32 il caffè del weekend L’INCHIESTA

IL GIORNO - il Resto del Carlino - LA NAZIONE

SABATO 17 DICEMBRE 2011

Energie pulite, case in legno e tralicci
di ROSALBA CARBUTTI

che isolante termico. Bisogna cambiare la percezione dell’interazione fra uomo e natura — spiega Dutton — ed è quello che abbiamo pensato con i nostri piloni Dancing with nature». FLAVIO CATTANEO, ad di Terna, conferma: «I nuovi tralicci sanno coniugare innovazione, tecnologia, design, creatività, cultura del territorio, a dimostrazione che energia e ambiente sono un binomio possibile, abbinando estetica e realizzabilità». Da qui, il grande salto verso il domani. «Un uso sapiente delle tecnologie contemporanee — spiega Dutton — è una grande opportunità per l’uomo del futuro. Così si può la-

UNA NUOVA SENSIBILITÀ AMBIENTALE STA CAMBIANDO LE TECNICHE DI COSTRUZIONE E L’URBANISTICA MA PER ORA SOLO NELLE ZONE PIÙ PREGIATE

TRALICCI che danzano, pale eoliche a forma di libellule, case low cost in legno con tetti erbosi, città che producono energia, scuole eco-sostenibili nelle polveriere del globo. Non è il futuro, ma il presente. Ma se la natura respira nei progetti degli archistar, le periferie soffocano. E la certificazione energetica delle case dei comuni mortali non riesce ad ambire neanche a un ruolo di comparsa negli annunci immobiliari. Un paradosso che gli architetti di grido, da Oscar Dante Benini a Mario Cucinella, da Hugh Dutton a Giorgio Rosental fino a Renzo Piano, ammettono a gran voce, ma senza seguito. Risultato: il restyling delle periferie italiane e, soprattutto degli immobili datati, resta lettera morta, salvo alcune eccezioni. La conferma arriva da Hugh Dutton, l’architetto vincitore del concorso indetto da Terna per i tralicci ad alta tensione del futuro. «Viviamo in un momento di grandi contraddizioni e per un avvenire sostenibile non basteranno di certo i pannelli solari con qual-

LA TECNOLOGIA Hugh Dutton: «Bellezza ed efficienza si possono conciliare, con forme che rispondono alle forze della natura»
vorare con delle forme che rispondono in modo intelligente alle forze della natura. Chi ha detto che bellezza ed efficienza energetica sono inconciliabili? A Miami, ad esempio, stiamo costruendo delle vele che si orientano verso il sole e che catturano la brezza marittima».

Giorgio Rosental, capogruppo del progetto di Terna sui piloni del futuro, guarda avanti. E se plaude a queste nuove infrastrutture simili a fili d’erba — il collaudo dei primi prototipi partirà nel 2012 vicino a Livorno, mentre l’installazione su alcune nuove linee di trasmissione avverrà nel 2013 — dall’altra ammette i limiti dell’architettura contemporanea. «Il rischio è puntare troppo sulla spettacolarizzazione, dimenticando tutto il resto. Capita — dice — che le città abbiano il museo progettato dall’archistar di turno, mentre il territorio frana a causa di piogge troppo abbondanti. Così facendo gli architetti continueranno a creare per loro stessi, presentando rendering fantastici, ma fregandosene dell’ambiente circostante. Un errore imperdonabile. Chi lo dice agli amministratori locali che le città sono fatte di abitazioni e non di isolati edifici ‘firmati’?» Edoardo Zanchini, responsabile Energia Legambiente, è sulla stessa lunghezza d’onda: «Il nostro difetto è che abbiamo progetti meravigliosi, ma intanto si costruiscono sempre le stesse case e l’obiettivo del 2021, data in cui gli edifici dovranno essere neutrali da un punto di vista energetico, resta una chimera». Più ottimista Adriano Paolella, direttore generale Wwf Italia: nel suo mondo ideale gli archistar lavorerebbero nei processi quoti-

A MISURA D’UOMO Progetti per le città e l’ambiente di domani (in senso orario): la scuola di Mario Cucinella a Gaza; i tralicci elettrici di Hugh Dutton, progettati per Terna; le eco-case di Cucinella a Milano; il minieolico-libellula firmato da Renzo Piano; la «Globe Town» sul Volga dell’architetto Oscar Dante Benini

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