Cuore e ceruello

Abbiamo letto nella rrvista «Vers I'Urrite » (Iuglio-agosto e settembre-ottobre 1926) uno studio a firma della signora Th. Darel in cui si trovano alcune considerazioni per certi versi abbastanza vicine a quelle che da parte nostra abbiamo avuto occasione di esporre. Forse ci sarebbero da fare alcune riserve su certe espressioni che non ci paiono avere tutta la precisione desiderabile; rna r iteniamo comunque interessante riprodurre vari brani di questo studio. « '" Se c'e un movimento essenziale, esso e quello che ha fatto de ll'uomo un essere verticale, dana stabi lita volontaria, un essere i cui slanci ideali, le cui preghiere, i cui sentimenti piu elevati e piu puri salgono corne incenso verso il cielo. Di quest'essere, I'Essere supremo fece un tempio nel Tempio e per questo 10 doto di un cuore, cioe di un punto d'appoggio immutabile, di un centro di movimento tale da rendere l'uomo degno delle sue origini, simile alla sua Causa prima. Contemporanearnente, l'uomo fu provvisto, vero, di un cervello; rna questo cervel lo, la cui innervazione propriadell'intero regno animale, si trova de facto soggetto a un ordine di movimento secondario (in rapporto al mov~mento iniziale). _ I} c~!~~19, ~a!!.rne~to del f>ens~IQ___rac!=h.i,~so_~eJ mQ.Il~doe t~tiJ.@~ro"(l~o.x:e;;,a;:;J!SOell'ugIDo ~.fkL!I!_Qndo d d_i' u9pesto pensiero latente, ~fa".sl-=<;.he",.que~t'.ultiffiQ-possa~a-t;.tua-rsi stio iramiJ..e. Ma solo iJ_cYQre..,;z,gr1!Ee_1!._!!p1!..llspi!:..a~i()l1f e .una _f:~.Eirazi£_nee~e~~_,"pc.rme_tt~<!ll~uomodi e~~~r_~f!_~7J_sie_!_o s uiuente, r~nendo unito aL~!lQ,. ... Dio. Cosi, grazie a questa pulsaziorie regale~conserva ia sua parola di divirrita e opera sotto l'egida del suo Creatore, rispettoso della sua Legge, felice di una felicita che solo lui, uorno, puo negarsi abbandonando la via segreta che conduce dal suo cuore al Cuore universale, al Cuore divino ... Ricaduto al livello del l'animalita, per quanta abbia il diritto di chiamarla superiore, l'uomo puo fare usa ormai solo del cervello e dei suoi annessi. Facendo questo, egli vive delle sue sole possibi lita trasformatrici; vive del pensiero latente diffuso nel mondo; rna non piu in suo potere di essere pensiero vivente. Tuttavia le religioni, isanti, i monumenti stessi elevati sotto il segno di un'ordinazione spirituale scornparsa, pariano all'uomo della sua origine e dei privilegi che a essa si ricollegano. Per quanto poco egli 10 voglia, la sua attenzione rivolta esclusivamente ai bisogni inerenti al suo stato relativo puo esercitarsi a ristabilire in lui I'equi librio, a rieuperare la felicita.; L'eccesso dei suoi smarrimenti conduce l'uomo a riconoscerne I'inanita, Senza fiato, eccolo con un movimento istintivo ripiegarsi su se sresso, rifugiarsi nel proprio euore, e timidamente cercare di

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scendere nella sua cripta silenziosa. Qui i vani rurnori del mondo tacciorio. Se ne rimangono, vorra dire che la muta profondita non ancora raggiunta, la soglia augusta non ancora varcata ... II mondo e I'uomo sene uno. E il Cuore del l'uorno, il Cuore del MO'ndO' sono un solo Cuore ». I nostr i lettori non stenteranno a r itrovare qui l'idea del cuore come centro delf'essere, idea che, come abbiamo spiegato (e vi ritornererno ancora), e comune a tutte Ie tradizioni antiche, derivate da quella tradiziorie prirnordiale Ie cui vestigia si riscontrano ancora dovurique per chi Ie sappia vedere. Vi r'itroveranno anche l'idea della caduta che scaglia I'uorno lontano dal suo centre eriginale e interrompe la sua cornunicazione diretta con il , Cuore del Mende', che era stabilita in modo normale e permanente nel lo state edenico.' Vi ritroveranno in fine, per quanto concerne il ruO'IO' centrale del cuore, I'Indicazione del doppio movimento centripeto e centrifugo, paragonabi le aIle due fasi della respirazione:? e vero che, nel passO'che stiamo per citare ora, la dual ita di questi movimenti e riferita a quella del cuore e del cerve llo, il che sembra a prima vista introdurre una certa confusione, per quantO' anche questo si PO'ssa sostenere quando ci si PO'ne da un punto di vista un pO" diverso, in cui cuore e cervello vengono in certo modo a costituire due poli nell'essere umano. « Nel luorno la forza centrifuga ha ceme organo il Cervello, la Iorza centripeta il Cuore. Il Cuore, sede e conservatore del mevirnento iniziale, rappresentato nel l'organismo cO'rpO'reO'dal movirnento di diastole e sistole che r iporta continuamente al suo' propulsore il sangu~ generatore di vita fisica e di qui 10' rimanda a irrigare il sue campo d'azione. Ma il Cuore altro ancora. Corne il sole che. pur spandendo effiuvi di vita, custodisce il segreto della sua regalita mistica, il Cuore ricopre alcune Iunzioni sotti li nori discernibili da parte di chi non si sia chinato sulla vita profonda e non abbia concentrate I'attenzione su l regno interiore di cui e it 'Taberriacolo ... II Cuore e, a nostro modo di vedere, la sede e il conservatore della vita cosmica. LO' sapevanO' le feligioni che harmo fatto del Cuore il simbolo sacro, e i costruttori di cattedrali che hanno eretto il luogo santo nel cuore del 'Ternpio. LO' sapevane anche CelO'TO' che, nelle tradizioni pi u antiche, nei riti piu segreti, facevano astraziorie dall'intelligenza discorsiva irnponerido il silenzio al propriO' cervello per entrare nel Santuario ed elevarvisi olrre it proprio essere relativo sino all'Essere dell'essere. Questo parallelismo del Tempio e del Cuore ci ricoriduce al duplice modo di rnovimento che da una parte (modo

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1. 2.

Si veda Le Sacre-Coeur et la tegende du Saint Graal [qui sopra, come cap. 3]. Si veda L'idee du Centre dans les traditions antiques [qui sopra, come cap. 8].

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verticale) eleva l'uomo oltre se stesso e 10 Iibera dal processo proprio alIa manifestazione e dall'altra (modo orizzontale 0 circolare) lorende partecipe di questa manifestazione nella sua intierezza ». II paragone fra Cuore e Tempio, cui qui si allude, noi I'abbiamo trovato in particolar modo nella Cabala ebraica," e, come indicavamo in precedenza, a esso si possono ricollegare le espressioni di certi teologi medioevali che assimilano il Cuore di Cristo alTabernacolo a allarea del l'Alleanza.' D'altra parte, per quanta riguarda la considerazione del movirnento verticale e orizzontale, essa si riferisce a un aspetto del simbolismo della croce, specialmente sviluppato in certe scuole esoteriche musulmane, e di cui forse un giorno parleremo; proprio di questo simbolismo infatti si parla nel seguito della stesso studio, e noi ne stralceremo un'ult ima citazione, il cui inizio potra essere accostato a quanto abbiamo detto, a proposito dei simboli del centro, sulla croce nel cerchio e sullo suiastika." « La Croce e il segno cosmico per eccellenza. Per quanto e possibile risalire indietro nei tempi, la Croce rappresenta cia che unisce nel loro duplice significato il verticale e l'orizzontale; essa rende partecipe di un solo centro, di un solo generatore il movimento the e loro proprio ... Come non riconoscere il senso metafisico d i. un segno suscettibile di rispondere in modo cosi completo alla natura delle cose? Per il fatto di essere diventata il simbolo quasi esclusivo della divina crocifissione, la Croce non ha fatto che accentuare il suo significato sacro. Infatti, se fin dalIe origini questo segno stava a rappresentare i rapporti del mondo e del l'uorno con Dio, diventava impossibile non identificare la Redenzione con la Croce, non inchiodare sulla Croce l'Uomo. il cui Cuore rappresenta al massimo grado il divino in un mondo dimentico di tale mistero. Se facessimo qui dell'esegesi, sarebbe facile mostrare fino ache punto i Vangeli e il loro simbolismo profondo siano a tale riguardo significativi. Cristo e pill di un fatto, del grande Fatto di duemila anni fa. La sua figura e di tutti i secoli. Essa sorge dalla tomb a in cui discende I'uomo relativo, per risuscitare incorruttibile nell'Uomo divino, nell'Uomo riscattato dal Cuore universale che batte nel cuore dell'Uomo, e il cui sangue e sparso per la salvezza dell'uomo e del mondo ». L'u ltirna osservazione, per quanto espressa in termini un po' oscuri, si accorda in fondo con quel che abbiamo detto suI valore simbolico che possiedono, oltre alla lora propria realta (e benin3. 4. 5. Le Coeur du Monde dans la Kabb ale h ebraiq ue. A propos des signes corporatiis et de leur sens original. L'idee du Centre dans les traditions antiques.

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teso senza che quest'ultima ne sia assolutamente intaccata), i fatti storici, e soprattutto i fatti della storia sacra:" rna non e su queste considerazioni che ci proponiamo ora di insistere. Vogliamo invece ritornare, approfittando del l'occasione che ci viene offerta, sui problema dei rapporti fra il cuore e il cervello, 0 fra le facolta rappresentate da questi due organi; abbiamo gia dato alcune indicazioni su questo argomento,? rna non crediamo inurile.apportarvi nuovi sviluppi. Abbiamo visto poco fa come si possano in un certo senso considerare il cuore e il cervello come due poli, cioe come due elementi complementari; questo punto di vista della complementarita corrisponde effettivamente a una realta in un certo ordine, a un certo livello, se cosi possiamo dire; e anche meno esteriore e rneno superficiale del punto di vista dell'opposizione pura e semplice, che pure racchiude anchesso una parte di verita, rna solo quando ci si Iimita alle pili immediate apparenze. Prendendo in considerazione il carattere complementare del cuore e del cervello, la loro opposizione risulta gia conciliata e risolta, almeno fino a un certo punto, dal momenta che i due termini si equilibrano in certa maniera l'uno con l'altro. Tuttavia questo 'punto di vistae an cora insufficiente per il fatto stesso che lascia malgrado tutto sussistere una dualita : dire che ci sono nell'uomo due poli 0 due centri, fra i quali daltronde puo esserci antagonismo 0 armonia a seconda dei casi, e vero quando 10 si considera in un certo stato; rna non si tratta forse di uno stato che si potrebbe dire 'decentrato' 0 ' disunito ' e che, in quanto tale, caratterizza propriamente solo I'uomo decaduto, quindi separato dal suo centro originale, come ricordavamo sopra? Nel momenta stesso della caduta Adamo diventa "conoscitore del bene e del male' (Genesi, III, 22), cioe incomincia a considerare tutte le cose sotto l'aspetto della dualita: la natura duale dell" Albero della Scienza ' gli appare quand'egli si trova scacciato dal luogo dellunita prima, alIa quale corrisponde I" Albero della Vita '.8 Comunque sia, quel che e certo e che, se la dualita esiste davvero neU'essere, cio puo valere solo da un punto di vista contingente e relativo; se ci si pone da un altro punto di vista, piu profondo e piu essenziale, 0 se si considera l'essere nella stato che corrisponde a quest'ultimo, I'unita di tale essere deve trovarsi
6. Les Arbres du Paradis, in c Regnabit " rnarzo 1926, P: 295. 7. Le coeur rayonnant et le coeur enfiarnm e, in • Regnabit ., marzo 1926 [qui sopra, come cap. 69]. 8. Si veda Les Arbres du Paradis. Da certi paralleli che si possono stabilire fra il simbolismo biblico e apocalittico e il simbolismo indu, risulta assai chiaramente che l'essenza dell" Albero della Vita' e propriamente l'e Indivisibile s (in sanscrito Aditi); rna questo ci allontanerebbe troppo dal nostro tema.

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ristabi lita." Allora il rapporto Ira i due elementi che dapprima erano apparsi opposti, poi complementari, diventa diverso: e un rap porto non piu di correlazione 0 di coordinazione, rna di subordinazione. I due termini di questo rapporto, infatti, non possono pi u essere posti su uno stesso piano, come se Ira di loro vi fosse una sorta di equivalenza; al contrario, l'uno dipende dall'altro come se trovasse in esso il suo principio; e questo e proprio il caso di cia che rappresentano rispettivamente il cervello e il cuore. Per rendere comprensibile questo concetto, ritorneremo al simbolismo che abbiamo gia indicate," secondo il quale il cuore viene assimilato al sole e il cervello alIa luna. Ora il sole e la luna, 0 piuttosto i principi cosmici rappresentati da questi due astri, sono spesso raffigurati come complernentari, e da un certo punto di vista 10 sono effettivamente; si stabilisce quindi fra di loro una specie di parallelismo 0 di simmetria, di cui sarebbe facile trovare esempi in tutte le tradizioni. E cosi che l'ermetismo fa del sole e della luna (0 dei loro equivalenti alchemici, l'oro e 1'argento) I'immagine dei due principi, attivo e passivo, o maschile e femminile secondo un altro modo espressivo, che sono in effetti i due termini di un vero cornplementarismo." D'altronde, se si considerano le apparenze del nostro mondo, come e legittimo fare, il sole e la luna hanno effettivamente ruoli paragonabili e simmetrici, essendo secondo l'espressione biblica «i due grandi Iuminari uno dei quali presiede al giorno e l'altro alIa notte» (Genesi, I, 16); e certe lingue estremo-orientali (cinese, annamita, malese) Ii designano con termini ugualmente simmetrici, che significano « occhio del giorno » e « occhio della notte ». Pero, se si va oltre le apparenze, non e pi u possibile man tenere questa specie di equivalenza, poiche il sale e di per se una sorgente di luce, mentre la luna non fa che riftettere la luce che riceve dal sole." La luce lunare e in realta solo un ri9. Ci si puo ricordare qui dell'adagio scolastico: Esse et unum conuertuntur, 10. Le coeur rayonnant et le coeur enftamme, 11. Bisogna notare d'altrondeche sotto un certo profilo ciascun termine puo a sua volta .polarizzarsi in attivoe pass iva, donde Ie raffigurazioni del sale e della luna come androgini; e cosi che Janus, in uno dei suoi aspetti, e Lunus-Luna, come abbiamo segnalato in precedenza. Si puc, capire da considerazioni analoghe come la forza centrifuga e la forza centripeta siano, da un certo punto di vista, riferite rispettivamente al cervello e al cuore, e come, da un altro punto di vista, 10 siano en tram be al cuore, in quanta corrispondenti a due fasi complementari delIa sua funzione centrale. 12. Cio potrebbe essere generalizzato: la • ricettivita ' caratterizza dappertutto e sempre il principia passivo, di modo che non c'e una Vera equivalenza fra quest'ultirno e il principio attivo, per quanto, in un certo senso, siano necessari I'uno all'altro, essendo l'uno attivo e l'altro passive solo nella lora relazione reciproca.

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flesso della luce solare; quindi si potrebbe dire che la luna, in quanta « luminare », esiste soltanto grazie al sole. Cio che e vero per il sole e la luna 10 e anche per il cuore e il cervello, 0, per dir meglio, per le facolta cui corrispondono questi due organi e che sono da essi simboleggiate, cioe l'intelligenza iritu itiva e l'intelligenza discorsiva 0 razionale. II cervello, in quanto organo 0 strumento di questulrima, svolge in verita solo una funzione di ' trasmettitore ' e, se vogliamo, di "trasformatore ': non e senza motivo che la parola ' riftessione ' e applicata al pensiero razionale, per mezzo del quale le cose sono viste come in uno specchio, quasi per speculum, come dice san Paolo. E non e neppure senza motivo che una medesima radice man 0 men e servita a formare in varie lingue numerose parole che designano da una parte la luna (greeo mene, inglese moon, tedesco Mond),13 e dal l'altra la Iacolta razionale 0 la «mente» (sanscrito manas, latino mens, inglese mind),14 e quindi anche l'uomo considerato in special modo nella sua natura razionale mediante la quale 10 si definisce specificamente (sanscrito mdnava, inglese man, tedesco Mann e Mensch).IS L~ !ag~~,;me"i.ql,!g_i, che t..!?19 pp~ fuP?Jt~ di con~s;nza .. ~esI,i~,_e la lI!Od~lJita R!9priam~!}t<: uman~ d.~J,.,.l!l!CtligeQ~a;Tin'tui~!:~:m.~ intellettuale puo essen~'''dHiniftf~'sop(i':uffiana '., perche ~ufla parfecipazione diretta -v~ ~_.~_ all'ihtHhgellza iifiiversale, che, r isiederidotnel -CUOf.e,cioe proprio a1 centro dell'essere do~e~, il ~-;;-punto di contatt;9_cSln. il Di vi~~, .·~~net~r~ ques(esser,f. n~n' inRij,"9,~7:~:~J£_jJ~lU~q;~IJ,. il suo irradiamento. " La luee e jLsiIIl'boIo~ i~CO'plUJ:l~. d~JI'l.mI}9; ~<?l'!~;""~~E:9:-ue Batura e ~Jz.l!t:~~~~IE,~~J.H~,,~jigr.are l~' cQnoscen~~i,Terra q%}r.M~.!~_\YC!~c£lis~., u~.~~~Jlmte.p~~~~~~U;,Q"",~~edJ"~te uee-Jli;fla-re-,,-1a..conosce.Il,z!!xtflessa, croe dlscorslva ch~ _e~queIJa n:~ ~,~_~ .... della ~~;!gl,QI}~.,~CoJjle luna puo emahare=m~ce ~o12~$_e.~".a...sua la -0 ta'=iT uml'nata" dal sole, cosT ragionepuoTlmzionare validame~te" n;;ll"ordine eli ;:'~ifta 'che Ie pToPJio -soltan to sotto 'la . ... -~
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.,g:aranziadi ri!2£lEi~e la illuminino e la dirigano, e che essa ~riceve all'intelletto su=eriore. Su q~~st0 'punto_c.:e_urLeq.m..voco c e e irnportante chia~rfilosofi moderni 16 prendQn~)_-Wlo st:!n~DB~.g l~J~a_rra-?_<1~_~~e~n~~: -~i~J?;in'c~-pGzionali " come se uestl pnnCl pi" fossero propn della ragrone, come se fo,.s~!;!..~, ua1ch£"2!l-Q~~~ in ..~l!e! rffm~~e! __ g_9vergar;]a ragione e al ~~~wJu~:;lIJ;lt;.!!te neces~i.rio_c,h~,~_~riJ~ sLimpanganc;-W'ndi che vengano da piu in,Jl}tQ; e questo un esempjo dell' errore r~!l2E.~Ii~!jco:ej;.LsTpubcosi i£_IJ9:e~.Qnt9 .sl.ella_djffereilZa essenziale che esiste fra il razionalisrno e il vero intelletj tua'lsmo. Basta ~i~:~~~E.~;~'~tti.~o~"Rtrs~w.r!:~c=~:ilii_priiiCip]o, ! 'rret'"vefcrse-n:~~~.r.9Ja, .per 11f~attostesso.di.non.poter essere I fratto 6 d~dotto da altro, puo essere colto solo in modo }m!lle· diato, qu inoilEiui ~IV,!men'fe,::etic?J1j)o~re.mrfes~fr~- oggetto _.di u 'a conoscenza discorsiva come quell a che~£aratterizz<:l a .ragioJ !:iLEer .. :t::'y'ik~~lJ~j<;;rmi!16-,.g.gl,a ~ jcoiastl~'}., l'intelle_g9_J~~!9_e ; habitus p_rincil.!iorum, mentre la ragione e soltanto habitus cont .- i~_,.... -..--...,.... C u~onu,m, ... Dai caratteri fondamentali dell'intelletto e della ragione nsulta ancora uri'altra conseguenza: una conoscenza intuitiva, per il fatto di essere irnmediata, e necessariamente infallibile:" al contrario, I'errore puo sernpre introdursi in ogni conoscenza indiretta o rnediata qual e la conoscenza razionale; e da questo sivede quanto avesse torto Descartes a voler attribuire I'mfall ibi lita alla ragione. Aristotele esprime 10 stesso concetto in questi termini: 18 « Fra gli abiti dellinte lligenza." in virtu dei quali noi raggiungiamo la verita, ve ne sana alcuni che sono sempre veri, e altri che possono indurre in errore. II ragionamento appartiene a questultimo caso; rna l'intelletto e sernpre conforrne ana verita e nulla e piu vera dell'intelletto. Ora, siccome i principi sono pi u notori della dimostrazione, e ogni scienza e accompagnata da

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19. Si rende di solito con. abito s la parola greca exis, quasi intraducibile in italiano, e che corrisponde piu esattamente al latino habitus, che significa insieme natura, disposizione, stato, modo di essere.

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ragionamento, la conoscenza dei principi non e una scienza (rna e un modo di conoscenza superiore aHa conoscenza scientifica 0 razionale, che costituisce propriamente la conoscenza metafisica). D'altronde solo l'intelletto e piu vero della scienza (0 della ragione che edifica la scienza): dunque i princlpi dipendono dall'intelletto ». E per affermare meglio il carattere intuitivo dellintelletto Aristotele aggiunge: « I principi non si dimostrano, ma se ne percepisce direttamen te la verita ».20 Questa percezione diretta della verita, questa intuizione intellettuale e sopra-razionale di cui i moderni sembrano aver perduto fin la semplice nozione, e veramente la "conoscenza del cuore ', secondo uri'espressione che di frequente si trova nelle dottrine orientali . .:f~~"!=21l0sce.1!,~i+ e.~d~l r!~!? _q~~lcQ.s~di incom~~~ st"b~2gna<lverla 'realizz~~~~l,!31'!E:0 }n uE,.acgta misura,per sapere che cos' e realmente; e tutto cia ..£h~ s_e......ne __ ~'oJlii~~~~iftci..,.s~~l?- illl'ia~a_ §~~ mel!i~~p.~2-9~si~~t}ya~ s~Ie ~maa~_l,~,~iL.. ... Sol?ra_ttutto,. sar~,bJ::?,e. u~..!!!Qre credere chesi possa effe~~m~nte c?_mprs..ndere quale s.ia.jJ~ge!le~ ..di_£.QOosceniadi"ciii'" pailiamo gu~p.o·ti "si~.ef_5:Qm.e~!.a.Aj. ~m_inarla ~fiCamente,:,,;_ ci9£..<iab~_i~u~~"i,.~Rerche ~o~ bisog~~ !p-ai_~imenticare che la filOso~_Ilpn e che una .conoscenza pura~l!te uman~ E.~~io~t. cqrne ~~.ge[~.pr:~~a~~.~ AL·c~~~E-anQ;riTJli;~~~~.S£~za ~~tz.e~a~~o~~!l~~.~.",!?n9..~ eS!ie,Q~l_a1men~la __ sC.lenza sa~r~:;.~enso~ ~~k~:!~~~~~~«;,§.m;,~~~.e..e~)~<?n trr sClJttt;, e .tutto quanto a15l51~mo .[etto sulluso. ~e! ~}JP-~Ql!s..IDP e c!~I~~g!}~ni:~n:to:clir~Yi~ttohtenuto ~i Ie dotfriii"e ~!adizi9gali. mettono a disl?,osiz}2P-$,",clel!;;uQ;l1oer p permeITe(li: ..cli iUl1._g~~~a,,,"questa o·ho~~ktp,!t~c~,~"iJZil.~,di c cy' o~n.l~'\[t~£Q,!.Ui~~<;'-IJ.Zi1,· misura)!l .nella c_:uiJ!a ~aU£.I1.~s:.~a_uJla qua~C_:~"~;$!~Ja,. 22~~J.;.~~~~, l?~~IJimr~.op~~)~~it O;§~!}J?Jg_n.!ana, un-M:fle~.sg.~p~u . ~YJ:l,9 2 in1~let_to,~:o~1':E?nie IJ.J~~q~~ul na e .solo .un p.~!hqo riflesso, di qlte.~ta'rd~~ d~le, La. conoscenza del u~ ;:~a:E~·Es.ez·i.Qn~e~iret~a- d'elttl'Uce intellili}jil~;-qLquella d Lutt;~d~l, y~rbo eli cui pa;-rl~ san Giovarini all'inizio .~el suo "-an. g..elQ riice-'irrad'iata. dal 'S(i)~·-:SpiTi •.""c.n<e~e"'·il~erO' T Ciiore ' v

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20. Ricordiamo anche alcune definizioni di san Tommaso d'Aquino: c Ratio di_) s:nrsum quemdam designat, quo ex uno in aliud cognoscendum anima humana ~venit; intellectus vero simplicem et absolutam cognitionem (sine aliquo motu Tel discursu, statim in prima et subita .acceptione) designare videtur » (De Veri• te, q. xv, a. I). / ., '.
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