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DIZIONARIO

DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
\
AI

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI^ AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI


PI

DELLA
AI

CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, Al VARII GRADI DELLA GERARCHI A CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E

PI SOLENNI, , ALLE FESTE ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
RITI,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DT CAMERA
DI

SUA SANTIT

GREGORIO

XVI.

VOL. XXII.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXLIII.

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

E
ERA
J-jRA (Aera). L'era
poco
dal
gli

ERA

presso a

greci,

dalla

fondazione

di

Ro-

lo stesso

che Epoca

(Fed),

essendo anch'essa un punto fsso, quale si principia a contare


anni.
Altri la definiscono

o in altra simile maniera. Osserva inoltre che


consoli,

ma, o dai

una

serie d'anni civili, adattata per con-

tare
to
tri

storico

tempi, riferendosi a un punod astronomico; ed alil

notate le antiche mesi trovano morie particolarmente di Spagna, con l'era, dicendosi nelle storie sagre e profane, nei concilii ed al,

tre scritture,

essere

seguita questa
:

l'epoca, cio

principio

cro-

nologico di

un qualunque

fatto de-

gno

di particolare osservazione.

La

differenza per tra le ere e le epo-

o quell' altra cosa nell'era tale e confrontandosi gli anni di essa con gli anni di Cristo, si trova che ebbe principio alcuni anni prima, laonde volendosi aggiungere all'era gli anni del Signore, doveva dirsi l'anno N. N. dell'era, di Cristo N. N.
bi,

che consiste in questo, che le epoche sono punti fissi , determinati da


cronologisti, e le ere sono punti determinati generalmente da qualche popolo o nazione. Il dotto p.

Supposto questo, nascono due dubil primo del nome, cio quale
l'origine

Menochio, nel tomo


Sluore, a pag.

III delle sue 364, parlando del

sia

della voce

Era;

il

se-

.modo di computare gli anni secondo l'era, dice eh' stato assai differente in vari tempi e luoghi il modo di computare gli anni nell'istorie, come nelle scritture pubbliche e private, perch alcuni gli

condo, con quale occasione sia stato inventato questo modo di computare gli anni. Alcuni hanno detto
parola

che non si con

hanno contati dalla creazione mondo, altri o dalle Olimpiadi

del
dei

doveva scrivere questa dittongo, ma con Hera s volendo che i aspirazione sia derivata da Herus3 il Signore. Altri sono stati del parere che si debba scrivere Aera> e che perci

6
sia cos

ERA
detto ab Aera, perch nel
si

ERA
ria di

quel fatto,

tanto segnalato

bronzo
gli

notassero

il

numero

de-

e memorabile. Tuttavolta l'origine


di questa parola

prima lettedeve dalle altre separarsi, e voglia dire abbreviatamente Annus, e con le seguenti Annus eras, ovvero cos A. ER. A. cio Annus eras Augusti, perch veramente al tempo di Augusto ebbe il suo principio, o secondo altri
anni. Altri, che la

molto

incerta.

ra

da aesj perch indica vansi gli anni con certi piccoli chiodi di rame, ed il J Macri nelle Not. de vocab. eccL
Alcuni
la

fecero derivare

tra le diverse etimologie che ripor-

Annus
rola.

erat regni Augusti,


lettere

facen-

che fa derivare quevoce da JEs, perch nelle monete di bronzo si notava ed imta,

cita quella

sta

do con quelle

una

sola pa-

Il Baronio nelle annotazioni al Martirologio Romano, a' 22 otto-

bre riferisce queste congetture , che sono di alcuni autori spagnuoli che cita ; quindi aggiunge che la sua possa essere la pi probabile, colla quale d ragione del

primeva l'anno corrente. Altri dicono che la parola Era si dovrebbe scrivere ra. In cronologia adunque, un'era un metodo ricevuto di contar gli anni, i quali
scorrono riferendosi
la
tutti,

secondo
eh'

loro

successione,

ad

un punto
era.

fisso
il

storico

od astronomico,
di

principio

questa
il

Cos

nome

dell' istituzione

dell'era.

Questo autore si fonda su quanto scrisse Dione Cassio nella di lui storia, il quale mentre distintamente

racco u la
di

le

cose seguite

di

an-

no
to

io anno, dice che nel

consola-

metodo di contare gli anni trascorsi dopo la nascita di Ges Cristo, essendo l'anno di questa nascita il primo dell'era di questo nome. A voler qui riportare un ristretto delle ere prinl'era cristiana
cipali, -di

Marzio Censorino e di Calfurono da Augusto, per mezzo di Domizio Calvino, domati certi popoli della Spagna, e che ristesso Domizio raccolse tanta quantit di denaro dalla Spagna, che non solo bast per le spevisio

cui

si

sono

serviti
ci

ero-

Sabino,

nologisti e gli

astronomi,

atter-

remo
tatisti

ai

migliori e pi critici trat-

delle ere diverse.

Ere anteriori a quelle di Ges


Cristo.

se del trionfo,

per le quali

si

so-

leva dalle altre provincie

dell'

imfab-

U era
istituita

mondana
la

degli ebrei fu

pero contribuire,
sufficiente

ma

fu

eziandio

antichissimamente,

ma

al-

riparare

alcune

briche di

Roma. Tiene adunque il Baronio per molto probabile, che

questa copiosa contribuzione di denaro, fatta dalla nazione spagnuola


in quell'anno, nel
l'era,

fanno al pi risalire all'undecimo secolo dell'ersi volgare. Dagli ebrei viene chiamata della creazione del mondo, l' era e la incominciano 3761 anni avancuni
critici
ti

ab aere

colleclo,
l'

quale cominci abbia avudi

Ges Cristo. Dunque il primo anno della nostra era volgare il

to

il

nome
si

origine, e che par-

ticolarmente

le

provincie
anni, in

Spa-

gna
nel

sieno servite
gli

di quel

computare

modo memo-

3762, secondo quella degli ebrei, incominciando in primavera giusta lo stile ecclesiastico, ed in autunno 4i questo medesimo primo anuo,

ERA
per Io
stile

ERA
padri,

7
ecclesiastici

civile.

L'era degli ebrei


di

e scrittori
secoli.

dei

regolata dal

ciclo

diecinove

primi

Pi

di cento

dicias-

anni, composto di dodici anni lunari, e di sette altri della medesi-

sette sistemi

s'inventarono per con-

ciliare la storia

sagra colla
il

profa-

ma

natura,

quali ricevono un'in-

tercalazione, quindi chiamansi


bolismici.

em-

na, tra' quali vuoisi quello di Alfonso re

pi lungo

di Castiglia,

creazione dicono che la sagra Scrittura non fu data per soddisfazione della curiosit; e la Chiesa, obbligandoci a venerare tuttoci che
Sull'era della
i

Piegiomontano, che pone la nascita di Ges Cristo all'anno


di

cronologisti,

6984
to

del mondo, mentre il veneLippomano la ritrae all'anno


Il

36 16.
cinque

p.

Riccioli

stabilisce

seguenti

canoni intorno a

in

essa

si

rapporta al
alle

domma,
i

la-

questi sistemi:

scia

poi

dispute
:

punti di
i.

scienza
la

umana

come per esempio

Dalla creazione

del

mondo a

questione sulla durata dei sette


Genesi. Sarebbe pi determinare i tempi

giorni della

Ges Cristo, nessuno conta pi di 7000 anni, n meno di


2.

importante

dopo
la

la creazione di

Adamo

ma
gli gli

3700. Dal
ta,

testo ebraico, dalla


storia

Volga-

santa

Scrittura

neppur qui

e dalla

umana, semin
tale

ordina altrimenti che col contare

bra pi probabile che decorressero

anni
tra

vissuti dai dieci patriarchi anti-

4 IQ, 4 anni:

ipotesi

diluviani.
i

In

ci corre

differenza
gl'inla
i

testi,

e differenza tra

terpreti sul
serie,

modo

di ordinarne
la

non possono essere pi di 433o anni, n meno di 3705. 3. Dai settanta, e dalla pi vera
storia

onde nasce

variet

tra

umana

appariscono

5634
non
anni

modi

di contare gli

anni dopo
i

la

anni; in tale ipotesi fatto


essere stati

creazione
bio, di

secondo

testi

ebreo,

pi di 5t)o4

samaritano, dei settanta in


Gioseffo, di Giulio
s.

Euseafrica4-

n meno di 5o54Sebbene alcuni siensi ingegnati


d'investigare
l'origine del

no, di
di

Epifanio,

di
i

Pelavio, e
cronologisti,

mone

altri.

Avvertono

do da alcuni caratteri
e dalla posizione delle

del cielo,
stelle,

che i primi padri della Chiesa si attenevano alla versione dei settanta, come attesta Eusebio, il quale pure dichiara corrotti i nu-

dei veri segni del zodiaco, ogni

meri della Volgata,

ossia del

testo

ialino della Bibbia; altrettanta dif-

ferenza nei patriarchi


al

successivi

diluvio,

cio in

quella

che

si

opera loro riusc invano; e alle volte caddero in errori gravissimi, attribuendo al mondo una et pi favolosa che vera. 5. Probabile aver Dio creato anni avanti la il mondo 5634
nascita di

chiama seconda et del mondo. Molte ragioni per militano a favore della cronologia dei settanta,

Ges

Cristo.

Alcuni cronologisti sostituiscono

che sono criticamente riportate dai cronologisti; e Giuseppe Flavio, il


pi dotto ebreo, segui anch'egli
cronologia,
la

come

fecero tutti

santi

a creato il mondo, creato l'uomo, perch da Adamo soltanto cominciano i dati per valutare il temL.a ie dei p. La maggior parie ciegh storici

8
adottano
il

ERA
calcolo di Usserio, seci

ERA
greci, a

Timeo

scrittore

sicilia-

condo

il

quale nacque Gesti Cristo

no, e posteriore al regno di Ales-

nell'anno

44 dopo la creazione. Questa variet non reca poi molsi

Questa era sandro il Grande. venne per accettata lungo tempo

ta confusione, giacche

riferisce

dopo

l'

introduzione de' giuochi o-

soltanto ai
re

tempi
si

quasi affatto la
gli

e evita col segnadalla

pi

antichi,

limpici nella Grecia,


di questa accettazione
il

ed
se

all'epoca

anni

non

creazione,

raa dalla distanza da Ges Cristo. pi moderni cronologisti dicono,


principal

ne fece a molti Sull' epoca della secoli addietro. istituzione de'giuochi, eranvi molte
riferire

punto

iniziale

fondamento della dopo la Bibbia, la cronaca di Eusebio vescovo di Cesarea, della quale non si ebbe che piccola parte, fin quando il vicario del patriarca armeno ne scuopi a Gerusalemme una traduzione armena, che port a Costantinopoli verso il 1787, donde fu mandata a Venezia una copia nel 1790, che serv poscia per un' edizione fatta in Milano nel 18 18. Ma gi pi intiera copia
cronologia sagra
se n' era

che

incertezze, per cui

non potevasi
scuoprire

ri-

montare sino
laonde
si

alla detta istituzione,

cerc
fuori

di

un

punto

fisso

da
l'

qualunque
uso
d' in-

contestazione; e fu scelto quello in


cui venne introdotto
le statue

nalzare al vincitore ne'giuochi, del-

ed

altri

pubblici
si

monufi-

menti. In tal

modo

rimont

no a Corebo, che pel primo ottenne l'onore di una statua. Fu dunque l' era delle Olimpiadi nella
sua origine
re, fissata

a quella in
tale

cui

avuta

a
si

Venezia

stessa

Corebo aveva ottenuto un


cio

ono-

nel

1793, in cui

esegu un'edi-

776 anni

avanti Ges Cri-

zione nel
pie

medesimo

anno

18 18

sto,

formandosi ogni olimpiade di


essendo
i

colla latina traduzione,


i

che comframmenti gi conosciuti.

quattro anni,
delle Olimpiadi

giuochi

celebrati ogni quattro anni. L'us


fu continuato sino

Era
Questa

di

Abramo.
colla

alla fine del

quarto secolo dell'era


l'editto,

nostra.

AH' imperatore
attribuito

incomincia

voca-

viene

Teodosio che
delle

zione di detto patriarca,

fissata

viet di

contare

per mezzo

201 5 anni avanti Ges Cristo, ed al primo di ottobre. L'anno 2016 di quell'era incomincia con l'istesso giorno immediatamente anteriore al principio dell'era
cristiana:

olimpiadi.

Era

di Nabonassar.
celebri
ere, e

una

delle pi

Eusebio mo per
imitato
stiani.

si

serv dell' era di

Abrae fu
cri-

delle pi generalmente usate nelle

la

sua cronologia,
altri

diverse mutazioni dei

tempi. L'a-

da

cronologisti

Era

delle

Olimpiadi.
di quest' era
si

stronomia ne ritrasse grandi vannel suo taggi , perch Tolomeo Almagesto conform ad essa la data delle osservazioni che trov negli

scritti

de' suoi

predecessori

L' introduzione

attribuisce nelle opere degli stori -

Teone, che fior dopo di lui, ne imit l' esempio e la necessit di


;

ERA
esprimere

ERA
uniformi

con

termini

l'epoca delle

osservazioni

che

do-

vevano
tate,

fra di loro essere confron-

vennero assorbite nell'unit romana, e caddero in dimenticanza.

Varrone aveva

raccolte,

fece moltiplicare

quest'esem-

Questa era prese il suo nome da Nabonassar, considerato il fondatore del regno di Babilonia ; ed il suo principio fissato al mezzogiorno di un mercoled, che
pio.

Era

di Alessandro
conosciuta

il

Grande.
col

di

altres

nome

era
sta

avanti

26 febbraio dell'anno 747 Ges Cristo. Si serve queera dell'anno vago, ossia di 365
il

era di Filippo, o dei Lagidij e la morte di Alessandro n' il punto essenziale. Il suo primo anno incomincia col ^i5 dell' era di Nabonassar, e nel 12 novembre
dell'anno
era,

giorni, senza intercalazione,

essen-

324
essa

avanti

Ges

Cristo^

do

stato tale l'anno egiziano.

Somigliante in tutto alla succitata

pu

considerarsi
il

come

Era
L' era di

di

Roma.
dicesi della

un'appendice, e
i

rispetto che tutti

popoli dell'Egitto particolarmen-

Roma, che
citt,

te professavano per la

fondazione della

posta

da

memoria del macedone conquistatore, fu il motivo dell'istituzione dell'era di

olimpiade
avanti

Vairone nel terzo anno della sesta da Verrio Fiacco nel:

Ai

lessandro, o di Filippo Arideo suo


figlio,

l'anno seguente,

755 o 754 anni


:

oppure dei
suoi

Tolomei, cio

da Catone poi nel 752. Infinite sono le dispute dei cronologisti per determinare questo tempo, paragonandolo anche ai celesti fenomeni. L' opinione di Vairone del 7^5, 21 aprile, seguita da Dione Cassio, Plinio maggiore, Vellejo Patercolo, Claudio imperatore, Lattanzio Firmiano ec, ma Dionigi di Alicarnasso, e Tito Livio seguono 1' opinione di Catone. Gli anni poi venivano notati pi comunemente col nome dei due consoli, che reggevano la romana
Cristo

Ges

Lagidi

successori

in Egitto,

dove quest'era fu prontamente riconosciuta, l suo primo giorno, il 12 novembre, non fu quello della morte di Alessandro, bench sia il punto iniziale dell'era; ci deriva dall' uso che avevano gli
di contare gli anni del regno de' loro principi, riferendoli

egiziani

sempre
civile;

al

principio del loro


il

ed

primo

del loro
di

anno mese

thot dell'anno

42 ^

Nabonassar,

repubblica.
pccolo,
la

Prima
Chiesa
il

di

Dionigi
i

il

cadendo in queir anno nel d 1 novembre, questo giorno divent il primo dell'anno con cui comincia l'era di

Pontefici
gli

Alessandro. Gli astro-

calcolavano

tempo per
fasti

anni

nomi
coli

se

ne servirono spesso, come

di Diocleziano,
lari,
i

pei fasti

conso-

fecero alcuni scrittori de' primi sedell'era cristiana.

quali

cominciarono

dall'anno

244

delia fondazione di
i

Roma, secondo
poca di
avanti

pidoglio; oppure

marmi del Cam245 secondo l'eVarrone, vale a dire 5og


Cristo.

Era

dei Seleucid.

Ges

In quanto alle

mi

Questa pur si distingue co' nodi era di Alessandro per concoll'era

ere degli altri popoli italiani,

che

fusione

del

conquistatore

io

ERA
a
suo
dei
di dodici

ERA
mesi,

macedone, o per rapporto


figlio

ciascuno
di

de'quali

dello stesso

nome; era

ovvero era dei Sirv-Mace* doni, Tarikd'houl-Karnain , ossia era dei contratti de' giudei di Sigreci,
ria, soggetti ai re greci.

del zodiaco. L'epoca radicale della medesima fu l'esaltazione al trono di


gisli

portava

il

nome

un segno

Questa era

Tolomeo Filadelfo, ed i cronolonon dubitarono punto a conanni


dell'era
di

una delle pi conosciute, come delle pi usate negli scritti, e sui

tare gli
stessi

con

quelli

del regno

Tolomeo.

Su

monumenti; ed
vasi

perci che trosulle

di che consultato 7, toni. II,

l'Almagesto IX,
170, essendo il Dionigi il 24 di
l'era

nel libro

de' Maccabei,

pag.
di

medaglie ed altre
nella storia

incisioni greche,

primo giorno

ecclesiastica,

ne'padri
nelle

giugno dell'anno 283 avanti


stizio

della

Chiesa,

nei

concili,

cristiana, essa incominci nel soldi

opere degli orientali, e particolar-

estate
al

che precedette
trono
di

l'e-

mente
uso

degli arabi,

quali

se

ne

saltazione
fissata

Filadelfo,

servono ancora quando non fanno degli anni dell' egira. Tutti gli autori sono d'accordo intorno le cause della sua istituzione, ch'
l'

molto
solstizio.

approssimativamente
il

al

2 di

novembre dopo

mede-

simo

al

innalzamento di Seleuco JNicatore trono di Babilonia, dopo la disdi

Era
Baia re di
1

di Tiro.

fatta

Gaza,
te

la

Demetrio morte

Poliorcele
di

a Alessandro

re di Macedonia.
tutti

Sono egualmen-

d'accordo sull'epoca iniziale di quell'era, che l' estate dell'anno 3 2 di Ges Cristo. Secondo l'opinione comune Tanno babilonese sarebbe stato fisso a giorni 365 ed un quarto per questa mede-?
1

Siria, avendo nel25 avanti Ges Cristo accordato ai Tiri l'autonomia, questi consagrarono un tale avvenimento colla istituzione di una nuova era, della quale questo atto

l'anno

protettore

fu

il

motivo,

ed

ab-

bandonarono l'era dei Seleucidi. La nuova era incominci col 19


ottobre, corrispondente al

sima epoca.

mese

di

Era
Il

di Tolomeo Filadelfo,
principe
fu

hyperberetqus.

regno di questo

Era Cesariana
Essa
e la

di Antiochia.
Giulio
lui
/\.S

confuso coll'era di Dionigi l'astronomo. Dionigi istitu la sua era


nel regno e ne rifer
cipio del

riguarda

Cesare,

di
il

Tolomeo Filadelfo, primo anno al prin-

vittoria

da

riportata

a
di

Farsaglia nell'anno

avanti Gesi

medesimo;

ma

le

due

s Cristo.

Antiochia

serv

epoche iniziali non furono assolutamente le stesse: ci che segue accenna quanto avvi di analogo,
e di differente tra l'una e
l'altra.

quest'epoca per le sue date, inco-

minciando dal primo giorno del suo anno, che principi nell'autun-

Era

no dello stesso anno 4^ avanti Ges Cristo. La medesima citt


aveva onore
Giulio
altres
istituita

di Dionigi.

un'era

in

Questa era, tutta astronomica, componevasi di anni solari fissi,

di

Pompeo Magno; quindi


vincitore

Cesare

ottenne

ERA
egual distinzione. guari

ERA
non and
suc-

ir

Per
di

nell'Aragona nel
za nel
in
1

35o

in Valen1

che

all'era

Cesare

358
1

in

Portogallo nel
1/4.22
altri
:

393

che incominci nel primo settembre; vigilia dell'altra famosa battaglia di Azio, ed in memoria di essa. I greci, i quali seguivano l'era Cesariana di Antiochia, la incominciavano col loro anno medesimo,
cesse quella

di Augusto,

Castiglia
1

nel

ed anco
or-

nel
si

4 5 secondo

questa era

regolava coll'anno giuliano

dinario.

Era Aziaca.
La famosa battaglia d'Azio diede occasione a questa era, la quale venne ammessa in diverse provi ncie del romano impero con le seguenti differenze. In Egitto dove l'era fu primieramente istituita, principio venne fssalo al il suo primo del mese tiol 3 ossia al 3o di agosto immediatamente anteriore al giorno della battaglia,
la

dal 49.

Era
Prese
il

Giuliana.

suo

nome da
il

Giulio Ce-

sare che riform


giorni con

calendario, ac-

comodandolo per un anno di 365 un 366., intercalato ogni


quattro anni; ed questa la memorabile riforma donde prese origine 1' era giuliana. Essa incomin-

quale succedette
dell'anno

nel

settembre

ci

Tanno 45 avanti Ges

Cristo.

Pel calcolo regolare de' tempi anteriori a detto anno, i cronologisti


si

essendo
giuliano

il

3o avanti Ges Cristo; 3o di agosto il giorno


fisso

corrispondente

al

servono degli anni era giuliana, bench

della
la

stessa

primo
l'anno

di thot

ovvero primo
egiziano
il

deldi

medesima

vago
I

719

non

ed appunto in questo caso, che si chiamano anni dell'era giuliana prolettiesistesse ancora,
ca.

Nabonassar.

greci

d'

Antiochia

Tanto

di questa era,

come

di
si

diverse delle ere qui memorate,


tratta in parecchi
ticoli

ed analoghi ar-

di questo Dizionario.

incominciarono l'era aziaca col primo settembre del medesimo anno In Roma quest' islessa era principi col primo gennaio seguente, cio dell'anno 29 avanti Ges Cristo. Quest'era non ebbe lunga durata, e fu confusa collera seguente.

Era
Ebbe
tutta la

di Spagna.

Era
origine dalla conquista di

degli Augusti.

nell'anno

Spagna fatta da Augusto 39 avanti la nascita di


col

Parecchi sono

motivi

che
del

si

danno per
nato

lo stabilimento di

quese-

Ges Cristo, ed incominci primo gennaio dell'anno 38.

st'era; fra gli altri l'atto

Fu

che

confer

ad Augusto

la

quindi di uso generale nella Spagna, in Africa, e nel mezzod della


Francia.

L' accettazione

generale

poi deli' era Cristiana ne fece per-

dere l'uso, e venne questa era abolita

suprema autorit. Quello per che sembra pi certo lo stabilimento medesimo dell'uso dell'anno fsso da Augusto colT intercalazione. L'anno vago egiziano fu renduto
fisso

con

decreto

dell' autorit

da Augusto

colf intercalazio-

pubblica in Catalogna nel

1180;

ne di un 6. epagomeno,

od

i*
306. giorno

ERA
ogni
quattro

ERA
anni;
Cristo nacque net 747.

anno
poich

della
egli

Teone
do
il

di Alessandria

disse,

che

fondazione di
dice

Roma

questa riforma ebbe luogo


egiziano

quanprimo giorno dell'anno vago


corrispose
il

al 29 agosto quinto anno del regno di Augusto secondo gli egiziani.

giuliano,

non poter essere nato il Messia ne prima del 746, ne dopo il 749. Non dopo il 749 perch Cristo nacque vivente Erode il grande. Ma Erode mor nella primavera del 75o,

uniformemente riconosciuto che


prin-

come consta

dalle

l'Egitto fu soggetto a quel


cipe fino dall'anno

29 avanti Gesua
autorit

s Cristo,

e che la
in

vigeva in Egitto

quel medesi-

mo
ti

anno.

Il

quinto anno di
in

que-

monete di Erode Antipa, e dal 2 5 dicembre 749 alla primavera del 75o non poterono accadere quei fatti della prima infnzia del Redentore; cio non solo l'adorazione
de' magi,

sta autorit

equivaleva al i5 avan-

ma

la

fuga

in

Egitto
fatti

l'era cristiana;
il

questo i5.
giuliano cor-

la uccisione degli

innocenti ec,

anno

29 agosto
il

rispose in fatto al

go egiziano;
dell'anno

primo thot va29 agosto giuliano 25 avanti Ges Cristo


punto
iniziale

che richiedono ben pi di tre mesi. Aggiungasi essere nato Cristo mentre Ponzio Saturnino era propretore della Siria, e fu tale
al

fino

dunque
dal

il

dell'era
fece

748.

Perci
il

Ges

Cristo

non

degli Augusti, di

cui

si

uso

nacque dopo

principio

dello

stabilimento
in Egitto, e

749, n nell'anno stesso 749, essendo nato ai 2 5 di-

dell'autorit

romana
dei

durante

il

corso

primi

secoli

dell'era cristiana.

Era

Cristiana
dell'

di

Ges

Cristo

ovvero

Incarnazione 3 od Era

volgare.

Fu ed

ancora quest' era di

uso universale, principalmente nella


chiesa latina, ed in occidente. N'
l'origine la nascita di

per

cui

fu

Ges Cristo, lungamente disputato


reale
di

cembre come porta una costante veneranda tradizione. Non pot nascere prima del 746, poich Cristo nacque essendo il mondo in pace, ci che non avvenne avanti il 746. Non nacque nell'anno 746 perch si deve supporre che la beata Vergine il concepisse appunto nel tempo della pace universale. E siccome la pace sotto Augusto avvenne nel 725, nel 729, e nel 746 nel mese sestile; perci non si pu dire
essere stafo concepito
il

Messia nel

intorno all'epoca

questo

746, stando

alla costante tradizione

grande avvenimento, e le pi prezzabili ricerche dimostrano dovrebbe essa incominciare quattro, o cinque anni prima
l'epoca fissatale
1

apche
tre
,

della sua nascita al

25 dicembre. Non

del-

neh* attuale nostro


a

computo;

su di che

consul-

de vulgaris aerae emen~ dottane del p. Sanclemente abbate camaldolese, stampata in Roma nel
tarsi l'opera

1793. In quest'opera eruditissima, dimostra 1' infaticabile autore, che

nacque nel 748 poich rimanendo ferma la sua nascita nel 25 dicembre, siccome nacque sotto Ponzio Saturnino pro-pretore della Siria, e di gi nel 748 ebbe Ponzio per successore Varo, perci sarebbe nato Cristo sotto' Varo, e non sotto Ponzio Saturnino. Dunque non essendo nato il Redentore prima del h\$> non nel 746, non nel 748,

ERA
non nel 749, n dopo il 749, rimane, secondo V opinione del dottissimo camaldolese, l'anno 747? a ^ quale si dovrebbe attribuire la glo*
ria della nascita del Messia.
sta opinione piacque assai
tefice
al

ERA
secolo in Francia ed
ra.

i3
in Inghilter-

L'uso in Francia per non fu


stabilito se

bene
colo,

non

nell'ottavo se-

QuePondi-

per la volont e coll'esempio di Pipino, e del suo figlio Carlo

Magno.
742,
di

concili di

Germania
del

del
e
di

Pio VI, allora regnante,


il

Lestines

743

modoch

credevasi dai dotti di quel

tempo, che

Papa avrebbe rinno-

Soissons del 744 presero la data dagli anni dell'incarnazione; dal

vato e corretto l'era volgare, chia-

mandola Era Cristiana- Pio. Non devesi ommettere che l'era volgare incominci dal primo gennaio dell'anno Varroniano 754, 4^- *ell'impero d'Augusto, perci l'era

qual tempo, e massime da Carlo Magno, gli storici sono accostumali


a pigliare la data dei
cano, dagli anni
di
fatti

che reCristo

Ges

Dionisiana ha origine o dal

754,

o dal 753.

di quelil regno imperatore l'usanza di mettere le date, servendosi degli anni della incarnazione, divent quasi general'

dappoich, dopo

Ma
ed

l'uso prevalse alla scienza,


,

le.

Da

ci rilevasi, ch'essendo stala


secoli

che seguendo un tal uso contasi presentemente l'anno i843 di detta era. 11 suo stabilimento

l'era cristiana istituita molti

dopo
facile

la nascita di
il

Ges

Cristo, fu

variare, ed
l'

anche l'inganpreciso
di

non risale al di l del sesto di Ges Cristo. Dionigi per

secolo
la

narsi

intorno
nascita

anno

sua

statura appellato il piccolo o l'esguo, abbate in Roma, di nazione scita, cominci il primo a prendere la data degli anni dalla nascita di Ges Cristo, nel suo ciclo pasquasecondo alle, verso l'anno 527
cuni,

medesima. Per i calcoli istorici non ne soffrono verun detrimento, ed il primo anno dell'era cristiana, essendo messo in
quella

l'epoca
stiana,

o 54i secondo altri. A quelsi d il nome di Era cri-

anno ben cerio non ne pu risultare n ommissione, n confusione. Il p. Lupi nel tom. I delle sue
concordanza
coli'

di un'altra era,

Dissertazioni, dice che


del Redentore
si

la

nascila
cindel-

Era

volgare,

Era Dionisi

deve

fissare

siana.

Per Taddietro

computa-

que anni e
l'

sette
,

giorni

prima

vano gli anni del cristianesimo, qualunque ne sia stata la cagione,


coll'era

era
si

comune

che non vi mese,

se
sia

eccettui luglio, in cui

di Diocleziano.

Sembr

al-

chi sostenga, essere nato


si

non vi Ges
d

l'ingegnoso Dionisio, siccome esperto nelle matematiche ed in cronologia, cosa

Cristo, la cui nascita

deve fissare
il

nella notte che precede

25

non opportuna
il

alla crii

stiana repubblica

computare

suoi

anni dal
tore del

nome nome

del pi fiero persecucristiano,

pens

egli

dicembre. Sull'epoca dell'incarnazione in uso ne' secoli ottavo, nono e decimo ci d erudite notizie il Borgia, Difesa del dominio della,

dunque a formare un'epoca, la quale


incominciasse dal glorioso nascimento di Ges, e da questo ne trasse
il

Sede apostolica, pag. 93 e 94. L'era cristiana, volgare, comune, o dell' incarnazione, composta di
anni giuliani. L'uso d'incominciare
questo medesimo anno, fu variabile

lia,

nome. Dionisio la propose in Itae venne accettata nel settimo

tf\

ERA
medio evo, come
in seguito fu

ERA
rono
l'era cristiana,

nel

con quella
all'

dif-

variabile la maniera di contare la successione degli anni secondo Pe-

ferenza che

notammo

articolo

Calendario.

ra cristiana.

menti
di

scritti,

provato dai monuche in diversi paesi


i.

Era

di Diocleziano, o de martiri.
principe
il

incominciossi l'anno,

al

primo
L'esaltazione di questo
4* a l

marzo;
al

2.

al

primo
al
;

di gen-

naio; 3.

25 dicembre;

all'impero fu per
tivo,

gli egiziani

mone

25 marzo, anteriore naio del numero 2.


desimo giorno,

primo gen-

e l'origine
il

dell'era
11

che

mema contando un
5. nel

porta

nome.

calendario egi-

ziano era gi regolato da un anno


fsso, ossia di

anno

Pasqua di risurrezione; 7. al primo gennaio, ma contando un anno di pi del numero 2. Su questo grave pundi

meno;

6. a

giorni

365 ed un quar-

to,

sino dai tempi di Augusto.


gli

to si possono consultare gli articoli Anno, Anno del Pontificato, Bolle, Calendario, ed altri relativi articoli

contavano ancora gli anni del regno degli imperatori, incominciando dal primo giorno di quello, durante il quale
perch
egiziani
saliva

ciascuno

di

essi

al

trono
pro-

del Dizionario.

cos essendo stato Diocleziano

Era

di Costantinopoli.
crea-

Ha
sa
ni

questa per origine

la

zione del

mondo, secondo
il

la chie-

greca, la quale conta

55o8

an-

primo anno dell' era cristiana. Sebbene il reciproco rapporto di queste due ere non presenti alcuna difficolt, nondimeno ve ne pu essere alcuna nella conavanti

clamato imperatore ai 17 settembre dell'anno 284, il 29 agosto precedente cio il primo giorno fu da essi tedell' anno egiziano nuto come il primo del di lui regno; questo stesso giorno del medesimo anno fu pure il primo dell'era che istituirono in onore di
,

quel principe. L'era di Diocleziano


fu

poscia chiamata era de martiri,

a motivo delle persecuzioni sofferte


dai cristiani pochi anni dopo.

cordanza precisa degli anni, per la ragione che l'era di Costantinopoli

Su
ec-

questa era

il

succitato p.

Lupi

sembra
cipiando

si

servisse di

due anni
col

di-

versi nel loro cominciamento, prin-

l'anno
il
il

civile

primo
ec-

settembre, mentre per P anno


clesiastico

co quanto scrive. Dionisio, che forse per umilt prese il nome di piccolo, per quanto la rozzezza del suo secolo il comportava, appli-

marzo, od

primo giorno fu il 2 r primo aprile. egualgli

candosi

in

Roma

ristorare
le

le

scienze, prostrate per

invasioni

mente certo che

anni dell'era

barbariche, nel tradurre che face-

mondana
condo
i

di

Costantinopoli comin,

ciavano col

primo settembre segreci, ed al primo gennaio,


i

va dal greco nel latino idioma vari opportuni libri, s'imbatt nel ciclo di cui la chiesa Alessandrina servivasi per regolare la Pasqua ; e giudicando essere opportuno l'adat-

secondo
concili,

romani.

Trovasi usata
le

nel settimo secolo per


fino
al

date dei

ed i russi la conservarono regno del czar Pietro il Grande, epoca in cui essi sosti tui-

tarlo al calendario

romano,
e

lo

trascori

port

dal

greco,
il

dimostr

esso a' latini

vero

metodo

del

,,

FRA
computo
molto
tavano
orientale.

ERA
perch gli costume il
conl'Ascensione di
lo.

|0
Cristo in cieera, per le date

Ma

Ges
il

alessandrini,

secondo

Secondo questa
lui
stabilite,

diffuso in
gli

que' tempi,

da

primo anno

cor-

anni loro tanto solari,

risponde
cristiana.

al

trentanovesimo dell'era

quanto lunari dal primo anno dell' impero di Diocleziano, che tanto insanguinossi nel sangue de' fedeli, fu questa era chiamata de' martili. Abborrendo Dionisio tal epoca, e giudicando indegna cosa, che dovesse la Chiesa regolare

Era

degli armeni.

Questa era propriamente detta che serv vasi di un anno vago di

puti sulla

memoria
sal

d'

suoi comun persecui

365

giorni senza intercalazione, ebla

be per origine
chiesa

separazione della

tore
ridi

fiero,

sopra
d'anni

l'

era

dei

armena

dalla latina, in con-

martiri, per quindici Enneadecaele-

dieci novi ne

e calcodi
il

cilio

seguenza della condanna del condi Calcedonia, e per epoca


il

lando

essere

nel
il

primo anno
il

iniziale

luglio dell'

anno

532
al-

questa nato

Signore, fu forse

di

Ges

Cristo. Inoltre

usavano

primo, o almeno

pi accredita-

to , a contare gli anni dell' incarnazione del Verbo. Quindi, essen-

stabilire

do bramosi i romani Pontefici di un metodo certo per regolare le feste mobili promossero
,

armeni nella loro liturgia di un anno fisso od intercalato. Il loro primo giorno di questo anno fu fissato agli 1 r del mese di agosto giuliano. Adoperarono in setres gli

guito

il

computo, secondo questo


i

nella chiesa di occidente V accetta-

anno
colla
gli

giuliano, e cos trovaronsi in

zione del ciclo orientale


la versione fattane

secondo da Dionisio. Per conseguenza ne venne un grande utile alla storia ed alla cronologia,
,

concordia, per
sola

giorni coi
di

latini

differenza

cifra

per
ar-

anni, a motivo della differenza


ec.

insieme col ciclo Dionisiano, a tutte quante le nazioni dell' era cristiana, benemerita per le memorie conservateci e die
la

diffusione,

due ere meni nei loro


delle
si

Talvolta

gli

atti servironsi

dell'era volgare.

anche Questo quanto


cronologisti,

raccoglie dai nostri

ma

stinte

per ben tredici secoli, che da quel tempo sono trascorsi Benemerita altres potrebbe chiamarsi in riguardo de' tempi a lei
il

a voler parlare con pi esattezza riporteremo sull' era armena quanto si legge nella dotta opera
intitolata

Quadro

della

storia

let-

teraria d

Armenia,

del rispettabile

antecedenti, se
l'

conto fatto

dal-

erudito

la

monaco affine di trovare nativit di Ges Cristo, fosse


egualmente, che labo-

monsignor arcivescovo Sukias Somal, abbate generale de' monaci ars. Lazzaro in Parlando egli della letteratura del secolo VI, dice che questo fu per l'Armenia af-

meni

mecchitaristi di
p.

stato felice
rioso.

Venezia, a

34

e seg.

Era

dell'Ascensione,

fritto

da politiche turbolenze, e dal-

le
Il greco autore della cronaca Pasquale, o di Alessandria, volle servirsi di un'era, il cui motivo fu

guerre sino dall'epoca in cui il tiranno Isderge tronc le comunicazioni coi greci. Per alla met di tal secolo si eifettu l'impor-

16

ERA
,

ERA
552 anni e il resto di una unit, dar l'
Quindi

tante correzione del calendario ar-

meno,
i

nel

modo

seguente.

S erano rettamente computati tempi pel corso de' primi 532 anni dell'era volgare, ma da tale anno sino al 55 1 non vi era che confusione. A determinare un or-

che

il

aumentato armena. corrente anno


,

era

i843

dell'era volgare, corrisponde

all'anno

1292

dell'era

armena.

Era
Presso
ger
al
i

di Hiesdedger.
persiani quest'era

dine
ro
larsi

fsso

e invariabile,

pel cle-

popolo, e per regoannual ricoralla renza della Pasqua, e pegli altri giorni festivi, si applic di proposito Mos II Elivardense, appena
che
pel

ebbe

intorno

origine dall'esaltazione di Hiesded-

trono di Persia, che vuoisi


ai 6 Ges

avvenuta

giugno
Cristo.

dell'anno

632

di

Regolavasi

elevato alla dignit

patriarcale di

allora questa era


ossia di
s

coll'anno

vago,

Armenia. Per s grave argomento convoc nell' anno 552 di Cristo un sinodo nella citt di Tevino, o Duvina nella provincia di Arara t;
e siccome versato nella cognizione
de' periodi e cicli solari, e di

365
.

giorni.

Continu co-

fino a

Dagelaleddin, sultano di

Khorasan
l'anno

Ma

questo principe nel-

4^7
Cristo,

dell'Egira,

1075

di

quan-

to

pu dare norma a formar un


,

perfetto calendario

cos, coll'aiuto

di parecchi suoi vescovi, e di altre

corpo degli astronomi, e venne quindi conchiuso che l'anno dell'era sarebbe fisso. Fu determinato l'ordine dei giorni che sarebbero per questi
consult
il

Ges

erudite persone, stabil alcune regole fondamentali


,

effetti

intercalati, fu fissato l'equial

che

all'

ardua

nozio di primavera
giuliano, ed
il

14 marzo
a-

impresa servissero di base. Primieramente, acciocch in avvenire procedessero i computi colla bramata regolarit, nel medesimo an-

principe ordin che


del

questa riforma

calendario

vrebbe

il

suo

principio

coll'anno
di

471

dell'egira, ossia

1079

Ge-

no

dell'era

comune 553,
il

agli

luglio fiss

principio dell'era ar-

mena, cio il primo giorno del primo anno il perch sino all' anno i32o dell'era volgare, vi tra
,

s Cristo. Questa era fu pure chiamata Melikana, essendo corretta de Melik-Sebah- Dagelaleddin. Del resto i persiani fanno l'anno
di questa era di

365
>

giorni,

quat-

questa e l'armena, la differenza di

tro ore,

552

anni. Siccome poi col volger

dei secoli, a cagione dell'anno bisestile,

o", 48 ""; ed alcuni astronomi la considerano come una delle ere pi esattamente

49

cresceva l'era armena, e diminuiva la detta differenza, fu creduto opportuno di aggiungere all' era armena nel i32o un altro anno, e ne risult la differenza che tuttora sussiste d'anni 55 1. Ed perci, che a voler trovare a' nostri d l'era armena fa d'uopo diffalcare

determinate.

Era
Egira
significa
storici, e
i

dell'

Egira.

una
e

voce
si

fuga,

della

cronologi

araba che quale gli servono per

55 1 anni dall'era volgare, a meglio dire devonsi sottrarre

denotare l'epoca, da cui i maomettani cominciano a contare i


loro anni, cio dal

tempo

in

cui

ERA
Maometto
luogo
1

ERA
Mecca
e

17
dei

fuggi

dalla

hagge.

Ecco poi nomi


1.

giorni
2.

Medina. Questo avvenimento ebbe la notte del giorno i5 o

della settimana.

el-Ahat
4.

el-

Thani,
5.

3.

el-Theleth,

el-Arba 3
7.
el-

luglio, di venerd, nell'anno

622

el-Khamis, 6. el-Giumea,

Fino da quell'epoca, stabilita per la prima volta da Omar, i mussulmani non condell'era cristiana.

Sebt.

Era

della repubblica Francese.


di corta durata,

tavano gli anni loro se non che guerra considerabile dall' ultima eh' essi avevano sostenuta. Alcuni scrittori arabi la incominciano ai
1

5 luglio

tutti

maomettani

si

servono di questa famosa era per le loro date, ad esclusione di qualunque altra. Gli anni dell' egira
di

sono lunari, e distribuiti in cicli 3o anni; diecinove di questi trent'anni sono comuni, ossia di

imporsegnando molti atti ancora in uso, e potendo servire di regola per trovare la concordanza degli anni, dei mesi e dei giorni fra i due calendari di Gregorio XIII , e repubblicano. Se ne conoscono altres molte tavole gi fatte. Col 12 settembre 1792, in cui fu proclamata la reta farne cenno,

Bench

354

giorni

gli

undici altri

chia-

perch di 355 giorni, e questi anni sono il 2, 5, 7, 10, i3, 16, 18, 21, 24, 26, e 29. I mesi di queste due sorta
matisi
intercalari

francese , si promulg una nuova era. Contava gli anni da esso 1792, cominciandoli la

pubblica

all'equinozio vero

mezzanotte del giorno che succede d'autunno, per

d'anni sono in numero di 12, alternativamente di 3o e di 29 giorni negli undici anni intercalari il
:

l'osservatorio di Parigi.

L'anno di
diviso

quest'era fu di

365

giorni,

in dodici mesi di trenta giorni per

12. mese di 3o giorni: adunque chiaro che i rapporti degli anni dell' egira, con gli anni del

calendario gregoriano

sono

varia-

bilissimi, la differenza naturale es-

cadauno, e seguiti da cinque, o sei altri complementari, che aggiungevansi al fine. Un sesto giorno complementario aggiunto periodicamente faceva gli anni sestili. Il

sendo di undici

giorni fra

questi

mese era
dieci

diviso
:

in tre

decadi di

due anni, e la diversit delle intercalazioni aumentando ancora le differenze medesime. Di pi: i
giorni dell'anno
dell'egira comin-

giorni

giorni

denomina-

va nsi primid 3 duodf trid 3 quarti -

tramontar del sole. A motivo pertanto di s grandi variet succede ben di rado, che un
ciano col

anno

dell'egira incominci e termini

nello stesso
"volgare.

anno dell'era nostra Ecco nomi dei mesi turi


,

chi

r.

Muharrem

2.

Sefer,

3.

decad doveva essere di erano divisi in autunnali 3 in invernali, in primaverili ed in estivi. Gli autunnali erano: Vendmiaire, Brumaire, Frimaire Gli invernali erano: Nivse 3 Pluvise, Ventse. I primaveerano : Germinai 3 Floreal, rili Messidor, Prairial. Gli estivi poi
d
il

ec 3

riposo. I mesi

'_,

Reb-il-evvel} 4- Reb-il-aker3 5. Gemasil-evvel3 6. Gemasil-aker, 7.

Regeb 3 8. Sciabar, 9. Ramasan 3 10. Scewal, i\.Zilcade 3 vii. Zi*


voi.
XXII.

Thermidor, Fructidor. I quali nomi flel calendario repubblicano rammentavano il progresso, ed i


lavori
successivi

della

campagna,

i8

ERA
lo slato dell'atmosfera nelIl

ERA
do. Eraclea situala sul

oppure
le

mare

di

diverse epoche dell'anno.

pri-

Marmara

in

Romania,

distante cin-

mo
gli

giorno del
era
I,
il

calendario

Hicano
anni

22
III,

repubsettembre per

II,

V, VI, e VII
sono
il

quantadue miglia da Costantinopoli, e settanta da Gallipoli. Ancora avanzi di grandi si vedono degli
muraglie e di vecchi fabbricati. Al presente una citta della Turchia europea nella Romelia, con
duplice porto
sul

repubblicani,
I

che
>

1792,

794, '79 6 J 797> e *79 8 gregoriani ; 2 3 settembre per gli nnni IV, Vili, IX, X, XI, XIII, e XIV che furono il 1795, 1799,

79 3

>

mare

di

Mar-

gregoriani

1800, 1801, 1802, 1804, e i8o5 finalmente il primo


: ,

mara, chiamata Erekli3 od Heraclea. V. Tracia.


Eraclea, o Perinthus, fu celebre
nelle notizie ecclesiastiche, giacche
il

vendemmiale

corrisponde

al

24

settembre dell'anno XII, ch'era il 180 3. L'anno VII avrebbe dovuto essere comune secondo l'ordine gregoriano; ma invece i repubblicani lo fecero bisestile, il che alter la corrispondenza coll'anno
nostro.

vescovo di Bisanzio, poscia

Co-

stantinopoli (Fedi),

come
ad
la

dicesi

questo
soggetto.

articolo,

era

a Eraclea
del-

Fu
di

Eraclea
Tracia,

sede

l'esarcato

disse esarcato di

pur si Romania, ed il suo


che
de' pi conside-

Questo

calendario
:

dur
il

arcivescovo era
rabili

uno

meno
i4-

di

quattordici anni

suo

della chiesa

greca.

La sua
metroal

cominciando nel 2 3 settembre i8o5, termin col 3i dicembre seguente, il quale corrispondeva al giorno io nevoso anno XIV. Un decreto del senato
del
bil

anno

sede vescovile, eretta nel primo secolo, nel


poli, e

secondo
nel quarto

divenne
fu

elevata

grado
cia,

di esarcato di tutta la

Tra-

colle

seguenti

sedi

vescovili

2
il

fruttidor,

anno XIII,

rista-

per suffraganee: Phanarium, o Fanari,

calendario gregoriano, incose-

che poi

si

eresse

in

arcive-

minciando dal primo gennaio


guente
1

scovato; Bisia, o Bilsier, anch'essa


eretta in seguito in

806. Della durata delTeffimera repubblica romana, procla-

seggio arcive-

scovile;

mala
francesi

in
a'

Roma
i5
5

dai

repubblicani

1798, e terminata a 28 settembre del seguente anno, si parla all'articolo


Diario
Citta*
ni

febbraio

Gano, Gallipoli ed Arcdiopoli, che pur furono decorate A tira o del grado arcivescovile;
Metri, Turulus, Redasto, Miriofti, Peristasi, Cheropoli; Apri seu Teodosiopoli, Drusipara, e Midia,

Roma.

ERACLEA

ERACL1A. V.
.

tutte e tre divenute


arcivescovati. Delcos, o

in

progresso
;

Nova o Eraclea.
Citt
della

ERACLEA
metropolitana

vescovile

e
di

ton, la

Dercon Maiquale eziandio ebbe l'onoCaclos

provincia

re

dell'arcivescovato;

seu

Europa, nella diocesi di Tracia, chiamata Pcrinthus, Per\nta 3 ed anche Pantiro. Essa fu sotto questo
di

Cyla, Sabadia, Afrodisios,


ca o Hexamili, Pamphili,
ropoli
,

Lisima-

Teodo,

Chalcis

Daonia

Lizici,

nome

celebre per

l'anfiteatro

tSergentza, e Adriana. Questa sede

marmo

formato
il

di

una

sola

conta quarantotto
notizie riporta
11 eli
'

vescovi,

le

cui

qualit di pietre,

quale fu tenuto

per una delle meraviglie del mon-

Oriens

padre Le Quien, Chrisl., lom. I, pag.


il

ERA.
11 or

ERA
e quelli di

19
scavato
vi

e seg. Attualmente Eraclea,


titolo

un

teatro

nel

Hcracleen., un
vile

arriverla

monte. Cinque vescovi


doro, Gregorio
1,

ebbero

in partibus, che conferisce

sede, cio Aploneto, Dionisio,

Sede

apostolica, con quattro


titolari,

sedi

TeoGregorio li,
Christ.,

suffraganee

cio

Callipoli,

come
toni.
I,

si

ha

dall'

Oriens
le

Dercon,

Medea,
o

Miropoli.

Su
ec-

pag. 906. Nella Siria sap.

questa Eraclea

Perinto

abbiapag.

gra, a

260, sono

notizie

di

mo
149

interessanti

notizie,

anche

Eraclea, sede vescovile di


na, citt meridionale
sotto la metropoli
di

Palesti-

clesiastiche,

dal Eonarroli, a

del

Libano,
il

e seg. delle sue

Osservazioni

Cesarea,
fu

storiche
antichi.

sopra

alcuni
la

medaglioni
Citt

cui vescovo Procopio

presente

ERACLEA
vescovile
oadia,
dria,
poli di

Grande.
di

ad un sinodo provinciale di Gerusalemme, celebralo ne' pi imi anni


del sesto secolo dal

della

provincia

Ar-

patriarca Gio-

nel

patriarcato di Alessan-

vanni.

nell'Egitto,

sotto la metroOxyrincus seu Behense, la

ERACLEA
ria,

di

S,lbace.
di

Citt

episcopale della provincia


nella diocesi
di

Cala

cui erezione, al
ville,

dire di

Comman-

d'Asia,

sotto

mo

nono secolo. Abbiada Sozomeno, che s. Antonio


risale al

Coma, villaggio dipendente da Eraclea Magna, h' Oriens Christ., nel tom. II, pag. 579, dice che ne furono vescovi, oltre Pietro
era di

Meleziano, Pottamon, Ipaziano, ed


Eraclide.

Questa sede nel concilio Calcedonese chiamata Heraclia Lyncestidum. Policromo che intervenne al conciHo d'Efeso, Menandro che fu a quello di Calcedonia, e Basilio che si rec al sinodo di Fozio, ne furono vescovi. Oriens Christ, tom. I,
metropoli
Stauropoli.
p.

ERACLEA
scovile
della

sul

Latmo. Citt
di
la

ve-

904.

provincia

Caria,

ERACLEA
vile

Sintica. Citt vescodi

nella diocesi d'Asia, sotto

mechia-

della

prima provincia
dell' llliria

Mano-

tropoli di

Afrcdisiade,
essere sul

cosi

cedonia, nell'esarcato del

suo

mata per

monte Latmo,

me,

diocesi

orientale,

quindi sotto

Stauropoli.

La

sede

sotto la

venne eretta nel secolo quinto, ed pur conosciuta sotto il nome di Hagio Porto. Questa citt dell' Asia minore nella .Fonia, situata in fondo al golfo Lalmico, sulle rive del Lalmus. Fu vittima della
destrezza
di

eretta nel

metropoli di Tessalonica, quarto secolo. Nel sesto

divenne arcivescovato onorario dcldiocesi di Bulgaria. Dicesi pure Pelagonia 3 e Xevosna. Plinio la chiam Eraclea Sintica, perch pola

sta nella

contrada

di

tal

nome,
Scotusa,

Artemisia

regina di

all'oriente

della citt

di

Caria,

che non avendo potuto prendeila per assedio, us dell'aitifzio per sorprendere suoi abitanti senza difesa. Rest sotto il
i

dominio
Jonia,
e

di

questa regina sino alla

sua morte.
tra
gli

Segu
le

la

sorte

della

lontana dallo Strimone. e poco De' sette vescovi, che vi ebbero sede, di soli cinque si sa il nome, cio di Evagrio, Quintillo, Benigno, Teodosio, e Giovanniciot di tutti ne d le notizie 1' Oriens
Christ.,

sue

rovine distin-

tom.

II,

p.

guevansi

avanzi di

un tempio,

ERACLEA

del

82 e seg. Ponto o Por*

20
nore,
della

ERA
mialtre

ERA
Chersoneso
nella

tici. Citt vescovile dell'Asia

Tracia,

provincia

Orioriade,

Calatide nella Mesia. Eraclea som-

nella diocesi sotto la di Ponto, metropoli di Claudiopoli. E situata sopra un piccolo golfo presso
il

ministr alcuni soccorsi

Tolo-

meo
il

contro

Antioco,

soccorrendo

mare

di

Marinara, col
asiatica
11

nome

di

anche i romani che per non


collega di
trattato

Erekii, o Eregri.
della
lia,

Ora una
golfo

citt

marina, imped a Cotta, Lucullo, e malgrado il


colla sua

Turchia

nell'Anato

offensivo

difensivo

tra

sangiaccato.

chiuso

Roma

al

anticamente

nord da una piccola penisola, chiamata Acherusia Chersonesus. Erekii cinta da un


fiancheggiato
di
torri,

ed Eraclea, di prenderla per tradimento, saccheggiarla, e quasi ridurla in cenere. Sdegnato


il

senato

romano
gli

di tale turpissima
i

muro
altri
zi

azione, rinvi
ristabil

tutti

prigionieri

rinchiude varie moschee, bagni ed


edifizi;

abitanti

nel

possesso
la
citt.

ancora esistono avan-

de' loro beni,

e ripar

della sua passata grandezza.

La

rada ed il molo sono sicuri nell'ea cagione delle alture che li circondano. L'antica Eraclea stava a venti stadi di l dal Lycas, sopra una
state,

Augusto, dopo la battaglia d'Azio, pose Eraclea nel dipartimento del


in tal

Ponto, congiunto alla Bitinia, ed modo fu questa citt incorporata all' impero, sotto al quale crebbe in floridezza. Pass poscia
sotto l'impero de' greci, e
gi

costa elevata, e dominante


re.

il

ma-

quando
si
il

Tutti

gli

scrittori

la

celebrano

come una

pi belle dell'oriente. Si mantenne in repubblica governata dai propri magistrati in mezzo a due possenti sovrani, Mitridate e Nicomede, ai quali serdelle

incominciava a declinare, le diede il nome di Penderachi,

quale sembra essere un nome corrotto di Eraclea del Ponto. Teo-

doro

Lascaris

la

tolse

David

Comneno, imperatore
da. Indi
i

viva di

comune

barriera. Si crede

genovesi

Trebisons'impadronidi

fondata dai milesii, ed accresciuta

rono di Penderachi nella loro conquista di oriente, e la

da una colonia
quale
si

di

Augara,

alla

conservaII,

un popolo di Beozia, oriundo di Tanagra. Questa colonia si mantenne in forma


congiunse

rono fino che

Maometto
gli

ime

peratore de' Turchi,

scacci,

da

tal

epoca rimase

in potere degli

repubblicana
se
il

sino a che Clearco ne impadron tirannicamente, che fecero i suoi successori per

ottomani.

Le

notizie ecclesiastiche ci dico-

no, che Eraclea fu elevata a seggio vescovile nel


nel decimoterzo
secolo quarto, e

quasi

un

secolo.

Fu

esposta

alle

invasioni dei gaulesi,


la

ma

riacquist

propria libert, sino al tempo che Mitridate, sconfitto da Lucullo, s'impadron di essa facendo uccidere tutti i romani, che vi si trovavano. Il suo popolo numeroso,

quando prima sufFraganea,

divent metropoli Claudiopoli, di cui era


cess di esserlo.
vi

Conta dodici vescovi, che


ro sede, e sono: Eusebio,

ebbe-

le

sue frequenti

navigazioni

Teodoro I, Epifanio, Stefano, Giovanni JMiceforo, TeoI, Paolo, Melezio,


doro
II,

sul

Ponto-Eusino , la misero in grado di fondar Colonie, e fra le

Giovanni

II,

Metodio,

giacch del decimo vescovo s'igno-

ERA
ra
altri
il

ERA
e
degli

21

nome.
si

Di

questo

leggono

le notizie

nell'

O-

riens

Christ.,

tona. I, pag.

57 3. Al

presente Eraclea, Eracleen.,


titolo

un

vescovile

partibus infideil

lium,

che

conferisce

Sommo
dall'

ed ivi fond un monistero. Onorato del dono dei miracoli, ancor vivente, mor in questa citt, e dopo morto, segnalati prodigi resero celebre la sua tomba. Gli scozzesi ricordano il giorverso

Ratisbona,

Pontefice,
tica

ma

dipendente

an-

no 9 febbraio sacro
moria.

alla

sua

me-

sua

metropoli di Claudiopoli,
titolare in

egualmente sede
bus.
Il

parti-

ERARIO

(Aerarium).

Tesore-

Bonarroti,

nelle

Osserva-

ria del pubblico; e dicesi del luo-

zioni storiche sopra

alcuni meda-

glioni antichi\ riporta erudite notizie sopra

Eraclea di Ponto, da pag.


Citt
episco-

go destinato a conservare il tesoro, e delle persone, che custodiscono ed amministrano esso tesoro.

2j5 a 283.

ERARIO PONTIFICIO. ^.Tesoro Pontificio.

ERACLEOPOLI.
cesi
dell' llliria

pale dell' isola di Creta, nella dioorientale,

ERASMO
re

(s.).

Illuminato da

sotto

la

viva fede, e tutto ardente di

una amoil

metropoli di Gortina. Teodoro suo


vescovo sottoscrisse
lio generale.

verso Ges Cristo, predicava

al

VII
la

concit.

santo vescovo

Erasmo

le verit
,

del

Oriens

Christ. 3

II,

vangelo
no,

in

que' tempi

nei

quali

pag.

268.

Tolomeo

chiam

regnando Diocleziano
il

e Massimia-

Eracleo, e la pone sulla costa settentrionale di Creta.

cristianesimo

veniva fierae

mente perseguitato. Non and guaCitt


vescovinella diori,

ERACLIOPOLI.
le della
cesi di

che preso Erasmo

condotto

prima Armenia,
la

dinanzi al tiranno, fu obbligato tosto a

Ponto, sotto

metropoli di

mutar
ai

consiglio,

o ad assogmartori.

VII concilio generale la chiamano Didachtoe, e le storie greche ne fanno un arcivescovato. Commanville la chiaSebaste. Gli atti
del

gettarsi

pi

crudeli
il

Niente turbatosi

santo

vescovo

ma
la

Pedactoe seu Heracleopolis, e

ad una tale intimazione, tutto giocondo e sereno, sostenne quanto di pi atroce immaginar poteva quel
crudo. Cacciato dipoi
tutto pesto
in

crede eretta nel nono secolo, e

prigione

quindi arcivescovato onorario. Questa citt fu cos


l'

e piagato,

per ec-

chiamata quando imperatore Eraclio fece la guerra


persiani.

cesso di barbarie fatto persino pri-

vo di alimento, era esposto a morire di

ai

Ne

furono vescovi Ane


I,

fame. Liberato prodigiosadalla

tenogene,

Giovanni, Oriens Christ., tom.

Teodoro.
pag. 4^7.
in
Iseosacri, si

mente

prigione,

si

diresse

verso Lucrano, terra della Puglia,

ERARDO
zia,

(s.).

Nacque
gli

e sparse anche in que' luoghi l'e-

percorsi

studi

a predicare il vangelo. In Treveri diede lezioni


di sacra Scrittura.

rec in Germania

con non dissimile zelo di prima. Molti e rapidi furono i vantaggi, che colla prevangelica semente dicazione
ivi

Avendo

il

santo

ritrasse;

recatosi
citt
coli'

fi-

vescovo Idolfo, nell'anno 753, rinunziato alla sua dignit per recarsi nella

nalmente in Formiana, molto lungi da Gaeta,


pio,

non
esemin-

solitudine a terminare

suoi giorni,
si

colla

voce

col

dono dei

Erardo sull'esempio

di lui

mosse

miracoli,

santific

que' popoli

aa
volti

ERA
dapprima
li

ERA
tenebre
del

nelle

gentilesimo, e
di

condusse all'ovile
Indebolito
dagli

Ges

Cristo.

come quella del dispregio del mondo. Nell'anno i49* fu ordinato sacerdote, quindi pass
rette di
piet,

anni, e molto pi dalle fatiche


dalle austerit,

mentre

slava in
dal
cielo,

orazione,

un giorno ud una voce

a Parigi col vestito dell' Ordine a proseguire i suoi studi. Nel corso
di

pochi anni, and e ritorn varie


in

che gli disse: Erasmo mio fedele, perch come buon soldato hai combattuto per me, vieni

volle e per diversi motivi


rigi

Inghilterra.

Ma

da Pamosso fidi

nalmente da vivo desiderio


dere
l'Italia,

ve-

riceverne la corona. Subito vide

egli
**ra
il

una corona

ricchissima, che gli

i5o6 si rec a Bologna, ove dimor un anno, e


nel
fu laureato
sto
lio

e chinando capo rispose: Ricevi, Signore, in

portata dal cielo,

in

teologia.

In

quevoti,

mentre ottenne dal Papa GiuII

pace

con questo colomba, accompagnato dagli Angeli, se ne voil

mio

spirito: e

la

dispensa

da' suoi

in figura di bianca

e quindi da Bologna
nezia,

pass a Venella
cele-

come

correttore

l al

suo

Creatore

che dato

gli

bre

avea fortezza nelle battaglie, e liberato lo avea tante volte da' tormenti e dalla morte. Mori li i giugno dell'anno 3o3. Il suo corpo fu deposto nella chiesa di Formia, e dopo trasferito a Gaeta, ove al presente trovasi onorato con gran divozione. Il martirologio assegna il 2 giugno solenne alla sua memoria.

stamperia di Aldo Manuzio. Chiamato a Padova dal principe Alessandro figliuolo naturale di Ja-

copo IV re di Scozia, lo seguit a Ferrara ed a Siena, e da qui, eccitato da'suoi amici, si condusse a Roma, ove fu benissimo accolto dal

Papa

dai

Cardinali

e special-

mente dal Cardinale de' Medici poscia Leone X. Dopo avere percorso molti altri luoghi, e ricusati

ERASMO

Desiderio.

Nacque a

ovunque onori e
in
Basilea.

dignit,

si

stabil

Rotterdam, verso l'anno i465, e divenne poi apostata dell' Ordine agostiniano, ed autore di
di mille eresie,

Neil' occasione

in

cui

Leone
la

venne elevato

alla

santa

una setta appena potute confutare in ventidue libri da Alberto Pio; colle quali eresie l'empio Erasmo prepar la strada in Germania a Lutero, per disseminarvi le sue egualmente perniciose, e il
suo astio contro
i

Sede, col consenso di lui, gli dedic sua edizione greca e latina del
la

nuovo Testamento,
ve soggetto di molta

critica.

quale fu graTale ei a

religiosi,

arri-

la stima, che di lui avea Carlo V, che lo fece consigliere de' suoi stati d'Austria; titolo che gli accrebbe credito e riputazione. Verso l'anno

vando a chiamar giudaismo la teologia. Sino all'et di nove anni fu chierichetto nella cattedrale di Utrecht.

i520 compose le sue parafrasi sul nuovo Testamento, per cui moltissimi eccitarono la facolt di Parigi

Morto Gherardo suo padre,


to di canonico regolare di
s.

suoi

a censurare
,

suoi

colloqui

tutori lo costrinsero a prendere l'abi-

familiari

come

conlenenti
fede ed
i

molti

Agosti-

errori contro la
:

buoni

no.

assiduit allo studio

Nel chiostro dimostr somma e grande ca,

pacit: anzi compose

alcune

ope-

costumi ragione per cui Erasmo pubblic con somma astuzia ed occulto dolo, alcune spiegazioni e di-

ERA
chiarazioni

ERB
censurata
alla

*3
foglio,
all'

sopra
e
,

ogni
le

in

nove volumi in
dedicatoria

con una

proposizione,
stessa facolt

indirizz

lettera

imperatore

con una prefazione rispettosa ed onorevole ad esso corpo. Non vero che per ammollire la di lui durezza Paolo III volesse innalzarlo al Cardinalato, e molto meno che gli conferisse una pensione
di
falso

Carlo V. I due primi tomi, ed il quarto contengono le opere grammaticali


il
il
,

rettoriche

e
le

filosofiche;

terzo

comprende
i

sue lettere;
;

quinto

libri

di piet

il

sesto

la versione del

Testamento nuovo

seicento

scudi

essendo
consi-

con
le

pur

che
uffici.

gli

offrisse

le sue annotazioni ; il settimo sue parafrasi parimenti sui nuo-

derevoli

Clemente
gli

VII
,

ed
di

vo

Testamento; l'ottavo

le

tra-

Enrico Vili, re
propria
trarlo

d' Inghilterra

mano
I,

scrissero,

per
Il

duzioni di alcune opere de' Padri greci ; ed il nono le sue geologie.

ognuno appresso
re
d'

di

se.

re

Francesco
di

mondo
do
re
principi,

Carlo V, SigisColonia, Ferdinane

Ad
trina,

procacci col suo ingegno

onta della riputazione che si e dotfu


li

Ungheria

molti

altri

Erasmo

un
dal

perniciosissi-

tentarono in vano di ritenotabili


l'a-

mo
rori

eretico, e

principali suoi er-

nerlo negli stati loro con


pensioni.
micizia,

sono notati

Bernini

nel

Dopo averne perduto

Compendio

delle eresie, a pag.


i

596.

Lutero cerc

colle pi insi-

Mise in derisione

santi, e chi gli

nuanti espressioni di cattivarsi il suo animo, anzi stimolato Erasmo dagli


amici suoi contro l'opinione di
lantone,

venerava, cos fece dei divoti pellegrinaggi, delle sagre cerimonie, riti,

Me-

feste,

reliquie de' santi, delle chie-

che intitol: Conferenza sul lbero arbitrio, in cui attacca V errore di Lutero, senza punto toccare la pertrattato

compose un

se, digiuni, e delle

indulgenze. Scris-

se contro la potest del

Papa, chiariil

m
li,

tirannide

de* preti le decreta-

sona. Se

non che
il

vedendo

final-

aggravando i sagri canoni ; prov ne' sacerdoti e ne' vescovi

mente che
tente
in

corpo
si

de' pretesi ri-

celibato, e prefer alla verginit

il

formatori diveniva ogni d pi poBasilea,


ritrasse

nel

matrimonio che non sempre cont per sagramento; diceva superflua


la confessione auricolare
;

1529
Nel

a Friburgo, ove diinor circa

illecita la
il

sett'anni affaticando continuamente.

guerra de' cristiani contro


proibito
a' fedeli
il

turco; giura-

i536 ritorn a

Basilea,

dove
ret-

giusto

fu onorato con la dignit

di

mento, e

lecita

la

bugia

dubit
l'a-

tore dell' universit. Dappoich eb-

delle sagre Scritture,

approv

be riveduti
in istato

suoi scritti, e
tutti

li

pose

rianesimo. Mor da

mai

cattolico,

d'essere

stampati,
quivi
segli

non per da
clesiae judicio
subjecil.

luterano, poich
se, librosaue

Ecsitos

mor d'una

dissenteria a' d 12 lu-

glio d'anni settanta.

Fu
di

polto, e nella piazza maggiore


fu eretta

ERBIPOLI

(Herbipolen.). Citt

una statua

bronzo,

effetto della stima e venerazione*, che di lui aveano i basileesi. Tutte le opere di Erasmo vennero stampate a Basilea nel i5/o

con residenza vescovile nel regno di Baviera, chiamata anche JVurtiur burg o Wurzburgo, Virisburgum3
capoluogo del circolo del
feriore, e di

Meno

in-

due

presidiali.

ia

, ,

24

ERB
s.

ERB
Kiliano, o Chiliano,
cio

vaga situazione sul Meno, distante ventuna leghe da Norimberga, e quarantanove da Monaco E sede di un commissariato generale, di
.

verso

l'anno 678, e s. Bonifacio arcivescovo di Magonza, nell'anno 742,

o 75

1,

ovvero nel 760,

l'eresse in

una

corte di appello, di
;

una

dire-

sede vescovile, e vi stabil


scovo. Nella vita del

un

ves.

da un alto muro, e da profonda fossa, con sei porte. La citt divisa in due
zione di polizia
cinta

Pontefice

Zaccaria,

si

legge ch'egli nel

742
ve-

conferm l'erezione di
gonza.

questo

parti dal

Meno

cio la citt pro-

scovato, sotto la metropoli di

Mave-

priamente detta che sta sulla sponda destra, ed il quartiere del Meno sulla sinistra sponda. Il fiume attraversato da un bel ponte.
Dalla parte del quartiere del
trocento piedi, la fortezza di
rienberg, o Martinberg.
citt edificata

Dopo l'anno

u 65,
del
di

il

scovo divenne

principe

sagro

romano impero, e duca


conia, al dire di

Franin

Comman ville; ma
re Pipino,
ve-

Me-

secondo
bipoli,
li

altri

il

no, sorge su di una rupe alta quat-

nerazione del primo vescovo di Erdichiar duchi


diritto

Ma la

Non

conia,

con
civile.

di Frand'ogni giurisdi1'

regolarmente; tutta-

zione

malgrado
della

aliena-

via

si

osservano parecchie parti ele-

zione di una parte


nia,
fatta
i

ganti, ed
giardini.

un bel castello regio con Hannovi trentatre chiese,


si
;

dall'

Francoimperatore Enrico
,

IV,

vescovi di Erbipoli, sino agli


secolo decorso

tra le quali

fa distinguere la cat-

ultimi del

sempre

tedrale antica
la

cappella di
possiede

ammirandosi pure Schonborn. Wurzvari


utili

conservarono la sovranit nella loro vastissima diocesi. Il primo vescovo fu


do. Altri
santi
illustre sede vescovile,
s.

burgo
menti,
la

stabili-

Burcarquesta
s.

come

la

casa degli

orfani
cattolica,

onorarono

molti spedali,

universit

come

Ar,

quale prima era diretta dai gesuiti, che conta circa settecento studenti, ed alla quale appartengono

none, che edific la cattedrale

una

biblioteca, gabinetti
fsica,

di

storia

naturale e di
tuto
di
,

e l'importan-

venne ucciso dai normanni nell'89 1 quando sbaragliarono le truppe dell' imperatore Arnoldo. S. Brunone, figlio di Corrado II, duca
di Cario tia, rifabbric la cattedra-

te ospedale Julius, che

ha un

isti-

partorienti,

un

giardino
d' anato-

botanico

un

anfiteatro

mia
tre

ec.

Questa
ginnasio,

citt contiene inol-

un
,

male

scuole

un seminario norun seminario ecclesiastico ec. ed un teatro. Erbipoli


,

ha bei passeggi, ed
coperti di pingui

dintorni sono

vigneti.

Antica-

Essendo andato in Ungheria io45 coli' imperatore Enrico III, e cenando con quel principe, la soffitta della sala cadde improvvisamente addosso alle persone quivi riunite. L'imperatore soltanto n'and illeso, e s. Brunone ne mori in conseguenza delle
le.

nell'anno

mente era

capitale

della

Franco-

ferite

e lacerazioni

riportate.

Al-

nia, citt libera

ed imperiale , ma poscia ne divennero signori i suoi

cuni

dicono

che

fu

canonizzato

vescovi.

La

fede fu predicata

sul

decli-

verso l'anno 124^, e si celebra la a' 17 maggio. In quanto agli altri vescovi di Erbipoli , ne

sua festa
scozzese

nar del secolo VII, dallo

trattano gli scrittori ecclesiastici del-

ERB
la

ERB
Bamberga
in di
lei

25
,

Germania

della

massime di quelli Franconia. Per terminare poi


,

in

metropoli

Erbipoli

suffraganea, e che la parte

ch'erano fra questo potente vescovo (la cui rendita si faceva ascendere ad anle antichissime

differenze,

bayarica della diocesi di Fulda sareb-

nui scudi centomila)


di

l'abbazia

be aggiunta alla diocesi di Wirtzburgo o Erbipoli, venendo stabilite le rendite, il capitolo, e quanto appartie-

Fulda, Benedetto XIV, nel l'jSi, eresse questa in vescovato ; ed in


ai

compenso

vescovi

di

Erbipoli,

ne a questo vescovato. Tuttoci si effettu colla bolla del primo aprile Dei ac Domini Nostri Jesu 1 8 1 8,
Christi, e nel concistoro

per lo smembramento che per ci fece d' una parte della loro diocesi,
coll'autorit della costituzione

de' 2

ot-

Ro-

mana
1

Ecclesia, data
,

a'

5 ottobre
Bened.

VII preconizz in vescovo di Erbipoli, monsignor Adamo Federico de Gross della medesima
tobre, Pio
citt.

752

presso

il

Bullar.

XIV,

35, concesse il privilegio del pallio, e di farsi pre-

tom. IV,

p.

La
ss.

cattedrale
;

dedicata

s.

Andrea apostolo
Salvatore,
di
,

l'antica lo era al

cedere dalla croce astata nella loro diocesi soltanto,

il

cui capitolo

com-

come

gli

arci-

ponevasi
capitolari
liari.

ventiquattro

canonici

vescovi, salve le prerogative dell'ar-

e di ventinove

domici-

civescovo di Magonza, alla cui presenza, o a quella de'Cardinali e dei

Attualmente
dignit,
il

due

composto di prevosto ed il de
fra' quali
il

nunzi

qualora

essi

non

glielo per-

cano, di otto canonici


teologo, ed
vicari, e
il

mettessero),
tali distinte

non potrebbe usare

di

penitenziere,
altri

di

sei

insegne; cosi ancora nei

di
al

preti

chierici

comizii dell' impero, ai quali erano

addetti

servigio divino.
il

Nella

intervenuti

come

principi di esso, e

cattedrale, in cui avvi

sacro fonte
di

sovrani di Erbipoli e suo dominio temporale. Questo vescovo, col circostante territorio,

battesimale, esercita

le funzioni

componeva un
con superfcie
mila

parroco un sacerdote. Nella medesima si venera il corpo di s. Bru-

vescovato sovrano,
di

i65 leghe quadre, e popolazio-

ne di circa duecento ottanta


individui, che

dopo il trattato di Presburgo del 26 dicembre i8o5, fu dato all'arciduca Ferdinando III gran duca di Toscana, in cambio del dominio sul vescovato di Salisburgo accordato alla Baviera. Ma restituiti dopo il 181 3 a quel sovrano gli etruschi dominii, rientr
Erbipoli
cui
sotto
stato
il

none vescovo di Erbipoli, che altri chiamano e confondono con s. Burcardo (Vedi), che fu il primo vescovo di Erbipoli o Wurtzburgo, ed ebbe in successore Megingando. S. Burcardo venne seppellito prima nella cattedrale di Wurtz,

burgo, poscia vicino a s. sul monte s. Maria, dove to edificare un monistero di s. Andrea. 11 vescovo
poli,

Chiliano,

avea

fat-

col titolo

bavaro regime,

era

concesso nelle note

di ErbiUgo, fu quegli che, con autorizzazione del Pontefice Benedetto Vili, fece la traslazione delle re-

Finalmente nel concordato fatto nel 18 17 tra il Pontefice Pio VII, e il re di Baviera Massimiliano Giuseppe, si conpolitiche

vicende.

liquie di

s.

Burcardo

ai

14 otto-

bre del 983. In seguito l'abbazia prese il nome di s. Burcardo, che


poi nel

venne

l'

erezione

della

chiesa

di

i4^4

fu cambiata

in

un

ERB
Decente
l'e-

ERB
gonza, di Colonia, di Salisburgo,
e di
scovi
vi

collegio di canonici.
piscopio.

citt sonvi

Oltre la cattedrale, nella altre otto chiese paril

Vienna con molti


sulfraganei,

de' loro ve-

molti

abbati,

rocchiali col battisterio: evvi

se-

minario pei
fraternite.

chierici,

ed alcune convescovile

La mensa
camera

ad
nei
in

ogni nuovo vescovo, tassata


libri

della

apostolica,

fiorini

seicento.

Concilii di TVurtzburgo,

o Erbipoli.
neh'

compilarono un regolamento composto di quarantadue articoli o canoni, per la maggior parte risguardauti la disciplina ecclesiastica. disIn questi canoni si veggono ordini, che allora regnavano in Germania. Tra gli altri molti ecclesiastici frequentavano le osterie, giuocavano ai dadi, entravano nei
i

Il
1

primo

si

celebr

anno

monisteri delle religiose, giuocavabine,

080, ed in esso

venne

ricevuto

comunione della Chiesa Enrico IV imperatore. Regia t. XXVI, Labb toni. X, Arduino tom. VI. Il secondo ebbe luogo nel ii3o in ottobre, contro l'antipapa Anacleto II, ed in favore del legittinella

no nei tornei, mantenevano concuentravano nei benefzi per

intrusione fraudolenta, e riceveva-

no benefizi da mani
la

laiche

senza
I

collazione dell'Ordinario.

vevi-

scovi trascuravano in guisa


sita

la

delle loro diocesi,

che

trova-

mo

Pontefice Innocenzo

II,

che

vi

vansi persone sessagenarie, le quali

la riconosciuto per tale, in presen-

non erano cresimate.


era
ci:
si
il

Ne minore
i

za dell'arcivescovo di
legato.

Ravenna suo
an.,

rilassamento presso
alle

mona-

Pagi,

ad hunc

Diz. dei

alcuni vestivano abiti secolari;

Concili.

permetteva troppo

religiose

adun a' 2 3 maggio 11 65, ma non riconosciuto; altri lo registrano al 1 66 con LenIl

terzo

si

di uscire dai

monisteri, e di prov-

vedere in particolare

mento
tra

al
si

vestito loro.

glet. L' imperatore Federico I, e quaranta vescovi, compresi quelli che non erano ancora consagrati giurarono che non riconoscerebbe-

parte

manteniPer l'aldilapidavano i beni


al

degli ecclesiastici, oltraggiavansi le loro persoue,


uccisi
tutti
,

erano
,

impunemente
,

feriti

mutilali

carcerati

ro mai

il

legittimo Pontefice Ales-

questi disordini erano l'effetto


in parte della

sandro III, e che starebbero inviolabilmente attaccati all'antipapa Pasquale


III.

almeno
za
di
dell'

lunga vacandeposizione
nel

impero
II,

della
fatta

Due

inviati d'Inghilter-

Federico

concilio

ra giurarono a

nome

del

loro

re

generale di Lione, dal Papa Inno-

Enrico
loci,

II,

che

1'

che osserverebbero tutimperatore avesse giu-

Germania
concili

cenzo IV, ciocch avea ridotta la in istato d' anarchia. I


perci radunati
delle
;

rato. Pagi, ad hunc annum., Diz. de Concili j Mansi, Suppltm. t. II, col. 555. Il quarto venne celebrato nel 1287, a' 18 marzo. Lo presiedette Giovanni vescovo di Frascati le,

non

vi

opper per po-

ponevano che
degl' interdetti

scomuniche e

deboli rimedi

mali
le

gravi, particolarmente

violenze, alle quali

non

si

teva opporre che la podest secolare.

gato del Pontefice

Onorio

IV
di

in

Regia
t.

t.

XXVIII, Labb

t.

XI,

Germania. Gli arcivescovi

Ma-

Arduino

VII, e Diz. de Concili.

ERG
Il

ERG
Ili, col.

27
,

p.

Mansi, nel
citato

t.

129
crede

la

citt

d*

Albarazin

d' Albari-

i3o del

supplem.,

che debbasi aggiugnere


questo concilio quanto
la
si

agli atti di

fre due villaggi chiamati Griegos e Gualatiaz, dove secondo l'anzin,

legge nelfran-

tica

cronaca di Eccardo, vale a dire


il

tradizione del paese, era situata la citt di Ercavica. Si troil cui vescovato era soggetto a quello di Ercavica, ch'eretto nel

che

vescovo di Toul,
si

gi
in

vava lungi da Segobriga o Arcobriga,

cescano,

oppose solo

questo
giusta-

concilio a ci,

ch'esigeva

mente
ai

il

beni

ecclesiastici.

Papa Onorio IV intorno Di pi un


:

sesto secolo

venne sottoposto

alla

metropoli di Toledo. Erangli pure

canone nel quale fu ordinato

agli

abbati, alle abbadesse, ai priori ec,

che ritenevano alcuni possedimenecclesiastici per cauzione, avendo ricevuto pi di quello che avevati

no

prestato, dovessero restituirlo ai

prelati delle chiese cui

apparteneorigine.

vano

detti beni

in

Lo
col.
te-

Compiuto, presentemente Alcal di Henares, Siguenza, e Falera o Valeria, soggettate poscia a Cuenca. Ervarica fu distrutta interamente dai mori, ed il vescovato venne trasferito in Albarizin, Lobetum, siccome il luogo pi proprio, ed il pi fotte pei
vescovi e
pei cristiani, dopo avere avuto ventisette vescovi. Albarazin

soggette le sedi di

stesso p.

Mansi nel tom.


cita

HI,

343

e seg.

un' assemblea

nuta in Erbipoli pel ristabilimenpace in Germania nel to della 1 2 1 ; e dice che non va confusa
i

suffraganea
;

dell'

arcivescovo

di

Saragozza
dicata al

la

sua cattedrale deil

ss.

Salvatore;

capitolo

con
di

l'

altra

di

cui parla

Anselmo
in

Gemblac, dappoich
altra.

questa

ha quattro dignit, otto canonici compreso il penitenziere, e diversi


beneficiati.
le

nulla fu conchiuso, ci ch'ebbe luo-

Un
due

prete

esercita

ivi

go neh'

funzioni di parroco, vi sono pure


citt

ERCAVICA, o ERGA VIC A.


t vescovile della

Cit-

nella

altre

parrocchie,
cattedrale;

Spagna Tarradai
celtiberi

tutte munite di battisterio. L'epi-

gonese, gi
al

abitata

scopio contiguo alla


vi

sud di

Bilbilis,

ed assai una volTito


Livio,

ta considerabile.

par-

sono quattro monisteri, e conventi di religiosi, ed uno di mona-

lando della campagna di Gracco dice che Eigavica, citt illustre e possente, cadde in potere di lui.

che,

come
il

avvi

il

seminario, l'ospedi piet.

dale, e

monte
la

Ad

ogni

nuovo vescovo
nei libri della
fiorini

Strabone
le,
il

la cita

come una
il

di quel-

mensa tassata camera apostolica in


Luigi, Cardinale.
Sinigaglia,

cui territorio fu

teatro del-

cinquanta.

guerra tra Sertorio e Marcello. Secondo il Morales, Ercavica, che


la
altri

ERCOLAJNI
bile famiglia di

Luigi Ercolani, discendente da no-

pur chiamarono Ergavico., era


la citt

nacque

situata tra

di

Cesarea

in Foligno a' 17 ottobre del 1758.

quella di Malina, dove scorgesi pre-

Mandato a Roma
bile collegio

da' suoi sino dai

sentemente un luogo chiamato Muda di s. Giovanni, nel quale trovansi molte vestigia d'antichit romane. Queste vestigia sono nel re-

pi teneri anni, fu educato nel no-

gno

d'

Aragona, a cinque leghe

del-

Nazareno dei pp. Scocomp i suoi studi nella nobile accademia ecclesiastica , e quindi continu a dimorare quasi
lopi
,

*8

ERG
fica
il

ERC
nostro Cardinale

sempre nella medesima citt. Sebbene egli sia stato l'ultimo superstite maschio di sua doviziosa famiglia, nondimeno rest sempre celibe, e bench secolare fu ognora
pi intento alla piet, che alle cose mondane. Allorquando nel 1814
felicemente fu ristabilito
il

uomo

re-

ligiosissimo, e degli

indigenti largo
egli questa

sovvenitore.

Ebbe

abin

bazia per alcun tempo,

prima

governo, poi in amministrazione, e dopo di lui fu dal Papa conferita


al

Cardinal Cavalchini.
di

Ma

questi,

in

Roma

avendola quasi subito abdicata, ven-

ficio,

paterno e soave governo pontiegli per la fiducia e stima

ne

nuovo Ercolani

destinato a
alla

presiedervi, e la ritenne sino

eh* erasi guadagnata,

meritamente
della con-

morte. Di questa abbazia


l'istaurare le chiese, cui

il

Cardi-

fu scelto fra

membri

nale fu provvido benefattore, sia col


fece

gregazione di governo temporaneamente stabilita, ed ebbe il ministero delle finanze,

dono
,

di suppellettili
sia

ed arredi sagri
i

avendo

gi fatdelle

col
i

migliorare

fondi delle pail

to

parte

della

deputazione

niceli e,

facendo
s.

rifiorire

semi-

medesime finanze
ra repubblicana.

al cessare dell'e-

nario di
gi mento

Salvatore, coll'incoragai maestri, e col

Non and
VII
lo

guari,
car-

accordato

che, senza percorrere veruna


riera prelatizia, Pio

anno-

ver tra

suoi prelati

domestici,
funse

mantenervi a sue spese undici giovanetti. Ai suoi diocesani in pi. modi fu utile, ed estese la sua generosit persino
alla

e lo promosse alla cospicua carica


di tesoriere generale.
fizio

chiesa
di

di

s.

Ne

l'uf-

Salvatore in

Campo

Roma,

per-

con

zelo, integrit, e
pii,
i

con van-

taggio de'luoghi
niera, che

quali pel

camstra-

ch soggetta all'abbazia di Farfa, operandovi utili ristauri. Fu inoltre prefetto dell'economia della sa-

biamento dell'amministrazione
li

avea soppressi , successivamente andarono a ripristinarsi. Rapida perci ne fu la promozione alla sagra porpora; laonagli

gra congregazione

di

Propaganda

Fide, e fece parte di quella de' vescovi e regolari, del concilio, della

correzione de'

libri

della Chiesa os.

de Pio VII

8 marzo 1816

lo

rientale, della fabbrica di


tro, di

Pie-

cre Cardinale diacono, e lo riser-

consulta, del
,

buon governo,
apostolico
ss.

v in petto: poscia lo pubblic nel


concistoro de' 11 luglio del mede-

della lauretana

e dell' economica.

Eziandio
nunziata

fu

visitatore

simo

anno.

All' articolo

Diaconie
co-

dell' arciconfraternita
,

della

Anss.

Cardinalizie (Vedi),

dicemmo
s.

del

monistero
,

de'

me

il

Cardinale

pass

all'ordine

Giacomo

Maddalena

non che

presbiterale col titolo di

Marco,
Il

essendosi ordinato sacerdote.

me-

desimo Papa, nel 18 18, lo fece abbate commendatario, ed ordinario dell'abbazia di s. Maria di Farfa, e di s. Salvatore maggiore. Di questo pastorale governo fa onorata menzione il eh. monsignor Marino
Marini, nella Serie cronologica di
questi abbati, a pag. 28, e quali-

con visitatore della pia casa de' catecumeni. Fra le sue protettone, nomineremo la benemerita congregazione di
s.

Ivo,

il

collegio dei

maroniti,
le
ti,

quello dei caudatari,

arciconfraternite degli agonizzandel


ss.

Crocefisso, di
,

s.

Girola-

mo
s.

della carit

del monistero di
delle

Orsola di Foligno,

bene-

dettine di Corneto, e delle cappuc-

,. ,

ERE
cine di Fabriano
;

ERE
OrNote alle
ne,
t.

dell' intero

vite

de'

29 Papi di Avignofatto, scri-

dine carmelitano
zione del
della citt
la

della congregadi

I,
il

tacendo questo

buon Ges

Foligno di Sinigaglia, di PergoMirteto.

ve che
del
cilio

monaco

Elia

fu uditore

delle contraddette.
1

Nel

novembre

e di Poggio
di

Fu

an-

35

trovossi presente al con-

che grande
ce

Spagna, e gran crodella


\isse

provinciale celebrato nella catdi

dell'Ordine

Concezione.

tedrale

Beziers

dal

Cardinale
quindi
al

D' animo grande,


e con
la

con decoro
ricchezze
i

Pietro del Giudice,

arcivescovo di

corrispondente alle

sue

Narbona.

Fu promosso

una carit verso quale non avea altri


intervenuto
al

poveri

limiti,

che
es-

Cardinalato in Avignone da Innocenzo VI a' 19 dicembre del i356,


e
gli

quelli delle proprie forze.

Dopo

fu

assegnato

il

titolo di

s.

sere

conclave

per

Stefano in Montecelio.
per, nel

Da

questo

l'elezione di

Leone XII,
al

e di aver

beneficato la sua chiesa titolare, al

modo che dicemmo


pag.

voi.

XII,

1 363, dopo la morte del Cardinal Alberti, pass al vescovado di Ostia e di Velletri. Fu an-

nonch i propri famigliali, assalito da una paralisi, con lenta e dolorosa madel Dizionario,
lattia
fin

88

che

in seguito

designato

coi

Car-

dinali deputati a giudicare la cau-

sa di Riccardo, arcivescovo di Arni acano, contro


i

di vivere

a'

io

dicem-

frati

mendicanti.

bre 1825, nell'et di sessantotto anni, e fu deposto in mezzo alla


detta chiesa titolare, con corrispondente e decorosa iscrizione di elogio.

Innocenzo VI gli diede eziandio la commissione di esaminare la controversia insorta tra


il

vescovo di
di

Valence e Aimaro conte


tiers,

Poi-

a cagione del castello di

dide-

EREDIO
le.

(di s.)
s.

Elia, Cardina-

sta.

Cos pure
giudice
si

Urbano
della
il

V
,

lo

Eredio volgarmente saint Yrieix, nacque in Attano, oggid s. Aredio nel Limosino, e proElia di
fess nell'Ordine di
s.

stin allora
la

quistione, che

agitava tra
di
di

capitolo del-

cattedrale

Parigi
s.

e quello

Benedetto
di
s.

della

collegiata

Benedetto.

Nel

i335

divenne abbate
di

Fiorenzo, nella diocesi


nonico.

Samur,

e ricevette la laurea nel diritto ca-

Pose fine alla mortale carriera in Avignone, l'anno 1367, e in quella Scriscattedrale ebbe la tomba.
se

Ma

spinto dal desiderio di


vita

condurre una

pi austera, coautori
,

non

alcune opere, di cui al presente si ha memoria alcuna anzi


:

me

scrivono parecchi

abil

da molti

scrittori

vengono piuttoCardinale Elia di


(s.).

bracci l'Ordine minoritico, presso

sto attribuite al

quale cos

si

distinse nella pi proil

Nabilan {Vedi).

vetta virt, che

VI, nel i345,

lo

Papa Clemente promosse al ve-

EREMBERTO
Eremberto
e sentitosi

Nacque

s.

nel contado di Poissy,

scovado di Uzes. Non mancano per scrittori, tra' quali Giorgio Eggs,
nel Supplemento alla
ta,
i

chiamato

allo stato

mo-

nastico

and a

ricoverarsi nel con-

porpora dotdimostrano con forti prove non esser vero quel passagquali
gio dalla benedettina alla francescana famiglia ; e il Baluzio nelle

vento di Fontenelle. Clotario UT, informato della santit e dottrina di Eremberto, lo propose alla sede
vescovile
di

Tolosa.
voglia
,

Obbed

egli

contro

sua

e resse quella

la
diocesi

eri:
con
saggio

ERE
dopo
tal
il

ed edificante governo pel corso di anni dodici in capo ai quali, attesa la sua vecchiaia e
i molli acciacchi, non potendo pi attivamente disimpegna-

terzo secolo della Chiesa, che

cominciarono a vedersi uomini di piet, che si confinavano nel recinto di una Cella (I''etli), dove
senza uscirne
il

giammai

menavano

re

il

gelosissimo

incarico,

si

dimidi-

resto della vita,

superando coloro

se spontaneo, e torn di bel nuo-

vo
s.

al

suo monistero, sotto


s.

la

che si chiamavano anacoreti. Duro questa sorte di monaci per pi


secoli,

rezione di

Lamberto, successo a
la

e
s.

Vandrillo. Mor santamente verso

e da

Isidoro
loro,

quantunque da Cassiano, non sia approvato


pure dal popolo
ris-

Tanno 671, e
gnata
a'

sua festa asse-

l'istituto

14 maggio. EREMITA (Eremita,


divoto, che
si

cuotevano

una gran

venerazione.
gli

reta, vir solitarius). L'eremita

Anachoun

Tali
stiliti,

si

possono chiamare anche


famosi in oriente.

Trovatisi

uomo
la

ritirato nel-

solitudine, per meglio dedicarsi

a Dio
alla

attendere alla orazione, ed , contemplazione delle cose celesti, ed ivi vivere lontano dal con-

ancora vergini e donne, che chiuqualche cella , seguitarono se in questa maniera di vivere. V. Eremo, e Disciplina Regolare. Alcuni fanno rimontar l'origine della vita eremitica sino ad Elia,

versare del
stingue

mondo. Eremita
dall'

voce

greca, che significa solitario. Si di-

T eremita

Anacoreta
so-

ed a s. Gio. Battista. Per nione pi comune che s.

l'

opi-

Paolo
bassa
il

(Vedi), perch questi discostandosi


dalia conversazione
litario

primo eremita, nativo


Tebaide, fosse
il

della

umana, vive
e fruiti
di
s.

padre, ed

pri-

nei

deserti,

cibandosi di erdella

mo
dero
serti

degli eremiti.
i

Le persecuzioni
die-

be, o altri
terra,

prodotti

contro

seguaci del vangelo


ai

Giovanni Battista. Anacoreta poi si chiama colui, che nel proprio monistero
vive
chiusi

ad imitazione

occasione
i

primi
ritirarsi

cristiani

d'ambo
dei
gli

sessi,

di

nei de-

tanto per evitare


tiranni,

le

crudelt

separato
nella

dagli
cella,
i

altri

monaci
al

quanto

per praticarvi

come sono,
I

esercizi

della vita Asceta, o

A'

dire del
miti,

Macri,
i

camaldolesi

ereli

scetica (Vedi).
ria e

Che

la

vita solita-

ed

certosini.

maroniti
significa

chiamano Habis, che


,

prigionato. Appresso di essi vi anche vescovi che nei monisteri fanno vita da anacoreti, chiusi, e
separati dagli altri

imsono

nella Chiesa sino

monastica venisse introdotta dai suoi primi


si legge nel Ruinart, Atti de martiri. Che poi lo stato

tempi, lo
sinceri

eremitico sia eccellente in s stesso,


lo

monaci,
silenzio. Il

vi-

abbiamo

dagli

scritti

de' santi

vono
ratori,

in

perpetuo

Mu-

padri pieni di elogi su questo punto.

nelle

Dissert. sopra le an-

Parecchi fra loro

vi

hanno

pas-

tichit Italiane, nella dissero

LXV,
e
del-

sato

una parte

della loro vita,

ed

sull'erezione de' monisteri

l'istituto de' monaci, dice che una volta furono rinomati anche g'//*-

ingiustamente gli eretici la condannano, come dimostra il Bergier al alla la voce Eremita. Egli dice
:

chiusi, cio gli

eremiti antichi
si

la

parola
1'

Anacoreta

abbiamo

fatto

vita austera de' quali

tirava die-

tro

l'ammirazione d'ognuno.

fu

apologia della vita solitaria , ovvero eremitica, e contro la stolta

ERE
censura dei
ta
filosofi

3ERE
increduli,

3r
la

modi vi-

la

citt,

quali

hanno

custodia
in

strammo, che un

tal

genere
di

di

dette chiese, incedono

abito

non

un

effetto

misantrodei

religioso di
di

lana naturale,

vivono

pia,

ne una violazione
al

doveri

questue, ed oltre che dai supedelle


rispettive
chiese,

della societ

e dell'umanit,

ne un
e con-

riori

sono
prin-

esempio inutile

mondo,
gli

dipendenti
cipali

dal

Cardinal
e

vicario.
i

futammo
protestanti

tratti satirici lanciati

contro

dai eremiti ".

Qui appresso riporteremo


Ordini
,

congregazioni di
quali per

Forse alcuni scelsero questo genedi vita per non essere dipendenti, altri per nascondere il liberre

eremiti, secondo l'epoca de' tempi,


in cui furono
istituiti,
i

nella maggior parte pi


stono.

non

esi-

tinaggio col velo della


questi abusi

piet;

ma
stali
gli

non sono giammai


i

Eremiti di
lo

s.

Paolo. V. S. Pao-

comuni

ed assai ingiustamente
solitari

rumo
Eremiti
il

eremita, Ordine religioso.


di Monte Luco. Catalogo Bonanni
,

increduli ne accusano

in

Racdegli

generale. Gli antichi storici, ed an-

conta

che

romanzieri parlano
;

nerazione degli eremiti


devasi che se
sincera
la

con vecompren-

non ne fosse stata non avrebbero , perseverato lungo tempo nella vita
piet

Ordini religiosi, par. HI, pag. IX, che in un monte poco distante dalla citt di Spoleto, chiamato Monalcuni eremiti, i te Luco, vivono
quali riconoscono la loro istituzio-

austera

che
stessi

avevano
societ,

intrapreso.
si

ne

da

s.

Giovanni

di

Antiochia.
fu creato
s.

Tra

gli

protestanti

formail

Questi

si

rec in Italia,

rono alcune
celibato,

che, tranne

vescovo

di

Spoleto dal Pontefice


il

hanno molta rassomigliancenobi-

Caio, e pat

martirio sotto Mas-

za colla vita degli antichi


ti:
rii
,

simiano

1'

anno 3o4-

Ciascuno di
eremi
de' ca-

tali

sono
di

gli

emuli,

o ernute-

questi eremiti

vive ritirato in sepagli

setta

entusiasti introdotta

rate celle,

come

negli ultimi

tempi nella Moravia


il

maldolesi. Riconoscono per, e di-

nella Veteravia, nell'Olanda e nel-

pendono da
priore,
:

un capo

chiamato

il

T Inghilterra, conosciuti sotto

no-

me
Si

di fratelli

moravi.

distinguono due sorta di ere',

miti gli uni sono attaccati a qualche regola appartenente alla Chiesa, e vivono sotto un legittimo su-

che eleggesi ogni anno con vi sono sacerdoti e voti segreti laici, i primi chiamati padri, i secondi frali. Per tali eremiti pelle vicende de' tempi, terminarono
di esistere nel

secolo decorso. L'a-

periore

gli

altri

non

lo

sono

bito

nella

forma

partecipava
il

di

portano solamente l'abito, che possono dimettere quando loro piace. I primi eremiti sono veri religiosi,
e

quello dei paololti, ed

colore era

cannella scuro.

facevano
di

Dopo averlo preso un anno di noviziato, incongregavoli


,

godono
;

dei privilegi
gli

propri
lo

del

erano ammessi nella

elencato
perci

altri

non

sono, e

zione senza
ritirarsi,

onde

potevano
Si

non l godono. Di questi ultimi ve ne sono nelle chiese suburbane di Roma, e in qualche
chiesa di
titolo,

od essere

licenziati.

e-

sercitavano
e
ni

negli esercizi spirituali

manuali
stabili,

diaconia cardi-

potevano possedere bequanto raccoglievano


in

nalizia, poste ne'rimoti

luoghi del-

dai benefattori ponevasi

comu-

39.

ERE
quella di
s.

ERE
Ansano. S. Isacco vuoisi scrittore di monastiche regole pei cenobiti del monte Luco. Negli eremi pur eretti con austeri ordinamenti, rinnovati dal celebre Vigile vescovo di Spoleto, fiorirono romiti di provata santit, tra'quali fra Egidio di Gregorio da Spoleto, e il b. Gregorio di s. Brizio, che oggi si venera in un altare dedicatogli nella metropolitana spoletina.

e. Alcuni di questi eremili anda-

vano scalzi , altri usavano scarpe o zoccoli, e fuori del romitorio portavano il cappello , il bastone e la sporta, come si vede nella figura, che produce
questi religiosi
si
il

Bonanni.
le

Di

leggono

noti-

zie storiche nel Jacobilli

nella vita

Francesco di Paola, nel Leoncilli, e nel Campelli nella storia di Spoleto. Ma da ultimo, nel i836, vennero compendiate dottamente nell' Orazione accademica illustrata con erudite notte, e detta per
di
s.

Eremiti di

s.

Agostino.
DI
S.

V. AgoAGOSTINO,

stiniani O EREMITI

la

solenne distribuzione
Ivi,

de'

premi
Spole-

dell' arcivescovile

seminario
si

ED AGOSTINIANI SCALZI. Eremiti Camaldolesi di


na.

tino.

pag. 22,
boschi,

legge che
ne' delubri
i

V.

voi.

ToscaVI, pag. 297 del Diesistenti.

negl'impuri
del
ti

zionario s tuttora
di Vercelli.

monte Luco, merc

Benedeti

Eremiti fondati

e gl'Isacchi,

ebbero culla

cei

V.

da s. Guglielmo Monte Vergine,


s.

nobiti di occidente. Si celebrano


superstiti eremi, e pel

tuttora esistenti.

primo quelvescovo
parla
di

lo
le

maggiore
grazie,

di Nostra Signora del-

Eremiti fondati da mo. V. Guglielmiti.

Gugliel-

eretto

dal

Spoleto Sanvitale,

e dal
si

Cardinal
del

rolamini fondati dal

Eremiti di Monte Bello. V. Gib. Pietro Gam-

Cibo abbellito;
luogo prescelto

cosi

bacorta, tuttora esistenti.

a sua dimora da s. Isacco e suoi compagni e consorti nel martirio, che patirono sotto Domiziano e Massimiano. Si descrive il cenobio di s. Giuliano,
cui chiesa vuoisi uno de'migliori monumenti dell'architettura pi remota del medio evo. Essa fu eretta da un altro s. Isacco, abbate coetaneo di
la
8.

Eremiti Girolamini. V.
mini istituiti nel secolo
sole.
pi.

Girolain Fie-

XV

V. Girolamini di Fiesole, non


esistenti.

Eremiti Camaldolesi di MonteCorona. V. voi. VI, pag. 3oi del


Dizionario, tuttora esistenti.

Eremiti detti
lippo

Coloriti.

11 p.

Fi-

la

Benedetto, colla sovvenzione delsanta vergine Spoletina GregoIvi

ria.
l'

dicesi

essere

questo

santo

avventurosa di santi eremiti, che poistitutore

di

quella

schiera

sua parte I del Catalogo degli Ordini religiosi, a pag. CXXXVII, tratta dell' eremita religioso detto colorito, e ce ne d la figura e le notizie. Racconta egli, che nel regno

Bonanni

gesuita,

nella

polarono
co.
I

romitori del
s.

monte Lu-

di Napoli

eravi
si

un Ordine

reli-

cenobiti di

Giuliano adot-

gioso,
loriti
si

il

quale

chiamava de'

co-

tarono poscia la regola benedettina, e con essa fiorirono per lunga et, ed ebbero santissimi abbati e monaci sepolti in detta chiesa,
le

da un

colle di

Calabria, co-

detto, situato presso la terra di


nella diocesi
di

Morano
sul

Cassano,

mentre

ceneri

di

s.

Isacco

riposano in

qual colle era un'antica e divota chiesa, dedicata alla gran Ma-

ERE
dre di Dio.

ERE
penitenza. Nel

33
di

mato
sa

pio sacerdote, chiaBernardo, nativo della terra


piccolo tugurio,

Un

regno
fiori

Navarra,
la

e
di

principalmente

presso

citt

di Regiano, fabbric presso tal chie-

Pamplona,
il

questa congre-

un

dove,
di

ve-

gazione religiosa, distribuita,


riferisce

come
cinque
vivesi
il

stito

un abito aspro

eremita,

Maurolico,
eremiti
di
Il

in

viveva in continue orazioni e penitenze, e venerato da tutti quelli

eremi, in ciascuno

de' quali
.

che visitavano la chiesa. Perci alcuni furono allettati a vivere seco


lui,

vano otto chiamava


secondo
serrato,
il

san

primo Clemente ,
di
s.

della

Madonna
di di

Mon-

e quindi la principessa

di Biil

terzo

signano don loro, nel i552, colle con tutto il territorio.

meo,

il

quarto
s.

l'ultimo di

BartolomMartino, Fulgenzio. Vivevano


san

Questa concessione, venendo con* fermata da Pio IV, nel i56o, si


accrebbe in essa
remiti.
il numero degli eAvendo poi ordinato s. Pio 1567, che tutti quelli i

con molta austerit, camminavano con piedi nudi, vestivano con pa-

no grosso di lana, osservavano continuo silenzio, cibavansi di legumi,


e bevevano acqua;
si

V,

nel

disciplinava-

quali

vestivano abiti differenti

dai

no

tre volte la settimana,


;

ed ogni

secolari,

li

lasciassero

o profes-

giorno nella quaresima


sulle

dormivano
portavano

sassero

i voti religiosi, questi eremiti elessero di vivere sotto la regola degli eremiti di s. Agostino;

nude tavole , sempre pendente dal


,

collo

una

crotoai

ce di legno assai pesante.

La

il

perch nel
voti,

1592
e

professarono

pubblici

ritenendo

per
eh'

il

che cingevano naca lombi con cintura di


colore lionato,

attorno
pelle,

era di

nome

di coloriti,

l'abito,

come

il

corto

man-

una tonaca, un cappuccio largo


tondo, sopra del quale usavano

un
di

mantello corto,
lana

il

tutto rozzo, e di
,

quale ne cuopriva le spalquesta congregazione di le. Fior penitenti per molti anni soggetta
tello,
il

lana dei colore naturale

come

al

vescovo di Pamplona;
in

ma

reca-

era

la cintura.

Volle

per

tosi

Roma

il

superiore, ottenne
l'

monsignor Fivizano, allora vicario generale dell' Ordine romitano di


s.

da Gregorio XIII

approvazione

delle costituzioni, e l'esenzione dalla

Agostino,

che

portassero

sotto

giurisdizione vescovile, oltre la facolt di eleggere

la

cintura di lana quella di cuoio propria degli eremiti agostiniani, e che


gli

un

provinciale da

cui tutti gli eremiti fossero governati.

oblati la portassero

sul-

la tonaca.

Questa congregazione confermata da Clemente Vili, si dilat in guisa che nei primi del secolo decorso contava undici conventi, governati da un superiore col titolo

degli

Bonanni, Catalogo il p. Ordini religiosi, parte I, pag. CXXIII, ove pure ce ne d la figura. Tratta di questi eremiti an-

V.

che il Bergier, al proprio articolo. Eremiti di Roma. Narra il Fanucci, nelle

di vicario generale.

La

vita

di

fr.

Opere pie di Roma,

Bernardo fondatore
miti, nel

di questi ere-

stampe
rello.

16 io fu pubblicata colle da Gio. Leonardo Tufadi


.9.

che un certo Albenzio Rossi calabrese, della terra di Cedraro, dopo avere per lungo tempo cercata l'elemosina per l'arciconfraternita della Carit dei cortigiani, e per le
3

Eremiti
VOL.

Giovanni

della

XXII.

, ,

34
zitelle del
ieri fid.

ERE
Conservatorio di
s.

ERE
Cacappella, eh' sagra nll'AsceiiMcnc.

dt

Fu nari
la

(ledi), fond coi


in

Gli eremiti vivevano sotto la protezione di

soccorsi di pii benefattori

Ro-

ma, e presso
la

porta Angelica nel-

comune,

un Cardinale con vita dando ogni giorno da


tredici

dale.

Leonina, un piccolo ospeQuivi egli riceveva i poveri romiti forestieri per alloggiarli , e
citt

mangiare a
vano
la

poveri, secondo

l'istituzione del fondatore. Celebrala festa dell'Ascensione, e

quelgiu-

prmcipalmente

assisterli

se infermi.

della beata

Vergine

agli

1 1

Ad
de'

aiuto di

questa
,

opera

elesse

compagni

quali

cercassero

l'elemosina, dicendo con voce alla:

Facciamo bene adesso che

abbia-

mo

tempo. Vestivano panno grosso di lana bianca, ed incedevano per

gno, perch in tal giorno nell'anno 16 18 fu per la prima volta esposta alla pubblica venerazione ovvero perch fece il primo miracolo. L'abito adottato poscia da
questi

eremiti,

come

si

vede

Roma

co' piedi

scalzi

col

cap-

nella figura riportata

pello in

una mano, tenendo


1

nell'all'ele-

nanni, nel
religiosi,

Catalogo
111.

dal p. Bodegli Ordini

tra la bussolelta per ricevere

par.

pag.

XIV,

ove

mosine. Appresso
le,

l'ospizio,

o spedaSignore
di

riferisce le notizie

di essi. Consiste-

eravi
all'

una
il

piccola chiesa dedi-

va in abito

di

tela

grossa

bianca

cata

Ascensione

del

corto, mantello

nella quale

fondatore

questi
le

eremili
litanie

co'

compagni,
che
la

recitava
Il

pure corto, cappello bianco. Siccome poi non portai ano calze, usavano scarpe o
,

con

altre orazioni.

Paaap-

sandali

come

scrive
_,

il

Piazza
pag.

ciroli dice,

chiesa

con

provazione di Sisto V, fu fabbricata nel 1 588. La loro congregazione, che sembra incominciata nel i588, successivamente si aument
senza professare voti religiosi,
cui molti individui presero

Opere pie di Roma capo X Dello spedale


sione de' romiti

35,

dell''Ascen-

per

a porta Angelica. Questo scrittore aggiunge, che Clemente colloc in una parie del convento dei romiti un ospizio pei

l'abito

convertendi (Vedi), eie per quelli

eremitico. Nella chiesa Albenzio pose

che recavansi
re
gli

in

Roma

una divota
la

Vergine,

immagine della b. quale nel 1587 avea


e pei mi-

scismi

e le eresie,
s

ad abiuraavendo
impresa
coli' e-

contribuito a
il

lodevole

portato da Terra santa,

Cardinal Cesare Rasponi


di

racoli e per le grazie, che

Dio opela

redit a tal effetto lasciata. In pro-

rava a favore di quanti con divozione ad essa ricorrevano, prese

gresso

tempo
ove
s.

l'

ospizio
sta
,

venne
la

trasferito

ora

presso

denominazione di

s.

Maria o Madei fedeli


si

chiesa di
in Borgo.
gli

Giacomo

Scossacavalli
di esistere
il

donna
so, e

delle

Grazie, e pel concorelargizione

Cessando poi
si

per

1'

eremiti, in vece la chiesa ed

massime
tora

del Cardinal Laute,

po-

contiguo convento
ligiosi

diedero
la

ai re-

t edificare la bella chiesa,


sussiste
,

che tut-

della Penitenza (Vedi), delti

rimanendo

sempre

degli Scalzetti,

dopo

met
s.

del
si

l'immagine in particolar venerazione. Perch poi rimanesse la memoria dell'antico titolo della chiesa
,

secolo decorso.
riparler della
delle

detto articolo

Chiesa di

Maria

Grazie.
Senario. Nel-

Albenzio

le

dedic

la

prima

Eremiti di monte

ERE
l'anno
tino,
di

LKE
si, p. I,

35
riporta

150,3, Lelio Baglioni fioren-

pag.

CXXV1I, ove ne

generale

dell'Ordine de' servi

Maria, vedendo che nel monte Settario, ove ebbe principio la sua
religione,

anche la figura. Tali eremiti cessarono di esistere nel decorso secolo

EREMO (Eremiti).
rio

Luogo

solita-

dove

erano

sepolti

deserto
,

soliludo, focus

de-

corpi dei beali fondatori, abitavano


in luogo angusto tre suoi religiosi, determin di fabbricarvi dappresso

una

chiesa, con decoroso convento.


1

All'uopo ottenne, nel

601, da Clela bolla

mente Vili, mediante


cet,

Deil

facolt

di

porre ad

effetto

suo desiderio, che esegu


della
pontificia

a tenore prescrizione Nel


.

nuovo convento pose

sette sacerdoti

con alcuni laici, i quali vivessero conforme alla primitiva fondazione, non mangiassero mai carne, digiunassero ogni seconda e quarta feria
dell'

anno e

il

venerd

ma
il

nella

dove abitano gli Eremiti [Fedi). Pigliossi ancora sovente il nome di eremo per solitudine, o deserto renoso, ed ancora si chiam eremitaggio o remilaggio, ed anco eremitorio e romitorio. Anticamente gli eremi erano in luoghi incolti e selvaggi, o anche nel pi folto o nel pi cupo delle foreste meno frequentale. I solitari, che vi si ritiravano, non crede vansi mai abbastanza lontani dal commercio degli uomini; ma la fama delle loro virt si spargeva loro malgrado, e procurava ad essi a poco a poco ammiratori,
serlus
di voti

quaresima
acqua

ed

avvento

digiuno

e discepoli, co'quali talvolta

di tali tre giorni


;

fosse di

pane ed
che

come ancora

prescrisse,

coltivavano

comune. Questo eremo venne dichiarato aderente al convento di Firenze, detto della ss. Annunziata, e soggetto
vivessero in perfetta vita
al

monistero {Vedi) , mettevano a frutto i terreni che trovavano all'intorno, o anche diboscavano le foreste viedificarono
e
cine.

un

Perci

siffatti

diboscamenti, e

bonificazioni agricole furono soven-

generale

dell'

Ordine.

Dipoi

il

medesimo Clemente Vili, colla bolla In his rebus, conferm la precedente,

ed ordin che tra

gli

e-

che vicino a quegli eremi primitivi si riunissero abitaborghi e citt. tori, e formassero Loda la solitudine, ne dimostra i
te cagione,

remili fosse eletto

un

vicario, auto-

pregi con opportuni


di
il s.

rizzandolo ad accordare agli infermi


di

testi, massime Bernardo de laudibus eremi,

mangiar carne. Indi Paolo

ag-

Sarnelli

nella

lettera

XLV1I

giunse col disposto della bolla


dis Apostolicae,

Se-

emanata
i

nel 16 12,

la facolt di accettare

novizi, miti-

gando
nel

il

mercoled.
di

digiuno in pane ed acqua Questi eremiti ve-

stivano
naca,

panno

nero,

con
,

to-

con un mantello lungo, e colla barba come cappuccini. Michele Fiorentino, ed altri storici de Serviti {Vedi), descrissero questo eremo, ed i religiosi eremiti, non che il p. Bonatini, Catalogo degli Ordini religiopazienza
i

e cappuccio

Dell'amore della solitudine, nel t. VII delle sue lettere ecclesiastiche. Dal p. Menochio, Stuore, tom. I, p. 604, abbiamo il cap. LVIII, del Monserrato di Spagna, dell'immagine di Nostra Signora, che quivi si venera , e degli eremiti, che sparlatamente abitano in quel monte.
Degli eremiti
condizione,
e
,

della

loro

varia

tenore di vita,
il

eru-

ditamente tratta
dissertazione III
ecclesiastiche.

Garampi nella delle sue Memorie

36
Narra
il

ERE
Sarnclli,
loc. cit.,
si

ERE
in

che il celebre gesuita Toledo procur in-

mala
i

parte, e che

significa

darno presso
l'avea creato

Clemente
Cardinale,

Vili, che
di rinunritirarsi

un errore pertinace contro la tede, non che falsi e perversi domini


e le opinioni contro
in origine
partito,
il

cattolicismo,

ziare a tal dignit

per

in
os-

indicava una scelta,


setta

un

luogo

solitario, e gliene scrisse


Il
il

una

buona o

cattiva.

sequiosissima lettera.

Papa,

che

Tale

non voleva privare


gio
lo fece

sagro Colle-

il senso del greco hacresis, derivato da aeromai, prendo, scel-

d'un uomo s dotto e santo, chiamare e gli disse che Dio voleva, che non lasciasse il suo
,

go, abbraccio.

Dice vasi eresia pe-

ripatetica, eresia stoica per indicare


le sette
i

di Aristotile e di

Zenone

uffizio;

licenziandolo,

sorriden-

filosofi

appellavano eresia

cristia-

do, soggiunse che

insieme andreb-

na

la

religione insegnata da
s.

Ges

bono

al

deserto.

Dalla

solitudine
s.

di Majella nell'Abruzzo, fu tolto

Celestino

V,

e collocato nella cat-

Paolo dichiara, che nel giudaismo avea seguito L'eresia farisea, che fra gli ebrei era
Cristo. L'apostolo

tedra apostolica,
essa,

passati
,

giorni

ma per tornare ad cinque mesi ed otto rinunzi solennemente al

pontificato.

mentre Amadeo
di
i

III,

ultimo conte, e primo duca


voja, rinunziati

Sa-

suoi

stati,

viveva
dagli

di qualunque altra. Veramente, se eresia avesse allora significato un errore, questo nome forse sarebbe convenuto pi alla setta dei sadducei, che a quella de'farisei. Anche il Macri, nella Not. de vocab.
in pregio pi
eccl.
,

nel

romitaggio di

Ripaglia,

dice

che

questo

nome

tal-

scismatici

del conciliabolo di Basi-

volta fu preso in

buon

senso dagli

lea fu eletto in antipapa col


di Felice

nome
della

scrittori ecclesiastici. Sinesio

chiam

V, che

poscia
la

virtuosa-

Haeresim

la filosofia; e

Costantino

mente rinunzi per Chiesa. Del tempo


di
vita ivi

pace

in cui

Amadeo
nell'Isto-

stette nel romitaggio,

e del tenore

imperatore servissi di questo vocabolo per dinotare la religione cristiana, la quale Tertulliano ancora
in

tenuto, parla

buon

senso

chiam divinavi
ult.

sesi

ria degli antipapi


lo Anastasio,
t.

Lodovico Agnelp.

ctam, de pali. cap.


definisce pertanto
tario

L'eresia

II,

2g5

e seg.
so-

un errore voloncontro
la

Al presente

gli

eremi regolari

pertinace

qualche
definisco-

no

quelli degli eremili camaldolesi,

domma

di fede. Altri

come

quello sopra Frascati, onorato


vari

dalla presenza di

sovrani,

e
lo

no un errore volontario ed ostinato di un cristiano, riguardante una


o pi verit cattoliche, vale a dire
verit rivelate

Cardinali, e da Benedetto
ogni

XIV,

regnante Gregorio XVI. In quest'eremo, come narra il Cardella nel t. VII, p. i4 2 nel 1666 fu tenuto un capitolo ge>

anno dal

da Dio, e proposte
dalla Chiesa.

come

tali

ai

cristiani

Quelli che vogliono scusare questo


delitto,

nerale,

composto

di

tutte le

conpre-

giudicare se

domandano come si possa un errore sia volontario

gregazioni dei

camaldolesi, e
essi

sieduto dal protettore di

Car-

nocente, se

dinal Volunnio Bandinelli.

ERESIA

(Heress).

Questa pa-

rola greca, che al presente prende-

od involontario, colpevole od inproceda da una passione viziosa, piuttosto che da una mancanza di lume. Ecco come risponde il Bergiei i.Che come la
;

ERE
dottrina cristiana rivelata da Dio,
se

ERE
conosca
l'eresia

37

della Chiesa (Vedi). L'obbiettiva

una colpa voler conoscerla da stessi, e non per mezzo di quelli, cui Dio ha stabilito per insegnarla ; che voler scegliere una o

pure contraria alla fede, sia che si tale, o che non si conosca. I medesimi teologi dividono altres
formale, in eresia mentale,
la

pinione per formarne


ribellarsi
2.

undomma,

o puramente interna,

quale non
parole,

contro

l'autorit di

Dio;

apparisce esternamente, ed in ester-

sa,

Poich Dio ha stabilito la Chieil corpo dei pastori per ammaestrare i fedeli; quando la Chie-

na che

si

manifesta colle

od

o per qualche altro segno. Iddio permise, che vi fossero

e-

sa

ha parlato, un orgoglio
di
lei

pertiali

resie sino dal principio del cristia-

nace per parte nostra resistere


la

decisione,
;

e preferire
3.

nesimo, e nel tempo in cui ancora vivevano gli apostoli, ad oggetto di


convincerci che l'Evangelio
stabilito

nostri lumi ai suoi


ne, che e
ta
zi
i

La

passiosetta

non

si

ha guidato

capi di

nelle
gli

tenebre,
apostoli

ma

nella

loro partigiani,

si

manifesta-

luce; che

non sempre

dalla loro condotta, e dai

mezistabiil

che hanno adoperato per


le

lire

loro

opinioni.

Aggiunge

Bergier, che

Bayle definendo un Eresiarca (Vedi), suppone, che si possa abbracciare una opinione falsa per orgoglio, per ambizione di essere capo di partito, per gelosia,
e per odio contro

ebbero uditori docili, ma spesso trovarono di quelli eh' erano disposti a contraddirli; che se avessero narrati fatti falsi, dubbi, o soggetti a
disputa,

non avrebbero mancato

di

confutarli, e convincerli d'impostura.

Gli stessi apostoli se ne querelarono,

dicendo ch'erano contraddetti dagli


eretici

un

antagonista, ec.
s.

sopra

e lo pruova colle parole di


lo.

Pao-

sui

fatti.

donimi (Vedi), e non i Scrivendo s. Paolo a'Co-

Un

tivi

errore asserito per tali mocertamente volontario e col-

pevole.

Non pu
che

dirsi Eretico

(Vecosa

I, Cor., v. 19, disse loro: necessario che vi sieno delle eresie, affinch si conoscano quelli, la cui

rinti,

di)
sa,

colui

sostiene

una

contraria alla decisione della Chie-

fede messa alla prova. Come le persecuzioni servirono a distinguere


i

allorquando la sostiene in buona fede e per ignoranza. I teologi fanno varie distinzioni sulla eresia,
la

cristiani

veracemente attaccati

alla

loro religione, dalle

anime de;

boli
eresie

e di

virt vacillante
gli

cos

le

come

formale,

la

materiale,

separano

spiriti

leggeri

l'obbiettiva.

La formale

quella di
l'asse-

da quelli

che sono

costanti

nella

sopra accennata, vale a dire


rire
fede, e questa

loro fede; tanto riflette Tertulliano.

una proposizione contraria alla ha tutti caratteri opi

Per
la

altro era

fosse travagliata,

d'uopo che la Chiesa perch si conoscesse


del sistema

posti a

quella
la

materiale,

ed in
del-

sapienza e

la solidit

questo senso
la chiesa
teriale

massima .fuori
vi salute.

non

ha

per

oggetto

contraria alla fede,


pertinacia,

La mauna cosa che non si sa

che Ges Cristo avea stabilito affine di perpetuare la sua dottrina. Era cosa buona, che i pastori incaricati gati

d'insegnare,
fissar

fossero obblii

essere tale, per conseguenza, senza

sempre

loro sguardi
i

e colla

sincera disposigiudizio

suir antichit,

consultare

monu-

zione

di

sottomettersi al

menti,

ricominciare

senza iuterru-

36
zione
la

ERE
serie della

ERE
non
sul
stati

tradizione,

istaucar.si

d'invigilare

deposito
costretti

te rinforzata, divinamente pian tata, dalla custodia degli angeli


circondata, e dalla Mugolar prov videnza e protezione di Dio mu Dita siffattamente, che le porte
*>

della tede,

ed essere
continui
le

farlo

pei

assalti

degli

eretici.

Senza
dice
il

dispute degli ultimi


nello

secoli,

Bergier, forse sarem-

dell' inferno

in ni un

modo

po-

ancora sonno, che


turbolenza

mo

immersi
i

stesso

nostri

padri: dopo la
civili

delle

guerre

la

Iranno prevalere contro di essa; e queste porte vengono figurate per le persecuzioni de' tiranni, o
> per la rabbia degli eretici, o pel furore degli scismatici, o per la

Chiesa suol fare conquiste. Qualora gl'increduli

vollero fare

un

sog-

getto di scandalo della moltitudine


di eresie,

scelleraggine

di

cui

fa

menzione

la
i.

uomini

".

e malvagit degli Imi in uri-abili sono le

storia ecclesiastica,

non videro:

che
si

la

stessa

eresia per

ordinario
dodici

divisa in molte sette, e alcu-

provvidenze prese dai romani Pontefici contro le eresie, ed concili che furono perci celebrati, come la
i

ne volte ebbe dieci

no-

istituzione della Congregazione del-

mi

diversi; cosi fu de'gnostici, dei


ariani, degli
i.

la santa

romana ed
s.

universale inOff/zio

manichei, degli
chiani, e dei
l'eresie

euti-

quisizione, detta del


di),

(Fealla

protestanti;

che

principalmente

preposta
fedeli

degli

ultimi

secoli

furono
filosofia

estirpazione delle eresie,


di grave
la

che sono
e

una

ripetizione degli antichi errori,


sistemi
le

danno

pei

per

come i nuovi non sono che


chi
filosofi;
stessi

di

visioni degli anti-

Papa Giulio HI, che pubblic una bolla contro i


Chiesa.
il

Fu

che gl'increduli sono divisi in diversi partiti, e non fanno che copiare le obbiezioni degli antichi nemici del criSi osserva,

3.

secolari

quali
i

s'

intromettessero
;

nel conoscere
allora
il

punti di eresia

ed

senato veneto ordin, che nei domimi della repubblica , agli


inquisitori
ecclesiastici

stianesimo.

fossero

ag-

che nel secolo decimo la divina Provvidenza dispose, che poche eresie turbassero la pace della Chiesa, in un tempo, che per la rozzezza, e sterilit del bene , e per l' abbondanza della malvagit , fu appellato il secolo di ferro, di piombo ed oscuro. La cattedra romana ne and sempre esente, ed illibato si conserva il suo
splendore, dappoich,

giunti de' secolari.


III, gi

Prima

di Giulio

il predecessore Alessandro IV, de haeret. in sexlo, aveva proibito a qualunque persona laica,

pena della scomunica, di diseresie. V. il Bernini a pag. 449> cne porta le disposisotto

putare sulle

zioni di Alessandro
eretici.
11

IV

contro

gli

p.

Menochio

poi, nel

come

dice
lib.

il

delle sue Stuore, a pag.


il

586,

tomo I ci d

ven. Bellarmino, praefat. in

de

cap.

Rom.
>

Pont.,

il

Pontificato romaconsiglio

le

Come s'intendono quelparole che la Chiesa dice nelVergine


:

XLV

no,

non gi nel

urna-

lojfizio della beata

Gau-

no, non nella prudenza, non nel"

de,

Maria Virgo, cunctas


le

haercses

tempo si perch questa pietra dal Signore siffattameule forze per conservato ,

tanto

sola interemisti iu universo

mundo.
,

ma

Fra

ragioni che riporta


essere stata
la

notedi

remo

Madre

ERE
Quello, clie ha scacciato
le

ERE
tenesecolo

39
l'istoria delle

tanno esposta
seconda
gli

bre di

tutti

gli

errori, quale

mae-

eresie; nella
rati

sono

stra degli apostoli, la dottrina dei

scrittori

eresiologi

noveche

quali getta a terra tutte


e perch

le

eresie;

ha dato
si

particolare aiuto

hanno formata di buona parte


d' istoria

l'istoria di tutte,

delle eresie; nella


i

a coloro, che sono


della fede, e
retica perfdia.
te
ci,

stati i campioni sono opposti all'e-

terza sono notati

protestanti sovenautori ecclesiasti-

accusarono

gli
il

che fecero

catalogo
s.

delle e-

resie,
s.

come Teodoreto,
mal
a
gli

Epifanio,
di

Agostino, Filastrio,ec. di averle

moltiplicate

proposito,

compendiatori o eresiolo, gia. Tale opera va per letta con qualche cautela, avendovi gl'intelligenti notata qualche inesattezza ed anche qualche errore. Nel tomo IV del supplimento della Biblioteca sacra ec. delle scienze ecclesiaecclesiastica
stiche, dottissima

avere messo fra


opinioni

errori alcune

ortodosse

od

innocenti

in Milano dall'editore

opera pubblicata Fanfani, a


si

ma
sono

cattivi giudici

nemici della Chiesa cattolica in materia di

pag.

294

e seg.,

legge

un

utile

ed erudito catalogo delle eresie e


degli
eretici

dottrina. Parecchi autori posteriori

principali

dal

secolo

fecero la storia
eresie,
fra'

novero delle quali faremo menzione


e
il

primo
di

dell'era volgare

fino al seal

colo decimottavo, sino

numero

di
l'

due.

Domenico Bernini

ci

diede

Istoria di tutte l'eresie, che

com-

duecento ottantotto ; coll'avvertenza che per altre novissime sette


e in principio del corrente, pre-

pendiata ed accresciuta da Giusep-

discoperte del citato decorso secolo,

pe

Lancisi

venne
in

per

volta

pubblicata
coi
tipi

prima Venezia nel


la

cise notizie
rigi,

1737,
il

del Salviati. L'altra

nel

si pubblicarono a Pa18 14, da M. Gregoire,

dell'abbate Pluquet, che compil

coli'

Dizionario delle eresie, degli erdegli scismi, che


di

sette

opera intitolata: Storia delle religiose, che dal principio del

rori e
il

va sotto

passato secolo fino all'epoca attuale,

nome

Tommaso Antonio Coned accresciuta con note ed illustrazioj

sono nate, o modificate, o estinparti del

tin

C. R., per aver tradotta l'opera

te nelle antiche quattro

dal

francese,
articoli,

nuovi
ni,

mondo. Per noto, che se Gregoire un uomo stimato per la


dottrina, per
si

di

cui

nel

77

fu pubblicata

in Venezia, nella tipografa


la

Garbo,

seconda edizione, corretta ed audi

mentata
le

un

sesto
eretici,

tomo intorno
per cura del-

un autore, il quale deve leggere con diffidenza, essendo stato un vescovo costituzionale, che dicesi sia morto senza riUlteriori

frodi

degli

trattare l'errore.
e

lo stesso

Conlin. Jn quest'opera a
si

pi

recenti

notizie

pag.
dal

XXVI
primo
classi

legge
scrittori

un erudito
eresiologi,

finalmente, oltre quanto dicesi ana-

catalogo

degli

logamente in vari
sto Dizionario,
si

articoli

di

que-

secolo al
;

seguenti inclusive
tre
di

decimosesto e quindi seguono


storiche
:

possono

vedere
dall' ab.

nella Continuazione della storia del

notizie
i

la

Cristianesimo 3

proseguita

prima rammenta
tori

principali scrit,

d' istoria ecclesiastica

quali

Giovanni Bellomo, e pubblicata in Venezia da Girolamo Tasso nel

di

anno

in

anno

di secolo in

i832

e nella

Istoria

universale

4o
della

ERE
Chiesa,

ERE
predicazione

dalla
del

degli apostoli fino

al pontificato di

Gregorio
rion,

XVI,

di cui

barone Henabbiamo un* edizione

italiana pubblicata in Mandrisio nel

i838, dalla tipografia della Minerva Ticinese.


I

Ma, come osserva Rergier, poich s. Paolo comand a Tito di schivare un eretico dopo averlo corretto una o due volte (e. 3, v. io), egli dimostra che si pu conoscere, se un uomo sia eretico, o
eretico.
il di lui errore sia innoceno volontario, degno di perdono o di censura. Quelli che pretesero

no, se

fonti

cattolici,

donde pu immassimamente
ponti-

te

pararsi con sicurezza a fuggire l'errore, sono


i

concili,

doversi tenere
gli

come

eresie soltanto

generali, e le costituzioni

errori contrari agli articoli fon-

fcie.

tra
te

Siccome gli errori dominanti sono stati principalmencondannati dall' ultimo concilio
i

latini

hanno guadagnato

damentali del cristianesimo, niente dappoich non ; v' alcuna regola certa per giudisia

generale tenuto in Trento, cos la santa Sede esige, che nel professare
la

care se un articolo

o non

sia

fede
e

si
si

segua

il

medesimo con-

Un uomo dapprima pu ingannarsi per buona fede; ma


fondamentale.
tosto che resiste alla censura della

cilio,

dichiari colla forinola

detta di Pio IV. Gli orientali poi si assoggettano ad una professione


di fede pi
tutti
brati.
senisti
i

Chiesa, cerca far proseliti, formare

un
re,

partito, congiurare, fare

ampia, che scorre per


finora celegli

non pi

la

concili generali

operare,
zione.

ma

rumobuona fede lo fa V orgoglio e V ambi-

Siccome
sono

errori dei gian-

stati

condannati
si

spe-

Quegli eh' ebbe la disgrazia di nascere ed essere allevato in se-

cificatamente da Pio VI, colla bolla

no

all'eresia,

di succhiare sin dal-

Auctorem fidei3

se

tratta di essi

l'infanzia

l'errore,

certamente

bisogna riportarsi a tale venerando documento; e bisogna pure riportarsi principalmente alla bolla
del

molto meno reo; conchiudere che

ma non

si

pu

medesimo Pio
clero

VI, se
di

trattasi

sia innocente , specialmente quando pu conoscere la Chiesa cattolica ed i caratteri,

degli errori della costituzione detta civile del

che

la

distinguono dalle diver-

Francia.

se sette eretiche,

ovvero sospettar-

Pontefici successori non


sato di
creti,
ai

hanno

ces-

ne.

Tanto male, tanto grave dan-

emanare
quali
i

gli

opportuni defigli

veri cattolici,

no, tutto si deve agli eresiarchi* Nel secolo primo della Chiesa insorsero gli eresiarchi
go, Cerinto ed Ebione,

docili

della Chiesa, attendono per sapere in tutto e per tutto le trac-

Simone il MaMenandro,
V.
Semidei,

eie,

secondo

le

quali

devono

nel

Imeneo, Filetto,

ec.

credere appuntino regolarsi.

ERESIARCA
Haeresiarcha
).

Haeresiarchus

Compendio della storia degli eresiarchi Napoli 1737; e Travasa,


_,

autore di vero il capo di una setta di Eretici (Vedi). Dissero alcuni protestanti, che non facile sapere che
cosa sia un'eresia, e che sempre

Inventore o primo un' Eresia (Vedi), ov-

Storia critica delle


siarchi del
sa,
I

vite

degli ere-

primo secolo della Chiesino a manichei, insorto

Venezia 1752.
pi antichi eresiarchi
de'

Manete capo
rono
o

nel terzo secolo, inclusivamente fu-

una temerit

trattare

un uomo da

alcuni

Ebrei

(Vedi), che

ERE
volevano assoggettare
ia
i

ERE
cristiani al-

41
setta,

ne nella sua propria


sia stato

che non
stessi,

legge di Mos, od alcuni paga-

confutato

e contraddetto

ni

mal

convertiti
la

che

volevano
cristiana

in

molti punti da
;

queglino
gli

sottomettere
alle opinioni

dottrina

che avea sedotti

daptempi non videro senza gelosia un popolo che dispregiavano, divenuto senza studio infinitamente pi illuminato di essi sulle questioni pi interessanti
della
filosofia;

anatema
datore
;
i

agli

altri,

dicono ed entrambi aruni


del

poich

filosofi

di que'

rossiscono del

nome

loro

foni

luterani

non seguono
i

sentimenti di Lutero, ne
sti

calvini-

quelli di Calvino.

Nel terzo selib.

colo Tertulliano, nel


script.y descrisse

de

pretegli

il

genere umano, sulla


dell'
le

natura

di

anticipatamente
i

Dio e
tutte

uomo
il

siili'

origine di

eresiarchi di tutti

secoli

ed Eperfet-

cose,

sulla

provvidenza
sulla regola

rasmo ne
tamente
tulliano,
i

fece

un

ritratto

che governa

mondo,

simile. Rigettano, dice


libri

Ter-

dei costumi. Cercarono appropriarsi

della Scrittura che


,

una parte
filosofia,

di

queste ricchezze, per


si

danno loro
gli

fastidio

interpretano

far credere che

dovevano
vangelo.
misteri

alla

altri

alla

loro

foggia,

non

si

anzich al

Una
,

religione rivelata

da Dio, che prosotla curiosit

pone
al

di credere dei
la

fanno scrupolo di cambiare il senso nelle loro versioni. Per acquistare un proselito, gli predicano la
necessit di esaminar tutto, di cer-

tomettere
giogo
passioni

ragione e
fede,

della
colla

vincolare le

care la verit

morale severa del vangelo, questo un doppio sagrif/io penoso alla natura ; non
perci meraviglia, che in

ogni se-

da s stessa ; quando lo hanno acquistato non permettono pi che loro contraddica. Lusingano le donne e g' ignoranti, col far loro credere, che ben
presto
dottori

colo

si

sieno trovati uomini

poco
di a-

sapranno
;

pi

che
e

tutti
la

disposti a farlo, o che

dopo

declamano contro

cor-

verlo fatto, tosto sieno ritornati addietro. I capi dell'eresie

ruzione della Chiesa


i

del clero;

non

fece-

loro discorsi sono vani, arroganpieni di fiele;

ro che portare
so,

nella

religione

lo

ti,

spirito contenzioso,
il

inquieto, gelo-

tro a tutte le passioni

camminano dieumane ec. ec.


gli

quale
di

regn

sempre
Gli

nelle

Gli eresiarchi nello spargere


velenati loro
rit della

av-

scuole

filosofia.

eresiarchi

dommi

contro

la

pu-

pi antichi, e che furono in istato


di

vera fede, presero lo spe-

verificare

fatti

riferiti

nell'e-

cioso titolo di riformatori, con dia-

vangelo, non ne contrastarono


le

mai
a

bolica astuzia dimostrando

ad ogni
eccle-

verit, e sebbene

impegnati

qualit di persone,
siastici

che

gli

screditare la testimonianza degli apostoli,

della Chiesa

romana

vive-

non ne negarono la sincerit. un eresiarca potesse prevela

vano
la

affatto alieni dalle regole del-

primitiva

Chiesa,
e

dere

sorte della

sua
v'

dottrina
di
i

vano Lutero
guisa
gli

Calvino.

come dicePer tal


ti-

non avrebbe coraggio

giammai

eresiarchi

acquistarono

ISe
te

pubblicarla.

Non
dai

un

solo,

credito e

concetto in

modo da

cui sentimenti sieno stati fedelmenseguiti

rare molti altri al loro partito, non


tanto dell'infima plebe,
ra della primaria

suoi proseliti

che

ma
,

ancoillustri

non abbia prodotto guerre

intesti-

nobilt

4*
per
mi,
untali,
il

ERE
e pei vasti
loro domi-

IBI
L'eretico propriamente quegli

re 7e pi

che assai contribu a dilata loro errori. Fede rito i

che, professando
sostiene

il

cristianesimo

con
la

ostinazione

un

erro-

Prussia, ed 11, il Grande, re di anche celebre filosofo, parlando del protestantismo, dice che Io propa-

re contro

fede, tanto se questo

errore tende alla speculazione, quanto se tende alla pratica.


le

g
cipi
stici

in

Germania

l'avidit
i

de' prinecclesia-

per occupare
;

beni

in Inghilterra la passione del

re Enrico Vili per le

donne:

in

Francia

una

canzone,

per ritornello: O vete ammogliarvi. ERETICO (Haerelicus). Seguace o difensore di una opinione
contraria alla credenza della Chiesa cattolica. Sotto epiesto

che aveva frati, frali do-

Tre sono che qualificano un eretico. La prima la professione del cristianesimo, ed in ci l'eretico differisce dal giudeo e dall'idolatra ; non per necessario che un uomo sia battezzato per essere eretico; poich un catecumeno, il quale faccia professione di credere
condizioni
,

nel vangelo, e che negasse ostina-

nome non

che insi comprendono quelli ventarono un errore , e che per propria elezione l'anno abbracciato, ma quelli ancora eh' ebbero la
solo
,

tamente qualche verit di fede, sarebbe eretico davanti Dio, quantunque non lo fosse in faccia alla
Chiesa, in

modo
vi

di esserne punito,

perch non

appartiene

ancora

come non
eretico,

battezzato.

sventura d'esserne fino dall'infanzia

condizione necessaria

di

La seconda per fare un

imbevuti

e perch

nacquero

da

rifiutare di credere

genitori eretici. Eretico,


suet, quegli che

dice Bos-

una

verit rivelata, e decisa dalla


;

ha un' opinione

Chiesa

giacch

la rivelazione,

e la

suo proprio pensiero, e la sua particola r opinione; un cattolico al contrario segue sensua, che segue
il

decisione di essa, assolutamente de-

vono in

ci concorrere.

Non

basta

za esitare

il

sentimento della Chiel'ereticit

sa universale, giacche

l'opposto
resia,

di cattolicit e di orto-

o meglio eperch appunto significa marca di eresia impressa ad una proposizione colla censura della Chiedossia. Dicesi ereticit,

per un articolo di fede che una cosa sia rivelata e contenuta nella parola di Dio, bisogna pure che Ja Chiesa abbia dichiarato che vi compresa, e l'abbia proposta da
credere
lo

come

articolo di fede.

La

terza condizione l'ostinazione, per

Dimostrare poi l'ereticit o eresia di un'opinione, far vedere eh' formalmente contraria ad un
sa.

che la buona fede, la semplicit, V ignoranza la volont di abbandonare l' errore se si conoscesse
,

impediscono che uno


tico. Il

si

chiami eresi

domma
eretici

di

fede deciso e professa-

Bergier, all'articolo Eresia,

to dalla Chiesa cattolica.

Chiamami
con

in proposito ecco

come

esprime:

negativi, quelli che, sebbeeresia

ti

Non pretendiamo
vi

asserire,

che
napo-

ne convinti di

prove
sulla

non
ca

sieno
,

molti

uomini
per
la

incontrastabili, stanno

sempre
avere

nell' eresia

che

negativa, dichiarano di

or-

rore della dottrina di cui sono accusati, e professano di credere le


verit opposte.

sono in una invincibile ignoranza, per conseguenza scusabile innanzi a Dio; ma


loro

cognizione

per confessione

di

tutti

teologi

ERE
sensati questi

ERE
numero
e
degli

43
,

ignoranti non devoquelli

ecclesiastica, nell'irregolarit, nella

no

essere messi nel

perdita de' benefzi

nell'impoGli

eretici.

Quanto a

che difencattiva

tenza di possederne de' nuovi.


eretici
la

dono un'opinione
1

falsa

incorrono pel solo fatto nel-

senza pertinacia, soprattutto se non


I

hanno inventata
,

per

un' audace

presunzione

ma

se l'hanno

avuta

dai loro genitori sedotti,


nel!' errore, e se

e caduti

con diligenza vane sono pronti a correggersi, qualora l'avranno trovata, non si devono met-

scomunica maggiore, non di dima solamente di diritto umano, secondo il parere della maggior parte de' teologi. Questa scomunica fu pronunziata nel
ritto divino,

no

in traccia della verit,

concilio

generale

lateranen.se

IV,

tere tra gli eretici ". Tale il linguaggio dei teologi sulla nozione degli eretici. Passeremo ad accennare, coll'autorit de' medesimi teologi,
gli

Innocenzo III, contro tutti gli eretici, con riserva al Papa, secondo il comune diritto, e secondo gradi della
celebrato
dal Pontefice
i

eresia.

Le prime

leggi fatte dai prigli


il

mi

cristiani

contro

eretici

risa*

le

cose principali
sui

riguardanti

liscono a Costantino,

quale, nel-

eretici,

loro giudicii,

pene,

l'anno 371, proib


le

commercio,
tefici

libri, dispute, e sulle

provvidenze prese dai

sommi Pon-

con un editto assemblee degli eretici, comand che loro templi fossero dati
i

sui seguaci dell'eresia.

alla
Il

Chiesa cattolica,
le

confiscati.
ri-

Essendo l' eresia contraria alla religione ed allo stato, ove non sia

Bergier, all'articolo Eretico,


successive repressioni
fatte

porta
gli

de-

ammessa
culti,

la

libert e tolleranza
delitto

dei

eretici

da

altri

imperatori,

un

ecclesiastico e

e le leggi
scrissero gli

perci
errori

pubblicate
,

pro-

civile insieme.

delitto ecclesiastila dottrina del-

ne arresta-

co perch combatte
turba la
scandalo
della

rono
za

la

ta Chiesa, lo civile

perch dispace de' regni , cagiona

In sostanza
,

propagazione lagrimevole. egli prova ad evideni

che

principii

la

condotta

ec.

Come
il

delitto ecclesia-

della Chiesa cattolica furono costan-

stico la conoscenza spetta al giudice

Chiesa,

quale deve dichiale

rare quali sono

opinioni contrarie

alla dottrina della Chiesa, e punire

con pene canoniche coloro che le sostengono con ostinazione; come


delitto civile la cognizione devo-

luta ai giudici secolari, che

hanno

maggiori o minori poteri


i

secondo
gli
,

temente gli stessi in ogni secolo; cio adoprare le sole istruzioni, e la persuasione per ricondurre gli eretici quando sono pacifici al suo grembo; implorare contro di essi il braccio secolare quando sono feroci, violenti e sediziosi. V. il volume XVIII, pag. 3oi e seg. di questo Dizionario, ove si parla di
alcune crociate contro
gli

luoghi.

eretici e

Le pene
retici
si

decretate contro

e-

gli

scismatici. Il
i

commercio,

ossia-

dividono in

temporali

o
la

no

spirituali.

Le temporali erano
morte
ec.
;

confisca de' beni, 'infamia, l'esilio,


la

prigione, la

le

spi-

matrimoni cogli eretici, sono quantunque validi, ed il illeciti, Papa pu colla suprema sua autorit permetterli, su di che sono
a vedersi
gli

rituali

consistono nella

scomunica,

articoli Dispensa, Di-

nella privazione della giurisdizione

vorzio, e Matrimonio.

Sono

illeciti

ii

ERE
proibiti
di

ERE
Chiesa,
nei

perch
concili

dalla

ritenere libri de' luterani, e di qualsivoglia altri eretici.


il

Calcedonia, di Elvira, di
di

Perci fu egli
la
li-

Sardica, dal terzo

Cartagine, e

di altri. Non sono invalidi, perch non dichiarati nulli, n dal diritto naturale, o divino, n da quello comune. Il matrimonio contratto
fra

primo Papa, che abbia fatta prima generale proibizione de'


bri
eretici
,

poich

prima

di

lui

ninna pontificia legge si trova, la quale generalmente proibisse la lettura di


libri

due
al

cattolici

non

sciolto

simili,

sebbene spesso
libri

quanto quanto
tico.

al

legame, ma solamente letto ed all'abitazione,


de' coniugi
si

ritrovatisi

proibiti

particolari

degli
sie.

eretici,

di

particolari

ere-

quando uno
zi

fa

ere-

V. Indice

de' libri proibiti.

Il concilio Tridentino sentenl'anatema contro quelli, i quali dicono che un tal matrimonio

Le

dispute cogli eretici sui punti

controversi sono permesse, giacche

abbiamo da

s.

Paolo, Acl.

e.

17,
si-

quanto al legame. E sciolto dunque quanto al letto ed all'abitazione soltanto, come pure secondo 1' uso della Chiesa.
sciolto

ad

Tic

e.

1,

che disputava nelle


,

nagoghe cogli ebrei eli' egli vuole che un vescovo sia capace di correggere,
la

di

convincere quelli

E
eretici

proibita

la

lettura

de' libri

quali contraddicono la verit. Nuldi

dal diritto naturale


a' quali

a tutti

pi

comune
quanto
gli

nell'antichit ecle

quelli

questi

libri

sono
il
il

clesiastica,

dispute de' pacui

dannosi, anche allorch avessero

dri contro

eretici,

combat-

permesso di
te,

leggerli,

obbligando

diritto naturale tutti indistintamen-

tevano perpetuamente, tanto a viva voce quanto in iscritto, come lo

e ci per evitare qualunque ocpericolo


di queste

provano
che;
e

le
vi

casione o
trattatisti
le

di

perdersi.

ma

analoghe opere polemisono le debite regole


simili

materie danno
estensione
e
divieto. Sino
ereti-

condizioni, acci
Il

dispute

spiegazioni

sulla

sieno permesse.

Bergier all'articolo

restrizione di siffatto

Controversia, dopo averla definita,


disputa, o in voce o in iscritto sulle
di religione aggiunge Questa sorte di dispute sono inevitabili, perch il cristianesimo sempre ha avuto ed avr dei nemici sono necessarie perch niente si de- ve trascurare per ricondurre nel buon sentiero i traviati. Se distur,
:

dal nascere della Chiesa gli


ci

non

si

sono contentati
per disseminare

di
i

comlor er-

materie

por
rori,

libri

ne hanno anche inventato, e


il

composto sotto
sonaggi
i

nome

dei

per-

pi venerabili
di

dell'antiIl

co e del nuovo Testamento.


vaes nella vita dice,

No-

Alessandro
Pontefice
delle
libri

VI
con-

che

questo

verso

bano
con

la

pace

bisogna

prendersela
i

l'anno
tro la
ci.
9

i5oo fece stampa de'

leggi

degli

ereti-

V. il Zaccaria, citila proibizione de libri. Giulio III, a' 22 aprile i55o, con apostolica costituzione,
le
le

rivoc a tutte
g' inquisitori,

persone, eccettuali
facolt che potes-

primi ne sono autori, e spiegano bandiera contro la dottrina della Chiesa. Perch producano buoni efftti, mestieri che da una parte e dall' altra non solo sieno libere, ma sempre tenute
quelli

che

sero
suoi

avere

ottenute
,

da' Pontefici

predecessori

per

leggere

limiti dell' onest e della dentro moderazione". Fra i controversisti nomineremo a cagion di onore, il
i

ERE
ven. Cardinale Bellarmino gesuita,
il quale essendo stato mandato da Gregorio XIII a predicare in lin-

ERE
e poi confermato
ceno.
dal

4>
concilio Pi-

San Stefano I insist sulla massima di nulla doversi alterare


l'antica tradizione dalla

latina, contro gli errori del luteranismo nelle Fiandre, vi andarono ad ascoltarlo i pi dotti

gua

quale contornati
alla

stava

che

gli

eretici

Chiesa, dovevano
si

soltanto purgardelle

protestanti, d'Inghilterra e dell'O-

colla

imposizione

mani, e
medesi-

landa. Quindi

il

Papa

lo

destin

non

gi col secondo battesimo; co-

ad insegnare
i

le

controversie contro

protestanti, nel collegio


lui

Romano
in
in
le

me ma
era

ancora constava dalla


tradizione, che
il

battesimo
fosse

am-

da

fondato:

quivi
ci

lavor

ministrato colle parole evangeliche


valido

que' trattati, che

rimangono

bench

ammini-

questa importante materia. Fra

strato dagli eretici

opere di lui, le sue Controversie, stampate pi volte in quattro tomi, saranno sempre un eterno testimonio della sua vasta dottrina,
e del suo

o dagli scismatici, e costantemente il Pontefice protest che il battesimo conferito


debita

colla

forma dagli
che
questa

eretici

non dovevasi
ri

reiterare. Molti auto-

impegno per

la

difesa

sostengono,

controe

dell'autorit pontificia, essendo quest'

versia

non

fosse

dagli

orientali

opera l'ampio arsenale, donde


loro

dagli africani

riputata cosa apparcattolico,

le

dopo di lui hanno cavato armi contro gli eretici, ai quali niuno fu mai tanto formidabile fra tutti i contro versisti. Vanno pur lodali, s. Francesco di Sateologi

tenente al
lo

domma

ma

sola

da

essi

creduta

riguardare
.

semplice disciplina.
Esercii.

il

Marchetti,
il

Ciprianiche circa

batte-

les vescovo di Ginevra, che nelle sue prediche convert settantamila

eretici

il

gran

Bossuet
i

Piccole

simo degli eretici. Papa s. Caio del 283, determin, che nessun pagano od eretico potesse accusare i cattolici. Nel concilio lateranense,
celebrato
1'

Pelisson, Papin,

fratelli

Wallem-

anno 3 1 3 dal Papa


il

s.

per non dire di altri, il dottissimo Cardinal Gotti domenicano, ed il celebre Cardinal Gerdil
e,

bourg,

Melchiade, venne condannato


scovo
africano
i

ve-

Donato,

capo

dei

donatisti,

quali negavano la validagli ere-

barnabita.

dit del battesimo dato


tici.

Intorno poi alle principali provvidenze prese dai sommi Pontefici

Il

p.

Chardon, nel

t.

I,

capitolo

sugli
I

eretici,

abbiamo, che san


nell'anno

V della

Storia de' Sa grani enti, tratta

Pio

Papa,

eletto
gli

i58,

ordin che
tolica,
zati.

eretici

venuti dalla
religione cat-

eresia de'giudei alla


vi

fossero ricevuti, e battez-

che non fu mai creduto doversi replicare la Confermazione una volta ricevuta dalla Chiesa, e che dagli avvenimenti si esamina , se siasi
creduto
il

Vi fu una gran controversia


il

medesimo

circa quella data

tra

Pontefice

s.

Stefano
di

1,

s. il

dagli eretici, con le diverse discipli-

Cipriano

vescovo

Cartagine,

quale co' vescovi africani,


battesimo

e dell'oil

riente sosteneva doversi ripetere

ne su questo grave punto, intorno a che pu vedersi l'articolo Confermazione (Vedi). Il medesimo

dato

dagli

eretici,

ci

Chardon

riporta
si

la

benedizione

che da quel Papa venne proibito,

sopra quelli che

convertono dal-

46
l'eresia,

ERE
e
la

ERE
cui la
eretici
lius,

maniera con Chiesa riceveva prima gli

presso
I,

il

Bull.

Rom.

t.

IV,
tut-

par.
ti

pag.
i

2G7, ordin che


quali
i

convertiti

colla imposizione delle mani, accompagnata dalla invoca-

quelli,

dentro tre

mesi

abiurassero
te
le

loro errori, eccettua-

zione dello
nella

Spirito

santo,

giacch

persone dipendenti dalle in-

maggior parte delle chiese orientali ed occidentali si faceva


,

quisizioni di

Spagna e Portogallo,

col crisma a quelli che ritornavano dall' eresia al cattolicismo. Valfridio Strabone, il quale fior

l'unzione

con privata penitenza fossero dagli inquisitori riconciliati, e che gl'impenitenti


si

costringessero colle pealla Chie-

ne ordinarie, a soggettarsi
sa cattolica.

nel

nono
si

secolo, afferma,

che
gli

al

Nel pontificato poi di


calvinista-ugonotto,

suo tempo, e prima ancora,


retici

e-

Clemente VIII, vedendo Enrico IV


re di

riconciliavano col

crisma,

Na varr,
gli

colla

imposizione
il

Conchiude
alla

mani. Chardon, che nel pi


delle
si

che non

delle chiese gli eretici


cattolica

ricevevano

sarebbe riuscito di ascendere pacificamente al trono di Francia, se persisteva nella sua setta,

con que'medesimi riti con cui si dava il sagrameli to della Confermazione, e ci forse non per confermarli di nuovo, ma solamente per impetrar lounit

domand

a'suoi

ugonotti,

se

poteva salvarsi

nella religione

ro-

mana, ed

essendogli stato risposto


:

affermativamente, disse

sar dun-

ro

la

grazia dello Spirito santo per

unirli
al
si

interiormente ed

utilmente

corpo della Chiesa. Col ripetertale unzione la Chiesa non intendeva reiterare il sagramento
usava il termine di o segnatilo, e quando ammetteva gli eretici alla sua comunione adoperava il termine consiquesta

que meglio eli io vada in cielo re di Francia che re soltanto di Navarra. Cominci quindi ad istruirsi ne' nostri dommi, ed ai5 luglio i5o,3 abiur pubblicamente in Pa

rigi

nella

chiesa di

s.

Dionisio

il

della Confermazione, perch in conferire

calvinismo, profess
lica,

la

fede catto-

e ricevette dall'arcivescovo di
l'assoluzione

segno

Bourges

dalle

scomuche

niche incorse

per

l'eresia, lo

gliare.

Con questa

diversit di opi-

convalid con bolla Clemente Vili, presso il Bull. Divinae gratiae


_,

nioni manifestava la Chiesa le


differenti intenzioni.

sue

Rom.

t.

V,

part.

Il,

p.

127, dopo

Vittore
cilio

III,

del 1086, in

un con"vie-

celebrato

Benevento,

aver dichiarata nulla quella dell'arcivescovo, perch data senza la autorit della santa Sede. In questo tempo Gondislavo Ponze, spagnuolo di gran dottrina, pubblic Roma un Commentario, nel in quale pretendeva di provare che

t con pena di scomunica, di rice-

vere dagli
visato

eretici

sagramenti delIII,

la penitenza,
il

e dell'Eucaristia. Av-

Pontefice Giulio
tutte

che

molte
zioni,
la

persone di

le

condi-

cadute

in eresia

differivano

loro conversione a motivo della pubblica penitenza, cui secondo le


ecclesiastiche

Papa non poteva dispensare un ricaduto nell'eresia per poter essere eletto re, al quale sentimento egregiamente il francese rispose
il

leggi

dovevano subire

Arnoldo Ossat, poi Cardinale, con


un'opera, che allora per non ven-

con pregiudizio della loro riputazione, mediante la costituzione II-

ne stampata.

ERE
Sapendo Clemente XII, che molti eretici di Germania per tempoiali interessi non abiuravano gli errori, pubblic una bolla, nella quale concesse ad essi il pacifico
possesso de' beni ecclesiastici che godevano, i frutti de'quali servivano al mantenimento delle loro famiglie,
tolica

ERE
e

4eli

da

ogni

parte

frequente
verit

si

odono confortanti e stupende conversioni dall' eresia


la
r.lle

dei-

Chiesa

apostolica

romana;

il

predominante puseismo d'Jnghilterra, ravvicina di molto gli animi


alle sante pratiche religiose della

vera

Chiesa.

purch
facessero

alla

religione cat.

mo

Laonde a gran per un'era nuova


annali del
il

passi procedia-

e tutta gloriosa
cattolico,

ritorno

Questa

pegli

mondo
Padre

paterna provvidenza trasse alla vera fede un gran numero di eretici.

qualora
gere
le

divin

de' lumi e

delle misericordie continui a spai-

Volendo poscia nel ij35


dei Palatinato,

leva-

sue

celesti

benedizioni

sui

re l'ostacolo per cui alcuni luterui

membri che vivono disgraziatamente

e del ducato di
al

separati dal centro e dall'unit,

Neoburgo, non tornavano

giemper
ti-

fuori della quale

non avvi salvezza.

lo

bo della Chiesa more di perdere


siastici

cattolica,
i

Florido
frica,

altres

stato attuale

benefizi

eccle-

delle missioni in

dai

loro maggiori usurpati,

Asia, AAmerica ed Oceania, dove i


di

Europa,

Clemente XII concesse loro, come avea pur fatto coi sassoni, la facolta di poterli
pri, acci

veri

discepoli

Ges
e

Cristo,

in

virt della
ai

missione
in

data

da
ai

esso
di
Io-

godere come pr-

suoi

apostoli,

trasmessa
sino

in
ie

non temessero di cadere miseria. Qui noteremo, che tra

generazione ro
stri

generazione

legittimi succesori

ai

no-

legr' imperiali sopraccennate, ev-

tempi, non cessino di obbedire

quella riportata dal Bernini, Storia delle eresie, sec. VI. cap. IV, cio di Giustiniano I, il quale orvi

alla
le

voce

divina;

essendo

intente

numerose missioni a confermare nella fede i cattolici, a promovere


e

din che
ci,

cattolica

figli

di

ereti-

predicare

la

dottrina

di

Ges

potessero ereditare, e
alimenti,
da' padri

domandare
figli

gli
ci

non per
cattolici.

ereti-

anche dov' ignoto il nome cristiano, e ad illuminare gli sciCristo,

Delle

prodi-

smatici e gli
de'loro errori.

eretici

sulle

tenebre
missioni

giose e repentine conversioni degli


eretici,

Le

nostre

tratta

il

Bernini,
dell'

il

quale

sono perci un'opera veramente del


tutto cattolica ed apostolica, sia
ri-

fa

pur

menzione

Ospizio dei

Convertendi (Vedi), eretto in Roma nella citt Leonina, nel pontificato di


liei

guardo

al principio
al

ed
e

ai

mezzi, sia
oggetto,

riguardo

modo

all'

Clemente X,

pegli

ere-

gi incomincia, Giovenale Ancina e Mariano Soccino prete dell'Oratorio, e poi compito coi generosi aiuti dei Cardinali Rasponi, Nini e Gastaldi, e
to

convertendi

da

Opportuno ed analogo a questo argomento, ci sembra il far qui menzione dell' applaudita dissertazione del Cardinal Bartolomeo Pac-

tuttora fiorente.

decano e principal decoro dei Collegio, e da lui stesso con forza ed eloquenza recitata nella
ca,

sagro

In

questo
la

maraviglioso

secolo
lo

sala

emiuentemente predomina
l'ito

spi-

massima dell' universit Romana, per la solenne apertura della

tendenza

al

cattolicismo,

celebre e benemerita accademia

43
di

ERE
Religione cattolica,
egli
a'

ERE
27 aprile
e del marchese di

Pombal

peroc-

i843. Tolse

a subbietto della

dissertazione appunto la esposizione dello stato attuale della Chiesa,

paesi di

e delle credenze religiose nei vari Europa, con quella piena


storica

cognizione
gli

delle cose,

che

ch costoro, alleandosi coi filosofanti e sofisti della Francia, e seguitando le teorie dei giansenisti guastarono il pubblico insegnamenpeto, e l'adito aprirono a libri ristiferi d'ogni maniera. Ancora

danno una luminosa e lunga spcrienza degli affari, come delle


persone, l'erudizione e la
di cui

guard
del

l'

Inghilterra, e

si

rallegr

numero

crescente

delle chiese,

dottrina

de' fedeli, delle regolari


zioni,

congrega-

eminentemente adorno. Incominciando dalla Germania, disse, che sebbene abbia a deplorarsi la
perdita de' principati, delle badie e
delle cospicue rendite fatta dal cle-

a fronte del vivo

impegno e

delle forti opposizioni dell'anglica-

no protestantismo. Per ultimo anim g' italiani a tenersi sempre


pi
stretti

alla cattedra

di

Pietro,

ro nei secoli XVIII e


le

XIX
v'

in quel-

e a guardarsi da coloro

contrade, tuttavia

era oggi

un
coi

rebbero
si

allontanare

che vorquesto nodo

motivo
dal

di consolazione nel rilevare

soavissimo di unit religiosa,

come
dal

confronto
il

di

quei

secoli

guardarono

padri

nostri

tempi nostri

risvegliamento dello

spirito ecclesiastico,

ed

il

riacceso

contagio calvinista e luterano. Tal mirabile discorso fu subito reso di


pubblica ragione colle stampe di

zelo in quel clero ed


stori.

in quei pale

Do-

Dipoi, analizzando

varia-

zioni infinite del protestantismo, in-

dic

suoi languori,

prevedendone

menico Ercole in Velletri, bramandosene da tutti avidamente la lettura. Alcune cose interessanti e risguardanti
gli
eretici,
si

lo sfacimento. Dalla

Germania

tra-

leggono

al-

passando

alla

Francia vi ritrov
alil

la categoria

haeresis, et haercticos,

cagioni diverse, altre di gioia,


tre di dolore.

nella Nolitia del p. Plettemberg del-

Sono queste

deismo,

che debellato imbaldanzisce ancora, le associazioni

del Fourier, del

compagnia di Ges. Gli errori, le costumanze nefande attribuite calunniosamente ai cristiani dagli ela
retici,
fini
ri,
ti
si
i

Saint-Simon, del Chtel, i mille romanzi che guastano ne' giovanili


intelletti

quali pi volte per pravi


gli

alterarono

atti

dei marti-

ogni idea di moralit


l'

so-

no quelle
nacque e
l'

istituto

della

propaga-

leggono nel p. Ruinart, Alsnceri dei primi martiri della


gli eretici fos-

zione della fede, che da Lione, ove


si

Chiesa cattolica. Che

valido,

promuove con
i

ogni ragione di aiuti


evangelio
del
;

trionfi del-

sero cagione di molte e gravi dissensioni sino dal principio della


Chiesa, e che
lici

sono
e

la

dottrina e lo

zelo

clero

dell'

episcopato

zelassero

mai sempre i cattocon grandissima attenalla

con intimo nodo alla cattedra della verit, combattono i nuovi e i rinnovati errori. Poscia che
stretti

zione

di

ri condurli

vera

fe-

invit

piangere

su

le

note vi-

cende della chiesa spagnuola e portoghese, riferendo l'origine di tanto

ne tratta il p. Mamachi, Dei 3 costumi de cristiani. Della forinola che usano i romani Pontefici scrivendo agli eretici, e della benedizione

de

apostolica, che alcuni

di

loro

non
,

male

alle

iufluenze dell' Arancia

dubitarono

dare

ai

medesimi

si

ERE
V, pag. 65 e 6G del Dizionario. Finalmente noteremo, che non si usa pi di ricevere gli eretici con una specie

ERF
ateniesi
,

49
secondo
al

pu vedere nel

voi.

avanti di Troja,

Strabone, e posteriormente,
di

dire

di

confermazione, di
di

cui

parlam-

mo

errori,

Abiurano i loro s'impone loro una penitensopra


.

Erodoto. Port prima i nomi di Melaneis e di Arobia; fu per lungo tempo considerabile^ ed era in uno stat florido sotto il regno di Dario figlio di Itaspe. Allorch
i

za salutare, e poi
la

si

assolvono dal-

Persiani portarono la guerra nella


fu questa citt
Si
riedific
,

scomunica

in

forma Ecclesiae
( Ery-

Grecia,
strutta.

da

essi

di-

consueta.

ben

presto, dial

ERETRA
threa).

ERITREA

venne

ricchissima

e susssteva

Citt vescovile della diocesi

d'Asia,

e nell'esarcato

del suo no-

tempo di Strabone. Menedeo bili una scuola di filosofia, i


scepoli

vi sta-

cui di-

me
in

una delle dodici della Jonia, una penisola con un porto, sot;

toposta alla

metropoli d'Efeso, ed
secolo,
Ritr.
il
,

eietta nel quinto

anche Passaggio, e
Strabone,
celebre

chiamata Secondo
alla

chiamaronsi Eretri. Al presente non resta che la memoria e la persuasione che esistesse in un suolo chiamato dai greci moderni Gravalinais. Al presente Eretria e
Vatia, Eretrian., un titolo vesco*
vile

diede essa
Eritrea

nome
ovvero

sibilla

vi

ut

partibus , sotto

la

metrodi Cal-

ebbe i natali. Questa citt fu eretta da Neleo, figlio di Codro. Pausania pretende che avesse per fondatore Eritreo
to,

poli

egualmente in partibus
Negroponte.
,

cide, ossia

Il

regnali*

te

Pontefice

figlio

di

Radaman-

partibus ,

ne fece vescovo in monsignor Andrea Scott>


vicario

condusse una colonia ; ina Cnopo essendo quivi giunto con

che

vi

ed

insieme

apostolico

del

distretto

occidentale di

Scozia, vi,

una quantit di jonii, la ingrand, la popol sempre pi. Aveva un tempio di Ercole, e due porti, uno chiamato Casytes, l'altro Eritreo. Si
vescovi, che
vi

cariato

che tuttora funge

go-

verna.

ERFORT, ERFURT
Citt Vescovile negli
ni,

(Erfordia).
Prussia*-

stati

cio Eutichio , Draconzio, Teotisto, Eustazio, e Arsaflo. Oriens Christ. t. I, p. 727. Eritrea o Colira, Aerftren., al presente un vescovato titolare in partibus infidelium, sotto il patriar-

conoscono cinque ebbero residenza

provincia di Sass, capoluogo di

reggenza e di circondario, gi capitale della Turingia, e Gotha, altre volte


fra

Weimar

cato pure in partibus di Costantinopoli.

chiamata Bicungium o Bicorgium. Questa citt viene da alcuni posta nella Misnia. Dicesi inoltre, che Meroveo re di Francia desse ad Erfort il suo nome, e perci venne anche chia-

ERETRIA.
Eubea,
distante
sulla

Citt
riva

vescovile

di

del mare^ poco

mata Merigisburgo. E cinta di mura e fosse, non che difesa da una


cittadella

da Calcide o Negroponte,

chiamata Petersberg
e

e-

in faccia alla foce deVAsopus, che

retta sopra la collina che


la
citt,

domina

continente formava in questo luogo i limiti della Beozia, e quelsul


li

dal forte Cyriaksburg.


assai

La

citt

estesa,

ma una

dell'Attica.

Si

congettura essere
eretta

parte del luogo che occupa composta di


soli

stata

questa citt

da alcuui

giardini, oltre sei sob-

VOt. XXII,

5o
l)orglii.

ERF
Rinchiude qualche hel
fra le chiese

ERF
cdi-

sero sotto la protezione dei


di Sassonia.
Il

duchi

fzio,

cattoliche

re

di

Svezia

Gu-

degna

di osservazione l'antica cat-

stavo se ne impadron, quindi nel

tedrale.

Vi sono

utili

stabilimenti,

come un monistero orfanotrofi, ec. Uno


era convento, ed
fatto
la

di orsoline, di questi

due prima
avea

1648, pel trattato di Osnabrulv, ritorn sotto il dominio degli arcivescovi di

ivi

Lutero

Magonza. Gli abitanti non volendo obbedire, furono dall'

sua

professione religiosa.

imperatore

posti

al

cos
il

detto
re
di

Avvi pure un'accademia di scienze ed arti, una biblioteca, un museo,

bando dell'impero;

ed

un gabinetto
condo
altri

di storia naturale, ec.

Francia mand truppe all' arcivescovo di Magonza, che nel 1664


lo fecero la

L'universit di Erfort fondata, sealcuni, nel


i

padrone

della

cittadella,

i3(>2, e secondo

quale fu per

lui

governata

nel

392, fu riunita a quella

un governatore,
lo,

ossia

da Vce-Domicapito-

di

Halle
stato

nel

1816:

il

fondatore

nus, che sceglieva dal suo

era

Corrado Winsperg, ottantesimo arcivescovo di Magonza.


L'origine di questa citt risale al
il

ed al quale
di

il

popolo prestava

giuramento

fedelt.

Appartenne
titolo

poscia alla Prussia

d' inalla

quinto secolo, e prese


vicinanze,

nome

che

dennizzazione, indi fu

ceduta

porta dal castello situato nelle sue


il

signore del quale adi

Francia nel trattato di Tilsit. Successivamente venne riunita alla Sassonia


;

veva
s.

un

diritto

castello alla citt,

pedaggio dal che al tempo di


considerabile.

ma dopo
,

la

battaglia di Je-

na, la citt cadde


francesi

nel

potere
di

dei

Bonifacio era

gi

con

un parco

cento

L'imperatore Lodovico II, nell'852, provinciali ; ed vi tenne i comizi Enrico I, e Ridolfo I vi adunaro-

venti pezzi d'artiglieria. Nel

quivi ebbe luogo

1808 una memorabile

conferenza fra l'imperatore di Russia

no una
vi

dieta

imperiale.

La

citt

fu anticamente alleata coi margrae landgravi di Misnia, Assia e Turingia, cogli arcivescovi di Mag-

e quello di Francia ; e nel , 181 3 questa piazza protesse forteritirata


la

cese

mente la dopo

dell'armata fran-

battaglia di Lipsia.

deburgo, coi duchi di Sassonia , e con altre case sovrane. Bench non
sia
te,

La

sede

vescovile

venne eretta
s.
,

in Erfort, verso l'anno 742, da

mai
e

stata citt

libera

immediatamendell'impero, .ci non


vari
di-

Bonifacio apostolo
lo

dell'

Alemagna
s.

che approv
S.
il

ostante fu in possesso di
ritti

caria.

signorili e privilegi.

tensioni, che l'elettore di

Le preMagonza

scovo
il

ZacBonifacio vi pose per vebeato A delardo, che ne fu


il

Pontefice

primo

e l'ultimo vescovo, dappoiegli,

ebbe sopra questa citt , sino dai tempi dell'imperatore Ottone, il


quale
donolla
agli
la

ch essendo
di
Frisia,
il

insieme a

s.

Bo-

nifacio, stato ucciso nelle

missioni

arcivescovi

di

vescovato di Erfort fu
di

Magonza, dopo

morte

di

Bur-

unito

quello

Magonza.

La
in

cardo signore di Turingia, furono


soggette a molte controversie.

chiesa collegiale principale dedi-

Do-

cata alla beata Vergine.


Erfort, e nella

Prima

po che Erfort abbracci


nismo,
gli

il

lutera-

sua

diocesi

eranvi
Siccolonta-

arcivescovi perdettero la
i

loro autorit, ed

borghesi

si

po-

me

alcune abbazie e monisleri. questa citt era troppo

ERF
na dalla sua metropolitana, gli arcivescovi di Magonza avevano l'usanza di nominare
Il

ERG
terzo

Si
in

ebbe luogo nel 1074


arcivescovo
gli

ottobre.

Sigifredo

di

un

suffraganeo

Magonza
clesiastici

volle assoggettare
ai decreti

ec-

che risiedeva e faceva le funzioni episcopali in Erfort , e nei paesi


vicini
di Assia,

del concilio rola

mano

dello stesso
la

anno contro

Turingia, Eichsfeld

simonia, e
rici; gli

incontinenza de' chie-

e Sassonia.

giare,

Concili d Erfort.

costrinse a non pi indued a rinunziare o al matrimonio, od al servigio degli altari.


I

chierici allegarono molti pretesti

primo fu celebrato Tanno 932 primo di giugno, sotto Enil d rico I re di Germania. Vi si feIl

per eludere le provvidenze dell'arci vescovo^ che sarebbe stato ucciso, se


i

suoi vassalli
i

non

avessero

cero dai vescovi cinque canoni. Con essi venne vietato di patrocinar le

quietato
sto
la

pi furibondi.

In

concilio volle

reprimersi

queanco

cause ne' giorni di domenica, nelle ed feste, e ne' giorni di digiuno;


ai

simonia. Diz. de' Concili.


Il

quarto

si

giudici fu imposto di

non

rice-

Fu
le
lin,

presieduto

adun nel 11 49dall'arcivescovo di


vi

vere citazioni di
la

alcuno

avanti di

Magonza, Enrico, che


e
il

termin
di

loro, nelle settimane che


festa

precedono
di
s.

vertenze tra l'abbate

Burgi-

di

Natale, e quella

conte Piron eh' erasi im-

Gio. Battista, ne dalla quinquagesima fino all'ottava dopo Pasqua.

padronito di alcuni
Jjazia.

beni

dell'

ab-

Venne

inoltre deciso che l'in-

Venne ordinata
le

la

celebrazione delapostoli, e di

cestuoso conte d'Hildensheim


di aver verrebbe

non
gli

feste

dei

dodici

potesse contrarre matrimonio prima


fatto
la

digiunar

le vigilie, che sino allora erano state osservale. Si viet di

penitenza che

imposta.

Venne

inoltre
il

presentar

libelli,

di

citare
alla

in

giu-

citato l'abbate di Harevelde,


le

qua-

dizio quelli che

vanno

chiesa,
distorli

senza consultare l'arcivescovo di

o che
te

vi sono, affine di

non

dalle preghiere, e d' imporsi da per

digiuni, che alcuni facevano pi

Magonza, aveva accettato l'abbazia di Fulda. Mabillon, Annal. s. Bened. tom. VI, pag. 466 ; Mansi
Suppl.
Il
t.

per
Pagi,
cili.

superstizione,

che

per piet.

II,

col.

47 2

ad hwic annum;

Diz. de Con-

no

quinto concilio si tenne l'an1^35. Si ordin che venissero


officio
col.

11

a'
to.

secondo fu tenuto l'anno 1078, io marzo, non per riconosciu-

celebrate tutte le feste, le quali a-

vevano un
Suppl.
t.

proprio.

Mansi,

Vi

si

divisero le decime di

TuMaHer-

II,

ringia tra Enrico


ni, e

IV

re de'

romaerano

ERFORT.
(Ergastulum).

919. F. Herford.

Sigifredo arcivescovo di
le

ERGASTOLO oERGASTULO
tenevano
Prigione in cui si anticamente gli schiavi incatenati a lavorare. Oggi si prende per carcere ristrettissimo. Bion-

gonza, di cui

principali

delle abbazie di
feld.

Fulda e

di

A nnal.
l'anno

Diz. de' Concili. Il Mabillon, s. Bened. t. V, p. 72, al-

1075, lo dice celebrato nel 1074, ed accennato come di Magonza, se pure non il seguente.

do da Forl,
fante
_,

nella sua

Berna

trion-

png.

161, parlando
dell'antica

delle

diverse carceri

Roma,

5i
ove
farvi
si

ERI
un luogo,
condannavano
i

ERI
L'atto di sua canonizzazione
asse-

dice che l'Ergastolo era

colpevoli a

gna

la di

lui

festa

ai

16 marzo.

no

qualche lavoro, come solevagladiatori, e quei che i segavano i marmi. Il Macri , alla voce Ergasterium, racconta che fu usata per significare il mouistero un luogo di lavoro, il pubblico
essere

ERICO di Svezia (s.). Sino dalla sua prima et incominci Erico a


fornire la
scienze, e

mente

collo studio delle

tributo

della citt,

pagavano le officine ed anche il postribolo. y. Carcere, e Lipsio, de Ergastuche


II,

adornare il cuore di ogni cristiana virt. Divenuto adulto, si un in sacro nodo con Cristina figlia d' Ingone IV, re di Svezia. Morto che fu Smerchero II, convocati gli stati, scelsero gli svedesi

lis t

i5.

Nello stato Pontifcio,

Erico per loro

re,

lo collocaroegli

ed in Corneto, avvi il carcere pei chierici colpevoli , che appunto si chiama Ergastolo. Di esso parlammo al voi. IX, pag. 263, ed al voi. XVII, pag. \hi del Dizionario; ma colla qualifica di Pia casa di penitenza. Gio. Giorg. Simon scrisse de Ergasteria disciplinaria, Jenae 1678. ERIBERTO (s.). Trasse i natali da un'illustre famiglia della Germania, e compi i suoi studi nel monistero di Gorze in Lorena. Tornato a Worms sua patria, divenne prevosto di quella chiesa, e
di poi
cancelliere
III.

no

sul trono.

Govern

da sagstesso

gio re, vegliando

sopra

se

coll'assidua preghiera, coll'austerit

del digiuno, e adoperandosi


i

verso

suoi

popoli

affinch

esattamenla giustizia,

te

amministrata fosse

sbandita la prepotenza, e tolto il mal costume. Di spesso si recava


al letto degli infermi, e
li

solleva-

va, se poveri, con larghe limosine.

Fabbric molte
r
la

chiese, e

leggi represse gli abusi,

con savie ed assicu-

pubblica tranquillit ne' suoi

stati.

Bench

d' indole pacifica,

non

dell'

imperatore

Ottone

Fu

chiamato in seguisi

to a reggere la chiesa arcivescovile di Colonia. Egli

rec

a RoII,

ma

a ricevere

il

sacro pallio dalle

mani
crato

del Pontefice Silvestro


ivi

partito per Colonia, fu


il

conse-

24 dicembre 999. Con


eh'

prender l' armi ; ma noi fece mai per capriccio, n solo per voglia d' ingrandimento per difesa de' suoi popoli. Assoggettata la Finlandia, perch questa era in preda al paganesimo, diede il vangelo l' incarico di predicarvi a s. Enrico vescovo di Upsal , e fece anche innalzare un gran nupot sottrarsi di
,

quella sollecitudine,
to
chiesa
i

propria
e la sua

dei pi santi pastori, resse Eriberla

affidatagli

carit verso
t, gli

poveri, la sua umil-

ed

suo fervore nella preghiera, attiravano di continuo l'ammiil

del re di Danimarca, il quale vagheggiava per mire ambiziose la corona di Svezia, aizzato da alcuni svedesi ostinati nel paganesimo, cospir contro
i

mero di chiese. Magno, figlio

razione e venerazione dei suoi diocesani. Finalmente,


visita

giorni del santo re Erico, e rag-

occupato nella pastorale, fu colto da grave


e

giuntolo nel
sione,

momento che

usciva

dalla chiesa, nel giorno dell'Ascen-

malore,

dovette

fermarsi nella

dopo aver udita


si

la messa,

piccola citt di Duitz, ove placida-

congiurati
lui,

slanciarono contro di

mente mor

li

16

marzo 1022.

lo rovesciarono

da

cavallo,

ed

ERI
modi, gli mozzaroil capo in odio deila religione. Il suo martirio accadde il giorno 18 maggio dell'anno 1 1 5 1 Il suo corpo si conserva
offeso in mille

ERI
to soffrivano

53

l'arciduca Carlo esponendogli quan-

no per ultimo

monaci dagli ottoi mani; e Daniele, che viveva nel 1720. Al presente Erisso, Aranthen.j
tibus }
tefice,

un

titolo vescovile
il

ira

par-

tuttora

incorrotto

nella

chiesa di

che conferisce
sotto
ira

sommo PonegualTessalonica.

Upsal,

e molti miracoli

furono o-

l'arcivescovato

tomba. La festa di lui assegnata ai 18 maggio. ER1MANNO, Cardinale. Non ci e chiaro a qual titolo e diaconia,
perati alla sua

mente

partibus di
,

ERISSO
vescovile

seu

Hierissus.

Sede

della

seconda

provincia

dell' isola delle

Cicladi, nell'esarca-

O ordine cardinalizio, Erimanno apperch il suo nome trovasi scritto semplicemente in una bolla spedita in Cremona da Urpartenesse
,

to d' Asia

eretta nel

nono secolo
fatta
suffra-

secondo Commanville, Hist. de tous


les arch.
et vq. 9

bano

II

nel
di

1095, a
s.

favore
la

dei

monistero
fu anche
di

Egidio,
nel

quale

confermata
(

concilio

Piacenza.

ERINDELA
to di

Aeryndelen.). Sela

de episcopale d'Asia, nel patriarca-

ganea della metropoli di Mitilene. ERITREA. V. Eretrea. ERIVAN, IREWAN, o REVAN (Revanum). Citt arcivescovile della Persia, gi capitale della grande Armenia, nel patriarcato di Ezmiazin capo luogo di provincia, e di
,

Gerusalemme, sotto

me-

distretto,

sulla

riva

sinistra

del

tropoli di Tarso.

Con

tal qualifica,

e con quella di titolo vescovile ira partibus> la santa Sede conferisce

questa dignit.
piscopatuurn.

V. Mireo, Not. ETripoli. Sede epiti-

composta di circa due mila case sparse in mezzo a campi fertili e deliziosi giardini, ed difesa da una fortezza, situata sopra
Zenghi.
roccia che s'innalza perpendicolarmente a cento tese al di sopra del livello del Zenghi, protetta dal lato opposto da una larga fossa, a secco, su cui si gettarono dei ponti amovibili. Questa fortezza ha un doppio recinto di terra , fiancheggiato da torri, e rinchiude il palazzo del governatore, edifizio solido ed elegante, una bella moschea, una fonderia di cannoni, delle caserme ec. Gli abitanti, per la maggior parte armeni, fanno

una

ERIOPOLI. V.
tolo vescovile
ira

scopale della Fenicia marittima, e

partibus infidelium.
Hierissus.

ERISSO

seu

Citt

vescovile della provincia di

Mace-

donia nella diocesi dell' Illiria orientale, sotto la metropoli di Tessalonica, ed eretta nel nono secolo, al dire di Commanville, il quale
inoltre aggiunge

che divenisse poi

Era situata monte Athos, e fu pur chiamata Agios Oros 3 Monte Santo, ed Apollonia. Si disse Monte
arcivescovato onorario.
del
a' piedi

un commercio
si

considerabile coi rus-

ed

turchi.

Conta

circa

dieci

gran numero di monaci, i quali vi dimoravano, tutti governati dal vescovo. h'Oriens
santo, o sagro, dal
II, p. 100, registra tre Davide del 1 564 ; Eugepio suo successore, che scrisse alt.

mila abitanti.

Christ.j

vescovi.

Erivan, secondo l'opinione degli armeni, il luogo in cui ritirossi No, dopo essere disceso dal monte Ararat, ove arrestossi l'arca.
L'istoria de' turchi fa provenire la

54
paiola

ERI
Erivan
da

ERK
un
verbo are'

lazzo di Tiridate: altri


riscono, che
fosse
il

per asse-

meno che

significa

vedere,

dice

palazzo di Tiridate

che si diede un tal nome alla citt, perch il suo territorio fu il primo scoperto da No, appunto quan.

in

Valarsciabat; cui forse alsia

cuni chiamarono Artaxata, ed altri,

che Erivan
di

subentrata alla
cosi

do
che

scese dall' Ararat.


la

Altri dicono,

detta citt re

Valarsciabat,
fu

parola Erigati significa apMasis,

chiamata perch

edificata dal

parizione, perch a chi discende dal

armeno

Valars.

dodici leghe
vi

monte

il

quale nella Scritpaese di

dalla parte dell'oriente

era

la

tura detto Ararat, apparisce soltanto la pianura, ed


rivan
;

il

E-

ed ancora perch quivi apil

parve, dopo
l'arca di

No.

Non

tremendo diluvio vi apparenza


sia

famosa montagna volgarmente detta di Ararat, e che i turchi chiamano Agridg, cio montagna alta, e gli armeni ed i persiani, Macis.

Erivan
ville

che

questa

citt

stata eretta

pel

registrato da Commanprimo arcivescovato della


il

prima
ge

della conquista

degli
vi
si

arabi
scor-

sede patriarcale di Ezmiazin,


arcivescovo
risiedeva

cui

in Armenia, mentre

non

ad ArmenaCitt

nemmeno

segno di remota anstava

Perkk.

tichit.

Un tempo

un
i

terzo

ERIZI o SIZON.
vile della
sia,

vesco-

di lega pi lunge,

ma

avendo moltursta-

Caria, nell'esarcato d'A-

to sofferto nelle

guerre Ira

sotto la metropoli d'Afrodisia-

chi

ed

persiani,

ed essendo
,

de, che

ta quasi distrutta in seguito di lun-

nel

Commanville disse eretta nono secolo. I vescovi Papia


vi
I,

venne riedii635, sul luogo che occupa presentemente. I turchi se ne impadronirono nel i582; e costrusghi e diversi assedi
ficata nel

Magno
t.

ebbero sede. Oriens


p.

Christ.

922.
(s.).

ERKONWALDO
natali

Trasse

da un'illustre famiglia d'In-

sero la sua fortezza

la

quale

fu

ghilterra. Egli sent e second sino

presa dai persiani nel


i

turchi
di

vi

1604. Per rientrarono dopo la


I,

dalla sua infanzia

una santa

incli-

nazione al servizio del Signore. Per


otteuere perfettamente lo scopo, se-

morte

Abbas
nel

nel

1629;

ma

poscia Cha-Sefi, sultano di Persia,


gli scacci

guendo

consigli dell'evangelio, di-

i635.

Tuttavolta
i

nel

1724 nuovamente
,

turchi

si

impadronirono della fortezza con grande loro sagrifizio ma venne ripresa dai persiani nel 1748, che la conservarono sempre, respingendo con somma perdita anche i russi, quali, nel i 1808, tentarono d' impadronirsene. A due leghe eravi
il

venuto adulto, abbandon la patria, e si rec nel regno dei Sassoni orientali. Venduti i propri beni,

converti

il

ricavato nell 'erigere

due monisteri, l'uno a


presso
il

Tamigi, e

l'altro

Chertsey a Bar-

celebre amnister, detto dai

king nella contea di Essex, e questo per religiose. Presiedette Erkonwaldo per molti anni al regime del primo, traendovi la sua
santit di
scepoli.
I]

turchi delle tre chiese, ossia


zin.

Ezmia-

vita

gran numero

di di-

Sui

confini

del

territorio di

re Sebba, che

Erivau si vedono le rovine della citt chiamata dagli antichi Artaxala> e fra esse gli avanzi del pa-

va in quei d,
tato,

dominada pari fama eccisanto solitario a seepiscopale


di

chiam
sulla

il

dere

cattedra

ERL
Londra, e venne consecrato da s. Teodoro vescovo di Cantorbery, nell'anno
illustre

EHM
dignit, oltre
il

5$
cantore,
il

preposto maggiore,
il

sono
stode,
ria

il il

lettore,

cu-

6j5.
e

Govern

egli

quella

preposto della B. V.

Ma-

vasta

diocesi pel corso

di anni undici, con

ogni sollecitufinal-

cidiacono di
sa
vi

de Castro, l'arcidiacono, e l'arPankota. L'episcopio,


ricca

dine,

ed evangelica carit;

vasto edifizio, vicino alla sontuoe


cattedrale.

mente

spiro nel bacio del Signore.

Nella citt
pei relil'o-

Fu
di

seppellito nella sua

cattedrale
lui di-

sono
il

cinque

conventi
e pii

Londra, e la tomba di venne celebre pei frequenti


Ricorre
la

giosi,

seminario cogli alunni,


utili

mirali

spedale, ed altri

stabili-

coli.

sua festivit

3o

menti.

Ogni nuovo arcivescovo


cancelleria a-

aprile.

tassato ne'libri della


(Agrien.).

ERLAUo ERLAW
Citt

postolica, in fiorini tremila, in pro-

con

residenza

arcivescovile

porzione delle pingui


cesi.

rendite della

nel regno di Ungheria. Oltre quanto di questa


illustre

mensa, e della sua ampia arcidio-

metropolitana
Agria,
qui
al

dicemmo

all'

articolo

ERLUFIO

(s.).

Mosso dall'esempercor-

aggiungeremo, che

suo odierno patriarca arcivescovo, dal regnante Pontefice fu dato in vescovo au-

pio di vari missionari, che

siliare,

monsignor Carlo Rajner di

revano l'Alemagna predicandovi il vangelo di Gesti Cristo, abbandon Erlufio la patria, e si diede con
santo zelo
piosi nella

Strigonia, fatto vescovo di


in

Amoria
de' 17

a raccogliere
mistica
vigna.
di

frutti co-

partibus, nel

concistoro
il

aprile

1840;

e che

primo ve-

so dipoi al
egli

vescovato
e

PromosVerden,
ai

scovo fu Catapranus del 1099. Sono poi a nominarsi s. Buldo, il

ademp esattamente
,

doveri

dell' episcopato

si

rese

degno
e

Cardinal
il
1

Tommaso Bakacs del 49^,


1

sempre

pi.

della

altrui

stima

Cardinale

Ippolito

d'

Este del
fondato-

498

Benedetto Risdey,

Alcuni per di quei barbari, in vendetta dell'abbandovenerazione.


no, che
idoli,

re dell'accademia

Cassiovense, del

ne sentivano
i

falsi

loro
dalla

1648.

per

trofei

riportati
il

La

cattedrale

dedicata ad os.

predicazione di Erlufio,

trucidaIl

nore di Dio, ed a
postolo ed

Giovanni aevangelista, ante Por_,

rono in Eppokstorp l'anno 83o.


giorno

io febbraio sacro alla sua

tam La ti nani
tesimale
,

ed ha

il

fonte bat-

memoria.

esercitando

le

funzioni

ERMANO
veri

Giuseppe

(b.).

della parrocchia tre cappellani.


le

reliquie, che nella venerano, avvi il corpo di

Fra medesima si
s.

genitori

nacque

in

Da poColonia
ricovr

sotto l'impero di
rossa. In et assai

Federico Barba-

plicio

martire.
di
sei

Il

capitolo

si

Simcomdel-

verde

si

nel monistero di Steinfeldt diretto


dai canonici regolari di Premonstrato.

pone
le

dignit, la
il

prima
le

quali
sei

prevosto

maggiore,
pre-

Attendendo con ogni


alla

sollecitu,

di

canonici,

comprese

dine

vita
egli

contemplativa
in

vi

bende del
ziere,

teologo,

e del penitenol-

pervenne
l'umilt

rapidamente

grado

in tutto dodici canonici,

sublime, a

mezzo

del digiuno, del-

ire otto onorari,

non che

di

altri

e dell'orazione. Molte futentazioni


,

preti e chierici per

l'officiatura.

Le

rono

le

a cui

il

mali-

56
gno
santo,
ina

EHM
spirito volle
egli

E KM
il

esposto

nostro

pontificato di
cit l'ufficio

Alessandro
di vice

III

eser-

seppe rintuzzarle
cele-

cancelliere, e

tutte col
ste.

favore della grazia


alla

fu

creato
s.

prete Cardinale

del

ti-

Vivamente divoto

Vergine
mistero
sentiva

tolo di

santissima, ricordava con tenerezza


di affetto a Ges. Cristo di
il

Susanna alle due case. Soscrisse una bolla, nel 1 66, spedita da quel Pontefice a favore del
1

sua

incarnazione,

si

monistero

di

s.

Croce in Gerusa-

in

soave estasi rapito, ogni

qualal ter-

lemme
che
di
la

di

Roma.

probabile cosa,

volta recitando le laudi,


al cantico Benedictus.

giungeva

Giunto
si

morte di lui sia accaduta nel 1172, dopo cinque o sei anni
Cardinalato.
il

mine

di sua vita, vi

dispose con
esser

quella tranquillit, che


sentita se

non pu

che
sato

suo

titolo nel

Sappiamo infatti 1171 era pas-

non da
Il

chi in pace col

ad

altro soggetto.

suo Iddio.

Etmano
stit.

giorno 7 aprile del 1236 vol al cielo, e fu sopranla

ERMANNO,
no
da Alessandro
di sua

Cardinale.

Ermans.

fu creato diacono Cardinale di

nominato Giuseppe per

sua caBassi,

Angelo, nella sesta promozione fitta


III, nel

onorato

nei

Paesi

1179- Stese

ed
ta

il

suo corpo riposa

nell'abbazia
festa fissa-

mano una

bolla, spedita in

di Steinfeldt.
il

La sua

di 7 aprile.

ERMANNO,

Cardinale.

ErmanPa,

no, creduto da alcuni appartenente


alla famiglia Cibo, consegu dal

Laterano dal nominato Pontefice a favore della chiesa e del monistero di s. Clemente dell'isola di Pescara. L' Ughellio ci riferisce, che
l'originale

di questa bolla
il

si

condel-

pa Alessandro li, del grado di Cardinale, col


sbiterale

1061

il

servava presso

Cardinale Giro-

titolo pre-

lamo Colonna, commedatario


l'anzidetto monistero.

de* Santiquattro
s.

sto
altri

di

Vitale

o piuttocome vogliono

ERMAS
ta,
si

(s.).

Romano
famiglia

di

nascisortito,

autori. Nel pontificato di

Ur-

da

illustre

bano II fu arciprete della Chiesa romana, e sebbene fregiato di tanta dignit, pure per volont
del Pontefice, port
il

diede
degli
stesso

Ermas a
apostoli
s.
,

seguire e
lo

la

scuo-

la

merit
ai

che

lo

Paolo

ricordasse in

pallio all'arci-

una sua
ni.

lettera

diretta

Roma-

vescovo di Milano, per singoiar distinzione di quel pastore. S. Gregorio

Pieno di

fervore e

molto be-

VII Io sped legato nella Corsica, dove ebbe molto a sofferire in difesa
della giustizia

e della

fede.

Si

fa
atti
II

menzione
nella citt

di

Ermanno

negli

sinodali promulgati di Troja

da Urbano

nella Puglia,

e cos pure nella vita dell'anzidetto Papa,


scritta

ne versato nelle divine lettere, compose un libro intitolato del Pastoopera scritta in uno re. Questa stile semplice e pieno di unzione, ed divisa in tre parti. La prima e la terza rapportano molte rivelazioni in forma di apologhi, per condurre i cuori alla santit de' costumi; la
li,

da

Pandolfo

Pi-

sano.

ERMANNO,
al

Cardinale.

Erman-

no suddiacono e notaio
quale
di
il

apostolico,

titolo

Panvinio attribuisce il maestro, nei principii del

seconda poi, divisa in dodici racchiude le principali della morale cristiana. A seconda parte diede Ermas lo del Pastore; perch il
angelo tutelare
gli

capito-

regole

questa
il

tito-

di

lui

appariva,

sotio

ERM
quella figura per istruirlo,
egli
si

ERM
quando
vanio,
citt

57
trasse
i

del Brabante,

la

scriveva.

Una gran prova


Angeli

suoi natali

Ermelinda
la

nel sesto se-

questa dell'antichit della dot-

colo. Nell'et di

anni dodici consasua virginit.


I

trina cristiana

intorno agli
sotto
il

gr

al

Signore
lei

custodi.

Visse

pontificato

di s. Clemente I, ascritto nel novero dei santi, e la sua festa assegnata li 9 maggio.

tentarono inutilmente di torla dal suo divisamento, e dopo averne sperimentata la cogenitori di
stanza, le diedero
so.

un pieno
da
ogni

assen-

ERMELANDO
melnndo
tori,

(.).

Nacque r-

Per

sottrarsi

in Noyon da nobili geniconobbe per tempo, che la

na distrazione, si rifugi in go chiamato Bevec, ed ivi

mondaun luovisse in

vera nobilt consiste nel seguir la virt. Penetrato di questa verit,


nel corso de'suoi studi

orazione e nel digiuno, per vieppi piacere al celeste suo sposo.

non mai

si

permise

accomunarsi coi giovani suoi pari, e visse sempre a se, mantenendosi puro ed incontaminato.
di

Spedito alla corte di Clotario


serv

III,

Passava dal ritiro alla chiesa, e perch ebbe a conoscere un giorno, che due giovani tendevano lac-* ci alla sua virt, fugg di subito da Bevec, e si rec a Meldrik, ed
ivi

quel

principe

in

qualit di

consum

il

resto del vivere suo


vita
solitaria,

coppiere,
si

ed accortosi che i suoi adoperavano per provvederlo di


,

conducendo una
tutta spesa

in austerit
il

vigilie.

una sposa
allontan

coll'assenso
corte.

del

re

si

Spir santamente
sul

29 ottobre

dalla

Rifugiatosi

terminar del sesto secolo,


celebrit a

nel monistero di

Fontanelle, e riquesto,

rata con

ono* Meldaert nel

cevuto da
il

s.

Lamberto, intraprese
alla professione, e

Brabante, e la sua festa ricorre in


tal

suo noviziato. Compito

giorno.

fu

ammesso

per

ERMENEGILDO
vigildo re de' goti in

(s.).

Da Leoallevato

la sua specchiata

virt venne ans.

Ispagna nace fu

che ordinato sacerdote da


arcivescovo di Rouen.

Audeno

que

Ermenegildo,

Alcuni anni

nell'arianismo. Cresciuto negli anni,

dopo

Nantes dal santo Pascano, con altri suoi compagni , e da di l passarono nell'isola di Aindre, ove fabbricarono due chiese, che divennero poi celebri sotto il nome della badia di Aindre. Govern egli santamenfu spedito a

s'impalm con Ingonda,


zelantissima, e
figlia
Il

cattolica

vescovo

di

Sigiberto
di lui as-

re d'Austrasia.

padre

sociatolo alla dignit reale, gli die-

te pel

corso di vari anni in qualidalle fatiche, dal-

t di abbate quel monistero, e final-

de a governare porzione de' suoi stati, ed ebbe Siviglia per capitale. Le virt di Ingonda e le continue ammonizioni eh' ella dirigeva al suo sposo , perch abbandonasse
,

mente sentendosi
l'et,

l'arianismo, fecero tale

impressio-

e molto pi da' digiuni vicino


,

ne nel cuore
finalmente
la
si

di

Ermenegildo, che
santo
ve-

al al

rinunci termine di sua vita governo a lui affidato. Placidaspir

arrese alle verit del-

cattolica fede, e dal

mente

martirologio
sua festivit

verso l'anno 710. romano assegna


il

Il

la

scovo di Siviglia Leandro fu ricevuto nella Chiesa, ed unto col santo crisma. Leovigildo sdegnato col
figlio

i5 marzo.
(s.).

ERMELINDA

Presso

Lo-

per un

tal

cangiamento

di

EHM
udienza,
lo

EHM
della

spogli
il

corona
eli

nel

quale

viene

dal
il

martirologio

non

solo,

ma

minacci

altres

romano assegnato
martirio.

suo glorioso

della vita

tifila moglie e medesima, se non mutava consiglio. Ermenegildo ad una


...ilo

de' beni,

ERMENEGILDO.
sire

Ordine

tu/uc-

tale intimazione

cerc

l'appoggio

di
ia

vari principi

per

contrapporre
;

forza alle violenze paterne

ma
asse-

Nell'anno 1808, per le discordie intestine della Spagna, e per le armi violenti di Napoleone, il re Carlo IV dovette cedi

Spagna.

tradito nella implorala assistenza,

non potendo
di
si

resistere

dio in Siviglia,

ad un che dur per

dere il regno a Ferdinando suo figlio; quindi profittando

VII Na-

pi

poleone

di

un anno,

si

diede alla

fuga, e

vole, fece rinunziare

una occasione favoreambedue alla


fra-

rifugi a Cordova, e

poscia ad
eravi

corona, che diede al proprio


tello

Osselo. In questa citt

una

chiesa molto bene fortificata, ed in

Giuseppe Bonaparte. Ma declinata la fortuna di Napoleone, si


risolvette
egli

quella

si

rinchiuse con trecento uo-

nel

i8i3

di resti-

mini
lo,

scelti.

Non

fu

Ermenegildo

tuire la Spagna, che

mai aveva po-

neppur salvo

in questo sacro asiche strappato a forza dai soldati del padre suo, tu caricalo di catene, tradotto a Siviglia qual

tuto domare, al legittimo re Ferdinando VII, ci che effettu a' i5 dicembre. Tornato il principe nei suoi stati, dopo essersi occupato a
riordinarli
a' posteri
,

prigioniero, e posto in

una
colle

torre.

per

rendere
del

durevole

Tent Leovigildo, ora


ci

minacal cat-

la

memoria

suo

ri-

e ed ora colle promesse, di configlio


;

durre il olicismo

a rinunziare
costante
il

torno al trono, nel 18 14 eresse l'ordine cavalleresco di s. Ermenegil-

ma

principe
,

do
e

acci

fosse

di

nella abbraeciata

credenza
il

stava

que' prodi sudditi che

guiderdone a s a lungo

impavido attendendo

martirio.

con

s
i

gran

coraggio

avevano

La
lui

prigione

divenne intanto per

sostenuto

suoi diritti alla corona,

una scuola di virt; col digiuno volontario si macerava, col cilicio domava ia carne, colla fervida prece si univa a Dio. Il Sabba to santo deiranno 586, suo padre incaric un vescovo ariano a

contro

le forze

del formidabile con-

quistatore francese.

Fu

stabilita

per

decorazione

a' cavalieri

una

croce,

che sospesa ad un nastro di seta ondata di colore rosso, ma con orli


colore di perla,
si

dovesse

portare

da lui, ed offerirgli la sua grazia, purch volesse ricevere la


recarsi

nella sinistra parte del petto; e in

pari
tuti

tempo furono pubblicati


dell' ordine.

sta-

comunione dalle vescovili sue mani. Ermenegildo rigett con orrore una siffatta proposta, e rimprover il vescovo cjual seguace di un'empia dottrina. Montalo il re sulle
frie a
s

ERMESIANI.

Seguaci delle dot-

trine di Giorgio Ermes. Questi nac-

eli

que in Dregerwald, nel principato Munster nella Westfalia. Studi


nel collegio o ginnasio di Rheines>

franca condotta, ordin

che

gli

fosse

mozzata
senza
al

la

testa,

ed

dal

1785

al

1792, nel quale an-

Ermenegildo
slenza
il

opporvi
fiero

resi-

no pass a Munster per cominciar


il

si

sottomise
il

colpo,
aprile
3

corso di filosofa nella universiNello studiare teologia


sorsero

che segu

giorno

i3

t.

, ,

ERM
in lui diversi

ERM
Domesticatosi Ermes,
detto,

59

dubbi intorno a Dio,


vita eterna.
1'

come

si

alla rivelazione, e alla

con

la

nuova
e
al

filosofa di

Nel

798

ricevette

uffizio di

prostu-

e di Fichte,

Kant nuovo metodo


si

fessore nel

ginnasio
in pari

di

Miuister,
i

introdotto da Stalller,

propose

continuando
di filosofici

tempo
;

niente

meno che

di date

una

di-

e teologici
nelle

encomiansue
lezioni

mostrazione compiuta e rigorosa


gione
cristiano -cattolica.
i

do grandemente

priori, colla sola ragione; della reli-

Kant 1798
gli

e Fichte.

Nel
il

declinar

del

Rigettati

ricevette la tonsura,

quindi

perci tutti
padri, dagli

metodi

seguiti dai santi

ordini minori,

suddiaconato,

scolastici

e dai

teologi

1799 il presbiterato, a titolo della mensa cos detta del principe. Nel 1807 fu fatto professore ordinario di dommatica
neir universit di Miinster,
lora

e nel febbraio

che loro tennero dietro, volle tentare

una

via novella

onde ottenere

il

suo scopo.

tal effetto

risolvette

di fare astrazione

da

tuttoci che

ed

al-

credeva, e da tuttoci che sapeva;


di

incominciarono
uso
della

le

sue vertentedesca
il

presuppone che non


lui nulla di

vi fosse

ze sul

metodo dell'insegnamento,
lingua
sen;

ancora per

certo, u

sull'

di sicuro; di dubitare di tutto,

non
di

perch con questa alterava


incominci
conoscere
i

pur della dottrina


qualsivoglia

cattolica,

ma

so del rigoroso parlare teologico

ed
far

verit, dell'esistenza di

successivamente

suoi sentimenti, massi-

possibilit stessa

Dio, di quella del mondo, e della ben anco di giungere ad una cognizione qualunque
di
il

me
le

in

un suo Parere
il

intorno alcapitolo
di

controversie tra

tutti

questi oggetti.

Pose perci

Miinster,

ed

il

vicario

capitolare
di

in opposizione ad

un comando
l'

dubbio positivo qual punto donde cominciare le ricerche sue , e


volle far

Pio VII. Nel 18 19 pubblic

In-

troduzione alla filosofia, e pass all' universit di Donna a professore di teologia

perfine a superare

prova se perverrebbe alla un cotal dub-

bio col suo pensiero, e trovar cos\

dommatica.
la

Ivi

nel

seguente anno pubblic


troduzione
alla teologia
cattolicaj e continuando

sua Ininse-

cristiano-

un punto d'appoggio solido, un primo principio di cognizione e di certezza, da cui potesse in processo
dedurre
gione
stabile
le

ad

verit tutte

della

reli-

gnare
sit

la

teologia in quella univer-

cattolica.

In

altri

termini

sino all'anno
a'

i83r, in questo
nell'et di cin-

mori

26 maggio,
Ermes,

quantasei anni. Lungi dal


storia di
ci,

fare la

una base, e uno fondamento su cui potesse da prima innalzare l'edificio di un


cerc di stabilire

e de' suoi seguaquesti


l'

sistema delle

verit generali

indi

premettemmo
,

cenni
idea

sto-

successivamente, e per una conca-

rici

per

riportare

gene-

tenazione stretta e rigorosa

delle

rale che
ci

della dottrina di
il

Ermes

verit religiose, della verit cristia-

diede

dottissimo p.

Perrone
il

della

compagnia

Giovanni di Ges,

na, e della verit cattolica, di modo che si trovasse in istato di for-

celebrato autore delle tanto acPraelectioncs


theologicae

clamate
nel
toni.

mare definitivamente questo dilemma o non si d verit alcuna, o


:

VII

degli

Annali

delle

se si

d, questa verit

il

catto-

scienze religiose, a pag. 65.

licismo.

Tale

l'

idea generale del

6o
lavoro
di

ERM
Ermes;
tale lo

ERM
scopo

do pi o meno grave erronee, convenendovi pienamente


bri teologi di
i

ch'egli si propose, al quale applic l'animo con ostinata costanza e a cui ottenere, lott, com'egli confessa, seco medesimo pi di venti anni. Fin dal i8o5 avea egli

pi

celeil

Germania; laonde

sommo
il

Pontefice Gregorio
1

XVI

re-

gnante, nel settembre


decreto

835 eman
e con-

di riprovazione di

gittato

il

germe
scritto
il

del suo sistema in

un breve
su
la

che comparve
titolo di

al

pubblico sotto
verit

Ricerche
allor-

interiore

del cristiacio

nesimo. Piti tardi poi,

ch credette avere raggiunto il fine che si aveva prefsso, diede in luce l'opera grande della Introduzione, divisa in due parti, della quale si fatta menzione. Non che
per ottenere
l'

il

suo scopo,

gli fall

esso intieramente, e tutto capovolse

insegnamento cattolico, e
del

tolse le

Ermes. Nel voi. IX de' citati Annali, a pag. 32 1 e seg., riportato Ada Hermesiana, ec. scripsitt p. I. Elvenich, in cui il p. Perrone tolse ad esaminare il sistema filosofico dell'Ermes ; e nel voi. X, a pag. 6 Esamina d'una e seg., abbiamo diatriba contro il R. p. Perrone, scritta da un pseudo Lucio Sincero Ermesiano vero. Nel voi. XVI poi, a pag. 25 1, sono riportate: Riflessioni sul metodo introdotto da
delle opere
: :

danna

basi della certezza, e con ci della

Giorgio
tolica, e

Hermes

nella teologia cat-

dimostrazione

cristianesimo

del cattolicismo.

Quindi insorsero due


:

partiti,

uno

contrario ad Ermes, l'altro favorevole il primo lo accus come autore di novit perniciose, e
centi allo

sopra alcuni speciali errori teologici del medesimo, dissertazione che il eh. autore p. Perrone recit nell'accademia di religione cattolica di

Roma, meritanNeil'

induscetticismo e al sovver-

do

di stamparsi pure separatamente.

ERMETE
la

(s.).

anno

32

timento de' principii cattolici; il secondo che da lui prese il nome di Ermesiano, sostenne essere anzi il proprio maestro sommamente ortodosso, e sostenitore della vera fe-

durante la persecuzione di AdriaErmete ricevette no imperatore


,

palma

del

martirio

in

Roma.
il

Nella via Salaria fu deposto


corpo, ed ornata la sua

suo

de e del
contro
il

cattolico

protestantismo

zionalismo.
ti,

La

lotta

insegnamento ed il raand s avanla

tomba con grande magnificenza dal supremo

che ne venne in cognizione

santa Sede, la quale nel

incominci 1' continu con lentezza

i833 ne accurato esame , che


e

Gerarca Pelagio II. Parecchie chievantano di essere arricchite delle reliquie di lui, ed il martirologio romano ne riporta la festa a' d
se

28

agosto.

maturit,
cosa,
di

ERMINONE

( s. ).

Nacque

in

richieste dalla gravit della

dappoich

la

dottrina

Ermes

agitava e teneva in dissensione diverse provincie della Prussia, e spe-

cialmente
gli

la Westfalia. Risult da-

accurati

esami

contenere

le

Laon. Cresciuto in virt e versato molto nelle scienze ecclesiastiche fu promosso all'ordine sacerdotale. Divenne in appresso abbate di Losuccedendo debes nell' Hainaut gnamente a s. Ursmaro. La sua
,

opere di

Ermes

dottrine sovversi-

umilt, l'austerit di
rito di

vita, e

lo spii

ve del principio cattolico, e in gra-

preghiera edificarono

re-

ERM
ligiosi

ERM
Consecrato

61

lui

soggetti.

vescovo, fu anche
Torito del

dal Signore faprofezia.

cadessero a terra allorquando vi entr il Signore del mondo. A minia-

dono tamente mori il

di

San-

i5

aprile del-

l'anno 737, ed in tal giorno il romano martirologio ne assegna la


festa.

ERMOCAPELIA
lia
)
.

(Hermocapedella

no Marcellino asserice, che era una citt celebre. Le sue rovine si vedono nel villaggio d'Achumunein, nel basso-Egitto. Otto vescovi vi ebbero sede, cio Conone, Fasileo, Andrea, Gennadio, Eugenio, Paolo,

Citt

vescovile

pro-

Severo,

Chail,
Christ.

vincia di Lidia, nella diocesi d'Asia,

giacobita.

Oriens

ed un tom. II,
Citt
il

sotto la metropolitana di Sarla

pag. 5g5.

di,

cui erezione risale

al

secolo

ERMOPOLI
vescovile del
tropoli di tal

la

piccola.

nono. Teopisto e Niceforo ne furono vescovi. Oriens Christ. t. I,


p.

primo Egitto,

sotto

patriarca di Alessandria, e la

meeh'

890.

nome,

eretta nel sedice,

ERMOGENE,
mogene Cardinale
C. e del titolo di

Cardinale.

Er-

colo

quinto.

Strabone

prete della S. R.
s.

vicina al Nilo dalla parte del


te.

mon-

Prisca, inter-

Fu

ritiro

famoso

di

un gran

venne ad un
che

concilio celebrato nel


s.

numero
la
citt.

761 dal Papa

Paolo

I.

Credesi

monaci, ch'erano sotto giurisdizione del vescovo della


di

sia stato elevato

a quella digni-

Commanville e

il

p.

Vansleb

t dal Pontefice Stefano II, detto III,

antecessore del nominato

s.

Paolo

I.

dicono essere presentemente Demenhour presso il Delta ove non sono


pi vescovi n melchiti, n copti. Erodoto narra, che fu vicino a Sebenyte, piuttosto presso al mare, all'est

ERMOGENE,
sione, innalz

pittore di profes-

nel

secondo
in

secolo

cattedra

di eresie

Alessandria.

Diceva, che la materia era eterna ed


increata, che
i

di
i

Ruto.

Abbiamo

dieci ve-

demoni doveano un

scovi

quali vi ebbero

sede,

Am-

giorno riunirsi alla materia, e che


il

mon, Draconzio,
Isaia,

Isidoro, Dioscoro,

sole.

corpo di Ges. Cristo stava nel Scrissero contro di lui Ters.

Gennadio,

Zaccaria,

Menna,

Gabriele, ed un altro che fiori nel

tulliano,

Teofilo, Eusebio e Lat-

tanzio.

tizie

ERMOPOLI
to la metropoli

la

grande.

Citt

147. Di tutti si riportano le nodal p. Le Quien, Oriens Christ. tom. II, pag. 5i4 e seg. Al pre1

vescovile, e capitale della

Tebaide,

sente Ermopoli, Hermopolitan.

nel patriarcato di Alessandria, sotdi Antinoe, eretta

un

titolo

vescovile

in

partibus

Commanvilpur chiamarsi Benesuef. Plinio la chiama citt di Mercurio, Mercurii oppidum, perch vi si onorava questa divinit sotto la tenel quinto secolo, che
le dice

dipendente dalla metropoli in partibus di Damiata, che suole conferire la santa Sede. Ne port il titolo vescovile il celebre monsignor
Dionisio Antonio

Luca Frayssinous,

l'autore della

sta

che

d'un cane. Alcuni pretendono la Reata Vergine e s. Giuseppe ivi si recassero con Ges Cristo bambino, nella fuga in Egitto, e che vi fosse un tempio, i cui idoli

nesimo.

Dopo

Difesa del Cristiala sua morte, il re-

gnante Gregorio XVI, nel concistoro de' 27 gennaio 1842, lo confer a monsignor Antonio Fuathowski di Posnania, che in pari tem-

I2

ERA
lece sufTraganeo
all'

ERS
arcivescovo
stina-.

po
di

questa

la

croce di merito

Plosko in luogo

di

Pultow.
equestre
stai

ERNESTINO. Ordine
di Sassonia.
tuti

seconda degli

medaglia del merito. I gran croci portano al lato sinistro del petto una piastra otin argento, e la

de'

i5 dicembre i833,

du-

chi della linea Ernestina,

Federi-

tagona, alternativamente d'oro e di argento, sulla quale si trova impressa la croce bianca, e nel

co di
di

Sassonia- A Itenburg, Ernesto


,

mez-

Sassonia-Meiningen

e Hildburla

zo un
di

campo
1

d'

oro

colla

ghausen, per onorare


tha- A Itenburg
estinta

memoria
1825,

ruta e l'epigrafe:

corona fideliter et
della
la croce,

della linea speciale di Sassonia-Go,

constanter.

commendatori
portano
al

nel

prima
diti

classe

ma

rinnovarono 1' Ordine dell'integrit germanica, che porta per divisa :


fideliter et constanter,
istituito

senza piastra

di sotto. Pei sud-

sassoni, gl'impiegati civili

han-

gi

1690 da Federico I duca di - Gotha - A Itenburg come un'onorifica distinzione, ed una ricompensa al merito ; per tutti i
nel

Sassonia

no di pi una corona una corona


zione
di differente

in

questa decorazione
i

di quercia, e
di alloro.

soldati

La

decora-

comune

a tutte le classi,

ma

dimensione, una crobianco, e


della
lo

principi del

na
alla

nati,

ramo Ernestino, appeper diritto sono noverati


classe di questo
si

ce ottagona smaltata in
incrostata

d'oro:
il

scudo
croce

prima

ordine

faccia principale della

rap-

equestre. L'ordine

divide in quat-

presenta
stina

busto del
della

duca

tro classi,

cio

di

gran croci, di

sto Pio, stipite

Ernelinea Ernel'ordine,

commendatori di prima classe, di commendatori di seconda classe, e di cavalieri; rimanendo stabilito il numero dei membri in nove gran croci, dodici commendatori di pri-

da

cui piglia
si

nome

e nel rovescio

vede lo stemma, e l'epigrafe menzionata dell'ordine

stesso.

La medaglia
il

poi

ha

sulla
di

faccia

busto

del

fondatore

ma

classe,

diciotto

della

seconda
,

e trentasei semplici cavalieri

non

quella linea che la conferisce, e nel rovescio vi il motto.

comprendendosi nel numero gli stranieri. Coloro che sono fregiati della gran croce nel tempo istesso sono aggregati alla nobilt, tras,

ERRHA, ERRA,
Sede vescovile
vincia
di

seu

HERRI.
pro-

della seconda

di

Arabia,

nel

patriarcato
la

Gerusalemme, sotto
di

metrosecolo

missibile ai discendenti; e ciascuno


dei duchi delle tre linee,
ritto

poli

Boslra,

eretta
sol

nel

ha

il

di-

quinto.

Ebbe un

vescovo.

di

nominare

propri

sudditi

a tutte le menzionate classi dell'ordine, sino alla concorrenza del nu-

lo Erskine,

mero

prestabilito.
il

Nell'ammissione
cui

degli stranieri,

numero

in-

determinato

debbono concertarsi
delle case ducali capi

Cardinale. Caroriundo da nobile famiglia di Scozia, nacque in Roma ai i3 febbraio 1743. Sino dai tempi d'Innocenzo VI il capo della famiglia Erskine sedeva nel parlad'Inghilterra col titolo di Pari

ERSK1NE Carlo,

almeno due

mento
sotto
il

e conferitrici dell'ordine. Oltre le suddette quattro classi, vi ancora una decorazione aggiunta all'or-

nome

di lord Niellie.

Ricevuta

una buona educazione

letteraria e

religiosa, e dedicatosi al servigio della

dine medesimo

della

linea

Erne-

santa Sede, siccome dotto nella gi-

ERS
imprudenza, e celebre nell'esercizio dell'avvocatura, in Roma merit che alcuni lo chiamassero il restauratore del bello scrivere forense nel
latino idioma,

ERS

veduta n permessa dopo la lagrimevole riforma, fu decorata da iscrizioni lapidarie, che in islilcpurgatissi-

mo

ed ottimo gusto furono composte


al
si

prima

di lui alquan-

dallo stesso Erskine, e che venne-

to trasandato. 11 perch fu da Pio VI annoverato nel collegio degli avvocati concistoriali,

ro collocate intorno
inter

tumulo; ed
recit
l'elo-

solcmnia
funebre.

vi

quindi fu fatto cavaticana,


e

gio
l'

L'orazione
in

poi

dalins

nonico

della
alla

basilica

Erskine

composta
tale

lingua

promosso
ed
tore

prelatura domestica,
carica di

glese per

circostanza,

ebbe

alla rilevante
,

suo udi,

generale
nella

accoglienza e plauso, che


citt di

dandogli poi in vice-uditore

medesima

Londra fu

monsignor Alessandro Lacchi ni protonotario apostolico. Divulgatasi la voce di un congresso da tenersi dalle

obbligalo darla alle stampe, e ven-

potenze belligeranti contro


sulla

la

Francia
data

pace generale, Zelada segretario di

il

Cardinal de

stato, in

ne poscia tradotta e pubblicata in italiano da monsignor Pio Ferrari. Nel ritornare da Londra a Roma, passando per Parigi ebbe udienza da Napoleone, che nel congedarlo
gli
tile 3

e 6 giugno 1793, deput e nomin monsignor Erskh.e a rappresentare in detto congresso la santa

disse:

mi piacerebbe

esservi u-

perch
il

vi stimo assai. In

Lon-

dra
to

nostro prelato avea sostenu-

Sede, e
te
Il

gli

spedi conseguentemen,

la

corrispondenza della congredi

le

credenziali

le

istruzioni.

gazione

Propaganda fide
.

colle

medesimo Pio VI lo invi in Londra colla qualifica diplomatica


di residente

missioni orientali, che sovvenne ge-

nerosamente
sposizione

lasciando poi

di-

presso la real corte di

della
1

congregazione
1

la

Inghilterra, o v'ebbe onorevole acco-

somma

glienza, e
te in abito

si

vide

ammesso

in

cor-

ie sterline. 11 34/ 7 nuovo Papa Pio VII diede all'Erdi nel!

nero

ecclesiastico,

cosa a

skine per coadiutore

avvocatu-

quel

tempo singolarissima. Essendo morto nel fine di agosto 1799 il Pontefice in Valenza di Francia, mongli

ra concistoriale monsignor Agostino


Valle, quindi volendone rimunerare
i

meriti, le
alla

virt,

servigi

signor Erskine a sue spese


celebrare nella chiesa di
di
s.

fece

prestati

santa

Sede,

mentre

Patrizio
,

era pure suo uditore, nel concistoro de'3 febbraio 1801 lo cre Cardinale
dell'ordine

Londra solennissime esequie


tutti
,

cui

intervennero
corti di

ministri

delle

de'diaconi, pub-

cattoliche

insieme a

quello

Russia,
t.

vaes,

fossero
ni

come si legge nel NoXVII, pag. 193, che nota allora scorsi circa 270 ansi

blicandolo in quello de' 17 gennaio i8o3, nella settima promozione cardinalizia.

Indi

gli

confer per
s.

dia-

dacch l'Inghilterra
'eransi
ai

era sepa-

rata dalla Chiesa cattolica, nel qual

Maria in Campitelli, annoverandolo alle congre.gazioni del concilio, di Propaganda


conia la chiesa di
fide, deVili, e della fabbrica di s. Pietro. Divenne protettore del re-

tempo non
mili

pi praticati

si-

omaggi

defunti; ci
Cancellieri,

Romani Pontefici che pure abbiamo dal


Possessi,
p.
^.7.0.

gno
in

di

Scozia, del collegio scozzese


del monistero di
s.

pompa

Tal funebre, che non crasi pi

Roma,

cesco detto di

Monte Luce

di

FranPe-

64
rugia
;

tRS
come ancora
del
fu
visitatore
de'ss.

ERU
l'arciprete fece

apostolico

monistero

A-

Venne

sepolto in

gostino e Rocco nella terra di Callaiola, e per

terranea di

una bella risposta. una camera sotdetta chiesa di s. Gestati

un tempo

fu anche

novieffa, ov' erano gi


i

sepolti

pro-segretario de'brevi pontificii. In-

predefunti Cardinali

Capraia,

vasa
il

Roma
fu

dagl'imperiali francesi,

Vincenti;

ed

inbalsamato,

fu ri-

nostro Cardinale,

come

tutti

gli

posto nelle solite tre casse,

altri,

deportato in Parigi, dove


e

costuma

coi Cardinali.

come si Venne scolpi-

mor,

nell'et
1,
s.

marzo 181
la chiesa di

68 anni, ai 20 venne esposto nelTommaso d'Aquino


di
lutto, esletto

sua parrocchia, parata a


sendosi

posto
il

sopra

il

del
le

ta sopra una lastra di granito la modesta e semplice iscrizione composta dal medesimo porporato Erskine, e trovasi ripetuta in una consimile lastra marmorea, nella men-

cadavere
quella di
gli

baldacchino; e dopo

tovata

sua chiesa diaconale di


in

s.

consuete esequie venne sepolto


s.

in

Maria
di

Campitela, o in Portico,

Genovieffa. Essendo e-

Roma.

morto nel giorno stesso che nacque il figlio di Napoleone, chia-

ERUDIZIONE
ctrna
).

(Eruditio, DoVocabolo che propriamen,

mato

il

re di
feste

Roma, ed

attese le

pubbliche

che per tale avvenimento ebbero luogo, dovette il suo corpo rimanere nella casa quattordici giorni,

dirozzamento ma si usa anche in significato di dottrina, e quindi dai nostri antichi scrittori si accennano uomini di grande ete vale

celebrandovisi tutto
uflzi.
11

rudizione, letterati di

non ordinal'

d messe

ed

decimottavo
il

ria erudizione, ec. Pigliossi poi in

giorno

decretato

avendo

consi-

men
per

largo

significato

erudizione

che gli si rendessero gli onori come ad un senatore, fu perci trasportato in funebre carrozza con grande accompagnamento
glio di stato

di milizia alla chiesa suddetta di

s.

o sia dottrina e cognizione di molte cose, acquistate non per argomentazione o discorso, ma per semplice veduta o quasi veduta de* sensi o della mente,
filologia,

Tommaso, destinata
tervento del

dal ministro dei


coll'ins.

conservata nella memoria.


si

Quindi
vasta,

culti a tali solenni esequie,

disse l'erudizione

rara,

seminario

di

Sul-

pizio, dei preti della

parrocchia, e

profonda, recondita, sacra, ecclesiastica, profana, filosofimeravigliosa,


ca, istorica, filologica, ec, e talvolta

di tutti

vescovi e Cardinali

che
minieti-

trovavansi allora in Parigi, prenden-

anche

triviale.

Cos

il

Dizionario delil

do luogo dopo
stro de' culti
chetta.

di

essi

il

la lingua italiana, e

Dizionario

in grand'abito di
la

delle origini. Colle nozioni di questa

Cant
il

solenne messa di
fu

requie

Cardinal Giuseppe Doria,


le

e dopo
in
s.

consuete cerimonie

seconda utilissima opera, e coll'autorit di altri scrittori, aggiungeremo altre erudizioni sul vocabolo
erudizione, titolo di questo nostro

trasportato col

medesimo corteggio Genovieffa, e qui ricevuto da

deputazione del capitolo di nostra Signora ; e il curato nel consegnarlo all' arciprete della chiesa

una

no

Dizionario, nel quale parecchi sogli articoli eh' espressamente rila scienza
,

guardano
erudizione

il

vocabolo
quella

principalmente

ne

recit

il

funebre elogio a cui

della antichit.

ERU
L'erudizione, secondo il d'Alembert, un genere di cognizioni,
in
i

ERU
cuni fanno loro
il

65

non leggevano e non conoscevano se non che greci scrittori, ed alrimprovero di


per
tutto

sono singolarmente distinti per due ragioni pi il mondo invecchia, e pi s'aui

cui

moderni

si

avere ereditato dagli antenati loro

una

specie di disprezzo

menta

la

materia

dell'erudizione,

quello che scritto non era nella lo-

e per conseguenza dee trovarsi al

presente maggior
diti
,

numero

di eru-

ro lingua. Tuttavia siccome al tempo degl' imperatori romani, ed an-

come maggiore quantit


abbondanza
di

di

che avanti quel periodo, molti


tori

scrit,

ricchezze trovasi, allorch avvi

mag-

greci

come

Polibio

Dione

giore

numerario.

D'altronde l'antica Grecia non faceva gran conto se non che della sua storia e del suo idioma , e i romani non erano se non che oratori

Diodoro nasso ed
storia

Siculo, Dionigi di Alicaiv


altri,
,

avevano
e

scritta

la

romana
t'

quella

di

altri

popoli, cos
la

erudizione storica, e
libri

cognizione de'

anche sem-

e politici

lo studio

adunque
an-

dell'erudizione propriamente detta,

plicemente greci, formato aveva sino da que' tempi un oggetto considerabile dello studio
d' oriente.

non era molto


tichi.

coltivato dagli

de' letterati

Tuttavolta trovossi in

Roma

sul

finire della repubblica, e poscia

sotto gl'imperatori,

mero

di

eruditi

un piccolo nucome il celebre

Vairone, Plinio il naturalista, ed alcuni altri. Per il trasferimento della sede dell' impero a Costantinopoli,
la

Costantinopoli ed Alessandria avevano due biblioteche riputatissime, come le aveva avute Roma la prima fu distrutta nel secolo Vili , per ordine dell' insensato Leone V Isaurico, la seconda fu
:

divisione
la

dello stesso

bruciata da' saraceni nel secolo precedente. Fozio, che viveva sul declinar del secolo IX, allorch quasi

impero, e in seguito
di

distruzione

quello d'occidente, annientarono


in

ben presto que specie


parte del

quel genere qualun-

tutto l'occidente era

immerso
barbarie

nel-

di cognizioni in

questa
nel se-

T ignoranza e
,

nella

pi

mondo, massime
il

colo decimo. Al secolo decimoquinto


si

deve

risorgimento

glo-

rioso incremento delle scienze, seb-

bene possa fondatamente


in
Italia

dirsi
il

che

rinato gi fosse

gusto

della erudizione* e coltivato gran-

demente quello studio, massime dopo il ritrovamento e la pubblicazione


de' classici
si

meno quelle eccezioui profonda che in pi luoghi abbiamo notalo, ci lasci colla sua famosa biblioteca, o ragguaglio di molti libri, ch'egli aveva letti attentamente, un monumento immortale della sua va* sta erudizione, al modo che dicempag. 8 del Dimo al voi. ,

XX

zionario.
le

Dal

gran numero

del*

greci

latini.

opere, delle quali egli porta gi*

L' oriente

sostenne
nei
secoli

per

lungo
delti

dizio,
ti

o delle quali riferisce estrat-

tempo anche

che

furono della barbarie, e la Grecia pi o meno ebbe sempre alcuni uomini dotti, versali nella cognizione de libri, e specialmente nella

storia.

Ma

que' dotti per lo pi

o frammenti, e delle quali in oggi perduta una grandissima parte, si raccoglie che la barbarie del* T imperatore Leone, e dei saraceni per comando di Omar, non aveva ancora potuto distruggere l

VOL.

XXII.

66
Bench
i

BRU
Grecia.
tradotti dal
dotti,

ERU
non
di
fos-

gusto dell'erudizione nella


te fiorirono

che successivamenerudi-

dopo Fozio,
quel

sero egualmente forniti

zione
la

quanto
di

grand'

uomo,
sci-

tuttavia per lungo

tempo appresso
alla presa

comparsa

quel patriarca
fatta
la

smatico, ed anche sino


di Costantinopoli

nel

i453
ebbe o

da Maometto sempre alcuni almeno versati

II,

Grecia

Poggio Bracciolino dal greco in latino Senofonte, e Diodoro Siculo; da Flavio Biondo fu scritta l' Italia illustrata; da Antonio degli Agli s'incominciarono a scrivere gli Atti de* santij da Gregorio di Trebisonda si volt in latino Eusebio della preparazione evangelica, Platone de legibus, VAImageston di Claudio Tolomei, ot-

uomini

istrutti,

tantina omelie di

s.

Gio. Crisosto-

nella storia de' loro

mo

sopra

s.

tempi, e nelle lettere, tra' quali possono annoverarsi Psello, Tzetze, Suida, Eustazio commentatore di

Omero, che
Tessalonica,

fu poi arcivescovo

di

ni di san da Nicol Peratto si tradusse Polibio; da Lorenzo Valla Tucidide (per la qual versione Nicol

Matteo, e due orazioGregorio Nazianzenoj

non
il

che Giorgio da

Trebisonda,
il

Cardinal Bessarione,

cento scudi

patriarca Gennadio, ec. E qui ad onore dell'Italia nostra va notato, che la prima versione e illustra-

sua mano cinque* ed Erodoto j da Guarino Veronese, e da Gregorio di


gli

diede di
)

zione latina del


stazio sopra
l'

commento

di

Eu-

pubblicata

Iliade di Omero, fu in Firenze nel iy3o


p.

Citt di Castello, la Geografa di Strabone } e la traduzione de' libri de regno di Dionej da Pietro Bandidio Decembrio, Appiano A-

lessandrino; da Teodoro

Gaza
l'

al-

dall'eruditissimo.
liti

Alessandro Pola

cune opere

di Aristotile, e

istoria

fiorentino delle scuole pie. Cre-

delle piante di

Teofrastoj da Egi-

desi

comunemente che

distrusia sta-

dio Libellio alcuni opuscoli di

FUo-

zione dell'impero orientale


ta la cagione,

o almeno una delle


il

cagioni che promossero

rinasci-

mento
si

delle lettere

in

Europa;
i

vuole da alcuni, che

dotti del-

ne Ebreo; e da Giannozzo Manetti il vecchio e il nuovo Testamento. E laddove il Petrarca cento anni prima per la lettura che faceva di Virgilio, veniva chiamato miscre,

la

Grecia cacciati o fuggiti da Co-

dente, nel pontificato di Nicol V,


l'

stantinopoli e

ben

accolti

dal Pa-

pa Nicol V, e dai Medici di Firenze col loro sapere, e colle opere che seco portarono, ricondusse-

Iliade, e V Odissea di Omero , da Orazio romano e da un altro, di


del dottissimo

comando

Pontefice,

lumi della erudizione nell'ocil che (dice il citato Alembert) non vero se non in parte. Che le lettere greche e latine avessero da Nicol V una grande
ro
i

cidente,

munifico mecenate delle lettere e suoi cultori, in latini versi furono tradotte. Non deve tacersi che l'arrivo in Europa dei dotti dalla Grecia era stato

lissima invenzione della

preceduto dalla utistampa, e

protezione, Io

abbiamo dalManni,

Storia degli anni santi, pag. 72 e seg. Egli dice che per ordine di

gli stessi francesi osservano che precedentemente erano comparse le opere di Dante, del Petrarca e

quel Papa, e con convenienti onorari vennero a beneficio universale

del Boccaccio, le

quali

ricondotta

avevano

in Italia l'aurora del

buon

ERU
gusto e deir amore allo studio dei
classici.

ERU
Costantinoutili

67

a voi ricorressi, trovando un ar* chivio, un museo, una bibliote ca sempre


y>

suddetti greci

di

aperta

nella

vostra

poli
ai

riuscirono

sommamente

letterati di

occidente per la pie*


della lingua

memoria. Poich tenete, per dir cos, tutto il tesoro ed il capi tale dell'immensa erudizione che possedete, in pronto e lucidis-

na cognizione
che

greca

incominciarono

ad

insegnare

con regolare metodo, e della quale resero comune lo studio, formando allievi talmente ingegnosi, che ben presto eguagliarono e superarono i loro maestri. Lo studio profondo delle lingue greca e latina , e degli antichi autori che parlato e scritto avevano in quelle lingue, prepar insensibilmente gli
spiriti

ti

simo contante, da dispensare, e

d'arricchire chiunque ne abbiso gna ". 11 Muratori , il Tiraboschi, l'Andres, e tanti


dotti,
altri

sommi

furono appellati principi dell'italiana erudizione, nella quale fu tanto celebre


il
il

mentovato

Cancellieri.

In oggi

vocabolo di erudizio-

ne
gli

si

applica pi

comunemente
ossia

a-

ai

buon gusto
i

della

erudi-

studi della filologia,

stu-

zione.,

e della bella letteratura.


dotti

Fu
si

dio delle belle lettere, e di quello

allora che

dell'occidente

avvidero che
rone,

Demostene e
e Virgilio,

Cice-

che chiamiamo appunto erudizione, non che dell'antiquaria. Egli


perci, che per ultimo accenneremo quanto Filippo Buonarroti scrisse
sullo studio

Omero

Tucidide
gli stessi

e Tacito, seguiti avevano

principii nell'arte di scrivere, e fa-

e sulla difficolt

delalle

cilmente ne trassero la conclusione,

l'erudizione, nel suo

proemio

che quei principii erano i veri fondamenti dell'arte. Ci non pertanto


i

dotte Osservazioni

istoriche

alcuni medaglioni antichi.

sopra Il vero

veri principii del


il

dice

citato

buon gusto, d'Alembert, non fued


accuratasi

sapere consiste in gran parte,

non

nell'avere apprese e conservate nella

rono ben conosciuti

memoria molte

cose,

ma
le

bens
il

mente

sviluppati se

non quando
alle

nel

discernimento di conoscerne

ricominci ad

applicarli
in

lin-

valore, la scienza di esse,

cose

gue viventi; e
primi furono

questo

ancora
la

chiare

e certe dalle dubbie, e la-

g' italiani.
il

Siccome

sciare le inutili.

memoria
pitale di

tenace

principal canell'in-

za

un vero

erudito,

E se veruna scienha bisogno di un s fatto preparamento d' intelletto e cautela


,

titolare l'eruditissimo Cancellieri al

lo studio dell'erudizione e della

an-

celebre cav. Millin la Dissertazio-

tichit

quello

che

ne ha una

ne intorno agli uomini dotati di gran memoria, ec, cosi gli scriveva: > Finche ho avuto la sorte di starvi vicino a Parigi ed in Ro* ma, non mi facea di mestieri di consultare verun libro. Qua loia mi occorreva di procurar mi qualche notizia, o di sapere

solo per ancora pel gran numero degli scrittori, e per variet delle opinioni che ci la

necessit particolare,
le

non

cagioni addotte,

ma

sono,
degli

non che per


stili,

la

differenza

una

ond' molto difficile in strada tanto frequentata da


d' ingegni

ogni sorte
vestigie
t.

seguitare
alla

le

quale autore avesse

scritto

sopra

che conducono
siccome
tali

veri-

qualunque materia, bastava che

Ma

cose

rendono

68
difficile

ERU
un tanto
studio,

ERU
pur
vesi

ro che con grandissima

utilit

assuefa l'intelletto, e lo rende pi


abile

ad apprendere e seguire in ogui


imperocch, se
scienze
l'e-

che per vendicarsi di Oreste, il quale avea proclamato imperatore il proprio figlio Romolo Augusto, detto per dispregio Momillo Aulo,

affare la verit;
sercizio

gustolo,

come sdegnato
d'Italia,

in

un

ai
la

delle

altre

ce lo

suoi partigiani, nulla

curando
gli

restringe, per cos dire,


to,

solo

regolato

ad un cermetodo che
,

rovina

chiam

eruli,

popoli della Seandivania, inviando

non tanto a
altari

proposito
lo studio

per
dell'

gli

a
il

tal

uopo una legazione ad Odoa-

comuni,

eru-

cre, cui

dizione dall'altro canto pi adattato

s. Severino avea predetto suo futuro ingrandimento. Odoa-

ad

abilitarlo a

ben discernere

cre

e giudicare negli accidenti, e nelle


cose

dipendono da congiunture e cagioni diverse ed urni te, per la ragione che questa
le quali

umane,

dopo poca resistenza, nel 47*> occup anche Roma depose Romolo Augusto rilegandolo nella
,

Campagna,
stello

cio in Luculiano,

ca-

vicino a Napoli,

dando

cosi

scienza dipende,

come

si

detto,

da molti

principi*!.

Questi antiebbero l' origine nella Germania o nella Pomeriana, secondo S trabone e Tacito, e furono prima chiamati Lemovii. Tolomeo nella sua geografia , dice che
chi popoli
gli

ERULI

(Heruli).

romano impero cinque sedopo la sua fondazione > e la possente dominazione romana fondata da Romolo, e stabilita da Augusto ebbe fine sotto l' infelice
fine al
coli

debole

principe,

che indegna-

mente portava il nome di ambedue. Lungi Odoacre di assumere la


porpora
l'

eruli

uscirouo

dalle

isole

del

imperiale,
il

prese in vece
re d'Italia,
in

golfo del
to
ci

Codano o dell'EllesponDanico. Zosimo e Procopio che


conoscere
,

insegne e

titolo di

fissando la sua

sede

Ravenna
consisot-

fanno

principii

di

(Fedi).

Allora

Roma

venne

questi

popoli

attribuiscono

loro

derata

come

citt secondaria,

un'estrema

ferocia.

Questi
,

popoli

toposta al governo dei luogotenenti


del re, e le sue provincie limitrofe

entrarono in Europa
passato lunghesso
no. Gli uni
si
il

dopo aver Ponto Eussisi

formarono
s.

il

ducato romano.
gli

Ri-

stabilirono sulle rialtri

cordevole Odoacre del vaticinio di


Severino,
scrisse

ve del Danubio,
rono,

ma

vi perirono in
la

mero. Fecero
ci,

imbarcagran nuguerra ai lomla

invitandolo

a domandare ci che avesse volumolta modeto. Odoacre mostr


razione, e sebbene seguace dell'a-

bardi, e poscia agi' imperatori gre-

per cui Anastasio fece loro


e
in
1

rianesimo,

non turb

le

cose
grazie

sa-

guerra,
terre,

parte

li

sottomise.

gre, e concedette

varie

ai

Giustiniano
ni,

accord

loro

delle

vescovi cattolici.
statore

L' erulo

conqui-

e li sollecit a farsi cristiasiccome poi diremo. Al dire di Procopio gli eruli entrarono in Italia nell'anno 47^, avendo alla

celebre

mise nel suo consiglio il Cassiodoro , creandolo nel


rendite
private, e

485
tre

conte delle

anni

loro lesta Odoacre.


naldi, all'anno

47 5,

Narra num.

il

Ri-

largizioni.
se

dopo conte delle sagre Indi nell' anno 487 vin-

3,

che

Giulio JXepote imperatore fu quel-

Feba re de' rughi, e lo mand schiavo con la moglie Gisa in Ita-

ERU
ove trasport pure le sue genti quando super Federico figliuolo di Feba, che avea ricuperato il paterno reame. Mal soffrendo Teolia,

ERU
mi, e
la

69 comune per
la

meraviglia

profonda sua dottrina. Fu caro assai a Nicol V, che Io fece referendario, e lo


cose di

ammise

nel palazzo
le

dorico re degli ostrogoti o visigoti


in Italia, che
in questa

vaticano, affidandogli liberamente

nobile

maggior importanza. Lo
gb'

di-

bella regione regnasse pure Odoacre, ottenne l'assenso da Zeno-

chiar quindi uditore di rota, e nel

ne imperatore
ciar

di

oriente

di

mar-

contro

di

lui

con

poderoso
vinse in
a
ractre

esercito l'anno

489.

Lo

due
anni

battaglie, lo costrinse

chiudersi in
di

Ravenna, e dopo

Teodorico a' 5 marzo 49/3 ebbe per capitolazione la citt, indi dopo pochi giorni a tradimento uccise Odoacre, terminando colla sua morte il regno
assedio,

vescovado di richiam l'anno seguente per eleggerlo a suo vicario in Roma. Succeduto poi nel trono pontificio Calisto III, fu eguale il grado di onore eh' ottenne presso questo Papa, ed anzi da lui sarebbe stato promosso alla sagra porpora, se le umane passioni che
confer
il

i44^

Spoleti,

da cui

lo

degli eruli

in

Italia.

Fu dunque
assunse
il

talvolta nascondonsi anche nelle persone eminenti, non gli avessero ingiustamente opposto de' speciosis-

nel

493 che Teodorico


di re

simi obbietti. Pio

II

per,

titolo

de' goti

d' Italia, e

to riguardo a' nemici di lui

non avua' 5
,

Roma

fu a lui

sottoposta.

Abbia-

marzo
dell'

1460

lo

cre
,

Cardinale
gli
s.

mo inoltre dal citato Rinaldi, all'anno 527, num. 52, la conversione al cattolicismo degli eruli, ed
essendosi recato
il

ordine
il

de' preti

asse-

gn
ne.
t,

titolo cardinalizio di

Sa-

bina e
visse

l'abbazia

delle

tre

fonta-

loro re Getes a
fece battezzare, e
I,

Costantinopoli,
l'

si

imperatore Giustiniano

ch'erasi

servito degli eruli nella

guerra di

Decorato di s cospicua dignicon mensa frugale ed umile suppellettile, per modo di rendersi il modello dell'altrui condot-

Persia, lo tenne al sagro fonte. Di questa conversione degli eruli ne trattano anco Evagrio e Niceforo.

ta.

Nondimeno sapea
dell'alto

sostenere

diritti

suo grado con tale fermezza da lasciarne le pi lu-

ERULI Eberardo, ovvero Bernardo, Cardinale. Eberardo Eruli nacque in Narni l'anno 1409. Giusta il Ciacconio e l'Ughellio ebbe
i

natali
;

da

famiglia

volgare

ed

minose memorie, e raccontasi nella vita di lui che non abbia voluto discendere a fare pel primo la visita al secondogenito del re di Napoli recatosi in Roma , sebbene i
suoi colleghi l'avessero gi
fatta.

oscura
il

ma
,

secondo
il

Marchesi
casato.
disse

Sperandio, Viviano, sembra


lo
si

piuttosto che avesse abbastanza civile

quanto
in

Ci Pio

conferma

da

In Narni avea fondato un ampio monistero ed uno spedale pei poveri con una chiesa in Monterosi.

II

nel concistoro

Dimesso

il

primo

titolo, nel

i474j

riguardo all'Eruli, cio non ignobili loco natus. In qualunque modo per siasi la cosa, egli certo che fino da' primi anni si rese lo
specchio della
integrit

sotto Sisto IV, pass al

vescovato

di Sabina, e quindi sostenne la legazione di Perugia e dell'Umbria. Ebbe amicizia col Cardinale di

ne' coslu-

Pavia, che di lui parla molto nel-

70
le

ERZ
sue lettere, e col

ERZ
santo
arcivedi un'alta montagna, chiamala Egarli-Dagh , e di

nura,

a piedi

m'(ivo di
le
gli

Firenze Antonino, il quaspesso usava di consultarlo neaffari della pi grande impor-

molte
frate.

colline,

distante

due leghe
dell'Euavvi

dal braccio settentrionale

tanza.
ni nel
silica

Mor

in et di settanta an*" se P' to ne ^ a baillustra-

assai grande, cinta di

i479> e

ra, e

fosse; nel

centro

muuna

vaticana, dove ottenne anche

cittadella circondata

un'iscrizione,

che venne poi

ta dall'erudito ab. Dionisi ne' suoi

Monumenti
d'Africa,
il

delle grotte vaticane.

ERUMNINA.
no intervenne
al

Sede

episcopale

pur di fossa, muraglia in pietra ed fiancheggiata di torri. Questa cittadella ha quattro porte, e rinchiude il palazzo del pasci, e quae da doppia
si

cui vescovo

Massimiaconcilio di Cabar-

tutta la popolazione

turca.

Si

distingue tra le sue numerose

mo-

susa nell'anno 2 34- Not. Afr.

schee l'Ul Giam, vastissimo edifzio.

ERYTRHAEA. V. Eretra. ERYTRHON. Sede vescovile


la

Vi sono

inoltre molti

bagni
:

del-

pubblici, bazar, e belle piazze

la

Libia Pentapoli, nel patriarcato

fabbrica della dogana pur vasta.

Alessandrino, sulle coste del mare.

Quivi
fra
la

il

centro del commercio

Marco, come pure le sedi d'Idrace e di Palebisca; luoghi poco considerabili, che le furono aggiunti, sebbene nel quarto secolo avesse ognuno il proprio vescovo. noto, che il
s.

Si crede stabilita da

Persia, la Turchia, ed altri


,

luoghi

tata dalle
i

perch assai frequencarovane. Si calcolano


,

suoi abitanti a circa settantamila


ec.

turchi, armeni, greci


il

Sebbene

clima

sia

freddo

e l'aria pura,

concilio di Sardica avea proibito di

la peste vi fece delle

grandi stragi

erigere vescovati ne' borghi. Si sa

nel

ancora che ad onta di ci ve ne furono molti nella Pentapoli, in


altri

precedentemente avea provato il flagello del terremoto a' 9 luglio 1784. Fuori della porta

1807

luoghi d'Africa, ed in Asia. Commanville dice, che Erytrhon venne eretta nel quinto secolo e
,

di

Tauris, vi sono ameni passeggi,


,

molti bei sepolcri di santoni


si

che

vanno a

visitare,

e sorgenti mi-

dichiarata suffragauea della metropoli di Cirene. Neil' Oriens Christ.

nerali assai rinomate.

tom.

II,

pag.

625

sono

le notizie

les archv.,

de* quattro

suoi

vescovi

Orione

Sabazio, Paolo e Teofilo.

ERZERUM, Erze-Roum, Aziris, o Teodosiopoli ). Citt arcivescovile dell'Asia maggiore nel patriarcato di Ezmiazin, della nazione armena, la quale chiama questa citt col nome di Cariti o Garin. s
antica capitale dell'Armenia
giore.

de tous che Erzerum residenza di un arcivescovo armeno, che prima chiamavasi di SurpXrixor, ossia di s. Gregorio, nel pa-

Commanville,

nell' Hist.

dice,

triarcato d'Ezmiazin (Vedi), e nel

monistero di
cia

tal santo.
si

d'Erzerum

l'arcivescovato d'

La provincomponeva delErzerum, e di tre


re-

vescovati suffraganei. Questi vescovati

mag-

erano Surb-Astuasasin, con

Essa appartiene
neh'

alla
,

asiatica

Armenia

Turchia ed capo

sidenza nel monistero della Madre di Dio, quattro leghe lungi da Er-

luogo di pascialatico e di sangiacato, sorgendo in una vasta pia-

zerum

Ginisuvanch) con moniste-

ro distante otto leghe da

Erzerum

ESA
e filamruanavanch, citt
glerbei d'Erzerum.

ESA
nel

71

Be-

Oltre a ci e-

tado Venosino, allora domini della Chiesa romana, ed anche quelli


di

ranvi gli

arcivescovati

onorari di
nel

nomina o presentazione

di prin-

Derganav aneti,
Di Erzerum
ticoli
si

residente

moaral

cipi

sovrani d' Italia ed isole adia-

nistero d'Erzerum, e di

Arsingam.
vari

tratta in

del

Dizionario ,
1 1

massime

si dovessero esaminare pubblicamente alla presenza del Papa, nella sagra teologia, ovvero in sa-

centi,

3 e 124, ove dicesi del suo stato presente s delle provincie che le sono soggette, che
degli
smatici,

voi.

XVIII, pag.

gri

canoni.

Ed

perci, che Cle-

mente Vili istitu la Congregazione deW esame de* vescovi (Vedi),


al

armeni cattolici, ed anche dei

di quelli scigreci.
ss. CuoXVIII, pag.

quale articolo

si

riporta quanto

ESALTAZIONE
ce, Festa.

della

V.

il

voi.

236

e seg. del Dizionario.

riguarda la congregazione cardinalizia, il prelato suo segretario, gli esaminandi, ed il modo pubblico o segreto col quale si fa l'esame. Dicesi

ESAME
L' esame
i.

(Examen,

inquisitio).
:

inoltre essere soggetti all' esatutti


i i

prendesi

per la procura di scuoprire la verit di una cosa i. per la deposizione 3. per quello della de' testimoni religione , dappoich g' increduli
: :

generalmente ricerca colla quale si

me

vescovi delle parti sud-

dette,

vescovi

coadiutori

suf-

fraganei (massimamente dell'Italia),

e quelli che essendo


lari

vescovi

tito-

bene spesso hanno


la

insistito

sulla

ad una chiesa residenziale. Ivi pure si dice chi gode l'esenzione, e chi n' dissono
trasferiti

necessit di esaminare le prove delreligione, la quale


e'

pensato. Altre analoghe notizie so-

in

vece

di
:

no

riportate all'articolo Concisto-

proibircelo,

invita

anzi a farlo

ro, cio nel voi.

XV,

p.

23oe

seg.

4- per la discussione di coscienza,

del Dizionario.

Aggiungeremo

qui,

il

riscontrare che
i

devono

fare

cristiani tutti

giorni alla sera, ed


si

allorquando
confessarsi
,

essi

dispongono
la

affine

di conoscere le

loro colpe
capacit

prova della che aspira a qualche carica, od a qualche grado nelle scuole, o negli ordini sagri, ovvero a qualche benefizio a cura di anime. Di tutte queste, e di altre specie di esami si tratta
:

5."

per

d'incominciar l'esame suole il Papa legge l'orazione che delle conrecitarsi al cominciar gregazioni cardinalizie \ e che gli esaminatori de* vescovi essendo Cardinali
giosi
ti,
, ,

che prima

di

quello

prelati

distinti
i

reli-

prima

esaminano

prela-

o i religiosi, poi i Cardinali. Dall'esame sono dispensati gli esaminatori, gli uditori di rota, i consultori

del

s.

offizio

ec,

ma

essi

a' rispettivi articoli.

Solo

qui ag-

giungeremo un cenno sull'-E^me J de vescovi.


Gregorio
ligenza
scovi
;

sono tenuti a presentarsi all' atto dell'esame, e ad inginocchiarsi avandegli ti il Pontefice alla presenza
esaminatori.
Il

XIV

prescrisse

la di-

Papa per

li

fa su-

da
che

usarsi nell'esame de' ve-

bito alzare. Lessi in carte autenti-

quindi Clemente
gli
eletti

VIII

de-

che, che sono pure dispensati dall'

cret,
libera

ai vescovati di

esame ed
,

esentati

vescovi

di
di
le

provvisione del

Papa, com-

Gorizia, di Trento, di Macarska,

presi quelli di Avignone, e del con-

Sardegna

di

Savoia

ec.

Fu

per

72

ESA
ilei

ESA
sovrani,

testimonianze uffiziose
e la considerazione

dinalis
> ti

delle

spese

Marefusci objectionibus respondebis sitque hoc perpe,

dell'incomodo dei viaggi, che

l'e-

tuutn nostrae erga te benevolentiae

same
ie

dei vescovi fu ristretto ai soli


ai

promossi

vescovati d'Italia. Dal-

monumentum ". ESARCA, o ESARCO (Exar-

medesime carte rilevai, che Clemente XI, Benedetto XIII, e Be-

chus).

Questa parola significa propriamente principe, o capitano. E

nedetto

XIV
;

talvolta
il

approvarono

nome
stica

di uffizio

e dignit ecclesia,

alcun vescovo,
si

quale nell'esame

smarr

anxi Benedetto

XIV

e-

samin

in privato

monsignor

Co-

lombari, eletto di Bertinoro, ch'era stato riprovato nell'esame pubbli-

esamin lo Papa, come fece Pio VI ; ne mancarono esempi sotto Clemente XIII, Clemente XIV, Pio VI e Pio VII, che alcuni eletti vescovi, non sostenendo bene l'esame, non furono approvati e perci non promossi all'episcopato. Non solo si
co.

In questo talvolta

stesso

e propriamente che dall'imperatore di oriente veniva preposto come suo vicario al governo delle provincie d'Italia soggette all'impero, e che ordinariamente risiedeva in Ravenna. V. Esarcato d' Italia o di Ravenna , ove dicesi che X Africa avea il suo esarca, ossia governae
secolare

era

colui

tore.

La

dignit ecclesiastica di tal

nome

era di

diverse
officio

specie

pri-

mieramente per

della chiesa

Costantinopolitana, e chi lo funge-

dispensarono alcuni

dall'

esame

va era come un legato del patriarca.

ad

altri

venne
,

accordato
altri

quello

lui

spettava
eseguire

raccogliere le
altri

particolare

ma ad

bast la

decime,
le
li

ed

negozi

sola presentazione nel pubblico esa-

della chiesa.

me, e quindi vennero


l'

esentati dal-

Secondo il Codino taesarca era uno de'm inori officiadella

indulgenza pontificia, per ispecia-

chiesa

di

Costantinopoli,
il

le considerazione.

giacche egli lo

registra

Noteremo per ultimo, che anche


gli

tunesimo, dei

quarantasei
4-

quaranche no-

avvocati

concistoriali
,

al

vescovato

privilegio di

e ne fecero al Papa Pio

promossi godere il esenzione dall' esame, umile rappresentanza

mina
della

nel

lib.

Nel
si

pontificale

credono

Chiesa

greca

legge

una

formola dell'istituzione degli esarchi.


Il

patriarca, fatta l'imposizione del-

VI quando promosse
Taranto l'avvo-

le

all'arcivescovato di

lettere testimoniali,

mani, d loro un comando o che contengono la

cato concistoriale Capecelatro.

Non

fu data allora alcuna risposta,

ma

si

obbligazione delle loro cariche. Esdovevano visitare i monisteri


superiori e gl'inferiori, fa-

quando
sent
spresse
>#
>'

all'

detto avvocato si preesame, il Pontefice si econ queste parole Ut


il
:

che dipendevano dal patriarca, correggere


re
i

uno

stato delle rendite dei


dei
ec.

moornaco-

nostrani erga

te

clementiam o-

nisteri,

vasi sagri, degli

stendamus placet a rigido exate

menti

L' esarca

inoltre

non unum sed multiple* doctrinae sapientiaeque tuae prae clarum testimonium ; idcirco tuis ita exigentibus meritis soliusCar-

mine enim

dispensare;

habemus

me

legato e deputato di detto pala


visita

triarca, faceva

delle pro-

vincie al

medesimo
con saggi

sottoposte,

con

potere di prevenire e di correggere


gli

abusi

ed

opportuni

ESA
regolamenti,
zione,
e

ESA
ceseos

73
etc.

come

d'interdire e de-

Exarchum

adeat,

Conc.

porre quelli che meritassero punidi

assolvere

penitenti.

Questa non era che una autorit delegata, e non propria e personale attaccata ad una sede.
Altra specie poi d'esarchi erano
quelli
di

Calced. can. 9. Finalmente riporteremo su questa dignit di esarca, anche quanto ne scrive il Sarnellinel
tonti.

IX
XL.

delle Lettere cccl.,

nella lettera

La

polizia ecclesiastica della chie-

una

diocesi,

che

presie-

sa orientale

era costituita in que-

devano a

molte
al

provincie.

Esso

sta maniera,
sedi
inferiori

era superiore

metropolitano, ed

che i vescovi delle erano soggetti ai meciascuna


vi

inferiore al patriarca, corrisponden-

tropolitani

di

provincia;

do la sua dignit a quella del Primate (Vedi). Chiamavansi esarchi


coloro fra
scelti
i

sopra

metropolitani

erano

gli

esarchi, che in occidente sono detti

vescovi che
,

dai

patriarchi

venivano per visitare

primati,

come a
i

presidenti di pi
gli

provincie ecclesiastiche; e sopra


esarchi
patriarchi, di

in loro
diocesi

nome una

parte della loro

Not.

o provincia. Il Macri nella de vocab. ecclesiastici, dice

r che la

maniera pepotest, che competeva


intorno
ai

a'vescovi inferiori

pro-

che questa voce Exarchus Provinciae , significava il metropolitano

pri sudditti, e la loro giurisdizione

non riceveva detrimento alcuno dai


gradi superiori, salvo
le
il

o l'arcivescovo, come
dico

si

raccoglie da

diritto del-

queste parole: Exarchi Provinciae

appellazioni. Gli esarchi pi cedi

auttm episcopi metropolitani.

lebri

tutto

l'oriente

furono

il

Conc. Sardicensis can. 6. Sopra questo canone Balsamone dichiara, come per nome di esarca in questo luogo s' intenda il primate, il quale nei concili si sottoscriveva

nominato Efesino
l'Asia;
cia,
il

nella diocesi del-

Cesariense nella Cappado-

cui
;

era
il

soggetta la

diocesi

di

Ponto

Tessalonicense
e
il

nella

diocesi di

Macedonia;

vescovo

dopo
cesis

patriarchi, e
:

tropolitani

prima dei meExarchus aulem dioeest,

di Eraclea nella diocesi

non unius cujusque provinciae


sed metropo:

metropolitanus
litanus totius

di Tracia, a cui nei primi tempi era soggetto il vescovo di Bisanzio o Costantinopoli (V. Diocesi). A quell'articolo
il

dioecesis

dioecesis
se

avvertimmo che
di

in

orienle

vero

dicitur,

quae

multas in

nome

diocesi era
in occidente,

provincias
il

contine!.

cos

sotto
si

ampio che
presso gli

pi dappoich
assai

patriarcato Costantinopolitano

orientali

la

diocesi

ab-

enumeravano
Cesarea
il

tre esarchi, o primati:

bracciava pi provincie, che ubbi-

l'Efesino per tutta l'Asia; quello di

divano ad

un

esarca

o patriarca;
cui
si

di

Cappadocia in
il

terzo era

prelato di

Ponto; Eraclea
lo

e ciascuna provincia,

presiede-

vano

metropolitani,
dicevansi

chiamavano
V.

nella Tracia, e perci


l'esarcato
di

esarca del-

Esarchie, e quelle di ciascun vescovo


inferiore

Tracia.

Aggiunge

parrocchie.

stesso Macri,

che

di cesi

Exarchus

Esarcato Ecclesiastico.

Dioeceseos, in significalo di primate.

ESARCATO ECCLESIASTICO,
Diocesi
vincie
,

Si auteni cimi ipsius provinciae


episcopus, vcl
cleri-

composta
della

di

diverse

metropolitano
citSy

presieduta da
dignit

un
di

provescovo
esarca,

controversiam habuerit, veldioe-

insignito

74

ESA
egli

ESA
provincie.

come un primate, o come un metropolitano non di una


essendo
provincia
/".

ma

di

pi

richiamo dal comando delle armi in Italia, quando gli fu sostituito Narsete, che per essere eunuco, e persiano era
il

Esarca e Diocesi.

disprezzo de'greci. Gli

ESARCATO D'ITALIA,
Ravenna.
l'esarca,

o di
quella

Cos

chiamavasi

emuli pertanto di Narsete rappresentarono all'imperatrice Sofia, che


Narsete profittava de'tesori, co'quali

parte d'Italia che era governata dalcio dal vicario o prefetto

potevasi risarcire

per l'imperatore di oriente, il quale risiedeva ordinariamente in Ravenna per difenderla in un ai do-

erario imperiale;

me

il depauperato laonde essa copotente presso il marito Giu-

stino

II,

mimi ad
ta l'Italia.

essa

annessi, contro

lon-

a Narsete, che

gobardi, che avevano conquistato tut-

eunuco
filare.

il

imprudentemente scrisse non conveniva ad un maneggio delle armi, per

Dopo che Odoacre

re degli

Ertili (Fedi),

ebbe per condiscenden-

za de'goti in balia l'impero di occi-

ancelle a Adontato fieramente Narsete continu l'allegoria, rispondendo a


Sofa, ch'egli a'suoi

cui poteva tornar fra le

dente, e costrinse l'inetto imperatore

comandamenti
del
filo

Romolo Augusto ad abdicare


rio in

l'impe-

ubbidiva,
dalle

ma

che

fatto

Ravenna
fiss

a'2 3 agosto dell'anla

sue

no 47 5>
ta
al

sua

sede in Rafu considera-

avrebbe,

mani, una tela tessuta che n essa, ne il suo

venna, per cui

Roma

come

citt secondaria, sottoposta

bero. Quindi

marito sviluppare giammai potrebNarsete sollecit Alre

governo dei luogotenenti del re

boino,

de'longobardi, ad occu-

Erulo_, e le sue provincie limitrofe

pare
del

l'Italia,

che trepidava
di

al solo

formarono il ducato romano. Ma Teodorico avendo poi vinto co'suoi goti o ostrogoti Odoacre, lo spense

loro nome, essendo stata testimone

valore

quegli

scandiva ni

quando

ausiliari di

Narsete scaccia-

tradimento,

restando

cosi

goti signori d'Italia.

liberare dal

rono i goti. Ad evitar l'odio dei romani, Narsete da Roma si condusse a Napoli, intanto che
i

servaggio questa regione, Giustinia-

lon-

no

invi

contro gl'invasori pri-

gobardi

riempirono
sulla

di spavento e

ma

Belisario, e poi Narsete, che ri-

di stragi l'Italia.

portarono sui
torie.
i

nemici

gloriose vitil

Sedeva
Narsete

cattedra apostolica

Sarebbe stata felice l'Italia se trionfi del prode Narsete avessesciagure


di

ro posto termine alle


lei;

ma
era

questo medesimo capitano


stato

la cagione di sua divenne invece l'autore della pubblica rovina. Narsete lodato per valore ed altre virt, ebbe taccia di disordinato amore al-

che

tranquillit,

III, amicissimo di perch aveagli ottenuta da Giustino II la dignit di ex-console. A placar l'ira di questo , recossi a Napoli, gli riusc di persuaderlo, e seco il ricondusse in Roma, ove mor di dispetto vedendosi

Papa Giovanni

vina

impotente di rimediare alla rod'Italia, giacch Alboino avea


sua residenza
in Pavia,

le ricchezze; e

venuto in odio ai romani, fu da essi accusato all'imperatore Giustino II. Gli apatrizi

fissata la

e dato principio al regno longobardico,

che dur 206 anni:


altri,

altri

dicono

mici di Belisario
la circostanza per

profittarono del-

vendicare

il

suo

computandovi il tempo che govern Narsete, anni 218.


184, ed

3 1

ESA
Giunse in questo tempo, spedito da Costantinopoli a Ravenna, Longino
patrizio,

ESA
mun
di valide soldatesche

f$

Roma

fatto

successore

di

Narsete, seco recando per


esercito.

mare un
morte di
il

Ravenna. Cosi ebbe principio l'esarcato di Ravenna, di cui andiamo a dire di quali dominii componevasi,

Udita
lui

egli

la

rammentando qualche
co
dice
principale,

tratto
il

storisi

Narsete, trasmise

all'imperatore

mentre

resto

cadavere di

chiuso in cassa di

all'articolo

Ravenna (Fedi).

piombo, ed insieme tutto l'immenso tesoro del defunto. Essendo sta-

to Longino

spedito

in

Italia

con

nuova foggia di governarla, facendo Ravenna, non pi Roma, sede della prefettura, n chiarnossi duca, ma eassoluto arbitrio, invent

sarca dell'Italia, a

somiglianza del

governatore

dell'Africa,
.

che pari-

menti esarca nomavasi E perch della venuta de'longobardi teme vasi, fortific Longino le citt frontiere
d' Italia

Siccome gli esarchi alcune fiate abusivamente, e al modo che dicemmo ad Elezione de sommi Ponall'eleziotefici (Fedi), influirono ne dei Papi, e talvolta ne ratificarono l'esaltazione pegl'imperatori di oriente, speriamo non riuscir discaro che qui si riporti il novero de'medesimi esarchi., che prendiamo dalla celebre opera del eh. Cesare Cant: Cronologia per ser~
vire alla storia

universale^ a pag,

verso

Lamagna,

354.

Esarchi d Ravenna.

Narsete, duca d'Italia Longino primo esarca

dal

Smaragdo

Romano
Callinico

544 568 584


5o,o

al

....>
la

Smaragdo, per Lemigio


Eleuterio
Isacco

seconda volta

597 602
61
1

Platone

Teodoro
Olimpio

Calliopa
Calliopa, per la seconda volta

* *

Teodoro
Gregorio

Teodoro
Teofilace

II

Giovanni Platino

Giovanni Rizocopo Eutiehio


Scolastico

>

616 619 638 648 649 652 666 678 687 702 710
7
7
1
1

568 584 5 9 ^97 602 611 616 619 638 648 649 652 666 678 687
702

710
711
7 i3

Paolo
Eutiehio, per la seconda volta Astolfo pose fine all'esarcato

il

727 728
752.

727 728 752

76

ESA
e
fertili

ESA
piani.

Dal Muratori, e dalla seconda sua dissertazione, del regno d'Italia e


li

Soggiungo

per

il

Muratori, che alcuni


pliare

vollero

am-

de' suoi confini, rilevasi queldi

Ravenna. Egli pertanto dice che lungo la spiaggia dell'Adriatico arrivava il domidell'esarcato

Piacenza, Parma,

r esarcato comprendendovi Reggio e Modena, ma aggiunge che ci non vero. Di quelle quattro citt, e perdronirono i longobardi ; e Maurizio imperatore nell'anno 5c)o, collegato co' franchi,

nio de' longobardi


di

sino

ai contini
gli

sino d'Imola, sul principio s'impa-

Ravenna

dove risiedendo
i

esarchi, cio

ministri

ossia

go-

vernatori
greci,

postivi
il

dagl' imperatori

ricuper Mode-

davano

nome

di

esarcato

na, Mantova, Aitino,


altri

Cremona, ed
in ap-

a parte dell'Emilia, ed a Flaminia, tuttavia suddite del greco impero.

luoghi.

Il

re Agilulfo

presso tutto

riprese,

il

confine

Noteremo che l'Emilia

un'anti-

degli stati torn

ad

essere fra

Moresta

ca contrada d'Italia, cui la

strada

dena
re

e Bologna. Presero poi altri


l'

il

Emilia diede il nome, situata fra Po, l'Apennino e la Flaminia.


della

longobardi

esarcato,

Comprendeva porzione
bardia di
l dal

Lom-

Bologna un monumento del dominio del re Luilpranclo in


tuttavia in

magna, si no a Piacenza, rinchiudendo porzione


dei
degli
stati

Po, e della Roestendeva da Rimini sidella

quella citt. Pipino re de' franchi, co-

me

meglio diremo,
e

restitu e fece

un

dono
tefice;

dell'esarcato al

Romano Ponre

Chiesa,

perch
alla

il

Desiderio

ducati
e

di

Parma,

Modena,
colle citt

torn ad occuparlo, Carlo


lo ricuper

Magno
d'Italia.

Mantova
gna

Mirandola,

Chiesa
il

Romana,
di
altre

di Piacenza,

Parma, Reggio, Bolo-

e conquist per se

regno

ed Imola.

La Flaminia
d'Italia,

poi,

Fin qui

il

Muratori.

Ma

altra contrada

cosi
I

chia-

interessanti

notizie dell' esarcato di

mata ne'primi
ni,
visi

tempi.

popoli di
e

Ravenna,
si

oltre

quanto

dicesi

a quel

questi paesi, detti lingoni

seno-

citato articolo,

de' suoi popoli

che

erano gaulesi venuti a stabilirdalle provincie di Langres e


per
lo

posero sotto la protezione della


Sede,
del

santa
essa

dono
e quali

fattone

ad

di Sens,

che questa
il

parte

da Pipino,

provincie

di

Italia

prese poscia

Gallia Cisalpina, quindi di


diola o

nome di Romaninoltre,

abbracciasse, lo diremo brevemente coll'autorit

del

Borgia,

MemoI,

Romagna. Noteremo
1'

rie

isteriche di

Benevento, tom.

che

sebbene

Anastasio

in
il

Vii.

pag. 8

Steph. Ili,

ove riporta
vi

modo
pro-

Di questo esarcato, come dominio pontificio, si parl ane seg.

come
vincia

l'esarcato fu dato alla santa

Sede, non

comprenda

la

cora all'articolo Comacchio (Fedi). L'empio Leone l'Isaurico aven-

Piceno, tuttavolta il del Borgia di avviso coi geografi, che ancor essa stesse sotto il go-

do dichiarato guerra alle sagre impopoli Italiamagini, e vessando


i

ni in altre guise,

questi,

all'udire

verno
Il

degli

esarchi

di

Ravenna

che

l'imperatore
il

minacciava d'im-

ca,

Piceno, contrada dell'Italia antilungo l'Adriatico, abitato dai

prigionare

picenti originari della Sabina,

un

paese vagamente variato da colline

zelante Pontefice s. siccome difensore del culto delle sagre immagini, si sottrassero dalla sua ubbidienza, ricu-

Gregorio

II

ESA
saremo di pagaie i tributi, ed lini ti ai longobardi signori del resto
d'Italia,

rientale.
ti

dalle

ESA 77 Venivano questi angustiaarmi vittoriose di Luiteh' erasi

presero

le

armi

in

difesa

prando,

impadronito
dell'esarcato,
le

di

del

Papa. Si pens

in questo

tem-

Ravenna
di altri
dell'

capitale

po dagl'italiani di eleggere un nuovo imperatore, e di condurlo spalleggiato dalle loro armi a Costantinopoli; ma il saggio s. Gregorio li, sperando nel ravvedimento di Leone, raffren gli spiriti. Roma per, e i luoghi del suo ducato,
soggetti

luoghi,

mentre

forze

esarcato erano ineguali per far


ri-

fronte al nemico, n da oriente

ceveva

aiuti,

perch

Costantino,

succeduto nel 741 a suo padre Leone, era impegnato a reprimere il cognato Artabano, il quale
tentava detronizzarlo.
to l'esarca Eutichio,

sino

allora

all'imperatore

Laonde

tan-

d'oriente,

verso l'anno

y3o

si

sot-

trassero anch'essi dall'ubbidienza di

Leone, e
dagli

de' suoi
di

ministri
,

cio

che Giovanni arcivescovo di Piavenna, per iscampare mali maggiori, si raccoman-

esarchi

Ravenna

come

narrano Teofane, Cedreuo , e Zonara presso il Bellarmino, de Rom.

darono a s. Zaccaria, acciocch quaamico del re Luitprando fale


cesse l'uffizio di mediatore.

Non

fu

Ponendosi dunque Roma in libert costitu il Papa (l'autorit temporale del quale da molto tempo era quivi riverita) per capo suo non meno che del ducato romano. Non and guari che s. Gregorio II, con coraggio, dov opporsi al re Luitprando, il quale confederatosi con Eutichio patrizio, ed esarca di Ravenna, macchinava di soggettare a s duchi di Spoleto e Benevento, e la citt di Roma all'esarca, che ne dovea fare l'assedio. Fu allora, che il Papa ammans colla sua robusta eloquenza il re longobardo, lo indusse a rendere omaggio a s. PiePoni. cap. 8,
lib. 5.
i

renitente

il

Pontefice a queste docui

mande, per

prendendo

subito

cura e sollecitudine di quelle Provincie, nelle quali sebbene gl'imperatori greci ne


tolo di
la

ritenessero

il

ti-

padroni, non ne curavano

conservazione e la difesa.
il

Dopo
l'offerta

avere
legali

Pontefice a mezzo de'suoi


il

pressato
doni,

re,

con

di

molti

s'

incammin

egli

stesso alla volta di

Pavia. In pas-

sando per Ravenna vi fu salutato ed accolto con questa tenera acclamazione: Bene venit Pastor, qui suas relquit oves i et ad nos qui
perituri eranius liberandos occurrit.

Giunto
te di

s.

Zaccaria nella regia cor-

a ritrocedere coll'esercito, e ad implorare il perdono all' esarca


tro,

Pavia, indusse Luitprando a

restituire alcuni territorii

come
caria

il

Pontefice

gli

accord.
III

na,

due

parti

del

territorio
di
il

a Ravena
restituire

santi Pontefici

Gregorio
i

e Zac-

Cesena,

obbligandosi
stessa,

difesero contro

longobardi

alcune
essi

citt del loro dominio, da prepotentemente occupate; anzi il secondo, come padre comune, rivolse le sue cure sui popoli dell' esarcato, e della Pentapoli pro-

rimanente del suo territorio. Ci venne in cognizione di Costantino, il quale per compensare il Papa di quanto avea operato per la quiete dell' epoi Cesena

ed

sa reato, concesse all'apocrisario della santa

vincia del

medesimo

esarcato, che

Sede,

ancora dipendevano dall'impero o-

dava,

le

che gliele domandue masse, o sieno unio-

ESA
si

ESA
sotto la protezione e difesa del-

ni di vari predi e possessioni, che

erano di ragion pubblica,


te Ninfa e

appella-

Norma.
l'esarcato di

Dopo che
si

Ravenna

la sede Apostolica, implor ed ottenne l'aiuto di Pipino re di Franeia, ove il Papa si rec nel 754.

pose sotto la protezione dei Papi, successivamente ne speriment


benefci effetti.
Il

In questa occasione Stefano III unse

re

di

Francia
figli

Pipino,
Carlo
e

insie-

medesimo Zacpconchiudendo a
i

caria continu a
poli dell' esarcato,

proteggere

Carlomanno, dichiarandoli patrizi dei romani, affinch s'impegnassero aila

me

co' suoi

favore
trattato

di

esso col re Rachisio

un

di

pace

per

venti

anni,

Rachisio successe nel regno lon-

Astolfo suo fratello nel 749. Questi nel pontificato di Stefano l, detto III, e nel 752 mosse le sue armi contro V esarcato, occupandone la capitale, di dove scacci Eutichio ultimo degli esarchi, ed indi orgogliosamente le rivolse contro le citt del ducato romano, tentando ogni via di sottomettere ancora queste al domi-

gobardo

romana, e convenne tra Stefano III e Pipino, che ritogliendo questi colle armi dalle madifesa

della

Chiesa
si

degli stati suoi, e

ni degli usurpatori

longobardi

l'e-

sarcato di
nifcenza

Ravenna, egli per mudegna di cattolico prin-

cipe lo donasse alla Chiesa

Romana,

de Marca, de Coricord. lib. I, cap. 12, 3; la quale Chiesa da tanti anni aveva asil

come narra

sunto tutto
vincie,

il

peso di quelle prosi

e tanto

era affaticata per

nio

longobardo.
e

Adoper

il

Papa

donativi
ni.

preghiere,

ed ottenne

capitoli di

pace
fede,

per quaranta an-

come ora per ricuperarle dalle mani de'longobardi. Erano stati, siccome abbiamo
salvarle,

Ma

il

re ponendo in

non

cale

detto,

popoli dell'esarcato abban-

la giurata

torn a minaccia-

donati da'greci in preda de'barbari,


e perci costituiti in diritto, a fine
di

re

i romani ed il Papa, volendo che ciascuno del ducato gli pagas-

provvedere

alla

propria salvez-

se

un soldo d'oro
il

in

tributo.

Al-

za e conservazione, di separarsi dal

lora

santo

Pontefice

credette

capo dell'imperio; e vedendosi padroni, o di rimanere sotto


dei
altri,
il

miglior partito far uso dell'autorit e della forza. Ricorse


stantino, cui

giogo

prima a Co-

re
si

longobardi, o

di darsi

ad

re la

doveva essere a cuorepressione di Astolfo, che

erano gi donati ai Papi ch'eglino avevano da prima eletti


per loro duci e protettori. Venne quindi Pipino in Italia nello stesso anno 754 alla testa di poderoso esercito contro del re Astolfo,

avea
parte

occupata

Ravenna e buona

dell'esarcato;

ma

quel prin-

cipe impegnato

nel

sacrilego pen-

siero di distruggere le sagre


gini,

immadifen-

dimentico del dovere connaogni


principe
di

turale ad

dere e conservare i propri stati, fu sordo alle richiesle del Papa. Quesii

dunque per
i

sottrarre
il

dall'ava-

ed assediatolo in Pavia, il Papa per liberarlo dal totale esterminio che gli sovrastava, gli offr la pace affine di risparmiare anche il purch gli resangue cristiano
,

ducato 10mano ed popoli dell'esarcato, che Zaccaria suo predecessore avea pierizia

de' longobardi

stituisse

quanto aveagli tolto, e gli consegnasse Ravenna, eie altre citt da lui occupale, secondo il conve-

,,

ESA
mito col re Pipino. Il timore di maggiori disastri indusse Astolfo ad accettar con giuramento tali condizioni;

ESA
Borgia, a pag.

79
seg.,

18 e

riporta

quanto
tori,

ne scrissero l' Anastasio Cencio Camerlingo presso il MuraAntiq.


italc.

ma
e

appena Pipino torn


Stefano
III

in

med. aev.

diss.

Francia,
il

in

Roma,

dia
nel

longobardo re con infame perfiand ad assediare quella citt


7 55,

69, l'epistole contenute nel codice Carolino, e l'Ughelli nel t. II, Italia
sacra. Pel resto a vedersi Ravenna,

non senza grave danno


il

e Sovranit" de' romani Pontefici.


Il

Papa fece sapere al re di Francia il temerario procedere di Astolfo laonde vol Pipino ad assediarlo in Pavia, obbligandolo a ridurre ad effetto tutte le condizioni della
pace. Per tal modo si dominio temporale, che la Chiesa Romana gode presentemente, non solo colla restituzione

de'luoghi suburbani. Subito

Frizzi

nella bella storia che ci

ha dato

di Ferrara, al tom. II eru-

ditamente parla dell'esarcato detto anco Emilia, dei suoi confini del
,

modo
ni

cui pass dai

greci

ai

lon-

gobardi, e

precedente
il

come donato ai romaPontefici; quindi come usurpato


da
,

stabili

dagli arcivescovi di Ravenna, e


altri

come

tornato alla Chiesa.

de'luoghi intorno a

Roma,

e massii

duavevano tolto al ducato romano; ma anche colla cessione di Ravenna, della Pentachi
di

me

della citt di JMarni, che

Per ultimo non riuscir discaro aggiungere quanto il p. Antonio Brandimarte, minore conventuale,
scrisse dell' esarcato nel

Spoleto

suo Piceno

Annonario, ossia
illustrata,
la

Gallia
1

Senonia

a pag.

2 e seg., ove par-

poli,

di

tutto

l'esarcato.

Allo

strepito di

queste

vittorie

ed

av-

tapoli.
ti

pure della summentovata PenDistrutto il dominio de' goin Italia, e


costituita

venimenti,

si scosse l'imperatore Costantino, ripetendo con promesse

Ravenna
il

citt

capitale dell' esarcato,

Pi-

ed offerte, le nominate provincie a Pipino; ma il religioso principe rispose che per niuna ragione avrebbe permesso che quelle citt
,

ceno Annonario o Gallia Togata, formante ora la met della .provincia


della

Marca, mut

allora

nome, e
fu

la parte

marittima di esso

fossero

alienate

dal diritto

della

Chiesa
le

Romana,
aveva

giacche

non per

montana
vincie.

chiamata Pentapoli, e la parte fu chiamata Provincia dei


pro-

altro fine

egli

intraprese quelsi

spedizioni,

come

legge presso

l'Anastasio, in Vit. Steph. III. Quindi

con ampio diploma Pipino


e

re-

stitu
il

don alla Romana Chiesa dominio assoluto dell'esarcato di

in due L'anonimo ravennate merando le regioni d' Italia che la sesta era Annonaria tapolensis, cui adnexa pars
Castelli, e fu divisa

enudice

Pen
Pice-

Ravenna, e perci osserva il Cenni, tu praefat tomo IV A nasi. Bibliothec. num. 21-22, che il principato della Chiesa
allora istituito,

ni annonarii , septima est supra ipsam Pentapolim, idest Provincia Castellorum, quae ab antiquis
Il

p.

Berretti contro
la

il

Romana non
citt

fu

supplisce

parola

Fontanini aggiungendo

ma
delle

bens amplificato.

quae

ab
sia

antiquis

dieta est Piceil

Sul

novero
all'

luoghi
citalo

niun, e crede che

contado Ferde' Castelli,

sottoposti

esarcato

di

Ravenna,
il

mano
li

la

Provincia

suoi confini

ed estensione,

Catalani, Stefano

Borgia,

ed

il

8o
Rallaclli
si

ESA
tati

ESB
del re Astolfo per
la

uniscono a lui. 11 Brandi marte per pensa diversamente, e crede che la Pentapoli Annonaria, a cui era annessa porzione del
Piceno,
l'osse

Penta-

poli

per l' Emilia, come narra Anastasio Bibliotecario, per ricevee

re le chiavi delle citt, e portatosi in

composta

in principio

Roma
di

le
s.

deposit nella

confes-

da cinque citt, cio da Rimino, da Pesaro, da Fano, da Sinigaglia, e da Ancona, cio dalla Gallia

sione

Pietro
citt

e gli

restitu

le

di

don o Ravenna, RiCese,

mini, Pesaro, Conca, Fano,

marittimo, e che la Provincia de' Castelli situata sopra la stessa

na

Sinigaglia

Jesi

Montefeltro

Urbino, Cagli, Luccoli, Gubbio

ec.
l'I-

Pentapoli, che dagli antichi fu chia-

Siccome
talia

longobardi divisero
ducati,
cos\

composta della Gallia Montana, cio da Camerino, Maidica, Attidio, Tufco, Senfosse
tino,
Jesi.

mata Piceno,

in

chi

sa dire

quanti ducali costituirono colla Pen-

Alba,

Ostia,

Suasa,

Pitulo,

La voce Pentapoli

compoche
si-

sta

da due parole greche,

gnificano cinque citt. Col tempo la

provincia di Pentapoli distese


fi

con-

che loro fu ritolta, e podonata e restituita con tal nome alla santa Sede ? Anastasio Bibliotecario, nella vita di Adriano I, nomina il ducato Fermano, Osimano, Anconitano, e dice che estapoli,
scia

imperocch nel sinodo romano celebrato nel 680 sotto il Papa s. Agatone, gli atti del quale furono poscia inseriti nel sesto conni
;

sendosi

gli

abitanti di

questi

vo-

lontariamente dati alla santa Sede,

more romanorum

tonsurali sunt.
vescovile
della

ESBONA.
diocesi di

Citt

cilio

Costantinopolitano
di

vescovi

provincia di Arabia, nella Samaria,


Antiochia,
sotto la

Fano, di Osimo, di Ancona, tutti uniformemente chiamano se stessi vescovi Provinciae Penlapolis. Ludovico Pio, confermando le donadi lumini, di Pesaro, di

me-

Numana,

tropoli di

Bostra. Esbona,

Esboti

biti

o Esebon era la capitale de'moaqui regn Seon re degli a:

morrei, che poi fu vinto ed ucciso


in sanguinosa battaglia dagli israeliti.

zioni e restituzioni fatte alla Chie-

sa

da Pipino e da Carlo Magno, pone molte citt nella Pentapoli con queste parole Similiter et Pentapolim, videlicet Ariminium, Pisaurum, Fanum, Senogalliam, Anconam, Ausimum, Hesim, Fo:

Gli amorrei l'avevano conqui-

stata dai moabiti.


di

Era

nella trib
leviti,

Ruben,, e separata pei

ai

confini della trib di

Gad, incontro
si

a Gerico. Nella Sria sagra


ge,
eh' era

leg-

lontana

dal

Giordano

>

rum

Sempronii, Monte Feretri,


,

venti miglia^ e quaranta dal

mare
le

Urbinum

et

territorium

Bal-

Asfaltide; e

che

celebri

erano

nense, Callem, Luciolis, et Eu gubium cum omnibus flnibus, ac terris ad easdem civitates pertinentibus". Queste citt non erano pi degl'imperatori greci, ma erano passate in mano dei longo-

sue fontane,

vaste.,

e mirabili pel

modo col
vescovi,

quale erano costrutte. Gennadio, Zosio e Teodoro ne furono

Oriens Christ. toni.


titolo

II,

p.
,

864- Al presente Esbona, Esbonen

un

vescovile in

parlibus,

bardi

Pipino
di

re

di

ritolse al

re Astolfo,
s.

mand

Francia le Fulra-

do abbate

Dionisio co' depu-

che conferisce la sede Apostolica, sotto la metropolitana di Bostra, altro titolo in parlibus. Attualmente

ESC
n' vescovo monsignor Antonio Pezzoni dell'Ordine de'niinori cappuc-

ESC
ma,
di
alle

8r
e del

e vi ottenne la protettola del-

l'Ordine cistercense

regno
e fu
;

promosso a tal dignit, ed a vicario apostolico del Thibet ed Indostan, a' 27 gennaio 1826, da Leone XII. ESCART (d') DI GIURY Anna, Cardinale. Anna d'Escart di Giury de' conti di Limoges congiunti colla real casa di Francia Tanno i435, nacque in Parigi e fu rigenerato colle acque
cini,
,

Francia

fu ascritto ancora
del
s.

congregazioni

officio

de' vescovi e regolari. Nel

destinato al vescovado di
in questa diocesi

1608 Metz

con molto impealla

gno
della

si

adoper

riedificazione

Chiesa quasi abbattuta dalla


ivi

formidabile eresia di Calvino.


chi assai erano
i

cattolici

Poquan-

battesimali nella chiesa di


lo.

s.

Pao-

do

egli

assunse
;

le

redini dello spi-

Profess dapprima nel moniste-

rituale governo

ma

pochi

ezianegli

Benigno di Bigione, e col diede principio ad


io benedettino
di
s.

dio erano

gli

eretici

quando

lasci col le sue spoglie

mortali.

esercitarsi

in ogni

genere
di

di

cri-

Predicava con ardentissimo zelo, ed


era infaticabile nel cercare tutte le
vie

stiane virt.

Riusc

ammirazio,

ne a
di

Caterina

de' Medici

regina

per

persuadere

convincere.
della

Francia, a Carlo IX, e ad


il

Ennel

Obblig ancora
diocesi

tutti gli ebrei

rico III,

quale conosciuto
di
lui

anco,

a trovarsi presenti ogni sabsi


,

ra

il

profondo sapere
lo

bato alla predica che


la

faceva nel-

i584,
rale,

nomin

al

Lisieux.

Assunto il cominci con purificare la sua diocesi dagli errori che v* erano disseminati, e ricondusse in ogni luogo la piet, e purezza della fede. In alcune la
dissensioni

vescovado di reggime pastoogni potere a

chiesa di

s.

Paolo

sci cura

per faticosa

ne mai lache fosse


salute dei

quando
suoi.

trattavasi della

In mezzo a tante serie e grail

vissime occupazioni trovava

nate

tra
si

Ja

corte

grandi del regno

rese

mirabile

pel suo ben misurato

contegno, e

temed alla contemplazione de' divini miesercitarsi steri, non meno che di nelle pi aspre corporali penitenze. Era di venerabile aspetto, gapo
di consecrarsi
all'

orazione

per

la

sperienza

consumata

che

stigatissimo nel parlare, e assai


sto nello sguardo.
le conversazioni,

mode-

mostr negli

affari. Neil'

interregno

Vivea separato dalcontento di tratte-

specialmente dovette fare pi volte viaggio di Roma, e sono indiciil


bili
i

nersi soltanto
pienti persone.
fabile,

con poche,

ma

sa-

rischi e le fatiche

che in

tali

Nondimeno

era aftutti.

incontri

sostenne

pel

bene

della

cortese ed

umano con
la
vita,

Chiesa. Clemente Vili, pesati ch'eb-

La sua mensa
sario per

riducevasi al necesil

be

tanti
,

meriti di quel vescovo in-

mantenere

suo

signe

a'

5 giugno
prete
di

5g6
s.

lo cre

Cardinale
e so
gli

prescrisse

di

non
,

Susanna, tempo stesabbandonar pi la


nel
dalla presenza

corredo era ristretto assai per quanto chiedeva il decoro della sua dignit, il vestito di molto dimesso,

ma

ben eloquente. Non usava prevolesse


distin-

Francia
di
lui

la

quale

dilezione pei carnali parenti, ne vi


fu esempio eh' egli

di

dovea ripetere i pi granMa dopo la conciliazione di Enrico IV, recossi in Rovantaggi.


vol.

guerli nel lasciare

loro

legati,

abbazie,

benefzi

ecclesiastici

pri-

xxu.

8a

ESC
che se
lo

ESC
non si perdette per di coraggio il santo pastore, ed in un giorno di grande festivibarie e l'empiet,
t

ma

avessero meritato coi

ben provati servigi. Che se qualcuno lo stimolava a superare questi

suoi giusti riguardi, rispondeva


:

idolatrica in Strengis_,
si

col

suo

con franchezza pensiamo che cosa avrebbe fatto s. Carlo Borromeo in queste circostanze. Nel conclave di

clero

present in mezzo a que-

ll'infedeli.

Peror con

forza, rim-

prover

la

loro condotta, e veden-

Paolo
letto

poco manc che fosse ePapa. Questo celebre perso1

do
g

naggio mor nel


sy,

6 1

e
Il

fu

se-

polto nella sua cattedrale.

Suas-

le sue rimostranze, preSignore di far conoscere la sua possanza con qualche visibile segno. Una grandine all'improvviso

inutili

il

fa
a'
i

nel suo martirologio Gallicano, menzione di questo Cardinale

si

suscit,

ed un

fulmine

atterr

l'ara e distrusse tutto


servire

quello

che
que-

aprile, giorno della


(s.).

sua morte.
nei sodi

doveva

al sagrifzio di

ESCHILLO
scita,

Inglese di na-

gl' infedeli.

Un

tale prodigio fu

da

allevato e cresciuto

que' protervi accagionato a magico


spirito,

principii della cattolica religione, ar-

si

vendicarono col santo

deva di cocente brama,


sione se
gli

presentasse

che occaper semile

vescovo mettendolo a morte a colpi


di
pietre.

Fu
ove
indi

seppellito nello
egli

nare sul campo evangelico


lesti

ce-

stesso luogo,

sostenne

il

dottrine.

Intesa dall'arci vescos.

martirio.

Ivi

appresso
,

venne

vo
sia

di

Yorch

Sigifredo

l'aposta-

della Svezia, deliber di recarsi

sul luogo,

anche
grezza

parente,
gli

ed Eschillo, che n'era con somma allefece compagno. La si


enunciata

eretta una magnifica chiesa e la tomba del santo fu onorata da una moltitudine di prodigi. Mor
s.

Eschillo nell'undecimo secolo, e


festa

la

viene celebrata
li

in

Isvezia

santa parola

da questi
,

e nella Polonia

\i giugno.

due

zelantissimi

apostoli

riport

ESCLUSIVA.
fica,
il

Avvertenza
fu
di

paci-

copiosi frutti di benedizione,


salute.
Il

e di

cui impropriamente
di

dato
prerole

re ed
essi

rono per
zione, e

popolo concepiuna grande venerail

nome

privilegio

gativa; avvertenza che


tre corti di

talvolta

dovendo

s.

Sigifredo ritor-

Vienna, Parigi e Masolo


la

nare al suo gregge, questi fu pregato dal re a voler lasciargli Eschillo, e consecrarlo per loro vescovo.

drid esercitano per un

indi-

viduo nei conclavi per


de'

elezione

sommi

Pontefici

dichiarando
la

Fu

quindi dal
e

s.

arcivescola

non

riuscir loro gradita

esalta-

vo conferita ad Eschillo
za del sacerdozio
Svezia, sotto
,

pienez-

zione di
particolari

un

Cardinale,
e

per

loro

la chiesa di

ragioni

motivi.

Nei

un tanto

pastore, cre-

primi tempi l'esclusiva non soleva-

sceva ogni d pi a moltiplicare i credenti alle verit del vangelo. Per

no darla che l'imperatore, ed


re di Francia,

il

come
,

quelli ch'era-

mala ventura trucidato


da un'orda
d' infedeli,

il

re Ingon

no

intervenuti
alla

al

modo che
pontificia.

di-

fu posto su

remo,

eiezione

quel trono Swenone, detto il Sanguinario, ed in allora la novella


chiesa ebbe a sentirne funestissimi
eflEetti.

voler conoscere l'origine della con-

suetudine delle esclusive, e

la

prune-

denziale tolleranza de' Pontefici, fa

Introdottasi di

nuovo

la

bar-

d'uopo principalmente, anzi

ESC
cessano leggere l'articolo
de'

ESC
Elezione
es-

83

tore, fu

so

si

sommi Pontefici Romani. In vedr pel corso di tredici

Ma
IV

Gregorio VII, del 1073. per la pretensione di Enrico


s.

se-

sulle

investiture
s.
),

ecclesiastiche

coli,
i

qual fu la maniera di creare Pontefici, in qual modo s'immii

(abuso che
va togliere
ferenza tra
rio,

Gregorio VII volenacque la famosa difsacerdozio e


l'

sero nella pontifcia elezione


di
Italia

re

il
il

impele cen-

dapprima, indi gli imperatori di oriente, o per essi i loro esarchi di Ravenna, e poi gl'imperatori di occidente, trovandosi perci
la

per cui

Papa fulmin

sure e pene canoniche. Irritato perci

Enrico IV, in un conciliabolo


il

pretese di deporre

Pontefice, sur1'

Chiesa

romana per molto


pagare

rogandogli
tipapa

scismaticamente
III.

an-

tempo
fino

soggetta a dolorose vicende,

dover

un
e

tributo

Clemente scisma nacque 1'


ricliiani
,

Da

questo

eresia degli

En-

nella pontificia elezione,

consala

grazione.

queste vicende fu ella

condannati nel concilio Quintdineburgense o di Quedlinbur-

costretta di cedere

o per

pre-

tensione dei sovrani di que' giorni,

che a cagione de' tempi spesso mancava ne' sagri comizi onde alcuni
la

o per

necessit della pace

go nell'anno io85, i quali osavano affermare che 1' imperatore aveva somma autorit sopra l'elezione dei
,

vescovi
si

e del

Papa, e perci non

doveva conoscere per legittimo,

Pontefici dovettero

talvolta

ricor-

se

non
s.

se l'eletto dall' imperatore,

rere all'assistenza
tori

degli

ambascia-

o dal re di Germania.

Fu dunque

imperiali

per essere

da

ssi

garantiti dai contrari partiti, e dalle fazioni

nella loro

consagrazione
assistenza

e coronazione. S fatta

che

vuoisi

secondo

alcuni

essere

un personale
vamente
tedeschi,

privilegio agi' impera,

tori Carolingi accordato

fu

nuo-

Gregorio VII, che ricuperarono i sagri comizi l'intera loro libert, che gli eletti non aspettassero l'assenso degli imperatori per effettuar la consagrazione e coronazione ; indipendenza mantenuta sino ai nostri d. Resta per la

dopo

praticata
i

dagl' imperatori
si

quali

non

contentade' loro

connivenza dell'avvertenza pacifica delle esclusive che l'imperatore di


Austria,

rono della sola assistenza


ambasciatori,

re di

Francia

di

ma

talora vollero al-

Spagna
ta

talora

danno per mezzo dei

tres intromettersi nell'elezione

meessa

rispettivi

ambasciatori presso la san-

desima
del

de' Pontefici

finche

Sede, o di quelli straordinari,


al
,

dal clero, cui

si univa la presenza popolo romano, fu trasferita saggiamente dai Papi a' soli Cardinali, che non senza contraddizione degli antichi elettori furono

che spediscono talvolta in sede vacante


dinali
l'

sagro
del

Collegio
in

de'

Carper

adunali
essi

conclave

elezione

stando
te
al

Pontefice ; manifel'esclusiva direttamen-

dopo qualche
cificamente
in

tempo
questo

stabiliti

pa-

Cardinal

decano,
i

acci

lo

diritto.

V.

partecipi ai

Cardinali elettori. So-

Cardinali, ed Ambasciatori. L' ultimo Papa, alla cui consagrazione assistettero gli ambasciatori,

gliono

ancora

medesimi

amba-

sciatori dichiarare siffatte avverten-

e che

prima

di questa

signi-

ze a mezzo di qualche Cardinale nazionale, o aderente alla corona,

ficasse la

sua elezione

all'impera-

e per lo passato que' Gardinali ch'e-

84

ESC
TI,

rano protettori, ambasciatori, o ministri dei tre nominati monarchi


per loro facevano noti ai colleglli i sentimenti del sovrano, cui erano addetti. Del modo di dar 1* esclusiva
I.
si

hanno un scuso ben diverso ed


pii

assai

che
tici

vi

si

limitato n deve tacersi rinvengono dai dotti cri;

delle viziature,

no
seg.,

consultati

il perch vanBaronio all' anno

parler al suo paragrafo.

Opinioni sull* esclusiva. II. Esemp di quando non fu attesa, o venne rivocata. III. Esclusiva
de* Cardinali. IV.

1059, cap. i, dist 23, num. 23 e ed il Berardi ad decret. Grapar. 2, cap. 82.

ttarli;

Egli per-

Modo

di da-

re V esclusiva.
I.

Il

Novaes, nel tomo XIII,

p.

sommi Pontefici^ su questo argomento dice quanto qui riportiamo. Vo9, degli Eleni, della storia de*

che ripeteremo col p. della Noce, Adnot. in Chron. Cassin., pag. 34i, edit. Parisiis, 1668, che se gli imperatori hanno avuto qualche concessione sull' elezione de' Pontefici, ci avvenne o per rintuzzare gli scismi, o per difendere la s.
ci,

Chiesa. Nascendo sempre nuove vile antiche, ben qualunque concessione, come appunto fecero s. Gregorio VII nel concilio di Late-

gliono alcuni che

il

preteso

privi-

cende, e cessando
annullarsi

legio della esclusiva, che oggi qual-

poteva

clavi dalle tre

che volta viene esercitata ne' connominate coiti, abbia avuto


il

principio dal concilio

rano, e Vittore
nevento.

III in

quello di Be-

lateranense, celebrato da Nicol II


nel

1059, e

sia

compreso nella
1.

Dislint.

a 3, cap.
privilegio
,

Ma
agi'

quel deosserva
t.

L' uso dunque delle esclusive , soggiunge il Novaes, che si pratica

cantato

impelatoli
il

da

circa

cent'anni in qua (egli pub-

accordato

come bene
bas.

blic la sua

Cenni, Bull.
nazione,

vatic

Ili,
la

p.

228, risguarda solamente

coro-

non

gi l'elezione dei

som-

opera nel terminare ma dimostreremo co' fatti storici in appresso che la consuetudine di questa pacifica
del decorso secolo,

mi

Pontefici.

Questo punto

lo spie-

gammo

al citato articolo Elezione,

nel quale dicemmo, che Nicol II non concesse ad Enrico IV il diritto di eleggere di
t

ebbe incominciamento molto tempo prima, onde forse poteva dire il Novaes praticarsi con maggior frequenza da cento anavvertenza
ni
ec. ),

or ita

il

Pontefice,

propria autoperch essendo

fondasi

nella

connivenza

piuttosto
ficia
;

che

nell'

autorit Ponti-

l'elezione pontificia

una
,

facolt spi-

dissimulazione di savia provil

rituale ed

ecclesiastica

essere

giammai

di essa

non pu capace un

videnza, affinch
del

mondo

cattolico

principe secolare

ma bens sem; bra che in parte gli permettesse di confermare l'elezione fatta dal clero romano, ovvero di nominare il Pontefice, a richiesta per, ed a nome soltanto dello stesso clero, a cui allora apparteneva l'elezione. Ma le espressioni usate o che si
,

la santa Sede che a tutti sia accetto il loro padre e pastore. Su queste e molte altre ragioni appoggiato, il Cardinale de Lugo gesuita, nel conclave del i655, in

con dispiacere de' sempre desiderato

supremo capo non sia eletto sovrani, avendo

cui

fu assunto al pontificato Ales-

attribuiscono

al

Pontefice

Nicol

sandro VII, compose sull'avverten-

ESC
za
dell'esclusiva

ESC
scrittura,
la
si

85

una

quale diede motivo ad alcune osservazioni per parte del Cardinale Albizi.

Abbiamo ancora
V
esclusiva dei

il

Discorso
teologico

ambacome si legge nel capo Quia Sancta Romana, distin. 63 ; cosi vogliono che nei
facesse alla presenza degli
sciatori imperiali,
:

istorico-politico-legale

sovrani cattolici dell'imperio, o della


le

Papi, per isiruzione ai signori Cardinali in conclave per la morte d Innocenzo XIII, al quale rispose l'avvocato Sozzini con alcune riflessioni, che vanno unite a quel discorso nella descrizione ms. di questo medesi.sopra
J

Francia
parti

forse

si

trasmettessero
il

del popolo,

quale se ee-

sclusivamente

non eleggeva o

avea grande influenza, o un avanzo palesava di quella influenza, in certe epoche da esso
scludeva,
esercitata.

Oltre

ai

citati

autori

mo

conclave fatta dal Cardinal Zonsi

suU' esclusiva
il

possono

consultarsi:

dadari, che

conserva in Siena presla lesse.

p.

Giuseppe

Tamagna., Origine
I,

so la sua famiglia de'marchesi Chigi,

e prerogative de' Cardinali, tom.

dove

il

Novaes

Questi
Dissert.

cap.

VII

Dell'elezione del

romano

invita a leggere, nelle sue


stor. critic,

Pontefice ai Cardinali della S. R.


C. riservata ; ed il Discorso anonimo sopra l'esclusiva dei Papi, Venezia 1722.
II.

Giangiorgio Estor, Com-

mentario de j'ure esclusivae, ut appellant quo Caesar Aug. uti potest, quum Patres purpurati in creando Ponti/ice sunt occupati, Jenae

Che

talvolta la pacifica avver-

tenza
attesa,

dell' esclusiva

non

sia

stata

740. L' Oltieri poi, nella Storia di Europa, tom. Vili, p. 5 io, di1

ce,

che

l'esclusiva la

quale

si

suole

attendere per
possa

un

solo soggetto

che
delle

ed altre volte sia stata rivettata ne abbiamo diversi esempi, per cui ne riporteremo alcuni. Nel i555, per morte di Marcello II,
,

dispiacere

ciascuna

nel

primo ingresso

del conclave,

tre corone, l'imperio, la

Francia e

la Spagna, talora si ammette non per patto o determinazione alcuna, ma soltanto per provvido riguardo, acci non nascano guai di veruna

Mendoza ambasciatore di Carlo V imperatore, e re di Spagna e Napoli, esort


il

Caraffa

napolitano

Cardinal Giampietro a non pensar

specie alla Chiesa, e


testo a

non

sia di

pre-

punto al pontificato, perch dal suo sovrano era in primo luogo escluso, a

malcontento, nel caso che alcuno de' mentovati principi, come


i

quel

modo

che

n'aveva

ricevuto

fra

cattolici

pi.

potenti,
filiale

non
con-

due precedenti conclavi per morte di Paolo


l'esclusiva

ne'

volesse avere

tutta

la

III,

e Giulio III, siccome narra

il

fidenza

in

un Papa che
eletto.

dispiacere fosse

suo Finalmente,
col
la

Pallavicino nella Storia del concilio

di Trento.
il

A
:

questa intimazio-

quelli eziandio che

ammettono
,

avvertenza
tano tra
le

delle

esclusive

ripor-

altre ragioni,

che

sic-

come

nei primi secoli della Chiesa


il

concorreva

popolo alla elezione;

con intrepidezza L'imperatore non potr impedire che se Dio mi vuol Pontefice, io non lo sia: anzi allora sar pili contento, perche non
ne,

Cardinale

e seriet rispose

e siccome Stefano IV, per ovviare


agli scandali,

obbligato di questa dignit se

massime nell'intrusione

che

dell'antipapa Costantino, ordin che

non a Do solo. V. L'Oldoino in Ciacconio ViL Ponti/, t. Ili, col. 824.

8f>

ESC
dopo il Cardinale rePapa per adorazione, e
di

ESC
decaduto dalla
per
clavi
la

Otto giorni
st eletto

sovranit

di

esso

suddetta guerra) in tre conl'esclusiva, e nel


t

prese

il

nome

scissura fra Carlo

Paolo IV. La V, e il Cardinal


essendo
III
ai

prov

quarto,
col
l'inli.

Caraffa
poli, a

accadde quando
lui la confer

i5gi venne esaltato nome di Clemente Vili, con


l'anno
clusione
dello
stesso

vacata la sede arcivescovile di Na-

Filippo

9 novembre i549;
ledo
se

Paolo ma per

Top-

Correndo l'anno 1644 nel conclave per morte di Urbano Vili,


nel quale
si

posizione del vicer Pietro di

Tonon pot entrarne in possesso, non in tempo di Giulio III, il


ci

procedeva all'elezione

del Cardinal Pamphily,


te l'esclusiva

non ostan-

quale per

ottenere, a'21
scrisse

set-

Cardinal Antonio Barberini, nipote del Papa deil

che

tembre
l'affetto

i55o,

una

lettera

assai risentita

a Carlo V. Tale fu ch'ebbe il Cardinale per

funto, e potente per essere capo di cinquanta e pi Cardinali, creature dello zio, gli aveva procurata dalla

che ne ritenne governo nel pontificato. Nell'Istoria de conclavi dei Pontefici romani, a p.799, si osserva esla sede di Napoli,
il

Francia, perch
era

il

detto

Pamphily

creduto aderente alla Spagna siccome stato nunzio presso il re Filippo IV , tuttavolta 1' esclusiva

sere costante opinione, gi dichiara-

fu sospesa dall'ambasciatore francese

comune, semel exclusus, semper exclusus9 ed ivi si aggiunge, che siccome gli spagnuoli si oppongono alla esaltazione di chi una volta fu da loro impedito che giungesse al pontificato, cosi ognuno
ta col detto

tenne sino

dalla

creazione d'Innosi

Sansciamon, per opera del CardiTheodoli, e del marchese suo fratello. Quindi avendo il Cardinale Panciroli guadagnato colle persuasioni il detto Cardinale Barberini, ad onta della valida resistenza del Cardinal Bichi, tutto aderennal
te della corte di

cenzo X, che bero in tutti


ti;
i

le loro forze
i

sareb-

Francia,

il

Pam-

conclavi

opposte

phily venne
il

all'esaltazione del Cardinal Sacchet-

Papa, e prese nome d'Innocenzo X. Per quecreato

che ben potevano mancare motivi della prima esclusione, ma


e
vi-

sta
cosi
gi

sospensione di
irritato
il

esclusiva, rest

re di Francia Luiil

sempre sarebbe durato nel suo


gore quello di
volta.

XIV, che

priv

Cardinal Bar-

averlo

escluso

una

berini della protezione del suo rea-

Con tuttoci questa regola ha avuto talora la sua eccezione, come quando il Cardinal Aldobrandino
Filippo
II,

me, e chiam in Francia l'ambasciatore, non perch il re fosse contrario alla persona d'Innocenzo X,

dichiarato

dissidente

di

ma
lui

perch

il

cardinale

1'

am-

per la memoria di Silvestro suo padre ministro favorito di Paolo IV (il quale in qualit di avvocato del fisco pontificio, a* 27 luglio i556, in pubblico senato cit
il re come reo di violato giuramento, gi prestato a Giulio III nel ricevere in feudo il

basciatore

ne procurato

avevano
l'esclusiva.

prima da Pur trop-

po

talvolta le

brighe,

l'ambizione

e l'abuso di fiducia di qualche Cardinale , o di alcun ambasciatore


nei

conclavi

tradirono
i

la

propria

coscienza,
ni,

non che

propri sovra-

e sagrificarono degnissimi Car-

regno

di

Napoli

lo

dichiar

dinali, cui

per altro Dio non avea

ESC
destinati a suoi vicari.
i

ESC
Altra volta
di

87

ministri delle corti furono

ci

cagione con detrimento della reputazione del


rispettivo sovrano.

Morto Innocenzo
primordi del
elettori del

nel i655, nei

conclave, molti sagri

sebbene avesse avuto l'esclusiva della Francia, perch con ecclesiastica fermezza , nel congresso di Mmister, qual nunzio apostolico, avea parlato della poca inclinazione del Cardinal Mazzarini
piose votazioni,

partito Barberini,

con-

primo ministro
pace che
dere.
Il

correvano pel Cardinal Sacchetti, che ricevette l'esclusiva dalla Spagna. Allora divulgossi

di Francia , alla procurava conchiuCardinal Sacchetti per


ivi
si

una

scrittura

con una robusta


stesso

lettera, scritta

allo

che

si

attribu

al

Cardinal Albizi,

Cardinal

Mazzarini, ottenne
ritrattata, laon-

ma poi si seppe essere stato lavoro dell'avvocato Lini^ in cui si voleva, che i principi con grave colpa
con obbligo di risarcire i danni si opponessero all' esaltazione di qualche Cardinale; e che gli elettori ancora peccassero gravemente, se per compiacerli, o per privato interesse, negassero il voto a'meritevoli. Ebbero luogo in allora i
e

che l'esclusiva

fss*e

de subito il Chigi fu eletto Papa con venticinque voti di scrutinio e trentanove di accesso, non mancandogli che il suo voto, il quale
,

nello scrutinio

si diede da lui al Cardinale Sacchetti, e nell'accesso

al
il

Cardinal

Pallotta.

Egli

prese

nome

di

Alessandro VII.

Cos

suaccennati

scritti

dei

Cardinali de

Lugo ed
ti

Albizi. Nella citata Storia


si

termin questo conclave, la cui lunghezza fu celebrata da Gregorio de Pina, ne'suoi Componimenti, pag.
9.

dei conclavi,
le

leggono interessan-

Pei dibattimenti poi relativi al-

notizie sull'esclusiva del

Cardina-

l'esaltazione di diversi soggetti, nel-

Sacchetti,

che

dalla

medesima
nel prece-

Spagna l'aveva ricevuta

dente conclave. Vi fu pure in questo conclave qualche trattativa pel Cardinale Bapaccioli
,

mattina dell'elezione uno del conclave graziosamente disse: Che stravaganza mai questa? Gli spala

ma

sebbene a

lui

non fosse impedimento l'essere nato da un bottegaio di Collescipoli,

un Papa senza inuno che avevano escluso; Cardinali giovani un sanese; ed i Barberini uno che non
gnuoli vogliono
teresse;
i

francesi

e col

solo merito del sapere

loro creatura "


III.

dei costumi essere giunto alla por-

L'esclusiva

de' Cardinali

ha
si

pora

tuttavia

era

di fresca et
,

luogo quando una


vuole
innalzare
il

parte di

essi

contando quarantasei anni ed aveva un'abituale malattia di calcoli,

oppone costantemente ad
al

altra,

che

pontificato

un

che

lo

faceva

riputare di corta
si

soggetto,

quale

non
giorni

piace alla

vita.

questo impedimento
rivocata
il

ag-

prima, per cui talvolta ad un Cardinale per molti


solo

giunse l'esclusiva della Francia.


tuttavia

Fu

manc un

questa

esclusiva
il

contro
se

Rapaccioli,

ma

trattato

per la esaltazione di lui non


perci

pre-

maggior

vigore.

Quindi

sagri elettori si rivolsero al Cardinal Chigi di Siena, porporato di

voto per restar eletto, come avvenne al Cardinale Aldovrandi, nel conclave in cui fu eletto Benedetto XIV, ed al Cardinale Bellisomi nel conclave nel quale venne creato Pio VII. Si osserva che le esclusive reciproche per
gl'interessi

Innocenzo X, che sempre avea co-

tanto

SS
pubblici che

FSC
particolari,
di

ESC
ritarderei

Pio

II

e Pio
dei

III,

tutti zii

e nipoti,

no T

elezione

Gregorio

X
di

coti

come
le

cugini

Leone
i

e Clenel-

trentatre mesi e

due giorni

se-

mente VII, non volendosi pi


famiglie raddoppiati

de vacante, per cui quel Papa stabili il Conclave (Fedi); non potendo
di

pontificati.

Ne

valse al celebre Cardinal


l'affetto

Ales-

pone rimedio

a tal vacanza

sandro Farnese
nali,
la

dei Cardie
l'in-

sede, e alle reciproche esclusive


quindici
Cardinali,

stima dei principi,

dei

che allora

teresse principalmente del redi Spa-

componevano il sacro Collegio, la presenza di due re, ch'erano a parte dell'impegno, e che perci eransi
l'

gna, per sedere sulla sedia occupata dallo zio Paolo III. Per mor-

recati in

Viterbo, luogo delsimili

elezione.

Per

reciproche

esclusive dei Cardinali, l'elezione di

Adriano VI volle il Cardinal Colonna promovere l'elezione del Cardinal Giacovacci o Jacobazzi ma que'Cardinali, ch'erano del suo
te di
stesso

Clemente V fu preceduta dalla sede vacante di dieci mesi, e ventotto giorni: ne


egli

partito, gli diedero l'esclusiva,

come
dell'

quegli

n Gregorio

imperatore, e in
Nel conclave in

che seguiva le parti conseguenza


cui rest eeleg-

erano Cardinali. Le esclusive dei che per morte di Clemente V, ed elezione di Giovanni XXII, volendo gli uni un Papa di Guascogna, cui altri ripugnavano, fecero durare la sede vacante venCardinali,

contrario agl'interessi di altri principi.

lelto

Clemente Vili, doveva


per

adorazione il Cardinal Santorio detto San Severina ; ma in quel punto surse il Cardinal Agersi

tinove mesi, e diciassette giorni. Fu da alcuni notato, che nel conclave

scanio
siva,

Colonna, e

gli

diede l'esclu-

tenuto pel
nel

conciliabolo di

Basilea

1439, l'antipapa Felice V dai trentatre elettori bench in tre


,

dicendo ad alta voce: Ascanio Colonna non vuol San Severina Papa, perche non e dato da Dio.

scrutini

sedici

di

essi

gli

avessero

dato

l'esclusiva, a'

5 novembre con
eletto

ventisei

voti

rest

pseudo

Pontefice.

Ci bast per istornare la elezione di lui, che tenevasi come fatta, ond'ebbe anche spogliata la Cella (Fedi). Dopo la morte di Urbano Vili, il Cardinal Montalto

Venne da alcuni osservato, che dopo il Pontificato di Paolo II veneziano, s'introdusse una politica

ferm

negoziati

diretti

alla

esaltazione del Cardinal

Mazzmini,

comune
i

nel sagro Collegio,

contro
fu

con una pubblica e costante protesta. In questo conclave, prima che


il

Cardinali veneti,
s'

ma
di

questo abuesistito,

so,

vero

che abbia

male

Cardinal Sacchetti avesse la foresclusiva dalla Spagna, l'avequesti

tolto nella elezione

Alessandro
dell'Isto-

va dai Cardinali, perch ventiquattro di

Vili. Si nota a pag.

809

aventi

alla

testa

il

ria de''conclavi > che

l'esclusive dei

Cardinali
manifeste,
ti

dal

secolo

XVI

in

poi

Cardinal Albernoz l'escludevano dal pontificato. Nel conclave di Clemente X, il Cardinal Conti fu escluso da molti suoi colleghi, perch avea

pei stretti congiunti de' Papi

non

volendosi

sono rinnovae
II,

di

gli esempi di Eugenio IV Paolo II, Sisto IV e Giulio


III

troppi parenti; ed

il

Cardinal Gri-

di Calisto

ed Alessandro VI, di

maldi venne escluso per opera principalmente del Cardinal Altieri. Era

ESC
\ agallo del re

ESC
il

89
temeloro corte.

di

Spagna

Cardi-

lo scrutinio inopinata, fino a

nal

tanta
cia

Pigna tei li , ed era soggetto di viriti, che i ministri di Frannon si avanzarono a dargli
e pure, al

re de' rimproveri
Altri

della

dicono,
ripresi
il

che
dal

avessero

strato questo dispiacere affine di

dimonon
li

l'esclusiva;
ni,

diredi alcula

essere

proprio

sovra-

non

si

pot conchiudere

sua

no, e che

Cardinal

Haeffelin

conobbe la neutralit del nuovo Papa, che prese il nome d'Innocenzo XII.
esaltazione, se
si

prima non

avesse segretamente avvisati dell'elezione. La maniera poi pi. conveniente di dare l'esclusiva, quella

Nel conclave di
nali

lui

fu dai Cardi-

di

significarla

al

Cardinal

de-

escluso

il

Cardinal Barberini.
si

IV. questo

L'esclusiva

pratica

in

modo
,

nei

conclavi

da

chi

cano del sagro Collegio, o a voce o in iscritto, il quale a mezzo di un biglietto, o in altro modo, la notifica
il

incaricato.

ministro

affetto

ed le tre corone cui concesso di emetterla per un soggetto, il quale sia stato dalla sua corona incombenzato

Quel Cardinale che ambasciatore , ben attinente ad una del-

tutti

Cardinali. Siccome

Cardinal
fu

Giacomo
l'ultimo

Giustiniani
l'e-

romano,

ad avere

sclusiva, all'articolo di sua biografia

ne riporteremo il modo, e il discorso da lui perci pronunciato


al sagro

di dare l'esclusiva a quel porporato Cardinale, che potesse divenir Papa, si pone sulla soglia

Collegio.

Noteremo per ultimo, che la magnanimit e la clemenza de'Pontefci eletti

della

porta
e

della

cappella

dello

nei conclavi

in cui qual-

scrutinio,

ad ogni Cardinale, che


rac-

per essa entra nella Cappella

che Cardinale ebbe l'esclusiva, fecero s che per essi praticassero

comanda

prendere in razione , che il Cardinal sarebbe gradito al suo che n' Cardinale Il
di
,

conside-

N.

non

debitamente tutti i riguardi. Usarono quindi ad essi distinzioni, conferirono


li

sovrano.
incaricarecarsi

loro

benefizi

ecclesiastici,

promossero

a cariche

cospicue,
li

to,

d pure

l'esclusiva col

ed a notabili onorificenze, e
sultarono ne'gravi
li

conquel-

alle celle dei


li

colleghi, ed

avvisar-

affari,

come
la

dell'esclusiva, se concorressero nel

che avevano meritato


rispetto,

fiducia,

Cardinal N. Queste

manifestazioni

il

l'alta

considerazione

vanno

fatte avanti

che

Cardinali

della
legio.
li,

incomincino
tinio, di cui

l'atto
si

dello scrutinio,

maggior parte del sagro colDi alcuni di siffatti Cardina-

giacche quando

celebra lo scruall'articolo

trattasi

E-

ch'ebbero l'esclusiva, e che poi furono beneficati , e meritamente


distinti

lezione, gi citato, e

molto meno
l'esclusiva

dai Pontefici

quando leggonsi non in tempo


considerazione, ne

voti,

breve
essi
si

menzione,

oltre

faremo qui quanto di

di essere
si

presa in

dice alle rispettive biografie.

attende,

come
la
ai

raccontasi essere avvenuto nel 1823,

allorch

legge vansi

voti

per

elezione di

Leone

XII, la quale

Cardinali francesi
la

Fare, che dicesi

Clermont, e de avessero per lui

Innocenzo XIII fece vicario di Roma, il Cardinal Paolucci appena eletto, qual porporato aveva il avuto l'esclusiva dall'imperio, e poscia Benedetto XIII lo promosse
.

l'esclusione della Francia, riusc nel-

stato, e nella sua assunzione al pontificato, e precisa-

segretario di

90
to
in

ESC
favore di Ini
nello sernlinio.
le,

ESE
loro abitanti. L'esenzione uni verta

incute nell'atto della votazione, vo-

o totale, sottrae pienamente una

Benedetto XIV, appena seguila la Mia esaltazione, confer la cospicua Cardinal di pro-datario al urica
e

persona, od una cosa, dalla potenza e dalla giurisdizione dell'Ordinario, per

sottometterla

immedia

Aldovrandi, che
<la

era stalo

escluso

temente

alla

sede apostolica. L'e-

alcuni Cardinali. Altrettanto pra-

tic

Clemente

XIII

col Cardinal
la
il

senzione particolare o parziale non sottraeva in tutto, ma in parie

Cavalchili),

(piando

Francia Io
pro-dataria-

solamente

escluse, conferendogli

io. Questo uffizio si diede da Leone XII al Cardinal Severoli subito dopo la sua elezione, ricevuta a\endo l'esclusiva dall'imperatore di Austria. Da ultimo, divenuto Pon-

un luogo od una persomi dalla giurisdizione dell'Ordinario. Tale la definizione, che


i

canonisti

danno

della natura

della

esenzione, e sue
tre

specie. Essi inol-

trattano

della

propriet, degli
;

effetti,

e delle prove dell'esenzione


le

Gregorio XVI, dichiar il suddetto Cardinal Giustiniani, che avea ricevuto l'esclusiva dalla Spagna, primieramente Cardinal palatino mediante la carica 'di segretario de'memoriali, ed in seguito gli aggiunse quelle altre cariche ed onorificenze, che riporteremo nella sua biografia. ESCOBLEAU Francesco, Cardinale. V. Surdis (de). ESENZIONE. Privilegio che dispensa da alcuna obbligazione; exemptio s exceptio, invmmitas. Dicesi poi esente, esento, per privilegiato, frantclce
il

regnante

dell'esenzione de'monisteri,
li

quaco-

piene ed intere furono


dall'ottavo al
sui

frequen-

ti

nono
e

secolo,

sagramenti,
della

sulla disciplidiocesi,

na

esteriore

sul

rispetto

dovuto

a' vescovi; e

dele-

l'esenzione de' capitoli, le quali

senzioni sono pi
le de'monisteri.
vet.
lib.

recenti di quelil

V.

Tomassini, de
I,

et

nov.

Eccl.

di scipi. part.

3, cap.

16

e 27, e de la

Com-

co, libero, inimunis.

L'esenzione in

generale
cettua dalla

una dispensa, che ecregola comune. L'esen-

zione ecclesiastica o temporale, o


spirituale.

L'esenzione temporale
il

quella che

principe

accorda

l'e-

senzione spirituale quella che d


la

Chiesa:

questa

personale,
universale,

reale,

o mista,

od

o o

Giurisprud. canon., alla parola Esenzione ; Benedetto XIV , de Synod. dioec; l'articolo Abbate, ed altri relativi di questo Dizionario. ESEQUIE. Cerimonie e pompe funebri, che si fanno nella sepoltura o mortorio di un morto: exequia, justa funebria, parentalia. Questo vocabolo deriva da obsequium, perch le esequie sono gli eslremi doveri o servigi, che si rendono ai defunti. Questa parola in
be, latino signific eziandio
clesiastico,
1'

uffizio ec-

particolare.

L' esenzione

personale

quella che dispensa una persona dall'obbedienza del suo superiore ordinario, sottoponendola alia giurisdizione immediata di altro superiore. L'esenzione reale, o locale, quella che cade sui luoghi, co-

lebrare pei

messa che si fa cemorti. Il Macri, alla


la
.

parola Exequiac

dice

essere
si
si

cos'i

chiamato
sce la sua

1'

uffizio

che

fa

pel

defunto, perch con esso


volont,

esegui-

come insegna
Off.

Mutio
cap. 6.

cappuccino, de

mori.

me

sulle chiese, e sui

monisleri coi

Durando per stima che

ESE
V etimologia di questo vocabolo si derivi da ci, che 1' uffizio de' rnorti
si

ESE
quale
disse,

91

che stimava pia la teologia degli esercizi di s. Ignazio,


che quella
lori

recita

extra

lioras

canonicas.

tutti

insieme
il

dot-

Donato poi
la

dice, che tal


i

nome ha
mon-

del

inondo. Cos

p.

mae-

sua origine, perch


Jl

defunti so-

stro d'Avila, con

no
do.

seguitati dai vivi all'altro

s. Zenosermone terzo sopra A bramo, chiama Isacco Fivas exequias, mentre stava in procinto di esse-

vescovo e martire

ne, nel

simili sentimenti che questi erano un efficacissimo istromento della divina grazia, per la riforma della vita

diceva,

romeo
cizi di

de 'costumi. Ne dubit s. Carlo Boi di dichiarare, che dagli esers.

re sagrifcato.

Carlo

volle,

che
si

Ignazio trasse principalmenporsi nella strada


perfezione.

vivente, e disteso sul feretro gli

te le

norme per

celebrassero le solenni esequie.

V.

Funerali.

ESERCIZI
le

Spirituali.
si

teria di piet, cosi

In machiamano o

Dal libro degli esercizi san Carlo traeva ogni giorno l'ordinario soggetto delle sue contemplazioni alcune
dell' apostolica
,

pratiche cristiane giornaliere dei


,

delle quali

il

medesimo Piazza

ri-

o certi giorni di ritiro che si scelgono per meditare e far l'esame della propria condotta, o pei libri che racchiudono le mefedeli

porta a pag. 218 e seg. Fu san Francesco Borgia che ottenne da

Paolo
ficiij

III

la

bolla

Pastoralis
degli

of-

con

l'approvazione
di
s.

e-

ditazioni destinate

questi
vita,
Il

ritiri,

sercizi

spirituali

Ignazio.
solo fu

per la riforma
^ricevere
gli

della

o
p.

per

Questa pia
praticata
santi, e

opera non
frequente

ordini sagri.

Me-

di
servi

noebio nelle sue Stuore, tomo III, p. 207, nel capo XXIII tratta: Quanto sia efficace rimedio per riformare la vita il ritirarsi per alcuni giorni^ per occuparsi in esercizi spirituali. Dei pregi ed utilit degli esercizi spirituali ne tratta pure il Piazza nell' Eusevologio, trattato XI, capo IX, massimamente di quelli composti da s. Ignazio nel suo libro aureo degli Eserci,

dai Pontefici,

da molti di Dio, ma anche ad onta delle imla

mense cure per


sale.

Chiesa

univerall'anesercizi
s.

Clemente IX due volte


ritirava

no

si

fare

gli

spirituali

bina.

nel convento di Benedetto XIII una

Sa-

volta

all'anno ritira vasi nel piccolo con-

vento del suo Ordine domenicano Monte Mario, ed ivi faceva i


esercizi,

santi

dava sfogo

alle

sue

zi

spirituali:

questi dal

santo
di chi

furono

chiamali
per

medesimo un mezzo
la

penitenze, ai suoi digiuni,

confor-

potentissimo per

mettere in cuore
propria
degli
le

la

che
Il

sia lo zelo

mandosi alle religiose pratiche delcomunit sia di giorno che i notte. Benedetto XIV, prima di
giubileo,

eterna salute,
altri.

e per

quella

celebrare l'anno santo dell' universale

citato
gli
s.

Piazza
alti

riporta

per

maggiormente
la

sentenze e
esercizi di

elogi,

che degli

avvalorare colla sua,

disposizio-

Ignazio fecero Pietro


dell'accade-

ne che
si

in

altri

eccitava

per

l'ac-

Ortiz, celebre dottore

quisto dell'indulgenza del giubileo,


ritir

mia

di Parigi, e fi*. Luigi di Granata grande ornamento dell'Ordine

per dieci giorni a fare


di
s.

gli

esercizi

Ignazio, sotto

la

di-

de' predicatori,

altro

teologo,

del

rezione del gesuita p. Duranti per

Vi
niten/iere

ESE
della
basilica

ESE
vaticana,

Clemenle XIV, avanti di farsi conMgiwre, non essendo vescovo, si ritir per nove giorni al ritiro dei
santi
esercizi,

per dieci giorni, quindi stabilirono che potessero fruire eguale indulgenza quelli che gli avessero
cizi
fatti per cinque giorni. Ed acciocche questo gran beneficio fosse comime anche alle religiose ed alle

affine

di

prepararsi

sublime dignit.
venire in

Alessandro VII, nel i656, aven-

do
poti

fatti

Roma

due

ni-

monache massime

di
alle

qualsivoglia
novizie,

istituto,

eh* entrano
lo

Agostino, e
li

Flavio poi

Car-

ne' monisteii

per

abbracciare

dinale,
zi

mand

a fare gli eserci-

stato religioso, Innocenzo

XI

ordi-

di

s.

Ignazio nella casa di


s.

nofat-

viziato de' gesuiti presso


al Quirinale,
ti
il

Andrea
Cardinal
spiri-

ove

gli

avea gi
il

che ninna fosse ammessa per monacazione, se prima non avesse per qualche tempo fatti gli en,
la
sercizi affine

nipote di Pio

IV

d'ottenere da Dio lu-

s.

Carlo
dal

Borromeo. Questo luogo

me
to
,

e grazia a conoscere, se lo sta-

fu

destinato per gli esercizi

cui

si

dedicava

era per

tuali

medesimo
generale

s.

Francesco

Borgia,

della

compagnia

di Ges, pei
clesiastici,

Cardinali, prelati, ec-

e laici di

nobile o civi*

le

condizione.
prescrisse

Inoltre

Alessandro
bolla, eh'

ad essa 1' eterna saivezza: e rinnovando il decreto di Alessandro VII ordin, che quelli, i quali dovevansi promovere agli ordini sagri prima di riceverli si
procurare
,

VII
la

con sua

ritirassero
gli

per dieci

giorni
s.

far

p. ni,

169 del Bull. Rom. tom. V, 366, rammentata dal LambertiIstituzioni


i

esercizi

spirituali di

Ignazio,

io4,

che

tutti
si

gli

ecclesiastici,

quali in

Roma

dosa-

Innocenzo XII poi determin, che parrochi, ed i nuovi ministri del sagramento della penitenza, si doi

vevano
gri,

promovere
trenta

agli ordini

per
della

giorni

dovessero
esercizi

vesser preparare ad un cos importante ministero, col far per dieci


s.

esercitarsi
ri

nella pia casa de'Signo-

giorni

gli

esercizi

spirituali
le

di

Missione
e delle

negli

Ignazio,

meditare

cose

spirituali,

che nelle funzioni de' sacerimonie. S. Vin-

eterne.

gii

riti

Non
di

solo

Clemente
in conclave

XI
per
il

avanti
ordiriti,

cenzo de Paoli, fondatore di quell'

entrare

istituto

e delle missioni ai pove-

narsi

sacerdote
degli
dipoi,

premise
esercizi

ri

della
istitu

campagna,
gli

nella detta ca-

ramento

spirituali

sa

esercizi spirituali,

non
dio-

ma
una
talia,

essendo Pontefice,

con
io,

solo pei chierici


ci.

ma
s

anche
fatta

pei lai-

lettera circolare a' vescovi d'I-

Diversi vescovi

nelle loro

data

il

primo febbraio 17
vigore
,

cesi

introdussero

utilissima

ponendo
Bull.

in

il

decreto d'In-

opera,
detto
s.

come pur
Carlo, col

fece in

Milano

il

nome

di Asce-

sacra solitudine. Tanto alle case della compagnia di Ges, che a quelle della Missione pegli
te riun ossia

nocenzo XI come si legge nel Maga., tom. VIII, p. 4 22 comand loro, che gl'iniziandi agli
>

ordini sagri facessero precedere gli


esercizi spirituali di
s.

Ignazio per
a' vescovi,
i

ordinandi, e

per tutti gli altri, i Pontefici accordarono l'indulgenza plenaria a chi ivi facesse gli eser-

dieci

giorni;

inculcando
i

che esortassero
rochi,
i

canonici,
i

par-

beneficiati,

sacerdoti ec,

ESE
a
farli

ESE
volta l'anno

p,3

almeno
dei

una
gesuiti

mezzi
ed

pi

nelle case
sionari.

dei

mis-

tare con

per ascolproftto la voce di Dio,


diffcile
il

opportuni

Imperciocch diceva quel gran Pontefice, che in quel sagro ritiro si lavava facilmente qualunque macchia di polvere mondana,
si

essendo
raccolto

conservarsi

dopo aver ascoltata la parola del Signore,


nello spirito

ben

quando
per
de,

ricuperava
alla

lo spirito ecclesiastico,

affari,

l'intendimento dell'anima s'innalza-

debba andar vagando o per domestiche faccenquindi in Roma sono molte


si

tva

contemplazione delle cose

case religiose
ricevonsi
sessi,

e laiche, nelle quali

divine, e la

norma

del retto e sansi

le
si

persone

di

ambo

to vivere o s'imparava o

confer-

e vi

fanno trattenere per

mava. Roma, centro del cattolicismo, si dislingue anche negli esercizi spirituali, che in pi volte alsi fanno in vari luoghi, il l' anno perch accenneremo principali. Narra il gesuita p. Memmi nelle
i

un numero
attendano
le

di giorni stabiliti,

man-

tenuti e serviti di tutto, acci solo


alla

contemplazione del-

massime di nostra santa religione, ed al pensiero della riforma dei


propri
costumi.
gli esercizi

In
dalle

tal

modo

si

Notizie istoricie dell'Oratorio detto


del p. Gravita,
nel

danno

1673

si

pag. 146, che ivi cominci a dare pubesercizi

Bambino Ges,
sta

del

monache del Divino Amore,

dalle Orsoline, ed in genere in questessa guisa si praticano dagli Ordini regolari dell'uno e dell'altro sesso, dagli ospizi, e dai conserva

blicamente
s.

gli

spirituali di

Ignazio,

non

solo ai fratelli del-

l'oratorio,

ma

a quelli che
il

voles-

metodo e la forma di essi. Quindi, a pag. 208, per le cure del p. Tyrso Gonzalez, generale della compasero profittarne, e riporta
gnia, nel 1702, col l'approvazione di

toni, desistendo in quei giorni dagli

studi

e dai lavori,

mettendo
sionari di

alcun

e non amcommercio colle

persone estere.
s.

Nella

casa de'mis-

Vincenzo de Paoli a
si

Clemente XI, fece istituire gli esercizi per le dame, che ne furono

Monte
zi

Citorio,

danno

gli

eserci-

sommamente
rituali.
gli

liete,

ed

il

Papa conspi-

cesse perci grazie

e privilegi

per lo spazio di dieci giorni in tutti i tempi che precedono le ordinazioni generali, ed ove
spirituali

Va

notato che al presente

debbono

ritirarsi

esercizi

non

si

danno pi
noviziato,
s.
li

dai

sono per ricevere


ordini sagri,
ligiosi,

gesuiti nella casa del

ma
Eu-

quelli che qualunque degli quando non sieno retutti


si

in quella presso la chiesa di


sebio,

o non

trovino in qualche

dove pi volte all'anno no tanto ad ecclesiastici, che


di
altri

dan-

seminario
gli

collegio

dove

fanno
di

ai re-

esercizi

sotto

la

direzione

ligiosi

ed ai secolari. V. il dott. Agostino Theiner : // seminario ecclesiastico, o


,

Ordini

persona a ci destinata. Nella stessa casa debbono radunarsi tutti i


parrochi e confessori di
regolari,

Roma, non
cinque
esi

gli otto giorni

s.

Eusebio di Roscritta in te-

per

lo spazio di

ma. Questa opera fu


desco, e dal p. recata in italiano
,

giorni ogni

due anni a
ai

fare gli

Giacomo Mazio
e

fu

sercizi spirituali.

Quivi pure
oltre
di

danvi
si

stampata in

Roma

nel

834poi
il

no gli esercizi timana santa,

secolari nella set-

che

Essendo

ritiro

uno

dei

ammettono

nel corso di

tutto fan-

94
no tanto
ci,
i

ESO
gli

ESO
che
i

ecclesiastici

lai-

Oziavano nei giorni solenni


tre
in

quali

per loro

divozione vo-

questi

il

patriarca di

menCo-

gliono, o dai
dati a
essi

superiori sono
,

manad

stantinopoli trova vasi all'altare sen-

ri ti larvisi

costituendosi

za

suoi primari
gli

utfiziali.

Bench

in tal

caso

un

parlicolar di-

diaconi, erano

esocataceli di u-

rettore,
I

M^na con

che assiduamente si accomli guida nelle loro, e

opere proprie di tal ritiro. Dai religiosi passionisti sul monte Celio, e dai
religiosi francescani

autorit, avevano il diassumere le pianete non la stola, erano chiamati Cardinali, e godevano quelle prerogative, che
ritto di
,

na grande

notammo

al

voi.

XIX,

pag.

3o8

nel ritiro

di

s.

Bonaventura
il

alia

del Dizionario. Aggiungeremo, che

polveriera antica, presso


inaiio,

foro ro-

pi volte

fra

l'anno trat-

probabilmente furono chiamati esocataceli per quanto si racconta dal


Codino. In Costantinopoli il palazzo patriarcale e gli appartamenti
del sincello, e di
i

tengonsi agli esercizi spirituali per-

sone anche di alta portata, e tanto gli uni che gli altri ordinaria-

tutti

monaci
del

ammettono agli esercizi soli ecclesiastici. Lungo sarebbe ad enumerare tutti i


mente una
volta l'anno
i

quali erano al

servizio
in

pa-

triarca,

occupavano
assai
officiali

quella citt
;

un luogo
grandi

basso
e
in

mentre

luoghi,

le

chiese
vi

e
si

gli

oratorii di
gli

alloggiavano
altre

fuori
parti.
e.?o-

Roma,

in cui

fanno
i

eser-

di quella valle,

cizi spirituali

per

ambo

sessi.
si

Di
pio

Furono
ri

questi perci chiamati

ci per la
ai rispettivi

maggior parte
articoli,

parla

cataceli3 persone cio che sono fuodei calaceli, ossiano luoghi bassi.

come
di di

del
s.

luogo di
squale in
del
ritiro

Ponte

rotto,

Pasul

ESOMOLOGESI
sis).

(Exomologealtro

Trastevere,
de' divoti
di

s.

Galla,

Confessione, secondo la parola

Maria

greca.

Con
i

questo
santi

nome per
la

monte Gianicolo, ed
Castel
tri,
s.

altri

molti, e

appresso

Padri
la

ordinariaconfessio-

persino dei condannati esistenti in

Angelo; de'quali, e
d.

di al-

mente non s'intende ne sagramentale ma


,

pubblica

tratta

Guglielmo
I,

Costanzi
I,

confessione

e gli atti
,

conseguenti

neir Osservatore di
lib.

Roma, tom.
V.

dei penitenti

quali sulla porta


miserabili

XI, capo

e seg.

Cate-

della chiesa con abito vile, confes-

chismo, e Dottrina Cristiana.

sando di essere
tori,

peccafe-

ESOCATACELI,
li.

Nome
gran

generico
al

o Exocatacoeche davasi in
,

^domandavano perdono dai


con

deli

Costantinopoli
al

grand' economo

o gran maestro della cappella, al gran scevofilace, o custode de' vasi, al gran cartofilace, o maestro della piccola cappella, ed al proteedico, o primo
sacellario,

raccomandarsi alle loro orazioni. V. s. Cipriano, lib. 3, epist. 27, dal quale si apprende significare esomologesi

una mera
dei
in

ri-

conciliazione colla chiesa


blici

pub-

penitenti,

poich

caso di

necessit, o pericolo di morte, qual-

difensore della Chiesa.


taceli

Gli

esoca-

sivoglia diacono,

con licenza del suo

ma

erano in principio sacerdoti, furono poscia ridotti all'ordine


giacche avendo siccome
loro chiese, in esse ufle

prelato, poteva assolvere tali penitenti,

siccome qualsivoglia chierico

di diaconi,

di ordine del prelato

pu

assolveil

sacerdoti

re dalle censure. Tanto dice

Ma-

ESO
cri

ESO
sto
il

$5
cui la

nella Not. de' vocab. ecci, alla

motivo
i

per

Chiesa

parola Exomologesis.

esorcizza quelle creature,

affine di
si

pi si dava principio a questa penitenza pubblica nel primo giorno di quaresima, nel quale
lo
i

Per

scacciarne

demonii, che di esse


di

abusano, e
si

questo

potere

ella

sempre prevaluta. Le creatu,

penitenti, coperti di cenere e


di cilicio,
si

ve-

stiti
i

fermavano
uffizi

sotto

portici delle chiese per

udire la

messa
al

ed

divini

ma

poi

ordiche la Chiesa esorcizza nariamente sono quelle afflitte da qualche possesso od ossessione del demonio, i luoghi infestati dal de-

re

tempo

della consagrazione, era,

monio; l'acqua,

il

sale, l'olio, e le

no

riconciliati

come

si

raccoglie

altre cose di cui ella servesi

nelle

dai rituali antichi.

La

voce esomo-

sue cerimonie. Essa esorcizza pure


i

logesi significa pure, o pi propriamente, quell'ultimo atto del pubblico penitente, quando compita la soddisfazione impostagli , era condotto dal vescovo in chiesa ove prostrato in terra alla presenza di

bruchi ed
le

altri

insetti

perniciosi

per
cere

piante, le cavallette, le

tem-

peste ec.
ai

per impedire loro di nuoprodotti


Cristo,

della

terra.

Lo

stesso

tutto il clero e di molto popolo , detestava le passate colpe promet-

che con un semplice cenno poteva porre in fuga i demonii, volle tuttavia servirsi di alcuni segni e cerimonie este-

Ges

tendo di non commetterle pi. V.


Tertulliano, de Poenit. cap. 91, ed
il

riori.

Prudenzio, in Apoteos.

con-

tra Jud.,

compose alcuni
la
si

versi, nei

citato

s.

Cipriano
si

lib.

J,

epist.

quali
in

si

contiene

forinola

usala

II.

La

confessione de' peccati prodice


in

quei tempi, mentre


g'

esorciz-

priamente
goreuss.

greco

Exa-

zavano
ni.

indemoniati energume-

Finalmente talvolta col vocabolo Esomologesi vuoisi signi-

Gli esorcismi

hanno una virt

ficare la pubblica processione,

con

indipendente dalle disposizioni dell' Esorcista (Fedi) , e producono


infallibilmente
il

segni di penitenza, per placare Iddio , ed implorare la sua divina

loro effetto, a

no che non
ne
gli
sti

incontrinsi ostacoli

meda

misericordia in tempo di

qualche

parte dell'esorcista
esorcismi.

grave gastigo, come

ha dal concilio di Toledo XVII, can. 6, e da quello celebrato sotto s. Leone III, al can. 3i. V. Chiesa, Confessiosi

in favore delle quali


Il

o delle persosi fanno


gli

perch

esorci-

debbono prepararsi

questa

ne, Penitenza.

cerimonia col digiuno , colla preghiera , coli' umilt , colla purit ,


astenersi

ESORCISMO (Exorcismus). Cerimonia della quale si serve la Chiesa per iscacciar demonii dai corpi ch'essi possedono o che importunano, o dalle altre creature, di cui abusano o possono abusarsi.
i

da

qualunque

questione

curiosa ed inutile,

e seguire

pun-

tualmente tutto ci eh' prescritto nel libro degli esorcismi. V. Ener-

gumeno.
Il

Sarnelli,
eccl.,

nel

Dice Ges Cristo nell'ultimo capitolo di


s.

Lett.

tratta

tom. IX delle perch gli esor-

Marco:

questi

miracoli

saranno

avranno creduto, essi scaccieranno demomi in mio nome. dunque giuche

con quelli

cismi hanno la conclusione, Per Dominimi Nostrum Jesum Christian,

qui venlurus
morluosy
et

est

judicarc

vivos, et

saeculum per gnem.

96 Amen. Quindi
i

ESO
col

Micrologo
7, dice

de
che

observ. Ecclesiae, cap.

demonii niuna cosa temono pi, che il rammentar loro il giorno del giudizio, quando tutti saranno ridotti nell'inferno in sempiterno; imperocch, sebbene sieno stati dannati dal principio del

tre nota, che talvolta demonii s'ingegnarono d'ingannare gli esorcisti fingendo, e volendo far crei

dere, che lo

spirito ch'era in quel corpo, era l'anima di questo o di quello, per dare ad intendere che

non
la

tutte

le

anime

de' dannati an-

mondo,

su-

davano

all'inferno,

e per turbare

bito che peccarono,

e sieno

conti-

fede sul giudizio, e sulla risurre-

nuamente
nale,

cruciati dal

fuoco infer-

zione de' morti.


11

che per l'onnipotenza di Dio sentono anche assenti, nondimeno


nel giudizio universale saranno da

p.

Menochio, nelle sue Stuo-

re tom. Ili, p. 46*9, cap. LXXVI Degli esorcismi degli ebrei, nana

Ges

Cristo di

nuovo

coartati,

carcerati nell'inferno.

V. Demonio.

Soggiunge il medesimo Sarnelli che anticamente si facevano gli


-esorcismi
la

che il Cardinal Toledo, sopra il capo II di s. Luca, all'annotazione 4i, osserva come anche avanti la venuta di Ges Cristo, avevano gli
ebrei
i

non

nelle case private per


ri-

paura, non nelle chiese per

verenza,

ma

all'aria aperta, ci

che

non si pratica pi. Si domandava il nome del demonio, e il segno


della uscita,
il

ed esorcisti, adoperavano in iscacciare i demonii dai corpi ossessi ed energumeni e che tra gli ebrei
i

loro esorcismi

quali

si

eravi

la

tradizione

dello

scongiuse-

che

si

fa oggi

an-

rare, essendo stato

Salomone,
demonii.

cora, e
i

si

stimava utile esorcizzare


gli

condo

Gioseffo

l'
i

inventore degli
Sulla

cibi

che

ossessi
,

meni mangiavano
dal rituale
esorcismi
certe

come romano. Sono


orazioni

od energusi vede
poi
gli

esorcismi contro

quale autorit riferisce Beda,

che

Salomone ordin
do

nel tempio alcuil

coniu-

ni esorcisti, ed insegn loro di scongiurare in

mo-

razioni usate dalla Chiesa,

come

si

vede nel concilio IV cartaginese il quale per materia dell' ordine


dell' esorcista to

il

libro

degli

da composto; anzi Origene, nel suo trattato 55 sopra s. Matteo, afferma che al suo tempo conservavasi
libro
lui
il

un

esorcismi, dalla

Chiesa

approvati.

detto libro.

Il

Rinaldi

all'

anno

Dell'ordine degli esorcisti si fa menzione da s. Ignazio martire, nell'epistola


agli
s.

antiocheni,

ed

in

narra come Eleazaro esorcizz in presenza dell' imperatore Vespasiano. S. Epifanio, nella
56,

num.

2,

quella di
si

Cornelio Papa

a FaChiesa,

eresia 3o, dice essere stata

comune
se
di
al-

biano. Sino dalla nascente

opinione fra

gli

ebrei, che
il

demonii cogli esorcismi, come in unione a s. Giustino martire, de ventate Christiana* religionis, dicono altri antichi
i

us discacciare

cuno avesse saputo


tro lettere, cui
i

nome
gli

quat-

greci

chiamano
fosse stato

Telragrammaton
lecito

di proferirlo,

avrebbe
spiriti
,

avuto

padri.

Fu

poi

particolare

ufficio

potest

sopra

gli

maligni.

dell'ordine divinamente istituito, ed a questo effetto destinato dalla Chiesa,

che non Noteremo per ultimo mancarono anticamente ingannatori


,

come prova il Baronio ne' suoi Annali, all'anno 56, il quale inol-

quali giravano per

le

citt,

professando per guadagno l'arte di

ESO
cacciare
i

ESO
servendosi, in
antichi rituali
si

97

demonii

prescrve la ceri-

vece degli esorcismi, di superstizio-

monia
cisti.

della ordinazione degli esor-

ed incantesimi, de' quali Ulpiano lege j ff. de variis


ni
,

parla
et

ex-

traordinariis

cogntionbus.
lib.

Dionisio Areopagila nel


clesiast.

V. s. de Ecs.

ricevono il libro degli Esorcismi (Vedi), dalle mani del prendi e vescovo , che loro dice studia questo libro 3 ed abbi la poEssi
:

hierarchia al cap. 3, e
nell' episl.

Cipriano
rico

ESORCISTA
tonsurato,
gli

j6. (Exorcisla).

Chie-

dest d'imporre le mani sugli e> nergumeni, sieno battezzati, sieno catecumeni. L' ordinazione dell' esorcista
si

che

ha

ricevuto

fa

durante

la

messa, co-

quello tra

ordini

minori

porta

un

tal

nome
cizza

al vescovo,

nome. Si d od al sacerdote
il

che questo
,

me

le altre.

L'esorcista deve preparare l'ac-

qua,

il

sale,

e tuttoci ch' necesI'

delegato dal vescovo,

quale esordi
si-

sario per fare

acqua

un posseduto

dal demonio,

di cui servesi la

benedetta , Chiesa per iscac-

un energumeno. Questo termine


esorcista deriva dal greco,

ciare
il

demonii, ed
il

accompagnare

che
il

gnifica scongiurare, invocare

no-

me

Dio per iscacciare i demonii dai luoghi o dai corpi ch'essi posseggono. Sembra che i greci
di

quale fa nella chiesa l'aspersione dell'acqua benedetta. Dice il Macri, eh' era anco ofsacerdote,
fzio

dell' esorcista di

esorcizzare

non riguardino la funzione di esorcista come un ordine, ma come un semplice ministero, convenendovi s. Girolamo. Tuttavolta il p. Goar, nelle sue note sull'Eucologio de' greci, prova coli' autorit di s.
Dionisio e di
s.

catecumeni prima di ricevere il santo battesimo, come persone soggette


gli scrittori

Ignazio

martiri

che questo era un ordine. Questo ordine d il potere agli esorcisti appunto di scacciare i demonii per

impero diabolico, e cita che parlano di questa specie di esorcismi, notando che s. Isidoro chiam gli esorcisti Actores templi, lib. 2, cap. i3 de Eccles. off. Secondo il pontificale romano era pure officio degli esorcisti di avvisare quelli che non comunicaall'

vano, acci dessero luogo


tri,

agli ai-

mezzo
di

dell'

invocazione

del

nome
nep-

di versare l'acqua pel ministe-

Dio.

Sebbene per questa funa' sacerdoti,

ro,
sessi

d'imporre
e
g'

le

mani sopra
Il

gli os,

zione sia riserbata

infermi.

Sarnelli

t.

pure

essi

possono incaricarsene sen-

za licenza del vescovo.


paci

Non

vie-

VI, lett. XVI, num. 8, osserva che avendo l' esorcista la potest dell'

tato di darla anche ai chierici ca-

purch possano , come dice Fleury, distinguere gli ossessi ed energumeni dai fraudolenti. Nei primi tempi erano frequenti le in,

ordine di esorcizzare, pu far anche il segno della crce, dove l'esorcista lo richiede; ed aggiunge che il Marcanzio, Hort. past. Candelabr. myslic. trat. 5, lect. 4 asserisce come nella chiesa di Liegi
nel sabba to santo,

vasazioni, specialmente fra

pagani.
dissi

Per

testificare poi

un maggior
dei

quando

si
si si

por-

pregio del potere

demonii,

adoper

per

discacciarli

uno

dei

tano gl'infanti a battezzare, mettono gli esorcismi, che

comfan-

ministri inferiori della Chiesa.

Nel

no prima del battesimo,


d'ordini minori,
7

a' chierici
si

quarto concilio cartaginese, e negli voi,. XXH.

acciocch

di-

93
mostri
parisce,
la

ESO
loro

ESP
in qualit

potest

cT esorcisti.

Dal Rituale romano apche detti esorcismi richiesegni di croce. Nel to-

pertinacemente, esperimentarono gli apostoli, e lo dimostra Origene, in Josue hostare


lo

negli

invasi

dono molti

mil.

24. Gli
quali
i

stessi

apostoli ci fan-

mo X
re, e

tratta nella lett.

LXIII, Co-

no
dei,

sapere, che eranvi esorcisti giui

me possano gli spiritati intromettemandar fuori del corpo lo-

si

vantavano
in

di di

scac-

ciare

demonii

nome

Ges

ro, cose solide e grandi. Invita quindi coloro che vogliono esorcizzare gli energumeni,
il

leggere

Marco 9, 37 ; Luca 9, 49 V. il Psello, Della natura dei demonii , e spiriti folletti, Venezia
Cristo.

libro delle disquisizioni

magiche,
3, sect. 6,

i645.
o ESORCISTAsecondo degli ordini minori, divinamente istituito, avvegnach la pi sana opinione quella del dottore angelico, e de'pi accreditati teologi, che anche gli ordini minori abbiano per istitutore nostro

di

Martin del Rio,


materia,

lib.

ESORCISTA
11

ove particolarmente discorre di questa

TO.

come

filosofo e

come

teologo; ne parla nel lib. 6, sect. 3, de Remediis supernaturalibus dilinis, seti ecclesiaslicis,

ove

nella
avvisa,

pag.

719
gli

fra le

allre cose
si

guardino di non n introdurre con lui discorsi giocosi, dappoich il cacciar via i demonii coChiesa cosa gli esorcismi della santa: e per si deve trattare santamente, siccome hanno fatto quanti da principio adoperarono con efficacia il rimedio degli esorcismi, e

che

esorcisti

Signore Ges

Cristo.

V.

Ordine,

ischerzare col

demonio

Esorcismi, ed Esorcista.

ESPEN (Van)Zegero Bernardo.


Celebre
canonista e
giureconsulto,

nato in Lovanio nell'anno 1646, si diede per qualche tempo alla teologia scolastica;

ma non

essendo

suffi-

ciente questa arida scienza

ad

ali-

mentare

il

suo

intelletto,

si

dedic

se talvolta

non
,

si

discacci

il

de-

allo studio della disciplina

antica e

monio,
vel

res

clara est,
vel

in peccatis

moderna
st

della

Chiesa, e ne acquie
vasta
fu

obsessi

abjurantis

posse
ipsius

profonda

cognizione.
la

contingere, vel ob

majorem
Deique

Nel

1675

gli

data

laurea
in poi

aegri

utilitatem,

gloriarli.

dottorale, e da questo

tempo

Pegli

esorcismi

come

si

disse al

insegn con applauso questa scienza

precedente articolo, molto giovano

nel

collegio

di
la

Dal Rinaldi, all'anno 56, num. 6, si apprende, che talora esorcizzarono anche i laici; ma i concili vogliono, che i vescovi non permettano di esori

digiuni, l'orazione ec.

VI. dea

Se non che
di

Papa Adriano fama cui goi

uomo

celebre, ed

suoi

meriti gli destarono non pochi in-

cizzare ai non ordinati. Si stabilirono poi molte cautele, perch negli esorcismi non si frammetta alcuna superstizione. Che poi la fede
dello spiritato aiuti assai
la

n pi godendo delprimiera pace, massime per aver approvata la consagrazione di Steevidiosi nemici,
la

noven arciveseovp scismatico


trecht
rarsi

d'

come canonica, dovette


prima
in

riti-

Maestricht, e poi
di anni

virt

nella citt d'Amersfort, ove fin di

dell'esorcismo, l'insegnano s. Cipriano, de idolatr. vanit., ed altri ; e che gli spiriti maligni sieno soliti

vivere nel
tre.
i,

1728,

ottanta-

Le
Jus

principali sue opere


ecclesia stianti

sono

universum,

ESP
nella quale
si

ESP
il

99
lett.

mostra quanto erudi

dito altrettanto zelante

quelle

massime erronee sparse


di essere
l'Indice.

in tutte le

altre sue opere, per cui meritarono

condannate, e proscritte dal2.

XXif, festa della ss. Annunziata della (Vedi), dice, che in molte chiese costumavasi celebrarla agli 8 dicembre, perch appunto non si stiSarnelli, nel

tom. X,

De

peculiarit te, et

si-

m
no
lio,

celebrare la solennit dell' inef-

monia. 3. De officiis canonicorum. 4 Tractatus historico canonicus


in canones. 5.

fbile incarnazione del

Verbo

eter-

in

De

censuris. 6.

De

stezza,

quaresima tempo di tricome si ha dal detto conci,

promulgatione

legum
recursu

ecclesiastica-

tenuto dall'arcivescovo Eugenio.

rum. pem.

7.

De

ad

Princi-

Se non
S.

che

8.

Alcune

scritture sugli af-

Idelfonso,
della

fari de' suoi tempi.


quali offrono

Opere
fatta

tutte, le

rit

succeduto quale difese la puConcezione immacolata


essendogli
il

chiara prova dell'as-

di

Maria Vergine
i

(Vedi), contro

sidua lettura che


Scrittura
li,

avea della
Il

alcuni eretici

quali l'impugnava-

sacra,

de'padri, de'conci-

no, volle che


nire
l'

detta festa in avvecol

del diritto civile e


ci

canonico.

si

celebrasse

nome
e

delsette

Bergier
to dal p.

avverte che questo dotto


il

Espettazione
innanzi
nella

del parto,

giureconsulto spesso ripete

gi det-

giorni

Tomassino; che

in diverse

non

opere volle servire al partito dei nemici della Chiesa, ch'egli avea abbracciato ; e che i suoi sentimenti sul Formulario, e I* Apologia dello Steenoven, come riempirono d amarezza suoi giorni, cosi lo manifestarono come uno de' pi
i

Natale (Vedi), il quaresima destinata agli esercizi della penitenza, od alla solennit della risurrezione di Ge-

s Cristo.

ESPIAZIONE (Expiatio).
de per
le
si

Si

pren-

l'atto

od

azione, colla qua-

zelanti partigiani

del

giansenismo.

ESPETTATI\E.
tive.

V.

Aspetta-

ESPETTAZIONE
della
in
b.

del

parto

Vergine
parli

[festa).

Celebrasi

pena decretata cono pei sagrifizi che si fanno a Dio per la remissione de'peccati; si dicono anche espiazione quelle cerimonie, che Dio ha istituite per purificare gli uomini dalle loro colpe, non solo coi
soffre la

tro

il

delitto,

diverse

della

cristianit

sagrifizi,
ti,

ma

eziandio co'sagramen-

e specialmente in Ispagna, per decreto


del concilio Toletano
a*

e colle opere di penitenza.

Qua-

del

657,

18 dicembre
del"

la festa dell'In-

lunque espiazione del peccato si fa mediante l'applicazione dei meriti


di

carnazione

Verbo

divino, essen-

Ges
lui
le

Cristo,

co'detti

mezzi
be-

do vietato ne'giorni quaresimali, secondo il costume della Chiesa orientale,

da

istituiti.

Le

altre cerimonie,

come
altro
della

aspersioni dell'acqua

seguito dall'ambrosiana, di ce-

nedetta, le assoluzioni ec.


cui

lebrare in allora veruna festa,


tenza,

come

non sono che un simbolo ed un segno


purificazione
,

giorni destinati alla cristiana peni-

la

grazia

ch'esclude ogni dimostrazio-

divina opera
segni
stabiliti

nelle

anime

nostre;
di

ne di allegrezza,
sa

per cui
abiti

la

Chie,

per

avvertirci

non
i

usa

altri

sagri

se

chiedere a Dio

questa grazia. Sele

non

lugubri.
a'
1

merologo,

Cos il Piazza, E8 dicembre. Parlando

condo

la

credenza cattolica,
quelli che

a-

nime

di

muoiono

senza

ioo
avere
giustizia

ESP
interamente soddisfatto
divina,
alla

ESP
leanza,

gatorio dopo la od avanzi de'loro peccati. Gli ebrei avevano diverse sorta di sagri fizi di espiazione pe'falli commessi per i-

purgano nel purmorte le reliquie

velo che separava il santo dal santuario. Sacrificava poil

ed

scia

a fianco
il

dell'altare

degli

olo-

causti
te
il

becco destinalo dalla sor-

ad essere sagrificato. Ne portava sangue nel santuario, e sette voldelle

gnoranza contro
rificarsi

la legge, e per puda certe immondezze leritenute come falli gali, ch'erano da doversi espiar con certe vittime. Questi sagriflzi di espiazione non

te faceva

aspersioni col

dito intinto

nel

ed
dal

il

velo,

che

suo sangue fra l'arca separava il santo


ci,

santuario.

Dopo
sangue

faceva
ta;

delle aspersioni all'intorno del

rimettevano per se stessi falli reali commessi contro Dio; riparavano semplicemente la mancanza esteriore o legale , ed assolvevano i trasgressori dalla pena temporale con cui Dio od i giudici punivai

bernacolo

col

del

becco

quindi recavasi all'altare degli olocausti, ne bagnava le quattro corna col sangue del becco e del
torello, e l'innaffiava sette volte

con
la

questo

stesso

sangue;

metteva

no

questi

falli,

quando
nel

trascuraprescrit-

mano
fessava

sulla testa

del becco,

che

vano

d'espiarli

modo

era destinato ad essere libero, coni

to dalla legge.

suoi

peccati e

quelli del

La

festa

solenne

dell'espiazione

popolo,

dagli ebrei il decimo mese di tzri, il quale corrisponde al mese di settembre. Gli ebrei la chiamano festa del

celebra vasi

giorno del

che li scaricasse sopra di lui , e consegnava questo becco ad un uomo, il quale lo conduceva in un luogo deserto, e

pregava Dio

lasciavalo

in

libert,

ovvero

perdono, perch esp'ravansi


di tutto l'anno.

le colpe

lo

precipitava,
si

secondo
tal

altri.

Per
il

Le
il

principali ceri-

questo

chiamava

becco

monie erano, che dote dopo essersi


corpo,
indi offriva

sommo
semplice

saceril

Capro

emissario.

Fatta questa cesacerdote


si

lavato

tutto

vestivasi di

lino,
arie-

rimonia il vava tutto


lo,

sommo
il

la-

cqrpo

nel tabernaco-

un

torello ed

un
le

vestendosi di altri abiti, imin


se,

te pe'suoi peccati, e per quelli degli

molava

olocausto
l'altro

due

arieti,

altri

sacerdoti

poneva

madi

uno per
na
delle

pel

popolo.

La
u-

ni sulla testa di tali vittime, e con-

festa dell'espiazione solenne era

fessava

suoi

peccati e

quelli

principali

festivit

degli

sua casa; poscia riceveva dalle mani dei capi del popolo

o capri pel
per

peccato,

due becchi ad un ariete


olocausto in

ebrei, i quali in tal tempo vivevano nel maggiore riposo, ed osservavano un digiuno rigoroso. Que-

essere offerto
di tutta la

in

sto era

il

solo giorno, in cui


al

fosse

nome

moltitudine. Indi

permesso
entrare

sommo

sacerdote

di

tiravasi

a sorte, quale dei due becin

nel

Santo dei Santi, ove


solennit, la quale
9

chi dovesse essere sagrificato, e quale posto

era l'arca dell'alleanza.

libert.

Allora
il

il

som

La quarta

mo
del

sacerdote incensava
il

santuario,

celebra al presente dalla sinagoga,

ed intingendo
tava sette

dito

nel sangue

torello gi sagrificato,

ne getdell'al-

tenuta questa delle espiazioni per la principale che abbia luogo


,

volte fra l'arca

in

tutto l'anno,

come

descrive Pao-

ESP
lo

ESP
costumi
degli

101

Medici,
delle

Riti

ebrei,

capo XXIII, Del


espiazioni.
gli

digiuno e

qualche omicidio, allorch si vedeva nel cielo qualche prodigio, ed


allorch espiare volevansi
gli
le

festa

Primierala

citt,

mente passano
che precede
esercizi
tal

ebrei

notte,

eserciti,

templi

ec.

Apolloespia-

festa,

nella sinago-

nio Rodio ha minutamente descritte

ga, intenti nella preghiera e negli


di

tutte le

cerimonie

delle

penitenza.
lutto, di

Si

vestono

zioni

pegli omicidii, ch'erano le pi


eroici.

d'abiti
ro,

di

bianco o di nel'abito

gravi sino dai secoli


renti erano
le

Diffe-

ed alcuni indossano

con
e

cerimonie

romane

cui

bramano
alla

essere seppelliti.

Van-

da quelle de'
scrizioni.

greci sull' espiazione,

no

sinagoga
ivi

senza

scarpe

e le storie ce ne

danno ampie de-

senza calze, ed

fanno

quattro

preghiere solenni, cio alla mattina, al mezzod, al vespero ed alla


sera.
le

ESPINAY
nale.

(d')

Andrea

d'

Andrea, CardiEspinay nacque di


nella

Quando

notte,

veggonsi

nobilissimo

lignaggio

bassa

suonano il corno per indicare che il digiuno terminato,


stelle,

Bretagna.
di

abbate di s. Croce Bordeaux, canonico di quella


s.

Fu

ritornando
si

allora

alle

proprie

metropolitana, priore di

Marti-

abitazioni,
chi, e

vestono di abiti bianil

no

de'

Campi a

Parigi, e licenzia-

rompono
per
tutta
si

digiuno

osser,

to nel diritto canonico. Nel

i479>

vato

la

giornata

ed

Sisto IV, per favore del re, lo pre-

in quel giorno

riconciliano reci-

procamente. Sogliono confessarsi sino a dieci volte in un giorno, principiando dalla vigilia avanti cena,

memoria del nome di Dio, che per altrettante volte pronunziava il sommo sacerdote. V. su questa fein
sta
il

Sarnelli,

Lettere
lettera

ecclesiasti-

pose alla Chiesa di Bordeaux, ed Innocenzo Vili nel 148 3 lo cre a' 9 marzo prete Cardinale di s. Martino, indi per singoiar distinzione gli sped in Francia il cappello cardinalizio, destinando per darglielo, il nunzio di quel regno Leonello Cheregato. Alessandro VI,
nel
1

che,
la

tomo IV,

XXVII, che

499,

Io trasfer all'arcivescovato

chiama Chipurim, cio della propiziazione, anche in espiazione del


peccato commesso dagli
deserto, adorando
I
il

di Lione,

ma
la

gli

concesse di tenere

ben anco
Parigi.
cia

ebrei

nel

Chiesa di Bordeaux ; quindi fu nominato governatore di

vitello

d'oro.

Fu

accettissimo al re di Fran-

greci
,

e
col

espiazioni

romani facevano mezzo delle quali

pretendevano di purificare i colpevoli ed anche i luoghi profani.


,

Carlo Vili e rese importanti gn Carlo Vili sesso del regno


battaglia di

Luigi XII,
servigi.

ai

quali

Accompapose nella

quando prese
di Napoli,
,

L'espiazioni presso

gli

antichi

ro-

Fornonovo

accaduta

mani consistevano in alcune cerimonie particolari, colle quali intendevano placare Tira di Dio manifestata con alcuni prodigi. Vi avevano per diverse sorta di espiacerimonie proprie. Le principali erano quelle che si praticavano in occasione di
zioni,

nel

i49^>

colla croce nelle

mani,
star-

e colla mitra in testa,

volle

sene sempre accanto del re. Riprov poi altamente la condotta di


quegli
ecclesiastici
,

e ciascuna

aveva

prese le armi contro

che avevano il nemico, inpei sacerdoti

segnando loro

che

l'arme pi sicura la croce.

Nel

io2
1

ESS
s*

EST
all'as-

4^5

era trovato presente

Ebrei,

semblea del clero gallicano. Mori in Parigi nel castello di Tournelles l'anno

Dizionario della Bibbia, alla parola Esseniani.


nel

suo

ESTAIN
cese,

(<T)

Pietro,

Cardi-

i5oo

e fu sepolto nella
1'

nale. Pietro d'Estain, nobile fran-

chiesa dei celestini presso

altare

maggiore.

diocesi di

nacque nel Rodez.

castello di Estai n,

Fu monaco
s.

be-

dbl SS. Sacramento dell'Eucaristia. V. Eucaristia IV. Delle esposizioni della

ESPOSIZIONE

nedettino, e poi vescovo di

Flour,
al-

donde nel i368


V,

fu

trasferito

l'arcivescovato di Bourges.

Urbano

SS. Eucaristia. ESSENI o ESSENIANI (Essaci).


Setta celebre fra
i

giudei verso

il

tempo

di

Ges

Cristo.

Lo

storico

a' 7 giugno 1370, lo cre prete Cardinale di s. Maria in Trastevere, dalla quale pass al vescovato di Ostia. Indusse con altri Cardinali

Gioseffo parlando delle diverse sette del giudaismo,

Gregorio
in

ne annovera tre
i

corte

XI a trasferini colla Roma, ed ivi egli pure


1377,
pie**

principali,
esseni,

farisei,

saducei, e gli

mor nel

di meriti

ed aggiunge che questi ultimi erano di origine giudei; perci equivoc s. Epifanio quando gli annover fra le sette samaritane; il loro modo di vivere si avvicinava molto a quello de' filosofi pitagorici. Siccome menavano una vita austera ed erano divisi dagli altri, alcuni li riguardarono come scismatici, non volendo gli esseni neppure sagrificare nel tempio, vantandosi in vece di
praticare
ceri-

pegl' incorrotti suoi costumi,

e per

l'ammirabile sua destrezza nel

ma-

neggio dei pi difficili affari, e di gloria per le sue legazioni in Italia eseguite con gran vantaggio
della santa

Sede.

(d') Achille, Card'Estampes di Valens, nacque in Tours di nobile famiglia nel i584- Fanciullo anco-

ESTAMPES
Achille

dinale.

ra, fu

ascritto

all'Ordine religiosa

gerosolimitano, e nell'et d' anni diciassette cosi era

monie pi

sante. In quanto ai costumi furono lodati da tutti, e tenuti pei pi virtuosi, onde anche i pagani ne fecero encomio. Quelli per dei quali parla Filone, sono differenti da questi, perch secon-

divenuto esperto nel

combattere, che nell'assedio di Malta, posto dai turchi, egli guerreggi

con

virile calore

fino a che vinto

dalie gravi ferite, e perduta la

medi

t d'un

orecchio per
le

un colpo

do

il

sentire di

s.

Girolamo, parla
di Egitto,
di-

moschetto, depose
tosi

armi. Riavu-

Filone dei cristiani


scepoli
di
s.

poi in sanit, milit nelle Fian-

Matteo,

sotto

nome

pure di
la

esseni,

pensando

di lodare

sua nazione, mentre vedeva quella chiesa ancora giudaizzante. Erano chiamati Essei, o Jessei da Ges nostro Salvatore o da les,

dre e nelle Gallie; e nell'assedio di Montalbano, contro gli ugonotti riport quattro mortali ferite. Si

padre di Davide su di che va letto quanto dicemmo al volume XVIII, pag. 202 del Dizionario. V. il p. Calmct nella Bibliose
,

premiare il di lui valore, e tosto avanzato al grado di capitano. Pass quindi a militare in qualit di generale sotto le bandiere di Carlo Emanuello duca di Savoia, dove in una sortita da lui fatta nell'assedio di Verrua, contro
volle

venne

teca sagra,

al

titolo:

Setta

degli

gli

spagnuoli,

riportate otto

ferite

EST
ed abbandonato da'suoi, fu fatto prigioniero di guerra. Ricuperata
poi la

EST
ino

io3

come

trasportato fuori di s

stesso in

modo
Paolo

sua libert, servi in qualiCristianis-

funzioni de' suoi sensi.


to di
s.

che sono sospese le Il rapimenterzo


cielo

t di ammiraglio al re

al

era

simo, nel famoso assedio della


cella,

Ro-

un'

estasi.

Abbiamo

dalla storia ecvite de' servi di

lore,

dove fece tali prodigi di vache atterriti gl'inglesi non osagli

clesiastica, e dalle

Dio,

rono di aiutare
legittimo
si

ugonotti, e

la

piazza fu ridotta all'obbedienza del


principe. A questo fatto richiedeauna ricompensa ben gran-

che questi furono rapiti in estasi per lungo tratto di tempo, e persino per intere giornate. Pure la menzogna e l' impostura possono imitare l'estasi reale. Mao-

de, e in vero fu egli subito dichia-

rato generalissimo di tutte

le

trupin-

pe

francesi. Nelle

controversie
la
il

metto persuase che i parosismi soggetto, erano


cesi

gli

arabi ignoranti,
nelle

di epilesia cui era


estasi

quali

sorte tra

Luigi

XIII e

madre
partito

riceveva le divine
estasi

rivelazioni.
,

Di-

di lui, l'Eslampes tenne


di questa, e n'ebbe anzi

contemplativa
persone
s'

quando

il

coman-

in

certe

sono

sospese le

do

della

fortezza

ma temendo
Malta, dove
invitto

funzioni de' sensi esterni, gli organi interni

poscia lo sdegno

del Cardinale di
in

infiammano

si

agitasta-

Richelieu,

ritirossi

no, e mettono l'anima in


to di riposo, di quiete,

uno
le

diede eguali
valore.

segni del suo

che

sem-

Da Malta
e
il

Roma,

Pontefice

esercito sotto la

chiamato a suo dipendenza del Cardifu


gli affid il

nal Barberini per la guerra d'Italia. Sotto la di lui condotta, le squadre


pontificie

guerreggiarono cosi van-

taggiosamente che Urbano Vili, qual degna ricompensa, lo vest della sagra porpora, dichiarandolo a' 1 3 luglio i643 Cardinale diacono di s. Adriano. Fece

bra assai dolce. Siccome ci in aldi temperamento, devesi usare molta prudenza prima di decidere, che questo sia un effetto soprannaturale della grazia, ed una elevazione dell'anima a Dio.
cuni pu essere effetto

ESTE

(d')

Ippolito, Cardinale.
detto I
seniore,

Ippolito d'Este
dei duchi di

Ferrara, nacque

nel

due

volte

il

viaggio di

Francia;

mato
rigi,

di

ma nella prima gli fu intinon entrare neppur in Pa-

tro di

che troppo il re era adirato conlui per aver imbrandite le armi contro il duca di Parma ; nella seconda poi fu ammesso all'udienza, ma senza poter ottenere quello che

che,

domandava. Consumato dalle fatimor in Roma nel 1646, e


fu sepolto
nella

pi felici disposizioni naturali , e giunto appena all' et di sette o nove anui, per insinuazione di Beatrice sua zia, e moglie del re Mattia d' Ungheria , fu nominato da questi ad arcivescovo di Strigonia. Per Innocenzo Vili ricusato avea sulle prime di confermare tale prematura elezione;

1478. Sort

le

ma
col

essendosi egli recato in

Roma

chiesa di

s.

Maiscri-

ria della Vittoria, senza

alcuna
raptus

zione.

ESTASI
mi extra
spirito,

Extasi

anidello

suo zio, ricevette la pontifcia approvazione; col patto per che non gli fosse data l'episcopale consegrazione prima della
I

duca Ercole

sensus).

Rapimento

et canonica. Per sette anni

si

trat-

situazione nella quale l'uo-

tenne presso

di

quel

sovrano,

io4
niere
si

EST
ed insinuanti maapsimi doni, e
to d'Italia,

EST
gli

colle sue gentili

confer

il

vicaria-

rese

universalmente

nell'occasione

in
di

cui
le-

plaudito ed amato.
assai

Col

apprese
e riusc
le ar-

venne spedito col carattere


gato
a

bene

l'arte militare,

Cesare,

come

eziandio a

a meraviglia nel maneggiare

Ladislao re di Ungheria, ed a Si-

mi pi

difficili,

come

nel

comanIn et di

gismondo re
per
la

dare e diriger

le truppe.

di Polonia. Sembra che guerra della casa d'Este col


vi fosse

quindici anni, a'2i settembre i49^,

Papa, non

un
lui

perfetto accor-

fu creato da Alessandro

VI diacono
;

do

di spirito tra
II.

il

Pontefice

Cardinale di a titolo di

s.

Lucia in Selci
,

e
si

Giulio
sto a

infatti

chiamato da quedi

commenda

come

Roma,

finse

essere stato
istra-

postumava frequentemente in quei tempi , gli vennero assegnate parecchie


li ;

assalito

da grave malattia per


il

da, e cos deluse

Papa

presso del

metropolitane e
il

cattedra,

quale

avea
la

saputo

colorir

molto

anzi

prefato

Pontefice
chiesa

nel

bene
e
si

cosa.

Con

tuttoci

non

si

1497,
dovico

gli

confer per opera di Lola


lui

tenne abbastanza sicuro in


trasfer

Italia,

Moro,

stessa

di

governata per lo spazio di tredici anni; e nel i5o2, la chiesa di Capua. Pio IH amicissimo della casa d' Este,

Milano, da

un anno

dopo,

gli

diede

la

chiesa di Ferrara,

e nel i5o7 Giulio II gli confer il vescovato di Modena, colla dignit


di arciprete della basilica vaticana,
alle quali dignit fu

quietamente al suo con un pretesto chiamare col dal re di Ungheria. Che egli avesse ragione di temere il Pontefice, lo si conobbe di poi dalla maniera onde giustamente venne in Roma trattato il duca Alfonso I. Succeduto per Leone X, di cui godeva la pi intima confidenza, torvescovado,
fattosi

aggiunta l'abaffine di rin-

nossene a
sede di
sidenza.

Roma;

e fatta rinunzia

bazia di Nonantola con qualche altra.

della chiesa di

Recatosi a

Roma

Milano , cangi la Strigonia con quella di A-

graziare Alessandro

VI

della

sua
agli

promozione
impegni
vi

alla porpora,

di l

quindi partito per


dell'alta

soddisfare

suo condizione,

non obbligava a reEra questo Cardinale molto amante delle arti s delle scienze e della musica, non meno che degria, la quale
gli

ritorn poi in occasione del

ma-

esercizi

cavallereschi

ne' quali

trimonio del principe suo fratello Alfonso I con Lucrezia Rorgia, ed


ivi

profondeva
rendite.

gran

parte
al

Manteneva

sue suo servizio


delle

rimase per qualche tempo.


il

Ma

suonatori, cacciatori, buffoni ed altra gente di beli' umore. Stipendiava eziandio non pochi scienziati,
oratori,

sotto

pontificato di Giulio II avdi

viatosi

bel

nuovo a Ferrara

die grande aiuto al duca Alfonso I


nei pericolosi cimenti cagionati dalle

poeti; cosicch la corte di

armi

de' veneziani

da quelle
si

quel libralissimo principe si potea dire l'accademia delle scienze e delle


arti. Il

del Papa. In tale incontro

di-

famoso Lodovico Ariosto, ch'e-

con tanta prudenza e za, che meritossi la stima gran principi dell' Europa , golarmente dell'imperatore
resse

sveltez-

tern la

memoria

di questo Cardinale

de' pi

nelle sue opere,


di fedel servit,

dopo quindici anni

sin-

Massi-

zia;

miliano, che lo regal di graziosis-

perde la sua grane seppe mai il vero motivo. Aveva il Cardinal d'j^-

ma non

se

EST
ste molte belle virt del cristiano

EST
ra.
1'

,o5
scienze

Si coltiv nelle

presso

oltre
la

beata

ad una tenera devozione per Vergine, in onore della


l'officio,

universit di Padova, secondo che ne dicono parecchi autori, o piuttosto in Ferrara, giusta la pi co-

quale ogni giorno recitava

ed ogni anno dotava dieci fanciulle ; egli nudriva una singolare carit pei poverelli, che ogni di provedea del cibo o del vestito. Era
poi attaccatissimo alla santa Sede, e

sentenza. Frequent fino daanni pi verdi, oltre la corte paterna, quella ancora di Francia, e ben presto crebbe in tutte quelle
gli

mune

doti, le quali
sabili

si

ne diede

le pi.

chiare prove, quandi

al governare.

rendono indispenNel i53o, ebbe


Liola

do

nel

conciliabolo

Pisa

non

da Paolo
ne, e nel

III l'arcivescovato di

volle

punto aderire

alle suggestioni
II,

i5^6

chiesa di

Au-

dei nemici di Giulio

ohe lo ec-

tun. Poi Giulio III gli confer, nel

citavano a dichiarategli contrario. In tale incontro si condusse con


tale saggezza,

i55o,

la

metropolitana

di

e quattro anni

dopo quella

Narbona, di Aucb.

cia se

che la corte di Franne chiam molto contenta,


si

e assieme a qualche altra

con-

Pio IV, nel i562, lo assunse alla sede di Arles; ma, nel iSQj, egli la rinunzi a favore di Prospero
Santacroce.

venne nello assegnargli il glorioso titolo di sapiente. Mor in Ferrara nel i520, e fu sepolto in quella cattedrale; ma nel 1607 venne traspor-

Ebbe

in seguito parec-

chie abbazie;
sa di Ferrara,
si

ma

non mai la chiecome alcuni autori


di dimostrare. PelI,

sono adoperali

medesima chiesa appiedi del sepolcro di Urbano III, e rinchiuso in un'urna marmorea. Scristato nella
se
la battaglia

le istanze di

Francesco

a'

20

di-

cembre i538
diacono
in

fu creato da Paolo III

Cardinale di santa Maria

eh' egli stesso con-

alla Policella

dusse nel d 22 dicembre i5og, contro alle armate ,


e spogli di
tredici

Aquiro, e poscia da Giulio III fu fatto governatore di Tivoli. In appresso venne incaricato della le-

veneziane, cui sbaragli pienamente,

gallere

ed

presso

gazione al senato veneto, e quindi il re di Francia Enrico II,

altri

legni minori.

Tal descrizione

per volont del Cardinale fu voltata in latino dal Calcagnini. Di questo magnanimo Cardinale, co-

ch'era stretto con lui in parentela, dal quale ottenne peculiar protezio-

ne a favore del
gazione,
si

concilio,

che allora
le-

celebravasi in Trento. Finita la

me

degli amplissimi

Cardinali Ip-

rec nuovamente in

Ro-

polito giuniore, Luigi, ed Alessan-

ma

dro, se ne parla molto nell'articolo

ed ivi ricevette l' incarico di , governare la citt di Siena a nodel re di Francia, al quale s'era data quella citt. Pio IV Y onor per due volte della legazione del Patrimonio, e di quella di Germania presso T imperatore per facili-

Ferrara (Vedi), ove


ria della

pure la stosovrana casa d'Este. La vita di questo Cardinale fu scritta con grande eleganza da Alessandro

me

Sardi.

ESTE
le.

(d'

Ippolito,
del

CardinaCar1

tare la via della

Ippolito d' Este detto li o giu-

pace. Nella vacanza della santa Sede per la morte di

niore,
dinale,
dalla

nipote

sullodato

Paolo

III,

egli era quasi

per

nacque

nell'anno

5oo,

essere eletto Pontefice.


to sarebbe sufficiente

famiglia dei duchi di Ferra-

Questo fatad annuncia-

io6

EST
che
gli

EST
veui van commessi. Nel todelle
vite

re quali virt corredassero la bell'a-

nima

di lui.

Infatti era libralissi-

mo

terzo

de' principi
lette-

mo

co' poveri, generoso assai cogli

troviamo anche un'altra sua

uomini
scienze,

di

merito,

cultore

delle

candido ne' costumi, grane celebre


assai

ra al vescovo di Caserta, colla data i gennaio i562, nella quale si

de

nelle sue idee,

legge

pei suoi talenti.

tutto ci univa

poi anche una splendidezza nel trat-

una sua discolpa scritta a cagione di una certa calunnia, che gli venne data presso la santa Sede.
Dal
cav. Ercole

un' ospitalit singolare, e molta prudenza nel maneggio degli affamagnifiri. In Tivoli con somma
to,

ha V Oradel Cardinal Ippolito d'Esle, che fu stamCato


si

zione falla nelle esequie

cenza edific la bre per diversi

villa
titoli
,

d'Este, cele-

pata a Ferrara pel Baldini nel

perch

de-

ESTE (d') Luigi,


i5j8,
nel dalla

i 587. Cardinale. Luigi

corata di giardini, di fabbriche, di

d'Este, nipote dell'anzidetto Ippolito

un
ivi

palazzo con superbe pitture, ed


accolse

giuniore, nacque in Arezzo l'anno

anche

Francia,

che

Enrico II di tratt con isplendivilla

nobilissima

famiglia
III

dei duchi di

Ferrara.

Giulio

dezza degua di tanto sovrano. Do-

po

la sua

morte quella

venne

in potere del Cardinale Luigi suo ni-

pote, indi del Cardinale Alessandro,

che dovette poi sostenere una lite col Cardinale decano del sacro Collegio, che spiegava non pochi diritti. La veduta di questa superba villa , della quale si parla all' articolo

sua patria. Trasferitosi poi in Francia presso la corte di Enrico II, ottenne parecchie abbazie ed anche la ri inumatagli chiesa di Auch dal detto Cardinal Ippolito suo zio. Pio IV, nel concistoro de' 26 febbraio
,

i553

lo cre vescovo della

i56i, lo cre Cardinale dell'ordine de' diaconi, sebbene assente, e


quindi
chiesa
gli

Tivoli
,

(Fedi),

della sua

diede
ss.

per

diaconia

la

prospettiva

al

palazzo ed al

de'

Nereo ed
fece

Achilleo,
di

giardino

l'idea

cantato, e vuoisi che

d'un castello inTorquato Tas-

dipoi

lo

governatore

so dimorando in questa villa alla splendida corte del Cardinal Ippolito


II,
si

lasciasse ispirare

da que-

sto delizioso soggiorno nella descri-

zione del palazzo di Armida.


cos pot accadere all'Ariosto,

Non
come
a-

alcuni pretendono, essendo quell'in-

signe poeta morto alcuni

anni
e

vanti che
ta.

la

villa

fosse

fabbrica3

Manc

a' vivi

nel

i5ji

da

Roma

fu trasferito a
s.

Tivoli, e se-

polto nella chiesa di

Maria Mag-

Quattro anni dopo incontr a Trento la sorella dell'imperatore Massimiliano^ che s'era congiunta in matrimonio con Alfonso li suo fratello, e l'accompagn sino a Ferrara. Fu poi dichiarato protettore della Francia presso la santa Sede, e in quell' ufficio molto si adoper per la concordia dei principi co'Pontefici s. Pio V e Gregorio XIII. Per commissione di questo Pontefice, fece due volte il viaggio della Francia ; nella prima
Tivoli.
delle quali,

giore con una breve iscrizione.

Abal

vivente Carlo
e

biamo
in

di lui alcune lettere tradotte


,

tervenne ad un' assemblea a


della sede Apostolica
,

IX innome
,

francese
al

che

dirette

aveva
gli

nella

se-

Papa ed

santo Cardinal Borro-

conda

si

accinse a persuadere

En-

meo

tu Ite

riguardanti

affari

rico III, afliuch

non

prestasse al-

EST
cun aiuto
al
il

EST
ii

107

suo fratello

duca

una brevissima

iscrizione postavi

da

di Aleuson,

nelle Fiandre

quale faceva guerra a Filippo 11 re di

Cesare d'Este, che fu poi duca di

Spagna, e si riconciliasse piuttosto con quel monarca. Presiedette ancora all'assemblea del clero, tenuta in Blois, e
si

distinse

in

ogni

Modena. Da Leonardo Salviati si ha T Orazione delle lodi di d. Luigi d' Este Cardinal3 Firenze 1587; e da Sebastiano Forno Ardesi, 1 Vari lamenti d'Europa nella morte

incontro pel suo intemerato


alla giustizia

amore
Dimes-

di

d. Luigi

Cardinal d' Este y

all'

equit.

Padova i587.

sa la sua diaconia,
di
s.

ottenne quella
le.

ESTE
fonso
11,

Maria in Via Lata, e divenne cosi il primo dei Cardinali diaconi. Fu protettore dell' Ordine
de' cisterciensi
,

(d') Alessandro, CardinaAlessandro d'Este, cugino di Al-

di d. Cesare

de' canonici

di

s.

duca di Ferrara, e fratello duca di Modena^ nacque nel i568. Cresciuto negli anni, le
belle qualit della sua

Giorgio in Alga; e nel i58i protesse Giovanni Leves de la Cossire granmaestro di Malta, con molti
altri cavalieri,

persona si svilupparono per maniera che in breve divenne l'ammirazione degli


,

che

s'

erano recati in

stessi

precettori di

lui.

Era

di

modi

Roma
sa

per

giustificarsi
li

d'una

ca-

soavissimi, di

presenza

avvenente,

lunnia. Egli

ricevette in sua ca-

e d' ingegno acutissimo.

Studi iu

Monlegiordano, e li tratt con molto splendore, somministrando il vitto ancora alle persone del
a
loro seguito, che, secondo
della,
il Carascendevano a mille. Fu mecenate de' letterati , ma non me-

Padova

le

lettere

e le scienze, e

specialmente quella delle leggi. Arnava assai gli uomini colti, ed anzi
nella conversazione.

no benefattore
danaro, e
oggetto
al
le

de' poveri,

anzi ver-

sava nel loro seno gran

somme

di

ne prest ancora a tal Cardinal Osio, che dasue sostanze


le

sempre impegnato Clemente Vili, nel concistoro de' 3 marzo 599, lo cre diacono Cardinale di s. Maria in Via Lata, e poscia governatore di Tivoli. Visse in Roma con {splencon
loro

era

dida magnificenza, e fatto


ritorno in patria,
si

di

poi

va tutte

in

patriil

trasfer in Ispa-

monio
viati,

dei miseri. Racconta

Sal-

gna a

visitare Filippo III, dal

quale

che tra

altre sue

benefi-

fu accolto con

sommo

onore.

Nel

cenze,

diede eziandio

cinquecento

fiorini ad un certo, che spinto dal bisogno aveva derubato nella casa di lui qualche materiale. Riscosse

lo promosse 1621, Gregorio al vescovato di Reggio, dove mostr un incomparabile zelo per la salute del suo popolo, e pei van-

XV

questo Cardinal d'Este


le

le

pi bel-

taggi del pubblico. Visit la diocesi,

lodi de' suoi contemporanei,

che
se-

celebr sinodi

tolse abusi

stabili

lo

dicevano

il

lume

del

sacro

regolamenti, corresse errori, regol


la clausura delle monache, e prepose degli eccellenti parrocchi alla

nato, l'ornamento

della

corte ro-

mana, e i586,

il

tesoriere de' poveri.

Ponel
di

se fine a' suoi giorni in

Roma

cura del suo gregge. Per


cessione
teatini

la inter-

dopo venticinque anni

di

lui

chierici

regolari

Cardinalato. Trasferito a Tivoli, fu sepolto nella Chiesa di s. Maria

furono

introdotti

in

MoNefis-

dena, e ben assai provveduti.


gli

Maggiore

de'

minori osservanti, con

ultimi

anni della sua vita

io8
so
di

EST
nuovo
,

EST
soggiorno
in

il

suo

co episcopio,

ma

Roma
sai

dove

trattassi
;
,

con

mol-

piuto. Trasfer in

non lo vide comun luogo molto


le

ta splendidezza
delia salute

ma
si

sofferendo as-

pi convenevole
de'santi Grisanto

sagre reliquie

rec

a Tivoli

e Daria.

Ma

oc-

per respirare un' aria migliore ; ed ivi sorpreso da gravissima malattia


fece portare in Roma, dove, si l'anno 1624, spir nel bacio del Signore. Il cadavere di lui fu trasferito

cupato assai in all'ari di altra sorta, che non sono gli ecclesiastici,
rinunzi la sede nel
1

66

sotto Ales-

Tivoli

nella chiesa di

s.

e venne sepolto Maria de* minori

osservanti francescani, presso al Car-

sandro VII, riservandosi una pensione di duemila scudi, e l'uso del palazzo episcopale. Aveva contemporaneamente ottenuto il vescovato di Montpellier; ma Innocenzo X,

dinal Luigi d'Este. Lasci alla sua


cattedrale
dei
la

doni

assai preziosi

quantunque sulle prime glielo avesse accordato, pur volle che lo dimettesse.

tutta

suppellettile

della

sua

Era per provveduto


tra le altre quella

di

pa-

cappella domestica.

recchie abbazie in Italia e in Francia,

ESTE (d') Rinaldo, Cardinale. Rinaldo d'Este, de'duchi di Modena, nacque nel 1618. Negli anni primi di sua vita si dedic alla carriera delle armi, e molto dava a sperare di se per la sperienza ed abilit somma che vi mostrava, e per l'acuto suo intendimento, e forte coraggio. Abbracci poscia lo stato ecclesiastico, e venne ad istanza dell'imperatore a' io luglio, ovvero a' 16 dicembre 1641 creato da Urbano Vili diacono Cardinale di s. Nicol in Carcere, ed ascritto alle congregazioni de'riti, di Propaganda, de' vescovi e regolari, ed altre. Sebbene
vivesse in
la

di Cludella

gny.

Fu

anche

protettore

Francia presso la s. Sede. Dimessa la sua diaconia, ottenne successiva-

mente nel 167


seguente
carriera
egli

da Clemente Xil

vescovato di Palestrina;

ma
la

comp
,

l'anno mortale

in

Modena

ed

ivi

ebbe

tomba

nella chiesa de' cappuccini.


(d')

ESTE
Rinaldo
di
te,

Rinaldo, Cardinale.

d' Este, anch'esso de'duchi

Modena, e nipote del precedennacque in detta citt a' 2 5 giugno i655. Essendo ancor vivi nella curia romana gli affronti recati ad essa dal Cardinal suo zio nel
pontificato di Alessandro VII,

grandezza

mezzo allo splendore delpure apparve sem,

pel

notissimo trambusto de' soldati corsi,

pre sobrio, pio, continente e devocome pure inalterabile negl'incontri sinistri. Sembra per, da quanto ne scrive il Battaglini, che
to,

dell'
,

ambasciatore

di

Francia

fosse

un carattere alquanto inVII lo stimava assai, e due Clementi IX e X, per l'esaltazione de'quali molto cond'

nessun conto volevasi il nostro Rinaldo decorarsi del Cardinalato. Quindi per le vive istanze del suo cognato Giacomo II re
in
cattolico d'Inghilterra, a' 2

Crequ

quieto. Alessandro
i

settem-

tribu, lo
1

amavano teneramente. Nel

bre del 1686, fu creato da Innocenzo XI, diacono Cardinale di 8. Maria della Scala. Ma essendo

65

1 ,

creato vescovo di Reggio da

morto nel
Modena,

694

senza successione

il

Innocenzo X, si mostr zelantissimo per la ecclesiastica disciplina. Pose le fondamenta ad un magnifl-

di lui fratello
egli,

Francesco II duca di che non avea ancora


1

ricevuti gli ordini sacri, a' 2

mari

EST
zo

EST
stro delle sentenze

109

1695 dimise

la

porpora Cardi-

nalizia,

svich duchessa di

BrunAnnover, cognata del re de' romani, per continuare


e spos Carlotta di
la

una delle migliori teologie che abbiamo, ESTOJN Adamo, Cardinale. A-

damo

Eston, nato di oscura famidi

successione
famiglia.

della

sua nobilissiottenuto

glia nella contea

Herford

nel-

ma

Dopo avere

l'Inghilterra, profess ancor giova-

da essa numerosa prole, il duca Rinaldo mor di apoplessia a' 26


ottobre

netto nell'Ordine benedettino presso


il

monistero

di Nordvich.

Cre-

1737 d'anni ottantadue.


(d')

sciuto nella piet del pari che nel

ESTEVENS
d'Estevens
castello
di

Giovanni
in

Al-

sapere, lesse teologia


t di

nell'universi-

fonso, Cardinale. Giovanni Alfonso

nacque

zambuja
diocesi
di

Portogallo,

Lisbona. Sulle
carriera delle
tosi

prime si diede alla armi; ma poscia da-

Oxford ; poscia fu nominato vescovo di Londra, e per le istanze di Riccardo II, creato da Urbano VI, a' 18 settembre 1878,
prete Cardinale di
s.

Cecilia.

Cadcon-

allo stato ecclesiastico, fu pr-

de in
tro
1

sospetto di tradimento

mosso al vescovato di Silves nel 1389, dopo due anni fu trasferito poscia a quello di Porto a quello di Coimbra, e nel 1402,
,

il

Pontefice
fu
de'

perci

nel

385

carcerato

nella
altri

citt di

Nocera

Pagani con
sospetti,

cinque
lui

Cardinali. Vuoisi che desse fonda-

alla

metropolitana di Lisbona.

Fu

mento a
scritte

tali

l'aver
lettere

due volte ambasciatore in Roma, Giovanni XXIII lo cre prete Cardinaie di


s.

in

cifra
,

alcune

Pietro

in Vincoli, nel

concistoro de' 6 giugno 14.11.


ri

Modi

re di Napoli, le Carlo Durazzo quali non poterono da alcuno venir mai esplicate. Siasi per la cosa

nel

i4*5,

in Bourges, citt del-

comunque

si

voglia, egli

cer-

le

Fiandre,

stimato per

uomo

to che, sebbene venisse

lasciato in

rara prudenza e di letteratura distinta,

libert sotto la custodia di


rico di

un chefran-

camera
dignit.

di

nazione

ESTIO
in
i

Guglielmo,
di

di

Gorenna

cese,

fu

nondimeno deposto
Bonifacio

dalla

Olanda,
la

nobile famiglia, fece


e teologia

di

lui
,

IX
cosa

pe,

suoi primi studi ad Utrecht, ed


filosofia

conosciuta

meglio

la

lo

apprese

restitu ai perduti onori, e scrisse al-

Lovanio. Nell'anno i58oebbela laurea di dottore in teologia nella

cune lettere vantaggiosissime al parlamento d' Inghilterra. Mor con

Accadde la sua morte a Douay nel 161 3, mentre contava setlantadue anni di et. Abbiamo di lui molte dotte opere in latino. 1 . La Storia de martiri di Gorenna, uccisi nella rivoluzione che il calvinismo cagion in quel paese; i. Alcuni Commentari in 1 volumi in foglio; 3. Osservazioni sui passi difficili della sagra Scrittura 3 stampati a Douay ed in Anversa. Il suo commentario sul maestessa citt.
,

fama
nel
la

di

singoiar

virt

in

Roma

1398, ed ebbe sepolcro nelsua chiesa titolare. Due secoli

circa

dopo

la

di

lui

deposizione,

smosso il terreno di quella chiesa per istabilire il nuovo pavimento, fu trovata la salma incorrotta, che venne trasferita con grande onore
al lato sinistro della porta di quella

tico

dove si vede il suo anmausoleo, colla statua rappresentante il Cardinale in abili ponchiesa,

no
tificali

r.ST
giacente sull'urna. L'Eston

EST
mai
il

reggime

di quella diocesi.

Ad
fu

conosceva assai bene le lingue omolte opere rientali, e produsse sulla divina Scrittura, facendone ancora una versione dall'ebreo;
cosa che da s. Girolamo fino a quei tempi non era stata eseguita da alcun altro autore. Compose ancora l'uffizio per
la

istanza del re cristianissimo, a' 18 di-

cembre 1439, da Eugenio IV

creato prete Cardinale di san Martino; ma egli non volle assumere


la

sacra

porpora,

se

prima non

festa

della

Visitazione
si

ottenne di reggere contemporaneamente la chiesa di Angers. Nel 1 452, Nicol lo spedi legato a laterc

V
i

di

Maria Vergine, come

pu

ve-

presso

re di Francia e d'Inghiltra

dere in Lambertini,
la cjual

De

feslis,

ec,

terra per conchiudere

loro la

festa era

stata istituita

da

pace;
1'

ma

tutto fu inutile. In quel-

Urbano VI per ottenere 1' estinzione dello scisma che devastava la


Chiesa.

occasione per diede riforma aluniversit di Parigi


il
;

l'

cosa che gli

merit
le

titolo di

ristauratore delscienze.

Guglielmo , Guglielmo de' signori d'Estouteville e Vallemont, di sangue regio, nacque in Normandia l'anno 1402. Profess nel monistero della Congregazione di Clugny, fu dottoCardinale.
re in legge canonica, e priore di
s.

ESTOUTEVILLE

lettere

delle

Carlo

VII, re di Francia, lo

desiderava

suo ambasciatore presso Calisto IH; egli per non volle accettare quelIo credeva insuo ministero. Il re nondimeno l' ebbe in altissima stima, ed anzi voleva che i suoi ministri in Roma non imprendessero cose di grande rilievo, se pril'

incarico,

perch
col

compatibile

Martino de' Campi presso Parigi. In seguito venne arricchito colle prebende di molte chiese, la prima delle quali fu quella di Mirepoix nella Linguadoca, che ottenne da

ma

noi consultavano.
del

Il

Pontefice,

valendosi

favore

che

godeva
in
lui af-

Eugenio IV nel 1 4^ i, e ritenne per due soli anni ; quella di Digne nella Provenza, ch'ebbe nel i43g, e possed fino al i44^;
quella di Nimes, che
gli

presso quel principe, lo

mand

qualit di legato presso di


fine di

eccitarlo

a prender
i

parte
;

nella guerra contro


la

turchi

ma

fu confe-

spedizione
il

riusc

senza

effetto,

rita nel i44*> e dipoi nel i45o ebbe quella di Lodve da Nicol V; nel i^5i quella di Muriena

perch

re dovea impiegar le sue


della

forze nel ricupero

Normanin

dia e della Gujenna. Fabbric

nella Savoja; e

un anno dopo
avuta

il

Roma
il

da' fondamenti
s.

la

chiesa

vescovato di Roano. Alcuni vorreb-

convento di

Agostino agli ere-

bero
chiesa
pi,

che
di

avesse
Bziers,

anche
pare

la

mitani, de'quali aveva la protezione

ma

cosa

presso la santa Sede, e ne assegn

probabile che l'ottenesse a sotitolo

ancora considerabili rendite. Quan-

lo

di

commenda.
s.

Quando
nel-

do era arciprete
Maggiore, risarc
e le
volte
di

di
le

santa Maria

era vescovo di Lodve,


la chiesa

istitu

navi
vasi

laterali

di

Genesio

la

confra-

quella

basilica,

do-

ternita della
stitu

ss.

Annunciata, e re-

nandole molti sagri

d'argento
della

alla cattedrale di

Digne

tut-

e d'oro, e parecchie suppellettili di

che aveva da essa percepite, perch non avea assunto


te
le

rendite

gran valore. Abbell


confessione,

l'altare
di

e l'orn

quattro

EST
glandi colonne di porfido che
tora
esistono.
tut, la

EST
per
cosi dire,
il

compimento e
lo stesso alla

cappella

dedicata
e

Fabbric anche una a' santi Michele


Pietro Apostolo,
esiste,

perfezione,
in

ma

produce

effetto

riguardo

cristiana

Arcangelo

la

vita

in

generale rimirata, dovendo

quale pi non

ma

se

ne ve-

essa essere

una perpetua peni lenza,


concilio di
,

de per qualche traccia nell' interno della basilica. Nel 14^2 consagr solennemente l'altare della ss. Annunziata in Firenze, come se ne legge memoria in quella cappella. Sisto IV lo elesse Camerlen-

giusla l'espressione del

de extr. unct. 14 L' estrema unzione un sagramento, che contribuisce a procurare la


sess.

Trento,

remissione de' peccati


lati

ai

fedeli

mamo,

pericolosamente,

che

d loro

go della
sini.

S.

R.

C,

carica resa va-

la

forza di ben soffrire e ben

cante per la morte del Card. Or-

ancora uno di que' Cardinali, che accompagnarono Pio li i n Mantova. Questo Papa, nel 1460, dal vescavato di Porto, che aveva
ottenuto da Nicol V,
lo
trasfer

Fu

che ravviva loro la fede e che procura loro la salute , dove


rire,

questa

sia

utile all'anima loro, sicsi

come meglio
ai

dir.

Non

ministrasi

condannati a morte, non ispeessi

rando
te

per

tal

mezzo

la

salu-

a quello di Ostia e Velletri, dove

corporale.

Questo

sagramento
il

fabbric l'episcopio, e in Cori,


t

cit-

non ebbe
di

in ogni

tempo

nome

della diocesi,

un convento
la

di

agostiniani.

Cess di vivere in Ro-

ma

nel

i483, ed ebbe
s.

tomba
nipoti,

estrema unzione, ma il riport dall' abuso introdotto, e troppo comunemente ricevuto da alquanti
secoli in

nella chiesa di

Agostino. Lasci
varie

una pingue eredit ai suoi pei quali aveva comperato


terre.

mi a
p.

riceverlo,

qua, di aspettare agli estresiccome osserva il

Nel conclave per l'elezione di Pio li poco manc che non conseguisse il triregno che ambiva, rimanendo deluso pei motivi che

Chardon, Storia de' sacramenti, tom. II, lib. Ili, dell' Estrema unzione.

I.

Denominazione ,

natura ed
unzione,

narrammo al volume XV,


del Dizionario.

pag.

283

esistenza della estrema

e suo autore.

ESTRES
nale.

(d')

Cesare,

CardiL' estrema

V. Etrees.
Sagraspiri-

unzione chiamata
1'

ESTREMA UNZIONE.
mento
tuale
istituito

dai greci olio santo, olio con orazione, perch


ria.

per

sollievo

olio n'

la

matedel

corporale

degl' infermi.

Dai

latini

si

chiama

olio

Si conferisce loro

facendo

diverse

unzioni con olio benedetto dal ve-

scovo

nel

gioved
1'

santo insieme
de' catecumeni,

col crisma e

olio

sagro crisma, olio di benedizione, sagramento della sagra unzione, unzione degli ammalati, estrema unzione perch' l' ultima unzione

accompagnate da certe preghiere, che esprimono lo scopo ed il fine di queste unzioni. V. Olio Santo. Meritamente si colloca il sagrainento della estrema unzione dopo
quello della penitenza, di
cui
egli

che
di

si

fa

sui fedeli,

il

sagramento

quelli

che passano

da questa
e la

vita all'altra, il

compimento

consumazione della penitenza, una celeste medicina per l'anima e pel


corpo. In

un

antico Manuale, pres-

u
so
il

EST
Borgia,
si

EST
t.

Memorie

Ili,

pag.

que confessate
gli

vostri
Il

peccati

18

r,

contiene

l'ordine

Exlre-

uni agli
in

altri ".

concilio di

mae

unctionis, e secondo tale scrits'

Trento
cret:
>

conformit di
sess.

questa

tore questo sagramento


ci cos a

incomin-

dottrina, nella

i4, can.

^de-

chiamare verso la line del secolo duodecimo, poich prima dicevasi Sacramentimi unctionis, Unctio infirmorum, ec. Alcuni attribuiscono s fatto cambiadi

mento
di

nome

alla

variazione alrito
pri-

lora seguita dell' antichissimo

ricevere la

sagra

unzione

ma

del sacrosanto

Viatico (Vedi),

con posporla a questo, chiedendola dopo. Pi verosimile per sembra 1' opinione di quelli, che riferiscono il cambiamento a denotare che questa unzione l'estrema tra quelle cui

n venzione umana , sia anatema ". Nel can. 2 Se alcuno dir, che la sagra unzione, la quale data
:

Se alcuno dir, che l'estrema unzione non veramente e propriamente un sagramento istituito dal nostro Signore Ges Cristo, e promulgalo dalma che l'apostolo s. Giacomo solamente una consuetudine ricevuta da' padri, oppure un'in,

agl'infermi, non conferisce la grazia, non rimette i peccati, ne solleva gl'infermi; e che a' d

riceviamo, prima nello sta-

to di catecumeni, poi

quando
nella

sia-

nostri non deve pi essere in uso, come se un tempo non fosse

mo
mo

battezzati

indi

confersia-

mazione, e finalmente quando


prossimi

far
vita.

passaggio da

questa
di

all'altra

Ed

in

fatti

altro stata che la grazia di sa nare g' infermi , sia anatema ". Nel can. 3 Se alcuno dir, che la pratica e l' uso della estrema
:

anche dopo che l'uso s'introdusse chiamare questo sagramento Estrema unzione, leggesi amministrata prima del viaLico in uno de' pi antichi documenti presso il
,

unzione

secondo

che

la
,

santa
ripu-

Chiesa
*

romana

1'

osserva

gna
s.

sentimento dell'apostolo Giacomo , e che per questo


al

Wabillon, e del
saec.

1209, in praefat.

Is

Bcnedict. n. 98.

L' estrema
gli
scritti

unzione

sagramento della
trasse ci

un vero legge nuova. Da


la

m bisogna farci qualche cambia mento, e che i cristiani possono senza peccato disprezzarla sia anatema ". Nel can. 4 Se al,
:

degli apostoli

Chiesa

che crede e pratica per rapporto a questo sagramento. Legnel

cuno dir, che i preti della Chie sa, cui s. Giacomo esorta di an darsene ad unger l' infermo, non sono i preti ordinati dal vesco-

giamo
pitolo
l'

XIV
s.

versetto del

ca-

* vo,

ma

pi antichi di et d'oil

dell' epistola

apostolo

canonica delGiacomo: S'inferi

gni comunione, e quindi, che

m ministro della

estrema
sia

unzione
anate-

"
>>

ma

alcuno tra voi? chiami


di

sa-

non

il

solo prete,
di ci
altri
,

cerdoti della Chiesa, e preghino

ma

".

Dopo

sembra

qui

>> *>
<>

sopra

esso

facendogli delle
nel

inutile

riportare

anteriori e

unzioni

coli' olio
;

nome
unita

del
alla

posteriori

monumenti
tutti
i

anche del,

Signore

l'

orazione

l'accordo della Chiesa greca e della


Ialina
in
il

fede, salver l' infermo, ed il Si gnore lo sollever, e se ha pec*>

noscere

tempi sagramento

nel

ricoestre-

della

cati

gli

saranno rimessi

dun-

ma

unzione.

, ,

EST
Secondo le parole di s. Giacomo, la estrema unzione ha le tre
condizioni
necessarie
e
sufficienti

EST
sua

n3
,

bocca concilio di Trento.


propria
concilio

lo

si

ha dal
il

vero, che

per fare un sagramento della nuova legge: i." un segno sensibile


e sacro che consiste nella
dell' olio,

unzione

e nella preghiera del sa-

non disse espressamente che Ges Cristo abbia istituito immediatamente 1' estrema unzione ed perci che non devonsi condannare gli antichi scolastici, i quali

cerdote; 2.*

un segno che propoich


rimette
a

pretendevano che

gli

apostoli a-

duce

la
i

grazia,

vessero istituito questo sagramento

peccati,

quali

non possono
3.

essere

per ordine di Ges Cristo;

ma

nes-

rimessi senza la grazia;

un

segno istituito da Gesti Cristo, giacch un segno sensibile non pu produrre la grazia, n la remissione de' peccati senza che sia istituito da Dio, potendo egli solo dare agli elementi sensibili la virt di produrre la grazia. Origene, homil. i in Levita parlando delle differenti

ha sostenuto dopo il concilio tridentino. Quindi si sono accordati tutti col dire, che Ges Cristo aveva istituito questo sagramento con tutti gli altri, e che
lo
gli

sun teologo

apostoli

l'avevano
istituito

pubblicato.
nel

sto

inoltre probabile, che


lo

abbia

Ges Critempo

maniere, colle quali

si

ri-

nisce

mettono dalla Chiesa i peccati, u1' estrema unzione alla peniil

che pass tra la sua risurrezione e la sua ascensione, e dopo l' istituzione del sagramento della penitenza, di cui, lo

ripetiamo,
il

l'

e-

tenza, e dice che

peccatore vie-

strema unzione
e la perfezione.

compimento

ne purificato quando si eseguisce ci che prescrive s. Giacomo. E s.


Gio. Grisostomo,
lib.

Ili,
i

cap. 6,
sacerdoti

II.

Materia

forma della

del Sacerdozio 3 dice che

estrema unzione.

rimettono

i nostri peccati, non solo quando ci battezzano, ma anche quando fanno sopra di noi l' un-

zione di cui parla


serva
tuito
to,
il

s.

Giacomo. Osabbia
isti-

Bergier, eh' egli da cre-

dere, che

Ges
gli

Cristo

od ordinato questo sagramenapostoli niente fece-

poich

Sonovi due sorta di materie nedell'estrema unzione, la materia remota, e quella prossima. La materia remota l'elemento di cui composto il sagramento della estrema unzione; la materia prossima l'applicazione di questo
cessarie

ro che pei di lui comandi, e per


l'ispirazione dello spirito di lui.

remota

elemento. L'elemento della materia l'olio d'uliva, indicato


,

Che Ges Cristo sia l'autore immediato dell'estrema unzione, co-

me
la

di tutti gli altri sagramenti del-

nuova legge, vale a dire che non abbia dato solamente l'ordine ed
il
li,
i

ed espressamente da s. Giacomo approvato da Eugenio IV, e dal concilio di Trento. E pure necessario per la validit del sagramenche l'olio sia benedetto, seconparere di molti teologi; ma non necessario che sia benedetto dal vescovo, bastando la beneto,

potere d' istituirlo


nel che,
trattatisti,

a'
si

suoi aposto-

do

il

siccome
consiste

esprimono
l'istituzione
istituita

mediata;
egli

ma

che l'abbia
x\it

dizione

di

un semplice
a

sacerdote.
,

stesso

immediatamente

colla

Ci nella Chiesa greca

a secon-

vol.

n4
Vili, ina tra
i

EST
di

EST
Clemente
benedizio-

da dell'approvazione
ne
ta

odoratimi , gustum
<l

laclum

deli-

latini la

u isti.

dell'olio
ai

pegl' infermi devolu-

La
ce,
il

pratica dei greci di ungeil

soli vescovi. Altri

teologi opi-

re la fronte,
petto,

mento,

nano, ch'espressamente dev' essere benedetto per questo uso, dicendo che la benedizione particolare
quella

le

le due guanmani ed i piedi.

L' uso pi

comune
organi

dei latini de' cinque

di
senle

ungere
timenti:

gli
gli

che

lo

costituisce

materia
estre-

occhi, le
i

orecchie,

valida del sagramento della

nari, la bocca,

piedi

e le mani.

ma

unzione.

La materia prossima

In molti luoghi
reni,

poi di questo sagramento

l'un-

ma

agli

si ungono pure le uomini soltanto. Nel-

zione che il sacerdote fa fermo, perch l'unzione


Spirito Santo ha ordinata
pitolo

sull' in-

la chiesa di Parigi si sostituisce

che

Io

quest'ultima
petto tanto
le

unzione,

quella

del

nel cadi san

quinto

dell' epistola

Giacomo. Questa unzione deve farin forma di croce, perch tale l'uso della Chiesa, ma ci non
si

per gli uomini, che donne: In foeminarum unctione tangat tantum sacerdos parlem pectoris superiorem, come si

per

necessario

per

la

validit

del

sa-

gramento.
rio che
il

Non

neppur necessaimmediatamente

legge nel rituale di Parigi. Il Durando nota, come alcuni del tempo suo insegnavano non doversi far

sacerdote faccia l'unzio,

l'unzione

alle

spalle,

perch gi
sulle

ne

col

pollice

fatta nel battesimo,

n doversi untempie,
i

farla con qualche istrumento secondo l'uso della sua chiesa; bisogna per che 1' unzione sia tale da poter dire, che la parte del corpo alla quale si applica veramente unta. Il Ma cri riporta, che

pu

gere sulla fronte,


sensi

ma

chi era stato cresimato.

Quando

in

tempo

di

peste lecito

al

sa-

che devonsi ungere sono doppi, si comincia dal destro. Quando l'infermo manca di qualche membro, dove si deve fare l'unzione, bisogna farla
e
le

membra

cerdote unger
crani. Resol.

l'infermo

con una

nella parte del corpo

la

pi

vici-

bacchetta, Diana, traci.

4 de Sa-

sano che

basti

167; anzi alcuni penungere una sola

come sarebbe ai polsi se Y infermo avesse le mani tronche. Se


na,

parte, dicendo la solita forma, Sii.

3 pari, quaest. 32, artic. 7, opinione approvata dall' universit di

Lovanio l'anno i588. Il medesimo Macri deferisce al sentimento del


citato p. Diana,
il

r infermo spira prima che le unzioni sieno compite, si deve cessare. La unzione delle mani si fa al di dentro per i laici o secolari, ed al di fuori per i preti, perch il di dentro delle loro mani
gi stato consagrato
zione.
coli'

quale
il

in

tal

ordinaalle

caso stima bene,

che

sacerdote

Non

si

fanno

unzioni

unga con

prestezza

un orecchio,
pro-

orecchie de' sordi, n agli occhi dei


ciechi fino dalla nascita:
si

e cosi degli altri sentimenti,

fa l'un-

nunciando una sola volta la forma seguente per tutti: Per istas sanclas unclioneSj et suani piisimam
misercordiam indulgeat libi Deus auidquid per visitili 3 auditum ,

zione sulle labbra

dei nati

muti,

dicendo solamente quidquid peccasti per gustum. S. Tommaso dice necessaria per la validit del sagramento l'unzione de'cinque or-

ma

EST
gnni dei sentimenti
logi
;

EST
ma
molti teoera

i5T

un tempo

indicativa
al

ed asso-

credono valido il sagramento sola unzione sopra uno degli organi de* sensi, almeno quando si ha premura, e nelle malattie contagiose, pronunziando questa formola universale: Indulgeat tibi Deus quidquid peccasti per
con una
sensus.
loc.

luta, cio

pronunciata

modo
uso

in-

dicativo,

come

si

scorge da quella
in

del rito

ambrogiano
s.

sino

dal quarto secolo, e citata da san

Tommaso, da

Bonaventura, da

Riccardo di s. Vittore ec. Anche il Macri dice, che la forma del


rito

dire del Chardon, 371, in quanto alle parti del corpo che si ungono neir amministrazione di questo sagramento, avvi un' infinita variet
al

Ma

cit, pag.

ne di questo

giusta

luoghi

tempi.

In

al-

cuni
altri

si

ungevano molte parti, in pochissime. Vi sono anche


e
s.

esempi della unzione fatta in una


sola parte del corpo,

ambrogiano nell'amministraziosagramento, non deprecatoria o deprecativa, ma indicativa, che per non viene approvata da alcuni dottori fondati sulle parole di s. Giacomo, orent super eum: con tuttoci non si deve condannare la forma usata da questa Chiesa, approvata da
altri,

Eugen-

come

dal p. Suarez tom. 4>


sect.

do fu
ne,

unto solamente al petto. Siccome questa unzione ha per fi-

disput.

40, antichissima

3,

num.

8.

Una

quantunque men
dell'

principale, la

guarigione
chiese

infermo,

in

molte
sulla

formola ambrogiana viene recata da s. Bonaventura, Dist. 23, art. 1, quaest. 4, che dice
:

facevasi

specialmente

Ungo

te

oleo
ec.

santificato

in

parte addolorata, in cui era la sede del male, come si pu vedere

nomine Patris 3

Un
:

libro sagra-

mentale di Venezia, approvato dal

Martne. La forma poi dell' estrema unzione consiste in queste parole, che il sacerdote pronuncia facendo le Che Dio per questa unzioni santa unzione, e per la sua piis sima misericordia , vi perdoni > tutti i falli, che voi avete com messi colla vista, coll'udito, colnei rituali presso
il

p.

Papa Leone X, ha
sancto,

Ungo

te oleo

ut hac

unctione protectus
in

fortiter3 stare

valeat adversus ae-

reas
ec.

catervas 3

nomine Patris,
stale
i

La forma dunque non


sempre deprecatoria

ta

in tutte

Chiese particolari.
latini,

Anche

presso

non sono che


Si trova
di

circa cinque
ri-

sei secoli,

ch' universalmente

l'odorato,

col

gusto,
,

col

tatto ".
di

cevuta.

anche

in

un

ri-

Dicono
te le

trattatisti

che

tut-

tuale ms.

qui riportate parole, non vi sono che queste, le quali reputinsi

no tanto antico

Jumieges, ch' almePer istam unctio:

essenziali:
,

che
tibi

Dio

vi perla
si-

nem et suarn piissiniam misericordiam indulgeat tibi Dominus quidquid peccasti per
simile in tutti po del Pontefice
i

doni

indulgeat

validit

Deus, per del sagramento, perch


del

visurri,

ec.

Essa
I,

rituali.

Al temin

gnificano sufficientemente la causa


principale

s.

Gregorio

Dio;
getto
to.

l'effetto

sagramento eh' del sagramento che


il

Roma

si

faceva uso d' una forma,

la remissione de' peccati;

sog-

ed il ministro del sagramenLa forma dell'estrema unzione

che in parte era deprecatoria, in parte assoluta ed indicativa. Essa comprendeva queste parole, che so-

no

assolute,

inunge

te,

queste

n6
altre che

KST
I

EST
greci al presente
si

sono deprecatorie, fri te habitet virt* Cliristi. Nei rituali, avverte pure il Chardou, le parole della forma sono estese assolutamente, e in altri deprecativamente,
in altri
se

servono

di

una forma deprecatoria, ina

la for-

ma

deprecatoria

e l'indicativa

od

assoluta sono

egualmente convene-

un modo misto. Diverforinole si leggono in un sagrain


di

mentano

Catalogna, e nell'anti-

co pontificale di Naibona. Neil' oriente ancora la estrema unzione noverata tra i sette sagramenli, ed
riti
il

Renaudot

c'istruisce

della credenza dei greci, e dei loro

su

Delle

questo punto, cerimonie

lib.

V,
i

cap.

che

greci

voli e sufficienti per la validit del sagramento, per quelle spiegazioni e ragioni che ne danno gli scrittori di questo argomento. Il sacerdote poi deve pronunciare la forma del sagramento nel medesimo tempo che fa le unzioni, di modo che non deve terminarla se non quando termina 1' unzione de' membri che sono doppi, eccettuato il caso che T infermo pel grave male sia estre-

orientali

zione,

delle

usano per la estrema unquali parleremo al

mamente

in pericolo.

VI di questo articolo. Solo qui noteremo, che i greci ed orientali usano olio benedetto non dal vescovo,

Deve pure asciugare le unzioni con un poco di cotone o di stoppa, od altra cosa simile, a meno che quegli che l'assiste non sia negli
ordini sagri, nel quale caso gli sa-

ma
si

dai
di

sacerdoti nella ce-

lebrazione

questo
in not.

sagramento

r permesso di asciugare
ni
fatte

le

unzio-

come Goar
Vili,

disse di

sopra;

ma

il

p.

dal sacerdote. Ci che

ha

avverte,
1'

ad
di

Euchol.,
titolo

servito

per

asciugare

le

unzioni

citando
la

istruzione

Clemente
:

quale

porta

per

deve essere portato in chiesa in un bacino pulito, per essere abbruciato,

fatta

Circa oleum sanctum infirmorum 3 pei greci, ove dice che nei
soggetti
ai
latini
essi
l'

e le ceneri

si

gettano
egli

nel sail

crario.

Terminate che abbia


unzioni,
le dita

sa-

luoghi

non

cerdote le
il

stropiccia

sieno obbligati a

pigliar

olio be-

suo pollice e
si

che hanno
le

nedetto dal diocesano, perch giusta l'antica consuetudine della loro

toccato l'olio, con mollica di pane,

quindi
la

lava ed asciuga

mani

benedicono nel medesimo tempo, che lo amministrano. Inoltre il p. Goar, per non lasciar verun dubbio su questa materia, si fa un dovere di soddisfare alle obbiezioni dei teologi pi prechiesa, essi lo

mollica, e l'acqua della lavanda


le

per
ni

mani, secondo
devonsi

le

prescrizio-

de' rituali,

gettare

nel

fuoco. III. Ministro dell'estrema unzione.

venuti in favore de'principii scolastici,

secondo

quali egli
la

cudio fanno consistere

e l' Arforma di

soli

sacerdoti sono
conferire

ministri

questo sagramento fra i greci in una orazione che comincia Padre


:

capaci

di

santo)

medico delle anime ec,


i

la

quale spiega

principali suoi

effetti,

cio la remissione de' peccati,

e la

sagramento dell' punto di fede deciso dal concilio di Trento, come riportammo di sopra, nel can. 4- Questa decisione
del concilio appoggiata alla Scrit-

validamente il estrema unzione,

guarigione dei corpi.

EST
tura,

EST
Per
la

117

ed

alla
s.

tradizione.

sma,

Scrittura,

Giacomo

dice espres-

quale consagrato dal ve scovo deve essere adoperato non


il

samente,

debbono
unzione;

che sono i sacerdoti che amministrare Y estrema per la tradizione quella

solo pei sacerdoti,


i

ma

per

tutti

cristiani

nelle

infermit

loro

e de' loro attinenti ".

delle due Chiese, le quali hanno tempre riconosciuto in tutti i temsoli sacerdoti per ministri delestrema unzione, come si pu vedere negli Eucologi de' greci, e

Qualunque

prete, tanto secolare

pi

la

quanto regolare, pu validamente amministrare il sagramento della estrema unzione, perch questo potere unito
tale
;

al

carattere

sacerdosolo par-

ne'rituali
tile,
il

dei latini.

dunque

inu-

ma non
od
il

vi

che

il

che i novatori pretendano che vocabolo presbiteri significhi gli


Si

roco,
lui

sacerdote commesso da

antichi Jaicij perch evvi unito quello di ecclesiae.

pu per
s.

dire,

secondo
logi,

il

parere di moltissimi teoil

che permise a

Papa
i

tutti

fedeli

Innocenzo 1 anche laici

che possa amministrarlo lecitamente; e se qualche altro prete secolare o religioso volesse amministrarlo, oltre al peccato mortale che commetterebbero ambedue, il religioso incorrerebbe la scomunica maggiore
pel solo fatto,

d'applicare l'olio sugl'infermi in caso di bisogno, ed allorquando non


vi

assolto

che
i

dal
casi

non potendone essere Papa. Sono per


di

sono preti per poco come possono

farlo,

presso a
del-

eccettuati
se
il

necessit,

come
allo-

essi servirsi

parroco fosse assente o impe-

l'acqua del fonte battesimale, o di

dito,

o pure

se ritardasse,

ed

qualche altra cosa

benedetta; ma in questo caso l'unzione non mai sagramentale. Il Chardon riporta le parole della lettera, che s. Innocenzo I scrisse a Decenzio vescovo
di

ra qualunque prete potr


strare
la

amminiT estrema unzione. Sebbene


de' sacerdoti
sia

pluralit

stata

altre volte

necessaria

per precetto

ecclesiastico, affine di

amministrare
in

Egubbio, cio Gubbio, il quale dubitava se i vescovi potevano amministrare l'estrema unzione: Che l'apostolo avea parlato de' soli sa cerdoti perch i vescovi occupati da moltissime brighe non pote vano andar a visitare gl'infermi.

l'estrema unzione,
e

non

oggi,

giammai stata, per precetto divino. Le parole di s. Giacomo, le quali esigono pi preti, presbyteros, non racchiudono che un

non

dovere di convenienza soggetto alla


disposizione della Chiesa, d'altron-

Del resto, se il vescovo pu, o vuole, gli lecito benedirli e unIndi, in

anzi ci gli conviene ". prova che la Chiesa confid mai sempre a' sacerdoti o ve-

gerii,

scovi
cos

un

tal

ministero,

il

Chardon

traduce l'altra parte della pondecretale:

tifcia

Non

vi
s.

bio,

che

il

testo di

ha dubGiacomo

* non si debba intendere de'fede li infermi, i quali possono esse re unti col
santo
olio

del

cri-

de non avvi nella Scrittura niente pi ordinario e comune, quanto quello di prendere il singolare pel plurale, ed il plurale pel singolare. Tutta volta, dice il p. Chardon, citando il p. Martne, t. II, e. VII, art. IV, che questa unzione degli infermi facevasi da uno o pi sar cerdoti, e gli atti de' santi ne recano esempli ne' due modi; anzi alcuni rituali prescrivono che si faccia da pi sacerdoti, altri suppondi

n8
chiese, e la

EST
comodit de' luoghi e

EST
dar loro la estrema unzione, quand'anche non avessero altra malattia che la loro decrepitezza. Dice il p. Chardon, che questo sagramento non fu mai dato ai sani, ma racconta come lo ricevesse certa Odila,
cui era stata predetta la morte, seb-

gono che si faccia da uno solo, secondo le diverse consuetudini delle


de' tempi, giacche nelle ville era difficile

radunar molti sacerdoti, spe-

cialmente in tempi che il loro numero non era grande. Fra questi
sacerdoti, soggiunge
alle volte
to,
il

p.

Chardon,
san-

uno applicava
proibii va

l'olio
la

bene allora sanissima. Osserva poi, che se s. Giacomo escluse i sani da


questo sugramcnto,
gl'innocenti,
escluse
i

e l'altro

forinola

ancora
fanciulli

delle orazioni.

Altra volta tutti inle

come sono
si

sieme ungevano

parti del corpo

ed

neofiti,

ne

trova ver un esem-

consuete, e ciascuno recitava la me-

pio di tale unzione data a' novelli


battezzati, finche
ste

desima forma. Altre volte infine uno di loro ungeva una parte del cor-

portavano
vita

la

ve-

bianca. Nella
si

dell'abbate

po dell'infermo, e un
tra, recitando

altro un'alle

Adelardo
coloro,
i

legge ch'eravi dubbio

ciascuno

forinole a
si

se dovesse darsi tal

sagrameli to

quella parte adattate.

Non

cre-

quali erano vissuti con tan-

deva per essenziale al sacramento che pi sacerdoti lo ministrassero, bench si credesse pi conveniente e pi conforme al precetto apostolico,

ta purit,
rei

che non

si

presumevano
a
questi
tali

d'alcun peccato;

d'ordinario non si ministrava. In quanto poi all'et di quelli

come

asserisce

s.

Tommaso.

che debbono
di
di

riceverla,

gli

statuti

Odone

vescovo di Parigi, e quelli


legati

Simone e Galone
III,
si

di

In-

IV. Soggetto dell' estrema unzio-

ne j ed

efftti

di questa.

nocenzo unzione

ordinano, che l'estrema


dia

a chiunque abbia
il

l'et della discrezione;

che pare
Chiesa,

conforme
L' apostolo s. mente accenna
si

allo spirito della


i

Giacomo
i
l'

chiaraa* quali

poich in quell' et
di

figliuoli

sono
la

soggetti,

capaci di peccato, e in conseguenza

dee ministrare
dice
:

estrema unzione,

un sagramento

istituito

per

Infirmatur quis in vobis? Il soggetto dunque, o la persona, cui devesi dare questo sugl'amento, il solo adulto battezzato, e pericolosamente malato. I fanciulli, che non hanno l'uso della ragione, non sono capaci dell'effetto
principale

quando

remissione
vi

de' peccati.

di

sono autori, tra' Menda, e Federico Nausea,


i

Nondimeno quali Durando


ve-

scovo di Vienna in Austria,

quali
in

vogliono che non

si

dia, se

non

et di diciotto anni, e questo ulti-

mo
et.
rigi

anche dice almeno in questa


Gli statuti della chiesa di Pa-

dell'estrema unzione,

il

peccati,

quale consiste nella remissione dei o degli avanzi de' medesimi. il solo battezzato che possa
riceverlo, perch
il

proibiscono che
dell'uso
agli

si

dia

ai gio-

vani privi
a' furiosi,

della

ragione,
ai

sciocchi.

Quanto

battesimo la porta degli altri sagramenti. I vecchi decrepiti sono considerati come pericolosamente ammalati, e si deve

qualche accidente, si dar loro l'estrema unzione, purch non vi sia pericolo attuale d'irriverenza da parte loro
frenetici e furiosi

per

EST
sagramento. Quelli di Vaillant di Guisli, vescovo d'Orleans, n'escludono anche i rei condannafanciulli innanzi la i ti a morte,
verso
il

EST
no perduta
la

ug
o sieno dioppure
si

gni di contrizione, e poscia abbiafavella,

venuti pazzi, o

delirassero,

non

prima comunione, i pazzi, e quelli che non l'hanno mai domandato. Le Gouverneur, vescovo di s. Malo,
ti,

sentissero; ministri ".

tuttavolta

am-

Circa
zione,
il

gli effetti della

estrema undi accre-

primo quello
il

esclude solamente gli

stolti

na-

scere la grazia santificante, cio quella

perch non

care,

ma

se

poterono mai pechanno avuto qualche


si

che rende
sto
li
;

giusto ancora pi giu-

momento

di ragione

deve dare

anche ad essi l'estrema unzione, perch in questi momenti possono avere offeso Dio, e cosi sono capaci dell' effetto del sagramento. Il Cardinal Monti, arcivescovo di Milano,
esclude
i

i peccati tanto mortache veniali, in quanto alla colpa, ma per accidente e secondariamen-

rimette

te,

avendo Ges Cristo

istituita la

estrema unzione, prima per santificare vieppi

un moribondo
i

gi

santo, per fortificarlo contro le tentazioni del

fanciulli,

pazzi,

gli

sco-

demonio, contro
in

dolori

municati
ti

denunciati, gl'impeniteni

della malattia, contro la languidezza

pubblici peccatori,

condannati
partorien-

dello spirito; ed

secondo luogo

a carcere perpetuo, e
ti.

le

per rimettergli

peccati veniali

od

p.

Ambr. de 170. Ne sono


Bit.

sacr. Extr.
esclusi

UncL,
i

pure

solil

anche mortali, qualora cente dimenticanza non


stati

per
gli

innofossero

dati schierati in battaglia contro

nemico, e in procinto di combated escluse ne sono pur anche ; le persone le quali si trovano in
tere

per accidente nel sagramento della penitenza; terzo, la estrema unzione rimette almeno una
parte della pena de' peccati, perch
il

rimessi

pericolo di

naufragare.
i

greci,

compimento

della penitenza, e

Molti autori accusarono

ed

altri

orientali, de'

grandi

abusi

che amministrano ai sani del pari che agli infermi, perch i sacerdoti, dopo aver unto l'infermo, si ungono scambievolmente, ed ungono gli astanti. Su di che va letto il p. Chardon, t. II, p. 386 e 387, ove rapporta la dicirca questo sagramento,
fesa

perch d al cristiano, in quanto pu, l'ultima disposizione per andar a godere della gloria del paradiso; quarto, cancella il rimanente
de'peccati, vale a dire l'inclinazione
al

male,

la

tiepidezza nel far bene,

l'inattitudine nel
celesti,
li;

pensare alle cose


l'anima
del-

cagionate dai peccati attua-

finalmente solleva
la

che fa degli orientali il p. Renaudot, col raziocinio del Tournely, de sacr. Extr. Urici, quaest. 3, p. 4^5. Interessante la nota analoga che
Altri
ivi
si

l'infermo, e la fortifica, eccitando in


lui

confidenza nella misericordia


gli

di
lari

Dio;

d dei soccorsi particoi

per evitare tutti

pericoli,

legge

del

p.

Ber-

superare tutti

gli ostacoli della

sa-

nardo da Venezia minor riformato.


teologi dicono:

lute dell'anima in quegli ultimi

mo-

Agli inferquesto sa-

menti della

vita;

gli

qualche

mi che ricercano con mente sana,


e con sentimenti perfetti

volta la salute del

corpo,

quando

pel meglio dell'anima sua, secon-

gramento, o verosimilmente lo chiederebbero, ovvero hanno dato se-

do molti

teologi.

io

EST
Propriet,
disposizione
',

EST
e di-

V.

vertita

dd

rito

dell estrema un-

sima malattia, perch queste differenti situazioni della stessa malattia,

zione.

se questa lunga,

sono come
specie
di

varie malattie, allorquando per in-

Le

propriet dell' estrema unziola

tervalli

accada qualche

ne sono

sua necessit, e la sua

convalescenza, che abbia posto

l'in-

reiterazione.

L'estrema unzione non

fermo
Pio
sto
II
1

fuori del pericolo di morte.

necessaria alla salute di necessit di mezzo, perch i catecumeni pos-

mori in Ancona a' i4 ago464, avendo prima domane ricevuti tutti


i

sono essere giustificati dal battesimo, ed i battezzati dalla penitenza. Non


necessaria di necessit di precetto
divino, poich l'apostolo
s.

dati

sagramenti.

Egli gi aveva ricevuta

Giacomo

l'estrema unzione quando fu attaccato dalla peste al concilio di Basilea. Alcuni


teologi che

ne comanda il ricevimento a tutti i fedeli, che sono pericolosamente


malati, e le sue parole sono tenute

si

ricevere

opinavano non poterdue volte, furono di


si
il

un vero

precetto da alcuni teo-

sentimento che non gli reiterare. Non ignorava

dovesse
dottissi-

logi

e da'concili, tra' quali da quel-

mo

lo di Colonia del

i538. L'estrema

di

Pio II, che questa opinione era stata sostenuta nel secolo XII,

unzione, al dire di altri teologi,


necessaria di
ecclesiastico, e

necessit

precetto

ma sapeva ancora che aveva essa avuto pochi partigiani , e perci


non volendola
ministrare per
seguire,
la
si

questo precetto si prova


la

fece

am-

per

la

premura che

Chiesa

ha

sempre avuto di conferire questo sagramento agli ammalati e per l' ordine che ne ha dato a' suoi ministri in un gran numero di
,

seconda volta anche questo sagramento. V. Bercastel, Hist. de l'Eglise, tom. XVI,
pag.
1

69.

Gregorio
infermit,

XIV

dopo
quale

una lunga

nella

concili.
rit di

Va
s.

qui avvertito, coll'aulolib.

tre volte fu vicino a morire,

che

Alfonso de Liguori,

perci per altrettante volte


ronsi corrieri
nali
al

spedi-

5,

tract. 5, e. i e 733, che non consta n del precetto divino, n


dell' ecclesiastico
;

ad

invitare

Cardialla

conclave,

soccombette
a'
1

laonde
,

ne sentenza

de' teologi

comucome osla

violenza del

male

5 ottobre
la

5g r

dopo avere ricevuta

serva Io stesso autore, nega essere

zione, che nella sua vita gli

estrema unven-

grave peccato, tolto per lo scandalo ed il disprezzo, il non ricevere


l'estrema

per, che

unzione. Aggiunge pu ben gravemente pec-

ne amministrata quattro volte. Clemente XIII cess di vivere nel 1769; ma nel 1765 a' 19 agosto, essendo stato sorpreso da forte sincope, gli furono amministrati i sagramenti del viatico e della estre-

care l'infermo contro la carit verso s stesso,

non ricevendo,

allor-

ch
Si

lo

pu, questo sagramento.


altre volte l'estrema

ma

unzione, e

gli

fu letta la for-

dava

un-

inola della

professione di fede, che


sottoscrisse.

zione colla

comunione

alla

stessa

secondo l'uso de' Papi


Passati per pochi

persona, nella stessa malattia, e nel

momenti

ricu-

medesimo stato della malattia; ma si pu e si deve dare a lui pi volte nei diversi stati della mede-

per interamente la sanit, per cui la colletta pr Ponlifice infirmo, nelle messe, fu cambiata con quel-

EST
la

EST
vo
vita

121
nella

pr gratiarum actione. Ai Ponestrema unzione sogliola tefici

d'Amburgo,
:

leggendosi

no

ministrarla

Cardinali

Peni-

tenzieri

mo

dal

Maggiori (Vedi). AbbiaMacri, che nella Spa-

gna costumavasi dedicare in perpetuo al servizio di Dio, coloro che sopravvivevano dopo di avere
ricevuto l'olio santo,

come
del

perso-

che sette d'i innanzi di lui la sua morte si cominci ad un gerlo coli' olio santo , e che rim cev la salutare medicina colla comunione del corpo e sangue * di Cristo ogni giorno, finch re se l'anima a Dio ". Ci dimostra qual conto si debba fare dell'

ne conservate in
e

vita per

miracolo
Cielo;
il

opinione di quelli,

quali

inse-

grazia

singolare

gnavano non doversi


la

replicare

la

perch dal concilio Toletano XIII fu ordinato che non si conferisse questo sagramento, se non a coloro, i quali lo domandavano con sentimenti perfetti, ed erano sani di
mente.
poc'anzi superiormenche l'estrema unzione altre volte si dava colla comunione, e d'ordinario innanzi al viatico. Questo l'argomento, che con altre parte,

unzione degl' infermi, non solo nel-

medesima

malattia,

ma
11

neppure

in

tutta la loro vita. teologi

Chardon

lascia poi ai

esaminare, se
ricevuta

un infermo che abbia


vo,

una

volta l'estrema unzione dal vesco-

Dicemmo

debba

poi, per rispello al ca-

rattere

vescovile, riceverla

da un

semplice sacerdote.

Passando
zioni
dell'

a dire sulle disposiestrema unzione, diremo

ticolarit

discorre
II,

il

p.
al

nel cap.

insieme
1'

Chardon tempo in
si

che
to,

la

prima disposizione necessal'effetto

ria all'

cui termin

uso, e

che

dava

infermo per ricevere il frutdel sagramento, lo

per pi giorni successivamente, col1' opinione de' primi dottori scolastici

stato

della grazia,

perch

l'estre-

ma
ci,

unzione non un sagramento

sopra

la

sua reiterazione. Ri-

de' morti,

ma

de' vivi
il

ed perla

porla pertanto le prove dell'estrema unzione data innanzi al viatico,

che quegli

quale
il

ministra
,

deve far

confessare

malato

confermandone
rituali
citati

l'

usanza
p.

cogli

antichi

dal

MarLati-

lene. Quest' uso


cipio

dur sino del secolo XVI; ed


le

al prinil

almeno eccitarlo alla contrizione se non pu confessarsi. La seconda disposizione la virt, attuale,
e
la

fede
,

nella

virt

del sagraconfi-

nojo, nel suo trattato della unzio-

mento

accompagnata dalla

ne degli infermi, reca


nianze di vari rituali
in cui
si

testimo-

di
tal

Francia,
disciplina

vede

che

denza in Dio, dalla rassegnazione alla santa sua volont, dall'unione di spirito col nostro Signore agonizzante nell'orto, o nel Calvario
le
;

dur sino dopo la met del secolo XVII. N mancano antichi esemunzione venne pi, che l' estrema data dopo del viatico. Dagli antichi rituali si ha inoltre, che si reiterava
te
si

dimostrazioni

di penitenza
il

che
e

accompagnavano
sino a
la

ricevimento del,

l'estrema unzione negl' infermi

quando

essi

cuoprivansi col-

1'

giorni continui.

estrema unzione per setQuesta usanza


ridotta
in

cenere
il

e cilicio,

quanto
I

tratcri-

ta

Chardon

nel capitolo V.

trova

pratica

nella

stiani
la

anticamente

credevano,

che

persona

di

s.

Ramberto

arcivesco-

miglior maniera di prepararsi a

raa
comparire
loro erano
rit.

EST
al

EST
Tos-

tribunale di Dio,
e
i

se la penitenza,
i

pi

santi
tal

tra

pi persuasi di

vela

il cilicio o il cappuccio sulla testa, dopo averlo asperso con acqua benedetta, di-

zione se

gli

metteva

Sulpizio Severo, narrando

morte di s. Martino, dice che, quantunque consumato da febbre ardente, non cessava di attendere a Dio, passando le notti in vigilie ed orazioni, coricato in

Rivestitevi della veste candida in nome dell'uomo nuo* vo, che fu creato nella giustizia
cendosi:

nere

il

cilicio,

sopra la cedicendo non conletto

h e santit della verit, il quale G. C. Signor nostro, che vive e regna ec. ". Nel XVI secolo in

morire altrimenti, e che peccherebbe se desse altro esempio. Questo pietoso ed edificante costume pass poi in legge in molti luoghi della cristianit, e divenne in qualche modo parte
cristiano

venir ad

uu

Evreux si costumava cenere in figura di croce sul petto dell' infermo, senza copririn

Rohan ed

spargere
lo di

la

cilicio,

e ci

facevasi
di

prima
co-

di

ungerlo, e dopo

averlo
le

municato, pronunciando

parole:
et

Memento homo, quia


in

pulvis es t

del rito della estrema unzione.

Da

pulverem

reverteris.

V. Ceneri,

un
la

antico Ordine

Romano
altri

ms. del-

e Cilicio.

biblioteca di Corina,

da quello
viene predi

di Kutoldo, e
scritto lo stesso.

da

Giusta il Manuale della diocesi Limoges, dopo che l'infermo avea


il

ge
ai

cos.

Nel secondo si leg Tal l'ordine dell' linIl

ricevuto

viatico

l'

unzione,

si

zione degl' infermi.

sacerdote

n m h

dice all'infermo: fratello perch

mi avete chiamato. Questi risponde: perch mi diate l'unzione. Il sacerdote gli dice: il signor Ges
Cristo
vi

spargevano sopra lui ceneri benedette, accompagnando il tutto con parole molto commoventi; e questo spargicopriva
di cilicio, e
si

mento
pure
letto

di ceneri

si

faceva

fino

tre volte in figura di croce.

Fuvvi
sa-

dia la vera unzione...

l'uso

di

trai*

l'infermo dal
gli

Ma

s'ei vi

rimira pietoso, e
la

vi risa-

dopo

ricevuti

ultimi

na, manterete voi questa unzione ?

grameli ti, e distenderlo


cilicio

sopra

un
in

Ei risponde:
ra
il

manterr.
gli

Ailo-

coperto di cenere benedetta.


rito

sacerdote

fa

una croce
".

Questo

trovasi

comandato
mss., e

colla cenere sul petto, e gli


il

cilicio,

dicendo

ec.

mette Un anstesso

tre antichi Pontificali

si ri-

tichissimo Pontificale ms. della chiesa di


rito,

portano dal p. Chardon. Tale pia cerimonia divenne couiunissiraa nella


Chiesa, massime ne' monisteri
;

Cambray

contiene

lo

s.

e le orazioni

per

la

benedi-

Ugone abbate

di
i

Auny ne
religiosi

fece

una
che
veg-

zione delle ceneri e del cilicio; ed


il

regola per tutti

del suo

Launoyo
altri

ci

ha

dati lunghi estratti

Ordine, prescrivendo a quelli


assistono gl'infermi,

di tali mss.,

come anche

di rituali

quando

li

ed

libri

su questo argomento.

gono
terra

agli estremi, di distendere in

In alcuni luoghi,
cesi di

come nella dioVannes, dopo che l'infermo


il

un

cilicio,

spargervi sopra la

aveva ricevuto

viatico,

prima

di

cenere in forma di croce, indi coricarvi l' infermo. Altrettanto adot-

dargli l'estrema unzione, se gli fa-

tarono
si,

certosini ed altri religioi

ceva un segno di croce sul petto colla cenere benedetta, e fluita l' uu-

come

cisterciensi

ed

altri

con

qualche variet,

cio

un sacco o

EST
stuoia in vece del

EST
_,

123

o della paglia. Tanto fu praticato da molti cristiani laici, e da parecchi princilicio,

VI. Altre cerimonie dell' estrema unzione e superstizioni insorte su di essa.

cipi,
s.

siccome fecero Luigi

il

Grosso,
d'InsifIl

Luigi IX, ed Enrico

III re

ghilterra.

In progresso di tempo

sacerdote accompagnalo da

un

fatte pratiche penitenti


te,

furono tolcontentandosi di spargere della


e
ca-

chierico, giunto presso l'infermo coll'

olio santo, gli fa baciare

la

cro-

cenere sul letto del moribondo,

ce, lo

asperge d'acqua santa, in uno


dice l'orapollice del-

costumandosi pure involgere


daveri
stesi
ne'cilici,

cogli assistenti, l'esorta,

sui quali eransi di-

zione, poscia
la

immerge

il

Chiesa

Nel manuale della Venezia, impresso nel i555, siccome ivi osservavasi tal
infermi.
di

mano

destra nell'olio degl'infer-

disciplina, cos vi la benedizione


gli

mi, e fa le unzioni in forma di croce cominciando dall'occhio, essendo chiusa la palpebra. Terminate le unzioni
il

esorcismi delle ceneri, e la becilicio

sacerdote recita anle

nedizione del

da

porsi sopra

cora delle preghiere,

quali sono
all' infer-

l'infermo o sopra il defunto, con analoghe orazioni. Nota il p. Ber-

seguite da un' esortazione

mo, e

l'

eccita

a raccomandarsi

al

nardo da
se

Venezia,
p.
riti

traduttore

ed

Crocefisso, a pensare alla sua

morte

Chardon, che forvenne il costume nei secoli pi vicini a noi, che molti moribondi chieggono l'abito franannotatore del

e passione, e ad
lori

da

tali

unire i suoi doa quelli di Ges Cristo, ed apil

plicarne

frutto con cristiana ras-

segnazione. Per quello che riguarda

cescano,
cilicio,

il quale, soggiunge, un perch venga steso sopra il loro corpo sul letto, e muoiono con esso coperti; al qual costume avr poi dato maggior desiderio l'acqui-

P ordine

col

quale
le

bisogna

amdif-

ministrare l'estrema unzione,


ferente secondo

diverse

diocesi.

Anticamente usavano gl'infermi di andar alla chiesa se potevano, o di


farvisi

sto

delle

indulgenze

concesse

dai

portare per ricevere l'estresi

Papi a chi muore col detto abito in dosso. Tutto ci, osserva il Chardon, prova che i fedeli in molti luoghi usavano dare chiari segni di
penitenza alla loro morte,
e in al-

ma
pre

unzione; laonde

rileva

che
fa;

gl'infermi

non

la

ricevevano sem-

distesi in letto,

come ora
p.

si

e da molti rituali del


nelle case loro, la

Marlene

cune diocesi innanzi, o dopo, o nel tempo stesso della estrema unzione; cosicch si pu dire che questa cerimonia ne fosse parte in alcune chiese, non per parte essenziale del sagramento: dappoich ella era
usanza lodevole in alcuni paesi, mentre in altri era sconosciuta. Cosi la Chiesa risplende, come la sposa dei
cantici,

sappiamo, che eziandio ricevendola ricevevano frequentemente inginocchiati o sedendo. Ci prescrive il rituale di Salisburgo, dicendo: L'infermo si metta in ginocchione alla destra del "
sacerdote, e
si

canti

l'

antifona, ec.

Osserva

il

p.

Chardon, che questa

per questa gradevole varie-

della sua disciplina.

maniera di riceverlo sarebbe pi conforme allo spirito della Chiesa, e mostrerebbe pi di rispetto per un sagramento s proficuo alle anime
nostre;

ma

per cos fare, nou

bi-

n4

EST
sieme
alle

EST
condanne e provvidenze prese opportunamente. Il sagramento della estrema unzione si pu, anzi si deve dare
agi' infermi

sognerebbe aspettare a chiederlo nelT ultima estremit, come si fa oggid, ma in tempo che l'infermo fosse ancora in forze, ed avesse la mente libera, per conoscere e profittare di
Il

tanto bene.

ancorch privi di sensi, tranne qualche caso straordinario,


per esempio come quello di un pubblico peccatore, colpito e
tolto

Chardon riprova Pattendere proil

priamente

punto estremo, per l'amministrazione di questo sagramento, quando l' infermo mezzo morto, il che contrario all' intenzione della Chiesa. Questo abuso ebbe origine nel secolo XIII, per l'opinione sparsasi, che quelli i quali
avessero ricevuto l'estrema unzione,

di

sentimenti in tale stato, e che

non

abbia dato alcun segno di pentimento, come esprimesi Benedetto XIV, de

Synado dioecesana

lib.

VII,

e.

2 3.

L'adulto battezzato, bench privato di sensi dalla forza del male, pu


ricevere tutti quegli
sto
effetti, che quesagramento produce di sua virt,

guarivano non potessero pi usare il matrimonio, mangiar carne, e


se

ossia,

come

dice la scuola,
quelli

andar
terra
falsi

scalzi.
ci

Un

concilio

d'Inghilstata

re operato j non

ex opeex opere

fa

sapere
anzi

essere

dai

operanti? sbjecti,
se
l'

dottori sparsa questa opinione

come avverrebbe infermo accompagnasse la sacoi

fra la

plebe;
e

vescovi

per

cra unzione

divoti

movimenti

sradicarla dichiararono, che ne de-

dell'animo.

testavano
ventori.

scomunicavano

gl'in-

permise, e

La Chiesa poi mai non molto meno prescrisse,


giunti all'uso

Durando queste
di

idee false

che

si

desse la estrema unzione ai

ridicole,

concili
ster,

vennero riprovate dai Worcester, di Wincheec.

fanciulli

non ancora

della ragione.
Il

di

Oxford
in

cia,
bil

o almeno
tale

Anche in FranNormandia, si sta-

principale effetto di questo sasi

gramento

quello espresso
:

superstizione; fallace opi-

Giacomo
ts

colle parole

et si in
e?',

da s. pecca l'ef-

nione, che in parte sussisteva ver-

fuerit, remittentur

giacche
e

so la fine del secolo


cesi

XV
di

nella dio-

fetto principale di

un sagramento
tempoi

di

Verdun. Affine
si
i

vincerla

non pu

essere la fsica

del tutto,

volle piuttosto, per

non

rale guarigione;

ma

fanciulli pri-

iscandalezzar

semplici,

aspettare

ma

della

discrezione

del

bene

e
di

quasi l'imminente pericolo di morte

del male morale sono

incapaci

per conferire questo sagramento, e


prevalse
tica.

commettere peccato, dunque incapaci di questo sagramento.


si

un
si

tal uso,

tuttora in pra-

Che

se

deve tacere, che altro motivo dell'abuso di ritardare l'estrema unzione, fu l'avarizia d'alcuni preti,
i

Non

legge alcuna unzione praticata in


co' pargoletti,

alcuna chiesa

quella

non era un sagramento, ma una


divota cerimonia per impetrare
sanit del fanciullo.
la

quali esigevano tante

cose da quelli, a cui la ministrava-

V. Benedetto
lib.

no, che mettevano

poveri

nella
distor-

XIV, de Synodo dioec.


21, ed
il

VII, cap.

impossibilit di riceverla, e

Tournely.

Il

p.

Martne,

navano i ricchi dal domandarla. Il Chardon riporta l'esigenze di siffatti

ecclesiastici

pag.

382,

in-

de anliq. Eccl. ritibus cap. 7, art. 1, par. 2, prova il medesimo con antichi monumenti. Quanto poi al Cai-

EST
dinal Cusano, epistol.

EST
ad Bohem.,
i

n5

e Maldonato, de Sacramenti?,
li

qua-

sembrano
senza

asserire

il

contrario,

dice Cornelio a

parlato

Lapide aver cos fermo fondamento

come

clesiastici

da certi monumenti ecseppure non vadano inuna unzione tesi quegli autori di divota senza la pronunzia della forrisulta
;

ma
le

sagra menta le

consta essere stata in

unzione la quauso nella

con somma dolcezza, diceva un'orazione dopo l'aspersione dell'acqua benedetta, e un'altra dinanzi il letto, prima di parlargli. Mettendosi poi inginocchione innanzi all'infermo, gli domandava: Fratello, perch ci avete voi chiamali? Questi rispondeva Acciocch vi piaccia darmi V estrema unzione. Allora il sacerdote doveva con poche
all'infermo
:

e soavi

parole

istruirlo,

dirgli

Chiesa,
nely, de

come pu

vedersi nel Tour-

Ex trema Vnctione quaer., 3 in addinone. Le cerimonie e le orazioni che anticamente accompagnavano l'unzione degli infermi, le prenderemo da un Pontificale ms. del monistero
Jumieges in Inghilterra,
il

Preparatevi prima a fare una buona confessione, e poi riceverete l'unzione. Se era un secolare, gli diceva Assettate gli affari di vostra
:

casa, e se avete livore con alcuno

perdonategli, acciocch per


siate ricevere

divina

piet, e virt di questa unzione posil perdono de' peccati. Seguiva una breve orazione, e l'infermo si confessava. Si dicevano le

di

cui ca-

rattere di circa mille anni.

Quanchia-

w
>

do

sacerdoti saranno
alla

stati

mati
loro
il

casa dell'infermo per


il

litanie coi

capitoli e

l'orazione, e

fargli l'unzione,
si

pi.

degno
il

tra

un'antifona,
gelus

che
,

comincia:

Anun,

vesta di

cotta, stola ....

diacono, che porta

vangelo
i

Raphael gevano le ciglia


narici,
il
i

ec.
,

Dopo
collo, le
i

si

le

orecchie

le

e l'olio degli infermi, e cos


roferari,
il

ce-

labbri,

il

spalle,

si

vestano ciascuno giusta

petto, le mani, e
di croce,

piedi in for-

loro

ordine.

Un

ceroferario

ma
na
tuos

aggiungendo a ciascuun' orazione


adattata,
te

porti nella

mano

dritta

un

cero,

unzione
ec.

e nella sinistra un turibolo con


incenso. Cos preparati,

come per esempio, Ungo


;

oculos

quando
il

la

entreranno in casa dell'infermo,


sacerdote tenga nella
stra
il

un' antifona

quale era seguita da e da un salmo. Il li-

mano
le

sini-

libro che

contiene
uffizio,

ora-

bro raccomanda d' ungere la parte male. Dopo afflitta, o la sede del
tutte queste
Pontificale

zioni di

questo
il

e colla

segno della croce, acciocch possa con umilt e timor di Dio compiere quandestra faccia
to avr cominciato. Nell'ingresso
dica
l'

dice:

unzioni e formole, il Si fa questo,


i

m acciocch, se

cinque sentimenti

del corpo e dello spirito sono macchiati, si mondino con que


sto divino
la

antifona

La pace

sia

in

questa casa, e ne' suoi abitanti, e sopra quelli eh' entrano ed escono da essa ". Stando il sacerdote alla porta faceva un'orazio-

chiudevasi

rimedio ". Finalmente cerimonia con otto o

nove orazioni, colle quali si domandava a Dio per l' infermo la remissione de' peccati e
Rituale
la

sanit.

Il

ne adattata Poi avanzandosi aspergeva coli' acqua benedetta, dicendo: asperges me ec. Indi si accostava
.

ambrosiano del

Cardinal

Monti, pag. 168, prescrive bens la unzione dopo il viatico, ma avver-

126
te
i

EST
parrochi, clic non aspettino

EST
a
di
Il

rituale di Gabriele patriarca dei

farla

quando l'infermo
se
egli

fuori

cofti
lio

prescrive cos:

S'empie
che
si

d'o-

se, anzi, la

v'ha pericolo che dopo


restar pri-

buono

della Palestina
sette stoppini,

una lamcol-

comunione possa
di

pada con

vo

cognizione,
il

vuole

che

seco
as-

loca dinanzi

l'immagine

della

B.
la

portino

vaso dell'olio santo,

Vergine, appresso
croce. Si

l' vangelo

sieme col vaso della ss. Eucaristia, per ungerlo subito, dopo averlo co-

municato. In quanto

radunano sette sacerdoti, o pi o meno, che non importa. Il maggiore comincia l' orazione del
rendimento di grazie, eh' nella
turgia di
s.

alle

cerimonie che
l'

li-

greci ed orientali usano per

estre-

Basilio.
1'

La
:

incensa pris.

ma

unzione, riporteremo quanto ne


il

ma
lo.

di

leggere

epistola di

Pao-

scrive

dotto Renaudot. Queste ce-

rimonie consistono in un maggior apparato di riti e di orazioni che

Kyrie eleison, l'orazione dominicale, il salmo 3i


Poi dicono
tutti

l'orazione
liturgia,

pegl' infermi,

eh ' nella

non

nell'occidente.

L'uffizio

si

fa

ordinariamente da sette sacerdoti, in che pretendono seguire alla lettera le parole di


s.

Giacomo: In-

ducat presbyleros, ec. Se per non si trovano sette, lo fanno cinque, o tre, ma non mai un solo. Siccome,
giusta
la

ed altre particolarit notaestrema unzione. Finite le quali, accende un lucignolo facendo la croce sopra l'olio, e gli altri frattanto cantano salmi.
te nell'uffizio della

Quando

poi

ha terminate
cattolica di
s.

le altre

o-

razioni pegl' infermi, legge la lezione


dell' epistola

loro

disciplina,

non

si

Giacomo
arabo.

aspetta che l'infermo sia agli estremi

in lingua cofta, e poscia in

per dargli
sta
la chiesa,

l'olio

santo, cos quefa

Poi dice: Sanctus, Gloria


l'orazione del
cerdote, poi

cerimonia spessissimo si ove si fa portare


Si

nel-

vangelo,

Patri, un salmo
altro
in
sacofto,

l'infer-

alternativamente con
e in arabo

mo.

pu

tuttavia in casa di que-

un un evangelo
una

sto far l'uffizio,

quando non

sia

in

istato di essere trasferito.

Si pren-

de olio di oliva, si mette in una lampada con sette lucignoli, e il


pi anziano de' sette sacerdoti dice preghiere e benedizioni. Poi si unge r infermo in diverse parti del
corpo, dopo aver
lucignolo,

acceso
e

il

primo
contiil

che sePadre, l'altra per la pace, un'altra generale, il simbolo niceno, e l'orazione che gli vien dietro. Comincia poi il secondo sacerdote dalla benedizione del suo lucignolo, accendendolo, e facendo il segno di croce.
le

tre orazioni

guono

nella liturgia,

al

e cos degli
orazioni,

altri

Poi dice
resto

1'

orazione dominicale, e
il

il

nuando
segno

le

facendo

come

primo. Gli

altri

per

di

croce.

Perci

Tommaso
che
i

ordine fanno

lo stesso; cosicch, giu-

di Ges, ed altri,
cristiani orientali

scrissero,

sta l'osservazione dell'autore

della

non danno

l'estre-

scienza ecclesiastica, in questa fun-

ma

gono

unzione agl'infermi, ma li uncoli' olio di una lampada, per-

zione

si

dicono sette epistole,


sette
le

sette

evangeli, sette salmi, e


zioni
particolari,
oltre

ora-

ch non avevano presa informazione da genti di quelle parti, e molto

comuni
ogni cobenedi-

tolte dalla liturgia. Finita

meno
tutti

da' loro libri

ecclesiastici,
uffizio.

sa quegli per cui

si

fa
il

tal

che

contengono questo

zione, se le sue forze

permetto*

EST
no,
si

EST
sedere colla
de'vangedice

,27

accosta, e

si

fa

faccia rivolta all' oriente. I sacerdoti


gli
li

tengono alto
sopra
il

il

libro

capo,

g'

impongono

le

mani.

II

sacerdote anziano

le orazioni

proprie, poi fanno alzali-

re l'infermo, lo benedicono col

bro de' vangeli, e recitano il Pater noster. Poi si apre il libro, e si legge sopra di lui il testo che a caso
s'incontra.
Si

recitano

il

simquali
delsi

bolo, e tre orazioni,


si

dopo
il

le

alza la croce sopra

capo

l'infermo, e allo stesso tempo


cita

re-

sopra di

lui l'assoluzione

geneil

rale della liturgia.

Se

il

tempo
la

permette,

si

dicono altre

orazioni,
chie-

danzeranno nel rimanente dell'anno, o che sia peccato filare nella camera dell'infermo moriente, perch mona se si cessa dal filare o se il filo si rompe, o che non si debbano lavar i piedi, se non molto tempo dopo che si ha ricevuta 1' estrema unzione, o che bisogni aver sempre una lampada od un cero acceso nella camera del malato finch dura la malattia, o che nel tempo in cui si amministra sia d'uopo di un certo numero di candele o di ceri accesi. Queste ed altre sono le superstizioni sulla estrema unzione, riprovate dalla Chiesa, di che tratta
,

ricevuto moriranno se

e
le

si

fa

la

processione per

sa colla

lampada benedetta, e candeaccese , chiedendo a Dio la saed


altri

M. Thiers nel Trattato delle superstizioni, tom. XIV, lib. 8. Il Chardon per ultimo, a pag. 3 96 e seg., riporta per appendice
l'

nit dell'infermo per l'intercessione

al

trattato del-

de' martiri

santi.

Se

l'in-

fermo non pu

andare
veci.

all'

altare,
la

estrema unzione un documento, che ne contiene l'antichissimo rito,


e
il

un

altro fa le sue
i

Dopo

modo come
nove
secoli

si

amministrava

processione,
solite
i

sacerdoti
l'

ungono

colle

circa

addietro, chiama-

unzioni
la
il

infermo. Tali

riti

prescritti dal patriarca

sono Gabrie-

to dal p. Morino il ms. di Sicilia. Del Cardinal Stefano Eorgia, ab-

le

per

chiesa Giacobita di Ales-

sandria,
nassal
riani

che affermano anche Ebed Echmini. I giacobiti soriti

hanno

assai somiglianti,

quali

non descrivo, perch non

dif-

biamo l'erudita dissertazione, de Sacramento Extremae Unctionis, non che il Compendium ordinis Alexandria illustratimi, atque latina lingua donatimi, una cimi caeteris orientalium ecclesiarum de sacra

feriscono essenzialmente,

come an-

ELAJO
il

che
ni

l'uffizio

de'greci e degli etiopi ".


le superstizio-

lampade
autore
si

officiis editimi.

Ivi

eh.

Finalmente, circa

propose di addimostrare,

insorte in occasione

della estre-

ma

unzione, oltre quella

sum menil

tovata, ci fu

pure l'immaginare che


cai

questo sagramento diminuisca


lore naturale, faccia cader

capelli,

che quantunque i copti ossia alessandrini amministrino altramente il sagramento della estrema unzione, nondimeno in ci convengono coi greci ortodossi riguardo all'essenza.

o acceleri la morte, o che le donne incinte che lo ricevono soffrano maggiori dolori nel parto, e che porti la itterizia ai loro figli, ovvero faccia morire in poco tempo le api le
quali sono intorno alla casa dell'am-

ESTREVELD. Luogo
terra

d'Inghilconcilio

dove fu

tenuto

un

nell'anno 703, di cui parla il p. Mabillon, Annal. s. Bened. t. II, p. 5.

ESTUNICA
nale.

malato, e che

quelli

che l'hanno

Giovanni, V. ZUNIGA.

Cardi-

1*8

ESU
per cui
alla
liti

ET
comincia dalla vocazione di bramo, termina coll'uscita degl' israedall'Egitto
3, e

ESUPERIO (s.). Nativo di Aquitania, crebbe Esuperio cogli anni


in santit e dottrina,

nell'anno del
1

monanni.

morte

di

s.

Silvio fu innalzato alegli

do 25 1

comprende 43

la sede di

Tolosa. Quivi fece


verso
i

La quarta
ne del

et comincia coll'uscita

brillare la sua carit


veri,
frire

po-

dall'Egitto, termina colla fondazio-

che pi volte la fame per


,

lo espose

a sofprovvedere ai
Sotto
gli
il

tempio

di

Salomone

nel-

bisogni de' suoi

fratelli.
,

suo

mondo 2992, e comprende 479 ann La quinta et incol'anno del


'

episcopato
gli

vandali

svevi e

alani recarono alle Gallie orri-

mincia dalla fondazione del tempio di Salomone, termina colla cattivit di Babilonia nell'anno del

bili guasti.

In tanta iattura Esupecon sollecitudine la pi viva si adoper a soccorrere g' infelici. S. Girolamo tenne con lui corrispondenza di lettere, e molti elogi
rio

moncatti-

do 34i6, e comprende 4^4 anni-

La
vit

sesta et principia dalla

di

Babilonia,
di

termina
Cristo
,

colla

nascita

Ges

successa
il

faceva

in quelle della sua carit; e lo stesso s. Paolino vescovo di Nola, scrivendo nell'anno 49> P UD_

nell'anno del
to,

mondo 4o>
altri
il

quar-

o secondo
anni-

quinto anno
e comprensi

avanti l'era cristiana,

blicava Esuperio per


insigni vescovi

uno

dei pi

de 584

Quindi

osserva

delle Gallie. S'igno-

una notabile
e
la
la

differenza tra la Bib-

ra

il luogo e l'anno di sua morte. onorato in Tolosa nel giorno 28 settembre.

bia ebraica, seguita dalla Volgata,

Bibbia dei

settanta

intorno

ESUPERIO
notizie,
satito.

(s.).

che

si

Poche sono le hanno di questo


nascita,

cronologia degli anni del mondo: la Bibbia greca dei settanta

conta dalla
anni di

creazione

del

mondo
1

Romano
in

di

predic

fino alla nascita di

Abramo,
da
ci

5oo

Normandia, eresse la chiesa di Bayeux, e divenne anche il primo suo vescovo: mori
l'evangelio

pi della Bibbia
divisione,

ebraica

e della Volgata, e

appunto
i

proviene

la

diversi

verso la
trasferito

fine

del
il

Nell'anno o,43

quarto secolo. suo corpo venne

a Corbeil, sette leghe di-

opinamenti dei cronologi. Su questo argomento si possono vedere gli articoli Epoca ed Era, ove sono
riportati alcuni autori

stante da Parigi. Ivi in

grande
il

che trattano
suddette
gesuita
sei

venerazione pei molti prodigi operati, e la

di esso.
et,
si

Inoltre sulle

sua festa

si

celebra

pu vedere

il

Munarnelle

primo

di agosto.

sanzio nelle sue

Tabulae
il

Chrono-

ET'
riamente

del mondo. Sono ordinatutti


i

logicae. Sulle et del

mondo
Sarnelli

tempi che prece-

ra

cose

erudite

dettero la nascita di

Ges

Cristo,
pri-

Lelt. eccles.,

che dividonsi in sei et. ma comincia col mondo,


al

La

e tom.

termina

tom. Ili, p. 91 e 92, IV, pag. 3i, num. 8. ET* dell'uomo. Diversamente
autori

diluvio
anni.

universale,

comprende
et comincolla vo-

da vari

sono

stati

divisi

i656
cia

La seconda
Abramo,
anni.
nel

gradi dell'et
Gellio nel
lib.

degli uomini.

Aulo
ne
fa la

col diluvio, termina

io, cap.
cio

28

cazione di

2082,

solamente

tre,

la puerizia,

comprende 426

La

terza et

giovent, e la vecchiaia, seguendo

j ,

ET
in

ET
Tubcrone,
il

129
ali

ci

l'autorit

di

sto

grado
Il

dura
s.

sino

'estremit

quale riferisce
sesto

clic
,

Servio Tullio,
putti

della vita.

chiam tutti quelli che non avevano ancora compiti dieciselte anni, dopo del qual tempo entravano nella
re
di
classe da' giovani,
tra' soldati,

Roma

Pontefice
II

Gregorio

I,

nel
i5,

lih.

de' suoi Morali, al cap.

si

ascrivevano
et

e questa

sino alsi

l'anno quarantesimo sesto

esten-

parimenti cinque gradi, che sono questi: infantici, pueritia, adolescenza, Juventus, senectus. Ecco poi come si esprime. Prima hominis aetas infantia est, cura et sit infa

deva,
tutto

indi

cominciava

la

vecchiez-

za, ch'era l'ultima, e


il

durava per
Gale-

restante della vita.

nocenter vivit, nescit tamen fari innocentiam quam habet; ac deinde pueritia sequitur, in qua jam
valet dicere,

no, famoso medico, distinse quattro gradi, nel suo libro Dcfinitiones

quod
in

vult; cui suc-

cedit adolescenza,

quae

videlicet
;

mcdicae: il primo dei giovani il secondo di quelli che con


voce greca chiam acmazontas che equivale a vigorosi, il che appartiene
quelli
alla
virilit;
il

prima

est

aetas

operatione

terzo di
stato

Juventus sequitur, scilicet apta fortitudini, ac postmodum senectus etiam per tempus congrua maturi tati ". Il dottore s. Gi-

quam

ch'erano
fra

in

uno
che

di

mezzo
detto,

questi
i

abbiamo
metteva
dovesse
cio:

rolamo nel lib. 3 contra Pelagianos, seguendo Filone ebreo, e Platone


et.
filosofo,

ed

vecchi

che
si

numera

sette gradi di

nell'ultima classe.

A Marco Var-

rone
il

per parve che

Quid dicemus de utriusque sexus aetate diversa, quae juxta w Philonem, et prudentissiraumphit losophorum, ab infantia usque ad decrepitarti senectutem septe nario ordine devolvitur, dum si h\ sit invicem aetatum incremen ta succedunt, ut quando tran seamus de alia ad aliam sentire minime valeamus ". Il medesimo
s.

distinguere in cinque gl'adi,

primo dei fanciulli sino all'anno decimo quinto, e questi con


voce latina puri,
quali
si

dicono pueri3

quasi
il

perch

dei

sono

impuberes;
l'et

secondo

giovani ,
i

dei

comprende

primi trenta an-

sono da Varrone detti adolescens, perch adolescunt, stanno in crescere; nel terzo, che dai trenta anni si estende sino ai quaranta anni compiti, sono quelli appellati juvenes, giovani, perch possono colle forze corporali giovar alla patria, servendo alla milizia; il quarto grado di quelli che hanno passato quarantacinque anni, sino ai sessanta, e queni della vita, e questi
sti

Girolamo scrivendo sopra


di

il

cap.

6
ste

Amos

profeta,

numera que:

sette et

dicendo

rizia, giovent, et

infanzia, puematura, vecchiez*

za,

et

decrepita.

La medesima
quale dice che
ne' sette
il

distinzione fa anche Ippocrate prin-

cipe de' medici,

il

primo grado
il

finisce

anni,

ne' diciotto,

l'istesso autore chiama seniores, perch gi si vanno avvicinando al quinto ed ultimo grado di quelli che non seniores, ma assolutamen-

secondo ne' quattordici, il terzo ne' trentacinil quarto que, il quinto ne' quarantacinque, il
il

sesto ne' settantuno,

settimo finalvita.

mente
to
il

si

termina colla
della

Solo*
in

ne ne' suoi versi elegiaci divise tut-

te

si

dicono senesj vecchi


vol.

e que-

tempo

vita

umana

mi.

i3o
dieci
parli, e

ET
Clemente Alessandrici

ET
non
permetteremo qualche cenno su tali et che richiedonsi per ognuno.
dell'et,

no

riferisce detti versi, ne' quali


si

solo

pongono

gradi

ancora quello che in essi occorre agli uomini, mentre che per quelli vanno ascendendo e discendendo. Sono tutti questi gradi dinel primo setstinti per settenarii denti; tenario nascono all'uomo
; i

ma

primieramente, per riguardo ve ne sono sacerdotali, cio che non possono essere confea' benefizi,
riti

se

non

ai

preti,

gli

uni per la

legge, gli altri per

la

fondazione:
ultimi,

relativamente a questi

che
alla

sono
tri

le

cappelle sacerdotali ed albenefizi


,

nel secondo Jit pube*, ed alto alla

simili

osservasi

generazione; nel terzo spunta sulle

lettera la legge particolare della fon-

guancie e sul mento la prima lanugine della barba; nel quarto l'uomo nel maggior vigore delle sue
forze corporali; nel quinto in et

dazione, e
se

non si possono conferire non a quello che sia gi prete. Rispetto agli altri benefizi, come le
prebende,
rati,

le

cappelle o semplici prio-

conveniente a
lasciar prole,

pigliar

moglie,
gli
il

per

che poi
perfeziona

succeda;
giudizio,

nel sesto

si

commende, bisogna seguir l'uso, a norma del quale ve ne sono alcuni, che non si danno se non
o
le

ed aspira l'uomo a cose grandi, e sdegna le piccole; nel settimo e


nell'ottavo cresce tuttavia
re,
il

a coloro che sono negli ordini sagri,


altri

a'

semplici chierici; motitanti chierici

sape-

vo per cui sonovi

che

e la
la

facolt
i

di

spiegar

bene

con
il

lingua

te; nel

concetti della mennono comincia a declinare

rimangono semplici tonsurati o sottodiaconi. Da una tal regola deriv


quella dell'et
:

bisogna avere ven-

vigore dell'animo; e nel decimo

ticinque anni pei benefzi sacerdotali,

l'uomo maturo per

la

morte.
citati

ventidue per quelli che obbliin sacrs,

versi greci di

Solone sono

gano
fizi

e sedici

pei

benel'et

Clemente Alessandrino nel lib. 6 Stromatuni, e prima da Filone nel lib. i de mundi officio. L'et competente per le dignit
ecclesiastiche, la

regolari,
si

essendo

questa

nella quale

pu

far professione.
la

Pei benefizi di
regola

semplice tonsura
certa
:

non tanto

a nor-

decret

il

concilio

ma
e.

del concilio di Trento, sess. 2 3,

di

Trento, sess. 24 de Reforni., e. 12. proibito a' vescovi di am-

6, se

ne potrebbe ottenere qualdei

cuno prima

quattordici

anni,
diritto

mettere

un

ecclesiastico

ad una
sa-

et nella quale

secondo

il

dignit, se ei

non ha ordine

romano
la

si

sorte di tutela.

In Frandeidel-

gr richiesto da quei benefizi, o w almeno se non ha l'et necessaria per ricevere quest'ordine nel tem p prescritto dal gius, e dal con cilio che lo ha regolato ad un solo anno ". Per l'et rispetto a' benefizi,

cia seguivasi

cancelleria

una regola antica romana, a tenore


delle
cattedrali,

la
le

quale richiedevasi undici anni per

prebende
le

dieci

per

collegiali,

bastando

soli sette

da'eanonisti

si

riportano pi
solenagli

anni pei semplici priorati e per le la ragione od semplici cappellanie


:

regole,
ni, pel

come per

l'et ai voti

il

pretesto

era di
i

mantenere quei
loro studi
nei

matrimonio, e rispetto
articoli,

giovanetti durante
collegi

ordini sagri, di che se ne tratta ai


rispettivi

o seminari.

laonde

solo

qui

L'et pei voti solenni onde en-

ET
(rare in
fu

ET
religioso,
:

i3i

qualche

ordine

conferisce
te dalla

la

santa Sede, dipenden-

diversamente regolata

dalla pu-

metropoli di Bostra egual-

bert sino alla piena et maggiore,

mente

in partibus.

che di venticinque anni, va fare tale obbligazione.


cilio

si

pote-

ETAMPES o ESTAMPES (Siampae). Citt di Francia, dipartimento


di

11

con-

di Trento, sess.

i5

e.

i5, la

Senna ed Oise, capoluogo


cantone
confluente
in
li-

determin a

sedici anni,

dichiaran-

di circondario e di

do nulle

le

professioni

prima

di

na

valle fertile, al

del-

questa et, ed

obbligando a
di

fare

almeno un anno
riguardo
canonisti
all'

noviziato.

Per
i

et del matrimonio,
potersi

la Juine e dell' Estampes sulla strada da Parigi ad Orleans. E sede di un tribunale di prima istanza,

dicono
per
le

contrarre

e di

altri

stabilimenti.

Assai

ben

all'et della pubert,


dici

anni

che a dofanciulle, ed a
al-

fabbricata questa citt, ha quattro chiese parrocchiali,


le,

uno speda-

quattordici pegli uomini, avvertono

un

collegio

per che devesi avere riguardo


la

ciet di

comunale, una soagricoltura, ed un teatro.


la citt belle

vera disposizione del corpo, piut-

Sonovi intorno

passeg-

che al numero degli anni. Finalmente per conto dell'et rispetto agli ordini sagri, per la tonsura bisogna aver compiuti i sette anni ed essere cresimato, od almetosto

giate piantate di

alberi, e sulle ri-

viere pi di trenta macine.

Etam-

pes una citt antichissima, che fu


fortificata, e nella

berto gett
stello
gli

no

sei

colla pontificia dispensa, coil

quale il re Rofondamenti di un cafortificato, che a richiesta dei

me
sess.

decret

concilio

di Trento,

abitanti fu distrutto nel princi-

a3, cap.

12. Pei quattro


alla

nori viene
de' vescovi;

rimesso

miprudenza

pio del regno di Enrico IV, e del

quale vedonsi ancora


rante
citt,
i

gli

avanzi.

Du-

to fa

mentre pel suddiaconad'uopo ventidue anni, pel dia-

torbidi

del

16^2 questa

conato ventitre, pel sacerdozio venticinque anni cominciati, e pel vescovato trenta, od almeno ventisette cominciati.

con dispiacere degli abitanti fedeli al re, fu ceduta all'esercito de'principi, e ben tosto

sempre

fu assediata
il

da

quelli di Luigi

XIV,
andaIn

quale dopo

sei

settimane fu obbli-

ETALONIA o ETALONE. Sede vescovile della Celisiria, chiamata anche Costantina, posta tra monti, al termine della terra Promessa, ed ove l'Arabia si unisce alla Celisiria, presso la citt di Damasco. La sede episcopale fu foni

gato di levarne l'assedio, per

re incontro al duca di Lorena, che

veniva in soccorso

de'principi.
il

questa citt Luigi VII

giovane,

prima del suo viaggio per 1' oriente, radun il suo parlamento, lasciando la reggenza del governo a

data nei primi secoli della Chiesa,


sotto la metropoli
di

B ostia. Chial pri,

lone suo vescovo intervenne

Raoul conte del Vrmandese, ed a Suggero abbate di s. Dionisio. La citt, che aveva prima il titolo di
ba ronia,
fu
eretta
in

mo
me

concilio di

Costantinopoli
di

contea

nel

Solemo a quello
si

Calcedonia, co-

legge nella Siria sagra, pag.

ili. Al presente Etalonia,


lanieri,

Hetache

un

titolo

in partibus,

da Carlo IV, a favore di Carlo d'Evreux suo cugino, e quindi da Francesco I in ducato a favore di Giovanni di Brosse di Bre1327

i3*
lagna,
sposa.
e

ET
d'Anna
1

ETE
Pessileu

di

sua

occasione dello scisma dell'antipapa

Enrico II li spogli di tal ducato nel 553, onde rinvestirne Diana di Poitiers sua favorita ma Carlo IX, nel i562, lo restitu a Giovanni. Morto questi senza posterit, Enrico 111 nel i5j6 negratifico il duca Giovanni Casimiro, che, avendolo tosto rinunziato, lo diede alla duchessa di Montpensier, e quindi donollo a Marghe;

Anacleto

II,

contro

il

legittimo In-

nocenzo II. Questo principe vi fece esaminare quale dei due fosse stato canonicamente eletto. S. Bernardo v'intervenne ad istanza del
re

dei

principali

vescovi,
della

ma
pre-

trepidante
disputa.
ghiere,

a
re,

cagione
il
i

grave
le

Dopo
il

digiuno e
e
i

vescovi
di

signori

convennero
so,

tutti

comun

consen-

rita di

Valois,

sua sorella, regina

di

riportarsi all'abbate

Bernar-

di Navarro.

Questa lo cedette qualche anno dopo a Gabriella di Estres, duchessa di Bea ufo rt, che
glio naturale di

do, e di stare al

ra

lasciollo a

Cesare di Vendotue, Enrico IV.


di Etampes.

fi-

parer suo. AlloBernardo, dopo aver accettata la commissione, e dopo aver esternato il suo gran timore ed umilt in
s.

interloquire in

grave
il

affare,

con
la

attenzione
Concili

scrupolosa,

esamin

forma

dell'elezione,
la

merito degli
di

elettori,

vita e la riputazione
il

primo fu adunato da Gerdoino arcivescovo


Il

nel
di

1048
Sens,

quegli che
to, cio

primo era

stato eletdi
l,
s.

come
Il

si

legge nelle vite degli arci-

gelo,

Gregorio cardinal chiamato Innocenzo

Ane di-

vescovi di quella citt.

chiar eh' esso era quello

che dos.

secondo

celebrossi

nell'anno

vevasi riconoscere per Papa, e tutta

1091 o 1092, in cui Richerio arci volle deporre Ivone od Yves di Chartres, ordinato da Urbano II, per istabilirvi Gofredo, dicendo che Ivone erasi fatto ordinare in Roma, il che per suo avviso tornava in pregiudizio
civescovo di Sens,
dell'autorit reale, perch erasi re-

l'assemblea applaud

quindi

Ber-

nardo intraprese penosi viaggi per fare riconoscere Innocenzo II, e vi riusc. Labb tom. Arduino t.

VI

Diz. dei Concili.

Il

quinto ebbe luogo nel


il

47,

so reo

di lesa

maest.

Ma

Ivone
la

appell al Papa, e

arrest cos

procedura del concilio. Ivo, epist. 12; Labb tomo X; ed Arduino tom. VI.
Il terzo fu tenuto nel 1099 sopra la disciplina. Arduino tona. VI, ed Ivo, epist. Altri lo registra-

ed regno di Luigi VII, e fu determinata la crociata di Palestina. Labb tom. X, ed Arduino tom. VI. ETELBERTO (s.). Sino dai tesotto

pontificato di

Eugenio

II I,

il

neri

suoi

anni

mostr

Etelberto
Iddio, coni

un tenero amore verso

no all'anno
si

11 12, e dicono che vi

fecero degli statuti sulla riforma

mosecrando alla religione tutti menti, nei quali dallo studio non era occupato. Successo nel regno dell'Anglia orientale ad Etelredo suo padre, con molta saviezza e
piet

de' costumi.
Il

govern
si

egli

suoi

popoli

quarto
il

fu

concilio nazionale,

pel corso di anni quarantaquattro.

celebrato nel
gi

VI

1 1 3o per cura di LuiGrosso, re di Francia, in

Quando

determin

di

condur

moglie per dar successione alla co-

ETE
rona, e

ETE
sopra
di
la

i33
rintuzz
il

gett

gli

occhi
figlia

e
le

fervida

preghiera

egli

principessa Alfreda,
re
di

Offa
di

passioni tutte
il

contro
Abol

mondo

Mereia,

giovine

dotata

specchiate virt. Si rec a tal fine Etelberto presso Offa, e conchiuse di celebrarvi le nozze. La regina

pagane superstizioni, profuse in limosine a sovvenimento de' poveri, fond la cattedrale di Kent, non che l'abdemonio.
le

ed

Quendreda non contenta


matrimonio,
di

di

un

tal

bazia di

s.

Pietro e

di

s.

Paolo.

perch
suoi stati

unire

a'

vagheggiava il regno di
fido

Affievolito dall'et e dalle indefesse

Mereia, col mezzo di un suo


uffiziale

sei

sue cure sostenute per cinquantaanni di regno, mor santamen-

fece

assassinare Etelberto,

te l'anno

616, e fu seppellito nelPietro e Paolo.

ed

il

buon

principe rest

vittima

la chiesa dei ss.

La

del tradimento nell'anno 793.

Fu

sua festa dal martirologio romano


assegnata
li

segretamente seppellito a Marden, ma il Signore coi miracoli volle


glorificare
il
,

24
di

febbraio.
(s.).

ETELBURGA
santo vescovo
fu Etelburga.

Sorella

del

suo corpo, e questo


fu
trasferito

Londra Erconanglo-sassone
al

disotterrato

in

un

waldo, e principessa

magnifico tempio a Hereford. La sua festa assegnata il giorno 20 maggio.

Consecratasi

Sisi

gnore

fin dalla

sua fanciullezza,
di

ETELBERTO
Etelberto
sul

(s.)

di

Engisto,

Pronipote capo degli

anglo-sassoni,

nell'anno 56o sal trono di Rent, e spos Berta, figlia unica di Cariberto re di Pa-

rigi.

Educato e cresciuto
lasci

nell' ido-

che la principessa sua sposa seguisse liberamente la religione cattolica, ed il santo vescovo Letardo adoperavasi a tutto potere per sempre pi assodarla nelle cristiane virt. La divina misericordia, che volea salvo Etelberto, dell' esempio della sposa si valse per illuminarlo ad abbandonare il culto delle pagane divinit, e ad abbracciare il vangelo. S. Gregorio Magno facendo l'elolatria,

per

Barking nel paese di Essex, e divenne poscia badessa. Etelburga esercit il suo incarico con somma cura, edificando coli' esempio le sue consorelle religiose. Di nulla altro curante che di piacere al suo sposo celeste, continuamente anelava di
ritir nel

monistero

congiungersi a

lui,

e giunta al ter-

mine

di sua

vita,

con santa

gioia

dolcemente spir. Dopo la sua morte, alcuni segni visibili della


divina possanza attestarono, eh' ella era a
ti.

godere
festa

la

gloria de' beali


1 1

La sua

ricorre

otto-

bre.

ETELDRITA o ALFREDA (s). Nata Eteldrita o Alfreda da Offa re de' Merciani, anzich

segui-

gio della regina Berta

la

parago-

re l'invito paterno, che la

voleva
degli

na a s. Elena madre di Costantino. Divenuto Etelberto cristiano, parve un altro uomo, e per venti anni da che egli visse convertito, tutti furono essi da lui consegrati
per vantaggio della religione. Colle

impalmata
est-angli,

ad Etelberto

re

prefer piuttosto

di con-

sagrarsi al Signore.
te riuscire nel

Per esattamensi

suo santo progetto,


rec

lasciata
in

la

reggia paterna,
le

mezzo

paludi

di

Crowland
rin-

sante

virt

dell'

umilt,

della

nella contea di Lincoln, ed ivi

mortificazione,

e con

una assidua

chiusa in una cella visse santamen-

i34
te pel corso di

ETE
secolo, in cui

ETI
scovi

quaranta anni. Una assidua preghiera, accoppiata ad una


ricicla

vcv'ebbero sede Troilo, Eutropio, Eudosio,


i

ma

sua in

penitenza purificarono l'animodo da renderla decielo,


il

Giovanni, e Pietro.
torn.
I,

Oriens Christ.

pag.

1004.
(

gna di esser portata in che avvenne l'anno 834festa

ETERODOSSO

La

sua

Dicesi delle persone, e dei

Heterodoxus ). domini

assegnata

li

2 agosto.
(s.).

ETELWOLDO
lustre famiglia di
ti
i

Da una

il-

Winchester sorEtelwoldo natali. Sino dalla sua giovinezza ardeva di un santo amore di Dio, ed intesa la buona fama, che di s dava s. Dunstano in Glastenbury, si rec a lui, e
dallo stesso ricevette l'abito
cale.

che sono contrari alla dottrina cattolica, ed l'opposto di ortodosso. Questo nome deriva dal greco, che significa altro sentimento o opinione. L'eterodosso

non vuole
scritture,

l'autorit

della Chiesa,

vuol essere giudice da


e
rigetta
ri-

s stesso delle
la

tradizione e le verit

da Dio

mona-

velate.

ed il pi gradite sue occupazioni, e con tali mezzi senipie pi addentravasi nella perfeorazioni, le lacrime
le
la voro

Le

ETIOPIA. Nome che


ne a
l'Asia,

fu colmi-

erano

diversi paesi dell'Africa

e dei-

perch
i

greci

Etiopi tutti
la

popoli

chiamarono che avevano


;

/ione.

Amava

lo studio delle scien-

pelle nera o

meticcia

fu

dato

ze ecclesiastiche,

e fu

ben presto

promosso a decano della sua comunit. Avanzando negli anni e sempre pi acquistando egli merito
riputazione, fu innalzato
al

per pi particolarmente ad una contrada dell'Africa, che gli antichi


divisero in forme diverse.

Seguenparti,

do
col

la divisione

pi

comune con Toin


tre

grado
vescovo

lomeo, viene

divisa

episcopale,

consecrato

nome

di isola di

Meroe, Etio-

della sua patria.

Con
le

zelo indefes-

pia sotto l'Egitto, e Etiopia interna,


ci

so sostenne egli la pastorale dignit,

sovvenendo con
de' poveri,
il

limosine

ai

Questa ultima comprendeva tuttoche stava al sud del fiume jNger, ed all'ovest meridionale
Abissinia. L'Etiopia

bisogni

istruendo
nella

colla

della

voce
gli

suo

popolo

scienza

sotto

l'Egitto
Abissi-

della legge evangelica,

e visitando

corrisponde alla Nubia,


nia,
la

all'

infermi, e confortandoli nei lo-

ed a questa Tolomeo
di

assegna

ro travagli. Dagli anni oppresso, e molto pi dalle sue cure apostoliche, venne al termine di sua vita,
e chiuse nel
suoi occhi
rata
di
il

Trogloditica degli antichi che cor-

risponde alla costa

Abesch.
si

A
Lo

questa parte propriamente


il

diede

bacio
di

del

Signore

nome

d'India

nell'antichit.

primo agosto dell'anno 984. La sua tomba fu onodi

vari

prodigi

operati

per

Barbarla una provincia dell'Etiopia, che corrisponde al Zanguebar, e di cui


stesso

Tolomeo

chiama

lui

intercessione,

ed

il

giorno

Rapta era
Asania
e situa
il

primo agosto sacro


moria.

alla sua

me-

la capitale. Chiama egli moderno regno di Adel, una piazza marittima, chia-

ETENNA, ETHENA,
Sede vescovile della
lia,

*eu Tena.
sotto
la

mata l'Hippodromo
so
il

di Etiopia, ver-

prima Panfi-

luogo della
nell'antichit

Guinea,
s

ove sta
fu
illu-

nella diocesi

d' Asia,

Christiansborg.
stre

La Etiopia

inetropoli di Sida, eretta nel quinto

per la ricchez-

ETI
za del suo commercio, che per
la

ETI
nes,

i35
Vittorio Maria-

Romae i63o, di

guerra che sostenne contro


ziani.

gli egi-

no. Nella tipografia di

Propaganda

Produceva oro, rame, ferro, fide vi sono varie opere in idioma ed altri minerali mancanti all'Egitetiopico, come la dottrina cristiana to, ma soprattutto il primo abbondel Cardinal Bellarmino, YAlphabedantemente. Le pietre preziose era- tum Aethiopicuni, ec. no pure una delle ricchezze dell'ENella dirai sagra dell'abbate Tertiopia, trovandovisi singolarmente molte miniere di smeraldi. Malgrado tante dovizie, gli etiopi conducevano una vita trista, perch abitavano un terreno ingrato, respiravano un'aria malsana, ed erano
zi
vi

di

Lauria,

a pag. 390

seg.,

la

descrizione

dell'Etiopia,
il

e
va-

sue provincie. Egli dice, che


stissimo

impero

dell'alta
iti

bassa

lontani dagli altri


estese la sua
Siria,

popoli.

Questa
alla

nazione per fu assai

possente, ed

dominazione sino
sotto
il

ma

Sesostri la soggiog.

Pi

modernamente

generico nol'Africa

me

di

Etiopia,

s'intende

propriamente di mezzo, e si divide in alta e bassa. La prima comprende la Nubia, l'Abissinia, e porzione della Guinea ; la seconda i paesi situati al sud della linea. Per

quaranta e pi provincie, che enumera, o sieno regni qua e l dalla linea equinoziale, abitati da cristiani scismatici, e da mori idolatri, divisi in molte lingue, sebbene nella scrittura convengano in una, com' tra noi la latina. Aggiunge che ubbidivano gli etiopi ad un monarca da loro chiamato Hugus, e dagli
consisteva

Etiopia

europei Prete Gianni, voce corrotta dalla persiana Pedes Han, che se-

condo

lo

Scaligero

equivale

re

mare
tore,

di Etiopia intendesi la parte

apostolico.

Di questo sovrano, che

dell'oceano atlantico presso

l'equa-

e specialmente

il

golfo di Gui-

vantava discendere dal re Davide, pel suo figlio Salomone e la regiarticolo

Altri dicono che l'Etiopia occupava poco meno della met del-

nea.

l'Africa,

dividendosi in alta

e bas-

na Saba, come dicemmo al citato Abissinia, il Terzi ne descrive le forme, gli usi, le vesti-

sa; che l'alta

ha

il

nome

di Abissinia;

che anticamente il suo impero era pi esteso, ma dai turchi, dagli arabi, ed altri popoli vicini fu per tal modo diminuita, che in appresso

menta e le insegne, dicendo che un tempo ebbe settandue re tributari.

Indi descrive la bassa Etiopia

colle sue provincie,

non che
la

la

mendella

tovata celebre isola di Meroe, colle


principali citt,

appena restarono
antichi
di ci

la

met
la

de' suoi

reggia

possedimenti.

Dell'Etiopia

regina Candace; parla dei due ordini


di
s.

che riguarda
agli

sua

storia

Antonio
nel voi.

d Etiopia,
II,
;

de' quali

si

civile, politica

e religiosa se ne pararticoli

tratta

pag.

226

e
la

227
suc-

la

anche

Abissinia

del Dizionario

e riporta

Egitto, ec. ec. (Vedi). In Parigi, nel

cessione cronologica
ri

degl'imperatoregina

i55g, l'Heliodoro pubblic YHistoire Aethiopique, che


italiano

d'Etiopia, dalla
nell'anno

Saba a
Rinaldi,

fu tradotta in

Faciladas
fiorito

persecutore

de' cattolici
Il

pata

dal

da Leonardo Ghini, e stamGiolito in Venezia nel


inoltre

1660.

all'anno 3i,

num.

i3, ed all'anno

i56o.
seu

Abbiamo

Chaldeae,
institutio-

Aethiopicae

linguae

35 3 num. 27, dice che gli etiopi mangiavano le locuste ; che appi-

i36
ciotti

ETI
;

ETI
clic

sero dagli ebrei la circoncisione


i

due

fanciulli

suoi

congiunti

uno
:

adoravano un Dio immortale cagione di tutte le cose, ed un altro mortale senza nome, prima che l'eunuco della regina Candace (il medesimo Rinaldi dice che in Etiopia regnavano le donne con
etiopi
tal

chiamato Edesio, Tallio Fruuienzio,


istruiti

di

parecchi linguaggi

ci

avvenne negli ultimi anni dell'impero di Costanzo e Massimiano ne'primi del quarto secolo. Ma ribellatisi gli etiopi

nome)

si

convertisse al cristiaegli
il

nesimo, essendo
tile

primo gen-

ai romani, Meropio venne ucciso, ed i fanciulli furono presentati al re, che aven-

che ricevette il battesimo. Si aggiunge che l'Etiopia, eccettuata l'Abissinia, o regno del gran Negus,

doli presi

ad amare,
si

cresciuti di et

confer loro cariche onorevoli nella


corte,
dito,

non fu conosciuta dagli antichi mani; e che fu principalmente


to l'impero di Costantino
il

rosot-

ove che

acquistarono tanto cre-

alla

morte del re fu
del

lo-

ro affidata la reggenza
e la cura dell'erede del

regno,

gran-

trono. Di-

venne scoperta dai romani. Ora passeremo a dire compendiosamente , come


de, che questa parte d'Etiopia

s'introdusse la fede in Etiopia,

non

venuto questi maggiore di et, Edesio ritorn in Tiro, ove fu ordinato sacerdote, e Frumenzio, giunto in Alessandria, ragguagli dello stato

che della sua chiesa, de' suoi errori

dell'Etiopia

il

santo

patriarca
ve-

e principali avvenimenti.

Atanasio da cui fu consagrato


si

In due modi

il

vangelo

pro-

scovo, e rimandato nelle Indie per


la conversione degli
etiopi, laonde penetrando nelP alta Etiopia quivi pure meravigliosamente propag il cristianesimo, regnando allora Abr.

pag nell'Etiopia, il primo fu a mezzo dell' eunuco della regina


Candace, o Giudich, della quale parlano gli atti apostolici. Risiedeva essa in Cachsumo, citt metropoli del regno di Goiam, ove istrutta de' divini oracoli , fond un magnifico tempio, diviso da cinque grandi navi, in onore di Dio e di s. Maria di Sion. L'eunuco, dopo avere ricevuto il battesimo dall'apostolo s. Filippo, pass ad annunziar il vangelo nelle provincie littorali,
nell'Arabia Felice, nell'Eritrea e nell'isola

Tanto si legge nella Geografia sagra del p. Carlo di s. Paolo, e nelYHistor. di Rufino lib. r, e. 9. Frumenzio /chierici che s. Atanasio
gli

avea dati,
la

stabil

la

sede
di

sua in Ausuma, o
ch'era
gi

Axwn
dire di

(Fedi),
civile

metropoli
e
al

questo regno,
del Tigre,
nel

Com-

inan ville questa capitale del regno

IV

secolo

divenne
cui

Tapobrana.

Il

secondo mezs.

sede vescovi le s e nel VII patriarcato

zo

si

riconosce dall'apostolo

Mats.

ma
non

senza suffragane*!, per


vi

av-

teo, nel

tempo
ai

istesso

che

s.

Mattia
batti,
dell'Insi

venne sovente, che


tanto
te

in questo paese

lo port nell'Etiopia inferiore, e

fu alcun vescovo,

ma
di

sol-

Tommaso
ircani,
die.

parti,

medi,

alcuni preti, particolarmenil

magi, ed

altri popoli

dopo che

patriarca

Ales-

Di

altro efficace

mezzo

serv

sandria cess di mandarvene,

come

Dio per illuminare questi popoli, e un tal Meropio filosofo di Tiro, ad esempio di Menodoro, infu che
traprese
il

molte volte successe. In fatti dopo quel tempo non vi furono altri vescovi che quelli

mandati dal patriarca

viaggio

delle

Indie con

alessandrino, e

neWOriens Christ

ETI
lom.
la II,

ETI
e
seg.,

137
Chiesa
la

pag.

6^1

serie

le

notizie

di

ha quaransi

del concilio di Calcedonia, e poscia

fecero lo

scisma questo

colla

rodiIo

ta

metropolitani di Etiopia.

Va qui
i

mana. Perci che concerne


gnit di
stesso

notato, che gli etiopi

non pensano
loro

metropolitano,

a scegliere

un
il

patriarca tra

dottori, dice

cinquantesimo seconil

canone arabico citato, porta, che se avviene che si riunisca un


concilio sulle terre

do canone arabico, perch

loro
di

dell'impero

ro-

patriarca sotto la dipendenza

mano,

il

patriarca

cattolico

di

quello d'Alessandria, e perch spetta


il

Etiopia, avr l'ottavo rango nell'as-

lui

il

nominare ed ordinare
che
gli

semblea, dopo
sia

il

cattolico di

Per-

loro Cattolico (Fedi)

e delle Indie.

inferiore, e

perch

non ha alcun

diritto di stabilire dei metropolita-

ni
gli

come
onori,

il

patriarca. gi
il

Ne ha per
potere.
il

non

Queco-

sto cattolico

degli etiopi,

dunque ma non

patriarca

se

non

me

vicario del patriarca d'Alessan-

dria.

Gli fu ingiunta

ancora altra
cio
di

regola

da

osservare,

non

poter ordinare pi di sette vescovi in tutta la sua dipendenza. 11 Re-

naudot, de Alex, patriarchi num. 1 08, dice che gli etiopi vollero obbligare il loro metropolitano, mentre

era patriarca di Alessandria Gabriele Jarik, ad ordinare pi di sette vescovi; lo che egli rifiut costantemente, perch sarebbe stato

Ritornando ai progressi della fede in Etiopia, essi non mai si avanzarono senza opposizioni. Nei primi anni del sesto secolo, regnando Elesbaana, chiamato anche Chaleb, principe di eminente piet, e avvenue che residente in Axum un giudeo, chiamato Dunaan di somma autorit, nella citt di Nagran fece morire il santo Areta con trecento quaranta cristiani, ed incrudelendo cogli altri, l'imperatore Giustino I con alto risentimento, e col mezzo di Asterio patriarca d'Alessandria, ne scrisse ad Elesbaana, il quale con poderose
, ,

forze uccise in battaglia

il

tiran-

contro l'antico costume,


la legge

contro

che more che se

lo

proibisce,

per

ti-

no; quindi rinunziando al regno, al santo invi il suo diadema sepolcro, e ritirassi a vita contemplativa nel monistero di
sotto la regola di
s.

vi fossero nella

chie-

Ascuma,
ove
all'in-

sa d'Etiopia dodici vescovi,

nume-

Basilio,

r che gli orientali richieggono per ordinare un patriarca, non iscuotessero il giogo della Chiesa alessandrina, e
ca.
pi

poi fu sepolto.

In

quanto

troduzione della vita monastica in


Etiopia, alla moltiplicit de' monisteri,

non eleggessero un

patriaretiostes-

ed

al

copioso

numero

di

mo-

ne provenne che gli hanno conservato sempre lo


ci

Da

so

credito

e rispetto

pel

patriar-

ca alessandrino

che
sede

li

ordinava;

che ed

li

mandava

e
la

perch

promossa dai monaci Di della Tebaide e dell' Egitto. molti monisteri fa menzione il Terzi a pag. 3cp, come delle vesti usate da' monaci , e dello scopo dei
naci, vuoisi

d'Alessandria,

rimasta poscia

loro istituti
introdottasi

cos

parla dell' eresia

vacante circa ottanta anni, non essendo quindi occupata che da un


patriarca
si

giacobita

questi

popoli
la

anche tra essi, seguaci degli errori di Eutiche e di Dioscoro, dappoich l'eresia eutichiana,
che separ
dall' unit

avvezzarono a

ricusale

fede

cattolica

la

i38

ETI

ETI
primate della Chiesa apostolica romana. Amministrando il battesimo segnano qualche parte del volto con un ferro rovente. Qui rammenteremo che molle regioni dell'

Chiesa alessandrina, perverti anche l'Etiopia e 1' Abissinia che, come

dicemmo, faceva parte di quel pati sforato. I questo impero s vasto, bench circondato da popoli
abitanti

barbari quasi per ogni parte, gli furono sempre benigna-

Asia

e
di

dell' Africa

nome
pu

Etiopia,
le

portarono laonde non


il

il

si

mente riguardati
l'

dalla
cos

piet

del-

precisare

contrade

in cui
crisi

Altissimo
nel

che

nel vecchio
diffuse

successivamente venne sparso


stianesimo. Al dire del

come

uuovo Testamento
essi

Bergier

sopra di

bellissimi raggi della

tiene per certo che gli abitanti della

vera e santa religione ; ma involto poi nelle tenebre dell' eresia, e


privo delle necessarie assistenze di
chi gliele sradicasse,

Nubia, eh'
alla

la

parte

dell'Etio-

pia pi vicina all'Egitto, sieno stali


convertiti

fede da
si

s.

Matteo
conser1

non conserv
quale sebdefosse

che

il

cristianesimo
essi

sia

la purit della fede, della

beue pi
dai

volte

si

mostrassero
usata

siderosi, e pi

volte ancora

romani
se

Pontefici

ogni

ranno 5oo, e che dopo quel tempo sieno divelluti maomettani per mancanza di pastori che g' istruissero. Quanvato fra
sino verso
to ai
si

cura

e diligenza per

ritornarvela,

popoli dell'alta

Etiopia, che

non
1

ne ritrasse mai

che poco e
di

brevissimo frutto.
principali errori de' popoli

Etiopia intorno alla religione, sono


la

circoncisione,

la purificazione, la
il

chiamavano Axuniiti, e eh' ora si chiamano Abissini, si sa che furouo convertiti al cristianesimo da s. Frumenzio, stato loro dato per vescovo da s. Atanasio patriarca
d'Alessandria verso l'anno

sautificazione de' sabbati,

digiu-

329, e

no

fino alla sera,

astenersi dalla

che

l'arianesimo
essi.

carne porcina, leprina, soffocata, e da pesce che non abbia squame, la poligamia, che per non si osserva generalmente, ed il ripudio.

progresso fra
al patriarca

non fece alcun Sempre soggetti


,

alessandrino

conseral

varono

la

fede pura sino

terzo
tra-

secolo, nei qual

tempo furono

negano il purgatorio credono che lo Spirito Santo proceda solo dal Padre, e che l'umana natura di Cristo sia eguale alla
Gli
etiopi

scinati nello scisma di Dioscoro, e

negli errori di Eutiche, o de' Giacobili (Vedi\.

divina.

Non ammettono

in

Cristo

Essi vi perseverarono perch non ebbero altri vescovi, se non quello che sempre loro fu spedi

che una volont, rinnovano il battesimo, e dicono che le anime dei giusti non godono Dio prima della fine del mondo ; non costumano il viatico, reputano superfluo il confessare
il

dito dai patriarchi copti

Ales-

sandria successori di Dioscoro. Cre-

demmo
riepilogo

opportuno questa specie di ed opinione del Bergier


le

per salvare possibilmente


su questo argomento.
Il si

tante

numero
non

e qualit de' peccati,


si

e credono che l'anime

cavino dalla
pi

primo romano Pontefice


distorre
gli

che
etio-

materia, e

si

creino. Riprova-

adoperasse a

no pure
aver

il

concilio Calcedonese per


il
,

od

abissini
III,

dai

loro

errori,

fu

condannato

patriarca

ail

Alessandro

Bandinelli, e n'ebtal

lcssundrino Dioscoro

e negano

be occasione da un

maestro Fi-

ETI
lippo,
ti,

ETI
in quelle parsi
;

i3 9

che portatosi e veduto che vi

professava

la

religione cristiana, bench discor-

que nel simbolo della fede Urbano IV del 1261, Clemente IV del 1265, Innocenzo V del 1276, e
Nicol III del 1277, zelatore d'illu-

dante in molte cose dalla


poli

romana
il

Chiesa, risvegli nel re di que' po,

detto

volgarmente

Prete
peril

Gianni,
verit.

un

desiderio di conoscere la

Questo principe volle

ci spedire ai

Papa

Filippo, che

trov in Venezia per la pace conchiusa a mediazione del doge Ziani coli' imperatore Federico
I.

Al-

minare pure greci sui loro errori. Altrettanto pur fecero Nicol IV del 1 288, Benedetto XI del i3o3, Clemente V del i3o5, e Giovanni XXII del 3 16. Quest'ultimo ad istanza di Carlo Roberto re d' Ungheria approv l'ordine di s. Paolo primo eremita della Tebaide, fiorito
i 1

lora Alessandro III, a'

bre 1177, gli scrisse nella quale paternamente gli dichiar la consolazione provata in sentire che il re ed i magnati del

27 settemuna lettera,

nel terzo secolo. Tutti


i

in

somma

nominati Pontefici

furono solle-

citi

della salute spirituale degli etioabissini. Il

pi

ed

medesimo Giovanni
al re

XXII, scrivendo
serv del
gli infedeli,

di Etiopia, si

reame bramavano
ti

di essere istrui-

titolo solito praticarsi co-

ne' misteri della vera fede, sug-

cio

gratiam in praegloriarli in fu-

gellandola col

pontificio

sigillo

sentij

quae producat

consegnandola a Filippo. Nel formolario il Papa a consolazione del re lo tratt come sovrano cattolico, usando quella di Carissimo figlio in

turo j n

meno
il

sollecito della

loro

conversione fu
altre

Pontefice Urbano V,
i

che nel 1370 conferm


nazioni
orientali

greci
neli'

ed

ubbice-

Cristo, salute

ed

apostoli-

dienza alla Chiesa romana.

ca benedizione. Siccome il principe aveva richiesto ad Alessandro III una chiesa in Roma per la nazione etiopica, ed altra in Gerusalem-

Nell'anno
lebr
il

i439 Eugenio IV
generale
de' greci
di

concilio

di
il

Fi-

renze, ed in esso pubblic

dede-

creto dell' unione


tini,

co' la-

me

affine d' istruire nelle discipline

alla

presenza

quattro

cattoliche gli etiopi che vi


,

avrebbe inviati quindi si apprende a detto anno dal Baronio, che Alessandro
III
s.

putati del re di Etiopia Zara Gia-

cob. Intervenne pure al concilio Ni-

codeino

abbate

degli abissini,

il

die la

Chiesa
J

e
(

monistero
alla

di

Stefano de
basilica

Mori
si

Fedi), dietro

quale ammesso in quella sagra ed augusta assemblea , vi pronunzi

la

vaticana,

nazione
i

una

bella orazione

assicurando
il

etiopica.
sultati

Non

riconoscono
relazioni.

ri-

padri, che tanto lui, quanto

mo-

di

siffatte

Certo

che

Papa Innocenzo IV
i

del

1243
dei

narca d'Etiopia altro ardentemenche 1' unione te non bramavano


,

destin

religiosi

dell'Ordine

colla santa Sede.

Fu dunque Eu-

predicatori per missionari agli etio-

genio
1'

IV

il

primo Papa a tentare

ed i successori di lui scrissero premurose lettere ai principi dell'Etiopia, cio Alessandro IV del 1254, il quale per ottenere anche 1' unione co' greci aveagli permesso ommeltere la parola Fi Hopi
abissini,

ed

unione de' copti, invitando amorevolmente il loro patriarca Giovanni al concilio, al quale avea inviata la sua professione di ihi\^ a mezzo di Andrea abbate di s. Antonio nell' Egitto, come abbia-

iio
ino dal

ETI
Labb
i

ETI
XIII, ove
riil

torri.

sioni

benigne. Narra
l'

il

Terzi nella

portasi la lettera del patriarca,

usa v' ha Quindi Eugenio IV nel i44 2 ebbe a paterna

quale

fra

titoli

clie

quello

di

Etiopia.

imperatole David , volendo decorare la chiesa di Etiopia del suo primate, vi nomin Giovanni Bermodez , e fu

Stria sagra, che

soddisfazione di riunire alla


lica

catto-

confermato con preminenza patriarcale. Il citato Rinaldi, all'anno


1

Chiesa, ed alla sede


i

apostoli-

533,
ro-

ca

giacobiti,

a'

quali

diede

per

num. 29

e 3o, riporta la sommis-

questo fine un istruttivo ed esemplare decreto, non che gli etiopi


col

sione degli etiopi alla

Chiesa

loro

monarca Zara
.

Giacob
il

Jacopo, volgarmente detto


te

Pre-

mana, mediante pubbliche scritture promulgate in pieno concistoro. Morto il re David, gli successe
Claudio suo figlio, che vedendosi minacciato da' turchi, ricorse a Giovanni III re di Portogallo, il quale

Gianni
! >

11

Rinaldi

all'

anno

3 e 4> tratta del suddetto abbate Andrea ambascia2,

i44

num.

tore de' giacobiti di Egitto, del patriarca loro, e di

prima

col Pontefice
III,

Paolo
s.

III,

peratore suo compagno Pietro diacono ; parla pure dell'ambasciatore di JNicodeino abbate degli etiopi dimoranti in

Costantino imd' Etiopia , non che del

e poi con Giulio

e con

Igna-

zio fondatore della compagnia di Ges, incominoi a trattare di man-

dar
di

nell'

Etiopia dodici

gesuiti

costituirne

basciatore,

Gerusalemme, il quale amcome Andrea, fece un'oal

l'Etiopia,

uno patriarca dele due altri in coadiutori


III
il

con futura successione. Giulio


fece pertanto patriarca
p.

razione
delle

concilio

per

l'

unione

Gio-

All'anno i44 2 > condanna delle eresie, che avevano contaminato l'Etiopia, l'Egitto e la Sona e d altre analoghe notizie.

due Chiese.

num. 2

e 8, dice della

Dipoi, e mentre la crescente eresia

Bareto portoghese, compagnia, per nomina del re Giovanni III, ed in coadiutori Andrea Oviedo, e Melchiorre Carnero. Non and guari che Claudio mostr la sua contrariet, il
di

vanni

Nugnez

detta

soqquadro la Germania, e lacerava l'animo di Clemente VII, David re degli etiopi negando ubluterana
a
religione cattolica in

poneva

patriarca

non pot entrar in

Etiopia,

ed avendovi penetrato l'Oviedo fu


bersaglio di persecuzioni, senza poter giovare alla religione. Al

Nugnez

bidienza al

patriarca

di

Alessan-

successe sotto Gregorio

XV, come
ne
fu

prima con Emmanuele re di Portogallo, spedi al Papa per suo ambasciatore il pordria, collegandosi

diremo,

il

p.

Alfonso Mendez, che

poscia pel troppo suo zelo


espulso. Claudio nel
ciso,
sal

fu uc-

i55o;

toghese Francesco Alvarez, che trovando Clemente VII in Bologna per coronare Carlo V, gli consegn due lettere del re, nelle quali lo riconosceva come capo della Chiesa universale, e lo pregava a sollecitare dai principi cristiani
la

Neva che mostr talmente nemico della Chiesa romana che avendo fatto imprigionare l'Oviedo, meditava di farlo uccidere ; ma essendo morto nel i562, gli successe il figlio Serezza Dengal , il
ed
al
il

suo

fratello

trono,

si

sua difesa contro


il

turchi,

al

che

Pontefice rispose con espres-

gn

quale benevolo coi cattolici, asseloro certi luoghi per vivere

ETI
pacificamente ne' loro
to terminandosi
riti.

ETI
Frattanla

141

ma

Abuna o

metropolita,
ribellione
,

avenil

in

Trento

ceil

lebrazione del concilio generale,

Papa Pio IV con sue


t
il

lettere esor-

do promossa la venne ucciso. Susneo ascese


accarezz
corte
il
i

re

al

trono
e

per

re Serezza ad inviarvi
;

ambai

acquistarsi l'amicizia de' portoghesi,


gesuiti,

sciatori

bramoso

di

riunire

copti alla vera fede, perch col lo-

Paes. Scrisse al

richiam a Papa per


il

ro patriarca seguivano
errori, sped a Gabriele

gli

antichi

aver missionari, mentre

fratello
il

patriarca

Zela
pi.

pubblicamente
,

professava

XGV

il

p.

Cristoforo gesuita,
si

ma
di-

cattolicismo

seguito da molti etiore

senza fruito, sebbene

fosse

Vedendosi poi dal

che

gedi-

mostrato desideroso di rinnovare 1' unione colla santa Sede. Il Pontefice s. Pio V scrisse al pio re Sebastiano di Portogallo , ed allo zio Cardinal Enrico, che poscia divenne re, per interporsi col re degli etiopi ; ma vedendo la ripu-

suiti

riuscirono vittoriosi nelle

spute sulle due nature di Ges Cristo,

comand con
dovesse
gli

editto che ad

esse

credersi.
ecclesiastici

Represse
,

monaci,
spirato

il

me-

tropolitano che perci avevano co-

gnanza
popoli,

di

quel principe e di quei


al patriarca

contro la sua vita ; indi ordin l'osservanza del sabba to, ed


allontanandosi dagli antichi errori, confess all' uso della Chiesa ro-

comand

Ovie-

do di trasferirsi nel Giappone, ma non potendo uscire dall' Etiopia , dovette passare una vita miserabile in Fremona nei regno di Tigre, ove successivamente morirono i suoi compagni. Gregorio X1IF ,
che successe a s. Pio V, zelante della propagazione del vangelo, con opportune esortazioni e grazie spirituali

si

mana, licenzi le concubine, e formalmente dichiar non riconoscere


altra sede che la pontificia, e che
al solo

Papa ubbidiva. Queste cose

saputesi a

Roma, Gregorio

XV

che

confort
1

il

patriarca
in

Ovieil

avea istituito per dilatare e propagare la fede la congregazione di Propaganda , istituto che riconosce Gregorio XII l la sua infanzia da
(
il

do. Nel
p.

597 mori

Etiopia
i

quale

Lupi
dai

gesuita, e tentando

suoi

in ci

avea data che risguardava

l'

ispezione

l'Egitto e

confratelli di
cisi

penetrarvi furono uc,

l'Etiopia a tre Cardinali), nel concistoro de' 19

turchi
del

molti porti

padroni di paese. Tutta volta


fatti

dicembre 1622, cre


il

patriarca di Etiopia

gesuita

p.

nel

i6o3

riusc al p.

trodursi a

Fremona

Paes d' inove ammaeche sapu-

Alfonso Mendez,

il

quale fu corte-

str alcuni giovani


le verit
tosi

portoghesi nel-

cattoliche, ci

semente ricevuto dal re Susneo, che colla famiglia imperiale, e con tutto il regno giur fedelt al ro-

dal re Zadanghel, volle inter-

mano

Pontefice

fece

edificare

venire alle loro dispute, ed ascoltar la

una chiesa

pel patriarca.

In
le

proanti-

messa nel

rito

romano, non
pieno di

gresso essendo insorti gravi tumulti,

che

la

predica, restando

divozione per la santa Sede. Commise quindi al p. Paes, di scrivere al

perch i popoli amavano che abitudini, il re ebbe


lezza di

la

deboChiesa
clie

ripristinare lo scisma ales-

Papa che

gli

mandasse

un
:

sandrino,

con dire che


era
la

la

patriarca, ci che fece egli

stesso

alessandrina

stessa

la

142

ETI
potesse

ETI
nendo
nominato
il

romana, e perci ognuno

superiore
p.

della

conoscere per suo pastore quel patriarca. Tutti i grandi spiegarono


la

missione

suddetto

Sa lem me,

loro contrariet ai gesuiti, e dola

che dal Papa fu inviato nell'Egitto con lettere apostoliche, e generosi


si

po
il

morte

di

Susneo
l'

gli

euro-

donativi

pel

patriarca, acci

pei furono banditi dall' Etiopia,

ed

riunisse alla cattolica


lettere e
i

comunione.
a
lui
ri-

Mendez

fu

ultimo

patriarca

Le

doni furono
egli
si

che pose piede in queste regioni. Urbano Vili intese con dolore tali avvenimenti, come quello che avea
solenne giuramento dell'Etiopia, di ubbidienza alla romail

consegnati,

ma

content

spondere, che nutrendo


ti

sentimeneffettuarli

di

unit,
le

non poteva

ricevuto

per

guerre che allora ardevano nell'Egitto, e per la disunione dei


principali della nazione; laonde la

na Sede per ebbe la consolazione di ricevere una lettera di sommissione da Matteo patriarca dei copti. Aggiungiamo col Terzi, che
:

si

congregazione di Propaganda fide, limit a mandar missionari al

Cairo.
te

Con

apostolico zelo

Clemenesortan-

successore al
il

Mendez

fu

nominato
i638, e
p.

XI, oltre che sull'Egitto, prese


stili'

patriarca
vi

Apollinare d'Almeida,
re di

sollecitudini

Etiopia,

che che

fu trucidato nel
poi
il

di

Portogallo Pieil

tro II

nomin primate
inutili
le

Luigi

de Silva. Riuscirono
ni di
etiopi,

sollecitudi-

do il re Dodemannt, affinch seguendo l'esempio del genitore, che mostrava prima di morire propensione ad unirsi alla Chiesa romana, professasse eguali sentimenti,
e definitivamente effettuasse la bra-

Innocenzo

X
il

in favore degli

ma

sotto

successore Ales-

mata
gli

riconciliazione, al quale
il

fine

sandro VII si concep speranza di veder tornare all'ubbidienza del Pa-

mand

p.
s.

riformato di

Giuseppe, minore Francesco, che calall'arcivesco-

pa
ch

il

patriarca

alessandrino,

per-

damente raccomand

avea scritto con venerazione, e perch a mezzo del p. Sagli

vo di Etiopia, ed all'abbate generale de'monaci di s. Antonio. Varie volte


la

lemme
ta

de'riformati avea emessa la

santa Sede
i

tent

ini

professione di fede, avea confessal'unione


delle

viare

in

Etiopia
i

carmelitani,
;

due

nature
distinte
in

in
in

cappuccini e
tutti

suddetti religiosi

ma

Ges Cristo realmente

furouo

mal

visti,

venendo

umana

e divina, ed unite

una
avea
la

uccisi

molti missionari dai turchi,


etiopi.

divina persona, e

professata

ed anche dagli

Sono pur

ubbidienza alla santa Sede. paura de'turchi, e la solita


zia

Ma

noti gli inutili sforzi fatti eziandio

mali-

dai re di Portogallo, per ricondurre


questi popoli alla fede della Chiesa,

ed incostanza degli etiopi, tolse questa allegrezza alla Chiesa. Mosso a compassione degli etiopi

essendo

una

delle

principali

In-

difficolt

l'ignoranza de'medesimi.
notizie

nocenzo XII, don per


ni
di

le

missio-

Le ultime
mezzo

ecclesiastiche

tante

anime abbandonate
missionari dell'Etio-

dell'Etiopia sono, che da circa

cinquanta mila scudi, laonde furo-

secolo nell'Abissinia

un non era

no
pia
s.

dichiarati
i

entrato alcun missionario cattolico.


Riusc finalmente nel i838 al signor Giuseppe Sapeto, prete della

pp. riformati francescani di Pietro Montorio di Roma, ve-

ETR
congregazione
benemeriti
della

ETR
missione,
dai
di

143
nacque nel

sare Etrees, o d'Estrees,

penetrarvi accompagnalo
cavalieri

dnc
che
delle

16*27, ^i nobilissima famiglia


cili

deduDe-

Abbadie,
trov
gli

di questo

nome,

in Parigi.

col viaggiavano per oggetto scientifico.


Il

dicatosi

nella tenera et allo stato


di FranGermano, e nel vescovato di Laon nella

missionario

ecclesiastico,
cia
l'

ebbe dal re
di
s.

buone
stare

disposizioni,

ne

to difficile d'insinuare,
le

molfar gufu

abbazia
il

i655
Nel
si

massime pi essenziali del caltolicismo. Quindi recandosi in Europa uno de' cav. Abbadie, gli furono affidati due abissini, e fra questi un monaco con la commissione di presentare al regnante Pontefice Gregorio XVI gli omaggi di
quel clero,
al

Piccardia e l'abbazia di

Staffardn.

1660

raccoltasi l'assemblea del

clero, egli

compose

gli

per insorte quistioni col


la

animi divinunzio
pace.
Il

pontificio, e conchiuse

re cristianissimo in seguito a tanto

merito,

gli

confer altre insigni ab-

al

modo che dicemmo


Al Saaggiunti

bazie e lo cre

commendatore
Santo.

del-

citato articolo Abissini.*.

l'ordine dello Spirito

Cle-

peto

vennero

distinti

missionari della
s.
il

congregazione di
Paoli,

due altri medesima Vincenzo di


signor

mente
per
e
lo
gli

nel
alla

assunse
le

dignit

1671, a'24 agosto, lo di Cardinale


del re
di

istanze

Francia,
e

vale

dire

De

della
di

vedova regina di Portogalcui

Jac( bis, gi

superiore della casa di


prefetto
della

era
il

stretto parente^

Napoli

dichiarato
il

assegn
Trinit
a
ci

titolo

della

santissi-

missione, ed

sig.

Luigi Montuori.
il

ma
tre

nel

Arrivati al loro destino,


si

primo

lo

costitu

Montepincio; olancora prodel

stabil

in

Adua, ed
il

il

secondo

tettore

e
la

ministro
santa

Portogallo

Gondar
i

citt

capitale dell' Abis*

presso
tificato
si

Sede.

Nel
1

pon-

sinia;

inoltre

signor Sapeto pns-

d'Innocenzo XI, l'anno


di

68

s fra

Gallas, per profittare delle

trasfer

nuovo
il

in Parigi

per
Luista-

buone
infedeli

disposizioni

che que' popoli


il

finire

molte controversie
regalie tra

eccitatesi

mostravano verso

catore-

per
gi
bil

le

Papa

licismo. Della deputazione di etiopi

XIV. Eletto Clemente XI,


la

spedita al

medesimo Papa che


del Tigre, ed nel
1

sua dimora in
il

Roma,
trattare

e giorile-

gna dal signor


pagnata in
stesso signor
ta
al

accom1

v assai

Papa
affari

nel

Roma
De

84

dallo

vantissimi

colla

repubblica

Jacobis, se ne trat-

veneta e con
del

altri principi d'Italia,

volume XIII, pag. 4^ del Dizionario. Nel 1839 a s ag> a congregazione di Propaganda co' suoi tipi pubblic una chiara e prezio'

pari che nelle dissenzioni di bel

nuovo

insorte nel clero di Francia.


la

Dopo

morte del
di

di

lui

fratello

ambasciatore

Francia

presso la

sa

Istruzione sulla dottrina

della

Incarnazione per uso degli abissinit dietro le traccie che su questo cattolico

santa Sede, fu surrogato in qnell'ufzio, e destinato insieme a seguire

Filippo

re di

Spagna

e disporre

compilare monsignor Lercari, onde agevolare


essi,

domina
ai

voleva

g' interessi

di quel vasto dominio.

Nel

ad

copti

ed agli etiopi

il

ria di

ritorno alla Chiesa cattolica.

ETREES Cesare, Cardina le.

Ce-

i665 celebr le nozze di MaNemours, sua nipote, col due ca di Savoja Carlo Emanuele nell'anno seguente quelle di Maria
;

i44

euc
nipote,

EUC
Sagramcnto o mistero della nuova legge, in cui Ces Cristo fece risplendere con
la

Francesca Elisal>elta, altra

con Alfonso re di Portogallo. Dimesso il suo primo titolo, fu trasferito da Innocenzo XII al vescovato di Albano. Ivi assegn la cura del seminario a' religiosi delle scuole pie, e molto oper al bene
spirituale di quella
to,

tanta magnificenza sua divina sapienza, la sua sublime possanza, e la sua adorabile

carit.

La

santa eucaristia
dell'

il

pi grande miracolo
tenza divina;

onnipo-

diocesi.

Versae
nelle
tratto,

perocch

essa la

com'era,

nelle

scienze

lettere, dolce e

gentile del

conlinuazione del mistero ineffbile della sua incarnazione,, e della

lepido assai nel conversare, veniva

sua dimora tra noi.

E un

mistero

da

tutti

amato e molto venerato;


1

che

le

creature non avrebbero mai

cosicch la sua morte, accaduta in

riguardato
te la divina

come

possibile,

Parigi nel

4^

produsse
di

molto

rivelazione, se

medianveduto

duolo

nell'animo

ciascheduno.

non

lo avessero

Ebbe la tomba nella chiesa di s. Germano ed una prolissa iscrizione. EUBERTO (s.). Fu compagno
Euherto
di
s.

insieme

degno

di

ad elfettuarsi. Ma un mistero tanto pi un Dio infinito in tutto


quanto esso
in
iscienza
i

ci ch'egli ,

supera
e lu-

nelle

evangeliche

fatiche

infinitamente le intelligenze create,


le

Piatone apostolo di Tournay.


varie torture, e finalmente fu

pi sublimi

Nel terminar del terzo secolo sofferse

mi,

siccome esprimono
santissima eucaristia

teologi.

La

un
in

sa-

martirizzato.

Le

virt da lui pra-

grifizio

un sagramento

cui

ticate, ed il martirio sostenuto gli procurarono nelle Fiandre un celebre culto. Con molta venerazione si conservano a Lilla le sue re-

Ges Cristo esaurisce tutto il suo amore per gli uomini. Ges Cristo istitu la santa eucaristia,

per
del

rendere perenne

la

memoria
esso

Nel martirologio romano viene assegnata la di lui festa il


liquie.

cruento sacrifizio

da

offerto

primo febbraio.

ella

EUBOLO
stina.

(s.), martire di PaleNel settimo anno della per-

volta sul Calvario, e perch ne fosse un sagrifizio memorativo, bench sia insieme un sareale,

una

grifizio

incruento,
del

od una
della

secuzione
partito

di

Diocleziano, Eubolo

rinnovazione
croce, senza

sagrifizio

da Mangane per recarsi a Cesarea, onde visitare i confessori del vangelo, venne alle porte della

gue, affine
e continua
frutti.

spargimento di sandi rendere permanente


l'applicazione
lo

de' suoi

citt interrogato
il

quale fosse l'og-

getto che
gli

conduceva.
fu

Non
e

esit

ha stabilito come un sagramento, od un segno saEgli

punto a dichiararlo,

tosto

gro di

sua presenza, nascosta sotdi specie

dal governatore

che fosse straziato il suo corpo con unghie di ferro, e condannato per ultimo alle fiere. Sostenne egli con invitto coraggio il martirio il d 5
ordinato

to veli misteriosi, ai
il

nome

bench il dappoich egli vi in visibile ed inaccessibile


sensi,

quali si d o di accidenti, contengano realmente ;

modo
ai

in-

nostri

marzo dell'anno 309,


giorno
si

ed

in

tal

onde adattarsi

alla

debolez-

ricorda la sua festa.


(

za nostra.

EUC ARISTI A

Eucharislia )

cagione, e per rispetto e ve-

. .

EUC
Iterazione di

EUC
perch Ges Cristo rese
a

i45
grazie a

questo sublime argo-

mento,
nire
lo
le

ci

limiteremo
principali

qui

riu-

Dio
gilia

istituendolo.

erudizioni

che

vangeli, che
della

Leggiamo nei Ges Cristo nella vi-

riguardano, anche
si

nel riflesso

che in molti articoli del Dizionario

dente al gioved santo, fatta


co' suoi

sua morte, corrisponla cena


prese
del

tratta

della

ss.

eucaristia,

apostoli,

pane

come Messa, Ostia, Vino, Sangue


prezioso di

e del vino, rese grazie


dre, benedisse
distribuillo
ai
il

a
lo

suo Paspezz,

Ges
il

Cristo,

ec

ec.

pane,

Della celebrazione della sua


s

festa

suoi

apostoli,

loro

pu vedere
;

voi.

IX, pag.

44

dicendo: prendete, mangiate,


sto e
il
il

quediede

e seg.
ss.

della

consacrazione
e seg.
al

della

mio corpo
calice del

di

poi

Eucaristia, se ne tratta al voi.

loro
se:

vino, e loro dis-

XVI,

pag.

3o4

de' luoghi
si

ove custodivasi, ed
custodisce, oltre
rio,
all'

presente

articolo Cibo-

bevetene tutti, questo e il mio sangue ec, fate questo in memoria di me, laonde dicesi grata me-

possono leggersi Pisside,


all'articolo

Ta-

moria. L'eucaristia

il

principale

bernacolo, Calice ec, e principal-

mezzo con cui noi

cristiani rendia-

mente

Comunione sono
eucaristia,

mo

grazie a

Ges

Cristo

del

se-

molte nozioni

sulla ss.

gnalato benefizio della redenzione.

giacche trattammo al I. Comunione eucaristica, o sacramentale.


II.
cie.

buona grazia, perch contiene realmente Ges Cristo, sorgenDicesi


te

Comunione sotto le due speIII. Comunione Pasquale. 3 IV. Comunione de fanciulli. V. Comunione degli infermi

di

tutte le grazie.

2.

Si

chia-

ma

VI.

Principali disposizioni
e

alla

Comunione,
frequente,

della

Comunione

ed

usi

VII. Delle cerimonie antichi della Comunione.


si comcome molti

Da

questo breve riepilogo


di leggieri,

prender
stia,

interessanti punti sulla

ss.

eucari-

gi furono trattati

ne' luoghi

citati.

I.

Nomi,

verit dell' eucaristia,

definizione, figure, e e presen-

za reale in essa di Ges Cri" 3 sto; decreti de concili su questo sagramento.

Eulogia o benedizione (Vedi) perch Ges Cristo impieg la benedizione istituendolo, e perch i sacerdoti della nuova legge la usano ancora consagrandolo. 3. Si chiama il Santo de Santi, il corpo 6 il sangue di Ges Cristo, perch rinchiude e l'uno e 1' altro. 4 Chiamasi Pane (Vedi) a motivo della sua materia ; e frazione del pane per la maniera colla quale codistribuisce. 5. Chiamasi si munione, comunicazione, sinossi, tanto perch ricevendo noi questo sagramento ci comunichiamo con Ges Cristo, e con i fedeli, quanto perch
riunirsi
il

per riceverlo

si

usa di

sagramento augusto dell'euha varie denominazioni i. Chiamasi Eucaristia con voce greca, che significa azione rendimento di grazie, a buona grazia dicesi rendimento di grazie,
Il

caristia

Dice Macri che chiamasi Synaxis, in significato di assemblea o radunanfedeli si congregavano za, perch
in
stesso luogo.
i

uno

nei primi secoli nelle case private

per ricevere l'eucaristia,

nel

temsono

po
si

delle persecuzioni,
fa

come
1

adesso

nelle

chiese.

greci

\OL.

XXII.

io

i46

EUC
lato.

EUC
[4
Si

quelli che particolarmente appella-

chiama

metalessi,

no

Sinassi (Pedi); la

celebrazione

vale a dire assunzione,


certo qual

perch in
al

di questo mistero, e lo chiamano Euhgia, mentre le altre sette oricntali lo chiamano Anfora s cio oblazione. Il Piazza nel suo Menologio aggiunge, che dicesi Comunione perch in esso si comunica ai cristiani il corpo e il sangue del Re-

modo

c'innalza

di

sopra di noi

stessi,

per

unirci

Ges

Cristo; o partecipazione, per-

ch ci fa partecipi della divinit; o transmutazione e transustanzia-

dentore. 6." Chiamasi vita e salute

perch

contiene

Ges

Cristo
delle

l'autore della vita spirituale

nostre anime, e della nostra salu-

Chiamasi ftalico (fedi), 7. perch un nutrimento che sostiete.

ne e

fortifica

fedeli nel pellegri-

naggio di questa vita, e soprattutto perch si d per provvisione nel passaggio pericoloso di questa
all'altra vita.

perch il pane e il vino sono cambiati fisicamente nel corpo e nel sangue di Ges Cristo, e perch i fedeli che lo ricevono sono cambiati e trasformati spiritualmente in lui. Dice il Macri che Eucharistia Hierarchica viene chiamato il simbolo della fede da s. Dionisio; e che questo medesimo vocabolo di Eucaristia appresso s. Cipriano significa qualsivoglia sagramento.
zione,
I

8. Si

chiama Cena
perch

teologi definiscono

l'

eucaristia
legge,

del Signore (fedi),

un

un sagramento
e del vino,
il

della

nuova
il

banchetto divino di Ges colla Chiesa; perch Ges


l'ha istituito
la

Cristo
Cristo

che contiene sotto

le specie del

pane
spil'isti-

corpo e

sangue di

dopo la cena una commemorazione dell' ultima cena di Ges Cristo. 9. Si chiama Pasqua ( Vedi), perch fu istituito al tempo
sera
legale, e perch

Ges

Cristo, per

la refezione

rituale del cristiano, secondo

tuzione di

Ges Cristo
di

stesso.

un
stia

articolo
sia

fede che

l'eucari-

un sagramento, avendolo
il

pasquale, e
Cristo

perch contiene Ges nostra vera pasqua, io.


la

cosi

definito

concilio

generale

lateranense IV, celebrato dal Pontefice

Chiamasi

tavola

del

Signore,

Innocenzo
Trinit.,
1

III,

nel capit.

de

perch Ges Cristo stava seduto a tavola allorquando lo istitu. 1 r. Chiamasi Augustissimo Sagramelilo,

summa

e e

nel
2.

concilio di

Trento cap.
leremo
grafo.
sia

Dei

decreti

de' concili sulla eucaristia, ne


al

par-

ed il Sagramenlo del nuovo Testamento per eccellenza, e per

termine di questo parapoi l'eucaristia

Quantunque

profondi misteri in esso racchiusi. Di cesi Santo Sagramenlo, e


i

presso

greci santi misteri, perch


il

questo
stabiliti

pi augusto
12.

dei segni

composta di due materie, le quali sono il pane ed il vino, e di due forme, l'ima per la consagrazione del pane e l'altra per
quella del calice o del vino, non per che un solo sagramento, perch forma un solo convito, e perch la moltiplicit di materie e di

da
si

Ges Cristo per doDicesi Ostia,

narci la grazia.

perch
l'ostia

offerisce al

Padre Eterno
suo
fi-

viva

dell'unigenito

gliuolo.

i3. Dicesi Sagrifizioj persi fa il

vero ed incruento sagrifizio dell'Agnello immacoin esso

ch

ge,

forme non basta nella nuova legonde ne risulti una moltiplicidi

sagramenti

Sulle

figure

EUC
dell' eucaristia,
i

EUC
Ges
te
i.

147
essere presenDell' eucaristia
:

teologi ne distin-

Cristo

pu

guono quattro. Le prime spettano alla sua materia, cio al pane ed al vino: e tali erano il pane ed
il

in tre

maniere

vino

che
i

Melchisedech
pani
delle
di

offr

in

per impanazione, ch' l'unione ipostatica del Verbo divino col pane; 2. per consustanziazione, ch'
la

sagrifzio;

proposizioil

ne;
gi

quelli

primizie;

pa-

s Cristo col pane, di


sussistono

presenza locale del corpo di Gemodo che

ne cotto sotto la cenere, che manil

profeta Elia.
al

Le seconde

fi-

gure spettano
tutti
i

corpo ed

al san-

gue di Ges Cristo:


sacrifizi

e tali erano

antichi.

La
era

terza
l'ef-

ambedue, senza alcun cambiamento di sostanza, nel medesimo sagramento; 3. per transustanziazione, ch' il cambiamento fisico della sostanza del pane e del
vino nel corpo
e
nel
cos

specie di figure rappresentava


fetto

sangue

di

dell'eucaristia:

tale

l'al-

bero della vita, e la manna. La quarta specie di figure rappresentava


1'

che il divino Salvatore presente realmen-

Ges Cristo

ed

te nella

santa eucaristia.

Seguono
e

eucaristia tutta intiera


1'

tale

alcuni de'principali canoni


creti

de-

era la pasqua, o
degli ebrei, che

agnello pasquale
Cristo

de'concili sull'eucaristia.

Ges

man

gi la vigilia della sua morte cogli


si

Non si conserver il eorpo di Nostro Signore pi di otto gior:

altri ebrei,

siccome pu veder-

all'articolo

Pasqua.
poi,

Sulla verit

ni n sar portato agli mi che da un sacerdote


>

infer-

da

dell' eucaristia

le di

Ges

Cristo

o presenza reain questo sa-

un diacono
1 1
t*

".

Concilio di Loni.

dra an.

38, can.

gramento, due specie d'eretici insorsero. Gli uni l'hanno combattuta


li,
i

Non

si

dar

l'eucaristia terndi

piata, sotto pretesto

rende-

indirettamente,
quali

e sono quel-

Cristo
:

hanno negato che Geabbia avuto un vero

re pi completa la comunione". Id. il 75, can. 16. 11 che prova,

che
le

fin

corpo tali sono stali i discepoli di Simone, di Menandro, di Manete ec.

era di

d'allora l'uso pi comune non comunicare che sotto

specie del pane.

Gli

altri

hanno negato
:

Non

si

consacrer la

ss.

euca-

direttamente la presenza reale e questi sono stati Giovanni Scoto

che in un calice di oro e di argento, e non di stagno ".


ristia,

Erigene
Bruis,
i

Berengario
gnostici,
gli
i

Pietro

di
i

Id.

can.

17.

montanisti,
i

priscillanisti,
bini,

artoriti,
gli
1

giaco,

gli

ebioniti,
i

encratiti
,

si porr il corpo del Si gnore senza lumi, croce e ac qua benedetta, e senza che vi

Non

pepuziani,
gli
i

collirio ia ni
i i

i
i

catari
valdesi,
calvinisi

albigesi,

viclefisti,

sia un prete presente, fuori del caso di estrema necessit ". Con-

cariciani,
i

pauliciani,

d,

di

sti,

sociniani ec,
a'

come
I

pu
reale,

stesso

Roano an. 1190, e. 3. Lo canone del concilio di Yorck,


195, can.
1.

vedere
poi

loro

articoli.

luterani

an.

ammettono
negano
la

la presenza

Canoni di

dottrina.

Nel

sa-

ma

la transustanziazione,

grifizio dell'eucaristia,

Ges
il

Cri-

vogliono

sistenza del

impanazione, cio la coecorpo di G. C. col pane.

sto egli stesso


la vittima.
Il

il

sacerdote

suo corpo e

suo

i48
>

EUC
ti
i

EUC
Se alcuno dir, che dopo
la
l'al-

sono veramente contenuli nel sagramento dell' aitine. transostanziato Il pane essendo nel corpo, e il vino nel sangue per onnipotenza divina; e questo sacramento non pu essere
lancile
fitto

consa grazi one,


del

il

corpo

sangue

Nostro

rabile
stia,

Ges Cristo non sagramento

Signore nell'ammieucari-

della

ma

che v' solamente nel-

lo

che dal sacerdote ordinalegittimamente , in virt del


agli apostoli e a'ioro

potere della Chiesa, accordato da

Ges Cristo
an.

successori". IV concil. gen. Later,

i2t

3,

e.

i.
il

Se alcuno negher, che


>* >

corCri-

p del Nostro Signore Ges


sto,

mentre si riceve, e non prima n dopo; e che nell' ostie o particole consagrate, che si conservano, o che restano dopo la comunione , non rimane il vero corpo di Nostro Signore, sia anatema ". Can. 5. Se alcuno dir, che il frutto
l'uso,

coll'anima e

colla

divinit,

principale
la

della

ss.

eucaristia

per conseguenza

Ges

Cri-

remissione de'peccati,

che

sto tutto intero, non sia conte mito veramente, e realmente, e sostanzialmente nel sagra mento

della
vi sia
ss.

eucaristia;

ma

dir che
in

ella non produce altri effetti, sia anatema ". Can. 5. Se alcuno dir, che Ges Cristo, figliuolo unico di Dio, non

solamente

come
".

un
di

deve essere adorato

nel

sagra-

segno, oppur in figura e in vir>

mento
di

dell'eucaristia

con culto
esteriore; e

tu, sia

anatema

Concil.
i.

latria,

nemmeno

Trento,
Se
ti

sess.

i3, can.

alcuno dir, ehc


nel
ss.

la

so ;
ri-

che per conseguenza non bisogna nemmeno onorarlo con una


festa

stanza del pane e del

vino

solenne e

particolare,

n
apuso

mane

sagramento dell'eucaristia, insieme col corpo e sangue del Nostro Signore Gesu Cristo, e negher questa conversione ammirabile e singolare di tutta la sostanza del pane
la

portarlo con

pompa

e con

parato nelle

processioni,

seconl'

do

il

lodevole

costume e

universale della santa Chiesa, o

che non

nel corpo, e di tutta

sostan-

bisogna esporlo pubblicamente al popolo per essere adorato, e che quelli che lo atlorano sono idolatri, sia anate-

za del vino nel sangue di Gc su Cristo, non restando sola mente che la specie del pane e
m

ma

".

Can. 6.
dir,

Se alcuno
in

che

non

del vino,

la

qua! conversione

permesso conservare

l'eucaristia

chiamala dalla Chiesa cattolica coi nome proprissimo di transu stanziazione, sia anatema ".Can. 2.
Se alcuno negher , che nel venerabile sagramento dell' euca ristia, Ges Cristo tutto intero
eie, e sotto ogni parte di cia scuna specie dopo la separazio ne, sia anatema". Can. 3.

un vaso
dopo

sacro,
la

ma

che subi-

bito

consacrazione

sogna necessariamente distribuirnon la agli astanti, o che permesso di portarla con onore
e rispetto
agl'infermi,
7.
sia

ana-

sia

contenuto sotto ciascuna spe-

tema ". Can. Se alcuno

dir

che

Ges

Cristo presentato nell'eucaristia,

mangiato soltanto spiritualmen-

EUG

le,

EUC

149

te

sagrnmentalmene realmente, sia anatema".


e
cos

non

Can. 8.
Se aldino negher, che ogni e ciascuno de'fedeli cristiani del

che comand agli apostoli. Perch il pane possa essere validamente consagrato, bisogna che sia sensibile e presente al sacerdote d'una
presenza
sto
fsica e morale. Ges non avendo determinato
il

Crila

l'uno e dell'altro sesso, essendo


giunti
all'et della

discrezione,

quantit del pane, che

prete

pu
il

sieno

obbligati

comunicarsi

validamente

consagrare,
lui

tutto

ogni anno, almeno da

Pasqua,

secondo
sia

il

nostra santa

comandamento della madre la Chiesa,


".

anatema

Se alcuno

'

dir,

Can. 9. che

non

moralmente presente, pu essere da lui consagrato. Il pane azimo o senza lievito, ed il pane fermentato o con lievito, sono egualmente buopane che trovasi a
ni per la validit della

>

*s

'


>

permesso a un sacerdote celebeante di comunicarsi da s, sia anatema ". Can. io. Se alcuno dir, che la ola fede una preparazione bastevole per ricevere la ss. eucaristia, sia anatema ". Can. ti. E per impedire, che un tatito sacramento non sia ricevuto indegnamente, e in conseguenza a condannagione, il concilio ordina e dichiara, che quelli che si sentono la coscienza aggravata da qualche peccato mortale, per quanto si credano contriti, sono necessariamente obbligati, se possono avere un confessore, di far precedere la confessione sagrarnentale; e se alcuno avesse la temerit d'insegnare o di
.-

cousagradotti

zione; nulladimeno

il

pane azimo
I

sembra
sono

pi

conveniente.

divisi sull'uso del

pane azimo,

e del pane fermentato nella Chiesa greca e nella latina.


di
vi

Che il pane
valida,

grano

sia

materia

non
sta

questione.

La

questione

se

Nostro Signore consagrasse nel-

l'azimo o nel fermentato.


sa greca us
il

La

Chiela-

secondo,

e la

Bisogna mischiare un poco d'acqua col vino nella consagi azione; ma questo miscuglio d'acqua non altro se non un sul precetto ecclesiastico fondato
tina
il

primo.

fatto

da Ges

Cristo,

come

si

ha
sia

dalla tradizione de'padri.

-mol-

to probabile,
di fede,
il

quantunque non
si

che l'acqua

cangi,

come

sostenere il contrario in pubblica disputa, sia da quel punto


".

vino, nel

sangue di Ges Cristo;

ma
si

questa questione da lasciarteologi. dell'eucaristia,

scomunicato

Can.

12.

ai

La forma

II.

comu-

Materia, forma , propriet,


effetti,

nemente
le

dai

teologi

si

fa consiste-

necessit,

disposizioni

re (vale a dire la
della

forma essenzia-

per la

ss.

eucaristia.

consag razione) nelle sole parole evangeliche: Questo b il mio


corpo, questo
il

La materia
ristia,

necessaria dell'eucasi

mio sangue,

le

senza la quale non

pu

quali parole dai santi padri

sono

consacrare validamente, il pane di frumento, ed il vino di vite.

chiamate preghiera, invocazione e benedizione. Iu quanto alla propriet dell'eucaristia,


i

Era pane
vile,

di frumento, e vino di che Ges Cristo consagr, e

teologi spiese

gano

se devesi adorare,

consi-

i5o
ste

EUC
nell'uso,

EUC
dimodoch
mentre Benedetto XIII fu l'ultimo che l'us nei viaggi nel modo che si dir. Sulla
e colle

solamente
Cristo

mitre

non sia pi presente la comunione attuale; se necessaria, e come Io sia. Quindi


deve adorare l'eucaristia interiormente ed esteriormente, poich contiene Ges Criall'crmano che
si

Ges dopo

necessit
teologi,

dell' eucaristia, dicono che non di necessit di mezzo, perch il battesimo basta
:

solo per la salute dell'anima


gli

que-

sto tutto intero,


bile in

il

quale adora-

che creder e

sar

battezzalo
agli

e perch la Chiesa lo

qualunque luogo si trovi, ha sempre

sar salvo j
adulti per
il il

ma

necessaria

precetto divino, e per

adorato.

Ges
del

Cristo

nell'euca-

precetto della Chiesa, che


di

preal-

ristia fuori

tempo

della

comu-

scrive a'fedeli

comunicarsi
alla

nione attuale, e per conseguenza questo sagramento non consiste nel


solo uso,

meno una
fetti di

volta l'anno,

Paef-

squa, per adempirlo. Circa agli

ma

in
il

nente, perch

una cosa permadivin Salvatore ha

questo sagramento,
remissione

s.

Tomla

maso ne
cio
la

attribuisce tre principali,

detto le surriferite parole: Questo ec, prima che gli apostoli si co-

de' peccati,

grazia e la gloria.

Per

peccati

municassero. D'altronde la Chiesa

s'intendono

veniali,

ha

riservata

l'eucaristia in tutti
fosse

diatamente,
ti

ma

non immemezzo degli at-

tempi, perch
sigillo

mandata
lontani,

dai

Pontefici a' vescovi


il

come

fa pe' soccorsi

della reciproca
i

comunioparti-

ne, acci

fedeli la portassero nelle

che l'uomo che riceve da Dio Per la in virt del sagramento. grazia s'intende quella che aumenfervorosi di carit,

loro case per nutrirsene in


colare, per portarla
agli

ta e

conferma quella ricevuta dal


e
dalla

infermi,

battesimo

penitenza

la

per portarla in viaggio, per servire alla messa de' presantificati, che
celebrasi presso

quale di giusto rende ancora l'uomo pi giusto ; quella che nutre


spiritualmente
l'

in tutti i i greci giorni di digiuno, e presso i latini

anima

di
gli

coloro
unisce
li

che

si

comunicano, che

uua volta

l'anno,
si

nel

venerd
aral por-

strettamente a

Ges
gloria

Cristo, e

fa

santo,
ticolo

come

disse al

citato

vivere della sua vita; che produce

Comunione. In quanto
ss.

finalmente
diritti

la

la

vita

e-

tare in viaggio la

eucaristia, al

terna, in quanto

seguente articolo, Eucaristia portata avanti ai Papi nt viaggi (Fedi),


si
il

che somministra particolari per soccorsi

giungervi,

quantunque non

operi

dir che Stefano II detto III fu

mai

l'impeccabilit.

Le

disposizioni

primo Papa
si

che

valicando

le

Alpi

facesse precedere
rito

da

essa,

dell'eucaristia,

necessarie poi per ricevere l'effetto riguardano l'anima


il

che

questo

essendosi

anche
solenne

od

corpo, e di esse pur

si

par-

talvolta praticato nelle solenni ca-

l all'articolo

Comunione.

valcate

de' Pontefici

pel

possesso, cess ne'possessi

ne X, il che lo prese con essere vestito chi faceva parte della cavalcata, e che ne aveva 1' uso, cogli abiti sagri

dopo Leoquale fu l'ultimo Papa

III.

Ministro e soggetto dell'eucerimonie ed usi di ; questo sagramento, ed altre nocaristia

zioni relative.
Si

distingue

il

ministro

della

EU C
consacrazione, e

EUC
della dis-

,5r

quello

pensazione o distribuzione dell'eucaristia.


1

giorno di Pasqua niuno pu amministrare l' eucaristia ai popoli,


se

ministri della
i
i

consacra-

non
,

nella

chiesa

parrocchiale,

zione sono
questi sono
sto

soli
soli,
il

sacerdoti, perch
cui

Ges
parole

Cri-

ha dato

potere e l'ordine di
quelle

ancorch avessero soddisfatto al precetto o avessero intenzione di adempierlo in un altro giorno, co-

consacrare con
diresse loro a

che

me
di

si

dichiara

nella

costituzione

mezzo degli apostoli: Fate questo in memoria di me. ]n tal modo lo ha inteso la Chiesa in tutti i tempi, poich non ha permesso a niuno di consacrare, neppure agli uomini apostolici, ai
pi.

santi

solitari,

ai

martiri,

ai

monaci che non fossero ed essa ha condannato


rio
tutti

sacerdoti;
al

contra-

quelli

che senza questa


si

qualit, osavano tentare la consacrazione, siccome


concili,

ha

e santi

padri.

In

da molti quanto

Gregorio XIII, del i585. Il pane che doveva essere consagrato, veniva scelto in passato fra pani che i fedeli olili vano, e ch'essi portavano alla chiesa, allorquando vi si raccoglievano. Dipoi i chierici, o le vergini consagrate a Dio fecero le ostie cantando salmi. Era il sacerdote che presiedeva all'assemblea, che distribuiva alle persone presenti il sagramento dell'eucaristia. Nella chiesa di Gerusalemi

me

fedeli

s'appressavano alla sagra


di

al ministro della dispensazione del-

mensa

inchinati profondamente, ed

preti ed i vescovi ne sono i ministri ordinari, come consacrazione lo sono della sua per diritto divino. I diaconi erano
l'eucaristia,
i

in quella

Costantinopoli
ec.
il

vi
ec.

si

appressavano in piedi,
la

Nelle processioni, dice


eucaristia
si

Macri,
in

deve
e
stato

portare

in passato

ministri della dispen-

mano
le

dal sacerdote,

non sopra
dichiarato
de'riti

sazione dell'eucaristia:
distribuirla

potrebbero permesso del vescovo, o del parroco in caso che non potesse egli portarla, n
ancora
col
farla portare

spalle,

com'

dalla
a'2

sagra

congregazione
:

da un sacerdote ad un infermo. Anche sul modo di


dispensare
e

gennaio 1 618 tuttavolta, egli aggiunge, in alcune chiese di Francia si pratica la cerimonia di pornella

tare sulle spalle dei sacerdoti l'eucaristia,

ricevere

l'eucaristia,

solenne

processione

ne trattammo
tendonsi
le

all'articolo

Comunioin-

ne. Pei soggetti dell'eucaristia

diverse

persone

che

Corpus Domini, rito antichissimo di cui fa menzione il concilio di Praga III, al can. 5.
del

disse al detto articolo.

sono capaci di riceverla, come si Le cerimonie finalmente dell' eucaristia rila

Non

si

agl'infermi,

pu portare l'eucaristia i quali non possono

materia di questo sagramento, o la forma, od il ministro che lo distribuisce, od il soggetto che lo riceve, o la situazione del corpo colla quale devesi
ricevere,

guardano o

comunicarsi, soltanto per adorarla, giacch ci fu proibito da s. Pio

V.
il

L'eucaristia davasi subito

dopo

od

il

luogo della sua di-

Battesimo (Vedi), non solo agli adulti, ma ai bambini, siccome dicemmo a quell'articolo, ed il Piazza nel suo Fmerologo, p. 4 2 > dice altrettanto con altre erudizioni.

stribuzione.

Abbiamo

dal

Macri

che

nel

L'uso

di

conservare

nel

gioved

iJi

EUC
il

EUC
sagrifzio,

santo l'eucaristia dopo

vanzio, nel suo


so

Diario

<!<!t'iino-

e fuori dell'altare ove stato


lebrato, e di riporta dentro
lice,

ce-

roteazione di Alessandro
il

P/l,
p.

pres-

un

ca-

Gattico,

Ada
quale

cacrem.
dal

4i7>

qualche cappella, oratorio, o nella sagrestia, secondo il Maz


in
/incili

racconta che nella comunione della


si

messa, la

Pontelce
sga-

un

rito

assai antico.
il

Di

riceve al trono, Alessandro VII,


sullo

quello che chiamasi

Sepolcro, se

in vece di genullettere

ne parla nel voi. Vili, a pag. 289 e seg., ed a pag. 3o4 e seg. Qui aggiungeremo, che terminato nel
gioved santo
dall'altare la
il

bello

della
gli

sedia

della

cattedra
ss.

quando
ristia,

fu portata la

eucaalla

sagrifzio,

e tolta
secon-

ed ivi consumazione

rimanere
delle

sino

specie

sagra-

ss.

eucaristia,
si

mentali, volle in vece genuflettere,

do
le

l'uso

pi comune,

piegano
senza

comunicarsi, e comunicare anche

il

tovaglie, e l'altare

resta

ornamento; laonde il discoprimento degli altari, ed il trasferimento


dell'ostia

diacono e suddiacono latino, al ripiano dello stesso trono, per maggior riverenza ed umilt. Nel

174 2

consagrata in

altro

luo-

go,

un

facevasi

resto di quel rito che anticamente ogni giorno

Benedetto XIV, col disposto della costituzione Certiores effecli, data


a'
1

novembre presso

il

Bull.

Maga.

con minor
Il

pompa
nel
lett.

ecclesiastica.

Sarnelli

tomo VI

delle

Lettere eccl,

XXV, num.
ss.

io,

tom. XVI, pag. 1 1 7, tolse la controversia nata in Crema e propagata in Italia, dell'obbligo che si
pretendeva avessero i sacerdoti di amministrare nella loro messa privata l'eucaristia a'fedeli che la domandassero. Il dotto Pontefice, con molte sode ragioni, dimostr non
esservi quest' obbligo ne' sacerdoti,

parla dell'antico uso di


re in
il

conservaeucaristia,

un

calice

la

quale calice
;

tene vasi
e che in

pendente
delle nelle ca-

sopra l'altare
persecuzioni
se particolari

tempo

si

custodiva
in

una

scatola di le-

gno. Quindi narra


il

ch'era

vietato

parlare di questo sagramento ai

laonde esortava i vescovi a persuadere su questo punto i loro


diocesani,

gentili in

presenza de'catecumeni; che la ss. eucaristia non guasta il digiuno; e se si debba dare agli
ossessi.

massime

colle

testimo-

nianze dell'antica disciplina, in cui

dovendo
strare
i

i soli parrochi amminisagramenti, alla sola loro

Era
re
la
il

solito

Alessandro
in

VI
una

tenescato-

messa
fedeli.

si

dovessero
chiesa di

comunicare
il

ss.

Sagramento

Dipoi, uel ij55,


s.

vice-cuin
di

d'oro fatta a

modo

di palla, e

rato della

Nicol

portava seco familiarmente senza che altri se ne accorgesse; ed


lo
il

Carcere

di

Roma, a cagione

un

vicino incendio che minacciava

Cardella nel tom. IV, p. 162, Memorie de' Cardinali, racconta la


seco,

estesa

propagazione, vestito

de'sa-

gri paramenti, trasse la pisside dal

premura del Papa di averla un giorno in cui trovavasi


orti
li

ciborio colle ostie consagrate, e con


essa diede la benedizione al fuoco.

negli

del Cardinal Adriano

Castel-

Molti approvarono questa benedizione, altri la disapprovarono, per cui Benedetto

senza averla portata, per cui spedi a prenderla Giampietro Caraffa, poi Papa Paolo IV. Fulvio Se*-

XIV

resse al Cardinal

a' 17 luglio diVicario il breve

EUC
Cam
\l\,
lita

EUC
citato,
toni.

i53
esporre
il

ut recte,
p.

loco

Nondimeno
ss.

l'usanza di

167, ed espose colla


le

so-

Sagramento antichissima
,

in

erudizione

ragioni degli uni


la

alcune chiese
la

in

antichit

non

e degli altri;
la
tlel

ma

conclusione fu

sua disapprovazione nell'operato


vice-parroco,
.

cede molto alla istituzione della processione del Corpus Domini, la


quale,

vietando

siffatte

come

si

disse al suo luogo,


al

benedizioni
della
ss.

Copiosamente tratta eucaristia il p. Chardon,


toni.
il

non incominci della festa, ne


sieme,

tempo medesimo
ogni

hi

luogo

in-

Storia

deSagramenli
d.

I,

p.

ma

si

introdotta

nelle

2o5
chi,
p.

e seg.; Genebrardo,

Cardinal
il

Bona,

Claudio Vert,

Marna-

specialmente il il Bergier, e Le-Brun. Delle arciconfraternite, ed altri sodalizi istituiti in onore del ss. Sagramento, se ne parla
a'rispettivi
articoli, cos

degli

oristiss.

ed insenp. Chardon. Ma il suo traduttore ed annotatore, p. Bernardo da Venezia, di sentimento che il rito della esposizione del ss. Sagramento sia pi antico, almeno non come parchiese in diversi tempi,

sibilmente, siccome pensa

il

dini
tuite

e congregazioni

religiose
la

ticolare funzione,
renti,

in

vasi

traspa-

per

meglio

venerare

eucaristia.

IV.

Dell'esposizione del

ss.
.

Sa*

gramen to

dell' eucaristia

o racchiuso in opachi, cio in Oslensorii (Vedi), o in pissidi; ostensorii che per essere raggianti, e per la loro forma furono chiamati sole, e ve ne furono di vetriati.
Il

Quantunque
le,

sia

molto probabi-

Thiers

assegna

la

propagala

che

la

processione solenne del-

zione della pubblica esposizione della santissima eucaristia


t del

la

festa del

Corpus Domini abbia


al

dopo
cio la

me-

dato origine

pio

divoto

co-

XIV

secolo,

dimoNel
le-

stume

di

portarlo pubblicamente,

strazione scoperta
caristiche fuori

delle specie eusagrilzio.

e di esporlo nelle chiese; tuttavia

del

non
sione

facile

assegnare

con

preci-

concilio provinciale di Colonia del

questo seil tempo, in cui condo sagro uso fu ricevuto, e M. Thiers, che perci ha fatte tante ricerche, assicura che non si potrebbe dimostrare essere nate ambedue queste venerabili cerimo-

i4^2j presieduto dal Cardinal


gato di Nicol V,
si

trova
sia

il

pri-

mo

regolamento che

stato fatss.

to per la esposizione del

Sagra-

mento, dappoich prima di allora non si trova nessuna legge ecclesiastica

un tempo, ed inoltre dice molto verosimile, che quando le prime volte si fece la processione del Corpus Domini, non esposto, si portasse il Sagramento ma nella maniera in cui si usanie ad
essere

in

tal

concepito

cos.

proposito; egli Per rendere pi

onore al ss. Sagramento, ordi niamo che in avvenire non sia in qualunque maniera essere si
voglia esposto, n portato pro*>

va portarlo nelle altre processioni


avanti
tal

cessionalmente alla
certi

scoperta
,

in
in

festa,

cio in

una bara

ostensorii trasparenti

o cassa, racchiuso nel ciborio, dentro il calice, ce., ovvero coperto e


velalo, o chiuso dentro

quibusdam monstrantiis, se non


durante
la

festa
la

del

Corpo

del

una borsa.

Signore, e

sua ottava, e fuor

i54

EUC
seguila.

EUC
che moltissimi prelati dipoi hanno

quel tempo una volta all'an no solamente, in ogni citt o borgo, ovvero parrocchia; e queeli

no

sto con permissione espressa del l'ordinario, come a dir per la pace, o per qualche altra ur gente necessit, dovendosi anche > allora far questo con somma riverenza e con grandissima di vozione". Tal concilio, secondo alcuni autori, ha preteso con siffatte disposizioni, di sopprimere la
>

Nel rituale ambrogiano sodue sorta di quaranta ore alcune che si fanno per cagione pubblica ed importante, ed altre per altri motivi. In quel rituale si permette la esposizione deldistinte
:

l'

eucaristia in quelle,

ma non

in

queste.

Le prime
il

quarant'ore, dice

pi antiche Thiers, essere

quelle istituite dal

esposizione frequente del

ss.

Sagral'al-

mento, come anco


tra a

la

processione,

vale a dire di ridurre l'una e

p. Giuseppe di Milano cappuccino, in memoria del tempo che Ges stette nel sepolcro. Le seconde sono quelle che altre volte ogni mese si facevano in

due

esposizioni e a
il

due proe
della

Roma

cessioni solamente,
festa del

giorno della

deldall' Arciconfraternita l'Orazione, o della Morte (Fedi),


di

Corpus Domini,
i

ad imitazione del digiuno


ranta giorni osservato dal
tore

ottava; affinch rendendo pi rara

quaRedendagli
della

questa divozione,

fedeli

vi

assi-

nostro
e

nel

deserto,

stessero con pi rispetto e religione.

apostoli

primitivi

padri

Al presente
detto

il

ss.

Sagramento,

ancora Venerabile, ordinariamente si espone in giorni di pubbliche divozioni, ed in occasioni importanti, o per liberarsi dalle calamit, o per impetrare il divino soccorso negli affari di conseguenza, ed anco nelle gravi infermit. Le divozioni pubbliche sono il tempo del giubileo, le indulgenze plenarie, le pubbliche orazioni che si fanno per distornare le minacciate

che oravano senza intermissione. Queste furono confermate ed approvate a' 17 novembre i56o dal milanese Pio IV, colla bolla Divina disponente clementia, dalla quale rilevasi che i confrati supplicavano il Papa, che conceChiesa,
desse loro di portare in processio-

ne il ss. Sagramento nella penultima domenica di ogni mese, o in altro giorno al principio delle quarant'ore, ma che il Papa non rispose loro su questo articolo. Inoltre queste
istituite

o presenti
la

calamit,
delle

finalmente

orazione

Quaranta
lib.

Ore

quarant' ore non erano

(Vedi). Si pu vedere quanto dice

sopra questa ilThiers nel suo


e
vi
si

troveranno
sapersi,
si

infinite

IV, cose de^

gne da

e importanti.

Tra

le

vedr che i prelati ecclesiastici per la maggior parte usarono molto sobriamente della loro
altre vi

autorit in permettere l'esposizione


del
11

causa pubblica, ma per soddisfare alla pietosa inclinazione de' confratelli. Le terze sono quelle che si fanno tutto l'anno giorno e notte, senza interruzione, alternativamente nelle chiese di Roma, di Venezia, di Milano, e di altre citt. Clemente Vili le

per

Sagramento in
Cardinal
s.

simili

occasioni.

istitu

il

i5 novembre 1^92,
della

colet

Carlo Borromeo, in occasione delle quaranta ore, prescrisse

l'autorit

bolla

Graves
delle

diuturnae, a cagione
zioni di Francia, e

rivolu-

mia regola molto prudente,

per

implorare

EUC
la
tici

EUC
gli

i55

divina assistenza contro


e
i

ero-

la

festa

con tutta l'ottava del Cor-

Quindi confermate V nel 1606, stando esposto il ss. Sagramento durante tali orazioni. E ci sembra conforme alle mire che si ebbero
turchi.

furono da Paolo

pus Domini 3 come dichiararono Clemente XI, Benedetto XIII, e Clemente XII. Dice per altro il p. Cristiano Lupo, in dissert. de sacris

processionibus >
per da

cap.

12,
la

che
fre-

in

principio,

quando
motivi

s'

istitu

la

non

biasimarsi

esposizione,

poich

queste

furono
e
si

introdotte

per

pubblici

ingenti. In Francia per

fecero

molte volte l'esposizione del Sagramento. La quarta sorte di quarant'ore quella che si fa dalla domenica di quinquagesima sino al marted seguente inclusive. Queste furono istituite per contrapporle alle sfrenatezze ed eccessi che
si

quenza, come mezzo di distrarre il popolo dalle cose vane, di chiamare il concorso de' fedeli alle chiemedesise, e di muovere i fedeli

mi

fare atti di virt, e chiedere

a Dio

perdono delle loro colpe. Raynaud, Heteroclita p. spirilualia, tom. XV, pag. 83, non volendo decidere su questo punto,

Ma

il

commettono d'ordinario
carnovale.
S.

in

tali

giorni del

Carlo
divota
ai

fu
os-

zelantissimo per questa

per rimetterne la risoluzione a chi governa, ecco come si esprime: h Timendum est, ne majestas my sterii fidei tam crebra, ve! etiam
> *>

servanza

contrapposta

sollazzi

assidua
tur,

ejus

vulgalione

detera-

ed

alle

dissolutezze

di tal

Non fu per il primo Borromeo, che abbia introdotta questa divota usanza. Il p. Nicol Orlandini, della Compagnia di Ges,
narra che nel i556
sero
il
i

tempo. san Carlo

gesuiti

espo-

ss.

Sagramento a Macerata
del

per
timi

le

quarant'ore in quei tre ul-

nec adeo facile percellat contuentium mentes, quam si in frequentius, et quod fere conse quens est, majore cum appara tu, et accuratione proponeretur. * Viderent ii, ad quos attinet, quid > magis in hac re sit et Dei glo ria, et bono animarum; nam
**

giorni

carnovale

per

lo

meum

hic judicium interponere

stesso fine, e narra

che
vi

la

maggior
e

parte

de' cittadini

concorse,

consultum non foret ". Cos perplesso pure rimase il ven. Cardinal

che

si

seguit negli anni seguenti,

Tommasi, come
vita, al

si

legge nella sua

e che

finalmente

s'

introdusse

tal

cap. VII.

Dovendo

egli

costume
pagnia.

in tutte le case della

comche
la

rispondere intorno a

questo argopoi all'esposi-

mento
solo
il

all'arciprete di Palma, cos

Non
non
ci
si

Chardon
di

tratta

disse:

In quanto
ss.

pu

fare

frequente

esposizione del

ss. Sagramento, ma venne anche deciso dalla sagra


riti,

zione del domenica

Sagramento ogni cosa da pensarvi,


;

prima

di

risolverla

perch la

congregazione de'

4 marzo 1606, con queste parole: Eu charistia non est singulis diebus
ai

frequente esposizione non sempre > viene a gloria di Dio, e a fiut>

exponenda super altare, sed in quibusdam tantum solemnitati bus", cio nell'orazione delle
quarant'ore, secondo
il

to de' popoli ". Dubbioso per non rimase su questo medesimo punto monsignor Albergati, nunzio

apostolico nella citt di Liegi, co-

Tal, e nel-

me

si

apprende

dalla

sua

vita,

i56
giaci
>y

EUC
he francamente disse: Multo
presente
il

EUC
diverta e speciale esige l'esposizio-

melius est, ut non ita frequente* iponatur, et Urne cimi debita

ne di Gesti Cristo.

Imperciocch,
Dio, cessar desi

sommo
il

ivvcrentia, qtuini ut frequenlius, et siue debito obsequio, et reve reatine signifcatione id Hat
w
:

ve l'onore che al servo


e presente

tributa,

sole tutti gli astri del


il

ut

firmamento perdono
dore.

loro

splenvie-

cura nostra animi commolione limilo in locis ex poni vidimus


,

per questa ragione ci

et iuvenimus
pero
clic

".

Comunque
,

siasi

di

siffatte
si

opinioni

certo

non

pu
ss.

fare pubblica espo-

sizione
eoli'

del

Sagramento,

cio

ne proibito dagli atti della di Milano, e molti vescovi costume abrogarono, come medesimo Bauldry, e come no Lambertini, noti/le. 3o ,
il

chiesa

un

tal
il

nota

opinan. 4 23, ed
>

ostensorio, di privata

autorit

Thiers,
ancora.
riti

lib.

IV,

cap.

del rettore o superiore di


sa;

una

chie-

altri

ma
di

si

esige

l'espressa
si

licenza dai sino-

ne dei

poi

La sagra congregazioprescrisse Eucha-

KM ordinario, come
di

ha

quasi tutte le diocesi. Osseril

ristia non est singulis diebus exponeuda super altare " ec. , come
di sopra.
i

va inoltre
i

citato

Chardon, che
si

dicemmo

Ora dunque
,

nostri

maggiori

erano
ss.

gelosi

del mistero della

eucaristia, che

couchiudouo permette di
si

liturgici

se

non

si

esporre

Ges

Cristo

non vollero mai


m.ilgrado
cui
lede,
ai le

mutare condotta
calunnie,
i

nelle solennit de' santi,

onde non

atroci

con
della

diminuisca per nulla quel culto

g'

infamavano
di

nemici

tentando

renderli

odiosi

popoli per celare con diligenza (pasto adorabile mistero. Aggiun-

ge ancora
aulente

che

avrebbouo potuto
questo
mistero,

che ad Esso dovuto; come sostenere si potr, che seguendo un tal abuso, fornir sia lecito con pi lumi l'altare de' santi, in paragone a quello, su cui alla pubblica adorazione sta esposto
il

dissipar lecaluuuie spiegandosi chiat

vero Dio? Qui


di

sopra
quali

noteremo che
ti

l'uso

esporre

le

celebrandolo in presenza di quelli,


presso
a'

reliquie dei santi,

massime

dei san-

venivano

accusati;

ma
tosto

noi fecero mai, e vollero piut-

sopportar con
le

pazienza

per

martiri, e di benedire ancora con esse i fedeli antichissimo. V. il Trombelli, de calta sancto-

tre secoli

persecuzioni

suscitate

rum,
Vili.

toni.

II,

p.

I,

diss.

VII

loro contra dall'odio

de' prevenuti
il

avversari, che

non

violare

segre-

Avverte

il

Macri
la
ss.

Nat. de

vo-

to de'loro misteri.

cab. eccles., che mentre sta esposta


santo, di cui ce-

L'altare di
lebrasi la

un

sopra l'altare

eucaristia, oc-

festivit,

non pu

essere

maggiormente adornato di quello dove sta esposta la ss. eucaristia. 11 Bauldry dice, che non da approvarsi la consuetudine, da pochi
anni iuvalsa, di esporre
il

correndo celebrare, il sacerdote non solo scender fuori dell'altare per lavarsi le mani, ma anco volter la faccia al popolo, secondo il Caerem. episcop.
Sarnelli,
I.

II,

e.

33.

Pompeo
to-

ss.

Sa-

Lettere ecclesiastiche,
lett.

cramento gono
le

nelle

maggiori
de' santi,

solennit

mo
che
il

Vili, tratta nella


il

XXVI,

dei santi, poich altra solennit esifestivit

celebrante,

il

qaale incensa

ed altra

ss.

Sagramento

esposto, deve g-

EUC
nuflettefe sopra
dell'altare.

EUC
dorico Rinaldi
dinale Baronio.

1T7
Car-

sebbene

la

il primo gradino Noteremo inoltre, che ss. eucaristia non si

da quelli del
(ss.)

EUCARISTIA
1

che precedi:

possa esporre ove sono le sagre im-

magini

alla

pubblica

venerazione

Papi nei viaggi. All'articolo Croce Pontificia (Fedi) si detto che


viene essa presa dal
tefice

nella celebre cappella

Borghesiana
s.

sommo Poncomparicon

della patriarcale basilica di


ria

Maeu-

tutte le volte che

Maggiore
si

di

Roma,

la

ss.

sce in pubblico, vestilo


zetta

mozpara-

caristia

espone anebe in forma di quarant'ore, colla venerabile im-

ed

istola

co' sagri

magine della beata


perci, che

Vergine
il

sco-

perta per ispecial privilegio.


principe d.

Ed

Cos quando suole intraprendere lungo viaggio si fa precedere dalla ss. eucaristia, con ecmenti.
clesiastica

avendo fatto Marcantonio

defunto
gli

pompa, avendo

ci fallo

Borghese
co-

una macchina, che


slasse quattordici

dicesi

mila scudi, e che


cui tutti proil

per ultimo nel decorso secolo Benedetto XIII. Solevano altres i romani Pontefici portarla anche in
brevi viaggi,
ni

cuopriva

l'

immagine

come

nei loro solenin

fessano particolar divozione,


pitolo della basilica imped

cala

possessi,

ed eziandio

qualche

che
si

macchina per
nesse in
sulla
ss.

1'

esposizione

po-

pubblica cavalcata. Prima per di parlare dell' origine di questa pia

opera.

Per

altre nozioni

usanza
parte
s

della

pompa

sagra

colla

eucaristia

pu

vedersi

il

quale eseguivasi, e
de' Pontefici

della

maggior
ne' viaggi

Thiers,
s.

Traile

Sacrament
Dell'antico

de Vesposition du de V Aulel 3 Paris


di ritenersi

che
si

brevi che lunghi, ne' possessi ed

1668.

in

alcuna cavalcata
ss.

fecero pre-

costume

cedere dalla
torit del p.

eucaristia, colf au-

da' fedeli

1'

eucaristia

nelle private

Chardon,
I,

Storia dei

case, e di trasmetterla agli astanti,

Sagr amenti , tom.

p.

108 e

seg.,

Francesco Antonio Vitale, stampato in Roma nel 1779. Da Francesco Antonio Mondelli si ha una dissertazione
il

abbiamo

trattato

di

per cercare l'origine di

tal rito, di-

remo brevemente
l'

de' vari

usi delcristia-

eucaristia

fra

primitivi

sopra
caristia

il

rito

di

conservare
e nelle

l'

eu-

nelle case

chiese

praticato dagli antichi

fedeli, nella

che se la mandavano reciprocamente in segno di comunione, del serbarsene una porzione dal sagrifzio precedente pel
ni, de' vescovi

Decade di
che,
to p.

dissertazioni ecclesiasti-

seguente giorno,

e dell'averla in

Roma

1786. Il summentovaChardon, nel tomo I, pag.


al capitolo io, della se-

Roma mandata
quando portavasi
giacche da
articolo.
I

il

Papa a

tutte le

chiese titolari; parlando ancora del


ne' viaggi dal

3oi, parla

Pa-

verit con cui punivansi nella Chiesa, e tra gli orientali si puniscono ancor al presente, le irriverenze com-

pa perch servisse
tali
riti

di salvaguardia,

vuoisi derivato

quello di cui argomento

questo

messe contro
l'

il ss.

sagramento delnei

eucaristia.
si

Copiosissime erudiziosull'eucaristia,
la

vescovi dei primitivi secoli del-

ui

leggono
indici

preziosi

ragionati degli
p.

nali ecclesiastici, tratti dal

AnO-

avevano il costume di mandarsi scambievolmente 1' eucaChiesa


ristia

in segno di unione, e la

man-

, ,

;s

EUG
ai
ai

EUC
non
solo,

davano
eziandio

pi

vicini

ma

bate
quetto

dal

sagrifzio

precedente
indicare
la
si

pi lontani
variet

dalla loro
eli

clfetto,

per

sensi-

residenza,

come
la

alle chiese

Asia,

non ostante

delle disci-

bilmente essere sempre ma vittima quella che


sui nostri
in
tutti
i

medesiofferiva

pline che seguivano; usanza

pero

altari,

la

quale

durer

che proib nei primordi del quarto secolo il concilio Laodiceno, poi-

secoli.

Un
Chiesa,
il

altro uso molto antico e che


si

ch

la

spedizione della

ss.

Eucasenza

lungamente
era

conservalo

nella

ristia

non

si

poteva

fare

quello di

portar seco

grandi inconvenienti, specialmente


in

tempo

delle persecuzioni.

Quin-

ghi,

corpo del Signore ne' viaggi lunperch occorrendo qualche pemorte, avessero pronto
il

di all'uso

dell'eucaristia

fu sosti-

ricolo di
viatico, e
tutti
i

tuito quello di

mandare pani ori

perch difendesse contra

dinari

benedetti,
la reciproca

quali espri-

pericoli di

corpo e d'anima,

messero
stiani.

unione de'crisi

a' quali

Questi pani

chiamavano

casioni.

uno si espone in tali ocS. Ambrogio ne diede un


assai

Eulogie (Fedi). Dalle antiche glose sopra le decretali , citate dal p.


Mabillon,si apprende che
doti, a' quali
il
i

esempio
di

noto,

nella
il

persona

Satiro suo fratello,

quale tro-

sacer-

vandosi in pericolo di naufragio, e

vescovo
di

mandava
consacalice al-

temendo non tanto


to morire senza
il

la

quella

particella

ostia

battesimo,

morte, quanche

grata, la lora

mettevano nel

quando nella messa dicevano: Pax Domini sii semper vobiscum, al qual tempo anche al presente s' intinge una particella dell' ostia
nel calice.

non aveva ancora ricevuto, domand ai fedeli, ch'erano con lui


nella nave,
il

divin sagramento,
la

non
si

per

pascere

sua curio-

sita

ma
fece

per ottenere soc-

Se

il

un simbolo
vescovi

della

predetto uso fosse comunicazione dei


e
,

corsi dalla sua fede.

sei

Ottenutolo

legare

al

collo in

una

co" sacerdoti,
coi
cristiani

di

questi

quelli

uso mentovato nel


era

un altro primo Ordine


p.

fascia , in orario ( o fazzoletto ossia Unicum abslergendae faciei

deslinatum
>

),

si

gitt

cos

al

romano, pubblicato dal


simbolo
ed
in
dell'

Mabillon,
sagrasagrifzio.

mare,

non

cercando

neppure

unit
del

del

melo
Ecco

insieme

che consisteva questo uso. il vescovo o il celebrante sortiva dalla sagrestia per andare all'altare, onde cominciare la messa, era preceduto dal corpo di Ge-

qualche tavola dello sconnesso naviglio per aiutarsi, perch met teva tutta la sua confidenza nel

Quando

armi della fede ". Il PonteGregorio I, nel lib. Ili dei suoi Dialoghi riporta un consimile fatto; e s. Birino vescovo di Dor
le
fice
s.

s Cristo, che due accoliti portavano in una cassetta dinanzi a lui. Procedeva cos fino all'altare, dove arrivato adorava questo divin sagra mento, adorabat scinda } e poi

chester,
la

mandato da Onorio
,

nel-

Bretagna per predicarvi ricev da questo Papa l'evangelo consagrava il corporale, sopra cui
gran
1'

eucaristia, e nel quale

la invol-

cominciava
tal

la confessione.

Le

spe-

cie consagrate,

che

modo

all'altare,

si portavano in erano state ser-

geva per portarla sempre al collo sospesa. Questo costume era molto esteso nelle chiese di Bretagna

EUG
donde poi
trodusse
s.

EUC
in
altri

%
vita di

si

sparse

paesi
l'in-

della cristianit.

Nell'Alemagna

rancamente s. Lorenzo

si

narra nella

di

Dublino,
il

che
ss.

Bonifacio, ordinando nel


i

tro sacerdoti portando

quatSagra-

quarto de' suoi statuti, che


naci
gio senza
l'eucaristia, e

monon andassero mai per viagche


i

mento furono
sini,
i

spogliati dagli assas-

quali

provarono

gli

effetti

sa-

della divina vendetta, per aver pro-

cerdoti portassero

mai sempre seco


l'

fanato

santi misteri.
i

loro in
lio

campagna
e

eucaristia, l'ola

JXon solo
vi
,

sacerdoti e

vesco-

degl'infermi,

cresima. In
i

ma

laici

ancora credettero
tal

Francia
di
s.

lo introdussero

discepoli

dover prevalersi di
ne' loro
viaggi
s.
,

patrocinio
fecero
re di

Colombano. Essi costumavano di serbare in un vaso, chiamato crismale una parte dell' ostia alla quale davano il nome di sagri/iziOy e portarla con loro nei viaggi ; costume che s. Colombano
, ,

come pur

Roberto, e
cia:

Luigi

IX

Fran-

avutane licenza questo seconnella

do

spedizione della crociata

dal vescovo Tusculano legato della

santa Sede.
lora in poi

Sembra
il

per, che d'al-

aveva preso dal monistero di Benchor in Irlanda, dove era stato educato, e dove si usava. Adalberto di Praga avendo offerto il divin sagrifizio, fece raccoglierne gli avanzi dopo essersi comunicato, e dopo aver comunicato neofiti ed involtili in un candidissimo pannolii ;

privilegio di portare,
in

o far portare
stia,

viaggio

1'

eucari-

non

fosse pi accordato

ai

vescovi, n a' sovrani, ne a' grandi

personaggi, e perci soltanto sia


riservato
al

stato

Papa.
nel
1

In

fatti

quando Nicol V,

449? assol-

no
gi,

li

custodi per
quali

valersene

come
le

v dalle censure l'antipapa Felice V, che avea rinunziato il pseudopontificato,

di viatico, cio per portarli ne' viagai

bench
alcune
dalla

in

premio
il

gli

l'obbligavano
.

sue
san-

concedesse
cie,

insegne

pontififarsi

missioni
to

tra* gentili

Questo
,

espressamente eccettu
ss.

apostolo
e

dell'Ungheria,
della

della
fu

precedere

eucaristia.

Polonia
colo, lo

Prussia

ove

decimo seche fa vedere che in quel tempo si serbava comunemente la eucaristia per tale uso. Il Rocca, come meglio si dir prova che prima e dopo di allora i Papi avevano questo religioso costume, ed alcuni ne' loro viaggi portavano anche l'eucaristia pendente dal collo sopra il petto. Questo uso non
martirizzato, viveva nel
,

tempo l'antipapa Benedetto XIII, come quello che trattavasi come legittimo Pontefice, pratic simile usanza nel viaggio da per lui intrapreso nella Spagna
prima
di
tal
,

mentre temeva il furor del popolo, come racconta Paolo Emilio, nel lib. X de rebus gestis Francorum. Quinesigere

maggior

rispetto

di

Paolo
i

II, nel

1466, represse
di

l'orgoglio degli arcivescovi

Be-

era solo proprio dei Pontefici, per-

nevento,
vilegi
cesi,
ss.
si

quali, oltre

ad

altri pri-

ch

s.

Tommaso

di

Cantorbery
port secorpo del Si-

usurpatisi nella loro arcid io-

nel ritirarsi in Fiandra,

facevano portare davanti la


nel

gretamente addosso il gnore, per ricevere nuova fortezza nel combattimento che doveva sostenere con Enrico li. Contempo-

eucaristia.

parlammo
del

Di tali privilegi ne volume V, pag. 1 \l\,


Il

Dizionario.

Marini
II,

ne' suoi

Archiatri,

tom.

pag.

161,

ci

iGo
avverto che
lo

EUC
la bolla fu spedita nel-

F.UC
dia gestatoria

vada
il

per

assistere

(Blende

ili

giugno a Nicol alaBenevento, e non da


scrisse
1'

ndoli

l'iccolomini sancse, allora ar-

o per celebrare qualche chiesa.


v;i

divn sagri feio in

Dal qual uso

non
rite-

civescovo di
Sisto IV,

disgiunto anche l'aliro di


il

come

Ughelli.
si

nere

Papa

il

usava pi comunemente. L' Arcudio dice cliiaramentc, che i monaci greci, quando intraprendono un lungo viaggio, portano seco loro il ss sagramento dell'eucaristia. E Gabriel Sionita afferma che i maroNc'pacsi orientali
ci
niti,

sua

cappella

domestica

sagramento nella di che


,

parlammo

nel

volume IX,

pag.

i5a e 1 53, del Dizionario, ove pur si disse come Paolo IV ordin che nelle lampade di dette
cappelle, in

venerazione

al

ss.

Sa-

quando vanno alla guerra, o quando vogliono fare qualche viaggio lungo e pericoloso, hanno attenzione di recarsela seco sotto la
sola specie del pane, per poter

gramento, dovessero cera bianca, e che maggiori del palazzo vi anticamente nel

ardere lumi di
nelle cappelle

apostolico era-

ciborio

il

ss.

Sagramento tanto
in ostia grande.

in particola che

co*

Nel volume X, a
i

inimicare in alcune fastidiose congiunture, nelle quali fosse la


vita in pericolo.
Il

pag.

i5,

notammo che
il

Pontefici

loro

Cancellieri,

De

Secretariis

Chris tianorum, p. 1 1 4>

IX, de Eucharislia ante Pontificeni e secretano praelata, ha di-

Sagramento, non solo nell'ingresso ma anche nel regresso, e talvolta solamente nel regresso. V. il p. Gattico, Acla selecta: ss. Eucharistia ad Lalcramini

adoravano

ss.

mostrato,

colla

testimonianza
la

del

soleniniter equilantem, p.

367; eun1

primo Ordine Romano,


re avanti
il

remo-

tem
in

ad Ecclesiam
copiano

s.

Crucis, p. 1

tissima antichit dell'uso di porta-

servata, p.

44

^ar

'

Papa, in luogo della croce, dalla sagrestia V eucaristia, ch'egli adorava mentre gli veniva mostrata da due accoliti, che poi
la collocavano sopra l'altare, in cui

dinalis in parascevc

ad

altare

il-

lam
Il

deferebat, p. 34-

Bonanni, nella Gerarchia ecsagri-

clesiastica, coli' autorit del


sta pontificio

doveva celebrare. Ivi ancora fa osservare con altri passi degli Ordini X, XI, e XIV, che si eseguiva questo rito specialmente nel venerd santo, in cui l'ultimo Cardinal prete portava dentro una cassa il corpo del Signore innanzi al Papa , il quale andava a piedi scalzi dal Laterano alla basilica di s. Croce in Gerusalemme. Quindi rileva, mantenersi un vestigio di
questo uso nella consuetudine, che

Angelo Rocca, a pag. 382, ci d il capo LXXXX1IJ, del sagramento della santa eucaristia portata avanti al Papa, ed

indagando
rito,

le

ragioni sopra questo

stima essere proceduto dall'u-

so di portarsi dai Pontefici l'eucaristia

pendente dal collo sopra


e

il

petto, e nel
zioni,

tempo delle persecuquando intraprendevano


da qualdi

viaggi, siccome era portata

sivoglia persona costituita in dignit


ecclesiastica, anzi dai
laici

ogni

in vigore anche a'nostri tempi, di adorare il ss. Sagramento pubblicamente esposto in un altare,

condizione, a'quali era prima lecito portarla seco alle loro case priva-

prima che

il

Papa portato

in

se-

Costume che in progresso tempo fu abolito, quando resa


te.

di
la

EUC
pnce alla Chiesa, rest pi tardi in uso soltanto presso Romani Poni

EUC
1377, afferm
grestia

i6r

pubblicamente da Gregorio XI nel


Pietro Amelio saapostolico,
di-

tefici,

massime

in

occasione di fa-

del

palazzo

re lunghi

viaggi, portandosi avanti

ad essi lontano per molte miglia, con divota pompa. In quale anno
si
si

cendo che dovendo il Papa andadal pasi trasfer re in Anagni


,

lazzo

vaticano
ed

alla
ivi,

basilica

co-

cominciasse ci a praticare non pu con certezza stabilire, legla

stantiniana,

dicendo messa
sacratissimas in

reservata eucharistia^ repositaque

gendosene
in

pi aulica
detto

memoria
parlanil

Anastasio Bibliotecario,
di

do
le

Stefano

li

III,

non potendo ottennere


re de'Longobardi,
far pi stragi

da
che

quaAces-

primo mane junii Corpus Christi omnibus viam pa


tefecit

per suas custodia

manus

"
.

Da

questo

veridico

stolfo

sasse di

nella

proai

vincia

romana,

part

da

Roma

i4 ottobre del 753 per domandare in Francia soccorso al re Pipino, il quale gli and incontro a Ponthieu colla famiglia reale, e fece da scudiere al pontifcio cavaljo. Ecco per come scrive l'Anastasio:
Venientem Romam Aistulpho n longobardorum rege, ut eam de vastaret, Pipini regis auxilium

poslulavit, et

Rocca giustamente argoment, che se nel breve viaggio da Roma ad Anagni, quaranta miglia distante, volle Greracconto,
il

dotto

gorio

XI che
essersi
i

lo precedesse
si

il

ss.

Sa-

gra mento, molto pi

deve creante-

dere

praticalo

dagli

cessori,

quali fecero lunghi viaggi,


si

bench non

trovi

ci

riferito.

Che
da

l'eucaristia fosse stata

portata

altri

Pontefici

ne'viaggi,
il

penil

dente

al

collo sopra

petto,

p.

sus discessi t, hac sancta Ecclesia quosdam sa cerdotes, proceres etiam et caete ros clericorum ordines, nec non ex mililiae oplimatibus, Christo praevio captum prosequutus est iter "
Nelle quali parole Christo praevio,
si

Galliam verassumens secum ex

Roma

Chardon riporta gli esempi di Stefano IV detto V, dell'8j6, quando portossi in Francia, di s. Gregorio VII, del 1073. di Urbano li,
1088, degli immediati succesPasquale II e Gelasio II, non che di Alessandro 111, del 1 1 59. Pi antico di Gregorio XI anche
del
sori
altri
ss.

sebbene possa intenderl'immagine del crocefisso, la quasuole

stimano

il

rito

di

portarsi la

eucaristia dai Papi

nei

viaggi,

le

precedere
il

il

Pontefice,

fondati

eziandio

sopra

un passo

nulladimeno
733,

>'

Vittorelli nelle
II,

Adpag.

della vita di

dizioni al Ciacconio, tom.


scrisse:

1378
tefice,

era succeduto a detto

Urbano VI, che nel PonGregorio XI, appresfa


I,

Anastasium allusis-

nel quale l'autore della sevita di

se ad
stiae

priscum euchariante Pontificem iter haben-

morem

conda
so
il

Bai uzio,

Vitis

Po parum

tem. " Altra notizia pi antica il Rocca non rinvenne, persuadendosi che anco precedentemente fos-

Avenion. tom.

che Urbano
cavallo

VI

pag. 4^4? cnce > usc di Roma a


stolto

come uno

senza

la

Papi portata ne'viaggi, ma avanti al petto con privata divose dai

croce avanti, e senza il corpo di Cristo, le quali parole come uno


stolto,

zione.

Essere portata la
VOL.
XXII.

ss.

eucaristia

tal

non avrebbe egli dette, se costume non fosse pi antico


1

iG2
(ii

EUG
Quando
poi

EUC
Urrenze ed a Bologna, pel congresso con Francesco I re di Francia; anzi avvicinandosi a Bologna, gli
'

Gregorio XI.

VI, nel i38b\ ritorn in per iscortu lo precedeva nell'aria l'immagine di s. Pietro,

bano

Roma,

abitanti avendogli
tro

simile a

quella

che

allora

stava

nel portico vaticano, la qual visio-

ne essendo tenuta occulta dai suoi familiari, dopo la sua morte fu pubblicata in un sermone dal vescovo di Todi, confessore del me-

mandato inconun magnifico baldacchino, ed altro meno ricco pel ss. Sagramento, il Papa saggiamente destin il
pi ricco alla
ss.

eucaristia, e

per

riguardo a se rinunzi l'altro. Clemente VII fece lo stesso quando,


nel

desimo Urbano VJ.

1529,

si

avvi

Fu
II,

quindi questa pratica


ne' viaggi

lode-

onde

coronarvi

per Bologna Carlo V, come

volissima usata

da

Pio

scrive Biagio

da

Cesena

come
ove

si si

legge ne'suoi

Commenivi

delle cerimonie pontificie;

maestro ed alfece
ri-

tari,

trova

che

portandosi
stala

trettanto pratic

quando
per

i458 a Mantova per bilire una crociata contro


nel

torno in Bologna,

abboccarsi

cre-

scente potenza de'turchi, nel gran

congresso che

vi

avea

convocato,

era egli preceduto da una piccola

con Carlo V, che avea fatto ritorno in Italia. Paolo III nel i538 andando a Nizza di Provenza per conferire con Carlo V e con Francesco
I

arca d'oro, portata da un cavallo bianco, e circondata da lumi, e nella

onde

pacificarli,
i

stabilisi

re la lega contro

turchi,

fece

quale era vi la ss. eucaristia, sericum desuper umbraciilum. Nel

i494 Alessandro VI us il medesimo rito nel viaggio che fece sino a Vicovaro presso Tivoli, per parlare ad Alfonso II re di Napoleggendosi nel tomo li dei Diali, ri del Burcardo: Coram Sum mo Ponlifce sanctissimum Sa cramenlum super achineam de latum fini ". Della speciale divozione di Alessandro

Sagramento, come aveva pur fatto nel 1 535 quando recossi a Perugia per liberarla dai sediziosi. In seguito, avendo risoluto Gregorio XIII di visitare la sua patria Bologna, ordin che si preparasse quanto era necessario
precedere dal
ss.

per
re
si

la

pompa
ss.

sagra del

trasporto

della

eucaristia, e fece ricama-

una preziosa coperta da imporsopra


il

tabernacolo, in cui doil

VI
una

alla

ss.

veva essere
giata
colle

ss.

eucaristia, e del portarla

che semscatola

sue

Sagramento, frearmi gentilizie ;


nella sagrestia

pre

facea

seco

in
al

coperta

che

rest

d' oro,

dicemmo

precedente ar-

pontifcia,
tal

non

essendosi effettuato

ticolo Eucaristia

Fedi

),

III.

viaggio.

Paride de Grassis, maestro di cerimonie, afferm di Giulio li,


Cos
il

Nei detti viaggi non sempre fu


portata la
ss.

eucaristia nel

medevolte,

quale avendo ricuperato alla santa Sede diverse citt usurpate da Cesare Borgia, per riavere Peru-

simo
tato
il

modo, poich alcune


le

essendo
sopra

strade disastrose, fu por-

gia e

Bologna nel

i5o6

vi si

porss.

il

tabernacolo ov'era racchiusa, dorso di muli, come si

t in persona, preceduto dalla


eucaristia.

Leone

parimenti

l'u-

s nel viaggio fatto nel

i5i5 a Fi

portano le lettighe; altre volte, e per lo pi, da un cavallo, coli' accompagnamento che si dir, e co-

EUC
me
s

EUC
servavasi la

63
figura
vivissi-

vede nelle
il

due figure che

manna,
della

riporta

citato p. Boriarmi a pag.

ma
due
fcia

del sagramento dell'altare. Dei


chierici

385, tolte dall'opera di monsignor Rocca. Prima di narrare il cerimoniale usato da Clemente Vili, e da Benedetto XIII, che furono gli ultimi Papi che si facevano precedere ne'viaggi dalla ss. eucaristia,
ni,

cappella

ponti-

aggiungeremo col medesimo Bonanche il motivo per cui gli antiil

che accompagnavano il ss. Sagramento, portando lumi, e suonando il campanello ec, se ne tratta al volume XI, pag. io,3 del Dizionario. All'articolo Famiglia Pontificia (Vedi), nel riprodurre alcuni antichi ruoli di essa,
si

vedr
palaIl

chi cristiani conservavano in casa,

che prima eranvi tra


pontifcii
il

famigliari

o portavano ne'viaggi
ne
nel
stati

ss.

Sagra-

cappellano,
ss.

meli to per viatico, era di cibarsein pericolo di morire, ed


i

frenieri del
cellieri,

Sagramento.
ci

Can-

Pon-

nelle sue Disseriazioni epi-

tefici

ci praticavano per riceverlo

stolari, pag.

3 1 6,

dice che vo-

viaggio,

dove in questo fossero sorpresi da mortale infermit.


altro obbiettare, che se

leva

una Dissertazione intorno al canonico don Ruffino


pubblicare
novarese, palafre-

Si

pu per

Fisregno nobile

a tal fine

portavasi
i

il

ss.

Sagra-

niere della chinea destinata


tare la ss. Eucaristia

a porsolenne
e
Cle-

Papi viaggiavano, per qual cagione venivano da esso preceduti per un'intera giornata, e non si portava piuttosto vicino o in compagnia dei medesimi? Rispose a questa obbiezione il Rocca, a p. i5 del suo trattato, dicendo ci farsi per evitare gli incomodi soliti a patirsi da chi
viaggia per istrade fangose o
sose, affinch portandosi
il

mento quando

nel
3

possesso , e ne viaggi de
tefici

sommi Pon-

Giulio

II,

Leone

mente
inedito

VII, con un'appendice


di

di

settantasei documenti, e col diario

Gio.

Paolo

Mucanzio,
queRocca

sopra
sto,

il

viaggio di Clemente Vili

a Ferrara.

Fu

in occasione di

che monsignor Angelo

sas-

agostiniano, sagrista di tal Pontefice, e

gramento
miglia,
si

avanti

il

SaPapa alcune
ss.

caristia

che accompagn la ss. Euche Io precedeva, pubblic


siffatto

potesse facilmente evitarli,


il

sopra
dito
:

e mantenere

decoro

la

ve-

De

rito il trattato erusacrosanto Christi Corpore

nerazione dovuta

Signore

che
il

se

al sagramentato accadeva doversi

Romanis
ti

Pontificibus iter conficicn-

bus pra eferendo Commentarius, Ro1

fermare
si

Pontefice in alcun luo-

mae

5o,g.

Questo commentario fu
a

go, subito a

mezzo d'un
monsignor

corriere

riprodotto

avvisava

sagrista, cu-

stode della

ss.

eucaristia, acciocch

pag. 35 del tom. I, Opera omnia, Roma 17 19. Dovendo trasferirsi Clemente Vili

non proseguisse il viaggio sino a nuovo avviso. In quanto alla pompa ed accompagnamento del ss. Sagramento, ci non fu senza mistero,

Ferrara nel
di

i5g8, per prender


ricaduto

possesso

quel ducato,

quella colla quale

dappoich ne fu tolta l'idea da popolo ebreo il

precedeva ed accompagnava l'Area da Dio ordinata, in cui con-

dominio della santa Sede per morte di Alfonso II, celebr messa privatamente, e consagrate due ostie, ne colloc una nella custodia, che doveva essere portata
nel pieno

nel viaggio,

dando poi

la

chiave

164

EUC
come
fu
sagrista.
tal

EUC
de pendens,
seu
flocculi*
laciniis,

a monsignor Rocca

et lcmniseis
sericeis,

La
lato

detta

custodia

da

pre-

*>
>

tum
,

tuoi
in

descritta

con
circiter

queste
est

parole.

aureis

distincta

et

ornala,

Capsula

lignea

longitudine
lati-

*>

eujus

vertice

ad

quatuor

an-

h palmorum
ti
>,

quatuor,

tudine duorum, altitudine


rubri
coloris

autem
intu

unius palmi, et amplius, holose-

gulos lotidem stellulae ex aere * inaurato super glandes ilern au reas, et auratas, ac satis quidem

rico
*>

panno

grande* collocatae magnani


ciunt venustatem.

ert-

forisque

conglutinato

cooperta;

Hunc
cosi

in

mo-

ejus operculum habet foris in medio basini quandam ex aere aurato, intra quam statuitili

dum,
Tale

etc.

macchina
le

preparala

fu portata sopra

spalle di otto

Crucis

aerae

pes

auratae

cum

canonici della basilica vaticana. Pre-

sacra Cbristi imagi ne unius palmi,

cedevano molti
con torcie
ciascun

ascritti
ss.
i

aH'arcicou-

et eo amplius, eidem cruci ere ctae super illam basim affixa.

fraternita delta del

Sagrainenlo,
religiosi

accese, e

di
i

Haec

interea capsula habet intus

ordine.

Dopo
di
la

venivano
s.

in

fundi

medio sericeum rubri


,

musici della cappella

Pietro,
il

coloris sacculum desuper con tra

quindi seguiva
ro, e

croce con

cle-

bendimi et funiculis sericeis coustringendum, in quo vasculum


*

dopo il clero era portata la macchina suddescritta sotto un


,

sive bosliaria, vel, utajunt, custo-

grande
ce,

baldacchino
segreti

sostenuto

da

m dia cum sacratissima hostia a sacrista de septimo in septimo diem, ut jam diximus, mutanti

otto camerieri

del Pontefi-

e veniva

scudieri, e

svizzeri

accompagnata dagli del medesimo.

da

reconditur, et

custoditur.

Extat etiam super capsulam opertorium ex tela aurea, seu potius ex serico, et auro conte>* xta, in quatuor partes divisum, atque hinc inde pendens, partim >* vero extremitatis laciniis, item
h sericeis

et

Seguiva poi il con torcia accesa


lui
i

sommo
in

Pontefice
e
i

mano,

dopo
nobili

Cardinali,

prelati e

aureis

distinctae, et

ornatae sunt, nec non Ecclesiae


sanctae
cietatis
s uni

mi

Poutifices, et so-

Corporis Christi insigni-

bus decoratae. Ad quatuor ca psulae angulos, quatuor virgae ferrae, et auratae palmorum cir citer quatuor columnarum in w star ad tres, et amplius palmos sapr capsulae operculo emi nentes aptatae cernuntur; super quarum summitatibus umbel la, quam vulgo baldacchinurn appellant, ex serica item, et auh ro contexta sustentatur, bine in-

romani, portando parimenti le torGiunse tal processione al luogo ov'era un cavallo bianco riccamente coperto con sella e gualdrappa lunga sino a terra di colore rosso, con campanello di argento dorato pendente dal collo, sopra del quale fu imposta la macchina, e bene stabilita nella sella
cie accese.

a detto

effetto disposta, e

fabbri-

cata con viti e ferri in

modo che

potesse muovere, ne si da essa. Mont poi il sagrista sopra una mula bianca, vestito di mantelletta e mozzetta

pi

non

cadere

con un bastone bianco in mano, e con cordone di seta nera ornato in segno della cura a lui commessa,
e
s'incarnino

verso la porta detta

EUG
Angelica,

EUC
le

i65

ov'erano pronte

perIl

mi, o altre divote orazioni. In qua-

sone

destinate

per

il

viaggio.

lunque luogo, ove terminava nella


sera
il

Pontefice
si

intanto
finch

genuflesso,
la

non
vista

viaggio

era

il

ss.

Sagra-

alz

non perde
nel

del

Santissimo portato dal cavallo,


si

mento incontrato da uomini armati in distanza d'un miglio, e dopo


dal
clero

e poi
treno.

ritir

palazzo

vati-

secolare

regolare del
si

cano. Segue l'ordine del viaggio, e

luogo, alla porta del quale

tro-

vava
tutti

il

magistrato
chiesa,

con trombe, e
la
ss.

Precedevano i carriaggi e muportando i sagri arredi coperti con panni rossi, ornati coi pontificii stemmi ; seguiva con una tromba una squadra di uomini a
lattieri

accompagnavano

euca-

cavallo,

dopo

quali

otto

cavalli

cantando inni, ed ivi la notte si custodiva con l'assistenza di ecclesiastici, e con lumi accesi. Concorrevano da tutti i vicini luoghi alle pubbliche strade i
ristia alla

con selle vuote, ornate di preziose gualdrappe di colore rosso, e due di essi portavano scalini per uso del operare sagrista, quando doveva nel tabernacolo. Dopo succedevano
a cavallo
prelati,
i

popoli per adorare


stia,

la

ss.

eucari-

magistrati facevano a gail

ra coi nobili per riceverla sotto

baldacchino.
t

Con

simile

pompa
pu

si

giunse a Ferrara, e da questa


si

cit-

servitori

e famiglie dei

torn a
il

Roma.

Si

leg-

due cursori portando in mano una verga rossa, e venti cantori della cappella pontifcia, due scudieri, e due mazzieri con mazze di argento in mano. Seguiva un maestro di cerimonie con due
,

gere

minuto dettaglio

di siffatto

viaggio
al fine.
Il

nel Rocca, a pag.

55

sino

p. Gattico,

Ada

Caerem. pars

secunda, p. 204, dice che nelle chie-

chierici
vestiti

della

cappella

pontificia

con veste paonazza, portan-

do a cavallo due lanterne in cima ad un'asta, sostenuta da una staffa


a

ove si esponeva il ss. Sagramento che portavasi nel viaggio, dopo datasi col medesimo al popolo la benedizione, dalla parte del vangese
lo

dal superiore della chiesa

si

detto fine
le

adattata

nel

fianco,

blicava

l'indulgenza

concessa

pubda

dentro

quali erano facelle di ce-

Clemente Vili, con questa formom La Santit di N. S. Cleraen te Papa Vili, d e concede a m tutti quelli che hanno incontrala.

ra accese.

Dopo
il

essi
il

seguiva
ss.

il

ca-

vallo che portava


to,

tenuto per
laterali

Sagramenfreno da due pagli svizzeri

lafrenieri del Pontefice, e nelle parti

camminavano
il

armati.

Dopo

cava
la

il

sagrista,

Sagramento cavalche teneva un ba-

to, ovvero accompagnato il ss. Sagramento, ed a quelli che nel partire T accompagneranno , ed a tutti quelli che si trovano

stone bianco in

mano

in segno del-

sua giurisdizione, e poi seguivaprelati

no molti
merieri,

referendari,

ca-

presenti sette anni, ed altret tante quarantene di vera indul genza in forma della Chiesa.
>

ed

i
;

cappellani

pontificii,

Pregate dunque Dio per


s.

il

feli-

cogli scudieri fatto


il

e con tal ordine fu

ce stato di

Chiesa,

<$

della San-

viaggio

precedendo

d'

il Pontefice , pre dicendosi dalla comitiva

giornata avanti

una semsal-

tit Sua ". Avverte per il medesimo padre Gattico che tale era T indulgenza che dal Papa si con-

, ,

166

EUC

EUC
che non fu pi ripreso viaggiando ne' suoi dominii. Nel 1729 Benedetto XIII torn a visitare la sua

cedeva quando il ss. Sagramento posava pr omnibus terris, oppidh, et locis. Pro civitatibus ve.si

et totidem ro concessil annos quadragenas. L'ultimo Pontefice che us nei viaggi farsi precedere dalla ss. eucaristia, fu Benedetto XIII, e sebbene Pio VI si conducesse a Vienna, e Pio VII a Parigi, non l'usarono, come non l'us il regnante Pontefice Gregorio XVI ne' suoi viaggi (V. Viaggi de* sommi Pontefici). Benedetto XIII, volendo visitare il suo antico arcivescovato di Benevento, che continuava a governare, part da Roma a' 24 marzo 1727, e giunto a Terracina

amata
passato

arcidiocesi
il

Beneventana
di

Garigliano, fu ossequiato
del
vice-re

per parte

Napoli,

offerendogli per servirlo ed accom-

pagnarlo cento militari granatieri

Papa li ringrazi dicendo che quando il sommo Pontefice viagil

ma

gia

senza

la

ss.

eucaristia,

dispensarsi

da

tanti

onori.

deve Fin qui

abbiamo detto
terra,

de' viaggi fatti per laonde necessario fare un cenno di quelli fatti per mare.

Pio
1

II,

4^4 di
i

partire da

avendo destinato nel Ancona alla testa


spedizione

d'

una possente
il

nella chiesa di

s.

Salvatore

posta

contro

turchi, volle

fuori della citt, celebr la messa,

eziandio

navale che per mare precedesse ed accompaeucaristia,

ed

ivi

si

fece

precedere

dalla

ss.

gnasse la

ss.

leggendosi

eucaristia,

perch solo fuori dello

perci ne' suoi Commentari, a pag.

stato pontificio volle usare di

sto rito, e perci se

Benevento.

quene serv sino Entro una cassetta

34 1:

Stabimus in

alta

puppe,

aut in aliquo montis supercilio, * habebimusque ante oculos diid est D. ab eo salutem et vi ctoriam puguantibus nostris mi litibus implorabimus ". Clemente VII, a'9 settembre i533, parti da Roma alla volta di Pisa , ove

portata da un cappellano segreto, fu collocata la s. Ostia consagrata dal Papa, descrivendosene il modo,

h vinam

eucharistiam

N.

J.

C.,

alquanto
nel

diverso

dai
pag.

precedenti

108 del Dizionario. Precedeva altres a Benedetto XIII la croce pontificia, con due cavalleggier, ed alcune persone per vanguardia, vestite con abiti da viaggio. Giunto il Papa a
Cervi nara, diocesi di Benevento,
ai

volume Vili,

montato la prima
na,
si

sulle galere francesi, neldi esse, ch'era la capita-

fece

precedere

dal

ss.

Sa-

gramento, portandosi
,

Marsiglia

marzo

lasci fuori di essa e


il

per trattare col re di per mare Francia Francesco 1 la conversione


di

nella chiesa de' religiosi Serviti,


ss.

Enrico

VIII

re
il

d'Inghilterra

Sagramento. Dipoi

a'

12

magCeri-

dallo scisma, e fare

matrimonio

gio ripart per

Roma, ed a

di sua nipote Caterina de' Medici,

gnano

si fece nuovamente precedere dalla ss. eucaristia, e si avvi per Monte Cassino; indi a' 21 maggio pass ad Aquino, e giunto al convento degli agostiniani scalzi,

duca d'Orleans, poi Enrico portare anche per mare la ss. eucaristia, sono a concon
II.
il

Dell' uso di

sultarsi l'eruditissime note del Car-

dinal Stefano Borgia,


di

air orazione
ne' viaggi

un

miglio distante
riporre
il

ivi fece

da Frosinone, ss. Sagramento,

Pio

II,

de bello Turcis inferen-

do, pag. 49-

Non

solo

EUC
per terra e per
si

EUC
i

167
e
degli
atti

mare

Pontefici
ss.

silica

lateranense,

di

fecero precedere dalla

euca-

ossequio

che

volevagli

tributare

ristia,

ma eziandio per citt, massime ne' solenni possessi. Prima ne


dire-

l'imperatore.

accenneremo alcuni esempi, e

Nel i522 Adriano mentre era assente da Roma. Giunto alla basilica ostiense,

VI

fu eletto

mo
l'

per

quali

circostanze
,

Papi

entr in citt a'


vallo,
si

usarono

nelle citt

poi diremo

dell'uso che

ne facevano prendendo possesso alla basilica lateranense. Oltre quanto dicemmo all' arti(

29 agosto a capreceduto dal ss. Sagramento avvi al Vaticano ove venne cocome narra
,

ronato,
del
fece

il

Rinaldi,
l'

men,

tre l'Ortis

che
di

scrisse

itinerario

colo Cavalcala
la

Vedi), cio di quel-

viaggio

Adriano VI
della
ss.

non
qual

fatta

per Bologna nel


,

i53o da

menzione
Biagio

eucaristia.

Clemente Vii
occasione

da Carlo

in

Ma

Martinelli

che,

che

questi
le

ricevette

da

maestro
bus
f>

di cerimonie, diresse la ca-

quel Pontefice
li,

insegne imperia-

valcata, ecco

quanto

scrisse.

Quiconfu-

qui aggiungiamo quanto ne scris-

fnitis,

omnes ad equitan-

Paolo Giovio nel lib. XXVII. Nec multum inde succedebat eu charistia sub aurea umbella lose

dum
sione,

iverunt
et

cum multa
,

"

malo, sine baldacchini


et

pr

ss.

Sacramento

Papa

".

* culo cbrystallino inclusa, et sella

Ma
il

questo rito molto pi fu in


so-

generosi et tainen parali equi w super imposila. Lanterna ingens d ante, et circum dena fanalia fe rebantur ". Agostino Patrizio
,

uso nelle cavalcate, come prescrive

Cerimoniale al XIX, pei lenni possessi che ogni nuovo

Pa-

nel descrivere
fatta

la

solenne cavalcata

per

Roma da
la

Paolo

li

nel

pa prende della basilica lateranense, prima partendo dalla basilica vaticana, e poi dal palazzo che abita,

1468, per
'zi:

venuta

dell'imperaal

come

rilevasi

dalle
,

relazioni

dei

tore Federico III, racconta

n.

medesimi

possessi

pubblicale dal

Incedebat subdiaconus

cruve-

Cancellieri, de' quali

faremo menil

cem

praeferens

.... Crucem

zione di alcuni.

Sembra che
in

pri-

m ro sequebaulur primo clerici pon tificalis cappellae^ quorum alter


;>

mo

ad

usarlo

questa solenne

funzione,

}-

s> >

lanternam cum lumine praeferebanl in lionorem ss. Eucharisliae 3 alter vero loculum pontifcalis mitrae .... Post hos ducebatur

fosse Nicol V, allorch cavalcando, e portando la Rosa d'oro (Fedi) in mano, essendo la

domenica Laetare

a'

19

marzo

i447j prese solenne


sto,

possesso, fa-

equus albus s aerati ssimum Clivi sti Corpus vehens in capsula or-

cendosi precedere dal Corpo di Cri-

n natissima reconditum, quem prae* cedebat sacrista Pontificis, ba culum teretem manu ferens, et supra sacram hostiam sericeum umbraculum ferebatur; circum-

circondato da molti lumi. Ai 12 settembre i4^4 prese possesso

Innocenzo VIII, leggendosi nell'ordine della descrizione quanto segue: Subdiaconum cum cruce, sive ceroferariis , et thuribulo,
secum habens alios

multa accensa ". Quii-ini, Vindiciac PauliJI, capo IV, narra della messa celebrata in

circa vero fanalia


Il

subdiaconos collegas suos. Duodecim familia res Papae vestibus rosaceis in* duti, qui duodecim

tal

circostanza dal

Papa

nella ba-

magna

intor-

168

EUC
scritto:

EUC
Ilostiarj

ticia alba accensa ante Corpus Chrisli ferebant pedestres. Unus familiaris sacristae equester, si recte menimi, super pellicio in dutus, qui super bacalo inaum rato lan ternani ferebat cum can> dela accensa pr Corpore Chriv sti. Cantores cappellae nostrae w super pelliciis indunt, secretarli,
p et advocati pluvialibus,
acoliti

con un baculetto

in

coperto di velluto chermusi, in segno di looflzio.

mano

per

uno,

ro

Et

drieto
,

loro tre
li

subdiaconi

quali quel di mezzo, portava sopra de


,

apostolici

un gran bastone argenteo et deaurato la santissima croce. Seguiva poi una bianchissima chi
nea; et quella sopra del dorso > suo aveva un tabernaculetto, a-

mixtum cum suis Papae, omnes

in albis. Clerici camerae, audito res Rotae, etc. ". Giulio II prese
il

possesso colla solita solenne

ca-

valcata a*

5 dicembre

i5o3

ove
:

T argomento nostro si legge quatuor servi tores di versi modo vestitos, et major
per
Praelati

domato di broccato d'oro, nel m quale dentro si posava la sacra a eucharistia, onde sopra era un bellissimo baldacchino , et cir cumcirca forse venticinque para
# frenieri, con torcie di purissima cera bianca accesa in mano, et dietro il sacrista con un baculo ligneo in mano per custodia di

pars sine baculo, excepto sacri sta, qui habebat sex servitores
*>

juxta se in vestibus

rosaceis, et

Cristo".
cessato
il

Finalmente,

essendosi

ambo clerici cappellae equita runt in cocta ante Sacramentum, et Finus a dextris cum lanter*> na, et Federicus a sinistris, ejus vicarius .... Papa descendi t de equo quem et baldaccbinum receperunt romani portantes pa cifice, et quiete, quia fuit cum eis ita conventum, ut retineret, et Papa esset eis aliquid dona, ,

dopo Leone

di

prendere
,

possesso cogli

abiti

sagri

colle

mitre, coli' incontro de' turiboli delle

chiese, dinanzi le quali

passava
il

la

cavalcata, termin anche


farsi

rito

di

precedere
ss.

Papi

in questa

funzione dalla

eucaristia,

mai
Ca-

pi fu quindi ripreso,

come

osseril

vano
pag.

il

Rocca a pag. 46, ed

talani nel tom. I del Cerimoniale,

turus pr baldacchino Sacramen ti ..." e parlandosi della di.

126.

stribuzione del presbiterio,

si

dice

Nel codice della biblioteca Zaluski di Varsavia si rappresenta il


viaggio del

che a Baldassare, famigliare del sacrista Pontifcio, fu dato un ducato. Leone X, agli 1 1 aprile i5i3, si rec al Laterano per prendere
il

Papa Giovanni XXIII

a Costanza, e si vedono tre cavalli bardati , sopra uno de' quali il


ciborio del
ss.

Sagramento
il

fra

due

possesso, leggendosi nella descri:

candellieri con candele accese. Alla


sinistra

XII parafrenarii con XII zione luminaribus pedites. Duo fami liares sacristae equites

cavalca

crocifero, vestito

di

tonaca

azzurra

cum

lan-

e mozzetla bianca,
perto.

ma

con cappuccio a capo sco-

ternis.

Equus cum

Sacramento.

Alla destra altro cavallo con


II,

Baldacchinum

super Sacra men-

sacchi e valigie sul dorso. Antolo-

tum per cives romanos Vili vi cissim. Sacrista cum baculo in

gia Rom. s tom.


tra
l'

p.
si

267. In

al-

tavola,

in cui

rappresenta

manu

",

In altra

relazione poi

ingresso degli elettori in conclave

EUC
8 novembre 1^17, turba di laici con ceri un cavallo bardato col
agli
si

vede una
accesi,
ss.

ed Sacra-

mento sopra di pure a cavallo.

esso,
Ivi,

il

crocifero

tom. II, pag. 275. Su questo argomento, oltre i citati autori, sono a consultarsi
:

EUC 169 chiamarono Eucarpii, e ne fanno menzione Tolomeo e Strabone. Dall' Oriens Clirist., tom. 1, p. 845, si apprende che cinque vescovi vi ebbero sede, cio Eugenio,
abitanti
si

Auxamano,
stantino.

Ciriaco, Dionisio, e CoAl presente Eucarpia, Eu-

il

Sarnelli, nel

Lume
ove

a* principiantratta

carpien

un

titolo

vescovile

in

ti,

a pag.

io,

come

al

partibus della gran Frigia,


tibus,

sotto-

Papa che
eucaristia;

fa

viaggio preceda
11, tom. II,
p.

la ss.

posto a Sinna, arcivescovato in par-

Cristiano Lupo, de Pro-

che

suol

conferire

la

sede

cessionibus cap.
re, p.

34o

il

OpeGattico, Acta seper


le

apostolica.

lecta caerimonialia, sia

ca-

valcate in qualunque luogo, che per quelle che facevansi al Lutera-

no,

si

pu leggere
le

l'indice per rin-

analoghe nozioni. Altre se ne leggono nelle relazioni stampate per l'andata di Clemente Vili a Ferrara, accompagnato da venvenire
tisei

EUCHAITA seu Euchetae. Sede episcopale della provincia di Ellesponto, nella diocesi ed esarcato di Ponto, dipendente dalla metropoli di Amasia, eretta nel nono secolo. Le notizie greche ne fecero
un arcivescovato, e quelle di Leone una metropoli, ma onoraria. Fu pur chiamata Teodoropoli dall'imperatore Giovanni
riportata

Cardinali; per cui abbiamo: Annibale Banordini, Narrazione delentrata pontificale fatta

Zimisce, a cagione d'una gran vittoria che avea


il

l'

da

Cle-

giorno della festa di


i

s.

mente

III

in

Ferrara ec,

Roma

Teodoro Tyron contro

russi

a-

1598; Breve ragguaglio del ss. Sagramento a Ferrara, con li ricevimenti, onori, ed archi fatti dalle comunit, ed altri signori, Roma 1598; Annibale Mareggia, Relazione delle accoglienze fatte dal duca di Urbino a Clemente Vili, ivi ; Odoardo Magliani, Ordini tenuti nell'andata del ss. Sagramento,

vendo, com'egli diceva, veduto quel


santo combattere pei romani o greci,

e rompere

battaglioni de' ne-

mici.
ficare

Ed

perci che vi fece edi-

una magnifica chiesa sotto T invocazione di tal santo martire,


Il p.

nel luogo istesso ove riposavano le

sue ceneri.
riens
ci

Christ.,
le

tom.

Papa Clemente da per Ferrara, ivi ; Domenico Amici, // bellissimo ordine, che si e tenuto nel partire il ss. Sagrar mento da Bologna il d 3o novembre 1598, ivi; Entrata di Clemene di

FUI

Le Quien, nell'OI, p. 544 e se g >


:

notizie de' sedici suoi ve-

Roma

scovi,

flatto,

Epifanio, TeoEufemiano , Teodoro Santabareno, Eufemiano li, Simeone,

che furono

Filoteo, Michele, Nicola, Giovanni,


Basilio, Costantino,
gli

ed Alessio, de-

te
ivi.

FUI

nella

citt

di

Bologna,

altri

tre se ne ignora

EUCHANIA.
la

EUCARPIA. Sede vescovile della prima provincia della Frigia Salutare,


nell'esarcato e diocesi d'Asia, sotto
la

provincia di

il nome. Sede vescovile delEuropa, nella dio-

metropoli di Sinna, e

la cui ere1

metropoli Alcuni la confondono con Euchaita, e sembra secondo alcesi

di Tracia, sotto la

di Eraclea.

zione risale al quarto secolo.

suoi

tri

che divenisse metropoli. Dall' O-

7o

1UC
I,
i

tue
p.
1

riens Chrst. y tom.

44>

s'

ha

la

guerra.

11

governatore

di

Liegi

che

vi

ebbero sede
1,

vescovi

Gre

^orio, Giovanili

Nicola,

e Gio-

per edificalo dalla piet del santo vescovo lo tratt con tulli riguari

vanni

II.
(s.).
i

di,

lo

elesse

suo elemosiniere,
ritirarsi

EUCHERIO
tria Orleans,

Ebbe

per pa-

gli

permise di
s.

nel

mo-

ed

suoi genitori ap-

pena nato il consecrarono al Signore. Vi corrispose egli mirabilmente facendo rapidi progressi col
crescere dell'et nelle scienze divine, e nelle cristiane
virt.
s.

Tradone, ove ai 20 febbraio dell'anno 743 santamente


nistero di
spir.
Il

martirologio
tal

romano
sua

as-

segna in

giorno

la

festivit.

MediPaolo,

tava sovente l'epistole di


e quella fra
chezze.
trina
le

altre, in cui l'apo-

stolo consiglia a disprezzare le ric-

Vescovodi Lioprima ricchissimo senatore. Spos una fanciulla chiamala Galla, da cui ebbe due figliuoli, Salone e Verano, quali
ne, era stato
i

KDCHERIO (s.).

Ammaestrato da tale dotabbandon il mortelo, e si ri1

furono
padre,

vescovi vivente

ancora

il

Jumieges in Normandia, circa l'anno 7 4. Passali dolcemente sette anni in quella solitudine, il clero ed il popolo di
tir nell'abbazia di

dopo essere slati da medesimo educati nella vera


t e virt.

lui

pie-

Cess di

vivere

verso

11

l'anno 4^4> ignorasi in quale et. primo degli scritti suoi che ci

Orleans, rimasti

senza

vescovo,

rivolsero a Carlo Martello

ad og-

gia di lettera indirizzalo

getto di ottenere Eucherio per lo-

rimangono, un Tratlato a foga santo Ilario } e contiene un grande elogio del deserto, e della utilit della
solitudine.

ro prelato. Intesa
cherio, fece

tal

nuova da Eupi pot


per
incarico

quanto

Poi una Lettera a Vai

esimersi da

un

grave

leriano suo parente,

cui ragiona-

ma
ze,

per nulla valsero le sue istane dovette cedere per spirito di

menti pieni di vigore e forza dan-

no chiara idea
dell'

della vanit

e ca-

ubbidienza. Nell'anno 721 fu egli consegrato, e posta ogni sua fidanza nel
si

ducit delle cose terrene, e quindi

inganno

di

chi

le

apprezza

sommo

Pastore Ges Cristo,


il

diede con tutto


il

zelo a regge-

un Trattato delle formole, il quale altro non che una spiegazione


d'alcuni passi della

re

gregge

affidatogli.

Colla preil

Scrittura

dicazione ammaestrava
poveri, colle sue visite

suo poinfer-

uso del suo


libri

figlio

Verano;
i

ad due
sono
essi

polo, con le limosine sovveniva ai


agli

delle Istituzioni,

quali

d'una maggiore
detto trattato,

utilit

dell'anziin

mi
ni.

inspirava loro la rassegnazione,

spiegandosi

e confortavali colle sue

ammonizio-

un gran numero
s.

di difficolt della

Ebbe le sue contraddizioni , e Carlo Martello si cred autorizzato di allontanare


il

Scrittura; finalmente la

Storia

di

Maurizio e degli

altri

martiri

sauto

vescovo
esiliarlo

della legione tbana.

Eucherio dalla sua sede, ed

EUCOLOGIO
bro
di

in Colonia, indi nel castello di

Ha-

preghiere,

spengaw, per essere stato con evanlibert rimproverato di valersi dei beni della Chiesa senza
gelica

dai greci,

(Euchologium).U* cos chiamato e contenente le preghieil

re, le benedizioni,

rituale e le ce-

rimonie

di
i

cui

si

servono nell'amli-

scrupolo, per riparare le spese del-

minislrare

sagrameati, e nella

EUC
lurgia,

EUD
care nel
grafia

7*
celebre tipo-

come

nella collazione degli

1754

dalla

ordini sagri. L'Eucologio pei greci

della

congregazione di Procol titolo

propriamente

il

Rituale

il

pagandante,
ec.

Euchologium
propose

Pontificale, contenente tutte le fun-

Benedetto
i

XIV

il

a
del

zioni sacerdotali

ed episcopali.
errori, sudditi di

Lo
i

tutti

vescovi ed

ecclesiastici

stamparono
1

greci
di
,

scismatici nel

rito greco,
se,

63

pieno
cattolici

laonde

per uso con una lettera

delle

loro chieil

loro diretta

greci

Filippo

primo
Bull.

marzo 1756,
il

Ex

quo
p.

ec.

JV

ne avvisarono quale ricorse ad Urbano Vili, che perci deput una congregazione particolare
re
di

Spagna,
,

Magn. tom. XIX,

192,
lo

questo

principe

il

nella quale
di

Pontefice die saggio

quella sagra erudizione

che

rese immortale.

di teologi, a cui
ti,

ascrisse

pi dotdel-

EUDE

(di)

Giovanni, Cardinale.

fra 'quali

il

p.

Gio.

Morino
ed
il

Giovanni di Eude, soprannominato

l'oratorio di Francia,

celebre

gesuita
la

Dionisio

Petavio, che

per
re-

provetta

sua et

non pot
vi

carsi

Roma:
Luca
Alcuni

poscia

furono

Caramagna, della famiglia de'viscondi Caramagna, pronipote di Giovanni XXII, nacque in Chaors nell'Aquitania. Fu dapprima canoniti

aggregati
Allazio.

Olstenio, e
vi

Leone

co
nel

della

metropolitana
apostolico
,

di

Tours,
quindi

trovarono errori e cose che loro sembravano rendere nulli i sagramenli; altri dimostrarono che i riti contenuti Dello Eucologio erano pi antichi dello
scisma di Fozio, e che non si potevano condannare, senza compren-

protonotario

i35o a' 18 dicembre, da Clemente VI creato diacono Cardinale

di

s.

Giorgio in
lo

Velabro. Cle-

mente VI

promosse anco a conparentela consua famiglia Roger,


Gugliel-

templazione della
tratta tra la

dere nelle
orientale.

censure l'antica

Chiesa

e quella di

Caramagna, pel matri-

Ottanladue congressi ebbero luogo fino all' anno 6^5, senza che i membri della conciegazione compissero il loro lavoro, che per fu continuato lentamente sotto Innocenzo X, ed altri Pontefici, sino a Benedetto XIV. Ma questi,

monio

del proprio nipote

mo

Eleonora della casa di Caramagna. Innocenzo VI lo amava molto, e ne facea di lui altissima
con
considerazione.
in Avignone i36i, ed ivi ebbe eziandio onorevole sepolcro. EUDISTI. Congregazione di prepel contagio, l'anno
ti

Mor

avendo rinnovata
nei

tale congre-

gazione, di cui avea fatto parte, e


volle averne
successivi
di
l'

secolari

destinati

a
le

dirigere
missioni,
,

lavori,

seminari, ed a fare
stituita

iil

ebbe

la

gloria

portare a fine
egredi quel-

dal p.

Giovanni Eude

l'opera.

Quindi

Eucologio,
Parigi nel

giamente corretto, coll'aiuto


lo

quale era fratello di Mzeray istoriografo di Francia. Il padre Eu-

pubblicato in

1647,

de

era

stato prete

della

congre-

greco-latino, con note ed eccellenti


giunte, dal dotto

gazione dell'oratorio, e usc da essa per


la

como Goar,
altri

domenicano GiaEuchologum Ve Rituale graecorum, e di molti


intitolato

stabil

formare a Caen

la
li

sua. Dapprima 25 marzo i643,


si

e di l la congregazione
in

estese

mss.

che

si

conservavano in
lo

molte

provincie della Francia,


in

diverse biblioteche,

fece pubbli

principalmente

Normandia

7a
,

EUD
a Lisieux
,

EUF
L' Oriens Christ.
,

ad Evrctix, a Coutanccs, ce. Questo istituto ha per iscopo di formare alla Chiesa dei zelanti preti, e dei buoni ecclesiastici

Roano

tom.

I,

pag. 102

r,

assegna

cinque

vescovi

questa

citt, cio

Timoteo, Sabiniano, Innocenzo, Costantino, e Calisto.

nei

seminari

allorch
essi

EUDOCIA.
sottoposta alla

Sede episcopale

di

vescovi ne
rezione,

affidano
il

ad

la

di-

Licia, nell'esarcato e diocesi d'Asia,

prendendo

nome

di

Con-

metropoli di Mira,
dice
eretta

gregazione di Ges e Maria, detta degli Eudisti.


Il

che

Comman ville
secolo.
di

nel
citt

fondatore fece
di di,

nono
vanla
dall'

Anche
preso

questa

una

particolare

professione

aver

vozione alla santissima Vergine


dispose che
i

imperatrice
II.

il suo nome Eudossia , moglie

suoi religiosi vestisseecclesiastici secolari,

di

Teodosio

Abbiamo
I,

dall'

O-

ro

come
il

gli

riens Chrislianus, tom.

p.

908,
Ti-

che

generale risiedesse nella casa


Gli eudisti
si

di Parigi.

applicano

che vi ebbero sede i vescovi moteo, Zenodoto, e Fotino.

con frutto
vani
stico,

alla educazione de' gio-

EUDOSSIA.
la

Citt vescovile del,

chierici

nello spirito ecclesiaquelli

seconda Cappadocia
di

nella dio-

nel

ricevere
ritiri

che vospiri-

cesi

Ponto
di

sotto la
altri la

metropoli
nel

gliono
tuali

fare

ed

esercizi

di

Pessinunte:

pongono

per avanzarsi nella perfezione,

Ponto
I,

Galazia, o nella seconda

o per emendarsi dai loro disordivita ni dopo aver condotta una mondana, e in fare delle missioni massime nelle campagne. Professano gli eudisti di essere sottomessi agli ordinari de' luoghi ove sono stabiliti, e meritarono per il loro zelo e benemerenze gli elogi e le benedizioni de' vescovi. In Vincennes, negli Stati Uniti di America, gli eudisli hanno un collegio. Siccome il p. Eude fu chiamato anche Odone, cosi gli eudisli furono appellati da alcuni Odonisti. Il padre Eude pur fondatore dell'ordine
religioso
di

Galazia.

Ne\Y Oriens Christ.,

tom.

pag. 4)5j sono registrati suoi vescovi Aquila, e Menna.

EUDOSSIOPOLl
lis ).

Eudoxiopo.
di

Sede
diocesi

vescovile

Pisidia
la

nella

d'Asia, sotto
,

mele

tropoli di

Antiochia

secondo

notizie

di Jerocle.

Teodoro ne fu
il

vescovo, vedendosi
toscritto

suo

nome

sot-

nella

lettera

de' vescovi

della sua

provincia

all'imperatore

Leone.

EUFEMIA

(s.).

Verso
i

l'anno

nostra Signora,
delle

ossia

307, nella citt di Calcedonia, ebbe pi barbari Eufemia a sostenere morte per strazi, e finalmente la

della congregazione della

religiose

amore
virginit

di

Ges.
aveasi

Cristo.
ella

Madonna
si

della Carit, della

fanciulla

con
al

Sino da voto di
Signore.
santa

quale

parla nel volume

X, pag.

consegrata
della
fece

36, del Dizionario.

Colle dimesse sue vestimenta, e coll'esercizio

EUDOCIA.

Citt vescovile della


diocesi di
,

penitenza e
ella

seconda Pamflia., nella

umilt

si

conoscere ben
alla

Asia, sotto la metropoli di Pirgi che Com man ville dice eretta nel quinto secolo. Vuoisi che prendesse
il

presto di appartenere
e tradotta

sequela

del divino Riparatore. Scoperta per


tale,

dinanzi

al

magi-

nome

dalle imperatrici Eudossie,

strato,

fu ordinato tosto che fosse

mogli di

Teodosio

di

Arcadio.

crudelmente percossa, uncinata, ed

EUF
in
il

EUF
et, sent

73

mille

modi tormentata. Eufemia


prigione
i

fortemente
l'assenso

gl'inviti

della

tutto sofferse con eroica costan-

grazia, che la

chiamava
alla
in

al

ritiro,

za,

e condotta di poi in
il

richiesto
di
ro,

madre sua
dalla

lodava

Signore con

canti

pi

servire a

Dio
le

quel monistetene-

soavi e giocondi. Infuriato


il

vieppi

non senza lagrime


ed
ella

tiranno per la

fermezza di

Eu-

rezza scaturite,
ricercava,

accord quanto
stessa
,

femia, ordin
delle

ch'ella fosse vittima

la

prefsse

fiamme, e senza punto alterarsi ad una s barbara intimazione, Eufemia mont sul rogo da
per se
gli

sent alla
accettata.

superiora

perch

stessa,
la

dando a divedere
gioia

a-

Rimasta orfana Eufrasia anche della madre non molti anni dopo il suo ingresso nel monistero
,

astanti

eh' ella sentiva

l'

imperatore Teodosio,
di

cui

di

entrare

nella

gloria

di

Ges

spettava

tutelare la
lei

giovanetta,
e

Questa santa onorata in anche dalla Chiesa greca, e le sue reliquie sono sparse in vari luoghi, come pure la chiesa della casa di Sorbona in
Cristo.

pens

al

di

collocamento,
sposo.

tutto

l'oriente

mand
la
al

a prenderla per consegnarritrovato

La

santa

fanciulla,

bene rassodata nella sua vocazione, con fermezza ammirabile

Parigi
ne.

ne

conserva
festa
si

una

porzioai

mand
risposta.

all'

La sua

celebra

16

imperatore la seguente Siccome di gi noto

settembre.

EUFEMIA.
Giacobiti della
la

Sede episcopale dei Mesopotamia, sotto


di

a voi, o invitto imperatore, ch'io ho promesso a Ges Cristo di vi vere in


perfetta castit,

vorrete

metropoli

Antiochia.

Il

p.

Le Quien ne

riporta le notizie nel,

voi obbligarmi a violare la mia promessa , sposandomi ad un

YOriens Chris t. tom. II, p. i44 t j dicendosi che ne furono vescovi Giovanni, Elia, Anastasio, e Sergio.

uomo

mortale,

il

quale diverr

presto pasto dei vermi ? Vi sup plico adunque, per quella vostra

EUFRASIA

EUFRASSIA

(s.).

m bont onde onoraste i miei ge nitori, a disporre dei beni ch'es


*

Nacque Eufrasia da un ragguardevole personaggio addetto alla corte


dell'

si

mi hanno

lasciato,

in

favore

dei poveri,

degli

orfani e delle

imperatore Teodosio
ella

il

giovi-

ne, del quale era anche stretto parente,

chiese. Date la libert a tutti i miei schiavi, a'miei affiliamoli con-

ed appena mondo, fu da' pii

comparve

al

suoi genitori con-

sagrata al Signore.

l'anno seguente, la
prole,

Morto il padre madre per cuCostantinopoli,


si

donate quant' essi mi devono, onde sciolta affatto da ogni pen siero degli affari temporali, pos sa senza alcun impedimento ser vire a Dio. Pregate il Signore che mi renda degna di lui, e la stessa grazia oso doman dare all'imperatrice vostra spo sa". Letta dall'imperatore una tal lettera, non pot trattenere le lacrime , e piansero con lui tutti
>*

stodire pi gelosamente la propria


si

ritir

da

e recatasi in Egitto, ove

trova-

vano

ricchi suoi poderi,

abitare nelle vicinanze di

and ad un mi-

nistero di cento e pi religiose, le

quali spandevano
santit.

il

La

giovinetta Eufrasia
al

ancor giunta

buon odore di non settimo anno di

quelli
te di

che degn
s

mettere

a par-

nobili e religiosi

sentimen-

74

ELF
5
1

EUF
logi

li.

te

L'imperatore esegu prontameni voleri eli Eufrasia, e disciolta

ella

da ogni cura terrena si addensempre pi nella perfezione cvangclica, e santamente mor nella
tr
fresca et di anni trenta, nel

ed registrato nei martirogiorno |5 maggio. EUFRONIO (s.). Dotato Eufro4


il

nio di
plice

somma piudcnza, e di profonde cognizioni fornito, fu da semsacerdote,

410.

ben
a

presto

chia-

Fu

onorata del
la

dono

dei miracoli
il

mato a reggere
di

la chiesa

vescovile

prima e dopo
martirologio
lei

sua morte, ed
la

Autun. Assunto
coli'

tale
il

dignit

romano assegna
1

di

occupossi ad edificare

suo gregprelati

festa

li

marzo.

ge

esempio di una santa vita


I

EUFRATESIA
SE. Provincia
lunghesso
il

EUFRATEN-

e colla voce.
della

pi celebri

dell'Asia nella Siria,

Chiesa gallicana

erano

suoi

fiume Eufrate, avendo questo all'oriente, al ponente la prima Siria, ed al nord il monte Tauro e l'Eufrate, secondo la geografia sagra. Questa provincia dipendeva dal patriarcato d'Antiochia, e fu prima chiamata Comagene, ed in ordine gerarchico
l'

amici
al

ed

ammiratori.

Sottoscrisse

concilio radunato in Arles nel 475. Ignorasi in qualanno sia morto, ma il suo sepolcro onorato
nella chiesa di
s.

Sinforiano.
il

La sua
di ago-

festa si celebra
sto.

giorno

EUFRONIO
bardo
di

solitario

(s.).

Lom-

ottava provincia di detta


L' imperatore

diocesi

Antiochena.

Cesare

Augusto ne fece una provincia romana, e la chiam Eufratesia, perch, come si disse, termina col fiume del suo nome. Di essa spesso se ne fa menzione negli atti dei concili; aveva Jerapoli per metropoli civile ed ecclesiastica, chiamata anche Membisc, che eretta in
vescovato nel
vati per

ebbe Eufronio sino dalla pi fresca et una tenera divozione a s. Martino vescovo di Tours. Recatosi nel Limosiorigine,

no, e fattosi seguace di


si

s.

Aredio,
e
si

ritir poi

presso

T reveri,

costrusse

un

romitorio. Viveva

Eu-

fronio di pane, acqua ed alcune erbe soltanto, ed innalzata una colonna, su quella predicava agli abitanti

IV

secolo, nel
sedici

di-

circonvicini, ch'erano pagani,

venne metropoli con


suffraganei,

vesco-

esortandoli
li.
i

ad abbattere
di

loro ido-

tre

de' quali

Erasi determinato
alcuni vescovi

condurre

in progresso furono elevati al gra-

suoi giorni sopra quella colonna,


il

V. Jerapoli. EUFRAZIO (s.). Brevi sono le notizie di s. Eufrazio e nulla di pi ci dato a conoscere. Fu egli vescovo di Al vergna, sede che venne in seguito trasferita a Clermont. Nell'anno 5o6, nel concilio diAgde, si fece rappresentare, ed in quello di Orleans, nel 5ii, vi assist in persona. Ricovr in sua casa il santo vescovo di Rodez Quinziano, e provvide con liberalit ai suoi bisogni. Mor santamente nell'anno
arcivescovile.
,

do

ma

consigliarono

a rientrare nel suo monistero, ed egli obbediente vi si sottomise. Mor

in

pace
lui

nel

termine

del

sesto

secolo, e fu seppellito nel moniste-

io da
si

eretto.

Le sue
citt
li

reliquie

onorano nella
festa
si

di Yvois, e

la

celebra

EUFRONIO
suo sapere
gli

(s.)

21 ottobre. vescovo di

stato ecclesiastico, le
il

Tours. Dedicatosi assai giovine allo sue virt ed


fecero strada
al-

l'episcopale dignit.

Fu

a questa

EUF
chiamalo dal voto del clero e del popolo, e venne consegrato nell'anno 556, e nel susseguente
sistette

EUG
mani.
11

75

padre suo naturale


spesso

visi-

tava di
dei savi

quel

monistero,

e
lei

as-

senza riconoscerla,
consigli

riceveva da

al

concilio di Parigi.
alla

Con-

per
vita.

la

condotta
ella

tribu

non poco
quasi

riedificazione

spirituale di sua

Giunta
si

della citt di
civili

Tours, dalle guerre distrutta, e provvide


frutti

al termine de'suoi giorni


se al padre,
le

scoper-

e santamente

mor

fra

alla

sussistenza de' poveri, versando


i

sue

braccia
scorsi

nel

quinto

secolo,

in

seno a questi
episcopale

della sua

avendo

trenta anni in quella


tale

mensa

Nell'anno

566

solitudine.

Una

scoperta
l'ultima

fatta

convoc Eufronio un concilio, chiamato il secondo di Tours, nel quale


si

da Pafnuzio diede

mano

fecero

ventisette

canoni
volte,

di

disciplina.

Quantunque

assai stima-

to dal

re Cariberto,

rare

per determinarlo a lasciare anch'egli jl mondo e morire santamente presso quei religiosi. Dal martirologio romano ricordata s. Eufrosina
il

con ripugnanza, si recava alla sua corte. Disimpegnate con perseverante sollecitudine le cure episcopali,
fin

EUGENDO
telli

primo gennaio. (s.). I due

santi fra-

Romano

e Lupicino, fondatori

egli

di vivere

li

4 agosto

del

del monistero di

Condat
anni.
alle

nella

Fran-

^7 3, ed ebbe a successore s. Gre- gorio, suo congiunto, il quale viene riguardato come il padre dell'

ca Contea, allevarono Eligendo sino


dall'et
egli

di

sette

Corrispose

mirabilmente
di

istoria

di Francia.

La

festa

di

in progresso di

ed tempo divenne anloro cure,

s.

Eufronio nel martirologio romano notata li 4 agosto.

che abbate

questo

monistero.

Austerissirna conduceva la vita,


solo pasto al giorno
ci

un

EUFROSINA
sandria, spieg

(s.).

Figlia di Paf-

faceva, do-

nuzio, personaggio illustre di Ales-

po
ste

il

tramonto del

sole,

mangiala

Eufrosina sino

dai
di

va assai poco.

Una

sola era

ve-

verdi suoi

anni ardente

brama

consagrarsi al Signore, e segregarsi

dal

mondo.
di

Il

padre suo
le

attra-

versava a tutto potere


t.enzioni
lei,

sante in*

ed

ella

vedendo
in
il

impossibile in via ordinaria di con-

seguire lo scopo prefissosi,


di

et
tetto
si

che usava in ogni stagione, ed un perpetuo cilicio lo stringeva. Sereno sempre il suo volto, dimostrava a tutti quanto era egli tranquillo, ed il suo tratto dolce lo rendeva caro ad ognuno. Con una continua orazione, Eligendo era

diciott'anni

abbandon
da

sempre a Dio
lui
si

intento, e
piti

tanto a

paterno, e present
dirigeva

travestita

uomo

univa, che

volte ne diil

all'abbate

Teodosio,

che

veniva estatico. Sentito prossimo

un monistero

presso Ales-

suo

fine,

sandria, di circa trecento cinquanta


religiosi. Il

dote, e lo

chiam a se un sacerpreg di amministrargli


anno momiracoli

savio abbate
in

la

concel-

l'estrema unzione, e cinque giorni

sigli
letta,

di chiudersi sola

una

dopo
ri

in et di sessantun

e la

assoggett ad

un
ella

abile
il

direttore.

Quivi divideva
esercizio della

suo

tempo nelT
si

piet cri-

urna,

nella
e

pratica della

mortifi-

dolcemente nel re, l'anno 5i4 I operati per di lui procurarono una
in

bacio del Signo-

grandi

intercessione gli

cazione,

nelle

opere

delle

sue

quelle contrade,

fama estesissima ed onorata

, ,

176
la

EUG
il

EUG
primo genci

sua memoria

di

re de' suoi, ed
si

il

rispetto degli stesle

naio con culto speciale.

eretici.

Grandi furono

sue

li-

EUGENIA
ne, e
re,

(s.).

Poco

da-

to di riferire di questa santa vergici limiteremo soltanto a diche sostenne in Roma il mar-

tirio

l'anno tx58 all'incirca. S. Avidi

to di

me
assai

Vienna asserisce che Eugenia era nella


secondo
era nel
nella
gli

il

no-

Chiesa
Il

celebre nel quinto

secolo.

mosine versate io seno degli indigenti, e quanta piet sentiva pel suo simile, altrettanta austerit esercitava con se stesso. Ogni giorno digiunava, e parco era il suo pranzo sulla sera. Gli ariani che a mal cuore vedevano rapidi progressi, che Eugenio faceva nella
,
i

suo sepolcro,
martirologi,

antichi
di

diffusione

delle
al
si

cattoliche re

verit

cimiterio
Latina.

suggerirono
dinare,
pel

A promano,

via

La

che

Unnerico di orunisse in Cartagine


di

sua festa dai latini celebrata ai 2 5 dicembre, e dai greci il d 24.

primo febbraio dell'anno 4^4


vescovi
ariani,

una conferenza
e

Questa santa vergine fu figlia di Adalberto duca di Alsazia, e divenne badessa nella badia dell'alto Hodenbourg.
(s).

EUGENIA

che a quella dovesse concorrere anche Eugenio. Con evangelica fermezza protest che egli vi assisterebbe

Pel corso di quindici anni sostenne

semprech fossero chiamate anche le chiese di oltremare,


e segnatamente
quella
di

Eugenia il governo di quel monistero, mantenendo sempre la pace ed il buon ordine fra quelle religiose, e dando sempre di se prove non dubbie di specchiata santit. La sua morte fu conforme al suo vivere, e si addorment nel Signore li 16 settembre dell'anno 735, ed
in tal giorno viene celebrata la sua
festivit.

di

Roma
Asta-

capo e centro
bilito,
si

tutte le altre.
il

perta la conferenza
sentire a

giorno

present Eugenio, e fece


tutta

l'adunanza quanto
all'a-

era egli fermo nei veri principii di


credibilit del tutto opposti

maggior numero de' convocati erano seguarianesimo


di
;

ma come

il

ci
(s.).

quell' eresia, cos

si

disciolse

EUGENIO
discepolo di
s.

Questo santo fu

la

conferenza, senza nulla

conclugli

Dionigi

primo
il

ve-

dere, anzi inferociti


ariani

sempre pi
credenti.

scovo di Parigi, sofferse


a Deuil nel Parisis, ed

martirio
fu an-

contro

veri

La

ivi

persecuzione incominci a spiegare


il

che sepolto. Molti anni dopo segu


la

sua traslazione nella badia di

s.

suo furore contro il santo vescovo Eugenio, e strappato dal suo

Dionigi.,

La

di lui festa assegna-

gregge,

fu

esiliato

dalla citt, e

ta

i5 novembre. EUGENIO (s.). Vescovo di Cartagine. Unnerico re demandali, nelV anno 48 1 permise ai cattolici di
li

confinato in Linguadoca,

ove san-

tamente mor
lui

in

un monistero da
i3 luglio del,

fatto

fabbricare a Vianza pres11

so Albi.

giorno

Cartagine
vo,

di

eleggersi

un

vesco-

l'anno

5o5

vol egli al cielo

ed

dopo ventiquattro anni ch'erano rimasti senza pastore. Eugenio


dotato d' ogni sapere,
zelo e pru-

in tal d se

ne celebra
I

la festivit.

EUGENIO
Primo
tino,

(s.)

Papa LXXVII.

fra'Pontefei di questo no-

denza fu

scelto a tal dignit, e si procacci colla sua condotta l'amo-

me, fu romano del Monte Avenfigliuolo di RuttiniauOj e co*

EUG
me
credono alcuni della famiglia Savelli, fu fatto chierico mentre ancor era nella culla, come si esprime il Marlene, de Antiquit. Eccl. ritib. Kb.
i ,

EUG
occultamente eretica,
e,

177
secondo
il

costume,

sped

all'imperatore

la

propria sua sinodica, facendolo consapevole del suo esaltamento. Gli


apocrisari del Pontefice, che gliela

cap. 8, art. 3, n. 2,
il

il

quale perci
eletto

cita

libro Pontificale. A'd 8 set-

recarono, sedotti ed ingannati


patriarca
,

dal
erI

Pontefice dal clero romano mentre vivea ancora Martino I, attese le minacele di Teodoro esarca di Ravenna, il quale per espresso comando di Costante imperatore erasi recato a

tembre del 654 venne

approvarono

suoi

rori, e quindi dallo stesso

Eugenio

furono
noi,

condannati

come

apostati

della vera fede. (V. Baronio,

An-

Mariyrol. Rom., IV Non. Jun.). Questo Pontefice ordin che


i

ad

Roma

per fare eleggere un


I

vescovi avessero delle carceri, nelfossero puniti


i

successore allo stesso Martino


sto Pontefice

an-

le quali
gli

delitti

de-

cor vivente. Trovavasi allora quein


esilio,

ecclesiastici.

Cre

in
:

due ordigovern

e per

begra-

nazioni ventidue vescovi

ne

della

Chiesa
dal

di

buon

do approv
cessore
in

l'elezione del suo suc-

due anni, otto mesi e ventiquattro giorni dalla sua elezione, e un anno, otto mesi, quindici giorni dalla

fatta

clero

romano

Eugenio I, per tema che l'imperatore non esaltasse al pontificato qualche fautore dei monoteli li. Per altro il Baronio (Ann. eccles. 3 ad an. 652, num. 1 1 ) di opinione, che Eugenio I, mentre vivea Martino I, fosse soltanto vicario, e ne prendesse 1' assoluto governo solamente dopo la morte di lui, e
col

morte
la

di

Martino

I.

Mor

distinto

per

sua piet, dolcezza

e
,

libe-

ralit a' 2

giugno del 65 7

fu

sepolto nel Vaticano.

La

santa Segiorni.

de vac due mesi e nove

Papa CU. Nacque in Roma da Boemondo. Fu canonico regolare, come vuole il Ciacconio, e rendutosi insigne, come
II

EUGENIO

tosto

rinnovato consenso del clero. Ben fu messa alla prova la fere

scrive

il

Cardella, per le doti dello

spirito,

non meno che per


per

l'eccell'

me/za
tefice.

vigilanza del

nuovo Ponnon

lenza della dottrina, e

ele-

Pietro patriarca Costantino-

ganza

e maest della persona, fu

politano, successore di Pirro, e

arciprete della Chiesa

romana, e Cardell'

meno

di

lui

fautore de' monoteliti,


I,

dinale di
III.

s.

Sabina, creato da Leone

sped ad

Eugenio

secondo l'antico
sinodica, piena

A' d

16 febbraio

824
I.

costume,
di

la pistola

successe nel pontificato a Pasquale

astuzie e sentimenti dolosi sulle

Non

ignorasi com'egli con

sommo

volont ed operazioni di Ges Cristo.

Mosse
il

ella

a sdegno ed a vivo

zelo

clero e popolo di

Roma,

in

guisa tale, che

non

Papa
silica

di celebrare la

permise al messa nella basi

onore ricevesse in Roma X Augusto Lottano I, quivi spedito da suo padre Lodovico I imperatore, per che si era ectogliere lo scisma
,

citato dall' antipapa

Zinzinio

nella

Maria Maggiore, s'egli prima non l'avesse solennemente ricusata. Il santo Padre quindi animato da magnanima santit e codi
s.

sua esaltazione, onde prese Lottario 1 1' occasione per dare fuori una
legge o costituzione
de' Pontefici.
sulla

elezione
del
ri-

Da un
12

canone

stanza la

rigett
XXII.

come dubbiosa ed

concilio che celebr in

Roma,

VOL.

i 7

EUG
l'istituzione

EUG
de' se-

ci vano alcuni

minari de'
diti
gli

chierici.

Non pochi

eru-

attribuiscono la purgazione,
dell'

suo antico monisteabbazia di Farfa nella Sabina, venticinque miglia lontano


Cardinali nel

ro

dell'

o prova

innocenza per mezzo

Mori a* 27 di agosto dell' 827, dopo tre anni, sei


dell'acqua
fredda.

da Roma, ove fu consecrato a' 4 marzo. Quindi pass a Citt di Castello, poscia a Viterbo, ove soggiorn diciotto mesi. Sedata intan-

mesi ed undici giorni di pontificato. La magnificenza e la liberalit

to la rivoluzione degli arnaldisti, e


belle promesse, a ridonare la primiera pace a Roma, ed abolire ogni loro

meritarono il nome di padre comune. 11 Vaticano racco' poveri


gli

ricevute da essi le pi

colse le ceneri di lui.


ta

Vac

la san-

Sede quattro

giorni.

innovazione,

il

santo Padre, in mez-

EUGENIO

III

Papa CLXX1V.

zo alle pubbliche
so

acclamazioni

ed

Chiamato prima Pietro Bernardo, nacque in Monte Magno nella Toscana, dall'illustre famiglia de' Paganelli.

esultanze, nel dicembre dello stes-

Dopo
di

essere egli
,

stato caci-

anno 11 4^, fece ritorno in Roma, ove celebr colla solita maest la festa della Nativit di Ges
Cristo.

nonico

Pisa

indi

monaco

sterciense

ed abbate prima de'mo-

Se non

che nell'anno

seguente
rivolta,

naci ches. Bernardo


nistero de'
sio alle

mand

all'ab-

datisi que' sediziosi a

nuova

bazia di Farfa (Vedi), poi nel


ss.

mo-

Vincenzo ed AnastaFontane, due miglia da Roma tra la via Ardeatina e l'Ostiense, ove avealo pure collocato s. Bernardo, di cui era stato discepolo, sebbene non fosse Cardinale, come avea prescritto Stefatre

Eugenio III part alla volta di Francia ove fu ricevuto con grande onore dal re Lodovico VII, ma sol,

tanto

vi

giunse nel

i47> essendosi

soffermato per via in vari luoghi.

In Parigi celebr la Pasqua col


e radun

re,

un

concilio per trattarvi

no
a'

III,

fu
nella

innalzato
chiesa

alla

sede di

la causa di Gilberto Porretano, vescovo di Poitiers, accusato di alcu-

Pietro

di

s.

Cesario

ni errori sul mistero della Trinit,

27 febbraio ii4^>- In quest'anno medesimo Eugenio 111 approv l'Ordine militare di s. Giovanni di Gerusalemme, volgarmente chiamato di Malta, ed in Viterbo fece la prima promozione di quattro Cardinali. Nell'anno seguente 1 146 ne

che sarebbe celebrato in Reims, Frattanto Eugenio III


la al concilio

quale fu rimessa

nell'anno seguente

si

da Parigi and a Meaux, dov'era a* 26 di giugno, e dopo avere trascorso altre citt pass
e vi celebr
si

Treveri,

un

concilio, nel quale


gli scritti

nomin
col
nel

altri

cinque, fra
poscia

quali Ni-

prese anche a disamina


s.

Brekspear,
li 54,
col

Pontefice

di

Ildegarda.
1
1

Sul

fine

di feb-

nome

di

Adriano
era stato

IV.

Non appena Eugenio


eletto a Pontefice

III

pass a Reims, dove nel mese di marzo ebbe luogo il preordinato concilio

braio del

48 da Treveri

dopo, temendo l' gli a maidici congiurati a deporlo, se non avesse loro confermato l'usurpato senato, fugg di notte coi

che , tre giorni impertinenza de-

a condanna del vescovo di Poitiers,


il

quale

confessati

suoi errori

ritorn al governo della sua chiesa.

cilio,

Poco dopo celebrato questo conEugenio III si trasfer al suo

EUG
anlico monisterodiCistello, nel quale

EUG
giurisdizione, e di tenere
cistori
tefice.
il

79
ne' con-

consertando
si

nascosto l'abito

di

monaco,

trattenne

pochi

giorni

primo luogo dopo il PonAcconsent inoltre che nella


fossero
sette
i

nell'esercizio delle pi rigide virt.

chiesa di Colonia vi
preti Cardinali,

Quindi pass a Langres, e da qui scrisse ad Alfonso Vili re di

quali vestiti colla


,

dalmatica
lebrassero
stiti

colla mitra

ne'

due
assi-

Leone e
la

Castiglia

una

lettera col-

principali altari di quella chiesa ceil

confermava il primato di Toledo, e diceva di mandargli la rosa d'oro. Da Langres fece ritorno in Cistello, indella chiesa
di
s'

quale

divino

sacrifizio,

da
poi

altrettanti diaconi

sud-

diaconi, coli' uso


desi

de' sandali.

Cre-

che circa
III

questo
al

tempo

avvi

alla

volta

d' Italia

Eugenio

unisce

vescovato
lasci

soffermossi a Frascati per reprimere


le sollevazioni

d'Ostia quello di Velletri, giacch

nuovo
scia.

suscitato
vi

che in Roma avea di Arnaldo di Bregiacche sostenuto

Ostia mancante
di essere citt.

di abitanti

riusc,

Nell'anno seguente
nio III canonizz
s.

dalle truppe del re Ruggero, trion-

f degli arnaldisti romani, co'quali


stabilita

peratore, e II re di

EugeI imGermania , ele11 52,

Enrico

la

pace, entr in
i

Roma
insorti

v nell'Irlanda Dublino

al

grado arcivesco-

circa la fine del

i^g.

Ma

vile le chiese vescovili di


,

Armadi,

nell'anno

seguente
lui,

altri

tumulti

contro di

fu costretto
,

mente ad uscire non breve tempo

nuovae dimorare per

nella

Campagna

o Graziano, monaco benedettino a Bologna, stabil nelle accademie i graCashel


,

Tuamense

Gallowai,

e,

ad istanza di

romana. Frattanto nell'anno stesso fece la promozione di altri quindici Cardinali, molti de' quali morirono in odore di santit.

di di baccelliere,

licenziato, e dot-

torato nei decreti, ec, con diversi


privilegi per

animare

la

giovent

allo studio del diritto canonico.

Nel suo soggiorno nella Campagna romana il santo Padre, nel Si, ricev i due vescovi di Co1

Conchiuse poi finalmente, come


aveagli predetto la
s.

vergine

Il-

degarda

e di Magonza , chiamati a render conto della loro condotta. Conoscendo essi a pieno il gran bisogno a cui l'avevano ridotto i

lonia

pace cogli arnaldisti neh" ottobre del ii52, e ritorn in Roma. Ne qui a dirsi con quali e quante magnanime azioni prevenisse il momento di sua morte, e
,

la

ribelli

somma

romani, seco portarono gran di denaro, cui egli costantemente ricus a fronte delle replicate offerte. Dopo lungo esame
della
l'

cercasse di confondere

l'

ingratitu-

dine

de' romani.

Egli
:

li

ricolm

di segnalati

benefizi

abbell colla

sua munificenza
superbi
di
s.

Roma, ove eresse dei


ristaur
la chiesa

loro

causa
dell'
;

fu

riconosciuta

edifici i.

innocenza

arcivescovo di Co-

Maria

Maggiore aggiungen-

lonia Arnolfo
lo assolse, e

il

Pontefice quindi

dovi sua

un

portico corrispondente alla

Segni agli

con diploma dato in 8 gennaio i5i, accori

maest, del quale parlammo, come della tradizione del miracolo della

d ad esso
diritto di

di

lui
i

successori

il

neve caduta nel luogo ove


basilica,
al

coronare
i

re de'
della

roma-

fu eretta quella

volu-

ni

entro

confini

propria

me

XII, pag.

116

del

Diziona-

i8o
rio.

EUG
Non
:

EUG
sa,

si

dimentico della sua


dell'

padre detta

giustizia,

amatore

famiglia, cio
stcrciensi

Ordine conferm suoi


i

dei

ci-

e protettore della religione.

Fu

se-

statuti,

polto nel Vaticano, ove

e le accord potea

tutti

privilegi

mai

desiderare.

che Mentitegli
al

polcro fu illustrato da

suo semolti miil

era in Francia intervenne


pitolo generale di questi

ca,

racoli, ed il suo nome si trova nei Calendari cisterciensi (V. il Papc-

monaci
il

brochio, in Propylaeo, part.

II,

pag.

come
zelo,

se fosse stato
la
,

uno

di loro. Il

22,

num.

7).

Non

vac

la

Sede

piet, la saviezza,

disin-

romana.

teresse

T applicazione

al

governo

EUGENIO IV
trizio

Papa CCXVII.
fu

della Chiesa, al progresso della religione, alla estirpazione dell'errore,

Chiamato prima Gabriele,


veneto.

pa-

Trasse sua

origine

virtudi

tutte,
Vi

V unione

delle quali

dalla famiglia
ta

Condulmieri,
all'

venu,

forma

idea d' un gran

Pontefice,

da Pavia in quella

citt

co-

a meraviglia congiunte nella persona di Eugenio III che sulla carne portava una tonatrovaronsi

ca

di

terreno.

lana, e dormiva sul nudo Non poteva essere altri-

Condulmieri ( Vedi). Nacque da Angelo Condulmieri e da Beriola Corraro. Appena morto suo padre, Gabriele diede ben tosto a conoscere
articolo

me dicemmo

menti

la sua gloriosa condotta, co-

come
rit,

infastidisse della terrena


si

gran-

me

quello

che

si

regol secondo
s.

dezza, ed a tesoro

avesse la vera ca-

consigli del

dottore
scrisse
il

Bernardo,

distribuendo a'poverelli venti

che per
studiosa
te,

lui

celebre libro

mila ducati del suo ricco patrimonio,


e facendosi

De Consideratone. Egli am la gente


,

ricompens

le

persone dot-

gazione Celestina di

canonico della congres. Giorgio in

ravviv lo spirito dello studio,


di

fece rinascere l'emulazione, procur


la traduzione de' libri
s.

Alga. Vuoisi che fino da questo punto due romiti gli predicessero
il

Gio.

suo futuro pontificato non solo,

Damasceno sopra la fede ortodossa, e diede una nuova forma alle


scuole di teologia e di legge. Egli

ricuper Terracina, Sezza,


e la Rocca di

Norma
altro

Fumone,
il

e fabbric

un
in
si

palazzo in Segni,

ed un

anche la durata e le tristi vicende che ne lo avrebbero accompagnato (Vespasiano Fiorentino, nelle Gesle d Eugenio; Enea Silvio, in EuKop. cap. 58 ). Anzi (come nota Filelfo, Orat. ad Jaeob.
Anton. Marcellum ) glielo predisseancora i ss. apostoli Pietro e Paolo, neir occasione che prodigiosamente lo guarirono da grave malattia. 11 Cardella aggiunge che glielo predisse pure s. Giovanni da
ro
questa si fu la via Capistrano. per la quale giunse al soglio pontificio.

ma

Roma
crede

presso
il

Vaticano,

che

principio di

quella va-

stissima macchina, che


di abitazione a' Pontefici
la

oggi serve

ed a tutta
otto

numerosa loro corte. Eugenio III govern


il

anni,

quattro mesi e dieci giorni. Tivoli

luogo della sua morte, quivi recatosi per sollevare il suo animo dalle cure pontificie. Il giorno 8
fu
luglio del

sua
lo

vita.

53 fu l'ultimo della Ugone vescovo d'Ostia


ii

Gregorio XII, suo zio materno, da canonico di Verona lo fece suo


tesoriere, indi vescovo

di

Siena nel

chiama ornamento

della

Chie-

1407,

quand'egli

non

avea che

EUG
ventiquattro anni di et.

EUG
Ma accortosi
fare la guerra a'turchi,
cos di questo denaro, per

181
servendosi

che i senesi bramavano piuttosto un vescovo della loro nazione, dopo un

ammasdi oppri-

sare

della
il

gente,

affine

anno rinunzi

all'episcopato, e pass

mere

nuovo

Pontefice, e di red'i

a chierico di camera, ed alla cospi-

care in poter loro la citt

Roma.
il

cua carica di tesoriere generale: poscia

ci

sarebbe ad

essi
i

riuscito

nel

1408

a'

9 maggio

fu innal-

giorno 22 d'aprile, se

Colonnesi

zato a prete Cardinale di s. Clemente, nel qual grado rimase sino all'anno i424> cui Martino V

non
date
te

fossero stati respinti da'soldati

della Chiesa, uniti alle truppe


al

man-

santo Padre da' fiorentini e


soccorso contro

Io

dichiar legato prima della Marsconvolta


dalle
sedizioni dei

da'veneziani, allorch videro la gen-

ca,

spedita in loro

malcontenti, e
lui

poi

di

Bologna da
e divo-

ridotta

all'ubbidienza

Eugenio IV poli Giovanna


di

dalla regina di

Na-

II, corrotta dal de-

zione della
la

romana
si

Chiesa.

Dopo

morte

di

questo Pontefice, trerinchiusero a'2 di


nel
nel conclave,

dici Cardinali

che si convento della Minerva, e quivi nel giorno seguente elessero concordemente Gabriele Condulmieri in et di anni quarantotto, il quale col nome di
era preparato

marzo i43i

naro de'Colonnesi e voltata a favoIl Papa scomunic i Colonnesi; ma avendo eglino, dopo sparso molto sangue, restituito alla
re di questi.

Chiesa parte del tesoro, e


alla

le

terre

occupate, furono ancor essi restitui-

Eugenio IV fu solennemente coronato


tro
nella

comunione de'fedeli. mesi dopo la sua incoronazione il nuovo Pontefice promosse i due primi Cardinali; e Franti

Pochi

scalinata della

basilica

cesco Condulmieri, nobile veneziano,


figlio
sti.

vaticana dal Cardinale Santi Quat-

di suo

fratello,

fu tra que-

Coronati

agli

1 i

dello

stes-

so mese.

Siccome stava oltiemodo a cuore ad Eugenio IV la riduzione degli


ussiti

Fu in quest'anno medesimo del suo innalzamento che si aperse quella per lui funesta sorgente di avversit

alla

vera fede,

cos nell'anla lega-

no

slesso

i43

conferm

zione del Cardinale Giuliano Cesa-

e contraddizioni, le quali ne lo

rmi,
t

gi

deputato da Martino V,

accompagnarono
pontificato,

in

tutto

il

suo

a celebrare in suo
di

nome

nella cit-

che pass nella maggior parte in pi luoghi errante pel corso di nove anni, tre mesi e venti tre giorni , per evitare le insidie dei

Basilea

il

concilio

generale

suoi nemici.

da lui stabilito. Ed infatti nel giorno 23 luglio dell'anno medesimo avea avuto principio; quando il Papa, per nuove ragioni insorte,
ordin che fosse sospeso e fra due anni trasferito da Basilea a Bologna. Si opposero a tale decreto i padri di Basilea, e per nel i432
lo

Tre Colonnesi, Antonio principe di Salermo, Odoardo conte di


poti di

Prospero Cardinale, niMartino V, s'impadronirono del tesoro che lo zio aveva radunato per somministrare le spese a' greci, i quali dovevano condursi al concilio in cui si dovea conchiuCelano, e
dere
l'unione loro co' latini, e per

continuarono,

come aveano

coforte

minciato.

Mosso Eugenio IV dal pi


mise
la

timore di un nuovo scisma ne percontinuazione, e tanto pi

i8a
che
ron
tale

EUG
era
re
il

EUG
Sigi-

desiderio di

smondo
in

de 'romani, cui

egli co-

Roma

coll'insegne imperiali,

quindi pochi giorni dopo pass a Firenze, ove giunse a'^3 di giugno, mandando cos a vuoto le
sa,

nell'ultimo giorno di maggio i433, cerimonia che fu soggetto all'immenso affollato popolo della pi viva

dei romani, i quali anzi furono poscia soggiogati dalle truppe pontificie, comandate da Gioinsidie

commozione e meraviglia nel vedere

che

consueto
in capo

T imperatore, giusta il rito, colla corona d'oro


di

vanni Vitelleschi degli Orsini, vescovo di Recanati , uomo de'pi di guerra, che periti negli affari
allora
si

serviva

palafreniere a

trovasse in
la giusta

Italia.

Cadde

sua
passi

Santit

cavallo,
,

mentre montava e glielo conducea per


poscia
alla

a
tre

montando

anch'egli

sul suo destriere

sinistra

del

pena sopra il capo de' sediziosi chiamato Poncelletto, e fu innalzato all' onore di maresciallo di Roma Gaspare di

ben tosto

Papa ed accompagnandolo
Castel
lui

fino a

Gio. di Lello
servigi
prestati

Petroni, pei distinti


al

Angelo, ove preso da commiato, Cesare prosegui fisant'

Pontefice
e

nella
libe-

ricuperazione

della citt,

no
lieri.

al

palazzo
creato

lateranense,

dopo

avere

sul ponte pi cava-

Nell'anno i4^4 Eugenio IV rimise nel primiero stato i Cardinali Ugo Lusignano fratello del re di Cipro, Giovanni da Casanuova, e Domenico Capranica, quando i romani sollevaronsi contro di lui, per li danni che riportarono da Nicol Fortebraccio ; quindi gli tolsero a forza dal suo lato il Cardinale Condulmieri suo nipote, lo posero in custodia, ed attorniarono di gente

Camerlengo suo nipote. Se non che ben presto nell'anno seguente i435 nuovi disastri insorsero ad agitare l'animo del buon Pontefice. Mentre Eugenio IV stava in Firenze, ivi pure
razione del Cardinale
trova vasi
to
il

vescovo di Novara, spedidi


col santo

come ambasciatore dal duca

Padre della pace. Sedotto questi da cerMilano per trattare


to Riccio spagnuolo, astuto
di

maestro
s.

tradimenti, tese insidie ad Euge-

nio IV, e mentre trovavasi a


tonio fuori
delle

An-

mura,

lo

voleva

armata

il

palazzo pontificio.
il

tradurre col soccorso di Nicol Piccinino, nello stato del

gi aveano premeditato

reo dise-

gno

di dare

il

lippo duca di
citt di

Papa in mano di FiMilano insieme colla


e nel palazzo tradur-

po Maria;

ma

scoperta

duca Filipla trama

Roma,

lo de'ss. apostoli abitato gi

tino
il

da MarV, e quivi tenerlo prigione finche duca ed il concilio di Basilea afare; se

perch trattata fra molti, il vescovo fellone fu accomiatato dalla corte, esperimentando la generosa cle-

menza
dal
b.

del

Pontefice

ottenutagli

Cardinale

Albergati.
il

Poco

vessero stabilito ci che di lui doveasi

dopo ebbe Eugenio IV

conforto di

non che

fatto

Eugenio

IV consapevole
travestito
ta

di tutta la trama,

vedere ritornati alla sua ubbidienza i bolognesi, e restituitagli con


pubblica
quelli

da monaco, in una barchetgi pel Tevere se ne fugg. Giunto


Ostia,

scrittura

la

signoria
altres

di

quella citt, ci che


di Citt
di

fecero

ad
sal

ma

inseguito da'romani,
galera,
colla

Castello,

ed

su di

una

quale

Malatesta, che aveano occupata


citt di

la

per Civitavecchia prese terra in Pi-

Pesaro.

ELG
Successe in questo mentre
il

EUG
gior-

i83

morte della Giovanna II, e le ragioni di questo reame appartenevano alla santa Sede, non solo
no
1 1

di febbraio la

regina di Napoli

pena contro di essi stabilita. 11 prode Vitelleschi poi soggiog la citt di Palestrina, e dom Lorenzo Colonna, abbattendone
interamente
la

zione da ogni

rocca, c'entro delle

per

l'accordo

fatto
I

tra la Chiesa

romana e Carlo

d'Angi,

ma

si

sue scorrerie sul territorio romano. In tutte queste mosse altro non

ben anche per quello confermato da suoi successori e da Giovanna medesima, ultima della stirpe di Carlo. Tornato quindi Eugenio IV
al potere

avea a fine il santo Padre che la pace non solo propria, ma bens

anche universale.
tutto
si
i

fu perci che
di
;

diede all'opera

pacifi-

supremo

di questo regno,
il

care

francesi cogli inglesi


1'

ma

la

ne

stabil

amministratore

Vitel-

pertinacia degli odii o


zo.

ambizione
sfor-

leschi,

tendo

vescovo di Recanati, avvernapoletani a non ricevere


se

mandarono a vuoto ogni suo

come

re,

non

chi

egli

stesso,

secondo l'antico costume, avesse nominato. Ma questi poco curando


le

ragioni del
allo

Pontefice, parte inscettro

vitarono
tello del

Renato, fra-

defunto Lodovico d'Angi,

Accord benignamente con sua bolla ad Odoardo re di Portogallo di fare la sacra guerra agli africani ma colla condizione che non tornasse a pregiudizio di verun altro re cristiano , ne fosse quindi causa di nuove dissensioni.
,

V, re di Aragona, il accompagnato da' suoi fratelli Giovanni II, re di Na varr, Enrico, e Pietro, assedi con numerosa armata la citt di Gaeta, ove essi con molti altri signori restarono
e parte Alfonso
quale,

Neil' occasione della lite insorta fra

Giovanni re di Castiglia ed

il

pre-

detto re portoghese sulle isole Canarie, ove viveano schiavi i neofiti sottommessi da' cristiani, Eugenio

viet tale servit, sotto

gravissime

prigioni dell'armata de'genovesi che

pene, intimando puranche


piti forti

con

le

duca di Milano, il quale generosamente li tratt e rimise nella primiera libert. Il santo Padre colla maggior parte del regno si mise a proteggere Renato, ne lo invit con lettere al possesvi

avea inviato

il

minaccie ad Odoardo ed a Jacopo II re di Scozia, eli rivocare


gli

editti

pubblicati contro l'immu-

nit

ecclesiastica.

Nel

giorno poi

9 agosto del i4^7 innalz al Cardinalato il solo Giovanni Vitelli Vitelleschi, celebre nella storia di

so di quel regno, e perci replicate istanze

quei
la si-

diresse

Filippo duca
prigionia

tempi.

di

Borgogna, onde dalla

Tale

si

era

e cos infelice

lo sciogliesse,

in cui giaceva.
il

tuazione di Eugenio IV, che

gli

fu

Oppresso da tante cure


tefice,
il

Pon-

d'uopo approvare tutto quanto


bilivasi nel concilio

sta-

giorno 18 aprile del i436,

di Basilea.

da Firenze si port a Bologna. Fu in questo tempo che i cittadini di Forl, essendo stati sconfitti da Francesco Sforza,
sercito

gi coi suo estorto consenso


sessione

dalla

XVII

dri alla

XX V celebrala
Quando
il

erano giunti que'paa 7 maggio


insorta

generalissimo

dell'e-

1437.

questione

della
si

Chiesa

e gonfalonie-

fra essi sopra

luogo in cui doil


i

re di essa,

sottoposero dr

nuovo

veasi celebrare

concilio

per la

ad Eugenio IV, e n'ebbero l'assolu-

riunione de'greci,

quali aveanori-

184
fiutato

EUG
BariUn, Eugenio

EUG
IV trovanili s'

erano

riconciliati colla

Chiesa laconcilio

dosi in Bologna, nel

primo

otriu-

tina.

tobre del
nisco
il

1437 ordin che


concilio
la

si

Intanto

si

proseguiva

il

trasferi rotisi

Ferrara, ove maggior parte dei


in

di Basilea, divenuto conciliabolo do-

po

padri, e nel principio dell

anno
11

se-

la partenza del Cardinale Cesarmi legato. Carlo VII re di Francia,

guente
assist

vi

si

diede principio.
ai
1

Pa-

nel

i438, estrasse
conciliabolo

da' decreti
la

pa medesimo,
alla

5
:

di

febbraio,

di

questo

celebre

seconda
vi

sessione

con

settautadue vescovi

nel giorno

prammatica sanzione divisa in trentotto articoli e condannata da Eugenio IV. Nell'anno seguente i439, i pochi padri di Basilea, cio undici

di

marzo

giunse puranche

Giovanni VII Paleologo, imperatore d'oriente, accompagnato da suo fratello Demetrio, da cinquanta e pi arcivescovi ed altri prelati greci, e da pi di settecento persone di comitiva. Narrasi ch'egli avesse montato sulle galere del Papa, rifiutando quelle inviategli dai
padri, ch'erano
inasti

vescovi, sette abbati

e quattor-

dici

dottori col presidente Lodovi-

co

Alamand Cardinale

d'Arles, doverit di

po avere dichiarato come


fede nell'ultima
sessione

33, che

l'autorit del concilio generale era

superiore a quella del


tefice,

ostinatamente

ri-

ed

opposti

sommo Ponad Eugenio IV


,

in Basilea,
di
s.

Andrea

Croce, pag.

come abbiamo da 70 Ad.


tempo la citpeste, Eugenio
il

diversi capi di accusa, lo degradaro-

no

dal

pontificato

sostituendogli

conc. Fior.
Assalita in questo
t di

l'antipapa

Felice

V.

Intrepido

il

buon

Pontefice, nel

i44 scomudate dai


del

Ferrara dalla
in Firenze
si

nic l'antipapa co' suoi fautori, ed

IV
cilio

fu costretto a trasferire

con-

annull tutte
basileesi

le

sentenze

ov' egli stesso


dici

14^9, condusse dopo se-

nell'anno

dopo
1

la

transazione
a'

concilio a Ferrara.

sessioni tenute in Ferrara. A questo nuovo concilio generale XVI presedette il Papa coli' intervento

Nell'anno
renze, fece

439,
il

18

dicembre,

mentre celebrava

concilio in Fi-

di

centoquaranta vescovi suddetto imperator greco.


si

del

In esso

pubblic

il

decreto

dell'

de' greci sottoscritto dal

unione Papa, dai

il santo Padre la terza promozione di diciassette Cardinali, ed ai 22 di giugno dell'anno seguente la quarta di altri due; cio del famoso Scara m p Mezza-

deputati delle due


latina,

Chiese greca e

rota, e del suo nipote Pietro Bar-

e dallo stesso Paleologo, che

bo, poi Pontefice Paolo

11.

Confer-

lo
l'

segn con inchiostro rosso aluso degl' imperatori greci. Ma

m
di

tutti

privilegi dell' universit

Padova, concessi da Urbano IV


ed
institui in

riusc

vana ogni cosa.


i

Mentre

ri-

e Clemente VI, renze una

Figra-

tornati
si

greci alla loro patria, mos-

scuola

di

chierici

da Marco vescovo d' Efeso, il quale avea ricusato di sottoscriverne no


il

decreto, nel

44^
la

ritornaro-

tuitamente mantenuti ed istruiti perch avessero ad assistere ai divini uffizi. Durante il medesimo concilio,

all'antico scisma, nel

quale in-

dopo

la

partenza dei greci

sistono

tutt'ora,

dopo

decima-

quinta volta, secondo alcuni,

che

da Firenze, Eugenio IV pubblic il rinomalo decreto, in cui islrui-

EUG
va e riceveva nella

EUG
Chiesa

i85
al
voi.

roma-

quei versi che analogamente a tale

na
tri

gli

armeni

che per ambascia-

ambasceria riportammo
pag. 1*6 del Dizionario.

I,

gliel'avevano richiesto.

Ber-

nino, Storia dell' erese, tom.


p.
1

IV,

Se non che nuovi


bascie insorsero ad

perigli

ed aml'

34- Perch poi questo concilio acquistasse sempre pi di autorit


io
trasfer

affliggere

a-

nimo

del Pontefice. Alfonso

re

ma

nell'anno

da Firenze a Roi44 2 ove 1 s P r0 "


?

di Aragona,

dopo

di avere nel
la

i44 2
Na-

stretta di assedio
poli, ai

citt

di

segu di
silica

una

sola sessione nella ba-

28

di

giugno

vi entr trion-

lateranense.

fante a fronte del rinforzo cui per

quest'anno stesso partendo Eugenio IV da Firenze, si port con ventiquattro Cardinali a Siena, doIn

ordine di Eugenio
genovesi.

IV vi recarono i Mancando quindi il santo


forze

Padre

di

bastevoli

a scac-

v'era stato vescovo. Vi soggiorn mesi , e quindi pass al consei vento di Lecceto , a cui con due
bolle dei

ciamelo dall'usurpato regno, ed a riacquistare le molte citt dello stato ecclesiastico

da

lui

per frode oc-

6 settembre

i44 2

con "

cupate,

tent

ogni

cesse molti privilegi, e cos

purea

cerlo colla dolcezza.

mezzo a vinQuindi creollo


:

tutta la congregazione agostiniana.

bentosto gonfaloniere della Chiesa

In Siena benedisse la rosa d' oro , e la don a Rinaldo signore di

Piombino, generale
vi

de' senesi.

Qui-

fu visitato da' signori

di

Manpace e
e

proseguendo egli nelle sue ree imprese e tradimenti, Eugenio IV ne lo priv dell'uffizio di gonfaloniere, lo spogli d'ogni diritto, che

ma

tova e di Urbino, e
lega col
col

vi fece

come

feudatario della

re Alfonso
di
Gigli,

di

Napoli,

mana

Chiesa roavea acquistato, e lo sotto-

duca
il

Milano,
si

secondoch
restitu

narra
II,

Diar. Sanese, tom.


in

mise ad altre pene. Vedendo per il santo Padre che nulla di ci

pag.
a'

Roma

Quindi 1 6421 settembre

rimuoveva l'Aragonese, e temendo


ch'egli
si

i443-

unisce all'antipapa Feli-

In mezzo alle tante angoscie da


cui era di continuo oppresso,
in

ce V,

col quale gi di ci

comin-

ebbe
conquali

ciava
il

trattare,

nel

i44^ prese

quest'anno

il

Pontefice

la

solazione di riunire alla nostra religione

prima

giacobiti

a'

diede per quest'oggetto


scia gli abissini

un

istrut-

tivo ed esemplare decreto,

po-

o siano etiopi, l'imperatore de' quali Costantino Zara

Jacopo,
te

volgarmente

detto

Pre-

Gianni, invitato
gli

dal

santo Pa-

consiglio di dargli in feudo il regno di Napoli, ch'egli a forza s'era sottom messo, con una bolla simile a quella, con cui Clemente IV l'avea dato a Carlo I, siccome si legge nel Biondo, dee. 4j nD I* Quantunque da simili ed altre cure occupato ed oppresso il Pontefice, stavagli oltremodo a cuore

dre a
tolica,

ricevere la benedizione cat-

l'abbattimento de' turchi


ti

gi vin-

a tale effetto i suoi ambasciatori, che da Eugenio furono accolti in Roma con partisped
colare

dal prode Scanderberg.


1

tale

fine nell'anno

44^

invi
i

lettere

interessantissime a tutti

cristiani,

tenerezza.

Nelle

porte

di

perch avessero a prendere


contro di
essi.

bronzo della basilica vaticana, fatte da questo Pontefice, leggonsi

le armi Quindi nell' anno seguente somministr ad Uladislao re

i86
di

EUG
eli

EUG
leggiate
(
il

Ungheria

Amurat
copia
sold

con cui il soldano guerreggiava, grande 11 denaro, col quale si as,

conciliabolo

di

Basilea

un
,

possente
nel

esercito

nella

V. Enea Silvio, Comment. de. rebus Basileae gestis, pag. 108). Anche nella Germania nell'anno 1446
suscitaronsi nuovi nemici contro di

Dalmazia
pi

regno di Napoli, e
in

nella Fiandra, diviso


,

due cor-

uno per mare, V altro per teral primo de'quali fu destinalo come legato il Cardinal Condulmiera,
ri,

Eugenio IV, per la deposizione da lui fa Ha dei due arcivescovi di Colonia e di Treveri, per essere stati favorevoli al concilio di Basilea ed

al

secondo
il

il

Cardinale Giulia-

lui

nemici. Efficacissima

fu

per

no

Cesarini,

quale nella vittoria

allro la mediazione di

Enea

Silvio,

de' turchi rest ucciso coll'anzidetto

Uladislao
del i444>
Silvio,

il

giorno

io novembre

Pontefice,

ambasciatore di Cesare appresso il a rimetterneli, in vista


della
,

come abbiamo da Enea


e.
il

appunto
concordia
di

cotanto

desiderata
e

Europ.,

4-

Fu

circa,

que-

la

quale

fu conchiusa

sto

tempo che

santo

Padre de-

per opera di Giovanni Carvajal

cise la lite fra gli ambasciatori del

Tommaso

Parentuccelli.

Colla
giosci-

Aragona, sopreminenza del luogo nelle cappelle papali, rimanendo per sentenza di Eugenio IV il Casigliano nel possesso del primo luogo come pure fece la quinta promozione creando Cardinale Alfonso Borgia, che fu poscia Pontefice col
re di
Castiglia e di

bolla pubblicata al solito nel

pra

la

ved santo contro

gli

eretici,

smatici ed usurpatori delle ragioni della Chiesa, furono colpiti l' anti-

papa, e Francesco Sforza


tore della Marca,

usurpa-

sostenuto e soc-

corso
cui
tile

il

nome
fano

di

Calisto III.
il

dai fiorentini ; motivo per santo Padre, riuscendo inuogni sua preghiera, incit Al-

Nell'anno i44^ arrido

r e Ste-

fonso
li

re di

Aragona perch
16
di

ne

Tommaso

abiurati

gli

errori
il

facesse desistere dal

soccorrerlo.

de' manichei,

ebbe Eugenio IV
gli

Nel giorno

dicembre del
i

dolce conforto di ricevere nell'unio-

i446 Eugenio IV
mozione
quali
celli,
il

fece la sesta pro-

ne della Chiesa romana


dell' isola

scismatici

di

quattro Cardinali, fra

di Cipro,
gli

e della Bosnia.

detto

Tommaso

ParentucNell'andi feb-

Se non che
tosto
gli

sopraggiunsero ben
per parte de-

che fu suo immediato succes-

nuove
colla

afflizioni

sore, col

nome

di Nicol V.

scismatici di Basilea,

quantun-

no seguente
ticana
s.

poi, al

primo

que

maggiore dolcezza e di-

braio, canonizz nella basilica

va-

ligenza procurasse di ridurneli alla

Nicol
pag.

di

Tolentino [V.

vera pace.

Ed

infatti

avea

egli

be-

Ridolfno Venuti,

nignamente assolto dalle incorse censure Ottone vescovo di Tortosa, il quale abbandonato l'antipapa,
rifiut
il

Roman.
gli

).

Numism. Pontif. Consumato da-

ficato,

falso titolo cui

avea ricevuto

suo torbido ponticadde finalmente Eugenio IV nello stesso mese ed anno ammalaaffanni del
to,

di Cardinale: e simile

perdono conPiccolomini,

per

molti

giorni

contrast

cesse

ad Enea

Silvio

colla morte.

Ed

essendogli gi im-

invialo ambasciatore a

Roma da
il

Fe-

derico III re dei romani,

quale era

ne a continuarsi

minente, per non lasciare occasiolo scisma, avenriprovati


i

incorso nelle censure per avere spal-

do

decreti di

Basilea,

EUG
formati col
rale,

EUG
ressato copnrenli
la
;

187

nome

di concilio geneil

mantenilore del-

ordin con sua bolla, che

suo successore fosse eletto a nonna delle leggi di Gregorio nel con-

pace e della giustizia, zelante propagatore della religione cattolica,

pronto in

ogni occasione

al

cilio

di

Lione,

e di Clemente

soccorso
di lui
gliari,

de'poverelli.

Ebbe
zelanti

presso

in quello

di Vienna, esortando nel


elegsoste-

onestissimi e

famiinfor-

tempo stesso i Cardinali ad gere un Pontefice degno di


nere
la

da cui voleva
delle
cose,

essere

mato

per

prenderne

dignit della santa

Sede.

Munito quindi dei ss. sagramenti mori nel bacio del Signore, fra le
braccia di
s.

23 febbraio
dici di

Antonino, nel giorno i447> contando anni


e quasi secio

una parola Eugenio IV fu uno de'pi. grandi Pontefici, bench uno de' meno felici, siccome pur not sant' Antonino, part. 3, tit. 22, cap. 2. Vac la
provvidenza. In
santa Chiesa dieci giorni.

sessantaquattro di et,

governo,

meno

dieci

EUGENIO
V. Eugenio

giorni.

Fu

egli

l'unico

Pontefice

II

a cui ricorsero due Augusti greco e latino, per riconoscerlo padre e


pastore universale
,

EUGENIO,

Romano, Cardinale. Papa CU. Cardinale. Eugenio


di

assunto al vescovato
alla

Ostia,

fu

come

osserva

delegato nell'878 da Giovanni Vili


corte
dell'

Paolo Emilio,
cor.
,

De

reb. gestis Frati-

imperatore

Basilio

225. tore di rota Malatesta, ed


lib.

io,

pag.

L'udiil

in qualit di legato Pontificio, assie-

Carcor-

me

dinale

Parentuccelli

gli
il

fecero l'o-

razione

funebre
in

ed
al

suo

al vescovo di Ancona, per richiamare all'antico lustro quel clero decaduto nel costume, e nel

po fu

piana

terra

sepolto nel

domma,

Vaticano, accanto

sepolcro

di

Eugenio

III, com' egli avea ordinato a'suoi famigliari, in un modestissimo avello, il quale poi dal Cardinale Condulmiero suo nipote fu ridotto in magnifico deposito;

per togliere le dissenincominciavano a produrre i nuovi insegnamenti dell'empio Fozio , e riordinare la die
sioni che

sciplina

ecclesiastica.

Sedotto per
di

da

quell'eresiarca,

finse

essere
il

stato
triarca

spedito

per deporre
s.

pa-

ma

nella

riedificazione

di

questa

legittimo
il

Ignazio, e so-

basilica fu questo deposito traspor-

stituirvi

gi

discacciato
al

Fozio.

tato alla

chiesa di

s.

Salvatore in

Presiedette ancora

conciliabolo

sessantasei

Lauro, ove officiarono per duecento anni i canonici di san Giorgio in Alga da lui medesimo
istituiti.

per

tal motivo raccolto; ma fu severamente condannato dal Pontefice, il quale tuttavolta perch ri-

parasse
nella

Era Eugenio IV di statura grande e di animo sempre eguale, di aspetto grave ed estenuato, di poca letteratura, ma insigne storico; magnifico nel ristoramento delle chiese e
alla

al mal fatto, nuova legazione

lo

destin

pel

medesi-

mo
zelo

oggetto, e in quella presso ai


si

bulgari, nelle quali

diport con
agli

e sollecitudine veramente ec-

clesiastica,

ripar

scandali dice
il

ornamenti
quale alz

di
1'

Roma,

in

mezzo

che dato

aveva.
lui.

altro

edifcio dell'uni-

Cardella di

versit

chiamata Sapienza j protetto^


;

EULALIA
Al

da

Barcellona
persecuzione

(s.).

re de'virtuosi e de'letterali

disinle-

tempo

della

di

i88
Diocleziano,

EUL
sostenne questa
in

EUL
santa
Barcellona.

vergine
Ella

il

martirio

la

principale protettrice di

ed onorata dalla Chiesa per vergine e martire il d 20 dicembre.


ella spir,

<|tusla citt,

all'articolo

ed ivi, come dicemmo Barcellona (Vedi), con


si

EULALIO, Cardinale. lalio Antipapa.

V. EuV. Anti-

mnm
le

venerazione
d

custodiscono

EULALIO
papa
III.

Antipapa.

sue reliquie. La sua festa viene


il
1

celebrata

1 febbraio. In

EULOGIE
ca-

(Eulogia).

Questa
gre-

EULALIA
pitale

(s.).

Merida,
in

parola deriva da

un vocabolo

della Lusitania

Ispagna
nella catdi

nacque Eulalia. Allevata


tolica

co che significa benedizione o munificenza; e siccome tal nome si


diede
ni, ai

religione,

dotata

un'in-

pani

benedetti,
si

dalla be-

dole dolce,
stia,

e di

una rara modeco-

nedizione che
si

faceva con orazio-

diede

ancor giovinetta a
avea
Eulalia

prese

il

segno
s.

per la

cosa
die
I,

noscere quanto ella amasse la virginit.

segnata.

L'apostolo

Paolo
Cor.
si

Non
gli

ancor
intima-

questo
cap.

nome

all'eucaristia,

tocchi

anni dodici, che dall'imDiocleziano


i

io, v.

16;

ma

poscia

chia-

peratore
to a

sent

tutti

cristiani

un

editto di

dette,
altre

marono eulogie diverse cose benecome il pane, il vino, ed


vivande che
si

sacrificare agl'idoli. Eulalia anzich

distribuivano

spaventarsi, sent

suo cuore l'ardore del martirio, e trascurando le premure della madre, che volein

(ed
li

il

pane

finita la

messa) a quel-

ch'erano presenti alla chiesa, cospecie di supplimento deleucaristia,

me una
l'

va sottrarla dal pericolo, di notte-

tempo
te
si

ella fugg,

ed

il

vegnenIvi

agli assenti

present al tribunale del giu-

ne.

dice per
eroica

nome
i

Daciano.
lo

fermezza

con rimprover di
della

Le un supplimento

o che si mandavano segno di comunioeulogie che davansi come


in
dell' eucaristia,

che consistevano
si

in pani

benedetti,

perseguitare

seguaci

vera

distribuivano colle stesse cerimo-

religione e lo rinfacci di sua


piet.

emDaciano sorpreso da un s
prime a

nie esterne dell' eucaristia

medesiper
agli

ma.

generoso ardimento, volle lusingarla

Bisognava essere digiuni mangiarne, non si davano n

sulle

mutare
le

consiglio,

ina inutili

riuscendo
alle

sue

ame
gli

monizioni, pass
posti

minaccie,
di
lei

ne ai cristiani scomunicati. Quello che davasi a'eatecumeni, che sant'Agostino chiama Eulogia, ed
infedeli,

sotto

gli

occhi
quali

stromenti,

coi

sarebbe tor-

mentata, la
bedire al
lia

invit ancora ad obsovrano comando. Eularesist,

sagramento, era il che loro ponevasi nella bocca, il latte e il mele che pur davansi loro benedetti, per denotare
specie
di sale benedetto
la

una

a tutto

ed intanto che
uncini di
ferro

loro

infanzia

nello

spirito.

V.

due
le

carnefici con
i

l'Albaspina, nelle sue


de' sagri
riti,

Osservazioni
osserv.

laceravano

fianchi, e le scopri-

lib.

2,

35

vano ghe

le ossa, ella
i

vide in quelle pia-

e 36.

Il

Berlendi,
la

trofei di

Ges

Cristo, e die

opinione che
le

con altri, di Chiesa latina desse


a'eatecumeni, seb-

gloria al suo Signore, senza

man-

eulogie pure

dare un lamento. ultimo a morire

Assoggettata per
fra
le

fiamme,

bene fossero congedati dalla chiesa prima della presentazione delle ob-

EUL
blazioni,

EUL

189

ed

servavasi

opina che come conl'eucaristia per comuni-

care non fuerint parati, eulogias

care

energumeni, che non erano presenti ne alle obblazioni, n


gli

>

omni die dominica, et in diebus festis ex inde accipiant ".

V. Eucaristia, nonch
sa. Nella liturgia

l'articolo
si

Mes-

al

sagrifizio,

cos

potessero conser-

armena

dichia-

varsi pei catecumeni, e

che fossero
so-

ra,

come questa
molliche

distribuzione di pa-

quegli alimenti chiamati minuti sa-

ne benedetto
delle

sia

un
che

vivo simbolo

gramene, mentre

il

sale davasi

desiderava

la

lo ne'giorni solennissimi

di Pasqua.

Cananea cadute
sto.

dalla

mensa

di Cri-

Avverte il medesimo Berlendi, che veramente l'eulogie erano di solo pane, distribuendosi il vino ed altro quale eulogia solo dalla Chiesa alessandrina, e da poche altre chiese. Siccome in progresso di tempo non si poteva spedire l'eucarista tanto ai vicini, che ai lontani, per gl'inconvenienti che potevano accadere, specialmente nel
persecuzioni,
secolo, e nel
cos

Inoltre

il
i

Papa san Melchiade


preti

ordin che
di

delle parrocchie

tempo
il

delle

ro

sostituiti

quarto suo principio, vennepani benedetti, o euverso


dell'unione de'cuori
le

logie,

in segno

che regnava tra

diverse Chiese,
e qual simbotali

e la reciproca unione, credenza ed

amicizia de'cristiani,
lo di

in segno di comunicazione il pane dal Pontefice benedetto, per quindi distribuirlo al popolo; ed Innocenzo III attesta che tal pane lo recavano ai preti da parte del Papa, gli accoliti. I Papi usavano mandare delle eulogie ai vescovi pi lontani; ed i vescovi e i sacerdoti se ne mandavano pure a vicenda gli uni agli altri, principalmente nelle grandi feste, come al Natale, alla Pasqua ec. I semplici fedeli e le donne stesse se ne mandavano del papigliassero
ri.

Roma

carit e
i

di pace;

pure

Ne' monisteri

distribuivansi

le

essendo

motivi
della

della

precedente

eulogie nel refettorio, giacche tutti


i

trasmissione

eucaristia.

Al

religiosi offrivano alla

messa con-

Pontefice

s.

Melchiade, eletto l'an-

ventuale dei pani, di cui consacravasi

no 3

ii, viene attribuita l'istituzio-

una
per
a

parte
Gli
essere
quelli

per
altri

ne delle eulogie, ossia la distribuzione del Pane benedetto [Vedi), la quale fu poi similmente comandata da s. Silicio Papa del 385, e da s. Innocenzo 1 del 402. V. il Sandini, Vitae Font. t. I, p. 84. Per riporta il Macri, che gi avea decretato s. Pio I, del i58, col cap. 4- u Ut de oblationibus quae offeruntur a populo et consecra tioni supersunt, vel de panibus, quos deferunt fideles ad Ecclesiam, vel certe de suis conveniente!* ' partes incisas habeat in vaso 11 i>

alcuni nedetti

fratelli.

comunicare erano benel

distribuiti

che non si erano comunicati, e che doveano cominciare dal mangiar questo pane
refettorio

prima del
Surio,
i.

pranzo.

Abbiamo dal

marzo, che trovandosi nel

concilio Aurelianense, celebrato nel

54o, fu pregato s. Albino vescovo Andegavense, perch volesse benedire

alcune

eulogie

da

mandarsi

ad uno scomunicato,
benedette
lo
altri

avendole gi vescovi rispose che


;

tido

et

convenienti

et

post

avrebbe fatto perch mandava, ma che Dio

gli

si

co-

vi

avrebbe

missarum solemnia, qui comuni-

provveduto, siccome avvenne, gtac-

90
lo

EUL
mori
all'anno

che
ili

scomunicato
il

piM

tagliandi in molte parti, e nel fine

ricevere le dilogie.

Nana

Baronio,

645*

che il Pontefice Teodoro 1, ricevendo alla comunione cattolica il


penitente Pirro
nopolitano,
lili,

messa distribuivasi a quelli ohe non volevano o non potevano comunicarsi ; bench si legga esseItila

re state talvolta
si

patriarca Costanti-

protettore dei monotein

date anche a chi comunicato. Queste propriamente chiamavansi eulogie, che

era

poi

convertito, e convinto

al dire

del Berlendi significano cibi

pubblica

disputa

da

s.

Martino,

benedetti, a questo fine introdotte,

non

solo gli restitu la dignit pa-

acciocch
caristia,

facendo

le

veci

dell'eu-

triarcale,

ma

in segno di

maggior

rappresentassero quella cofrequente, che prati-

unione e comunicazione
dere sopra
tare, e
logie.

lo fece se-

munione pi
ci

la cattedra vicino all'al-

cavasi per innanzi da'fedeli, e per-

distribuire al popolo le eu-

chiamate dai
est

greci,

Sacrimi anil

tidorum, hoc

vice doni, dice

In

quanto

al

tempo
il

della

di-

p.

Morino.

stribuzione,

ordin
can.

concilio Lao*

Abbiamo
le

detto di sopra che deleh' erano digiuni,


alla

4* cne s faccia questa distribuzione di pane bene-

diceno col

eulogie

non potessero partecipa-

re se

non coloro

dopo la messa, eccettuando il giorno di Pasqua ( nel quale tutto il popolo doveva ricevere l'eucaristia), e il tempo quaresimale per non rompere il digiuno. Allora, in vece del pane, il sacerdote
detto

e che avevano diritto

comu-

nione, e perci

non

fu stimato de-

gno

Leudasse di riceverle da s. Gregorio di Tours ; tuttavolta si davano dai greci anche ai catecumeni ed agli scomunicati pr cri:

diceva

l'

orazione

sopra
al

il

popolo,

mine

obstrictis,

dice

Germano

pare-

come si costuma

sino

presente do-

triarca,

haec oblatio sanctitate


alterili*

po la comunione, avendo il diacono pronunciato le parole Humiliate capila vestra Deo. Parlando il
:

dundans

vice sanctioris in
substiliritiir, et

missa solemnitalibiis,
qfferturj anzi

comand
pani

Niceforo Ca-

Berlendi, delle obblazioni all'altare,

no, dovere

delinquenti partecipare
confracto,
alla
i

pag.

22, del cucchiaio col quale


i

si

Eidogiae
greci

et

raccoglievano
obblazioni

frammenti
si

delle

quale eulogia del

pane univano

che

distribuivano ai

comunicanti,
ticole del

dice

che queste parconsagrato


secoli,
si

anche quella dell'acqua, per imitare la comunione sotto le due


specie,

pane

tro-

che intendevano coll'eulogie


di disi

vano, negli

antichi

talvolta

di rappresentare. Si legge nel cita-

chiamate col nome di eulogie, sebbene ordinariamente non fossero le


eulogie particole della sagra

to Macri, che la cerimonia


stribuire
il

pane benedetto

manan-

comu-

tiene al presente nella Chiesa greca

nione

che

davasi

al

popolo,

ma

ed armena.
cora in
ni

ci

esse fanno

una semplice loro rappresentanza. Dappoich facendosi tre divisioni


del

Roma
la

nelle funzioni solen-

dopo

pane che veniva offerto all'altare, una pel celebrante, l'altra per i
la

alcune parti

messa cantata, ed in fanno ancora dalla si

Chiesa latina particolarmente nella


Francia, dove con molta solennit nel tempo dell' offertorio viene por-

comunicanti,

terza

che

sopra-

vanzava, con rito solenne benedetta,

EUL
Info
detto.
il

EUL
essere

9f

pane

por

benedisse

nostro Eulogio, per avere incoraggiato


i

martiri

sostenere
si

toregli

La voce
in
altri

dilogia finalmente

si

menti. In

prigione
la

occup

significati,

come

di limosi-

na, o altro donativo. Cos

chiama-

ronsi eniogie le cene benedette dai

sua esortazione al martirio, e posto dipoi in libert non si occup che di annunziare
scrivere
la

vescovi e dai sacerdoti,


plici

ed i semdoni non benedetti. S. Leone


ai
i

divina

parola.
di

l'arcivescovo
fu eletto
re.

Morto nell'858 Toledo, Eulogio

IV

proib

vescovi di Bretagna
loro sacerdoti a por-

di obbligare

ad una voce per successoSopravvisse per di poco alla


e sofferse
il

tar loro dei doni, eulogias, quando vengono ai sinodi; ed Incmaro di Reims proib ai suoi arcidiaconi di

sua elezione,

martirio
figlia

per aver

ricoverata

una

di

ricevere eulogie
di

o doni dai
se

un mussulmano, la quale istruita da un proprio parente nella relibattesimo,

sacerdoti

loro
offerti

giurisdizione,

non vengono
te.

volontariamen-

gione cristiana, e ricevuto anche il avea implorata assisten-

Eulogie furono
e
le

pur

detti
Il

di-

za dal santo vescovo.

Tradotto Eu-

ritti

rendite annuali.

Rinal-

logio al cospetto del giudice, e rimdi aver dato mano alla insubordinata fanciulla, rispose francamente, e prov, che in questa

di,

all'anno

delle

eulogie

3i4, num. 56, parla pubbliche, segno di

proverato

di quelle amici ebbero in costume per antico di mandarsi uno

cattolica

comunione, e
gli

private che

cosa

la

disobbedienza

a' genitori

tornava

dovere;
il

si

mise

poscia

qual costume ne riporta diversi esempi. Delle eulogie pubbliche e private, e perch il
all'altro,

del

ad

istruire

giudice, e

a dimo-

strargli

quanto

grande
fece

impostore
irrato

era Maometto.
il

Sommamente

diacono
ta

nelle

messe

feriali

della

quaresima
veslra
nelli,

dica

humiliate

capiil

Deo

ne

tratta

Sar-

tom. VI, pag. 38 delle Leti,

ecclesiastiche.

EULOGIO m CoimovA (s.). Da una delle pi cospicue famiglie di Cordova in Ispagna sortito Eulogio,
i

condurre Eulogio al cospetto del re, il quale sull'appoggio soltanto delle deposizioni del suo ministro, non degnando neppur d'un ascolto il santo vescovo, ordin che fosse decapitato. Eulogio condotto al luogo del
supplizio

regio

ministro,

primi suoi anni visse fra


della

chie-

suo martirio

consum gloriosamente il li i marzo dell'ani

rici

chiesa di

s.

Zoilo. Dive-

no 809,
ricorda

e la Chiesa in tal giorno


la

nuto

in progressso sacerdote, fu destinato a presiedere alla scuola ecclesiastica

sua

festivit.
(s.).

EULOGIO
di
Siria, assai

Nativo Eulogio
in

della sua patria.

Col di-

giovane abbracci
monastico.
di

giuno, veglia
va
i

ed orazione
si

santifica-

patria lo stato
in quei d

Agitate
e di

suoi studi,

e coll'umilt, dol-

le chiese

Siria

cezza e carit
cizia e

procurava l'ami-

Egitto dagli eutichiani, divisi nelle


loro eresie in varie sette, seppe
logio
rale
,

venerazione di ogni persona.

Eu-

Suscitatasi

ncir anno
e

una fiera persecuzione 85o contro i cristiani,


in

preservarsi dal

guasto gene-

furono posti
molti

carcere
fra' quali

il

vescovo

da
ce

tutti

con una vita pura, farsi ammirare per vero seguacattolica

preti,

anche

il

della

dottrina.

Datosi

19*
egli
le
la

EUM
a tutto

EUN
citi-

uomo

allo studio

teologiche verit, alla lettura delsacra


,

Scrittura, e
fornito
di

degli

scritti

de' padri

un ingegno

penetrante,
si,

fece rapidissimi progres-

romani Pontefici, appartenente alla metropoli pur titolare di Laodicea. EUNOMIAN1 (Eunomiani). Gli Eunomiani erano discepoli diEunomio, vescovo di Cizico, il quale
i

presto a porsi in combattere l'eresia dominante, e divenne uno dei pi brillanti lumi della Chiesa di quei giorstato di
ni.

e giunse ben

sosteneva

gli

errori

d'Ario,

ve

n'aggiugneva degli
si

altri.

Vanta va-

S. Anastasio patriarca
il

di

An-

di conoscere Iddio tanto perfettamente, come Iddio conosceva s stesso. Osava dire che il Figlio di

tiochia, conosciuto

pressante biso-

gno, chiam a se Eulogio, ed ordinatolo sacerdote divise con lui le

Dio non era Dio che di nome ; che non si era unito sostanzialmente all'umanit, ma solamente
per
dato
stati

cure

dell'

apostolico ministero.

Ti-

la

sua virt e per

le
il

sue opebattesimo
Trinit,

berio Costantino, principe

saggio,

razioni.

Condannava

volendo riparare

mali cagionati

in

nome

della
quelli

ss.

alla Chiesa da'suoi predecessori, in-

e ribattezzava

che lo erano
S. Girola-

formato delle virt e meriti di Eulogio il volle a reggere la chiesa di Alessandria, ed elettolo patriarca, fu consagrato sul finire del-

con quella forma.


lo

mo
le

accusa

di avere disprezzato

reliquie de'santi martiri, e di a-

l'anno 583.

Due

anni dopo, obbliivi

gato a recarsi in Costantinopoli,

trov per apocrisario pontificio san Gregorio il grande, e con lui si strinse nella pi intrinseca amicizia.

che non potevansi onorare senza delitto, e che i miracoli, che facevansi alle loro tombe, non erano se non illusioni del demonio. S. Basilio ci lasci cinque
vere sostenuto
libri

Separatisi

dipoi

continua-

tres

contro Eunomio, e venne alconfutato da s. Gregorio Nas. Gregorio Nisseno. (Eunuchus). Vocaboda due parole greche

rono a tenere una santa corrispondenza. Con zelo e con carit reggendo ed ammaestrando il suo popolo mori santamente Eulogio nell'anno 608. La sua festa assegnata
ai

zianzeno, e da

EUNUCO
lo derivato

indicanti la persona che ha la cu-

ra o la

guardia
I

del letto nuziale


diversi
significati

i3 settembre.
Citt vescovile della
nella

o
di

del

talamo.

EUMENIA.
cesi

questo termine
testi della

diedero motivo

prima Frigia Pacaziana,


ed esarcato
dice
d' Asia,

diola

ad alcune
cuni
vorito

false critiche

sopra
.

al-

sotto

sagra Scrittura

Faeth

metropoli di

Laodicea, che
eretta
nel

Comquinto

osserva

che

la

parola
il

manville
secolo.
Si

nuco, significa custodire


l'interno di

letto,

vuole fabbricata sul Cludrus da Eumene fratello di Attalo,

un appartamento, anzi
in

vuoisi che questo


il

origine fosse
re.

e Stefano

di

Bisanzio

la

chiavi

titolo di tutti

camerieri del
di

ma Eumcneia. Cinque
,

vescovi

Nella Scrittura prendesi

frequente-

ebbero sede, Trasea, Teodoro, Leone Or'tis Paolo , ed Epifanio Clirist. tom. I, p. 807. Al presente
.

mente per un
cipe,

ulliziale

un princorte,

che serve
nell'

alla

sua
del

ed

occupato
sia

interno

palazzo,

Eumeni, umetuem,
in parlibus
,

un

titolo

che

si

conferisce

dai

che fosse veramente eunuco, sia che non lo fosse. Era pine nume

EUN
di
uffizio

di

dignit,

come

fu

Putifar

eunuco di Faraone e padrone di Giuseppe, che aveva moglie e figli. Iddio avea proibito al suo popolo d'Israele di fare gli eunuchi e di castrare anche gli animali,

EUN i 93 avevano eunuchi presso le loro persone ; che questi divenivano i loro favoriti, o i loro primari uffziali, e che ad essi confidell'Asia

davasi

sovente

l'amministrazione

de' pubblici affari, ed

anche

il

co-

come

si

legge nel Levitico 22,

mando
zione

delle armate.
de' costumi
,

Fu

la

corrudelle

24, e nel Deuteronomio 2 3. Il Salvatore in s. Matteo 19, 12, par-

che introdusse
pluralit

fra gli orientali la

d'una specie di eunuchi differenti da questi, e sono quelli che si sono fatti eunuchi pel regno dei cieli, vale a dire, che per un mola

donne, e la gelosia de' mariti port i grandi a far mutilare gli uomini che servivano nel loro palazzo, ed cambi

allora

il

termine di eunuco
,

hanno rinunziato al matrimonio, e ad ogni piacere della carne, e non gi che siensi
tivo di
religione

di significato

qualific

quelli
virilit.

che

venivano privati della Nessun esempio di questa


le repubbliche qualora per si

effettivamente castrati da se medesi-

barbarie forniscono greca e romana,


eccettuino
quelli di
i

mi, siccome intendeva Origene, pren-

dendo
no 25o
l'

rigorosamente

alla

lettera

sacerdoti

di

Cibele, e

le parole di

Ges
i

Cristo.

Nell'an-

fu tenuto

un

concilio nel-

Diana Efesina, i quali spontaneamente mutilaronsi da s


medesimi. Soltanto pi di trecento anni

Acaja

contro

valesiani
Collectio.

o
I

euva-

nuchi. Baluzio
lesiani

in

dopo V
,

istituzione della re-

imponevano
cos
il

per

precetto

pubblica

gli

imperatori

romani

l'evirazione,

Bernini, Storia

delle erese, pag. 5o.

Gi

la

Chie-

sa aveva detestata
zione,
stolici

siffatta

mutila-

che mai non avevano avuto presso di loro gli eunuchi, lasciando l'Italia per trasportare la sede del-

come

consta dai canoni apo-

22 e 23. V. Jo. Lami, de eruditone aposlolorum,i6i. Il concilio di Nicea, del 325, condann coloro che si facevano eunuchi da se medesimi. Se alcuno stato fatto eunuco da' chirurghi in maovvero da'barbari, resti nel clero ; ma quegli che mutil se stes so essendo sano, deve essere inler detto, se trovasi nel chiericato, e
n
lattie,

impero in oriente, contrassero il costume di avere uomini snaturati


l'

al

loro servigio, che sovente pose-

ro nel
fziali

numero

de' loro grandi ufdegli


asiatici.

ad imitazione

Abbiamo dal num. 18 e


per
la

Rinaldi, all'anno 29,


19, che
gli

eunuchi
si

camera imperiale

soleva-

no pigliare tra' popoli absagi. Biondo da Forl, nella Roma trionfante,

p.

d'ora innanzi non se ne dee prosi

erano tenuti nella

65, tratta del disprezzo cui repubblica ro-

movere nessuno". Can. 1. Il perch quelli che si erano castrati da s medesimi, vennero esclusi dagli

mana
bele,

gli

eunuchi, escludendo Gee sacerdote


di

nuzio, eunuco

Ci-

da una eredit

eh' eragli sta-

ordini sagri.

ta lasciata,

non essendo consideraIl

L' uso barbaro di

mutilare

gli

to
cri,

uomo n femmina.

Mache
il
,

uomini
gri

risale

nell' oriente
;

alla pi

Notiz. de' vocab.


degli

eccl. 3 dice

rimota antichit
e profani
VOL.
e'

gli scrittori sai

Tertulliano chiam Archigallus,

insegnano che

re

capo

eunuchi.
i3

Domiziano

XXII.

,,

ig4

ELN
altri

EUN
della

imperatori proibirono ogni mutilazione, tanto da per se, che per mezzo di altri. Alcuni vietarono pure la Circoncisione (Fedi). Costantino Ma-

Nerva, Adriano, ed

scomunica. Il perch ora i musici e cantori eunuchi sono pochi , essendo tali soltanto quelli che per qualche disgrazia, infermit, o caso fortuito vennero privati delle parti genitali. Nel Dizion. enciclop. pubblicato sotto la dire-

gno proib che


ro conferite
legge che
patrizi, e
le

agli

eunuchi

fosse-

prefetture

strature; Teodosio II

o magiordin con

zione di Saint-Laurent, ecco

come

non potessero divenire


Giustiniano
I

proib ezian-

definito

l'eunuco.

Castrato,

dio la castrazione.

Dubitano alcuni, che l'uso probabilmente antichissimo nell'Egitto


di

nome dato ad un cantante in voce di contralto o di soprano, che nella sua infanzia o avanti m la pubert stato privato degli
generazione, nello scopo d'impedire i cangiamenti che fanno subire alle voci i fe-

castrare gli animali,

aprisse la

organi della

strada alla barbarie di formare gli

eunuchi. Ai

lidii

si

attribuisce

la

prima invenzione della castrazione, o dello snaturamento del sesso delle

nomeni della pubert, e di con* servare al cantore una voce fles-

femmine

e quella scoperta

si

ascrive
il

ad Andramiri re di Lidia, quarto che regnato avesse in


si

sibile ed acuta. La voce di que sti cantori aveva un metallo e un accento molto pi penetranti

quel paese avanti Onfale.


strazione

pratica

La cacomunemente

te

di

quello
Lett.

delle

Sarnelli,

eccl.

tom.

donne V,

".

Il

lett.

in Asia, e specialmente dai turchi,


i

quali

gli

mutilano tutti quelli tra schiavi loro che destinano alla


;

XIV, num. i o, dice che uomo vietata gi divina ed umana; e


zione dell'

la castra-

dalle leg-

nel tom.

donne cor tolgono con una


custodia delle
delt tutti
i

a questi anorribile

VII, lettera

XXIV,

tratta di
si

qual
ca-

cru-

pena
stra,

sia

meritevole colui che

segni distintivi del ses-

perch niuno padrone delle

so al quale appartengono. Noto

sue

membra

e della sua vita,


assai

ma
in-

che gli eunuchi non hanno barba, e la voce loro, bench assai forte, non mai grave. Non ancora scorso molto tempo che si praticava il barbaro uso di privare
i

solo Iddio.

Dotta poi ed

teressante la lettera suddetta

XIV

del tom. V: Se tut gli eunuchi sono irregolari ? Risponde di no

giovanetti
gli

destinati

al

canto, de-

organi della
loro

generazione,
quella

per
acu-

conservare
ta
ti

voce

che ottimamente riesce nelle parchiamate alte e soprano. Sebbene per l'uso introdotto si ammettessero castrati nella cappella che nel secolo decorso il Pontefice Clemente XIV proibisse severamente quella opepontifcia, vuoisi

perch quello solo irregolare, che essendo sano, volontariamente si castr, o si fece castrare, qualunque ne fosse il fine, anche per amore alla castit; quindi sono irregolari anco quelli che cooperano
alla castrazione;

riportando per ulquali


i

timo

le sei

cagioni per le

tanto detestano il caslramento degli uomini, perch dissagri canoni

pongono: Qui
vcrit 3 clericus

razione, e minacciasse
fautori della

gli

autori o

medesima

della

pena

sili virilia amputanon efficetur, sui enim ipsius homicida est, et minti-

, ,

EUN
cus creationi Dei. V.
nini a pag.
il

citato Ber-

42

Nelle

nostre

vi-

genti leggi, l'evirazione dolosa, che

produce

la

morte del paziente,

punita colla galera perpetua.

Anticamente nella Spagna erano matrimoni degli eunuchi, dai quali con gravissimo scandalo nascevano pubblici disordini,
frequenti
i

a cagione del divorzio, che le ingannate spose chiedevano al tribunale di quella nunziatura apostolica. Ricorse il nunzio a Papa Sisto V, supplicandolo d' opportuno provvedimento, perch oltre lo

i 95 scomunic e depose il famoso eunuco Fozio eh' erasi intruso nella sede di Costantinopoli. Giovanni Vili Papa dell' 872 radun un concilio in Ravenna di settantaquattro vescovi, in cui venne composta la controversia insorta tra Orso Partecipazio doge di Venezia, e Pietro patriarca di Grado, che ricusava di

EUN

Pontefice

s.

Nicol

consagrare vescovo di Torcello Domenico abbate del monistero Aibinate, perch


1'

si

era eunucato. Nel-

che Leone IX scrisse nel io54 a Michele Cerulario patriarepistola


gli

scandalo e

le risse,

non poteva

egli

ca di Costantinopoli,
1'

rinfacci
,

resistere al disbrigo di tante simili

l'obbrobrio di questa chiesa

nel-

cause. Allora Sisto

convoc una congregazione composta di medici


fu conchiu-

ordinare degli eunuchi


Nella

per suoi
splendi-

vescovi, per cui

fra questi fu tro-

e di teologi, da' quali


so,

vata una femmina.


ste,

eunuchi non erano atti al fine preciso del matrimonio, e per coll'autorit della costituzione
che
gli

da corte del Cardinal Ippolito d'Ede' duchi di Ferrara, fatto Cardinale da Alessandro VI, era rivi de' suonatori, de' musici e degli

Cum

frequenter data a*

3 aprile

1587, Bull. Rom. tom. IV, part. IV, p. 319, dichiar nullo il contratto, e gli eunuchi inabili a contrarre il matrimonio ; perch impotenti ad essere genitori ed aver figliuoli, che il preciso ed unico fine del matrimonio. Divenuto l'eunuco Eutropio consoie potentissi-

eunuchi. L'infame delitto delia pederastia,

che

fu

in

orrore anche
,

presso di molti gentili


in

che fu

abbominevole uso tra i greci come rilevasi dalle pene decretate su tal reato, e da Luciano nel tom.
II,

cum

notis

Reilhii,

p.

4 11

stato

condannato
11

pur

colla

pena

mo, alcuni barbari

si fecero eunuchi per emularlo e giungere ad eguali onori, ma ne morirono. Eunuchi furono i santi fratelli martiri

dell'evirazione dalle leggi dei visigoti.


epist.

Cancellieri

nelle

Dissert.

bibliografiche,

a pag.

392

Nereo ed Achilleo, battezzati da s. Pietro. Il Papa s. Liberio rifiut dall' eunuco Eusebio, uno dei primi ministri dell' imperatore Costan-

pene fulminate contro la pederastia, chiamata delictum spinae dorsum, e giustamente anche punita col rogo, e novera molli autori che ne hanno trattato; menriporta le
tre sugli eunuchi, oltre
i

una somma che voleagli dare quando fu esiliato per sostenere s. Atanasio. L'eunuco Eutichio attent alla vita di s. Gregorio II, quando era esarca di Ravenna. Leonzo,

citati,

pos-

sono
nell'

consultarsi: Gio.

Bonifacio,
i

Arte de
Petri

cenni, del tagliarsi


Zornii,
Dissert.

genitali;

de

eunuchismo
Gissae

Origenis
s.

Adamantii 3
s.

zio

antiocheno fu privato
erasi

del

sail

1708;
I,

Epifanio, Haeres.
Il
;

cerdozio, perch

evirato.,

58,

lib.

tom.

Agostino

,,

96 18
-,

EUP
Theoph.

EUR
Raynnmli
sto.

fiacre*.

Spogli le

chiese

d'ogni

suo

Minitela nati, farti,

mysiici,
C.

ex

sa-

cra, et huniana litteratura illustrati,

avere, impose tasse enormi ai laici, arrol il clero alla milizia, e

Divion

i655;

d' Ollincan

condann

pi zelanti confessori a
la lo-

(Ancillon),

Traile des

eunuques,
martire diacono in
prigione

suggellare col proprio sangue

Trevoux, 1707.

ro credenza.
Il

EUPLIO
ili

(s.).

santo
era

campioni
chio,

vi

Fra questi generosi fu compreso Eupsiper


natali in
illustre,

Sicilia
,

Euplio
e
nella fu egli

uomo

Catania

persecuzione di
fatto
al

da poco congiunto
I

matrimonio.

Diocleziano

suoi concittadini gli contestarono

e condotto dinanzi

governatore

Calvisiano. Euplio tenendo in

no
al

il

libro de' santi

maevangeli, non
in
di

propria venerazione, coli' erigere a suo onore un tempio e s. Bala


,

silio,

otto anni dopo, celebr

la

di

esit

punto a dichiararsi
per
seguace
Calvisiano

faccia

lui

festa,

invitando

tutti

vescovi

giudice

Ges

sdegnato della franca confessione di Euplio , per rimuoverlo ordin che fosse sottoposto alle pi crudeli carnifcine. Euplio con invitta costanza le sosCristo.

Ponto a concorrervi, e fissanli 8 aprile. EURIA o EUROMA, seu Donatiana. Sede episcopale della Gredel

dola

cia,

nell'Epiro antico, nell'esarcato

teneva, anzi in cambio

di

mover
le

lamento, andava leggendo

divi-

ne

scritture.
inutili

Calvisiano
i

riuscir

suoi

vedendo sforzi, onde

Euplio a sagrificare agli dei, ordin che fosse decapitato. Nel mentre che Euplio veniva condotto al luogo del supplizio, andava egli ripetendo per istrada le
seguenti parole

indurre

gnore

Ges: confermate

avete in

me

o Siche operatoj e giunto al


:

vi ringrazio,

ci

palco, postosi

in

ginocchio
esibito
il

preg

alquanto,
raccolsero

indi

collo al

carnefice, fu decapitato. I cristiani


il

Macedonia, che vuoisi fosse ove poi surse il borgo di s. Donato in Albania. Nel concilio di Calcedonia si fa frequente menzione di Euria; e s. Gregorio VII indirizz la seconda lettera, eh' nel XII libro, al vescovo di Euria, che altri impropriamente chiamarono Isauria. Commanville dice che fu eretta in vescovato nel quinto secolo, sotto la metropoli di Cassiopea ossia Jannina. Al presente un titolo vescovile in partibus, che conferisce lo conla santa Sede, e Pio VII fer a monsignor Gioachino Salvetli dell'Ordine de' minori osserdi

suo corpo,
I

samato

Io seppellirono

ed imbalcon grande
festa ai

vanti di

s.

Francesco, attuai vica-

rio apostolico di
la

Xansi e Xensi nelGesuita por-

venerazione.
agosto.

martirologi di occila

Cina.

dente ricordano

sua

12

EURIQUEZ Enrico.
gnia, vivente ancora
tore.
il

toghese, prese l'abito della


(s).

compa-

EUPSICHIO
postata
irritato

Giuliano

contro

FaCesarea

suo fondafelice suc-

Fu

impiegato con
nell'

Cappadocia per aver distrutto il tempio della Fortuna, unico al culto del paganesimo, infier contro tutti quelli che procapitale della

cesso

specialmente
di
lui

insegnare.

Abbiamo
teologia

una Somma di morale. Mor in Tivoli nel


terza delle cinque

i6o3.

fessavano la religione di Ges. Cri-

EUROPA. La

EUR
parli del

EUR
di questo la

197
all'

mondo,

Y Europa
d'

relativamente

Asia.

ma la meglio coltipi civilizzata e proporzionatamente alle altre, la pi pomeno


vata,
estesa,
la
,

Altri poi dicono che la

provincia
il

Europa (Vedi), diede


nella

suo nosi

me

a tutta l'Europa. L'Europa

Questa un' antica parte del globo rispetto all' America, e che nuova regione pu dirsi riguardo all' Asia, prima parte del Mondo, ed all' Africa eh' la seconda. E sebbene anco a questa ceda l'Europa in ampiezza, tuttavolta ha innumerabili titoli per espolata.

temperata settentrionale fra il 33, 45, ed il 71, ii, lat. nord, e si estende dal 22 1. ovest, ed il 48 1. est

comprende

zona

del meridiano di
l'8

Roma

ossia

fra

sere alle altre nell' ordine


ta.

preferi-

In

fatti,

osservano

geografi

che l'Europa non che la continuazione del continente asiatico come bene indica la confusione ed
incertezza de' suoi confini orientali,
nelle antichissime emigrazioni marittime, che la politica dominazione dei grandi imperi precedet-

el'8il. est dell' isola di Ferro. La sua maggior lunghezza presa dal sud-ovest verso il capo San Vincenzo fino al nord-est verso i monti Urali ascende a mille leghe circa, e la larghezza dal capo Nord nella Lapponia svedese al capo Malapan nella Grecia non eccede leghe novecento. Nella variet delle misure della superficie europea (che
solo basta a far conoscere
nella

quanto
desideri
stabilisce

scienza geografica

si

tero, ebbe,

secondo alcuni,

il

nome da Europa
cie,

figliuola di

suo Age-

di esattezza),

Mac-Carthy

295,735

leghe

geografiche
di

quasei-

nore, celebre capo delle genti feni-

drate, popolate in ragione

e famoso tra

nautici avven-

cento sessantasei individui circa per


ciascuna lega.

turieri.

Di

Europa
si

in quella

mi-

tologica et assai

decant

l'alle-

La

superficie

dell'Europa

di-

gorico rapimento, o pi veramen-

visa in

due

versatoi generali, l'uno

l'

maritaggio con Aslerio re deldi Creta ; sebbene altri facciano derivare il nome di questa
te
il

oceanico, l'altro mediterraneo.


il

Se

isola

suolo dell'

Europa non eguaglia


fertili

nei luoghi
dell'

pi

le

contrade
dell'

nobilissima parte del globo, da


lesponto.

un

Asia

dell'Africa,

Amemon-

piccolo paese in vicinanza dell'El-

rica,

almeno pi equabile
le

e con-

Ma

gli
il

autori che

hanno
di

forme che
do.
I
1'

altre parti

del

fatto derivare dalla

nome

di

Europa,
figlia

principessa

Europa

no

che contrassegnaEuropa, sono al nord il malimiti poi


la

Agenore, e rapita da Giove, appoggiarono questa congettura sopra una favola, che distesamente si legge nella mitologia. La spiegazione
di

re gelato, da cui la Lapponia vie-

ne circondata ; all'est fiume Kara, i monti

linea
il

del
fiu-

Urali,

me
di

Ural, e que' seni del Mediteri

Gi bel in sembra
Egli
fa

la

pi
il

verosi-

raneo,

quali
di

assumono

il

nome

mile.

venire

nome

di

mar

Europa

dalla voce
il

la occidentale,

JVrab } ovvero che presenta un


di

zof; al

Marinara, Nero, e d'Asud la linea del Mediter-

duplice carattere

verit, tanto

riguardo

al

due

voci,

suono materiale delle quanto alla posizione del-

raneo stesso, che dall'Arcipelago greco continua fino allo stretto di Gibilterra, per mezzo del quale J separata 1 Europa dall' Africa ; ed

198

EUR
del

EUR
grande
nota sotto
ciale,

all'ovest quella parte

Oceano, che col nome di Atlantico si distingue. Attorniata per tal

mar Gi* il nome di ovvero Oceano artico. Enordi ghiaccio

mi ammassi
lo

fluttuimi e
ai

modo

l'Europa in tre

lati

dalle ac-

rendono quasi impraticabile


si

que, ha diversi mari che in essa s'internano, ed una moltitudine di


golfi

naviganti, e vani
gli

resero

fin

qui
e

sforzi

arditi

degli

olandesi
di
l

e baie, medianti

quali age-

degli inglesi per aprirsi

voli si rendono le comunicazioni, animato il commercio coltissimi gli abitatori. Noteremo che gli antichi geografi non conoscevano le
,

passaggio al

un grande Oceano, non


il

essendosi potuto mai trascorrere

78. grado di latitudine.

Il

risul,

parti di

Europa

al di l del 60.

grado di latitudine, se se ne eccettui T isola Tole al nord dell' isole Britanniche.


I

ta mento pero di questa scoperta quando anche avvenisse, dicono i geografi che non avrebbe una som-

confini dell'Europa era-

no gli stessi che gli attuali, come devono esserlo; ma gli antichi che pervennero a conoscere quelli del sud e dell' ovest , non conobbero mai bene quelli del nord, non avendone che idee confuse. Quanto
all'Europa adottarono
quasi geneil

importanza geografica, mentre osterebbe sempre ad ogni commerciale vantaggio. Nuladi meno immensi tesori da quel'inaccessibilit
1

ma

sta

solitaria
le

parte
pesca.

di

Oceano
nazioni

ri-

traggono

circostanti

col

mezzo
quella

della delle

Ricchissima
,

balene

di

tutti

mammiferi marini, abbondante


pra
ogni
altra

so-

ralmente

la

opinione che

Tanai

quella

delle

a-

separasse l'Europa dall'Asia. Tolo-

Europa in due parti, ed orientale. La Europa generalmente bene innaffiata; tutte le sue acque vanno a perdersi parte nei mari interni , e parte nelP Oceano ; il mare Nero riceve esso solo il doppio di ci che riceve ciascun altro mare. L'Oceano assume le varie denominazioni secondo i paesi che va bagnando. Dal Reno fino all'estremidivise
l'

meo

occidentale

ringhe e merluzzi , i quali sboccando ne' dati tempi dalla regione polare, innondano le baie di Norvegia, d' Inghilterra,
di

Alemagna
Mediter-

e di Olanda.

Fra

mari interni

il

raneo primeggia, limitando l'Europa al sud, ed con siffatto nome


distinto,

per essere situato .nell'interre.


Il

terno delle
lo

Mediterraneo
l'africa-

dalle rupi Ab'da e Colpe ossia drilstretto

che custodisce

t della Norvegia, dicesi

mare

d' A-

na
di
il

fortezza di

Ceuta, e l'europea

lemagna, perch bagna tutte le rive occidentali dell'antica Germania, e con poca propriet va pur chiamandosi mare del Nord. Il tratto che dalla parte settentrionale
so
il

Gibilterra, gi tanto note sotto

nome

di

Colonne d'Ercole, giunla

ge fino alla Siria per

lunghez-

za di mille settecento e venti miglia

secondo
cesi

le

pi.

recenti

misure. Di-

della Scozia

si

estende

ver-

mar
gli

Tirreno,
antichi

Toscano,
il

circolo polare, l'antico

ma-

presso

Mare inferum
.

re di Calcedonia, che appellasi eziandio mar de' Sarmati. Quella

nella parte che

bagna

lato sud-

ovest dell'
co, o
golfi,

Italia.

L' Arcipelago grede' vasti

parte poi che

circolo polare suddetto

comprendesi fra il ed il polo,

mar

Egeo, uno

che dal pi ampio suo bacino

EUR
fra l'Asia e

EUR
Guascogna
tlantico,

199
di

zo alle

l'Europa penetra in mezterre di Grecia e di Turchia,

e di Biscaglia nell'Ai

ed

minori

Lione e di

mentre lo spazioso golfo Adriatico, o Veneto bagna la parte orientale


d'Italia, e

Genova
dell'

nel Mediterraneo: l'Ocea-

l'occidente

dell' Illiria.
il l'

no Atlantico che i limiti stabilisce Europa all' ovest, riceve il suo


dal

Dal fondo dell'Egeo apresi


diterraneo la via mediante

Me-

nome
no

monte Atlante

situato

Elles-

nell' Africa,

e chiamasi pure Ocea-

ponto , oggi stretto de Dardanelli , e forma il mar di Marinara, che ha sessantatre leghe nella sua maggior lunghezza, e fu gi noto sotto
il

occidentale.

nome

di

Propontide. Per mezzo

poi del famoso Bosforo


stretto

Tracio, o

di Costantinopoli,

comunica
il

i mentovati stretti , sono pure rimarchevoli: i. il passo di Calais, tra Calais e Douvres, che l' Inghilterra dividendo dalla Francia, d principio al marittimo canale della Manica, che fra quei

Oltre

col

Ponto Eusino, o
dai

mar Nero,

quale riceve
Io stretto

circostanti

fiumi

ga
la

due regni sino a Brest si prolun2. il faro Messinese per cui ;


bella isola di Sicilia

copioso tributo.
d

Coffa

Finalmente oltre terminano il


pro-

viene

dal

corso le acque mediterranee,

rimanente d' Italia sebbene questi due


pali,

separata.

Ma
di

sieno
gli

princi-

ducendo
dati

de' bassi fondi, che


si

de Meotide
,

Paludissero ne' tempi an-

quindici

sono
i

stretti

Europa degni
istmi
,

di osservazione.

Si

e mar d'Azof, o mar di Zabacche chiamatisi nei moderni. Fra


la

distinguono in fine
di Corinto
alla
la

due rinomati
la

che

Morea condi
si

Danimarca

la

Svezia s'inter-

giunge

Grecia,

Precop,
unisce al

na l'Oceano a formare il golfo di Skager Rack, o canale di Jutlandia, che nel volgersi poi al sud prende il nome di Categat, e mediante
gli

pel quale

Crimea

continente russo.
I

principali e

pi cospicui laghi
que' di

di

Europa,

sono

Ladoga

stretti
i

del

grande e pics'

colo Belt, a separare

quali

intromettono
le isole di

il

Jutland, e

Fionia e di Seeland, non che per l'altro angusto stretto di Sund passa

e di Onega nella Russia, di TVenner nella Svezia ; di Neusiedler nelT Ungheria ; di Costanza nel paese di Baden ; di Losanna e di Gine-

a formare

il

mar
ai

Baltico. Scor-

re questo in
siani,

mezzo
golfi

dominii pruse
si

vra nella Svizzera ; di Garda, di Como o Lago maggiore nell' alla Fucino, il Trasimeno, ed il Italia
;

russi

e svedesi,
di

divide
e di

il

Lago
Nel

di

Bohena

nella bassa Itaaltri.

poi

ne'

due

Botnia

lia,

per non nominarne

Finlandia, soggetti al gelo nell'invernale stagione. La parte artica dell' Oceano si addentra nelle terre di

Lapponia e

di Russia a

monella

novero dei molti fiumi in Europa sono per l'ampiezza loro e per il lungo corso degni di menzione, nella Russia il Volga, il Don,
il

do
to

di golfo,

che dilatandosi
il

Dnicper, ed
il

il

Dniesterj nell'In-

sua estremit costituisce

cosi det-

mar Bianco,
I

sparso

di

piccole

e mal note

isolette.

principali golfi,

ciano mare interno,

che non tracsono que' di

Tamigi; nella Germania il Reno, \Elba, e il Danubio; e nella Prussia la nella Polonia Vistola; nella Francia il Reno, il Rodano, la Loira, la Senna, la
ghilterra

200 Gaivnnaj
ed
la
il

EUR
nell' Italia
il

EUR
Po, X Arno,
il

\\ ipaco; di

Svcve in una linea di


al

Tevere; nella Spagna YEbro,


il

venti leghe parallela


nel lato orientale

Danubio,
della
fra

Guadiana, e

Tago,

quale

de' monti

scorre pure nel Portogallo; lo Schei-

Selva nera, e di

Transigane

da
I

ne' Paesi Bassi, ec.

canali pi distinti sono quelli

Clausemburgo ed Abrobania. Tiene il secondo rango la catena dei


Pirenei , che dal
l'Atlantico
si

della Russia
i

Francia, fra che stabilisce la comunicazione fra il mar Baltico, il Ponto Eusino ed il mar Caspio ; tra i secondi , famoso il canale del mezzod, ossia della Linguadoca, che il Mediterraneo congiunge coli' Oceano Atlantico. Indipendentemente dalle isole Britanniche l'Europa molte altre ne contiene, come l'Islanda, Ivica,Majorica e Minori ca la Corsica, la Sardegna, la Sicilia, le isole Jonie,
e
della

primi quello primeggia

Mediterraneo alprolungano per novanta leghe, e separano la Francia dalla Spagna. Sebbene le cime ne sieno coperte di ghiaccio, ed
offrano
ne' loro
declivii

immensa

variet di climi
\i
si

di produzioni,

contano

adatti a' pedoni,

cinquanta passaggi e cinque comode

vie

quelle

di
i

Candia
geografi

Dicono

Malta , ec. ec. che la penisola

per vetture. Il Canig e il Monteperduto, il Vignemale ed il Pico di mezzogiorno vantano le sommit pi elevate. Viene poscia la catena de' monti Dofrins, forse gli

antichi Rifei nella Scandinavia, che

Danese, la Crimea e la Morea saranno forse un giorno contate nel numero delle isole europee, giacche non sono unite al continente che coi mezzo de' terreni bassi, in parte sommersi o continuamente rumati dai flutti. In generale frequenti catene di

formano
Svezia

il

limite naturale

fra

la

e la Norvegia, e diraman-

dosi quindi, intersecano la

Lappo-

nia svedese

e la danese. Minore

l'altezza de' subalterni monti Krapacks o Carpazi, che dal mar Ne-

ro

si

estendono fino

alle

frontiere
Ja

della Sassonia, e dividono

Mo-

montagne attraversano
sensi

in

diversi

ravia dalla Slesia,


e l'Ungheria dalla
la

la Transilvania

l'Europa:
antichi
celti
),

la

pi grandiosa

Bukowina
Vallachia

e daldalla

quella delle Alpi


gli

(nome

col

quale

Galizia,
:

la

elevata cima
si

designavano una che dalla Francia


alla estremit del-

Moldavia
copiose

sono

queste ricche

di

miniere d'oro
saline.
le

e d'argento, ed

han

estendono fino

S'innalzano

sopra

Le diramazioni assumono il nome di Alpi Marittime dal Varo al Po; di Cozie dal monte Cemelione a Susa; di Graje
la Schiavonia.

cime del LomnitzeraSpitze, del Zeutschetrich, e del gran Kriwan a sette in otto mila piedi sopra il livello del mare. Nella inogni altra
feriore categoria trovansi finalmente gli Apennini,
i

da Susa al grande s. Bernardo; di Pennine da s. Bernardo a s. Gottardo di Rezie da s. Gottardo fino alla sorgente della Drava ; di Noriche dalla Drava al Lison;

quali

si

consi-

derano come una ramificazione delle

Alpi,

e dal ducato di

Genova

zo; di Cantiche dal


sorgenti di

Laubach

Lisonzo alle e del Riza-

percorrono e partono l'Italia in tutta la sua lunghezza, terminando all'estremit meridionale del regno
di Napoli.
Il

no, di Giulie fino alla sorgente del

famoso Vesuvio, l'Etna,

EUR
i tre vulcani pi noti delle montagne europee.

EUR
l'

201
varie specie, codi rame,

o Gibele de' Siculi, remota Islanda, sono

Ekla

nella

altre

montagne
piombo,
le

di

me

di

di ferro,
ec.

di cobalto e zinco

La

variet

centrale

dell' antico

pur sono
il

molte ; cave di differenti inaiec.

continente appartiene all'Europa, tranne la Lapponia, e per si am-

mi, alabastri, ed altre pietre: per

regno minerale non tanto

ric-

mira

negli abitanti

il

colorito bian-

co in Europa,

come

lo

nell'A-

co e vermiglio, che soltanto nelle parti meridionali talor s' imbruna,


e l'aggiustatezza e proporzione dei lineamenti avvicinano l'europeo alla perfezione dell'umana natura.

merica. Vi sono parecchie salutifere sorgenti di acque termali e sulfuree


;

e le foreste, che servono di

ricovero ad
tante

un gran numero

di sil-

vestri animali, e prive


le

sono di quelrettili,
i

Strabone

qual

geografo filosofo
dell'

belve e venefici
il

parla col maggior elogio delle ric-

chezze naturali
suoi
abitanti,

Europa, e dei
i

gli
i

uni propri alla

guerra,

come
gli

greci,
altri

macedoni;
ce,

pi

utili in

romani, i palavori

rimanente del globo, somministrano pure eccellente legname da costruzione. L'Europa ha minor numero di generi e di specie di animali che le alquali infestano
tre parti del

perch

occupantisi

dei

mondo,

e fra

questi

campagne. La temperatura atmosferica va esente da quegli eccessi di calore e di freddo, che


delle

in

proporzione ve n'hanno

pochi
alleva-

che sieno pericolosi.

Vi

si

no quasi
stici

tutti

gli

animali dome-

sono ordinari nelle altre parti del mondo. Diverse cause modificano
in

conosciuti, giacch molti anistati

mali sono
tati

egualmente imporin

quale preso generalmente, temperato, ad ecil

Europa

clima,

il

naturalizzali

Europa

cezione

delle due estremit la quantit di pioggia che cade nelle diverse contrade di Europa, va:

Strabone parla delle ricchezze naturali dell' Europa , dicendo che rinchiude nel suo seno ogni sorta di metallo, produce alla sua superfcie vegetabili di

ria

necessariamente

climi

cos

ogni

genere,
varie-

dicasi

della neve, ove cade in gran

e nudrisce

una grandissima

rado apparisce e subito si discioglie. L'atmosfera generalmente salubre in Europa. E superfluo narrare, che il suolo proprio ad ogni sorta di coltura di cereali , legumi e frutta che vi prosperano dovunque le viti
copia,
di
,

ed ove

t di animali.

L' Europa la sede delle scienvenendo chiamata l' Italia il giardino dell' Europa^ e la pi nobile parte di essa. Si noverano in Europa pi di ottantaze e delle arti,

e gli ulivi, se
ti

si

eccettuino le par-

settentrionali, e che

non
si

solo vi

cinque universit, e vi si pubblicano pi di due mila giornali , e Il suo commercio fogli periodici.
abbraccia tutto l'intiero globo. Oltre le antiche lingue
tina,
le

gran copia di canape

e di lino,

ma

ne' paesi meridionali


utili

fanno

greca e

la-

con successo
getazione del
di

saggi

della vecaff, e

che

si

coltivano dall'universa-

cotone,

del

de' dotti, sonovi

nell'Europa

ot-

altre

piante

esotiche.

Oltre

le

to principali idiomi, cio

l'italia-

summentovate preziose miniere carpazie , ve n' ha pure sparse nelle

no

il

francese

proprio

non

solo

della nazione,

ma

altres della di-

aoa

EUR
pii

EUR
di

plomazia europea, lo spagnuolo col portoghese suo derivativo, l'inglese,


il

due

terzi della

popolazione
:

e del territorio europeo

vi

so-

teutonico suddiviso nei vavi dia-

no compresi,
bitanti.

al

dire dei

geografi,

letti

steso alla Svizzera

germanici e scandinavi, ed eed a gran parte

pi di centoquaranta milioni
Sotto
il

d'a-

de' Paesi Bassi, lo slavo

comune
il

ai

rapporto della religione


dell'

russi, a' polacchi, agi' illirici,

tur-

pi di undici dodicesimi

Eu-

co,

ed

il

greco moderno

che

dal

ropa professano
pi de' quali, cio
lo, si

il

cristianesimo ini

primitivo essenzialmente

differisce.

trodottovi dagli apostoli,


i

princi-

Le

diverse razze europee

possedodi lin-

ss.

Pietro e Paoin

no tante gue che

cos dette famiglie


si

portarono anche
e

Roma

che
del

suddividono in un nudi
di

illustrarono colla

predicazione

mero
di

infinito

lingue

derivate,

vangelo
Il

dialetti e

Ternacoli.

L'Eu-

con glorioso martirio. primo qual sommo Pontefice vi


,

ropa durante gli ultimi secoli, ha posseduto colonie importanti nelle


altre parti

stabil

la

santa
il

Sede

il

perch

Roma

centro del cattolicismo

del

mondo, ed

oggid

ancora
isole in

principali popoli maritti-

che tanto lustro, vantaggi e splendore deriv all'Europa, pi che in

mi posseggono

vasti stati o fertili America, in Asia, in Africa, nelP Oceania e terre Australi. Questi possedimenti alimentano il commercio di Europa, singolarmen-

qualunque
sieno
zelanti
ci.

altra parte del

mondo,
e
ev-

sebbene per ognuna costantemente


state

rivolte

le

indefesse

cure de' romani


di

Pontefi-

All'articolo
il

Diocesi (Vedi),

te nel
niali

cambio

delle

derrate

colo-

vi

numero
coli'

quelle di Europa,

contro i prodotti e le mercanzie europee. Gli europei si sono


in

colle rispettive distinzioni del loro

grado,

indicazione

degli

stati
vi so-

stabiliti

numero nelle altre parti del mondo, massime in America, che si pu dire per loro
copioso
ripopolata.

in cui sono. In

Europa non
gli

no che
nesimo

turchi e

ebrei
al

quali

professano culti opposti


coli'

cristia-

islamismo

maometNel

La popolazione
molti
circa
la

di
fa

Europa da
ascendere a

tismo, e col giudaismo.

nord

geografi

si

e nell' est dell' Europa, alcune popolazioni barbare sono ancora pa-

abitanti. Per molto inegualmente sparsa nel suolo di Euro-

193,420,000

popolazione

gane, o piuttosto senza alcuna religione.

Se

si

vuole esaminare
si

gli

pa, secondo
territorio, la

il

clima, la qualit del


libert e
il

europei cristiani

trova prima

la

carattere

degli abitanti, ed i mezzi del commercio e dell' industria , non che in proporzione della fecondit dei matrimonii , tra il mezzod e il nord di Europa, essendo le donne pi prolifiche nel primo clima.

Chiesa greca od orientale che comgreci, gli albaneprende i russi,


i

si,

bulgari, g'

illirici,

serviani,

gli

schiavoni,
i

serbi o rezi,

davi, ed

vallachi,

i molsebbene tra essi

un gran numero
tino.

sieno di rito

la-

Indi la Chiesa latina


e nell'alma

od

oc-

Le cinque grandi potenze monarchiche dell'Europa, cio l'Austria,

cidentale, la cui sede,

mo,
il

in

Italia,

come dicemRoma,
pure

la Francia, Y Inghilterra, la Russia, e la Prussia, rinchiudono

ed alla

quale appartengono

Portogallo, la Spagna, la Frau-

, ,

EUR
eia
,

EU il
Svizzera
Belgio,

5.o3

una parte
la

della

dell'Asia ebbero un' influenza

dell' Alemagna,

l'Ungheria, la Boeil

cata nella civilt dell'Europa.


st'

marQueche in
Egitto

mia,

Polonia,

e la

ultima rimase sepolta lungo temnella barbarie, e

maggior parte
sa protestante,

dell'Irlanda.

La Chie-

po

non

fu

che negli ultimi tempi ha pure in parte assunto il titolo di Chiesa evangelica, abbraccia la Gran Bretagna, una parte dell' Alemagna, 1' Olanda, la Danimarca, la Norvegia e la Svezia. In mezzo ai protestanti vivono altres
parecchie differenti
fide sono noverati
legazioni
sette.

grazia del suo contatto

coli'

da una parte, e con


tra,

l'Asia dall'alesci la

che da quello

la

Grecia

prima
tene-

stato generale

di

bre, e dalla vita selvaggia che

me-

navano

tutti

popoli dell'Europa.

Le
le

belle arti, le lettere, le scienze,

AH'

arti-

forme del governo,


tutto fu portato

le virt,

so-

colo Congregazione di
i

Propaganda
deapostoliche
nei paesi
il

ciali,

ad un

alto

vicariati,

grado

prefetture

stabilite dalla santa


acattolici

Sede

di perfezione dai greci, popolo felicemente organizzato e capace del pi grande sviluppo dello

dell'Europa, ove

culto

spirito
fenici

cattolico

non dominante. In concat-

clusione la religione ed unit


tolica serbasi illesa nelle regioni

della immaginazione. I e apportarono dall' Asia nel mezzod dell'Europa il gusto del

ridionali, e in alcune centrali,


tre la

memen-

commercio
dandovi
cessori
i

e della navigazione, fondi

depositi

mercanzie

riforma protestante diffusa in gran parte della Germania,


e
ne' regni
settentrionali.
si

colonie mercantili.

Ebbero per
;

suc-

cartaginesi, popolo pi con-

11

rito

quistatore

e pi militare
i

indi dal

greco scismatico
sto
rientali.

esercita nel va-

canto loro
folla

greci

si

stabilirono in

impero russo, e nelle parti oIntorno all' enumerazione degli stati di Europa, alle diverse forme de' loro governi, ed altro, se ne parler per ultimo ; ora passeremo compendiosamente ad indicare
rici
i

neh'

Italia,

ove sorse ben pre-

sto

una nuova potenza, quella dei romani. Anche la religione cristiana, come si accenn, penetr dall'Asia in
secoli

Europa,
che

ma

scorsero molti
religione
nel

avanti

questa

principali

avvenimenti
parte del

sto-

fosse

portata e

stabilita

nord

della nostra

mondo,

dell'Europa.
Jafet,

zioni sul

premettendo alcune generiche nopopolamento ed incivilimento di Europa. I popoli che abitano 1' Europa appartengono a differenti razze, delle quali molte traggono evidentemente l'origine dall'Asia. La storia fa menzione di molte emigrazioni di popoli asiatici in Europa, e se ne sono senza dubbio verificate anche delle altre che fuggirono alla conoscenza degl' istorici. Egli

uno

de' tre

figli

di

No
alla

per consenso generale degli eruditi,

fondati sulla

fede

dovuta

tradizione, viene salutato qual pa-

sotto le originarie

dre delle genti europee, conosciute denominazioni che ciascuna provincia dal suo fon-

Allorquando poi incominciarono a sorgere le diverse popolazioni, i celti occuparono la parte occidentale, comprese le
datore assumeva. sue isole dalle Alpi all'Atlantico, e dieremo vita ai galli, agi' iberi, ai
batavi, ai pitti, ed ai calcedoni
;

perci

che

le

idee
i

religiose,
pi.

e le lingue dei popoli

famosi

ao4
finlandesi
si

EUR
diffusero

EUR
nel
centro,

nella

parte
i

orientale,
i

e quindi
geti,
i

derivarono
ci,
i

germani,
; i

traaffi-

cimmeri

lapponi poi,

fuma le greche repubbliche di Atene, di Sparta, di Corinto, di Tebe, e la luce da quelle contrade nella Trinacria e
te

in

isplendida

ni agli

asiatici

samojedi

ed

agli

nella
si

Magna Grecia mirabilmente


la nascita stabili-

americani
parte

esquimesi, abitarono la
3

diffuse.

settentrionale
i

ove
gli

poscia
sciti,

Nell'anno 776 avanti


di

comparvero
gli

sarmati,

Ges

Cristo, gli

storici

scandi vani, mentre


gli

gli

autoctoni quasi

scono colla prima olimpiade l'epoca principale della cronologia greca, mentre sulle rive del fiume

aborigeni

cos

detti

primigeni, furono dal lato meridio-

nale progenitori de' greci


goti, e degli eruli asiatici

degli

Albula, ch'ebbe poi


vere, ov' erano gi

il

nome
i

di

Te-

italiani. Alle ripetute incursioni dei

noti

piccoli

sono de-

regni d'Alba e del Lazio, nasceva


l'

bitori della loro origine gli odier-

ed alemanni colonie di Iberia e di Mauritania accrebbero la popolazione delle Spagne, ed i pelasghi d' incerta e
ni russi, polacchi
:

immortale fondatore di Roma, Romolo. Questa citt, edificata nel-

l'anno quarto della sesta olimpiade, o settecento cinquantatre anni

prima
e
di

della

divina

incarnazione

controversa origine, col qual

nome

asilo ne' suoi principii di

profughi
so-

secondo

il

pi

sensato

moderno

avventurieri,

contrasse, col
i

pensamento
turieri
ti
i
,

tutti
i

indistintamente
nautici avvenin

famigerato ratto delle sabine,


ciali

vogliono indicarsi
sparsero

legami,

ed

ebbe

dai primi
civili isti-

molte parcoltura
so-

suoi re la religione, e le
tuzioni.

primi

semi

della

Dopo
il

l'espulsione

del

re

ciale.

Mentre tutto il rimanente dell'Europa trovavasi avvolto nella rozzezza e nella barbarie, n conosceva altri esercizi che quelli
della caccia
,

Superbo, Roma adott nell'anno 5 12, ch'era il 241


Tarquinio,
della sua fondazione, le severe for-

me

repubblicane,

e.

colle

guerre,
al-

non meno
confini.

che colle

scaltrite

della

pesca

d'

una

leanze, dilat

continua guerra depredatrice, conducendo vita noma da ed errante,

Gli
i

ampiamente i suoi albani dapprima e


,

quindi
ci,
i

latini,
i

gli

equi, gli
i

eroi-

Cadmo,
Ogige
le

Inaco,

Lelege,

Prometeo,
tra-

volsci,

fidenati,

sabini, gli

Saturno

lasciarono

etruschi furono distrutti


ti.

o doma-

vedere, in

mezzo

alla oscurit del-

La famosa cadula
il

di Vejo, e le

mitologiche finzioni ed allegorie,


edificarono
il

successive sconfitte de' sanniti

com-

la civilt, e le leggi

pirono di spargere

tenore del

seggio nei vari regni

dell'Egialea,

nome romano
ti,

ne' popoli circostan-

dell'Emonia, e nella federazione dell'etnische Lucumonie. Dopo l'an-

che colla soggezione, coll'allean-

za, e colla cittadiuanza

romana ne
e
la

no 3oo4

del

mondo,
l'

circa, ossia

ricercarono

1'

amicizia

pace.

dieci secoli

innanzi

era

volgare,

incominci a dissiparsi il velo che ottenebrava le ricordanze de' tempi precedenti, ed


il

Nella istallazione del nuovo magistrato decemvirale, il breve e succoso codice


lale per
di giurisprudenza contenuto nelle dodici tavole, compi-

linguaggio de-

purato della storia c'indica eleva-

ordine dell'attica

saggez-

EUR
za,

EUR
scritto

proclam

il

gius

della

quella
tutto

non
il

solo di

2o5 Europa ma di
conosciuto.

repubblica. Alla tirannide

de' demili-

mondo

allora

cemviri successero
tari

tribuni

Distrutta Cartagine, conquistata la

con

potest

consolare,
al valore

ed

Grecia, l'Insubria

la

Liguria,

le

censori;

ed

celtogalli indi

offriro-

Spagne,
line
vinti

la Lusitania, la
la

Carnia, Pil-

no largo campo

romano.
fatti

e
i
.

Tracia,
3
i

Dopo
droni
sotto

essersi

celtogalli

propagati
padell' Jnsu-

numidi

furono quindi cimbri , ed i


s

nel territorio cisalpino, e


della

teutoni

Ma
se
i

nel!'

apice di
gi

for-

Liguria

bria, nell'anno
il

390 invasa Roma comando di Brenno, restapel coraggio di Ca-

rono

sconftti

millo. Allora in

Roma

furono

e-

manate
blia 3

due rinomate leggi pue petelia: colla prima il ditle

tatore Publio Filone cangi in po-

polare l'aristocratico reggimento, e

nusua decadenza. Siila port la guerra a Mitridate, e Lucullo a Tigrane, mentre Cinna, Mario e Sertorio cercavano di opprimere la patria. Siila ne li pun, e Tullio Cicerone svent le prave macchinazioni di Catilina; per non and guari che
driva in

midabile

possanza,

Roma
di

primi

semi

Cajo Petelio
se
i

colla

seconda distruspatri-

Cesare,
visero
il

Pompeo
potere

e
col

Crasso

si

difatai

diritti di

vassallaggio, che sui


i

primo
le

debitori plebei vantavano


zi.

triumvirato.
vittorie
elvezi,
gli

Successero

rapide
sugli

quell'epoca

la

monarchia
tutti
i

che
sui
sui

Cesare
belgi,

riport

macedone avea
greci potentati
,

assorbito

sui sassoni, su-

ed esteso
i

per

A-

svevi,

britanni,
lo
il

e sui
fece

galli.

lessandro
1'

Asia.
i

Magno conquisti nelDopo la morte di quell'esi

La sua ambizione
della patria. Passa

nemico

roe,
ti,

successori
la

divisero gli stale

ma

Grecia per

sue vicen-

de form la lega achea. Pirro re dell' Epiro pel primo invi i greci
contro
Sicilia;
i

romani, s'impadron della


poscia
i

Rubicone, in e giunge alla dittatura perpetua se non che l'amore alla libert di alcuni ne terminarono la dominazione colPucciderlo. Tuttavolta i destini di
Farsaglia vince

Pompeo,
:

ma

romani

lo
,

deai

Roma non

variarono: l'armata re-

bellarono insieme
legati:

ai

tarentini

senoni, ai boi ed altri popoli col-

Taranto
citt

e Brindisi,
sicule

in

un

pubblicana fu dispersa a Filippi, per cui Ottaviano nipote di Cesare, Marc' Antonio e Lepido costituirono
il

alle altre

ed
in

alle pi-

secondo triumvirato;
Io stato di

il

furono ridotte romane.


cene,

provincie
trion-

primo

prevalse,

Roma

fu cangiato, alla repubblica succestanti

Animati
fi

romani da
i

se l'impero,

sfidarono

potenti

cartaginesi,

di

Augusto

ed Ottaviano col nome venne solennemente

che da tre secoli imperavano sul mare, e dettavano leggi al Mediterraneo coi
loro navigli.

La

pri-

proclamato imperatore. Fu sotto che il mondo fru i vantaggi d'una lunga pace, e che nacque
di lui
il

ma
del
la

guerra
loro
battaglia

punica
navale
il

segn
e
la

l'epoca

sospirato Messia

Ges

Cristo Si-

colossale imperio.

Dopo
vittoria

gnor nostro, il cui avventuroso nascimento die incominciamento alla


corrente era.
to
I

di

G. Duillio, ed
la

trionfo di

Me-

successivi secoli sot-

tello,

storia di

Roma

divenne

diversi

imperatori,

ciascuno

si

206
distinse

EUR
por
svariati
la

EUR
avvenimenti.
cornito

l'impero, in vece di consoli-

La

brutalit,

crudelt, la

darlo lo

min da'fondamenti
la

col-

qualche raro lampo di f.juit e di clemenza si confusero colle prodezze dei romani eserciti,
ruttela, e

l'averne trasportalo

sede da Rolui

ma
il

a Bisanzio, che

per

prese

nome
la

di

Costantinopoli,

quindi

parte

in

mantenere

le

conquiste,

etern

divisione coll'aver dispo-

parte in farne delle nuove. Surscro

sto dell'impero,

come

di

privata e-

quindi

imperatori

saggi e filosofi,

redit, ne'tre suoi

figliuoli.

LaonValente

come Trajano, Adriano, Antonino


e Marc'Aurelio, che fecero alquanto dimenticar le precedenti sciagure;

de dipoi
resero

Valentiniano

sistematica la separazione dell'impero d'oriente, o di Costantinopoli, dall'impero d'occidente,


di

ma

nel

terzo

secolo le milizie
il

pretoriane usurpando
capriccio

potere, a
gli

Roma, dopo che per


secoli

circa
di

o do-

crearono

e deposero

dici

nella

grandezza

Ro-

imperatori, per cui al pubblico in-

ma

erano

fissati gli

sguardi dell'u-

canto vendevano obbrobriosamente


l'impero, e la
sorte di tanti differenti popoli e nazioni.
delle

niverso.

La

fortuna

aquile

romane incominci a
governatori del-

piegare, e

gli stessi

le provincie

innalzarono lo stendaril

do della ribellione, disputandosi supremo potere.

L' impero romano dopo una lunga serie di rivoluzioni sempre pi. and in decadenza; popobarbari avendo invaso l'est delli l'Europa, ed essendo seguiti da queldel nord s' impadronirono di li quell'impero per l' addietro cos potente, e ne saccheggiarono persino la capitale.
lo

1 saggi e valorosi Aureliano e Probo, degni di tempi migliori, ravvivarono ancora, co'trionfi che riportarono, gli estremi tratti d'una luce ch'era vicina al tramonto. Gli stessi imperatori nel quarto secolo prepararono la caduta della quasi universale monarchia col dividere la unit della dominazione, ci che pei primi fecero Diocleziano e Mas-

Fu

il

quinto seco-

che

fece

cessare la storia uni-

versale europea,

surrogata

l'altra

ed a quella viene de' nuovi popoli,

che dagli avanzi della squarciata monarchia pullularono. L'Italia ri-

mase aperta
bari,

un

diluvio di

bar-

che ne fecero ogni strazio, deponendosi da Odoacre re degli eruli, Momillo Augustolo l'ultimo
degli imperatori d'occidente.

simiano, succedendosi sanguinarie e


civili

discordie. Nei pontificati di

s.

Le

invasioni de'popoli barbari

fe-

Melchiade
sarono
restitu
le

e di

s.

Silvestro

I
il

cescri-

persecuzioni contro

cero nascere nell'Europa nuovi stati, e nuove dinastie sovrane; i


franchi
lirono
gli
i

stianesimo, e
la

Costantino

il

grande

ed
nelle

borgognoni
Gallie
;

si

stabi-

pace alla Chiesa, proquasi tutte


le
le

visigoti
la

e
;

fessando

pubblicamente l'evangelo,
in

svevi
sassoni

occuparono
e
gli

Spagna

mentre
scite

provincie

dell'impero

arti

e le lettere, u-

da
si

un
i

focolare

comune,
e
la

ci-

vilizzavano
latina

barbari,

lingua

confuse

cogl'idiomi degli

fondarono piccoli regni nella gran Bretagna ; i varequi, che si credono originaScandinavia, diedero vari ri della dominatori alla Russia ; i pirati
angli

indigeni.

Ma

il

pio Costantino che

normanni venuti
dalla

dalla
si

Danimarca

sotto l'insegne del labaro avea riu-

Norvegia

fecero

cedere

EUR
una provincia della Francia; mori dell'Africa traversarono
stretto di
i

EUR
lo

207

Gibilterra, invasero

una

gran parte della Spagna e si sparsero persino nella Francia ed in Sicilia; gli unni, i goti, i vandali,

gli

eruli,
altri

visigoti,

longo-

bardi ed

barbari

successiva-

mente dominarono sull'Italia, meno qualche brano dipendente dalla debole dominazione del greco impero.

T intero corso di mille anni, sino al i5oo secondo l'autore dellV7pologia de' secoli barbari), che principalmente si formarono e si consolidarono le diverse monarchie che compongono oggid l'Europa e le citt marittime dell'Italia divennero stati potenti sul mare. La celebrata cavalleria dell'undecimo secolo, e il fervido zelo delle crociate non additano che fugaci lampi di virt passeggiera, mentre le ragioni feu;

L'eresia di

Leone
i

l'isaurico fece

dali,

l'accanimento

delle

differenti

perdere
Italia,

a' greci

possedimenti di
si

fazioni, gli

scismi, e le religiose di-

le

principali citt

sottras-

scordie provocarono sanguinose guerre


e
carnificine.

sero dalla

loro ubbidienza,

ed

il

Nel

XIV

secolo

ducato romano, con Roma,


dici
110

e sediero-

sette Pontefici

risiedettero in Avi-

citt della

Campania
7 3o
al

si

gnone, con grave danno di


e d'Italia, cui successe
il

Roma
sci-

verso l'anno
e
li

sommo
s.

lungo

Pontefice,

perci sotto

Gre-

sma che tenne


e
nazioni.
colo,
ti

divisi

tanti

popoli
se-

gorio

ebbe

origine la sovranit
la

Tuttavolla in quel
i

pi antica di qualunque altra dinastia europea. Stede'Papi, ch'

prima o dopo,
della
il

ritrovamenpolvere, del-

della bussola,

fano

II

detto

III,

coli'

invocare

la
le
ti

stampa, ed
lettere,
,

risorgimento dele delle ar-

soccorsi di

Pipino

re di Francia
,

delle scienze

contro
al
sti,

longobardi

diede motivo

segnano
espulsi

incomparabili
1

vanfinal-

successivo debellamento di que-

ti

all'Europa.

e alle conquiste che di una gran

mente

mori furono dalla Spagna,

ma

parte dell'impero
lo

romano
di

fece
il

Carperrin-

turchi invasero l'impero greco, e lo

Magno
s.

figlio

Pipino;

hanno
i

sino d' allora

conservato; e

ch

Leone
in
lui

III

nell'anno

800

tartari

furono per qualche tempo


fatta

nov

l'impero

d'occidente

padroni della Russia.

coronandolo solennemente nella bavaticana impero che Carlo silica


:

La

scoperta dell' America


del

nel declinar

XV

secolo

dagli

Magno
Le

divise

poscia tra'suoi
i

figli.

chiese

monisteri
i

si

erano
asi-

mondo, ove

moltiplicati in tutti

punti dell'Eu-

europei assoggett loro un nuovo fondarono immense colonie, e da dove apportarono in


tesori,

ropa;
lo nei

le

lettere

trovarono un

Europa immensi
la

ed una

fol-

chiostri, in

mezzo

alle

guer-

di

prodotti sconosciuti.

L'altra

re

ed alle istituzioni feudali che pesarono su tanti popoli, mentre


l'ignoranza,
la

scoperta del
za pose
il