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INSEGNANTE, UN DIFFICILE MESTIERE di Maria Serena Peterlin

L’ attitudine
Tutti possiamo imparare, ma non tutti possiamo insegnare, perché ciascuno può amare una disciplina, ma pochi riescono a farla amare. Tutti vogliono progredire, non tutti si propongono di far progredire gli altri. Molti desiderano sapere più degli altri, pochi desiderano che altri ne sappiano di più di loro. Tutti amano la libertà, ma solo qualcuno insegna ad amarla. Ogni persona vuole essere libera, ma molte di meno sono le persone felici di riconoscere la piena libertà specialmente ai piccoli, ai giovani e a chi è diverso da sé. Tutti sappiamo individuare i difetti degli altri, qualcuno ama parlare dei propri, ma nessuno è contento che gli altri ci mettano di fronte ai nostri difetti con i fatti e nelle situazioni reali e questo può accadere a chi insegna. Tutti reclamano la propria autonomia, pochi accettano che l’essere umano abbia diritto alla sua autonomia fin dalla nascita. Tutti ci affezioniamo alle nostre opinioni, pochi pensano che sia importante non solo affiancare e sostenere chi sta costruendo e formando le proprie, ma anche consentirgli di verificare le nostre. Tutti abbiamo sentimenti, pochi accettano di mostrarli esponendosi alla gioia, ma anche alla delusione.
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Tutti siamo cresciuti ricevendo in vario modo insegnamenti ed educazione, pochi sono disposti ad ammettere che avrebbe potuto essere una persona migliore con insegnamenti ed educazione diversi. Molti ridono o trovano divertente la goffaggini o la gaffe altrui, ma pochi hanno sufficiente umorismo per trovare divertenti la propria.

Il talento
Tutti abbiamo studiato e ci siamo sottoposti a verifiche; non tutti continuiamo a studiare e ci si sottoporremmo, senza resistenza, a verifiche: e chi lo fa, invece, potrebbe essere un buon insegnante. Tutti sono felici di essere amati e stimati senza condizioni; non tutti sono disposti ad amare e a concedere un credito di stima e fiducia senza condizioni nella convinzione che sia una sfida virtuosa: ma anche questi potrebbero e dovrebbero essere insegnanti. Tutti pensano al loro futuro; non tutti pensano al domani e al futuro degli altri anche a condizione di cedere qualcosa di proprio: ma questi sì, possono essere davvero bravi insegnanti. Tutti tendiamo ad affidarci alle regole; pochi sono disposti a confrontarsi e discutere sulle regole con persone più giovani affinché possano condividerle. Ma quelli che lo fanno sono già bravi insegnanti.

La missione
Saper indicare la direzione, amare, rispettare, dare fiducia e cedere il passo a chi cammina più veloce non significa rinunciare a se stessi, ma riconoscere un principio fondamentale di uguaglianza.

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Dichiarare i propri obbiettivi e valori e esaminarli insieme non significa sminuirsi, ma affermare la libertà propria ed altrui. Affermare con la vita vissuta la propria dignità per garantirla ai più giovani non è abbassarsi, ma trasmettere il senso della fraternità.

Fare tutto questo senza assumere un ruolo genitoriale, ma mantenendosi nelle competenze dell’educatore è necessario, ma è difficile. Infatti insegnare è un mestiere difficile. Insegnare, oggi come ieri e come domani, significa, infatti, essere lievito sociale, confrontarsi con altre figure e altri mezzi di trasmissione di conoscenza per appropriarsi del ruolo specifico di educatore.

scritto da : Mariaserena Peterlin

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