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Padova, Marzo 2009 numero 6 -

PENSIERI SENZA TETTO


LA VOCE DELLASILO NOTTURNO

Registro Nazionale Clochard

Povert e disagio: la storia di Ubaldo dal collegio di suore alla strada

Dalla Guinea con amore: viaggio attraverso il continente Africano con Moriba

PER UN ITALIA PIU SICURA MARONI CI CHIEDE IL DITO !

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Ubaldo nato nel 1952. Si sente in balia delle onde della strada da quando aveva 5 anni. Nasce a Brescia da una famiglia povera; troppo povera per occuparsi di 6 figli. Forse per questo, Ubaldo si sente fin da subito un figlio indesiderato, con un inevitabile senso di abbandono. Viene affidato alleducazione delle suore, con le quali passer la maggior parte degli anni della sua giovent. Vessazioni e umiliazioni erano allordine del giorno: picchiato con rami dulivo, inginocchiato sul grano o mostrato davanti a tutti nudo con le mutande in testa. Lumiliazione quotidiana da parte di chi, invece,

POVERTA E DISAGIO
lamore di trattare quei ragazzi come i suoi figli. Come avrebbe voluto essere trattato lui. Poi, per poter un po vivere, si fanno anche delle cose illegali. Cos Ubaldo fa lesperienza del carcere. E chi povero, il carcere se lo fa tutto , senza scorciatoie. Uscito dal carcere, per Ubaldo, inizia lesperienza della strada con le conseguenti difficolt che porta: non potersi lavare, non potersi cambiare; non poter mangiare. Trascinarsi in giro senza un soldo in tasca. Ubaldo sa che poveri si nasce, ma si diventa anche. Dalle stelle alle stalle un attimo, mentre dalle stalle alle stelle ci vuole, o fortuna, o una vita. Bussate e vi sar aperto, ripete Ubaldo. Ci tiene molto alla sua fede e alla sua cristianit. Sa che molte persone che sfiora ogni giorno e dalle quali viene schivato, condividono la sua fede e i suoi principi. Vorrebbe che se ne ricordassero. Troppe volte per , Ubaldo si sente invisibile. Troppe volte la gente non lo sente quando bussa alle porte. Ogni tanto, qualcuno per gli lasciava qualche spicciolo, a volte anche diecimila lire. Diecimila lire preziose, con le quali si poteva comprare una lametta da barba. Vivere in strada anche il disagio di non potersi fare la barba, doversela fare in un fiume, o nascosto dietro la siepe in un parco pubblico Non avere un posto dove chiudersi dentro e mantenere la propria dignit. Il disagio della strada la sofferenza fisica. Il freddo che minaccia la tua vita per notti intere. Ubaldo lha vista in faccia pi volte la morte, la sua e quella degli altri. Trento. Pieno inverno. Da qualche tempo condivideva la sua quotidianit con un compagno di strada, per sentirsi meno solo. Era uno di quei periodi particolarmente rigidi che ogni anno arrivano inesorabili durante linverno. Per sette volte di seguito, i frati rifiutarono di concedergli un angolo caldo per passare la notte. Quella notte lamico non riuscito a superarla. E morto vicino ad Ubaldo. Dio perch hai preso lui e non me?. Questa la domanda che ancora adesso,dopo vari anni, lo assilla. A volte lombra della morte si pu confondere o essere sopraffatta dal sentimento di essere miracolati. Aiutati che Dio taiuta, questo il titolo che Ubaldo assegna alla sua vicenda di Chioggia. Son passati ormai 8 anni. Lennesima notte alladdiaccio. Una di quelle notti umide che solo la bassa padana pu riservare. Era solo, stremato nel gelo e nella nebbia. Arrivato sotto un portico, davanti alla chiesa, si trova a pregare la madonnina che pietosamente lo guarda. Mamiblu aiutami tu o fammi morire. Ubaldo si addormenta in piedi e senza speranza. Un flebile tepore lo sveglia dopo qualche ora. Dopo giorni di freddo e pioggia un raggio di sole gli batte sul petto e lo conforta. Ubaldo sente che Maria lo ha ascoltato. Ubaldo sbarca poi a Padova, Asilo Notturno del Torresino: per alcuni un posto dove passare la notte, per altri una dimora di qualche mese, per Ubaldo una ricchezza. Un tetto caldo, un posto quotidiano, alcuni compagni di avventure con cui passare una serata. Una ricchezza inestimabile raggiunta con fortuna e fatica. Ubaldo

Sa che m t e ol

per sone che sf i or a ogni gi or no e dal l e qual i vi ene schi vat o, condi vi dono l a sua f edovrebbe proteggerti, darti amore e guardarti come una persona speciale. Allet di 14 anni gli zii lo prendono con s ma ancora una volta laffetto solo unillusione. Lo sfruttano nel loro laboratorio tessile per paghe infime fino ai 18 anni quando parte per il militare. Un servizio militare che, nonostante a quei tempi non fosse facilissimo, Ubaldo ricorda con piacere e sente come un periodo dove stava molto meglio rispetto a casa. Tornato a casa Ubaldo trova il conforto di dare agli altri quello che, a lui, mancato. Carezze, regali, abbracci. Inizia una storia intensa con una donna vedova e si prende cura dei suoi quattro figli. Dentro di s trova la forza e

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A . COM ALFABETO E

La vita, le abitudini, le giornate, i sentimenti, le paure, le emozioni, la felicit, le nostre sicurezze,... sono in un certo qual modo legate all alfabeto. E questa sera ci occupiamo di un alfabeto molto particolare, quello degli ospiti dellAsilo Notturno cercando di capire il senso e il valore del loro alfabeto di strada.

Ansia. Quella che ti prende quando non sai come arrivare alla fine della giornata, come riuscire ad avere un pasto caldo, come proteggersi dal freddo, come passare le interminabili ore prima di poter ritornare al Torresino. Amore. Quello che ti manca da ormai troppo, quel sentimento che ti fa sentire vivo e importante per qualcuno

Buonissimo.Il fatto di trovarsi attorno ad un tavolo a discutere di questo un buon anzi, ottimo inizio

Casa. La parola si spiega da sola. La mancanza di quattro mura dove potersi isolare dal mondo, dove potersi sentire al sicuro.Un posto dove poter essere se stessi .

Diffidenza. Il sentimento che riesci chiaramente a percepire quando cammini per strada, quando ti presenti ad un colloquio di lavoro, quando ti relazioni con una persona: distacco, paura, freddezza, pregiudizio, ignoranza verso chi vive per strada.

Esperienza. Vivere per strada comunque, nel bene e nel male, unesperienza.Qualcosa che cambia il tuo modo di pensare, di rapportarti agli altri, di apprezzare le piccole cose, di affrontare i problemi quotidiani. Unesperienza che, per quanto breve sia, lascia un segno indelebile

Futuro.Quando si vive per strada difficile parlare di futuro.Spesso siamo nella condizione di non sapere nemmeno cosa faremo il giorno dopo e ,soprattutto, se al giorno dopo arriveremo.E un sentimento strano , quello che si prova nel non avere nessun tipo di progettualit, nel sentirsi in balia non di se stessi, ma delle circostanze. Famiglia . La strada annulla tutti i tuoi affetti. Felicit.Un sentimento difficile da provare anche per chi non ha nulla e forse in alcuni casi, nemmeno se stesso

Generosit. E strano, quasi da non credere, come quando ti trovi senza nulla,non nel senso metaforico della parola, ma nella sfumatura pi concreta che si possa immaginare, ti ritrovi a dare pi facilmente.Ti ritrovi ad aiutare chi nella tua stessa situazione con facilit, dividendo anche quel poco che riesci ad accumulare a fine giornata.

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Humus.Quello che abbiamo dentro, la nostra forza, le nostre qualit, i nostri punti forti, ci su cui dobbiamo puntare per sentirci ancora vivi. Il terreno che nostro dovere coltivare; sempre e comunque .

Ingiustizia. Quando vivi per strada ti accorgi come tanti diritti , quelli sacrosanti pronunciati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, siano solo parole.La realt , la nostra realt, ben diversa.Per noi non ci sono pochi diritti e molte ingiustizie. Ignoranza.B quella verso i senza tetto come piace chiamarli alle persone per bene, non avr mai fine.

Libert. Libert di fare, girare, parlare, ridere, piangere, di essere se stessi. Libert di scegliere di non vivere pi per strada.

Monotonia.La vita di strada spesso ripetitiva , noiosa, interminabile.Trascorsa tra le Cucine Popolari, lAsilo Notturno, la stazione FS, Prato della Valle,chiese varie allelemosina di vestiti e piccoli aiuti economici; per strada allaffannosa ricerca di unoccupazione lavorativa

Nostalgia. Ricordi di un passato e di affetti persi e che, spesso e volentieri, forse, non riavremo pi

Orgoglio.Il sentimento che indispensabile non perdere mai, anche quando il tuo giaciglio sotto un ponte o al Torresino

Perseveranza.La forza e la costanza di andare avanti ogni giorno, rialzandoci ogni volta che cadiamo e ,credeteci, non sono poche.

...l ... al f abet o di s t ra-

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DIRETTISSIM CONDE- FADAM O A


Il nome Guinea significa donna. Circa tre quarti della popolazione guineana abita in zone rurali, per cui le citt, fatta eccezione per Conakry, la capitale, sono in genere poco abitate. La lingua ufficiale il francese, ma sono largamente diffuse le lingue locali, appartenenti alle diverse etnie che abitano il territorio: Fula, Manina e Susu sono tra gli idiomi locali i pi parlati. Modesta la diffusione dell'arabo, favorita per dal forte seguito che ha l'Islam in Guinea. Infatti, l85% della popolazione di fede musulmana, mentre il resto dei Guineani di fede cristiana oppure si rif a credenze tradizionali. Notevoli sono le ricchezze di questo Paese, dove abbondano oro, bauxite e diamanti. Lodierna Guinea, prima di essere colonizzata, fu parte di diversi imperi africani. I primi colonizzatori furono i Portoghesi che avevano avviato contatti con gli indigeni gi a partire dal XV secolo. In seguito, la Guinea fu al centro della tratta degli schiavi, che caus una drastica riduzione della sua popolazione. Per fermare tale commercio la Francia decise di stipulare patti con i capi locali, cosicch nel 1890 la Guinea divenne una colonia francese: furono proprio i Francesi a fondare Conakry, la capitale, sull'isola Tombo. In seguito al referendum promosso dalpresidente francese Charles De Gaulle, la Guinea divenne ufficialmente indipendente il 2 ottobre del 1958. Primo Capo di Stato fu Ahmed Skou Tour, leader del Partito Democratico leader del Partito Democratico della Guinea, che govern in maniera dittatoriale e senza rispetto per i diritti umani fino al 1984. A succedergli, Lansana Cont, morto lo scorso 22 dicembre. Dopo la sua morte, a Conakry vennero eletti un nuovo Presidente, Moussa Dadis Camara, e un nuovo primo ministro, Kabin Komara, che, nonostante siano saliti al potere con un colpo di stato, promettono cambiamenti e democrazia: Possiamo e dobbiamo costruire una Guinea migliore- dice Komara una Guinea che tratterr e richiamer in patria le sue figlie e i suoi figli. La musica sembra accompagnare ogni avvenimento nella vita del villaggio in cui vive il nostro narratore Moriba: Fadama. Gli strumenti caratteristici sono lo dineb e il dounou, che si suona usando il dounouba. Ogni anno numerosi turisti provenienti da tutta Europa accorrono qui proprio per imparare a suonare questi strumenti africani. E sapete una cosa? Moriba dice che sono davvero molto bravi e che hanno un buon senso del ritmo. Quando muore un capo villaggio, a Fadama si fa una festa davvero particolare. Due abitanti del villaggio indossano due maschere diverse: la prima si chiama kondem e rappresenta il defunto, mentre la seconda, che si chiama balane, rappresenta il nuovo capo villaggio. Unaltra festa molto

interessante avviene a Baro, villaggio situato nei pressi di Fadama. Si tratta della festa del lago, detta Bolemon, che si organizza tutti gli anni nel mese di maggio. La gente accorre dai villaggi circostanti, portando con s tutto loccorrente per pescare.I partecipanti si preparano in acqua, ma non possono iniziare la pesca prima che il capo villaggio abbia suonato il dounou. Al via del capo villaggio, i pescatori cercano di prendere pi pesci possibili. La pesca si conclude con le preghiere di ringraziamento a Dio e la giornata prosegue con musica e danze tradizionali fino a sera. Un ballo tipico della tradizione guineana il djalo. I ragazzi e le ragazze si mettono su due file, gli uni di fronte alle altre. Se ad un ragazzo piace una delle ragazze, le si avvicina e le regala una specie di sciarpa; le ragazze fanno la stessa cosa se si invaghiscono di uno dei ragazzi. Se capita che due ragazzi capiscono di piacersi a vicenda, i due si allontanano insieme: mentre la ragazza prepara una cena speciale e una stanza per il ragazzo; questo festeggia in allegria con tutti i suoi amici. Una figura tradizionale il bletiki: il portavoce del villaggio, colui che conosce tutti gli abitanti e la storia dei loro antenati. Allora, che ve ne pare? Moriba vi ha incuriositi? Se volete vedere con i vostri occhi la festa del lago o imparare a suonare il dounou, Fadama e dintorni vi aspettano! -Moriba-

Festa celebrativa di un matrimonio -Guinea-

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Diario di viaggio: esperienz e di vita vissuta per strada


Maggio 2008 ultima crisi famigliare. Dopo lennesima lite in casa decido, su suggerimento della mia consorte, di lasciare il tetto coniugale. Lunico freno inibitore che ancora teneva unita la famiglia era il fatto che mio figlio pi piccolo fosse ancora minorenne anche se da l a breve tempo avrebbe raggiunto la maggiore et. Per evitare catastrofiche conseguenze sia di carattere civile che di carattere sociale, veniamo ad un accordo verbale con la mia signora: io le lascio i miei beni e lei non mi chiede nulla di carattere amministrativo. Da quel giorno quello che sembrava una brutta giornata si trasformato nel peggior di tutti gli incubi! Ho cominciato a girovagare per le strade nella speranza di trovare una idea che potesse risolvere i miei problemi. Mai avrei immaginato che dei problemi veri, non ne ero nemmeno a conoscenza, li avrei scoperti solo col passare dei giorni avvenire. Di colpo mi sono trovato solo e alladdiaccio (pioveva pure) cos trascorro la mia prima notte alla stazione del treno, quarantaquattro anni di vita serena spazzati via, non ne rimaneva che il doloroso ricordo. Il giorno seguente ,su consiglio di conoscenti, mi reco ai servizi sociali del mio paese e con grande sorpresa scopro che lunico aiuto che mi possono concedere, laccoglienza al dormitorio pubblico e le cucine dei servizi sociali delle suore. Qualche giorno pi tardi lamara sorpresa, io Italiano, incensurato, fedina penale candida, non dedito a droghe, o alcol, non posseggo i requisiti necessari per ricevere alcun tipo di assistenza sociale. Da qui inizia il calvario, se cos si pu dire, e come se non bastasse chi dirige il dormitorio (gestito s dal comune ma affidato ad una cooperativa di ragazzi rasta che tutto sanno tranne che cosa sia lumanit e lamore che bisogna trasmettere a chi si affaccia per la prima volta ad essere non un Barbone ma bens un adulto in difficolt) mi sbatte fuori dal dormitorio punito per non avere accettato le loro regole dispotiche e antisociali. Secondo giorno per la strada: bisogna inventarsi qualcosa, bisogna dire che quando sei in questo genere di necessit la solidariet non la trovi da chi sta meglio di te, bens da chi invece come te ha gi affrontato queste situazioni, invece di stare sulle panchine di notte, (combinazione piove ) mi consigliano di prendere un treno farmi cinque ore di viaggio fino a Bologna, attendere la coincidenza, ritornare al mio paese, passando cos la notte al caldo e, anche se scomodamente ,poter dormire qualche ora. Il vero problema grosso per chi non ha una casa sta nel fatto di non poterti lavare n riposare. Anche se di giorno non lavori lo stress che si accumula notevole, cercare di sbarcare la giornata significa innanzitutto far passare i minuti che sembrano eterni; cercare un servizio igienico a volte non del tutto semplice, per lo stomaco, almeno come i cani, un pasto al giorno viene servito, e se non hai problemi di stomaco per un certo periodo riesci in parte a sfamarti. Il caff che prima sembrava di rito ora quando riesci a concedertelo sembra perfino pi buono, sempre che te lo puoi permettere o che qualche anima pia te lo offra. La televisione diventa un bene di lusso, se va bene, di quando in quando, riesci malapena ad informarti sui fatti del giorno. Film e divertimenti sono ricordi del passato. Domanda, quanto pu durare la mente di un uomo avvezzo al calore di una famiglia in una cos tale circostanza? Riassumendo: calore famigliare zero, affetti zero, reddito zero, vita sociale zero, lavoro zero, prospettive per il futuro zero, autostima zero, a questo punto lelenco sarebbe infinito ma dato che la matematica non un opinione ,ma di un dato di fatto, non me ne darete una colpa se prima lho pensato e

Il compleanno di Mohamed 23/03 Andrea 27/03

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e successivamente per due volte ho tentato senza successo di togliermi la vita. Solo il calore di altri senzatetto che si sono rassegnati al loro destino poteva farmi capire che quello che stavo facendo, non rispettava i canoni di vita e di etica che mi ero anzitempo prefissato. Io, persona dai modi gentili e cordiali, amabile, colui che dava speranze e certezze a chi mi circondava, capace di oltrepassare le montagne di aggirare gli ostacoli senza mai fermarsi, per quale motivo avrei dovuto ora arrendermi, impensabile. Reagire allo status quo dove mi trovavo era imperituro e categorico, dovevo ritrovare me stesso, la grinta che si era assopita, pensare, valutare, ponderare, come posso io, in questa situazione, trovare la via di fuga per uscirne fuori.Potevo forse fare qualcosa al mio riguardo che non fosse piangermi addosso? In primis, dovevo cercarmi qualcosa da fare. In loco posti di lavoro: solo utopie, ma cercare era doveroso anche con le ferie alle porte. In secundis, un giaciglio pi umano e confortevole, almeno da poter riconquistare la mia tranquillit, e se vi fossi riuscito magari anche il calore di una persona da amare che mi desse degli scopi; queste sono le priorit da soddisfare. Ho soggiornato anche in casa di uno conosciuto al parco che ,allepoca , era la mia dimora diurna. Per qualche tempo ho dimorato a casa sua finch la visita dellufficiale giudiziario pronto allo sfratto non ha fatto il suo corso. Sono perfino riuscito a stabilire un amore platonico con una signora di qualche anno pi grande di me, ma anche in questo caso non avendo n mezzi n stima di me stesso, come nata la storia e finita. Purtroppo trovare un lavoro stata fatica inutile, casa era andata, i tentativi dapprima fruttuosi di riprendere una amicizia con la mia ex compagna e i figli sono per futili motivi falliti, cosa rimane da fare in questo caso? Amici zero,famiglia zero,casa zero,soldi zero:per la seconda volta , solo con quello che avevo addosso. Decido di mollare tutto e di partire, destinazione: Francia, dove ho ancora un amico. Anche qui per lennesimo fallimento: mi ospita per due giorni poi vedendo che di lavoro non se ne parla, per non gravare sulle sue sostanze,decido di tornare in Italia. Genova, un saluto veloce alla mia figlia, la pi grande. Livorno, Pisa, Bologna ho sonno, il primo treno che passa va bene poi vediamo . Buonanotte. Al mattino dopo qualche ora di sonno, con mio stupore scopro di essere giunto a Foggia, non ho molto bene presente dove sia , ma considerando il fatto che ivi mi trovo ,va bene farci una capatina... chiss che non porti qualcosa di buono! Sono quattro giorni che non mi lavo e non mangio, forse la divina provvidenza provveder. Sceso alla stazione mi incammino per la via centrale, non so nemmeno io cosa st cercando, vedo una chiesa aperta, entro e chiedo al parroco se esiste un centro per i senza fissa dimora. Con molta gentilezza mi invia al dormitorio pubblico, dove vengo accolto con molta cordialit dal frate responsabile, mi offrono la colazione e una doccia da favola, dopo si va in Caritas per laccoglienza e senza alcun problema per un mese il posto letto assicurato. In un'altra sala una volontaria mi fa il tesserino per la mensa: sia pranzo che cena. Qui scopro due personaggi che soggiornano nel conventino, che per qualsiasi problema sono a mia disposizione.Risultato: colazione, doccia, pranzo, due borse di capi di abbigliamento quasi nuovi, posto letto,

cena, doccia, giro turistico per Foggia (mi offrono addirittura le sigarette) e dopo i soliti rituali: chi sei cosa fai da dove vieni, mi offrono per il giorno dopo la possibilit di andare per qualche giorno a lavorare in nero alla raccolta delle olive, una giornata quasi da favola. Dopo aver finalmente riposato in un letto comodo, colazione a base di latte e cioccolato con faraonica brioches, partiamo alla volta della stazione per prendere il bus.Venti minuti e ci ritroviamo in aperta campagna circondati da uliveti molto generosi.Il proprietario alla mia vista stupito, dopo aver parlato con il mio compagno di letto, quasi in imbarazzo, si rivolge a me dicendomi: La paga non alta, (trentacinque euro al giorno pi vitto), ma ti pago puntualmente a fine giornata.I l lavoro interessante e per nulla faticoso. Il proprietario incuriosito mi invita pi volte a prendermi una pausa e a fumarmi una sigaretta con lui. A pranzo su quella tavola, non un pasto frugale: pasta, formaggio, vino ,frutta: mi fa notare, con orgoglio che tutta produzione propria mi fa visitare la sua azienda agricola e, dulcis in fundo, non pu mancare il caff corretto.

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La sera al termine del raccolto mi porta poi al frantoio spiegandomi tutte le fasi della selezione e spremitura delle olive fino alla fase finale di raccolta dellolio. Ritorniamo a casa, di nuovo lauta cena e , per la prima volta nella mia vita, assaggio lolio extravergine di oliva prima spremitura su di una fetta di pane abbrustolito! Si stupisce perfino di quanto apprezzi un cibo cos povero, io, uno del Nord , come dice lui! Ci riaccompagna al conventino, e prima di salutarci ci paga la giornata. Purtroppo a guastare la magica atmosfera sono le giornate piovose che, sommate a quelle ventose, fanno si che in un mese abbiamo potuto lavorare solo dieci giorni .In quei giorni confesso al frate del dormitorio che mi sarebbe piaciuto trascorrere in convento qualche giorno di solitudine per cercare di ritrovare un po di tranquillit e lui ,prodigo, telefona subito ad un frate di un convento misto nelle vicinanze di Foggia per vedere di trovarmi acco-

glienza. Gita fuori porta: il venerd pomeriggio finiamo presto e alle diciotto sono gi al conventino, il frate mi dice che se voglio posso essere ospitato per il sabato e la domenica.Prendo un autobus al volo,una giornata da lupi: pioggia e fulmini a non finire. Scendo alla fermata che mi era stata indicata : il buio pi totale. Confesso che, allinizio, la situazione incuteva un po di timore: uno scenario alla stregua dei racconti draculiani. Poco dopo una macchina mi viene a prendere. Convento austero poco illuminato, accoglienza direi quasi di casa come il figliol prodigo che ritorna (nota stonata: mi tocca sorbirmi la preghiera ). La settimana successiva il priore a mi invita a ritornare in convento, e ,sorpresa delle sorprese, mi fa conoscere un suo amico,proprietario di una casa al centro del paese; casa che nel corso degli anni ha completamente ristrutturato e ammobiliato, ma di cui non fa nessun uso; il priore mi porta ogni genere di alimenti, il proprietario mi mette a disposizione anche

fio.PSD e i giornali di strada italiani promuovono la campagna nazionale Il Residente della Repubblica per la difesa del diritto alla residenza delle persone senza dimora
pacca, Palazzo Madama approva lemendamento della Lega che stabilisce lobbligo di dimora per i clochard. In base dunque alla nuova legge, i clochard che non avranno domicilio non saranno in regola! Ma come ? Essere senza tetto non solo un appellativo usato dalla gente per bene: un dato di fatto , una condizione oggettiva. Non avere una casa, un posto dove stare, un domicilio. Situazione pi umiliante di questa, difficile da trovare. E ora? Ci chiedono anche di essere in regola! E come?Essere senza tetto implica per forza di cose non avere un domicilio! E allora, ci stiamo prendendo in giro?O forse sempre quell insito bisogno , quella pallida illusione di tenere tutto sotto controllo? Qualsiasi cosa sia , il nuovo censimento in arrivo!

ACCADE A ...

Italia, febbraio 2009, Arriva il registro per schedare i Clochard Secoli fa, qualcuno part sul dorso di un asino per uno dei pi grandi censimenti della storia. Oggi, corre lanno 2009, Maroni chiede il dito ai senza fissa dimora. Larticolo 44 del nuovo decreto sicurezza ,cosi tanto agognato dal Ministro, istituisce presso il ministero dellinterno il Registro Nazionale dei Clochard! Come suona bene! Oltre al registro, nuovo di

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uno dei suoi televisori: sembra che finalmente i miei problemi siano finiti. Sembra, perch in realt la stagione delle olive prematuramente finita, che il consorzio dove le portavamo non le ritira pi e quindi tutti a casa. Cosa fare? Trascorsa la settimana la resa dei conti: i soldi erano finiti, prospettive non ne avevo, cosa altro mi rimaneva da fare se non riprendere il treno e spostarmi di nuovo al nord. Le soluzioni che mi avevano consigliato erano Vicenza, Verona, Treviso o Padova. Dopo aver provato per due giorni a trovare un centro per laccoglienza notturna ed essere sbarcato alle diciotto di sera a Padova, grazie allaiuto della polizia municipale, trovo una prima accoglienza presso la stazione dove, in tarda serata, grazie allaccoglienza dellemergenza freddo, vengo condotto al Torresino: Asilo Notturno per senza fissa dimora. Almeno da dormire finalmente, due giorni digiuno, pi il sabato e la domenica.Il Luned presso i servizi che qualcosa inizia a muoversi, un paio di chiamate ridanno la speranza ad un sogno che appariva quasi impossibile, cercano proprio me per un lavoro. Ma la speranza si affievolisce subito, oltre alle mie capacit, mi chiedono anche un mezzo per potermi spostare, mezzo che al momento, non posso permettermi: quindi niente colloquio e niente lavoro. La cosa si ripete anche nei giorni avvenire, gli unici posti disponibili non sono raggiunti dai mezzi pubblici e quindi se non hai la possibilit di spostarti ne sei tagliato fuori. Nel frattempo intraprendo la mia seconda attivit, visto che ho una certa dimestichezza con luso del computer, faccio qualche riparazione, saltuariamente faccio lezioni di ECDL; il compenso copre appena le spese ma mi aiuta a tenere vivi i rapporti con le persone ed occupato il tempo libero. A tuttoggi la situazione non presenta soluzioni immediate, ci sono un paio di possibilit lavorative a partire da aprile ma per ora nulla di certo , a parte il fatto che presto dovr lasciare lAsilo Notturno e sinceramente non ho la pi pallida idea di come affrontare nuovamente la questione.Dove andare? Per la strada? Nel frattempo ho affidato a Dio la mia anima, sperando come in un disperato appello, che mi

sociali ottengo il soggiorno per dormire per un mese e dalla Caritas il buono per poter mangiare gratis un pasto al giorno alle Cucine Popolari. Nei giorni seguenti inizia laffannosa ricerca di un posto di lavoro tra agenzie interinali ed uffici di collocamento; purtroppo siamo a dicembre e lo spettro del Natale alle porte! Dopo due settimane di ricerche affannose non rimane che affrontare le festivit. Festa per tutti tranne che per me,questanno il Natale sar solo ricordi, ricordi di feste passate in famiglia; famiglia che ormai non ho pi, provo solo freddo lamore che traspare dalle persone che incontri per la strada. Mi fa male, un male che solo chi lo ha provato lo conosce, vedere le coppie abbracciate, i bambini festanti, cercare il regalo ma per chi, a chi regalare qualcosa: solo, solo con me stesso.I vari gruppi di volontari che si avvicendano,chi per portare lamore di Cristo, chi per dimostrare un po di affetto, cercano di fare del loro meglio o quantomeno ci provano, ma la tristezza che noi ci portiamo nel cuore, non cos facile da dimenticare o da gettare alle spalle. Tra malinconia e disperazione passa il Natale e il Capodanno tra auguri e panettone, ma la realt e ben altra quello di cui ho veramente bisogno un calore che parte da dentro, dal mio cuore. Ringrazio comunque tutti gli operatori che con pensieri ed opere hanno fatto del loro meglio per alleviare le mie sofferenze. Finalmente passano le feste e si torna alla vita normale. Il primo quotidiano impegno sempre la ricerca di un lavoro, dopo la prima settimana sembra desse un aiuto, e la forza di continuare integralmente il difficile percorso nel quale per amore o per forza mi sono ritrovato. Mi sono rivolto anche ad una psicologa per vedere se nel frattempo non mi fosse saltata qualche rotella, ma sembra che la mia malattia si possa guarire semplicemente con la concretezza di ritornare ad essere indipendente. La vita disperata per strada mi ha insegnato che comunque ed ovunque tu vada, puoi trovare gente ed amici, bravi e cattivi, sta solo a noi decidere da che parte schierarci, siamo solo noi che decidiamo se uscirne o come qualcuno abituarci. Il mio percorso dura da meno di un anno, e spero che finisca il pi presto possibile, trovare un lavoro onesto, un tetto dignitoso, e qualcuno da amare e che mi ami queste sono le cose che desidero con laiuto di dio dopo di ch lincubo sar finito. Ignismaster@gmail.com

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Segni partic olari: senz a fissa dimora


Mimmo 51 anni Nativo di Foggia Segni particolari:senza fissa dimora. Di certo per Mimmo non la prima volta. Non perch abbia bussato alla porta di tutti i dormitori dItalia in cerca di sorte migliore, n tantomeno perch incarna la figura fiabesca del clochard che decide di passare la sua esistenza vivendo on the road. Unidea che fa ancora sorridere, ma ben distante da quello che oggi rappresenta il mondo di strada. Notturno e il turbinio di persone accolte ogni sera gli ricorda esattamente la situazione in cui lavorava a Bari; i problemi quotidiani da affrontare erano i medesimi. Anche al Ferrhotel la convivenza tra gli ospiti era di difficile gestione, persone troppo diverse le une dalle altre, con storie , percorsi e problematiche che spesso non solo non coincidono ma creano tensioni e problemi. Una delle convivenze pi complesse di certo quella tra italiani e stranieri e rispetto a questo, Mimmo sembra avere le idee chiare: Le problematiche di convivenza ci saranno sempre per le grosse diversit che ci sono tra noi e per questo tendiamo sempre a stare con le medesime persone e cerchiamo di viverci il meno possibile. Questo di certo non aiuta la comprensione di due mondi cos diversi!. Forse perch conosceva gi bene lambiente che stava per affrontare e le difficolt che gli si sarebbero presentate davanti, fattost che Mimmo cerca di vivere il dormitorio il meno possibile. Quello che mi aspettavo di trovare lho trovato. Non volevo partire ma senza lavoro a lungo non riuscivo pi a stare. Poi un giorno la telefonata: Ma allora vero ! Un posto di lavoro come bidello mi aspettava al Nord e cos partii per la citt di SantAntonio ma senza un euro in tasca lunica spiaggia dove potevo approdare era questa. Io per non mi sento come la maggior parte delle persone che stanno qui: ho un mia identit sociale, so chi sono e cosa voglio, solo sto passando un brutto momento , ma sono di passaggio. E noi te lo auguriamo Mimmo! Dunque ,chiedo a Mimmo, per qualche mese ti troverai dall altra parte della porta: non operatore ma ospite .Hai presente -mi dice Mimmo- quando provi un vestito che non della tua taglia? Ecco, io qua mi sento come in un vestito di tue taglie in meno della mia! Mimmo

Hai

presente quando pro-

vi un vestito che non della tua taglia? Ecco, io qua mi sento come in un vestito di due taglie in meno della mia!

E anche questo Mimmo lo sa bene. Lo conosce perch per circa due anni ,Mimmo ha lavorato al FERRHOTEL,dormitorio della Caritas che offre accoglienza notturna ai senza tetto di Bari. Ora Mimmo,varca tutte le sere lingresso dellAsilo Notturno del Comune di Padova, non per lavorarci ma per trovare accoglienza! Le circostanze a volte giocano brutte sorprese!Mimmo faceva loperatore al FERRHOTEl, si occupava di accogliere ogni sera circa 46 persone, di garantire una doccia calda e un posto letto come alternativa alla stazione ferroviaria. Al calar del sole, insieme agli altri operatori e alla comunit di SantEgidio, si recava alla stazione dei treni per salvare ,almeno per una notte, qualche anima persa dal freddo pungente, conducendola al dormitorio. Come ci spiega Mimmo, la gestione del Ferrhotel molto simile a quella dellAsilo

Bari: lentrata del Ferrhotel nei pressi della stazione ferroviaria

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SOTTO IL SEGNO DELLE STELLE


TORO
Sono entrambi africani i due ragazzi nati sotto il segno del Toro: Moriba e Chidozie. Moriba spera di poter trovare un lavoro per poi potersi stabilizzare in Italia e Chidozie sta cercando con tutte le sue forze di trovare unoccupazione in modo da poter pianificare meglio la propria vita e avere un po pi di stabilit. Moriba non aspetta altro che la sua ragazza ,ancora in Guinea , possa raggiungerlo questanno per poter costruire un futuro insieme.

LEONE
Luigi sembra davvero incarnare la forza di un leone quando, con molta determinazione, ci confessa che si sta impegnando molto per arrivare a dei cambiamenti importanti nella propria vita. Anche se molto deluso e sfiduciato nei confronti della societ, non vuole arrendersi e sente di avere ancora la forza per cercare un lavoro, trovare una casa, incontrare la ragazza giusta, crearsi una famiglia. Voglio uscire da questo buco che mi sono creato!, dice.

ACQUARIO
Antonia, Massimo e Alessandro sono i fortunati nati sotto il segno dellAcquario. Questanno, infatti, a detta di tutti, pare sar il loro anno fortunato..ma cosa ne pensano loro? Massimo dice di aver sentito che tutti i pianeti positivi sono nel segno dellAcquario, ma che comunque i nati sotto questo segno si devono dare da fare..la fortuna, insomma, non arriva cos, dal nulla.. Ci racconta che lanno per lui non iniziato molto bene, a causa di difficolt derivanti dallanno precedente. Per gli sembra che ogni giorno le cose vadano un pochino meglio..speriamo! Alessandro vuole sottolineare il fatto che secondo lui loroscopo non ha nessuna valenza scientifica, ma che lo ascolta per curiosit. Spera di poter risolvere i propri problemi di lavoro..in fondo, lAcquario un segno ottimista, siamo molto sognatori. Antonia vorrebbe trovare un lavoro e le piacerebbe pure farsi un giro da qualche parte. Se la salute sembra andare migliorando, per quanto riguarda lamore il suo desiderio pi grande il ricongiungimento col suo fidanzato..e anche a lei piacerebbe diventare presto mamma!!

GEMELLI
Sotto il segno dei gemelli troviamo Giuseppe, il cui pensiero per il 2009 va alla propria famiglia. Dato che nellultimo periodo ci sono stati un po di incomprensioni, spera che la situazione migliori.

SCORPIONE
Giorgia sembra essere molto ottimista. Prevede dei cambiamenti positivi, tra cui un trasferimento imminente, delle soddisfazioni professionali..e lamore: in crescita, sempre di pi, fino allesplosione!. C in lei anche un forte desiderio di maternit..

VERGINE
Ecco a voi le previsioni di Patrizio: in generale, buon andamento anzi, ottimo! Amore: fortemente. Lavoro: pu andare. Salute: ben pi che ottimamente. Soldi: pi che ottimamente. Amici:molto bene.

e nel prossimo numero, i segni mancanti!

PENSIERI SENZA TETTO

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CERCA LAVORO ...


Ragazzo della Guinea, in possesso di regolare permesso di soggiorno, cerca occupazione generica, preferibilmente come saldatore o operaio metalmeccanico. Precedenti esperienze formative e lavorative nel medesimo settore. MORIBA 3315249545 Ragazzo nigeriano, in possesso di regolare permesso di soggiorno, cerca qualsiasi lavoro, in particolare come operaio generico o addetto carico/scarico merci a Padova o in comuni limitrofi. FRIDAY 3273389304

Ragazzo italiano, 33 anni, cerca qualsiasi lavoro, preferibilmente nel campo delledilizia. Precedenti esperienze lavorative nel medesimo settore. BATTISTA .3452381508

Polacca, in possesso di regolare permesso di soggiorno, con una buona conoscenza della lingua italiana, cerca lavoro come badante. Precedenti esperienze nel medesimo settore. JOANNA 3272044916

Ragazzo afgano, in possesso di regolare permesso di soggiorno, cerca occupazione generica. Precedenti esperienze lavorative come magazziniere e operaio generico ALI 3881974283 3478633982

Italiano, 48 anni, cerca qualsiasi lavoro, preferibilmente nel verde. Precedenti esperienze lavorative come giardiniere e operaio. Buon utilizzo del muletto e ottima conoscenza della lingua francese. GIUSEPPE 0498751032

Signora somala, in possesso di regolare permesso di soggiorno, cerca lavoro come addetta alle pulizie. Precedenti esperienze nel medesimo settore. SAHRA. 3386483560

Ragazzo della Guinea, in possesso di regolare permesso di soggiorno, cerca qualsiasi lavoro, preferibilmente come saldatore o carpentiere. Ottima capacit di utilizzare Intenet Explorer e il pacchetto Office. MAMY 3203471094

Per chiarimenti,commenti, critiche,idee,contattateci a: PENSIERISENZATETTO@LIBERO.IT Oppure scrivete a; Asilo Notturno Via del Torresino,4 Padova

Hanno partecipato a questo numero: Alessandro, Anthony, Antonia, Mauro, Giuseppe, Mimmo, Luigi, Giorgia, Ubaldo, Renato, Chidozie, Moriba, Flavio, Rita, Gastone, Vito, Francesca, Simone, Liliana, Manuele, Chiara, Massimo,Daniele