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I mercati non vanno rassicurati, ma mandati alla sbarra

http://www.movisol.org/11news134.htm

MoviSol.org Movimento Internazionale per i diritti civili Solidariet

Roosevelt e Pecora insegnano:

I mercati non vanno rassicurati, ma mandati alla sbarra


7 agosto 2011 (MoviSol) - La scena pi o meno questa: interno giorno, seduto da una parte c' John Pierpont Morgan, il leone di Wall Street col sigaro in bocca, che suda e balbetta perch non sa che cosa rispondere. Dall'altra parte c' un immigrato dalla Sicilia, il figlio di un uomo di fatica, partito dalla sua terra per non dover sottostare alla mafia e al feudalesimo, Ferdinando Pecora, che lo interroga e lo incalza di domande sulle sue attivit speculative a danno degli interessi degli Stati Uniti. Che cosa ci ricorda questa scena? Che c'era un tempo in cui qualcuno, invece di "rassicurare" i mercati (leggi: gli speculatori), li metteva alla sbarra; che invece di riscrivere la Costituzione del proprio Paese per permettere la dittatura dei banchieri, la applicava in pieno e separava le attivit bancarie speculative da quelle utili alla popolazione e ne vietava altre. Stiamo ovviamente parlando del Presidente F.D. Roosevelt, che fu per questo oggetto di attentati e tentativi di screditamento, (come ad esempio da parte di Ezra Pound), ma che sapeva esattamente che cosa fare per uscire da una crisi, quella iniziata nel 1929, e far s che il proprio Paese ridiventasse la pi grande superpotenza agro-industriale del pianeta, sconfiggere l'abominio nazi-fascista ed estendere questo slancio creativo e produttivo a gran parte delle nazioni sulla Terra. C'era un tempo in cui anche l'Italia sapeva che cosa fare, in cui non esisteva l'Euro, in cui la Banca d'Italia non era separata dal Tesoro, in cui le "notizie economiche" non riguardavano gli indici di borsa (magari annunciavano l'ultimo impianto dell'ENI), eppure si viveva piuttosto bene, in cui l'economia cresceva pi della Germania, non esistevano lavoratori precari e i sindacati davano battaglia per cose sacrosante, anzich invocare il pareggio di bilancio. C'era un tempo in cui si sapeva a che cosa servisse il deficit di bilancio e chi comprava i titoli di Stato erano gli stessi cittadini che godevano dello sviluppo che, grazie a quel deficit, si veniva creando; oggi ci inginocchiamo di fronte alla BCE e preghiamo affinch i nostri titoli vengano acquistati da essa. No, non siamo favorevoli al ritorno alla spesa pubblica folle, agli sprechi (a proposito, magari scriveremo qualcosa su quanto ci costa l'UE), all'assistenzialismo, queste sono aberrazioni indotte dalla stessa oligarchia finanziaria attraverso la progressiva distruzione e lo svuotamento dall'interno di quel sistema nato nel dopoguerra. Noi siamo per un ritorno ad una vera sovranit, in cui l'unico esecutivo col permesso di governare sia quello dedito al perseguimento del bene comune dei propri cittadini e, perch no, anche di quelli degli altri paesi. L'Italia fondata sul lavoro (art. 1 della Costituzione) si appresta a varare riforme ancora pi liberalizzanti del mercato del lavoro (che cosa ci sia ancora da liberalizzare in un Paese che ha legalizzato persino il lavoro nero [1] lo scopriremo a breve). L'Italia che ripudia la guerra partecipa alla coalizione che bombarda Paesi sovrani di cui uno, la Libia, alleato strategico fino all'altro giorno. L'Italia che ha dato al mondo geni come Enrico Fermi, padre dello sfruttamento dell'energia nucleare, ripudia l'atomo per affidarsi ai costosissimi, inefficienti e, ci si permetta, antiestetici pannelli solari.
1 di 2 08-08-2011 18.16

I mercati non vanno rassicurati, ma mandati alla sbarra

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Non stiamo criticando questo o quest'altro governo, purtroppo le misure, soprattutto la pi aberrante, quella di inserire il pareggio di bilancio come vincolo nella Costituzione, che vengono indicate come indispensabili sono tristemente condivise da destre, sinistre, sindacati, industriali piccoli e grandi e, ovviamente, banchieri. L'anno prossimo ricorrer il cinquantennale della morte di Enrico Mattei; speriamo che non gli tocchi assistere, dall'alto, magari insieme a Ferdinand Pecora, alla scelta da parte dell'Italia di tornare ad essere esportatrice di camerieri, cantanti, magari calciatori, mafiosi di grosso calibro, e di avere come unica aspirazione quella di essere il giardino dei divertimenti d'Europa a disposizione degli oligarchi di mezzo mondo. Aureliano Ferri Movimento Internazionale per i Diritti Civili - Solidariet Note: [1] - Cfr. i cosiddetti "contratti a chiamata" in cui ufficialmente il lavoratore viene "chiamato" a lavorare in alcuni giorni o periodi, ma che in realt fanno da paravento a veri e propri rapporti in nero; infatti le giornate lavorate vengono comunicate a posteriori e nella prassi sono una frazione di quelle reali.
Consiglia 73

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