Progetto di legge Prime norme per l’attuazione della L. 12 luglio 2011, n.

106, “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 - Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l'economia” Relazione La conversione in legge del “decreto sviluppo” nella scorsa estate ha fatto entrare in vigore una serie di norme sostanziali e procedurali di significativo impatto sulle politiche del territorio ed anche sull’assetto istituzionale in Lombardia. Rimandando ad altro contesto l’esame delle norme sotto il profilo sostanziale, rileva in questa sede una specifica attenzione per aspetti che non sono meramente procedurali ma investono il delicatissimo profilo delle competenze degli organi. Come sempre si verifica in questi casi, ciò che ha la forma di questione istituzionale comporta una diversa concezione di come gli enti rappresentativi della volontà popolare discutono, procedono, decidono. Sono questi i casi nei quali in discussione è il concreto esercizio della sovranità. Il decreto convertito interviene in questa materia attribuendo i poteri sulle delicatissime scelte di riqualificazione urbanistica ed edilizia sostanzialmente alle Giunte comunali. E’ così per le decisioni nel merito dei piani attuativi ma è così anche per la definizione della portata delle operazioni di riqualificazione. Già nel 2009 era stato praticato una analoga operazione, all’epoca in conseguenza di decisioni assunte in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti Locali. La legge regionale n. 13 di quell’anno aveva attribuito poteri penetranti ai comuni, in coerenza con la vigente (allora come ora) legislazione urbanistica regionale e con i principi generali affermati anche nello Statuto della Regione. Il problema si ripresenta adesso. E’ ben vero che nel decreto è affermato il cosiddetto “principio di cedevolezza”, secondo il quale la legge nazionale produce direttamente i suoi effetti fino alla entrata in vigore della legge regionale ma è evidente che se la norma regionale non c’è occorre valutare gli effetti della norma nazionale e verificare se corrispondano agli interessi pubblici e generali come in Lombardia sono venuti condensandosi nel tempo. Questo è l’approccio, limitatamente al problema qui in esame, che è stato proposto dalla stessa Giunta regionale, ancorché – con procedura del tutto inusuale – non formalizzato con l’adozione di un progetto di legge. La discussione comunque avviata nella V Commissione permanente e autorevolmente introdotta dall’Assessore competente - che ha presentato un progetto di legge su tutto l’arco di questioni poste dal Decreto 70/2011 – non ha prodotto alcun esito, mentre il tempo scorre ed è realistico prevedere che la data del 10 novembre 2011, quando saranno pienamente e direttamente operanti le norme del Decreto, arriverà senza che vi sia una legge regionale su tutta la materia. Per questa ragione, il presente pdl formalizza la presentazione di quelle parti del testo presentato dall’Assessore, per giungere ad un provvedimento stralcio che – lasciando impregiudicate discussione e decisione sugli orientamenti in materia di politica urbanistica – eviti effetti negativi e finora a parole non condivisi dall’insieme dei gruppi politici nel Consiglio regionale, tali da compromettere aspetti fondativi delle istituzioni locali lombarde. Dal progetto di legge non derivano obbligazioni di carattere finanziario a carico del bilancio regionale.

Art. 1 – Finalità La presente legge detta prime disposizioni di attuazione dell’articolo 5 del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 “Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l'economia”, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 12 luglio 2011, n. 106. Art. 2 – Riqualificazione urbana incentivata 1. Le scelte in ordine alla riqualificazione urbana incentivata sono operate dai comuni, in sede di pianificazione territoriale, secondo quanto previsto dall’articolo 11, comma 5 della l.r. 12/2005, nonché a mezzo dei programmi integrati di intervento di cui agli articoli 87 e seguenti della stessa l.r. 12/2005. 2. Ai fini dell’attuazione degli interventi relativi all’utilizzo del patrimonio edilizio esistente, trovano applicazione le disposizioni di cui all’articolo 5, commi da 1 a 5, della l.r. 13/2009,nonché le determinazioni assunte dai comuni ai sensi dell’articolo 5, comma 6, della medesima legge. Art. 3 – Pubblicazione degli strumenti urbanistici 1. All’articolo 13 della l.r. 12/2005 sono apportate le seguenti modifiche: a) dopo il primo periodo del comma 4 è inserito il seguente: “Gli atti sono altresì pubblicati nel sito informatico dell’amministrazione comunale”; b) al secondo periodo del comma 4, dopo le parole “Del deposito degli atti”, sono inserite le seguenti: “e della pubblicazione nel sito informatico dell’amministrazione comunale”; c) il comma 10 è sostituito dal seguente: “10. Gli atti di PGT, definitivamente approvati, sono depositati presso la segreteria comunale e pubblicati nel sito informatico dell’amministrazione comunale”. 2. Al comma 2 dell’articolo 14 della l.r. 12/2005 sono apportate le seguenti modifiche: a) dopo le parole “unitamente a tutti gli elaborati”, sono inserite le seguenti: “Gli atti sono altresì pubblicati nel sito informatico dell’amministrazione comunale”; b) dopo le parole “del deposito”, sono inserite le seguenti: “e della pubblicazione nel sito informatico dell’amministrazione comunale”. Art. 4 – Approvazione dei piani attuativi conformi 1. Ai fini dell’adozione e della approvazione dei piani attuativi conformi allo strumento urbanistico generale è competente l’organo comunale individuato secondo quanto previsto dall’articolo 14, commi 1, 4 e 4 bis, nonché dall’articolo 25, comma 8 bis, della l.r. 12/2005. Art. 5 – Entrata in vigore 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.