJem viam ec-

martyris et diaconi S. Syxti papae
(d" un' allra

viam Tiburtinam

clesia est S. Laurentii maior, in
et ibi basilica

qua corpus eius priraum fuerat humatum, nova mirae pulchriiudinis, ubi ipse modo requiescit. Ibi

quoque sub eodem altare Abundius est depositus et foris in portico lapis est, qui aliquando in coUoeiusdem Abundi pendebat in puteum m'ssi: ibi Hereneus, lulianus, Primitivus, Tacteus, Nemeseus, Eugenius, lustinus, Crescentianus, Romanus, sunt sepulti, et S. Cyriaca, S. Symferosa et lustina cum multis martyribus sunt sepuiti. Inde in boream sursum in monte
basilica
iacet.

S

Hippolyti

est,

ubi ipse
fuit

cum

familia sua tota XVIIII martyres
Ibi est

Carcer

ibi est in

quo
sunt

Laurentius.

Triphonia uxor Decii
et S. di

Caesaris et Cyrilla
et «

filia

eius: inter utrasque
».

Concordia

Geneseus,
:

multi martyres

ibi

Itinerario di

Guglidmo
et

Mahnesbtiry

Sexta porta et via Tiburtina, quae
iacet S.

modo

dicitur S. Laurentii,

iuxta

hanc viam

Laurentius in sua ecclesia

Habundius martyr. Et

CIMITERO DI
al

S.

LORENZO

299
Grego-

secolo
si

viii

;

nel Liber pontiJicaJis (alla biografia di
il

rio II)

comincia. a trovare

nome

di porta S. Laurcntii.

Sulla

via Tiburtina vi

erano basiliche, oratorî e due grandi

cimiteri,

cioè quello di S. Ciriaca e l'altrodi S. Ippolito, e

taie topografia ci

viene indicata dalla Notitia ecclesiarnin, dal
dall' Ithierario

De

locis

Ss.
di

Martyriun,

di

Malmesbury

e dal-

r altro

Hiiisicdclii.

I.

Cimitero

di Ciriaca o di S.

Lorenzo.
dal

Questo cimitero vedova
cristiana;

è cliiamato di

Ciriaca

nome

di

una
del

ma

tutta la sua

importanza dériva dal sela storia

polcro di S. Lorenzo.

E

abbastanza conosciuta
jltti

santo diacono

;

ed è noto che dei suoi
il

possediamo una
altri

recensione compilata verso
ci

v secolo. Molti
martirio di san

docu menti

permettono

di fissare

i

tratti
il

principali délia sua vita.

Eu-

sebio nella Cronaca (') pone

Lorenzo

nella

persecuzione

di

Decio;
di

ma

la

nella Storia
al

Ç^
di

si

corregge met-

tendo
renzo.

il

nome

san Fabiano
(^)

posto

quello di san Lo-

San Cipriano

data esatta della morte del papa

ibi

prope in altéra ecclesia pausant hi martyres, Ciriaca, Romanus, lu-

stinus, Crescentianus, et ibi

non longe Ipolitus

vel basilica S. Ippolyti,
ibi

ubi ipse

cum

familia sua pausat, iJ est XVIII. Et
et filia eius Cirilla et

requiescunt beata
eius.

Triphonia uxor Decii
d'EinsiehUn
« In

Concordia nutrix
».

Et
in

in altéra parte viae illius
:

est

ecclesia
foris

Agapiti martyris

Itinerario

via

Tiburtina

murum
«

in

sinistra

S. Ypoliti,

dextera S. Laurentii».
tyris, ubi

Vita Hudriaiii I:
quiescit,

Basilicam S. Laurentii marbasilicae maiori,

sanctum corpus eius
praesul
S.

adnexam

quam

dudum isdem

construxerat,

ultro citroque a

ncvo

restauravit.

Immo

etecclesiam

Stephani iuxta

eam

sitam, ubi corpus S. Leonis epi-

scopi et martyris quiescit, simlitcr undique renovavit una
terio beatae

cum coemecoetnderiorum

Cyriacae seu adscensum

eius.

Coemeterium

beati Hippolyti

martyris iuxta S. Laurcntium a novo renovavit».
e

litdt'X

libro Mirahiliinn:

(1) Chron.

II,

«Coemeterium in agro Verano ad 25 (P. G. t. XIX, col. 573).

S.

Laurentiuni

».

(2) Hist. Eccl.
(5")

«

Xystum
die, et

VI, 39 (P. G. t. XX, col. 600). auteni in cimiterio animadversum sciatis octavo

iduum

augustarum
[P.

cum

eo diaconos quatuor

» (£/>.

lxxxh ad

Successuni

L.

t.

IV, col. 430])

300

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
i

Sisto II (6 agosto 258); ora san Lorenzo, corne indicano
Martirùlogi, fu martirizzato tre giorni

dopo

il

pontefice:

«

Post

passionem

beati Xysti, post tertia die, passus
il

est beatus

Lau-

rentius», dice

Martirologio Geronimiaiio. Prudenzio nel suo

Pcriskphanon
Atti lo

(') fa allusione al prefetto

che

lo

condannô. Gli
;

chiamano erroneamente Cornélius
di

Saecularis

giacchè

il

nome

costui figura nella lista dei prefetti,

ma

egli vi

è infin

dicato all'anno 354.
dal IV secolo, san
taie tradizione è
siedeln,

Seconde una
pati
il

tradizione che esisteva

Lorenzo

supplizio délia graticola; e
d'Eiii-

anche meglio specificata nelV I tin erario

ove

si

indica che cio

avvenne

in

un

edificio del \^imi-

nale.

Questa memoria
«S.

è consacrata dalla chiesa di S.

Lorenzo
assatus

in Panisperna:
est »

Laurentii in

Formonso

ubi

ille
il

Ç). La preghiera, riportata da Prudenzio, che
fatto

diacono pagana,

morente avrebbe
nerato quasi

per

la

conversione di

Roma

contribul molto allô sviluppo del suo culto; onde egli fu veal pari

degli Apostoli.

Il

suo corpo fu trasportato

da un prête
cristiana

di

nome
via

Giustino, nella proprietà d'una matrona
a

suUa via Tiburtina:

\'enientesque in praedium viillic

duae Cyriacae,
babile

Tiburtina...,

deposuerunt
«

eum

in

Cyriacae viduae praedio in agro Verano
che
i

(3).

É

assai pro-

il

martire fosse deposto in un cimitero privato,

perché

cimiteri délia Chiesa

Romana

erano

stati

confiscati

(

allora proprio da Valeriano

(258). Più tardi, probabilmente

sotto Diocleziano, quello di Ciriaca lo fu egualmente, corne

racconta
«

il

Liber pontijicalis

nella biografia di S.

Silvestro:

Possessio

cuiusdara

Cyriacetis,

religiosae feminae,
».

quam
fu poi

fiscus

occupaverat tempore persecutionis
Chiesa da Costantino.

Quel luogo

restituito alla

Una grande

oscurità ré-

gna

sulla storia degli altri martiri sepolti in

questo cimitero;

san Giustino, san Crescenzio ovvero Crescenzione, sant' Ire-

neo, sant'Abbondio,
(i)

i

soldati sant' Ippolito e san

Romano

ed

Hymn.

11

(P. L.

t.

LX,

col.

298).

(2) Cf.

Urlichs, Codex

iirbis

Ronuie topographicus, pag. 71.

(3) Verano è il cognomen di un proprietario del cimitero, il quale personaggio appartenne probabilmente alla famiglia stessa di Ciriaca.

CIMITERO DI
nitri,
i

S.

LORENZO

3OI

quali quasi tutti appartennero probabilniente alla stessa
di

epoca
Il

san Lorenzo (').
al

sepolcro di S. Loroiijco resté sempre
si

medesimo posto

ove anche oggi
lungi di
11.

venera; quello di S. Ciriaca cra forse non

Il

cimitero, anche
di essere

dopo

le
;

grandi traslazioni del
e nel

IX secolo,

non cessô
prossime

visitato

niedio evo se
si

ne poteva percorrere una
le

parte, cioè quella

ove

estendono

gallerie
Il

alla

cappella di S. Ciriaca.

Bosio ne esploro una parte ragguardevole; e nel 1^16
il

vi

scopri un cubicolo,

cui

arcosolio aveva l'immagine di

una

Oraiite e che egli giudico per l'arcosolio délia stessa S. Ci-

riaca (').

In una cappella liturgica trovô un altare, una cat-

tedra

e

una

iscrizione

assai notevole

con

la

menzione

del

martire locale:

IVLIA EXIBIT
Boldetti

SANCTO MARTYRI LAVRENTIO III KAL OCT DEP KAL
vide
il

SS

Il

pure qui una preziosa iscrizione, délia
solito,

non fece gran conto; essa parlava di una tomba acquistata IN CRYPTA NOBA RETRO SANCTOS. Il Marangoni vi scopri una cripta ornata di musaici. Il P. xMarchi pubblico parecchi monumenti di questo
quale perô, seconde
cimitero,

ma
I

specialmente sotto

il

punto

di vista

architetto-

nico
giato

(-^).
il

lavori del cimitero

moderno hanno molto dannegnel
la

sotterraneo. Cominciato

1837, questo cimitero
parte bassa ove trovasi

non comprendeva da principio che
il

quadriportico. Più tardi
«

si

voile prolungarlo fino sulla coUina
si

chiamata

Pincietto »

e allora

distrussero moite gallerie

;

e le iscrizioni e

le pitture

rimasero

esposte

aile

intempérie.

(i)

degli Atti di san Lorenzo, da

Questo martire Crescenzione fu probabilmente il povero cieco non confondersi con il Crescenzione o CreRom.
iotl.

scenziano del cimitero di Priscilla.
(2)
III,

41.
primitive, pag. 109-121, 225-227.

(î) /

monumenti

dcïle arti cristianc

;o2

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

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«--3

.

CIMITERO DI
Le cose rcstarono
proteste degli
in

S.

LORENZO
verso
il

303
le

taie st;ito fin

1894, malgrado

archeologi.

l'inalmente io potei ottenere che

r Amministrazione municipale

impedisse ulteriori

danni del

Piàuttà l

de]la parte

centrale deJ cimitero

di Ciriaca comspondentt
sotto l'odierno Pincetto

ed il lucernario aperto
pressa
la

tomba Ricci

eSCHlcfii'

Ot

Rominii

sacro

monumento
di fare
si

e

concedesse anche un sussiiio,
e qualclie

il

quale

permise

qualche escavazione

restauro.
del cimitero,

Attualmente

possono

visitare

tre regioni

304
aile quali si

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
accède per
tre ingressi distinti nel

moderno camLocappella di

posanto

(').

La regione

principale confina colla basilica di S.

renzo

e

giunge fino

alla

tomba

di

Pic

IX

e alla

S. Ciriaca; l'ingresso di

questa trovasi nel cimitero moderno,

vicino alla cappella délia famiglia Odescalchi [a] (y. la piaula,

a pag. )02).

Poco dopo questo

ingresso, vedesi un arcosolio

con l'iscrizione dipinta:

ZOSIMIANE IN DEO
;

Ylvas

(?).

Le
il

pitture che

adornano

l'arcosolio rappresentano, nel

mezzo,
Giona

Salvatorc seduto fra due santi

sulle pareti laterali,

e

Mosè; nella voira

il

Biwn Pasiore
il

in

mezzo ad

alcuni alberi;

a dritta e a sinistra

Giudix'w delF anima. Nella parte ante-

riore dell'arcosolio si

veggono alcune pécore innanzi ad una

transenna, gruppo che vi fu dipinto per riprodurre P effetto
di

un sepolcro

isolato.

(i) Attesa la difficoltà di fare

una pianta esatta dello stato attuale

del cimitero e perché esso è ostruito da frane,

ho notato

nella pianta

schematica soltanto

gli

ingressi

attuali.

CIMITERO DI
Poco
distante di qui, in

S.

LORENZO
si

305
vede una

una
il

galleria a destra

iscrizione greca, suUa quale

monogramma

è anche un' ab-

breviazione del

nome

del Salvatore:

AvTCUNINOC
«

^
Cristo!»
si

Antonino, vivi

giiistificato in

Continuando da questa
stanza estesa

parte,

visita

una regione abba-

ma

intieramente devastata e con moite gallerie

ripiene di terra.

Ritornando
lerie e

ail'

arcosolio

dipinto, traversate
si

alcune gal-

discesi pochi gradini,
in

pénétra per un'apertura
il

mo-

derna

un piccolo ipogeo

fh],

quale da principio fu crein

duto un cubicolo cristiano e che

realtà è
di

un colombario
mitologico

pagano

come provano

le

pitture
e
le

soggetto

{Apollo), le

oUe cinerarie

iscrizioni.

In origine
scala che

aveva

una porta
alla strada;

spéciale ancora visibile ed

una

metteva

nei secoli posteriori,
le

i

cercatori di reliquie, passati

di qua,

sfondarono

pareti per inoltrarsi nel sotterraneo.
di

È
di

da notarsi in questo colombario un bollo
ora unico, con
le

mattone, fino ad

parole

zDIBVS

MART

(').

La insegna

questa ofEcina potrebbe coUegarsi ad un ricordo délia morte di

Cesare avvenuta in quel giorno. Trovasi pure in questo co-

lombario

la

seguente iscrizione:

D
. •

M

M AEMILIO ELPIDE PHORO PAPIRIA SE
CVRA COIVGI BENE MERENTI CVM Q.VO VI XIT ANN VIII M III QVI VIXIT ANN XXXX
• .

.

.

.

.

.

.

FECIT
(i) Gli « idi quelli

parricidi ».

I

consoli

nominati sulla terracotta sono

dell'anno

123:

PETINO ET APRON CONSS. La
FlGLItt/5

fabbrica

è la Miriniana:

EX

MIRINIANIS.
20

Gvida Calacombe romant.

306

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
tardi a

La regione che venne più
colombario, giunge fino

compenetrarsi con questo

alla basilica di S.
stati

Lorenzo.

I

sepolcri

sono poveri: molti non sono
graffiti sulla calce. Si

mai

aperti ed

hanno nomi

vedono

solo pochi frammenti di
vi è scolpito
il

marmo;

uno

di essi

è notevole

perché

busto di una

defunta fra due santi.

Un

altro

ingresso

[c]

è sotto la

tomba

di

mons.

Anivitti.

In questa regione,
gallerie le quali

come

nella précédente, vi

sono pure moite
ancora
intatti,

hanno un gran numéro

di loculi

ma

non presentano alcun che di spéciale. Infine vi è un ultimo ingresso [b] di fianco al sepolcro De Romanis. Vicino a questo ingresso, lavori moderni del camposanto fecero scoprire un arcosolio dipinto, assai importante. Esso è stato trasportatoin un cubicolo costruito espressàmente nell'interno dell' ingresso suddetto. La pittura appartiene al iv secolo e rappresenta il Salvatore in mezzo aile
essi
i

Vergini prudcnti e aile

stoltc
;

;

la
il

Ncga::ione

di

S. Pictro, nel

consueto

stile dei

sarcofagi

Miracolo délia manna; e nella

parte anteriore, VEpifania, di cui
re

non rimane che uno dei magi ed una Stella sulla quale è rappresentato il monogramma. Nel davanzale, un' Orante introdotta da due santi
nei tabernacoli celesti ('). Taie arcosolio era evidentemente
il

sepolcro
si

di

una vergine

cristiana.

Nelle gallerie

di

questa

regione

possono notare,

sulla calce

dei loculi, vari graffiti
di

che rappresentano délie graticole (strumento del martirio

san Lorenzo). Si trovô pure qui presso, nel 187^, un cubicolo

con alcuni
cimitero;
dallo

graffiti

che indicavano forse un luogo storico del

ma

esso fu poco
i

dopo

distrutto. I graffiti trascritti

Stevenson erano

seguenti:

LEONTI NVS VI VAS IN/// SENIVM ABETE
'

XO

(i) Cf.
(2)

DE Rossi, Bull 1863. Nuovo Bull. 1895, pag. 80.

CIMITERO DI

S.

LORENZO
sono

307
un
più

Le
piccolo

iscrizioni trovate negli scavi

state riunite in

museo

vicino

a questo

ingresso.

Insieme

aile

important! fra queste, mi sembra opportuno ricordare un certo

Arcoso'.io délia vergine sacra nel cicnitero di Ciriaca.

(La parte in basso rappresenti

il

sottarco).

numéro di altre epigrafi al museo Lateranense (').

trasportate altrove, e specialmente

(i)

Trovansi pure
;

in

questa piccola collezione parecclii frammenti

di sarcofagi

uno

di essi è

notevole perché
del

vi è

rappreseotato

il

soggetto

abbastanza raro del Passui^aio

Mur

Rosso.

308

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
un frammento
in

In primo luogo deve indicarsi
lettere

belle

damasiane:

MARMORIBVS VESTITA/// QVAE INTEMERATA FIDES/// HIC ETIAM PARIES IVSTO/kw OMNIA PLENA VIDES///

nomina pandit

(?)

Questo importante frammento non appartenne ad alcuna

iscri-

zione damasiana conosciuta: senza dubbio fece parte di ima
iscrizione onoraria dedicata ad alcuni martiri del luogo e posta

probabilmente sopra

il

catalogo dei loro nomi.

Altre epigrafi più notevoli sono queste:

rAPTA AB
///L

///PERORVM DEFENSO
ANGELi.///D

///ANES

///AM MARITO///

CAL

AVG///
Deus

SVOS DECEP IN PACE D XI KAL IVLI/// spiritum eWS REFRIGERET

///RA
///A

CVMPAVIT
PAPA LIBERIO
(')

///ONVS SEBIBO
SedentE

LVCILIVS PELIOSE VIVV CONPARA LOCVM VESCANDENTE IN BASILICA MAIORE AD DOMNV LAVRENTIVM
in

^rt;SBITERV
»

Il

«

locus biscandens

è

un sepolcro per due corpi
Lorenzo, cosi chiamata per

:

e

questo era stato acquistato nel presbyterium délia grande basilica,

« basilica

maior»,

di S.

di-

stinguerla dalla primitiva

detta «ad corpus».

(i)

È una

protesta contro lo scisma di Felice. Cf.

Marucchi, EUm.

d'arch. chrèt.:

Notions générales, pag. 74.

CIMITERO DI
La seguente Clémente:

S.

LORENZO
un prête del

309
titolo

iscrizione appartiene ad

di

S.

///S

///PVIT
///VE

TITVLI CLEMENTIS VI IDVS APR REGIA COHLI BIANDA

BENIGNA SEMOTA PRVDENS

MANET

///A

///VIGNAMQVE TVMVLO aVIESCIT
Domino

DONATI QVI SEBVRA ///AIORE AD NIMFA
//OCVS
IN

LINTEARIVS BISOMV

PRAESTANTE RESVRGET

I

I

l

i

I

I

I

I

I

I

I

I

I

I

I

I

I

XXVIIII

ET FECIT MECVM ANN III ET MENSES X QVAEIBET IN PACEM FF LL ANTONIO ET SYA GRIO VV ce DEPOSITA X KAL NOB W A
.

.

.

.

.

j^^

.

.

.

.

I

I

(Busto di donna)

(An. 381).

È importante perché

ci

mostra un esempio

dell'

uso dalla

vera croce in una iscrizione del iv secolo.

ocucoopoc roc ex GIPHNH '^
MIRAE

Il^nocentiae

PVLCRlTYdinis

///M

HAERMOG^«m V NEOFIT BE'^emerens
.
.

QVI VIXIT D V IN PAC CyRIACETl QVA
///NICO

VII

.

.

{')

///AN XXVIII. DP-XV;//

(3)

(i) Ricorda

il

sepolcro bisomo di un taie Donato che avea

il

suo

negozio nella Subura, nel luogo detto ad Nimphas.
(2) « (î)

Virgo neophita benemerens».
di

Questo nome

Ciriaca, che è quello délia santa proprietaria

del luogo, è fréquente in questo cimitero.

3IO

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
la

In un piccolo frcimmento vi è

parola

MONOSOMVS,

espressione assai rara che indica un sepolcro fatto per un solo

cadavere.

Ecco

infine

un elenco

di

altre

principali iscrizioni dello

stesso cimitero, ora conservate altrove.

çVIESCIT IN PAce ID

PRAETEXTATA
r^ VII

VIRGO SACRA DEPoiîTA D

^

AVG

^

CONS

£< RVstiCI

ET OLYBRI

(An. 464).

Proviene pure da questo cimitero
di

il

bellissimo

monumento

un' altra vergine,

ora custodito nel

museo

del Laterano.

de Rossi dimostrô, da questa e da altre iscrizioni, che bisogna riconoscere nel cimitero di Ciriaca un sepolcreto coIl

I

mune
si

di vergini cristiane del iv e del

v secolo

(').

A

questo

coUega anche l'arcosolio con pitture che già

fu descritto, e

forse anche la

memoria

délia vestale convertita al cristiane-

(i) Bull.

1863.

CIMITERO DI
simo di cui io indicai l' nel Foro Romano (').

S.

LORENZO

3

1 I

iscrizione cancellata nelTatrio di

Vcsta

Una
denti di

iscrizione, conservata
la

nel

chiostro del

monastero,

ricorda che

vendita di un sepolcro era stata fatta dai discen« a

un fossore

fossoris discendentibus »

:

AVR EXSV PERANTIVS

COSTAT

i\IE

EMISSE A FO SSORIS DISC INDENTIB
In un récente scavo
ricordato
il

si

trovô

la

seguente, ove forse era
:

natale del martire san

Lorenzo

Locus

FAVSTINIANI ET SORICES
IN

qucm
Skncii

comparavERY^T RECESIT
Laurenti

NATALE

PAGE
Napoli
e

La seguente
invocazione
al

sta ora nel inuseo di

contiene una

martire stesso

:

/'/EMERENTI.IN.PACE'Q.VE'VIXIT'ANNIS'XXX.MESIS.SE///
/

'/KAL • SEPTENBRIS • SANCTE • LAVRENTI • S VSCEPTA

HABETO ANIMÛOT

eiliS

(?)

Nel museo Lateranense trovansi queste

altre

:

ffi^

LVCILLA IN PAGE

DEP EVSEBI KAL SEP RVFINO ET EV SEVIO GONSS
XI

QVI VIXIT AN PM
XXIII
(An. 347).

(i) V.

il

RUCCHi, La
n.

vestale

mio Forum Romain, nuova edizione del 1902. Cfr. O. Macristiana, ecc. nel Nuovo Bull, di arch. crist. 1S99,

3-4, pag.

199 e segg.

T2

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

WllllN NOMINE-DEI-IN P

MII^XXIII 'NO

DECESIT

CON PARENTES

TITRES-HIC-CAPVT-AOCAPVT

IN DEO INNOFITO BENE MERENTI Q.VI VIXIT AN XXVI M V D IIII DEC III NON

AEQ.VITIO

^

.

.

.

AVG
:

Si notino

le

importanti formole dogmatiche

«

In

nomine

Dei»,

«

In

Deo

Christo »,

«

In Christo

Deo

».

Le seguenti sono da rimarcarsi per
FAVSTINE COIVGI MERENTI OVE
IVS SACERDOS REMISET Q.VE///
BI
PI///

espressioni singolari:

ET AXKOS XXXVI MESES V
DIES

PATER FILIO SILBINIANO BENEMERENTI IN PAGE dVI ABET DEPOSSIONE BRVMIS

XXV
IVLIANICE Q.VE VICXIT ANNIS

BENEMERENTI CONIVS

XOMEN IZOPIRVS CVM aVE VIX ANN Vlin DVLCIS
VALE
SERONTIO PEREGRINO BENEMERITO DVLCISSIMO

XL

IN

PAGE MECVM

AArnioc niCTOC €n êiphnh

NVTRITORI VALEKS QVI VIXIT IN PAGE ANNOS XXVIII DECESSIT DIE BENERIS III KAL DECEN

y^
IN

PAVLINO NEOFITO
Q.VI

PAGE

VIXIT ANOS

VIII

CIMITERO DI
ANIMA DVLCI5
IN

S.

LORENZO

313

COMPARABILl FILIO aVIXIT ANNIS XVII NON MHRITVS VITA REDDIT IN PAGE DOMINI

LAVRENTIA MELIS DVL CIOR aVIESCE 0' IN pace

Fino ad ora
offre di

la

visita

del cimitero

sotterranco

null' altro

specialmcnte rimarchevole; e perciô possiamo recarci
la

ad osservare

prossima basilica dedicata
di

al

martire

illustre.

La
vano
le

basilica

S.

Lorenzo

fu eretta

da Costantino ed

era al piano stesso délia cripta del santo levita, corne lo progallerie che

giungono

fin

dietro
alto e

il

monumento
di
li

di

Pio IX. L' ingresso era posto più in
scala (').

partiva

una
il

A

questa basilica appartengono
si

le

tre

navate ed

matroneo che
che
le

vedono

nella chiesa inferiore;
alla

sembra perô
Lorenzo sieno
il

due colonne più vicine

tomba

di S.

State aggiunte più tardi. Sul sepolcro fu eretto l'altare

cui

Antica medaglia

di

devozione (iv o v secolo)

A

II

martirio di S. Lorenzo -

B

L' altare sul sepolcro di S. Lorenzo.

disegno puô ricavarsi da una medaglia

di

devozione del

iv

o V secolo,
rovescio

la

quale attesta anche l'antichità délia tradizione

del martirio délia graticola, che ivi vedesi rappresentato nel
(^).

Innanzi

l'

altare, e

forse

nella stessa
in

transenna,

ioveva esser posta l'iscrizione damasiana
tire

onore del mar-

eponimo:

(1) L' ingresso corrispondeva sopra

il

luogo ove trovasi

il

sarcofago

di Pio IX.
(2) Cf.

DE Rossi,

Bull.

1869, pag. 33 seg.

314

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

VERBERA CARNIFICES FLAMMAS TORMENTA CATENAS VINCERE LAVRENTI SOLA FIDES POTVIT HAEC DAMASVS CVMVLAT SVPPLEX ALTARIA DONIS MARTYRIS EGREGIVM SVSPICIENS MERITVM (')
Avanti a questo altare doveva esservi una piccola confessione corrispondente
e ciô
al

posto précise délia tomba del santo;

sembra
fa,

potersi ricavare da
si

tempo
luogo:

nella quale

parla di

una iscrizione scoperta poco un sepolcro comprato presso

r altare di S. Lorenzo alla destra di chi discendeva in quel

EVRIALVS V H CONPA RAVIT LOCVM SIVI SE VIVO AD MESA BEATI MARTYRIS LAVRENTI DIS CINDENTIB IN CRIPTA PAR TE DEXTRA DE FOSSORE
FL
.
• •

.

.

.

.

.

;

/CI

ipsivs
.

un KAL MAIAS FL STILICO NE SECVNDO CONSS C)
DIE

• .

.

.

(An. 405).

Il

ricordo di questa cripta sotterranea
il

puô mettersi
si

in rei

lazione con

passo del Liber pontificaJis ove

indicnno
S.

gradini ivi
rentii fecit

fatti dal

papa Silvestro

:

« et

usque ad corpus

Lau-

gradus ascensionis
primitiva era
la

et

descensionis ».
piccola; e siccome
si

La

basilica

assai

non
do-

era sufficiente a contenere
vette costruire, nel
è

moltitudine dei fedeli,

v secolo, una seconda
III
;

chiesa, la quale

dovuta

al

papa Sisto

(432). La nuova basilica fu chia1'

mata
(i)

« basilica

maior

»

mentre

antica

conserva
questa

la

deno-

Non
Essa

si

è ritrovato alcun

frammento

di

iscrizione;

ma

essa è trascritta nelle Sillo^i cpigrafichô.
(2)
fu

pubblicata ed illustrata da

me
si

nel Kiiovo Bull. 1900, n. 1-2.

Questa importante
renzo

iscrizione è stata affissa alla parete délia basilica pridall' antica

mitiva a destra di chi

porta

avvicina all'altare

di S.

Lo-

CIMITERO DI
minazione
di

S.

LORENZO

315

di « basilica

ad corpus». La basilica maggiore era
l'

livello

SLiperiore,

aveva

ingresso sulla via Tiburtina ed

era orientata in senso opposto alla basilic^ primitiva.

Nel V sccolo
corpus
»
;

tre

papi

furono sepolti nella basilica

«

ad

Zosimo (418),
il

Sisto III (440) ed Ilario (467).
di

Fu

riconosciuto
délie

posto dei loro sepolcri nelle tre nicchie
é

fondo,

IX; esse erano decorate da pitture. Credesi che quella di mezzo apparteiiesse a Sisto III. Il de Rossi riconobbe in un frammento del museo Lateranense iscrizione che dovea stare sulla tomba
quali

una

occupata

dal

sepolcro

di

Pio

l'

del papa

Zosimo,

il

quale morl nel giorno di Natale:
(')

NATALl VENERam/o advenienTEQyE SACRATO
Nel
VI secolo
il

papa Pelagio

II

restaura

la

basilica

in

occasione délia traslazione del corpo di santo Stefano da Costantinopoli a

Roma;

egli

probabilmente

vi

aggiunse
1'

le

due

ultime colonne, ornô di musaici l'abside e
In questo musai co è
5.

arco
S.

trionfale.

rappresentato

il

Sahatore,

Pietro e

Paolo, S. Loreiiî^o, S. Ippolito e Pelagio

IL

L' iscrizione di Pelagio conservata nelle SiUogi, e qui ri-

prodotta, ricorda l'invasione

dei

Longobardi

:

DEMOVIT DOMINVS TENEBRAS VT LVCE CREATA HIS aVOMDAM LATEBRIS SIC MODO FVLGOR INEST ANGVSTOS ADITVS VENERABILE CORPVS HABEBAT HIC VBI NVNC POPVLOS LARGIOR AVLA CAPIT ERVTA PLANITIES PATVIT SVB MONTE RECISO ESTQ.VE REMOTA GRAVI MOLE RVINA MINAX PRAE5VLE PELAGIO MARTYR LAVREMTIVS OLIM TEMPLA SIBI STATVIT TAM PRETIOSA DAKI MIRA FIDES GLADIOS HOSTILES INTER ET IRAS PONTIFICEM MERITIS HAEC CELEBRASSE SVIS TV MODO SANCTORVM CVI CRESCERE CONSTAT HONORES FAC SVB PAGE COLI TECTA DICATA TIBI
.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(i)

Cfr. Bull.

1871, pag. 23 seg.

;

Marucchi, Guida

del

museo

cri-

sliano Laleraueusc, pag.

205-204.

3l6
La
tirio

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
fine dell' epigrafe scritta nell' arco fa allusione
al

mar-

di

san Lorenzo

:

xMARTYRIVM FLAMMIS OLIM LEVITA SVBISTI IVRE TVIS TEMPLIS LVX VENERANDA REDIT
Le due
le

basiliche restarono
le riani

separate fino

al

xiii

secolo,

allorquando Onorio III

(121 8); egli distrusse allora
presbyterium. Taie rinnoil

due absidi

e fece délia basilica Costantiniana la confessione

délia chiesa di Sisto III,

alzando

il

vazione fu compiuta sotto Alessandro IV, verso

1254, sei

conde che ricorda una
sedili
tolti

iscrizione lavori

scolpita
si

a destra sopra

del clero. Per questi
dal
si

adoperarono dei marmi

prossimo

cimitero: e cosi
di

neirambone
di

dell'

Evan-

gelio

vede l'iscrizione
e l'altra

un

VICTOR PRESB TITVLI
un
pittore:

NICOMEDIS
Intorno

purenotevole

LOCVSsecolo

PRISCI-PICTORIS.
alla basilica all'aria
si

venne formando

fin dal iv

un vasto cimitero
parlano
il

aperta con piccoli oratorî, dei quali

Liber pontijicalis e gVIîinerari. Nei lavori eseguiti
si

sotto Pio IX,

trovarono numerosi frammenti
a

di sarcofagi
alla

e di iscrizioni appartenenti
basilica,
lica

questo cimitero esteriore o

de' quaii molti
altri

furono murati nelle pareti délia basitrasferiti al

Costantiniana,

museo
il

del Laterano o al
di

Campidoglio. Al Campidoglio vedesi
il

sarcofago

Licenzio,
.

célèbre discepolo di sant'Agostino coll' iscrizione:

DEPOSITVS LICENTIVS V C VIII IDVS NOBENBRES ARCADIO AVG VI ET ANICIO PROBO V C CONSVLIBVS

(An. 406).

Al Laterano trovasi

il

frammento
il

dell' iscrizione

del ve-

scovo Leone, deposto, secondo

Liber pontificalis ('),

nell'

ora-

torio di S. Stefano, vicino alla basilica di S. Lorenzo.

(i) In

Vila

Hadriaui

I.

CIMITERO DI

S.

LORENZO

317

L' iiitero tcsto è stato coiiservato dalla Sylloge Centulensis ('):

PSALLERE ET IN POPVLIS VOLVI UodulauU PROFE/a SIC MERVI PLI-BEM CRISTl RETI^ERE SACERDOS HVNC MIHI COMPOVIT TVMVLVM LAVRENTIA CONIVNX MORIB»i APTA MEIS SEMPER VENERANDA FIDELIS INVIDIA INFELIX TANDEM COMPRESSA QVIESCET OCTOGINTA LEO TRANSCENDIT EPISCoPVS ANNOj DEP DIE PRID IDVS MARTIAS

.

A

questo vescovo del secolo iv che non in propriamente

martire,

ma

che probabilmente ebbe a

soffrire per la fede nella

persecuzione ariana, fu dedicato un oratorio.

E da

notarsi pure,

nella parère destra délia basilica Costantiniana, l'iscrizione di

Sabino (v secolo),

il

quale essendo arcidiacono corne san Loil

renzo, voile essere sepolto sotto
cosi

portico délia chiesa e die'

una severa lezione

a

coloro che, per devozione indiscreta,
di

cercavano ad ogni
martiri,

modo

aver tomba accanto a quelle dei
di

poco curandosi poi

imitarne

le

virtù:

SEPVLCRVM SABINI ARCHIDIACONI ALTARIS PRIMVS PER TEMPORA MVLTA MINISTER ELEGI SANCTl ^ lANITOR ESSE LOCI
.

.

.

NAM.TERRAM.REPETENS.QVA.NOSTRA.PROBATVR.ORIGO HIC TVMVLOR MVTA 0* MEMBRA SABINVS HVMO NIL IVVAT IMO GRAVAT TVMVLIS HAERERE PIORVM SANCTORVM MERITIS ^ OPTIMA VITA PROPE EST CORPORE NON OPVS EST- ANIMA-TENDAMVS -AD ILLOS QVAE.BENE-SALVA.POTEST ST CORPORIS ESSE-SALVS Ast ego QVI VOCE PSALMOS MODVLATVS ET ARTE D/wRSIS CECINI ^ VERBA SACRATA SONIS Corporii HIC POSVI SEDES IN LIMINE PRIMO ADESSE CITO Surgendi TEMPVS 0* CERTVS lam tonal angelko r<;SONANS TVBA COELITw^ oic Et vocal ul scandant CASTRA SVPEr«a pics Al lu Latirenli maRTYR LEVITa Sabinum Levitam angdicis mVNC Q.VOQ.«t; iunge choris
• •
• •

.

.

.

.

.

(i)

De

Rossi, Inscript,

christ. II,

pag. 93, 106; Bull. 1864, pag. 54-56.

3l8

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

Presso questa bella iscrizione se ne conserva un'altra lunga

ed assai importante. Vi è nominata una Ciriaca (omonima
alla

santa proprietaria del luogo) e vi
si

si

legge

la bella frase

ove

dichiara che
:

i

martiri erano

tenuti

come

avvocati

presso Dio
I I I

I

I

I

I

I

I

I
.

I

i

CVIQVE PRO VITAE SVAE TESTIMONIO APVD DEVM ET CHRISTVM SANCTI
• . . . •

MARTYRES ERVNT ADVOCATI

Ed
in

è

appunto

il

concetto

di

questa

intercessione

dei

santi presso la divina misericordia che noi

vediamo espresso
il

moite pitture

cimiteriali, in cui

si

rappresento

defunto

fra

due
di

santi o che viene da essi presentato al tribunale di Cristo.

Nel sepolcro di un illustre personaggio, probabilmente un vescovo, Pio IX stesso raccolse con le sue mani una

croce d'oro, sulla quale è incisa questa iscrizione:

CRVX EST VITA MIHI MORS INIMICE

TIBI

Al présente essa è conservata nel museo sacro délia biblioteca Vaticana (').
Infine veggonsi nella basilica alcune iscrizioni del

medio
un gio-

evo;

tra queste è

assai

rimarchevole quella relativa ad alcuni
cita
i

congiunti di papa Giovanni XII, che

nomi

di

vane parente del papa, Landolfo, e
rozia.

della célèbre senatrix

Ma-

Questa

iscrizione fu illustrata

dottamente dal de Rossi
pochissime che
ci

nel citato BuJlettino, ed è
di queir

una

délie

restano
si

oscuro periodo storico del x secolo. Finalmente

osserva sopra un pilastro una iscrizione dipinta in versi leonini,

che ricorda

le reliquie

dei martiri conservate in questo
il

luogo, ove per errore è stato aggiunto anche
lagio II

nome

di

Pe-

C):
DE Rossi, Bull 1863, pag. 31-38.
i88ij pag. 86 seg.

(i) Cfr, (2)

Cfr. BuU.

••

CIMITERO DI
qi

S.

LORENZO

319

COXTINET HOC TEPLV SCOR CORPORA PLVRA A QBS AVXILIV SVPPLEX HC POSCERE CVRA CV XISTO lACET HIC LAVRETIVS IGNE CREMATVS ET PTOMARTIR STEPHANVS LEVI TA BEATVS POST HOS IPOLITVS COLLIS RE LIGATVS EQ.VORVM CVM NVTRICE SVA CVM CVNC TA PLEBE SVORVM ROMANVS MILEX TRIPHOMIA VIRGO CIRILLA ET aVADRAGINTA Q.VOS PASSIO CONTINET ILLA IVSTINVSQ. SACER DEFVNCTOS

.

.

dVI TVMVLABAT CIRIACE VIDVA QVE SCÔS

CLAM RECREABAT CVIVS MATRONE FVIT HEC POSSESSIO CARA IPSIVS NOMEN SPECIALITER OPTINET ARA MARTIR IRENEVS QVI TECVM
• •

.

MARTIR ABVNDI DECEDENS SPREVIT FALLACIS GAVDIA MVNDI YLARVS ET ZOSIMVS PELAGIVS HC RETINENTVR TERTIVS ET XISTVS CV MVLTIS QVI RETICENTVR
• • •

Con

taie

memoria

dei martiri locali, trascritta nell'età di

mezzo, porrô termine

a questi brevi cenni del cimitero di S.

Lo-

renzo, sul quale vi sarebbero ancora da fare moite altre ricerche;

320
e

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
affiiichè
i

chiudo facendo voti
i

lavori di sterro e di
dissi,

siste-

mazione,

quali

salvarono,
alla

corne

questo

venerando

ipogeo già condannato
e
ci

distruzione, possano continuarsi,

permettano

di collegarne le varie regioni e di farne

una

pianta générale ed una descrizione accurata.

II.

Cimitero di S. Ippolito.
si

Il

cimitero di S. Ippolito

svolge a sinistra délia via Tila

burtina, sotto la vigna Gori, ora Caetani; e

sua posizione

suUa via Tiburtina puô
questo cimitero e

stabilirsi

con

le

testimonianze riunite
Il

degli Itincrari, e del MartiroJogio Geronimiaiw.
vi lesse

Bosio visitô

una

iscrizione importantissima che

nominava

il

martire locale:
(');

REFRIGERI TIBI
il

DOMNVS
com-

IPOLITVS///
mise l'errore

perô non ne tenne

debito conto e

di credere,

con tutto

ciô,

questo sotterraneo una

parte del cimitero di Ciriaca,

I
sant' Ippolito,

Oscurissima è
martiri di questo

la.

storia
:

di

Vi furono

tre

nome
;

un
vi è

prête e dottore, un vescovo di

Porto, un soldato (^)

e

una grande confusione intorno
Prudenzio ed

a questo personaggio negli Aiti, nei versi di

anche nella iscrizione
su cui
di
il

di san

Damaso.

Gli scavi del cimitero

de Rossi contava molto par chiarire questo punto

storia,

non misero
si

alla luce

documenti

atti

a risolvere

il

problema.

i

Nel secolo xvi
servata ora nel
del

rinvenne

tra le

rovine délia vigna sovra-

stante a questo cimitero la célèbre statua di 5. Ippolito, con-

museo

del Laterano, su cui è incisa la data

primo anno d'Alessandro Severo (222). È questa cenamente la statua del dottore, perché il catalogo délie sue opère

è inciso sul piedistallo insieme al ciclo pasquale da lui stabilito.

Ed

è noto che taie

computo fu'poco dopo abbandonato.
la esattezza délia

Taie scoperta conferma

denominazione del

(i)

(2) Cf.

Rom. sott. III, 41. Marucchi, Elém.

â'arch. chrèt.

:

Notions généraUs, pag. 49.

1^.

CIMITERO DI
luogo e
il

S.

IPPOLITO
ivi

321

ci

mostra che

il

martire

venerato dovette esscre

dottore del
Il

m

secolo.

monumento
il

storico più insigne riguardo a sant' Ippostare in questo cimitero

lito

è

carme damasiano che dovea

Statua di S. Ippolito (museo Lateranense).

e

il

cui testo era perduto.
di

Il

de Rossi ebbe a ritrovarlo

in

un

manoscritto

Pietroburgo, e lo pubblicô con un dotto

com-

mento mento
(i)

(')

:

alcuni frammenti ne furono poi scoperti nel pavi-

délia basilica di S.

Giovanni

in

Liuerano, e vennero

BiiU.

di arch.

crist.

1881, pag. 26-55.

Guida Calacomhe romane.

32 2
rianiti
tali

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
neU'aanesso chiostro dove sono tuttora
la
visibili (').

Ecco

frammenti con

restituzione ricavata dal codice:

Hippolytus fertur

Preshyter in schism.\

PREMEREXT Cum IVSSA tyranni SEMPER MANSISSE NOfa/i
SECVIT P/A VISCERA MA/ru

Tempore quo gladiuS

Datolus Christo pderet cutn
Quaesisset populus

REGNA

PlOnim
posset

ubinam ^rocEDERE

Catholicam dixisse fidem sequeraitur ul omtus
Sic noster meruit confessus

martyr ut

esset

Haec audita refeRT DAMasus probat omnia

Christus

Qui

si

accenna ad un episodio délia persecuzione
nella quale Ippolito che

di

Va-

leriano (258),

prima era caduto in

eresia, tornô alla fede cattolica e

mori martire. Vi è perô da
egli del resto

notare che
ai

Damaso

qui narra sempliceraente ciô che dicevasi

suoi giorni intorno a taie episodio di cui
garantisce

non

Tesattezza:
».

«

Haec audita

refert

Damasus,

probat omnia Christus

Questa iscrizione
qua'e,

fu letta, senza dubbio, da Prudenzio,
il

il

avendo

visitato

ciraitero di S. Ippolito

alla

fine del

IV secolo o al principio del v, ce ne

ne ha lasciato una par-

ticolareggiata e bellissima descrizione che or ora riportero (^).
Il

poeta indicando una pittura délia cripra, narra
sant' Ippolito trascinato

il

martirio

di

da

cavalli

furiosi;

ma

potrebbe
altro

anche ammettersi che questa pittura rappresentasse un
Ippolito, forse
il

soldato, sepolto pure in questo cimitero e
il

già confuso con

dottore

(^).

Nel marzo 1881, il compianto Armellini ed io facemmo délie lunghe esplorazioni in questo cimitero. Da una frana pe-

netrammo

fino ad

una abside, ove erano

dei graffiti di pelle-

(i) V.

i

miei Elém. d'arch.

chrêt.:

Les Basiliques, pjg. 97.

(2) Peristeph.

hymn. XL

(P. L. X,

(3)

Sopra

taie questione,

col. 530 segg.). che è ancora assai oscura,

cf.

Dcchesne,

Lis

oricrines

chrêt.

XX.

CIMITERO DI
grini latini, greci e longobardi,

S.

IPPOLITO

323
un

i

quali graffiti indicavano
la cripta

luogo venerato, molto probabilmente

storica.

Cripta storica di S. Ippolito.

Gli scavi infatti ivi compiuti subito

dopo (1882-85)

feri-

cero ritrovare una piccola basilica sotterranea, che fu poi

conosciuta per quella

di

S.

Ippolito.

324
Fino
ingresso
nose,
si

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
a

moderno
a

quest'anno (1902) si accedeva al cimitero da un e dopo aver percorso moite gallerie rovi-

giungeva ad un foropraticato nell'abside (v.pag. prcc);
questo importante

onde r accesso
ed
altri

monumento
di

era difficile

ed incomodo ed esso non era quasi mai visitato.
ostacoli

Ma

le

frane

indussero

la

Commissione

Archeologia

sacra a supprimera questo ingresso e riaprire l'antico, attiguo
alla

basilica; e

cosi nel

mese

di aprile
al

1902, con solenni fun-

zioni,

fu inaugurata ed

aperta

pubblico questa cripta ve-

neranda.

Appena
fondo
qui
la
al

si

scende da questo antico accesso teste
si

ristabilito,

per entrare nel sotterraneo

vede una specie

di vestibolo, in

quale

si

scorge

1'

antica porta d' ingresso in

opéra
di

laterizia,
si

fiancheggiata da

due colonne pure
e la

in

mattoni;

pénétra nella grande cripta storica del martire, che ha
di

forma

una vera chiesa

quale, benchè mutata da

posteriori restauri, corrisponde ancora assai

bene
da

alla

descri-

zione fattane dal principe dei poeti

cristiani,

Prudenzio,

nel IV secolo. Dessa è tanto importante che, per essere l'unica
antica descrizione particolareggiata délie
io

catacombe romane,
di riferirla qui

credo far cosa grata ed utile

ai lettori

per

intiero,

con alcune note;

in tal

modo

potrà leggersi sul posto,

con grande vantaggio, nella

visita di

questo cimitero.

De sancto Hippolyto, ad Valerianum episcopum
Innumeros cineres sanctorum Romula
in

(').

urbe

Vidimus, o Christo Valériane sacer.
Incisos tumulis titulos, tu singula quaeris

Xomina:

difficile

est,

ut replicare

queam.
deos.

Tantos iustorurn populos furor impius hausit,

Cum
Plurima

coleret patries Troia
litterulis

Roma

signata sepulcra loquuntur,

Martyris aut nomen, aut

epigramma

aliquod.

Sont

et

multa tamen, tacitas claudentia turbas
significant

Marmora, quae solum
Prudentius,

numerum,

(i)

Pcristephanoii,

hvmn. XI.

CIMITERO Dl

S.

IPPOLITO

325

Quanta virum iaceant congestis corpora accrvis Nosse licet, quorum nomina nuUa legas. Sexaginta iHic, defossas mole sub una,
Relliquias inemini

me

didicisse

hominum:

Quorum

solus habet comperta vocabula Christus,

Utpote quos propriae iunxit amicitiae

Haec dum

lustro oculis, et sicubi forte latenteis

Rerum

Invenio Hippolytum, qui

veterum per monumenta sequor: quondam schisma Novati Presbyter attigerat, nostra sequenda negans ('),
apices,

Usque ad martyrii provectum
Lucida sanguinei praemia

insigne, tuiisse
supplicii.

Nec mirere senem Munere ditatum

perversi dogmatis, olim
catholicae
fidei.

iam vesano victor raperetur ab hoste, Exsultante anima carnis ad cxitium, Plebis amore suae multis comitantibus ibat,
Consultus,

Cum

quaenam

secta foret melior,

Respondit

:

«

Fugite, o miseri, exsecranda Novati

Schismata: catholicis reddite vos populis.

Una

tîdes vigeat, prisco

quae condita templo

est:

Quam
Quae

Paulus

retinet,

quamque cathedra
:

Pétri.

docui, docuisse piget venerabile martyr Cerno, quod a cultu rebar abesse Dei ».

His ubi detorsit laevo de tramite plebem,

Monstravitque sequi, qua via dextra vocat,

Seque ducem

recti spretis

anfractibus

idem

Praebuit, erroris qui prius auctor erat.
Sistitur insano rectori, christicolas tune

Ostia vexanti per Tiberina viros.
Illo

namque

die

Roma

secesserat, ipsos

Peste suburbanos ut quateret populos.

Non

contentus

humum,

celsae intra

moenia Romae,

Tingere iustorum caedlbus assiduis.
laniculura

cum iam madidum,

fora, rostra,
(2)
;

Suburam

Cerneret eluvie sanguinis affluere

(i)
lito sul

Questa
punto
il

è la tradizione dell'eresia e délia conversione di Ippo-

di

andare

al

martirio, tradizione che è riferita dal

damasiano,
visitato

quale trovavasi

già

in

questo

cimitcro

carme quando esso fu

da Prudenzio.

(2) Si

leriano, al

accenna nei seguenti versi alla ferocia dclla persecuzione di Vagrande numéro dei martiri allora immolati ed ai loro supplizi.

326

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
Protulerat rabiem Tyrrheni ad litoris oram,

Q_uaeque loca aequoreus proxima portus habet.
Inter carnifices, et constipata sedebat
Officia,

exstructo celsior in solio.
fidei,

Discipulos
Idolis,

detestandique rebelleis

ardebat dedere perfidiae.
situ stare

Carcereo crinita

agmina contra

lusserat, horrendis excrucianda modis.

Inde catenarum tractus, hinc lorea flagra
Stridere, virgarum concrepitare fragor.

Ungula

fixa

cavis costarum cratibus altos
et lacerare iecur.

Pandere secessus

Ac iam

lassatis

index tortoribus ibat

In furias, cassa cognitione fremens.

Nullus enim Christi ex famulis per tanta repertus
Supplicia, auderet qui vitiare

animam.
morte
agito.

Inde furens quaesitor

ait:

«

Iam, tortor, ab unco

Desine:

si

vana

est quaestio,

Huic abscinde caput, crux istum
Viventeisque oculos offerat

tollat in auras,

alitibus.

Hos râpe

praecipites, et vinctos coniice in

ignem

:

Sit pvra,

quae multos devoret una

reos.

En

tibi

quos properes

rimosae imponere cvmbae,
freti.

Pellere et in medii stagna profunda

Quos

ubi susceptos

rapidum malesuta per aequor

Vexerit, et tumidis caesa lavarit aquis:

Dissociata putrem laxent tabulata carinam,

1

Conceptumque bibant undique naufragium. Squamea coenoso praestabit ventre sepulcrum,
Bellua consumtis cruda cadaveribus
».

Haec

persultanti,

celsum subito ante tribunal

Offertur senior nexibus implicitus.
Stipati

circum iuvenes clamore fremebant,
christicolis esse caput populis.

Ipsum

Si foret extinctum propere caput,

omnia vulgi
deis.

Pectora Romanis sponte sacranda
Inventa, exemplo que trépident
« Ille

Insolitum lethi poscunt genus, et nova poena est
alii.

supinata residens cervice quis

»,

inquit,

«Dicitur?» Affirmant dicier Hippolytum.
«

Ergo

sit

Hippolytus, quatiat, turbetque iugaleis,
feris

Intereatque

dilaceratus equis

».

CIMITERO DI
Vix hacc
ille,

S.

IPPOLITO
freni

327

duo cogunt animalia,

Ignara, insueto subdere colla iugo.

Non

stabulis, blandive

manu

palpata magistri,
:

Impcriumque cquitis ante subacta pati Sed campestre vago nuper pecus e grege captum,

Quod pavor indomito
lamque

corde

feriiius agit,

reluctanteis sociarant vincula bigas,

Oraque discordi foedere nexuerant. Temonis vice funis inest, qui terga duorum
Dividit, et

médius tangit utrumque

latus.

Deque iugo

in

lom;um

se post vestigia rétro

Protendens

traliitur, transit et ''ma

pedum.

Huius ad extremum, sequitur qua pulvere
:

summo

Cornipedum rcfugas orbita trita vias Crura viri innectit laqueus, nodoque tenaci Adstringit plantas, cumque rudente ligat. Postquam composito satis instruxere paratu, Martyris ad poenam, verbera, vincla, feras:
Instigant subitis clamoribus atque flagellis,
Iliaque infestis perfodiunt stimulis.

Ultima vox audita senis venerabilis haec
«

est:

Hi rapiunt

artus, tu

râpe, Christe,

animam

!

»

Prorumpunt

alacres, caeco et terrore feruntur,

Qua

sonus, atque tremor qua furor exagitant.

Incendit feritas, rapit impetus, et fragor urget:

Nec cursus volucer mobile
Per
silvas,

sentit onus.

per saxa ruunt: non ripa retardât

Fluminis, aut torrens oppositus cohibet.

Prosternunt saepes,

et

cuncta obstacula rumpunt:

Prona, fragosa petunt, ardua transiliunt.
Scissa minutatim labefacto corpore frusta,

Carpit spinigeris stirpibus hirtus ager.

Pars summis pendet scopulis, pars sentibus liaerct:
Parte rubent frondes, parte madesciî humus.

Exemplar

sceleris paries habet illitus, in

quo

Multicolor fucus digerit
Picta super

omne

nefas.

Effigians tracti

tumulum species liquidis viget umbris, membra cruenta viri (').
vidi,

Rorantes saxorum apices

optime Papa,

Purpureasque notas vepribus impositas,

(i)

Qui

si

descrive la pittura del martirio che Prudenzio vide nel

nostro cimitero.

328

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
Docta manus
Cernere
erat,

virideis imitando effingere

dumos

Luserat, et minio russeolam saniera.
ruptis

compagibus ordine nullo
situs.

Membra

per incertos sparsa iacere

Addiderat caros, gressu lacrimisque sequenteis,

Dévia qua fractum semita monstrat

iter.

Moerore
Ille

attoniti,

atque

ocu'.is

rimantibus ibant:
laceris.

Implebantque sinus visceribus
Canitiem molli confovet

caput nlveura complectitur, ac reverendam
in gremio.
et brachia, et ulnas,
legit.

Hic humeros, truncasque manus

Et genua, et crurum fragmina nuda
Palliolis

etiam bibulae siccantur arenae,

Ne

quis in infecto pulvere ros maneat.

Si quis et in sudibus recalenti adspergine sanguis
Insidet,

hune

omnem

spongia pressa rapit

(').

Nec iam densa

sacro quidquam de corpore silva

Obtinet, aut plenis fraudât ab exsequiis.

Cumque

recensitis constaret partibus, ille

Corporis integri, qui fuerat, numerus:

Nec purgata aliquid deberent avia Ex homine, extersis frondibus,
Metando
eligitur iuinulo locus
:

toto
et scopulis.

Ostia linquiint:
tentai cineres (^).

Roma placet, sanclos quae Haud prociil extrême ciilla ad
Mersa
lalebrosis crypta

pomeria vallo

latel foveis.

Htiius in occultum gradibus via

prona

reflexis

Ire per anfractus luce latente docet.

Primas namque fores summotenus

intrat hiatit,

llhistratque dies litnina vestibuli.

Inde, ubi progressa faciîi nigrescere visa

est

Nox
Quae

obscura, loci per specus

ambiguum,
teclis,

Occiirrunt caesis immissa foramina

iaciunt claros antra super radios.
recessus,
:

Ouamlibet ancipites lexanl bine inde

Arda
(i)

stib

umbrosis atria porticibus

È importante questo passo che
devozione
il

attesta l'use degli antichi fedeli
martiri.
la

di raccogliere per

sangue dei
contiene

(2)

La parte

scritta in corsivo
la

descrizione del cimitero
al

sotterraneo di S. Ippolito,

quale corrisponde assai bene
subito

monumento,
i

quantunque esso abbia poi
restauri.

alcuni cambiamenti

per

posteriori

CIMITERO DI
Altamen
excisi

S.

IPPOLITO

329

snbUr cava viscera montis,

Crebra terebrato foniice lux pénétrai.
Sic datur absentis per subterranea solis

Cernere fiih^orem, luminibusquc
Talihtis Hippûlyti corpus

friii.

mamlalur
est

operlis,

Propter ubi apposHa
îlla

ara dicata Deo.

sacramenti donatrix viensa, eademque
Custos ftda
siii

marlyris apposita,

Scrvat ad aeterui spein ludicis ossu sepulcro,
Pascit ilcin saiictis

Tbybricolas dapibus

(^).
:

Mira

loci pietas,

et

prointa precaulibus ara

Spes

hominum

placidu prospcrilate iuval.
et

Heic corruptelis animique

corporis aeger

Oravi

quoties stratus, opetn merui.
te,

Q.uod laetor reditu, quod

venerande sacerdos,

Complecti licitum
Hippolyto scio

est,

scribo

quod haec eadeni,
ciii

me

debere: Deus

Christus

Posse dédit, quod quis postuler annuere.
Ipsa, illas

animae exuvias quae continet

intus,

Aedicula, argento fulgurat ex solido.
Praefixit tabulas dives

manus aequore
obducere

laevi

Candenteis, recavum quale nitet spéculum

Nec

Pariis contenta aditus

saxis,
(^).

Addidit ornando clara talenta operi

Mane

salutatum concurritur: omnis adorât
(3).

Pubes: eunt, redeunt Solis adusque obitum
Conglobat
in

cuncum

Latios simul, ac peregrinos

Perniistim populos, relligionis amor.

Oscula perspicuo

figunt impressa
fletibus

métallo:

Balsama defundunt:

ora rigant.

lam cum se rénovât decursis mensibus annus, Natalemque diem passio festa refert: Quanta putas studiis certantibus agmina cogi, duaeve celebrando vota coire Deo!
Urbs augusta suos vomit, effunditque Quirites.

Una

et patricios

ambitione

pari.

(i) Dell'altare che qui

si

descrive, resta ancora qualche traccia in-

nanzi

ail'

abside délia basilica sotterraiiea.
edificio

(2)

ingresso
(î)

Qui sembra che si accenni ad un monumentale adorno di colonne.
Il

superiore o ad

un

poeta descrive

la

straordinaria affluenza dei devoti che accoril

revano

alla

tomba

del martire nel giorno délia sua festa

15 agosto.

330

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
Confondit plebeia phalanx urabonibus acquis

Discrimen procerum, praecipitante

fide.

Nec minus Albanis

acies se candida portis

Explicat, et longis ducitur ordinibus.

Exsultant fremitus variarum hinc inde viarum,

Indigena

et

Picens, plebs et Etrusca venit.
et altae

Concurrit Samnitis atrox habitator,

Campanus Capuae, iamque Nolanus adest. Quisque sua laetus cum coniuge, dukibus et cum
Pignoribus rapidum carpere gestit
iter.

Vix capiunt
Haeret

patul'

et in

populorum gaudia campi, mngnis densa cohors spatiis.
illud
est,

Angustum tamis Haud dubium

specus esse catervis,

Stat sed iuxta aliud,

ampla fauce licet paieat ('). quod tanta frequentia templum

Tune

adeat, cultu nobile regifico,

Parietibus celsum sublimibus, atque superba

Maiestate potens, muneribusque opulens

(').

Ordo columnarum geminus laquearia

tecti

Sustinet, auratis suppositus trabibus:

Adduntur graciles tecto breviore recessus, Qui laterum seriem iugiter exsinuent.

At medios

aperit tractus via latior

alti

Culminis, exsurgens editiore apice.

Fronte sub adversa, gradibus sublime tribunal
Tollitur, Antistes praedicat

unde Deum.
accipit undas,
in foribus,

Plena laboranteis aegre

domus

Arctaque confettis aestuat

Maternum pandens gremium, quo condat alumnos, Ac foveat fetos accumulata sinus. Si bene commemini, colit hune pulcherrima Roma
Idibus Augusti mensis, ut ipsa vocat
(3).

Prisco

more diem: quem te quoque, sancte magister, Annua festa inter denumerare velim.
feret hic

Crede salutigeros

venerantibus ortus,

Lucis honoratae praemia restituens.
Inter soUenneis Cypriani, vel

Chelidoni,

Eulaliaeque dies, currat

et iste tibi.

(i) (2)

Ed anche
Qui
Ai
si

ora puô riconoscersi questo vasto accesso

al

sotterraneo.

indica la basilica superiore o basilica maior, fatta appunto

per

comodo
(3)

délia foUa dei devoti.
13 di

agosto è indicato nei Martirologi

il

natale di S. Ippolito.

CIMITERO DI
Sic te pro populo, cuius

S.

IPPOLITO

33

I

tibi

crédita vita est,

Orantem Christus
Sic
tibi

audiat omnipotens.
ovili,

de pleno lupus excludatur
ulia

Agna nec
Sic

tuum capta gregem minuat. me gramineo remanentem denique campo, Sedulus aegrotam pastor ovem referas.

Sic

cum

lacteolis
et ipse

caulas compleveris agnis,

Raptus

sacro

sis

cornes Hippolyto,

Ed ora dopo aver

letto

questa bellissima descrizione del
secolo, entriamo nel cimi-

monumento
La
ed
il

qiiale esso era nel iv

tero per esaminarne lo stato présente.
basilica sotterranea è divisa in tre parti:

un doppio ve-

stibolo, Lina

navata oblunga, illuminata da un vasto lucernario,
separato dalla navata da due gradini, con in

santuario
l'abside.

fondo

Cominciamo
ail'

la

nostra visita dal vestibolo e
la

giungererao poi fino

abside ove era
si

tomba
alcuni

del martire.

Presse l'entrata, a destra,
di visitatori.

veggono

nomi

graffiti

AU'ingresso délia
in

cripta, nella parère a sinistra, si

legge quest'altro graffito
esser questa
la

carattere corsivo; esso dimostra

cripta sepolcrale del célèbre

martire:

IPPOLYTE IN MENTE///
PET/// ///EC/// OR///
«

Ippolyte, in

mente {haheas) Petrum peccatorem

» (i).

Nella parete incontro sono collocate varie iscrizioni. Fra

queste è notevole una epigrafe acrostica che ricorda
di

i

lavori

san

Damaso

e di

un prête

di

nome Leone;

e parla

anche

dello scisma d'Ursino e del trionfo del santo pontefice sopra
il

suo competitore:

LAETA DEO PLEBS SANCTA CANAT aVOD MOENIA CRESCVNT ET RENOVATA DOMVS MARTYRIS HippOUTl ORNAMENTA OPERIS SVRGVNT auctore DamhSO NATVS Q.VI ANTISTES SEDB Apostolicae INCLITA PACIFICIS FACTA EST haec aula iriumphis SERVATVRA DECVS PER PRIT Vam^K? fidem

HAEC OMNIA NOVA aVAEaVE VIDES LEo
(i)

preihyTEK

HORNAT

Cf.

DE Rossi, BnU. 1882, pag.

104.

s 3^

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
frase « natus qui antistes sedis Apostolicae » applicata

La
a san

Damaso

è intéressante

corne protesta contro

il

corn-

petitore Ursino.

E
cripta

probabile pertanto che
fossero

i

lavori di restauro délia nostra
quell'

un ricordo
ebbe
la a

di

importante avvenimento
invasione dei Goti;
e vi

storico.

La
il

basilica

soffrir

molto
il

nell'

papa Vigilio

restauro verso

538

pose un'

iscri-

zione commemorativa dei suoi lavori, di cui vari frammenti

sono

collocati a fianco délia précédente. In essa
ai

si

accenna

ai

danni recati dai barbarl ed
curati dal prête

lavori ordinati dal pontefice e
il

Andréa, forse

prête titolare dei

cimitero

:

Devastata

Priscum

ITERVM SVMMOTa plebi precantum PERDIDERANT ANTRA sacrata
niaRTYR

decus

Kec

iiia

iam

Hiiic tnuudo

POTERANT LVCEM MITTERE

venerande sepulcra

qua frucris
sed qiio

Lux tamen

ista

fVA EST Q.VAE NESCIT ficSERa

PerpeNO

CRESCAT NEC MINVA/«r

/;aBE^

Kam

iiigra

nox

/RINVM STVPVIT PER spcCYLX
fremucrunl
Ula

LVMEN

AdmittuntOYE
Frustra

NOVVM CONCaya SAXA DIEM
AVSIBVS HOSTES

taRBARICIS

VENTA LOCVM SED MELIVS sphmUscit MARTYRIS AVLA AVCTOREMQVE gravant implA FACTA SWM PRAESVLE VIGILIO SVMFserunt ANTRA DECOREM PRESBYTERI ANDREAE CYRu PEREGIT OPVS
Foedaruntque

SACRVM

Inclyta

Senza dubbio

il

papa nei restauri mantenne

il

piano e

la
ri-

decorazione délia cripta primitiva, perché quello che ora

mane

è

conforme
vi

alla

descrizione di Prudeiizio che

aveva

veduto r antica

basilica.
il

Nel secolo
con
il

cimitero di S. Ippolito avea

relazione

célèbre titolo di

Pudente (chiesa di S.

Pudenziana).

Cio

è attestato da

una

iscrizione che fu poi adoperata (nei

restauri forse dei papa Vigilio)

come

soglia délia porta che

CIMITERO DI
dal

S.

IPPOLITO
alla

333

primo vestibolo esterno mette

parte interna del sot-

te rraneo:

4-

HIC REQ.V1ESCIT

IN

PACH

HILARVS

LICTOR TT PVDBNTIS
. .

(')

DEP

QVI VIXIT ANN PL M XXX qi IDVS IVL PC MABORTI V
.

C

(An. 528).

Proseguiamo ora ad osservare
raano in
esse
si

le

principali

iscrizioni

di

mano
:

che percorreremo
affisse.

le

varie parti délia cripta ove

trovano
votivi

Vi sono subito da notare due fram»)
e

menti
l'altro:

///T

'//M £<

SOL VER (« votum solverunt SOLVIT («votum solvit »).
55"

In una
iscrizioni

parete

a sinistra

è

stato

riunito

un gruppo

di

consolari délie quali ecco le più importanti:

HICRE/// ICI! IN

PC ROMA///
III

XITAN/// XII MENSIS

DI///

KAL

SE///S

CONS

ALBïhi///

(An. 345).

///ENEMERENTI ///ERECVNDVS ET
.

///AN

.

IIII

.

///FILIPPO

.

MEN II SALUE
.

(An. 348).

V KAL lAN
.
.

.

IN

.

pau
.

Ta/^NTINIANO

ET PL VICTORE
.

Conss

(An. 369).

benemeREliTl
vixiT
.

VRSICINO IN/// ANNIS P M L D X KA,
.

.

.

.

.

.

Valentiniano

AVG

IIII

ET NEOTERIO
.

V

f

.

conss

(An. 390J.

(1)

È erroneamente

scritto

Udor invece

di hctor tituli Pmhutis.

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
///VNATIA
///XIT

SVSANNA Cq
ABITA

(«clarissiraa puella?»)

ANNIS Q,VINQ.VE
IVNIAS
TaiiANO

///NO DIES Q.VINQ.VE
///AL
Conss.
.

P

T C
.

.

S

ET

AVR SYMACO

(An. 591).

Le
tibi

iniziali

P

T C

S formano

la

bella preghiera: «

Pax

cum

Sanctis »:

///RENTI AE- BEMEMEREN/» «N

/

PAGE OVae VIXIT ANNIS P M XXX V ANNOS SEPTEM DEPOSITA SEXT V KAL OCTOBRIS CONSS-FLAVI-STILICONIS-V.C-SECVNDO. CONSS
• •

7T FECIT
.

CVM MARITO
.

SVo

(An. 405).

HOC TwMVLO lACET Q.VINTIANA FAMV/a
STI
. • •

Chri

Q«AE DEPOSITA EST POST COSSuLAtu Hon ORI VIII ET THEODOSI III VI NONAS IVLI///

Quest'ultima iscrizione appartiene all'anno 409, anno che precedette quelle della presa di Roina per opéra di Alarico,
ne! quale

anno (410) non

vi

furono consoli riconosciuti in

occidente, salvo l'effimero Tertullo.

Nel centre

della basilica sotterranea

si

vede ancora uno

dei grandi lucernari che

sono

indicati da

Prudenzio nella sua

descrizione della nostra cripta.

Continuando ad osservare
pareti

la basilica, si

vedono

affisse aile

moite

altre iscrizioni.

A

destra quella di

un prête dello

stesso titolo di S.

Pudenziana.

LOCVS ROMVLI
PRESBYTERI TITVLI PVD ««TIANAE

CIMITERO DI
Al lato opposto:

S.

IPPOLITO

$35

t
rK
Più vicino

GELASIVS GELASIE FIL SVE Q.VE VIXIT ANNIS
VIIII

IN

BENEMERENTI PAGE NON APL
osserva quest'altra
la

all'altare si

quale ricorda

un sepolcro che una
di S.

taie

Fausta acquistô da un prête del litolo

Prassede:

HIC REdVIESCIT IN PAGE ARGVRIVS QVI VlXit

DEPS SVB D

III

NON MAIS GONS PROVINIV
(An. 595).

quem

locutn

compaRAVVÏ FILIA EIVS FAVSTA A PRB TIT PRAXedis

Da

questa potrebbe ricavarsi che anche
stretta relazione

il

titolo di

Prassede,

che era in

con quello

di

Pudenziana, avesse
Altri

una qualche ingerenza su questo cimitero.
menti nominanopure due
.

due framtitoli:

preti, forse di questi

medesimi

LVBICVS PB PRIOR wXIT ANNVS PM XXXX K DEGEMB INDC III

.

.

)f:
////>«SBYTERO
benemeREl^Tl
lllde?
.

IN

.

PAGE

VI

.

KAL
una

'^Ovcmbris

Di

fiancoall'altare notasi

bella iscrizione

damasiana che

più tardi fu adoperata in costruzione nel gradino del presbiterio:

TIMOTEVS PRESBYTER
Essa fu posta ad uno sconosciuto prête
di

nome Timoteo,

che dovette essere un personaggio

assai ragguardevole.

^^6

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
affissi

Alla parère contigua sono

due grandi frammenti con

bellissime lettere damasiane, dai quali perô

non

si

è potuto fino

ad ora cavare alcun senso:

)VS PV-

coN^J
Siamo
cavata nel
giunti
cosl

innanzi

al

santuario, cioè

ail'
il

abside

tiifo, rivestita d'

intonaco ed aperta dietro

sepolcro

primitivo del niartire.

Nel centre dei gradini innanzi air abside rimane ancora un avanzo deU'antico altare posto presso la tomba; di quelr altare cioè che Prudenzio chiamo nell' inno riportato di sopra « sacramenti donatrix mensa ». Lateralmente a sinistra si vede una nicchia quadrata ove doveano collocarsi le lucerne
che
si

accendevano nel santuario

e

dalle quali

prendevasi

r olio per devozione.

io lessi per

Neir abside veggonsi graffiti degli antichi visitatori che il primo nel 1881, penetrando per la frana posteriore; questa scoperta déterminé lo scavo del monumento,
i

A
A

sinistra:

+
destra:

CRISAFIVSMENOR TEARIVALITVS PREP

(•)

FAX
BENE SERBVS DÎ
Qui presso
si

affollarono

le

tombe

dei devoti

;

e

ad un
la

arcosolio collocato nei dintorni di questa cripta appartenne
bella iscrizione seguente:

DRACONTIVS PELAGIVS ET IVLIA ET ELIA ANTONINA PARAVERVNT SIBI LOCV AT IPPOLITV SVPER ARCOSOLIV PROPTER VNA
• •

.

^

.

FILL\

(i) « Tearivalitus praepositus »,

nome

barbarico.

CIMITERO DI
Quest'iscrizione, nella qualc
prato sopra un arcosolio presse
si

S.

IPPOLITO
parla di un sepolcro

2>Z7

si
il

comora

sepolcro

di S. Ippolito,

conserva nel museo Lateranense (N'III, 24). Aile iscrizioni già ricordate sono anche da aggiungere
bolli
laterizi di

i

due

fabbriche cristiane trovati qui presso

:

CLAVDIANA

^
+
sono

DE STATIONE SVRRENTINI
Moite
in

gallerie poste dietro l'abside e parecchie laterali
di

gran parte spogliate e prive

monumenti importanti; ma
e tutto indica

altre

sonO
Vi

ostruite dalle rovine e meriterebbero di essere sca-

vate.

si

vede pure qualche cubicolo

che

il

sotterraneo doveva essere molto esteso.

Riporterô finalraente altre due iscrizioni appartenenti allô
stesso cimitero.

La prima stava vicino

ail'

antico ingresso ora chiuso

:

FORTVNATO
BAENEMERENTI IN PACEN QVI VIXIT ANNVS XLV

{rigura
vestila

virile

orante

M
• .

II

di

penula

D V K M
Quest'altra fu da

con cappuccio).

me

rinvenuta neU'aprile 1902 rivolgendo
délia basilichetta sotterranea e ri»

una

pietra nel

pavimento
«

corda un taie

Aurelius Barba
il

soldato pretoriano. Essa è

ora collocata presso

vestibolo:

VDI
///CV

XII

ET AVRELIAE

BARB///

QVE VIXIT AN XXVI MES VIIII DIES/// .4mRELIVS BARBAS VET AVGG NN X COHT

PRC///

///KARISSI

M

S B

M FECIT

Gli Itinerari ed

i

Martirologi segnalano ancora diversi

altri

martiri nel cimitero d' Ippolito; e facendo
Guida Catacombe romam.

uno scavo

regolare,
22

33^

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
memorie
dove
si

se ne troverebbero forse le

nei dintorni délia cripta

principale presse

il

vestibolo,

scorgono

gli

accessi

ad

alcune grandiose gallerie laterali e ad alcune cappelle.
r'
^

Nel-

^-

'

l'-

»*-

II!

J
ï'iiincrano di Sal:iboi!rg leggesi inîatti di
«

quesn

:iltn

martiri:

Pervenies ad S. Ypolitum martyrem,qui requiescit sub terra alin cubiculo, et Concordia mulier eius martyr ante fores;
tère cubiculo S.

Triphonia regina

et

martyr, et Cyrilla

filia

CIMITERO DI
eius et martyr, qiuis

S.

IPPOLITO
interfecit

339
uxorem
ubi ipse
est
et
fi-

Meditus Decius

liam, et S. Genesius martyr ».
«

E

ncl

De

lacis Ss.

Martyrum:

Sursum

in

monte,

basilica S.

Hippolyti
iacet...

est,

cum

familia sua tota

XVIII martyres
et

Ibi

Triphonia,

uxor Decii Caesaris
cordia et S.

et Cyrilla filia eius. Inter

utrasque Con-

Geneseus
«

multi

martyres
»

ibi

sunt».
di

Nulla
sua

sappiamo
figlia (').

délia

Triphonia
c
il

uxor Decii

ne
il

Cirilla

Più noto
si

martire S. Genesio,

célèbre

com-

mediante che
deridere
i

fece battezzare sul teatro

stesso ove volea

cristiani e,

convertitosi istantaneamente, mori poi

martire. Egli fu qui sepolto ed in suo onore

venne

eretto

un

oratorio di cui

puô ancora riconoscersi

1'

abside

incorporata

nel casale délia vigna a pochi passi di distanza dalT ingresso
del cimirero.

È
perato
sta

deplorevole che questo oratorio rimanga ancora adoal vile

uso

di

rimessa degli animali, e

la

Commissione
al

facendo

le

opportune pratiche per

restituirlo

culto.

Sopra

la cripta

principale dovette esservi pure

una grande
descrive,
la

basilica dedicata a S. Ippolito.

Prudenzio
di

infatti ci

come vedemmo, una basilica ornata cripta sotterranea non ne aveva ma
;

colonne, mentre

di

questa basilica non

si

è potuto riconoscere alcun avanxo.

Paolo
di
tutti
i

I e

Leone IV fecero
la

trasportare in città le reliquie
Il

martiri di questo cimitero.

racconto

di

queste

traslazioni
d'

conferma

distinzione di più martiri col
si

nome
il

Ippolito; imperocchè vi

dice che
/;/

Paolo

I

trasporto

prête Ippolito a S. Silvestro
sferi
a'

Capitc e che
altro

Leone IV

tra-

Ss.

Quattro Coron ati un

martire Ippolito con

tutta la sua famiglia (').

(i)
S.

Una
in

Maria

tarda memoria di questa santa vedesi nel sotterraneo di Cosmedin. V. i miei Eléments, d'arcb. chrèl.: Les basiliques,

pag. 272.
(2) V. Lih. poiitij.
I.

c.

CAPITOLO
I

VII

CIMITERI DELLA VIA

NOMENTANA

(")

LA
per

via

Xomentana

si

dirigeva verso

la città di

Nomento

(oggi Mentana) ed usciva dal recinto
porta CoUina,
le

di

Servie Tullio

la

le cui

rovine furono ritrovate nel 1872,
l'attuale

ponendosi

fondamenta per
di

palazzo del Ministère

délie Finanze.

Nel recinto
due

Aureliano

si

sostituirono alla porta Coilina
al

altre porte; la

porta Salaria che ancora rimane

primi-

tive SLio posto e la porta

evo, fu

Nomentana. Quest'ultima, nel medio chiamata porta di S. Agnese e più tardi, cioè nel pon«

(i) Itinerario di Sal:(Jwurg:

Et postea vadis ad orientem quousque

pervenies ad S. Emerentianara martyrem quae pausat in ecclesia sursum
et duo martyres in spelunca deorsum Victor et Alexander. Deinde via Nomentana ad ecclesiam S. Agnae quae formosa est, in qua sola pausat et ipsam episcopus Honorius miro opère reparavit». De locis Ss. Martyrum: « luxta viam Numentanam est S, Nicoraedes et iuxta eamdem viara basilica S. Agnes mirae pulchritudinis ubi ipsa corpore iacet, propeque ibi soror eius Emerentiana, in alia tamen basilica dormit. Ibi quoque singulari ecclesia Constantia Constantin! filia requiescit; san-

ctusque Alexander, S. Felicis, S. Papia, S. Victor et

alii

multi

ibi

dor-

miunt

>>.

Itinerario di Giiglielmo

di

Malmeshury

:

«

Quinta porta Nu-

Nicomedes presbyter et martyr, itemque via eodem modo viam S. Agnetis et ecclesia et corpus, in altéra ecclesia S. Emerentiana et martyres Alexander, Félix, Papias. In septimo milliario eiusdem viae S. papa Alexander cum Eventio et Theodulo pansant». Itinerario d' Einsiedehi: «In via Numentana foris murum in sinistra S. Agnes, in dextra S. Nicomedis ». Vila Hadriani I: « Ecclesiam beatae Agnetis martyris seu basilicam beatae Emerentianae, pariter et ecclesiam beati Nicomedis, sitam foris portam Numentanam,.., quae
mentana.
Ibi S.

dicitur, Iuxta

a priscis marcuerant temporibus, a novo renovavit».

— Index

coemete-

riontm

e

libre

Mirahilium

:

«

Coemeterium sanctae Agnetis. (Coemeterium
ultima indicazione Coemeterium fontis
S. Pétri

fontis sancti Pétri) ». Q.uesta

sta

neir indice immediatamente prima del Cimitero di Priscilla, perciô
riferirsi

puô

benissimo

alla

via Salaria,

come

si

dira nel

capo seguente.

CIMITERO DI
tificato

S.

NICOMEDE
la

34 1
quale

di

Pio IV, venne sostituita dalla porta Pia,
a sinistra (per chi csce

trovasi

un poco più
e gli altri

da

l'antica porta

Nomentana oggi murata.

Sulla via

Roma) delNomentana

gV Ithicrari
stiani:

di S.

(che

il

documcnti indicano quattro cimiteri criNicomede, di S. Agnese, il Cimitero Maggiore de Rossi chiamô « Ostriano ») e di S. Alessandro.
I.

— Cimitero

di S.
il

Nicomede.

Il

cimitero di Nicomede,

più vicino alla porta
villa

Nomenche ora
lo

tana, trovasi in quella

zona delT antica
Générale.
lui
Il

Patrizi

appartiene alla Banca
visitô ('),

Bosio lo conobbe e
e

ma dopo
il

di

divenne inaccessibile;
si

soltanto

nel 1864, facendosi dei kvori nella suddetta villa,

scopri ca-

sualmente
il

suo ingresso ed una parte del sotterraneo che
(^).

de Rossi descrisse nel BuUettino
la

Finalmente, dopo molti
la

anni,

Commissione

di

Archeologia sacra ne ha ultimata

escavazione nel 1900 e 1901.

Secondo la tradizione riferita dai suoi ^4///, Nicomede era un tempo di Domiziano. Gli Atti dei Ss. Nereo ed Achillco, con quali primi sono uniti, pongono il suo martirio dopo l'esilio di Flavia Domitilla, per conseguenza dopo il 9^, e probabilmente sotto il regno di Nerva o di Traiano. Essi metprête del
i

i

tono
di

in relazione

Nicomede con
:

santa Petronilla e
egli

la sorella

laite

santa Felicola

e

dicono che

ebbe cura

di

sepcri-

pellire quest'ultirna sulla via

Ardeatina. Accusato corne
»,

stiano, fu

condannato ad essere «plumbatis caesus
I

quindi

gettato

nel Tevere.
ai

Martirologi

pongono

la

data délia sua

morte

15 di settembre.
il

Un
si

suo discepolo
lo

di

nome
la

Giusto
« in

raccolse

corpo del martire e
»

dépose presso
il

città

horto prope muros

ove

trova infatti

cimitero.

Puo

es-

sere che preesistesse in

questa località un cimitero cristiano
délia

privato, cui potrebbe fare allusione la frase
di

iscrizione

un M. Valerius,

il

quale fece

ivi

un sepolcro per coloro

{i) Roin.
(.2)

sott.

III,

50.
Bull.

Cf.

DE Rossi,

1S65, pag. 49-54.

342

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
alla

che apparteiievano
tes

sua religione: «ad religionem pertinennel luglio

meam». Questa

iscrizione ivi scoperta

1865

sta ora nel sotterraneo a sinistra délia

grande scala:

MONVMENTVM VALERI M
ERCVRI ET IVLITTES IVLIAN I ET aVINTILIES VERECVNDIES LI BERTIS LIBERTABVSQ.VE POSTE RISdVE EORVM AT RELIGIONE M PERTINENTES MEAM HOC A MPLIYS IN CIRCVITVM CtRCA MONVMENTVM LATI LONGE PER PED BINOS Q.VOD PERTIN ET AT IPSVM MONVMENT
• .

Il

piccolo cimitero, in seguito agli ultimi lavori fattivi dalla
di

Commissione

Archeologia sacra, pu6
Il

dirsi

completamente

esplorato (y. pag. scgnentè).

primo piano ha comunicazione

con un' arenaria [B, C]. Al secondo trovasi una grandiosa galleria rivestita di costruzioni assai anticlie; e ai piedi délia scala

apresi a

destra

un cubicolo con

tre

arcosoli.
e

colo [D] era nobilmente adorno di

marmi;
puô

Questo cubinon essendovi in

tutto l'ipogeo altro luogo più degno,
il

credersi che qui fosse

primitivo sepolcro del martire. Cio sembra confermato da
graffito

un

che io scoprii nel giugno 1901
si

nell' arcosolio

a
:

destra del cubicolo stesso, ove

legge questa acclamazione

FAMV p
LLE

^
un frammento con avanzi il nome di Nicomede:

O

servo di Cristo! »)

Incontro
di

alla cappella è stato affisso

un

graffito in

cui

sembra scorgere
NIKO/;/
(?)

MARC///
ANE///

Questa

galleria è rivestita di

mûri

in ottima opéra laterizia

assai antica,

con archi; ed alcune

iscrizioni

greche confermano

CIMITERO DI
la

S.

NICOMEDE
si

34,
il

grande antichiti del cimitero. Vi
i^cns

trova ripetuto

nome
che

Catlanilla, derivato dalla

Catia;

onde

c

probabile

Planta del cimitero di Nicomede. ([A] grandiose descenso antico).

questo fosse
luogo.

il

nome

délia

famiglia

prima proprietaria del

Le

iscrizioni riportate alla

pagina scguente sono poste

innanzi ed a fianco dell'ingresso del cubicolo [D].

344

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
piHTPI
///AI

KATIAXIAAH GPrononoico erxo
è

La parola zz'fj-z-z'.'j) significa « laboriosa, arriva » ed un elogio délia donna Catianilla nominara nella iscrizione.

KATIAXIXXa

KATENANTI TOI nATPOC
KAT:avf/J.a

BICTORA

IX

PAGE

XONO/;/

ArA0OC^ KAAAinA KAAAin
orAOP<ii

ASTERI DVLCIS
^^.^.^^^

^

AAGAO
«

'^^t:::^

'^z/^

Innox
con

»

sra

evidenremenre

in

luogo

di

«innocens».
venaro
si

Xel cubicolo [E] sopra una
lissimo,
il

lasrra di

marmo

bel-

simbolo

assai anrico dell' dncora,

legge:

AVRELIE PRIME

COMVGI

SANTISSIME

SECVNDVS MARITVS
F

W

C

larerizia

Quesro cubicolo è assai ben conservato e la cosrruzione dei suoi mûri ne indica pure l'anrichirà. Nello sresso cubicolo si conserva quesro frammenro
:

///ANI,.

///RENTI///
///NES///

///ERASI///

///PAVPER///
///FILICVM///
///FECER///

CIMITERO DI

S.

NICOMEDE
si

345
di

In Lina galleria latérale a sinistra [K]

vede nella calce

un loculo
parte di
principale.

iina

moneta

di

Massenzio; e

c'\b

prova che questa
alla

sotterranèo fu

scavata

posteriormente

galleria

Un
calce di

graffito,

veduto

in

questa regione dal de Rossi nella
la

un loculo, portava

data del 287
conss.

:

/'/DIOCLETIANO MAXIMIANO

V KAL

'j!

In fondo alla grande galleria havvi un lucernario e più
oltre

una conserva d'acqua [L];
d'

e

sembra che

gli

antichi abbiano
di

incontrato qui una vena
l'escavazione.

acqua che impedi

proseguire

Onde

essi

incanalarono quest' acqua con una
si

curiosa condottura di anfore, che in parte ancora

vede, e
si

la

condussero nel vicino cunicolo. Aquesto cunicolo [H]
per
la galleria [F], in

accède

fondo

alla

quale havvi

il

cubicolo [G].
di cui

Sul cimitero ergevasi un oratorio. Questo edificio,

non sappiamo
papa nel 619:
Al
di
«

1'

origine, fu ricostruito da Bonifacio
perfecit

V,

eletto
et de-

Hic

coemeterium
I

S.

Nicomedis

dicavit illum » ('); Adriano

lo restaura neirviii secolo.
si

sopra

dell'

ingresso

puô riconoscere ancora

la

curva deir abside
Il

di

questo oratorio indicata da alcuni cipressi.
fu

corpo del martire

probabilmente nel vu secolo tolto
I fi-

dal sotterranèo e collocato in questo oratorio, Pasquale

nalmente
In
il

lo trasportô a S. Prassede,

come

attesta

il

catalogo

délie reliquie di quella chiesa.

Roma

esisteva un' altra chiesa dedicata a S.

Nicomede,

tituhis

Nicomedis. Essa è ricordata in una iscrizione posta
del
:

nell'

ambone

Vangelo

a S.

Lorenzo

fuori le

mura, come

già

vedemmo
.

Hic /)ÛSITVS

XII

VICTOR KAL DECEMB
EST

PRAESB

£<

TITVLI

.

^ICOMEdis

rono queste

Nel 1892 scavandosi di nuovo in questi dintorni, si trovaaltre due iscrizioni spettanti allô stesso cimitero
:

;^i)

Lib. pont.

1.

c.

346

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
///TVS
///TVxM

EST

OyiAIII SPIRITVM///
.

///MAI

MEROBAVDc'

II

d

Saturnino Conss (0

(An. 383).

///AE

ME

DECEPIT///

///VOLVIT
ZaCRIMIS

TEMPVS
SPARSI7

INCER///

///ITARË TVI FLEVIMVS///

O
1865;
ivi si

Nella stessa villa Patrizi giace nascosta un'altra scala che

discende ad un altro ipogeo, scoperta nel

rin-

venne

il

frammento

di

una rozza
:

iscrizione relativa

ad un

soldato délie cohortes praetoriae
///IISIVS

MILEX COHS///

///VSTVS
///ANNIS

FRTER

F PATRI///

///EMERENTI POSVIT aVI///

XXX

IX

PAGE

j^f

(3)

Siccome la caserœa puô supporsi con moka
sepolcri di soldati

dei pretoriani trovavasi

li

vicino, cosi
altri

probabilità che quivi fossero degli

cristiani.

Ed

è a notarsi

che Xicomede,

l'eponimo del luogo, era stato
soldati

egli stesso in relazione

con

i

Nereo ed Achilleo,
un centre
di

forse anch'essi pretoriani.

È

probabile del resto che in questa parte délia città possa

riconoscersi

predicazione evangelica da collegarsi

coll'apostolato di san Paolo. Quest' apostolo infatti dice nella

sua Epistola ai Filippcsi

(I,
il

13),

scritta

da

Roma, che

egli

aveva predicato
ed
è probabile

« in tutto

pretorio », sv oXfo xw

7:pa:xop''q) »;

che anche san Pietro abbia avuto qualche reil

lazione con questi militi pretoriani, attribuendosi a lui
tesinio dei santi

bat-

Nereo ed Achilleo.
1892, pag.
183.

(i) V. Bull. arch. com.

(2) Ibidem.
(3) Il marmo non si è più ritrovato; se il nome nella seconda linea fosse luslus, ciô farebbe pensare al lustus discepolo di san Nicoraede.

1

CIMITERO DI
Il

S.

AGNESE

347

cimitero di

Nicomede

pertanto, quantunque assai pice
le

colo, è di
lire

grande importanza
apostolica.

sue origini possono risa-

all'età

II.

Cimitero

di S.

Agnese

(').

e più popolari.

La celeberrima martire Agnese è una délie santé più celebri La storia del suo martirio ci è stata tramandata
la-

da numerosi documeiiti antichi, dai Martirologi e Calcudari
tini e greci, e dalle più antichc liturgie orientali

ed occidental!.
di S.

Da
r una

antichissimo tempo
il

si

celebrano due feste
il

Agnese
«

:

21 gennaio,

1'

altra

28.

La prima

è quella délia

morte,
S.

l'altra è cosl

ricordaia nel Martirologio romano:

Festum
ri cor-

Agnetis secundo». Qualche autore pensô che essa
il

dasse

giorno délia nascita
trovasi
la

di sant' Agnese,

perché in alcuni
:

Martirologi

seguente

indicazione

«

De

nativi-

tate». Secondo
sant'

altri

essa corrisponderebbe all'apparizione di
genitori.

Agnese

a'

suoi

Più

probabilmente

invece

si

tratta dell'ottava délia

sua festa celebrata con maggior solensi

nità a causa délia

grande divozione che
le

aveva per
di

lei.

Poche

e

vaghe sono

notizie che

abbiamo
il

questa

martire di cui

non conosciamo neppure

nome
alla

di

famigUa;
e

giacchè Agnes è un

agnome

cristiano dnto
le

medesima
ail'

che significa piira,
Clodii, trovate

casta.

Tuttavia

seguenti iscrizioni dei

nel suo cimitero, fecero congetturare

Ar-

mellini (^) ch' ella appartenesse a questa famiglia:

CLODIA ISPES
• . •

LIB

CLODII

CRESCENTIS

L CLODIVS CRESCENS CLODIAE CONIVGI INCOMPARABILI

VICTORIAE

(1) Cfr.
(ediz.

Armellini,

//

ciinitero di

S.

Agnae; de Rossi,

Bull.

187

pag. 50-35; 1872 (ediz. franc), pag. 3-I-57; 1874 (ediz. franc), pag. 142-147; 1875 (ediz. franc), pag. 86-89; S. Ambrosics»
franc),

De

virginibus,
t.

I,

2 (P. L.

t.

XVI,

col. 189);

Prudent.
e

PerisUph.

hymn. xiv

(P. L.

LX,

col.

580

seg.).

(2) 11 ciiniUro di S.

Agnese, pag.

ii

53-55.

34^

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

CLODIVS CRE SCENTIANVS

CLAVDIA SEBERA
FL

CL MAETRAS CARISSIMAE

ET

REGILLAE

CONIVGI

CLAVD///
Gli Atti del suo martirio

CLAV///

non sono

autentici.

Ne

fu autore

un

taie
;

Milano
tore,

Ambrogio, confuse per lungo tempo col vescovo di perô il documento non ha lo stile del grande dotcontiene délie espressioni che escludono atfatto taie
al

ma

attribuzione, rivelando un'epoca posteriore

secolo

iv.

Valga,
di

ad esempio,

il

titolo di

«

regina

»

dato a Costanza,

figlia

Costantino, titolo
délie invasioni
Atti

che non fu mai adoperato prima dell'epoca

barbariche.

Secondo ogni

probabilità questi

sono

del secolo vi e furono opéra di
(').

un pio monaco

di

quel tempo

Ma
menti

questi Atti, benchè

non

aurentici,
si

contengono alcune
di

notizie storiche, per le quali l'autore
assai
le

dovè servire
il

docu-

più antichi, su cui compilé
antichità

suo

scritto.
:

Moite
cosi ci

sono

traccie di
il

che

essi

presentano

e

fanno sapere

nome
la

del prefetto Aspasius Patcrnus che conla

dannô Agnese;
del martirio.
santa, fu

quale indicazione giova a fissare
i

data

Quando

Bollandisti

scrivevano

la

vita délia

mossa la questione se ella subisse il martirio sotto Diocleziano o non piuttosto sotto A'aleriano. Ma questa segli Atti di
S.

conda data sembra più verosimile, giacchè
priano,

Ci-

veramente

autentici, indicano ai

tempi

di

Valeriano
vi
il

un magistrato che si chiamava Aspasio Paterno, e non è difficoltà per ammettere che questo Aspasius Paternus,
(i)
Il

ch.

filologo

e

mio carissimo amico dottor Pio Franchi
di S.

de'Cavalieri, ha pubblicato una dotta monografïa sugli Atti
{Sant' Agiiése.
uelîa

Agnese
la

tradizjone e

ttella

liggcnda,

Roma

1899).

Ma

sua

critica, del resto assai acuta, è forse

troppo severa; ed io penso che questi
di

Atti abbiano

un valore

storico

maggiore

quanto egli crede.

CIMITERO DI
quale solo nel 264. fu prefetto
cuni anni prima
alla
al

S.

AGNESE
Roma, prendesse
in qualità di

349
parte al-

di

processo

di

Agnesc
gli

addetto

prcfettura urbana.
sui

Un'

altra

prova dell'antichità dei doJtli,

cumenti

quali furono

compilati
cristiano

ce

la

dànno
vi

le
si

espressioni di simbolismo

antichissimo che

riscontrano, espressioni che alludono al simbolismo del latte,

quale

trovasi adoperato

negli

Aiti

di

S.

Perpétua

e

nelle

pitture stesse délie catacombe.

Del reste l'autore
:

attesta di

aver attinto

le

sue notizie ad antichi documenti

«

Haec ego

Ambrosius, servus Christi,

dum

in

voluminibiis ahdilis inve-

nirem

scripta,

Gli Alti raccontaiio che
fiuto aile

non sum passus infructuoso silentio tegi ». avcndo Agnese opposto un ricol figlio del prefetto, fu esposta in

nozze

un luogo
del

infâme. Questo

modo

di trattare le

vergini cristiane sta per-

fettamente
III

in

accordo col carattere délie persecuzioni

secolo; e sappiamo da Tertulliano che ciô usavasi
«

fin dal

principio di quel secolo stesso:

Nam

et

proxime ad lenonem
et

damnando christianam
morte reputari
» (').

potius

quam

ad leonem, confessi estis

labem pudicitiae apud nos atrociorem omni poena

omni

Agnese perô
dai suoi capelli,

fu preservata

da ogni violenza e
di

fu coperta
di

che

le

servirono

manto
fu

;

dopo

che,
dalle

gettata sopra

una

catasta ardente,

non

neppur tocca
finita

flamme. Allora Aspasio ordinô che fosse
di

con un colpo

spada. Morta che

fu,

il

corpo

di lei

venne

dai parenti se-

Nomentana, in un campo di loro proprietà: « in praediolo suo ». La dcposizione non avvenne forse senza difficoltà, giacchè poco dopo Emerenziana, giovane coUattanea di Agnese e forse liberta délia sua famiglia, mentre pregava sulla tomba délia martire. fu dai pagani uccisa a colpi di piètre. Con la sostanza almeno del racconto degli Atti si accordano due altri documenti del massimo valore, cioè un inno
polto sulla via
di

Prudenzio

C') e

una iscriaione damasiana, che ancora

si

(i) Apolo'^et. c. 50 (P.
(2)
Perisleph.

L.

t.

I,

col. 455).
t.

hymn. xiv

(P.

L.

LX,

col.

580, seg.).

.

350

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
in

conserva quasi intatta
cesso
alla

fondo

alla

grande scala che dà

ac-

basilica

:

FAMA REFERT SANCTOS DVDVM RETVLISSE PARENTES AGNEN CVM LVGVBRES CANTVS TVBA CONCREPVISSET NVTRICIS GREMIVM SVBITO LIQVISSE PVELLAM SPONTE TRVCIS CALCASSE MINAS RABIEMQ.VE TYRANNI VRERE CVM FLAMMIS VOLVISSET NOBILE CORPVS VIRIBVS IMMENSVxM PARVIS SVPERASSE TIMOREM NVDAQVE PROFVSVM CRINEM PER MEMBRA DEDISSE NE DOMINI TEMPLVM FACIES PERITVRA VIDERET O VENERANDA MIHI SANCTVM DECVS ALMA PVDORIS VT DAxMASI PRECIBVS FAVEAS PRECOR INCLYTA MARTYR
Seconde una
luogo ove
tutti
i

tradizione molto antica,

i

sotterranei délia
al

chiesa di S. Agnese in piazza
la illustre

Navona corrisponderebbero
(').

vergine fu esposta all'ignominia
riferiscono taie episodio;
al fatto

Non

document!
vergine.

citati

ma
;

alcuni

contengono solo qualche allusione
délia

délia esposizione
e

Prudenzio

lo

dice espressamente
i

Damaso

nella sua epigrafe vi

allude forse con

versi:

NVDAQVE PROFVSVM CRINEM PER MEMBRA DEDISSE NE DOMINI TEMPLVM FACIES PERITVRA VIDERET
che possono mettersi
Si
in relazione al
la

a

decus aima pudoris
fu

«

dice
».

negli Atti che

giovinetta
Cirais

esposta

«

iuxta
si

theatrum
trova
il

Ora
le

la

IX^

Regione,
tutto

Flamiiiius,
di

ove

la

chiesa,

comprende

un gruppo

monumenti:
le

Panthéon,

Terme

di

Agrippa o Alessandrine, ingrandite

ed ornate prima da

Nerone, poi da Alessandro Severo,

cui traccie esistono presso la piazza di S. Luigi de' Francesi e
il

palazzo del Senato

;

donde

il

nome

alla

piccola

chiesa,

quivi eretta, di S. Salvatore in Thcrniis. Presso a queste terme
v' era

un immenso

stadio, costruito da
il

Nerone, poi ingran-

dito da

Domiziano,

quale occupava l'area délia piazza

Na-

(i) Si trova di cio

rario â' Einsiedcln deirviii secolo:

una vaga ma importante indicazione neWltine« Circus Flaminius, ibi sca Agnes ».

CIMITERO DI
vona, che ne ha
riprodotto

S.

AGNESE
la

35

I

csattamente

forma; cra un

rettangolo terminato ad emiciclo dalla parte di S. Apollinare.

Nellc cantine délie case vicine

si

vedono alcuni avanzi
i

dei

mûri
raneo

di

questo stadio: e certo ne fan parte
S.

pilastri del sottersi

di

Agnese. Ora è noto che

i

lupanari

trovavano
si

spesso nelle vicinanze dei circhi e dei Inoghi pubblici, ove

davano

gli spettacoli.

L' inno di Prudenzio infine
col ricordo dclVephcbus, ed
il

sembra alluderc
plateae
»

allô

stadio
indi-

« flexus

da

lui

cato potrebbe accennare alla curva di taie edifizio.

Non
i

intendo di insistere su questi particolari topografici,
si

quali

non

riferiscono alla sostanza del racconto;
si

ma

ciô

che parmi potersi asserire
tire

è

che

la storia délia

grande mar-

roraana, narrata dal poeta cristiano del iv secolo,

quando
an-

ancora doveano esistere documenti e monumenti preziosi oggi
perduti,

compendiata nei

Martirolok^i, celebrata nelle più

tiche liturgie,

non puô

considerarsi
di

come un

pio romanzo,

ma

deve contenere un fondo

verità.

Dopo
il

queste indicazioni preliminari, rechiamoci a visitare
la basilica

cimitero e
Il

délia martire illustre (').
alla

cimitero di S. Agnese è senza dubbio anteriore

de-

posizione délia martire eponima. Ciô risulta dalle numerose
iscrizioni,

parte

al

posto,

parte

rimosse,

la

cui

paleografia

dal de Rossi fu giudicata di epoca assai antica.
tu sepolta la in

Dopo
e

che

vi

santa, esso prese

un grande sviluppo
del

venne
che

grande venerazione.
i

Una prova

vivo desiderio
tuartiira, ce

avevano
del Gard.

fedeli di esser sepolti

ad saucta

l'hanno

orterta gli

scavi intrapresi nell'ottobre 1901

per munificenza
si

Kopp,

titolare dclla basilica.

Da

questi scavi

è ve-

(i) lo
si

accennero solo
in

i

monumenti

più important!, quelli cioè che

vedono

una

visita

ordinaria.

Chi volesse una descrizione minuta

del sotterraneo, legga

l'opéra del

mio dotto

e

compianto amico Ma-

RiANO Armellini,
eseguiti

Il cimitero di S.

Agnese. Gli scavi da lui descritti furono

con

il

concorso dei benemeriti Canonici regolari Lateranensi,

custodi délia basilica.
lo stato délia sua

Questo cimitero

è importante specialmentc per

conservazione

352

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
il

duto che tutto
le

presbiterio era seminato à\ fonnae (iv-vi sec.)

quali costituiscono un vero e proprio retrosanctos; e inoltre
si

vi

è ritrovata

una importante

galleria

del 349, quasi

com-

D

5'- 5 'siècle

Pianta di una parte del cimitero

di S.

Agnese con

la basilica.

intatta, con bei loculi e molti segni mnemonici. Questa galleria rasenta le fondamenta dell'attuale ciborium ed ha pure il pavimento scavato a fonnae (').

pletamente

(i) Si

vegga

la

relazione di

tali

scoperte nel

Kuovo Bull 1901, 1902.

CIMITERO DI
Il

S.

AGNESE
tre

353
si

cimitero di S.
in tre

Agnese
:

è

a

piani e

puô anche

distinguere

regioni
al
si

i° la rete primitiva, a sinistra délia

basilica, antcriore

sec.

m;

2"

una regione del
la

m

secolo,

assai piccola,

che
;

estendc tra

la basilica,

via

Nomentana
traversa
S.

e S.
la

Costanza

3"

due gruppi
e l'altro
i

di gallerie, di cui

uno

via

Nomentana
Costanza;

mette in comunicazione

Agnese
Finora

con

S.

quali gruppi

sono del

iv secolo.
si

non

vi fu

ritrovata alcuna pittura. Un'arenaria

estende fino

aU'estremità del cimitero, per

mezzo
fin

délia quale esso

comuniche io

cava con

l'altro

cimitero detto
il

qui Ostriano,
».

ma

chiamero piuttosto

«

Cimitero Maggiore
(').

Regioxe primitiva
tiene molti « loculi » e
scala

Vi

si

scende per solito da una
la

scala ch* è a sinistra délia basilica, presso

sagrestia.

Con-

non poche
iscrizioni

iscrizioni.

A

destra délia

troviamo subito due
.

certamente assai antiche:

OHAIKITA MNHCOOIC
La parola

EPAFRODITO
équivale
alla

DVLCISS.IMO
«

MNHCOOIC

formola

Mémento

Domine
Il

».
s'

primo cubicolo che
piuttosto che

incontra, ha una

forma singomolto

lare:

un

ciibictiliun

propriamente detto, è una
pietra ed è
il

piccola spelonca chiusa da

una grande

si-

mile a quella del cimitero
«

di

Domitilla che

de Rossi chiamo

cappella semitica
il

«

Ç). Vi è accanto un' iscrizione che forse

ne indica

proprietario:

AVRELIO SABI NO CYRILLA ONO RIS CAVSE POSV IT CONIVGI SVO BENEMERENTI
. .

.

.

(i)

Per

dall'egregio
vi

la descrizione di qiiesto cimitero sono stato coadiuvato amico D. Augusto Bacci, canonico Lateranensc, il quale

ha

facto

uno studio

spéciale.
127.

(2)

Vedi sopra pag.
Caliicotnhe romar.e

Guida

2J

354

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
viene poi un cubiculiim duplex
:

In quelle a sinistra [6]

r iscrizione seguente è dipinta in rosso

sulla parère destra:

FOTVXATA
Nell'altro a destra,
si

trova una bella iscrizione in
dell'

marmo,

con

il

simbolo antichissimo

ancora, proveniente da una
del SS. Sacra-

forma bisoma trovata sotto

l'attuale cappella

mento

:

FAVOR FAvOR <^^- LECTOR
Altre iscrizioni délia stessa regione sono
le

seguenti:

+

CAEL PLACIDO EVOK PLACIDA FILIA ET
.

.

ERACLIA
(dneoral

PECVLIVS

.

LIB

.

PATROXO

DVLCISSIMO

AVRELIA PHOEBILLA ET P AELIVS NARCISSVS
• •

GEMINTO ANTISTIANO
C
.

IRENE
I

àncora)

STATIVS

PROCVL

DOMITIANO

AELIAE ISIDORE

GRANIA ET ANDER

ALEX

AVIAMAE FORTVNATAE FIL DVLC
.

FL

MARCELLINA

epenTci)

a-jpeXta

BPenTH AITHAICU

T]Xio5o)

pw auvsKU

.

rAïKYTATCO

CIMITERO DI

S.

AGNESE
DIOCLES

355
IVN///

AVR PVBLIVS

FORTVNATVS

FESTA VARRO NIOISOCRISO FILIO CARISSIMO
BIBIA
• •

AELIANAE
FILIAE

REPENTINAE

DVI,

ASSIA

FELICISSIMA

SVCESSA

ABILIAE

DOMN

EVITC///
///DVLCI
///CV

HERACLES ET
IVLIAyrZ EPIC

IV

AE-ET-aVAE-AM MATI DVLCISSI MAE

ALVMNAE EVTYCHEN ET

TESI FILIANABE

///NTIBVS El VS LIBER
///VIS

NEMERENTI FECERVNT

VLPIA

AVR

.

HELIODORVS PRT

L'epigrafc di Eliana Repentina richiama quella del sarcofago
di Petronilla:

AVRELIAE PETRONILLAE FIL

DVLiscri;

CISSIMAE-

Il

trigramma

PRT

che

si

legge neirultima

zione riportata, sembrerebbe a prima vista indicare un prête

non racchiude altro che uno sciieletro ben conservato di fanciullo. Le tre lettere formano dunque un' acclamazione o preghiera, coma ad es.: « Pax refrigerium tibi ».
invece
il

ma

loculo

Nell' iscrizione seguente è espresso
délia preghiera per
il

il

concerto dommatico
:

riposo delT anima

S

.

OUI
.///SSIMO
///lO

iiiniiiiiii

///ATER

SPIRITVM TVVM DEVS REFRIGERET

356

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
al

Quest'altra iscrizione che
altre

présente
nella

si

trova con moite

délia

medesima provenienza
alla

grande scala délia

basilica, appartiene

regione primitiva:

FL

.

AGRIPPINAE

VLPIAE AGRIPPIMAE
di

FILIAE

DVLCISSIMAE

In essa abbiamo due nomi
far

famiglia impériale; ne deve
i

meraviglia, perché è noto che gl'imperatori davano

loro

nomi agli schiavi inaimmissi. Regione del m secolo.
si

Questa regione, poco
e fu distrutta

estesa,

trova a destra délia basilica

in gran

parte

per lacostruzione délia basilica medesima. Nella nostra planta

non l'abbiamo neppure dehneata. Due importanti
estratte

iscrizioni

da questa regione sono

le

seguenti:

;//vivAS

±
Il

///ET IN
resurrectioiiis

DIE

aDEAM
<n7'«NAL CRISTI

cum

fiducia ad

monogramma
la

ha qui una forma spéciale e l'Armellini

vi
tal

riconobbe una fusione del
caso

monogramma
i

con

la

croce; e in

C

sarebbe

l'

iniziale délia parola

CCDTHP.
noi

In questa regione o almeno fra

due nuclei primitivl do-

veva trovarsi

la

cripta di S.
;

Agnese.

Ma

sciamo
giore

la

forma primitiva
1901
la
ci

e gli scavi fatti

non ne conosotto l'altar maggalleria

nel

contatto con

hanno restituito soltanto una tomba venerata.

a

Il Museo di Napoli possiede un' iscrizione proveniente da Roma, ed in essa l'Armellini credette riconoscere iscrizione primitiva del loculo di S. Agnese. Essa faceva parte del museo
l'

Borgia, acquistato dal re

di

Napoli:
.

AGNE SANG
TISSIMA
Il

marmo

è di

dimensioni
(il

assai piccole, e se

appartenne

al

loculo di S.

Agnese

che non

è certo),

quel

loculo do-

CIMITERO

DI

S.

AGNESE
marmo. La
iv

357
paleo-

vette esscr chiuso da due o più lastre di
grafia

non

c

posteriore

Regioxe ultima.
del
\'

al

m

sccolo.
al

Appartiene
1'

ed

al

principio

secolo. Corrisponde dietro

abside délia basilica ove

havvi un descenso, per meta originale, che immetie in questa

regionc dal sopraterra;
galleria

ai
si

pied!

di

esso

v' è
la

una grande

con cubicoli che

svolge sotto
fu

via

Nomentana
alla

e

la

traversa.

Da

questa

regione

estratta

una iscrizione

deir

anno 581, ora murata nello scalone che conduce
:

basilica

FRESBYTER HIC SITVS EST CELERINVS NOMINE

DIC///

CORPOREOS RVMPENS NEXVS
DEP

Q.VI

GAVDET

IN ASTRIS

VIII

.

KAL

IVN

PL SYAGRIO ET EVCERIO

È una coincidenza notevole che nel descenso or ora acsi legga iscrizione di una EmUiana, délia quale, a titolo di onore, viene ricordata la parentela con questo mecennato
l'

desimo prête Celerino:

HEMILIANE SEVI

SOROR PRESBYTERI

CEUrhii

Vicino air ingresso délia galleria principale, trovasi
nistra

a

si-

un cubicolo, detto « del fossore », perché ivi, insieme ad un frammento importantissimo che racchiude tre simboli del pesce, del pane e délia croce monogrammatica, fu troi

vato un graffito rappresentante un fossore in atto di lavorare.

Alquanto più in
raro.

là,

a sinistra,

si

vede un frammento

di

iscrizione del iv secolo in mosaico, génère d' iscrizione assai

Vi sono inoltre due grandi medaglioni nei quali ancora

restano tracce di opus musivum.

Hire^EO Q.VI VIXIT AN///
5c;vERINA

COIVX IPSIVSQ.VE
///TVIS CVII

///a«NOS

ET

Menses/li

358

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

Inoltrandosi ancora per questa galleria, sempre a sinistra,

trova un cubicolo privato [3] con l' iscrizione di un « vir perfectissimus », formola di data posteriore al secolo:
si

m

FL

EVNOMVS V

P

AVRELIATI CONIVGI

BENEMERENTI NIMIAE CASTITATIS
ET INNOCENTIAE QVAE VIXIT CVMARITO

ANN XXVI M
.

V!I

DI

XXII

DEposilA IN

PAGE

DEC

DIE IDVM SEPTEMBRI

La parola

SEPTEMBRI
ai

fu abrasa per

meta ed

a

correggere

l'errore délia data, fu scolpito sopra

DECembriiwi.
volgendo a destra,
rasenta
si

Ritornando

piedi

délia

scala e
nell'

pénétra nella galleria scoperta
r altare maggiore

ottobre 1901, parallela ali

délia basilica, del quale

fonda-

menti. Essa racchiude circa venti loculi con due arcosolî, per
lo più intatti. Interessanti

sono
:

le

seguenti iscrizioni graffite

sopra tombe ancora chiuse

TVRTVRA
///NON

IX

PAGE

AVG

IN

PAGE ABIIT HAGNE
la

e sopratutto questa in galleria
:

marmo,

quale

ci

dà l'epoca délia

•t
Un'
altra

MARGELLINE BENEMERENTI IN PAGE DEP PRI NONA S MAIAS LIMENIO GATVLINO
(An. 349).

estratta

da un muro

ci

offre

il

simbolo del pane

eucaristico sormontato dal

monogramma.
si

Retrocedendo

a sinistra,

vede dopo pochi passi una pic-

cola cappella terminata ad abside^ simile a quella di S.

Eme-

renziana nel cimitero detto Ostriano
colo XVII, vi ha segnato col carbone
«

[4J.
la

Un

fossore del se-

seguente iscrizione:
ci

Ego Tomaso Aquila 1683

:

Chi vo entrare quà dentro

CIMITERO DI
vo
assai

S.

AGNESE

359

lume clie se no perde la strada ». Cio vuoi dire che non si discendeva per la scala odierna. La forma délia cappella, una specie di « presbyterium » elevato, e la base di una « mensa olei » indicano probabilmente che essa servi per le riunioni liturgiche. Dicasi il medesimo di una grande capallora

pella che

si

présenta un po' più innanzi

a sinistra [5].

È
c

la

più vasta del cimitero, cd c costruita
e

con volte
con

a crociera
il

ornata di

sei

colonne scavate nel tufo. E chiaraata
«

cusi

bicolo di Sabina

a causa di un'iscrizione

tal

nome

che

legge sopra l'arcosolio principale:
BciiemerEyiTl
vix

rf«N

P

.

SABINAE ALVMNAae; cjuae M XXX D XXIII SVPER FATRO«»»/
.
• •

DEC

III

IDWSln
le

In quest' iscrizione

parole « super

cano che Sabina era
che l'aveva adottata.

stata deposta

sopra

patronum » signifila tomba di colui
ci

E

il

nome

di

questo pio benefattore

sarebbe noto, se inesperti fossori nell'atto di votare l'arcosolio
ripieno di terra,

non avessero con essa insieme portata via la calce contenente un graffito visto, ma non decifrato, al moment© in cui l'arcosolio fu scoperto. Un' iscrizione di questa cripta ci présenta il cavallo simbolico, che ricorda il « cursum consummavi » di san Paolo (').
Un'altra contiene
la

rara formola: « vixit in pace
alla

Christi »,

che allude

alla

pace, ossia

comunione

cristiana:

IN

HERACLIVS QVI VIXIT PACE :^ A\NIS LV
.

Finalmente ne indicherô un'
stesso concerto, è pure indicato

altra,

nella quale, oltre allô

l'altro

che

la

morte del

cri-

stiano

non

è

che un ritorno

al

cielo,

sua vera patria:

MELIOR

IVX
.

VIXI///
.

'rrrr
(i) II

>-•

M
7.

''^CE ANN.S x/;; III D XXVIII .REDIIT
.

,/

Tmoth. IV,

Cf.

I

Cor. IX, 24-26.

360

GUIDA DELLE CATACOMQE ROMANE

Dalla medesima regione proviene un

monumento

assai

pregevole, ora nella biblioteca Vaticana, del quale in questa
cripta esiste
intagliata a

smalto, nel

con
« in

in giro

un facsimile. È una pietra, specie di palombino, forma di cerchio, cogli interstizi già ripieni di cui centro campeggia il monogramma di Cristo un' iscrizione che ricorda il motto costantiniano
:

hoc signo vinces
IX

»

:

HOC SIGNO
si

SIRICI,;/

Questo monumento

puô confrontare con
:

la

iscrizione

simile trovata in Africa (')

IN

HOC
SEM
VI

SIGNVM
PER

N

C

.

M LV
infissi nella calce dei loculi,

In una galleria vicina, tuttora
si

vedono un onice bellissimo, più un vetro cimiteriale rapla

presentante un individuo che indossa
«

clamide, con

la scritta

Semper in pace gaude ». Poco discosta trovasi un'arenaria
la

in direzione del

cimitero

detto Ostriano. Essa ha questo di proprio che servi

non solo

per gettarvi
celarvisi in

terra

estratta dalle gallerie

cimiteriaH, o per

tempo

di persecuzione,

ma

ancora per seppellirvi.

È come un
a'

cimitero distinto che ha una scala propria. Quasi
trovati

piedi di essa furono

due preziosi cimeU, cioè un due principi degli Apostoli ed
g,
la

disco metallico con

le teste dei

un

contorniato di
«

bronzo con

la sigla

quale sembra do-

versi leggere

palma

féliciter ».

Uno
su
cui,

di questi sepolcri è tuttora

chiuso dall'antico

marmo,
avorio

con esempio unico,

è riprodotta in

mosaico

di

(i) Cf.

DE Rossi, De

titulis

Carthaginiensibus nello

Spicilegium So-

lesmense di D. Pitra, IV, pag. 516.

CIMITERO DI
e smalto

S.

AGNESE

36 1
clie

l'immagine délia defunta. La paleografia non

r indole dei
e

nomi dimostrano che esso
si

sia del
a

m

secolo ('),
in

che forse questa regione
di

cominciô

scavare

un pc-

riodo

persecuzione:

M AVR VICTOR VLPIAE
• •

SIRICAE

CONIVGI KARISSIMAE
(Rilrallo)

FECIT

IN

-

PAGE

l
Sopra un
altro loculo

havvi questa iscrizione

:

secv>jd;anvs

stateiae coivge b n m q vix ann
• • • • •

xxvi
fra
la

Un'
di

altra

regione del iv secolo
il

si

estende

basilica
in

S.

Agnese ed
la

mausoleo
che

di

S.

Costanza. Essa aveva
vi
si

origine

un descenso proprio,
galleria e

ma
il

presentemente
appresso
alla

accède
dietro

seguitando
r abside,
galleria.

viene

scala
in

volgendo
in

verso

fondo

a

destra

un' altra

Vi sono

questa regione alcuni colombarî pagani
al

divenuti proprietcà dei cristiani e incorporati
principale è

cimitero.

Il

un gruppo
a

di stanze sovrapposte a tre ordini,

con
di

pavimento

mosaico nella seconda
la

ed

una transenna

marrao
latini

tra

questa e
vi

prima

cella.
si

Dai frammenti

greci e

che

sono

stati

scoperti

sa che apparteneva al colcosi
Il

legio dei Peanisti, adoratori di Apollo,

detti

dall'

inno

Pacaiia che cantavano in onore del Sole.

resto dell' iscri-

zione peanista contiene alcuni brani di un rescritto impériale,

probabilmente
dati privilegi a

di

Settimio Severo, col quale vengono accor-

questo collegio.
dalla

Avanzandosi

medesima

parte,

si

arriva fino

al

mau-

soleo di S, Costanza.

(i)

Cf. DE Rossi, Roiiia

sott.

III,

pag. 592.

362

guida delle catacombe romane

Basilica di s. Agnese e mausoleo di s. Costaxza.

La
al

basilica è stata edificata sul
livello délia

sepolcro stesso
cimitero,
di

délia santa,

parte più antica del
gallerie.

cui perciô
basi-

furono distrutte alcune
lica si

La

fabbrica di questa

attribuisce ai

tempi costantiniani nel Liber pontificalis,
trova

negli Atti (apocrifi) di S. Costan^a ed in una importante iscri-

zione acrostica del iv secolo,

il

cui testo

si

alla

fine di

qualche manoscritto

di

Prudenzio:

CONSTANTINA DEVM VENERAKS CHRISTOdVE DICATA OMNIBVS IMPENSIS DEVOTA MENTE PARATIS NVMINE DIVINO MVLTVM CHRISTOQVE IVVANTE SACRAVIT TEMPLVxM VICTRICIS VIRGINIS AGNES TEMPLORVM Q.VAE VICIT OPVS TERRENAQVE CVNCTA

AVREA NOMEN

Q.VAE RVTILANT SVMMIS FASTIGIA TECTI

ENIiM CHRISTI CELEBRATVR SEDIBVS ISTIS TARTAREAxM SOLVS POTVIT QVI VINCERE MORTEM INVECTVS COELO SOLVSaVE INFERRE TRIVMPHVM NOMEN ADHVC REFERENS ET CORPVS ET OMNIA MEMBRA A MORTIS TENEBRIS ET COECA NOCTE LEVATA DIGNVM IGITVR MVNVS MARTYR DEVOTAQ.VE CHRISTO EX OPIBVS NOSTRIS PER SAECVLA LONGA TENEBRIS O FELIX VIRGO MEMORANDI NOMINIS AGNES

Sappiamo da Eusebio che
di

vi fu

una Costantina moglie
il

Annibaliano e sorella

di

Costantino, morta in Bitinia,

cui corpo fu trasportato a

tato

Roraa (354). Ella aveva già abisuUa via Noraentana (') nel Suburbanum Constantini di

cui parla

Ammiano
acrostica
di

Marcellino
era

(^).

La Costantina perô
nipote
di
il

del-

l'iscrizione

vergine^ quindi

probabilmente fu
Costantino
silenzio di
(^).

una

figlia

questa,

eppercio fu

Avendo

essa

menato

vita privata, si spiega

Am-

(i) Lib. pontif. in

Vita Liherii.
i.

(2) Rer. gest.
(3)
S.

XXI,
si
il

A

costei

attribuisce

la

fondazione

di

un monastero presse

Agnese. Sotto

pavimento del coro

délia nostra basilica, a

m. 0.60

CIMITERO DI
iniano Marcellino e
di

S.

AGNESE
lei.

36, Certo
si

Eusebio riguardo a
di S.

è ad

ogni

modo

che

il

mausoleo

Costanza

c dell'epoca

costan-

tiniana.

È controverso se la basilica attuale di medesima che fu costruita sotto Costantino
a

S.

Agnese
1'

sia

la

('). Si

opporr'ebbe
attuale,

ciô

la

presenza

di

un' abside scoperta sotto

che

conserva, usata in costruzione, una epigrafe con data consolare del

490, e perciô appartiene tutto

al

più

ai

lavori di papa

Simmaco (498-514).
dell'

Essa è spostata di circa m. 1,50 dall'asse

abside Onoriana e quindi

non

è in simmetria

con

la basi-

lica

odierna. L'iscrizione trovata nell' interno dell' abside con-

tiene

un testo che

è la copia di altra già esistente nello scalone;

///MAS
///VO
///E

CVM

AGNETE///

CONPARAVEKV/ KAL SEPTB CONS FA
.

///VC

IVNIORIS
(An. 490).

L'altare è

moderno,

ma

occupa presse
i

a

poco

il

luogo

primitivo, suUa

tomba
fonde

délia santa: délia

frammenti collocati preappartecol
la-

sentemente

in

grande scala dovevano
la

nere all'antico altare,
graffito:
«

come pure

Sca Agnes», che fu

deWOrante trovata l'anno 1886 nei
scultura

vori fatti nello scalone a cura del cardinale Lavigerie.

di profondità,
di

sopra una forma nobilissinia rivestita di marmi,
:

ma

vuota

ossa o ceneri umane, fu trovata la seguente lapide
-I-

HIC REQVIESCIT IN P.\CE SERENA ABB.\T1SSA SV QVAE VIXIT .-^NNVS V\\ LXXXV DEP qn ÎD MAI SHNATORE

.

+

.

.

.

.

.

-1-

VC CONS

-f
(An. 514).

Puô
tichi.

riconoscersi in questa epigrafe una
di

memoria

délia esistenza di

un asceterio
(i)
sia del
Il

sacre vergini presso S. Agnese, fin da tempi assai anBtiUett.

V. l'articolo del Bacci nel Niiovo

ann. VII, n.

5.

mio amico D. Augusto Bacci mi scrive che egli non crede tempo costantiniano in seguito aile ultime scoperte.

364
SuUa
suo
al

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
fine del
si

iv secolo,

un certo Pothns ornô

l'akare.

Il

nome

legge in un frammento di architrave conservato

museo Capitolino:
ma/TYRE AGNETI POTITVS SERBVS DEI ORNAVIT
San Damaso pero
vi

aveva
I

già

collocato

la

sua

iscriI

zione in onore

di

sant'Agnese.

papi Siramaco e Onorio

(628-^38) restaurarono la basilica, corne lo ricorda il mosaico dell'abside (sqc. vu) che rappresenta la santa fra due papi.
i

Nuovi

restauri furono fatti
si

dal cardinale
il

Sfondrati:

e nelia

biblioteca Alessandrina

conserva
di

processo verbale délia
di

ricognizione fatta allora dei corpi
renziana (7
restauri.
ott.

sant'Agnese e

sant'Emegrandiosi

1605). Pio

IX

nel 1855 vi fece

altri

Finalmenre

il

25 novembre 1901, in occasione dei nuovi

scavi, fu potuta vedere la ricchissima urna di argent© del peso
di

225

libbre, in cui

il

papa Paolo
l'altar

V

ripose

i

due venerandi

corpi.
in

Essa trovasi sotto

maggiore, circa m. 1,50 più
da

basso dell'attuale presbiterio.

La

basilica
la

di

S.

Agnese
ed

fu

Innocenzo

I

(402-411)
di

posta sotto

cura dei preti del titoio di ^'estina nella ReS. Vitale);
il

gione IV (ora
titoio.

Bosio vide un frammento

iscrizione, ora perduta, in cui

si

ricordava un acolito di questo
del
il

Nel 1896, facendosi per cura nuovo altare di S. Emerenziana, fra
altare demolito, fu estratto
titoio stesso
:

Rev. Bourgeois

il

materiale dell'antico

l'epitafio

di

un suddiacono

del

LOCVS INPORTVNI SVBDIAC REG Q.VARTAE

Il

sepolcro di S. Agnese fu sempre in grande venerazione,

e per raolti secoli anche una parte del cimitero fu accessibile.

Rimasto

in

seguito obliato ed interrato, se ne perdette ogni

traccia, e solo

dopo
gl'

il

1870

vi si

intrapresero scavi regolari

che produssero

iraportanti risultati che

abbiamo

indicato.

CIMITERO DI
La
cliicsa di S.

S.

AGNESE

365
taluni archeologi
di

Costanza

fu crcduta da

un antico tempio
ruine che

di

Bacco

a

causa délie scène

vendemmia
le

che sono rappresentate nei musaici.
la

Ma

la

sua forma e

circondano dimostrano che essa fu veramente un

mausoleo. Di

fu

trasportato suUa fine del secolo xniii
di

al

Vaticano
ivi

il

sarcofago porfiretico

S.

Costanza che ora

fa

siiiimetria con. quello di S.

Elena.

Volta del mausoleo

di

S.

Cost.mza (iv secolo).

I

musaici délia volta anulare sono

i

più antichi musaici

cristiani

che
il

si

conoscano;

vi

apparisce, sebbene

un

po* na-

scosto,

simbolismo

délia vite e la

figura dtW'a^ncUo.

Quelli

délie absidi laterali furono giudicati del vi secolo,
il

ma secondo
stati a dieci
il

Mûntz, risalgono egualmente Vi
si

al

iv,

quantunque sieno
Padrc in mezzo

ritoccati.

vede

a

destra
le

1'

Elcriio

palme, e Mosè che riceve

tavole délia legge; a sinistra
la

Salvatorc da cui S. Piclro riceve

legge del

Nuovo

Testa-

366

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
di

mento. Nella nicchia poi
alcune
musaici
le quali

mezzo, ov' era

il

sarcofago di

S. Costanza, la volta è adorna di
stelle,

un musaico che rappresenta
il

tra

brilla

monogramma
la

di Cristo. I
distrutti

délia cupola
;

molto deteriorati furono
Battcsimo

nel

secolo XVII

il

Garrucci ne trovô

copia in un manoscritto
:

dell'Escuriale.

Yl

si

scorgeva

il

il

che, unitamente
al

alla scoperta di

un muro

circolare in

mezzo
si

monumento
gli

pu6

far

supporre che questo abbia servito pure da battistero.
al

Intorno

raausoleo di S. Costanza
villa impériale,

vedono ancora
si

avanzi dell'antica

trasformata poi in parte ad

uso
chi

di

cimitero sopra terra. Sopra un muro,
si

scorgono

i

buin

dove

appoggiavano quelle

teglata
(').

che sono nominate

qualche antica iscrizione cristiana

III.

Il

Cimitero Maggiore délia via Nomentana.
di S.

Questo cimitero trovasi poco okre la basilica ed ha il suo ingresso nella vigna Leopardi.
Gli antichi
esploratori délia
di

Agnese

Roma

sotterranea lo chiail

marono
moria
da

col

nome

S.

Agnese, mentre
si

de Rossi credè
la

di

riconoscervi quel cimitero Ostriano ove
del

conservava

me-

battesimo amministrato da san Pietro e délia sua
;

sede primitiva

e taie

opinione fu da
di

tutti seguita,

ed anche
ulteriori

me

nella

prima edizione

questa

guida. xMa

studi e recenti scoperte

mi hanno

poi persuaso che taie dele

nominazione non
al

è

esatta; e che

memorie
Gli

délia

prima

predicazione apostolica in
cimitero di Priscilla
di taie

Roma debbono
Salaria.
stati

piuttosto coUegarsi

sulla via

argomenti

in

appoggio
Biilkttiiio

opinione sono

da
e

me

esposti nel

Kuovo

d' Arche ologia

cristiana (^y,

saranno

riepilogati

nella descrizione del suddetto cimitero di Priscilla,

dove farô
»

anche

il

confronto dei due monument!.
avverto che
il

Intanto

nome

di

«

Cimitero Alaggîore

(i) Cfr. Élém. d'arch. chrêt.: Notions générales, pag.
(2)

137.

Anno

1901, n. 1-2;

id.

n.

4.

CIMITERO MAGGIORE
per questo sotterraneo della via
il

;67
è

Nomentana
in

sicuro, perché

sepolcro

di

S.

Enierenziana c indicato

Cimitero Maiore,

dal Martirologio Gcronitiiiaiio (') e da un'antica Iscrizione.
il

Ora

sepolcro della sorella di latte di sant'Agnese dovea essere
le

precisamente nel nostro ipogeo, seconde

indicazioni degli

3

2*

Hâcre

Y
Planta dcl Cimitero Maggiore della via Nomentana
{-).

Itinerari; e qui inf;ttti se n' è trovata

una memoria. Ecco

in-

tanto

la

indicata iscrizione:

KAL OCTOB MARTVRORVm in cimi TERV MAIORE VICTORIS FEUcis (Papiae?) EMERENTIANETIS ET ALEXAN^^n
XVI
.

(i)

11

Martirologio Geronimiano indica S. Enierenziana «in Cimitero
ai

Maiore
(2)

»

i6

di

settembre. V. éd. de Rossi-Duchf.sse, pag.
il

121.

La linea punteggiata indica

giro ordinario dei visitatori.

368
E
si

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
la

ragione di

tal

nome
si

si

intende facilmente, quando

pensi che esso è in comunicazione par

mezzo
il

di

un'arena-

ria e

con

il

cimitero che

svolge sotto

la basilica di S.

Agnese

che noi abbiamo descritto precedentemente,

quale cimitero

è assai più piccolo e pote dirsi Minore rispetto all'altro.
il

E che
che
dice

cimitero ove fu sepolta santa Emerenziana avesse rapporto
di S.
le

con quello
vi

Agnese,

è assai naturale per le relazioni
e

furono

fra

due martiri;
».

perché negli Atti loro

si

che sant' Agnese fu sepolta
« in

a in

agello » e sant' Emerenziana

confinio agelli

In questo cimitero vennero sepolti anche

altri martiri,

cioè: Papia, Alessandro, Felice e Vittore.

La pianta
la

del cimitero (y. pag. preced.') fu tracciata sotto
;

direzione del P. Marchi

essa è la prima che sia stata ese(').

guita con esattezza nelle

catacombe
che

Si discende in questo

cimitero per una scala antica
si

ma
la

restaurata [i].
scala,

Lungo
:

la galleria

trova appena finita

sono da osservarsi parecchie
assai antiche

iscrizioni, fra le quali al-

cune

ZETVS-FILOTECXO.FILIO-DVL

(d„corai

ArAIIHTOC

• •

SECVXDA POMPHE

.PILIE

CARISSIME

^«RELIA IVSTIXA ET IVLIANVS -C///

an^DlAE

FELICISSIMAE

PLAVT VITALI

'

HOCTAVIAE TVLLIAE

VL-IVSTIXVS-IVL-PROCLAE
FIL

BEATISSLMO FILIO Q.VI\

TL\XO BEN'EME
REXTI
IN'

PAGE

(i)

A

questa
il

pianta

lavorô, insieme al

Fontaka

ed

altri

giovani

ingegneri,

corapianto mio padre ing. Temistocle Marccchi, nel 1842.

CIMITERO MAGGIORE
Insieme a queste ricorderô pure alcune
Lateranense:

369
altre iscrizioni assai

antiche, trovate in questo cimitero ed ora conservate nel

museo

SVSANNA VIVAS

IN

DEO

C MVNATIVS
.

OCTA VIANVS

ATA PAREN
FILIAE

CLEMENTIANVS ET DELIC PI PHILVMENE I

• •

DVLCISSIMAE

COePACIN „ nAïACU
. .

M AVR ZENON

.

FLORENTIVS FELIX

ACNEGLVS DEI

C PISONIVS ET ANNIA ZOSII E PARENTES IRENEO FILIO DVLCISSIMO

• . • •

DIONYSODORA FILIAE DVLCISSIMAE VICTORIA MATER FAVSTINVS PATER NICE SOROR VICTOR FRATER

Si

giunge cosl

al

punto

[2] délia planta,

ove

si

trova un

centro assai importante del cimitero, rappresentato in parte,
in proporzioni maggiori^ nella pagina seguente.

Una
è

galleria

[a, b]

che dirama a
si

sinistra,

conduce

a

due

cripte grandiose.

La prima, che

vede nel nostro disegno,
tutta cavata nel tufo e

una specie

di

basilica sotterranea

divisa dalla galleria stessa.

A

sinistra, v'è la parte per gli
il

uomini

[c, d]

con

il

presbi-

terio, la cattedra vescovile [h],

piano dell'altare

[e],

alcune

nicchie per gli usi liturgici [m, n], due colonne ed
trionfale
[1].

un arco
[f,

A

destra, la

parte riservata aile

donne

g],

divisa pure da

due colonne cavate nel tufo; entro

gli arcosoli

Guida Catacombe romane.

24

370

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

sonoradunatealcunelucerne ed altri oggetti trovati negliscavi. Questa doppia crlpta ha certamente servito per le adunanze
liturgiche; essa è

anche nel tempo
importanza.

una vera chiesa sotterranea; dovè adoperarsi délie persecuzioni, ed è perciô di grande
cripta fa seguito alla galleria [a, b]
;

Una seconda

questa fu sterrata a spese di Alons. Crostarosa nel 1873 e è riconosciuta per queîla di S. Emerenziana (v. pag. seg.).

si

Pianta délia basilica sotterranea.

Il

nome

di

questa martire fu

ivi letto

da

me
un

insieme

al

de-

funto Armellini, scrittoin rosso, nel fondo dell'arcosolio in alto,

ma è quasi

svanito onde se ne è posto
il

al

disotto

fac-similé (').

Questo arcosolio era dunque
Si

sepolcro délia martire, sorella

collattanea di sant' Agnese, ivi sepolta alla

meta
le

del

m secolo.
me-

vede

li

presso una cattedra scavata nel tufo; e di fronte

una

di quelle

colonne

sulle quali si

ponevano

accese lucerne.

Essendosi dal de Rossi

riferite

a questo cimitero le

morie
(i)

di

san Pietro,

si

era creduto che questa cattedra potesse

Il

nome
assai

di

sant'

Emerenziana

è ce-to

EMERENTIANETIS
da studi posteriori

;

ma

è invece

incerta e quasi

esclusa

ora

la

lettura

SANC

PET/// che I'Armellini

riferî alla

memoria

délia cattedra

di san Pietro.

CIMITERO MAGGIORE
.iver rehizione

71

con

la «

sedes ubi prius sedit sanctus Petrus»,
il

e quella

mensa
1'

degli olî fosse quella da cui

prête Giovanni

prese

r«oleum de

sede ubi prius sedit sanctus Petrus». lo,

pur seguendo

opinione

comune

nella

mia prima edizione

di

Cripta di S. Hmerenziana.

questa Guida, non giunsi mai a specificare talmente
e

le

cose;

mi

limitai soltanto

a riconoscere

in

questi

dintorni

una

memoria dcUa
la

cattedra di san Pietro, giudicando perô

sempre

nostra cripta di età assai posteriorc e dicendo che questa

cripta è

evidentemente délia medesima età

délia

prossima bala

silichetta sotterranea.

Ed aggiunsi

l'

osservazione che

cat-

372

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
se
ivi

tedra di san Pietro,

fosse stata, avrebbe

certamente
al

occupato
di

il

posto

d'

onore, che qui invece fu dato
(').

sepolcro

S.

Emerenziana

Presse

la cattedra
si

(che servi ad uso liturgico corne

le altre

del cimitero)

legge una iscrizione grafBta: //'FEBRAS, in

cui l'Armellini credette ravvisare la data délia festa délia Cat-

tedra di san Pietro.

Ma
si

tutto al più vi

si

puô riconoscere una

data del gennaio, che puô convenire assai bene anche a santa

Emerenziana; ne
sedit»,

vi

puô leggere

in alcun

modo:

«

Romae

ma una

semplice acclamazione:
si

«Romane

vivas».

Traversato questo gruppo,

entra in una rete di gallerie,

dove

s'

incontrano

altre

cappelle ed
si

anche notevoli

pitture.

Subito, nella galleria che
renziana,
si

âpre a sinistra dell'abside

di S.

Eme:

vede un arcosolio con dipinto del
il

iv secolo

in

fondo
il

è rappresentato

Salvatore imberbe, che tiene in

mano
in

libro

degli Evangeli, e sta in

mezzo

a

due personaggi
il

piedi, forse duc saiiti locali; nella volta vi è

Buoji Pastore.

La
si

scena dipinta
riferisce

sull'

arco rappresenta un carro carico di botti e
di

probabilmente ad un mercante
si

vino che fu

ivi se-

polto. In alto, fuori dell'arcosolio,

legge un'iscrizione segnata

col carbone da alcuni frati Agostiniani di S.
ai

Maria del Popolo,

quali appartenue questo terreno fino al 1870. L' iscrizione
:

ricorda una délie prime esplorazioni cimiteriaJi nel xv secolo
«

Corpora quae cernis sanctorum intacta virorum, barbarica
sunt lacerata manu. Fratres de populo hic fuerunt
ail'

quondam
si

».

Di rimpetto
volge
III

arcosolio

si

salgono
cosl ad

alcuni gradini e poi
di cappelle

a

sinistra e si

giunge

un gruppo
pittura

del

e

del iv secolo. In

un

arcosolio délia prima cappella

[6], a sinistra la

délia galleria, havvi
la

una

del

iv secolo

quale rappresenta

parabola evangeUca

délie Vergini pru-

denti.

Nel mezzo
Fergiiii

v'è rappresentata uriOrantc,
.

con
si

l'iscrizione

VICTORIAE VIRGINI PETE
cinque
sagge

A

destra

veggono
sinistra

le
il

con

le

lu cerne

accese ed a

(i)

V.

la

prima edizione francese
dei sanli apostoli Pietro e

di

questa Guida, pag. 278;

cf.

le

mie Memorie

Puolo in Rotna, {1900), pag. 106,

CIMITERO MAGGIORE
Banchetto dcUo Sposo
céleste.

;^y $
sinistra,
Icoiii;

Nel sottarco a
scène
di

Adamo

ed

l:va, in quelle a destra,

Daniele ncIJa fossa dci
le

nella parete

anteriore dell'arcosolio,
nella fornace.

Giona e dei Tre fanciuUi
si

Di fronte
Si

alla

porta di questo cubicolo
si

vede

nella galleria

un arcosolio

in cui

scorge appena

la

figura di-

pinta di
de!

un Orante.

volge poi a destra e

in un'altra cappella

vatore assiso in
il

medesimo gruppo, ma alquanto più lungi, è dipinto il Salmezzo agli Apostoli; l'artista perô, mancandogli
si

posto, ha dif into soltanto sei apostoli. Nella volta di questa

cappella

veggono

il

Biioii

Pastorc, alcune Oraiiti,

Giona,

Eva; sulla porta è rappresentato Mosé che batte la rupe. In un altro cubicolo [7], a sinistra délia stessa galleria, si veggono important! pitture relative al Battesimo ed all'Eucaed
ristia,

Adamo

che risalgono

al

m secolo, ma che sono sventuratamente
allusivi ai prodigi délia
il

assai guaste. Esse

contengono gruppi

conversione dell'acqua in vino e délia moltiplicazione dei pani.
Nella volta è rappresentato
Salvatore assiso, e vi sono altresi

alcune figure

di Oranti.

Proseguendo per questa
Erode; e

galleria e

volgendo a
i

sinistra, si

giunge ad un arcosolio ove sono dipinti

Ma^^i innau~i ad
la

puo anche

visitarsi

poco lungi un cubicolo con
le

scena

di

Susanna. Prendendo ora
il

gallerie

che da questo
sinistra
di

punto vanno verso
guarda
la

fondo dei cimitero (a
tragitto si

chi

planta),

dopo un lungo

osservano

le se-

guenti iscrizioni relative ad alcuni fossori:

PROCLVS ANN
///O

III

AVGVSTVLE

pATRI LVCILLIANO QVI VIXIT AN\ XXXV
///IMAI

ANN X FOSSOR ANN VIIII REDDIT VNOMES ///TOTI TRES VNM IN PAGE (')
IN

lOANNES LVCILLIANVS PROCLVS NEPOTES MAXIMIANO AO VNM PATER FILIA ET COGNATVS IPSO MESE VII KAL MAI

FACE

(*)

(i)

(2)

VNOMES TOTI TRES VNM, « uno mense AO VNM, « avo venemeremi ».

toti ires

venemerentes

».

374
Il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
Bosio aveva già letto nel medesimo cimitero un' altra

scrizione relativa a questa istessa famiglia di fossori('):

MAIO FOSSORI NEPOTES ET BOXO NVTRITOR/// PROCLVS QVI VIXIT ANNIS XCqlI ET DORMI//' VI IDVS MAIAS IN FACE ET FOSSOR CALLIGONVS FOSSOR PATRI /
/

Dopo
gruppo

aver traversato parecchie gallerie,

si

giunge ad un

di cripte

che furono certamente destinate ad adunanze
si

liturgiche; e vi

vede

il

vestibolo, la nave, l'abside [lo].
ai

A

destra e a sinistra vi sono le cattedre che servirono
ai diacoiii, aile

preti,

diaconesse,

non perô per
le

la

confessione, corne

taluno ha supposto,

ma

solamente per

sacre adunanze. Gli

arcosoli tenevano luogo di altari.

Non

vi è

alcuna iscrizione

che

ci

indichi a chi abbiano appartenuto coteste cripte.
è del

Questo gruppo
la

m

secolo ed è assai

importante.
a visitare
la

Alla estremità di questa lunga galleria,

pu6

salirsi

vasta
di

arenaria,

nelia

quale

si

vedrà assai

bene
(').

diffe-

renza

escavazione con quella del cimitero
questa
arenaria

E

fu prei

cisamente in

che
le

il

P.

Marchi fece

suoi

primi studi per diraostrare che

catacombe romane furono
punto
e
si

scavate intieramente dai cristiani (^).

Tornando da questa regione verso
si

il

di

partenza,

passa

dietro

la

cripta di S.

Emerenziana
il

giunge ad

una cappella del

iv secolo [ii],

cui arcosolio è

adorno

di

una pittura importante. Si vedono ai lati due un uomo e una donna; in mezzo una donna

figure

oraiiti,

velata,

ricca-

mente
bino,
il

vestita, in

atto di

pregare, che ha

innanzi un ham;

quale perô non è in questo atteggiamento
del

a

destra

e a sinistra

bambino havvi
il

il

monogramma

costanti-

niano rivolto verso
(i)

centro

dell' arcosolio.

Questo dipinto

Rom.

sott.

III,

50

(2) Cfr.

EUm.

d'arcb. chrél.: Notiotis générales, pag.

111-112.
35-45,

(3) / monutnenti

delh

arti primitive

crisliane,

pag.

)S-io6,

135-140, I)2-l6l, 1^2-\C)l.

CIMITERO MAGGIORE
che qui riproduciamo è délia prima meta del
il

375
iv

secolo; ed

Marchi

(')

il

de Rossi (^) e
la

la

maggior

parte degli archeoil

logi vi

riconobbero dipinta

Beata Vermine con

Bambhio.

Ed
sempre
nelle

è

a

notarsi

che questa, per quanto antica, sarebbe

una

délie più recenti imagini délia
è quella di

Vergine trovate
bizantine.
sola

catacombe (l'ultima
l'attribuzione

S.

Valentino); ed essa

è

una

pittura di transizione fra le primitive e le

Conferma

indicata

il

fatto

che

la

madré
il

sta in atto di orante,

ed anche

la

posizione
le parti

singolare

del

monogramraa
e

rivolto da

che sembra indicare
Fuori del cubicolo

ambedue come quel

verso

fimciullo,

fanciullo sia Cristo.

a sinistra, si

trovano queste due epigrafi:

KAAAICTOC AnO THC CIKeAIAC GXeAAAI KIMG nAPOIKHCAC

elll

KTHTO
C

1

TA

lA

GTe TGCCePAKON
TA KAÏOIKCO TON

ecoNA

NH TH X PHCTO TA TH A SGAOH
. .

Qui

riposa Callisto di Sicilia,

(« Epitteto a
relia »).

Gaiane ottima

so-

raorto a quarant' anni.

Ho dimora

neU'eternità »).

(1) I

monumenti delh

arti primitive cristiane, pag.
13.

152 e seg.

(2) Imagini scdte, pag.

376

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
sinistra, si

Volgeiido poco dopo a
regione sconosciuta
al

puô

visitare un' altra

Marchi. e scoperta nel 1878.
di

Di qui proviene un frammento
vato nella basilichetta) su cui
si

transenna (ora conser-

legge

///DRO FECIT. Ora,
vi era se-

siccome noi sappiarao che nel Cimitero Maggiore
polto un ignoto martire di

nome

Alessandro, cosi possiarao
in

congetturare che

il

suo sepolcro fosse

questa regione non
altri

ancora scavata, insieme forse ad alcuni degli
sconosciuti, dei quali fanno

martiri pure

menzione
vi

gl' It'merari.

Nelle gallerie finora accessibili
zioni.

sono queste

altre iscri-

Nella prima galleria a destra:

LVRIA lANVARIA C F CAELIO FELICISSIMO V COIVG KARISS

.

.

H

.

.

Questa donna

era dell' ordine senatorio,
« vir

«

clarissima feal-

mina

»;

mentre suo marito,

egregius

»,

apparteneva

r ordine équestre.

Nella seconda galleria, dalla raedesima parte

:

NIKH porooj

CïMBiœ rArivïTATCU eN eiPHNH
Di fronte
:

IVLIANVS IVLIAXO PA
TRI DVLCISSIMO FECIT
IN

FACE
si

Presso questo punto
di

trova un' antica scala, ingombra
quelle

macerie; ed è probabile che sotto
cripta storica.

rovine

si

na-

sconda una

In una galleria perpendicolare aile due precedenti
///AE
.

:

///IWS

CONTVGI SANCTISSIMAE MARITVS FECIT IN PAGE
• •
• •

CIMITERO MAGGIORE

2)11

A

destra nella galleria principale

:

MARIVS MARIAE
.

IN

PAGE///

MASVETVS

FILIO

DVLCtSSIM///

SegLie l'iscrizione di un pretoriano délia
. •

W

coorte:

LICINEIVS MILX PRETORIANVS AVR PRICE COCVVGI K BENE
.

MERENTI

IX

.

PAGE GOH

VI

A

sinistra

nella

medesima

galleria:

SPIRITO GASTIS

SIMO
RIVS
///RABILI
//
.

LEAES lANVA GONIVGI
• •

GVM QVA VIX
• • • •

VM ET MENS

XI

DD

Uno
tiri

dei martiri più
di Alauro.

celebri di

questo cimitero fu Papia

compagne

Papia e Mauro erano due soldati, marla

sotto Diocleziano (304); e

loro istoria

si

rannoda con

l'episodio dei cristiani condannati alla costruzione délie
di

Terme

Diocleziano, Secondo

gli Alt'x,

il

loro processo fu ordinato

«in Tellure» o «in Tellude
ficio

», cioè presse quell' antico edidi

cosî

chiamato

fra

il

Foro
li

Augusto,

il

Foro Romano

e quelle di

ove

è

uffici

non lungi dal luogo ora la chiesa de' Ss. Cosma e Damiano, erano alcuni délia prefettura délia città. Negli Alù si dice, parlando
Domiziano.
Infatti

vicino, e

di

Papia

e

di

iMauro, che essi furono sepolti « via
B. Pétri, ubi baptizabat »
;

NumenMag-

tana, ad

Nymphas
il

ma

io sospetto

fortemente che

solo Papia fosse sepolto nel Cimitero

giore e che xMauro invece avesse
Priscilla.

sepoltura nel

cimitero di

Ciô sarà da
ad

me

spiegato meglio nella descrizione di
riferirsi

quest' ultimo cimitero,
la

ove dirô che ad esso potrebbe

indicazione:

c(

Nymphas
qui
il

B. Pétri, ubi baptizabat » (').

(i) GVltinerari
al

nominano

solo Papia. V.
«

il

testo degli Itinerari
».

principio di questo capitolo délia

via

Nomentana

37^

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
ix le reliquie di Papia e quelle di
io penso, sulla via Salaria,
la città e

Nel secolo
rite

Mauro, setrasfedi S.

poho, secondo che
insieme dentro
in

furono

coUocate nella chiesa

Ci-

riaco

Thcnnis; poi, quando

questa fu demolita, vennero

trasportate a S. Adriano e finalmente, in parte, a S. Maria in
Vallicella, ai

tempi

di san

Filippo Neri.

Ma

gicà

fin

dal secolo v

dovea
le
si

esistere
di

un
una

oratorio dedi-

cato a questi santi presse
quest' oratorio délie

terme
trovô

Diocleziano;

ed

in

Terme

infatti

iscrizione

vo-

tiva in bronzo, la quale era dedicata a questi
ivi

due martiri che
iscrizione fu

sono chiamati Papro e Maurolcone
i

:

questa

posta da uno scultore con

suoi allievi:

SANCTIS MARTVRIBVS PAPRO ET MAVROLEONI DOMNIS VOTVM REDD >^ CAMASIVS Q.VI ET ASCLEPIVS ET VICTORIN NAT H DIE XIII KAL OCTOB PVERI Q.VI VOT n VITALIS MARANVS ABVNDANTIVS TELESFOR

.

.

.

.

.

A
. •

lergo

:

DOMNIS SANCTIS PAPRO ET MAVROLEONI MARTVRIBVS '^ CAMASIVS Q.VI ET ASCLEPIVS ET VICTORINA VOT RED NATAL HAB D- XIII KAL OCTOB

^

.

///ANE
///TI
.

VITALIS

TELESFOR
data è erronea, dovendosi leggere:
si

La

XVI KAL OCTOB.
cri-

Questo pregevole monumento
stiano Lateranense
incirca.
(I, 7,

conserva ora nel museo

12), e

non

è posteriore al

v secolo

Prima

di uscire dal

Cimitero Maggiore,

si

osservino

i

gra-

dini di un' antica scala che

galleria principale; questa scala

rimangono sospesi nell' alto délia conduceva dal cimitero alla

CIMITERO DI

S.

ALESSANDRO

2)19

superficie del suolo, e probabilmente mcttcva in

comunicaal

zione con

la basilica di S.

Emerenziana, che dovea sorgere

disopra délia sua cripta ('). Osserverô infine che quantunque

manchino indizi sicuri per riconoscere in questo cimitero la memoria délia prima predicazione di san Pietro, la quale io
collège invece
fin qui, in
al

prossimo cimitero

di Priscilhi, è possibile

che
tra-

epoca posteriore, abbia anche irraggiato quella

dizione e che, per conseguenza, anche qui potrebbe scoprirsi

qualche monumento, che avrebbe potuto
dizione medesima.

riferirsi a

quella tra-

IV.
Il

Il

cimitero di S. Alessandro.
al

cimitero di S. Alessandro fu rinvenuto nel 1855
nel podere
dei cimiteri

de-

cimo chilometro délia via Nomentana, « Coazzo », ed è quindi fuori délia zona

chiamato
romani;
ca-

ma

siccome esso

è

anche

al di

qua

dell'attuale

zona suburle

bicaria ed è

frequentemente visitato da quanti amano
cosi

tacombe romane,
brève descrizione.

ho creduto opportuno dnrne ora una
dall'antica città vescovile
la

Questo cimitero dipendeva
Ficulea, scoperta nel

di

1827 presso

tenuta

Cesarina, negli scavi descritti dal
vicina, quella di

Nibby ('). Nomeuiam o Mentana fu, dal secolo
lettera di

moderna délia Un' altra diocesi
v, riu-

nita a Ficulea;

una

Innocenzo

I

(405) parla

di

un

vescovo

di

Ficulea e Nomcutmn, chiamato UrsusQy, e questo

nome appunto
tero.

si è trovato in una iscrizione del nostro cimiÈ probabile pertanto che esso abbia servito ad uso di ambedae quelle popolazioni.

(i)

Questa

basilica
si
et

fu
il

restaurata dal

papa Adriano

I.

Intorno a

sant'Emerenziana,

vegga

bello studio del ch.
Il

Èméidiilienne, vierge

martyre, 1895.

Le Bourgeois, Sainte medesimo autore ha recentemente

incominciato pure un' intéressante pubblicazione col titolo: Les martyrs de

Rome

d'après l'histoire et Yarchèolo^ie chrètiomc.

(2) Analisi de' dintorni di

Roma, 1848,
(P. L.
;

II,

pag. 43 seg.
col. 606).

(3) Ep.

XL ad Floreiitium

t.

XX,

38o

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
si

Xella collezione epigrafica del Laterano
iscrizione

conserva

la

pagana d'un M.
regio Ficulensis

COXSIVS-CERINTHVS,
»

che no-

mina

la

«

ed un

«

pagus Ulmanus

et

Trans-

ulmanus»,

vale a dire cioè due piccoli villaggi vicini a Ficulea.
si

Negli scavi del cimitero,
iscrizione del

è trovato

il

frammento
il

di un' altra

medesimo personaggio;

che prova

sempre

Pianta délia basilica

e

del cimitero di S. Alessandro.

meglio che esistevano relazioni
S. Alessandro.
la basilica

tra

Ficulea e
il

il

cimitero di
cioè

Passiamo ora

a

visitare
il

monumento,

intorno alla quale è scavato

cimitero.

Xll miglio délia via un sant' Alessandro e di sant'Evenzio in uiia medesima tomba, e in una vicina quello di san Teodulo. Chi era quest' Alessandro? Gli Atti del papa
Si sapeva già

dâgV Itinerari che,
venerati
i

al

Nomentana, erano

corpi di

Alessandro, martire del

ii

secolo,

coUocano

il

suo sepolcro in

questo luogo

:

ma

questi Atti

sono

del tutto leggendari.

Ed

CIMITERO DI
è infatti
difficile

S.

ALESSANDRO
sia

38 1
stato sepoito

l'ammettere chc un papa

tanto lontano da

Roma,

fuori

dei

gruppi

conosciuti

délie

sepolture papali.
tificalis

dànno

la

Vero è clie alcune recensioni del Liber ponmedesima indicazione, ma essa non si trova
antiche. D'altronde noi
d' iscrizione

afîatto

nelle recensioni più

vedremo

nella basilica

un frammento

dedicata a sant'Ales-

sandro ed

agli altri martiri del

luogo,

clie è del

seguente tenore:

///ET

ALEXANDRO DELICATVS VOTO posuU
DEDI

CAN
TE AE
PIS

COP VRS
L' iscrizione compléta
«

nominava certamente

sant'
;

Evenzio

:

Sanctis martyribus Eventio et Alexandre, etc. »
il

e poi ve«

niva

ricordo délia dedica fatta dal vescovo Urso,

dedi-

cante episcopo Urso».

Come puô
titolo

ammettersi che ad Ursus
e sia stato

sia stato

dato

il

suo

di

vescovo

Inoltre, Alessandro era

omesso di darlo ad un papa ? qui nominato dopo un altro personag-

gio: invece, ad un vescovo di

Roma

conveniva essere

ricor-

dato in primo luogo. Queste considerazioni fanno piuttosto

supporre che qui non

si

tratti del

papa Alessandro,

ma

di

un
una

martire locale, forse délia città di Ficulea,

Le
squale

reliquie dei tre martiri, deposti in questo cimitero da

matrona per nome
I,

Severina, furono trasportate,

sotto Pa-

a S. Prassede, a S.

Lorenzo
i

in

Lucina e

a S. Sabina.

Severina aveva inalzato sopra

sepolcri

un oratorio e fonail'

dato in quel luogo un vescovado. Quando,
tiniana, vi
si

epoca costan-

voile costruire

quelle tombe, e
rispetto all'asse

non si ardl toccare si preferi di lasciarle in una posizione obliqua del monumento ('). Questa basilica fu restaubasilica,

una

(i)

Non

è inipossibilc

che

qui,

come

a

S.

Valeniino,

si

sia

avuto

rispetto anciie aile

tombe

dei pagani che fiancheggiavano

la

via.

Puô

382

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
nominato Ursus, che
ai

rata nel v secolo dal

la

ingrandl o piut-

tosto la

raddoppiô per dare più spazio
edifizi

fedeli. Infatti vi si

possono riconoscere due

orientât! in senso opposto,
la basilica «

ad corpus

»

e

raltraaggiunta('). L'altare
dei martiri, nella
basilica

più lontana dalla strada [2]
(y. pag.
di

jSo) fu circondato
in

una balaustra

marmo,
la

nella

quale era aperta

fenestella.

L'iscrizione dedicatoria
già riportata, stava sopra
Altare e transenna
nella basilica di S. Alessandro.

questa balaustra e puô ancora
ivi vedersi.

Una

nobil
ai-

donna, Giunia Sabina,
tare e sostenuto da
State

vi

aggiunse un ciborinm posto suU'
;

colonne
si

le basi

di

queste colonne sono
altre

ritrovate e vi
.

leggono queste

iscrizioni:

IVNIA SABINA C F EIVS
.

SANCTORVM
ORNAVIT
ed in fondo

.

FECERVNT
Innanzi
alla basilica
ail'

altare vi era la schola canlontm;

resta

ancora un

avanzo délia cattedra episco-

pale [4]. Fuori délia navata vi sono alcune cappelle, di cui
la

più importante è quella di S.

Teodulo

[5, 6],

La seconda
episcopale [8].

basilica [7]

aveva pure un

altare,

ed in fondo

del suo abside semicircolare, era pur collocata un' altra sedia

Vi

fu

rinvenuto un buon numéro di iscrizioni, délie quali
il

alcune formavano

pavimento

délia basilica, altre

proveni-

vano

dalle gallerie cimiteriali.

essere, infine, che la basilica sia stata orientata in questo senso,

perché

fosse perpendicolare alla strada suUa quale
(i)

si

trovava

il

suo ingresso.

Ciô

si

osserva pure a S. Lorenzo ed a S. Sinforosa.

CIMITERO DI
Nella cappella
di

S.

ALESSANDRO
[6] vedesi questo
(')

383
frammento:

S.TeoduIo

///.TA///ISSI

CA BOTVM

ove è ora fissato, puô riconoscere la tomba BOTVM ricorda un lavoro votivo
L.'

arcosolio,

era già
di

adorno

di
la

marmi
parola

vi

si

S.

Teodulo;

fatto in

onorc del martire.

A

sinistra di quest' arcosolio sta quest' altra epigrafc assai

importante, perché allusiva ad un vescovo di

nome Adeodato:

+
HIC.REQ.VIESCITMX'PACE*ADI£ODATVS'EPISC'
BS'

QVI^ VIXIT ANN

PL'M-LXVII-ET-SED.AN-II'ET'M.VIIII-DEP'SVB.D.PRIO'KAL-DECEM

^

Questo Adeodato

fu

probabilmenie un vescovo

di

Nomendi

tum

;

e

l'

iscrizione senza data,
Il

ma

con

la

croce, deve essere

del V secolo.

de Rossi vide qui pure un'altra iscrizione

un vescovo, con data del vi secolo, di il frammento meno importante, quello a
4- HIC RECIVIESCI////
.

cui perô esiste solo
sinistra:

///iiunquAM DETVLIT T3m SVA VOCE LAVDARE QVIE/// fffin diaconatu ANNVS XXI IN EPISC ÀNN XVI ET ANTE VS/// /J/annoS XLV QVI FA CIVNT ANN LX ///feAL FEBRVARIAS /// ÏMP DN IVSTINO pp. aug. nnno IV. indiclione jecVN DA (2)
• •
.

^

^

(An. 569)

Un*

altra iscrizione,

dell'anno 448, sta suUa soglia
[5]
:

délia

cappella di S.

Teodulo

XXXIII

HIC REQVIESCIT APPIANVS SVBDIACONVS Q.VI VIXIT ANNV DIES XXVIIII D III IDVS APRI CON POSTVMIANI
. . • •

.

V C

Sulle pareti délia basilica sono da osservarsi queste altre:

HIC
Q.VI

.

REQ.VIESCIT IN FACE APOLO V VIXIT ANNOS PLVS MIN XIIII

• •

D

DEPOSITVS SVBD Ê< V NON OCTOBRIS FLAVIO MABVRTIO VC CONS
(An. 355).

(i) «

Votum

fecit

»?
I,

(2) Inscript, christ.

pag. 510.

384

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
///Il
.

KALEN

TU NON oc ///NNis p M xq
///v
. •
• . .

FZORENTIO CON(?)
(An. 429?).

DIE ///EMILIANO ///VS IN
///lO
.

III

A ET

///DIE
///T

iMARTOR

///T-xMARTOR puô
le

significare

ad martyres, cioè presso

tombe

dei martiri.

L' iscrizione che segue,

mezzo

latina,

mezzo

greca, è

un
:

frammento

di elogio di

un personaggio molto ragguardevole
I

S

LNDICAT ///E TITVLO CLARIVS ///IS PRAECELLVI ê< ///VCTIS REBVS PRAEFERES ///PCOOIHNMerAAOIO
///VLVS

COAIAOXAT
///Nizcooicixecooc ///CeN(DGlMeXOTC
Nel pavimento:
///ACE MXI///

///TINO

ET

SPARAGINA FIDELIS
^^^^^^^^

RVFO///

(An. 457).

XIII

PASTORI BENEMERENTI DEPOSITO KAL NOV VALENTINIAN/// DIE YENERIS Q.VI VIXIT ANNO///

.

///SILAHES
///IT

///PRIMELLIVS

ET FLAVIA
FI

PARENTES

LIAE DVLCISSIME ///FECERVNT

CIMITERO DI
/;/VS
.
.

S.

ALESSANDRO
.

385

MAVRI ET

PRAEIECTICIAE

DEPOSITIO MARCELLAE SEPTEMBRIS
Il

IIII

KAL

ciniitero c di rozzo lavoro e
i

poco esteso:

i

cubicoli
la

sono
[9],

piccoli,
si

locLili

chiusi

cou mattoni. Entrando per
meglio conservate ed
di

porta
si

vedono alcune

gallerie

ivi

osserva
tiori

un

loculo del iv secolo, ornato

una colomba

e di

simbolici, e col

nome
.

di

Sabiniano [10]:

SABINIANE

SPIRITVS

TVVS

IN

BONO

^-^
puo
vedersi,
nell'alto délia parete,

(Fiori simbolici).

AU'estremità d'una galleria di fronte a questo sepolcro
a

[i

i

],

destra,

una

pittura, la

quale rappresenta un

uomo
giro,

che conduce un cavallo. Un'altra
1'

piccola regione del cimitero passa dietro

abside délia basilica

primitiva e ne fa
di pitture.
aile

il

ma
È

è del tutto priva d' iscrizioni e

Vi

si

accède dal punto [12] da cui
questo un cimitero

gallerie [14, 15, ï6\.

di

puô andarsi campagna,
Generosa
ix se-

intéressante sotto taie punto di vista, corne quello di

che già visitammo.
Il

santuario di S. Alessandro fu venerato fino

al

colo,

ma dopo
II

la

traslazione délie

reliquie

fu

abbandonato

come
si

tutti gli altri, e

disse.

pontefice Pio

venue ritrovato soltanto nel 1855, come IX che prese molto a cuore questa

scoperta, fece restaurare l'edifizio e

ando

egli stesso
il

ad inau-

gurarlo. Al ritorno dalla cerimonia accadde
nella canonica di S.

noto disastro
la sala in

Agnese, ove

si

sprofondô

cui

trovavasi

il

Papa, che rimase perô prodigiosamente incolume

(12 aprile 1855).

GuiJa Calacombt reniant.

CAPITOLO
I

VIII

—®—
NUOVA
C)

CIMITERI DELL A VIA SALARIA

LA

via Salaria usciva

da

Roma

per la porta CoUina del
tratto, si
si

recinto di Servie Tullio,

ma, dopo brève
la

bi-

forcava,

formando

la via

Salaria Fetiis,

quale

puô

rico-

noscere nella strada che parte presentemente dalla porta PinIndex cocmdcrioruvi
Xotitia regionum: «

(i)

e

Coemeterium

Priscillae

ad S. Silvestrum via Salaria. Coemeterium lordanorum ad S. Alexan-

drum
laria».

via

Salaria.

Itinerario di Salibourg:

Coemeterium Thrasonis ad S. Satuminum via SaDeinde venies ad S. Felicitatem al(f

téra via, quae similiter Salaria dicitur, ibi
et Bonifacius

illa

pausat in ecclesia sursum

pp et martvr in altero loco et filii (leggasi: « filius ») eius sub terra deorsum. Deinde eadem via pervenies ad ecclesiam S. Saturnini papae et martyris; in altéra ecclesia Daria virgo et martyr pausat
et Crisanti

martyr. Postea pervenies

mart}T: deinde

eadem

via ad
et

S.

eadem via ad speluncam ubi S. Hilaria Alexandrum raart3'rem, ibi pausant
via

Theodulus
requiescit.

et

Eventus

longe in interiore spelunca Alexander martyr

Postea ascendens

multitudo sanctorum pausat:
et
et

eadem primum
et

ad S. Silvestri ecclesiam

ibi

Silvester sanctus
in

papa

et

confessor

ad pedes eius S. Syricius papa

dextera parte Celestinus papa

Marcellus episcopus; Philippus et Félix martyres et multitudo sanaltare

ctorum sub
Praxedis
».

maiore

et in

spelunca Crescentius martyr
et in altéra

et

Fimitis
et

pausat in cubicùlo quando exeas

S.

Potenciana martyr
eius

De

locis

Ss.

marhriim:

«

luxta viam

Salariam ecclesia

est S. Felicitatis ubi

ipsa iacet corpore, ibi et Silanus filius

unus

de VII

est sepultus et Bonifacius

cum

multis sanctis

ibi

dormiunt. luxta

eandem viam S. Saturninus cura multis martyribus dormit (di un' altra mano: a in alia quoque ecclesia S. Chrisantus et Daria virgo et LXII martyres »): propeque ibi S. Alexander et S. Vitalis sanctusque Martialis, qui

sunt très
et

de septem VII virgines id est

filiis

Felicitatis,

cum

multis martyribus iacent. Ibi

S.

Saturnina et S. Hilaria, S. Dominanda, S. SeS.

rotina, S. Paulina, S.

Donata,
S.

viam Salariam
lestinus,
S. S.

S. Silvester requiescit, et alii

Rogantina requiescunt. luxta eandem quamplurimi, id est S. CaeS.

Potentiana,

Praxedis,

Marcellus,

S.

Crescentianus,

Maurus,

S. Marcellinus, S. Prisca,

S. Paulus, S. Felicis S.

unus de sein

ptem,

S. Phiilippus

unus de septem,

Semetrius,

et

una sepul-

I

CIMITERI DELLA VIA SALARIA
la

NUOVA

387
rctt.i

ciana,
fuori

mentre

via Salaria Nova,

si

proliinga in linen
di

dell'attuale porta Salaria.

La direzione

quest'ultini.i

strada è determinata dagli avanzi dei raonumenti sepolcraii

che

si

veggono ancora presse
al

la

porta: a destra
la

vi c la

tomba
si

del giovane poeta

Q. Sulpicio Massimo,

cui iscrizione

trova ora

museo

Capitolino, ed a sinistra un sepolcro in-

cognito

(*).

Un

altro

monumento

sepolcrale trovasi alquanto
il

più lungi, a sinistra nella proprietà Bertone, ed è

magnifico

mausoleo rotondo
il

di

P. Lucilio Peto che stava pure presse

margine

dalla via, la quale

perô

in

questo punto ara ad un
venitur ad ecclcsiam S. Midi Gu(;lieImo di
illa

tura

CCCLXIII. Per eandem quoque viam
Urbe
».

chaelis septimomilliario ab
«
et
et
alii
filii

— Itinerario

Mahnesbury:

Dcinde

basilica S. Felicitatis, ubi

requiescit

et Silanus filius eius

non longe Bonifatius martyr. Ibidem in altéra ecclesia sunt Crisantus Daria et Saturninus et Maurus et lason et mater eorum Hilaria et
innumerabiles. Et
S. Felicitatis.
in

altéra basilica S. Alexander, Vitalis, Martialis

Et

sanctae VII virgines Saturnina, Hilarina,

Domi-

nanda, Rogantina, Serotina, Paulina, Donata. Deinde basilica S. Silvestri
ubi iacet

marmoreo tumulo coopertus
ibidem martyres

et

martyres Caelestinus, Philippus
in

et Félix et

CCCLXV
:

uno sepulcro requiescunt,
via

et

prope Paulus et Crescentianus, Prisca et Semetrius, Praxedis, Potentiana
pausant
».

Itinerario

di

Einsiedeln

« In

Salaria

extra

civitatem
filiis ».

in sinistra S. Saturnini:

in

dextera S. Felicitatis
S. Felicitatis

cum septem
via

Vitu

Hudriani I:

«

Coemeterium

Salaria

una

cimi

ecclesiis S. Silvani martyris et S. Bonifacii

confessons

atque pontificis

uno cohaerentes solo mirae restauravit magnitudinis. Sed et basilicam una cum coem S. Chrysanthi €t Dariae renovavit atque coemeterium S. Hilariae innovavit. Immo et coem. lordanorum, videlicet Ss. Alexandri et Vitalis et Martialis martyrum, seu Ss. septem Virginum a novo restauravit. Pariter in eadem via Salaria coem, S. Silvestri confessoris atque pontificis aliorumque sanctorum multorum in ruinis positum renovavit ». Index coemeleriortitn e Libro mirabilium « Coemeterium fontis S. Pétri (v. sopra Itinerari délia via Nomentana) Coemeterium Priscillae ad pontem Salarium. Coemeterium ad clivum cucumeris. Coemeterium Thrasonis ad S. Saturninum. Coemeterium S. Felicitatis ». (i) Questi due sepolcri erano stati racchiusi dentro le torri ne!
S. Saturnini in praedicta via Salaria positam

:

restaure délie

mura

fatto da

Onorio

;

e furono scoperti allorchè, su di-

segno dell'architetto Vespignani,

fu ricostruita la porta

danneggiata dal

bombardamento

del 20 settembre 1870.

û 88
livello più
ci

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
basso
(').

Sulla Salaria

Xuova
e

i

nostri

documenti

additano quattro gruppi di cimiteri:
di S. Félicita;
«

i° quello di

Massimo

o

2° quello di
;

Trasone

Saturnine; 3° quello

dei

Giordani

«

4° quello di Priscilla.

I.

Cimitero di

S. Félicita.

La celeberrima santa
sette figli nel
relio (").

Félicita fu

martirizzata con

i

suoi

primo periodo

délia persecuzione di

Marco Au-

Gli Atti del suo martirio pubblicati anche dal Rui-

nart,

benchè non siano del tutto contemporanei, risalgono
età assai antica;

nondimeno ad
è,

ed

il

testo che ne

abbiamo
impera-

secondo

il

Tillemont, una versione dal greco.
è

L''

tore ivi

nominato

un Antonino ed

il

prefetto

un Publio che

forse fu lo stesso P. Salvio Giuliano, prefetto di

Roma

nel 162

sotto

M. Aurelio. Questa data concorda con
i

le altre

indica-

zioni degli Atti,

quali parlano ora di due imperatori, ora di

uno solo; ed infatti nel 162 vi erano due imperatori, uno a Roma, Marco AureUo, l'altro in Oriente, Lucio Vero.
Questi Atti sono forse un estratto del processo verbale

contemporaneo
sciamo fu
fatta

al

martirio

;

ma

la

versione che noi

cono-

sopra un testo difettoso. San Gregorio

Magno

parla perô di

un
»

testo migliore esistente ai suoi giorni « gesta
Il

emendatiora
corne
questi,
dissi,
si

(-').

nostro testo
indizi
di

présenta ad

ogni modo,
di

parecchi

grande antichità: ed uno

è che le risposte degli accusati

sono

assai concise.

Inoltre

non

vi si contiene alcuna indicazione sul

luogo preciso

(i) Sotto

il

sepolcro rotondo di Lucilio Peto puo vedersi un piccolo

sotterraneo con gallerie e loculi e soraigliante in tutto ad un cimitero
cristiano.

Potrebbe essere un piccolo cimitero cristiano privato scavato

dai discendenti dei proprietari pagani divenuti poi cristiani.

Ma

esso è

talmente devastato, che nulla puô ancora
(2) Cf.

dirsi

di

sicuro.
17, 22, 41
seg.
;

1884, pag. 149-185;

DE Rossi, Bullett. di arch. crist. 1863, pagg. DoULCET, Essai sur les rapports de
in

l'Église chrétienne

avec l'Etat romain, pag. 187-219.
(3) S.
col.

Greg. Magn. Hom.

Evang.

lib. I,

hom.

ni (P. L.

LXXVI,

10S7).

CIMITERO DI
ove vennero
rebbe
sepolti
i

S.

FELICITA

389
si

martiri

:

cosa che senza dubbio
i

sa-

fatta nel iv

o v sccolo, quando già

loro sepolcri erano

divenuti assai celebri.

Seconde gli Atti, santa Félicita fu raessa a morte in se« Temporibus Antonini imperatoris, iîuito ad un tumulto
:

orta est seditio pontificum et Félicitas illustris

femina cutn

septem

filiis

suis christianis tradita est

.

.

.

Videntes autem pon-

tiHces praeconia christiani

nominis per eam processisse, sugI

gesserunt de ea Antonino Auguste».
l'imperatore che gli dèi
dell'

pontefici persuasero
irritati

impero erano
«
..

e

doman-

davano

la

morte

délia

matrona:
.

Tune imperator Antoninus
ecc. ». Aile insidie del pre-

iniunxit praefecto Urbis Publio
fetto la santa rispose

che non avrebbero potuto mai sedurla
« Viva vincam occisa
:

ne

le

minacce ne

le

promesse

te

superabo, et

si

in-

terfecta fuero, melius te
«

». Il

giorno segueute

Publius sedit in
suis».
Il

foro
di

Martis

et

iussit

eam adduci cum
fu dato in

filiis

nome

«Forum
di
I
figli di

Martis»

tempi
il

posteriori

ail'

antico

Foro

Augusto, nel quale sorgeva
Félicita

tempio

di

Marte Ultore.

furono interrogati
e Filippo

a gruppi e

con l'ordine seguente: Gennaro, Felice

- Silano - Alessandro, Vitale e Marziale. E l'imperatore, se-

conde
«

il

rapporte

fattogli,

li

condanno

a

supplizi

diversi:

Antoninus vero misit ees ad diverses indices ut

variis

sup-

pliciis afficierentur.

E

quibus unus index
et

primum

fratrem plum-

batis occidit, alter

secundum

tertium fustibus mactavit, alius

quartum

praecipitio

interemit, alius in quintum,
fecit subire

sextum

et

septimum capitalem

sententiam. Alius

matrem

illo-

rum capite truncari iussit. Et ita diversis suppliciis interempti, omnes efFecti victores et martyres Christi et cum maire
triumphantes ad praemia in
caelis percipienda
i

cenvelarunt

».

Se

gli

Atti

de' suoi figliy

non ci indicano ne abbiamo perô
il

sepolcri di santa Félicita e

précise indicazieni in
si

un dolegge
:

cumente
Vitalis,

del IV secolo,

Caloidario Liherimio, ove

« Felicis et

Philippi in Priscillae, et in
et

lerdanorum

Martialis,

Alexandri,

in

Maximi
dal

Silani, et in Praetextati la-

nuarii ».

Sappiamo poi

Martirolûi;io

Gcroiiimiano

che

il

390
cimitero di

GUIDA DELLE CATACOMBE RO^[ANE
Massimo (nome
Il

del suo fondatore)

si

trovawi

suUa via

Salaria.

corpo

di

san Silano che vi era stato de-

posto insieme a quelle délia madré, fu rubato nel secolo iv
d.ii

Novaziani
al

('),

ma

in segaito fu ricuperato dai Cattolici

e

riportato

suo posto.
i

Gl'Itinerari del

vi e del

vu secolo
Nuova,
il

confermano
riano e
il

dati

storici

e topografici

del

Cakndario Libe-

ci

indicano, corne prima stazione délia Salaria

sepolcro di S. Félicita insieme a quello del figlio Silano,
sette.

più giovane dei
basilichetta suUa

Nei tempi

délia pace, fu innalzata

una

tomba

di S. Félicita;

ed anzi gV Itinerari sem-

brano indicare due basiliche, forse perché cosi fu chiamata

anche
zione,

la

cripta cimiteriale trasformata in chiesa. Il
la

papa Daiscri-

m.iso adornô
il

tomba
ci

delln

martire illustre con una
Sillof^e

cui testo

fu

conservato nella

di

Verdun'.

DtSCITE Q.VID MERITI PRAESTET PRO REGE FERIRl FEMINA NON TIMVIT GLADIVM CVM NATIS OBIVIT

CONFESSA CHRISTVM MERVIT PER SAECVLA XOMEN
Sul principio del v secolo,
il

papa Bonifacio

I (a.

418-423)
si

costretto dallo scisma di Eulalio a lasciare la città,

rifugiô
la

presso

il

cimitero di S. Félicita, ed egli poi attribui

fine

di quello

scisma

alla

protezione

délia santa,
la

onde

in rendi-

mento

di

grazie edificô o restauré
lui

indicata basilica. L'iscriallufîgli

zione da

posta nel vestibolo

di

questo edificio, faceva
la

sione ad una pittura rappresentante
nel giardino céleste:

martire con

i

suoi

INSONTES PVEROS SEQ,VITVR PER AMOENA VIRETA TEMPORA VICTRICIS FLOREA SERTA LIGANT O
//

Ed
la
«

oltre a cio lo stesso pontefice voile esser sepolto presso

sua santa patrona,

come

indica

il

Martirologio Geronimiano:

Romae,

in

coemeterio Maximi via Salaria, depositio Boni-

fatii

episcopi ad S. Felicitatem ».

(i)

(c

Q.uem Novati

furati sunt » {Calendario Liberiano).
christ. II,

(2)

De

Rossi, Inscripi.

pag. 136.

CIMITERO DI
Nel secolo
grande; cd
ad onore
sua festa:
il

S.

FELICITA

39 1
assai

vi,

la

Jevozione pcr questa martire era

papa san Gregorio
lei

Magno pronunciô una

omelia

di «

in questa basilica

suburbana nel giorno délia
hodie natalitia cele-

Adest beata

Félicitas, cuius

bramus, quae credendo
facta

exstitit ancilla Christi et

praedicando
sicut
iii

est

mater

Christi.

Septem quidem

filios,

t^cstis

dus emoidatioribus

legitur, sic post se timuit vivos in

carne

relinquere, sicut carnales parentes soient

metuere ne mortuos

praemittant... etc.

» (').

Uno

splendido elogio avea già prima composte in suo
la
«

onore san Pier Crisologo che
assisteva al supplizio dei
figli
:

descrisse

mentre intrepida

Discurrebat laetior inter con-

tossa cadavera
oculis tôt

quam

inter

cunabula cara filiorum, quia internis

cernebat

bravia quot vulnera, quot tormenta tôt
» (^).

praemia, quot victimas tôt coronas
Il

corpo délia martire insieme a quello del
Silanus
filius eius,

figlio

Silano:

« ibi et

unus de septem,
nella

est sepultus »

Q);

ma

la

madré
il

era stata

trasportata

basilica

superiore,

mentre

figlio

stava ancora sotterra «
eius sub terra
figli

illa

pausat in ecclesia
di
Sal::^-

sursum
bûurg).
i

et filius

deorsum

»

(^Itinerario

Degli

altri

vi

era qui la sola

memoria,
degli
in

ma non
Itincrari
pitsi

corpi,

corne credettero alcuni degli autori
il

stessi

ed anche

prête Giovanni,
tutti

tratti

errore dalle

ture

che

li

rappresentavano

insieme.

Cosl

infatti

legge nel Catalogo di

Monza:

« S. Felicitatis

cum septem
i

filios

suos, S. Bonifati o. L' errore è manifesto; perché
altri figli si

corpi degli

sa che allora

erano altrove.
viii,

Alla fine del secolo
di

Leone

III trasportô

le

reliquie

santa Félicita e di san Silano alla chiesa di S. Susanna,
si

ove tuttora

venerano

(*). Il

cimitero in seguito fu abbanil

donato e se ne perdette ogni memoria; tanto che
(i) Cf. Brev.

Ciacconio

(2) Serm.
(3)

Rom. 2j nov. cxxxiv (P. L. t. LU,
Ss.

col.

565).

De

locis

Mut.
sono anche
in

(4)

Alcune

reliquie di san Silano

grande venerazione

nell'abbazia di S. Silano a

Romagnano-Sesia.

392

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
via Appia, ingannato
«

lo credette sulla

da una

falsa

indica-

zione délie Mirabilia Urbis Roniac:

Coemeterium

S. Felicitatis

prope coemeterium Calixti
quasi nel

». Il

de Rossi lo ritrovô nel 1858,

medesimo tempo
in

in cui scopri la cripta di S.

Gen-

naro

a Pretestato.

Si

conosceva già
cimitero,

questo primo tratto délia via Salaria

un antico
il

ma non
i

sapendosene
i

«

cimitero di S. Antonio », perché

il nome, chiamavasi monaci Antoniani fran-

cesi

erano una volta
Il

proprietari del terreno sovrastante, poi

vigna Carcano.

de Rossi da una iscrizione opistografa, che
il

rinvenne in questo sotterraneo e dove era indicato
di santa

nome
vera

Félicita (si
e

vegga appresso), potè rilevarne
lo

la

denominazione

da quel giorno

chiamo

«

cimitero di Mas-

simo

e di S. Félicita » (');
di

ma non

vi si era fatto

mai alcun
scopri per
le

lavoro

scavo.
le

Cosi stavano
caso

cose, allorquando nel

1884

si

la cripta storica.

Scavandosi

il

suolo per fare

fonda-

menta

del

casamento Xodari nell'area dcU'antica vigna Carpit-

cano, apparvero dei loculi e poi una parete con tracce di
ture: continuati gli scavi dalla

Commissione di Archeologia sacra, si trovô avanti a questa parete una basilichetta del iv secolo [6], che si riconobbe subito come il luogo del primitivo sepolcro di santa Félicita. Questa puo vedersi riprodotta nelr annesso disegno, e vi
si

accède
la

direttamente

dall'

odierno

ingresso

pianta qui unita (^pag. ^^f). Discesi appena nel sotterraneo volgendo a destra si entra
[i],

siccome mostra

nell'area di questa basilichetta, rivestita di
toni.

mûri

a tufi e

mat-

si veggono ancora le comunicava colla basilica superiore [7]; e nella parete [3] si veggono i laceri avanzi di una pittura bizantina di grande importanza, del vi o vu secolo, eseguita sopra le

Vi

basi di

tre

colonne ed una

scala che

tracce di un' altra.

La scena rappresenta
figli,

in alto

il

busto del
le

Redcntore in atto di benedire e sotto di lui sono disposte
figure di 5. Félicita e dei snoi
col

nimbo

e

la

corona.

(i) Biilhtt. di arch. crist. 186;, pag.

17, 22, 41.

CIMITERO DI
Alcune
mettersi
lettere dci loro

S.

FELICITA

393

MAKTlAJis.
in

Silanus,

nomi sono ancora visibili: PhiliPPVS, laKYArins ('). Questo dipinto puô
con un'
altra

relazione

pittura

simile,

scoperta

Planta délia hasilica sotterranea di S. Félicita.

nel i8i2, in

un oratorio fabbricato
5. Félicita in
la

nelle

terme

di

Tito, nella

quale
ai

si

vede

atteggiamento

di orante, in

mezzo

figli,

con

iscrizione:

FELICITAS CVLTRIK ROv.
la

(i)

De

Rossi, RuU. 1S84, pag. 149-185,

tavola relativa.

394

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
alcuni graffiti,

MANARVM, e DOMO; C).
r interrogatorio.

uno

dei quali dice:

IVSTINVS
una me-

In questo oratorio dell' Esquilino

doveva

esservi

moria, torse délia casa paterna

di lei,

o del luogo dove subi

Ritornando

alla

pittura che

stiamo osservando
il

nell' ora-

torio cimiteriale, è necessario concludere che

sepolcro délia

martire almeno in origine, fosse posto innanzi a questa parete che fu più volte dipinta,
di

ove

si

vedono pure alcune
e franiraenti
la

tracce

antica

costruzione, forse
Il

dell' altare,

di

una

transenna marmorea.

presbiterio

non ha

forma absidata,
che sono

ma

termina con una parete rettilinea nella quale furono scadalla decorazione e

vati dei loculi rimasti nascosti

perciô anteriori ad essa. Al sepolcro délia santa appartenne

una

iscrizione votiva veduta già dal Boldetti:

PETRVS ET PANCARA BOTV PO SVENT MARTYRE FELICITATI
Dietro la parete dipinta fu scavata una galleria [8], che puô considerarsi come un rétro sanctos. Tutto intorno aile pareti délia basilica sono affisse varie
iscrizioni

tomate

in

luce negli scavi, di cui moite con data
siioi fi^li

consolare. Partendo dalla pittura di S. Félicita e de*
e

procedendo da

sinistra a destra, esse

sono disposte

nell'or-

dine seguente:

duta dal de
ricorda

Nella parete [4] è fissata ora la iscrizione opistografa veRossi nel iS^j e già citata di sopra, in cui si

S. Félicita

un sepolcro bisomo comprato presso «ad sanctam Felicitatera »:
/a;/VARIVS

la

tomba

di

ET

S///

/oCVM BESOMuOT
dmeruNT
(i) Cf. (2)
fatto

AT SANCTA

VELicilateui (^)

i

miei Èlèm. d'arch.

chrêt.: Les basiliques, pag.

310.

Questa importantissima iscrizione era nascosta in un cubicolo murare dal de Rossi stesso; e se ne sarebbe perduta la memoria

CIMITERO DI
Nellix

S.

FELICITA

395

prima parère
.

latérale,

dopo

l'iscrizione opistograta:

AVREL///

CHRYSOGONVS

AVRELIAé FIRMAE DVLCISSIMAE

COXIVGI

RVFINVS BENE'//
Q. VI ANVS SEPTANTAM MARTINIANE IN PAGE ft

VI IDVS

(In.U^ic délia professione

Jd

Jefunio).

///Nvs

oyi VIXIT

///MENS VII
///CE ï> VIII
consulaiiim

ET B X
IDVS

MART POST
ALBIN'I

Amantii

ET

(An. 346).

///O
///Il

SCOLASTICO
DEP

IIII

.

K

a
et

QVI VIXIT FER IN PAGE
. • . •

///INVS

.

ISGOLASTIGVS SORORIS
i?KMORIDO GONSS
405).

aVG TEODOSIO

(Anno

BEATISSIMO BONcbO QVI VIX -^i ANNOS III ET MENSES III ET i> XXV DP EST/// VI KAL OGTOB ET Ho

RA NONA
se io,

rammentandomene, noa

l'

avessi fatta estrarre e collocare qui in
si

luogo degno délia sua importanza. Nel rovescio
grec.i:

legge

l'

iscrizione

TEIMOAAO TABEINIA.

396

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

/

AETER N'E VIRGO MORIBVS LIS APTA S ME -DE 'S VT TVO
• •

.

Quest'ultima iscrizione
vergine sacra.

si

riferisce

probabilmente ad una

Xella parère di fondo presso

la

scala [7]:

DEPOSITA

FEL/n/û5

DVLCISSL\Lî

CÔNS
BIXIT

BAS;//

AN
541).

(Anno

Basilio fu Tultimo privato che abbia avuto
toritcà

il

titolo e l'au-

di console,

Vi è da notare che
la

la

defunta fu qui sepolta

per la sua

omonimia con

santa.

Segue questo bollo tempo di Teodorico:

di inattone

con

la

nota formola del

REG DN THEODEW GO FELIX ROMa
Presso r antica scala, a sinistra
di

chi sale [7]

:

ET BOXIFATuz PRO MERITIS VJo'.. h AT GRATIA FACTI AD SANCTon/m /oCVM IX PAGE Q.VIESGIT Q,VE vixit a«N PM XXXIII D DIE VI NONaj â^ VALENTINIANO AVG IIII ET ^seuterio VV GONSS

CONSTAXTIA

Q.VE

EIVS QVIA BENE

.

(An. 390).

L'epigrafe è assai notevole perché allude probabilmente
a lavori qui eseguiti a cura délia defunta di

nome Costanza

CIMITERO
« gratia
facti »
;

DI

S.

FELICITA

397
«ad
il

e vi è pure da osservare l'espressione
». fu,

sanctorum locum

Questa Costanza, chiamata pure Bonifazia,
de Rossi, una parente
qualche memoria
a
di

secondo

Bonifacio I; e puô supporsi che una
inducesse più tardi questo papa

di famiglia
la

cercare un asilo presse

tomba

di S. Félicita.

Proseguendo,
guenti
:

nell'altra parete latérale

notiamo

le

due se-

///SIC TABVLAM ESCVLSID ///GRATIANO BIS ET PROBO CONSS :'HILARITAS Q.VAE VIXIT ANNVS

XXVIII RECESSIT IN
III

PAGE
-^

NONAS NOBENBRES
///CONIVGI

CA
(An.
571),

///VERSVSSVM DEP

aBSENTE MATRE RESTITVIT ET
Nel pavimento:
///AVG ///ANN

PL///

COXS DYNAMI/// PM XL
(An. 488).

Sono

infine da osservarsi questi altri piccoli

frammcnti:

//;'MODEi^o

et

Arintheo conss
(?)

(?)

IliFeliciTATlS

(An. 572?).

///xxviii///
consulatu

iiiisiii

POSTVMIA«/ (?)
(An. 448).

///lAMPADIO

cl

Orcstc?

(An. 550)

Nella scala che

dall'

ingresso conduce

alla

basilica

vede-

vasi fino a questi ultimi anni la graziosa iscrizione sepolcrale

398
di

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
fanciulla, nata forse

una

prima del tempo ordinario, corne
di
«

potrebbe arguirsi dal

nome

Citonata

»

:

^ IN PAGE VEXE ^ AXN j^ ET Q.ATOR MESES ^ POSTERV f^ CALEDAS XOBEBES ^
CITONATA
Q.VE Essa venne involata da qualche
dilettajite di

epigrafia,

ma

ancora sono

al

loro posto

nella scala

due

iscrizioni trovate

qui nei medesimi scavi del

1885:

D
IVLIAE
• •

.

M

FELICIS

SIMAE ANIMAE
///MVNIC///

///IVSSV

>

AVIDI

<

aV///

///ATILIVS

L

F

.///

SANCTAE QVAE VIX ANN PLVS MINVS XXV FEC F AVRELIVS HERMES CONIVGI B M
.

.

.

.

.

.

La prima
sione

è

pagana

e dovette essere
di

un frammento

d'iscri-

zione municipale. Nella seconda,

apparenza pagana, l'espresla

ANIMAE SANCTAE

potrebbe far supporre che

defunta fosse cristiana.
In questa stessa scala, a sinistra, e dirimpetto
délia basilica sotterranea,
si
ail'

ingresso

accède ad un piccolo cubicolo con

arcosolio [2] che forma anch' esso una specie di rétro sanctos.

Scendendo
Più
in

la scala, si

trova a sinistra una galleria interrata [9].

basso ancora, in una galleria a destra [12] vedesi una

iscrizione che porta la

formola

assai

notevole

«

In pace et in

Christo

»

:

.>ç
VICTRIS QVE VIXIT ANNIS VIIII DEPOSITA ES PRIE NON AS AVGVSTAS MANET IX PACE ET IN CRITO

{sic)

CIMITERO DI
Nella prossima galleria
si

S.

FELICITA
gli

399
avanzi
di

veggono

un
[

pic1

colo acquedotto proveniente da quello dell'acqua Vergine
esso doveva un
délia scala in

1];

tempo

alinientare una vasca posta ai piedi
clie

forma d'arcosolio [lo]

probabilmente servi

ad use

di

battistero.

Le gallerie che f;mno seguito a quelle segnate [i i] c [12] non racclîiudono alcun altro monumento di spéciale importanza,

ma

si

estendono perô

assai e

principalmente verso

la

parte délia via

Xomentana.
che
si

Fra
è

le iscrizioni
la

trovano
la

in

queste gallerie più remote

notevole

seguente con

data consolare dell'anno 371:

ASHLLVS

DEFVNC TVS XIIII
.

.

-^

KAL APRIL

t
ri
.^T\.
•*(

-^

QVI VIX ANNI '//
^

M II D XVII POST CONS D \ GRATI AXO II ET PROBO

Tre colombe).

Un
oggi

altro

accesso

al

cimitero potrebbe aversi scavando a

sinistra délia via Salaria, nella grotta délia
villa

vigna Brancadoro,
è più
di

Ciampi:

ma

quest' ingresso

non

in

comunino-

cazione colla parte principale del cimitero

Félicita.
di

Prima

di

lasciare questo cimitero, è

opportune qui

tare che nella galleria lapidaria del

Vaticano havvi un'iscrizione

dell'anno 392, proveniente pure da questo luogo medesimo, la quale epigrafe ha dato occasione ad un singolare equivoco
e ad una curiosa controversia Ictteraria.

Eccone

il

testo

:

PERPETVAM SEDEM XVTRITOR POSSIDES IPSE HIC MERITVS FINEM MAGXIS DEFVNXTE PERICLIS HIC REQVIEM FELIX SYMIS COGEXTIlîVS ANNIS HIC POSITVS PAPASANTIMIO Q.VI VIXIT ANNIS LXX DEPOSITVS DOMINO NOSTRO ARCADIO II ET FL RVFINO VVCC SS NONAS NOBEMB C')
. •

.

{i)

Questa
il

iscrizione c affissa neU'ultima parete délie iscrizioni cri-

stiane, presso

cancello del

museo Chiaramonti.

400

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
xviir,
il

Nel secolo
zionasse
il

P. Paoli credette che in essa
cioè
è

si

men-

papa Felice,
«

l'antipapa

Felice II (').

Ma
del

questo

nome

papas

»

soltanto
il

l'équivalente

greco

latino « nutritor » che indica o

marito délia nutrice o colui

che ha educato un fanciullo
Paoli

(").

Onde
e

la

supposizione del

non ha alcun fondamento
alla

nulla

puô

cavarsi

da

questa iscrizione riguardo
cato di Felice II corne

oscura questione

del pontifi-

egli

pretendeva, trattandosi qui di

un semplice fedele
Antimio.

di

nome

Felice e di un educatore di

nome

IL

Cimitero di Trasone
l'

(J).

Dopo

il

cimitero di S. Félicita,

Index coemeterionwi
gruppi: «

ri-

Coemeterium Priscillae ad S. Sylvestrum coemeterium lordanorum ad S. Alexandrum; coemeterium Thrasonis ad S. Saturninum ».
corda suUa via Salaria
tre altri
;

Nova

Il

primo

Itinerario di Sal^bourg

parla
ai

anche
Ss.

di

due

chiese

dedicate una a S. Saturnino, l'altra

Crisanto e Daria.
Itinerario di

Le

stesse indicazioni trovansi

anche nel secondo
storico,

Sal^bourg, miste pero a

un errore

confondendosi qui
quale ebbe
Itinerario
località le

sant'Alessandro

figlio di

santa Félicita, sepolto nelle vicinanze,
il

con

il

sant'Alessandro délia via Noraentana,
i

per compagni
e l'altro di

santi

Evenzio

e

Teodulo. Lo stesso

Malmcsburx ricordano pure in questa

sette vergini, Saturnina, Ilaria,

Dominanda,
di

Serotina, Paolina,

Donata, Rogantina.

La posizione
nistra délia via

del cimitero

Saturnino
di

è indicata a
«

si-

Salaria

dall' Itinerario

Einsiedein:

In

si-

nistra S. Saturnini, in dextera S. Felicitatis ».
pontificaUs, nella biografia
«

Inline

Liber

d'Adriano

I,

indica nel cimitero dei

Giordani

»

i

sepolcri dei Ss. Alessandro, Vitale e Marziale;

(1)

Di

san Felice

papa

e

martire,

App. pag. v
I,

seg.

(2) Cf.

(3) Cf.

DE Rossi, DE Rossi,

Inscript, christ.
BulJett.

pag.

176-77.

1873, pag. 5-35; 49-83, ediz. franc.

CIMITEKO DI TRASONE
ed
infatti fra
altri
il

4O

I

cimitero di S. Félicita e quelle di Priscilla tmdi

vansi

gruppi iiiiportanti
dcl

gallerie sotterranee.

Ai

tempi

Baroiiio, nel

1578.
di

si

scopri

una grande

regione cimiteriale in una vigna

questa via appartenenre

ad un gentiluomo spagnuolo, Bartolomeo Sanchez, vigna passata poi ai Délia Rovere, dei quali vedesi ancora lo

stemma
(').

sopra un grande ingresso, alquanto lungi a destra
tardi
il

Più

Bosio scopri
le

altre regioni sotterranee in
di

quel dintorni,

ed anche

rovine
a'

un' antica chiesa di S. Saturnine, chia-

mata ancora
due gruppi
Il

suoi tempi col
di

nome

corrotto di

« S.

Citronina

».
ai

Tutto questo coraplesso
cimiteriali di
die'

memorie dovè corrispondere
e
al

Trasone
il

Saturnino e dei Giordani.
cimitero fu un ricco
cit-

Trasone che
il

nome

tadino romano,
in parecchi altri

cui

nome

leggesi negli Atti di S. Susanna e
seppelli nel

documenta Egli

suo podere délia
santo
la

via Salaria

molti

martiri, e fra questi

Saturnino, un
di pietra

vecchio condannato a lavorare nelle cave
struzione délie

per

co-

Terme
ed

di
il

Diocleziano. Questo martire fu assai

venerato in

Roma

Calcndario Liberiano lo menziona
dec. Saturnini in Trasonis».
Il

ai

29 novembre:

«m

kal.

papa

Damaso

dedicô in suo onore questa lunga
:

ma

assai

oscura

iscrizione conservataci dalle Sillogi (")

INCOLA NVNC CHRISTL FVERAT CARTHAGINIS AXTE TEMPORE Q.VO GLADIVS SECVIT PIA VISCERA MATRIS SANGVINE MVTAVIT PATRIAM NOMENQ.VE GENVSQ.VE ROMAMVM CIVEM SANCTORVM FECIT ORIGO MIRA FIDES RERVM DOCVIT POST EXITVS INGENS CVM LACERAT PIA MEMBRA PREMIT GRATIANVS VT HOSTIS

POSTEAaVAM FELLIS VOMVIT CONCEPTA VENENA COGERE NON POTVIT CHRISTVM TE SANCTE NEGARE IPSE TVIS PRECIBVS MERVIT CONFESSVS ABIRE SVPPLICIS HAEC DAMASI VOX EST VENERARE SEPVLCRVM SOLVERE VOTA LICET CASTASQ.VE EFFVNDERE PRECES SANCTI SATVRNINI TVMVLVS QVIA MARTYRIS HIC EST SATVRNINE TIBI MARTYR MEA VOTA REPENDO.
(^i)

V. sopra

M

Introduzione » pag. 17.
Inscrif^t.

(2)

De

Rossi,

christ.

II.

pag. 105.

Guiili

Calacombt romane.

20

402

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
di

Questo elogio dovea essere coUocato neiredificio
il

cui

Bosio vide alcuni avanzi;
IV,

il

quale edificio costruito fin dal

secolo
e
si

fu restaurato nel vi secolo da Felice iv
ai

conserva fine

tempi
di

risulta

da una bolla

(526-530) Nicolô iv (1288- 1294), come questo papa. Le reliquie di san Sadi
si

turnino furono poi trasportate (non

sa qiiando)
(').

a'

Ss.

Gio-

vanni e Paolo, ove tuttora
L' ingresso di

si

venerano

un ipogeo che potrebbe corrispondere
Çv. pag.
seg.^.

al

cimitero di Trasone, trovasi nella villa Odescalchi, a sinistra
délia via
;

ne do una pianta schematica

Appena si moderna [A],

è entrati in questo sotterraneo per
si

una porta
:

trovano questi frammenti

d' iscrizione

///REXTI MARTYRIO///
Il

P
\^

in MENSIS OCTO///
La

,. '"

crrY ''' III

Hl'^'-^^lll

///LIVSN///

galleria nella quale apresi quest' ingresso
altra galleria assai larga,

comunica poi

con un'

che conduce ad una cripta
:

con arcosoli

[B],

ove

si

nota quest' altro frammento

AleXA^DERIII
rfVLCISSI///

Questa
la di

galleria è in

comunicazione con un'

altra cripta [C],

quale sembra importante e che dovea trovarsi nelle vicinanze

un luogo
le

storico, se

non

lo

fu essa

medesima, come
tufi

ac-

cennano

moite e grandiose costruzioni in
pittura rappresentante
di

e mattoni.

A

destra di chi entra vedesi
di

una grande nicchia con alcune
una donna adagiata;
transenne
di

tracce

una

a
:

sinistra vi

sono alcuni frammenti

marmo

e

quasi dirimpetto all'ingresso havvi un arcosolio in muratura.

Parecchie grandi gallerie sorrette da mûri fanno capo a questo
Q.ueste reliquie quasi dimenticate furono testé rimesse in onore,
Celio, facendosi
il

(i)

nella basilica del

restauro délia cappella a cura del

chiarissimo P,
si

Germano

di S. Stanislao.

Dicesi che

il

capo del martire

conservi a S. Pietro in Vincoli.

CIMITERO DI TRASONE
luogo,
vi
il

40:
io

quale présenta dei buoni
1'

iiidizi

inonumentali; ed

richiamo
gli

attenzione degli archeologi, giacchè suppongo
ci

che

scavi

potrcbbero ben condurre qui
di

alla

scoperta di

qualche memoria dei martiri del cimitero

Trasone.

^^^'

Se ora
si
III

si

va dalla parte opposta, prendendo

la galleria

[D],

giiingerà ad

un arcosolio adorno
nell'

di

importanti pitture del

o del

IV secolo.

In fondo alla nicchia sono rappresentati

una donna ed un fancinlJo
e sotto queste

atteggiamento délia preghiera,

figure fu aperto

un loculo

;

di

fianco

è

di-

pinto

//

secchio del latte,

simbolo dell'Eucaristia. Nell' arco del
il

sepolcro, in alto, è effigiato

Buon

Pastore, a destra vedesi

404
la

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
di La-::^arOy

Risiirrc::j,onc
il

a sinistra

il

Sacrificio di

Ahramo

e

Tobia con
galleria
si

pesce.

Proseguendo anche più

oltre per la stessa
si

giunge ad un loculo, ove suUa cake

veggono

graffite le lettere fiuali délia parola

wERENTI

ed havvi pure
:

un frammento di marmo col nome di una defunta GRATA. Ecco quanto per ora puô vedersi in quest' ipogeo, dove tutte
le

altre

gallerie

sono completamente

interrate.

III.


oltre

Cimitero dei Giordani.
e

Alquanto più

a destra délia via Salaria,
di «
«

si

trova
)>,

un

altro cimitero

che ordinariamente chiamasi

Trasone
Giordani

ma

che più esattamente dovrebbe chiamarsi dei
L' ingresso attuale è posto nella villa

».

Massimo, a destra

délia via, e questo cimitero

si

estende principalmente a sinistra

délia stessa via fin sotto la villa

Ada.
è
il

Questo cimitero

délia villa

Massimo

più profondo délia

Roma sotterranea,
Esso poi présenta
lerie

potendovisi riconoscere fino a cinque piani.
la

particolarità che

i

gruppi délie sue gal-

sono separati da una immensa arenaria; ciô che rende
il

difficile

rilievo délia planta (').

E questa
durante

arenaria ha una spé-

ciale

importanza storica; giacchè puô credersi
di

che

in

una
di

parte

essa

fossero

sepolti,

la

persecuzione

Valeriano (257-258), Crisanto e sua moglie Daria, una vestale convertita,

che

i

pagani avrebbero condannato per avère
(^).

abbandonato

il

sacerdoziô délia dea

Si narra

che poco
essendosi

dopo

la

deposizione

di questi martiri, alcuni cristiani

riuniti a

pregare sulla loro tomba, furono sepolti vivi sotto un
di sassi nel

cumulo
illic

medesimo luogo:

«

Via Salaria in arenario
gli Aîii

viventes terra et lapidibus obruti». Cosi
Il

(25 ot-

tobre).
in

luogo santificato da questa tragica scena fu sempre
;

grande venerazione

e attraverso la « fenestella » dei san-

(i)

Le

piante che appresso riproduco, sono soltanto approssimative

e servono solo a dare un' idea délie varie regioni dei sotterraneo. (2) Cf. Martyr.

Rom. cum notis C. Baronii, sub die 2j

oct.

ci.mhkko dei giordani
tuario
si

405
sliI

vedevano

le

ossa sparse sul pavimento e l'altare

quale

si

era celebrata la liturgia.

San Gregorio

di

parla di questo santuario e dei lavori ivi cseguiti

Tours (') da saii Da« In

maso,

la

cui iscrizione, oggi smarrita, è

probabilmente quella
indicazione
:

registrata nella Sillogc di
clesia

Verdun con

la

ec-

Ss.

Crisanti et Dariae».
altri

È vero che
via Appia,

document! ricordano quest' iscrizione suUa
trattasi

ma

siccome

d'un elogio generico,

è possiil

bile ch'essa sia stata riprodotta in più luoghi.

Eccone

testo

:

SA\CTÛRVM Q.VICVMaVE LEGIS VENERARE SEPVLCRVM NOMINA NEC NVMERVM POTVIT RETINERE VETVSTAS (2) ORNAVIT DAMASVS TVMVLVM COGNOSCITE RECTOR
PRO REDITV CLERI CHRISTO PRAESTANTE TRIVMPHANS MARTYRIBVS SANCTIS REDDIT SVA VOTA SACERDOS

Le
in

reliquie dei santi Grisante e Daria

vennero trasportate
questi santi

nella basilica dei Santi Apostoli,
varî altri

ma
il

furono pure distribuite

luoghi.
le
il

E

forse sotto
di

nome

di

si

venerarono anche
martirizzati presso

reliquie

quegli

altri

che erano

stati

loro sepolcro.
si

La

parte dei cimitero ove

puô supporre che

fosse quel

santuario, fu esplorata dal de Rossi nel
di scoprire la cripta storica;

1872 nella speranza
sospenderlo.

ma

lo stato

rovinoso deU'arenaria

rese cosi

difficile

il

lavoro, che

fu

necessario
délia

Qualche tempo prima, alcuni opérai
rono
dalla

Gasa reale penetrasperando scioc-

prossima

villa

Potenziani nel sotterraneo e barbaloculi

ramente violarono alcuni
camente,

ancora

intatti,

come

il

solito, di trovarvi

qualche tesoro.

In questo stesso cimitero gVItinerari

nominano parecchi
l.XXI,

(i)
col.

De

gloria

martyrum,

c.

xxxvni hymn.

e

Lxxxin
t.

(P. L.

t.

759-740, 780).
(2)

Prudenzio pure

(Perislepb.

xi; P. L.

X,

col.

533) parla

di

alcuni gruppi di molti martiri sepolti insieme:
Sexaginta ilHc defossas mole sub una
Relliquias

memini me

diJicisse

hominum

:

Quorum

solus habet comperta vocabula Christus

.

.

.

4o6
altri

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
m:irtiri;

cioè

un gruppo

di

settanta soldati, ed

un

altro

di

sessantadue martiri che sono anche ricordati in un'iscridi l\'rdiiii ('):

zione damasiana conservataci dalla Sillooc

TEMPORE Q.VO GLADIVS SECVIT PIA VISCERA MATRIS SEXAGINTA DVO CAPTI FERITATE TYRANXI EXTEMPLO DVCIBVS MISSIS TVNC COLLA DEDERE CONFESSI CHRISTVM SVPERATO PRINCIPE MVNDI AETHERIAM PSTIERE DOMVM REGXAQVE PIORVM
Vi era infine
il

sepolcro di un fanciullo martire, di

nome
hanno

Mauro, per
conservato

il

quale san

Damaso compose pure
almeno nel
:

un' iscrizione

di significato assai oscuro,
le

testo quale ce lo

Sillogi epigrafiche

MARTYRIS HIC MAVRI TVMVLVS PIA MEMBRA RETEXTAT Q.VEM DAMASVS RECTOR LOXGO POST TEMPORE PLEBIS ORNAVIT SVPPLEX CVLTV MELIORE DECORANS INSONTEM PVERVM CVI POENA NVLLA DEIECTI
Ed
ora passiamo alla descrizione del cimitero, di cui
le
ri-

produrrô

plante approssimative (v. pag. 40J, 40S). Discesa appena la scala e volgendo a destra, si trova a

sinistra

un cubicolo con

pittura di stile

pagano rappresentante
Oltrepassato questo,
il

un

auriga,

ma

che fu eseguita dai

cristiani.

trovasi a destra
Sacrificio di

una cappella con

afFreschi che rappresentano

Abramo

(a destra), nrCOrani: (in fondo),
la

un mi-

racolo di Cristo, probabilmente
sinistra) e

Guarigione de]
:

cieco nato (a

un frammento

d' iscrizione

///VET

DEF

D///

///VU ID IVN/;/

La regione che

si

svolge dietro questa cappella e che passa

sotto la scala d* ingresso è quasi tutta

ingombra

di

rovine.

(i) Cf.

:)£

Rossi, Inscript,

christ. II,

pag. 136.

CIMITERO DEI GIORDANl
Si

407
avaiiti
aile pit-

riprenda pertanto
si

la galleria

che passa

ture e quindi

volga a destra e subito

dopo

a sinistra.

= :;«:;

p,

o

'n

S

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tu:^
f

^
:

1
'

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3^

Li)^

^^1

Discesa
la galleria

la

prima scala che
si

s'

incontra, e volgendo poi per
sinistra,

a sinistra,

vedrà suUa calce di un loculo, a
di

una bellissima impronta

un medaglione rappresentante un

Carro trionfah e una Vittoria aJata.

4o8

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

o
-a

^
i>

ne
rj

s

u
1) -T3

~1

o o
o

a

x>

*3

.*»

CIMITERO DEI GIORDANI
Attraversata poi
e di

si

409

la galleria

[A]

si

discende nell'arenaria [B]
(').

giungc

al

quarto

piano [C, DJ
de'

Una

galleria

contiene qui un loculo adorno con

le pitture di

Mosc che perin

cuote

la

rupe e délia MohipUca:^iùuc

pani (iv secolo).

Vi è pure da notare presse un loculo una targa dipinta
rosso con questa iscrizione egualmente dipinta in rosso:

RVFIN'A

QVAH VIX

A XXVI II ET iMES III
La prima
giri,
al

galleria

che

si

distacca a destra,

poco dopo questa

iscrizione, è traversata da

un pozzo
Nel mezzo

e

conduce, dopo parecchi

ad un gruppo di afFreschi importanti che appartengono
vi è la pittura délia l''cr-

principio del iv secolo.

Pittura di

Tohia con l'Angelo.

ginc che présenta Cristo

ail'

adorazione dei Magi, oggi assai
Risiirrc:^ione di

deperita; a destra,
sinistra,

Noc nelVarca, la Mosc che percuote la rupe,

Lax\aro; a
pani,

la Moltiplicaxionc dci
il

Daniclc nella fossa dei leoni, Tobin con l'Angelo,
(i) L'arenaria

Paralitico

[B] e la scala [C]

comunicano

fra loro,

ma

bisogna

passare attraverso le macerie accuniulate nel punto [B]. Si segua tutta

questa descrizione sulle varie parti délia planta.

4IO

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
il

e Giobbe sopra

letamaio. In questa regione trovasi pure un

graffito sepolcrale di

qualche importanza che dice:

///NE

BENEMERE//7 MACEDOXIVS

EXORCISTA DE KATOLIKA
///A

PARTENIVM(')
è assai regolare, ed

Tutta questa regidne
perfettamente conservati.

ha

i

loculi

ancora

Sopra una tegola che chiude uno
l'iscrizione in rosso
galleria a destra
di La:^::^aro,
i

di questi loculi leggesi

LE
dipinti
i

TE IN PAGE;

e nella

medesima

sono

seguenti soggetti:

la Risiirrc:^ione

Trc fanciiiUi, Danulc nella fossa dei leoni, e una

Orante con l'epigrafe
colo).

GRATA'/

BEXEMEREXTI

(iv se-

Ma non

è possibile

andare più oltre da questa parte

per r interramento délie vie.

Ritornando

alla galleria di

RVFINA, puo
al

visitarsi un'altra

parte del cimitero.

Ritornando

saïga la scala [F] {pag. 40S') e
aU'arenaria, ove
si

punto [D] {pag. 40J), si dopo poco si giungerà di nuovo

vedrà a destra l'iscrizione:

THEODV///

COMVGI KA/// CVM PAGE
AU'angolo
l'âncora:
délia galleria
si

legge un'altra iscrizione assai
col notissimo simbolo del-

antica ed in bellissimi

caratteri,

AVRELI,//

Per mezzo
e traversando
stiani

di un' altra scala [2], di

si

ritorna
si

al

terzo piano
i

:

nuovo
la

l'arenaria, vi

riconosce che

cri-

ne tentarono

trasformazione in cimitero, che fu smessa

(i)
S.

Cioè: « exorcista de Ecclesia catholica». Cf. Maraxgoxi, Acta

Victorini, pag. 81.

CIMITERO DEI GIORDANI
perô quasi subito. Un'
ultra

4

I

I

scahi che trovasi a sinistra, pertriplice cubisi

mette

di

risalirc

al

seconde piano, fino ad un

colo [8]. Prima di entrare in questo, volgendo a destra

trova
il

un arcosolio ove

è dipinta la figura del Biion Pastore, presse
il

quale sta in piedi

defunto che ticne in

mano un

libro

con

l'iscrizione dipintavi:

DORMITIO SILVESTRI
la

(iv secolo).

Al disotto
scolpita in

di

questa pittura, havvi

seguente iscrizione

marmo:

AMANTISSIMO AC DVLCISS/// SEPTIMINA CONPARI FECIT///
SVPPLIVIT
I

ANN

AETATIS///

trc

cubicoli già indicati [8] sono in comunicazione fra

loro in

modo

da formare un sol gruppo:

la

«mensa luminum»
di

costruita nell' ultimo di essi, farebbe supporre che quivi fosse

un sepolcro
un martire.

di

qualchc iraportanza e forse anche quello

Scendendo per
attraversa di

la stessa scala, si

torna

al

terzo piano e

si

nuovo

l'arenaria: quindi incontrasi subito, in

una

parte più larga délia galleria,
del secolo

una

bella pittura délia fine forse
Oraiiti

m, che rappresenta due grandi
la

femminili,

riccamente vestite, Mosé che percuote
ciclo di Giona.

rupe e due scène del

In questa stessa regione sono conservate pale

recchie iscrizioni, délie quali

seguenti sono

le

più notevoli:

PAVLINA

PAX TECV

A0HNOACOPe TGKXON nNeïMA cor eic ANAnArciN
-

(« Atenodoro, figlio mio,

1'

anima tua

sia nel

riposo »).

ELPIDEFORE ELPIDIFORO
FILIO BENEMER//7

TITVLVM SCRIPSI
FRATRI MEO EVENTIANO

VIX ANN
IN

II///

PAGE '^

412

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE
a queste

Di fronte
d'una donna:

due ultime

iscrizioni,

havvi F epigrafe

MARCIANETI
dipinta in rosso su di

IX

PAGE
Gciii,

una targa sostenuta da due
graffita

ed

anche

1'

altra del

suo sposo

accanto

:

CONSTANTI SPIRITVS TVVS IN DEO CONSTANTIO BENEMERENTI IN PAGE MARGIANE GONIVGI FEGIT
Recentemente perô sono avvenute
ove
si

délie frane nella galleria
il

vedono queste
si

iscrizioni,

onde

passaggio per questo

luogo è alquanto
Infine

difficile.

giunge in

altra parte dell'arenaria

ove

le

pareti

sono

in

gran parte sostenute da mûri;

e

questa regione ebbe

probabilmente un' importanza storica spéciale.

Su

di

un loculo

[4] è ancora

murato un

piatto in ismalto

con decorazioni dipinte

di uccelli, di frutti e di fiori, perfetta-

mente conservate. Poco lungi di qui e presso l'antica scala [5] vedesi un frammento epigrafico con lettere a ricci di tipo
imitante alquanto
il

damasiano.

///OSEPTEMDE
///NSHVXC,;/
///PISL\CT(ura?)//

Questo frammento
Alexaiidro

è assai

importante e potrebbe supplirsi:
uno; e
vi
si

SEPTEAl DE
figli di

frairihiis

potrebbe cosl

riconoscere un frammento di elogio del martire Alessandro,

uno
visi

dei sette

santa Félicita,
tal

Ma

potrebbe anche leggerriferirsi al

Sepicmdcni; ed in

caso dovrebbe

gruppo

dei

settanta soldati martiri.

La parola lACTVRA,
onde r epigrafe potrebbe
In vicinanza
iscrizioni:
di

di cui

si

riconoscono
aile

le

tracce nella

ultima riga, è forse un' allusione

devastazioni dei Goti;

credersi dei tempi del

papa Vigilio.
seguenti

questa scala sono

affisse le altre

CIMITERO UEI GIORDANI

413

AVRELIO AGATHOPO AVRELIA MAXIMA MA TER "FILIO CARO ET CARISSIMO Q,VI VIXIT ANNIS XXVII

(Colomba)

rr:JZl)

-DIESES

III

DIES

XXV
rozzamente
la figura

BENEMERENTI FECIT

A
di

sinistni del testo vedesi delineata
Il

un animale.

de Rossi credette raffigurarvi un cavallo che
bocca;

tiene

un pane

nella

onde
sua

vi

riconobbe l'immagine

del cristiano che, nella corsa délia vita,

eucaristico e ottiene

per

la

si nutrisce del pane anima, simboleggiata dalla
:

Colomba,

la

beatitudinc céleste (')

CALLEDROME RENE
DICTA
IN

^

GREMIVM TOTIVS BONI TATIS AVTRIX CASTISSIMI
PVDORIS
0^2

CIRCA MARI

TVM SATIS RELIGIOSA
VIXISTI ANNIS XVIIII

MARITVS
CONIVGI DIGNE

LAEAE INNOCEN
TISSIMAE CESQVEN
TI IN

u

M
dommatica:

.

VI

PAGE a B AN XXI MARITVS CONIVGI
.
• •

Finalmente nel cubicolo

[7], (^pa^^.

40 S\ trovasi l'epigrafe

K
cioè: «

REDIDIT

SOZON BENEDICTVS AN NOBE

BERVS ;^ ISPIRVM IN PAGE ET PET PRO NOBIS
.

Verus Christus[recipiat] spiritum [tuum]

in

pace

et [tu]

pete pro nobis ».

(0

BulklL 1875, pag. 71-77.

414
Due

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE
altre notevoli

iscrizioni

nppartenenti pure a questo
(').

cimitero furono pubblicate nel 1734 dal P. Lupi

La prima

ricordava un personaggio sepolto:

GIC TO AnOX MAPÏITION
cioè,
« nel

santuario dei martiri ».

iscrizione di Severa, oggi nel

La seconda è museo Lateranense:

la

célèbre

KcocoïAe KAïAeico gr GA nATePXCO XCOXGIC XOBGXBPGIBOrC AGIG BGXGPGC AOÏXA
.
• •

XXIIII

AGÏKGC FGAGIG CGBHPG KAPGCCGMG nOCïGTG
GAGICnGIPGITCO

CAXKTœ TOïœ

M