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[E-BOOK ITA] Permacultura

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In Occidente, le case moderne utilizzano media-
mente circa 5 chilowatt di energia, ma attraverso
una combinazione di strategie - in particolare una
buona progettazione dell'abitazione, la produzione
d'acqua calda mediante pannelli solari, un efficien-
te isolamento e un comportamento attento e
responsabile - il consumo può essere ridotto a 1
chilowatt o anche meno, magari con l'ausilio di
sistemi ad hoc per far fronte ai picchi di consumo.
Di seguito sono riassunti alcuni suggerimenti di
base per il risparmio energetico a livello domestico.

Riscaldamento e raffreddamento

• Stufe a legna a combustione rapida e con grandi
radiatori, oppure stufe efficienti in ghisa a com-
bustione lenta.
• Serre addossate alla casa per il riscaldamento
invernale.
• Shadehouse per rinfrescare l'aria in estate.
• Sistema di graticci per deviare i raggi solari e rin-
frescare.
• Riscaldamento per conduzione: di solito sistemi sot-
topavimento che utilizzano tubi in cui scorre acqua
calda o cavi elettrici collegati a sorgenti di calore.

Fornelli e stufe da cucina

• Le cucine a legna (soprattutto nei climi tempera-
ti-freddi) forniscono calore mentre si cucina.

100

• Le stufe a gas sono adatte ai climi caldi e caldo
umidi; un sistema a gas dà la possibilità di utiliz-
zare il metano prodotto da bio-gas, ottenuto da
liquami e altri scarti.
• Le cucine solari possono essere di due tipi: archi
parabolici riflettenti, che focalizzano il calore su
un punto, oppure forni solari (che possono essere
facilmente autocostruiti) ovvero scatole isolate e
rivestite di fogli di alluminio con la parte davanti
in vetro. Entrambi devono essere spostati a mano
per seguire il percorso del sole durante il giorno,
a meno che non siano equipaggiati con un appo-
sito meccanismo.
• La cottura in un contenitore termicamente ben
isolato è un metodo efficace per alimenti che
richiedono una lunga cottura. Si tratta di portare
a bollore il contenuto di una pentola (contenente
stufato, cibi in umido, legumi, zuppe) per un
tempo di 1-3 minuti. Poi la pentola calda, insieme
al contenuto, viene immediatamente trasferita in
una scatola isolata termicamente per completare
la cottura (fig. 4.23).

Produzione d'acqua calda

• Stufe a legna, per la cucina o il riscaldamento,
dotate di una tubatura a serpentina di 18 cm di
diametro - in rame o acciaio inossidabile - situa-
ta dietro o a lato della camera di combustione
possono fornire acqua calda che può essere accu-
mulata in una cisterna termicamente isolata.
• I collettori solari, da installare sul tetto, possono
essere acquistati o autocostruiti; ne esistono di
versi tipi: piatti, a cassetta o cilindrici.

Elettricità e illuminazione

• Pannelli fotovoltaici, muniti delle relative batterie
d'accumulo, possono fornire energia elettrica per
l'illuminazione e gli elettrodomestici.
• Generatori eolici o idroelettrici su piccola scala, se
installati in luoghi appropriati, possono fornire
energia per i bisogni di illuminazione e di consumo.
• Per le stanze in cui l'illuminazione viene utilizzata
in modo quasi costante (ad esempio le cucine) si
raccomandano lampade a basso consumo e a lunga
durata, come quelle al sodio a bassa pressione.
• L'illuminazione a gas o a cherosene (a reticella
metallica o stoppino) può essere sufficiente per
coloro che vivono in campagna e non hanno biso-
gno di molte luci o non hanno le risorse necessa-
rie per sistemi più costosi.

FIGURA 4.23 Scatola di cottura isolata termicamente

per cibi a cottura lenta (legumi e cereali).

Lavaggio e asciugatura dei vestiti

• In Australia e in Europa esistono piccole lavatrici
manuali (Jordashe, Bamix, Presawash) che fun-
zionano con acqua a bassa pressione: hanno pic-
cola capacità e sono adatte a singoli o a coppie.
• Nel caso di famiglie più numerose e di comunità,
una lavatrice comune a gettoni può risultare più
economica.
• I vestiti possono essere posti ad asciugare su
stenditoi, in una serra o in un ricovero arieggiato
e coperto oppure, nel caso di piccoli capi, in un
armadio isolato termicamente e al cui interno è
posto un contenitore cilindrico (non isolato) di
acqua calda. Nelle regioni a clima umido, per
asciugare la biancheria è abitudine utilizzare uno
stenditoio situato sopra la stufa, che in autunno
può essere utilizzato anche per essiccare erbe,
fiori o infiorescenze con semi (fig. 4.24).

Refrigerazione ed essiccazione del cibo

• Si possono utilizzare piccoli ed efficienti frigori-
feri a gas o a cherosene. In alternativa, un frigori-
fero può essere facilmente alimentato da un
impianto fotovoltaico, eolico o idroelettrico.
• Nelle zone a clima temperato, una credenza
arieggiata, schermata e aperta su un lato verso la
shadehouse può essere usata per conservare frut-
ta e verdura, uova e ogni altro alimento che non
abbia bisogno di refrigerazione.
• Per l'essiccazione di frutta e verdura può essere
utilizzato un essiccatore solare o una serra, in
genere poco utilizzata in estate.

Risparmio idrico

• Idealmente, la cisterna per la raccolta dell'acqua

101

proveniente dal tetto della stalla o dell'autorimes-
sa, dovrebbe essere posta a monte della casa, in
modo da sfruttare vantaggiosamente la gravità.
• L'acqua dei lavandini può essere utilizzata per gli
sciacquoni; in alternativa, insieme all'acqua delle
docce, può essere deviata verso l'orto o la serra.
• In commercio sono disponibili dispositivi per
ridurre il consumo di acqua della doccia.
• Sul mercato si trovano con facilità sciacquoni con
due modalità di scarico: 11 litri per i solidi, 5,5
per i liquidi.
• I gabinetti a secco (compost toilette) o a fossa
non utilizzano acqua e forniscono sostanza orga-
nica compostata che può essere utilizzata per

concimare alberi e arbusti.
Si potrebbe ottenere un grande risparmio di
petrolio, carbone e gas se case e comunità fossero
progettate e attrezzate per il risparmio energetico.
La maggior parte dei sistemi energetici domestici
descritti in precedenza, oltre ad essere benefici
sono anche non inquinanti.
Se si considerano le contaminazioni da materiale
radioattivo e le piogge acide prodotte da reattori
nucleari, impianti di produzione d'energia e auto-
mobili l'unico futuro possibile è nello sviluppo di
fonti di energia pulita e nel contenimento dei consu-
mi. A trarne vantaggio saranno le foreste, i laghi e i
corsi d'acqua del pianeta e l'intero genere umano.

4.8

RIFERIMENTI E ULTERIORI LETTURE

Corbett, Michael, and Judy Corbett, A Better Place
to Live,
Rodale Press, 1981.

Farallones Institute, The Integrai Urban House,
Sierra Club Books, San Francisco, 1979.

Leckie, Jim, et al., More Other Homes and
Garbage: designs for self-suffìcient living,
Sierra
Club Books, 1981.

Technical Assistance Group, Low Cost Country
Home Building,
Dept. of Architecture, Univ. of
Sydney, Hale & Iremonger, 1983.

Vasella, Alessandro, Permaculture or the End of
the Myth of the Plough,
Pamphlet.

102

Progettazione dell'orto domestico

5.1

INTRODUZIONE

La zona I è quella più vicina all'abitazione: ini-
zia appena fuori dalla porta della cucina e com-
prende l'orto, alcune piccole piante perenni impor-
tanti, alberi da frutto coltivati a spalliera o varietà
nane, aiuole per semenzai e vivai, e piccoli anima-
li da corte come conigli e piccioni. Questa zona è
visitata quotidianamente e quindi può essere facil-
mente tenuta sotto controllo e coltivata intensiva-
mente.

La dimensione e la forma della zona I dipendo-
no principalmente dalla superficie dell'intera pro-
prietà, dalle vie d'accesso, dai programmi di lavo-
ro e dal tempo disponibile. Se, per esempio, ci si
reca quotidianamente al pollaio per raccogliere le
uova, allora la zona I si estenderà inevitabilmente
fino ad esso. Chi ha tempo a disposizione e una
famiglia numerosa, potrebbe prevedere una zona I
molto ampia, mentre coloro che svolgono un altro
lavoro fuori casa potrebbero limitare tale zona a
una superficie di 4-8 metri quadrati, quindi giusto
un piccolo spazio appena fuori dalla porta di casa.

Le strutture essenziali che debbono essere pre-
senti nella zona I sono la serra e la shadehouse (già
illustrate nel Capitolo 3), un riparo dove tenere
vasi, aiuole per seminare e propagare piante, un'a-
rea di compostaggio, lo stenditoio, il barbecue e il
magazzino per l'orto. Dove lo spazio e il tempo lo
permettono si possono prevedere anche: una
colombaia (posta sul tetto o a sé stante per racco-
gliere meglio le deiezioni - da utilizzare come
concime - e facilitare la crescita dei piccoli), uno
spazio per l'allevamento di conigli e porcellini
d'India e infine un laboratorio.

Gli elementi da tenere in considerazione nella
pianificazione della zona I sono:
• Clima e orientamento: da che direzione spira

il vento? Qual è il lato esposto al sole? Ci sono
zone in ombra? Dove colpisce il gelo?
• Strutture: dove possono essere disposte in
modo che possano svolgere due o tre funzioni? Le
strutture possono essere utilizzate per la raccolta di
acqua, come sostegno per graticci, come frangi-
vento, come aree di produzione di cibo?
• Vie d'accesso. Come potrebbero essere siste-
mate le strade, le vie d'accesso, lo stenditoio, l'a-
rea destinata ai giochi, la legnaia, il barbecue, i
sentieri e i cumuli di composto?
• Fonti d'acqua. Quali sono le fonti d'acqua per
l'orto: cisterne, tubi per irrigare, acque grigie pro-
venienti dall'abitazione? Come viene distribuita
l'acqua (spruzzatori, irrigazione a goccia)?
• Animali. Quali animali utili e di piccola taglia
possono essere allevati nella zona I e quali struttu-
re sono necessarie (ricoveri, cibo, acqua)? Come
possono essere tenuti lontani gli animali di taglia
più grande (recinzioni, siepi)?
Ricordiamo che ogni elemento e attività deve
essere correlata alle altre in modo che i prodotti di
un elemento possano essere utilizzati per soddisfa-
re i fabbisogni di un altro.
Se incontrate difficoltà per individuare da dove
iniziare, potete sempre partire dalla porta di casa,
poiché essa costituisce un punto centrale e un con-
fine da cui muoversi verso l'esterno. A questo
riguardo, può essere utile tracciare come prima
cosa una mappa generale, dove riportare la posi-
zione dell'abitazione, degli alberi, delle recinzioni,
dei sentieri e di ogni altra struttura o elemento
significativo.

Poi si può cominciare a individuare tutto ciò che
si desidera collocare vicino l'abitazione (orto,
semenzai, ricoveri dei piccoli animali, stagno ecc.)
e quindi si collocano tali elementi seguendo le
regole fondamentali del risparmio energetico e
idrico.

5.2

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