IL GIORNO

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MILANO

24-11-2011 16 1

San Raffaele, in Tribunale spunta una nuova cordata
Vertice in Regione. «Subito una commissione d'inchiesta»
-MilANO-

SI FA AVANTI una nuova cordata di imprenditori per salvare il San Raffaele. Ieri mattina, sono arrivati in Tribunale Maurizio Pini, docente della Bocconi ed ex consigliere d'amministrazione della Fondazione, e Alberto Zangrillo, primario della struttura ospedaleria di via Olgettina e medico personale di Silvio Berlusconi, per recapitare a Filippo Lamanna, presidente della Sezione fallimentare, una nuova offerta, alternativa a quella del ticket Ior-Malacalza. Intanto, al Pirellone l'opposizione (P d, Idv e Sel) torna a chiedere una commissione d'inchiesta per far luce sul mega buco da 1,5 miliardi di euro accumulato dal colosso fondato da don Luigi Verzé. Se ne è parlato proprio ieri, nel corso dell'audizione dei sindacati del San Raffaele presso la commissione consiliare Sanità. «Un m andato di vigilanza a questo punto è do-

veroso - spiegano Chiara Cremonesi (Sel) e Sara Valmaggi (Pd), vicepresidente del Consiglio regionale-. Bisogna fare chiarezza su quanto successo nelle precedenti gestioni. Le risposte finora ottenute con gli strumenti ordinari come le interrogazioni e au-

«La magistratura sta svolgendo il suo lavoro, lasciamo che lo faccia fino in fondo»
dizioni all'Assessore alla Sanità sono risultate insoddisfacenti, per cui abbiamo deciso di chiedere la commissione d'inchiesta». Secondo i consiglieri d'opposizione, i numeri perché venga approvata la costituzione dell'organo ci sono: «Servono le firme di almeno 26 consiglieri su 80 precisa Valmaggi- e dovremmo ave-

re i numeri. Una volta che viene depositata la richiesta, dovrà essere valutata dall'Ufficio di presidenza nel giro di una ventina di giorni al massimo». Critica, invece, la presidente della commissione Sanità, Margherita Peroni: «Mi sembra che faccia più rumore parlare di una commissione d'inchiesta - commenta - che per il suo lavoro effettivo. La magistratura sta svolgendo il suo compito e lo deve fare fino in fondo, mentre la Regione deve collaborare, come fatto in altri casi, fornendo la documentazione. Noi non abbiamo questo compito, ma di tutelare i cittadini e fare in modo che una struttura come il San Raffaele continui a funzionare bene dal punto di vista sanitario. Altri aspetti non ci competono. Se poi non firmare per la commissione significa voler nascondere - conclude - allora firmeremo tutti, ma mi chiedo a cosa serva. Io non sarò tra quelli che firmeranno la richiesta».

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