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Teoria dei giochi

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Aumann e la teoria dei giochi

Marco Li Calzi∗ (Ottobre 2007)

Introduzione Nel 2005 il matematico Robert J. Aumann ha ricevuto il premio Nobel per l’Economia1 in condivisione con T.C. Schelling “per aver approfondito la nostra comprensione dei conflitti e della cooperazione attraverso gli strumenti analitici della teoria dei giochi” [1]. Nel 1994 lo stesso premio ` stato conferito al matematico John e F. Nash in condivisione con J.C. Harsanyi e R. Selten “per la loro pioneristica analisi degli equilibri nella teoria dei giochi non cooperativi” [2]. Le storie personali di Aumann (nato nel 1930) e Nash (nato nel 1928) sono molto diverse, principalmente per le ragioni rese note al grande pubblico dal film “A beatiful mind” ispirato all’omonima biografia di Nash [3]. Per ragioni di spazio, ci limitiamo a rimandare alle note autobiografiche preparate in occasione del premio [4, 5] e ad un piccolo aneddoto raccontato dallo stesso Aumann [6]. E’ stato Nash a introdurre Aumann alla teoria dei giochi. Nel 1953, le loro strade si incrociano al Massachusetts Institute of Technology (MIT). Aumann ` un e dottorando del Dipartimento di Matematica vicino alla conclusione di una tesi in topologia algebrica sulla teoria dei nodi, sotto la direzione di Whitehead. Nash ha appena ricevuto un prestigioso incarico di insegnamento (“Moore instructorship”) riservato a giovani matematici molto promettenti. I due si frequentano abbastanza e fra i problemi di cui conversano c’` la teoria dei duelli. Nel 1956, durante uno e stage estivo presso i Bell Telephone Laboratories, Aumann riconosce le analogie fra un problema sottoposto al suo gruppo ed i temi delle sue conversazioni con Nash. Cos` decide di studiare la teoria dei giochi. ı Sia Aumann sia Nash hanno avuto un’enorme influenza sullo sviluppo della teoria dei giochi, ma in un modo profondamente diverso che possiamo sintetizzare attraverso l’inversione di due parole. L’attivit` scientifica di Nash si concentra negli anni a Cinquanta. L’attivit` scientifica di Aumann si articola su cinquanta anni. a Limitandoci alla teoria dei giochi, proviamo ad esempio a consultare la ricca cronologia curata da Walker [7] e aggiornata fino all’ottobre 2005. Aumann e Nash
Dipartimento di Matematica Applicata, Universit` “Ca’ Foscari” di Venezia, Dorsoduro a 3825/E, 30123 Venezia. Fax: (041) 522-1756. Email: licalzi@unive.it. Ringrazio Achille Basile, Stefano Galavotti, Domenico Menicucci e Cristina Molinari per gli utili commenti. 1 Il vero nome del premio ` The Bank of Sweden Prize in Economic Sciences in Memory of e Alfred Nobel. Il premio per l’Economia non era previsto nelle disposizioni di Nobel ed ` stato e istituito nel 1969.

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sono di gran lunga i due nomi pi` frequenti. Sotto Nash troviamo i suoi quattro u lavori fondamentali pubblicati fra il 1950 ed il 1953. Altre otto citazioni indirette confermano che Nash ` un eponimo ricorrente [8], a cui sono intestate tre impore tanti nozioni di teoria dei giochi: l’equilibrio di Nash, la soluzione di Nash ed il programma di Nash. Sotto Aumann troviamo undici lavori scritti fra il 1959 ed il 1985, una citazione indiretta che gli attribuisce l’idea di modellare il concetto di razionalit` limitata attraverso la teoria degli automi, la curatela insieme ad Hart di a una vera e propria summa costituita dai tre tomi dell’Handbook of Game Theory with Applications pubblicati fra il 1992 ed il 2002. In breve, l’impatto di Nash sulla teoria dei giochi ` stato esplosivo ma concentrato e nei temi. L’influenza di Aumann, invece, ` stata ampia e prolungata nel tempo, e estendosi ben oltre la sola ricerca. Nella sua lunga carriera, Aumann ha pubblicato sei libri, 85 lavori scientifici, ed un’altra ventina di scritti minori.2 E’ stato relatore per la tesi di dottorato di tredici studenti, dei quali dodici hanno intrapreso con successo la carriera accademica. Secondo il Mathematics Genealogy Project, i suoi “discendenti” accademici di secondo grado e oltre sono 114. E’ stato invitato come docente presso gli atenei di Princeton, Yale, Berkeley, Lovanio, Stanford, Stony Brook e New York. E’ stato il primo Presidente della Game Theory Society, dal 1998 al 2003. E’ stato insignito di cinque dottorati onorari, di cui tre (Chicago, Bonn e Lovanio) sono stati conferiti molti anni prima che il premio Nobel sancisse la sua eccellenza. In questo articolo cerchiamo di illustrare alcuni tra i principali contributi scientifici di Aumann. Naturalmente, la nostra scelta degli argomenti ` stata arbitraria ed e abbiamo dovuto accettare alcuni compromessi fra leggibilit` e precisione matematia ca. Ci scusiamo con il lettore se abbiamo omesso un tema o un dettaglio importante. Fra le altre presentazioni dell’opera di Aumann, raccomandiamo l’introduzione al volume di scritti in occasione dei suoi 65 anni [9], l’“Advanced information” che accompagna l’annuncio [1] del conferimento del premio Nobel e l’articolo pubblicato dal suo allievo Sergiu Hart [10] nell’anno successivo. 1. – Giustificate obiezioni In teoria dei giochi esistono due grandi filoni. La teoria noncooperativa studia a quali esiti conduce l’interazione strategica fra gli agenti. La teoria cooperativa esamina come i giocatori si confrontano sulla divisione dei benefici. Cum grano salis, possiamo dire che gli economisti tendono a privilegiare l’approccio noncooperativo perch´ consente loro di costruire modelli di comportamento pi` accurati, mentre e u molti matematici trovano maggiormente stimolante l’approccio cooperativo. Nella lezione “Guerra e pace” [11] tenuta in occasione del conferimento del premio Nobel e tradotta in questo volume, Aumann afferma: “Secondo me, [la teoria cooperativa] ha fornito le intuizioni principali della teoria dei giochi” (corsivo in originale). Nella sua versione pi` semplice, la teoria cooperativa associa ad ogni coalizione u di agenti un numero che rappresenta l’entit` complessiva del beneficio da suddividere a
2 La Hebrew University di Gerusalemme, dove Aumann insegna dal 1956, ospita in formato PDF tutti i suoi scritti (ad eccezione dei libri) nel sito http://www.ma.huji.ac.il/∼raumann/.

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Poich´ non vogliamo sprecare nulla. supponiamo che la funzione v sia superadditiva: v(S ∪ T ) ≥ v(S) + v(T ) per tutte le coalizioni S e T con S ∩ T = ∅. Rifiutando di aderire. il beneficio associato alla coalizione N di tutti i giocatori ` maggiore della somma e dei benefici che coalizioni disgiunte possono conseguire separatamente. a se |S| = 2. il nucleo pu` essere vuoto. (ii) x(S) ≥ v(S) per ogni S. Questo ` e sufficiente per indurre giocatori razionali ad associarsi nella coalizione N generando il massimo beneficio collettivo v(N ). Ma non basta. in altre parole. supponiamo di avere tre giocatori e la funzione di beneficio   0 se |S| ≤ 1. Se una coalizione S di agenti aderisse alla nostra proposta. 1] ed il trio ottiene un beneficio collettivo uguale a 1. Dal punto di vista economico.fra i suoi membri. ossia la terza parte del beneficio e collettivo. l’unica proposta nel nucleo ` che ciascuno riceva 1/3. Che tipo di proposta possiamo fare? Indichiamo con xi la quota di v(N ) assegnata ad un giocatore i e con x(S) = i∈S xi la quota che risulta collettivamente attribuita alla coalizione S. 3 . Considerata la perfetta simmetria della situazione. (1) v(S) =  1 se |S| = 3. la stessa coalizione pu` garantirsi un o beneficio v(S). Al tempo stesso. un gioco in forma cooperativa consiste di un insieme N di agenti e di una funzione v : 2N → R che associa ad ogni coalizione S ⊆ N un beneficio collettivo v(S). ogni coppia ottiene un beneficio a in [0. In altri casi. il nucleo risulta vuoto. Il nucleo (in inglese. il nucleo del gioco raccoglie tutte le proposte per le quali nessuna coalizione pu` esibire l’ovvia obiezione che secedere le o fornisce un beneficio collettivo maggiore. riceverebbe x(S). ` necessario che e e valga x(N ) = v(N ) in modo che il beneficio collettivo sia interamente distribuito agli agenti. il nucleo ` l’insieme di tutti i vettori di benefici individuali che soddisfano un sistema di e disequazioni lineari deboli e quindi ` un insieme chiuso e convesso. sembra una soluzione inattaccabile. La coalizione vuota non genera nessun beneficio. In qualche caso fortunato. Quindi. e Le proposte che formano il nucleo soddisfano alcune condizioni minime di ragionevolezza. quindi poniamo v(∅) = 0. Persino la proposta di offrire a ciascuno 1/3 incontra l’obiezione che questo equivale ad offrire ad una coppia un beneficio di 2/3 quando la coppia stessa pu` da sola ottenere di pi`. viene meno il punto o di riferimento per fare una proposta. il nucleo ` un singoletto: questo elemento e rappresenta una proposta ragionevole che pu` diventare la regola per suddividere i o benefici. Ad esempio. in questo caso. Ad esempio. ` rimasta intatta la o u e perfetta simmetria che ci induce a ritenere ancora sensata la proposta di attribuire a ciascuno 1/3. se nel gioco precedente si pone a > 2/3. Formalmente. se vogliamo che i membri della coalizione S aderiscano alla nostra proposta dobbiamo garantire loro un beneficio collettivo x(S) ≥ v(S). Il problema aperto ` come dividere v(N ) fra i e giocatori. secondo la quale ogni individuo ottiene da solo un beneficio nullo. core) di un gioco in forma cooperativa ` costituito da tutte le e proposte x che soddisfano queste due condizioni: (i) x(N ) = v(N ). Inoltre. Dal punto di vista matematico. Se a = 2/3.

nucleolo e valore di Shapley) in termini di obiezioni e 4 . Dobbiamo trovare un modo di prendere in considerazione soltanto obiezioni “giustificate”. In questo caso. 1/3. pertanto. dunque. dobbiamo trovare un concetto di soluzione coerente con il nucleo ma pi` potente. a L’insieme contrattabile ha ispirato direttamente la ricerca di altri concetti di soluzione per i giochi in forma cooperativa che sono stati sviluppati. 1/3). Naturalmente. contro di essa posso mettere insieme una coalizione S che lascia fuori j e garantisce a tutti i partecipanti un beneficio strettamente superiore a quanto previsto da x”. da due allievi di Aumann: Peleg e Schmeidler. S). Ecco l’idea u di Aumann [12]. e dove T ` una coalizione che include j ma non i e z ` una proposta ammissibile tale e e che zk ≥ xk per ogni k in T \ S e zk ≥ yk per ogni k in T ∩ S. dove S ` una coalizione che include i ma non j ed y ` una proposta e e ammissibile tale che yk > xk per ogni k in S. Questa definizione cattura l’idea che l’unico genere di obiezioni che un giocatore i possa sollevare contro la proposta x sia del tipo: “La proposta x mi attribuisce troppo poco e concede troppo a j.Per riuscire a formulare una proposta di distribuzione dei benefici. Accanto all’elenco delle possibili obiezioni. insieme ad altri. Dunque la tua obiezione non ` giustificata”. introduciamo un secondo elenco di controbiezioni ammissibili e consideriamo “giustificate” soltanto le obiezioni per quali non esistono controbiezioni valide. Il nucleo raccoglie tutte le proposte per le quali nessuna coalizione pu` sollevare obiezioni. Ad esempio. Tuttavia. Una u proposta x ` ammissibile se non distribuisce pi` di quanto sia disponibile. Su questa base possiamo definire un concetto di soluzione pi` potente. si corre il o rischio che non sopravviva nessuna proposta. ovvero e u se x(N ) ≤ v(N ). T ). quando le obiezioni possibili sono troppe. Chiamiamo imputazione una proposta ammissibile x che soddisfi l’ovvio vincolo di razionalit` individuale per il quale ad ogni individuo i va comunque a attribuito un beneficio non inferiore a quanto pu` ottenere da solo: xi ≥ v({i}). l’insieme contrattabile (a differenza del nucleo) ` non vuoto e corrisponde al singoletto e x = (1/3. tornando al gioco in forma cooperativa fra tre persone definito da (1) per a > 2/3. Ne segue che o e questo concetto di soluzione ` coerente con il nucleo ma non ci lascia mai a corto e di proposte per la distribuzione di un beneficio collettivo. Inoltre. Alla perfetta simmetria tra i giocatori corrisponde un perfetto equilibrio tra obiezioni e controbiezioni che finisce per selezionare la stessa proposta gi` suggerita dalla nostra intuizione. Una controbiezione di j all’obiezione (y. e si pu` dimostrare che l’insieme contrattabile ` sempre non vuoto. o Un’obiezione di i contro j relativamente ad un’imputazione x ` costituita da una e coppia (y. S) di i ` costituita da una coppia (z. S) di un giocatore i verso un altro giocatore j relativamente a x quest’ultimo possa opporre una controbiezione. e L’insieme contrattabile ` formato da tutte le imputazioni x tali che ad ogni e obiezione (y. l’argomento con cui j mette a tacere l’obiezione di i ` il seguente: “Ma io posso e formare una coalizione T che invece lascia fuori te. Per una eccellente presentazione dei concetti principali (nocciolo. un’imputazione ` nel e nucleo di un gioco se e solo se nessun giocatore dispone di obiezioni contro un altro giocatore. il nucleo ` un sottoinsieme dell’insieme contrattabile. garantendo ai partecipanti che non sono in S un beneficio non inferiore a quanto previsto da x e agli altri giocatori che tu vorresti arruolare in S un beneficio non inferiore a quello che tu intendi offrire.

consideriamo la situazione dove un capitalista c possiede una fabbrica nella quale lavora un insieme W di w operai [13]. secondo la quale ogni e agente tratta i prezzi come dati e ignora l’effetto che su questi hanno le sue stesse azioni. che consente di semplificare drasticamente lo studio dei modelli economici e dimostrare l’esistenza dell’equilibrio economico generale. l’assenza di peso contrattuale ` necessaria per giustificare l’ipotesi di concorrenza perfetta. il capitalista riesce a sfruttare la concorrenza fra gli operai per limitare il beneficio a cui ciascuno di questi pu` aspirare.controbiezioni si veda il capitolo 14 in [13]. e Lo studio di situazioni in cui tutti gli agenti di un’economia hanno peso contrattuale nullo ` stata un motivo ricorrente nello sviluppo della teoria economica e del secolo scorso [15]. Il gioco e in forma cooperativa che corrisponde a questa situazione ` costituito dall’insieme e N = {c} ∪ W e dalla funzione di beneficio v(S) = 0 se c ∈ S.3 Da un punto di vista generale. Sotto le nostre ipotesi. ma in ogni caso nessun operaio riceve pi` del contributo marginale u f (w) − f (w − 1) ed il capitalista riceve tutto il resto. limw→+∞ f (w)−f (w−1) = 0. Vale la pena segnalare che per questo materiale gli autori dichiarano un esplicito debito verso gli appunti del corso tenuto da Aumann presso l’universit` di Stanford negli anni Settanta [14]. i prezzi costituiscono la “mano invisibile” invocata dall’economista e filosofo Adam Smith (1723–1790) come il principio che inconsapevolmente coordina le azioni individuali verso un’allocazione paretiana. basato su un sistema di prezzi rispetto ai quali gli agenti ottimizzano le loro scelte di produzione e di consumo. Quindi. per ogni ε > 0. Dal punto di vista economico. Quando il numero degli operai tende a infinito. la conclusione che in un’economia perfettamente concorrenziale il sistema dei prezzi conduce ad un equilibrio paretiano Un’allocazione paretiana rappresenta una situazione in cui non si pu` migliorare il benessere o di un individuo senza danneggiarne un altro. 3 5 . crescente e concava con f (0) = 0. Ad esempio. tuttavia. Si tratta di un’ipotesi estrema. Il nucleo contiene diverse proposte possibili. Intuitivamente. associandosi con il capitalista. il capitalista si appropria di tutta la produzione perch´ il peso contrattuale di ciascun operaio diventa zero. Il nucleo di questo gioco ` costituito dall’insieme dei vettori x in R|N | tali che 0 ≤ e xi ≤ f (w) − f (w − 1) per i in W e i∈N xi = f (w). a 2. esiste un numero intero wε di operai tale che per ogni w > wε nessuna proposta nel nucleo assegna al capitalista un beneficio inferiore a f (w) − ε. f (|S ∩ W |) se c ∈ S. In ipotesi di concorrenza perfetta. Gli operai da soli non possono produrre nulla. o Possiamo confermare questa intuizione chiedendoci che cosa avviene all’aumentare del numero w degli operai. un gruppo di m operai pu` produrre una quantit` f (m) dove o a f : R+ → R+ ` una funzione limitata. – Cooperazione e mano invisibile La forma cooperativa dei giochi pu` essere usata in modo molto naturale per o rappresentare le caratteristiche di un’economia.

dobbiamo aspettarci ancora che l’esito finale del processo sia lo stesso a cui condurebbe un sistema dei prezzi? In altre parole. Un risultato importante. Consideriamo un’economia molto semplificao ta. se lasciamo gli agenti completamente liberi di organizzarsi. dove un solo fattore produttivo (latte) ` utilizzato per produrre un unico bene e (yogurt) e ogni agente dispone della stessa tecnologia. Prezzi e mercati non sono dati. Possiamo modellare questa economia come un gioco in forma cooperativa mediante la funzione di beneficio v(S) = max z i∈S f (zi ) : zi ∈ R+ e i∈S zi = i∈S ei . possiamo sostituirla e con l’assunzione che tutti gli agenti abbiano un peso contrattuale nullo. ` che l’equilibrio in ipotesi di concorrenza perfetta produce e un’allocazione che ` sempre contenuta nel nucleo di questo gioco. Sia g un elemento del sopradifferenziale di f in eN . Ogni agente i possiede una dotazione iniziale ei di latte. Supponiamo che gli agenti non abbiano ancora deciso quali sono le istituzioni che regolamentano le loro interazioni economiche. Dunque. Gli agenti possono cooperare redistribuendo fra di loro il fattore produttivo in modo da massimizzare la produzione complessiva di yogurt. Sia eS = e i∈S ei /|S| la dotazione iniziale media di una coalizione S. Questa riallocazione delle quote di latte attribuisce ad ogni agente una quantit` zi di fattore produttivo da trasformare in yogurt. e La dimostrazione di questo notevole risultato per il nostro esempio semplificato non ` difficile. resta aperto il problema di come distribuire i benefici di questa cooperazione. Data la concavit` della funzione di produzione f . quindi l’ipotesi di concorrenza perfetta non ` ammissibile. L’allocazione g(ei ) appartiene al nucleo perch´ e v(S) = |S| · f (eS ) ≤ |S| · g(eS ) = g(ei ) i∈S 6 . Si dimostra che il nucleo di questo gioco ` sempre non vuoto. sotto il a vincolo i∈N zi = i∈N ei secondo il quale pu` essere riallocata tutta e sola la doo tazione iniziale complessiva di latte. se lasciamo gli agenti liberi di contrattare un’alloe cazione per la quale nessuna coalizione possa sollevare l’obiezione autarchica. finiranno per raggiungere le stesse posizioni a cui li condurrebbe un’economia perfettamente concorrenziale? Un esempio pu` esserci di aiuto. notato per la prima volta da Edgeworth [16] nel 1881. Supponiamo che la funzione di produzione f sia continua. che trasforma latte in yogurt secondo un processo produttivo descritto dalla funzione f : R+ → R+ . ma in generale e non ` un singoletto.presuppone l’esistenza dei prezzi e dunque aggira una domanda fondamentale. In questo caso. Come sopra. crescente e concava. tuttavia. il massimo beneficio v(S) si a ottiene in corrispondenza dell’allocazione in cui ogni agente in S riceve zi = eS . Il nucleo di questo gioco rappresenta l’insieme delle proposte di allocazione z per le quali nessuna coalizione pu` esibire l’obiezione che l’autarchia le metterebbe a disposizione una produzione o maggiore. che associa ad ogni coalizione S di agenti la massima produzione complessiva di yogurt che i membri di S possono produrre da soli. sono possibili diverse soluzioni.

ogni allocazione nel nucleo di un gioco corrisponde ad un equilibrio di concorrenza perfetta. Aumann ha fornito un importante contributo a alla teoria dell’integrazione per le corrispondenze [18]. questo non ` pi` vero. risulta e e immediato che l’influenza di un agente ` nulla. e Dal punto di vista matematico. quando e u il peso contrattuale degli agenti tende a zero. corrispondenti ad una diversa distribuzione dei benefici. qualsiasi siano i precisi dettagli circa il modo in cui gli agenti si dividono i benefici. Aumann ha un’idea pi` drastica [17]: “L’inu fluenza di un singolo partecipante all’economia non pu` essere matematicamente o trascurabile. si pu` sempre o individuare un sistema di prezzi di mercato che fornisce lo stesso risultato. Tuttavia. Chi ha una dotazione iniziale superiore a eN vender` a l’eccedenza a chi ha una dotazione iniziale inferiore a eN ed il mercato si trover` in a un equilibrio perfettamente concorrenziale. Nel 1964. infatti.. Un importante principio di equivalenza afferma che.. Nel 1963. In questo caso. per dimostrare che il nucleo e l’insieme degli equilibri di concorrenza perfetta coincidono. [. Si noti che. Debreu e Scarf presentano un approccio asintotico nel quale si fa tendere ad infinito il numero degli agenti e si studia il limite del nucleo. L’approccio asintotico ` elementare ed ` quello tradizionalmente usato per pree e sentare il principio di equivalenza ai dottorandi in economia. Fondare le istituzioni economiche su un sistema di prezzi non ` restrittivo. Tuttavia. Un opportuno sistema u u di prezzi realizza un equilibrio perfettamente concorrenziale a cui ` associata una e distribuzione dei benefici contenuta nel nucleo del corrispondente gioco in forma cooperativa. per definire nel giusto e grado di generalit` questi integrali. Nella nostra semplice economia con un solo fattore produttivo ed un solo bene. il nucleo contiene anche altre allocazioni. l’uso di un opportuno prezzo genera un’allocazione contenuta nel nucleo. Poich´ lo spazio degli agenti ` nonatomico. in modo analogo si rappresentano la domanda o l’offerta media di una coalizione. occorre formalizzare la nozione che tutti gli agenti hanno peso contrattuale nullo. Quindi l’allocazione raggiunta attraverso un sistema dei prezzi non ` l’unico modo in cui gli agenti potrebbero decidere di organizzare la e loro economia. simile al continuo dei punti su una retta o al continuo delle particelle in un fluido. Intuitivamente. la decisione che massimizza il suo beneficio individuale f (zi ) − p∗ (zi − ei ) ` scegliere e ∗ a proprio la quantit` zi = eN . Quindi un modello matematico e adeguato per la nozione intuitiva di concorrenza perfetta deve contenere un numero infinito di partecipanti. Il risultato si estende ad economie con pi` fattori produttivi e pi` beni. L’allocazione g(ei ) si ottiene facilmente consentendo ad ogni agente i di scambiare latte per yogurt ad un prezzo p∗ uguale alla pendenza di g.” Secondo l’approccio di Aumann. quando il peso contrattuale di ogni agente tende a zero. esso ottiene 7 .] Il modello pi` naturale a questo scopo si basa su un u continuo di partecipanti.e naturalmente v(N ) = |N | · f (eN ) = |N | · g(eN ) = i∈N g(ei ). se il numero dei partecipanti ` finito. In generale. La dotazione iniziale media di una coalizione (misurabile) S corrisponde ad un integrale S e(a) dµ. l’insieme A degli agenti ` uno spazio di misura e nonatomico.

vale la diretta eguaglianza fra nucleo ed insieme delle allocazioni di equilibrio in concorrenza perfetta. Tom ottiene 0 anni di prigione e Jerry 6. −1 Figura 1: Il Dilemma del prigioniero. ti abbuono l’anno di prigione per il crimine minore.” Se descriviamo questa situazione come un gioco tra i due pregiudicati. L’approccio di Aumann usa invece una matematica pi` avanzata che fornisce la giusta rappresentazione. 3. Nel tentativo di renderli punibili per il crimine maggiore. Primo. un gioco in forma strategica consiste di un insieme N di agenti i = 1. immaginiamo una situazione con due giocatori che devono scegliere un’azione all’insaputa dell’altro. sotto la convenzione che il primo numero a designa l’utilit` di Tom ed il secondo l’utilit` di Jerry. . sn ) delle strategie adottate dai giocatori determina per ciascun giocatore i un’utilit` ui (s). 0 n 0. Il procuratore sospetta (ma non pu` provare) che i o due malfattori siano complici in un crimine maggiore. . il giudice separatamente fa a ciascuno di loro la stessa proposta: “Se accusi il tuo socio del crimine maggiore.4 u e La polizia ha fermato due pregiudicati che devono scontare un anno di prigione ciascuno per un crimine minore. che studia a quali esiti conduce l’interazione strategica fra gli agenti. Formalmente. Secondo. a a L’approccio noncooperativo studia in quale modo due agenti razionali dovrebbero Una scena dell’episodio “Dirty bomb” (n. −6 −1. 2. Ad esempio. a Ad esempio. con due importanti u vantaggi. L’esempio pi` noto ` il Dilemma del prigioniero. 4 8 . . E. .la conclusione soltanto al limite. La a Jerry Tom a n a −5. L’interazione strategica fra i due pregiudicati — chiamiamoli Tom e Jerry — pu` essere rappresentata mediante una o matrice dove Tom sceglie la riga e Jerry la colonna. . a cui corrispondono rispettivamente un’utilit` di 0 per Tom e di −6 per Jerry. . punibile con ulteriori cinque anni di prigione. Figura 1 riporta la matrice delle utilit`. se il tuo socio non ti implica nel crimine maggiore (nel qual caso dovrai farti cinque anni di prigione). s2 . ciascuno di loro ha due strategie (accusare il socio o no) e come funzione di utilit` l’opposto a del numero di anni di prigione che rischia di farsi. Il vettore s = (s1 . ti libero subito. 10) della serie televisiva Numb3rs si ispira a questo gioco. . – Repetita iuvant Spostiamo la nostra attenzione sull’approccio noncooperativo. −5 −6. se Tom (a)ccusa il suo complice ma Jerry (n)on lo accusa. n ciascuno dei quali sceglie simultaneamente quale strategia adottare nell’insieme Si . le ipotesi sono molto pi` deboli: non sono richieste la convessit` u a o la monotonia delle preferenze e non ` necessario che le dotazioni iniziali siano e limitate. .

il premio riconosce il ruolo di Aumann nello sviluppo della teoria dei giochi ripetuti. a a supponiamo che entrambi i produttori abbiano costi di produzione nulli e che. Data la simmetria. o La fama del Dilemma del prigioniero discende dal fatto che la soluzione “ovvia” illustra il potenziale conflitto fra razionalit` individuale e benessere collettivo. qualsiasi a cosa faccia Jerry: uT (a. Gli altri contributi di Aumann nell’ambito della teoria dei giochi ripetuti sono efficacemente presentati in [10]. come nel Dilemma del prigionero. Tuttavia. Questo ` anche l’unico equilibrio di Nash e del gioco e. il conflitto fra gli individui impedisce l’emergere della cooperazione — nel nostro esempio. In altre parole. a Se talvolta il conflitto fra le ragioni individuali ostacola la cooperazione. perseguendo la massima utilit` individuale. i giocatori finiscoa no per produrre un risultato collettivo dannoso per entrambi. nel contesto di un esempio noto come duopolio di Cournot. in questo caso. la soluzione individualmente razionale prevede che si accusino a vicenda finendo per accollarsi cinque anni di galera a testa. ognuno dovrebbe a scontare soltanto un anno di prigione. ci sono esiti “cooperativi” che migliorano i 5 Diamo per nota questa nozione. sJ ) ≥ uT (n. Come discutiamo con maggior dettaglio in [8]. Questa ` la predizione basata sulle ragioni individuali.affrontare questa situazione. In termini tecnici. dove menziona l’approfondimento “della nostra comprensione dei conflitti e della cooperazione attraverso gli strumenti analitici della teoria dei giochi” [1]. 2 deve scegliere una quantit` a qi in [0. questo duopolio corrisponde ad una situazione in cui ciascuno dei due giocatori i = 1. si dice che per Tom la strategia a a domina la strategia n nel senso che gli arreca sempre un’utilit` superiore. se la quantit` di tonno immessa sul mercato ` q. Se ena trambi gli agenti si attenessero ad un codice di omert` giocando n. Formalmente. Qui vediamo solo l’idea principale. Tom preferisce comunque giocare a perch´ in questo modo esce di prigione e invece di scontare un anno. gi` presentata su questa rivista in [8]. a cui corrisponde un prezzo di equilibrio p∗ = a/3 ed un profitto a ∗ ∗ individuale πi = a2 /9. Il concetto di soluzione pi` noto ` l’equilibrio di Nash5 u e ma. Tute tavia. L’unico equilibrio di Nash prevede che ciascuno dei giocatori produca la stessa quantit` qi = a/3. essa pu` essere venduta al prezzo a e o p(q) = a−q. le ragioni individuali prevalgono sulla razionalit` collettiva. E’ a questa domanda che fa riferimento la motivazione del premio Nobel conferito ad Aumann. ` natue rale chiedersi sotto quale condizioni sia possibile riconciliare la razionalit` collettiva a con quella individuale. la previsione (e la nostra raccomandazione) ` che ciascun e giocatore dovrebbe accusare il suo socio. la risposta si pu` ottenere in modo diretto. se Jerry non lo accusa. Consideriamo un mercato servito soltanto da due produttori di tonno. Quindi. ci` in cui spera il procuratore. che devono scegliere simultaneamente la quantit` di tonno da mettere in vendita. l’omert`. Qualsiasi cosa Jerry finisca per giocare. citata nell’apertura di questo articolo. Si consideri la o posizione di Tom. Tom preferisce giocare a perch´ in e questo modo deve scontare 5 anni di prigione invece di 6. naturalmente. Tom consegue un’utilit` maggiore giocando a. si pu` o ripetere il ragionamento a parti invertite e concludere che la strategia a ` dominante e anche per Jerry. a 9 . a ovvero. sJ ) per ogni sJ . D’altra parte. Se Jerry gioca a e lo accusa. Nei termini di un gioco in forma strategica. Per semplicit`. a] cercando di massimizzare il suo profitto πi = qi · p(q1 + q2 ).

La versione pi` popolare di una strategia a u basata su questi principˆ — con evidente ascendenza biblica — ` nota con il nome ı e 6 di “occhio per occhio. Se ciascuno dei due produttori m limita la sua produzione a qi = a/4. i duopolisti possono far dipendere ci` che fanno oggi dalla storia passata. – Una nozione di equilibrio pi` generale u Nel film Giovent` bruciata (titolo originale: Rebel without a cause) del 1955 c’` u e una scena molto nota. se ieri la concorrenza o ∗ o ` stata aggressiva e ha prodotto q2 . Il tonno fresco ` una e merce deperibile. 4. Purtroppo Buzz resta incastrato e non riesce ad aprire la portiera. esistono equilibri di Nash in cui i due prigionieri preferiscono seguire il codice di omert`. se i duopolisti attribuiscono sufficiente importanza al futuro. quindi ogni giorno si ripropone la stessa situazione descritta sopra. In breve. alla cooperazione. tit for tat ): domani giocher` o come il mio avversario ha giocato oggi. Il primo a scendere dall’auto in corsa perde la gara e la faccia. oggi il primo agente pu` restituire il favore producendo m q1 . I duopolisti mettono in vendita il tonno ogni giorno. il prezzo sale a pm = a/2 ed il profitto indivim 2 ∗ duale diventa πi = a /8 > a2 /9 = πi . Nel caso del duopolio di Cournot. Nel caso del Dilemma del prigioniero. concludendo la sua corsa tragicamente. Preso atto che sono destinati a giocare sempre lo stesso gioco. si pu` sperare di indurre un comportamento cooperativo con o la promessa di ricambiare in futuro e la minaccia di punire le scelte aggressive. oggi il primo duopolista pu` punire questa azione e ∗ e rispondendo in modo aggressivo e producendo q1 . Se trovassero un modo di “colludere” sul prezzo di monopolio. Ad esempio. esistono equilibri di Nash in cui ogni giorno i giocatori riescono a dividersi i profitti di monopolio.profitti di entrambi. sotto analoga condizione. u due giovinastri (Jim e Buzz) lanciano la propria auto a tutta velocit` verso un a precipizio. ad esempio. repetita iuvant. dente per dente” (in inglese. In una sfida incosciente per dimostrare chi sia pi` coraggioso. entrambi ne trarrebbero beneficio. Se escludiamo questo genere di fatalit` e semplifichiamo drasticamente la situaa zione. Il pi` appetitoso fra gli esiti simmetrici divide a met` i profitti u a che il mercato consentirebbe ad un monopolista. Seguendo le ragioni individuali. 58) della serie televisiva Numb3rs si ispira a questa strategia. In generale. gli equilibri che in un’interazione ripetuta riescono a a riconciliare ragioni individuali e razionalit` collettiva sono sostenuti da due elementi: a il primo ` la promessa (razionale) che la cooperazione oggi sar` ricambiata domani e a ed il secondo ` la minaccia (anch’essa razionale) che far venire meno la cooperazione e oggi condurr` domani ad una punizione. . La teoria dei giochi ripetuti studia sotto quali condizioni un comportamento individualmente razionale riesce a sostenere indefinitamente la cooperazione. possiamo rappresentare il problema come un gioco in forma strategica in cui 6 Una scena dell’episodio “The art of reckoning” (n. Se invece ieri la concorrenza ` stata m o benevola e ha prodotto q2 . i duopolisti si fanno concorrenza e questo danneggia i loro profitti. L’idea sottesa alla teoria dei giochi ripetuti ` che basta allargare il punto di e vista. 10 . . rivelandosi come un “fifone”. La situazione ` del tutto analoga al Dilemma e del prigioniero. In questo modo.

Quando Buzz gioca a. Jim a Buzz Jim a d a 6.67 per entrambi ae i giocatori. ma quando Buzz gioca d.ciascuno dei due giocatori sceglie se (a)bbandonare l’auto a 30 metri dal precipizio oppure solo (d )opo che l’altro sia sceso. a) e (a. Nessuno dei giocatori ha un ruolo privilegiato: entrambi hanno la stessa probabilit` di far la parte del fifone. 0 a d a 4/9 2/9 d 2/9 1/9 Figura 2: Il gioco del fifone. Jim preferisce giocare a: meglio un fifone vivo che un eroe morto. 2 d 2. La matrice di sinistra nella Figura 2 riporta le utilit` dei giocatori. il precipizio assicura che la loro utilit` sia 0. A fronte di questi vantaggi. Il terzo (e ultimo) equilibrio del gioco consente a ciascuno dei due giocatori di scegliere quale strategia giocare con l’ausilio di un dado o di un altro dispositivo casuale. questo terzo equilibrio a sembra preferibile. salva la vita ma viene etichettato come un fifone: la sua utilit` ` 2 mentre quella di ae Buzz ` 7. Gli equilibri sono due perch´. al contrario di quanto avviene nel Dilemma del prigioniero. Questo pone un delicato problema di coordinamento: se Jim gioca d pensando che l’equilibrio “giusto” sia il primo mentre Buzz fa lo stesso ritenendo che l’equilibrio “giusto” sia il secondo. Proviamo ad applicare il concetto di equilibrio di Nash. Riassumiamo il problema. 7 0. 6 7. Sembra azzardato proporre ai giocatori di correre questo rischio pur di ottenere un equilibrio simmetrico. Inoltre. ae Consideriamo come due agenti razionali dovrebbero affrontare la situazione. Non sappiamo come scegliere fra i primi due equilibri e questa indecisione crea il rischio che l’assenza di coordinazione conduca entrambi 11 . La loro interpretazione ` molto naturale: uno dei giocatori scende prima ed uno dopo. In particolare. non ` possibile stabilire a priori chi debba ritrovarsi a fare e e il fifone. uno e assume il ruolo del fifone e l’altro no. dal momento che il ruolo dei due e giocatori ` simmetrico. Ad esempio. anche se questo ` in parte un a e artificio. nessuno vince e nessuno fa la figura del fifone: l’utilit` ` 6. La strategia che risulta migliore dipende da che cosa fa l’avversario e quindi non c’` un modo ovvio di e giocare. l’equilibrio di Nash prescrive che ciascun giocatore giochi a con probabilit` 2/3 e d con probabilit` 1/3. Se entrambi aspettano. se Jim abbandona l’auto e Buzz aspetta. e il valore atteso dell’utilit` ` 6 · (4/9) + 2 · (2/9) + 7 · (2/9) = 14/3 ≈ 4. L’utilit` che i giocatori conseguono ` rispeta e tivamente 2 e 7. Jim preferisce giocare d e dimostrare il suo “coraggio”. In questo caso. d). Poich´ le due casualizzazioni sono a a e stocasticamente independenti. ovvero. con probabilit` 1/9 il terzo equilibrio a conduce entrambi i giocatori nel precipizio. i due rischiano di finire entrambi nel precipizio. I primi due equilibri del gioco del fifone sono (d. Se e a entrambi abbandonano. osserviamo che nessuna strategia domina l’altra. Anzitutto. Se ci limitiamo a considerazioni di simmetria e equit`. la distribuzione congiunta di probabilit` sui quattro a possibili esiti ` descritta dalla matrice sul lato destro della Figura 2. la somma (dei valori attesi) delle utilit` conseguite ` superiore nel terzo a e equilibrio. tuttavia.

L’osservazione chiave di Aumann [19] ` che la nozione di Nash impone e una seconda restrizione. Oppure possiamo chiederci se non esista un punto di vista diverso che generi equilibri migliori. e Jim deve decidere se giocare a o d. Possiamo limitarci ad osservare che. Se Jim apprende “x ≤ 4”. Illustriamo l’idea e tornando al gioco del fifone. La definizione di a equilibrio di Nash presume che valga sempre la propriet` di indipendenza stocastica. invece. Pertanto. Tenendo fermo quanto fa Buzz. i giocatori decidono da soli quale strategia desiderano giocare. il valore a atteso ` (1/2) · 7 = 3. Nei primi due equilibri di Nash. Il dispositivo casuale ` privato nel senso che ognuno dei giocatori fa uso del proprio dado senza rivelare e nulla all’avversario. dobbiamo far vedere che Jim massimizza la sua utilit` giocando a quando sente “x ≤ 4” e d quando a apprende “x ≥ 5”. rivelando a ciascuno di loro un’informazione parziale e diversa sull’esito x del lancio. Il concetto di equilibrio di un gioco si fonda su un principio di razionalit` ina dividuale: ogni giocatore massimizza la sua utilit` tenuto conto di quanto fanno a gli altri. se invece apprende “x ≥ 3” allora gioca a. le distribuzioni di probabilit` sulle strategie giocate sono stocasticamente indipendenti. se Jim sceglie a. il ragionamento per Buzz ` analogo.5. si vede subito che la distribuzione di probabilit` sulle strategie giocate da un solo agente ` la a e stessa del terzo equilibrio di Nash. Supponiamo ora che a Jim sia rivelato “x ≥ 5”. Jim non sa se vale “x ≤ 2” o “3 ≤ x ≤ 4”. Poich´ questo e 12 . La distribuzione congiunta. che ` naturale ma non indispensabile. Supponiamo che a Jim sia rivelato “x ≤ 4”. esistono altri equilibri che consentono ai giocatori di coordinare parzialmente le loro strategie senza sacrificare le ragioni individuali. se invece gioca d.i giocatori nel precipizio. Pertanto. Il modo pi` semplice consiste nel far u ricorso ad un dispositivo casuale pubblico. bisogna trovare il modo di “correlare” le scelte senza rivelare troppo all’avversario. le ragioni individuali implicite nella nozione di equilibrio limitano la gamma delle soluzioni di un gioco. a Se rinunciamo all’ipotesi di indipendenza stocastica. se Buzz sente “x ≤ 2” allora gioca d. ciascuno di loro si fa aiutare nella scelta da un dispositivo casuale privato. La distribuzione di probabilit` congiunta sulle strategie a giocate che ne risulta ` rappresentata nella matrice seguente: e a d a 1/3 1/3 d 1/3 0 Confrontando questa matrice con quella sulla destra della Figura 2. non soddisfa l’ipotesi di indipendenza stocastica. Intuitivamente. Poich´ a conduce ad un’utilit` maggiore. Dimoa e striamolo prendendo il punto di vista di Jim. questa ` una scelta e e a e razionale per Jim. Nel terzo equilibrio di Nash. In modo simile (ma non identico!). il principio di razionalit` individuale ` ancora soddisfatto. D’altra parte. in ognuno di questi equilibri. Dal suo punto di vista questi due eventi sono equiprobabili. ma nel primo caso Buzz gioca d e nel secondo a. se invece gli viene rivelato “x ≥ 5” allora gioca d. il valore atteso della sua utilit` risulta (1/2) · 2 + (1/2) · 6 = 4. ancora una a volta. Il terzo equilibrio assicura che questo evento infausto si manifesti con probabilit` positiva. allora gioca a. Supponiamo che Jim e Buzz chiedano ad un mediatore fidato di lanciare segretamente un unico dado.

i vantaggi dello specifico equilibrio correlato che abbiamo proposto sono evidenti: esso soddisfa le stesse considerazioni di simmetria del terzo equilibrio di Nash. e Come in ogni equilibrio di Nash. i due prigionieri ı. la condanna a morte per chi li ha scritti sbagliati. giacch´ nessuno ha parlato. . Quarta (che vede un 3 sulla fronte dell’altro) indovina i due numeri e ottiene la grazia. Dopo il primo tocco successivo all’annuncio. 3 del piccolo zibaldone matematico di un suo omonimo [20] ed ha escogitato una variante da far giocare ai due prigionieri che languiscono nella sua prigione. I due giocatori scrivono simultaneamente la loro risposta. il re chiede loro se sanno quali sono i due numeri. Questo implica che l’insieme degli equilibri correlati di un gioco contiene l’insieme dei suoi equilibri di Nash. Con ovvio significato. Lo stesso vale per Quarta. I due numeri sono interi consecutivi. Tuttavia. A un certo punto. Quarta (che vede un 3) pu` dedurre che l’altro numero deve essere 4. 13 . il re annuncia ufficialmente alla presenza di entrambi che i numeri interi scritti sulla fronte dei prigionieri sono strettamente positivi. battezziamo i prigionieri Terzo e Quarta. ma produce per ciascuno di essi un valore atteso dell’utilit` superiore (5 invece di 4. Quando almeno uno dei giocatori scrive una coppia di numeri. Che cosa ` cambiato? e L’annuncio del re consente di escludere che uno dei numeri sia zero. quindi. Ciascun prigioniero pu` vedere il numero scritto sulla fronte dell’altro. Ciascun prigioniero e deve scrivere “passo” oppure una coppia di interi consecutivi. I prigionieri non possono comunicare fra loro. annunciare la coppia o giusta ed ottenere la grazia. il gioco termina. Il re Pico Legno ha scoperto un curioso problema di logica a p. le distribuzioni di probabilit` sulle strategie gioa a cate non sono necessariamente stocasticamente indipendenti. chi avesse visto 1 sulla e fronte dell’altro avrebbe indovinato che l’altro numero deve essere 2. dopo il secondo tocco si pu` escludere il 2: se 0 e 1 sono impossibili. Gli esiti possibili sono tre: la grazia per chi ha indovinato i numeri giusti. Al terzo tocco successivo. Relativamente al gioco del fifone. – Io so che tu sai che io so. Analogamente. di Pico Legno continuano a passare. il re spiega ai due prigionieri che durante la notte ha fatto scrivere sulla fronte di ciascuno di loro un numero. Supponiamo che i due prigionieri di Pico Legno siano razionali e che i due numeri siano 3 e 4.67) ed esclude il rischio di condurre entrambi i a giocatori nel precipizio. Cos` anche dopo una dozzina di tentativi. che ` letta soltanto dal re.implica “x ≥ 3”. Per evitare il rischio di farsi condannare a morte. tutti i giocatori si attengono ad un principio di razionalit` individuale. o ma non il proprio. . Jim sa che Buzz gioca a e dunque Jim effettivamente massimizza la sua utilit` scegliendo d. si pu` escludere e o anche che uno dei numeri sia 1: sapendo che 0 ` impossibile. Dopo averli convocati insieme alla sua presenza. a La situazione che abbiamo descritto ` nota con il nome di equilibrio correlato. gli conviene scrivere “passo”. chi avesse visto 2 o avrebbe indovinato che l’altro numero deve essere 3. Terzo (che vede 4 sulla fronte di Quarta) non ha modo di sapere se il suo numero sia 3 o 5. e la continuazione della detenzione per chi ha passato anche nell’ultimo turno. Ad ogni tocco dell’ora. 5. Al terzo tocco.

e Lo stato epistemico di ogni agente i ` rappresentato da una struttura informativa e che associa ad ogni stato ω in Ω un sottoinsieme non vuoto Pi (ω) di Ω. ne deduce che Quarta vede almeno un 3 e quindi sa che Quarta sa che l’altro numero ` almeno 2.Questo puzzle logico illustra come si possano avere livelli di conoscenza diversi di uno specifico fatto. Non soltanto ognuno sa che P ` vera. . utilit`) ma a anche tutti gli elementi epistemici rilevanti. L’annuncio del e re fornisce questo (quarto) livello di conoscenza. ma spesso riescono poco naturali da manipolare: si pensi al momento di esitazione che ciascuno di noi ha provato la prima volta che ha letto questo verso dall’Inferno (XIII. Naturalmente. Consideriamo la proposizione P : “entrambi i numeri sono strettamente positivi”. 25) di Dante: “Cred’io ch’ei credette ch’io credesse. Queste sono ben note a logici e filosofi della conoscenza. i modelli epistemici si rifanno alle strutture della logica modale. . . Quando lo 14 . Indipendentemente da quale sia P . analogamente. questo ` un esempio di ci` che e o i teorici dei giochi chiamano conoscenza comune di un evento o di una proposizione. In generale. Entrambi i prigionieri sanno che P ` vera e che i due interi e consecutivi sono strettamente positivi anche prima dell’annuncio del re: Terzo vede un 4 e quindi sa che l’altro numero deve essere almeno 3. la differenza fra restare in prigione e ottenere la grazia dipende da quale livello di conoscenza si possiede. e Ogni stato del mondo rappresenta un sistema coerente di ipotesi che includono non solo le informazioni che caratterizzano un gioco (giocatori.” Nel 1976 Aumann ha trovato il modo di esprimere la struttura epistemica sottostante ad un’interazione strategica senza fare esplicito ricorso ai modelli di logica. l’insieme Ω contiene diversi possibili stati di cui soltanto uno ` quello vero. In generale. L’annuncio del re fornisce ad entrambi i prigionieri l’informazione che “ognuno sa che ognuno sa che . Dal punto di vista formale. Quarta sa che Terzo sa che l’altro numero e ` almeno 1. Ciascuno dei prigionieri ha due livelli di conoscenza: sa che P ` vera e e e sa che l’altro sa che P ` vera. il puzzle si risolve in modo analogo quando i numeri sono n ed n + 1. che ` necessario per completare e il ragionamento esposto sopra e indovinare correttamente i numeri al terzo tocco successivo all’annuncio. ` pubblicato in questo volume. ma sa anche che tutti lo sanno. poich´ tipicamente gli e agenti non hanno una conoscenza completa dell’ambiente in cui agiscono. Il lavoro originale di Aumann [21]. ovvero se Terzo sa che lei sa che lui sa che P ` vera. e cos` via. e L’idea di Aumann ` supporre che esista un insieme Ω dei possibili stati del mondo. la soluzione di un gioco pu` essere fondata su precise ipotesi o epistemiche che caratterizzano le conoscenze dei giocatori. ma l’agente che ha sulla fronte il numero n + 1 ha bisogno di n − 1 tocchi per completare il ragionamento e deve fare uso di n + 2 livelli di conoscenza. Quarta vede un 3 e sa che l’altro numero deve essere almeno 2. Ad esempio. poich´ Terzo sa che il suo numero deve essere e e almeno 3. tradotto per la prima volta in italiano. come discutiamo nella prossima sezione. Ma c’` di pi`: ciascun prigioniero sa che e u l’altro sa che P ` vera. e Ci` che Quarta ignora prima dell’annuncio del re ` il livello di conoscenza suo e periore. . corrispondente al livello massimale di e conoscenza di P . strategie. e ı Nel gioco di Pico Legno. La rapida diffusione di questo linguaggio pi` semplice (ma formalmente equivalente) ha reso i teorici dei giochi u consapevoli del ruolo delle ipotesi epistemiche. ognuno sa che P ` vera”.

. allora l’agente sa che E ` vero. . k + 1) ` una coppia di interi consecutivi. e in altre parole. si veda [22] per una semplice introduzione. Intuitivamente. Nel caso del gioco di Pico Legno. Aumann [21] assume che e la struttura informativa di ogni agente sia una partizione di Ω. . L’annuncio del re che entrambi i numeri interi sono e strettamente positivi raffina il primo elemento della partizione PA nei due singoletti (0. con due prigionieri di nome Anna e Berto. (1. 1). • • • Figura 3: Gli stati del mondo nel gioco di Pico Legno. la partizione informativa di Berto (che vede un numero pari 2m sulla fronte di Anna) ` generata dalle colonne e della matrice. 1 3 5 7 . .. Pu` essere comodo pensare a Pi (ω) come all’insieme degli stati che l’agente o ritiene possibili quando il vero stato (a lui ignoto) ` ω. questa ipotesi impone alcune (peraltro ragionevoli) restrizioni sull’estensione del sistema delle conoscenze di un agente. (2m + 1. 2). Consideriamo e e ad esempio il gioco di Pico Legno. . 1)}. . l’agente i ritiene che tutti (e solo) gli stati in Pi (ω) possano essere veri. Anna sa soltanto che il vero stato del mondo ` uno dei due elementi e {(2m. quindi l’insieme e Ω = {(0. Chiamiamo Anna il prigioniero che vede un numero dispari 2m + 1 sulla fronte dell’altro. . generata dalle righe della matrice. k + 1). 0 • 2 4 • • • • 6 . Uno stato del mondo ω = (k. 2) cos` che PA ∧ PB = {(0. (k. In particolare. . Dato un evento E ⊆ Ω ed uno stato del mondo ω. questa attrezzatura teorica ` indispensabile per trattare in modo rigoroso problemi e pratici. ı Anche se la gente comune non parla di strutture informative o di stati del mondo. . 1)}. 0 2 4 6 . . La sua struttura informativa PA ` la partizione di Ω rappresentata sul lato e destro della Figura 3. il primo elemento di PB ` il singoletto {(0. Ω \ (0. 1). 2m + 1). Qui diamo solo le definizioni principali. un agente sa che l’evento E ` e vero in ω se Pi (ω) ⊆ E. e Date le strutture informative PA e PB . continuiamo ad usare gli stati del mondo e le strutture informative del gioco di Pico Legno ma supponiamo che Anna e Berto vogliano fare 15 . 2m + 2)}.. indichiamo con PA ∧ PB il loro meet. quindi. se tutto quello che l’agente ritiene possibile nello stato ω ` compatibile con E.stato vero ` ω. Per tenere le cose semplici. si noti che quando Berto vede 0 sa che lo stato del mondo deve essere (0. 1) e (1. 1 • • 3 • • 5 • • 7 • • . si vede subito che il meet delle due partizioni informative ` la partizione banale {Ω}. Un evento E ` conoscenza u e comune fra A e B in ω se (PA ∧PB )(ω) ⊆ E. ovvero la pi` fine partizione che le contiene entrambe...} ` costituito da tutte le coppie di interi adiacenti e che abbiamo visualizzato in una matrice sul lato sinistro della Figura 3. come le speculazioni di borsa basate sul possesso di informazioni riservate. In termini formali. In modo analogo. Quando vede 2m + 1 sulla fronte di Berto. l’agente sa soltanto che il vero stato del mondo appartiene all’insieme Pi (ω). Quindi e l’unico evento di conoscenza comune all’inizio del gioco ` l’informazione banale che e lo stato del mondo ` in Ω. . 1).

Anna sa che lo stato e del mondo ` (2m. altrimenti. . Berto sa che lo stato del mondo ` (0.. 1). anche Berto conclude che con probabilit` 2/3 il valore pi` alto associato a a u allo stato del mondo ` uguale al suo segnale.una scommessa sul vero stato del mondo. Aumann dimostra che. Supponiamo che la distribuzione iniziale di probabilit` sugli stati del mondo a assegni probabilit` (1/2) · (1/2)k all’evento che il vero stato del mondo ` (k. Sulla base della propria personale informazione. se lo stato del mondo fosse (3. . e Poich´ il segnale di Anna ` un numero dispari e quello di Berto ` un numero pari. a e come rappresentato in Figura 4. 16 . Dopo avere appreso che il numero dispari ` 2m + 1.) e 0 2 4 6 1 1/2 1/4 1/8 1/16 3 5 1/32 1/64 1/128 7 . (L’esempio si generalizza in modo ovvio quando la distribuzione iniziale ` geometrica di parametro p in (0. u In modo del tutto analogo. e si perde. 2m + 2). In altre parole. 1) i due non dovrebbero avere difficolt` a a stipulare una scommessa dove ciascuno punti sul proprio segnale. Se il segnale ` zero. dopo avere rivisto la sua distribuzione di e probabilit`. Berto riceve un rapporto che gli rivela invece il valore del numero pari. supponiamo che questa distribuzione di probabilit` sia conoscenza comune per Anna a e Berto. 2m + 1). Se il e e segnale ` un numero pari diverso da zero. dopo avere ricevuto il segnale Anna attribuisce probabilit` 2/3 a (2m. Adesso consentiamo a ciascuno di essi di ricevere in via confidenziale informazioni diverse. a Per rappresentare l’iniziale simmetria delle informazioni a loro disposizione. ciascuno scommette sull’evento pi` probabile ed ha una speranza di vincita strettamente positiva. 2m + 1) oppure (2m + 1. da cui ciascuno di loro spera di trarre vantaggio sottoscrivendo una scommessa profittevole su quale sia il numero pi` alto associato allo stato del u mondo. con probabilit` 2/3 Anna ritiene che il suo segnale sia a uguale al valore pi` alto. Anna sarebbe disposta a scommettere sul 3 e Berto sul 4. Speculare ` per certi versi un’attivit` anae a loga a scommettere: se la posizione presa in borsa ` giusta si guadagna. 1/256 Figura 4: La distribuzione di probabilit` iniziale. Poich´ la probabilit` iniziale di e e a questi stati era rispettivamente (1/2)2m+1 e (1/2)2m+2 . u Nel suo lavoro del 1976. se i due agenti sono razionali. se Anna e Berto hanno la ı.. e e e in tutti gli stati del mondo diversi da (0. . 1/3 a (2m + 1. Il rapporto ricevuto da Anna le rivela il valore di uno dei due numeri (quello dispari) che descrivono lo stato del mondo e quindi la sua struttura informativa ` e descritta dalla stessa partizione PA che abbiamo rappresentato sul lato destro della Figura 3. 4). k + 1). 1). le cose non stanno cos` Qualsiasi sia lo stato del mondo. Ad esempio. 2m + 2) e 0 a tutti a gli altri stati.

se Berto accetta la scommessa. L’argomento ha un’immediata presa intuitiva: “Se so che tu sei razionale. In ogni caso. Se Berto rifiuta la scommessa.” u e u 6. A seconda delle sue informazioni. – Non basta essere razionali Secondo la teoria dei giochi. L’ipotesi di razionalit` corrisponde ad attribuire a ad ogni agente una cosciente motivazione ad agire in modo da massimizzare la propria utilit`. Berto deduce che lo stato del mondo ` (3. 3). Berto deduce che (1. se Anna propone di scommettere sul 3. L’atto di proporre una scommessa rivela nuova informazione che un agente razionale deve incorporare nelle proprie valutazioni. 5). 2) o (2. E visto che non sei uno sciocco. perch´ dovrei comprare e un titolo azionario da te? Se sei disposto a venderlo al prezzo p. Un’opportuna generalizzazione di questa osservazione conduce ad un risultato generale di impossibilit` (no trade theorem) secondo il quale due agenti razionali a non possono scambiarsi titoli di borsa a scopo puramente speculativo. 4) e Berto ha ricevuto il segnale 4. 3) e e Berto ha ricevuto il segnale 2. sar` bene che io mi chieda se sono a davvero disposto a pagare p per averlo. occorre che ogni agente razionale la accetti e che sappia che l’altro desidera accettarla. questi non sa se lo stato del mondo sia (1. 4). 3). l’atto di imbastire una scommessa riallinea e le opinioni dei due agenti in modo perfetto. diventa conoscenza comune che lo stato del mondo ` (2. Ad esempio. e quindi lo stato del mondo deve essere (2. 3) con probabilit` 2/3 e (3. dopo avere ricevuto i loro rapporti Anna e Berto hanno effettivamente valutazioni di probabilit` diverse. questi non sa se lo stato e del mondo sia (3. supponiamo che Anna riceva il segnale 3. per riuscire a imbastire una scommessa. diventa conoscenza comune che lo e stato del mondo ` (3.stessa distribuzione iniziale di probabilit` e successivamente ricevono informazioni a diverse. l’interazione fra gli a 17 . Anna ritiene che lo stato del mondo sia (2. Come nel caso del Dilemma del prigioniero. Proviamo a spiegarlo in modo intuitivo. Ma c’` di pi`. Se ` Anna a proporre la e u e scommessa. Quindi pensa a a di proporre a Berto una scommessa in cui lei punta sul 3. giacch´ la e semplice dimostrazione si pu` leggere nella traduzione dell’originale.) L’atto stesso di a cercare di imbastire una scommessa fa venir meno la convenienza di proporla. questa ` accettata da Berto se e solo se ` conoscenza comune che Anna e e perder` per certo la scommessa. un gioco rappresenta un problema di interazione strategica tra agenti razionali. D’altra parte. Berto accetta o rifiuta la scommessa. 3) e Berto rifiuta la scommessa. ` pi` prudente non farlo. 4) e accetta la scommessa. ` impossibile che abbiano conoscenza comune che le loro valutazioni di e probabilit` sullo stesso evento siano diverse e quindi non si possono trovare su lati a diversi della stessa scommessa. e Tirando le somme. siamo costretti a ripensare se davvero ci convenga offrirla. 4) o (4. Se sto comprando il titolo soltanto perch´ e spero di rivenderlo ad un prezzo pi` alto. Sentendo che Anna desidera scommettere sul 3. 2) ` impossibile. vuol dire che sai che vale meno di p. o Come abbiamo illustrato sopra. Questo ` possibile perch´ a e e ciascuno di loro non sa che l’altro ha una valutazione diversa. possono succedere due cose. 4) con probabilit` 1/3. Quando riflettiamo sui motivi per cui una controparte razionale ` disposta ad e accettare una scommessa. (Lo stesso vale a parti invertite. Se invece lo stato del mondo ` (3. Se lo stato del mondo ` (2. Sentendo che Anna desidera scommettere sul 3.

4 0. Anche se in generale il suo uso non garantisce che si possa dedurre un unico modo di giocare.7 Per ogni scelta di Primo. 1 1. 1 1. ad ogni passo dell’iterazione. 2 0. 2 1. Rovesciando il punto di vista. Sfruttando questa osservazione. e Poich´ S ` dominata da C. dove per Primo la strategia Alto ` dominata da M ezzano. Seconda non gioca mai S. Quindi. Seconda. ci sono ambiti in cui questa tecnica si rivela insospettamente potente. Vale dunque la pena a chiedersi quanto siano robuste le raccomandazioni della teoria dei giochi. Nell’esempio qui sopra. dove C entro risulta dominata da Destra per Seconda. dal punto di vista dell’interazione strategica. 3 C D 4. a e Questa tecnica di analisi prende il nome di eliminazione delle strategie iterativamente dominate. La vita quotidiana. si eliminano prima C e poi M e si conclude che l’unico di giocare coerente con l’ipotesi di conoscenza comune della razionalit` degli agenti ` (B. pu` ripetere il ragionamento appena fatto e dedurre che Seconda non e o gioca mai S. Sappiamo gi` dalla noa stra discussione del Dilemma del prigioniero che un giocatore razionale preferisce giocare una strategia dominante (se esiste). 1 1. 2 2. e e S C D 3. che e e sa che Primo ` razionale. 2 1. concediamoci un excursus. ma facciamo anche l’ipotesi che la struttura del gioco sia a conoscenza comune. deduce che A non sar` giocato. 4 0. ci costringe a mettere in dubbio la validit` di questa ipotesi. un giocatore razionale deve evitare di giocare una strategia dominata perch´ questa lo condure rebbe ad un’utilit` inferiore. D). la teoria procede sempre sulla o base dell’ipotesi che gli agenti siano razionali. Eliminando la riga A. 3 A M B =⇒ A M B =⇒ M B Figura 5: Eliminazione delle strategie iterativamente dominate. d’altra parte. 2 2. dove Primo sceglie la riga e Seconda la colonna. 0 4. Dal nostro punto di vista. Consideriamo il gioco rappresentato sulla sinistra della Figura 5. Supponiamo che i giocatori siano razionali e che questa razionalit` sia conoscenza comune. 2 2. per e “cancellare” una strategia dominata. Giacch´ Primo sa che Seconda e ` razionale. invochiamo un livello superiore di conoscenza della razionalit` degli avversari.agenti pu` ostacolare i piani individuali. ` sufficiente l’osservazione che. 1 4. 7 18 . e a possiamo ridurre l’interazione strategica al gioco rappresentato sulla destra della Figura 5. Primo esclude S dall’analisi del gioco perch´ e e e Lo sottaciamo per semplicit`. Proseguendo in modo analogo. 1 2. Per inquadrare la questione. possiamo giustificare a un’importante tecnica di semplificazione dei problemi di interazione strategica. 3 C D 0. Adesso sfruttiamo l’ipotesi di conoscenza comune. l’opzione di giocare S ` irrilevante: possiamo semplificare il gioco cancellando la colonna S. sono necessarie precise ipotesi epistemiche. l’utilit` che a a Seconda ottiene giocando S inistra ` inferiore a quella che riceve scegliendo C entro. Tuttavia. Primo ` razionale e non gioca mai A. 1 1. perch´ questa gli arreca un’utilit` superiore e a di qualsiasi altra strategia dominata. Seconda non gioca S perch´ a e ` razionale e sa che S ` dominata. 2 1. Ne e risulta il gioco rappresentato al centro della Figura 5.

Ecco il teorema: supponiamo che i giocatori condividano la stessa distribuzione iniziale di probabilit` sugli stati del mondo e che ogni giocatore a sia razionale in tutti gli stati del mondo. nel secondo stadio del ragionamento. per “risolvere” un problema di interazione strategica secondo questa tecnica non basta che i giocatori siano razionali.) Applichiamo l’eliminazione delle strategie iterativamente dominate.55.33 e.sa che Seconda ` razionale e quindi non gioca strategie dominate. E cos` via. scopriamo che puntare su un numero superiore a 53 ` dominato dallo stesso 53. Devono anche sapere di esserlo (e saperlo ad infinitum). moltissimi giocatori in carne ed ossa scelgono strategie che sono iterativamente dominate. Ecco un esempio molto noto. che nel 1987 ha identificato quali ipotesi epistemiche sostengono la nozione di equilibrio correlato da egli stesso introdotta nel 1974 e discussa nella Sezione 4. al secondo stadio del ragionamento. pu` escludere A dalla sua analisi del gioco. E’ sulla base di e ci` che. A sua volta Seconda. (Prima di leggere oltre. sapendo che Primo sa che lei ` e e razionale. . possiamo argomentare che questa ipotesi pretende troppo dai giocatori in carne ed ossa. chi lo fa sovente non conquista il montepremi. che corrispondono a quanto si ottiene entro i primi quattro stadi del ragionamento. Oltre ad essere razionali. allora la distribuzione di probabilit` sulle a 19 . se occorre un’ipotesi di razionalit` cos` forte per giustificare l’elimia ı nazione delle strategie iterativamente dominate. Ma questo implica x ≤ ¯ (2/3) · 80 = 53. Ciascuno di n giocatori punta 10 euro e sceglie simultaneamente un numero intero non superiore a 120. Per qualsiasi combinazione di scelte dei giocatori. La soluzione ottenuta per eliminazione delle strategie iterativamente dominate non regge alla prova dei fatti. Quindi puntare ¯ su un numero superiore a 80 ` una strategia dominata dallo stesso 80 e nessun e giocatore razionale punta su un numero superiore a 80. Giacch´ questa e tecnica ` una conseguenza dell’ipotesi di conoscenza comune della razionalit` dei e a giocatori. questo implica e x ≤ (2/3) · 53.) E’ pi` probabile che il u numero scelto sia compreso fra 23 e 80.33 = 35. Il montepremi raccolto ` diviso in parti uguali fra tutti e coloro che hanno scelto un numero x che minimizza la distanza da un valore x ¯ uguale a 2/3 della media dei numeri scelti dai giocatori. Allo scopo di determinare la loro plausibilit`. fino a concludere che l’unico numero che ¯ ı sopravvive all’eliminazione delle strategie iterativamente dominate ` lo zero. Primo decide di non giocare A perch´ o e ` una strategia dominata. concedetevi qualche minuto per chiedervi come giochereste e scrivetelo sul margine del foglio. Forse dovremmo espungere l’eliminazione delle strategie iterativamente dominate (oltre il terzo o quarto stadio) dall’arsenale dei metodi di analisi delle interazioni strategiche reali. Tuttavia. e cos` via. questo rende importante detera minare quali siano i fondamenti epistemici dei concetti di soluzione elaborati dalla teoria dei giochi. quanto possiamo fidarci di questa tecnica per affrontare i problemi reali di interazione strategica? In verit`. e Leggete che cosa avete scritto sul margine: quasi nessuno punta su questo numero. che cosa devono sapere esattamente i giocatori per convenire su un equilibrio? Questa domanda ` stata sollevata per la e prima volta da Aumann [23]. (Anzi. Proseguendo. x ≤ (2/3) · 120 = 80. . non molto: a se la corretta applicazione ad un problema richiede pi` di tre o quattro stadi di iterau zione. Soltanto l’ipotesi o ı di conoscenza comune della razionalit` dei giocatori consente di iterare il ragionaa mento a qualsiasi livello. In altre parole.

200.3 75 100 100 100 33. Nel caso in cui sia V = 300. in cui i giocatori non fanno uso u di dispositivi casuali: supponiamo che i giocatori siano razionali e che le strategie scelte da ogni giocatore siano note a tutti (senza essere necessariamente conoscenza comune).3 75 150 Figura 6: Liquidazione di un fallimento secondo il Talmud. e Qualche anno dopo. 300).8 Nel 1985. A seconda dell’entit` del patrimonio disponibile (V = 100. non ` necessaria alcuna ipotesi di conoscenza comune: ` sufficiente che ogni e e giocatore sia razionale e conosca le strategie scelte dagli altri. il Talmud a propone le tre diverse suddivisioni illustrate nella Figura 6. l’indicazione ` di effettuare u e una divisione in parti uguali. . Aumann ha pubblicato un’analisi che mediante la teoria dei giochi interpreta in modo mirabile un passaggio notoriamente difficile del Talmud babilonese (Kethubot 93a) e risolve un problema aperto da circa 2000 anni. dn la cui somma supera il valore V del suo patrimonio. L’incongruenza fra queste due indicazioni ` e ulteriormente aggravata dalla seconda riga che. Questi ` un uomo a e molto religioso. Possiamo facilmente immaginare la e e e Il Talmud ` un compendio di scritti rabbinici che costituisce la base per le leggi e le tradizioni e ebree. Un’azienda dichiara fallimento quando ha debiti d1 .3 Patrimonio 200 50 300 50 300 33. descrive una divisione che non ` n´ proporzionale n´ in parti uguali. . allora queste strategie costituiscono un equilibrio di Nash. per V = 200. che non manca mai di indossare la kippah e conosce piuttosto bene il Talmud. Nella moderna giurisprudenza. insieme a Maschler. – Le liquidazioni fallimentari secondo il Talmud Chiudiamo questo lavoro raccontando un piccolo contributo matematico [25] che illustra un altro aspetto della ricca personalit` di Aumann. In questo caso. e Il Talmud affronta il problema spiegando soltanto come risolvere tre esempi specifici.scelte congiunte dei giocatori ` associata ad un equilibrio correlato. 200 e 300. Riportiamo la risposta per il caso pi` semplice. d2 . Sorprendentemente. 7. Aumann e Brandenburger [24] hanno affrontato e risolto completamente la stessa questione relativamente alla nozione di equilibrio di Nash. Ci sono tre creditori ai quali l’azienda deve rispettivamente 100. Un’altra a soluzione possibile ` la divisione in parti uguali di V fra tutti i creditori. 8 20 . . Ci chiediamo come si dovrebbe ripartire V fra i creditori. la soluzione tradizionale ` la divisione e proporzionale di V in base all’entit` del credito di detenuto dall’agente i. Debito 200 33. . La prima riga corrisponde al caso in cui il valore del patrimonio V = 100 non supera neanche il debito pi` piccolo. la terza riga raccomanda invece una divisione proporzionale.

perplessit` degli interpreti del Talmud che per quasi due millenni non sono riusciti a a derivare una regola generale coerente con tutti e tre gli esempi. ovvero a (2) xi = V − (V − d1 )+ − (V − d2 )+ + (V − d3−i )+ . Anna a afferma che ` tutto suo. Un problema di liquidazione fallimentare (E. . quindi la parte positiva (V − di )+ = max{V − di . Secondo il e a e Talmud. 0} del valore residuo pu` essere immediatamente assegnata o all’altro. si assegna ogni ulteriore euro al creditore maggiore fino a quando entrambi hanno un credito residuale di d1 /2. Il creditore i riceve la parte che l’altro non gli contesta e met` della quota residua. ogni ulteriore euro ` diviso di e nuovo in parti uguali. Quando entrambi i creditori hanno ricevuto e d1 /2. a Applichiamo il ragionamento sottostante la regola di Baba Metzia ad un problema di fallimento con due creditori che vantano diritti d1 . si divide in parti uguali il debito impagato ed i giocatori soffrono uguali perdite. . Da qui in poi. L’idea ` la seguente. Diciamo che la soluzione di un problema di liquidazione fallimentare ` coerente se la somma totale xi + xj assegnata a due creditori i = j ` divisa fra e e questi esattamente come prescritto dalla regola di Baba Metzia. Intuitivamente. si divide in parti uguali. tra (100. V − (V − d1 )+ − (V − d2 )+ . hanno dimostrato che esiste una regola coerente e che essa pu` essere o facilmente spiegata. Il Teorema A di Aumann e Maschler mostra che ogni problema di bancarotta ammette una sola soluzione coerente. si divide in parti uguali il patrimonio ed i giocatori ottengono uguali guadagni. Nel terzo tratto. e e a e questa parte va attribuita ad Anna. questa soluzione pu` essere descritta in funzione di V . Cominciamo da un caso pi` semplice. la controversia va risolta assegnando 3/4 del tessuto ad Anna ed 1/4 a Berto. 200) e (200. Una soluzione per tale problema ` costituita e da un vettore x = (x1 . si divide in parti uguali. la met` restante va divisa in parti uguali. Due persone si disputano la propriet` di un tessuto. 300). esiste un’unica estensione u 21 . Ciascun creditore i vanta soltanto il diritto di . x2 . Nel primo tratto. . tra l’origine e (100. ≤ dn (ordinati in modo crescente) tali che V ≤ i di . Aumann e Maschler. d2 sul valore V del patrimonio. invece Berto sostiene che una met` ` sua. possiamo determinare la regola implicita del Talmud. (Sullo stesso grafico. . La regola di Baba Metzia ` rappresentata in Figura 7 sotto l’ipotesi che i debiti e siano d1 = 200 e d2 = 300 e che il valore del patrimonio vari da 0 a 500. tale che i xi = V . Quando o V ` piccolo. Poich´ Berto riconosce che met` dell’abito non ` sua. 2 Supponendo d1 ≤ d2 . le attribuzioni di una soluzione coerente sono le stesse a cui giungerebbe ciascuna coppia di creditori applicando la regola di Baba Metzia per dividersi la somma xi +xj ad essi complessivamente assegnata dalla soluzione stessa. invece. . d) ` definito da un patrimonio di valore V ≥ 0 con e il quale dobbiamo far fronte a n debiti 0 ≤ d1 ≤ d2 ≤ . . 100). xn ) di attribuzioni per ciascun creditore.) Si noti l’inversione del punto di vista. Se estendiamo opportunamente la logica dal caso con due creditori al problema generale. proposto in un altro brano del Talmud u (Baba Metzia 2a). In termini pi` formali. La parte del patrimonio che ancora avanza. la regola di divisione proporzionale corrisponde al segmento che unisce l’origine al punto (200. 300).

Aumann e Maschler dimostrano anche che essa coincide sia con il nocciolo sia con il nucleolo di un gioco in forma cooperativa naturalmente associato al problema di bancarotta. “Comunicato stampa” del 10 ottobre 2005 per lo Sveriges Riksbank Prize in Economic Sciences in Memory of Alfred Nobel 2005. Dati gli n debiti d1 ≤ d2 ≤ . Non appena il creditore 1 (verso cui vale il minor debito) ha ottenuto d1 /2. coerente della regola di Baba Matzia dai problemi di bancarotta con due creditori ai problemi di bancarotta con n ≥ 2 creditori. “Comunicato stampa” dell’11 ottobre 22 . e cos` via. A questo e punto. Questa procedura continua in modo analogo fino a quando il credito impagato del creditore n si ` ridotto a dn−1 /2. Per valori iniziali di V piccoli. e Riferimenti bibliografici [1] Accademia Reale delle Scienze di Svezia. Questa soluzione riproduce esattamente le attribuzioni proposte nei tre esempi del Talmud presentati nella Figura 6. rientra in gioco il creditore n − 1 ed ogni euro addizionale ` diviso fra questi e due fino a quando il credito impagato di ciascuno di loro si ` ridotto a dn−2 /2. illustriamo come applicare la regola all’aumentare di V . ≤ dn . quando tutti ı hanno un credito impagato di d1 /2 e da questo momento in poi ogni ulteriore euro ` diviso in parti uguali. a questo punto la sua attribuzione smette di aumentare ed ogni ulteriore euro ` diviso in parti e uguali fra i restanti n − 2 creditori. Si procede cos` fino a quando il e ı creditore 2 (verso cui vale il secondo minor debito) ha ottenuto d2 /2. Qui ` sufficiente descrivere come funziona in generale la regola di e liquidazione fallimentare raccomandata dal Talmud. . . Qui e rientra il creditore n − 2.x2 300 V 200 100 0 100 200 x1 Figura 7: La regola di Baba Metzia per d1 = 200 e d2 = 300. il patrimonio ` diviso in parti e uguali fra tutti i creditori. [2] Accademia Reale delle Scienze di Svezia. la sua attribuzione smette di aumentare ed ogni euro addizionale ` diviso in parti uguali fra gli altri n − 1 creditori. Il creditore 1 rientra per ultimo.

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