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Marzo 2006

Anno 1 - Numero 0

Periodico di Politica e Cultura della SG “Pier Paolo Pasolini” di Priverno


L’EDITORIALE
IL PERCHE’ DI UNA SCELTA
Una nuova sfida. Una sfida editoriale, una sfida politica, una sfida di vita.
“ControVerso” nasce da un bisogno, il bisogno di partecipazione, di coinvolgi-
mento attivo, di critica costruttiva su un mondo che troppe volte rifiuta la visio-
ne della realtà e dell’esistenza di un universo giovanile mutevole e policentri-
co. “ControVerso” perché abbiamo scelto di porci sopra le righe, di stare al di
là, al di fuori di schemi preconcetti di lettura del nostro universo. Vogliamo leg-
gere la realtà da dentro, essere scomodi, essere pungolo di una società che
troppe volte snobba una visione “altra”, accontentandosi di una interpretazio-
ne superficiale dei fenomeni culturali, politici, storici e socio-antropologici. Ma
il nostro è anche il tentativo di abbattere stereotipi comuni sui giovani. Non è
sempre vero che i giovani rifiutano la politica, non è sempre vero che i giova-
ni amano subire passivamente delle scelte, perché l’esercizio della delega è
uno strumento di democrazia solo nel momento in cui presuppone un accordo
critico tra i soggetti coinvolti. I giovani hanno voglia di partecipare, di dire la
loro, di creare un mondo ritagliato sui propri bisogni. Il punto da cui abbiamo
deciso di contraddire la realtà è politicamente schierato. Siamo giovani di sini-
stra e non vogliamo negarlo. Ai nostri lettori chiediamo di essere criticamente
costruttivi, di dirci sempre quando non sono d’accordo, perché dalla critica pos-
sano nascere idee migliori per un presente migliore.
SG “Pier Paolo Pasolini” Priverno
SoMmArIo
Usciamo dal silenzio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 3
Alla ricerca del posto (auto) perduto . . . . . . . . . . . . . . . .pag 5
Non capiscono o fanno finta di non capire . . . . . . . . . . . . . .pag 7
Vasilij Kandinsky e le armonie musicali dell’arte . . . . . . . . . . .pag 9
Lo scandalo del contraddirmi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 11
Felice Cascione, l’eroe che fece fischiare il vento . . . . . . . . . .pag 17
Le nuove frontiere del folk . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 19
All’inizio era Fender . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 21
‘Il grande passo’ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 23
Chi ha paura dell’atomo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 25
3
Usciamo dal silenzio
P
U n sottile filo rosso, che unisce cori,
slogan, striscioni; un sottile filo
rosso per sancire la laicità dello stato e
ribadire il dolore e la speranza, che si
o
celano dietro ogni scelta; un sottile filo
rosso chiamato libertà. Libertà di sce-
l
gliere e di amare, libertà di decidere e di
soffrire, libertà di ospitare un altro den- i
tro di sé, libertà di condividere la propria
esistenza con una persona dello stesso
sesso: l’Italia scende in piazza e lo fa
t
per gridare la propria voglia di laicità.
Una laicità di duplice livello, che presup-
i
pone, da un lato, la non ingerenza dello Un’immagine della manifestazione di Milano
stato nella vita e nel corpo delle donne delitto Moro. Il 9 maggio del 1978 veni- c
e, dall’altro, la capacità della politica di va ritrovato a Roma il corpo del leader
garantire gli stessi diritti ai propri citta- democristiano, il 22 maggio dello stesso a
dini. Sabato 14 gennaio, Roma e Milano, anno, con i soli voti favorevoli dei parti-
piazza Farnese e piazza Duomo: in una ti laici veniva approvata la legge 194.
giornata di sole gelido un legame ideale, Secondo molti storici la Dc sacrificò
un’aspirazione ha percorso longitudinal-
mente l’Italia, unendo uomini e donne,
l’unità dello stato e il mantenimento del
suo potere sull’altare della laicità. In n
madri e padri, bambini ed adulti in dife- occasione della firma della legge
sa della 194 ed in favore dei Pacs, i Patti Andreotti annotava sul suo diario: a
civili di solidarietà. Alle spalle un terreno "Seduta a Montecitorio per il voto sul-
politico infuocato, dove il fantasma delle
elezioni pesa sull’obiettività delle scelte.
l’aborto. Passa con 310 a favore e 296
contro. Mi sono posto il problema della
z
MILANO 14 GENNAIO 2006:
controfirma a questa legge (lo ha fatto
anche Leone per la firma) ma se mi rifiu- i
LA SVOLTA
tassi non solo apriremmo una crisi appe-
Così a ventotto anni di distanza dall’ap- na dopo aver cominciato a turare le o
provazione delle legge 194 del 1978, falle, ma oltre a subire la legge sul-
“Norme per la tutela sociale della mater-
nità e sull'interruzione volontaria della
l’aborto la Dc perderebbe anche la pre-
sidenza e sarebbe davvero più grave”.
n
gravidanza”, e a venticinque dai due
referendum del 17 maggio 1981 (il
Un clima, un ambiente politico che ha
segnato per sempre l’approccio all’auto-
a
primo proposto dal Movimento per la derminazione delle donne.
Vita, l’altro dai Radicali), la politica torna “Come si poteva temere l’arretramento l
a mettere in discussione la libertà di della laicità delle istituzioni – afferma
scelta delle donne. Un’inchiesta parla-
mentare sulla corretta applicazione della
Susanna Camusso, Segretario generale
CGIL Lombardia – si trasforma in un
e
194; l’opposizione alla pillola abortiva, la attacco alle donne, alla nostra pelle, alla
Ru 486, che sembra sciogliere il dolore e nostra salute, alla nostra autodetermi-
rendere più facile la decisione di ogni nazione. Cogliamo negli appelli che cor-
donna: un attacco ai valori di un’epoca, rono in rete un disagio che cresce, la
che si trascina dietro il fantasma del paura che tutto resti nel silenzio, condi-
vidiamo, sappiamo che non si può stare sizione della natura, al di là di qualsiasi
4 in silenzio, è una responsabilità anche dettato etico. Ma c’è qualcosa che va al di
nostra”. là della 194. è la volontà di far sentire che
Usciamo dal silenzio: questo il manifesto dopo anni, forse non di silenzi, ma di dor-
per un nuovo femminismo, che metabo- miveglia incosciente, il movimento delle
lizzate le conquiste degli anni Settanta, donne è tornato. È tornato per ribadire
P archiviato il periodo di contrapposizione
sterile con la cultura maschile, le donne
che le donne sono entità pensanti, che
hanno diritti di partecipazione e di coin-
tornano consapevoli del loro ruolo e della volgimento, che non sentono i ricatti
o loro forza. La forza della non violenza, la moralisti delle gerarchie ecclesiastiche.
forza di duecentomila persone che si ritro- Rivendicare la difesa di un diritto conqui-
l vano a pizza del Duomo, a Milano, con stato con passione, per mettere a tacere
slogan e striscioni colorati; la forza di chi gli anni degli aborti clandestini. Un mes-
i ogni giorno si incontra su internet, sul sito
www.usciamodalsilenzio.org, per confron-
saggio sottile, sotterraneo partito dall’ap-
pello lanciato on-line da Assunta Sarlo,
tarsi, per scontrarsi su un tema dove giornalista di Diario, un messaggio che si
t etica, morale, politica collimano per eser- è diffuso sulla rete, che si è fatto movi-
citare un potere sulla libertà di scelta delle mento e che è divenuto manifestazione.
i donne. Decidere di diventare madre è Per chiedere uniti, uomini e donne, che
decidere di mettere in discussione i propri l’Italia sia finalmente un paese laico.
c equilibri, la propria natura, il proprio esse-
re. È una scelta consapevole e non impo- Stella Teodonio
a Daria Bignardi
Ogni donna sa che l’aborto è una scelta difficilissima e
dolorosa. È stupido e anche un po’ offensivo nei confronti
n delle donne che qualcuno dica che pillola abortiva o la pil-
lola del giorno dopo lo rendano “una scelta facile”. È la
decisione la parte più traumatica, non il modo in cui si
a opera. Eppure è proprio questo diritto alla scelta che va
strenuamente difeso. Ogni donna sa che l’aborto è una
z scelta difficilissima e dolorosa.

i Mariangela Melato
Impariamo ad essere belle dentro
o Impariamo a non avere paura

n Impariamo a difenderci e proteggerci l'una con l'altra


Impariamo a diventare sorelle
a
l Ornella Vanoni
e
Trovo orribile che un argomento così doloroso e lacerante
per la donna come l'aborto possa essere discusso con tanta
superficialità per fare battaglia politica. Nel teatrino italiano
questa marionetta non ci sta!
Alla ricerca del posto 5

(auto) perduto
C olpo gobbo all’italiana. Così recita il
titolo di un film del lontano 1962
diretto da Lucio Fulci.
contestare all’amministrazione comuna-
le, quanto, piuttosto, lo strano modo con
cui lo si vuole risolvere.
Lunghissimo sarebbe l’elenco delle scel-
te ‘sui generis’ alle quali richiamarsi e
Già la precedente giunta comunale di
centro-sinistra, quella guidata da Mario
P
per le quali si sono distinti, in questi due Renzi, aveva rilevato la gravita della
anni e mezzo di amministrazione (o dis- situazione ed aveva realizzato un pro- o
amministrazione che dir si voglia), il getto, finanziato con la legge 122 del
nostro caro sindaco Macci ed i suoi 1989, la cosiddetta legge Tognoli. l
assessori. Stavolta, però, vogliamo Un’idea ambiziosa, che prevedeva la
focalizzare la nostra attenzione su una
delle ultime decisioni prese dall’assise
realizzazione di un parcheggio su due
piani, per un totale di altri 175 posti
i
comunale, una di quelle che lasciano un
po’ basiti.
auto. Il progetto, già divenuto esecutivo,
non viene però appaltato dall’ammini- t
Parliamo dell’appalto per i parcheggi strazione Renzi a causa dei lunghi tempi
della stazione ferroviaria di Fossanova, che la burocrazia richiede. i
snodo di grande rilevanza logistica sulla Sarebbe spettato, quindi, all’ammini-
tratta Roma - Napoli. Palesemente insuf-
ficienti ormai da molto tempo, i par-
strazione Macci l’appalto dei lavori,
finanziati con circa 1 milione e 200 mila
c
cheggi erano e restano il problema mag-
giore per chi voglia usufruire della sta-
euro. E in un primo momento sembra
questa l’intenzione del sindaco: seguire
a
zione ferroviaria privernate. Dato il la strada tracciata dal suo predecessore.
grande flusso di viaggiatori (ricordiamo Tant’è che, con una delibera dell’agosto
che secondo alcune stime la stazione di 2004, viene approvato il bando per la
Priverno Fossanova ha un bacino di
utenza di circa 60.000 persone, racco-
gara d’appalto. Insomma, l’iter burocra-
tico procede regolarmente e tutto sem-
l
gliendo i viaggiatori, oltre che di
Priverno, anche di Sonnino, Roccasecca
bra portare verso una celere soluzione
del caso. Ma così non è. Ad una settima-
o
dei Volsci, Pontinia, San Felice Circeo e na dall’approvazione del bando, la situa-
Sabaudia), i posti auto disponibili fini- zione sul tavolo si trasforma. c
scono presto (già alle 7 di mattina L’amministrazione di centro - destra,
diventa una vera impresa riuscire a tro-
vare un posteggio nelle vicinanze della
infatti, cambia repentinamente idea e
ritira il bando di gara. Dopo appena una
a
stazione) e chi arriva dopo è costretto
ad arrangiarsi come può. Così i poveri
settimana, per Macci & Co. tutto muta, e
quello che prima era un progetto realiz-
l
pendolari sono costretti, a volte, a par- zabile e con una congrua copertura
cheggiare le proprie automobili anche a finanziaria, non può essere più messo in e
parecchie centinaia di metri, andando a atto e bisogna ripensare il tutto.
sistemarsi o ai lati della strada di acces- Quali le possibili motivazioni? Sforzando
so alla stazione o ai margini di Via l’ingegno se ne possono individuare
Starturo (la traversa precedente prove- due: o un errore di valutazione sui reali
nendo da Priverno). costi di realizzazione del progetto, oppu-
È un problema di strettissima urgenza, re valutazioni di convenienza sulle quali
quindi, quello dei parcheggi per la sta- non si possono fare supposizioni.
zione di Fossanova e non è di certo l’im- Quella addotta dal sindaco Macci, inve-
mobilismo, a tal riguardo, che si vuole ce, è di quelle più logiche: il finanzia-
mento non copre il progetto attuale e anno. Questo a meno di ribassi in fase
6 siamo costretti a ripensare il tutto. Così d’asta.
si decide di non procedere più con la Insomma, un vero e proprio salasso per
gara di appalto semplice, ma si passa tutti quei lavoratori e studenti che ogni
all’assegnazione in concessione del pro- giorno si recano a Roma oppure nel sud
getto. Decisione, questa, presa nel con- della provincia utilizzando il treno.
siglio comunale del 19 dicembre e Facendo due rapidi conti, un operaio che
molto contestata dall’opposizione di si reca a lavorare a Roma, con uno sti-
centro-sinistra. pendio medio di circa
Ma, se vogliamo, 1000 - 1200 euro,
P anche qui la decisione deve così spendere
degli amministratori quasi 200 euro tra
o lepini può apparire
logica e, anche se
abbonamento
treno e abbonamento
del

l non totalmente inap-


puntabile per le
per il parcheggio.
Sottraendo a quel
modalità con le quali poco che rimane i
i ci si è arrivati, si soldi per le bollette,
potrebbe anche per i consumi primari
t accettare. Quello che
invece appare inac-
ed eventualmente
anche quelli per l’af-
Un’immagine della stazione di Fossanova
i cettabile è la sostan- fitto si capisce che
za del nuovo progetto. Le spese che non arrivare alla fine del mese diventa un
verranno coperte con il finanziamento impresa biblica o quasi.
c previsto, saranno totalmente a carico La scelta dei nostri cari amministratori,
della società assegnataria, che ‘riceverà insomma, si è dimostrata, come molto
a in cambio’ la gestione del parcheggio spesso accade, davvero poco convenien-
per i prossimi trenta anni. Attraverso la te per noi poveri cittadini. Bisognerebbe
gestione, l’azienda appaltatrice dovrà prevedere altre forme di finanziamento
riuscire, in un modo o nell’altro, a ripa- per la messa in opera del progetto e per
garsi delle spese per la realizzazione e la gestione del parcheggio, in modo da
l per la gestione che si troverà ad affron- non far ricadere l’intero costo, o quasi,
tare. Insomma, per dirla in breve, il par- sulle tasche degli utenti. Ma, almeno per
o cheggio sarà a pagamento. il momento, su questo fronte non si
I prezzi, decisi nel nuovo bando di gara, muove una foglia.
c sono tutt’altro che popolari: 7 euro per
un giorno, 96 per un mese e 980 per un Luigi Teodonio
a LA SITUAZIONE NEGLI ALTRI COMUNI
l Sono nove le altre stazioni appartenenti alla nostra provincia che si trovano sulla
tratta ferroviaria Roma - Napoli. partendo da sud: Minturno-Scauri, Formia, Itri,
e Fondi - Sperlonga, Monte San Biagio, Sezze, Latina, Cisterna e Campoleone.
Prendiamo ad esempio tre di queste stazioni: Sezze, Latina e Formia.
Per quanto riguarda Sezze, ci troviamo molto probabilmente alla miglior situazione
della provincia, per quanto riguarda i parcheggi. Sono ben due le aree in cui è pos-
sibile posteggiare l’auto ed ambedue gratuite.
A Latina la situazione è un po’ più caotica, ed i posti auto sono merce rara, ma in
compenso nel capoluogo si parcheggia gratuitamente.
A Formia, invece, il parcheggio è a pagamento, ma, a differenza di Priverno, è pre-
vista una convenzione tra gli abbonati a Trenitalia e la società che gestisce il par-
cheggio, con gli utenti che se la ‘cavano’ con circa 200 euro annue.
Non capiscono, o fanno 7

finta di non capire N


o
È ’ sceso in campo persino Cusani a
difendere il suo sindaco Macci (ma
sostanzialmente se stesso) dalla nostra
si un qualche interesse (anche perché
l’opposizione si fa sentire) ma tutto
costruito su impegni finanziari futuri e
t
accusa di non tener in alcun conto il ter-
ritorio di Priverno riguardo le politiche di
assolutamente incerti.
Così ad esempio i marciapiede di
i
“spesa” dell’amministrazione provincia-
le.
Madonna delle Grazie e di Fossanova o
la rotonda di Osteria si faranno, forse,
z
È una difesa che in realtà non funziona
perché semplicemente parte da una pre-
con mutui da contrarre nei prossimi
anni. Mentre i soldi contanti, da utilizza-
i
messa sbagliata: non si tratta di ribatte-
re all’accusa che questo territorio non
re subito, vengono destinati altrove.
L’ultimo esempio di quest’atteggiamento
e
riceva nulla dalla Provincia; sappiamo sta in un colpo di mano che la maggio-
ranza di centro - destra ha effettuato il

“Cusani scende in
27 dicembre scorso, in piena pausa
festiva.
d
campo per difendere Senza che la minoranza fosse in alcun
modo coinvolta, si sono distribuiti centi-
a
il suo sindaco Macci, naia di migliaia di euro per iniziative
l
sulla cultura e per interventi sulle chie-
ma il nostro territorio
è ormai dimenticato”
se dei Centri Storici.
Priverno non è nemmeno menzionata
l
(ma il Comune, almeno per le chiese,
aveva avanzato qualche richiesta?). a
bene che ci sono leggi regionali per le Tra qualche settimana inizierà il dibatti-
quali La Pisana passa all’amministrazio- to sul Bilancio 2006: verificheremo pun-
ne provinciale risorse che questa gira tualmente l’interesse della Giunta
poi in modo più o meno equo ai comuni Cusani per Priverno, e poi informeremo i p
(Diritto allo studio, Musei, Biblioteche, cittadini.
ecc). O anche politiche autonome decise SVINCOLO FORNACE E 156 :
r
dall’Amministrazione di via Costa come
quella di aiutare i piccoli comuni cosic-
MACCI SCOPRE LA REGIONE
o
ché “automaticamente” tutte le ammi- Non riesce ad ottenere nulla dai suoi
nistrazioni che ricadono in una fascia amici della provincia, ma da un po’ di v
demografica hanno diritto ad un certo tempo il sindaco Macci ha imparato ad
contributo. alzare la voce con la regione. Con i
Il problema che noi poniamo si riferisce Storace stava zitto e buono quando que-
alle “scelte” che la giunta Cusani fa sti veniva ad inaugurare la Frosinone- n
rispetto alla destinazione di risorse a Mare facendo finta di non vedere lo
volte anche ingenti (è il caso della deci- scandalo dello svincolo di Fornace; addi- c
na di milioni di euro in occasione dell’as- rittura accucciato con Fazzone quando
sestamento di Bilancio di qualche mese l’ex padroncino della Regione veniva a i
fa) e che puntualmente privilegiano ter- sbandierare finanziamenti inesistenti
ritori nei quali evidentemente il Centro per la 156. a
Destra ritiene di aver maggiori interessi Ora, improvvisamente, si è accorto che
elettorali: di certo non Priverno. per intervenire sull’uscita della super-
Al cui territorio viene in realtà riservato strada, sui due ponti e sull’imbocco della
Marittima a Fornace ci vogliono milioni siasi servizio di raccolta di rifiuti ingom-
8 di euro (come noi andiamo dicendo da branti (elettrodomestici ed altro) insie-
due anni), e non la mancia elettorale del me a comportamenti poco civili di molti,
suo amico Cirilli; e che, se grazie all’im- sta provocando nel territorio la diffusio-
N pegno nostro e della Margherita ci sono ne di decine e decine di microdiscariche
finalmente le risorse vere per impedire per risanare le quali saranno necessarie
o la chiusura della vecchia Marittima e risorse umane e materiali immense; e
inguaiare decine di commercianti, resta- che nonostante sia da tutti ammesso
t no aperte altre questioni (una soprat- che una delle strade da percorrere per
tutto: dove porta quella strada che ad affrontare il tema dei rifiuti sia lo svilup-
i oggi finisce in aperta campagna?). E po della raccolta differenziata, noi siamo
allora un giorno sì e l’altro pure chiama ancora al palo.
z in causa il presidente Marrazzo, dimen-
ticando che per la nuova 156, ad esem-
i pio, all’ex presidente Storace e al sinda-
co Zaccheo non sono bastati cinque anni
e

d il“Dopo anni di silenzi


sindaco scopre che
a esiste la regione,
l ed inizia a lamentarsi”
l
a grammare
per definirne almeno il tracciato e pro-
il contestuale inizio dei lavori
Problema ingombrati: basterano i volontari per
risolverlo?
del 3° Lotto, per evitare il paradosso di
una strada che non porta da nessuna DISSESTO IDROGEOLOGICO: CHE
p parte. FA IL COMUNE?

r RIFIUTI: CHE FARE?


A Cesare quel che è di Cesare; in occa-
sione delle precipitazioni torrenziali delle
scorse settimane gli uomini e i mezzi
o Cancellare Gea può anche essere relati-
vamente facile (del resto dove passa dell’Amministrazione Provinciale (insie-
me alla Protezione Civile) hanno fatto
v Macci non cresce più l’erba), un po’ più
difficile sembra essere la costruzione di tanto e bene, evitando guai peggiori
(vedi Madonna delle Grazie). Ma non
i qualcosa che garantisca un servizio più
efficace ed efficiente insieme alla garan- basta intervenire “dopo”. È necessario
prevenire, con un piano serio di riasset-
n zia per l’occupazione di chi a Gea ha
lavorato per più di un decennio. to di tutte le aree che in questi anni
hanno subito gravi danni e che ora rap-
c Indei attesa di conoscere gli orientamenti
nostri giovani e spensierati ammini- presentano un pericolo per i cittadini.
L’amministrazione comunale ha tanto
i stratori (ormai stanno perdendo la
pazienza anche i loro amici del compren- sbandierato un finanziamento statale
per opere di risanamento ambientale
a sorio) ci limitiamo a prendere atto che
questo paese non è mai stato così spor- proprio in quelle aree: cosa aspetta a
co e privo di cura come in questo spenderli?
momento, che l’assenza totale di qual-
Federico D’Arcangeli
Vasilij Kandinsky e le 9

armonie musicali dell’arte


P rovate
a pro-
nunciare
no concluso, questa rubrica non parla di
gastronomia, anche se viviamo in un
periodo in cui la moltitudine di aree e
insieme a soggetti che passano sotto la denomina-
me la zione di “arte” è talmente vasta da far
p a r o l a sembrare difficile che qualsiasi attività
“A r t e ”. umana, tranne un paio che rientrano tra
Non pre- i bisogni fisiologici, non vi appartenga, o
occupate- che almeno non abbia una “versione
vi, non vi artistica”. Stiamo però complicando le
sta guar- cose più di quanto esse lo siano già.
d a n d o Siamo qui per presentare solamente
nessuno in autori, opere, correnti e confortante
q u e s t o umanità, inoltre ci sono delle regole; per
momento. cui oggi parleremo di Kandinsky (giu-
Se pure vi stamente lamentoso per lo spazio ruba-
Vasilij Vasil'evic Kandinskij
guardano, to finora da questa per voi terribile pre- A
penseranno che anche voi avete un fazione). Mi sembra doveroso inaugura-
amico immaginario. Ecco, se il vostro
coraggio ha prevalso, allora ditemi: cosa
re con un autore cronologicamente vici-
no a noi, sensibile e sinestetico per via
r
suscita in voi questo termine? Ad alcuni di certe relazioni con la musica, tramite
fa venire in mente, non so, muse ispira- i suoi dipinti che per l’ignoranza possono t
trici, grandi accademie, am-bienti colti ed sembrare solamente “scarabocchi”, ma
aulici, corti dove il mecenatismo e che in realtà non lo sono. Vediamo per- e
l’amore per il classico regna sovrano. Ad ché:
altri invece, magari, suscita solo un rapi- Vasilij Kandinskij (firma Kandinsky)
do formicolio al piede sinistro. nasce a Mosca il 4 Dicembre 1866.
Se siete tra questi ultimi, vi consiglio Pittore, la sua era una famiglia bene-
caldamente di farvi visitare da un neuro- stante. Molti critici sono d'accordo nel-
logo, mentre se appartenete alla prima l'affermare che i viaggi che fece con i
categoria, allora è già un passo avanti: il genitori in Italia furono decisivi per la
titanico obiettivo che questa rubrica si sua straordinaria attitudine cromatica. A
pone di raggiungere nell’arco del tempo, me, visto che aveva appena tre anni
sarà disfare questa obsoleta visione del- allora, piace pensare che era un bambi-
l’arte che da tanti fronti viene invece no normalissimo. Subì in infanzia delle
osannata. Chiariamo i ruoli, non siamo separazioni, dalla madre prima di tutto e
alla ricerca di verità metafisiche; né dalla sua città natale, cui tornerà per le
tanto meno vogliamo arrivare alla lezioni di musica e per gli studi liceali di
suprema quanto presuntuosa definizio- diritto, ai quali sarà pienamente dedito.
ne di questa ineffabile attitudine creati- Difatti, fino a circa i trenta anni, della
va; tuttavia possiamo ben dire cosa l’ar- sua attività artistica ci pervengono sola-
te non è, e potete star sicuri che affer- mente qualche disegno di Mosca e pochi
mando che spesso non si trova nei dipinti, che, certo, documentano la sua
musei o nelle accademie, o meglio, non talentuosa inclinazione, ma che non
solo in quelle, non erriamo molto. lasciano presagire affatto che questa,
Come alcuni tra i più acuti di voi avran- finora relegata al tempo libero, avrebbe
così radicalmente sovvertito la vita del sia tecnico (sappiamo che studiò pittura
10 giovane fino a fargli abbandonare una più volte e in più scuole, tra le quali
carriera politica brillantemente avviata, ricordiamo quella di Franz Von Stuck,
come invece fu. ove entrò non senza fatica e conobbe
Il primo presagio di cambiamento infat- Paul Klee, altra grande figura di spicco
ti, si verificò quando Kandinsky era già da cui e con cui si influenzò) sia intellet-
laureato e sposato con la cugina Anja: la tuale, in quanto Kandinsky sarà tra l'al-
mostra degli impressionisti francesi a tro grande teorico dell'arte, soprattutto
Mosca nel 1896, che lo affascinò e negli anni di insegnamento nella scuola
turbò, portandolo, dall'osservazione del- Bauhaus di Weimar, in cui, ormai con
l'opera “i Covoni” di Claude Monet, a una conoscenza abbastanza chiara, ela-
gravidare e sviluppare quella che diven- borò vari metodi didattici di insegna-
terà nel tempo la sua vocazione per mento e scrisse diverse opere. Al centro
un'arte atipica, paradossalmente, nono- della sua elaborazione teorica la codifi-
stante la sinergia con la musica, in quel cazione degli elementi visivi secondo
tempo dissonante. La formazione di una precisa grammatica (Punto, linea,
Kandinsky si avrà infatti dallo sviluppo superficie) e una visione dell'arte (Dello
graduale delle sue influenze, tanto di spirituale nell'arte) in cui l'oggetto non
Wagner quanto degli impressionisti fosse il vero scopo della tela, che scopri-
(visiterà spesso Parigi, fino a stabilirvisi) va invece la sua dimensione nelle sensa-
e da un abbandono crescente verso zioni, nelle forme e nell'atto del confron-
quella che considera la “mimesi” dell'ar- to, del legame che con essa si instaura-

A te, intesa come imitazione della realtà


alla quale mai aderirà. Arriverà a questa
va, senza filtri o deviazioni metaforiche
e contenutistiche. Si ricorda a tal propo-
concezione solo dopo un lungo percorso sito un aneddoto, secondo il quale il pit-
r tore entrando nel suo studio fu
colpito dalla meravigliosità di un
t dipinto e delle sensazioni che gli
trasmetteva. Scoprì poco dopo
e che si trattava di una sua tela
che era stata riposta al contrario
sul cavalletto, ma questo gesto
aveva talmente rotto i legami
con la codificazione oggettuale,
che l'artista ne trasse profondo
insegnamento. Ecco quindi, che
l'arte si rivela nella sua totalità,
acquisendo le sfumature e le
armonie musicali negli accordi
cromatici e dando vita ad un
meccanismo di per sé poco codi-
ficabile, che ci lascia spettatori.
Ciò viaggia parallelamente alla
vita di Kandinsky, che intanto ha
rifuggito due guerre mondiali,
viaggiando tra Monaco di
Baviera, Mosca e infine Parigi,
ricoperto con dedizione cariche
culturali lasciando dopo la sua
morte nel 1944 una profonda
eredità all'arte contemporanea.
Vasilij Kandinsky
“Su bianco II” 1923, Olio su tela, 105x98 cm Livio Fania
11
Lo scandalo del contraddirmi C
sta, “Stroligut”, con amici letterati friula-
i
LA VITA ni con cui ha creato l'Accademiuta de
n
S crivere di Pasolini. Pensare a
Pasolini. Riflettere su Pasolini. Un
fiume di acqua limpida e torbida. Una
lenga furlana. Il dialetto rappresenta
una sorta di opposizione al potere fasci-
sta: "Il fascismo non tollerava i dialetti, e
giornata d’aria cristallina e offuscata. Il segni / dell'irrazionale unità di questo
sapore malinconico negli sguardi distrat-
ti e bistrattati dei suoi ragazzi di vita…E’
paese dove sono nato / inammissibili e
spudorate realtà nel cuore dei nazionali-
m
già tutto qui e risulta assai complicato
esprimerne il senso attraverso le parole.
sti". L’uso del dialetto rappresenta anche
un tentativo di privare la Chiesa del-
a
Non è soltanto lo scrittore di cui poter l'egemonia culturale sulle masse sotto-
parlare; non è soltanto la poesia da sviluppate. Mentre la sinistra
dover parafrasare; non è soltanto il film predilige l’uso della lingua
su cui potersi abbandonare. Lo rivedo italiana, il dialetto è una e
piccolino nascere a Bologna il 5 marzo prerogativa clericale e
del 1922 (primogenito di una maestra Pasolini tenta di portare
elementare friulana e di un tenente anche a sinistra un
di fanteria) e trascinato subito in
giro per varie città del nord Italia:
approfondimento in
senso dialettale della
l
“Hanno fatto di me un
nomade. Pas-savo da
cultura. Gli anni della
seconda guerra mon-
e
un accampamento diale vedono Pasolini
all’altro, non avevo un piangere la morte del t
focolare stabile”. Visti fratello Guido, il quale
i numerosi sposta- aveva intrapreso la lotta t
menti, l'unico punto partigiana, aggregandosi
di riferimento della
famiglia Pasolini
alla divisione Osoppo. Nel
febbraio del 1945 il parti-
t
rimane Casarsa. Pier
Paolo vive con la
giano Guido viene ucciso
dai partigiani della brigate
e
madre un rapporto di garibaldine, insieme al
simbiosi. “Mia madre comando della divisione r
era come Socrate per Osoppo. “Egli morì in un modo
me. Aveva e ha una che non mi regge il cuore di rac- a
visione del mondo cer- contare: avrebbe potuto anche
tamente idealistica e idea-
lizzata. Lei crede veramente nell'eroi-
salvarsi, quel giorno: è morto per
correre in aiuto del suo coman-
t
smo, nella carità, nella pietà, nella
generosità. Io ho assorbito tutto questo
dante e dei suoi compagni. Che la
sua morte sia avvenuta così (…) mi con-
u
in maniera quasi patologica”. Pur fra gli
innumerevoli trasferimenti il rendimento
ferma soltanto nella convinzione che
nulla è semplice, nulla avviene senza
r
scolastico di Pasolini è buono: conclude complicazioni e sofferenze”. Nel 1945
gli studi liceali a 17 anni e si iscrive Pasolini si laurea e si stabilisce in Friuli. a
all’Università di Bologna, facoltà di Qui trova lavoro come insegnante in una
Lettere. Appartiene a questo periodo la scuola media di Valvassone, in provincia
partecipazione alla redazione di una rivi- di Udine. In questi anni comincia la sua
militanza politica. Nel 1947 dà la propria trovai un posto di insegnante in una
1 2 adesione al Pci, iniziando una collabora- scuola privata di Ciampino, a venticin-
zione al settimanale del partito "Lotta e que mila lire al mese”. È il periodo in cui
lavoro". L'adesione al Pci rappresenta tenta la strada del cinema, ottenendo la
C per il giovane poeta un atto di profondo parte di generico a Cinecittà; fa il corret-
coraggio: intendeva con ciò sacrificare il tore di bozze e vende i suoi libri nelle
i profondo dolore inferto a sé e alla pro-
pria famiglia a un ideale sociale da con-
bancarelle rionali. Sono gli anni in cui
Pasolini trasferisce la mitizzazione delle
n dividere in pieno con quello stesso Pc
friulano che aveva ispirato politicamente
campagne friulane nella cornice disordi-
nata della borgate romane, viste come
e gli assassini del fratello. Il 15 ottobre
1949 Pasolini viene segnalato ai
centro della storia, da cui prende spun-
to un doloroso processo di crescita:
Carabinieri di Cordovado per corruzione nasce il mito del sottoproletariato roma-
m di minorenne ed è l'inizio di una delicata no. Nel 1954 Pasolini abbandona l'inse-
e umiliante trafila giudiziaria che cam- gnamento e pubblica il suo primo impor-
a bierà per sempre la vita del poeta: tante volume di poesie dialettali: La
Pasolini viene accusato di essersi appar- meglio gioventù. Nel 1955 pubblica con
tato il 30 settembre 1949 nella frazione Garzanti il romanzo Ragazzi di vita, che
di Ramuscello con due o tre ragazzi. La ha un vasto successo, sia di critica che
e denuncia viene ripresa sia dalla destra
che dalla sinistra e prima ancora che si
di lettori. Il giudizio della cultura ufficia-
le del Pci è in gran parte negativo. Il
svolga il processo, il 26 ottobre 1949, libro viene definito intriso di "gusto mor-
Pasolini viene espulso dal Pci e perde il boso, dello sporco, dell'abietto, dello
posto di insegnante. Decide così di fug- scomposto, del torbido". La Presidenza
l gire da Casarsa, dal suo Friuli spesso del Consiglio (nella persona dell'allora
mitizzato; insieme alla madre si trasferi- ministro degli Interni, Tambroni) pro-
e sce a Roma: è l'inizio di una nuova vita.
I primi anni romani sono difficilissimi,
muove un'azione giudiziaria contro
Pasolini e Livio Garzanti. Il processo si
t proiettato in una realtà del tutto inedita
quale quella delle borgate romane. Sono
conclude con l'assoluzione perché "il
fatto non costituisce reato". Il libro, per
t tempi d'insicurezza, di povertà, di solitu-
dine. “Nei primi mesi del ’50 ero a Roma
un anno tolto dalle librerie, viene disse-
questrato. Pasolini diventa uno dei ber-
con mia madre (…), avevo cominciato a sagli preferiti dai giornali di cronaca nera
t scrivere le prime pagine di Ragazzi di e viene accusato di reati al limite del
vita. Ero disoccupato, ridotto in condi- grottesco: favoreggiamento per rissa e
e zioni di vera disperazione: avrei potuto furto; rapina a mano armata ai danni di
anche morirne. Poi con l'aiuto del poeta un bar limitrofo a un distributore di ben-
r in dialetto abruzzese Vittorio Clemente zina a San Felice.
di sangue anche le braccia, le mani. Le
a a mattinaLAdelMORTE dita della mano sinistra fratturate e

Llitorale
t incolto
2 novembre 1975, sul
romano di Ostia, in un campo
in via dell'idroscalo, una donna,
tagliate. La mascella sinistra fratturata. Il
naso appiattito deviato verso destra. Le
orecchie tagliate a metà, e quella sinistra
u vere di un uomo. È Ninetto Davoli a rico-
Maria Teresa Lollobrigida, scopre il cada- divelta, strappata via. Ferite sulle spalle,
sul torace, sui lombi, con il segni dei

r noscere il corpo di Pier Paolo Pasolini.


Giace disteso bocconi, un braccio sangui-
pneumatici della sua macchina sotto cui
era stato schiacciato. Un'orribile lacera-
nante scostato e l'altro nascosto dal zione tra il collo e la nuca. Dieci costole
a corpo. I capelli impastati di sangue gli fratturate, fratturato lo sterno. Il fegato
ricadono sulla fronte, escoriata e lacera- lacerato in due punti. Il cuore scoppiato.
ta. La faccia deformata dal gonfiore è Nella notte i carabinieri fermano un gio-
nera di lividi, di ferite. Nere, livide e rosse vane, Giuseppe Pelosi, detto "Pino la
rana" alla guida di una Giulietta 2000 che ossia sceglie i suoi momenti veramente
risulterà di proprietà di Pasolini. Il ragaz- significativi e li mette in successione, 13
zo confessa l'omicidio. Racconta di aver facendo del nostro presente, infinito,
incontrato Pasolini presso la Stazione instabile e incerto, e dunque linguistica-
Termini e, dopo una cena in un ristoran- mente non descrivibile, un passato chia- C
te, di aver raggiunto il luogo del ritrova- ro, stabile, certo, e dunque linguistica-
mento del cadavere; lì, secondo la ver-
sione di Pelosi, Pasolini avrebbe tentato
mente ben descrivibile (nell'ambito di
una semiologia generale). Solo grazie
i
un approccio sessuale e, vistosi respinto,
avrebbe reagito violentemente; questo
alla morte, la nostra vita ci serve
ad esprimerci”. Nel 2005, a trent'anni dal
n
avrebbe scatenato la reazione del ragaz-
zo. Il processo che segue porta alla luce
barbaro omicidio, Pino Pelosi si è presen-
tato alla trasmissione televisiva "Ombre
e
retroscena inquietanti. Si ipotizza da sul giallo" di Franca Leosini e, in presen-
diverse parti il concorso di altri nell'omici- za dei due esterrefatti avvocati di parte m
dio. Non vi sarà mai chiarezza su questo civile al processo del 1975-76, Guido
punto. Pino Pelosi viene condannato, Calvi e Nino Marazzita, ha dichiarato che a
unico l'autore
colpevo- del delit-
le, per t o
la morte
d i
Pasolini
non fu
e
Pasolini. lui, ma
Il poeta a l t r e
d e l l a persone
“dispe- “ c o n l
r a t a l’accento
vitalità”
è sepol-
del sud”
di cui
e
L’agghiacciante immagine di Pasolini, riverso a terra all’idroscalo di Ostia
to nel
piccolo cimitero di Casarsa, nel suo mai
tuttavia
non conosce l'identità. Anzi, ha aggiunto
t
dimenticato Friuli. Nella tomba, indossa
la maglia della "Nazionale Italiana
che li vide per la prima volta quel 2 novem-
bre 1975. Lo minacciarono di fare del male
t
Spettacolo", la squadra calcistica che alla sua famiglia se avesse parlato. E lui si
ancora oggi ha tra i suoi giocatori Ninetto adeguò. Dopo una prima riapertura del t
Davoli e di cui fu uno dei fondatori. "E' fascicolo giudiziario i magistrati di Roma
dunque assolutamente necessario mori- hanno, almeno per il momento, concluso e
re, perché finché siamo vivi manchiamo che non sembrano esserci elementi per la
di senso, e il linguaggio della nostra vita
è intraducibile: un caos di possibilità, una
riapertura delle indagini sul delitto. Tutto è
demandato all'ulteriore istanza avanzata
r
ricerca di relazioni e di significati senza
soluzione di continuità. La morte compie
dal Comune di Roma, che si è costituito
parte offesa e intende presentare nuovi
a
un fulmineo montaggio della nostra vita: elementi probatori.
di edifici fatiscenti. Non si riesce a non
t
ROMANZI & POESIA rimanere coinvolti e a non provare un
u
R agazzi di vita, romanzo del 1955, in
cui a fine lettura rimane una sensa-
zione di malessere e tristezza: adole-
senso di colpa davanti a tanta dispera-
zione: nel 2006 non possiamo pensare
che quella raccontata da Pasolini sia una r
scenti della periferia di Roma e le loro realtà riscontrabile solo negli anni in cui
giornate trascorse alla ricerca di soldi e scriveva giacchè lo sfratto è un proble- a
passatempi, sottoproletari con alle spal- ma attualissimo. E l’indifferenza, anzi
le famiglie sfrattate, ammucchiate insie- l’assenza dello Stato che dovrebbe aiu-
me ad altre famiglie in stanze e corridoi tare, allora come adesso, è più attuale
che mai, a parte quando “tutela l’ordi- Settanta venivano espresse da questo
1 4 ne”. scrittore, quasi a precorrere situazioni e
L’ultima fatica narrativa di Pasolini si avvenimenti dei giorni nostri. In Petrolio
chiama Petrolio. Libro dalla copertina vi è perfino (p. 546) un appunto che con-
C completamente bianca, colore della tiene un accenno inquietante: «La bomba
purezza e della castità, della verginità e viene messa alla stazione di Bologna. La
i dell’innocenza, colore del divino e del- strage viene descritta come una
l’assenza di colore; soltanto il titolo è in 'Visione'». La strage alla stazione di
n rosso, colore archetipico. Quando, nel Bologna è del 2 agosto 1980 e, in questo
1992, Einaudi scelse il “tutto bianco” per suo ultimo romanzo incompiuto, pare che
e la copertina di Petrolio, la scelta fu la la "visione" l'abbia avuta proprio Pasolini!
migliore: il libro è un canovaccio, è un Per quanto riguarda la poesia voglio
manoscritto ricordare la
m incompiuto,
è una scatola Le Opere raccolta
ceneri
Le
di
a che contiene
La Narraticva Gramsci e
materiali l’omonima
impuri, è il Il sogno di una cosa (1950); Ragazzi di vita (1955); Una poesia: vi è
bianco dei vita violenta (1959); Amado mio - Atti impuri (1962, all’inizio il
e f a n t a s m i , postumo, 1982); Alì dagli occhi azzurri (1965); Teorema contrasto tra
delle appari- (1968); Petrolio (postumo 1975); Storie della città di Dio il laico cimi-
zioni, della (postumo 1995); La divina mimesis (postumo 1995); Un tero in cui è
morte, della paese di temporali e di primule (postumo 2001). s e p o l t o
paura e del- G r a m s c i
l l’inquietudi- La Poesia (cimitero
ne. Così La meglio gioventù (1954); Le ceneri di Gramsci (1957); degli Inglesi
e d i c e v a L'usignolo della chiesa cattolica (1958); La religione del mio a Roma) e il
P a s o l i n i tempo (1961); Poesia in forma di rosa (1964); Trasumanar lontano bat-
t all’inizio del e organizzar (1971); La nuova gioventù (1975).
1975 : ” Sto
tere delle
incudini dal
t lavorando Il Cinema quartiere
(…) ad un popolare di
Accattone (1961); Mamma Roma (1962); La ricotta (1963)
l u n g o Testaccio, non
t romanzo, di
La rabbia (1963); Comizi d'amore (1963-64); Il Vangelo
secondo Matteo (1963-64); Uccellacci e uccellini (1965); La
lontano da lì,
almeno due- ma già un
e mila pagine.
terra vista dalla luna (1966); Edipo re (1967); Che cosa
sono le nuvole? (1967); Teorema (1968); La sequenza del
altro mondo,
S'intitolerà un'altra vita.
fiore di carta (1968); Porcile (1968-69); Appunti per
r Petrolio. ". In
questo suo
un'Orestiade africana (1968-69); Medea (1969-70); Il
Il Gramsci di
quel cimitero
Decameron (1970-71); Le mura di Sana'a (1970-71); I rac-
a u l t i m o
romanzo,
conti di Canterbury (1971-72); Il fiore delle Mille e una notte
non è quello
della prigio-
(1973-74); Salò o le centoventi giornate di Sodoma (1975).
Pasolini ritor- nia, della
t na su alcuni dei temi che egli preferisce: lotta, "non padre, ma umile fratello",
la "mutazione antropologica" a causa quindi indifeso e solitario. È riscontrabile
u della quale ormai tutta una popolazione in questa idealizzazione di Gramsci la
si è trasformata in neo-borghesia, la figura del fratello partigiano assassinato:
r sparizione del "popolo puro", portatore anch'egli giovane e indifeso. Ma il centro
di grandi valori, l'identificazione dei del poemetto si sposta sulla figura del
a democristiani con i fascisti. Una rifles- poeta, attraverso il verso famoso “Lo
sione che si trova leggendo Petrolio, è la scandalo del contraddirmi, dell'essere /
validità e l'attualità di certe analisi e di con te e contro di te; con te nel cuore, /
certe previsioni che già negli anni in luce, contro te nelle buie viscere”.
indebolendo la qualità delle inquadratu-
IL CINEMA re, oppure storie narrate in modo diret- 15
P asolini oltre ad imporre uno stile
personale nel mondo della poesia,
della saggistica e della narrativa, rac-
to, senza intrecci o situazioni complica-
te, si nasconde un grande regista.
Il ruolo di Pasolini è fondamentale: è lui C
conta le sue storie pittoresche e colora- che inventa un giusto piano da seguire e
te, dando una rappresentazione, come
affermò Gadda, “lucida e spietata delle
segna il montaggio discorsivo della sto-
ria. Un film che abbia effetti speciali, che
i
persone e degli atti o degli ambienti”,
anche in film come “Mamma Roma”,
sia ben orchestrato e con bravi attori è
facile che diventi un capolavoro, ma
n
“Accattone” ed “Uccellini e uccellacci”.
Pasolini vive il cinema in modo rivoluzio-
Pasolini è riuscito a creare film capolavo-
ro da materiale quotidiano, quasi ele-
e
nario e profondo, poiché il suo pensiero mentari o dilettantistico, film che ormai
non si realizza nei film, ma è anteriore sono conosciuti da tutti. Come mai? la m
ad essi; la realtà non è risposta non va ricercata
uno schema mentale ma nella trama, nella curiosi- a
è una lingua, che può tà o nel saper cosa ne
essere visiva o orale, pri- pensa un intellettuale,
mitiva, una dimensione in quale Pasolini è, di un tale
cui i personaggi interagi-
scono. Una “nuova” lin-
argomento ma va ricerca-
ta, come nelle sue opere
e
gua che, secondo narrative, nella sua scelta
Pasolini, entrerà nella di esser diverso, e nella
scrittura insieme ad altre scelta di non narrare sto-
forme d'arte come la pit- rie “da film”; esso raccon- l
tura, il ballo, o più sempli- ta storie quotidiane,
cemente la poesia e la
saggistica.
molto più vicine al popolo
e/o parlanti del popolo stesso, narra
e
La differenza? Quest’ultime forme sono
evocative ed ognuno può interpretarle
vicende di persone “normali” che non
hanno alternative vie d’uscita. E’ questo
t
come vuole, seguendo le sue inclinazio-
ni o i suoi ideali, al contrario della lingua
quello che fa di pasolini un condottiero
che sbatte in faccia la verità e descrive i
t
visiva pasoliniana, dalla quale emerge ragazzi e la loro situazione in cui allora
una interpretazione tautologica, dove le vivevano. t
cose sono come sono, senza il bisogno Pasolini amava distinguere i suoi film in
dell’inserimento da parte del fruitore di quattro “fasi” o cicli: e
interpretazioni che potrebbero diversifi- - Un ciclo realistico e ideologico che
care il vero significato delle cose o degli
atti raccontati.
va dal 1961 al 1966. Nei primi tre anni
crea film come, “Accattone” (1961),
r
Quindi seguendo il pensiero di Pasolini
un povero, ad esempio, per la lingua
“Mamma Roma” (1962), “ La Ricotta”
(1963) in cui viene descritta l’amata, e
a
scritta può esser un uomo che soffre o nello stesso tempo odiata, realtà delle
un nulla tenente, frutto di una qualsiasi borgate romane, dove il modello ispira- t
ragione che può andare dalla sfortuna al tore è tratto dai romanzi scritti in prece-
pre-intenzionamento; nella lingua visiva denza. Nei successivi due anni dirige, u
o orale, invece, un povero non è nien- invece, due film: “Il vangelo secondo
t’altro che un povero.
Dietro questo modo di pensare e di
Matteo” in cui prevale un messaggio cri-
stiano: la religione è un valore primoge-
r
agire, che può sembrare minimalista,
troppo semplice, un mondo che presup-
nito, e non ha nulla a che vedere con le
volgarità del mondo attuale; e
a
pone doppiatori non professionisti o una “Uccellacci e uccellini” (1965), in cui
macchina da presa tenuta sulla spalla prevalgono i valori politici e apolitici gra-
zie anche a una spettacolare prestazio- sue esperienze erotiche al fine di far
1 6 ne di Totò; eccitare i Signori che poi applicheranno
- Un ciclo mitico-psicoanalitico che ciò sulle loro vittime, il girone della
va dal 1967 al 1970, in cui vengono rie- Merda, in cui i giovani vengono sodomiz-
C laborati modelli antichi e moderni con zati. Inoltre nello stesso giorno viene
una fittissima rete di elementi e/o preparato un banchetto il cui cibo princi-
i immagini simboliche che servono per
descrivere il disgusto pasoliniano per il
pale era rappresentato dalle loro stesse
feci. Nell’ultimo girone, il girone del
n mondo borghese. Fanno parte di questo
ciclo film come: Medea (1970) e Porcile
Sangue, i ragazzi vengono posseduti,
seviziati e infine vengono uccisi.
e (1969);
- Del terzo ciclo, fanno parte 3 film, la
Un film che fu definito dalla critica
disgustoso, sospeso tra la nausea e il
Trilogia della vita, così come Pasolini vomito, senza considerare tuttavia quel-
m amava definirli. Fanno parte di questo lo che precedentemente Pasolini aveva
ciclo, che va dal 1971 per arrivare al affermato: “Oltre che la metafora del
a 1974, “Decameron” (1971), “ I racconti rapporto sessuale (obbligatorio e brutto)
di Conterbury” (1972), “Il fiore delle che la tolleranza del potere consumisti-
mille e una notte” (1974). In questi co ci fa vivere in questi anni, tutto il
opere, Pasolini, vuole metter in eviden- sesso che c'è in Salò (e ce n'è in quanti-
e za situazioni in cui l’erotismo sia fattore
di vitalità, esaltazione di valori naturali
tà enorme) è anche la metafora del rap-
porto del potere con coloro che gli sono
ma anche come porta verso la morte, sottoposti. In altre parole è la rappre-
descrivendo così la rivoluzione sessuale sentazione (magari onirica) di quella che
che negli anni 70 era diventata un mar- Marx chiama la mercificazione dell'uo-
l chio di fabbrica della cultura alternativa; mo: la riduzione del corpo a cosa (attra-
- Nell’ultimo suo film, “Salò o le 120 verso lo sfruttamento). Dunque il sesso
e giornate di Sodoma” (1975), Pasolini
descrive l’orrore e la distruttività del
è chiamato a svolgere nel mio film un
ruolo metaforico orribile”.
t potere riferendosi al fascismo. Questo
film uscito dopo l’orribile morte di
Èquesto il vero significato, simbolico del
film: il potere, in questo caso fascista, è
t Pasolini, ricevette una lunga serie di cri-
tiche per la durezza e la perversione
abituato a “violentare” il sottomesso, i
ragazzi, imponendo il proprio “regime”, il
delle immagini. codice comportamentale. E’ un’attenta
t Quest’ultimo film è ambientato nel condanna non solo del fascismo o del
1944-1945, durante gli anni in cui la nazismo, ma anche degli anni in cui la Dc
e Repubblica di Salò prendeva forma. Il aveva un predominio incontrastato. Non
film narra la storia di 4 “Signori” rappre- bisogna fermarsi alle immagini, come pre-
r sentan i 4 poteri: il Duca (nobiliare), il
Monsignore (ecclesiastico), Sua Eccel-
cedenti film di Pasolini, ma bisogna coglie-
re il vero significato profondo: la sotto-
a lenza il Presidente della corte d'Appello
(giudiziario) e il Presidente Durcet (eco-
missione non rispetta l’uomo. Salò e le
120 giornate di Sodoma, inoltre, vuol fare
nomico), che, dopo aver catturato aprire gli occhi al popolo italiano e lancia
t ragazzi e ragazze, figli di partigiani e/o un messaggio veritiero per l’epoca: biso-
loro stessi partigiani, si rinchiudono in gnava cambiare! Pasolini come alcuna cri-
u una villa decadente fuori Salò. Ai ragaz- tica affermò, non era una mente malata
zi, non appena arrivati, viene letto un ma un uomo che credeva nei cambiamen-
r regolamento a cui dovranno prestare
massima obbedienza e, ad ogni infrazio-
ti e ha cercato di aprirci gli occhi non solo
con poesia o romanzi ma anche con film
a ne, dovranno pagare con tortura o
morte. Le loro giornate sono divise in un
come questo, crudo, perverso ma libero!

Antinferno a tre gironi: il girone delle Gaetano Lestingi


Manie, in cui una narratrice racconta le
Gildo Carinci
Felice Cascione, l’eroe che 17

fece fischiare il vento


U na sera fredda, il fuoco che riscalda
la pelle e il vino che riscalda il
corpo. Una notte come tante per un par-
chirurgia. Verso questo bel sogno indi-
rizzerò tutti i miei sforzi”. Dopo aver rag-
giunto il suo sogno, la laurea in medici-
tigiano, impegnato a difendere i suoi na presso l’università di Bologna (1942),
ideali di libertà e di pace, mentre nella Felice si iscrisse al partito comunista ita-
mente rimbomba assor- liano, dove i suoi ideali
dante un unico sogno: antifascisti si rafforzarono
l’Italia libera. Libera dai a tal punto da spingerlo a
fascisti e dagli occupanti scendere in piazza con la
nazisti, libera da una dit- madre (che lo aveva edu-
tatura che l’aveva portata cato secondo i valori della
sull’orlo di un baratro, in libertà e del rispetto dei
un circolo vizioso senza diritti umani), per manife-
ritorno. Forse è proprio in stare contro il fascismo.
una di queste sere, che Fu dopo quella manifesta- S
Felice Cascione, compose zione che conobbe, per
e magari intonò, quello pochi giorni, il carcere. t
che successivamente Era il settembre del 1943,
sarebbe diventato, per
antonomasia, l’inno dei
alla guida dell’Italia c’era
il maresciallo Badoglio.
o
partigiani: “Fischia il Felice Cascione uscì dal
vento” (. Si deve a lui la carcere qualche giorno r
composizione della canzo- dopo, poco prima che i
ne che riscaldava i cuori tedeschi, dopo aver i
degli eroi delle montagne, Un’immagine di Felice Cascione instaurato un governo
che infondeva coraggio e
speranza, della canzone che impose
fascista fantoccio,
Repubblica di Salò, decidessero di inva-
la a
nella storia del popolo italiano una dere l’Italia. Il giovane, divenuto nel
voglia di rivincita, di riscatto e di libertà. frattempo “U megu” (il medico), orga-
Felice Cascione nacque a Porto Maurizio, nizzò, così, una banda di giovani parti-
il 2 maggio 1918. Sua madre Maria giani, la prima formazione partigiana del
Baiardo era un’insegnante elementare; levante imperiose, per contrastare il
suo padre Giobatta, discendente di una nuovo invasore tedesco. Le sue vittorie
famiglia svizzera, era un fonditore di schiaccianti e trionfanti ottenute sui
campane, che si ammalò al fronte e fascisti, si alternavano al suo essere
morì nel novembre del 1918. Dal 1920 medico, alla sua professione. Durante
al 1922 Felice frequenta l’asilo di una battaglia, quella di Montegrazie, i
Borgomaro. Quindi dal 1923 al 1928 fre- partigiani riuscirono a catturar due fasci-
quenta, sotto il maestro Delfinio, le ele- sti operanti nelle brigate nere, tra cui il
mentari a Pietra Ligure, dove la madre si tenente Michele Dogliotti. Dopo un som-
era trasferita. Quando Felice si iscrive mario processo, decisero di eliminarli,
grazie a borse di studio al ginnasio ad ma Cascione, però, si oppose con tutte
Imperia, nell’ottobre del 1928, ha già un le sue forze dicendo: “Ho studiato più di
carattere “spiccato e deciso”. Scrive alla 20 anni per salvare la vita della gente e
madre: “La mia vita sarà, come la tua, non voglio che qualcuno muoia per
una missione. Mi laureerò in medicina e causa mia”. Così i prigionieri furono
costretti a spostarsi con i partigiani, e, disse: “Il capo sono io!”. Era il 27 genna-
18 durante il riposo o la notte, il coman- io 1944, giorno in cui morì il comandan-
dante, divideva con il tenente fascista, te Felice Cascione, medaglia d’oro al
le coperte, il rancio e le sigarette, dimo- valor militare alla memoria, crivellato da
strazione della grande umanità del “U decine di colpi. Questa è la storia, la sto-
megu”. Ma questa sua benevolenza e ria di un uomo morto da eroe, un medi-
una fedeltà alla professione così assolu- co chirurgo che aveva rinunciato non
ta gli costarono caro, tanto da indurlo in solo al suo lavoro, ma anche a servire
errore. una ditta-

Fischia il vento
Dogliotti t u r a ,
riuscì a senza rin-
scappare negare
e tornò mai i suoi
p o c o ideali e la
t e m p o sua voglia
dopo con di esser
una squa- libero. Un
dra di eroe che
n a z i - non aveva
fascisti. I vo l u t o
S partigiani
sorpresi,
rinunciare
al sogno

t riuscirono
a ripie-
di vedere
l’Italia
gare ma libera! Il
o Cascione 27 aprile
v e n n e 2003 gli è
r ferito,
rifiutò gli
s t a t o
dedicato
i aiuti
coprì
e
il
un monu-
mento,
ripiega- innalzato
a mento dei alle spalle
s u o i d i
uomini. Alberga.
M a La stele,
Emiliano o p e r a
Mercati e donata
G i u - dallo scul-
s e p p e tore tede-
Castel- s c o
lucci non Rainer
riuscirono Fischia il Vento - versione manoscritta di Felice Cascione K r i e s t e r,
a vedere era stata
la fine del loro compagno e cercarono di sfregiata, tre giorni prima dell’inaugura-
aiutarlo. I nemici erano troppi e l'azione zione, da neofascisti che avevano anche
fallì subito. Mercati riuscì a fuggire, ma tentato inutilmente di scalzarla dalle
Castellucci fu preso, torturato selvaggia- fondamenta, ma questa è un’altra sto-
mente perché dicesse dove fosse il ria, che non può oscurare Felice
comandante. Cascione sentendo i Cascione. Medico, comunista, partigiano
lamenti di dolore del suo compagno, ed eroe.
agonizzante e quasi senza voce si alzò e
Gildo Carinci
19
Le nuove frontiere del folk

P arlare di musica a volte non è facile:


esprimere un parere, una critica su
uno o più generi musicali è alle volte dif-
alle filastrocche e ninne nanne degli
antichi canti celtici. La musica popolare
intesa quindi come folk music è presen-
ficile, si rischia di esternare un’opinione te nella vita di tutti i giorni. Ad esempio
troppo personale esprimendo pareri i tipici canti tradizionali americani tipo la
magari poco obiettivi e alle volte equivo- celebre “Oh Susanna” non si creda che
ci. Un tentativo che tuttavia abbiamo sia un canto del far west: si tratta bensì
scelto di compiere palando della musica di un’antica melodia proveniente dalle
folk, intesa come canto popolare tradi- isole britanniche le cui radici si perdono
zionale che permette di comprendere le nella notte dei tempi ed è giunta negli
tradizioni etno-musicali del nostro USA con l’avvento dei primi coloni ingle-
paese. si. Da queste poche righe vediamo che
La dicitura canto popolare è sicuramen- la musica folk è radicata dentro noi,
te generica in quanto in essa si possono linee melodiche, metriche, strofe che ci
racchiudere sia le musiche pensate e fanno abbracciare le tradizioni musicali M
scritte per il popolo, la popolar music, del territorio, facendoci scoprire suoni,
sia le linee melodiche e le musiche pro- strumenti, e melodie che appartengono u
venienti dal popolo, ovvero la folk alla nostra cultura fin dalle epoche più
music. Nel primo gruppo rientrano la
quasi totalità delle musiche che quoti-
remote. L’Italia possiede un ricchissimo
patrimonio di canti popolari, molto diffe-
s
dianamente ascoltiamo alla radio, ma se renziati regionalmente, e i ricercatori
riflettiamo a fondo sulla questione, si hanno raccolto e catalogato centinaia di i
può dedurre che anche le musiche dei linee melodiche arcaiche. Le linee melo-
grandi compositori, essendo dedicate al diche arcaiche, di tradizione orale, spes- c
popolo, si possono in qualche maniera so oggi vengono tenute in considerazio-
far rientrare in questa categoria.
Sicuramente la musica proveniente dal
ne da compositori di altissimo livello,
che prendendo il materiale in questione,
a
popolo risveglia, all’orecchio degli dopo una lunga ricerca lo rielaborano
appassionati di etnomusicologia, un trasformandolo in una vera e propria
interesse particolare. Una musica che opera polifonica.
secondo le recenti teorie nasce insieme Come dimostrano le ricerche dell’Istituto
alla civiltà umana e con essa si sviluppa Ernesto De Martino (Istituto per la risco-
nel corso dei secoli: dalla semplice emis- perta e la conservazione della cultura
sione suono della preistoria alla formula- del canto popolare) in Italia le radici del
zione di vere e proprie linee melodiche. folk sono molto vive e producono ogni
Nelle società e nella storia numerosi anno centinaia di opere nuove o riadat-
sono i canti, le melodie e gli argomenti tate, che rendono il folk italiano un
trattati, per fare solamente alcuni esem- genere musicale tra i più produttivi
pi possiamo citare i canti epici che trat- d’Europa. Basti pensare che la tradizio-
tavano imprese e storie eroiche, diffusi ne musicale Folk italiana si estende dai
maggiormente nei Balcani, nel nord canti degli alpini del nord, sino al sole
Europa e in Medio Oriente; le ballate folk della Sicilia attraversando tutto lo stiva-
inglesi e scozzesi; i canti di lavoro (dagli le. Da più di dieci anni si sono affacciati
schiavi afroamericani alle mondine ita- sul nostro panorama musicale naziona-
liane); i canti rituali (dai riti ancestrali le gruppi, che hanno abbracciato tradi-
africani ai festeggiamenti pasquali) fino zioni melodiche sia nazionali, che tra-
mandate da altri stati in primis USA, lanti di Sandro Severini. Da non dimen-
2 0 Inghilterra e Irlanda. ticare che gli arrangiamenti dei brani e
Primi tra tutti a sposare la tradizione la produzione dell’album furono curati
irlandese, (sulle orme tracciate qualche da Massimo Bubola. Storie d’Italia è,
anno prima dai Pogues, uno dei più ancora oggi, per gli intenditori del gene-
grandi gruppi folk irlandese) sono stati i re uno dei migliori dischi Folk-Rock ita-
Modena City Ramblers, gruppo nato liani. Facendo una panoramica generale
su alcuni gruppi folk che riempiono da
qualche anno la scena musicale italiana,
non si può non citare Davide Van De
Sfross, cantautore comasco. Il suo è un
folk orientato verso le tradizioni popola-
ri del nord, testi originali che raccontano
storie di tutti i giorni, un folk intriso di
dialetto comasco e italiano. Per spaziare
ancora un po' sul folk targato Italia, come
non poter citare I ratti della sabina,
altro gruppo di elevato spessore artistico
Una foto del concerto dei MCR a Lenola di luglio musicale. Originari del centro Italia, pro-
agli inizi degli anni novanta. I MCR, pongono un folk diverso dai gruppi prece-
M dopo accurati studi etno-musicali e dopo
una serie di viaggi tra Irlanda ed Italia,
denti, poiché la loro linea melodica si
snoda tra un folk più spinto, (dove fisar-

u sfornano, nel 1994, Riportando tutto a


casa, il loro primo lavoro, a mio avviso il
monica e violino sono strumenti domi-
nanti), di atmosfere di tradizione irlande-
migliore in assoluto della loro carriera. se, mista ad un folk a tratti balcanico,
s Riportando tutto a casa è un lavoro sti- fino a ballate di folk tradizionale italiano.
listicamente perfetto: alla melodia, ricca Da non dimenticare i calabresi de Il
i di suoni trasportati dall’Irlanda, si uni-
scono testi contenutisticamente perfetti,
parto delle nuvole pesanti, i Luf un
nuovo gruppo del nord Italia, e per ulti-
c sia ispirati alla e dalla politica
(Quarant’anni e Il funerale di
mi, non per ordine di bravura la
Bandabardò e i Folkabestia. In chiusu-
Berlinguer) che dalla vita quotidiana ra, un omaggio ai Legittimo
a (Deliqueint ed Modna e Amhed l’ambu- Brigantaggio, gruppo folk locale. Violino
lante). Spicca nel disco la collaborazione e fisarmonica, affiancati da un ritmo for-
con uno dei grandi della musica interna- sennato di chitarra acustica: basta ascol-
zionale Bob Geldof presente nel brano Il tare uno dei loro brani più famosi Non si
bicchiere dell’addio. saputo caricà la botta, dedicata al celebre
È datato 1993 un altro grande album di brigante di Sonnino Antonio Gasbarrone,
uno dei gruppi italiani più rappresentati- oppure le ballate in dialetto privernese,
vi della scena Folk-Rock nazionale. Loro come la bellissima Firmamenti e catene
sono i Gang ed il disco è Storie d’Italia. (quindi nell’attesa del loro primo lavoro
Sulla scena musicale ormai da vent’anni discografico che sembra essere imminen-
i Gang sono una delle realtà più vive, più te; come amico e come curatore di que-
coerenti e più combattive del Folk-Rock sta rubrica faccio personalmente insieme
d’autore italiano. Questo album presen- a tutti i componenti della SG un grandis-
ta brani politicamente indirizzati, basti simo augurio, e un in bocca al lupo a
citare Duecento giorni a Palermo, o Gaetano e al resto della banda).
Sesto S. Giovanni per capire di che Che il Folk possa smuovere le nostre
pasta sono fatti i fratelli Severini. Il coscienze popolari e farci riscoprire le
disco è contornato da suoni di violini e antiche origini della canzone popolare,
fisarmoniche, che si fondono alla perfe- quindi lunga vita al folk targato Italia.
zione con le chitarre distorte e tremo-
Agostino Pasquarelli
21
All’inizio era Fender

T e lo giuro qui in ginocchio in mezzo


alla pista te lo giuro sulla Fender, io
non l’ho fatto apposta”. Con queste
mercialmente disponibili, dotate di corpo
in legno pieno con manico avvitato. Il
materiale utilizzato fu il legno di pino
parole il cantautore Ivan Graziani cele- perché leggero e capace di trasmettere
brava uno dei marchi di chitarre più uti- in modo pulito e armonico le vibrazioni
lizzate e beatificate dai migliori musicisti delle corde attraverso i pickup. La
della terra. Addentrarsi nel mondo Fender Telecaster nacque nel 1951,
incantato delle chitarre Fender è come quando la Gretsch impose alla Fender di
scrivere di una donna desiderabile e allo abbandonare il modello Broadcaster, che
stesso tempo irraggiungibile. La Fender sarà utilizzato dalla medesima per la
è tutto questo: desiderata, perché chi costruzione di strumenti a percussione.
non vorrebbe farsi un giro sulla sua Ecco che Leo Fender e la sua squadra
tastiera duttile e morbida; irraggiungibi- consegnarono, dunque, sul mercato la
le, perché purtroppo non tutti se la pos- Fender Telecaster con tastiera in acero,
sono permettere. E pensare che Leo manico profondo a D e numero di serie M
Fender, l’inventore della grande diva, sulla placca del medesimo. La Telecaster
non sapeva nemmeno suonare la chitar- diventerà famosa per il suo tono brillan- u
ra e non ha voluto saperne di imparare te e tagliente, per la sua facilità d’uso e
per il resto della sua vita. Ma di che
materiale è fatta e quali sono i modelli più
per l'assoluta, spartana
Considerata una chitarra adatta al
solidità.
s
utilizzati? Country, al Rock e al Blues, in realtà, a
La Fender Esquire e la Broadcaster, chi lo ama, questo strumento sa rivelar- i
si di una strabi-
liante versatilità, c
capace di attra-
versare tutti i
generi musicali,
a
compresi quelli
apparentemente
meno adatti come
il Jazz, il Pop, il
Reggae, o l’Hard
Rock, cui conferi-
sce un forte
accento di origi-
nalità. Lo sanno
bene grandi
mucisti come
Andy Summers
(Police), Keith
Una carrellata di Fender Richards (Rolling
Stones), Roger
create rispettivamente nel giugno e nel- Waters (Pink Foyd), Joe Strummer
l’ottobre del 1950, furono le antesigna- (The Clash), Bruce Springsteen, Bob
ne della più famosa Telecaster. Queste Dylan, e i tanti altri che ne hanno esal-
furono le prime chitarre al mondo com- tato la grande professionalità, facendola
diventare una delle chitarre più famose suoi riff stracolmi di effetti e David
2 2 al mondo. Ma non è finita qui. Nel 1954, Gilmour, anche lui un po’ delicato e un
nel suo laboratorio di Los Angeles, Leo po’ perverso. Gli Iron Maiden, che
Fender produsse la sua seconda creatu- sembrava volassero sulla tastiera per
ra, una chitarra destinata a sconvolgere così tanta accurata velocità e il
la storia della musica. Nasceva la Fender Frusciante dei primi Red Hot con il suo
Stratocaster. Usata, abusata, amata e Funky stravagante. Insomma così tanti
odiata, la Strato è, secondo il mio mode- da far nascere una domanda: sono loro
sto parere, lo strumento più importante ad aver creato il mito della Stratocaster
di questo secolo. Le prime Strato veni- o è stata questa chitarra con il suo
vano realizzate con il corpo in frassino design futurista, i suoi colori e il suo
scavato in modo particolarmente atten- suono gracchiante e inconfondibile,
to. E’ interessante notare il profilo note- adatto per ogni genere musicale, ad
volmente assottigliato degli incavi desti- aver aperto così tanta strada alla musi-
nati ad assecondare la posizione del ca? ”La risposta è nel vento” per para-
musicista, nella innovativa posizione del frasare una celebre frase di Bob Dylan.
Countor -Body, che contribuisce a confe- A questo punto, cari lettori, spero che vi
rire allo strumento un peso assai ridot- stiate chiedendo quali siano le differen-
to. La caratteristica più evidente delle ze più marcate tra questi due modelli di
Strato di quegli anni è la presenza delle chitarre. Innanzitutto la Telecaster è una
M parti in Bakelite, una materia plastica
assai diversa rispetto a quella usata
“Solidbody”, l’unica della Fender, inten-
dendo con questa parola che il corpo e il

u negli anni seguenti. Manopole, copertu-


re dei pick up e manopolina del seletto-
manico della chitarra sono un pezzo
unico. Questo differisce con il modello
re sono realizzati con questo materiale Strato, il cui manico è avvitato. Poi, oltre
s particolare che non ingialliva nel tempo, alla differenza del ponte (mobile nella
ma aveva una maggiore possibilità di Strato e fisso nelle Tele), la Telecaster
i spaccarsi perché meno elastico. Tempi
epici. Il suono che verrà tirato fuori da
ha due sigol coin mentre la Strato ne ha
tre, regolabili a seconda del tipo di
c questo modello di chitarra è quello che
abbiamo ascoltato nei milioni di dischi
genere da suonare. Infine, la differenza
più marcata viaggia nel suono.
dei migliori chitarristi del mondo. Uno su Fondamentalmente la Tele ha un suono
a tutti? Jimi Hendrix. Negli anni 60 que- più cristallino e pulito, venendo utilizza-
sto chitarrista blues/rock è stato uno dei ta dalla maggior parte dei musicisti
maggiori innovatori del suono della chi- come chitarra da accompagnamento. La
tarra elettrica nel periodo della psiche- Strato, invece, ha un suono meno mor-
delia. La sua parabola artistica, breve bido e a volte sporco e quindi più adatta
quanto intensa, lo ha consegnato nel- al “solo” su ogni tipo di genere. Ma
l’immaginario collettivo degli appassio- secondo il mio modesto parere le due
nati di musica. Chi non ricorda le esibi- chitarre possono essere utilizzate a
zioni del chitarrista mancino mentre seconda dell’esigenza del musicista. Nel
imbracciava una Fender Stratocaster corso degli anni sono stati costruiti sva-
con irriverente visionarietà artistica?! E riati modelli “Made in Mexico” o “Made in
che dire dell’ eclettico Eric Clapton che Japan” o addirittura sotto marche presti-
con quel suo stile “slow hand” (mano giose come la Squire. Ciò è stato fatto
lenta), ne mostrerà il lato struggente. perché più economiche e quindi più
Steve Ray Voughan, coetaneo della accessibili al pubblico. Anche se avvici-
Strato ma scomparso prematuramente, nabili queste chitarre non eguaglieranno
farà correre delicatamente le dita sulla mai il modello originale americano che
tastiera per poi scatenarsi con quella nonostante sia passato così tanto tempo
sua maniera di “assoleggiare” in assolu- resterà per sempre leggendario.
ta libertà. E poi ci sono The Edge, con i
Pino Lestingi
23
‘Il Grande Passo’
I tanti perchè del passaggio all’open source

M olti di noi arrivati un giorno ad una


discreta conoscenza informatica o
meno si pongono domande di "crisi esi-
nato e quali sono state, e sono tutt'ora,
le filosofie di pensiero che lo contraddi-
stinguono da qualsiasi altro Sistema
stenziali" sul proprio Sistema Operativo. Operativo. Tutto iniziò nell'agosto 1991
Tutti parlano bene di GNU/Linux, ma quando uno studente universitario fin-
cos'è esattamente? E che differenze ci landese, di nome Linus Torvalds, lasciò
sono rispetto a Microsoft © Windows? E' questo messaggio nel gruppo di discus- C
adatto soltanto ad utenti esperti? sione comp.os.minix: "Hello everybody
Oppure posso usarlo anche io che "non out there using minix. I'm doing a (free) o
ne capisco quasi nulla"? Se decidessi di operating system (just a hobby, won't
installarlo, poi che si fa? PANICO!
Cerche-remo di rispondere a tutta que-
be big and professional like gnu) for 386
(486) AT clones". L'hobby di cui parlava,
m
sta serie di domande sperando di libera-
re la vostra mente, se possibile, dalla
che non doveva essere un grande e pro-
fessionale Sistema Operativo, è diventa- p
maggior parte dei dubbi e dei problemi to oggi GNU/Linux ed è usato addirittu-
su "Il Grande Passo..." da compiere! ra da grandi aziende che hanno bisogno u
Innanzitutto bisogna dare un'introduzio- di affidabilità e sicurezza del proprio
ne storica, anche se non molto detta-
gliata, su GNU/Linux, per capire come è
sistema, interno ed esterno.In seguito la
versione 1.0 del kernel fu rilasciata il 14
t
e
r

&

c
o

Una simpatica immagine di Tux, il pinguino simbolo di Linux, e lo Gnu, simbolo della GNU,
acronimo di GNU’s not Unix.
marzo 1994. Così, lavorando e studian- esempio. Avete così molteplici possibili-
2 4 do su MINIX, nacque Linux. tà di scelta e quando finalmente decide-
Sono in molti a chiedersi se Linux è rete la distribuzione definitiva da usare
sinonimo di UNIX. Non è assolutamente (passerà del tempo, credetemi) non
così! UNIX è un marchio registrato e per dovete far altro che inserire il CD o DVD
avere la licenza si è obbligati a pagare, nel vostro lettore, settare nel bios come
e non poco fra l'altro. Linux può conside- FirstBoot il CD/DVD-ROM ed entrare
rarsi un "clone" di UNIX. Tutto il kernel è finalmente nel mondo più libero che esi-
stato scritto da zero da Torvalds e da sta. Credo sia superficiale indicarvi di
altri grandi geni della programmazione. fare un backup di tutti i vostri dati più
Inoltre Linux è nato come Sistema rilevanti. Può capitare che qualcosa vada
Operativo Open Source e rimarrà tale storto... dunque occhio, state molto
C nel futuro.
Ora che sappiamo a grandi linee come è
attenti a quello che fate, soprattutto in
fase di partizionamento dischi. Una volta
o nato il kernel Linux non ci rimane altro
che incamminarci verso "Il Grande
completata l'installazione riavviate e dal
bootloader (LILO o GRUB) selezionate il
Passo...". Molti di noi davanti ad una vostro nuovo Sistema Operativo.
m qualsiasi distribuzione GNU/Linux si Altri sono i motivi per cui un utente non
domandano: "Ma avrò le stesse funzio- è invogliato a migrare verso GNU/Linux:
p nalità di Microsoft © Windows? Avrò
programmi per lavorare in multimedia-
i programmi ad esempio. Nella maggior
parte dei casi c'è sempre un'alternativa
u le? O GNU/Linux è solo una stupidissima
console di testo?". GNU/Linux può esse-
ai programmi che girano su Microsoft ©
Windows; solo per citarne alcuni: XMMS
re questo ed altro. Chiaramente la scel- o GXine (players multimediali), Gimp
t ta della distribuzione è molto importan- (photo-editor), KIIIB (Utility masteriz-
te; per gli utenti "alle prime armi" esi- zazione), OpenOffice (pacchetto Office),
e stono delle distribuzioni User-Friendly
come Linspire
Firefox o Mozilla (browsers)... insomma
di programmi ce ne sono, e quanti ne
r (http://www.linspire.com/), Mandriva
(http://www1.mandrivalinux.com/it/),
volete. Se proprio non riuscite a fare a
meno di un programma di origine
SuSE (http://www.novell.com/it- Windows potete provare sempre ad
it/linux/suse/) e Fedora Core installarlo su GNU/Linux con Wine
(http://fedora.redhat.com/) per citarne (http://winehq.com/). Sono molti i pro-
& solo alcune, mentre per l'utente più grammi, nati per la piattaforma
esperto esistono Slackware Windows, che possono essere utilizzati
(http://www.slackware.com/), Crux anche con Linux grazie a questo fanta-
(http://www.crux.nu/), Gentoo stico tool. Più ardua però sarà l'impresa
(http://www.gentoo.org/) e Debian con i videogames!
c (http://www.debian.org/). Inutile dirvi Con questo ora non voglio insinuare di
quale scegliere tra le prime quattro o le cancellare totalmente Microsoft ©
o restanti. Se approdate per la prima volta Windows dal vostro HardDisk e di passa-
su questo fantastico mondo installate re di punto in bianco a GNU/Linux; ma
una delle prime quattro, mentre se cer- usare entrambi per riempire le vostre
cate qualcosa di più impegnativo e sod- conoscenze e scoprire mondi diversi.
disfacente scegliete una delle rimanenti. Quello che posso consigliarvi è di affron-
Chiaramente io ne ho citate solo alcune, tare e familiarizzare con GNU/Linux il
ma ne esistono molte altre più o meno prima possibile. Non lasciatevi scappare
conosciute. Se avete intenzione invece un Sistema Operativo così versatile, ma
di scoprire GNU/Linux senza un'obbligata soprattutto personalizzabile al 100% e
installazione su HardDisk potete provare le LIBERO!
cosiddette distribuzioni "Live" come
Knoppix (http://www.knoppix.org/) ad Francesco Ficarola
25
Chi ha paura dell’atomo?
Sono passati quasi venti anni da quando Si afferma infatti che, rispetto al petro-
gli italiani furono chiamati ad esprimersi lio e al metano, il nucleare riesca a pro-
sull’opportunità di continuare a produrre durre una quantità molto minore di gas
energia nucleare all’interno del nostro ad effetto serra o comunque nocivi e
paese. La risposta, dovuta in gran parte ridurre così l’inquinamento atmosferico.
dalla forte spinta emotiva creatasi all’in- Infine si deve aggiungere il fatto che lo
domani della tragedia di Chernobyl, fu stato attuale sia ritenuto quantomeno
molto chiara: stop al nucleare. Eppure, a illogico; basta andare aldilà delle Alpi, a
distanza di così tanto tempo, la questio- meno di 200 km di distanza si possono
ne non è mai tramontata, anzi, negli trovare ben 13 centrali nucleari che, ai
ultimi tempi, ora a causa del black out fini delle conseguenze di un incidente
ora a causa della crisi del gas tra Russia rilevante sulla popolazione e sul sistema
e Ucraina, torna in auge sempre più
spesso, tanto da entrare nel dibattito
naturali, possono essere considerate
come fossero nel territorio italiano. S
elettorale di questi giorni. Sembra che un nuovo per-
Di certo si può dire che la corso si sia ormai aperto e c
situazione, oggi, sia cam- che voglia portare dritto
biata: le paure di allora
sono un lontano ricordo
alla rintroduzione
nucleare. Eppure, se si
del i
anche perché gli impianti
moderni hanno dei dispo-
guarda al di fuori
dell’Italia, c’è una situazio-
e
sitivi che garantiscono una ne di stallo. Da circa 15
maggiore sicurezza. anni nessun paese occi- n
Ma davvero ci sono le pre- dentale, salvo la Finlandia,
messe per un ritorno al
nucleare? Quali sono le
ha messo in cantiere
nuove centrali nucleari. Da
z
motivazioni che spingono i pro e i contro
a nuovi investimenti in questa direzio-
cosa dipende questa recessione?
In precedenza ho accennato alla riduzio-
a
ne? ne dei costi per i cittadini: ma è davve-
La tesi su cui puntano molto i cosiddetti ro così? Penso che parlare oggi di cen-
nuclearisti si basa sul fatto che, un trali nucleari in termini di risparmio sia
paese come l’Italia, tra i primi al mondo sbagliato, soprattutto in Italia dove si
nel settore industriale, non possa avere deve ripartire da zero. Il costo reale del
una dipendenza energetica così eccessi- nucleare è molto elevato. Bisogna consi-
va. Questo soprattutto se si considera derare innanzi tutto il processo di ade-
che, la costante crescita del fabbisogno guamento (dove possibile) dei vecchi
di energia su scala mondiale, aumenta impianti o addirittura prevederne dei
sempre più il prezzo dei combustibili e, nuovi. Questo comporta, oltre ad anni di
quindi, delle bollette. Un ritorno al lavoro, anche finanziamenti ingenti. Si
nucleare non ci renderebbe comunque devono considerare, inoltre, i costi sia
autosufficienti, ma di sicuro potrà per il trasporto che per lo smaltimento
aumentare la nostra autonomia in caso dei rifiuti. Molto spesso, in tale conteg-
di crisi internazionali e, allo stesso gio vengono ignorati i cosiddetti costi
tempo, ridurrebbe i costi per i cittadini. esterni, la cui parte più rilevante è costi-
Maggior autonomia quindi ma anche la tuita da danni ambientali e sanitari.
possibilità di sfruttare un’energia pulita . Quindi, oltre ad un peggioramento della
qualità della vita si dovranno sommare alternative ma la ricerca in questa dire-
2 6 anche ulteriori finanziamenti in materia zione non hanno avuto grande successo,
sanitaria (che anche perché
ricadranno non suppor-
sulla fiscalità tata a dove-
generale). re: oggi risul-
Un altro tano ancora
punto che può troppo costo-
essere conte- se e non in
stato riguarda grado di poter
la maggior far fronte ad
autonomia una richiesta
energetica. Il così alta di
processo di energia.
f i s s i o n e Q u i n d i
nucleare, nucleare o
infatti, dipen- non nucleare?
de dall’estra- Esiste la terza
zione di una s t r a d a ?
S fonte primaria
non presente
Magari rinun-
ciare alle
c nel territorio
italiano: l’ura-
industrie e al
benessere
nio. In altre che portano e
i parole, la tornare ad
scelta del attività con
e nucleare non
significa
più basso fab-
bisogno ener-
n affrancarsi da
una risorsa
getico
accontentarsi
e

forzata ma del poco che


z passare da se ne ricave-
una dipen- rebbe? Quanti
a denza (petro- di noi sono
lio) all’altra disposti a
(uranio). farlo? Il fatto
Il problema è che non si
maggiore, può avere la
però, viene, L’Italia radioattiva botte piena e
secondo me, la moglie
dalla gestione dei rifiuti nucleari: cosa ubriaca. Bisogna essere consapevoli che
farne? Dove metterli? Che piano adotta- qualunque decisione si prenderà in futu-
re?. E’ un problema di difficile soluzione. ro, avrà delle ripercussioni sulla nostra
Nessuno li vuole. La sistemazione delle vita. La sfida, secondo me, è quella di
scorie nucleari, infatti, genera problemi riuscire a sviluppare dei strategie che
di sicurezza a fronte di periodi di eleva- riescano a bilanciare i vari interessi i
ta radioattività. D’altra parte, qualche campo non dimenticando che l’esito
anno fa, abbiamo avuto un anticipo di riguarda la società intera e che quindi
ciò che potrebbe avvenire con le vicen- non possono essere prese in ambito
de di Scanzano Jonico. ristretto ma debbono riguardare l’intero
Quali sono le possibili soluzioni? Si pianeta.
potrebbe pensare a fonti energetiche
Daniele Visca
“Bande Sonore” è il titolo del concorso musicale, orga -
nizzato dalla sezione della SG “Pier Paolo Pasolini” di
Priverno , che si terrà in piazza Giovanni XXIII il 23 e
24 aprile 2006. Per partecipare al concorso, rivolto a
gruppi emergenti e non, ogni band dovrà eseguire tre
canzoni, una cover e due pezzi propri. Ciascun gruppo
potrà eseguire la stessa cover nelle due serate di gara o
scegliere di cambiarla, mentre fissi restano i due brani
originali. Per maggiori informazioni sulle modalità per
partecipare alle selezioni rivolgersi ai numeri
Agostino: 0773-913082
Luigi: 3406607093
Pino: 3494626275

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