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Simbolismo Decadente e Avanguardie

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Simbolismo decadente e Avanguardie (1889 – 1904) Simbolismo decadente: nato in Francia all’inizio degli anni 1880.

Verso libero Senso di corruzione e disfacimento Nobiltà spirituale dell’artista che si salva andando controcorrente 1889 -> Il piacere di D’annunzio 1904 -> Poemi Conviviali di Pascoli

Corazzini, Govoni, Palazzeschi, Gozzano  nuova poesia: 3 tendenze --> Crepuscolari, Futuristi e Vociani Esprimono bisogno di nuova figura del poeta, nuovi motivi. Si rifiuta la sacralità della poesia e al suo posto c’è l’ironia per il ruolo di protagonista del poeta, visto sia come vate o genio solitario, sia mediatore delle ideologie dominanti. Lo scrittore si sente ormai parte della massa piccolo-borghese nata dalla rivoluzione industriale. Espressionismo letterario (1903 – 1921): Verso libero Forme esasperate e violente Distruzione della sintassi dei futuristi Tema della città anonima e tentacolare Disfacimento del rapporto fra particolare e universale, per ingigantire ed isolare il particolare E’ la conseguenza letteraria della protesta sociale, rottura di forme e temi rappresentata da riviste fiorentine come “La Voce”, che espresse bene la ricerca di un nuovo ruolo sociale per gli intellettuali, la loro spinta all’affermazione come ceto sociale. Crepuscolari (1903 – 1911) Rappresentanti: Palazzeschi, Govoni, Corazzini, Gozzano. Poesia: nuovo paesaggio (sere domenicali in provincia, orti, ospedali, conventi) nuovi personaggi (monache, vecchie, mendicanti, vagabondi, saltimbanchi) nuovi oggetti (specchi, piccole cose abbandonate, vecchi mobili)  esprimono condizione di malinconia, di abbandono, di desolazione che accomuna il poeta con gli oggetti trascurati e lo eguaglia alla gente di tutti i giorni. Non ci sono più distinzione sociale e una sensibilità superiore, non viene più esaltato il particolare prezioso, ma quello minimo. Ma è un simbolismo in crisi: il simbolo smette di essere rivelazione di verità, la riflessione rompe il mondo raffinato di analogie e corrispondenze su cui era basato il simbolismo decadente di Pascoli e d’Annunzio. Futurismo (1909 – 1921) Il manifesto del Futurismo fu pubblicato da Marinetti sul “Figaro” il 20.02.1909. Marinetti aveva intuito che l’industrializzazione stava cambiando la qualità di vita e dell’arte, così questa industrializzazione andava esaltata e accelerata. Ciò significava accettare la mercificazione dei miti dell’industria: macchina, velocità, progresso, rifiuto del passato e spinta verso il futuro. L’impegno di creare un’arte omologa alla società industriale implica la necessità di combattere la tradizione, i musei, le concezioni umanistiche e classiche. Il pubblico, legato al passato, doveva essere shockato violentemente e costretto ad accettare la nuova tendenza. Verso libero Distruzione sintassi Parole in libertà Divenne anche un partito politico, il Partito Futurista, che proponeva un programma libertario (matrimoni facili, divorzi, abolizione dei manicomi e della polizia) e imperialista – nazionalista (necessità della guerra, riarmo, espansione coloniale) e di sostegno all’industria.

Vociani Poeti che collaborarono alla “ Voce”, periodico fiorentino: Sbarbaro, Rebora, Campana, Onofri (che collaborò all’ultima fase della rivista, ha caratteri diversi dagli altri poeti più impegnati nella società). Sono espressionisti, caratterizzati da verso e prosa poetica, dalla violenza e l’aggressività testuali, contraddetti fra esigenza di rottura e affermazione individuale e un’altra di solidarietà e ordine. Gli anni della “Ronda” (1920) La guerra mondiale costrinse gli scrittori a rivedere le loro idee. Dopo la guerra le avanguardie videro una ripresa nel periodo immediatamente successivo alla fine del conflitto, ma poi il fascismo rappresentò un generale ritorno all’ordine, sia in società che in letteratura. Ungaretti e Cardarelli sono entrambi vociani, partono da un’esperienza espressionistica che poi Ungaretti mitiga e Cardarelli rifiuta. Ungaretti torna alla tradizione classica di Petrarca e a quella moderna del simbolismo analogico, mentre Cardarelli torna al classicismo, programma che propone alla “Ronda”, rivista di cui fu condirettore. Il titolo è significativo perché rimanda al gergo militare da cui nasce la parola “avanguardia”, ma col significato opposto: l’avanguardia indica una pattuglia in avanscoperta, la ronda sta nelle retrovie e riconduce nei ranghi o nelle prigioni gli indisciplinati. La Ronda vede nel ritorno allo stile l’unica salvezza possibile e propone la restaurazione dei modelli e un nuovo classicismo. Dalla poesia pura all’ermetismo (1932 – 1942) Negli anni ’30 il regime fascista distingueva la “cultura-azione” (per le grandi masse) su cui esercitava un controllo assoluto e una rigida censura, dalla “cultura-laboratorio” (per un piccolo gruppo di intellettuali o una ristretta cerchia di pubblico) su cui era più tollerante e lasciava autonomia. Arte - propaganda per il fascismo e venire a contatto con il grande pubblico ↗ Letterato: ↘ Ritirarsi in un atteggiamento di distacco e di “purezza”(cioè senza impegno politico e sociale) scrivendo per un élite. Chi sceglieva questa seconda strada faceva poesia lirica, anche per l’influenza del fi losofo Benedetto Croce con la sua idea di un’arte come intuizione pura, si faceva poesia ridotta a metafore, senza logica o ragione. Manifesto ermetismo: Carlo Bo nel 1938 “Letteratura come vita” pubblicato sulla rivista “Il Frontespizio”. Qui la letteratura è riconosciuta come unica ragione di essere, dove c’è l’unica dignità possibile, contrapposta alla cronaca e alla politica, è una sorta di religione della poesia. E’ una poesia chiusa, difficile, aristocratica, siccome ogni singola parola deve tendere all’assoluto si cerca di renderla astratta, si eliminano gli articoli che potrebbero dare una determinazione e i nessi grammaticali per togliere la razionalità dalla poesia.

Gabriele d’Annunzio
Raffinatissimo cultore dell’estetismo (mette il culto dell’arte al centro della propria esistenza), è considerato uno dei più noti esponenti del decadentismo internazionale. Il suo panismo (tendenza a identificarsi con la natura) è un aspetto del simbolismo decadente che cerca segrete corrispondenze fra uomo e natura. Dopo aver pubblicato giovanissimo il primo libro di poesie (Primo vere) andò a vivere a Roma, dove sperimentò la raffinata vita mondana della capitale. Qui si avvicina al gusto dei decadenti francesi con le opere in versi Intermezzo (1884), una sorta di iniziazione alla lussuria e alla corruzione del bel mondo romano, L’Isotteo (1890), un rifacimento di stili e situazioni del ‘300/’400 per suggerire il fascino di una società edonistica, nobiliare e cortigiana, La Chimera (1890) repertorio di erotismo decadente. Nell’Isotteo si legge anche la poetica dell’autore, dove dice che il verso è tutto e la Bellezza è pura gioia. Il più famoso scritto è Il Piacere (1889), romanzo ambientato a Roma.Si trasferì poi a Napoli, dove dopo aver letto di Nietzsche scrive Il trionfo della morte (1894), dove il protagonista ha già alcuni aspetti del superuomo. D’Annunzio vive la filosofia di Nietzsche con ingenuità, come un’esaltazione della vita natural e e pagana da parte di un superuomo che si ritiene al di sopra del bene e del male. Laudi (Alcyone, Maia ed Elettra): miti pagani della natura e forza rigeneratrice della gioia di fondersi con la natura, ecco i motivi più fecondi di questi testi. Sono una celebrazione dionisiaca della vita, della natura e della storia gloriosa d’Italia, nonché del suo vate attuale, il superuomo appunto, che afferma se stesso anche nella tregua. Esalta ndo il suo modo di identificarsi con la natura. Notturno fu scritto nel 1916, quando D’Annunzio fu costretto ad un perio do di buio e di immobilità a causa di una ferita ad un occhio riportata in guerra: qui vengono rievocate alcune imprese di audacia e di morte dei primi mesi della guerra, espresse sensazioni e impressioni frammentarie basate sui ricordi. Alla fine della guerra D’Annunzio divenne il “vate”, cioè il poeta ufficiale d’Italia: le sue opere vennero pubblicate dal regime fascista. La sua vita che voleva essere “inimitabile” divenne anche una moda di massa piccoloborghese. Dichiarazione di poetica: “Le stirpi canore” Poesia capace di cogliere ed esprimere i suoni e i misteri della natura. La parola è legata alle origini del tutto e quindi è in grado di riprodurre l’essenza delle immagini. “Consolazione” (Poema paradisiaco): dedicata alla madre, nell’occasione del ritorno a casa del poeta-figlio. Ci sono molti segni di morte, ma il poeta, con molta volontà, confida di poter far rivivere il passato felice e consolare la madre grazie alla propria presenza rassicurante, tornando a fare gli stessi gesti del passato, come suonare il cembalo. La riscoperta dei valori familiari e domestici non esclude una retorica sentimentale, per far commuovere. “La sera fiesolana” (Alcyone): è cronologicamente la prima di Alcyone. Ambientata nella campagna di Fiesole, cittadina piccola su un colle di Firenze. E’ una sera di giugno, dopo la pioggia: il poeta con accanto la donna amata, contempla lo scendere della sera con i suoi profumi e rumori. Non descrive un paesaggio serale, ma esprime uno stato d’animo attraverso l’evocazione mu sicale delle sensazioni provocate dal paesaggio. La poesia è un continuo fluire di immagini che si creano l’una dall’altra con sfumature di suoni e colori dove av vengono frequenti scambi fra elementi naturali e umani: la presenza dell’uomo è ridotta a pura percezione naturale, mentre al contrario la sera viene umanizzata e assume le sembianze di una donna nella cui attesa si anima la natura. “Meriggio” (Alcyone): estate piena, il poeta si dissolve nell’universo e l’universo si dissolve in lui, in una metamorfosi che annulla confini umani e naturali in un’esperienza al di fuori del tempo. Il testo è divisibile in 2 parti: nelle prime 2 strofe c’è il paesaggio marino alla foce dell’Arno, nell’ora calda del meriggio; nelle ultime 2 vi è la trasfigurazione panica del poeta che si annulla nella natura, perdendo la propria identità umana per acquisirne una divina, assoluta e senza tempo. La perdita del nome (che indica l’identità individuale in società) è il clou dell’immersione del poeta nel meriggio estivo, che diventa l’unica realtà: spariscono l’io e ilo paesaggio, ridotto a entità indifferente del meriggio. “Le città terribili” (Maia): Maia è il primo libro delle Laudi, è una lode entusiastica e sensuale della vita eroicamente concepita: al superuomo, dotato di una sensibilità e di una vitalità intense, è affidato il messaggio di una vita nuova, legata alla comunione con la natura. Il poema si apre con la celebrazione dell’eroe greco Ulisse, corrispettivo del superuomo, e con l’annuncio della resurrezione del dio mitico Pan, simbolo di vita e di esistenza attiva, gioiosa e sensuale. Nel corso del poema vengono descritti 3 viaggi: uno nella Grecia antica, uno nella Cappella Sistina e uno nel deserto, dove il poeta ritrova se stesso, solo con gli elementi naturali. Le 2 strofe qui presenti sono la conclusione del primo viaggio: il poeta collega il canto di sterminio che proviene dai campi di battaglia greci a quello senza eroicità che viene dalle città terribili, le moderne città tentacolari la cui visione angosciante riporta alla squallida realtà quotidiana. La città è il luogo dove Pan è assente, dove invece abitano gli uomini qualunque che si affannano come bestie per la sopravvivenza. Il poetasuperuomo è lontano da loro e guarda con sdegno la realtà cittadina, anche se in essa è pur sempre in grado di cogliere l’attimo di gloria. “Qui giacciono i miei cani”: ultima poesia scritta da D’Annunzio. E’ un testo cupo, funereo, dove il nulla svela la sua tragicità. E’ una specie di epitaffio funebre per i cani morti e per il panismo simbolistico. Il poeta immagina che il gesto ripetitivo di rodere gli ossi fatto dai cani in vita venga ora continuato con ossessione nella morte. E’ una sorta di presagio, nella vita, della condizione mortuaria e una testimonianza della sua insensatezza nel tendere verso il nulla. Al gesto dei cani corrisponde quello dell’uomo di succhiarsi il dito nella culla, non c’è una condizione privilegiata per l’uomo nell’universo. Il panismo è qui rovesciato: all’affermazione del privilegio del poeta e del superuomo è sostituita quella della condizione del poeta comune a quella di tutti i viventi.

Giovanni Pascoli
Continuità e rottura, tradizione e innovazione ne fanno l’ultimo dei classici ed il primo dei moderni in Italia. Il linguaggio basso e popolaresco ha sempre qualcosa di raro e prezioso che sfiora l’estetismo. Il termine myricae, che è il titolo della sua prima opera, allude a una pianta umile e trascurata, ma nello stesso tempo è tratto da Virgilio ed è una parola latina, quindi dotta. Alto e basso, privilegio e umiltà sono mischiate. Fanciullino: da una parte è presente in ogni uomo, una figura umile e piccola, dall’altra solo il poeta conosce il privilegio di farlo rivivere e di farlo parlare dentro di sé, per cogliere così il significato “vero” di quelle piccole cose che l’adulto “normale” invece trascura. Tutta la poesia di Pascoli allude a una verità segreta che può essere scoperta solo dal poeta, motivo per cui i vociani e i crepuscolari si allontanano da Pascoli, che secondo loro era troppo legato al sublime dell’800. Rapsodismo: capacità di Pascoli di lavorare contemporaneamente a generi diversi. Il simbolismo di Myricae che collega il mondo della natura con le sensazioni soggettive del poeta è contemporaneo al romanzo lirico sul ciclo delle stagioni, Canti di Castelvecchio (1903), al ritmo dei Poemetti, alla rievocazione dotta dei miti classici della Grecia nei Poemi Conviviali e a Odi e inni (1906). Temi simbolici: nido e siepe, immagini di un mondo riparato e protetto dalla realtà esterna, è il motivo della famiglia, che Pascoli associa alla difesa del mondo campagnolo dall’industrializzazione. Motivi esistenziali e nevrotici: lutti familiari, come la morte del padre, distrussero l’unità della famiglia, tenta poi quindi di riunire il nucleo familiare con le sorelle. Motivi ideologici: difesa della piccola borghesia e delle sue origini contadine. I Poemetti invece sono innovativi per lo sperimentalismo linguistico e la narratività. Dichiarazione di poetica: “da Il fanciullino” Il poeta coincide con il fanciullino, cioè con quella parte infantile dell’uomo che negli adulti tende normalmente ad essere soffocata e che invece nei poeti trova libera espressione. Il fanciullino vede ciò che di solito passa inosservato, usando l’intuizione: trova concordanze segrete fra le cose stabilendo fra di esse legami inconsueti, guarda il mondo con stupore come se vedesse le cose per la prima volta. Non è quindi ordinario, grazie alla propria fantasia. La poesia è il luogo dove l’uomo dà voce al fanciullino che è in lui: nasce dalla coscienza comune dell’infanzia, non è razionale e ha per gli uomini un valore consolatorio che li spinge alla bontà e alla solidarietà. Ecco il valore dell’arte per Pascoli: consolatoria e utile per le riappacificazioni sociali. “Lavandare” (Myricae): fa parte della sezione “l’ultima passeggiata”, dove il poeta passeggia tra i campi in autunno, c’è una nebbia leggera e sente arrivare, da un canale, un canto triste e lento delle lavandaie che lavorano. Gli aspetti della vita contadina hanno connotazione soggettiva: il campo arato solo in parte dà un senso di incompletezza, l’aratro che giace dimenticato dà una sensazione di ab bandono espressa anche nel canto delle lavandaie. Così la solitudine malinconica dell’uomo e dell’autunno trovano i loro simboli nell’immagine dell’aratro e nel triste canto. “I gattici” (2° edizione di Myricae): poesia sulla morte, guardando il paesaggio d’autunno il poeta ricorda la primavera e sente con dolore che la stagione sta cambiando nell’inverno, nel periodo dei crisantemi e dei morti. Le illusioni della giovinezza sono passate come le gemme primaverili sono diventate foglie ingiallite trasportate dal vento. Il testo si apre con la congiunzione e che sembra alluder e ad un’attesa soddisfatta, ma la stessa congiunzione nell’ultima strofa è negativa, perché elenca e unisce particolari di morte e distruzione: così la poesia si chiude con un tono senza speranza. “X Agosto” (Myricae): il 10 agosto 1867 Ruggero Pascoli, padre del poeta, fu ucciso con una fucilata mentre tornava a casa in calesse. Per Pascoli rimase per sempre un episodio crudele e ingiustificato. Dopo 30 anni dall’episodio, scrive questa poesia dove rievoca la giornata con drammaticità. Pascoli collega la morte del padre a quella di una rondine uccisa senza motivo mentre torna al nido dove l’aspettano i rondinini, il cielo, nella sua infinita e serena distanza, assiste alle 2 morti con un piangere di stelle cadenti. L’uomo e la rondine sono simboli del dolore universale e dell’ingiustizia che regola la vita sulla Terra, la lontananza del cielo esprime la lontananza del bene e della giustizia dalla sofferenza umana. “ Il gelsomino notturno” (Canti di Castelvecchio): poesia scritta in onore delle nozze di Gabriele Briganti, amico del poeta. Vicino al racconto di piccoli eventi naturali che accadono di notte dalla sera all’alba, ci sono riferimenti delicati alla vicenda d’amore notturna dei due giovani sposi da cui nascerà un figlio a cui daranno anche il nome del poeta, come omaggio. “da Italy” (Primi Poemetti 1904): poemetto dedicato agli emigrati italiani. Parla di alcuni emigrati toscani che vengono da Cincinnati (negli USA) in visita al loro paese natale per poi ripartire. I personaggi sono ispirati a figure davvero esistite conosciute da Pascoli. E’ il momento della partenza: Ghita, Joe e Molly si stanno x imbarcare x tornare in America, la gente li saluta affettuosamente e li invita a salutare anche i parenti o gli altri amici emigrati. E’ un testo di notevole esempio dello sperimentalismo linguistico di Pascoli: il dialogo fra i paesani e gli emigrati si svolge mescolando 2 registri linguistici che conferiscono alla scena immediatezza realistica. Alexandros (Poemi Conviviali): protagonista è Alessandro Magno, la cui figura è rappresentata come le leggende medievali, dove Alessandro è un eroe avventuroso e avido di conoscere nuovi mondi; arrivato sulla riva dell’Oceano dopo aver conquistato l’India e non ave ndo più nulla da conquistare, si dispiace di non poter arrivare sull’unica terra che gli resta davanti: la luna. L’eroe sente l’impotenza dell’uomo davanti all’infinito e rimpiange il passato in cui potevo ancora sognare nuove conquiste. Concezione irrazionalistica della verità: la verità non è data dalla scienza, ma dal sogno, unico luogo dove è possibile cogliere la profondità del mistero della vita umana.

Per questo il poeta richiama l’attenzione della gente e la invita a comprare le proprie idee con i modi accattivanti di venditore ambulante. la poesia tende all’autenticità. Corazzini si nega come poeta. dove dice che i 2 poveri autori non hanno osato dichiarare il prezzo di questo libro perché proprio essendo inutile pensavano che nessuno volesse comprarlo. più un luogo di preparazione alla morte che di cura e molti elementi lo suggeriscono: le campane che suonano a lutto. tisico e prossimo a morire. ma la esibisce rendendola il nucleo della sua poesia. le tante croci e corone di fiori che riempiono il cimitero immenso. Il “fanciullo che piange” di Corazzini riflette la condizione reale e negativa di un’adolescenza senza futuro. E’ consapevole che il poeta non ha senso se non ha funzione sociale. l’incapacità di vivere se non silenziosamente.Sergio Corazzini Poeta giovanissimo. La malinconia e il vittimismo a volte sono insofferenti verso la propria condizione e verso al crisi della figura pubblica del poeta e il valore dell’arte. che dovrà rappresentare l’”inutilità” della poesia: la verità esistenziale del fanciullo destinato a morire può essere una verità che riguarda la funzione del poeta e della poesia nella società di massa. che in questi versi diventa il luogo di sofferenza per antonomasia. Guido Gozzano . il continuo passare di funerali. e oscilla fra il desiderio di sentirsi piccolo e la consapevolezza amara dell’avvicinarsi del proprio destino. Dichiarazione di poetica: la vita breve di Corazzini non gli ha permesso di lasciare testimonianza delle sue idee riguardo la poesia. Corazzini. Le sue poesie mostrano una lucida consapevolezza della malattia e la condanna che pesa su un’adolescenza che non potrà mai diventare età adulta. denuncia la condizione mercificata della poesia nella so cietà di massa. sentendosi un uomo semplice e sofferente o meglio un bimbo ingenuo e indifeso che mostra agli altri il proprio dolore. Il bisogno di autenticità si esprime come esperienza reale del dolore. solo con gioie semplici. Bando (Libro per la sera della domenica): tra le poesie di Corazzini è quella con idee più espressionistiche. La vita per lui è quella vera di un giovane malato che la malattia rende uguale a tanti altri. scritta con l’amico Alberto Tarchiani. visto le chiare idee di Corazzini qui espresse: il rifiuto di considerarsi poeta. osserva la città in una solitudine che lo accomuna a quella di tanti altri giovani malati come lui: la condizione di isolamento tipica del poeta del ‘900 è qui separato ma non per privilegi. in essi si ritrovano la fragilità particolare del poeta e nel contempo il suo sentirsi uomo fra gli uomini. la sofferenza del poeta compare in tutta la sua materialità. la propria sofferenza vista come garanzia di autenticità contro il falso eroismo della società borghese. al poeta non resta che adeguarsi alla logica del mercato vendendo la poesia come una merce qualsiasi. Toblack (L’Amaro Calice): in italiano Dobbiaco. che comunque si ritrovano chiaramente nei suoi testi. Una scritta sul retro di Piccolo libro inutile è molto interessante. che cerca n ella regressione conforto per la sofferenza. si ammalò di tubercolosi e morì a 21 anni. Corazzini non nasconde la sua debolezza. L’affermazione dell’inutilità della poesia è un modo di metterla in conflitto con la mercificazione. agli occhi del poeta. Il tono umile implica una grande consapevolezza della condizione storica della poesia e rappresenta il tentativo di raggiungere una qualche autenticità. che sta nella sofferenza. Desolazione del povero poeta sentimentale (Piccolo libro inutile) : può essere considerata una vera dichiarazione di poetica. Toblack infatti è. è una piccola cittadina tirolese conosciuta come luogo di cura e di convalescenza per malati di tubercolosi. Il tono della poesia è salmodiante. Nei suoi versi ci sono gioie semplici e tristezze comuni. bensì per conseguenze ineluttabili. l’amore x le cose comuni. Senza una definita funzione sociale. Corazzini è critico verso i modelli letterari tradizionali e ha fiducia nella ricerca di un modello nuovo. come una cantilena dei canti sacri.

lui invece è tutto prudente e risparmiatore di energie vitali. 2 raccolte + importanti: La via del rifugio (1907) e I colloqui (1911). lontana dagli intellettualismi e dall’arte a cui è legato il poeta.Gozzano e d’Annunzio si contrappongono: biograficamente. descrivendo le reazioni di un uomo che precipita da 1200 metri a causa di un guasto nella mongolfiera. cioè l’arte prende il posto della vita come sostituto insufficiente e misero. Aldo Palazzeschi . ma sono vissuti come l’illusione ancora possibile di un rapporto tra arte e vita senza mediazioni -> la scrittura diventa x Gozzano una forma di autocontrollo e autocensura. Racconta l’idillio fra il poeta e una donna di provincia che vive con il padre in un’antica villa. La poesia x Gozzano non è più in grado di dare nessun significato positivo né di dare prospettive future agli uomini. Invernale (I colloqui): poesia ambientata presso un laghetto ghiacciato di Torino. alla vita inimitabile di d’Annunzio c’è quella breve di malato di Gozzano senza niente di straordinario. decide di tornare a riva e esprime al poeta con una parola (vile) quel che pensa di lui. all’orgoglio di poeta. Il poeta sente crescere dentro di sì una serenità e uno stupore che gli nasce dalla natura che vede strana attorno a lui. Semplice. dettate dalla logica di autoconservazione. Gozzano contrappone temi borghesi e intimi. Dichiarazione di poetica: fa un esempio. L’assenza: la poesia prende spunto dall’assenza temporanea della donna amata e si abbandona con infantilità all’attesa del suo ritorno. ma su un passato perduto o accettando l’ironia. Il poeta sta pattinando pure. Scrivere significa prendersi in giro da soli. vissuto come privilegio e onore da d’Annunzio. Il piccolo ambiente di provincia è descritto con tenerezza e un senso di rimpianto. espressione di una divisione fra arte e vita. Compromesso: valori e vitalità del poeta possono essere espressi. ma poi ad un ulteriore cedimento del ghiaccio scappa a riva. essa si offre come una possibile alternativa all’aridità sentimentale che Gozzano prova x la sua cultura e la malattia. fra contemplazione dell’intelligenza e partecipazione dell’istinto. è una scena tragicomica: un gruppo di pattinatori fugge a riva dopo che il ghiaccio si è incrinato. Da La signorina Felicita ovvero La Felicità (Nuova Antologia): poemetto più noto di Gozzano. tuttavia Gozzano frena questi sentimenti con un’ironia che sottolinea il distacco fra il poeta e la realtà semplice a cui aspira. Situazione contraddittoria: slancio e passioni che vorrebbero esprimersi. Il poeta subito accetta. dopo aver continuato a pattinare ancora un po’. Alla fine anche la donna. ma un’amica che è con lui lo prende x il braccio e lo prega di rimanere ancora sulla pista e di sfidare co n lei per amore del pericolo il ghiaccio. Sono 2 atteggiamenti diversi nei confronti della vita: lei incarna la dispersione gratuita di energie e l’amore del rischio come vita portata fino al limite dell’autodistruzione. la Signorina Felicita incarna l’ideale di vita elementare e sana. Gozzano sostituisce la vergogna di esserlo. ingenua. Per Gozzano l’arte è una consolazione privata che ripaga il poeta delle sue frustrazioni sociali ed esistenziali e lo protegge dal mondo. Lo sdoppiamento fra istinto e intelligenza è la chiaroveggenza:un distacco che permette di vedere con chiarezza la situazione. La coscienza è tolta alla vita e posta al suo esterno. giocare sapendo di farlo. ha valori ormai sorpassati e morti. come attraversata dalla sua stessa serenità. resa piacevole dalla presenza di oggetti che ricordano la donna. alla splendida libertà formale e alla ricchezza di temi di d’Annunzio. vorrebbe mettersi in salvo a sua volta.

Filippo Tommaso Marinetti L’impegno teorico e organizzativo di Marinetti al futurismo fu costante. lo deride e lo offende. La funzione della poesia è quella quindi di affermare questa possibilità e promuoverla. riconosce in lei la sua stessa condizione. e così prende atto della crisi della poesia nella società di massa. Il titolo mette a fuoco il problema della ricerca di un’identità. Afferma così il valore del divertimento e dell’arte come gioco e piacere infantili. dove emergono le tendenze crepuscolari e futuriste del poeta. La semplicità e l’ingenuità di Palazzeschi sono una volontaria regressione all’infanzia del poeta dove l’abolizione dell’io -adulto corrisponde al rifiuto della poesia seria ed ufficiale: solo attraverso questa regressione sembra possibile al poeta di toccare l’autenticità della vita. Palazzeschi sa che non è + possibile vedere nel poeta un portatore di verità e valori. dall’altra il poeta. Dietro l’insensatezza dei suoni messi a c aso si cela la volontà di dissacrare il linguaggio ufficiale delle accademie e dei professori. Una folla di curiosi le sta intorno e la incita a continuare le sue piroette. vestita di stracci. capace di far rivivere il ritmo imprevedibile della vita. Dimensione spettacolare: per i versi irrisori e il loro andamento narrativo. Comare Coletta (Poesie): comare Coletta è una vecchia mendicante che un tempo ballava nei teatri. Palazzeschi afferma la superiorità e la profondità del riso e dell’allegria sulla serietà. La forza espressiva di questa poesia sta nello sdoppiamento dell’ottica del poeta: mentre si unisce al coro di disprezzo verso la vecchia. E’ un testo costruito su 2 diversi punti di vista: da una parte il pubblico. con abiti luccicanti e vistosi. che è visto come un clown. Palazzeschi contrapponeva il principio di piacere e del riso. per chiedere l’elemosina. e Palazzeschi tenta di cr earsi un’identità contrapponendosi polemicamente al pubblico. trasformando in risata e in capriola la propria crisi esistenziale. Lasciatemi divertire (Canzonetta) (L’Incendiario): qui Palazzeschi lascia sfogo alla trasgressione futurista. mettendo in discussione il ruolo del poeta e la sua identità. lo ammira e lo deride. Tendenze crepuscolari: evidenti nel tono semplice e ingenuo del rifiuto del poeta-vate. La collaborazione che iniziò con Marinetti finì dopo 5 anni. Dichiarazione di poetica: righe tratte da un “manifesto” pubblicato sulla rivista futurista “Lacerba” con il titolo di “Il controdolore”. Alla concezione futurista di guerra come pulizia del mondo. La polemica di Palazzeschi però non è mai aggressiva: la sua forza sta nell’ingenuità. ormai simili a quelli di una marionetta più che di una ballerina. per esempio nel romanzo Il codice di Perelà (1911) il desiderio di infrangere le regole alla ricerca del piacere è rappresentato da un “ omino di fumo”. Dagli anni ’30 in poi la sua ricerca del piacere della trasgressione viene confinata nell’immaginazione. La rabbia che deforma la bocca di comare Coletta e la stessa che ha il poeta contro la società borghese. a causa della guerra e del fascismo che avevano reso impossibile attuarla nella realtà. e pubblica 4 raccolte di versi pubblicate in Poesie (1930). Con la tecnica del “parlato” Palazzeschi prende il punto di vista della gente che infierisce contro la vecchia. il gioco e il divertimento e il loro potenziale trasgressivo. divertendosi per la rigidità dei movimenti della donna. . prima della guerra mondiale: a differenza degli altri futuristi che vedevano nella guerra uno sbocco pratico alla loro anarchia. Prima della prima guerra mondiale riesce a rifiutare l’ideologia della guerra e avere un’utopia di una società che vince la sofferenza umana attraverso la gioia e la leggerezza. ne viene poi condannato e scappa dal camino. ma lo usa per mostrare la miseria. che prima acclamato come liberatore dalla società. Sui suoi versi regna un’atmosfera gioiosa e infantile.Inizia la sua attività letteraria come poeta. Palazzeschi si tuffa nella vita tentando di recuperare gli aspetti irrazionali e di gioco. Assumendo il punto di vista della gente il poeta non lo condivide. tenta una nuova definizione del poeta. urtando la suscettibilità conformista dei borghesi. contro la rigidità repressiva della società borghese. che è consapevole di non avere + una funzione sociale e si rassegna a non poter comunicare con una società che non ha più bisogno di lui. Il poeta sa che è s empre a contatto con una folla che lo giudica e lo teme. che la sua funzione sociale è annullata dalla svalutazione dell’arte che è ridotta a merce: così il conflitto fra poeta e pubblico è un tema frequente. Palazzeschi la vedeva come il trionfo brutale della realtà sul suo sogno d’avventura letterarie e umana. la gente comune che offende il poeta e lo accusa di indecenza e stupidità. La paura della vita adulta è basata sull’immaginario di favole e d’infanzia di Palazzeschi: ma la trasforma in slancio positi vo e vitale. un saltimbanco che si offre al pubblico. Tendenze futuriste: nell’avanguardia Palazzeschi vide la possibilità di un rinnovamento generale della cultura e dei costumi. si abbandona a dei suoni senza significato e al piacere del rompere le regole del buon senso. Chi sono? (Poemi): manifesto della poetica di Palazzeschi. Questa folla rappresenta l’ipocrisia e il conformismo della società borghese che da un lato si compiace dello spettacolo e dall’altro lo condanna come degradazione fisica e morale causata dal peccato commesso in gioventù. che si espone agli sberleffi del pubblico che lo osserva e lo giudica. e che ora invece saltella goffamente. afferma il piacere puro.

punteggiatura e soggetto. né il futurismo ha prodotto poeti di rilievo. Il soggetto è ridotto a osservatore distaccato e al privilegio di scoprire analogie fra le cose -> conferma la tradizionale funzione lirica del soggetti nel simbolismo. ricerca di espressività oggettiva (con il verbo all’infinito) e analogica (accoppiamento di 2 sostantivi x dare impressione di realtà). Nuova funzione sociale dell’arte: rendere accettabile alle masse lo sfruttamento e l’alienazione inevitabili nella società delle macchine e dei consumi -> ideologia tradizionalista che spiega l’adesione al fascismo nonostante l’atteggiamento inizialmente rivoluzionario. Distruzione della sintassi. il distacco di Sbarbaro è una condizione di scarsa vitalità. Dichiarazione di poetica: “dal manifesto tecnico della letteratura futurista” (1912) Si esalta la velocità e l’aereo (la macchina-simbolo del futurismo). Camillo Sbarbaro La sua poesia è espressionista. tipiche della poesia marinettiana. La mercificazione dell’arte è vista come inizio di un rapporto nuovo fra artista e società: il valore estetico è sostituito dal valore economico di mercato.La fine della tradizionale funzione dell’arte fu accolta con entusiasmo dai futuristi. non ha niente a che fare con il futurismo. L’importanza di Marinetti come poeta è molto inferiore rispetto a quella di organizzatore di cultura e teorico. che chiamano i musei “cimiteri” e proclamano la necessità di distruggere l’arte del passato. ma si notano anche tante metafore e sinestesie. abolizione di aggettivo. così. con vere e proprie quotazioni di borsa. sì. avverbio. Ma si vuole affrontare in modo rivoluzionario un argomento strausato: il risultato è appariscente. Pianissimo (1914). Poesia: concepita in termini tecnici. La materia è quasi sempre autobiografica. 1Distruggere la sintassi 2Usare il verbo all’infinito 3Abolire l’aggettivo 4Ogni sostantivo deve avere il suo doppio 5Abolire la punteggiatura 6Distruggere la psicologia Sì. e le prose poetiche di Trucioli (1920. . anche x le poesie. che dimostrano la natura simbolistica di questo testo. l’aurora sul mare (Antologia di poeti futuristi): il tema è assolutamente tradizionale. Gli aspetti della modernità sono accolti come segni positivi di progresso. con la disposizione del testo e dei caratteri tipografici originali sulla pagina.

Se il desiderio sessuale equivale a una trasgressione della legge paterna. non quella di vate. Io che come un sonnambulo cammino (Pianissimo) : tematica della donna portatrice di salvezza e garante di un senso nel caos anonimo della città. lo sdoppiamento dipende dall’impossibilità di avere un rapporto reale con le persone e con gli oggetti della civiltà moderna: ormai le cose sono in se stesse. l’indifferenza si interpreta come una repressione preventiva degli stimoli vitali x sfuggire al senso di colpa e come un segno di depressione. ridotta alla condizione di oggetto (reificata) e alienata. La freddezza della poesia di Sbarbaro si basa sull’autorepressione. diventare uno spettatore di sé -> tema sdoppiamento dell’io. e rappresenta una pos sibilità di armonia fra soggetto e realtà. La sua vita e la sua produzione sono spezzate in 2 dalla conversione religiosa. Il tono pacato evidenzia il raggiunto equilibrio esistenziale di Sbarbaro. tipica di Baudelaire. Senza alcuna attrattiva. sottovoce. il poeta cammina per le strade della città. l’appagamento dei suoi desideri. . Per questo la “chiaroveggenza” (la consapevolezza) della propria condizione individuale è la denuncia sociale che rappresenta la verità sulla condizione umana nella società di massa. i turbamenti e le ansie della giovinezza si placano in un rapporto sentimentale vissuto con la serenità di un’età avanzata.chiuso nell’indifferenza x la vita simile a quella delle strade che attraversa. L’inerzia vitale e lo sdoppiamento creano una difesa psicologica contro il desiderio: tema che ritorna spesso è quello della trasgressione morale e l’aridità che ne deriva è un modo x difendersi dal senso di colpa. come un oggetto fra altri oggetti. il poeta parla alla sua anima.. anima stanca di godere (Pianissimo): con tono basso. non hanno un significato. Ora che sei venuta (Versi a Dina): l’intesa d’amore è finalmente raggiunta. per le strade di solito attraversate dal poeta. L’effetto sul poeta è di shock: improvvisamente sveglio e cosciente. La condizione del poeta è quella degradata dell’uomo di massa. A sbloccare x un attimo questa condizione è l’apparizione di un a donna che passa. incapace di stab ilire un contatto fra sé e il mondo. Esco dalla lussuria (Pianissimo): uscito da una casa di prostituzione. Lo sguardo garantisce un rapporto con la realtà e si sostituisce alle parole come strumento di conoscenza. il poeta riacquista il desiderio amoroso. così trasformò il suo stile e i suoi temi. pensando al peccato commesso:l’aver ceduto alla passione erotica gli sembra una trasgressione alla legge morale del padre . esistenza privata di anima ed energie vitali. il corpo e la vita del poeta sono solo “Necessità”. constatando con rassegnazione che non ci sono passioni e stimoli vitali. la sua realizzazione non può che essere senso di colpa e bisogno di espiazione. e questa condizione provoca solo indifferenza. Taci. che servì a dargli una risposta e un appagamento all’aspirazione all’assoluto che cercava. anima stanca. Dichiarazione di poetica: il poeta parla dell’occasione in cui nacque “Taci. la realtà è un susseguirsi di cose che esistono di per sé. non riesce a preoccuparsi neanche all’ipotesi dell’imminente morte del padre. In questa visuale. L’aridità del soggetto è l’equivalente del “deserto” cittadino. con andatura lenta e ritmata. eguagliati agli oggetti.” e quindi Pianissimo. molti testi rivelano un contrasto fra desiderio di amore e di vita autentica e consapevolezza che non si possono realizzare. è l’incarnazione stessa de l desiderio e rappresenta un’occasione di vita e felicità: il poeta ne coglie la sensualità fin nei capelli o nella tesa del cappello. rappresentata grottesca e allucinata. quel che interessa al poeta è l’autocoscienza. Città: dimensione sociale dove si svolgono i rapporti umani e dove vive il poeta. L’abbandono alla gioia di un attimo si vede nell’accordo fra il cuore del poeta e il passo della donna.Il soggetto lirico della poesia è un “fantoccio”. La figura del padre ha una funzione di interdizione a vivere. Al poeta resta la possibilità di tale condizione. Unisce il tema sessuale al dolore x il timore della morte prossima del padre: la vita convive con il senso di colpa e con la sua espiazione anticipata. La donna. un “sonnambulo”. ma x riuscirci d eve guardarsi vivere dall’esterno. Clemente Rebora Tendenza espressionista dei poeti vociani. La disperazione di Sbarbaro si trasforma in accettazione. Sbarbaro sta vagando per la città in stato di semincoscienza. La dimensione esistenziale del poeta è quella dell’alienato. il mondo è un deserto dove al poeta non rimane che osservarsi senza compassione.

che si sforza di dare ad ogni singolo testo un significato intellettuale attra verso la posizione di autore. ma è una prova suprema a cui viene sottoposta l’esistenza: la civiltà non aiuta l’uomo a superarla. O carro vuoto sul binario morto (Frammenti lirici): la descrizione della storia di un vagone ferroviario rappresenta implicitamente la vita dell’uomo sulla terra. nell’assolutezza del bisogno che è espresso. nel non aspettarsi nulla. Si condanna la condizione artificiale in cui la civiltà pone l’uomo. ma deve essere il soggetto ad assegnare loro un valore. La vio lenza che c’è in campagna si trasforma in un’angoscia dello scenario di città. che però è avvenuto molti anni dopo. con la tensione di portare ordine e razionalità. Dichiarazione di poetica: “O poesia. Semplicemente la conversione avrebbe rappresentato il bisogno di significato e valore che c’è in questa poesia. che cercava una consolazione nel mito. permette di conoscerle e non di ricomporle in una superiore armonia. che altri non capirebbero o dal quale sarebbero solo turbati. Dall’immagine tesa (Canti Anonimi): spesso in questo testo si è voluta vedere la conversione di Rebora al cattolicesimo. forse. Qui siamo nel 1922. vista come un viag gio inesorabile e predestinato. dall’altra si vede l’influenza di modelli come Carducci o Nietzsche. La seconda opera importante di Rebora è Canti anonimi (1922). E’ una vera tendenza all’allegoria: gli oggetti del mondo non valgono + in se stessi. una coscienza negativa x lo più. Voce di vedetta morta (Poesie varie): composta durante la 1° guerra mondiale. Il soldato che scampa dalla guerra deve tenere x sé il segreto atroce della sua esperienza. un’analogia con tutto quel che sta intorno) o espressionistico (quando il frammento serve x raccogliere l’energia espressiva sulla propri individualità ed eccezionalità). La prima opera di Rebora si chiama Frammenti lirici (1913). La sua posizione è critica e svela i meschini interessi economici che si nascondono dietro agli interventisti. come se a parlare fosse lui stesso. ammesso che una risposta sia possibile. di Ungaretti. Temi: contrasto città/campagna. di rappresentazione e conoscenza. La descrizione serve come dimostrazione allegorica: si contrappongono gli effetti dell’uragano in campagna e in città. La tragica condizione della guerra in trincea è descritta assieme alla denuncia dell’inutile perdita che la guerra comporta. Rebora condivide il moralismo dei vociani: la città è il luogo privilegiato del rinnovamento perché sede della civiltà moderna. come se questo potesse essere un risarcimento per le sofferenze provate. La tensione però sta proprio nel non ricevere nessuna risposta. solo nel suo bisogno di “fede”. La follia di Campana (a lungo chiuso in manicomio) è oggetto di 2 interpretazioni: autenticità vitale assoluta . Il soggettivismo esasperato contratta con il desiderio del poeta di sciogliere la propria individualità nella massa anonima e indistinta  x dare un significato alla propria tensione. Frammentismo: può essere simbolista (quando nel frammento c’è l’universale. alla donna che si ama. per una redenzione etica. Il segreto se mai dovrà essere confidato una notte d’amore. x aspirare all’assoluto e x la vocazione morale di sacrificio. L’occasione è il corpo in putrefazione di un soldato. nel lucido verso” La poesia è concepita da Rebora come forma di autenticità. assumendo il punto di vista del morto. il suo aspetto confuso e contraddittorio.La violenza della forma di Rebora è quello che più colpisce nella sua lettura: il lessico è originale e selezionato in base alle durezze foniche. Atletismo agonistico: sfida solitaria x affrontare la realtà nello sforzo di darle un ordine e un significato. Agli uomini servono valori solidi che diano un significato alla loro vita. potrà dare una risposta. ma coscienza del loro significato. città come luogo degradato e ostile. Dino Campana Nella sua poesia si nota da una parte un’immediatezza nel rapporto con la realtà e la sua rappresentazione. il poeta parla a se stesso e ai soldati ancora vi vi. dove il tempo per i valori migliori dell’individuo è quasi nullo. Quest’ultimo è il caso di Rebora. dall’esterno. Rebora rappresenta il caos dell’esistenza. Dal “binario morto” della prenascita si passa all’esistenza. La guerra non porta armonia fra uomo e vita. Dall’intensa nuvolaglia (Frammenti lirici) : descrizione di un temporale fatta con linguaggio violento caratteristico di Rebora. per esempio. Così il temporale non ha solo un significato negativo. ma dal cielo non viene nessuna risposta se non il bisogno e il desiderio stesso di tali valori che costano impegno e dolore all’uomo. ma piuttosto provoca una resa senza consapevolezza. che non implica un valore assoluto: la poesia è coinvolta nelle contraddizioni della storia. I suoi versi sono una denuncia diversa da quelli. in realtà sarà solo la vita che alla fine.

La poesia parla anche del problema dell’incomunicabilità fra uomo e donna. così che il riconoscimento nella natura mostra la diversità del mare nei confronti dell’ideologia produttiva dominante e la contrapposizione tra individuo e società. il poeta si riconosce nella condizione della prostituta. L’invetriata (Canti Orfici): la contemplazione della sera è esempio della tradizione lirica. Il modo in cui la letteratura è capace di mediare il rapporto profondo con la verità della vita e del mondo sta nella possibilità di stabilire riferimenti “aperti” e illimitati a vari campi di esperienza del soggetto. Viaggio a Montevideo (Canti Orfici): racconta della traversata marina fatta davvero dal poeta per andare nel 1908 dalla Spagna all’America del Sud. Giuseppe Ungaretti Ungaretti è importante anche per l’influenza che ha avuto sulla letteratura contemporanea e successiva. un uomo sofferente tra la folla e nel momento in cui la poesia rappresenta questa realtà. e mirare alla costruzione di un’armonia fra l’ io e il mondo. Ha prevalso una funzione restauratrice. ma anche situazione di sradicamento e alienazione come i temi espressionistici di vagabondaggio e sonnambulismo. un’occasione di rapporto tra le leggi della natura e la diversità personale del soggetto. La poesia è. ma la sua reazione è diversa perché resiste a questa condizione tentando disperatamente di difendersi e negarla. come i vociani. ma considerata nell’aspetto primordiale e animalesco. dominata da una carnalità inconsapevole ed estranea alle domande esistenziali del poeta. il tema sessuale è rappresentato sadicamente: la pulsione libidica è il canale per una ribellione e una reazione distruttive. Campana sperimenta la necessità di rinunciare a qualsiasi ideologia di bellezza e di superiorità dell’arte per un realismo che si basa sulla realtà concreta dell’esperienza. l’instabilità lo spingeva a cambiare continuamente. Dalla dichiarazione di Campana rilasciata al suo medico curante mentre era in manicomio si legge che Campana viaggiava molto. Ma è anche momento di verità: fa vedere il volto reale dei rapporti umani. visto che entrambe le tendenze sono presenti nel poeta. La poesia è alta e sublime. di armonia nel rapporto tra oggetto e soggetto.e adesione al modello di “poeta maledetto”: in realtà non si può scegliere una chiave di lettura unica. La donna qui è occasione di un rapporto positivo con la natura e il paesaggio. Donna genovese (pubblicata post mortem): rivela la ricerca di un rasserenamento e di un equilibrio. Canti Orfici (1914). Duplice ricerca: scandagliare senza prudenza l’abisso esistenziale rischiando l’insensatezza. Qui ciò è impossibile per il carattere degli eventi circostanti. Ma la condizione di emarginato e il senso di sradicamento distruggono la tanto desiderata armonia cosmica. una concezione senza una funzione della v ita e della poesia. visto che deve vendere come lei una merce che non sarebbe vendibile. simile a molti altri poeti. Il soggetto appare come un vagabondo. per Campana. Nel suo disadattamento si esprime l’instabilità della condizione intellettuale del primo ‘900. L’imitazione del mare è vista come un’opportunità di tale concezione. Dichiarazione di poetica: “Fabbricare fabbricare fabbricare” Campana contrappone alla logica dell’efficienza costruttiva della società di massa. Fra la folla spiccano i volti tragici degli emarginati e quello del poeta stesso che si aggira portandosi addosso aggressività e un bisogno di tenerezza. A una troia dagli occhi ferrigni (Pubblicata post mortem): tema della femminilità. e andò in America perché là era più facile trovare da vivere. Il confondersi delle forme aiuta il soggetto ad identificarsi nel paesaggio. Alla base della psicologia di Campana c’è un sentimento di esclusione. quindi di assoluta verità: questo è il senso dell’aggettivo “orfico” che è nel titolo della prima e unica raccolta pubblicata in vita dal poeta. Il tema del viaggio è rilevante in Campana tanto da essere ossessivo. Il tema della prostituzione è ricorrente da Baudelaire in poi. Degradazione della figura di poeta Irruzione del lessico crudo e plebeo Punto di vista alienato che non riesce a costruire rapporti basati sulla conoscenza della realtà esterna Insistenza su parole-chiave. di ordine e tradizione. essa è vista da Campana come una sconfitta e un fallimento  adesione simbolistico-decadente: attribuisce all’arte ancora una funzione di guida e di conoscenza. equivalente al mistero della vita. come l’accendersi di una lampada. Differenza e distanza fra natura e soggetto sono sottolineate dal punto di vista al di là di un vetro. momento misterioso di identificazione con la vita universale. cosa che la poesia simbolistica vede come un privilegio per accedere all’universo. La donna del dialogo è una prostituta. era spinto da una specie di mania di vagabondaggio. nasce da un bisogno di rapporto e di conoscenza e configura i modi perversi in cui tale bisogno si deve ridurre nella degradata società industriale di massa. unisce l’instabilità psichica del poeta con la tendenza al vagabondaggio della letteratura. . che avverte il dolore della propria ansia nell’armonia apparente del cosmo. Fra io e natura si apre un contrasto: alla bellezza della notte non corrisponde la pace del poeta. ossessività Tema del viaggio: esprime una condizione privilegiata di esperienza. Ogni incontro può suscitare commozione emotiva o psicologica oppure l’aggressività. di armonia fra soggetto e leggi universali. senza ruolo armonizzante.

il contrasto è implicito alla condizione disumana della guerra di trincea. La partecipazione alla condizione comune del soldato consente una solida identificazione sociale. la storia della propria vita diventa recuperabile coem ricchezza presente. San Martino del Carso (L’allegria): dalla visione realistica di un paese distrutto dalla guerra il poeta passa alla riflessione sulla fine di persone che gli erano care. Sentimento del tempo (1933): ci si allontana dall’esperienza del vissuto e si cerca una poesia pura. il nomadismo. Sottolinea il desiderio del linguaggio di raggiungere un’espressività pura e una pertinenza assolute. Girovago (L’allegria): 2 temi cari a Ungaretti. L’”allegria” alla quale allude il titolo è appunto il ritrovo di momenti autentici nel creare un’armonia con la realtà circostante. che rispettino il sacrificio fatto da chi è morto. come se raccogliesse l’eredità di tutte le assenze. Veglia (L’allegria): il poeta resta a lungo vicino al cadavere di un compagno fino a quasi condividere con lui l’esperienza della morte. E’ un’infinita grandezza che colpisce sotto forma di luce. ha fatto il bagno nell’Isonzo. Ecco il motivo della regressione che si nota nell’aspirare all’innocenza e alla purezza: il “porto sepolto” a cui allude il primo titolo di Ungaretti è il grembo materno dell’ innanzi-nascita. Il dolore (1947). Dichiarazione di poetica: intervista di Ungaretti dove parla del suo primo libro. in un momento di riposo dalla guerra. e la nuova nazione. una scelta diversa. Vita di guerra nelle trincee: condizione estrema del soldato al fronte. il tema della guerra è scritto dal punto di vista anonimo. in cui si identifica il poeta. che cerca di consolare il padre con parole di incoraggiamento e di speranza. L’immersione nell’acqua del fiume ha 2 conseguenze: - Purificatrice: permette al poeta di sentirsi in armonia con il mondo. a essi è affidata la difesa della propria soggettività. La violenza della guerra rafforza però anche il desiderio del poeta di raggiungere l’innocenza. per il suo potere espressivo e liberatore. dove la vita è letterariamente trasfigurata. l’origine. la parola ha un significato religioso. sia il luogo più sconvolto dalla distruzione. una sensazione fisica legata alla mattina. il Nilo e la Senna. l’aspirazione all’assoluto dell’arte di Ungaretti si vede nella materia reale che tratta. Una situazione pacifica durante una pausa della vita da soldato crea una serie di associazioni e desideri. non eroico. La disperazione di Moammed non trova l’ultimo appiglio. come espressione della sorte umana e come occasione di fraternità. dall’altro l’interiorità del poeta restituisce alla distruzione una disperata armonia. C’era una volta (L’allegria): tono di favola. Così è rimasto sospeso fra la tradizione della sua origine. dove sono in gioco vita e morte. anche senza un coinvolgimento esistenziale autentico. ai vivi invece corrisponde la violenza invadente della distruzione della morte. I rischi della guerra possono anche avere un significato positivo se uniscono le diverse identità individuali davanti a valori assoluti. letteraria. di identità. grazie a cui l’uomo si sente parte dell’universo. poesia regressiva. anche se i condizionali e gli interrogativi fanno intendere che il conflitto prosegua. Unanimismo: la religione della parola esprime un desiderio di significato. Caino (Sentimento del tempo): la prima parte della poesia descrive la violenta vitalità di Caino. Per questo tornano in Ungaretti la tensione vitale e la forza del desiderio: anche se sentiti come un peccato. Natale (L’allegria): durante una licenza nelle festività di Natale il poeta si abbandona alla serenità protettiva della casa. I morti hanno un messaggio autentico e vitale. il riconoscimento in se stesso di un’identità collettiva. che rappresentano altri momenti della vita del poeta. Il poeta parla ai superstiti. in particolare il sentimento di vastità. Alla violenza scomposta dei vivi si contrappone la lezione difficile da dire ma decisiva dei morti. che però non è stata interiorizzata a sufficienza. Da un lato c’è il solito corrispondersi fra paesaggio e interiorità. Alla sera ripensa a quell’esperienza e si rende conto che l’acqua dell’Isonzo rievoca in se stessa quella di altri 3 fiumi: il Serchio. Ungaretti. una poesia sublime e preziosa. I fiumi (L’allegria): è una specie di autopresentazione del poeta in versi. L’io individuale così sparisce immedesimandosi con il tutto. dell’espressione poetica: un formale risarcimento e una possibilità di armonia superiore. Ma al suicidio dell’arabo l’autore contrappone la sua vocazione di poeta. la mancanza di patria e la ricerca dell’innocenza. di percepire la propria esistenza come una parte del tutto Regressiva: permette di recuperare il proprio passato individuale. senza lasciarsi sopraffare ancora da odio e interessi di parte. In memoria (L’allegria): il poeta racconta la storia di una crisi d’identità. Moammed Sceab ha cercato in Francia una nuova patria. ormai rifiutata. - Preziosismo aulico: cerca una raffinatezza come Petrarca.Tendenza rivoluzionaria e tendenza tradizionalista convivono in Ungaretti l’una accanto all’altra. Libertà analogica: sottolinea le associazioni più degli elementi realistici La letteratura prevale sulla vita. L’attaccamento alla vita affermato nella fine della poesia mostra l’assunzione nel sopravvissuto della vitalità del morto. Lo splendore del sole sorto da poco trasmette al poeta una sensazione di luminosità che provoca associazioni interiori. che però coincide con l’annientamento dell’io e quindi con il dopo-morte. Il tema della ricerca dell’innocenza e della purezza è nella seconda parte. Vincenzo Cardarelli . che invece ha l’autore. ma non l’ha mai trovata realmente. Si notano analogie fra la vita di Moammed e quella di Ungaretti: anche il poeta ha origini africane e ha adottato la Francia x un certo periodo come patria. Il porto sepolto (1916) -> Allegria di naufragi (1919) -> L’allegria (1931): la religione della parola incontra la biografia e il realismo che evitano il rischio di letterarietà. “Fa dolce e forse qui vicino passi” (Giorno x giorno – Il dolore): dedicata alla morte del figlio Antonietto di 9 anni. Mattina (L’allegria): la concentrazione di un significato coincide con il creare indefinitezza. che comunicano con discrezione ed è rappresentato dall’erba. Il cuore del poeta è sia il cimitero che è testimonianza dei valori andati perduti. Il porto sepolto. Il poeta immagina che la dolcezza che si sente nell’aria dipenda dalla presenza dello spirito del figlio. Non gridate più (Il dolore): testo ispirato alla tragedia della 2° guerra mondiale. lo scrivere è visto come unico possibile valore vitale. Ma la ricerca dell’identità porta all’annullamento di sé: il tutto con cui l’io individuale coincide può anche essere la m orte. la purezza.

il viaggio. Il poeta teme di riconoscersi in esso. l’adolescenza. Il personaggio rivela un’alienazione che riguarda la condizione dell’uomo nella società di massa moderna. Temi come lo sradicamento. Si capisce così il passaggio dalla collaborazione della “Voce” alla direzione della “Ronda”. così questa poesia può essere anche letta come tentativo di esorcizzare questa identificazione. ma ne fa parte. La poesia di Cardarelli nasconde un contrasto fra pulsione trasgressiva e autocontrollo. anche se ricerca anche una compostezza classica. Nel privato di questo caso vive il dramma pubblico e storico dell’autore. Incontro notturno (Prologhi): fa parte della produzione giovanile di Cardarelli. soprattutto grazie alla sua collaborazione con la “Voce”. Il cambiamento del clima culturale è accolto con soddisfaz ione da Cardarelli. illuso di poter creare di nuovo un’identità per i letterati con il ritorno all’ordine e al “mestiere”:si spiega anche così l’adesione al fascismo. Per questo i ricordi sono sia un modo sicuro di possedere il rapporto sia una dolorosa condanna per comprenderne la distanza ormai irrecuperabile. La parte più interessante della poesia di Cardarelli è quando il bisogno di stabilità e di sicurezza è portato alle estreme conseguenze e l’incertezza della vita vissuta è sostituita dall’unico potere possibile. Esalta la maturità come calma e prudenza. ma non può essere nascosta la paura che la rinuncia dell’amore e dell a trasgressione allunghino la vita e il tempo. ma facendone una cosa inanimata: il possesso dei ricordi coincide con la sicurezza. facendone ricordi. tipico della poesia moderna da Baudelaire in po i. La descrizione di un vagabondo è l’occasione per affrontare il tema dello “spiantato”. nell’illusione di garantire la difesa e il rilancio dello status di letterato. All’autocontrollo corrisponde l’insicurezza psicologica e il conseguente bisogno di stabilità e certezza.Le Avanguardie si sentono molto in Cardarelli. rinnegando di avervi partecipato. la conoscenza: si vede così che la si curezza e la stabilità sono in contraddizione con la vita e corrispondo alla morte e al nulla. riaffermando il valore delle cose che finiscono. . ma anche con la morte. Il ritorno ai classici è un proseguire una strada. La sua insicurezza si basa sia su ragioni personali che sulla crisi della funzione sociale degli intellettuali: nella compostezza classica si cerca di riaffermare il mestiere di letterato e quindi la sua identità e funzione. C’è il rimprovero per aver bruciato la vita nella passione. La progressiva vittoria dell’autocontrollo però non fa mai scomparire del tutto la trasgressione: l’esperienza giovanile resta sempre un punto di riferimento. Il rimpianto per il rapporto finito e la convinzione che proprio l’eccesso di passionalità ha reso la vita più dolorosa e rapida convivono insieme. diviso fra passionalità avanguardistica e la costrizione alla regola della maturità. Passato (Prologhi): la riflessione su un rapporto d’amore finito implica una presa di posizione sui temi dell’esistenza umana. la lezione dei classici è una lezione di stile dove l’arte non si misura con società e storia. Dichiarazione di poetica: Articolo del 1° numero della “Ronda” Polemizza sulla giovinezza e rifiuta gli eccessi delle avanguardie. non un’imitazione. vuole riuscire a essere moderno senza tradire le caratteristiche dell’arte italiana. rivista volta a restaurare la funzione tradizionale dei letterati e degli artisti mettendo fine alla avanguardie. l’equilibrio classi co è ricercato anche x queste ragioni. la perdita d’identità.. Salvatore Quasimodo Poesia: momento di sintesi delle contraddizioni e punto di vista superiore e privilegiato.

Il testo si ispira al bombardamento di Milano nell’agosto del 1943. Si coglie una nota di angoscia che il testo suggerisce. Riflette prima sulla distanza fra vivi e morti. non deve coinvolgere. sulla politica e sulla scienza. come attestazione di libertà e verità. Si sottrae a storia e società. La descrizione esclude però i riferimenti alle cose: prevale l’astrazione e la mitizzazione. ma resta lo sforzo di usare un linguaggio letterario e classico. si identifica con le cose e si nasconde in esse piuttosto che entrarci in conflitto. Viene riproposta una concezione tradizionale della poesia come valore supremo e incorrotto. visto come dimensione favolosa e irreale. l’insistenza su elementi del tempo e della natura.Dopo il 1943 passa a una poesia più ideologica e politica. Saba e la linea “Antinovecentista” . Come ad ese mpio il paesaggio siciliano che ritorna continuamente nella produzione giovanile. così come verso la società del dopoguerra. Dichiarazione di poetica: brano preso da un discorso fatto sulla poesia. Per questo nella poesia di Quasimodo è valorizzato l’aspetto musicale del linguaggio. riconoscendo il proprio destino in quello di lei. Ride la gazza. La poesia deve distaccare dalla realtà. Il soggetto regredisce. come scenario esistenziale. La posizione del poeta è critica verso la guerra. nera sugli aranci (Nuove poesie – Ed è subito sera): temi tipici della poesia di Quasimodo: la rievocazione nostalgica della Sicilia con gli adolescenti. Quasimodo difende con passione la svolta che la guerra ha dato alla sua poesia: sottolinea la necessità per i poeti di misurarsi con la storia e con la politica. La vocazione del poeta è contemplazione e descrizione. ingiusta e consumistica. Afferma la superiorità della poesia sulla filosofia. per suggerire ed evocare stati d’animo e sentimenti. incupendosi fino al ridere finale della gazza. poi sulla distanza che separa i vivi fra loro stessi: sono uguali la malinconia e lo sconforto. Milano. come in Pascoli. secondo l’ermetismo. è in una dimensione assoluta. rifiuta artifici letterari per descrivere l’orrore della tragedia. tradizionale. C’è possi bilità di identificazione con la morta. Davanti al simulacro d’Ilaria del Carretto (Ed è subito sera) : la solitudine esistenziale e la difficoltà di rapporto con gli altri spingono Quasimodo a un colloquio con la donna rappresentata in un antico monumento funebre. agosto 1943 (Giorno dopo giorno): l’esperienza della guerra suggerisce impegno nelle vicende storiche e sociali.

Le occasioni: vicine all’ermetismo perché in quel libro la poesia di Montale è chiusa in un linguaggio difficile e aristocratico. si affermano nelle loro particolarità. Nella Bufera e altro (1956) si vede il tema della morte della poesia. quindi si deduce che nel 1960 l’antinovecentismo fosse ben consapevole della sua esistenza. altre prosastica e diaristica. Le occasioni del 1939. Firpo e Vivaldi in Liguria. Montale non è quindi il poeta simbolista. Tutto questo mostra l’artificio del recupero del dialetto in un’epoca dove la lingua dei mass media ha cancellato o sta cance llando le parlate locali. spesso narrativa e lontana dall’assolutezza lirica. basandosi sulla cultura novecentesca. non si spera più nel futuro e si cerca identità nel passato. Umberto Saba . Saba era cosciente della sua estraneità al “novecentismo” e scrisse anche Storia e cronistoria del “Canzoniere” per rivendicare la propria originalità e la propria autonomia rispetto all’ermetismo e alla poesia pura. ma è una poesia che nella società di massa non è più possibile. quando gli effetti dell’industrializzazione sono più evidenti: Sereni tende alla quotidianità espressiva e alla narratività. ci è stato vicino. pensando invece a una poesia filosofica che porta un messaggio etico. il poeta deve cercare nuove vie. mentre lo stato nazionale italiano si consolida e rafforza la propria unità. una sorta di romanzo psicologico in versi che presuppone la conoscenza della psicoanalisi. Trilussa a Roma. Noventa in Veneto. Caproni e Bertolucci non sono polemici e cercano una narrativa in versi. Luzi scrive una poesia in cui il verso racconta e l’ambiente è quello della città. Scrive il Canzoniere. Il suo primo libro. lo sviluppo dell’industria e dell’amministrazione distrugge le singole si tuazioni locali che. nelle proprie radici. Quasi ogni regione ha avuto poeti dialettali: Buttita in Sicilia. polemico sul realismo. Alla metafora e al simbolo Montale contrappone l’allegoria: esempio sono gli elementi danteschi. non comunicando più. Ossi di Seppia del 1925. La poesia è ormai mercificata e massificata. Zanzotto sperimenta cercando di ricongiungere i dettagli con un significato universale. Giudici si è formato in un clima di reazione antinovecentista. dell’avanguardia crepuscolare e vociana. I suoi successori si avvicinano anche alla prosa dopo aver mosso i primi passi nell’ermetismo. allegoriche o diaristiche e di p rosa. perché distrugge l’individualità e l’originalità. Montale e la crisi del simbolismo Montale non è mai stato un poeta ermetico anche se nel suo secondo libro. e viene chiamata antinovecentista da Pasolini. la poesia dialettale diventa una ricerca letteraria che si allontana dalla comunicazione ed esprime stati d’animo lirici o di protesta individuale. come la donna-angelo. a volte popolaresca e realistica. esprimono una ricerca di autenticità e d’identità perdute perché travolte dal processo di massificazione sociale. sembra ci sia un’ideologia di religione della cultura e della poesia che si oppongono all’ignoranza del fascismo e all’indecenza e alla grossolanità che dominavano in quei tempi. Altri poeti di questa poesia sono Pavese. ma il poeta che documenta la crisi del simbolismo e cerca vie diverse. che rivela l’universale nel particolare. A questo si aggiungono anche motivi politici ed etici. ha spinte del simbolismo. Questa poesia ha come base Saba. X Montale la vera poesia è quella del simbolismo.Lungo il 1900 si nota una poesia impressionistica. Ma anche qui Montale respinge l’idea della poesia pura. La poesia dialettale Nel ‘900. Penna. riconosciuta da critici e antologie. Negli ultimi anni la poesia dialettale è rifiorita. e neoclassiche del ritorno all’ordine. I poeti dialettali sono ormai una categoria separata. Saba è un poeta antisimbolista e aspira a una poesia classica e popolare al contempo.

ma un semplice tecnico della conoscenza. la lettura di una poesia implica la conoscenza delle altre o almeno la trama in cui è inserita. Ma non soddisfatto e preoccupato di interpretazioni non corrette Saba scrisse un’opera critica delle sue stesse poesia. ridandogli la possibilità di partecipare alla vita sociale con tranquillità. l’amore del poeta non può darle la felicità che gli toglierebbe il senso di colpa. Ma non trova mai soddisfazione. capace di esprimere i valori di tutti nelle proprie opere. La scelta di una materia bassa fa vedere la volontà della poesia di esprimere “onestamente” la verità che sta alla base delle cose. tale paura la ha anche da adulto. Il legame con la cultura austriaca e tedesca gli consentiva di conoscere in anticipo le opere di autori stranieri come Nietzsche o Freud: vantaggio sfruttato da Saba che li usò per affrontare il problema dell’uomo contemporaneo. la madre lo affidò ad una balia. anche se si illude più volte di esserci riuscito. accettato e compreso da tutti. A mia moglie (Canzoniere): Saba stesso scrive di questo testo che appena letta la poesia provocò grandi risate. l’”abisso” che sta nell’animo del poeta può ess ere solo nascosto. ma con un po’ di fatica Saba le spiegò che non voleva offenderla. il timore di far soffrire la madre è diventato in Saba adulto la paura di far soffrire la moglie. scritta come qualcuno che reciterebbe una preghiera. descrivere i valori di tutti. contrapponendo bellezza e verità. la funzione sociale della sua poesia è impossibile in una società lontana da quei valori elementari che Saba canta a tutti. Il Canzoniere può quindi essere letto come un romanzo psicologico: la sua trama è quella della vita di Saba stesso. i suoi bisogni e le sue pulsioni intime. la guarigione psicologica. arrivando a preferire versi brutti ma veri che versi belli ma falsi. Città vecchia (Canzoniere): attraversando il quartiere più antico e malfamato di Trieste il poeta incontra personaggi popolari che hanno una vita diversa da quella borghese. guardandolo con occhi dolci e feroci. simile solo alla femmine degli animali: garanzia di fedeltà x la gelosia di lei. anche se Saba avrebbe voluto un finale con tutto se stesso.Quando Saba nacque a Trieste nel 1883. la poesia non basta a riscattare le frustrazioni della vita. Il fallimento sarebbe totale se non ci fosse un compromesso possibile: obbedire alla legge materna. la poesia è uno strumento di conoscenza oltre la letteratura. Per questo motivo Saba ha un rapporto complesso con l’Italia: culturalmente Trieste rimase estranea alle avanguardie italiane dell’epoca. intanto che t’aspetto (2°parte di Trieste e una donna. Dice che il poeta non è un superuomo privilegiato. Dichiarazione di poetica: breve scritto che Saba mandò alla “Voce” che si rifiutò di pubblicare. Saba vuole sentirsi “uomo fra gli uomini”. così Saba fu arretrato rispetto ai suoi contemporanei italiani. che era la sua più bella poesia e che era per lei. dove il poeta è il “ricercatore del vero”. il poeta attendeva il suo ritorno. non inventare miti (come faceva d’Annunzio). conoscenza che ritenne sempre superiore alle altre e di cui si fidò sempre. sui gradini del solaio. Questa situazione contribuì al suo desiderio di essere conosciuto il più possibile dagli italiani. L’angoscia di Saba è dovuta al timore di comportarsi come il padre. In loro si vede il manifestarsi degli impulsi autentici dell’uomo. Questi impulsi rappresentano per Saba la vera condizione profonda degli esseri e si sente così vicino alla cose più grandi e profonde. Questo riscatto è affidato a uno strumento indiretto come la poesia. La ribellione è invisibile. Il poeta deve registrare fedelmente la realtà di tutti gli esseri. invece sua mogl ie c’era rimasta molto male. più libera e istintiva. per sentirsi accettati dalla madre ma provando anche pulsioni profonde che la madre nega. di far soffrire cioè la madre. per c hiarirne i significati: Storia e cronistoria del Canzoniere (1948). Quando sua moglie tornò a casa dopo poche ore la poesia era finita. rimanendo a Petrarca e Leopardi. Il poeta . la città apparteneva ancora all’impero austro-ungarico. cercando cioè nel proprio io le verità nascoste e intime. vivendo la vita di tutti. la passione per il melodramma di allora rendeva più facile la comprensione di questo metodo. 3 elementi importanti: Similitudini con animali: esaltano la vitalità femminile della donna. nel freudiano p rincipio di piacere. farsi capire da tutti. Poeta: deve essere “onesto” e può esserlo realmente con il lettore solo cominciando da se stesso. essere come gli uomini di tutti i giorni. purificato dalla verità che esse rappresentano. Solo dopo la prima guerra mondiale divenne parte dell’Italia. costruendo la sua opera con attenzione alla disposizione strutturale (il Canzoniere è fatto di 3 libri di 21 sezioni. Solo. ma contemporaneamente disobbedire ad essa. In questa onestà il poeta ritrova la sua identità e può soddisfare il suo bisogno di socialità. usando strumenti conoscitivi aggio rnati e capaci di capire la situazione sul piano filosofico e ideologico. Un pomeriggio d’estate sua moglie era uscita per andare in città. così che possa tornare in seguito intatto. in particolare con la moglie Lina. ma poi tornò di nuovo da Saba. come un romanzo). una storia senza conclusione. Saba usò quindi la lingua letteraria degli autori che si studiano nelle scuole. sezione Nuovi versi a Lina) : la moglie lo abbandonò per un certo periodo perché si era innamorata di un altro. Questo testo descrive i due quando si riappacificano. coincidendo con essa. testo inedito fino alla morte di Saba. Dico al mio cuore. con altre donne. Il Canzoniere è una delle opere più complesse del ‘900. x questo Saba diffiderà sempre della bellezza. il suo sogno è avere la fiducia di tutti. E’ un romanzo aperto. Ha un’idea di poesia come la scienza. Carducci. La poesia deve esprimere questa pulsione. facendo attenzione alla sincerità dei versi più che alla loro bellezza. ma basta a conservare nel cuore il desiderio dal quale nasce il piacere represso. non na scosti dalla civiltà. abbandonata dal marito prima che nascesse il figlio. La psicoanalisi fu per Saba fondamentale. Una cagna gli si avvicinò e gli posò il muso sulle ginocchia. Dimensione narrativa: visto che solo considerando la vita nella sua interezza e nella sua durata si può ricostruirne le coordinate psichiche e riscattarla nel conoscere i suoi meccanismi. alludendo alla concezione positiva degli istinti naturali che aveva Saba L’unicità della moglie fra le donne allude all’unicità della madre La poesia tende a tranquillizzare la moglie sulle proprie intenzioni: è frequente il tema del lamentarsi e del soffrire. a cui spetta esprimere onestamente la propria verità interiore. ma dopo 3 anni lo rivolle con sé. la sua onestà al massimo esprime questo fallimento contraddittoriamente con la bellezza del canto. Questa poesia esprime un lato della sua anima: il suo bisogno di fondere la sua vita a quelle delle creature più umili e oscure. essere generosi e buoni. Poesia: aiuta l’uomo a trovare la propria identità. La psicoanalisi qui è decisiva: la verità profonda è conoscibile nella pulsione dell’eros. ribellandosi senza effetto pratico. E’ il poeta che chiede al lettore di collaborare. la psiche di Saba restò così segnata dalla felicità di vita con la balia e severità repressiva della madre. Il poeta si aspettava un ringraziamento o un elogio. E’ una poesia “religiosa”. pascoli e d’Annunzio. il suo senso di colpa nevrotico esalta l’unicità della moglie. Ma la guarigione non può esserci: la moglie-madre resta sempre lontana e imprendibile. perché questi esseri sono più vicini ai valori autentici dell’esistenza. voleva diventare una specie di poeta nazionale. ma non riuscì mai a raggiungere l’unica soluzione possibile.

anche se dentro di lui la rimprovera di impedirgli di giocare e di averlo tolto dalla balia. Parole (Parole): prima poesia della raccolta Parole. Da Tre poesie alla mia balia (Il piccolo Berto): raccolta derivante dal nome del poeta. che sono necessari a spiegarlo. di non far cioè soffrire nessuna donna. ma il poeta si illude. Anche se Saba si riconosce da adulto nel padre. attraverso varie immagini apparentemente incoerenti. Il fine è di recuperare l’equilibrio che nell’infanzia è stato spezzato dal brusco cambiamento del ritorno a casa con la madre naturale. il suo unico privilegio è quello espressivo: ciò che conta è la realtà. non ci riuscirà mai. Si passa. con cui Saba aveva iniziato una terapia. neppure amando. Alla severità materna Umberto reagisce nascondendo la propria privazione: è buono e affettuoso con la madre. E’ generoso con lei perché perdona e comprende. 1La prima poesia introduce la riconquista della figura della balia e la dolcezza della vita che aveva con lei. si parla del tentativo di raggiungere un’identità integra. La raccolta è dedicata al psicanalista Weiss. così come la fiducia ne ll’importanza dei valori espressi gli permette di contare sulla comprensione del lettore. Saba vecchio ha meno cose da raccontare e più da cantare. ma si rifà a Saba e a una poesia realistica. Qui assistette a uno spettacolo teatrale organizzato dal Partito Comunista. L’eroismo a cui allude il titolo sta nella capacità di conservare la vitalità delle pulsioni nonostante la repressione materna e le frustrazioni della vita. ma le va incontro e le mostra comprensione baciandola. Saba passò questo periodo nascosto (era ebreo per cui in pericolo di vita) a Firenze. ma questa volta la matura consapevolezza dà alla separazione un significato molto diverso. in particolare quelle della psiche umana. Il poeta è privilegiato: è un testimone che capisce l’importanza storica degli avvenimenti. Saba afferma i caratteri della sua poesia. ma gli dà una frustrazione nuova. indifferente ai problemi dell’uomo. E’ un esempio di come è costruito il Canzoniere. Saba si sofferma sulla fede politica dei presenti e l’aspetto consolatorio del vino. In questa raccolta il poeta ricostruisce il momento della separazione dalla balia e il tentativo di ritrovare serenità andandola a trovare a casa. Qui la storia è raccontata considerando i giochi di guerra con i quali il piccolo Umberto si divertiva finché era dalla balia. La fiducia di esserci riuscita gli permette di dichiararsi soddisfatto del risultato della sua opera. Appunti (il piccolo Berto): un episodio suscita l’odio e l’invidia di Saba. caratterizzata dalla gioia con la balia e dall’ansia quando la madre lo ha rivoluto con sé. sottolineando la scelta di un lessico facile ma adatto a raccontare le verità profonde degli uomini. La pulsione che sono i giochi di guerra può conservarsi nel cuore finché Saba avrà. l’impressione di aver conquistato il principio di piacere freudiano. per cui si commosse pensando all’esistenza di valori ed esperienze comuni in cui ci si riconosce e si trova un’identità. e pensa che sarebbe meglio per lui dimenticarla e odiarla x il male che gli ha fatto. Eroica (Il piccolo Berto): si parla ancora dell’infanzia del poeta. Confine (Parole): Saba a volte ritrova nella moglie la stessa sofferenza e gli stessi lamenti della madre. Essa tendeva a reprimere ogni carattere di mascolinità del bambino per la brutta esperienza matrimoniale. È una specie di testamento poetico o una dichiarazione di poetica. Il piccolo Berto è una specie di amoroso colloquio fra il poeta e la sua balia. Mio padre è stato per me “l’assassino” (Autobiografia): Saba analizza il modo in cui si è liberato dai pregiudizi che la madre gli ha trasmesso sul padre che l’aveva abbandonata. ma è vile perché anche se ha ragione si comporta come se fosse lui il colpevole. ma legate da ragioni profonde 2La seconda poesia parla del bisogno del poeta di andare a trovare la balia dopo che il sogno gliel’ha ricordata 3La terza poesia racconta il momento della separazione: si conclude con un distacco dalla balia per tornare dalla moglie. Il lettore del Canzoniere avverte a questo punto qualcosa di nuovo. L’attaccamento di Saba alla balia fu tale da volerne prendere il cognome. sentendosene colpevole: anche Lina ha sofferto e si lamenta. Ma c’è una definitiva consapevolezza di impotenza: il dolore profondo di ognuno è legato alla psiche. come lo chiamava la balia. ma anche fra il poeta a 50anni e il bambino che è stato. ed è impossibile dare aiuto dal l’esterno. costretto a lasciare la balia che amava come una madre. Questo “confine” riduce il senso di colpa del poeta. Saba ora ricerca l’espressività della lingua e l’intensità delle parole.aspetta Lina a un appuntamento. convinto della forza della comunicazione. sotto le armi. la madre mesta e severa. sofferenza che unisce ed uguaglia gli uomini a sua volta. Le ragioni del suo atteggiamento contraddittorio sono nel modo nevrotico di Saba di reagire alla sofferenza femminile in cui rivede quella della madre. allievo di Freud. capisce che la sua psiche è divisa dalle raccomandazioni della madre di non essere come il padre. per la sua impote nza. ma che non poteva fare quando era passato a vivere con la madre. così il poeta non può fare altro che consolarla con il proprio amore. dopo una forte crisi depressiva. entrambi rimandano alla sofferenza appena passata x la guerra. una gratificazione interna a cui corrisponde una chiarezza della forma. Capisce che i suoi genitori sono contrapposti per carattere: il padre allegro e spensierato. Sandro Penna Penna esordisce negli anni dell’ermetismo. Il collegamento a distanza è simile al processo psicoanalitico. Ma d’altra parte al piccolo Berto è consentito solo essere buono. Teatro degli Artigianelli (1944): raccolta 1944 che riferisce dell’occupazione nazista alla fine della guerra. E’ la primavera di Saba. . Secondo congedo (Preludio e Fughe): tema della scissione. x cui si sente a disagio e in colp a. Per Saba il linguaggio non nasconde nessuna misteriosa verità simbolica. come se la colpa della crisi del rapporto fosse la sua. a cui dichiara il proprio amore. Il suo scopo è quello di esprimere onestamente la verità profonda delle cose. l’impressione di essersi l iberato dalla madre. dove grazie a ricordi o esperienze passati si possono capire reazioni e sentimenti inspiegabili altrimenti. dato che il messaggio della madre colpevolizza qualsiasi forma di aggressività con il proprio vittimismo e la severità. La visione del passero spensierato e felice. Il procedimento consiste nel rimuovere il velo d’amnesia che copre gli avvenimenti dell’infanzia e trovare in essi la ragione dei problemi nella vita da adulto. ogni elemento rimanda agli altri. secondo i meccanismi del sogno. alla fine della poesia. ricorda Leopardi: anche qui la prima parte descrittiva della poesia è seguita da un finale filosofico ed esistenziale. Amai (Mediterranee): una delle ultime raccolte di Saba. al linguaggio egli chiede di esprimere con sincerità la realtà.

e cerca di difendersi dall’intolleranza degli uomini chiudendosi in se stesso: al rifiuto sociale che lo colpisce risponde rifiutando la società. è impossibile essere felici. mostra come l'intolleranza della società colpisca il poeta. candore e leggerezza: quanto più il contenuto è scabroso. Si parla del motivo del rifiuto di storia e società che caratterizzano la sua poesia: cacciato di casa. “E' l'ora in cui si baciano i marmocchi” (Una strana gioia di vivere) : contrapposizione fra io e società. tanto più il rispetto delle leggi formali compensa l’infrazione per renderla accettabile alla società. Penna non rinuncia alla sua omosessualità. Alla base di questo sta il dato autobiografico del poeta dell’ omosessualità. . “Per averlo soltanto guardato” (Una strana gioia di vivere): la strana gioia di vivere è la forza del desiderio. L'aspetto letterario però è sempre curato e scavalca il contenuto narrativo. La poesia è l'equivalente del desiderio e del principio di piacere. ma nel rispetto dei valori e delle leggi della società. Si riferisce all'ambivalenza del sentimento amoroso di chi non è certo di essere riamato. Il titolo allude a questo conflitto fra desiderio e repressione. La poesia permette di confessare ciò che è socialmente inconfessabile. il rapporto con la società non può essere limitato a guardare da lontano. e “amore” con “lieto” pensando al proprio sentimento. fra natura e società. dato che il valore estetico neutralizza il contenuto e in nome dell'arte e della bellezza qualsiasi confessione è lecita. amore” (Croce e delizia): ultima poesia della raccolta. in una società caratterizzata dalla repressiva morale piccolo-borghese. Si descrive una situazione positiva a cui il poeta però è estraneo. costringendolo a dissimulare e censurarsi. il poeta decide di amare solo il proprio dolore. ma la sua stranezza (l'omosessualità) la rende colpevole davanti alla società. “Amore. Ma il limite è la perdita di un'identità e di un significato certi. e del desiderio di essere accettato e reintegrato dall’altro. mentre “lieto disonore” implica un amore moralmente condannato e rimanda all'omosessualità dell'autore. Spesso si riferisce a dei fanciulli nei suoi testi e si difende in nome del principio di piacere contro il principio di realtà e la morale. la soluzione può esserci solo nella realtà. la si deduce dalle sue poesie. ma se invece ci si riconosce nella morale comun e e quindi anche nella condanna della propria diversità. La repressione sociale agisce anche nella poesia attraverso la forma. Ma si può anche collegare “croce” con “disonore” pensando alla società. “Mi nasconda la notte e il dolce vento” (Poesie): prima raccolta di Penna. il poeta si riconosce in quella morale e non sa rinunciare all’idea di riuscire a farsi accettare. L'espressione croce e delizia significa sofferenza e piacere. dall'altra rappresenta la legge e la realtà: nella poesia il poeta si confessa e quindi manifesta pubblicamente la sua “colpa”. ma le rispetta perchè si confessa nella sublimazione della forma che neutralizza l'infrazione. Esclusione  autoesclusione Tema erotico: unico tema della poesia di Penna. Questo però significa che nessuna confessione ha più valore: la forma artistica permette una superiore natura. nel tentativo di farsi accettare o almeno tollerare. si capisce perché Penna dia tanta importanza alla poesia. ma anche il motivo per cui questo valore non basti per un equilibrio. Da una parte la poesia coincide con il principio freudiano del piacere. La semplice scena del poeta che guarda un ragazzo e lui che reagisce shockato tanto che il suo amico gli chiede se ha rubato qualcosa. “Era fermo per me” (Poesie Inedite): la censura ha ritardato la pubblicazione di questi testi perchè è più esplicito il tema omosessuale. deriva dall'opera di Verdi “La Traviata” e in Italia tutti sanno che si riferisce all'amore. La grandezza della poesia consiste nell’essere diversi e venire accettati socialmente. Che la poesia appartenga alla natura e al contempo alla realtà sociale non vuol dire che sia una soluzione al conflitto. che sposta l'attenzione del lettore. Cesare Pavese Pavese scrive narrativa negli ultimi 10 anni della sua vita (1939-1950). Si nota come abbia introiettato le leggi della morale sociale sulla sua omosessualità: le infrange perchè non rinuncia al suo desiderio. Invece di rifiutarla.Poesia: segnata dal sentimento dell’esclusione e della discriminazione sociale da un alto. piacere e senso di colpa. ma il modo in cui questo avviene basta a rendere la colpa accettabile. Dichiarazione di poetica: “Sempre fanciulli nelle mie poesie!” Con la sua vita schiva e appartata Penna non ha lasciato testimonianze dirette della sua poetica. ma al contempo annulla la confessione grazie alla forma. Resta cmq il desiderio forte di venire accettato e di esser riammesso in società. Il risarcimento di Penna dà alla poesia una funzione unificatrice che mostra il positivo rapporto con la natura e esprime la sua ragione vitale. dove il piacere si incontra con la realtà senza rinunciare a esprimersi. La poesia di Penna mostra una ricerca costante di grazia. cioè della natura. ma aveva iniziato con la poesia nel 1936: Lavorare stanca. La “diversità” non ostacola la felicità se anche la propria morale è diversa. identificarsi con essa. Siccome è impossibile. E' vissuta come il modo in cui tale principio è accettato dalla società (grazie alla sublimazione della forma).

I personaggi e le situazioni di Lavorare stanca riflettono una condizione umana ben definita: i contadini e i gruppi poco inurbati. attraverso la tradizione famigliare. finisce con impotenza e frustrazione. anche per via della solitudine.creazione di personaggi e situazioni e volontà di abolire l'”io” 4. senza astrazioni introspettive e soggettivismo tipici della lirica 2. L'identità individuale avviene attraverso la scoperta di tale tradizione e l'identificazione con essa. Dichiarazione di poetica: breve scritto Il mestiere di poeta Scritto quando la ricerca di Pavese era ancora in svolgimento. Pavese scrisse anche in poesia La terra e la morte (1945) e Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (post mortem). arrestato per ragioni politiche dai fascisti (steddazzu significa grossa stella in dialetto. dove i fenomeni naturali che indicano il trascorrere del tempo (il sorgere del sole soprattutto) sono visti da un punto di vista senza speranza. della quale egli cerca di ricostruire il punto di vista.E' un esempio di poesia narrativa e di poesia-racconto del tutto diversa dall'ermetismo che si stava affermando in quegli anni. In questo testo parla un personaggio in prima persona. Il senso di chiusura e soffocamento di molte poesia è da ricondurre alla cultura repressiva e senza speranza di cambiamento della civiltà contadina e all'oppressione del fascismo. “Hai viso di pietra scolpita” (La terra e la morte): raccolta delle ultime poesie di Pavese. che mostrano l'estraniamento e la solitudine dell'uomo. e racconta la storia del suo rapporto con la terra di origine e la sua cultura. Ricerca una base mitica nella cultura del popolo. Giorgio Caproni Anche se nasce negli anni dell'ermetismo ne resta distante. . rifiuta la musicalità e la retorica letteraria. ma non esclude la storia. nome di Venere). 1. Ha inventato un verso lungo narrativo che dà l'impressione di un tono epico e accentua l'anti liricità dei versi. a chiedersi il significato dell'esistenza. Ma la poesia sottolinea anche la discriminazione della donna. paragonandola a oggetti e immagini presi dall'esperienza e mostrati dal punto di vista del poeta. che si adegui alla dimostrazione di un discorso e non solo alla musicalità Antenati (Lavorare stanca): l'attenzione passa dall'io del poeta alla situazione umana che lo circonda.creazione di un verso lungo adatto a una poesia narrativa. più tradizionali.desiderio di narrare in poesia senza accontentarsi della musicalità 3. A Pavese interesse il mito in cui vivono i suoi personaggi. Lo steddazzu ( Lavorare stanca 2° edizione): composta mentre Pavese era esiliato in Calabria. Il momento che precede l'alba spinge il personaggio della poesia. La risposta si ferma sulla ripetitività della vita. l'amore è impossibile o inappagante senza poter dare una risposta al senso di solitudine o emarginazione.aderenza all'oggetto. In questo testo la figura di una donna è descritta attraverso analogie. Personaggi: quelli che con difficoltà si inseriscono nella società (vecchi e ragazzi). I tentativi di uscire da questa condizione sono fallimentari: la politica è un inutile gesto di ribellione. oppure sensuale e violento. Pavese non vuole uno sfogo lirico o soggettivo. che non è il poeta. il senso di immobilità: sempre dal punto di vista della cultura rappresentata. ma il prezzo pagato è lo sradicamento. cioè nel mito che concepisce queste condizioni umane e storiche come immutabili ed eterne. Il rapporto con gli altri sembra ostile e incompreso. Si salvano solo i personaggi che eccezionalmente riescono a evadere dai legami sociali o dalla cultura opprimente. e hanno un significato simbolico che ricorda i grandi dubbi esistenziali.

Si sente disperazione e sconforto. Dies illa – Lo stoico – Il perfido (Il franco cacciatore): in questo testo Caproni si concentra sul significato delle cose. liberata dal controllo divino. ispirato da Saba e Pascoli. e non solo perchè è affermata la superiorità della vita sull'arte. Dies Illa: quel giorno. Ma non si può fare. senza speranza di premio o timore di punizione. Ma può anche essere un inganno più vicino alla realtà.La narrativa è per lui un modo di dar voce alle cose vive. Il perfido: l’azione umana. L'unica possibilità per diminuire l'inganno è l'inganno stesso.rapporto con poesia: cerca la verità problematica 2. e il testo è basato su questo dramma. Il problema è affrontato senza dare importanza all’aspetto pratico: il rischio di astrattezza che questo compor ta è evitato in 2 modi: 1. Il testo è tutto basato su una nota negativa. la narrazione riguarda il conoscere piuttosto che l’oggetto conosciuto. ma a cui Caproni si appiglia come estremo tentativo di identità e di senso. che gli permette di denunciare il vuoto dei valori e dei significati. La poesia non deve fingere di non essere letteratura. un inganno. senza paura di banalità. La madre è rappresentata nelle vesti di una giovane donna. 2. si considera la contrapposizione e la distanza fra vita e arte. E' una ricostruzione naturale. La morte è sentita come definitiva perdita d’identità individuale. Bisogna fare poesia con le rovine della tradizione poetica. Dopo molti anni in un'intervista ha detto che tentare di far rivivere sua madre come ragazza gli parve un modo ingenuo di risarcimento contro le sofferenze e la morte. dove l'oggettività della vita prevale sulla tristezza del punto di vista del poeta (che sa che la madre è destinata a morire): al suo punto di vista è riservato il commiato. Lo stoico: una persone forte e generosa d’animo se non c’è giudizio nell’aldilà il bene e il male delle azioni umane sono sotto il controllo della propria coscienza. Se la poesia può avere un merito. E’ la conclusione più vera e praticata. accettando il ridicolo di questa condizione. è sottolineato il suo carattere semplice e pudico ma vitale e deciso. il poeta può opporre solo il nome di esso. tale perdita è dovuta alla mancanza di un aldilà. anzi. Alla base di questa idea. che tutti possano sentire propria: questo spiega il carattere semplice e popolare della forma di Caproni. La poesia deve essere popolare (semplice e immediata) e fine (con eleganza e grazia). dando voce all'oggetto piuttosto che ai sentimenti del soggetto. ma la forza del poeta e il suo resistere all'alienazione della società contemporanea sta al suo atteggiamento disilluso. Creando una struttura di alta tensione narrativa. Ogni testo dà risposte o domande senza significato in se stesse. Questa poesia è un'occasione per il poeta di mettere la letteratura al servizio della vita. quindi un mezzo di conoscenza. Questo realismo esprime il bisogno di dominare la realtà dal punto di vista della letteratura. Trattando problemi generali e teorici come fossero problemi particolari e pratici. Senza esclamativi (Il muro della terra): senza rinunciare alla propria narratività. restandone però cmq separato. Vocazione narrativa: lavora su 1. ma incarnare una letteratura che possa essere di tutti. che presuppongono un rapporto con la realtà anche se non sembra. da cui il poeta non può uscire in nessun modo. “Le giovinette così nude e umane” (Il passaggio di Enea): attraverso una scena sensuale. Il poeta sceglierebbe la vita.rapporto con pubblico: a cui si vuole dare un resoconto onesto e fedele della vita Fa vedere la finzione del genere lirico usando una forma semplice e appariscente. è proprio in quei rimandi. Dichiarazione di poetica: intervista di Caproni Vuole adeguare la poesia alla vita. cercando la verità di essa. Giovanni Giudici . Vuole creare una poesia basata sulla vita. ma anche perchè questi versi sono pieni di vitalità biologica e animale delle fanciulle nude che vede il poeta: la poesia è dedicata a questa vitalità vista come valore superiore e autentico. il suo obbiettivo sarebbe di fondere poesia e arte per adattare i modi della poesia a quelli della vita. narrativa e senza astrazioni come la poesia ermetica. essenziali. da cui il poeta è lontano. piuttosto che uscire dalla tradizione una volta sublime e ora grottesca: l'identità della poesia è in quelle rovine. Il seme del piangere) : raccolta dedicata alla madre di Caproni. può anche fare a meno della coscienza. La gente se l'additava (Versi livornesi. ma non rassegnato. Caproni riduce all'essenziale gli avvenimenti. Nei testi è evidente che il significato è comprensibile solo attraverso rimandi. sta la consapevolezza che la letteratura è una finzione. ma sarà sempre una finzione: questo provoca dolore quando sembra una condanna o una privazione. sta nel riconoscimento che però implica una sensazione di inferiorità e di sconfitta: al sudore in cui si mostra la carnalità delle fanciulle. di un giudice (Dio).

La scrittura è il gesto tranquillizzante che dà l’impressione di fermare le ansie del soggetto ed è ciò che conserverà il segno dell’identità del poeta. Tempo libero (La vita in versi): al centro dell’attenzione sta la realtà quotidiana dell’esistenza. programmato secondo ritmi a cui non ci si può sottrarre: non è un tempo veramente libero. L’io diventa così un personaggio il più possibile autonomo dall’autore. Nel testo ci si concentra sugli oggetti personali del poeta. Giudizi definisce “liberatoria” la sua poesia. considerati come sul punto di lasciarli per sempre e destinati a sopravvivere al poeta. senza privilegi: anche la vita del poeta è coinvolta nella società di massa. e sulla funzione della poesia. che pone in secondo piano la lirica. Anche i momenti di intimità famigliare sono segnati dalla ripetitività: la relazione di coppia è rappresentata squallidamente. Giudici rappresenta se stesso senza indulgenza. alludendo al suo bisogno di aver ben presente una norma per poterla trasgredire. ciò di cui si dirà. ma al contempo è un io-massa senza privilegi o distinzioni: è un qualunque impiegato della Milano moderna industriale (dove vive Giudici). La vita in versi (1965) si intitola la sua prima raccolta. Lais (Salutz): libro scritto sulla base di una lettera in versi indirizzata da un trovatore al Marchese di Monferrato per ricordare i propri meriti: la morte ha poi trasformato al lettera in un testamento. Il soggetto della poesia coincide con la persona biografica del poeta. Autobiologia (1969) la successiva. L’autobiografismo si esprime in forme narrative. della scrittura in questo rapporto. il che consente una denuncia senza vittimismi o indulgenze della condizione alienata dell’uomo-massa dentro al meccanismo produttivo del neocapitalismo. come i suoi oggetti: “erano suoi”. Giudici denuncia questo modo di vivere. E’ un’occasione per interrogarsi sul rapporto fra l’esistenza del poeta e la durata della vita. ma non l’unico. a essere l’eredità lasciata agli altri. Il “tempo libero” appare determinato dall’esterno. Dichiarazione di poetica: intervista di Giudici Parla di 2 aspetti importanti della sua poesia: la tendenza alla poesia narrativa. seguire la via più difficile. e l’uso di materiali (quotidiani e biografici) tradizionalmente ritenuti non poetici. considerata da un punto di vista critico e ironico. L’io è dominato dal’ironia e da tutto ciò che è de sublimante e prosastico. senza una vera comunicazione.Il riferimento all’esperienza autobiografica è al centro della poesia di Giudici. La prospettiva è sempre il momento soggettivo e privato o addirittura psichico e emozionale. che è il più facile. sarebbe possibile rifiutare questa vita. Eugenio Montale .

Montale visse questo fatto come una sconfitta. creare una struttura fra particolare e universale. Montale sperimentò la crisi simbolista della tradizione europea. Rimane la tentazione di una regressione rasserenante nella natura e a volte la mancanza d’identità è vissuta come un’occasione positiva per riuscirci. La sua forza sta nella tensione costante fra privato e grandi avvenimenti storici: è capace di coinvolgere sia la biografia che la condizione dell’epoca. ma problematico o impossibile. La conclusione degli Ossi di seppia è doppia: si riafferma la speranza di superare prima o poi la crisi individuale e sociale e di riavere un rapporto felice con la realtà. e si comprende la sconfitta. Con la conclusione della Bufera la poesia simbolistica è definitivamente dichiarata finita. Quel che conta è il recupero del memoriale. La bufera e altro (1956) parla della condizione di questa catastrofe cosmica e di disperata difesa individuale. I valori di Clizia si rivelano a questo punto inadeguati per la situazione storico e sociale. il destino inevitabile di insensatezza che caratterizza l’esistenza umana. ad avere un nome.E’ considerato il maggior poeta italiano del ‘900. tipiche della società di massa. ma di tutta una civiltà e una classe sociale. Per circa 10 anni non scrive più poesie. La natura e il paesaggio sono metafore di un conflitto irrisolvibile tra soggetto e realtà. poi l’impegno nella ricostruzione del dopoguerra e la delusione e il distacco davanti al trionfo della società di massa. si contrappone. come il simbolismo. e la consecutiva sconfitta e sofferenza. Ma ci si annullerebbe. La caduta del fascismo. Il tema di chiusura in una difesa da assediato concorda con l’idea letteraria degli anni ’30: l’opposizione alla dittatura. Eliot: la sua lettura aiuta Montale a fortificare la concezione dell’oggetto. Il poeta deve testimoniare vigilando criticamente al di fuori e al di sopra della storia. capendo solo poco a poco che era impossibile. si impone il frammento singolo. La poesia di Montale alla fine è arrivata a livello biografico. è segnato dal tema principale della poesia simbolista: il rapporto con la natura. Poeta: non porta una verità superiore. le uniche dimensioni che danno ancora un senso alla vita. la resistenza partigiana contro l’occupazione tedesca e l’ottimismo generale negli anni della ricostruzione creano un clima di fiducia anche in Montale. l’esaurimento della sua espressività. i residui e gli scarti del mare. Clizia si ritira in un sonno difensivo a cui vengono affidati i valori della civiltà minacciata. Il pessimismo e la negatività di Montale si basano sulla sfiducia nella storia e nella sua evoluzione. la ricerca per il soggetto di un’identità basata sull’esperienza fisica. perché ha incarnato al meglio il punto di vista e la condizione del nostro ceto intellettuale: prima il disagio del fascismo e la concezione aristocratica e difensiva di civiltà e cultura. e quindi cercò il modo di rivitalizzare questa tradizione. donna-angelo portatrice di significato e autenticità. Per Montale i segni della fine della civiltà basata sui valori tradizionali della borghesia sono l’alienazione e la reificazione (la trasformazione dell’uomo in cosa). radicata nei ricordi e collegata alla dimensione dei morti. al fine della guerra. è possibile solo con il lavoro nell’isolamento della cittadella delle lettere (Firenze). La prima parte del 3° libro di Montale. non solo sua. alla mancanza di senso e all’inautenticità che caratterizzano la massa dell’Italia fascista. E’ un procedimento allegorico e simbolico: l’investimento di senso avviene in base alla razionalità e fa comunicare 2 momenti specifici della realtà oggettiva invece che. dove l’unica possibilità sta nel coraggio di avere una soluzione etica nel deserto assoluto di valori. che subito tenta di fondersi con Clizia poi la sostituisce: Volpe. Agisce nella quotidianità e nell’erotismo. Il suo primo libro. attraverso il suo manifestarsi a intervalli. Le occasioni (1939): la città diventa importante con la sua angoscia della massificazione. Gli “eroi” dell’inizio di Montale sono gli “ossi di seppia” del titolo. rivendicando la coerenza delle proprie scelte ma l’impotenza e l’inutilità al contempo. così come la fine della poesia simbolistica è vista come la fine della poesia. Il singolo oggetto è responsabile di rappresentare un certo significato o situazione. Domina la tensione nel definirsi in confronto al tutto. vitale e minaccioso al contempo. Questa fine è vissuta come la fine della civiltà stessa. e Montale si congeda. Lo sguardo di Montala guarda nelle crepe e vede ovunque segno di minaccia. il fascismo è l’inferno della nuova poesia di Montale. ma si riconosce in quei frammenti. escluso dall’insieme o collocato in esso a sproposito. a contatto con il significato profondo dei fatti grazie all’aiuto di Clizia. Al lettore si offre la “chiave” per interpretare il significato dei rimandi. E’ il poeta della crisi e del disfacimento di tale tradizione. identificandosi nella loro mancanza di significato e con un bisogno di identità. concepita come rozza e ignorante. Il mito di Clizia. Scenari: interni protettivi e discreti contrapposti alla minaccia esterna delle città infernali. . Montale incentra la sua ricerca sui valori elementari e profondi della vitalità biologica animale  nuova immagine femminile. per ricostruire la struttura intellettuale fatta dall’autore. Ossi di seppia (1928). La conclusione delle Occasioni parla dello scoppio imminente della guerra.

Testo costruito su opposizioni: da una parte la parola che squadra ogni lato. Le raccolte dopo Satura non cercano neanche più di rappresentare un carattere e rinunciano alla narratività. dichiara a lettere di fuoco. verso l’annullamento. Il male è la vita. Dichiarazione di poetica: 3 brani 1Parla degli Ossi di seppia dove sottolinea le novità formali. un discendere inesorabile verso il mare. rifiuta la tradizione della lingua poetica per una nuova. Il mare è visto come una minaccia per l’identità individuale. La scelta coraggiosa anche se dolorosa della verità è ripresentata con forza. la psicologia dell’uomo e la sua condizione. Sono 2 modi diversi di concepire la natura. inutile colloquio con morti e passato e come riutilizzazione insensata di frammenti del passato. ma senza la speranza di fare un gesto socialmente utile. ed è l’unico valore sostenibile: il disincanto di chi non crede più in nulla se non nel proprio cinico distacco e ha alle spalle la vergogna colpevole di essersi illuso. il prato polveroso. Il camminare. illumina. Ma è tutto apparente: il bene è così perché serve a rafforzare il pessimismo della prima quartina. La sua pungente visione delle cose ridicolizza la tragedia di una sconfitta. Resta solo la tristezza che può trasmettere un sentimento di vita e autenticità: è anche l’unico modo possibile per sperare in un vero incontro umano. la formula che apre mondi. dovuta al disagio esistenziale che dà un senso di distacco dalla realtà esterna. segno di una distinzione vista come inutile decoro. . repente” ( Ossi di seppia. il muro scalcinato. perché il mare mostra un doppio carattere: da una parte armonico. indipendentemente dalla storia circostante. poemetto “Mediterraneo”): il tema del poemetto è il rapporto fra il poeta e il mare. Incontro (2° edizione di Ossi di seppia): durante il tramonto il poeta si aggira vicino al mare. il viaggio non hanno senso. Alla natura armoniosa si contrappone la città disarmonica. “Spesso il male di vivere ho incontrato” (Ossi di seppia): contrappone il male al bene. squallida e alienata: una nonvita. le sillabe secche e storte e il ramo. di difficile conquista di identità individuale (causa quindi di sofferenza e odio). 3Rapporto con la storia: la sua poesia è legata alla situazione storica parallela. dall’altra è una minaccia distruttiva. in cui sottolinea la sua distanza dall’ermetismo: voleva rappresentare il carattere romanzesco della sua poesia (cioè con una struttura interna. rispetto a cui il poeta deve trovare una sua identità. così che al poeta non rimane che chiedere alla donna scomparsa il coraggio di affrontare dignitosamente l’inutile cammino che resta da percorrere. L’uomo e il poeta si riconoscono negli elementi marginale e negli scarti della natura. nemica di tutto quel che gli è contro e quindi della terra. Il “tu” a cui parla il poeta si riferisce al lettore e annuncia una delle caratteristiche della poesia di Montale: la prima persona plurale esprime generalità del punto di vista. perfetto e rispettoso delle leggi morali (degno di imitazione). La vita gli sembra ridotta a una dimensione vegetale. “Non chiederci la parola” (Ossi di seppia): la scelta/necessità di un linguaggio lontano dalla tradizione simbolistica. il punto di vista critico-negativo consapevole dell’impotenza della poesia: tutti temi centrali della prima produzione di Montale. sono un procedere senza speranza. senza bisogno di autonomia dei singoli testi) valorizzando al massimo il soggetto. con il suo bisogno di identità. ritratta le proprie scelte passate con affettuoso scetticismo. la rappresentazione di natura e paesaggio aridi e squallidi. la sua vita spezzata rappresenta bene il tema della vita che resta senza realizzazione. Il mare è visto come equivalente della realtà. la funzione della poesia. Ma è difficile. Annetta. chiamata Mosca affettuosamente per la reale somiglianza all’insetto. dall’altra l’animo informe. della poesia come piccolo evento quotidiano. usando ironia e sarcasmo.Il ritorno avviene con Satura (1971) dove nei contenuti critica i miti della società di massa. grazie a un contatto con un vegetale. ma l’incontro è annullato dalla morte probabilmente. E’ un’alternativa psicologica: è la maturità che segue all’infanzia. resta la dimensione del “diario”. E’ un’alternativa filosofica: da un lato la fiducia nel significato della realtà e quindi della propria esistenza in essa. 2Parla delle Occasioni. ma è disarmonico con la realtà. che è vista come luogo di sacrificio. E’ tipico di Montale combinare la filosofia essenziale all’esemplificazione elencando oggetti. circondato da un’umanità sofferente e schiva. Il rapporto con la donna è breve. l’uomo sicuro di sé. così da poter essere il punto di riferimento per l’omologazione di massa. il bene è la distanza e l’imperturbabilità. E’ una poesia ispirata a una giovane morta. solo per mantenere la propria dignità individuale. una sorta di provvisoria identità. facendo di una condizione individuale la condizione umana di un’intera generazione di poeti. + musicale. dall’altro senso di una solitudine caotica e senza senso. “Giunge a volte. A Clizia e Volpe sostituisce la moglie morta.

L’intesa fra il poeta e la donna è la chiave di questo privilegio ed è un’opportunità eccezionale di vita vera. La casa dei doganieri (Occasioni): poesia dedicata ad Annetta. “Mottetti”): il mottetto è una forma musicale di tema sacro ma spesso anche amoroso. Nuove stanze (Occasioni): mancano pochi mesi allo scoppio della seconda guerra mondiale. La poesia non ha + funzione sociale. perfino quella piccola resistenza durante il regime è messa in dubbio dal trionfo della civiltà di massa. ma viene meno il suo carattere umanamente disponibile: il privilegio che dà al poeta è solo un privilegio intellettuale. Il trionfo del male e i presagi tragici della guerra imminente sembrano rendere inutile l’esistenza di Clizia e dei valori che rappresenta. In un interno borghese il poeta e Clizia giocano a scacchi mentre fuori dalla finestra ci sono movimenti di truppe. e avviene sempre provvisoriamente. rappresentano sia momenti positivi di intesa sia fallimenti nella loro ricerca. Alla stazione un treno parte portando via la donna. Ci sono i temi principali delle Occasioni: il riferimento alla “casa” richiama gli interni opposti agli esterni della storia. E . L’intesa però è solo occasionale. parla dei preparativi militari da un punto di vista critico e tragico. visto come un personaggio infernale. Montale si vede così come un gallo cedrone. Uno dei quali è la strana pioggia di farfalle bianche che cade su Firenze mentre Hitler visita la città: smaschera l’ipocrisia dei non-colpevoli. vista come un Inferno dantesco. La casa dei doganieri è un’allegoria di salvaguardia e difesa dei valori della cultura e della autenticità rispetto all’aggressione del fascismo e della società di massa. contrapponendo un’idea elevata ma appartata della cultura alla massa dell’ideologia fascista. della possibilità di controllarli standone al di fuori: la condizione del poeta e di Clizia è sia quella dei privilegiati che quella degli assediati. Il poeta conta sulla presenza di Clizia. a cui allude la violenta rappresentazione della terra. I Mottetti sono la ricerca dei segnali rivelatori di Clizia e il loro improvviso manifestarsi al poeta. Il riferimento ai doganieri allude al tema del limite e del confine che separa la vita vera dalla non-vita della massa e dalla morte. Ma cmq restano segni di una futura rivincita collettiva. L’arca che il poeta contrappone al diluvio dell’umanità travolta dalla guerra è piena di valori nuovi: la memoria dell’infanzia e dei morti umili. La tempesta è una minaccia x le memorie e l’identità individuale ma al tempo stesso è un’opportunità per rafforzarle e riscoprirle. confusa fra gli automi (gli uomini-massa). L’altro capolavoro degli anni ’30 è la Cognizione del Dolore di Gadda. fischi nel buio” (Le Occasioni. Il poeta è una specie di Noè biblico che con l’arca salva dal diluvio la propria memoria personale minacciata dalla distruzione. Il “mottetto” rappresentato è un caso dubbio dove la ricerca di contatto con Clizia non è premiata ma nemmeno delusa. un romanzo basata sul desiderio disperato del protagonista di difendere la propria villa dall’irruzione della corrotta realtà esterna. di chi non sa il significato della propria complicità. la civiltà nuova su cui aveva sperato era simile a quella del fascismo. Il messaggio della poesia è nel ritenere decisivo il confine tra vitavera e non-vita. Valorizzazione degli interni: corrisponde alla condizione degli anni ’30 degli intellettuali antifascisti. che si rifugiarono nella “cittadella delle lettere”. che rende privilegiata la sua condizione rispetto agli altri uomini. come Dante. con la manifestazione di Clizia nel tessuto della vita di massa. passato il quale i loro destini si sono separati: il poeta vive ancora mentre la donna è morta. che viene ferito da un colpo di fucile e muore. è vissuto come una profanazione e una minaccia dei valori della civiltà. L’arca (La bufera e altro): il tema è la guerra. e la sua lotta x il bene. Il testo rappresenta l’opposizione fra l’avvicinarsi della guerra con al sua irrazionalità devastante e la resistenza di un valore razionale nell’intesa fra Clizia e il poeta. Si sottolineano il potere e la forza di Clizia. Con questo segno è chiaro che la festa è una macabra preparazione al sacrificio umano che sta x compiersi. Le speranze del poeta dopo la fine della guerra sono risultate infondate. Il poeta non sa più chi sia davvero rimasto fedele al ricordo. Tale funzione consiste nella possibilità di Clizia di dare un significato e un valore alle cose. Gli scacchi sono un’allegoria di interpretazione degli eventi storici. animale splendido e raro. Si pensa che il poeta e la donna abbiano vissuto assieme un momento di vita vera nella casa dei doganieri. Il gallo cedrone (La bufera e altro): allegoria che parla del tema della sconfitta e della delusione storica. L’arrivo a Firenze di Hitler. a cui Montale dà una funzione religiosa.“Addii. I Mottetti sono dedicati a Clizia. con struttura polifonica. La tempesta è quella del conflitto mondiale. La primavera hitleriana (La bufera e altro): per il tema (il nazismo rappresentato dalla visita di Hitler a Firenze) questa poesia si collega a Nuove Stanze. la giovane morta che compare in altri testi. il poeta si chiede se anche lei sente nel rumore del treno che parte il significato di morte che gli attribuisce lui stesso. Al centro dell’attenzione c’è il bisogno del poeta di intesa e di significato. se la donna che è morta o il poeta che è vivo. riaffermando la sua identità. in opposto a quella ordinaria degli uomini. La furia della guerra porta a 2 conseguenze: danneggia la compostezza del salice e lascia nell’orto un tesoro: la porta di accesso al regno dei morti e del passato.

ma ne confermano l'assenza e l'impossibilità: la pausa provvisoria nella corrente del fiume e l'apparizione della casa sotto la protezione di un albero. con i suoi fragili miti. L'odore dei prigionieri cremati nei forni è sentito come odore di dolci. anche se illusoria. lo sconforto finale descrive la fine di ogni speranza sul senso della vita. visto qui come una forza senza significato. quindi come un'apparenza. dormendo. Montale cerca di fondere Eros e principio morale: è un equilibrio raggiunto. Costretto nella cella. L'Arno a Rovezzano (Satura): il tema è il rifiuto della categoria tradizionale del tempo. L'illusione del tempo è rappresentata con 2 immagini: lo scorrere dell'acqua del fiume. in modo cinico e disincantato.). senza altro scopo che essere bruciata e senza sapere nulla di se stessa. “Spenta l'identità” (Quaderno di 4 anni): si parla del tema dell'identità. ma il risultato è identico. e la visione di una casa dal treno. di fare a meno della consolazione del progresso. . ma x prendere atto della loro mancanza. che visto da un ponte è un movimento apparente (non cambia la durata del fiume). E' un'allegoria della condizione dell'intellettuale/poeta. dove bisogna trarre delle conclusioni. L'alluvione che colpì Firenze con lo straripamento dell'Arno nel 1966 dà l'ispirazione a questa poesia. ridotta allo stato di oggetto inanimato. anche per eccezioni miracolose. L’anguilla (la bufera e altro): la descrizione dell’anguilla risalta la vitalità profonda e invincibile dell’animale. inspiegabili eccezioni che non assicurano continuità della storia. così il poeta lascia la sua testimonianza. Dai presagi di tortura e morte si passa all'illusione. Il rovesciamento negativo delle speranze giovanili è attestato da giochi di parole: altre soluzioni mostrerebbero al fiducia ancora in qualche valore. ma ormai è esclusa qualsiasi possibile eccezione alla mancanza universale di identità e l'unica sorpresa possibile è di vedere la vita e l'identità coesistere l'una vicino all'altra. Ma sono momenti che appartengono al passato. Le ultime strofe spiegano come la condizione del prigioniero sia ormai delirante: la sofferenza fisica e quella mentale collaborano per creare allucinazioni. ma ella forse non ha mai saputo il suo significato demistificatorio. Il coraggio che gli trasmette la moglie è quello di capire l'assurdità della storia. Ma ci sono momenti e fatti che si differenziano dall'assenza di significato del tempo e dalla sua apparenza. Testo politicizzato: si finge che a parlare sia un prigioniero politico.come l’uccello lascia le sue uova sotterrate. Questa invece si basa su un uso nichilistico della poesia. nonostante gli rivelino con chiarezza il proprio limite. “Si deve preferire” (Diario del '71 e del '72) : la volontà vorrebbe solo rimandare la distruzione inevitabile e quindi è incapace del bene dell'indifferenza.. E' convinto di poter affermare la sua identità con l'isolamento e la conservazione dei valori della civiltà e della poesia: la cantina è la cittadella delle lettere. capace di sopravvivere in condizioni incredibili portando intatta la propria pulsione esistenziale e amorosa. si sente unito a ogni manifestazione di libertà che vede (la tarma che vola. La distruzione del fango sugli oggetti conservati dal poeta in cantina è l'allegoria della fine dei suoi miti personali e della crisi della sua identità: è stato aggredito dalla storia e non dal fango. Dopodiché Montale smette di scrivere poesia per 10 anni → sconfitta storica subita dalla civiltà in cui si riconosce: degradazione della vita sociale e politica e annullamento di qualsiasi funzione della poesia rendono impossibile lo scrivere ancora versi. di essere vicino alla donna amata. ma lo sviluppo del tema della vitalità segna la fine di Clizia (evocata qui con l’iride). Il sogno del prigioniero (Bufera e altro): Montale sente di esser arrivato alla fine della sua ricerca. Mario Luzi E’ il maggior poeta fiorentino ermetico. L’identificazione in un animale rappre senta la conquista di un nuovo valore positivo a cui affidare il significato dell’esistenza. capacità di costruire con i particolari della propria condizione di prigioniero una felice serie di associazioni. Sogno: illusione di essere altrove che in cella. Gli strumenti di cucina alludono a quelli di tortura. x cui ora la casa è in rovina.così come la pigna esiste svuotata dai pinoli. anche se provvisorie. in cui c'era un'illusione sul significato delle cose. è coinvolto nella mancanza di significato e nella volgarità della storia. che sembra apparire e sparire come un lampo a causa della condizione del soggetto. La pigna e il fuoco rappresentano la prospettiva senza senso della condizione umana. che possano servire per il futuro. “L'alluvione ha sommerso il pack dei mobili” (Satura): la fine dell'illusione sul valore della civiltà e della storia portano Montale a rivedere ironicamente i propri miti passati. Non x sostituirli con nuovi valori. allegoria della ferocia del potere. perseguitato nei campi di sterminio staliniani.

di poterne conoscere i segni e il progresso. registra la crisi dell’uomo e delle sue certezze. che consentono di riconoscere un valore sia nella vita che nella morte: tutto è finalizzato al compimento della Rivelazione cristiana. in armonia con la realtà.La sua stabilità è basata sulla fede religiosa (quella cristiana). “Il pianto sentito piangere” (Per il battesimo dei nostri frammenti): il confronto con il mondo è costante e la fede del poeta è sempre problematica. contiene (deve contenere. La visione della realtà è sempre angosciante e cupa. x fede) un significato anche se sfuggono alla comprensione umana. vuole trattare il problema individuale attraverso il desiderio del suo valore universale  fiducia nel valore superiore della poesia. Poetica ermetica presente in alcuni elementi: il paesaggio non realistico. anche se poi si realizzano in essa. Poeta: deve testimoniare. La testimonianza si basa sulla fiducia nel valore della poesia. con quell’orgoglio di chi è certo che giustizia e bene trionferanno. Tale segno di sofferenza gli ricorda tutte le forme di dolore di cui il mondo e la storia sono pieni. ma descritto con caratteri indefiniti. Questa fiducia nella storia non appaga mai il desiderio di vedere realizzato il progetto divino. in una prospettiva che rimanda sempre all’assoluto della fede e al bisogno di verifica. che cerca i segni della presenza di Dio. l’esperienza biografica descritta generalmente. La fiducia di Luzi sta nel valore di vita e storia. è un poeta pessimista. Ma questa consapevolezza non impedisce al poeta di addormentarsi. in Dio e nella Provvidenza. In un albergo. Ha bisogno di capire il senso del d olore e della morte e la risposta gli viene dalla propria fede. “A che pagina della storia” (Al fuoco della controversia): raccolta in cui i temi religiosi sono confrontati con problemi civili. Luzi ha vissuto la sua fede come assoluta. Nell’imminenza dei quarant’anni: siccome è una tappa biografica (i 40 anni) il poeta sente il bisogno di un ripensamento generale della sua vita e di quello dell’esistenza in generale. Al paesaggio corrisponde lo stato d’animo del poeta. Ma la certezza che un senso e un progetto ci siano e si compiano. così come si fa finta ogni giorno che il dolore esista intorno a noi. di cui la poesia conosce la certezza di un senso profondo. Al bisogno di vedere manifestarsi Dio nella storia corrisponde la fiducia che tale manifestazione in realtà sia già presente. Linfe (Un brindisi): il titolo allude alla vitalità e al nutrimento che il poeta riceve dalla natura e dal lavoro. Realtà: anche se tragica. La promessa di ritorno lasciata da Cristo prima di morire provoca la domanda del poeta: quanto dolore è necessario perché la promessa si avveri e quando avverrà? Tale domanda rivela i suoi problemi con la fede. servendosi degli uomini in modo provvidenziale. come succede spesso. di far finta di non aver sentito. Dichiarazione di poetica: E non vergognarsi Da una parte c’è il sentimento cristiano di fratellanza e coinvolgimento dell’uomo in tutte le altre forme di vita. Il privilegio sta nello scrivere poesie e la fiducia nella scrittura presuppone la fiducia nelle cose e nel loro valore. lo tiene distaccato. E’ in crisi esistenziale. in gradi di conoscere il mondo e di affermarne i valori. e resta solo al domanda di quanto ciò potrà ancora durare. così che all’ansia di verità corrisponde l’appagam ento. dall’altra c’è la fiducia nella presenza della poesia. che il poeta ha il privilegio di individuare e saper esprimere. Vittorio Sereni . può essere voce di valori superiori alla storia. I 2 aspetti concordano nel lasciar parlare le cose e nella concezione del poeta come mediatore fra realtà e uomini. La concezione cristiana riconosce alla parola la mediazione fra Dio e uomo  testimonianza conoscitiva: nella poesia si può esprimere il significato della vita e del mondo. il poeta sente provenire dalla camera vicina un suono di pianto. ma nel bisogno continuo di verifiche. che partecipa alla sua bellezza e che incarica di esprimere i pr opri sentimenti. non influenzata dal logorio dei tempi e dalle trasformazioni.

ma neanche questa resistenza è valore sufficiente perché subito si capisce che è morta. sia un modello di stabilità definitiva che può incoraggiare. dove per “morti” si intende i condannati storici al mutismo (popoli. Diario d’Algeria (1947): parla della reclusione di Sereni nei campi di concentramento dell’Africa del Nord da parte degli inglese. “Ecco le voci cadono e gli amici” (Frontiera): gli elementi del paesaggio e quelli delle relazioni sentimentali sono segnati da precarietà e doppiezza. ma dei conti da saldare con l’esperienza. sempre ostaggio di qualcuno. impongono una presa di posizione. Il soggetto non cerca una comunione con al natura. ma è anche un simbolo di condizione esistenziale precaria e incerta dell’io. dove c’è l’annuncio di un riscatto delle energie umane sprecate. Andrea Zanzotto . Per questo Sereni ha sensi di colpa ma è anche rasserenato: i morti rappresentano la responsabilità dei valori borghesi del poeta nel fallimento di tanti destini. considerata un organismo vivente che si nutre di ideologie e sentimenti senza però imporre vincoli. ma ricostruisce un contatto con i segni del paesaggio naturale. non fa solo da sfondo alle azioni umane. La mancanza di decisione psicologica corrisponde a un’ideologia inadeguata agli avvenimenti pubblici. Chiamata così perché esiste una poesia chiamata Paura prima dove c’è un killer che lo insegue in cui poi riconosce se stesso. e impone al poeta di non essere prudente: richiamano l’attenzione su quanto è rimasto irrealizzato della vita. La spiaggia (Gli strumenti umani): si parla del tema dei morti. è una poesia inclusiva. In una lettera del ’61 dice che non ha una verità da trasmettere. L’io passa dal raccontare la propria vicenda al vedere la vita come immobile ed esclusa dalla storia. indifeso. vuole dare testimonianza dell’esistenza all’interno della poesia  uso di lingua vicina al parlato. Questo evento di cronaca viene visto dal poeta come un atteggiamento di rimozione verso i morti. Paura seconda (Stella variabile): così sono chiamate le stelle la cui luminosità aumenta e diminuisce a seconda del periodo. L’occasione della poesia è l’annuncio. è un soggetto debole. dando voce a quel vuoto. classi) e ciò che il soggetto perde. Dichiarazione di poetica: intervista Si sottolinea l’autonomia della poesia. ostile a se stesso. Il soggetto di tutto questo è un debole. dato da qualcuno al telefono con fastidiosa sicurezza. dandogli un senso. Perplessità esistenziale: condizione di crisi del soggetto attraverso cu si esprime lo scontro fra valori borghesi del poeta (riserbo e decoro) e la civiltà di massa. La sua lingua si libera di ermetismi e petrarchismi. Questa idea è alla base del distacco dai riferimenti materiali che caratterizza la poesia di Sereni. RILKE: poeta tedesco da cui Sereni cita il “risveglio del vento”. La reazione di Sereni alla vita pubblica è sempre presente. Si definisce il problema del soggetto privato di ogni specificazione. l’esistenza. dove dice che di notte accade che il vento si risvegli come un bimbo. Temi: dialogo con i morti. ma la fedeltà alle proprie idee resta la cosa più importante. che gli amici sono partiti dal luogo di vacanza definitivamente. la natura che interagisce. che accoglie tutto dentro di sé. Gli strumenti umani (1965) e Stella variabile (1981) : inizia la grande poesia di Sereni. mentre gli danno la possibilità di riscattarsi. La narratività della poesia è basata sulla duplicità dei significati: alla distanza degli amici e alla solitudine del poeta si oppone il ricordo di una figura (forse una donna) capace di sopravvivere al tempo. I morti rappresentano sia la condizione – limite dell’esistenza umana e la conferma della sua fragilità.Il suo esordio è nel 1941 con Frontiera: si riferisce a quella che separa l’Italia fascista dall’Europa democratica.

. il privilegio che vede nella poesia è in questa potenzialità di differenza. Questo sonetto è la Premessa. Per Zanzotto è importante usare un linguaggio diverso. ma irreali. Il mondo non può affermarsi come realtà senza la mediazione di un soggetto. ma è un lavoro: il poeta è l’artigiano che lavora pazientem ente sul linguaggio. per colpa dell’usura dei mass media che rendono sempre minore il rapporto fra significante e significato. ma la sua poesia è espressionista. a vivere non è più lo stesso. tranne che in modo illusorio.La lingua per lui è inautentica e alienata. e al poeta interessa recuperare proprio questo  residuo: giace sotto detriti di inautenticità  detriti: lingua attuale dei vivi. La condizione che il poeta prova è quella del nulla. La struttura del sonetto esprime questo bisogno di ordine della lingua. Delio Tessa Tessa ha vissuto in maniera appartata. Dichiarazione di poetica: intervista La lingua non è uno strumento da usare per esprimere significati. dove è sempre presente la sua storia. come dei sopravvissuti. cerca di trovare un senso nascosto nel linguaggio. come il contadino Nino: è tutto peggiorato a causa della speculazione economica causata dalle industrie e il paesaggio in cui Nino continua. Figure non morte. Così siamo (IX Egloghe): l’adesione a un linguaggio letterario e a una dimensione naturale (il paesaggio) tipicamente arcadici sono messi in discussione dall’irrompere della tecnologia. ma lui si ostina a cercare un modo. balbettii e onomatopee: l’aspetto creativo e giocoso del linguaggio prevale su quello usurato e si manifesta più il principio del piacere che quello di realtà  maggiore espressività. mentre quella dei morti può ancora avere un senso. Usa il dialetto in molti suoi testi. ma niente dà garanzia di recuperare davvero un senso autentico. senza mediazioni. Oppure cerca una lingua iperletteraria. Rispetto a Nino son morti tutti gli altri uomini. Ciò che nel bosco è più profondo (l’humus) ha la possibilità di essere ancora una salvezza. e Zanzotto ne è consapevole. Il desiderio che ciò avvenga testimonia la crisi del poeta. visto che è confrontata con una materia caotica e incerta. Il barone di Munchhausen è un personaggio letterario che si liberò dalla palude tirandosi per i capelli: paradosso che allude all’impossibilità del mondo di darsi da solo la salvezza e l’esistenza. in essa c’è infatti un residuo vitale. Ma la lingua è anche il deposito di usi e significati passati. dell’imporsi delle leggi della natura sulla civiltà. Ma sa che è impossibile. visto che il suo essersi trasformato in nulla ha creato un’analogia con la condizione del poeta. Ma la sua capacità di aderire con armonia ad aspetti della realtà che a tutti gli altri sfuggono lo salva dalla morte e dall’angoscia. allude alla possibilità che il mondo si manifesti anche senza la mediazione del poeta e del suo linguaggio. La lingua corrisponde agli ossari. Galateo in bosco: raccolta più recente di Zanzotto. vecchissimo. Nino negli anni Ottanta (Idioma): raccolta x lo + scritta in dialetto e dedicata ad umili figure del popolo ormai scomparse. con funzione introduttiva. insensata. e non crede nella possibilità di esprimere con il linguaggio qualcosa che dia la garanzia della propria esistenza  coscienza che il poeta ha a che fare con un mondo di segni che non sempre si rapporta con le cose. Sonetto dello schivarsi e dell’inchinarsi (Il galateo in bosco) : sezione della raccolta chiamata Ipersonetto. fino a farsi guidare da semplici suggestioni foniche. usando forme arcaiche o letterarie e stravolgendo la consueta struttura del linguaggio. ma qui la crisi è particolarmente sentita. ma tale invito è solo illusorio: l’esistenza delle co se non afferma da sola se stessa e ogni affermazione fatta dall’esterno si riferisce sempre prima d’altra cosa a se stessa. Nella lingua c’è l’immensità dell’esperienza umana. Ma l’orgoglio della poesia è anche la sua miseria: la salvezza può avvenire solo nel linguaggio infatti. sa che è un tentativo eroico e ridicolo di uscire dalla palude dell’insensatezza e del nulla tirandosi da sé per i capelli . a cui il mistero delle cose non comunica nulla perché ne sono distanti: la sopravvivenza di Nino mostra in quale nulla l’uomo abbia ridotto se stesso. Lo stato dell’amico si pone al di là di quanto il linguaggio possa m ai dire: questa è la condizione frequente dell’uomo moderno. e l’unico riscatto possibile è la ricerca di un significato. con modi di dire infantili. La morte di un amico è l’occasione per dichiarare ora possibile un rapporto vitale con lui. Zanzotto non ha mai creduto in un rapporto sereno tra lingua letteraria e paesaggio della sua poesia. La fiducia di Zanzotto nella poesia è basata su questa idea. in essa c’è la verità dell’esperienza del sogg etto. L’incontro che avviene nel bosco fra civiltà e natura deve essere rispettato dal poeta. quindi è sempre una fiducia limitata e discussa. Al mondo (La Beltà): problema del rapporto con la realtà. Anche se la poesia è un mondo di segni e non di cose. dove il linguaggio è paragonato al bosco. che vorrebbe conoscere una realtà materiale al di fuori di quella conosciuta. Lì infatti la civiltà e la natura si incontrano e la civiltà diventa natura: gli ossari sono l’immagine di questo fondersi. Zanzotto invita il mondo a manifestarsi da solo. che dovrà umilmente capire i limiti della propria lingua rimanendo al loro interno.

alla mentalità e al linguaggio del popolo  iperrealismo: punto di vista soggettivo attraverso cui rappresenta gli oggetti della poesia. La realtà è degradata. la violenza del sarcasmo è sottolineata dal tono epico del testo. Ha una grande narratività.E’ uno dei maggiori poeti del secolo. La canzone è un po’ SU Olga e un po’ DI Olga. fondamentale per spiegare la sua scelta di usare il dialetto invece della lingua. L’accostamento di particolari è importante per segnare la denuncia della realtà presentata. Il dialetto è quello usato dal popolo. in sintonia con la natura pessimistica del poeta. davvero esistita e conosciuta dal poeta. Esalta la fonetica come “suprema legge” della lingua. La società industriale e quella di massa sono giudicate con sarcasmo. e il fascismo è respinto da un punto di vista anarchico. aderisce realisticamente alle situazioni. ma la sua fortuna è stata ostacolata sia dal fascismo (a cui s i è opposto) sia dal suo strumento espressivo (il dialetto milanese) e dalla resistenza del pubblico di fronte alla sua lettura. Da La poesia della Olga: canzone pubblicata nel 1947 a causa dei riferimenti politici al fascismo. che rifiuta la consolazione del progresso. Giacomo Noventa . i 3 puntini di sospensione sono spesso usati per riprodurre l’aspetto frammentario del parlato. cioè l’uso del popolo che parla. Negli ultimi anni sta prendendo il suo posto nella poesia in dialetto. L’è el dì di Mort. come pronunciata da lei o assumendo il suo punto di vista. alegher! Sottolinea la fedeltà alle origini vere del dialetto. Il testo rappresenta da un’ottica degradata la modernizzazione fatta in Italia dal fascismo: Mussolini è la degna guida di un paese trasformato in “casino” (bordello). Olga è una tenutaria di case d’appartamento clandestine. Dichiarazione di poetica: “Dichiarazione” dell’unico libro pubblicato in vita.

soldi… (Inno patriottico): esempio di poesia di polemica civile. La contraddizione è fra l’aspirazione alla poesia come rifugio e la consapevolezza dell’illusione di questo desiderio. . Il tono sarcastico è dato dal coinvolgimento stesso del poeta nella situazione nazionale di mercificazione e stupidità. Noventa sa che è impossibile. Il poeta ermetico si soffermerebbe sull’aspetto sublime del rapporto fra soggetto e natura. la sua piccola mole di testi fu pubblicata molto tardi: questo e la polemica verso la tradizione culturale dominante spiegano il tardo riconoscimento della sua importanza artistica. La polemica è espressa con ironia. Dichiarazione di poetica: “Parchè scrivo in dialeto…?” Rivendica con ironia la propria scelta del dialetto: a suo tempo hanno scritto in dialetto anche i padri della letteratura italiana. così che il semplice gesto d’amore conta di più. Noventa critica la logica del profitto e le sue conseguenze di alienazione collettiva. Albino Pierro Dopo aver pubblicato 7 raccolte in italiano Pierro scopre con La terra del ricordo (1960) la sua ispirazione alla poesia in dialetto.Impegnato in una battaglia culturale piuttosto che alla ricerca di una poetica. Noventa tratta il suo dialetto con la dignità di una lingua. su vari temi. creata dal veneziano e dall’italiano insieme . visto che era la lingua ufficiale della cultura dominante. E’ un atto intellettuale di po litica culturale. Fusse un poeta…: polemica dell’autore verso la poesia ermetica e simbolista. di fondere cioè bellezza e verità. di una fuga in un rifugio sicuro: nel dialetto la poesia può rinunci are al proprio splendore ingannevole più facilmente. che si sofferma sul problema dell’eterno e pretende di essere in contatto con le voci profonde della natura. volendo seguire il loro esempio Noventa fa corrispondere il veneto al toscano. sperando anche di rapportare i valori aristocratici degli intellettuali e i valori del popolo. della coscienza o delle parole del mare. che la poesia sta nella storia che ne evidenzia la contraddittorietà invece che una superiore armonia  restio a pubblicare i suoi testi e dar loro una forma scritta  impossibilità di unire la felicità individuale e l’impegno critico – polemico. Questo per non usare l’italiano. ipotizzando 2 modi diversi di reagire alla stessa situazione: quello del poeta ermetico e quello del poeta. ma ne ridimensiona l’importanza. da quello erotico – privato a quelli di polemica. Soldi. la stessa poesia è diventata una merce. Il dialetto è indice di una scelta “facile”. il poeta è coinvolto dalla verità umana piuttosto che dal bisogno di esprimerla. dimenticando con ipocrisia la verità della condizione umana. Dialetto: non è un vero e proprio dialetto. Il poeta non nega la verità delle stelle. ma una sua lingua originale. e mostrare i propri limiti.

La condanna è dolce perché dal dolore della vita. E’ il dialetto come lingua del passato (e dei morti) che unisce l’autenticità e la condanna del lutto. Ci sono evidenti tracce di latino. un paese della Basilicata. Non si sa la loro fine. solo di recente è stata iniziata a studiare. dove la passione vitale e la coscienza di aver a che fare con la morte sono intrecciate. il dialetto è un’opportunità esistenziale. L’nnammuréte: storia d’amore metaforica. Schitte d’i cruce: rapporto fra passione e morte. collegandola alla voglia di recuperare il passato. ma non annulla la fragilità esistenziale o l’illus ione della verità poetica. anche quando è poesia erotica. Franco Loi . Pierro sa che la poesia come funzione sacrale è ormai superata. Il contrasto fra il dialetto e la fragilità esistenziale del poeta verso la storia caratterizzano lo stile di Pierro come espressionistico. 2 innamorati passano dal silenzio misterioso alla scoperta della parola. Temi: privati. che permette di raggiungere la serenità e il contatto. ed è il dialetto di Tursi. fino alla possibilità di accendere il fuoco della passione: ma questa possibilità non è colta dagli innamorati. La su verginità invita a scoprirne i significati autentici e non inquinati  l’uso di un linguaggio non corrotto è visto come opportunità di verità  poeta come sacerdote. ma probabilmente è tragica. preoccupati di annullarsi in cenere e di impazzire. Ma la verità della poesia è garantita dal dialetto perché è una lingua morta. dove il poeta è nato e cresciuto. il terremoto dell’espressione ha fatto emergere il teso ro di un significato ancora possibile. Dichiarazione di poetica: Parla della propria scelta linguistica. e il poeta è più un fantasma  insistenza sul tema della morte. I problemi tecnici sono stati molto importanti perché il dialetto tursitano non aveva precedenti letterari e così Pierro ha dovuto inventare il modo di scriverlo. La scoperta della parola (del dialetto) è una specie di “seconda nascita”. Sa di rappresentare un punto di vista antico e ha il desiderio di esprimere il senso del mondo contemporaneo.Il suo dialetto non ha nessuna tradizione letteraria precedente.

ma per dimostrare la distanza incolmabile fra uomo e natura. la sua posizione è a favore del proletariato urbano. “Sì. un dì.Scrive in dialetto milanese. il dialetto usato dal popolo. Ha scelto il dialetto per questo motivo. La natura che è al centro della tradizione lirica soprattutto simbolista. deve esprimere la verità oggettiva di una condizione storico – sociale e vigilare su di essa per non essere solo esercizio culturale. Rivendica la sua originalità inventiva. è qui vista come un simbolo. Il rapporto fra civiltà e barbarie è denunciato con energia. La città di Milano è qui vista nel suo aspetto brutale e disumano: chi ha capito ha consapevolezza che lo splendore apparente delle luci e della ricchezza nasconde la tecnologia degradante e l’ostilità alienata della società di massa. Il Neorealismo (1943 – 1955) . quajvun dumandarà: perché?”: l’impossibilità di dare una risposta alle domande sul significato della vita umana e del dolore creano l’allegoria di un’aquila che uccide per fame e non sa che cosa rispondere alla propria disperazione. Milan de la vergogna”: a proposito del dialetto Loi dice che il milanese è usato liberamente. Dichiarazione di poetica: Loi difende la sua scelta linguistica. non per mostrare la loro armonia. ma che faccia anche da mediatore. “L’aqua del mar e tra i pèss mort’na piuma”: il testo denuncia i segni della distruzione e della catastrofe ecologica accompagnandoli da figure e gesti umani minimi. ha un punto di vista critico e schierato. che possa giustificare l’aggressività del suo istinto di sopravvivenza. “Milan uspia. che non si limita a un milanese letterario. Poeta: testimone che deve prendere posizione. Temi: popolari. nato dall’incontro fra il proletariato locale e gli immigrati nella campagna lombarda. come si è memorizzato nelle varie esperienze. ma a un milanese che corrisponde al parlato davvero usato nella Milano proletaria. Lo scenario naturale è quello del disastro ecologico. la presenza umana è vista come corpi inanimati e voci disperate e impaurite.

“Il Verri” di Anceschi: rivista aperta alla fenomenologia. Giuliani. che vuole ristrutturare e organizzare la neoavanguardia. che parlasse di epica e cronaca. suoni. La nuova poetica fu promossa da riviste come “La strada” che sostenevano il bisogno di una poesia impegnata anche politicamente. Balestrini e Pagliarani (collaboratore di Officina). una narrazione in versi che esprime il momento lirico e quello etico politico.Quello di “Officina” dal 1955 al 1960 2. Sanguineti nel 1961 pubblica un’antologia che vuole essere di rottura e provocazione: I novissimi. il simbolismo e il neorealismo. I 2 poeti più rappresentativi del periodo sono D e Angelis e Conte che propongono un ritorno al soggettivismo lirico. rappresentasse situazioni collettive e stati d’animo popolari. dove lo sperimentalismo è freddo.Quello della neoavanguardia dal 1960 al 1970 La rivista Officina fu fondata a Bologna nel 1955 da Pasolini. la tradizione lirica della po esia pura e dell’ermetismo. Insieme a Sanguineti ci sono Porta. diviso in 2 momenti: 1. proponendo il collage e il surrealismo. e contro il “novecentismo”. collaboratore del Verri. vita delle masse popolari. questa nuova poetica favorì un abbassamento stilistico e un rinnovamento linguistico. si sviluppa la televisione e nasce la scuola media dell’obbligo. Franco Fortini . si basasse sulla prosa. e su questo Pasolini scrisse Le ceneri di Gramsci (1957) e La religione del mio temo (1961). si diffondono le autostrade. sono gli anni dell’”impegno”. Leonetti e Roversi.La seconda guerra mondiale. lo stalinismo va in crisi. Nel 1956 era nata un’altra rivista. I risultati migliori ci furono al cinema piuttosto che in letteratura e in poesia. rifiutando l’ermetismo. Il suo programma lotta contro il neorealismo sentito come superato. Il neorealismo è sentito come provinciale e superato  nasce lo sperimentalismo. Si propone il ritorno al poemetto. oggetti del neocapitalismo  abbassamento linguistico e stilistico. si ha bisogno di un linguaggio nuovo. alla concezione orfica della poesia e al simbolismo. Lo scrittore è costretto a confrontarsi con la realtà della vita. la psicoanalisi e la cultura europea e americana. Dopo la neoavanguardia (1975 – oggi) Periodo del “ritorno al privato”. denuncia sociale e politica. perché appaiono insieme in un’antologia intitolata “La parola innamorata” che uscì nel 1978. la nascita della Repubblica democratica mettono fine al forzato distacco aristocratico degli intellettuali. la caduta del fascismo. la rivoluzione industriale trasforma l’Italia in un moderno paese industriale: l’agricoltura perde la sua centralità. i nuovi poeti vengono chiamati “innamorati”. Nel 1957 c’è una polemica fra Pasolini che sosteneva la propria rivista e Sanguineti. un collaboratore privilegiato fu Franco Fortini. la “guerra fredda” fra USA e URSS si attenua. Questi 5 poeti sono anche il nucleo del Gruppo 63. in Italia nasce il centro – sinistra. Temi: cronaca quotidiana. i contadini meridionali emigrano al Nord per diventare operai a Milano e Torino. Nel 1989 viene fondato il Gruppo 93. era contro l’ermetismo. Lo Sperimentalismo (1956 – 1972) 1956: svolta nella società italiana. che rifiuta l’impegno tematico di Officina perché pensa che la rottura con il mondo conservatore debba avvenire per prima cosa sul piano linguistico. La poesia quindi perde la sua espressività per sottolineare l’ammasso di informazioni. tipico dell’età del disincanto che segue la fine di grandi speranze di rinnovamento. In letteratura c’è disimpegno.

Fortini non è mai stato solo un poeta: ha scritto saggi e critiche. Ma sono versi muti. E’ un’impresa a cui si sono opposti ostacoli: il personaggio poetico. proprio perché sentita lontana. tenta di conservarsi. lontana dal reale. chi soffre non ne ha consapevolezza ora. che dovrà cessare le pubblicazioni nel 1947 quando il Partito Comunista che l’appoggiava smise di farlo. che x quanto sia vecchio e marci o. recuperando una poesia complessa e piena di immagini. non sono più compresi. ma anche quel che interpreta la biografia. Il suo ultimo libro di poesie finora pubblicato. dando una conoscenza globale dei fenomeni. sono frequenti le rivisitazioni di miti classici. in quinandola. dato che si può ancora demistificare e resistere grazie alla conoscenza. Si ha la necessità di riconoscere e odiare i colpevoli. Nel 1959 esce Poesia ed errore: l’errore del titolo sta sia nell’oggetto esterno della poesia che nella poesia stessa. Metrica è quel che ordina le parole in struttura. I versi che il poeta sta traducendo parlano delle masse di uomini schiacciate dalla ruota della storia. nonostante la tragicità della storia. che non è possibile ottenere con una rappresentazione immediata della realtà. La casa è l’allegoria del mondo presente. è ancora diverso: il rancore e lo scherno sembrano il solo modo di reagire alla negazione di futuro e di memoria storica. un giorno cambieranno le cose. perché consente di vedere i rapporti fra vicende individuali e collettive. nel timore che potesse diventare luogo di una linea politica diversa  opposizione di Fortini alla sinistra. Traducendo Brecht (Una volta per sempre): la situazione è quella di qualcuno che sta leggendo e traducendo mentre fuori c’è un temporale. nonostante la debolezza di quest’arma. L’animale (Versi scelti): l’uccisione di una bestiola da parte di un animale. Lo scrosciare della pioggia cattura a tratti l’attenzione del personaggio assorto n el suo lavoro. tanto impossibile da essere derisa. Nelle poesie di Questo muro (1972) torna ai temi delle prime raccolte. brutta. ed è stato insegnante e professore universitario. ma anche come espressione delle classi dominanti. Fortini è fra i poeti riuniti attorno a Noventa. Il poeta immagina il momento in cui l’azione degli elementi naturali. oltre a molte traduzioni. e la “rosa”. in polemica contro l’ermetismo. non volendo subire senza opporre resistenza il sistema capitalistico. non ci si arrende al male. le immagini barocche per mostrare l’impossibilità di armonia. La poesia anche se in modo ambiguo. La partecipazione politica di Fortini è rivolta verso la creazione di un linguaggio e di uno stile per la prosa saggistica che esprima un sapere non specialistico. che vuole essere cronaca e registrazione di fatti. consente ancora questa resistenza. Collabora con il “Politecnico”. pe r quanto l’autore sappia che anche lui fa parte della classe dominante. è l’allegoria di come il male riempia la realtà. Dichiarazione di poetica: Diario linguistico E’ una definizione della propria poetica da parte dell’autore. Questa poesia afferma la possibilità di riconoscere la realtà violenta: anche se è un testo pessimistico. La gronda: il poeta osserva dalla finestra il tetto di una vecchia casa su cui si vedono le tracce di numerose riparazioni e che tuttavia resiste ancora all’azione delle intemperie. E’ una poesia disadorna. suggerendogli una contrapposizione fra la vitale presenza dell’acqua fuori e l’aridità della pagina scritta all’interno. impedisce al lettore di aderire al testo e consente l’effetto di straniamento che vuole ottenere il poeta. rivista fondata a Milano da Vittorini. simbolo di secchezza ma anche di resistenza. che parla in prima persona. E’ una complessa figura di intellettuale. ma stavolta l’io guarda a se stesso con distacco e saggezza. destinato a sua volta a morire perché contaminato dal veleno che aveva inquinato la sua vittima. ma anche il suo superamento. poesia con molte allegorie. Rivendica il punto di vista soggettivo che permette maggiori possibilità di conoscenza. ha concepito la propria vita come una lotta. si vede la presenza dell’ermetismo. avrà corroso a tal punto il tetto che basterà il peso di una rondine per farlo crollare. Paesaggio con serpente (1984). ogni cosa sembra normale e tranquilla. Pier Paolo Pasolini . ma altre forze lavorano e tenaci come la pioggia. lenta ma costante. In Verifica di poteri (1965) rielabora la poesia come figura delle capacità degli uomini di determinare la propria esistenza. Foglio di via (1946). Metrica e biografia (Poesia ed Errore): l’impresa è il tentativo di rapportare gli elementi individuali con quelli collettivi e storici. e di continuare a scrivere. In Una volta per sempre (1963) vuole distaccarsi dalla riflessione sulle trasformazioni della realtà dopo lo sviluppo economico. simbolo di perfezione e armonia. Tuttavia l’ultima figura del libro rimane quella di una tenacia che sostiene il bisogno di verità. Compaiono l’”agro inverno”. La sua prima raccolta di versi. Fortini dichiara di aver scelto la lingua della più alta tradizione letteraria che.

vista la sua omosessualità  la sua condizione personale diventa un modo per sottolineare gli stravolgimenti e i conflitti della società di massa. In Poesia e forma di rosa (1964) la poesia diventa confessione. Il pianto della scavatrice: poemetto che racconta di una sera estiva a Roma dove il poeta riflette sul proprio passato. Nel rifacimento Pasolini si mette dalla parte del prete. Racconta del suo ritorno a casa e della notte passata riflettendo ancora. All’inizio simbolista. a cui dà una connotazione positiva soprattutto per la corporalità e la sensualità. A Rosari (La meglio gioventù): il primo testo fa parte della raccolta. Il contrasto purezza/peccato ha anche un’origine privata del poeta. 2 fasi principali della storia di Pasolini: 1. del ”miracolo economico”. coincide con il silenzio da tanto che ha rotto con la propria funzione e tradizione. il cinema non è solo uno strumento alternativo alla letteratura. la poesia può solo tenere vivo questo scarto.Pasolini è conosciuto soprattutto per il cinema. Paolo Volponi . Trasumar e organizzar (1971) presenta la condizione dell’uomo – massa facendola coincidere con l’esperienza vissuta dal poeta. legato al sottoproletariato. Nelle opere più giovanili domina il tema dell’adolescenza divisa fra purezza innocente regressiva (civiltà contadina) e maturità peccaminosa (moderna civiltà industriale). portatore di uno scandalo personale (l’omosessualit à) e anche la tragica morte. I valori della società arcaica sono stati sconvolti negli anni dell’industria. L’usignolo della Chiesa Cattolica (1958). A volte la soggettività si propone come unico possibile valore positivo di vitalità. mentre al buio. Dichiarazione di poetica: lo sperimentalismo di Pasolini è una tensione dello stile verso al conoscenza e il rapporto con il mondo. con l’effetto dello scandalo e la neutralizzazione della spettacolarità.Alternativa: la letteratura non è capace di rispondere ed esprimere i bisogni della società di massa. anche se pensa che la letteratura sia privilegiata grazie allo stile. ambientati fra i giovani del sottoproletariato romano. Nel primo testo alla purezza. la sua notorietà gli ha permesso di intervenire su questioni culturali e socio – politiche. il secondo è un rifacimento del primo. Nel 1970 Pasolini è l’intellettuale ufficiale dell’opposizione culturale. romanzo e critica. cercando di vincere il pessimismo a cui vorrebbe abbandonarsi. alla terra e al peccato corrisponde la Chiesa. rappresentato dal rumore che viene da un cantiere vicino. intendendo difendere la possibilità di quel peccato/purezza che garantisce la sopravvivenza del sesso e le dà un senso. conferma il destino di Pasolini: portare in scena nella vita pubblica la propria intimità. vicino al fallimento storico delle rivendicazioni operaie. la sola possibilità non ancora omologata è il ritardo della dimensione pubblica nell’adeguarsi a quella privata. in La meglio gioventù (1954). Qui il lavoro di un gruppo di operai e soprattutto il rumore di una vecchia scavatrice (che sembra manifestare una disperazione quasi umana) riassumono un simbolo di dolore per la trasformazione. criticando il sistema borghese e la rivoluzione antropologica fatta dal capitalismo (la trasformazione del popolo e della sua cultura in una massa di società dei consumi). fino all’alba e al riprendere della vita. come i primi film degli anni ’60: si valorizza la carica positiva nelle pulsioni vitali del popolo come alternativa alla spietata economia del capitalismo. altre la commiserazione vittimistica e la trasgressione dei valori borghesi sono l’unica alternativa alle leggi del sistema. anzi. nella fiducia che lo stile offre l’opportunità di avvicinarsi alla realtà e alla storia. Da questa idea prendono spunto i 2 romanzi Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959). poi impegnato civilmente con Le ceneri di Gramsci (1957) e La religione del mio tempo (1961). ma anche un modo di criticarla e rifiutarla. i risultati migliori derivano dall’incontro fra autoanalisi e analisi della società capitalistica.Tradizionale: si dedica alla letteratura con poesia. al cielo e alla luce corrisponde la sensualità del ragazzo. assassinato a Roma. Il punto di vista ideologico permette di affrontare i grandi problemi della società contemporanea  non esclude i temi privati. 2. Si nota l’atmosfera e le figure umili tipiche di Pasolini. Rifiuta la sperimentazione solo interna alla ricerca letteraria.

La grande nostalgia è quella di esser consapevoli di vivere un rapporto con la realtà meno confidenziale e definito di quello della tradizione letteraria. non di coinvolgerlo sentimentalmente. che distrugge le condizioni per avere un rapporto utile con il mondo e la solidità dell’io che tale rapporto dovrebbe creare. ma allargata alla rete di conoscenze e rapporti dell’io. Il poeta organizza gli elementi della sua esperienza in modo narrativo. Nei testi lunghi si vede la caratteristica fondamentale dei testi di Volponi: l’unione di un impegno discorsivo e di concetto con l’urgenza di esprimere la posizione dell’io dentro tale impegno. è sottolineata la distanza del taglio meditativo del testo rispetto all’abbandono lirico tipico dell’ermetismo. come se la poesia abbia fatto qualche rito propiziatorio per scongiurare il trionfo della crisi. La conclusione è nella speranza di un recupero dell’e quilibrio spezzato. Edoardo Cacciatore . il poeta ha difficoltà a stabilire un contatto diretto con il paesaggio. A quest’ora (L’antica moneta): esempio dell’adesione iniziale del poeta all’ermetismo. “Ideologizza” anche la sua vita privata. la conclusione mostra il desiderio di armonia del poeta. che vorrebbe riscattare il senso di insensatezza degli oggetti che lo circondano e delle sue sensazioni nella propria soggettività. Alla tendenza narrativa corrisponde la necessità di un pensiero. Dichiarazione di poetica: Lettera per Roversi. redattori di “Officina” Afferma che la sua poesia appartiene solo a lui. Pasolini e Leonetti. raccontando un fatto preciso. La precisione del lessico e la sintassi spesso complessa con periodi lunghi danno l’idea di una poesia che non dimentica mai la sua specificità. coinvolgendosi nel discorso sul mondo a cui tende la sua poesia. Uno strale (Nel silenzio campale): il rapporto del soggetto con il paesaggio ha perso naturalezza. cioè che non è solo una poesia soggettiva.Si divide fra poesia e narrativa. che hanno un significato simbolico. Lo scendere della notte è visto originalmente. ma si propone come soluzione a problemi che vanno al di là della tradizione letteraria. Il suo fine è quello di comunicare con il lettore attraverso la razionalità della struttura del testo. L’equilibrio del soggetto si rompe a causa di una crisi d’angoscia violenta. Ma ci sono dei distacchi dall’ermetismo: i particolari rendono il tono allucinato. Il soggetto è in contatto con i segni del paesaggio. ciò spiega l’attenzione alla scrittura nei romanzi e il taglio narrativo delle opere poetic he. e la conoscenza avviene tramite mediazioni.

Linguaggio: oggetto dell’esperienza e strumento conoscitivo del soggetto  coincide con il pensiero nel tentativo di mettere in contatto soggetto e oggetto. il pensiero è in costante tensione con la realtà materiale. Nel 2° testo si considera l’individualità come irripetibile condizione di provvisoria stabilità nell a realtà. ma come strumento di comunicazione per esprimere il rapporto fra io e il mondo: porta all’estremo il pensiero del soggetto e gli consente di dare un ordine razionale alla realtà  fatto nella consapevolezza di assumersi la responsabilità di una scelta: conoscere e rappresentare la realtà è un modo per superare il suo aspetto inquietante.E’ una delle figure più originali del secondo dopoguerra. mediati dal linguaggio. la sua poesia riprende la tradizione filosofica più che letteraria. per cui l’incontro con l’oggetto provoca nel soggetto una reazione in cui non si distinguono sensazione e pensiero. che tende a uscire da vita e realtà non per un privilegio. visto che non c’è possibilità di mediazione. Ma è anche la gradualità della conoscenza e del pensiero rappresentati nei testi. L’identificazione intera (1951) e intervista E’ consapevole della natura artificiale dell’arte. i particolari sono considerati singolarmente. La sua scrittura cerca di esprimere la materialità del pensiero nel suo atteggiamento mobile. Amelia Rosselli . Fulmineità del linguaggio (La puntura dell’assillo): rapporto fra pensiero e realtà. Da “Graduali”: il titolo si riferisce al progressivo prolungamento dei testi. è rifiutata invece la poesia come illuminazione lirica da parte di una verità superiore estranea al pensiero del soggetto. classica più che moderna. Nel 1° testo il poeta afferma la materialità del pensiero: dall’esperienza nasce il pensiero. Il linguaggio non è visto con funzione sacrale. ma non permette di conoscere nessuna verità assoluta. considerandosi parte integrante della realtà e dell’esperienza. ma per una condanna di chiusura: è rifiutata l’idea della poesia come ricomposizione universale della realtà per una concezione che v ede la poesia costretta nei limiti materiali di tutte le cose. estranee al mondo dell’esperienza. Imita molto Dante. usa allegorie. con la tendenza di essere una poesia di pensiero. In questa prospettiva la bellezza è l’unione di particolari specifici nel soggetto. Temi: esperienza e conoscenza. tentativo infinito perché ogni risposta è sempre provvisoria in assenza di verità superiori. la materialità del rapporto fra pensiero e mondo. Dichiarazione di poetica: citazione dal libro di esordio di Cacciatore. Poesia: basata sul ragionamento. come oggetti dell’esperienza e della conoscenza a cui il pensiero dà un valore provvisorio. l’intesa con gli altri è raggiunta nonostante i limiti del linguaggio. Si sottolinea il carattere razionale e conoscitivo della poesia.

Inghilterra. privato e sociale.La sua poesia è estranea alla tradizione italiana. perché è un organismo autosufficiente e separato. “Propongo un incontro col teschio” (Documento): il tema della morte è introdotto con uno dei simboli più famosi. Secondo un’antica tradizione la malattia e la sofferenza sono occasioni privilegiate di conoscenza. Dichiarazione di poesia: scritto allegato al suo primo libro di versi. alienata e inautentica. il teschio. ma è anche una chiusura di comunicazione e di significati. Variazioni belliche (1964) Autoanalizza la sua poetica. anche per via della formazione europea dell’autrice (ha vissuto in Francia. dove non ci sono confini fra interno ed esterno. “Ténere crescite” (Serie ospedaliera): la raccolta parla dell’esperienza di una grave malattia e alle sofferenze legate ad essa e alle cure subite. le lingue e le conoscenze di tutti i popoli antichi mescolate a quelli moderni. metri e forme. ma li determina. Lingua della poesia: lingua del privato e occasione di conoscenza. in una stanza segnata dall’angoscia e dal dubbio sull’esistenza. Alla morte inspiegabile si oppone la vitalità biologica. Poesia: luogo di inconscio. Il tema è quello dello scontro fra la condizione esistenziale del soggetto e la superficialità dei comportamenti quotidiani degli uomini. Stati Uniti e scrive molte poesie in inglese). per coinvolgere la sonorità del testo nel significato. capace di esprimere l’”esperienza sonora logica associativa”. e contro di esso si schierano le parole impotenti della poesia. il confronto fra quel minimo segno di vitalità e l’impossibilità di partecipare al dolore altrui. rifiuta qualsiasi categoria tradizionale della poesia. e modi per mostrare l’inautenticità della vita collettiva e di molti gesti individuali. come estremo tentativo di dominarlo e con disperata coscienza di non riuscirci. ma questa sfida non risolve il mistero. con una forza psichica che non si adatta a regole. La costruzione del testo avviene dall’interno. la sfida dell’amor proprio. Ha sempre voluto creare una lingua universale. da cui sono filtrati gli eventi esterni: le risa dalla strada. Elio Pagliarani . Il punto di vista è quello della malata. ma anche lingua estranea del mondo. La competenza musicale ha aiutato la poetessa nella sua convinzione di riconoscere nella fonica del testo la sua identità specifica.

dei familiari e dei vicini di casa di Carla. Ma l’autore non si limita a registrare la realtà. Qui si riproduce il momento della prima giornata lavorativa e il conseguente smarrimento di Carla alla sera. quello di Carla stessa e il suo commento di poeta) usando linguaggi diversi. E’ più per un faccia a faccia fra l’io e il mondo  critica anche politica alla società capitalistica. L’io è un punto di vista critico. Subito visino allo sperimentalismo di “Officina”. Pagliarani fonde nel poemetto molti punti di vista diversi (quello dei datori di lavoro. noto frate fiorentino del XV secolo. Da Epigrammi ferraresi: Pagliarani usa il testo delle Prediche di Girolamo Savonarola. anche se il poeta si sforza di scioglierlo nella descrizione stessa. E’ un momento di crisi per la ragazza. Edoardo Sanguineti . l’ideologia dominante.La sua poesia ha un caratteristico atteggiamento critico verso la realtà che esclude la chiusura nell’interiorità del soggetto e la rappresentazione distaccata degli oggetti. E’ narrativo. capace di proporre nuovi significati positivi rispetto a quelli esistenti. Da La ragazza Carla: il tema del poemetto è il primo contatto di una ragazza 17enne con il mondo del lavoro. includendo anche i commenti. il suo realismo non si limita mai alla riproduzione della realtà. il tu/voi/loro è l’atteggiamento corrente. non limitandosi a distruggere quelli dominanti. negli anni del boom economico. accanto alla descrizione c’è il commento morale. in una Milano industriale. Difende la funzione sociale della letteratura. Ma al primo significato se ne aggiunge uno nuovo. costretta a un rapido passaggio alla maturità adulta. bruciato sul rogo per aver criticato violentemente la corruzione della vita politica e sociale. nella sua denuncia e opposizione: attraverso al lingua “morta” di Savonarola. Dichiarazione di poetica: intervento di Pagliarani al convegno di Palermo del 1965 del Gruppo 63 Sostiene la necessità di creare nuovi significati. spinto dall’idea che la borghesia sia intrecciata al linguaggio e che lì vada criticata  poca discorsività narrativa e molta attenzione sul significato del testo. il modo di essere di una società e di una civiltà. ma cerca un senso che vuole comunque essere comunicativo. Pagliarani negli anni ’60 si avvicina alla neoavanguardia. Il moralismo di Savonarola e la sua critica si rivelano attuali anche nella degenerazione della civiltà consumistica. tornata a casa. Pagliarani esalta questa potenzialità mettendo a contrasto le cose di oggi e le parole di ieri. All’origina di questa sperimentazione sta la fiducia di un valore alternativo del linguaggio. la società contemporanea è rappresentata con linguaggi speciali. determinato dalla selezione dei pezzi e dalla loro sistemazione. Vuole associare alla negazione della realtà esistente l’affermazione di un possibile significato alternativo. I versi sono frasi originali con piccole variazioni: il poeta seleziona le frasi e le colloca in modo personale. realisticamente.

e siccome il denaro non ha significati al di fuori di se stesso. il suo esordio era particolarmente originale. Il testo all’inizio mostra il legame fra la storia umana e il nulla. la palud e dell’alienazione. Un altro tema è quello politico e impegnato. Non vede la funzione intellettuale al di fuori di un impegno diretto nella società. Erotopaegna e Purgatorio de l’inferno. La crisi dei valori rispetto al capitalismo e la crisi dell’intellettuale impegnato sono per Sanguineti una crisi in assoluto della cultura e dei valori intellettuali. contro la loro logica insensata che nasconde il nulla. la critica della società è una critica di linguaggio e letteratura. . quando Sanguineti esordisce con Laborintus. anche se diverse fra loro. Il suo realismo è nello stravolgimento della realtà attraverso lo sperimentalismo formale. E’ chiaro il motivo per cui il poeta ricorre alla forma della ballata. essendo dominata dalla logica del profitto e quindi segnata dalle guerre. l’impegno politico dei letterati era rivolto solo ai contenuti. l’autorità del poeta e la sacralità della poesia sono rifiutate. trasmette la notizia dell’annullamento dei significati e dei valori nella civiltà capitali stica. L’efficacia della poesia sta nei molti riferimenti accumulati. ma deve contestarli per prima cosa. Rispetto questo contesto culturale. Sanguineti si accanisce a dimostrarne la falsità: introduce nella poesia la consapevolezza che gli deriva dalla riflessione critica e teorica. La positività della realtà fisiologica si contrappone con la problematica realtà del mondo. Al poeta non resta che fare la rivoluzione sul piano delle parole e delle forme. anzi l’aspetto più importante è proprio il conflitto ch e segna il rapporto fra positività corporale e società. svela l’orrore della civiltà capitalistica. “Questo è il gatto con gli stivali” (Purgatorio de l’inferno) : l’aspetto positivo è dato dalla struttura didascalica. riproducendone con il linguaggio l’insensatezza e lo squallore. Alla sua base ci sono quelle strutture linguistiche e forme letterarie che gli altri autori usavano come semplici strumenti espressivi. con temi e ambientazioni popolari. Notevole il passaggio dal tono ironico e malinconico all’irruenta affermazione di un invito: lottare contro le guerre. ma contro di esse. Il linguaggio e la poesia denunciano se stessi come momento in autentico e insensato. Per questo la rivoluzione del poeta non può servirsi di tali strumenti come se fossero neutrali.La sua poesia si caratterizza per sperimentalismo formale e impegno ideologico – politico. la mancanza di questa possibilità provoca cinismo. La lezione. e l’ironia regala un senso di crisi. Nel 1956. scrivere entro le sue regole. Dichiarazione di poetica: Per una letteratura della crudeltà Al centro della sua attenzione c’è il rapporto fra ideologia e linguaggio: la consapevolezza che la lingua e la letteratura s ono un modo in cui si esprime l’ideologia gli permette di capire che il linguaggio e la tradizione dominanti sono il veicolo dell’ideologia dominante. Alla base di questo atteggiamento stanno le idee del poeta: nel linguaggio vede un deposito privilegiato dell’ideologia. L’aspetto distruttivo invece è nella demistificazione della struttura dell’argomento: tutte le cose che il poeta mostra al figlio. Tema della corporalità presentato in una prospettiva fisiologica: la nascita di un figlio offre lo spunto per una riflessione sul rapporto fra aspettative prima della nascita e realtà dell’esperienza dopo la nascita. che riteneva inutile una riflessione sulle forme della letteratura. che rappresenta il momento di rapporto con il figlio e la sua educazione. e aderire alla prospettiva marxista della lotta di classe. lontani per ragioni storiche e culturali. e perciò denaro in altra forma. L’atteggiamento di base del poeta è diverso da quello tradizionale: oscilla fra l’esibizione del “vissuto” autobiografico con i suoi aspetti quotidiani e l’impegno politico e ideologico. in realtà una parodia. cioè che sono merce. dato che fra parole e cose c’è una relazione di dipendenza reciproca. Questa rivoluzione sul linguaggio si esprime con una feroce e violenta volontà di critica e demistificazione. in modo che possa davvero attaccare il sistema in suo punto vitale. Lo scrittore rivoluzionario deve sabo tare il meccanismo della letteratura. hanno lo stesso significato. Nelle successive raccolte. Tema che non vuole essere un’alternativa sufficiente all’alienazione. della fisiologia e della materialità. si nota la volontà di trovare nuovi contenuti positivi: la scoperta di una verità e di un significato non del tutto compromessi  tema della corporalità. tutte le cose sono in verità nulla. Ballata della guerra (Novissimum testamentum): la raccolta significa “Ultimissimo testamento”. “In te dormiva come un fibroma asciutto” (Erotopaegna) : la raccolta significa “giochi d’amore”. L’inganno in cui i letterati rischiano di cadere è quello di credere possibile una critica all’ideologia dominante usando lo stesso lin guaggio che ne è la principale espressione. ma vicini magari solo nella fonica.

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