Liceo scientifico G.

Brotzu

Laura Lobina IV F

a.s. 2011/2012

I protagonisti della Rivoluzione francese:

1. Luigi XVI 2. Jacques Necker 3. Georges Danton 4. Maximilien de Robespierre 5. Jean Paul Marat 6. Francois Babeuf

Fonti testo: http://www.treccani.it/enciclopedia Fonti immagini: google immagini

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Luigi XVI: re di Francia dal 1774 al 1791.
La sua storia: nasce a Versailles nel 1754, nipote di
Luigi XV, nel 1770 sposa Maria Antonietta, la figlia di Maria Teresa d’ Austria. Quando, nel 1774, sale al trono, la Francia è impoverita da una politica fiscale esosa e gravata dai debiti. Il fallimento della politica finanziaria attuata da Turgot e Necker per ridurre il deficit pubblico, aggravò la crisi finanziaria e costrinse Luigi XVI a convocare gli Stati generali nel maggio 1789. Da allora la Francia fu invasa dalla rivoluzione, durante la quale egli cercò dapprima di convivere con il nuovo regime costituzionale per poi passare nel campo controrivoluzionario. Nel giugno 1791 tentò la fuga con la famiglia, ma furono riportati a Parigi. Questo tentativo di fuga compromise in maniera definitiva la monarchia, che fu proclamata decaduta dalla Convenzione il 21 settembre 1792. Dopo pochi mesi Luigi XVI fu ghigliottinato. Giudizio del popolo: il popolo è inizialmente fiducioso, poi lo detesta per le riforme economiche a favore del clero e della nobiltà. Caratteristiche: debole caratterialmente, incapace di tener testa alla nobiltà e facilmente influenzabile.

Jacques Necker: ministro delle finanze
del re. La sua storia: nasce a Ginevra nel 1732. Dopo una
carriera bancaria e una pubblica, nel 1776 viene nominato direttore del tesoro da Luigi XVI e l’anno seguente ebbe la nomina a direttore generale delle finanze. Necker cerca di salvare la situazione economica francese attaccando i ceti più ricchi e per questo motivo attirò su di se l’ ostilità dei ceti privilegiati e, per questo motivo, venne allontanato. Nel 1788 fu richiamato come direttore generale delle finanze, e Necker annunciò la convocazione degli Stati Generali. Odiato dalla corte, fu costretto a dimettersi l’ 11 luglio 1789; la notizia della sua destituzione fece esplodere a Parigi l’insurrezione che culminò con la presa della Bastiglia. Fu richiamto il 16 luglio e tentò invano di opporsi alla confisca dei beni del clero e al crescente deficit. Dimessosi nel 1790, si ritirò a Coppet. Giudizio del popolo: favore popolare per la denuncia sulla situazione finanziaria e per le sue riforme. Caratteristiche: brillante in campo economico e pubblico, a favore del popolo.

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Georges Danton: uomo politico

e uno dei protagonisti della rivoluzione francese. La sua storia: nasce da una famiglia borghese di

provincia. Fece l’ avvocato a Parigi dal 1787 e fin dal 1789 fu tra gli agitatori più popolari tra i Cordiglieri. Fu l’ artefice del moto del 10 agosto 1792 e venne nominato ministro della giustizia. Sostenne la necessità di respingere l’ invasione del nemico esterno alla frontiera e di fermar i nemici interni. Dal 1792 fu membro della Convenzione e modificò le sue posizioni cercando di mettersi a capo di una maggioranza moderata per concludere la rivoluzione e per perseguire le trattative diplomatiche per la pace, ma i girondini respinsero le sue proposte. Nel 1793 cooperò alla rovina dei girondini, e nello stesso anno entrò a far parte del “Comitato di salute pubblica”, ma tra lui e Robespierre permaneva un profondo contrasto, che fu screditato. Danton fu arrestato il 31 marzo 1794 con l’accusa di cospirazione. Dopo essere stato processato, fu ghigliottinato il 6 aprile 1794. Giudizio del popolo: amato dal popolo anche perché voleva mettere fine alla rivoluzione. Caratteristiche: ribelle, vivace e irriverente.

Maximilien de Robespierre:
uomo politico e tra le meggiori personalità della rivoluzione francese. La sua storia: nasce ad Arras nel 1758. Fu studente del
collegio Louis-le Grand dal 1769 al 1781 e, terminati gli studi, esercitò l’avvocatura ad Arras. Nel 1789 fu eletto deputato agli Stati Generali e si mise in luce alla Costituente, dove si espresse su tutte le maggiori questioni dibattute. Divenne presidente del club dei giacobini nel 1790. Dopo la tentata fuga del re nel giugno 1791, attaccò la propaganda bellicosa nell’ Assemblea legislativa, temendo una coalizione europea antirivoluzionaria e la dittatura interna. Nel 1792 iniziarono le ostilità e le sue critiche ebbero fondamento; lo stesso anno entrò nel consiglio generale del Comune parigino di cui fu l’anima fino al suo ingresso alla Convenzione nazionale dove fu eletto deputato di Parigi dove guidò l’ aspra lotta, politica ed ideologia, contro i girondini. Dopo la condanna di Luigi XVI, avviò l’insurrezione popolare (31 maggio- 2 giugno) che abbattè la fazione girondina. Il 27 luglio entrò nel “Comitato di salute pubblica”, soffocò le altre fazioni (in disaccordo con la sua politica). Il 27 luglio 1794 venne posto sotto accusa e arrestato, per l’assunzione di un potere dittatoriale. Liberato dai suoi sostenitori, fu catturato dalle milizie e giustiziato il giorno successivo. Giudizio del popolo: conquistò grande popolarità presso il popolo per i suoi interventi negli Stati Generali e mantenne il favore del popolo, perse il consenso del popolo nel 1794 per la sua condotta dittatoriale. Caratteristiche: alcuni storici lo definiscono un estremista rivoluzionario, altri lo definiscono in modo più equilibrato.

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Jean Paul Marat: uomo politico

francese e direttore dell’ ami du peuple. La sua storia: nasce nel 1743 da una famiglia di umili
origini, studia a Bordeaux e Parigi; trasferitosi in Gran Bretagna, esercitò la professione medica, interessandosi anche di scienza, filosofia e politica. Torna in Francia come medico, ma, non avendo avuto fortuna in questo campo, lo abbandona per dedicarsi completamente alla politica. Alla vigilia della rivoluzione pubblicò un saggio breve (Offrand à la patrie, 1789), in cui sosteneva che la monarchia era in grado di risolvere i problemi del paese. Dal settembre 1789 Marat iniziò a pubblicare l’ Ami du peuple, giornale che denunciava i tentativi controrivoluzionari dei ceti che volevano guadagnare dai cambiamenti della Rivoluzione a scapito delle classi popolari. Nel gennaio 1790 al maggio 1792 dovette stare a Londra per i suoi attacchi, che però gli diedero un’ enorme popolarità presso i sanculotti parigini. Con i suoi articoli contribuì all’ insurrezione popolare e ai massacri che ne derivarono, per questo fu trascinato dai girondini davanti al tribunale, ma venne assolto nell’ aprile 1793. Marat morì assassinato dalla girondina Carlotta Corday nel luglio 1793. Giudizio del popolo: si pensa fosse amato dal popolo. Caratteristiche: sfrontato e spregiudicato.

Francois Babeuf: giornalista e
rivoluzionario francese. La sua storia: nasce a Saint-Quentin nel 1760. Si interessa
ai problemi nella sua attività di amministratore terriero. Prese parte alla rivoluzione dopo alcuni anni e diede prova di antirobespierrismo. Attraverso il giornale “Le defenseur de la libertè de la presse” e poi “Le tribun du peuple”, Babeuf tese al ripristino delle costituzione del 1793 come punto di partenza per esperienze socialistiche successive. Tale azione culminò in una cospirazione; arrestato, fu condannato a morte. Si suicidò prima di salire al patibolo. Giudizio del popolo: si presume che fosse amato dal popolo. Caratteristiche: appassionato del popolo romano, in particolare dei tribuni della plebe romani (infatti si faceva chiamare Gracco); viene ricordato per il suo ruolo nella “congiura degli Eguali”