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COLLANA
DEGLI

ANTICHI STORICI GRECI
VOLGARIZZATI.

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BATTISTA SONZOGNO . COMPAGNONI TOMO SECONDO MILANO DALLA TIPOGRAFIA DI GIO.BIBLIOTECA STORICA DIODORO SICULO VOLGARIZZATA DAL CAV.

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BIBLIOTECA STORICA DI L I B R O TERZO. e come fabbricò Babilonia e molte altre città . e degli Ipei* borei. e degli Sciti . e quindi dell'Arabis . e ciò che negli antichi tempi fecero gli Assirj. dei due libri contiene l antiche U prese de' re egizj . e la situazione di esso. e delle Arnaazoni . e guidd grande esercito contro gl' Indiani . e deU' osservare ch' essi f4cevano gli astri . e quanto riguarda il Nilo . e tratta pure de: Caldei . e le leggi. a dell' India. l ed in ispecie i natali e la elevazione di S e m i v i d e . UNO . c delle mirabili cose sue . i h t t i e gli animali di quel paese. e la storia favolosa degli Dei dell'Egitto . e i giudizj degli abitanti : i' alw contiene le cose del' Asia.

che il luogo prossimo al sole sia sta& il primo ad avere prodotto le cose animate. e' degli Atlantidi. e non venuti in esso da altra parte. Imperocchh per consenso di Lutti essi sono indigeni del loro paese. che segue . e nella prima preparazione delle cose avendole data h virtù di vivificare . Che poi abitando Ia plaga di mezzogiorno sia credibile che fossero i primi ad essere generati alle vita. che a motti una tale opera parrebbe forse troppo caMa. che avendo il calor deI soie ivi prima che altrove asciugata la terra già umida. e nota che it B&manr> aggiunse in ultimo t'isdicarione della Teprobana. e come ' 1 - - gli Egizj sono una c o h i a de' medesimi. Asseriscono encora . Finisce poi dicendo. o p= dir medio a Dlodoro: quasi fesse stato uomo sme~~or~ti(6im0. Ho temnto piuttosto. a tutti & chiaro per la ragione.6 ed infine dell'isola trovata al mezzogiorno (I). che mi si facesse il rimpiovcro di disrimuìare l'ingiuria fartn 4 testo . e percid con ragione si &amano artoltmti. Gli Etiopi dicono d' essere stati i primi di tutti gli nomini . 1 P~sceIimgioha iioonosciuto. 'Antichità degli Etiopi sopra gli altrì uomini. parleremo degli Etiopi . &e piesso loro fuvno inventate le ' (I) I tesLi correnti presentano questa ewmerazione disordinata e 1 ibancnite. Ora in questo. trovasi consentanio al vero. . de' Libii . che c o i poche variazioni ed a k u o t e si potrebbe mettere ordine al disrerso. e danno manifeste prove di questa asserzione. IOnon ho temuto questo dudizio.

e . al Nume gratissime sopra tutte ( I ) . e ad un Banchetto comune.rano. Impmxdd quantunque molti r potentissimi re movessero contro lorq. Dwàoro stesso piti sotto riferisce anche questa tredkhne. I . l .7. che con grandissime forze li assaltò. e di sommi autorità PIMISO i Greci. e vissero sem-jxe legati insieme iii mutua concordie.Giove : E &i& . pnessr. ma godetedi una perpetua libertà. Di cba noi porlianio tn dtra nota. pompe de' mcrifirj. dicando di . 6 le forme loro dirpost. & poi facile coplhinnrls d e in proponite degli Egizi ore si osservi . e l e Ito a banchetto e fur con esm tnt6 l In debit' &n g i altri Dei d' Olirnpo (n). que' popoli pmparato ad essi. In testimonio di che allegmo i) poeta pih antico di M t i . e tutti & alai Dei ire in Etiopia ad un &versario sacro. per tutte quelle che qui espone. In ( ~ o ~ lgllti ~ E*. e le solenni &unatue .$i Etsopì il di v e p m ì e prime religioni verso gli Dei. a niss~nodi essi iiusciron bene i tentativi fatti per soggiogarli. come il colore. che 1s stirpe di questi o r i g i m s o t a discende dall' Etiopu . perdette (I) considerazioni simili ha Piodord riferita rirperto egli E & ael lib. - . e t t i gli altri d . h o sottopsti a daminazione stirinieri. ha conserisiente SLcfsao. il quale nella iliade rappresenta &ve. I di questa parso di Omero. C* Cambi . (n) Pub vederai in Eustazio la spiegazione iiorica ed dlegorica . c i quali ut i o i mortali onorano il Nume. quindi t n o celebze p at gh nomini di ogni prese essere la pietà.tirmrsi le sacre cerimoaie degli Btiopi.Aggimgono poi premi delia pietà loro a que' popoli retribuirci dagli D i poicbd mai :non e.

che il mare resta respinto. Erodoto dice : f Egitto doue approdano i Greci. dopo avere scorsa tutta la terra. bennosene evidentissimi segni intorno alle bocche dei medesimo : irnperocche ogni anno per lo accumolami del fango alle foci del fiume si osserva. e che il te* Peno si prolunga (2). e' per la h a delIe sue imprese. C wu e r r a acquistata.. sia della difficoltù del tentativo.8 1' esercito'. presto dovette abbandonar la speranza di conquistare. .. e corse pericolo di lasciarvi la vita : e Semiramide . cbe gli Egizi sono una loro colonia. d diuerse arsolitawiente dal suolo dell' Africa. la quale nella odierna fid gura si B colmata di poi a poco a poco in forza dei limo al tempo deila inandezione strascinato per le acque * del Nilo dalla Etiopia.. Gli Etiopj dicono ancora . .. a cui così scrivendo riportavari. Ercole poi e Bacco . e da quello d i I r a b i a . che è sabbia rossa. e k conoh&&è che s i 0. (2) Bisogna intendere cib del barso Egitto.tutta quella nazione. che è arg<lloso e petrorq Q u p s t o limo b trasportato dal N& nel JUQ ve~direO Etiopia. Ed oltreciò vuolsi. celebre per l' alteeza del consiilio. che Semirwnide penetrb sino alle ultime parti della EtiopUI.. peiietrata appena oltre i confini ddla Etiopia ( i ) . entrambi s i astennero dall'invadere il paese d'Etiopia . che le I q g i dell: (I) Svida ha detto. da G m i chiamato Deka... . . condot~vida Osiride : ed a& l' Egitto presente dai primordj del mondo essere stato mme. come prue tutto il paese paìudoso che risrends rimonta>& rino a ire gionsi d i n a v ~ a z i o n e Difitti il tarrcro . che t un timo nero e grasso.. ma non ha nominato l'autore. E che la terra d'Egitto siasi f o ~ mata dalle alluvipni del Nilo . in grazia sia della pietà de' suoi abitatori . n& pub rssare d i molta amori&. u n do-O del Fume. e non giiì una parte del continent:.o.

appunio p m h & le colonie sempre rite~gono$ istituti de' loro maggiori : a taie effetto facendoai conaider~re . e a questi insegnate come un secreto dai loro genitori. e proprio degli Eriopi. Anche i collegi de' sace~lotihanno nelì' un paese e nell'altro i medesimi ordisi. grrMe liniapro a calvo. In qiianto alle berretre qui drsrrirte da n:odoro. e certe giranti spire . essere tolto dalla disciplina degli Etiopi Pnso di riguardam per Dei i re . e forme deile lettere: p e m h d gli Etiopi tutti indiffercntemente usano tanto delle lettere. n& molto -diversa n' la spiegazione. adoperate soltanto dai sacerdoti. mentre tutti quelli che sono consacrati al culto degli Dei. perchh da ognuno adoperate . che chiamano sacre . prountzn ah6aatanra. E dagli Etiopi pure si asseriscono tolte e le effigie delle starne . e degli Egizi . del quale anche i loro re fanno uso insieme con certe berrette bislunghe. che issimiglia nella forma ad un aratro. che chiamano aspidi . Le osservazioni de' viaggiatori non lasciano dubbio. e portano uno scetZPO .9 Egitto s i e b per la maggior parte leggi di Etbpia. vivono con puritA e santiti di costumi . rh* erano rnsi i n tutto il corpo. ( I ) Siriesio dice d e ' t ~ r a ~ e u t i . quanto di quelle . n e fa fede anche Eliano. . pei quali vano riel deserto. Percib Ginremle rhiamb i p e t i d'lsidr . e perfino nelle riglia. che anrieamenrr! il mare s i stendeva più avanti nel c«nriticnre. la cima delle quali ha una specie d'ombili~o . di mettere tanto studio nelle sepolture. che il Delta non forse anticamente un gran seno di mare. e vestiti di stole simili ( I ) . e di fare tante altre cose simili. e che vesiivano stole di lino. ch' e6li ne di. e sono rasi nella stessa maniera.o sacerdoti e p i j . che gli Egizj chiamano volgari.

e dei Greci. tosi dee dirsi. v'hanno traccie chiarissime di somiglianza colla sfinge fmnosa. e che ha la temta n r g ~ a . clie anzi gli Eriopi sono nna colonia degli Egilj. per giudicare dclla questione. Ma hasta gittar l'occhio sulla carta geografica. E se gli G i z j ermo veri negri della specie di lutti i naturali abitanti delP Africq . quantunque sia misto a da gran tempo il sangue del paese. h coi figura B etiopica. Deìla foro antichità. cbe a suo giudhio i Colchi erano una colonia di Egizj. e della colonia in remotissimi tempi mandata da essi in Egitto ( i ) . gli Etiopi dicorio molte h cose.E coma Erodoto dice. io mezzo ai segni evidenti. che i Negri. io prova l fisonomia de' Cofri moderni. ne' qipli . che gli Egiij potrebbero rispoudert: alle pretensioni degli Etiopi. e le osservazioni in questo senso fatte da Fourrnont. e in arti. dice. sulla fisonomia degli Q i z j e degli Eriapi. mno stati i maestri di una gran parte del mondo antico ! Non voglia tacere. che gli Egizj erano una colonia di Etiopi. Egli dice ciò dopo aver riconosciute per forti le ragioni degli Eriopi. della prima origine attraverso di tante rivoluzioni si sono conservate. che li manifestano mulatti.simboli ruolsi significare. perchè conte g i l avevano la pelle nera e i capegli ricci. e che perciò la cosa resta ancora dubhia. coafessiamo adunque. ( i ) Che gli antichi s z j -(bs$ero una colonia di Etiopi. oggi da noi si dispreoapti. . e se dagli Eqizj antichi viiolsi in gran parte derivata tanta sapienza in scienze. che chi attentesse alcuna cosa contro la vita del re verrebbe morduto m o r t b t e . e de' Persiatri. giacche le traccie . delle q\iali non B necessario qui serikere. che il Vesselingio si parco in note che non sieno graiqmaticali . clie si vede ancora. accademico di Parigi. ~ e r c h k si assomigliavano alla sfinge. e sulle prime pagine della storia scritta dalla natura.

precisamente come se fossero dette. Lo sparviere per essi sigaifica tutto ciò che si fa rapidamente. ch' essi descrivono. . a varie membra degli uomini . che gli Egizj chiamano geroglifici . ma nel significato d' immagini. conservatore della ' giustizia. che presso loro la scrittura non consiste nella composizione di sillabe. clie renra violeora il testo di Diodoro pub intendersi a modo escludere l'opposizione si1ppos:a. Fra le parti del corpo . e alle affini a queste. pgcioccM codesto uccello supera nella velocid quasi tutti gli altri. I ~ ~ ~ ~ p < i r i l l o l è simholo d ogni malizia : 1' occhio . Noi ahhiamo odservato. una mano. e deUe più singolmi. come rin occhio. Queste lettere sono simili a varie bestie . ed wi Ma dobbiamo dire quaiche cosa intorno alle lettere etiopiche . quelle.so mediinle un trasporto scolpito a fona di ben esercitata memoria. un serpente : ora qualche parte del corpo umano . lei legg'. affincM nulla S intralasci per noi &le cose prische (I). e custode del corpo. un coccodrillo. ( I ) Un passo di Eliodoro C ~ U L O dal Y e s s e l i ~ ~ i o farehbe supporre. di maniera che la loro scrittura esprime e rappresenta il &coii. un volto . come M b devo degli Fgizi. Percid ora segnano uno sparviere . ed a varj stmnenti di arti . e tale altra. e questo per la ragione. e il carattere di esso si applica con acconcie metafore a tutte le cose subite . che gli Etiopi avessero doe specie di lettere. in opporizione a quanto dice Diodoro.D e U e ' l e t t e ~degli Etìopì .

che venga pr& dal ~ . giungono a leggere.che gli occhi e le orecchie eraaa oimholo di D i o .Ia estreme . che leggeri in Cbrnente Alessandrino. e ad intendere esattamente le cose da ciascheduna di quelle figure adombrate. sco+iamno uno scettro. e i n esso mrrono ki f l p a d i un occhio. e delle cose d' ogni specie.per l . Questi. e oon &l regno mostrano Osiridc. indicare Osiride. parte non piccola di esse assaissimo differisce da quelle di altri popoli .e (il quale in quella circostanza vien portato in prooessione come a modo di essere condotto a mensa ) dal popolo è creato re . Incominciano dal aeparam dal loro ordine tutti i sacerdoti riputati migliori . Parlando delle leggi etiopiche . qualunque sia. degli stmmenti. e tosto a ginocchia piegate adorato come un Dio. come queUo a cui per divina provvidenza è commessa la suprema autorità (a). e d' ogni altro onore colmo. e in Sinesio. L'eletto poi prende (1) Ckmente Akssandrino dice . e . e quello d' essi . portavano intorno le statue d9oro de'.la sinistra chiusa la conservazione e custodia degli averi (I). riguardo agli e i z j . che gli occ& erano J d o l o del Sole C di Osiride. +n& uegtiono ciò esprinrera colla loro lettere gerogktche . loro Dei: masW n i e n t e quando doreraai installare il re) chh aiin funxiene erano . ( n ) Dà lume a quanto qui ramnta Diadnro degli Etiopi cib. e Mocrobio . e spezialmente quelia che riguarda P elezione del re. come p w e i l Sole. Codesto modo ii allusione si estende anche alle altre forme del i corpo . la mano destra colle dita stese vuole indicare la somministrazione di vettovaglie . Ed intanto sependo in ognuna di d e s t e forme il nascosto senso statovi aggiunto. e con continuo e lungo studio ad esercizio di memoria applicandovi. Ecco il passo di quest' ultimo autore: G i &igf.

e non prendo ritornare re non avuta pace dai parenti del morto. Conciocchè i sacerdoti . dovendosi 1"uccisore ritirare dal paese p= u n anno. onde non lasciare a' parenti dopo di sè una maggiore W h i a d ignominia. . presenti il nume. ' Più strano è poi ciò che presso gli Etiopi succede nella morte del re. come usano i Greci. e i profeti . i Hanno ques$ re per legge di non . sua madre.e quelle statue degli Dei erano sopra barelle. e si ammazza ba sè medesimo. che se ne accorse. ogni qual volta loro piaccia. che non osando egli far colle mani resistenza si W strangolare. che in Meroe sono addetti al culto degli Dei ( e l' ordin loro gode di autorità sovrana ) . Siccome poi in tutto dovea emser mis~ero. veduto il quale Colui va a casa . che questa legge era in vigore in d t e n e per quelli. s'nsavano ceste ben coperte.& punto permesso il fuggire &e terre vicine. quand' anche sia giudicato rnerievole di supplizio capitale . nè dive+ samente da che portano le regole dei maggiori sin da principio stabiite.i 3 a vivm secondo che daile leggi è preschtto3 e seconde $istituti della patria governa tutte le cose . e da De~trostene si vede. che casualmente ammazzassero alcuno. gli gittd ai collo la propria f~scia. egli dì premio . od iniligge gastigo. i s a c d o t i . ( i ) Abbiamo n ~ l l ' ~ ~ ~ odii t o ì Ecvip&. Impemcchh non. ma v k e al reo mandato un littore portante il segno di morte . e mutare. che volendosi a un tale dare alla fuga dopo che gli era stato dal re mand~toil morta segno. la pena capitale in un esilio ( I ) : raccontandosi in t l proposito.&ire di morte alcuno de' loro sudditi . che per cib erano sacre. che presso i Greci IDomicidio s i puniva con un anno di esilio. e si lo strinse. piene di vivande.

istrutto nelle discipline. stimando essi turpe cosa. . p n t u n q u e per d stessa stravagante. ed abolita la costumanza antica. E costume presso gli Etiopi . . gl' intimi suoi le abbiano sane tutte e due . n6 avente argomento di opporsi a comandamenti ancorctd non necessarj. con buon numero di soldati portatosi lA dove in sito inaccessibile era l'atqeo tempio degli Etiopi . che se il re manca di una gamba . con assai facile credulia ammette. Una legge prescritta agli amici del re. dicodo essere ~JI vigore sino a questo tempo. che gli Dei immortali abbiano cm mandato . y a l e si conveniva ad un re. può uomo alcuno resistere. po. E 3 aggiungono ancora altre ragioni . e non piuttosto il debbano tutti accompa(i) S~rabonoracconta . che se i1 re per qualunque cagione perde alcun membro del coi. re degli Etiopi . vecchia e perpetua consuetudine a morire in tal forma.. e g' intimano &e abbia ad l uscire di vita : coei significando . che 1' ingegno semplice ed assue fatto per.14 mandano a i re un messo. le cose btatiMo come a lui piacque (i). e nella filosofia de' Greci . Conciocchè preso coraggio . o con violenza. non costretti a ciò con armi. la medesima wm. ma affascinati la mente da pura snpeib stìzione : intìno a tanto che Ergamene. regnando in Egitto Tolommeo secondo . ardi pel primo sprezzare tal ordine. tutti ne trucido i sacerdoti . gli oracoli degli Dei. nè a cid . dicbn' essi . E ne' tempi antecedenti i re di d e s t o paese si adattarono a tal uso. tutti i suoi famigliari da d stessi si tagliano il corrispondente .

o si tendano insidie. non s' abbia poi a partecipare ancora de' dolori . perciocchh uniti per s stretti vinì coli insieme re ed amici suoi. e deUe opinioni cHe haum intorno e l i Dai. altre. d c m e dimoranti sopra entrambe le rive del Nilo. . e del paese. e neli' isola Meme. Quasi tutte queste nazioni .15 ~ l ' pare per via zoppiccando: essendo . + . del modo lom di vivepe .inoltre hanno il loro domicilio ne' paesi dell' Africa interni. e nel paese confinante coll' Egitto. a &i lsm m . secondo essi . che è c o h t e coll'Arabia. e si gode . E questi sono gli statuti degli Etiapi. l i Sonovi al. Alcune. nel paese. e tengono il morir cosi per glorioso . di capegli . &i h costiune ivi . indegno di una vera e costante amicizia . che gli amici del re abbiano seco lui comune anche la morte . troppo debbono essere solleciti della comune salvezza. e si piange insieme . C A P I T O L OIV. una testimonianza di sincera amicizia. e lo esaltano come. che mentre si par~cipaper tutti gli alti. hanno gli uomini di color nero di ficcia schiacciata. rispetti deìì' avversa e felice fortuna . Dei loro jiummli. e singolarmente quelle che sono sul fiume.nazioni di Etiopi assaissiie. i quali abitano n l a principale città di el quella terra. Di a & 1 i~ Etiopi. e neUd isole di quel fiume . e dei difetti del corpo. Perciò presso gli Etiopi non k cosa facile. che in arte 9 facciano cospirazioni.

combattono con grossi bastoni. . . Alcuni portano scudi fatti da crudo cuoio de'buoi . Altri infine copronsi il sesso con legaccie fatte di capelli . vengono a differire grandemente da noi ne' costumi. Costoro sono in ogni parte del loro corpo squallidi. d' animo truce e di costumi ferid . poic& in qne' luoghi le pecore non hanno laaa (i). molto lontapi dalla mutua umanith : h loro voce B acuta . onde trami a più mansueto modo di vivere. ahe secondo riferisce Eliano. ( I ) Dinone B quegli. . e coli' ombra di quelli cercano di rinfrescare il loro corpo contro il bollor del meriggio. Strahone &ce. per educazione. ha dello . ed aste sottili r altri wmno dwdi di acutissime punte. Alcuni di essi non hanno ve~timeiito veruno e vanno nudi tutto il tempo che vivono in diverse maniere pero cercando sollievo co tro i ardore ' cocente del sole :il perchB ve n ha di quelli . e lancie. e quando hanno finito di trarne. le quali donne hanno uso di portare per la piii parte appeso alle labbra un anello di metallo. ove siano giunte ad una prefissa età. che di' staccano dalle pimte de' boschi i ramicelli più teneri . e &uno esercizio facendo . E costoro brnano anche le loro dome . Altri usano a questPef%ettopeili di giumenti. come altri . che le pecore i11 Etiopia non portano Iaaa: ma aggiunge. ed hanno lunghe le ugne al pari delle fiere. Alcuiii per pudore si cirigono le reni con code di pewre.quantque tali sieno non tanto p r indole quanto. che sono coperte di pelo proprio del cammello. Alcune volte adopram ardii di l e g o di quattro cubiti. . Le loro armi sono diverse. che le pecore di aliopia hanno il pelo irto come le capre.crespi. a' quali fermati col piede mettono le saette .

e del formaggio . che non possono facilmente sostenere la vista del sole : Lanto hauoo deboli le pupille! Il Y e s s e l i ~ ~ dice io di stentare a credere. Vi sono però alcuni pochi Etiopi . Cosi venerano Iside . avere consepiti onori immortali. intorno agli Dei. Di altri dicono. che Aaara fa delle varie orde indigene del Pur+p(y. Altri ci hanno raccontato a s e r v i generazioni di tali. il quale nasce spontaneamente intorno agli stagni e alle paludi. pasconsi delle radici piA tenere deiia canna : nè pochi esercitati nel tirare colle saette cacciando grande quaatita d' uccelli provveggono di tale maniera al lam bisogno. che ne cavano. e Giove . di cui pdiamo . Ma la massima parte di queste nazioni . tosto che nasce. hanno due opinioni. quelli che abitano al di sopra d& 1' isola Meroe. leggasi la descrizione. e tra questi mettono il sole. e tutto il mondo. essem stati bensì gli Dei di natura morde . i quali credono non esservi assolutamente Dei : e costoro detestando il sole come nemico hs t i 6 0 . ma per la loro virth. e pei beneficj fatti agli uomini. che l' umap genere abbia ricevuti btaeficj massimi. la luna. Alcuni raccolgono i semi del sesamo e del loto : alti+ . da' quaìi tengono. Ad dcuni attribuiscono una natura eterna ed incornittibiie . e P=. Per non dir d'altri. ' ( I ) Alcuni viaggiatori io parti interne dell' Africa ci Laouo rappresentate popolazioni di Negti viventi tutto il giorno nascosri entro l e paludi per sottrarsi agli ardori del sole. corrono a riiùgiarsi nelle paludi ( I ) . tomo II. ed-Ermie. 11 Yesselingio non avea mai saputo figurami. . . che pcr formarsi l'i- a l DIODORO.'7 11 cibo di costoro B certo fiutto acqua&. cibasi abitualmente di carni e di latte dei loro bestiami . che vi sieno uoniini di tanto stupido ingegno da non sapersi formme I' idea di Dio.

~ l t r i investendoli intorno di vetro li conservano nelle case loro . come quelli che soli sieno per ottimamente governare i sudditi.ai valorosi in guerra debbasi sopra tutti questa preferenza (a). In quanto al conkrire il regno. e li bottercatm entro le medesime intorno ai templi . ai quale certe tribù. dirra che gli EUopi rceglievam a re il pih belle. Altri fanno re i custodi più industriosi . Fiione rbrco giu- . o d a la regia dignità. . è tenuto per santissimo (I).' I 1 ~ dea di Dio l* uomo ha bisogno S essere giunto ad un certo grado d i cultura. come troviamo rC ferito da Ricco& Darnasceno ne' frammenti pubblicati dai Y a k s i o . (2) Erodoto notb. Talurìi li chiudono in m e di t e m cotta. non restino ignote ai parenti . le famiglie si dhentichino de' loro che pmssimi. giacchè posseggono molte facoltà. credendo questa essere un' ottima maniera di seppebirli . e di altri Barbari. che .t É diversamente da quelio che a i n o altre genti. Bione.eiv nelle sue miserie la plebe povera .. aicuai l danno ai o più belli .persuasi . estimando dono della fortuna tanto la monarchia . Altri poi danno quest' onore ai più ricchi . non sono ancora giunte. quanto P eleganza deile forme.e cosi disse poi anche Aristotile. Étiopi fpnno i funerali ai loro morti. o nazioni . e il giuramento . pensando . perchè alcuni li gettano nel fiuiiie. Finalmente altri mettono aiia testa del governo i più famosi per fortezza . ( I ) Strabone wcenna questo degli abitanti di Meroe. i-iptitando conveniente che le honomie dei morti. d. che sopra questi si presta. che questi soli possano soccoil. che dagli Etiopi si dava il regno al pih valoroso . Erodoco indica cosa simile de' Nas-oni.deabestiami.

'9 Dei pese adiacente ad. dando loa. e dp Strobeue. Iri pure convengono dalia Libia superiore. che dei fiumi .a forma d armento gli elefanti . e per-. e della piacevolesza del sito . e manca l' atqua m delie fontane. di cui si è parlato. ove poi vengono h t t e n u t i dal soave gustare de' giunchi e delle canne. poichh in essi presto s' inaridisce ogni prodiizione della terra pei gran& ardori. che in si i effmata tena . e poccia condottiere degli Ebrei. ( I ) L i stessa cosa B norara da G i u s ~ p e &reo nel suo libro del I)iadema . vire per alimento degli uomini. Nilo n& Libia v' ha une parte eccellentemente amena. e sempre si sono fatta asprissima g-uen-a (I).. e tutto s fa orrido a vedere. cbe vi sono. che stendonsi lungo le rive del fiume. i quali d t a n d o a gran forza gù elehiai al moversi ohe verso dove 6 acqua. siccome essi la chiamano. . e daila distruzione che portano a tutto ciò che potrebbe re. stitica Fuso . cosi che rado trovasi un fil d' erba. siccome scrivono dcum . cid onde ottenerli gli Etiopi e i Lbj si fanno. così lord ai a w d p n o intorno alle gambe. e lo dice nells Vita di Mosd. procedono ivi dai luoghi mediterranei poverissimi di pascoli. e così li string-. che fu pastore in M d i P n . I tanti elefanti. Aggiungono iooltre alcuni. e di numero stupendi . che non potendo piA sa* di cpieìii . a cagione del' abbondante pa' scolo. richiamo le bene ed erbose paludi. che eostitulvruro re i p s t w i migliori . Ivi a togliersi agli mxssivi &i del sole danno ajuto beqigno i luoghi paludosi . e prodiittrice copiosa di var rie cose buone alla vita. si generano serpenti di gi-andesza.

degli. e a i b r o paese. Ma intorno agli abitanti deli' Egitto in quasi tutte le cose dissem la veritA Agatarchide di Gnido nel secondo libro delle cose asiatiche. E noi ne1 o tempo. Ora ' P m o qualche cosa intorno agli scrittori. e per certo loro piacere inventareno il più che vennero namando. che rifuggono dai luoghi campestri. per q u e b ragione che la natuta spontaneamente suggerisce ad ogni animale ciò che gli giova e Che gli nuoce. od a capriccio . e vinti m a l e maniera per l' impedito moto delle loro membra. perche o credettmo alla fama mendace . e alcuni altri.c ' i n ~ e m m w n . tosto le Iom carni wstano divorate. 1 l Degli Scn'uori delle cose degli Egicj. Queste sono Ie rose degne d'essere dette intorno agli Etiopi . Etiopi. Mdti riferirono in iscritto le cose deil' Egitto e deìl' Etiopia. e quindi accadere. . e traggonsi alle valli poste alle radici de' monti . diindosi. e s' acconciano enim profonde caverne . in cui viaggiammo in Egitto . rlrtemidoro di Efeso nel iibro ottavo della geografia. non inseguono mai gli elefanti alle live del fiume per amor dell' esca loro ordinaria . che pubblicarono le storie delle cose da noi di sopra riferite. che non abbandonino i siti loro convenienti e soliti . ai oon ragione si nega fede. e . Quando poi per qualunque codesti assalti a que' mostruosi serpenti non rie*one scono.stenersi cadono coperti di spuma .

nelle q d li trovanimo concordi h loro. diremo oim cosa dipairhtamenk. e nella nitidezza superanti ogni pii1 splendida cssa . e deila Etio' pia . componemmo questo nostro 'mitto a tenore delle cose . che di 1traesi con 'grande fatica di molti uomini. ed esaminate le relazioni degli storici. e parlammo ancora con non pochi legati di Etiopia: onde accuratamente ricercata ogni cosa. Adunque degli Etiopi m i dentali bastino i racconti fatti.di operai lavorano l oro. v' A un luogo abbondante di miniere d 01-0 . ed al mar rosso. Delle miniene 6 oro. o fatti menare in carcere per impeto d' ira . i prigionieri di guerin. e con dispendio. l I I l l l CAPITOLO VI. quanto per procacciarsi coll' opera di costoro grandi ricchezze. lavorarlo.lunnia . e' tutti incatenati quest' infiniti . e 'in esse i prefetti agli ergastoli delle miniere con gran numero .I1: 1 I parecchi d o t i . M i prima conviene che +che ciamo intorno alk miniere deli'oro . Ivi il suolo di sua natura ilero ha cavità e vene insigni pel marmo bianchissimo entro cui sono . e di. i miseri oppressi dalla ca. della vicina Arabia. Oc cacciati lA dentro . che sono rivolti alla parte australe. tanto per dare il debito gastigo a'rei. Ne' confini d''Egitto.vi lavomno. e talora tutto il ~arentado le quali : cose fanno. Impercioccl:& i re di ' ~&tto caccia119 a quelle miniere i condannati per delitti. e al modo di trarlo . talora ' essi soli . Degli altri poi. e degli wnzini che .

i pezzetti del sasso gittati . e i piu robusti tra quelli. Sucadono poi i ragazzi . con gran fatica ammassano. portano attaccate aile loro fronti certe lanterne. e li v a n o portand~ fior della buca allo scoperto. e l'insinuarsi nell'animo di quelle per corromperle. e la rompono. tmverebhonsi nelle tenebre. cbe distaccano. ed allora i vi si mettono le mani. continuaniente falavo&. che giudica della pietra. ed insegna a lavoranti ciò &e debbano fare. parlanti lingue differenti . La t m piena delp l'oro. Ali'+ pera presiede un artefice. e meandri . ma colla pura forza usando acuti martelli di ferro spezzano la pietra splendente di ma* mo .nomini . ' n& alcun I& poso sia di notte sia di giorno loro vien dato. non coll'arte . essendo per tal mezzo la pietra ridotta a dover cedere ad una mediocre fatica . e in varj modi. bicchR a n i s ~ suno I! possibile il ragio~aree conversare. E siccome per que' sotterranei giri. piegato corpo . gettano sul pavimeirto . i rottami d d e pietre. non a retta linea pi-ocedendo ma seguendo il filone della miniera serpente entro la rupe. Quelli che a . secondo la natura della pietra . e a mlpi di bastone. si rammollisce col fuoco. a . e c h fanqo senza intemissione sotto il comando severo del prefetto. ov' t durissima. e fanno scavi . che cacciandosi per le mine entro gli scavati seni della pietra. che sono deputati a questa cruda fatica. n& modo alcuno lasciasi loro di spenire la fuga : pew cioccld stanno sempre loro addosso sentinelle tdte da soldati barbari . e sono alcune decine di migliaja di v e ' miseri condanx~atiche wngono ad atkccarla cogli scalpelli.

NB a chi tra essi sia ammalato O mutilato. e buttandovi su deli' acqua : che allora tutto ciò che & terreo. ed alcun poco inclinala. che si fa d' essi. a modo che nemmeno hanno fascia. nk in nissun caso scusa O 'i età senile . e da questi dome e uomini levano i pezzi pitì grandi. Infine i maestri dell' arte prendendo le polveri macinate. come lor meglio. e h . od altro. e li menono sotto maciiie . e l'aspettano per loro pi& desiderabile della vita : tanto acerbo A il supplizio. fincM sia ridotta alla grossezza di un grauo di robiglia. vanadi macinando. delle quali ivi è una lunga serie. che ognuno vorrebbe nascoste . si accorda venia . Così quelle infelicissime creature veggono neW avvenire mali peggiori de' presenti . renduto liquido dall'acqua scorre abbasilo della tavoh. E perch& a nissuno d' essi k permesso di fare quanto pur l' esigenza del corpo vomebbesi . procedono alla consumazione delle medesime. e ad ogni istante s'augirano . fincu oppressi dalla enormità de' mali spirino sotto la fatica. la morte. o la ferpminil debolezza . e tutti vengono spinti a tirare innanzi il lavoro a furia di flagello. Il che fanno stendendo quèl marmo stesso sopra una larga tavola. che c o p le parti . o remissione di sorte. e a due o tre insieme atr taccati ad un manubrio . facile cosa Q concepire che acuto senso di pietà debbano fare p e gl' iufelici a chiunqne vegga P estrema calamila. in cui sono.- dmpas5ano i trent' anni. tanto che ebbiano ridotta la misura consegnata loro simile ad una farina. con di f e m pestao entro moitaj di sasso una eerca qnantitA della pietra estmtta .

che sono sparse per la spiaggia d d golfo arabico .cato all' intorno diligentemente con limo .-prima colle mani Ztgit9ndo i leggieriliente la pasta. - . e lo mettono in pignatte di terra. rimanC &tanto I' oro come materia più pesante. altri artefici I oro rosi ammassato in determinato modo e peso ri' tirano. Al qual segno dell' opera giunti . per cinque ~ontinuigiorni. che 1 oro con fatica si acquista . E questa B la preparazione dell' oro. e tormenti! Per quanto io credo . e cinque notti lo' cuocono nella fornace. e a proporzione della quantità %1 medesimo vi aggiungono un l e pezzo di piombo .u soltanto O ~ Onetto e puro . r. di ogni drra materia più nessun wgllo si trova ne' vasi. poi con leggiere spc>ngie alwndo dolcemente la materia terrosa ed inutile . che si fa vem I' estrema parte d' Egitto . e mentre esige dappertutto sommi cura . e ben chiuso con un coperchio intona. E ripetono ' operazione . e con dif' ficoltà si conserva . fino a tanto che le pagiiette e i 'minuzmli dell' oro sieno ben purgati. la natura stessa manifestamente avvisa . e costa tante fatiche .a4 essa . o di assai poco difetto. del sale . e per la Troglodite . fiualmente poi l'uso del medesimo s a tra il IWSO t e la miseria. avendo avuti per autori i prischi re. E poicl3 tutto ii raffreddato . e della crusca d ' o m . un poco di stagno . e l' Etiopia verso l'austro. Ora parleremo delle genti . L'invenzione però de' metalli 6 antichissima .

essi ne chiudono con ammucchiamenti di gossi sassi l' ingresso . e strettissime d l i . e l' uscita . e di &une altre lo& part&daritd. che va a finire nel golfo d c o . ed hanno bile mogli e co' figli quella precisa comunione. i quali abitano la contrada maritbna dalla Carrmnia . tutta la grotta d lido resta coperta dall' alluvione . e di queste chiusure si servono come di reti per prendere i pesci. e di fatica non conoscono alcun uso fuori di quello. il quale s c o ~ rendo entro terra in uno spazio quasi incredibile. per lo più circa la terza ora e la nona. che si nutrono di pesci. e coll'onde in& . nelle quali non solamente trovansi profonde cavità . E primieramente dii-emo degS Ittiofaghi etiopici . Abitano non lungi dai mare in certe grotte dei lidi. vien ehiuso alla bocca dai due continenti.Degli Etbopi Ittwfi-hi . ImpercioochB quando il f l w del mare inonda la spieggia del continente . che I natura esige . dalla natura compa~titein tortuosi ed angusti giri. ' Le quali . Di piacere. come spontaneamente si adattano agli usi degii &tanti . n& hanno alcuna idea di turpe e di a Questo. e Gedrosia fino all' ultimo receti so . Alcuni di questi Barbari vanno affatto nudi . e dall' altra dal paese dei '\Trogloditi. da quello dell'Ad i a felice da una parte. e delle loro pesche . che hanno le'greggie co' loro animali. come suo1 essere due volte al giorno. ma anche sbocchi disuguali.

e li a n ~ s t i scono sui sassi volti a l mezzodì.e zantisi porta seco snlla &i. accorrono cola co' figliuoli . la quale . come di nome. non solo q u i souo gli ~ o r p i . murene . danno mano grandi. ma eziandio le foche. e pih difficili da prendere . come chiamati da iin segnale . essendo p$ calor grande del sole que'swi come infuocati . e subito clie pel riflusso l'acqua si mette ad uscire a poco a poco per gl' intervalli di que' sassi ammucchiati . i pali da prima si tengono in vicinanza del mare. colle quali li feriscono . li trasferiscono altrove. che spera poterle giovare. come & trovanclosi a caccia loro s' offrisse d' improwiso la pi-eda. ma con acutissime e lunghe c o h di capre. Poicht! costoro hanno ammassata una c a t a quantità de' diversi pesci . come l'istantaneo bisogno comporta. e con pezzi di pietra tagliente le mettono in breni: chè la necessita insègna tutto alla natura .. percioceht! il mare ne caccia fuori de' grandissimi. e presi alla rinfusa li gettano a terra. n& più possono uscirne. Allora que' Barbari . e le mogli. si accomoda facilmente a cid. poi per bisogno di passare vanno entrando in quelle cavitA . quegli abitanti espupano codeste bestie non con armi che s' abbiano fabbricate con arte. e i cani. d' aspetto strani . Adunque e donne e fanciulli danno caccia a' esci p i m l i vicini ai continente. ed le altri di tal fatta. e i pihrobusti. e divisi in cooid con orribile eizepito vanno eiascuno al posto destinatogli . sicchd poco . Gli uomini poi . per ogni altro foro. e i pesci trovansi come imprigionati ne& restanti pozze.ra una grandissima quantità di pesci d' ogni specie.

Alcune volte però succede. e nissuno ardisce avvicinarvisi. non a ragione di misura . che vi sta enti3 . debbono rivoltarli. Finita la quale operazione . e li espongono di riuovo al sole . che di tal provvisione hanno sempre tutta la quantita che v* giiono : e per essi Netiuno viene a fare l' ofncio di Cerere. e come direho' p i ì abbasso le riservano ad un uso particdere. ma a piene arbitrio. Quelle carni poi deposte sopra una certa pietra levigata. e per aiffatta operazicr W riducousi a formare una massa di un sol colore. Perciò quando penuriano di viveri. Se poi per le ~rocelle continue de' venti l'oceano rimane troppo lungamente alto. e tosto che sieno passabilmente prosciugati . secondo che agnun vuole. che ve li hanno posti sbpra . e vien impedita ia pescagi. e li scuotono fortemente . e ne mangiano cruda la carne. conciate ool seme del palipro . Delle quali conchigbe a colpi di grandi Jpezzaso le croste . Delle spine gittate in un luogo espressamente detertninato formano una grande catasta. altora se le aaoennate d g l i e uon barture . per alcun tempo vengono diìigentemente oelcate .'7 iempo dopo. che per molti giorni l'acqua copie le grstte . li prendono per la coda. vanno a raccogliere primieramente conchiglie. come f m mattoni. dal natmale appetito regolandosi. che aìcune giungono sino al peso di q a um mine. con allegro animo ai assidono. o di peso . le quali sono di tanh gcandeaza.ione de' pesci. tanto pid . che il mare getta d grosei flutti sulla terra . e mangiano. e le carni cotte cadono. die dividono in tanti pezzi bislunghi . nel sapore simile dle &che.

Per ispiegare il +e t uopo premettere. ricofibno al deposito delle spine . per la facili*. secondo che per caso 8 abbattono in una più che in altra . e vicendevolmemte divertendosi con certe cantilene strane . In questo viaggio le madri portano in braccio i loro piccioli hbini ancora lattanti . Ma dell' umido. in mezzo a' giuochi e . al tripudio m m o innanzi m e se a n h d a migliore ricrea. indi .bisogni . che per quattro giorni con! tinui essi si occupano della pescagione.vengono portati dai padri. . se ne pascono. e ' dove guidano ad abbeverare le loro greggie i Nomadi . e supera affitto ogni credenza. Poi unisconsi per aver prole colle loro donne .' a3 . nèl resto liberi ' affatto da ogni faccenda e cura. se le dividono partitamente. e scelte le più fresche e piene di =o. dove sono sorgenti d a c q h dolce . che menano vita N& di molto in questo viaggio costoro diffeiiscono da buoi. dle un puro suono. e non aventi alcuna determinata significazione. &e sono gli Etiopi. in cui. Così vengono a prepwarsi in wpia alimento secco. Q u ~ K poi che hanno oltrepwsato i cinque anni .. di cui abbiamo parlato . e k più dure mettono in p z i a forza di battervi sopra co' sassi . sono di avere abbondante cibo. veramente è miserabile l' uso . come tante bestie intanate . Ora nel quinto giorno per desiderio di bere muovonsi a truppa verso ii piè delle montagne. e che non allattano più . ed altre vanno amt rnaccando co' denti . che fanw . che altro non dicono. intanto allegramente convittando insieme a turba . giacchè tutti odonsi mandar fuori certe voci confuse .

aicmi piacere avrentizio. rare volte assai cadono ammalati. ed ivi giaccionsi con di& ficoltà respirando. Costoro da luo@i abitabili cadati :p certa loro sorte 6tle neY. vivono *bensi abbondastemente di . Perb hanno la vita molto -piia breve della nostra. dd Golfo.piii strana m a i e n . n& inthnto ' vanno essi . se ne riempiono il ventre in.Pgaocchè mapgraprdo: il peroe ~oircorpieno ild ' +.' tal inodo . che durano assai fatica pel pcso a camminare riio&uxdo indietro. ma buttausi a t& distesi. specie d' insensibdità . E codesti abitatori del mare. iì giorno seguente poi. Ed in.loro cibarsi . non s o h n do essi pel loro reniperamento n& rete . a agidel aempliassimo . - .. viventi & gde de' lidi . Admique tosto che sono giunti..'9 Lone del -mondo. ide acque dei pastori. n& parsione 'alcuna. e per altri particolari.cercado . manon cercano nudnmento p d liquido . ' * C A P I T O L Ovm. singolarissimi per una. Di altR Ittìo&Ri. qnel di non gustano alcun' altri cosa . vivono di uni.deserti. poicb! per felice ndorak tengom in conto di 'sommo -bene l' ottenere ci6 & Ioro manca . con una speaie di @m vicendevole. e in tutto simili ad un nbbriaco. . siceorne abbiamo espato . Ma di c~destipopoìi. che stamio titori. .a mano a mano per tutta il tempo che durano. ritornano a mangiare il loro d i t o cibo : questo modo P vivere 'ordinatamente continuando . sulla terra.

non pochi mercataoti. Disse .* 30 naturale sa-. ed ecco ciò . m a e is s sere tocchi da k u n sentimento. che a p pmtatp contro 101-0 la spada . che dall' Egtto navigando il m r eritdeo sono stati ai loro ae & a fac paese. siccome rif& Agatarchide . non solo non desiderano bere . A h ò inoltre . Anzi. con occhio f s o ed iwnoto. che loro si feccsee. standosi precisamente come . per& poco diikemte dal anrbo. che niun peasiere. e di sessi. se lor si presenta innanai. mandò un suo cortigiano di nome Simmia a visitar la contrada. che &ilmente può credersi a p e sw racconto. ma ignorano &tto cosa esso sia. che si son dette. riputandosi beatissimi in questo . d . ma @nlo . e deli'indole di oodesti W&ghi. che tanto superano tutii gG altri mortali in questo essere scevri d' ogni pertuebazione d' a&o. fornito di buone provvigioni. che fra Ie altre cose ne riferi. u! per natura t hxo ne avevano mai alcun desiderio : e ciò per le mgioni . che la foituaa loro offre. nemmeno per questo cercavano di sottrarvisi. Che piii ? Tolommeo tei-zo . n& irritavami delia ingiuria. o volgo vedendo ferita.che quegli Etiopi esenti da ogni bisogno non usavano assolutamente di nessuna bevanda . che non conoscono il molesto senso dclla penuria E ciò che 6 piii mirabile. che andò C la caccia degli elefanti . n& muotonsì ai vederne alcuno . Ma attestano la veiid del htto qui asserito. ov' ersi dimorano. niuna cosa li muove . 6 . diligentemente esamind quella gente marittima. e costui .se non avessero innanzi nessuno. cb' essi non si adattano a parlare con nissun forestiere . Sono adunqne cohtenti del vitto .

e de' figli. Finalmente. E v' è un altra cosa.ovili . e pedino ammazzando più e più vdta sotto i loro occhi e figli e mogli. che f d pure mea . se anche facwansi loro soffrire mali atrocissimi. . ma soltanto indicano col gesto quanto k ioro di pratica. nè davano indizio alcuno sia d'ira . che le foche stanno in una ceria farnigli&tA con loro . volti per lo piJ verso ' aqudone . Alcuni d' essi stanno nelle spelonche . o h q u e h d'esri. restavano i n m i bili. e per. e che.a q-o. e col moto della testa quasi accompageando ogni tmtto. ' eci ~ i v bdlone. secondo che comportano le circostame. ma in diversi modi . al pari degli uomini Eanno pescagioue per sè medesime . che ivi si sente . Abitano codesti uomini non come gl'lttiofeghi . vigli= grandemente. ove giovanv loro per rinfrescarsi tanta i la profondità dell' o&. e che quantunque si diff* renti di natura questi animali vivono insieme pacifica'*mente con. e che queste d diverse razze conservano fra loro somma fede nella tutela de' r. o sia per istigazione di necessità. o cid sia per lunga assuefaeiwe . ch'essi non favella. come non toccM da dcun m i e . sia di compione. qgni verecondia . Perci6 dicesi. di syelonch~rivolte ai- fare d trattamenti i . gli uomini non posr o sono entrarvi. degnavnrri . ed k . quanto lo spirare da quella p t e che fa 1 aria: e cib per&& le spelanche volte i ' mezzodi restano infuocate come fornaci . s k vansi quieti. Alcuni mancando. E questa società di vita si meravigliosa dura tra essi fino da primissimi secoli. soltanto guardando con occhi higiditi cosa si tentava. senza farsi alcuna ingiuria.

che coprono con alga fresca. stanno senza molestia. e ricreando di pih i loro corpi col &sco spirare de'renti opportuni. Ma diremo ancora di una quarta maniera. e unendole in arco. che è diventata durissima.l'aquilone. prendono le ossa deile coste deile balene. ne fanno capanne. riflusso del mare per darsi:alla pesca E poiche d' essa si sono infine . la cui volta viene a foiniare il tetto. e frutto simile alla noce d e i l a . . e il continuo calor del sole ha tanto renduta compatta quella massa. che in copia ivi mare getta sul lido. e sotto alle medesime nel tempo ae' piu cocenti d o r i del sole riposano come sotto una volta ombrosa : i l quale artifizio vien' loro certamente suggerito dalla nemsitA: Il temo m& di farsi un abitacolo presso codesti Ittiofaghi è questo. In codesti ammassamenti adunque come entro collinette essi hanno scavate delle grotte . q a s t a p 0 9 di questi ben uniti insieme essi 1 famosi una buon' ombra. alte quanto un uomo. che hanno per alloggiarsi. e nell'interno ognuno vi fa degli anditi lunghi di comunicazione . che inafaati alle radici dalle acque del mare portano molte frondi . e firmante un tutto insieme mll' arena. uscendone al. Da lunghissimo tempo grande quantità di musco mapino ivi si è acciimolata a gui& di montagna. schivando i raggi cocenti del sole d P ombra de'rami . p~acevolissimamentegodendo insieme della terra e del mare. ed ivi riparandosi contro il caldo . mitigando il natura1 caldo del luogo coi continuo andare e venire delP aillusso dell' onda marina. Nascono nella loro contrada molti abeti . e vivono sotto questo genere di coperto .

tomo II. Costato ssep pelliswno i loro morti soltanto in tempo del riflusso . dura appo loro da tutto il tempo . ed all'intomo tutto è pieno di precipizj impraticabili : P altro lato poi termina col mare. ( I ) Non . se non che costoro sono aborigeni. che fin qui è passato. che. Del rimanente una nazione degl' Ittiofaghi abita di tal maniera . e lasciano ai flutti il trasportarli al ritorno dell' alzamento dell' acqua.33 e n t i . . nemmeno con barche o zattere essi hanno potuto ivi poi-$. appunto come alcuni investigatori della natura noa dqbitano di affermare intorno a tutte le cose naturali (I). come quelli. pel quale . 3 . non altro ci resta a dire. ImperciocchB alcuni stanno in certe valli profonde. e dal gettare sulla spon&nni come siepe. . che il fatto rende assai perplesso chiunque lo consideri. DIOPORO.accorre alcuna rillessione per indebolire l' ipotesi qui accenuata da Diodoro. periiocchb egli medesime l' indica abbastaiiza coma di pura congettura. non avendo nè uso. iÙcominc~?io da i cadaveri . tornan di nuovo alle loro grotte. che è adunque ciò che impediice . che senza principio alcuno di generazione sieno stati iti dal cominciamento de' tempi. mentre le serra al di sopra un altissimo scoglio da ogni parte scosceso. alle quali da principio &un uomo potè avere l'accesso . siccome non può peiietrarsi colà a piedi. O r a essendo un tal fatto incomprensibile attese le grandi ed insormontabili difficoltà che l' esecuzione sua ne presenta.. Questa particolare usanza di offrire colla loro sepoltura esca ai pesci . nè idea di cose tali. Ma poichè la cognizione di ciò eccede le forze dell'intelietto nostro .

e posti gli uni da . onde rivol- \ . le quali cola vanno a mettersi in luogo tranquillo.giorno entrando nelle acque circoildanti le isole. Adunque @e' Barbari. ond' B che essendo quiete le spiagge. ed allora tenendola ben @te. gli aitri d a altra. il mare ivi non soffi~ tempesta . perciocchh le onde romponai a' promontorj. verso il sole le loro cappe . non minore de' piccoli battelli de' pescatori. Di e Chclonofaghi. mettonsi a nuoto . Queste nella notte stanno nel profondo del mare .una parte. simili nell' aspetto a barchette rovesciate. cioè . che dobbiam dire. c o l cercandosi cibo . esse vengono frequentate da moltitudine di testuggini marine. di quegli Etiopi . Sono nell' oceano vicine al continente isole in assai numero. i quali vivono di conchiglie . e nel . sia per mano d'uomo. C A P I T O L O IX. e la alzano finch&la bestia t e s t i supina. e d'altri Etiopi egualmenle barbari. E come sbno assai strette fix esse.34 mentre assaissime cose peiisiamo. sia per opera di natura. e basse di sito . che non producono alcun frutto. qui abbassano. mettousi a dUrmire alzando. e dire come questi menino la loro vita. ma non trova la verità: queste è quello. ma piccole di 'estensione . non ne afferriamo nemmeno la minima parte ? La probabilita de'ngionamenti alletta le orecchie . Poi dobbiamo parlare anche de' Chelonofaghi . quando tempo. E sono esse di grandezza enormi.

ajutato per di dietro dai compagni. Con che apparisce che la natura con comadi. e della cappa. uno ' d' essi tenendo in mano uua lunga fune. Essi non hanno per alimento.volte fanno ampia gozzoviglia . dirigono verso terra quella gran mole. . si servono ad o p p o r tuno bisogno. avenuna cosa sola ha provveduto a molti l o r ~ do per p e s t e testuggini cibo. e v q t o il knor loro di vita. e barca. Aliora si racaomandano alle cartilagini rimaste attaccate aile assa giai da tempo abbaridoriate. o di formarne in luaghi alti una specie di capannuccia. che seco lui vennero alla pesca Arrivati poi allegramente mangiano le carni delia testuggine mezao cotte . Per il che fare. per qstrb$gere tutto in breve. che si alime~tanodi pesci. casa. e non fugga al fondo. e nuotando va al Ed9 1 e la tira colA. che ha forma di uno schifo. ne stringe con esy la testa dell' animale. e lo stimolo della &me li obbliga a servirsi del poto di atto ad essere mangiato o mcchiat~ che tiuva110 alla * . Taiite sono le saziai degli Etiopi. come: se fosse condotta con nn remo da barca. mancando questo pasto . che cetacei per accidente gettati sulla spouda del mare. v s i . In altro luogo non molto distante abitano Barbari . che in &versa maniera debbonp sostentiuv lir toro vita. capitando grossissime bestie : ma qualche volta ancora. Alcune . estremi@ delle cedole.35 tatasi non si metta a nuotare. trovami in grande angustia. O di passare alh spiaggia del continente per far acqua.

che vengono a formare vicino al mare una specie di rete assai prolungata. apre quelle porte . ma ancora non rendita. La spiaggia della Babilonide confma con una contrada coltivata e piena di piante. Costoro in pescando usano di mettere al lido una grande quantità di canne ben fitte tra esse . che vivono di pesci. E in ogni opera di questa fatta hannovi alcune spesse porticine. al ritirarsi delle acque sieno ritenuti. che usana per penderli. dal bare aile loro abitazioni tirano larghe fosse . ed ivi tanta abbondanza & di pesci. che ogni giorno portati col flusso del mare i pesci per quelle porte all'indentro dello steccato. alla estremità delle quali mettono porte fatte di vimini .Di altri ppoli deUa costa del Goyo Amgico. che raccolgonsi da quelli. non potendo uscire. che ne hanno P incarico. Ora quando il mare corre verso terra. e voltarsi dall' una alP altra parte. cke sono fàcilrnente moversi . e cosi poi i pesci venuti ne' recinti per quelle ' . ch'essi aprono al montare del flusso . Alcuni abitanti di quel seno. e da ci6 nasce. e &l modo partì'colare . e quando retrocede le chiude. che se n'ha piil di quanti gli abitanti possano consumarne. essendo il lido campestre e basso. e al tempo deI riflusso chiudono . e con questo s'ha non solo grande abbondanza di vitto. la tessitura delle quali fatta a graticcio ha questo di proprio. Perciò benespesso veggonsi vicino all' oceano mucchj enormi di pesci palpitanti .

e di quelli che chiamami Caccialori. usandone ai bisogno. che dalla Babilonidq fino a l Golfo Arabico abitano i luoghi marittimi. e ne restino divoi-ati : poi& spogli d'armi non possono fai* fronte ai medesimi. In Etiopia sopra I'Egitto al fiume. volgeremo il discorso alle altre nazioni. tof4=hi. Ma nel mentre che abbondano di vitto. le lavano primieramente con diligenza .37 'r porte c o m a n o ne' vivai. li fanno seccare al sole . Avendo ora scorso pg tutte le genti. hanno a sostenere una crude1 guerra per parte de' lioni in quel paese numerosissimi. ( cibantisi di radici ). Costoro prendono le radici delle canne tolte dalle vicine paludi.resterebbe distrutta. indi ben mondate le pestano con pietre. X I Degli Etiopi Rizoflaa"hi degl' Ilofshi . che gli Etiopi uscendo delle p:riudi s' incontrino in essi. E questa nazione d uomini finalaiente . sinchk tutta la polpa siasi renduta leggiera ed impastata: poi Eoi. e li tengono quanto tempo vogliono . e fra loro vivono in ~erfetta pace. . se la ' l ' . C A P I T O L O. e loro maniere di wivere. che chiamasi A-. siede la nazione de' Rizofaghi .matine tanti pezzetti della grandezza che pu6 stare in una mano. spessissimo accade. o a ' girare qua e 11 per dar caccia a bestie minori . degli Sperma. e questo è il loro perpetuo cibo. Inperciocchè siccome codeste fiere pel gran bollore delI aria sono tratte a cercarsi ivfiigerio nell' ombra .

A questi succedono gl' Ilofag-hi . quanti sono.. così detti dal viver che fanno d' alberi. Ma gl'nofaghi usciti colle mogli e i figli per trovar pasto. ed essendo di m p o gracile e leggierissimo. che & incv&bile: imperciocchh passano coine uccelli da aibero in albero.accolgoao abbondantemente i fiutti . tra per lo stridote. e gli Spermatofàghi . che nasce nelle valli ombieggia~ te.0 i. ma i lioni . che loro B iacile tanto il masti- . e senza altra fatica se ne nutroho. abbandonino la contrada fuggendo di liì in assai lontani luoghi. e ne prendono i ramicelli più teneri. -poiche h una specie di navone . ove restino co' piedi penzoloni . non spirando allora nessun vento. Belle dtre stagioni dell' anno mangiano una certa erba assai dolce. che vaiino tutti sino all' ultima sommità de' rami con una. tanta quantt sorge di zanzare. Costo1. naturr: non avesse. . tra pe' morsi. E in questo esercizio si assuefanno tanto bene. la quale essendo molto solida.sveltezzh e leggerezza. ascendono sugl'alberi. come di spontaneo suo movimento. che neila estate cadono dagli alberi . e sostengousi senza pericoiare sui piu sottili v&p l t i dei rami . tormentati da primi. Accade adunque . e se ne cibano. e da secondi storditi. ed avendo il fusto in forma di bdbo .ingegnano di t e bersi fermi colle mani: anzi cadeiido dall' aito per la leggerezca loro non si fanno alcun male. che al nascere della canicola. che al loro flagello possono bensì sottrarsi gli uomini correndo a nascondersi nelle paludi. e di semi. Hanno poi anche questa proprietd. trovato un rimedio.i6 forza sliperiori d' assai alle note ià e vulgari. s u p plisce alla penuria del vitto necessario.

che ne nascono. La mattina poi vanno armati ove può essere acqua. e tanto s empiono. gli Etiopi saltando gid degli alberi con bastoni alla estremità induriti ai fuoco. ed affatto arida. quanto il ben digerirlo. percichè prevalgono coll'asttuk anche sopra le forze maggiori. per timore di quelle fiere dormono accovacciati sugli alheli. ma particolare il modo di vivere . non hanno piiì mezzo di conservarsi. e dalla veemenza ' della sete vengono ad abbeverarsi. Costoro. che occupano : hanno per armi de' bastoni. a terme le a d t a n o . Qualche volta vengono in guerra tra loro a cagione del luogo. essendo la loro terra infestata da fiere. e senza grande fàtica le opprimono. e delie carni predate gozzovigliano insieme. ed ivi nascosti tra le frondi degli alberi si mettono in aguato. ed ammazzano quelli che loro awiene di sottomettere. Fanno essi questa caccia distribuiti in tante squ?dre . che dalle bedtie pih forti e feroci essi sieno ammazzati. e con saette.e tengono per comuni i figli. e con pieire . . il numero de' quali & scarso . coi quali si difendono coutro i nemici. restando senza vista. e scarsa di fontane . e altre fiere in grosso numero spinte dal caldo. che chiamansi Cacciatori.% ' care co'denti ogni nmusceìlo che sia pieno di succo. poich&presi negli occhi da forte in6ammazione. Essi per la maggior parte muojono di fame. e come al crescere sul mezzodi delia forza del sole i buoi selvatici. e i pwdi. Abitano il paese vicino a questi gli Etiopi. ed usano delle donne prorniscuamente . e coriispondente al nome che portano. Costoro vivono sempre nudi . che appena possomo omai muoversi. Rarissime volte poi accade .

. a replicati colpi gL taglia i nervi del pretto intanto che regge il suo . Assai lontani da questi . indi appoggiando i piedi al femore sinistro deiia medesima. e dato lestamente di piglio colla mano destra ad una ben affilata scure. e P andamento degli elefanti. Ma non ne assaltano già le intere torme. pei-che niuna speranza ciò facendo aver potrebbero di buona riuscita . . CAPITOLO XII. che combatte cogli elefanti. dalie vette de' cui alberi altissimi osservano la venuta. con tal mezzo sedando la fame. Costoro abitano entro selve cupe e profonde. Lnperciocchb mentre la bestia si approssima al destro lato dell' albero.40 Ove poi manchi loro la caccia delle fiere per nudrinii. peli a forza di cenere calda se le spartiscono . ma bensi con un mirabile ardimento li attaccano ad un per uno a mano che si accostauo. Costoro ammaestrano i loro figliuoli sino dalla prima eta in tiraiie a segno . usano suppiiie al bisogno c d e pelli delle già in addietro prese. Degli Etiopi elefantomaclti. stannb i Cacciatori elefantomachi . e non danno loro a mangiare. che tiene attaccata alla spalla. ove 1 osservatore sta nascosto questi al momento . le quali tenute in molle nell' acqua mettono a un lento fuoco. se non vi hanno colto ! laonde eccitati dalla fame diventano saettatori meravigliosamente sicuri. dalla parte d' occidente. cioè una nazione di Etiopi . ch' essa ' passa ne prende colle mani la coda . e purgate dei.

lasciato di vendicarsi dell'insidiatore. Alloi-chb l' animale 6 a terra. col ripetere i colpi sempre dia par. ~ o che l'uomo m o m b a . za della circostanza) se non. Alcuni. che si 4 detta. prendon+ senza alcuii perico!~della loro vita gli elefauti .. fatto tardo a l moto per quella specie di ferita. E in questa operazione mette egli ' una celeritd mirabile. e se ne fanno lietissima imbandigione. e il va ferendo a tergo. e tagliati i nervi. da cui dipende la vita . si mettono a fuggire per le pianure fin tanto che quei clie lo insiegue. che in fine giunge a schiacciarlo. che l' albero . non trattandosi in i t t i (tale la foic . ove diede i primi. a cui suole questo . non potendosi voltare all'assalitore . tanto colla sua mole lo preme. gli abbia tolte affatto le forze.41 corpo colla sinistra. SUperando la lorza coll' arte. od un sasso . ehe con questi Etiopi confinano. Quindi avviene. di mettersi a dormire in modo diverso da quello degli altri quadrupedi : t>erciocch&non può egli stendere a terra cucvando le ginocchia quella tanta mole del corpo suo . Ha questo animale per uso. che ivi sia. quando ritorna ben satollo dal pascolo . ma per porsi a dormire ha bisogno di appoggiarsi ad un albero. o che P animale sia v i n . sem stesso strascinando l'Etiope. appunto come in cosa. Alcuni elefanti vinti dal dolore delle ferite . gli uomini gli corrono addosso a torme. L'animale adunque snervato nella maniera. e conculcandolo: alcune volte stringendolo contro 1' albero. e mrntre è ancor vivo gli vanno distaccando le carni . alcune VOI& sullo stesso luogo Piegando il gravissimo corpo cade a terra.

animale di hquente appoggi&, si logora, e difformas Oltre ciò d t e vestigia e molti segni restano ali' ini . tomo del medesimo, da' qwli chi va in cerca di ciò conosce ove gli elefanti sono usi a posarsi. Adunque, quando i cacciatori incontrano un taie albero, con una sega lo tagli=; pooo sopra la teira a modo, ohe pochissimo vogiiavi per rovesciarlo ; e tolto oga' indizio del loro essere stati li sannosi via prima che I' @male sopprag; giunga. Questo intaato verso sera ben pasciiito viene al suo luogo solito, ed appena ha voluto secondo il suo . uso appoggiarsi CQU tutto il suo corpo, cade rovescio a t e m precipitando insieme coll' albero ; e in quella pck situra sta tutta la notte, percht! per natu1.a sua non può sogere. Al primo- ritornar della luce i segatori delì'albero vengono ; ed ammazzato I' elefante alzano ivi baracche, e vi stanno entro fiuchk abbiano terminato di mangiare la 1 preda.

Degli Eliopi Simi , e degli Struzzofqhi.

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I

A queste genti dalla parte a u m a oeoidentele souniti gli Etiopi , che chiatnansi Simi ; e alla parte australe stanno gli Struzeofaghi , nazione, che s i c i h degli s t n i ~ z i : nel cui paese appunto questa razza di tic~eUi che partecipa anche della natura deiI' animale , f t e r e e s h , ed ha il nome, che lo espone per tale. Non cede esso in grandezza d a cerva pitì grande, che siavi. La natura gli diede lungo collo, e fianchi rotondi2

I

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e coperti,,di aie ; ma testa debole e piccola: molta forza però ha nelle cosce e nelle gambe, d h a f in due psni 1' unghie. Iì ti.oppo suo peso non gli permette di volar e , sebbene poi in compenso m o corra più velocemente d' ogni altro animale, toccando appena il suolo C& estremità de'piedi , e massimamente se a seconda del vento esso apre le ali ; chè allora va come una nave spinta db gonfie sue vele. 01b poi esso sia inseguito, a si difende col lancia- pietw , che scaglia grosse quanto un p u p o CO' piedi , come ai farebbe con una frombola. Ma quando gli vieu data la caccia non sofiando alcun vento, a nulla rpemugli le ale , che irnprovvisamenh si abbassano ; ed allora con facilit8 suprato nel corso vien preso. Di questi uccelli gMn numero 4 nel paese, di cui patliamo ; e come i ~irbaritrovano molti mpdi di cacciarli ; così facilmente ne prendono assai& mi; e delle loro cafili si se*ono per cibo, mentre deile loro spoglie usano per vestiario, e letti. Questi pb poli sono in giaarn coi Simi, contro i quali per difendersi adori-ano per armi ne'combattimenti le conia degli origi , le quali sono attissime a ferire di punta ; e servono loro di graiìde uso, poicht! molta quantità travasi deile b e d e , che ne sono forMa (I).
( i ) Aqaturchide, e Stmbem dicono la stesse aosi; re non che, come avverte il Yessclingio, il testo di S w a b o ~ ep e ~ t a ,che anche. i Simi erano armati di queste corna. Il che, secondo lui, non pregiudicherebbe al racconto di Dialaro, come ha creduto il Bnchert. Delle corui degli o i k i parli a lungo il Cnuabono; e della fierezza degli origi dice seriemente il Scgncri, che u n t o r i Jid-o d i sè stessi, che si addornrenta!,~ dentro Ic reii rtsedesinrs dc' c m -

c h i ! :.

4C A P I T O L OXIV.
Degli Etwpi Acridqfaghi; e del miserabil che hanno.
1

fine

~

Poco da qqesti popoli sono lontani gli Acridofaghi, ci08 i divoratori delle locuste. Stanno costoro sul confine del deserto ; più bassi di statura degli altri uomini, macilenti, e nerissimi. In primavera i venti favonio ed &o soffiando forte cacciano fuor del. deserto un num r infinito di locuste , di grandezza inusitaia , e eo d'di tinte di un lurido, e squallido colore. Di queste adunque costoro fannosi nudrimento abbondante per tutto il tempo della loro vita. U modo, con cui Le prendono, 2 singolare t perciocche stendendosi nel lor paese per molti stadj una valle assai larga e profonda, essi coprono qua e M il suolo di strame , di cui all'intorno dapperrutto E grande abbondanza; e poi quando cacciate dal vento vengono a passare a modo di nube quelle locuste , danno il fuoco a +ella materia ne' didiversi luoghi , che prima tra loro si sono scompartiti; cosi che il denso ed acre vapore alzato ùi aria s o f f y col suo fumo le sopravvolanti locuste a tal segno che non potendo tirar più innanzi il volo cadono a terra morte. Per molti giorni dura questa uccisione , e se ne fanno amplissimi mucchi ; e siccome poi il paese abbonda di sale, ne mettono buona dose su que' mucchi , e con oppoi-tuna macerazione fanno, che migliore sia il sapore di quel cibo, e salvo da pu&efazione duri per
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lunghissimo tempo ( I ) . Eccoradunque come' con questi insetti procacciansi alimento pel resto delì' anno : nk essi hanno altro con che sostenere la vita; percioccbè non esercitano pastorizia ; n&, essendo coppo lontani dal mare, possono industriarsi colla pesca. Costoro sono smilzi di corpo, e velocissimi di gambe ; ma vivono poco ; e i più attempati fisa loro non oltrepassano i quarant' anni. I1 modo poi, con cui finiscono , è nel tempo stesso mirabile, e miserabilissimo. Giunti alla loro vecchiezza, nascono ne' loro corpi certi pidocchj alati, non solo diversi di razza , ma di figura o i ~ i d i , ed insignemente deformi. Questa peste, che incomincia ad uscire del ventre e dei precordj , in brevissimo tempo rode tutto il corpo; e quegli che n' 4 aflitto principia a sentirsi irritato dolcemente da una p r u r i g i ~ come p e l l a , che cagiona la rogna, con un misto di piacere e di dolore: ma poichè quegli insetti vanng venendo verso la superficie, tra cute e pelie si addensa, e vien fuori una grande quantità di marcia con incredibile dolore del paziente ; ,il quale grattandosi, e graffiandosi a tutta forza colle unghie , e lacerandosi

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( I ) Agatarchide e Strabone parlano di questa razza di Etiopi non diversamente da Diodoro. 14 Plinio si legga : u n a parte 3i Etiopi vive sokanto di locuste, ~ ofumo l col sale eonsarvafe per alitrrento di tutto P a n n o . Costoro non olfrepassanol'anno qrurranzesinio della loro età. I1 Yesselingio dopo avere osservato , c h r 'molti e molti uomini si sono nudriti di locuste, e' che in E~iopia, c in ~ r a b i a n9La quantità infinita, sospetta che fossero locuste ve gli uccelli , di cui gli Ebrei si ciharono nel deserto, parendo a lui, , che pib alle locus~e che alle quaglie, o co:urnici , si adatti il W6be dell' Esodo, e de' Numeri.

e

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'46 in ogni.parte , non fa che gemepe miserabilmente. . E dalle i esulcerae tanta quantità pr~rompe'di vermi, &e venendo fuori gli uni dietro gli al& a guisa di ampilli d ac*, ' cresca da una botte forata a *odo di crivello , reudono inutile. affatto l' opera di chi si mette a coglierli. Questa è pertanto la inaniera, colla quale per l' accennata consumazione del coispo infelicemente Gniscono la loro vita codeste sciagurate creature : il che se venga dalla natura del cibo , o dalla temperatura dell' aria, non si eo dire.

C A P I T O L OXV.
Di popoli cacciali dai lom paasi nativi per opera di animali infati.
Confina con questa gente una terra, assai ampia in estensione, e bella per la varietà de' pascoli; ma serta, e di niun accesso. E non b $A, che da principio fosse senza uomini ; ma dicesi, che in processo di tempo nn' improvvisa pioggia sopravvenuta produsse tanta quantità di certi ragni, e di scorpioni ; che cresciuti enormemente obbligassero gli abitanti dapprima a far loro la guerra come a nemico comune; poscia , perchh i loro morsi erano si velenosi, che uccidevano immantinente , essendo i1 male s m rimedio, ad abbane donare disperati il paese, e il vitto, che in esso avevano, e a fuggire altrove. N4 cid che qui si i.iferisce, dea parere meraviglioso ed iricredibile a segno da non prestarvi fede ; poi&& dalle vere storie C sianifesto , che

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aae pii m n e di queste A o accadute nel mondo;
Impei.ciocchè sappiamo, che in Italia tanta copia una volta nacque di aorcj selvatici, pidigiosamente propagatisi ne' campi, che obbligò gli &tanti del contado, in cui @l cosa successe, ad espatriare ( I ) . Cosl n k a Media una moltitudine di passeri, cbe devastavano tutti i seminati, costrinse $i uomini a ritira& in altro paese. I popoli, che chiamansi Autariati (n), furono costretti a fuggire uel luogo, ove ora soggiornano, a cagiono di una quantità sterminata di rane create nelle nubi, e cadute gih in vece deiie solite goccie d' acqua. E chi dalle memorie dell' Antichitd non udi , che tra le imprese d' Ercole , assunte da lui per amore di ottenere 1' immorta1it.A , annoverasi anche quella, per la quale cacci& dalla palude Stimfalide gli uccelli che ivi erano enormemente infesti? E pw la i m ~ i o n edi liani usciti dai deserti, alcuue cita della Libia non restarono esse vuote di cittadini ? Sieno queste cose dette contro coloro, <rhe voglion tagliere la fede alla storia per Li 1-egione, che le cose da essa narrate suppongonsi avvenute in certa inusitata maniera. Ora ritomiaq~81 primo contesto d d I'aCCOnto.
( I ) ~ u é s t oh 4 sudcederte agli abitanti di G s a ; 10 ne faqno menzioue Ruilio nel suo Iti~zerario il Bochar~,e il Cuusubono. , (3) Questo popolo a p p l e n n e dl' Ilirio : e parlano dei ~ L L qui O notato da Diodoro anche CWEu'no, ed Eraclide Lembo presso Aleneo, ed Appiarrrr , che aggiuoge qqel popolo eqersi ritirato dal sao paese na~ivo per la pesrileeza aora daiia inoltitudine di quelb rma.

Dei Canimukhi , e dei Trogloditi,
e delle lom costumanze,

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La sponda australe viene abitata da uomini, che i Greci chiamano Cinamini , cioè Cinarnulghi, o Canimul%hi (I) ; e i Barbari vicini dicono nel patrio loro idioma agresti , o rustici. Costoro portano barbe lunghissime ; e per comodità di vitto nudrono greggie di feroci cani, per la ragione, che siarn per dire. Dai principiare del ~tlstieioestivo sino aila metà .dell' inverno il paese di Costoro viene idvaso da una innumerabile moltitudine d;i buoi indiani : del qual fatto la cagione t! ignota, non sapendosi , se fuggano d' innanzi a bestie sanguinarie , da cui vengono attaccati a torme, o se ad abbandonare i loro luoghi li astringa inopia di pascolo, od altro accidente che la natura, madre di cose mirabili, produce, e che la mente deli' uomo non può iritendere. O a quer sti popoli, non potendo colle proprie forze rendersi padroni di cotesti buoi, prevalenti pel troppo numero, si servono a ciò del mezzo de' cani, che mandano loro addosso , e in questa maniera ne prendono assaissirni , di parte de' quali mangiano fresche le carni , e d' altri salandole ne fanno conserva. Coli' ajuto di codesti bravi cani danno finalmente la caccia ad altre fiere ; e così
(I) Strabohc e Pli~rioli chiamano così, come pur fa Eliano per la ragione, dic' egli, che mancahdo loro la carne de'huoi, 'rucchiavano il lotte dalle rnarrrrr~elledelle cagne. Lo stes!o avea 'detta

Agatarchide

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t i v o sostentando la vita con mangiar carni. Onde p o s ~ ~ siam dire, che le ultime nazioni confinate aì mezzodi sotto l a forma d uomini traggon loro vita a modo di bestie. ' Ma rimane da dover pwlare ancora dei Trogloditi (i). Questi dai Greci chiamami Nomadi, i qu& atte* dendo alla pastorizia vivono al modo de' pastori , benC& da certi loiw capi reggami divisi in determinate tribìi : ed hanno, mogli e * comuni, ecwtnurtoue il i capo, che tiene una moglie da sè , colla quale , se altno prendesse a meschiarsi, verrebbe dal Principe m& t t di un certo numero di pecore (a). Aìlo s p h k delle ao eterie, cadendo d o r a nel loro paese assai grosse piog@e, essi nudropsi di s a n p e di latte mi& insieme, e dcun poco cotti. Dipoi p 1 cdor forte del sole abbruciandoii i pascoli, ritiransi nelle paludi , ove i pastori ai battono insieme contendendo de' luoghi atti P pascolare le greggie. Sogliono ammazzare per cibarsi quelle bestie, &e o sono vecchie, o sono ammalate; e questo è per tutta la loro vita il nutrimento lol m ; e per ciò, mesm non danno il titolo di genitori a nipwno creatura umana, lo danno a l toro e alla
te610 cowmaim dice: Ma rimane da dover parlare ancora di generw'oru, c i d degli E ~ i o p i ,e dei Trogloditi; e siccoal me degh Etiopi s i d fatta già ~~~etaziolier o ~ e .q u i scriverenio dei Froglodiri. S e s i & parlato giP degli Eiiopi, non resta dunque da doverne parlere. La riparritura del tesi0 b chiara, quantunque aia stata dirsimulata dai Coarmenutori (a) .Aptarchide e Stiabone ruppongono la multa di una sola p c o r a : ma parhndue di pastori, che del~honoaverne iii generale gran numero, & prohubile, che il t c s ~ oui Agatarchids sia a u t o dkrato, e che Strabome naa vi abbia badaio.
(I)

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due

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DIODOBO, tomo Il.

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vacca , e all' ariete e alla pecora, chiamando padri gli . uni, e madri le altre; appunto per&! da essi, e non &veli loro genitori traggono il giornaliero sostentamento d& vita ( I ) . Il volgo ha per hevanda comune il liquore tratto dal paliuro. I maggiorenti usano un succo cavato da un. certo fiore, e che viene ad essere siile nostro mosto meno tuono. Coston, andando dietro ai loro bestiami, passano da un luogo ali' altro ; ed hanno diligenza di non fermarsi lungo tempo ne' luoghi medesimi. Vanno nudi di tutto il corpo, eccettuato che cingonsi le reni coh pelli: tutti i Trogloditi si circoncidono, come fanno gli Egizj , salvo però quelli , che dall' accidente chiamaho mutili; perciocchè a questi soli, fra quanti abitano que' loro paesi, tagliasi dalla p+ ma infanzia con un rasojo tutto ciò, di che agli altrisi fa circoncisione (a). Fra i Trogloditi quelli che chiamami MegebArei (3), usano per armatura scudi rotondi fatti con peiii .cmdc di buoi, e clave coperte di certi globetti di ferro: $a altri Gortano archi ed aste. Particolare ad essi, e strana 6 il rito, che usano ne' funeldi. Costoro aggomitolano, stringendolo con vimini di paLuro, il cadavere del morto in maniera, che la testa tocca le gambe; poi depostolo sopra un qualche colle, in mezzo a schiamazzo di risate incominciano a trargli addosso tanti sassi, quanti bastino a farne una massa , che lo cuopra; e fi( a ) Agatarchido e Straroize dicono lo stesso. (a) Gli Abissi+ anche a1 di d' oggi usano la cir~oncisiooe,quantunque crisliaui. (3) Zolo~tboien li chiama D-lepbradi, o Mqpberdi.

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o . . che non si possano ferire nissma maniera. In un batter d'occhio si veggon gli uomini cadere a me. se ne pap tono. ma perb prima come per benevolenza avvisandolo.che vamo rinverdendo. Le dono= alpuanu> atrempate . che . e que' popoli le tengono in rivenmza . pud privarlo di vita. o *sono at~ccati da morbo inculabile : stimando essi il massimo de' malì quello di vivere quando non si è buoni a far nulla.tnano agli archi. come succede tra' Greci.piantatovi sapm un corno di c a p . ognuno che voglia . che appena esse lasciansi vedere.2 r e s t a n d d feriti alcuni m vierie a dar. mettendogli un laccio al collo. o per alcuna cagione. si t o h n o la vita i m m t i nente legandosi la gola alla coda di un bue . non per ira. percl~è abituati per lungo USO tirano i lqo colpi sicuri. che mettendosi di mezw fanno por tennim alle zuffe. m puramente pei pcoli. Questi popoli si fanno guerra insieme. ed è appunta per questo. restapo troppo esposte. Quelli tra questi Trogloditi .per vecchiezza non possono seguire le greggie . B ( 4 t i . e non essendo le persone coperte di alcun' arrnatarp . sono @e. +CM pcr legge è stabilito. si cessa dal tirare saette. non dando segno di alcun d&re (i). Nel c m battimento da prima si g e m o a vicenda de'sassi. Perciò veggonsi i 'J'rpg)oditi tutti uomioi di kiia cor- (i) Anche Agatarohide avri narrato questo modo di seppellire d' 3 i . &L ch. e se per questo mezzo alcuno tarda a morire . Cosi per legge 4 stabilito di toglier di vita quanti od hanno perduto un qualche membro.

e si offiscano gli occhi. e de' Trogloditi . le w m i t à delle membra degli uomini per P attrito delie vesti si logorano. irnmantinente svengono . tariie 2 la diversità . che il ghiaccio sostiene il passaggio degli eerciti. E tra il nostro . altrimenti le piante de' piedi si esulcerano . ve la presterà sicuramente qual' ora egli voglia paragonare o considersre p m t o tra loro diffe riscano il clha deUa Scizia. fmpemcch8 in alcuni hoghi pt. e quello de' Trogloditi. e di età robusta. e pel &bile di ciò .poratma. e il t ap m rs o de' aarri . se a parte a parte si esamini. che in que'luoghi non Sabbia n(: folgore. ' \ . che la differenza. ricusasse fede alla nostra storia . Ma basti il f n qui detto di essi. e le statue di bronzo si spezzano : alcune volte ancora la densità delle ntlbi fa . e per chi n' B pratico intollerabili . e nissuno senza scaispe puci camminare sicuro . e lo stesso vino. Che se ali 0 de' nostii lettori per la novità d d e cose. e p chie altre cose incredibili per chi le ignora. e quello che di queste cose 2 più rnirahile . e quello de' popoli . che convien romperli col coltdlo . e gli altri liquori . se non hwno pronta acqua per eslinguer la sete . f indufiscono a modo . empiendosi tosto di pustule : e gli uomini.r la h z intensa del ra fieddo i piu grandi fiimi si gelano a modo. n8 il fuoco ha b r za di tiscaldare . Nei confini poi d& Egitto . merd l' ardore enorme del sole al mezzodì. 2 maggiore di ogni credere. succedono in que' pesi. l' aria troppo condensata non lascia che gli astauti possano vedersi a vicenda. de' quali esponiamo la storia. n&tuono. che qui si descrive. nimo eaceàenbo mai i sec a i ' anni.

Eppure gli abitanti deii'uno e dell'altro paese non solo non hanno volontà di evitare sl grandi incomodi di vita. Laonde il passaggio dalle freddissime contrade del mondo aile caldissime si com* pie in ventiquattro giorni di navigazione. .\ . e i c o v i sieno assai differenti dei nostli. p. tra quali osservasi si gran differenza di cose . E dii+ più. un pezzo di carne.53 poichh il calore consuma in pochi istanti il naturde umore del corpo. in dieci giorni al piii pervengono in Etiopia. che nd ogrii cuoco banierebbe per prrpariwe I e uiurnds d' Galli. e ad un immenso freddo . luogo la quale alcuni Sciti +itano in mezzo al gelo. In C O S ~picolo intervallo tanta adunque essendo la d i & M clima . non B meraviglia che anche il vitto . farse n3n craùerste. i costumi. e . ma apontaneamekte aEzi perdono la vita piuttosto che essere costretti a vivere in altra manina. da questa città risalendo il Nilo . ' . Tanta d la f o n a del # o h . che se alcuno espone al sole in un vaso di metallo insieme cm acqua . Tanto t: l' am0i. . rro' o h piena d' erbngxi L s i i n a t i per nostra c e n a . boUire senza fuoco. molti con navi da trasporto tratti da buon vento in dieci giorni arrivano a Rodi . questa senza legna e seaza fuoco Li un batter d' occhio si cuoce (I). Sebbene non 6 poi somma la distanza de' luoghi . . ( I ) Sulpizio $muro. o G a l l i . poich6 dal* ia palude Meotide .e che P assuefaxione e P uso siiio da'primi anni deiia vi^ ispirano ad ognuno per la terra t ove 2 nato I e la lontananza del divmo clima fa sostenere le incomoditg del proprio. e.. indi in quattro passando ad Alessandria . pirliqdo dei d m i d'E6itta. dice : Ivi i o vidi quella che v o i .

non disimili nella forma da quelle che i pittori rappreseiitano . cioè cornuto di naso. . gli apre le carni con quel corno. e di astuto ingegno. &no esse d'indole placida. e del colore del boss0 . avere partitamente parhto de' popoli. Storia di un serpente porlato in dlessarsl &a d tempo di Tolornmeo Gi. Ivi n'è uno . quel suo a n o aguzza a qualche grosso Basso. e molti elefiuiti ammazza di questa maniera. e per la forza del corpo a a lui superiore . Ma se' 1' elefante può prevenire il rinoceronte cosi che non gli si accosti. il quale minote di mole dell' elefante. e colla sua proboscide awilupparlo . dobbiamo anche dire con qualche particolariti . che pareano avere a h n a a>sa di strano . degli animali di quelle regioni. facilmente lo vince. Ha il rinoceronte durissimo il cuoio . E poichd tra esso e l'elefante perpetua guerra a cagione de' pascoli. e alla punta del naso ha un corno dritto di forma. Verso la Troglodite e P Etiopia trovansi le sfiugi . se non che differiscono soltanto nell' essere iaute. e per durezza simile al ferro. e nel wnfitto gittandosi aIla mira del ventre del suo nemico. come farebbe con una spada : col qual genere di combattimento lo dissangiiina . e de' costumi per cid. M dopo .Delle vatie $em dei deserti deUa Tmgbdite . è'@ da paragonarsi ad esso per la fortezza e robustezza. e da serpenti. sircome e per l'urto dei denti. che dalla cosa stessa vien detto rinoceronte.

Tra gli animali fin qui ricordati il toro cargvoro B notabile per la sua fierezza. Il cepo . eccettuato che nella grandema. che noi digtinguiamo perfettamente. sono come gli uo&ni pitì deformi. che la loro vulva sta sempre faori del corpo (I). ( I ) Bisopa leggere Oppiano. ed altri antichi. .color ' nifo . B di vivo .0 fossero inesatto le loro cognizioni in fatto delle ~ r r i e rure. che così chiamasi. d occhi cesii piii di queili del lione. che muovod. È qnesto animale di tanta ferocia e fona . Qrielli che chiamansi cinooefali-p c h & hanno la testa di cane. per vedere quant. bottamento. non meno delle orecchie . è intanto quando combatte le tiene immote e ferme : i suoi peli sono posti al rovescio di ke11i delle altre bestie. di scimie. Le sue corna poi hanno la particolarità . Pel corpo esso è maggiore dei tori domestici . e l'avvenenza della statura ma.55 e capaoissime di ogni &te che sia 'semplice. e alla pantera nel resto del corpo. sino agli occhi . Si rassomiglia nella faccia al leone. ELano . poichB non v'è fona al-a che possa dom&. La sua faccia I! piatta. ha tal nome per la bellezza del corpo. Questo b un animale f ~ e che non ammette aicuno addomesticamento . e che di notte risplendono. Le femmine di questa razza hanno la particolarith. o vogliam dire orto. - . e hon cede nella velocità ai cavalli. che ' non teme di far fronte a qualunque altro per robusto che sia: percid vive delle carni di quelli che ammazza. e tutta l loro voce consiste in un sordo bora . ed ha dalle sopracciglia in gid un aspetto assai fiero. nella quale B uguale alla dorcade. di corpo che possaao trovarsi .

velociwimi sopra gli dtri di mbr f u b o d' occhi cerulei . che p n n b la COM pih potente di tutte' ( i ) .5. ne' cambia colla libertà i benefìzj della tnaneuetudine. dicendosi che la sua peUe MM s ferisce : quello che b &curo si b . e che m n b vinta nemmeno dal ferro'. ed ih om reada maniera si mette a contrastare con tucie le ciuw me de' pastori . Plinio pula inoltre 1 . . e le fa in minutissime bricciole . e cogli stormi de' cani . s c o l h bocca che arriva sino alìe orecchie. Per questa ragione i Trogioditi riguardano questa fiera per la pii1 potente di tutte le a l t r e . La pelle di q u s d animaìì d diua come pietra. pih terribile per L ferocia di entrambi . ì che quantunque molti a sieno provati di prenderlo. .1 Crocuto b uiiarpcoie di Jena.6 Esso db il gnestb alle gdggie degli abitanti . che chiamino crocuto . che spacciando portenti ( I ) Plinio ne parla ia qciesti termini: M a i piL crudsa a n i m l i c k abbia questo paeae ( I' Etiopia ) anno i tori selvatici. ma sempre muojono perjerezau ( 2 ) Plinio del fiocuro dice. e a tutti superiore nel mome dei denti. s non si porrono pigliare ae non col& josse. Gli Etiopi hanno un altro animele. Alcuni . il quale nnisce i n aè &ste le nature del cane e del lupo . poichk esso stritola le ossa qualuncpe sieno . come quella appunto. ed inghiottite mkbilmente le digerisce (a). m a ~ i o r i amai che i donrartici . presso le quali hanno corna mn5ili. . che dlgcrisce la ossa rohito che 10 h inghiotu~e. alla quale la natura ha dato la fortezza dei liane .m. che se per awentura & cade in una &.od 6 con altro ingegno preso. s col pelo a l rovescio. nissuno b stato buono per tale imprera . che n o n riceve colpo vermi>. dovendosi sapere . Caeciano ogni Fera . la velocità del cavallo e la roburteua del toro. si soffoca per impeto d' ira.

e col c ~ U o petto di fione. che questa bestia imita la faveh uomini. . dicono esservi ancora varie specie di serpenti . eà b di erro. ' ( i ) Fn cariosirsimo ricercatore de' pih rari prodot~idella natura.dicono. Al qual genio pih facilmente forse s i amae. la bocca dìuisnJf~reagli orecchi. e un osso cuce intero im &o & Jsnu*. che riferisce la credenza. ed &uni di una gnindpzza da non d r e . vanno posti e da noi e da tutti '$i l t i a nel numero degl' impostori. che conrrofkxii li voce dell'uomo. e il capo di m r u : ha roigna s fissa in &e parti. i bisognoso di diotrarsi coi . parkivmo d i . Ma quelii. i quali altamente protestano di a v m e veduti di kmghi cento cubiti. della quale parieremo . che 4 massa per chi li vede viene a h a r e una specie di collina. ed occupato dalk storie. che Tolomrneo secondo ( I ) . e . Ma cbi d si corrivo ad ammettere bestie di d mostruosa grandezza? Non ostante noi. colle gambe di cervo. p r d e qrori qwniò un arino.E dunque a sapersi . formano un tal volume coi h coipi insieme agpppati . Lo descrive poi in questa maniera.57 &&e degli Gli abitanti del paese deserto . dilettandosi assaissitno . p e ~ chè ogni cosn abbia la sua speciale menzione. fiere. quando que' serpentacci enoimi s intralciano gli uni gli ' altri . I nostri naturalisti non conoscono quwm bestia. ed assahimo spendendo dei L e a c r o e ~ o . che in quella pianura . racconta mhhe pih assurdo. Dicono col stom . e &e porrebbe in disperaziom ohiunqne avesse voglia di loro prestar fede. e degli animali ipeaialmente. Si aggiunge peri. waado aqioorvole di du&. non meritarno fede da noi. Bestia vsfocu:Uiur. . v d u t i da tutti.que' aerpenti grandissihi . che fummo in cc* phbie a tal uso fatte portati ad Alessandria .

ma fece di più. creata @P da Aristotilo coi grandi cqccorei che gli diede Akssaridro. di potere prendedo con lacci e catene . l'ardere. e in ogni mamera gratificando magnificamente i cacciatori. subito però che vedeva avvicinarsi all' acqua le fiere del bosco per dissetarsi. che nissuna pi& poteva scap pargli. e che in ogni altro tempo giacendosi immoto nel suo raggruppamento. ma la fortuna secondd il tentativo. Egli contribd molto allo studio dalla storia degli animali. . che i Greci imparassero a conoscere molte specie di bescie non vedute prima. . vedendo quanto fosse generoso in regalm. attesa la lungheaza del suo corpo . unitisi in discreto numero stabilirono di portar vivo al re in Alessandria anche con pericolo deUa loro vita almeno uno di quegli stupendi serpesti. tanto pii gl' invadeva il terrore. ~ e vibrar della luigua . il quale posta aveva sua stanza negli stagni.68 per la caccia degli elefanti. e stranissime. preparate tutte le cose occonvnti con grande fiducia si misero alì'opera. Ora avendo coJoro sperato. Perciò alcuni. che per lui cacciavano . strettamente awolgeva. L' impresa invero era ardua e difncile ad eseguirsi . Trovarono admque dopo molte e molte ricerche ufi serpente lungo trenta cubiti . che come fuoco facevano gli occhi di quella bestia. e il pigro suo moversi . Ma q a u @ pii s'acoostav&o al serpenìe . non solo giwse a procacciarsi una p n d e quantità di elefaati da guerra. per i' orrendo strel piaceri d e l b spirito. di un saito quale coll' aperta bocca afferrava. quaie colie sue spire sì. e guidò a buon termine la presa risoluzione.

'in cui posero quella . e di tanta grandezza e capacita. superando spezialmente la speranza di avere i grai premio dal re il timore de' pericoli . di lui vivo ancora dilaniiindo le carni. e a mezzo il ventre se1 tiene stre& : gli altri spaventati cercano scampo c o m do pia. c d a fiera bocra I o afferra. non 'meno che per la grandezza degli enow mi suoi denti . che lo faccvaao comparire a loro occhi non meno alto di un colle.59 pito dene aspre sue squame. ed alzandosi sulla testa del primo . trae abbrancato nelle sue spire . e &n terra : poi feceiu. cino luogo arno a v o so%temaneo. e quello de' cespugli e virguhi da esso calcati e rotti a mano a mano che p d e v a . che vi potesse star entro tutta la bestia. il quale tosto ahe ebbe toccato il corpo del mostro. e per Y aspetto truce della 6sonomia . questo torcendosi con orrendo fischio. Costernati per la paura. -e peI volume de' rawolgimenti del suo corpo . e ritornasse.alla coda. . nel vi. subito che venne &ori per gire d a chiusero la bocca della speeaccia delle varie h. Non per questo però deposero il pensiero di pigliare la bestia . timorosamente $i gettano on laccio. e il secondo.' a cui si appigliarono. lonca con grandi sassi. e in che tempo uscisse a cercar v pasto . Perciò si' misero a cercare di riuscire coll' artifizio e l' inganno. Quindi osservato o ' essa nescondevasi . mentre pure colla fuga d allontanava . che aveam a o avuto sotto gli occhi. ed ecco il partito. Composero con treccie di giunchi ben tessuta una specie di nassa . o& non potevano valere colla 'forza .

guardandosi che provocata troppo non dovesse maggiormente irritarsi. quando fu alcun poco più vicina . stringono con corde . e co' denti strappando il giunco. fu& nell' altra apertura. mentre a poco a poco moveva al suo covile. eaettatori. i . e uomini ii cavallo . già gA era per iscappare. tolta in maniera alla bocca deiia s p p lonra . procurando di atterrirla colla vista degli uomini a cavallo. digni messivi sotto sollevano. e fi-omboliei. e percossa dal rumore de' cacciatori. avea la testa assai più alta di quella degli uamh ni a cavallo. e i' orifizio bislungo della rete già fatto dianzi in modo da cosi rapidapente maneggiarsi . Poi quella grandissima rete cou orur. cd agitandosi per ogni verso. con sonatori di trombe. con una moltitudine di cani.i. alcuni subitamente corrono. che fosse ovvio in eFa l' ingresso della M a .60 rete di giunchi. prima che la bestia si ririvolga per uscire. poichC l' infortunio primo li rendeva cauti : bensi stando ]ungi le andavano a piene mani scagliando dardi. e in tal modo. e con altro simile apparato incorninciapono a venirle addosso : ed essa. spelonca dianzi chiusa. l' accompagnarono. E giA si avvicinava alla bocca della. Intasto mentre per lo distendei-si de' suoi ravvolgimenti la rete si riempie. e lo squillo delle trombe : per lo che la bestia non 'trovando aperto 1' adito . e allora raddoppiossi lo strepito delle armi. e portano f o i Ma stretta dentro di essa la bestia metteva fuori fischj sopra natuv o m n d i . l a mostra della moltitudine. e collo strepito delle trombe. che s'era fatta in vicinanza. Ma la turba de'cacciatori non ardiva accostarlesi. Intanto mentre questa ritornavasi dalla pastura .

che a forza di digiuno ne fii domata la ferocia a segno. Or come si enorme animale di questa natura fu veduto b tutti. portatolo ad Alessandria. e Tolommeo . si aggiunge la circostanza anche più meravigliosa. ed intalito riz&to il collo sotto la ~roboscidepresentano ( I ) E notissimo il boa constrictor . i morsi dei denti di essa distraggono verso la parte affetta dal dolore. Finalmente. e ne fece vago e mirabile spettacolo a tutti i fsrestieri. PerciocchB colle giravolte delle loro spire si strettamente si avvolgono intorno alle gambe de' medesimi. raccontando. e di &. ed altre hstie eguaimente grandi . (i). non V' B ragione di non credere agli Etiopi. che a' cacciatori diede ymmj degui della cosa. e col frequenb pungerne la coda. 'pongono a terra il pente . ne scliiaccia e stritola 1' osso. ma da combattere ancora cogli elefanti. ilic i n ' i i ~ ~ g u a del paese chiumano boa. C la divora in uo momento. non solo da inghiottimi le vacche e i tori. ch' essi non possono in nissuna maniera piU moversi . che nel paese loro si sono veduti serpenti si grossi. che pitavano nel suo regno. S . ed incredibile a chi ne sehte a parlare.6t Del che temendo quegli nomini. che a poco a poco si fece mansueto. che appostato tra le frasche di un grosso albero afferra per la testa la tigre. che sogliono inghiottire i buoi . Girohmo nella Vita d'llarionc dice : un drago di prod&iosa grandezza. . o di tenere per favola quanto in tale arg~mentoessi dicono . Al meraviglioso . che ha sè stesso questo fatto. poicbd g!i aainmli di questa razza soao si grandi. chvuscava tutta iratorno ìa provincia. offrono al m questo strano mostro. quel serpente cosi mansuefatto nudrì.

estesi per lunghissimo tratto i confìni dell' imperi0 romano. che potesse entrare come parte della storia anche tutto quel tratto. fece . cke ~riasp~rtana gli ekfanti. Ma noi . alla Troglodite . come pure deile Isole Britanniche. e i luoghi sotto l' orsa.testa con queue loro pupille infuoc8te. parleremo allora che . Ma delle contrade poste s o ~ o Yorsa. . e li fo cadere a terra . aile altre confiu-inti regioni verso la parte pel calore inabitabile deiia terra . come pur sono e le Isole Britanniche. ora d e scriveremo P altra parte . le-quali toccano la zona inabitabile peL freddo. la lunghezza deUe e . che 6 quella del Golfo Arabico . verremo descrivendo le imprese di G. che quasi fosseio fulmini li mietano . dopo avere con chiara narrazione detto qnanto ci B sembrato suflicierite intorno alla Etiopia. e delle w i . che prima era incognito. che udimmo da chi fu sui luoghi. e alle spiagge . e per altre da ciò. siccome dai regi commentarj d Alessandria per alcune i cose.eIefatt~la Descrizione d d Golfi Arabico dalla parte d'E4iopia Deltisola SerpentaBa. e ai dimi del mar-rosso verso il mezzodi. abbiamo potuto apprendere. Cesare. non k ancora messa alla comune cognizione di tutti. Questa parte del mondo abitato. Il Golfo Arabico duiique ha le sue bocche stese verso l ' m a n o australe. e caduti poi ne rimangono sbrana& 6a agli occhi dell'. Impersciocchè questi .

verremo brevemente a descrivere le spiagge d entrambi i ' continenti . mirurandolo dal promontorio di Dirce. Nel suo siretto s'incontrano qua e la alcune grandi isole. il Yesselingio non B senza timore cho i numeri degli stadj qui accennati sieno guasri. Tolonimeo nominanda f i c c u r i a . . nè dall' altra (a). . Dalle cui estremità incominciando . che in ciascuna e di esse trovansi . . che gli antichi writtori .o vederlo dai più accreditati geografi moderni.kghezza sua tanto nel recesso . d i cui qui parla Diodoro . considerando. luogo esposto a ì pih profondo e tempestoso pelago. e faremo capo dalla destra spiaggia abitata dai Trogloditi sino ai vasti deserti . fra le quali il coi~so delle navi diventa angusto. quali corre a parecchi sta4 : P intimo recesso 6 chiuso entro i confini deU' Arabia e della Troglodite .Però dal porto Pa' normo al continente opposto vuolsi un giorno di navigazione spedita.4rsinoe andando innanzi (i) SUI pub Qual sia l a larghezza dello stretto di Babelmandcl. . Indi la larghezza si diminuisce . e la - Adunque dalla città di . e l cose pih particolari. di sesanta stadj . ~to {a). che sono dtre. egoa. nb del mT + gli aniiahi scrittori parlano. . quatito nelle bocche . Tale C? in compendio la situazione di . Pìirrio lo h hrgo di ~ t t e m i l a ~ i n q n e c passi. e si restringe. la indica come m' imla. poi fino alla bocca. Percib che ap- partiene al testo di Diodgru. il flusso del mare violento e pericoloso.N& del porto Panornio . s inoltra fino ai sedici stadj (I). Jtrabone Arria~ro Agaten~cro lo fanno largo . La distanza pitì grande ch' abbiano tra esse le sue sponde 6 presso il monte Tirceo . e MacaPia. questo Golfo. e . ove i continenti non veggonsi nè da una parte.

Di lil il Golf6 immenso. c b cadono peci~itandodelle rupi in mare.64 lido d e m . che i k i d i . & d alrronde non erano molto growe. (*) Il Yerret'ngio ba dubitato di aliararieae r l testo in q w s m panso : e segueudu lui dapprima io area scritto : per da cui ocuu pwatu k navi t r a p < u r a r w ' d w e oppor& . in cui ara prima dei I. p cui stretto collo. Superati questi luoghi m (i) E degno d' essere nouto . Ne aveva luogamente parlato rlgotarthids. p n d o vi si fissi intensamente lo sguardo. a p p h dabili al passaggio di certe punte di turo. e restituendone altra. le acque dei hanno il supore di salsedine amara (I). e che 6 di &or rosseggiante . cbe prima erano amare. offende gli occhi. il tratto nou era guarì lungo. due delle quali sono piene di fichi e di olivi. che domina H vasta pianura. di1 cost. come qoi iiidica Dio' doro. Ma perehl Diodoro disrimula questo fatte. trasportane le navi nel mare a l di 1A (2). AU'eatreme rndici di quel monte giace un porto di tortiioso ingresso . e mostra di credere. . Ma nel)' antica Mvigarione non era a!rana ia pratica del rrssporro della navi. che per non toglien alla fecandiia dell'Egitto uni poraione d' acqua per lo pil iiecersans. il fiume dei Tolornmei rJ tempo di D~odorofossa stato messo recm.agidi P Potrebbe sospettarsi. \ .lesione hcile otl otteriari ornelrendo alcuna parola. che chiamasi di Venere. che al LOO tempo sussistesse la cara nello itnto. quando. Ia quale fu chiamata Jurne de' Tolornmei. la cui vista . h t t a una direrriow del Nilo. e dentro il porto sono tre isole. Oltrepassati i fonti di questi presentasi un monte. ma la terza non ha questo vantaggio : ha però grande abbondanza delie così dette meleagridi. presso il quaie sta una penisola assai sporgente. s'incontrano in maissimi luogbi fiumi. r e m o dolci le acque. ed ha nome d'immondo. n& i'arre abbaitana per& ~ & zionuta per vincere la foca da' venti e de' marosi.

e se v'lia chi per quelle vicinanze navighi. dalle guardie dal' isola viene immediatamente punito con supplizio capitale. I1 motivo adunque fu . chp l' infqsiarane. p timore del re prende il 1 largo quanto pia possa. che sono IA mnfinati. pois u . onde . ma dai toparsi ( paa ) . il cui ritardo.queK1icola traeva il nome. e che al tempo suo i re di Alessardriu l' aTevano purgala da' serpenti.e Strabone ri rieno lailciaii sorprendere dalle tlvole de' mercatanti greci. DIODORO. non' si lascia iri alcuna nave . Cosl accade. tomo II. Diodoro. e del color dell'oro. la quale si chiama Sarpentaria. Poche sono queste guad i ~ e vivono una vita misei*abilissima: perciocchè. U perchh quando incominciano i viveri a scarieggiare gli abitanti sedenti sul lido ansiosamente aspettano P arrivo di chi dee portar loro pmwigione . ed indi venne voce. non dai serpenti ( o p l u s ) . che a tal effetto si fonda sui v o c a b d a r i ~ebraico. secondo l u i . ni! la terra li soccorre di alcun frutto. che Agaturch~de scriveva 4 n cosa del tempo suo. che Agam&. simile al vetro. Il Y e n e L i ~ ~ iperb oppone. e cinta da nh mar profondissimo. in essa si trova il topazso.-65 vasi un' isola . COUM ( I ) I l Salmasio pretende. che niun vestigio pib vi si vede di tali bestie. Per questo ne fu proibito ad ognuno P adito. che e di beli' aspetto. a modo. lunga ottanta k ì d j . che assai presto manchi la sett&aglia a g?e9 miseri . pietra diafana .ritiili serpenti ( i ) : ma ne' tempi posteriori per cura dei *e d' Alessandria fu si ben coltivata . 5~ . che se &uno naviga ad essa . &una di codeste pietre sia portata fuori nascostamente. N& deesi tace& per qual motivo essa fosse con tante spese ripurgata. . . e mirabilmente lucente. che auticamente fo& piena di varj e ter..

e dovunque ne v e p gono splendere alcuna. da lontano mostra il luogo ove sta. poichh non viene a batte& coll' onde . quanto la tema. Se vai oltre i luoghi fin qui accennati. Ivi il g o k incomincia a restringersi ed a voltarsi verso P h a b i a . restando il suo splendore come soffocato da quello del sole . vi mettono sopra per segnale un vaso grande tanto. e molti pastori trogloditi . lo consegnano a coloro . E aduaque puel luogo opportuno alle navi.cogli scalpelli il sasso coperto da . e con essi vedi montagne sino ai porto Sotere.orgie . a. aoil la natura &lì' acqua. i quali colà pe' primi sani e d v i approdarono. ma alla notte brilla essa di bela luce in mezzo alle tenebre a modo.quale verdura la cagione dicesi essere. che per mestiere puliscono le piette. e il mare k palustre e fangoso . e la natura de' luoghi rende in certo modo diverso tanto il mare. imperciocch~il continente appacisce basso .fì x possa metterli in disperazione. e tutto quanto verde : della . vanno in cerca di queste pietre . .$ durante il giorno si vede . non più profondo di ti. La pietra di cui parliamo nasce nelle rupi . e tagliato che P hanno. Le guardie &ll' is& . così chiamato da' Greci. B cosa facile da compendere. che traspariscono dall' acqua stessa. quanto possa comprendere lo spazio. ma la copia del mwm e dell' alga. qu$ v m . o sa1vatoi. si offrono ~iparseper la spiaggia moite genti ittiofaghe . che m u p a h pietra lucente : venuto poi giorno vanno a tagli. che vuoi dire salutare . aon rotto in nisuna maniera da prominenze. distribuite ciascuna in posti determimh . che hanno remi .e .

che in rm istante gli spessi flutti portano tanta quantità di sabbie contro i fianchi della nave. h nnve o' auacca. mettono i mirinaj in gravi ed atroci trava$ . il loro inioizrinio: ma non sono allora per anche al' colmo della disperazione. iu cui sono. E sovente accade. ora vanno a . d al& nave veggono . quanto perch8 sono costrutte assai d' onde avviene . eccetto i viveri . O& . Ma se questo divino ajuto non sovviene . e dali' impeto de' venti prese di m t t e tempo . che quantunque gettino tutto in mare. poicM il guado A fondo più deli' a l t e ~ a un uomo . ai +i . che andando a gonfie vele . in mezzo all' estremo li conserva in vita. poich& n& isola . Qui& 4. che loro dia rifugio . s p i r e di scendere a tema . E a tutte queste disgrazie ancora si aggiunge. nè alcun sussidio di traggono da remi per ispingere la nave.67. m ad amiarsi sui banchi fangosi. per &e. e volte pamando a quelle -parti alcuna nave. come se ciò fosrre fatto. che se le creano intorno p& mucchi. n 5 1 . socorch& abbiano di che nutrirsi . eacaedentisi il mare. p e t-estano in angustia somma. che irasportano gh elefanti. essendo il paese a5tto inospite .. i più robusti di mi cacciaao in mare i più deboli. e intanto p=ta copiosa pestagione. mancando le provvigioni. nauhgare sagli &&i. come se un Dio v e nisse con qudche mawhina in loro soccorso . tmto pere& s'appi*ofondano molto. N& possono i marinaj. Gittati in tanta miseria quegi' infidici cominciano con moderate querele come a cantare alia sorda solitudine . che la furia de' marmi alzando la nave. Ma le navi.

e col dividerle in certo modo a varie porzioni. poi che di bel nuovo fosse occupato haìl'acqua sopraggiunta con grande impeto ( ~ ) r r a ~ ~ ' ( I ) I1 Ycsseiingiu non ha dubitato punto . inchiodate ivi dagli q@ delle sabbie. i quali menrre avevano conservata memoria della sommersione dell'. provano fino la di&coltA b u d e b del morire. che que' monumenti del dcll' accennato caso si lasciano intatti. che tutto il tratto *di quel golfo.68 i Mveri restanti per alcuni giorni ancora possano m vire ai pochi. prive in sì sciagurata maniera de' loro condottieri . avrebbero certamente fatto meglio de'sacerdoti egizj. e del sole alrarosi due tohe dalla parte. essendosi il mare portato alla parte opposta . e Boclucdo . che in questo passo non si alluda al passaggio famoso dellaEritreb fatto dagli Ebrei fuggenti d'Egitto . Se non che distrutta in fine ogni spe. che videro in questo aspetto la cosa. Ed & per e d i ~ o re. e fatte inutili sepolcri .itlantide. Coii . e che il fondo di quda parte rimanesse scoperto . Se ciò fosse.e cita Grozio . durano per lungo tempo . Le navi poscia . dic' egli.birbiri abitami d i que'. clie presenta tanta verdura. e questi bevono la morte a sorsi. e i traa mandarono ai loro posteri. n d a &ero de' mti prodigj di . C 001 pdungare le loro miserie.luoghi conservarono la memoria di quel miracolo. i. poich& quelli finirono ia vita in brevi momenh. onde gli altri naviganti conoscano que' luoghi disastrosi. questi ultimi muojono pih mistmbilrnente dei primi . Presso gl' Ittiofaghi atitanti di quelle adjacenze 6 fama per lunghe età conservata . in. uiia volta per un grande rifiusso restasse a secco. come quelli . e mostrando gli alberi e le antcnue quasi chiamino sopra gli estinti la commiserazione e il pianto di chi da lungi le vegga. cui tramonta.

'ìtrabom indica perchb avesse quel nome. e il fermo tuono . La navigazione da Tolemmaide al promontorio Toro stata da noi descritta alla occasione che parlammo delie caccie degli elefanti fatte sotto il' re Tolommeo (I). che pob farci esitare. È d ficile intendere Diodoro nel suo vero ienso che non ho creduto necessario conservare l'inutile eoperfetavione del Rodoviano . i suoi effetti non corrisponderebbero alla tradizione di qoesti barbari. ed ivi sotto il circolo del solstizio estivo le ombre si gettano dalla parte di mezzodi. e per a&rettanG dopo. di mi parli l'Esodo i a che ruccedn~o . ( a ) l 1 Rodomano apiunse le parole: Jin che torni l'altra stagione dell' anno. dalla parie d' Arabia. per rendere chiaro cib . Questa terra è inaffiata da' fiumi scendenti giia C Mosè. . (I) Questo promontorio adche oggi si chiama %r. Plinio parlando della posizione di Tolemmaide . Ma cib . fabbricata dal FiladeCfo per comodità della caccia degli elefanti dice: ne& quale per quarantaoiaque giorni prima d e l rolfizio . . e nelh altre ore cadono verso mezzogiorno : negli altri giorni dell' anno cadono verso settanrriene. Da quel promontorio la marina si volge all'oriente . all' ora sesta le ombre spariscono . si &. a credere questo passo alloiivo a quel famoso fatto. . viene gran dubbio. . che il testo sia stato interpolato. con cui Diodoro dice q u i d'averne parlato . al contrario di quanto suecede fia noi. Gnsiderrndo il poco in questo argomento detto di sopra. per la divisione delle acque e non pel ritiramento di esse . fino a che torni E' altra stagione deW anno (a).Continuazione della descrizione del Goljo. . che w d o r o mtendavi dire. ch'esso si fece in loogo di gran lang distante da quello.

Chiamasi l Nettunio il primo luogo. che gli abio tanti grandemente onorano a cagione della utilith . Ora veniamo alla spiaggia opposta. il mare c! profondiilno. Nella parte poi essa 30 . che chiamansi P s ~ b e. C o w Indi- . B da noi conoxiui ta . wa sehhene con qualche diversiid. per la ragione che se s' alzano sulla superficie del mare. . Procopio. e genera v a i cetacei di stupenda grandezza. Teofrosro l a suppone parte di una gran valle srendeutesi dai confini della Siria sino a l Gelfo Arabico. che ne traggono . in che essa B partita. chB del resto non sono atti ad inkguire nissun o . e cardarnomo. e contro sua -voglia non urti nelle ritte pinne del loro dorso . e varj frutti poco saporiti. che qualcuno per sorte. 4 piena di elefanti.de' inonti che chiamansi Pseb& . perchk Aristone. e di altre fiere. i quali però non recano agli uomini nissun danno. di lioni. e N o t w o r o la dicono abitata dai Surmwu'. ivi consacrò un altare a Nettuno. Questa parte estrema delia Troglodite . ma bensì hanno uccelli di nuova specie e di mirabil hllezza. Rompono il tragitto isole. di tori salvatici. siccome I' abbiamo indicata. circoscritta dai promontori. che non producono cose migliori . Incominciando di li. e chiamaci il Palmeto ( I ) : p c h B k tutto (I) Q t selva d i palme viene rammtmorata da varj scrittori. incominciando di nuovo dal Golfo. che pende verso ' A r a b i . e alm me. che volge al mezwdi. e a noi incogniti. e ne' vasti campi. se si eccettui il caso. mandato da Tolommeo a discoprire le terre dal littonle d' Arabia sino alì'oceano. i raggi del sole rendono i loro occhi ebetati. produce malva di straordinaria grandezza. Poi sul G ~ l f o ~ t e s sv' B un sito marittimo.

Ebrei trovarono molte fonti. ( I ) Il Yesselingio presume. e prende l' aspetto delia più grata amenità. che danno copiosi fiuttì. che qaest'altaee. st per &diaie . n& può negarsi. Ma come poi le tetiere chhmerebbonsi da Diodora Incognite P le lettere degli Arabi erano aì tempo di Diodoro. e ruscelli. Pe* ciò non senza ragione i Barbari tennero per sacro w i luogo tanto fertile . e per essere sicuri daile fiere tengono le loro c&uccie sopra gli alberi. e quscte iscrizioni fossero opera degli Arabi. ove si a o c e m che gli . . e vi presiedono un uomo ed una donna. e pel-C& 6 volta a me=%' giom~.presso il promontorio del continente un' isola. patisoe gli ardori di un 'sole cocentissimo. chiamai deUe Poche. promontorio s w innanzi a questa isola 7= n copleusls la trova iodicata nell'Esodo . che gli Arabi non rieno iiiati an~icliissimiabir~toridi codeati luoghi. Chi passa oltre quel Palmeto trovp. per le quali d a r uno ed altro lato deiia terra tutto verdeggia. palme. che per vitto.pieno di palme. Ma tutta la campagna nella -vicinanea & priva d acque correnti . e di queste infatti essa b tanto piena. che ne esercitano per tutta h loro vita il sacerdozio. le cui acque per la freschezza non ce* dono alìa neve . ed anche prima a m i di l u i n o W w a rutti i popoli confinanti. non luogi dai pese di Elim . e molts . Sono beati gli abitatoli di quel luogo . che dai nome delie bestie che ivi sì aimidano. e tanto abbondante di nutrimento. che chi le vede non può non esserne meravigliato. quantunque situato in terre rimdssime da ogni b quenza d uomini. Ivi 8 ancora un antichissimo altare fatto di duro sasso. mentre ivi scorrono'non piccole fon' tane. con iscrizione in lettere vecchie ed incognite ( I ) .

ed altre droghe odorifere. il che io credo nascere dalI'eterno storpiare. e di pii1 tese loro insidie al ritornar che facevano . pnic&b alla convenieute precisione della espressione. che potrebbero reaar confuiione. Per questa ragione. e dal sarrirecouaate al loro orecchio uel1'-armonia del periodo. che bnno mirabile spettacolo di d ai naviganti. Tolonrnrco chiama eli ahiianii Laianui. &e i Greci facevano tutti i nomi forestieri .l' Arabia Petrea . 7% . i qua& la occuparono in questo modo. Il diversa modo di esprimere i w m i di un medesimo popolo si osserva parecchie volte in Dindoro medesimo. il bere le quali correva &ma. o t e v' 8 il seno Laianite (2) . damno quariti erano restati alle case di quelli. i Garindmi truci-.. tra loro vicini . e i Minnei portano. che siegue . e dopo questi dai Garindanei ( t). Gii Ebrei ehiamaiono il pisrc A&. e i pascoli sì propizi per gnggie ed menti. per quanto dicesi. e Strabotta li chiama'Elrrniu. Questa costa per6 ha pochi porti a cagione d d o stesso spingersi che fanuo verso il mare i vasti monti : onde viene deli' apparenza di colori vai . atf: dati i b I a r = t i a quella solennità. La costa. Più. anticamente era abitata dai Malanei . (a) Aaclie. e i secondi Gmindei. di questo nome s' hanno variazioni . tanto immolando agli Dei presidi della luce una ecatomba di cammelli. e la Palestina . e a quasta i G m k i . che giovasse d a salute. dall'Arabia superiore P i n m m . quanto per recare alle pame lom alcuna ponione delle acque ivi scorrenti. li ucciserq tutti: con che estinti gli abitanti della terra si divisero a sorte le fertili loro campagne. Ad ogni cinque anni radunavansi da ogni parte i popoli circonvicini iid ~dmito accennato per celebrarvi una festa . pieno di borgate d' Aralr guarda ( i ) Strabaiie chiami i primi Maranili.

e ~ e i. e questi tengono molto trì sul mare. . la media.e nel p?f* L a s a o come a l f r i ditorro. imitando con empia seelleraggine i fieri abitràoii della T a d d e sul PonW (I). 4 d m b pagamqo il fio della loro iniquità.e il loto dell'akezea di un uomo . in cuì sonn i Leaniii. e di bestiame. dic'egli . che loro somminisi atrara l pastorizia: ma dappoiche i re d Alessandria rea ' oen. u n a legione r o m a n a . noib. Arcemidoro l o di. perciocchi i nostri dissero il goyo stesso Elaaitico.Ilenitico. e mdto ancora denhti terra : cosi &e il 73 p+ se C p i m d uomini. Elena. . per queiio che ne hanno lasciato scritto i p e t i veci. bratieri che capitavano a quelle pubi. e cemi ? e dorcadi . voigesi in cagione di male agli abitanti : cht3 la natan per l pi& dà agii uomini colh utili le cose nocive. que' popoli w n SOIO ~ c c i s a o ' i mfragati. chc g l i dicdwo il nome : A g r a d l a b r o r@a . Girolarno ne parla diversamente. e a cagione de- g& iibertosi u buoni pasca poduce oltre una quaiafi&ta di bestiami d ogni specie. .sse . i quale appilito per b oo' pia de' fonti produce in abbondal'a&ste. co' qurli per difendere i loro armenti i pastori sono obbligati di tombe &re giorno e notte.ne parla Plinio. e p&. vecchi la d i c ~ a n ~ Aila~h ed ora si apprU& Aila.b . e a derubare ì naviganti. Zvi risiede. che gli Sciti della Tauride usavano sagrifime aU' ara di Diaw i .. Il goCfo iniìrno . A ~ i t i c a n . ma inokre si misero a corseggiarc . ( i ) F. essendosi mandate triremi a distruggerli. che chiamasi decima. a l t r i Elenatibo. r G i u b a Leauirico S . Urta volta viv' e s onestamente contenti del vitto. navigabile il Golh ai meI~t?nti.che chiamami NabateE. o came. ancbe ~ m m e l l salvati' i a. . l' abbondanza de' quah ehiama poi dai deserti li&. Viene i seguito an? n pianura irrigata d acque . Cosi ciò che ~ n d e fdice il paese. lupi.

la quale 8 deserta. t e difficile a superarsi.monte. Le altre due non sono meno desolate: i n s r però di tratto in tratto vi piantano degli olivi. mentre manchino di tutto. a cagione di uno scoglio che ne fa sbarra. nk sito. in cui gittar l'ancora . ( I ) Potrebbesi facilmente ramisare in qoesto tempio la fimosa Kaaba della Mecca. ed ha un ingresso assai dubbio. aspro . che la prima.( I ) Adiacenti al lido della terra sono tre isole. Ivi poi 13 un tempio sacratissimo . clie presentano parecchj porti.74 Trascoisi p t i campi viene un seno di natura veramente mirabile. che chiamami Baniuuneni. ch"essa era un e ~ u a r i o celebre 6110 da remutidme etP. in cui. che un giorno v' erano . vivono delie carni di fiere da essi prese alla caccia. Restano in essa avanzi di edifizj . perciocchè esso internandosi n d a terre si stende per cinquecento stadj: ed b circondato da. vas e rupi tutto all' intorno. n& d' uscire. e difficile da passare. come fondamenta di sasso e colonne con isdziom in caratteri barbari. i poveri marinaj poosano sperare un asilo. sia consacrata ad Iside. e lo stesso +ar de' venti . La costa 8 formata del fianco di un . e ne risuonino da ogni parte i rassi fieramente colpiti. Gli abitanti del paese. n& o darsena. Lo sbattere infitti +entissimo de' flutti . che gli abati p r o s i empiano tutto di un hgo1. n& in tutto quel tratto si trova p o ~ to. tenuto in somma religione da tutti gli A~abi. h o . od altro. e il quale ai naviganti non permette nb d en' trare. Dicesi . essendo noto. si estende per mille *di . . Oltre oti queste isole il lido rotto.e spaventoso. e sieno di sd medesimi incerti.

&e . cosi che chi malgrado sao vien tratto a quei - ~~I per la sola paura non m d In questa costa abitano gli Arabi tamudeni. cbe a d e & I una coll' altra comunicazione.75 ambilmente di sassi e dove lod 'na abbassa ribatte i . . vortici. ed ivi I' acqua esserrdo ' profondissima . gli stmici mai %vano. un frastuono ne W I ga simile a fremito spaventoso. e che b coperto di boschi. e pel rimbalzaw bdietro. quante pei la cornoditA d i e n t e sopra tutti gli altri.di color nero. per quanto B Iimgo e largo. e dove al dissopra minamian caduta : ii pzaL monte molto innanzi spinge eel mare le . ed apre nel . non dissimile dalle Echinadi . scendesti in assai spesse ed acute pietre. che A vedo forma.scoglise sme nidioi. scorre ppr cento stadi da ogni perte : la bocca del porto 2 di due plettri. molto & . che gli sta sopra. e & si chiama C* muta (I). e tortuose. e viene a ' tare un seno. Ed una parte de' rotta a Tw& xogii S' increspa. e il lido . Accanto ad essi v'ha un seno. ed uw voragine menda. e piii' dare sicuia ricetta a due mila navi . Prrdocchè giace sotto un kingo fianco bint parte . e rifil Indi vedei una penisola avente un porto . il m i e . o rotte caverne. t guasta. una parte assorta entro qae'varìici psenta grande spezzamento à'onde . 8 seminato di monticelii di sabbia. che' 3 abbassa verso zefiro . che qua e ià bagna mdte isole. non tanb mirabile per la forme. fanno che per l'urtare dei flutti spinti da& proceila . e tutto wopn d immensa spuma. ii piiì bello.

che ~hiamansiDebi ' (4. con questi fanno tutto queilo che loro accorre . un littorale pieno di fontane. . coperto 'di varj e fitti boschi. mirabile altezza.che e pasc. cokcrati a Dei incopiti a' ~ & . a cagione della ti. che vi duiscono . Appiano ne ha data la descrizione j ma di quella dita da Diodoro non restano che pochi cenni. nel cui mezzo s' alza un colle simile ad una tavola.di Cartagine.Passati questi luoghi S ergono a certi intervalli cin-i que monti assai alti . ciot fatto a mano. Per iscorrere poi il paese ucaao quella razza. e nel mezzo s' alza un' isola tutta piena di sorgenti . e ne mangiano le carni. adbp'mti da essi in ogni maggiore affar della . so-inistrall da un grosso fiume che vi cade entro . ed attissima 'ella coltura de' giardini. e rotto da iusceIli d'acqua dolce . Dopo s' i n c o m .ono amenti di cammelli. vita.Arabi . le cui vette a guisa delle p b i di di Egitto vanno a finire in una sola punta. . con questi trasportano sorta di cose. In somma esso è in tutto simile al porto . nel quale trovami tre teppj di.Oltre cib abbonda ancora di buone acque . La terra piana è abitata dagli . e della cui comoditii parleremo in particolare a suo luogo. ivi k . (a) Quui abitauCi di paese. ma che gli 'abitanti venerano con i molta dioozione. ( I ) Il porto di Cartagine chiamarasi in lingua pnnica C o t b n . che dà oro. Una quantità poi immensa di pesci. Infatti comba'ttono co' ne&ci montati su questi animali .. cinto da p n d i promontori.anquillitA sua. che chia' ' 76. che chiamasi Cotone ( l ) . viene ivi dall' oceano. e delia dolcezza delle acque. Indi v' è un seno rotondo. ne bevono il latte.il monte Cabino .

che porta colie sue acque in tanta quantità pgiiize . e Frammenti d' oro. Tanta b la coscienaa de' commcnratori ! I . in grazia deil' antica parenteia =tratta con questa gente da Ercole. ma sempre 8 coperto molli. e non rugiade . e non ha avuto I'ardimen~o di correggere si . che danno rugiade ( i ) e pioggie comode ed opportune. e la mag' gio~ non eccede di molto una iioce regia.. che d esso trovisi .grossolano errore. maper P ignoiama degli uomini non è coltivata come dovrebbe essere. che significa non avente sofferto fuoco. che presso la foce. ed é eccellentemente benigna. che il testo di Agatarclide. Usano questi. Grande abbondanza d'm si trae:& grotte fatte dalla natura.e . Del non ad ogni forestie1. 8 grossa come un nocciolo . La pallottoli& pid piccola . siccome i vicini . che dice : chi crederebbe nevi in ArabiaP Il Yesselingio ba veduta la parolp.il quale non abbruciato dal cdor C-nte del sole. vedesi tutta la sabbia risplenderne : quegli abitanti però noi sanno lavò~'(~re. ed 8 corrono per miglior rabione facile a vederhi. in tuua questa descriaione seguiio da D o id o r o . e che favolosamente asserisce da' suoi maggiori essere ad essa . e dai G-di . che facilmente dai copirti stata scambiata: ha osservato di più.masi de'dromedarj. e dense nubi. resto essi sono cortesi di ospitali&. ( I ) 11 cesto porla n e v i . porta rugiade s piogaie. ma soltanto ai Bewj . e per questo chiamasi apiro . ma si raccoglie come spontaneamente 8 nato . Accanto a questi 6 il paese abitato dagli Alilei .d ~ v a t a . per cui l' estate assai bene resta temperata: perciò la terra ivi è attisima a produr tutto. Corre per mezzo a questa terra un fiume. e i frammenti d'esso. . popoli arabi. ed ai Peloponnesj . di quel14 del Vessefirgio. non che si prendano a liquefare le pagliuzze.

t superiore ad oa4 ragionamento che W + ) fsrsene.alo dj sasi dpoleo d$lemaii.k.E thipni. e dopo i Carbi i &. (1) A questo Imgo Di& ri ahonusp àa A g a t ~ c h i d u ~qmls i1 dice. Entro terra 9 0 ~ boschi. c r u w a brro Imorui i uteadli ed brmmenli n uui comodi. Jn tutta questa eoatiada s& e uoe certa mtumùe hp m a . che colle rut! esalazioni k a d e i seusi d'. mmt: a l a?lkh 8- d'oro.ognuno. 8 assoluhmtg cosa divina. e h i popoli. pa e . -. eoi mercotrnti doe metalli W E O ~ R ragione d peso. ed aitii eguaimente odorosi. . e feeondissima sopra ogni aÉro paese di ogni specie di beshme. cbe sarebbe meno credibile della prima. che il k ~ i era o tra MO grepgio.~tissimi d' alti d) ben deU' iiwmsu. e l w i a . e la nataraditanta moltikiliiae di cose. ed altre p n t e di particolare indole.bei. ma che invecchiando meugo~#>. di cui <pii C parla. dtietha~o acarregpiuia di ferro . della mirra . Q. A n n o iur triplo d o o pl 'r N ~ U C .-. e di tanta eccellenza di ogui genere P PercioccM quella Sa. ehe deiin0 sqiiisih i m i odori. p e r c i 4 nascouo in essa senza eccezione per la maggior parte tutte quei& eose . che da noi tanto Bappzzano. onde permutain. &I cinamomo . iicehisdde cose. che sono i piti ntntwmsi h i popoli deil' A&a. se noo H dovesse oawrvire . e M d u p b pel ferro: cosa mrero. che sono a piacevolissime a vedersi verdi . rikrireleproprietà.78 popob'dipartaiecadeàepPlldcdeGaroàananteais pietre!&. Vmgom dopo questi i Cadi. della palma. dei & ap. egt& i (1). Ne' luoghi marittimi cresce il balsamo. perci& pesti abitano PArabia Felice.

79 e gli stessi. e tutti gli altri : chh non sono ivi . awiene che a chi s' accosta a quella spiaggia portisi un misto di ottime cose . O dali' aprirsi un vaso.gli aromi di quella scarsa e svevole natura . e scevra da incomodi : perciocchl pure aggiunse a tante belle cose m certo nocumento . il cui vigore g.-poichk in primavera un vento di terra porta sul mare le odorose esalazioni. e dalla natura divina di una stirpe sincera: di modo che quelli. ne sono doL cissimemente colpiti . e non mai da esso provato. che tanti odori tramatidauo.iA spirò. e nel fiore stesso vigorosissima . che siamo 'soliti a sprezzare gli Dei quando siamo ridondanti costantemente di beni. che queU' odore non procede giA dal tagliarsi che si faccia un h t t o . e copioso. che in vicinanza navigano . Adunque i boschi. onde per esso noi. vengono in certo modo a godere delI' a&sia decantata nelle favole. che di questo bene son fatti partecipi. giocondo . ed alla salute propizio. ma sono pieni di una virtù sempre nuova. in c 4 sia ripodta materia che abbia fragranza. della lunghezza di una . giaccw codesta so* i vità di odori non pud con più degno nome accennarsi P& la fortuna non diede agli abitanti di questo paese sì piena qaesta felicità . che hanno presso noi. ci rivolgiamo a migliore consiglio. ma sibbene dalla recente maturanxa. sono pieni di serpenti di colore di porpora. la qude sottilmente penetra aino all' intimo dei sensi. A confermazione di che uopo 6 considerare. Sicchh mentre i venticelli tresportano per I' aria le più delicate parti de' fragrantissimi germi . che a h tramandano e gli arbusti della miri2 .

e rilassandoki tutte le parti. e non rendendo essi vgione di quel che fanno ad alcuno : ma la loro condizione è infelice. e la opt>orhinid dei tempo .spanna . che goutìrndoai il corpo per la f& p* m n t e d ~ l l o moderato respirare di tanti odori. in Sahu . che I L'OS~: buone. ed è addossata al monte. Che se per avventura f a c e r o 'diversamente. rendonsi irifruttuose. a ha S e . e in HinGar (a) Cose simili leggonsi in bgatarchids. la plebe. li opprimerebbe cori una pioggia di sassi (a). che appena può curarsi. La citt8 capitale dP qnesta aazioue chiamasi Saba . non potendo uscir mai della ~eggia. e di nn morso . che vivano una vita beata. onde espngnare le forze soverchie &Ha fragranza deii' odor contrario : essendo nota. usate con giusta misura e mis ordine e conveniente .parlandosi dq11 antichi e poienii re. che Ran ha rimedio. & vero . Questa ( i ) Abbiamo dallo Sculterrio . che dominavaoo i* f l a l r o m n n t . A questo d e t t o essi finiio all' ammalato un siiffumigio di bitume . Feriscoa~ essi saltando. che cou pdrticolare voeablo nomiiiavansi presso gli 4rabi i chiamati a querta s~iccessione. wn cui s' alzano. e ad essi il volgo presta onorificenze miste di beni e di mali ImperciocclG pare . ajutanb e dilettano gli uomini ma che dtrepassando la debita prcrprzione. a tenore di un vecchio oracolo. ed insanguinano 2 ccwpo pep Y impeto forte . e & della barba deH' irco . in Strabone. ne viene infine uno sf-llamento. Altronde poi egli abitanti dehilitati da lunga malattia succede questo di p t i w I a r e . I re governano per ordine di successione della loro famiglia ( i ) . dando legge agli altri .

tutti i loro vasi e tazze sono d' argento e d' oro . di argento . Laonde siccome a memoria d' uomini per m la lontananza del loro paese non furono mai s o g giogati da nisswno . coi1 d i s p sizioni e lavori squisitissimi. e nell' abbondanza . ed ivi -1 fa presentare per domandangli ragione dell'operato. . e: tutta la supellettilc loro è sontuosa oltre ogni credere. ed empiendo tutto d' oro . a ciò servendosi di una catena. tira qiiesto tale per una finestra posta nel più alto piano del palazzo. e i letti. e se crede che qualcheduno di essi non abbia gindicato retiamciite. residenza jie'loro re . e ne' capitelli f i p r e d' argento . facendo essi spese prodigiosisaime nella fabbrica delle loro case. Così pure i loro portici veggonsi avere le cobnne dorate. presso loro & l' abbondanza dell' oro e dell' argento. di ogni cosa preziosa. e i tripodi hanno i piedi d' argento . . non solo gli Arabi contìnanti. che il re costituisce i giudici . Il mare presso q u e sta regione & di color bianco. di gemme. per una piccola quantità di lorp merce esigono un prezzo grandissimo in paragone di tutti gli altri. pes cos dire. . che d i a n o con denaro i k prodotti. e i lacunari . Nel che poterono per molte eiA pre. Imperciocchh quando nel mercatare veiidono qualche cosa. d avorio .aazione supera nelle ricchezze. ' e d' ogni cosa dagli uommi pih apprezzata.0 e di pietre preziose . QueD ultimo ag8iume . avendo avuta la felicita 8 essere remotissimi da tutti quelli . ed immensa. ma tutti gli uomini deii' universo. e le porte sono ornate di Izimpade d' 01.gt&e.che per la loro avarizia cercan guadagno negli averi altrui. tomo II. cosa che desta meraviclirb di Cwna presso dreneo. 6 . : i : ' DIODORO. massimamente in Saba .

Ora non dobbiamo lasciar di 'esporre le cose meravigliose. e gli armati sono del color della neve . che i Greci chiamano mnematterioue . spezialmente da Potana ( I ) . Dei singolari fenomeni celesti. e de' suoi abita'nti . Rispetto alle akre stelie . La meraviglia piii grande in questo proposito. Sonovi presso alcune isole fortunate . ai è detto abbastanza. onde avere in quella spiaggia dell' oceano una stazione comoda per le navi.leggerri P a t h b . o negli altri. e in posideone . non si vede sido alla seconda vigilia : nei seguenti poi non vedesi nemmeno per poco.i. n& alcuna delle femmine nelle une . e i Romaui dkembre . si & quanto dicesi intorno ell' orsa celeste . CAPITOLO XX. gione. fino< alla prima vigilia non si vede al settentrione in niesun modo l' orsa . che il gennajo dei Romani. che abbia corna. si conosce. che ivi veggonsi in cielo. ove tutte le greggie . . non (i) Forre dove. pieni* sime di castella affatto aperte. Ma di questo paese. clie Alessandro hbbricò sull' Indo. percioccln! nel mese.-8a glia e p& essere innsitats . 'citu fortificata da dkuandro.e accadono in Arabia. quelle . A queste isole concorrono da ogni parte mercataiiti . e per non sapersene la ca. e che mette in non mediocre esitazione i naviganti. che chiamansi erranti. ch.

e 8Opm ogii inisua fervente. per tre. D i venti .' n& disceridono wlh manima che noi veggiamo.e+ sendo ancor notte. quel'piccolo spie&. e COIW pure aie gesto ed mio. col subito suÒ a p r i r e IiirnJ~wiamente risplende. siccome il veggiam noi. Agatarchide . m e n e pel tramonto & diminuisce il c a i ~ solare. che a noi . che io credo inuriis . e di più che sino ali' ora prima non manda n&splendore. n&raggi . e sparge un improwiso Inme. ma tutto ad un tra~to. . la cui testa sembra alquanto più grossa . a chi il riguarda apparisce iBk minare il mondo con nuovi raggi : il qual tempo agli abitanti riesce sopra ogni altiri parte del giow giocodissimo. ma che fa i'efkuo e luce in mezzo alle tenebFe. Verso il tramontare succede il contrario: percioccle! non meno che per dee o ? b come! scrive ). ma in figura di colonna. di un fiiuco s t~qredella seconda ora ~ r c n d ela forma di uno scado. che vien &ori di mezzo al mare simile ad nn carbone acceso. e perciò ad essi n* si fa giorno giammai per fino a tanto che tutto il sole non si vegga sfolgoreggiantissimo. Casi il sole prsso loro noa pmnette . ed dtre non ascendono .'favonio ed & W . All' erì. n& vi si conosce in ( I ) Chi legge farà qui un' ovvia rifle+one Micare. Dicono. che stende al suo nascere .wmpajow. e cbe getta da ogni parte ardenti scintille. come fa pre& a@. ad essi ( i ) . n& appmisce di forma rotonda a modo di disco. altre paiono ad essi maggiori'. spirano nel modo sse(iso che da noi Ma l' austro nori soffia iu Etiopia.

e neWArabia . e i Maci. e da essa traendo il loro vitto. De' popoli deit dfnka vicim' aU' Egdto . . La terza razza però n& ubbidisce ad un solo re. che sono i più numerosi fra le razze africane. Esposte queste cose non sarA alieno dall' istituto no-. e l'Egitto sino alle coste marittime . Gli uni. e sono sparse per le terre interne. come quello che scorrendo tutto il globo conserva perpetua la foiza rinfiexativa. n& conosce p a r i il giusto e l' ingiusto. S-0 nelle parti esposte ali' austro quelli. n4 molto lontana da civilta. Quattro razze di Africani abitano Cirene. e quantunque gli uomini. Però nella Troglodite . soffrono un gran languore. Per questa ragione borea passa pel migliore di tutti i venti. e di unfenomeno singolare del deserto.' e scorrere i luoghi limitrofi a quelli. che & tra Cirene. attendendo alla pastorizia. ai quali toccò un terreno atto a' dare ubertosi raccolti : gli altri sono nomadi .84 alcun modo. e vivono vita non affatto selvaggia. e gli altri ubbidiscono al loro re . poichh vive continuamente I l . vadano a rifugiaiai entro i loro tuguri. stro il parlare anche degli Aficani vicini agli Egizj. Fra tutti questi Micani sono coltivatori quelli. sono confinati nelle Sirti. che accendono anche le selve . che chiamansi Nasamoni: abitano verso occidente gli Auchisi : i Marmaridi posseggono il lungo tratto . portano spirando tal calore. CAPITOLO XXI. e le Sirti .

con una lestezza ammirabile : ond' 8 che sono valentissimi si in correre. e in esse nascondono la preda . . e ritirandosi poscia ne' suoi deserti. e con aicuni sassi . che portano entro una borsa. che avanzano. e li proteggono e difendono : quelli. (i) Vuolsi che di qol abbiano origine le niolte torri. n6 hanno oltre cid n& spada.. e tutta l' arte loro sta in inseguire. vicine a qualche acqua corrente. che in iscagliar sassi3 in cici abituandosi coll' esercizio continuo. ancorchè avessero patteggiato. e si coprono le membra con pelli di capra. che negano loro ubbidienza. n8 vestito alcun poco proprio d' uomo. Tutti questi Libj vivono a cielo scoperto. tengono in conto di alleati . ed hanno bestiali costumi.ladroneggiando : il che fa sbucando improvvisamente della solitudine. ' n8 mantengono fede. perciocch6 essendo agili di corpo. ed inseguiti ostilmente come ladroni. e ai loro costumi . nè altra specie di armi. deWe quali parlando del1'-Africi ianno frequente menzione gli antichi Geografi. vanno alla guerra con tre daidi . che ubbidiscono loro . saccheggiando e portando via tutto cid che trova. ma soltanto alcune t o p ri ( I ) . sono giudicati degni di morte. a foggia di bestie. I loro principali non hannb città di sorte alcuna. n6 elmo . ed abitando per lo più campagne piane. Del resto v e r so '$i stranieri non osservano principio alcuno di diritto. Questi principali fanno ogni anno giurare ai loro sudditi di prestar loro ubbidienza . e quelli . L' -tura di codesti popoli corrisponde ottimamente alla patria loro . e in retrocedere secondo l' occasione. Elsi non cercano n8 vitto.

di olivi. che questi serpenti avendo una volta fatta un'invasione in Egitto . e il loro moiso k mortale. e prodice molti frutti. Ma quanto meno da essa di cose necessarie d a vita. essendo privo affatto d' acqua. Sono queste velenesissiiae. veggonsi in aria corpi. se si eccettui la dorcade. color delta sabbia medesima. onde non distinguendosi gran fitto dal suolo. così che non si sa ove finisca. Ma il paese.. privassero una gran parte di quel paese di abitanti. Una curiosa singolarità succede tanto in questa terra. ed è. . che alcune volte. ma tutto k all' intorno inC & e deserto. quanto nell' interno drlla vasta contrada . che si stende verso le parti australi. e massimamente di quelli. È &ma. che chiamansi ceraste. non ammette seminagione . n altra cosa siè mile . ove nasce ii nitro. e perciò ivi non trovasi nè uccello . che possa alcun poco rallegrare la vista deli' uomo . Esso p e n t a I' aspetto di un mare. tanto poi abbonda di seipenti di grani dezza e forma diversa. ma ancora per abbondanza di viti . e perciò facilmente mettendovisi sopra i piedi.e per la comodità inoltre di fiumi. ove niuna varietà vedesi.nè quadrupede . e il bue : anzi non s' incontra nè pianta. nè come p~trcbbesipassare .il paese presso Cirene & di buona terra. che clii cammina in que' luoghi corra improvviso peiicolo di vita. c di altre piante ed erbe . per lulighissiuio tratto k cope~ta di muc& chj di sabbia. ed oltre ciò sono del. che sta rimpetto alla Sirte . e per lo piii v a n d o non soffia aleun vento. poichè a mano a mano che la terra s' avanza n' interno. awiene. ed k eccellente nou solo per fiumepto .

che inseguono gli uomini . d avendo una grandezza mostruosa mettono stupore e paura a chi non sa. d i m ~ r ofacilmente il . che sono mere apparenze.0 eccifata per la p u r a . un grano pih grosso di sabhia. n& alcun fiume che scorra. noti ne fanno caso (1). non essendo in vicinanza n& boschi. ed altri si muovono : spesso ancora esoi fuggono d' innanzi a chi li mira . e realmenta iqanna.87 aventi le forme di varj animali. Nissuno perb de' nostri viaggiacori ha d a o . m per avventura non fu creduto il fatto in grazia degli effetti p d o t t i d a uoi hmwginazioae tropp. alcuni fisici si sono ingegiati di dare una spiegazione. essi sono leggieri e deboli . E ~ C I W giuoco d ottica cagionato dalllattnosbra del deserto . e tale aitra ancora tenue cosa prende I' appareura di grande ed enorme oggetto ora viciobumo . Per * Anche S t r a k n e parla di questo feuomeso.grado a cui trovavasi la fisica nel secolo di Augurto ancho eaGrsci *mi. e l' aria inoltre spessissimo B sommamente quieta . &e vi sono awezzi . X a pih chiara-te lo hanno espoato ulouni moderni viawutori. o se ne soffiano. n& ombre di valli. La s p i a y r i w ~ che di questo feoomeno riferisce Dto&ro . non dissimile da un racconto favoloso. e quelli. appigliandosi in certo modo ai lom corpi. e 8l>esso gli coilono dietro . che quarti rpertri a' appiglino al aorpo di alcuno . destano in essi -so di fieddo . mentre queili del paese. eb-ciò pub succedere atte. ed fitto immobile . d finhente seminato di sorte. la natura d'essi che abbiamo spiegaia. (i) . un fuscello. e Laonde i forestieri non usi a tale fenomeno corrono di morir di paura. n& colline . Di questo strano fitto. . ed era lontiaa . i cui sirimi non crederci che Diodoro ignorasse. per cui UIU ' paglia. F&i dicouo : o in quella regione non soffiano venti. . Onde Diodoro ripeta qui una esagerazione. alcuni de' quali stanno fermi.

Ma quel moto ora per un verso . viene portata ora a questa. i quali fuggcno . ove veggiamo ne' dl piovosi girar nelle nubi le apparenze di varie figure. Come adunque quel suolo arido vien circondato dwun'aria soffocata . e per questo il ' simulaci0 neli' aria formato cede a poco a poco. e leggerissima figura.88 questo non si fa ivi nessuna svaporazione . perchè. Ed un reciproco attraimento cosi si esercita. Ma quando il vento k tranquillo. ai quali qudle figure si attaccano . 1 caso di que' simulacri. per la ragione conlraria. Onde. dicono non essere altrimente effetto di voloiità . -ora a quella parte. ciok. che danno ai venti principio. che coloro. si attacca a qualunque animale. l'aria fatta densa vari aspetti . essa per 13 sua gravita si posa verso terra con quelle qudunqut sieno figure. ch' eransi in essa per caso formate . di cui si parla. ' cose che sono senz' anima. e prende i' aspetto di fuggitivo. come quella che alzata da deboli. che la rompa. con torni della Libia. ora per l'altro. non 4 fuor di ragione . 1 che sembrano inseguire-chi gli osserva. su cui cadde.esso tira v e m il suo corpo quella vana. che si osserva. ed alla rlevazione. lo stesso succede ne'. . viene spiegàto. e non v' & cosa al~unadi quelle. e tenuissime aure. e dal frequente essere spinta e rispinta qua e là attaccandosi ad altii adunamenti)di simile fatta. mentre chi fugge da. non essendo possibile . Perciocchk col loro avvicinarsi evideiitemente spingono 1 aria innanzi . e forza. o d inseguire . quelli . che abbiano volontà di fuggire. mentre nulla v' e . e sono gli animali medesimi. che occultamente danno cagione al moto.

Ma diveni* mente suole che si creda la verità del faito. Nè ignoriamo noi . che ai comune de' leggitori p m à inudito. Percioccht! essendosi la razza di queste Amazzoni estinta molti secoli prima della guerra di Troja . che quelle che abitavano sul Termodoonte al Ponto. dalla troppo remota antichita fatte oscure ed ignote alla massima parte degli uomini? Perciò noi.89 sia. e che esso. C A P I T O L O XXII.e . sieno suceedtite nella eredità della gloria deile prime. Esposte queste cose. medesimo produca una sensazione di freddo. sia che resistano fermandosi. e per la grandezza delle imprese superarono di gran lunga le altre. che gl' iusiegue . chè anzi le africane e per la lontananza de' tempi . che siamo per fare di queste. e col diffondersi tutto intorno al. accolto. che anticamente non sieno vivute altre Amazzoni . vengano presi. sembra &nveniente. che volgansi indietro. dal volume dello spetti-o. che d' esse avevasi . direm così . e p l i e . che qui riferiamo quanto intorno alle antiche Amazzoni delta Libia si 4 detto. Molti sono stati neil' errore. in un corpo &do. ed affatto strano il racconto. Delle' A k z z o n i aficane. che meraviglia v' ha. ed alcuni ino1ta. che abitarono sul Termodoonte essendo vivute non molto tempo piima di qu~ll'avvenimento. si attenui. che consultato abbiamo mqlti an~ichipoeti e storici. se le posteriori a cagione della più fresca memoria .a .

& di gran lunga eminentissima . il più valoroso di tutti i Greci del tempo suo. c'ingegneremo di comprendere in alcuni capi le loi-o imp i w . che tutti fanno menzione di esse. quanta la forza e la potenza di esse . o s i n chiamate da aoi Or(lng-Oturzg. alla Guerra di Troia. siccome ha fatto Dioqigi ( I ) . che quel figliuolo di Giove. e che abbracciato aveva un modo di vivere &atto diverso dal nostro. ed altre molte c m avvenute ne' vecchi tempi. a cui potesse aspirare. se si paragoni coll' indole delle donne nostre. che 1s tanb famose Gorp i degli ~ n i i c h inon fossero che una razza di grosse scimie. e di Bacco. . (i) sette libri intitolati Ciclo Siorieo.90 de' pih recenti. e ad altre cose simili. contro le quali Perseo ebbe a combattere : e ' quanta fosse 1 eccellenza. e 6imili. alle Amazzoni. può facilmente congetturarsi da questo. fn anticamente una certa nazione mggetta ali' imperi0 delle donne. agli Arge~rauri. di m i qui tesseremo la storia. il quale scrisse le storie degli Argonauti. a Pongos. In Africa adunqne non fiori una stirpe sola di donne fattesi chiare per fortezza e per guerre : impereiocchA abbiamo inteso essere state di pande valore le Gorgoni (a). Nelie coste occidentali della Libia. pese a fare la spedizione contro loro come 1' impresa massima . o ruolsi dire Amazzoni di qnesta parta di mondo. ed sveva per cib trattato anche delle imprese e vittorie delle mammdlate africane. Questo Questo Dionigi fu di Mileto. (3) V' hanno molte ragioni per eredere. a' confini della t ebitabile . Ora la virtu delle Amazzoni. e per attestazione di Suida scrisse in quell' opera aveva raccolto tutto cib che gli antichi lasciarono d e ~ t o intorno a BaCco.

fu detta Espet<a: questa palude essere vicina al oceano. e sporgente i modo ( i ) Questo passo dimostra ceme gli antichi per Etiopia intendewano coafusameo~eun gran paese di rircoscririoue indeterminata. Gli uomini. Le donne si applicano agli esercizj della guerra .L. ' h di vivere viene -zto . sia di qualunque autorità piibblica . a dalla privarione appunto delle mammelle i Greci ebiaaarono codeste donne col nome di . ed essere adjacente alla Etiopia ( I ) . hanno cura delle wse d o ~ c t i c h e . Raccontasi. m z a onta dciina della loro verginità.i &bruciano L mammelle. come le matrone da noi. sotto nn monte. la quale. ed . onde con latte . dia del governo. per&& aell' a&ta e t h non crescano. giudicando esse.. c&e convenienti alla 'eti loro skno nudnti A k femmine . e tutti gli officj pubblici. 'che sarebbero di non beve impedimento new esercizio ddia milizia. ma tengono assohtamente per sk i magistrati. il mrrggioie di ~ f t iq p e ' luoghi. cioè presso la palude 'rritonide . che mette foce nella medesima . e ad un determinato tempo esse si danno aih miìiiia.Gazzoni. avere esse abitato in un' isola. e vengono amegnati agli uomini. della milizia .dipendendo m 1 maneggio degli affari di famiglia cla quanto le loro nmgli prescrivono loro . in che ! donne li tengom.9' nella segaente miniera. essere cosi chiamata i' da un certo fiume Tritone . f nosui lettori possono avere fatta qiierta osservaziane anche piilpp. perc& era situata a sera. onde potere alzarsi contro il giogo. che circonda la terra. Passati pgi gli anni della milizia si uniscono ad uomini per aver prole. n&vengono ammessi a parte si. Tosto che i figli sono nati.

e la guerra incominciò contro gli Atlantidi. la quale 6 abitata dagli Etiopi ittiofaghi . cioè ne' luoghi vicini all' oceano . ed 6 abbwciante per le grandi esaìazioui di fuochi . piene di valore. e piena di alberi fwttiferi di molte sorte. e gli smeraldi. Quindi codeste donne volgendo nell'animo grandi imprese .pa fu chiamata Chersoneso. e di ciò si farà piii abbasso particolare menzione. perch6 nissuno I'avea ancora ad essi insegnato.9 ' alto sull' oceano . e tenuta per sacra. Comandava allora aiie a Amazzoni Mirrina ( I ) : l quale mise insieme un eser( i ) Di qneata Mirrina dice il Yesselirzsio non averne trovata tcaccia che presso Agaria. come appunto trovavansene in que' luoghi . primieramente si fecero padmne delle città dell' Isola . le sai. che in essa 6 còpia di armenti. e de' Numidi. e il loro valore a ciò stimolandole. uomini. Dicono che cpest' isola 6 spaziosa. il quale monte da' Greci vien detto Atlante. invasero molte parti del mondo . Ed avendo quindi debellati molti altri popoli nelie vicinanze degli Africani. fabbricarono nello stesso lago del Tritone una città. salva una. che quwti l'avesse attinta da . e greggie di capre e di pecore. dolcissimi d'indole. e che possedevano una terra fortunata . e pensa. che presso de'medesimi avessero nascita gli Dei. chiamata Mena. non aveva uso alcuno di frumento . e non piccole città.die . e ricchissima per pietre preziose . e sono i carbonchj . e bellicose. Or queste A zoni. del latte e delle carni delle quali si nutrono. onde somministra agli isolani il vitto necessario. che dalla sua 6. che i Greci chiamano entraci. E s'aggiunge di pih . Ma quella gente. I Greci favoleggiano.

e di due mila a cavallo. . dopo avere distrutta Ia e città. Sparsasi la fama della strage deYCemei commessa da tal gente . Le armi . e mescendosi alla turba che fuggiva. Cose simili areva detto Diourgi. 1 che io non credo essere provenuto 1 come pretendo il Yesselingio .piedi . =ndo i'A&ca abbondantissima di tali fiere d'incredibile grandezza : avevano inoltre per attaccare spada. Per incutere poi terrore a' vicini. che questo rilievo del Yesselingio non può togliere l fede in ciò al nostro autore. e l'occuparono. che abitavano Cerne ( I ) . giacch& con molto studio altendevan esse a maneggiare cavalli per l' uso della guerra. lancia. citato anche da Plinio. Avendo dunque assaltate le terre degli Atlantidi. a ( I ) Polibio. ed erano ammaestrate nell' adoperare queste armi. ma bensi d i quella confusione . dall' essere codesti racconti quasi tutti favolori . le cui opere sono and a t e perdute. di cui coprivami . ma Euìtazio osserva. che gli Anlichi misero io molte parti della geografia. peroccM trucidarono tutti quelli . Ma tanti sono gli scrittori antichi . ma ancora per ferire a colpo sicuro correndo dietro a'fuggiaschi. e condussero in ischiavitù l donne CO' figli. entrarono con essa nella città. trattarono atrocemente i vinti . o per cataclismi in varie contrade accaduti. non solo per combattere di fkonte .93 cito di tre mila di esse a. batterono in aperto campo quelli. e dalle memorie mancate o per la distruzione de' popoli. che Cerns e r a distante otto stadj da terra ai coufini estremi della Mauritania in feccia al monte Atlante. aveva detto. che passata avevano la pubertà . 'ed arco. emno fatte della pelle di grandi serpenti. che gli Antichi non erano d' accordo sulla vera situaiione della medesima. tutti gli altri Atlantidi percossi da paura resero le loro città pattuendo di fare quanto le AmazD i o d o r o . .

pcrchk Diodoro. eh: d h w . i cui valore iafine noa mericava l . c k k i a r o n e zoni aegien. chenkmmte. com' era ' d'uopo . fortificano io cerb modo iì wrpetto ci2 esee noa h u r o otic wa razza di grosse scimie. e p n t i deI podi qia$ paese v k r o stabilirvisi. Con eaQ Marina apeiré h ailiciaie in luogo &L &tà distrutta un'dtru ne &hbrici. MiiPina vdendo estirprne l m .94 loro comandato. giacchb parlarono tmio ddie dll~tu>ril noa . conflitto furono ammatzate (I). Mrri~a&vndo & istanze degli Athndidi imvase coli' esercito le terre deìie Goe+ . di ben meritare di ea& ad o n opportuni&. imponeudok il sw. le Amazzoni prevaknde &. h goni. le prigionie tolte le spade d e guardie. n g~an u m di Gorgmi . Ii che non essemiole n e d o ridusse il m e&to a i confiei del mpa. . Ivi per la fidanza della irnp~srrprosperamente compiuta . che cercato av- @ i d cortesh. E siccome poi gli Atlsntidi le fecero re@ nmapifici. perlorono anche di quore guerriere. e venuta a bittagb che fu Gerisaima. aome. e gli storici più ao~iclridi lui. Perciò venedo c&uo ursai spesso gi Sestati dalia uiciua ed emda gente. e fatta cxm moti. E di htri. (I) Queste & i r c ~ n q a . e poicM le alile &no a rifugiarsi ne' boachi. m a dalbt moltitudine ben pisesto accorsa per ogni prte dopo un fieiisYau. ne trucidaivno m i t e . Allora Errina . 3 meno di tre n d a ne premro. e q#dlr delh ritirata nei ùescbi delte Gorpai rimasta dopo l'occeooalo battaglia. e d a di attaccar h o $medesimi. che d d v m o . e colleci3 in essa i pi&nieri. re 1s Gorgoni erano doem . erroe non s d ma promise. trascurando Ie Amazu~nid invigikre .

venissc inghiottita dall' oceano. e alzò loro tre monumenti con grandi mucchi di terra. e sdegnosi del giogo di qualni>quo. &e rirpcuo ad e= p o h gonsi tra le spedirioai di Perseo e quelle di &C&. ed esse. che cercava di ben meritare di tutto il genere umano. Porti. i quali anche oggi chiamansi i sepolcri delle Amazzoni. perch& i Cilici le andarono incontro con doni . Peid le Gorgoni f u ~ w per molto tempo . dichiarando4 pronti a prestarle ubbidienda . Quind'essere inonorato ? Io dico qaem perchb sembrumi. seosa ricorrere ai frati deile dniarroni . figliuolo d' Iside . dh a qob sto ropraunome de' Cilici IIP' alua ragiou~. essa s c o ~ se la maggior parte deli' Africa. soggiogata la Siria.+ h loro ciuh principale era Pi&nisro- ì corpi delle morte. il +e camandava. ed ita in Egitto. che la palude tritonide . &h& .# fatti tre roghi vi abb~ucidsopra con funerea cerimonia ancxxa potenti. &e& pure. c h f a 8 i ersao fieri. e le Amaezoni fwono con generale uccisione dietrutte da Ercole in quel tempo. Abitavano presw il manie Amano. fece allora ivi amicizia con Oro . li laeciò liberi . in cui ito alle parti occidentali piantd in Africa una colonna. che anche presentemente si chiamano Eleuterocilici ( I). essendosi per un m mnoto aperto un tratto di terreno verso il mare. in re mio deUa fede addimostratale . ed b . (1) C ~ c s r o n e . Imperciocchè non pareva a lui. ed & per pesto. e molti ne uccise . che le erano state compagne guerra. In fine poi. che dovessero pid lungamente nazioni intere rimanere soggette all' imperi0 di donne. Perseo Ie debellò un' altra volta. essendo loro mgka Medusa . poscia . che a ciò nei currkpndauo baataniemenie i pmcbi anni. In quanto a Mirrina. ancora la guerra contro gli Arabi.

ando altre isole fu mlta da tempesta. di Samotracia dai Traci. Dea accennata. ( I ) Siccome sulle origini di queste ciiià. e Diodoro stesso non. Deile terre poi da essa colie 6 o t tenpte scelse le piii opportune ad essere abitate . La quale avvertema giova avera. . i quali scrivono. . e giunta a paese marittimo. le nazioni abitanti presso il monte Tauro'. e nou i'opinione sila propria. poiche le chiamò Cime. Essa occupò eziandio Lesbo . n e . ove fondò Mitilene. clie girono ad abitarla (a). vi fece sacrificj magnifici. che prima era detta Same. e per coraggio. pose per termine della sua milizia i il fiume Cairo. che andava soggio. F u questa l' isola dì S a m o w i a .96 di domate. che guerreggiava in sua compagnia ( I ) . I Greci antichislimi per Sano6 intesero terra elevata. che pure erano valenti per fona di corpo .se da altri. nella quale facendo voto aiia madre degli Dei per essere salva. alcune isole. ed erettivi alcuni altari . che Diodoro qui non fa che riferire le tradizioni Lrasmes. ma parecchie altre ne edificò entro terra. e de'loro nomi alcuni wntendono. per la Frigia maggiore scese al mare . che in giseco suona lo stesso che isola sacra.sembra molto costante . e vi edificò parecxhie città. novi però tra gli storici alcuni. ver6elivgio opportunamente osserva. e tra le aldetta cosi dal nonle di una sua germana . che avvertita -in sogno consaercì alla. e che ricevette il nome.presente anche in altri passi delle sue Btorie. Pita. chiamando intanto le altre col nome delle principali Amazzoni dell' esemito . Furono queste presso il mare . (2) Nelle antiche lingue asiatiche. S. e scitiche Saniin e Sume non vuol dire che terra. ed una celebre pel suo nome . Nel rqentre. Priene. venne ad approdare ad una certa isola deserta.

fece una invasione coli' esercito ne' paesi delle Amawni in compagnia di Sipilo anch' egli sbandito dalla Scizia. l madre degli Dei si compiacque tanto u a di quest' imla . mandato in esilio. Circa questi tempi . per ci6 che narrasi . i (i) 9 Di p e n d i . re de' Traci . e restati sempre i Traci superiori. che i Greci dicono d o . ritornd nelia Libia . che questi Coribanti non fossero re non re i i Cabiri. Ed ia pi. e Mimina. che raccontaG della spedizione delle Amazzoni fuori dell' Africa. condottiera delle Amazzoni . che essendo le Amazzoni ritornate s l continente. tomo ( . che chiamami i Coribanti ( 4 ) . in cui Orfeo parla dei Cureti ne' suoi inni : denominazione. o Dioscuri.ocesso di tempo . come essa ivi istitut un bosco augusto ed inviolabile. da Licurgo . Alcuni dicono. che si manifesta eoltanto nelle sacre cerimonie de' misterj :cerimonie .le quali essa medesima istituì. che se1 succedere de'rempi s arroprono i due famosi Tindaridi. elle in essa collocò oltre dai i suoi & gli. che ivi erano . e questo I! il fine . restò sul campo insieme con malte.Finalmente dicesi .. che C vicina alla Tracia. Cor(4rr e PoUucr. questa 4 cosa .i quali chi aveseere per padre . continuando la guerra. il iirnanente delle Amaa~oni. Venutosi a battaglia i Sipilani. un certo trace di nome Mopso. e i Mopsani v h m o . e DIODORO. nel senso.

li guidò a Civili costumi. abitatori dell' oceauo . madre l' una degli Dei . . . . i& dove introduce Giunone a dire : Per me s i sa a sedere della terra I ~ ~ e m opaesi . Ma poich& si B fatta menzione degli Atlant.idi.e posd i t o r i di una terra felice. vengono iviputati per pieth ed ospita1it. . ( 1 ) Anche gli Egy cilavano qnerti veni di Omero in prora. (1). indusse nd abitare entro le città . E l'&m padre. A d u n p gli Atlantidi.. che vivevano qua e là sparsi . Pongono per primo loro Urano. Storia di Urano . e dei Titani..Delle tradizioni Agli A h t i d i intorno alla originc degli Dai. Ed esei si vantano. . ti E Teii . . insegnando loro come semii dolci h t t i deila terra.. il che non aembra molto diveno da ciò che raccontano i Greci. nati preroo il Nilo. e dalla vita .. E Ocedno . che presso loro siano nati gli Dei . penso non essere fuori di proposito P aggiungere quanto intorno alla nascita degli Dei essi raccontano. Awenture di Marsia. e dicono ciò confermarsi ancora dal più illustre poeta de' Greci. e raccoglie* quelli degli al+ . il quale gli uomini . che prima menavano a modo delie fiere e senza alcuna legge .i distinti sopra tutti i popoli loro circonvicini. Orkine del cdto della ~nadre degli Dei presso i FQ'. ossia Cielo . oho gli Dei erano.

abbia tra6curato questo punto. che i popoli non sapendo ancor nulla intorno. quanto pe* i secoli re dell'univem. che appunto o profetizzasse così. che dovwmo sucpdere nel mondo superiore. e fu tolto alle cose umane. giacchb b probnbile. Di più. Onde 8 . o Cielo. e le altre cose . ed invalse opiniope. . perch8 fosse pallecipe deila nahira divina . diben. ed inoltre smuuido il coiso della luna fiss0 i mesi. a cagione de' benefizj fatti . e del moto del sole insegnci ai volgo come l'anno procedesse. Dalle molte mogli. molto ammirarono quel suo ~ r t predire gli eventi. e certe ore ne' singoli anni (I). &i fu padrone della massima parte del mondo .antichi di loro. . ebbe.dine peivpetuo degli astri . ma spezialmeqte di quella che p d a P occidente e il settentrione. È da dolersi. il nome suo (Cielo) applicarono al mondo . gli tributarono divini onori. uiio de' pih importauti nella storia del gemare umano. e il tramonta~ degli astri. molte cose pi. ( I ) I n mezzo a tanLe oscure tradizioui degli mrichi popoli accennate fin qui da Diodoro. aU'or. aia che debbasi attribuire a8li difuntidi I'inveozione dell' asrronomia sia che vogliasi s o p porre ch' essi la traessero da popoli pih. che Diodoro si diligente iudicalore di molte altre cose. che al suo tempo si potessero' aTere memorie piu chiare di ~iiellc che souu venute iusiw a noi* - .99 ed inventò altri non pochi presidi d d a vira. e della scienza degli astri. E come assai dedicassi ad osseiipare gli astri . dalla grandezza degh onori v e nissei-0 i suoi meriti superati. che Urano. . tanto pe~:hB pensavasi ch: egli avesse famigliamente conosciuto il nascere. n k u n passo pih chiaramente addita I ' i ~ i toiiooe del Calendario. quanto questo. che nel mondo chiamandolo per t t i ut etéreo succedono.edisse.

e pel decoro del pudor casto rapivano tutti a meraviglia. dopo che suo padre dagli uomini fece passaggio agli Dei. venneiv a commettere un orribile delitto. fu presa in moglie da uno de' suoi fratelli. Imperciocchè avendo congiurato insieme trucidarono Iperione. per s&agio de' popoli . Da Urano. I1 quale mi- 41) E iioa gran pietra d inciampo quesio Eridtlno nella storia ' . per castità e per prudenza. e da Titea nacquero molte figlie . Dal quale avendo avuti due figli. li allevd tutti. ch' essa amava sopra tutti . i fratelli di lei. e che diciotto di questi aveA da Titea . e lo cacciarono neli' Eridano ( l ) .+ che per sata di vivere fu annoverata tra gli Dei da quelli. che per lo splendore delia loro bellezza.atelii ebbe il regno . e de' fi. e furono Basilea . ed ebbe il nome di Tellure ( terra). maggiore delle altre per età. e Mene . ciascuno de' quali ebbe un proprio nome. ce. ma da quello della madre ne wassero uno. comune tutti. e perciò acquistò il soprannome di madre grande. Basilea . amando con materno d e t t o i fratelli. parte invidiandole. e per utili opere si distinse . che essa colle opere sue avea beneficati. che i latini dicono Regina. che Iperioiie traesse a sè il regno . Elione . Non ostante desiderando di lasciare eredi del regno da sè stessa generati . la feliciti di tal prole.I00 cono. parte temendo. tra le quali due fra le altre divennero chiare. Titea . la quale. poichk essa era ancora vergine. che gli nascessero quarantacinqiie figliuoli. e per amore di castità non voleva sposarsi a nissuno. e Rea . e che chiamavasi Iperione. da alcuni detta Pandora. e fu quello di Titani. ed Elione ancor fanciiillo soffo-carono.

singolarmente colloca~inella gi8 accennata isola. Mene . e senza perdersi in congetture assai poco fondate. ed -esposto alla moltitudine il sogno . non gioverebbe per avventura considerare. e che nissuno da indi in poi toccasse il suo corpo. e sparsa i capegli . e percib poth avere un significato comuueP Afferrgndo questo principio quante oontraddizioni od oscurirC non sarebbero tolte dalla storia antica P . svenutasi vide iu sogno Elione appresentarlesi. e a modo d'invwata . Senza imbarazzarsi in troppo oscure questioni.IO1 . degli Atlantidi. per si acerbo caso. II V'esaelingio domanda se per avventura abbiasi a supporre dietro a quanto leggiamo in Platone. ora avrebbe il nome di Selene ( luna).a riempiere tutto dello stmpito de' iimpani e de' cembali. cost che divenne orribile spettacolo a chiunque la vedeva. ed al- . e confortarla.... Destatasi. sfatto sapntosi. che l'imperi0 degli dhtidi si foaw esteso sino in Europa . si mise a scorrere vagabonda il paese. e la madre . e.chB i Titani pagato avrebbero il fio di tanta sceleraggine . +i. che vivamente amava il 'fratello. che non si abbandonasse a troppa angoscia per la morte de' figli . si precipitò giii -del tetto. che i morti figli fosseiu> venerati come Dei . dicendo. Poi colta da un estro furibondo presi i sonagli della figliuola . E menhe tutti erano tocchi d'alta pietà . ora chiamerebbesi Elio ( sole) e quella . e l' infortunio suo. e in Italia. che prima chiamavasi fuoco in cielo sacro (Eliano). così che quello. chiese . che ne porta il nome. mentre stava aercanb alla riva del fiume il figlio. e la germana. che prima dicevasi Mene .e che egli . per divina prawidenza andavano ad essere trasformati in nature immortali. spresse pna idea astratta e generica. che il vocabolo Eri&no prima d' essere applicato al fiume.

e coll' imitare ogni altra cosa . . ed d a madre. e i timpani. che per (i) Altri perb . la presero. che veduta si era i n t o m ad essa nell'accennato avvenimento. le diedero il nome di Cibele. e i cernbdi. La fanciulla . ed onori dedicò. dal luogo. il quale toltosi in matrimonio Dindima . e Selene. e col battere de' timpani . e per onore tra gli astri del cielo . Il quale mirabil fatto osservato avendo alcune donne. che Basilea si vide sulla terra.ono . ViioEi però. atlrihuirono questa invenzione a - Pone.mirabilmente si distinse per bellezza. espose nel monte Cibelo. per continenza. cioè il sole e la luna. eresse altari . e fu quella 1' ultima volta. Il popolo intanto meravigliato di tal Elio. e in Lidia regnasse Meone . e per vigore d' ingegno . Ivi per disposizione del nume del loro latte nndrirono la bambina i pardi . che ivi pascevano greggie . poicbk crebbe di forza e d'anni . Ond' è . in cui la travai. sacrifizj .cuni vollem metter le mani s u i corpo di lei . onde accotnpagnare i balli e le danze. che questa Dea nascesse in Fiigia Imperciocchh dicesi. ecco che improvvisarnerite sorse un fierissimo temporale di pioggia e di fuhini. creduta giA fatta Dea. ed altre bestie feroci. Insegnd pure il modo di guarire con purgagioni le malattie de' bestiami e de'. pose e pel nome. perciocchh essa fu la prima ad inventare la zampogna fatta di parecchie canne insieme unite ( r ) . da essa ebbe prole femminile. fanciulli (a). e seco portatala. e de' cernbati . che non volendo allevare. che anticamente in Frigia. come Virgilio . (a) Per questo motivo Cibek da D i o g e ~ tragico viene chiamata il Mcdichcsca .

tutta l' armonia dei medesimi seppe tmsfe-rire nella tibia (I). Era assiduo intorno a lei. (n) In lingaa della Bitinia il r o d e l o popa silni6cava Giova e Ali. e poi Papa (2) . e delle nudrici. . ed Ati. In quanto poi aUa sua castità. e ne gittò insepolti i cadaveri. e per la tenera affezione. e spesso teneva in braccio. ( I ) P k r u r c o . e andando sola colle chiome sparse. se ne dd per prova l' essersi egli sino al fine di sua vita astenuto dall'unirsi a donne. Giunta intanto Cibele agii anni delIa pubertà.ed a lui quella delle arie nratr nelle feste della g a n madre attribuisce P a u a n i a . ma poi conosciuto lo stupro.I 03 l a singolare diligenze sua. e primo tra d w mestici. che h uomo di mirabile ingegno e cestità.. E de1l'inge. prese ad amare un giovine del paese. che imitando i' suoni della zampogna. e i marmi di Paro attrihnircono l'invenrione delh tibia ad I q n i d c . quel Marsia frigio . il padre da principio la teneva ptr vergine. fece uccidere le nudrici . padre di Marsia . degli ululati ruoi. Allora Cibele non reggendo alla strage del giovine da lei si amato. e dello strepito de' timpani riempi tutto il paeec.no suo argomentasi. in quel tempo stesso venne ad essere riconosciuta da' suoi genitori. composta di parecl chie canne. i quali con certi suoi incanti ri-anava. e divenuta incinta. per l*amicizia che le professava. ch' ebbe pe' fanciulli. che le eranQ care. fu cbiamrita Madre Montana. Marsia avendo pie& della disgraaia di lei . prima chiamato Ati . Condotta pertanto nella reggia. si pose a seguirla ovunque comeva. con dui nascostamente si uni. presa da furore si mise a con= per le campagne .

per essere il primo.a Bacco in Nisa. Ivi il vincitore troppo inasprito contrasto .Il che mal soffrendo Mania. a lui nulla costare di piii l' una e I' altra cosa : Marsia fare lo stesso quando dava fiato alla tibia . al snono ddla medesima uni il canto. O COImezzo delle mani soltanto dimostri il suo valore. che Apollo proponesse cosa più 'ginsta . se quella.4 ed essendo andati . deiia tibia. parve a tutti. Marsia fu vinto. e doversi accordare ad entrambi di potersi far giudicare a condizione eguale. e giudici furono gli abitanti di Nisa. e percid venutosi alla terza prova. n& andar bene. perciocchi la sfida era fatta. cioè. non sul confi~ntodeila voce. Parve agli ascoltanti. che Apollo a questo rispondesse. e fece sentire i nuovi suoni. ed in tal modo vinse l' applauso . che facea Marsia . di che tosto peno . Dicesi. al cui confronto i giudici dovessero un' aitra volta sentenzim. . che si p a r a g m m r o due arti con una. Mmia allora verine a gareggiar con Apollo nella eccellenza deU' arte. che sapesse suonare la cetra inventata da Mercurio. che nella soavità del modulare superasse di gran lunga P emulo suo. ma tomo che Marsia di4 fiato alla tibia. o d e b c e m . che ingiustamente gli si negava ii primo onore . trovarono ivi' ApoIIo in grande estimazione. ma su quello deli' arte di suonare . che dato erasi prima al suono della tibia. che suond colla cetra un'aria semplice. ed Apollo prendendo a tasteggiare la cetra.1. lo scortico vivo. e dovevasi porre in esame quale fosse àvmonia migliore . in quanto. disse agli ascoltanti. Fu Apollo il ptimo. o nissuno usi del sussidio &Ua bocca. Allora si convenne di fare una nuova prova.

anche onorano con sacrifizj annui Cibele .Gto. e non potendo sostenere il rimorso di taato fatto. cile certa morria invadesse la Frigia . e presso (I) Sono questi intervalli musicali. (3) Mida fu u a $li antichiseimi re celebratissimo. celebrandone i funerali . ed Aristofile. diligentemente a ciò cooperando il re Mida (3) . e Lino di Licanone . rhe la terra fosse colpita di steriliicì. che tanto fu ne' varj paesi del1' Asia propagata la dolente fesla di Ali . che gli sresri Mussulmani la celrhrano sotto il titolo di morte d'lbrairr). e la peripate ( i ) . e ad esse in processo di tempo a & edificarono in Pessinunte. un tempio magnifico. che si desse sepoltura al cadavere di Ati. e pianto. Di lui dice G~wtino: Dopo lui ( Gordio) regnò Mida suoJ81iuol0. dicesi. che acceso gamore per Ci& andasse con lei fino agl' Iperborei. che avea inventata : le muse però trovarono m seguito h mesi. ehe con lamentazioni . ~erchc! il tempo diperso avea ogni avarizo di quel cadavere. consacrate la cetra . fecero una statua del giovine. di cui parlano Arirfosseno . ed istituirono solenni olocausti. espiando il commesso delitto . Intanto essendo accaduto. e quest' USO dura costantemente sino alla età wstm (a). e . percht! anticamente altaci agli Dei. Dipoi Apollo . Orfeo. e la tibia neli'antro di Bacco. ed altri onori accoG pagnamno . che iniziato da Or- . e TPmiri . Tohmnreo . Ed. rotte le corde della cetra . ed b f a m a presso P&irarso la risposta fattagli da Sileno. e cm-inionk. aboh l' akonia . cittcì della Frigia. o media . trovarono P ipate. e così mitigaho le Furie . fii consultato l' oracolo intorno al rimedio di tanto male . e Cibele si onorasse come Dea Laonde i Frigi . (a) È degno di osservazione. e P oracolo comandò.

che fosse stata da essi nudrita. \ . raccontano. e dal mio nome chiamd Atlantidi que' popoli. pd quali f i in sua vita più fr lice. ad A b t e toccarono i paesi limitrofi all' oceano. perchk si' credevi. ( i ) Erudito da Atlana. e che fosse il primo a dimostrare la sfera : d' onde nacque poi l' opinione . dopo che Iperione fu morto. Dicesi ch' egli avesse esatta cognizione deli' astrologia . Fra i m015 suoi figli (a). ch! egli sostenesse colìe sue spalle tutto il mondo : favola . Ercok fa il primo. e per umanità verso i suoi sudditi. i figliuoli di Cielo si divisero tra loro il regno. Di A h t e . e Atlante pure il monte miaggiore delh terra. ( a ) Pih abbasso Irpero n'en detto frateiia-di Adanfe. di Saturno . che per k armi. che intorno alla madre degli Dei i Frigi . Continuazione delle tmdizioni degli A~lantidiinìorno alla o+ne drgti Dei. che insepb alGreci b studio della sfera. Del resto. Nanxsi di feo empi la Fri& di solenni riti.s o6 al sirnulach della Dea posero pardi e lioni. CAPITOLO XXIV. che appunto significa avere lui inventata e descritta la sfera esprimente la costruzione del mondo ( I ) . E queste sono le cose . per giustizia. e Satnrno. secondo le tradizioni dail' antichità derivate . e gli Atlantidi. c di Giove. si distinse Espero per pietà . abitatori dell'oceano. I piit celebri tra essi fiirono Atlante.

Atlante ebbe ancora sette figlie. Q u e unitesi ad eroi 8 indole generosisii. da un iniprowiso nembo colto sparisse : onde il popolo . Intorno a Satuiao . e n d a stessa maniera anche le aitre Atlantidi ebbero illustri figli. chiamato poscia Olimpio.suo tocco di compassione . e percid non solamente fia alcuni popoli barbari. Taiba. ma anche fra Greci . Aicione . . e . ne generò G i o ~ .eta. Aile Atlantidi fb eziandio dato il nome di Ninfe. A&+ mpe. Però ai aggiunge. raccontasi. che fu di enorme empied ed avarizia. Maja. Così Maja che & la maggiore . inventore di molte arti. parle de' quali furono padri di nazibni. e che presa avendo in moglie Rea. Merope. fiatello di Cielo. che con tal nome veggiamo in cielo. Oltre cid furono esse 8 insigne integrità e piudenh: onde avvenne. ma i kro pmprj no& sono. avendo parI toriti fgliuoli . e Celano I' ultima. e M nominano Dei.'07 l u i . perchb in quel paese le dome con vocabolo comune chiamai~siNinfe. e parte fidamno città. l' onorasse come immortale . sua soreila. che essendo salito sulla vetta del monte Athnte per osservare i moti degli astri . ed agli siessi W . che eravi di anche un altro Giove . i quali per virta fiimno eroi. Elettra . che con nome comune del padre son dette Atlantidi . mdti degh antichi eroi d a esse ripetono i' origine della loro stirpe. e che fossero messe in cielo coli'assegnaw loro la oostdlazione delle PlejaJi. che morte avessero dagìi uomiiii onori immortali . fkatelio di Atlante . e dg hii &amasse la bdlissima stella. ebbe da Gioue Mercurio. diedero principio a molte nazioni .

che chiamano Cureti ( I ) . ( i ) Della origine. e lo decorarono.quella della Sicilia. e per . egli prese il regno . che per le parti occidentali.. e li suppone figli del Giove cretico . siccome accenfaremo a parte la storia loro. regnò in Sicilia. Nondimeno i Cretesi raccontano diversamente la cosa. ed i Cureti suoiJiguuoli lo curarono. e dice credersi o pos~eridegl'ldsi &ttiu. . QuelP antico fu principe deli' isola nominata . Saturno ebbe per figlio. tuttu 8 pieno di oscurità presso gli scrittori. Lo stesso Diodoro che qui ne ammette dieci. 'o terrigeni. siccome dicesi. c sul sepokro suo vedeai scritto i vecchie lettere grechf ZÀN KPOa NOT. e finalmente stabili il suo imperio nelle parti occidentali del globo. in Africa . !i quale ebbe sotto il suo imperio tutto il mondo. e dappertutto con presidi posti in rocche. ed o spontaneamente il genitore gliel concedesse . Giove mcrtb in Creta Ia vira. del numero. e sebbene poi CQU' ajuto dei Titaui Saturno gli movesse guerra . e generò dieci figli .nel lihro V ne ammette n o v e . cioè castelli di Saturno. e andò ad unirsi agli Dei. fu giusto e$ umano con tutti . poi. Secondo Etrnio citato da Latlnmio. tenne fermi nella ubbidienza i suoi sudditi. . e luoghi sicuri. per lo che auche sotto il nome di Padre venne ubbidito. ma assai inferiore in gleria a quest' ultimo . ciot ira latino : GiovcJ.slio di Saturno. il quale diversamente comportandosi dal padre. Giove . Saturno neremo . e il suo sepolcro è nel& oitd di Gtzosso. E di qui avviene. e ali'isola diede il nome d'Idea sua moglie : nella quall' i& ebbe sepoltura. anche oggi 4 luoghi più alti qua e là si chiamano Cmnj . o in odio del genitor suo gliel conferissera i sudditi.I o8 Creta . e in Italia. . secondo che narrasi. e se ne veggono anche oggi gli avauzi. e delle imprese de' Cureti .

di che era fregiato . della v a l e probabilmente non sono che rottami. gli rendettero . che ci restano. C A P I T O L OXXV. le isole sparse' pel mare Adautieoi epoca. La robustezza del corpo . e tutto il mondo di poi scorrendo ben meritd degli mmini.mal composte ed informi tra7 aiuoni. e del loro antico paese. e le virtù d' ogni specie . onde poter cpngetturare come gli Atlantidi vennero in Italia. aggiungo irr fine del prwentc libto cib che ne ha iasciato soritto P h t e n e . e coloro. o pih individui reali. ! . code nazione.facile la conquista . parlando delle cose degli E ( I ) In meuo a tanta confusione di . e di proclamarlo signore perpetuo di tutto l'universo. Alcuni b tenowno per un persomggio simbolico. dovendosi riportare tal farlo a d nn'epuca.@m uno .'09 Giove rimasto vincitore diventò pedrone deìio stato . e gli scellerati. che riguarda le le cose degli Dei presso gli Atlantidi ( I ) . Alrri d i v e r A e n t e nè . qualche' barlume si presenta. in cui la Sicilia non era ancora distaccata dal1' Italia. Di Bacco. di . le poche notizie. ed era suo stile. E perciò. in cui di l i dallo smetto eravi quella vari terra. ed in beneficare il popolo. fu nominato Zena dal vivere. che erano stati da lui cosf beneficati . Ora. Questo t! in ristretto ciò. Implese dei tre Bacchi. . ove cessò dane cose umane. Perchh poi chi legge abbia degli dllantidi . mettere la principale sua c m in punire gli empj . perchè di sopra . il che in greco dicesi Zen. e cosi chiamossi. perchè avea fatto vivere bene gli uomini . . gli fecero l' onore di porlo Dio nel mondu superno .

p. ed altri ne ammettaoo tre. che per m a deHa umaiia industria sono coltivate. sostenendo. e porh i p p l i alla matuama Onde . crediamo conveniente l' aggiungere in questo luogo anche ciò. N i o pertanto brwemente scorreremo le cose . Ma siccome gli antichi favoleggiatori . che vi sia stato un d o Becco. c d pure produsse anche l vite. che mai sia stato d mondo un uomo wsi fatto. siccome tutte k altre fiante . Imperciocchtì alcuni tengono. i quali negano. w n &vffsamente da @e. qnando mette fuori le gemme. 61om.I 16 . e chiardauo Bacco il fmtto d e h vite.i quaIi parlano di q lesto Ilio in senso fisico. le +i danno spontaneamente il fktto. &novi aucora alcuni. riesce assai dacile lo spiegar chiaramente la generazione sua. perchè deesi ril pntare una sola generazione. che sotto il nome di Baoco dee intendersi i1 douo da vino. gizj . la prima. Della qaale asserzioue loro recano per prova.. e quindi forma ii b t o . e le imprese storia di quella nazione di Bacco . che deposta in terra prende incremento. dicono. abbiamo riferita la tiascita. Dicono anche dagi antichi Bacco chiamarsi Bimatre . o Dionisio. comprendendole in certi . non piantata piinia a da nissuno inventoce. esponendo molti mostraosi racconti. cbe i Greci clEa-no Dionisio . ~risseroiotomo a Bacco cose tra loro non concordanti. e la &a. c i d quella della pianta. che la terra spontaneameste . e le sue gesta. . che di tal Dio i Gieci lasciascritto. che in molti luoghi anche oggi giorno trovarsi viti incolte. . ed i poeti. che da ciaxhednno sono state dette.

La quale firizione riducono ad un senso fisico. che questo frutto viene vendemmiato dai coltivatori della terra . indica luo di molti. che la terra sia Cerere. perchè la vite crescendo coll' ajuto deiia terra e deila pioggia produce il liquore del vino espresso dai grappoli : direi dagli abitatori della terra quel giovine fatto in pezzi . che cuocnno 's il vino . fosse messo a p a z i dai Tiuni. Vedi Storia del 69v a r m &' b s h i m 18r& Porre 11. e renderlo di miglior gusto (a). nen hltro se non che l terra dopo fatta la a vende. c ue* Gsopom'ci abbiamo la ragione e il modo della corrura del sposto per fare i vini. 1 . che dagli antichi poeti . e favoleggiatori .t11 mi doversi stimare una la nascita del Dio d a h terra. fatto in pezzi ( I ) . riconduce la vite al primo vigore di fertilità. . . poi dagli abitatori d e b terra . e dopo la potatura. Quest*uio incomincia omai neli' Umbria e luoghi adjacniii a declinare . Il favoloso lessar le m&. . e 1' altra dalla vite. sotto il nome di ( I ) Che Bqcco. e hssat~ e indi rigenerato da Cerere coll'avergli messe a posto. di cui si & paxlato. Corrispondenra. con acconcia ricompol sizione sono mtituite alla pristim loro natnra . e ben ordinate le membra. dicendo chiamarsi tiglio di Giove e di Cerere. dopo che colà ha potnto penetrare l'E. lo riferhcono fra gli al~riClemente A k r s a ~ ~ ù i ~ m ed Igino (a) In Palhdio . Gli autori delie favole danno a B a m una m a nascita. 11 dire . giacche gli uomini pensano. per significare . Perciocch& & certo. in cpaqto lo suppongono gener* da Giove e da Cerere .:ologia del co : Dandolo. onde dargl maggiore fragranza. dagli abitb tori deila tema messe in pezw. che le membra. figliuolo di Gious r di Prossrpim.

figura umana. ma che 6 proibito di riferire partitamente ai profani ( I ) . e che nelle cerimonie de' misterj si espongono . che ve ne fu uno ( i ) È celebre un passo di Euripids. in . Semele poi b detta peichb il vino rende l e membra vacilhri. In simile maniera spiegano il parto di'Semele secondo piincipj naturali. che i Greci chiamano tisie . perche semne . ir. Ma que' favoleggiatori . che vengono indicate negli inni orfici .. e tiele. e secondo Pindaro Semete fu chiamata Tions dopo ch'ehbe ottenuto ci' essere poata nel numero delleDee: il quale epiteto. e Wtta la f&ra del vino : essi però non sanno se siavl: stato più di un Bacco. e il mod6 di fare il vino. e che Semele si chiama cosi . i quali prendono per Pacco i' uso. Alcuni dicono . Che si finge nato da Giove due volte .dipoi rigermogliò . e perciò essendo questo Dio quasi con un secondo nascere ricomparso in cospetto degli uomini . che dagli Antichi la Terra ebbe il nome di Tione (a). e da quelle primizie . E a ciò sono consentanee le cjse. i quali suppongono in Bacco un Dio in. lo dicono uscito del femore di Giove.unanime consenso attribuiscono I' invenzione dei piantar la vite . Questo 4 il parere di quelli . a lui con . Yedi Luciano. peroh8 credendosi nel diluvio di Deocalione perita l i vite cogli altri fruiti . Che Tione 6 cosi detta da' quei sacrifizj . onde gli spieghi la ragione mistica delle Orgie ricusa d i compiacerlo.Cerere s' intende la madre terra.. . & la cura e la venerazione di essa. (a) Secondo lo srpsso Diodwo al lih.coi Bacco domandato d a Penreo. equivale al porlami con impeto. Il non comunicare ai profani i misterj 4 stato canone fondamentale presso tutta l'Antichità.. . . ci& augusta . a quello che ne haano d e t t o i Critici. Incominciano dal dire.

il DIODOBO . o secondo altri di Cerere. che pam . uomini . e ne cavò il vino. ed institui i mietei . e catapo& gono. fu il primo. Altri . che insegnò l' arte di piantare le vigne. tomo Il. Perci6 si chiama Leneo . e sue proprie : fra' quali il più antico C& quello che nacque in India. di h e il vino. torchio i grappoli. che vuol dire torculiere. clie portò le sue armi tutto all'intorno pel mondo . e i baccadi. e molte città portano il nome di lui: oltre che altri nella lingua monumenti anche oggi attestano. secondo essi . ottenne onori divini. E questo B quel Bacco . dicono . che tre ne f m n o in diversi tempi . E gl' Indiani mostrano tutt' ora il luogo . Coi quali benefizj tanto si afYezionò gli. le iniziazioni . ch' egli nacque fia loio. il qi~ale insegnò il modo di raccogliere 1 uva dalla vite. e che a tutti comunicò l e sue invenzioni. 8 . che B lo stesso che barbato . Ma sarebbe troppo lunga cosa il ragionarne. Dicono poi. che compresse con. e ad ognuno attribuiscono impi-ese particolari. mettesdola svio i torchio. E con eguale studio egli coltivò i fichi. sicqme per la benigna temipesatura deU aria e del suolo quella contrada è fertile di viti . ' e che con un esercito cowe per tutto il mondo . e comunicò alle genti il modo di coltivarIi.a 13 solo . l venuto il cognome. Queati . e quegli appunto . e gli altri alberi di maggior h t t i . ov' egli nacque . e di berio. p &B usanza degl' Indiani il nudrire la barba diligentemente tutta quanta la vita. che dopo ch' ebbe pagato il debito della natura . e di cavare dali'uva il mosto . asseriscono . che il secondo Bacco nacque di Giove e Proserpina . d' onde gli 2! . . come dissi di s o p h . Egli fri.

O scdpite. eppare sa vogliano dinotare i buoi (la lui atriccai ali'uatro- . che per divmione coumne <xwsurato alla immortalid ebbe feste particolari . se l'e aorna date i Baeco vogliano diaaoilie i due manichi dell'aratro. a lei discese armato di tuoni. e d d ' i n g d a dicendole. k vrolennr ( i ) Fra le molte denominazioni di Basco. e tutte aventi la radicale di tauros. ch' essi non abbiano una certo romiglianaa alle corna per l' andamento riwivo. raccontandosi. onde alleggerire le troppo gravi fBtiche de' coltivatori. siccome alcuni pensano. e molte altre comodita nell' arte deli' a g r i c h trovd . ad attaccare i buoi all'aram . e 901BnM vittime. fmmo aggiunte le corna. Nel qual l' incanta entrò. non potendosi negare. essere eosa giusta. tanto per ispiegare h natura di 'qt~esto m n d o Baoco . e quindi avendo a fona di preghiere indotto Giove a trattare con essa come con Giuhone. E per questi si cospicui b d z j tanto favole procaccimi. e di fulmini . Quindi messasi in f i p di una delle ancille di Semele. v' b quella ancora di tauros semplicissima ed assoluta. Tocca agli Archeologi il dire. che aveva m allo& ginceasi con Gimcme. quanto per dinotere i vantagi gradi da esso lui procurati agli agricoltori mila h z i c m e dell'aratro (I). che innamorato Cime delkt singolare bellezza di quella fancida spesw> ira a tnr varia: di che gelosa Giunone meditd di prendeme vendetta sulla medesima. che trovansi pnsm gli scriuori areci . Alle immagii di lui o dipinte. pendesse le *se%m&ianze e . Il terzo Bacco w l s i nato m T di Beoaia di Giwe & e Semele .l i 14 primo . che quando Giove venisse a giacerai con essa. siccome raccontano . mentre prima gli uomini lavoravano la terra C& i .

quando fu giunto al tewime dell'nicreipe~itodebito . ed egIi m~tpavesim i e con tutti . obe in veae d' asta poltavano uri h o . Ed i p h i . e dal pdce insieme e dal luogo ebbe il nome di Dionido che significa Nisio figliuolo di Giove.da Giove f porbtb a N k i di Ù &&a. e da lui per famentam gli stupk di quelle dorme forestiere insegnavausi i ~itideUe iniziazioni . fiirono immantinente puniti. obe per una s&prbi&ed empietà lo hgettai~no. Perciocchk a vendetta degli empi usando delia naturale sua patenaa.non potendo essa mstenkre. fece unii ~p&one per tatto il mondo. e dove prima erano seditioni e guem . Poi messo insieme nn semito di donne. i popoli a torma gii iifcivano. Istitui pure dapperhitto le panegiri . o spettacoli musicali : intanto che dail' altra parw facevl ceasare i litigi delle nazioni e delle c i l . Or come s'em dappertutto spam la f m a dell'afiivo di questo Dio . inconhro cari grande allegrana. e che menavano vita giusta. e comuuicando I suoi misterj sdtan:o agii uomini pii. de ne mori &&ah G pose entro il suo femore 1l bambino. m e lo conse@ da educare alk Ninfe . ora li f~ c a d e de' do. il i m p&. insegnando i riti delle inieiazioni. ordinava ie consolidava la c e n ~ conlia . la prima sua e d passi tre le dante e i +j delle donne. . e tra ogni geaefe di piaceri e di divertimenti.e la pace. t? i miste+j. meso allh kice . ed assaissimo giovava n & cose a p p n e n t i alle vita citi& e L . cdebri assemblee d' uomini . A . Ora ~ L S ~egli Q rommnmewte kHo.spargado dhe per cagion sola di libidine conducevasi d' attoino quelie baicanti .

Nirrano. ora li fece sbranare per mano deile donne . &e cosi furono puniti . ed egli non era passato che seguito da . pochi amici. Ma Bacco venne ben presto colie sue truppe. perciocchè il resto del suo esercito era ancora. signore della Tracia bagnata dall'Ellesponto . Mirrano (2) re degl' Indiani . all'altra sponda . DeUe quali insidie avvisato Bacco da certuno del paese. e colle quali h prowieamente adivano e trafiggevano i re non consapevoli di quell' artifizio . Percioccu Bacco essendo per condurre ddl' Asia in Eumpa il suo esercito fece alleanza con Licurgo . ( n ) Questo . vinse i ( I ) Polìeno ne'ruoi Stratqemi non ha mancato di far menzione degli ar~ifizjmilitari di Bacco. che colui o d i ò a' suoi soldati di assaltare le Menadi . e data battaglia. ma non s tosto ebb' egli trasportate le baccauti nel paese. ed a cagione del sesso da loro disprezzato non preparati a guardarsene (I). che chiamasi Nisio. che i credeva amico. ne parla Luciano. e poco diversamente da quello che ne dice qui Diodoro. Ma intanto Licnrgo eseguì il suo uudo disegno . quante erano in un luogo. Fra quelli . le cui punte erano coperte da ellera . ' perci~cchkdava alle baccanti in vece di tirsi lancie. ed &une volte gli awersari amrnazw sull' istante con ingegnoso mezzo proprio di condottiere d armata. e di ammazzarle tutte insieme conBacco. . Perciò nascostamente ripassò all' esercito suo. non poca paura ebbe ad aver e . e dando addosso alle Menadi. distintissimi sono Penteo greco . o forse meglio M h r i o n e . le ammazzò tutte.fi 6 ti &re. di cui parla Nonno nei Dionisiaci. deve essere il Morreo. e Licurgo presso i Traci. chiamato Tarope.

città arabica. iniziazioni . e che Bacco fu il primo di tutti. e quiodi avvenne . . e nella dottrina . la scienza di questi misterj . e perch4 la spedizione avea durato tre anni . tra quali è Antimaco. Avventure di Ammone e di Amaltea. ' 8on poche città de'Greci tra loro contendono. e trattati con benignita tutti gli altri. istruendolo inoltre ne' riti delle . suo figliuolo. e fatto Licurgo prigione . Ma &torno al luogo ove nascesse. dall'India ritornò a Tebe montato sopra un elefante. Del resto raccontasi . diede il regno di Triicia. Gli Elei? . molte cose mutò nelle Orgie . e alle baccanti in Nisa . il quale superando tutti nelì' ingeguo . e dal padre suo le imparò poi Orfeo. che i riti. scrivono. e che tese insidie a Bacco . poi fattolo scarnificare con ogni genere di tormenti lo crocifisse: a Tarope in premio del benefiziofattogli. Di ciò che è stato detto della nascita di Bacco. prima gli cavò gli occhi.ihero si chiamarono orfici. il quale carico di spoglie trionfalmente rientrasse in ~atria. Queste per comune consenso degli antichi sono le generazioni di Bacco. che chiamami le Orgie del padre Libero.Traci . Da 'raiope insieme col regno ereditd Eagm . che codesto Licurgo non fu re di Tracia . i Greci dicono celebrare le Trieteridi. che Libero avendo dappertutto uniti gravemente gli empj. "7 C A P I T O L OXXVI. fondati dal padre 1. Alcuni poeti p e d . ma di Arabia.

che spantaneamente scaturisce. suss~stb non fu cerumente. msi si eapriaie~ ' p ha chi Dracmo a te per patria a s s e p .presenza. non B puato da meravigliarsi obe egnuno assicuri. Stefano al contrarie suppone. figliuolo di Apollo. cercando. se . e temph.giando a @ r m anco ( i ) Diodoro nel libro i v dice. & ani si doriam. e d i a varie città di G e l a . ( I ) ed i Tei. I T e j inoltre. sembra che la tradisione de' Tej fosse provata ancora per le medaglie della loro città che per lo pih rappresentano Bacco. . che la loro teraa sia sacra a h o c o . E su61'mgal a noi cola testimonianza sua il Poeta ne# inni. uve parla di quelli che dubitqno in qual hmgo Bacca B~LCCO~SW& . gli abitanti di Ekutera . in pmva di quanto asseriscone .'ih che-la ftipraoe. che ]I\ loro citti fosse insieme col coniado riguardatacome sacra i Buceo. la q u a h .t3 chi Nasm. cbc oiò loro dava la memoria di quwto Dio. che la proprio tema e città . . fu aara al padre Libero. nxaoda f1101. Ma s i p m e questo Dio in molte parti del mondo lasciò segni di sua beaigniPa e .che ancora n e h loro citd in M dato tempo una fontana. che per artifiwo . . Però b certo. a Altri fmol%. iu una imbasciaia spedita agli E ~ o l.ti8 i Nassi. h0 quaio agli &i . dicendolo nato in Nisa d Acabia. (a) . che nascesse n$ loro pese. altameute dichiararono i titoli singolari. . che quella citlli fosse tbhripny 4 &cero. poicld .dicow .i della terra un vino odorosissimo (a). e molti altri pretendono . che pimss loro furono a Baccs sobennemente dedicati h o d i . che Bacco fabbricb h citti di Eleutera in Beoria alle radici del Citerone. di cui qui p r b &&IO. gli altri mostrano con memooie antklnssii. E 6hj l sublime ha#. E i Tej. ed esente da saccheggio. che in Eleu~erasi venerava Bacco con singolar divozione.

. .AMMONE .

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che infarci la sua opera delle antiche favole. raccoglieremo qui in alcuni capi le cose che diconsi e dagli . onde non omettere alcuna cosa i n ~ r n o ria di Baeco. oppure i Tebe. e i fatti seguiti a 'i'roja . e la spedizione degli Argonauti . che le imprese predicate di lui avvennero nel paese loro. il quale trovasse i ritmi. nè lo vide a Essa neppw la candida Giunone. e gran parte de' recenti scrittori sosi. So. le quali Cadmo reci) di Fenicia . e presso L'egizio jìume egfi medesmo . i ' Lungi dai c m y i di finicìa. e dagli sci~ittori greci . e la melodia. e poeti . perciocchh egli scrisse la storia di Bacco . e Carne in P'VU Delh luce vedesli \ . il padre Degli &i. trasportasse alla pronunciazione de' Greci . n Mentìsm uttti: CM in secreto a mondo l T &è di Nisa sul sulvoso monta. mostrando molti monumenti. e degli uornùaì. suUa fede de' Wtologi e de' Poeti. Q i M o d i Non videro tì fatto. Noi perchè parecchi tra gli antichi favoleggiatori della Grecia . che Lino fu il' primo di tutti i.4fi*icani. e delle Amazzoni . dando a ciascheduna di esse il particolare suo some. Greci.. ed il primo pure . e molte aitre simili cose. e dicono. Egli attesta adnnque.eiigono questo racalla stoconto.i 1 9 dì' Alfeo i primi raì . che sussistono anche al tempo nostro. che le lettere. e finalmente anche da Dionigi. che co' medesimi consentono . che anche gli Africani abitanti suli' oceano a h fribuitlcono a sè il luogo natalizio di questo Dio .

e perciò 1' Orfio. a cui Ercole tehauo spezzb la testa. il quale dicesi che lasciasse scritte varie cose i lettere pelaeiche . le lettere degli uomini venuti dal mare. non coiucidessero con quelle introdotte da Cadrno. quindi per comnn modo di parlare chiamate fenicie.che un fratello di costui uccise proditoriamente Litro perchh ticusò di npprovare le lettera fenicie quali Cadrno aveva introdotte: Gli scrittori greci hauno sovente preso per uno solounmini diversi. preso letteralmente dice : ma dette nondinreno in seguilo pehsgiche psrchè i Pelasghi delle trasportate erano stotr i primi a far uso. che Lino . a meno che con qualche eccezione. dalla moltitudine non rilevabile. che in questo racconto da Diodoro b saguito. Ora quel Lino. che cosi vuol dire Pelasghi. che il chiamar pelasgiche le lettere in~roilotteda Cadmo nou fu che un modo improprio e volgare. P e r altro dehhesi osservare. che andb cogli A r ~ o n o u t i . Seguendo. come corre. ( i ) Il testo. l7 indicazione del Ye~selirigiosi sopprime un error madornale intriiso nel testo. eccellente in poesia. era fratello di quell'orfeo. che nc:i concludono niente. o qlieste a quelle non venissero per qualche modo ad accostarsi quando ehhero qnell' alterazione . Alcuni hanno s c r i l ~ o . l . per&& ci& traspoitate dalla Fenicia . Cosi fa Apollodoro qiiando dice. che diventb necessaria nell'adottarle in Beoziu. non f il compagno degli A r g o n a u i . ma un altro assai piìa vecchiv. pl?rch8 i Pelasghi erano stati i primi a far uso di lettere (i). . come quella. Quindi il Bouhier prese motivo di accusare Diodoro e Dionigi. di grosso errore. e si risparmia una infinita serie di chiacchiere erudite. ma dette nondimeno in seguito separatamente pelasgiche . che debhasi togliere dal testo la parola trasportate. come h o fatto i o .i ao fissandone il carattere proprio. aventi il nome medesimo. Il Versolingio queste e d alire osservazioni esponendo fatte dal Botrhier si b contentato di concludere. L e anticlie lettere pelasgiche erano le sole cognite nella Grecia prima dell' arrivo d i Cndnio. o fu molto pih antico di questo Ercole. d i cui fu maestro. essendo noto . che i Pelasghi furono d i mnlti anni pih antichi di Cadnio ed ehbero le loro lettere prima che quell' avventuriere arrivasse io Grecia.Pausania ha riconosciuto. che L i. che da ropista imperito vrduta poche linee sopra fa qui ripetuta senza prclposito.

. parleremo di lui in particolare . . Ed immemore il @r sin della cetra. Ciò. ( I ) Questo Pronapide ateiiiese di nascila da Taiinno b detto Pros~aautide o Prosrnantitide. e peischd assai riusciva nelle melodie. pieno d' intendimento si esercitò nella musica . E del canto divin gli tolser l' arte. Per lo che quelle Dee sdegnate contrcr lui gli tolsero l u o della musica e 's degli occhi. a TUMcte usarono deiie letteio pda*chu.saf e in melodia. che sferzato dal maestro per tanta idiotaggine . quando saremo a trattare delle sue imprese. Usò dello stesso genere di lettere anche Orfeo . montato in collera gli apezd la testa. . che di pia intorno a Pronapide dice il Fubbrizio pub forse dar ragioue del perchk Dtodoro qui ha nolato. . e i lumi a un tempo. . che furono Ercole . . vantavasi di cantare più soavemeiite che le Muse. che fu il terzo dei discepoli di ' Lino . Lino adunque descrisse in lettere pelasgiehe i fetti di quel primo Bacco . che fosse il primo r scrivere da sinistra a destra. come Omem attesta dicendo: Qui dove le nemiche Muse Fèr Tamin' di Tmcia orbo degli occhi. Bcrisse un poema intitolato il Protricosnaon. . ebbe mdti discepoli. e cosi fecero Pronapide ( i ) . . pere& g r m d ingegno non fu capace d' apprendere altra disciplina ' E narrasi di lui. Ei-cole si mise allo studio della &a. Tamiri . . Tamiri. ed Orfeo. . In quanto ad Orfeo. precettore di. ed altrove : Arser le Dee di sdegno . e lasciò dopo di sè ne' commentari altre favole.. tra quali Piuieirono celebratissii ire. Pronapulci Mefico. mentre prima si scriveva all'opposto. ossia principio del Monèo. Diccd. che Orfeo.

tanto per lingua. presso i monti Ceraunii incontrd una vergine di nome Amakoa. h quale ~*aaomiglianb d a sua n ad un corno di h. che il fiume Tritone aseonde. che visse ei tempo. di Cielo. ed inicotmatosi mi di ogm impresa di Dio pei. e che bcorsi vavj l+ del medo peniw: anche alle p&i occidentali della Libia sino d'oceanoi i E@ fu pure a Nisa . COI^ une popsia. ore secopido qmegli mkhi rbitanà B w o L allevato. cbiarnasi il corno d'Esped. e pieno di fiutti d ogni fatta. e di altre piante portatk frroti ottimi a mangirasi. Ora fra le ahre cose dice. che chiamsi firgis . uomo di aauto ingegno. e weUa di Saturno e &gìi altri T b n i : il quale Arnrnvs& ii le provincie del sto regno.&$o Ornero . kHissim el&e modo di persona: hl quale la innamoratosi ebbe nir . lo chiamano similmente corno di ' Amaltea. ed b per qu-. che Ammome regnante in una certa parte &Ha LiKr prese a m & Rea . e portd nascostamente il fanciullo alla città di Nisa. ) che i posteri & d o uu +h snoh geniale. figliuola .Giace questa in una certa isda piena di scogli. M&m. e ~idondadi viti. di O&*. Ivi il tirreno ubertosissirno . mt e d t d q~iiintogli era con Amaltea oceano. open deTNisoi.. & k ineigne per r o b z z a e per bellezza. quurto per htepe espriinente l' antichita. e 'Zimoete . di Lì assai 10~t. I no Anraione emendo Ia gelosia di Rea. e i un luogo n * . del suo nome lo c h i a d iì m ' ~& A d . Dopo di &e egli diede ad Amai& il governo della regione vicima . Perciò la donna d i m u t a signora d d paese. Bi T h t e di Laomedoate .

O * 6a desiderabile salubri. &e chiamansi porte nisee. che coi bei colori delle loro piume. Perci& gli iiomini . d' acque dolcissime . che qai non veggasi.. vi si può twvare ingresso. Nel pa~saggio e frequenti uivi s' mtontram. simi d'ogni buoa proddto: e qua e 1 veggonvisi alberi portanti ogni specie di &teJ e le viti spontaneamente nascenti per la pii parte wseom. yereiocc& ora offrono qwHo della porpora. e col canto dolce e diverso delle loro voci danno piacer soavissimo : ond' C!. e di graade capaeitit La sua cima d'immensa altepende sull'ingresso. ve D ha alcuno ia nissuna perte del monda.s. m a t i dida natura a & diletto d$la vista E su quegli elberi o@ specie d'uccelli viene a far nido. Alla bocca poi hanuovi alberi merivigliori. ora quello del ci. che sptendoao di varianti d o r i . a fqgia di assai grossi arbwti T u o il luogo poi gode del mite soffiare di dolci W . rotonda di fibut. che colla a o n tanto per la vistz. Indi si preaemìa nua spelonca aipenissima . I1 terreno ivi & di una felici* sima fertiliià. cosicchh a chi n i VUOI s o g w c e d l a può essere pi& giocondo. iui stanno. v i v m assai pi$ hingamente dei eimvicini. che i*raggi del sole w n vi pe~etrppo. uccelli. II primo aau &P isola ha la Lnna di una v d e bislunga.I 13 per certe angusie gole. ora & altri . quanto . ed orti feracis. adombrata da spessi ed alti alberi a m&. composta da ogni parte di r& mcigni . alcuni Eruttifeii. altri sempilq verdi. e vi regna soltanto u n a t e m ~ t i s s i m a bassa luce. vi abbondano molli prati. che tutto quel tratto ~IJQIJO.

Onde non la vista sola diletta i riguardanti. ma dalla stessa natura cosi disposti. e suppone. .194 naturale dolcezza della voce supera d' assai 1 armonica ' modulazione deli' arte presenta un certo non so che di divino. e per dottrina. tutti ornati di fiori . ( I ) Plinio. si applicasse . Ivi veggoiisi parecchi letti di Ninfe. e da ogni lato irradiata dalla luce del sole. ne fu fatta custode Minerva. e continui odori. che questa Ilea si dedid ad una virginità perpetua. non si s i con qual fondamento oh'ensa lo aiievasra ncll'is~la Euhea. ed Aristeo h incaricato di educarlo come precettore. e che come era dotata di forza d'animo e di cuore. . e consegnato da allevare a Nisa ( I ) . E perchè il fanciullo fosse più sicuro dalle insidie della matrigna. ed in tutto quel recinto non vien sott' occhio n& un fior marcio n& una foglia appassita. Ivi nascono fiori di diverse spede. che possono servire anche agli Dei . che la nudrice di Bacco fu Aristea. dicesi. Narrasi. che poco innanzi a questi tempi la Terra aveva messa iu luce sul fiume Tritone . per buon criterio. e principalmente la cassia.letti non fatti dall' arte. Apolloriio Rodio gli da per nudrice una figlia di Aristeo. Entrato che siasi nella spelonca trovasi la cavia d'essa tutta aperta. ma anche la fragranza li riempie di mirabile voluttà. e perch* 01tre la castita essa valeva ancora sopra ognuno' per ingegno. onde le venne il nome di Tritonide. che inventasse molte arti. Izirro ripetono . ma la chiama Macri. ed altre piante aromatiche di soavissimi. Servio. Era egli uomo eccellente per ingegno. Adunque in questa spelonca fu portato il fanciullo. una delle figliuole di Aristeo'.

tutti i boschi di là sino all' India desolò con vasti. Era questo un parto della terra.' contro la sostenesse. e continui incendj. tanto che in ultimo a guisa di fulmine si cacciò ne' monti Crraunii. e girando per l'Egitto devasti. Minerva. ed in parte per la paura cacciati f k i de' loro paesi. che anche oggi si chiama Frigia albruciata ( I ) : poi volta la sua furia al monte Tauro. spirante dall'aperta bocca un orrendo volume di fiamme. StraLone assegna un' altra cagione. che ragionevolmente si dee dire. ( 3 ) Ecco adunqne 1 origine dell' Qida . che queste favole sono fondate sopra un qualche cataclismo sofferto in remotissimi tempi dalla terra. uccise codesta bestia . E fra le altre sue gesta. mostro t* ! ribile. L' egida proprianiente b *a w i m t w a del petto di metaUo. Si rivolse indi al mare. che uccise la cosi detta Egida. e lo stesso fanno i pittori. e di cui si trovano tante indicazioni. e del corpo. quanto per la forza deii' animo. si b .ch8 le fosse qi difesa al corpo. ed attacc6 fuoco in Fenicia alle selve del Libano . la Libia fino alle sue contrade occidentali . ed affatto indomabile. Essendo adunque così da un capo all' dtro messa in fiamme la terra. Ma (I) Ddla Frigia abbruciata . Ma Servio ne parla in questi sensi. che da' nostri poeti ed ' oratori comunemente vien presa per uno scudo. come sta nelle favole. e gli uomini in parte distrutti. o Frigia catacacaurnana . e in ogni altro pericoloso in. e primieramente scorrendo per la Frigia aveva abbruciato tutto quel paese. fitta superiore tanto per la prudenza . e pei. e della meritata gloria (a). Ciò .135 ancora alle cose di guerra. vi t questa. e della sua pelle si'coprl il petto. e perchd le servisse di monumento del valore dimostrato. avente in mezzo la resta della .

e riporre per usarne di poi. Rea in i l a . Satunie restò vittorioso. . il quale per impulso di lei. e nell'applicizione sua ad ogni cosa di utile uso.terribilmente sdegnata. Nel che non avendo potuto liuscire. clie fu Saturao. come vsdicrmo & nelle antiche statue &gP lmperaàori. & i grappoli della vite nrrtzi spontaneamente s'empiono di succo. da Minerva. col socorso di md gli altri Dei. i quali di poi f u m o distautti da Giove . . A poco a poco inoltra trovò il modo di piaqtare la vite comodo ad o p n o . meditò di aver nelie mani Dionisio. e chiamosi Corica. madre del niostr~. ac d rul petto di un uomo. che porsono anche amr~io~t~rsi. educato egli in Nisa . Ritornando intanto d a storia di Dioni&io. e robusto . Ammone rimasto in penuria di vettoGorgona : la qwls armatura. e mobbe con cid la natura del vino. essa si diparti da Ammone. e che quando sone maturi possono seccarsi. ed istrutto in ottimi snidj . Quindi essendo ancora gio*inetto. e ritornata ai Titani suoi fratelli . se è r u l petto di un nume.ur26 TeUure. ah@ chiamami Giganti. e diventd valelitissimo nella forza dell' ingegno. e considerando. e da Bacco . Cresciuta frattanto la gloria delle v di lui. si uni in matrimonio con uno di loro. a cui !ì atto a servire. crebbe bello di persona . disegnò in pensi= SUO di comunica^ aI genere umwo i benefizio di quec l ete invenzioni sue. e desidkso di pcacciarsi un nome immortale. e l' uso.venne a vedere. e datagli battaglia. chiamari q . mise fuori del suo grembo i fieri nemici degli Dei.&ra con Ammone . insieme cogli atri Titani mosse guerra ad Ammone.

e 3all' a h . che indusse a ciò le Amazzoni.9giesi in Cwh. le h m n i . raccolse in Nisa soldeti . %ente dei qnati +ti c m esso h i distinguevuisi per v h . (ed -sa avea ntnne C m t a j con qu& ebbe i dominio deli' iada . e m r i verso Nisa cdl'esercito .parte con e89ohii wlla guerra i vicini ~fricad. obniPndando Dimisio agli uomini. giacchd anch'esse prnfemavano e d t t u . e la venuta contro lni de' T h i .p& gionieri a Nisa . lo governò q r m e n t e . rimante ferito Satnrno .lll' m a parte . I n Titani f i r g g c ~ d ~ o n o a i h i d eel p e s e . d accordo attaccarono va' lorosamente i Titani . e come avtssero mandato fuori del lor paese gran numero cli truppe. r c h i a prandere . e b h Ia vittaria Uimisio . e ooiaba~eedosi con soauaa forza. e si fossero insignorite colle armi di molte parti del mondo.e. istituendo una formale accusa contro i Titani f e e pascei. v o i d o G guenx #aBioacò r nisio .iif. l ehe prima &amavasi Idea . ove avendo messo i medesimi in mezzo alle anni. e sposata ivi la fiaia di un certizbo della casa de' Cureti. e Minerva alle donne.e per i' attaacamento . e che dal mae della +it. come cultrice de' medesimi loro studj. e verginità. e$ c h d Creta. ii quale udita la rotta del padre. Minerva spezialmente fu quella. od Ammane avea prima regaato : Dionisio ritaund . il cui d o r e i queet' azione spia4 -sammmede sopra gli &i. cbe aveisam alla perama eaa . e cadendo molti d. Diuise pePtanto le fol'p. le q d gih 0 6 & e di sopra di ahe valore fossero.e virtù. Saturno in questo mezuo omupPt4 avendo il wgno d' Amrnone . sospetto di voler tagliare a pezzi tuUi +a fu costretto $17 .

con solenne apparato dia religione. o piuttuato partiisene. e che ove occorso fosse . nel condur fuori di Nisa le truppe. a lui come a Dio. i posteri. Intorno alla loro origine. ma poi immantinente assolti Q1 delitto rinfacciato loro. e pt-l d improwiso dono della vita . chiamarono le triegue . - Continuazwne delle imprese del primo Bacco. vocabolo . che ne imitarono i' esempio. primo di . se volessero militare secolni. Aristeo.sarebbero sino al fine comportati con fede e con valore.tutti sacrificò. che vuol dire libazioni. siccM ad uno ad uno chiamati innanzi a sè. l'adorarono tutti come un Dio. . e notizie intorno a due ultimi. m . alcuni la riferono a Deucalione. con un .di guerreggiare .. e dato loro a Bare il vino. tutti deliberarono di volere seguir lui . E perchh mediante questa cerimonia v e ' primi si diedero fede reciyroca. altri ai Centauri: cobe di purP immagfijuione. statogli SUO precettore quand' era ragazzo. ch' erano stati presi in guern .s' intendono i Sntiri tanto nell' antichilà mminati dai poeti. con giuramento se gli obbliib a modo &e professarono di voler servire senza fraude sotto i suoi ordini. e messi al partito di liberamente lisolvere. Dicesi. In quella guerra si unirono a lui anche i Sileni (I). che il primo a regnare in ( I ) Comunemente per Si1eni. che loro faceva. i Dopo queste cose avendo Dionido intrapresa la guerra contro Saturno . & qnelli .

e per beneficare tutto 1 uman genere. e grandezza &li' animo suo. comportandosi nel cammino in ogni luogo con rssai modestia.II. (a) Abbiamo in f f o n n i o la &rcrizione di questo mostro. ( i ) Di questa ciita nou si ha traccia presso alcunaltro rcrit~ure. e benigno. Solo si sa . e dichiarand. Dionisio adunque incamminatosi cdl'esercito. ed infestate da bestie feroci. e per altre non poche deserte. la razza de' Satiri ha quanto basta per essere stata creduta esistere. tomo 9 . città della Libia. E gi essendo l'esercito prossimo alla citta degli Ammonii. non per altro avere intrapresa q u a spedizione. sul sito .. a tutti gentile . i =9 - DIODORO. Se si aggiunga vita rilvaatre. finalmente pose gli accarnpamenti sotto Tabirna ( i ) . e volonterosi si unirono a' suoi soldati. e che tutta la sua posteiità porti.one di fortezza. i quale divorato avea molte persone . i1 quale di che stirpe fosse nato. Egli intanto per lasciare a' posteri nn mpnurnento immortale della sua virtzi . Q U ~ sto seguo della comune prosapia.pe (a). e presso l gli abitanti dei luogo ottenne grande cornmendar.. dopo essere passato per molte terre prive di acpa . che durò fino a tempi prossimi. fece uh grande alzamento di tema.I <i questa isola fosse Sileno . Poscia mosse contro i 'I'itani. per la troppa antichità della cosa s'ignora affattoaa tutti. ch'egli avea protratta dal filone della schiena la coda. SaUomini aventi una prdnngaaiooe dplla spina rertebrale roeo s t d veduti anche dai viaggiatori moderni. . correvano a gara a recar vettovaglia d suo e s e A cito . ove le fiera rimase. se non per punire gli empj . Laonde i popoli di Libia ' ammirando la moderazione . e chiamato C m . rnhstrandosi . Qui-u<r cise un mostro generato dalla terra.

instai16 presso P oracolo i sacerdoti convenienti. Non manca però chi favoleggia. ma la benevolenza di Saturno fa film. quando Ammone dovB ritirarsi .\ turno condotte fuori le sue truppe venne a battaglia . di che @'erano fatti rei. Quell' Ammone avea la testa d' ariete. Prima della battadia i Libj avevano indicato a Dionisio come. Ma non avea simil cuore Dionisio . e tolta seco Rea. Il perchè volendo distmgaere affatu. che realmente.ggi. che dopo un certo intemalio di tempo suo figlio Di~nisioavrebbe ricuperato il regno'~patern0 e . Ad essi circa quel tempo nacque un figlio. E Rea infatti. che estesa la sua signoria per tutto il mpndo. ed insieme una città. ed alcuni compagni de' suoi pericoli . che il vaticinio si era verificato. in contemplazione ddLa sua virtù fu poi creato re di tutto. conseguitd avrebbe gli onori divini. che anche suo fi- ' . ed B venuto di qui. . come se fosse suo figliuolo . di notte tempo fuoco alla citd . non solamente M vista del parentado gli assolse daila colpa. Or vedendo egli. avea pnedetto. ma inoltre li pregò che volessero intlinnanzi amarlo come genitori. e fu vinto di nuovo. che fu chiamato Giove. ed in modo naturale gli erano uscite le corna dalle tempia . il quale onorato assai da Dionisio . e Rea. chh essendogli caduti nelle mani Saturno . e vivere seco lui amichevolmente. edificò al padre un tempio fatidico . la reggh paterna di Dionisio . perchè in guerra portava l'elmo ornato di tale figiira. infin che visse . e stabiliti al nome di lui onori quali debbonsi ad un Dio. lo amd . nascostamente si f. sua moglie .

d beneficando gli uoraiui salebbe gimto g immmtdità.dia Cm Beh &rutto. e hr deth C + X. i31 gliaob mmtriui in simile aspetto. quantunque f e u m &i&ullo. il uwuo Dio intorno Jle sue @zio& . e ch terreni incapqci di ricever b vite.\ . e ahe i p r i dicooo per cosa certa. I .edawS h. e mise di quella pwioc& Giove. In tal maniera prcorreado tutto il moildo. ninm piese k messo d& anzi facendo quwimmmmk p m h %ti comandava. t @dato d grado sommo &Ua rirtii. empi6 di tttrtih piantt k terra. egli pel primo consrrlb3. pmicwd& non v ' b n & G . e di Rea. ripaat rir poi il sopraunane. che Dionisio renendo a come nemico. e ebbe rispta dal padre. e &&tg I'oracdo. vengono d'accorda i testihv P W E t l del pache n Libero. . e di fare ii v&. ebe Dio ebbe le Ora fabbricata che Dionido ehbe H città. & l k k w o . e potrebhsi quasi dire cfi kti sak. .. tutti c m inni e 4 j lo d e vano come un Db. e a . prgeasi &ppertsrtto. si ol>L>ligci colb ponnm m bmfieenaa E da C & viene. nato di Seturiio. E poi* tanta buona Ewna di 16 - - e. che mmue i pap0Ii &ti del Pooodo di mmente p ~ s d n orispetto agli altri Dei.ma gli diede Olimeio per ajo . <tr Ziue d l ' o m qaa bevanda h W h inferiore di poa> y i n a Dicono poi. Per Io cbe fdto mm primimtmmce im i o vase 1' Egitto . tutti @ c a ~ . c l ~ d e # a r n ~ e grazia sna uon paizecipi. e gli in pmpetw. e qwJla di v a r e i e certe altre frutta. Qoiimdi b dicesi avere insegnata 4 Egizi 3 d o di piaaciire vite.

secondo che alcuni Libj asseriscono. e data battaglia superi. quest' u l t i ~ rifiasto sia aome erede della loro industria . Dionisio insieme con Minerva. E come quel Bacco u prese a militar seco le antiche Amazzoni . ttlovò-. che i T i tani con posso esercito eraiio passati in Creta per lcombattere Ammone . e nelle iniziazioni . ove introdusse di nuovo quanto ai riti ed ai misterj apparteneva. i Titani . Dell'alm.n 3a nate dallYIndiaverso il mediterraneo. il secondo prese seco anch' egli a questo eflètto delle donne . ehe cancellatasi nelle menti degli uomini la memoria &Ue invilnzioni di que' primi. avendogli Giove frattanto portato socCom. nato di Ammone e di Amaltea . riferiscono. Ma la grande distanza dei tempi è cagione. anch'egli con buon esercito corse pel mondo. giacche estinti i Titani. che regnò neil' Egitto. occupò P imperi0 di tutto il mokdo. nissuno fu empio a segno di movergli lite pel regno. ed insegnò i liti delle iniziazioni. e fu emulo degli antecedenti : il quale avendo applicato i' animo ad imitare l'uno e P altro. e che il terzo Dioiiisio nacque in Grecia di Giove e di Semele. Tutte queste cose fece quel primo Dionisio. e rendette le tenv ~ i colte con utili piantamenti. Dopo cid Ammone e Libero dalla compagnia degl'I UOmini passarono ali' immortalità: e Giove. e cogli altri Dei tolti da' loro paesi. nato di Giove. e che mentre. e lascid nou poche colonne piantate ai termiai delle sue spedizioni. che furono esterniinati. e siasi usurpato il l possesso delìa loro $aria. e molto si adoprd nelle orgie . si era accesa uua gran guep ra . senza fiapporre indugio -accorse . I che B avvenuto non solat .

sieno stati p i ù . poi& confessando t t i . L' ultimo nacque poco prima deila guerra trojana. o Bacchi. Ma la simiglianza del nome. come se non altro che un Ercole in tutto il coi. . piantò una colonna in Europa. in quella di Semele. avendo soddisfatto alla promessa fatta da principio . dicesi renduto celebre presso gli Egizj . che k il piii antico. e dire Cadmo figliuolo di Agenore pid antico degli Dei desti. che i Dionisj.questi f operatore di ù illustre ancora per sciema milìtare . ma df poi anche ad Ereole : perciocche essendo stati anticamente due del medesimo nome . che Dionisio assistette a Giove n e h ut guerra de' Titani riguardasi come i n d e c ~ t eed assurda cosa porre l'età de' Titani . piantata una colonna in A&ca. e delle cose fatte fu cagione . E fra le altre prove. che i Libj dicono intorno a Bacco. Noi adunque . e mandatò avendo a prospero fine tutte le imprese assuite. ed avere.. ed istitui i giuochi olimpici. L'altro oriondo di Creta B messo tra gl' Idei dattili.I 33 mente ad essoliti .so de' tempi fosse stato al mondo. uno a' eni . dopo soggiogata gran parte del mondo. E queste sono le cose. pomm qui fine al terzo libro. che la posteridì dopo la morte degli antichi attribuisse a questo solo tutte le imprese degli altri. e per eseguire i comandi di Euristeo scorse per molte regioni del mondo . v'k anche questa delia battaglia dei Titani. e .

non saprebbesi farifmeate ao' a n n a r e . che di t a b argomento . se per avreii!ura non voglia$ supporile . cbe m avesse parhto in alcuna delle parti della Bidliotum. che di tale o perdita od omissione \ abbiamo a dolerci. Pdatone viveva. dappoich8 il tempo ci ha tolto quanto dl'intercj racconto della catastrofe da qucl popolo subita Plaione ci aveva cohservato nel dialop intit~lato il Crizia. tenuto mnto di q-nto Platone aveva scritto sulle tradizioni lasciata dì $ohme. . nel coi posto. che di quell' antichissimo popolo era stato informato dai Sacerdoti d Eitts. che nove d ' a n n i innanzi dh etè. una guerra assai aspra era stata tatti i popoli. Dicesi dunque m quel dialogo. i n cui. e p e n i ch' erano all' intorno di esse : che in guerra fn capo di questi Atene.ci nata.prcM i o m m agli A t h t i d i non a b h Diodai. che abitavano al di l delle colonuc A d' Emole . le p a l i sono ite perdute. mb un t 11. essendo poi stata sommersa per gagliardo scotimente delia terra. che M teneva essere stata maggiore delli Libia e i c &lì' hl prese insieme : isola. e capi degli altri fnroiio i re dell'isola Atlantide. la quale riputavasi avervi messo termine. 1 1 poco . n& qui rikrendo per una specie di sopplemento a Diodom. Certo i .

Piatune fa d i i Crizia . che da primipio erano nati dalla terra. quanto calde .che mai e i vedesse . gli uni e gli altri parte larghi amai. che a'nariganti in alto mare non era pih possibile passar oltre. e venne costrnedo una rpecie di forti& cmione consietcnte in due giri di terreno. parte rtretti. il quale vien descritto in questa maniera. e tre d' acqy così che rese inaccessibile affatto agii nomini q d k c d ì i n i ~ poichh allora ntm conorcevanei barche. che nissuno abbia a m e r a ~ ~ ~ l i a ra'eesi vengono insi. e i n quella pianura. aecondo che venivano a siguificm 1 e che nello stesso modo li avea tradotti dalla lingua egiah nella greca Solone medesimo. Siccome p i egli wa un Dio. quando Nettuno vedendola w m innamorb . . a chi meno . perciocch8 Solone avea m di cib dichiarato . uno di quelli. Questa collina veniva abitata da certo Even o n . e la fece giacer =o. ena maglie. terra. gli fu . e 1 Atlantide toccò a Nemuio . con molti canali d'acqua all'intorno.<wra facile abbellire piJ che foene prima I' isoletta al~efatta cori che vi . nE s n nota I'artr 4 navigare. e n' erano morti i geuitori. che i Sacerdoti dYE&to aveauo tradotti nella loro lingua i nomi originali. Questa Cliione era già in età nubile. Egli poi cinse h collina in cui pass sua dimora. e vi auratb piante prodwenti copiommuto o@ sy>rc$ - - . dicati con nomi greci. e preci$amente nel mezzo della medesima. a chi pih ampia. il quale da Lew'ppe. m m nel mezzo dell' isola. Cosi poi viene esposw l a Gli Dei ei divisero autiamenta 1 . k pih amena. fece sbucar fuori fontane d' acque tanto freschirime. c molti argini intramezzati.i35 fango intran6itabile a modo-. eravi una pianura. u Dietro il mrrc. eravi una collina diatante cinquanta' staJj. avuto avea m a figlia mica di nome Clitone. e ne toccb a ciaschedniio una porzione. B volendo scendere alle p a r t b colarilà riguardanti gli uomini dell' isola. storia Agli Atlantidi.c ' ebbe ' h da donna mortale de' figli in un certo luogo dell' isola. . ed ubertosa .

Singolarmente ebbero grande abbonùanza di metalli. n4 susseguenti. . e pell' universo . le quali eranospiene di abitatori. e lo costituì re sopra tutti. ebbero costoro e ricchezza e potenza. Tutta la generauone di Atlante fu i n somma veneraiione . Ai diue nati del secando parto pose nome Anfere ed Edcmone : quelli che nacquero del terzo . e Diaprepe. Tutte e 'nella loro città . e molte cose traevano per la loro potenza da'paesi stranieri. e sopra pile ancora. e molte ne samminietrava l'isola steasa. E tanta. . come re di tutto il paese. e questi poi. che bagnava la grande +la: al secondogenito . h h d e in dieci regioni. vocabolo del paese. e jece gli altri principi delle altre parti. Costoro e i loro posteri abitarono ivi per molti e molti secoli. ' onde qndla parte di paese fu detta Ca&'rica. e sempre il vecchio re lasciava il regno al suo primogenito . e Megtore : quelli del quinto Azae . che divise tutta l'A-. chiamb Mneseo .i36 e da Clilone intanto ebbe in cinqile parti di cose dieci bei Egli maschi : onde venne poi . Neltuno chiamb il primogenito col nome d' AtZank . che fu la porzione maggiore e principhle. il quale traevasi da parecchi luoghi del paese. nato nello stesao parto d a Atlante . pih prezioso d'ogni altro metallo.. ed Autottone . quanta non ebbero mai re nC pia antichi. e dominarono sopra molte altre isole. ciascheduno nella sua. e la Tirreaìa. die& ii nome d' A1Zantico al mare. che chiamasi oriealco . che riguardavano le coloooe d Emole. ed in ispezie quel nobilissimo. Ogni selva prestava mapriali eoceuenti a& achitetti: . i . nk per molti secoli fu mai interrotta questa successione. quelli del quarto Elesippo . assegnando al primvnito l'abitazione della madre. d i d e il nome di Gudim . e il paese all'intorno. che equivale i n lingua greca ad Ewneb . che volgevansi verso l'Egitto. regno era mirabilmepte ordinato quanto potesse giovare ad ogni uso della vita. e questo imperio. se se ne eccettui oro. e costui ebbe in dominio le terre estreme dell' isola.

. Tutte. ob masacava il dolce nmor della vite. Jwgo. Enorme quantità ancora ivi' era di elefuiti. a che. e di qael ncetto. hnchh sussietette. qneae om p duceva qnell' isola . -che di grandissimi. e voracissimi. e icostruì la reggia peci-ente ove il &me . i ponti faro' htti assai aki . ed alberi . sioch8 le piil grosse navi potessero trovarvi. e di e generuione i n generuione o p u w fabbricando a gara alcaru parte . piene erano d'ogni genere d'animali. le campagne. ed argini messa d i N&mo in difesa. f e c o n d i m a . tatti que' canali. i monti. Per lo che gli abitanti godendo d ' m wnnero poi edificando facilmente e templi. la stendevaai in lughbzza per tre jageri. mirabile. fino unguenti e balsami. onde agevolare i passaggi. I1 cirguito. superba. ed amenali. e v' era tutto ciò. di. e magnificenza mirabilissimi. cai noi siamo soliti nutrirci . ed area cento piedi d i profondità. ed era lunga cinqnanta stadi : per essa dd mare passando l e navi come iu porto a qnel canale esteriore. i laghi. luogo erasi empiuto d i edifiaj per grandezza. possano hrmginarsi nel piii felice dima . &e prima fa la già accennata collina. tutto i. e fiori. ed alti n'erano sopra il livello del. f8rmossi la metropoli dell' imperio. dicemmo circondar l &ti . che ad ogni maniera di laatcnza . E prima di t u t b si fecero molti ponti sn que' canali. i fiumi. con que'canaii. Erasi eiogolarmente tratta un'ampia fossa &l mare sino alls esterno canale circondante . e +zi regi . sacra. e frutta. e la terra d r i v a quante e radici. ed erbe. e di delizie p ò l'-a desideran. e costrussero porti. e le paludi. per c d il mare veniva bagnando lz ciG. che salvatici. n& sarta alcnna d i soldo alimento . OV' erasi scavato un gran bacino. E perchb le galee aveseero facile adito per. e a accostassero all' uopo alle interne abitazioni. mare gli argini. e ecorrenti aucchi . ' e gli antichi successori d ' primi principi aveano riseduto .d I '37 SA sì saprebbe dire quanto abbondanti fossero i buoni pascoli per ogni genere di animali sì domestici.

d'argento.a38 era di larghezza tre stadj: di Iar3heiza e p a l e era quello de) terrapieno. ed essa e r o . le ' a colonne. Ivi dimoranti da principio essi aveano generati i dieci re . era largo une stadio. ed alto a proporzione . e questi ed&j r a n in parte costrutti con semplicid. Tutta la parte esterna. e di stagno la parte interna. splendeva d i fiammante oricalco.era ' ornata d'argento: la cupola. ed ivi ogni anna radonavansi dalle dieci regioni.ed erano ed essa e i canali ed argini circondanti r il ponte largo un plettro. e ad ogn'iegresso dei pnnti v'erano porte e t o h . cinti di an muro di pietra. eccettuata la cupola . ch: era prossimo all' isola. e il piunacolo erano d' aro. e b moraglie . che di que* re. erano ornati d'oricalco. d ' o r o .erano larghi due stadj . V'aveano erette ' statue d oro. largo tre jngen. e il muro. ed in parte graziosamente composti per la varietà dei cdori dei marmo adoperato. Nel mezzo d'essa sorgeva il terfipio sacro ed inaocessibile di CIitone e di Nettmo . e rosso . di terra. bianco. Aggiungevasi. nella quale era la reggia. e tenente le redini di. e de' Ioro discendenti abbiamo detto essere state patrimonio. che cingeva la rocca. aveva w diametro di cinque stadj . I l tempio di 2~eciwro ' era lungo uno stadio. e 1' apparenza. la cui chiusura al'l intorno era d'oro. che era nem. i pavimenti. d oricalco. e d' acqua . i posteri loro per festeggiare solennemente la memoria di ognm~od essi. 11 marmo adoperata per tutti q e rti edifizj. i due pih in dentro. L'isola. ecco com' era stata fabbricata la reggia.cavalli alati . Dentro la rocca poi. che girava intorno . volti poi formare dne saperbi bacini per le navi . traevasi da scavamenti k t h nells iwla stessa . e per gli argini de'canali. e quello. messi i ~ ~ e g n m m e n t e Figure . della lunghezza e della altezza : barbarica n' era la forma . Al di dentro i soffitti erano tutti d'avorio. quella del Dio era rappresentata sedente sopra uu cocchio. che la parte esterna &l muro c~rcondante era coperta tutta di una sottil lastra di bronzo.

qaauto Jtlle ahre cini &U' iamperio. ad altri donativi ùi re e di p r i 4 taaw datrmb tmpdi. le one ali' aria aperta. l a matudia . Nella mggia erano ancora appartanieati pe'priva6. &e pia faceva mlpo. come r J oircuao piS interno. per inipiezza. rairabilmente soavi al' uso. Bravi pure a m altai-.e per le dotine . che h c m mila t e d i i7 mifito.t giardini.a% d grande. e quelli. che h' aveain.anche statue. I n m m a queste ippodrcmo stavano h a s e de' pa'larrenieri. ed era Inngo qnantn aamportavi tutto il circaite. e pe* giumenti. all e e g i a v i n . ed ayeaisd b l e ~ ~ . secenda cLe la stagione eomporiava. eervivam ai bagni. . e de' custedi. e per artihcie cerrisp6ndeate a tutti$ alt^ wnamenti. cho b Nemidi frnstho a u t o . rhe più degli altri sndeansi Fede%. santo per gli &inil quanto pe'chaili sbrgevano da entrambe k parlf e verso il mezze deli'isola maggiore la cosa. mila mcca siassn. e v' ara. stavane i mldati. e is altentro le case. e gihnasj. m a meno che alir p s a n s a . a donativi aro& di pwreiie #vate. Usa Eomna era stata c e d o t t a nel h s m di Wethmo. mcltnctoei a l h . e r i I'ippodron~o inserviente agii earciej cavailensohi . e c q p t l e . t prasGimi. s stalle p cavalli . sic-me pur v'*& M ~ O =n&&. td ~ g o ì ' bltta comodità conveniente. e qu* acque per nwtze dì chiaviche sboccirnti presso i patltP soolavaw nel canale ileRultimo circandr~ie nel quale molti z tempìi. l a cui iacghezza era di n m etaclio.$egli Dei. e du%ria 1 intorno alle cpnalì erane -strutte abitaziom. a gandesrii del r e g w Oltre queste coet vedtansi fontane perand d h q u e $ fredde'. che calde. A1 di fuori v' erano imaragini io . che volevanei anoggiaivi . e v' eraiio moki e giganbedi h o i i a c r i . dla rocca. Intorno wisi b anta Rereidi a cavallo di &fini. Lmnoa di tntte le donne reali. e degii iremini disoenden6 dalle dieci stirpi accennate. per l a feconditi del sado p?em d ' a b c n diveme y d e . c piantati aa>mi~ r raccoglieudosi in vasche. e per altezza e bellezza a~eravigYmsi.

somminietravano ogni opportuna materia a' lavori. e il porto 'steeso larghissimo.volgeva all' austro. ed un altissimo strepito. che portava ì'esposizione sua. e di quanto al servigio delle medesime apparteneva . e che ritornava al luogo ove in mar cadeva l'acqu. ivi afnuenti d$ ogni dove. Il territorio poi. che circniva la città. ma assai estesa pel lungo . che concerne in generale il paese. era una bella campagna . com' esso presentavasi eccellentemente aperto per cib . 6 pieni i d' alberi d'ogni specie. lunga tre mila stadj . n u Questo B quanto riguarda la città capitale. e larga due mila.I 46 ai re. e gli altri tutti. Prima di tutto convien dire. A chi poi passava pei porti . erano tutti ingombri di navi. e dal porto per cinquanta stadj .ma quadrata.a portata dilla gran fossa. Or s i e p e cib. E i1 gran bacino. rendevasi cospicuo da ogn'intorno un muro. e codesti mopti e r a 0 coperti di bei villaggi. prati a copioso alimento d'animali salvatici e domestici . . e il resto ancora degli spazj interposti era pieno di molti begli edibi. ed altri monti le facevano riparo dalla parte di borea . e per bellezza superavano quanti al preeente possan vedersi. e per diligenza di molti re & lungo tempo fatto bello e ricco. posti al di fuori. e boschi qua e l sparsi. ch'erano tre. piana ed amena. e questo era in complesso l' apparato delle case reali. ricchissimi d' ogni buona cosa : n& mancavano qua e là fiumi . Avea il paese una foi. e di mercatanti. contornata da monti. che giorno e notte entivasi nn clamor continuo . che cominciava dal mare a modo di fortificazione distante per ogni parte dal circondario maggiore. se non che per la f w a scavala aU' iiitorno la retta linea s ' e n . per altezza. o nel tempo stesso dalla parte del mare cinto di scogli e di rupi. Cosl era il luogo disposto dalla natura. e tutto il tratto era abitato . e tanta era la turba 'delle persone in que'luoghi. laghi . La posizione deii'isola . per numero. i quali monti. Vicini pu6e ai re erano gli arsenali pieni di galee.

Accoglieva essa tutte le acque. e una biga senza sedile. e l'ampiezza della fossa erano tali. e come veniva condotta tutta la campagna. e due cavalieri. ed irrigata nella estate da ruscelli per rivi ed acquedetti maestrevolmente derivati. poichb essi piegavano tutti. su cui stesae e un uomo atto a discendere arrnato di piocolo scudo. la lunghezza. che ne udimmo. ed ogni distretto comprendeva cento stadj . che regpsse i cavalli. e biade: perciocchb per benefizio di GIou era essa nell' inverno bagnata da pioggie . che tencvasi. ed obbliquamente e' intersecavano. . Di un jugero era essa profonda. e girando pe' campi . e dopo aver bagnata la città. ed intanto la profonditL. questo era i' ordine. che ~enivano gih dai monti . avendosi a marciare . giva a buttarsi nel mare : perb conviene aggiungere come ai di sopra d essa erane stati scavati a retta linea canali larghi ' ciascuno cento piedi. la lunghezza sua era di dieci mila stadj. Pe' quali canali e dalle selve . Due volte ogni anno gli abitanti raccoglievano dalla terra frutta. ed ogni canale era distante dali' altro cento stadj. Ogni distretto della medesima eleggeva il proprio capitano. Rispetto al numeilo degli uomini d' armi abitanti in quella campagna. fosse stata fatta dalle mani degli ncmipi. ed un altro . Ogni capitano . e questa era la regola. confrontata cop altre . e in tutto erano sessantamila uomini. Ma infinita era la moltitudine degli abitanti nelle moritagne . s tutti erano distribuiti in corpi sotto i capitani rispettivi . che tutti insieme erano dieci mila.- ' perduta . che il dirlo sarebbe cosa da non trovare credenza i perciocchb parea impossibile. che venivano a metter capo ad enna in vicinanza del mare . ' - . per comnnicare con essa. dovea condur seco la sesta parte de' carri da giierra. e ne' Inoghi pi8 lonlani. e da ogni altro Inogo conducevansi alla città a'tempi opportuni sopra barche e i legnami e tutte le altre cose necessarie. che sì vasta opera. larga uno stadjo. e condurre inoltre due cavilli. Diremo nondimeno cib.

W. Faccvme prima giuramente di qnesta maniera. a P m t a gittwasi a fuoco. e l+ formda di esccraziom . c& $a priucipio fu stabilito. da prendersi B essi senza adoperai ferro. Ktuu ecrr . E perchk con seli kgni e lacci e a c ~ 1 eiwrrno . . . e condonnava a morte. oltre l e e h abbiame dette csae~vi k&se. h traevime a & celeuna. i dieci sepgab & tutta Ec &re persane coqsacraumo ak aame mia vittima qual egli aggra*. mH~~a+a tempio di qnel nume. pi da arnbt b parti m c m a rw ~ t d a t armati &a Isggitra. Ed oc6arreda giudicare. seconde c h e avea prescritto. e ne& città m comandava t iàceva le L q p .per coi s'imprecavauo terribili c s oe t ehi m nbbidiwe. o sesto anno . egnuno iie spargeva mir gaccia. mmpiuti i eacrifizj. Peri>. ed ogni e r o . e provvedute t cose da guerra: 6 nove altre città d c l l ' b perio in aItro mmlo erano l e case d i n a t e . e ad esca. e tre scagliateti: di. e. e agli onori. bagpadooe perb b e+ d . deliberanda de' pubblici alIiri . e p a h m q u e toro avessero p m o . dops e avey rien>piuta b & m a di RangiBe. e troppo k i n p sarebbe it parlarne. *aveodone i Rlaggieri fatto incidtre l'ordinanza in m a calonm nei n df e m m r c ~ .e a sna m votontd p i v a .pih doveva avere due scudieri due aienatori e dae borieri d a ambe le parti. con àiìiiente esame giudicaade. v' era ancora il giuramenta. 19 quande. me per abbruciare tpttg I meniha del toro.que' principi rmipane insieme 8 congresso distriboendosi tra b r e parte maggiore. & e tre & i . @dd<i : p& qnattro aocchieri prr compiere l' armarumF@ Ji &~gen& mila n a v i WF ndta eitti reale erano disposte. e. c h e essendo nel tempio & Bertuno iueiti tori. I n quanto a' magistrati. m b h m n t e ok-~anloFa epelfa colonna. C &I rituale scritto prescrivevasi. o minate d'ispeIioni. eoadannande chi e per avventura ia casa aiciwa avesse prevaricato. @gntma dei dicci r e ndb sua g r b riocia. tutta rra fra e& partecipato-.Ilbert & ogni b p e . ch' eca i m e s e ali' kola . d o il rito.

ma anzi di darsi eoecbrw gli uni agli altri . E per molti secoli. incisa la sentenza in una tavola d' oro. davano il supremo cornaorlo a chi era della famiglia di Atlante. e Gnendo di smorsare ogni avanzo di fuoco. Batte le quali cose . appendevano questa insieme colle loro vesti. ognuno d' essi vestitosi d'un bellissimo abito di color celeste . - . sia di fare alcun' altra im' presa.ben fisso. principalmente aveano per massima di non farsi t+ guerra a vicenda. fiacbE in essi d& Ir natura divina. e venuto giorno. e facendone libazione sopra il fuoco . e a prowedere ad ogni altra necessità . se per avventura vi fosse stato ehi avesw accusato alcun d i loro d'avere trasgredite le leggi. andava a cena. prendendo vino con ampolle d'ore d a una tazza. Dopo queste cose accompagnate da inprecaziom contro B& stesso e i proprj figliuoli.lenna. e quando avessero deliberato in col muiie sia d intraprendere guerra . n& mai avrebbero ubbidito oltre i termini che erano stati se. I l qual giudizio pronunciato.1 nel paese. se dcnno in qualche c i t a sorgerse a volew estinguere la iom stirpe. con giuramento si davano fede di giudicare secondo le leggi scolpia sulla d o n n a . e di punire quelli che avessero per lo a& dietrn peccato. Or tale e tanta potenza. Ognuno dei re avea in particolare le sue leggi e molti regolamenti riguardanti le cose sacre . Ma non davapo al re l'aptoriti di far moriiw alcuno de' lord cognati se non vi concornsnc tisa i dieci una pluralità di roti. gnati dal padre loro. onde servisse di nionnmento ai posteri. poi ov' era giunta la notte. ognuno bevendo. che a que'tempi 81. veniva giudicato. il nume avea radicata ivi con certa ordine . che nè avrebbero comandato mai. ed offrendo al Dio l' ampolla. che abbruciato avea le vittime. siccoine di non essere giammai per violare spontaneamente quanto nella scrittura sacra veniva ordinato : aggiungendo di pia. e d omai estinto il fuoco. ponendosi a sedere in terra presso le ceneri di quelle vittime. e medesimamente gindicava.

e che pnb vedere qilanto si opera. come fanno gìi ebrj satolli di cibo e di vino. e per I' essersi aifezionati a cose mortali. onde fatti temperanti . E tino a tanto che così pensarono . ces' sassero. o per parte d' altri fosse accaduta Per le che sprezzando tutto. Ma poichb per lungo abusare d e l loro etato. unita aHa vi& poteva dare nobile increfnento al loro etato. poichè. diventassero più modesti. ove k amicizia. convocb hitti gli altri Dei nella loro o ktissima sede. che &anzi li ornarono. i1 Dio degh Dei . erano riputati egregi uomini . fuori delle virtù . crebbero felicemente in BrosperitA. E allora f u . avendo osservate come si generosa stirpe eram corrotta. d gwernavansi con modestia e prndeuca in q u a i u n p e che o tra loro.u ~eggonsitutte h cose eoggetìe a generaziow C&. poco le cose p* wnti curavano. e già spogli delte più preziose doti. a piii inique cupidigia d'avere. n&. che Giwe . e i essi visse in n ma forza la natura divina . e caddero delta loro dignità. ma. e ad ogni genere di violenza abbandonava&. e in eesi prevalsero i coetnmi deH' uomo . per incontinenza 1irciavansi cadere in fano . che nen conoscevano in c h e la vera beatitudine Consi*. veggendosi da chi poteva considerarli da vicino. i n ricchezza. e querto essere in graviesimo pericolo di rninare . n& s'iumperbivano mai del loro grado. principiarono a non poter soffrire k cose presenti. e felicissimi . e di pensamenti nragMfici. siccome abbiamo narrato. mentre al contrario da quelli . e volendo pnuire quegli nomini. da cui come dal trono posto in messo al moncto co& p a r h . e più placidi . il giiale tutte le oosscolle sne leggi governa. e la virtù.ebbedivano tutti alIe kggi stabiiite. e s amaraao c o r d i a b i d affezione. che ia sola amicizia cdmane. e potenza. L'abbondanza ddl' oro risguardavano come no peso . come i sbbrn acotameate intendevano. vennero ad avere imbrattata k loro condiaione divina . che i vinooli deì sangue loro divino ispiravam E erano tutti pieni d' alti sensi. pieni di tnipi affetti. e p-ib I l ..

che pub realmente appartenere alla Btoria.t45 Manca i1 reato del &h . sopprimeranuo umanamente il seriso troppo naturale di sorpresa e di rcandalo. II. che iuturno agli autichissimi.. considemudn.p giustamente porrebbe prendersi per una delle Novelle oraJe.sua mente. di assurdità. Atlantìdi spacciavano gli uomini sapientissimi d' Egitto e di Grecia : e tenendo conto di quel poco . DIODORO. il cli'w~oPbame!! ' . piena di contraddiii* ai. I discreti lettori in q q t a . 8 . vedi-anuo parte almeno delle cose. o altra simile. . che . che io credo doversi eccitare in ognuno. che abbia il pih lieve principio di ragione in. ob. tomo . e di disordiue. chi ha ecritto questa mrasa di finzioni puerili.

O ~ C . che presentasi per parte di coloro. Perciocch& la vetusta de' fatti . e -seco porta inconvenienti gravissimi. si 6 la difficolta. ed essa proviene dalla tanta varietà e moltitudine degli eroi e semidei . che debbonsi riferire . tralasciando di trattare delle prische cose .. e siccome i'epoche dei fatti . t)@cohì c s incontrano ne& scrÌvere la storìa k ' de' tempi tant~~issirni. .rendendo assai difficile il giungere a saperli . chi legge sprezza la storia.U O f dutom si S . fa che lo scrittore abbia a trovarsi spesso esitante . *che agli scrittori di cose antiche ! succede di tralasciarne molte ne' loro racconti. perciocchè assaissirno veggonsi discordare tra loro. E questa 6 la cagione . t ignoto. e le favole intoiao ad essi raccontate . p . per cui quelli tra i piii recenti storici. i quali lasciarono scritte le imprese degli Antichi . che. che rifaisce . non possono fissarsi con esatti calcoli. i quali hanno distinto nome. Ed altra difficoltl pure lo storico incontra. a quelle pih volentieri si applicarono delle ed prossime N o n ci . propone da traime in questo lihm. de' quali spiegar debbesi la generazione: Ma quella. che 8 maggiore di tutte.

pei-chè si astenneko dal rifwire le cose l' succedute ne' tempi rimoti. cose su e giìi avvehute . e Teopompo fecero . e le giuste loro lodi per .tutto il volger de' secoli vengono dalla eloquenza della stoiia predicate. (I) *43 ' Di questo E o ..anche Callistene .disUnrnmente n e l lifl0 * h o ava.discepolo d' Isocrate . abbiamo narrato quanto appartiene &%atti e agli Dei delie taltre nazioni . a cagione che Ben meritarono di. .:o $ i gravita somma. che questo precedono . sia per leggi stabilite . ed esposto ancora la posiaione de' liioghi ne' singoli paesi delle medesime. e le bestie che in essi sono . tutti . e quanti altri sieno stati chiari siti per btti di guerra. tratte dalle pii1 lontane memorie.. E 'cosl fwe Eforo di Cuma ( I ) . sia per riti-ovaniento in pace di cose utili a h vita umana .. che degno f w di memoria . abbiamo voluto accingei3i al grave incarico di spiegare con ogni studio qudlo che appartiene a butta l' antichita. chi con divino culto di sacri& i. E siccome parecchie imprese . che riguarda le antichità de' Greci . poicli& esseudosi posto a scrivere la storia delle. e semidei . ne' tre libri. viyuti nel medsiho secolo .. e' da altri uomini illustri . Ma noi ai opposto di quanto e&i fecero. onorati . omesse le antecedeuti . che ci sieno restate intorncr agli eroi . 'da'wmidei .tanto domestiche. chi con ossequio conveniente agli eroi . Ora in qiiesto libro svolgeremo quello . sono state fatte da' eroi . da' posteri poi. I' autore ' parla pih. incominciò il suo racconto dal ritorno degli Ei-aclidi. Cosi.ad essi. e tutto ciò . o mirabile a dirsi. quanto'selvaggie .

principimmo da Dionisio. Fenicie mai. che era re di Fenicia. figliuolo di Agenore . 1 CAPITOLO n. caduto d' ogni speranza di ritornare. e loro comuni& Y uso del vino. i &o tmvd l'm dcl vino . CM anch' essi dicono. od egli a non ritornare in. Ne' passati libii abbiamo giA detto come alcuni de' Barbari attribuiscono ai loro paesi' la *sciti di ~ W U ODio. giA noi indicate aparatamente . ossia Bacco. Sua educapione. con ordine pqsitivo. ove per &mando +U' oracob 4ficd Tebe . diremo qneìio . da padre. ed imprese. intorno a questo Dio nel loro pdcolare rifaiscono i Greci. ed ivi piantata sua dimora prese a moglirl . 'Nascita di Bacco. Sue invenzioni. che. Le quali cose avendo. che questo Dio mque ixa loro . Gli Egizi sostengono. percioccliti p + d ed B antichissimo. Avendo girato per m& paesi . che quello. pid. EUO I 1 l ~ l . Oadmo . O~cori prestazeli dagli uomini. prtwi in Beozia . ed istesaamente . or. e il genere umano obbligò com i aaaiwimi benefizj. odndurre a casa la donzeila . che mostrò a$ uomini la dtivazione della vite. fu mandato 4 c e r care Europa. che avesse o da ri-. e che Greci Do i . ed insegnò agii uomini il modo di piantare le viti : il qual . d trovatane traccia. &essi chiamano Osiride .beneficio per consenso uni@e gii acqaist0 P immortali& Nk vogliono gl' Indiàui essep da meno . 6 10 stesso che il detto da e' che corse per tutto il inondo. al dire d' essi .

. l f a ) Quelta favola vieno d i v r r s ~ i p e -la .. V e s i ii lib. Que. Anche Omeiu. ch) di sua bellezza s' innamoro . Giove si giacque . . sicchl con ogni cura 1 avessero ad ' educare. o h irpirmo Ir iausica igli uomini. . Xno . ( I ) Anole ApoUodoro . . che giA era incinta. non por tendo sostenere intono a sè tanta violenza di fiamma. pbOrtl . Agave . Sooo i piaceri dell' amaro e I' sllrgreua della virtofia'. Gicwe adunque entrato a lei in tutta la pompa maestosa di un Dio. Con Semele . il desse alle Ninfe . ordinandogli . c m dendo che ciò fosse per una specie di dispr~zzo mincio a pregarlo. e da essa ebbe Semele. che da Giove. Autonoe . ~~ da dp-a da Ovldio. dei+ ' autore. venne poi detto Dionilo. testifica negl' Inni h esse dicendo : .allegoria b profondamente penrata. Lungi dai campi di Fenìcìa. .dÌ Vanera per madre ad I m o n k . che w v a fare con Giunone. e ~ ~ S S O L' Egiilio $m. E quindi h . e il Nilo. . agli l e d i poi per padre Marra. lo consegnd: a Mei-curio . e da Nisa .49 Armonia ( I ) figlia di Venere .. e Polidmo. che i Greci chiamano Dio . ma a lei veiiiva quieto e senza splendore di ntme. . Allora Giove levando il bambino. aon tuoni e fulmini. in aperìissima l u e coi0 essa praticò .perchd in essa fu nudrito. . di Nisa sul seluoso monte. V. - . onde volese giacersi con esso in quella maniera. Altri perb tra di nrichi hiaio dau ad Arnmuia uni grnedogia diveru. e Semele. la quale giace tra la Fenicia . che portatolo ~iellaspeldi Nisa . nel tempo stesso restando cossunta d d o incendio (a).

. Cib . p i a v a p a opinione d ' d e i . se non sapessimo. se un olandese. Ma forse e# .e gli altri G d .defante indiano. il v k riprov? 170&re. nel qual tempo si crede. @r sape fragranza non molto inferiore al vino ( I ) . D'onde poi venne. com' è il Y e s s e l i n ~ . ritornò in Beozia con molte e ricchissime . la cui terra non può portare le viti. dandole i1 nome. irord. e i Traci. hvite. noi . per meno del quale p niva gli scellerati e gli empi. Egli condusse seco un'esereito non solo di UOmini. Egli trovd anche la maniera di iare una bevanda C & o n o .un .cò E h G m . che i Reozj . ogni.e non deve nissnn italiano '~ . Ed è per questo.memoria di quella spedizione istituirono le trietetiche. biennio si I ' ( 1 ) E? osservahile un e p i p m m a dell' impentore Giuliuno. e il sapore della hirra . di liberta. e h il primo a trionfare montato' sopra .So Fo dmque edmcaio Jaiìe Ninfe. Egli per vatificare la sua patria. Aniichi avevano molti gusti divesi dei nostri. dice . pose in libertà le città tutte di Bdzia . che Giuliano dorea avere cattivo w s o . il modo d fare il vino. Quindi scorrendo qn& per tutto il mondo. e fabbii. la quale additò a quelli. Avendo consumati tre anni nella mi. ridusse la maggior parte de-paesi a civiltà . m @e. onde presso tutti ebbe sommi onori. spediuone in qIndia . che questo Dio venga' a conversare cogli uomini. che gli. cioè le feste triennali di Bacco . di che ci meraviglieremmo pià natiralmenre . aieravigliarsi. 'che in p m x h i e città della -Grecia. o essersi irnhttata in birra cattivissime. per conservare la . ed insegnò a@ uomini e innestare' i .da alcuni detta zito ( bima). sarebbe del gusto di Diodoro. e non per fatto proprio. eziandio di donne. .in . &o.. che indicase lo stato -.

qdando si porge a tutti il vin ' pretto .. che nelle cene . Finabente gli autori. e il regalo dd vino agli uomini maggiormente fosse grato ed w t t o . s' ha una certa gioconda volpttA di letizia .. dicono . e quel eume cwn festevoli carmi lodando . come se fosse presente: nel che imitano le. E perchh 'l' inveirzione. rumoreggiando a gran clamore . che colle loro invenzioni a p portaiaono loro i maggiori beni : avendo quegli trovata una bevanda soavissima. 15 L! celebrano dalle donne i baccanali . perchh furono quelli. Egli gastigò aspramente con altri molti d' empia condotta . Le matrone vanno a schiere a far sp&j. ma non si corre dawo di altemzione veruna. e s invoca il nome di Giove conservatore : e ciò perche ' dal soverchio bere vin puro nascono cattive affeqioni. .o. e s'intuona il nome del buon geh i t a la. pronunciasi. in particolare Penteo. e Cerere meritarono tra tutti gli Dei dagli uomini onori massim i . che diconsi avei-e antiaaccompagnato Bacco. girando su e giJ. e l'altra dato a l genere umano il più sostanzioso f i n quanti sono alimenti asciutti. S introdusse 1 uso. con furente ebrietà festosamente . e venerando in tal moda questo Dig. nio . quanto c o corroborante atto e ~ mantenere in forza i corpi di chi lo beve . Menadi. laddove bevendssi vin temperato. tanto come gioconda bevanda. . cbe il adr re Libero. e Licurg. che abbiamo di sopra accennati . t che le vergini portano con rito solenne i tini .cena si tempera coll' acqua .

e Becreuimeiite . . da mdti b detto Zagreo. le quali con dodiosi canti. c h e v i f o c ~ e ~ a l t ~ ) D i o n i s i o p i i \ d i q a e s t a 1 antico.nia delle Mose. Al contrario affermasi. d onde gli ' sonò date in testa le corna. E &ii aggiunge a m s che inelk sue yeregrinaaioni la compag. -+i assai d t e . fu di ternpmmtmis wnem . attaccando al giogo i buoi. che p e s t o figlio di Ciore e di Proserpina. che m a p e di !kmele. a c a g i o ~ dcUe donne niiutanti rrel auo esercito. pcrchb Gieve lo gsiierb soltu 1 i forma di un drago.Dicceri. da r d d vien chiamato Sshaio (I). ii q d e nate di Giove e di Prooerphe. e ii prino ad avere miasto . alle q c d i btsvano intwcciati i tirai. poicM insieme cogli uomilG ohiamwa & u n i i qncL lo donne. (a) Fihcoro sembra dire cosa simile : ecco a un di prew le rue parole : Pingesi Libero di corpo femminik e &licelo. che p&. e q g~ (1) Mentre gensrdmenta si -viene di quato o oome o Wnome dato a Bacm b da notusi. venuto al mondo assai dopo del primo. e deiicatimimo .ceahmie di mtte tempo. . e mpra gli altri bellissimo di forrne e grandememe portato ai piaceri di Venere (a) : nel cui eserc cito molti draypetti erano di danne aventi aate. Ad onom Qlla ma d t a fagnosi i mr&j e le al. così consigliando il p d m compagno di turpi congimgimenti. Del resto tie& sto di m t a z a di mente.

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AACCO D I C I ~ I byC ~ Z c'>'>sr'? .

e per 4 pesto fu chiamato mitrifero. e mdlissimo: A repirlmm il dolm di testa procedente dal tiloppo vino bevuto usò una mitra . e ne parlano ' molto il C<uuabono. (I) . ed aitre piacdtzze d' aite diletbvauo il Dia E gli danno per pedagogo. autore e maestro di ottimi slridj. Egli chiamasi birnatre. Sileno. perchC ambedue i Dionirj hanno benst un padre solo .e 15a W d j . perch4 un ?'era un so10 nome. ed enche rundiazzandosi .mranea della verità credettero .di pelli< pantere. Per lo che fei redosi . che allora poizavalio. portava un abito fio. e il Pcrisonia tra eli altri. che fosse stato al ~ o n ( l o solo Dionisio . Questa mitra servì poi di esempio ai re per portare il diadema. e ne' caiviti p troppo riempirsene gli uomini ! montati in b r e ai battessem gli uni gli altri con bastoni di legno. a Bacw ne' combattimenti era' a r h t o d artni perriere. mto. a p e 4 opera d' ogni scienui u d n a e divina. t a witiclri hanno Fatto di p e s t o S i h o precettore di BPCCO. 1 un. Ma il pitl giovine succedette nella gloria delle i r n v del maggiore : ond' che i posteri ingamiati dalla i.ed d gloria (i). e percib si usava di berlo p m : laonde accadde. Ecco poi la ragione. ed ailevatore e compagno nelle imprese. A tale tradiaione 6i aumoe senza dohhio Virgtlio iotrodiicendo in una delle rw i % 6a qntaza di arpancm1 filosofici il suo Sileno. non per anche si' temperava cd'acqua. senza proibire affatto il bere vin pmtto. ' e vestito . In pace. &e molto coderl a guidarlo alla virtù . &nodo di' adub iuinae ~ h n i ' e giorni festivi . Dionisio punto di $di accidenti . ma dimadri. per cui attribni-o a B a m la ferula Da plimipio travatmi il h o . I . che nelie congreghe .

il quale portava baic ba ( I ) . pel qual motivo vien detto anche Ignigeno. giovinetto elegante e delicato. con molto bottino trionfasse. e dilettarlo . Altri epiteti pure $ ehb' egli . impercioccbh. muovono il Dio ai riso . ci& quell' antichissimo. e co)giuochi tragici. Br+ mio dal fragoiie del tuono sentitosi circa il tempo della sua nascila. perch6 fra tutti quelli . Gli si aggiungono inoltre i Satiri.si* come si 6 giP innanzi detto. ed aliena dall' istituto della storia. si k . così i Satiri colle loro rappresentazioni. e COdesto più moderno . che. fu il primo . e la ilarità. per la quale 2 detto b i f o m . tolti dalle circostanze .beata la vita . La ragione poi. e gesti. peithh due fuipno i Dionisj . che co' salti. de' quali resta memoria . giacchh tutti gli antichi solevano portarla. . Porta egli emiaddio il nome di Triembo. sicconie 1e. che rimrnqido M a sua spedizione dell' Iodia alla patria. . dicono assegnarglisi questa doppia foima. rendongli . Lo disem Bacchh dalia compagnia delle Bacche. i Greci chiamano leno . il riferire i quali sarebbe cosa e troppo lunga .154 ciò distogliendolo P esimia saaviu del liquore . Alcuni a cagione delle due dezioni degli ebbrii.Muse colle loro liberali discipline hanno materia . ed atti diretti a promovere il liso .di confortarlo . idusse in vece de' grossi bastoni di legna l' wo delle a fede T Mdti cognoini gli diedero quegli nomini. egualmente . e allo sclierzo . e graziosa. Anzi egli in- . o Baocanti: Leneo dal calcare le uve nel torchio. l' iracoudia cioè. o q d t à sue.

opera di grande e d'utile eradiaione per chi ne sappia approfittare.ventò anche gli spettacoli timelici . CAPITOLO IV. eresse i teatri . D' onde i posteri istituirono l e congreghe musicali degli artefici scenici (I)'. alcuna parte delì'arte musicale. . È favoia antica . secondo che indica Pauaania. tennero c o n molto impegno ferma la fede di qoesia sua origine. nelle spedizioni militari sapessero ewguiak. . dicendosi . detto psr cm il Dio di h m p s a e o . esentando dai pubblici &ai coloro . noi finiremo @sto racconto' di Bacco . . ( n ) I Lampsaceni. e diversi s w i nomi. che nè facessao preiessioqe. . Di E k f m d i t o . . o degl' Idei daaili. grandi veneratori di Pruipo. . Opinioni diverse sopra di esso. Ma per non oltrepassare i limiti convenienti . c h e le persone piene di vino natwalmente vtngono ec( I ) Chi volesse notizie assai diffuse sopra questi antichi artefici scenici presso varie nazioni . e delle cose scritle htomo a 'lui. 'e delle antiche sue imprese. e r e o d e t m epenti d a k p v e z z e pubbliche quelli. e se ne spiega tale origine con un probabile argomento. i quali . Diremo dunque ora quanto anticamente si 6 ragionato di' Priapo . a. Però altri le fecero figliuolo di Bacco e della ninfa Cliione: altri lo snpposero uw> dei Titani . Di Priapo. .-ed istitui le scuole di musica .non ha che da consultare Je antichi+ asiatiche del Chiduù. che Priapo fosse figliuolo di Bacco e di Venere (a) . essendo 1' istoria di questo a quella di hcco in qualche modo connessa.

E queste soho le cose. il qual Dio alcuni chiamano Itifallo. non essendosi nissuno d'essi degnato di prenderle. e s'erano gittate nel fiume le sole parti genitali. onde fosse con divino culto onoraìa. ognuno d' essi ne poi* fuori di corte quello. tutte le sparse membra raccolse dell' ucciso. Ed allora fu. e dato e' Titani il meritato supplizio . Ma bide . le cotisegaò a' Sacerdoti . ebben> culm dihno. che gli Antichi . e ricornposte a forma del corpo umano . V' ha. I. che la parte del cadavere. c d nel tempio in atteggiamento dh e naturale sua forea . Gli Egizi mtcsno a PRspo raccontano questa favola. aUoschè volevam norniiure k parte. se e ciò v e i e r r i h ù s i il passo di G i o A n a ~ eegli : b m in un priupe di vetro.dicono . che i Titani anticamente preso per insidie Osiride lo trucidarono. e servono d a pptua propagazione & genere umano. e dcnni e . perchè sono cagione del generare. torno alla nascita di Piiapo . n4 a questo Dio prestasi culto soltauto ne' ( I ) Vggosi. onde avessero a seppellirle . che gli Egisj favoleggiano in-. che gli era toccato . che Oaride fosse venersto come un Dio (a). r (a) Di ciò Diodoro ha l x ~ r l e t oampiamente n d lib. che k parti genitali . dopo aver fitto accu* rato processo d d a morte del d o . avendone tagliato h tanti pezzi eguali il corpo. e che . altri Timne (3) . e al culto prestato al medesimo. dbbondsn~eaeaietratta d questa mai ~ r i il B w m nel suo Temm Brandemh&ers. (3) Ticone era uno degli D i minori presso gli &id. che costituisce ndl' uomo il eecso . &e sola non erasi trovata. ed oidinb. citate alle cose di Venere* Altri favoleggiatdri. -~isavaaochiunada yriapo (i).I 56 . chi assicurci .

e dicesi. ed a 1 M dà onore non solo 6 neiie iniziazioni di Bacco . anticam&ts &ui A ~ d r o g e r i i . degli bniichi. ne& candidezza delle h m e ne& mollezza. L a superslisione. nelle quali vien rappresentata I ' k a giire sua in forma burlevde. . ove è fatto custode dei vigneti e degli orti . del corpo rappresentando la r e donna . ch'egli gastiga colwo. s zeiirti tra i prodilqi. e neiie vUe.'57 templi delle cittA. Origine simile dicesi avere avuto anche I+mafi. lo confurero con &Zercririe. t r ! ceme mostri. Ma di cid basti. e da Afrodite. altri con P r i q o . e provocante d liso. che ha unita in sè la natura del maschio e delia femmina. od anche ad abbruciarli: qgid' a r i no* si ~ c c u p opiii &e il reolvgo monlisio. ebbe il nome composto da quelli di entrambi i genito~i. a i d da Merc ourio e da Venere . ed esprimendo l'uomo nella faccia . che qwsto k un Dio. ora perb ninko ricercati. &e nato da Ermete . e nella fort z a Altri riguardano l' unione deiie due sepaiate naez. il quale o&rendosi in certi tempi al cospetto degli uoinini. facendoli tenere per cose di mal augurio. ma eziandio in tutte le altre cerimonie sacre. guidava pli uomini o ad arinegarli . Tutti poco o meno riferivanlo a d una stessa idea generale.odito. i quali nascendo assai di rado. altri cuu un conpagno Ji Venere. ( I ) Plinm dice in propomiio: Si genereno di entrambi i serri quelli che c h i m i a m o Ernsafrodiri.. che cogl' incanti piastano qualunque buona cosa . Alm dicono. ed ora di beni ( i ) . nasce in tal maniera. sono ue pre~ghior di mali . Ma ezirudiio nelle campagne.

le dicono generate dal Cielo e dalla Terra.. Ed Esiodo espone i loro nomi ne' seguenti versi : Clio. La maggior parte degli scrittori di ahtichita . e fra que' pochi v'& Alcinano .. che fu E s k h quello che a accrebbe il numero. paivendo che le . che le fa nove.. Aggiungono ad ognuna di esse la proprietà.. ed Erdto . DeUu sigmfidudUono ue de' lom nomi. e qrielii spezialrnente che hanno pid credito .. fanno le Muse figlie di Giove e di Mnemosine . Omero dice: Yerseggiado rispondomi a vicenda Le nove Muse colla bella' voce. Cmi v' B dibpafere intorno d loro nume19 . Tersicore . I'Ltrologia . e i@ che a tutte Sovrasta . mentre akuni ne contano tre sole. cioh. Diconsi dai più vergini . e di altri di tal condizione. di Omero . e di Esiodo . ( I ) Anche Plutnrco dice. Del lom numero. ed altri nove ( i ) . che la memoria. o distintivo di uno studio particobre : per esempio la modulazione poetica . e e . Euterpe . E qui giova dire k e m e n t e anche delle Muse .. la danza . che gli Antichi ne contavano tre.Delle M s . Pochi tra poeti . Però prevalse 1' opinione. confermata & a 'testi6cazione:di autori chiad rissimi . il ballo . ed è Calliope nomata. ed Urania . delle quaii nelia storia di Bacco si fatta menaione. Talia Melpomene . . E Polinnia . e d altri esercizj.

stesso vertice . e il pensar subiitne gli animi s' ahano appunto sino allo. che a ciascheiluna delle BIusc ' appongano qualche intrigo amoroso. ( i ) Non mancano peib quelli. e dotti.. cose. rendousi illustri con copioso cauto d' inni. Faposte fin qui qiianto basta codeste ' . vale a dire . perehh per lungo tempo fioriscono quelli. e da EUadio. perch8 diLtta chi l' ascoka col frutto di dottrina onesta. percht! mette fuori il bel pieno della voce . che per mezzo de' carmi si tramandano a ghria immortale . t& qneQi . U ~ n i a perch& i ben istrutti . di cui parla Diodoro.r l 159 belle arti siano virtù incorrotte (i). Veggasi Eustuiio e 7 f e t s e . siccme vedesi presso Plu&reo e Si~aerio. è n~yeiri. <Melpomene trae il suo nonie dalla melodia.del cido : finalmente Calliope . perchd diletta i suoi discepoli co' beni provenienti dalla erudizione : Erato perchd wtti concilia ai dotti amore e desiderio: Polinnia. la quale s' insinua con piacere nelle menti d e gli ascoltanti. che sigaifica insegare le belle ed utili m e . perchd quelli che vengono celebrati colle lodi de'poeli. che sfuggono alla cognizione degl' idioti. Ta%icore. Dicono Clio nominarsi così . I . dlevansi sino al cielo . percioccchd mediante la gloria. Qoesto & un affare. peib . Il loro nome k tratto da tal voce giqeca (a). Tdia.ed & seguito da Corrruro. che lascieremo volen~ieriai filologi grccisii. che merita l' onorevole approvazione degli ascoltanti per la eccelknza del carme. che vengono cekbi*& coi canti. D ~ I I ~ Q una convedente ragione di ciascun nome anche di esse. restano presso gli nemini come inclusi nella gbiia : Euterpe . passeremo col discorso alle imprese d Ercole. ( n ) La voce greca.Altri hanno rrptto il nome delle Mnae da omu tuas. PCnronc lo lia dedotto da voce equiudente ad investiptrici .

. Io non dissirnulg .giudicando con que' principj . h z i o pi. che presso molti i racconti .qolte difticoltà si agaccian~ a quelli . E diinqud ardua cosa e difficile il degnamente descrivere. e si@uri sue prime wvanure.etepiecapsi le i r n p i m ~ massime da lui fatte .d d e medesime noti trovin fedi. Cosi togliesi alla storica narra. che quel gpand'uomo operò . che la stessa grandezza loro rende dubbj a6adute . i quali phiidono ad esporre storicamente le gesta degli Gptichi.che vuolsi nelle cose al nostro tempo aucadule 1 e dei fatti . Sila nascita.za del suo carattere di lunga mano abbia superate quailte mai aite imp~esedi altri in qualunque e d dJ mondo sono rimaste nella memoria degli uomini.grandezza degl' illustri suoi fatti. e l'eguagliare coUa gravità del discorso la . le imprese tutte di lui si eepongono. e singolaritd . W. . U l e coee accade. Ed hannovi alcuni lettori . mano sul paragche attualmente vivono. i quali pretendendo ingiuetarnente ne' racconti antichi quella steesa esattezoa . Lopeneim& egli solo viene predicato ficcome *gli .tutto quello . le forze d' Ercole estit deUa deboiezaa propria degh u d n i . o che l' estimazwne del Dio si scemi ove in si-. . neeessariamenm siegut. Perche . O &e tolgasi la cwdenza ala storia. coi di quelli della presente e à si ragiona . e speaialmente di Eiwle. siccome per la vetu&. che .I 60 CAPITOLO VI. che per la g&der. Di Emoh. . rione la debita fede in grazia della immensa grandezza t . . D@cohì di narrarne b imprese.

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riferirema quanto . noi prendendo le cose dal loro principio .la pivtà . quantunque non crediamo .Perseo: che a questo da Andromeda . e d'Ippo&iia. E queste cose tutte ammette il Yeuclingio. ascoltiamo còtali favole favorevolmente . e da Giove nacque. e qualche altro. e che dove i nostri maggiori a pieni voti alla emmenza di tanta virtù tributarono onori immortali. noi non conservassimo verso questo Dio 'nemmeno . I l l l l delle cose . gli antichissimi mnicisti e poeti raccontano delle sue imprese. e da Lisidice ( i ) . ragionando con una vera petitions di principio. che da Danae. che sieno stati mai ne'mezzo cavalli e mezzo uomini.asmisero ? ~a lasciate queste considLracioni. ch' essi ci ti.-che espone : mentre intanto ne' racconti favolosi non vassi con siffatto scmpolo a cercare la verità : perciocch&. e c o nostri applausi le glorie amplifichiamo del Dio. figliuola di PeI ( I ) 1 Rodomano è quegli . danno ad Alcuzena per marito AIMSSO figliuolo di dlreo. per esempio . che Plwarco apertameme pone e che altronde deve esLisidice.1 . sebbene egli abbia rimecso &idice per l sola raa ione . Ma come non sarebbe assurdissima cosa. che vengono a comporre qomto nome. che mentre vivendo tra 'mortali Ercole colle fatiche sue diede all'universo mondo tranquillità e pace . 11. figliuola di Cefeo. notaudo . quai sono i Centauri.che cosi pormno i codici. figlia di Pelope. tomo II . Dicono . figliuola di Acrisio. .tosi insigni meriti dovute . pure. Osservbi poi. nè un Gerione avente tre corpi . il quale 1 partava invece Euridice. DIODORO. di legittimo matrimonio nacque Eltttrione : che da Elettiione. sere stato facile a'copisti lo scamhio delle prime quattro lettere . ne' teatri . che Apollodoro. gli uomini di tanto benefizio dimentichi calunniassero le lodi a . che corresse qui il testo.

. che permesso ad Euristco. E giA era prossimo il tempo destinato +lla natura alle donne incmte per isgravwsi quando Giove pensando al nasca d'Ercole annunciò in pvsenza di tutti gli Dei . Per lo che Giunone accesa di gelosia. Cosi o riguardo ' di entrambi i genitori suoi Ercole ebbe l' origine e ii m g u e suo dal massimo degli Dei. ricorse all' inganno . quantunque non ma. Ma Giove. che avrebbe creato re de' Perseidi un fanciullo nato in quel giorno. sebbene dalle arti di Giunone circonuenuto . s' ytenne da ogni violenza ./ ' turo ancora. sospese il parto d Alcmena . Euristeo. . 1 .. prendendo con Alcmena le sembianze di Arnfitritme.fosse generato. ch' egli inducesse Giunone a contentarsi. ma eziandio dalle cose avvenute prima ch'egli . e collo spazio di tempo impiegato in procrearlo fece sentire di quanta fortezza esser dovesse tal prole. Percid dicesi . che attesa la singolare castità di essa 1' avrebbe tentata invano . Laonde volendo. E dell' alta sua vi& si ha argomento iion solo dalle grandi sue impme . e da questa Giove . N& l' aver voluto Giove giacersi aon quella doma vuolsi iipetere da desiderio di amore. e fece nascere. nulla intralasciò di quelle che potesse illustrare Ercole. che l' unione saia con lei fosse legittima.'ma precisamente da quello d'aver figii i come fece per lo più. nacque Alcmexia .lope. fece la notte tre volte lunga quanto essa t% d' ordinario . perch* quanto avea annunciato avesse il debito effetto. come alcune volte egli fece con altre . presa a parte de' suoi concerti la figliuola Iliziia . e veggendo. che v i s introdusse per inganno. Imperciocchè mentre Giove si giacqle con Alcmena . generò Ercole.

che uscita era con Giunone . Cosi nota Pausania.0.espose i€a ~ i c i d o in un c k s o . in cui Gicrnona presen~bad Ercole bambino la mammella. lo andd a perdere : laddove quella . . e po~andoselvia. L m l e 1 dici faticose imprese. p~sciachèebbe parf torito . mentre pure per natura gli era nemica.. l33 sogettq a lui. com aveva promesso. mandate a termine do- I I i ( I ) I Tebani moslravano a' forestieri il lueg. pdrebbe del consor+ degli Dei immo~tali.essa dispettosamente il gita . . Perb Eratostene suppoue questo fatto seguito in cielo in occasione. che Euristeo gli avrebbe imposte. che G~itrrnne. lo consegnò alla ma& pe1~h4I' allevasse. indusse Giunone ad appressarselo d e poppe. lo laP & in vita . lo adottb per figlio. clie coqe madrigna l' odiava . e stringendole più che l' età sua comportasse. e Minerva pi&andolo . non conoscendolo .temendo P invidia di Giunone . percht! la madre. alle p l i essendosi egli attaccato.E qui @listamente potrassi ammirare un caso singolar di fortuna. veduto non senza ammirazione quel fanciullo .come si dirà in seguito. che da ciò fu detto ercdeo (I). pel dolore . che a Giunone recava . regno. Alcrnena intanto . che per naturale istinto amar dovea il proprio figlio. Nel pual tempo Nnerva ..

e nelle scuole esercitato a mod o . che AmfitRone cacciato via da Tirinta si riparò in Tebe.#%me pmdezze B Emok. di Erimanta. . prendendone stretto al collo uno per ciascuna mano . Ma egli nulla di cid atterrito . Dopo queste cose accadde. E già toccando ' gli anni delia pubertà . li soff& enb a d i . il quale non senza contumeiia di . Idm di Lerna . e diventa celebre per l indole distinta della mente. Còmbattimento coi centouri. che avessero' a divorarlo. Ergino . incominciò dal rendere alla patria un degno tributo di gratitudine . e qui viene Ercole educato. Ci+&. questi t5 il solo.e Tzerzs dicono ch' egli ebbe il nome di Ercole per una risposta deii' oracolo. ' u mandò contro il fanciullo due draghi. e per tale cagione gli Argivi informati del fatto. Lione nemeo. restituendo Tebe alla libertà : impercioccl3 Tebe d o r a ubbidiva al re de' Miniotti. chiamarono il fariciullo Ercole ( I ) : il qual nome significa la gloria di Giunone . i l I l (i) Eus~nrio. che mentre agli altti i genitori sono quelli . che loro impongono il nome . gli ordina imprese di gran pericolo. Invidia di Euristeo . a cui lo impose la propria sua virtd. Nel che t5 da osservarsi. qui viene i s t r u ~ o . Accortasi però Giunone i l l a condizione di ii . che supera tutti nella forza del corpo. appunto perchd a cagione di Giunone egli acquistò gloria : dianzi chiamavasi Alceo.

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avendo i Miniotti disarmata già la citta. (i) ~ i e r t o Ergim era re d90rcomeno. Ora udito. . temendo fortemente la gtande por tema del re. si mise alla onorevole impresa di liberariiela . presa occasione dal' arroganza . percioccbk armi private s'aveano . onde a' Tebani non potesse venir pensiero di ribellarsi.' ' que' cittadini esigeva ogni anno da . audando a diseccare dai templi le armi. ed introdottosi per le porte incendiò la reggia de' Miniota. Ercolè va a porsi ad un certo stretto passo. e consacrate agli Dei . che con servi1 giogo oppressa aveano la città. . Paurania ed RpoUodoro riferiscono i motivi della guerra fra le due oittà. ( 3 ) Pautania poi suppone . che Ergino sopra~rivesseai questa rotta per molti anni.essi . che Ergino marciava coll' esercito . che erano stati mandati a riscuoter. Pertanto Ercole nulla paventando la potenza di coloro . Ercole suscia i giovani deila città a ricuperare la libertà della patria . e di lì dando addosso al nemico. N& perdh tempo : chk im~rovvisamenteandd a ~iornbare sopra Orcomeno . (a) Tagliò loro il naso e le orecchie. per patto un tributa (I).diportavausi. che fu chiamato ri14ocolusle. per la quale crudeltà Pausania diae. Creonte. che i loro maggiori come trofeo di vinti nemici avevano ivi appese. E come avendo Ergino domandato il suppli~io dell'autore del fatto. ove un gran numero di guerrieri non poteva operare. principe de' Tebani. il denaro . e cacciar di città coloro. inclinava a consegnare il reo . e il fece di questo modo. Incomincid dal mutilare ( a ) . colla quale in cicì fa. e quasi tutte distrugge le truppe di lui. uccide Ergino (3).

che meditava. che lo avvertì. il sottràrsi dall' ubbidire al padre Giove. che avespe a sostenere per comando di Euristeo dodici grandi prove di valore .tutta la Grecia . volgesi c o n m ì proprj figli avuti da Megara. Giunone i1 rende rabbioso : laonde per la troppa tristezza d' animo preso da insania. e dall' altro conosceva . anzi impossibile . - (i) Fra gli Antichi fu grsride questione nel . gli diede a sposa sua figliuola Megara. quasi fossero nemici ( I ) . Finalmente poi liberato . e Creonte stesso ammirando il valore del giovme . A l che rifiutandosi egli.I 66 e spiand la città. Per queste cose Ercole cadde iu una profonda malinconia. Mentre stava su ciò perplesso. i quali. . preiide a volere ammazzare Jolao . avere gli Dei stabilito. e il goveino della città. Ma Euristeo . perciocche da un lato giiidicava essere cosa indegna della sua virt3 il servire ai comandi di chi era a lui inferiore. maravigliato ognuno di lui' impresa tanto inaspettata. La fama del fatto d i v ~ l ~ o s tosto per si .a&. ebbe un oracolo. egli trafisse con dardi-. e sfuggitogli di mano questi. come per avventura gli si preseniarono vicini. P u s vedersi T i e r z e . che non inutile cosa. Giove gli ordinò che ubbidisse.numero e nome di querti figliuoli. che tenea il regno degli Argivi. come se fosse stato suo proprio figlio. 16 chiamò a sè per mandarlo alle imprese. Ercole adunque ito a Delfo ed interrogato il nume sull' affare. avendo per sospetti gli avarizamenti di EI-cble . e per la crescente indisposizione divenuto quasi matto . compiute le quali otten~bbein premio 1' immortalita.

venue per mettergli le mani addosso . e quella spebnca chiamavasi così. dotorosissimamente sostenne tanta calamita. valorosamente il fermd. che dal fatto chiamasi 'I'reto. la quale era tanto grande. Vagava esso questo lione fierissimo imperversando frequentissimamente tra Micene e Nemeà . Rsolutosi di esporsi ai pericoli. per la quale tutti il compassionavano. il solo mezzo che restasse onde vincerla. . e strettolo colle braccia . che gli copriva tutto il corpo. quando potè conoscere P error suo. che vuol dire fo.i67 da quel furore . . intorno al monte. ed assaltatolo d'appresso . E poicl3 il tempo ebbe mitigato il suo dolore . che la LUM aveva nudriro . rato: perciocchè era alle 'radici di quel monte un'ampia caverna. EIiarao rende ragione del pcrcht quel lione si dicesse nudrito daila Luna. Era questa belva smisuratamente grande . e se i'ebbe di poi come difesa incontro ai pericoli . perchè era riel monte Trelo . e mentre il mostro voleva prender la fuga. Egli primamente gl' impose di gire ad ammazzare il Lione in Nemea (I). e percht: nè con ferro. andd a trovare Euristeo. in cui il mostro usava ripararsi. e lungo tempo si stette chiuso in casa. il p03 soffocare. chiusa in prima una delle bocche della caverna . ( I ) I'ino dice: mninbzzb ne& speìonca anflireta il k o n e n e meo . nè con sassi potevasi ferire . che incontrò. Ercole si cinse. e forala d a ambe le parti. Ercole ivi appunto presentandoglisi .. Della pelle della belva. e schivandone ogn'incontro. nk con altro metallo. che gli si erano imposti. era quello di usare della forza delie mani. togliendosi al consorzio degli uomini .

queste tagliavasi . ed ogni volta che una 4. onde le ferite fattene colle punte deiie medesime rimanessero senza . Non essendo del nostro istituto l'abbracciar qui tali cose l e indichiamo. la quale con molte foci inondava it paae. percht! bisognava . ristauravasi da sè medesima doppiamente. che quesu idra area cento teste. Questa aveva sopra un sol corpo cento colli . Cosi ad un sensoedi verità fisica sono stati riferiti gli altri travagli d l E r c o b . E inntile dire. Egli ordinò ad Iolao di abbruciare ogni parte . rimedio. sapesse p m deit in mezzo alla lotta un certo contrattempo oppor- ( I ) Ovidio non dul~iiò di ripetere. ch'egli avessk recisa . che Ercole disseccò. a sostenere . tinse nel fiele di essa le sue saette . come fricciamo pure di altre iiimili per. che Ercole meditd. che per qnesta idra lernea si presume significata una 'palude. e sono stati pih discreti altri. . no& di.q e ub di uccidere l' Eccetra . d' Erimanto . Or contro tanta difficol6 ecco il ripiego . ossia l' Idra lernea.I 68 ' La seconda prova . che rimanesse abbattuta. che chi mettevasi a combattere con qufsta bestia. che stava nelle rarnpagne'di Arcadia . e questa era una impresa di assai grande difficoltti . e merita d' essere ricouosciuta anche I' ingegnosa appli: ' cazione. due nc uscivapo : perciò tenevasi un tal mostro per invincibile . chi abbia biaoqpo di ciò. che gli venne dato. fu di condur vivo ad Euristeo il Cinghiale. ch' ebbe . . Gregorio di Naziurizo si è contenuta di assegnarlene nove . che il Dupuis delle famose htiche d Ercole a i corso del sole. poich6 ogni parte. . fii . n& senza ragione. U terzo comando. e cento ( I ) teste d i serpente . onde si fermasse con cid il flusso del sangue . ed in tal modo vinta la belva. che le ne banuo date sette.

Ercole circa questo tempo debellò anche i Centauri i e questo accadde per le cagioni seguenti. e perchh era dotato di particolare virth . si pose ad aprire quel vaso. di cui . anelando a far loro p ~ d ap e l vino. FOIO spaventato cercò di mpttersi in salvo in qualche luogo nascosto : ma Ercole venne aile mani cogli assalitori senza pensar troppo chi fossero : perciocchb avea a conir 169 umo . che soltant~si dovesse aprire quando fosse capitato Ercole. i CJ@ presi da una specie di estro subitaneo.vedendoselo pmtare innanzi t q u t o sulle spalle . in folla con gran tumulto.che p03 presentare vivo al re questo Cinghiale . Era tra Centauri un certo Folo . gid da gran tempo sepolta . e terrore assaltarono la casa di Folo . da cui ha avuto nome il vicino monte Foloe. la prova non era più quale volevasi. atteso ake ..t I I l I se . Ercole nondimeno in tal modo condusse il combattimento. che Eiuisieo andb a nasconderri nella botte . e Folo ricordando ciò che era stato prescritto. che corse a nascondersi entro una botte di bronzo ( I ) . Costui dando ospizio ad Ercole dissotterrò un' orcia di vino. ( i ) Apollodoro dice. la quale vien detto.suoi denti.di bronro quando 'Ercok gli presentò il' Leone nemeo. che presso un certo Centauro fosse anticamente depositata da Bacco . e se le si toglieva .la . che i' odore pervenne ai vicini Centauri.forza restando morta. Ora essendo Ercole capitato ivi la quarta età dopo Bacco. da cui tanta fragranza usci e perch4 quel vi& era assai vecchio.\ . . .presa le rimaneva ancora forza sovrastava pericob di cadere wtto i. e che questi ordinasse.Euristeo ebbe tanta paura.

Ed Omado tra gli altri pagò colla testa la violenza che h Arcadia fece ad Alcione sorelia di Euristeo : nel qual fatto fu grandemente ammirata la virtd di Ercole. ( I ) n e l carattere e della origine de' Ceraturi 1' autore parla diffusamente pih abbasso. la vdocid di cavallo . Ippozione . per la quale niun incomodo proveniva a chi avea quattro gambe . Ed alcuni di costoro correvano alla zuffa con pini s t r a p p t i fino dalle radici. Oi-eo . Argeo.battere con nemici . altri con enormi sassi. Con essi però Ercolt? si affrontò intrepidamente . non ostante che tanti e si grandi vantaggi avessero sopra di lui . Isople . a cagione della lubricità del temno . in *auto &e . che k lo stesso che dire Niibe . quantunque odiasse in particolare Euristeo come Siio nemico . ed uccisine molti cacciò in fùga i rimanenti. Teneo :Dupo. .. Tra gli uccisi sono celebri singolarmente Qafni. alcuni cou fiaccole accese. Quelli poi . loro madre. Paurntuu parla dèi combattimento con Eflolc di Oreo. (a) Gli Anlichi variano assai intorno al nome de' Centawi. alcuni armati di grandi scuri. e gravissimo a chi doveva SOstenersi sopra due sole. che presero la fuga. venisse in loro soccorso mandando giù pioggia a diluvio. Melaiicbeta . ai quali la madre data avea la nad + 17O twa di Dei . Ercole con maraviglioso valore li debellò. E quantunque Nafele . Frisso (a).le forze fiere da due corpi e l'intelligenza e braviira di iiomini (r). tutti in pena della loro malvagita capitaroh male. stimd debito di umanità l'aver compassione di una donna stata vittima di oltraggi contu- . e sostenne un combattimento dcgno della gloria prima acquistatasi. Anfione .

. non per alcuna iscrizione. ed in tal modo ivi conservasi la memoria di colui. e naturalmente le si dovevano fingere d ' o r o . ma per la somiglianza del nome . Alcuni dicono.%hea Folo . Dopo p t i fatti. degli uccelli Stinfalidi. che vi fu sepolto. mentre quel monte d' allora in poi fu chiamato Foloe . -Ar. che 1' avesse in mano. amico d' Ercole . feritosi casualmente colla punta di una saetta. pei. 171 + - Imprese d>Emo& della Cerva . che vi f w e posta . avmQ ( I ) Secondo il maggior numero d q l i scrittori questa cerva avea le corna. che alcun illustre cippo. dovette succombere. Ercole ebbe ordine di conduiw al re una Cerva velocissima'.nidiosi. e del Toro di Creta. accadde cosa singolare .cioccM mentr'egii per officio di parentado seppelliva i Centauri morti in zuffa . Ma queste cose bastiw intorno ai Centauri. S a u istituzione de' giuochi olimpici i onori avuti dagli Dei. onde pih grande fosse la meraviglia. Anche Chirone avuto in rinomanza per la sua perizia neP' arte medica . Perb Aristotile ne li riprende i il che h facile vedere in qual renso debba intendersi. la quale avea le corna d'om (I).morì punto involontariamente di una di quelle saette. Ercole lo seppellì sotto il monte. A questa impresa voleasi non minore ingegno che forza di corpo. che avea cavata dal corpo uno di essi. della Stalla di A q e a . essendo la piaga mortde. e cid gli fruttd maggior fama .

col quale battuto. senza son. che a cid volevasi un me* artifiziale. che davano qua e h . E ~ w l e intendendo. anche in ciò egregiarnenta riuscì coll' arte . il quale di tal maniera esegiiisce il comando del superbo suo pa&or?e . e P ingegno. che niuna forza poteva d ~ t n i g gerli. in una giornata sola. sdegna di caricarsi sulle spelle lo ~~WL-O. Erasi ivi cacciata una moltitudine innumerabile n' ucceili . eccitando appunto uno stimepitohgoroso . la Stalla di Augea . Tal che B da ammirarsi l' ingegno deli' eroe . fl& di tal moltitudine. altri che l avease vinta ' inseguendplo. altri che. le andato addosso mentre dormiva . che infestavano la plude stinfalide . che avrebbesi dovuto portar fuori .I7 i dola presa nelle reti .venne a spaventare qu* gli uccelli . . netta le immondezze della Stalla. ma tratta d luogo l'acqua del Peneo . e tanto era il continuo aE. nella quale da molti e molti anni era raccolta immensa quantitiì di stabbio. certo . che atterriti dal h h i o ~ si volsero in fuga. ben esploratz .ire inf* mia. immagina un certo istmmento di bronzo. e senza esporsi a pericoli . che cosi chiamasi il vicino fiume. che i ? n e . atto a dare acuto suono . con cui Ewisteo preten' deva di mortificarlo . senza l' ajuto di alcuno. Finita questa fatica . Ercole per evitar 1 ignominia dell'avvilimento . Euristeo come per auviliilo gli ordina di nettare egli solo. nel corso. n& piii infestarono la palude. ma soltanto servendosi dell' acutezza dell' ingegno. Poi comandatogli di cacciare gli uccelli. Checchd cia . il guasto a tutte le biade. che in questa prova riusd senza usar forza.

che eppeda ai poari b permesso di diiTormare con favale . fuori del cohbattimen-to . ' trntiandosi l qui d i un fatto tutto umano e naturale. Ma oltre 'che di . Pas* e& dunqne in queli'isoh. ne commette cosa indegna del nome imrportale. che del buon senso di Diodoro. Compiuta questa prova egli istimf i giuochi olimpici .I tanto nulla fa di turpe. In ogni sorta di gare. Ai cui dicesi. acelse un bellissimo luogo.com'b porterebbe. che Pasifae fosse innamorata. qual dovea farsi in tale occasione . appunto perchh anch' egli fatto avea tatiti benefizj a l genere umano senza cercare alcuni m e k d e . - ufe wppmizione non aàduce per ammetterla autoriti convemente. proponendo per premio a' vincitori non altro che una corona . . e il Vssse~ingio. ' Poi gu viene dato incarico di condurre da Creta il Toro. che nan oa essendo alcuno stato ardilo di affrontarsi con a i c o l s . che stendond presso il fiume Alfeo. e coll' ajuto del re Minosse trasporta nel Peioponneso quella bestia. E contro chi adunque avrebbe Ercole ottenuto vi~toriaPAnche qui si & fatto piii conto di Iin testo apertamenhe fallace. quantunque le varie prove sostenute fossero circa cose ( I ) A questo passo il teslo . come se fosse stata un vascello. onde questi non restasse' vincitore senza avversario. e di chi doveva leggere. Ivi adune e$ consacrò al padre Giove codesti giuochi sormi . siccome i Rdl domaiio ha tradotto. n l contesto di Diodoro 'e manca ogni elwentp di quejrtn diahiamaione. ci& i e m p i . (m& alcuno pretese di poter vincere col paragone di un eroe di tanto valore) ( I ) . egli ottenne vittoria. e si batti? con u s o lui. Dice in una N t il Yesukngio\.hàapprovato: nkautto fu ardilo di rneuersi al paragone di un eroe e c . colla quale navigò sul mare. e alla maestà di'tanta adunanza. venne Giove prendendo la S e r a di un pogilatore.

i p a l i riescono i primi ove ~ I s leggerezza della persona . Cerere ad espiazione delia strage de' Centauri . fu Niobe . queIla destinando i suoi doni d uso . ed ogni ottimo concorrente gli accorde il primato. Nettuno poi gli diede cavalli . ed irtrutto in cose stategli poi utilissime io m i t o .174 l bffatto tra esse contrarie. Perciocchk allorquando dalle guerre si ritrasse ali' ozio. istitui in onore di lui i piccoli misterj ( I ) . Apolio l'arco e gli aveva egli stesso insegnato l'arte di tirar le saette. e ai giuochi. alle &re . ( M a i s ). Impercioccb & diaticile. chiamalo Agri. alle feste . Minerva gli diede il suo peplo . NE dobbiamo poi tacere i doni. e fra que' due era contesa secondo le arti . . che il corridore dello stadio sia superato dal ~n$ile. %li noa fu iniziato ne' misterj maggiori se non alis occpeioqe che dovette discendere all' inferno. i strappino poi la palma a quelli. La prima delle donne in terra. succedette cosa singolare. In tutti codesti giuochi adunque egli giustamente ebbe i primi onori. Vulcano la clava. con cui Gime si giacque. e il torace . In ebsi fu egli appunte purificato. ed ai godimenti della pace . che diotinguonsi ove bisogna gran forza. questi a sussidio ' contro i peiicoli della guerra. ossia pancratiaste. che in conternplazioue della sua virtil gli vennero offerti dagli stessi Dei. in cui questo Dio nacque . Mercurio una sp& . M a k da dirsi come circa il tempo. furono istituiii in grazia di Ercolc. . ogni Dio i' 0-6 di presenti. ( I ) Anche lo Scoliate di dri~t~f~t~ che i piiccoii misterj dice. ed & arduo similmente che coloro. e gli altri in un luogo vicino ad Atene. Questi celebraransi in Benri. i 1 l . a cui piesiedevano.

fascia Ceri* Libia. quaal tunque avessero avuto entrambi madri mortali: nè fece cib Giove soltanto perchi! fossero progenie sua.che abbiamo. appunto per non sostituire alle più eccellenti cose le deteriori. ma eaiandio pem& avendo imitato gli affetti suoi.e dd ajuto agli Dei contro i Giganti. I. a v m o som- Dopo tutte - . e finalmente cessi> in esso medesimo . merit0 favori sommi. Ercole diede ajuto agli Dei . e quest' appellazione concedette anche a PBaoco . e ad Ercole. E dato a prendere le cava& di Diomede . che gli tori delle cronache collocano nella decima sesta età steriore a Niobe (i). d procreare aitra prole. e dopo la grande strage ch'egli fece de' figli della Terra. . X m - 6rcol. ( I ) Tutte Ic cronologie an~iche. Prima di quest' ultima specùzione v a in e uccide Arlteo. e l'ultima fu Alcmem. Peraio* ch6 Giove ad assisterlo in quella guerra chiamò soltanto gli Olimpj . onde coll' onore di questo cognome ei distinguesse il valoroso dal poltrone . coufennano emb mmenle quanio qui Diodoro accenna. CAPITOLO. la deila regina delle Amazzoni. quando i Giganti al Pdlene si posero a guerra cogli Dei immortali. n& dappoi volie più conoscere aicuna mortale. e le vacche di ne. Dai maggiori adunque di Ercole Giove ineorninciò a generare uomini.175 Qiglia di F o w e o . le esposte imprese .

Euristeo .di queste encille durrsw fina a1 tempo di 'dlessondro. Finita anche questa impresa navigò con Giasone in ' Colchide per conquistare colle armi il vello d oro. In appresso gli si ordind di condur via dalla Tracia le cavalle di Diomed:. Ma di 'ciò . che le avea usate ai n e fando cibo delle carni.del fuoco . Nè davasi loro per pasto quello che la terra produce . si d a quando esporremo la spedizione degli Argonanti.Alessandro (I). giacch8 si davano ad esse tagliate a pezzi le carni de' forestieri.tenevansi legate con catene di ferro.saette i augello. che quell' infelice fosse in tal modo punito per tanto benefizio fatto agli uomini. e la loro razza ddurò sino al regno di . e per la loro ferocia. . che Ercole facesse in tale occasione. e satollate colle carni deli'uomo. per aveE in&@ato agli uomini I'USO. tosto che gli h n o condotte innanzi. e . le dedicd a Giunone . nè po~endo soffhre. che avea ben meritato di tutti. q% che avendo E r d e compassione . . onde impossessarseue . (i)4ollodoro nega che la rci. Se non che Giove avea messo in catene Prometeo . e forza .unJaquile $ stava continwimente sul petto a mangiargli le v2eere.-A -76 mam&nte cooperato a fare viver bene gti aomini. Aveano esse presepj di bronzo . E fncile vedere come potrebbesi comhinar~ 1' assersimt d' entrambi code& tiritiori. Ercole . p*sentd loro il proprio padrone che era Diomede. e placata l' ira di Giove ren& salvo colui. le ebbe di poi a sua dispositione. ma vivevano della morte d uomini mi' serabili. Intanto parleremo di un' altra impresa datagli dopo . trakse con una 'delle sut .

fu Bella . Quest' ultima avea fatto voto di perpetua verginità . Marp'e . DIODOAO .. compagne nella caccia a Diana. entrato nelle foci del fiume Termodoonk si accamp& . per quarta gli si presentò Euribea . La. che altrettante vdte era venuto seco alla prova dell'airni. ma trovò un a w e d o p ù veloce di lei. . la quale Zanto fidava n l a militare sua bravura . A questa succedette P r m . Euribia . ma le più valenti sisopposero ad Ercoie. Ma in un solo bersaglio esse non colpirono .'71 &a p d e fu q d l a di portar via 4 fascia dell?amazzme I ' 1 Ippolita. e mentre -tenne il SUO voto . . come <incontrò in uno più forte di lei . che sette volte avesse vinto un nemico'. venne al fatto d'armi colle Arnazumi. Asteria . la quale dicesi. vela verso il ~ o n t o che da lui cliiamasi Eusino . cosi chiamata d& i sua veloci&.caddero .seoonda fii Filipide. la quale ' al primo incontro avuta qna ferita m o d e &vette soccombere.sebbene si soccorreisero scambievolmente . ebbe Ma a comprendere essere falsa cotale sua giattanza. e per prima cosa doma& . Tecmessa. n&mai in fatto di colpire con dardi sbaglianti. vicino alla città di ~emiscira in cui era la reggia delle i Amazzoni . che veme alle mani con esso lui. Messa perciò insieme gente di 'guerra . La battaglia fu fìerissima . che $ si consegnasse la cintura famosa.' 12 ' ' . nella quale il posso dell' esercito di quelle donne fu addo& al volgo de' soldati greci. Avendo Emole uccisa anche questa. Ercole vinse inoltre Dejanira . ed.&te. tomo II. . che vantavasi el di non avere ne'Lcombattimenti bisogno dell' ajuto di w8~1m. egli fece . La quale essendogli stata rim a t a . ed Alcippe. e . e Fobe . La prima. Dopo questa furonvi Celeno.

s t i d a a- . tutta la razza delle me- . &e pascoinvane in luoghi della Iberia volti aìl' otwno. Anahe Menalippe . distintissimi tanto per la robus~szaade' corpi. che quesra irapresa non potevasi fare molti pPtimenti. che da Euristeo gli fu comadato .aotieo pdice. loro p d s o i m a calamita. coeì nominato dalla opaleru(a l' oro (a) . .($78 mantenePe le vita. ed Apollo. e con grande apparecchio.dice d h m a t ~ WSI dotta $p& 6 m. che e* noa la regina delle Amaazoni . e mandìi libera Med i p p e . &wle & o d . Un . e per ? e h . D decimo combattimento. la cili fortezza le conciliava. Era di+ per tutto il mondo. e che avea. mise insieme un pomo aaviglio . che M e r d j p resb aceha. E per questo motivo appuato ' Eucisteo lo aveva i q q p t a in quaa p v a . Pilocoro convime su quanto dice i'autoi niernr . '(t) Gli antichi scrittori sopra le particolkiih di questi fatti ddls Amussoiii wno discordi.wndosi riscattata c d conwgnare la sua cintura. in ma difesl tre figliuoli . grosso nwnem di truppe m poete d uomini bellicosi. allora perdette il principato. qiassima ammirazione . Si+ & estinto il fiore della nobiltà deUe Amazzoni .ma P-O suppone d m a Tereo Ipplila. q d n e n t e Grieaore . e radunò truppe degne di spedizione d W. fu quelio di condur via le vacche di &rione. desime re& dliuo distnitta. regnava sopra tuta i' I%a . dpollodoro in h e racconta. la ! restante moltitudine fu volta in fuga. che Ercob spo~libdella sua zona Ippdi(adopo averla Pmmasaata. . .rio lbdio conviene che si risortraue colk rosa d' Ippolita. quanto per militari i m p m cbscheh o de' quali avea se^. Delle cadute prigioniere b l e dmò a Teseo Antiope ( I ) .(I) Eiichio lo .

a dir breve . come pel sito suo opportiuuseinia a qualunque spedizione ad ogni parte del monds . I . e la farote cmdetd di Arueo in una d d e sue Odi.Q@ iale spedizione maggio~eadle sue fom.. purgò la loro isola da ogni fiera. i quali doveano se. gF isolani 1' onorerono~mr~gaifioih mente . Quindi l'Africa. che i soldali . l l I l . Cosi che. piena di feroci belve . clìe fatto avesse le altre.. che potb su e giù portare utili semiuagiani. si radunassero in Creta .stabilito awal di partim per quella4 che gli era commesse.e con gratiiudine. che gli Egizi raocoomvanu intorno ad Anteo cose diverse da quasta. Nel tempo. i11 cui stette ivi pcima della sua partenza . E voli0 anche far cib per dare a Creta una testirnoeianza di riverenza. un paese . Ma-Erwle s w e questa con uon minore fidaiiza. e per la perizia sua nella lottar Costui mmazzava i fereetieyi da e s o lui vinti n& palestra.veti. che pmma per la moltitudi$e delle &re non poteva abitarsi . a modo che in essa più in awenire noli si videro n& orsi. n&serpenti. nato ed allevato (. secondo che la fama celebra. la p a l e era. zatone pe'deserti grau numero . essendo in essa. gnirlo . e da queli' isola.iove.ai quali volendo egli corrispndei. fu riclok~o esso lui a stato di non apere d a felici&& cedere c~ ( I ) Si b veduto nel lib. ed Ercole non dubibò di didarlo. Ivi per prinio suo fatto uccise Anteb ( i ) . e dappertutto avere vigne ed oli. nè lupi. Piridaro ha celebrato il valore di &COL= tebario. an#nrzt. ed ordinò. Di là partito approdò in Libia. n& & di sirnil genere. fantose per la forza di corpo. e piantamenti fnittiferi. rese aicura e colla a modo.

e fa[@ grande sofferto aveva la tirannia di un ingiusto monarca. prova che a questu . .a ti6 hggiuqendu LI d i s m i zione.' fa- . ch'egli 1 ' . ogni razza di. che 1' assaltarono con grande esercito. Sue colonne. e in Africa. che COI& capitavano. in mezzo alle m e desime trovò una terra piena di sorgenti . E.de' Cartaginesi . Ykggzgzo d'Ermle i Egitto . f e r ~ animali j e di malvagi uomini . Dopo avere ucciso Anteo Ercole si p o d in Egitto. e ivi mise a morte il tiranno Busiride ( I ) . 60 *d aliun. si applicaiono le imprese di Ercoli anteceden~i. ( I ) B u i r i d e . Spedizione nella Celha. venuta poi in pote. n Corrquìsta della Jberia. al& del iIiando: . t . e fertile (a).bambino in culla. beatimima tranquilli& sicch& le città perseguitasse d a n d o l i e combattendoli.. da lui nominata Ecatompile . visise. Passaggio del& Alpi. per le cento porte. il quale d si antaminava le mani col sangue degli ospiti. che fu 1' ullimo. nella quale fabbricò una città di n o d i 1 grandezza. . siccome altri fatti simiii . di coi altrove anche Diodoro ha parlato. ( a ) È questa probabilmente la grande Oasi. Questa città fio14 prosperamente sino alle susseguenti eEa . degli uomini scellerati . . molto tempo prima di E r c o k rebario : il che. e de' tiranni insolenti.. che ebbe. E mentre per portarsi a quella regwne ebbe a passare per le sahbie della Libia. .peri che fin da quando ma . era stato assaltato da' draghi. condotto da egregj capitani. godere d.

Indi passato nella Iberia . e li vinse . che i p s s i ce-. Quelle vacche ben mantenute conservaronsi nella Ibeiia sino. e sulla spiaggia delP uno e deIP altro continente piantd colonne. giunse all' oceano gaditano. quaoto le forze sue il permisero .$81 Scorso avendo Ercole in d modo gran 'parte d' Africa. gli sfidò a duello .egli ampliò con. ragion vuole . devotamente ' onorò. t a t o opera. e dove prima erano fra essi distanti per un certo intervallo. e d' Europa . che di& s' erano in tre accampamenti diversi. d' f i c a ci06 . le quali tutte però egli consacrò ad Ercole stesso . e ne trasse le vacche famose. a l nostro secolo. iacei non potessero pih per quella gola. awenne che iia picciol r e . così che p i v e possesso della Lberia. egli ne ridusse si stretto lo spazio . pieno di pietà e di giustizia . Intanto che poi si mise a scorrere il paese . Ma poich& si 6 fatta menzione delle colonne d'Ercole. che qualche cosa diciamo intorno alle medesime : imperciocchk quando egli ebbe tocchi i lidi estremi sporgenti all' oceano d entrambe i conti' nenti. Adunque per rendere in eterno menborabile quest' opera . ddibeid d alzarvi ' colonne in monumento della sua spedizione. . passare dnIl' oceano al mare mediterraneo . e che nel tempo stesso perpetua durasse negli uomini la memoria di &i fatto avea . ed angusta. ove trovò i figliuoli di Grisaore coil ' grandi eserciti. e a questa l re lasciò in dono una parte di quelle vacche. grandi alzamenti di terra per assai lungo tratto i promonto* dall' una e dall' altra parte . ed ogni anno gli dedico un bellissimo toro da immolarglisi. poco profonda.

Ed unendosi spontaneamente k meraviglia. e che apertone lo stmtto 1> oceano sgorgasse 4 ~ 0 1 i . . Urise fine alla scostumatezza perversa. ci& . Eece . (1) V' . Ai oontmio in Beozia wendo presso Orcomeno miniotto chiuso il fiume ( a ) . PerciocdiA veduto avendo. &e ricevesee É t le acque stagnanti. e con tal u k dive~sionemise a scoperto gli arneilisimi cmnpi ddh Wessaglia lungo il fiume Peneo. poich6 oppregao aveaao col giogo della sei~itùi Tebeni. c d suo esercito d ò mila Cdtica . i4 quale prima era unito . scaricavasi ne1 Lago Copaide. ch' egli r o b pesse il continente. il quale scorrendo pd territorio degli Orcomeni minioiti. che piii gli pieacia ( i ) . che 'sommerse t A~la. e &dondesse le me acque con quelle del mediterraneo. Ben diremo simile cosa narrarsi come fatta da lui pima nella Grecia. (3). i quali ripetevano la rotiura deliy antico istmo d a qnel terremoto . che ifii dominava. Del rimanente avendo Ewde affidato il regno della Iberia a uomini ottimi tra i popolani. Questa fiume era il Cefisso . e al macello che facevasi de' forestieri.che vicino a Ternpe il paese piano presentava ana grande pahide.rtids. onde procedendo il Cefisso andasse a sommergere il iemiiorio degli Orcomenii. che erano alcuni. ed Ercole la chiuse. Bernodo una tradizione dei Tebani. con questa di Boezia intese di punire gli abitanti del territoGo miniatto. Ma ognuno pad a suo talento abbracciare l' opinione. e scorrendola tu^ . Ma con quell' opera fatta in Tessaglia volle gratificare i Gwci . che qnesto devastasse cdla sua inondaaone tutto i1 paese. qurl fiume perdevasi io una voragine . che Diodoro abbia qui omesso di dire. fece l u q o i viaini -i t un'ampie fossa.i82 V' è p& chi crede il contrario .

i Barbari . e dovendo scatnminare p manti d d e Alpi . (i)Ci& Cisalpiqa. i&&i di numero . e la madre delk cita . nè mai fL presa dg a l a n o . vi fabhricd una cittA di singolare grandezza . se non quando finahmate eppuglta . svvenae che gli altri abitanti della città.da Cesare .i83 alì' esercito suo una grade d i t u d i n e d' uomini d' ogni nazione . che meritano i d o a g i : cx>n chi m d e w ia seguito sicuro a posteri il viaggio da qoctls i patte. attniversando il gae* t che ora chiarnesi 43dlia f I ) +me in &igah. . venne in poter k' Ro-ni insieh cogli altri popoli della Gallia Ercule dal paese de' GalIi passò in Italia . alla quale per s ì g n i b r e i viaggi del suo eeacito pose nome &sia. uccidere gli est?+ citi . Ma egli li mise al dwere . che lrer la gmadezza delle imprese sue iè chiamato Divo. e delle h s ì g l i e . e pual i lan> capi del s~ppljdo. .infès&rli co' rsibemrenti ~ i l e. a ed . e i convogli paissessm. già moito ddl' Alpi. . ' A eran' aspre e diacili. l . in mezzo a queste. que' luo&i. che' per awetirim tocca~sen. Questa città anche al presente & in grande onore presso i Celti poichh Q la principale sede di tutta h W a .angustie de'siti. . onde le ' sne truppe. erano d i t i ad. e da Grcole m poi sempre la iibertp sua d h . c h &tawno que' moriti . p d e s sero coshirni barbari. aprì c m & s d e . E perchè poi m& barbari dei vicini luoghi s erano midi $ cittadini.

ne' combatdomanda . -p 1 Liguri abitano lui pese aspro. di . ' l h o p . sentitasi pmere dalle doglie del parto . lo sforzano a produrre biade .Essendo 'essa incidta. MUum. ritoriiata ad unirsi agli altri .timenti. ov'è Roma. meritevole d essere iri~so. Sicome *i il 'térreno 1 opera. le donne stesse andando a 1av.senza strepito a lporsi entro un cespuglio. awsamente. Perciò essi sono .-ma però p 1 costante esercizio. h\ / f' . Sue imprese a a %o Flegm.andò . Sua . avu autoritP sedi fmla de: a k.7kggÙ. e t ù SUO w a g g b in Sicilia. ed ivi avendo messo alla luce W bambino. molte . continuò il suo lavoro .&P lavorare anche le donne.e forti egregiamente . e per queto sono di unu ipeditissima mobilità . motivo per cui sempre travagliano . E al pari degli uomini. m o l t otempo occulta. usano . e di contihuo .1 di Emle f e m L&wiwia e in Toscana.lo delle Cicab. Ma siccome pel vagir del fancidb la cosa non potè s ~ . Averno.orare a giornata. e fuori d' ozio. n& colui che sopravvegliava L kvpR . . ' rpenm lavorava insieme con v a i uomini. e nerboruto : &è vivon esai senza lusso. e quasi affa~tamhttifero : se non che a forza di fatiche. -macilelite .sebbene. lo nascose tiba'g1i arbusti copi*endolo con foglie : dopo di che.ed Osbnatn lavoro .di cerpo soarnato e. accadde lanche 'al mio tempo ad una dorma un singolare accidente. compatto . a m i si dedicano . 'ben. senza dare indizio veruno del parto.

che chiamasi de' Pinarj . ' paganble la giorwta .e giunto al Tevere pqe il suo map3pamento.chiunque dopo la sua gita agli Dei ar7esse votato ' 11) Avevano delle donne liguri de' loro tempi dette cose simiìi . hanno messo in angustia dcud traduttori . in cui parlato avea della fondazione di Roma . Pqtanto Ercole. in CIA li avea trarti quel ladro.i05 1 sistere ndall' opera. (a) I l tanto celebrato f a t o di Caco.ArLtotik e Poarldorio.. durado tutt' ora fra Romani la ge~rosissimaf x b hg . e Pinario . Nel Palatino B vicina all' antica casa di .molto gradi la benevolenza de' Palatini . la quale .e la difirensa dd3 -me supponc' diffcrcpla di persona. e la speionca .chiamasi P a h t i ~ o . Ac nk oggi in Roma sussistono monumenti di questi uomini.(l). figliuolo . c m . oe i E& dalla Liguria passò in Toscana.riti+ ne il nome & medesimo (a). avrenlmp n d i che meglio assicurarci della iutegrith.dà. Solino parlb delle scale di Caco . a d o h Ero& nelle loro case con ogni :genere di ospitalità... che .se ' *avessecompiuta . nel sito . tra quali Cacio . .popolo. od alterazione del testo i questo passo.Cacio la discesa per la scala di pietra . supera tutte le altre. ove oggi . che rubò i buoi di Ermk. predisse. che l . e con &stintisi& doai. che presentemente . . Per noi b a s ~ a aver fatta meazione della cosa : ae restasse il libro v11 di Diodoro. . Simili ooss racconta Eliano delle doegizie.in un picciplo castelletto -$i &origini .Marte. de' più d i l i di+ . Allora abitairano sui c d e . fabbricata dopo molte età da Romelo .B Roma. e clie per antichits. vì ~ * u 6 %chB mossb a pietà di lei il eonduitoie noo lg ebbe cspceduto d andar via. e il Poggia pose Potizio invece di Cacio focse singolarmente riferendosi a DionGi di Alicarnacro.

pd v m di deoima fatto ~d E m d e d o a<x:umdetc + i k e soamze. 4 h a la aima de' suoi weri.a Emìe la &inni de' auoi beni . noa p& B O d merso ceaso . Cosi Lnc& IO (I) . e scorrendo il paew ~narittii &U' Italia. indi erasi estinto j e poi e' incendiò ai tempi di v86 l Pti~cio . che il Vesuvio avea arso in timoti tempi. perci& molti de' h m a n i . dal mile .i surrifkq. d gkme f&zitA d a vita.la mag. E C% si 1 costrintemente cond htto sima & &l. Or que' Giganti. ( a ) Da questo passo comprovasi. mite insieme le loro forze. che vengano chiamati Gigaiiti.a età . n d qual teaipio o d k m n o . come ara si chiama. h ~eguito i Romani innalzarono a questo Dio w tempia ma@m presso il Tevere. e non Luc& solo. qual COI& (i) Plutarco espone le cagioni di questa decima. con ordinato esercito gii furono incontro .m Cumea. l . scese d a pi. E m h levato di h il suo campo. e Aa essa &ttd a larghe spese i hmheni. aveate mlti segni dell'inceadio i primiero. dcwe favoleggiasi *ere stati UOItnini d enorme h a . ma ric~ i . Quel h i o p dicesi anche Campo flegreo . inteso P arrivo d' Ercole . ed idemi per la vidcaaa delle i J m caziotii .chisimi. che a modo deii' Etna di Sicilia. ma Silia e Crasso pagarono queste decime. e fatta itna fiera battaglia. godrebbe. giunsero a decimare eaprri ani fwolti di quamila &ed. ed ora s nomina Vesavio (a). &e f o m fu a i suo tempo il pia &cco de' Romani. di tutti ti consaid ad arcole 8la decima. mandava fuori gran fuoco . che colle decime t facessero .

che da lui chiamasi eraclia. EPe& ari. cbe Ercok fattovi m grande argine. Raccontasi. Ma avendo preso uno smistirato cinghiale dichiad . ed ha cinque stadj di circuito.$Y prbvano fl e la fkrocia de' Giganti. e trw i aidatane la maggior paw rese tranquillo quel paese. per i ~ costruire presso il mare stesso m stxada. Di lii giunse a certa pietra. il qu& l' e d nostra ha abolito. Un certo cacciatore chiyer la bravura de' fatti della caccia. Queste sono k cose . ed una profondità incredibile. (I) Strabone dice cose simili intomo al lago d' Averno. Questo lago 4 posto tra Miseno e Dicemhia . Godesti Giganti a cagione della smpenda altezza de' loro corpi dicevausi terrigeni. Pwissima n% è acqua. che ni fosse una volta P oracolo de' Mani . viai detto. &e era nel contado de' Possidoniati . e fu questo. di voleine dedicare la testa a sè medesimo. non senza sprema della Dea. ove vuolsi che succedesse un miracolo insigne . Questo 6 ciò che fece in que' luogbi ( I ) . . presso le acque calde . i a 10 chiudesse .. che delio btwminio de' Giganti preeso Flegra douiii ramntano. Q che si tiene come saaro a Proserpina. Ercok volto cd mere h alcune opere presso $il lago . ne'passati tempi usato avea di appendere agli alberi le teste e le zampe delle fiele. t a b ~dalla compagnia degli ~ e ottenne vittoria . seguiti anehe da Timeo. consacrandole a Diaoa. Siccome poi quel lago spandevasi neì mare. a cui 1 enorme fondo ' della voragine da un colare ceruleo. Lasciati i Campi 'di Flegra . che &masi Averw .

che non solamente fecero allora Sparir le cicale da quel luogo. pe' quali si prova . per lo strepito delle cicale impedito dal prender sonno pregò gli Dei. immantiaente l'appese aU'&ro. ma non soffrono . un intervallo di credici stadj. sentendosi stanco e bisognoso di riposo . Intanto Ercole giunto allo stretto. mandò innanzi a sè in Sicilia i buoi . Era d o r a per avventura assai caldo . ( I ) Si noti. come alrrove. che alcuoi scrissero che nel territorio di Reggia oltre il fiume Aleee le cicale non cantano. Nè v' h da far meraviglia di questo accidente. . Eliano con qiiaiche diversilii. che avea seco . ove il mare t5 angustissinm. ed essendosi sul meriggio abbandonato a dormire sotto quell' albero. e cosi accetta fu agli Dei la sua preghiera . s Scrabons. e cadendo sopra di lui lo ammazzò. che tanto I' inquietavano . e che di qua del fiume. Vegbasi Paurania. Ma il conttwio dicesi avvenuìo ad Ercole a cagione della sua pietà. cantano. ed egli attaccatosi aile C<RM di un toro passò con sesso a nuoto. che la Dea ha cosi gastigati gli empj. la &sta del cinghiale da sk stessa si sciolse . che volessero levar di mezzo quegli animali. e di Loeri . avendo scorso . perciocchh molti fatti di simi1 natura si raccontano . ave il territorio B di Locri.e come disse. che ivi più se ne vegga alcuna ( I ) . I m p e r c i o d ali' og d o n e . come dice Timeo. che perveniva a' confini di Reggio . .

Scrvio sieguc Diodoro. Erice. affiuchh potesse alleviad la stanchezza contratta dal viaggio. S ~ ' ' ~ a n t n z a di kì . scese alla prova . e per Ercole le vacche.Ercole vince Eri& &adagnandone il paese . e Pisendeo a Mincrua. che le Ninfe stesse vénhero ad aprir bagni di acque calde ( i ) . Poich&Ercole fu giunto alle campagne sottoposte a Erice . dicesi. verrebbe a perdere l'immoidità. Erice sul bel principio andt. e gK altri egeitaui . fìgliudo di Venere e di Buta (a) . . signor del luogo . Sue &e-re. tutti l'i- sda . poi dopo nkuperato da uno de'suoi discendenti. detti dai luoghi. * ( a ) Apollodoro e Tsbtzc danno a que~t' Erice per genitori Vanera e Nsriuko. Pindpro però le suppose uscite fsmi per cura della N . Laonde finalmente Erice acquietatosi a tal condizione . gli uni imerj . che per Erice furono le campagne. e ritorno nel Peloponneso: . Due di 'questi bagni . casa il voler mettere quelle vacche a paragone coìle sue èampagne: Ma Ercole all' opposto dichiarò di tal pregio essere @elle vacche. prese la strada da Peleriade ad ~ r i c e .Dopo di che desiderando di girare intoiw. . che fosse ingiusta. sfidò 1' Eroe alla lotta : onde depositato dall' una e dall' altra parte il pegno della sfida.'t: k e t i w scorrea il lida . e vinto da ( I ) Ibico attrihui a Yuloano il beneficio di queste a q a e termali. sussistono anche presentemente. a suoi fatti in varie parti dell' isola. iti coikra pretendendo. che quando venisse a perderle.

fabbrid ivi Eraclea. e fiaalirieate presa. 11 fatto segui nella 68. che Cbornsne gli fosse stato preferito nel regno. Quindi voltosi. (1) Egli qe area parlato ne' libri. . e la chiamb Eracba. ma* non se ue ha cenno in antichi 8 . l . il quale malcontento. ed assai+ ' . di Pi-pina. B detto. Vedi Erodoto e Pausania.Ércole perdette il p o l r s e s ~ ~ sur. paese. rcrirtori . ristaurb Minoa . e ricuperato il paese avito. e le &sta.a olimpiade. e timore ai Cartaginesi . d r i solenni voti alle dee. ed arrivato alla città . a tanto che ~ICUXIOde'nati da d venisse a h o donpan+lo. ed immolato in Ciane un bellissimo toro. che sano aedrtismcirriti. Errnlea fowe presa e distrutta da Aniilcare vent'anni dopo la sua restaurazione circa il tempo della rpedizions di ~ ~ corno6 la Grecia. ( I ) Fu questi bgiiuoro di Anarsnndrida rka di Sparta . Perciocche cbpo m i t e età Dorico lacedemone ( I ) ito in Sicilia. insegd agli abitanti come doveesa~ocdsbnare pres& Ciane l' anpirersario rito. Perciò assdtatale con grandi hrze. solenne di ti sacrifizio. con gran battaglia conqriise i Sicani . il quale intanto del Ercole consegnò come un deposito agli abitanti in usnh. . neìì' ina brno mi suo armento. che. me&& coi tempo prevalendo a Cartagine potesse levare m Beni il prinaipato. Il aite w r i o suppone . siecome 'si. che gli si opponevano in molta f m . Adunque Ercole awndo fatto il giro intorno d a Sid i a . a fritelle di Cleon~ene. Il che infatti dipoi ai verificò.che m C de'sirac~ani ove intese quanto riguardava il ratto . la quale presto cresciuta destò invidia . Ma di queste cose si parlerà aeparatamnte a tempo opportuuo (a). condurne una celonia in Sicilia. la diistrusse~ capo a fonda do.

o&ionno. Casi @re diede il suo n m e a l b o a orme impresse daiie t m g b de' buoi . e per gli oeoiY. &hmque in oontraaqembio deglli osari Pbuibutigli scavò d' innemi Plh. e prescihfse il( morbo. il quale d b già veduta -&ere nativo di Agirio. e Gitide.Fsdicrate . . ne nc&: tra q & &&i esere stati eapitahi db . volanrk. volta. come non l ~ g &L città iu i una cestrada' petrofa vedevanai l orne di baoi ime prasse P1 pari che se fosaem in =m. città uii lago del eiwuito di qnrttro d .eon Me. . L e v i . cou cui dorevasi onorare v i$ / (1) Questi erano i concittadini di Diodoro. ed'an bosco cona G&me come ad m e . a h . Gigeo . q u a n t u q w per lo innmai non a v m mai aaxt-.venerati anahe. pnima. & non r i c d . stimando. ' t. e li apprwb. venondogli gtà dal Nume p gita la divina. compagno doila sua spedìàene . i singolitn mada Eavordi n lwjò lorp un eterno moniliaento dulh sua pmaeoza. ~ t alcun morifiaio . la stasa C06& accaduta essendb a lui pure dopa h decima p-. c i d . 6specchiata vwtii . e di piii inallò ivi un celebre tempio ad Iolao . Gaugate . BuEona. Anch' m i lo trauaroao al pali degli Dei celesti con doni x~agpiifìci. Mz 6 singplare cie che g i acaadde preem gli bgkiel sj (I). e eon SPdRfizj 4 ed egli.tga sUp. che gli concedesse giiì p a m dxUa immor+ .l'annuo onora da macnifiai~ per istituito degli abitriiiti. M e . li o accetti. p d pm la. la belle-. akebre j pel nome suo. che gli abitqti &L me&fimo gli ffececo . Quindi andando pel h t o r i a l ~ n t i a o ne .

Finalmente avendo girato intorno all' Adria e scone a pkdi tutte le coste del golfo. predicendo inoltre agli a&tanti. Ereole dopo queste cose fatto passare di bel nnovo h Ildia d suo armento. fnentm egli &neva la strade della costa marittima punf di morte un certo Lacinio. ed avendo per accidente ucciso k t o n e . per l' Epiro passò nel Peloponneso. onde essi pure sdermizzino le feste a lui dedicate. e perchh vi concorrano a gara di tutto popolo ingenui e seni . e diventipa come ombre: ma tosto che uno depositato 3 pegno dichiara di voler eseguire il debito voto. e gli ereme un monumento. E tanta 4 la santità . tanta la maestà di questo tempio. . che la loro citth pel nome . perdon la voce. gìi fece splendidi funerali . che anche oggi si o & ~ d . i quali non fanno i sacrifizj stabiliti. istruirono anche questi ultimi intorno al privato culto del Dio. Laonde i cittadini chiamarono eradba la porta. di che & da sapersi. . gli ammalati vengono ristabiliti neiia pristina sanità.del defunto sarebbe divenuta illustre. Inoltre con molta diligenza celebrano ogni anno giuochi ginnici ed equestri. che quelli. e compiano i riti sacri. che gli andava d a n d o qualche bue .con festa anniversaria. ove sacrificando gli andarono inconiro. per quello che dicesi.. che nitti gli abitanti di questa c i d fino dal nascer loro dedicano ad Iolao le loro chiome. e separatamente congregati insieme facciane i banahetti . dftKdi propizi<& il Dia con magnifico olocausto.

vasi . e &Ha tedogia . * - DIODQRO . . ed ecceiiente per la Lavita ben adattata de' . che fu creduto blandire dolcemente. ImpemiocchE egli compose un poema meraviglioso . e trace di patria . .Egitto. Euristeo . Ancifsmo. Ercole dovendosi accingere a questa impresa.' .perch ruo discepolo. e sti-lato dal( I ) Alcuni danno a Muaeo per padre Eumolpo: altri gli danno per padre. E$i fu pure della sedizione degli Argonauti. porrossi ad Atene per farsi i n i z i a ai misterj Eleusini. Ultima fai& d' E& alt Orto delle Esp&ridi. e condurlo di sopra. Notizie sdle medesime. 193 Errole 2 mandato a pigliare . Perchè poi abbiamo fatta qui menzione di Orfeo. e a d inclin k e e fiere e piante CO' suoni armoniosi de'snoi carmt Ma egli di piaì applicassi a conoscere la ragione delle dose .essendosi assai bene istrutto n& teologia degli A&& passò in . Fa W ì figliuolo di Oea$ro .il C m cerbero Digmssione sopra Orfeo. @linolo di Orfeo (i). 13 . cost che poi tra tutti i Greci h tenuto maestro eccelìentissimo tanto delle iniziazioni . non sarà iaopportuno .dopo la decima fati5 una nuova altra gli impose . Alcuni diamo chiamarsi M u s o figliuolo di Orfe~ . tomo II. e ' & di tratre Cerbem dall' Orco . che diciamo qualche cosa di lui. ed a me' moria d uoaini tutti superò nella ehdiziok . . e tanto crebbe la @mia sua. quanto deiì' arte di far poemi. . e nelb scienza della melodia e dell' arte poetica.a > CAPXTOLO m. a quali pivsedeva Museo. -e di cantadi. dove molte altre cose imparò . ed.

che. averle dato ji nome di Tione. (1) . con mraviglioso ardim8nb ' penetrò sin nell' infuno . come simile epiteto si dA a Venere p& lo spleu-. ! ? q fine egli rito~mbdi rpovo in Africa.1 amore verso la moglie. che dicesi avere ~ a c c o ' anticipatamente tolta dalle ombre Semele . Finalmente gli fu intimato per ultisra pivva di andare a prendere i pomi 8 oro delle Esperidi : a . . Dette le quali cose m d o di digressione intorpo ad Orfeo. Andato egli ella carte di Dite . &e un drago terribile notte e di' custodiva.rbb BiFiioo rcrlb n e ~ l a i d t o w i dei- F inferno. e chiamarsi poeticamente: auree . le favole. fu accolto benignamente da Proeerpina poiche le era fratello . Altri vogli&o. che in certi orti . Teseo C Piritoo . dicono. & vero. Altri più applicano questo racconto. evwero un certo siugdar colore scintillante al pari!. dore della sua forma. colà q n f h t i (I). una bellezza singolarissima. ove siffattaheote col soave suo canto seppe toocare Proserpina ch'ella secondando il degide~iodi lui gli ooncesse di poter seco conduroe via la sposa dilettissima .. alie greggie dell' Esperidi. la quale p c o prima era morta: in peila maniera.delle Esperidi erano pomi 8 oro. la quale gli accordò di liberare. Altrove ha de~to. . siccpise partano.qnelle pecore. Gli scrittori delle favole non si accordano insieme parlando di questi pomi. Alcuni . e fatta immortale. In quella occasione a p punto fuori deU' aspettaaione di tutti trasse al cospetto degli uomini seco incatenato il cane famoso. Qr ritorniamo ad Grcole. le puali dicono ewre state di.

che dal padre furono dette Atlantidi . Dopo tal fatto andando su pel Nilo si tiusse in Etiopia. re degli Egizj. secondo l' oracoio di Giove sarebbe Intanto. Ercole intanto ucciso il drap portò ad E u r i s h o i pomi. Espero ed Atlante. Su di questo ognuno "puOpensare hInto @i paja meglio.. e punì del mefita~obupplizio Busiride. BUsiride . eliree . non C da ometteni ciò che le favole ramrnem tano intorno. Successe ciò =l tempo . ad' Atlante e alla raoea delle Esperidi. mandd a r s a 6 con ordine.che dir vos gliamo. ed ivi &ce morire Emaaione re degli Etiopi (i). percimhè i Greci dicono tailto le pecore . che sacrificava a Giove in Egitto i forestie1. sperando che compiute le pmqe . che rapite pelle giovarrette a l d i le conducessero.. o poma. vissero due illustd fratelli. e coraggio . C& sforzava i &oi ospiti a battersi eèco nella palestra. ed mazzaya chiunque avesse ' audacia i di venire a piedarle. ed Esperidi daiia madre. e da essa tresse i1 'nomi il paese. essendone divenuto vago. e di color rubicondo . PJda terra. Aveano essi pecore maravigliosamqnte belle. o le pecore . a cui erasi voluto esporre.195 &il' oro: e intendono per drago il guardiapo di-qtlelle pecore. Atltinte ebbe in moglie EBperib figliuole di Espen. qlalato le mele. che chiamasi Esperide. E come seraho d' i a i p kliema e prudenza. il quale doveva essere uomo di grande fo-. in cui Ercole mi6e a morte Anteo.ì. ed dla vistà simili all' oro : per l6 che i peti' le chiamarono mele . da . che (i) . Del qual katriinonio w q e r o sette figlie. . AyolleJoro parla di u n ' ~ i z r i o n s Ercok ucciso in Ambii.

rtesse maniera avendo E m l e portata tra Greci la scienza della sferri. w . . X. Spedisione delle Amazzoni nell'lluica. Per rimeritarlo di tanto benefizio .il peso del mondo : con tale oscuro discorso significandosi cid. ottenne distintissima estima~ione. &e eseguita ch' egl. si voleva mosse alla prova. Eraai A h t e molto applicato a questa sciema . . Atlante non solo gli z o d e t t e affettuosamente quanto a' corsari avea @l10 . sorprendere nel tempo che senza timore' di alcuno goz~vigliavanod lido. le quai erano rjmaste dopo le sofferte stragi di gid accennate si-congregorono tutte presso al Ter- . Cobnia cle' Tespiadi in Sradegna. la quale era$ stata ordinata. erano rapidamente fiy:giti alle navi .1ig6 giierra. restare in quest' ultima Gola Frattanto che Ercole occupavasi in queste cose . E nella . Pa+tiCoIsritàita Greci del seguito b Iode' h. del ratto . mentre .riguardato ot essendo come se t l o avesse da Atlante . Imprese 6 Iolao in Sardegna e in Sicilia. che era accaduto di vero. ma v o l e n t i e i e n t e ancora lo istmi ne& scienza dell'astrologia. mtitnendo le figlie . le Amazzoni. . e per& con bello artifìzio Eormata aveva una afera rappresentante i moti delle stelle. . e li A . Quei corni intanto rapite le donzelle. i +i Ercole . informato .stavano giuocando tra loro in un orto. ebbe . d ad Atlante. che wllen. CAPITOLO n . dimasi ch' egli portasse sulle spalle il mondo.

regina lom. come scrivono altri . si . passarono il Bosfm cimmeno. mandare in Sardegna una colonia. che prima' di salire agli Dei dovesse. Portavwo eaie poi UD odio particolare agli Ateniesi perchè Teseo aveva condotta Maniera Antiope .o .. &aimente andarono a ' ' porre gli accampamenti nell' Attica . Finite $à le prove. ed a* sato dali' oracolo.che eraei neiia battaglia 'sostenendo le pani del marite diportata con grande animo. vinse . e girono a stabilirsi nel pese di questi Ma avendo. ftni la vita eroicamente. e seco conducendo Antiope . disperando di conse+ vare la patria. dalla quale ava. a cui era stato posto . di cui. In queh ocoesione a Antiope . già loro alle& nella guerra . già avuto Ippolito . Le Amazmni superetiti . che da Ercole aveano avuti. e deUe Amazzoni parte morta sul campo.fm<uroni nrw Arropngo. mettendo d governo della medesima chi nato gli era dalla unione colie Te-' '7 9 . detto abbastanza di loro . Ippolita . e parte f cacciata in' fuga fuori dell' Attica. e venuto p o h . ( i ) P l w c o dice. unirono %li Sciti. ed inoltratesi per ta Tracia . e mettevansi in gran moto per vendicarsi sopra i Greci dei danni. dopo avere di . ritorniamo ad Ercole. cogli aiuti degli Sciti fatto un gr& esercito. m un sito .da scorsa una gran parte d'Europa. . esse e m o le condottiere. ch& da esse al presena chiunasi Amazzoneo ( I ) .a battaglia. essendo gii Ateniesi assai vdorosi . che qoesto suo fu entro \tene medaima. mckse conho esse. messi in anni i suoi oppid d . ed Esohi& pone il campo delle . Teseo i& teso ch' ebbe P arrivo loro . Per lo che. .modoonte .

e principe del paese chi* wto dal suo nome. e trattatolo con lau~ez. Da cib avvenne! che egli divent6 padre di cinquanta figliuoli (a).poi&& furono' pandi. che non si trova loro utribni. e la m ~ i o r e . Egli p r b ri chiama il loro genitore Tcrtio e non Perpio. E qui del come esei fossem nati. efsendo . T s u e ed Zgino . .. lui mmpgao in quasi ogni spedizione. ma sopra P ordinario m& della natura pieno di faraa . cioè steste per padre Eretteo .198. da molte mogli .~a. essi ancora di ettì immatura.fece lo giacere partitamente con ognuna delle sue figlie. Quati adunque furono quelii . onde pii1 chiaro di poi riesca il racconto di quanto appartiene a qu&a col~nia.a1 prri di Diodoro e di Pmuania upno Teapb. . diremo qualche cosa. e stato a l . come pnr fanno Atcnco e Grcgorio Nazianzeno.. figliuolo di suo hteilo. eh' egli ebbe. seguendo Poracob. . (a) Secondo' ApolLodore e Pauaania codeste donzelle partorirono &tre un figlio maschio ciescheduoa. dekdersndo di generò cinquanta figliuole. e la minorb d i ' e d partorirono c i ~ & e d t h adue gemelli. . si . allora bensì giovinetto . . come ~ i k o r o . s n& Teilindi. Tespio nata di nobilissima famiglia di Atene . egli destinò alla colonia di Sardegna: e perchC Idao era pref&to di tutta ' armata . Sembra poterai doma+nre perchb se il loro genitore era Testio. spiadi ( I ) . e non Tespio. E riv-ate aver p d e da E d e . denominazione. ne n comuiie di Tespiadi . lo invid Q certi bandhetti aacri .chiamarono dunque Twpia? .'che chiamati coUa de. a hi r a c b mpndd la colonia dei Tespiadi Due di p e ' cinquanta (t) Pourcrnici p l 'delb TupUidi. egli mand6 colà Iolao. coi giovinetti a quel governo destinati . .

e piantata d ' a h r i fnittifmi .che a gara di poi l' isola venne a p petita da molti. i quali. hpercioccld per l' abbondanza delle biade fu si aeiebre . che vuol dire presidenti. e dal . intrapresero molte guerra per farsene signori. che Arisieo foriie state il con~uttors 'della colonia g r e o ~ quelb r bi. .sino a questo giorno in onore . 'che i42 &no .e P u u a ~ i a riprende quelli.. Stabilita ivi la colonia.. dicesi . f I ) Anehe Aristotiie fi meniMna delle o p a s a e ereua in Sir tt degna da Zolao . sette restaiY)nQ nella cittA di Tespi. ed istituì tribunali. massimamente di pia. i quali rvenuo detto. v d e m taìe onorificenza accordargli. poiehè infitti ' ' h '99 - . Anzi i cittadini :chiamò dal mo nome Iolai ciò condendogli i Tespiadi'. divise a sorte un bellissimo tratto deli' isola. come a padrd loro.si 'stabilirono in. O capi del p p d o : e i loro discena denti f u m o priicipi di quella citi8 sino a memoria recente. . che anche aggi keaistono al tempo. il che anche oggi porta il nome d' Iolao: Da esso lui q & tema fii in maniera coltivata. Fonddr inoltre grandi gimasj con non mediocre dispendio. I l l o p d seco tutti gli altri. Iofaa chiamandi Dedaio di Siciiia ai applicd a fA eMcj ed opere *che. i c~ 'postéfi . e vinti in battagli gl' idigeni . Tebe . fece vela per el la Sardegna . in quali6 di &muchi. ed ognuno inolooa tre. che volle aver parte n l a colonia. che abbiame detta. e noi ad opportuno 1680 ne fa4 remo menzione.nome delr architetto &kuansi dedaiee (I). e molte altre 'cose al ben deUa viia opportune. che i Cartaginesi in processo dei tempi acquistate grandi fone .

& a nioltissimi fw. quantunque i Ctaginesi e i Romani soventi d t e gli abbiano inseguiti colle Armi. e riti esmc petenti agli m i . scavandosi caverne in luogo di case . e p h & abitano sotto terra . d o n e * che alcuni de' siioi compagni. non. si occupano della pastorizia . poichi: essendosi ad esu . La colonia. E quindi 8 . cbe tutti gli ablrprct di essa.per gli egregi servi*. lo chlamaw Iolao padre . pel decom lunge de'. abituano certi ardui luo& e di accesso difficile. i Persiani fanno riguardo a C i i . vennero dedicati qua e ìà boschi. ivi si fermd qualche tempo. e tripartaie le loro sedi m' monti. vollero piantare ivi il loro domidio. t a m h bene. Ma pid lo h Iolao stérso . hanno bisogno 'di 'biade . torno's in Grecia essendo approdato in Sicilia . che ad e& prestati area. dm padre il nomi-no. non poterono mai ridurli alla loro ubbidienza. Ma d Iolio. e miati ai Sicani furono dagli abitanti deli' isob molto onorati. . ImperciocohB dall' oracolo del Dio fu significato. CL i quali ne' susseguenti tempi sa-. presi dall' amenid di. tempi . cI>a tutto quel popolo prese i costnmi di quelii. ove assuefatti a ~ u d r ' di btk. Ed d d e in quella .&ti molti barbari. gli vollero. e della lom cqlo' . avvenuto. . v e d h t a fino a questo teApo.. a cui per b e & j . quell' i d a .& &l La qual cosa in htto M B . e i loro posteri avrebbero conaervaat in pmpetuo la. nelle città istituite al suo nome cerimonie . che ivi si stabili . come. e de' Tespiadi. B memorabile per un singolare avv~enimento. c6n facilita scan-. e. h awenuto . Percib. arificano a questo Dio. perchè. Dopo ciò nel suo & . i e di' carni . sano i pericoli delle guerre.

per libekarsi dalla quale && a Pilo a r i t ~ v e rNeleo.-fa&ti . Er* ode querandosi d ' m stato imputato. &colti per vedicarsi d$l' &nto portò via ad EGu. che hanno relaaiane colle giP Baaxm~te . Neleo consigliatosi co' suoi figliuoli . Ifhod Bgliuolo di Euito . i cavalli. W. caccih gitì I6ta di quell' altura. che Pabigeeur f w opera di Emle. venpe a per accercPreene.&lso:di fruc to .con pl che ne aveva avuìi . Emle per . h e spedizione -Coratm Laorizedonte re 4T + . n figlia di E&to . Eroole avendo per sospetto il trar %li da Megara. r n o nei P=bpom&so. Ma per l' uccisione di lui Ercole fu preso da malattia di spirito. stante il fatto già sul>. poui veder nuìh. volesse purgario del delitto di quelll.Sardegna.omicidio (i). avuto sospetto. e h. gli o d n 6 che gusrdPsse ~ ~ r n seoin ~ . che 4 d k e n d o il rifiuto.aen nia in . Ma q~~gsti temen-: do l'infdice caso di Megaw .rispose.la morte d'lfito venduto . le diede in Ii isposa a I o h . cedutogli .intomo d E d .sck'ayo serva Onfrrle .sposa. che. Suo'. e si d altra moglie per aver p * m +sta: quindi domandò i makimanio Iole .accennate prove.. che Fegnava in EQIicf. che vi avrebbe pensato : dnd'h. a. Ora &remo *$Le cose. Compiute le gi8. fuogo vedesse cavslls dcun pascere-: e come il giovine non.da 'tutli COUU d- . e & pregd . Dove Ercole sopra un'alta m. raccolse (I) Piesao gli Antichi-#i o d & or~ao. - - .

i quali peP e. passò mn alciini amici in Asia. che ora son detti Lidii . e regina de' Meonii . diventò servo di O d e . che inf. da hai fB pagato. che più facilmente saiebbesi liòemto da quel morbo.91 41 .o lo slegamentu loro + dal coiuorzio comune. ed o d rimorso del fatto .e pieni di o & . Allora Ercole epdò da Deifobo .che il venditore ne trasse. che lo tormentava. Per lo che non avendo ancora trovato il modo di fido . f& a di Neston. i quali erano kdroni famosi . e compow tandosi da valoroso servo di Onfale . e forzato dalla insistenza pertinace dei morbo . e li metteva d l ' m p c i a . il qmIe rispose . secondo che P oracolo indicava..non 6010 da d d h tpmini. genere di scelieratezza.e il prezzo . ~dniltb ApoIlo .conclnm non doversi unmettere a h espiazione.. COL somma ritrattane pagata avesse ai figliuoli d Ifito la multa. ai figliqdi 8 Igt.p d'&poro&ue a Sporte. che a & i forede+ . ad MO dei suoi consangainei &cola di venderlo. Egli ammazzh ancora con m vanga Sieo. &&o. Non T' era altro rimadio che quello delle lustraaioni. gestigò i l a d ~ n i . figliuolo d Ippolito. Pmuania Ercole per fàrri purgare del delitto commaso aada. che ed ahrova Diodoro chinma malrtth o morbo. 1orb.estavano quella terra. Egli a d m p per secondare il detto ' deli' m c d o .r~il loro i . Allora E d e ricupgò la sua sania. cW era il pia p i e colo d" e fu . Impeicioc& in parteL uccise. ed in parte condime legati alla regina i cosf detti Ceapi .e di guarire del morbo . ed aveodb 'dath. I I lenti ed impuri .che così ahmmavansi allora quelli . Secondo. su . il +e gl' inmilcd che cercas~e'di mondarsi. se vendutosi a giasto prezzo. i voti di mai. figlia di $ardano .

vi si mosse d o p con diciatto navi iunghe . clis m'è'padm. e se1 p r ~ per marito. Emo'le. Apollodoro lo chiama dgeiao. . p * . CbO- . Di 18 rirornato nel Pelioponneso condusse l'esercito wntro Laomedonte . dalla paale . rito& le prede . eepule giui . che si chiamò Lamoue (i). . cemd . Qnfale m6ravigliata di si v d d fatti .ie &mppe di Giasone e m d e s t i n ~ altrove . Erwk alquanto prima da. d' ardimento e di fortez+z Gagliardo pizì. avendone po&a un figlia . Di pih agi' Itani. li obbligava a lavorare nelìe sue vigne. . che non lion. e distrusse.avvero oon s i in tutto. a cagione di certe ingiurie ricevutene. quando questi andò con Giasone alla conquista del vello d' oro. Percio . non avendo potuta div+qiii contro T n j a . il quaie introdu&ndos e a parlare Tlepolemo gli fa dire: Q u d 2 f a m a . e gli ab.nipote di &&hJ (i) . Plruyinia nomial dco.chi hsse csdesto suo servo . che un giorno e i .tanti condusse in iscBiavid. e di tanta Wtù. che andavano sacchegu giando la maggior parte del reg. e la loro città. Detto an&e Laorn. re d' Ilio. e 'poicld lo seppe il aiee in &ertA.de.303 quelle parti v%giavano. dei quale parleremo a parte n'elh storia degli Argonauti. una donna. Laornedonte avea aegeto ad Erede i cavalli. siccome alcuni diooio . (a) d p o l b d o r o lo chiama & o h . E la cosa fii così. pattuiti per La mode del mostnp marino. f a ~ v & t o scorrerie. con sei _ . come mi* Omen. avea avuto CleoIao (a). e di ohe stirpe nato . che serviva meh'essa in casa d' Onfale .

figlia del morto re. qua weniue destnèr pattuiti . sperando. d primo menar delle mani cadde d campo . poichb li spediziooe di Troja faru o pr&@ di molti aaai p l h dei So& r Tek. incontro a Laomedonte. che espresei. dusse verso le navi . Oicleo .Esione . e gli altri spinti alle navi . v e h a la fe'a - Adunque essendo Ercole arpprodato nella It. d &nel paterno regno Priamo .$04 Navi. e soldati pochì. non potendo radunare un buon esercito.osde. di Laomedmte a consigliere i1 padi* di ad Ernie i cavalli pattuiti. presto avrebbe G t a quella guerra. che se gli riuscisse d'incendiarle . che neU' assalto si era aperta c foha Lt m Il testo ha AnJarao: Ma il P u h r i o h vedere. ' ed Ercole. fecero vela. e non figliooio~ Waltromde [a' ragiona de' tempi noi permerterebhe . venuto alle prese coi soldati d Ercole . e le &n-. prektto & e navi. essendo stato il solo bra fìgliuoli. M a nel ritorno che Laomedonte feoe . da h & (i) eko . mise insieme ali' infretta le truppe .aveva. come premio singolare del valor'wo. Eia stato TeLmone il primo . di molto ailontanandosi da terra. presa la città colla strap di molti Trojani. a Telamone. che c o suoi andi. come O i fu padre di dn/iarao . e pnsa 31io poi Di cittudini. Colto'Laomedonte fuori della città da questo improvviso assaito del nemico. r i s p a d o in esso o lui i eenai di g&t&. figliuolo di Antifato ( t ) . Nel tempo stimo. che neli' angustia del tempo pot6 . andò con uno stuolo di vaìo~>siseir+a dirittura dia citi& e lascib di risema Oicleo .domandando d Laomedonta . fu ucciso coUa maggior parte de' suoi. diede .

(3) 1 tasto dioeJFgiio : ma. e Iolao ad arare la terra. e di ' Perìbea. (i) Non eonvnipno gli minori sal nome di pesta donsella. nipote di. b di Telefo. AWdi Auge. per dora lascid iqei. c ' B c o l s fece a vantaggio h de' Feneiri. Cacciato 'quindi in esilio .fett. e ritornò ad Oleno . come ha orwnato il Paimerio oullr 1 . sua madre . Wntre E-le muro fortissime della rocca. uidò a Feneo in Arcadia (a) : di dove. . e veggendo Ercole .via ad entrairs nena citta'. a~ e i sparla. P impresa . lui obbligò insieme con Alcmena . A * . Augea (3) . b a t ~ v ail # . che Eurizione voleva con violenza ippedire le nozze. C A P I T O L OXVL IrnPmm dì ~moh I-. Questi d o r a fweva sposa sua figlia Ippolita ( I ) con Aasane. e venuto a battaglia cogli Uensi . ed Ifìcle .. Euristeo prenden+ a pretesto. d questo eentam Poscia ritomto a Tirinta . non si sa che insidie tese al suo regno . percht! lo avea defra& db p r o m m e mercede . egli impro&do presso Cleo- . ( a ) PawMirr racconta le molte cosa. sotto' la condotta di Euiito . avendo udito farsi da Elide con solenne pompa una spedizione all' I+no sacro. . ivi <ospitalmenteL accolto da Dessameno. Ip&doro la chiama Mwimache: Igino Deiarjira. E m l e sposa Deiani& veratwur dì Mekagro . Ercole dopo il ritorno nel Peloponneso mosse guerra ad Augea . aiie quali per accidente trovavasi. .

che attribuirè a Diodorn m errore.dia patria. Poscia armata mano invadedo Elide . che fatto arbitro nella controversia tra ihedeiimo ed Ercole . essendo restati salvi. e che i figliuoli d' tapocoonte UC&IY) Eono . ed amico di Ercole. ii drappello . e di Paarnnia. n r ~ figlio di Attore. a m m d ( I ) .' ùcci. da sue padre Au-a j # occasione . vita. ed avendo . figlio di Licimni~. Ma dell' esercito nemico morirono Ippomonte con dieci figli. fede di Apolbdo~o. Contro costoro edun& a d d E+ le: in una gran battaglia ne ammazzd il pfu p n aumero . e presa quella citti L NNcgnh lo stesso re insieme col regno a Film . . in bando da Sparta per Ippomnte ~iuO f r a d o . Piuttosto dunpe . F$eo era stato espulso. di venti che ne aveva. che *ti domandava . i Da questa guerra ritornando in Arcadia. che Tindaro h cacciato . non b che de'copisti . con questa condizione.-566 3 tempio d Ercole . ma ammesso da A 0 .. Tbidaro lo tenesse in deposito per conservarlo intero ai figliuoli di lui. che avendolo Ercole conqdhto colle armi. d b ridotta fa lerione al giusto senso. Dopo queste cose accadde.ie ' '&&to. non fu ' ~ u r i r o figlio di Augea. che prohabilmnite. ( I ) Qtiesto fatto E negalo da PauaaBia. a questo effetto richiamato . In' q u d a battaglia pochi de' seguaci d' Ercole perdettero la' . e presa Sparta ricondusse nel regno Tindaro .intorno a h mercede. aveva pr&unciato giudizio a lui kvorevole. p Cr Ibdoro . ed una turbe grande d Spartani. padre déi Dioscuri . ove ora I$ il n I . fia quali furono di uomini distinti Ifìclo e diciassette figliuoli di Cefeo : tre soli .

Divenuto grande. che Con vivo piacere lo ricevette. che stavano per. W v a m e o p si giaque . porto dell' Argolide . che da p e s t o re prondeasoro il nome di Cor&i alcuai di Tegaa accemau da Pou10nia. e con Auge sua figliuola .piiesso il r Akone . partenda in&to per Stimfslo.W . dai pasiori del re Carito (3) fu novato wig. lo fece allevare come figlio proprio. e la nudrice gli pose nome Telefo. era stata opera di Ercole . a lui la vendettero. ~ l & n eignaro della cosa. e il re. Venuta poi col s w condottiere a Nauplia . Mentre Auge condvcevasi. che avesse ad eseguirsi P ordine di annegada. e dicendole essa. ed or&d a Nauplio. e giuata in mare. (a) Lo stesso rpcconta dpolioelwo : onde il Ve~sslingio prendo occasione di credere. presso a l monte Partenio.gere il latte di un4 cerva. ed ivi qnnegarla (ir. re di Misia. che lascib 'nascosto tra i cespugli. perciocche Nauplio non esrienda di parere . Essi lo presentarono al re . ed Ewipide aveva sepiip qg o m racmnto. In PnusanUi perb trorasi mestato il f t o at raq~onu\o qui da Diodoro. al suo destino. no de' suoi intimi. &&a@ ( i ) Ecateo ha lasciato scritto. t w e u t e trovr) salute. vegd della fanciulla incotnincio a p n d o Higrosa& il v ~ t r e m c a r e l'qutor del fatto. c lo conkrma 4 k i M . Intanto il bambina lasciato da Auge presso il monte Partenio. cke quesia. e la lasciò incinta . non voile crederle . far vela verso l' Asia: i quali conckottala a Teutrante . che &e per ordine del padre fu chiusa in una cassa. cola dai dolori del parto ritirassi come per qualche bisogno in m selva vicina . la donò ad alcuni viaggiatori di Caria. ed ivi diede d a luce a bambino.. . che avease a p o ~ prle al marq. ivi inaspet-.

era andato a e Fenea . E qai nap &ra h o r di proposito esporre in breve per ' modo di dipssione le avventure di Meleagro. . eei m d o gii morto Meleagro .che tmvavasi sul fior delia etA . che cons&ya nella pelle del cinghiale. Fra i compagni.Teutnmte.Meleagro . e lo fece succeaeor suo nel regno. figliuola u. traaeurata la sola Diana. sposò Deianira figliuola d Oeneo . nè Sgli legittimi. di cui era stata . dm&& . ! porta~tmis ì . rendendone con +6zj le debite gmzii a tutti' gli aitri Dei. tutto il Peloponneso . Oeneo avuto on copiosissimo raccolto di fiumexrto. giustamente per consenso di tatti fu a lui . Intanto E ~ l il +rito anno. il quale devastandb il paese vicino rovinava onibSuhmte t t e ut le campagne.il primo a ferirla. e del htello Ificlo . mal s o h d o l'indegna morte di ' h o f+$m di Licimnio . e che a nissuno era secondo in robustezza e coraggio .. e mpnb quai padre avesse. gli diede m moglie wia. ch'egli aveva in queba caccia. Ivi trovata-la madre . h tetilito in gran conto . re di Misia. drli' oracolo per &sposta. figìio di Oeneo . Ora .che non aveva e * maschi . Siccome poi egli . aveve. ed a+ compagnato da molti Arcadi si r i p d in Caledone . a segno che Te-te. e da. e msoitò il tanto celebrato cinghiale caledonio .. figìidoìa Argiope. ebbe Tele& L pose a arcrr dt ma madre.moglie. spontaneamente si diparti dall' Arcadia .non avea nè moglle. Per lo abe sdegnata ?a D a .ci& della Etolia.dato il premio della vittoria. a v i Atalanta . ed essendo egli medesima stato. che andasse da . condusse seco non pochi degli ottimati per dar la caccia a quella belva ..

e gli Dei con b e a t e eoecnaioni imprecd al figlio +a esaudendola posero fine alla vita di lui. cli era & '* e l (I) Gli Antichi non oono arati d'accordo sul padre di AtaZurilu. zomo IL 14 . Quindi restato fermo quel dono . che Stdantn passando per l'-Arcadia andavasi p casa. A ki le spoglie . che senza riguardo a h perentda. prima a i volse colle eaortazioni a chiedere. che L wastravano . madre credendo .ilI d. dipendesse dal conservar quel h m n e . Onde la. le tesero insidie . li & a m~rte. all' occasùme. Ma non tardò m o h a pentirsi del fatb : a li anzi'I' in& e impreaa concedette Meieagro . ed altri di Giruons&1~bchielb Spznemio h. mal so& *do. de' nate& lo gittò sulle fiamme. ed aasaltatala sulla strada.Sceneo (I). che al nascere di Meleagro le Parche predicessero ad h a . preso il patrocinio di lei . le rapirono la pelle contesa : del che irritato vivamente Meleagro per P amore cbe portava alla donzella . tosi accelerando la morte di lui. e pascia irritata p la morte . se n'era fatta dzUgentissiqw cura. della cui trista fine questa dogliasiesidna. fosse loro m re ferita una donna estranea. compagni snch'essi della caccia. indi non avendo potttto cid otteilge. che fosse a lei restituito il premio tolto@. che la vita del figliuolo. e p 1 dolore della offese fatta a lui medesimo. e lode della bella essa inpmoratissimo: il che mosse ad invidia i figlia& di Testio.. meotredcuniI>haano dem figliuola di Scenan. che Meleagro avrebbe unita di vivere quando tixume . che m a n o con Meleagro . fosse mito conmpato del fqooo. DIODORO. .copiorimente t r a u ~ t oguasto puubq .E O m6tgm hte& di Altea. Dicono dapi.

d app. Mentre qmsk cose mideedevario . Egli k questo quello . Altre imprese d E m b : sua morde. come di ' ' grappoli d' uva . da lui dato in dono aglir 1 Etd. e ori$ne ded cliomo ddmaltea. p s ee h divertire il fiume Acheloo in un altro dveo da lui mvato : con che mdette irrigabile e fertile un gran tratto di campagna. di poma . di tal matrimonio ebbe Tideo. che Ercole si battesse con Acheloo . e diede a' poeti argomento di molto fivoleggiare. pieno d ogni sorta di h t t i d autunno.che chiamasi corno di Amaitea. che di volo abbiam dette intorno a Meleagro ad Alta . t la mogiie. Irnpmm delt Achebo V . che di recente avea' perduti il figlio. convertito in forma di toro . i v . E queste mno b oose . S e l condo i poeti qusl oscuramente significa il corso . IArP1mente. C A P I T O L Oxvn. i opera di Marte . e sus apoteosi. Tkpolemo.c& wlle proprie meni. Guerra de'fiopi L e de' Lapiti. Ma p t i . la mnd6 in Etolia ad Oenm. I cenaawa Nesse. Fingono essi infatti . e che nel battersi gli cavasse un corno.dar pace'. e ad Oeneo.m0 i. non v& dale si Uisto fine aila donaella . ma preda in sua spoaa. del quale non potendosi . . e d' altre cose siffitte. I . Del remo Ercole volendo obbligami i Calidonj . Ippowo sdegnatd &e Peribea figliaoh di &no si dicesse incinta p . afinchè a t? i la £?esse aioiire.

figliuolo di Architele. d' molrea irdicn f uorrto non irafittgirào . d simbolo di colui. che prersoStobeo piega il senso dato d t ~Sosrak al corno dj Anrnltea. ed IUo ancor p i k I o . a b p ~ s e la prima. giuuto alle sponde del fiume Eveno . quando convitoto da Oeneo. prch4 ad servire a tevola awea Gtto pahhe fallo . A d &a. colla cai f+. dacch4 avea sposata Deianira. n'ebbe Tlepoleam. con ua troppo b t pure gno . rradò im Wlontario esilio da Calidone: e nel viaggio. ( I ) Non dispiacerà il pensiero di un antico scrittore. ani& l<rborio~issirno. e i4 mnao di due.ied.che i Greci. e com gudle poma . (a) Q u c s ~ o giorine~toda &i seritrari chiamasi Euuumo: . e P abr bqiidanza delle piaute fewi : finalmente per la pamk Amaltea vuoloi accennare la valentia dello scavator di quell'alveo lontano da ogni mollezza : casa . n & pale egli prese h c i u e di Effira .che diede al giovinetto Eurinomo (a). p . giacendosi ..d a A&eloo toltat'o alwov6 me& il nuovo'dveo . irrdica i' uomo applicrto a(f a g r k d i v a . e che UYsriro a conriuuanrcnìe operare. e per la bekzza inrmmatossre:. ivi dicesi. e ne ammazzd il re Fleo . che di lei avea a-. Dopo ciò Ercole soocoise i Calidimi in u9a guem. contro sua voglia lo amni. che stava i p w . s' intendm la teva renduta produttiva per l' irrigaGone . BimbaUB nel d centauro Nesso. indicano col vocabolo amalakisrìan (I). cha nbn E niente rtioik. presacseco Deianira. che avevaso co' Tesprotti . & q d o r a il terzo PMO . consi@ qmì #or& h i e p i . caduta sua schiava . facendosi p p w da chi trasportava altre : il q& veduta DeiaPiro. coi grappoli ed altre frutta . Per questa di~grrizia asprameute amitto.

re dei Driopi . e raccolto tanto il seme di lui . ebbe Antioco. mescesse con olio. Forse i ule c i m s u o s a ha relaaione ciò che appreiso dicesi de' MiLesi. che i casi della guerra aveano fatta sua prigioniera . questi mai non avrebbe pensato più ad altra donna. e la tunica ne bagnasse d' E m l e : la qual cosa appena indicata.fiItro consisteva h questo.ar* o d e fele violenza. avendo con un colpo di saetta passato il centauro attraverso. Di Deianira dopo Rio gli nacquero anche altri figli . ch' ella lo sperma suo. Quindi dalla figlia di Filante (s). . che applicato ad Ercole. avendo seco perpetui suoi compagni nell' armi gli Aivadi ( I ) . e persuasa a fare. spirò. assegnandone il territorio a Miliesi. Deianira non miri> ad eseguire quanto appreso avea dal centaum . e cacciò i Driopi deile antiche loro sedi . n& Ervole fu lento a oocmrrerla. l'una e 1 altra cosa conseivò entro un pim ' ci01 vaso. a lei disse voler la*iarle un tal filtro d'amore . . il quale h t o avrebbe ceri tissimarnente. e sentendosi mancare. che miliunno insieme co$i Arcadi seguendo Ercob. e il mngue che i stillava dalla saetta. EIIa gridava implorando l'ajuto 'del marito . e fecesi suo inquilino .se ne accorgesse. ac-ti di sopra. La vkmenza della ferita lo m s t d subitamente in mezzo all' opera . (1) Eradoto fi menzione de' Milisci.. Il . accusato di aver commessa certa empietà contro il tempio di Deìfo. Dipoi essendo Fila. 'coli' ajuto de' Miliesi uccise quel re. (a) Qnerrp fidia chiamavasi M&. Intanto Ercole passato il fiume andò a Ceice re di Tmclinii . quanto il sangue. senza che Emle.

Itono. li obbligd ad abbandonare il paese di cui contendevasi. i Doriesi fecero capo ad Emle . ove fabbricarono la città di Caristo .gli la terza parte M e campagne. ed i Lapiti . ne uc+ il re . Nel ritornare a Trachinia vinse ed uccise Cigno. fighuolo di Marte . obbligati ad esuli dal loro . che furono Aii ne . egli consegnd ad Egimio . i nemici furono attaccati . E come i Lapiti erano molto forniti di truppe. una parte passi3 in Creta . loro. ed Eione. che non lo abbandonarono giammai. tro Ercole . ed occupando nuove sedi . proferta di &. Ik'Driopi . che in vigore dei patti a lui doveasi .paese nativo . Partitosi poi da .cercando il suo ajuto. ai quali comandava Corono. e del regno. nella prima delle quaii rcarb eoowmbe~te. abitatori del monte Olimpo . e fatta cruda strage de' Lapiti. vennero accolti e protetti . a . Cmgiunte adiinque insieme le forze . che lo sfidò a dueilo (I). ne ruppe l'esercito. Cacciati del suolo avito i Driopi nacque -guerra tra i Doriesi . Ermione . a ndla ~ n d fa viacitore. fini con confondersi cogl' isolani. Gli altri andarono a rifugipresso E~uiateo da cui per l'odio che egli aveva cow . ci& . che sotto il regno di E g i i o possedevano Estieote . cbe E r c v b si battd doe d t s con Cigno. figlio di Ceneo. come UII deposito in favore della fam'ilia erculea.ai3 Gleneo . una parte si ri* Eubea . e col suo aiuto edificarono nel Peloporneso tre città. a Odite. ( I ) Pindaro e Steraicoro hanno detto. Finita la quale impresa la terza parte del contado. colla. ed Ercole co' suoi 'Arcadi v d o m i . se facesse in quella guerra causa comune con.

portd ad' Ercde i &di consegnatigli. che gIi era stata negnta Me . la dice madre. detto Ceneo. Ma tosto chi questi se li ebbe messi indoao. nella quale fo~ificato cogli ajuti degli Arcadi s'impad~%n\ delle ' città . a Trachima . ita in Emlia. Rodio. figli di Eurito . i suo ministro. d avmdo piu a k u n ostacolo per tenemi Aatislamie cadutagli preda di ginrra. di cui e& usava vea i mirsi ie sacre cerimonie. come può a~omemrmiconioltmdo &io&. che p lole area preso . puni di rnoite. non di toni0 chiama Astidamia fidinola di Amintore. da lui ebbe CteCosi ricordandosi . . uccise T o m o . si mise in cammino vereo i1 promontorio delle Eubea . prese a fare m a seconda spedizione contro i figliuoli di Eurito. a poco a poco si sentì preso dalla pestileno zkùe violenza delì' i n c m . considerando eh' egli aved m a sposa legittima in Deianira. gli doma& in ispoaa sua figliuola Astidamia. commettendogli . bagnb la tonica del fate1 &o insegnatole da cenburo. e pel *aie codcsui fanciulla le veaiva preferita dal marito.9x4 . e Ctizib (a) . . e cadde in una ineluttabile (i)Ap<libdon. P i d a m Ctesippo ma di Tlcpokww. (P Lica . k quale quel re gli tiegb. ( a ) 11 testo . Per io che Ermle pol stosi a fargli ~ r i gli prese la EittA. che d ciò nulla sapeva. Arirtocrate ed dpd- . Deione . e presa Ide'. "PP (1). nomi evidentemelite guasti. e Ini medesimo . Qui vale& fare un solenne sacrificio.che gi iec m d 14 la mica e il paiìio. Ora da C& ik infoitnata Deiaii~idelP amoie . mandò Lica. aendo nel passaggio della Pelasgiotide inc6nCrato re b n i o .paria Motone e Ptrio .

si eppiccò. che Ercole .ndb a Delfo Licimnione. Pertanto compiuti i riti delr apoteosi quali doveansi al\' eroe . ed avutone in guidedone l'amo e le saette mise fuoco al rogo . ed alzatone il sepolcro . ed aggravandosi il d e . Filottete solo fu quegli. perciocchè quel letifem veleno delta saetta. Dei& intanto. ministro di i 1 crude1 fatto : quindi licenziato l' esercito ritornò a Trachinia . C sì fiere a & rimorso h piena. tutti ritornaroh0 a Trachinia. che con apparato di guerra Ermle fosse portato sul monte Oeta . . Ioleo fece insieme co' suoi quanto era stato presclit~ ed ~pettavacasa in seguito ne sarebbe . poi del resto si lasciasse la cura a Giove.ruisse un pande rogo . a tenor di quello che dall'oracolo era stato giA annunciato. Se 'nOp abe ErcoIe pei-duta ogni speranza di p w i r e sali sul rogo . ma. ed ivi gli si m at. costernaia per l enormità del caso. invitando ed e s o r d o o p u n d degli astanti ad attacarni fuoco. nacque la pe-asione . fosse ito a vivere cogli Dei. fu di trucidar Lica . ~ n d e chiedere ad Apolio &e r i d o potesse trovare a tanta miapra. e tutto inceneti.ai5 damità . La risposta del nume f u . e Iobao. non ne trovò orma. attaccatosi alle di lui incominciò a radei~e coll' ardor suo tutto il CMPG Martoriato da dolori atrocissimi. il ~olpitoanche dai fulmini del cielo tosto arse. awenuto. che LO compiacque . Il che nissun d' essi avendo animo di fare. siccome Iolao per quanto cercar facesse le ossa. . la prima cosa ch' ei fece . Quindi. ~ ' e s e q i o questi imitando Menezio figliG di . di cui l a tunica era stata bagnata. che non potendo resistere. ed ivi o g o r pi6 crescendo.

poi tutti gli alt+i yop0J. ro lo supposero praticato di Giunona. e quindi dal di sotto delle sue vesti lo lascib scendere ( I ) : il qual rito di adozione osservasi fino a qnesto tempo dai Barbari (i). imrimlàti al suo nome un toro. e sempre di poi lo ha amato con affetto materno. C lo &raoeià fece rua m o g h .. era certamente venuto quest* uso sino al principe di E~lessa che adottò Bdàovino al tempo . appressò Ercole al suo corpo a modo da imitare il vero parto. ed un ùm. istituì ad onor suo i riti eroici da celebrarsi ogni anno mila città degli O p k i . . delle crociate.nella sua camicia. . . gli Ateniesi fecero ad Ercole sacrifizi come a. come ad m. e con questo loro atto di pietb verso lui indufeem prima hith quanti i Greci . dicendo P ahbate Cuiberto nella storia G m s d i m i DM CO&Sd f d ~ d entrare nudo . ai quali allude Diodoro. Giiiaone postasi a letto. statb graide 'amico -di lktde. ( a ) Dai Barbari. un cinghiale. primi fra tutti gli altri. e de' soavi amplessi Gode d' E&e iellisimu . che h data ad h l e in isposa Ebe. e ad imitazione di questi. La quale adozione dicesi fatta nella seguente maniera. LO stesso fecero anche i Tebani.116 lo di Attore .i del mondo a venerarlo come tale. che aueuo . e bacio& : e b stes~o gli antichi Greci conorcesscro giB questo rito. Giunone a persunsione di Giove adoM Ercole per suo Qglio . I$o.. e nella storia de' morti ii Poeta iatroduce i Mani di lui a parlare così : E co' celasti Dei spesso si asside R lieta mensa. (I) Pu questo Licofrnne ia chima rccanàa gsnitrice di Ercole. che dopo h sua dita agli Dei. Bisogna dire. E debbesi inoltre ag@ungere. Favoleggiasi poi.

ma per&+ sperava. e le loro azioni. aveano conseguito eterna gloria. Quindi COP sidawdo . Giasone . non essendosene leitato via nisuno."'7 Però dicesi. e i$& di Fineo neUa Tmcia. che consbnicato al re questo suo pensiero. .degli Argonauti nella cui spedizione Ercole ebbe par.' che parli. ! Degli Argonauri. &e Eiroole 'snnmeso' G h al oolL bgio dei dodici Dei. e con combattimenti. 0146 tempo . che Perseo innanzi a lui. e nell' acutezza deH' ingegno.. di Pelia . re dei Tessali. desiderava fare qualche impresa degna di memoria. del&& d'h&+ i loro consigli. che i fandato congiunto col disonore di M altro Dia Qusntunqae poi pih a lungo nafiinei i fatti di Ercole. Gli Argomuti appmdono d Chersoneso tmnim. h figliuolo di Esone . e superando egli i suoi eguali nelb forze del corpo. onde &. e sarebbe stata -casa pienamente d a ' accettare un onore. e nipote per parte di fratello. E d libera Esione dal m ~ s t ~~ C P R o rino a Troja. ed alcuni altri con ispeclirioni ip lontani paesi. che di lui si raccontsno. siccome dicesi. non accettò quelì'onore . e prove meravi&liose . che . pew &h non poteva avm h g o une tale aggregazione. non molta parte egli prendesee nella gloria del giovine. facilmente p e ottenne I' assenso . nissnno da noi d stato1omessog& quelli.

Giasone adunque bramoso di acquistar gloria. percimeM i que' tempi navigavasi con barchette . non d e n d o però la cosa insupecabile. lì qual cattivo affetto nasceva in lui da questo. gli mise in tegta questa impresa. e della impresa. a cui era la nave destinata . si mise ad alleatire le cose necessarie ali' opera ( I). &-e a quel tempo il Ponto abitato da genti barbare e ferocissime. che suo fratello coll'ajuto di quel figlio una volta o l' altra invadesee il regno. che cm naviglio andasse nella Colcbide a portarne via il vello d'oro ceIebrato per tutto l'universo.e batn d .Chiunqicr pcm3 vide alloir p U ' opera ebbe a i &mene meraviglia. di modo che a non p-bi giovani di somma m l ' ~ I l ~ ( 8 ) Ncredo fmor di luogo avvertire. temeva . c b quelle che dalla esposizione de' fatti positivi risulta. e del4 nave medesima molto per tutta Grecia 6 p&. e di commerci~. ma sperando anzi. riguardano la rpedizione degli Arsnnnzui come una impresa di scoperte. comunque pur lo ritenesse alcun pom la diBc6ha dell' impresa . e diffamate per la strage che facevano de' forestieri : pez ciò dette senza pied.gittasd& in tanti periooli avesse dovuto soccombere. che molri oggi siudiol dello storia antica nel senso di trovarvi p& importanti uotizie. E ppimieramenfe sotto il monte Pelio fabbri& una peve . s per ogni altro apparecchio di graa l q a maggiore di quelle che l'uso allora portasee . . ed ofhado al giovine di fiire le spese necessarie d a spedrzione . Però occultando intnnto un taL sor speìto . C & avendogli la natura negati figb mischi. che tanto pid celebre nome avrebbe ottenuto. per mole .

che tutti avrebn bero vendicata. che gli antichissimi. Ercole e Telamow .poich&gli Antichi chiamavano mgon ogni cosa lesto e veloce. avevano ahitudmi e modi di penare assai diversi dai nostri. e finalmente lo stesso autore e capo della navigazione alla Colchido. d a . La nave fu chiamata Argo. che quella dello storico P Dtonisio N&io slm I' area dato sii quando Diodoro ncrirn. figlia di Sceaeo ( I ) .) Vorrei. e tutte furono m e w insieme le cose necessarie. Giasone dal numero di tutti quelii che si erano offerti per andar e c o lui. come a modo mostro possono chiamarsi gli d r g w r a u ~ i . e Samo. se alcuno si Gsse avvisato di artentare al suo pudore. che 1' aveva fabbricata : il quale. Fi-a questi erano chiai. li portò al Sigeo. onde ripararne le parti. (a) ApoUotuo Rodio non J i ad Ercole questo carico : ma varrebbe pih l' autorirh d i un poeta. . che ne restassero danneggiate. Or&o ed Atalanta.ò dicono. e non più. si* come alcuni scrittori delle croniche dicono. Fatta vela da blco . promontorio della TBoàde. &e s m o n ~ t i terra trovarono a . da Argo 1' ardiitetto . Tutti que'signori radunati in&me scelsero a comandante supremo Ercole. rapevano ancora rispettarle ove non proponevami qwrt' oggetto. (1.issimi Castore e Polluce . andb cogli altri. Alcuni pe1. dice il Vesselingio. che fu chiamata Argo dalh insigne sua velocità . . . 11a&taa era u' eroina. e passati oltre CAm . una tempesta che sorre . Quando la neve fu compiuta. e i figliuoli di Tespw . che Diadoro avesse Lisciata a easa A t a b t a come più ~~~~~~~~ute fece ApoLlorrio Bodio Egli mon ha probabilmente rifleituto.=l9 wbild Venne vdglia di aver palle i quella sped' ' n 1z1one. pér essere il primo in eccellenza di valore (a). scelse cinquanta quattro de' più distinti . . e che mentre trovavano dappertutto donnq per aver figli.

secondo che dicesi. usci dellrma il nome di Esione. per la cui esecuzione egli a 'titolo di pre+o promise ad Ercole alcuni suoi invitti cavaili. o di rimanersi coi genitori in casa . indi entrato in città si ofI3 di ammazzare il mostro. e legata l' abbandond sul l i d i Capito per fortuna E r cole in tal momento sul luogo . p r la seguente cagione. Indi fitta arbitra la donzeUa o di seguire il suo liberatore. re de' Ttojani . E il re spediti messi ad Apoilo per consultarlo. il quale informato dalla fanciulla del caso. ed Ercole di fatti ammazzò il cetaceo. e soltanto allora p o w finire. Tutti adunplie colpiti dalla grandezza de' mali . radunatisi insieme andavano cercando che rimedio opporre a tanta disgrazia. e gli agricoltori dei campi stesi lungo il mare spietatamente ruinasse. su cui la sorte fosse caduta. dal fondo del mare spinse sul paese un enorme cetaceo .Desideratissima arrivò B Laomedonte questa proferta. che tutti pelli che che stessero sul lido. quando si esponesse ad essere divorato dal mostro quello de' figli.qude sciagure succedere per lo sdegno di Nettuno .ali gra- . atteso lo sbarco degli Argonauti . Esione preferì di andare con Ercole .del w g u e . e le campagne delle biade con ogni sorta di caiamitdi. Nettuno per la tanto nelle favole d e cantata costiusione delle mura di'l'mja sdegnato contro Laomedonte. ebbe in risposta tutte .920 legata sul lido una vergine. figliuola del re : onde Laomedonte sforzato dana necessi& consegnò la vergine al popolo . E di fatto quel mostro infestava la ~ l e b ecolla peste . non tanto posponendo la ragione. la slegd . . Assoggettati pertanto tutti al giudizio della sorte.

qdanto pac liberarsi dal timore di trovarsi un' altra volta nello stesso( pericolo. sposata in seconde nozze Idea. il solo tra i naviganti . si facciano ' v06 agii Dei di Samotracia . re degli Sciti . Una furiosa tempesta vende a turbarli appena rimessi in viaggio . Poicb queila tempesta h cessata . lascici a Laornedonte in deposito Esiw ne. s imbatterono in due giovinetti a mezao ' corpo sepolti in una fossa. essendo di sbarcati in certa con~xda Tracia soggetta all' imperi0 di Fineo . mentre ornai disperavasi delia comune salute. che conoscesse i misterj delle iniziazioni. la . se mai quel mostro ritornasse a minacciare il paese. e i cavalli. non senza stupore de' riguardanti si videro due stelle . Erano essi figliuoli di Fmeo .una e gti d h i 4 suo ritorno dalla Colchicle. i Ercole. aolmato di cortesie e di doni. e crudelissiniamente flagellati. in certissima prova. 'che per provvidenza degli Dei il pericolo era cessata Quindi nacque per tradizione il costume presso i posteri . figliuola di Dardana. che quando s alza procella in mare . per h quale mosso era il padre loro a trattarli'sf ingiustamente. quaì' un tanto ospite meritava. fece un voto agli Dei di Samoti'pcia : onde ali' istante quietatisi i venti . Orfeo . che sono presenti Castore e Polluce.aa t7 tltuditle +l ricevuto benefizio . tanto. per h quale. e se le stelie compariscono . e di Cleopatra . W Fineo. ' . e partì mpli A r p ' nauti per l" impresa già divisata. si tiene per sicura cosi . riaerbandosi di ricuperare l'. e le calunniose sue accuse erano Ta ragione .poggiarsi sulle teste dei bioscuri. e la petulanza della madrigna .quale dicesi da Orizia partorita a Borea.

quel re le avea prestata fede. ammaiiato . che dato mano alle armi corsero in ajuto de' giovani. e consegeb il paterno regno ai figli di Fineo. che casi. Ond' 8 . u a t u d e . il quale l sottoponga a gtavissima pena I suoi 6gli . raccontata il motivo. chiamansi i hrelli di Cleopatra . pMgBr0nO d -W ' liberati da tantb male. ed essi furono i primi. c i e c a e g ogni moderato desidelw. suggerendo loro. . Volevano questi giovani punir la madrigm con ignominioso supplizio . Trovamusi tra i c o m p gni d' E m l e anche i Boreadi . Ercole valorosi&mente combattendo . iu tanta pena trovandosi . che ne secondava. mossi d a parentela. Quando v e ' due -prati videro balzare a terra vicino ad essi Ercok e i compagni. 1' ajuto d ' e . che non avessero ed entrare nei fitti altrui . dicendo non esservi alcun padre. Poi impadronitosi d e b reggia . il re. e non pochi altri ammazzò. e tolta Cleopatra dalla prigione. come se fossero stati Dei . intimò Iuro . anche Fineo mettevasi ia ordine di battaglia . si pafero. per cui in d modo contro loro 3 padre infieriva . ch'egli ha per essi. ove gemeva. che piuttosto spedissero m s i in es n 1 . E come acarsi in gran numero i Traci.%l% era di caste. la mise in libertà. se la enormi& de' loro delitti non sia giunta a superare l' amo. e mtte le loro catene a quanti Barbad opponevami diedero morte. avendo essa pci -i t i figiiastri. come se le avessero voluto ignamiaiosamente far violenza pm compiacere ala loro m&. ma Ercole ne li distolse . Fineo n m senza mal umore venuto inccmtro a quei& ospiti. ad implorare .

Questo oontegno procacciò Pi figli& di Cleoyatru pmu> i Traci lode di modestia. e a lui lasciassero 1 arbitrio di d ' giudicare della pena' da lei meritata. e di equità. I . E cosi fecero in Gatti. Dicesi però. ed unifonne : e pmid noa dee essere meraviglia se nel riferire que' remotissimi accidenti i poeti. che i fd di Fineo consegnata h cura ii del regno alla madre andarono c e e v i argonauti 4 i quali dalla Tracia passeti nel Ponto . Se. ignorando che fierissimi UQmini abitamero qml paese. appidaroaa nella Chersoneeo taurice. e lo Scita 'fece tagliar la testa alla figlia. Avevano que' B a * ii &urne d'immdere a &na taurica quanti ospiti id erpita~9e~'o.aciat. Nelfatti sntichi&mi la storia non & in tutto schietta . e che qu'el vecchio ebbe poi 3 p t i g o 'medaimo da Borea . che di poi e Ifigenia. e cosi pure. sacrificasse au'ara della medesirna tutti quelli. qualmente i f i & ~ l i di Fineo furono dal.n 3 Scizia al padre di lei. che in alcune cronache B scritto. che le renivpo in m n a . e gli altri scrittori non sempre si accordan tra loro.0 in Assa. padre acaecati . far acqua fu dagli Argonauti l. . che Ercole do in terra a. sacerilotessa di quella Dea.. pmam i medesimi si dice .

ed essa 4 quella. che de' forestieri in qnel paese facevasi. Fu 6 dunque dappertutto celebre per la sua crqdeltà.indi fabbricd un tempio a Diana . in luogo degli animali salvatici mettava gli uomini Era inoltre esercitatksb in c o v porre farmachi mortiferì .Perse nacque Ecate . mwsiraaniente che -qnesta digressione si acconcia a a ~ Ù bene colle imprese degìi Argonauti. primiramente fece morir di veleno suo padre . Di tali suoi r i m a t i poi essa &ceva k prime prove nieecendoli col cibo . Gli Argonauta' lo rapiscono ooL el a i t di Medea Ptofssis di C&UUO. jro E qui. e in fiereua. che presentava agli ospiti. e ne usnrpb il regno . ~ a ~ o m t a adwqae. e dove non le si presentava preda. biamo spiegare le cagioni di tante A r a @ strage . O g n u ~ o di costoro si distinse eminentemeute in cnidelti. Incontra di 9 u e s h con Giasone.w n e - de' sacllacllfizju ~ nella T d e . che avessero ad essere sacrificati olia Dea per vittima i forestieri ivi capitati navigando. che il Sole generd due figliuoli si &a. e altro quello della Taaride. e Perse. In seguito mPPitaesi ad Aeta . Storia del V l o 6 oro. poichb la ragione ileh storia il ricema. Da . Era costei dedita alla caccia. che . donna che superò il' padre in audacia. nel p a l e stabili . che ritrovd l' aoonito. Quindi giunta ad essere in tali cose maestra. il primo de' v a l i ebbe il regno della Colehii . gli partorì due fìgliuok. C&te e i &dea.

andò ad abitare in un promodorio d Italia . che dalla mah dre e &dia soreiia fu istruita d'ogni qualunque e&-cia de' composti h a c h i . a cui le loro vite fossero esposte . che abbandonato il P e t o . nella quale pose sua sede. a modo . e P e&ia delìe medesime . 4 costume crudele d' immolare i forestieri. e1. ma che di taie s&enaa essa fece un assai contmrio uso . che anche al preseute si chiama C G o . Quindi . Circe h data in matrimonio ad un re de' Sarmati. e Dieeoge~s l chiama da o Metapat1. che a l a oi chiamano Sciti . e faggta per 1 oceano. DIODORO IL L tomo I5 . fu cacciaia del regno. rd un §glinolo . ed occupatone il negno . e molte volte colla p d e n z a sua a liberarli tisa medesima dalìa Aeta anch'egli teneva fermo prigione. ad occupare un' isola deserta .225 b n o Cùae . Circe applicatasi con grande studio a comporre medicamenti . necondo che wseriscono alcuni scrittori. da ogni pericolo. molti esempi ìasci6 di mdeltA e di violenza contro i suoi sudditi. e scongiuri impetrando dal padre la salvezza de' condannati . scoprl k n i d 'natura di varie radiche. e Medea . Altri storici dicono. ' a Medea raccontasi siwero. perciacchg a quanto le aveva inqpato la madre aggiunse col w o studio assai pitì cese in questo genere. e a farli +m. andò con molte donne ' che la seguivano . ma essa fece morir di veleno il &t0 .l' ebbe porne Egialeo (I). imperciocchB sempre la impiegò in liberare gli ospiti che aapibssero in paese. tanto per (I) Q u 8 ~ dri chiamro Ibsirro .io. che m fatto di taie arte non poteasi desiderare di più. ' molte volte con preghiere.

quanto per incitame& di & h t e . ricoverandosi in t ceico teimpio &l sole. Dtonigi rnilesio B . Ma essi sono p ~ e t i . Fu iu quel tempo che gli A r p d kqmmata h Tamide di notte approdarono in 4Xc0. 'e lasciato presidio opperkuio alle navi. Q ì G d bamtcatn Me&. essa eadde m et di p tn tendere ad essi insidie .. e percid Aeta la &ce gmrdme da sentinelle. i lei manif-o quai d & m ahbiaw venendo a que' laogiii. e Gksone le di&parola con di averla per tutio il di sua vita a sposa legittima.quegli. Medea promise di fedelmente adoprarsi onde a buon fine 1' impresa lom conducaaero. che ha fatta la storia di questa spedizione e lui s i e p e in tutto questo ugomeero il UOSLM aulore.nte poLit fqgim. . e p~videndori essi degli umani sensi della d d a . coma parlando della ceie delYA& e della Eiiopia aveva seguito dgnturchide. vaino. . con Medea ad in rdel v& d'm: I (i ) ApoUonio Rodi0 . Ma siccome ogni giorno più v& visi i Medea crescere il p i o p n o a l vdontA. ov'em qeel tempio. ai quali trovasi esposta per parle dd padre a +ry M a sua pietà verso i f h e n Per la che Eacilmente i' 8ima e gli albi ccunpndendo i p p r j interessi'. sua moglie. situato m va del mare. CiB wneaizata. vennero da ema infow~tid$l'oso atroce . ed ella manifesti loro del unio suo i prriodi . mentre ntrra aarifiewdu al bosco di Ecate. di scinnrre gli ospiti. Se nen che C& non ost. e YaLHo Placco s u p p q a a e t' Meontru di Ikdca con Giasone e gli AtenaaiY. cBe andava enaedo sdlido ( I ) . esecrn<lo -or notte. e la dle inc~iilaaioui dd genitori . e precisame&? al luogo.&e l di xptnrak h . die ivi -.

Poco dopo I' o~acalo 1 Eece sapere al re . che la domaella cadde nel Ponto . venivano d d ' Europa traap-ti me&' Asia . conoecrdla a quel Dio.vita . ed aveseero partatb . fa & quel. fossero 4 capiti& cwt' uni ni nave. e mentre zion m s a avve~timentodegli Dei ed memo dell' a* i d$. s e o s i per ogni p~te della tema la fama di st etiwce. che raiieblie morto. destino . vello d' oro. per la q mente i onde appunto. E questa. dtre l a neturale m a d i t a . che per equivooo il nome di T a i r i ..quel vello. il v a l e da b i ha avuto aiante. ove per ordine dell' oracolo sa& orifid 1 ariete. E violeutemente tratio a significase u la stranezza de' Inioi .da& Tautide : le qua& cose . e che un drago vegliava presso p 1 vdlo. e coei il rmdo scempio ahe fi- + . Con che ve&si. che Ftim . Impesc i o c a presso i medesimi si C detto. n i m m *forestiere ardisse metter piede nel paese. occorre per ben conosccm h presente isteria.q &q. Narrano gli scrittori. C vi porre un foiae presidio di soldati i t t i venire . &l quale giova p pii particdarmente panlare. e ne akbccò la pelle nel tempt'o di ' Aiarte. che era quello de' soldati. par salvami d& insidie dalla r n a d r i p fhg@ di Grecia ansieme c m Eile ma sorella . onde i p d n omettasi di quatu. sucedette .re immalrwva spiela cagione.tori spiranti fiamme ddle narici. figliiolo di A%* mante. cbe alla C-dia del tempio stavano . Fem in* cimondare di grnssa ed alta muraglia ape1 tempio . diedero occasione a' Greci dì creare un gran uwnero di prodigiose &azioni. Frisso intanto fu portrrtb sano e &W d a Colohide .

essenda mite . l'avesse fatta dorare. awertiio dail' oracolo qualmente sarebbe morto quando gente forestiera fosse venuta a portar via la pelle dell' miete.008 carasi de' fonmieri.p r d o come figìio . e che inamontosi di qoel giovinetto . che F m feae il tragitte rapra ano nave. che erprimeva la natura di ana belva mortrnosa ed o+ tibI1e. lo ebbe in dono da h . fu impiolato agli Dei. secondo i' uso.fossero tratte ad invigilare attentamente. Ero q e s t o non piJ di settanta stadj lontano dalla città. e la sua pelle. che chiamavasi Sibari illustre per la -corte che tenevanvi i re de' Colchi. Per rimi1 maniera il nome di Dracone. Ali' appressarsi. fu att i c t alle m+e rcaa del tempio. il che va01 dire ariete. Imp e r c i 4 aìctmi dicono. a chi t! nuovo nel navigare sì comune. . diede a' Poeti mexao di confonderio con quello. Dicono poi che Aeta. queste daiio splendore di veli' on>. d a cui prora era scolpita Pimmagine di an ariete. genero di Aeta . Altri raccontano. apid in Colco nel tempo. erasi appoggiata alia sponda del legno. ch' erano chiuse. e che Eiie era cadnin in mare. se lo adouò e per erede e euccessoie nel regno . ih cui FNso col mo ajo fu preeo . Ma di Pte i lettori hanno a credere p d o che v~gEom>. intanto che l'ajo . iSh difikrente origine ha la &v& di FrisPo. che il re degL Sciti. diede origine &a h i o n e de' tori spUaPti hoco. che era il cooiandante incaricato della custodia del tempb .' d porte. onde avendovi poste p i ac die che la custadiwero. che aveva nome Crione. Medea p d ò e t . menbe trevagliata dal vomito. cme I n h t o Medea serviva di seorta agii Argonauti verso i1 tempio di Marte.

erano g corsi ad awisare il re dell' assalto . fece. viso assalto cacciano in fuga. e trovatili presso il mare. vw leno il drago. NO Medea aveva perduto tempo. voti agii Dei d Samotracia . che fingesi stai4 vigile nel tempio. ed egli preC a que'soldati che sul momento ebbe pronti. che con assai valore combatteva . e Ghyco. Laerte Atalanta . come prima . Ma nel mentre. I1 qu$ fatto dando 'paggior cmggio a' Greci . ch* i / . . più fo~emente si gittarone addosso ai Colchi. e questi fu Ifito. e dato loro addosso irnprop viusmente . e i Tespiadi. inseguì i Greci. I Tauri. Se non che Orfeo. E giA erano in mezzo al Ponto. e finita l' opera scese d mare cou Giasone.==9 in l i n e tanrica alle guardie .. De' greci principi però restarono &riti Giasone . a modo . m& dei Barbari ammazzano. e rapito il vello. fuggiti del tempio. e m le sue spire awolgente quel vello . . e nel conflitto restò morto anche il re. sto che possono. diedero le vele a' venti. cercano di ritomaiqne aiie navi. fratello di Euristeo . e i venti si calmarono . che tante prove ordind ad Ercole. ed esse senza fra- +dugio aprono alla figlia del re. che Medea in pochi giorni con erbe e radiche dicesi aver guariti. e nella fuga stessa ne ammazzarono la massima parte.d una orribil fortuna con gran pericolo di perir tutti. piA pre. e gli altri costernati per i i q r o * ' . facendo moria di . da Meleagro f m n o tutti uccisi . Ma irnn~ntinente a spade nude gli Argonauti entrano con impeto . Poi portate prowigioni siilla nave . quando d'improvviso s'aL. che da grosso drappello alcuni di que'Barbari per ogni parti! circondati vie pih infierivano. che li volsero in fuga . uno degli Argonauti uccise .

e gratitudine agli Dei .. r ) . Perciò ce+ eassero . volgono . si fece vedere presso & aab ve. Disse pure. tuffossi di bel nuovo in mare. che in ctwsiderazione de' voti di Orfeo. e profetar Glauco prima e h . permettendolo gli: Dei. Istituzione dei Giuoclzi olimpici. per benef i z i ~de' quali due volte erano gijl tenuti salvi. ove colle arti di Medea ingannato Pelh prendon zrend&ta della strage che costui fdta aveva della famiglia di Giasone . da esso l i credut~ u morto.' e due motti accompagnandolo. gli Afgorrauti giugnessero a Colco . e presagiva il fntuto. ci04 figliuoli di Gioe .gfpobsio Rodio fa venir fuori. loro appariva . che ne m b b e ritratto. e per due giorni . CAPITOLO XX. Sacrìjìzj degli Arpnauti alle locche del Ponto: Eom arrivo a Troja . ad h l e p m d i le fatiche. Cost detr m. che i -Tindaddif si sarebbero chiamati Dioscuri. la nave a terra . e il premio della immortalità .di toccar presto terra . in ossequio.~3 o chiamano il b i s o ( i ) . che sostener dovea w e H imprese eomandatqli . e che presso tutti i mortali conseg9to avrebbepo k> stèsao onw degli Dei. Quindi chiamati *a nome ad m o per uno gli Argoaauti . e vanno in Tessaglia. fece 101-o intendere. che ammazzato il re prendono: Sciolgono i loro aoti in Samotracia . e di adempiere i voti promesi . ove d o r a regnava Bisa Giunti gli Argonauti alle bocche del Ponte. da cui tiene .

in cousidemione d'-i dirnostato di animo giusto : poi fatta seco amicizia parti insieme cogli Argonaiiti.miorne i c di Bimzio. superata la Pmpom t& . i dicono. Accintisi pertanto con grande maggio gli eroi e combattere. Ercole fa doaiadsn . e non con q & degli Arso- . tengono per luogo di religione. poterono e avendo essi all'imp~~wiso scappare veiso il mare. dove minutamente raccontarono agli Argomti tutto i'oooorso. Sonovi perd tra poeti alcuni.. ne diede unasa T d a ~ o n . ed a+ e vertiti ddla vdonta di SUO pa& . e tenta con insidie di fir morii. che della c i d erano usciti insieme col . 4 qnd &segno ebbe in a'uto mtti i suoi figliuoli . E @i a h t i altari scio+ i a no i voti agli Dei. gli Argonaut. li salvò : giacchh uccise l guardie . Priwu. e 4 E2lmpont0. Non però si ristett'egli dal prop s i t o .13I il . e fatta aspra battaglia . . Ma il parere di Priamo non fu accolto. e l' altra ad Ificlo . & aggigiorno i naviganti che p-o. perciocchd uccise Laomedonte. poi con subito assaIto prese la citd. Di -1à partiti. e mani ' dati alla città Ificlo e Telamone . l tuatme i eok. e consacmns il luogo 8-0. e portate nascostamente alla carcere due spade. varino ad incontrare i Trojani . eccetì. che si do~essemrispettm i diritti degli ospiti . i cavi& ed Esione. che Ercole a cagione de' negati cavalli espugd u Ti-oja coiie armi proprie. valorosamente vincono i nemici : nel qual fa~toE m l e saperd tutti $i alEh . approdano d a Troede . e concedette' a Yriamo il ilegno . punì i complici delle fraudi del s e . e cosepare Esione coi p m e s s i cavaU. il quale era persuaso all'opposto:. Ma Laomedonte me& in prigione i m w i .

con eroico valore la vita. e s d a testa del medesimo chiamando le m . che sonori veduti al cap. non'defraudiamo di nulia i suoi leggi~ori. che vi si coneeic vano anche presentemente. hperoccbè trattasi al foce$ del re (3). in età ancor puerile (a). ( n ) Anche dpollodoro parla di questo fanciullo.& petto. Or Pelia credendo essere questo il momento opportuao di far JS&FC ~ u ~ a t i a lui parevario aspirare al regao. xv. e vi Y credovupo prc-6ehti gli Dei buteliri d e h fppligb.più o n W imprecazioni. obblig6 il padre di Giasone a bere il sangue di toro. E inutile ricordare. che Giasone W' suoi c o m p gai era perito ne'contorni. di sopra si I! accennato (I). oude avesse il premio conveiJ . E' come volevasi pur morta anche Anfinome sua m+. e che andò all' inipresa aon sde 'sei navi: -siocor.niente alla sua empietà .. e cosi teimini. ed ammazzò Piwaa. quando p . e dqmero nel tempio alaune fiale . con bna spada si h. . Nissuno # d e ' Commenutari ha fmle qaesia oiserrazione. Come pub Diodoro aver commessa si inutile ed inopportuna ripetizione? Togliendola di mezzo 'per onor reo. (3) Apollo&o Rodio chiamb la mzdre di Giqune col nome di *Alcir~rede altri le danno altri nomi. Era peranco ignoto il ritorno 'degli eroi.frateUo di Giasone s i e s s ~ .TewgLa si sparse voce. ivi ancora sciolsero i loro' voti agli Di e. Dopo questa impresa gli Argofuiuti della Trode i& in Samotracia. . virile veramente e degno d' essere rammentato. In questa maniera pertanto tutta la famiglia di Giasone dai ( I ) Qui nel t e s ~ o si citano. del Ponto. di lei narrasi il seguente fatto. che il : ' focolare presso gli Antichi era cosa sacra.nauti . e s riportano di naovo i v i & di Omero.

235 s .madre Ecate. che si desse addosso al n ' i m t i n e n t e . che tante forze .Di. ma che poteva ora farne valere l' e%& per dare a' scellerati il debito castigo. e di conse gaare senza alcun rischio nelle 10x1 mani la c i d Binàui~aronogli Argonituti tanta profata . Indi espose agli qoi il modo . e dom. avere . e parte da Circe sua sorella. Medea si & di uccidere con astuzia il re. Piaceva ad alcuni. trovati da sua .andato in che modo peusasse di eseguirla .In mezzo a tale esitaziane. wn lungi dalla c t à . attenti da u alto sito sul mare. i quali erano di forza stupenda: ch' essa hon se a era servita mai ' a danno d' uomini . onde casi opprimerlo . che cinquantauomiui soli potessero superare un re. essa rispore .vuoto di dentro. Quindi pggiufta un simulacro ài . qiiasdo sorse qualche dubbio a h sospendere l impresa. .mtte#empo prem porto in Tesmglia. . ove stessero . stipite h i i t t a . e fare una guerra comuae. e vi p n e varie specie di f a r de'suoi . non parendo loro possibile. da facilmente m&mì da essi. Ji aveva p w ~ t iad . con fiamma se di notte . c m cui dovevasi assaltare il r promettendo di dar loro il segnale d w & reggia con film. e tante cittii ~oqedeva. se di giorno . ma in sito da non e k r e cwiervab dagli abitanti it L esia . ed inteso in che fanesto stato fggqepo l cose e chiamb in suo ajuto tutti i c o m e . Ma il h # o pegò pnsto ii fio di tanta scelleratezza :-Unpm~~hd avendo Giaame di .MCO gmssa prowigioiie di veleni. e @ asdtar Pelia a costo di quaìque pericolo. mentre n & di simile si aspettava: altri pensavano pitì s i c m partito il raccoglier gente dal paese di ognuno.

estimandola per donna invasa dal Nume . Aggiungev& poi . gia . in cui era . oude negli enimi della maltitndine eccitar *ione. C del re.. Poi in a m o mmvigìioso modo compsto il simuc lacro deila h a . e gl' impartisse ogni altra cose atta a . e re mentiv la cita era tuttii -Fa. peem da una specie di Eurore fanatico. ma che preseiltementa s e t avea na clo re . . che h Dea doveai accogkile da tatti pia-te: percibcchk per h d a t e e della eitttì tutta. a h essere stato ordinato. ed essa alta. du' paesi ifYerbmi d t a ora ad essi colla awentura. e il mito. Medea dintrdusse nella mgy. ch? facilmcredettero la Dea essere eptrata neUa eas& del re per colme tutti di felici&. r ie suoi prestigj alle figlie di lui sale stupore iasitiiir) . E per tiemmeglie ingannare . farlo vivere beato.334 -&i . mente clictiiard. e gli restituisse il viape della gioventu . e con upguenti si fa divericanhti i CttpdIi . GiB tutti e c m m a n o ad adorare h Dea. aod che o e h a predene P aspetto vero di un8 v cbia.avasi stupefatto a si strano dieaise. che con certi medicamenti Pelia togliesse della vecchiaja . fatto giorno ehtrn in ci* Il popolo non urdb molto a farle& iatarno don gran c m o r s o . ove e Pelia empi auch'esso di ~ u ~ ~ ~ t i * f oe ico' . intenti in ogni p t ad egoriirla con a a d z j . e le cerimonie del culto a h i convenienti. andava Medea predicendo che Dia. e ben voluto dagli Dei. e il corpo tutto pieno di crespe e di rughe. Medea . 9 pib santo di nihi . onde fissare ia questa cittA in perpetuo il suo santo simnlam . E come il re mosh..poic tata in ooachio dal dmpm era volata @iper mola: paesi del mondo.

che il r onorasse joar e mamente Medea . onde restituita al primo suo tigore . e i'acessem quanto essa peeacrivesse i& . che ne met- . e &e cedesse vero tutto C& & e s d diceva.235 promise. dai quali pareva . Bnde le p r e s k o opera.. pew sando egiiw che per p w i d e n z a degli Dei fosse stata mutata aella f m di una giovine vergine. e lavandosi coll'aequa tutta qneata . gli suggeii che desse ordine alle figlie . t o k alrungnento . che la Dea trasportata per aria d& l~giwi degl' Ipeiborei w n h cdme ospite presso Peli&. quest'offtcio conveiiiva bensi dle sue figlie. Or questi fatti esse~idocoiisiderati come eccedenti l' umana hatura. esse si'ritird in una camemccia . e di stupore empi tutti . Disse adunque Medea . tenne innanzi al re . rnafidandogIi di I c una tanta grazia.Medea loro ordinasse in ciò cbe appartexieva' a kurare il corpo paterno. mentre Pelia dormisse. esse furono pronte ad ubbidire. in conseguenta di che srdiaiito ad una &&e itgtie di Pelin che portasse e c e a pdia. che gli avrebbe data prova ddìa verità de' sud detti imhiantintnte con'cid che fatto avrebbe s a i propio mrpo. e questa avendone portata. le forze . di che si era unta. che si prtserìtassenj agli occhi dei ciYco9tanti gli spettri dei disagoni. N& meno presto colle arti sue \wvdiche fece.che eseguissero qualunque cosa. agevolmente n a u p . era necessdo . che all' imbrunir della notte . poicbè . . ma non ad alcuno de' servi. Nel tempo stesso secretamente parlando con P* lia . )i a per ottenerla occo&ndo di mette* le mani sul corgo 'di lui . Laonde avendo Pelia cornandato espressamente alle figlie.

che teneramente amava suo padre. si fecero s l olecite di eseguire quanto intorno al medesimo era loro stato commesso.e soia ( I ) . ma finge. e ~ ' ~ r e s t i g j di vari farmachi trasse faori della caldaia u ' apparenza n di -elio. chs fuggi a Fera da Aàmeto . che la mwguiva. ponendosi sul focolare di lui per salvarsi da Acarto suo fratello . Ma non si sa sn qual fondamento Pakfau dica cib . Percib gli Argonauti veduto .da lungi il se(i) Pakfato sella m i rtoria delle cnrs incredibili Ueae Alosrts per complice colle alice sorella della morta del padre .essendo altronde certa. indi fattane un spello. onde in-rito possano giungere coloro. non d i t o Medea metta i pezzi del cadavere nelia caldaia .h denti una certa preghiera. ' &e iispetto al padre Medea aveva detto.reggia. che s'abbhno a fare certi scongiuri alla luna . e con replicati colpi acmppano P e h A1eest. Medea pose a cuocere fatto in tanti pezzi quell'ariete. v b k nondimeno conciliai$ maggior fede con un altro esperimento. s'astenne dal prender peqe al macello. che ptkm 10 avrebbe cotto. va dilungando. Eccole dunque tutte in moto . pensando d essere bastmtemente sicure di C%.a36 tesaero 3 corpo a hdlire in uiu d d a j a E q a a m m p pelle donzelle fogsero disposte a fare di buona VO& tutto cib ch'absa diceva loro . Del che contentkime le ragazze. e a tal d e t t o mnduce le donzelle con fiaccole sul più alto sito d e h . che per rutta Grecia co~rrvrno vrrti iq lode della sua figliale picrk. ' ' . e dice. La qual cosa avendo non saiza atupow veduta . che dovevano invader la rocca. Tenevasi nella staìia del re un ariete assai v&o: essa lo pree dicendo. Mqrto Pelia. Ivi Medea nel suo dialetto d c o mormapndo .

figliuol di Pelia . ma p errore ingannate. e per mantener la promessa loro fatta le mari* nrtte ad illustrissimi personaggi. nd ad espiare l' atroce azione. coll' armi alla mano entrano nella reggia. Se non che scossesi infine erano per uccidersi da sè stesse. fratello di Leonteo . E promettendo di trattare benignamente ed onorevolmente tutta la famiglia . cd argomentando &e il re era gid morto. che nop per malizia. e dimostrò. figliuolo di Ferete . Anfinome maritò ad. ch' avevano l' ordine di opporsi.a37 p a l e eonertato . Andremone . (1) Rwir~no memorie di d b s r t a . le impedì dal ciò fare . chiamato a cortcione il popolo. i tirone 9qse da dolor sì profondo. la successione d d regno . signor de' Focesi . giustifid il fatto. Appena le figlie di Pelia eimano discese daii' alto per mettere a bollire il corpo del loro genitore . confortandole col dir loro . prese anche cura ddle . che ingaulett dalle imposture di lei avevano commessa. e superate le m i r ra . aol c o m p p t o da tutti gli & nobilissimi giovani. uccide* do le guardie. co~oc6 Evadne in matrimonio con Cana . che nou e b b r a forma di pensare' n& a vendicarsi di Medea-. quando G i n e pi.figlie del re. come contro g6 autori di tante ingiustizie si era proceduto assai piit dolcemente di quello. che d' improvviso comparso negii appartamenti della reggia G' iasone . che era nato di Cefalo (1). e nullo delle dtp figlb di . erano esse cadute in tanta c a lamitil. in isposa ad Admeto tessalo . che si fosse fatto contro di lui Quindi data ad Acaato . M sera.endendo pietd del loro fiuiesto caso . frettohi accoimno alla città . ch' era h maggiore . Imperciocc& diede Alceste .

il -1s . padre di OsriCo. Pb di EyaZIIc. mata I f i . che Cefalo avesse on figlio chiamato Cana. di cui se fu fratello Leonteo. Igino annoverindons tre o qtmttro . notissima presso ApoKo&o e Pausania. fiori. Il Yud i n g i o .$3 6 Ma dopo. Gli ' altri Argonauti . . secondo Apollodoro. consacrò a quel Dio le neve Argo (I) . oltre Alcedc . mise sotto i nomi di Asteropea. di cui fu figlia Laerte. e Pmuania dice chiaramente. L vero. Dme poi ferono anticamente Ic E d m i .npwmi di Arundel aveva faua una postilla portaoie. non pone i nomi n8 di b&nne. &e d i esse non ha mai letti i nomi presso nissun poeta. Jifilia di Pclia .e siccome ivi incon& molto hvore presso Cmnte. . emndo sul punto di restituirsi eiascu~ mo alla loro patria. di r h i n p i insieme c m giurammto per socaofiersi scamr bievdrnente. onde il Cefab de' Focensi pare diverso dal figlio di Dioneo. Pelia. ebbe per padre Ipponoo. l'alQuesta fu figlia d91Jde. ed aveva sposata Evadrre. Miconc pittore. troppo p m o . rtcquistabvi il dirittr> & cittediaanaa d indi in poi abitò fra quel popola. nui nella Fopide. che N i n e r w wllocb drgo ira Iq costulkqioni. che ne ritrasse l'effigie. ebbero da Ercde la propsia . htaata ito co' priic* compagni ali' istmo del P$oponn&b. um madn di Ginrno. Gorge figiia di Ocneo . che Celeo fu padre di ArcesÌo. come k umane vikimde quando mano iaspetta pui. ma in Cefalonia. questi ebbe per padre Corono. ma'questo Andìemone eblz per mogli. a~iro#o di Cefalo e r a n<ocecìuto nel r k n o deila Focida a Deiorreo ruo avo. se.. da Ovidio chiatra moglie d i Cap-. che fa queste ~ s c r v a s i o n i conelude. k stato citalo Diodon> d a i n nieni'iiomo. o Ceneo. re di Cori-. ed i6 fatto m onor di Metkmo na sccrifizio. c h e Oeneo. chiaro tra gli Argo~ a t . e di +ere indtre un luogo queste cose e @ @ . e di Antinoe. o &neo. kn nissun luogo si trova. che a qud ~empo I n d r e m n e . : (I) Eraroctene dice. Si noin ancora .alcuno d' e avesrre bi& rogna degli ajuti dtmi. Capaneo .i.mr era %li uato iridotto in errore daila tradurione del Paggio. ed aggiunge . che quesio Ccfalo r e g d .

a comune iradunaiila di tutti i Greci . che poi per comnm conwnso ( I ) Qualunqne sia stata I' istituzione de' giuochi olimpici. massima ira gh Dei. C O S ~ a ben presto mise insieme un gmoeso esercito. ahc od ebbe i m i rafiontMihii ragicme pdiiies. cercando di fiir bene al genere umano. Liun& esbsendosi que' principi data fede wambievola p a tale militare alleama. e per la disciplina mibare. E siccome g d e ammirazione destata aveva in ognuno per l sua hrtezza . cbe proclamassero gli spettacoli de' giuochi. immune. da esso ut d a a o ~ i n a d o hO h p i a . e dedicarlo a Giove O h p i o . . o veradente questa ben presto vi si aggiunse. e rancrnnri per sacrir leghi r a t o quelli. ma qiwsta istituzione &lh mdul~ulza &-/ pica gli aacrebbe di moko la gloria +mima bronde dkend aeleberrimo presso tutti i Gcci . certo 6.che non occorreuero a difenderle. e premo asaaiasime città venne in tanta rinomanza. con caì Ritto il mondo. e t t o il paese consacrò a Giove Massimo . s$t per tutte le città i Teori ( messi ) . Il paese degli Eiei presso l' Aifeo p consense di tona la Gtecia fu. . Non poca hude sino allora pcacciata gli avea il valor dimostrato nella spedizione aipnautica . e bciata arbitrio i d Erale p l'iatip tuzione de' giuochi ( I ) . che molti desiderarono spontaneamente h ma amicizia. egli alle panegiriche solennit4 preferi sopra ogni ahro i campi degli Elei sull' Alfeo . quanto quelli . ed &tisi premj da conferirsi .' 3 9 8obilisimo nella Gmiia per la cekbrazime de' eoàenni giwchi . e si ofi+opronti a partecipare con esso hÙ di tutti i pericok. Egli h per questo. cha 1' asmlraswo wiilmente. Ed istituito certame equestre e ginnica .

deter. geme& . . che la distinguwtmo. ornata . ma eziandio per la p n r denza. e tante altre virtù. e il . Vivendo egli i Corinto .specchiatissirna non solo per la bellezza. di .-ti a A. Noi abbiamo gi& esposto ' quanto di favoloso si mcconta di questo Dio.240 gli fa. e wre successive awenlure. Dicesi. Merniero \ ( I ) ApoUoàorn . di che era. essendo essa. dnaao r podi fidi i homi di Ferere (a) I Clirodevm dice.lui solo. i poeti . Resta. Vendedì Medea. che tutte ìe imprese divulgate furono da. che alcuni mdettem tenutarl. e un te* 20. . con Medea de' figli.. Giasone presa d'amore per Glauce (a). e furono Tessalo. che fu L h d r o . che ora tessiamo la storia di Giasone. Strada singoìare. senza alcun m+ tedo d armi. in dieci anni di tempo ebbe dal n matrimonio. M .qpello di Crgwa. dagli Argonaicti nel loro rì&m. i due maggiori d' etA .to d t a i & d e . Pausania ed I ' . ed Aleimene ( I ) . favoleggiano. mandate a fhe.di Crsonte fu . Sciagure di Giasone. di etil molto inferiore. che il +ero nome di quata figliaala . la quale era figlia di Creonte. che per tutto questo tempo Medea fosse in gran fevore presso il marito . cose stranamente pi-odigiose.e .Palmerio a i aerw di propbsite o u r care le ragioni di p t dirsrrità ! ! ao . Ma come a poro a poco gli anni incominciavano a scemare la natia eleganza delle belle forme .

incendi6 il palazzo. circondati dappertutto dalle fiamme. &olto si adopen3 prchb Medea di buon animo si acconciasse +a vivere insieme coli' altra moglie . Ma di alau. che psieduto avevano al giuramento a lei fatto. che i figliuoli di . degna . dichiarahdo veniegli a codeste nozze . ma per dare ai figli m appoggio col parentado della casa reale. ktto intorno violentemente abbmciando.a4 f ed ancor vergine . Giasone misa sossopra tutto. perì mch' egli infiammatosi tutto a i solo toccare il corpo'dt lei. che essendo scampato dal pericolo! DIODORO. ne restarono vittime. Sonovi alcuni. non p c h è non fosse contento del matrimonio di Medea. . e cost pot& in lei P ira e la gelosia . non desistette dal wla fare alkttanto con Giasone . 1 16 . potè uscir e . la crudeltà. chiamando in testimonio gli Dei. che desiderasse di farsela sposa. e bandire dalla c i d ' Medea E& domandò un giorno solo d' indugio. vuolsi . Medea dopo esserle si ben riuscita la prima veridetta. ' ~ i a sory . che appiccatovi 3 fubco non potevasi piii estinguere . e pomi in salvo. Su di che avendo ottenuto l' assenso dd p&e di lei . e direm meglio. la quale teneva tal cosa per ip. e fissato @A ii giorno delle nozze . tomo 1 . la coi efficacia le aveva insegnata Cime. i quali hamo scritto.Medea presentarono alla nuova sposa alcuni doni awelenati . ma fini collo sposare la figliuola del re. poieh9 con arte venefica s era contraffatta . e che era tale. e che il padre accorso per darle ajuto . con certa radica . che presi . umore era Medea. e messisi indosso dalla medesima . ma Glauce e Creonte suo padre. l'arsero . e intanto di notte entrando ne& reggia ' sotto finte sembianze.

che Euripide fu rceusato d'avere fai&cqto il fato in grazia di cinque talenli avuti dai Corinij oodg rovesciando il delitto sopra Medeo liberar esri daUa infamia. e sopra tutto eraao -i perplessi per le g e p b tura data a que' fanciulli. e Filostrato. irel . ' cadaveri de'. essa pend di gib n &lo ip maggiore caamitd trucidandogli'i figli: percioec li. che gli storici. & &e. E parcbb Qiodoh abbia divcrsnmmte raccontato la morte de' figli di Medea. che a t s era sigwtà dei patti giurati nella Colchic. . . I Corintj e s e p h n o il detto dell' orawlo.. Quello cbe b certo. morti ( I ) .+ deUa notte con alcune piii fide ancelle fuggeda da Corinto. percbb una pesrilcnaa fpccva morir= 1 loro fietiudi. e dd tripode wi. e s aggiunge .- . I Cbrin~j fecero grandi funerali ai Qli di W & . . Presso i Greci valerrno pih i poeti per disseminare In hma buona o carri: n.e averne sepol~ tempio di Giunone i cadaveri. quando ciò per awaitura non ria. dovere essi aver sepdaira nel tempio di Giaeone e pel resto attribuirsi loro venerazione. scannò tutti fuor d'uno.' ch'ersi.Spo&a. Per la qual cosa mandarene. &. e L . ci L. . .Giasane intanto privo de' figli e . L' atrocità di questi fatti avea m w gli animi d' Corintj in uri p r o f d o siuv e pore. ' cbe dalla grandezza delle sue *aie abbauuto 67 pl Goll'emmazzarai da d. audh 4 ricoverarsi p m h l e 4 T . 4 oracolo per sapere dal Nume was fer dovessero d e i . riputando venir quel lbgello in ddla . che fu meglio informato giacchb scrivendo dopo gli altri area pamro esaminar meglio le cose. che pot& Wre.dau avuno ai figli di Madea hpiduidoli. dopo. . fa +W avere avuto il meritato gastigo .delia moglie . p a l e conviene ad eroi.m. i Corintj mandarorio a conrulìare I' oracolo. . avca promaaso di facsi vindice delle manata fede. non s i sa .i cui fu trwaud4Si c 0 b nuova spera. E (I) Secondo Apollodoro Pmcrank.in r.

e dal suo nome chiam0 T d i papbli del suo &unio. &sperata per non poter ricevere per albra alcun da liii.90 $i Ateniesi . Ma a cctginne delle . t'u ~ i a t a della città per delitto di vene6ci0.fwok mostruose. ma che tempo dopo. . che fu chiamata ei iu da Ippota . Qui non mi B @oto qnalmente &intorno &t denominazione de' Tessali si dà nan questa sala . .steo. figliuolo di Paudione . figliuolo di P&a . o d essere accompagnata ovunque gir v o k . che ad opportuno luogo iaoi accenneremo.e preso lui per marito m ebbe Medo. quando Teseo da T m n e yenne in Atene. A l c e avendo voluto procacciarsi @a pX8. ed avuta scorti da Egeo . e diede ai popoìi che goyernava 9 nome. a h gli raTittori dì tragedie inventarono sui conto di Medea . a & in Atene da Egeo. ed acquistd )omna laude di fortezza. P&a ritornato a 101~0 patria di Giasune .143 Tesaafe &iggito alla strege r a i a fu educato pressai n um kro. và &ere poc' anzi morto A=tO . Intanto avendo Medea trovato in T e h E & preso da h r e . Atri narrano .figlie di &onte . e che di C passata nelle pùi interne perti deH' Asia. fa deportata in Feuicia. grande varietà e discrepanza trovasi nella storia sua. partorì M d o . che dopo la morte del padm succedette ud r e p . con farmachi suoi 10 p r l di quel morbe: ma p i essaxido egli altrove spinto dai comandi di Eur. e che aveva t l d t i i proplj. e del commesso male d i i t n . e ad) l' eredità del regno dovutagli per diritto cli agna&me. il +e fu poi re dei M d . figli. . . ma diverse altre ragioni . sposatasi a certo rkmatiasimo re.

e scorso avendo molti paesi dell' Asia posti d Ponto . Dicono primieramente . e presso i medesimi h o da remotissimi tempi corre tradizione . e Tsetze lo ha ripetuto ! ! .loro nave per un 4tro fiume. di' essa c00d0aO seco Medo . Non pochi e degli antichi e de' moderni .dell'oceano . il quale era stato violentemente cacciato del regno da Perse. abitatori alie sponde. ed infine presso Gade entrarono nel mar nostro. C& ami circa quel 'tempo Aeta . Ma &'cosa troppo Imga il riferire rutti i racconti di quelli che scrissero -di Medea. che i Celti. che gli Argonauti dopo aver i. per òpera del nipote Medo che smmazd Perse. e trasportata per alcun intervallo di paese la . natole da Egeo. In prova di ciò allGgano le seguenti ragioni.venerano tra gli Dei in ispecial maniera i Dioscuri.apito il vello d'oro . Entraroilo essi nel Tanai . si posero ad una impresa meravigliosa e degna d' essere rifhta. h rimesso sul trono: e che questo Medo fattosi un buon esercito. che la bocca del Ponto era stata pimccupata con navi da A& . tn>~aronsiavere il continente a sinistra . ritorn6 salva CoMLide. narrano . e di Aetu . saputo avendo.dissero. I Per& àggiugnffemo qui piuttosto p t o resta a dirsi into&o alla storia degli Aigonauti. suo ktello . Cosicchh dal punto di settatrione allora voltando il loro corso verso ponente. . che codesti 244 - ( i ) E degno di orrervasione che dpollodoro non riprova cib che dicesi qui di Mcdo figliuolo di %m. occupò la Media . giunsero al mare. che gettavasi nell' oceano. da Ini cosi nominata (I). e vi navigarono entro sino ana sorgente. &a quali k pur Timeo .

h o n o loro una volta portati dal' oceano. o Eucsperide iecondo Tolonunco . b qneUa . pura preferisce il seconde . d o r a re di L . e di che natura fosse quel * mare . girono al mare Adriatico. ' . Dicono. che il continente al di p di Gade mostra manifesti segni del loro ritorno per quella via: percioc&& nel passaggio della Tirrenia trasportati alP isola . ivi chiamarono dal nome della loro nave il bellissimo porto Argoo . che &amasi Etalia . per uii alveo . ( i ) Trovasi ne' codici Esperidi o Euesperidi.Etruria . Dicoty . fu loro insegnato #da Tritone. ottocento stadj distante da Roma. che ora si chiama Gajeta ( Gaeta ). Aggiunge poi. e dai Dioscuri. h o ad ora non poche devominazioni tratte dagli Argonauti . I1 Ye~sek'qio. che in seguito fu &Q Perenice. che di là scorreva . o Dicono finalmente . mentre confessa clie la prima denominazione b sostenuta da un pauo dell' autore nel libro X V I I I . Iì tempo stesso prova. . che costoro pensarono faloo 245 . che nelie regioni vicine all'oceano:restano . e come potessero schivarne i pericoli : per lo che gli regalarono un tripode di bronzo. signende Pausania. e tal nome gli rimane fino a di nostri: Dicono. 'che la citta Edpoide. che pvsso Formia d' Italia diedero al porto il nome di Aeta . che per simi1 modo diedero il nome di Telamone ad un p. N& deesi poi qui omettere di confutare la storia di quelli . i quali di se^^ che gli Argonauti risaliti alle fonti dell' Istro . Ed aggiungono poi . che aveva certe antiche iscrizioni . Stefano. t nella. che dalla violenza delle procelle gittati alie Sirti . . e. e che non ha molto sussisteva ancora presso gli Esperidi (I).Dei .

si C veduto. Da molti in d t e ?i C p u k t o tra modsrni di queria antica edirioqe . &Q djcajsi o p a l i da essi d ' o ritorno. e caricarsi della loro MVC pei non lunghbsimo tratto.&i hin-. *traggano le loro sorgenti dai luoghi medesimi : peruoccM dopo che i Romani hanno debeliata la nasione degl' Ishiani. o d d Quieto. che la ~miglianzaM nome B la cagione deii' errose di chi rcrioee cadeste cose. Ond' è. e poi Arigare di là per tutta la carta d'Europa fim allo stretro. che vanno n e F oceano. O l' alp r a . ed oltre amo a trovare Ic coste della %86aglia . e conrideran- . Ma l'una. Ma di Ata<u muti imboocandosi nel Dannbio non avrebbero potuto r i d i r e p* la Sava. e di là r ) e cora pcl Tirreno. o il Quieto. ( I ) Questo b il 3imouo. ora Danubin . che' l' Istro. - dosi la catena di monti. il quale oon molte b i i d scarica nel Ponto i e l' altro che ai parta neli' A&. che separa I>I a m . si C dettu francamenta non essere dcdn e l b ~ t di o verosimigiirnxa in favota d A medariipi. ilbJonio. che dalla Sava si estende al pih comodo d' due fiumi accennati t e Farli giare con egud pero a b h . che le fonti di quel ?fiume I non sono lontane dal mare più di quaranta stadj (I).'348 supponendo. C cosa ben piii difficile a cohcepirsi. 6i1 Tami fina ad uno de' &-di fiomi. I 1 . tntia verrsbàe &a d i r e h e che gli Argoasiiti avnW m p e 1 w d b d' 6ui.e &se ma&re.

che dovesse mandar via d& sua corte gli Eraclidi. gli Ateniesit Poi. Ma nissuna Ji esse ( I ) & degna ds esime osservata la formola della intimarione do EwLeo htia in questo proposito a Csicc.. i 'suoi figliuoli stettero in Trachinia. e i figliuoli di &&io .8 4 ~ C . @egli Erclclidi. Ecotea la conservb. e degli Argonauti . b n g i n o ca I' ha prerentata nei rao trattato celebre do1 Sublime. Duello tra I&. e si rivolsero ad altre citai che per potenza e diguita superavano Trachinia. Allora gli Eraclidi . loponnesoi ~1. e in quelle cercarono di ottener domicilio. ed alcuni altri furori0 giunti alla eai +ie. che raccontiamo anche queh de' loro figliiiolii Diremo dunque . lo cacciassero del regno de' Miceni t -quindi delird di fa+ andare esuli da tutta h G e r& A questo intento egli fece sapere a Ceice. se avesge r i c u s ~ ~ di fare tal cosa (I). presso al re Ceice. Gli Eraclidì abbarulom ancoro il P e .O~LO XXIT.wanuo contm Elwisteo. presero spontaneamente la risoluzione di abbandonare Trachinia . 'che se tutti f o s s h divenuti grandi . e i loro compagni. -CIPIT. .e d' Ma ora che abbiamo difhsamente spiegate k awenErcole . ed Eciiamo . che avevano militab' con E m l e . I' istituto nostro vtaole . e gli Arcadi . Cmiati di Tmhinùa si r i c w ~ pmsso. del primo. mhcciandolo di guem. veggemdo di non aver forte bastanti per sostenere Ia guerra. Euristeo incominciò ad aver p a m . ed Iolao . e . L'~ccidort0. c o b morts . che andato Ercole agli Dei. P & 'quando No.

ed una gran parte distrussero del suo esercito : con questo di più. . Vedrassi in appresso. uno de' quattro borghi della città . ZIOcrats P a n a e r u o . rispettarono la Tetrapoli per la grata memoria deli' asilo ivi dato in addietro agli Eraclidi. avendo lui e Teseo ed Illo d a testa. Illo 10 mise a morte. mndusse contro di essi un grand' esercito. che perciò si chiama Tetrapoli. andd incontro p ' $ - (I) '8tefuno Tricprinto. invadono il Peloponneso. e i soli Attniesi per la naturaie loro eqnità diedero loro un asilo. Migliore t 1' aurorhà di Strabone. Avuta pertanto si insigne vittoria di Euristeo . e ad essi. 1 quale uniti a sè nella guerra . f ardi accoglierli. a cui dava troppa molestia questo loro crescere. gli Eraclid. che qoando i Lacedemoni ocorseto raccheg(liando r Attira. che per canto di fratello era nipote d' Ercole . Straknc. e ai h compagni assegnarono una sede in Triconito ( I ) . dpolbdoro ha riferiti anche i nomi da' figiirioli di Euriarre- . Avea dopo la morte di Euristeo occupato il regno di Micene Atmo . (a) Questo fat~ob confermato da quanto dicono Euripipidc. data battaglia vinsero Euiisteo . con Iilo a h testa. Euristeo. e senrendo la fona d' animo . tun9altro che il nostro. sostenuti dall' ajuto degli Ateniesi .. essendo tutti i figliuoli d'E+ d e giunti al pieno vigor della età. di Tegea . e gi8 la fortuna propizia accrescendo loro i compagni ld' armi . che cita n n Diodoro. Ma gli Era&di . Passato dcun tempo. ed alcuni altri popoli. essendosi affidati alla tutela d' Iolao. secondo il testo corrente : forse snlla fede di . che loro ispirava la gloria del genitore. In quella battaglia morirono anche tutti i 6gliuoli di E& (a).348 . che essendosi spezzato 1 suo c m mentre figgiva .

che Licimnìo a suoi figli. Egli avrebbe potuto. Gli altri Eraclidi avendo domandato .dai Tebani venerata come una Dea. e. e tutti gli a l t i restarono in Tricorito per cento anni. . quando saremo a que' tempi . Venne a battesi con lui Echemo . portaronsi ad Argo. il regno di Euristeo fosse 'degli Ekaclidi. . propose per condiziune . re de' Tegeiti . aggiungere qualche osservazione anche pih impotente . . che avevano q&ed rtions insieme . sfidando a duello qualunque de' nemici. . dice si+&' w p i : ma L cerio. narreremo le loro imprese. ma Illo fu morto nel combattimento : onde in forza de' pa* desistendo gli. dopo ' il qual tempo ritornarono nel Eeloponneso ( n ) . fu . e lo Scoliaste di Tucididc . . s poco dopo essendo scomparsa. spontaneamente accolti ad abitar ivi da pelli della città . che vincendo egli I' avversario . ed l Ilio. che volesse baaersi con esso lui . figliudo d'Ercole .loro. e noi. erano jrequsnti i due& f r a i r e . gli Eradidi non ritornerebbero nel Peloporneso p h a di cinquant' anni. che si trova presso il Causabono la racmlsa di un gran numero di dudli di re. erano olcerto più onerti e Più comodi a i cittadirii di quello che & sieno i duelk'. che ita Alcrnena a T+. che gli Eraclidi non ritornarono se non che cent.Tle+ ' mo. Gi d t i si trutarono nell' istmo . che mano i privati tra . Qui diremo intanto . ( I ) ii Vesselingio fa qui una osservazione assai giusta. ma mon ha aggiunto altro che I' avvertenza. Avvenne di poi. (2) 1 testo 1 come 1' a?hiamo.' anni dopo questa £atto. Eraclidi dal ritantare nel Peloponneso. dic' egli.149 agli Eraclidi. che s'egli s o c c o b . Vedi Erodoto. si ritrassero di nuovo a Tricorito ( 1 ) .ad # . E facile presumere corrotta la lesione d d &sto j O 4 Yesselirrgio ne ha egregiwnte ruggeriy l' emenda. e tra i moderni ii Petauio. . Anticamotite.

e lo Scoliarte di 01mw-o. . e C + eonsepito avendo in consi-one della gloria del pidre Pimperjo sopra tutti i Rodj . 950 Egimio. Sua gita in /lene ov' d .che E r d e gli &dato in deposito. Troja. figlia di Pitteo..'flepolemo. giusto parlare . e fo& in essa tre città. Sua spedizione a Cvta per umidem il Mùtotrscm. grande e valoroso imitatore delle ~rodezzedi quell' Eroe. il . +h& ebbe acquistata la cittadinanza d'rkgq. s Tlepolemo divise Rodi cogli abitanti in tre @t . Lindo.0 con Licimnio figdndo.). Rodi. Jaliso . figliuolo di Doro. Teseo nacque di Etra. quando questi andd a c o m b a e . m i D& &. che per opera di Nettuno il concepi . aiutò p i colle armi Agamennone. !a Ma dopo aver parlato di &rcole e de' suoi posteri. nella reggia del(i)dpauodoro lo dice figlio di Eleitrìo~le e di Me&. ie . e mgna in Atene.n'conosciuto da Egeo. Tegeo. 1Yi . Della sua morte parlimo Pindam.. adottivi da Triope di Forbamte. e fa allevato in ~ r e z e n e .anche di Teseo. venato a certo c0ntrost. dwentum d Ippolito . ed uccisolo. Sue prìme pmdezze. per p e s t o f t o partì da& at' p. andarono a s ì a r e .& Ehtrione (i.ii . Ckcnp~ano dora queli'isola gli EUeni. e suo fine. e and6 a rifngiaiai in. Morte ifeie di Egisq nelc Teseo gli s d e . F n di Teseo.

Vqgasi il Teseo. e ia p j o di siiraletti. poi di rilassarli at to ad un tratto.r stotib. che aveva . d' intraprendere apch' egli imprese &p d l d e . (4) PZufareo ci ha tramandata l'opinione de' Megaresi rbptto a Scirons. e p s s e z n sua portava ad assai persone la morte. peneò di andare d Atene: ma nel mentre che Camminava lungo' le coste marittime deil'istnio . che stava accoracdato nelle rupi dette dal suo nome Sciimidii e che tirando i ~aesaggieri certi dirupi. pei tutt' armi adoperaridda W& deva i viqpdanti. H quale stava n eli' istmo . a cui si pose. e con cui. a fona poi di calci li spingeva da qud sassi nel mare presso la così detta Chelone (5). Egli ..a811 T m su6 m a b . la quale colla ferocia . gii lavassero i piedi. fu veiia di i unazzare Corinete (r). che questi consltevano in m a spada. I (a) Carni voolei fglinolo di Yulcnno. Fu la terza quella di ammazzare nel Cr~mxhione una tr6ja salvatica . La seconda prova fu di aihmtarsj con Smi (3). a due pini inclinati. e cod pure lo aveva detto 4ri. cosi chiamato dallri clava . . gfi venne m animo viiissimo desiderio di e m h le v*& d'Ernie'. ohi prendeva. delissimi dolori. E tforpti ch> ebbe certi -kgn&. altrimqnto detto Peti/steVedi dpouodoro e Pawania. e. (5) U ~o b alquinto eaouro n08 iatmdadosi kw W D&(I) . ~ M Pauronia dice. $cch&da +l'impeto violentemente s q u ~ ciati i corpi de' miseri . (3) PLuarco lo chiamo Sinni. La prima prova. .e ehe a9ea per & s m e di legare per ambe le h c e h gli nomini. morivano essi in mezzo a cnt. $ &e si suppongono stati' da Egeo iiPscoeti sotto nna pietra ( I ) . àevb! anoora dei mondo Scirone (4).

e che a chiunque passasse $' là imponeva di stendersi in un certo . o tormentatore (a). . Lo stesso fece coli un altro . Acenen . Rimade.Eraeando gli ospiti a 'lottar seco . o direttamente che li gittava quasi in bocca alla testoggine stessa. gli ammazzava. e noi diremmo della tcsiuaginc . che seco recava (3). ma per mettere bene in chiaro il fitto.suo letto . . Poco tempo . Le parole dell' autore danno 1' uno e 1' altro senso egualmente. Eliano Ammonio scrivono Coridnlo (2) Anclie Igiuo d a lo stesso significato al nome di Procuste. i (I) Strabone. Fatte queste belle imprese Teseo entrò in Atene. fu riconosciuto da Egeo. e condosse quel mostro in Atene: il quale poi Egeo immolò '-dApollo."Prese avea da Creta trasportato nel Peloponneso. (3) Si sono accewte di sopra. ne tagliava di membra quanto ne avanzava . e se pia corti. poi se più lunghi fossero di quello.' . e dalle cose. .aveva. perche era fama che ivi stesse una testuggine. quasi s b t o r e . vinti che li . che Scironc gittava i passeggieri in mare in un luogo chiamato Chelone. n& tanta oscunth. che l i mangiava. Je s badasse alla significuaiune de' nomi greci. lo vinse . e nella filosofia. anche della morte data da Teseo al Minotauro . che stava nel Coridallo ( I ) dell'Attica. ne stirava i piedi finchh fossero giuhti a quella lunghezza : per questo appunto chiamato Procuste . doro abhia voluto dire . s' avrehhe la vera idea della cora o persona . che Ercole in una deile sue . che . postosi a combattere il Toro Maratonio. che parliamo. dobbiamo r4isaire ad doune cose congiwte ai Levò del mondo égualmetite ad Eleusina Cercione . o cosa. e tanti errori troverebhonsi nella moria . chiamato Pmuste .dopo. ove trovansi originali mente appropriati a persona.

Addvogeo .le SOSO invece di xyttarnenre espode. Minosse da Ida di. generd Licasto. . C~treo Androgeo . e-Platorie parla di Rndamanto come di quello. Avendo poi presi per moglie Pasifae . figlia di Lizio . e parecchi altri @. e correggere le l w i . Eump di poi fu presa in moglie da Asteho ( a ) . n' ebbe Deucalioue . che in generale u dice autor delle leggi il principe che le promdga. Minosse . ed iyi presa in moglie la figh~ola di Creteo ebbe Asterio. Coribante . tra questi . che rinnovare .' porsò in Creta sopra un toro Europa da lui rapita in Fmicia. S e fii d i mente ad Eforo. T e ~ a m o nipote per . ed C me-. da esso lui +me cogii Eolj . Costui fu il primo tra Greci .953 medesimo. (3) Comunemente si dice. e Sa* pedone. ' Così prova la storia anrica e moderna. Arianna . al qual Mimsse alcuni danno per padre Giove medesimo. figlia del Sole. Regnando costui . m a in questa ruppoGaione Diodore conlonderebbe .di Deuealione. che fu Mhosse il legisiatore d i Creta. e de' Pelasghi ahitatori in Creta. fìglio . m d i e per avere onenuto l'imperi0 del mare. che quegli . Regnd in C*. lasciando loro la successione del regno. e i Pelasghi occupata ( I ) . Radamanto scrisse le leggi pei Cretesi (3). ( I ) Parlasi altrove degli Eolj . signor dell' isola. che mise insieme un' armata nayaie . Si può combinar tutto osservando. Radamantq . parte di Doro di: Eliene. sposata Itone . e di essa ebbe tre figli . siaorne si dice . Minosse . che giunto al trono ebbe un' altro. (2) Anche Apolkdoro parla del matrimonio di Asrerw con Europa. . il quaie non aveadoie avuta prole . v a fatte. e di Crete. Radamanzo precedette di molti anni Minosyi. non il dotto che le compila. che semplicemente v' ebbe parte. Giove . e questi non fece. adottd i figliuoli di Giove .

figlio di Giow.intimandoo guerra agli Atenissi. che 4 celebrava in Tebe. ma non emendaai paftato (I) Si osserva.Attica e per tirtta le Grecia grande vidita . mandarono ad intemogare l' 0 ~ ~ ~ 0 1 0 ml modo C. m d ei a d' iasidiirgli la vita . di' ebbero parte dei giuochi .una vicina ad Eleutera. Pel qual flagello costemti i principi . Eaco fece ciò che voleva9 (a) . e & Egipa. e quindi aU' occasione. e l'aìtra vicina a Maratone.154 ad A h c a l tempo del n Egeo per vedervi le fede selenoi de'panatei. Eseguite quanto l'oracolo avea dettw . oode facesse voti per la salute comune. che dal territorio artico vhgIlinvano verso quest' ultima. m m a la casa di Pallante venisee 1 pknder fone. per opera de' popolani il fece kvar di vita piesso Eme d' Attico (I). e a pensare di toglierli il regno . e nipote di Asopo. loro. che due eratio ndlyAtrica 1 8 citd di qoist* oqme .allontanare ianta e s s a di diegrazie . e & i tripode venne la risposta. p?rciucchè nacque tosto dl. che per tal. che bisognava andare a aoraiEaco. da Giove suo padre i m p d loro Qcciti o fame : nè 1' iinp-ione tardb ad avere il suo ef-. e m M i a ineigne di ogni prodotto. (a) f i c o -o&i vittime a Giove EUanio . che qui si parli dalla primi. C& il giovine portavasi ad una saara solennità. Panelhnio j e rennare . e in tutta Grecia la sterilid ebbe fine . e si acquiste lir . Ma Egeo sospettan. Cr+ desi. do . me come non e gli wile gccordare soddishione alcuna . informato Minosae del fatto p a d ad Atene per aver mgione della morte del tlgiio. la quale sui confini dalla Beosia . dava il passo per Tehe a tutti quelli. fetto. vinse quelli.. tenuto c&glio tra.o.riti de' figliuoli di Palhte.faniigìi.

così . che tnspomvansi ul Creta. ritomaodo. al rientrare in porto . e ad imptoram i consigli dell' oracdo . le q u d i portassero bdrii mcttevano vele nere.gli Ateniesi. -iose pbggie per tutta Giéeia. . il re. che lom aveo minaociat. questo ordiaì. di grande atnore peì giovine .per. ed altrettante fanciuile da semire di pmto al Minotauro . lasciasse le nere. Avendo gli AEeniesi aaattsta la c w o dizione. Laonde hrzati s c e rimediogper loto . givano a cerridrima morte. com'eran dianzi (i). I giovinetti d'ambi i stilai. che dessero a Minasre la debita soddisfazism per la morte di Androgeo. Gi Ateniesi ubbidiiirono al l &me 3 e mandato a proferirsi a . ae per pM anni il m&ro h' restato in vita.che avuto egli il modo di pulam alla donzeiia $. (I) FiCniiruto nota. Iii! più gli Ateniesi mandando a Creta il tributo . . che Diodoro ba ' accenmta. e che se aveseeio dovuto soccombere . bellezza di Teseo acmee A1 r h m a .. mettesse vele bianche . %lia di Minosae . che andava a Creta. M i e i . e Minasse s &nne dalla guerra . e per pih. ed l ebbe in animo di porsi alla p v a di & u il Minatauro. Casi Pautania. Per lo che Egeo ordinò al comandante della nave. qnestì. Essendo gli Atec niesi giunti in Creta . L . che le nevi. ordiordi d loro. che ae Teseo avesse vinto il Mindauro . l' Attica fu liberata d& &. Teseo fu della partita. Ma ' p m t i nove ami. che per nove anni dovessero mmdare sette Eanciulli. venne ' di nuovo con grandi forze navali 4 domandando amore i quattordici CBnciulli &e g i funwio consegnati. dpsìiodoro di quella steritirii adduca oayom diverse da quella..

quando prinia era divisa in separate tribd . Nel tragitto approdò ali' isola Dia. e molti stabilimenti fece per inmernènto deiia città: &a i quali tutti nobiiiaio fu quello di ridurre Atene in una Gttà sola. non potendo più vivete. Ma Teseo . e trasformasse la corona di lei in orna cost$lazione celeste. sano e salvo W ne ritrasse. succedette nel regno. e clandestinamente di nottettempo si partì d isola. che di forze potenti. . e per la tristezza di che era preso. 'ma assai funesta. ed amandola es&emamente la tenesse in luogo di moglie . da cui G e o si gitd. 256 -1 msigiio ed ajnto di lei ammazd il Minoiamo. che non ricordandosi piii degii ordini di Egeo. ed. sapendosi che niolte tradiaioni simili aoa hanno il minimo fondamento.Il che C ben lungi dall'essere una certa prova del fatto.. . entrò in porto edle vele nere : laonde Egeo ci6 veduto. e per questo amore accadde poi . E m p eioechk salito in cima alla rocca (a) . che questo aneddoto M stato Iropato per a assolvere~Tereopresso i posteri dalla taccia di perfido.quel ( I ) Alcuni credono. che Bacco allora vedendo A r i q (i) . sicaome puà vedersi in PCutarco. e pensando che suo figlio fosse morto . avendo abbandonata Arianna. . che ora chiamasi Nasso . pih di numero.*morarosene la rapisse a Teseo . e governb conforme d e leggi . e dicesi . e istnrtto dei come uscire del laberinto. Ed mhtti da . si gettò giù di queli' alpzza Teseo. per quel che si racconta. che dopo morta h desse onori immortali. sem conducendo Arianna senza che il a ile W ne awedee. si diede ad una risoluzione eroica bensl. (2) Pauamia ha avuta la diligenza di notare il preciso luogo della rocca. morto lui. si fortemente si mgustiò di tai ratto.

e poichh rocca da cui potea veder 'riseegli fu partito . le redini si ruppero . E bastando ciò. si a p pic&. come se tentato avesse di stuprarla. ( I ) Di questo Deucalione . essa consacrò una cappella a Venere . unitosi in alleanza cogli Ateniesi. che accaddero a Teseo. e morto. che gli altri figli di Minosse superava d'età . quando ebbe fatto ritorno ad Atene accusò il figliastro a Teseo . . onde fosse educato cola presso i fratelli di Eira. Deucalione .' che non dubitarono di aspirare al primato deila Grecia. Alcun tempo dopo Ippolito ritornato ad Atene per iniziarsi ai misterj. Ma Ippolito . a un tratto spezzassi il carro . che presa essa dalle belle forme del giovine incominciò ad amarlo. e a codesta divozione le fii d'eccitamento l'amore: poi andata con Teseo a Pitteo. tomo II. il che Fedra udendo . e in odio. DIODORO. Teseo sospettando. diede in moglie a Teseo Fedra sua sorella ( I ) . Da cui rigettata. che questa fosse una calunnia .35j tempo la grandezza della città a l d tanto gli animi degli Ateniesi . figliuolo del re 1HZi1aoase. che avuto avea da un' Amazzone . che quando udì della calunnia intentatagli trovavasi in corso sul suo carro tanto restò turbato. E poichè cosi . e il giovine avviluppato in esse fu strascinato per l h g o tratto . fece tal colpo sopra Fedra. Pkrtarco nella vita di Terso racconta cose diverse da queste. e Teseo mandò a Trezene Ippolito. chiamò il figlio a discolpaisi. sollecitò Ippolito. che di queste cose abbiamo detto. che non badando più a' cavalli. ~ l l a zene. Di Fedra poi egli ebbe Acamante e Demofonte. ora le altre nanvremo. e questi esiendosi messi in furia. l 7. volto l' amore in isdegno . e mal sicura dell' esito.

CAPITOLO XXIV.veniment.i d d l a sua viia.quando i vecchioni trojaui I'ammiravano come un portento di. i Trezenj gli tributarono onori divini.. dal nome di lui lo chiamarono Teseo ( I ) . da cui aveva avuto Polipete . il quale trovato vedovo per la recente niorte di Fedra. dopo la morte 81ppodamia . che iea a Teseo. e che tutte le donne ( 1 ) Questo fatto segui nella a olim'piede alla occasione. Successo di tale impresa. (a) Gli E d l i hanno di che battersi i fianchi volendo combinare l'età'di E b n n ne' varj ap. Primo milo di Elena. Tenendo conto d i cib che molti d'. fi non era pih ii 7.perduta avea per amore di castita la vita. parleremo a parte anche del ratto d Elena. che Cinaone. ed avendo edificato in citta un asilo .bellezza. e del vano attentato di Piritoo . co'suoi discorsi eccitò a voler rapire Elena. nata di Giove e di Leda. l . Esposte cosi le vicende di Teseo.essi dicono . Piritoo. ' lo impegna ad andare seco lui a rapire Prose* pina. fini di vivere in esilio. innamorato di Proserpina . figliuolo di Issione . Ma gli Ateniesi pentiti del fatto . portossi in Atene da Teseo. perdonando in loro cuore a Paride di avere conducendola seco esposta Troja ad una certa ruiM. Teseo di 'poi cacciato della patria per sedizione insorta. essa non aveva me110 di 80. ne trasportarono le ossa. occupò Scirone.come ad un Dio. che allora aveva dieci anni (a). Piiitoo . o 90 anni. . instituirono ad onor suo riti religiosi . figliuolo di Mihiade . giacchè queste cose sono legate con pelle di Teseo.

che volesse prestargli P opera sua' volendo andare ad acquistarla. che quegli. messi in catene: ma Teseo ne fu poi sciolto da Ercole . trova difficoltà a concepire come pretendesse di accapararsi nud fanciulla per averne poi opportunamente de' figli. e la portarono ad *4tene. pattuendo fra loro . egli per timore del loro disgusto la depose in Atidna . si riportarono alla sorte. Venendo poi a volerne decidere il destino . e Teseo rispettando il giwmento dato infine si risolvette di seguirlo. Elena toccò a Teseo: la qual cosa mal soffrendo gli Ateniesi. ed ivi trovata corhoda occasione rapirono Elena. ed a litrarnelo facendogli sentire. il quale sul supposto. di che si fecero rei. Datisi su di cih giuramento. in cui donne di qnella età feaero innamorate di sè i re di Gerurn. come il pensier suo era eccessivamente nefando : ma Piritoo instava sempre più. A Piritoo intanto venne il capriccio di aspirare alie nozze di Proserpina . e furono pel sacrilegio . e andossene : Piritòo vi rimase . che non cesseranno giammai . a trovarsi una moglie. dovesse ajutare il compagno fedelmente. e di Egiuo! Del resto non b meno strano il pmsiere del Yessefingio . tempo. Andarono dunque alla reggia di Plutone . ed ai più notabili amici suoi. Teseo cominciò d i principio a dissuaderlo da tal tentativo . che Teseo avesse cinquant'anni. in mezzo a qiialunque pericolo . e domandò a Teseo . . Per giustificare il detto Yuselingio bisogna ricordarsi ch' egli eri o l m d ~ e . e la diede in custodia ad Etra sua madre. città deli' Attica . a cui fosse toccata. come preda comune. Partirono adunque ' con qualche drappello di compagni per Lacedemone. . la sua ernpietà.a59 d ogni paese superava in bellezza. e sconta in tormenti .

ed ebbe dalla Pizia in risposta. nato che f u . prendendo dai loro principi le cagioni di quella guerra. CAPITOLO XXV. pensarono ciò non doversi fare . figlia di Creonte. Esito della loro impresa ' - Ma dopo avere di queste cose detto quanto occorreva . Di Lajs. onde gli venne il nome di Edipo. diremo anche dei sette Capitani . a cui il re dato aveva il fanciullo da esporre . e di Edipo. Passato assai tempo senza averne prole . Lajo si avvisò d' interrogare il Dio sul bambino in addietro esposto. aveva presa in moglie Giocasta. ne condussero via Elena ancora vergine. Venuto il tempo. Però. e presala e demolita. in cui Edipo era già cresciuto alla età d'uomo. I servi. nk l'altro ritornò di la. la quale non era atta a partorire. Lajo non si ricordò molto dell' oracolo . e generò un figliuolo. I Seue a Tebe. che ne avesse .160 Vi sono però scrittori . che andarono a Tebe. i quali dicono . che n& i' uno . Lajo . e lo diedero in dono alla moglie di Polibo. lo espose. poichh qriello . ed Edipo da qualcheduno awertito t ' . re dei Tebani . che mal sarebbe per liii l'aver figli. e con +essa tra te prigioniere anche E h . madre di Teseo. assaltando Affidna con molta truppa . sarebbe stato ~arricida e in. Intanto i Dioscuri fratelli di Elena . foratigli i piedi. "alta avrebbe in funeste disgrazie tutta la famiglia. consultò 'l'oracolo .

ch' è bipede . venne a Tebe . prende in soccorso delIa debolezza sua un bastone. disse questo essere l' uomo . erano stati da lei uccisi. era un figlio supposto .( I ) . che 6 certa fiera Xifor me . che incontrandosi l' un l' altro nella Focide . nulla sapendo. ammazzò Lajo.e . ed Edipo solo fu quello. finalmente fu offerto un tal premio a chi lo spiegasse. Questi figli. e sieconfr. cresciuto in età con due. e due figliuole. rim- T . il quale ne' primi anni della infanzia va con quattro piedi . e da lei ebbe due figliuoli. che sciolse l' enimma . si precipitò da una rupe. Circa quel tempo dicesi . che per la troppa ambiguità della p~oposta non seppero spiegar l'enimma . (1) Sofoclc dice. . che una sfinge . Edipo sposd la madre che non conosceva. che gli desse la strada . infor- ch' egli. e ridotto alla decl*epitezza. secondo la favola. che giupendo a tanto avrebbe avuto colla mano di Giocasta anche il regno. [ I ) Sofocle suppone Eisock figlio m k e . che firono Antigone ed Irinene. il quale era questo : qual'è la cosa . Ora accadde . e questi montato in collera. molti. giunti che furono a matura e t à . e . Allora la sfiuge . mentre tutti esitavano. che ad Edipo fu' farto in Corinto q a r ua. Eteocle (2) e Poliuice . che I' altro f y e suo pad1. provero. andò a domandare alla Pizia quai fossero i veri suoi genitori. Ma nissuno ancora trovavasi. che potesse indovinare la cosa. tripede . e propose un enimma da sciogliere a chiunque volesse mettersi in tale impegno .quadrupede? Edipo. Lajo superbamente comandd ad Edipo .

suo zio . ma passato I' anno no1 volle cedere al fratello. Polinice &l canto suo non cessò di domandare qu nto spettavagli . zialità pone che I' ammazzato da T ~ d e o d k a t o o . e tra lole convennero di tenere il regno alternativamente di anno in anno. Quindi Eteocle . il quale dicesi. ApolL>doro rammernora chi disse. si ritirò in Argo presso il re Adrasto . e che Pereci* in ispefosse OLrio. Adrasto cortesissimamente accolse l' uno e l' altro . un punto d i storia imhrogliaiissimo per le contraddizioni. mandò ambasciador suo ad Eteole Tideo. suo fratello. c u g i i d i Tideo. u a quali però uon conia nb ALcaroo . E Wme codesti due giovani seppero ingerir di & buon concetto. che scannb i figli di suo zio Melanide. e a Tideo Deifele. - . che. Ed incominciando a cercare il modo di far restituire a Polinice il regno avito. che Eteocle spedi a tendergli imboscata. dopo avere arnazzati i suoi cugini Alcatoo e Licopeo (I). trie. cioè Argia a Polinice. e tratto da certo oracolo diede loro per ispose due sue figlie.rr6 1 mati dal delitto domestico forzarono Edipo a non pia mettere piede fuori di casa a cagione della granb turpitudine del fatto . Ticko ammazzò Alcacoo. u a n o figìi d i &io. nb Licopeo .tutti. che era il maggiore . andato a ricoverarsi Tideo. e non avendo potuto ottener nulla. che scorgonsi fra cjuanii hanno parlato di questi fatti. Adrasto promise ad entrambi di condurli aìle loro pac. e di ritornarsi fuori d' ogni aspettazione ad (1) k p e s t o . Ma Tideo ebbe la buona sorte di ammazzar~. e al re diedero non volgari prove di loro vii-th. in quello stesso tempo. figliuolo di Oeneo calidonio. che per istrada fosse sopraffatto da cinquanta uomini. o Licopeo. in cui in Argo pure presso Adrasto er.ed altri.. prese le redini del governo pel primo .

Argo. che meditava. sorella di Adrasto. Ma Polinice prese una' collana d'oro . perch* inducesse il marito a preiidere parte in quella guerra. Capane0 . data ad Arnionia da Yenere la collana..4drasto. Ippomedonte . e indusse a pender seco parte nella guerra. Adra~tocome-udì l'accaduto. e il peplo da Minerw tutto poi prendesi facilmente in complesso.h disporre quanto era necessario per la spedizione . non ostante che vedesse d essere stato tra' ' dito daUa moglie . come se una cosa valesse l'altra. di rimettersi al giudizio di Erifile. Amfiarao adunque . e la regald d a moglie di Amfiarao . figlio di Atalanta di' Sceneo. Polinice dal canto suo fece lo steso con Amfiarao indovino. e moglie di Amfiarao : laonde questa aggiudicò il regno ad . e copfondesi. dice il Y e r s e l i t ~ ~ i operehb . ed impose ai marito la necessità di andare alla guerra di Tebe. (I! Si vedrA nel libro v. perciocchb conteudendo insieme Adrasto e Amfiarao del regno ( a ) . ed infatti obbedendo ai comandi del padre.4otore fa entrare anclie Mirietva nella storia di questa collana : forse . e Partenopeo. erano rimad d'accordo . s indusse ad andare alla guerra cogli altri: ma prima ordinò ad Alcmeone. si mise . suo figliuolo. avesse da trar vendetta di Erifile . e da Apohdoro. che quando egli fosse morto. e fu opportuno i1 momento. che 1'. che i favoleggiatori dissero stata donata da Venae ad firmonia ( i ) . che sarebbe morto in guerra.' ( 2 ) La cagione. e l'origine di questa lite vengono esposte da Pindar0 . consapevole per la sua prescienza. I lettori ne giudichino. mettendo in opera ogni genere di persuasione perch& andasse a d i t a seco sotto Tebe : il quale però stava saldo in non volervi andare . .

che gli si apri sotto in gran voragine. . nella quale Eteocle e Polinice feritisi scambievolmente morirono. che i Tebani non permisero . Ippomedonte . che tolti fossero del campo per seppelliili. che Cnpanro fu. <Questo è il fine ch' ebbero i sette Capitani iti a fai. rovesciato dalie scale. quella guerra penimono l del pari gli altri Capitani . e Partenopeo . onde poi per rimorso dell' atroce delitto venne agitato dalle furie. il primo . andarono con grosso esercito a portar la guerra a Tebé . per le quali tentava di ascendere le mura ( t ) . ( i ) Yegezio ha detto. che si sappia avere usate scale a tal6 intendimento. A quanti passi di scrittori mche gravissimi starebbe bene questa emenda! . e Polinice. fuori che Adrasto .Adrasto intento . ed incredibile strage fu fatta de' soldati . ed Amfiarao fu iiighiottito col suo carro dalla terra . e mori pure Capaneo. Amfiarao . e Tideo con quei quattro capitani . prwro a dar sepoltura agli uccisi presso la città di Cadmo. Capaneo .cosmi ammazzd la madlo . Adrasto adimque lasciatili insepolti ritornò ad Argo . che in umaniià vincono tutti. gli Ateniesi soli . e mentre nissuio ardi moversi al pietoso ufficio. Sarehhe rtata pih prudente cosa dire . che Cupaneo fu il primo ad usare le scale nell' assa!to delle città. guerra a Tebe.

Ora il Dio lo avverti dì dover k1. e in quanto a ciò. che pel gastigo. e il peplo da Tersandro . che ne facessero capo Alcmeone: il quale avutane la nomina. Antenati di Nestore. un dono. &a Alcmeone non solo levò truppe dalla citta degli Argivi . . Era questo peplo . che chiamansi gli Epigoni ( I ) . che riguardava la madre . che abbruadonano la loro città. perch&inducesse il marito & suo ad ahdale alla p .liuoLi dei S e ~ t e . . figlio di Polinice .e l'una cosa e l' altra. ma si era inoltre lasciata coix-ompere col peplo ad esizio del figlio. Irnprese di Salmoneo.CAPITOLO XXVI. volle sapere dal Dio quanto occorreva si per Ia spedizione contro i Tehani . univasi la ragione. volendo far vendetta della morte de' loro genitori . che in addietro Venere aveva fatto ad Armonia. Degli Ep%oni. i quali usciti a combattere. da Polinice . o fi. moglie di Cadmo . Pindaro Pawanìa eo . ed Erifile avea avuta la collana . come pur la collana. ma ne trasse molte anche dalle città vicine. Ma i figli degli uccisi. Notizie intopno agli Eolj. fuwi un' aspra ( i ) Fu r p e i ~ o u n soprannome di nohilrii dato per e c c d u u a . e con tutte esse marci6 contro i Tebani . che dovea dare alla madre. ch' essa non solo avea accettata la' collana a ruina del padre di lui. uniti insieme di coraggio e di forze deliberarono di portar guerra1 a' Tebani . siccome si & giA detto .Assaltano i Tebani. C o h dpouodoro . . e dal tripode d' Apollo ebbero per norma.

Da essa non pochi carni prese Ornero. Cosl fecero i Tebani . ed essendo caduta in loro mani Dafne. la consacrarono in Delfo. ed avendo data opera a scrivei-e con singolare artifizio rarj oracoli. trasportandoli ad ornamento della sua poesia. Questa donzella non fu men valente del padre nella scienza d' indovinare. ' . Forse in mezzo alle contorsioni sue convulsive l i Sibilh. mandava fuori talora delle roci simili a quelle del serpente! Le~gitorijmiei! r'b uno fra noi. e lasciando la città vuota . o Piionessa . o il fischiar de' serpenii. e mentre stette in D e l f ~ . pei-ciocchk l' essere ispirata dal nume in uno de' dialetti de' Greci dicesi sibillare. essi per voto. che nominando la Sibilla intenda di dire la donna cheJschiai~a come un rcrpente P Eppure voi non dite nuiia di pi8. Gli Epigoni presa la cittd le saccheggiarono. . n& avendo pid speranza di salute. e il ribillur nostro. come primizia del bottino di guerra. I I (i) Il sibilo. presero consiglio dall' indovino Tiresia per sapere cosa loro restasse a fare.fece in essa grandi progressi. vedendosi fuori di stato di resistere al nemico .disse. che 4 quanto fai. e spossati per la grande mage de'lom concittadini. essendo veramente P indole sua mirabile. la Sibilla (i). avrebb' esso qualche rdaiione al sibillars de' Greci nel senso qui accennato? Per esso noi inleudiamo il fischio. di nottettempo fuggirono in certo contado di Beozia. che uscissero della città: questo solo essere il mezzo che avessero onde rimaner salvi. o Iidno. che fini colla vittoria dell'esercito di Alcmeone. ebbe J cognome di Siilla . e Tiresia . E perchè spesso gittava le sorti i~ivasatada spirito divino. che chiamasi Tilfossio.a66 battaglia . I Tebani vinti in battaglia . figliuola di Tiresia .

ono. e la figlia di Eolo . per sugl . che di codesti Eolj diciamo in particolare qualche cosa. Il che seguito. lasciata Tilfossio. ma attribuendola a colpa della donzella . fìglio di Moneceo . il quale allora aveva il supremo comando. chiamd Beoti i-suoi c o m p gni. che la gravidanza di Arne fosse opera di Nettuno. la . De' Tebarli rifugiatisi in 'J?ilfossio. ritornarono alla patria carichi di molto bottino. Essi poi. ed una parte ritoiad a Tebe con Creonte . che fermatosi nella Eolide. e di Netmno . ed avendoli vinti i battaglia li cacciarono della loro terra patria. non avendo figli. visse ne' luoghi dianzi acceuuati. ed abitarono Erineo . ivi per accidente capiiato. Ma prima di questi tempi Beolo . vi regnò. E qui B necessario . fu dai Cadmei inabato agli onori divini. il quale fu dal canto di Ellene nipote di Deucalione. ospite suo . Eolo non credendo. ch'eb. e B w . I Doridi cacciati del loro paese in seguito vi ritoruai.9671 Finalmente avendo gi Epigoni mandata felicemente a l termine la loro spedizione . Ma fu Mima. e Citinio.be da Menalippe Eolo . di nome Aime. i qnali quel Metapontino. Ne' tempi andati una parte de' figliuoli di E010 . il quale. figlio d' Arne. ed ora si dice Tessaglia . avuta magnifica sepoltura. Di esso fu figlio Ippote. e per qualche tempo la occuparorio eglino medesimi : poi una parte restd ivi ferma. n invasero i Doriesi .consegnd ad un ceib Metapontino . onde la trasportasse alla sua città. mori Tiresia. seguendo le antiche memorie. ito nel paese che allora chiamavasi Eolide . ebbe da Nettuno Beoto. Arne vivendo tra i Metapontini partorì Eolo e Beotg .

a68
gerirnento di certo oracolo , adotti>. Questi giunti alla età virile , essendo nata sedizione in Metaponto , colla fona si fecero signori della città. Poi sorta discordia tra Arne , ed Autolite , moglie del Metapontino , essi sostenendo la madre ammazzarono Autolite: il qual fatto mal sostenendo il Metapontino , eglino allestite alcune navi , colla madre, e con non pochi amici partirono di la ; ed Eolo occupò nel mar Tirreno le isole , che dal suo nome diconsi Eolie, e fondò la città di Lipari: Beoto andato ad Eolo , suo avolo materno, h da esso tenuto in conto di figlio; ottenne il regno della Eolide; e il paese chiamò Arne dal nome della madre, e dal suo ne chiamd Beoti i popoli. Itono , figlio di costui, ebbe quattro figliuoli , Ippalcimo , Elettrione , Archilico , ed Alegenore. g a Ippalcimo nacque Peneleo , da Elettrione Leito , Clomo da Alegenore ; e da Archilico nacquero Protenore, ed Arcesilao ; e tutti questi militarono sotto Troja , come capitani dei Beoti. Cosi spiegate queste cose C' ingegneremo di parlare di Saimoneo, e di Tiroue, e delia loro prole sino a Nestore, uno della spedizione trojana. Questo Salmoneo era figlio di Eolo , nipote di Eilene , e pronipote di Deucalione. Partitosi egli dalla Eolide con gran numero di Eolj , si fece signore di un tratto di paese dell' Elide presso le sponde d a Alfeo , ed ivi fondò una città detta dal suo nome Salmonia ; e presa in matrimonio Alcidice , figlia di Aleo , n' ebbe Tirone , assai bella : poi morta Alcidice, prese Siderone, la quale , come madrigria , fu con Tirone di animo - avverso. Salmoneo , essendo petulante cogli uomini , ed empio cogli Dei

.

.

cadde in odio de' suoi , e . finalmente pcl suo disprezzare gli Dei veune da Giove fulminato , e 8' abbruciò. Tirone, ancor vergine fu cara a Nettuno , che la fece madre di Peìia, e di Neleo : indi data sposa a Creteo, pais tori Amitaone, Ferete, ed. Esone. Morto Creteo, Pelia e Neleo vennero a lite tra loro pel regno ; e Pelia ebbe Iolco , C le teriv vicine in sua parte ; e Neleo presi seco Melampo, e Biante figli di Amitaone e di A,glaia ( I ) , e varj altri Achei, Ftioti, ed Eolj, condusse 1' esercito nel Peleponneso. Ivi Melampo , essendo vate, restitili 'il senno alle donne, che vi trovd prese dal furore di Bacco (2) , e per tale buona opera Anassagora, re degli Aigivi , e figlio di Megapente , gli donò due porzierii del regno. Melampo, preso a compagno nel regno il fisatello Biante, trasferi la sede in Argo; e fatto mati-imonio con Ifianira, figlia di Megapente, ebbe da essa Antifate, Manto, Biante , e Pronoe. Di Antifate , e di Zeusippe , figlia d Ippocoonte , nacquero Oicle , ed ' Amfalce. Da Oicle e da Ipermestra figliuola di Tespio, nacquero Ifianira, Polibea, ed Ainhrao. Melampo ad~ui-

269

.

(I) ApoUodoro invece di Aglaia pone Idonrene, figlia di Abants. (a) Delle donne argivc prese da1 furore d Bacco parla anche ( Pausania. Ma come le guari Me&nipri nelL qualita, che qui se gli attribuisce di vate! E facile dire, che nc sedò gli spiriti agiiaii , cantando loro canzoni di ritmo assai temperato. Ma non potrehbs piultosto essere stato indovino , o vaticinatore, che vogliim dire, presa in tal largo senw questa parola, da signihcare la rivelaaions di una malattia che quelle donne avessero, la quale tal1 ora ha assaltate molte donne anche de' tempi moderni ; ed in conseguenza averne indicato il rimedio P Prego il primo medico, che prenda a commentare le opere di d s l r u c , a considerare questo fitto.

,

T e , e Biante , e i loro post&, ebbero i questa man niera parte nel regno degli ArgiM. Neleo poi con , che l' avevano seguito , entrato nella Messenia , che dagli indigeni gli fu conceduta, fabbricò Pilo ; e regnando ivi , da Coride , figlia di Amfione tebano , che prese in isposa , ebbe dodici figliuoli ; tra i quali il maggiore di età fu Peridimeno, e Nestore quello di minore eta; trovatosi poi alla guerra di Troja. E tanto basti intoinb ai progenitori di Nestore , per contenerci entro i giusti termini.

'70

C A P I T O L O XXVII.
Storia de' Lapiti e de' Ce-i.
Ora dobbiamo soggiungere alcune cose in particolare ot anche intorno ai Lapiti , ed ai Centauri. Mli furono i figli di Oceano , e di Tetide, siccome .rammentano le cronache, i quali si distinsero co'nomi di fiumi. Tra questi fu Peneo, dal quale nominato un fiume in Tessaglia. Questo Peneo congiuntosi alla ninfa Creusa generò Ipseo , e Stilbe ; e da questa Apollo ebbe Lapite ( I ) , e Centauro. Lapite dimorando sul Peneo , signoreggiò il paese vicino a quel fiume ; e presasi a moglie Orsinome, figlia di Eurinomo, h padre di due! figliuoli , Forbante , e Perifante , i quali dominarono que' luoghi (a). Tuttn la gente de' medesimi ebbe cosi
( I ) Stefana d i per padre a Lapite un P e r f i n t e : forse Perifante fu marito di Sfil6e. (2) Forbante poi andà in Rodi; ed Attore suo figliuolo, e i diwcnden~idi questo, ebbero parte nel rqpo di Elide. Cosi Plutsania-

la denominazione di Lapiti da quei Lapite. Forbante , figlio unico di Lapite , andò in Oleno di dove, chiamato poi in suo ajuto da Alettore , re di Elide , il quale temeva la signoria di Pelope, uscito venne messo a parte del regno. Da lui provenne1.o Egeo ed Attore , che in seguito ottennero il regno degli Elei. L'altro figliiiolo di Lapite, Perifaute, da Astiagea, figlia d'lpseo, ebbe otto figliuoli, il primo de' quali, di nome Anzione , ebbe Issione di Perimela, figlia di Amitaone. Esione promettendo regali magnifici ottenne da Esioneo in isposa la figlia, chiamata Dia, dalla quale ebbe Piritoo: ma come non mantenne le promesse alla moglie, Esioneo gli sequestrò i cavalli ; ed Issione col pretesto di voler soddisfare al debito, chiamato a d il suocero, lo cacciò in una fossa piena di fuoco: dal quale crudelissimo e primo delitto di ~arricidio da cui nessuno , poteva assolverlo , Giove finalmente il liberò, siccome portano i racconti favolosi. Ma costui innamoratosi di Giunone, ebhe il coraggio di f w e una dichiarazione alla Dea , e di tentarla allo stupro. Laonde Ciiove dato ad una nube le sembianze di Giunone, questo spettro gli appi.esentò , col quale Issione congiuntosi venne a procreare i Centauri simili agli uomini. Ma finalmente per la enormitA ,de' peccati legato da Giove ad una qiota , dopo morte sopra essa 'è punito con eterni top '

=7=

,

*ti.

Altri dicono , che i Centauii educati dalle Ninfe nel P&o , quando furono adulti si congiunsei.~ con cavalle, e generarono la bifornie razza degl' Ippocentauri, com' essi li chiamano. Alcuni affermano , &.si

27%

i figli di Nefeie e d' Issione centmi , p1y:hk essi furono i primi, che imparassero a cavalcare cavalli, d'ond e ebbero il nome d' lppocentauri ; e cosi nacque la
favola della doppia loro natura. Costoro , essendo del medesimo sangue, chiedevano a Piiitoo la loro porzione nella signoria paterna ; e come non badò alle loro domande , a lui e alla gente de' Lapiti fecero guerra. La +e essendo terminata , Piritoo sta& per celebrare le solenni sue nozze con I~podamia, figliuola di Buto ( i ) , invitò Teseo, ed i Centauri: ma questi ,pieni di vino vollero stuprare per forza le donne, ch' erano intervenute al convito ; ond' 15 che Teseo , e i Lapiti per tal nefanda ingiuria irritati, non pochi ne ammazzarono, e cacciarono gli altri in bando della città. Per questa ragione tutta la razza de' Centauri mosse guerra ai Lapiti ; parecchi de' quali e$sendo restati rnoni, gli altri che la fortuna d e h guerra lakiò superstiti, furono iostretti a fuggire in Foloe d'Arcadia. Però alcuni di essi scappati a Malea , restarono ivi. Per tal vittoria i Centauri insuperbitisi , incominciarono con iscorrerie a molestare il paese all' intorno , svaligiando i Greci , che passavano vicino ai loro luoghi ; ed anche ammazzando molti degli abitanti limitrofi.

,

( I ) Ho accolta la correzione del Palnrerio , che mette BUCO in luogo di Bista, essendo stata la stirpe di Bluo assai illustre in o Atene. .I1 ~ e r r e ~ i h g il'ha approvata , e poi non seguita. Egli qui si b limitato ad osservare un errore in Plucarco, il quale nel Teseo nomina Deidamia invece d'lppodamia. Ringrariamolo anche di questa

D Es+ìo, i
Ampo

, Ja

e de' suoi jìgliuoli. Delk f;gliuok di una delle quali disce~em AchìUe ed

Aue jc.
Spiegate d e s t e cose narreremo di &culapio, e della sua posterità. Dicesi nato Esculiìpio di Apollo e di Coronide ( I ) ; e come ebbe grande ingegno, e forza di mente, con molta attenzione si applicò alla scienza medica, e molti rimedj trovd per guarire gli uomini delle malattie : nel che tanta gloria acquistassi , che , come quasi per miracolo diede la sanità a molti ammalati, che disperavano di omnerla , cosl fu creduto che molti ancora richiamasse alla vita dali' in@rno. Per questo favoleggiasi , che Plutone lo querelasse d' innanzi a Giove perchc! col suo medicare veniva a diminuire il ot, numero de' m r i e lo accusasse di levare al regne infernale una parte della sua potenza : di che degnato Giove con un d p o di fulmine ammazzò Esculapio. Ma del fath di Giove non meno si sdegnò Apollo; siah& voltosi ai Ciclopi , li uccise per essere quelli che a Giove aveano fabbricato il W n e : e Giove irritato del fitto di ApoUo, in pena di tanta tementa P obbligò a servire mercenario ad un uomo. Di Esculapio sono figli Macaone , e Podalirio , che ben istruiti nell' arte del padre loro, si trovarono neli' esacito di Agamennone, 'quando egli andd a Troja. Ed in quella guerra fÙiu>no
(i)Praw

PPIWI~ alcuni diaiio ad Escuiupio i u ~ madre diremar r
Li

DIODORO, tomo I l .

&

974
di. molta utilità ai Greci ( i ) ; e p c M con singolare industria curavaiio i feriti neUe battaglie, molta gloria i.irrassen> pei liuoni servigj prestati , cosi che furono a distinzione degli altri per lo esimio vantaggio che avessi della loro arte, fatti esenti dal prender parte ne' combattimenti, e da altri pesi , e carichi. Ora il diseor90 dee volgersi aiie figiiuole di Asopo, e ai figliuoli di Eaco. Oceano e Tetide, secwndo le favole, tra gli dtri molti figli che ebbero, celebri pei nomi di fiumi, ebbero Peneo ed Asopo. La sede di Penm fii nel paese, che ora si chiama T , + e del nome suo nobiiiti, il fiume, che ivi mm. Asopo abitando in Fliunte, ebbe per mogiie Metope (a), figlia di Ladone, la quale gli pariori due maschi, Pdesgo ed Isrneno (3), e dodici femmine, i nomi delle quali no , Cercira , Salamide , Egina , Pirene , Cieona , Tebe, Tana,-, Tespia, -4sopide, S i n y ,' Aenia , e Calcide. De' figli Isrneno andò a stabilirsi in B e d a presso il fiume , che porta il suo nome. Delle figlie, una, che fu Siriope , piaciuta ad Apoh , e da lui ra( I ) Lo stesso dice di essi Zlorneìio Ceho, osservando perà, che Omero non li fa presur opera n& nella pestiknaa, nb in altri generi di malattie, ma soltanio nelle krite riportate ne' comhat~imenti. 11 che vuol dite, che piohahi1men.e uoo erano se nou chirurghi ; a che un semplice c h i r ~ i r ~ o , nulla di piii, era Escukzpio. e (a) P i d r o poetaudo ha sitpposto che Metope, figlia di &done, 8posPme I' Ar q o , che scorre presso 'Tehe. (3) Rpollodoro d à ad *uno de' figli di Asopo il nome di P e k gonla. lnoltre gli da non dodici, ma venli figliuole. Pare almeno. che ne avesse pia di dod~ci poichb Diodoro medesimo poco a p p r e w nomina drpitm ed Erodo& parla d i Era, od Ocroe.

,

, 2y5 ,m pita ,,fu condotta;a3~"luop, 6ve ora 6 Sinope , che da ki ebbe il nome; e da lei e da Apolio nacque Si-

ro ( t ) , che dominò sul p0p010 de' Sirj , così chiamato da lui. Cercira fu da Nettnno portata in Corrira, isola , che anche oggi ritiene il. nome di lei. Da essa e da Nettuno nacque Feace, onde venne la bro denominazione ai Feaci. Egli fu padre di Alcinoo , da cui Ulisse fii ricondotto ad Itaca.' Nettuno rapi eziandio Salami, che trasportò nell'isola, che ha il suo nome , e n' ebbe in figlio Cencreo , che fu re di qiiell' isola, chiaro per valore, avendo ucciso un serpente di enorme gi-andezza , il quale faceva strage degli isolani. Egina da Fliunte rapita in Egina , che da essa ebbe il nome, e fatta madre da Giove , partod Eaco , ile dell' isola, divenuto poi padre di Peleo, e di Telamone , il primo de' quali con imprudente tiro del disco ammazzò Foco , suo fratello di padre , ma natod'altra madre ; e pen questa morte obbligato dal p d r e ad andare in esiio, portossi nel paese della Tessaglia, che ora chiamasi Ftia , ove sciolto dal peccato da Attore , che n' era re , succedette a lui , che non avea figli , nel regno (a). Da Peleo e da Tetide nacque
( I ) Lo Scolirurs di Apollonìo Rodio , e Piutarco nel h u l l o , dicono la stessa cosa di Sinope, e di Siro. (1) Secondo Pausania l'uccisione di Foco fu da Peleo commessa di tutt6 proposito per vendicare la madre dall'ingiuria di una rivale odiosa. Apollonio perb dice lo stesso che Diodoro. Una difficoltà pia forte nasce dal dire che fa 'i autore, che Attore non area figli, quandn si se, che aveva avuto Menesio padre di iJatroclo. Si aggiunga, cbe secondo ApoUonio Pelio andà a F ~ i a da Ewizione, figliuolo di AttoreI e ne sposb la figlia, e con essa ehbo

.

276 m Achille , che combattd Troja insi-6 ion Agammmnei Telamone , . profugo anch' egli da Egina , approdò in Salamina , ed ivi sposata Glauce figlia di Cencreo ,principe de' Salaminj ottenne la signoria d quell' isola. Egli i dopo la morte di Glauce prese per moglie da Atene E r i , figliuola di Alcatoo , da cui ebbe Ajace , stato poi anch'egh alla impresa di Troja.

Di Enomao , e d Ippodarnia: come Pelope la spoCasi di Tantalo. Sventure di Niohe. Stirpe de' Principi dì Tmja
sane.

Ora verremo alla storia di Pelope , di T a n d o , e di Enomao. Ma è necessario prenderla assai da alto , e notarne diversi capi. In Pisa , città del Peloponneeo ,
Marte ebbe Enomao da Arpina figliuola di Asopo. Enomao ebbe una figliuola sola , che fu Ippodamia;

ed avendo chiesto all' oracolo , quando egli avesse da morire, ebbe in risposta che sarebbe morto quando sua figlia fosse andata a marito. Laonde paven- .
tando le nozze di lei, la dedicò a verginità perpetua ; gacchh pensava questo essere il mezzo solo , per ~. potesse sfuggire il pericolo della morte. E siccome molti intanto domandavano la mano d' Ippdamia , egli pro-

pim nel regno. Il Vessclingio risponde, che o Diodoro ha rbagliato , o ha seguito memorie, come fa sovente , diverse da quelle, sulle quali si oono fondati gli dtri. Che T' b da opporre al dotto YsrraLingio?

si diede di sua mano la morte . ed appena veduta Ippodamia .37 7 pose ai pretendenti una prova. Ma giacchè s' fatta menzione di Pelope . figliuolo di T a n d o . per la quale perdesse la vita quegli. e dovesse poi sposare la donzella chi ne fosse m i t o vincitore. che 4 dire isola di Pelope. B d'uopo che aggiungiamo anche qualche cosa intorno a Tanta10 . e coll'ajuto di costui giunse infatti prima di Enomao all'altar di Nettuno nell'istrno. e finito il sagrifizio anche il re sarebbe montato sul suo cocchio guidato da MiF tilo . . Questi considerando essersi gii compinto il detto dell' oracolo . che non vi riuscisse. avvenendogli di raggiungerlo. In questo modo attesa la velocità de'suoi cavalli . Percid pensò di corrompere con denaro Mirtilo . essendo a poco a poco cresciuto in potenza giunse in fine a porre sotto il suo dominio molti popoli della Penisola. guidatore del c m di Enomao . e la chiamd dal suo nome Peloponneso. de' siderd d averla a sposa. il re ne ammazzò parecchj. Enomao sacri6cherebbe a Giove un ariete . e colla lancia inseguendo il pretendente. Venne a Pisa anche Pelope. E poichè era uomo forte e prudente. all' angustia di cuore unitasi la disperazione. raggiungendo costantemente i ret tendenti che pur erano partiti prima. e intanto li pretendente sarebbe salito sul carro tratto da quattro cavalli. ed in questa maniera Pdope colle nozze d' Ippodamia s' impadroni del regno di Pisa. La prova h una coma di cavalli da Pisa fino all' altare di Nettuno nell' istmo di Corinto . con che la mossa si facesse nella seguente maniera. onde gli procacciasse la vittoria. lo avrebbe trafitto.

e non ne avesse nissuna. che B debito dell' uomo.perba a trafiggere colle loro saette : e questi eseguendo 1 ordine della madre ad uno stesso tempo uccisem i ' figli di Niobe . in un istanle solo verificandosi ch' essa avesse una prole copiosa. diremo qualche cosa anche d' n o . i figli l'altro di quella su. e morto favoleggiasi che fosse chiuso cogli empj dannati. che avessero l' una le figlie. Ma non k d o della sua felicita con quella modestia. onde non sembri. Tanta10 . perdette la Paflagonia . ordinò ad Apallo' e a Diana . ed ivi martoriato co' tormenti di un supplizio eterno.. che tralasciamo m d 4 gna di memoria. Dardano sposi. e dalla ninfa Idea . che Latona nella felicità de' parti era vinta da lei. che provocata a sdegno per tale temerità la Dea . generato dal fiume Scamandro . . cacciatone da Ho . Batea . dicesi che fosse caro anche agli Dei. ai mortali i loro secreti : ond' 6 . Del resto perchh Tantalo. Di lui nacquero Pelope e Niobe. figliuolo di Tme . figliuolo di Giove fu illustre per ricchezze e per gloria. che ora chiamasi Paflagonia . che della temerità sua fL punito da vivo. Pel qual numero di figliuoli Niobe insuperbita . e a vivere famigliamente con loro . lo figlia di lui . schiatta proveniente da Giove . ed altrettante femmine di egregia belleaza. Egli abitavo la provincia d' Asia.rivelò. e succedutogli . e per la chiam z a della. spesso soleva gloriarsi . Le favole dicono. uomo illustre .suo padre. e che ai popoli del paese diede il nome di Teucri. e de' suoi antenati Nella Troade regnò per primo Teucro. essendo ammesso alle tavole degli Dei. la quale partori sette masclii. odioso agli Dei.

nel regno . c d l e . che nitrir odi. . a cui diede il nod Ilio. principe dei Daidani. che singolarmente si distinse nella p r r a trojana. sposata E&. padre di Anchise. . . Assaraco. h i molti altri figli ebbe Ettore . che sue pur sono L per gli umidi prati erranti i m r m e T' mila. Di lui nacque Erittonio . Ro mlle piamiire della Troade ed%& una C&&nobilissima. e al Minotauro . n o . autore del nome trojano) e questi ebbe tre figli. fu generato Capi. e Ganimede. e alia spediziope C Minosse contro Cocalo re di Sicilia =79 . e venuto a alle mani con Achille d morto. F u elP liii geneiwatoTroe .quale il poeta Omero scrive : . potente assai per felicikl . il quale ebbe da Venere Enea chiari&mo h ' i Trojani. Dalla esposizione di queste cose passe$ remo a Dedalo. Da Ascanio .. dicesi rapito da Giove. il quale portd ~ o o c m o Trojani . a niuno secondo in bellezza . e per copia di ricchezze : del. Di e w lui fu figliuolo ' Laornedonte. onde facesse il c o p piere agli Dei. Pnamo. Tra morralì Niun più ricco P di hi. . . Finalmente Ganimede. . ch'egli dfìd sul lido del mare. cosl pure chiamò Dardano dal suo nome la città. che gmerò Titono e Priamo. Etiopia. Titono militando in Asia verso I' oriente si spinse fino in. ne fece chiamare i sudditi Dardani dal nome suo. onde nacque la fiivola di Mennone avuto da Aurora .

'dwentmi dì Dedalo. poichC discendeva da Mezione nipote di Eretteo per via di Eupalamo (I). a (a) Il sopente p a ~ o Pauranin merita d' ensere porto sotto gli di occhi de' lettori per Umperare I'erogerorione deii'anuca fama di . ImperciocchC gli artefici che lo aveano preceduto. si diede con molto ingegno allo &dio deK architettura . Opem di Dedalo in Sicuicr Dedalo fn ateniese di patria . ( I ) Franusio G i ~ ~ n i nel catalogo degli architetti ba con molta o srudirione illurtrab questo p r s o di Diorlord tessendo h gmealogia di D&. e con molti ritrovati assai amplid dottamente codeate arti. giaccld e lo sguardo e l' andamento. e scurtore in pietra eccellente. e i Sin ci&ù. Funesta ~pedìeionsdi questo rs contm C&&. facevano i loro simulami cogli occhi incantati . ed attaccate ai fianchi (a). e nusd inoltre e modelìatore di statue . Sue opem in C m . la mossa del passo e quella delle mani . che i posteri hanno sostenuto essere state le sue figure perfettamente simili alle persone vive .dell' occhio. Egli &ce mdvigliose opere in diverse parti del mondo . ptettore dì Dadalo. e tutto lo stare di esse era quak 6 ne' viventi. Per lo che essendo stato il primo a dare alie statue il getto . . Essendo d' ingegno sopra tutti gii alm acutissimo. e colle mani basse . della famiglia degli Erettidi.'MinoJse lo p e r c e p h . giustamente ebbe la comune ammirazione. e superò tanto nell' artifizio delle statue tutti i mortali .

suo nipote dal canto di soreila. che veme ad inventare la sega. il quale temendo di vedere ccclissata la propria gloria. che Efom attribuì ed Anacarri T hvennione della ruota d d ramjo e pacib.che dava sepdt~rs al cadavere. cen cui di un pezzo d'ara gilia si forma m a seedella. e cosi ripod gloria ' non mediocre.$i ferro si f una sega. ed altre cose comode a lavori . che pmsa tra la ruota. . il +e superando nell' ingegno il maestro. Da rto discorso apparisce. ne i&& eosi bene nel ferro l'arpe&& dei denti. che seppelliva un serpente.Prlo aell' arte T& . dottissimo in @reco. . davette andare ewle dalla sua patria. coli' ingegnoso moto che dar seppe alla ruota. insidio-ente lo feae morire : ed essendo stato sorpreso nell' auo . onde coii'ajuto di essa separare ogni materia legnosa : grande eempenso e sussidio neli'arte fabhilet Coskii tnnd pure il tomo. Teneva egli presso di d per arnmaesb. cosaii una rda . egli diede per risposta. e domandato cosa seppellisse. non conosceva la differenii. condotnnrtto di inorte per la cagione che siepe. ma perb rpiends in m e quakhs cow di divino. singolare ( I ) . e quella. Ecoo le parole di qmello scrittore: Is opere di Dedalo sona usai raonaie a vcderri. kla tutte queste cose desìammo nell' a nimo di Wdo invidia. ve- . dic'egli ripreso da Strubone. non fu che ria Cimbue ! ( t ) Il Yesselingia qui ricorda. prendendda a modeh . con cui di ona hmina . il famosissimo M. conDedcrb. Daiala dunque. mentre però da Diogene Lacrsio viene seguito. Del quale strano caso certamente v' ha di che meravigliami. e trovata una mandibola di serpente.n3 i Quantunque p 6 1 Dedalo per la eckellenza een' arte movesse tutti a p d e meraviglia. che il Yerrdingio .

ciob colla testa d' uorno. (I) . Di che sdegnato Nettuno contro Minosse . e per sentenza deU' Areopago condannato a morte.siderando . che le membra superioii sino all' omero . A questo attribuiscono una doppia natura.Minosse . merci! la qnale Paaitae potesse soddisfare alla SUP libidine. Poi. che la moglie di quel re impazzisse per I' amore di un toro. come I! stato sì spesso ripetuto . e il rimanente del corpo bovino. e fao cendosi anche ivi ammirare per la d e n z a &il' arte. e le altre di uomo (I).anche oggi chiamami Dedali& Quindi ~ t in Creta. le fabbricò una macchina a forma di vacca . Dedalo penante chiamato in giudizio. fase anche l' indizio dell' omicidio commesso. i cui abitanti . hggi . ad fcrior parte Anche Igino descrive il Minotaura colh testa di bue. pazzamente inraghita di un toro. che pIlo stesso animale . ed j essendovene allora per avventura uno singolarmente bello. partorì poi il tanto ndle favole celebrato Minotauro. cioè. avvenne. essendo Pasifae .. sieno state di toro. e l'indi uomo: ma le medaglie di Sicilia. Onde poi questo mostro avesse e luogo proprio . acquistb l'amicizia del re Minosae. e andd da prima a ricoverarsi in un cantone del' Attica. m i nistrato avea l' idea per fabbricare la sega. e della Magoa Grecia lo rappresentano al rovescio. 51 quale . fatto aveva appunto. moglie di . che in luogo di esso ne fosse tratto per vittima al Dio il più scadente. Avea Minosse in addietro per solenne rito d' o f i m a Nettuno in sacritizio il piit bello fra i tori di tutti i suoi armenti . la quaie per 1' artifizio di Dedalo avendo potuto sottoporsi a quell' animale.

promise un grosso premio a chi glielo indicasse. con mi salvarsi . ed auaccatele P suoi omeri . alla quale volendo imprudentemente il giovine scendere . il quale l@ accolse benignamente. non ne trovasse il filo. e dalla ceiebt. nascostamente parti dell' isola. e altrettante fanciulle. e con esso lui andò ad approdai* in certa i& posta in alto mare. e tenutovi da Pasifae nascosto. e dal1 ingegno . che di sopra dicemmo essere dt ii gli Ateniesi a mandare.fàbbri& duc de meravigliose. e a quelli dell' altro . e di uscite. che il re lo minacciava quasi avesse fabbricata una vacca. . e si . udendo. coe piovanii leggerezza vdb . Minosse . un laogo &a41 pieno di tali obbli* andirivieni. ed Icaria ' piire fL chiamata queli' isola. morì. Dedalo . e due ne iece a suo figlio. Eragli compagno n d a fuga Icaro . andò in Sicilia. Standosi Dedalo tutt'ora in Creta. che di lui cercava per farlo morire. e prese terra nel luogo. Dedalo intanto. ove regnava Cocalo . e temendone P ira coll' aiuto della regina.983 &mento . e d'ingressi tanto tra sé confusi . che chi non ne avesse pratica.ità dell' uomo colpito . ebbe ricorso al suo ingegno . In questo laberinto il Minotaun> divorava que' sette giovinetti. Ora perduti 1 valentuomo la speranza di avere una nave. Da alcuni viene raccontata l a favola seguente. &la Icaro . prese -volo. e pa& il mar cretico. e queste e quelle ben composte di penne e cera.volgendo indietro la prora. e qud da lui ebbe poscia la denominazione d Icario . caduto in acqua. se gli ' fece grande amico. la quale gli diede una nave . Dedalo fàbbrioò il laberinto .

fabbricò nel sasso una città (a) . e tortuoso. qnantunque essa sia strana ed assurda. di cui dicesi esyrsi trovate le reliquie anche negli ultimi tempi. laddove il padre volando poco al di sopra del mare. sicchh pel calor del sole liquefattasi la ctm delle aie cadde nelle onde sottopposte. presso al Camico . e di tratto in tratto c l ' acgua le ale inumidendo. . va a gittarsi nel mare. ( 2 ) La c i ~ ~ a d e ~o a . per la diligenza dell'architetto così messe in sicuro. che dicesi Alabone. che in chi vi si esponeva a poco a poco eccitava con d o r e dolce un trasudamento di tutto il corpo di mirabile voluttà. che ora chiamasi agrigentino. saldissima sopra tutte le altre. Inoltre essendo in Erice una rupe troppo scoscesa ed aita . e vi depose tutte le sue ricchezze. e i Sicani. Noi credemmo di dover accennar questa favola. i t . Ivi fece alcune opere. Per terza opera egli eresse nel paese dei Selinunzii una terma . e da non potersi pigliar colla forza. sano e aalvo arrivò in oi Sicilia. i rocca di Agrigmto cnecs fua chiamata Otfuos. e vi h assai onorato. in cui sì ingegnosamente raccolse il vapore che usciva cocentissimo di sotterra. dalla quale un grosso fiume. la (I) Fu querto un g i n d e bacino. Parimente nell' a p . e per la eccellenza nell' arte sua v'ebbe credito grande. Dedalo visse molto tempo presso C o d o . Perciocchh nel territorio di Megaride con molta acutezza d'ingegno costrusse quella che chiamano Colimbetra ( I ) . che ' poteva facilmente difendersi da tre O qùattro persone : e percid piantd ivi la sua reggia. che rimangono &no al giorno d' oggi. avendovi fatto l ingresso tanto stretto.che il Cfwerb ~ ~ s p e t r a .2811 troppo alto.

fatto sì al naturale . re de' Cretesi . Egli fabbricb ancora con mirabile in4 gegno ed artifizio . I guerrieri di Minose. nel cui interno (i) V ' maai sospett. dedicato a Venere ericina.0. Dedalo intorno a questi tirando un m-. provveduta di ogni occorrente cosa . e colmandone tutto il vuoto. cha danno i due diversi sensi.wime parole greche. tanto il ritenne neiia terma. che pareva superiore a cosa imitata (I). avendo inteso.quaie anche per la somma angustia del sito non permetteva che si fabbricasse un tempio a Venere se non tra pi-ecipizj. della rupe un superbo campo . e gì' inalzarono uu doppio monumento. che Dedalo era fuggito in Sicilia . Minosse intanto. un iàvo d' oro . sicctrè avendolo condotto al bagno. dicendo lui esser morto per essere accidentalmente sdrucciolando caduto nell'acqua bollente. Cocalo venuto a colloquio con Minosse si proferl pronto a fare quanto questi chiedeva. &edendo che gli fosse consegnato Dedalo per essere fatto morire. che da esso lui poi chiamassi Minoa. che allora teneva l' impeiio del mare. . che non un favo . e facilissimo porrebbe essere siato ne' MS. prese a £ar guerra a quest'isola . e con molta cortesia il blandì. andò ad approdare alla plaga del territorio agrigentino. é messe in ordine le truppe mandò a Cocàlo. preso il corpo del defunto magnificamente lo seppellirono. di che qui si fa cenno. venne a preparare alla sommità stessa. e ne diede poi il cadavere a Cretesi . e messa insieme una grande armata navale. su cui piantar l'edifizio. Tale lo accenna Pomponio Sabino. ma un aiiete fosse il & Iavoro. lo scambio delle duo bcevi. che dal calor soverchio ivstasse soffocato.

signomg$ando in Agrigento Taone. e il monumento venne d:molito. e con singolar cuito. citd forte come una rocca . fossero quivi trasferite. per molte età fu da' Siculi con -&j e visite onorato. &spaando di ritornare alla patria. che di Creta. e m a h il deposito deile ossa di quel re . che da M fonte. quelli d'b g i o fi«>noscendoli per loro nazionali li accettarono per cittadini. I Cretesi intanto. Pel qual merito poi tratte in Cielo. e collocate tra le stelle. AI tempo quindi delia ruina di Troja. e siccome le loro navi o state incendiate dai Sicani sudditi di Cocalo. stabilirono di abitare in Sicilia. Fabbricatasi poi Agrigento . ebbero il nome . V' inalzarono un castello . esse fumno &te a Cretesi . vennero in discordia tra loro. non avendo più . essendo capitato m Sicilia Merione co' suoi Gvteui . le quali fama 8 . e di assoggettarsene una non mediocre parte . ove sono in gran divozione . chiamarono Engio. che & M i n m erano stati condotti in Sicilia. il quale . ed una parte ita neli' interno del paese. Engio . Eelle favole raccontasi.Inogo deposero le ossa. che dal nome del re loro si chiamò Minoa . Laonde una porzione di essi edificò la citd. diede mezzo d s t i suoi fondatori di andar facendo da essa scorrerie nel paese vicino. e trovato un luogo 6 forte di posizione. il quale ne scaturiva. e nel piii aperto fabbricarono m tempio di Venere. che da esse Giove fosse aiieVato senza che Saturno il sapesse. sicch8 poi civsciuti in forza e in ricchezze edificarono un tempio aile madri. e con doni veneravano queste Dee .come in particolare cona quella Dea.

Lui bambino allattar con cuor materno. i cui noi parliamo. E se può fede Prestarsi al detto . e per un anno intero Nascostamente. andar0110 a prenderla dal territorio degli Agirinei. che non avendo presso. che le onorino. e della celebrità ch' esse ebbero presso gli uomini. Non sono i soli abitanti di Engio. Irnperciocch~fabbricarono ad esse un tempio augusto non tanto per la mole.287. poicld a primi ' Yagili suoi queste d i t t a Curete In solingo i1 traean antro. E non & dovere. e V' impiegarono cento paja di buoi: le quali spese poterono . E si voltun le spalle. e pub-• blicamente abbondanza di molti comodi. e di argento. . che omettiam di dire della santità di queste Dee. nan h g i Dal bosco ideo. ma anche presso i popoli confinanti ottengono solenne culto.~ltm pietra degna di tale edifizio. che fino a questo temn po. che nol seppe il $ M . quantunque lontani cento stadj . e magnifici &crifizj . gl'indigeni non cessarono mai di ornarne il santuario con isPlendidi doni d'oro. . e dal Tripode uscirono talora risposte ad alcune città di onorar queste Dee. ' di orse. a l stelluto polo lo Giove da Cmta dzolle . Di queste Arato cantb cose simili a cib. E tanto inline crebbe la venerazione per esse. e dei capi d' arte : essendo cosa di fatto. Percid a tal uopo costrussero carri a quattro ruote. ed aspra e difficile fosse la strada per la quale dovea farsene la condotta. quanto per la preziosit8 della materia. promettendosi felicita di vita in privato . che d i c i a ~ o nel suo Poema degli *Astri.

Quindi & S ~ O pl%atosi a Tebe prese in moglie Autonoe. dai proprj cani. onde lo allevasse~o. che di tali cose ammaestrasse gli uomini. figlia d'Ipseo. come si allevano le api negli alveari . ed edmazione. Della stirpe di lui una -dizione porta. y a deile figlie di Cadmo. citt8 così detta &l nome di lei. e queste gli assegnarono tre nomi . Sua nascita. de' quali per queste utili kvenzioni si procacciò la grazia in modo .e Agreo. egli fu il primo. che lo venerarono con onon divini al pari di Bacco.beliissima oltremodo . YUlggi di A r i s t a . e n'ebbe Atteone. per& il s a n d o errr r i c J i i m o : ed anche poa. e che era educata sul monte Pelio. ove in progresso di tempo uno fondò C i m e . e come si coltivano gli olivi . Ariste0 nacque di Apollo e di C i e . Aristeo . Ma poi& abbiamo di detto abbondante me. prima del nostro tempo queste Dee possedeuair.h. cioè Nomio . e tanta campagna da trarre redditi copiosissimi.passeremo d a stoiia di Aristeo. - k Aristeo. sbranato poi. Avendo Aristeo da quelle Ninfe imparato come si coac guia il latte . come portano le wnache . il quaie era figlio di Peneo. tre mila buoi. Delia q d e . Storia di dtteone suo $ g l i d o . Ivi adunque Apoìlo diede Aristeo an-cor bambino alle Ninfe . la trasportò Li Libia. e onon pstutigli. che Apollo congiuntosi con una certa fanciulla chiamata Cirene .

che trasformato in una delie behe . ch' egli vole~rre festeggiar le sue nozze nel . non v' ha dubbio. onde soddiof<uw a & ma41kdiae. Aristeo consultato 1 oracolo del padre intorno ai viaggio. dic' egli . ' . N& poi è lontano dal vero. . lui pure sbranassero. Noi non veggiamo il miuimo fondamento di tale sospetto. 11 Yesselirzgio dalle parole che vengono poco dopo sobpetia che Atteotre volgesse in mente di violare Diana . chiarissidio essendo. tutti tacciono. che per l' uno o per i' altro fatto la Dea isestasse gravemente offesa perciocchè sia che a soddisfare alla propria libidine abusasse dello preda couiacrata alla Dea avversa alle nozze .e quale 6 indichi ersera 1' oggeuo della medesima. . . DIODORO tomo I l . cb' egli era d i t o pigliare. ahe poropno: & &me ad o & r w i o &l& Lku abborrenie da& nozze. il senso delle par ~ l : sia che a soddisfare a& propria libidùze abusnsre i i e h preda : e o se anche si volesse seguire non su quali rch& dal YesselWgio lqdatc. che si vantasse nell'arte della cacci& più valente di Diana.. V'6 dunque una ragioue probabile per tre dere. ' Dopo la morte di Atteone . ddCs n u r p a à carni deUcJere. sia che ardisse vantai-si nella caccia piii valente di lei. . a cui gli 'Dei medesimi accordano in questo particolare la palma .della quale scelleratezza. ( I ) Forse per una Dea abhorrente dalle nozze la celebrazione d i no convito nuziale nel suo tempio potea riguardarsi come un insulto. che meditava di fare . . Vedesi dunque di che Iibidiue si parli . . .tempio di Diana con carni di prese alla caccia gia a lei consacrate ( I ) . . e ben connesso col rimanente discorso. che non ne metitossi lo sdegno. i suoi cani avvezzi ad attaccare le altre fiere. ' . Altri p & dicono. '9. mentre ruppengono diverse altre cagioni dello sdegno della Da. Forse per lale poteva riguardarsi il mangiare in tale circosmaza le carni a lei consacrate.s8g diigrazia alciini adducono per ragione .

( i ) Apouodoro dioe. questa singolare combinazione di cose: pe* cioccU colui. e di barbara ed agreste che e r a prima. e per alcun tempo fermossi in Sicilia. Lasciata poi prole.Ed ognuno poi giustamente rneraviglierassi. che da quel fatto fu p d il costume dagli abiiauli di Cea di fare de'sacrifiaj al nascere della canicoia. passò in Sardegna. che vide sbranato dai cani suo figliuolo. ed inoomincieno a spirare i venti etesj . Cosi atteria Cicerone citando EracLidC Potuiao . ore preso d d a bellezza di queli' isola . la ridusse a cultura. e dalla moltitudine de' bestiami .Laonde essendovi ito . e di là licenziatosi dalla Ninfa sua genitrice. mitigò . la peste fini (i). Di poi ando ancora in altre isole. quanto spezialmente quelli . ove ben esamini. e che cola avrebbe arnorevolissioia accoglienza. che n' avesse per risposta di andarvi . Carmo e Calliparco. v i pose piante utili . se nel]' anno abbia ad esaerri pestilenaa. e perciò a lui tributarono sommi ouori come ad un Dio tanto gli altri Siculi . che coltivano gli olivi. l astro celeste. ed a non pochi m o d i fu autor di salute. fece un sagrifirio per tutti i Greci : il quale essendo caduto nel tempo che Sirio nasce . Aristeo ritoruò in Libia . o non esservene. che chiamasi cane .in Cea . la elesse per sua abitazione .390 isola Ced. mise gl' isolani a parte de' bencfizj del suo ingeguo . Ivi colpito dall' abbondanza delle biade. e trovandosi d o r a tutta la Grecia travagliata dalla peste. e che t! stimato ' portar mina agli uomini. Ivi divenne padre di due figliuoli . onde aver presagio. ed ivi fu messo ' . o Finalmente andò in Tracia & B ~ c . . diasi.

ed il Burrnatuao parlarono tanto. il monte che dicesi Emo . possedesse con regio imperi0 una. e di E Dicono. fu tolto d a cospetto degli uomini . Ed avendo abitato alquanto presso. E se posatamente alcuno si mette a considerare la maestà di quel religioso tempio. e per la conversazione sua famig+are con quel Dio acquistò cognizione di moltissime cose utili. Ond' B . che non v' b pih .89' a parte delle orgie. e riccamente provveduto di preziose cose d' ogni maniera. Veggasi la Sicilia Amica dei primo. e da Buta (I). retribuendo. che gli scrittori dblle cose degli Arpnauii suppongono aleniese. ornato magnificamente. che Erice nascesse da Venere. parte dell'isola. ( I ) Di questo Buta. ed il Catalogo degli Agonmti del secondo. ma eziandio da' Greci. che la Dea alla pie& degli abitanti. e che in certo luogo alto edificasse una città del suo nome . o r a vogliamo dire +che cosa anche di Dafni. Di Dafni. e del tempio di Venere ercinia. giu&e. nella cui rocca inalzb alla madre un tempio. XXXII.nulla da dirne. e la chiamò ErcinaVenae. Di Erice. ma però assai chiaro . ebbe carissima quella città. E queste cose bastino intorno ad Aristeo. picco1 re del paese. . delle sue invenzioni e del come perdese la vi&. e a lui divini onori furono pi-estati non solamente da quelie genti barbare. CAPITOLO. dopo che fu mort o . e all' onore del figlio. il Clwerio. che stimato assai dagli abitanti per la nobild della stirpe materna.

non omisero di tributare spezia culto alla Dea ( I ) . che Anuiare saccheggib quarto tempio. Sogliono gli altri luoghi me . E infatti i Consoli. figliuolo di Venere.e per alcun tratto saliti a glorioso nodopo sta ragione a d di ammirarlo.. perdere il loro lustro. ImpercioccM dopo gli onori stabiliti da Erice . che . es8ei. . e ne resero il tempio per magnifici sacrihj e per copiose offerte pitì ricco e più illustre. e cadere : ma di questo tanto P lungi. ed onori augusti' distinguono il tempio . dic' egli.=9= e. e i Pretori. molte cose presentd in dono a quel tempio. non ne andasse impunito. e tutti quelli che vengono con imperi0 in quest'isola. aplirodato in Sicilia nel suo viaggio per Italia. quando giungono ad Erice . Enea . ed esperimentandone nelle loro imprese il favore. Ne' susseguenti tempi poi i Cartaginesi . e con festevoli tratti volgonsi alle donne. che di tanto loro incremento era autore. che era in principio quando fu consacrato. E dopo lui i Sicani per molte età devotissimamente venemno la Dea. che a culto siasi sminuito da quello. che anzi al contrario prese un sempre maggiore aumento. con ptitudine conveniente. cedendo alie vicende awerse de' tempi . E non senza ragione fecero essi cosi : percioc& ripetendo ia loro origine da essa . ( i ) Eliano però racconta.cou discorsi. e deposta per alcun tempo la severità di magistrato . con sacrifizj . fatti padroni deli' isola intera . e con dovuto onore rimunerarono quella. e finalmente i Romani. superarono tuttj gli a l m nelP ampiezza de' doni. consacrato a sua madre. sebbcile. che tennero in loro dominio una parte deiì' isola.

Queste cose. I R o m u i invertiti della pul~blicaautorità. . v' hanno begii orti di ogni erbaggio . Sono in Sicilia i monti Erei. Hanno essi molte fontane di acqua dolcissima. #i reda essoro esw sLata honignr donne. che lungamente abbiamo dette di Erice. E il Senato romano per una certa sua propensione ad onqrare la Dea giA con decreto SUO ordind. e il sito particolare del luogo . come qui dice Diodoro. che ne distinguevano In diguiti. e . v'hanno viti spontaneamente creo scaiti . Passeremo ora a quanto nelle cronache h divulgato intorno a Dahi. i l arslliaio del Magistrato.293 in stanno ia altra maniera giudicano essi poter rendere grata aila Dea la loro presenza. che nascono altrove . e v'ha quantita pande di pomi : di maniera che l'esercito de' Cartaginesi una volta essendo affiitto dalla fame trov6 ivi di che alimentarsi. che diciassette cittA . perciocche dal vomholo che I' aurore UM nominandole. hanno grande copia di quercie producenti fiutta di esimia grandezza. la natura. a p p a r t e n p o però alla storia di Venere . e perdiò le nbbiamo esposte. Ed b tanto pih varosimile. nè ( i ) Deposta &a severità di Magistrato.. essi uolgeuansi con ferleuoli tratti a l b donne. e che due centuiie di soldati facessero la guardia al tempio. predighc Ci loro granie. . riescono opportuukimi in tempo d estate per ricrearsi. e f o r a & ahiii. ' e godere. CLiui suvano . che per l'amenità. e maggiori del doppio. n&per quanto ( I ) . o p i volta che volevanu conversare presso gli amici. nelle feste di Venere comparissero colla pompa di aurei ornamenti . e più abbondanti che quelle . le pih fedeli della Sicilia. che facessero eosi visitando il tempio di Venere ercinir m . lasciavano le insegne.

. Ivi dicesi. a e che col suono della zampogna. e robusto d i . lodia. e v' ha un hoeco dedicato alle Ninfe. grande di statura. e dello Srretto di Sicilur. fu quegli che trovd il canne bueolico . la quale lo avea adescato COI vino . .991) essi ne traessero . che se si fosse abbandonato ad altra donna avrebbe perduto gli occhL N& nirmcò di verificarsi tal vaticinio : perciocchè essendosi messo colia figliuola del re. che fosse generato Dai% da Mercurio. che cacciasse insieme con D i . Orione passa per essere stato sopra tutti Ogli eroi che vengono celebrati. E basti di D&. Or verremo alla favola di Orione. che presso i Siculi anche oggi è in W ed onore. Di Orione. avendo molti armenti di buoi. Ne debbe il suo nome dalla moltitudine degli d o l i . Educato dalle Nide.edetto. In pella regione adunque v'lìa una valle divinamente oinata de' pik begli alberi . e colla melalia bucolica g r a n d e m e la dilettasse. per la qual cosa ebbe anche i l titolo di boarci: e pcrch8 P eccellente suo ingegno lo portava alla musica. e loro densità. che coll' ossequio suo incontrasse i grazia della Dea. e da una Ninfa. comunque pm fossero a migliaja l' abbondanza delle cose somministrate da que' monti si esaurì. Ma da una Ninfa innamorata di lui gli era stato pi. e la m l d a che gli h m r i a 1 carme e meeoi. perdette gli occhi veramente. assai si occupd della pastorizia. Vuolsi pure.

( 3 ) Pk'rGo dice: anticamente l Sicilia attaccala a l terriario a brusio ne fu Bistacaata &l mare. se aggiungeremo alcuna delle cose. i n ~ m oa un B L L Odi cui ~ o poteva non arare trovato indicarimi e n d l e tradizioni. esso venne rotto. Ma Esiodo poeta (4) ( I ) Tucidiàe dice. e corso il mare a prenderne il posto . e che poi diventd un isola per le cagioni che siepono. e re na formò lo slrelio lungo. chiamahdo i Siculi Zunclou la falce. non sarA fuor di luogo. uoi diciamo J ' Messina. perchk il luogo ov' era posta. che sperai>anticamsnio 1'IbplU. Stretto si raccontano. quindici rnih parsi di . ed avidissimo di gloria .zzo. che in y m e lo stesso nome. Gli scrittori delle antiche narrazioni. fece molte distinte imprese. e specii~lmentegli fabbrico con grosse moli il porto chiamato Atte. Egli molte opere f e q a Zanclo. ( a ) Messene dissero i Greci. Alcuni dicono . da cui anticamente ebbe il nome la città di Zande (I). e nella indole delle due coile.995 oorpo. o vogliam dire penisola . EgIi si diede alla caccia. in cui l' istmo strettissimo era bagnato dai due lati dal mare. re de'siculi. E poichè si & qui ktta menzione di Messene. avea la forma di falce. cbe questa c i t a fu dai Siculi chiamata Z a n c k . che intorno a ì suo. . dicono. che oggi dicesi Messene (a) . n Dioduro. e largo nriUe s cin* qwcelato rivipetto rrUo cotwiruc di R e a i o . i Romani Mesrnna. 'e come era potente per forze . (4) Fa meravigliu. Nella parte. che questo accadde per grandi scotirnenti della terra .~suiin catastrofe. che la Sicilia una volta era un chersoneso. sia s i kggt~mc~e prusc. che enlrb d i nie. e indi il luogo ebbe il nome di Regg i ~ . che un 6i acuto e diligente icrit~orecome b . l' isola trovossi separata dal continente (3). pe' quali rotto l'istmo . cui fu dopo molti anni edificata una città.

lebrita di sua'virtù h d a immortalità mandata la memoria sua : essendosi annoverato tra le steile. di cui m a sparsi i due paesi. che g' i. di membra Si ggoniesche ! su quei verdi prati Cacciar b jiere della selva . . wr g i o m Per l rupi solinghe a mrìe tralte e Da lui. 1 . E poco dopo parlando de' figli di Aloeo aggiunge.d'avere mari poca anima razionale. che continuamente ce l i magaifiano. quando impugnava la nodosa Ckava di bronzo Ove ineierne cgli nota la sua grandezza. qwite sono m+ bglie della cui autenticiti w n pernieaeo dabime. corrono diekro alle favole . non faano che p r w i r c i . che di nove anni eran larghi nove cubiti. del Vesuvio. egli 13 moko più verusimils che kr Sici& fino dai primi incominciamcnu' del& cose fisse an'isob. colle moli alzate da Orione si f o d il promontorio di ' ~ e l o r o e il tempio di Nettuno . e di tanti vulcani amricbi e modemi. E di lui fr -menzione anche il poeta Omero nella storiade'morti dioendo: Presso costui vidi Orìon. E cnloro. Ed aggiunge. . e direiieoe ooncorde delle due coste a& dell' E t n a . che di giudizio . aggiunge seriamente: quwte opiniom degli antichi essendo appoggiate a rota congutturs . il qnala dopo areroi detto. che distaccb ta Icilia dall'Italia h a fallo cenno Eschilo presso Strabonc.. ng6 pone i1 contra&: percioccld egli dice . Coni egli confonde la coage8tura celi' analogia . Ne sia di prova il do~dssimoVesrek'ngio.e noa tien n k u n conto della natura. e si dimenticano di pensare. che sparsom ivi il mare .. ed aveano un'altezza di altrettanti p ~ . e per la ce-. che dat trenuoto . i e sia andato a cercare per ispiegarla I' autori& di nn poeta. l solani venerano con gran religione. . NIP tele è l'indole in generale degli scrittori greci. i quali abbondando pih d' immaginazione. che Oiione fatta quest'opera andd in Eiibea ...

la Tema. a Mondo Rce. l Ma avendo degli Eroi . eravamo proposto. . Se ne togli Orfon solo . Alma lor genitrice.secondo che ci a questo =97. metteremo fine libro.Zlhe dallo corpo e belo sopra tutti. abbastanza parlato. . . e de' Semidei.

trovansi poi avere peccato trascurando la buona distribuzione deiie medesime : e per cid. Cosi .. le quali è utile scrivere . Del che è prova.LIBRO QUINTO. Dichiarazione dell' Autore sul metodo da esso adottato nello scrivere quest' opera. ma di assai g a h d e soccorso serve agli scrittori nelle storie. li riprendono con ragione intorno al mal ordine'dato ai loro yritti. quantunque i loro leggitori ne commendino la fatica e i' industria . Timeo fu diligen? . Imperciocdi& l'ordine non giova solamente ad aumentare e a conservare nella via privata le proprie sostanze . e per la erudita varietà delie cose descritte . per dare un esempio . che mentre alcuni d essi lodansi giustamente per gli ornamenti della elo' cuzione.altrettanto debbon essere eziandio accurati neli' ordinare le singole parti. Q m n r o g~ storici debbono essere diligenti in tutìe quelle cose. I N S U L A R E .

che uou sono isole. che appunto vnol dire tassatore. quanto per accuratamente conservar i'oidine. per quar~tole forze nostre i1 consentono. graviti. ( I ) Anche Polibio d i Timm queeta lode. E di fatti egli ha in ogni libro conipreso tui certo genere di cose: il qnal modo di imttare la storia preferendo noi ad ogni altro. fwse argomento di un libro distinto t Considorara la.a99 tkimo nello stabilire i' epoche de' tempi ( I ) . che hanno parlato fin qui dell'opera di Diodoro. la quale mi ha colpito forre~i*. . I Traduttori. della qual2 non trovasi memoria qui! Che tutto ciò. Vedine 1' O r a i o n e xvrir. cerchiamo. riccame ho detta altrove. e la buona logica d i Diodore a codesti d u M j hanno per me un asrai grande fondamento. di adottare (3). 43) Ma come poi il nostro Diodoro si in questo libro aliosatanato du queeto narie procedere r Che querto libro abbia sof&rto d d tempo lo rconvolgimento che in esso veggiamo ! Che siasi emarrita quella porzione del medesimo. Io non ho potuto tacere una considerazione. fa L parti di valente storico. i Critici . i Commentatori . non tanto per la eleganea delle prole ( a ) . (a) Dionc Grisosfomo porla di Eforo per questa parte un giudiaio contrario. in cui si parlasse d' isole. Alr oppasto Eforo descrivendo i fatti qua e k seguiti . e ce*mente travagliò assai per acquistarsi varia e copiosa notizia de' fatti : ma poi meritò per le inopportune e verbose riprensioni m d'essere ripreso egli medesimo: e e per codesta sua tanta foga ed acerbitA in tassar gli altri fii da alcuni chia'mato epitineco . nulla dicono d i cib. gli Eruditi . . che id queeto libro tratta di paesi.

Ii circuito suo & di quattromila trecento sessanta miglia ( i ) . Veggasi il Cluveriq. Anticamente chiamossi Trinacria per la sua figura triangolare. Sue dènominuzioni : suo circuito : suoi .Delh Sicilia. cha questa idea pub dirsi nsUe loro n ~ e n t irzrcaia. che nelle nozze di Plutone con Proserpiria Giove donò alla a ( I ) Gli antichi scrittori non sono stali uniformi nell' accennare il circuito della Sicilia. che la coltivarono: indi Sicilia dai Siculi .e il primato ia per l' antichità delle cose degne d'essere rammentate. E nrentiz cosl pure i pensano le alfre hazioni. (a) Cicerone nella ir delle Yerrirre dice: E' opinione. Alcuni poeti hanno favoleggiato . di tal modo poi ne sono i Siculi persuari. che cutta P i r o h d Sicilia E consacrata a Cerere e a Libera. Tradizioni n&ardwa Cerere e Proserpilza Avendo io pertanto intitolato questo libro i m h e . scorrendo il promontorio della giurisdizione siracusana . quello che da Lilibeo va a Pachino. fonduca sulle arrtichissir~~e krtcre e rnomnrer&i de' Greci. è di mille settecento stadj . e l'altro ne comprende mille cento sessanta. i - . che i' isola fu dedicata a Cerere ed a Proserpina (a). che corre da Peloiu.atztìchi abituhti. fino a Lilibeo . comprende milie cinquecento stadj . I Siciliani per una tradizione continua di molti e molti secoli hanno dai loro maggiori udito. i quali in essa passarono dalla Italia in gran numero. primieramente parlerò della Sicilia. perciocchh essa I! la più eccellente tm le isole. poichk il lato. Di poi fu detta Sicania dai Siaani. e tiene facilmen3.

& di tiossa. . Quello. che chiamasi salvatico. Le quali cose conferma coila sua testimonianza anche il maggior poeta. e si b supporto errare stata la sede dei Ciclopi. e che per la bontà del suolo in essa sorsero le piime biade. E che poi il ratto di Proserpina sia qui accaduto. . i Sicani .30 K' nuova spo& per a d i p t r ì ( I ) quest'isola. (a) E questa opinione B fondatissima considerando la Sicilia coma isola. uopo B dire essersi probabilmente trovato OV'B terra ottima. orzo e fmrnento CE aku Ira la chiorna.. poichb menue fu disraccau dal continente avea gi8 i suoi abitatori. e li facevano a1 momento che la sposa levatosi il velo per la prima volia compariva in cospetto degli uomini: il che seguiva il terso di dopo le nozze.. e le siti Madri d uve e di sino. ed in parecchi altri luoghi di Sicilia. che le nominate Dee mostraronsi in questa prima &e altrove . e si solchi Coi vomere h terra. crescono . se in Sicilia principalmente sieno venerate quelle Dee ritrovatrici delk biade. . coltivatori antichissimi dell' isola . (I) Chiamavano i Greai anacallptri quelli. se si cerca in qual paese del mondo siasi trovato il frumento. (31 Esso B passato presso di Antichi pel cantone d i Sicilia pih abbondante di frumento . Imperciocchh nell'agro leontino (3) . Nè per ciò B meraviglia . . E per certo. che autori gravissimi diiono.Siniilmente poi dicesi. e de' Lertrigotzi. che. e Giove éui~o Crescer fa coUe piogge . si è. n' erano indigeni (1). che noi diciamo rei. anche presentemente nasce spoutaneo il frumento . dicendo: Qur senza che si semini. .

che i cani mandati in traccia deile fiere non possono investigarle al f u o per la forza troppa. da esse sapra ogni altra sl sommamente amata qual ratto dicesi seguito ne'prati n . E tanta ivi dicesi essere la frsgranza degli odori. e degno ad ogui modo d'essere ammirato. e v' è una vasta spelonca . che volge rotto terra . che vicini ad Enna . ed altre specie di fiori bellissimi. e perciò da alcuni detto Yumbilico delia Sicilia ( I ) . cinti da paludi. che colla Ggiiuola di Cerere vissero Minerva e Diana tutto il empo della sua e+cazioi~. che le viole. ed urigato . In vicinanza sna hannovi ancora boschi. e dire Prorerpina. che qnelle Dee abbiano altrove mai &W W in quest' i o a . ridente per le vide. ed aii' intorno B ~ioondato profondissimi preeipizj: e si suppone sidi tnato nel mezzo di tutta l' isoia. P apertura deila quale. E dicesi ancora. guarda a l polo settentrionale . per amore (r) Il roto del pawo di CUtsrom acceanato d i sopra. .ne a ch-te dimostrarlo I' ossenazione . e praterie. sembra poco meno che copiato in questo suo capitolo da Diodoro: tanto ahche ndle minute piriicolari~asi rassomigliano aolrambi. Ss non bhe Cicemrre espressamente nota. piano . ed o & altra specie di odorosi fio14 avvansi ivi conti. nuamente tutto Sanno . luogo non lontano dalla città. ed da queli' apertura che favoleggiasi uscito Plutone coi carro per portar via Proserpina. simM amenissima e giocQnda i la vista del luogo a chiunque la osserva. che sui loro organi fa l' oit iezzar grande di queila campagna E quel prato sopra un alto d m . che presso i Siciiiani era lo stesso dire Libera. Aggiungasi poi. wn v' 8 ricordo.

E queste cose diligentemente saranno esposte a tempo opportuno. che se in occasione di e . non dee credersi fatta di fiori. Lo ebbe in fatti b a nel vicin territorio d'h~ura. che le Ninfe per meglio procacciarsi la grazia di Diana guidassero nellisola quella fonte massima. ehe da lei e gli oracoli. che si chiama Aiwtusa. Vuolsi aiandio . che la veste. che su questo fatto pienamente favoloso il Vesselingio seriamente noti. (a) In Pausariia trovasi l'oracolo. e in grazia di m lei ali' arrivo di Eroolt! le Ninfe aprirono una fonte di acque calde .mence po- trehhesi fare . L e quali poi per tal coiivivenza famigliare molto affetto presero per i' isola. che vwol dire Minervale. i quali senza paura venivano a prendere il ci110 dalle mani stesse degli uomini. della quale si parla qui. . e che de' fiori con essolei raccolti fecero insieme una veste al padre Giove ( I ) . e gli uomini chiamarono Ortigia (a). È cosa strana. u m fumi chi ebbe m& ardimento di volgeine alcuno in sito cibo. (3) Plutarco ed Eliano hanno parlato delle meraviglie di codesti pesci. e dagli uomini non tocchi (3) : essendo da sapeni . ma questi al tempo nostro ancora sono sacri. e * non solo essa negli antichissimi tempi portò abbandanza di grossi pesci. a modo che ognuna di loro si prescelse nella medesima un luogo. il quai anche presentemente B celebre pel nome di Ateneo. perclib cou fiori diffici1. ma hcnsi di bisso . e ad essa pure insieme d territorio.della virginità di iei ad essa affezionite . (I$ . il nume i m ~ u t i n e n t e con manifesti segni deiio sdegno SUO lo fece cadere in grandi sventure. Diana e b b per dedicata a ~shl' isola siracusana. intessuta aJìori. che rende ragione di questo nome. come pareva naturale. gli abitanti dedicarono la cittd. dimenticandosi d i aggiungere.

che chiamasi Ciane. che così chiamano la Y i a di Cerere. aperta 4 terra scese bensl con essa all' Orco. E fu Ercole. e coiie (I) Questo vocabolo era appropriato espressamente a Proserpinn . non potendo Cerere ritrovare ì a figlia. a cui ogni anno i %mani celebrano una solenne paaegiri . . nella quale privatamente si sacrificano vittime minori . che introdusse quest'aso . ma fece sorgere allora il fonte detto di Ciane. Core era un vocabolo sacro.Ma non m n o c31e a @e due Dee. che Plutone . Dopo il ratto poi di Proserpina . ci& la fsnciulla . e spezialmente quelli che cortesemente l' accwlsero . ' Perciomhh raccontasi. ma pubbliaamente i sacritbj si celebrano col sommergere nel lago de' tori. beneficasse. Pel qual dono e eon is~lendideofferte di vittime. dopo aver rapita Core (I) . quando scorse tutta la Sicilia cogli aumenti di Gerione. e perche gli -4teniesi si distinsero nell' accoglierla umanissimamente . e gli uomiixi . dopo i Siculi furono i primi a partecipare di questo deno. i~tendendosi con esso di rpecificarp la farrciLJCa rapita e porla& via i che era appunto Prozerpir~a. dictsi &e andasse girando per molte parti del mondo . a Proserpiaa m h essa sono state consacrate k praterie ne' contorni c' di Enna . facendo loro regalo del fiumento . avendola portata sul suo carro sino a Siracusa. accese nel cratere dell' Etna alcune faci. e neU agro siracusano la grande fonte.

Qui& siccome gli Ateniesi comunicarono a molti il benetizio delle biade. Per h feste poi in onore di Cerere. ed 6 indicato col nome della medesima. con ispezial divozione da quel popolo la Dea vien venerata. mescendosi negl' intratteiiimenti molti turpi discorsi. per poi-tare in processione Proserpina: il che fanno con queila divozione e santiti. ' antichi . Skcoado Apollodoro in codeste feste le donne s i dicevano a ~ i c ~ n d a ogni genere di ritoperi. 0 . con tal mezru fatto ridere Cerere mentre pure era rf8irt. Si celebrano queste feste. e santi-' tà'souo celebri presso tutti i mortali. a poco a poco tutto i mondo ne fu ripieno. e di queste oscene parole ripetevasi da Giarnbe . la quale si diceva avere. e quelli ai loro vicini fecero lo stesso è di mano in mano passò l' uso di seminarle. nella supposizio& che la Dea addolorata pel ratto deila figlia l' oscenità deile parole provocasse d . e la stagione istessa di questa dennitd vollero che espressamente indicasse il benefizio ricevuto. (i) L'nso di questi discorri turpi. che conviene ad uomini in tanto benefizio stati preferiti a tutti 'i mortali. e nel resto in esse s imitano gli usi della vita de'temp. che continua per dieci giorni. riso (l). nella quale le messi maturano. ad onore d'entrambe le Dee istituirono aamifiaj e feste eolenni. tomo II. che per la loro vetusa . perchè scelsero appunto quella . ed DIQDORO .n. splendidissimamente con ogni magnifico apparato . Adunpue i Siculi i l essendo stati i primi a partecipare dell'uso del fiumento in grazia d' avere avuto fra loro Cerere e Proserpina . *essi scelsero il tempo delle prime seminagioni. divenute pel nome di esse celebratissime .iniziazioni eleusine .

ed Arrstide. perchb nota essere stato il citato da lui in Siracusa. I1 dire. Siccome le loro opere sono perite. e mentre lb .yio. usi D&. Questi giorni di &sta chiamavansi i Y'esnroforidi. il quale mdte volte fu a Siacura. . e vide con che divozione gli uomini di quel luogo celebravano le feste. Inviuw L' afflitta mudre &a cercò scorrendo Pel mondo intero. Altronde per uno di Agrigentd non parrebbe cosa molto oeccrsaria il Gre e Siracuaa p i l volte. come Palrrania accenna essersi pnticato i fesm di q u w o genere. non si sa bene quale dei dae sia il qui citato da Diodoro. come fa ii Yesaeli~r. La v e r e è compianh . d alimento - usavano frasi e rocaholi degni de'lnpanari. Abr Trimria hctta Alto gemendo souo i colli d'Etna Awampanzi dà fiamme ed iqfòcati G o i pioventi . autor di tragedie . E gii uomini stessi e c taamvano in rimi1 modo Ls donna. che probabilmenie Diodoro ha paclnto di quello di dgrigento.306 W < 'Che poi 11 ratto di ProSerpioa succedesse nel moda ?&e abbiamo accennato . . che d a m e n t e fu da Dt ie Con artu fraudolenta I ' d m a figlia Di Ceren rapito. Gai-cim o ( I ) . e facevano i samizj ad odi Cerere. e t r a dentro I neri spechi della terra. che ri potevano con quala faailiti wperr h Apbnco. si scoteva. ne*suoi poemi ha q e t versi. pon rembra argomento molto rpecioso . che celebravaosi presso a Pern &M. ( I ) Due fyrono i tragici di quesio nome. che Siracusa traeva a sè non pochi d i Grecia. lo confermano colle loro testimonianze molti degL antichi e storici e poeti. onde aver h d e in cow. l'altro d i Agrigento. Ne parlano anche P h r c o . uno nativo di A w e . sapendosi.

e l ' o n e s ~. coila cui noima gli uomini avessero ad assue&i ad esser giusti. Intoni0 ai Sicani. Cada mancando. Per la qual cosa'dicono chiamarsi essa Tesmofora. CAPITOLO 1. fiume delPIberia medesima. e che trasse la sua denominazione dal Sicano . che i Si-. e il come farne uso. riprendcudo l' ignoranza di Filisto . e come essi pmsero lo lingua e i costumi. chiai w e n t e e con buon fondamento dimostra. disciplina deila medesima Ma basti il detto sin qui per quello che riguarda i racconti favolosi delle antiahità sicule. E quindi è che dw0lo Cuìto tuttora prestano dle Dive. Filisto dice. Priva la gente che di Giova è ~ t u n n a .ciocch€ oltre aif aver essa ritrovate le biade insegnò ancora gl'istromenti agrari . che vuol dire legislatrioe: di che nulla forse saprebbesi additar di piu grave 8 mentre nel complesso di qneste cose sta e la vita stessa.v. che brevemente ne ragioniamo. che ne parlano . abitatori primi della Sicilia . che questo popolo venne d a l l ' b rin per abitar la Sicilia . che in diversi empi ebbe la Sicilia. e promulgò le leggi . dei Greci. . Degli abitatori. Nk sarebbe giusto il tacere in questo luogo l'esimia beneficenza di questa Dea verso i mortali: pei. d i riscono nelle loro opinioni gli scrittori . Timeo ali' opposto . e perciò b d' uopo.I - '307.

e vicini 1'alì'aluo ns'monii: il quarw di fubbricnre le citrà era proprio dcsli antichi. che erano state abbandonate dai Sicani. perchb le pianure per cagione delle acque cadeilii dalle moniagne erano'coperte d i laghi D di paludi. Non erano poi essi wtto il comando di un solo re. e in devastare le terre d d assai anni . ma ogni borgo aveva il suo principe particolare. e bramosa di acquistare più territorio . Gallia. che in moltiesime parti l'Etna spargeva le sue fiamme. e procacciavansi il vivere lavorando la tema. nelle rorze e d =savano i popoli. E da prima tenevano tutta l' isola . e e-o. Ma di poi. e a tratti lontani ingombrava molto paese colle sue eruzioni. ove il paese lo permetteva. e da Cesare magnificata come la principale del paese. fabbricate sui colli piccole città per salvami dalle incursioni de' ladmni (i). e della Liguria si legge la stessa cosa. Dopo molte e d la nazione de' Siculi passata con tutte le sue famiglie dali' Italia in Sicilia. . d k r i a nella. noi ne fife&remo *lcurie. Le anlichissime città della Grecia. gli abitanti pmi da timore abbandonarono le parti della Sicilia volte v e m l'aurora . occupò le contrade. fino a tanto che . e cosl nacquero eequenti guerre tra Siculi e Sicani. Di Enouo dice Dhnigi à' Aticurnaasn. furono piantate sopra alti coili : di quelle dell7Etnria autica.pianure .. come awenne. I Sicani una volta viveano a borgate . (I) Cosi dappertutto. che fubbricb piccoli b r g h i .Le montagne in tutti i paesi del mondo furono abitite prima delle .3 o8 cani furono indigeni: e siccome a dimostrazione dell'antichitsi de' medesimi reca molte ragioni. Ma ala tesi di Titue0 non è ancora pmmu. Ahne e Tebe . incominciò ad estendersi pih al largo e a fare incursioni e saecheggiamenti a danno de' litnitrofi . e ritiraronsi nelle occidentali. era nulla vetta di un colle.

che gli abitanti delia medesima imparassero la lingua de' Greci . rebbe paruto di sfigurare. (I) . ' i (a) Oggi S~rongofi. fecero.Si b conservata la pretta denominazione antica Lauto di esse. passeremo a ragionare delle isole . perclib traduciamo uno scrittore antico. Basterd pel presente dire. la stessa maniera cli vivere . De' primi lom abitutori. entro i quali og'nuno d' essi doveasi wntenere (I). e il grosso numero d' essi .. Ma come abbastanza abbiamo parlato della Sicilia. Queste sono sette. che parlavano . le quali sono invem degne d'essere mentovate. stabiiirono di mutuo consenso i confini. che navigavano in Sicilia. E il commercio. abbandonato insieme e il barbaro dialetto. EvoniDi questi Siculi italiani parla anche Dionigi d d l i c a r ~ s S 0 .309 venuti i due popoli a patti. Di Eolo .che chiamami eolie. Ma ci riserbiamo di parlare in particolare C queste cose a tempo più1 opportuno. essendosi d' allora'ija . e paesi. che a per t l modo i Greci vi portarono.prima. quanto di m ~ l t ealtre isole. e il nome . Delle Isole eolie. ed adottasseir. che vi mandarono i Greci . e del fondamento che h n o k cose fioleggiate intorno ad esso.poi chiamati Siculi. che le ultime colonie venute in Sicilia furono quelle . che alvimente facendo ci sa*. poichh per esse hrono fondate le città sid mare. che prima portavano . e si chiamano Strongile (a). cilth.

Iera di. nella qd! B una città del medesimo nome. comunicanti da una p t e d a r altra : con rt si spieg come a vicenda ardano i crateri delle mede sime. . (a) Noi la diciamo +ari. che in essa fondasse una UttA chi-ta cgualkente Lipan (a). e che mnd& colti i campi anche deile al&: che divenuto egli vecr chio . Dicesi del resto. figlia di Idparo'. ~ h . e quelli detl'Ema.310 ano. e sotto le leggi stese ..ma cbe poi Liparo .Vdcano. nessr! il regno dell'isole. EriFenicusa . In Strongile . i t Giaciono e s e tra la Sii& e Y Italia alIa diresime da oriente ad o c c i d h . che una volta queste isole di Eolo fossero disabitate.i ultimi tempi una bellaed descrizione di qwest. che pub cunrulwm. approdasse a *Lipara Fdlo . . e vi si veggono i crateri. e sono distanti dalla Sicilia c m tocitiquanta stadi . e vwiitarsi arena . . avendo potuto fare.violentissimi con fremito strepitoso ( i ) . ' che vi sposasse Ciane. e in Iera anche al tempo nostro osservasi sbncar fuori venti . e h loro a un di presso e& in grandezza: la maggiore ha un circuito di cento cinquanta ptadj. p r una sedizione mossagli contro da' suoi fratelli.e isole. figliuolo d lppota. (I) Spalianzani ha fatta in qneri. e gran copia di sassi infocati come wccede vicino all' Etna : e perciò alcuni &amano da quest' isole correre fino a quel monte caverne sotterranee. figliuolo del re Ausone . con navi lunghe . e che ottt. Tutte queste isole sono soggette a grandi eruzioni di fuochi. che i suoi compagni vivessero d'accordo . . e Lipera. e con e&ito fuggendo d' I ~ l i as'impadronisse di que& che prese 'in seguito il nome suo.

C Z U ~ ~ Androcle . Feremone . e dnlla .a?eUeloro imprese ed a v v t . .de di -lipara . 7icen. . . ed Eolo lo ajutd . A lui si attribuisce l' aver inseguato a far uso delle vele n & navigazione. Jocasto . ove i i r fatti amministrò il regno con grande soddisfazione degli abitanti. Liparo desiderava di ritornare in Italia .3~41 aogl' indigeni. Eolo poi. e sue pmduzìoni.Astioco . e passa per essere stato pio verso gli Dei . Ed & per questo . traendo tale scienza dai p d i g j del fuoco diligentemente osservati da lui ( I ) . di cui qui si parla.Dei JìgLiuoli di Eolo . o dal *funro avere conosciuyo che vento dovesse spirare: il rhe anche oggi d cosa terra che gfi abita&. e cortese e benigno con quanti capitarano da lui. come per l sua e& a mia pietà vien chiamato amico degli Dei.& quel luogo preseruano. CAPITOLO VI. vuoki essere quel medesimo y a cui raccontasi essere andato ne' suoi errori Ulisse . giusto cogli uomini. Sei figlinoli furono generati da Eolo . sicche dopo morte ebbe magnifica sepoltura. e dai popolani fu venerato come un eroe.> . e di aver saputo predire agli indigeni quai venti avessero a dominare. onde eseguendo tale disePo ownpasse un pezzo di paese intorno a Somento. che le favole lo hanno detto preside e dispensatore de' venti. M ~ ~ ~ .fiamma iucsntene. ed Agatirno : i ( I ) Mariinno CapeUa dice. La COMI b) nobu Strabons. in proposito: nel& qua& ( isola) dicesi aver regnaio Eolo .

e quelle volte all' occidente i Sicani .dette ' la terra de' Leontini da esso lui chiamata Czuzia (I). Di una ciiri di Sicilia di questo nome fa menziolie Filisto . Tutti poi essendo stati imitatori della pietà e giustizia del loro comun padre . si acquistarono gran lode . ma i Sicani disputandoai il supremo grado stettero per lungo tempo avvolti in guerre civili. Agatimo si fece padrone del paese da lui chiamato Agatirnide. k quale parve a lui che indicasse Czuro. mal so&endo il duro governo dei re . tutti per le vird e per la g l d a del padre furono assei cari agli uomini. e giunse anche ad avere in Sicilia il regno . e vi fondd una città dal suo ilorne detta Agatirno. che venisse riputato il migliore. . Feremone ed Androcle aveano le contrade di Sicilia dallo stretto sino al promontorio Lilibeo. que' popoli spoutanearnente si posero *e sotto l ubbidienze de'figùuoli di Eolo. &a i quali popoli durava ancora grande inimicizia : se non che per la celebre pietà del genitore verso gli Dei. che alcuni Gnidii . e dopo che per molte età la stirpe di Eolo ebbe tenuta la successione del principato. accadde . e Rodii. Ciò avvenuto i Siculi diedero il comando ad ognuno. Czuto pm. Molti anui poi dopo. Jocasto tra essi assoggetth al dominio suo le spiaggie marittime d' I ~ l i a sino a Aeggio. Di questa isola però i Siculi tennero le terre riguardanti I' aurora. finalmente mancò. .31i'. e per la loro stessa modestia . mentre più ardeva uell' isola la discordia. . Astioco ebbe la signoria di Lipairi. (I) e 1 ' d v e r C a m ~ i oparla di una medalllia deileontini.

figliuolo d Ercole ( e questo fu neila 50. quando Epitdida lacone riportd la vitto-* ria dello stadio ) navigato avendo verso Sicilia a p prodarono al Lilibeo (a). (a) Pausania. dice. . essendo stati ivi accolti ' eon molta beaignitd . che qui s'intendane i Lidj. e mentre una parte lavorava le campagne a profitto comune . si misero in mare. e a star pronti a respingere gli aggressori. ed Epiterside . i nuovi venuti . cbe segui Anfioc. e indotti da questi ultimi a far lega insieme. mdti de'lom perdettero in battaglia . Erano allora per avventura in guerra quei di Egesta con ¶ue' di Selinunte . Testore. sirrcumno. e dai Fenicii occupyapo &para a le altro iwla eoliq. come i Tirreni infestavano il m ladronegd giando. ch' erano rimasti in vita. e f gli altri Pentatlo medesimo.aell' Asia ( I ) . misero insieme un'armata navale. facilmente s indussero a piantar domicilio in quel luogo . pensavano di ritornare ai loro pawi . Poscia. T r a u di questo punto di storia il Cluverio .~' olimpiade . un' altra parM badava a fornire di presidio i luoghi di sbarco. che approdarono al &chino . e di fatti presi a capitani tra i parenti di Pentatlo Gorgo. Al qual effetto creatisi un capo nella persona di Pentntlo +dio. unendosi agli abitanti restati ivi da Eolo in pOi appena in numero di cinquecento. vessati dalle incursioni di costoro . mdesrisimi alle c i t d greche sparse per l'Asia minore. e giunti a Lipara .e ehe vinti d%li Elimi. h Laonde essendo stati que> di Selinunte vinti . In pesta maniera M o un ( I ) Si presume. il quale traeva l' origine sua da I p ' p t e . pensarono di condurre a l ~ v e una colonia.

portansi in quest' isola. che a chi ne fa uso. Perciò molti . passati i quali ritornarono a dividemele un'altra volta. le dtze isole coltivarono in comune. . e col' uso de'bagni caldi ricuperano il vigore della sanità più p+ s o che se ne sieno lusingati. e di terme celebratisii : percioe chk i bagni di queste non solo giovano assai per ricuperar la saiute. recano una non mediocre voluttA. ma tale è P indole singolare deile loro acque. Ha inoltre quest'isola una t rinomata miniera di alume. che è la metilopoli di codeste genti.314 popolo solo. Quindi eesendosi tra loro divisa Lipara. E' dessa dalla natura fornita di bei porti . clie cavasi delrisola Melo. i Iiparotti l' hanno messo in monopolio .. che in Sicilia trovansi afllitti da malattie particolari. fanno con esso de' p s s i guadagni. tutti insieme uniti vissero per alcun tempo. h molti combattimenti navali vinsero poi gli Etruschi. ed aumentandone il prezzo . O rimane da dire come ne'tempi posleriori la città r di Lipara s'alzasse ad alta fortuna non solamente di prosperità. e ( I ) Pauaania celebra queste vittorie de' Liparotti: ed accenna i doni in memoria delle medesime offerti ad A p d o d r g c o . d' onde grande rendita si trae da' Lip'otti e da' Romani : il quale aliurne non t m vandosi in a h parte delia texra . e consacrarono a Delfo decime memomde delle spogìie riportate (I). hperciocchk cpello. oltre essere di assai qualità scadente. Lo stesele $a anche Swabone. ma eziandio di gloria. ed essendo cosa di grande uso . come 'loro piace . e finalmente tutte le isole ancora si divisero per vent'anni.

Awenne adunque la circost.issai disciplinate. pel fatto. Peggiore pei la fecem i p n w i p i italiani ne' secoli xiri e x i r speiialmmte . e in E g i t ~ o in pro. quando. in Armenia. = le . il deaaro.e isole d'E010 il fio qui detto. Dopo Lipara alla parte di occidente in alto mare. in qu& tempo. aveano e 4 truppe si di terra che di mare . in cui i Cartaginesi guerreggiavano coi Siracusani. che alcuni di 315 Upara (I) Il Yesaelingio nota errare Diodoro. e in Lipara. ed ahbonda di cose atte a ii~drirgli uomini. preva funesta di questo sistema. e solita ad eccitare molte ed atroci aedisioni. i n d m . di che cita Diorcori&.inza. . L' Inghilterra a tempi nostri ha h t t o pih volte uu. che sono per eoeennare. e O Egitte FautorirP d' Ippocrote . avendo e copia cli vari pesci. e daI1' essersi serviti d i capi. dic' egli . (a) D i quest' use de' Cartqinesi di avere al soldo straniai parla a lungo Polibie. e rispetta a quello di Egitto mcando un passo di Erodoro da cui trarrebbesi. che chiainano Ostode . sta un isoleita deserta.non può bastare ai bisogni di molte città (i). i d o memente ferace di biade. Ma basti intorno. onde venduto. . a Lipara. che Amari ne d i d a mna grossa quantità. aromi. aggiungendo rispetto a quello d i Melo. e alle a1ti. ' e di roldail m0r-j venne ia della iodipendeosa . e probabilhients per questo uso appunto i Cartasinesi perirona. che in Melo. ve n' era in Sardegna in FriRia. che vuol dire Ossaria . ed averno inoltre al loro d d o molti soldati di varie -ioni (a). ruioprb. e frutta d' alberi deliiioeissime. che se ne foru mV E ~ O venisse erogato neila restaurazione del tempio di DeUb. che suppone non essersi trovato allume. Ma questa è una razza d'uomini turbolenta. parole di Erodoio non potewrro ridursi ai1 aprirnera i n V O C ~&ll' allume. quantunque non certamente p d e . massimamente quaudo non le sono pagati gli stipendj.

Siccome poi tanti furono quelli. e partirono. e da queste tante ossa ebbe' l'isola il nome. e furono da sei mila. e giA mettevano le mani addosso ai loro officiali . e per mancanza di cibo miseramente perirono. secretamente ordinò ai tribuni de'soldati. e come per mancanza di denaro d v a n s i procrastinando le paghe. che a cagione di tale loro condotta fece ad essi il Senato. non ricevendo . gli stipendj dovuti . per la riprensione. che in st levò piccola isola morirono . . per neturale pravità di carattere . ed ivi abbandonatili. e petulaeza. ch' essi servivano . In questo modo per iniqua frode di i quei. VOItarono le prore. che quantunque ardessero di vendetta contro i Cartaginesi . Iì che esso vedendo. inviperitisi anche maggiomente . . tumultuando insorsero contro i capi con gran clamore .costoro. non potevano far n d a . già mal disposti. e come se si trattasse di una spedizione militare . minacciarono di farsi contro i Cartaginesi ragione colle armi . feceiw montare i tumultuosi . furono gittati in s ciudele dmitA. e d altronde la fame ben presto li ' di vita. giunti all' isoletta . che mettessero a morte tutti i sediziosi. della quale parliamo. E' chiara cosa. il luogo altronde angusto fu pieno di una mdtitudine di ossa . In esecuzione pertanto di tale odine i tribuni fecero imbarcare tutti i mldati forestieri .

anch'essà in alto mare. i quali' estendendo il loro traffica sino d'oceano occidentale. La prima Melite ( I ) ottocento stadj lontana da Siracusa . La seconda. in cui la città mediocre che awi. i quali danno sicuro ricetto alle navi colte da burrasche. poichb esercitano molte =ti. . ed ornate magnificamente di pende. in quest'isola per la comodità de' porti . che stanno all' altro lato della Sciiia verso il mezzogiorno. E questa appunto fu la cagione. . . I snoi a b i ~ n t i sono ricchi .Detto che abbiamo delle Eolie. Essa 13 colonia de'Fenicii . e per la situazione in mar profondo trovavano un rifiigio o p portuno. (3) Oggi G o b . e d' intonacature. Indi B Cercina volta d a Libia. e che ha porti assai comodi. che cliiamano Gaulo (3). giovano non tanto a'legui mercantili. per cui gli abitanti del luogo per l' affiuenza lucrosa de'mercatanti. Bellissime sono le loro -se. fu dapprima frequentata da' Fenicii. quanto eziandio alie navi lunghe. e a diventar chiari di nome. Erano prohabilments fatte di cotene. e spialmente quélla & fabbricar tele estremamente morbide e soaili (n). e porti. ed eccellente per comodità di porti. parleremo partita^ mente delle altre. vennero a crescere di ricchezze. e i porti comodissimi. Queste sono tre. situate in alto mare . . Ma dopo aver parlato (I) (a) Oggi MaLa. ed ognuna avente una città.

che chiamiamo tirreno. . per earlo e LiqnefPrlo . oggi e par lungo tempo memorabile se-. e ne traggono opere di r ogni genere di -6 . e situate nel mare. ed in altri emporj. e quelli che li acquistano. o con denaro i naercatanti comprano. da& corsìc~. vale a dire lastre foggiate all'ingrosso a modo di vanghe . per mazo de' ai li h o lavorare. &&a E&. . i ritorniamo al10 alta adiacenti a p r a . L C A P I T O L OVUI. ( I ) Qnerta b I' iiola d' Elba . cbe 'è detta Populonia . e li porteno in Dicemhia. dubbio a w o n e della daariabione. della e S i n g o M d di queste iJok.detta dai latini Ilua . P Ia ciW d'E&. giace ' Etalia ( i ) . e di qualunque d r u d e . &e aveva avata nei I & I ~ . e fatta in polvere. ed 6 chiamata coni dallo grande ~ t i d di fnligina Aùbonda di pietra mdenite.viene F t a . e n esce poi per la gran forza del fuoco In materia del ' f e m in p i a d i pezai. la quale ilontane dai continente circa l stadi. Questi pezzi o con ca& di merci. .3 i8 delle be ansfraìi. 4i falci. e l' uso di queste forme da' mercatanti to trasportate qua e h viene comunicato a' varj paesi dd mondo. indi neìk h i con singolare adfusio costruite è dai lavoranti abbrnciata .che hanno forma di grandi spongie. la quale :c~ntmedo molto h m . .

Nicea fu opera degli Etruschi . quando dominavano sul mare. che sarebbe Cagliari di Sardegna. recondo ì oracolo aveano fabbricata una citla. che i Greci dicono Cirna. delle quali cose l'isola &bonda.319 Dall' Etalia C distante per trecento stadj quella . e di carni.un bellissimo porto di assai facile ingresso. I suoi abitanti si cibano cli latte . e La stapidiri. e ten* vano soggette l'. tutte queste cose somministrando ad ogni passo il paese. E s ha . e mentre comandavano sulie città della Corsica . (a) Di Nicea in Comica fa d o n e I'Eltriaografo o. Secondo lui i servi corri erano v i m i . che chk' mavasi Aialia. coperta di spessi boschi. I n Cirno ve^' a n a l prima. (4)Suabone diae tatto ai contrario. ne traevano per tributo raggia . ed irrigata da fiumi piccoli. i quali per alcun tempo abitarono l'isola .cera .isole adjacenti alla Tuscia (3) . Il urto di Diodoro h rraio guaeto. o tenendosi in viro fu i m p a r rUe i bro padroni per I' impazienza del serviiio. Sono in essa inoltre due città. (~uest'isda per ogni parte assai ampia. Aleria ( I ) e Nicea (n). . di mele. Gli schiavi di Coi-sica per dono singolare di natura sembrano preferibili nelle cose della vita agli altri servi (4). Cori Eodoto. E vivono tra loro con giustizia ed umanid più di quelio che facciano altri ( l ) Porcia i Focea ri ritraarero In Cirno. e n e furono poi cacciati dai Tirreni. Aleria fu fabbricata dai Focesi . ed i Romani e gl'indigeni chi* sa mano Conica. cerJlorP e'essri sia la moderna djaccio. che viene nominato Siracusio. I Homani la chiamarono Aleria. Il Ckiuerio la quppone la &essa che la colonia Mariama. e non atti a DOIIP per I' indole loro fiera e bestialej a percib od avere la vita a carico. leggendovisi Cahri. aiocoiae pace altri. B quasi dappertutto montuosa. (3) Noi la diciamo Torcaua. Chi b pih curioso di me.e mele .

che l' abitano. siccome si crede. Singolariahno b preeso loro cid che accade neUa nascita de' figtiuol. Presso gli Antichi nou I' ebbero i soli Corri . L. e Strabone a varj popoli setLentrionali . e uon U e a intendersi. In quest' isola nasce molto bosso i e di specie non volgare : il che h.- a . ed alla opportunità. che trovasi nene caGd degli alberi della montagna . Quesr' isoh in greca l i U chiamo C i r m da Cirno &liuolo di Erooh. DaB domia di parto nissuno pendente il suo pnerperio tien cura. ed ali' incontro il marito di lei in luogo delia puerpera si mette per un determinato numero di giorni in letto. (a) Servio dice: il u r r o C un a l b u o vclcnoro . da quelli. restano salve ai loro padroni. senza controvenia alcvna di chi l' ha trovato . oriondi . ed a il corpo suo mai affetto (I). che abbonàa in Corrica. La loro popolazione eccede i trenta mila.Barbari : perciocchh il mele . che il mele del paese sia totaimente amaro (n). In tutte poi le altre eose c& i vita quest'isolani meravigliosamente osservano. e presso alcnni popoli vbitati nel grande Oceano dai moderni navigarori. che chiamansi Iolei . -0 per parte sua. Prossima alla Corsica C la Serdegna di poco meno grande della Sicilia Essa 6 abitata da Barbari . come se fosse ammalato. ancorchk nissuno le custodisca . I Barbari . 'onde ( Virgilio ) fece h d e r k i o n c TASSI ci* rrr ciod CORSI. le regole deli' o p e rar giusto. (i) Questo b i i u m mitome re* anche & presso i Morlmchi in Dalmasia. e le pecore marcate con certi segni.oche ai Tibareni. . hanno un idioma strano . d c l q d pasce& & api fmno un m& Mrfuimo . Apollonio Rodio lo attribuisce .

nipote di Ercole dal canto di fratello. di latte . mantenendo quantitd di bestiami . Capo di costoro fu Ioliio . e di carne si alimentarono . ImperciocchB nel tempo in cui Ercole ficeva le celebrate sue prodezze . h o a questo tempo nostro tennesi verificato P annunzio dell' oracolo . contenevasi ancora. tomo IJ. perciocchh quruitunque i Cartaginesi nell'auge somma della loro potenza si facessero padroni dell' isola. E nell'o&o10 intorno alla colonia che abbiamo mentorata . e templi degli Dei. non poterono però ridurre in servitù gli antichi possessori della medesima. il quale occupò l'isola. essendosi gl' Iolei rifuggiti sui monti. cow che avevano in abbondaiua. si (I) Veggasi quinto Diadoro ha detto di questa colonia nel libra ar antecedente. avendo generato moltissimi figliuoli colle figlie di Tespi. Così lasciando le pianure. ed ivi fattesi abitazioni sottoterra . del nome suo ne chiamò Iolei gli abitanti. ed il popolo anche oggi conserva i1 nome tolto appunto da quelio di lui.32 I i quali ivi fennaronsi con Iolao e i Tespiadi . essendo questi stati in numero superiori agli altri abitanti (i). poichB gli amenisiimi campi del paese chiamansi iolei. . di foraggio . che i proprii nomi avessero barattato in quello di lui. DIODORO. sarebbero stati eems pre liberi. vi fondd illustri città. che tutti quelli. in virtti di un oracolo li mandò insieme con una quantità di Greci e di Barbari a prendere nuove sedi. Ivi anche piantò ginnasii. ed altre cose d' ogni sorta atte alla felicita della vita : delle quali tutte restano fino a questa età i monumenti. e divise a sorte le campagne .

ritornò in. che in Sardegna erano arieti. sebbene andassero con grosse fdne spesse volte contro codesti Iolei . difase. contenti de' cibi semplici. D i questo vello de' musmoni gli-abitadti facéP.. Per la stessa ragione poi finalmente {anche i Romani potentissimi pel vasto imperio che nveano .sino. passeremo a parlare delle isole . per h difficelta de' luoghi . d a e d nostra la 4 sua libertà. poteron g i u n g e a soggiogarli. 1 Rrisiorils e Patutzniu dicona anch8 essi essereresiati in S a r d degna gl' indirj delle cose ivi fatte da Jolao. e fresco t'esiate.aBsi' abiti. a . che c h i i r maronsi rntutruche. G i r o h o nel libro contro i Luc$riani dice. . Musn~o'Ii. ed b per p e s t o che r. fiualmente cacciati da essa andarow a stabilirsi nella campagna limi& a Cuma : intanto che il volgo ridotto. che ne vengon dietro. avendo loro fasto spessissimo la guerra. Ciioerone avea chiamati Cadronoelli m a s a o r i i poveri mou(i) .tolsero anche alle fatiche del coltivare la terra . e per quegl' inestricabil sotterranei de' me&simi non poterono mai raggiungerli.presicd<ite per -molis etA ali' isola. che la mmtruca de8Sardi aveva la proprierl di tener caldo I' iuverno . e chiamavaosi come Strabone riferisce. I Cartaginesi adunque. i quali in vece di lana portavauo u n vello di capra.govano della repubblica gii ottimati. Grecia. Eìiano attesta. Ma per ritornare alle antiche . PJoi . avendo detto quanto occorreva intorno alla Sardegna. che il&Iiuol di Dio non discere rolamenre per In mastruca de' Sardi. e aeguitano a vivere ne' monti senza pensieri e senza travagli . che abbiamo detto (I).mettendo al. Non dispiwerà sipere. e i Tespiadi dopo ws.alla barbarie . iolao . ed in tal modo quelli preservaronsi liberi. per niuna forza militare che impiegassero . acconciati gli &ari della colonia .

cod chiamata dalla moltitudine de' pini. avendo poche viti . che i Greci chia-. e il maggior numero è deYPeni.loro morbidezza. ( I ) Questo nome. ed t+ mediocremente fertile.L . che cosi scrivesse anche Diodoro. ed ha Ereso ( I ) città. e pochi olivi innestati. t di derivazione fenicia .h distante tre giorni e tre notti di navigaaiorie dalie colonne d Ercole . non avendo voluto piegare il collo al giogo rbmano. Questa città p e d b chiamata da tutti gli altri scrittori Ebuca . che andavano fqcendo scorrerie al basso. che Cartagine rimanesse distrutta I' anno della m a fondazione 737 la colonia ni syebbe stabilita al tempo di Numa .Irono questi a starvi centosessant'anni dopo la fondazione di Cartagine (2). Di. Abitano ivi confusamente molte: mzze di Barbari. ' Dopo le già mentovate 6 Pitiusa . necondo il Bochnrdo .li a que'montanari. O &ro . e mura di costruzione ampie. 333 ( I CAPIT. ' Delr ~ola Pitiusa . ed . Essa ha pianure e colli amenissimi . . (a) Ritenéndo. e delle Baban'. Particolarità degli abitunti di q q t e . che vi nascono. Fra suoi prodotti commendansi le lane per la .e il Ycssclingio sospetta.OL0 IX. tanari sardi . In faccia ali' Iberia sono altre isole. E-ssa è posta in alto mare. Ha eziandio porti memorabili.colonia dei Cartaginesi. un gioi-no ed una notte ' dalla Libia. e che da copisti siasi alterata nel testo Ebcro in Ercro. . grandezza 8 uguale a Corcira: . Tcderio deportb quattro mila Ebrei in Sardegna per oppo. e un giorno solo daiia Iberia. che fu. e molte case fabbricate splendidamente.

le quali essi tanto stimano. che mio1 dire loncioton' . R numero degli abitanti supera i trenta mila. che la denominaione dqlli abitanti di qua- rte iwle derivi U a lingua fenicia. muli . I popolani. Eubea . . Creta . che per la grandezza del corpo e la mbustezza sono sopra gli altri 'eccellenti. Sardegna . mancanp totalmente di vino . e per salvarsi dagli altrui assalti. e d'oro non usano . perchh meglio di quanti sono uomini al mondo lanciano grossi sassi colle frombole. cioè. essi danno tre o quattro uomini per una di queste. Le loro abitazioni sono entro gi'otte di pietre. perchè in estate i loro abitanti vanno nudi. e spezialmente . Co+ sica . per la rsrita appunto. Essa A separata dalla IbeFia quanta 4 la navigazione di un giorno. Hanno anche scarsaza grande d olio. d vogliono ohe pressi. e vivono in caverne scavate nelie viscere de' monti . La maggiore tra queste'supera in estensione tutte le altre isole. Entrambe hanno buon suolo. La minore guarda P aurora. unendolo al grasso di maiale. e Lesbo. e di sua natura fertile. Denaro d' argento. Sicilia. Cipro. e p&Ò ungonsi i corpi ' con quello che estraggon dal lentisco. e fanno de'sotterranei per comnnicarvi : con che proweggonsi insieme per istare a coperto. ' e nutre bei giumenti d ogni genere. sono ghiottissimi.314 mano Ginnesie. (i)Suaknc crede. Perciò che riguarda i prodotti della terra. eccettuatene le seguenti sette. che quando ne vengono tratte colà di prese da' corsari . e i Romani le chiamano Baleari da Balein ( I ) . di cui per altro. Costoro sono in singobr maniera portati per le donne.

Mettono entro un' urna le membra del cadavere prima rotte e battute con legni . presso i quali nrilitano . E stravagante pure l'usanza che hanno rispetto alle nozze. giaccionsi a un per uno colla nuom sposa . ed argento. e l'altra in mano. La loro armatura consiste in tre f d o l e . Quando la necessita della guerra lo vuole. Del che aiiegano per ragione. che non si distinguono da quelli. B di età primo. e secondo questo decreto . che vengono lanciati da una catapulta: percib negli assalti delle mura costoro feriscono co'laro colpi gravemente quelli che le difendono. per la grande quantità d'oro e d'argento. una delle quali portano in testa. e gli altri in a p presso . militando anticamente coi Cartaginesi. ch' egli possedeva. In aperta battaglia essi con que'loro colpi spezzano scudi . non portavano al paese nulla de' loro stipend: . lanciano sassi molto piA grossi di quelli che lanciano gli altri . non comprano che donne : percior ihd nel loro paese C proibito il possedere oro ed artgcnto. e finalmente dopo tutti P iiltimo onore A dato alio sposo. chiunque de' parenti. e li ianciauo con tal foi-ia . una a modo di cintura intorno al corpo. e degli amici. elmi . . secondo. ( I ) Aristotik dice espressamente : avicre b paghe dai Cartagiiicsi. ma spendevano tutto a comprare donne e vino ( i ) . E pure singolare. figliuolo di Grisiore. che anticamente Ercole mosse guerra a Gerione . Laonde per conservare sicure le loro sostanze dalle insidie altrui stabilirono di non voler nulla di comune colle ricchezze in oro. ed affatto strana l' usanza loro nei mortoij.toro se ne introduca. e vi pongono sopra un gran mucchio di pietre. Nel convito nuziale .

visiteremo quelle che sono oltre' nell'oceano. la Percorse le isole. Fiumi navigabili la intramezzano. che sono al di qca delie cdonhe ' d'Ercole (a) . e P'egezio. che sa colpire U I bersaqlio additaio d a lei. e rimangono digiuni sino a tanto che no1 colpiscano (i). secondo l'osservazione gii fatu. che fanno sino da fanciulli . A tanta bravura li porta il frequente esercizio .. ' e frequenti sono i luoglii ombreggiati da alberi di vake N o n ? hado madre altro cibo che quegli. ov' è amenissimo. che dalla Libia declina veiso l' occidente per la navigazione di parecchi giorni.3a6 ed ogni m. (I) . Particolaritù ir~tornoa l medesima. e dirigono i che colpi con tanta sicurezza. (a] E gui probabilmente una lacuna. . M o r a soltanto la madre lo concede loro per mangiarlo. copra i corpi . il . Verso l' Afiica giace nel vasto pelago dell' oceano una certa grandissima isola. il quale in gran parte S alza in montagne. e pih ampiamente dicono l o stesso Licofrorze . Così Floro . e per una piccola parte s' estende ' ancora in pianura. le quali per bersaglio mettono loro sopra alcun tronco un pezzo di pane . . che per lo più non mancano mai di ottenere l' effetto che si sono proposti. Essa ' ha un suolo ferace di biade. perciocchh vengono costretti a tirare colla fiombola fin da quando sono sotto la disciplina delle ' loro madri. 'Di un' i s o l ~posta al di là delle colonne rl' Ercole. i quali opportunamente la bagnano.

vuoi pel bisogno. ed i boschetti innumerabili di piante h t t i f w e . i ~ appunto gli abitanti concorrono a passale P estate. intersecati .da fontaue e ruscelli di dolcissime. che per ogni dove abbosdano. acque. che portano h t t a di varie specie. o l'America stessa Nb infatti altro b a presamersi . e di tratto in tratto ha v d i . che paiono espressamente fatte per giocoudamentc ricreare la vita. e delizie.specie . dappoichb non rtisaisrtn piS I' ~Janride e il dire j 3a7 . e fonti. e squisite cose si ottengano. che ques~'isola Ma o alcuna di quelle che stanno in faccia al continente d' imerica. e come la teim somministra largamente tutto cid che può recar piacere. la cui abbondanza nulla lascia da desiderare ne' conviti . ed altre belle . Le vilie stesse sono ornate di edilizj sontuosi. chè pare l'abitazione non d'uomini. di cui DioJorn fa qui SI bella descrizione Alcuni hanno creduto. pieni anch' essi d' alberi . avendone l'oceano di sua natura d ogni maniera. Finalmente temperatissimo n' è il cli' ma. ma molto eziandio conferiscono a renderli sani e vigorosi. . il quale fa . che nella maggior parte dell' ando gli alberi dieiio frutta. In somma 4 si beato per ogiii verso il vivere qui. vuoi pel sapore : e dall' altra parte il mar che circonda l'isola da copia grande di pesci . ma di Dei ( i ) . e qua e l& veggonsi graziosamente disposti ne' giardini ostdli ove rifocillarsi a piacere . Da una parte poi la cacciagione somministra salvaticina d' o b 4 fatta. E le tanti sorgenti. ( I ) Giustamente il Y~sselingio conviene non potersi dire che isola sia questa . non giovano solamente a crear voluttà negli &itanti . i I1 paese di montagna presenta spessi boschi ed ampii .

che +o ali'occidente. non potevano rtahilire una nivi~azionesicura verso quell' isola . la relazione di Diodoro.quelle parti d' Europa. si porrebbe forse congeuiirare. nella penisola che ivi l' Europa forma . e proseguendo in tale loro proposito. e percid stabilirono molte colonie tanto in Afìica . E questa notizia haslava perchè riposta tra i secreti dello Suiio si pensasse di poterne trar profitto in quplche opportuna circostanza. r e . per nobiltà e per grandezza d'imprese illustri. come negli antichi secoli . d a ciò non viene.Anticamente quest' isola per essere tante lontana dal rimanente m . fondarono una città chiamata Gade . che sono per dire. che poi qitoroari ne dessero notizia. a quel Dio indirizzarono . quanto in. & fu incognita : ma poi si -scoperse nel modo. E da prima presso lo stretto vicino a quelle colonne . . n e h quale oltre altre cose convenienti al sito costruirono un tempio famoso dedicato ad Ercole. dacchb fu scritto essersi in qualche luogo dell' America settentriooale trovate alcune iscrizioiii [)uniche. .non avendo i Carqitzesi l' uso della hussola. Se questo fa~rob vero . Pelò senza andare in America che quest' uola fosse una delle Canarie. così pure ne' moderni sino alla e d nostra fu in somma venerazione : così che anche molti Romani. Perciocchb. molti anni. non si accorda troppo coi principj di un discreto ragionare.vi stabilirono riti e sacrifizj magnifici secondo l' uso de' Fenicii E quel tempio. e pe' loro disegni felicemente &e qneato racmnto sia favoloso. Non sono. obe l'accidente appuum uion potesse aver tratti a quella parte alcuni. I Fenicii fino da remotissimi tempi a cagione di commercio intrapresero & quenti navigazioni . esso può confermare. come dice il Yessslil~gi'o. presero a battere anche oltre le colonne d Ercole le acque del mare che chiamasi o' ceano. e . almeno in quanto al fondo. fatti già ricchi .

329 eseguiti sciolsero i loro voti. in cui non degli abitanti. che'molti de'loro concittadini allettati dal delizioso aspetto di quel paese andassero ad abitare colà ( i ) . quando poterono tenere l'imperi0 del mare. Se il libro meritasse fede. tanta perchh intendevano di tenersi in essa assicurato un asilo. Del rimanente B facile comprendere come sopra uno relarione assai compendiosa si co~truironoracconti pieni di particolarità false. dall' impeto de'venti. sperando. In questa maniera pertanto i Fenicii investigando le terre. di cui abbiamo parlato. &ib i Tirre~ . e scorrendo pe' lidi dell' Africa . ed aggiunge che ne uccisero gli abitanti. ma dei popolani ritornati si dovrebbe supporre essersi pariatb. che i magistrati carlaginesi proibirono eotto pena capitale il navigare a quell' isola. che la loro repubblica venisse i-ovesciata . Se non che vi si o p posero i Cartaginesi : tanto perchh temevano . potrehbesi supporre guasto il testo. e dalla forza delle proceile f u m spinti assai dentro allo spazio immenso dell'oceano. ed anche assorda . ch' erano oltre le col lonne . Della cui natura e felicità come essi ebbero presa notizia. onde non ne manifestassero agli altri le ricchezze. la comunicarono di poi anche agli altri. se mai col tempo awenisse per qualunque imp&visibil caso di fortuna. (i) I l preudo-driszozite nel libro deiie Care mirabili dice. destinarono di andare a stabilirvi una colonia. ed agitati per molti giorni dalie tempeste finalmente irono ad approdare ali' isola. che avendo forze grandi navali potessero con facilitil tramigrare insieme con tutte le loro famiglie in quell' isola ignota ai vincitori.

a cui le grandi imprese meritarono il nome di Divo. a ciii danno ilvnove di Belerio . trovami molte isole . Ma di queste cose parleremo a tempo opportuno. del suo stagno. la quale ci si k detto essere la maggiore di quante ha i' Europa . Essa steadesi verso 1'Eirropa obbliquamente. Solamente nel secolo nostro Gajo cesare. irnyetto alla Selva ercinia . che in essa trovasi. e che chiamano Canzio .Della Britunnia. per quanto s a p piamo . n& altro od Eroe . circa cento stadj . o fondatore di potenti famiglie. che soggiogasse la Britannia . k lontano da terra. e alle sue isole . L' altro promontorio. ed ivi k gran corrente di mare. Questa iu addietro fu immune da assalto d i stranieri . e il promontorio che viene ad essere ai contipente più vicino. e come si trasporta dai mematanti che vanno ad acquistarlo. La Britansia ha forma triangolare come la Sicilia.volgeremo il discorso nostro all'Europa. . Ora diremo akuna cosa di essa isola. se non che i suoi Iati sono disuguali. e la pih grande di tutte 6 quella che si chiama Britannia (i). (i) Essa L la nostra Inghilterra. In parte in cui l'oceano stringe la Gallia. Ma avendo detto quanto basta intorno all'oceano d'A& m. non vi portd guerra. fu il primo tra quanti si ricordanp. i: distante da terra quanto . 'secondo che dicesi . perciocchk nk Bacco. nk Ercole. e dello stagno . . ed obbligasse gli abitasti suoi a pagare tributo.

t o dice non sapersi. o trasportaiiri d a . aitro paese. (al f i c . e lontanissimi dali' astuzia. o di legno : raccolgono le biade in modo . Era da rico$are. che vi passassero per la piQ p a r b daUa Gallia. vedendosene manifesti indizj nei terreni opposti dei due paesi presso 10 stretta. i detto Orca. che dallo stretto si prolunga sino aila punta . che una volia l'Inghilterra fu parte del conlineote. Semplici nel resto sono ne' loro costumi . Vuolsi che gli abitanti sieno indigeni (a). indicaio sotto quest' ultimo nume. Tob m e e chiama Bokrio. i qiiali ritengono ancora gli usi dell' antico loro modo di vivere . che amano le ricchezze. e 1' ultimo di venti mila : di modo che tutto il circuilo deli' isola viene ad essere di quarautaducmila e cinquecento stadi ( I ) . sgranano . Abitano casucce basse. che tagliatene dai gambi le spiche . . percioccM in guerra vanno sopra carri . L' isola abbonda assai d' abi( I ) Nel fissare la luoghezza de' lati della Britannia gli Antichi non sono a n d a ~ id* aocordo: cosa che non deve far meraviglia. secondo che ogni giorno lom bisogna. 'si distende'neil' altissimo mare. e P ultimo. e cui grani pestati si preparano il nutrimento. Il Canrbdsn crede. B di quindici mila stadj . e le piii vecchie a mano a mano. ripongono queste in granai sotterranei . come d i m i che gli antichi Eroi de' Greci combattessero sotto 'Troja. i lato rivolto verso l Eimpa si tiene della lunghezza di sette ' mila e cinquecento stadi . fabbricate d pai glia . e malignità degli uomiiii del tempo nostro : sono poi contenti di un vitto fr~igale e diversi affatto da quelli .importa la navigazione di quattro giorni . se i primi ahitatori della Britannia fossero indigeni . l' altro . e non &Zerip il promontorio dell' Autore .

Di. l' Molti re e principi in essa hanno comando . che chiàmasi Belerio. che ivi si scava. vedesi una continuazione di terra formante una specie di penisola. che tutto quel tratto all'alzarsi del flusso vien copeintodi acque. ed allora presenta quelle isole. Ma de' loro istituti .33% tanti . che purgata e liquefatta dà il metallo. che compiBno i mercatanti . che capitano coll .e di altre prticolarit. E come lo hanno ridotto in forma di certi dadi . mentre allora restando il suolo asciutlo fanno uso di carri. Questi sono quelli. parleremo in ispezialita quando saremo giunti aila spedizione di Cesare nella Britannia. . ed ha clima freddo. e per 10 piu amano di stare in pace tra loro. viene da essi p o ~ (I) Essa oggi chiamasi R i g h r . . la quale essendo petrosa ha entro d vene di materia. Nelle isole vicine . che chiamasi Itti ( I ) : e p r &sportarlo colà prendono il contrattempo del riflusso del mare . ed 8 . essendo soggetta ai m.A di quest' isola. resta scoperto un grande spazio . Ora 8 il mom n o di parlare dello stagno . lo trasportano in un' isola adjaceote alla Britannia . quando poi succede il riflusso. e sopra di essi ne conducono quanto vogliono. nel quale non essendosi le acque fermate. che con diligente opeia scavano la tema pmducitrice dello stagno. Ospiet talissimi sono que*che abitano nel promontorio deila Britannia. il cui commercio li ha tratti a pia mansueto modo di vivere. là lo stagno . poste t i ~ Europa e la Bci1' tannia succede un sihgolare fenomeno . o simile. e ciò deriva dal praticare che fànno coi mercatanti.

Fetonte . e Timeo. . trito DeU isola i n Favola dì cui si t p v a Felonte. che dalla Oianda r a oltre verw il ~ttenrrione. Perciocchè csme B stato scritto da poeti e storici. siccome Plinio riferisce. giace un' isola . essendo ancora ragazzo. figliuolo del Sole. Ora direme +che cosa di quello che chiamasi e 1eth. e dal fatto stesoo smentite. Di queit' i r d a parlano Pirea . che in nissun altro luogo del mondo s trova. allo stagno. In faccia alla Scizia al di sopra d e h Gallia. indusse colle sue preghiere il padre a dargli di poter guidare per una giornata sola il carro di lui: la quale grazia avendo ottenuta. Eisi non ci hanno neppure indicato con b a i t n n ~ precisione quanto occorrerebbe per ritrovarla.conduce poi attraversando la Gallia d e bocche del Rodano. e sopra questa i flutti del mare gettano in copia il suocino.o ( ambra ). e non trovandosi di . :&i non conobbero che assai coalor~mentela cosu . e della Prussia anche al di d'oggi danno ambra. Molti tra gli antichi intorno a quest'ambra i raccontarono &v& onninamente hcredibili . ( I ) . che chiamano Basilea (I) . P ambra. b facile M m s g h r e . od ambra. che confusamente e d i n m e r o alcuna delle &ore d d iìaidcb.Siccome però le coste del Bran*urgo. e in trenta gioiwi di cammino per terra a schiena di cavalli si . Noi la dovremino dire Re&. H a li Antichi non ci hanno detto perchb si chiamasse con tal nome.333 nella Gallia. E ciò basti intorno .

quando si fa il lutto p ' giovani mancati di vita ( I ) . che pel gran piànto perdendo la loro prima natura vennero a trasformarsi in neri pioppi . dalla cui concrezione dicesi poi nascere questo che nominano elettro. che anticamente chiamavasi Eridano: dove le sue sorelle cosi fuiono tocche della sua dis. e la storia porta . od Eridnno della favola. obbligò il Sole a girare il suo c a m . che si chiama via lattea . primieramente veunero ad attafuoco al medesimo .pel Padn . che erramnu Greci e Lutini. e sono restati smentiti dal fatto del secolo posteriore . ' fulminato il carrettiere . . debbesi piuttosto prestar fede alla storia. il quale supera nella nitidezza ogni altra cosa.mzia. dalla quale poi viene trasportata fino in questi paesi. Si pob intanto osservare. questi non htendo caso di si giovine condottiere deviarono dal corso solito. i quali ogni anno nello stesso tempo mettono fuori lagrime. Fetonte cadde aiie bocche del Pado . prendendo CI nostro' P b . Per la qiial cosa Giove sdegnatosi. che hanno o inventata. poscia s'abbruciò una gran parte della terra i e non pochi paesi restarono per 1 incendio devastati. o ripetuta quesui favola. Eridano non va01 dita altro cheJ. ed allora massimamente in quel paese trashda . ed errando pel cielo. sono andati lontani dal vero. Ma siccoe me tutti quelli. ( I ) La fivola di Fekonte viene ingegnasamente spiegata da Proclb comrneatando il Timco di Platone. e P & vuol direfims che ruigna.ume g r d s . che l'ambra si raccoglie nell' isola già accennata.334 bastanti forze per reggerne i destrieri. siccome era sblito. come si !c detto innanzi. onde n' 8 venuto poi quel circolo.

nan per+i senza l' assenso dei suoi genitori. e per la superba figura di lui.vinto ch' egli ebbe Gerione . siccome narrasi . che i prinii in questi paesi s i tennero per aborigini . i' inserire qui alcune ' poche cose delle nazioni d' Europa a quelle viciue . Nella Celtica anticamente signoreggiwra . e per i' avvenenza meravigliosa nutreiido alti spiriti. un certo nobilissimb uomo . e che diede il nome ai Celti. in cui Diodaro sembra mancare all'ordhe tanto da lui commendato nel proemio di questo stesso libro. ( a ) Parreriio ha anch' egli riferita la favola di Celtina . Da' lui pertanto ebbe ella G A t e (a) . ed in quella occasione avendo la giovine veduto Ercole . il ( I ) k qoesto uno de>passi prinoipali . Non crediamo alieno da quanto abbiamo . tanto restlr presa di meraviglia. o Galli. ripudiava risolutamente. Ora accadde che Ercole volgendo verso la ~eltica. che da Ercole ebbe un figlio nominato Ceho. Descrizione del loro paese . Costei e per le forza del corpo. nk credendo alcun uom? degno di sè . i ~ i fondò Alesia.Dignesswne sui Ce&. che amorosissimamente se1 prese a giacersi e c o . e -per la bellezza delie forme di gran lunga distinta dalle altre giovani donne. e de' loro costumi. avendole omesse ne' libri antecedenti (I). chiamati Celti dal nome di un amabil r e . tutti quelli .. e GaUati & quelio deiùa madre di Irti . che alla sua mano pretendevano.narrato intorno ali' isola posta d occidente.pel valore . il quale avea una figliuola per Ia maestà della persona superiore all'ordinerio modo della natura. Amniiano Marcclfino paria in queslo modo : Alcuni asswirono .

e le minori cinquanta mila : tra le quali una ve n' ha. di cui dice Cesare che rovente dal renato furono chiamati fratelli e consanguinei. Le tnaggiori tra queste contengono dugento mila uomini atti alle armi .ali'anticu alk a m n . dobbiam dire ancora della temi. i n Roma il diritìo di rematori.Questa fu la narione degli Edui. e fece in guerra grandi imprese. stessi & ponte. che w w r c r o col r popolo romane il nome difrpurniiir. e cosi fu dato a tutta la nazione il nome di Galiazia. che i fiumi indurati dal freddo improvvisamente fanno a . perciocchh in iuverno ne' giorni nuvolosi invece di pioggie vi cadon nevi . non egualmente numerose in popolazione. si serba in queste relazioni costante sino a questo tempo (I).336 q-ualer i u d per virtù d'animo e di corpo valentissimo sopra quanti ftrono mai nel paese . . ottenuto avendo il paterno i v p o . wvan in p i a del ghiaccio libera (i) . La Gallia. o di Gallia. come delia fortezza sua s' era fama dappertutto . e 3 giorni sereni s' empie tanto di gelo. siccome per la massima sua parte\ è soggetta al settentrione. soflFre assai d' invernate e di gelo . abitano la Gallia. Costui. e pochi di numem . che è congiunta a' Romani per antica parentela ed amigizia . Ond' b che poi Tacito aggiunre che gli Edili furono i prinri aà ouerrere . . Ma dopo che abbiamo spiegate queste cose intorno alla denominazione de' Galli. I l che fu conceduta . a modo . molte terre conquistò de' popoli limibo6 . che i Galli occupano. che non tanto i viandanti comuni. e all' essere (gli Edui) i r o t i t a i G a l l i .e quando fu giunto alla e d virile . Molte aAioni . chiamò dal suo nome Gallati tutti i suoi sudditi .

e parte nel nostro mare. altri l'hanno da mturigini ~ascentine' monti . il pih vasto di tutti 6 il Rodano. E molti sono i fiumi.che i tempi possono avere portato nelle foci di ua fiume si rapido. che corrono all' oceano. tomo 1 . che colla piena ccerenra del scuso la mia DIODOBB. e coi carri carichi. alcuni de' quali hanno l' origine loro da pofondi laghi . quantunque con direzione diversi. il quale viene dalle Alpi . che Tin~eoavesse presenti piuochb i due tronchi. 1 32 . e la prohahilith. e che. perchb seguendo Timeo ha dato cinque bocche al Rodano. e parte poi d'essi vanno a scaricarsi nell' oceano. cbe costeggiano la Camarga . (n) I l Vesselingio con molto maggiore apparenm di ragione s i affirica a far sentire lo sproposiro rtravagantissimo di porre tra i fiumi della Gallia il Danubio.a cni 'i autore qui riferisce il discorso. che forma 1' oggetto del discorso di Diodoro. 9 mettere m s u i vece il L+i ( l a Loira ) che presa per la sua lunghezza non pub non riguardarsi come il fiume pih degno d' essere pareggiato al Reno .perciocchk quanto b vero. potrb ben io avervi potuto sastiloire la Loira . OV' era IVacqua. Fra quelli cbe entrano nel mar nostro. S e il Yerrelingio vorrebbe sostiruirvi la Duranza. e il ( I ) Si affitica il Yersefingio a notare d7inesattezza Diodoro. che scorrono per h Galiia. Bimgna dunque per necessità cancellare quel Danubio. e deila Artruc. . . e ne intersecano le campagne coile loro giravolte . Degli altri. e Srrabone e Ferra drieno. i maggiori sembrano essere la Loira (a) . ma eziandio numeresi eserciti con tutte le loro . mnaa avere cpnsiderato i cambiamenti .33j strada . vi passano sopra senza alcun pericolo. bagaglie . opponendo' loro l'autorità del Cawabono. e si getta in mare per cinque bocche ( I ) . per escludere il quale dal testo di Diodoro basta I' osservere ch* esso non va ndl' oceano: che b questa la circostanra . le diramazioni mbalterw. vero b ancora. che i copis~icon facilita avrebbero potuto mettere Danubio per Duranza per una certa similitudine materiale della parola non ostanrc a troppa diversità del proposito. va nell* oceano : il cbe b ciò.

Ma parecchi altri f u i navigabili a' incoatrmo per la Gallia. come se sopra i loro alvei si facesse un ponte . che corrotta la temperatura delì' arie. I sostitusione diventa per la faciliti di confondere nella scrit~uragreca la prima lettera di Ligeris colla prima di Danubio. Intanto p& . Dall'occidente estivo. ed armi ed abiti. 'bassaissimi luoghi della Gallia suole accader cosa particdare e strana. sapersi da ( I ) I l perchb il Vesselingio dica a questo passo ognuno ciò non epsere comune a tutti i Galli.quando vogliasi ricordare.-' C . parlando degli anti-. la quale non b da tacersi. d olio. vi spargono sopra delia paglia. in cui nb uva. e perciò i Galli non avendo u v e . Sarehbevi anche luogo a ricordare. fannosi coli' orzo una bevanda. e che fuvvi on tempo posteriore a Dioduro.338 Reno a cui al tempo nostro quel Cesare divo mise un ponte . e fatte passare a ~ i e d i le truppe . . La maggior parte d' essi pel gelo rdpprendonsi . e li cacciano gih di cavallo. L'eccesso poi del freddo fa. . che i Galli vennero anticamente a conqnirtare le viti in ltalia. che alzano da terra misti a molta polvere ciottoli grossi quanto un pugno. . piuttosto. chi si stenierl a coucepirsi . -ivi non producasi n& vino . e siccome il ghiaccio per la naturale sua levigtezza rende lubrico l' andare de' passeggieri . de' quali sarebbe cosa lunga lo scrivere. che Diodaro ha riguardato il paere de' Vasconi come annewo alla Caltiberia. e d anzi a modo di ~ r b i n c violento strappano agli nomini . e dal settentrione sogliono spirar venti di tanta veemenza ed impeto. onde férrnarvi sicuri i piedi. domò im poi i Galli dimoranti al di là. nb fichi maturavano a Marsiglia. che chiamasi zito. edealtrimente se ne fanno un altra diluendo coll'aqua i favi delle api (I).

e quella di qualunque altu. che ~ ~ g l alla a i pazzia. ed in& se ne misti &a sabbia h d d'oro. Ma la parola ziio non B che generica. ma bensì si scava molto oro. perciocch8. c a m b i d o i Galli q d o che loro dh a bere con ciò che beono. il quak la natura del p e s e somministra senza lavoro ei-o di miniera: imperciocchh sicceme il cono dea. per un barile ricevono un fanciullo. h ~~ ahe alla Gallia.adiacenti. AICPD~ hanno prateso . i quali vengono poi raccolti da chi di tale opera si occupa. pel modo . cc.339 amando smoderatamente il vino. ha parlalo di questa bevanda. che se ne vadano rompendo i &ohi. . che ne contiene grane&. e si apptiia a significare ogni bevanda fermentau fatta con vegcubili. cadono poi O in grosso sonno. e si triti . qudla dd Gai&. popolo. e ne ùngpm inestic mabile prezzo . o k terra. o in u m vertigine. che si a d o p n . e diluita coli' acqua se ne porti pci la materia restante a i fondo ne' forai a liqne&i. Nella Gallia non i& argento di nessuna d e m . volgono a loro particolar guadagno l'ubbriachezza dei Galli : CL' essi pe' am beFche . da ciò accade. se ne t m p g i a n o quanto portuio loro i mematanti.supponendo che in questo senso ij debbasi intendere Diodoro ave nel libro I. e dal troppo berne uùbriacandosi . e per le pianuiz con carri portano lore il vino.?)fiumi colle loro giravela viene ad imbattersi d l e ndici de' mordi. ed b sito cgualmente quella degli Qizj. quando anche sieno differsuti per la materia. per la f n w . qoelie deJBritanni. ahs i o u MIEO a v i . pel sapore. spinti d a avarizia loro p m p h . si pesti. Peraiò m& d' Italia . Con cui si h n o .che la birra ( aito ) sia propria deSGalli. e non degli e z .Oi.

I G& hanno staaua alta.singdare.lavano i capegli (i). Il color de' capqli &*C& e de' Gerrnari dai Latim. E can e& infatti famosi Aaniglie. ed affatto meravigbso cid che i Galli dell' dto paem ne' luoghi di religione .cui spém si . albi la nudrono ( i ) .e I' arsai carico c l'assai chiaro. e rw. e il coltivarli. e panciere.servendosi di un ranno di calce. ed anelli assai grandi. e sona di carnagione migosa e d d a : porta10 rosseggiante la chioma . . fa che kventino si grossi e folti. a ciò . e li contorcono poi daUa fi~ote vertice . .esprime*asi colle gndarioni di Jkruo ..tanto sono superstiaioai ! sebbene per ahro i Galli sieno avi& pesto m i mado E m t e inoieme et 8mi.ciò vengono a prendere P aspetta dei Satiri. Noi non abbiamo che liondo . ma aqche coli'arte cerc a & ~ di accreecerne la tinta piii di queiio che sia nauualmeate. ed indi li r i t o q n o alla cervice.Plinio :. E poi . e dei Pani . poichk e nelle cappelle e ne' temph tengono giacente. che poi non differi-0 dai crini di cavallo. ed uaberghi . . ed anche pettodi . al Con.ro. con . e8 braccialetti . 40s nuilo. il quale nisà suno di quel paese menomamente tocca : . e ne distinguiamo le gmdaaioni agginngendo il chioro . e qua e l sparso molto oro ad onore degli Dei. e il carico . che sy impiega in ornamenti della persona non tante per le donne. quanto ancora per $ uomini. come abbiam detto. non solo come 1' hanno per natura. E' questa un riuwnto te ih GaUk per aver rossi i caprgli. e p m e coliane di puro e prtno oro .grande quantità di oro. A l d si t a g l i la barba . Formasi corr seuo e cnn cenare. . Giova anche il ropona.

e ai distinti personaggi metton d'innanzi per omficenza graesissime porzioni di carni. che perb non sieno esciti ancora deUi puerizia. e a che sieno venuti. maschi o femmine. entrando . che i morti debbano legga*. a un di presso come il Poeta introduce i maggiorenti de' Gwci a festeggiare Aj-1 all' occasione che ritornava vmcitore dal combattimento sostenuto con Ettore : Al Telamonio il re per f i g l i onore M & innanzi l terga amle dì un tauro. E perciò ne' funerali gettano sull' acceso lettere dirette ai loro parenti.. imb'iogliano il cibo co' peli . e pereib quando mangiano. va gih quasi per un colatojo. o di ani. che le anime immortali d@ uomini. balzar fuori a un tratto . I pih giovani. e e Essi invitano ai loro conviti anche i forestieri . la bevanda. e d a estimando il perder la vita . 341 modicamente : i piA nobili si radono i peli sulle guancie. panno vicini i focolari ardenti . e volgono giù quelli de' mustacchi a modo. e quando bevono. come pens6 Pitagoi-a. t . o celiano non assisi sopra sedie. e dì spiedi carichi d' interi quarti di animali . sono queiii che servono gli ak tri. Essi pranzano . in un a!& corpo in un determinato tempo tornino di nuwo eHa vita. e SOL tanto quando si B fieito di mangiare. Imperciocchè presso loro 15 opinione . e in luogodi strati si mettono sotto pelli di lupi. e pieni di pignatte . che copran la bocca . domandano 1 chi sieno. Sogiiono pure anche in mezzo alle mense venuti per qualunque motivo e litigio. battersi animosamente. ma sdrajati in terra.

non aloimente che se foafero fiere da essi trucidate. bateendo con prunlore . intanto che vituperano i ' a w d o .ne' combattimenti fanno . e le spoglie con-insie di sangue consegnano i lom servi dome da portare in trionfo. In guerra conducono seco come di condizione ingenua taluni scelti da' proletarj. Se awenga poi. che entrano ih battaglia nudi &tto . I'attaccano al coiio del Lon. e queste quasi primizie delte prede. Quando l'esmito 4 schierato d innanzi al nemico. cercano prima di colpirli con una specie di dardo. poi =n1 dono + e danno mano alla spada Tra loro v'ha alcuni. quanto deiie persone. de' loro maggiori cantano le pmdezze .e di sraaniglie. attaccano ai vestiboli deiie loro m Li quanto poi aile teste de' nemici pih distinti. e in battaglia facendosi innanzi a nemici che sono a cavallo. suile reni (i). .36% !Ne& marcie : nso di bii e P aun'ga . adoperandoli nel servizio unto de'carri . e rripudiando si cantano da d P inno d$la vittoria. e diligentemente le . e se vien contro alcuno. le quali portano . -sci. e ornato di w u c d I w ( < ~ . e il soldato . (i) Premo dulo Gdaò abbiamo un G a l b nudo faor& dello roccdo a d i due rpadu. c a d o .gliar la testa al nemico. ' hanno uso di contre innanzi . che m barbaro loro idioma chiamano aatnio . i +i sprazan la morte a. essi le -no con olio di cedro.le armi per atterrire i nemici . e cercano colie parole di togliergli il coraggio. . segno.e ghe . non te& che una semplice fa-. e di provocare a duello i più vaienti degli avversarj . che possano 1. e vanliaw nello srtsso tempo anche le viid proprie.

Di ferro sono i busti. Si gueiiiiscono la testa d' elmi pur di metallo con grandi cimiai pendenti giù ad ostentazione. od eglino stessi . i quali sono fiorati anch' essi . or figure di uccelli . che il tale de' loro maggiori. ed 7m &a bocca iri forma d i qualche u n i n i d s . mentre Lrxa Euscazio descrive le trombe. e portanti l' insegna particolare: in alcuni veggonsi figure di bestie in metallo . altrettanto B da crudele ed efferato animo il far guerra a' m o d della stessa specie. fatto apposta per ispaIrger il t m r della guerra (I). e in que'cimieri mettono or deiie corna. che non vollero cambiar quelle teste nemeno a peso d'oro: con che mostrano una barbara magnanimità: pmci. e cospene tutte di bei fiorami . e di piomba P im(I) . La r r o m k <i L gallica. e nell' estate sottili. de' Galli in qossta maniera. Mirabiie I! ii loro vestire: perciocchd portano tuniche tinte di varj colori. ed hanno certi calzari. le quaii loro servono e a difesa e ad ornamento. ch'essi chiamano brache : oltre cidi usano saghi vergati. e ad ogni occasione m+ strandole ai loro oepiti. e di quadrupedi. non voUm mai spropriarsene. &a d futu di getta. che suonate danno una specie di muggito orrido. non moko @un&. Servonsi ancora di trombe barbariche. Le loiw armi sono scudi alti quanto l' uomo . quantunque ne veninse offerta grossa somma di denaro . e fatti a scaglia . e assicurati alle persone con fibbie. lavorate egregiamente . o il genitor loro .occhk quanto è da generoso uomo il non vendere i contrassegni delia propria virtù. in inverno foderati assai bene. Alctini portano la giattanzr al segno. si gloriano.I conservano in certe cassette .

344 però, come i k detto, alcuni contentansi di qneili che ' loro diede natura, e combattono nudi. In luogo di corte spade , essi n' adoprano di lunghe, le quali 'portano appese obbli-ente al destro fianco con catene di ferro , o di rame. Alcuni serrano le loro tuniche con cinture ornate d' oro , O d' argento. Portano poi aste, ch',essi dicono lancie , la cui punta di ferro lunga un oubito ,.e di maggiore ampiezza sono le aie,
che ne stanno alla base; essendo esse larghe quasi due palmi : le spade non sono minori de' saunii degli &i; e la punta de' saunii è maggiore di quella delle spade; alcune delle quali sono diritte, altre per tutta la laiighezza hanno certe tacche, e rivolte, che colpendo non solo tagliano , ma stracciano ancoro le carni , cosf che nel ritirarle convellono , e lacerano la piaga, che hanpo aperta ferendo. d' Essi sono te~~*ibili aspetto , ed hanno voce gravemente sodante ed orrida affatto. Ne'colloquii sono pchi di parole, e si esprimono con frasi involute, che rendono oscuro discorso. Amano singolarmente di amplificare con iperbole le proprie lodi, e di mostrar , disprezzo degli altri. S o w ~inacciosi sono superbi, ed esageratori in. tuono tragico : altronde acuti d' ingegno t n incapaci di buone discipline. Presso loro hannovi d anche poeti di a r m i armoniosi ch'essi chiamano Bardi. Costoro cantano le lodi degli uni , e i vituperj degli altri suonando certi strumenti non dissimili dalla lira.
b n c c a ~ a entro la quale f ~rombeuwriro@aano. ,
e &ai CrG ai chianu carnir.

8

Ha ruorro acuto ;

345 Hannovi pnre de' filosofi e de' teologi, che chiamano Druidi , e che sommamente onorano ; ed hannovi vaticmatori di p d e riputazione, i quali dagli auspizj, e dalle viscere delle vittime indovinano le cose future ; e tutta la plebe B ligia d'essi. Co~toro,singolarmente ove trattasi di dover consnhre intorno ad affari di grande importanza, osservano iiP rito meraviglioso ed incredibile ; ed è , che prendono un uomo, espressamente ~celtoper essere immdato ; e lo feriscono passandogii colla spada attraverso il petto ; il quale morto, e piomq %ato che sia a terra, dal modo con cui B caduto , dalla convulsione delie membra, d d o scorrer del sangue, presagisoono cib che dee succedere; e la fede che hanno in questa sorta di presagi, si appoggia alie lunghe osscrvazidni fatte da tempi a n t i c h e (i). Ne
( I ) I mrifisj umani furono 1' effetto d i una teocraua degeiieratr, dei la quale semhra avere serpeggiato per tutto il globo; e l' medesimi potrebbe condurci a riconoscere l' affinità de' popoli nei diversi paesi. Senaa inkrnarci in questa ricerca rispetto ai Culti, - a ' ~ a ~bastar8 qui osservare la sorprendente conformitl., ch' essi i , ehhero come sacrificatori d' uomini coi Traci, cogl' Iberi, gli AIbarai, ed altri popoli asiatici. Del resto Strabotze parlando de' Celri, dice :'2 uonio , eh' essi aueano da inirtrolare ferivano colla spa& nelle reni , e dal dolore che sentiva, i DNidi pigliavano 6G. Uy r i i . Il che si aacorda col mito di Diodoro. Ma non era propria degli uomini soli questa superstiziosa ferocia. Essa era penetrai? nel cuore delle stesse douue. Alle foci della Loira giaceva in mare nn'isoletra, dove in un antico tempio del soie viveano ritirate le Vestali samnue, detk coi1 appunto +l culto del sole, chiamato sani, o rMm, le quali riputavansi piene .di spirito divino. Una di esse veniva ogni anno sbranata dalle compagne, che ne portarane C le mambta calde ci guiazanti intorno al tempia, n cessavano dall'atroce rito, re qon qumh fosm q m i t o , l . ,loro sacro furore,

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poi è permearo ad alcano h sacrifizio senza l' inter r vento del Druido; perciocchd per mezzo degli uomini
di questa classe, come quelli, che conoscono la natura divina, e che in certa maniera parlano cogli Dei , pensano essi doversi offerire appunto agli Dei i saciifbj accorrenti ; e per la interposizione di essi doversi agli Dei domandare i beni , che si desiderano. Questi, come pure i poeti cantori , non solo negli affari -di pace , ma ancor in quelli della guerra s ascoltan~, e tanto ' dagli amici, quanto da' nemici; e veggonsi sovente entrar fra le schiere nel momento, che si sono snudate le spade, ed appuntate le lancie ; e fattisi in mezzo sospendere la battaglia , come se con qualche incanto si rendessero mansueti tanti serpenti. Cosi anche presso Barbari ferocissimi l' ira cede alla sapienza, e Mare rispetta le Muse l Ora giova spiegare cosa che s'ignora da molti. Quelli, che abitano il paese interno sopra Marsiglia, e queili che stanno presso le Alpi, e di qua de' Pirenei, si chiamano Celti. Quelli poi , che oltre questa stessa Celtica stanno nelle parti rivolte alt' austro , e situate all' oceano, e a l monte Ercinio , e tutti quelli , che stendosi fiuo alla Scizia , si chiamano Galli. Ma i Romani comprendono sotto quest'appellazione sola tutte queste nazioni (i). Le donne di costoro non solo pa( I ) È maai inesatto tutto cib che qoi espone Diaànro ; e l! inesattezca sua deesi ripetere dalla pora giusta copirione ehe i Greci scrittori avevano de' paesi posti al settentrione dell'Europa. I Romani chiamavano Galli tuui i popoli, eli' erauo di qua del Reno:, Gcnnani quelli ch' erauo al di là. Vedi C e ~ n r e .

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~ g g i a n o uomini nel' dtaza deIla statura, ma rivagli
leggiano con essi anche nelle fone deli' animo. I fanciulli fino dal lom primo nascere hanno per la pia parte i capegii bianchi ; p d e n d o poi d a eta i Iom capegli prendono il colore di quelli d e ' l m genitori I G& che abitano più verso settentrione, e confinano cogli Sciti, distinguonsi in ferocia a moao che passano per divorar gli uomini : come pure I! de' Bntanni , che ditano 1'Ibernia (I). Ed C tanto divulgata la forza gueih rima, e la fierezza di costoro, che quelli, i quali aotte il ndme di Cimmerii anticamente infestarono d e loro scorrerie tutta ' Asia, credousi da alcuni essere quei I medesimi, che con vocabolo alqnanto per la lunghezza de' tempi aomotto, presentemente si chiamano Cirnbri (2) Da rimobssimo tempo ladroneggiano , saccheggiando le teme altrui; e disprezzano tuai, facendo stima d a mente di d stessi. Questi sono quelli, che presepe Roma. Questi sono quelli, che m s r a rube 9 emieo pio di Delfo. Questi rendettero a d trhtaria gran parte d' Europa, e non poca delI'Asia ; ed occwpannro i terreni de' popoli da essi debeliati , e come si meoeo-

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&e (1) Il testo porta fris, ma coa ragione B rtato n w i v a t o questa C un'accorciatura d'tcrnis, da mi redesi non essere molte distante l> Hibernia , fitta dopo e w r e stata, forse s , forse no, prei ceduta da Eriorr ( terrigma ) Slrabonc dice difarti , che ali abitanti della Ibernia erano antropofaghi. ( n ) Della irruaione de7Cinimerii neW Asia b e i hi%&to. Di quelle de' Galli in Grecia , in Italia, in Asia , leggansi GiurÙno Nemnonc , Livio , Pausank. I Romuni non sentirono p a r F c d a Cinrbri, +e sotto i l consolaio di CcciCio M z t e U a , e di Pap;rie

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Carbone.

C d T=&@.

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348
h n o co' Greci , finalmente chiamaronsi Gallo-Greci. Essi disfecero mdti e ode ero si eserciti de' Romani. Empietà pari d a ferocia mostrano costoro anche ne' sacrifizj, che fanno agli Dei ; perciacche per onorare gli Dei usano di attaccare ad un palo i delinquenti tenuti prima per cinque anni in prigione, e d' immolarli cdle altre primizie sopra un altissimo rogo : n& diversamente fanno coi prigionieri di guerra , servendosi d' essi come di ostie ne' sacrifizj che ofiono agli Dei. Alcuni di loro usano di tnicidare , od abbruciare, o con qualunque altro supplizio toglier di vita insieme cogli uomini anche gli animali presi in guerra. Sebbene essi abbiano donne eleganti di forme, non per6 curano la loro convivenza, e S' ahbandonano piuttosto ad infami stupri co' maschi. Hanno quesp particolarità ancora, che dormendo in terra sopra pelli di animali rivoltansi colle loro concubine sulP uno , e sull' altro lato. Ma-cid che sopra ogni altra cosa !t indegna, non avuto alcun riguardo al proprio decoro , leggierissima-' mente prostituiscono agli altri la venusd del loro corpo medesimo ; nè tengono ciò per vizio ; ma bensi reputano per disonesto ed infame il rifiuto, che alcun desse alla offerta, che di tanto gli venisse fatta.
C A P I T O L O

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XIV.

De' Celtiberi ,Iberi, Lusitani. Costumi di questi
Dopo aver dctto ~ ~ a n tbastava intorno ai Celti, o passiamo alla storia de' confinanti Celtiberi. Questi due L

-'49 popoli Iberi e Celti ; 'avendo lungo tempo. gnerwggiato a motivo del territorio, finalmente fatta pace tra loro abitarono promiscuamente il paese ; e diveuuti *col mezzo de' matrimonii parenti , dicesi , che daD' essersi cosl mescolati iusieme ne venisse il comun nome, che abbiamo accennato. E come le due nazioni, entrambe assai valorose , e possidenti una fertile ' regione , crebbero di' forze, avvenne , che i Celtiberi crebbero pur anche in gloria a modo , che avendo dovuto lungamente battersi co' Romani, a stento infine ne furono debellati. Costoro sono valenti in guerra non tanto come soldati a cavallo, quanto ancora come fanti, pieni di forze , e di tolleranza d' ogni fatica e disagio. Portano indosso saghi ispidi di color nero, la cui lana si assomiglia ai peli di capra (i). Alcuni d essi s' armano ' coi leggieri scudi de' Galii ;altri usano targhe (a) rotonde, grandi come gli scudi, e si legano alle gambe stivaletti htti di peli. I loro elmi sono di metallo , e gli ornano cop creste del colar di porpora. Le spade che usano, ,sono a due tagli, e fabbricate di squisito f e i ~ o(3) ; ed hanno inoltre dea pugnali lunghi uno spitamo , de' quali si servono neli' ardor deile pupa. Singolare poi B la
( I ) d p p i a n o dice degl'lberi, che portano due abiti grossi invece della clamide, i quali assicurandoli con fibbie essi chiamano sagli. (n) Q u e s ~ etarghe chiamavansi cirsie. ( 3 ) Deeli acudi , e delle spade degl' Ispani ,ha Lioio lascialo scritto , che gli roudi de' Galli e degP Ispani S O M a un d i presso della .forma medesima : che le spade per! sono d i S f e n t i . 1 Galli k hanno lunghissinre, e senza punta ; e .gl' Ispani C hanno colla e punta , e corte, poichè sono soliti ad attaccare il nimico più d i punta , che di raglio.

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oipaiera con cui si fanno I armi, e i dardi. Essi teme gooo sotterra le lamine di ferro fin tamto che copertene di lieve ruggine la mpe&cie , esso ferro sia divenuto phi Di questo fabbricano egregie spade, ed altri stromenti di guerra ; e colle armi di questa mamieri cobtrutte sì fortemente tugliano qdunque cosa, &e m scudo, d elmo, d aseo (tanta 6 i'eccelienze ! del fem,! ) può sostenerne il colpo (I). E pemM sono ~Plentissimi tanto a corallo, quanto a piedi, subito drè battendoai a cavdo hanno vinto , saltano giii , e misti tw le file dei finti ax&nttono stupendamente.. E poi tra ' eaoi una manoa singoke e mirabile pc":bi: quantunque csii siamai diligenti in serbare nel vitto nettezza ed eleganza, une cosa commettono &e sporca non poco; ed B qaesta, che lavami tutto il corpo con uriaa, e se ne -che i denti ; nè ad essi sembra frivoh ua tal metodo di goreraare il corpo (a). In quanto a' oostami ,mai- eo' delinquenti e co' nemici rono crudeli, cogli ospiti loro aono umani e & ci : ~ereiocchha tutti i forestieri danno alloggio spontamunente, da c p h m p e parte vengano ; e gppeggiauo tra di loro negli officii della ospitrlit8. Quelli, che i foreoueri accompagnano , e +o, e credono cari egli Dei.

&.

'

( I ) Pochi vorranno credere, che i'ur~idiiiow del farro procorari, m questo modo' io renda acciajo perfetto; e sembra pii prohbile, che i CelUderi araren> na metodo di temprare il ferro, tra le cui praparaiooi fossevi quelle di neppellklo in ter"; 8 s il far cosi non m per anawara un di pih affitto inutile; e di chi null'altro sa-

peri

creduto coro efficace. (a) Alluea a questo costume h U o in uno do' mai elegrotissid erammi.

3511
Sono loro cibo le carni varie, e grasse : bevono idr+ mele , giacchk il paese dà loro mele in abbondanza. Ma però comprano anche vino da' menatanti. Tra le nazioni, che insieme cob confinano, quella de' Va* cei coltissima. Questi dividono tra loro ogni anno i campi Q coltivare , e messe le biade in comunione, danno a ciascheduno la sua porzione. A que' dtivarori, che sottraggano alcuna cosa, danno pena di morte. Fra g' Iberi sono valoroeissimi pelli che chiamensi Lusitani, l In guerra essi portano certe piccole rotelle intessute di nervi, le pali egregiamente servono colla fortezza loro a difendere il corpo ; e presentandole con grande agilita da una parte e dall' altra combattendo, a meraviglia riescono a render vano , e. a respingere ogni dardo, che sia loro tirato contro. Usano pure de' saunii dentati, che sono tutti di ferro; e po*no elmi e spade, come i Celtiberi , e lanciano freccie con sicuro colpo e da lungi , che fanno piaghe assai grandi. E+ sendo poi mobili e sveltissimi di corpo, facilmente fuggono dal nemico, e facilmente lo insieguono. Ma se trovansi in cattive circostanze, sono assai inferiori ai Celtiberi nel tollerare i disastri. In tempo di p= 1 Lusitani fanno un certo ballo leggierissimo, in cui vuolsi grande agilità di gamba. Nelle guerre vanno a misura, e quando assaltano 1' inimico captano cedi loro inni. È una particolaritil degli IbePi, e spaidmente de' Lusitani, questa, che qui k bene a ~ Quelii tra ~ loro , che in et4 ilorida trovansi spogli di ogni p&monio, ma che pero hanno robysteaza di corpo e c a raggi9 , muniti, d'armi e di. valore, si unirpani0 in-

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sieme ne' più aspri luoghi d d e montagne, e raccolti in forti drappelli di 18 si mettono a fare scorrerie per B E beria , e a raccogliere per ogni dove ricchezze b a i otnando. E cosi fanno continuamente con grande sprezzo de' pericoli , che possano inconirare : perciocche usando armatura leggiera , ed essendo . agilissimi %di corpo , e velocissimi, non possono f a c e n t e essere nè presi dagli &, n&battuti. E g i aspri. lwghi ,,che scelgonsi , l remono loro. di patria; e h o loro un sicuro asilo , perehè colà non poesono penetrare grossi eserciti can -. e Peroiò i Romani, che spesse volte li assaltarono coUe armi, benchh rintuzzasseiu, la troppa loro audacia, non però poterono farne cessare interamente i latrocini per q-lunqut: sforzo abbiamo fatto.

C A P I T O L O XV.
Monti Pirenei, e delle minaèrè della Iberia.

. Ma dopo avere esposta la storia degl' Iberi, giusto B che parliamo~anchedelle loro minierut d'argento. Presso loro scavasi grande quanti& di argento bellissimo: onde quelli che acdscoaio al lavoro d d e miniere, ne traggono gran guadagno. De' Pirenei, che sono i monti della Iberia , facemmo xnesziorie anche nel libro antecedente parlando di Ercole. QuesG e per l'altezza, e per la grandeaza superano glidtri; perciocchè dal mare austt.de fin quasi all' oceano settentrionale dividendo Ia Gallia dalla Ibaria , e Celtibaria , si estendono per tre mila, sa ; ed: essendo quasi tutti coperti di .hoscbi t4

levato dalle ancore il piombo. L'uso di questo metallo non era cognito agli abitanti : ma vennero i mercatanti fenicj . ed in Sardegna . dal quale accidente que' monti trassero il nome di Pirenei ( i ) . che informati &l fitto col carnbio di piccole merci lo comprarono . e neUe vicine isole. qua e h sgorgassero ruscelletti di argento piirissimo. i quali appunto la inventarono. non poche colonie mandarono in Sicilia . e cosi fa qui D i o k r o . che costituisce quel metallo. Onde non s e n u ragione 1 Asfruc la credette tratta dalla parola celtica byrin . e nell' Asia . raccontasi . od alterza ). ed in f i c a pure. e finalmente anche in Iberia. che parlavano i popoli del paese.353 pieni di grandi alberi . e presso altre nazioni. (fuoco) cib non deve essere stato. . e trasportandolo in Grecia. II. una grande quantità di argento. che ' vnol dire monte forse in altra lingua primitiva pyr. . (i) I Greci avevano la mania di trarre il significato delle cosa dagli elementi della loro lingua . E notisi. di modo che dalla materia liquefatta. Or dicesi. che da Germani fu voltata in berg ( monte . che essendo per molti giorni durato quell' incendio . P abbruciata superficie deila terra. che per la elevazione della fiamma. si procacciaiwno p n d i ricchezze : e a tanto $unsero. trasudò. tomo a 3. vi sostituirono dell'argento. che negli antichi tempi abbruciassero quasi ~ d m e n t eper un incendio cagionatovi da' pastori che attaccaron fuoco neUa regione montana. che re pyr fu pe' Greci la radicale di pyros . che rimanendo loro deil' argenid dopo averne ben bene riempiute le navi. . Fatti adunque i F a i 4 con questo negozio dopo quel tempo assai più ricchi di quello che ne fossero prima. per cosi dire . DIODORO. Ma la denominazione de' Pirenei procede dalla lingua.

di oro. E gli ' ' scavi non si fecero soltanto i>er la lungheiza delle montagne. in cui $i giunti a conoscere la natura di questo metano si misero a scavare le memorabili miniere. e l' industria degli operaj. cde la cupidita del guadagno arricchì enormemenie.Ma venne. ma eziandio ncl profosdo delle medesime. cosi W _ ( i ) Strahone dice essersi dagli rcriuori raccontato. . che tanta era nella Spagna 1' abbondanza dell' oro e dell' argento . 1 medo poi-. grudemente si arricchirono ( I ) . Essendo nel loro paese grandi vene di rame . quelle miaiere f m n o frequentate da una turba d'. hnchk assai tardi. e nelle viscere della terra C investigarono le co. che poaedevano: laonde traendone copiosissima quantità dì bello argento. e di argento. se ne traevano grandi riccheme. 1 con cui si lavora 'a queste miaiere dagli Iberi. piose masse d oro e d argento. i tre n giorni ne colano un talento euboico. Quelli del volgo. ne abbondava. e siccome la terra che 8 avea sotto le mani. e le xbangiatoje degli &ali !! . traggono d d a terra scavata una quarta parte di rame puro. Da prima cadauno del volgo cercava metallo . B il M+ guente. che q n a d o i Carltyginesi sotto la condotta di As~ilcarsBnioa invasero quel paese. che lavorano l' argento. quelli che lavorano alle mmiere.Rombi. che ivi giacciono. trovarono fatte il'argenio le botti del vino. poichk la terra & tutta piena di firimmenti compatti e lucidi : laonde con ragione ognuno può ammirare e h natura del paese. Si comprò un gran numero di schiavi. e si comeparono agl'ispettoii deile miniere : si aprirono scavi in molti luoghi. il 'tempo.Italiani. Ma dopo che PIberia venne in poter de' .

s' wdd a trovare le più nascoete e 1i n :vene.wdariaa9 a busq peg moltl) -. ~ U s BgitGq4. un tessuto di fi4ni in mille maniere se* pegenti qua e i. trovano a mano a inano vene sempre più splendide . ' per essere corsi dietro U 4 0 spettro! Ma nella &erk scavar le miniere.5 che v i fmm W.loro e da ìanto guadagno. q u v q p q o adoperando ch. che ciò costa. che non trovano ci6 che speravano . e conducendosi p ogni direzione ~ a s ~ e r s%ed obbliqua. e dalle fatiche. Che se queste miniere vogFonsi paragonate con quelledel17Attica. come S era slxrato. e spesso avviene aiiindio . k una cosa &: perciocchk coloro.Ed è singolarmente am-ile il modo .wciole. e dappertutto se ne trasse fuori la terra preziosah che diede . che &c$i+_. cbe . la forza ' delle quali uopo !C deviare . ai eseguisce ogai qwra secessaria ad a* sicura~lo.. Alcune volte nel seguire questi fià loni e ~ t r o profondi scavi che Gpnosi . può dirsi .copiose d argento e ' e d' oro : perciocchè nel circondario tutto il suolo è. direbbe Ornero . trwemvrisi una gran Werenza. trarre p n d i ricchezze.. oltre le grandi fatiche debbono fare grandi spese. e dono pelle che avevano : sciagurati.hi . . dopo il f e lice riuscimeilto del primo lavoro .35. &e a tal uopo là giù co~truisaorasi chh mentre s in: ' \ &te d a u w faliace espettmione del guadegqo. accade che i trovinsi grosse correnti d acque sotterranee .coii'arte. con canali e fosse. Nell' Attici coloro. attesa la singolare bontà del terlvno in questo genere.. fermi nel proposito. cui queIle r i d d a n t i acqy s 3 . al~ s . j . i quali cercano il mehuo . che a cid intepdono .

ma per molte altre ancara. Del resto col or^. che queste miniere presentano. non 8 la meno mirabile questa. non 6 men vero . e se alcuni per la robustezza naturaie . che giustamente si ammira la bravura deU' artefice. n& liposo . che nissuna d esse vedesi ' a+rta di recente . N& dassi mai ad essi intemissione dal lavoro. non vuolsi gran fatica a trarre di là qualunque essa siasi la molta quantità d'acqua : perchh tutta quanta dall'imo al sommo portandosi ne rende vuoti i bassi luoghi. almeno in parte. Ma fia le tante mirabili cose. e pel vigore dell'anima possono sostener Inqp tempo tanta miseria. e maggiori di questa : deile quali. e i soprintendenti a colpi di bastone li forzano a sostenere i piii gravi travagli : ond' è . percioccbè l' avarizia de' Cartaggnesi nel tempo che predominavano nella &a l&aprì tutte quante. ma lavorando di e notte colà dentro. che stanno in codesti ergastoli deiie miniere. che pid cara ad ogni momento sarebbe ad essi la morte. in tal modo asciugandosi le mine con estrema facilite: perciocchè essendo questo istromento costrutto ingegnosamente . daremo esatto conto. e molti muojouo sotto il peso di tanta fatica. Ond' 6.356 vmtn nel viaggio. vivono una penosissima vita. onde furono si . procacciano siwero a' loro padroni una quantite i n a d b i l e di guadagni . che miseramente poi loro infine manca il 6ato e la vita . quando saremo giunti al tempo di Archimede . il ~ ~ a l e per tutto il mondo & celebrato non solo per questa f e lice invenzione. Con' ajnto di egli queste tenute continuamente in moto I' acqua si fa v e nir su fino a h bocca degli scavi. CF fece in Egitto. e q&di tmem le ricchezze.

potenti. come alcuni storici hanno divulgato. non mai trassero per gli 'eserciti loro i soldati n& dalle classi de' loro concit tadini .357. e perci6 dette Capiteridi . che poi i mercatanti attraverso della Celtica conducono a foka di cavalli ai Maniglie& . c i d nelle isole delì' oceano poste in faccia alla b r i a . : che o intrapresero. Molto di questo metallo trasportasi eziandio nel continente della Gallia dall' isola Britannica. o sostennero. ma sempre a d e perarono mercenari forestieri. e per la comodid e P O ~ U lenza emporio massimo in que' luoghi. e coi proventi di queste poterono assoldare tanti eserciti. che appunto vuol dire in greco produttrici di stagno. e se a tanti pericoli ridussero Romani. e a Narbona. e lo furono del pari gli Italiani nel non lasciare nulla per gli altri. e si fonde come l' argento. È questa una colonia de' Romani . Siculi. Così fino dai vetusti tempi nel trovar ricchezze h n o i Peni diligentissimi . miniere. ch' esso sia a fior di terra . . coi q d i poi frcem molte e pavissime gu~rw ch& i Cartaginesi in mezzo ade continue guerre. ed Africani. ma si scava. che traevano da queste. tutto fecero colle ricchezze. In molte paizi dell' Iberia trovasi anche deilo stagno : ma non t! vero . Al di là della provincia de' Lusitani sonovi molte miniere di stagno . n& dalle città de' loro alleati .

con esso si risa~istona ddla -m* cauza delle biade .'gli uni $ essi tutto quanto il giorno impiegano in tagliar legname. e trovando @ Iw aì di selvaggiurne . Abitano i LIgu1. . come abbiamo già detto . che vogliono coitivar la terra.XV!. sebbene di tante fatiche 9 6 stehute appena poi traggano uno scarso fiutto : e -cizio continuo . altri . p~icht! tanto E arido il s i ~ ~ Io . 'Percibcchè essendo 4 l m paese montiioso e pieno d'albeli . Dopo aver parlato de' Galli . e ne fortificano i muscoli mirabilmente. passeremo a parlai* an'eora dei Liguri. de' Celtiberi . le quali al pafi degli uomini prendono parte in que'lavori. debbono &uparsi i n romper sassi . Alcuni di loro per la carestia de' viveri l l l . e &no hua vita dura e miserabile tra Je fatiche e le molestie continue di pubblici lavoci. Essi @i si dahno spesso alla cackiagione .. .. ~ . che con essa non si levino sassi. a forza di ostina& lavoro superano la natura .: C A P r ' 0t o'. Però quantunque abbiano a lottare con tante s c i a p e . . e quindi viene. e degli Iberi . ed assuefacendosi a praticare pei più difficili luoghi delle boscaglie . a ciò adoperando forti e pesanti scuri. Hanno essi ce* 'pague nelle fatiche le loro donne . che cogl' Sstmmenti non si può levare una zdla. che scorrendo per le IONI montagne coperte di neve.0 corpi. un suolo aspro . it~duranoi 101. e il parchissimo nutrimento rendsno "maciknti . e e de> Theni.i . . ma nervosi i ioro corpi. ed affatto sterile . D ' L@&.

Alcuni però . avendo . I ~ i g u rhanno i un' armatura più leggera di q u ~ u ade' Romani : servonsi di uno s u d o bislungo alla foggiq de'G?lli . m% sono pratici del comodo 4. altre navi . e - .*O piccoli tugurj . così che la loro terra. e in cave? f$te dalla natura . a singolar certame. e asyi di rado in alcune vili baracche . e per lo pih in rupi scavate./ bcvon acqua. / &arie.. tenendo appunto 1' antiro e misero modo di vita . si è. e colla cintura si tengono stretta ed . che non temono di sostenere i rischj gravissimi delfe tempste.alli . che possano offrir loro il comodo di tenerli al coperto.coi R o m a ~ i cangiarono l' antica forma delle armi . imitando gli usi dei dominanti. p n d o viensi . e vivono di mini di i m i ~ l idomestici e saivatici. ed usapo di una spa&.8mi : si servono a cid di schifi pih piccoli delle* barchette ~ 1 gari . &e pure gli Dei amano. praticato . Eavigano eziandio per cagione di negozi pe1 mar di Sardegna e di Libia. non solo in guerra . e per dir tutto in breve . che parliamo ahche dei yirreni. iu codesto paese le dtmne hanno >la robustezza s la bravura degii uomini. e cid . che ivi RaMxuio .Jza~a tunica : p o l n o anla che peili di fiere .nelle p e w e assai .- '. E in simil maniera hauno tutte le altre cose. e gli uomini qvelle delle fiere . che . perciò si afferma .. spontaneamente esponendosi a pelicoli esti. .. e s' empiono la panciq d' erbaggi . spesso il piu valoroso de' (. medioere. ~ d P t o r ~ . 3 . che fa meraviglia . wsta battuto e morto dal gracile Ligure. 8 inaccessibile a Cerem e a Bacca Costoro la notte dormono nelle campagne. Essi sono arditi e forti . ma negli altri pericblosi casi de!la vita.

che entranibi portdtzo . che praticarono esercitando la milizia terrestre. e fabbricarono molte e celebri città . e il mar d' Italia dal nome loro chiamarono 'rirreno (I). una fu il trovamento della tromba si utile neUe guerre. e l'akro Adriatico àa Adria. . Essi inventarono pure l'uso di fare nelle case i portici per la comodità di tenere lontani gli st1. E quatito fossero forti nel r~raresuperiore e n e b P inferiore. ( 3 ) T. Livio dice : N o n m i <lispiace P opinione d i q u e l l i . e sedia cuiule intarsiata di avorio .una volta . che anche nella età nostra i governanti di quasi tutto il mondo pesti uom'& am( I ) T. e fasci. e principalmente nella investigazione della natura. ne sono prova i nonii . ruio chiamandosi &lle genti ilaliche Tosco col vocabolo comune d i gwUa mziorie. che da essi pure 'ihena fu detta (a) : e ai sommi capitani degli eserciti conciliarono maestà avendo loro dato e littori . m p w n o un g r d e tratto di paese. e delle cose divine . che anche i l numero de' littori f u tolto dai c o n a m n r i B r u s c h i . i ~ n r h e Greci li chiumarro Tirrcrio e Adriatico. Tra le altre cose. c h e pofignno . ed avendo p n naviglio tennero per assai tempo P imperio del mare . Eustazio parla delle loro trombe. e le molestie della turba de' servi e de' clienti : la maggior parte delle qnali cose i Romani imitando. I Tirreni si occuparono inoltre nelle lettere . guanto per mare. trasferiroiio con somma eleganza nella loro repubblica. e la t%a p n t e r r a . e la toga pretesta tinta di porpora (3).tpiti . e pih di tutti gli altri uomini attesero a con@erare i fulmini : ond'6.fi gratrde ed estesa la pntenia de' Toschi tanto per e r r a . (n) Ateneo ripeta dai Tirreni le trombe e i corni. colorria de' Toschi. distinti per fortezza. Cipio tosi di questi popoli : Prima dell' irnperio riegRomani'. dai quali si ro& e I<r redia o d e .

abbanqonata la virtù. I varj nomi di Torchi. Livio. Fabbricano tappeti intessuti a fiori . argomentare. e la coltivano eccellentemente . se hanno) perduta la gloria. (a) N& poco a tanto loro lusso conferisce I'eccellenza del suolo . In una parola . . che neìle guerre i loro maggiori si erano acquistata. mirano. perciocchh posseggono un paese fertil@imo. ore veggonsi persone o distinte per bella figura. o vestite à'abiti pih sontuosi. che li distingue. ma a sommistrar loro ogni opportuno mezzo di piaceri e di delizie. Percid'essi due volte al mese fanno splendide mense . che gli E t r ~ r ~ à i ' f o s s e rnna dimmr o rione degli Ariàntidi. che ne traggono ogni ( I ) Di qaesu scianaa degli h c h i p a b o Ciwroils. di Tirrmi. n& picciol numero di gente di servizio. duui tempi. n& percid & da maravigliarsi . Es3cndo essi stati grandi maestri di religioni fino dagli antichissimi tempi. e il Sahnrio hanno indicato come gli Elrw rchi l' . e in ogni altra cosa pongono lautezza e fasto. ne traggono copiosissimi frutti .\ 361. forre da cib potrebbesi come da dcone altre cose. e i servi . e forniti à' ogni bella masserizia.acquistassero. e di si buon terreno . che una volta esercitavano . . (a) Ateneo parla della corrurione . e li adoprano per interpmti de' prodigi che merd i fulmini vengono annunziati (I). . comunque prendansi qui per esprimenri uno stesso popo\o hanno in origine un significato. Lo Scoliate di Perrio. in cui gli h c h i erano caduti W. Siccome poi i Tirreni abitano una teìm fertilissima . hannot grande copia e variata di vasei' lame d argento . e la maggior parte degl' ingenui abitano in appartamenti distinti. bastanti non solo a nudrirli . passano la vita nella crapula e neU' ozio o. di &nrchi. che comporti la condizione di servi. . e T.

ma ancora io estate. mentie ha c a m p di gran pianura.a Le maggiori tra le ciue l a n w reali palmi edificati magnificamente. poste nell' oceano dell'Ad i a volta \erso i'orieate. ed in parte o in ooHi . o in piasui. Percil. e somministra pascoli dappertutto per le gregge e per. $9 di danno grandi mezzi di moltiplicare prodotti cdla h+ rigazione. AW estremità di essa . ecl aayrpssiman~siaila Gedresia. con assai conveniente nome si . m r e m o ora partitamente auche le isole dei rnazogiofno. dirimp-tto ella spieg* e gia deli' oceano giacciono parecchie isole .chiama Frliee. e copia & ncchew. produce largamente generi per gli uomini. ma tre solamente &no degne d mere iammemonie +lla storia. e sinc~plannenle . Di W I& pmta nel m d ' Panchei e m GArabia. e cdli &i essm arati . che in bontà vince le altre.. e di ciUO non oscure. ed ha irrigazione d' acqua ad nen d o in inverno. M t fiumi la bagnano.e riguardanti il settentrione e le iwle dcll' oceano. sorta C A P ~ T O ~ O xva istizuzioni. e grande quan~itadi abitanti. Ivi la campagna 6 ~ i ~ quanta piena di &t i i ~ s h m i d'ogni specie. . quella parte dell'Ar&ia. e ddle loro teme situate bla poieU abbiame col dissoroo nostro ragionato delle all' o c d e n ~ e .361 di fnitti : non & d o 1' E & a nisstma terra pm la ièamW. che ia parte giacciono sopra grandi alzamenti di terra. gli armenti. Cidesta regiene è pieua di molti borghi.

cioè in primavera e in estaite. i p a l i spandono intorno grande Cdgntnza. e la parte +iore t . o alla bevanda. I1 paese ? diviso tra ì popolani . ed 6 quella.e come esso si r m g i i e .Mine 1 che si mes& al ciho. ma le sue foglie più compatte. d a q & C v i e ~ o a sep+ d i r m r i L ' a h 4 da questa lontana cila sette stadj . che gli dh quel colore : il succo tratto in estate 8 bianco. e i1 suo 5ore C del colov dell' oro. L'albero della m i m ha la forma del lentisco . che per onorare g i Dei basta ' l essa sola a tutto il mondo intera Ha pure notabilissima quanti& dlsdrsa. del ventre. . che le q d t u w n i ~ ~ Penioia . ma produoe tanta abbondanza d incenso . e ne cola il succo a modo di lagrima. Ii succo tratto in primavera è rossiccio . E' isola sacra non da nissun h t t o . il &e ha in oltre la decima di quanto al si iicava dall' isola. ed B a vederlo simile dlo spino bianco de8' EgQto : nelle hglie rimda il.Z a prima bi\ cbiama sacra . salice.ed k caltivatn dai Panchef. Scasono piiì sottili . ot. dr dkL. &e p o r w nelle terre lontane. L a bero B piccolo. i quali yendono ai mercatanti d' Arabia l' incenso e la mirra. ed 6 tm rimedio contro il ilunso. Le radici che sono in terra buona. Gli abitanti del (paese raccolgono anche il . danno i l h t t o due volte ali' anno. LA quelle merci si nella compiaao.s~partieoe W. ne tiene fuora i? succo. S' incide la corteccia dell' arboscello . in cui si portano i cadaveri a seppellire. e da varj genni di altri momi. ed B la ruggiada . La larghezza della medesima si va"Iuta di dugento stadi . Ecco @al 'l la pianta deU' incenso. . e nel tempo stvandosi la terra intorno d e sue radici.

che E. xi delle r dlemorie dell' Accademia delle Iscriubniqoanto b stato dello intorno i~ U C S ~Euerncro. che sull'autorità di L a t t a n ~ i ocredono Giow sssersi chiamato tri/iip dalla Trifilia paere posto tra I'Elide e h M e s d a . poichè dicesi. ed insieme da forestieri venuti per la via dell'oceano . Iracco Yorrio ~ e r b creduto non tutto eesere ha falso ciò che ~ r ~ i e ne o aveva scritto. che pud rendere una cittti felice (a). che si chiamano Panchei . N l a Pancaja ( I ) sono moltissime cose. che dal promontorio volto al levar del sole si vede l'India' preseatantesi assai alta in aria . che 4 grande. Giacendo essa nella parte orientale deli' oceano si stende per una lunghezza di molti stadj. Cretesi . e ciò a cagione delia immensa distanti. Oltre -te isole v' 8 la tema. . ed B lontana dalla gici accennata per lo spazio di trenta stadj. (3) 11 VesseZiqio ha con buooe osservasioni provato ingannarsi coloro. . I ( I ) Di questa Pancaja fece anticamente una storia un certo Euemero . Veggasi nel tom. Questo paese & abitato da indigeni. e 80x10 i soli tra. Plutarco l' ha riguardata come un puro riJmanro . Essi si creano . che chiamano Panara . a niuna seconda in tutto y l l o . si diffondono fn l a per i ah & tutto il mondo. non signoreggiati da re. e Pokbio. e.diconsi adoratori di Giwe trifilio (3) . storia.inio tradusse in latino. O (n) NB Stefano bisamino. che vivano colle proprie leggi . ca&ti poi da questi luoghi. .nella %a m e d i t e h a ~ e: nell'Egitto . I suoi cittadini . come pure da Indiani . e Sciti. nb Tolomnieo finno menrioie d i qosrta citth. e da altri mer. Celebre è in essa la citta . le quali meel ritano d' essere notate dagli storici. cosi ne avevano giudicato D a t o rtene.gli abitanti della Pancaja .

e rigagnoli . n o ~. ed amenità moltipiice di praterie . Varietà cospicua di giardini. e tutto ad ogni passo ride il luogo di erbe verdeggianti e di &i< a modo. che ivi stanne.tutta la campagna ne resta iiiaftiata . Perciò in tempo di estate 1 concorre gran moltitudine d' uomini . e lauri e mirti ancora . che danno agli abitanti copioi . ruscelli . Sonovi ancora grandi e fertilissime stirpi di palme . quanto per la magnificenza della struttura . danno grande piacere. Da questa città è per sessanta stadj lontano il tempio di Giove trifìlio . e di più il luogo C! bagnato da acqua scatente da' fonti perenni : perciocchè presso il sacro bosco vien fuori della terra una so^ gente d' acqua dolce di tanta grandezza. 1 che p meraviglioso e divino suo aspetto sembra essere il vero paradiso degli Dei. in cui balia però non sono le pene capitali. che forma un fiume atto a portar barche. e d' orti v' & pure. il qual tempio è in grande venerazione tanto per la sua antichità. altri bellissimi a ' vedersi . e per la soavità de' loro canti . Questi principi debbono riferire ai collegi de'sacerdoti tutte le cose più gravi. e moltissime piante producenti. altri fiuttiferi. e ne crescono poi le ombrose selve che vi si veggono di grossi e begli alberi. Indi distribuitasi in tanti canali. abbondandovi cipressi e platani di singolare grandezza . posto nella pianura . Intorno al tempio v' C! una campagna tutta piena d alberi d' ogni specie. e per la comodità della situazione. sicchk poi e per la diversità dei colori delle loro penne. ed in quegli alberi incredibile numero d' uccelli mettono i nidi . mentre p w tutti gli altri casi sono soggetti al loro giudizio.365 ogni anno tre principi.

r m a& Dai .e T r a .se ne traggono. Da quel tempio si parte un corridoio lungo quauiw stadj . sono grandemente degne di considerarione . recano giw condo spettacolo all'occhio . Oltre questa campagna sorge uno scosceso monte. Le statue degli Dei . le cui basi sono quadrate. Tutto poi quel fonte ha le sponde fatte con grande spesa di marmo. e che b o in quel sagro luogo tutte le funzioni occorrenti. o . che portate in alto W tralci. La campagna adjacente B per dugento a d j wmamata agli Dei. di cui si è fatta menzione . a cùe rhiamana Sedia del nielo. . ed esse aorrono così dali' uno e dal1 altro lato per la lunghezza de' quattro stadj. la limpida e dolcissima acqua &l quaie serve assai a mantener la salute : questa chiamasi 1' acqua del sole. ed ornato di scoìture superb~mentelavorate. che vi si osservano. All' i n ~ r n o m d t i addetti al servizio del medesimo. Non & ' p w o a nissuno fuori &e a' sacerdoti 1' andare sino alla atremità di quel couidojo. e al fine di questo c m i b j o v i a fuori dalle sue quel grosso fiume. Farso & tutto sopa grandi e grosse colonne. sono impiegate nel loro servizio. ' ' e con mirabile artifizio ha loro disposte. e le rendite che . e largo un plettro . e mostrano a chi li riguarda preparata giA ne' loro tutti voluttA squisitissima. I1 tempio fu egregiamente costrutto di marmo bianw. E vi s m di piti abbondaiirissime viti d ogni genere. da entrambi i lati del quale veggonfi alzate grandi statue di bronzo . lungo due plettri. perclib sono f a ~ e con somma arte e di mole del tempio sono b abitazioni dei mirabile..366 P\ssiina materia di gddare. e largo a proponime della lunghezaa.

.e i Doii . che erano i i: . v' abbiano i abbondanza animali di ogni raaaa. Gli agricoltori mettono in comune il prodotto delle terre . x k U m . perchè di 1 t * nazioni s'unirwo . e come gli anlichi. I sacerdoti ogni auoo celebrano con grande santimonia in questo monte un certo sacrifizio. &e gli vien dietro . ed Oceanide . 1 1 secondo B degli agricoltori.e d a :sue +&a.uomini ad a h ì ~ l o . come a dire lioni . e sono essi che giudicano delle liti . ai quali sono uniti gli . e lo stesso s usa con q&llo. Dali . che questi non solo esterminò q d a . e soao i sacerdoti. e tutto il paese è abbondante di Enitta. che giqn 361 . I sacerdoti sono i capi ed arbitri di tutte le cose. dorcadi . ma che inoltre distrusse totalmente le città. e che maneggiano tutte le cose pubbliche. pekhè fkfdéggiia&. pardi . gente . Gli abitanti sono uomini bellicosi . e speaialmente di vina di ogni spezie. sto luogo . e parecchie alt* belve grandi. In questa isola sono ti* principali citLà . Imperciomht! dicono. nella distribuaione d e ' h t t i ha un insigne premio . U primo 6 queilo de' sacerdoti. In tre ordini la loro repubblica tutta si divide.Panrhei gli Oceanibi . Il terzo dei solchi.. bacia . e cosi di mano ' i tnano sino al decimo .a&ervava il cielo e-ie stelle :5 quel luogo fu poi detto Olimpo hrifilio. ai quali sono uniti i pastori. e quelio t m essi . Dieci che di là da questo monte.Olimpo .quando avea l' imperi0 del qt~ondo volatieh veniva1 a stwe in que. che vien trovato più valente nell' arte sua . nelle battaglie si servono dei carri. e di gran forza.artefici. in altri tratti d e h u Pancaja . avendo anche spiaaate Doia ed Asterusia. poscia cacciatine L Ahmoue.

ed assegnano il gmdo d'onore: il ahe si f a . e giiistamente dividono ad ogiuno 3a porzione che gli tocca . e pendenti alle o ~ c c h i e . Per la stessa ragione anche i pastori mettono in pubblico le viaime . Essi portano stole di lino per la bitincliezza e morbidezza distintissime. la quale 6 &ggetta ad essere infestata dalle niberie di certi arditissimi e scelleratissimi uomini. di lautezza. Oltre i pen- . conforme fanno i Persiani. e ktti con artifizio singolarissimo.368 dicano. come 6 a dire collane. Portano in testa mitre intessute d'oro. e i proventi . I soldati vegliano alla sicurezza della patria. eccettuata la casa e Porto. e le altre cose in numero ed in peso. con accampamenti. e smaniglie. la lana. k d d a piii fina che trovisi. non essendo menomamente permesso ad alcuno di tenere in ispeziale sua prop'rietA veruna cosa. I loro calzali sono comun. poiche nulla loro manca di pulitezza . ma perd diitinguonsi per una studiata varietà di colori. ed hanno sandali a' piedi di diverse maniere . perchr! le pecore del paese danno una' lana fina s o p quella di tutte k altre : usano anche uomini e dAne ornamenti d' oro. onde gli a l t i abbiano un beli'esempio di diligenza da imitare.. come pur accade alcuna volta . e. Finalmente i sacerdoti superano di gran lunga tutti quelli degli altri ordini nel loro modo di vivere. poichè v' 6 una parte di puest' isola . Questi popoli usano vesti morbidissime . E i sacerdoti ricevono i part i . e di spesa. e ad essi soli concedesi la pomione doppia. ì quali fanno nna guerra di sorpresa agli agricoltori. e se le usano di lana '. di che le loro vesti sono fatte . e con ca'&lli la tengono presidiata.

che abbiamo descritte. che tiensi per saeio. e d'altre cose simili . innumerabili lavori d'oro 9 d'argento. de' quali metalli 0 però non vuolsi che si estragga la minima quantità. di singolave grandezza. ed è tutto d 01-0. ha libera podestà di ammazzarlo. Ivi consemansi per lungo ordihe di secoli accumolati. tesia.ci&dicono. e i bendzj compartiti agli uomini. . d' aixFnt<z. Le porte &l tempio sonofibbricate eon artifizio mirabile. e le laudi ai medesimi . come le donne. Questi d o t i dicono cti trame 1 origine ' loro dalYisoB di Creta . quando ivi gita i fondamenti del tempio. e chiunque ne trovi uscito uno. -PIOBORO. largo quattro . C?' oro .denti alle orecchie . e gt'inni . che la benevolenza e la coii rt. che suppongonsi . Q cuko degli Dei. che capitano cola . d argen-V ' ' 1 . Il letto de1 Dip è lungo sei cubiti . di rame. panda questi vivendo tra gli uomini reggeva il mondo.369 . e in ogni sua parte squisitamente ornatissimo. e che continuano ad esercitarle.opera di Giove stesso. ' tomo Il. Della pia1 cosn recano per prova 4 conservare ch' essi Eanno molti vocaboli deiia lingua di C e a Pel./ o . Essi mostravano anche iscrizioni. e di ferro. s7ornano di monili d''o* . e dedicati agli Dei. e fatte di cedro . di s t a g m . d oro. e d' essere stati trasportati nelle Pancaja da Giove . E rispetto aiie persone degli abitanti. con cui essi accolgono gli uorniiii cretesi . le -th isola sono copiase miniere. L 34. onde la fama deli'antice parentela di mano in mano propaghisi fino ai poeri. sono l occupazioni e loro .. e ne cantano le imprese. sono state ispirate loro dai loro antenati. a"sacerdoti è assolutamente proibito uscir del paese . e d' avorio.

.a&&. p& &di@ 8 di Sana e?di &olb. . Avrehhesi potuto questo nome inselire nel testo.. ~. m p+ t r e T +am (~1a Ùgìicqvca esaere s!a@ .gia detta parlando delle imprese di '~tove..imprese di e U W ~ Oe. . che questa anticamente fa abipmau h o 5 e che &n- (1) L u a n a i o ha alli ma mznieri w'nwrvau la memoria di quanto rigarràa questa -stoda. ~ ~ ~ l B k i r ~ ~ S a m c r t r a s l i i . - c. .q.s * d .. . .di't'e p d a z ~ s . che gli Egbj dicono sacre i e chr esyimiono l . %e il Fatto 'di fiss6ia barhase a * i d d ' d i e u r i . .coG bcatn una colonna d'oro da 'Gio~ernr&ri"ro. k e o a u r r d r e j . E <im poggi& Ba d -4 t 4i &. . Lbwò d ' ceppi i $ e w + r i . r p c ~ i d n g ~ tir . iasotllidalla t h m b a a a . Q de' *d .po d padre . nella colonna egti~dcrcrisasb rus imprrSe.Vegksi cib chg @odoro ha..> . di h.G .+opr~. h. onde serchu a i p a r e r i h.' L ~ . ossia Sutmrno. airtetk'drm(lrib3>p1& ii&. CAPITOLO XWIL . .W a.'Iminto LattaAsio i a a poCo p&ma. 2 2. il . n d o lui. . ..~BBjuntopj _il nome $ Clrrr( "p no.& dWto b e d dtim prmw . andò ne& Pancaja con m gran& nroblludim df ~ ~ u d ~ t i f w i~ e #i.cib &. I I+ I 8. dichiarilo &e ìWnwro Eanyilb' qhaaa qtrèu b p i aB i~r&ismG cp -e GAI a m r e m m i mkkisruili. . a tndi r i tornò rn Creta. n m l f n n i b cose nib. . e di Giove quello di C r o k q . Diaesi . d j t i &'cm* mel Bdar .&e mguadi6k irde ddl'oarao ptcdonbro dl'AocibL.Egeo.di Digdoro o . . eguP1mente h m -A matà del leuo 4 porta a mlonnad'ao. .. 4.. mg~.ggmabe dle d~ di Mmdo W (I).3 r .- . .euìiuì+. pra~. piena di quelìe I&.

di-. a rirolaJoPi . ed a popoli.data in . ~ S Samo . . a v i + stase . qome di SYnotracie (i). ~ .Certo I!. per. de' inagistrati suoi primi t~uiiadi certo siasi tramandato ai pos&. La oda Cow. che degii uomini e . . reiPto scritto. che si raccwta.nrrnnzi a tutti i diluvi Bslhe alnpoiopi . Aborigini f+rono i su0i abitanti . -1 presso loro. che vi si fumo. .si-&da questa S O - . (t) L fi hp- COIIS~IPI~ cib ' Diodoro ha dsuo a lib. d d g a l i asti ri ha che degli scarsi indirj. c h l' aatiaa liogua de' Simatraci noti fossa cba la fsnicia.in foma di un grande s t a p .Iì ma^ del POISO. a dalla Tracia. . qhe poi passarono ad abitaiyi da Satno .Tracia che& rta vicina. che orrricanrsrtts il Poruo E u i n o non ama Iirguo b ~bocco. . b a n a prpra~. che gli inI digeni di queft' isola anticamente ehbero una lingue lom propria (a). e da eid venne. t che ULLOCDO ai noma di 60 -k . 8 . lesponto (3). della quaie ancbe oggi V ~ O I L Smohi ~ vestigi. dne grave per 19 s d a yerchia mole d d b arrpie.. d (P) Alcupi Eroditi . &e Uione t p h . poi dp EUespmto.che q w ~ g i fu qpsrm v i o l e n b w q ~ e o l clU JloM P aoqira s i &&di. nelle cerimonie w m . e 4 a sfogami d E b . come qbbiim detto. e che da' coloni.. h (3) Anche Stra~one seconde che Suabone riferisce. che in srre rim'-r. che . : prendesse il nome di Samotracia dalla . . i n .che ha o B k n s i o .lanie. ph la ~ h o aoogetiare non pajono fondate. dai fiumi &e i eeeo s ì n &no. -distinguei. ma perb b i r u n ~ per irw iapiqxa i w i o b k i l s o cose c<ui faiu troppo d crre w r r i o r i .e il tlocAnrto rpeai. Così sommerse gran parte delPAsia marittima. che da p+ cipio fw nqrqiuata Samo . Da Samotrgci 4 r-nta. ven4ta prima dalla bocw deUe Ci-. h r giodia8rne rsUimak b d' uopo risalire a tempi. ruppe. a essendo . . uaìa ' i n d o i o n e grandissirPP ebbe.

Cou che apparisce. fuggimmo riparandosi suìie alture deIl'isola . . ed alzarono altari .9j s specio par copd delie pim~re Snmotìdtcia. e neUs E t k è ~ ~ o n i o . Que' che restarono salvi da tal diluvio. nato. di Giove e di una Hinfa . indicato dai marmi di Arundel. una deile figliude si& poco . di nome Saone. da Giove e da Elettra. come alcuni dicono. e come dicono altri. (a) Percib forse Dionigi di Alicar-m lo chiama Sarnon. accadde. che secondo Giulio Solino ed altri. Plituo L menzione del monta Gaoce posto in q u e ~ hola. &i fecero voti agii Dei patrii . Tre mno i diluvj accaduti nella Grecia. . mille mni circa prima della guerra trojanh. chiagi 'mandole dal nome di cinque suoi figli. e con certe &sueleggi divise la anoltitudine in cinque tribù. sui quali anche mggi fanw i lom sacrifizj. e di Del0 . e di perciò ne' susseguenti tempi alcuni pescatori estrassero coile loro reti alcuni capitelli di marmo. si pub comodamente riferire a questo medesimo fitto.. In 'processo di tempo un certo isolano. indizj di citta itate sommerse dalle acque. Stabilita a questo modo la . . 11 recondo fu qnelln di Deucaliom che vised. Nohsi perb . (i) Ogtge. I1 terso è quello di Licaone. tre secoli e meaxo innanzi 8 quella p e r r a . ispeaione de' luoghi conL' le antiche wadizioni. El aveva tratto .che secondo Licofrone ed a l ~ r i .repubblica. e.il suo dail' isola stessa (n). tolti a' pericoli . Il primo b qudlo di . ond' erano minacciati piqtdmno ppi p tutta C isola de' termini ann-ianti .ma come il mare cresceva ancora. / - : ferma nella Proponride.1' isola anticamente fu detta Gw. ' .mi insieme i popolani fino d o r a disgiunti.la : loro salvezza . e che si fissa superiore per quasi un recolo a l h guerra accennala. Cib che Filone dice di Rodi. . secohdo i marmidi Arun&l. di Mercurio e di Rene . ch' essi :abitarono la Samotracia piima del posteriore diluvio (I).

ed Armonia. . capi@ colà. che fosse ancora sua colonia la gente de' Dardani. amul rosa di Giasione . and dando a cercare Kuropa. e non figliuola di Marte . e le tibie. ma che sulla tradizione appunto egli rinnovò. Elettra regali. Minerva il tanto celebrato monile. fondi. In quella occasione sposò h monia . p10 (a). Gissione . E dieono che le nozze di Armonia furono le prime di tutte. Circa quel tempo Cadmo. d chiqmau di poi . il quale primo di tutti passò sopra m a zattera ( i ) in Asia. e che a n i m o C permesso di conoscere fuori che agl' iniziati. Ta questi Dardano t uomo r % magnanimo. figliuolo di Agenore.373 di Atlante. come hanno favoleggiato i Greci. a lui assegnò i riti . una reggia. e vaohi. corno qoi dica D i o d ~ o . le cose sacre deiia t (I) COMM. e iibbricata la città del suo nome . sorella di Giasione. Quindi signoreggiò in Asia molte nazioni . Giasione sembra essere etato il primo . presentd in regalo le biade . e i cittadini da lui steso denqn& D r adani.Troja . nacqueiw presso i Samotraei h a n o .. che in quest' isola pei! lo innanzi erano bensi stati in uso. che si celebrassero alla presenza degli Dei. ' che anche l dtro suo figliuolo ottenesse fama ed onore. e h messo t parte de' sacri misterj. che ai medesimi i n i e i forestieri : con che codeste cerimonie vennero ad acquistare maggiore celebrita. (a) Si è dtroye di muchi acriuori non pvd .Al .confermano quanto indicato. Mercuri? la lira. ed ardito . e TIC. presrn> . che sta sopra la Ti-acia. Nelle quali Cerere . e il pe-. tempo di Dardano non si erano ancora fabbricate barche. Desiderando però Giove.

facendo tutti gli altri Dei con &te acclamazioni festesi augilrj agli sposi. la m di&era stata congiunta con Olimpo . . Ma b da osservarsi. che si b rispettivamente descri~to f r) Tutta k forro c CI ncrliub deUa isrra dice Cicerbne. esk Miase le loro tibie. che aveva -o. e ehe invece di una storia ~istemitica. diede a questa Dea il suo proprio nome. divermniente rvend6 riferita la casa APr. e trasportassero in Asia le cose sa-. Dopo cid Cadmo . che @ i ~ d e F o compendia ora l'uno. Aia le cose che partitamentè 1 d' accordo intorno r chi donasse questo monile e questo peplo.374 gran madre degii . e la lira. ed insegnd come fonnare i cori di pelli . Qoi M e r o discordi da nè stesso. Intanto Giasione unito in m a t r i ~ i o Cibele . di a cesi che generasse Coribante. la qtiaie cadde poi in mano dj ~ Achille. che debbono regolare le orgie.di Mercgpio in L i r n . Apollo poi suonò la mùn. d t b d del nome suo proprio corihnti quelli. e i ' timpani . che' p& da ~ e r o nin>re celebravano i d s t e r j della 1n8&ax e si sposò a Tebe. fondò Tebe in B-ia. Dardano .liii .llodoro .. e Ferccide.egli presenta in questi libri una raqeolta m ristretto di ciò. Cibele . quando egli espugnd guella città. che da Giasioae e da Cerere fiacque Plutone. e Coribaaw andassero inmeme neUa Frigia. secondo P oracolo . per la ragione.. In puesta ma+ ni&a Rirono portate in Frigia le tibii . insieme coi cembali . c della badre degli Dei. che Cerere per l'amore suo veho Giaeione nelle nozee di Aiaiodia d b d k rkehezze delle biade (i). ora l'altro autore. Nelle favole vien detto. figliuola di Cilice. E C-te. 4 & . e che poscia salito lui agli Dei . e n' avca avuta Ake. Aliora Cibele . .

. ed Orfeo . . c 8onu ifi tercq rlat. i Dioscd .. a i m CAPITOLO XIX. il &e ecctpe$tori.primi . oa Apendo finito di di* -0 t t& i& h -ciai volgeremo il discorso~s %SU). . a d e . ~ d ~ ~ ~ o b~. e.do=-: & e d . erescrno h pie& C iu giiis&k. la quale i. alle p l si e c ~ o . che gli Dei sieno presenti. il psdre non altro ftee che comandargli. . che G i c siont . e in tutto r d s i migliori di rb ~&sitni t ed & . ' .à i l .el~ J. che w g m o subitaneo aiuto ne' pericdi. perdrd urlo & cose ricadvrao in u h a . & r o ~ . ad abitare p h repena ngioilk N-i e h BOW ebbe da donne diverse But. che quelli. e delte d t tMditioitì. per @ere stati cod miziati . ee dcuno degli *iati gl' ist voca . &e i piU trs gii antichi Etoi . tendeva insidie a f htelto . Del -rimarlente 6 f e ma. . ~ aòuwti. drs B a am paite ne' mieterj. godesaero del farore e della pemnale assistenza degli Dei in eseguire p m y n t e tntte le imprese e guerre. 'Semidei con grande impegno W e ~ e m n o' essere istrutti e d consacrati in v e d i riti. o r f ~ s u o i ~ i . 1 - . ~ T m i . a' roli iniziati 6 onceduto eonoscere.--.icurge.' E &si appunto. e. proclo#s. Ulia eolta w t isola I a' chiamavasi Smngile ..375 fàmmsi~ne'mìstmj di a & sa\ cerimonie.. .questo. 'Buth .be ~ l reor> b dicata al padre Dire il quale chiamaai Dives ( ricco') come ~ r e u q i Greci Piutom. i .per. poi& tiensi per certo .

e sua figlia Pancratide. e in luogo di Bute crearono re d a isola Agassemeno . la sforzò a giacersi seco a lui . e le portavano . 6glia di Aloeo .come questi ladroni mancavano di dwne . Pwcid spingendo le loro corse piii oltre.presem le altre donne. la quale adoiitata di tl contumelia . altre alla montagna. Una parte deile Cicladi allora era deserta. ove perdette la vita. sicchè perduto avendo il senno fid con cacciarsi in un pozzo . Con queste adunque cosi rubate ritornarono a Strongile. ed uccisi . che chiamasi Drio neli' Acaja ftiotica. e questi fece cader Bute in furore . ed una. secondo che potevaho. e gli diedero per moglie Pancratide . scorrendo colle navi qua e h. andati a terra s' imbatterono nelle nudrici di Bacco al luogo. e ~ n h e presero a dare addosso aile donne. partitosi daila patria. alcune di esse buttate Ie vittime qi misero a fug@ al mare. dirigendo il &O corso verso le isole Cidadi ocoupd Stronge . e respinti dall' Eubea avendo toccata la Tessaglia. da un luogo. rei deiio stesso delitto .Dio . Bute avendo preso Coronide . e piantatovi il suo domicilio.a casa. o dall' altro ne andavano rapendo . i suoi complici mmtesse in nave. si pose a derubare coloro che navigavano in pelle parti. e gisse a trovad altro luogo ove stare. I I l . invocò l' ajalo del padre Libero. A .. m ~ g l i idi Aloeo . E . Gli altri Traci. parte avea 6catso qumero di abitatoci. giovinetta bellissima 1 per la quale prima della 'elezione di Agassemeno s"erano battuti. Bute adunque preso seco n n drappello di Traci. e del ratto . le quali ivi celebravano le orgie di quel . tra le quali le piir nobili furono Ifimedia .

i quali colle armi assaltando Strongile vinsero nella battaglia i Traci . Re-' stati pertanto i Traci padieoni dell'isola per pih di dugento anni. forse famoso per una celebre strega ( Larniu ) . nL perciò pub avere conae+nc col p 1 di Diodoro. ed espugnaiono la città. finalmente una grande siccità sopravvenuta li obbligò a partirsene. E fu costui uomo buono ed illus~e e iasciò dopo di sè nio. come chiamavasi egli. Siculo ed Ecatero (i). tennero i Trad per loro additi. e costui volle . Era re j di costoro Masso figlio di Polemone .Efialte si fecero padroni delt' isola. ( I ) ii Paìrnerio o ~ e r v a che Parienw raccontando con qualche diversiiii questo f i t t o . iì quale n e i 377 . Do* i quali uennem ad abii tarla i C a ~. Agassemeno poi diede per isposa Ifìmedia ad uno dei suoi amici. 1 0 . Frattanto Alow mandato avea in traccia della moglie e della figlia i suoi figliuoli Oto ed Ehlte . fondato soll' aotoriti di Strnbonc. che vi ahimva . Alquanto dopo nata discordia tra loro vennero aUe mani. (a) Paese posto presso at monrè Latmo. e all' isola diedero il nome di Dia. cacciati deila cosi detta Lahnia (a). . OW . che non più Dia si chiamasse. contro ciò che asserisce il medesimo Palnicrio . fiiin>no con ammazzarsi vicendevolmente essi medesimi : e gli abitanti in seguito li venerarono come Eroi. e dopo ' avere ciascheduno d essi uccisi molti combattenti.due de' principali caporioni .figlio Leucippo . Il resto portava L u m k j e qumtanque sia nominato dagli antichi anche un monte Lamia. e d i P k n b . che fatto avea SUO luogotenente. non era petò esro nella gaia . ma NMSO. che dice figliuoli di Cerore. ed . donaeUa rapita e de' rapirori. l queita una correiion6 ? che ri deve al Palmerb . cambia alcua poco i nomi Ml.

&nchC!. coKa che valeuni shiammono rSimn@s . e d e natura. ma che venuto a rnaturita. e lo diede . ed abbandonata la donse& .c Dio-. e disperve . e a contribuire co1l'opem loro n$la battaglia navale a debellare i Barbari : ah d'al&-e essere -tra la paiYe &' essi ebbero nella battaglia di ci&. e da &ani I! chiamata Dimisiade ( t ) : che Giove . e che Semele fu morta di fulmine primache Bacco m. Lb notte I3rcco con& he Arianna sia monte Drio . &aùncn.378 siguoria dell'isola ebbe per maxmnt il figlio dio. per ingwnrir -Giunone. pcrrtf d ~ l y l . B vero daiì'utm. Plinio dice : Nurro d dmtonìe da Deb dichtre rni&a. di lei il feto .. (i$ . il mise fuori iii Naso. nè molto depo Ariamia stesse ri vide pi$ Di questo Dio gue' di NESSOfanno varj racconti. siccome C! detto n e b -favole. dicono essere stato agli abitanti dell' isola accordato di . Coronide . e se1 chiuse ne' proprj Gaachi . e Cleide.da allevare aiie Ninfe . A cagione pertanto del mento d'aver dota educazione a Bacco . rn'aiada dalla fertilitù dclb vigae. akri Sùìlio minon. Regnava costui quando Teseo partitosi con A r h na di Creta capitd ivi . e come m sogno vide il padre Libero minacciarlo. poi D i a . p e r n o di timore. ch' egli fu alievato presa loro : e perciò che priest' ioola è diletta a Bacm più d' ogni ai-. se non m d i a t a m da Aiianna . ne trasse. ma da due D i h t i n e n t e venisse r partrcipare db immo* e. morta Semele di fihine prima dtl parto.potere alzarsi a grande p r e s p d d . ed essere poi dei pfimi a ribellarsi a Serse. Filia .+ o GaUipoaY. di avere una beli' armatae navale. nato egli non da mortale. Dia m o .

Pei fu re della medesima Nireo . che mentre distribuivan~ia sorte i temeni. e Sime réstò abbandonata sino al tmp in cui approdd col& I' armata navale de' Lacedemeni. ehe l'& flis9ei. e i +mi chk vi si stabilirono . A . Dolk Is& & ì . de' . e di Agiae. Andrisw. ami bell' uomo. tidi ebbe nuovi coloni ndla maniela che siamo per dire. . ed insieme CQU' isola tenne ancora il principato di Gnidia. Cosbi . ailora deserta : poi sopraggiuw .379 Ratea. antiaamente iaon era abitata & nimuao. < . L' isela . i 1. Finahente la benevoieiiza del Dio Verso la h isola attestarsi con manifesti segni n' & vino. c o n h thippe ausiliarie ad Agamennone . Certo Nauso . magnifioano l'abbondanz~ in qnest' isola di O@ genera. Dopo la g~ bi Tmja la occuparono i Carj quando aveano l' imperi6 del mare . perchh giunti troppo tardi. ahe ivi d fa ( I ) . i scdctate . C PriaeiFalmen~~ fichi. 6gliuolo di Campo.fi$iola di Nettnno e di Sime. C A P I T O L OXX. e degli &giri. presi seco ' pelli . uno de' compaghi d Ippota . ~ o n vi aveano avuta parte . e cacciati poscia da grandi siccità.o . C u h . i C Nisùe. e Agarrens in Ateneo medesimo. vi I m b w con Triope sotto la codotta di Ctonie . Vedi Archiloco in Ateneo. che fu 'lo storico di Nassa . ( i ) Il r i i o di Narro fu pregiatirsimo prcrro gli Antichi. che chiamasi Sime . andb ad occupare Sime . essi andarono a stabilirsi ih Umnio . dalh p a l e al2 isda venne i1 tmme.

t ( I ) Non ha alcun fondqnmto h mtituaione di Tirnokonte b4a qui dai Rodoncano. argivo di patria. Nel tempo . e perciò Antifo . Poi venuta grande mortalità per pestilenza.380 seri> td8 altri aweatnrien . . Caìidna 1 Nisim furono anticamente possedute dai Carj. . fu >.posciapadrone delP una e dell' altra. Dicesi. Que di Coo indi se ne fecero padroni.de' quali era capitano1 Csuto . e i Rdj. In i quanto a Nisim . Tessalo. e delle cam- pagne . . e molti secoli dopo Ioclo di Demoleonte ( r ) . alcuni d& sua armata. e Fidippo . e quelli . quelli . come aveano fatto di Calidna. in cui Minosse dominava snl mare. . figliuolo di Ercole. che in esae erano. se P appropriarono . che vi awmew parte ancora i Gnidj . s fermarono ivi mescendosi agli abitanti del luogo.eccitato dali' oracolo . e pmsi in comunione della città. tutti insieme con equaha di diritto teqnerw i'isola.ndusse coli una colonia. co. che anticamente 1 abitavano.avi di Agamennone dalla tempesta furono balzate a Calidna . i Rodj vi mandarono una mlonia. Nel ritorno da Troja quattro n. ch' erano di Scarpanto. p ~ c i pde' Cooi al teiqpo della guerra trojana . erano i ppitani degli uomini venuti da queste isole. ' fiirono pei terremoti subbissati.

Le . Rodi anticamente h sede de' Telchini. educassei. che insieme con Cafira figliuola d'Oceano . Suoi matichi abitatori. che fossero operatori di prestigi. d a f d e loro consegnato da Rea.. grande cnporione della Riforma nel mcolo xrr.DelP Isola di Rodi.vecchie tradizioni vogliono. che alcuni con a r m i . che còshro fossero generati da Talessa. che inventassero alcune arti . e pa. su questo argomtrnto. e grandine e neve . e Clsnrcnis Alrrrandri~w . . ( I ) Negli antichi tempi e presso varie nazioni fuvvi In s i o l t ~ crdenza. perciocchb presso i Lindj Apollo si chiama tekhinio . che vuol dire dal mare . Ma vuolsi eziandio . Abbiamo una predica di Ecohrnpadio.' e trovassero molte cose utili alla vita. adoperavano esorcismi onde le uve mature non avessero ad essere danneggiate delle pioggie . la quale dimostra' quanta fosse I' i g o r s n r a uu e di qnelli che lo ascolravmo.licolai. Suoi diversi cobni. Sue wicende. & quindi inutile rammentare quanto intorno a ques:e follie riferiscono Sstrcca. e fatncchierie potessero ihflairc sulle meteore. Dicesi ancora. Abbiamo in Agobardo. presso i Gi* si chiamano telchinie Giunone e le Ninfe . i quali dicesi.ild. che al suo campo erano nelle cnm-pagne della Gallia persona'.~ Nett m o . le quaii innoccnteuieote. come dicesi che facciano i Maghi ( I ) . ed alcune assai vecchie si ricordano insignite de' loro nomi . dicJegli . i quali facessero a lor talento venire e nubi e pioggie. Al loro ingegno si attribuisce l' avere fatto le prime' statue degli Dei . nb distratte dalla gragnuola. e tdchinia ancora Giunone chiamasi presso i Camiresi.

. Raccontasi poi. a ellsPt G k deòellsti i Til & ahimvatsi Imalia .a &aie un d mina di nome Rodo. il p a l e ito in Licia edifid premo il fiume X W ~ Q il tempio di ApoUo Licio. approdò .peukoeo. @e 3 - ~ . sppwires . Dopo queste cose rev vedendo i Telchini . ci& sei' d. e m +ro per vPrie parti . parte ooeidede dell'isoia euiru. L une tati ni&. che N e t tuno fatto @ride amisse Alia ( i ) . e che da lei a v w %ii .tc0. o A+itr. molti uscirano delì' isola .s a t c ~ &nopiiaealoPc -4a di Lewotoe ottenne p s s o gli abitanti gli o m n degli &i. Quarido finalmeute il dituvio f u veriuto : alcuni .dote*. Pam intamte che siasi cvnfasa con. I'orisua al 8de. ma veaende~o &i =spinta &wpesbi e i figliuoli di Nettiue. e Ghi 'dami facevamo ai pepolaui. ii che vedutasi da Seuuuo.e. Cm@io. cbc furono Spa. l'altra &i O m r h darn per madre a Rodo.38% e trasmntassero gli nemini i ed iavidiassero agii atri l' essere istrutti ne' mestieri. innamorato & + Aiia . giaecb&.d f r d ~ e i*Ybwrr.e C b . i o di p j o k d .). Al temge d caron> Venere da C i h a i anbndo a Cipro. che sarehbe venuto un diluvio. o r i i o dal nome ru#. p r tanto turpe fitto que' s c e l l d a p r i adk brca. e fu del loro a w r o Cir CO. a d e poi verme lan. ii neme d de+.. punta ddL 6 i d b tal furont Mfia Isirr m&. che violentemente -0Ii mid. mylla de' Telchini. taM .emenda4 gìttata in 'amv.d9 .l'~~a.ns ebbe tre figliuoli. p + i bassi iuoghi del& (I) QUW' Ai. da cui venne la denominazione ali' i& A quel tenip~. de' G i t i .

e molle. che c & i q d i p. c .di @i aboriginl. e Filome . Del rimanente il Sole . . Macare. ha per lo pih penetra@ *lt. Al prime formarsi delle cose. Atti. &e si axòade. Da . Elio.cader delle pmg+ s i . Cerlp k inlaah. che per qmti &die* ~ i e a d e v e oi~ dette giorni g n YWIP di quria asvos e ~ i m a n a e &e MI^ .prjrni al s e & a MDBFV~I &* VI-ebberoperpetuamente deila presenza della Dea : il che l' $ d a pd contiper ogni parte in . O&W. .. i Bodj le auribuiscano $ i onop dovuti agli Eroi. . tre ( h d o .cari molta dimzhe veoam co-tee mente il Sale SO^ gli a & &i wxneautore ~OW . ef b n o eetw ~ di numero . e i Bodj Aaati. che sammcrw lidi. che l'imla s i a i detta c e w a t a al Sole . al r e w a t o delle trodwoni pacitive. W (I) Del diluvio.cid adunqiie provenne. &l papi . ian~moratodi B & . T#oP. la Earola . wnversero lago . come ~ M U .xs j Zbsa Al d e s i e o a v o tsru ~ I l u J ~ oPiadara. aane . Tenega. il Sole d i d l' &tA soverchia .n~rniap. la q d e ebbe nome Elettn~w e auw .I nomi dei sette saoi figli m o . che ne portava 3 nome. l$meod~-~& Elidi giunti db e@ virile. e ne nacquero pure altri uom&. i +i erano fugc giti d e alture rimasero d v i : tra i p a l i h w n o i .figliuoli di Giove (I). t j < ' ' . pese ip gr4zie l'isoB.. e Caadala Fsovi wa figlia d a . essa morì ancora. .. su. che da e s prese#> il name. ppediase . eweado I' i d a piena di fango.s i p . e fece svaporar 1' perilua Sotto il qual coece&to ecco h verità. e pochi.abbiam detto. . .uer&e. ossia il Sole. pcirliwo ArkUkb. ne fecoodrj la terra : d' onde m q u e r ~ Eliadi (2) . fossero i . yon Q ~orpplwso&ìie x p h i m e . (a) Diodoro lipiitandosi.

s pero3 miY.divennero valenti navigatori. h il primo ad avere I' ostie esposte a i fin>co. In appeesso-. n (i) - . c r u i stabilito in Europa. Così .il quale pexid invidiato da' h te& f fatto perire : m3 e e n d o stato scoperto il deu litto. tra i quali è anche Zenone (I). dando a questa città il nome del padre.e Macare andb a Lesbo . ove fabbri& Eliopoli. coetaoeo . .cbe gli Elidi per IQ 'sovei~hioafbettarsi ri dimentiarono di accendere il. Per questo f-xtto in Rodi anche oggi si osserva nei mcrifizj un certo particolar rito . e belle dottrine astronomich~ portate in Eginto. e &tribuirono il giorno in certe ore determinate. loro wria. . che m contrario 8 qui Diodora giova premettere. Candalo a Coo. ed Aai in Egitto. (11 Bi crede da talano effetto delk rauild de' Greci quanto qai dicesi delta fondazione di E l i o p l i . quantunque fosse stato ' ultimo a l sacrificare. fuoco. che El diluvio di Ogiae succedette chigent"anni dopo che il poporo i appreuo derro Greco. Gli Eliadi dotati di singohr talento riuscirono eccelienti nella buona' disciplina. Ma alle considerarioni. gi autori e i complici del medesitno . Tale L P o ~ e r r a u o n adei Yesselingia. intorno ùie antichità cli Rodi sono state scritte da alcuni. e vi si tien esposto il simulacro della D a Queste poi scmo le ccpe . e Cecrope in quel tempo . re degli Atenieai . secondo che dice Diogene Laerzw fu di di Poìibio .e da esso tui lodato. Di acaissimo ingegno fu tra essi Tenage . che e. abbandol narono l' isda . siccome deU' Rodi Questo Zeuone . nel focolare prima di pomi sopra le vittime .384 - diceai stato pn&to anche cigli '~ttici:0 r ' d w k que avvenne'. e massimamente nella scienza astrologica. Da lui impararono gli Egizj la ~ e n z a astrologia (a}. che compilb I .

e le memorie de' fatti. e vi occupò. che si riportano a questi mille anni non comprenduno se non se reminiscenze inesatte e confuse di avanzi di popoli. prev8. che studiata aveam P astro16 gia : e perche . non colpevoli del delitto accennato. G e * peri. q u a n t e u e avessero fondata in Egitto la città di Sai. che mohi secoli dopo ' Cadmo . 11. che possiamo trarre congetturando dalle disparate tradizioni. che prima del diluvio di erano suti colti e poteuti. che il M e m i o ha volato confondere con Cialtso. essi . non sarebbe inverosimile.vanto d' essere stati. in s e p i h a i hani prima della guerra di Troja. che tal fatto rimanesse dimenticati Per la stessa ragione si crede . dalla Feaieia venisse a portare le lettere in Grecia . Intorno al nome d i Cirbc ch' essa ebbe di poi. che dal nome suo chiamasi triopio. nondimeno i accen' nato diluvio fece. e ai perdettero tutte. e dopo lui avere i Grqi agiunta poi cosa aIle gid inventate dottrine': meutye eegna tuttavia circa h verità di queste cose uw ignorauza c~mune.. e fabbricata L citd d Awja ( I ) .385 pel mpaggiunto diluvio la 'pitì partè &gli uomiG:i* . Il diiuvio di fu quello. per cui resib sommersa I' Atlautide . . le. che lo . il. Cosi pure gli Amiesi. scritture . .più l' antico I O I ~merito . che gli Egizj erano stati i primi ritrwatori della' scie& degli astri. (I) Ergia di Rodi prerro Ateneo h menzione di questa citia . tomo 25 . DIODORO. Triope passò nella Caria . . Jendosi gli Egizj di tale circostanza si arrogiirooo i1 . Gli atri Ggli del Sole .mten: nero . e dai corrami storici .i Greci ignorando 11 fatto non . . rimasei-o in Rodi. figliuolo di Agenore . E r d u q u e da qmet' abisso di ienebre . che fa d7 uopo c a v a n il poco vero . aiidò la fama intorno . . promoutorio. che nstano.

e vi lascid a custodirlo. Cadmo fece anche traeaie d Cirbs di C r o ~ omariaae. W resd devastata e deserta. In questo viaggio gii m o h o in Lindo fiqlie.itwe a p edere il regno. e sorpreso in mare da b i o s a tarnpesta feae voto a Netmno di fabbricargli un tempio. e &gli abitanti di qmN isola accolto . u per le cui nome C e d o . iì nuggiore di tutti . pu (a Secondo che si ha in Ipoiiodom i. Dopo la ma$e di costui suaedeuercr se1 principato i suoi tre 6 8 . detta poi Cirbia. a L cuni Fenicj . e le &re insieme col padrtt andarono in Argo (n). G i a h . d a t o a cercare Europa. ( i ) Di queaLo tempio armi celebre parlano Diogem h&. che dalle lero b i g l i e si traggono per 'mntinue d o n e i sacerdoti.fitta e eonmempla da h a o . Ond' h . eao lei uni figliuola che f Cidippe. cbe A&sm#is caod*m t . gi. In quel tempo Danao tuggedo con uno stuolo di figlie dali' Egitto pasd a Rodi . . Poco dopo Cadmo . Lido. figliuolo di Ageiaere. a tempi de' quaii nata uaa grande inondazione. e h i m . mwea anch' egli vereo Rodi. . piantd ivi un tempio eonsaeroto a hii' neha (I). d E l i ~ oIvi era una uptm assai i s .3% 4 abitamno m k G d h L'auaaritA d o intaata m wiie mani di Ochimo. i quali si fecero insieme coi Gialisj cittadini del luogo. Eei si spartirono insieme il pene . che superato il pericolo in quest'irnla erecaie e dedicè i1 promesso tempia. i ) quale b u in moglie Egetoria . e dicesi. a11' Rodi una odreia di G e * . mo h t e l l o . M W e Ninfe. e a farvi le funzioni debite. figlie Y 12arroo arrivarono i a u s ~ ~ 0 0 d ~ ~ d i T ( I o . d ognuno edificd una aitià portante il n-. ebbe da l .

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-.onpotido ' + . f e m coarpagpi. spontaneamente. . . Creteo.di ~ .. .. i n b 'prese il viaggiò . WU&: &-rC. n - . ~re~ese chiama que. .Del cbe .W padre. . . d>be.. solennitì.q u ~ tempio .. . .nipote di Minorsi. quasdo in16 adr re Catse~. E gi pèhlera soprii 'C lui l'inevitabile forza A in Rodi di notte con aldel fato. . Ii qual delitto volendo .lrdo. evitare . salh vetta . e non Crateo siccome si è dei..Creta..auìcmonte..e gli isolani . spinto:& vivissimo amame p e ~ Altemene. il .to altiove.. che yimm .h& . .a:meiti ~irffrri'i'orabolo..to re. .Ditti . -.altri Che volentieri gli si . con a& -saissimi-. . che questi sono due personaggi distinti..di R& . ' " . ..di *Rodi:(tb Ioi. compagni avea piantato domicilio in C& ... e t c s i .nato i e ' tinhtii c rv bc ò i a t ) ' Mteaehe . -.+p& 6u0 chiclro~.. * d s B a d ointorpa. ..dal dsstiiio. con #. È chiim però...gmlla.del monte*.& questa citt$'lo tmttavanb e omxw-te.dr del Peloponneso.'n. V .&&ti E ista a m m d il padre senrr up con& . .pto.. .ncondil figliuolo in Creta.. dil do= . Atabiro . . 5 : .. a t ~ r i h u i ~ o nad Altcnrene "n fine diverm h o.suoi.mon area più. .' "'.sbbiiito . . .l -1 ?e-.: &~Q&P.prr &posta. ..388 -h aip* .alcuna prole mgschia . quanti de' ~ o i e.Bno a .t!pad'in CaaaYo.eh' egij dovesae mile sue ~mciili &ere .euiaile .il tempio 'di. ma Conone lo tiene per uno degli Eracl. . ..la vista corre * B b m.. corse . con.Akem&e. . de' Rodj . h y . Ahiàem! co'.~cìae. ". .. aod4 in esiglio.. se per caso lo avesse i& trovah. E . . C h e atabirioi.in aiuto. & q (anche oggi. ~ ~ o l l poi.qui arp. Apollodoio fa Altentene. atth p~imarjaegiuGsdizione . . .. . ..' ' . . viene dei divoti %quemttrto+. (i). o ~ ~ d -me pure Diui. .. r C .C& unica deriderio .l e gli i abitanti. .

l ' . Tlcpolemo. che . ìa morte involontai. a cui.ed egli mori poi neHa Troade dopo avee in quella guerra acquistasa iesigne . . 1 Bodj però poscia per -comando dell'oracolo gli presbrond gli onori degli Eroi Quindi poco prime della guerra di' rI'ro$.-'l$ . . 1 9 1 sua moglie . .:. dal doiore. lui data a Licimnio..le delk . gloria . es. .. e fino iil tanto che tenne il governo del paeee.. !. Finelmcnte volendo andare con Agamennone d a spedizione di Troja . spontaneamente si partì d Argor ' Le seguendo .parte e qtiae del Qemwso .. . 1 > -. . . vi fu eretri repolcro &. . .wupiruioni ' .T 2 . . ove beh aacofto fermouiid Poi creato re di tutta l'i6ola dmise a some in eguali pokoni le canapape. > I -1 1 .. . che . & v i r i ' L ir queU"io. q P o h o s Rodi lo ceneri. io penso non essere fuor di proposito il.i.. e clie portatene mag.3% %&dei& fa 'grarpth di butw da@ri'. . . 'CAPITOLO XXFI. con h a numero d' u h i pasod '..fic0: - - pffidb il g o v e r . infine rirnme m-. . ! .postaiBd enire 'sdiega pe' luw ghi deserti. -.. %deva pianura . ' ' . erasi abbandonato interameote .. & @ .. .'. * Dd Chersoneso . tutto rese 'con giuste norme di equità..p e dia vid 'di tutti $ uomini.governo a Bute. ~ soia . . I . .t:.i.si.il cmno ddl' oracslo sopra 1 colopia .A .va& . che _Tlcpolernn P ... / I .lamente da '6gliuolo di E d e .a Rbdi.: -C& Ma' perdi& le cose d ' Rodj &ao.padare ' . cb116 W.$ . .wtmneme h.i &da il . . 4I ) Paur(inin dioe . che eco lui ma vanuto da Argo (I).

ebiamsra col aiorne del f~n4awi.eh& W'. di cui parliamo. fuggi esule nel Cliereoneso . awdevi.ippreaz&h qsastit&.h. raepc p i e ad. e di Rodo . e non trovandone traccie in nissun luogo.. e perduta la speranza di ritornare alla patria..car la donaella per @ b dd go ordinandodi di non ritornare a casa se non I' avesse trovata.4t0 molto favore ppesu) i .W f t re eafte d b fow i o t t a p dagli abitanti ii regno. pe? la morte data ai hrello Tenage . .. pepdrta ave& Io. da h sua madre ad es8 ooasegnitte. n i& ' gL abilpati eatiehi. menti Idei di Creta a i h m Giare. e parte C d h . * Dopo queste cose Triope . e Uthi p h m i dd lo dk v k in cinque parti. Non moho dopo h o . poco dopo la cui etA d i . Cirno girò per m& perti del q o n d ~ . ul)a p z i ~ deila terra .di navi nel Cbmoneso . ne aaccmrcsio i Carj . ~ i p i suo prime. a cei.n Ad& ptrunio -n non . il quale ena W de' pii$. q .di tal wme. che coIà qittisen.&&adiui . iiu & p mandò Cirno. poicrbh i' sut&tè sua few me ai v m i del W. e vi s fabbrid una citià.e. rimase ivi . 4 i ~ simik nd um &no. discendenti da dm . 0 % wme V O sld fra chiamato eoè da un re . m. c w d o in wy.h s . . si litrasse in questo C h e r s o n e ~de' Carj. . 'da Creta cinque C * reii. e purgato del deli(tp c# i .-. che dal suo nome chiamb Gino. n degli Agivi. p s c c l p e r t o ~ d a l l n r i $ u ndelIriago. uno de' figliuoli del Sole.a!P ieche di qwn6a -ma'. o g a w di e E & + fabbricata una città.

39 r
te Meiiiseo (I), paiti per le Temglia, onde recar soccocse ai figliuoli di Delicalisne ; e con essi, cacciati di colti edle forze comuni i Pelasghi , divie 1' agro che chiamasi Dozione. Ma come per fabbFiruti la reggia tagiib ua bosco sacro a Cerene, egli ineom l odio d d ' poyolaai (2); sicchh ebbe a fuggimi di Tessaglia, d'onde andj poi a ricoverarai colla gente che tolse seco in Gnidia; ed ivi in memoria del nome suo edificò Triopio (3). Quindi avanzandosi, insieme col Chersoneso a5ogsiett.ò al suo dominio una gren parte deUa Carie adjaoente. Della stirpe di questo Triope gli scrittori e i peti-sono di d i f h t i p e r i . Alcuni lo vogliono dis&te da Canace, figliuola di Eolo , e da Nettuno; &i gli danno per geuitmi Lapite, figliuolo di Apollo, e Gtibe , figlia di Peneo. Nd Castabo (4) del Cbersonem v 3 il tempio di Emitea, il quale Q in grande venemione; e noi non dobbiamo emettere di dir 'cosa, che le aecadde , e di cui tra i tanti discomi in molte e diverse inaniere &ti , quello riferiremo , che pitì prese piede , ed h approvato da4 consenso degli abitanti. Di Stafilo, e di Orisotemide . naequem tre figlie, le quali furono Molfpadia , Roeone ,

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( i ) ApnUodoro parla di un re di querto n<ime, le cui d u ~ ~ i u d e di nome una Rdrasrea , e l'altra Idr , furono le nutrici di Ginue. Ma esso dovette essere re o in C r e ~ a o presso il montè Ida della ' , Troad., come pare. che Diodoro indichi nel Iib. xvrr. ( a ) Callimuco attribuisce il f a ~ t o bosco ad Erisitrone, figliuolo del di iiiopc. (3) Ivi fu un tempio assai celebre dedica!^ ad Apolln. I Dorj concorrevano a quella c i ~ * per sacrificare ;e vi si fncevyw ~ivochi. (4) Cilui del Chqionero.

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3gn
e Partene. Rwone fu inkavideta da Apollo: del che il padre adirato, come se si fosse l&ata stuprare da un uomo, la chiuse in una cassa , e la gita in mare (t): I flutti la trasportarono in Delo , ed ivi , partorì W fanciullo, a cui diede il nome di Anio ; e perchh era &ìta fiiori' d' ogni sperava liberata da tanto frangente, messo il 'fanciullo sull'altare di Apollo, $egò il nume, che se quello era tiglio di'lui , lo salvasse. Raccontasi, che allora Apollo lo occultò ; che poi molto si prese cura della sua educazione ,'e che avesdolo istrulb uelta scienza d' indovinare le cose , lo alzò a certi 'paridi onori. Le sorelle della donzella stuprata, Molpedia , e Partene , stando alla custodia del vino del loro padre, il qual vino era allora stato inventato di recente, vennero oppresse dal sonno, sicchh senza che se ne accorgessem , entrate certe troje , ch' esse per avventda allevavano ,,nel luogo ove erano, rotta la Botte $%ceso andai* tutto il vino per terra. Il che veduto, e forti+ mente t & d o la sevizie del padre, fuggirono ai lido, e dalle eccelse rupi si precipitarono in mare. Me Apollo pel h e che voleva alia sorella , le salvò , e portoile neiie città del Chersoneso , ove Partee ha in Bubasto un bosco , e venerazione divina. , ' Molpadia portata al Castabo , per singolare rivelazione dd Dio camhiò i1 su9 nome in quello di Emitea; ed'
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II

( I ) I Brasiati, secondo rhe narra Pausai~ia dissero cosa. aimile , tiguardo i Srnrrle , figliuoli di Cadmo. Cosa simile dica Luoiano ciguardo a Danae hgliuoli di Acrisio. T ~ u e ripetuta I 4 auvonha tura di Roro~zechiusa nella cabsa , aggiungendo, che a d v a 5 ,dalle oiide stiosi~Zareco, fi~liuolo Coristo; e percw Anio diisi figliuolo di di Zarcco.

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393
C in'grsnde..on<i~e' p i m .tutti gli sb'inti del Chersw neo. Ne' saerifizj, the lle ,si fanno, . per la disgrazia aceennati &l vino, usasi 'posca ; e nirwno , che abbia
I b . , santido. ' ti1 tempia di E h prese Ne' ~1mgied tanta fama, .e tanto splmdme, C& fu- in mirima vene-. razione non s d o presso gl'indigeni, e gli abitanti, ma presso ancora i più lontani , i quali' venivano in foUa portando alla Dea e vittime magnifiche, e doni di gran valore. Anzi , cosa che imerita à' essere notata, quando .i ( I ) dommatari deli' Asia spogliavano tutti 'i ternpli de' Greci, questo consacrato ad Emitea , fu il solo, a cui si astenessero di stender le mani. E i la' h n i stessi, che altronde rubano quanto possona, questo !solo tempio lasuiarono' intatto. quantunque -noii,fofosse ointo da muraglia w n i n a , nè diksa alcuna s' averise coaeo echi isse a dépi.edsrlo. Della quale fdice avveru tura si dìt per cagione L benifiwza semma, che. di.. cesi dalla Dea usata ed ogni sorta di uemini : pecsiCMrppewndo essa in s a p agli ammalati ~evideoteinente
l >
v

( i ) Dicesi. che Si!r~eed ir#lgktiorw &i M q i h s n d y r ~ s i pli &Urr ,G~bcc'a, pam&à pre#+si, che c & & ~ s w o @ n p o r u w &e g# Pi, a q r ~ i it,uttq le cose dabbono ersere parenti, ed a ' quali t u i o questo niondo serup dr tempio, e d i abitazione. Cosi cicerone?. rf0 faaatismo iìtalrerahie h, dato di'qoseti ssempii poca pili poco meno, in rntri i secoli. e in tutte le religimi, sia per oi preteslo , aia per un altro. I soli Romani trovarono cona buona ' 1' onorare la dii'ini~à. b t ~ o s tutti i nomt, i r i m M i , e le forme ; ed h qoente , quaniunqne probndlmeate i w r a q t i , ebbero sehso alto di verit& , e di filosofia, degno d'easere ammirato. 6
1

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,*

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d Ioio r i d j opportuni ; e &si&, A
se i8 malattie dbpmtapkmuw, a Li, sono.& essa gooriti. Anche b danne che bnne parti difficili, essn libea dai do :

ieri, e dai pesicdi di socconnberq. Perciò siao dagli antichi tempi quel bogo b stato ricolrno di donativi, & rimangono simri, n a pm h foi-za d& e, ' e b e m,ma p la sola ineewnta digione. E queito anhrtiintorn~aRmli,+dal~~
l.

C A P I T O L OXXIII.

Dar lssh di Cmta Primi

s w ì disatari. Vkmhie tradizioni. Dei ivi nati : e p h l a r i t è intorno ai medesimi.

Bimame, che parliamo aache di Creta. Coloro, che ditano C m , aseckmno essere &ti ivi gli aotkbsaimi l h c r e t i , aome vengono nouii~iti tenuti per indi, geni. II re de' quali, che Creta ( i ) pm chiamano , fa i i h t i x e di d t e ed importmt'wime aoae atte a mndeie Eirawda e piauevote I'umnna vt. DIooas ieoltre, ia che presso loro nacquero parecchi Dei, i quali me& i be~e6zjfitti Q1 genere W P P O , witarona wrOi onori.. Ora i p a k e m o pad~amewedi & m , come sono state tramandate a'posteri, in ci8 sependo antorì chiarissi6 , che scrissero le storie ,de' Cretesi. I primi abituiti di Creta, d ' e+ 8 r noi giunta hanemoria,
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&dio Wgeno,
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pone qwta

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395
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f;irono.gi'Idd&#;lickmv4i~e~r~py~ilwnteMa; i v l altri disoao, che fossero wnto, alt^ che forroerg a i wsaieate dimi, dali' e p l uud d e dita chiamati appunto Dattili (i). Glouni ,&a quali i E forp racconta.r no, ahe g' Idei Dattili a b r o s f l presso l'I& , monte d e 4 l Fi.igia, e che passarono in E con Migdone (a): i +i eswaele pstigiabri, facevano incantanpmti ,s riti, e mistaj sacri ; e sta@& in Sarnwacia hvevam a p ' isolaai non tnediwe stupore : asl qual ~ m p + anche Orfeo, a cui la natura dato avea eccellente t a l e n ~ per h +a, e pel suono, fattooi discepolo di essi ,ere stato poi il p n m ~ .introdur~eia Grecia le ceriraonie ad e i misterj delle iniziazioni. Del reoto gl' Idei Daaili Creta , oiccoìas . vien detto , trovarotw l iw del fuoco , ' e ewpimno la aatuw del rame 43) e del ferro se1 Jk

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I

( i ) Sqfock presso Strohone li ha supposti cinque maschi e cinque femmiqe. Io csao abbiamo d i .loro i seguenti nomi , Celniinc, Dunc~aaucea, &C&. ed Acrnanc. Da P a w a i a poi abbiamo questi altri Peaaeo. Epuncde, Haio, . e L&; ed w i u p g e Erqole mch' egli. (P) Ho abbracciata 1~ correione proporla. dal Yesselingio e poi n011 seciila da lai , ponepdp Mi+s in vece di Milrosre. Non si M par mas((up modo, che Mipq#rs vqpbse ip Creta dal19Asia ; ed altrove ruwi li vedulo esgerq aatg i%O e t a . Di, poi g191&i Datiifi furono anleriori a Mi~aosse,e a Giovs stesso. Altronde uoe parte dalla F~igia,da cui vuolsi &e,ve~is,em in O e w gl' Idei-Dattili, ohkmavasi M~+ni<c, cou d e da itlìgdoae. ~ ~ , (3) 11 Vauebngio giwstalricnle o w r v a , che -tre pesi iuui mr-o in atLnbpi~e#glYI+{-D@& 19 woperw dql fwro, il rame ere coeos<;iu~p,poici$ s7,uaavgpo,(li rape armi ed irtsom e a i poscia f a t ~ g dell' a l ~ r ometallo. qan, percib v' (? ragione di ac~giwa~g F)i&ro, 8 gli gn,it~qri !+wiLi d d asso fui , di questo insutreara ; perciocchh il discorso deve prepderai per limitato p

,

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reciob, che 'h una mmWk dd'p&k.'&gli 'dp&Fei.(r)t e' iie .insegnarÒno il modo di fondedi c e . .tvansi per autori 2' incigni vantaggi pd, gin& hmano )

furono poi ri!ii"nerati con iinkortili e divini moti. Dicono, clie uno di essi chiamassi ErcoIé, d'illustre gI& Na , il quale istituì i giuochi olimpici , clie i .p~st& inpnnati dalla soiniglianza del nohe :&seero àvem avuto per istitutore il figliuolo di Alcmena: e che di'td fatto si ha anclie presentemente la prova in qaesto ,'&C le gl' incantesimi , e ' gli donne da qriesto Dio amiileti , che si legano indosso (a) ;' appunto pemW fo mago , e trattò le cerimonie sa&: cose a s s i abene dal costume dell' Ercole , figliucJo'di Alcmeua. Viiolsi ancora , che dopo gl' Idei 'Datti% fossem .i nove Cureti , i quali altri dicono essere stati k i g e n i , .altri oriondi da# Idei Ilattili stessi (3). .Abitavano costoro .

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Creta ,non generale ad dtri pae6i.E re SI' I&i-Dnttiti passano Per avere introdotto jn puell' mola 1' uso del fuoco, possono avervi ; i irodotto ancora altrove l'uso dei due metalli, checchb da accaduto. ( I ) Il M w t h b r diffusamente parlato dell'rlptern ,o paese d g l i Apcerei. Meutre poi era in Creta un monte Berecirrto , uu altro dello stesso oome era ancora nelja Frigia: il che sembra coufermar~la reauir in Creta dalla F r i g i ~ deglJI&i-Dattili, poco, o nulla opponeiidovi$, cha il Bssacc'nco di Frigia non si scrivesse dai Greci colf aiiphziooe. (9) Uno di q a e d ammleti qonsisteva in un andlo , in cui era inciao Eroob ritto in piedi in atto 4 strozzare il lione. n quale a a e l l , dice Alessandro Tralliano , chi lo porta , caccia i dolori colici. i'ÌwbelLo Palliorte ce ne presta un altro esempio, dicendo, che ai riguardwa ,come um ajuto in ogni impresa 'i aver effigiato Alrsrsndro in oro, o in argento. (3) S d l a origioe , e sul numero de' Cureti sono in grinde d i s p riti di opinioni gli scrittoci.

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montani , e . b le ' speloac& . dille* valli, ed io tutti que' luoghi, che per la loro natura potevamo servir low .di tetto e di ricovero ;non esaen-, dosi a qqe' tempi a m r a tmvata la maniera'di fabbri%& le case, Perchè poi dotati d'intelligciiaa singojare poterono inventar molte esse intorno alla vita. Iu fa$ &cei che kssero i primi a mettere le pecore a g!.eg#e ; a rendere mansuete altre specie di aniinali , e ad insG pare il modo di fare il mele : così pure a mostrare come poterise trarsii dardi e le freccie,. e coine cacciare. A d , essi. in somma si attribuisce .lo stabilimento delle società comuni , del mangiare insieme, e spezialrnente del viveie in .concordia, e con certa disciplina ordinata. Ed iooltre invenzi~niloro furouo le spade, gli e h i , e &I esercizj militari, col frequente strepito de' quali iogamurono Saturno ; poichB da essi fu allevato etl educaro Giove, che di nascosto dal padre Rea, che l' avez partorito , alla loro fede e tutela. avea conscgoato ( 1 % Il che volendo noi dichiarare ,' uopo B che prendiaìno la cosa da piii, alti principj. Narrano i Creksi, che nel tempo , in cui i Curiti vivevano, vivevano anche i Titani. Questi abitavano nel paese- de' Gnossj , ove anche presentemente si veggono e le fondamenta, e l' area della casa , in cui - alloggib

folti

QSTL

1

,( i ) 1I.Palnrsrio b andato in arllera con Diodoro, .il q w l e qai rierisce ai Curati varie invenzioni da lui atee60 atribuile qd alwi. E ben dice il Yawetiìzgio osservaodo, che non sarebbe andato in collera per niente, se avesse coiisideralo, che D ~ o d o r eva cornpih d o I'uno, o l' a l e o rcrittore , - e non fa egli' una storie &amalb CM : cosa da noi già notata al~rove.

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39a

Rea, e Pantiehissime e ben> f o de' >w W essi 6 contatto dei uomini , e cinque' e , p&t e , éph condo che da akuni si * h a , di Ukirio, o& del Cielo, e della T m ; o m a n d o ah14 , di uno de' Cuea reti, e di Titea , chiamttii poi dal nome della madre. I maechj d chinmaao C ~ n , cd Saturno, I p h , o i Ceo , Giapeto , Crio , ed Oceano ; e le lero a d e &cono Rea Temi , Mnemosind , Febe e T . Cia& o di costoro m 6 qnalche c o utile agli wmiui; ~ e pmiò nteritossi e fama immortsk. Setgnio, il taaggiore h a m i , ebbe il regno; e chiamò gli u d del sua tempo a vita pih civile, fioendoli abbandonare li selvatica, che weano tennta fina a l h a . Per questo acquisd molta autorità, e scoi-rendo varie parti del mondo , tutti esortò aila giustizia, e al Rvet semplice: ond'b, che a' posteri pervenne la fama, che gli -mim , i quali vissero nella eta di Gatttmo , furono semplici, ed immuni da ogni malizia; e per& ancbe beati. Regnb egli ~in~olannente'ne'.~aesi occidentali , ed ascese ai sonimi onori : per la quai cosa anche negli ultimi tempi, presso i Romani, e i Cartaginesi, &h& la - cittQ di questi susistette , come pupe presso ahre naz h i a codesti popoli conthauti, fu i nso di venea questo Dio con s d k i m f& e sacriazj, e m a i luogbi . qua e lh portano il siio nome. E perchb allora le leggi eram in wmnia ossananza , uiuno asolurise mai misfatto di venina sorta ; ma tutti riconoscendo, e rispettan&o il suo imperi0 ,vibevano vita felice, e senza ostacalo +woo di ogni piacere. U che an&e Esiodo i a u us con questi versi :

&e.

,

.......... A 6EIYUL soggdi, grmed' egW
Tema P Yiveam b & e.
$e1 cido impenb ; e degli Dei Bs uita

CM non cura, Non fotire non pena, n$ w d i e ~ t a Bgm li ~ r i ma pererate ~ ; F o n a e s&e I q p a , ed era % L r d' ogni mal per+ ignoro il nome ; 2 E diete e m k m e m e , e conce un sonno M & t r d a f n , poìc& fer pmoa ' D'ogni ben &e spomneo s ogiua. ' Infitti a&r di Ceretu e di B m D d rPoco grembo della tema wcìeno Non prepara& dal sudor di akunb I variati doni; e C opm tatta De' f i c i mordi agli Dei C& 8tava in gockrne , con @temo a f t o fet Fm loro ripar&nd&. E queste sono k C O ~ ( ? , che raccontano di Saturiio. Aggiungono poi, che Iperione fu il primo, che coll' acuto suo ingegno osservasse i moti del sole, delio luna, e delle stelle , e lo avviceodusi deiie stagioni, che da que' moti nasce , e -te cose facesse capire anc.L agli altri : e percid chiamarsi padre di questa scienza , appunto perche la comsideraaione ne imprese, e ne scoprì la natura. Così dicono, che da Ceo, e da F & nacque Latomt; e Prometeo da Giapeto, il quale, secondo le favole, diede agli uomini il fuoco rapito agli Dei. Del che se iqvestigherai ciò che 6 vero, trove~ai facilmente &rsi voluto i n k e coeie Pfotnetao 4 Ù

,

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ed ignorare la seconda. quando B per*rendare i suoi responsi. inventò. (a) E d EscW diwe cbe T ' aveva dato.40b che trovb 1 ishmianto. che può prendersi tanto per legrw . che le rispsste dell'oracolo ripntavrnsi p a tutu. i riti sacri. am chi può distintamente & i . p a r ì m e n & . coloro. cbe trovò P erte dei vaticinii .che +ano il ciilto degii Dei. l arte dal . l > . iaocnaione drii attribuiscono a Mercurio. . che chiamiamo Tesmdlhci . indiiCubiii. e non la pietra . vale a dire custodi. A . ed A p d o prova. abe rstb gai& a s w p porre iudicato il legno come irtromenln . cioè fare l'oftìcio di Temi. la quale. o m m o . b dii ciamo dello stessa Apolio . Noi 'abbiamo tradotto in modo.'parlare. dando ad ogni cosa il comeniente m e . che conservano il diritto divino ad Umano. o selce. t t (. di dui ci serviamo per ' m i t a r e il frroco (I). Temi fu p d l a . . che noi diciamo romizsars h co1 munisbimo $esso gli scrittori greci. che toglie og" quwione. paichb anche oggi ri reggono i sslraggi servirsi del primo. . quanto per pietra. e la memoria delle cose : d' onde appunto eesa ebbe il nome che-porta. D i m . I verbo . Questi Dei per- -li. e degli d d d a +e: j d onde B ' venuto. Conveaiamo però..) I commenlatori (i questo passo lottano fra loro non trovaadosi d'accordo in ispiegare una parola del testo.coq sui paaskmo intenderci e fra noi favellank . ed istruì gli uomini d d modo di render giustizia. . . che Mnemo' &e . questa Dea assegnano pure le cose . . una d e l Rhnidi . P . e le discipline. ed applicato. com'essi k n n o . percu Temi fu I' inventrice degli oracoli (a). e pmrnulgatori M e kggi .. in PeLfd primr *di ogni altro gli oracoli.Gw& come leggi. . e dseceti. l v a l e esiga e molta ccgnitioni combinale.e Temimteti. di rusciura il fuoco. temizzare.che fanno gli uomini per richiammci i segni .

feste. ma eziandio presso quasi tutti i Barbari . Cerere . la quale nata. ordinandogli. onde vivessero bene. preteudendo gli uni sopra DIODORO. E questo trovamento suo accadde prima deila nascita di Proserpina . e gl' istruisse del modo di coltivarli. che trascelse il frumento. ed immaginò di pestarlo. riconciliossi con Giove . e diede a Trittolemo le sementi deile biade . Nettuno . si awezzassero a dare a ciascuno il suo. Molti però quistionano . alla quale si b obbligati ddl' alimento. colle quali gli uomini. Da Saturno e da Rea diconsi nati Vesta . e cosi pure di seminarlo. ma vengono riputati i primi. Affermano alcuni . di conservarlo . per P odio di Giove . Giunone . tomo a6 . avendo agli uomini compartiti tanti benefizj. e pel dolore deila figlia perduta tanto s irritò. e solenni ' magnificenze d ogni maniera fu venerata non s d o in Grecia. Vesta trovò l' architettura delle 'case . che di questi doni . e che da cid le venne il nome di Tesmofora. Laonde avendo fatto essi in yeliibuzione agli uomini sommi beni. Cerere fu la prima. e Plutone. e loro lo additò. la cblìocano nelle loro abitazioni . il quale cresceva ignoto agli uomini spontaneamente ed o caso tra 1' erbe . e per questo suo Gita quasi tutti a gli uomini.* tanto. ebbe onori sommi : con sacrifizj . di cui ci nutriamo. raduname. riputandosi quella. ' Ma qiiando l' ebbe trovata . ch'essa promuigò ancora leggi. non solo ottennero divini onori . e poscia rapitale da Plutone.facesse parte a tutti gli uomini . che dopo usciti della vita de' mortali' abbiano avuta. . che abbruciò tutto il frumento. II. Giove . sede nel cielo. e l onorana con sacrifizj.

( venio ) . che Cenere mne= come sua propria q ~ isola f ( l s più di v i ~ d altra. Paurauia ha dello che gli Eleusirri credevano di trarre la loro deiiominarione. perciocrh* tal nome indica appwto la vénuaa del . che ne irriga i campi . andasac. qumdo singolarmente la Dea vi ha la sua abitazions.40s d. od uno incaricato da lei. che ivi segui il ratto della figlia . ma da Eleeusinc oroins antica del pauc. sostengoso essere ragionevole il suppori?a . che ivi sono epgiamente temperate.&il piii adattato di tqui alle &da. cio&del fiwmento ivi accolto . e deìle mgioni. Gli 4teniesi vantano d' essere quelli . dopo che P r o a r p i n a fq irorsta a p o r t a p la seinpte det . se Gerere . e tu i convengono. . V ' k però dubbio. e il dubbio B fondato sul testo dell' aetica edizbne vtnela. e mauifestò la natura e 1'i)so delle &a& Gli EgiY dicono che Cerere d Iside wno una sola e stessa Dea. .i prirni~pragli altri d' mente apparve. e quando il paese. che la denominazione d i Eleusi ahbia tale origine. giovandosi del Nilo. Perciò chiamano Eleuai il luogo. ch' esse v e n i i q da altro paese W p o ~ t a t eneIl'Attica. Irnprciooch&sarebbe assurda casa. non dal verbo elevto. che coltivano la terra carissime sopra tutte alia Dea. e mentre abbonda tanto di h m e n t o . la quale nel loro paese ne portcì i primi semi. . che il dono delle biade toccasse prinre degli altri a quelli . i pi quali la Be. presso i quali le biade f'nrtino trovate. s e b h poi aonfeosino . che . a cui fu &UO la prima t o b un tal dono . e cohivato ( i ) Ma i Siculi . dicendo il Poeta . wme .q P m r p i m .fri igeolo. la 'cui isola B consacrata a Cerere ed . ( I ) Arisfide tiene. si supponesse l'Ultima che avesse partecipato di tal benefiqia.

non animfittendo essi . e il n @ suo. che incomi~do trattare le cose . prendesse poi il partito di toglier di meaza i . quando questi da' moic tali passò a vivere cogli Dei . ch' egti mostrarse agli Wmini i riti de' b e r d i e 3dàa sepoitura . e &e . &e diconsi. Narraao dtri . e sertsa seme C& d orzo vi $i gecii 5 e di fhrmcnia.t$ a mare. ' che Nctnino fu il primo a domar cava&. che quanto si fi in mare sia sWlo la potima e l' rrbb trioepo. che Nemano h quegli. mentre per lb innanzi aiuna oura di oio si ama dagli uemini. Per ciò &e rigurlrda Giove. che Satprno' avvisato daU' oracolo deila nascita di Giove . eqnestai?iaragkme. Ta gii altri Dei pa~lando Nettuno di-o i Cradesi . &e ne cacciasse cop violenza il padre. perla *le i me chieri 1 onomno c m sacsi6cj salenoi. dai Greci detto Ade . Akuni lo fO sucaduto nel regno a Sahimo . r di . e cui da Saturm ebbe Y inc carico di presiede*. A ciò aggiungono. nato' che fosse. ' ahe vudl &e 08valante. per cui sidisse. va& eono le c m . e i pisgiiismi pe' morti. e d iiwegnam il modb d adopawli : o d e fu chiamato pbi Ippio. è 1ii d t a . voghno .il figlio . basti. Ig quanta a Plamne . il gowruo de' l q h i infernali.. di giwisdicione sud . e Paatichid gli diede il principato . Ma intorno a ciò bhe rawdittai di Cerere. Perciò presso i p t m i corse f e m ~ . ed idittl il naviglio. e pemiò h a tale onore iualzato legittimamente. avrebbe violentemente cacoi. E questo 8 il motivo .403 Ivì b QSe ccrSsmn ~ o g # o s e Senza pena d &n.ito il padre. che i defunti eran.

. figli tutti tosto che fossero nati. e suole venire inoltre caperto da . foma . juo. a cercaki pas t m il+. .suo cadde p"90~ilSume detto Tritone. niun inqmodo soffrissero . dal canto loro lo raccoplandarono d e Ninfe . cosi che i venti vi mffiqno con mqlta. e quello . che mentre bambino portavasi ' dai Cureti .q44 . E qui non B da omettersi quiinto . .molti onori. Ed infatri esse lo nudrirono di latte e mele mescoiati insieme. Percioccb questo Dio.@n- . II che mal s o k d o Rea. Alla capra .attaccarc>no alle poppe delia capra Amaltea. l' umbilico .andando. onde si conservasse la memoria della sua famigliarità ea colie api . dove qwsto Dio fu educoto . si orrendi fineddo. .sommamente a h . e i prati vicini alla vetta del monte sona sotto la 'protezione di lui. in cui vagì . facendolo : simile a p 1 1 0 di un rpme. e per sovrabbondanza lo. che è lo stesso che yenbilico.lo'nascose h Ditta .' aqord4 . Questi avendolo portato in una caverna. 8 consacrata. chq.sol* alle api ogni senso.iipitante I' apparema deli' oro . non poteudo smovere di si mal proposto il marito. e fece . che lo e W&+ t%. ImperciocchtS dicono i Cretesi. E della nascita e d educazione di lui p w rimaugono Nttora neli'isqb molte prove.gIii. come la chiamano . e sicwme quel Iuo'do 6. i subito ch ebbe partorito Giove . onde quel territoiio sacro si chiamò Omfalo . e il campo adjacente onifaleo . abitatori del mongIda. dando ai Cureti. la ciira di allevare il bambiiio. In Ida poi. quasi umbilicale. era niente m&viglioF nelle *favole si racconta intorno aile api.grosse nevi. con buone ragioni induckndole ad scioglierlo ed allevarlo con o p i diligenza. muid il loro colore . la caverna'.

ad eseibcitare tra essi la giustizia .. Dicesi.' . che abbraccia auche quello dei due scrittori citati . di denominazione di Egioco . era distrutta. e delia quale fino ad oggi restano menti (I). che' scorresse quasi tutto il mondo. M PUUP anche ai B do~topib diversamentesj a (i) . e il timore delle medesime forzandovi i cattivi. e$ mantenere la concordia e la pace . ove dicesi generato . colle esortazioni ai dovere guidando i buoni. e la giurisdizione popolare. a 4 " Alcuni . entri a 405 predere da essa: la vuol dire di ' chi. . ammazzando i ladroni e gli empj .golarmente . Milino in Creta. ed introducendb dappertutto l' eguaglianza . e a trattarle in giudizio. Imperciocchk egli fu il primo ad insegnar lorb a punire le offese fatte altrui. Banao confum q~csta città con Dittinna ricordataida 1Weln. nella giustizia .. Ma h da avvertira.si dek adolescenza 'ahdò vi fabbricò la cìita . ch' egli togliesse di mezzo insieme co' b r o seguaci anche i 'Giganti. "Usc'ito poi Ditta .' che tien 'stretto alla capra. che queste due città sussisrevano quando Mela e iolomntao vivevano. In quel tempo vuolsi . e in ogni' altra vird : p é i ò dopo avuto il regno da Satuino molte ed importantissime cose fece per render buona Ia vita degli ùogini. e il Mewsia rpeaialmenka. e col rigor delle pene. . kgli e prescrisse quanto ricercasi per istabilire buone l&. Y Questo Dio superd tutti gli altri nella fortaia. a desistere dalle azioni violente. e con Dirtarwo peutovata da Toloprneo. gli avanzi de' fonda. : (a) Nulla b pih comune nelle antichissime storie quanto la guerra di Giore con Tifone. a portare l&' Cause 'd'innanzi ai tribunali . e questa di cui parla Biodoro al tempo ruo . e Tifone in Frigia (2). oltre gli altri. &la piuden'za . .

dpdbaio Radio lo dioe wguira rui 1 al & .e n e b superiorità deUe fozw . 41 4 . .'.don> lo m e t u in Sicilia soia. e gli Eroi. i I I -. E cosi fu anche stabilito di fargli sopra gli altri piA distinti sacri64 . Apoll. &e. reo. e dupo che h dalla Esciùh suppone il combat~imentoin Cilicia . poicbè tida$ pella p w b z a gli ds*c p ~ p i . W o n ~ r d eaibsdi9 degnamente e gli Dei. fmno ~ t t wrti. e la watà d 4 a sua potfecero. ed ora a +m detti Cuwi. e ge'campi d'W.a l ~ d s q s la Sicilia. In quasto poi a dora. e alla 0 *mp d' amfforji co' Giganti in Creta Giove sacrifiqma I I 1. i e il 6ne della guerra corrispondeva alle cose presagite.che amicamente soffrirono.&P: cqotoro ingiustamente ~pgtimeva~e &si. in tutte le viscere ce vittime "pporivw~ )k rmylihmente i decreti degli & : peeiQc& ~1 prbcipio presagivasi la vittoria degli i & e 3 parrrpr delia gente dal partito de' nemici al loro. non ubbidirno g e leggi stabilite per k giust$iq. ai chiempio F l e p i $& ooaflqpzi~ne.&e ?a tututti a ygbw W b e ~ t i z jfatti 4 k k r o genere amano epno ' . fir . a Pindaro. e fscevano guqp a ~ q l l i . e cosi Pinùaro. Nuoya. r la eagione .6 40 terra . m d u e onori. per la qude da G h a i G j g d k o n q p 4 . e gli q & La gran&& de' suoi benefiaj . e che gli si attribuisse il soggiorno in Olimpo. Nè sgbPaeak! Ginw e ò gli m p j . . e gli mllerati . h #&ti M w dai n& 3 e p tak:qziqne ebbe e. rigawl+Fi come W. mettqvam in oe~Wt4i viciai. cbe perreggiarono wgli Dei. guerra i si accese c ' C i n t i presso PaUeae i Mao n +. che per consenso universale il regno di Giove si reputasse perpetuo ..

che Minerva nacque da iov ve in Creta presso le fonti del fiume Tritone (a). quanto perchb vuolsi che da esso lui provenga la prima origine dell' uman genere. e potrebbe credersi il i'erene. come è a dire . e benevolenza che ha per tutti. ndle menti degli yomini da esso lui beneficati si crei.ogni tal cosa. che mwcè l' opportuna temperatura deli'aria porta i frutti a rnaìuranza. Micarrdro perb dioe . e cib a cagione deila esimia prudenza sua in consigliar bene. che alcuui chiamano questo fiume T e r m e . di cui si parla piii ahtiasao. e Re. e perciò io chiamano Zcha. Le favole oltre queste. . e sapiente . che cosi era chiamato Pkcrons . pnde le venne la denominazione d i Tritogenia (3). estimandosi 'quello. la quale credesi nata ivi.. che famosi in cielo. ed anche al presente resta presso quelle fonti una cappella consacrata alla Dea. tanto per in cura . C giusto avvertire. (3) D questo soprannome dato a Minerva ha Diodoro recale altre i m~ioni nei lib. dei fulmini. . parole che esprimono il consigliere buono. e Metiete . Forse non t nemmeno questo il vero nome. Lo chiamano'anche Padre. che i Greci dicono z e n . la persuasione ch'egli fase 1' arbitro e il moderatoi*e di tutte le cose . . pw la eccellenza dell' impeiio . de' tuoni. e d'. cose parlano . come autore de! vivere. deile pioggie .407 terre passato in Gelo. Vogliono similmente . e Plutarco da questo nome a Bacco. (a) Lasciando queolo nome. Si chiama inolw Sommo. che b nella pih parte de' Codici.1 i v . e chiamasi Eubuleo ( I ) . che dovrebbe ritenersi. che le nozze di Giove e di Giunoiie si celebrassero nella terra de' Gnossj presso il (i) Con questo nome era G i h e apeaialmente cliamato in Cirene.

. chiamate Eunomia. e il suo ajuto esse implorane. rappresentando i riti delle nozze quali dalla tradizione appresero . p c h k questi furono gli autori . Lucina ebhe l' incarico di assistere alle parturienti. e le libazioni. come si b detto ai sopra. non meuo che la cura. al quale gl' indigeni fanno oon gran religione un solenne anniversario . poi Lucina. e le Grazie. e dare a tutte le membra del corpo portamento. co' sacnfizj . ed m01 dir pace . corrispondere quanto gratitudine chiegga. e di alleviare le difficolth e i dglori . Diana insepd il modo di allevare i bambini . delie cose. volendo procurare ad essi presso tutti gli uomini s e m p i t m memoria e lande. e le Muse . Vene&. a cui sono soggette : perciò a lei volgonsi. che s' usano selle nozze . e pel bene che s'abhia ricevuto. quando ci& debbano farsi le spose. e tra gli Dei. e contaso per figlì di Giove . ove ora h un tempio. e piaccia00 a riguardanti. e i trovatori di tutte le C& se. ApoUo . quali pid convengano. A ciascuno di questi. Alle Grazie fu dato ornare di vezzi il volto. ed a Giunone perfèzionatrice. tra le Dee. . e perfezionate.408 fiume Terene. Dica.' ed additd certi cibi alla tenersi loro eùì convenienti . A Venere affidò l'eta delle vergini. dicono i Cretesi avere Giove data la scienza e l'onore delle cose da esso lui 'inventate. Marte . Ercole. che e le Ow. e sua adjutrice Diana. Vulcano . con bel garbo. che soglionsi solennemente offrire a questa Dea: quantunque poi o p u n o prima s a d c h i a Giove p fezionatore . e Minerva. e spontaneo genio insieme di fare altmi bene. Mercurio Bacco . e decoro.

avendo 0s. . AHe Muse fu dal padre conceduta P invenzione delle lettere.opere fahbrili : ond' 8 . ma non se ne conoscevi la co1tui. e come far l' olio col loro frutto : poichh prima. che trovò le tibie la prima volta ( i ) . e la musica. su*. Cib.e . ma p ~ s c i a abbandonb. (a) Un passo di Eusshio potrehhe far pensare. la giustizia e la pace. che le si diede il nome di Ergana. n& coiioscevasi 1' uso del fiutto. il quale coi-risponde a quello di artefice. che in f a ~ t o di euoiio si artrihuisce ad Apollo vuolei a lui insegnato da c?Jinerva. che col suono delle medesime si ottiene . . bhe per questi Sirj e' intendersera gli Ebrei. A Minerva ancora sono gli uomini debitori e del portar vesti indosso . sisteva bensi ciuest' albero salvatico e confuso cogli altil . le sèrvaio . che questa Dea nascesse . e questi le comunicassero a Greci. Anche le Ore hanno ciaschediina l' officio proprio . E fu essa . quanto il buono stato delle leggi . in cui alloggiare . e di molte altre discipline. che possa rendere la vita pitì beata. . Ved. Q cui posdia le impara5sero i Feiiicj . quando con Cadmo renne in Europa: onde i Greci la ( i ) Minerva trovb le tihie . chiamati poetici. Cosi giudica il Yesseliriqio renza rC cordami che tra la città della Canaeea traraie e diarurir dieli Ebrei. . e la pid parte *infine delle . . Plutarco. Mierva rnostrd come debbansi coltivare gli' olivi . i quali attribuiscono l'invenzione delle lettere ai Sirj (a). e si riferisce a grandi ed utilissimi oggetti della umana vita : perciocch4 di fatti non v' 6 nulla . e &li' avere edifhj . che suonaudo si difformava le fattemze belle del volro. E i Cretesi rispondono a coloro. e la composiziooe de' calmi. quale coilisponde a l SUO nome . una era chiamara la Ci& ddiie Lrtisrc.409 per ci6 si chiama nudrice de' fanciulli.

siccome leggesi in rutti i Lesti . Esculapio. . ma soltanto averne d i r t e le foreae. Vulcano inventò i' arte di lavorare il ferro . che presso i Cretesi lo studio del saettare singolarmente 4 in fiore. che la nuova denominazione pndesiii! voga. 'e che da essi 1' arco fu chiamato cretico (I).e stati i Fenicj p? ndia i primi inventori deile lettere. Eecbi. guarigione. i iitipoadom . a e e i tali . ed è per questo. che Ctrtico.inventats l' arco . le quali poi dai più adottate. rame. che va s r n ~ d a t o . a &mbattem vaiorosamente in forma o r d i n a . e da essi .0. nato di ApoUo e di Coronide . e dagli uomini tutti il hoco si chiama vulcano . Ed avendo . e della musica corrispondente. onde in tal modo ad immertale memoria e ad onore perpetuo . che insegnd a fabbricare ogni ge' nere d armi . Egli manifestò 'la s<lenza ' medica . e non Scitico. che si rivoltano contro gli Dei. ad additare a' soldati P uso delle tnedesime . e i l Yesselirìgio . per cui ariticamente gli ammalati ottenevano la. avendo dagl' insegnamenti del padre moltisime cose imparate nell'arte me.resti cobsacrato il beiefizio fatto pel comun bene. quantunque por SciUFo leggui in P&M~cI. Marte fu il primo. Ad Apollo attribuiscono il trovamento della cetra. s'abbia da ritenere scritto da Diodoro. e 1' argento . la quale si esercita cos quell' arte fatidica . e r+messe. egli insegnò %li abitanti 3 modo di trar saette .l 4 1 ~ chiamavano fenicie. e di fir tutto cid. dissi. Lo hanno riconoocirim il Bocharto .( I ) Non pnb esservi dubhlo . a questo Dio principalmente offrono voti e sacrifbj . P oro. . che riohiede 1' impiego del fuoco. che professaao codesti mestieri. e per ciò tutti qnelli. non -. facendo strage degli empj .

e vendicatosi deli' emulo oltre quanto . che portano quaodo vanno a parlare al nemico. dicesi . che per alcun tempo si astenesse da quella musica. a @stizia comportava. I Cretesi danno a Mercurio il ritrovato della m & per perlamentar nelle guerre. le paci. rotte le corde ) della cetra. I &tesi attribuiscono a Bacco l+ ' + . Quiidi dicono . i quali messi hanno per dpstintivo il caduceo .41 k . dica. ch' egli trovasse le m i s u r e . e investigò la virtù delle ra&che. che perciò Mer&n viene chiamato il Comune. come quegli. agginw poi la scienza della chirurgia. e per esso -ano ed escono . che vieiie venerato per fondatore e principe delìa medesima. e p i . ed egli immogind la lira. quando restata rso ApoZlo superiore. e delle &si. godendo iaEatti cosl entrambe in mezzo aiia guerra del benefizio della pace. e quelli di comporre le medicine.con tutta sicurezza. e i d i di lucrare qommereiando . pentito del fatto. dopo il conu i t che ApoUo ebbe con Marsia. e per istipusre con libaziom le alieanae . E nnn fL egli oo inventore de' nomi. Fu detto ancora. che tale invenaione sua ha fatto servire a vantaggio d'entrambe le parti . e le secrete speculazioni di profitto da ciò. ahe appuato vnol dire inteilprete. Fu inoltre autore della palatra . fabbricandola colla cappa delia testuggine. chiaramente interpreta h cose i che gli 4 commesso di anamckre: onde gli venne il nome di Ermete. ed 60 messaggiere degli Dei. e tahto accrebbe I'&. che hanno gli dui. per fai. ma più diiigentemente degli altri cdtivd l'elegante e splendido parlare. Egli t! tenuto anconi p banditore.

L? Ercole . e in ogni nazione mettendo gli n & in Ben> stato . 5 '. I . noti si SA che madre *esse.Vero t ped.e il vino. in mezzo a. che in forza di cmpo mperd ni'tti i mortalif. . die nascesse iii -Argo quello . . e che. ' punendo gl' ingiuqti C i malvagi delle loro cattive opere .si k di ffiisameilte fatta m e k o n e al~luogodebito. Ma essi dicono.questoDio nacque da Giove e da 'Proserpina . che chfamano e le nomino da sè Dionisiadir cosa che' non fece'in nissuri altm parte del' mondo ( I ) .pèr aveie imita& le . che scorse ' 9 mondo intero.taktì pericoli.41% venzione delta vite . la colti~azione 'deh medesima . che hacque di * Alcmena molto' dopo . immortali. Il che aUude a!f ess&e stati al monda parecchi Dionisj . Ci6 solo. è.di Creta parla il Cellario. di cui qui fe cenno . Ma che Dioiiisio &a natò in G è t a . gli i uomini gli res& o n d .h&*. Di Ercole i Cretesf rife+iscodo. ed esser q d o . . . Di due isole~te leyante . &struggendo le mostruose 4ere . e +lo di conser'vare81ebutta d' autunno. ad dimento e piacere degli uomini.' Per codesti m &riti. iì ' modo di f8i.che da Giove f0trse generato moltissimi anni prima. . . che h d e u a n o b e r t i i paesi. Qiìesto del I i Cretesi 'padano . .. al che si iileota a riconoscerle per le Dionisiodi. ahè. che s i 'sà. . h e dicesi %gliuolo di Alcmena. onde farle dih.. de' 'quali da noi. I . (I) -.' egli restò invulnemto 'ed iniitio. .afe lungo' tempo. a cui'& espose. ..gesto . essi da*questo . ehe Orfeo suppose messb a brani dai Titani wentre celebrava i misterj. che egli mise a cdi ingegnano di tura due isole situate presso Creta ne' seni.

. non essendo egli conosciato d a l volgo. reti di pescatori . . i m m d @&a . .L . si attribuirono all' ultimo.ta piena di virt&.e le. che deli'... Solido l'ha confusa oon Diana. ' (n) Il Salmoria ha illuirrate le vecchie tradizioni di questa Dea. ivi magnificandosene le grandi azioni. Del resto asseriscono. fu ccin-' fuso coll' altro .d avervi . fosse nel Cenone di Creta generata Britomarti'. e con dedica& templi.. e da Canni. e.aia&' egli.perch& fuggendo da Minosse .q13 dell' antico. o . e condusse una vi. si trovasse si bole da aver bisogno di porsi in sicuro me& un aiuto umano. ed attribuendoglisi onori splendidissimi. ed in processo di tempo. :si riguardavano come esageratori oltre il vero : non p e n d o ragionevole il supporre.Ercole antico dura in Egitto. andd a nascopdersi nelle. maggiore degli Dei. che inventò b berrette da caccia. . la memoriq . il quale per univemal conseniso f u re giustissimo. a ( I ) Credesi quelta città essere stata Eracleopoli. figliuola di Eubjo nato da Cereise. I Cretesi raccontano p w . per i la somiglianza del nome. si volesse far reo di sì grande empietà. Era p e s t a famigliare di Diana .. a cui danno il soprannome di Dittinna (a). imprese dell' antico . e Diana fossero h cosa stessa : e l a onorano. a lo Spanemio. e per& &uni credono. e massimamente una figliuola del. e n'hanno parlato eziandio i1 Cawobonn . e &e Minosse. che Dittinna. che da Giove.fan+ta una città (I). che una Dea. religiosamente con solenni s a m h j di vittime . che la inseguiva per soddisfarsi di lei. e da esse ebbe il nome. che vogliono chiamarsi essa Dittinna . che l e due Dee erano riguardate come distinte. mentre ci hanno prove. Ms quelli .

Cerere m a m p p i b con s r ~ o ioLei p i a un campo r i v o h o tre volrc. pmpgaroasi a tntti gli atn nomini. che quelli. e formanti un ~ U O & h t b . Alcatii dicono. che i Craoi dicono p l s h s . e tenere al sicppo le ricchezze. di cui qui si parla. e in due divem maniere riferimmo la slbria della capi mr i . che i testi. me~treprima tutti trascuravano tal cosa. o vogtam d i le i i iniziazioni. E per pmvnre poi. i quali posseggono roba pih di quello che basti ai bisogni. che wppoagoan. che i p t e i i dicessero avere plutone coloro. Or qufnte sono le cose. i quali non senza meraviglia la vedevano. e i riti de' mm. che hanno i Greci di soprimece con una parola sola pih idee combirwe insiama. akgaao pel pid concludente e c e r h h o argomenkh ( I ) Ciariom era qricokore. . e $i altri -ori fatti agii Dei. che a' l a h i .4I4 Intarno r. da e . e puesti avere trovato il modo di meglio rivere. diede tanta abboadanm di biade. E questa omrvazione pub applicrrri a moltisritni ca& . che i C n t d rirc~ontanoh torno agii Dei. che anche i samihj . Plutone i C&i 16 dicano generato n& Tripolo ( I ) di Creta da Cerert e da Gi~eione. Del resto la facilità . k porero un nome yarticdare aUa medesima. S i osservato. Da cìb avvenne. e la chiamarono plutone dalla moltitudine. che la terra ben piantata. ed insegnato agli uomini come accamo* 'iare . M veramente da Cerere e da Giasione nata un figliado di codesto wme. Altri poi dicono. .e a tutti quelli che parlano lingua procedenti dalla liogni larinr certe idee cunpleiira r' asoondonu sotto la parola rolgariua? a modo da averne nn mostro di nessun v. i quali porlovano Tripode. erino viziati. e ben cu coltivata da Giasione. mati nel loro paese. Q u a l o e il qripolo .

clw per la pih parte gli Dei uscirono d Creta.di tauropok. ' in Delfo . e quelli. ma in Creta stette assai pih famiglimente che altrove .ssa. e Diana ih E h . &e desideri imparare. pafia . che in Tracia usarsi dai Ciconii. ivi non si tenesse nascosto a nessuno . e cosi quelli & ' hmetracia. in Licia. e siria. citerea. e misticainente : 1. provincia dell'Asia E perchd fi. sono iosegnati soth aecnete . pratioa in secreto .. che s' i gnassem pubblicamente . e dalle cose in que' luoghi operate. e scorrendo per i molte regioni d ~ mondo fecero assai ' bene6 ij alle nal zioni . i i4t. e la chiamassera Venere ercinia . gli m i a i da lei hneficati le danno grpn& onori. e di persia. nel Ponto . Simibneate Apolle stette moko tempo in Delo .ì Wepsini degli Ateniesi. Cosi Venere andò a dimorare ne' contorni del moute Erice in Sicilia . e nella Siria. +veodole messe a parte degli utili loro ritrovati. di pizio. de' d i era otaw istitutore Orfeo. averido dato il fumepto . Cosi Cerepe andò neU'Attica . di licio. e percid come dai luoghi.qwsto P che L i n i z k i i . e che tutto cid .equenteniente si mostrò. e finalmente in Egitto. nell'isola di Citera e in Pafo di Cipro. E notano . E dai Persiani questa Dea distintamente venerata.. e di P in Sicilia .idclove neUa città di Gtiossa h Creta da antichissimo tempo fu stabilito . onde poi in tutti que' luoghi . che gli abitanti de' medesimi se 'i attribuissero . e fino . cosi l'ebbe Diana di efesina. di ciae. i quali ~ i t isgno i più nobili di tutti . ed insegnato il modo di seminedo . aecadde. quantunque 1' uno e l' altra fossera nati in Creta. ed abitò in que'luoghi . che dagli altri si. in Persia . Apollo ebbe il soprannome di delio.

a perchb la riportano . . tutti i MS. La Castabaka. che la religione de'lllagi non ammise mai ' gii Dei ammessi dai Greci. Le quali cose dal Verselingio riferile .Ora vi.a n o h rnederirna ~toriadi Oreste. e contraddiranno sspiontement. Ed aggiunge pei del tempio d i Diana nelia Elimiide. dove dic o ~ che le sacerdo~sseconcmi~zarwa piedi nuài sopra le bragie . ( I ) Il YerreIingio a questo luego riferlce qnanto in proposito ha deuo lo Sparremio. onde fu denominato anche Persia ( e forse persica. vengono da lui approvate u l v o che ritiene la parola pe~s. dic' egli d il terr8pio di Diana perasia. . I Cretesi riferiscono cose simili anche rispetto agli altri Dei . sema risentirne alcun rrrab j ed ivi alcuni d i 4 . Io non parlo &e di un sospetto. dic' egli . e ri' getta 1 altra di persica. l a ub lo Spancmio nC il Yewelingia ricordano nn pasro di S t r a k n s . che Diana visse usai famigliarmente non snlo in Efeso. e della Tauropola . come i nostri letrori possono facilmente conoscere da d medesimi . Diranno. e Giuseppe Ebreo n. i cap. come in Pausmia . 6s V' B in Diodoro un p a n o noubile. TI de' Maccobei. noi tralasciamo di accennare. in cui dicai.e in Persia. secoudo il hb. che b la perria. e in qualche medaglia ). ma nel P o n ~ o . clie la denominazione di Persia fosse una corruaioue di quella di Peraria! Tanw pih .sarebb9 egli luogo di sospettare. . le quali . dicendo &e d detta Perasia per urere stata portuta da& bande di iÙ del rr~are( poichd pera rigniJca in C<rapagreca di l i ) . gli Erudjti.416 al tempo nostro i Barbari celebrano in more di Diana persica ( I ) gli stessi misterj . che P me sembra molto importante. che si celebrano &gli altri.

E 11uu rvclie isole . Minossc poi . Questi i Cretesi dicono essere nati . tomo 1 2 7. . e molte terre dell'Asia marittima egli acqiiistò. Festo sul lido del ma. Dicono che Minosce diede a' Cretesi parecchie leggi .e~diiirnpe:to al Pcloponneso. prlando del. c che ebbe gran naviglio. sii ernt>j. che p1ni. per provvirlo comiglio degli Dei trasportata in Creta. stato inei nel -: 1 punire i ladroni . e de' v r popoli'che t'abitarono. e vi fabbricd: molte città . tra le quali le principali hronc. ebbe il regno de!l'isola. di quest" $1 isola. il quale diede motivo a .in quella. a DIODORO.d~ i' Asia. cbc 6 volta al mezzo giorno . uj scrittori 8e@i ? e qioncrre. i Cretesi lo p1 pel pii1 giusto di tiit. 1 . che veniva a parlare con essolni iii una certa caverna . Gnosso in quella parte dell' isola . . figliiiola di Agenore .ti' ne' giudizj .le avveiil:ure mlorra di Dedalo. fra celeberrimi sono Minocse. Radamanto . in Sicilia in iina spedizione . Ottenne poi in fortezza e giiistizia grande gloria : e mori Coc:i10 . sorsero nella medecinia non pochi Eioi . e Cidonia ali' '0ccic1ent. e i malefici. che fece coi~ t r o siccome abbiamo già darrato.di Giovo e di Europa. con cui assoggettatesi molte isole fu tra Greci il primo ad avere l'irnperio del mare.Degli Eroi di Creta. come maggiore (li età. In quanto a Radamanta1 . e S a i p done.. Molti secoli dopo che in Creta erano stati generati codesti 9 e i . le ' quali finse d aver ricevute dal ?adre Giove . . .

e degli onori medesimi goder pure Minosst: in premio di aver regnato santamente.'padre delle Enotrope di cui fa menzione Darete. che. o Egieo.regno. . imparasse dal padre il modo di f i il vino. Pepareto a Pamfilo (3) . che tiene il nome da 'lui. (3) m e o . che essendo nato di Bacco . ad Engieo Cirno . occupò le regioni della Licia. figliuola di Belierofonte . . .. (6) Da questo Anione. ad Aiceo (5) Paro. A cagione della tanta sua giustizia dicesi nella favola essere stato fatto giudice dell' inferno .alla quale qui si fa allusione. (5) Di questo Aiceo non si sa nulla. e Conone lo chiamano Andro. potrebbe essere disceso quell' Anio . ed E r b a chiamavasi la citti dsll. passato con un m i t o in Asia . Jonia . Sarpedone che fu il terzo de' fiatelli .. come a ~'oante(2) diede Lenno . (7) Stefatw. e PnmJib sono poco noti. lui sottomettendosi tutti in considerazione della deand tata sua giustizia. ne (6). A ciascuoo inoltre de' suoi capitani Radamantd diede od un' isola . (4) Forse Evanteo figliuolo di Bacco. Maronea ad Evambeo (4) . che gli Eritrei riferivano discendere i loro m d o r i da Eritro di Radamanto. Egli &ad ad Eritro . 'e che da Deidamia . uno de' suoi figliuoli . e scernere i pii da' malvagi. Da lui nacque Evandro . o forse Anio. : . ( I ) Pmuania dice. . il regno di Eritra. il quale gli succedette nel . od uiia città. e ad Andrea (7) Andro . . prese il nome di lui ( I ) : e diede Chio da possedere ad Enopione. De!o ad Ani*. che era- - i . e d' essere stato singolarmente zelante della giustizia.' (a) Dicesi figlio di Bacco e di Arianna. il quale Enopione da alcuni vuolsi . figliuolo di Arianna nata da Minosse .

e Merione a Molo. e Idomeneo a Deucalione .signor del Gnossio suolo .morti. che di ricorrere ai susd j della elimologia e alle congerruro. ( I ) Il testo dice tutto al rovescio : che con Agu~nenno~ae portò Is armi contro i Troiuni. Gli Alclaiesi. che f i ~nèn'on nato di Molo. . 4 invocandone l' ajuto ne' pericoli della guerra. e restituitisi nella patria . poiche furono . . Costoro si stabilirono nella parte dell' isola . Ma cib C si eviden~emen~e Talso. gente ~ e continuo suo uso di guerreggiare. Si vede in . facendo al nome loro sacrifizj.' Ecco il sepokro : e a lui aappresso giaccio Io . . ebhero sepoltura splendida . . N o i non ahbian~oaltro mearo per conoac'erne l'origine. A Mibosse attribuisconsi per figli Deucalione e Molo. Il Yesselingio' infatti na ha proposta l' elilcuda. I Cretesi venerano la memoria 'di costoro come quella di eroi. Questi con ottanta navi soccorsero Agamennone nella guerra di Troja . Gnosso il loro monumento colla iscrizione : D Idomeneo . riputati. . vagabonda ed e* rante (i). ebbe quel Saipedone . e le cose loro. e per lo l emigrare dei luoghi prima occupati. Molti secoli dopo vi soprawenuero i Pelasghi . e da alcuni è detto figlio d i Giove. Abbiamo già indicato di sopra che i primi abitanti dell' isola furono gli Eteocreti . aborigeni. secondo S u a - .419 . . .#usa darci alcuna precisa notizia di queslo popolo.-hi . (2) Diodoro ha molle volte nominati i Pelas. Ma dopo avere si ampiamente esposte queste cose resta che diciamo ancora quali nazioni sienosi miste coi Cretesi. che iiou debbe esitarsi a supporre il testo viziato. che contro Agamennone portd le armi in favor de' Trojani ( I ) . . ed onori divini. gli capitata nene mani. . sebbene poi non 1' abbia applicata.

che col tempo si unissero ad alcune bande di conaro. . abiu n t i tra il P o n b . nell' Attica. su quel11 empio mare. gti uomini venuti dal mare. nelfa Tessaglia nel Pdoponnsso . (cicogne). La posizione presso il Ciucaso di quelle nazioni. A5nsgis L@y(i. I Pe4hi antichi ebbero subilimenti su tutte Ir spiaaie dell' Asia mioore . giacchb Pelasghi Zivenne aw de' soprannomi loro.Ia. e i Pc&s8hi costeggiapdo . sotto il capiraqato di Tettamo. non molto distrn). tribia cimmeria non meno dei Largi. o Lesgi. k n s d i c e ~ m o che la parola Pelosgi era iiua corruzione di o e k r n j . In confermatiene poi di q u t oio si B detto di rapra potrebbesi ricordare. e formando eetabilimenti mercb Iq superiorità che avevano possedendo a r ~ i lettere sugli avanzi de' popoli periti in que' disastri. e i paesi adjacenti uscivano tppeoi dai diluvi d i Og&e e di Dsucalions. e pih facilmente che altrove gli nomini si preaervhsssro dai grandi cataciismi Ecco come ne* tempi. e le rivoliisiuai cola sopire. che ivi fosse slata coltura. e fino qel fondo dell' hdria tic0 . nelle isole. . E potrebbesi dire. Di. figliaqlo di Doro. fanno presumere. . e delte iscrizioni antichissime com' poste di p e s t e lettere. d l'iilituto nostro il permette. Qiie' popoli erano tribù di Cirnnterii. . f o ~ m f u ~ e n d o da rimili peripia vennero Biori i Cu>tnrorj. 8 . e 1a certessa in cui per tanti mooomenti noi siamo. alquanto oltre presero sede gli AencU ( V+ neti origioarj d i un paese wlfe coate det17A.o Lusj. o Pehsght . gircchè Spina alle foci del Po fu città pelangica. la Meotide. e ciò perclb alle cicogne erasi rassomigliato il popolo d e i Peùwghi dall' andare a tarme. . e il Uitr Caspio. Bisogna dire. Poterono dunque chiamare Pelasgi. Che di Iè venissero i Pehsghi si dimostra dall' arare assi muta nelle loro spedizioni assai spesso a compagni i Cuucnvi. che come alle Paci del Po atabilironsi PeluagAi. 1 Greci dissero p e k n il mare profondo e tempestoso. 1 terzi furori0 i Dori. che ona volta comprmdeva m un solo corpo d'acqua tatti qoeiti tre.nella quale erano. apppodati. in cui la Grecia. che 11 s e ~ t s n ~ r i odelllA&iaandaimwte ebbe climi w pih propizj de' premn~i. Ma questo non sarebbe che un sopranriome fondato sopra nna pura metifora. Nolla di pih domcine delle lettere peladgiehc . Da1 nome de' popoli Argi. potrebbe essere derivato quelib d i Prki o Bcfuschi. Md troppe cose si potrebbero oggiungaie. dai L a r j .

e dei Coribwlti. La quarta razza d'uomini si compose di una meschianza di Baisbari. che q u e s ~ o @it~etiids scrisse della origine e reogpnia &i Cureti. . ed a Laostenida. 1 cesi. ( I ) Diogens Laerrio dice. all'occasioiie che Doro avea dato principio alla stia spedizione dalle vicinanze di Malea.e con maggiox probabilità. E poichè gli scrittori &ne cose di C3eta per la piii parte fra. se ciò che noi qui esponiamo. Bosirr<ie e Sosicrale scrissero Belle Cose crelihheForsu lo eresso feoe Laoaienuia. In fine dopo il ritorno degli Eraclidi . di cui non para che s restata b moria. Quando Minosse e Radamanto ebbero il regno deli' isola . e che qualche porzione n' avesse tolta dagli A&i . e a S o s d . . loro discordano. 4. q che bagno credito più degli altri. passeremo a dire ciò che occorre intorno a Lesbo. (I). in questa pure alcuni tratti acquistarono e vi fondarono alcune città. '. che mostrano di ragionai. tutte queste nazioni furono ridotte in un corpo solo. Noi pePò abbiamo seguiti quelli. niuno dee meavigliarsi. che usano i nativi.. non 6 da tatti confermato.. abitatori della Laconia . essendosi gli Argivi . come popolarorm alcune altre isole . Ea avendo già -abboydantemente parlato di Creta. i quali però Li p r v e s s o di tempo presero la lingua medesima. e perciò ora Q siamo riferiti ad Epimenide teologo. ora a Dasiade. delle qwli a migliore occasione pih iliniisamente parleremo. che costui levasse la maggior parte dei coloni dai luoghi vicini ali' Olimpo . che dp ogni parte concorsero in Creta. e gli S p h a n i messi a stabilii colonie . e scrisse pure degli Dei di Creta.

cittd. che fino allora era deserta. e di j suoi Sbìtatori. ed abitava prima in Oleno d Iedo. chia' masi Acaja (a). Quindi passò in Lesbo . figliuolo di Triope. (a) Dionigi di Alicairzasro fa Mac5reo Ilalio di Criaso . e divise tra i suoi popolani le campagne. Era questo Macareo . Lesbo fu anticamente abitata da molte genenerazioiii Zuomini a cagione del frequente' andare e venire. e regnò sui Pelasghi andati cola con essolui. e lo fa egizio . come Esiodo . e ad essa che prima chiamavasi Issa. O QeP isoh di Lesbo . e la cosa succedette come siamo per dire. e ( I ) Stefano nomina Xanto rame fondatore in Licia di una città di questa nome. . ed altri poeti dicono. nipote di Giove per parte di Crinaco . che i Pclasghi passarono in Lesbo: e PCiriio ed Euatasio diconq che l'isola si chiamb Pelasgirr : Stefano aveva àeuo che Issa era una delle citth di Lesho . scelse di piantarvi il suo domicilio. piincipale de' Pelasghi venuti da Argo . diede il nome di Pelasgia (i). avea seco uniti uomini jonj . Xanto. e perito gran numero d' uomini. . quando era ancora deserta. nipote d' Argo e pronipote di Giove. Se noa che in seguito capitato c o l Macareo. o cretese di origine. Siraborzc dice. l . I primi.33% C A P X T O ~XXV.abiti3 ceita parte della Licia . Lesbo restò desolata dalle sterminate pioggie. venuto il diluvio d i Deucalione . Dopo sette e&. che vi si fece. ed C redarkujto da Euslaaio. ed avendone tonsiderata la bellezza. che ora. furono i Pelasghi. che la occuparono. Egli. Notizie intorno a Tenedo. re si da mente ad Apohdoro. delia quale si era fatto signore.

che ebhe Tessalo. Da Esone venne Giarone . l lidi. ebhe Deucakone . da cui prese nome lJEolide. questi Occle. - - .Lesbo. accondo cib. Cid accadde mentre . &a Ncleo veqne Nestore. Eccola. Lepitc ebbe Lesbo . e nipote d' Ip' Ma lo scoiiarte di Onaero gli da per padre Crinaco.P u'mnit8 e giustizia sua. Esone . Ellene generò E h . (I) A giustificazione della lezione ritenuta contro una variante in gi Eomargine . ebbe Tirotte. e da Nettuno vennero Pelia e NzIeo. e di ArcesiL . i'. Melompo ebbe Ancifate. i campi delle quali divise egualmeinte tra i suoi. e &e fu principe deìia Eulide in Tessaglia. Elettrrorze lo fu di Leito . A r ~ i e scesero i B e w i . Prometeo.. egli questi At14prira0. e p& acquistare . Ebbe pure E 1 111 fondatore delie isole Eolie. Da Amitnone vennero Melampo. ~ t u n o ebbe &oro. Di quert' ultimo non si vede prole. Crcreo ebbe da Tuone tre figli. Egli ebhe Creteo. accrebbero le sue foxze.' Alegenore lo fu . Ipplrn ehhe EoCo rr. e a v'b bisopo.riu?rre. e questi Aknieone. e Lupite. figliuolo di Giopeto . Da Pelia venoero Alceste ed A c a t o . ubertoso suolo dell' isola . il Yesselinffn ha tracciata la serie genealogica . Passando a Salmoneo.Elettrione. Della citd di Oleno . da cui Arne . fu pih numerosa. Ferete . che diede uomo al13isola . e pose dapprima la sua sede in Lesbo. ed Alegeiwre. Da questa. ec. figliuolo di Eolo ( I ) . Da Beoto nacque Itono. e delle sue vicende parla Puusa/izk. che Diodoro ne ha detto in questo lihro. al cui tempo venne il diluvio. ch' ebbe per padre Lapite.di C&nio. Da Deucolione nacque Ellene . deila quale qui sì parla. 00 il qoale ehhe ~poalcimo. che ebbe Eiunelo. ed Amitaone. ldrzogeoito d i EoIo . e Biante. anche l' isole vicine . Coli'andare quindi del tempo . lppaL cirno fu padre di P e n e h o . e . Arehil~cu. con questa noia potrà verificarsi quanlo di essi si b detto nelle noce ai Ditti. e Mimanteo.La generaziaiie di 1/!. Da F u e r a renne Admrto. Questi cinque capitani de' Broii mili~aronoa Troja. Questi ehbe per opera di N . Egli ebbe Zppota da Menulypr.molti atri di altre nazioni gli si ag&unsero di poi . Archilico lo fu di Protenore . Salnroneo. da cui presero il nome di Elladi i Greci.

mentre all'oppsto le isole dominste da' venti godevano di aure salutari pel popolo . e chiamarne :&i gli abitanti. figliuola 2i Macareo . trovandosi i Rodii scarsi di popalrzionc . alla prodnziom de' frutti della terra . . e in breve tempo erasi potuto render beata la condizione degli abitauti. sposata Metinna . Cidrolao di nome. I1 continente intanto . ed es ivi divena s illustre. Dal che au- 4a4 unse . Macareo avea avute due figlie. che i coloni doveano poseche.pota . e ' a d un altro. era d o r a coperto delle devastazioni orrende del diluvio : perciocchk per la inondazione delle acque essendo le biade lungo tempo giaciute in rovina. La tema . grande carestia era nata di viveri . Poi mandò Jfiucippo a Rodi con gran numero di coloai. e intanto riserbò a d il supremo dominio dell' isola.a cui pose per sioliore Meandro. e giovepoli . Quindi L a b o essendosi applicato a farsi padrone anche delle isole vicine. che ì dare il proprio nome di Lesbo ali' isola. coi quali . e da queste dne p i ~ s e r il nome le due eittà princi~ pali dell'isola. Costui . e corrottasi l' aria. . Mitileas. peil consigli6 dell' oracolo delfìco in qnesta d a con nuovi coloni. cod che abbondavano in ogni genere di cose . fu m s o a pane del regno . e Medinia . di andare a Sarpo. h h. che Macareo volle occupare . aveva cagionata una crude1 pestilenza desolatrice delle cita . commise ad u a de' ~ suoi figliuoli di stabilii una colonia in Chio. non ebbero difficoltà di avere comuni i terreni della loro isola.che sta in faccia a queste isole. Questi assegn& a sorte le campagne.

E perchè poi governò bene. E veramente queste isole avanzano tiilti i vicini luoghi in amenissima fecondita.per valore assai illustre. e quali furono negli antichi tempi. che nb il YesselLigio. di sua signoria in Lesbo. e robustezza di questo animale. figliuolo di Cigno. . quanto di Macarco. Ivi ai suoi sudditi divise a sorte le campagne. furono chiamate Macaree dai figliuoli di Maaventi ivi signoria. isole ebbero il nome loro : sebbene alcuni dermino. dalla potenza . . e si rendette benemerito de' popolani . che nella Troade signoreggiava Colone. che per la copia appunto di tanti beni p i l e . e con essi occupò Lemofri . diede la prima legge. . una se ne condusse in Teiiedo. Molto tempo dopo . e dopo morte ebbe onori ( i ) Il lesto aggiunge: e Jono.venne . Qiicsti preso seco un buon numero di coloni dal continente opposto. e dei figliuoli d a lui lasciati ? D i sopra non si era d e t t o . come molte altre. Tenni. e di temperatura d'aria salilberrima. perciocrh6 godono di benigno suolo . DIODORO.di situazione opportuna . %7 * . e la chiamò lione. era iionio . che Macarie in greco vuol dire tanto beate. se nbn che Macareo avea seco uniti uomini jonii. la fece chiamare Tenedo dal nome suo. che molte cose conteneva utilissime alla repubblica. Credo adunqlie . tomo I l . sono tali anche al gioimo d'oggi . e giustamente estimate e heatè .che qni il nome di J o n o sia una pura superfetazione. Finalmente Macareo. che non aveva abitatori. li condusse seco per mare. che (t). e fu a questo modo. Ma quaudo erasi d i sopra parlato di questo J o n o . e fondatavi una città . fu pieno di gloria vivendo . re di Lesbo. che erasi condotta colonia in Lesbo . Prevengo però i leggitori. In quanto al nome di queste isole notisi . isola . nè altri hanno fatta qui alcuna osservazione.

spettazione. presso gli abitanti di Tenedo fn fatta una legge. lo chiuse in une cassa. e fabbrid la cittaì. E per& poi le calunnie d e b madrigna erano state confermate H a film testimonianza di un ceiu. ( I ) Costui cbismossi iifdpo. - C- . che Dibddro dice qoi &tIt dae leggi bue da qnJ -&i Tenedo. E similmente per& al tempo ddEa goerrr trojam Tenni fu uccisa da A c W p n d o i G d mdarom. b canfermato da Plriluro. ed a' suoi antichi abitanti si mcodtana. peimot~hkgli si eresse un -io e' i d a % aoleanid deile vittime venerato come nn Dio :e tale venera&ae B durata sino agli ultimi tempi Nk vogliamo noi preterire quanto dadi abitanti di Tenedo vien r a e contato intorno a Tenni. per h quale era vietato ad ogni trombettie d7entrer nel tempio. Ma dai flntti fu n gettnto a Tenedo. < . creduto avendo per vera una calunnia miquissima dalla moglie ordita contro il figliuolo. Dico. ed ordinò cbe fosse portato al maine. divenne poi signore dell' isola : nelia signoria della quale eseendoai renduto gloriosissirno per h SUE ginstizia. che popold quest' isola. sioche salvato per provvidenza degli Dei contro ogni a.adunque . che Cigno . gli abitanti di ' h nedo kcero l' altra legge. a dtoastarc quell' isola. C%. suonatore di tmmbe (i). - divini . per la quala era puoibtto 6 pronunciare il nome di Achilie nel tempio del 1 fondatore. che intorno a Tenedo. e per altre virtù. E queste sono le cose. finalmente ascese agii onori immortali..

. La prima è. viene &l Vcrselingio ripotato intreso i da altri .. regnando in Creta. . e d chi in uaj tcmpi le popoìiì. t Dopo avere parlato delle isole più meritevoli di spèziale menzione. e di Etuapione avea Diodoro parlato poco prima. De h ìsole Cicladi . che per invidia eercassq di levarsi d' attorno il fratello. La seconda. Le Cicladi anticamente nan irano che l ~ g h déc i serti e devastati. cbe d i Hadn~tunto. A noi fa maggiore senso ancora. che @e' s e g d libri perduti Diodoro avesse supplire. venga qui a dire. abbia omesso d i parlare di grandi o piccole isole sperialmepte greche . Come ci fa specie anche di pih . Cefalooia . Eubea . e potentissimo sul mare. come di Creta mandd qua e l i molte colonie.che avendo Diodoro promesso di parlare delle iwle minori. forse un altro maggiore sospetterassi non senza ragione avvenuto neH'iniero lihro . che dopo avere parlata di &)imssc come di un esemplare di giustiria. diremo @aiche cosa anche deile 6no*.ec.ed b . troppo notabili per essere dimenticate. d i Eritro. che tutte le seguenti cose mancano dai codici p i l stimati. se non vo~liasiper avventura dire. che oltre al gaasto che può supporsi ragionevolmente a w m u t o in questo capitolo. e chiamami Minoii. che avendo iotitolato questo lihro Iarsuhrs .Corcira Itam Lenno . avendo ( I ) Tutto ciò che segue. appena parla di una o due. .7 CAPITOLO XXVE. e b h fornito di truppe terrestri e marittime occupò non poco littorale dell' Asia . quali sono Cipro. Minosse . figliuolo di Giove e di Europa . Per questo i porti delle isole e dell' Asia sono d e l r i pel nome de' ret tesi. Aggiunge poi una giustissima osservazione . mandò gente anche neile Cicladi .* " 4. Questo Elinosse ( I ) oresciuto in grande potenza. Ond' h . i 1 e n' ebbe signoria. e d ciò a l l e p due ragioni. a le popolò.

ecciiò Eritro a fabbricarsi in Asia una città. Ma corroborata la potenza de' Greci. ' . - . E queste cose accaddeiw prima della guerra di Troja. tratto a sè l' im-perio del mare. D p poi che Troja fu distrutta. in cui i Greci andarono 9 stabilirri nella Jonia. secondo Slrahone e Pausania i y r e n o e cicca il tempo. per la glod ria. alcune delle q & esterminati i Cretesi fecero lore proprie . che portasse il suo nome. soggiagarono anche le Cicladi. e mise principe di Chio Enapione.428 compagao nel regno il fiatello Radamanto . ' Allora Radamanto vivendo nelle isole poste dirimpetto alla Jonia. la più parte delle Cidadi diventò possesso di questi. incominciò a portargli invidia : e pcrcid per levarselo d attorno lo mandò alle parti estreme del suo imperio. (1) Qiiesto fatto . De' quali fatti ad opportuno tempr> noi parleremo in particolare. i quali obbligarono i Barbari a scordarsene ( I ) . ed alla Caria. ed altre possedettero in comum coi primitivi abitanti venuti da Creta. nato da Arianna. i Carj creoo sciuti di potenza. . figliuola di Minosse. che merci? la sua giustizia questi si era acquistata.

.. . .. Delle miniere d'oro. .. degli Spermatofagbi . . .... . e degli nomini che vi lavorano ~3 Degli Etiopi IitioEighi. . e del modo particolare ebe usano per prenderli Degli Etiopi R i d g b i . . . . a come g l i E g ~Bono uea colonia de'medesimi j Delle lettere degli Etiopi: e dell'e loro leggi.. Cacciatoci. e detle opiuioiti che hanno intorno agli Dei. .. aingolariwimi pes una v e ' cie 'd' insansibilitP. ed usi piL siogolari . . . . . . ... . e d' altti Etiopi egualmeote barbari Di altri popdi deHa 'costa del Cmlfo Arabico. . Antichiti degli Eriopi sopra gli altri uomini.... v. . . . ... Dei Chelonofagbi. . che vivono di pesci. e di queìli che chiamaosi .. loro maniere & vivere . ?C. TERZO. VIL. . . .. . . . . . . . . . . . IX. e dei loro re. VI. Degli Scrittori delle cose desti Egizj e degli Etiopi . . Dei loro funerali. e delle loro pesche.. XI. e del paese . . . . . vw. A n a o r s n r o di v s ~ i h m et o 0%. . . e per akri particolari. e-'di alcune altre loro particolarità D i altri Ittiefaghi.L I B R O ..... Di altri Etiopi 4 del medo lom di vivere. degl'nofaghi.

. iato in Alessandria a l tempo di Tolommeo I1 . Imprese dei tre Baccbi XXVI. Pug. .. .. . . ... Degli Etiopi Simi. e dei Trogloditi 9 e delle loro rostumanze . i .. . che hanno . Di cib. - - . . . naggie simfiolico. . .. . Descrizione 'del Golfo ' Arabico dalJa parte di Etiopia. .. . ..XV. . . Delle Amannui afi icone X U . 'XII. . . . . .. . .. e di nn fenomeno singolare del detierto . co.. che accadono in' Araba .. . Degli Etiopi ~ c i i d a f a ~ b e . .-' . uir 'del libro rri di Diodoro Sicnlo . .degli Dei. Sto+ di un serpente por. . . . e di Giove . - - . .. . . .. X'LVII. i . . . Continnazione delle trzdiiioni degli Atlantidi intorno alla origine degli Dei.. del miserabil fine i . Di popoli cacciati dai loro paesi nativi per .che C stato detto della nascita di Bac. . . . . . Origine del culto della madre degli Dei presso i Frigj.XVI. . Delle trsclizinni degli Atlantidi iatorno alla .. Alcuni lo tengon6 per un persoIXXV.CAP. Di Bacco. XXIV. . . .fiere dei deserti della Troqlodite. . Di Atlante. Dei Canimulghi. . . . . . . perte d' Arabia XX. Dell'isola Serpentaria . origine . e notizie intorho ai due ultimi . X V I ~. .' .e delle navi. XXI. . e dei Titani.. . . .. Altri diversamente ne fpnno uno . . o piìx individui reali. Dei' singolari fenomedi celesti . . d i Marsia . i XIV. . . . - . di Satnmo. .. Aweniure d i Ammone e di hmaltea. . . Delle raria. - XIII. r . . . Continuazione delle imprese del primo Bacco. XViii. A w e n ~ u r e . . e degli 8tinttofagbi Degli Etibfii ElebPntamacbi. . . 'Nota . Storia di Urano. . . e dei serpenti. . . De' popoli dell' Africa vicini alllEgitto.soppletoria d cap. . ... . . . . . . Continuazione della descriziune del Golfo della .XXII. che traspor&no gli elefanti 39 XIX. .. . opera di animali infsti .

Sua edncasione. . uomini. Passaggio delle Alpi Viamio di Ercole in Liguria . . Del loro numero.. . . di cui si C pa~latodi sopra. della Slrilla di Aogca . .. Delle Mnse. . Soggetto. la fascia della regina delle Amazzoni . .XI. e in Africa. . Della sipificazione' de' ldm nomi Di Ercole. Suie imprese a Fkgra. . . e diversi suoi nomi. e al lago Averqo.. Onori prestaligli dagli . . e del. Spedizione . Lione nemeo. Opinioni diverse sopra di e5SO . Sua nascita. . . degli Uccelli stinfilidi . . . . . .. Cinghiale di Erimanro. . Diffirohà di narrarne le imprese. . .v. . Saa fermata al luogo. ed imprese. VIII.. Di un Bucco pih antico: paragone tra guwto . 8ua istitniiona de' giuochi olimpici: onori a m t i dagli Dei Ercole d i ajuto agli Dei contro i Giganti. Combattimeillo coi Grntauri . Imprese 'd' Ercole della Cerva . . Conquista della I b r i a . Idra di Lerna. or' Roma. &la Celtioa. che gli ordina imprese di gran pericolo. Nomi diversi di Bacco. Suo passa(~~io Sicilia in . . Toro di Creu. e Io vacche di Gerione. . Difncolii che s' incontrano nello sciivere la storia de' tempi an*ichissimi. . e deUe cose scritte mmrw a lui . Altre sue istituzioni .. Primi di qmest' ultima spedizione va in Libia. . ... . . . - IX. Invidia di Earisteo . . Sue colonne. .. e in Toscana.. . e nccide Anwo . . . . . . Di Ermatrodiro. . . e singulari sne prime avrentnre Prime prodetze d' Ercole. . . VI. Miracolo deilr oicale. Sue invensioni . X. Viaggio d' Ercole in Egitto. . È mandato a p-endera le mvalle di ~ i o h e d s . . . . - VII. Di Prispo. e quello. . che I' hutora si propone da trattare in riuesto libro Pap Nascita di Bacco.

. Profezie di Glaaao . che vollero ratere in q u e d eltinr Lols Ercole per la morte d' I h o vaodu~oschiavo O d l e . Digeuiow q n Od&. Ercole vince Erica gua&pmidope ii paese. . .XIV. P*. .XIX. Avventura di Arige. Pdopo~eso . . . Altre im-' ps d' Ercde : sua morte..... Gli Arpanoti approdano al Chtrremm taurico I Y Origine de' uicrifizj umani nella Tauride. . . ieol fatti in varie parti ... e la $posa. Chema de' Driopi. Awen~ura di Meleagro.. B w avventure. - -XV. Ercdo sppsa DeianWa.MI* isola. e di Telrrfo. .. II cmtauro Nesso.. o..di Ercole aU'Istmo ..v Imprem dell' Achelw a orisine del corno d*~ m a l ~ e aTlepolamo. Ultima ttica d'Era l * all* orto delle Esperiùi. .V & d* oro... h o arrivo a Troja.... .. Ercole b mandato a pigliare il Cane cerbero. * . Colonia de' Tespiadi in Sardegna. e doa apoteori ee Dedi Argoaauri. Scidpono i loro roti in Samo- .. Imprese d ' Iolm in Sardegna e in Sicilia.. .. Samifij degii Argmuti alle heccbs L I Ponto. . XVI. Storia del. ... ..v Imprese . . . G r d e libora Eeiooe dal matm marino P Tmja . e ritmo l . che ammazzato il re prendono. e apediiono m r o Laomedonte re di T+ . . . m - . . .. Particolarid de' Grwi del seguito d' Iolao . e i fieli di Fineo nella Tracia. . e di Periber . Gli Argouauti lo di rapkeono cou' a j u ~ &dea. . e de' Lapiri. . Circe e Medsr. .. e a Sparta.. bcntro di q u c w oon Giasone.. poi dopo ricuperato da uno de' suoi dimeodenti. . Suo ritorno oel Peloponneso.. &a prtenu di la. blou'zie suUe medkime Spedizione della Amartoni nelP Auiaa. .

. Yuccssso di tale impresa . Teseo gli succede. Di Lajo .. . ed Echemo colla morte del primo.. .suo fipe. ov'è riconosciuto da Egeo.tracia. e regm io Ateae. Niobe. che alowi credettero tenumi dagli Agonauti nel loro ritorno Degli Eraclidi.. . Is~itniionedai giuochi olimpici . B Esculapio .. e i 8icilia. Cacciati di Trachinii si rieoverano presso gli Ateniesi. .. Delle figliuole i di Asopo. e sue wc&w avventure. da esso !ui creduto m6rlo... .. Sua gita in btene. e d' Ippodaraia: copw Pelope la apomwe. o di Edipo.. . XXM. Notizie intorno agli Eolj . 'Assqltano XXM i Tebini . Gli Era. c b tocca a T p e e . .. dii aor delle quali discesero YY Achille ed Ajace. Su8 prime prodette. clidi abbandonano ancora il Peloponneso... . . m 0011s arti di Medea ingannato Pelia.. . Du&o tra Illo.. Antenati di Sesoore Storia de' Lapiti e de' Centauri : . ........ P i i XXIV rotoo lo impegna ad andwe seco lui a rapire Proserpina.. I Sette a Tebc. XXIII. ..e. Ooa spedii i o n e a Creta per uccidere il Minotauro. Sue opero in Creta. e de9suoifigliudi. Veudelta di Medea. . Sventure di . Avventure di Dedalo. . Imprara d i Salmoneo. Strada dngol&ie.e I' aocidoiio. . Pag. Di Enomao.. Teseo. .. Avventure d' Ippolito . prmdon vendeua della strage che costui faua arava della famiglia di Giasone. . Casi di Tanialo. Morre infelice di Egeo. Poi vanno contro Euristw . . Fine di Teseo Priiw ratto di Elena. che abbandonano la loro c i t d . . e vanno h Teisi~tk.. . . .. S ~ n p e de* Prinaipi di Tioja. . .. &iagure di Giasone. XXV. Esiro della loro i m p r w DegU Epigoni o figliuoli dei Sette. Minasse 10 p C 1 3 P Funesta n m Q12 . . .

. .. . . . . 5 k . ParticolarirQ intorno alla mede- '. .suo circnito mai antiehi ebilanti. d . . .. De' primi loro abitatori. . - .. educizione. Tradirioni ripardanti Cerere a Proierpina . della sua invenabni . di Atrewe iao figliuolo... che in diversi tempi ebbe la ' ' Bicilia . . PY sima . ' . Particolari$ degli abitanti I queste Di un' isoh pog+ al di l i delle *colonne . Ddla Sicilia. ... . e sue proiea duxioni.... . . D i ' Defni. XXXIl. e come ewi presero la lingua e i costumi dei Greci ì* Dalle Isole eolie.. .. .. . : sp*ti&Ùe di qnerto re coniro Cocalo. . e delle Belcari.. . 9s Degli abitatori .. Di Erica.. .VI. VII. . XXXI. . . . e dello Stretta d i Sicilia agi .. . . . s - . e del tempio di Vimere ercinia. . . . . . . . Sua nascita . 'delle loro-imprese ed avventure.-. . dSErcole.v . Pag. .della Corsica e della Sardegna Siitgolaritl di queste imlè Dell' isola Pitiusa . . Vicende di L p r . . - e onori pestatigli .. . . .. VIII. . Viaggi di Aris~eo. . .. .e del come perd s s e la vira 9 29$ 'XXXIII. . . Sae dominazioni : .. rere e Proserpina. . Di Eolo. . 280 ' CAP. Di Orione. . e del fondamento che hanno le cese favolqgiate intorno ad esw Dei figliuoli di Eolo . . .. . . ..\ Continuazione dcHe tradizioni riguardanti Ce. . . di Golo. . Opere di Dedalo in Siciha. protettore di Dedalo. .. .... . SteRa ed .. . . Dichiamaione del]' A n t m sul m o d o da esso adottato nello scrivere quest' o p r a . . Di Ahteo. ..- . ... Di Melile. LIBRO QUINTO. . . . e di Cercine Della E ~ a l i a .

Dell'isola di Lesbo .. .. e di varj suoi abitatori.CAP.' 3. Fetonte . Dei ivi m i : e particolarich interno ai medesimi 394 XXIV. . Vecchie tradizioni. Descri~ionedel XIII.. e come si trasporta dai mercatanti che vanno ad acquistarlo Pag. . . . . .... . . Dell'lsola di Rodi. . e de' loro costumi 335 XIV. . Notizie intorno a Tenedo . . . . i Della Britaania del suo stagna. . .. e degli Scrittori seguiti nel ragionare di quest' isola . e d i chi in varj tempi le popoG. .. 375 Delle Isole Sime. . Di 6amotracia . .. . . e Nisiro . . Suoi diversi co. delle loro tradizioni. . . . . rioni . . e de' Tirreni 358 XVII. Monti Pirenei . . Degli Eroi di Creta. e de* suoi misterj 370 XIX. . . . .* 389 XXIII. loro paese. Suoi antichi ahitatori.. Favola di XII. . XI. . Dell'lsola di Nasso de' varj suoi abitanti. .. . . . . De' Liguri. .. e n' ebbe signoria 417 . Primi suoi abitatori. Digressione sui Celti. 330 Dell' isola in cui si trova l' ambra. XX. . Delle isole Cicladi.. - - - - L.. . . XVI. o Galli.. . e particolarit8. . . . . Calidna . . Di tre Isole poste nel mare d' Arabia . . . . . . . . . . . . 417 . . 379 .. . vicende .. . XXII. . . .. . . . . Del Chersoneso. . .. . . . De' Celtiberi . ioni. ... e singolarmente de' Panchei . e . e delle varie occupazioni che ne furono fatte .. Costumi di quesri popoli 358. e delle loro isritu-. e delle miniere deUa Iheria. . . . Sue XXI. . Lusitani. XXV. . Iberi .. de' varj popoli che 1' abitarond. . . .36% Delle isole del mar Egeo. . . . 353 xv.. . . Dell' Isola di Creta.. . b s KWI. . . . 333 . . . . . .. 3si . .

DELLE TAVOLE. ' . 'nel tomo secondo. . 4 nel tomo p'me . q ' Fiactar- . f l z i r r ~ odi Diodoro. CONTENUTE . - delh Collaru degti antichi Storici Greci volguha~ti. * .