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Progetto Preparazione Integrale

Progetto Preparazione Integrale

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Il testo che segue fu pubblicato originalmente sul sito http://forum2012.freeforumzone.leonardo.it fra maggio e giugno del 2008. Contiene una serie di esercizi accuratamente mirati compiuti nello spazio di 32 giorni.
Il loro fine é di bilanciare le diverse parti dell'essere umano come espresso nel simbolo di copertina. Idealmente questa serie dovrebbero esseri eseguiti nel periodo fra l'equinozio di primavera e il Solstizio d'estate. Non dovrebbero essere mai eseguiti fra l'equinozio di Autunno e il solstizio di Inverno. Per altri periodi non vi sono svantaggi né particolari vantaggi.
Una comprensione di base della Cabala Ermetica é importante ma non essenziale ai fini della preparazione.

Gli effetti visibili al termine del progetto sono variabili. benché una persita di peso possa essere quello piú ovvio non é di certo il piu importante.

È bene tenere presente che un percorso come quello descritto qui non si esaurisce dopo 32 giorni, per chi volesse continuare la vicinanza di una GiuSTA guida é necessaria. Gli esercizi qui contenuti erano indirizzati ai membri del Cerchio di Maestria (o superiore) dell'Ordine del Sole. Questi erano stati precedentemente sottoposti a specifiche iniziazioni e addestramento.
Il testo originale é stato rivisto e impaginato, le immagini mancanti sono state aggiunte.

La versione che state leggendo é attualmente incompleta. Viene pubblicata cosí comé per coloro che ne vogliano fare uso. Una versione integrale sará pubblicata prossimamente. Consultare i siti che seguono per trovare la versione piú recente.
Per ulteriori informazioni consultare il sito dell'Ordine del Sole www.ordosolis.org1 e il blog del curatore corvide.blogspot.com .
Il testo che segue fu pubblicato originalmente sul sito http://forum2012.freeforumzone.leonardo.it fra maggio e giugno del 2008. Contiene una serie di esercizi accuratamente mirati compiuti nello spazio di 32 giorni.
Il loro fine é di bilanciare le diverse parti dell'essere umano come espresso nel simbolo di copertina. Idealmente questa serie dovrebbero esseri eseguiti nel periodo fra l'equinozio di primavera e il Solstizio d'estate. Non dovrebbero essere mai eseguiti fra l'equinozio di Autunno e il solstizio di Inverno. Per altri periodi non vi sono svantaggi né particolari vantaggi.
Una comprensione di base della Cabala Ermetica é importante ma non essenziale ai fini della preparazione.

Gli effetti visibili al termine del progetto sono variabili. benché una persita di peso possa essere quello piú ovvio non é di certo il piu importante.

È bene tenere presente che un percorso come quello descritto qui non si esaurisce dopo 32 giorni, per chi volesse continuare la vicinanza di una GiuSTA guida é necessaria. Gli esercizi qui contenuti erano indirizzati ai membri del Cerchio di Maestria (o superiore) dell'Ordine del Sole. Questi erano stati precedentemente sottoposti a specifiche iniziazioni e addestramento.
Il testo originale é stato rivisto e impaginato, le immagini mancanti sono state aggiunte.

La versione che state leggendo é attualmente incompleta. Viene pubblicata cosí comé per coloro che ne vogliano fare uso. Una versione integrale sará pubblicata prossimamente. Consultare i siti che seguono per trovare la versione piú recente.
Per ulteriori informazioni consultare il sito dell'Ordine del Sole www.ordosolis.org1 e il blog del curatore corvide.blogspot.com .

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE

Fr a t e l l o F e n i c e P
R O G E T T O D I

P

R E P A R A Z I O N E

I

N T E G R A L E

In XXXII giorni

Re d a z i o n e d i Fr a t e l l o C o r v o

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE

Indice
Fratello Fenice.................................................................................................................................1 Progetto di Preparazione Integrale...................................................................................................1 In XXXII giorni...............................................................................................................................1 Redazione di Fratello Corvo............................................................................................................1 Introduzione di Fratello Corvo........................................................................................................4 Introduzione originale di Fenice......................................................................................................6 Licenza.............................................................................................................................................7 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 1..........................................................8 Introduzione................................................................................................................................8 Fisico ..........................................................................................................................................8 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 2..........................................................9 Introduzione ...............................................................................................................................9 Emozioni ....................................................................................................................................9 Mente .........................................................................................................................................9 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 3........................................................11 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 4........................................................14 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 5........................................................16 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 6........................................................18 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 7........................................................20 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 8........................................................22 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 9........................................................24 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 10......................................................27 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 11......................................................29 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 12......................................................32 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 13......................................................34 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 14......................................................37 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 15......................................................39 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 16......................................................41 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 17......................................................45 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 18......................................................47 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 19......................................................48 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 20......................................................49 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 21......................................................63 La mente Universale ................................................................................................................69 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 22......................................................76 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 23......................................................78 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 24......................................................84 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 25......................................................86 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 26......................................................88 Il mito della Biga Alata ............................................................................................................89 Esistono sempre più granelli di sabbia di quante spiagge… ....................................................90 Chi sei tu? .................................................................................................................................91 La Via di TeRaPoN ..................................................................................................................91 Usare i veicoli in maniera GiuSTa ...........................................................................................92 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 27......................................................93 2/123

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PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 28......................................................95 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 29......................................................98 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 30....................................................103 PROGETTO PREPARAZIONE INTEGRALE: GIORNO 32....................................................121

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I n t r o d u z i o n e d i Fr a t e l l o C o r v o
Eliopoli 21.09.2011 Il testo che segue fu pubblicato originalmente sul sito http://forum2012.freeforumzone.leonardo.it fra maggio e giugno del 2008. Contiene una serie di esercizi accuratamente mirati compiuti nello spazio di 32 giorni. Il loro fine é di bilanciare le diverse parti dell'essere umano come espresso nel simbolo di copertina. Idealmente questa serie dovrebbero esseri eseguiti nel periodo fra l'equinozio di primavera e il Solstizio d'estate. Non dovrebbero essere mai eseguiti fra l'equinozio di A ut un n o e il solst iz io di In ve rno. Pe r a lt ri pe riod i non v i sono svantaggi né particolari vantaggi. Una comprensione di base della Cabala Ermetica é importante ma non essenziale ai fini della preparazione. Gli effetti visibili al termine del progetto sono variabili. benché una persita di peso possa essere quello piú ovvio non é di certo il piu importante. È bene tenere presente che un percorso come quello descritto qui non si esaurisce dopo 32 giorni, per chi v o l e s s e c o n t i n u a r e l a v i c i n a n z a d i u n a G i u S TA g u i d a é necessaria. Gli esercizi qui contenuti erano indirizzati ai membri del Cerchio di Maestria (o superiore) dell'Ordine del Sole. Questi erano stati precedentemente sottoposti a specifiche iniziazioni e addestramento. Il testo originale é stato rivisto e impaginato, le immagini mancanti sono state aggiunte. La versione che state leggendo é attualmente incompleta. Viene pubblicata cosí comé per coloro che ne vogliano fare uso. Una versione integrale sará pubblicata prossimamente. Consultare i siti che seguono per trovare la versione piú recente. Per ulteriori informazioni consultare il sito dell'Ordine del S o l e w w w. o r d o s o l i s . o r g 1 e i l b l o g d e l c u r a t o r e
1 Alla data di pubblicazione di questa versione il sito ordosolis.org é stato posto offline.

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corvide.blogspot.com .

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I n t r o d u z i o n e o r i g i n a l e d i Fe n i c e
Diversi membri del forum mi hanno chiesto in privato quale tipo di preparazione psico fisica abbiamo usato negli anni precedenti nel nostro gruppo. Vi sono diverse informazioni che non posso pubblicare, ma ho cercato di estrarre quelle cose che non violassero nessun "disclosure agreement" e che potessero essere utili a tutti i lettori. Per cui, se vi sono interessati propongo di lanciare un progetto Lampo dalla durata di un mese, a partire da oggi 21 maggio fino al 21 giugno. Per ogni giorno tradurró la parte relativa del programma e la metteremo in pratica insieme, scambiandoci le esperienze e incoraggiandoci a vicenda. Non é la stessa cosa che essere tutti insieme ma é il meglio che possiamo fare. Sul programma Questo programma copre quattro parti dell'essere umano: - Corpo - Emozioni - Ragione - Spirito e intende rafforzarle e metterle in equilibrio reciproco per affrontare situazioni di stress estremo. NOTA Questo allenamento tocca alcuni punti sensibili che potrebbero disturbare persone con determinate credenze. Non é mia intenzione ferire nessuno ma non ho nemmeno il tempo di discutere cosa é giusto e cosa non lo é. Questa é UN metodo, ve ne sono di certo altri.

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Licenza
P R O G E T T O P R E PA RA Z I O N E I N T E G R A L E b y Fr a t e l l o Fe n i c e i s licensed under a Creative Commons AttributionNonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License . This work is licensed under the Creative Commons A t t r i b u t i o n - N o n C o m m e r c i a l - N o D e r i v s 3 . 0 I t a l y L i c e n s e . To view a copy of this license, visit http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/ or send a letter to Creative Commons, 444 Castro Street, Suite 900, Mountain View, California, 94041, USA.

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P R O G E T T O P R E PA R A Z I O N E I N T E G R A L E : G I O R N O 1
[Postato il 2008-05-24 10:35:50 da: fenice]

Introduzione Oggi é il primo giorno del programma, sono pieno di entusiasmo per la novitá. Ma dall'esperienza so che non dura. Impegni improvvisi, scadenze impellenti... la vita di ogni giorno fará di tutto per distrarmi. iniziare è facile, finire no. O come diciamo noi: "Comincerai con l'Ardore ma finirai con l'Onore" La mia difesa é che sono consapevole che succederá. Fisico Pesati. Probabilemte sei sovrappeso. Questo non é necessariamente un male: il grasso é li per essere usato nei tempi difficili. Quindi sei ben preparato per il prossimo mese. Se non sei sovrappeso stai attento a non scendere sotto il tuo BMI Da oggi in poi ridurrai progressivamente la quantitá di cibo che ti é disponibile. Inizia dimezzando quello che mangi normalmente. Nel fare questo non provare sensazioni spiacevoli o di odio ("sono grasso, devo dimagrire") ma considera dentro di te l'utilitá di avere accumulato cosí tanto carburante per il lavoro che ti appresti a svolgere. Mangia piano. Troppo spesso nella fretta della nostra vita quotidiana non ci concediamo abbastanza tempo per mangiare. Il cibo va masticato a lungo (100 volte a boccone) e consapevolmente inghiottito. Ogni boccone va ASSAPORATO, come se fosse l'ultimo. deve diventare quasi esperienza mistica, di gioia e delizia. La fame aiuta anche in questo. Usa la tabella per tenere conto dei tuoi progressi: Fai 10 minuti di corsa. Emozioni se ti é possibile guarda il film "Mission". Mente Inizia a tenere un diario di questa esperienza. Puoi condividerlo con gli altri su questo forum oppure tenerlo per te. Spirito trova un posto tranquillo, siediti comodamente e chiudi gli occhi. Per 10 minuti ripeti: "Tutta l'esistenza è Uno"

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P R O G E T T O P R E PA R A Z I O N E I N T E G R A L E : G I O R N O 2
[Postato il 2008-05-24 10:35:56 da: fenice]

Introduzione Stamattina mi hanno svegliato gli uccelli. mi sono ricordato del mistero del Libro: 4.Dormite, sordi agli uccelli che cantano inni al Sole 5.che sorge splendido nelle tre parti: Raggi, Corona, Fonte. e ho deciso di non rimanere sordo, di essere sveglio e vigile. Ho osservato il Sole che sorgeva fra le montagne. Come é bello e maestoso! Tutte le preoccupazioni per il futuro sembravano sparite in quel momento magico. Fisico Continua a razioni dimezzate. Hai bisogno di energie per arrivare in fondo. i PERUVIANI hanno una pianta chiamata Maca. Essa aiuta ad attivare le energie vitali, prova ne sia che é usata come il "Viagra vegetale". Cerca il Maca su internet e ordinalo. Fai 10 minuti di corsa e 5 flessioni. Emozioni Prendi congedo: parte 1 Fai ordine fra le tue cose vecchie. Decidi cosa veramente devi conservare e da cosa é meglio separarsi. Liberati da tutto ció che non é necessario. Osserva il senso di liberazione dentro di te.

Mente è importante che tu ti senta sicuro. Avere un luogo sicuro in cui ripararsi é la base della sopravvivenza. Usa la tecnica nota come “creare un rifugio” . Questa tecnica mi venne insegnata da un veterano della Guerra del Vietnam, che sosteneva che gli venne insegnata nelle Forze Speciali U.S.A. per dargli una certo grado di privacy, integrità personale e spazio interno in condizioni in cui erano negati- campi di prigionia Vietcong. Una volta acquisita pratica la metodologia sopra esposta è applicabile ovunque ci si possa sedere e rilassare per qualche minuto. Anche al lavoro. L’idea base è molto semplice. Si realizza un mondo immaginario in cui ti piacerebbe stare e si immagina se stessi camminare in questo mondo. Non è molto differente da ciò che la gente fa quando sogna. Ciò che è necessario, è dargli consistenza, sicché appaia così ogni volta che entriamo. Con pratica e familiarità questo mondo immaginario assumerà un senso di realtà, nel senso che ha una permanenza e una esistenza separata. Bisogna capire che in ogni fase, è necessario usare ciò che ha senso a livello personale, è uno spazio privato e personale i cui contenuti dovrebbero avere senso e venire fuori da te. Non è necessario che ci sia una procedura sistemica per le fasi creative. Sin dalla prima sessione si può lavorare in più direzioni. Comunque, in una data sessione la maggior parte della tua attenzione sia data alle fasi precedenti in qualsiasi parte si lavori. In questa maniera nei passi successivi ci vorrà una pratica minore per raggiungere un livello soddisfacente, potendo così concentrarsi nello sviluppo. Per potere entrare nel rifugio ti serve una tecnica mentale standard. Ne puoi creare una tua oppure usare quella di sotto nella sezione spirito.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Essa riporta dalla molteplicitá all'Unitá. scrivi le tue esperienze sul diario. Spirito siediti in silenzio da qualche parte. Chiudi gli occhi e ripeti dentro di te: Dieci é Malkuth, il Regno. Nove é Yesod, il Fondamento. Otto é Hod, La Gloria. Sette é Netzach, la Vittoria. Sei é Tiphereth, la Bellezza. Cinque é Geburah, la Giustizia. Quattro é Chesed, la Grazia. Tre é Binah, l'Intelligenza. Due é Chockmah, la Saggezza. Uno é Kether, la Corona. Se i pensieri ti interrompono ricomincia daccapo fino a quando riesci nell'intera sequenza.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE P R O G E T T O P R E PA R A Z I O N E I N T E G R A L E : G I O R N O 3
[Postato il 2008-05-24 10:36:17 da: fenice]

Introduzione Noi viviamo in un mondo in cui siamo diventati spettatori della vita. In questi giorni voglio divenire di nuovo partecipe, sentirmi parte del grande sistema del reale. Capire che non sono solo. Ogni giorno é un passo in questa direzione. Liberarsi dai quelle catene che mi tengono schiavo della paura di perderle. Avvicinarmi a ció che mi rende libero e forte. Fisico Continua a razioni dimezzate. devi sentire la fame. Se non senti fame riduci le razioni ulteriormente. Hai bisogno di essere centrato nell'essere per arrivare in fondo. Esiste un composto floreale chiamato "Rescue", parte dei fiori di Bach. Procuratelo e prendene 4 gocce in un bicchiere d'acqua ogni volta che sei spaventato o depresso. Fai 10 minuti di corsa, 5 flessioni. il tuo corpo deve essere flessibile. pratica il "Saluto al Sole".

Illustration 1: saluto al sole

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video
youtube.com/watch?v=M7oFMoZY6og&feature=related

Illustration 2: Il maestro Fusho pratica il Saluto al Sole
Emozioni Prendi congedo: parte 2 Vi sono persone che ami ma a cui da tempo non lo hai detto. Chiamale, manifesta loro il tuo amore e prendi congedo da loro come se dovessi partire per un lungo viaggio. Mente Scrivi le tue esperienze sul diario. rileggi quelle che hai scritto precedentemente. Istruzione Sino a quando il tuo rifugio non è ben stabilito, è opportuno cominciare ciascuna sessione affermando la sua invulnerabilità. Si immagini lo spazio invisibile a chiunque tranne a sé stessi, e che sia impenetrabile da ogni forza o persona senza il proprio espresso consenso. Si pensi ad un immagine dei confini del tuo spazio che riflettano queste idee. Io immagino la il mio rifugio come un universo tascabile che, visti dall’esterno, so così piccoli da essere perduti nell’immensità dell’universo. Visti dall’interno, sono grossi quanto io voglio o necessito. Altre persone li immaginano coperti da uno schermo adamantino o da scudi di forza che costringono tutte le forze ad evitarli. Una volta stabilita la barriera, ci si immagini all’interno di essa; entrando, si immagini la pressioni e le richieste della vita comune bandite, incapaci di seguirvi là dentro. Si immagini che diventino completamente disconnesse da te dal momento in cui si entri. Che non possano né sentire lo spazio né sentirvi all’interno dello spazio, perciò incapaci di seguirvi là. E’ importante sentirsi perfettamente liberi in questo spazio, senza connessioni nel piano di manifestazione. Il concetto di sentirsi al sicuro è importante. Come negli esercizi di rilassamento, i sentimenti che generate sono il modo si indica all’inconscio, le “sotto – menti” in cosa credere e come agire. Per quel che gli riguarda, cosa si prova è reale. Dicendogli qualcosa abbastanza spesso e cominceranno a cooperare in quella maniera, in maniera inaccessibile alla parte cosciente. Se voi vi sentite salvi e liberi dalla pressione nel rifugio, lo sarete effettivamente. Spirito trova un posto tranquillo, siediti comodamente e chiudi gli occhi. Per 3 minuti ripeti: "Tutta l'esistenza è Uno" ora esegui la seguenza per tornare a questa unitá: Dieci é Malkuth, il Regno. Nove é Yesod, il Fondamento. Otto é Hod, La Gloria. Sette é Netzach, la Vittoria. Sei é Tiphereth, la Bellezza. Cinque é Geburah, la Giustizia.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Quattro é Chesed, la Grazia. Tre é Binah, l'Intelligenza. Due é Chockmah, la Saggezza. Uno é Kether, la Corona. quindi esegui gli esercizi per la creazione del rifugio descritti sopra.

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Introduzione Abbiamo perso il legame. Quello che ci legava ai nostri antenati. Quello che ci lega ai nostri discendenti. Pensa a tutti loro. Nove generazioni prima e nove generazioni dopo di te. Pensa a quelle donne e quegli uomini che sono tuoi intimi parenti. Pensa che ognuno dei tuoi nonni si é trovato, ha deciso di avere dei bambini, di proteggerli fino a quando essi non fossero abbastanza grandi da divenire anch'essi pronti a entrare nel cerchio della Vita. TU sei l'anello di questa catena, che si estende prima ma anche dopo di te. una catena di Vita, fondata sull'amore. è tuo dovere proteggere i tuoi figli, e i loro figli, e i loro figli, e i loro figli, e i loro figli, e i loro figli. e i loro figli, e i loro figli e i loro figli. Essi sono tutti con te. Espressi o in potenza, sono tutti con te. Fisico Continua a razioni dimezzate. devi sentire la fame. Se non senti fame riduci le razioni ulteriormente. Fai 10 minuti di corsa, 5 flessioni. il tuo corpo deve essere flessibile. pratica il "Saluto al Sole". youtube.com/watch?v=M7oFMoZY6og&feature=related Emozioni Prendi congedo: parte 3 Fai una lista di 22 cose che desideri. Possono essere eventi o oggetti materiali. Contempla la lista. Ora cancella tutto tranne tre punti. Contempla la lista di nuovo e senti il senso di liberazione. Mente Scrivi le tue esperienze sul diario. rileggi quelle che hai scritto precedentemente. Istruzione Probabilmente quando pratichi l'esercizio del rifugio hai problami di distrazione. La respirazione aiuta. Si prenda un grosso respiro dalla bocca attraverso lo stomaco. Non sforzarsi a prendere il massimo. Mantenerlo il più a lungo possibile e rilasciarlo armonicamente, permettendo alle costole ed al diaframma di espellere l’aria in eccesso senza fretta, con naturalezza. Ci si rilassi un momento. Ricominciare da capo. Ripetere la sequenza fino a quando non si incomincia a sentirsi storditi o dopo un minuto. Spirito trova un posto tranquillo, siediti comodamente. Si suggerisce una posizione confortevole dove i muscoli siano tenuti rilassati. E’ meglio scegliere una posizione seduta piuttosto che una posizione sdraiata. Il rischio di addormentarsi in questo secondo caso è elevato. Una sedia con schienale alto; seduti sul letto, con la schiena appoggiata al muro, con un cuscino dietro, sono esempi di quali siano le posizioni. L’importante è non cadere. ( posizione del faraone )

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Illustration 3: posizione del faraone
chiudi gli occhi. pratica la respirazione come spiegato sopra. quando ti senti sereno (o euforico) Per 1 minuto ripeti: "Tutta l'esistenza è Uno" ora esegui la seguenza per tornare a questa unitá: Dieci é Malkuth, il Regno. Nove é Yesod, il Fondamento. Otto é Hod, La Gloria. Sette é Netzach, la Vittoria. Sei é Tiphereth, la Bellezza. Cinque é Geburah, la Giustizia. Quattro é Chesed, la Grazia. Tre é Binah, l'Intelligenza. Due é Chockmah, la Saggezza. Uno é Kether, la Corona. quindi esegui gli esercizi per la creazione del rifugio descritti precedentemente.

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[Postato il 2008-05-30 17:02:42 da: fenice]

Introduzione Oggi é Domenica. Significa il giorno del Signore. Ma il suo nome originale é Soledí (Sunday), giorno del Sole. Oggi é un giorno per rimanere fermi al centro ed irradiare. Prenditi riposo. Ricorda che come la Luna riflette la Luce del Sole (Lvx Reflexa), esso é l'aspetto visibile di qualcosa d'altro (Lvx Velata). Fermati e attingi a questa fonte. Ti servirá nei prossimi giorni e mesi. Corpo Per oggi sospendi la dieta. Mangia come preferisci ma non ti abbuffare. Mastica ogni boccone 100 volte. Emozioni Oggi é un giorno di riposo. Ascolta musica rilassante. se puoi fai una passseggiata. Respira aria pura e senti la vita intorno a te. Mente Scrivi le tue esperienze sul diario. rileggi quelle che hai scritto precedentemente. Istruzione Creare il territorio Una volta stabilito un luogo sicuro, si pensi per qualche tempo a quali siano le caratteristiche fisiche di questo luogo, le caratteristiche principali come edifici e strutture. Preparare una mappa mentale di quell’area del mondo che si desidera esplorare più spesso. Una volta decise, non dovrebbero cambiare. Un minimo di regole vanno seguite: Il mondo sia un posto dove si sia confortevole e salvi, per rinforzare l’impressione precedentemente stabilita e lo si renda un posto piacevole. Non descrivere a nessuno questi posti, né scriverli da qualche parte. Questo mondo sarà il rifugio ed il luogo segreto e molta protezione deriva dal non fare conoscere le caratteristiche. Una volta compresa la tecnica base, si potranno costruire strutture per propositi pubblici. Si faccia il mondo più grande di quello mantenibile attraverso l’uso cosciente dell’immaginazione. Si creino quante aree più dettagliate possibile, lasciando attorno delle zone definite in linea di principio. I cui contesti specifici sono ignoti, lasciando spazio per espansioni e “sorprese” E’ possibile popolare questi luoghi, ma MAI, e ripeto MAI, usare immagini di persone viventi. Per qualche tempo, tutti i contenuti saranno un riflesso di se’ stessi in una maniera o nell’altra. C’è la possibilità che l’inconscio che l’immagine di persone sia “prelevata” da una qualche parte della mente come veicolo espressivo, ma c’è il rischio che la relazione sia trasportata nel mondo reale, con effetti devastanti. Si cominci a costruire il mondo prelevando all’interno della mappa di questo, e si immagini di stare fermi in quella posizione. Si fissino le relazioni tra i vari punti di riferimento nella mente, e li si veda attorno a noi ai giusti angoli; li si riempia di dettagli che si sarebbe in grado di vedere se nel mondo reale. Non è necessario essere dettagliati in maniera conscia; in effetti è meglio incoraggiare l’immaginazione, lasciare che l’inconscio definisca i singoli dettagli. Se mi piace, si mandi un senso di approvazione. Altrimenti, ordinerei di ritentare E mi girerei perché le cose cambino. Una volta fissati dettagli di una locazione abbastanza bene, si muova verso locazioni vicine, si proceda in

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE locazioni vicine e si immagini quali sarebbero le cose che si vedono da quelle posizioni. Cosa cambia, quali sono le prospettive, prima nascoste, che ora si rivelano. So osservi come la prospettiva nello spazio immaginativo non è esattamente la stessa dello spazio naturale. Si continui a muoversi in nuove locazioni e costruire un immagine di scene come se fossero ciste da ciascuna posizione, sino a quando non si abbia un buon senso del posto e dello spazio. Una volta stabilita la prospettiva da varie locazioni, si provi a muoversi piano tra ciascuna di esse, con la parallasse dell’intorno che si sposta continuamente. Come si fa nel mondo reale. All’inizio la prospettiva del tuo mondo avrà la tendenza a ritirarsi dalla scena, come se si fosse dietro una finestra o un film. Quando si nota ciò, si ponga fermamente il proprio punto di vista e si risolva il problema girandosi e guardando in ogni direzione attorno a se’ stessi. All’inizio il vostro mondo sembrerà essere fermo, un immagine congelata. Una volta che le apparenze sono state bene stabilite, si provi a portare l’azione nella scena. Aggiungendo creature viventi, facendole muovere in maniera appropriata alla loro natura, aggiungendo suoni e rumori. Spirito Prendi un lungo bagno caldo, con sali profumati e musica. Mentre sei nell'acqua prendi consapevolezza di ogni parte del tuo corpo. Controlla il suo stato. Chiedile di riparare ció che non funziona. Rigraziala del lavoro che fa, Rassicurala che va tutto bene. Esempio. "Io ho le dita dei piedi. il dito piccolo mi sembra contratto. Come mai? ah, capisco, le scarpe da lavoro che porto sono troppo strette e l'unghia é troppo lunga.. Per favore dito piccolo potresti rilassarti, grazie. Fai un ottimo lavoro nel sostenermi, dito piccolo del piede, continua cosí."

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE P R O G E T T O P R E PA R A Z I O N E I N T E G R A L E : G I O R N O 6
[Postato il 2008-05-30 17:02:54 da: fenice]

Introduzione Dove vogliamo arrivare? Alla consapevolezza, alla presenza qui e adesso opposta alla robotizzazione delle nostre vite. Ma funziona o é solo un illusione`? Ognuno di noi ha sperimentato almeno una volta il piccolo satori. Se il cielo é velato, anche lo spirito appare come dormiente. Ma quando, all'improvviso, si apre uno sguarcio nelle nuvole e il sole filtra, provi come uno shock. Prendi lungo respiro ed é come se un velo ti fosse caduto dagli occhi. Immagina la stessa cosa ma un milione di volte piú forte. Ecco, la coscienza é un Sole che appare fra le nuvole. Corpo Nella settimana scorsa hai iniziato con degli esercizi di base. Da oggi praticherai una serie di esercizi specifici perequilibrare il corpo e la mente. Procurati una spada. Preferibilmente una spada medioevale a una mano e mezza, piú facili da trovare sul mercato oggi sono le katane giapponesi. In alternativa procurati un bastone o Boken. fai gli esercizi di riscaldamento descritti precedentemente. Allenati a colpire un oggetto (un pezzo di legno), STOPPANDO IL COLPO UN MILLLIMETRO PRIMA DELL'IMPATTO. Emozioni Prendi congedo: parte IV contempla le cose, le persone e i desideri stessi da cui ti sei separato precedentemente. se necessario ripeti l'operazione. Mente Scrivi le tue esperienze sul diario. rileggi quelle che hai scritto precedentemente. Istruzione La fase finale nel processo base di creare uno spazio sicuro è creare un corpo per sé stessi all’interno di questo. Sinora, hai usato un punto di vista nudo, senza grosse possibilità di interazione. Ora si costruisca un’immagine del tuo corpo e la si impari ad usare all’interno di ciò. Per ciò, è necessario sviluppare una consapevolezza cosciente della superficie sensoria del corpo e della sua cinestetica e duplicarli nel corpo astrale. Dai racconti degli studenti della Compagnia della Luce Interna è la parte più difficile. Prima di entrare nel tuo posto , ci si alzi e ci si rilassi, preferibilmente senza vestiti o gioielli. Si chiudano gli occhi e si porti attenzione alla pelle, anche senza che nulla la tocchi, si dovrebbe essere in grado un senso di attività o sensitività nella pelle, le dimensioni del corpo, perciò sono delineate dalla sensazione della pelle. Si pianifichi una serie di movimenti che muovano tutte le parti del corpo con il maggiore numero di movimenti. Esercizi yoga o tai chi chuan sono buoni per questo, se noti. Mantenendo gli occhi chiusi si vada attraverso i movimenti e si noti come il corpo si sente in differenti posizioni. Si annotino pure le impressioni del senso cinetico. Infine eseguire le stesse sequenze ad occhi aperti. In questo caso, si faccia attenzione a cosa si vede del corpo mentre esegue gli esercizi. Fare particolare attenzione alla braccia e mani. Provare ad associare consciamente le immagini del corpo con le sensazioni del movimento. Ciascuno dei tre stadi focalizza su uno degli aspetti maggiori dell’immagine del tuo corpo: - Apparenza del corpo - Sensazioni interne - Cosa appare ai tuoi occhi mentre si interagisce con l’ambiente. In genere, la sensazione è conscia e sono secondarie a ciascuna attività che si stia facendo. Bisogna perciò esserne consci per potere costruire un corpo nel proprio spazio. Se opportuno, si pratichi l’esercizio separatamente sino a che si sia pronti nel creare il corpo.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Spirito Da oggi, anzicché ripetere tutta la seguenza 10-1 ripeterai singole frasi (mantras) che focalizzano su uno dei 10 principi. Successivamente passerai agli esercizi descritti sopra. Ripeti fino a quando senti giusto: Che cosé? È la Terra, donde i cieli furono intagliati; è il trono del Santo, sia egli benedetto; è una pietra preziosa, è il mare della Sapienza, cui corrisponde il blu delle frange. [Sefer ha bahir 96]

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P R O G E T T O P R E PA R A Z I O N E I N T E G R A L E : G I O R N O 7
[Postato il 2008-05-30 17:03:02 da: fenice]

Introduzione Scrivere ogni giorno queste note significa vincere una lotta contro il tempo, recuperare l'attenzione distratta dalle mille cose di ogni giorno. Ma anche dalle paure e dubbi sul futuro. Ma quando sono centrato in me stesso, la paura si attenua. Non é che sparisca, semplicemente smette di essere importante. Corpo Dopo gli esercizi di riscaldamento descritti precedentemente prendi la tua spada. Esercitati ad assumere la posizione del Falco descritta sotto. Partendo da essa colpisci un bersaglio trattenendo il colpo all'ultimo momento. Emozioni fai un disegno di te stesso. Usa la tecnica che preferisci. Mente la spada medievale europea é qualcosa di fisico, piú simile alla lotta che al fioretto moderno. spesso tende ad essere efficace e brutale. La tecnica praticata da noi si chiama Arte della Mistica Spada (AMS) tuttavia mira piú all'armonia del corpo e dello spirito che al combattimento teso a dare spettacolo. Una delle caratteristiche fondamentali di questa disciplina é il totale distacco dalla passione, sia di ira che di paura. Questa si raggiunge attraverso il movimento, la respirazione e la meditazione delle connessioni con l'Albero della Vita. In quanto tale é vicina a molte arti marziali orientali, pur rimanendo legata a una struttura tipica dell'occidente. l'AMS é composta di 10 posizioni di base che descriveremo qui e 22 colpi che da esse partono. posizione del corpo di base i piedi disegnano una L, ovvero, quello avanti sta dritto nella direzione in cui si guarda, quello dietro è girato di 90 gradi verso l’esterno. I piedi devono stare ad una distanza di circa mezzo metro(dipende dall’altezza e dal fisico dell’interessato). Le gambe sono morbide, le ginocchia piegate ammortizzano il peso del corpo. La schiena deve essere dritta e perpendicolare al terreno, il busto è leggermente girato nella direzione della gamba avanti. Questa è la posizione del corpo(piedi e gambe, schiena e busto) che vale per tutte le 10 posizioni. Il Falco: 1 assunta la posizione di base, vediamo ora le braccia e la spada: le braccia, morbide e leggermente piegate stanno in alto, in modo che la spada, con la punta in alto, sia leggermente inclinata verso la schiena; il pomolo della spada deve essere all’altezza degli occhi, in modo che lo sguardo, rivolto in avanti, attraversi il pomolo con la visione periferica. Spirito Spirito Anzicché ripetere tutta la seguenza 10-1 ripeterai singole frasi (mantras) che focalizzano su uno dei 10 principi. Successivamente passerai agli esercizi descritti sopra. stasera esci, vai da solo in un posto in cui si possa vedere il cielo stellato. mettiti a terra e guardandolo ripeti fino a quando senti giusto. MANTRA 9

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Illustration 4: Falco

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levate in excelsum oculos vestros et videte: quis creavit haec? qui educit in numero militiam eorum? qui omnes ex nomine vocat ? prae multitudine neque unum reliquum fuit?

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[Postato il 2008-05-30 17:03:12 da: fenice]

Introduzione Scrivo queste parole come una bottiglia gettata in mare con un messaggio. Essa é destinata ad essere portata lontano dalle correnti. Sballottata a destra e a sinistra. Ma immancabilmente tesa a una meta, portata ad essa da una volontá di armonia. Questa posizione, che include la volontá ferrea (Beth) e il completo abbandono (Mem) non é facile da raggiungere. Eppure é questo il GiuSTo stato a cui stiamo mirando in questi giorni. Corpo Dopo gli esercizi di riscaldamento descritti precedentemente prendi la tua spada. esercitati a passare dal Falco alla Sfinge. La Sfinge 10 La posizione del corpo è quella di base. Le braccia scendono morbide verso il basso, la lama è inclinata anch’essa verso il basso, con la punta che sfiora il terreno e il pomolo all’altezza dell’ombelico. Emozioni Disegna te stesso come vorresti essere.

Illustration 5: Sfinge

Mente Oggi continuiamo la creazione dello spazio interiore.

Esercizi con il corpo mentale Il problema più comune incontrato a questo livello è il mantenere una forma consistente per il proprio corpo. Malgrado la testa e le braccia rimangano ben definite, il restante corpo ha la tendenza a diventare una gelatina amorfa. Questo è un riflesso della densità nervosa nel corpo. L’ottanta per cento dei nostri nervi sensoriali e cinetici sono posti sulla testa e sulle mani. Del resto, la metà e sulla parte superiore della cassa toracica, spalle e braccia. Il resto del nostro corpo è molto più vago, dipendendo sia dalla vista che da percezione diretta. Creando un corpo astrale, la mente dà una dimensione proporzionale alla densità nervosa. Ciò è un falso problema perché la cosa importante è che ci siano braccia e mani per fare i segni, e labbra e mascelle per pronunziare le parole. Il secondo problema p che il corpo fisico si piega o si muove al muoversi del corpo mentale. Ciò inconsciamente tende il corpo. Questo accade per l’abitudine all’associare movimento- atto volitivo del movimento muscolare. Bisogna dissociare le due sensazioni quindi, ed a ciò provvede un esercizio facile. Nel tuo spazio , si immagini di stare con le braccia tese di fronte a se, con le mani rivolte verso il basso. Ora si immagini di voltarle verso l’alto, con i propri occhi. Ovvero, le si veda girarsi, le si senta che cambino posizione, tutto ciò senza coinvolgere la parte della mente che regola il movimento. Dovrebbero vedersi muovere le mani senza che lo si voglia. ( in effetti, la volontà è diretta tramite i centri visuali invece dei muscoli. All’inizio potrebbe sembrare che non lo si stia facendo per volontà.) All’inizio accadrà che le braccia diverranno rigide. Quando si osserva ciò, si fermi e si eseguano gli esercizi di rilassamento fino a quando si sia rilassati completamente. Poi si rientri nello spazio magico e si ricominci da capo. Quando si riesca a muovere le mani, si cominci a muovere le dita. All’inizio ciascun dito, lo si pieghi sulla mano ed estenda. Si eseguano gli esercizi di rilassamento quando sia necessario, ovvero ci si sia tesi. Dopo avere avuto successo nel muovere le dita senza tendersi, si provi a movimenti coordinati vari. Chiudere la mano, prendere oggetti, gli esercizi con la spada di sopra, colpi di karatè, saluti vulcaniani. Le mani sono la parte più difficile da staccare dal fisico a causa della grande quantità di sistema nervoso

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE che controlla il movimento. Una volta dissociato il movimento dalla mano, il resto del corpo risulterà semplice. Se è il caso, possono essere usati esercizi analoghi. Spirito Anzicché ripetere tutta la seguenza 10-1 ripeterai singole frasi (mantras) che focalizzano su uno dei 10 principi. Successivamente passerai agli esercizi descritti sopra. MANTRA 8 providebam Tetragrammatron in conspectu meo semper quoniam a dextris est mihi ne commovear

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P R O G E T T O P R E PA R A Z I O N E I N T E G R A L E : G I O R N O 9
[Postato il 2008-05-30 17:03:21 da: fenice]

Introduzione Nono giorno. Il nove é un numero molto speciale, che ha proprietà di autoconservazione ed equilibrio. Per questo é il nostro numero. Il nome é anche il Numero della Teth, la Via del Leone, che é la Via dell'equilibrio, la via di mezzo fra la Guerra (Peh) e l'Amore (Daleth). In questo giorno voglio rispondere a tutte le domande che mi sono state formulate sulle fonti delle informazioni. Di sotto é descritto come fare. Si consideri peró che avendo il manuale che descrive un operazione chirurgica non si diventa automaticamente chirurghi. Corpo La posizione del Pegaso: La posizione del corpo è quella di base. Le braccia si protendono in avanti facendo con la spada un’unica linea tra spalle, mani, pomolo e punta. questa linea all’altezza delle spalle è parallela al terreno. Allenati a passare dal Falco al Pegaso e poi alla Sfinge. I movimenti devono essere LENTISSIMI. Usa la sincronizzazione con il respiro. Emozioni Disegna te stesso come POTRESTI essere.

Illustration 6: Pegaso

Mente Praticamente qualsiasi tecnica di meditazione e o profezia è una variante o estensione delle abilità apprese nel costruire lo spazio in questione. Ciascuna persona avrà un diverso livello di performance di picco con le tecniche. Solo pochi sono in grado di entrare efficacemente nello spazio magico e diventare interamente inconsci del loro corpo fisico.La maggior parte noterà che parte della sensibilità rimarrà “fuori” e l’intensità della sensazione che raggiungeranno sarà diversa e minore da quella della percezione normale. L’autore è in questa categoria. Nelle mie visioni i colori sono più impliciti che direttamente percepiti ed non ho bisogno di concentrarmi per percepire i dettagli minimi. Il che, sostiene un autore, non è un totale svantaggio. Ciò che importa è usare nella migliore maniera le abilità che si hanno. Ciò che conta è il significato estraibile dalle esperienze fatte, ciò che si capisce di sé e del mondo (insight, conosci te stesso) e come possono essere usate. Visioni brillanti e gloriose sono inutili se non hanno contenuti utili e/o la tua sensibilità e comprensione non aumenta. Stabilita la base, nella seguente sezione vedremo esercizi tutte forme di “visione”. Prima di entrare nel merito, un preambolo sulla natura delle cose che una persona può sperimentare, in linea di principio.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Si dice che i sogni siano il reame dei simboli. Lo stesso vale per le visioni. Mentre i simboli di quelli sono, di solito, espressioni di ciò che accade al di sopra del livello conscio di sensibilità, in questo sono spesso, (in un mondo ideale, sempre) l’espressione di processi ed eventi avvenenti sopra il livello nel quale risiede la coscienza. Sono i livelli più bassi e facilmente comprensibili che la coscienza non può ancora completamente comprendere. Come dire, il simbolo altro non è che un ancora. Un mezzo conveniente tramite il quale la sensibilità può darsi una connessione a qualcosa che sia esterno ai suoi scopi correnti. Non è necessario che la forma del simbolo sia connessa con ciò cui si è connessi. Alcuni simboli, quelli degli dei greci, o dell’Albero della Vita cabalistico, hanno forme direttamente riflesse dal loro significato interno. Altre hanno connessioni che sono dovute a convenzioni. Sono relazionati a particolari aspetti della realtà interna poiché siamo abituati a vederli così. I colori attribuiti dalla cabala sono questo caso. Altri servono la necessità del momento e non hanno particolare significato al di fuori della visione in cui accadono. In tutti i casi, quando un simbolo è visto in una visione ha una connessione diretta con qualche archetipo, forma- pensiero od entità. Per avere una maggiore beneficio, è necessario percepire ciò che sta aldilà il simbolo verbale o visibile, estendendo la propria sensibilità nel cammino che provvede per comprendere ciò che vuol dire. Questo è un processo delicato. Gli esercizi di meditazione diventano importanti, questa volta quelli che trattano con il chetare la mente. Ciò per due motivi: 1.Il ciarlare interno della mente tenderà a nascondere quello che viene comunicato tramite il simbolo. 2.Le parti attive della mente tenderanno a sviare il significato del simbolo per adeguarlo alle loro preoccupazioni. Ciò vale specialmente per l’operatore che ha desideri personali correlati con l’informazione desiderata o qualora l’auto immagine del sé si senta minacciata. Se il proprio concetto di sé stessi dipende da una particolare visione del mondo e l’informazione è in disaccordo, sarà quasi impossibile vederla chiaramente. Perciò sarebbe necessario lavorare per sviluppare un sistema mentale di distacco verso il contenuto della visione e deliberatamente scartare qualsiasi significato personale, oltre ad un deliberato rifiuto di valutare i contenuti per verità o falsità. La valutazione critica deve accadere, ma il momento giusto è dopo il completamento della sessione. Bisogna ottenere, nell’operatività, una sospensione del giudizio perfetta. Né credere, né non credere ciò che si vede e/o sente; si cerchi semplicemente di ricevere il simbolo e i loro significati attaccati, precisamente per come si presentano. Quando si usino tecniche di visione in lavori magici, si prova sempre ad penetrare in “territorio” ignoto. Qualsiasi lavoro che possa risultare in avanzamento spirituale e parzialmente esterno ai correnti scopi e prospettive. Come qualsiasi cosa completamente nuova, ci vuole un po’ di tempo perché la mente si risistemi per il vedere chiaramente. Inoltre, i significati possono essere posti su vari livelli. Può volerci del tempo, perché i significati vengano assorbiti nella propria sensibilità, e il significato finale può essere diverso da quello visto inizialmente. Nei lavori dell’autore, ci è voluto un anno e mezzo, con ripetute esposizioni, prima di capire pienamente cosa gli venisse mostrato. Non bisogna fare valutazioni che siano definitive, alle quali non si possa aggiungere o cambiare. Tutti i vari significati devono essere considerati tentativi fino a che non ci sia il conforto di addizionali esperienze. Non possono essere date particolari assicurazioni su come i significati annessi in un simbolo vengano presentati ad una persona specifica. Nel mio caso , dipende dalla quantità di potere invocato e su quanto la sensibilità si sia elevata rispetto allo stato normale di coscienza. Di solito, comunque, appaiono come gruppi di pensiero e/o associazioni che appaiono simultaneamente nella mente con le parole dette da qualche entità, dando così un contesto dettagliato per le parole. È come se venisse trasmesso il pensiero che produce l’entità nel dire le parole. Qualora si osservi un simbolo grafico, invece di ascoltare parole, allora esse appaiono come una “comprensione” improvvisa e dettagliata di ciò che il simbolo vuole rappresentare, apparendo nella mia sensibilità. Meno frequentemente, il significato nascosto sembra la linea di una intera storia. Appare nella mente

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE dell’autore allora una lunga serie di eventi come se parte del suo essere venisse prelevata, fattagli fare un giro negli spazi dell'inconscio collettivo, e venisse restituita nel momento stesso nel quale era partita. Il giro completo viene “istantaneamente” ricordato, anche se per la percezione conscia dell’autore non è passato alcun tempo. In casi ancora più rari, e appaiono alla percezione come un pacchetto ben chiuso di energie mistiche, che arrivano nella mente e si “schiudono” gradualmente in parole, immagini e significati. Il tempo può variare da minuti a settimane. Sembrano essere l’equivalente di libri. Il loro contenuto non è diretto ad alcuna persona specifica, ma ad una generico pubblico. E il contenuto è radicalmente diverso da ciò che il profeta sia normalmente interessato. Chiaramente queste non sono le uniche maniere in cui i significati oltre il simbolo si possano presentare. Possono essere altre le maniere, tipici per ogni individuo, però se accade che si ricevano informazioni in questa maniera si può essere certi che si abbia avuto successo nell’argomento. Spirito Anzicché ripetere tutta la seguenza 10-1 ripeterai singole frasi (mantras) che focalizzano su uno dei 10 principi. Successivamente passerai agli esercizi descritti sopra. Mantra VII: Aur, Kavod, Lev: Shemesh!!!

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[Postato il 2008-05-30 17:03:32 da: fenice]

siamo arrivati a un terzo del viaggio. Corpo La posizione della Fenice (6) completa le 4 del pilastro di Mezzo. La posizione del corpo è quella di base. Le braccia scendono morbide verso il basso, le mani all’altezza dell’ombelico. La spada è rivolta verso l’alto, inclinata di circa 45 gradi in avanti. Lo sguardo, rivolto in avanti, attraversa la punta della spada. Esercitati a passare da Falco a Fenice a Pegaso a Sfinge. Per ogni posizione fai un passo aventi. I passi devono essere scivolati, senza mai lasciare il suolo con la punta dei piedi. Usa la sincronizzazione con il respiro. Emozioni Nei precedenti giorni hai fatto 3 disegni: come sei, come vorresti essere e come potresti essere. Appendili da qualche parte e siediti a contemplarli. Osserva le emozioni sorgere dentro di te.

Mente Questa tecnica di immaginazione o chiaroveggenza è semplice e divertente. Si possono ottenere risultati che vanno dallo sciocco al sublime, dal non consequitur all’importante, a seconda delle condizioni del momento. Questo metodo consente di ottenere un sentire per le maniere in cui la mente inconscia simbolizza le cose, e permette di praticalo in una situazione non critica. Si entri nello spazio e si confermi la propria sicurezza, usando i metodi precedentemente descritti. Poi si vada in qualche posto esterno familiare, e ci si guardi attorno per stabilire i propri rapporti e la posizione relativa di altre regioni familiari. Fatto ciò, si immagini che questi territori familiari siano attorniati da vaste zone ignote, in cui potrebbe accadere la qualsiasi in un dato momento. Si pensi di fare una passeggiata e guardare queste zone, ci si guardi attorno, si scelga una direzione, e si cominci a camminare . uscendo dalle zone note, non si immagini cosa si troverà o non si cerchino cose particolari; piuttosto sia l’immaginazione (e non la fantasia) a riempire le aree che si passano senza interferenza. Ci si muova sino a quando si trovi un qualche oggetto di interesse; potrebbe essere un qualcosa di naturale, un oggetto, una pianta od un animale, od una persona. Che siano esaminati o esplorati, ricordando che qualsiasi oggetto in un spazio magico ha un significato. Se non emergesse niente di chiaro, si continui il cammino. Alle volte può accadere che diverse locazioni raccontino una storia che non sarà comprensibile se non alla fine, quando tutte le locazioni siano state viste. Altre volte, le prime locazioni sono non importanti. Si parli ad animali e/o persone come se fossero entità indipendenti da voi. Che siano trattate con il rispetto e la pulizia data ad uno straniero incontrato in un posto isolato. Ci si comporti in maniera amichevole e non minacciosa, e poiché tutto ciò accadde nel proprio mondo privato, si ricordi che si è al sicuro. Non si provi a fare agire le altre creature, le si lasci agire e parlare spontaneamente. Chiedere alle creature incontrate di descriversi a cosa stiano facendo avrà spesso una risposta positiva Se non rispondono, o non sembrano riconoscere la vostra presenza, si guardi cosa stiano facendo per un

Illustration 7: Fenice

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE certo tempo, finché non sembra inutile. Ci si muova in un altro posto. Se rispondono, quando si sono finite le domande, si chieda se c’è qualcos’altro da vedere di interessante, lì vicino. Si seguano le indicazioni date. In genere, tali esplorazioni daranno informazioni su di te, la tua situazione nella vita o le tue condizioni nel lavoro magico. Sarà in forma simbolica, ovviamente; l’ovvio significato dell’evento spesso sarà diverso dal significato profondo ( esoterico ed essoterico ). Una volta compreso il simbolismo, i risultati saranno spesso interessanti o utili, anche se non sempre. Ciò è utile quando si sa che qualcosa d’importante nella vita magica sta’ per accadere, ma non si sa cosa. Vale anche per quando non si sa esattamente cosa chiedere. Per usarlo in questa maniera, si mantenga l’idea o la risposta in mente mentre si scelgono le direzioni del viaggio, e si provi a sentire dove sia la risposta. Ci sarà sempre una tale direzione. Si vada in quella direzione e si continui a trovare cose interessanti sino a che non si senta trovata la risposta; ciò verrà indicato da un leggero senso di pressione. Poi si consideri le cose viste nell’attuale situazione. I significati che daranno saranno utili indizi cercati. Spirito Anzicché ripetere tutta la seguenza 10-1 ripeterai singole frasi (mantras) che focalizzano su uno dei 10 principi. Successivamente passerai agli esercizi descritti sopra. Mantra VI: Dirupsisti vincula mea, tibi sacrificabo et nomine domini invocabo

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[Postato il 2008-06-01 12:26:27 da: fenice]

Introduzione L'undici é il numero dei Gusci, dello squilibrio. Ecco che questo articolo viene pubblicato nell'ordine sbagliato. A chiedermi se la bottiglia in cui sto riponendo questo messaggio sia quella corretta e se il messaggio arriverá mai a destinazione. Questo mare di internet é pieno di bottiglie e molte sono in effetti spazzatura. Nell'Undicesimo giorno la fiducia é scossa. resistiamo e aspettiamo l'Alba del dodicesimo

Corpo L’Unicorno La posizione del corpo è quella di base. Il braccio esterno si porta in alto in modo che il gomito stia piegato sopra la testa, il braccio interno accompagna il movimento in modo che la spalla sia sotto il mento. La guardia della spada è all’altezza della fronte, la lama è inclinata di circa 45 gradi, il pomolo è rivolto in alto mentre la punta è rivolta verso il basso. Esercitarsi nelle posizioni del Pilastro id mezzo, facendo 4 passi avanti. Poi fare un passo indietro e praticare l'unicorno. Emozioni Questo esercizio é particolarmente forte per alcuni. vai in un posto solitario e rivolgiti all'Assoluto. Se non “credi” nell'Assoluto rivolgiti alla cosa piú "Alta" che ti viene in mente. Due cose sono importanti: lo devi fare ad alta voce, non deve essere nulla di fisico. Racconta quello che hai appreso su te stesso in questi giorni: chi sei, chi vorresti essere, chi potresti essere. Racconta tutto senza remore, liberati. Piangi, se devi. Mente probabilmente la tua mente si interroga sul senso dell'esercizio sul rifugio. devi capire alcune Proprietá del Reale. Proprietá Olologica Ogni parte del Reale comunica con il resto. Questa proprietá é dimostrata dal Teorema di Bell . In effetti ogni parte puó comunicare con il resto in quanto essa CONTIENE tutto il resto. Questo concetto di autocontenimento é dimostrato da un ologramma. Se lo tagliate in due avrete due immagini grandi la metá che raffigurano tutta l'immagine originale. Quindi il reale non deve essere visto come un insieme di eventi che si succedono come una catena di perle ma come relazioni Continuitá verticale La continuitá verticale esprime il la formula S=E=MC2 nella quale S é lo "Spirito". Spirito e Materia non sono differenti da un punto di vista ontologico. "Salendo" si riduce la molteplicitá, scendendo la si incrementa. L'essere racchiude in potenza la materia, ma non necessariamente essa prende sostanza.

Illustration 8: unicorno

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Dinamismo orizzontale Al di sotto dei tre superni non vi é stabilitá apparente. Il reale oscilla fra la Forza e la Forma in maniera continua. La correlazione con lo spazio immaginativo Quello spazio ti permette di accedere a una zona di limite fra te e il resto dell'universo secondo questo schema:

Illustration 9: zone della consapevolezza

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Spirito Anzicché ripetere tutta la seguenza 10-1 ripeterai singole frasi (mantras) che focalizzano su uno dei 10 principi. Successivamente passerai agli esercizi descritti sopra. Mantra V:

GVIM Elohim IaSHaU TzaL-KashA KaDoSh per la pronuncia e il tono guarda questo video: http://www.youtube.com/watch?v=dJeZgl5J4Rc

Illustration 10: mantra V

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[Postato il 2008-06-01 12:23:13 da: fenice]

Introduzione Il Dodici é il numero della ciclicità. Molta Sapienza viene espressa in questi giorni che per lungo tempo fu tenuta nascosta. Essa é la base per i nuovi tempi che stanno per venire. Coloro che si metteranno al diretto servizio di Sophia saranno suoi amici: i Filosofi. E coloro che ascolteranno le parole dei saggi per metterle in pratica saranno i Guerrieri. Coloro che dai filosofi saranno ispirati per creare manufatti saranno gli Artigiani. Ma vi saranno anche coloro che rimarranno attaccati ai loro desideri di distruzione e disumanizzazione decidendo di rimanere Schiavi. La Dodicesima via é la Seconda ed é la Casa (beth) della Volontá. Insieme alla Prima (immaginazione) forma l'AlfaBeto con cui il Reale fu creato. Corpo Per oggi sospendi la dieta e l'allenamento. Mangia come preferisci ma non ti abbuffare. Mastica ogni boccone 100 volte. Emozioni Oggi é un giorno di riposo. Ascolta musica rilassante. se puoi fai una passseggiata. Respira aria pura e senti la vita intorno a te. Mente Scrivi le tue esperienze sul diario. rileggi quelle che hai scritto precedentemente.

Illustration 11: recitazionedel mantra
Per praticare il mantra di oggi hai bisogno di un partner di sesso opposto. Effetti ancora migliori si hanno con due coppie. Sedetevi gli uni di fronte alle altre. I maschi con l'Est a destra, le femmine con l'Est a sinistra.

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Prendetevi per mano e ripetete: I maschi dicono la prima parte del mantra Iiiiii HAAAaaaaaa le femmine partono all'inizio della Ha e ripetono “iod he vau he”. Spirito Anzicché ripetere tutta la seguenza 10-1 ripeterai singole frasi (mantras) che focalizzano su uno dei 10 principi. Successivamente passerai agli esercizi descritti sopra. Mantra IV: hwhyI hyI IH IHVH

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[Postato il 2008-06-23 08:39:47 da: fenice]

Introduzione Leggendo queste note, molti si chiederanno cosa ha a che fare tutto ció con il 2012 e la sopravvivenza. Dove sono i consigli sulle “tecniche di tipo Rambo”? Come si dice nello Zen, "l'importante non é possedere una spada. Ma essere tutt'uno con essa". Riconoscendo la propria unitá con la vita stessa la propria sopravvivenza é garantita. Il tredici é il numero dell'integritá. Le dodici bandiere dello zodiaco vivificate dallo Spirito. Oggi é un buon giorno per guardarsi e riconoscersi come essere unico, non separato in se stesso dai mille ruoli che noi assumiamo nella vita. Ma anche non separato dal resto dell'Universo. La separazione esiste solo nelle nostre menti.

Illustration 12: la croce di XIII: 12 bandiere dello Zodiaco nella corretta posizione, vivificate dallo spirito.
Eppure é anche utile, a volte. Il Mantra di oggi dice infatti tradotto: Perché il Tetragrammatron é un Sole e uno Scudo. Corpo Il Basilisco: La posizione del corpo è quella di base.

Il busto si ruota un po’ verso l’esterno. La spalla del lato della gamba avanti è rivolta verso avanti. Le braccia sono piegate in modo che i gomiti siano in linea paralleli al terreno all’altezza dei fianchi, la lama è parallela al terreno e alla linea dei gomiti e dei piedi, col pomolo verso avanti e la punta verso dietro. Dopo gli esercizi di base esercitati a passare dall'unicorno alla Fenice al Basilisco e indietro. Emozioni Nei precedenti giorni ti sei distaccato emozionalmente da cose e persone ed hai preso coscienza dei tuoi sentimenti verso te stesso. Ora é il momento di iniziare a costruire una base emozionale solida. Trova dentro di te un seme di goia. Un associazione che ti faccia scaturire una sensazione di letizia. Se puoi, cerca di evitare associazioni con persone, eventi o cose. ora, crea un simbolo grafico per questa emozione. NOTA IMPORTANTE l'esercizio del prossimo fine settimana consiste nel Illustration praticare il silenzio (non parlare con nessuno) e il buio (staccare la corrente elettrica). Fate i piani di conseguenza.

13: Basilisco

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Mente Scrivi le tue esperienze sul diario. rileggi quelle che hai scritto precedentemente. Ora che abbiamo introdotto le basi concettuali del lavoro nel rifugio passeremo a una tecnica che, se affinata ,vi consentirá di avere una fonte informativa potentissima. Lo specchio magico Questo metodo è molto simile ai sistemi di visione classici, o alla piú moderna remote viewing solo che si fa in astrale, non nel fisico. È possibile trovare infinite varianti, delle quali svengono descritte solo alcune. Si scelga un luogo adatto nello spazio protetto, ovunque ci si senta confortevoli. In quel posto, si immagini una forma, come di un grosso specchio. Dovrebbe essere della propria altezza e di una larghezza che occupi il campo visivo allo stesso tempo. Ora si immagini che ci sia una lastra di vetro. Invece che uno specchio argentato, che questo sembri contenere una profonda, trasparente oscurità. Come se dietro lo specchio ci fosse un vuoto d’indefinibile estensione. Per avere un idea appropriata, e quindi preparare il costrutto, si pigli uno specchio mezzo argentato o di un quarto, e lo si ponga su del velluto nero di buona qualità. lo si guardi a bassa illuminazione e sembrerà avere una profondità infinita. O meglio, sembrerà avere profondità, ma indefinibile. È necessario immaginare e sentire una totale confidenza che la risposta appaia nello specchio, qualunque cosa sia. Non ci si chieda il motivo, si generi una confidenza emozionale che funzioni. L’uso basico dello specchio é semplice. Si tiene il pensiero di cosa si vuole sapere nella mente, e si immagina che lo specchio si “stia accordando” con quel pensiero, usando il pensiero per connettersi dove sia la risposta. Una volta che si senta lo specchio accordato, si rilasci il pensiero e si attenda in silenzio mentale che emergano immagini dall’oscurità. Come nella precedente tecnica, le immagini saranno accompagnate da significati che si sarà in grado di “ascoltare” o sentire nella mente. La cosa fondamentale é di NON ASPETTARSI un tipo di risposta specifico e NON pensare troppo. Numerose sono le variazioni del metodo base per differenti propositi; una volta padroneggiata la tecnica base, si possono usare questi metodi o inventarne di nuovi. Diventando familiare con il metodo, la propria intuizione sarà una guida migliore di qualunque tecnica “ufficiale” ; non si tema nello sperimentare. Per la psicometria, si tenga un oggetto nella mano (fisica) e si immagini un legame tra di questo e lo specchio. Poi si guardi lo specchio per riflettere le “impressioni” contenute. Se l’oggetto è connesso ad una persona, bisogna specificare che si ricerca l’impressione della persona, non dell’oggetto o si potrebbero avere strani risultati. Una volta ebbi fra le mani un coltello di ossidiana e il tentativo di psicometria diede la storia dello strato geologico da cui la materia prima veniva. Le connessioni alla roccia erano più forti di quelle di chi l’aveva prodotta e usata, e vennero più intensamente. È possibile eseguire una psicometria di una persona – dargli una “lettura della vita” o rispondere a questioni specifiche- tenendo le sue mani e guardando nello specchio magico per riflettere le impressioni del loro spirito. Però è molto più difficile e non va fatto con persone con cui si abbiano relazioni personali, e mai fatto con persone con cui si hanno relazioni emozionali di qualunque tipo . All’inizio con qualsiasi di questi metodi, le immagini saranno poco pulite, vaghe e statiche. Con la pratica le immagini miglioreranno, espanderanno e diventeranno attive, con interi panorami e lunghe linee di storie che presenteranno drammaticamente le risposte cercate. Il vetro diventerà una finestra che si apre nel supersconscio collettivo di cui abbiamo parlato prima che è in relazione alla ricerca. Una volta ottenuto questo livello, lo specchio potrebbe essere usato come un “cancello”, un’apertura attraverso cui si possa viaggiare e fare esperienze nel piano visto. Questo puó essere fisico, temporale o come preferite. Ciò consente un aumento nel potenziale di reali e definitivi cambi in percezione migliora il potere di comprendere la natura intrinseca del potere invocato.

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Per convertire lo specchio in un cancello, si immagini che l’immagine in quello diventi tridimensionale, come se si stesse effettivamente guardando da una finestra in un posto reale, invece di vederne un’immagine. Si immagine di fare dissolvere il vetro dello specchio e svanisca mentre l’oggetto rimane. O, qualora sia più semplice, che lo specchio sia una finestra con cardini in una struttura, e di aprirla. Il passaggio dall’altra parte sarà un po’ difficile a meno che non si sia effettivamente totalmente connessi con il Posto/tempo/forza. Una volta passati, ci si guardi attorno e si annoti tutto il visibile. All’inizio le caratteristiche maggiori del paesaggio e poi i dettagli. È sempre cosa buona e giusta testare il mondo in cui si entra, e qualsiasi creatura incontrata, assicurandosi che sia in effettiva relazione con il posto e non una vostra proiezione. Qui esistono diversi metodi . Spirito Anzicché ripetere tutta la seguenza 10-1 ripeterai singole frasi (mantras) che focalizzano su uno dei 10 principi. Successivamente passerai agli esercizi descritti sopra. Mantra III: Chi schemesch U Magen, Elohim iod he vau he chen

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[Postato il 2008-06-24 03:32:48 da: fenice]

Introduzione La XIV via, che é la quarta é quella dell'Amore. L'unione dei due opposti in uno, pur senza perdere di identitá. Corpo Il Grifone: La posizione del corpo è quella di base. È speculare al Basilisco: i gomiti sono in linea tra loro all’altezza delle spalle, la lama, parallela al terreno e alla linea dei gomiti e dei piedi, è rivolta con la punta verso avanti e il pomolo verso dietro, la lama sfiora la guancia. Dopo gli esercizi di base esercitati a passare dall'Grifone alla Fenice al Basilisco Illustration e indietro. Emozioni Oggi é un buon giorno per fare all'amore. Riempitevi della sensazione di essere Uno in due. Mente Esaminare le proprie visioni È auspicabile cercare di analizzare le immagini ottenute o le varie forze incontrate con questo metodo. Il test finale è quello dell’esame critico della qualità, consistenza e valore del risultato ottenuto, ovviamente. Altrettanto ovvio che ciò possa essere fatto solo quando l'esperienza è finita. Altre pratiche permettono di comprendere se qualcosa va’ storto, all’inizio, per potere correggere eventuali errori o fermare la sessione, salvando così le energie per altre sessioni. Il metodo più affidabile sono quelli del Pentagramma Minore e Esagramma Maggiore Però è necessario avere esperienza, e nell’ottenere risposta da essi. Se non si è esperti, è più opportuno praticarli nello spazio magico, prima di implementarli nella procedura di analisi. Avendo ottenuto un’immagine stabile di qualche regione magica, si disegna l’appropriato pentagramma o esagramma, appropriato all'energia con cui volete entrare in contatto, usando linee bianche nell’aria di fronte a se stessi. Se lo specchio è appropriatamente connesso al potere, l’esagramma o il pentagramma saranno assorbiti e accadranno due cose: o il pentagramma non ha effetto, oppure l’immagine diventa più brillante e definita. Se l’immagine diventa oscura, si distorce oppure si rompe, qualcosa è andato male. Siricominci daccapo. In maniera analoga, se si è usato lo specchio come cancello e si è entrati in qualche regione, si lanci l’appropriato simbolo contro qualsiasi oggetto che appaia prominente nell’area, e SEMPRE contro qualsiasi ente che serva come guida. Poi si segue la metodica precedente. Se non ci sono effetti, o diventa più brillante, più solido o più grosso se è veramente guida. Altrimenti, qualcosa di falso o che imbrogli, apparirà distorto o scomparirà. NESSUNA creatura con cui valga la pena di parlare avanzerà obiezioni di alcun tipo nel sottoporsi ad un test di questo tipo. Anzi ne sarà grato, perché in effetti la starete benedicendo. Se qualche entità prova a convincervi a non eseguire niente, già quello è un brutto segno.

14: Grifone

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Se qualcuno provasse ad eseguire queste tecniche sui vari extraterrestri che appaiono a tanta gente potrebbe trarne conseguenze interessanti. Spirito Anzicché ripetere tutta la seguenza 10-1 ripeterai singole frasi (mantras) che focalizzano su uno dei 10 principi. Successivamente passerai agli esercizi descritti sopra. Mantra II: Ribbonó shel Olam

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[Postato il 2008-06-25 00:34:10 da: fenice]

Introduzione La XV via é quella del Figlio del Mattino, che congiunge Chockmah a Tiphereth. Una via di fuoco che si esprime nell'Ardore di un Ariete che carica. Corpo La Viverna: La posizione del corpo è quella di base. È molto simile al Leviatano, soltanto la spada è inclinata in avanti di circa 45 gradi. Il peso é spostato sulla gamba avanti. Dopo gli esercizi di base esercitati a passare dal Pegaso alla Fenice alla Viverna e indietro. Emozioni Da oggi in poi e fino alla fine del periodo di allenamento (due settimane), rinuncia a vedere la televisione. Non sostituire ad essa il computer o un altro mezzo elettronico. Piuttosto cerca di praticare qualche forma di intrattenimento attivo (giocare a carte, leggere un libro, raccontare storie, etc). Mente Il Mantra di oggi richiede alcune spiegazioni: le lettere ebraiche sono 22, divise in gruppi di 3, 7 e 12. Le 3 sono le cosiddette "Madri". Queste 3 sono associate agli elementi Aria (Aleph), Acqua (Mem) e Fuoco (Shin). Il mantra di oggi consiste nel permutare tutte le 27 combinazioni di queste lettere. Esse sono: • AAA • AAM • AAS • AMA • AMM • AMS • ASA • ASM • ASS • MAA • MAM • MAS • MMA • MMM • MMS • MSA • MSM • MSS • SAA • SAM • SAS • SMA • SMM • SMS • SSA • SSM

Illustration 15: Viverna

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE • SSS

vedi immagine:

Illustration 16: tabella di AMS
Le lettere devono essere pronunciate in maniera profonda, partendo dalla "pancia". la Aleph parte aperta e si va chiudendo (verso una "O"), la Mem é chiusa come in "Mucca". La Shin sibilante. Ogni sequenza viene ripetuta in un espirazione. Spirito ripeti il mantra AMS

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[Postato il 2008-06-26 00:54:04 da: fenice]

Introduzione Cara lettrice, caro lettore, Se sei arrivato a leggere fino a qui, senza farti spaventare, hai giá raggiunto un risultato. Ma non dimenticare che questo programma é una cosa viva, fatta per te. Sei tu che puoi trasformarlo da parole a parte di te. Strumenti che ti possono consentire di essere sveglio, pronto a vivere la vita, qualunque cosa essa ti possa riservare. La XVI via é quella della sapienza nascosta, come il fuoco che arde sotto le braci. è giustamente associata al Toro in quanto con l'ingresso in questa etá tante cose furono protette. Ora stiamo uscendo dall'era de Ferro e la brace che fu nascosta é pronta a dare fuoco a coloro che si vorranno fare legna. Corpo Il leviatano La posizione del corpo è quella di base. Stavolta, il busto si piega un poco in avanti; le braccia scendono morbide lungo il corpo, in modo che le mani arrivino all’altezza del fianco. Il pomolo della spada poggia molto leggermente sull’inguine, la lama, perpendicolare al terreno, rivolge la punta in alto, la guancia sfiora la lama.

Illustration 17: Il Toro che congiunge Chochmah a Chesed

Dopo gli esercizi di base esercitati a passare dal Leviatano alla Viverna. Emozioni Nel 13 giorno hai creato un simbolo grafico. Riprendilo e fai un bel disegno colorato, molto grande. Se puoi usa pennelli e fai un quadro. Mente Rileggi il tuo diario dei passati giorni. Oggi affrontiamo brevemente il significato e l’uso che, nel contesto di questa preparazione, facciamo di diversi metodi mistici fra i quali la preghiera, i mantras, la magia cerimoniale, l’immaginazione e la meditazione. Spesso non è possibile tracciare dei chiari confini fra l’una e l’altra attivitá: i metodi si sovrappongono o vengono usati in combinazione. Il lavoro interiore dell’SNIP basato su diversi metodi. Conoscerli tutti è importante. Cosí da capire quando è il momento di usarne uno anzicché un altro. Preghiera La preghiera consiste nella ripetizione di formule specifiche rivolte alla divinità. Alcune di esse hanno lo scopo generico di avvicinare l’orante alla divinitá mentre altre formulano precise richieste (guarigione, protezione, vittoria, etc.). La preghiera è per definizione dualistica presuppone una differenza fra l’orante e la divinitá.

Illustration 18: Leviatano 41/123

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Come lo usiamo noi SNIP non usa preghiere specifiche. Se, a causa della loro storia personale e dell’ambiente culturale, alcuni membri trovano utile la preghiera questi ne avranno sicuramente benefici. Mantra Un tipo speciale di preghiera è il Mantra. La ripetizione continua di una frase puó trasformare la consapevolezza e portarla sopra i livelli quotidiani. I mantra si distinguono in due tipi: * uno è nella lingua corrente e fa uso della capacitá evocativa dei concetti espressi nel mantra stesso. * il secondo tipo è in una cosidetta “lingua barbara”, si avvale dello “stupore” provocato da determinate sonoritá speciali. Se in una certa cultura una certa frase è stata ripetuta per secoli con grande passione la frase in se è piú capace di un'altra di rilasciare indietro questa passione. Dobbiamo pensare che in questo caso quel determinato insieme di parole è come un contenitore che sia stato caricato di una certa energia "emotiva" che viene rilasciata al momento giusto. Il mantra può causare un totale break di pensieri (scopo della meditazione (vedi sotto)) oppure accrescere un’energia specifica. Come lo usiamo noi SNIP ha 10 mantra specifici che sono stati introdotti nei giorni precedenti. Magia Cerimoniale Include oltre che alle formule una serie di gesti, strumenti e ambienti specifici. Se si astrae il contesto fisico è possibile rappresentare un intera cerimonia nel mondo magico in con l’uso del potere di In-mago (vedi sotto). La Magia cerimoniale ha lo scopo di evocare poteri esterni al mago e di porli sotto il suo controllo. Contrariamente a tutte le altra forme trattate qui la magia cerimoniale si presta perfettamente a essere praticata in gruppi molto grandi. Esempi di magia cerimoniale sono la messa cattolica, le rappresentazioni di tragedie greche. Questa è una attività legata alla Sephira Hod. Eventi di Folla Un tipo speciale di magia cerimoniale è l’Evento di Folla. Appartengono a questa categoria eventi di qualunque tipo che radunino un gran numero di persone a contatto fisico e in preda ad eccitazione. Queste rilasciano una grande quantitá di energia emozionale. Una partita di calcio, un concerto rock o una dimostrazione politica sono esempi di questo evento. Nella Folla l’uomo trova facile liberarsi delle sue energie negative attraverso il comune scopo. Questo è conosciuto fin dall’antichità. Il processo di folla é liberante e spersonalizzante. Porta a raggiungere stati di consapevolezza alterati (non necessariamente in bene) e a compiere azioni che normalmente non si commetterebbero. Esistono due differenze fondamentali fra l’evento di Folla e la cerimonia magica. Il primo fa leva piú sulla forza del numero che sulla forma di una regola precisa. Inoltre il tipico evento di Folla non ha altro scopo che quello di liberare energie accumulate e di disperderle. La magia cerimoniale, al contrario, si sforza di accumulare abbastanza energia da potere aprire un canale con le sephiroth superiori. Questa è una attività legata alla Sephira Netzach. Immaginazione Le tecniche di immaginazione costituiscono la base della Magia. Attraverso di queste è possibile raggiungere lo stato di coscienza sottile. Il sottile è una vasta sfera che include sull’albero della Vita le

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Sephiroth fra Yesod e Tiphereth. Qui tutto è possibile: esplorare intere dimensioni, parlare con entità sovrannaturali come angeli, dei, alieni e così via. Tutto questo è "Reale" e non fantasia ma solo nel suo contesto di riferimento. In un Gioco di Ruolo per Computer Online si hanno delle esperienze che hanno un loro significato all’interno del gioco e lo perdono appena ci si disconnette. Quando si ha a che fare con la Magia bisognerebbe sempre tenere a mente questo punto. Come lo usiamo noi SNIP usa le tecniche immaginative del mondo Magico come sono state descritte precdedentemente. Meditazione Per meditazione si possono intendere due cose radicalmente differenti. Nel linguaggio occidentale comune ci si riferisce a meditazione come della concentrazione mentale su un oggetto specifico al fine di indagarne la natura. Il senso che interessa a noi é diametralmente opposto. Meditazione è la sospensione dell'attività dei veicoli (vedi documento SNIP) per fare emergere l’essere sottostante. Questo tipo di meditazione è largamente praticato nelle culture orientali e non appartiene al nostro patrimonio storico e culturale. Per quanto l’idea affascini molti questa attività è consigliabile come mezzo principale solo a pochi. Come lo usiamo noi SNIP conosce la meditazione senza oggetto di tipo advaita vedanta. Tuttavia nella nostra esperienza essa richiede un ambiente ben diverso da quello della quotidianità occidentale per avere effetto. Una assoluta pace interiore, un perfetto silenzio interiore sono difficili da raggiungere nel caos e nella guerra esteriori. Spirito Questa meditazione é una variazione di quella di ieri. Si tratta delle 27 combinazioni delle 3 lettere madri, espresse in parole italiane. Siediti e ripeti: I Titoli dell'Altissimo 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. Altissimo Altissima Altissima Altissimo Altissimo Altissimo Altissimo Altissima Altissimo Archetipo Arcaico Antica Misericordia Assonanza Sublime Mistico Abisso Mistico Momento Misterioso Suono Albero Sacro Soave Musica Santo Solitario

I Titoli del Misericordioso 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. Misericordiosa Misericordiosa Misericordiosa Misericordiosa Misericordioso Misericordioso Misericordiosa Misericordioso Misericordioso Acqua Amorevole Ala Magnanima Antica Sorgente Madre delle Acque Monumento della Manifestazione Mare Salato Sapienza Assoluta Scudo Magnifico Spirito di Sofferenza

I Titoli del Santissimo 1. Santo nell'Alba di Ardore 2. Santo Araldo sulle Mura

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. Santo Santo Santo Santo Santo Santa Santo Anello Sicuro Miles dell'Altare Mistico Messaggio Magico Arcano Sole Alba Stella del Mattino Sovrano Sommo

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[Postato il 2008-06-27 00:47:17 da: fenice]

Introduzione La XVII via congiunbge Tiphereth a Binah e rappresenta il Legame amoroso che lega la madre al figlio. Questo legame per un certo periodo da la vita, come un cordone ombelicale. Ma ogni essere é destinato all'indipendenza e per questo il legame deve essere tagliato con la Spada. La lettera associata é in fatti la Zain. Corpo Oggi introduciamo l'ultima delle 10 posizioni. Il Dragone: La posizione del corpo è quella di base. Le braccia sono alzate e piegate, in modo che le mani siano all’altezza del collo e la guardia della spada stia all’altezza della guancia. La lama, dritta o leggermente inclinata verso la schiena, protende la punta verso l’alto. I gomiti stanno aperti in modo da formare una linea all’altezza delle spalle. Esercitati come segue: Trova un grande spazio, pratica le 10 posizioni le una dopo le altre, facendo un passo avanti ogni volta che cambi di posizione. Emozioni Ieri hai iniziato a creare un dipinto con il tuo simbolo. Continua a lavorarci su. Illustration 19: XVII via Se il dipinto é pronto trovagli una bella cornice. La cornice deve essere del colore complementare a quello prevalente del dipinto, in maniera da ottenere un effetto di "flashing". Mente Background Teorico Il background teorico di questo corso è cabalistico e si applica sia al tradizionale Albero della Vita o ai Palazzi come delineati nel Sepher Zohar. Qualsiasi metodo sistematico per descrivere il mondo interiore della umanità può essere applicato, a patto che sia conciso con simboli per I vari piani del conscio semplici da visualizzare Si parte dal presupposto che noi come esseri coscienti abbiamo origine in Kether, la mente senza limiti di Dio. Ci si incarna attraverso vari stati di densità che aumenta e la materia nel mondo, per ottenere le esperienze che ci permetteranno di divenire da “Entità Potenziali” a Esseri Auto Attualizati. Durante il viaggio si prendono le caratteristiche e i “corpi” di varie vibrazioni, e nel nostro ritorno rimuoviamo questi corpi in cambio di mondi e corpi della Luce sempre più sottili. Questi "mondi" sono descritti in una varietà di testi Gnostici, Cabalistici Ermetici o Alchemici in modi e numeri differenti, ma condividono le stesse funzioni globali e qualità essenziali. Ossia vanno dal piu denso dei modi della Terra Materiale al più sottile dell’Infinito, o il punto della nostra Origine. All’interno del nostro corpo fisico ci sono vari organi di

Illustration 20: Dragone 45/123

PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE percezione fisica, chiamati centri psico spirituali nella nomenclatura esoterica occidentale, o chakras in Sanscrito. Questi centri corrispondono a vari livelli della nostra fisiologia. Cioè ad un livello corrisponde il nostro sistema nervoso e il plesso, ad un altro il sistema endocrino delle glande che secernono gli ormoni. Ci sono altre corrispondenze, ma queste sono quelle più usate efficacemente e frequentemente. La "proiezione astrale" avviene attraverso il plesso solare, ma può essere un esperienza strana e troppo intensa. Altri suggerimenti sono puramente artifici visuali, come l’innalzamento di una nebbia dal corpo, o l'avere un “ corpo di luce” vicino al proprio corpo. Si dice che praticanti esperti possano proiettare la loro coscienza attraverso i loro centri superiori al tempo della morte, “morendo consciamente”. I centri qui suggeriti sono in alto e sulla fronte, o la Corona e il Terzo Occhio, associati con la ghiandola pineale e pituarica. Alcuni usano il retro della testa o cervelletto. Nei testi indiani a ciascun chakra è associato un certo potere. (Siddha), risvegliato dall’aspirante, e come tale permette allo studente di proiettare la coscienza attraverso differenti centri psichici. La complessità e la sottigliezza di questi aumentano fino a che si arriva alla Corona. Nelle pratiche cabalistiche, comunque, i centri sono usati raramente come tali. Invece vengono usate visualizzazioni del mondo etereo, sino a quando siano compresi a poco a poco. Oppure rituali combinati con dei metodi per dare più energia generalizzata al corpo pischico. Questo da soli, oppure assieme a quei Sephirot. La variante moderna con l’uso dei tarocchi è chiamata path working ed é associata alle lettere ebree. I monaci ortodossi orientali usavano una intensa visualizzazione di un piccolo sole sul plesso solare, mentre altre scuole usavano il cuore come centro per l’esteriorizzazione, solo che oggi non vengono usate molto. Gli alchimisti usano tinture, o medicine, per aiutare la proiezioni del conscio. Queste NON sono allucinogeni o droghe psico attive. Le medicine alchemiche hanno effetto in qualunque caso: si sia rilassati, si stia dormendo oppure si stia meditando. Assistono la proiezione del conscio, cioè l’espansione della coscienza, invece di indurla o esserne la causa prima. è possibile applicarsi una medicina e guidare una macchina senza problemi. Nelle tecniche dell’oriente, il numero di centri psichici attribuiti al corpo dipende dalla scuola, ma in genere si può dire che ci siano sette centri psichici maggiori e cinque centri psichici minori, come minimo. Ci sono molte variazioni per la locazione, colori, attributi, mantra, o suoni delle vocali Secondo Sri Aurobindo, il centro della gola è associato alla esternalizzazione delle forze mentali, ed è il legame tra la sfera mentale superiore e inferiore. Come in certe scale di colori della Cabala, il grigio è associato con questo colore. Nel Serpente di Fuoco, Una visione moderna di Kundalini, D. Irving sottolinea come il chakra Vissudha sia presieduto da una doppia divinità Shakini e Shiva. Ciascuno ha cinque facce, per rappresentare i cinque elementi e tre occhi, che sono le percezioni , o conoscenze, fisiche e psichiche. Shakini viene vista come la Luce in se e per se, e Shiva è visto come l’ideale ermetico, mezzo bianco e mezzo dorato. Il centro è associato alla purificazione dell’intelligenza, il substrato psichico o etere (Akasha) e all’udito. Il colore è un violetto affumicato. Questo colore è associato al centro della gola anche in lavori cabalistici moderni non solo in Sri Aurobindo. Assieme agli altri due centri psichici, questi tre sono i soli centri dove la percezione psichica diretta è possibile . Spirito Esegui i 10 mantra uno dopo l'altro e cerca di farli "risuonare" in un punto preciso del tuo corpo.

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[Postato il 2008-06-29 05:41:00 da: fenice]

Introduzione l'esercizio di oggi, sabato, é la prima "simulazione" a tutto campo del nostro programma. Si tratta di affrontare un problema pratico ma di cercare di rimanere positivi e centrati. Oggi pratica il Buio. Stacca la corrente elettrica dall'apparato centrale di casa tua. Per tutto il giorno (24 ore alle 00:01 alle 23:59 non usare nulla che sia elettrico a meno che: 1. Non sia alimentato indipendentemente dalla rete (solare, eolico, etc) 2. Non sia alimentato da batterie Puoi peró uscire e comprare candele, o un fornellino a gas per cucinare.

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[Postato il 2008-06-28 07:14:04 da: fenice]

Oggi é un giorno di silenzio. Semplicemente devi trattenere la parola per 24 ore. Non solo la parola parlata, ma anche quella scritta. Se sei costretto dalle circostanze in una discussione con terzi limita le tue parole al minimo possibile. Meglio ancora se ti esprimi a gesti. Potresti far capire di avere una terribile raucedine.

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PROGE TT O PREPARA ZIONE INTEGRA LE : GIORNO 20
[Postato il 2008-06-30 00:49:57 da: fenice]

Introduzione La ventesima Via é la Iod, che é una via di Silenzio e Potenza contenuta. Non sono molti coloro che stanno leggendo queste parole. Ancora meno sono coloro che vogliono metterle in pratica, e coloro che riescono a metterle in pratica sono meno ancora. Per questo La XX via é cosí solitaria. Corpo Continua ad allenarti nelle 10 diverse posizioni. Associazioni fra le posizioni e le Sephiroth Ognuna di queste posizioni è associata ad una sephirah sull'albero della Vita, e ne interpreta le caratteristiche: 1. Il Falcone - Kether 2. Il Dragone - Chokmah 3. Il Leviatano - Binah 4. L’Unicorno - Chesed 5. Il Basilisco - Geburah 6. La Fenice - Tiphareth 7. La Viverna - Netzach 8. Il Grifone - Hod 9. Il Pegaso - Yesod 10. La Sfinge - Malkuth È importante nell’impararle tener presente quest’associazione. Provate ad interpretare le posizioni con questa consapevolezza, e riuscirete prima ad interiorizzarle. Emozioni Il tuo simbolo dovrebbe essere pronto adesso, appeso al muro in bella vista. Se non lo hai ancora fatto é un buon momento. Fermati a contemplarlo e lascia che evochi dentro di te le belle sensazioni che gli associ. Continua a disegnarlo e a dipingerlo. Mente Vi sono stati alcuni che leggendo queste istruzioni hanno storto il naso. Magia?! Roba da medioevo.

Illustration 21: le 10 posizioni associate alle Sephiroth

Forse il futuro é piú legato al passato di quanti molti credano. Negli ultimi tre decenni scoperte in fatto di psicologia sperimentale hanno confermato che il modo d'intendere il mondo di una persona potrebbe effettivamente modificarne la realtà (noi già lo sappiamo perché abbiamo visto che sono le aspettative del medico che guariscono mediante l'effetto placebo). Questa idea fa a pugni con la concezione canonica della mente, suggerendo che essa possa realmente cambiare a distanza alcuni eventi: che possa «spostare la materia» e quindi modellare il mondo che ci circonda. Watzlawick Watzlawick pone in evidenza la significativa ricerca che tenderebbe a raffreddare certi entusiasmi dello psicologo Robert Rosenthal dell'Università di Harvard, nota come l'esperimento della Oak School.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Questo studio riguardò una scuola con seicentocinquanta studenti e diciotto professoresse. All'inizio dell'anno scolastico fu detto al corpo insegnante una cosa falsa: che un nuovo test sull'intelligenza, assegnato a tutti gli studenti, avrebbe potuto non solo determinare i loro quozienti d'intelligenza ma anche individuare quel 20 per cento degli studenti che in quell'anno scolastico avrebbero compiuto un progresso intellettuale più rapido e consistente. Dopo lo svolgimento dei test, alle insegnanti furono dati i nomi degli studenti che, stando alle previsioni basate sui test, avrebbero avuto un profitto migliore. Ma in realtà esse furono ingannate, perché i nomi furono presi a casaccio dall'elenco degli allievi. Quindi la differenza fra questo gruppo di studenti e il resto del corpo studentesco esisteva soltanto nelle menti delle insegnanti. Alla fine dell'anno scolastico lo stesso test sull'intelligenza fu assegnato alle varie classi. I risultati? Il gruppo «dotato» dimostrò reali incrementi al di sopra della media nel loro quoziente intellettuale. Per giunta, le valutazioni soggettive delle insegnanti indicarono che questi studenti erano più spigliati, cordiali e intellettualmente curiosi degli altri. Che cos'era successo? Ci sono molti modi di spiegare il risultato di questo studio. Potremmo dire che nelle insegnanti fu indotta una «predizione autorealizzatasi» che concretizzarono dedicando, inconsciamente, un'attenzione maggiore agli studenti «dotati», dando loro un vantaggio che si manifestò nel punteggio finale del test. Dopo tutto, gli insegnanti amano avere allievi dotati e quindi non è irragionevole sospettare che queste professoresse abbiano svolto con attenzione ed empatia straordinarie i loro compiti «speciali». Ma la spiegazione del risultato di questo esperimento, come vedremo, è per noi invece chiara alla luce delle conoscenze già acquisite. Esso non è spiegabile unicamente mediante dai principi noti della psicologia sperimentale, secondo cui le menti sono separate e isolabili a singoli individui. La psicologia deve ricorrere per queste spiegazioni a ipotesi sul funzionamento della mente più audaci di quelle che finora è stata disposta a contemplare . In effetti può dimostrarsi più semplicistico credere che sul nostro pianeta esistano 5 miliardi di menti separate e individuali, che suggerire l'esistenza di una sola mente (mente ctonica) non localizzata che si manifesta attraverso persone diverse. Se la mente è non localizzata, se qualcosa come una mente allargata, universale o di gruppo è reale: se queste possibilità esistono, non sarebbe del tutto irragionevole supporre che le convinzioni delle insegnanti abbiano modificato le presentazioni degli studenti «speciali» identificandosi empaticamente con loro e realizzando gli effetti osservati; infatti se la mente è davvero non localizzata dovrebbe esisterne una sola, a cui appartenevano le menti sia delle insegnanti sia degli studenti. Jung A questo proposito ricordiamo che esiste un concetto del funzionamento mentale che è del tutto idoneo ad accettare le esperienze di una mente ctonica e non localizzata come sane e normali: il modello sviluppato dallo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung. La stessa vita di Jung fu un pregnante esempio di come esperienze non localizzate possano irrompere nella vita di tutti i giorni. Dalla gioventù alla vecchiaia, egli esperimentò frequenti eventi che esercitarono una profonda influenza nel suo sviluppo di una psicologia del transpersonale, del transpaziale e del transtemporale. Jung è uno dei più grandi esploratori della vita mentale degli esseri umani del nostro secolo. In un primo tempo collaboratore di Freud, si dissociò da lui perché si convinse che le teorie freudiane non arrivavano a una piena spiegazione della mente. Freud insisteva sulla repressione degli istinti sessuali come spiegazione delle afflizioni della psiche umana: un modello preponderantemente «localistico» della malattia mentale che enfatizzava rigide categorie di tempo, spazio e persona. Jung si spinse più oltre, ed elaborò un modello della psiche decisamente non localistico. Molte delle radicali intuizioni di Jung derivavano dalle sue esperienze, in particolare dai suoi sogni. «Giorno dopo giorno noi viviamo lontano, oltre i limiti della nostra coscienza», concluse. «A nostra insaputa, anche la vita dell'inconscio procede dentro di noi... comunicandoci alcune cose... fenomeni di sincronia, premonizioni e sogni».

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Elaborando per decenni la propria vita psichica, nonché trattando migliaia di pazienti e analizzando i loro sogni, Jung giunse alla certezza che l'umanità possiede una precisa eredità psichica. Essa consiste di fenomeni fondamentali per la vita che si esprimono a livello psichico, cosi come altre caratteristiche ereditarie si manifestano a livello fisico. Tali fenomeni comprendono «fattori psichici» che non sono limitati a singole persone, famiglie o razze. Queste «predisposizioni universali della mente» sono analoghe alle forme di Platone o alle categorie logiche che sono dovunque presenti come postulati fondamentali della ragione: la differenza consiste nel fatto che sono categorie dell'immaginazione, non categorie della ragione. Mutuando il termine da Sant'Agostino, Jung le chiamò archetipi. Esse abbondano nella vita di ciascuno e assumono la forma di motivi familiari: storie religiose, miti, sogni, fantasie spontanee e visioni. Lo strato inconscio della psiche è composto di queste forme dinamiche universali che Jung chiamò inconscio collettivo. Secondo Jung l'inconscio collettivo presenta le caratteristiche della mente ctonica che finora abbiamo visto. Esso non potrebbe essere definito nello spazio o nel tempo, e trascende l'individualità singola per abbracciare tutte le menti. Come egli scrisse : «L'inconscio... ha il suo 'tempo' poiché passato, presente e futuro si fondono assieme in esso». Non c'è dubbio che Jung credeva anche nel concetto della Mente Unica, ctonica. «Giacché tutte le distinzioni svaniscono nella condizione inconscia», affermò, «è logico che anche la distinzione fra menti separate dovrebbe scomparire. Dovunque c'è un abbassamento del livello conscio, riscontriamo casi d'identità inconscia.» Jung si rendeva conto che una delle manifestazioni comuni della mente inconscia era il fondamentale senso mistico di unicità e di unione con tutto quello che contiene. Questa esperienza, come lo stesso inconscio collettivo, era universale. Jung la chiamò: «il farsi uno trascendente»; un'esperienza che metteva una persona in contatto con la Mente Unica. Ma in definitiva questa Mente Universale e la mente singola erano una sola e la medesima. «Significa [questo] che la Mente non è che la nostra mente? 0 che la nostra mente è la Mente? Indubbiamente è vera la seconda ipotesi... non c'è un peccato di orgoglio in ciò; al contrario, è una verità perfettamente accettata [in Oriente], mentre da noi [in Occidente] essa equivarrebbe a dire 'io sono Dio'». Ma anche se può sembrare blasfemo per l'occidentale riconoscere una cosa del genere, sottolineò Jung, era nondimeno un'«incontestabile esperienza mistica» presente in tutte le tradizioni religiose, sia orientali sia occidentali. Jung credeva fermamente nell'immortalità, e questo si armonizzava con la sua certezza che la Mente è al di là delle limitazioni del tempo. «[La nostra] psiche si spinge fino a una ragione che non subisce le costrizioni del mutamento nel tempo né delle limitazioni dello spazio», dichiarò. «I due elementi del tempo e dello spazio, indispensabili per il cambiamento, sono relativamente privi d'importanza per la psiche... [La] psiche è fino a un certo punto non soggetta alla corruttibilità». Ma la situazione è paradossale: per poter conoscere l'immortalità dobbiamo ugualmente renderci conto che siamo mortali. «La sensazione dell'infinito», ribadì, «...può essere raggiunta soltanto se perveniamo a un massimo grado di limitazione. Quando ci riconosciamo come unici... cioè in ultima analisi limitati... possediamo anche la capacità di diventare consci dell'infinito. Ma solo allora!». Rivolgere l'attenzione alle manifestazioni della Mente atemporale era per Jung il dovere catartico di ogni essere umano. Questo compito è particolarmente arduo nella nostra epoca perché abbiamo spostato tutto il nostro interesse sul «qui e adesso»: sul fare, sul consumare, sull'aspetto pratico della vita, sul «progresso» materiale. Ma la Mente Una non può essere inscatolata nel «qui e adesso», perché è infinita ed eterna. E, poiché la sua «qualità» di spazio e tempo è diversa da quella a cui attribuiamo comunemente valore, ce ne

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE troviamo esclusi. Il risultato è patologico: noi siamo diventati vittime dei nostri impulsi inconsci, il nostro mondo è stato reso un inferno. Al contrario, il nostro compito nella vita, insegnò Jung, è «esattamente l'opposto: diventare consci dei contenuti che premono dall'inconscio». Dobbiamo «creare sempre più coscienza». Solo in questo modo possiamo realizzare «l'unico scopo dell'esistenza umana [:] ... accendere una luce nelle tenebre della vera esistenza». Jung non era d'accordo con la tendenza delle religioni occidentali di considerare l'anima come qualcosa di pietosamente piccolo, indegno, personale e soggettivo e mise in rilievo le contraddizioni intrinseche di questa concezione. Com'era possibile, per esempio, che un'entità tanto piccola e indegna fosse immortale? Intorno a noi, ribadì, ci sono prove che è vero il contrario: l'anima è meravigliosamente illimitata. Ed egli dedicò un'intera vita all'impresa di accumularle. Poté così concludere: «L'anima sicuramente non è piccola; è invece la stessa radiante Divinità». Qual è la relazione fra l'anima e la coscienza? Per Jung la coscienza umana è «la manifestazione invisibile e intangibile dell'anima». Perciò il compito di «creare sempre più coscienza» diventa l'equivalente di riscoprire l'anima e di riprendere contatto con la Divinità interiore. Queste considerazioni ci pongono nella condizione di iniziare a capire perché probabilmente tutto ci è possibile…! Esperimento di Oak School Ma lasciamo questo interessantissimo tema per riprenderlo in seguito e ritorniamo ancora per un po’ ai nostri esperimenti. Prima di effettuare l'esperimento di Oak School, Rosenthal, ha fornito i dati raccolti in uno studio analogo effettuato con i topi che fu ripetuto e confermato da molti altri studiosi. A dodici studenti di un corso di psicologia sperimentale furono tenute lezioni sulla possibilità di trasmettere a certi topi, mediante la selezione genetica, la capacità di rispondere positivamente o meno ad alcuni test. Poi, a sei studenti fu assegnato un gruppo di trenta topi che furono spacciati come discendenti da un ceppo superiore, e quindi abili o rapidi nell'apprendere. Agli altri sei studenti furono dati trenta topi e fu loro detto il contrario: i loro animali erano, per motivi genetici, più tardi nell'apprendimento. In realtà non c'era nessunissima differenza genetica nei roditori: tutti venivano da un ceppo particolarmente omogeneo, del tipo sempre usato in questo tipo di esperimenti di psicologia sperimentale e tutti gli animali furono addestrati allo stesso esperimento sulla capacità di apprendimento. I topi considerati superiori dai loro addestratori si comportarono effettivamente meglio fin dall'inizio e portarono i loro punteggi molto al di sopra di quelli totalizzati dagli esemplari «non intelligenti». Al termine di questo esperimento durato cinque giorni, fu chiesto agli osservatori di valutare soggettivamente i loro animali. Gli addestratori che erano convinti di aver lavorato con soggetti superiori li valutarono di conseguenza. Riferirono che erano curiosi, intelligenti e simpatici, e che giocherellavano spesso con loro, accarezzandoli e coccolandoli. Invece gli studenti che «sapevano» di avere trattato con topi non intelligenti espressero giudizi negativi su di essi. Possiamo spiegare il risultato di questo esperimento come il consueto genere di «pregiudizio dell'osservatore?». Non potremmo ipotizzare che i risultati positivi siano da ricondurre alla sottile influenza dell'interazione giocosa e affettuosa fra gli sperimentatori e i loro topi «dotati?». Se le cose stanno così, niente distingue la spiegazione dei risultati di questo studio da quella solitamente fornita circa l'esperimento di Oak School: tutto dipende dai sottili suggerimenti, dall'empatia e dai vantaggi di un insegnamento preferenziale, provenienti involontariamente dall'insegnante o dallo sperimentatore.

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Non c'è dunque nessun bisogno, secondo quest'ottica, di suggerire che le menti degli sperimentatori abbiano influito sulla performance dei topi. Dopo tutto, gli studenti sono ragazzi gentili (non tutti), e inoltre spesso i topi di laboratorio sono creature graziose; ci si poteva quindi attendere dell'empatia e dei sentimenti positivi nei confronti di ciascuno dei due gruppi di soggetti. Ma manteniamo le spiegazioni chiare, semplici ed economiche. Non scordiamo il rasoio di Occam: secondo questa regola aurea della scienza, enunciata nel quattordicesimo secolo dal filosofo inglese Guglielmo di Occam, la migliore delle spiegazioni è quella che impiega il minor numero di congetture. «Moltiplicare le proprie ipotesi» oltre il minimo indispensabile è proibito, ed è questo che faremo tirando in ballo effetti «mentali» e il concetto della mente ctonica. Il mondo dei vermi Addentriamoci invece nel regno degli esseri viventi, questa volta il mondo dei vermi che, verosimilmente, la maggior parte della gente non trova straordinariamente degni di simpatia e di tenerezza. Nel 1963 due ricercatori, Lucian Cordaro e J.R. Ison, rivelarono i risultati di uno straordinario studio su di un lombrico primitivo, la planaria, risultati che, a loro avviso, non erano spiegabili attraverso le consuete interpretazioni dei modi d'interazione fra gli sperimentatori e i soggetti di studio. Dato che le planarie hanno cervelli, sia pur rudimentali, si pensava che potessero essere capaci di compiti molto semplici come imparare la direzione da prendere all'incrocio di una galleria da laboratorio. Questi esperimenti erano molto comuni nelle università americane negli anni Cinquanta; in quello di Cordaro e Ison, esattamente come nell'esperimento della Oak School e nello studio or ora menzionato sui topi, agli sperimentatori fu fatto credere di avere a che fare con due gruppi diversi di vermi, alcuni geneticamente dotati o intelligenti, altri stupidi e incapaci. Questa convinzione determinò risultati analoghi a quello che abbiamo già osservato negli altri due studi: i lombrichi che gli osservatori credevano più dotati ottennero risultati superiori apprezzabili nei loro compiti di apprendimento. Anche se la soggettività degli sperimentatori interveniva nello studio sotto forma di aspettative circa la performance dei vermi, è molto improbabile che i risultati possano essere spiegati attraverso veri e propri attaccamenti emotivi fra gli osservatori e i loro soggetti. Infatti, come Paul Watzlawick osserva con una punta di arguzia nel suo rapporto su questo studio, «a questo stadio primitivo di sviluppo [di tali vermi, c'è] poco spazio per l'attaccamento emotivo». conclusioni sui 3 esperimenti In tutti e tre questi esperimenti, con ragazzi, topi e vermi, è inoltre importante notare che ci troviamo di fronte non semplicemente a conclusioni soggettive ma a risultati misurati. In ciascuno di questi studi, gli effetti poterono essere quantificati numericamente e i loro dati numerici variano nella stessa direzione delle predizioni mentali e delle aspettative degli insegnanti o degli sperimentatori. Non è allora possibile che sottili suggerimenti possano agire in modi per noi invisibili e inspiegabili fino al punto da plasmare il comportamento dei soggetti, anche fra esseri umani e lombrichi? Ovviamente si determina una qualche interazione si tratta solo di capire quale. Dovunque intervengono effetti di empatia, e dovunque si abbia un interscambio emotivo positivo fra sperimentatore e soggetto, possiamo attenderci che questi fattori modifichino i risultati. Ma è difficile credere che i suggerimenti, in tutti e tre questi esperimenti, possano essere spiegati completamente nel modo consueto: interazioni basate unicamente su scambi verbali, tattili o visuali, o con qualche altro comportamento vicendevole mediato fisicamente. Il problema è che questi tipi d'interazioni non sembrano essere sempre presenti, specie quando la forma di vita interessata non evoca negli sperimentatori calore e simpatia, come di solito avviene con i vermi. Quale che sia la spiegazione scelta, è ovvio che noi diamo forma al nostro quadro della realtà, e neppure la protezione della scienza può sempre impedire il nostro ruolo di partecipazione. Watzlawick così pone il dilemma sollevato da questi strani studi e spiega la nostra reazione tipica nei loro confronti: Proprio perché tutti questi esperimenti minano le nostre concezioni fondamentali, è fin troppo facile liquidarli con un'alzata di spalle e tornare alla comoda concezione della nostra solita routine. Il fatto, per esempio, che psicologi molto favorevoli all'uso di test ignorino questi risultati estremamente sconvolgenti e continuino a sottoporre a test persone e animali con l'accanimento di sempre e la pretesa di «obiettività» scientifica, è soltanto un piccolo esempio della determinazione con cui ci arrocchiamo nelle nostre difese quando la nostra abituale visione del mondo viene minacciata. Un'altra alternativa è quella di spiegare questi esperimenti dicendo che si è trattato di un evento psicocinetico in cui una mente individuale «muove la materia» in maniera ancora incomprensibile

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE «spingendo» il comportamento degli studenti, dei topi e dei lombrichi in una particolare direzione. Ma una tale mente sarebbe non localizzata ossia ctonica e i suoi effetti si determinerebbero chiaramente al di fuori del cervello. Se veramente non è localizzata né ristretta all'individuo, appare possibile la sua fusione con altre simili, fino a formare la Mente Unica. La psicocinesi, quindi, parrebbe una particolare manifestazione della Mente Unica non localizzata, non fondamentale in sé e per sé. Indubbiamente negli esperimenti che abbiamo preso in considerazione ci furono sottili interazioni che modificarono i risultati finali degli studenti, dei topi e dei vermi; alcune di queste interazioni erano di natura fisica: suggerimenti non intenzionali a cui si ricorre di solito per spiegare il «pregiudizio dello sperimentatore». La più sottile interazione, però, può consistere in ciò che Watzlawick chiama «comunicazione umana», questa «comunicazione» sta rivelando da un punto di vista scientifico qualcosa di completamente diversa da quanto ammesso dalle odierne teorie. Probabilmente i fatti noti circa la comunicazione umana, e la comunicazione fra esseri umani e altre specie, si renderanno comprensibili soltanto attraverso il concetto di mente non localizzata, la Mente Unica, un'avvolgente unione della mente, una "coscienza universale" che coinvolge le menti di tutti, insegnanti, sperimentatori, studenti, topi e perfino vermi. la Mente universale Il condizionamento telepatico come abbiamo visto nei capitoli precedenti è solo un aspetto, sicuramente il più immediato ed utilitaristico per nostri fini, ma il concetto di Mente Universale , come vedremo apre orizzonti molto più ampi ed interessantissimi in questo panorama. Per i collezionisti delle prove di laboratorio, citiamo anche dei casi ti trasmissione psichica di informazioni ottenuti in laboratori di sperimentazione statunitensi, nei quali sono coinvolti degli altri animali. A) In un esperimento, ad una cagna e a uno dei suoi cuccioli fu insegnato ad accucciarsi ogni volta che veniva alzato un giornale arrotolato. Poi i cani furono messi in una stanza separata e il cucciolo fu ripetutamente minacciato, nello stesso momento in cui si acquattò, la madre faceva lo stesso. B) In un altro studio, una femmina di boxer fu collegata a un elettrocardiogramma in una stanza insonorizzata, mentre la sua padrona si trovava separata da lei in una stanza lontana insonorizzata. Poi, all'improvviso, uno sconosciuto irruppe nella stanza e si mise a inveire contro la donna minacciandola con violenza. In quel momento l'apparecchio registrò un fulmineo e drammatico aumento delle pulsazioni cardiache della cagna nella stanza anch'essa insonorizzata. Oltre che negli uomini ci sono alcuni esperimenti ormai dei classici che mostrano senza ombra di dubbio da un punto di vista scientifico le capacità degli animali di infrangere le limitazioni spaziali e temporali e questo ci introdurrà in seguito in un mondo ancor più affascinante, con ulteriori approfondimenti inerenti i nostri poteri mentali e a come utilizzarli per i nostri scopi. C) In una significativa serie di esperimenti iniziati da Pierre Duval ed Evelyn Montredon in Francia, e portati avanti in America da Walter Levy, dei gerbilli e dei criceti furono messi in una gabbietta divisa in due scomparti uguali. Il divisorio era abbastanza basso da permettere agli animali di superarlo senza difficoltà. A intervalli di circa un minuto veniva applicata al pavimento una scossa elettrica di cinque secondi: la sequenza degli impulsi elettrici era determinata a caso da un generatore appositamente predisposto. La motivazione degli animali era presumibilmente quella di evitare il dolore saltando nel lato della gabbietta a cui non era inviata la scossa. Ma come facevano a prevedere quale parte sarebbe stata elettrificata subito dopo? Essi non potevano indovinare una sequenza precisa perché non esisteva: le scosse erano inviate a casaccio. Eppure sembravano conoscerla, poiché, quando le posizioni degli animali furono registrate elettronicamente e i dati analizzati con il computer, i gerbilli e i criceti riuscirono in qualche modo a trovarsi al posto giusto per evitare le scosse, in una percentuale molto superiore a quella attribuibile al caso. Questo studio suggerisce perlomeno la possibilità che la "mente" dei gerbilli e dei criceti, se così possiamo definirla, non si limita al presente, ma può estendersi al futuro, esaminarlo e fornire utili informazioni all'animale. Ma non potrebbe trattarsi di un caso di telepatia, la quale, secondo la teoria di Boone, può avvenire se le menti di tutti gli esseri viventi sono unite in un "universale serbatoio della mente"?

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Se questo modello fosse veritiero è possibile che gli sperimentatori fornissero telepaticamente ai soggetti l'informazione loro necessaria per evitare le dolorose scosse; non però in questo esperimento, perché neanche gli sperimentatori sapevano quale metà della gabbietta avrebbe ricevuto la scossa successiva, dato che la sequenza dipendeva completamente da un generatore randomizzato (random = casuale). D) In un altro studio in cui alcuni animali parvero dimostrarsi in grado di conoscere il futuro, gli sperimentatori C.E.M., Bestall e James Craig misero dei ratti e dei topi in un labirinto che offriva loro due scelte. Gli animali furono capaci di prevedere quale delle scelte fosse quella giusta e di dirigersi nella giusta direzione, anche se la scelta corretta fu assegnata solo dopo, mediante un procedimento affidato al caso. Studi di questo tipo lasciano sospettare che le menti degli animali possano violare l'«adesso». Ma essi possono anche violare le limitazioni spaziali e agire nella giusta maniera anche oltre il «qua». Questa "Mente Universale" non è limitata ai singoli osservatori, anche se si manifesta attraverso di loro, creando l'illusione di un sé separato e la sensazione di un ego in possesso di una mente a sé stante. Ma la prova di gran lunga più sconcertante derivante dallo studio degli animali che esista una Mente Unica Universale in grado di infrangere le limitazioni spaziali sono sia gli innumerevoli casi di animali smarriti, casi estremamente comuni che ognuno di noi conosce, sicuramente molto più interessanti degli esperimenti di laboratorio, sia le migrazioni stagionali compiute da animali che raggiungono destinazioni ignote o luoghi dove non sono mai stati. E) Un tipico caso è quello di Bobbie, una giovane collie. Era in viaggio con la famiglia dei suoi padroni dall'Ohio alla nuova casa nell'Oregon, dove Bobbie non era mai stata. Durante una sosta della famiglia, Bobbie si allontanò e non fu più possibile rintracciarla. Alla fine la famiglia abbandonò la ricerca e continuò il viaggio. Quasi tre mesi dopo Bobbie fece la sua ricomparsa davanti alla porta della nuova casa nell'Oregon. Non c'era la possibilità di errore nell'identificazione dell'animale: aveva ancora la sua targhetta con il nome al collo, oltre a parecchie cicatrici e altri segni di riconoscimento. FISICA E la fisica? A quali considerazioni ci portano le ultime scoperte sulla mente ctonica, ossia questa Mente Universale e la capacità delle persone di influire sulle persone stesse, sulle cose ed anche sugli eventi? Alcuni interessantissimi studi di verifica hanno dimostrato che la gente comune proietta effettivamente i propri pensieri nel laboratorio della natura. Due ricercatori della facoltà di Ingegneria della Princeton University, Robert G. Jahn e Brenda J. Dunne, hanno dimostrato che dei volontari messi di fronte a una macchina possono influenzare il suo lavoro con la forza dell'attenzione. L'esperimento viene riportato nel loro testo, rigorosamente documentato, Margins of Reality. La macchina che veniva influenzata era un generatore di numeri casuali, un computer che emetteva sfilze di 0 e di 1 in ordine casuale. Alla lunga, la quantità degli 0 equivaleva a quella degli 1 (proprio come il tirare una moneta dà, se continuato per molto tempo, la stessa quantità di teste e di croci). Ai volontari venne chiesto di influenzare l'output della macchina portandola a emettere più 1 o più 0 semplicemente desiderandolo. Essi si concentrarono dunque su ciò che volevano che la macchina producesse e il risultato fu eccezionale. Riuscirono a raggiungere uno scarto dalla casualità di circa il diciotto per cento, anche se nemmeno la più sofisticata teoria quantistica è in grado di spiegare come ci siano riusciti. Ma procediamo con ordine. Fino a poco tempo fa sarebbe stata un'eresia scientifica suggerire che il mondo è intrinsecamente non localizzato e che una connessione invisibile unisce fra loro tutte le cose per quanto possano essere disparate. Eppure molti indizi suggeriscono che l'universo debba essere compreso in un modo nuovo, un modo che sfida i caratteri strettamente localizzati della realtà, predominanti nella scienza fisica fin dai tempi di Newton. Oggi la maggior parte dei fisici, esattamente come Newton, crede che il mondo sia spiegabile in termini di connessioni interamente localizzate, e che tutte le interazioni attualmente conosciute possano essere spiegate semplicemente in base a quattro forze fondamentali:

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE 1. 2. 3. 4. la la la la forza forza forza forza nucleare forte ("gluoni") nucleare debole ("basoni") elettromagnetica ("fotoni") gravitazionale ("gravitoni")

Tutte queste forze si comportano come se fossero mediate da campi, che, come è stato dimostrato, non presentano chiare distinzioni dalle particelle stesse. Uno dei caratteri distintivi di una realtà localizzata è che l'energia delle forze diminuisce a mano a mano che ci si allontana dalla loro fonte. Ciò vale anche per le grandi quattro forze che governano il mondo. Gravità ed elettromagnetismo diminuiscono la propria energia a seconda dell'inverso del quadrato della distanza tra la fonte e l'apparecchio di misurazione; le forze nucleari forte e debole diminuiscono ancora più rapidamente. Tutte le forze studiate dai fisici sembrano quindi comprensibili da un punto di vista strettamente localizzato. La fisica moderna pone un'altra limitazione all'idea della "non localizzazione" attraverso la velocità della luce. Secondo la Teoria einsteiniana della Relatività speciale, la velocità a cui l'informazione può viaggiare è limitata dalla velocità della luce o meno. Questo in fisica è un principio sacro, e molti fisici lo ritengono inviolabile. Ma, in un mondo non localizzato, le connessioni fra «oggetti» lontani fra loro si realizzerebbero a una velocità maggiore di quella della luce: avverrebbero all'istante. In contrasto con un simile mondo localizzato, come apparirebbe un mondo non localizzato? Una chiara descrizione è presentata nell'eccellente libro di Nick Herbert: “Quantum Reality” [La realtà quantistica]. Herbert, un'autorità in materia di effetti non localizzati in fisica, sostiene che le influenze non localizzate, ammesso che esistano, non sono mediate da campi o da nessun altro fenomeno. Quando A si connette con B in modo non localizzato, nulla attraversa lo spazio intermediato e quindi nessuna quantità di materia frapposta può schermare questa interazione. Inoltre, influenze non localizzate non diminuiscono con la distanza. Diversamente da effetti localizzati, sono potenti a milioni di chilometri come a millimetri di distanza. Le influenze non localizzate inoltre agiscono istantaneamente. La velocità della loro trasmissione non è limitata dalla velocità della luce. Quindi un'interazione non localizzata collega una località a un'altra senza attraversamento di spazio, senza degrado e senza ritardo. Un'interazione localizzata è, in breve, non mediata, intatta e immediata . Ma se molti fisici sostengono che un simile mondo non localizzato non è possibile neppure in linea di principio, e se le quattro forze fondamentali della natura possono essere adeguatamente descritte senza ricorrere a connessioni non localizzate, perché mai preoccuparsi di parlare di un mondo del genere? Teorema di Bell e la Meccanica quantistica Il motivo sta nel fatto che nel 1964 un fisico irlandese, John Stewart Bell, dimostrò l'effettiva esistenza di un mondo del genere. In una prova matematica confermata da numerosi esperimenti, chiamata Teorema di Bell, egli dimostrò che l'ipotesi secondo cui il mondo è intrinsecamente localizzato è errata. Il Teorema di Bell ci mostra fondamentalmente che, se la Meccanica quantistica è valida (e gli esperimenti fisici non sono stati finora in grado di affermare il contrario), le misurazioni eseguite su due particelle saranno sempre correlate, indipendentemente dalla distanza che le separa. Possiamo spiegare questa affermazione utilizzando due particelle subatomiche: abbiamo già detto che esse ruotano sul proprio asse, proprio come fanno le trottole o i pianeti. I fisici chiamano questa proprietà delle particelle «spin ». Immaginiamo di avere un sistema con due particelle molto vicine che ruotano in direzioni opposte: si descrive comunemente questa situazione dicendo che lo spin di una particella è up (verso l'alto) e quello dell'altra è down (verso il basso). Misurando gli spin delle particelle dopo che queste sono state notevolmente allontanate, scopriremo che sono rimasti uno up e l'altro down. Queste particelle, in ragione del loro spin, si comportano come piccoli magneti, quindi si può affermare che sono dotate di momenti magnetici. t possibile modificarne l'orientamento facendole passare attraverso campi magnetici: la Meccanica quantistica ci dice che se modifichiamo l'orientamento di una

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE particella in modo che, invece di ruotare verso l'alto intorno a un asse verticale, ruoti a sinistra intorno a un asse orizzontale, scopriamo che anche l'altra particella ruota intorno a un asse orizzontale, ma nella direzione opposta, che definiremo destra. Questi risultati della meccanica quantistica sono stati confermati da due esperimenti, il primo eseguito nel 1972 da John Clauser e Stuart Freeman negli Stati Uniti e il secondo da A. Aspect, P. Grangier e C. Roger al CERN di Ginevra nel 198I. Quindi, per quanto possa apparire insolito, esiste una qualche forma di comunicazione istantanea tra le due particelle, tale che, modificando lo spin di una, muta istantaneamente lo spin dell'altra. Istantanea in termini fisici significa velocità superluminare ossia superiore alla luce. Ricapitoliamo e semplifichiamo: su una delle due particelle che provengono da una fonte comune viene condotta una "alterazione" di stato, Bell ha dimostrato che la seconda particella che sta viaggiando alla velocità della luce in direzione opposta alla prima, viene inspiegabilmente anch'essa alterata a causa della modificazione imposta alla prima particella. Per i fisici quantistici, ciò presenta un paradosso al tempo stesso eccitante e fonte di inquietudine. La velocità della luce è un valore assoluto, una costante universale irrefutabile che non può essere negata: e allora com'è possibile che una particella alteri lo stato dell'altra quando una comunicazione tra le due è impossibile? La ricerca di una risposta a questo interrogativo ha tormentato i fisici fin da quando il test venne ideato negli anni Sessanta. Esistono numerose spiegazioni, ma quella che trova più seguito sembra essere la seguente: se alcune particelle subatomiche sono state insieme, esse conservano un'«affinità» permanente che sembra in qualche modo trascendere le limitazioni fisiche. Nel suo libro, intitolato In Search of Schródinger's Cat che è diventato un best-seller, John Gribbin afferma quanto segue a proposito di questo paradosso: "Essi [gli esperimenti basati sul test di Bell] ci dicono che le particelle che hanno interagito una volta continuano in un certo senso a far parte di un unico sistema, che risponde come un'unità a ulteriori interazioni. Virtualmente ogni cosa che vediamo, tocchiamo e sentiamo è costituita da un insieme di particelle che fin dai tempi del Big Bang hanno interagito con altre particelle". E in queste affermazioni dovremmo dunque trovare una spiegazione della telepatia? Tutto questo comunque porta all'esistenza di un conflitto fondamentale tra le modalità di analisi del mondo fisico: le Teorie della Relatività, infatti, impongono, un limite di velocità al trasferimento delle informazioni, energia e materia, mentre la Meccanica quantistica suggerisce che in determinate situazioni è possibile superare questo limite di velocità. In un convegno internazionale di fisica tenutosi in Italia ad Amalfi il 7 maggio 1984 il discorso di John Bell si concluse così: Siamo in presenza di una evidente incompatibilità, al livello più profondo, tra i due pilastri su cui si basa la scienza contemporanea, (Teoria della Relatività e Meccanica quantistica) … attendo pertanto con piacere quelle tavole rotonde in cui lasceremo da parte gli sconvolgenti dettagli tecnici degli ultimi sviluppi per riflettere su questa strana situazione. Forse una vera sintesi tra la Meccanica quantistica e le Teorie della Relatività non ha bisogno solo di progresso tecnico ma di un radicale rinnovamento concettuale." Sulla scia dell'opera di Bell si è determinata nel mondo della fisica una considerevole tensione fra gli studiosi che si sono dati la pena di curarsene. La situazione è così descritta da Herbert: "Nonostante il tradizionale ripudio da parte dei fisici dell'idea d'interazione non localizzata, nonostante il fatto che tutte le forze note sono incontestabilmente localizzate, nonostante l'esclusione einsteiniana delle connessioni superluminali [più veloci della luce]... Bell sostiene che il mondo è pieno d'innumerevoli influenze non localizzate. Inoltre, queste connessioni non mediate sono presenti non solo in circostanze rare e particolari ma sono alla base di tutti gli eventi della vita di ogni giorno. Le connessioni non localizzate sono onnipresenti perché la realtà di per sé è non localizzata". Negli ultimi vent'anni il Teorema di Bell è stato dimostrato in vari modi, la maggior parte dei quali si rifanno al comportamento di fenomeni subatomici quali i fotoni. Ma Herbert ha provato che il Teorema è applicabile non solo al mondo degli eventi che avvengono a livello quantistico, ma anche al «mondo familiare dei gatti e delle vasche da bagno».

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Egli quindi sostiene che un'essenziale connessione e unità sottendono a tutti i livelli di realtà, non solo al livello dell'estremamente piccolo. Molti fisici considerano il Teorema di Bell come un'interessante curiosità non essenziale per il normale lavoro svolto nei laboratori di fisica però evadono la risposta se gli si chiede una spiegazione logica: non sono in grado di darla. In effetti, la maggior parte di loro ritiene che siamo sempre più vicini a una grande teoria unificata in grado d'integrare le quattro forze fondamentali in un'elegante e poderosa descrizione della realtà atomica. Bell però ha dimostrato che tutte le teorie localistiche, per quanto possono apparentemente mostrarsi perfette, tralasciano qualcosa. Come si esprime Herbert: «Bell non si limita a suggerire o ad accennare che la realtà sia non localizzata ma effettivamente lo dimostra, applicando la chiarezza e il potere del ragionamento matematico. Questo carattere perentorio della prova di Bell irrita particolarmente i fisici inclini a considerare i dati della realtà in termini strettamente localistici». Ma come potrebbe Bell avere ragione? Il mondo che ci circonda è ovviamente un mondo localizzato. Ci vuole tempo perché gli eventi accadano al nostro livello di realtà, e non c'è dubbio che siamo circondati da oggetti separati. Noi non viviamo in un mondo di eventi istantanei. Bisogna che i segnali viaggino da A a B, e ciò richiede tempo. Eppure, malgrado i messaggi desunti dal senso comune, Bell e gli sperimentalisti che sono venuti dopo hanno dimostrato che questo nostro mondo localizzato deve basarsi su una realtà più profonda che è non localizzata. Qualsiasi sia il modello di realtà da analizzare in fisica, «deve essere non localizzata... nessuna realtà localizzata può spiegare il tipo di mondo in cui viviamo... benché i fenomeni del mondo sembrino strettamente localizzati, la realtà al di sotto di questa superficie fenomenica dev'essere superluminale [più veloce della luce]. La realtà profonda del mondo è mantenuta da un'invisibile connessione quantistica la cui onnipresente influenza è non mediata, ma intatta e immediata». Alcuni fisici sostengono che il Teorema di Bell è una teoria fastidiosa e inutile, destinata a essere spazzata via dallo sviluppo di teorie sulle realtà più sofisticate. Dopo tutto, le teorie della fisica non sono eterne. Ma, argomenta Herbert, «quando la teoria quantistica andrà a finire insieme con il fiogisto, l'etere calorico e quello luminifero nel bidone della spazzatura della fisica, il Teorema di Bell sarà ancora valido. Perché si basa su dei fatti... non dipende dall'esattezza o meno della teoria quantistica». Molti dei modelli della realtà che esamineremo sono in armonia con il Teorema di Bell. La teoria della realtà del fisico David Bohm, che include l'ordine implicito invisibile, è un modello rigorosamente non localistico e lo stesso vale per la teoria dei campi morfogeni di Rupert Sheldrake. La teoria della mente universale In sintonia con il Teorema di Bell è anche il modello della Mente Universale del fisico Henry Margenau: egli lo ipotizza completamente non materiale e non localizzato nello spazio e nel tempo. Possiamo anche aggiungere la teoria della Mente Una di Erwin Schródinger anch'essa decisamente non localistica ed altre ancora che esamineremo. Tutte queste tesi parlano di un mondo dietro le quinte che è al di là della realtà degli oggetti e delle persone. Alla base dei fenomeni quali le menti separate, individuali, c'è un'unità fondamentale che è primaria. Il Teorema di Bell è importante perché fornisce una potenziale convalida al concetto di una basilare unità sotto forma di prove matematiche e dati sperimentali. Herbert dichiara: "Il Teorema di Bell richiede che la nostra conoscenza in materia quantistica sia non localizzata e collegata istantaneamente a qualsiasi cosa con cui sia venuta in precedenza in contatto". Questa è essenzialmente una definizione della mente non localizzata: una mente che è collegata a tutto il resto, a tutti gli altri momenti, luoghi e persone. Eppure non è stato ancora possibile dimostrare che messaggi significativi possano essere trasmessi in modo non localizzato fra entità separate, come tra due computer ampiamente distanziati fra loro. Nonostante molti sforzi, nessuno strumento in grado d'intercettare segnali superluminali è mai stato costruito, benché esistano le connessioni non localizzate. Il Teorema di Bell non ci dice come,, usare le connessioni fra entità. Questa semplice constatazione ha indotto Herbert a suggerire che forse queste connessioni non esistono per essere da noi «utilizzate». Forse esse non esistono «per» qualcosa; forse semplicemente esistono. Ma che la teoria consenta implicitamente o meno il determinarsi di un qualsiasi tipo diretto di

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE comunicazione, nondimeno pare che a volte noi comunichiamo in modo non localizzato. Di fatto, esistono molti tipi di comunicazione umana non localizzata. Nessun reale contatto è necessario fra le parti comunicanti, e non pare che nessun segnale si determini tra di loro. A volte la comunicazione sembra essere realmente non mediata, intatta e immediata: i tre caratteri principali della realtà non localizzata. Come abbiamo visto in questo testo, gli effetti della cura psichica paiono uno di questo tipo di comunicazione. Alcune delle dimostrazioni più spettacolari di comunicazione evidentemente non localizzata si sono avute nel campo della parapsicologia, soprattutto grazie all'opera dei fisici Harold Puthoff e Russell Targ dello Stanford Research Institute e di Robert G. Jahn, preside ad honorem dell'Istituto di Ingegneria della Princeton University, e della sua collega Brenda J. Dunne, dei quali abbiamo brevemente precedentemente accennato. Il lavoro di Jahn e della Dunne ripetiamo, descritto nel loro libro Margins of Reality [Margini di realtà] è diventato una pietra miliare. Esso è particolarmente valido perché scuote alle fondamenta, in modo molto convincente e a livello della vita quotidiana, il presupposto di una realtà localizzata. Gli autori mostrano che i risultati di una varietà di esperimenti non possono essere spiegati in termini di menti che agiscono in modo localizzato: menti limitate al presente e confinate a singoli cervelli. Particolarmente stimolanti e affascinanti sono i loro esperimenti sulla percezione a distanza, che sono stati replicati da altri laboratori indipendenti. In questi esperimenti, un «mittente» con sede fissa cerca di trasmettere un messaggio a un «ricevente» che si trova a distanza anche di circa diecimila chilometri; l'informazione ricevuta viene registrata a mezzo computer. Non solo si è dimostrato possibile trasmettere l'informazione in modi tali da dimostrare che la misura della separazione spaziale è irrilevante, ma a volte addirittura il ricevente «ottiene» l'informazione fino a tre giorni prima del suo invio. In un mondo localizzato questi eventi non sarebbero possibili. Simili esperimenti lasciano intravedere il tipo di realtà tratteggiata nel Teorema di Bell, un mondo non localizzato in cui alcuni mutamenti possono essere trasmessi in modi che sono non mediati, intatti e immediati, anzi addirittura ancora più rapidi che «immediati»: addirittura prima che qualcosa sia avvenuto. Dato che l'informazione è stata ottenuta prima ancora di essere conosciuta dal mittente, è avvenuto che la mente del ricevente abbia potuto sondare il tempo nel futuro e sapere, nel momento presente il futuro. Insomma, questi esperimenti suggeriscono che le menti del ricevente e del mittente non fossero realmente separate, ma una. Jahn e la Dunne hanno anche dimostrato in modo decisivo che soggetti umani possono influenzare mentalmente i dati ottenuti da macchine mirate a eventi microscopici intrinsecamente casuali, come la diminuzione di radioattività. Inoltre: questa abilità si estende al mondo del macroscopico: alcuni soggetti possono influire su un processo casuale su larga scala, come i pattern forniti da palle di polistirolo che cadono in modo casuale in una serie di spazi aperti verticali. Particolare interessante, i risultati di soggetti singoli in questi compiti, nel corso di centinaia di prove, lascia un pattern caratteristico diverso per ciascuna persona: un tipo di «firma psichica» che cambia poco da un esperimento all'altro. Quello che il Teorema di Bell sembra accertare, poiché si basa su fatti sperimentali, corrisponde al modello delle menti unificate: menti che trascendono spazio, tempo e persone individuali; anche questo modello si basa su fatti. Anche se la teoria quantistica viene sostituita da un'altra teoria, e se le nostre teorie sulla psicologia e sulla mente sono rimpiazzate da altre, questi fatti rimangono. Essi ci dicono che il mondo è non localizzato e che, se guardiamo abbastanza attentamente, possiamo vedere chiaramente prove di questa non localizzazione nelle nostre vite quotidiane. La visione popolare della mente e del sé conscio di una persona come di un quid localizzato, che occupa uno spazio preciso, dà naturalmente luogo alla nostra convinzione di essere osservatori situati in un corpo da cui guardiamo la realtà a esso esterna. Questa teoria ha avuto una forza poderosa nell'intera storia della nostra cultura ed è alla base della scienza classica, secondo cui noi possiamo osservare e misurare da un punto di osservazione esterno, e poi riflettere sul possibile significato di tutto quanto; tuttavia nella fisica moderna, essa è andata in frantumi. interpretazione di Copenaghen Attualmente la maggior parte dei fisici ritiene che sia semplicemente impossibile spiegare le scoperte della loro scienza attenendosi a questa ipotesi. La maggioranza della comunità scientifica aderisce alla cosiddetta «interpretazione di Copenaghen» della fisica moderna (così chiamata perché Niels Bohr, il suo primo ideatore, era danese). Secondo quest'ottica, a livello atomico, un mondo reale semplicemente non esiste fintanto che non viene compiuta una misurazione o un'osservazione. Prima che ciò si determini, c'è soltanto una varietà di possibili esiti per ciascun evento successivo, ciascuno con la sua possibilità di

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE realizzarsi una volta che l'osservazione venga effettuata. L'osservatore (o, secondo alcuni fisici, uno strumento di misurazione che funga da suo agente) compie l'atto decisivo di far «collassare» tutte le possibilità consistenti in un singolo esito coerente che solo allora può essere definito evento. Prima di questo momento non siamo autorizzati a parlare di un mondo reale di cose ed eventi, ma solo di possibilità con il potenziale di essere realizzate. Solo combinando fra loro in un'unità singola l'osservatore e quanto viene osservato la visione del mondo può avere senso. Qui abbiamo una delle più radicali differenze fra la concezione moderna del mondo alla luce delle scoperte della Meccanica quantistica e quella classica. L'idea di una realtà eterna e fissa che segua il suo corso del tutto indipendente da un osservatore è stata superata nella fisica moderna da una concezione che fondamentalmente incorpora umanità in tale realtà. La Meccanica quantistica nacque al principio del secolo e crebbe come una teoria completamente rivoluzionaria che rovesciò le idee prevalenti fra i fisici dell'epoca Vittoriana. Il modello classico sosteneva che l'atomo fosse composto di un nucleo attorno al quale orbitavano gli elettroni, come un sistema solare in miniatura. Si sapeva che gli elettroni hanno una massa pari a circa un millesimo di quella del protone (uno dei costituenti del nucleo) e che possiedono una carica negativa in grado di bilanciare quella del protone, che è positiva. Durante i primi decenni del secolo, però, si capì che questo modello non poteva funzionare. Tanto per cominciare, i matematici dimostrarono che gli elettroni non avrebbero potuto mantenere la propria orbita stabilmente come fossero stati pianeti, e si sarebbero fusi coi protoni del nucleo. Poiché era chiaro che nell'universo in cui viviamo ciò non accade, si assunse, correttamente, che il modello fino ad allora accettato doveva essere sbagliato. Grazie all'opera pionieristica di fisici come Plank, Bohr e Schródinger, emerse un modello che descriveva la natura del regno subatomico in modo di gran lunga più sofisticato; questo nuovo modello portò con sé un certo numero di conseguenze apparentemente astruse che da allora come abbiamo più volte ripetuti, hanno gettato non solo i profani nella confusione. Uno dei padri della Meccanica quantistica, Niels Bohr, giunse persino ad affermare che «chiunque non resti scioccato dalla teoria dei quanti non l'ha capita». I problemi cominciarono davvero quando i fisici delle particelle si resero conto che l'elettrone non era una sferula di materia carica negativamente, ma poteva essere descritto solo in termini probabilistici. In altre parole, esiste un'elevata probabilità che un elettrone si trovi a una determinata distanza dal nucleo e una bassa probabilità che sia molto più distante o molto più vicino a esso. Legato a questo concetto è il principio di indeterminazione annunciato da Werner Heisenberg nel 1927. Esso dimostra che esistono dei limiti all'accuratezza con cui possono essere misurate delle coppie di quantità fisiche. Ad esempio, se cerchiamo di misurare la posizione e la quantità di moto di una particella subatomica, lo stesso atto disturberà la particella a tal punto che non sarà possibile attribuire un valore preciso a entrambe le quantità nello stesso istante. Questa nebulosità è descritta dalla funzione d'onda - in altre parole, si tratta di una descrizione basata unicamente sulle probabilità. Ora, di primo acchito, questa potrebbe sembrare una faccenda da poco - che mai potrebbe accadere se non riuscissimo a definire con precisione l'esatta posizione delle particelle subatomiche? In realtà, questa è l'essenza stessa della Meccanica quantistica e sta alla radice di tutti i problemi che essa crea alla mente del profano. D'altra parte, questa è anche la ragione stessa per cui la Meccanica quantistica potrebbe plausibilmente aiutarci a spiegare alcuni fenomeni attualmente non spiegati. Se non riusciamo a definire l'universo al suo livello più elementare, ciò deve voler dire che esso è costruito sulle probabilità. Non può esserci alcuna certezza, nessuna definizione netta, nessun «sì» o «no» in assoluto. Da ciò derivano alcuni concetti estremamente singolari della Meccanica quantistica. Il primo di essi è che l'universo può essere studiato solo a livello statistico; se lo sondiamo troppo in profondità o cerchiamo di individuare le interazioni di singole particelle, ci ritroviamo con dei risultati privi di senso. Un altro modo per considerare tutto questo è di dire che l'universo presenta una struttura apparentemente logica solo se viene considerato olisticamente. Una cosa del genere possiamo solo accettarla a livello di intuizione; la moderna Meccanica quantistica, però, si è spinta molto più in là. Lo stesso Heisenberg ipotizzò che l'indeterminazione del mondo dei quanti potesse comportare l'abbattimento del tradizionale concetto secondo il quale alla causa deve sempre seguire l'effetto. Peggio ancora, in questo contesto, lo sperimentatore o l'osservatore probabilmente possono interferire con l'esperimento - in altre parole, la coscienza umana potrebbe in

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE qualche modo controllare i fenomeni che hanno luogo nell'universo. Per capire ciò, consideriamo un famoso esperimento di pensiero ideato negli anni Venti dal fisico tedesco Erwin Schródinger, uno dei fondatori della Meccanica quantistica. Schródinger immaginò una scatola contenente un gatto e una sorgente radioattiva. Se il materiale radioattivo andrà incontro a decadimento, ucciderà il gatto; d'altra parte, poiché il decadimento radioattivo è un fenomeno casuale, c'è il 50% di probabilità che il gatto muoia e il 50% che sopravviva. Il solo modo di cui lo sperimentatore dispone per sapere che cosa è accaduto è quello di aprire la scatola e di guardare se il gatto è vivo o morto. Ciò significa che fino a quel momento il gatto è, allo stesso tempo, vivo e morto. La probabilità diventerà una certezza solo grazie all'azione dello sperimentatore, quando questi aprirà la scatola; solo allora infatti, l'osservatore potrà controllare l'esito dell'esperimento o, per esprimersi più tecnicamente, farà «collassare la funzione d'onda». Questa descrizione non contiene nulla di illogico o di matematicamente falso; ciò nondimeno, non suona «corretta». In realtà, essa conduce a tutta una serie di ragionamenti paradossali. Ad esempio: Che cosa succederebbe se sostituissimo il gatto con un essere umano? Presumibilmente quest'ultimo farebbe collassare la funzione d'onda con la stessa prontezza dello sperimentatore. Che cosa proverebbe l'uomo all'interno della scatola? Potrebbe forse ignorare l'effetto dello sperimentatore? Ora, immaginate che l'esperimento sia al centro dell'attenzione dei media. Che cosa succederebbe dopo che lo sperimentatore avesse aperto la scatola? All'interno potrebbe esserci o un essere umano vivo o un cadavere; le telecamere e i giornalisti fuori dal laboratorio, però, inconsapevoli degli eventi che si svolgono all'interno di esso, non saprebbero ancora nulla: l'uomo nella scatola, allora, è vivo o morto? Ugualmente sconcertante è chiedersi che cosa succederebbe se il gatto o l'essere umano - e magari anche lo sperimentatore - fossero sostituiti da un computer. Che effetti avrebbero queste modifiche sul risultato? Per quanto possa sembrare ingannevole, l'esperimento di Schródinger è basato su una teoria ragionevole e su decenni di riflessione nell'ambito della Meccanica quantistica. Esso ci mette a disagio perché sembra contraddire in primo luogo i processi logici ai quali siamo stati abituati e in secondo luogo altri processi che forse, in quanto esseri umani, sono per noi istintivi. Tuttavia, può darsi che questi principi siano giusti e che a sbagliare sia invece proprio il nostro intuito. Questi concetti bizzarri sono stati interpretati in moltissimi modi diversi. L'approccio più tradizionale, che venne sviluppato nel 1927, è chiamato «Interpretazione di Copenhagen» e sostiene in primo Spirito Questo esercizio serve ad armonizzare i circuiti energetici che si trovano all'interno del nostro corpo (microcosmo) ad immagine di quelli universaliá (macrocosmo). La versione ridotta dovrebbe essere operata ogni mattina al risveglio e ogni sera al momento di andare a dormire. La versione completa in momenti particolari. versione ridotta Respira profondamente, rilassati mentalmente e fisicamente. Volgiti verso L'oriente spirituale (si trova al centro della fronte). Indica con le dita il centro della fronte dicendo: A TEH visualizza ora un fascio di luce bianca brillante che fluisce dal centro della testa. Dirigila ora con l'attenzione e con le dita della mano destra al centro dei piedi dicendo: MALKUT

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Senti la Luce, la Forza (Onore) e la Vita (Cuore) che fluiscono verso i tuoi piedi, risvegliando l'intero corpo. Cosi' facendo un "axis mundi" si stabilisce dalla testa ai piedi, Tutti i centri della Colonna Centrale si attivano. DOPO che questa sensazione di pienezza e' stata raggiunta e vissuta toccati la spalla destra esclmando: VE GEBURAH cosi' facendo risvegli anche quel centro. Traccia una linea orizontale di luce rosa porora in direzione della spalla sinistra e fai vibrare il nome VE GEDULAH cosi' facendo risvegli anche quel centro. Infine completa l'esercizio portando la mano al centro del petto con le dita molto allargate ed esclamando: LE OLAM AMEN Chiudendo il circuito energetico, rafforzando e preservando la Croce di Luce. Noterai che il gesto e' simile alla croce cristiana. Ne e' infatti il progenitore autentico. Il significato della formula e' infatti: Perche' tuo e' il Regno la Potenza e la Gloria e cosi' Sia

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P R O G E T T O P R E PA R A Z I O N E I N T E G R A L E : G I O R N O 2 1
[Postato il 2008-07-01 01:03:04 da: fenice]

Introduzione La XXI via é la Vita stessa: il Signore delle Forze della Vita. Quella che gli indiani chiamano Kharma e gli occidentali Destino. Molti sostengono che non sono responsabili di essere nati in un tempo e in un luogo. Si pongono passivamente rispetto alla vita. Altri tentano di modellarla secondo i loro desideri. La via Giusta, quella di mezzo é di cavalcare l'onda, come un surfista. Una grande onda sta per arrivare. Corpo passando da una posizione all'altra, si è in grado di sferrare colpi di grande efficacia. Tra le possibilità a disposizione le più istintive sono: * Falcone- Sfinge; * Grifone-Pegaso. Nel primo caso si tratta del fendente: la spada, dalla posizione del Falcone, scende dritta verso la posizione della Sfinge, infliggendo all’avversario un colpo alla testa. * Nel secondo caso si tratta di un affondo: la spada, dalla posizione del Grifone, parte dritta con la punta in avanti, idealmente, nel cuore dell’avversario trafiggendolo. * Sono altre le combinazioni possibili, Basilisco-Pegaso, Unicorno-Basilisco, Viverna-Pegaso e così via. È necessario rifletterci a lungo ed esercitarsi molto per padroneggiare bene tutte le possibilità. Emozioni Continua a caricare il simbolo grafico di emozioni positive. Oggi devi provare a farne una versione tridimensionale. Scegli il materiale e la tecnica liberamente (legno, argilla, etc). Mente "La Mente Ctonica" La nozione di Spazio-Tempo: Einstein e Margenau Fondamentale, ai fini di questa spiegazione, è che l'interazione fra coscienza e processi elementari non sia ristretta al «qui e adesso». In altre parole, nel momento in cui interagisce con l'universo, la coscienza umana può trascendere la distanza e il tempo. In gergo tecnico, si dice che è un'invariante dal punto di vista spaziale e temporale. Quel che è sorprendente è che non si tratta del frutto dell'immaginazione eccentrica di qualche fanatico. Tutto questo può essere confermato da una serie di test convincenti basati sull'esperimento come abbiamo visto del fisico John Bell (a sinistra). Questo tratto essenziale della nuova interpretazione è così espressa dal professor Wheeler: “Il fatto più importante del principio quantistico è che esso distrugge il concetto che il mondo «se ne stia là fuori» mentre l'osservatore ne è separato, al sicuro da esso... Per descrivere il cambiamento intervenuto, è necessario cancellare la vecchia parola «osservatore» e sostituirla con la nuova parola «partecipante». In qualche strano senso, l'universo è un universo partecipatorio”. Quello che è importante ai fini del nostro discorso è che la moderna scienza atomica (la più rigorosa mai elaborata dalla mente umana) si sia spinta oltre la nozione di una realtà fissa, esistente «là fuori». Questo sviluppo, la congiunzione fra l'osservatore e quanto viene osservato, ha influenzato sia la Meccanica quantistica sia la Relatività, le due branche principali della fisica moderna. Così lo scienziato e filosofo Jacob Bronowski ha fatto il punto della situazione per quanto attiene alla Relatività: "La Relatività deriva essenzialmente dall'analisi filosofica, egli precisa che non esistono un fatto e un

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE osservatore, piuttosto una convergenza dei due in un'osservazione... evento e osservatore non sono separabili". E Schródinger così riconosce e applica questa verità alla sua disciplina, la Meccanica quantistica: "Soggetto e oggetto sono soltanto un unico. Non si può dire che la barriera fra i due si sia infranta a seguito delle recenti esperienze nel campo delle scienze fisiche, perché questa barriera non esiste." Ispirato dalle scoperte della fisica e dagli antichi insegnamenti, Schródinger giunse alla convinzione che la mente non poteva essere separata dal mondo e messa in una scatola, il cervello. Né il sé poteva essere messo in un corpo. In ultima analisi, la mente individuale e il sé non sono primari. In linea di principio, non possono essere limitati: sono intrinsecamente parte di un più grande tutto. Uno dei grandi ed eterni dilemmi sulla natura della mente è questo: perché, se ci sono tanti ego coscienti, c'è soltanto un mondo percepito da tutti quanti? Perché non un mondo diverso per ciascuna persona? Perché non viviamo in una Torre di Babele, ciascuno di noi con una diversa immagine della realtà, incapace di comunicare con gli altri? Quale altra alternativa può esserci per spiegare come possa una singola visione del mondo scaturire da menti che appaiono separate? Schródinger dà questa risposta: "C'è evidentemente una sola alternativa, vale a dire l'unificazione delle menti o della coscienza. La loro molteplicità è solo apparente: in realtà esiste una sola mente". Con queste parole Schródinger ci conduce oltre il primato della persona. La mente non è più localizzata e confinata all'individuo ma è transpersonale, universale, collettiva: ossia è non localizzata. Schródinger sostiene che esistono validi motivi per credere anche che questa Mente Una sia immortale. Questa conclusione si basa principalmente su nuove concezioni della natura del tempo. Nella moderna scienza fisica, un tempo esterno, un tempo completamente obiettivo in senso lato, non esiste. Assolutamente nulla ci dimostra che il tempo sia l'entità rappresentata nella visione di Newton, e non un solo esperimento ha mai dimostrato che il tempo scorra. Come abbiamo rilevato, la fisica moderna ha eliminato l'idea del mondo come oggetto, e con essa l'idea del tempo come oggetto. Semplicemente non esiste un mondo esterno, oggettivo, dove potrebbe esistere un tempo esterno, oggettivo. Così, nella fisica moderna non solo mente e mondo vengono sostanzialmente unificati ma anche mente e tempo. Ora, se mente e tempo sono interdipendenti, sorge questo difficile quesito: com'è concepibile che il tempo possa distruggere la mente? Schródinger (a sinistra) risponde che non può distruggerla: "Io arrivo a definirla [la mente] indistruttibile, poiché possiede una sua peculiare dimensione temporale: la mente, cioè, è sempre adesso. Per la mente non esiste realmente un prima e un dopo. C'è solo un adesso che comprende ricordi e aspettative… Noi possiamo, almeno così credo, affermare che allo stadio attuale la teoria fisica sembra nettamente suffragare l'indistruttibilità della mente da parte del tempo…Resta il fatto che il tempo non ci appare più come una [forza] gigantesca, dominante il mondo, né come un'entità primaria, ma come qualcosa di derivato dai fenomeni stessi. E' una costruzione del nostro pensiero. Che una simile entità possa un giorno o l'altro mettere fine al mio pensiero, come alcuni ritengono, va oltre la mia comprensione. Perfino l'antico mito fa divorare a Crono soltanto i suoi due figli, non suo padre". La nostra mente come si manifesta nella vita di tutti i giorni non è, naturalmente, adattata a pensare nei termini di «adesso», ovvero secondo la visione che tanto affascinò Schródinger. Ciò è uno dei motivi per cui preferiamo alle descrizioni atemporali della fisica moderna a quelle lineari, progressive della scienza classica.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Noi semplicemente siamo abituati a esse e, di conseguenza, prendiamo la più sconcertante decisione: optiamo per una visione del mondo che sia totalmente obiettiva e che contenga un tempo inesorabilmente a senso unico; tutto questo a dispetto del fatto che ciò comporta morte e distruzione. Così noi sterminiamo noi stessi con la nostra concezione del mondo. E' questo un fatto che non può non sbalordirci. Essendo il tempo una costruzione della nostra mente è difficile comprenderlo se prima non comprendiamo come funziona la mente ma: per poter pensare alla mente è necessario impiegare la mente; bisogna uscire dalla mente. In questa situazione la mente deve funzionare simultaneamente come soggetto e oggetto. Ma sorge un problema: la mente è allora incompleta perché qualcosa le è stato sottratto, e ciò influirà su qualsiasi osservazione futura su di essa. Eppure, se non si esce dalla mente per osservarla, l'osservazione non è possibile. A causa del processo intrinseco di pensare alla mente con la mente, sia la completezza sia la coerenza del nostro ragionamento sono destinati all'imperfezione. Questo apparente paradosso non è una considerazione enunciata per confonderci le idee ma bensì il risultato delle considerazioni di due leggi matematiche del più importante matematico moderno: l'austriaco Kurt Godel, dai più descritti come l'Einstein della matematica, con un orientamento leggermente kafkiano. I suoi teoremi definiti "teoremi dell'incompletezza" sono un punto fermo della matematica moderna, per quanto incredibili, essi sono stati analizzati da matematici e logici della massima levatura per oltre mezzo secolo e non è mai stato dimostrato che contengano contraddizioni. Essi affermano brevemente che: 1. Qualsiasi sistema logico abbastanza complesso che contenga come minimo della semplice aritmetica può esprimere asserzioni vere che non possono essere dedotte dai suoi assiomi. 2. Gli assiomi di tale sistema , con o senza ulteriori asserzioni di supporto non possono essere dimostrati in anticipo come alieni da contraddizioni. Queste osservazioni colpiscono al cuore dell'obiettivo ideale della scienza, che è quello di elaborare un quadro completo e coerente della natura, infatti ciò è matematicamente impossibile. I teoremi di Godel stabiliscono che le leggi della natura, se sono davvero coerenti come crediamo che siano, devono avere qualche formulazione interna completamente diversa da qualsiasi altra cosa ci sia oggi nota. Che cosa allora crea l'illusione del passaggio del tempo? Egli affermo che: «L'illusione del passaggio del tempo proviene dalla confusione fra il dato e il reale. Il passaggio del tempo si determina perché noi pensiamo di occupare realtà diverse. In verità, noi occupiamo soltanto dati diversi. C'è esclusivamente un'unica realtà». Ma vediamo lo stesso problema come fu affrontato da un suo collega ed amico presso la stessa Princeton University: Albert Einstein. Quando Einstein (a destra) pubblicò la sua rivoluzionaria "Teoria sulla Relatività" nel 1905, il mondo cambiò e non sarebbe più stato quello di prima. Einstein infranse le basi fondamentali e fino ad allora ritenute incontestabili della fisica classica di Newton: la sua struttura deterministica, casuale; il suo tempo lineare, fluido e il suo spazio vuoto; i suoi rigidi compartimenti di materia ed energia. Ma non è di queste intuizioni che ci occuperemo in questa sede alle quali, accenneremo molto succintamente. La Teoria della Relatività ristretta o speciale Le leggi che governano la nostra vita quotidiana, le interazioni con gli altri, le nascite, i matrimoni e i decessi variano, naturalmente, a seconda del paese in cui viviamo, perché sono leggi umane, istituite dai popoli per garantire una pacifica consistenza all'interno di società caratterizzate da particolari sistemi di valori. Le leggi fisiche hanno un carattere diverso. Non dovrebbero dipendere dal luogo in cui vengono scoperte, o da dove vengono applicate o esaminate, ma devono valere per tutto l'universo osservabile. L'idea dell'universalità delle leggi fisiche è relativamente nuova nella storia della scienza e può essere fatta risalire alla formulazione, da parte di Newton, dei principi fondamentali della dinamica e della legge di gravitazione universale. Nella cosmologia di Aristotele le leggi fisiche non erano universali, ma erano suddivise in due gruppi distinti: il primo valido per la sfera superlunare, la regione al di sopra della Luna, e il secondo per la sfera sublunare, la regione al di sotto del nostro satellite. Le leggi di Keplero erano una sorta di codice della strada a uso dei pianeti e non potevano essere applicate al moto degli oggetti sulla superficie terrestre. Newton fece poi una scoperta importante sul carattere delle leggi fisiche: esse devono essere valide indipendentemente dal loro luogo di applicazione nell'universo.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Einstein scoprì un'ulteriore caratteristica delle leggi fisiche, che egli riprese come concetto fondamentale della Teoria della Relatività speciale: esse devono valere per tutti gli osservatori che si muovono l'uno rispetto all'altro di moto rettilineo uniforme. In altri termini, le formule matematiche utilizzate per descrivere le leggi fisiche devono essere indipendenti dal movimento degli osservatori, a patto che quest'ultimo sia rettilineo e uniforme. Tali leggi devono risultare sempre valide, che la loro verifica avvenga in un laboratorio immobile sulla superficie della Terra, su un treno o su un'astronave, purché in moto rettilineo uniforme, oppure in fondo a una miniera. Il secondo principio fondamentale della Teoria della Relatività ristretta di Einstein è la costanza della velocità della luce in tutto l'universo, indipendentemente dalla velocità alla quale si muove l'osservatore. L'applicazione di questi principi alle leggi note della fisica ebbe numerose conseguenze di vasta portata. Secondo la Teoria speciale, la lunghezza della barra di misurazione doveva essere diversa per osservatori in movimento a diverse velocità. Così, ad esempio, la lunghezza di un'astronave misurata da un astronauta all'esterno della navicella sarebbe risultata diversa dalla lunghezza della stessa misurata mediante un telescopio collocato sulla Terra. Se l'astronave si fosse mossa a una velocità prossima a quella della luce, all'osservatore terrestre sarebbe apparsa più corta di quanto misurasse negli istanti precedenti il lancio, mentre l'astronauta non avrebbe notato alcuno sfasamento. Ii possibile determinare la massa di un elettrone dalla misura della sua deviazione in un campo magnetico di forza nota. Se si misurasse la massa di un elettrone che si sposta a una velocità quasi uguale a quella della luce, essa risulterebbe notevolmente superiore alla massa di un elettrone dotato di velocità minore. Negli enormi apparecchi utilizzate per far urtare tra loro le particelle subatomiche, questo risultato della Teoria della Relatività speciale è continuamente verificabile. La teoria implica inoltre che, dal punto di vista di un osservatore immobile, gli orologi a bordo di un'astronave che si muova quasi alla velocità della luce apparirebbero rallentati, mentre gli astronauti sul veicolo spaziale non individuerebbero alcun cambiamento. I corollari appena descritti della Teoria della Relatività speciale o ristretta sono particolarmente importanti per i fisici che si occupano delle velocissime particelle subatomiche e per gli astronomi che effettuano le loro osservazioni sulle galassie lontane che si allontanano dalla Terra ad altissima velocità. Secondo la Teoria della Relatività ristretta, la massa di una particella aumenterà con il suo approssimarsi alla velocità della luce. Le relative equazioni di Einstein ci dicono che alla velocità della luce una particella assume massa infinita; ma nell'universo non esiste energia sufficiente a conferire una simile velocità a una particella, e quindi nessuna particella può muoversi a una velocità superiore a quella della luce. La teoria porta inoltre a concludere che la perdita di una piccola quantità di massa si manifesta come variazione di energia, e che il rilevamento di qualsiasi energia implica una massa. Quando quattro atomi di idrogeno sono spinti, dalle altissime temperature all'interno delle stelle, a unirsi per formare un atomo di elio, si ha la perdita di una certa quantità di massa che si manifesta come energia, ed è questa energia a fornire il combustibile per la maggior parte delle stelle comuni. Anche la trasmissione di informazioni richiede generalmente un trasferimento di energia e, dato che l'energia possiede una massa, nessuna informazione può venire trasmessa a una velocità superiore a quella della luce. La velocità della luce costituisce quindi la velocità limite per lo spostamento della materia e delle informazioni nello spazio comune. Il modo più chiaro per rappresentare la Teoria della Relatività ristretta è il continuo spazio-tempo, composto da tre dimensioni spaziali e da una temporale. E' estremamente difficile immaginare uno spazio quadridimensionale, ma si possono utilizzare alcune analogie per spiegarne i concetti fondamentali senza dimenticare, inoltre, che non è sempre necessario considerare tutte le dimensioni spaziali. Si può stabilire la posizione di una nave indicandone la latitudine e la longitudine in un determinato momento. Immaginiamo di segnare questa posizione in un preciso istante su una cartina geografica disegnata su un foglio di plastica trasparente, e di registrarla nuovamente dopo un certo tempo su un altro foglio. Procediamo allo stesso modo a intervalli di un'ora e poi sovrapponiamo i vari fogli, in sequenza, separandoli con blocchetti di plastica trasparente attaccati agli angoli. Se, invece di limitarci a segnare le posizioni in momenti successivi, avessimo praticato un forellino in ciascun foglio, avremmo potuto farvi passare un filo di cotone che avrebbe rappresentato lo spostamento della nave sulla superficie della Terra e nel tempo. Il filo rappresenta la linea d'universo della nave nello spazio-tempo. Questo tipo di linea esiste anche per un oggetto in stato di quiete, ma in questo caso si muove solo attraverso il tempo: sarebbe una linea verticale attraverso i nostri fogli di plastica trasparente.

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L'orbita di un pianeta intorno al Sole è propriamente un'ellisse, anche se per la maggior parte dei pianeti assomiglia più a un cerchio. La linea d'universo di un pianeta nello spazio-tempo sarebbe invece simile a una spirale, poiché il pianeta non si limita a orbitare intorno al Sole, ma progredisce anche attraverso il tempo. Qualsiasi particella esistente possiede una linea d'universo nello spazio-tempo, ma le conformazioni di queste linee variano notevolmente. Le linee d'universo di due particelle entrate in collisione si intersecano nel punto spazio-temporale in cui tale urto è avvenuto. Le particelle che si trovino nello stesso punto dello spazio ma in momenti diversi non hanno possibilità di urto. Teoria della Relatività generale La legge di gravitazione universale di Newton è in disaccordo con la Teoria della Relatività ristretta di Einstein perché implica tra l'altro un'azione simultanea a distanza, in conflitto con quanto richiesto dalla Relatività speciale, e cioè che nessuna informazione può essere trasmessa a una velocità superiore a quella della luce. Einstein tentò allora di forrnulare una nuova ipotesi, giungendo alla Teoria della Relatività generale, che è in effetti una teoria della gravità. La Teoria della Relatività generale si fonda essenzialmente su due principi. Il primo è un'affermazione che riguarda, una volta di più, il carattere delle leggi fisiche. Secondo la "Teoria della Relatività generale": le leggi devono essere formulate in modo da non dover dipendere dal luogo in cui vengono applicate e dal moto dell'osservatore. Ciò significa che i suoi requisiti sono più generali rispetto a quelli della Teoria ristretta, per la quale le leggi devono essere valide per osservatori che si spostano di moto rettilineo uniforme. I corollari della Teoria speciale non valgono quando ci si avvicina a un forte campo gravitazionale, se si cambia la direzione del moto, oppure quando se ne modifica la velocità. In questi casi i risultati della Teoria speciale devono essere sostituiti da quelli della Teoria generale. Il secondo principio fondamentale è chiamato principio di equivalenza: esso afferma che gravità e accelerazione hanno molti aspetti in comune e sono, da un certo punto di vista, equivalenti. Ognuno di noi può verificarlo empiricamente: quando un ascensore inizia a salire avvertiamo un leggero aumento del nostro peso e un senso di vuoto allo stomaco; quando l'ascensore si ferma, la sensazione è di leggerezza. Ciò significa che un'accelerazione verso l'alto è in grado di aumentare la forza di gravità esercitata sui nostri corpi, mentre un'accelerazione verso il basso ne provoca la diminuzione. Sono forze di tipo gravitazionale anche quelle che avvertiamo a bordo di un'automobile in rapida accelerazione: in questo caso la forza risultante ci schiaccia contro il sedile. Ne sanno qualcosa gli astronauti quando i loro veicoli spaziali sono in fase di accelerazione, e per imparare a sopportare questo tipo di forze vengono sottoposti a periodi di preparazione all'interno di una centrifuga atta a simulare proprio gli effetti della gravità. Questi due principi fondamentali portano a svariate conclusioni di notevole importanza, la prima delle quali riguarda il moto delle particelle. Secondo la prima legge di Newton, una particella permane nel proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme a meno che non le venga applicata una forza tendente a modificare uno di questi due stati iniziali. Ciò significa che la quiete o il moto rettilineo uniforme sono le condizioni normali delle particelle e che, se si trovano nell'uno o nell'altro stato, su di esse non agisce alcuna forza. Per ognuno dei due possibili stati la linea d'universo di una particella nello spazio-tempo sarebbe una retta. In matematica la linea retta viene definita come la distanza più breve tra due punti. Ciò è vero se uniamo due punti su una superficie piana o nel consueto spazio tridimensionale. ma non è più vero se siamo obbligati a spostarci su una superficie curva o all'interno di una regione limitata dello spazio che presenta una curvatura. Le barche e le navi che attraversano la superficie marina, una superficie curva, devono tener conto di tale conformazione al momento di stabilire la rotta. Un velivolo è obbligato a spostarsi nell'atmosfera terrestre, il cui spessore è minimo rispetto al raggio della Terra, quindi anche in questo caso per i tragitti particolarmente lunghi bisogna tener conto della curvatura dell'atmosfera. I piloti e gli ufficiali di rotta lo sanno molto bene; i marinai, quando devono viaggiare da un porto a un altro che dista migliaia di miglia, sanno di doversi spostare lungo quelli che sono chiamati archi dei cerchi massimi (un cerchio massimo divide la superficie della Terra esattamente a metà). Questo cerchio costituisce un caso particolare di una classe di linee matematiche chiamate geodetiche, che rappresentano il «cammino più breve» che unisce fra loro due punti su una superficie curva o in uno spazio «curvo». Questo concetto può essere utile per discutere una delle conseguenze della Teoria generale. La Teoria generale considera «normale» il moto in presenza di gravità, il che implica che non bisogna

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE cercare altre forze a meno che un corpo si muova in modo diverso dal suo «moto normale». Però la sua linea d'universo attraverso lo spazio e il tempo sarà retta solo se si trova lontana da qualsiasi oggetto dotato di massa. Secondo questa teoria la «forma» dello spazio-tempo vicino a oggetti dotati di massa non è piatta ma curva, e pertanto, nella situazione di uno spazio-tempo «curvo», le particelle seguono speciali geodetiche curvilinee. La «curvatura» dello spazio-tempo è determinata dalla presenza e dalla distribuzione della materia e, dato che esiste una massa anche nell'energia, dalla distribuzione di quest'ultima. Le regole che ci consentono di calcolare la curvatura dello spazio-tempo in base alla distribuzione di massa e di energia sono chiamate equazioni di campo. Una volta calcolata la curvatura dello spazio-tempo, attraverso le equazioni di campo, possiamo calcolare le geodetiche di questo spazio-tempo, che a loro volta ci indicheranno il movimento delle particelle quando non sono soggette ad altre forze come, per esempio, l'elettricità e il magnetismo. Un raggio luminoso, lungo il quale l'informazione viaggia alla velocità della luce, sarà una geodetica speciale, denominata « geodetica di lunghezza nulla». Lontana da qualsiasi corpo provvisto di massa, questa geodetica di lunghezza nulla sarà una linea retta. Quindi, per le enormi distanze tra le stelle, possiamo trattare la luce come se si muovesse in linea retta, con un elevato grado di approssimazione. Ma questo non è più vero nelle vicinanze di corpi dotati di massa. Accanto alla Terra, la cui massa è inferiore a quella del Sole, la curvatura di un raggio di luce è minima. E invece possibile rilevare questo effetto su un raggio di luce che sfiora la superficie del Sole, in determinate circostanze, come per esempio durante un'eclissi totale di Sole. Immaginiamo che in un determinato momento dell'anno una stella si trovi esattamente dietro il Sole, e che alcuni dei suoi raggi ne sfiorino la superficie per poi raggiungere la Terra. In questo caso saremmo in grado di vedere dietro al Sole. In una situazione normale la luminosità del Sole ci impedirebbe di osservare la stella ma, durante un'eclissi totale di Sole, la Luna si frappone tra noi e il Sole celandone i raggi e consentendoci di vedere la stella. La massa della Luna è notevolmente inferiore a quella del Sole, quindi il suo effetto è trascurabile. Questo esperimento è stato condotto per la prima volta nel 1919: le fotografie scattate durante l'eclissi fornirono una conferma convincente delle previsioni della Teoria della Relatività generale e, da un giorno all'altro, Albert Einstein divenne uno scienziato famoso in tutto il mondo. Vogliamo ora considerare alcune delle sue anticonvenzionali concezioni sul posto dell'uomo nel mondo e il suo modo di concepire la mente. Una delle caratteristiche fondamentali di Einstein fu il suo modo di dare l'impressione di vivere la sua fisica. Il suo esempio demolisce completamente l'idea che la fisica sia una questione puramente intellettuale La fisica non era per lui un'arida routine: era il suo tentativo di comprendere il lavoro di Dio. Le scoperte di Einstein hanno introdotto nella fisica una nuova unità, come osserva Bronowski, composta da un'inestricabile triade: l'evento, l'osservatore e il segnale che li collega tra loro. La fisica non consiste di eventi; consiste di osservazioni, e fra l'evento e l'osservatore deve passare un segnale (per esempio un raggio di luce, un'onda o un impulso) che semplicemente non può essere eliminato dall'osservazione... Evento, segnale e osservatore: è questa la relazione che Einstein vide come l'unità fondamentale nella fisica. La Relatività è la comprensione del mondo non come eventi ma come relazioni . Pertanto, nella Relatività speciale, gli individui partecipano all'immagine del mondo soltanto per essere inclusi in qualcosa di più grande dei sé individuale. A meno che non ci si spinga oltre il sé, non si ottiene alcuna immagine del mondo. Questa sconvolgente teoria, dimostrata al di là di ogni dubbio e universalmente accettata, si armonizza alla perfezione con la concezione di Einstein secondo cui gli individui s'inseriscono in unità sempre più grandi: e, in questo modo, si connettono, come affermò, «con tutti gli esseri viventi». Procedere oltre la prigione dell'individualità fino a una consapevolezza esperienziale di questo «tutto significante» era per Einstein un grande compito nella vita, che egli descrive in un passo molto spesso citato: Un essere umano fa parte della totalità che noi chiamiamo «universo», è una parte limitata nello spazio e nel tempo. Egli percepisce i suoi pensieri e sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una sorta d'illusione ottica della sua coscienza. Questa illusione è per noi una specie di prigione e ci limita nelle nostre decisioni personali e nell'affetto per le persone che ci sono più vicine. Il nostro compito dev'essere

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE quello di liberarci da questa prigione allargando la portata della nostra affettività fino ad abbracciare tutti gli esseri viventi e l'intera natura nella sua bellezza . Il vero valore dell'essere umano è determinato principalmente dalla misura e dal modo in cui ha ottenuto la liberazione dal sé. Un'inequivocabile promessa d'immortalità è presente nelle idee di Einstein, idee che scaturiscono dalle interpretazioni del tempo formulate dalla fisica moderna, in cui esso è privato del suo carattere esterno, fluido, lineare. Sulla base di queste concezioni, sorgono concetti completamente nuovi di passato, presente e futuro: viene inoltre a cadere il concetto di morte come evento ultimo, finale. Nel 1905 Einstein pubblicò il suo trattato sulla Relatività speciale. Alla fine di questo saggio, destinato a cambiare per sempre i nostri concetti di spazio e di tempo, egli ringraziò Michele Besso, suo intimo amico fin dai tempi in cui lavoravano insieme nell'Ufficio Brevetti di Berna; con lui aveva allora discusso ed elaborato le proprie idee ancora allo stadio embrionale. La loro profonda amicizia durò tutta la vita e nel 1955, quando Besso mori, Einstein scrisse ai famigliari una lettera con cui esprimeva le sue idee sull'immortalità: La nostra amicizia aveva come fondamento i nostri anni di studio a Zurigo, dove c'incontravamo regolarmente alle manifestazioni musicali... più tardi l'ufficio brevetti ci unì nuovamente. Quando tornavamo a casa insieme, le nostre conversazioni erano di un fascino indimenticabile... E ora mi ha preceduto di poco dando addio a questo strano mondo. Ciò non significa nulla. Per noi fisici credenti la distinzione fra passato, presente e futuro è soltanto un'illusione, anche se dura a morire. E' facile trovare conferma della natura della mente non localizzata, affine all'anima, fra poeti, mistici e filosofi; si possono anche aggiungere all'elenco pochi scienziati che, di tanto in tanto, si sono trastullati con l'idea. Ma è estremamente raro trovare uno scienziato contemporaneo di spicco, che abbia apportato contributi fondamentali alla sua disciplina e che abbia anche apertamente dichiarato che la mente è universale.

La mente Universale

Così ha fatto Henry Margenau, professore emerito di fisica e filosofia naturale presso l'Università di Yale. Nel quadro di una carriera d'illustre teorico di fisica molecolare e nucleare, il professar Margenau diede l'avvio a una ricerca sui fondamenti filosofici della scienza naturale. Il professar Margenau ha ampliato la visione del mondo del laboratorio di fisica suggerendo che la scienza accenna a una realtà che possiede un suo peculiare significato non solo quando si lavora in un laboratorio di fisica ma anche quando si contrattano azioni in borsa, si attraversa la strada o si sbrina il frigorifero. Una visione dei mondo che espande lontano il suo raggio d'azione ed è onnicomprensiva, contenendo tutte le visioni del mondo sussidiarie, utilitarie, quelle in cui continuiamo a entrare e uscire nella nostra vita quotidiana. Margenau è certo che sia possibile parlare con il linguaggio del fisico a proposito dell'unità che abbraccia distanti livelli di natura grazie alle rivelazioni della scienza moderna. Per dimostrare di non essere il solo a nutrire questa convinzione, accenna alle intuizioni di due figure di primaria grandezza nella fisica moderna, Werner Heisenberg e David Bohm. Poco prima della sua morte, Heisenberg pubblicò un saggio contenente l'ipotesi che certi concetti fondamentali, meccanicistici, di senso comune, come «composto» e «dotato di parti distinte e nominabili», possano essere privi di significato per le verità ultime a cui la fisica cerca di arrivare. E il fisico Bohm espresse la stessa sensazione. «Così», affermò, «si arriva a una nuova nozione di totalità ininterrotta che nega l'idea classica di analizzabilità del mondo in parti esistenti separatamente e indipendentemente». E anche se il "pensare in termini di parti" si è arrestato al livello degli atomi Margenau pone un interrogativo fondamentale: questo tipo di negazione [la negazione della separabilità in parti] dovrebbe anche essere necessaria per la coscienza, per la mente, così che il problema di menti separate, che compongono la Mente Universale o che a essa si aggiungono, possa assumere un significato?

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Certi filosofi che contribuirono ai Veda e alle Upanishad (testi sacri orientali) darebbero una risposta chiaramente affermativa, e le testimonianze dei mistici sulle proprie esperienze estatiche di fusione con Dio forniscono una prova ulteriore della natura innumerevole delle anime. Questi grandi fisici suggeriscono che il concetto di totalità non si limita agli atomi. Se «pensare in termini di parti» è inappropriato al livello degli atomi, lo è anche al livello delle menti. E che cos'è la mente senza parti? E' la Mente Una o Mente Universale, il «Tao, Logos, Brahman, Atman, l'Assoluto, Mana, Spirito Santo, Weltgeist, o semplicemente Dio». Per Margenau, il fatto che noi tutti percepiamo lo stesso mondo in modo unico è una prova dell'esistenza della Mente Universale. Certo, la visione che ciascuno ha della realtà non è precisamente identica, come ampiamente documentato da decenni di esperimenti di psicologia della percezione. Eppure esiste un'approssimativa, ma indubitabile analogia tra le nostre visioni; possiamo comunicarci esperienze condivise riguardanti il nostro mondo senza eccessiva difficoltà. Ora, come giudicare il fatto che noi condividiamo collettivamente una visione coerente del mondo? Questo fatto è profondamente importante, afferma Margenau: dopo che noi introiettiamo stimoli, alla fine, essi vengono trascritti... [in una] realtà fisica, essenzialmente uguale per tutti... [Questa] unità del tutto se ricordiamo che la materia è una costruzione della mente implica l'universalità della mente stessa. Questa importante possibilità viene continuamente ignorata da psicologi della percezione, neurologi e filosofi della mente. Se, come ammette la moderna neuroscienza, noi non conosciamo nulla se non attraverso i sensi, perché allora non esiste un mondo diverso per ciascun cervello? I cervelli non sono identici neppure nei gemelli monozigoti. Lo stesso cervello, d'altra parte, da un momento all'altro, può percepire gli stessi stimoli in modo diverso ed elaborare una diversa visione del mondo. Quando consideriamo quanto potrebbero essere radicalmente differenti le immagini create dai nostri cervelli, è straordinario che invece le nostre visioni del mondo si rivelino tanto coerenti. Il motivo per cui sono coerenti, spiega Margenau, non è perché i nostri cervelli sono simili o funzionano allo stesso modo, ma perché le nostre menti sono una. Ci vuole una singola coscienza per comporre una visione singola del mondo, specie quando tale immagine viene assemblata dai circa 5 miliardi di cervelli esistenti sul nostro pianeta. Soltanto la Mente Una, la Mente Universale, potrebbe pervenire a un simile risultato. Per poter agire in questo modo, deve essere non localizzata nel senso di essere al di là di cervelli e corpi individuali. Se la Mente Una non elaborasse l'enorme mole di dati sensoriali percepiti ogni minuto dall'oceano di cervelli esistenti sulla terra, potremmo aspettarci la formazione di immagini del mondo talmente diverse da essere incomunicabili. Qualcuno obietta che l'immagine da noi percepita della realtà è una perché esiste solo un mondo da cui trarla. Questa concezione è improntata a un ingenuo realismo. Margenau e i fisici moderni in generale ci chiedono di superarla, perché non c'è una realtà «là fuori» da poter considerare totalmente esterna, obiettiva e uguale per ciascuno. Esiste un aspetto della realtà che è più profondo degli oggetti «esterni» e che deve includere la mente. In ultima analisi questa è la realtà dell'Uno, la Mente Universale che, nella sua più onnicomprensiva espressione. La visione della Mente Una concorda con la fisica moderna e con molte delle grandi tradizioni spirituali dell'umanità. Se l'Uno è veramente questo, se è Uno, allora noi siamo parti di esso: ma non soltanto una «parte», perché allora noi violiamo la relazione non duale contro cui Wilber ci mette in guardia. In ultima analisi, dobbiamo andare oltre all'idea che la nostra mente sia una parte di qualsiasi altra cosa: riconoscendo, come disse il fisico Schródinger, che a un certo livello noi siamo la Mente Una. Infatti se qualcosa fosse all'esterno di essa, compresi noi stessi, essa non potrebbe essere l'Uno: totale, completo, ultimo. Margenau, come Schródinger, si rende chiaramente conto delle implicazioni spirituali dell'assorbimento della «parte» nel tutto. E' in causa niente di meno che la relazione dell'umanità con Dio. Come egli afferma: “Se le mie conclusioni sono corrette, ciascun individuo è parte di Dio o parte della

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Mente Universale. Uso la frase «parte di» con esitazione, ricordando il suo carattere approssimativo e la sua inapplicabilità perfino nella fisica recente. Forse un modo migliore di presentare la situazione è dire che ciascuno di noi è la Mente Universale ma afflitto da limitazioni che oscurano tutto fuorché un'esigua frazione dei suoi aspetti e proprietà”. Nelle scienze che studiano la vita, come la biologia e la medicina, gli scienziati non sono abituati a trattare con entità non materiali. La frase stessa fa pensare a fantasmi e spiriti. Ma nella fisica moderna la situazione è diversa. Qui gli scienziati hanno concetti che si applicano a molte entità non materiali, molte delle quali sono chiamate campi; anche se questi non sono materiali, per la maggior parte sono tuttavia associati con la materia. Essi comprendono, per esempio, il campo di flusso di un liquido in movimento, i campi elettrici ed elettromagnetici che circondano i corpi, i campi di temperatura dell'atmosfera e i campi di tensione all'interno di un solido compresso. Esistono però altri campi che non richiedono la presenza della materia per avere significato. Essi non sono connessi a cose materiali e non potrebbero mai essere chiamati materiali: per esempio, il campo metrico nella Relatività generale, i campi di radiazione e parecchi campi astratti che si hanno in fisica nucleare. Inoltre ci sono i campi di probabilità, che sono, come dice Margenau, fra gli elementi «osservabili» fondamentali in fisica quantistica insieme con quantità come posizione, velocità, massa ed energia. I campi di probabilità caratterizzano l'essenza della fisica quantistica, e svolgono un ruolo chiave nel modello di Margenau della Mente Universale. L'idea che la mente potrebbe essere un campo non materiale, in grado di produrre mutamenti fisici nella realtà, non è stata accolta con entusiasmo dalla biologia moderna. I biologi solo con riluttanza stanno cominciando a rendersi conto, ammesso che lo facciano, che la mente non è fisicamente dipendente dal cervello e dal corpo e che non può essere compresa completamente in termini di chimica del cervello e di anatomia. Il fisico inglese Paul Davies osserva: «La fisica, che ha aperto la strada a tutte le altre scienze, ora si sta muovendo verso una concezione della mente più accomodante, mentre le scienze della vita, seguendo il sentiero tracciato dai fisici del secolo scorso, stanno cercando di abolirla del tutto e cita l'osservazione del bioscienziato Harol questo «curioso rovesciamento»: quello che è successo è che in biologia un tempo ferventi sostenitori di un ruolo privilegiato per la mente umana nella gerarchia della natura, si sono spostati implacabilmente verso il crudo materialismo che caratterizzò la fisica del diciannovesimo secolo. Nello stesso tempo, i fisici, di fronte a prove sperimentali inoppugnabili, si sono allontanati da modelli strettamente meccanicistici dell'universo, avvicinandosi a una visione secondo cui la mente ha un ruolo integrante in tutti gli eventi fisici. E' come se queste discipline si trovassero su due veloci treni lanciati in direzioni opposte e non vedessero quello che sta succedendo in mezzo ai binari. Benché eretica, se osservata secondo l'ottica del materialismo biologico moderno, la visione di Margenau sulla natura non materiale della mente troverebbe un'accoglienza favorevole presso alcuni dei più grandi fisici del nostro secolo. Niels Bohr ha dichiarato: «Noi non possiamo trovare nulla in fisica o in chimica che abbia un sia pur remoto rapporto con la coscienza». Anche il suo contemporaneo Werner Heisenberg, il creatore del principio d'indeterminatezza nella fisica moderna, ha esposto la questione in termini categorici: «Non può esserci dubbio», ha affermato, «che la coscienza non esista in fisica e in chimica, e io non riesco a vedere come si potrebbe desumerne l'idea dalla Meccanica quantistica». Ciascuno a suo modo, questi fisici, Bohr, Heisenberg e Margenau, hanno assunto essenzialmente la stessa posizione: la coscienza non può essere pienamente spiegata dalle scienze fisiche così come sono attualmente intese. Ecco una grossa riserva che molti biologi e filosofi avanzano nei confronti delle concezioni di Margenau riguarda la natura non materiale che egli attribuisce alla mente. Come può un'entità non materiale che è totalmente indipendente dalla materia fare una qualsiasi cosa? Possono delle «cose» non materiali agire su cose materiali? Margenau suggerisce la possibilità irrazionale che cose immateriali possano far muovere cose materiali. Ma nella Meccanica quantistica l'irrazionale ha finito per essere ammesso: le interazioni fra il non materiale e il materiale sono ormai date per scontate. Come osserva Margenau, «è noto che le interazioni fra l'immateriale e il materiale avvengono, anzi abbondano [nella fisica moderna]. Ogni motore elettrico dipende da esse... [Ed] entità elusive come i

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE campi di probabilità, un costrutto puramente matematico...influenzano il comportamento di entità atomiche. Com'è possibile che avvenga questa interazione a doppio senso di circolazione fra mente non materiale e cervello materiale? Nella situazione tipica, quando una certa attività si compie fra due entità interagenti fra loro, si trasferisce un certo quantitativo di energia. Ma non tutte le interazioni che avvengono nel mondo fisico sono nella natura degli scambi di energia. Esistono, per esempio, i meccanismi di controllo o di guida, in cui nessuna attività viene espletata e quindi nessun quantitativo di energia è trasferito. Un esempio citato da Margenau è quello di un treno che descrive una curva: i binari premono contro le ruote del veicolo, esercitando una forza, ma la forza è perpendicolare allo spostamento, e quindi nessuna attività viene compiuta. Qui è fondamentale rendersi conto che nozioni ordinarie di ciò che comunemente significa per un sistema «compiere attività» su di un altro possono non essere più valide. Quando in natura delle entità interagiscono, l'energia totale del sistema interagente prima e dopo che abbia luogo l'interazione rimane la stessa (l'energia si «conserva»). Tuttavia, osserva Margenau, nel mondo della fisica quantistica, ciò non è sempre vero: ci sono casi in cui il principio della conservazione di energia nella sua forma abituale non regge; come esempio si potrebbe accennare al passaggio degli elettroni attraverso delle barriere... e forse il fatto più miracoloso di tutti è che una massa fisica può essere creata dal nulla senza contraddire le leggi della fisica. Questo spalanca una porta a favore dell'influenza della mente non materiale sul cervello materiale, senza che la mente debba intervenire con un certo quoziente di energia da spendere nel processo. Il quadro che emerge dalle osservazioni di Margenau, quindi, è questo: la mente non materiale può essere completamente libera e indipendente dal cervello fisico, eppure pienamente in grado d'influenzarlo, senza dover fornire alcun quantitativo di energia nell'interpretazione. Questa possibilità, per tanto tempo negata in biologia, è pienamente permissibile nella fisica moderna in perfetto accordo con principi noti e senza violare nessuna legge. Margenau si sofferma sul modo in cui l'interazione mente-cervello può manifestarsi in sistemi fisici complicatissimi come il cervello, i neuroni e gli organi sensori, le cui componenti sono abbastanza esigue da essere governate da leggi quantistiche probabilistiche, l'organo fisico è sempre calibrato per una moltitudine di possibili mutamenti, ciascuno con una definita probabilità: se avviene un cambiamento che richiede energia... l'intricato organismo la fornisce automaticamente. Di conseguenza, anche se la mente non ha nulla a che fare con il cambiamento, cioè se c'è interazione fra mente e corpo, alla mente non è richiesto di fornire energia. Quindi la risposta al perenne problema di come la mente non materiale fornisca energia per influire sul cervello o sul corpo materiale può essere questa: non la fornisce. L'energia può provenire dal cervello. Che «aspetto» potrebbe avere una Mente Universale? Di questa Mente, Margenau afferma: "La sua conoscenza comprende non solo l'intero presente ma anche tutti gli eventi passati. Più o meno come il nostro pensiero può esplorare l'intero spazio e giungere a conoscerlo, così la Mente Universale può viaggiare avanti e indietro attraverso il tempo a volontà" . Se le nostre menti fanno parte di questa Mente Universale, anche loro, come essa, sono non localizzate nel tempo e nello spazio. Ma, se le cose stanno così, perché ci sentiamo così localizzati? Perché avvertiamo un senso così schiacciante del presente e un così pesante senso di limitazione a questo spazio immediato? Perché ci sentiamo cosi individuali, imprigionati nei nostri corpi? Perché dovremmo essere cosi tormentati, come lo siamo stati per millenni, dal problema di scoprire se siamo dotati di una qualsiasi libertà di coscienza o se la nostra vita sia predeterminata? Queste non sono caratteristiche che ci aspetteremmo di trovare in menti che fanno parte di una Mente Universale, non localizzata. Margenau crede che in noi il senso della nostra universalità sia indebolito dalle limitazioni fisiche del corpo. Eppure queste limitazioni fisiche non sono assolute, e nell'intero corso della storia molte persone sono riuscite a superarle. Tutte le grandi tradizioni spirituali abbondano di prove del fatto che, se vengono seguite certe prescrizioni, la natura universale, non localizzata di una persona emerge.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Ma le limitazioni sono reali. Una delle più angosciose è il nostro modo rigido di percepire il tempo. Margenau usa la metafora di «fessura di tempo» per enfatizzare la nostra capacità di vedere solo una fetta piccolissima dell'intero panorama del tempo. Così come possiamo vedere soltanto una banda ristretta dell'intero spettro elettromagnetico che chiamiamo «luce», analogamente possiamo percepire solo un esiguo frammento del tempo, che chiamiamo «l'adesso». Questa limitazione nella coscienza della totalità del tempo contribuisce al nostro senso di essere intrappolati e alla deriva nel tempo. di essere limitati a un solo arco di vita e di sentirci disperatamente mortali, destinati alla morte. Un'altra grave limitazione che c'impedisce di usare le nostre menti in senso universale e non localistico è ciò che Margenau chiama il «muro personale» (ndr.: analogo dei "veli" della Cabala). Il muro personale «produce il senso prevalente d'isolamento individuale e ci dà un'identità oltre che un ego». Il peggiore dei suoi possibili effetti è quello di creare un senso d'isolamento e di solitudine, che può essere totalmente oppressivo e morboso, perfino mortale. Ma, come abbiamo visto abbondantemente nei capitoli precedenti, né la fessura di tempo né il muro personale sono assoluti. In alcune circostanze, molte delle quali possiamo imparare a controllare, essi possono diventare «più o meno opachi». Oltre alla fessura di tempo e al muro personale, che inibiscono la nostra identificazione con la Mente Universale, c'è ancora un altro impedimento che influenza in modo cruciale il carattere della nostra condizione umana: il «muro stocastico». La parola «stocastico» deriva dal greco stochos, che designa un «obiettivo», uno «scopo» o una «congettura». Questo termine esprime il fatto che nella condizione umana sono insite casualità e incertezza. E chi può negarlo? Nessuno realmente vive la sua vita come se fosse fissa e determinata, neppure le persone che professano di credere nel determinismo. Margenau suggerisce che il motivo per cui le nostre vite ci sembrano essere permeate dall'incertezza è che il mondo al livello invisibile, silenzioso, subatomico è incerto; questa però non è una condizione miserabile: anzi, è vero il contrario. Infatti è proprio l'incertezza del mondo che permette perlomeno la possibilità del libero arbitrio. Oltre all'incertezza però è necessario un altro elemento: la scelta. Quindi, sostiene Margenau, sono necessari due elementi perché la libertà umana sia una realtà: la scelta e la possibilità di agire. Per Margenau, non esistono limitazioni al più elevato livello della Mente: la Mente Universale non ha fessura di tempo, nessun muro personale; la sua conoscenza non è limitata da probabilità quantistiche ... la Mente Universale non ha bisogno di memoria, poiché tutte le cose e tutti i processi, passato, presente e futuro, sono da essa afferrabili. La metafora di Margenau della fessura di tempo è ricca d'implicazioni per i processi di conoscenza umani, per esempio la facoltà della memoria. Più è larga la fessura, meno limitati siamo nel tempo, più ricordiamo. Se i bordi della fessura di tempo sono netti, la nostra memoria è nettamente definita da determinati punti nel tempo; se invece sono imprecisi, la nostra memoria sarà inesatta in modo corrispondente. Tutti i problemi noti riguardanti la memoria possono essere metaforicamente concepiti come prodotti da variazioni nella nettezza dei bordi della fessura di tempo o da fluttuazioni nella sua ampiezza. Per tutti questi problemi di memoria c'è una cura: il ritorno della mente individuale, con la sua fessura di tempo, alla Mente Universale, che non ha nessuna fessura. Non solamente il concetto di fessura di tempo ma anche quello di muro personale è responsabile di molte malattie umane. In certi stati di schizofrenia, il muro personale si dissolve in modo drammatico a un punto tale che il paziente non riesce più a distinguere se stesso da altre persone o da altre cose. Inoltre, la fessura di tempo può anche dilatarsi tanto da demolire in una persona il suo senso di passato, presente e futuro. Il muro stocastico può anche crollare e il senso di scelta e libertà può divenire distorto. Un individuo può pensare di avere un controllo totale di tutti gli eventi manifestando questa convinzione con allucinazioni messianiche o credendo di essere letteralmente Dio incarnato. Oppure il muro stocastico può diventare ipertrofico, reso più spesso e più alto, tanto che la persona si sente completamente paralizzata, incapace di scegliere o agire nei modi anche più semplici. Spesso, però, queste limitazioni possono variare nelle vite di persone del tutto comuni, non solo di schizofrenici. Per esempio, la fessura di tempo può dilatarsi in modo tale da permettere la precognizione o la preveggenza. Oppure il muro personale può abbassarsi tanto da consentire un'esperienza di sana

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE empatia o connessione con altre persone ed esseri viventi. Così Margenau descrive questo processo: [L'abbassamento del muro personale] accresce la nostra identità con gli altri. Questo abbassamento del muro può avvenire in casi di straordinaria simpatia e amore per gli altri, di empatia spontanea attraverso l'attenzione concentrata, in meditazioni, in sogni, in esperienze personali che... rivelano realtà alternative. Può avvenire nella preghiera, quando un individuo si fonde con la Mente Universale. L'abbassamento del muro personale può permettere la percezione extrasensoriale sotto forma di incontro di informazioni, magari sotto forma di lettura del pensiero . E' quindi errato enfatizzare soltanto la natura negativa delle fluttuazioni della fessura di tempo e dei muri personale e stocastico, perché molte persone giudicano queste condizioni genuinamente spiritualizzanti e appaganti. Stiamo assistendo ad una consacrazione da parte della fisica a quello che noi già avevamo appreso! Da millenni si conoscono metodi per provocare intenzionalmente queste fluttuazioni. Le più grandi tradizioni spirituali del mondo forniscono prescrizioni che, se seguite, modificano radicalmente l'ampiezza della fessura di tempo e la rigidità e l'altezza del muro personale. Esse ci insegnano quindi come realizzare gli aspetti eterni e infiniti del nostro essere: per arrivare a conoscere la mente ctonica, la Mente Universale, il Tao, l'Assoluto, l'Uno. Ma, se una persona non si trova su uno di questi sentieri spirituali che sono stati ormai controllati e hanno resistito alla prova del tempo, l'improvviso dilatarsi della fessura di tempo o il crollo del muro personale possono essere disastrosi. Il confronto inatteso con la realtà non localizzata può essere sconvolgente e totalmente devastante. Forse la più tumultuosa espressione di questa esperienza si determina attraverso l'uso di droghe; in questo caso la fessura di tempo può essere squarciata e il muro personale demolito in pochi attimi. A seconda di molti complessi fattori, un soggetto può descrivere questa esperienza come estasi, consapevolezza superiore o puro e semplice terrore; alcuni si sono perfino suicidati per aver preso un contatto improvviso e inatteso con la realtà non localizzata con l'assunzione di droga. Di conseguenza, la decisione di toccare questa parte del proprio sé non dovrebbe essere mai presa a cuor leggero. L'esperienza dovrebbe essere sempre affrontata in uno spirito di rispetto come una ricerca della Verità e mai, mai, come puro svago. Come ha osservato il mitologo Joseph Campbell: «La differenza è che la persona che non si regge a galla annega nell'acqua in cui il mistico nuota. E' necessario essere preparati per questa esperienza». Margenau raccomanda quindi di portare rispetto alla fessura di tempo e al muro personale, poiché «c'è un senso profondo in cui queste realtà sono benedizioni in un'esistenza umana finita», anche se limitano la nostra consapevolezza, nondimeno ci aiutano a mantenerci intatti finché non siamo pronti a intraprendere la ricerca che è il nostro vero scopo. Alla fine, comunque, la fessura di tempo deve allargarsi e i muri personale e stocastico devono abbassarsi se vogliamo realizzare la nostra natura universale, non localizzata; non si sottolineeranno mai abbastanza le implicazioni spirituali di un'attenuazione di queste restrizioni. L'abbattimento totale dei muro personale e l'allargamento all'infinito della fessura di tempo possono permettere a una persona di fondersi con l'Uno. Margenau descrive le sensazioni che tale fusione potrebbe suscitare: “Ciò che... intendo dire è che il sé conscio tornerà alla sua origine presunta, cioè la Mente Universale, e da ciò sembra derivare che, come parte di Dio, il sé conscio ha la facoltà di rivisitare tutti gli aspetti della sua esperienza terrena, e forse anche la possibilità di dimenticarli e di consegnarsi all'oblio (o addirittura all'estinzione). Ma il pensiero cruciale, l'attesa di una riunione con Dio, contiene già una qualche consolazione, e la speranza, anzi, la promessa della morte come esperienza unica” . Riepilogando, la visione di Margenau è nella tradizione dei fisici Schródinger e Bohm. Il conflitto fra la scienza e 1'eterna ricerca spirituale dell'umanità risiede nel fatto che la scienza non è stata spinta abbastanza lontano. Se le nostre interpretazioni del mondo fisico sono di corto respiro, come nella visione

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE classica del mondo, noi vediamo noi stessi in un quadro parcellizzato che va alla deriva, verso una fine nel tempo. Se invece seguiamo le implicazioni della visione moderna dell'universo, possiamo nonostante tutto affermare le perenni intuizioni dei nostri più grandi visionari: noi siamo eterni, infiniti e Uno. Spirito Pratica la croce sefirotica spiegata ieri.

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[Postato il 2008-07-02 00:46:19 da: fenice]

Introduzione Ma mano che i giorni si allungano si accorcia il nostro tempo. Tu penserai, caro lettore, "ma cosa ho fatto per meritare tutto questo?". Se farai silenzio nelle profonditá del tuo cuore sentirai una voce che ti risponde: "Ananke", necessitá. La XXII via collega Geburah a Tiphereth ed é associata alla Giustizia. Quando essa si manifesta invano grida il condannato: sono innocente. In vero é lui stesso che si é condannato con le sue decisioni e le sue azioni, e se osservasse attentamente il carnefice potrebbe scoprire di guardarsi in uno specchio. Corpo Tutto l'allenamento del mondo non serve se non si é capace di applicarlo. Una spada puó essere usata di punta o di taglio. Esercitati oggi nella 25 posizione chiamata Colpo di Giustizia. Partendo dal Basilisco Afferra la spada con la mano sinistra e facendo un passo avanti protenditi a colpire il fianco destro dell'avvesario, allungandoti sulle ginocchia per colpire piú lontano possibile. se l'avversario para il tuo colpo, fai un secondo passo avanti ed afferra con la mano destra (che é libera) il suo pomo della spada, spingendo verso l'alto e verso indietro Colpisci con la spada sul fianco sinistro. Emozioni Continua a lavorare al tuo simbolo in versione tridimensionale. Mentre lavori concentrati sulla gioia del semplice lavoro manuale. Mente Esercizio di chiaroveggenza ergo Previgenza ************ Pratica Operativa************************** 1.Sedersi e praticare gli esercizi di rilassamento attraverso i 10 mantra (vedi precedente sezione) 2.Porre la mappa innanzi a noi in maniera tale da poterla vedere senza sforzo di alcun tipo. Non si fissi alcun punto in particolare; si permetta che gli occhi girovaghino scansionando normalmente la carta. 3.Si entri il proprio spazio magico e vi si ponga la propria percezione stabilmente. Si vada è posto lo specchio magico e lo si veda da dove lo si possa vedere a testa alta. (L’importanza di tenere la colonna vertebrale dritta…..); si immagini la figura della mappa che occupa completamente la struttura. Poi si immagini il panorama della figura, si pensi a cosa sarebbero se fossero reali e non immagini stilizzate. Si cerchi di vedere un’immagine tridimensionale oltre lo specchio. Alle parti del panorama nascoste il vetro della finestra e dietro la finestra. Ci si pensi e si lo si riempia, mantenendo gli stessi colori, più o meno, e riempendo i dettagli, si costruisca un immagine del mondo come se fosse reale, e si incorporino dettagli da figure del mondo reale. (MAI inserire dettagli di persone reali come figure) 4.Si immagini di oltrepassare attraverso la struttura dello specchio, e si stia nel mondo che si guardava. In qualche momento precedente l’arrivo della figura vivente. Non bisogna muoversi attraverso, è necessario eseguire una transizione istantanea nel posto immaginato. Se necessario, si ricostruisca il mondo daccapo inserendo se stessi. Ci si giri e si guardi le vicinanze dal

Illustration 22: XXII via

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE nuovo punto di vista, si abbia insomma una visione a 360°, riempiendo le zone mancanti. ( non si deve vedere la finestra ). Si immagini le sensazioni degli altri sensi in una situazione analoga, aggiungendoli alle impressioni del luogo. 5.Si rimanga nella scena fissando il proprio punto di vista nell’immaginazione, senza tediarsi se ci siano dettagli che cambiano e non fare alcuno sforzo per riportarli indietro, l’importante è avere le linee e posizioni generali fissate e che i dettagli minori a piacimento. Si pensi ad una zona immaginata. Ci saranno pochi dettagli e più spesso impliciti che definiti veramente. Continuando nella pratica, l’inconscio imparerà gradualmente a riempire i buchi ed a riempirli senza sforzo conscio. 6.Il passo successivo è il più difficile e il più facile. Tutti avranno immaginato delle conversazioni dove si inventano dialoghi salva faccia da situazioni imbarazzanti del passato; altre volte , si sono immaginate eventi o interazioni a noi favorevoli nel futuro prossimo, o qualche situazione che vorremmo ottenere nel mondo reale ma è impossibile. Cosa si fa in questa fase è la stessa cosa, praticamente. Solo che non si dovrebbe avere alcun desiderio particolare di controllare cosa dicono gli altri, ma lasciare che essi parlino. 7.Cosa si vuole immaginare è lo scenario nella quale una persona che vive sulla mappa arriva nella locazione dove si è, e comincia a parlare con voi. Ciò che conta è dare alla mente una ragione credibile per essere lì, a parlare con la carta. La parte dell’inconscio che tocca l’immaginazione non crede nelle situazioni ipotetiche, l’importante è che siano consistentemente ragionevoli. Se lo è, verrà accettato come reale. Questa sotto mente gioca la parte del carattere mentre la mente conscia quella di sé stessi. La stessa parte raggiunge altre parti della mente e i reami magici ed estrae le informazioni usate nella costruzione del carattere. 8.Ora gli si può chiedere su di lui, sui simboli se ne ha, sui vestiti e ovunque altro e sull’ambiente. Sia agisca come se fosse persona reale, indipendente da voi. Lo si tratti con il rispetto degli uguali, mai agire da superiori e mai minacciare. Se non risponde ad una domanda, non lo si pressi. Si risponda ad ogni sua domanda onestamente al massimo delle proprie capacità, senza essere né minacciato né umiliato. L’interazione deve essere impostata sulla base dell’uguaglianza e basta. Si ricordi che non ci sono in questa fase dell’esercizio risultati sbagliati, solo risultati non compresi; non si respinga un’informazione solo perché non si capisce. Si ammetta l’ignoranza e la si metta da parte 9.Quando si incomincia ad essere stanchi o il personaggio indica di avere chiuso si smettano gli esercizi; lo si saluti, ci si giri e si vada via fino a non vederlo più. Poi si “salti” a casa attraverso lo specchio magico, anche se non era all’inizio nella stessa posizione. Poi si immagini di chiudere la finestra perché mostri la solita oscurità. 10.Dopo avere lasciato lo spazio magico si spenda qualche momento concentrando la propria attenzione ai vari oggetti nell’ambiente fisico; alzarsi, fare esercizi di stretching, bere, andare in bagno o cose analoghe. Ci si sieda e si scriva cosa accadde nell’esercizio, con più dettagli possibili. Trascrivere cosa si è detto, sentito, qualsiasi idea che vi è passata nella mente, cambi di scenario o movimenti in altre scene. 11.Può capitare che accadano cose strane, come il fatto che il carattere possa salutare da dietro mentre si lavora in una fase precedente. Generalmente, conviene seguire l’evento piuttosto che seguire l’ordine preciso degli eventi. Una volta che i caratteri sono apparsi bisogna permettere che accada tutto ciò che accade, come nell’esercizio “mystery tour”. Non ci si preoccupi di mantenere l’ambiente stabile. Può variare perché il carattere vuole mostrarvi qualcosa, possono entrare oggetti o creature. Si può essere trasportati in scene diverse. Tutto può capitare, basta non essere animati da pregiudizio. La logica è quella dei sogni, e tali eventi non sono insoliti. Spirito Applica le istruzioni di cui sopra.

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[Postato il 2008-07-03 04:17:03 da: fenice]

Introduzione La XXIII via é associata al dolore. Viviamo in un universo in cui il dolore é stato ripudiato, in cui a ogni mal di testa rispondiamo con una pillola di negazione. Lasciarsi andare all'acqua, affondare nel dolore, spesso é l'unica via del cambiamento. Vi ripetono di cambiare ma voi non lo farete fino a quando il dolore non vi costringerá. Il Saggio non sfugge la sofferenza, egli la conosce, la usa come un chirurgo il bisturi. Corpo 13. COLPO DEL RE Partendo dalla posizione del Falco. La mano sinistra lascia la spada. La Mano destra colpisce roteando la spalla all'indietro. Il colpo arriva da dietro e si conclude sul ginocchio dell'avversario. Se eseguito in maniera corretta risulta invisibile. Emozioni Continua a lavorare al tuo simbolo in versione tridimensionale. Mentre lavori concentrati sulla gioia del semplice lavoro manuale. Mente Molti che leggono questo forum hanno un atteggiamento passivo, da spettatore fuori dalla scena rispetto ad eventi che, se si verificassero lo colpirebbero direttamente. Nel nostro gruppo abbiamo sviluppato questo testo che serve ad aiutare a capire le strategie di fuga e magari a riderne. LE 4 STRATEGIE di evitamento e le 9 strategie di realizzazione Quando è il tempo di cominciare il cammino? Quale è il punto di partenza? Quando viene il giorno in cui vivere il Tempo? Quel giorno è oggi. Vivere il tempo è strettamente legato al concetto dell'ADESSO in quanto momento centrale dell’esistenza. Possiamo fare un paragone a livello fisico, essendo la percezione del tempo neurologicamente molto simile a quella dello spazio. A livello fisico essere nell'adesso corrisponde a quello che viene chiamato percepire sè stessi. Se io percepisco solo l'ambiente esterno, e non percepisco me stesso, mi manca un elemento fondamentale. Nelle arti marziali la presenza a sé stessi è un elemento fondamentale della vittoria. Ogni azione parte da lì. Per esempio la posizione di base della Fenice e l’irradiare di se stessi è la base della vittoria per SNIP Nel campo temporale, se vivo solo nel passato, o nel futuro, vivo nelle mie rappresentazioni mentali, ma mi manca il punto di partenza. Tuttavia vivere nell'ADESSO richiede anche la responsabilità dell'ADESSO. La responsabilità essenziale dell'ADESSO è il concetto di SCELTA (Volontá, beth, LA DODICESIMA VIA) perché è nell'adesso che avvengono le scelte. Per fuggire questo pensiero, ciascuno di noi inventa delle STRATEGIE al fine di evitare le responsabilità. Accettare il tempo significa prender la responsabilità di essere.

Illustration 23: la XXIII via é associata all'Acqua

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LE 4 STRATEGIE DI EVITAMENTO Normalmente 4 sono le strategie di evitamento che troviamo utilizzate più frequentemente e che danno origine ognuna a differenti forme di intervento. Caratteristica comune delle strategie è non tenere conto il punto di partenza temporale, cioè il presente. Le 4 strategie sono: 1. 2. 3. 4. OBIETTIVI E NON MEZZI TUTTO! SUBITO! MEZZI SENZA OBIETTIVI RIMETTERE A PIU’ TARDI, POSTICIPARE

Vediamo di conoscerli a uno a uno. - STRATEGIA NR. 1 DI EVITAMENTO DI RESPONSABILITA’: OBIETTIVI E NON MEZZI Una delle maniere di evitare la responsabilità del tempo consiste nel volere il fine senza i mezzi. Voglio essere campione in uno sport ma non mi alleno. Dimentico che il risultato dipende dalle azioni che incomincio a compiere ADESSO. Per dare più tempo al tempo è necessario ALLINEARE NEL PRESENTE IL COMPORTAMENTO AI VALORI. Nel caso specifico di questo forum: comportateti di conseguenza al fatto che sai stanno per succedere delle cose. STRATEGIA NR. 2 DI EVITAMENTO DI RESPONSABILITA’: TUTTO SUBITO Una seconda maniera di evitare la responsabilità è crearsi automaticamente lo scacco, volendo tutto e subito. Non lo otteniamo, e quindi ne ricaviamo la ragione per rinunciare. Anche qui manca la coscienza dell'adesso. La persona , ha un motivo in piú per nascondersi e allora dice "non riesco". Un presente immaginario porta facilmente al non raggiungere gli obiettivi. Uno studio condotto su persone di successo mostra chiaramente che anche se altre caratteristiche cambiano, un elemento che resta costante è la capacità di mettersi degli obiettivi avanti nel tempo e perseverare per raggiungerlo. Tipo Sorella Mulo che si dispera perché non risolve i problemi legati al 2012 in 20 giorni. - STRATEGIA NR. 3 DI EVITAMENTO: MEZZI E NON OBIETTIVI Una terza maniera di evitare le responsabilità è rimanere sui mezzi, come lo studente che continua a rimanere a vita all’università perché non è veramente interessato all’obiettivo. Alcune persone si concentrano talmente sulla procedura da dimenticare che la stanno adottando per un fine, ed il fine è presente anche adesso, in quanto è la ragione del comportamento di ORA. Tipo coloro che continuano a raccogliere informazione come se l'informazione fine a se stessa servisse a evitare la catastrofe. STRATEGIA NR. 4 DI EVITAMENTO: RIMETTERE A PIU’ TARDI POSTICIPARE È la piú frequente di tutte. Non ho tempo adesso, in futuro (sempre indeterminato) lo troveró. Eppure il momento è ora! Questo è il momento di iniziare la nostra trasformazione.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Poiché ora è l’unico tempo in cui noi siamo e possiamo decidere. Emile Couè consigliava ai suoi pazienti di ripetersi "sto migliorando di giorno in giorno". come mai "sto migliorando" e non "migliorerò"? Perchè il futuro comincia nell'adesso. E' adesso che iniziamo a costruire il futuro. Le Nove Strategie di realizzazione 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. Immagina (Visualizza, Senti, Odora, Tasta, Assapora) il tuo scopo. Riempiti di Ardore/gioia/forza nella visione Descrivi i mezzi necessari per raggiungerlo Poniti delle tappe verificabili nel tempo Adotta questi mezzi. Inizia Ora! Goditi il cammino. Tieni in vista lo scopo e sotto controllo i mezzi. Persevera nello scopo e nei mezzi.

1 immagina (Visualizza, Senti, Odora, Tasta, Assapora) il tuo scopo. ALEPH: l'XI via, Immaginazione. Per sapere dove si vuole andare è necessario averne una rappresentazione interiore quanto piú possibile completa (vedi istruzioni precedenti). Piú che pensare a ció che si vuole è necessario immaginare. Creare un immagine tridimensionale, completa di suoni, odori, sapori e sensazioni tattili. “All at once my vision opened up, and it seemed that this was not just a circle of names, but a City.... ... Looking outwards I saw that the whole was surrounded by a great wall with twelve gates, and beyond the wall there was nothing but a white chaos. Above each gate was a banner on which was written one of the Names of God. And each banner seemed to radiate a power outwards towards the chaos, as if each word were a declaration to the larger universe, made with an unwavering, undefiable intent, as if God were saying through them: "Here I have made my city. Chaos does not rule here, nor the larger order, but only myself. What occurs herein occurs by my will only, and none may enter in nor leave save if they have conformed to my will." The intensity of this radiation is undescribable. It is a power so steadfast, so implacable, that defiance or avoidance cannot even be considered, let alone achieved.“ Tanto piú chiara (e ripetuta) sará stata la visione tanto piú gioia essa ti provocherá. 2 Riempiti d’Ardore/Gioia/Forza nella visione. He, XV via, Ardore. Al principio di un percorso è necessario essere pieni d’entusiasmo e fiducia nella riuscita. La visione del conseguimento è cosí forte che travolge ogni resistenza. In the early days of the Meiji era there lived a well-known wrestler called O-nami, Great Waves. O-nami was immensly strong and knew the art of wresting. In his private bouts he defeated even his teacher, but in public was so bashful that his own pupils threw him. O-nami felt he should go to a Zen master for help. Hakuju, a wandering teacher, was stopping in a little temple nearby, so O-nami went to see him and told him of his great trouble. "Great Waves is your name," the teacher advised, "so stay in this temple tonight. Imagine that you are those billows. You are no longer a wrestler who is afraid. You are those huge waves sweeping everything before them, swallowing all in their path. Do this and you will be the greatest wrestler in the land."

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The teacher retired. O-nami sat in meditation trying to imagine himself as waves. He thought of many different things. Then gradualy he turned more and more to the feeling of waves. As the night advanced the waves became larger and larger. They swept away the flowers in their vases. Even the Buddha in the shrine was inundated. Before dawn the temple was nothing but the ebb and flow of an immense sea. In the morning the teacher found O-nami meditating, a faint smile on his face. He patted the wrestler's shoulder. "Now nothing can disturb you," he said. "You are those waves. You will sweep everything before you." The same day O-nami entered the wrestling contests and won. After that, no one in Japan was able to defeat him. [Great Waves,101 zen stories] inspirarsi a un principio spirituale superiore puó essere di grande aiuto. Le 10 sephiroth e i principi a loro legate possono essere un’ottima base per questa ispirazione. Per tradurre questa base in azione é necessario applicarle su un singolo sentiero dell'albero della vita. Favorire le proprie paure, cercare le sicurezze assolute ci conduce a rimanere fermi in una posizione di autodifesa. 3 Descrivi i mezzi necessari per raggiungerlo. Ora che la visione è chiara e l’entusiasmo è raggiunto bisogna metterla in atto. Come si fa? Descrivendo i passi necessari da fare tenendo conto che noi si sia capaci di farli. All’inizio di un viaggio verso una meta distante, ci sono tante cose che non conosciamo, tuttavia sappiamo che ci servono soldi, cibo… e magari una corda. 4. Inizia Ora! Ora che conosciamo la meta, la vogliamo raggiungere e sappiamo (in modo generale) come farlo. Possiamo iniziare il viaggio. Iniziare immediatamente è una condizione essenziale. Prendersi la responsabilità di fare delle cose da fare e spostare in avanti il momento in cui farla è una trappola micidiale. Il senso di incompletezza ci pone in uno stato di malessere interiore. Contemporaneamente esso difficilmente è abbastanza potente da indurci a prendere cura del tema. Spesso prendiamo obiettivi che ci sembrano a lunga scadenza e ci culliamo nell’illusione di avere un lungo tempo per portarli a termine. Le decisioni importanti si mettono in atto immediatamente. 16 Mentre passava lungo il mare di Galilea, egli vide Simone e Andrea, fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. 17 Gesù disse loro: «Seguitemi, e io farò di voi dei pescatori di uomini». 18 Essi, lasciate subito le reti, lo seguirono. Marco 5. Adotta questi mezzi Tantissimi lodano l’uso del treno ma viaggiano solo in auto. È un mentire a se stessi sui mezzi che spesso ci porta a mentire anche sui fini. Fai ció che hai deciso. Tuttavia usando i mezzi che abbiamo scelto possiamo scoprire che sono inadatti e modificarli o perfezionarli. 6. Poniti delle tappe verificabili nel tempo BETH: la XII via la volontá funziona a piccoli passi. Ogni cammino richiede un certo tempo. Invece di concentrarsi sull’intero percorso è meglio dividerlo in tappe piccole e verificabili nel tempo. 7. Goditi il cammino.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Per quanto la meta sia desiderabile è il raggiungerla che compone la maggior parte della nostra esistenza. Anche perché, una volta arrivati, difficilmente ci fermiamo. Prendi consapevolezza di questo e fai sì che sia il cammino la tua gioia. Itaca Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sarà questo il genere d'incontri se il pensiero resta alto e il sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. In Ciclopi e Lestrigoni, no certo né nell'irato Nettuno incapperai se non li porti dentro se l'anima non te li mette contro. Devi augurarti che la strada sia lunga che i mattini d'estate siano tanti quando nei porti - finalmente e con che gioia toccherai terra tu per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre tutta merce fina, anche aromi penetranti d'ogni sorta, più aromi inebrianti che puoi, va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti. Sempre devi avere in mente Itaca - raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo in viaggio: che cos'altro ti aspetti? E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare. (Costantino Kavafis) 8. Tieni in vista lo scopo e sotto controllo i mezzi. Spesso i mezzi superano e soppiantano lo scopo originale (vedi sopra). 9. Persevera nello scopo e nei mezzi. Cambiare idea è umano. Nessuno all’inizio di un percorso ne conosce tutte le difficoltà. Cosí che quando esse emergono la volontà vacilla. Il demone del dubbio dentro di noi ci mina. In quel caso ricorda il Codice: fede: sia esso il tuo scudo. mostra tutta la sua forza.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Scudo contro chi? Contro noi stessi.

“ È tutto inutile. L’ha detto anche lui. Sei tu lo sciocco che continua a faticare e a sperare. Avreste potuto coricarvi e addormentarvi insieme tanti giorni addietro, se non fossi stato tanto testardo. Ma morirete lo stesso, o peggio, tanto vale sdraiarsi adesso e farla finita. Non arriverete mai in cima, in tutti i casi.” “ci arriverò, dovessi abbandonare tutto salvo le ossa” disse Sam “e porteró in braccio il signor Frodo dovessi rompermi la schiena e schiantarmi il cuore. Quindi piantala di discutere.”

Signore degli Anelli Essendo consapevoli che questo vacillare, non è indice di saggezza, preparati in anticipo, possiamo reagire meglio. Non tanto stringendo i denti e continuando ad andare avanti ciecamente, quanto concentrandoci sulla bellezza della visione originale e imponendoci di portare a termine almeno la tappa attuale. Spirito Crea nello specchio la tua visione del mondo dopo ed entraci.

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P R O G E T T O P R E PA R A Z I O N E I N T E G R A L E : G I O R N O 2 4
[Postato il 2008-07-04 07:07:31 da: fenice]

Introduzione La XXIV via é la Morte. NVN che vale 50, come sono L le porte della Sapienza che dovrai percorrere prima dei Tre Giorni di Oscuritá. La Morte é cambiamento, IL cambiamento. Vi sono due tipi di trasformazione: quella volontaria e quella involontaria. Lo scopo di questa serie di esercizi é di renderti familiare con l'idea della Morte, del Dolore e della Tenebra stessa. Corpo Esercizio specifico per l'attacco. Avendo a disposizione un bersaglio (albero, palo o altro), eseguire una o piú serie di attacchi prestando attenzione a colpire punti prestabiliti per: - attaccatura collo spalle destra XI, XII - ginocchio (destra XXVI, Sin. XVII) - Allenati a tagliare in due un frutto (mela) poggiato su una tavola di legno all'altezza del tuo ombelico partendo dal Falco. Devi colpire in maniera da tagliare il frutto senza fare incastrare la spada nel legno. Emozioni Leggi ad alta voce questa poesia: 24 La morte

Illustration 24: XXIV via: il Signore delle Porte della Morte

1.Si avviò lungo la via, in Lenti passi sicuri 2.Ma un ombra lo precedeva e una lo seguiva 3.Giacché le corna della morte lo circondavano da entrambi il lati. 4.La guardó con desiderio. “sono io che ti ho scelta” disse e lacerò i veli di lei. 5.Ma dal suo corpo fuoriuscirono 700 scorpioni 6.Essi lo punsero a morte e ne divorarono le carni 7.per cinque mesi lo rosicchiarono pezzo a pezzo. 8.finché di lui non rimase che lo scheletro nella pianura di cenere 9.Al sesto mese egli si alzó e attraversò il III Ponte, sommerso nella Vittoria Liber Shin Leggi 7 volte o in multipli di sette, fino a quando la sensazione non sia penetrata dentro di te. Non é depressione nè esaltazione o sfida. Mente Oggi non c'é nulla che tu possa fare nella tua testa per affrontare questo giorno. Spirito Esercitati nell'esercizio descritto dello specchio precedentemente evocando la Morte in questa immagine. Parla con lei ed accetta la sua presenza nella vita.

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P R O G E T T O P R E PA R A Z I O N E I N T E G R A L E : G I O R N O 25
[Postato il 2008-07-05 05:02:38 da: fenice]

Introduzione La XXV via porta la Luce nascosta dentro di se. Per questo viene chiamata LVX Reflexa. allo stesso modo nel quale la XIX Via (teth) é quella di mezzo fra le vie trasversali (Daleth, Teth e Peh) la Sameck é la via di Mezzo fra quelle Verticali Ghimel, Sameck e Tau. Oggi é quindi un giorno in cui molte cose, che prima erano non celate divengono visibili. Eppure dobbiamo pensare che quello che vediamo non é la natura stessa ma solo il suo riflesso. Come la Luna non manda luce propria ma riflette quella del Sole. Colui che vede un riflesso ha una traccia della Via da seguire. Colui che scambia la traccia con la via stessa si perde in essa. Corpo La visione presentata in questa serie di esercizi è olistica: noi siamo parte di un tutto, e dovremmo sempre considerare il tutto anche quando ci focalizziamo su un aspetto in particolare della realtà che ci circonda. Ovvero ritrovare il Tutto nella Parte. Questo vale anche per l’arte della guerra. Quindi non c'è da stranirsi se, anche se stiamo parlando di spada, ci troviamo a fare discorsi sull'equilibrio, la silenziosità, la spiritualità o quant'altro. Ma vale anche il contrario. Abbiamo visto nei giorni precedenti come le Posizioni fondamentali di spada siano associate con le varie sephiroth nel modo seguente: Cosí come le posizioni di spada, tutta l'arte del combattimento può essere schematizzata sull'Albero della Vita, cosicchè, imparando a combattere si impara qualcosa sull'Albero e viceversa, comprendendo l'Albero si può migliorare nell'arte del combattimento. Di seguito verranno esposti una serie di esercizi che hanno questo indirizzo. Yesod L'equilibrio Esercizio uno: Stare in equilibrio : L'Asana (posizione in sanscrito) dell'albero simboleggia l'albero della vita posto sul suo "Fondamento"(Yesod appunto). Esecuzione: Ben dritti con il busto, si solleva un piede. il piede sollevato viene poggiato sul ginocchio dell'altra gamba, con la coscia e il ginocchio in fuori. A questo punto giungete le mani davanti al petto, fissate con lo sguardo un punto preciso, ed espirando tutta l'aria, in modo da svuotare i polmoni, portate le mani giunte sopra la testa. Questo è un esercizio che migliorerà di molto il vostro equilibrio fisico e interiore. Come è scritto "Mantenere l'equilibrio é la condizione indispensabile per vincere ogni battaglia, e quelle interne ancora piú che quelle combattute con l'acciaio". Esercizio 2: muoversi in equilibrio Un altro ottimo esercizio per l'equilibrio è camminare su travi poste a terra parallelamente. Iniziate liberi da ogni impedimento, poi via via fatelo con i vari pezzi di equipaggiamento (per esempio con uno zaino).

Illustration 25: XXV via: questa donna é incinta da 25 giorni

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Camminate, avanti e indietro. Alzate progressivamente le travi per abituarvi all'altezza. Esercizio 3: combattere in equilibrio Allenarsi a combattere su una trave o su due parallele. Emozioni Oggi riprendi il tuo lavoro sul tuo simbolo in formato tridimensionale. Se lo hai giá finito prova a dipingerlo sulla maglietta. Mente La parola Simbolo deriva dal greco Symbolon, a sua volta formato dal'unione di Syn e Ballein. Vengono cioé messi in relazione elementi eterogenei, parti antitetiche connesse all'interno di uno stesso insieme. Questo concetto puó essere meglio colto facendo l'esempio del rapporto fra un archetipo e la sua immagine nel mondo terrestre. Un simbolo crea quindi un legame fra un concetto inespresso e la nostra quotidianitá. Tanto maggiormente questo simbolo diviene presente e tanto piú quel concetto (o sentimento) sará vivo e presente. Quando amiamo una persona ne teniamo un immagine e la guardiamo per sentirla vicina. Cosí con il simbolo creato nei giorni precedenti. Concentriamo in esso la nostra volontá di sopravvivenza, la nostra gioia di vivere e tutte le cose belle e nei giorni successivi, guardandolo potremo rievocare questi sentimenti. Spirito Pratica le 10 posizioni di spada e ripeti per ognuna il mantra apposito.

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P R O G E T T O P R E PA R A Z I O N E I N T E G R A L E : G I O R N O 26
[Postato il 2008-07-06 00:43:13 da: fenice]

Introduzione La XXVI via collega Tiphereth a Hod ed é comunemente vista come una “via negativa”. L'immagine é quella del "Diavolo" associato a tutto quanto di negativo esiste. Il nome cabalistico "Signore delle porte della Materia" , aiuta a comprendere meglio la funzione di questa forza. Essa governa la materia, appunto, con la quale la maggior parte dei lettori ha quotidianamente a che fare. Possiamo essere terrorizzati e demonizzare la materia, possiamo esserne affascinati e divenirne schiavi o possiamo gestirla con equilibrio. A differenza da tutte le altre forze fin qui trattate questa ha un flusso che pur essendo totalmente astratto é ben visibile. Parlo del Denaro. Ora il denaro é qualcosa di cui nei mesi a seguire dobbiamo avere disponibilitá. Come procurarselo? Un ottima maniera é di vendere tutto il superfluo: ricordate l'esercizio dei primi giorni. Questa é la via bilanciata alla materia: separarsi da qualcosa per acquisirne un altra. L'accumulare e il collezionismo sono invece un sintomo di squilibrio. Corpo Esercizio vuoto mentale 2: la sentinella Illustration 26: XXVI via: il Creare il vuoto mentale è una cosa che richiede anni di esperienza , signore delle porte della Materia come i grandi maestri Zen, ma noi, se non possiamo svuotare la nostra mente, possiamo almeno indirizzarla nella direzione a noi più congeniale. Col tempo e l'esercizio riuscirete ad essere silenziosi e letali. Esecuzione: Questo esercizio si svolge in coppia: uno dei due sta fermo guardando avanti; l'altro, partendo da dieciquindici passi indietro, deve avvicinarsi silenziosamente e mettergli la mano sulla spalla. Il primo deve non vedere o sentire, ma percepire la presenza dell'altro, il secondo deve riuscire a non essere percepito. Quest'ultimo avrà nello svolgere il suo intento un grande nemico: la sua mente. La mente gli si riempirà di pensieri, probabilmente gli aumenterà la respirazione e si sentirà molto teso. Ripetetevi continuamente la frase "Io non sono qui". Trattenere il respiro a polmoni vuoti. Emozioni Ora dovresti aver completato il tuo lavoro sul simbolo personale. Vediamo di metterlo in pratica. I sentimenti sono qualcosa che puó essere irradiata e percepita come dimostra l'esercizio che segue. Esercizio vuoto mentale 1: la mosca Io non sono qui! Questa l'essenza di prossimi esercizi. Quando volente fare male a qualcuno la vostra volontá aggressiva si irradia e diventa percepibile, cosa che non sempre é voluta (vedi sotto Geburah e Tiphereth). Esecuzione: Cercate una mosca e pensate intensamente che volete ucciderla. Irradiate il vostro pensiero. Provate a predente la mosca.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Ora riprovate senza irradiare nulla. Si tratta di svuotare la mente, non pensare a niente e raccogliere se stessi fino a non essere percepiti. Un ottimo metodo é di svuotare i polmoni e trattenere il respiro a polmoni vuoti. Notate la differenza. Ragione Struttura Psichica dell'Uomo secondo la Cabala e il Vedanta Prefazione Questo ciclo di eserizi fa riferimento a una struttura olistica dell'uomo che qui introduciamo. Quanto segue vuole essere solo un introduzione a un tema complesso. Argomenti del genere vanno al di lá dell'esperienza quotidiana della maggior parte di noi. Soprattutto non sono affrontati in maniera diretta dalla nostra civilizzazione. Per motivi storici, non per mancanza di conoscenza, queste cognizioni sono state nascoste sotto una coltre cosí profonda da renderle difficili da vedere a tutti. Negli ultimi due secoli, grazie all'oriente, riscopriamo il significato delle nostre stesse Tradizioni. Stabilire un vocabolario comune è il primo passo per potere iniziare a discutere proficuamente di qualcosa. Si considera che, prima di avere leggere questo testo, si abbia giá acquisito una certa familiaritá con l'albero della Vita cosí come spiegato in "La Cabala Mistica" di Djon Fortune. Spesso nel testo si fará riferimento all'Advaita Vedanta. A chi interessasse l'argomento consiglio il Vivekacudamani nella traduzione di Raphael, edizioni Vidya.

Il mito della Biga Alata
Da dove iniziare? Raccontiamo una bella storia. Ricorreremo al famoso mito platonico per spiegare il concetto. Lo modificheremo solo un poco per adattarlo ai nostri scopi. Vi è una biga trainata da TRE cavalli alati: uno Satva il bianco, Rajas il rosso e Tamas il nero. Ognuno dei tre animali possiede un forte temperamento, per lo più in contrasto con quello degli altri due. Così il cavallo Morello tira il carro verso il basso, il cavallo Baio tira a destra e quello candido tira verso destra. In realtá l'azione deviante di ognuno di loro non è in genere contemporanea: essi attendono che gli altri due si stanchino di tirare in una direzione per poi dare un profondo strattone. Il risultato è che il carro procede a balzelloni e in maniera del tutto irregolare. Nella nostra storia vi è un ultimo personaggio: l'auriga. In effetti il suo compito dovrebbe essere quello di guidare il carro ma egli ha un problema. La sua compassione per le bestie che dovrebbe dirigere. Cioè lui sente i desideri del cavallo per una direzione, li capisce e quindi li accontenta. Peggio. A furia di sentirli, finisce per identificarsi in loro cosí che crede di essere un cavallo. A secondo delle sue personali preferenze sceglie uno dei tre. Cosí che adesso la biga ha una direzione generale, quella preferita dal Pegaso prescelto. tipi di Uomini abbiamo quindi tanti tipi basici di uomini quanti sono i veicoli (cavalli preferiti): Mentale Viviamo in un epoca mentale e quindi è questo il tipo più diffuso di individuo. Il motto di questo tipo di persone è il famoso "cogito ergo sum" cartesiano. Sono persone nelle quali l'intelligenza si è sviluppata in maniera ipertrofica, ottundendo tutti gli altri sensi. Mettono in discussione tutto costantemente ma facendolo spesso si perdono nelle contorsioni del loro stesso ragionamento. Essendo la loro esistenza legata al pensiero non smettono di pensare mai. Cosí non riposano bene e i loro pensieri diventano un ossessione sempre maggiore. L'enorme quantitá di energia consumata da Satva, il cavallo bianco è sottratta agli altri due. I mentali sono spesso frigidi sessualmente o impotenti, mentre da un punto di vista emozionale non si lasciano mai andare veramente.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Un mentale crede sempre di avere un quadro perfettamente logico della situazione, dovuto ad anni di riflessione. Spesso però quando prova ad esporla si trova in un pantano di parole senza senso. Sull'albero il mentale è rappresentato dalla Colonna di sinistra. Il suo elemento è l'acqua e il suo colore il blue, il suo tempo il passato. Emozionale Non conoscono molta fortuna gli emozionali al giorno d'oggi. Benché tutti affermano che sia una cosa bellissima, nessuno darebbe un posto di lavoro a qualcuno perché piange di fronte a un tramonto. Alcuni tipi di Arte, da sempre veicolo delle emozioni dell'uomo sono ancora oggi grandemente apprezzate. Ma l'emozionale quotidiano, il poeta che declama versi per strada, è realmente in ribasso. Gli emozionali sono in preda a tempeste tali che sono i meno stabili del terzetto. Il loro corpo viene spesso maltrattato (denutrito o ipernutrito) a secondo del momento. I ragionamenti vengono accantonati perché sono freddi e pesanti, contro la focositá sublime delle senzazioni. Un emozionale ama cosí tanto che non riesce a concentrare il suo amore su nulla, perché le cose di questo mondo sono troppo imperfette per essere amate. spesso così si ritrovano ad essere soli. Sull'albero l'emozionale è rappresentato dalla Colonna di destra. Il suo elemento è il fuoco, il suo colore il verde. Il suo tempo il futuro. Corporeo (o azionista) Persone che pongono enorme attenzione al loro aspetto o prestazioni fisiche appartengono a questa categoria. Due esempi classici sono gli atleti e i fotomodelli. Raramente questi hanno tempo di occuparsi di qualcos'altro che del loro corpo: allenamenti in palestra, toiletta personale, ricerca del giusto abbigliamento, compiacimento di se stessi. Tutte attivitá serissime che prendono una quantitá di tempo enorme. Il corporeo è rappresentato nella mitologia greca da Narciso o Adone. Ama solo se stesso, il massimo che concede a chi gli sta vicino è l'adorazione. Per questo i rapporti di amore con gente di questo tipo non durano mai a lungo. In particolare essendo il Corporeo un esteta cercherá la perfezione fisica nel partner per poi esserne inevitabilmente deluso. "Le bionde sono stupide", "Non ho bisogno di pensare, sono cosí carina", "Meno parole e più AZIONE!!!". Queste frasi comuni indicano l'atteggiamento del Corporeo rispetto alla mente. La nostra viene definita "societá edonistica" perché il corporeo è stato innalzato a livello di divinitá: attori, fotomodelle, sportivi. Siamo un popolo di mentali che adora un Olimpo di Corporei. Un corporeo cura il suo corpo cosí tanto che arriva ad essere spesso ridicolo e brutto. Soprattutto quando il decadimento della vecchiaia non puó più essere mascherato dai suoi mille trucchi. Sull'albero il corporeo è rappresentato dalla 10° sephirah, Malkuth. Il suo elemento quindi è la Terra. Il suo colore il rosso e il suo tempo il presente.

Esistono sempre più granelli di sabbia di quante spiagge…
Nota che questa, come ogni tipo di classificazione, è altamente astratta. Non esiste il mentale perfetto, ma solo individui che hanno una prevalenza di mentale. Il mix unico di preferenze dell'auriga e la … individualità dei cavalli stessi forma la Personalità di un individuo. Se prendete i tre colori di base RGB. La forza che hanno le singole caratteristiche vi dará il vostro colore specifico. Si potrà ribattere che noi siamo la nostra personalità e nulla d'altro. Giusta considerazione, visto che abbiamo che poca o nessuna esperienza di altri stati di noi stessi. Prima di buttare a mare la teoria consideriamo questo. Il nostro corpo cambia totalmente ogni 7 anni. I pensieri che 7 anni fa ci sembravano giusti adesso ci sembrano superati. Le persone che 7 anni fa amavamo, le cose a cui tenevamo probabilmente oggi non hanno più valore. Ma in tutto questo noi sappiamo di essere rimasti UNA persona. E a questo punto, guardandoci allo specchio chiediamo

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Chi sei tu?
rca hyha hcm-la !yhla rmayw (Dio disse a Mosè: Io sono colui che sono Esodo 3:14) Per rispondere a questa domanda si deve ricorrere a un metodo negativo. L'essere deve essere una qualitá di per se stessa, rappresentare l'esistenza. Tutto il resto è avere, attribuzione di qualitá che non possono modificare il fatto centrale. Sfrondando tutti gli aggettivi, tagliando tutte le funzioni si arriva al NUCLEO. Per descrivere i vari stadi della consapevolezza ci serviremo delle Sephiroth centrali dell'albero. Nel Vedanta questi stati sono visti come delle Guaine, dei veli (Kosa in sanscrito) che si frappongono fra la consapevolezza ordinaria e la Luce dell'assoluto. Io sono Giorgio Poiatti. Un Avvocato di 30 anni, sposato, con 2 figli; Sono di bell'aspetto, sono un poco romantico ma quando occorre sono veramente un duro. Sono membro del Lion's club, politicamente sono di centrosinistra. Sono un tipo veramente complesso. È la risposta di Malkuth (10). Annamayakosa è la guaina corrispondente per il vedanta Qui è situata la personalità di cui dicevo sopra. Persona in Latino significa maschera, con riferimento alle maschere espressive che gli attori indossavano. Ai nostri fini questa è la posizione dell'EGO. Io sono il Mago È la risposta di Yesod (9). Pranamayakosha è la guaina del Prana, l'energia vitale che ci anima. Chi governa il Prana ha il potere. Io sono IO È la risposta di Tiphereth (6). Ai fini della discussione questa è la posizione del SE. Questo SE è quello che noi definiamo il Totem e i vedantini chiamano Manomayakosa o Javatman. Rappresenta l'aspetto più profondo e vero di noi stessi. L'auriga, insomma. Quindi quando noi diciamo "Giorgio, ascolta la voce di Formica" ci riferiamo al dialogo fra questo se e i suoi veicoli. Io sono È la risposta di Kether (1). Si tratta del "Se non individuato", del ritorno della coscienza molteplice alla sua fonte unica, l'ATMAN. Nel vedanta si dice che l'atman è distinto dal Javatman come l'aria contenuta dentro una brocca è diversa sa quella che sta fuori dalla brocca. Io sono il non essere Esistenza Negativa é la risposta dell'Ain Soph Aur (0). Ovviamente si tratta di una risposta paradossale, perché si nega da sola. Nel vedanta corrisponde a "Neti Neti" che significa "io non sono né questo né quello". È un concetto così astratto che lo citiamo solo per completezza.

La Via di TeRaPoN
Cosa fare a questo punto? Un primo passo lo si compie leggendo un testo come questo e prendendo consapevolezza dell'esistenza di una sfida. Accettare questi concetti, accettarli veramente, in quello che comportano è un processo lungo e difficile.

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La lotta dei fantasmi La Personalitá non ha esistenza metafisica. È un illusione, un fantasma che noi frapponiamo fra noi e il Reale. Nulla disturba di più un fantasma dell'apparizione di un secondo fantasma che afferma di essere reale. Stiamo parlando dei "conflitti di personalitá" che spesso diventano guerre, grandi o piccole. Io sono pescasseroli e tu non esisti Io estendo il mio esistere al fatto che tifo per la squadra di calcio del Pescasseroli. Se il Pescasseroli vince, IO vinco, sono più grande e più bello. Se un giocatore del Pescasseroli guadagna tanti soldi IO divento più ricco. Purtroppo il mio vicino di casa non accetta la mia divina pescasserolitá e tifa per il Pratinfopoli. Siccome le due squadre sono avversarie, noi due lo siamo. Siccome lui ha insultato la mia squadra io l'ho ucciso. Mi piacerebbe tanto che questo fosse un esempio talmente spinto da essere ridicolo…

Usare i veicoli in maniera GiuSTa
Un atteggiamento diffuso di fronte alla schiavitú della materia, alla illusione di Maya è quello di buttar via il bambino con l'acqua sporca, rifiutando tutto in favore del puro spirito. Ovviamente si tratta di un atteggiamento Qiliphotico, squilibrato. Sarebbe come dire che l'auriga uccida i suoi cavalli e se ne vada a piedi. Non sarebbe saggio. Il compito dell'auriga è quello di disciplinare i suoi cavalli in modo da andare dove vuole LUI. Se vuole andare a destra spronerà il Cuore e tratterrà la Mente e farà il contrario se vuole andare dall'altra parte. Cosa vuol dire che vuole andare da qualche parte? Prendiamo ad esempio il cavallo spesso a noi più sconosciuto: Rajas. Perché ci innamoriamo? La maggior parte delle persone parlerà di un processo misterioso e incontrollabile, i biologi di riproduzione della specie. Il Cabalista sa che è l'azione di Rajas. Un buon Cabalista può innamorarsi quando vuole e smettere di amare con lo stesso procedimento. Quando vuole LUI, non quando vuole la Mente. Pensa ai Fachiri indiani, gente che usa il controlo del Corpo per arrivare allo spirito. Molti di loro riescono a controllare funzioni involontarie dell'organismo come il cuore. Infine, se l'auriga decide di non andare da nessuna parte, ordinerà ai suoi veicoli di stare fermi e immobili. Poiché anche gli aurighi migliori hanno bisogno di riposare. La meditazione consiste nel fermare l'attivitá dei veicoli di cui sopra. Se non riesci a fermarla, limita ad osservarla. Osserva la tua posizione fisica e i messaggi che ti arrivano dal corpo. Osserva il flusso di pensieri. Osserva le emozioni. Non sei TU. Sono i tuoi pensieri. Non sei TU. Sono i tuoi sentimenti. Non sei TU. é il tuo corpo. Spirito Dopo avere praticato i 10 mantra. Pratica la meditazione come descritto sopra.

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[Postato il 2008-07-07 07:24:15 da: fenice]

Introduzione Oggi é il giorno della inconciliabilità degli opposti che si esprime nella guerra. Questo forum é pieno di teorie che si contraddicono e si negano a vicenda. Scientisti, religiosi, scettici: ognuno ha la sua posizione dialettica e polemica. Etichette vengono appiccicate e non piú tolte. Iniziare i conflitti é facile, in quanto la differenziazione ci é vicina. Trovare l'Unitá che collega gli opposti é il fine di questa serie di esercizi. E questo vale sia per il nostro microcosmo interiore che per il macrocosmo che ci circonda. Iniziare la Guerra è banale é il finire i conflitti che é difficile. Corpo Lo scopo di questi esercizi é non solo di mantenerti genericamente in forma ma di aiutarti ad affrontare dei momenti di violenza. Tipicamente le reazioni di una persona non addestrata sono due: - Aggressione - Fuga nei prossimi giorni ne presentiamo alcune alternative Tipharet: La Solarità A proposito della solarità si è già accennato a proposito della Illustration 27: la XXVII via é psicologia del guerriero: "L'atteggiamento "Solare": mostrate chiamata il Signore degli Eseriti nobiltà! dei Potenti. guardate il vostro avversario come se voi foste re e lui un servo, abbiate uno sguardo fiero e diretto, Sorridete leggermente. Lui avrà la sensazione di essere giudicato, si sentirà guardato nell'anima e, se non sarà uno spirito forte, resterà quasi pietrificato dinnanzi alla vostra forza morale". Spesso rinuncerá al combattimento. Se deciderá di combattere sará profondamente svantaggiato. Esercizio: L'atteggiamento "Solare Esercitatevi in quanto di sopra: in due, mettetevi uno di fronte l'altro e cercate di ottenere l'atteggiamento descritto . Ognuno deve guardare l'altro, cercare di "assoggettarlo". Inizialmente aiuta INSPIRARE profondamente con il naso ed espirare con la bocca come se fischiaste (ma senza fischiare) e spingesse il vostro respiro in direzione dell'opponente. Nel momento in cui vi sentite spiritualmente superiori, colpite il vostro avversario. Fatelo a lungo e cambiando spesso avversario. Emozioni Pratica la stessa cosa di cui sopra ma con le tue emozioni durante il giorno. Sii SOLARe. iMMAGINA DI IRRADIARE LUCE E CALORE TUTTO INTORNO A TE. Questa sensazione parte fisicamente dal plesso solare e si estende tutto intorno per 50 cm fino a 1,5 M. A differenza dell'esercizio di sopra questo non é volto a fini aggressivi. Chiunque stia in tua presenza deve sentirti e sentirsi bene. Ragione La XXVI via é l'ultima delle vie trasversali.

Illustration 28: Raffigurazione Standard dell'Albero della Vita

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE L'albero della Vita viene tipicamente rappresentato con i Pilastri paralleli: Ma per esprimere il flusso dall'unitá verso la molteplicitá sarebbe piú corretto descriverlo come un "albero di natale."

Non si tratta solo della guerra fisica, ma anche della lotta che ognuno sente dentro fra Mente (8) e Sensazione (7). Alla Luce di quello che abbiamo detto ieri dovrebbe essere piú chiaro. Spirito Meditazione: 1 . Chi sono Io ? Io non sono il corpo materiale; Io non sono i cinque organi di senso, ossia il senso dell'ascolto, d gusto, dell'olfatto, del tatto e della vista, che comprendono i loro relativi oggetti, il suono, il sapore, l'odore, il tatto ed il vedere; Io non sono i cinque organi conoscitivi, ossia gli organi del parlare, del movimento, del tocco, di escrezione e di procreazione, che hanno come loro rispettive funzioni il parlare, il muoversi, il toccare, il secernere ed il godere;

Illustration 29: Albero della vita di natale, con le vie traversali che vanno dall'Unione alla Divisione

Io non sono neanche la mente che pensa; Così come non sono il ricordo, che riguarda solo le impressioni residue degli oggetti e nel quale non vi sono né oggetti né funzioni. 2. Se io non sono nessuno di questi, chi sono? Dopo aver negato tutte queste cose come "né questo", "né quello", rimane solo la Consapevolezza quella io sono.

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[Postato il 2008-07-08 00:27:46 da: fenice]

Introduzione La XXVIII via congiunge Netzach a Yesod. Passione e Sogno attraverso l'Aquario. Ispirazione ma della Fantasia! Abbiamo lasciato la rassicurante presenza delle prime sei sephiroth e ci troviamo in un mondo fatto di violenti sentimenti e fantasie inconsistenti. Scambiare questa illusione per la veritá e luce é pericoloso. D'altro canto per i piú non vi é differenza fra il fatuo bagliore di una stella qualunque e quello sicuro della Stella Polare. Guardando in cielo vi sono milioni di luci ma solo una indica il Nord. Ognuno sceglie liberamente i suoi punti di riferimento e procede nella vita. Prossimamente peró accadranno eventi che scuoteranno nel profondo le coscienze. Coloro che si sono affidati al materialismo, alla "scienza", alla societá e le vedranno crollare si guarderanno intorno alla ricerca di punti di riferimento. Chi é che saprà trovare queste parole fra i miliardi di parole? E chi le saprá decifrare per scoprire la direzione? Corpo l'autodifesa singola é importante ma nei prossimi periodi é probabile, e consigliabile che si ci trovi in un gruppo. Questi eser cizi sono appunto pensati per un gruppo che voglia imparare La Marzialità. Geburah rappresenta la marzialità archetipale, e questa fase negli esercizi del guerriero deve essere interpretata con il massimo di disciplina e severità.

Illustration 30: La XXVIII via

Oggi è il momento per ripetere tutti gli esercizi elencati fino ad ora ed anche quelli che elencheremo in seguito, perchè tutti gli aspetti delle discipline marziali sono incluse qui incluso il cameratismo!!! Questo è quindi il momento per esercitarsi nella scherma, nella formazione, nel marciare, nella disciplina (stare immobili in formazione fino ad avere i crampi) e anche (non è affatto da trascurare) in canti militari. Una cosa fondamentale di questo momento è proprio comprendere cosa sia la marzialità equilibrata. Essa è strettamente legata alla necessità (Ananke) e questo implica due cose: 1. Si ricorre alla marzialità solo quando è strettamente necessario 2. Se la necessità si presenta, bisogna fare tutto quanto è necessario, nulla di più, ma anche nulla di meno. Ciò significa che nell'allenamento di questo tipo, ci si trova ad affrontare i propri limiti di resistenza. Ogni esercizio va ripetuto più e più volte, fino a stremarvi. Ma l'obiettivo non è stremarsi, al contrario: l'obiettivo è imparare a gestire le proprie energie e quindi dare fondo a tutte le proprie scorte. Geburah é anche nota come DIN o paura. Per combattere la paura la maggior parte dei guerrieri usano caricarsi di energia aggressiva(vedi Chockmah) che serve a coprire la Paura stessa, non a vincerla. Uno schieramento urlante si infrange come le onde del mare contro uno solido, costruito intorno alla inamovibilitá di Geburah. Non vi é odio ne amore. La necessitá impone di fare un lavoro (the job) e lo si fa con assoluto distacco per poi dedicarsi alle cose importanti e belle. Esercizio 1: la Marcia esercitatevi a marciare in colonna, in linea e in diverse formazioni cantando un inno marzialre come il Mantra di Geburah (vedi sopra). Esercizio 2: Marzialitá impassibile

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Esercitatevi a stare immobili, possibilmente con il viso nascosto. Quando vi muovete lo fate tutti all'unisono, a comando. Emozioni Oggi concentrati su emozioni marziali. Canta marce, leggi libri epici etc. Cerca di esprimere questa emozione. A differenza di ieri, essa non é radiante, semmai riflettente. Non si tratta di FARE PAURA ma di riflettere quella altrui. Ragione Ieri abbiamo parlato dell'aspetto orizontale dell'Albero della Vita. Oggi parliamo di quello verticale. Secondo la Cabala il fluire verticale del reale non si esprime in una singola seguenza 10-1 ma in 4. esse corrispondono a 4 mondi. I quattro mondi sono stati differenti della Forza e della Forma. in essi si estendono le 10 Sephiroth. contemporaneamente in ogni sephirah e ogni via esistono in 4 espressioni: * Assiah è il mondo fisico * Yetzirah è il mondo emozionale * Briah è il mondo mentale * Aziluth è il mondo spirituale

Questi mondi vengono anche associati alle lettere del Tetragrammatron IHVH come segue: * Aziluth I * Assiah H * Yetzirah V * Briah H Ora in ogni sephirah, esiste un intero Albero della Vita di 10 sephiroth. quindi moltiplicando 10x10x4 si ottiene 400 che é il Numero che indica l'universo, il cosmo, il tutto, la conclusione. A questo punto osserviamo il diagramma di sotto:

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Illustration 31: dinamica verticale
Esso illustra in che maniera la pressione dell'Essere, ovvero la sua stessa esistenza ontologica, "spinga" verso il basso creando il circuito discendente. Contemporaneamente le nostre azioni, emozioni come i nostri pensieri creano forme nei mondi piú sottili. Creando un mondo immaginario in effetti creiamo una ben precisa figura. nelle zone dell'"Inconscio non individuato" descritte nel giorno 11. Nota che quella immagina é una visione dall'alto dello stesso sistema che qui viene visto orizzontalmente. Spirito Le energie di oggi sono estramente difficili da gestire e possono portare facilmente alla crudeltá e all'uso improprio. Sono come un coltello affilatissimo: utili ma pericolose. Osservale, capiscile e distaccati da loro.

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[Postato il 2008-07-09 07:51:03 da: fenice]

Introduzione La Ventinovesima via collega Netzach a Malkuth attraverso l'Acquario. Essa é associata alla lettera Qoph, che significa nuca. La nuca é la posizione della coscienza inferiore, sede del midollo allungato (il cervello da rettile) é il legame fra l'intelletto superiore e i centri sessuali inferiori. SEKHEL MUGSHAM potrebbe essere tradotto come "intelletto corporeo". Governa la respirazione , il cuore, la circolazione e tutte le cosiddette funzioni automatiche quando dormiamo. La funzione coscienziale della Qof é il sonno. Il valore numerico di Qoph é 100 é 10 volte 10: il numero delle Sephiroth moltiplicato per se stesso. 100 é il numero di Kaleem vessillo. Il vessillo é la manifestazione visibile, il simbolo di un principio. Una delle lezioni piú importanti che questa via ci insegna é che non bisogna cercare di dare vantaggio alla spiritualità trascurando il corpo fisico. Se noi neghiamo il corpo stiamo negando anche lo spirito che é contenuto in esso, che é parte di esso. Il corpo é lo spirito e lo spirito é il corpo. Non vi é dualità. Corpo Sentire il corpo e l'animalitá. Questo é il senso degli esercizi di oggi. l'energia si chiama Chockmah e causa esplosività.

Illustration 32: la XXIX via

Il momento Chockmah può considerarsi per molti versi l'esatto opposto di quello Gheburah. Tuttavia talvolta essi sono così antitetici da sembrare simili!!! Negli esercizi di entrambi il risultato è di essere stremati, ma il modo di ridursi così è totalmente diverso. In Gheburah si da tutto il necessario fino a dare fondo a tutte le proprie riserve di energia, ma, e qui sta la differenza, si dà il necessario. In Chockmah al contrario, si esplode in tutta la propria energia, a prescindere da quanta ne serva. Chockmah non si preoccupa del domani, da tutto e subito. Primo esercizio: Ponetevi nella posizione del Dragone; inspirate a fondo fino a riempirvi totalmente i polmoni, dopodichè passate con un violento fendente nella posizione della Sfinge; accompagnate il colpo con un grido che sfoghi tutta la vostra energia. Si tratta di tirar fuori la "bestia" che c'è in voi; prendete come riferimento i cosiddetti "berserker", o i barbari in genere, dimenticate per un momento tutta la disciplina e le regole che non siano quelle della natura, la legge del più forte. Cercate di incarnare il "più forte", rappresentate tramite voi stessi la "virilità archetipale di Chockmah" e avrete fatto bene questo esercizio. Secondo esercizio: Il colpo quando avrete padroneggiato il primo esercizio, potrete passare a questo: Come nel precedente, dalla posizione del Dragone menate un fendente verso il basso, fino ad arrivare nella posizione della Sfinge, ma stavolta indirizzatelo su un bersaglio, come per esempio un ceppo. Se non avete una spada vera fatelo con un bastone robusto. Se usate una spada, fate attenzione al

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE risultato: se la spada si piega o si spezza, o vi sentite vibrare le mani fino a rompersi, avete interpretato molto bene lo spirito dell'esercizio, ma dovrete esercitarvi ancora a lungo negli altri esercizi, perchè vuol dire che non avete colpito bene di taglio il bersaglio. Se invece è il tronco a scheggiarsi o addirittura a spaccarsi, siete stati perfetti. Terzo esercizio: La carica dei Berseker disponetevi in due gruppi: guardatevi da lontano per qualche istante; raccolte le vostre energie, come nello spirito del momento, sfogatele tutte caricandovi a vicenda. Accompagnate la corsa verso l'avversario con un grido uguale per intensità e motivazione a quello del primo esercizio. Lo scopo è quello di intimorire il vostro avversario con l'esplosione della vostra energia. Emozioni la vita é piena di gioia! Gusta il banchetto! Ragione L'Alchimia viene dall'Egitto come dice il suo nome (al Kemi). Lo scopo dell'alchimia é la trasformazione dell'uomo attraverso la trasformazione della materia. Capire l'unitá di materia e spirito é scopo di questa serie di esercizi e abbiamo giá introdotto i fondamenti teorici. Oggi passeremo all'alchimia pratica ovvero: CUCINA Cabalistica E siccome si tratta di pratica l'esercizio consiste nel cucinare un banchetto composto di dieci pietanze, ciascuna delle quali deve essere associata alla rispettiva energia. di sotto potete trovare una lista di ingredienti associati alle rispettive energie. Le ricette (composti di piú cibi) non vengono fornite. Devono essere preparate in maniera da armonizzare i singoli ingredienti fra di loro, non solo nel gusto ma anche nelle energie. Vi sono energie che legano bene insieme, altre che si annullano a vicenda e infine quelle che sono padri e figlie. Esempio del primo genere Geburah-Netzach. Esempio del secondo tipo Hod-Netzach. Infine il terzo tipo Chesed-netzach Nel preparare le ricette si cerchi di evitare combinazioni del secondo tipo. Lo studio dell'albero fornisce tutte le adeguate nozioni. Tuttavia ognuno ha un suo gusto personale. Consideriamo peró che il nostro corpo non gradisce l'estrema complessitá dei cibi. Non vengono fornite quantitá a parte alcune eccezioni. Sta ad ognuno di noi decidere quello che gli sembra giusto mangiare, basandosi sul concetto "rimani moderato". Se si vuole si puó decidere anche di approfittare e di abboffarsi nelle quantitá dei cibi proposti… importante è non mangiare il tipo sbagliato nel giorno sbagliato. Troppo spesso nella fretta della nostra vita quotidiana non ci concediamo abbastanza tempo per mangiare. Il cibo va masticato a lungo (99 volte a boccone) e consapevolmente inghiottito ("accendere l'atanor"). Ogni boccone va ASSAPORATO, deve diventare quasi esperienza mistica, di gioia e delizia. La fame aiuta anche in questo. Kether -Pesce -plancton Altro -Uova -Acqua minerale

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Chockmah Altro -Legumi in generale -Lenticchie, -fagioli -Caffè -Coca cola -The Red Bull -altre bevande "enegetiche" Binah Pesce -Seppia -calamari -Cozze -Caviale Altro -Tuberi -Patate -Salsa di soia -Cacao (puro) -Amari -The nero (Mhu) Chesed Carni -bue -Maiale -castrato Pesce -Trota Altro -Dolci, -zucchero bianco -Succo ciliegia, succo uva Geburah Carni - Cavallo Pesce -Gamberi Latticini -Parmigiano Altro -Aceto -Frutta -Limone -limonata -succo di pompelmo

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Tiphereth Carni -Agnello -cervo Pesce -Pesce di scoglio -cernia, -lappera, -scorfano, etc Latticini -Formaggi dolci Altro -Riso integrale -miele -zucchero di canna -cereali tipo korn flakes). -Olio di oliva Frutta -Ananas, -pesca, -mandorla -Arancia -uva -mela -Vino rosso -Succo di pomodoro Netzach Carni -Tacchino Pesce -Azzurro -Sarde, -Tonno, etc -Salmone, Latticini -Yogurt -Formaggio di pecora, Ortaggi -broccoli -cavolo cina -Spinaci Altro -Frutta -Kiwi, -albicocca, -mandarino -cipolla, -bevande gasate -Spumante -Champagne Hod

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Carni -Coniglio -Pesce -Pesce bianco - sarago, -orata, -dentice, etc. Altro -Te alla menta Frutta -pistacchio, Yesod Carni -Pollo Pesce -Baccalá Latticini -Mozzarella -Panna Frutta -mirtilli -Tisana di finocchio -Idromele -Latte -Vino bianco Malkuth Altro -Farinacei -Pane bianco, -pasta, -Frutta Birra Spirito Osserva te stesso mentre gusti il banchetto. Osserva il tuo piacere, senza identificarti in esso. Non giudicarti ne in positivo ne in negativo.

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[Postato il 2008-07-10 04:49:14 da: fenice]

Introduzione La XXX via collega Hod a Yesod ed é associata al Sole. Rappresenta il trionfo della Ragione, lo splendore della razionalitá che vince l'incertezza del sogno. Ci avviciniamo alla fine del nostro viaggio, scendendo dalle regioni alte dell'Albero a quelle piú vicine al Regno, la Terra. Corpo Colpo di INGRESSO La scherma medievale viene praticata a distanza molto piú ravvicinata di quanto si fantastichi nei film sull'argomento. Questa tattica micidiale lo dimostra. a partire da un Mandritto o Manrovescio in guardia sinistra. il piede destro entra fra le gambe dell'avversario e cerca il contatto con il ginocchio con l'intenzione di controllarne i movimenti o colpire i genitali (associati a Yesod). Emozioni l'aspetto di Kether connesso all'Arte della Spada Mistica (AMS) é il piú difficile da essere compreso e praticato. tuttavia tenteremo di parlarne. Cosa fa la differenza fra il semplice assassino e il nobile Guerriero? Fra il Samurai e il ronin? fra il Cavaliere e il mercenario? il semplice fatto che gli uni agiscono per loro interesse personale mentre gli altri sono partecipi di un principio trascendente. Attraverso questo principio essi trascendono il loro egoismo e possono trasformare quella che é un attivitá inumana in un arte. L'esercizio di Kether consiste nel ribadire l'attaccamento a questo principio. I membri dell'Ordine lo fanno percorrendo il Campo (anch'esso raffigurazione cosmica) fino ad arrivare dal Gran Maestro. Voi lo potete fare affidandovi a un principio morale o trascendentale e prestando fedeltá ad esso, e portandone sempre il segno con voi.

Illustration 33: Colpo di ingresso

Mente Il testo che segue merita una lettura attenta. Lo pubblico qui per diversi motivi. In primis per dare alla mente un supporto storico e morale agli esercizi che sono stati compiuti in questi giorni. Questi sono fondati sulla concezione di un CAVALIERE MISTICO, un paladino. Questa concezione é tipicamente associata al cristianesimo. Il testo che segue spiega come la tradizione dello Kshatriya (il guerriero mistico) sia in realtá trasversale alle culture e introduce l'interpretazione mussulmana. A scanso di equivoci: Questo non é rivolto a farsi mussulmani, né a pensare che una certa cultura o religione abbia espresso questi concetti in maniera superiore a un altra. Al contrario é un invito a riflettere sulla universalitá di certi concetti, che si sono conservati per migliaia di anni a dispetto del tentativo che molti hanno fatto di appropiarsene o peggio ancora di distrugerli. «... come, infatti, potete, stimolati, giungere a formulare la verità, se essa non vivesse, in embrione, celata nel profondo del cuore?». (S. Boezio)1 «... Erano giovani (fityân) che credevano nel loro Signore e Noi li rafforzammo sulla retta via;». (Cor.,

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE XVIII, 13) «Non è forse venuto, per quelli che credono, il momento di sottomettere umilmente i loro cuori?». (Cor., LVII, 16) Lo studio sulla futuwwa è il frutto di una nostra esigenza interiore che non vuole e che non ha alcuna pretesa di originalità. Essa ha colto l'occasione di esplicitarsi dopo aver letto alcuni testi, in cui si dava spazio a delle affermazioni quanto meno contraddittorie per opera di molte personalità occidentali, che si autodefiniscono Kshatriya (guerrieri). Queste ultime, in un primo momento, hanno cercato di occuparsi della cavalleria occidentale salvo poi, attratte da certe correnti deviate della Shî‘a islamica in cui loro evidentemente hanno visto il corrispettivo della "loro" cavalleria occidentale, concentrare le loro attenzioni sulla futuwwa, senza però nemmeno preoccuparsi di ricercarne e penetrarne il vero significato. In questo senso ci sembra che logicamente anteriore all'azione sia la conoscenza, perciò non si può agire efficacemente prescindendo dalla ragione per cui si deve agire pena il disordine e il caos. Necessariamente dunque, la conoscenza dei principi di ordine universale è anteriore alla forma, come tale quindi in-formale. Quanto detto si riflette nell'uso appropriato delle parole: l'utilizzo di un dato termine ne presuppone la conoscenza del significato, che è fra l'altro l'unica ragione di esistere di questo. La "figura verbale" è derivata da ciò che la in-forma, vale a dire dall'idea che la precede logicamente e che resta comunque indipendente dal "supporto" specifico scelto all'occasione per rendersi percepibile. Alla luce di quanto detto, affermiamo allora che il concetto di cavalleria, che viene reso in arabo dalla parola futuwwa, non ha nel mondo islamico tradizionale, almeno ab origine, la stessa corrispondenza che alcuni occidentali credono abbia. Hasan al-Basrî ha detto, infatti, che «nel tempo, la pietà dei Fityân si riconosce non alle loro parole ma alle loro azioni; ed è ciò che si può chiamare la "scienza utile"». Ciò ci lascia intendere che l'idea della futuwwa esisteva già molto prima della sua "applicazione istituzionale" nell'Islam. È, infatti, solo a partire dall'ascesa al trono del califfo al-Nâsir al-Dîn Allâh (intorno circa al 1180 a.C.) che la futuwwa sarà istituzionalizzata, rendendola così più strettamente legata a quel concetto di cavalleria che l'Occidente profano ha di essa. Chi Sono I Cavalieri La cavalleria non va intesa solo sotto forma di cavalieri corazzati montanti quadrupedi bardati, che partecipano a trofei per aggiudicarsi la mano di leggiadre donzelle; tanto meno va concepita alla stregua di quella sorta di superstizione, o "modo di fare", soppravissuta fino ai nostri giorni, che la vede come una sorta di "buona educazione"! Se è accaduto quanto abbiamo detto sopra, ciò è perché il popolo conserva, senza comprenderli, residui di tradizioni antiche, che risalgono fino ad un passato talmente lontano, che sarebbe impossibile determinarlo. Tale passato ha quindi una funzione di memoria collettiva più o meno "subcosciente", il contenuto della quale le è manifestamente venuto d'altrove. Quando parliamo della futuwwa, dobbiamo invece avere in mente l'idea di eccellenza o nobiltà nel comportamento (makârim al-akhlâq), espressa dal Profeta nel celebre hadîth: «Sono stato inviato per perfezionare la nobiltà nel comportamento». Il fatâ, seguendo l'esempio del Profeta, anche se situandosi ovviamente a un grado più basso, è il paradigma della servitù, dell'altruismo, dell'indipendenza e della nobiltà. «La virtù, che si distingue nel Fatâ, è l'altruismo (îthâr). Altruismo significa, che in questo mondo [terreno, profano] e nell'aldilà, il bene del fratello è preferito al suo [del fatâ] proprio bene, [altruismo significa] che si difende il diritto degli altri, che si considera quale proprio personale beneficio quello degli altri, che per amore della pace [quiete] degli altri ci si fa carico delle stesse [loro] tribolazioni, [altruismo significa] che si elargisce [qualcosa di cui attualmente si è in possesso] non solo quando se ne ha abbastanza, bensì anche quando [il fatâ stesso] si trova in condizioni di ristrettezze»7. La cavalleria deve il suo utilizzo quanto a sostantivo, per designare tutto quel complesso di caratteristiche appena elencate, al fatto che «l'anima è un cavallo riottoso, sellato, imbrigliato, pronto ad essere montato. Se lo inforchi ed affidi le briglie alla mano della ragione, sei salvo, ma se le abbandoni alla mano della passione, sei perduto».

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La cavalleria è quindi l'arte del guidare la propria anima, cavalcandola, al fine di preservarla dal dominio dell'egoità! Le manifestazioni storiche della futuwwa Le manifestazioni storiche della futuwwa non saranno ovviamente oggetto principale di questo testo anche se non disdegneremo eventuali citazioni quali prove di quanto affermeremo, tenendo sempre però presente che le sue localizzazioni hic et nunc hanno un valore simbolico che non intaccano la sua realtà propria in quanto fatto, ma che le conferiscono, oltre a questa realtà immediata, un significato superiore. È scritto, infatti, nel Corano: «Dio propone simboli agli uomini, perché possano riflettervi». Contrariamente a quanto detto, agisce una cosiddetta "tendenza evemeristica", propria dei "moderni", in base alla quale il fine è di portare il superiore all'inferiore. Logico risultato di questa tendenza, è il pensare le figure simboliche come solo sublimazioni astratte di figure storiche, che hanno finito col prendere il posto di quest'ultime e col valere, in sé e per sé, mitologicamente e fantasticamente. È vero invece l'opposto: esistono dei simboli che non hanno nulla di convenzionale e di "inventato", corrispondendo a dei principi immutabili e fondamentali di ordine metafisico e a determinate leggi di espressione analogica. Ecco perché può accadere che nella storia determinate situazioni o personalità si trovino, sapendolo o no, in una certa misura, ad incarnare tali simboli o principi. Il valore della storia è dunque da riportare ai miti che si insinuano tra le sue trame e le conferiscono un significato superiore. La realtà è divenuta simbolica e il simbolo è divenuto reale. Risulta quindi di primaria importanza iniziare la nostra trattazione dal significato etimologico del termine di futuwwa, che è propriamente la via del fatâ. La via del fatâ. Non avendo, però, la futuwwa alcuna referenza coranica esplicita e non essendo nemmeno citata nella Sunna, la nostra attenzione dovrà soffermarsi primariamente sul significato di fatâ e soprattutto sulle sue numerose referenze coraniche e sulla tradizione del Profeta. Per quanto riguarda il Corano, segnaliamo l'uso del termine fatâ applicato ad Abramo (Cor., XXI, 60), a Giuseppe (Cor., XII, 30), al servo di Mosè (Cor., XVIII, 60-62) e ai "Compagni della Caverna" (Cor., XVIII, 1013)12. Il fatâ (dalla radice f-t-w / f-t-y), è innanzitutto il giovane agli inizi della vita, quindi come tale, essenzialmente forte e vigoroso. «Il fatâ è un uomo ancora giovane e vigoroso, valoroso in guerra, generoso e cavalleresco: atteggiamento essenzialmente personale e, benché evidentemente legato alla società tribale e ai suoi combattimenti, indipendente da tutta l'azione collettiva come da tutta le credenze religiose esplicite» Come si vede, emergono sin dall'inizio, unitamente alla giovinezza, con le sue naturali peculiarità fisiche, anche la generosità, l'altruismo, l'indipendenza e la nobiltà, in quanto qualità caratterizzanti la via del fatâ. Il Servo Altro significato della parola, in realtà quello principiale, è quello di "servo" che Lane ha individuato in una referenza coranica:

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«E ricorda quando Mosè disse al suo servo (fatâ): "Non avrò pace finché non avrò raggiunto la confluenza dei due mari", [...] Quando poi furono andati oltre, disse al suo servo (fatâ): "Tira fuori il nostro pranzo, perché ci siamo affaticati in questo nostro viaggio!"»16. Il concetto di servitù, qui evidenziato, è suffragato anche da quanto riporta l'Encyclopédie de l'Islam, benché quest'ultimo sia legato prettamente alla contingenzialità storica: «nella Spagna musulmana, in effetti, gli schiavi, eunuchi o non, destinati al servizio del principe e della sua casa, dopo l'hâdjib nel momento in cui quest'ultimo prende praticamente le redini del potere, sono chiamati, tanto i ghilmân che quelli di loro che occupano un rango elevato nella gerarchia di palazzo porteranno il titolo di fatâ»17. Da questo approccio iniziale, risulta che la parola fatâ (plurale fityân) designa quindi, in primo luogo, un uomo giovane (shâbb) fino al compimento della maturità, solitamente fissata a quaranta anni: divenuto maturo, il giovane diverrà mûr. A ciò è associata una connotazione eroica, frutto della sovrapposizione di due componenti: una preislamica, che vede nel principe Hâtim al-Tâ'î il proprio modello semi-leggendario, e l'altra propriamente islamica, che eredita, nell'eccellenza incarnata dalla figura di ‘Alî18, la figura del fatâ-eroe, confermata dalla famosa iscrizione incisa sulla sua spada: lâ fâtâ illâ ‘Alî wa-lâ sayf illa Dhû-'l-Fiqâr19. natura primordiale dell'uomo Il secondo significato, il più importante, è il concetto di servitù inteso come îthâr (preferenza accordata agli altri) e non come ‘ubûdiyya, anche se sarà proprio a quest'ultima che il corretto compimento dell'adab al-khidma dovrà portare il fatâ20. «Il concetto fondamentale associato alla futuwwah è la fitrah o natura primordiale dell'uomo»21: nonostante l'uomo sia caduto in questo basso mondo, continua, nel suo interno, a esistere la natura primordiale che lo aveva caratterizzato nel momento della creazione. «La fitrah è una luce che splende al centro dell'essere dell'uomo anche se adesso è coperta dai veli della passione e dell'oblio. La futuwwah crea una condizione nell'anima che consente allo spirito della fitrah dell'uomo di trionfare sul buio di questo mondo e di riconquistare la natura perduta dell'uomo o piuttosto ciò che rimane internamente a sé stessi in uno stato di potenza». Chuang-tzu ha scritto: «Riformare la propria natura significa ritornare alla verità primitiva dell'essere». Il Patto La futuwwa non è altro allora che il ritorno cosciente alla condizione di a-lastu, che è il Patto primordiale (mîthâq) concluso tra Dio e l'uomo, quando Dio gli fece testimoniare in ispirito il diritto alla Sua Signoria: «a-lastu bi-Rabbikum (Non sono io il vostro Signore)?» «balâ (Sì, lo testimoniamo)!» (Cor., VII, 172)24. Tale ritorno avverrà per mezzo del corretto compimento dell'adab che esige la futuwwa stessa. «Questo è il libro dell'adab» dice giustamente, allora, Bayrak, riferendosi all'opera del grande maestro Abu ‘Abd alRahman al-Sulamî, Kitâb al-Futuwwa e, continuando, precisa: «comportamento perfetto, modellato sul

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE Profeta Muhammad». L'adab è un continuo atto di devozione e chi allora, se non colui che riconosce la propria condizione ontologica di ‘abd (servo)27, può effettivamente compiere tale atto di adorazione? In quanto atto di devozione, l'adab «...è un metodo di ricordo continuo di Dio, una sveglia sempre sonante, che ci ricorda che la ragione della nostra esistenza è di conoscere, di trovare, e di essere con Dio». Esso è l'unico modo in cui l'uomo può ringraziare della sua esistenza, dice infatti Denis Gril: «senza la fede, il servitore non potrebbe ricevere la parola divina come un'esortazione benefica e formatrice. La coscienza di questo dono gratuito (imtinân) che è la fede deve incitare l'uomo a rispondere alla sollecitudine divina (i‘tinâ') col solo dono che possa offrire in contropartita a Dio: "agire secondo la Sua Legge e rispettare ciò che ha proibito e comandato". Ma, quale che sia il suo zelo, il servitore non può non riconoscere la sua impotenza dinanzi all'immensità della grazia. La Parola inculca immediatamente un doppio adab: il senso della gratuità dell'atto ed il richiamo al servitore alla conoscenza di se stesso». Nel percorso che porta l'‘ârif alla conoscenza, Chittick fa notare giustamente che «lo gnostico (colui che sa) è un servo e non un signore perché solo Dio veramente esiste. L'attributo del SE è l'Essere, mentre l'attributo della Personalitá è la non-esistenza»30. Fine ultimo dell'‘ârif è quello di ritornare allo stato originale caratterizzato dall'immutabilità che è la fitrah. Nasr, all'inizio del suo lavoro sulla Spiritual Chivalry, così spiega il significato di fatâ (e anche di jawân in persiano): essi «si riferiscono al giovane o al latino juvenis ma hanno [anche] acquistato un significato che si riferisce molto di più all'aspetto fisico giovanile (vigorosità giovanile) [...] con le caratteristiche di coraggio e generosità associate a una cavalleria trasposta al più alto livello del [suo] significato, dal regno dell'azione esterna a quello della vita spirituale, senza, dall'altra parte, escludere il mondo dell'azione esterna». A conferma poi, di quanto da noi detto più sopra relativamente alle manifestazioni storiche della futuwwa, lo stesso autore afferma che: «...la sua traduzione come cavalleria spirituale evoca molto più di ogni altra espressione questo concetto di base dell'Islam, la cui realtà è stata manifestata in così tanti domini, dall'attività delle ghilde nei bazar a quella dei cavalieri sul campo di battaglia, dal mondo dei Sufi contemplativi a quello dei sultani e dei vizir». Definizioni È evidente dunque che è dalle referenze coraniche del termine fatâ, come detto più sopra, che potremo meglio comprendere il vero significato della futuwwa. «A partire dal senso coranico del "Fata" in quanto servitore, il termine "Futuwah" indica la nozione di "Khidmah", il fatto di servire gli altri, ma in maniera più specifica anche il servizio che un discepolo compie presso un maestro, come il servitore che accompagna Mosè nel suo viaggio iniziatico (Cor., XVIII, 60, 62). Sulla base di queste fonti sbocceranno le differenti definizioni / realizzazioni della Futuwah date dai maestri del sufismo»33. Riportiamo, quindi, di seguito una serie di testimonianze di grandi maestri che evidenziano le qualità della via del fatâ e che provano che ciò che diciamo non ha carattere alcuno di originalità. Ecco cosa ha detto al-Qushayri:

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«la radice della cavalleria è che uno deve essere sempre attento ai bisogni degli altri». Un hadîth, riportato da Zayd ibn Thâbit, afferma, confermando con ciò quanto detto da al-Qushayri, che «Dio l'Altissimo si prende carico dei bisogni di un servo purché il servo si prenda carico dei bisogni dei suoi fratelli musulmani». La futuwwa è «trattare la gente nella stessa maniera in cui noi vorremmo ci trattassero»35. L'altruismo, che abbiamo detto essere una delle caratteristiche della via del fatâ, porta all'identificazione nei confronti di chi, esso è applicato: «l'altruistica autoidentificazione di se stesso con gli altri viene chiaramente espressa da Junayd. Quando egli fu interrogato in merito al "vero fratello", egli rispose: "In realtà tu sei ciò, soltanto perché la forma corporea è un altro nei confronti di questo"». Abu ‘Alî ad-Daqqâq ha affermato: «la perfezione della qualità della cavalleria appartiene al Messaggero di Dio soltanto, perché nel Giorno della Resurrezione tutti gli uomini diranno, "Io, Io" mentre egli dirà "la Mia gente, la Mia gente"»37. Al-Fadl dichiarò: «Cavalleria significa perdonare gli errori di ogni simile»; è detto, infatti, che la cavalleria consiste nel non ritenersi superiore agli altri da parte del fatâ. Abû Bakr al-Warrâq ha asserito: «l'uomo cavalleresco [colui che è nella via del fatâ] è uno che non ha nemici». «Cavalleria significa che tu sei un nemico contro te stesso [contro la tua nafs] in favore di Dio» ha aggiunto Muhammad ibn ‘Alî al-Tirmidhî39. Il Nemico La vita va quindi concepita come una milizia assoluta contro le proprie passioni, le quali vanno soggiogate e non annientate. Dice Boezio: «chiunque indaghi il vero con profondità di riflessione e non voglia perdersi per strade sbagliate, rivolga in sé la luce della sua vista interiore e concentrando il suo tiro, lo indirizzi a un solo bersaglio; convinca l'animo suo che quanto s'affanna a cercare fuori di sé lo possiede già dentro, nascosto nei suoi tesori; così quello che la tetra nube dell'errore nascondeva prima risplenderà con luce più penetrante dello stesso Febo. Infatti pur investendo lo spirito con la sua massa mortificante, il corpo non lo ha privato di ogni suo lume; certo sta radicato dentro di noi il seme del vero e la cultura con il suo soffio lo può ridestare». La vita del cavaliere, come qualsiasi altro ‘abd, è sottomissione al Volere di Dio, è detto infatti nel Corano: «Gli Arabi del deserto dicono: abbiamo fede. Tu dì: voi non avete fede, ma dite "ci sottomettiamo", perché la fede non è ancora entrata nei vostri cuori. E se voi obbedite a Dio e al suo Messaggero, Egli non vi toglierà nulla del merito delle vostre azioni». La vita è cavalleria, in altre parole arte del guidare la propria anima. Scopo dell'uomo è di porsi al riparo da ogni conflitto essendo solo apparentemente separato dal principio: egli deve divenire uno swechchachari, colui che "ha in sé la propria legge"43. NAFS: l'EGO e la Grande Guerra Santa

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L'episodio di Abramo, come è riportato nel Corano (XXI, 60), è il paradigma della lotta contro le proprie passioni: accanto alla distruzione degli idoli, il cui significato esteriore è fin troppo palese, v'è il combattimento (the struggle) contro l'idolo di ogni uomo, che è la sua nafs, ego, considerato e vissuto come indipendente dalla sua causa. Il concetto di servitù non è altro allora che l'abbandono del proprio libero arbitrio e l'inseparabilità dall'atteggiamento modesto e dalla radical ontological indigence, che deve sentire ogni servo. Il cavaliere non agirà mai per soddisfare le ambizioni di gloria della propria egoità, in altre parole il suo agire è un agire in modo disinteressato (karmayoga). La vicenda di Abramo chiarifica come la futuwwa, anche se caratterizzata da un certo tipo di comportamento esteriore, sia prima di tutto un metodo di sforzo interiore; ecco perché ne parliamo designandola come Cavalleria spirituale o celeste. Nell'Islam esistono infatti due tipi di jihâd, come è attestato da un celebre hadîth profetico, "quello maggiore" è il più meritorio: al fatâ autentico si impone la grande Guerra Santa che è la lotta contro le sue passioni, conformemente a quanto ha detto Allâh l'Altissimo, «O voi che credete, combattete i miscredenti che vi stanno attorno» (Cor., IX, 123). Non c'è sicuramente nulla di più miscredente della nostra anima (nafs), perché essa nega i doni e le grazie ricevute da Dio!. L'anima dell'uomo decaduto è divisa in due ed è in lotta con se stessa: la sua parte inferiore è così descritta nel Corano: «Invero l'anima istiga al male»47, mentre l'altra parte, quella migliore, è chiamata «l'anima che si rimprovera sempre»48 ed è quest'ultima che intraprende la grande Guerra Santa, con l'aiuto dello Spirito, contro la prima. Il jihâd asghar (piccola Guerra Santa) ha come suo naturale fine la vittoria in guerra, che può avvenire anche mediante l'estremo sacrificio dello stesso cavaliere (martirio): in quest'ultimo caso il fatâ entra direttamente nel Paradiso. Lo jihâd akbar (grande Guerra Santa), invece, è, come abbiamo già detto, la vittoria sulle proprie passioni, il che porta il cavaliere oltre il Paradiso. Questa polarizzazione è, d'altronde, lo specchio simbolico della divisione sussistente, nell'uomo e nel creato, tra celeste e terrestre, tra spirituale e materiale. Nelle attuali condizioni dell'umanità terrestre la maggioranza degli uomini non è in grado di superare i limiti della condizione individuale, sia durante il corso della loro vita sia uscendo da questo mondo con la morte corporale. Stando così le cose l'essoterismo, parte di ogni tradizione che si rivolge indistintamente a tutti, può proporre all'uomo solo una finalità puramente individuale, vale a dire la salvezza. La LIberazione La Liberazione, invece, implica l'ottenimento dello stato supremo e incondizionato. «Se "il Paradiso è una prigione" per qualcuno, ciò lo è perché l'essere che vi si trova, che è "salvato", è ancora rinchiuso e ciò per una durata indefinita, entro le limitazioni che definiscono l'individualità umana»49. Simile condizione è uno stato "privativo" per quelli che da tali limitazioni aspirano a essere affrancati. Quindi mentre la salvezza è di ordine individuale (oggetto ne è l'io), la Liberazione è di ordine trascendente (il suo oggetto è il Sé). Il fatâ è quindi colui che si mette sulla strada per ottenere la Liberazione, la futuwwa essendone allora il percorso iniziale e necessario. «La mugâhada è la grande Guerra Santa», questo è quanto scritto in un hadîth che Gramlich riporta nel suo libro50. La grande Guerra Santa è essenzialmente rinuncia al proprio ego51, ecco perché Gramlich può affermare che «rinuncia e guerra spirituale sono allora intercambiabili tra loro [...] l'asceta, colui che rinuncia al mondo, sta così a colui che conosce come la guerra spirituale (mugâhada) sta alla contemplazione (musâhada)»52, infatti «la musâhada non è in opposizione alla mugâhada, bensì si svolge in un "campo

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE d'azione" più elevato». Nell'episodio citato, al di là della giovinezza fisica di Abramo, intravediamo la sua elevazione, ovverosia una maturità (muruwwa) spirituale equivalente di una "giovinezza dell'anima", di cui l'energia o il vigore può, per ordine divino, influenzare il mondo manifestato. Al-Muhâsibî, riferendosi alla futuwwa, disse: «la cavalleria richiede che tu sia giusto con gli altri e che tu non pretenda giustizia dagli altri»54. An-Nasrabadhi ha detto: «la nobiltà (muruwwa) è una parte della cavalleria. Ciò significa distaccarsi da questo [basso] mondo e dall'Aldilà, orgogliosamente disdegnando entrambi»55. l'ARDORE A proposito della muruwwa segnaliamo che Skali, riferendosi alla già citata referenza coranica di Abramo, afferma che esiste, con una sfumatura importante, un legame tra la prima e la futuwwa, specificando che «la qualità di Murû'a si situa essenzialmente all'interno del clan mentre quella di Futuwah, partendo dall'energia personale, quella della "gioventù", non ha altra misura che lo slancio personale». D'altronde, come vedremo in seguito, la futuwwa origina dal cuore e non si basa tanto sulle regole o convenienze sociali: è quindi primariamente "personale" e poi "sociale"57. È nella sfida lanciata da Abramo e dai Sette Dormienti contro la loro società, che vediamo l'autentica via del fatâ: hanno sacrificato sé stessi piuttosto che rinunciare alla loro fede nell'Unità di Dio e adorare gli idoli che il loro re aveva ordinato. «Il vigore giovanile di Abramo andava così di pari passo con una maturità spirituale. Il Corano dice: "E già da prima demmo da Abramo rettitudine (o guida spirituale, maturità), poiché ben lo conoscevamo ..." (Cor., XXI, 51). Cioè, secondo Tabarî, in un'età precoce». Segno incontestabile della designazione divina del fatâ! D'altronde è detto nel Kitâb al-Futuwwa: «la Futuwwah è prendersi cura del deposito affidatoci e dire la verità»59. La nozione di muruwwa, più volte citata nel corso della trattazione, è direttamente collegata al concetto di rajûliyya60. Muruwwa «descrive la somma delle qualità fisiche dell'uomo (mar') attraverso un processo di spiritualizzazione e astrazione delle sue qualità morali. In verità, nelle definizioni e dichiarazioni già menzionate, noi possiamo distinguere una congiunzione di due elementi contrari: un [elemento] concreto (ricchezza e gestione della proprietà), l'altro astratto e predominante. Nell'ultimo caso, la muruwwa sarà identica alle buone maniere, nel precedente, ciò considererà la condizione materiale di vita [...] la muruwwa è stata sviluppata [attraverso un apporto ex novo che la ha integrata e raddrizzata] ulteriormente nel Sufismo. Essa era considerata come una delle "branche"della futuwwa»61. Virtus Il tema della muruwwa è stato trattato anche da Goldziher, nel suo Muslim Studies, ponendo l'accento sul suo significato di virtù corrispondente al latino virtus. «Con [il termine di] muruwwa la lingua araba intende tutte quelle virtù che, fondate nella tradizione della sua gente, costituiscono la reputazione di un individuo o della tribù cui egli appartiene; l'osservanza di questi doveri è connessa con la parentela, i rapporti di protezione e ospitalità, e l'osservanza della grande legge della vendetta di sangue»63. Il periodo, cui si riferiscono le precedenti osservazioni dell'autore, è quello della Jâhiliyya, quindi quello pre-islamico. È importante notare che nel momento in cui, l'Islam appare, «l'idea che i nobili principi della muruwwa degli Arabi debbano rimanere validi e che anche nell'Islam debbano ricevere per così dire la sanzione dell'etica religiosa, viene espressa dall'Islam in questo principio: lâ dîn illâ bi-muruwwa, non c'è religione (dîn) senza le virtù della vecchia cavalleria araba (muruwwa)»64.

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Viene confermata ancora una volta quindi la missione provvidenziale dell'Islam quale strumento divino di correzione, di quanto già esistente, unitamente alla sua portata integratrice e rivificatrice, che aggiunge importanti tasselli al mosaico delle tradizioni già manifestatesi. Quando Skali afferma che «la parola, oltre che l'idea della Futuwah, esisteva molto prima»65 e consultando invece l'Encyclopedie de l'Islam, troviamo che «ai tempi pre e proto-islamici, la lingua araba non conosceva [il termine di] futuwwa ma solamente quello di fatâ»66, vuol dire allora che con l'avvento dell'Islam è stata perfezionata quella che è una forma di vita spirituale che si traduceva essenzialmente sul piano del "vissuto" e dell'"azione", ma che evidentemente aspettava di essere "sigillata". In questo senso, va letto quanto riportiamo ancora da Goldziher: «Muhammad fu il primo uomo della sua specie che disse al popolo della Mecca e agli incontrollati [si intende in balia delle loro passioni] maestri del deserto arabo che il perdono non era debolezza ma una virtù e che perdonare le ingiustizie ricevute a sé stessi non era contrario alle norme della vera muruwwa ma ne era la più alta manifestazione – era camminare nel sentiero di Allâh»67.

...La freccia mancata Se la vita è pensata come un arco, l'anima come una freccia e lo Spirito Assoluto come un bersaglio da trapassare, unirsi (identificarsi) con questo Spirito è come se la freccia scoccata si conficcasse nel suo bersaglio. Chi vuole lanciare una freccia deve sapere qual è il bersaglio per poter dirigerla e regolarla. Acquista allora particolare interesse il fatto che il Profeta portato ancora giovane in battaglia da Zubayr e da Abû Tâlib e benché eccellente arciere, abbia, in questa campagna, unicamente raccolto le frecce nemiche che avevano mancato il bersaglio. A nostro umile parere, è ravvisabile anche qui il compito del Profeta, in primis, e dell'Islam, in seconda battuta, di ri-indirizzare le frecce-anime verso il bersaglio-Spirito Assoluto che evidentemente era stato perso di vista. Per quanto riguarda la nozione spirituale di rajul (radjul, rajuliyya), il termine ordinariamente significa "uomo", propriamente nell'età della maturità, ma preso in senso esemplare significa "homme veritable" o anche "uomo primordiale". Guénon rende quest'ultima espressione con il "tchenn-jen" della tradizione taoista, corrispondente al termine dei "piccoli misteri". L'uomo ha, quale compito primario, il perfezionamento di se stesso, che è di due tipi: uno legato alla sua essenziale realtà come forma di Dio e il secondo ai vari attributi e qualità che egli manifesta nelle sue specifiche funzioni in questo mondo. «Per quanto riguarda la prima perfezione "essenziale", tutti gli uomini perfetti sono identici e uno con Dio, e si può parlare di "Uomo Perfetto" come singola realtà. Per quanto riguarda la seconda perfezione "accidentale", ogni uomo perfetto ha una specifica funzione che ricopre nella gerarchia cosmica, e quindi ci sono molti "uomini perfetti". Nel primo caso la realtà interiore dell'uomo perfetto è Dio in quanto Non-manifestato. Nel secondo caso gli uomini perfetti sono Dio in quanto Manifestato, la Forma Divina svelata all'interno del cosmo». È importante ricordare che Ibn ‘Arabi definisce la prima perfezione come ‘ubûdiyya (servanthood) e la seconda, quella accidentale, come rajuliyya (manliness): alla prima è propria l'incomparabilità, alla seconda la similarità71: «ogni cosa mostra uno o più attributi di Dio per cui, sotto tale aspetto, la cosa può esser detta "simile" o "comparabile" (tashbîh) a Dio, in qualche modo»72.

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abolire la visione dell'ego All'affermazione di Junayd sulla futuwwa, per cui essa «consiste nell'abolire la visione dell'ego, e nel rompere tutti i legami (di considerazione sociale diversa dalla relazione diretta con Dio)», così risponde Abû Hafs: «Ciò che dite è molto bello, ma per me la Futuwah consiste soprattutto nell'agire con rettitudine e nel non esigere dagli altri di fare altrettanto». È nel rimettersi alla volontà di Dio, lasciando che Egli, attraverso il suo essere (intendiamo l'essere del fatâ), agisca, che consiste l'adab del fatâ! Secondo Abû Hafs, il fatâ agisce gratuitamente perché tutto è fatto per Dio, nel solo desiderio di essere conforme alla Verità e non in quello di raccogliere i frutti dell'azione dagli uomini: il suo comportamento non rientra in un gioco di scambi poiché è puro atto di adorazione; siccome egli agisce solo per Dio, attende solo da Lui. Non può dunque, come disse al-Muhâsibî, avere nemici esterni perché egli «fa ciò che gli tocca fare e si sottrae da ciò che è in diritto di aspettare (dagli altri)». Il fatâ è quindi una particolare designazione divina, egli è l'agente tramite il quale l'altruismo o nobiltà di Dio opera sul piano orizzontale di manifestazione del cavaliere, riproducendo la "nobiltà assiale" divina che ha esistenziato il creato, quantunque Egli non ne avesse avuto bisogno, celando il tutto dietro un Suo bisogno fittizio del tutto inesistente. «Dio in quanto Essenza non ha nulla a che fare con l'universo, ma come Creatore Egli richiede la creazione, come Potente Egli richiede l'oggetto del [Suo] potere, come Signore Egli richiede i [Suoi] vassalli, come Dio Egli richiede i [Suoi] servi divini»77. Il Velo Le cose del mondo, corporee e non-corporee, sono, da un lato, forme molteplici di Manifestazione divina ma, d'altra parte, esse agiscono precisamente come veli che impediscono una perfetta visione di Dio. Esse celano Dio e non permettono all'uomo di vederLo direttamente. Tante persone velano l'Assoluto dietro il velo del proprio ego. Così parlando, l'intero mondo è il "velo" nascondente l'Assoluto. Quando ad esempio, i Cristiani affermano che "Dio è il Messia, figlio di Maria" essi confinano l'Assoluto in una forma individuale e smarriscono la vista della Sua infinità. Ciò li rende assenti all'Assoluto ed essi Lo velano con la forma personale del Messia. Un celebre hadîth qudsî dice infatti: «Ero un tesoro nascosto e ho voluto essere conosciuto, allora ho creato gli uomini (Khalq) e Mi sono fatto conoscere, così essi Mi hanno conosciuto». «Questa referenza concerne la Futuwwah poiché questo attributo è manifestato dal fatto che Egli ha parlato di Lui stesso esprimendo il desiderio di essere conosciuto». In quanto tajallî, il fatâ è allora una teofania che ripropone orizzontalmente la funzione del verbum Dei (Kun). La sua forma antropomorfica sorprenderà solo quelli, per cui la trascendenza di Dio (tanzîh) non è che una nozione prodotta dallo sforzo speculativo e non frutto di un'evidenza contemplativa. «L'uomo è come un arco nelle mani della potenza divina; Dio l'Altissimo lo impiega per delle azioni; queste azioni, in realtà, sono azioni di Dio, non dell'arco. L'arco è uno strumento e un mezzo, ma è incosciente di Dio, affinché l'ordine del mondo sia mantenuto»80. «Che arco eccellente e fortunato è quello che sa nelle mani di chi si trova!»81. «Colui che possiede [cioè, nel cui cuore è stato instillato un determinato adâb che è l'adâb al-khidma] la futuwwah continua ad essere preferito davanti al Signore degli uomini e davanti agli uomini. Il nobile (alfatâ) è colui che si fa dell'altruismo un ornamento (parure). E chi ne è insignito è onorato»82 dice Ibn

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE ‘Arabî, quindi essere fatâ vuol dire innanzi tutto essere oggetto di un particolare comando divino che ordina ad un Suo servo (‘abd) di apparire nel vestito d'onore (khil‘a) della futuwwa. Dice Sulamî, riferendosi ai Compagni della Caverna: «Il Vero li rivestì con il Suo abito d'onore»83 perché «Essi erano un gruppo di giovani (fityân, cavalieri) che credevano nel loro Signore»84. Qâni‘î Tûsî afferma, comprovando quanto riportato sopra da Sulamî: «la corona ingioiellata del corpo è la virtù (muruwwa), e la virtù è un segno della cavalleria»85. Al-Fudayl ibn ‘Iyâd ha detto: «Dio fa scendere nei cuori dei suoi servitori l'amore per l'uomo, che egli ama»86. «Siamo tutti nient'altro che schiavi, ed Allâh è il padrone. Qual merito, per lo schiavo, nel dare una parte dei beni del suo padrone ad un altro schiavo? Dà su ordine del suo padrone, oppure senza il suo ordine. Nel primo caso, che merito ha, dato che chi ordina è quello che ha il merito del dono? Nel secondo caso, è un ladro che merita castigo. A dire il vero è impossibile dare senza averne ricevuto l'ordine, dal punto di vista della realtà essenziale». Il successo e il fallimento sono nelle mani di Dio, tutto è nelle mani di Dio, quindi anche il fatto che taluno di noi percorra la via del fatâ. L'Assoluto "per farSi conoscere" dispiega Se stesso nel mondo. In questo senso Si manifesta in stretto accordo con i requisiti di ogni realtà individuale, nella forma appropriata e richiesta dalla natura della "predisposizione" (isti‘dâd) di ogni esistenza individuale. L'essere umano è, dopo tutto, null'altro che l'Assoluto in una forma particolare, determinata dalla sua "predisposizione". Il fatâ si comporta come tale, vale a dire da cavaliere, perché così gli è stato ordinato; egli assolve a una funzione predisposta, che è quella di rendere sempre presente e operativo l'altruismo divino orizzontalmente. Ricordiamo che nella Sura Al-Kahf, a partire dal versetto 22 fino al versetto 26, il Profeta è invitato a pentirsi d'aver programmato la sua azione al di fuori del progetto di Dio su di lui: in tal senso gli vengono proposti come esempio i fityân, che si fanno dirigere (eroicamente) in tutto da Dio e la cui azione si svolge non nella prospettiva del successo mondano. La vetta della cavalleria è la fede Dice al-Qurtubî, commentando il versetto 13 della stessa Sura: «erano giovanetti, cioè dei ragazzi, resi cavalieri (hukima lahum bi-l-futuwwa) allorché credettero senza alcun intermediario. Cosippure han detto i linguisti: "La vetta della cavalleria è la fede". E disse alGunayd: "La cavalleria consiste nel prodigarsi con generosità, nell'impedire l'altrui danno e nel rinunciare a lamentarsi". Si dice anche: "La cavalleria è scansare le azioni illecite e, nelle nobili, essere solleciti". E si è detto anche altro; ma questa definizione è ottima perché comprende il senso di tutto quanto s'è detto sulla cavalleria»88. In questa Sura, che avevamo già indicato all'inizio del nostro lavoro come particolarmente importante per la comprensione della futuwwa, uno dei temi di fondo è l'indifferenza, o "relativa" indipendenza dei fityân, ovverosia il distacco di fronte ai beni terreni come condizione per aderire interamente alla volontà di Dio89. Ma l'indifferenza è anche quella che viene accordata a certe persone: «la Futuwah è: accogliere con buona grazia colui che viene verso te e non correre dietro colui che ti volta le spalle»90. Dice infatti Faris: «in accordo con la loro etica i sufi non rigettano coloro che bussano alla loro porta, né cercano quelli che non vengono a loro, né cercano di dominare quelli che li frequentano»91. Nelle Tabaqat as-Sufiyya, Sulamî afferma, a tal proposito, che: «Colui che Hâmil al-Kur'an (incorpora il Corano) non conviene che nutra nei confronti degli altri uomini bisogni alcuno, né nei confronti di Califfi né ai loro inferiori, piuttosto è giusto che i bisogni di tutte le creature facciano capo a lui (che tutte le creature si appoggino a lui nelle loro necessità)»92; è all'incorporizzazione del Corano che tende il fatâ.

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Tale atteggiamento di fronte alle creature va poi di pari passo con una crescita nel rapporto con Dio. Al versetto 28 della Sura Al-Kahf, troviamo infatti che non sono più i giovani prodi a essere di esempio bensì sono i "pazienti" che invocano ogni ora il loro Signore desiderando il Suo Volto e che quindi dimostrano d'avere, oltre le apparenze, la virtù autentica della futuwwa o Cavalleria spirituale»94. Ha detto alMuhâsibî: «la pazienza è rimanere a far da bersaglio alle frecce dei decreti divini»95. La futuwwa, essendone il fatâ il suo "applicatore", è quindi un attributo divino a causa del suo significato che, però, non ha un Nome divino esprimente tale attributo. Essa sappiamo essere la via dell'altruismo e della nobiltà che sono celati ai loro destinatari conformemente alle due referenze poco sopra citate96. «Se il Principio (Al-Haqq) è disceso appresso ai servitori con questo nobile carattere, e questa è la Futuwwah (nobiltà), l'obbligo di fare proprio questo attributo si impone fino a questo punto al servitore [vale a dire che egli deve essere nobile]. In verità, la Futuwwah risiede nel fatto di manifestare i doni e la benevolenza, e di nascondere l'obbligo di riconoscenza e il rimprovero»97. Il motivo per cui non esiste un nome divino della futuwwa risiede nel hadîth qudsî citato precedentemente: «Ero un tesoro nascosto e ho voluto essere conosciuto, allora ho creato gli uomini (Khalq) e Mi sono fatto conoscere, così essi Mi hanno conosciuto». Chi ha questo comportamento, vela dunque la propria indipendenza assoluta. «Egli (Allâh) è dunque indipendente in senso assoluto. Colui che gode di questa indipendenza e ha manifestato il mondo, non l'ha fatto per necessità, ma l'ha fatto come atto puro in favore del mondo stesso, invece di rimanere Lui stesso in quanto essere unico; questa è dunque la Futuwwah in senso specifico ('Ainul-Futuwwah)»98. «"Cavalleria" (futuwwa) è un attributo divino per via del significato, ma non c'è parola derivata da questo [attributo] in quanto [non è uno dei Nomi divini]. Entrambi la Legge e le prove razionali mostrano che Egli possiede l'indipendenza dal cosmo in maniera assoluta [...] Egli solo porta all'esistenza per il bene del cosmo, come atto di carità verso questo [cosmo] a dispetto del fatto che Egli solo possieda l'Essere. Questa è la cavalleria stessa»99. Manifestazione La volontà non può concernere che qualcosa che non abbia ancora esistenza e che si trovi nel nonmanifestato oppure che non abbia che un'esistenza solamente virtuale. Nel caso in cui questa cosa si trovi nel non-manifestato, la sua manifestazione sarà necessaria affinché dalla "uscita" appaia quello che il Principio ha voluto manifestare. Quando invece questa cosa ha esistenza solamente virtuale, è conformemente alla Sua volontà che si realizza quello che Egli ha voluto in atto. Le Sue parole sono necessariamente un velo dissimulante la Sua indipendenza assoluta. Spirito Oggi hai deciso di essere un cavaliere al servizio di un Principio. Svuotati di tutto. Diventa totalmente vuoto. Ora lascia che il Principio ti riempia.

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P R O G E TT O P R E PA RA Z I O N E I N T E G RA L E : GIORNO 31
[Postato il 2008-07-11 08:06:04 da: fenice]

Introduzione La XXXI via collega Hod a Malkuth. Essa é chiamata lo "Spirito del Fuoco" e contiene il segreto della vivificazione dei 4 elementi tradizionali: fuoco, aria, acqua e terra. Questi sono rappresentati dalla croce di 13 che pone l'elemento fuoco nel centro, come si vede in questa immagine: Oggi é il giorno del senso delle cose, di ció che anima l'universo stesso: é lo spirito, rappresentato dal fuoco.

Corpo Netzach: In due si è già formazione Netzach è la sephirah in cui si identifica la natura. Illustration 34: la croce di 13 Questo è il momento dunque per riflettere sulla naturalezza del combattimento: in battaglia è sempre bene sentirsi assolutamente a proprio agio. Per esempio è molto importante che l'armatura diventi per noi una seconda pelle. Quando si è immersi in questo aspetto della filosofia guerriera, è importante dedicare parte del proprio addestramento alla manutenzione del proprio equipaggiamento. aggiustarla in modo che essa ci calzi a pennello: un elmo che si gira durante il combattimento, pezzi d'armatura che si incastrano e via dicendo, sono cose che compromettono seriamente l'esito di uno scontro. Neanche il miglior guerriero sulla terra può permettersi questo lusso in battaglia.

Esecuzione: Prendetevi oggi cura della vostra spada e di tutto il vostro equipaggiamento. Controllate il vostro equipaggiamento da guerra. indossatelo e levatelo piú volte. perfezionate le parti imprecise. Esercizio Fratelli di Sangue 1: Netzach è, fra le formazioni dell'.linksarray[1]., anche quella dei "Fratelli di Sangue". Quando si è in coppia, si smette di trattare di combattimento singolo e si inizia a parlare di combattimento in formazione. E` come nella musica, dove quando vengono suonate due note insieme, si smette di parlare di "Melodia" e si inizia a parlare di "Armonia"!!! è tuo compito imparare la forma piú semplice di armonia. Infatti , in uno scontro tra due formazioni generalmente ognuno cerca il duello singolo contro uno degli avversari, dimenticando o quasi tutto quello che gli succede intorno. Questo è sbagliato. Infatti il Guerriero dovrebbe essere partecipe di tutta la battaglia, e integrarsi nel proprio schieramento di modo che questo diventi un'unico organismo. Per imparare a fare questo, bisogna imparare a combattere in due. Esecuzione: Disponetevi per coppie, quindi combattete. Nello scontrarvi, ricordatevi di combattere insieme: non cadete nella tentazione di ingaggiarvi in duello singolo; preparate delle strategie. Per esempio, uno può cercare di ingaggiare entrambi gli avversari, mentre il compagno li aggira colpendoli alle spalle; ci sono milioni di combinazioni e non vale la pena dilungarsi ad elencarle, è più importante sperimentare ed esercitarsi. Standard

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ingaggiano in due un avversario Il fratello davanti attacca. Il fratello dietro difende solo se il fratello davanti tiene la guardia alta (fenice) quello dietro adotterá una bassa Sfinge. e viceversa. Il fratello dietro da gli ordini Il fratello dietro tiene una mano sulla spalla di quello davanti

Emozioni Oggi é importante imparare a unire le proprie emozioni a quelle di una seconda persona per creare un emozione piú stabile e forte. Gli esercizi possono includere aspetti fisici o azioni ma principalmente come AIUTO a focalizzare sull'emozione. Esercitatevi in due o piú come segue. - Chockmah: per 3 minuti esercitatevi nella Eccitazione - pausa di 3 minuti - Binah: per 3 minuti esercitatevi nella Tristezza - pausa di 3 minuti - Chesed: per 3 minuti esercitatevi nella Giovialitá - pausa di 3 minuti - per 3 minuti esercitatevi nella Freddezza - pausa di 3 minuti - Tiphereth: per 3 minuti esercitatevi nella Gioia (che é diversa dalla giovialitá) - pausa di 3 minuti - Netzach: per 3 minuti esercitatevi nella Seduttivitá - pausa di 3 minuti - Hod: per 3 minuti esercitatevi nell'Ambiguitá - pausa di 3 minuti - per 3 minuti esercitatevi nella Malinconia - pausa di 3 minuti Ragione Il paradigma comunitarista e anti-utilitarista Non è difficile, a nostro avviso, identificare con chiarezza ciò che non funziona nelle odierne società occidentali, nonché nelle culture che le informano e rappresentano. La frammentazione sociale, la crisi della partecipazione alla vita pubblica, l'anomia generalizzata, l'isterilimento dei rapporti e dei legami sociali, il mito della self-realisation come corollario di ben più resistenti mitologie individualistiche: queste, sul piano sociale, le cause più evidenti del decadimento della qualità del nostro vivere quotidiano. Sul piano più specificatamente teorico, i paradigmi di riferimento largamente diffusi e generalizzati nel più ampio spettro delle scienze umane applicano ormai sistematicamente una lettura largamente riduzionista dell'uomo, del suo agire e del contesto sociale in cui vive. In particolare le due formulazioni egemoniche (individualismo metodologico e teorie utilitariste) hanno prodotto una lettura dei fenomeni sociali che, per quanto lontana dal definire la natura umana nella sua multiforme complessità, é filtrata come nuovo universale culturale nelle profonde sfere dei rapporti e delle relazioni, divenendo a tutti gli effetti senso comune. Da alcuni anni, al di qua e al di là dell'oceano, queste problematiche vengono sistematicamente affrontate da vere e proprie correnti di pensiero, che sono state capaci di produrre un corpus teorico che va imponendosi sempre più come nuova teoria cri tica della società. Ci riferiamo soprattutto allo statunitense "Communitarian Network" di Amitai Etzioni, Alasdair MacIntyre e Charles Taylor (nonché alle diverse realtà sociali e culturali ad esso collegate) e al francese "Mouvement Anti-Utilitarist dans les Sciences Sociales" di Alain Caillé e Serge Latouche. Nella prospettiva del Mauss è necessario definire un nuovo paradigma per le scienze sociali, ormai completamente "contagiate" dalla dottrina utilitaristica originariamente propria della sola economia. Tale paradigma si sostanzia nella Teoria del Dono che affonda le sue radici nello studio della sfera di socialità

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE primaria che si sottrae al dominio del mercato. L'analisi comunitarista muove da una critica serrata alla dottrina individualista dei diritti, contestando l'assenza di una prospettiva che li leghi indissolubilmente ai doveri e alle responsabilità di cittadinanza. Il punto di partenza é che tutti ci troviamo a vivere in un contesto di tipo comunitario, un insieme denso di relazioni sociali e di rapporti di mutua assistenza. La condizione primaria di sopravvivenza di una comunità é che i suoi membri dedichino parte del loro interesse, energi a e risorse a progetti comuni. L'attenzione esclusiva per gli interessi personali erode la rete di legami sociali da cui tutti dipendiamo, minando i fondamenti stessi della convivenza. Per queste ragioni i diritti individuali non possono essere preservati a lungo al di fuori di una prospettiva comunitaria. Il degrado ambientale La difesa dell'ambiente è un concetto che, oltre a rappresentare il fondamento dell'attività dei movimenti verdi, è oramai diffuso nella demagogia programmatica della maggior parte dei partiti politici occidentali e delle burocrazie amministrative che ne conseguono nei più diversi livelli di responsabilità territoriale. I "costi dello sviluppo" sono presi in considerazione dai governi locali, nazionali e sovranazionali e dalla stessa organizzazione economica industriale, che tentano di sfr uttare il pianeta in forme compatibili al mercato e alle risorse presenti. Un grosso ruolo, in tutto questo, lo svolge un'opinione pubblica preoccupata di perdere il "candore" di un consumismo "delicato" che concili la qualità delle merci con la quantità della massa degli aventi diritto; un bel rompicapo, tanto più se allarghiamo l'ottuso sguardo d'Occidente ai restanti 3/4 dell'umanità. L'ecologia -la scienza delle relazioni tra gli organismi viventi e il loro ambiente naturale- ha generato molti figli e, soprattutto, un fraintendimento ed una eterogenesi dei fini. Il suo utilizzo strumentale ne ha snaturato il significato di critica complessiva al modello di sviluppo industriale. Ambientalismo: un'ecologia funzionale Il tentativo di conciliare la produttività industriale con la gestione dell'ambiente è l'ambientalismo. Esso si colloca in una prospettiva antropocentrica, grazie ad una visione scientifico-materialista della natura, per cui il deterioramento dell'ambiente compromette gli interessi umani di sopravvivenza. L'atteggiamento culturale, che ne consegue è largamente maggioritario, limitandosi a concepire la natura come un capitale da preservare da parte di un uomo "responsabile" e "preveggente". Su questa base, le politiche liberiste tentano di inserire il principio chi inquina paga nelle giurisdizioni più avanzate, inconsapevoli di generare un ancor più perverso "mercato dell'inquinamento", che mette d'accordo inquinatori ed inquinati fissando il prezzo per il danno causato. Le aziende vengono semplicemente indotte ad aggiungere il costo inquinamento tra i costi di produzione. Più articolata la proposta riformista per un ecosviluppo o modello di sviluppo sostenibile. La filosofia che sorregge questa proposta si basa sulla presa di coscienza che i costi della protezione della natura sono sempre inferiori ai danni che ne risulterebbero qualora non venissero adottati. In questo senso, si proietta lo sfruttamento dell'ambiente in una prospettiva temporale futura, per cui risulta necessario non compromettere la capacità delle prossime generazioni di far fronte alle proprie necessità. In pratica si vuole semplicemente posticipare una scadenza ineluttabile. Nel frattempo, nonostante conferenze internazionali e grandi petizioni di principio, si è ovviamente incapaci di modificare il compromissorio modello di sviluppo dominante, che, anzi, si arricchisce di un vero e proprio "mercato dell'ambiente" o eco-business, che mantiene l'ambientalismo all'interno di un sistema di produzione e consumo, causa prima dei danni a cui tenta di porre rimedio. L'ecologia radicale L'unica posizione ecologista minoritaria, che non accetta compromissioni con il modello di sviluppo dominante e la tecnocrazia che ne è severa esecutrice è l'ecologia del profondo. Il termine "ecologia profonda" fu coniato da Arne Naess, nel tentativo di descrivere un approccio alla natura spirituale esemplificato negli scritti dei precursori americani Aldo Leopold e Rachel Carson. Naess cercava un approccio sostanziale alla natura tramite una apertura e una sensibilità fondante per noi stessi e la vita

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE umana che ci circonda. L'ecologia profonda oltrepassa l'approccio scientifico fattuale per raggiungere la consapevolezza del sè e della saggezza della terra. La critica all'antropocentrismo è fondamentale, l'uomo -olisticamente- viene inteso come parte di un tutto "cosmico". L'implicazione di questo principio è l'ecocentrismo per cui la natura va protetta di per sè, per un suo valore intrinseco, indipendentemente da qualsivoglia utilità umana. Se arrechiamo danni alla natura, danneggiamo noi stessi. Con questa impostazione sono identificabili - senza forzature e nella varietà delle proposte- svariati pensatori europei e americani come Bill Devall, George Session, Edward Goldsmith, Gary Snyder, Kirkpatrick Sale, Peter Berg, Ernst Schumacher, James Lovelock, Giannozzo Pucci. Il tipo di approccio ecologico alla realtà, che se ne ricava, è radicale: bisogna interamente ripensare l'attuale società, le forme culturali e il posto dell'uomo nella natura, uscire dall'industrialismo, dall'utilitarismo individualista, dal paradigma tecno-scientifico dominante. In pratica occorre agire sulle cause invece che sugli effetti. Non c'è bisogno di nulla di nuovo, ma di riscoprire qualcosa di molto antico, arcaico: la comprensione della Saggezza della Terra, la consapevolezza del rapporto di simbiosi e armonia tra tutti i viventi. Andare all'origine delle cose significa, conseguenzialmente, decostruire la macchina tecnomorfa creata dalla scienza moderna, superando l'approccio parziale e riduzionista e immedesimandosi con il senso perduto dell'armonia tra uomo e natura, la visione metafisica della realtà divulgata dagli scienziati Fritjof Capra e Gregory Bateson.

Una visione sacrale La maggior parte delle forme di religiosità animistiche e politeistiche tradizionali ha un carattere cosmico. L'universo viene da esse inteso come un insieme vivente correlato, del quale l'uomo è parte per il solo fatto di esistere. La natura è animata, il territorio si compone di luoghi sacri, il tempo è connaturato ai cicli cosmici celebrati con i riti e i sacrifici, che uniscono in un'eterna spirale il dare e il ricevere della vita e della morte, in una solidarietà profonda tra l'uomo e l' esistente. La natura è emanazione spirituale a differenza dei monoteismi che subentreranno universalisticamente nella storia della umanità. Questi ultimi, infatti, intendono la natura come creato, prodotto del libero volere di un Dio. L'universo viene desacralizzato e svuotato delle sue forze magiche o spirituali, aprendo la strada -in una visione unilineare dello sviluppo storico- allo scientismo, che priverà di Dio una materia già morta e renderà l'uomo razionale un riferimento assoluto e disincantato. Il messaggio dell'ecologia profonda reagisce ad un antropocentrismo che fa dell'uomo un valore supremo, riallacciandosi a una concezione del mondo tipica della religiosità delle società arcaiche e tradizionali; queste, da sempre giudicate superficialmente "società chiuse", si rivelano, al contrario, aperte alla totalità del cosmo e quindi malleabili, nell'organizzazione del corpo sociale, in una varietà di sfumature e di significati profondi che permeavano il senso del vivere quo tidiano. Disse il capo indiano Duvamish al presidente Pierce nel 1855: "Noi siamo una parte di questa terra ed essa è parte di noi. Non è stato l'uomo a creare il tessuto della vita; ne è solo un filo. Ciò che voi farete al tessuto, lo farete a voi stessi". Partendo da questa interpretazione tradizionale della natura è possibile completare il concetto di uguaglianza biocentrica che altrimenti potrebbe essere intesa moralisticamente come una improbabile parità di diritti giuridico formali. In realtà, la natura vale per quello che è, non esiste una natura buona o cattiva, che risente di una proiezione umanistica e, quindi antropocentrica. Conseguentemente, l'uomo, pur non essendo l'unico essere "biocosciente", è sicuramente l'unico ad avere coscienza di questa coscienza ed è per questo che

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE sulla base dei suoi presupposti naturali biologici, genetici, istintuali, rimane spiritualmente indeterminato e libero di scegliere. Il tentativo di una riconversione ecologica deve consistere nel tentativo di ricreare nell'uomo la profonda consapevolezza di essere parte della natura, lasciandogli la libera volontà di decidere di farne parte armonicamente, sacralmente.

Il concetto di limite Una cultura ecologista conseguente deve identificarsi con una opposizione all'ideologia economica dominante e ai suoi presupposti tecnologici e scientifici, ovvero alla concezione secondo cui la società degli individui -intesi come produttori e consumatori razionali- si fonda sul meccanismo autoregolativo del mercato. In controtendenza, è possibile ritrovare un rapporto armonico tra cultura e natura in ambiti di reciprocità comunitaria, che, in chiave locale, subentri alla contrattualità m ercantile e riducano la scala delle necessità fino a ricreare una situazione di interdipendenze tra regioni naturali. Vanno riconosciuti i diritti universali degli abitanti, legati al proprio territorio da un legame profondo, simpatetico, che si avvalga di tecnologie appropriate, e di un'economia che conviva con le risorse locali completandosi -nella minor quantità possibile- con beni di e produzioni esterne. Il senso del limite, la sobrietà esistenziale, la cultura delle differenze quale logica conseguenza della biodiversità, devono imperniare l'azione diretta ed esemplare di chiunque, gruppo o singolo, voglia sentirsi in connessione con la saggezza "omeostatica" della terra. comparazione Cultura dominante Ecologia profonda Dominio sulla natura Armonia con la natura Natura come risorsa Natura come valore in sé Sviluppo economico Autorealizzazione economica Sfruttamento delle risorse Limite naturale Progresso tecno-scientifico Tecnologie appropriate Consumismo Sobrietà/riciclaggio Società stato/nazionale Comunità autonomismo/bioregione

Un messaggio minoritario? Il tipo di comunità maggiormente in grado di cominciare il "vero lavoro" di formare una consapevolezza ecologica allargata si trova nella tradizione minoritaria. La crisi dello Stato nazionale, il rifiuto delle strutture centralizzate, ipertrofiche e della massificazione della società consumistica, va nel senso del riconoscimento delle lingue e delle culture regionali dei costumi e delle tradizioni locali come via d'uscita all'uniformazione e alla spersonalizzazione della monocultura industri alista. Non a caso, questo riconoscimento si accompagna al ritorno alla manualità, all'artigianato, ai saperi intuitivi, ai comportamenti spontanei che sostanziano la cultura vernacolare1 che Ivan Illich ha sempre indicato come serbatoio inesausto di praticità ecologica e di saggezza popolare. L'essenza della tradizione minoritaria è una comunità capace di autoregolarsi. Le consuetudini condivise prendono il posto delle leggi imposte, l'autorevolezza prende il posto dell'autorità, la democrazia consensuale e qualitativa responsabilizza ogni libero partecipante alla vita comunitaria. Le società originarie, tradizionali, antropologicamente indigene -spesso residualmente presenti in vari aspetti delle cultura popolare- forniscono numerosi esempi di ciò che si può intendere per tradizione

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE minoritaria. Le comunità locali hanno provveduto all'esigenza della vita associata autoregolamentandosi, in solidale rapporto con la natura. Il bioregionalismo è vecchio almeno quanto la coscienza dell'uomo poichè investe il sistema naturale in cui si abita della responsabilità sia del n utrimento fisico sia dell'insieme di metafore dalle quali il nostro spirito trae sostanziale sostentamento. Comprendere i cicli della natura significa cominciare a comprendere se stessi, il radicamento interiore che ci lega a quell'universo di sensazioni che compone l'animo umano e ci rimanda simbolicamente alle armonie cosmiche. Note 1- È un termine che proviene dal diritto romano ed indica l'opposto di una merce. Possiamo quindi intenderlo in una prospettiva qualitativa e di appropriatezza tecnica e artistica: artigianale. Lo stile vernacolare rimanda a una finitezza morfologica della vita comunitaria, basata sul presupposto, implicito e sovente espresso attraverso il rituale e rappresentato in termini mitologici, che una comunità, come la vita di un singolo, non può svilupparsi oltre le proprie dim ensioni. torna al testo ^ Spirito Oggi ritorna nel Mondo magico. Fai una passeggiata verso i confini fino ad arrivare a una ragione vuota perché ancora non modellata da te, ora pronuncia questa formula: E quando i fantasmi saranno tutti svaniti tu vedrai quel fuoco santo e senza forma, quel Fuoco che dardeggia e fiammeggia nelle profondità ascose dell'Universo. Allora udrai la voce del Fuoco. Ripetila fino all'apparizione del Fuoco dello Spirito.

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P R O G E T T O P R E PA R A Z I O N E I N T E G R A L E : G I O R N O 32
[Postato il 2008-07-12 03:37:29 da: fenice]

Introduzione Eccoci arrivati alla fine del viaggio. Abbiamo percorso l'Albero della Vita dalla Corona al Regno e questa é l'ultima Via, la XXXII che collega Yesod a Malkuth attraverso Saturno. Oggi é il giorno del trionfo della Luce e dalla sua serenitá possiamo guardare il giorno del trionfo della Notte, il cui nome mistico infatti é "Il Grande della Notte del Tempo". Il nome deriva direttamente dall’egiziano e rappresenta una croce. Il suo valore é di 400. Per questo é chiamata LVX Obscurata la piú tenebrosa delle vie. Quando lasciamo la terra per camminare sulla XXXII via ci troviamo in un continuo stato di conflitto interiore. Su di noi viene caricata la Croce (Tau = croce) e ci accingiamo a salire il nostro Golgota della passione. Ci é stato detto che al di là della Morte e della vecchiaia ci attende la Luce della Luna, e piú in la il Sole e ancora piú su la Vera fonte della Luce. Eppure da questa parte siamo completamente ciechi, persi in un eclissi completa. La distinzione fra la Terra e tutti gli altri elementi che formano l’albero ci appare assoluta e per ogni passo che compiamo in avanti ci sembra di farne due indietro, verso il nostro punto di partenza o ancora piú in basso. Solo la perseveranza ci puó aiutare qui. L’ostinata Fede di chi sa che invecchiando si acquisisce saggezza. Continuando ostinatamente sul cammino un giorno ci troveremo a contemplare l’Universo da un punto di vista diverso, meno materiale. Perché questo é il prezzo che dobbiamo pagare per essere stati scacciati da giardino delle delizie. Così egli scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino d'Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita. Genesi 3:24 Da questa via non passano coloro che servono ideali fasulli come dice il mistero del libro. 32) INTELLETTO ADORATO (SEKHEL NEEBAD). Si chiama così poiché é stato preparato per distruggere coloro che adorano i sette pianeti.

Illustration 35: la XXXII via

Corpo COLPO della TERRA Colpo della Terra Se l'avversario non retrocede al momento di sferrare un mandritto o manrovescio si puó bloccarlo pestandogli il piede. Emozioni Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos'è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno; e tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! Questo paese è devastato dal dolore...

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE ma non vi danno un po' di dispiacere quei corpi in terra senza più calore? Non cambierà, non cambierà no cambierà, forse cambierà. Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali? Nel fango affonda lo stivale dei maiali. Me ne vergogno un poco, e mi fa male vedere un uomo come un animale. Non cambierà, non cambierà si che cambierà, vedrai che cambierà. Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali che possa contemplare il cielo e i fiori, che non si parli più di dittature se avremo ancora un po' da vivere... La primavera intanto tarda ad arrivare. Franco Battiato Ragione I 50 portali della sapienza Introduzione QUESTO ESERCIZIO SERVE A SUPERARE I TRE GIORNI DI OSCURITÀ. Ed é il penultimo dono che vi posso dare prima di andare. Esso apre i 50 cancelli della sapienza di Binah. O meglio chiude in senso negativo tutte le porte sui vari mondi, lasciando aperta solo la porta dell’esistenza assoluta, la 50 (L che é uguale a NUN, la morte), che è l’unica dotata di esistenza ontologica propria. Rinnegando ogni falsa esistenza e stato di consapevolezza conosciuta si perviene ad entrare e a superare l’Abisso (che separa i primi 3 dal resto), entrando direttamente in Binah. Il metodo è simile al NETI NETI vedantino, ne questo ne quello che l’.linksarray[1]. interpreta con: Nessuno E’ Talmente Ideale . Nessuno E’ Totalmente Illuminato. Dove il “nessuno” ha 2 livelli di lettura: dal punto di vista materiale è appunto nessuno, ma dal punto di vista trascendentale spiega la non personificazione di Ideale e illuminazione. l'esercizio é pensato per svolgersi nel periodo di maggiore oscuritá, in 50 giorni ovvero fra il 2 novembre e il 21 dicembre. Sono 7 settimane + 1 giorno. Per ogni giorno di ripete un affermazione piú tutte quelle precedenti. Quindi il 2 novembre la prima affermazione, il 3 le prime due e il 21 Dicembre, giorno del Solstizio di inverno si ripetono tutte e 50. Il codice dell’Ordine è strutturato sul principio opposto: affermazione e identificazione positiva. La sua ripetizione viene fatta su una base di nove per un totale delle 27 regole dal 27 maggio al 21 giugno. esecuzione Ogni giorno si entra nel tempio in cui è accesa un'unica candela nera (per saturno) ci si inginocchia, si spegne la candela ci si tira sulla testa il panno nero e si pronuncia la frase del giorno e tutte quelle precedenti. Spirito Assiah 1. io rinnego 2. io rinnego 3. io rinnego 4. io rinnego 5. io rinnego 6. io rinnego 7. io rinnego

l’oscurità dell’utero sterile. l’oscurità dell’utero fertile. il feto che cresce nell’oscurità. il feto che si muove nell’oscurità. la nascita alla luce esterna. il primo respiro. il taglio del cordone ombelicale.

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PRO GET TO PRE PARAZIO NE I NTE GRALE 8. io rinnego la prima poppata. 9. io rinnego il primo sonno. 10. io rinnego la prima veglia. Yetzirah 11. io non conosco la prima percezione. 12. Io non conosco il primo sogno del mondo esterno. 13. Io non conosco il primo atto deliberato. 14. io non conosco il primo amore. 15. Io Non conosco la forza di muoversi per volontà. 16. io non conosco le prime pene d’amore. 17. Io Non conosco l’inizio del linguaggio. 18. Io Non conosco la prima comprensione della risposta alla parola. 19. Io Non conosco la forza di stare in piedi e camminare. 20. Io Non conosco la facoltà di discriminare le cose sicure da quelle pericolose. Briah 21. Non 22. Non 23. Non 24. Non 25. Non 26. Non 27. Non 28. Non 29. Non 30. Non Aziluth 31. Non 32. Non 33. Non 34. Non 35. Non 36. Non 37. Non 38. Non 39. Non 40. Non ho ho ho ho ho ho ho ho ho ho vissuto vissuto vissuto vissuto vissuto vissuto vissuto vissuto vissuto vissuto il Principio del comportamento culturale. il Controllo delle funzioni del corpo. Apprendimento e ragionamento. la Pubertà. la Fine dello sviluppo fisico la Coltivazione dei sensi. l’Espressione dei sensi. la Consapevolezza dell’esistenza spirituale. lo spirito si estende al di là dallo dell’ego. lo spirito che agisce separatamente dall’ego. spirito spirito spirito spirito spirito spirito spirito spirito spirito spirito che vitalizza i sensi. che ispira i sogni. che insegna i poteri razionali. che guida le emozioni. che domina il corpo e lo spirito. che guida al di là del corpo. consacrata al di là del corpo . che resiste senza il corpo. che agisce senza il corpo. che si sviluppa senza il corpo.

esisto esisto esisto esisto esisto esisto esisto esisto esisto esisto

come come come come come come come come come come

41. io non sono Consapevolezza del mondo come una fiamma. 42. io non sono Protezione del mondo. 43. io non sono Protezione delle anime. 44. io non sono Protezione dei guardiani. 45. Io non sono il potere di esprimere le cose più grandi. 46. io non sono il potere di distruggere con la Grandezza. 47. io non sono il potere di preservare con la Grandezza. 48. io non sono il potere di edificare con la Grandezza. 49. Io non sono Grandezza al di là della luce === === === 50. io sono colui che è

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