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PROCESSO

LEGIS ACTIONES: • Dichiarative: o Sacramenti o Per iudicis arbitrive postulationem o Per condictionem Esecutive: o Per manus iniectionem o Per pignoris capionem

Caratteristiche: o Ius civile in senso stretto o Certa verba o Rigido formalismo o Era richiesta la partecipazione di entrambi i litiganti e di un magistrato con iuris dictio (salvo che per la pignoris capionem) Chiamata in giudizio dell’attore al convenuto → in ius vocatio coercibile con la forza • Dichiarative: due fasi: in iure → fissare termini giuridici della lite; invocazione solenne di testimoni = litis contestatio apud iudicem → giudice raccoglie prove e emana sentenza; nessun formalismo; non necessaria presenza di entrambi, ma per le 12 tavole se entro le 12.00 uno dei due non si fosse presentato, il giudice avrebbe risolto a favore della parte presente.

LEGIS ACTIO SACRAMENTI IN REM: per il riconoscimento di posiz giuridiche certe → vindicationes (tutte azioni reali) in iure: presenti entrambi e la cosa controversa, l’attore con una bacchetta toccava l’oggetto e affermava solennemente che la cosa era sua “ex iure quiritium”(vindicatio); il convenuto faceva lo stesso (contravindicatio); il pretore ordinava di deporre la cosa (mittite ambo rem); i due obbedivano e si sfidavano al sacramentum (inizialmente un giuramento solenne, poi una scommessa). Poi il pretore assegnava il possesso provvisorio a quello che assicurasse l’intervento di garanti più idonei (praedes) apud iudicem: la parti dovevano dimostrare quanto dichiarato → onere della prova su entrambi; giudice si pronunciava su quale dei sacramenti fosse iustum e quale inustum. Se il possesso provvisorio era stato assegnato alla parte soccombente, inadempiente questa il vincitore poteva procedere contro i praedes, o anche riprendere la cosa con la forza. LEGIS ACTIO SACRAMENTI IN PERSONAM: Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com

per persecuzione di crediti. In iure: il creditore affermava il suo credito e chiedeva all’altro di ammettere o negare; nel primo caso → confessio in iure → interruzione del rito; nel secondo le parti si sfidavano al sacramentum. Contro il debitore, sia confesso che non, che dopo 30 giorni non avesse adempiuto, si dava la legis actio per manus iniectionem. LEGIS ACTIO PER MANUS INIECTIONEM: Esecutiva; usata per i soli casi in cui una legge vi avesse fatto rinvio. ⇒ per le 12 tavole; per l’esecuzione di un giudicato (manus iniectio iudicati); manus iniectio pro iudicato ad es. allo sponsor (garante) che non fosse stato rimborsato dal debitore principale entro 6 mesi; manus iniectio pura es. all’erede contro il legatario che avesse ricevuto più di 1000 assi. In iure: il creditore enunciava con certa verba la fonte e l’impporto del credito e dichiarava di manum inicere (afferrando il debitore); questi poteva indicare un vindex che avrebbe evitato la manus iniectio, ma in un’azione cognitiva all’uopo istruita, se fosse stato condannato, avrebbe dovuto pagare il doppio. In mancanza di vindex, addictio del debitore presso il creditore (tenerlo in catene per 60 giorni); in questo tempo il creditore doveva portare il debitore per tre mercati e proclamare pubblicamente l’importo del debito cosicchè qualcuno lo riscattasse: se non avveniva poteva venderlo come schiavo fuori roma, o teoricamente anche ucciderlo. N.B. per la manus iniectio pura, il debitore poteva sottrarvisi anche senza un vindex, e la possibile condanna al doppio sarebbe stata nei suoi confronti → regola della litiscrescenza (condanna al doppio in caso di contestazione infondata). LEGIS ACTIO PER PIGNORIS CAPIONEM: esecutiva non richiedeva la presenza né del magistrato né dell’avversario. Il creditore pronunciava certa verba e prendeva contestualmente possesso di cose appartenenti al debitore, tenendole in pignus LEGIS ACTIO PER IUDICIS ARBITRIVE POSTULATIONEM: dichiarativa per crediti da stipulatio, per divisione di eredità e per la divisione dei beni comuni per crediti da stipulatio, la prima parte era simile alla legis actio sacramenti in personam l’attore (per i crediti) o le parti (per i giudizi divisori) dovevano fare riferimento alla fonte dei diritti vantati e con certa verba chiedevano al pretore la nomina di un giudice o di un arbitro. LEGIS ACTIO PER CONDICTIONEM: dichiarativa crediti con oggetto somma determinata (certa pecunia) o cose determinate (certa res) in iure, con certa verba l’attore affermava il proprio credito senza indicarne la fonte. Il dovere ad adempiere del debitore era espresso dall’oportere, riferimento al ius civile. Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com

illustrava le sue pretese. Unico procedimento per le diverse actiones Per ciascuna di esse nell’editto era contemplata un’apposita formula → tipicità Due fasi: in iure e apud iudicem. Sempre in ius vocatio: non però solenne e nemmeno coercibile con la forza. concedeva cioè la formula concordata dalle parti). meno gravi per quelle in rem (avrebbe dovuto consentire all’avversario l’esercizio effettivo del diritto vantato = traslatio possessionis). presenza di ambo le parti e magistrato con iuris dictio (= potere di approvare il testo della formula concordata dalle parti → datio actionis). ma tramite la missio in bona (indirettamente). l’attore ne recitava il contenuto (iudicium dictabat) e il convenuto lo accettava (iudicium accipiebat) ⇒ litis contestatio. Aveva effetti preclusivi (l’azione non avrebbe più potuto essere ripetuta) e conservativi (qualunque evento successivo non avrebbe pregiudicato lo svolgimento del processo). N. Col passare del tempo sostituisce le legis actiones e gli vengono attribuiti effetti anche di ius civile.B. edile curule e governatori provinciali. anche vadimonium: il convenuto con stipulatio prometteva che si sarebbe presentato nel giorno stabilito. ovvero pretore urbano e peregrino. Sentenza sempre pecuniaria e fonte dell’obligatio iudicati → actio iudicati contro il condannato che non vi si fosse adeguato. Con la lex iulia iudiciaria divenne il processo privato ordinario. assente una parte oltre il mezzogiorno… mancanza totale di formalità il giudice era vincolato dai termini della formula: verificate certe condizioni avrebbe condannato. l’attore lo invitava a ripresentarsi dopo 30 giorni per la nomina del giudice. la litis contestatio presupponeva la partecipazione attiva anche del convenuto: contro chi avesse tenuto un atteggiamento passivo (indefensio) il pretore minacciava sanzioni più severe per le azioni in personam (addictio e missio in possessionem). Parti ordinarie della formula: o iudicis nominatio: nomina del giudice o intentio: esprimeva la pretesa dell’attore. Se il pretore si fosse convinto dell’infondatezza della pretesa o dell’iniquità di essa in base a circostanze di fatto avrebbe denegato l’azione (denegatio actionis) Viceversa la concedeva (datio actionis. poi chiedeva la stessa azione al magistrato (postulatio actionis).Se il convenuto negava. incerta negli altri casi.com . Certa se la pretesa era determinata. Apud iudicem: anche qui. PROCESSO FORMULARE: nato per iniziativa del pretore urbano per dare uno strumento processuale anche ai non cittadini. Università degli studi di Torino – Docsity. che si sarebbe pronunciato direttamente sul merito della lite. Simone Maina. non c’era però il rigoroso formalismo delle legis actiones. iudicium dabat. altrimenti assolto. L’attore indicava la formula dell’azione che voleva intentare (editio actionis). In iure: fissati i termini giuridici della lite. Uso della scrittura: le formulae erano scritte.

Era necessaria quando. Il giudice attribuiva in modo incontrovertibile parti definite di quanto oggetto della lite. La sentenza di condanna era sempre pecuniaria. o Adiudicatio: solo nelle formule delle azioni divisoriee nell’actio finium regundorum. Se l’intentio era certa. non essenziale (formule astratte). Erano tipiche. o Deroghe al cumulo di azione penale e reipersecutoria: alcune penali diventano reipersecutorie.o demonstratio: indicava la fonte della pretesa. collocata prima dell’intentio. il convenuto era tenuto a fare o dare. quella personale è relativa! AZIONI ARBITRARIE: clausola restitutoria.B. in base al contenuto della demonstratio. Se c’era. Praescriptio: nelle formule con intentio incerta. altrimenti ad assolverlo.B. nei iudicia stricta la condanna nonostante l’adempimento scomparve in età classica. Taxatio per limitarne l’importo. Il giudice avrebbe condannato il convenuto solo se le circostanze dedotte nell’exceptio non risultavano vere. a stabilire l’importo della sentenza (sempre pecuniaria) era l’attore! Se nn c’era la clausola arbitraria: nei giudizi di buona fede il giudice avrebbe assolto il convenuto che avesse restituito anche dopo la litis contestatio. Poteva essere corporale (inflitta dalla vittima) o pecuniaria. si potevano cumulare azione/i penale e azione reipersecutoria DEPENALIZZAZIONE DEL DIRITTO PRIVATO ROMANO: o dagli inizi del principato o intrasmissibilità passiva: contro gli eredi si può esercitare azione non penale nei limiti dell’arricchimento.com . l’intentio era incerta e indicava tutto ciò che. l’attore rischiava la pluris petitio (→ perdita nella lite). Se ciò nn avveniva. Il giudice invita il convenuto in azioni reali a restituire. AZIONI PENALI: o Il privato vittima di un illecito perseguiva una pena contro l’autore che aveva carattere afflittivo. senza di essa. perché se la prestazione dovuta era frazionabile → effetto preclusivo litis contestatio! → limitava l’oggetto della lite e gli effetti della litis contestatio a quanto l’attore volesse o potesse intanto perseguire. l’azione reale è erga omnes. Potevano essere seguite da replicatio (un’exceptio dell’attore all’exceptio del convenuto). queste erano annali o Potevano essere esperite in via nossale (l’avente potestà poteva o pagare una composizione pecuniaria o dare a nossa il soggetto) o Passivamente intrasmissibili AZIONI REIPERSECUTORIE: o Si perseguiva una res (ogni interesse patrimoniale leso) → funzione risarcitoria o Erano azioni reali o Cumulo escluso N.⇒ a favore dell’attore Exceptio: a favore del convenuto. Università degli studi di Torino – Docsity. o Nascevano tutte da illecito o Più azioni penali si cumulavano: sia contro più responsabili (solidarietà cumulativa) o Potevano essere civili o pretorie. il giudice non avrebbe potuto tenere conto di certi fatti. Azioni reali e azioni in personam: N. punitivo. altre mixtae (penali e reipersecutorie insieme) Simone Maina. anche se iure civili non rilevanti. o Condemnatio: pare nella quale si invitava il giudice a condannare il convenuto se sussistevano le condizioni indicate.

Distractio bonorum: per taluni incapaci. nella condemnatio il bonorum emptor). ma non proscriptio e infamia né esecuzione personale. si procedeva alla bonorum venditio o Il bonorum emptor avrebbe pagato subito la percentuale offerta al creditore che aveva dato impulso all’esecuzione e. o Il pretore nominava un curator bonorum per la gestione provvisoria o I creditori designavano un magister bonorum che stabiliva le condizioni per la vendita all’asta. se il creditore che aveva chiesto l’esecuzione non era stato soddisfatto. vocatus in ius che non seguisse immediatamente l’attore. → procedura concorsuale. tutti quei creditori il cui credito non contestava. PROCEDURE ESECUTIVE CONTRO IL IUDICATUS: o Esecuzione personale: addictio del debitore i favore del creditore fin quando altri non lo avessero riscattato o egli con il suo lavoro non avesse saldato il debito. In iure: se il convenuto ammetteva. debitore inadempiente dopo 30 giorni. Università degli studi di Torino – Docsity. Il convenuto poteva sostenere o che non ci fosse stata alcuna sentenza di ondanna. o di aver adempiuto oppure che non fossero trascorsi i 30 giorni. La sentenza di condanna non dava luogo ad altra actio iudicati. o Il bonorum emptor fu considerato successore universale iure praetorio del debitore: il pretore gli avrebbe concesso le stesse azioni che sarebbero spettate al debitore: o con un’azione utile ficticia (…come se egli fosse l’erede del debitore) oppure con una formula con trasposizione di soggetti (nell’intentio figurava il debitore. Per gli altri avrebbe potuto essere convenuto con azioni la cui condemnatio sarebbe stata limitata alla percentuale offerta mediante taxatio. Trascorsi 30 giorni.com . il pretore nominava un curator bonorum che vendeva singolarmente cespiti patrimoniali ereditari fino al soddisfacimento di tutti i creditori. CESSIO BONORUM E DISTRACTIO BONORUM: per quei debitori la cui insolvenza dipendesse da una pessima situazione finanziaria dovuta a sventura si consentì la cessio bonorum (volontaria) ai creditori. per gli assenti (per cui nessuno avesse assunto defensio in loro vece). In questi casi si procedeva apud iudicem. o Approvate tali condizioni dal pretore. ciò avrebbe comportato procedura concorsuale. o Proscriptio: contemporaneamente alla missio in possessionem si dava notizia della procedura in corso a tutti gli altri creditori. Simone Maina.o Nossalità scompare in età postclassica nei confronti dei filii familias (che risponderanno direttamente degli illeciti commessi) o Alcuni comportamenti sanzionati da azioni penali private vengono configurati anche come crimina (pena pubblica nell’ambito di iudicia publica) ACTIO IUDICATI: presupposti: sentenza di condanna espressa in denaro con conseguente obligatio iudicati. o Esecuzione patrimoniale: o Missio in possessionem: il creditore che ne avesse fatto istanza in sede di actio iudicati veniva immesso nel possesso di tutti i beni del debitore. ma comportava l’esecuzione. nella stessa percentuale. vendita all’asta e acquisto dei beni ad un bonorum emptor. il debitore diveniva infame. PROCEDURE ESECUTIVE IN ASSENZA DI GIUDICATO: indefensio nelle azioni in personam. e per i debitori morti senza eredi. In caso di infitiatio la condanna era del doppio. il pretore dava corso all’esecuzione.

Università degli studi di Torino – Docsity. ma il giudice avrebbe dovuto tenere conto delle ragioni dell’assente (quindi teoricamente avrebbe anche potuto assolverlo). LA IN INTEGRUM RESTITUTIO: comportava il ripristino di una situazione ad un tempo precedente un atto o un evento di cui il pretore riteneva equo cancellare gli effeti. LE MISSIONES IN POSSESSIONEM: disposte dal pretore mediante decretum su postulatio dell’interessato previa congnitio per l’accertamento dei presupposti. Si svolgeva in contraddittorio tra le parti. presenti le parti. emessi su istanza di un privato contro un altro privato. LE CAUTIONES. o Assente qualsiasi formalismo o La difesa del convenuto era detta praescriptio (= exceptio formulare) o La sentenza poteva non avere carattere patrimoniale. il pretore si avvaleva per lo più della denegatio actionis e della missio in possessionem. Inizialmente perentori. divennero condizionati: il pretore. → tutela con l’actio ex stipulatu. Su postulatio dell’interessato il pretore imponeva all’altra parte di promettere mediante stipulatio la prestazione del caso. Per indurre la parte tenuta alla stipulatio a compierla. ed era coercibile manu militari. mentre quello preclusivo alla sentenza. In caso contrario si apriva una procedura di accertamento: se l’esito era contrario all’intimato. Impiegati quasi essenzialmente in materia possessoria. Il missus otteneva la semplice detenzione (ma per il danno temuto otteneva il possesso con la missio in possessionem ex secundo decreto). O STIPULATIONES PRAETORIAE: Per i casi in cui mancasse un obbligo giuridicamente sanzionato al compimento di una certa prestazione e il pretore ritenesse invece equo che quell’obbligo vi fosse. o Il princeps decideva sia in prima istanza. o Nella chiamata in giudizio interveniva un organo pubblico. Simone Maina. faceva un esame sommario delle ragioni di entrambi. Se le parti vi si conformavano il procedimento si sarebbe concluso. o Non c’era la distinzione in iure / apud iudicem o Mancava la litis contestatio. l’effetto conservativo fu attribuito alla chiamata in giudizio. e magistrati dell’ordine repubblicano e funzionari del princeps a Roma.com . il pretore concedeva gli strumenti processuali idonei alla realizzazione dell’interdictum.GLI INTERDICTA: ordini processuali che vietavano determinati comportamenti. Poteva rigurdare singoli beni o un complesso patrimoniale. Scomparsa del processo formulare: fu abolito formalmente dai figli di costantino (costanzo e costante) LE COGNITIONES EXTRA ORDINEM: o organi competenti a giudicare extra ordinem erano il governatore (nelle province). se il chiamato non si fosse presentato il giudizio si sarebbe svolto ugualmente. sia più spesso in appello.

e un’eventuale sentenza al riguardo sarà dichiarativa. la responsabilità per evizione nella compravendita). Annullabile è quel negozio che. non produce i suoi effetti. NEGOZI GIURIDICI: INVALIDITA’ E INEFFICACIA Si dice nullo il negozio che.ATTI NEGOZIALI NEGOZI GIURIDICI: TIPICITA’ NEGOZI GIURIDICI: ELEMENTI • Essenziali: gli elementi strutturali fondamentali del negozio giuridico. • Accidentali: clausole che le parti possono. ne è quindi elemento essenziale. che deve fare capo a soggetti che siano al contempo capaci di agire e legittimati a compiere il negozio (es. se vogliono. chiunque potrà. taluni soggetti potranno impugnarlo ottenendo una pronuncia costitutiva: il negozio diventa inefficace (per lo più retroattivamente).com . N. solo il proprietario di un bene può trasferirne il diritto di proprietà). le quali potranno escluderli con patto contrario (es. per difetto di uno dei suoi elementi essenziali o per altro grave motivo. • Naturali: quegli elementi conseguenti automaticamente al negozio pur nel silenzio delle parti. • Astratti quelli in cui la causa non emerge. • Unilaterali quelli in cui a manifestare la volontà è solo una parte (es. estingue o comprime un proprio diritto. Università degli studi di Torino – Docsity. Sono la condizione. inserire per modificare o integrare gli effetti tipici del negozio. l’annullabilità no. NEGOZI GIURIDICI: CLASSIFICAZIONI • Formali quelli in cui la volontà deve essere manifestata secondo forme precise. per vizi meno gravi. • Con effetti reali: idonei al trasferimento della proprietà o alla costituzione o estinzione di diritti reali minori • Con effetti obbligatori: idonei alla nascita o estinzione di obbligazioni. la forma ne è elemento essenziale. • Causali quei negozi nei quali la causa determina la struttura del negozio.B. • A titolo oneroso quelli nei quali ciascuna parte consegue un vantaggio dietro corrispettivo. il termine e il modus. In tutti i negozi giuridici essenziale è la manifestazione di volontà. La nullità è nelle fonti romane. Simone Maina. senza limiti di tempo. testamento) • Bilaterali quelli nei quali compare la manifestazione di volontà di due parti • Plurilaterali con tre o più parti. quelli con effetti reali erano diversi da quelli con effetti obbligatori! • Dispositivi: atti in forza dei quali uno aliena. • Non formali quelli in cui la volontà può essere liberamente manifestata. • A titolo gratuito: una parte consegue un vantaggio senza corrispettivo (atti di liberalità) • Inter vivos sono destinati a produrre effetti in vita del soggetto o dei soggetti che partecipano al negozio • Mortis causa producono effetti dopo la morte del loro autore. far valere la nullità.

NEGOZI FORMALI Quelli dell’antico ius civile. La macata adozione della forma dava luogo a nullità. • Il formulario della mancipatio poteva essere integrato con leges mancipii (semplici clausole). per l’acquisto del mancipium su filii familias altrui. se del caso. con effetti obbligatori Simone Maina. e quindi trasferiva la proprietà su res mancipi. inserire i dati del negozio concreto (nomi di persone. il pretore chiedeva al cedente se volesse contravindicare. passava anche il possesso per le cose mobili ecc. • Per il trasferimento del dominium su res mancipi e nec mancipi e per altri casi. mancipatio per l’adoptio. le formalità prescritte erano per lo più orali (certa verba). • Il mancipio accipiens diceva che la res era sua ex iure… e il libripens pesava il metallo → era una vendita! • Con il riconoscimento del contratto consensuale di compravendita con effetti solo obbligatori (età preclassica). ovvero la cui struttura denunciava in modo stilizzato i contenuti del negozio. ecc. aveva effetti reali. (come per la mancipatio) • Scomparve in età postclassica STIPULATIO • Negozio formale del ius civile. tenendo l’oggetto. • Era astratto • Per il trasferimento di proprietà. per costituire servitù rustiche. Divenne un negozio astratto. Le forma era imposta rigorosamente: le parti avrebbero dovuto solo. • Trasferiva anche il possesso per i beni mobili. Mantenne gli effetti di prima. non per gli immobili (a partire dall’età classica). contratto di fiducia). volte a limitare o integrare gli effetti della mancipatio. mancata la contravindicatio il pretore pronunciava l’addictio. bilaterale (era un contratto). presenza di cose e persone. servi e animali da tiro o da soma ). che produceva i suoi effetti a prescindere dalla causa. • Venne abolita da Giustiniano (che abolisce anche la distinzione res mancipi / nec mancipi) IN IURE CESSIO Negozio formale e solenne del ius civile. Università degli studi di Torino – Docsity. emancipatio.com . per l’acquisto della manus sulla donna (coemptio). la mancipatio fu definita imaginaria venditio.• Fiduciari: atti che eccedono la causa negoziale. cose…) Era un formalismo interno. MANCIPATIO Uno dei gesta per aes et libram (con nexum e solutio per aes et libram) • Una parte conseguiva un vantaggio dietro la pronuncia di certa verba • Impiego della bilancia e del metallo che veniva pesato • Dalla presenza come testimoni di 5 cittadini romani puberi e del libripens • Impiegata per il trasferimento della proprietà (dominium ex iure quiritium) sulle res mancipi (fondi italici. pronunciava la formula vendicatoria (dico che questo schiavo è mio ex iure quiritium). ma anche gesti. ma in cui al contempo le parti stringono un’intesa che consentirà di realizzare esattamente lo scopo (es. espresse oralmente sempre con l’uso di certa verba. • Si compiva in iure: il cessionario. → finto processo • Come la mancipatio.

era irrilevante e il negozio valido. ALTRE FORME NEGOZIALI Forme scritte: nomina transscripticia. in substantia.• • • Interrogazione e congrua risposta: lo stipulante chiedeva al promittente se assumesse l’impegno a tenere un determinato comportamento. per essere rilevante. • • • Dichiarazioni ioci causa e simili: fatte per scherzo o in una rappresentazione teatrale o a scopo di inegnamento → non potevano essere prese sul serio. compravendita e donazione (a partire dall’età postclassica). o L’errore di diritto è irrilevante (ignorantia iuris non excusat) o L’errore su elementi di fatto. • Se riguardava le parti fisse dei negozi solenni del ius civile. Università degli studi di Torino – Docsity. • Per le parti variabili e per i negozi non formali poteva dar luogo a nullità. Può essere assoluta o relativa. ERRORE Errore ostativo (esclude la volontà) e vizio (non la esclude necessariamente): i romani non colsero la distinzione. in corpore. o I negozi solenni del ius civile restavano validi ed efficaci o Negli altri avrebbe comportato la nullità.com . in qualitate. o Il negozio dissimulato (relativa) era valido purchè ne sussistessero i requisiti di forma e sostanza. il promittente si limitava a pronunciare in prima persona il verbo già impiegato nella domanda (spondes mihi dari centum? Spondeo) Nasceva un’obbligazione sanzionata dal ius civile (con l’actio ex stipulato). bilaterale per il trasferimento del possesso (e in certi casi anche della proprietà) Contratti consensuali: negozi non formali (la volontà poteva essere manifestata in qualunque modo) DIVERGENZA TRA MANIFESTAZIONE E VOLONTA’ • Negozi solenni del ius civile: il compimento delle formalità era necessario e sufficiente per la validità dell’atto. in quantitate e in causa: • In negotio → sempre rilevante Simone Maina. in personam. Con la scomparsa di mancipatio e in iure cessio (postclassica) la necessità della volontà assume carattere generale. Negozio astratto. → validità dell’atto Simulazione: l’intento di non volere il negozio simulato è comune alle parti (negozio necessariamente bilaterale) sancito da un patto simulatorio occulto. doveva essere scusabile ed essenziale: È scusabile l’errore non grossolano Essenziale quello che investe il negozio nei suaoi aspetti fondamentali: l’error in negotio. Riserva mentale: chi consapevolmente e senza averlo concordato con le parti dichiara ciò che in realtà non vuole. • Negli altri negozi: la mancanza di volontà portava alla nullità. Traditio: negozio non formale.

Actio de dolo: esperibile dalla vittima che avesse dato esecuzione al negozio contro l’autore del dolo. necessaria per invalidare i negozi dai quali nascevano azioni non di buona fede. Per il ius civile. sarebbe stato invalidato iure praetorio. non esperibile oltre l’anno dalla commissione del dolo in integrum restitutio propter dolum • • • METUS (VIOLENZA MORALE) Per la sua rilevanza.com . Tale principio venne derogato nei giudizi di buona fede (dolo e buone fede si escludono a vicenda): il convenuto in giudizi di buona fede per l’adempimento sarebbe stato assolto. • Exceptio metus: Simone Maina. il negozio estorto con metus era iure civili valido ed efficace. In corpore → sempre rilevante In substantia (es.• • • • • • In personam → rilevante se l’elemento della fiducia tra le parti fosse determinante per i negozi inter vivos. Exceptio doli generalis: l’exceptio doli praeteriti sanzionava il raggiro prima del giudizio. credere che un oggetto d’oro abbia una certa caratura invece di un'altra) → irrilevante In quantitate → non sempre rilevante: es. l’exceptio doli praesentis (o generalis) il comportamento iniquo al momento dell’azione. se il locatore intendeva dare in locazione per 5 e il conduttore prendere in locazione per 10. Per i giudizi di buona fede. Dolus bonus: usuali furberie adottate nel compimento dei propri affari e tollerate dal costume → irrilevante. idem come nel dolo. o Penale (all’occorrenza nossale) ma al simplum o infamante o arbitraria (se l’autore avesse prima della sentenza e su invito del giudice risarcito il danno) o sussidiaria o intrasmissibile passivamente o pretoria. In causa (falsa causa) → irrilevante. sempre rilevante in quelli mortis causa. scambiare rame per oro) → sempre rilevante In qualitate (es. nulla in caso contrario. IL DOLO Dolo negoziale: macchinazione volta a trarre in inganno l’altra parte del negozio in modo che questa compia un atto a lei pregiudizievole. • Exceptio doli: superflua nei iudicia bonae fidei. la locazione era valida per 5. inizialmente il negozio viziato da dolo era valido ed efficace. Università degli studi di Torino – Docsity. se aveva già adempiuto. Il negozio iure civili valido. la vittima avrebbe potuto con la stessa azione di buona fede chiedere il ristoro del pregiudizio subito. doveva trattarsi di: • minaccia grave (minaccia di un pregiudizio maggiore rispetto alla conclusione del negozio) • ingiustizia del male minacciato • la minaccia doveva essere seria (tale da spaventare chiunque) Inizialmente. L’errore indotto dal dolo altrui → sempre rilevante.

testamento) Simone Maina.o avrebbe garantito l’assoluzione del convenuto per l’adempimento di un negozio estorto col metus. in iure cessio. • Oggetto: certa pecunia (actio certae creditae pecuniae) o certa res (condictio certae rei) • Azione in ius concepta. (es. • LA CAUSA È la ragion d’essere oggettiva del negozio. avrebbe opposto con successo l’exceptio doli all’actio ex stipulatu esercitata dallo stipulante. I romani conobbero solo le condizioni sospensive. così da giustificare un suo dare oportere. Come trasferimento di proprietà) • Doveva sussistere un valido motivo per cui il convenuto non dovesse trattenere la cosa. chi avesse promesso mediante stipulatio una certa somma di denaro che stava per essergli data in mutuo dallo stipulante. • Negozi astratti: la causa non è espressa. se non l’avesse ottenuta. in iure cessio. stipulatio. o era opponibile anche nei confronti di terzi. in personam e iudicium strictum • Formula senza demonstratio (solo intentio e condemnatio) • Presuppone una datio (int. (es. traditio). • Actus legitimi: quei negozi che si compivano per la pronuncia di certa verba tali da risultare incompatibili con un rinvio. acceptilatio…) • Condicio iuris: gli effetti erano di per se subordinati al verificarsi di un evento. Università degli studi di Torino – Docsity.com . • Negozi causali: la causa determina la struttura del negozio. tantundem se denaro o altre cose fungibili) • Poteva essere utilizzata quale rimedio contro il difetto di causa nei negozi astratti di trasferimento. purchè l’attore fondasse la sua pretesa su un negozio estorto con metus (exceptio in rem scripta) • Actio quod metus causa o Data a chi avesse dato esecuzione ad un negozio estorto con violenza o Pretoria o Penale (al quadruplo entro l’anno. (mancipatio. la funzione che si intende realizzare attraverso gli effetti del negozio stesso. (divennero astratti i più deinegozi formali del ius civile: mancipatio. al simplum dopo) o Arbitraria o Esperibile anche contro terzi che si fossero avvantaggiati in dipendenza del metus (in rem scripta) In integrum restitutio propter metum: in alternativa all’actio. ciò che è espresso dalla struttura del negozio sono gli effetti. mancando quindi la causa della stipulatio. LA CONDICTIO • Si perseguivano crediti per i quali il convenuto avrebbe dovuto essere tenuto a un obbligo di dare espresso col verbo oportere. (la stessa cosa se si trattava di cosa di specie. condictio indebiti) LA CONDIZIONE L’evento incerto e futuro dal quale le parti concordano di far dipendere gli effetti del negozio. Restavano iure civili validi ed efficaci anche se la causa mancava o era illecita (da preclassica si ammise in questi casi il ricorso a condictio o exceptio) Es.

solo che il beneficiario è obbligato a compiere quanto imposto dal modus. IL MODUS Onere. Diverso dalla condizione potestativa perché questa subordina gli effetti all’avveramento. Nullo il negozio sottoposto a clausola meramente potestativa. estesa poi alle altre disposizioni testamentarie. Università degli studi di Torino – Docsity. Condicio pendet (è ancora incerto che si verifichi). Imposizione al destinatario di un atto di liberalità di adottare un comportamento determinato. mortis causa non apposte Condizioni positive subordinano al verificarsi di un evento. per la stipulatio. la condizione doveva considerarsi come avverata.• • • • • • • Condiciones in praesens vel in praeteritum conlatae: gli effetti dipendevano da eventi attuali o passati (né futuri né incerti) Condizioni impossibili: o Materialmente (es. però. il modus ordina ma non subordina. negative al non verificarsi Condizioni potestative il cui avveramento di penda da un atto volontario di persona interessata. Condizioni potestative negative Nessun problema se c’era un termine per l’avveramento. se tizio alienerà il servo ereditario. il legatario che avesse preteso che si desse corso al legato senza prima aver prestato la stipulatio sarebbe stato respinto con exceptio doli generalis. mentre il negozio modale è immediatamente efficace e rimane tale a prescindere dall’adempimento del modus. in altri il termine era come non apposto → il negozio era valido (es. sia erede: solo chi è già erede può alienare un servo ereditario) o Negozi inter vivos → invalidità o Mortis causa → come non apposta Condizioni illecite: inter vivos invalidità. La questione rileva sprtt in materia di legati: al riguardo.com . istituzione di erede) Traditio e stipulatio non tolleravano termini finali (erano valide ma i termini si consideravano come non apposti). Se invece non è previsto un termine. exstitit (si è verificata → produrre effetti ex nunc. che potrebbe anche far mancare la condizione in punto di morte. Simone Maina. IL TERMINE Riguardava un evento futuro ma certo dal quale si fanno dipendere gli effetti del contratto. Alcuni negozi non tolleravano l’apposizione di termini (es actus legitimi). miste al cui avveramento concorrono il caso o la volontà di terzi e la volontà di persona interessata. il ricorso alla cautio muciana (si dava esecuzione al legato previa stipulatio del legatario con la quale prometteva all’erede che avrebbe restituito se la condizione fosse mancata). se toccherai il cielo con un dito…) o Giuridicamente (es.B. se la parte che aveva interesse a che la condizione non si verificasse lo impediva deliberatamente. la retroattività “ex tunc” è di eccezionale impiego) N. • Il modus nelle disposizioni mortis causa Ultima età repubblicana la giurisprudenza suggerì che prima di dare esecuzione ad un legato modale si facesse obbligo al legatario di prestare una stipulatio con cui promettere all’erede l’esecuzione del modus. casuali rimesse al caso o alla volontà di terzi. per essere certi che si verifichi bisogna attendere la morte dell’interessato. il pretore concesse l’exceptio pacti conventi (o doli) contro lo stipulante che avesse agito dopo la scadenza del termine (idem per la condizione risolutiva in materia di stipulatio). deficit (viene a mancare → inefficacia). ⇒ la condizione subordina ma non ordina.

COGNITOR. e quindi anche tramite nuntius • La rappresentanza organica: persone fisiche che agiscono per quelle collettività a cui viene riconosciuta soggettivazione giuridica. • Il modus nella donazione Se insieme all’atto traslativo della priprietà il dante causa avesse aggiunto un modus. partecipava alla lite nomine alieno. contratti consensuali e patti potevano essere conclusi anche tra assenti. IMPUTAZIONE DEGLI EFFETTI NEGOZIALI Gli effetti principali del negozio vengono solitamente imputati esclusivamente alle parti. alla quale l’erede non aveva interesse. la rappresentanza diretta. ma ad acquistare era l’avente potestà. litis contestatio e sentenza. poi anche al curatore di minore di 25 anni. LA RAPPRESENTANZA I romani non consentirono. il cognitor nella condemnatio). • Il nuntius: semplice portavoce.Se il modus era una prestazione in favore di terzi. anche in assenza dell’avversario. gli effetti della litis contestatio si producevano in capo al dominus. • Le azioni adiettizie: se in determinate circostanze ad assumere l’obbligazione fosse stato un alieni iuris ne sarebbe stato vincolato anche l’avente potestà. PATTI E CONTRATTI IN FAVORE DI TERZI Erano vietati. Università degli studi di Torino – Docsity. pena la nullità. PROCURATOR AD LITEM E ALTRI SOSTITUTI PROCESSUALI Si iniziò a tenerne conto col processo formulare. per il trasferimento del possesso con effetti in capo al proprio amministrato per il tutor impuberis e il curator furiosi e prodigi.com . Queste persone esprimono una loro volontà. dote e pegno. formula con trasposizione di soggetti. inizialmente. • Cognitor: sostituto processuale nominato dalla persona che si voleva far sostituire. • Rappresentanza indiretta: concludere un negozio per conto altrui ma in nome proprio (con effetti imputati al dichiarante). fatto con certa verba rivolte all’avversario. ma gli effetti che ne derivano vanno in capo all’ente. salvo poi il dovere del dichiarante di ritrasferire al terzo per cui aveva operato e quello del terzo di addossarsi gli obblighi assunti dal dichiarante. si diede ai terzi la petitio fideicommissi. • Deroghe all’esclusione della rappresentanza: per il caso di curator furiosi. perché le parti dovevano essere presenti. generalmente. Simone Maina. deposito. non avrebbero prodotto effetti sul dominus → l’avversario (se convenuto) avrebbe preteso che il procurator prestasse una cautio promettendo che il dominus avrebbe ratificato l’iniziativa del dominus. l’avversario (se attore) avrebbe preteso una cautio dal procurator in cui prometteva che il dominus avrebbe adempiuto una eventuale sentenza di condanna. Stessa cosa per i negozi di acquisto conclusi da soggetti a potestà (schiavi e filii): tali atti erano validi ed efficaci. • Procurator ad litem: nominato informalmente. questo poteva apparire come concausa dell’atto stesso: se l’esecuzione del modus non avesse avuto luogo. Deroga nel tardo diritto concedendo actiones utiles e in factum a terzi per donazioni. da considerare al pari di una lettera → non è deroga I negozi formali e solenni non potevano essere compiuti per mezzo di nuntius. sarebbe venuta a mancare la causa dell’atto → condictio per la restituzione del donato. l’adozione di una formula con trasposizione i soggetti (nell’intenzio compariva il dominus litis.

ius postliminii! • Condizione giuridica dei servi: o Sono personae in quanto essere umani o Sono res mancipi perché oggetto di proprietà o altro diritto soggettivo o No capacità giuridica o No matrimonium ma contuberium o Alieni iuris → soggetti alla potestà del dominus (ius vitae ac necis) • La rilevanza dei comportamenti volontari dei servi: o Avevano cap d’agire o Potevano migliorare. CIVIATIS. → azioni nossali. il dominus poteva evitarlo pagando una composizione pecuniaria.B. D’agire: l’idoneità ad operare direttamente nel diritto: a compiere personalmente atti giuridici • Potevano avere la cap guridica. DOTTRINA DEI TRE STATUS (LIBERTATIS. non peggiorare la posizione giuridico-patrimoniale del dominus o Compivano validamente negozi acquisitivi di diritti sogg. Università degli studi di Torino – Docsity. IL PECULIO Ogni atto lecito diverso dall’acquisto compiuto da uno schiavo sarebbe dovuto essere invalido: • Il servo non poteva compiere atti dispositivi non avendo beni propri • Non era giuridicamente capace → non poteva obligarsi • Non poteva peggiorare la posiz del dominus → nessun atto avrebbe potuto obbligare il dominus ⇒ epoca arcaica l’uso di concedere inizialmente del denaro.com . solo che ad acquistarli era il dominus • La responsabilità nossale: contro il servo altrui responsabile di delicta la vittima poteva vendicarsi direttamente sul servo impossessandosene e infliggendogli la relativa pena corporale.LE PERSONE CAPACITA’ GIURIDICA E D’AGIRE Giuridica: l’idoneità a essere titolari di diritti e obblighi: posizioni giuridiche soggettive. poi anche altri beni. FAMILIAE) • Sui iuris e alieni iuris: piena capacità ha chi è al contempo libero.. • Proprietario del peculio era il dominus • Lo schiavo poteva trasferire il possesso delle res peculiari (anche la proprietà se res nec mancipi) Simone Maina. i liberi • Non l’avevano gli schiavi • La cap d’agire l’avevano le persone intellettualmente capaci. ma non presupponeva la capacità giuridica (come oggi). ma non necessariamente. I LIBERI Si nasceva liberi se nati da madre libera → ingenui Si diventava liberi se si era schiavi liberati → liberti I SERVI • Fonti della schiavitù: o Nascita da madre schiava o Cattura al nemico N. cittadino romano e non soggetto a potestà.

LE AZIONI ADIETTIZIE Era impensabile che i terzi facessero sempre affidamento sullo spontaneo adempimento ⇒ strumenti giudiziari per quelle situazioni in cui fosse lecito pensare che il dominus si assumesse la responsabilità di operazioni finanziarie del servo. i quali venivano soddisfatti fino ad esaurimento del peculio (e una volta finito. il dominus rispondeva nei limiti del suo arricchimento.B. normalmente significava fare onore agli impegni assunti o ⇒ riconoscimento dell’adempimento degli obblighi assunti anche se i terzi non avrebbero potuto constringere il servo a farlo o il dominus non avrebbe potuto pretendere la restituzione di quanto dato dal servo in adempimento degli obblighi assunti o le obbligazioni in questione non davano luogo ad actiones (naturali). il dominus rispondeva interamente per i debiti assunti dal servo nell’adempimento delle sue mansioni. N. Il dominus si assumeva il periculum • L’actio exercitoria: presupponeva che o Il dominus fosse un exercitor navis o Che avesse affidato la festione della nave a un proprio servo nominandolo magister navis • L’actio institoria: presupposti: o Il servo era preposto ad un settore economico quale institor (direttore) • L’actio de peculio et de in rem verso: o Due taxationes: De peculio → il dominus rispondeva dei debiti sorti dalla gestione del peculio nei limiti del peculio del servo De in rem verso → presupponeva un arricchimento del dominus. doveva attribuire loro quote proporzionali ai loro crediti. i creditori che non avessero ancora intentato l’azione sarebbero rimasti insoddisfatti). partecipando anch’egli sullo stesso piano. mancando e essendo insufficiente il peculio. temendo un dissesto finanziario del servo. LE LITI DI LIBERTA’ Simone Maina. Obbligazioni naturali: o Spendere il peculio.com . Università degli studi di Torino – Docsity. → par condicio tra i creditori (tra cui anche il dominus) Poteva essere esperita contro il dominus dai creditori che sostenevano che era stata attribuita loro fraudolentemente una quota minore di quella dovuta. o L’effetto principale per i creditori era la soluti retentio (due punti sopra).• • Il dominus poteva revocare il peculio in ogni momento. • L’actio tributoria: presupposti: o Concessione di un peculio o I negozi e le obbligazioni assunte dal servo dovevano essere legate al commercio del peculio stesso o I terzi creditori. le altre erano civili. Nelle prime tre. se queste non bastavano. • Actio quod iussu: presupponeva che l’impegno del servo nei confronti di terzi fosse stato assunto dietro autorizzazione del dominus rivolta al terzo perché questi negoziasse col servo stesso. esigeva una stima del peculio: questa era calcolata al netto dei debiti che il servo avesse nei confronti del dominus → il dominus era un creditore privilegiato rispetto agli altri creditori. dovevano essersi rivolti al pretore e questi doveva aver intimato al dominus di procedere alla ripartizione delle merci peculiari tra i creditori.

Status libertatis oggetto di contestazione (vindicazio in libertatem ex servitute o vindicatio in servitutem ex libertate) • Legis actio sacramenti in rem • Processo formulare: formule ricalcate sulla rei vindicatio • Organo giudicante erano i recuperatores • La persona del cui status si discorreva era oggetto della lite. nonché actus legitimus o Dinanzi al magistrato presenti dominus e schiavo o Un adsertor in libertatem dichiarava libero il servo toccandolo con la festuca (detta anche vindicta) o Il dominus non si opponeva o Il magistrato pronunciava l’addictio in libertatem o Giustiniano → semplice dichiarazione resa dal dominus al magistrato • Manumissio censu: o In occasione della redazione delle liste di censo o Realizzata con l’iscrizione del servo nella lista dietro autorizzazione del dominus o Desueta in età postclassica • Manumissio testamento: o Disposizione testamentaria o Richiesto l’uso di termini imperativi o Potevano essere aggiunte condizioni sospensive o termini iniziali • Manumissioni pretorie: o Inter amicos o Per epistulam o Non erano propriamente liberi: il pretore avrebbe denegato la vindicatio in servitutem del dominus → vivevano come liberi (morari in libertate) • Manumissione fedecommissaria o Indiretta o Obbligo per l’erede o un terzo cui il testatore avesse fatto carico di manomettere un servo o Coercibile extra ordinem • Nuove forme di manumissione o Costantino Manumissio in sacrosanctiis ecclesiis → dichiaraz di volontà del dominus ai fedeli presente il vescovo Manumissio per mensam N.B. Università degli studi di Torino – Docsity.com . CESSAZIONE DELLO STATO DI SCHIAVITU’ Affrancazione (manumissio) da parte del dominus. il romano che fosse stato catturato in guerra (e quindi divenuto schiavo) per il ius postlimini avrebbe riacquistato la libertà automaticamente I LIBERTI • Minor considerazione sociale (esclusi da alcune attività e dalle cariche pubbliche) • L’ex dominus diveniva patronus (il relativo ius patronatus era trasmissibile mortis causa) o Il liberto doveva prestare al patrono obsequium et reverentia Simone Maina. non soggetto • Al posto suo → adseror in libertatem • Con Giustiniano → consentito all’interessato di litigare pro sua libertate. • Manumissio vindicta: o Negozio formale e solenne.

• I peregrini: o Liberi ma non cives o Per rapporti privati. • Coloro che avessere subito la condanna all’esilio. Università degli studi di Torino – Docsity. Dopo la manumissione. che presupponeva lo status libertatis. questa passava in capo agli eredi (come il dominium sui servi) • Divenivano sui iuris per manumissio e l’avente potestà diveniva patrono STATUS CIVITATIS Il possesso dello status civitatis (cittadinanza romana). Nascevano cittadini coloro nati • da padre cittadino purchè procreati in iuste nuptie • da madre cittadina anche fuori da iuste nuptie lo diventavano gli schiavi liberati. si applicava loro il diritto della loro comunità. Si acquisiva anche per concessione dello Stato. era requisito per la piena capacità di diritto privato: solo ai cives poteva essere riferito il ius civile. prima della manumissione il servo prometteva che avrebbe prestato le opere richieste. e aveva diritto alla tutela legitima su di lui. o Da età classica. il ius gentium o Potevano avere il ius commercii (capacità di vendere e acquistare con mancipatio) e il ius connubii • I latini: Simone Maina. oppure si obbligava con stipulatio.o Dall’ultima età repubblicana. se del caso. o Il patrono aveva aspettative ereditarie nei confronti del liberto. o rinnovava il giuramento. i due poterono pretendere extra ordinem gli alimenti dall’altro in caso di indigenza.com . PERSONE IN CAUSA MANCIPII Posizione ibrida: • Liberi e cittadini romani • Soggetti a potestà (mancipium) Erano in causa mancipii: • I filii mancipati dal pater e caduri sotto il mancipium del mancipio accipiens (età arcaica: vendita) • Nell’adoptio e emancipatio (la condizione di persona in causa mancipii era però solo transitoria) • Nella dazione a nossa (noxae deditio): i filii dati a nossa dovevano comunque essere liberati una volta scontato il debito) Posizione: • Potevano vivere in matrimonio e avere figli legittimi • Non avevano capacità giuridica (alieni iuris → mancipium) • Morta la persona che aveva su di essi la potestà. Lo perdevano: • i cives ridotti in schiavitù • quelli stabilitisi in colonie di nuova istituzione • coloro che liberamente avessere scelto l’esilio presso altro stato sovrano legato a roma da trattato.

la trasgressione non impediva le iuste nuptiae. IL MATRIMONIO Matrimonio legittimo → iuste nuptiae Requisiti (la mancanza di uno dei quali dava inesistenza delle iuste nuptiae): • connubium • età pubere • consenso reciproco il connubium era l’attitudine a vivere in matrimonio legittimo con l’altro coniuge collegato al connubium era il divieto di matrimonio tra parenti • lutto vedovile: vietava alla vedova di risposarsi prima che fossero passati 10 mesi dalla morte del marito (tempus lugendi). Con la conventio. • CONCEZIONE ROMANA DEL MATRIMONIO Il matrimonio consiteva nel fatto insè della convivenza stabile di due persone di sesso diverso con la volontà costante di vivere in unione monogamica come marito e moglie (affectio maritalis) • matrimonio e conventio in manum: la moglie cadeva sotto la manus (potestà) del marito a seconda. Struttura rigidamente patriarcale: solo i sui iuris maschi potevano avere filii e donne in manu sotto la loro potestà. Le donne sui iuris potevano essere titolari di diritti e doveri giuridici.com . non di potestà familiari (la donna sui iuris era familae suae et caput et finis) GLI SPONSALI Promessa di matrimonio (anticamente mediante sponsio → vincolo giuridico all’adempimento) Successivamente si compiva mediante il reciproco consenso liberamente espresso. Università degli studi di Torino – Docsity. si avevano matrimoni cum manu e sine manu. ma da un certo momento il pretore comminò l’infamia. la moglie mutava il precedente status familiae e rompeva iure civili ogni legame con i parenti. stranieri facenti parte di collettività che si erano arrese a roma senza condizioni STATUS FAMILIAE Per la piena capacità di diritto privato era richiesta anche la qualità di sui iuris. L’evoluzione del matrimonio porta dalla regola del matrimonio cum manu (età arcaica) fino alla scomparsa di questo (età postclassica) • struttura del matrimonio: o nessun rito o sussistenza dei requisiti personali (connubium. in mancanza di uno di questi → concubinato o monogamico o iniziava dal momento dell’inizio della convivenza unita all’affectio maritalis Simone Maina.o Prisci: ius migrandi (diventavano cives trasferendosi dtabilmente a roma) mantenevano le loro istituzioni di dir pubblico e privato ius commercii e ius connubii potevano ricevere per testamento da cittadini romani ai latini prisci furono assimilati i latini coloniarii (quelli che si stabilivano in colonie fondate da roma) • i peregrini dediticii: gradino più basso dei peregrini. pubere e consenso) e affectio maritalis.

Era profecticia se costituita dal pater. il di lei pater familias o tezo conferivano al marito espressamente come dote. sciolto il matrimonio la dote andava restituita alla moglie: svolgeva quindi anche il ruolo di mantenimento. • Modi di costituzione: o Datio dotis: trasferimento di proprietà a titolo di dote (tramite mancipatio. adulterio) Nelle altre ipotesi il divorzio era illecito (sine causa): si compiva lo stesso. Forma obbligatoria o Dotis dictio: negozio solenne (pronuncia di certa verba). ma il coniuge che avesse divorziato sarebbe stato colpito da sanzioni. o Promissio dotis: stipulatio compiuta dotis causa. ma avrebbero potuto essere adottati come mezzo di prova. • Tempi di costituzione: o Prima del matrimonio: Dotis dictio e promissio dotis erano compiute sotto condizione sospensiva tacita che il matrimonio fosse avvenuto.com . pena la nullità o Tra coniugi si stabilirono reciproche aspettative successorie IL DIVORZIO Il matrimonio si scioglieva • Per morte di uno dei coniugi (o perdita del connubium) • Per il venir meno in uno o entrambi dell’affectio maritalis e conseguente interruzione della convivenza Non erano richieste formalità Il divorzio per mutuo consenso non fu mai ostacolato.l’affectio maritalis poteva desumersi ad es: da sponsali. Scomparve in età postclassica. Università degli studi di Torino – Docsity. Forma obbligatoria: il marito. • Effetti: o Legitimi erano i figli nati da iuste nuptiae (→ sotto la potestas del pater) o La donna acquistava la dignità sociale e giuridica del marito o Dovere di fedeltà: l’infedeltà della moglie era adulterio.B. Il ripudio era lecito in presenza di motivi ritenuti validi e non imputabili ad alcuno dei coniugi (es. Era forma reale della costituzione di dote. svolgimento dei festeggiamenti… N. punibile anticamente con l’uccisione. sarebbe stata priva di causa → condictio o Durante il matrimonio • Condizione giuridica dei beni dotali: Simone Maina. se le nozze fossero venute meno. Datio dotis. conventio in manum. dalla costituzione di dote. creditore. • Funzione: o Nei matrimoni cum manu compensava la figlia della perdita delle aspettative ereditarie o Inoltre. in iure cessio e traditio). o Età repubblicana → divieto donazioni tra coniugi. l’elezione della vita claustrale) Il divorzio fu consentito in tassativi casi di comportamento gravemente colpevole dell’altro coniuge (es. non erano requisiti essenziali. LA DOTE Consisteva in più cose o diritti che la moglie. adventicia negli altri casi. avrebbe avuto per l’adempimento un’actio in personam di ius civile.

o In personam e in ius o Presupponeva che il matrimonio fosse stato sine manu. si compiva una sorta di in iure cessio o Il padre naturale non controvendicava o Il magistrato pronunciava l’addictio del filius in favore dell’adottante che acquistava anche la patria potestas sull’adottando. Effetti: o Adrogato → filius familias o Da sui iuris ad alieni iuris sotto la potestas del pater familias adrogante o I diritti soggettivi che facevano capo all’adrogato passavano all’adrogante (successione universale inter vivos) o I debiti dell’adrogato iure civili si estinguevano. Università degli studi di Torino – Docsity. o Il marito godeva del beneficium competentiae o In presenza di determinate circostanze il marito avrebbe potuto trattenere parte della dote. avuta risposta positiva. I FILII FAMILIAS I nati da iuste nuptiae. l’obbligo di restituire (nonostante vi fosse obbligato comunque) L’actio rei uxorie prescindeva da questo. la dote restava al marito. o Giustiniano → dichiarazione di voler dare e ricevere in adozione rese dai patres ad un funzionario imperiale. che cadevano sotto la potestas del pater familias • L’adrogatio (adozione di un sui iuris): o Comitia curiata (assemblea popolare) o Il pontefice interrogava i due soggetti circa la volontà di adrogare e di essere adrogato.com . La dote però veniva costituita in considerazione della moglie. l’adottante manometteva il figlio o Con la terza mancipatio. La dote era considerata cosa di lei.titolare dei beni e diritti dotali diveniva il marito. presente e non contraddicente l’adottando I FILII FAMILIAS: POSIZIONE PATRIMONIALE Inizialmente come gli schiavi • Con giustiniano → nossalità desueta per i filii • Ultima età repubblicana → capacità di assumere con atto lecito obligationes civiles Simone Maina. o Dopo le prime due mancipationes. Procedimento complesso per superare il principio per il quale la patria potestas si estingueva solo con la morte del pater: o Padre naturale mancipava per tre volte il figlio all’adottante. Andva restituita in caso di divorzio. il marito si assumeva con stipulatio. o Il padre acquistava il figlio in qualità di persona in causa mancipii o Presenti i tre soggetti e il magistrato. il pretore concesse ai creditori un actio ficticia (come se l’adrogatio non avesse avuto luogo) • L’adoptio: o Un alieni iuris filius familias che passava sotto la potestas del pater familias adottante. all’atto della costituzione. interrogava il popolo. ed era esperibile una volta sciolto il matrimonio. o Legittimati attivi: moglie (se adventicia) o di lei pater familias (se profecticia) o Intrasmissibile attivamente o Morta la moglie. il padre perdeva la potestas: l’adottante glielo rimancipava. rompendo iure civili ogni legame con la famiglia d’origine. si vietò al marito di alienare beni immobili dotali senza il consenso della moglie • La restituzione della dote Frequentemente.

Università degli studi di Torino – Docsity. Acquirente: il marito se sui iuris. interrompibile con l’allontanamento della moglie (volontario) per tre notti consecutive o Confarreatio: antico e solenne rito religioso. compimento di un sacrificio a Giove. • Peculio castrense: o Augusto → filii familias milites potevano disporre validamente inter vivos e mortis causa dei beni ottenuti col servizio militare. esercitabile quindi solo dai cives! • L’emancipatio: o Come l’adoptio. ma l’amministrazione e il godimento spettavano al pater (che non poteva alienarli) CESSAZIONE DELLO STATUS DI FILIUS FAMILIAE • Morte del pater familias: o I filii maschi e femmine immediatamente sogg alla patria potestas diventavano sui iuris. anche in nome proprio. il pater lo manometteva o Il filius diventava sui iuris e cessava di appartenere alla familia di origine: rompeva ogni vincolo di agnatio e subiva capitis deminutio minima o Età postclassica → dichiarazione resa dal padre al funzionario competente. Scomparve alla fine dell’età classica. quando i filii poterono obbligarsi civilmente. • Modi di conventio in manum: o Usus: convivenza coniugale protratta per 1 anno. o Dopo l’acquisto del filius da parte del pater in posizione di persona in causa mancipii. non l’esecuzione patrimoniale (non avendo il filius un patrimonio) né personale (non potendo il filius essere sottratto alla potestas del pater) o Per l’esecuzione della sentenza avrebbero dovuto attendere che il filius divenisse a sua volta pater familias o Ciò deriva dal fatto che anche ai filii si applicò il regime della responsabilità adiettizia N. la patria potestas era istituto del ius civile.B.o Contro i filii i creditori avevano l’azione di cognizione con relativa condanna. altrimenti il pater familias. o Coemptio: mancipatio adattata: Oggetto: la donna Alienante: la donna se sui iuris. Scomparve con la manus in età postclassica • La donna in manu nella famiglia: Simone Maina. LE DONNE IN MANU Poteva coinvolgere donna sui iuris (che diveniva alieni iuris) o donna alieni iuris (uscivano dalla fmilia d’origine ed entravano in quella del marito). • I bona adventicia: o Età postclassica → filii proprietari dei beni provenienti da successione materna o La provenienza dei beni andò allargandosi: giustiniano → il filius aveva proprietà dei beni in ogni modo acquistati dal filius stesso. purchè non provenienti dal padre. o Il filius ne era proprietario. i maschi patres familias o Morte era equiparata alla perdità della libertà (capitis deminutio maxima) o della cittadinanza (capitis deminutio media) N.com . ma a persona di fiducia. di attività forensi e del sacerdozio. Uso di certa verba con 10 testimoni. • Peculio quasi castrense: idem ma per i beni acquistati in virtù dell’esercizio di funzioni civili al servizio dello stato.B. viceversa il pater familias. dall’ultima età repubblicana → filius può stare in giudizio nomine alieno (cognitor o procurator).

di altro parente o anche di estranei. vi bonorum raptorum. persone che svolgevano mestieri turpi (prostitute.com . In età postclassica. L’INFAMIA Erano colpiti da infamia es. le femmine 12. • Legitima: le 12 tavole chiamavano come tutore l’agnatus proximus (o del patrono o parens manumissor). • Caratteri: o Isituto potestativo e protettivo Nell’interesse della familia per la buona conservazione del patrimonio Assicurava al pupillo assistenza e protezione. • Adfinitas: legame che unisce un coniuge con i parenti dell’altro coniuge.o Era per il marito alla stregua dei figli PARENTELA E AFFINITA’ • Agnatio: parentela civile. avrebbe dovuto ritrasferirli al pupillo (rappresentanza indiretta). • Dativa: il pretore poteva nominare. la conventio in manum. Università degli studi di Torino – Docsity. La capacità era riconosciuta ai puberi (totalmente se maschi. Responsabilità: o Actio rationibus distrahendis: • • Simone Maina. inuriarum) Subivano gravi incapacità di diritto pubblico. o Puberi quanti ne fossero in grado o ne avessero le apparenze: i maschi 14 anni. limitata se femmine). un tutore per un sui iuris impubere. o Poteva gestire da solo il patrimonio: poteva trasferire e acquistare il possesso (e la proprietà se res nec mancipi) con effetti diretti sul pupillo (rappresentanza diretta). lenoni). tra più componenti della stessa familia. non gli atti di alienazione né dispositivi né di assunzione di obbligazioni). TUTELA DEGLI IMPUBERI Istituto del ius civile. su istanza della madre. • Testamentaria: prevalente su quella legitima. avrebbe però potuto alienare solo beni pupillari di scarso valore. o Per gli altri negozi gli effetti sarebbero ricaduti sul tutore. Poteri del tutore: o L’auctoritas: il tutore poteva intervenire negli atti compiuti da un’infantia maior con una dichiarazione di volontà integrativa. l’adoptio. cessata la tutela. non necessariamente di sangue. solo in parte agli infantia maiores (potevano compiere validamente e da soli atti di acquisto di un diritto. i condannati per alcuni crimina. non potevano postulare pro aliis. → necessaria per gli atti che l’impubere non avrebbe potuto compiere da solo. i condannati in azioni infamanti (actio de dolo. perdita della cittadinanza e della libertà. il quale. non si dava agli infantes. l’adrogatio. • Cognatio: parentela di sangue sia in linea maschile che femminile. di nominare ed essere nominati procuratores e cognitores CAPACITA’ DI AGIRE • Puberi e impuberi: o Impuberi quanti non fossero ancora in grado di procreare Infantes: minori di 7 anni (non in grado di fare un discorso ragionevole Infantia maiores: gli altri. si perdeva con l’emancipatio.

o Età preclassica → actio tutelae diretta: reipersecutoria. per gli abusi dolosi a danno del patrimonio del pupillo.B. Università degli studi di Torino – Docsity. • FURIOSI E PRODIGI • Furiosi: o infermi di mente o privi di capacità d’agire (per il fatto in sé di essere furiosi) • Prodigi: o Incapaci di amministrare i propri beni per inettitudine pratica con tendenza allo sperpero o Limitata capacità d’agire (per divieto del magistrato) • Se sui iuris. all’ex pupillo contro l’ex tutore. infamante il tutore doveva trasmettere al pupillo gli acquisti fatti a nome proprio e rispondeva dei pregiudizi patrimoniali derivanti da suo dolo o colpa (in concreto) o actio tutelae contraria: uguale ma non infamante per il rimborso delle spese connesse alla gestione del patrimonio pupillare. concessa al singolo minore di 25 che poteva così liberamente gestire il proprio patrimonio. • Anche qui per la responsabilità soccorrevano le azioni negotiorum gestorum (diretta e contraria) Simone Maina. MINORI DI 25 ANNI • Actio legis Laetoriae: o contro quanti avessero raggirato un minore di 25 pubere e sui iuris o penale e infamante o scomparsa in età postclassica • tarda repubblica: o exceptio legis Laetoriae (se il negozio non aveva avuto esecuzione) o in integrum restitutio propter aetatem (a negozio eseguito) • cura minorum o assistenza nella gestione degli affari o l’intervento del curatore non era necessario per la validità degli atti. per entrambi era chiamato curatore l’agnatus proximus o Per i furiosi la cura riguardava sia la persona che il patrimonio o Per i prodigi solo il patrimonio. buona fede.penale. non potevano compiere validamente alcun tipo di negozio con l’assistenza del curatore → il curator poteva liberamente alienare (anche con mancipatio e in iure cessio) cose del furiosus. o Curatore poteva gestire il patrimonio secondo la rappresentanza indiretta o Il rapporto tra i due → negotiorum gestorum (con le relative azioni) Venia aetatis → età classica avanzata.com . ma non avrebbe potuto invocare i rimedi di cui sopra. in duplum. ma era una garanzia → vanificava l’exceptio o l’in integrum restitutio. N.