Primi dati incoraggianti dall’introduzione della obbligatorietà nella mediazione civile

Prof. Luca Possieri I dati analizzati dal Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, riportano, tra l’altro, i numeri indicanti il contesto della giustizia civile nel quale si è andata ad inserire la Mediazione Civile. In particolare il Trend sempre crescente di nuove cause civili iscritte nei nostri Tribunali che segnano dati allarmanti:  4,6 milioni nel 2007,  4,8 milioni nel 2008,  5 milioni nel 2009 E questo a fronte di una Produttività dei nostri magistrati tra la più alte d’Europa, ma comunque insufficiente a superare le sopravvenienze:  4,3 milioni nel 2007,  4,6 milioni nel 2008,  4,7 milioni nel 2009 Sono risultate addirittura 5.602.616 le cause pendenti al 30 Giugno 2010 (ed erano 5.826.440 al 31/12/2009). Il numero indica una ulteriore criticità se viene parametrato anche ai tempi della giustizia civile, una causa di contenzioso ha infatti attualmente una prospettiva di arrivare a sentenza in Tribunale dopo 845 giorni (2 anni e 4 mesi); tempi che si allungano esponenzialmente se la causa percorre la strada del secondo grado (1.163 giorni) e della Corte Suprema (1.195 giorni). Con 4.768 contenziosi ogni 100.000 abitanti, l’Italia è 4° in Europa per tasso di litigiosità, dietro a Russia, Belgio e Lituania1. Sotto questo aspetto i vantaggi della mediazione saranno per il sistema giustizia indubitabili e gli obiettivi sono sfidanti. Si stima infatti che andranno a mediazione obbligatoria circa 300 mila controversie nei primi 12 mesi, che dovrebbero diventare circa 700 mila con l’introduzione del condominio e del risarcimento danni da circolazione di veicoli e natanti, per un totale di quasi un milione all’anno se continuerà l’attuale trend di mediazioni volontarie. Quest’ultimo inoltre, con la sempre maggiore diffusione dell’istituto in questione, dovrebbe, a rigor di logica, sicuramente aumentare. L’obiettivo deve essere quello di raggiungere il livello di successo registrato in altri paesi europei, che hanno punte di 60%-80%, per poter ridurre i flussi in ingresso nei Tribunali dagli attuali 5 milioni a 4,2 – 4,4 milioni consentendo, a parità di produttività, una significativa erosione dell’arretrato, fino a circa 3 milioni nell’arco di 5 anni. Sotto il profilo della tempistica si otterrebbe inoltre un ulteriore vantaggio, infatti la procedura di mediazione, che sappiamo durare al massimo 4 mesi, potrebbe nel tempo portare alla riduzione fino ad un terzo dei tempi complessivi della giustizia ordinaria, ferma restando la buonissima produttività dei nostri giudici e partendo dal presupposto che siano rispettate le stime di flusso delle mediazioni e i tassi di successo. Il Ministero della Giustizia opera una rilevazione mensile dei flussi dei procedimenti di mediazione trattati dagli Organismi, attraverso un modello che distingue, per colonna, lo stato di avanzamento: • Pendenti iniziali, 1 Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011.

• Iscritti, • Definiti, • Pendenti Finali E per riga la materia del procedimento. In questa fase sono state predisposte tante righe per quante sono le materie obbligatorie ( quelle cioè per le quali la mediazione è condizione di procedibilità in giudizio), più una riga onnicomprensiva per le mediazioni volontarie in altre materie. Viene poi richiesta anche la redazione di una “scheda di mediazione” per ogni singolo procedimento, allo scopo di rilevare le informazioni di sintesi per ogni singolo procedimento concluso nel mese di riferimento. In particolare la scheda riporta, nella prima parte, una serie di informazioni richieste in merito alle date dì iscrizione e di definizione del procedimento, l’esito del medesimo, se è stata fatta una proposta da parte del mediatore e, in questo caso, se la richiesta sia arrivata dalle parti o sia avvenuta per iniziativa del mediatore stesso. La scheda rileva altresì la categoria della mediazione, se trattasi cioè di volontaria, obbligatoria o demandata dal giudice. In caso di obbligatorietà si deve distinguere se per condizione di procedibilità ai sensi di legge o in quanto prevista da clausola contrattuale. Sul modello di rilevamento per singolo procedimento, vi è poi una sezione dedicata al proponente l’affare di mediazione, con richiesta di indicazione della tipologia ( società di capitale,società di persona, altre associazioni con personalità, persone fisiche, altro). Viene poi richiesto di specificare se il proponente sia stato assistito o meno dall’avvocato, se esonerato dal pagamento delle indennità, se rinunciante prima dell’esito e, infine, se l’aderente sia comparso o meno. Nelle righe successive vengono richieste poi esattamente le stesse informazioni anche per la parte cosiddetta aderente. Devono poi essere indicati la provincia nella quale si svolge la mediazione e la sede di Circondario di Tribunale competente per l’omologazione in caso di conciliazione. Viene infine indicata la natura della controversia. Nell’ultima sezione della scheda di rilevamento per singolo procedimento, sono richiesti i dati economici relativi all’affare di mediazione. In particolare il valore della lite, l’indennità di base a carico di entrambe le parti, le riduzioni per condizione di procedibilità e per altre condizioni previste dalla legge, nonché altre eventuali riduzioni ( anche questo caso vanno indicate distintamente per la parte proponente e per la parte aderente). A seguire devono essere indicate poi le maggiorazioni distinte per singola categoria: maggiorazioni per complessità dell’accordo, per accordo conciliativo raggiunto, per formulazione della proposta ed eventuali altre maggiorazioni ( indicando sempre i valori per ciascuna parte nel procedimento). Viene infine indicato il saldo netto tra le voci precedentemente descritte. Nella tabella di seguito viene riportata la stima di previsione dei flussi delle mediazioni civili nei primi 12 mesi dall’entrata in vigore della obbligatorietà. Tale stima è stata effettuata dal Ministero della Giustizia, tenendo conto dei flussi storici per materia, dell’andamento stagionale degli stessi nei diversi mesi dell’anno, e dell’effetto innovazione del D.L.28/2010.
Tab. 1: stima dei procedimenti di mediazione a 12 mesi Mese Stima procedimenti di mediazione apr-11 5.000 12.000 mag-11 21.000 giu-11 25.000 lug-11 15.000 ago-11 22.000 set-11 28.000 ott-11 29.000 nov-11 29.000 dic-11 31.000 gen-12 31.000 feb-12 32.000 mar-12 Cumulato stima 5.000 17.000 38.000 63.000 78.000 100.000 128.000 157.000 186.000 217.000 248.000 280.000 Percentuale ( %) 1,8% 4,3% 7.5% 8,9% 5,4% 7,9% 10% 10.4% 10,4% 11,1% 11,1% 11,4%

Totale

280.000

100%

Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011.

Il ministero della Giustizia ha effettuato poi una serie di rilevazioni dopo il primo mese di operatività dell’Istituto della Mediazione, periodo 21marzo-30 aprile 2011, nella tabella seguente i flussi dei dati di un campione di 170 organismi su 259 interrogati.
Tab. 2 : flussi di mediazioni per materia relativi al primo mese su un campione di organismi Procedimenti Procedimenti Procedimenti Procedimenti iniziali iscritti definiti con definiti senza accordo accordo Condominio 34 94 3 3 Diritti reali 49 871 28 100 Divisione 17 221 2 35 Successioni ereditarie 18 270 5 31 Patti di famiglia 8 Locazione 15 531 18 95 Comodato 2 124 3 20 Affitto di aziende 3 86 6 17 Risarcimento danni da 17 122 15 67 circolazione di veicoli e natanti Risarcimento danni da 74 399 6 106 responsabilità medica Risarcimento danni da 49 2 8 diffamazione a mezzo stampa Contratti assicurativi 18 388 11 94 Contratti bancari 71 345 11 20 Contratti finanziari 15 143 11 20 Altre nature della controversia 491 1.422 184 417 Totale 824 5.070 304 1.032 Procedimenti pendenti 122 792 201 236 8 433 103 66 47 361 39 301 394 127 1312 4.558

Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011.

I dati mostrano un evidente interesse per la mediazione, anche e soprattutto in concomitanza all’inizio di applicazione della obbligatorietà, con incrementi notevoli dei procedimenti incardinati nel primo mese, come ad esempio nella materia dei Diritti Reali o della Locazione. Risulta buono il dato anche dei Contratti Bancari e Assicurativi, sebbene i valori assoluti siano ancora lontani dalla presunta effettiva consistenza della cause pendenti. Dei 1300 circa provvedimenti definiti nel primo mese di operatività, circa un quarto hanno avuto buon esito, un dato, questo, che risente fortemente delle mancate adesioni delle controparti, nonché dei ritiri delle iscrizioni da parte dei proponenti prima di esperire i necessari tentativi di coinvolgere l’aderente. Nel caso in cui l’aderente è però comparso in mediazione, gli esiti positivi della controversia salgono al 71%, dato questo estremamente confortante alla luce dei possibili sviluppi futuri della procedura che, si auspica, vedrà le parti sempre più protagoniste nel tentativo, almeno, di sedersi davanti ad un tavolo insieme al mediatore. Alla luce anche di questo dato, il legislatore si mosso

nella direzione di incentivare la presenza delle parti in mediazione o, come vedremo, di disincentivare la mancata presenza del “convenuto”. Come è noto il procedimento di mediazione non richiede la difesa tecnica, ciononostante dai dati forniti dal Ministero relativi al primo mese, si evince come il 73% circa dei proponenti abbia optato per farsi assistere da un avvocato, dato che scende al 27% circa per la parte proponente. I mediatori impegnati nel mese oggetto di rilevazione in almeno un procedimento è stato di 1584, costituiti in larga parte da avvocati (60%), commercialisti ( 9%), laureati in giurisprudenza ( 5%), laureati in discipline economiche (1%), altro (25%)2. Per quanto concerne il valore delle liti, nella tabella e nel grafico seguenti si riportano la distribuzione percentuale in base agli scaglioni utilizzati per determinare le indennità, nonché una visualizzazione grafica dei valori delle liti.
Tab 3 :valore della lite 0-1.000 1.001-5.000 5.001-10.000 10.001-25.000 25.001-50.000 50.001-250.000 250.001-500.000 500.001-2.500.000 2.500.001-5.000.000 Indeterminato Totale definiti Valore medio

10,1% 25,5% 12,1% 17,3% 14,0% 12,3% 2,7% 1,9% 0,3% 3,8% 100% 77.669,83

Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011

Grafico 1: Valore della lite Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011.

I dati indicano valori anche interessanti delle liti, con una distribuzione delle frequenze che, sebbene maggioritaria per liti fino ai 5.000 euro, segna percentuali interessanti anche per controversie che vanno dai 10.000 ai 250.000 euro, ma soprattutto indica un interessante valore medio che si attesta sui 77.669 euro. La natura delle liti, nelle materie obbligatorie, vede prevalere i diritti reali ( 20,7%) ed i contratti assicurativi ( 19%), seguiti da locazione ( 15,2%) e risarcimento danni da responsabilità medica ( 13,6%). Le Successioni Ereditarie rappresentano il 9,2%, mentre le Divisioni il 6,5%. Seguono poi comodato ( 5,4%), affitto di aziende ( 4,3%), contratti finanziari ( 3,3%), contratti bancari (2,2%), risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa ( 0,5%)3.

2 Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi,
Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011,periodo di rilevazione 21 marzo-30aprile 2011.

Se si analizzano i dati nel dettaglio in base alla natura della controversia, si ha, ad esempio, per i contratti finanziari un valore medio pari 326.708,75 euro, con la seguente distribuzione del valore delle liti che evidenziamo in tabella e in rappresentazione grafica.
Tab 4: valore della lite in base alla natura della controversia: Contratti Finanziari 0-1.000 17% 1.001-5.000 17% 5.001-10.000 0% 10.001-25.000 0% 25.001-50.000 33% 50.001-250.000 0% 250.001-500.000 17% 500.001-2.500.000 17% 2.500.001-5.000.000 0% oltre 5.000.001 0%

Grafico 2 :Valore della lite in base alla natura della controversia: Contratti Finanziari Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011.

Per i contratti assicurativi si ha un valore medio pari 47.559,3, con un distribuzione del valore delle liti che si riporta in tabella e in grafico.

Tab 5: Valore della lite in base alla natura della controversia: Contratti Assicurativi 0-1.000 0% 1.001-5.000 26% 5.001-10.000 24% 10.001-25.000 18% 25.001-50.000 12% 50.001-250.000 18% 250.001-500.000 3% 500.001-2.500.000 0% 2.500.001-5.000.000 0% oltre 5.000.001 0% Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011. Grafico 3: Valore della lite in base alla natura della controversia: Contratti Assicurativi

3 Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi,
Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011,periodo di rilevazione 21 marzo-30aprile 2011.

Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011.

La media valore della lite aumenta fisiologicamente se invece si tratta di risarcimento danni da responsabilità medica, il cui valore medio sale a 459.063 euro sui dati rilevati con una distribuzione percentuale evidenziata dalla tabella e dal grafico seguenti.
Tab 6: Valore della lite in base alla natura della controversia: risarcimento danni da responsabilità medica 0-1.000 0% 1.001-5.000 0% 5.001-10.000 8% 10.001-25.000 13% 25.001-50.000 17% 50.001-250.000 29% 250.001-500.000 17% 500.001-2.500.000 13% 2.500.001-5.000.000 4% oltre 5.000.001 0% Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011.

Grafico4: Valore della lite in base alla natura della controversia: risarcimento danni da responsabilità medica

Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011.

Di seguito il valore della lite in base alla natura della controversia nei Risarcimenti da circolazione di veicoli e natanti, materia che entrerà in obbligatorietà da marzo 2012 e che, per le lite mediate nel primo mese di operatività, mostra un valore medio di 56.350,5 euro. In tabella e grafico le distribuzioni percentuali per valore.
Tab 7: Valore della lite in base alla natura della controversia: risarcimento danni da circolazione di veicoli e natanti

0-1.000 1.001-5.000 5.001-10.000 10.001-25.000 25.001-50.000 50.001-250.000 250.001-500.000 500.001-2.500.000 2.500.001-5.000.000 oltre 5.000.001

0% 70% 0% 10% 0% 10% 10% 0% 0% 0%

Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011

Grafico 5: Valore della lite in base alla natura della controversia: risarcimento danni da circolazione di veicoli e natanti

Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011.

In materia di successioni ereditarie il valore medio, dai rilevamenti operati dal Ministero nel primo mese di operatività, risulta essere pari a 152.600,5 con la seguente distribuzione percentuale:
Tab 8: Valore della lite in base alla natura della controversia: Successioni ereditarie

0-1.000 1.001-5.000 5.001-10.000 10.001-25.000 25.001-50.000 50.001-250.000 250.001-500.000 500.0012.500.000 2.500.0015.000.000 oltre 5.000.001

7% 13% 0% 27% 20% 27% 0% 7% 0% 0%

Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011. Grafico 6: Valore della lite in base alla natura della controversia: Successioni ereditarie Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011.

In materia di Divisione il valore medio, dai rilevamenti operati dal Ministero nel primo mese di operatività, risulta essere pari a 81.708,8 con la seguente distribuzione percentuale:
Tab 9: Valore della lite in base alla natura della controversia: Divisione

0-1.000

0%

1.001-5.000 5.001-10.000 10.001-25.000 25.001-50.000 50.001-250.000 250.001-500.000 500.001-2.500.000 2.500.0015.000.000 oltre 5.000.001

8% 8% 33% 17% 25% 8% 0% 0% 0%

Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011.

Grafico 7: Valore della lite in base alla natura della controversia: Divisione Fonte : Ministero della Giustizia, Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Dipartimento Generale di Statistica, maggio 2011.

I dati su esposti basterebbero già di per sé a segnare un trend positivo in merito alla partenza di questo importante istituto, ma lo stesso trend diventa ancora più incoraggiante se lo si analizza alla luce dei dati diffusi da Unioncamere ed in attesa dei numeri ufficiali aggiornati dalla fonte ministeriale. “La mediazione civile sta appena cominciando a dimostrare le sue potenzialità quale strumento davvero efficace di giustizia alternativa nei rapporti tra le imprese. Siamo solo all'inizio di una rivoluzione silenziosa e pacifica che potrà liberare risorse preziose per lo sviluppo del Paese” . Queste le parole del presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, nel commentare i primi dati statistici in merito alle controversie incardinate presso gli uffici camerali che, in poco più di un mese, hanno subito ricevuto quasi duemila richieste di conciliazione, la metà delle quali nelle materie per cui è prevista la obbligatorietà. Sebbene la legge ponga poi un limite massimo di 4 mesi per concludere la procedura, in soli 40 giorni il 17,2% di quelle avviate si sono già definite e, di queste, quasi un quarto con un accordo ritenuto soddisfacente dalle parti. In alcune Camere, il tasso di conclusione positiva è addirittura superiore al 50%. Secondo i dati del monitoraggio di Unioncamere, il valore medio delle mediazione obbligatorie tra imprese, definite nei primi 40 giorni presso gli uffici delle Camere di commercio, è stato di oltre 79.500 euro. Un valore che passa a 146.000,00 euro circa se l'analisi si limita alle mediazioni nelle sole materie di contratti assicurativi, bancari, finanziari, patti di famiglia e affitto di azienda. A ricorrere di più alla mediazione sono state, nel periodo monitorato, le imprese del Nord-Ovest (27,6% di tutte le istanze), seguite da quelle del Nord-Est (40,7%). Meno intraprendenti, per il momento, le imprese del Centro (23,7%) e del Sud e Isole (8%). Il presidente di Unioncamere rileva inoltre che le controversie si traducono in costi che incidono, in media, sul fatturato annuo aziendale per lo 0,8%, con un valore medio per azienda di 3.832 euro all'anno. Una spesa per il sistema delle imprese pari a 23 miliardi di euro. Facendo una semplice proiezione su base annua e considerando che il ricorso alla mediazione non potrà che crescere, è facile valutare lo straordinario impatto in termini di risparmio per la collettività e velocizzazione dei tempi di risoluzione delle controversie. Secondo l’Osservatorio di Unioncamere, estendendo l’analisi al 30 settembre 2011, il dato conferma le buone aspettative di successo, dal momento che le istanze di mediazione depositate presso le camere di commercio salgono a circa 8.700 di cui 6.300 già definite. nel 44% dei casi la controparte si è presentata e l’incontro ha avuto luogo, con un tasso di successo, per accordo raggiunto, pari al 40% delle controversie trattate. Sotto il profilo della distribuzione geografica permangono forti differenze fra le varie aree del Paese, che denotano come, se per il Nord cominciano a vedersi numeri consistenti, a Sud, soprattutto in Sicilia, le cose vanno molto diversamente.

Per quanto riguarda l'aspetto “costi”, l'Osservatorio Unioncamere pone l'accento sul fatto che, se si considera che il costo medio per tali controversie è stato ad oggi del 3,5% rispetto al valore della controversia, quando si va dal giudice il costo sale quasi al 30%. Il risparmio sarebbe stato, pertanto, di oltre 21 milioni di euro considerando solo le controversie definite presso le Camere di Commercio. 4 In considerazione del fatto che il Ministero della Giustizia stima in 33.685 i procedimenti dall’entrata in vigore della riforma fino al 30 settembre ( fonte Unioncamere), il risparmio complessivo per la collettività sfiora gli 80 milioni di euro. Se poi, anziché limitarsi a considerare le sole conciliazioni giunte a buon fine, si prendessero in considerazione tutte le conciliazioni definite, nel caso tutte si fossero concluse con un accordo tra le parti, il risparmio potenziale raggiunge quasi i 125 milioni di euro per le procedure svolte presso le Camere di commercio, e quasi i 500 milioni di euro per l’intero sistema. Mettendo in relazione il valore delle mediazioni e l’esito delle procedure, emerge chiaramente come gli utenti, in questi primi sei mesi di vita della riforma, secondo i dati di Unioncamere, abbiano riconosciuto l’utilità della conciliazione soprattutto per le vertenze di importo più modesto. Si può osservare infatti come nelle vertenze fino a 1.000 euro di valore, la probabilità che la mediazione si concluda con un accordo tra le parti raggiunge quasi il 90% dei casi. Se poi il valore sale a 5.000 euro, la probabilità di un accordo si attesta al 75%, mentre se si sposta l’asticella fino a 10.000 euro (valore entro il quale si colloca il 53% di tutte le procedure gestite dalle Camere) la probabilità di raggiungere un accordo soddisfacente si mantiene vicina al 70%. 5 Per quanto concerne la natura delle controversie, nell’ultimo trimestre, il 69% dei procedimenti camerali ha riguardato temi per i quali è obbligatorio il ricorso alla mediazione. Analizzando la distribuzione delle mediazioni giunte allo stadio della definizione della controversia, una su sei (il 16,2%) tra quelle sottoposte ai Servizi di conciliazione camerali e giunta alla definizione, ha avuto a che fare con la proprietà o l’uso di beni immobili. Tutte le altre – ad eccezione della categoria dei contratti di locazione, che rappresenta il 10,2% dei casi – si collocano al di sotto della soglia del 10%, a testimonianza che la mediazione non si presta a risolvere solo poche tipologie di vertenze ma che, invece, riesce a dare risposte concrete alla domanda di giustizia di cittadini e imprese in numerosi settori. Oltre a quelle già citate, tra le tematiche più ricorrenti si segnalano le mediazioni sui contratti bancari (8,8%), su quelli assicurativi (7,5%), sul risarcimento danni da responsabilità medica (5,7%), sulle divisioni di beni (5,1%) e sulle successioni ereditarie (4,8%). Infine, aggregando tra loro le categorie più affini, si può notare come il settore dei contratti bancari, assicurativi e finanziari concentri il 20% di tutte le mediazioni dell’ultimo trimestre. Alla luce dei dati esposti, sia in riferimento alle statistiche del Ministero che a quelle relative alle mediazioni effettuate nello specifico in Camera di Commercio, ne emerge un quadro rassicurante sull’avvio della procedura. La speranze è che i ritmi di diffusione della procedura si intensifichino ancora determinando, grazie anche alla spinta dei procedimenti sulle materie obbligatorie, un effetto “traino” su tutti gli altri ambiti facoltativi. Con una vasta e capillare diffusione del ricorso alla mediazione sul tutto territorio nazionale, le cifre, già notevoli, di risparmio della collettività 4 Cfr. Unioncamere, Unione Italiana delle Camere di commercio Industria, Artigianato e Agricoltura, comunicato stampa in occasione della VIII Settimana Nazionale della Conciliazione delle Camere di Commercio. Ufficio.stampa@unioncamere.it , www.unioncamere.it . 5 Cfr. www.unioncamere.it

potranno essere ulteriormente incrementate restituendo ai cittadini ed al circuito delle imprese quella economicità, rapidità ed efficienza di cui hanno, soprattutto in questa fase di particolare congiuntura economica e sociale, drammaticamente bisogno.

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