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L'economista tedesco e l'Italia: "Da voi? Io investo"

L'economista tedesco e l'Italia: "Da voi? Io investo"

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Intervistato da Paolo Casicci sul Venerdì di Repubblica del 18 novembre 2011, l'economista tedesco Max Otte spiega come gli enormi interventi pubblici per il salvataggio degli stati UE in crisi, siano soprattutto serviti a foraggiare ancora una volta banche e oligarchie finanziarie.
Intervistato da Paolo Casicci sul Venerdì di Repubblica del 18 novembre 2011, l'economista tedesco Max Otte spiega come gli enormi interventi pubblici per il salvataggio degli stati UE in crisi, siano soprattutto serviti a foraggiare ancora una volta banche e oligarchie finanziarie.

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italia

VISIONI ERETICHE

L’ECONOMISTA TEDESCO E «DA VOI? IO INVESTO»

L’ITALIA

PAROLA DI MAX OTTE, CHE, NEL LIBRO APPENA TRADOTTO DA CHIARELETTERE, DICHIARA: «IL VOSTRO MERCATO ORA OFFRE BUONE OCCASIONI». E SECONDO LUI, NON USCIREMO DALL’EURO. A DIFFERENZA DI GRECIA, PORTOGALLO E...
di PAOLO CASICCI

n tedesco, finalmente. Nel 200 miliardi di euro, cioè 2500 euro per dibattito circa il disastro ciascun tedesco. Cifre che non tengono finanziario che incombe conto, ancora, dei programmi congiuntusull’Italia mancava giusto rali e delle iniezioni di liquidità della Bununa voce dalla Germania. desbank e della Banca centrale europea. Max Otte è l’economista Ora, se la politica avesse imparato dalla che nel 2006 ha predetto la crisi finan- crisi, avremmo forse potuto riprenderci ziaria arrivata due anni dopo. Il suo Fer- del tutto. Ma, passato lo spavento, banche mate l’eurodisastro, pubblicato in patria d’investimento e operatori finanziari hanquest’estate, è diventato subito un be- no ricominciato a gestire affari molto ristseller, perché piace alla schiosi, e spesso tossici, senza «pancia» di un Paese stanco essere ostacolati dalla politica. Chi beneficia di pagare per gli altri. In ItaMerkel dei salvataggi E quello che Angela 2008, e lia il libro uscirà venerdì per non sono aveva promesso nel Chiarelettere: un’occasione i comuni cioè che ogni operatore, proper immaginare che cosa ac- risparmiatori, dotto e attività finanziaria docadrebbe se Angela Merkel ma finanziarie vessero essere sottoposti a desse ascolto fino in fondo e super-ricchi norme nuove e più stringenti, agli euroscettici come Otte, è finito nel dimenticatoio. Così anziché, come accusa il proadesso le scosse si susseguono fessore, cedere progressivamente a quella che lui bolla come «oligarchia finanziaria». Professor Otte: vuole convincerci che a piegarsi ai potentati finanziari è la stessa Merkel che non vuole più pagare per la Grecia e, forse, neanche per l’Italia? «La storia parte da lontano. Nel 2008 la crisi ha travolto l’economia mondiale, ma, almeno per ora, il crack è stato evitato grazie a massicci interventi pubblici. I costi però sono stati enormi: il solo Fondo MAX OTTE, ECONOMISTA, CLASSE 1964. INSEGNA A WORMS E A GRAZ, IN AUSTRIA. È ANCHE GESTORE tedesco per la stabilizzazione del mercato DI FONDI D’INVESTIMENTO. A DESTRA, FERMATE finanziario ha attivato misure per oltre L’EURODISASTRO (CHIARELETTERE, PP. 96, EURO 9)

U

a intervalli sempre più brevi». Ed ecco il caso Grecia. «Che ha spinto i politici a farsi in quattro per “salvare la Grecia, l’euro e l’Europa”. Queste, però, sono tre menzogne. Né l’Europa, né i cittadini greci, né quelli dei Paesi creditori come la Germania hanno tratto alcun vantaggio dai 110 miliardi di euro messi a disposizione dai Paesi europei nel 2010 come “pacchetto di salvataggio”. Il nostro denaro non è andato in Grecia, Irlanda o Portogallo: è finito ancora alle banche, che si sono arricchite di nuovo. Questa volta con i prestiti greci». Insomma: i governi, compreso quello tedesco, stanno provando a salvare le banche fingendo di voler salvare i cittadini? «Esattamente. I beneficiari dei pacchetti di salvataggio sono le banche d’investimento e i super ricchi, che invece dovrebbero pagare per i propri errori. Il contagio greco è uno spettro preparato dall’oligarchia finanziaria perché si corra ai ripari. Il fallimento della Grecia e l'uscita dalla zona euro di Atene sarebbero, in realtà, l'unico modo per aiutare i greci e frenare il disastro». Come funzionerebbe questa «bancarotta pilotata»? «Non sarebbe la prima volta nella storia. In caso di insolvenza di uno Stato, quest’ultimo comunica ai creditori che non può far fronte ai propri debiti.
IL VENERDI DI REPUBBLICA

Allora, debitore e creditori si accordano SILVIO BERLUSCONI E IL CANCELLIERE su uno stralcio o una ristrutturazione TEDESCO ANGELA MERKEL del debito e i creditori rinunciano a una parte delle loro richieste. Ma chi sono questi “creditori”? L’oligarchia finanziaria sta facendo passare l’idea che si trat- americano del 10,8. L'Italia non ha avuti dei cittadini. Invece, i creditori privati to una bolla immobiliare, gli Stati Uniti sono le banche e le società di servizi fi- sì. E il debito italiano è in mano sopratnanziari. Soprattutto, istituti di credito tutto agli italiani, mentre gli Usa sono spesso nelle mani di miliardari e oligar- più indebitati con l’estero. Eppure l’Itachi greci. È questa la casta lia è stata declassata dalle che adesso stiamo salvando: agenzie di rating, mentre gli Il vostro Paese Stati Uniti no». non l’euro, non la Grecia e è messo neppure i greci». Già, perché? meglio degli Anche la Germania sta ce- Stati Uniti. «Perché le agenzie di radendo all’oligarchia finan- Io stesso ting sono americane. Tre setziaria, allora? timane dopo aver declassato compro titoli «Nel maggio 2010, la Mer- italiani il debito americano, il presikel aveva fatto la ragionevole dente di Standard & Poor’s proposta di stabilire regole s’è dimesso. Del resto, non generali da applicare nel caesistono agenzie europee. so di insolvenza di uno Stato sovrano. Nessuno in Europa ha ancora avuto il coPoi però ha lasciato perdere, e nuovi raggio di muoversi contro gli interessi crediti e garanzie sono stati concessi al- angloamericani». la Grecia, affinché Atene potesse conti- È vero che lei investe in titoli italiani? nuare a pagare gli interessi sui suoi de«Sì. Il mercato azionario italiano è biti alle banche e alle società di servizi. molto, molto a buon mercato in questo La Merkel ha sacrificato gli interessi momento». dei tedeschi e dei greci sull’altare della E che titoli compra? speculazione». «Italmobililare, Italcementi, CaltagiL’Italia finirà come la Grecia? rone Editore, Banco popolare. Ma il mer«Economicamente - e non devo cer- cato offre molte altre buone occasioni to spiegarlo io - l’Italia sta meglio, per ora, per esempio i titoli Benetton». esempio, degli Stati Uniti. Il vostro de- Da qui a dieci anni avremo ancora l’euro? ficit è solo del 4,4 per cento, quello «È una prospettiva troppo lunga per
18 NOVEMBRE 2011

dirlo. Di certo, lo avremo ancora tra tre, quattro anni. Speriamo senza Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, ma con l’Italia. Comunque, l’euro non ha unito l’Europa. Dalla sua introduzione, le esportazioni tedesche nell’area dell’euro non sono aumentate. Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo, invece, hanno ottenuto improvvisamente tassi bassi garantiti dalla Germania. Tutto ciò ha causato in questi Paesi insane bolle speculative. Con il Sistema monetario europeo di cambi le cose andavano meglio sia per la Germania sia per l’Europa. I tassi di cambio fissi garantivano la stabilità, mentre i Paesi potevano anche rivalutare o svalutare la loro moneta se si profilavano gravi problemi». Ma la storia non torna indietro. «Il ritorno di alcuni Paesi alla propria moneta non scioglierebbe la Ue, ma favorirebbe la loro ripresa. Gli Stati in crisi continuerebbero a far parte dell’Unione e godrebbero di tutti i vantaggi del caso, così come è successo per i dieci Paesi che fin da principio si sono pronunciati contro l’euro e hanno mantenuto le loro valute. Allo stesso tempo questi Stati potrebbero tornare a decidere in autonomia la loro politica economica; potrebbero tornare competitivi attraverso la svalutazione della loro moneta. E i governi eletti democraticamente non verrebbero più ricattati dall’oligarchia finanziaria».
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