Teoria

degli
Insiemi
QUADERNO n. 2
Analitic@Mente
Collana di Analisi Matematica
Claudio De Angelis
www.csmedea.it
Teoria
degli
Insiemi
QUADERNO n. 2
Analitic@Mente
Collana di Analisi Matematica
Claudio De Angelis
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Collana di Analisi Matematica: Analitic@Mente (a cura del Centro Studi Medea)
Quaderno: n. 2
Titolo: Teoria degli Insiemi
Versione: 1.0 del 20 Dicembre 2011
Autore: Claudio De Angelis
Correttore: Maria Laura Medugno
Per commenti e/o suggerimenti scrivi a
info@csmedea.it oppure a
N. B. Accanto alle formule non si è potuto tenere un corretto uso della spaziatura in
relazione alla punteggiatura.
Centro Studi Medea
Via G. Citarella, 24
84014 Nocera Inferiore (SA)
Italia


Ave, o Roma o Madre gagliarda di latine virtù che tanto
3 , 1 4 1 5 9 2 6 5 3 5

luminoso splendore prodiga spargesti con la tua saggezza
1
.
8 9 7 9 3 2 3 8
1 L’enumerazione delle lettere di ogni lemma della frase fornisce le prime 19
cifre di  .
INDICE
Prefazione...................................................................... pag.
I
2.1 Concetto di insieme....................................................... pag.
1
2.2 Rappresentazioni di un insieme..................................... pag.
4
2.3 Insieme finito ed insieme infinito.................................. pag.
7
2.4 Ordine o cardinalità o potenza di un insieme................ pag.
8
2.5 Insieme vuoto, unitario, nullo ed universo.................... pag.
10
2.6 Sottoinsiemi o parti....................................................... pag.
12
2.6.1 Sottoinsiemi propri o parti proprie.................... pag.
13
2.6.2 Rappresentazione grafica di una parte.............. pag.
14
2.7 Uso dei simboli.............................................................. pag.
15
2.8 Classe o famiglia o insieme di insiemi......................... pag.
15
2.9 Potenza o insieme delle parti......................................... pag.
16
2.10 Uguaglianza tra insiemi................................................. pag.
18
2.11 Operazioni tra insiemi................................................... pag.
19
2.11.1 Proprietà delle operazioni tra insiemi............... pag.
27
2.12 Ricoprimenti e partizioni............................................... pag.
29
2.13 Multiset o multinsieme.................................................. pag.
31
2.14 Coppie ed ennuple ordinate........................................... pag.
34
2.15 Prodotto cartesiano tra insiemi...................................... pag.
37
2.16 Insiemi numerici............................................................ pag.
40
2.16.1 Cenni sui numeri interi e razionali.................... pag.
41
2.16.2 Confronto tra numeri razionali.......................... pag.
52
2.16.3 Densità di ℚ in sé.......................................... pag.
54
2.16.4 Cenni sui numeri reali....................................... pag.
56
2.16.5 Confronto tra numeri reali................................. pag.
64
2.16.6 Densità di ℝ in sé.......................................... pag.
66
2.16.7 Densità di ℚ in ℝ …................................. pag.
66
2.16.8
Densità di ℝ∖ℚ in ℝ …........................
pag.
68
2.17
Potenza del numerabile di ℕ, ℕ
0
, ℤ, ℚ ….............
pag.
71
2.18 Potenza del continuo..................................................... pag.
77
2.19 Numeri transfiniti e ipotesi del continuo....................... pag.
82
2.20 Critiche alla teoria ingenua............................................ pag.
85
2.21 Teoria assiomatica ZFC: cenni...................................... pag.
90
Indice analitico.............................................................. pag.
104
Prefazione
Dopo la pubblicazione del primo testo “Fondamenti di Logica”
appartenente alla collana Analitic@Mente, anche questo secondo libro
è pubblicato con una licenza CC (Creative Commons) per il diritto
d’autore.
Scopo di questo secondo quaderno, dal titolo esplicativo “Teoria degli
Insiemi”, è l’introduzione di elementi essenziali di tale teoria. Questa
branca riveste un ruolo fondamentale nella matematica, dal momento
che essa ha come obiettivo una veste fondazionale: formalizzare su di sé
la matematica stessa nella sua interezza.
Nella prima parte del testo si introduce la cosiddetta “teoria intuitiva o
ingenua” degli insiemi, assumendo come validi intuitivamente tutti i
principi che sono esposti e che sembrano essere coerenti con la
consueta matematica operativa.
Questa introduzione elementare è utile per familiarizzare con alcuni
aspetti fondamentali, che sono poi ripresi e sviluppati con maggiore
rigore in quella che è definita “teoria assiomatica” degli insiemi. Tra le
varie teorie elaborate, nella seconda parte del testo, si accenna a quella
ZFC di Zermelo-Fraenkel con Assioma di Scelta, definendola sulla base
di dieci assiomi.
Con la consapevolezza che la conoscenza è rivolta a coloro che ne sono
I
affascinati, con la certezza che un’opera d’ingegno è una naturale
proprietà della collettività e con l’impegno di continuare a scrivere per
TUTTI, auguro una buona lettura.
Nocera Inferiore, Claudio
20 Dicembre 2011. De Angelis
II
Quaderno 2
Teoria degli Insiemi
2.1 CONCETTO DI INSIEME
Il termine insieme esprime un concetto primitivo, innato, ben
chiaro nella mente dell’uomo. Nel linguaggio comune tale termine
si adopera spesso, ma una sua definizione, elementare e
soddisfacente, non è mai stata enunciata. Ogni qualvolta si tenta di
definire un insieme si giunge sempre ad usare un suo sinonimo
(collezione, raggruppamento, famiglia, aggregato, classe),
invalidando la stessa definizione. La più nota definizione di
insieme risale a Georg F. L. P. Cantor:
per insieme si intende un raggruppamento, concepito come un
tutto, di oggetti ben distinti della nostra intuizione o del nostro
pensiero.
Tale definizione, in quanto tautologica, non può essere utilizzata,
ma è bene analizzarla per meglio comprendere il significato del
termine insieme.
Cantor introduce l’insieme come un raggruppamento concepito
come un tutto. Con questa affermazione, egli evidenzia la totalità
dell’insieme, l’appartenenza dei suoi oggetti ad un’unica classe,
Analitic@Mente - Quaderno 2
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
ad una classe intesa come un tutt’uno. Tale raggruppamento
raccoglie oggetti ben distinti della nostra intuizione o del nostro
pensiero. In questo modo, Cantor sottolinea la diversità degli
oggetti di uno stesso insieme, l’inutilità di ripetere uno stesso
oggetto all’interno di un medesimo insieme e, allo stesso tempo,
introduce, in modo implicito, il concetto di appartenenza. Tali
membri sono parte dell’intuizione, o meglio dell’intuizione
sensibile (ossia della realtà che è possibile avvertire attraverso la
percezione sensoriale) o del pensiero (dell’immaginazione, della
fantasia).
Gli oggetti di un insieme sono detti elementi e la loro natura è
assolutamente irrilevante. È possibile trovare all’interno di uno
stesso insieme elementi con caratteristiche comuni o senza alcun
nesso. Ciò che risulta essenziale è la possibilità di stabilire se un
elemento appartiene o meno ad un insieme.
Deve, cioè, essere vera una ed una sola delle due seguenti
possibilità:
• il dato oggetto è un elemento dell’insieme considerato;
• il dato oggetto non è un elemento dell’insieme considerato.
Infatti, un agglomerato di oggetti che non siano ben distinti non
costituisce un insieme.
Analitic@Mente - Quaderno 2
2
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Esempio
Un “raggruppamento di bravi studenti” non forma un insieme, in
quanto non è possibile stabilire con certezza oggettiva la bravura di
uno studente e, quindi, la sua appartenenza a tale raggruppamento.
Assegnato un insieme A è, dunque, indispensabile poter
stabilire con assoluta certezza l’appartenenza o la non
appartenenza di un qualsiasi elemento x all’insieme A .
Si è soliti denotare un insieme con una lettera maiuscola:
A , B , C , X , Y , Z , ...
ed un elemento con una lettera minuscola:
a , b , c , x , y , z ,...
È possibile, pertanto, scrivere:
x∈A
per indicare che l’elemento x appartiene all’insieme A , e
x∉A
per indicare che l’elemento x non appartiene all’insieme A .
Analitic@Mente - Quaderno 2
3
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Nota
I simboli di appartenenza ∈ e di non appartenenza ∉ vanno
utilizzati esclusivamente tra un elemento ed un insieme ( x∈A) . É
possibile usare questi simboli tra due insiemi ( X ∈A) solo in un
caso particolare: se A è un insieme di insiemi e X è un insieme-
elemento di A .
Il simbolo di non appartenenza rappresenta la negazione
dell’appartenenza, cioè l’espressione x∉A≡¬( x∈A) .
2.2 RAPPRESENTAZIONI DI UN INSIEME
Un modo semplice per descrivere un insieme è quello di elencare
una ed una sola volta i suoi elementi tra parentesi graffe, quando è
possibile. Una siffatta descrizione presuppone l’implicita
conoscenza dell’elenco di tutti gli elementi dell’insieme stesso e
l’effettiva possibilità di realizzarne una elencazione scritta. Tale
descrizione è detta rappresentazione tabulare o estensiva o per
elencazione.
• Esempi
A=¦1 , 2, 3 , 4 ,5¦ ; B=¦a , b, c , d¦ ;
C=¦giallo , rosso , rosa , verde , marrone¦ .
Analitic@Mente - Quaderno 2
4
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Approfondimento
È importante notare che gli elementi di un insieme, in una
rappresentazione per elencazione, possono essere disposti senza un
ordine prestabilito, con una successione del tutto arbitraria. In altri
termini, un insieme è non ordinato, nel senso che i suoi elementi
possono essere posizionati in più modi all’interno di una sua
rappresentazione per elencazione senza alterare l’insieme stesso.
Per esempio:
¦1 , 3, 5, 7 , 9¦ e ¦5, 7 ,1 ,3 , 9¦ sono due rappresentazioni
per elencazione di uno stesso insieme. Ciò permette di affermare che
esistono n! (n fattoriale) modi, tra loro equivalenti, per esprimere
un insieme, costituito da n elementi, con rappresentazione estensiva,
pari al numero di permutazioni semplici che si possono ottenere dai
suoi elementi.
Si ricordi, inoltre, che se in un insieme con rappresentazione estensiva
un elemento è ripetuto k volte, esso può essere cancellato k−1
volte, lasciandone uno solo come rappresentante.
Ad es. A=¦a, a , a , b , b , c¦=¦a , b , c¦ .
Talvolta, tuttavia, la rappresentazione per elencazione risulta non
realizzabile, ad es. in presenza di infiniti elementi. Nasce,
pertanto, l’esigenza di introdurre una diversa rappresentazione,
alternativa all’elencazione degli elementi.
Tale rappresentazione alternativa, utilizzata per la descrizione di
Analitic@Mente - Quaderno 2
5
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
un insieme, è l’espressione di una o più proprietà caratteristiche
(se esistenti) dei suoi elementi. In tal caso, si parla di
rappresentazione intensiva o per caratteristica.
• Esempio
Sia A=¦1 ,3 , 5, 7 ,9¦ un insieme espresso in rappresentazione
tabulare, una sua rappresentazione caratteristica è la seguente:
A=¦n∈N : ndispari , n10¦
(si legge: n appartenente all’insieme dei numeri naturali N tale che n
sia dispari e minore di 10).
• Nota
Si è appena introdotto l’insieme dei numeri naturali, di cui si parlerà
ampiamente in seguito. In questo punto della trattazione ci si limita ad
introdurre solo la sua simbologia ed il suo significato elementare. Esso
è denotato con N oppure con ℕ e rappresenta l’insieme di tutti i
numeri che sono necessari per l’enumerazione.
Si noti che esistono infinite rappresentazioni intensive di uno
stesso insieme e che l’utilizzo di tali rappresentazioni è molto
utile, a volte indispensabile, se il numero di elementi di un
insieme è elevato o addirittura infinito.
Spesso, risulta utile rappresentare un insieme graficamente,
Analitic@Mente - Quaderno 2
6
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
mediante una linea chiusa del piano, all’interno della quale si
trovano gli elementi dell’insieme stesso, rappresentati da punti
geometrici e disposti in modo arbitrario. Questa rappresentazione
prende il nome di diagramma di Eulero-Venn.
• Esempio
A=¦a, b , c , d¦
. A
2.3 INSIEME FINITO ED INSIEME INFINITO
Sia X un insieme. Si dice che X è un insieme finito se esiste
un numero naturale n tale che X contenga proprio n
elementi (cioè un numero finito di elementi). Se, invece,
comunque si scelga un numero naturale n , l’insieme X
contiene almeno n+1 elementi, allora si dice che X è un
insieme infinito. Più precisamente, si sceglie un numero naturale
grande ad arbitrio, per es. n=1000000 e l’insieme X
contiene almeno 1000001 elementi, si sceglie poi
n=1000001 e l’insieme X contiene almeno 1000002
Analitic@Mente - Quaderno 2
a. b.
c. d.
7
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
elementi. Iterando indefinitamente questo processo di scelta, si
giunge ad affermare che X contiene infiniti elementi.
• Esempi
1) L’insieme delle vocali è un insieme finito, in quanto contiene 5
elementi (e 5 è un numero finito, naturale).
2) L’insieme dei punti di una retta è un insieme infinito.
3) L’insieme dei punti di un cerchio è un insieme infinito.
Graficamente:

2.4 ORDINE O CARDINALITÀ O POTENZA DI UN
INSIEME
Si dice ordine o cardinalità o potenza di un insieme il numero
n di elementi che costituiscono l’insieme stesso, se finito.
Si noti che la cardinalità di un insieme può essere sia finita che
Analitic@Mente - Quaderno 2
Insieme infinito Insieme finito
a. b.
c. d.
8
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
infinita, ma in quest’ultimo caso non rappresenta il numero di
elementi dell’insieme.
Dato un insieme X , la cardinalità si può denotare con
card ( X )
oppure con
∣X∣
.
• Approfondimento
Dati due insiemi X e Y (non privi di elementi), se esiste una
corrispondenza biunivoca f che li relazioni (cioè se ad ogni
elemento di X è possibile associare uno ed un solo elemento di
Y e viceversa), essi si dicono insiemi idempotenti o equipotenti o
equicardinali.
Si consideri l’insieme X e l’insieme ¦1,2,3 ,... , n¦ , con n
numero naturale. Se X è equipotente a ¦1,2,3 ,... , n¦ , allora
X è un insieme finito e card ( X )=n .
Graficamente:
X
Se X contiene almeno un elemento e non esiste alcuna
corrispondenza biunivoca f che ponga in relazione X con
¦1,2,3 ,... , n¦ , allora X è un insieme infinito.
Analitic@Mente - Quaderno 2
x
1
x
2
.
.
.
x
n
1
2
.
.
.
n
9
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
In particolare, è possibile fornire la seguente definizione.
Definizione di insieme numerabile. Si dice insieme numerabile un
insieme infinito X equipotente ad ℕ (insieme dei numeri
naturali). In questo caso la cardinalità di X si indica con ℵ
0
(aleph zero), che è lo stesso ordine dell’insieme ℕ dei numeri
naturali.
In simboli:
X è numerabile⇔card ( X )=card (ℕ)=ℵ
0
.
É opportuno sottolineare che non esiste alcun insieme infinito con una
cardinalità minore di ℵ
0
, in altri termini ℵ
0
è il più piccolo
ordine di un insieme infinito.
2.5 INSIEME VUOTO, UNITARIO, NULLO ED UNIVERSO
Un insieme vuoto è un insieme privo di elementi. Tale concetto è,
però, decisamente contrastante con il concetto di insieme stesso.
Infatti, un insieme, essendo concepito come un raggruppamento di
oggetti, non può non averne. Ma, come capita spesso, è necessario
estendere il concetto di insieme anche a questo caso limite.
Pertanto, diremo che un insieme è vuoto se la sua cardinalità è
nulla e lo denoteremo con
¦¦
oppure con ∅ .
Analitic@Mente - Quaderno 2
10
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
In simboli:
card (∅)=0
.
Si dice insieme unitario o singleton o singoletto un insieme X che
è costituito da un solo elemento, cioè con cardinalità unitaria.
In simboli:
card ( X )=1
.
Un particolare insieme unitario X è l’insieme nullo, cioè l’insieme
costituito dall’unico elemento zero. In simboli:
¦0¦
.
Si noti che la cardinalità di tale insieme è unitaria.
In simboli:
card
(
¦0¦
)
=1
.
In alcuni casi è necessario definire un insieme che contenga ogni
altro insieme contestuale e, di conseguenza, tutti gli elementi
considerati.
Un siffatto insieme è definito universo e denotato con U .
• Nota
É evidente che l’insieme universo non è assoluto, ma risulta relativo al
contesto considerato. Si consideri un esempio per chiarire il concetto.
Si supponga di introdurre in una trattazione esclusivamente numeri
naturali, allora l’universo può essere N (insieme dei numeri
naturali), ma se è necessario introdurre anche numeri razionali allora
l’universo N non è più adatto, perché insufficiente e bisogna
ricorrere ad un universo più ampio, ad es. Q (insieme dei numeri
razionali).
Analitic@Mente - Quaderno 2
11
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Un insieme universo U di solito è rappresentato graficamente
mediante un rettangolo.
U
2.6 SOTTOINSIEMI O PARTI
Si considerino due insiemi A e B , si dice che A è parte o
sottoinsieme di B (oppure che A è incluso o contenuto in B
o ancora che B contiene o include A ) se ogni elemento
dell’insieme A è anche elemento dell’insieme B .
In simboli:
A⊆Bo B⊇A⇔(∀ x∈A⇒x∈B)
.
Proprietà:
1. A⊆A , qualunque sia A (proprietà riflessiva);
2.
( A⊆B)∧( B⊆A)⇒( A=B)
(proprietà antisimmetrica);
3.
( A⊆B)∧( B⊆C)⇒( A⊆C)
(proprietà transitiva).
• Approfondimento
È utile ricordare che le suddette proprietà riflessiva, antisimmetrica e
transitiva definiscono una relazione d’ordine (largo) tra gli insiemi.
Analitic@Mente - Quaderno 2
12
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
2.6.1 SOTTOINSIEMI PROPRI O PARTI PROPRIE
Si considerino due insiemi distinti A e B , si dice che A è
parte propria o sottoinsieme proprio di B (oppure che A è
incluso strettamente o contenuto strettamente in B o ancora che
B contiene strettamente o include strettamente A ) se ogni
elemento dell’insieme A è anche elemento dell’insieme B e
B contiene almeno un elemento che non appartiene ad A .
In simboli:
A⊂Bo B⊃A⇔(∀ x∈A⇒x∈B)∧(∃x∈B: x∉A)
.
Proprietà:
1. A⊄A , qualunque sia A (proprietà antiriflessiva);
2.
( A⊂B)⇒( B⊄A)
(proprietà asimmetrica);
3.
( A⊂B)∧( B⊂C)⇒( A⊂C)
(proprietà transitiva).
• Approfondimento
È utile ricordare che le suddette proprietà antiriflessiva, asimmetrica e
transitiva definiscono una relazione d’ordine stretto tra gli insiemi.
• Nota 1
Il simbolo di inclusione ⊆ comprende anche l’uguaglianza,
cosicché A⊆B ammette anche la possibilità A=B , infatti:
Analitic@Mente - Quaderno 2
13
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
( A⊆B)≡( A⊂B) xor( A=B) .
• Nota 2
Dato un insieme A , tra i sottoinsiemi di A figurano anche il
vuoto ∅ e A stesso. Tali parti di A sono dette sottoinsiemi
impropri di A . Dunque, l’insieme vuoto è sottoinsieme di ogni
insieme A , il quale, a sua volta, è sottoinsieme dell’insieme
universo U . Pertanto, si ha sempre: ∅⊆A⊆U , qualunque sia
l’insieme A .
2.6.2 RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DI UNA PARTE
Si considerino due insiemi A e B nell’universo U , tali che
A⊆B .
Una rappresentazione grafica è la seguente:
U

Analitic@Mente - Quaderno 2
B A
14
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
2.7 USO DEI SIMBOLI
Uso corretto Uso errato
a∈A ¦a¦∈A ∈ si usa solo tra un elemento e un
insieme e non tra due insiemi, a meno che A
non sia un insieme di insiemi.
a∉A ¦a¦∉A ∉ si usa solo tra un elemento e un
insieme e non tra due insiemi, a meno che A
non sia un insieme di insiemi.
¦a¦⊆A a⊆A ⊆ si usa solo tra due insiemi.
¦a¦⊈A a⊈A ⊈ si usa solo tra due insiemi.
¦a¦⊂A a⊂A ⊂ si usa solo tra due insiemi.
¦a¦⊄A a⊄A ⊄ si usa solo tra due insiemi.
¦a¦=A a=A = non si usa tra un elemento e un
insieme.
¦a¦≠A a≠A ≠ non si usa tra un elemento e un
insieme.
2.8 CLASSE O FAMIGLIA O INSIEME DI INSIEMI
Un insieme costituito da elementi che sono a loro volta insiemi è
detto classe o famiglia o insieme di insiemi.
Analitic@Mente - Quaderno 2
15
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Esempio
C=
¦
¦a ,b¦, ¦a¦, ¦b , c¦, ¦b¦
¦ .
Si noti che gli elementi di C sono degli insiemi, ma per essi è lecito
l’utilizzo del simbolo di appartenenza, per es. ¦a¦∈C ,
¦c¦∉C . È necessario, ora, digredire verso il concetto di vuoto,
evidenziando una sua particolarità: l’insieme vuoto, in quanto parte di
ogni insieme, è incluso in C (in simboli: ∅⊆C ), ma in quanto
elemento non appartiene a C (in simboli: ∅∉C ), perché non è
presente tra i suoi elementi. Affinché una classe abbia come elemento
l’insieme vuoto è necessario che esso sia esplicitamente elencato tra i
suoi elementi.
Per es. C=
¦
¦a¦,¦b¦,∅
¦
è una classe costituita da tre elementi:
l’insieme ¦a¦ , l’insieme ¦b¦ e l’insieme vuoto ∅ . In tal
caso è possibile affermare che ∅∈C . Ma non bisogna
dimenticare che, in ogni caso, si ha anche: ∅⊆C .
2.9 POTENZA O INSIEME DELLE PARTI
Sia A un insieme qualunque, non vuoto.
Si dice potenza o insieme delle parti di A la classe costituita da
tutte le possibili parti di A , proprie e improprie. Si denota con
P( A)
.
Analitic@Mente - Quaderno 2
16
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Esempio
Sia A=¦a, b , c¦ , allora
P( A)=
¦
¦a¦, ¦b¦, ¦c¦, ¦a , b¦, ¦a , c¦ ,¦b , c¦ ,∅, A
¦
.
Si noti che tra i sottoinsiemi di A vi sono anche quelli impropri,
cioè A e ∅ .
• Approfondimento
Teorema (La cardinalità della potenza)
Sia A un insieme finito e non vuoto.
Se card ( A)=n allora
card ( P
(
A
)
)=2
n
, ∀n∈N .
Dim.
Per la dimostrazione di questo teorema si utilizzerà il principio di
induzione. Come base dell’induzione si prenda n=1 . Banalmente
si verifica che se A è costituito da un unico elemento, allora
P( A) sarà costituito solo dai suoi sottoinsiemi impropri, cioè
A e ∅ , pertanto
card ( P
(
A
)
)=2=2
1
e la base
dell’induzione risulta vera.
Per il passo induttivo si supponga vero che, fissato un n∈N ,
risulti
card ( P
(
A
)
)=2
n
e si giunga a dimostrare che se
card ( A)=n+1 allora
card ( P
(
A
)
)=2
n+1
. Infatti, se
card ( A)=n+1 allora esiste almeno un elemento a
appartenente all’insieme A . Un qualunque sottoinsieme di A
può contenere o meno l’elemento a . Tutti i sottoinsiemi di A
Analitic@Mente - Quaderno 2
17
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
che non contengono a possono essere considerati sottoinsiemi di
A∖¦a¦ (l’insieme A privato dell’elemento a), la cui cardinalità è
card ( A∖¦a¦) =n e per l’ipotesi induttiva accettata come vera
si avrà:
card ( P ( A∖¦a¦) ) =2
n
. Andando, ora, a considerare
tutti gli altri sottoinsiemi di A che contengono a , si ricava che
ce ne sono esattamente
2
n
, tanti quanti sono i sottoinsiemi di
A∖¦a¦ , infatti i sottoinsiemi che contengono a sono
sottoinsiemi del tipo X ∪¦a¦ , dove X è il generico
sottoinsieme di A∖¦a¦ . Riassumendo: i sottoinsiemi di A sono
in numero di
2
n
+2
n
=2
n
⋅2=2
n+1
,
pertanto
card ( P
(
A
)
)=2
n+1
e il teorema è dimostrato.
■ ■ ■
2.10 UGUAGLIANZA TRA INSIEMI
Si considerino due insiemi A e B . Si dice che A e B
sono uguali se contengono gli stessi elementi. In altri termini, dire
che A=B equivale a dire che gli elementi di A sono anche
elementi di B e viceversa.
In simboli: ( A=B) ⇔( x∈A⇔x∈B) .
Analitic@Mente - Quaderno 2
18
A B

Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Per verificare che due insiemi A e B siano uguali occorre
verificare la proprietà antisimmetrica dell’inclusione, cioè:
( A⊆B)∧( B⊆A)⇒( A=B)
.
2.11 OPERAZIONI TRA INSIEMI
Unione.
Dati due insiemi A e B , si dice unione tra A e B un terzo
insieme costituito dagli elementi che appartengono ad A o a
B , cioè ad almeno uno dei due.
In simboli:
A∪B=
¦
x∈U :( x∈A)∨( x∈B)
¦ .
Graficamente:
U


A∪B

Analogamente, dati n insiemi
A
1
, A
2
, ... , A
n
, con n∈N , si
dice unione tra gli n insiemi considerati l’insieme costituito
Analitic@Mente - Quaderno 2
19
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
dagli elementi che appartengono almeno ad uno tra gli n
insiemi.
In simboli:

A
1
∪A
2
∪...∪A
n
=
¦
x∈U : ( x∈A
1
)∨( x∈A
2
)∨...∨( x∈A
n
)
¦ .
L’unione di n insiemi, in simboli, può essere sintetizzata come
segue:
n

k =1
A
k
(si legge: unione con k variabile da 1 a n degli insiemi A con k).
La definizione di unione può essere anche estesa ad infiniti
insiemi.
Considerato un insieme infinito I , fissato un elemento generico
k appartenente ad I , sia assegnato l’insieme
A
k .
L’unione degli infiniti insiemi
A
k
si denoterà con:

k ∈I
A
k
(si legge: unione con k appartenente a I degli insiemi A con k).
Analitic@Mente - Quaderno 2
20
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Esempi
1) Siano A=¦2, 3 , 4 ,5¦ e B=¦2, 3 ,8 , 9, 10¦ ,
si ha: A∪B=¦2 , 3, 4, 5 ,8 , 9, 10¦ .
2) Siano
A
1
=¦0 , 1, 2 , 3¦
,
A
2
=¦1 , 2 ,3 , 4¦
,
A
3
=¦2 , 3, 4, 5¦, A
4
=¦3 , 4 , 5, 6¦, A
5
=¦4 , 5, 6 , 7¦
,
si ha:
5

k =1
A
k
=¦0 , 1, 2 , 3, 4, 5 ,6 , 7¦
.
Intersezione.
Dati due insiemi A e B , si dice intersezione tra A e B un
terzo insieme costituito dagli elementi comuni ad A e B .
In simboli:
A∩B=
¦
x∈U :( x∈A)∧( x∈B)
¦ .
Graficamente:
U
A B

A∩B
Analitic@Mente - Quaderno 2
21
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Analogamente, dati n insiemi
A
1
, A
2
, ... , A
n
, con n∈N , si
dice intersezione tra gli n insiemi considerati l’insieme
costituito dagli elementi comuni a tutti gli n insiemi.
In simboli:
A
1
∩A
2
∩...∩A
n
=
¦
x∈U : ( x∈A
1
)∧( x∈A
2
)∧...∧( x∈A
n
)
¦ .
L’intersezione di n insiemi, in simboli, può essere sintetizzata
come segue:
n

k =1
A
k
(si legge: intersezione con k variabile da 1 a n degli insiemi A con k).
La definizione di intersezione può essere anche estesa ad infiniti
insiemi.
Considerato un insieme infinito I , fissato un elemento generico
k appartenente ad I , sia assegnato l’insieme
A
k .
L’intersezione degli infiniti insiemi
A
k
si denoterà con:

k ∈I
A
k
(si legge: intersezione con k appartenente a I degli insiemi A con k).
Analitic@Mente - Quaderno 2
22
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Nota
Due insiemi A e B si dicono disgiunti se la loro intersezione è
vuota, cioè se A∩B=∅ .
G e n e r a l i z z a n d o: n insiemi A
1
, A
2
, ... , A
n
, con
n∈N , si dicono disgiunti se:
n

k =1
A
k
=∅
.
• Esempi
1) Siano A=¦a, b , c , d ,e¦ e B=¦a ,c , e , g , h¦ , si ha:
A∩B=¦a , c , e¦ .
2) Siano
A
1
=¦0 , 2 , 4 ,6¦
,
A
2
=¦4 ,5 , 6, 7 ,8¦
,
A
3
=¦2 , 3, 4, 5 ,6¦
e
A
4
=¦−2, 2 ,−4 , 4 ,−6 , 6¦
, si ha:
4

k =1
A
k
=¦4 ,6¦
.
Differenza.
Dati due insiemi A e B , si dice differenza di A e B o
complemento di B rispetto ad A l’insieme costituito dagli
elementi che appartengono ad A , ma che non appartengono a
Analitic@Mente - Quaderno 2
23
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
B .
In simboli:
A∖ B=¦x∈U: ( x∈A)∧( x∉B)¦
.
Graficamente:
U
A B
A∖ B
• Nota 1
Non è necessario che B⊆A o che B abbia un’intersezione con
A per poter avere A∖ B , infatti dalla definizione data si evince
la seguente uguaglianza: A∖ B=A∖( A∩B) , pertanto nel caso
A e B siano disgiunti, cioè: A∩B=∅ allora:
A∖ B=A .
• Nota 2
La differenza tra insiemi non è un’operazione commutativa, cioè
A∖ B≠B∖ A , infatti B∖ A=¦x∈U: ( x∈B)∧( x∉A)¦ .
Analitic@Mente - Quaderno 2
24
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Esempio
Siano A=¦1 , 2, 3 , 4 ,5 , 6, 7¦ e B=¦2, 4, 6 ,8 , 10¦ .
A∖ B=¦1 ,3 ,5 , 7¦ , B∖ A=¦8 ,10¦ .
Complementare.
Dato un insieme A , si dice complementare di A l’insieme
costituito dagli elementi dell’universo U che non appartengono
ad A .
In simboli:
C
U
( A)=¦x∈U : x∉A¦
.
Per la definizione data di complementare di A si ha la seguente
uguaglianza:
C
U
( A)=U ∖ A
.
Graficamente:
U
A

C
U
( A)
Analitic@Mente - Quaderno 2
25
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Nota
Il complementare di un insieme A può essere denotato anche nei
seguenti modi: ¬A oppure A oppure
A
c
.
• Esempio
Sia U=ℕ e sia P=¦n∈ℕ: n=2k , k∈ℕ¦ (insieme dei
numeri naturali pari).
Si ha:
P
c
=D=¦n∈ℕ: n=2 k−1, k ∈ℕ¦
(insieme dei numeri
naturali dispari). Si noti che l’unione di P e di
P
c
restituisce
l’universo U , nell’esempio suddetto: P∪D=ℕ .
Differenza simmetrica.
Dati due insiemi A e B , si dice differenza simmetrica di
A e B l’insieme costituito dagli elementi che appartengono
ad A , ma che non appartengono a B o che appartengono a
B , ma che non appartengono ad A .
In simboli:
AA B=
¦
x∈U:
(
( x∈A)∧( x∉B)
)

(
( x∈B)∧( x∉A)
) ¦
(si legge: A delta B)
Analitic@Mente - Quaderno 2
26
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
In altri termini,
AAB=( A∖ B)∪( B∖ A)
, o ciò che è lo stesso
AA B=( A∪B)∖( A∩B)
.
Graficamente:
U
A B

AAB
2.11.1 PROPRIETÀ DELLE OPERAZIONI TRA INSIEMI
1) Proprietà dell’idempotenza:
A∪A=A ; A∩A=A .
2) Proprietà dell’identità:
A∪U=U ; A∪∅=A ;
A∩U=A ; A∩∅=∅ .
3) Proprietà commutative:
A∪B=B∪A ; A∩B=B∩A ; AA B=BA A .
4) Proprietà associative:
( A∪B)∪C=A∪( B∪C)
;
Analitic@Mente - Quaderno 2
27
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
( A∩B)∩C=A∩( B∩C)
;
( AA B)AC=AA( BAC)
.
5) Proprietà distributive:
A∪( B∩C)=( A∪B)∩( A∪C)
;
A∩( B∪C)=( A∩B)∪( A∩C)
;
A∩( BAC)=( A∩B) A( A∩C)
.
6) Proprietà dell’assorbimento:
A∪( B∩A)=A
;
A∩( B∪A)=A
.
7) Proprietà della differenza:
A∖ A=∅ ; A∖∅=A ;
A∖ B=A∖( A∩B)
.
8) Proprietà della complementarietà:
A
c
∪A=U
;
A
c
∩A=∅
;
U
c
=∅
;

c
=U
;
( A
c
)
c
=A
.
9) Proprietà della differenza simmetrica:
AAB=( A∖ B)∪( B∖ A)
;
AAB=( A∪B)∖( A∩B)
.
10) Leggi di De Morgan:
( A∪B)
c
=A
c
∩B
c
oppure
A∪B=( A
c
∩B
c
)
c
;
( A∩B)
c
=A
c
∪B
c
oppure
A∩B=( A
c
∪B
c
)
c
.
Le suddette proprietà possono essere verificate da un punto di
Analitic@Mente - Quaderno 2
28
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
vista grafico mediante i diagrammi di Eulero-Venn e da un punto
di vista analitico mediante la proprietà antisimmetrica
dell’inclusione.
2.12 RICOPRIMENTI E PARTIZIONI
Si considerino un insieme finito X e l’insieme delle sue parti
P( X )
.
Sia
ℜ⊆P( X )
una famiglia di k sottoinsiemi di X , del tipo
ℜ=¦X
1
, X
2
, ... , X
k
¦
, con k ∈ℕ .
Indicato con
X
i
il generico sottoinsieme di X , contenuto
nella famiglia ℜ , si dice che ℜ è un ricoprimento di X se e
solo se accade che l’unione di tutti i sottoinsiemi
X
i
di X
contenuti in ℜ sia proprio uguale ad X .
In simboli:
k

i=1
X
i
=X
, con
X
i
∈ℜ⊆P( X )⇔ℜ
è un ricoprimento di X.
• Esempio
Sia X =¦a , b, c¦ , l’insieme delle parti di X è:
Analitic@Mente - Quaderno 2
29
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
P( X )=
¦
¦a¦, ¦b¦, ¦c¦ ,¦a , b¦, ¦a , c¦ ,¦b , c¦, ∅, X
¦
,
sia ℜ=
¦
¦b¦, ¦a , b¦, ¦b , c¦
¦
.
Si ha: ¦b¦∪¦a , b¦∪¦b , c¦=¦a , b , c¦=X , quindi ℜ è un
ricoprimento di X .
Si considerino un insieme finito X e l’insieme delle sue parti
P( X )
.
Sia

⊆P( X )
una famiglia di k sottoinsiemi di X , del tipo

=¦X
1
, X
2
, ... , X
k
¦
, con k ∈ℕ .
Indicato con
X
i
il generico sottoinsieme di X , contenuto
nella famiglia

, si dice che

è una partizione di X se e
solo se sono verificate le seguenti tre proprietà:
1)
X
i
≠∅, ∀i ∈¦1 , 2, ... , k¦
;
2)
X
i
∩X
j
=∅
,
∀i , j ∈¦1, 2 , ... , k ¦
con i≠ j ;
3)
k

i=1
X
i
=X
, con
X
i


⊆P( X )
.
Ciò significa che

è una partizione di X se e solo se è un
ricoprimento di X (prop. 3) e tutti i suoi elementi sono non
vuoti (prop. 1) e a due a due disgiunti (prop. 2).
Si noti esplicitamente che la proprietà 3 rende la partizione un
particolare ricoprimento, pertanto se

è una partizione di X
Analitic@Mente - Quaderno 2
30
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
allora

è anche un ricoprimento di X (ma non vale il
viceversa).
• Esempio
Sia X =¦1 , 2 ,3 , 4¦ e sia ad es.

=
¦
¦1¦, ¦2, 3¦, ¦4¦
¦
.
Si verifichi che

è una partizione di X .
Essendo ciascun elemento di

non vuoto, allora vale la proprietà
1 delle partizioni. Inoltre, gli elementi di

risultano a due a due
disgiunti, infatti:
¦1¦∩¦2, 3¦=∅, ¦1¦∩¦4¦=∅ e ¦2, 3¦∩¦4¦=∅ , pertanto
risulta valida la proprietà 2. Infine, considerando l’unione degli
elementi di

, si ha: ¦1¦∪¦2, 3¦∪¦4¦=¦1 , 2, 3 , 4¦=X e
anche la proprietà 3 risulta verificata. Se ne conclude che

è una
partizione di X .
2.13 MULTISET O MULTINSIEME
Sia A un insieme finito di n elementi del tipo:
A=¦a
1
, a
2
, ... , a
n
¦
.
Si dice multiset o multinsieme di A e si denota con
A
m
ogni
espressione generalizzata dell’insieme A , con molteplicità
relativa a ciascun elemento. In altri termini, un multiset di A è
un elenco non ordinato degli elementi di A , che si ottiene
Analitic@Mente - Quaderno 2
31
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
ripetendo ciascun elemento un certo numero di volte. Tale numero
di ripetizioni prende il nome di molteplicità relativa all’elemento
i-esimo
a
i
e si denota con
m( a
i
)
.
È ovvio che esistono infiniti multiset di uno stesso insieme A ,
perché al variare della molteplicità di ciascun elemento varia il
multiset.
Le diverse molteplicità degli elementi di un multiset possono
essere racchiuse (senza considerarne le eventuali ripetizioni) in un
insieme, che si dirà insieme delle molteplicità.
• Esempio
Sia A=¦a, b , c , d ,e¦ .
Si consideri un multiset di A : A
m
=¦a , a , a , b, b , c , d , d¦ ,
è possibile sottolineare le seguenti molteplicità relative: m( a)=3 ,
m( b)=2 , m( c)=1 , m( d)=2 , m(e)=0 .
M( A
m
)=¦0 , 1, 2 , 3¦
si dirà insieme delle molteplicità relative.
• Nota 1
Se l’insieme delle molteplicità risulta
M( A
m
)=¦0 , 1¦
, vuol dire
che nel multiset non vi sono ripetizioni di elementi, di conseguenza il
multiset si riduce ad un insieme. Più precisamente A
m
⊂A , infatti
ogni elemento di A è al più considerato una volta e, a causa della
Analitic@Mente - Quaderno 2
32
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
presenza dello zero in
M( A
m
)
, ci sarà anche qualche elemento di
A per nulla considerato.
Per esempio: A=¦a, b , c¦ e M( A
m
)=¦0 , 1¦ .
Più precisamente si supponga che m( a)=1 , m( b)=1 ,
m( c)=0 , allora si ha: A
m
=¦a , b¦⊂A .
Si noti, inoltre, che se M( A
m
)=¦1¦ allora A
m
=A .
• Nota 2
Sia A
m
un multiset di un dato insieme A=¦a
1
, a
2
, ... , a
n
¦ e
sia
m( a
i
)
la molteplicità relativa al generico elemento i-esimo di
A . La somma di tutte le molteplicità relative agli elementi a
i
fornisce la cardinalità del multiset. In simboli:
card ( A
m
)=m(a
1
)+m(a
2
)+...+m(a
n
)=

i=1
n
m(a
i
) .
• Approfondimento
Dato un insieme A e considerato un suo multiset
A
m
, la
molteplicità relativa a ciascun elemento di A , in effetti,
rappresenta una funzione definita nell’insieme A e con valori
nell’insieme dei numeri naturali, ampliato con lo zero.
In simboli:
m: ∀x∈A - m( x)∈ℕ
0
(funzione molteplicità).
Ciò detto, un multiset di A può essere definito come una semplice
Analitic@Mente - Quaderno 2
33
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
struttura costituita da un insieme sostegno A e da una funzione
molteplicità m , in simboli: A
m
= ( A, m) .
2.14 COPPIE ED ENNUPLE ORDINATE
Con il termine coppia o più esplicitamente coppia ordinata si
intende una collezione di due oggetti, tra i quali si distingue una
prima coordinata (o componente) dalla seconda. Una coppia è
denotata con parentesi uncinate o acute
〈a
1
, a
2

oppure, se il
contesto non lascia spazio ad ambiguità, con parentesi tonde
(a
1
, a
2
)
.
Una coppia ordinata si distingue da un insieme di due elementi per
il fatto che in essa è essenziale l’ordine di posizione degli
elementi, quindi
(a
1
, a
2
)≠(a
2
, a
1
)
, invece per gli insiemi
¦a
1
, a
2
¦=¦a
2
, a
1
¦
. Di conseguenza due coppie ordinate
risultano uguali se e solo se sono uguali le loro componenti
omologhe. In simboli:
(a
1
, a
2
)=(b
1
, b
2
)⇔a
i
=b
i
, con i=1, 2 .
È anche possibile definire una coppia ordinata come una classe di
insiemi, più precisamente (definizione di Kuratowski):
(a
1
, a
2
)=
¦
¦a
1
¦ ,¦a
1
, a
2
¦
¦ .
In tale definizione si evidenzia l’insieme di tutti gli elementi della
coppia e l’insieme della prima componente, così da stabilire
Analitic@Mente - Quaderno 2
34
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
l’ordine di cui necessita la coppia.
G e n e r a l i z z a n d o:
Si dice ennupla ordinata o semplicemente ennupla un elenco
costituito da n elementi
a
1
, a
2
, ... , a
n
, considerati secondo un
preciso ordine di posizione.
Una n−pla (ennupla) ordinata si denota allo stesso modo della
coppia, con parentesi tonde
(a
1
, a
2
,... , a
n
)
oppure con parentesi
uncinate
〈 a
1
, a
2
,... , a
n

, dove:
a
1
=
prima coordinata o componente;
a
2
=
seconda coordinata o componente;
.
.
.
a
n
=
n-ma (ennesima) coordinata o componente.
È ovvio che in una ennupla non è possibile scambiare l’ordine
delle componenti, o meglio scambiando l’ordine delle componenti
si costruiscono nuove ennuple diverse dalla precedente.
Se n=1 la ennupla
(a
1
)
identificherà l’elemento stesso.
Se n=2 la ennupla
(a
1
, a
2
)
si riduce alla coppia ordinata.
Se n=3 la ennupla
(a
1
, a
2
, a
3
)
si dirà terna ordinata.
La definizione di ennupla può essere introdotta in modo ricorsivo
Analitic@Mente - Quaderno 2
35
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
a partire dalla definizione di coppia ordinata, infatti una
n−pla può essere considerata come una coppia costituita dalla
prima componente
a
1
e dalla
(n−1)−pla (a
2
, ... , a
n
)
.
Iterando il procedimento di definizione, a ritroso, fino alla terna si
giunge ad affermare che
(a
1
, a
2
, a
3
)=
(
a
1
,(a
2
, a
3
)
) e
(a
2
, a
3
)
può essere introdotta mediante la suddetta definizione di coppia di
Kazimierz Kuratowski.
Si noti che esplicitare completamente la definizione di
Kuratowski per una ennupla risulta alquanto laborioso, per averne
un’idea si riporta la definizione per una terna:
(a
1
, a
2
, a
3
)=
(
a
1
,(a
2
, a
3
)
)
=
¦
¦a
1
¦, ¦a
1
, (a
2
, a
3

¦
=
=
¦
¦a
1
¦,
¦
a
1
,
¦
¦a
2
¦ ,¦a
2
, a
3
¦
¦
¦
¦
.
• Nota
Gli elementi di una ennupla non devono necessariamente essere
distinti, a differenza di quelli di un insieme, pertanto è possibile che
qualche elemento si ripeta, ad esempio è possibile considerare la
coppia (a , a)=
¦
¦a¦ ,¦a , a¦
¦
=
¦
¦a¦, ¦a¦
¦
=
¦
¦a¦
¦
.
Infine, si ricordi la condizione essenziale di uguaglianza tra due
ennuple: due ennuple sono uguali se e solo se sono uguali le loro
componenti omologhe. In simboli:
(a
1
,... , a
n
)=(b
1
,... , b
n
) ⇔ a
i
=b
i
, con i=1, 2 ,... , n .
Analitic@Mente - Quaderno 2
36
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
2.15 PRODOTTO CARTESIANO TRA INSIEMI
Considerati due insiemi X e Y , si dice prodotto cartesiano di
X per Y l’insieme i cui elementi sono le coppie ordinate del
tipo
( x , y)
, con x∈X e y∈Y .
In simboli: X ×Y =
¦
( x , y): ( x∈X )∧( y∈Y )
¦ .
Bisogna notare esplicitamente che se X e Y sono non vuoti e
X ≠Y allora X ×Y ≠Y×X , cioè non vale la proprietà
commutativa per il prodotto cartesiano tra insiemi. Tale
caratteristica è dovuta all’ordinamento delle coppie e alla
relazione
( x , y)≠( y , x)
.
Vale, invece, la proprietà distributiva del prodotto cartesiano
rispetto all’unione:
( X ∪Y )×Z=( X ×Z)∪(Y ×Z )
.
Si ricordi, inoltre, che il prodotto cartesiano X ×X si denota con
il simbolo X
2
ed il suo sottoinsieme
D=¦( x , x): x∈X ¦
si
dice diagonale di X
2
. È ovvio che, per la definizione data, non
può esistere il sottoinsieme diagonale di un cartesiano X ×Y se
X ≠Y .
• Esempi
1) Siano A=¦1, 2, 3¦ e B=¦a , b¦ si ha:
Analitic@Mente - Quaderno 2
37
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
A×B=
¦
( 1, a) , (1, b) , (2 , a) ,( 2 , b) , ( 3, a) ,( 3, b)
¦
e
B×A=
¦
( a , 1) , (a , 2) ,( a , 3) , (b , 1) , (b , 2) ,( b , 3)
¦ ; si noti la
diversità dei due prodotti dovuta alla presenza di coppie ordinate.
2) Sia A=¦1, 2, 3¦ si ha:
A
2
=¦( 1,1) , ( 1,2), (1,3) , ( 2,1), ( 2,2) , ( 2,3) ,( 3,1) , ( 3,2), ( 3,3)¦ ;
D=
¦
(1 , 1), ( 2 , 2) , (3 , 3)
¦ .
• Approfondimento
Se il lettore ha familiarità con i sistemi di riferimento è possibile
osservare dal punto di vista grafico un prodotto cartesiano tra insiemi.
Siano A=¦1, 2, 3¦ e B=¦a , b¦ ,
graficamente si ha:
B
A×B
b . . .
a . . .
1 2 3 A
Analitic@Mente - Quaderno 2
38
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
A
3 . .
B×A
2 . .
1 . .
a b B
Sia
A=¦1, 2, 3¦
, le rappresentazioni cartesiane di A
2
e
dell’insieme diagonale D sono le seguenti:
A A
2

3 . . . D
2 . . .
1 . . .
1 2 3 A
Analitic@Mente - Quaderno 2
39
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
G e n e r a l i z z a n d o:
Dati n insiemi
A
1
, A
2
, ... , A
n
, si dice prodotto cartesiano
degli n insiemi considerati l’insieme i cui elementi sono le
ennuple
(a
1
, a
2
,... , a
n
)
, con
a
1
∈A
1
, a
2
∈A
2
, ... , a
n
∈A
n
.
In simboli:
A
1
×A
2
×...×A
n
=
¦
( a
1
, a
2
, ... , a
n
): a
1
∈A
1
, a
2
∈A
2
, ... , a
n
∈A
n
¦ .
• Nota 1
Se uno o più insiemi che partecipano al prodotto cartesiano sono vuoti
tutto il prodotto cartesiano per convenzione risulta vuoto.
Per esempio: se A
2
=∅⇒A
1
×A
2
×...×A
n
=∅ .
• Nota 2
Se A
1
=A
2
=...=A
n
=A allora
A
1
×A
2
×...×A
n
=A
n
.
Inoltre, nel caso particolare di n=1 allora
A
1
=A
.
2.16 INSIEMI NUMERICI
In questo paragrafo si cercherà di delineare il percorso che ha
condotto l’uomo-matematico verso l’utilizzo dei numeri reali. Per
tale percorso sarà indispensabile una conoscenza di base delle
Analitic@Mente - Quaderno 2
40
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
quattro operazioni, ossia addizione, sottrazione, moltiplicazione e
divisione. La conoscenza propedeutica di queste operazioni sarà
richiesta limitatamente ad un uso meccanico–pratico e non di
certo teorico (dal momento che una conoscenza teorica delle
operazioni citate prevede la nozione di funzione non ancora
trattata).
2.16.1 CENNI SUI NUMERI INTERI E RAZIONALI
L’uomo, sin dai primordi, ha sentito la necessità di enumerare,
quando possibile, gli oggetti che lo circondano. Proprio
l’enumerazione è il motivo fondamentale per il quale sono stati
introdotti i numeri naturali: 1, 2, 3 , 4 , 5, ...
L’insieme dei numeri naturali è denotato con N oppure con
ℕ , in simboli:
ℕ=¦1 , 2 ,3 , 4 , 5, 6 ,7 , 8, .. .¦
.
In tale insieme le operazioni di addizione e di moltiplicazione
hanno sempre significato, ossia queste operazioni sono sempre
eseguibili, indipendentemente dai numeri componenti, infatti:
a+b=s∈ℕ e a⋅b=p∈ℕ , ∀a , b∈ℕ .
Al contrario, le operazioni di sottrazione e di divisione non sono
Analitic@Mente - Quaderno 2
41
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
sempre eseguibili in ℕ , infatti, è sufficiente osservare che:
∀a, b∈ℕ , a−b=d∈ℕ solo se a>b (a maggiore di b);
∀a, b∈ℕ , a: b=q∈ℕ solo se a è multiplo di b .
Nasce, quindi, per ampliare il campo di applicabilità della
sottrazione l’esigenza di introdurre lo zero, con la conseguente
formazione dell’insieme:

0
=¦0 ,1 , 2, 3 , 4 ,5 , 6, 7 ,8 ,. . .¦
,
nel quale si ha:
∀a , b∈ℕ
0
,
a−b=d∈ℕ
0
solo se a¯b (a maggiore o
uguale a b).
• Nota 1
È bene ricordare che in alcuni testi la simbologia

0
indica
l’insieme dei numeri naturali escluso lo zero, in quanto ℕ è
considerato a partire dallo zero incluso. Si è scelto, invece, di adottare
la simbologia inversa, che meglio si accorda con la lettura del simbolo

0
e cioè “N con zero”.
Affinché la sottrazione possa avere un campo di applicabilità
ancora più ampio è necessario giungere all’insieme dei numeri
interi relativi:
ℤ=¦0,!1,!2 ,!3 ,!4 ,. . .¦
,
Analitic@Mente - Quaderno 2
42
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
nel quale la sottrazione è sempre eseguibile, cioè:
a−b=d∈ℤ , ∀a , b∈ℤ .
• Nota 2
È utile immaginare i numeri interi relativi disposti su una retta
orientata da sinistra verso destra (o anche dal basso verso l’alto), in
modo da disporre i numeri in senso crescente, come segue:
... -7 -6 -5 -4 -3 -2 -1 0 +1 +2 +3 +4 +5 +6 ...
Tale rappresentazione facilita le operazioni di differenza tra due
numeri negativi o tra un positivo e un negativo, in quanto la differenza
mostra la distanza relativa tra i due numeri considerati.
Ora è giunto il momento di ampliare il campo di validità della
divisione, introducendo quelli che sono chiamati numeri razionali.
L’insieme dei numeri razionali è denotato con ℚ e rappresenta
le frazioni tra numeri interi relativi con il denominatore,
rigorosamente diverso da zero, in simboli:
ℚ=
¦
m
n
: m∈ℤ, n∈ℤ∖¦0¦
¦
,
dove m e n sono detti rispettivamente numeratore e
denominatore della frazione.
Analitic@Mente - Quaderno 2
43
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Nota 3
È bene precisare, nonostante possa sembrare superfluo, che nella
matematica elementare la divisione per zero non è definita. Più
precisamente valgono le seguenti relazioni:
Sia n un numero qualunque non nullo.
0
n
=0 , infatti effettuando la prova della divisione (denominatore
per quoziente = numeratore) si verifica che n⋅0=0 ;
0
0
=k (forma indeterminata), infatti 0⋅k=0 qualunque sia il
numero k ;
n
0
= (forma impossibile), infatti supponendo, per assurdo, che tale
divisione abbia per risultato un numero q , effettuando la prova
dovrebbe accadere che 0⋅q=n , con n≠0 , e ciò è assurdo in
quanto contraddice la legge di annullamento del prodotto:
un prodotto tra n fattori è nullo se e solo se ammette almeno un
fattore nullo.
Proprietà invariantiva:
Moltiplicando o dividendo numeratore e denominatore di una
frazione per uno stesso numero, non nullo, il valore della frazione
non cambia.
In simboli: ∀k≠0 ,
m
n
=
m⋅k
n⋅k
=
m: k
n: k
.
Analitic@Mente - Quaderno 2
44
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Tale proprietà permette di affermare che un numero razionale
possiede infinite rappresentazioni frazionarie, tutte tra loro
equivalenti. Ad esempio:
4
6
=
8
12
=
2
3
=...
.
Una rappresentazione
m
n
si dice frazione ridotta ai minimi
termini se m e n sono primi tra loro (ossia se il loro MCD è 1).
Un numero razionale
m
n
può essere scritto evidenziando il
proprio segno come segue:
!
m
n
, con
m∈ℕ
0
e n∈ℕ .
Un numero razionale risulta positivo se il numeratore m ed il
denominatore n della sua rappresentazione frazionaria sono
concordi (cioè assumono lo stesso segno); viceversa, esso è
negativo se m e n sono discordi (cioè di segno opposto).
• Nota 4
Vale la seguente equivalenza:
m
n
=0 ⇔ m=0 .
Inoltre
m
1
=m e
m
m
=1 .
Analitic@Mente - Quaderno 2
45
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Riassumendo: sinora si è dato significato alle quattro operazioni in
tutto l’insieme dei numeri razionali, ad eccezione della divisione
per zero, che non può aver alcun senso; per tale motivo le quattro
operazioni sono dette operazioni razionali.
È possibile considerare, ora, una differente rappresentazione dei
numeri razionali. Eseguendo la divisione elementare, con i metodi
noti dall’aritmetica, tra il numeratore m ed il denominatore n
di un numero razionale si giunge alla rappresentazione decimale:
!
m
n
=!i , d
1
d
2
d
3
...
• Nota 5
Si ricordi che per le rappresentazioni introdotte ci si riferisce al
sistema di numerazione decimale (che utilizza le cifre arabiche 0, 1, 2,
3, 4, 5, 6, 7, 8, 9). È ovvio che i ragionamenti ed i metodi introdotti
possono subire notevoli mutamenti nel passaggio ad un sistema di
numerazione che non sia in base 10.
La rappresentazione decimale sfrutta un allineamento costituito da
un numero intero i , positivo o nullo (parte intera), seguito da
una virgola (o da un punto nella notazione anglosassone) e da
infinite cifre decimali
d
1
d
2
d
3
...
(parte decimale).
La rappresentazione decimale di un numero razionale è di tipo
Analitic@Mente - Quaderno 2
46
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
periodico, cioè in essa è presente un gruppo di cifre decimali,
detto periodo, che si ripete infinite volte. L’eventuale gruppo di
cifre decimali iniziali, che precede il periodo e che, quindi, non si
ripete, è detto antiperiodo.
Le cifre del periodo si scrivono una sola volta, sopralineandole o
raramente racchiudendole in parentesi tonde, per esempio:
72, 485 7369 7369 7369 7369 7369 7369…
si scrive:
72
_
parte intera
, 485
_
antiperiodo
7369
_
periodo
oppure
72, 485(7369)
.
Se il periodo è composto solo dalla cifra 0, allora esso può
sottintendersi ed il numero razionale si dice numero decimale
finito, per esempio:
6,800000... si può scrivere: 6,80 oppure 6,8 .
In generale, un numero decimale finito può scriversi come segue:
!i , d
1
d
2
d
3
... d
n
.
Per come è stato costruito il sistema di numerazione decimale, che
presenta caratteristiche di posizionalità, un qualunque intero di
n cifre
i
1
i
2
i
3
... i
n
, con
i
1
≠0
, può essere espresso in base
10 nel modo seguente:
Analitic@Mente - Quaderno 2
47
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
i
1
i
2
i
3
... i
n
=i
1
⋅10
n−1
+i
2
⋅10
n−2
+i
3
⋅10
n−3
+...+i
n
⋅10
0
.
Da quanto appena detto si deduce che vale anche la relazione:
!i , d
1
d
2
d
3
... d
n
=!
(
i +
d
1
10
+
d
2
10
2
+
d
3
10
3
+...+
d
n
10
n
)
.
Tale relazione può essere verificata svolgendo il minimo comune
denominatore al secondo membro dell’uguaglianza.
Si invita, ora, il lettore a soffermarsi sulle relazioni precedenti,
leggendo una serie di esempi chiarificatori.
• Esempi
1)
12458=1⋅10
4
+2⋅10
3
+4⋅10
2
+5⋅10
1
+8⋅10
0
;
2)
3456=3⋅10
3
+4⋅10
2
+5⋅10
1
+6⋅10
0
;
3)
1.389=1+
3
10
+
8
10
2
+
9
10
3
=
m.c.d.
1000+300+80+9
1000
.
Se un numero razionale è dato nella rappresentazione decimale e
lo si vuole esprimere nella rappresentazione frazionaria si utilizza
la frazione generatrice
a−b
c
, dove a è il numero decimale
periodico preso senza la virgola (cioè un numero intero costituito
dalle cifre della parte intera, dell’antiperiodo eventuale e del
periodo, senza considerare zeri iniziali eventuali), b è un
Analitic@Mente - Quaderno 2
48
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
numero intero costituito dalle cifre preperiodo (della parte intera e
dell’antiperiodo eventuale) e c è un numero intero costituito da
tanti 9 quante sono le cifre del periodo e da tanti 0 (eventuali)
quante sono le cifre decimali dell’antiperiodo.
• Esempi
1) 1.234=
1234−123
900
=
1111
900
;
2) 7. 8=
78−7
9
=
71
9
;
3) 0.00345687=
345687−3456
99000000
=
342231
99000000
;
4)
7.3=7.30=
730−73
90
=
657
90
=
_
semplificando per 9
73
10
.
Si vuole dimostrare, ora, che la rappresentazione di un numero
decimale finito può essere trasformata in una frazione mediante la
seguente regola pratica:
Si considera il numero decimale finito privo della virgola (ossia
l’intero costituito dalle cifre della parte intera e della parte
decimale finita) e lo si divide per un numero che ha 1 come prima
cifra e tanti 0 quante sono le cifre della parte decimale.
Analitic@Mente - Quaderno 2
49
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Dim.
Si consideri il seguente numero decimale finito:
!i
1
i
2
... i
n
, d
1
d
2
... d
k
con n , k ∈ℕ , dove le
i
1
i
2
...i
n
sono le
cifre della parte intera e le
d
1
d
2
... d
k
sono le cifre della parte
decimale finita. Si ha:
!i
1
i
2
... i
n
, d
1
d
2
... d
k
= !i
1
i
2
...i
n
, d
1
d
2
... d
k
0 =
= !
i
1
i
2
... i
n
d
1
d
2
... d
k
0−i
1
i
2
... i
n
d
1
d
2
... d
k
900...0
_
k zeri
=
= !
i
1
i
2
... i
n
d
1
d
2
... d
k
×10−i
1
i
2
... i
n
d
1
d
2
... d
k
9×10
k
=
= !
i
1
i
2
... i
n
d
1
d
2
... d
k
×(10−1)
9×10
k
=

= !
i
1
i
2
... i
n
d
1
d
2
... d
k
×9
9×10
k
= !
i
1
i
2
... i
n
d
1
d
2
... d
k
10
k
.
■ ■ ■
• Esempi
7.4=
74
10
; 7.45=
745
100
; 7.451=
7451
1000
;
0.45149=
45149
100000
.
Analitic@Mente - Quaderno 2
50
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Nota 6
Per convenzione, ogni allineamento periodico di periodo 9 si identifica
con un allineamento che si ottiene da esso sostituendo al periodo 9 il
periodo 0 ed incrementando di un’unità l’ultima cifra che precede il
periodo. Questa convenzione è giustificata in base al fatto che tali
allineamenti hanno la stessa frazione generatrice.
Per esempio:
4.59=4.60=4.6 , infatti:
4.59=
459−45
90
=
414
90
=
23
5
e 4.6=
46
10
=
23
5
.
A conclusione di questo paragrafo è conveniente fare delle
considerazioni sull’operazione di inclusione degli insiemi notevoli
finora introdotti. Dal momento che i numeri naturali sono tutti
appartenenti anche a

0
, che i numeri non negativi di ℤ
coincidono con i numeri di

0
e che i numeri interi relativi
z∈ℤ possono essere immaginati come una frazione costituita
dal numeratore z e dal denominatore 1 , allora si deduce che:
ℕ⊂ℕ
0
⊂ℤ⊂ℚ
.
Analitic@Mente - Quaderno 2
51
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
2.16.2 CONFRONTO TRA NUMERI RAZIONALI
Prima di confrontare due numeri razionali è doveroso fare una
premessa. Dati due numeri razionali x e y , vale sempre una
ed una sola delle seguenti relazioni (legge di tricotomia):
o xy ( x minore di y )
o x=y ( x uguale a y )
o x>y ( x maggiore di y ).
Confronto tra un negativo e un positivo.
Si consideri un numero razionale negativo x , cioè sia x∈ℚ e
x0 .
Si consideri un numero razionale positivo y , cioè sia y∈ℚ e
y>0 .
Ogni numero razionale negativo è non solo minore di zero, ma a
maggior ragione anche minore di ogni numero razionale positivo.
Infatti, essendo x0 e y>0 allora si può scrivere:
x0y e per la proprietà transitiva della disuguaglianza
xy .
Confronto tra due positivi.
Si considerino, ora, due numeri razionali positivi x e y . È
possibile confrontarli sia nella rappresentazione decimale che in
Analitic@Mente - Quaderno 2
52
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
quella frazionaria. Si valuti dapprima la rappresentazione
decimale:
x=a , a
1
a
2
a
3
...
e
y=b, b
1
b
2
b
3
...
risulta:
xy ⇔
¦
ab oppure
a=b e a
1
b
1
oppure
a=b, a
1
=b
1
e a
2
b
2
oppure
etc.
Nella rappresentazione frazionaria:
x=
m
n
e
y=
k
h
risulta:
xy ⇔ m⋅hn⋅k
.
Subito si deduce che, a parità di denominatore
(n=h)
, si ha:
xy ⇔ mk
.
Confronto tra due negativi.
Per confrontare due numeri razionali negativi, x0 e y0
con x , y∈ℚ , è sufficiente osservare che −x>0 , −y>0 e
xy ⇔ −x>−y , pertanto basta operare su −y−x ,
utilizzando il confronto tra due positivi.
Analitic@Mente - Quaderno 2
53
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
2.16.3 DENSITÀ DI ℚ IN SÉ
Proprietà:
Se x e y sono due numeri razionali distinti, esistono infiniti
numeri razionali tra essi compresi.
In simboli:
∀ x , y∈ℚ , con xy , ∃q∈ℚ: xqy .
Dim.
Siano x e y due numeri razionali distinti e sia xy .
Si consideri, ora, il numero
x+y
2
. Esso è razionale, in quanto
semisomma di due numeri razionali.
Si ha
x+y
2
=
x
2
+
y
2
>
x
2
+
x
2
_
si minora y con x
=
x+x
2
=
2 x
2
=x
,
da cui
x+y
2
>x
o ciò che è lo stesso
x
x+y
2
.
Inoltre
x+y
2
=
x
2
+
y
2

y
2
_
si maggiorax con y
+
y
2
=
y+y
2
=
2 y
2
=y
,
da cui
x+y
2
y
.
Pertanto, è possibile scrivere che
x
x+y
2
y
.
Analitic@Mente - Quaderno 2
54
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Si è, così, dimostrato che tra x e y esiste almeno un terzo
numero razionale.
Si considerino, ora, i numeri razionali
x+y
2
e y oppure x e
x+y
2
. Si calcoli la loro semisomma e si dimostri,
analogamente a quanto fatto in precedenza, che essa è compresa
tra i due numeri stessi.
Iterando il procedimento, si giunge, così, ad affermare che tra due
numeri razionali distinti esistono sempre infiniti altri numeri
razionali. Tale proprietà si esprime anche affermando che
l’insieme dei numeri razionali ℚ è denso in sé.
■ ■ ■
• Nota
La proprietà di densità di ℚ in sé non è valida per le sue parti. In
altri termini, i suoi sottoinsiemi ℕ, ℕ
0
e ℤ non sono densi. Per
validare quanto affermato basti pensare che tra i numeri interi 3 e 4 (ad
esempio) non esiste alcun altro numero intero.
Analitic@Mente - Quaderno 2
55
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
2.16.4 CENNI SUI NUMERI REALI
Un numero reale è rappresentato da un allineamento decimale
periodico o non periodico, costituito da infinite cifre decimali, del
tipo:
!i , d
1
d
2
d
3
...
con
i ∈ℕ
0
e
d
1
, d
2
, d
3
, ...
cifre arabiche, ossia elementi
dell’insieme
¦0 ,1 , 2, 3 , 4 ,5 , 6, 7 ,8 , 9¦
.
Se un allineamento decimale è di tipo periodico, il numero è
razionale, se invece l’allineamento decimale è di tipo non
periodico, il numero si dice irrazionale.
L’insieme dei numeri reali si denota con ℝ e può subito essere
partizionato nei due sottoinsiemi ℚ⊂ℝ (insieme dei numeri
razionali) e ( ℝ∖ℚ)⊂ℝ (insieme dei numeri irrazionali).
• Nota
Un numero irrazionale, essendo costituito da un allineamento decimale
di infinite cifre non periodiche, non può in alcun modo, da un punto di
vista operativo, essere descritto mediante una rappresentazione
decimale (non essendo possibile la scrittura di tutte le infinite cifre
decimali che lo compongono); pertanto, è necessario indicarlo con un
simbolo che rappresenti un metodo di ricerca di tali cifre fino
all’ordine desiderato. In altri termini, assegnare un numero irrazionale
Analitic@Mente - Quaderno 2
56
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
significa assegnare una legge che permetta di determinare quante cifre
decimali dell’allineamento si vogliano. Ad esempio:
.
2
è un
irrazionale e la radice quadrata che lo rappresenta indica un metodo di
ricerca di tutte le cifre decimali che si vogliono conoscere, ma è ovvio
che nel momento in cui si ricavano tali cifre e si scrive l’irrazionale in
rappresentazione decimale, è necessario approssimarlo, troncando ad
un numero finito le cifre decimali.
L’introduzione dei numeri reali o, in modo equivalente,
l’estensione dei numeri razionali ad un insieme più ampio è
dovuta a due ragioni fondamentali, una di tipo algebrico ed una di
tipo geometrico.
Ragione algebrica.
La ragione algebrica che ha condotto all’introduzione dei numeri
reali è da ritrovarsi nella ricerca delle soluzioni di alcune
equazioni di grado superiore al primo, ad esempio: x
2
=2 .
Teorema
L’equazione x
2
=2 non ammette alcuna soluzione razionale.
Dim.
Si ragioni per assurdo, negando la tesi. Si supponga, cioè, che
Analitic@Mente - Quaderno 2
57
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
esista almeno una soluzione razionale, indicata con
x=
m
n
,
dove m e n sono interi primi tra loro. Si noti che è sempre
possibile esprimere
m
n
in modo che m e n siano primi tra loro; è
sufficiente, infatti, che la frazione sia ridotta ai minimi termini.
Se il numero
m
n
è soluzione dell’equazione x
2
=2 , esso la
verifica, pertanto è possibile scrivere:
(
m
n
)
2
=2 ⇒
m
2
n
2
=2 ⇒ m
2
=2n
2
.
Si giunge, così, ad affermare che m
2
è un numero pari, dal
momento che è possibile esprimerlo come multiplo di 2 .
Ora, se m
2
è pari, anche m è pari (infatti, se m fosse dispari,
darebbe m
2
dispari). Ciò permette di esprimere m pari come
multiplo di 2 nel seguente modo: m=2k , con k intero.
Sostituendo l’espressione m=2k nella relazione
m
2
=2n
2
, si
ha:
( 2 k)
2
=2n
2
, da cui 4 k
2
=2 n
2
⇒ 2 k
2
=n
2
.
Da quest’ultima relazione si deduce che anche n
2
, e quindi
n , è pari, ma ciò è assurdo, perché non è possibile che m e
n siano entrambi pari, in quanto sono stati considerati primi tra
loro.
Analitic@Mente - Quaderno 2
58
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Si è, dunque, commesso un errore negando la tesi, che non può
essere che vera.
■ ■ ■
Ragione geometrica.
La ragione geometrica che ha condotto all’introduzione dei
numeri reali è la seguente:
la misura di una grandezza geometrica relativa ad una grandezza
omogenea (assunta come unità di misura) non può sempre essere
espressa mediante un numero razionale.
In altre parole, esistono grandezze commensurabili e grandezze
incommensurabili.
Si considerino due segmenti w ed u di una retta e sia u non
nullo. Si dice che w ed u sono commensurabili se esiste
almeno una coppia di numeri naturali m e n tali che il
segmento w sia costituito dalla somma di m segmenti,
ciascuno uguale alla ennesima parte di u .
In simboli:
Se
∃m, n∈ℕ: w=
m
n
u ⇔
w ed u sono commensurabili.
In tal caso, il rapporto
m
n
si dice misura razionale del segmento
w rispetto all’unità di misura u .
Analitic@Mente - Quaderno 2
59
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Nota 1
Si noti che se esiste almeno una coppia di numeri naturali m e
n che verifica la commensurabilità dei due segmenti, ne esistono
necessariamente infinite, infatti la coppia (m⋅k , n⋅k) con
k ∈ℕ verifica anch’essa la relazione di commensurabilità e
determina sempre la misura
m
n
di w rispetto ad u .
• Nota 2
Per convenzione si considera il segmento nullo o (di estremi
coincidenti) commensurabile con u e si attribuisce ad esso misura
uguale a zero.
• Nota 3
Si osservi che nel caso w=u , la misura di w rispetto ad u è
unitaria, ecco perché u viene detto unità di misura.
Si dice che w ed u sono incommensurabili se per ogni fissata
coppia di numeri naturali m e n si ha sempre
w≠
m
n
u
.
Un esempio di grandezze incommensurabili è fornito dalla
diagonale e dal lato di un quadrato, il cui rapporto genera il
Analitic@Mente - Quaderno 2
60
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
numero irrazionale
.
2 , un altro esempio è dato dalla
circonferenza e dal diametro di un qualunque cerchio, il cui
rapporto genera il numero irrazionale n .
L’esistenza di grandezze incommensurabili conduce alla ricerca di
un insieme numerico, che, oltre ai numeri razionali, contenga
anche altri numeri, in modo tale da poter definire la misura di un
segmento rispetto ad un altro nel senso più generale possibile.
Siano, ora, w ed u due segmenti qualunque di una retta (non
necessariamente commensurabili) e sia u non nullo.
Si dice misura reale del segmento w rispetto ad u
l’allineamento decimale del tipo:
i , d
1
d
2
d
3
...
individuato con il seguente c r i t e r i o:
Sia i il più grande numero intero non negativo per il quale
risulta i u<w , si avrà che
(i+1)
è il più piccolo intero
positivo per il quale risulta
(i+1) u>w
.
Dunque, si ha:
i u<w(i+1) u
.
Tali affermazioni e, in particolare, l’esistenza di un intero i con
le suddette caratteristiche, sono basate sul postulato di Archimede
che afferma: considerati due segmenti distinti, esiste sempre un
multiplo del minore che supera il maggiore.
Analitic@Mente - Quaderno 2
61
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Se i u=w ⇒ w ed u sono commensurabili ed i è la
misura razionale di w rispetto ad u .
Se i uw , sia
d
1
la più grande cifra decimale per la quale
risulta
(i , d
1
)u<w
, si avrà:
(i , d
1
)u<w
(
i , d
1
+
1
10
)
u
.
Se
(i , d
1
)u=w ⇒
w ed u sono commensurabili ed
(i , d
1
)
è la misura razionale di w rispetto ad u .
Se
(i , d
1
)uw
, sia
d
2
la più grande cifra decimale per la
quale risulta
(i , d
1
d
2
) u<w
, si avrà:
(i , d
1
d
2
) u<w
(
i , d
1
d
2
+
1
10
2
)
u
.
Se
(i , d
1
d
2
) u=w ⇒
w ed u sono commensurabili ed
(i , d
1
d
2
)
è la misura razionale di w rispetto ad u .
Se
(i , d
1
d
2
) uw
, si itera il procedimento.
Se si giunge, dopo un numero finito di passi, ad un numero
decimale finito del tipo
(i , d
1
d
2
... d
n
)
per il quale risulta
(i , d
1
d
2
... d
n
)u=w ⇒
w
ed
u
sono commensurabili ed
(i , d
1
d
2
... d
n
)
è la misura razionale di w rispetto ad u .
Se, invece, il procedimento non si arresta e si ripete
indefinitamente, si giunge alla costruzione di due classi di numeri
razionali, la prima rappresenta le misure approssimate per difetto
Analitic@Mente - Quaderno 2
62
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
di w rispetto ad u , la seconda, invece, le misure
approssimate per eccesso di w rispetto ad u :
Misure approssimate per difetto Misure approssimate per eccesso
i i+1
i , d
1
i , d
1
+
1
10
i , d
1
d
2
i , d
1
d
2
+
1
10
2
i , d
1
d
2
d
3
i , d
1
d
2
d
3
+
1
10
3
... ...
Il criterio seguito porta alla costruzione dell’allineamento
i , d
1
d
2
d
3
...
con infinite cifre decimali.
Se tale allineamento risulta periodico, w ed u sono
commensurabili e
i , d
1
d
2
d
3
...
è la misura razionale di w
rispetto ad u .
Se l’allineamento non è periodico, w ed u sono
incommensurabili e
i , d
1
d
2
d
3
...
è la misura irrazionale di w
rispetto ad u .
In generale, è possibile affermare che
i , d
1
d
2
d
3
...
è la misura
reale di w rispetto ad u .
Analitic@Mente - Quaderno 2
63
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
2.16.5 CONFRONTO TRA NUMERI REALI
Come già accennato per i numeri razionali, prima di confrontare
due numeri reali è opportuno fare una premessa.
Dati due numeri reali x e y , vale sempre una ed una sola
delle seguenti relazioni:
o xy o x=y o x>y (legge di tricotomia). Tale proprietà
si esprime dicendo che l’insieme dei numeri reali ℝ è
totalmente ordinato.
Confronto tra un negativo e un positivo.
Si consideri un numero reale negativo x , cioè sia x∈ℝ e
x0 .
Si consideri un numero reale positivo y , cioè sia y∈ℝ e
y>0 .
Ogni numero reale negativo è non solo minore di zero, ma a
maggior ragione anche minore di ogni numero reale positivo.
Infatti, essendo x0 e y>0 allora è possibile scrivere:
x0y e per la proprietà transitiva della disuguaglianza
xy .
Confronto tra due positivi.
Il confronto tra due numeri reali positivi x e y si effettua in
Analitic@Mente - Quaderno 2
64
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
modo analogo al caso di due numeri razionali nella
rappresentazione decimale.
Si considerino, ora, due numeri reali positivi x e y , più
precisamente:
x=a , a
1
a
2
a
3
...
e
y=b, b
1
b
2
b
3
...
risulta:
xy ⇔
¦
ab oppure
a=b e a
1
b
1
oppure
a=b, a
1
=b
1
e a
2
b
2
oppure
etc.
Confronto tra due negativi.
Per confrontare due numeri reali negativi, x0 e y0 con
x , y∈ℝ , è sufficiente osservare che −x>0 , −y>0 e
xy ⇔ −x>−y , pertanto basta operare su −y−x ,
utilizzando il confronto tra due reali positivi.
• Approfondimento
Si noti che il simbolo indica una relazione d’ordine stretto
nell’insieme ℝ dei numeri reali. In ℝ è possibile considerare
anche una relazione d’ordine largo del tipo < , il cui significato è
il seguente: x<y ⇔ o xy o x=y . Le definizioni di
relazioni d’ordine, tuttavia, esulano dagli intenti di questo testo.
Analitic@Mente - Quaderno 2
65
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
2.16.6 DENSITÀ DI ℝ IN SÉ
Proprietà:
Se x e y sono due numeri reali distinti, esistono infiniti numeri
reali tra essi compresi.
In simboli:
∀x , y∈ℝ , con xy , ∃z∈ℝ: xzy .
Dim.
Si dimostra in modo analogo alla proprietà di densità di ℚ in sé.
■ ■ ■
2.16.7 DENSITÀ DI ℚ IN ℝ
Proprietà:
Se x e y sono due numeri reali distinti, esistono infiniti numeri
razionali tra essi compresi.
In simboli:
∀x , y∈ℝ , con xy , ∃q∈ℚ: xqy .
Dim.
Si considerino due numeri reali distinti, x e y , e sia xy .
Analitic@Mente - Quaderno 2
66
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Si possono presentare i seguenti casi:
1) x e y sono razionali;
2) x e y sono irrazionali;
3) x è razionale e y è irrazionale;
4) x è irrazionale e y è razionale.
1) Se x e y sono entrambi razionali si ritorna alla proprietà
di densità di ℚ in sé.
2) Se x e y sono entrambi irrazionali (per semplicità si
suppongano positivi, ma il discorso vale anche se uno dei due
o entrambi sono negativi), è possibile esprimerli con
allineamenti decimali non periodici del tipo:
x=m, c
1
c
2
c
3
...
e
y=n, d
1
d
2
d
3
...
dove m e
n∈ℕ
0
e
c
1
, c
2
, c
3
, ...
e
d
1
, d
2
, d
3
, ...
sono cifre arabiche.
Essendo xy ,
se
mn ⇒ (m, c
1
c
2
c
3
...) = xn
,
inoltre
n(n, d
1
d
2
d
3
...) = y
, quindi: ∃n∈ℕ: xny .
Se m=n e
c
1
d
1



(m, c
1
c
2
c
3
...) = x(n, d
1
)
;
inoltre
(n, d
1
)(n, d
1
d
2
d
3
...) = y
, quindi:
∃( n, d
1
)∈ℚ: x(n, d
1
)y
.
Analitic@Mente - Quaderno 2
67
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Se
m=n, c
1
=d
1
e c
2
d
2
⇒(m, c
1
c
2
c
3
...) = x(n, d
1
d
2
)
,
inoltre
(n, d
1
d
2
)( n, d
1
d
2
d
3
...) = y
, quindi:
∃( n, d
1
d
2
)∈ℚ: x(n, d
1
d
2
)y
.
Iterando il procedimento, si nota che esiste sempre almeno un
numero razionale q∈ℚ compreso tra i due numeri irrazionali
x e y .
3) Se x è un numero razionale può essere espresso con un
allineamento decimale periodico:
x=m, c
1
c
2
c
3
...
e se y è
un numero irrazionale può essere espresso con un
allineamento decimale non periodico:
y=n, d
1
d
2
d
3
...
La dimostrazione è analoga alla 2).
4) La dimostrazione è analoga alla 3).
■ ■ ■
2.16.8 DENSITÀ DI
(ℝ∖ℚ)
IN ℝ
Proprietà:
Se x e y sono due numeri reali distinti, esistono infiniti numeri
irrazionali tra essi compresi.
In simboli:
∀x , y∈ℝ , con xy ,
∃w∈(ℝ∖ℚ): xwy
.
Analitic@Mente - Quaderno 2
68
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Dim.
Si considerino due numeri reali distinti, x e y , e sia xy .
Si possono presentare i seguenti casi:
1) x e y sono razionali;
2) x e y sono irrazionali;
3) x è razionale e y è irrazionale;
4) x è irrazionale e y è razionale.
1) Siano x e y entrambi razionali e sia
z ∈(ℝ∖ℚ)
, con
z >0 e ( y−x)z
. Per il postulato di Archimede (in forma
algebrica), dati due numeri positivi
( y−x) e z
, con
( y−x)z
, esiste almeno un numero naturale n tale che
n( y−x)>z
.
Si consideri tale naturale
n∈ℕ: 0zn( y−x)
.
Da cui zny−nx e z+nxny ; dividendo per n si ha:
z
n
+xy
, ma allo stesso tempo
x
z
n
+x
, essendo
z e n entrambi positivi. Si deduce che
x
z
n
+xy
.
Dal momento che z è irrazionale, anche
z
n
+x
lo sarà e
Analitic@Mente - Quaderno 2
69
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
detto w tale numero si ha:
∃w∈(ℝ∖ℚ): xwy
.
2) Siano x e y entrambi irrazionali.
Si consideri, ora, il numero
x+y
2
. Esso è irrazionale in
quanto semisomma di due numeri irrazionali.
Si ha
x+y
2
=
x
2
+
y
2
>
x
2
+
x
2
_
si minora y con x
=
x+x
2
=
2 x
2
=x
,
da cui
x+y
2
>x
o ciò che è lo stesso
x
x+y
2
.
Inoltre
x+y
2
=
x
2
+
y
2

y
2
_
si maggiorax con y
+
y
2
=
y+y
2
=
2 y
2
=y
,
da cui
x+y
2
y
.
Pertanto, è possibile scrivere che
x
x+y
2
y
.
È stato così dimostrato che tra x e y esiste almeno un terzo
numero irrazionale
w=
x+y
2
.
3) Siano x un razionale e y un irrazionale. Si consideri, ora, il
numero
x+y
2
. Esso è irrazionale in quanto semisomma di
un razionale ed un irrazionale.
A questo punto si procede come 2).
Analitic@Mente - Quaderno 2
70
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
4) Siano x un irrazionale e y un razionale. Si consideri, ora, il
numero
x+y
2
. Esso è irrazionale in quanto semisomma di
un irrazionale ed un razionale.
A questo punto si procede come 2).
■ ■ ■
2.17 POTENZA DEL NUMERABILE DI
ℕ, ℕ
0
, ℤ, ℚ
Si è già introdotto il concetto di insieme numerabile nel paragrafo
2.4 relativo alla potenza di un insieme, ora, però, è necessario
dettagliare quanto già accennato.
Si ricordi che il concetto di potenza di un insieme non va confuso
con quello del numero di elementi dell’insieme stesso, al quale
può essere ricondotto esclusivamente nel caso di insiemi finiti.
Il discorso si complica alquanto per gli insiemi infiniti, per i quali,
in genere, non è determinabile il numero di elementi. Infatti, nel
caso di insiemi infiniti, è addirittura possibile che un insieme
corrisponda biunivocamente ad un suo sottoinsieme proprio,
assumendone così la stessa potenza. Anzi, a questo punto, è
opportuno introdurre la seguente definizione alternativa a quella
già fornita per un insieme infinito.
Analitic@Mente - Quaderno 2
71
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Seconda definizione di insieme infinito. Un insieme si dice
infinito se e solo se è equipotente ad un suo sottoinsieme proprio.
Per chiarire quanto affermato è opportuno introdurre la seguente
proposizione.
Proposizione
L’insieme D dei numeri dispari è equipotente ad ℕ .
Dim.
Da un punto di vista intuitivo sembra che i numeri interi siano più
dei numeri dispari e che, allo stesso tempo, li contengano
strettamente, cioè D⊂ℕ . Ciononostante, è possibile creare una
corrispondenza biunivoca tra gli interi ed i dispari del tipo
d=2n−1 , con n∈ℕ .
In forma sagittale:
ℕ 1 2 3 4 5 6 7 8 ...
↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕
D 1 3 5 7 9 11 13 15 ...
Da ciò si evince che l’insieme dei numeri naturali ℕ ed il suo
sottoinsieme proprio D dei numeri dispari hanno la stessa
Analitic@Mente - Quaderno 2
72
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
potenza, ma apparentemente essi non hanno lo stesso numero di
elementi (esiste almeno un numero pari appartenente ai naturali
che, però, non appartiene ai dispari).
■ ■ ■
La proposizione appena dimostrata e la seconda definizione di
insieme infinito permettono di affermare che ℕ è un insieme
infinito.
Definizione di potenza del numerabile. Si dice potenza del
numerabile la potenza di ℕ e di ogni insieme equipotente ad
esso. Tale potenza si denota con

0
(aleph zero, come già visto
in precedenza).
Proposizione
L’insieme

0
ha la potenza del numerabile.
Dim.
Per dimostrare che l’insieme

0
dei numeri naturali con lo zero
ha la potenza del numerabile, deve esistere almeno una
corrispondenza biunivoca che relazioni ℕ con

0
.
Analitic@Mente - Quaderno 2
73
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Si consideri la seguente corrispondenza:
n
0
=n−1
con n∈ℕ .
Sagittalmente:
ℕ 1 2 3 4 5 6 7 8 ...
↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕

0
0 1 2 3 4 5 6 7 ...
La corrispondenza considerata è biunivoca, pertanto

0
ha la
potenza del numerabile.
■ ■ ■
Proposizione
L’insieme ℤ ha la potenza del numerabile.
Dim.
È necessario ricercare almeno una corrispondenza biunivoca che
relazioni ℕ con ℤ .
Si consideri la seguente corrispondenza:
ℕ ℤ
2 k−1 ↔ k−1
2 k ↔ −k
, con k ∈ℕ .
Se
k=1 ⇒
2k−1=1 ↔ k−1=0
2k=2 ↔ −k=−1
;
se
k=2 ⇒
2 k−1=3 ↔ k−1=1
2 k=4 ↔ −k=−2
;
Analitic@Mente - Quaderno 2
74
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
se
k=3 ⇒
2k−1=5 ↔ k−1=2
2k=6 ↔ −k=−3
;
se
k=4 ⇒
2k−1=7 ↔ k−1=3
2k=8 ↔ −k=−4
;
...
In forma sagittale:
ℕ 1 2 3 4 5 6 7 8 ...
↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕
ℤ 0 −1 1 −2 2 −3 3 −4 ...
Tale corrispondenza biunivoca rende ℤ equipotente a ℕ ,
pertanto ℤ ha la potenza del numerabile.
■ ■ ■
Proposizione
L’insieme ℚ ha la potenza del numerabile.
Dim.
Analogamente a quanto fatto per

0
e ℤ , bisogna ricercare
una corrispondenza biunivoca che metta in relazione ℕ con
ℚ .
A tal fine si dispongano gli elementi positivi di ℚ con un ordine
tabellare.
Analitic@Mente - Quaderno 2
75
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi

+
1/1 , 1/ 2 , 1/3 , 1/ 4 , 1/ 5, 1/ 6 , 1/ 7, 1/8 ,...
2/1 , 2/ 2, 2/ 3, 2/ 4 , 2/5 , 2/6 , 2/ 7, 2/ 8, ...
3/ 1, 3/ 2, 3/3 , 3/ 4 , 3/ 5, 3/6 , 3/ 7 , 3/ 8, ...
4/ 1, 4/ 2 , 4/ 3, 4/ 4 , 4/ 5, 4/ 6 , 4/ 7 , 4/ 8, ...
...
Ora, si scriva un allineamento di razionali secondo il seguente
c r i t e r i o i t e r a t i v o:
Si posizioni l’elemento nullo: 0.
Si segua, poi, nella tabella un percorso a serpentina come in
figura:
Dal primo elemento in alto a
sinistra, un passo a destra e
diagonale basso-sinistra, un passo
in basso e diagonale alto-destra, un
passo a destra e diagonale basso-
sinistra, un passo in basso e diagonale alto-destra, e così via.
Si allineino i numeri razionali, facendo attenzione a non ripetere
elementi equivalenti a quelli già scritti in precedenza e ponendo
accanto ad ogni elemento considerato il suo opposto, in modo da
non tralasciare i razionali negativi.
Si potrà scrivere il seguente allineamento:
Analitic@Mente - Quaderno 2
76
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
0 , 1/ 1, −1/ 1, 1/ 2 , −1/ 2 , 2/ 1, −2/ 1, 3/ 1, −3/ 1 ,
1/ 3, −1/ 3, 1/ 4, −1/ 4 , 2/ 3, −2/3 , 3/ 2 , −3/ 2 ,
4/ 1, −4/ 1, 5/ 1, −5/ 1, 1/ 5 , −1/ 5 ...
Ora è sufficiente relazionare ogni numero naturale con un numero
del suddetto allineamento e la corrispondenza biunivoca cercata è
ultimata.
In forma sagittale:
ℕ 1 2 3 4 5 6 7 8 ...
↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕
ℚ 0 1/1 −1/ 1 1/ 2 −1/ 2 2/ 1 −2/ 1 3/1 ...
Si è, così, dimostrato che anche l’insieme dei numeri razionali
ℚ ha la potenza del numerabile.
■ ■ ■
2.18 POTENZA DEL CONTINUO
Dopo aver chiarito il concetto della potenza di
ℕ, ℕ
0
, ℤ, ℚ
, è
lecito chiedersi quale sia la potenza dell’insieme ℝ dei numeri
reali e se anch’esso abbia la potenza del numerabile.
Proposizione (di Cantor)
L’insieme dei numeri reali ℝ non ha la potenza del numerabile.
Analitic@Mente - Quaderno 2
77
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Dim.
Si dimostri questa proposizione per assurdo. Si supponga, per
assurdo, che ℝ abbia la potenza del numerabile; ciò si traduce
nella possibilità di allineare tutti gli elementi di ℝ e di porli in
corrispondenza biunivoca con gli elementi di ℕ .
Si cominci a costruire questo allineamento con tutti i numeri reali
compresi tra 0 e 1 (in forma decimale):
a
1
=0 , a
11
a
12
a
13
a
14
a
15
...
a
2
=0 , a
21
a
22
a
23
a
24
a
25
...
a
3
=0 , a
31
a
32
a
33
a
34
a
35
...
a
4
=0 , a
41
a
42
a
43
a
44
a
45
...
...
Si vuole, ora, dimostrare che, nonostante la astrazione costruita, i
numeri reali sopra scritti non rappresentano tutti i reali compresi
tra zero e uno, cosicché non è possibile elencare tutti i numeri
reali e, di conseguenza, non è possibile metterli in relazione con
ℕ .
A tal proposito, si consideri il reale compreso tra zero e uno
y= 0, y
1
y
2
y
3
y
4
y
5
...
con le seguenti caratteristiche (dette della
diagonale di Cantor):
y
1
≠a
11
,
y
2
≠a
22
,
y
3
≠a
33
,
y
4
≠a
44
, …
Confrontando il reale y con ciascun reale
a
n
introdotto, si
Analitic@Mente - Quaderno 2
78
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
nota che
y≠a
n
(qualunque sia n, dal momento che si
diversificano per la n-ma cifra) e che, quindi, l’allineamento di
reali scritti non può rappresentare tutti i numeri compresi tra zero
e uno. Da ciò si evince che non è possibile allineare tutti i reali in
forma decimale e, conseguentemente, non può esistere alcuna
corrispondenza biunivoca tra ℝ e ℕ .
Si conclude che ℝ non ha la potenza del numerabile, ma una
potenza propria.
• Nota 1
Nella dimostrazione appena conclusa bisogna notare un’imprecisione:
gli allineamenti decimali reali possono avere, in alcuni casi, delle
rappresentazioni equivalenti. In particolare, un numero che termina
con periodo 9 ha sempre un equivalente che termina con un
periodo 0 , per es. 4,69 e 4,70 sono due rappresentazioni
decimali equivalenti di uno stesso reale, precisamente 47/10 . Ciò
significa che anche se i due allineamenti y e a
n
sono diversi,
non vi è certezza che i reali da essi rappresentati siano effettivamente
diversi. A tale scopo è necessario costruire il numero y con
maggiore prudenza, dando il giusto peso alle cifre 0 e 9 , nel caso
di periodicità.
■ ■ ■
Analitic@Mente - Quaderno 2
79
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Definizione di potenza del continuo. Si dice potenza del continuo
la potenza di ℝ e di ogni insieme equipotente ad esso. Tale
potenza si denota con c od anche con

1
(aleph uno).
Proposizione
L’insieme dei numeri reali compresi tra a e b (con a , b∈ℝ e
a<b) ha la potenza del continuo.
Dim.
La dimostrazione che segue presuppone conoscenze relative alla
geometria analitica e agli intervalli numerici.
Sia
c=
a+b
2
il punto medio dell’intervallo aperto da a a b e sia
r=
b−a
2
il raggio di tale intervallo.
Si consideri, nel piano Oxy , la semicirconferenza di centro
C(c ; r)
e raggio r , tangente all’asse delle ascisse. Il
diametro orizzontale, privo degli estremi, di questa circonferenza
indica proprio l’insieme dei numeri reali da a a b che è stato
introdotto. Sia f il fascio di rette di centro proprio in C e
siano d ed e le ascisse delle rispettive intersezioni con la
semicirconferenza e con l’asse delle x . È evidente che
Analitic@Mente - Quaderno 2
80
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
adb e che e∈ℝ .
La retta così considerata instaura una corrispondenza biunivoca
tra d (il generico elemento dell’intervallo da a a b) ed e
(elemento di ℝ ).
y
r C

O a c d b e x
La corrispondenza biunivoca considerata permette di concludere
che l’insieme dei numeri reali compresi tra a e b (con a<b),
esclusi gli estremi, ha la potenza del continuo.
■ ■ ■
• Nota 2
Alcuni degli insiemi che presentano la potenza del continuo sono
l’insieme dei numeri irrazionali, l’insieme dei numeri complessi,
l’insieme delle parti dei numeri naturali ed altri.
Analitic@Mente - Quaderno 2
81
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Nota 3
Il termine continuo è in uso ad indicare la retta dei numeri reali, che
esprime in pieno il concetto di continuità, in quanto priva di lacune.
2.19 NUMERI TRANSFINITI E IPOTESI DEL CONTINUO
Con i numeri transfiniti si è soliti indicare degli infiniti con diversi
ordini di grandezza . Il termine transfinito è introdotto da Cantor
come sinonimo del termine infinito, bandito dal suo insieme
lessicale per evitare scontri con la Chiesa. Con le sue teorie,
infatti, Cantor introduce una pluralità di infiniti che può collidere
con l’unicità dell’infinito della religione cristiana.
Sono già stati introdotti i primi due transfiniti (cardinali):

0
e ℵ
1
.
Ci si chiede, ora, se esiste una relazione tra i due.
Si ricordi che lo stesso Cantor ha dimostrato che un insieme
qualunque A ha sempre potenza minore di quella del suo
insieme delle parti, cioè ∣
A

2

A

. Si consideri un insieme che
abbia la potenza del numerabile e, a tal proposito, si scelga
proprio l’insieme ℕ . Sia
P(ℕ)
l’insieme delle parti di ℕ .
La potenza di
P(ℕ)
è
2

0
ed è immediato dedurre che

0
2

0
.
Analitic@Mente - Quaderno 2
82
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Pertanto, l’insieme
P(ℕ)
non ha la potenza del numerabile. Più
precisamente è possibile dimostrare (ma tale dimostrazione esula
dagli intenti del testo) che
P(ℕ)
ha la potenza del continuo,
pertanto: c=ℵ
1
=2

0
.
A questo punto è lecito chiedersi se esiste un numero transfinito
compreso tra

0
e ℵ
1
.
Ipotesi del continuo (in forma debole).
Non esiste alcun insieme la cui potenza è strettamente compresa
tra quella dei numeri interi e quella dei numeri reali.
In simboli:
¬∃A: ℵ
0


A


1
.
L’ipotesi del continuo di Cantor, che egli stesso non è riuscito a
dimostrare, si è poi rivelata un’ipotesi indecidibile nella teoria
degli insiemi ZFC, ossia non è possibile in tale teoria (di cui si
tratterà nel seguito) né dimostrarla né confutarla.
Accertata la relazione tra

0
e ℵ
1
, è lecito chiedersi se
esistono infiniti con potenze superiori a quella del continuo.
Cantor giunge all’esistenza di una successione di transfiniti,

0
,ℵ
1
,ℵ
2
, ℵ
3
, ...
, che chiama transfiniti cardinali, per i quali
Analitic@Mente - Quaderno 2
83
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
vale la relazione

0

1

2

3
...
e per i quali è possibile
generalizzare l’ipotesi del continuo.
Ipotesi del continuo (in forma forte).
Non esiste alcun insieme la cui potenza è strettamente compresa
tra un transfinito e il suo successivo.
In simboli:
¬∃A: ℵ
k
∣A∣ℵ
k+1
, con
k ∈ℕ
0
.
• Nota
Si osservi che la potenza di ℝ è la seguente:
∣ℝ∣=c=ℵ
1
=2

0
=∣P(ℕ)∣
, inoltre
∣ℝ∣2
∣ℝ∣
, dove
2
∣ℝ∣
=∣P(ℝ)∣
. Dunque, l’insieme delle parti di ℝ ha una
potenza superiore a ℵ
1
, tale potenza rappresenta ℵ
2
.
Analogamente, l’insieme delle parti dell’insieme delle parti di ℝ ha
una potenza superiore a

2
e rappresenta

3
. Iterando il
procedimento si ottiene la successione di cardinali transfiniti di
Cantor:

0
=∣ℕ∣

1
=2

0
=∣P(ℕ)∣

2
=2

1
=∣P( P(ℕ))∣
Analitic@Mente - Quaderno 2
84
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi

3
=2

2
=∣P( P( P(ℕ)))∣
...

k
=2

k−1
=∣P( P( P(... ( P(ℕ)))))
_
k volte

...
2.20 CRITICHE ALLA TEORIA INGENUA
Sono stati volutamente introdotti i concetti finora esposti secondo
quella, che, nel corso degli anni, è stata denominata teoria
ingenua degli insiemi. Tale teoria, delineata da Cantor nel XIX
secolo, sebbene intuitiva, permette di operare in modo organico e
concreto con gli insiemi ed è molto utile per sviluppare abilità
negli esercizi.
Una buona conoscenza della teoria ingenua degli insiemi è
essenziale, come prima fase di studio, per meglio comprendere le
motivazioni che hanno, poi, condotto verso la più recente teoria
assiomatica degli insiemi.
Assumere che si possa eseguire qualunque operazione sugli
insiemi, senza restrizione alcuna, in modo completamente
arbitrario e con la convinzione che siano sufficienti due soli
principi per poter fondare l’intera matematica sulla teoria degli
insiemi, è stato il punto cardine che ha mosso lo spirito di Gottlob
Analitic@Mente - Quaderno 2
85
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Frege, matematico e filosofo tedesco. Frege con un’opera, a dir
suo “rivoluzionaria”, riconosce la possibilità di basare ogni
cardine matematico sulla teoria degli insiemi, riconducendo il
tutto a due soli principi: il principio di estensionalità, già
precedentemente introdotto da Leibniz, secondo cui due insiemi
con gli stessi elementi sono uguali, e il principio di comprensione,
secondo il quale ogni proprietà caratteristica identifica un insieme,
l’insieme di tutti gli oggetti che godono di quella proprietà, e ogni
insieme è identificato da una proprietà caratteristica, cioè è
sempre possibile trovare una proprietà che accomuna gli elementi
di un insieme.
Lo stesso Georg Cantor delinea le sue teorie facendo uso di
strumenti matematici intuitivi ed ingenui analoghi a quelli su cui
si era basato Frege, nel tentativo di produrre una costruzione della
matematica completamente basata sulla logica.
Bertrand Russell, con una lettera a Frege, prima, e con una
pubblicazione ne I principi della matematica, poi, evidenzia le
contraddizioni insite nel principio di comprensione, illustrando
alcuni paradossi ed antinomie cui la teoria giunge.
La scoperta di tali antinomie provoca una falla enorme nella teoria
del matematico tedesco Frege che, Russell stesso, invano, cerca di
colmare con la teoria dei tipi nella sua già citata opera.
Analitic@Mente - Quaderno 2
86
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Antinomia di Russell.
Russell solleva il seguente quesito: un insieme può essere o meno
elemento di sé stesso?
Inizialmente, ad un’analisi poco attenta, sembra che la risposta sia
decisamente negativa. Si pensi all’insieme delle vocali, ad
esempio:
A=¦a, e ,i , o , u¦
. È evidente che A non è elemento
di sé stesso, in quanto non è elencato tra i suoi elementi.
Si consideri, ora, un altro esempio:
B=¦X : X è un insieme con più di 2 elementi¦
.
B rappresenta un insieme di insiemi, i cui elementi sono tutti
quegli insiemi con più di due elementi, per es. l’insieme delle
vocali appartiene a B , l’insieme delle consonanti appartiene a
B , ma anche l’insieme delle 10 cifre arabiche appartiene a
B . È , dunque, evidente che appartengono a B almeno tre
elementi. Quindi, B è un insieme con più di due elementi e,
pertanto, è elemento di sé stesso.
Finora sembra che possano esistere insiemi che sono elementi di
sé stessi ed insiemi che non lo sono.
Ora, si giunge alla contraddizione.
Si definisca l’insieme
C=¦ X : X ∉X ¦
, cioè l’insieme di tutti
gli insiemi che tra i loro elementi non hanno sé stessi.
Analitic@Mente - Quaderno 2
87
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Il problema posto da Russell è se C appartiene o meno a sé
stesso. Se l’insieme C non fosse elemento di sé stesso, allora
dovrebbe appartenere a C , quindi esserlo. Analogamente, se lo
fosse, dovrebbe non esserlo.
La definizione di C , dunque, genera in ogni caso un’antinomia.
In sintesi, l’antinomia di Russell si può enunciare nel modo
seguente: l’insieme di tutti gli insiemi che non appartengono a sé
stessi appartiene a sé stesso se e solo se non appartiene a sé
stesso.
In simboli:
se
C=¦ X : X ∉X ¦
, allora (C∈C)⇔(C∉C) .
Paradosso del barbiere.
Il barbiere di un piccolo villaggio ha appeso un cartello nel suo
negozio in cui afferma di radere solo quelli che non si radono da
sé. Nessuno ci ha trovato mai niente di strano, finché un bel
giorno suo figlio non gli pone una domanda fatale: “Ma tu ti puoi
radere?”.
Il padre risponde alla domanda con sufficienza: “Che domanda
sciocca! Ma se mi rado due volte alla settimana!”. Il figlio però lo
interrompe: “Quindi non sei uno di quelli che non si radono da
Analitic@Mente - Quaderno 2
88
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
sé?”. Il padre, che non ha ben capito, dice: “Io non sono uno di
quelli che non …, perché io mi... sì, è vero”. “Per cui, secondo il
tuo cartello, tu non puoi raderti!” osserva allora il figlio.
A questo punto il padre infuriatosi esclama: “Come sarebbe a dire,
non posso...?”. Un cliente che si trova sotto il suo rasoio in quel
momento osserva: “Ma è chiaro, sul tuo cartello c’è scritto che
radi solo quelli che non si radono da sé, quindi non radi quelli che
si radono da sé. Se, però, tu, caro il mio barbiere, ti radi da te,
allora il barbiere, cioè tu, non può raderti!” e con la vittoria in
pugno, il cliente si alza e se ne va, lasciando di stucco il barbiere.
Russell per risolvere il problema e rimuovere le antinomie cerca di
limitare il principio di comprensione, inserendo una netta
separazione tra insiemi e classi. Questa distinzione, però, non è
sufficiente per superare tutti i dubbi sollevati in precedenza e solo
in seguito, con un approccio completamente diverso, si riescono
ad elaborare delle teorie innovative assiomatiche più rigorose,
enunciando una lista di assiomi che definiscono gli insiemi e le
operazioni che si possono effettuare su di essi.
La teoria che ha avuto maggiore seguito è la teoria di Zermelo-
Fraenkel, formulata inizialmente da Ernst Zermelo e perfezionata
in seguito da Abraham Fraenkel. Tale teoria, con le successive
Analitic@Mente - Quaderno 2
89
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
estensioni, fornisce ad oggi la base teorica per la maggior parte
delle costruzioni matematiche.
2.21 TEORIA ASSIOMATICA ZFC: CENNI
Si introduce, ora, una serie di assiomi che regolano la teoria
assiomatica ZFC degli insiemi, cioè la teoria di Zermelo-Fraenkel
(ZF), potenziata con l’Assioma di Scelta (AC, in inglese Axiom of
Choice). Prima di elencare gli assiomi che caratterizzano tale
teoria è doveroso definire un assioma e ricordare che la presente
trattazione, sebbene semplificata, necessita di conoscenze
propedeutiche relative ai concetti di relazioni e funzioni.
Definizione di assioma. Si definisce assioma una proposizione
fondamentale che non necessita di dimostrazione perché vera in
modo evidente.
Assioma 0 (Assioma di esistenza):
Esiste almeno un insieme.
In simboli: ∃X .
Analitic@Mente - Quaderno 2
90
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
L’assioma di esistenza è di fondamentale importanza, in quanto
garantisce che la teoria degli insiemi abbia almeno un oggetto di
studio.
Assioma 1 (Assioma di estensionalità):
Considerati due insiemi qualunque, X e Y , essi sono uguali
se e solo se hanno gli stessi elementi.
In simboli: ∀ X , ∀Y , ( X =Y ) ⇔ ( ∀Z , Z ∈X ⇔ Z∈Y ) .
L’assioma di estensionalità fornisce la certezza che un insieme è
individuato unicamente e univocamente dagli elementi che
possiede e non dalle rappresentazioni caratteristiche che li
contraddistinguono. In altri termini, è possibile esprimere uno
stesso insieme anche per mezzo di caratteristiche differenti,
purché tali proprietà caratteristiche individuino elementi identici
e, quindi, lo stesso insieme.
Questo assioma mette in luce, inoltre, la mancanza d’ordine in un
insieme, in quanto rende uguali due insiemi anche se gli elementi
hanno un ordine di posizione differente.
Ancora, tale assioma permette di non ripetere gli elementi
all’interno di un insieme. Infatti, due insiemi del tipo
¦a , a¦
e
Analitic@Mente - Quaderno 2
91
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
¦a¦
sono uguali perché hanno gli stessi elementi.
Altra conseguenza dell’assioma di estensionalità è che nella teoria
ZFC non esistono atomi (ur-elementi), cioè non esistono oggetti
matematici elementari che non siano insiemi. Infatti, ciascuno di
questi atomi (in quanto privo di elementi) dovrebbe coincidere
con l’insieme vuoto ed essere esso stesso un insieme.
• Nota 1
I numeri di solito sono pensati come atomi e non come insiemi,
invece, in ZFC si assume implicitamente che tutti gli oggetti siano
insiemi, compresi i numeri, che possono essere codificati come
particolari insiemi.
Assioma 2 (Assioma di regolarità o di fondatezza o di
fondazione):
Ogni insieme non vuoto X contiene almeno un elemento Y
disgiunto da X .
In simboli:
∀ X : X ≠∅ ⇒ ( ∃Y : Y ∈X )∧
(
¬∃Z :( Z∈X )∧( Z∈Y )
) .
• Nota 2
Si noti come ci si riferisca alla disgiunzione tra un elemento ed un
Analitic@Mente - Quaderno 2
92
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
insieme, sottolineando che un insieme può essere elemento di altri
insiemi e che gli elementi possono essere visti come insiemi.
L’assioma di regolarità implica che nessun insieme è elemento di
se stesso.
L’essenza di tale assioma si può sintetizzare come segue: ogni
insieme è ben fondato.
L’assioma di fondazione permette di trovare un modello molto
semplice della teoria degli insiemi: a partire da un insieme vuoto
si può ottenere qualsiasi insieme.
Ciononostante, questo assioma è molto discusso perché poco utile
nella teoria ZFC, in quanto tutti i risultati ottenuti nelle teorie
basate su quella degli insiemi valgono anche in assenza di
regolarità. Altre teorie degli insiemi non standard, oltre ad
omettere tale assioma, hanno addirittura postulato l’esistenza di
insiemi che sono elementi di sé stessi.
Schema di Assiomi 3 (Schema di assiomi di specificazione o di
isolamento o di separazione o di comprensione):
Dato un generico insieme X , esiste almeno un insieme Y tale
che, dato un generico insieme Z , Z è un elemento di Y se e
solo se Z è un elemento di X e per Z vale un predicato
P .
Analitic@Mente - Quaderno 2
93
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
In simboli: ∀ X , ∃Y : ( ∀Z , Z ∈Y ) ⇔
(
Z ∈X ∧P(Z )
) .
• Nota 3
Si noti che esiste un assioma di specificazione per ogni predicato
P , quindi questo assioma rappresenta un elenco di infiniti
assiomi, cioè è uno schema di assiomi e rende infinita la lista degli
assiomi che si stanno trattando.
È opportuno comprendere meglio questo schema di assiomi.
Dato un insieme X e un predicato P , è possibile trovare un
sottoinsieme Y di X , i cui elementi sono precisamente gli
elementi di X che soddisfano la caratteristica P . Per
l’assioma di estensionalità tale insieme risulta unico e può essere
individuato mediante la rappresentazione per caratteristica.
A questo schema di specificazione e all’assioma di esistenza è
dovuta la possibilità di introdurre il vuoto, infatti: ∃X : X =X e
il vuoto è
∅=¦ X : X ≠X ¦
.
Assioma 4 (Assioma della coppia):
Dati due elementi X e Y , esiste almeno un insieme che li
contiene entrambi.
In simboli:
∀ X , ∀Y , ∃Z : ( X ∈Z)∧(Y ∈Z)
.
Analitic@Mente - Quaderno 2
94
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Usando l’assioma di estensionalità si nota, poi, che tale insieme
Z è anche unico. Precisamente è l’insieme così definito:
Z=¦W : (W=X )∨(W=Y )¦
.
Questo insieme è detto coppia non ordinata e si denota di solito
con
Z=¦X , Y ¦
. Una coppia non ordinata del tipo
¦X , X ¦=¦X ¦
definisce l’insieme singoletto o singleton.
In base all’assioma della coppia è possibile definire anche la
coppia ordinata (già introdotta in precedenza), mediante la
definizione di Kuratowski, che qui si riprende per completezza del
discorso:
( X ,Y )=
¦
¦X ¦, ¦X , Y ¦
¦ .
Assioma 5 (Assioma dell’unione):
Dato un generico insieme X , esiste almeno un insieme Y tale
che, dato un generico elemento Z , Z è un elemento di Y se
e solo se esiste un insieme W tale che Z è un elemento di
W e W è un elemento di X .
In simboli:
∀ X , ∃Y : ( ∀Z , Z ∈Y ) ⇔
(
∃W : ( Z∈W)∧(W∈X )
) .
L’assioma dell’unione, in sintesi, afferma che, dato un insieme
X , è possibile trovare almeno un insieme Y i cui elementi
Analitic@Mente - Quaderno 2
95
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
sono esattamente gli elementi degli elementi di X . Grazie
all’assioma di estensionalità, questo insieme Y è unico,
chiamato unione di X e denotato con ∪X . L’assioma
dell’unione, congiunto all’assioma della coppia, implica che, per
ogni coppia di insiemi, esiste un insieme che contiene esattamente
gli elementi di entrambi. In quest’ottica si deduce che l’unione di
un insieme è un insieme.
• Nota 4
Si noti che nella teoria ZFC non esiste alcun assioma dell’intersezione
e se l’insieme è vuoto non esiste la stessa intersezione. D’altra parte,
se X è non vuoto, è possibile formare l’intersezione ∩X
mediante l’assioma di specificazione, cioè mediante caratteristica.
Schema di Assiomi 6 (Schema di assiomi di rimpiazzamento):
Se, dato un generico insieme X , esiste un unico insieme Y
tale che una relazione P vale per X e Y , allora, dato un
generico insieme A , esiste un insieme B tale che, dato un
generico insieme C , C è un elemento di B se e solo se
esiste un insieme D tale che D è un elemento di A e P
vale per D e C .
Analitic@Mente - Quaderno 2
96
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
In simboli:
(
∀ X , ∃! Y : P( X , Y )
)


(
∀ A, ∃B: ( ∀C ,C∈B) ⇔
(
∃D: ( D∈A)∧P( D ,C )
) ) .

• Nota 5
Si noti che esiste un assioma di rimpiazzamento per ogni relazione
P , quindi questo assioma rappresenta un elenco di infiniti
assiomi, cioè è uno schema di assiomi.
È sufficiente dare uno sguardo anche superficiale a tale schema
per capire che non si tratta di un assioma di facile comprensione.
È doveroso un cenno ad un’interpretazione intuitiva per meglio
comprenderne il significato e ridurre lo sforzo mnemonico.
Prerequisiti necessari per la comprensione di questo assioma sono
la definizione di relazione tra due insiemi, il concetto di dominio,
di esistenza e di predicato funzionale mediante una relazione.
La prima parte dello schema introduce una relazione P tra i due
insiemi X e Y in modo da definire un predicato funzionale
F tale che
Y =F ( X )
se e solo se vale
P( X , Y )
. La
seconda parte assicura, dato un insieme A , l’esistenza di un
insieme B , nel quale ogni elemento C assume il valore del
predicato funzionale F in qualche elemento D di A , cioè
Analitic@Mente - Quaderno 2
97
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
C=F( D)
con D∈A .
In termini semplicistici, lo schema di rimpiazzamento garantisce
che l’immagine di un insieme mediante un predicato funzionale è
ancora un insieme.
Usando l’assioma di estensionalità è possibile mostrare l’unicità
di questo insieme B , che si definisce immagine di A
mediante F e si denota con
F ( A)
.
Assioma 7 (Assioma dell’infinito):
Esiste un insieme
N
0
che ha l’insieme vuoto tra i suoi elementi
e tale che se X è un elemento di
N
0
, anche l’insieme formato
dall’unione di X con il suo singleton
¦X ¦
è un elemento di
N
0
.
In simboli:
∃N
0
:
(
∅∈N
0
)

(
(
∀X : X ∈N
0
)

(
(
X ∪¦ X ¦
)
∈N
0
)
)
.
Tale insieme
N
0
è denominato insieme induttivo, in quanto,
grazie ad una iterazione induttiva, si riesce a includere in esso tutti
i numeri naturali con lo zero. Si verifichi quanto appena
affermato.
Dato un insieme X , l’assioma della coppia rende lecita la
costruzione del singleton di X e l’assioma dell’unione permette
Analitic@Mente - Quaderno 2
98
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
la seguente definizione.
Definizione di successore. Si dice successore di X l’unione di
X e del suo singleton
¦X ¦
.
Tale successore in base all’assioma dell’infinito è appartenente
sempre a
N
0
.
Data la definizione dei successori si introduce, ora, la codifica
insiemistica dei numeri naturali con lo zero.
In questa codifica, lo zero corrisponde all’insieme vuoto:
0=∅ ;
1 è il successore di 0 :
1=0∪¦0¦=∅∪¦0¦=¦0¦
;
2 è il successore di 1 :
2=1∪¦1¦=¦0¦∪¦1¦=¦0 ,1¦
;
3 è il successore di 2 :
3=2∪¦2¦=¦0 , 1¦∪¦2¦=¦0 ,1 , 2¦
;

Conseguenza immediata di tale codifica è che ogni numero
naturale è uguale all’insieme costituito da tutti i numeri naturali
precedenti.
In simboli:
n=¦0 ,1 , 2, 3 ,... , n−1¦
.
L’assioma dell’infinito, quindi, assume l’esistenza di un insieme
che raccoglie tutti i numeri naturali, incluso lo zero.
Un insieme siffatto potrebbe contenere anche altri elementi, oltre
ai numeri naturali con lo zero, ma grazie allo schema di assiomi di
Analitic@Mente - Quaderno 2
99
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
specificazione è possibile applicare un particolare predicato
caratteristico per rimuovere tutti gli elementi non utili allo scopo,
lasciando unicamente i numeri naturali con lo zero e rendendo
minimo tale insieme. Questo insieme risulta, poi, unico per
l’assioma di estensionalità.
Assioma 8 (Assioma della potenza):
Dato un generico insieme X , esiste un insieme
P( X )
tale
che, considerato un generico insieme Y , Y è un elemento di
P( X )
se e solo se Y è un sottoinsieme di X .
In simboli: ∀ X , ∃P( X ) :
(
∀Y ,Y ∈P( X )
)
⇔( Y ⊆X ) .
Si ricordi che vale l’equivalenza:
( Y ⊆X ) ⇔( ∀Z , Z∈Y ⇒Z∈X ) .
Per l’assioma di estensionalità questo insieme
P( X )
è unico ed
è denominato insieme potenza di X .
L’assioma può essere sintetizzato affermando che ogni insieme è
dotato di insieme potenza.
L’assioma della potenza permette la definizione del prodotto
cartesiano tra due insiemi:
∀ X , ∀Y , X ×Y =¦( A , B): A∈X ∧B∈Y ¦
.
Analitic@Mente - Quaderno 2
100
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Tale definizione risulta lecita in base alla seguente inclusione:
X ×Y ⊆P
(
P( X ∪Y )
) . Da ciò si deduce che il prodotto
cartesiano è un insieme.
Gli assiomi finora introdotti sono alla base della teoria ZF. Al fine
di introdurre la più completa teoria ZFC è necessario aggiungere
un ulteriore assioma.
Assioma 9 (Assioma di scelta):
Dato un insieme non vuoto di insiemi non vuoti esiste almeno una
funzione che ad ogni insieme dell’insieme fa corrispondere un suo
elemento.
In simboli: ∀ X : X ≠∅,∃ f :
(
∀Y , ( Y ∈X )∧( Y ≠∅)
)
-Z ∈Y .
Una funzione così definita rappresenta una funzione di scelta tra
gli elementi di un insieme, al fine di costruire altri insiemi. Questo
assioma risulta essenziale per la scelta tra infiniti elementi;
viceversa, per la scelta tra un numero finito di elementi sono
sufficienti i precedenti assiomi.
Analitic@Mente - Quaderno 2
101
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
• Esempio
Si introduce un esempio per meglio comprendere il significato di
questo assioma. Sia X una biblioteca (non vuota) che contiene infiniti
libri e sia Y un generico libro (non vuoto) di X. L’assioma di scelta
garantisce l’esistenza di una funzione f che permette di associare ad
ogni libro Y di X una sua pagina Z (di Y). In tal modo è possibile
costruire un insieme nuovo con tutte le pagine Z che sono state scelte.
L’assioma di scelta può essere espresso anche in una forma
equivalente mediante il seguente teorema.
Teorema (del buon ordinamento)
Considerato un generico insieme X , esiste sempre un buon
ordine per X .
In simboli:
∀ X , ∃ℜ ( ℜ è un buon ordine per X )
.
• Nota 6
Si tralascia la dimostrazione del teorema del buon ordinamento, dal
momento che esula dallo scopo del testo definire un buon ordine per
un insieme. Il teorema del buon ordinamento non deve essere confuso
con il principio del buon ordinamento, detto anche del minimo intero
naturale, che, invece, afferma:
Ogni insieme di numeri naturali non vuoto contiene un numero che è
più piccolo di tutti gli altri.
Analitic@Mente - Quaderno 2
102
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
Introdotti gli assiomi necessari per fondare la teoria degli insiemi,
tutte le definizioni relative ad operazioni e tutti i teoremi della
teoria intuitiva possono essere ricondotti ai suddetti assiomi. In tal
modo si costruisce una teoria assiomatica sufficientemente non
controversa, con la quale si eludono i problemi paradossali che la
teoria ingenua non è, invece, in grado di risolvere e si stabiliscono
le fondazioni che permettono di costruire, in modo rigoroso, tutte
quelle discipline postulatorie basate sulla teoria degli insiemi.
Analitic@Mente - Quaderno 2
103
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
INDICE ANALITICO
addizione 41
aleph uno 80
aleph zero 10, 73
antinomia di Russell 87-88
antiperiodo 47-49
appartenenza (e non) 1-4, 16
assioma 90
assioma dell’infinito 98-99
assioma dell’unione 95
assioma della coppia 94
assioma della potenza 100
assioma di esistenza 90-91, 94
assioma di estensionalità 91-92, 94-96, 98, 100
assioma di regolarità o di fondatezza o di
fondazione 92
assioma di scelta 90, 101-102
assiomi di rimpiazzamento (schema di) 96-98
assiomi di specificazione o di isolamento o di
separazione o di comprensione (schema di)
93
atomi (ur-elementi) 92
Cantor Georg F.L.P. 1-2, 77-78, 82-86
cardinalità di un insieme 8-11, 18, 33
classe 1-2, 15-16, 34
commensurabilità 59-63
complementare 25-26, 28
complemento 23
componente 34-36
concordi 45
confronto tra due numeri negativi 53, 65
confronto tra due numeri positivi 52-53, 64-65
confronto tra numeri razionali 52-53
confronto tra numeri reali 64-65
confronto tra un numero negativo e un positivo
52, 64
continuo 77-85
coordinata 34-35
coppia 34-36, 94-96, 98
coppia di Kuratowski 34, 36, 95
coppia non ordinata 95
coppia ordinata 34-36, 95
criterio 61-63, 76
criterio iterativo 76
denominatore 43-46, 48, 51, 53
densità di

in

66-68
densità di
(ℝ∖ℚ)
in

68-71
densità di

in sé 54-55
densità di

in sé 66
diagonale 37-39
diagonale di Cantor 78
diagramma di Eulero-Venn 7, 29
differenza 23-25, 28
differenza simmetrica 26-28
discordi 45
divisione 41-44, 46
elemento 2-7
ennupla 34-36, 40
ennupla ordinata 34-36, 40
famiglia 1, 15, 29-30
forma impossibile 44
forma indeterminata 44
Fraenkel Abraham 90
frazione 43- 44
frazione generatrice 48-48, 51
frazione ridotta ai minimi termini 45, 58
Frege Gottlob 85, 86
funzione di scelta 101
funzione molteplicità 33-34
grandezze commensurabili 59-63
grandezze incommensurabili 59-63
immagine di un insieme mediante una funzione
98
inclusione 12-15
inclusione, proprietà antisimmetrica 12
inclusione, proprietà riflessiva 12
inclusione, proprietà transitiva 12
inclusione stretta 13-15
inclusione stretta, proprietà antiriflessiva 13
inclusione stretta, proprietà asimmetrica 13
inclusione stretta, proprietà transitiva 13
incommensurabilità 59-63
infinito 6-10, 20, 22, 71-73, 82, 98-99
insieme 1-7
insieme contenente 12-13
Analitic@Mente - Quaderno 2
105
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
insieme contenente strettamente 13
insieme contenuto 12-15
insieme contenuto strettamente 13-15
insieme dei numeri interi relativi 42
insieme dei numeri irrazionali 56, 81
insieme dei numeri naturali 6, 10-11, 26, 33, 41-
42, 72
insieme dei numeri razionali 11, 43-46, 55-56,
77
insieme dei numeri reali 56, 64, 77-81
insieme delle molteplicità relative 32-33
insieme delle parti 16, 29, 81-84
insieme di insiemi 4, 15-16, 87
insieme finito 7-9, 17, 29-31
insieme includente 12-13
insieme includente strettamente 13
insieme incluso 12-13
insieme incluso strettamente 13
insieme induttivo 98
insieme infinito 6-10, 20, 22, 71-73
insieme non ordinato 5
insieme nullo 10-11
insieme numerabile 10, 71, 73-83
insieme potenza 16-17, 100
insieme unitario 11
insieme universo 11-12, 14
insieme vuoto 10, 14, 16, 40, 92-94, 96, 98-99
insiemi disgiunti 23-24, 30-31
insiemi equicardinali 9
insiemi equipotenti 9, 10, 72-73, 75, 80
insiemi idempotenti 9
insiemi uguali 18-19, 86, 91-92
intersezione 21-24, 80, 96
ipotesi del continuo 82-85
ipotesi del continuo (in forma debole) 83-84
ipotesi del continuo (in forma forte) 84-85
ipotesi indecidibile 83
Kuratowski Kazimierz 34, 36, 95
legge di annullamento del prodotto 44
legge di tricotomia 52, 64
leggi di De Morgan 28
Leibniz Gottfried Wilhelm von 86
misura irrazionale 59-63
misura razionale 59-63
misura reale 59-63
misure approssimate per difetto 62, 63
misure approssimate per eccesso 62, 63
molteplicità relativa all’elemento i-esimo 32-33
moltiplicazione 41
multinsieme 31-34
multiset 31-34
numeratore 43-46, 51
numeri transfiniti 82-85
numero decimale finito 47-50, 62
numero decimale non periodico 56, 68
numero decimale periodico 46-48, 51, 56, 63, 68
numero irrazionale 56-57, 61, 63, 67-71
numero razionale 45-48, 52, 55, 59, 68
numero reale 56, 64
operazioni razionali 46
operazioni tra insiemi 19-29
operazioni tra numeri 40-51
ordine di un insieme 8-10
ordine totale 64
paradosso del barbiere 88-90
parte 12-14, 16
parte (rappresentazione) 14
parte decimale 46, 49-50
parte intera 46, 48-50
parte propria 13
partizione 29-31
periodo 47-49, 51, 79
posizionalità 47
postulato di Archimede 61, 69
potenza 8, 16-17, 27, 71-84, 100
potenza del continuo 77-85
potenza del numerabile 71-77
potenza di un insieme 8-10
principio del buon ordinamento 102
principio del minimo intero naturale 102
principio di comprensione 86, 89
principio di estensionalità 86
prodotto cartesiano 37-40, 100-101
proposizione 72-75, 77-78, 80, 90
proposizione (di Cantor) 77-78
proprietà associativa 27-28
proprietà commutativa 27, 37
proprietà dell’assorbimento 28
proprietà dell’idempotenza 27
proprietà dell’identità 27
proprietà della complementarietà 28
proprietà della differenza simmetrica 28
proprietà della differenza 28
proprietà distributiva 28, 37
proprietà invariantiva 44
ragione algebrica 57
ragione geometrica 59
rappresentazione decimale 46, 48, 52-53, 56-57,
65
rappresentazione estensiva 4, 5
Analitic@Mente - Quaderno 2
106
Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi
rappresentazione frazionaria 45, 48, 53
rappresentazione grafica 7, 14
rappresentazione intensiva 6
rappresentazione per caratteristica 6, 94
rappresentazione per elencazione 4, 5
rappresentazione tabulare 4, 5
regola pratica 49
relazione d’ordine largo 12
relazione d’ordine stretto 13, 65
ricoprimento 29-31
Russell Bertrand 86-89
simboli (uso dei) 15
singleton 11, 95, 98-99
singoletto 11, 95, 98-99
sistema di numerazione decimale 46-47
sottoinsieme 12-14
sottoinsieme improprio 14, 16-17
sottoinsieme proprio 13-14
sottrazione 41-43
successore di un insieme 99
teorema 17-18, 57-59, 102
teorema (del buon ordinamento) 102
teorema (la cardinalità della potenza) 17-18
teoria assiomatica ZFC degli insiemi 83, 85, 89,
90-103
teoria dei tipi 86
teoria di Zermelo-Fraenkel 89-90
teoria ingenua (critiche alla) 85-90
teoria ingenua degli insiemi 85
terna ordinata 35
transfiniti 82-85
transfiniti cardinali 82-85
uguaglianza tra insiemi 18-19
unione 19-21
unione di un insieme 95-96
unità di misura 59-60
ur-elementi 92
Zermelo Ernst 89-90
ZFC 83, 90-103
Analitic@Mente - Quaderno 2
107
Analitic@Mente
Collana di Analisi Matematica
Centro Studi Medea

Claudio De Angelis

Teoria
degli

Insiemi
QUADERNO n. 2

Analitic@Mente Collana di Analisi Matematica

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Quest’opera è stata rilasciata sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 (ITALIA). Per leggere una copia della licenza visita il sito web http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/legalcode o spedisci una lettera a Creative Commons, 444 Castro Street, Suite 900, Mountain View, California, 94041, USA. Tu sei libero: — di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest’opera — di modificare quest’opera alle seguenti condizioni: — Attribuzione — Devi attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore o da chi ti ha dato l’opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l’opera. — Non commerciale — Non puoi usare quest’opera per fini commerciali. — Condividi allo stesso modo — Se alteri o trasformi quest’opera, o se la usi per crearne un’altra, puoi distribuire l’opera risultante solo con una licenza identica o equivalente a questa. Nota — Ogni volta che usi o distribuisci quest’opera, devi farlo secondo i termini di questa licenza, che va comunicata con chiarezza. Collana di Analisi Matematica: Analitic@Mente (a cura del Centro Studi Medea) Quaderno: n. 2 Titolo: Teoria degli Insiemi Versione: 1.0 del 20 Dicembre 2011 Autore: Claudio De Angelis Correttore: Maria Laura Medugno Per commenti e/o suggerimenti scrivi a

info@csmedea.it oppure a Centro Studi Medea Via G. Citarella, 24 84014 Nocera Inferiore (SA) Italia

N. B. Accanto alle formule non si è potuto tenere un corretto uso della spaziatura in relazione alla punteggiatura.


Ave, o Roma o Madre gagliarda di latine virtù che tanto
3 , 1 4 1 5 9 2 6 5 3 5

luminoso splendore prodiga spargesti con la tua saggezza 1.
8 9 7 9 3 2 3 8

1 L’enumerazione delle lettere di ogni lemma della frase fornisce le prime 19 cifre di  .

........................................... pag.......... Sottoinsiemi o parti......... I 1 4 7 8 10 12 13 14 15 15 16 18 19 27 29 31 34 37 40 41 52 54 Uso dei simboli..... Rappresentazioni di un insieme..1 2.................... ............. 2....................... pag... pag......2 Confronto tra numeri razionali...4 2. pag......3 Densità di ℚ in sé.. pag...................16 Insiemi numerici............................. Ordine o cardinalità o potenza di un insieme............. pag................5 2.......................... pag............1 2..... pag........ 2.............1 Proprietà delle operazioni tra insiemi.. pag............ unitario...................6 Concetto di insieme.......7 2..........11 Operazioni tra insiemi...... pag............. Rappresentazione grafica di una parte..... pag.................................. 2. pag...................... pag........ pag..1 Cenni sui numeri interi e razionali.......... pag. 2............6...... 2..............13 Multiset o multinsieme....... 2.................................. 2.............2 2................ 2............... pag.. nullo ed universo..............................................................................................12 Ricoprimenti e partizioni. 2......9 Sottoinsiemi propri o parti proprie...................2 2. 2... Potenza o insieme delle parti.................... Classe o famiglia o insieme di insiemi.. Insieme vuoto........................11........... pag.3 2............ pag......................6............16. 2....16.....10 Uguaglianza tra insiemi. 2................ pag.....16. pag........................ pag....INDICE Prefazione..........15 Prodotto cartesiano tra insiemi............ 2.........14 Coppie ed ennuple ordinate..........8 2........ pag................. Insieme finito ed insieme infinito.................. pag.............

pag. pag............17 Potenza del numerabile di ℕ .............................................................. pag.. pag.... ℚ …..16....................... pag...16...18 Potenza del continuo..... pag....... ℕ 0 ...................................................................16..... 2..5 Confronto tra numeri reali. 2.. 2.......16.7 Densità di ℚ in ℝ …..... pag.........16..................... 2................4 Cenni sui numeri reali....2........................... 56 64 66 66 68 71 77 82 85 90 Indice analitico...19 Numeri transfiniti e ipotesi del continuo. pag............6 Densità di ℝ in sé.20 Critiche alla teoria ingenua.... 2..... 2.. 2.... 2..........21 Teoria assiomatica ZFC: cenni. pag.. pag... 104 .......8 Densità di ℝ ∖ℚ in ℝ …....................................... 2.......... ℤ..................... pag..................

Prefazione Dopo la pubblicazione del primo testo “Fondamenti di Logica” appartenente alla collana Analitic@Mente. anche questo secondo libro è pubblicato con una licenza CC (Creative Commons) per il diritto d’autore. dal titolo esplicativo “Teoria degli Insiemi”. Questa introduzione elementare è utile per familiarizzare con alcuni aspetti fondamentali. definendola sulla base di dieci assiomi. Scopo di questo secondo quaderno. Con la consapevolezza che la conoscenza è rivolta a coloro che ne sono I . dal momento che essa ha come obiettivo una veste fondazionale: formalizzare su di sé la matematica stessa nella sua interezza. Questa branca riveste un ruolo fondamentale nella matematica. assumendo come validi intuitivamente tutti i principi che sono esposti e che sembrano essere coerenti con la consueta matematica operativa. che sono poi ripresi e sviluppati con maggiore rigore in quella che è definita “teoria assiomatica” degli insiemi. nella seconda parte del testo. si accenna a quella ZFC di Zermelo-Fraenkel con Assioma di Scelta. Tra le varie teorie elaborate. è l’introduzione di elementi essenziali di tale teoria. Nella prima parte del testo si introduce la cosiddetta “teoria intuitiva o ingenua” degli insiemi.

affascinati. Claudio De Angelis II . Nocera Inferiore. auguro una buona lettura. 20 Dicembre 2011. con la certezza che un’opera d’ingegno è una naturale proprietà della collettività e con l’impegno di continuare a scrivere per TUTTI.

non può essere utilizzata. egli evidenzia la totalità dell’insieme. Ogni qualvolta si tenta di definire un insieme si giunge sempre ad usare un suo sinonimo (collezione. l’appartenenza dei suoi oggetti ad un’unica classe. Cantor introduce l’insieme come un raggruppamento concepito come un tutto. ma una sua definizione. innato. P. Cantor: per insieme si intende un raggruppamento. classe). Tale definizione. raggruppamento. Con questa affermazione. concepito come un tutto. Nel linguaggio comune tale termine si adopera spesso.Quaderno 2 . L. non è mai stata enunciata.1 CONCETTO DI INSIEME Il termine insieme esprime un concetto primitivo. di oggetti ben distinti della nostra intuizione o del nostro pensiero. La più nota definizione di insieme risale a Georg F.Quaderno 2 Teoria degli Insiemi 2. in quanto tautologica. ma è bene analizzarla per meglio comprendere il significato del termine insieme. aggregato. famiglia. elementare e soddisfacente. Analitic@Mente . invalidando la stessa definizione. ben chiaro nella mente dell’uomo.

È possibile trovare all’interno di uno stesso insieme elementi con caratteristiche comuni o senza alcun nesso. allo stesso tempo. introduce. Cantor sottolinea la diversità degli oggetti di uno stesso insieme. Gli oggetti di un insieme sono detti elementi e la loro natura è assolutamente irrilevante. un agglomerato di oggetti che non siano ben distinti non costituisce un insieme. Tali membri sono parte dell’intuizione. Infatti. Deve.Quaderno 2 . Ciò che risulta essenziale è la possibilità di stabilire se un elemento appartiene o meno ad un insieme. essere vera una ed una sola delle due seguenti possibilità: • • il dato oggetto è un elemento dell’insieme considerato. l’inutilità di ripetere uno stesso oggetto all’interno di un medesimo insieme e. cioè. Tale raggruppamento raccoglie oggetti ben distinti della nostra intuizione o del nostro pensiero. o meglio dell’intuizione sensibile (ossia della realtà che è possibile avvertire attraverso la percezione sensoriale) o del pensiero (dell’immaginazione. 2 Analitic@Mente .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi ad una classe intesa come un tutt’uno. In questo modo. della fantasia). in modo implicito. il concetto di appartenenza. il dato oggetto non è un elemento dell’insieme considerato.

y . .. Analitic@Mente .. x .. pertanto. X . scrivere: x∈A per indicare che l’elemento x appartiene all’insieme A . Z . la sua appartenenza a tale raggruppamento. dunque. C . quindi. Si è soliti denotare un insieme con una lettera maiuscola: A .. z . indispensabile poter stabilire con assoluta certezza l’appartenenza o la non appartenenza di un qualsiasi elemento x all’insieme A .Quaderno 2 3 . B . c . È possibile. b . ed un elemento con una lettera minuscola: a . e x∉A per indicare che l’elemento x non appartiene all’insieme A . Y . in quanto non è possibile stabilire con certezza oggettiva la bravura di uno studente e..Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi • Esempio Un “raggruppamento di bravi studenti” non forma un insieme. Assegnato un insieme A è.

quando è possibile. 4 . C={giallo .5} . d } . rosa . Una siffatta descrizione presuppone l’implicita conoscenza dell’elenco di tutti gli elementi dell’insieme stesso e l’effettiva possibilità di realizzarne una elencazione scritta. rosso . 3 . É possibile usare questi simboli tra due insiemi  X ∈A solo in un caso particolare: se elemento di A . verde . marrone} . cioè l’espressione x ∉ A≡¬ x∈ A .2 RAPPRESENTAZIONI DI UN INSIEME Un modo semplice per descrivere un insieme è quello di elencare una ed una sola volta i suoi elementi tra parentesi graffe. c . Tale descrizione è detta rappresentazione tabulare o estensiva o per elencazione. 2 . 2. Il simbolo di non appartenenza rappresenta la negazione A è un insieme di insiemi e X è un insieme- dell’appartenenza. b . B={a . Esempi A={1 . • 4 Analitic@Mente .Quaderno 2 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi • Nota I simboli di appartenenza ∈ e di non appartenenza ∉ vanno utilizzati esclusivamente tra un elemento ed un insieme  x ∈ A .

costituito da n elementi. In altri termini. 7 . in una rappresentazione per elencazione.Quaderno 2 5 .3 . 5 . a . utilizzata per la descrizione di Analitic@Mente . Si ricordi. Nasce. a . tuttavia. possono essere disposti senza un ordine prestabilito. nel senso che i suoi elementi possono essere posizionati in più modi all’interno di una sua rappresentazione per elencazione senza alterare l’insieme stesso. Talvolta. Ad es. Ciò permette di affermare che esistono n! (n fattoriale) modi. Tale rappresentazione alternativa. con una successione del tutto arbitraria. 7 . l’esigenza di introdurre una diversa rappresentazione. 9} sono due rappresentazioni per elencazione di uno stesso insieme. b . inoltre. Per esempio: {1 . la rappresentazione per elencazione risulta non realizzabile. 3 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi • Approfondimento È importante notare che gli elementi di un insieme. con rappresentazione estensiva. un insieme è non ordinato. c}={a . b . b . pertanto. c} . alternativa all’elencazione degli elementi. esso può essere cancellato k −1 volte. ad es. che se in un insieme con rappresentazione estensiva un elemento è ripetuto k volte. pari al numero di permutazioni semplici che si possono ottenere dai suoi elementi. per esprimere un insieme.1 . tra loro equivalenti. A={a . lasciandone uno solo come rappresentante. 9} e {5 . in presenza di infiniti elementi.

si parla di rappresentazione intensiva o per caratteristica. Esempio Sia A={1 . • Nota Si è appena introdotto l’insieme dei numeri naturali. una sua rappresentazione caratteristica è la seguente: • A={n∈ N : n dispari . è l’espressione di una o più proprietà caratteristiche (se esistenti) dei suoi elementi. In questo punto della trattazione ci si limita ad introdurre solo la sua simbologia ed il suo significato elementare. risulta utile rappresentare un insieme graficamente.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi un insieme. n10} (si legge: n appartenente all’insieme dei numeri naturali N tale che n sia dispari e minore di 10). 5 . Spesso. Si noti che esistono infinite rappresentazioni intensive di uno stesso insieme e che l’utilizzo di tali rappresentazioni è molto utile. se il numero di elementi di un insieme è elevato o addirittura infinito.3 . 7 . a volte indispensabile. di cui si parlerà ampiamente in seguito. 6 Analitic@Mente . In tal caso.9} un insieme espresso in rappresentazione tabulare.Quaderno 2 . Esso è denotato con N oppure con ℕ e rappresenta l’insieme di tutti i numeri che sono necessari per l’enumerazione.

b . l’insieme X contiene si sceglie poi n=1 000 001 e Analitic@Mente .3 INSIEME FINITO ED INSIEME INFINITO Sia X un insieme. d } . Questa rappresentazione prende il nome di diagramma di Eulero-Venn. 2. si sceglie un numero naturale grande ad arbitrio. Più precisamente.Quaderno 2 almeno 1 000 002 7 . all’interno della quale si trovano gli elementi dell’insieme stesso. n=1 000 000 e l’insieme X contiene almeno 1 000 001 elementi. Si dice che X è un insieme finito se esiste un numero naturale n tale che X contenga proprio n elementi (cioè un numero finito di elementi). per es. Esempio A={a . allora si dice che X è un insieme infinito. Se. d. • A a. c. l’insieme X contiene almeno n1 elementi.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi mediante una linea chiusa del piano. invece. b. c . rappresentati da punti geometrici e disposti in modo arbitrario. comunque si scelga un numero naturale n .

b. se finito. si giunge ad affermare che X contiene infiniti elementi.4 ORDINE O CARDINALITÀ O POTENZA DI UN INSIEME Si dice ordine o cardinalità o potenza di un insieme il numero n di elementi che costituiscono l’insieme stesso. 2) L’insieme dei punti di una retta è un insieme infinito. d. Esempi 1) L’insieme delle vocali è un insieme finito. 3) L’insieme dei punti di un cerchio è un insieme infinito.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi elementi. • Graficamente: a. in quanto contiene 5 elementi (e 5 è un numero finito.Quaderno 2 . Iterando indefinitamente questo processo di scelta. Si noti che la cardinalità di un insieme può essere sia finita che 8 Analitic@Mente . c. Insieme finito Insieme infinito 2. naturale).

. ma in quest’ultimo caso non rappresenta il numero di elementi dell’insieme. xn 1 2 . ... Se X e l’insieme {1. Graficamente: X x1 x2 . se esiste una f che li relazioni (cioè se ad ogni corrispondenza biunivoca elemento di X è possibile associare uno ed un solo elemento di Y e viceversa). essi si dicono insiemi idempotenti o equipotenti o equicardinali. Si consideri l’insieme numero naturale. la cardinalità si può denotare con card  X  oppure con ∣X∣ ... . n} .3 .2 . . n} .3 . Analitic@Mente . allora X è un insieme finito e card  X =n . . ...2 .. n} .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi infinita.3 . Dato un insieme X . con n X è equipotente a {1. Approfondimento Dati due insiemi • X e Y (non privi di elementi)..2 . allora X è un insieme infinito. . .Quaderno 2 9 . n Se X contiene almeno un elemento e non esiste alcuna corrispondenza biunivoca f che ponga in relazione X con {1.

è necessario estendere il concetto di insieme anche a questo caso limite. NULLO ED UNIVERSO Un insieme vuoto è un insieme privo di elementi. è possibile fornire la seguente definizione. 2. UNITARIO. Definizione di insieme numerabile. diremo che un insieme è vuoto se la sua cardinalità è nulla e lo denoteremo con {} oppure con ∅ .5 INSIEME VUOTO. non può non averne. É opportuno sottolineare che non esiste alcun insieme infinito con una cardinalità minore di ℵ0 . In simboli: X è numerabile ⇔ card  X =card ℕ=ℵ0 . però. come capita spesso. in altri termini ℵ0 è il più piccolo ordine di un insieme infinito. Si dice insieme numerabile un insieme infinito X equipotente ad ℕ (insieme dei numeri X si indica con ℵ0 naturali).Quaderno 2 . essendo concepito come un raggruppamento di oggetti. che è lo stesso ordine dell’insieme ℕ dei numeri naturali.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi In particolare. Tale concetto è. un insieme. decisamente contrastante con il concetto di insieme stesso. Infatti. 10 Analitic@Mente . Ma. Pertanto. In questo caso la cardinalità di (aleph zero).

cioè con cardinalità unitaria. In simboli: {0} . di conseguenza. Si supponga di introdurre in una trattazione esclusivamente numeri naturali.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi In simboli: card ∅=0 . In alcuni casi è necessario definire un insieme che contenga ogni altro insieme contestuale e. Analitic@Mente . Un particolare insieme unitario X è l’insieme nullo. cioè l’insieme costituito dall’unico elemento zero. Un siffatto insieme è definito universo e denotato con U . Nota É evidente che l’insieme universo non è assoluto. Si consideri un esempio per chiarire il concetto. perché insufficiente e bisogna ricorrere ad un universo più ampio. allora l’universo può essere N (insieme dei numeri naturali). Si dice insieme unitario o singleton o singoletto un insieme X che è costituito da un solo elemento. Q (insieme dei numeri razionali). ma se è necessario introdurre anche numeri razionali allora l’universo • N non è più adatto. Si noti che la cardinalità di tale insieme è unitaria. tutti gli elementi considerati.Quaderno 2 11 . ma risulta relativo al contesto considerato. ad es. In simboli: card  X =1 . In simboli: card  {0} =1 .

A⊆ A .Quaderno 2 . (proprietà riflessiva).6 SOTTOINSIEMI O PARTI Si considerino due insiemi A e B . In simboli: Proprietà: 1. antisimmetrica e transitiva definiscono una relazione d’ordine (largo) tra gli insiemi. si dice che A è parte o sottoinsieme di B (oppure che A è incluso o contenuto in B o ancora che B contiene o include A ) se ogni elemento dell’insieme A è anche elemento dell’insieme B . qualunque sia A A⊆ B o B⊇ A⇔∀ x ∈ A⇒ x ∈B .  A⊆ B∧ B⊆ A⇒ A=B (proprietà antisimmetrica). U 2. 2. • 12 Analitic@Mente . 3.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Un insieme universo U di solito è rappresentato graficamente mediante un rettangolo. Approfondimento È utile ricordare che le suddette proprietà riflessiva.  A⊆ B∧ B⊆C ⇒ A⊆C  (proprietà transitiva).

In simboli: Proprietà: A⊂ B o B⊃ A⇔∀ x ∈A⇒ x ∈B∧∃ x ∈B : x ∉ A .  A⊂ B⇒ B⊄ A 3.Quaderno 2 13 . • Nota 1 Il simbolo di inclusione ⊆ comprende anche l’uguaglianza. (proprietà asimmetrica). 1.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi 2.6. qualunque sia A 2. A⊄ A .  A⊂ B∧ B⊂C ⇒ A⊂C  Approfondimento (proprietà antiriflessiva).1 SOTTOINSIEMI PROPRI O PARTI PROPRIE Si considerino due insiemi distinti A e B . si dice che A è parte propria o sottoinsieme proprio di B (oppure che A è incluso strettamente o contenuto strettamente in B o ancora che B contiene strettamente o include strettamente A ) se ogni elemento dell’insieme A è anche elemento dell’insieme B e B contiene almeno un elemento che non appartiene ad A . cosicché A⊆ B ammette anche la possibilità A=B . infatti: Analitic@Mente . (proprietà transitiva). • È utile ricordare che le suddette proprietà antiriflessiva. asimmetrica e transitiva definiscono una relazione d’ordine stretto tra gli insiemi.

Dunque. • Nota 2 Dato un insieme A . Pertanto. tra i sottoinsiemi di A figurano anche il vuoto ∅ e A stesso. qualunque sia l’insieme A . si ha sempre: ∅⊆ A⊆U . è sottoinsieme dell’insieme universo U . Una rappresentazione grafica è la seguente: U A B 14 Analitic@Mente . l’insieme vuoto è sottoinsieme di ogni insieme A .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi  A⊆ B≡ A⊂B xor  A=B .6. 2. a sua volta.2 RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DI UNA PARTE Si considerino due insiemi A e B nell’universo U .Quaderno 2 . il quale. tali che A⊆ B . Tali parti di A sono dette sottoinsiemi impropri di A .

⊄ si usa solo tra due insiemi. ≠ non si usa tra un elemento e un insieme.7 USO DEI SIMBOLI Uso corretto Uso errato a∈ A {a}∈ A ∈ si usa solo tra un elemento e un insieme e non tra due insiemi. ⊈ si usa solo tra due insiemi.Quaderno 2 15 . a meno che A non sia un insieme di insiemi. Analitic@Mente . {a}⊆ A {a}⊈ A {a}⊂ A {a}⊄ A {a}= A {a}≠ A a⊆ A a⊈ A a⊂ A a⊄ A a= A a≠ A ⊆ si usa solo tra due insiemi. = non si usa tra un elemento e un insieme.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi 2.8 CLASSE O FAMIGLIA O INSIEME DI INSIEMI Un insieme costituito da elementi che sono a loro volta insiemi è detto classe o famiglia o insieme di insiemi. 2. a∉ A {a}∉ A ∉ si usa solo tra un elemento e un insieme e non tra due insiemi. ⊂ si usa solo tra due insiemi. a meno che A non sia un insieme di insiemi.

Si noti che gli elementi di l’utilizzo del simbolo C sono degli insiemi. evidenziando una sua particolarità: l’insieme vuoto. ora.{b }. 16 Analitic@Mente . c}. {a}. ma in quanto C (in simboli: ∅∉C ). {b .∅ } è una classe costituita da tre elementi: l’insieme {a} . perché non è presente tra i suoi elementi. {a}∈C . Si dice potenza o insieme delle parti di A la classe costituita da tutte le possibili parti di A . 2. {b} } . È necessario. proprie e improprie. in ogni caso. si ha anche: ∅⊆C . ma per essi è lecito di appartenenza. è incluso in C (in simboli: elemento non appartiene a ∅⊆C ). digredire verso il concetto di vuoto.9 POTENZA O INSIEME DELLE PARTI Sia A un insieme qualunque. non vuoto. in quanto parte di ogni insieme. C= {{a }. {c}∉C .b }. Affinché una classe abbia come elemento l’insieme vuoto è necessario che esso sia esplicitamente elencato tra i suoi elementi.Quaderno 2 . l’insieme {b} e l’insieme vuoto ∅ . Si denota con P  A . Ma non bisogna caso è possibile affermare che dimenticare che. In tal ∅∈C . per es. Per es.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi • Esempio C= { {a .

{b . Per il passo induttivo si supponga vero che. cioè A e ∅ . {a . pertanto card  P  A  =2=2 1 e la base dell’induzione risulta vera. Banalmente si verifica che se A è costituito da un unico elemento.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi • Esempio Sia A={a . fissato un n∈N . c} . {b }. {a . cioè A e ∅ . Si noti che tra i sottoinsiemi di A vi sono anche quelli impropri. Tutti i sottoinsiemi di A Analitic@Mente . Come base dell’induzione si prenda card  P  A  =2 n . b}. Un qualunque sottoinsieme di A può contenere o meno l’elemento a . • Approfondimento Teorema (La cardinalità della potenza) Sia A un insieme finito e non vuoto. {c}. allora P  A={ {a }. allora P  A sarà costituito solo dai suoi sottoinsiemi impropri.∅ . risulti card  P  A  =2 n e si giunga a dimostrare che se se card  A=n1 allora card  P  A  =2 n1 . c } . card  A=n1 allora appartenente all’insieme esiste almeno un Infatti.Quaderno 2 17 . n=1 . Per la dimostrazione di questo teorema si utilizzerà il principio di induzione. Se card  A  =n allora Dim. c} . ∀ n∈ N . b . A } . elemento a A .

pertanto card  P  A  =2 n1 e il teorema è dimostrato. Andando. si ricava che ce ne sono esattamente 2 n . Si dice che A e B sono uguali se contengono gli stessi elementi. a considerare tutti gli altri sottoinsiemi di A che contengono a . In altri termini. tanti quanti sono i sottoinsiemi di A ∖ {a} . Riassumendo: i sottoinsiemi di A sono in numero di 2 n2 n=2n⋅2=2 n1 . In simboli: 18  A= B  ⇔  x ∈ A⇔ x∈ B  . ■■■ 2. dove X è il generico sottoinsieme di A ∖ {a} .10 UGUAGLIANZA TRA INSIEMI Si considerino due insiemi A e B .Quaderno 2 . ora.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi che non contengono a possono essere considerati sottoinsiemi di A ∖ {a} (l’insieme A privato dell’elemento a). infatti i sottoinsiemi che contengono a sono sottoinsiemi del tipo X ∪{a} . Analitic@Mente . la cui cardinalità è card  A∖ {a} = n e per l’ipotesi induttiva accettata come vera si avrà: card  P  A∖ {a}  = 2 n . dire che A= B equivale a dire che gli elementi di A sono anche elementi di B e viceversa.

In simboli: Graficamente: U A∪ B= { x∈U : x∈ A∨ x ∈ B } . .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Per verificare che due insiemi A e B siano uguali occorre verificare la proprietà antisimmetrica dell’inclusione.. . cioè:  A⊆ B∧ B⊆ A⇒ A=B . con n∈N .. 2. si dice unione tra gli n insiemi considerati l’insieme costituito Analitic@Mente . An .Quaderno 2 19 . si dice unione tra A e B un terzo insieme costituito dagli elementi che appartengono ad A o a B . cioè ad almeno uno dei due. Dati due insiemi A e B . A B A∪ B Analogamente. dati n insiemi A1 . A2 .11 OPERAZIONI TRA INSIEMI Unione.

. L’unione degli infiniti insiemi A k si denoterà con: ∪A k∈I k (si legge: unione con k appartenente a I degli insiemi A con k).Quaderno 2 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi dagli elementi che appartengono almeno ad uno tra gli n insiemi. Considerato un insieme infinito I . in simboli. L’unione di n insiemi.∨ x ∈ An  } . 20 Analitic@Mente .∪An= { x ∈U : x ∈ A1∨ x ∈ A2 ∨. può essere sintetizzata come segue: n ∪A k =1 k (si legge: unione con k variabile da 1 a n degli insiemi A con k). fissato un elemento generico k appartenente ad I . sia assegnato l’insieme A k .. In simboli: A1∪ A2∪. La definizione di unione può essere anche estesa ad infiniti insiemi...

6 . 7} . A3={2 .5} e B={2 . 4 . 4 . 1 .3 . 4} . 2 . 5 . 2) Siano A1={0 . k =1 Intersezione. 4 .8 . 5 . A∩ B Analitic@Mente .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi • Esempi 1) Siano A={2 . si dice intersezione tra A e B un terzo insieme costituito dagli elementi comuni ad A e B . 3 . 2 . 5}. 1 .8 . 5 . si ha: A∪ B={2 . In simboli: Graficamente: U A B A∩ B= { x∈U : x∈ A∧ x ∈ B } . 9 . 10} . A4 ={3 . 10} . 6}.6 . 3 . 4 . A5={4 . 5 . A2 ={1 . 3 . 9 . 7} k . Dati due insiemi A e B .Quaderno 2 21 . 3} . 3 . si ha: 5 ∪ A ={0 . 4 . 3 . 2 .

. L’intersezione di n insiemi.∩An= { x ∈U : x ∈A1∧ x ∈A2 ∧. ...Quaderno 2 . Considerato un insieme infinito I . si dice intersezione tra gli n insiemi considerati l’insieme costituito dagli elementi comuni a tutti gli n insiemi. A2 ... sia assegnato l’insieme A k . An .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Analogamente. Analitic@Mente . In simboli: A1∩ A2∩. può essere sintetizzata come segue: n ∩A k =1 k (si legge: intersezione con k variabile da 1 a n degli insiemi A con k). L’intersezione degli infiniti insiemi A k si denoterà con: ∩A k∈I 22 k (si legge: intersezione con k appartenente a I degli insiemi A con k). fissato un elemento generico k appartenente ad I . La definizione di intersezione può essere anche estesa ad infiniti insiemi.. in simboli. con n∈N . dati n insiemi A1 .∧ x ∈An  } ..

A2 ={4 . 6 . e } . si dicono disgiunti se: n ∩ A =∅ k . 4 . d .−6 . 4 .8} . b . k =1 Differenza. ma che non appartengono a Analitic@Mente . . k =1 • Esempi 1) Siano A={a . si ha: 4 ∩ A ={4 .e } e B={a . . Dati due insiemi A e B . A2 .Quaderno 2 23 .6} e A4 ={−2 . con n∈N . c . 5 . 7 ..5 . G e n e r a l i z z a n d o: n insiemi A1 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi • Nota Due insiemi A e B si dicono disgiunti se la loro intersezione è vuota. 3 . c . si ha: A∩ B={a . 4 . 6} . g . 2 .c . h} ..6} k . si dice differenza di A e B o complemento di B rispetto ad A l’insieme costituito dagli elementi che appartengono ad A . 2) Siano A1={0 .−4 . 2 . An . A3={2 . cioè se A∩ B=∅ .6} . e .

Claudio De Angelis

Teoria degli Insiemi

B .

In simboli: Graficamente: U

A ∖ B={x ∈U : x ∈A∧ x∉B} .

A

B

A∖B

Nota 1
Non è necessario che B⊆A o che B abbia un’intersezione con

A per poter avere A ∖ B , infatti dalla definizione data si evince
la seguente uguaglianza: A ∖ B= A∖  A∩ B , pertanto nel caso

A e B siano disgiunti, cioè: A∩ B=∅ allora: A ∖ B= A .

Nota 2
La differenza tra insiemi non è un’operazione commutativa, cioè

A ∖ B≠ B∖ A , infatti B ∖ A={x ∈U : x ∈ B∧ x∉ A} .

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Analitic@Mente - Quaderno 2

Claudio De Angelis

Teoria degli Insiemi

Esempio
Siano A={1 , 2 , 3 , 4 ,5 , 6 , 7} e B={2 , 4 , 6 ,8 , 10} .

A ∖ B={1 ,3 ,5 , 7} , B ∖ A={8 ,10} .

Complementare. Dato un insieme A , si dice complementare di A l’insieme costituito dagli elementi dell’universo U che non appartengono ad A . In simboli:
C U  A={x ∈U : x∉ A} .

Per la definizione data di complementare di A si ha la seguente uguaglianza: C U  A=U ∖ A . Graficamente: U A

C U  A
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Analitic@Mente - Quaderno 2

Claudio De Angelis

Teoria degli Insiemi

Nota
Il complementare di un insieme A può essere denotato anche nei seguenti modi:

¬ A oppure A oppure Ac .

Esempio
Sia

U =ℕ e sia P={n∈ℕ: n=2 k , k ∈ℕ} (insieme dei

numeri naturali pari). Si ha: P c =D={n∈ℕ :n=2 k −1 , k ∈ℕ} (insieme dei numeri naturali dispari). Si noti che l’unione di P e di P c restituisce l’universo U , nell’esempio suddetto: P∪D=ℕ .

Differenza simmetrica. Dati due insiemi A e B , si dice differenza simmetrica di
A e B l’insieme costituito dagli elementi che appartengono

ad A , ma che non appartengono a B o che appartengono a B , ma che non appartengono ad A . In simboli:
A  B= { x ∈U :   x ∈ A ∧  x∉B  ∨  x∈ B  ∧ x ∉ A   }
(si legge: A delta B)

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Analitic@Mente - Quaderno 2

A∩ A= A .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi In altri termini. A∪∅= A . 3) Proprietà commutative: A∪ B= B∪ A . A  B= B  A . A∩∅=∅ .1 PROPRIETÀ DELLE OPERAZIONI TRA INSIEMI 1) Proprietà dell’idempotenza: A∪ A= A .11. Analitic@Mente . 2) Proprietà dell’identità: A∪U =U . A∩U =A . A  B= A ∖ B∪ B∖ A . 4) Proprietà associative:  A∪ B∪C= A∪ B∪C  .Quaderno 2 27 . A∩ B= B∩ A . Graficamente: U A B AB 2. o ciò che è lo stesso A  B= A∪B∖  A∩B .

A∩ B  C = A∩B   A∩C . 8) Proprietà della complementarietà: c c A ∪ A=U . A ∖ ∅= A . A∩ B∪C = A∩B∪ A∩C . ∅c =U .  A  B  C= A   B  C  . A  B= A∪B∖  A∩B . U c =∅ . c c A  =A .Quaderno 2 . 5) Proprietà distributive: A∪ B∩C = A∪B∩ A∪C .  A∩ Bc = Ac ∪Bc oppure A∩ B= Ac ∪ Bc c . 10) Leggi di De Morgan:  A∪ Bc = Ac ∩Bc oppure A∪ B= Ac ∩ Bc c . A ∖ B= A∖  A∩ B . A∩ B∪ A= A . 6) Proprietà dell’assorbimento: A∪ B∩ A= A .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi  A∩ B∩C= A∩ B∩C  . 9) Proprietà della differenza simmetrica: A  B= A ∖ B∪ B∖ A . A ∩ A=∅ . Le suddette proprietà possono essere verificate da un punto di 28 Analitic@Mente . 7) Proprietà della differenza: A ∖ A=∅ .

l’insieme delle parti di X è: 29 Analitic@Mente . b . contenuto nella famiglia ℜ . i=1 • Esempio Sia X ={a . X k } .. .Quaderno 2 . del tipo ℜ={X 1 . Sia ℜ⊆P  X  una famiglia di k sottoinsiemi di X . In simboli: k ∪ X =X i . . con X i ∈ ℜ⊆P  X ⇔ ℜ è un ricoprimento di X. c } .. si dice che ℜ è un ricoprimento di X se e solo se accade che l’unione di tutti i sottoinsiemi X i di X contenuti in ℜ sia proprio uguale ad X . 2. con k ∈ℕ . X 2 .12 RICOPRIMENTI E PARTIZIONI Si considerino un insieme finito X e l’insieme delle sue parti PX  . Indicato con X i il generico sottoinsieme di X .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi vista grafico mediante i diagrammi di Eulero-Venn e da un punto di vista analitico mediante la proprietà antisimmetrica dell’inclusione.

. c}={a . X i ∩ X j=∅ . k } con i≠ j . pertanto se ∏ è una partizione di X 30 Analitic@Mente . b}.{a . Si noti esplicitamente che la proprietà 3 rende la partizione un particolare ricoprimento.. Indicato con X i il generico sottoinsieme di X . con k ∈ℕ . ∀ i ∈{1 . . . ∀ i .Quaderno 2 . {a . c}} . {a . con X i ∈ ∏ ⊆P  X  . . Sia ∏ ⊆P  X  una famiglia di k sottoinsiemi di X . c} . Si ha: {b}∪{a . {c} . 2). 1) e a due a due disgiunti (prop. X 2 . ricoprimento di Si considerino un insieme finito X e l’insieme delle sue parti PX  .. 2 . X } . i=1 Ciò significa che ∏ è una partizione di X se e solo se è un ricoprimento di X (prop. b . ∅ . {b . c }. . {b}.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi P  X = { {a}. b}. . k ∪ X =X i . 3) e tutti i suoi elementi sono non vuoti (prop. k } .. j∈{1 .{b . X k } . del tipo ∏ ={X 1 .. sia ℜ={ {b}. contenuto nella famiglia ∏ . 2 .. c }= X . quindi ℜ è un X . si dice che ∏ è una partizione di X se e solo se sono verificate le seguenti tre proprietà: 1) 2) 3) X i ≠∅ . b}∪{b . .

. 3}∪{4}={1 . si ha: {1}∪{2 . che si ottiene Analitic@Mente .13 MULTISET O MULTINSIEME Sia A un insieme finito di n elementi del tipo: A={a1 . a 2 . 2 . Se ne conclude che ∏ partizione di X . 3}∩{4}=∅ . pertanto risulta valida la proprietà 2.. Si dice multiset o multinsieme di A e si denota con Am ogni espressione generalizzata dell’insieme A . allora vale la proprietà 1 delle partizioni. 4} e sia ad es. è una partizione di Si verifichi che ∏ X . 2. un multiset di A è un elenco non ordinato degli elementi di A . In altri termini.3 . {2 . Infine. considerando l’unione degli elementi di ∏ . gli elementi di ∏ disgiunti. . 3}. risultano a due a due Essendo ciascun elemento di ∏ non vuoto. Inoltre. . Esempio Sia • X ={1 . {4}} . con molteplicità relativa a ciascun elemento. 2 . 3 .Quaderno 2 31 . 4}= X e è una anche la proprietà 3 risulta verificata. 3}=∅ . {1}∩{4 }=∅ e {2 . ∏ ={ {1}. infatti: {1}∩{2 . a n } .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi allora ∏ è anche un ricoprimento di X (ma non vale il viceversa).

b . a causa della 32 Analitic@Mente . a .Quaderno 2 . Si consideri un multiset di • A : Am ={a . 1 . b . Esempio Sia A={a . d . d . Più precisamente Am ⊂A . a . me =0 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi ripetendo ciascun elemento un certo numero di volte. 3} si dirà insieme delle molteplicità relative. m d =2 . d } . che si dirà insieme delle molteplicità. 1} . infatti ogni elemento di A è al più considerato una volta e. c . m b=2 . è possibile sottolineare le seguenti molteplicità relative: m a=3 . • Nota 1 Se l’insieme delle molteplicità risulta M  A m={0 . vuol dire che nel multiset non vi sono ripetizioni di elementi. 2 . Le diverse molteplicità degli elementi di un multiset possono essere racchiuse (senza considerarne le eventuali ripetizioni) in un insieme. Tale numero di ripetizioni prende il nome di molteplicità relativa all’elemento i-esimo a i e si denota con m ai  . M  A m={0 . m c=1 . c . di conseguenza il multiset si riduce ad un insieme. b . È ovvio che esistono infiniti multiset di uno stesso insieme A . perché al variare della molteplicità di ciascun elemento varia il multiset.e } .

Claudio De Angelis

Teoria degli Insiemi

presenza dello zero in M  A m , ci sarà anche qualche elemento di

A per nulla considerato.
Per esempio:

A={a , b , c } e M  A m={0 , 1} .

Più precisamente si supponga che

m a=1 , m b=1 ,

m c=0 , allora si ha: Am ={a , b}⊂ A .
Si noti, inoltre, che se

M  A m={1} allora Am =A .

Nota 2
Sia Am un multiset di un dato insieme A={a1 , a 2 , ... , a n } e sia m ai  la molteplicità relativa al generico elemento i-esimo di

A . La somma di tutte le molteplicità relative agli elementi a i
fornisce la cardinalità del multiset. In simboli:
n

card  Am=ma 1ma2 ...ma n=∑ ma i  .
i=1

Approfondimento
Dato un insieme A e considerato un suo multiset Am , la molteplicità relativa a ciascun elemento di

A , in effetti,

rappresenta una funzione definita nell’insieme A e con valori nell’insieme dei numeri naturali, ampliato con lo zero. In simboli:

m : ∀ x ∈ A  m x ∈ℕ0 (funzione molteplicità).
Ciò detto, un multiset di A può essere definito come una semplice
Analitic@Mente - Quaderno 2

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Teoria degli Insiemi

struttura costituita da un insieme sostegno A e da una funzione molteplicità

m , in simboli: Am =  A , m .

2.14 COPPIE ED ENNUPLE ORDINATE Con il termine coppia o più esplicitamente coppia ordinata si intende una collezione di due oggetti, tra i quali si distingue una prima coordinata (o componente) dalla seconda. Una coppia è denotata con parentesi uncinate o acute 〈 a1 , a2 〉 oppure, se il contesto non lascia spazio ad ambiguità, con parentesi tonde a1 , a2  . Una coppia ordinata si distingue da un insieme di due elementi per il fatto che in essa è essenziale l’ordine di posizione degli elementi, quindi a1 , a2 ≠a 2 , a1  , invece per gli insiemi
{a1 , a2 }={a 2 , a1 } . Di conseguenza due coppie ordinate

risultano uguali se e solo se sono uguali le loro componenti omologhe. In simboli: a1 , a2 =b1 , b2 ⇔ ai=bi , con i=1 , 2 . È anche possibile definire una coppia ordinata come una classe di insiemi, più precisamente (definizione di Kuratowski): a1 , a2 ={ {a 1} ,{a 1 , a 2}} . In tale definizione si evidenzia l’insieme di tutti gli elementi della coppia e l’insieme della prima componente, così da stabilire
34
Analitic@Mente - Quaderno 2

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Teoria degli Insiemi

l’ordine di cui necessita la coppia. G e n e r a l i z z a n d o: Si dice ennupla ordinata o semplicemente ennupla un elenco costituito da n elementi a 1 , a 2 , ... , a n , considerati secondo un preciso ordine di posizione. Una n− pla (ennupla) ordinata si denota allo stesso modo della coppia, con parentesi tonde a1 , a2 ,... , a n oppure con parentesi uncinate 〈 a1 , a2 ,... , an 〉 , dove: a 1= prima coordinata o componente; a 2= seconda coordinata o componente; . . .
a n= n-ma (ennesima) coordinata o componente.

È ovvio che in una ennupla non è possibile scambiare l’ordine delle componenti, o meglio scambiando l’ordine delle componenti si costruiscono nuove ennuple diverse dalla precedente. Se n=1 la ennupla a1  identificherà l’elemento stesso. Se n=2 la ennupla a1 , a2  si riduce alla coppia ordinata. Se n=3 la ennupla a1 , a2 , a3  si dirà terna ordinata. La definizione di ennupla può essere introdotta in modo ricorsivo
35

Analitic@Mente - Quaderno 2

36 Analitic@Mente .{a 2 .. a2 . a differenza di quelli di un insieme.. .. a3 = a 1 . a n=b1 . {a1 . a 3 può essere introdotta mediante la suddetta definizione di coppia di Kazimierz Kuratowski. pertanto è possibile che qualche elemento si ripeta.. a}}= { {a}. .Quaderno 2 . a 3}} } } . per averne un’idea si riporta la definizione per una terna: a1 . .{a . In simboli: • a1 . a 3  e a 2 . a2 . ad esempio è possibile considerare la coppia a .... a n . infatti una n− pla può essere considerata come una coppia costituita dalla componente a 1 e dalla n−1− pla a 2 . a 3  ={ {a1 }. 2 . .. con i=1 . n . a2 .a 2 . a3 }} = = {{a1 }. fino alla terna si giunge ad affermare che a1 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi a partire dalla definizione di coppia ordinata... si ricordi la condizione essenziale di uguaglianza tra due ennuple: due ennuple sono uguali se e solo se sono uguali le loro componenti omologhe. Si noti che esplicitare completamente la definizione di Kuratowski per una ennupla risulta alquanto laborioso. . { {a 2} . { a1 .. Infine. Nota Gli elementi di una ennupla non devono necessariamente essere distinti. bn  ⇔ ai =bi . a={ {a} . a3 = a 1 .a 2 . {a}}={ {a}} . prima Iterando il procedimento di definizione. a ritroso.

invece. In simboli: X ×Y ={ x . 2 . x : x∈ X } si dice diagonale di X 2 . y ≠ y . y  .Quaderno 2 • 37 . Bisogna notare esplicitamente che se X e Y sono non vuoti e X ≠Y allora X ×Y ≠Y × X . cioè non vale la proprietà commutativa per il prodotto cartesiano tra insiemi. È ovvio che. si dice prodotto cartesiano di X per Y l’insieme i cui elementi sono le coppie ordinate del tipo  x . la proprietà distributiva del prodotto cartesiano rispetto all’unione:  X ∪Y ×Z = X ×Z ∪Y ×Z  . y:  x ∈ X ∧ y∈Y  } . Tale caratteristica è dovuta all’ordinamento delle coppie e alla relazione  x .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi 2. Vale. per la definizione data. con x ∈X e y ∈Y .15 PRODOTTO CARTESIANO TRA INSIEMI Considerati due insiemi X e Y . x . non può esistere il sottoinsieme diagonale di un cartesiano X ×Y se X ≠Y . Si ricordi. inoltre. che il prodotto cartesiano X × X si denota con il simbolo X 2 ed il suo sottoinsieme D={ x . 3} e B={a .b } si ha: Analitic@Mente . Esempi 1) Siano A={1 .

si noti la diversità dei due prodotti dovuta alla presenza di coppie ordinate. 3} e B={a .b .2.3 . 2 .1.2 . 3} si ha: A2 ={1.1.1 .1.2 .1.1 .3 } .2.1 .3. a . 2) Sia A={1 . • Approfondimento Se il lettore ha familiarità con i sistemi di riferimento è possibile osservare dal punto di vista grafico un prodotto cartesiano tra insiemi.3 .3} .3} .3.3 . 2 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi A×B={1 .3 .b . b } e B×A={a . .1.2. 2 .2 .a . 3 A 38 Analitic@Mente .a . 2 .2. a .2.2. a . 2 .b .3 . .Quaderno 2 .1. . 1 .3 . Siano A={1 . D= {1 . graficamente si ha: B A×B b a .b } .3.b . 2 . b .

Quaderno 2 . le rappresentazioni cartesiane di A2 e dell’insieme diagonale D sono le seguenti: A 3 2 1 A2 . . . . 2 . 3 D A 39 Analitic@Mente . . . . a . . 2 . . 3} . . . 1 . b B×A B Sia A={1 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi A 3 2 1 .

.× An=∅ . Per tale percorso sarà indispensabile una conoscenza di base delle 40 Analitic@Mente . An ..× An= A . . a n : a1 ∈A1 . . 2.16 INSIEMI NUMERICI In questo paragrafo si cercherà di delineare il percorso che ha condotto l’uomo-matematico verso l’utilizzo dei numeri reali.... A2 .. con a 1∈ A1 .. In simboli: A1× A2×. . a 2∈ A2 . . a 2 . .. nel caso particolare di n=1 allora A1= A .×An= { a1 ...Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi G e n e r a l i z z a n d o: Dati n insiemi A1 . . an ∈ An . .. .. an  . .= An= A allora A1× A2×... Per esempio: se A2 =∅⇒ A1× A2×..Quaderno 2 . Inoltre. a 2∈ A2 .. a n ∈An } . • Nota 2 n Se A1= A2=. si dice prodotto cartesiano degli n insiemi considerati l’insieme i cui elementi sono le ennuple a1 .... a2 . • Nota 1 Se uno o più insiemi che partecipano al prodotto cartesiano sono vuoti tutto il prodotto cartesiano per convenzione risulta vuoto.

L’insieme dei numeri naturali è denotato con N oppure con ℕ . 4 . sin dai primordi. 5 . In tale insieme le operazioni di addizione e di moltiplicazione hanno sempre significato. ossia queste operazioni sono sempre eseguibili.. 3 . in simboli: ℕ={1 .1 CENNI SUI NUMERI INTERI E RAZIONALI L’uomo. sottrazione.16. 5 . ossia addizione. le operazioni di sottrazione e di divisione non sono Analitic@Mente . moltiplicazione e divisione. . b∈ℕ . ∀ a . infatti: ab=s ∈ℕ e a⋅b= p ∈ℕ . 6 . .} .3 . gli oggetti che lo circondano..Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi quattro operazioni. 4 . ha sentito la necessità di enumerare. indipendentemente dai numeri componenti. 2 . Al contrario. La conoscenza propedeutica di queste operazioni sarà richiesta limitatamente ad un uso meccanico–pratico e non di certo teorico (dal momento che una conoscenza teorica delle operazioni citate prevede la nozione di funzione non ancora trattata).Quaderno 2 41 . 8 .7 .. 2 . . Proprio l’enumerazione è il motivo fondamentale per il quale sono stati introdotti i numeri naturali: 1 . 2. quando possibile.

invece. in quanto a−b=d ∈ℕ0 solo se ab (a maggiore o • ℕ è considerato a partire dallo zero incluso. Affinché la sottrazione possa avere un campo di applicabilità ancora più ampio è necessario giungere all’insieme dei numeri interi relativi: ℤ={0 . infatti. uguale a b). di adottare la simbologia inversa. a : b=q∈ℕ solo se a è multiplo di b . 3 .} . b ∈ℕ .±1 . b∈ℕ0 . b ∈ℕ .±3 .. Si è scelto.5 . a−b=d ∈ℕ solo se ab (a maggiore di b). 7 ..1 . 4 . è sufficiente osservare che: ∀ a . Nasce.±2 . . nel quale si ha: ∀ a .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi sempre eseguibili in ℕ .} . . che meglio si accorda con la lettura del simbolo ℕ 0 e cioè “N con zero”.Quaderno 2 . quindi. ∀ a . con la conseguente formazione dell’insieme: ℕ 0={0 .±4 . 42 Analitic@Mente . per ampliare il campo di applicabilità della sottrazione l’esigenza di introdurre lo zero. 6 . 2 . .8 . . Nota 1 È bene ricordare che in alcuni testi la simbologia ℕ 0 indica l’insieme dei numeri naturali escluso lo zero.

in simboli: ℚ= dove m e n sono { m : m∈ℤ . n∈ℤ∖ {0}} . cioè: a−b=d ∈ℤ . introducendo quelli che sono chiamati numeri razionali... Tale rappresentazione facilita le operazioni di differenza tra due numeri negativi o tra un positivo e un negativo. in modo da disporre i numeri in senso crescente.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi nel quale la sottrazione è sempre eseguibile. come segue: .. L’insieme dei numeri razionali è denotato con ℚ e rappresenta le frazioni tra numeri interi relativi con il denominatore. rigorosamente diverso da zero.. n detti rispettivamente numeratore e denominatore della frazione. • Nota 2 È utile immaginare i numeri interi relativi disposti su una retta orientata da sinistra verso destra (o anche dal basso verso l’alto). Ora è giunto il momento di ampliare il campo di validità della divisione. b∈ℤ . Analitic@Mente . in quanto la differenza mostra la distanza relativa tra i due numeri considerati. -7 -6 -5 -4 -3 -2 -1 0 +1 +2 +3 +4 +5 +6 .Quaderno 2 43 . ∀ a .

0 =k (forma indeterminata). che nella matematica elementare la divisione per zero non è definita. che tale 0 divisione abbia per risultato un numero q . non nullo. il valore della frazione non cambia. Più precisamente valgono le seguenti relazioni: Sia n un numero qualunque non nullo.Quaderno 2 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi • Nota 3 È bene precisare. 44 m m⋅k m: k = = . per assurdo. n n⋅k n: k Analitic@Mente . nonostante possa sembrare superfluo. In simboli: ∀ k ≠0 . infatti supponendo. infatti effettuando la prova della divisione (denominatore n per quoziente = numeratore) si verifica che n⋅0=0 . con n≠0 . infatti 0⋅k =0 qualunque sia il 0 numero k . e ciò è assurdo in quanto contraddice la legge di annullamento del prodotto: un prodotto tra n fattori è nullo se e solo se ammette almeno un fattore nullo. Proprietà invariantiva: Moltiplicando o dividendo numeratore e denominatore di una frazione per uno stesso numero. 0 =0 . n = (forma impossibile). effettuando la prova dovrebbe accadere che 0⋅q=n .

tutte tra loro equivalenti.. 6 12 3 m si dice frazione ridotta ai minimi n m può essere scritto evidenziando il n termini se m e n sono primi tra loro (ossia se il loro MCD è 1).Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Tale proprietà permette di affermare che un numero razionale possiede infinite rappresentazioni frazionarie. . Nota 4 Vale la seguente equivalenza: • m =0 ⇔ m=0 . n Un numero razionale risulta positivo se il numeratore m ed il denominatore n della sua rappresentazione frazionaria sono concordi (cioè assumono lo stesso segno). esso è negativo se m e n sono discordi (cioè di segno opposto).Quaderno 2 45 . 1 m Analitic@Mente . con m∈ℕ0 e n∈ℕ .. viceversa. Un numero razionale proprio segno come segue: ± m . Ad esempio: Una rappresentazione 4 8 2 = = =. n Inoltre m m =m e =1 .

che non può aver alcun senso. 9). (parte decimale).. ora. È ovvio che i ragionamenti ed i metodi introdotti possono subire notevoli mutamenti nel passaggio ad un sistema di numerazione che non sia in base 10. ad eccezione della divisione per zero. seguito da una virgola (o da un punto nella notazione anglosassone) e da infinite cifre decimali d 1 d 2 d 3 . una differente rappresentazione dei numeri razionali. n • Nota 5 Si ricordi che per le rappresentazioni introdotte ci si riferisce al sistema di numerazione decimale (che utilizza le cifre arabiche 0.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Riassumendo: sinora si è dato significato alle quattro operazioni in tutto l’insieme dei numeri razionali.. 3. tra il numeratore m ed il denominatore n di un numero razionale si giunge alla rappresentazione decimale: m ± =± i . con i metodi noti dall’aritmetica.Quaderno 2 . 7. La rappresentazione decimale sfrutta un allineamento costituito da un numero intero i . 6. La rappresentazione decimale di un numero razionale è di tipo 46 Analitic@Mente . Eseguendo la divisione elementare. È possibile considerare. 1.. 2.. 4. d 1 d 2 d 3 . per tale motivo le quattro operazioni sono dette operazioni razionali. positivo o nullo (parte intera). 8. 5.

d n . L’eventuale gruppo di cifre decimali iniziali. per esempio: 72. detto periodo.. un qualunque intero di n cifre i 1 i 2 i 3 . d 1 d 2 d 3 . non si ripete. si può scrivere: 6.8 0 oppure 6. con 10 nel modo seguente: i 1≠0 . sopralineandole o raramente racchiudendole in parentesi tonde. 485 7369    parte intera antiperiodo periodo oppure 72..800000 .. In generale. un numero decimale finito può scriversi come segue: ± i . allora esso può sottintendersi ed il numero razionale si dice numero decimale finito. 4857369 . che si ripete infinite volte. i n . cioè in essa è presente un gruppo di cifre decimali. che presenta caratteristiche di posizionalità.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi periodico..8 .Quaderno 2 47 . Le cifre del periodo si scrivono una sola volta. quindi. che precede il periodo e che. Se il periodo è composto solo dalla cifra 0... Per come è stato costruito il sistema di numerazione decimale. è detto antiperiodo. può essere espresso in base Analitic@Mente . per esempio: 6. 485 7369 7369 7369 7369 7369 7369 … si scrive: 72 .

.d.. b è un 48 Analitic@Mente ..389=1 3  8  9  1000300809 . dn 10n  .. Esempi 1) 12458=1⋅10 42⋅1034⋅10 25⋅101 8⋅100 . senza considerare zeri iniziali eventuali). leggendo una serie di esempi chiarificatori..Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi n−1 i 1 i 2 i 3 . Da quanto appena detto si deduce che vale anche la relazione: ± i . Tale relazione può essere verificata svolgendo il minimo comune denominatore al secondo membro dell’uguaglianza. d n= ± i  d1 10  d2 10 2  d3 10 3 . d 1 d 2 d 3 .c.i n⋅10 0 . 3) 1. i n=i 1⋅10 i 2⋅10 n−2 i 3⋅10 n−3 .Quaderno 2 . • Se un numero razionale è dato nella rappresentazione decimale e lo si vuole esprimere nella rappresentazione frazionaria si utilizza la frazione generatrice a−b ... 2) 3456=3⋅1034⋅10 25⋅10 16⋅10 0 . il lettore a soffermarsi sulle relazioni precedenti. ora. dove a è il numero decimale c periodico preso senza la virgola (cioè un numero intero costituito dalle cifre della parte intera. dell’antiperiodo eventuale e del periodo.. = 2 3 1000 10 10 10 m. Si invita.

003456 87= 4) 7. che la rappresentazione di un numero decimale finito può essere trasformata in una frazione mediante la seguente regola pratica: Si considera il numero decimale finito privo della virgola (ossia l’intero costituito dalle cifre della parte intera e della parte decimale finita) e lo si divide per un numero che ha 1 come prima cifra e tanti 0 quante sono le cifre della parte decimale.3=7. 8= • 1234−123 1111 = . Si vuole dimostrare.23 4= 2) 7.30= 345687−3456 342231 = . 99000000 99000000 730−73 657 73 = =  90 90 semplificando per 9 10 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi numero intero costituito dalle cifre preperiodo (della parte intera e dell’antiperiodo eventuale) e c è un numero intero costituito da tanti 9 quante sono le cifre del periodo e da tanti 0 (eventuali) quante sono le cifre decimali dell’antiperiodo. Analitic@Mente . 900 900 78−7 71 = . ora. 9 9 3) 0. Esempi 1) 1.Quaderno 2 49 .

7. d k 10 k .. d k 0−i 1 i 2 . i n d 1 d 2 . d 1 d 2 ....45= .. i n d 1 d 2 ...Quaderno 2 ..i n sono le cifre della parte intera e le d 1 d 2 . = ± =± ■■■ Esempi 7.. i n d 1 d 2 . d k 9×10 9×10 k i 1 i 2 . d k sono le cifre della parte decimale finita.. d 1 d 2 . i n d 1 d 2 . d k 0 = = ± i 1 i 2 ......... Si ha: ±i 1 i 2 .. 100000 • 0.....4= 74 745 7451 . k ∈ℕ ... d 1 d 2 . dove le i 1 i 2 . i n .45149= 50 Analitic@Mente . d k = 9 00. i n ..Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Dim........0  k zeri = ± = ± i 1 i 2 .. i n d 1 d 2 .... i n d 1 d 2 . d k = ±i 1 i 2 . d k ×9 9×10 k k = i 1 i 2 ... i n d 1 d 2 .... d k ×10−i 1 i 2 . d k con n .. Si consideri il seguente numero decimale finito: ±i 1 i 2 .451= . d k ×10−1 = i 1 i 2 ..i n .. 7. 10 100 1000 45149 ..

ogni allineamento periodico di periodo 9 si identifica con un allineamento che si ottiene da esso sostituendo al periodo 9 il periodo 0 ed incrementando di un’unità l’ultima cifra che precede il periodo. infatti: 4. Per esempio: 4.6 0=4. allora si deduce che: ℕ⊂ℕ 0⊂ℤ⊂ℚ . che i numeri non negativi di ℤ coincidono con i numeri di ℕ 0 e che i numeri interi relativi z ∈ℤ possono essere immaginati come una frazione costituita dal numeratore z e dal denominatore 1 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi • Nota 6 Per convenzione. 90 90 5 10 5 A conclusione di questo paragrafo è conveniente fare delle considerazioni sull’operazione di inclusione degli insiemi notevoli finora introdotti.6= . Questa convenzione è giustificata in base al fatto che tali allineamenti hanno la stessa frazione generatrice. Analitic@Mente .5 9= 459−45 414 23 46 23 = = = e 4.Quaderno 2 51 .5 9=4.6 . Dal momento che i numeri naturali sono tutti appartenenti anche a ℕ 0 .

Infatti.2 CONFRONTO TRA NUMERI RAZIONALI Prima di confrontare due numeri razionali è doveroso fare una premessa. Dati due numeri razionali x e y . Si consideri un numero razionale negativo x . cioè sia x ∈ℚ e x0 . Si consideri un numero razionale positivo y . essendo x0 e y0 allora si può scrivere: x0 y e per la proprietà transitiva della disuguaglianza x y . Confronto tra due positivi.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi 2. Ogni numero razionale negativo è non solo minore di zero. ma a maggior ragione anche minore di ogni numero razionale positivo. È possibile confrontarli sia nella rappresentazione decimale che in 52 Analitic@Mente . Confronto tra un negativo e un positivo. vale sempre una ed una sola delle seguenti relazioni (legge di tricotomia): o x y ( x minore di y ) o x= y ( x uguale a y ) o x y ( x maggiore di y ).16. Si considerino. ora. cioè sia y ∈ℚ e y0 .Quaderno 2 . due numeri razionali positivi x e y .

x0 e y0 con x . oppure oppure oppure Nella rappresentazione frazionaria: x= m k e y= risulta: n h x y ⇔ m⋅hn⋅k .. a parità di denominatore n=h .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi quella frazionaria.. Per confrontare due numeri razionali negativi.. Si valuti dapprima la rappresentazione decimale: x=a . b 1 b 2 b3 .. ⇔ Confronto tra due negativi. si ha: x y mk . pertanto basta operare su −y −x . a1=b1 e a2b2 etc. è sufficiente osservare che −x0 . Analitic@Mente . y ∈ℚ . − y0 e x y ⇔ −x− y . e y=b .Quaderno 2 53 . utilizzando il confronto tra due positivi. a1 a2 a 3 . Subito si deduce che. risulta: x y ⇔ { ab a=b e a 1b1 a=b .

y ∈ℚ . Esso è razionale. Si consideri. è possibile scrivere che x 54 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi 2. con x y . ora. 2 x y x y y y y y 2 y =    = = =y Inoltre . 2 2  2 2 2 2 2 si minora y con x da cui x y x o ciò che è lo stesso 2 x x y . 2 2 2 2  2 2 2 si maggiora x con y da cui x y y .Quaderno 2 Pertanto. il numero x y . 2 Analitic@Mente . x y x y x x xx 2 x =    = = =x Si ha . in quanto 2 semisomma di due numeri razionali. Dim. In simboli: ∀ x . 2 x y y .3 DENSITÀ DI ℚ IN SÉ Proprietà: Se x e y sono due numeri razionali distinti. esistono infiniti numeri razionali tra essi compresi. Siano x e y due numeri razionali distinti e sia x y . ∃q∈ℚ : xq y .16.

• Analitic@Mente . 2 analogamente a quanto fatto in precedenza. Si considerino. In altri termini. i numeri razionali x y e y oppure x e 2 x y . i suoi sottoinsiemi ℕ. così. ℕ0 e ℤ non sono densi. Per validare quanto affermato basti pensare che tra i numeri interi 3 e 4 (ad esempio) non esiste alcun altro numero intero. ■■■ Nota La proprietà di densità di ℚ in sé non è valida per le sue parti. Iterando il procedimento.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Si è. Tale proprietà si esprime anche affermando che l’insieme dei numeri razionali ℚ è denso in sé. dimostrato che tra x e y esiste almeno un terzo numero razionale.Quaderno 2 55 . si giunge. ad affermare che tra due numeri razionali distinti esistono sempre infiniti altri numeri razionali. ora. così. che essa è compresa tra i due numeri stessi. Si calcoli la loro semisomma e si dimostri.

del tipo: ±i . 7 .. ossia elementi dell’insieme {0 . Se un allineamento decimale è di tipo periodico. 2 . con i∈ℕ0 e d 1 . il numero si dice irrazionale. pertanto.. L’insieme dei numeri reali si denota con ℝ e può subito essere partizionato nei due sottoinsiemi ℚ⊂ℝ (insieme dei numeri razionali) e  ℝ ∖ ℚ  ⊂ℝ (insieme dei numeri irrazionali). da un punto di vista operativo. non può in alcun modo. d 2 . 9} . essendo costituito da un allineamento decimale di infinite cifre non periodiche.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi 2. se invece l’allineamento decimale è di tipo non periodico. 3 . cifre arabiche.. In altri termini.1 . assegnare un numero irrazionale 56 Analitic@Mente .4 CENNI SUI NUMERI REALI Un numero reale è rappresentato da un allineamento decimale periodico o non periodico.Quaderno 2 .. .16. d 1 d 2 d 3 . il numero è razionale. 4 . è necessario indicarlo con un simbolo che rappresenti un metodo di ricerca di tali cifre fino all’ordine desiderato.5 . d 3 . • Nota Un numero irrazionale. costituito da infinite cifre decimali. essere descritto mediante una rappresentazione decimale (non essendo possibile la scrittura di tutte le infinite cifre decimali che lo compongono).8 . 6 .

La ragione algebrica che ha condotto all’introduzione dei numeri reali è da ritrovarsi nella ricerca delle soluzioni di alcune equazioni di grado superiore al primo. Si ragioni per assurdo. Teorema L’equazione x 2 =2 non ammette alcuna soluzione razionale. troncando ad un numero finito le cifre decimali. Dim. una di tipo algebrico ed una di tipo geometrico. L’introduzione dei numeri reali o. cioè. in modo equivalente. Si supponga.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi significa assegnare una legge che permetta di determinare quante cifre decimali dell’allineamento si vogliano. ad esempio: x 2 =2 . che Analitic@Mente . l’estensione dei numeri razionali ad un insieme più ampio è dovuta a due ragioni fondamentali. Ad esempio: 2 è un irrazionale e la radice quadrata che lo rappresenta indica un metodo di ricerca di tutte le cifre decimali che si vogliono conoscere. è necessario approssimarlo.Quaderno 2 57 . ma è ovvio che nel momento in cui si ricavano tali cifre e si scrive l’irrazionale in rappresentazione decimale. negando la tesi. Ragione algebrica.

ad affermare che m2 è un numero pari.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi esista almeno una soluzione razionale. se m fosse dispari. è n sufficiente. Se il numero m è soluzione dell’equazione x 2 =2 . è pari.Quaderno 2 . e quindi n . Ciò permette di esprimere m pari come multiplo di 2 nel seguente modo: m=2 k . pertanto è possibile scrivere:   m m2 =2 ⇒ 2 =2 ⇒ m2=2 n 2 . dal momento che è possibile esprimerlo come multiplo di 2 . esso la n verifica. n dove m e n sono interi primi tra loro. con k intero. ma ciò è assurdo. Sostituendo l’espressione m=2 k nella relazione m2 =2 n 2 . che la frazione sia ridotta ai minimi termini. n n 2 Si giunge. infatti. anche m è pari (infatti. si ha:  2 k  =2 n 2 . Ora. 58 2 Analitic@Mente . da cui 4 k 2=2 n2 ⇒ 2 k 2 =n 2 . in quanto sono stati considerati primi tra loro. così. perché non è possibile che m e n siano entrambi pari. indicata con x= m . Si noti che è sempre possibile esprimere m in modo che m e n siano primi tra loro. se m2 è pari. darebbe m 2 dispari). Da quest’ultima relazione si deduce che anche n 2 .

commesso un errore negando la tesi.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Si è. In tal caso. Analitic@Mente . che non può essere che vera. Si dice che w ed u sono commensurabili se esiste almeno una coppia di numeri naturali m e n tali che il segmento w sia In simboli: Se ∃m . ciascuno uguale alla ennesima parte di u . La ragione geometrica che ha condotto all’introduzione dei numeri reali è la seguente: la misura di una grandezza geometrica relativa ad una grandezza omogenea (assunta come unità di misura) non può sempre essere espressa mediante un numero razionale. esistono grandezze commensurabili e grandezze incommensurabili.Quaderno 2 59 . dunque. ■■■ Ragione geometrica. il rapporto m si dice misura razionale del segmento n w rispetto all’unità di misura u . w ed u sono commensurabili. In altre parole. n∈ℕ : w= m u n ⇔ costituito dalla somma di m segmenti. Si considerino due segmenti w ed u di una retta e sia u non nullo.

ne esistono necessariamente infinite.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi • Nota 1 Si noti che se esiste almeno una coppia di numeri naturali m e n che verifica la commensurabilità dei due segmenti.Quaderno 2 . n • Nota 2 Per convenzione si considera il segmento nullo o (di estremi coincidenti) commensurabile con u e si attribuisce ad esso misura uguale a zero. • Nota 3 Si osservi che nel caso w=u . la misura di w rispetto ad u è unitaria. infatti la coppia m⋅k . Si dice che w ed u sono incommensurabili se per ogni fissata coppia di numeri naturali m e n si ha sempre w≠ m u . n⋅k  con k ∈ℕ verifica anch’essa la relazione di commensurabilità e determina sempre la misura m di w rispetto ad u . il cui rapporto genera il 60 Analitic@Mente . ecco perché u viene detto unità di misura. n Un esempio di grandezze incommensurabili è fornito dalla diagonale e dal lato di un quadrato.

d 1 d 2 d 3 . si avrà che i1 è il più piccolo intero positivo per il quale risulta i1 uw . in modo tale da poter definire la misura di un segmento rispetto ad un altro nel senso più generale possibile. individuato con il seguente c r i t e r i o: Sia i il più grande numero intero non negativo per il quale risulta i uw . il cui rapporto genera il numero irrazionale  . Tali affermazioni e.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi numero irrazionale  2 . Dunque. esiste sempre un multiplo del minore che supera il maggiore. Si dice misura reale del segmento w rispetto ad u l’allineamento decimale del tipo: i . un altro esempio è dato dalla circonferenza e dal diametro di un qualunque cerchio.. contenga anche altri numeri. che. si ha: i uwi1 u . L’esistenza di grandezze incommensurabili conduce alla ricerca di un insieme numerico.Quaderno 2 61 . sono basate sul postulato di Archimede che afferma: considerati due segmenti distinti. Siano. oltre ai numeri razionali. Analitic@Mente . ora. w ed u due segmenti qualunque di una retta (non necessariamente commensurabili) e sia u non nullo.. in particolare. l’esistenza di un intero i con le suddette caratteristiche.

d 1 d 2 . Se. Se si giunge.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Se i u=w ⇒ w ed u sono commensurabili ed i è la misura razionale di w rispetto ad u .. d 1 d 2 uw . dopo un numero finito di passi.. d 1 uw . 102 commensurabili ed  w ed u sono i . 10 commensurabili ed  i . sia d 1 la più grande cifra decimale per la quale risulta i . si avrà: i . d 1 Se i . d n  per il quale risulta i . d 1  è la misura razionale di w rispetto ad u . Se i . d n  è la misura razionale di w rispetto ad u . d 1 d 2 Se i . d 1 d 2 . invece. d n u=w ⇒ w ed u sono commensurabili ed i . la prima rappresenta le misure approssimate per difetto 62 Analitic@Mente . Se i . d 1 d 2 uw . d 1 uw i .. ad un numero decimale finito del tipo i . d 1 d 2 è la misura razionale di w rispetto ad u . Se i uw ... d 1 u=w ⇒ w ed u sono  1 u . sia d 2 la più grande cifra decimale per la quale risulta i .. d 1 d 2 uw i . si giunge alla costruzione di due classi di numeri razionali. d 1 d 2 . si itera il procedimento. il procedimento non si arresta e si ripete indefinitamente. d 1 uw .Quaderno 2 . si avrà: i . d 1 d 2 u=w ⇒  1 u .

d 1 d 2 d 3 . è la misura razionale di w rispetto ad u .Quaderno 2 i .. d 1 d 2 i . Se tale allineamento risulta periodico.... In generale. è la misura irrazionale di w rispetto ad u . d 1 1 10 1 2 10 1 3 10 i . w ed u sono commensurabili e i .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi di w rispetto ad u . invece.. le misure approssimate per eccesso di w rispetto ad u : Misure approssimate per difetto Misure approssimate per eccesso i i .. d 1 d 2 d 3 . la seconda.. d 1 d 2 d 3 . Se l’allineamento non è periodico. d1 d 2 i .. d 1 d 2 d 3 .. d1 d 2 d3 i . con infinite cifre decimali. w ed u sono incommensurabili e i . . d1 d 2 d3 . d1 i1 i .... è la misura 63 . è possibile affermare che reale di w rispetto ad u . Analitic@Mente . Il criterio seguito porta alla costruzione dell’allineamento i .

Si consideri un numero reale negativo x .16. Tale proprietà si esprime dicendo che l’insieme dei numeri reali ℝ è totalmente ordinato. Si consideri un numero reale positivo y . vale sempre una ed una sola delle seguenti relazioni: o x y o x= y o x y (legge di tricotomia). Confronto tra due positivi. cioè sia y ∈ℝ e y0 . cioè sia x ∈ℝ e x0 .Quaderno 2 . Confronto tra un negativo e un positivo. essendo x0 e y0 allora è possibile scrivere: x0 y e per la proprietà transitiva della disuguaglianza x y .5 CONFRONTO TRA NUMERI REALI Come già accennato per i numeri razionali. Ogni numero reale negativo è non solo minore di zero.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi 2. Il confronto tra due numeri reali positivi x e y si effettua in 64 Analitic@Mente . ma a maggior ragione anche minore di ogni numero reale positivo. prima di confrontare due numeri reali è opportuno fare una premessa. Dati due numeri reali x e y . Infatti.

e y=b .. y ∈ℝ .. pertanto basta operare su −y −x . Per confrontare due numeri reali negativi. due numeri reali positivi x e y . Analitic@Mente .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi modo analogo al caso di due numeri razionali nella rappresentazione decimale. b 1 b 2 b3 . a1 a2 a 3 . ora. Approfondimento Si noti che il simbolo  indica una relazione d’ordine stretto nell’insieme • ℝ dei numeri reali. a1=b1 e a2b2 etc.. tuttavia. oppure oppure oppure Confronto tra due negativi.. utilizzando il confronto tra due reali positivi. è sufficiente osservare che −x0 . Le definizioni di anche una relazione d’ordine largo del tipo  . risulta: x y ⇔ { ab a=b e a 1b1 a=b . Si considerino. più precisamente: x=a . In ℝ è possibile considerare x y ⇔ o x y o x= y . esulano dagli intenti di questo testo.Quaderno 2 65 . − y0 e x y ⇔ −x− y . il cui significato è il seguente: relazioni d’ordine. x0 e y0 con x .

Si considerino due numeri reali distinti. Si dimostra in modo analogo alla proprietà di densità di ℚ in sé. Dim. esistono infiniti numeri razionali tra essi compresi. In simboli: ∀ x . y ∈ℝ . esistono infiniti numeri reali tra essi compresi.Quaderno 2 . x e y . y ∈ℝ .7 DENSITÀ DI ℚ IN ℝ Proprietà: Se x e y sono due numeri reali distinti. e sia x y . 66 Analitic@Mente . ■■■ 2. ∃ z ∈ℝ: xz  y .6 DENSITÀ DI ℝ IN SÉ Proprietà: Se x e y sono due numeri reali distinti. con x y . Dim.16. In simboli: ∀ x .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi 2. con x y .16. ∃q∈ℚ : xq y .

d 1 y . d 1 d 2 d 3 . d 1 d 2 d 3 . inoltre n . = xn .. c 1 c2 c 3 . e d 1 . quindi: ∃n∈ℕ: x n y . 2) x e y sono irrazionali. sono cifre arabiche.. d 1∈ℚ: xn .... 67 Analitic@Mente . e y=n. è possibile esprimerli con allineamenti decimali non periodici del tipo: x=m. inoltre nn .. c 3 . = y . d 1 n . = xn ..... d 1 d 2 d 3 . quindi: ∃ n. 2) Se x e y sono entrambi irrazionali (per semplicità si suppongano positivi. dove m e n∈ℕ0 e c 1 .. d 2 . d 3 . c 1 c 2 c3 . c 1 c2 c 3 . Essendo x y . . 3) x è razionale e y è irrazionale. d 1 . se mn ⇒ m.. c 2 . 1) Se x e y sono entrambi razionali si ritorna alla proprietà di densità di ℚ in sé. Se m=n e c 1d 1 ⇒ m.Quaderno 2 . = y .. ma il discorso vale anche se uno dei due o entrambi sono negativi).. ... 4) x è irrazionale e y è razionale.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Si possono presentare i seguenti casi: 1) x e y sono razionali.

68 Analitic@Mente . y ∈ℝ .. ∃w∈ℝ∖ ℚ: xw y .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Se m=n . = y . La dimostrazione è analoga alla 2).. c1=d 1 e c 2d 2 ⇒m. = xn . d 1 d 2  n. d 1 d 2  . c 1 c2 c 3 .. d 1 d 2  y ... Iterando il procedimento. 4) La dimostrazione è analoga alla 3). esistono infiniti numeri irrazionali tra essi compresi. d 1 d 2 d 3 . d 1 d 2 ∈ℚ: xn . quindi: ∃ n. inoltre n . e se y è un numero irrazionale può essere espresso con un allineamento decimale non periodico: y=n.. d 1 d 2 d 3 .. con x y .8 DENSITÀ DI ℝ∖ ℚ IN ℝ Proprietà: Se x e y sono due numeri reali distinti.Quaderno 2 . si nota che esiste sempre almeno un numero razionale q ∈ℚ compreso tra i due numeri irrazionali x e y .16. In simboli: ∀ x .. c 1 c 2 c 3 . ■■■ 2. 3) Se x è un numero razionale può essere espresso con un allineamento decimale periodico: x=m.

Per il postulato di Archimede (in forma algebrica). Si consideri tale naturale n∈ℕ: 0 zn y− x . 2) x e y sono irrazionali. Da cui z ny−nx e z nxny . anche Analitic@Mente . con z 0 e  y−x z . x e y . e sia x y . dati due numeri positivi  y−x  e z . Si possono presentare i seguenti casi: 1) x e y sono razionali. Si deduce che z x x y . esiste almeno un numero naturale n tale che n  y−x z .Quaderno 2 . ma allo stesso tempo x x . 4) x è irrazionale e y è razionale. n z  x lo sarà e n 69 Dal momento che z è irrazionale.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Dim. dividendo per n si ha: z z  x y . 3) x è razionale e y è irrazionale. essendo n n z e n entrambi positivi. con  y−x z . Si considerino due numeri reali distinti. 1) Siano x e y entrambi razionali e sia z ∈ℝ ∖ ℚ .

Quaderno 2 . Si consideri.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi detto w tale numero si ha: ∃w∈ℝ∖ ℚ: xw y . 2) Siano x e y entrambi irrazionali. 2 3) Siano x un razionale e y un irrazionale. il numero x y . è possibile scrivere che x È stato così dimostrato che tra x e y esiste almeno un terzo numero irrazionale w= x y . 70 Analitic@Mente . 2 2  2 2 2 2 2 si minora y con x da cui Inoltre da cui x y x o ciò che è lo stesso 2 x x y . x y x y x x xx 2 x =    = = =x Si ha . ora. A questo punto si procede come 2). 2 2 2 2  2 2 2 si maggiora x con y x y y . 2 Pertanto. Esso è irrazionale in quanto semisomma di 2 un razionale ed un irrazionale. il numero x y . ora. Esso è irrazionale in 2 quanto semisomma di due numeri irrazionali. 2 x y y . Si consideri. 2 x y x y y y y y 2 y =    = = =y .

assumendone così la stessa potenza. Si ricordi che il concetto di potenza di un insieme non va confuso con quello del numero di elementi dell’insieme stesso. ora. in genere. è addirittura possibile che un insieme corrisponda biunivocamente ad un suo sottoinsieme proprio. per i quali. Anzi. nel caso di insiemi infiniti. è necessario dettagliare quanto già accennato. Infatti. ℚ Si è già introdotto il concetto di insieme numerabile nel paragrafo 2. però. non è determinabile il numero di elementi.4 relativo alla potenza di un insieme. a questo punto. Il discorso si complica alquanto per gli insiemi infiniti.Quaderno 2 71 . ■■■ 2. A questo punto si procede come 2). il numero x y . ora. al quale può essere ricondotto esclusivamente nel caso di insiemi finiti.17 POTENZA DEL NUMERABILE DI ℕ. è opportuno introdurre la seguente definizione alternativa a quella già fornita per un insieme infinito. Si consideri. Esso è irrazionale in quanto semisomma di 2 un irrazionale ed un razionale. Analitic@Mente .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi 4) Siano x un irrazionale e y un razionale. ℤ. ℕ 0 .

li contengano strettamente.. è possibile creare una corrispondenza biunivoca tra gli interi ed i dispari del tipo d =2 n−1 . cioè D⊂ℕ .. con n∈ℕ . In forma sagittale: ℕ D 1 ↕ 1 2 ↕ 3 3 ↕ 5 4 ↕ 7 5 ↕ 9 6 ↕ 11 7 ↕ 13 8 ↕ 15 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Seconda definizione di insieme infinito. .Quaderno 2 . Dim. Per chiarire quanto affermato è opportuno introdurre la seguente proposizione.. Da un punto di vista intuitivo sembra che i numeri interi siano più dei numeri dispari e che. Da ciò si evince che l’insieme dei numeri naturali ℕ ed il suo sottoinsieme proprio D dei numeri dispari hanno la stessa 72 Analitic@Mente . Un insieme si dice infinito se e solo se è equipotente ad un suo sottoinsieme proprio. Proposizione L’insieme D dei numeri dispari è equipotente ad ℕ . Ciononostante. allo stesso tempo..

■■■ La proposizione appena dimostrata e la seconda definizione di insieme infinito permettono di affermare che ℕ è un insieme infinito. Si dice potenza del numerabile la potenza di ℕ e di ogni insieme equipotente ad esso.Quaderno 2 73 . ma apparentemente essi non hanno lo stesso numero di elementi (esiste almeno un numero pari appartenente ai naturali che.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi potenza. non appartiene ai dispari). deve esistere almeno una corrispondenza biunivoca che relazioni ℕ con ℕ0 . Analitic@Mente . come già visto in precedenza). Definizione di potenza del numerabile. Per dimostrare che l’insieme ℕ 0 dei numeri naturali con lo zero ha la potenza del numerabile. Proposizione L’insieme ℕ0 ha la potenza del numerabile. Tale potenza si denota con ℵ0 (aleph zero. Dim. però.

pertanto ℕ 0 ha la potenza del numerabile. ■■■ Proposizione L’insieme ℤ ha la potenza del numerabile. È necessario ricercare almeno una corrispondenza biunivoca che relazioni ℕ con ℤ . Sagittalmente: ℕ ℕ0 1 ↕ 0 2 ↕ 1 3 ↕ 2 4 ↕ 3 5 ↕ 4 6 ↕ 5 7 ↕ 6 8 ↕ 7 . con k ∈ℕ . . ↔ −k =−1 ↔ k −1=1 ... −k ↔ k −1=0 .Quaderno 2 2 k −1=1 Se k =1 ⇒ 2 k =2 2 k −1=3 se k =2 ⇒ 2 k =4 74 .. ↔ −k =−2 Analitic@Mente .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Si consideri la seguente corrispondenza: n 0=n−1 con n∈ℕ . La corrispondenza considerata è biunivoca. Dim. Si consideri la seguente corrispondenza: ℕ 2 k −1 2k ↔ ↔ ℤ k −1 ..

Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi 2 k −1=5 ↔ k −1=2 se k =3 ⇒ . . A tal fine si dispongano gli elementi positivi di ℚ con un ordine tabellare.. 2 k =6 ↔ −k =−3 2 k −1=7 se k =4 ⇒ 2 k =8 . ↔ k −1=3 . Analitic@Mente ... In forma sagittale: ℕ ℤ 1 ↕ 0 2 ↕ −1 3 ↕ 1 4 ↕ −2 5 ↕ 2 6 ↕ −3 7 ↕ 3 8 ↕ −4 . ■■■ Proposizione L’insieme ℚ ha la potenza del numerabile. bisogna ricercare una corrispondenza biunivoca che metta in relazione ℕ con ℚ . Dim.Quaderno 2 75 .. pertanto ℤ ha la potenza del numerabile. ↔ −k =−4 Tale corrispondenza biunivoca rende ℤ equipotente a ℕ . Analogamente a quanto fatto per ℕ 0 e ℤ ...

1/2 . 4/4 . 4/5 . 4 /3 . 2/2. .. Ora. e così via. 1 /8 ... in modo da non tralasciare i razionali negativi.. .. 2 /7 . Si potrà scrivere il seguente allineamento: 76 Analitic@Mente .. ... 2 /5 . 2 /1 . 2/8 . 1/6 . 2 /6 . . 3 /2 .. 4/2 . Si segua. 4/7 ... 2/3 . 3/4 . si scriva un allineamento di razionali secondo il seguente c r i t e r i o i t e r a t i v o: Si posizioni l’elemento nullo: 0. poi. 1 /3 . 4 /8 . 1/7 . Si allineino i numeri razionali. 3/6 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi ℚ 1 /1 . un passo a destra e diagonale basso-sinistra.Quaderno 2 . 1/5 . 4/1 . 4/6 . 3/8 . un passo a destra e diagonale bassosinistra. 3/7 . 3/1 . 2/4 . 3/5 . un passo in basso e diagonale alto-destra. 3 /3 . un passo in basso e diagonale alto-destra. nella tabella un percorso a serpentina come in figura: Dal primo elemento in alto a sinistra. facendo attenzione a non ripetere elementi equivalenti a quelli già scritti in precedenza e ponendo accanto ad ogni elemento considerato il suo opposto. 1/4 .

4/1 . −5/1 . 2/ 1 . 1/3 . −1/ 1 . 3/2 .Quaderno 2 77 . ℚ . −1/3 . Si è. 1/ 4 . −1/2 . −4 /1 . 2 /3 .. ℕ 0 ... In forma sagittale: ℕ ℚ 1 ↕ 0 2 3 4 5 6 7 8 ↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕ ↕ 1/1 −1/1 1/ 2 −1/ 2 2/1 −2/1 3 /1 . Ora è sufficiente relazionare ogni numero naturale con un numero del suddetto allineamento e la corrispondenza biunivoca cercata è ultimata. −3/1 . .. 5/1 . −1/4 . −2 /3 . ■■■ 2. −2 /1 . 1/2 .. Proposizione (di Cantor) L’insieme dei numeri reali ℝ non ha la potenza del numerabile. −1/ 5 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi 0 . 3/1 . 1/ 5 ..18 POTENZA DEL CONTINUO Dopo aver chiarito il concetto della potenza di ℕ. 1/1 . Analitic@Mente . dimostrato che anche l’insieme dei numeri razionali ℚ ha la potenza del numerabile. −3/2 . così. ℤ . è lecito chiedersi quale sia la potenza dell’insieme ℝ dei numeri reali e se anch’esso abbia la potenza del numerabile.

.... dimostrare che. a11 a12 a13 a14 a15 . si 78 Analitic@Mente .. y 3≠a 33 . che ℝ abbia la potenza del numerabile. y 4≠a44 . Si dimostri questa proposizione per assurdo. y 1 y 2 y 3 y 4 y 5 . a31 a32 a33 a34 a 35 .. con le seguenti caratteristiche (dette della diagonale di Cantor): y 1≠a 11 . Si vuole. a 4=0 . … Confrontando il reale y con ciascun reale a n introdotto. di conseguenza..Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Dim. nonostante la astrazione costruita. y 2≠a22 . a 2=0 . Si supponga. a 21 a 22 a23 a24 a 25 .. a 3=0 . cosicché non è possibile elencare tutti i numeri reali e.. per assurdo. A tal proposito. si consideri il reale compreso tra zero e uno y= 0 . . Si cominci a costruire questo allineamento con tutti i numeri reali compresi tra 0 e 1 (in forma decimale): a 1=0 .Quaderno 2 . i numeri reali sopra scritti non rappresentano tutti i reali compresi tra zero e uno.... ciò si traduce nella possibilità di allineare tutti gli elementi di ℝ e di porli in corrispondenza biunivoca con gli elementi di ℕ . a 41 a 42 a43 a 44 a 45 . ora. non è possibile metterli in relazione con ℕ .

precisamente 47 /10 . per es.6 9 e 4. Da ciò si evince che non è possibile allineare tutti i reali in forma decimale e. Si conclude che ℝ non ha la potenza del numerabile. Nota 1 Nella dimostrazione appena conclusa bisogna notare un’imprecisione: gli allineamenti decimali reali possono avere.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi nota che y≠an (qualunque sia n. conseguentemente. In particolare. 4. in alcuni casi. y con decimali equivalenti di uno stesso reale.7 0 sono due rappresentazioni y e a n sono diversi. A tale scopo è necessario costruire il numero maggiore prudenza. l’allineamento di reali scritti non può rappresentare tutti i numeri compresi tra zero e uno. Ciò significa che anche se i due allineamenti non vi è certezza che i reali da essi rappresentati siano effettivamente diversi. non può esistere alcuna corrispondenza biunivoca tra ℝ e ℕ . dal momento che si diversificano per la n-ma cifra) e che. quindi. nel caso di periodicità.Quaderno 2 79 . dando il giusto peso alle cifre 0 e 9 . ■■■ Analitic@Mente . delle rappresentazioni equivalenti. un numero che termina con periodo 9 ha sempre un equivalente che termina con un periodo • 0 . ma una potenza propria.

Sia c= r= ab il punto medio dell’intervallo aperto da a a b e sia 2 b−a il raggio di tale intervallo. di questa circonferenza indica proprio l’insieme dei numeri reali da a a b che è stato introdotto. Il diametro orizzontale. Si dice potenza del continuo la potenza di ℝ e di ogni insieme equipotente ad esso. r  e raggio r . 2 Si consideri. b∈ℝ e a<b) ha la potenza del continuo. La dimostrazione che segue presuppone conoscenze relative alla geometria analitica e agli intervalli numerici. Proposizione L’insieme dei numeri reali compresi tra a e b (con a . nel piano Oxy . Tale potenza si denota con c od anche con ℵ1 (aleph uno). la semicirconferenza di centro C c . Sia f il fascio di rette di centro proprio in C e siano d ed e le ascisse delle rispettive intersezioni con la semicirconferenza e con l’asse delle x . privo degli estremi.Quaderno 2 . È evidente che 80 Analitic@Mente . Dim.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Definizione di potenza del continuo. tangente all’asse delle ascisse.

esclusi gli estremi. La retta così considerata instaura una corrispondenza biunivoca tra d (il generico elemento dell’intervallo da a a b) ed e (elemento di ℝ ). l’insieme dei numeri complessi. y r C O a c d b e x La corrispondenza biunivoca considerata permette di concludere che l’insieme dei numeri reali compresi tra a e b (con a<b).Quaderno 2 81 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi ad b e che e ∈ℝ . l’insieme delle parti dei numeri naturali ed altri. • Analitic@Mente . ■■■ Nota 2 Alcuni degli insiemi che presentano la potenza del continuo sono l’insieme dei numeri irrazionali. ha la potenza del continuo.

bandito dal suo insieme lessicale per evitare scontri con la Chiesa. 2. Con le sue teorie. a tal proposito. infatti.Quaderno 2 . Si consideri un insieme che abbia la potenza del numerabile e. Sia P ℕ l’insieme delle parti di ℕ . La potenza di P ℕ è 2ℵ ed è immediato dedurre che 0 ℵ02ℵ . si scelga proprio l’insieme ℕ . Il termine transfinito è introdotto da Cantor come sinonimo del termine infinito. se esiste una relazione tra i due. Sono già stati introdotti i primi due transfiniti (cardinali): ℵ0 e ℵ1 . Si ricordi che lo stesso Cantor ha dimostrato che un insieme qualunque A ha sempre potenza minore di quella del suo insieme delle parti. in quanto priva di lacune. Ci si chiede. cioè ∣A∣2∣A∣ . Cantor introduce una pluralità di infiniti che può collidere con l’unicità dell’infinito della religione cristiana. ora.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi • Nota 3 Il termine continuo è in uso ad indicare la retta dei numeri reali. 0 82 Analitic@Mente . che esprime in pieno il concetto di continuità.19 NUMERI TRANSFINITI E IPOTESI DEL CONTINUO Con i numeri transfiniti si è soliti indicare degli infiniti con diversi ordini di grandezza .

L’ipotesi del continuo di Cantor. l’insieme P ℕ non ha la potenza del numerabile. che chiama transfiniti cardinali. ℵ pertanto: c=ℵ1=2 . ℵ0 . . 0 A questo punto è lecito chiedersi se esiste un numero transfinito compreso tra ℵ0 e ℵ1 .Quaderno 2 83 .ℵ 2 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Pertanto. che egli stesso non è riuscito a dimostrare.ℵ1 . .. è lecito chiedersi se esistono infiniti con potenze superiori a quella del continuo. per i quali Analitic@Mente . Più precisamente è possibile dimostrare (ma tale dimostrazione esula dagli intenti del testo) che P ℕ ha la potenza del continuo. Non esiste alcun insieme la cui potenza è strettamente compresa tra quella dei numeri interi e quella dei numeri reali. Cantor giunge all’esistenza di una successione di transfiniti. Ipotesi del continuo (in forma debole). ℵ3 . In simboli: ¬∃ A : ℵ0∣A∣ℵ1 . si è poi rivelata un’ipotesi indecidibile nella teoria degli insiemi ZFC.. Accertata la relazione tra ℵ0 e ℵ1 . ossia non è possibile in tale teoria (di cui si tratterà nel seguito) né dimostrarla né confutarla.

Iterando il procedimento si ottiene la successione di cardinali transfiniti di Cantor: ℵ0=∣ℕ∣ ℵ1=2ℵ =∣P ℕ∣ 0 ℵ2=2 =∣P  P ℕ∣ 84 Analitic@Mente . l’insieme delle parti dell’insieme delle parti di ℝ ha una potenza superiore a ℵ2 e rappresenta ℵ3 . Dunque. l’insieme delle parti di ℝ ha una potenza superiore a ℵ1 . inoltre 2∣ℝ∣=∣P ℝ∣ .. In simboli: ¬∃ A : ℵk ∣A∣ℵ k1 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi vale la relazione ℵ0ℵ 1ℵ2ℵ 3.Quaderno 2 ℵ1 . e per i quali è possibile generalizzare l’ipotesi del continuo. dove ∣ℝ∣=c=ℵ1=2 =∣P ℕ∣ . tale potenza rappresenta ℵ2 . con k ∈ℕ0 . Analogamente. Non esiste alcun insieme la cui potenza è strettamente compresa tra un transfinito e il suo successivo. Nota Si osservi che la potenza di ℵ0 • ℝ è la seguente: ∣ℝ∣2∣ℝ∣ . Ipotesi del continuo (in forma forte)..

senza restrizione alcuna. nel corso degli anni. condotto verso la più recente teoria assiomatica degli insiemi. Tale teoria... come prima fase di studio.. delineata da Cantor nel XIX secolo. Assumere che si possa eseguire qualunque operazione sugli insiemi.. in modo completamente arbitrario e con la convinzione che siano sufficienti due soli principi per poter fondare l’intera matematica sulla teoria degli insiemi. poi. ℵk =2 ℵ =∣P  P  P .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi 2 ℵ3=2ℵ =∣P  P  P ℕ∣ .  P ℕ ∣  k−1 k volte .. è stato il punto cardine che ha mosso lo spirito di Gottlob Analitic@Mente . che. è stata denominata teoria ingenua degli insiemi.20 CRITICHE ALLA TEORIA INGENUA Sono stati volutamente introdotti i concetti finora esposti secondo quella.Quaderno 2 85 . sebbene intuitiva. per meglio comprendere le motivazioni che hanno. 2.. permette di operare in modo organico e concreto con gli insiemi ed è molto utile per sviluppare abilità negli esercizi. Una buona conoscenza della teoria ingenua degli insiemi è essenziale.

e con una pubblicazione ne I principi della matematica. Frege con un’opera. poi. La scoperta di tali antinomie provoca una falla enorme nella teoria del matematico tedesco Frege che. già precedentemente introdotto da Leibniz. invano. l’insieme di tutti gli oggetti che godono di quella proprietà. secondo cui due insiemi con gli stessi elementi sono uguali. illustrando alcuni paradossi ed antinomie cui la teoria giunge. riconducendo il tutto a due soli principi: il principio di estensionalità. con una lettera a Frege. e il principio di comprensione. prima. Lo stesso Georg Cantor delinea le sue teorie facendo uso di strumenti matematici intuitivi ed ingenui analoghi a quelli su cui si era basato Frege. a dir suo “rivoluzionaria”. secondo il quale ogni proprietà caratteristica identifica un insieme. cioè è sempre possibile trovare una proprietà che accomuna gli elementi di un insieme.Quaderno 2 . riconosce la possibilità di basare ogni cardine matematico sulla teoria degli insiemi. matematico e filosofo tedesco. nel tentativo di produrre una costruzione della matematica completamente basata sulla logica. Bertrand Russell.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Frege. e ogni insieme è identificato da una proprietà caratteristica. evidenzia le contraddizioni insite nel principio di comprensione. cerca di colmare con la teoria dei tipi nella sua già citata opera. Russell stesso. 86 Analitic@Mente .

B è un insieme con più di due elementi e.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Antinomia di Russell. Analitic@Mente . dunque. È evidente che A non è elemento di sé stesso. Si definisca l’insieme C={ X : X ∉ X } . Quindi.i . si giunge alla contraddizione. in quanto non è elencato tra i suoi elementi. ora. per es. evidente che appartengono a B almeno tre elementi. o . Finora sembra che possano esistere insiemi che sono elementi di sé stessi ed insiemi che non lo sono. È . è elemento di sé stesso. Russell solleva il seguente quesito: un insieme può essere o meno elemento di sé stesso? Inizialmente. l’insieme delle consonanti appartiene a B . cioè l’insieme di tutti gli insiemi che tra i loro elementi non hanno sé stessi. un altro esempio: B={X : X è un insieme con più di 2 elementi} . B rappresenta un insieme di insiemi. pertanto. Ora. sembra che la risposta sia decisamente negativa. e . ad un’analisi poco attenta. ad esempio: A={a . Si consideri.Quaderno 2 87 . Si pensi all’insieme delle vocali. l’insieme delle vocali appartiene a B . u} . i cui elementi sono tutti quegli insiemi con più di due elementi. ma anche l’insieme delle 10 cifre arabiche appartiene a B .

Nessuno ci ha trovato mai niente di strano. genera in ogni caso un’antinomia. Se l’insieme C non fosse elemento di sé stesso. Il barbiere di un piccolo villaggio ha appeso un cartello nel suo negozio in cui afferma di radere solo quelli che non si radono da sé. Il figlio però lo interrompe: “Quindi non sei uno di quelli che non si radono da 88 Analitic@Mente . quindi esserlo.Quaderno 2 . Il padre risponde alla domanda con sufficienza: “Che domanda sciocca! Ma se mi rado due volte alla settimana!”. se lo fosse. La definizione di C . dovrebbe non esserlo. In sintesi.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Il problema posto da Russell è se C appartiene o meno a sé stesso. Analogamente. allora C ∈C ⇔C ∉C . allora dovrebbe appartenere a C . In simboli: se C={ X : X ∉ X } . Paradosso del barbiere. dunque. finché un bel giorno suo figlio non gli pone una domanda fatale: “Ma tu ti puoi radere?”. l’antinomia di Russell si può enunciare nel modo seguente: l’insieme di tutti gli insiemi che non appartengono a sé stessi appartiene a sé stesso se e solo se non appartiene a sé stesso.

formulata inizialmente da Ernst Zermelo e perfezionata in seguito da Abraham Fraenkel. dice: “Io non sono uno di quelli che non ….Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi sé?”. Russell per risolvere il problema e rimuovere le antinomie cerca di limitare il principio di comprensione. Se. secondo il tuo cartello. quindi non radi quelli che si radono da sé. è vero”.. però. allora il barbiere. inserendo una netta separazione tra insiemi e classi. Questa distinzione.. che non ha ben capito. non può raderti!” e con la vittoria in pugno. La teoria che ha avuto maggiore seguito è la teoria di ZermeloFraenkel.Quaderno 2 89 .. A questo punto il padre infuriatosi esclama: “Come sarebbe a dire. Tale teoria. tu.?”. perché io mi. sul tuo cartello c’è scritto che radi solo quelli che non si radono da sé. cioè tu.. caro il mio barbiere. si riescono ad elaborare delle teorie innovative assiomatiche più rigorose. però. enunciando una lista di assiomi che definiscono gli insiemi e le operazioni che si possono effettuare su di essi. non posso. Il padre. il cliente si alza e se ne va. con un approccio completamente diverso. non è sufficiente per superare tutti i dubbi sollevati in precedenza e solo in seguito. lasciando di stucco il barbiere. tu non puoi raderti!” osserva allora il figlio. sì. ti radi da te. Un cliente che si trova sotto il suo rasoio in quel momento osserva: “Ma è chiaro. “Per cui. con le successive Analitic@Mente .

Quaderno 2 . 90 Analitic@Mente . potenziata con l’Assioma di Scelta (AC. una serie di assiomi che regolano la teoria assiomatica ZFC degli insiemi. Si definisce assioma una proposizione fondamentale che non necessita di dimostrazione perché vera in modo evidente. Definizione di assioma. in inglese Axiom of Choice).Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi estensioni. Prima di elencare gli assiomi che caratterizzano tale teoria è doveroso definire un assioma e ricordare che la presente trattazione. fornisce ad oggi la base teorica per la maggior parte delle costruzioni matematiche. Assioma 0 (Assioma di esistenza): Esiste almeno un insieme. In simboli: ∃ X .21 TEORIA ASSIOMATICA ZFC: CENNI Si introduce. necessita di conoscenze propedeutiche relative ai concetti di relazioni e funzioni. 2. sebbene semplificata. cioè la teoria di Zermelo-Fraenkel (ZF). ora.

Quaderno 2 91 . inoltre.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi L’assioma di esistenza è di fondamentale importanza. a} e Analitic@Mente . In simboli: ∀ X . Ancora. è possibile esprimere uno stesso insieme anche per mezzo di caratteristiche differenti. Infatti. Z ∈ X ⇔ Z ∈Y  . purché tali proprietà caratteristiche individuino elementi identici e. due insiemi del tipo {a . L’assioma di estensionalità fornisce la certezza che un insieme è individuato unicamente e univocamente dagli elementi che possiede e non dalle rappresentazioni caratteristiche che li contraddistinguono. la mancanza d’ordine in un insieme. quindi. tale assioma permette di non ripetere gli elementi all’interno di un insieme.  X =Y  ⇔  ∀ Z . lo stesso insieme. In altri termini. in quanto rende uguali due insiemi anche se gli elementi hanno un ordine di posizione differente. X e Y . essi sono uguali se e solo se hanno gli stessi elementi. in quanto garantisce che la teoria degli insiemi abbia almeno un oggetto di studio. Questo assioma mette in luce. ∀ Y . Assioma 1 (Assioma di estensionalità): Considerati due insiemi qualunque.

ciascuno di questi atomi (in quanto privo di elementi) dovrebbe coincidere con l’insieme vuoto ed essere esso stesso un insieme. che possono essere codificati come particolari insiemi.Quaderno 2 • . invece. Altra conseguenza dell’assioma di estensionalità è che nella teoria ZFC non esistono atomi (ur-elementi).Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi {a} sono uguali perché hanno gli stessi elementi. in ZFC si assume implicitamente che tutti gli oggetti siano insiemi. • Assioma 2 (Assioma di regolarità o di fondatezza o di fondazione): Ogni insieme non vuoto X contiene almeno un elemento Y disgiunto da X . compresi i numeri. Nota 1 I numeri di solito sono pensati come atomi e non come insiemi. cioè non esistono oggetti matematici elementari che non siano insiemi. In simboli: ∀ X : X ≠∅ ⇒  ∃Y :Y ∈ X  ∧ ¬∃Z : Z ∈ X ∧ Z ∈Y   . Nota 2 Si noti come ci si riferisca alla disgiunzione tra un elemento ed un 92 Analitic@Mente . Infatti.

in quanto tutti i risultati ottenuti nelle teorie basate su quella degli insiemi valgono anche in assenza di regolarità. dato un generico insieme Z . Z è un elemento di Y se e solo se Z è un elemento di X e per Z vale un predicato P . Altre teorie degli insiemi non standard. hanno addirittura postulato l’esistenza di insiemi che sono elementi di sé stessi. L’assioma di regolarità implica che nessun insieme è elemento di se stesso. L’assioma di fondazione permette di trovare un modello molto semplice della teoria degli insiemi: a partire da un insieme vuoto si può ottenere qualsiasi insieme. Analitic@Mente . questo assioma è molto discusso perché poco utile nella teoria ZFC. Schema di Assiomi 3 (Schema di assiomi di specificazione o di isolamento o di separazione o di comprensione): Dato un generico insieme X .Quaderno 2 93 . oltre ad omettere tale assioma.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi insieme. esiste almeno un insieme Y tale che. L’essenza di tale assioma si può sintetizzare come segue: ogni insieme è ben fondato. sottolineando che un insieme può essere elemento di altri insiemi e che gli elementi possono essere visti come insiemi. Ciononostante.

Assioma 4 (Assioma della coppia): Dati due elementi X e Y . esiste almeno un insieme che li contiene entrambi. Per l’assioma di estensionalità tale insieme risulta unico e può essere individuato mediante la rappresentazione per caratteristica.Quaderno 2 ∃X :X =X e . quindi questo assioma rappresenta un elenco di infiniti assiomi. Dato un insieme X e un predicato P . ∀ Y . Nota 3 Si noti che esiste un assioma di specificazione per ogni predicato • P . A questo schema di specificazione e all’assioma di esistenza è dovuta la possibilità di introdurre il vuoto. cioè è uno schema di assiomi e rende infinita la lista degli assiomi che si stanno trattando. è possibile trovare un sottoinsieme Y di X . i cui elementi sono precisamente gli elementi di X che soddisfano la caratteristica P . In simboli: ∀ X . ∃Z :  X ∈Z ∧Y ∈Z  . ∃Y :  ∀ Z . È opportuno comprendere meglio questo schema di assiomi.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi In simboli: ∀ X . infatti: il vuoto è ∅={ X : X ≠ X } . 94 Analitic@Mente . Z ∈Y  ⇔  Z ∈ X ∧ P Z   .

dato un generico elemento Z . Y } . che tale insieme Z è anche unico. dato un insieme X . Una coppia non ordinata del tipo {X . Questo insieme è detto coppia non ordinata e si denota di solito con Z ={X . Z è un elemento di Y se e solo se esiste un insieme W tale che Z è un elemento di W e W è un elemento di X . è possibile trovare almeno un insieme Y i cui elementi Analitic@Mente . X }={X } definisce l’insieme singoletto o singleton. che qui si riprende per completezza del discorso:  X .Quaderno 2 95 . Precisamente è l’insieme così definito: Z ={W : W = X ∨W =Y } . In base all’assioma della coppia è possibile definire anche la coppia ordinata (già introdotta in precedenza). Assioma 5 (Assioma dell’unione): Dato un generico insieme X .Y ={ {X }. L’assioma dell’unione. In simboli: ∀ X . in sintesi. Z ∈Y  ⇔ ∃W :  Z ∈W ∧W ∈ X   . mediante la definizione di Kuratowski. esiste almeno un insieme Y tale che. {X . ∃Y :  ∀ Z . Y }} .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Usando l’assioma di estensionalità si nota. poi. afferma che.

D’altra parte. dato un generico insieme A . esiste un insieme B tale che. dato un generico insieme C . congiunto all’assioma della coppia. questo insieme Y è unico. implica che. è possibile formare l’intersezione ∩ X mediante l’assioma di specificazione. esiste un unico insieme Y tale che una relazione P vale per X e Y . Schema di Assiomi 6 (Schema di assiomi di rimpiazzamento): Se. L’assioma dell’unione. se • X è non vuoto. esiste un insieme che contiene esattamente gli elementi di entrambi. chiamato unione di X e denotato con ∪ X . allora. cioè mediante caratteristica. Nota 4 Si noti che nella teoria ZFC non esiste alcun assioma dell’intersezione e se l’insieme è vuoto non esiste la stessa intersezione. Grazie all’assioma di estensionalità. 96 Analitic@Mente .Quaderno 2 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi sono esattamente gli elementi degli elementi di X . per ogni coppia di insiemi. C è un elemento di B se e solo se esiste un insieme D tale che D è un elemento di A e P vale per D e C . dato un generico insieme X . In quest’ottica si deduce che l’unione di un insieme è un insieme.

• Nota 5 Si noti che esiste un assioma di rimpiazzamento per ogni relazione P . ∃ B :  ∀ C . Prerequisiti necessari per la comprensione di questo assioma sono la definizione di relazione tra due insiemi. ∃! Y : P  X .C    . È doveroso un cenno ad un’interpretazione intuitiva per meglio comprenderne il significato e ridurre lo sforzo mnemonico. La seconda parte assicura. Y  . Y   ⇒ ⇒  ∀ A . cioè è uno schema di assiomi. quindi questo assioma rappresenta un elenco di infiniti assiomi. cioè Analitic@Mente .Quaderno 2 97 . il concetto di dominio. nel quale ogni elemento C assume il valore del predicato funzionale F in qualche elemento D di A .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi In simboli:  ∀ X . l’esistenza di un insieme B . La prima parte dello schema introduce una relazione P tra i due insiemi X e Y in modo da definire un predicato funzionale F tale che Y =F  X  se e solo se vale P  X . dato un insieme A . di esistenza e di predicato funzionale mediante una relazione. È sufficiente dare uno sguardo anche superficiale a tale schema per capire che non si tratta di un assioma di facile comprensione.C ∈ B  ⇔  ∃ D :  D∈A ∧ P  D .

Usando l’assioma di estensionalità è possibile mostrare l’unicità di questo insieme B . Dato un insieme X . lo schema di rimpiazzamento garantisce che l’immagine di un insieme mediante un predicato funzionale è ancora un insieme. In simboli: ∃ N 0 :  ∅∈ N 0 ∧  ∀ X : X ∈ N 0  ⇒   X ∪{ X } ∈ N 0   . che si definisce immagine di A mediante F e si denota con F  A . Si verifichi quanto appena affermato. In termini semplicistici. Assioma 7 (Assioma dell’infinito): Esiste un insieme N 0 che ha l’insieme vuoto tra i suoi elementi e tale che se X è un elemento di N 0 .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi C= F  D con D∈A . l’assioma della coppia rende lecita la costruzione del singleton di X e l’assioma dell’unione permette 98 Analitic@Mente . in quanto. grazie ad una iterazione induttiva. anche l’insieme formato dall’unione di X con il suo singleton {X } è un elemento di N0 .Quaderno 2 . si riesce a includere in esso tutti i numeri naturali con lo zero. Tale insieme N 0 è denominato insieme induttivo.

ora.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi la seguente definizione. 3 è il successore di 2 : 3=2∪{2}={0 .Quaderno 2 99 .1 .. 1 è il successore di 0 : 1=0∪{0}=∅∪{0}={0} . incluso lo zero. . la codifica insiemistica dei numeri naturali con lo zero. 2} . In questa codifica. quindi. assume l’esistenza di un insieme che raccoglie tutti i numeri naturali. In simboli: n={0 .. 2 . lo zero corrisponde all’insieme vuoto: 0=∅ . ma grazie allo schema di assiomi di Analitic@Mente . 2 è il successore di 1 : 2=1∪{1}={0 }∪{1}={0 . ⋮ Conseguenza immediata di tale codifica è che ogni numero naturale è uguale all’insieme costituito da tutti i numeri naturali precedenti. n−1} . Si dice successore di X l’unione di X e del suo singleton {X } . 3 .. Data la definizione dei successori si introduce. 1}∪{2}={0 . Tale successore in base all’assioma dell’infinito è appartenente sempre a N 0 .1 . oltre ai numeri naturali con lo zero.1} . Un insieme siffatto potrebbe contenere anche altri elementi. L’assioma dell’infinito. Definizione di successore.

poi. L’assioma può essere sintetizzato affermando che ogni insieme è dotato di insieme potenza. B : A∈ X ∧B∈Y } . X ×Y ={ A . Questo insieme risulta. ∃ P  X  :  ∀ Y . Si ricordi che vale l’equivalenza:  Y ⊆ X  ⇔  ∀ Z . considerato un generico insieme Y . Y è un elemento di P  X  se e solo se Y è un sottoinsieme di X . 100 Analitic@Mente . Per l’assioma di estensionalità questo insieme P  X  è unico ed è denominato insieme potenza di X . In simboli: ∀ X .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi specificazione è possibile applicare un particolare predicato caratteristico per rimuovere tutti gli elementi non utili allo scopo. Z ∈Y ⇒ Z ∈ X  . lasciando unicamente i numeri naturali con lo zero e rendendo minimo tale insieme. L’assioma della potenza permette la definizione del prodotto cartesiano tra due insiemi: ∀ X .Quaderno 2 . Assioma 8 (Assioma della potenza): Dato un generico insieme X . ∀ Y .Y ∈ P  X   ⇔  Y ⊆ X  . esiste un insieme P  X  tale che. unico per l’assioma di estensionalità.

Analitic@Mente . Gli assiomi finora introdotti sono alla base della teoria ZF. per la scelta tra un numero finito di elementi sono sufficienti i precedenti assiomi. al fine di costruire altri insiemi. viceversa.∃ f :  ∀ Y . Questo assioma risulta essenziale per la scelta tra infiniti elementi. Assioma 9 (Assioma di scelta): Dato un insieme non vuoto di insiemi non vuoti esiste almeno una funzione che ad ogni insieme dell’insieme fa corrispondere un suo elemento. Una funzione così definita rappresenta una funzione di scelta tra gli elementi di un insieme. Da ciò si deduce che il prodotto cartesiano è un insieme. Al fine di introdurre la più completa teoria ZFC è necessario aggiungere un ulteriore assioma. In simboli: ∀ X : X ≠∅ .Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Tale definizione risulta lecita in base alla seguente inclusione: X ×Y ⊆P  P  X ∪Y   .  Y ∈ X  ∧ Y ≠∅    Z ∈Y .Quaderno 2 101 .

• Nota 6 Si tralascia la dimostrazione del teorema del buon ordinamento. 102 Analitic@Mente . In simboli: ∀ X . Teorema (del buon ordinamento) Considerato un generico insieme X . invece. detto anche del minimo intero naturale. L’assioma di scelta può essere espresso anche in una forma equivalente mediante il seguente teorema.Quaderno 2 . Sia X una biblioteca (non vuota) che contiene infiniti libri e sia Y un generico libro (non vuoto) di X. L’assioma di scelta garantisce l’esistenza di una funzione f che permette di associare ad ogni libro Y di X una sua pagina Z (di Y). dal momento che esula dallo scopo del testo definire un buon ordine per un insieme. afferma: Ogni insieme di numeri naturali non vuoto contiene un numero che è più piccolo di tutti gli altri. Il teorema del buon ordinamento non deve essere confuso con il principio del buon ordinamento. esiste sempre un buon ordine per X . che.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi • Esempio Si introduce un esempio per meglio comprendere il significato di questo assioma. In tal modo è possibile costruire un insieme nuovo con tutte le pagine Z che sono state scelte. ∃ℜ  ℜ è un buon ordine per X  .

tutte quelle discipline postulatorie basate sulla teoria degli insiemi. In tal modo si costruisce una teoria assiomatica sufficientemente non controversa. in grado di risolvere e si stabiliscono le fondazioni che permettono di costruire. in modo rigoroso. Analitic@Mente . invece.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi Introdotti gli assiomi necessari per fondare la teoria degli insiemi. tutte le definizioni relative ad operazioni e tutti i teoremi della teoria intuitiva possono essere ricondotti ai suddetti assiomi.Quaderno 2 103 . con la quale si eludono i problemi paradossali che la teoria ingenua non è.

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101-102 assiomi di rimpiazzamento (schema di) 96-98 assiomi di specificazione o di isolamento o di separazione o di comprensione (schema di) 93 atomi (ur-elementi) 92 Cantor Georg F. 58 Frege Gottlob 85. 71-73. 16 assioma 90 assioma dell’infinito 98-99 assioma dell’unione 95 assioma della coppia 94 assioma della potenza 100 assioma di esistenza 90-91. 1-2. 36. 33 classe 1-2.Quaderno 2 105 . 73 antinomia di Russell 87-88 antiperiodo 47-49 appartenenza (e non) 1-4. 95 coppia non ordinata 95 coppia ordinata 34-36. 29-30 forma impossibile 44 forma indeterminata 44 Fraenkel Abraham 90 frazione 43. proprietà antiriflessiva 13 inclusione stretta. proprietà transitiva 13 incommensurabilità 59-63 infinito 6-10. 65 confronto tra due numeri positivi 52-53.L. 53 densità di ℚ in ℝ 66-68 densità di densità di ℝ∖ ℚ ℚ in ℝ 68-71 in sé 54-55 densità di ℝ in sé 66 diagonale 37-39 diagonale di Cantor 78 diagramma di Eulero-Venn 7. proprietà antisimmetrica 12 inclusione. proprietà riflessiva 12 inclusione. 22. 34 commensurabilità 59-63 complementare 25-26. 94-96. 98-99 insieme 1-7 insieme contenente 12-13 Analitic@Mente . 28 complemento 23 componente 34-36 concordi 45 confronto tra due numeri negativi 53. 15-16. 29 differenza 23-25. 98. 86 funzione di scelta 101 funzione molteplicità 33-34 grandezze commensurabili 59-63 grandezze incommensurabili 59-63 immagine di un insieme mediante una funzione 98 inclusione 12-15 inclusione. 64-65 confronto tra numeri razionali 52-53 confronto tra numeri reali 64-65 confronto tra un numero negativo e un positivo 52. 28 differenza simmetrica 26-28 discordi 45 divisione 41-44. 40 famiglia 1. 51.44 frazione generatrice 48-48. 82. 18. 95 criterio 61-63. 94 assioma di estensionalità 91-92. 20.Claudio De Angelis Teoria degli Insiemi INDICE ANALITICO addizione 41 aleph uno 80 aleph zero 10. 76 criterio iterativo 76 denominatore 43-46. proprietà asimmetrica 13 inclusione stretta. 98 coppia di Kuratowski 34. 15. 64 continuo 77-85 coordinata 34-35 coppia 34-36. 94-96. 77-78. 40 ennupla ordinata 34-36. 46 elemento 2-7 ennupla 34-36. 100 assioma di regolarità o di fondatezza o di fondazione 92 assioma di scelta 90. 51 frazione ridotta ai minimi termini 45. 48. 82-86 cardinalità di un insieme 8-11. proprietà transitiva 12 inclusione stretta 13-15 inclusione stretta.P.

72 insieme dei numeri razionali 11. 71-73 insieme non ordinato 5 insieme nullo 10-11 insieme numerabile 10. 48. 95 legge di annullamento del prodotto 44 legge di tricotomia 52. 40. 65 rappresentazione estensiva 4. 51. 27. 33. 63. 10-11. 68 numero reale 56. 20. 22. 63.Quaderno 2 106 . 89 principio di estensionalità 86 prodotto cartesiano 37-40. 100-101 proposizione 72-75. 73-83 insieme potenza 16-17. 16-17. 14. 80. 36. 56. 16 parte (rappresentazione) 14 parte decimale 46.Claudio De Angelis insieme contenente strettamente 13 insieme contenuto 12-15 insieme contenuto strettamente 13-15 insieme dei numeri interi relativi 42 insieme dei numeri irrazionali 56. 64. 100 potenza del continuo 77-85 potenza del numerabile 71-77 potenza di un insieme 8-10 principio del buon ordinamento 102 principio del minimo intero naturale 102 principio di comprensione 86. 51 numeri transfiniti 82-85 numero decimale finito 47-50. 64 operazioni razionali 46 operazioni tra insiemi 19-29 operazioni tra numeri 40-51 ordine di un insieme 8-10 ordine totale 64 paradosso del barbiere 88-90 parte 12-14. 69 potenza 8. 100 insieme unitario 11 insieme universo 11-12. 55-56. 48-50 parte propria 13 partizione 29-31 periodo 47-49. 43-46. 77 insieme dei numeri reali 56. 63 molteplicità relativa all’elemento i-esimo 32-33 moltiplicazione 41 multinsieme 31-34 Teoria degli Insiemi multiset 31-34 numeratore 43-46. 52-53. 37 proprietà dell’assorbimento 28 proprietà dell’idempotenza 27 proprietà dell’identità 27 proprietà della complementarietà 28 proprietà della differenza simmetrica 28 proprietà della differenza 28 proprietà distributiva 28. 37 proprietà invariantiva 44 ragione algebrica 57 ragione geometrica 59 rappresentazione decimale 46. 56-57. 80. 52. 96 ipotesi del continuo 82-85 ipotesi del continuo (in forma debole) 83-84 ipotesi del continuo (in forma forte) 84-85 ipotesi indecidibile 83 Kuratowski Kazimierz 34. 55. 79 posizionalità 47 postulato di Archimede 61. 10. 72-73. 90 proposizione (di Cantor) 77-78 proprietà associativa 27-28 proprietà commutativa 27. 92-94. 81-84 insieme di insiemi 4. 67-71 numero razionale 45-48. 68 numero decimale periodico 46-48. 87 insieme finito 7-9. 14 insieme vuoto 10. 71-84. 71. 63 misure approssimate per eccesso 62. 75. 68 numero irrazionale 56-57. 81 insieme dei numeri naturali 6. 26. 15-16. 77-78. 16. 29. 96. 86. 80 insiemi idempotenti 9 insiemi uguali 18-19. 17. 5 Analitic@Mente . 91-92 intersezione 21-24. 30-31 insiemi equicardinali 9 insiemi equipotenti 9. 98-99 insiemi disgiunti 23-24. 29-31 insieme includente 12-13 insieme includente strettamente 13 insieme incluso 12-13 insieme incluso strettamente 13 insieme induttivo 98 insieme infinito 6-10. 62 numero decimale non periodico 56. 61. 77-81 insieme delle molteplicità relative 32-33 insieme delle parti 16. 59. 64 leggi di De Morgan 28 Leibniz Gottfried Wilhelm von 86 misura irrazionale 59-63 misura razionale 59-63 misura reale 59-63 misure approssimate per difetto 62. 51. 4142. 49-50 parte intera 46.

5 rappresentazione tabulare 4. 102 teorema (del buon ordinamento) 102 teorema (la cardinalità della potenza) 17-18 teoria assiomatica ZFC degli insiemi 83. 16-17 sottoinsieme proprio 13-14 sottrazione 41-43 successore di un insieme 99 Teoria degli Insiemi teorema 17-18. 95. 48. 85. 90-103 Analitic@Mente .Quaderno 2 107 .Claudio De Angelis rappresentazione frazionaria 45. 57-59. 98-99 singoletto 11. 89. 14 rappresentazione intensiva 6 rappresentazione per caratteristica 6. 90-103 teoria dei tipi 86 teoria di Zermelo-Fraenkel 89-90 teoria ingenua (critiche alla) 85-90 teoria ingenua degli insiemi 85 terna ordinata 35 transfiniti 82-85 transfiniti cardinali 82-85 uguaglianza tra insiemi 18-19 unione 19-21 unione di un insieme 95-96 unità di misura 59-60 ur-elementi 92 Zermelo Ernst 89-90 ZFC 83. 65 ricoprimento 29-31 Russell Bertrand 86-89 simboli (uso dei) 15 singleton 11. 5 regola pratica 49 relazione d’ordine largo 12 relazione d’ordine stretto 13. 95. 94 rappresentazione per elencazione 4. 53 rappresentazione grafica 7. 98-99 sistema di numerazione decimale 46-47 sottoinsieme 12-14 sottoinsieme improprio 14.

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Analitic@Mente Collana di Analisi Matematica Centro Studi Medea .