SOMMARIO DI NORME E DATI

NORME PER IL DISEGNO TECNICO NELL’EDILIZIA
Piegatura di un foglio A1 Formato dei fogli UNI di uso corrente (per gli altri formati usare multipli e sottomultipli) 210 185 185

Indicazioni per la designazione A0 A1 A2 A3 A4

Fogli rifilati Lato minore mm 841 594 420 297 210 Lato maggiore mm 1189 841 594 420 297

Fogli rifilati Lato minore mm 880 625 450 330 240 Lato maggiore mm 1230 880 625 450 330
297 297

Indicazioni dentro il titolo 175 Grossezza delle linee: (di preferenza eseguire i disegni a penna) 9 17 titolare dello studio designazione dell'opera data aggiornamento n° del disegno riferimento

LINEE SOTTILI gruppo 0,16 0,16 0,12 0,12 0,1 0,25 0,16 0,16 0,12

LINEE MEDIE gruppo 0,25 0,5 0,25 0,16 0,16

LINEE GROSSE gruppo 0,5

20 scala 9

oggetto del disegno
disegnatore arch. titolare arch. collabor.

Il numero posto a fianco di ciascuna linea ne indica la grossezza in mm (le grossezze prescelte corrispondono ai pennini più in uso della serie graphos). La lettera posta a fianco di ciascuna linea ne indica il tipo. Curare l'impaginazione di un disegno specie se l'oggetto da rappresentare richiede più di una figura nello stesso foglio, scegliendo per ogni figura o gruppo di figure la scala più adatta, lasciando spazi sufficienti a separare le varie figure. Disporre preferibilmente la pianta in basso a sinistra, l'alzato in alto ed i fianchi e le sezioni a destra dell'alzato, allineati secondo la direzione dei raggi proiettanti. Di massima redigere separatamente: a) Pianta delle murature e delle strutture in scala 1 : 100 o 1 : 50 con le indicazioni delle posizioni relative a parti strutturali, interessate da particolari di infissi, canalizzazioni, impianti speciali, ascensori ecc. b) Piante in piccola scala (di solito 1 : 200) dove siano indicati i tipi degli infissi interni ed esterni e dei mobili fissi, separando quelli in legno da quelli in ferro e allegando la distinta particolareggiata dei diversi tipi. c) Piante dell'edificio dove siano indicati tutti gli impianti speciali. S

Il titolo deve essere situato a destra in basso nel foglio del disegno, tanto se disposto orizzontalmente che verticalmente. Non dimenticare: - Nella planimetria generale e nella pianta del piano terreno l'orientamento, da indicarsi con una freccia orientata Nord-Sud accompagnata dall'angolo che il piano meridiano forma con il piano della parte principale dell'edificio. O - Nei disegni da riprodurre a stampa o comunque soggetti a riduzione la scala grafica. - Nelle tavole con sezioni di edifici complessi, un piccolo schema d'insieme dell'edificio dove sia indicato il piano di sezione con tratteggiata a linea e punto terminante in frecce indicanti il verso in cui è vista la sezioni. Usare normali frecce con inclinazione a 30°. Note: 1) Il gruppo di linee da usare per l'esecuzione di un disegno, deve essere appropriato alla natura e alla grandezza del disegno. In generale per l'edilizia si usano grossezze molto mi-

E

N

A

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5a

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SOMMARIO DI NORME E DATI
NORME PER IL DISEGNO TECNICO NELL’EDILIZIA
nori che per il disegno di macchine. Conservare lo stesso gruppo per le diverse proiezioni di un medesimo oggetto. 2) Per i disegni d'insieme usare i gruppi 0,16 e 0,25, per i dettagli il gruppo 0,5. 3) Le linee continue grosse (tipo a) si impiegano per la rappresentazione di parti in vista. 4) Le linee a tratti (tipo b) si impiegano per la rappresentazione di linee non in vista come intersezione edirettrice delle volte, linee di risega, soglie delle porte interne ecc. 5) Le lince a tratto e punto (tipo c) si impiegano per le linee di traccia dei piani di sezione, degli assi di simmetria in genere. 6) Le linee sottili (tipo d) si impiegano per le linee di misura, per linee ausiliarie, tagli delle pietre, rappresentazione degli infissi, nei disegni di prospetti e per i tratteggi delle zone sezionate. 7) Nei disegni di prospetti si possono mettere in risalto le linee in ombra rispetto a quelle in luce.

Il formato e la piegatura dei fogli, la grossezza delle linee sono quelle fissate dall'UNI.

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SOMMARIO DI NORME E DATI
NORME PER IL DISEGNO TECNICO NELL’EDILIZIA
Un buon progetto esecutivo si compone dei seguenti elaborati procedimento di esecuzione del lavoro. Nelle piante degli edifici si dispongono nell'ordine, partendo dall'esterno. Quote l'esterno : dimensione totale, spessore Si quotano i grafici tenendo presente il muri portanti e distanze che intercorrono tra di loro N. Elaborati Scala - distanze tra gli assi di simmetria delle 1 Rilievo planimetrico e altimetro del ter1:500 aperture. reno su cui deve sorgere l'edificio 1:200 2 Planimetria generale 1:50 All'interno: per la posizione dei tra3 Pianta delle fondazione mezzi e degli accessori. 4 Pianta di tutti i piani compresa quella 1:50 Ogni disegno deve portare tutte le dello scantinato e delle coperture. quote atte a individuare ogni elemento 5 Prospetti di tutte le fonti 1:50 dell'oggetto rappresentato in modo 6 Sezioni in numero sufficiente a dare la 1:50 evidente e preciso. Le quote principali più ampia illustrazione dell'edificio devono risultare in evidenza. 7 Se l'edificio è di vasta mole e ha ossatuLe quote devono essere scritte nel ra in cemento armato o metallica, prosenso parallelo alle linee di misura a getto completo delle strutture e dei calcui si riferiscono, disposte in modo da coli di stabilità 8 Dettagli con particolari al vero essere leggibili dalla base e dal lato a)di tutti gli infissi con distinta di ordidestro del disegno. disposte entro un nativo tratto interrotto della linea di misura e b) balaustre, scale e balconi verso il mezzo della linea stessa. c) recinzione e cancelli 1:20 Le linee di misura contenenti la quota d) dei principali impianti 1:10 terminano con frecce tracciate con ine) degli elementi in pietra da taglio se 1:5 clinazione a 30°. di marmo o pietra artificiale con casellaQuando lo spazio non è sufficiente le rio completo dei pezzi occorrenti 1:1 quote si dispongono con le frecce f) dei mobili fissi esternamente alla zona misurata. Le g) dei rivestimenti speciale 9 Analisi ed elenco dei prezzi quote di diametri di circoli rappresen10 Computo metrico estimativo tati in pianta si segnano con linee di 11 Capitolato speciale d'appalto misura portate fuori parallelamente ad uno degli assi principali del disegno. Si possono segnare con linee di misura passanti per il centro e spostate di 30° o 45° rispetto agli assi di simmetria, purché esse non siano più di due (eccezionalmente tre) passanti per lo stesso centro. Quando si tratta di circonferenze di grandi dimensioni le quote si possono segnare mediante linee interrotte da una parte: le quote si possono scrivere vicino alla freccia terminale contrassegnate dai segno 0. Le quote dei raggi si segnano con linee di
6.59 6.40

3.00

3.40

3.30

3.09

10

3.36

2 21

3.07 2.17 -0.20 10 +0.00

Particolare di sezione quotata

Come si segnano le aperture di finestre e porte in pianta Le dimensioni di luce si scrivono lungo l'asse di simmetria, larghezza sopra, altezza sotto espresse in centimetri. Le due dimensioni sono precedute da un numero d'ordine che fa riferimento alla distinta per l'ordinativo degli infissi.

Finestra con mazzetta e sguincio inclinato con 226 133 8 senza

Finestra con mazzetta e sguincio in squadro con senza 133 226 nicchia del parapetto 7 Portafinestra con mazzetta e sguincio inclinato 133 226 con

Finestra senza mazzetta con sguincio inclinato con 133 226 senza

nicchia del parapetto Finestra senza mazzetta con sguincio in squadro con 226 133 senza

nicchia del parapetto 4 Portafinestra con mazzetta e sguincio in squadro senza 226 133 con

senza

nicchia del parapetto 2 Portafinestra senza mazzetta e sguincio inclinato senza soglia 226 133 14 con

5 soglia Portafinestra senza mazzetta e sguincio in squadro senza 133 226 17 con

3 soglia Porta sinistra ad un battente apribile all'esterno senza 133 226 con

Porta destra a un battente apribile nello spessore del muro 80 226 13 Porta scorrevole a due ante con

soglia Porta a vento (a pendolo) ad un battente senza soglia 90 226 12 Porta a libro con senza soglia 120 226 15 con con

17 soglia Porta a due battenti apribile nello spessore del muro senza soglia 100 226 16 Porta a fisarmonica senza soglia 1200 226 11 con con

senza soglia

senza soglia

120 226 10

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SOMMARIO DI NORME E DATI
NORME PER IL DISEGNO TECNICO NELL’EDILIZIA
misura costituite di raggi e si indicano livello dei singoli piani non si segnano per i lavori in legno in generale comcon la lettera R. in pianta. presi i mobili, per le pedate delle scale, per gli ascensori, apparecchi, ecc.: Quote di livello Misure - metro con due decimali per tutte le Vanno riferite alla quota relativa di lialtre pani. vello 0,00 che è quella del pianerottolo 1) Tutte le misure si riferiscono al ru- 3) In una stessa tavola non cambiare del piano terreno al finito. Si segnano stico dell'edificio unità di misura. sui piani al rustico e al finito e si fanno 2) preferibile l'uso delle seguenti unità 4) Le lince di misura si debbono diprecedere da un segno + o - a seconda di misura: millimetro per le opere in sporre di preferenza all'esterno della che si trovino sopra o sotto la quota metallo e per cemento armato, profi- figura portandole fuori parallelamente relativa di livello. Le quote di livello al lati in genere; a se stesse mediante linee ausiliarie. rustico si accompagnano coi segno, - centimetro per gli spessori dei muri, 5) Le linee di misura non devono interquelle al finito coi segno. La quota di per le misure di sezioni, delle canaliz- secare altre Vinse ausiliarie, quindi le livello della copertura al finito quando è zazioni (canne fumarie, tubi di scarico quote maggiori vanno poste più lona terrazza e quelle delle terrazze a per acque meteoriche e luride, ecc.) tane dalla figura.

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SOMMARIO DI NORME E DATI
SEGNI CONVENZIONALI PER IL DISEGNO TECNICO
Denominazione del materiale Ardesia artificiale 1:5-1:1 Ardesia 1:5-1:1 Asfalto e mastici isolanti in genere 1:5-1:1 Calcestruzzo di cemento 1:100-1:1 Calcestruzzo di calce 1:100-1:1 Calcestruzzo per c.a. 1:500-1:1 Calcestruzzo per c.a. 1:100-1:1 Calcestruzzo leggero di riempimento 1:100-1:1 Cemento retinato in lastre 1:20-1:1 Ceramica o grès 1:1 Ciottoli per drenaggi 1:100-1:20 Compensato 1:5 Compensato 1:1 Erba 1:20-1:1 Ghiaia 1:20-1:1 Bce Bca Rappresentazione unicolore a colori Tinta neutra Tinta neutra Nero Grigio verde Grigio verde Grigio verde Grigio verde Grigio verde Grigio verde Grigio cadmio chiaro Giallo di Napoli Terra di Siena naturale Terra di Siena naturale Verde Veronese Giallo di Napoli Denominazione del materiale
Gomma, fibra, feltro, amianto, mater. isol. di guarniz.

Rappresentazione unicolore a colori Violetto Carminio chiaro Carminio chiaro Terra di Siena naturale Terra di Siena naturale Blu di Prussia Oltremare Cobalto chiaro Verde vescica Nero Rosso vermiglione chiaro Rosso vermiglione chiaro Rosso vermiglione chiaro Rosso vermiglione chiaro Rosso vermiglione chiaro

Denominazione del materiale
Muratura di pietrame conci regolari e malta comune

1:15-1:1 Intonaco di qualunque tipo 1:15-1:1 Intonaco retinato 1:15-1:1 Legno 1:25-1:1 Legno 1:50-1:1 Linoleum, Italeum 1:1 Liquidi Marmo, marmette pietre artificiali 1:5-1:1

1:200-1:50

Rappresentazione unicolore a colori p c r Rosso verm c miglione chiaro m f Rosso verm c miglione chiaro m f o Rosso vermiglione m chiaro b c f Rosso verm... miglione chiaro b c p Rosso verm... miglione chiaro b c p Rosso verm... miglione chiaro Bruno Van Dyck Grigio chiaro

Muratura di mattoni forati e malta comune

1:200-1:50

Muratura di mattoni forati posti in piano o in coltello e malta comune

1:200-1:50

Muratura di blocchetti forati di cemento e malta di ... Muratura di blocchetti compatti di pomice e malta di ...

1:200-1:50 1:200-1:50

1:200-1:50 Pietrame a secco per vespai e drenaggi 1:10-1:20 Pomice in granulati 1:20-1:1 Rete metallica e lamiera stirata 1:20-1:1 Scorie di carbome 1:50-1:1 Stucco da vetraio 1:1 Sughero granulato o in lastre 1:5-1:1 Terreno naturale 1:100-1:1 Terreno di riporto 1:100-1:1 Vetro in genere 1:1

Muratura di blocchetti forati di pomice e malta di ...

Materiali isolanti in lastre: Masonite, Insulite, Celotex, ecc.

1:15-1:1 Materiali laminati e trafilati 1:10-1:1

Grigio scuro

Muratura e laterizi in genere 1:500-1:50 Muratura e laterizi in genere 1:50-1:50 Muratura e laterizi in genere 1:5-1:1
Muratura di pietrame lavorata a mano e malta comune Muratura di pietrame listata e malta comune

Verde vescica Seppia Seppia
V 45x72

1:200-1:50 1:200-1:50

pm m pl m

Cobalto

Parti dell'impianto elettrico ( in pianta) Contatore generale Contatore corrente industriale Interruttore generale e valvola generale Scatola di derivazione Valvola locale
Lampada semplice da soffitto (indicare il n. dei watt) Lampada da parete (fissa o spostabile)

Parti degli impianti speciali di acqua, gas, riscaldamento Scarico acque meteoriche Scarico acque furide

Parti dell'impianto sanitario

Interruttore semplice Deviatore
Commutatore (interruttore a due vie)

Termoconvettore

Vuotatoio

Piatto doccia

Stufa a legna

Presa di corrente luce
Presa di corrente industriale Presa di corrente di forza motrice) Pulsante campanello parete Pulsante a parella per luce Pulsante a parella per campanello

Lavandino da cucina

Lavabo di lusso

Ventilazione primaria

Stufa a carbone Pilozza Lavabo normale

Lampada deviata
Gruppo a commutatore Lampada notturna a soffitto Lampada notturna isolata Segnale luminoso a parete

Canna fumaria

Stufa a gas

Lavapiedi

Lavabo albergo

Scaldabagno elettrico
Pulsante a parella per deviatore Tastiera da tavolo per campanelli (n. pulsanti) Telefono interno a parete Telefono interno da tavolo Telefono esterno a parete Telefono esterno da tavolo Presa apparecchi radio c=antenna centralizzata i=antenna interna e=antenna esterna singola Presa antenna esterna televisione

Stufa a elettrica Orinatoio da parete a pavimento Cucina a gas Orinatoio da parete sospeso Cucina a gas e carbone Vasca normale WC con cassetta di scarico bassa WC normale a caduta d'acqua Bidè normale

Caldaia ad elementi di ghisa Caldaia circolare in ghisa o in ferro

Suoneria Ronzatore Quadro indicatore
Orologio elettrico madre

Scaldabagno a gas Radiatore termosifone

Cucina elettrica Cucina a legna o carbone Vasca a sedile Vaso alla turca

Orologio elettrico derivato

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SOMMARIO DI NORME E DATI
NORME PER IL DISEGNO DI UNA PIANTA QUOTATA DI FABBRICATO A MURATURA PORTANTE

8,50 0,38 3,50 0,38 3,86 0,38

0,38

0,38

1,95 2,45 m² 11,58 11 1,55 2,67
150

1,33 3,00 2,67

3,97
150

12

m² 13,90

0,95 2,25

1,38

3,28

0,055

2,345

10,31

0,80 2,67

1,57
m² 3,67 13
10

0,55 0,95 2,25 0,055 1,10 0,80 2,25

m² 13,00

3,37 0,80 2,67
10
150

1,97 2,67

10,31

15

0,80 2,67

1,12

15

15 m² 2,62 14 0,95 2,25 0,60 0,95 2,25 1,20 m² 2,46 8 0,95 2,25 0,055 2,605

2,63

2,17 m² 10,50

15 360
100

25 m² 5,33

9

2,05

1,33 2,67 1,05

0,80 2,67

16 0,95 2,25 0,53 0,25

1,50

0,275 0,17 1,35 75 20 21

1,15

1,10

1,40

0,06

30
0,10

75

31 7 1,215 1,35

0,38

3,50

0,38

3,96

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8

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SOMMARIO DI NORME E DATI
NORME PER IL DISEGNO DI UNA PIANTA QUOTATA DI FABBRICATO CON INTELAIATURA IN C.A.
74,10 3,68 1,34 2,29 21
40 40 1

3,67 2,29 20
40 40

3,68

22 0,40
40 40

3,80

4,85 0,10 3,20 0,05 3,60
0,40

5,55

2 7 7
30

2,00 2,29

6 7
30

1,75
0,05 60

0,90 2,25

65

3,60

0,65 1,10 6 2,25

25

quadro luce 4,15 1 1,25
0,90 2,25

0,55

70

0,90 2,25 0,55

30

23 11,10

24

0,775 4,12 9
0,05 0,80 2,25

1,55 5

0,55
0,80 2,25

2,00

1,30
0,05

2

7

8
0,20 0,05

8 4 5,55
0,80

3

3,80

1,10

0,15

3,26 1

0,05

1,55 1

0,10

2,91 1
0,40

0,25

gradini N.20 pedata cm 28 64 alzatta cm 16

40 40

40 45

40 40

1,34 2,29 1,80 3,46 1,66

65

1,34 2,29 0,775 2,40 4,81 74,10

1,34 2,29 1,625

66

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Manuale dell’Architetto

SOMMARIO DI NORME E DATI
SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN C.A. - FONDAZIONI
Nelle tavole sono rappresentati degli esempi di elementi costruttivi in c.a. per un fabbricato di civile abitazione. Fondazioni: è data una pianta delle fondazioni con l'indicazione di diversi esempi: fondazione continua, a plinti e su palificazioni. Di queste sono sviluppati nei disegni a lato e nei minimi dettagli costruttivi il plinto isolato e la fondazione continua. Di entrambi sono posti in evidenza oltre gli elementi geometrici del getto, tutte le armature dei ferri e le loro precise posizioni con rappresentazione in pianta e sezione.
80 40 130 P4 120 P3 A 440 4040 P2 2 P1

180

P8

P7 B

P5 P6 6

460 40 40 130 165 3ø22 L 430 pos. C P12 435 P11 280 120 P10 C 120 40 40 120 40

40

Pianta fondazioni (esempi diversi). A, plinti isolati; B, continua; C, con palificazioni. 56

60 50 pos. D pos. B 2ø8 ripart. 60 18 180

10 pos. E pos. A 165 2ø8 ripart. 52.5 pos. D pos. C 185 5ø14 L 210 pos. A e B 182 6ø10 L 210 pos. C e D
sottofondo magrone cem. 500 q 1.5/m³ 10

3ø22 L 430 plinto cem. 500 q 3/m³ pos. A
15

20

56
sottofondo magrone cem. 500 q 1.5/m³

55 20 35

1ø10/20 cm

164

L = 180 pos. B

215

180 pos. C pos. B pos. D pos. E
ferri longit. 2ø12 dritti pos. A 2ø12 dritti pos. D

pos. C

pos. A

pos. C

pos. B 60 185 pos. D

pos. A

2ø12 sagomati pos. E

4ø8 ripart. Fondazione continua armata per pilastri P8 - P7 215 180 6

Plinto 6

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SOMMARIO DI NORME E DATI
SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN C.A. - ELEVAZIONI
Pianta dl un piano tipo: l'esempio rappresentato si riferisce al piano 4° solaio sul 3° piano. In questa rappresentazione vanno indicati con opportuna grafia i principali elementi caratteristici di pilastri travi, solai, solette, ecc. dando a questi una posizione che li identifichi univocamente, soprattutto in relazione dello sviluppo delle loro caratteristiche fatto su disegni a parte. Nelle piante di quoto tipo (generalmente in scala 1: 50) sono indicate anche le posizioni dei vani da lasciare nelle strutture per il passaggio dei discendenti (tubature, fogne, ecc.) nonché le dimensioni delle sezioni delle travi, dei pilastri, dei cordoli, ecc. Per i pilastri è necessario indicare quale o quali lati devono essere mantenuti in verticale (a piombo) ai diversi piani, permettendo su gli altri la possibilità (almeno su un lato) di variazioni onde consentire l'adeguamento delle sezioni resistenti ai diversi carichi. Questa prescrizione, determinata in accordo con le caratteristiche architettoniche del progetto, s realizza ingrossando la linea che rappresenta il lato o i lati soggetti a tale rispetto. Qualora un pilastro non presenta tale indicazione, si intende che debba essere in asse, nella direzione parallela e normale alla facciata principale, con il pilastro del piano sottostante, (vedasi P6 e P7). Una opportuna « leggenda» deve chiarire i simboli usati per i diversi elementi per gli elementi orizzontali quali travi, cordoli, ecc., si è usato il simbolo T o C ecc., seguito da tre numeri: il primo rappresenta l'impalcato cui l'elemento appartiene, quindi, preceduti da una barra, i numeri seguenti indicano i pilastri collegati dall'elemento stesso. Esempio: T3/7+8 = trave del 3° impalcato tra i pilastri 7 e 8. Qualora ai diversi piani l'elemento orizzontale si ripete in modo identico, si tralascia l'apposizione del primo numero. Altre possibilità di designazione, sono quelle che omettono l'uso del simbolo letterale (P, T, C, ecc.) e indicano l'elemento solo con dei numeri progressivi opportunamente distinti (p. e.: cerchiati per i pilastri, tra parentesi per le travi, ecc.). Inoltre è necessario che in ogni tavola rappresentante la pianta di un orizzontamento, nei modi descritti più sopra, siano pure disegnate e quotate tutte le sezioni trasversali delle travi o degli elementi orizzontali portanti che hanno qualche relazione con il solaio.

25x45 8 10 P1

T 3/1-2

P2

30x30 8 12 A

T 3/1-3 20 45 vano discendenti

30x30 8 12 P3

T 3/2-3 20 45

35x30 8 10 P4

H = 20 B = 45

70

440

30 S C A 3/4-8

40 20

P5

30x35 4 14 4 10 P6 T 20 3/5-6 62

35x35 4 14 4 12 T 20 3/6-7 62

P7

35x35 4 14 4 12 T 20 3/7-8 62

P8

35x35 4 14 4 8

7 34.00
C 3/8-12 40 20 460 vano discendenti T 3/10-11 T 3/11-12

35.65

330 30.70 330 27.40 330 24.10
P12 35x30 8 12

310

6

32.35

310

5

29.05

T 3/5-6 H=40 B=35 P9 30x30 8 12 280 P10 30x30 8 12 A

310

4

26.75

40

35 P11 30x30 8 12

40

35

330 20.80 330 17.50 330 14.20 330 10.90 10.00 90 200 8.00

310

3

22.45

280

300

Pianta piano 4 - solaio sul 3 piano I lati ingrossati dei pilastri vanno mantenuti a piombo ai diversi piani. P, pilastro, T, trave; C, cordolo; S, solaio; M, mensola

310

2

19.15

310

1

15.85

310 20 270 20 460

R

12.55 10.00

C

440
P6 P2

P10

N.B. Tutte le quote sono riferite al piano rustico del getto.

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17a

Manuale dell’Architetto

SOMMARIO DI NORME E DATI
SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN C.A. - ELEVAZIONI
SOLAIO Sb pos. D pos. B A A 35 394 460 B B 62 364 45 440 SOLAIO pos. C Sa pos. E 20

pos. B 1 14/40 cm 44 90 40 206 44 40 312 17

pos. C 1 14/40 cm 44 208 40 188 44 40 100 17

pos. D 1 12/40 cm 490

pos. E 1 14/40 cm 470

40 2

40

18

pos. B pos. D SEZ. MEZZERIA A-A

pos. B pos. C pos. D SEZ. INCASTRO B-B

Armatura solai

A.P.I.C.E. S.r.l.

17b

Manuale dell’Architetto

SOMMARIO DI NORME E DATI
SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN C.A. - ARMATURA TRAVI
Tali disegni riguardano solo la forma e dimensione esterna che dovrà avere il getto dell'elemento senza l'indicazione dell'armatura interna (questa disegnata a parte). Lo scopo di questa rappresentazione è quello di indicare chiaramente il modo di esecuzione delle casserature provvisorie di contenimento del getto. In questa tavola troverà pure posto la tabella dei pilastri che indichi per ogni pilastro disegnato già come getto, le dimensioni esterne del getto. Questa tabella servirà pure e soltanto alla predisposizione dell'opportuna casseratura mentre non avrà indicazioni per l'armatura in ferro da introdursi all'interno di ogni pilastro. Quest'ultima, come per le travi, sarà oggetto di una tabella a porte chiamata «Tabella armatura dei pilastri » di cui all'esempio. In linea generale quindi nella predisposizione dei disegni del c. a. è bene seguire il criterio della separazione in due parti principali degli. elaborati corrispondenti alle due fasi distinte di lavorazione: una fase che si concreta con la formazione delle 32 37 staffe ø 8 L=152

P9

35

P10 PIANO 4 pos. A pos. B pos. C pos. D

35

P11

35 P10

3/8-9 T

3/9-10 T

16 17 19 22 26 S R

30 3/10-11 T 40 P10
S b

280 40 PIANO 3 P9 P10 40

S

R 280 40 P11

35

pos. D 35 320 pos. D 2 ø 10 L=344 320 40

53 125

pos. A 53 37 120 37 125 pos. C 1 ø 12 L=504 125 37 53 pos. B pos. C pos. A SEZIONE MEZZERIA R-R

37

53 37 37 125 125 37

53 120

53 37 125 pos. D

53 125 140

53 37 125

53 37 125 pos. B 1 ø 12 L=524 37

pos. B pos. C pos. D

37

53 37 37 125 125 37

53 140

53 37 125

40

pos. A 2 ø 12 L=428 400 Esempio di armatura di travata continua pos. A SEZIONE INCASTRO S-S

A.P.I.C.E. S.r.l.

18

Manuale dell’Architetto

SOMMARIO DI NORME E DATI
SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN C.A. - PARTICOLARI
impalcature provvisorie e delle casserature di contenimento dei getti richiede una serie di disegni di cui si è già detto più sopra, e l'altra fase, quella formazione delle armature in ferro e della loro posa in opera, che esige una serie di disegni detti comunemente disegni dei ferri di cui si vedrà al paragrafo successivo. È bene qui far notare che tale distinzione è utile e necessaria in quanto evita di sovrapporre in una sola tavola prescrizioni riguardanti due categorie di lavori e quindi due squadre diesecutori (carpentieri e ferraioli), i quali sarebbero indotti in difficoltà se costretti a scegliere disposizioni che interessano la loro specializzazione, da un contesto che contiene altri elementi a loro estranei. Naturalmente le due serie devono essere soprattutto messe in relazione precisa tra loro onde evitare contraddizioni e sprechi di tempo per rifacimenti dei lavori non esattamente ordinati. In funzione di ciò nelle tavole dei ferri, soprattutto nelle viste d'insieme, vengono ancora rappresentati gli elementi geometrici dei getti con le loro principali misure ma disegnati a trattosottile e in sottordine in modo da lasciare in evidenza soltanto le armature metalliche. Esempi di armature. - Negli esempi sono indicati i modi di rappresentazione dei ferri longitudinali e delle staffe visti nell'insieme, per la loro posizione nel getto e nei singoli pezzi per la loro predisposizione a pié d'opera. Nei disegni dei ferri devono essere indicate tutte le dimensioni relative ad ogni tratto rettilineo della barra sagomata, nonché ove richiesto, la lunghezza di taglio (sommatoria delle lunghezze precedenti + lo sviluppo dei ganci). Il modo di quotazione dei ferri può essere quello usato nell'esempio del solaio e della travata continua oppure in quello delsolettone inclinato. La posizione di ogni singolo ferro deve essere precisata nella vista longitudinale e nelle sezioni trasversali all'incastro o in mezzaria. l ferri possono essere disegnati nella stessa scala del disegno d'insieme (vedesi solaio e travata continua) oppure in scala diversa (vedasi solettone inclinato). Ogni elaborato dovrà pure essere integrato da scritte comuni a tutte le tavole, necessarie a diverse finalità. Designazione del legante: generalmente realizzata con apposito timbro nel quale si chiarisce quale tipo di legante si deve usare e la sua resistenza, a 28 giorni
6ø12G 6ø12F 6ø12E 6ø12H

staffe ø 8/25 cm

R

R ø10/25 cm sopra e sotto

S

S

6ø12A 6ø12B 6ø12C

staffe ø 8/25 cm 6 12D

108 rustico finito 24.10 35 G 6 ø 12 m 3.15 32 ø 8/25 cm m 2.55 sopra e sotto

10 32

140

12

6 ø 12 H m 6.95

360

137 155

ø 10/25 cm

10 165

12

E 6 ø 12 m 3.10 F 6 ø 12 m 6.95 12 123

105 finito rustico

27 10/25 cm sopra e sotto 7

155

360

10

170

22.45 30

120

35 SEZIONE R-R

120

285

120

22

staffe 10 27 ø 10/25 cm m 2.55 360 A 6 ø 12 m 6.95 6 ø 12 m 2.70 108 ø 10/25 cm sopra e sotto 22.45

105

175 10

200 32 105 6 ø 12 m 3.55 20.80 6 ø 12 B m 6.95 360 120

93 27

ø 10/25 sopra e sotto SEZIONE S-S

10

185

10 125

Esempio di armatura di solettone per rampe di scala

A.P.I.C.E. S.r.l.

19a

Manuale dell’Architetto

Infine. B. dis. il Calcolatore. dis. pilastro al piano 7° ultimo ecc. 19b Manuale dell’Architetto .l.P. 1 25 x 30 32 4 ø 12 318 35 x 45 2 35 x 25 32 4 ø 12 318 35 x 45 4 ø 20 35 x 50 390 3 35 x 25 32 4 ø 12 318 35 x 45 4 ø 20 35 x 50 4 ø 20 + 2 ø 16 390 390 4 35 x 25 32 4 ø 12 318 35 x 45 4 ø 18 35 x 50 4 ø 18 + 2 ø 14 390 390 5 30 x 30 28 4 ø 12 318 50 x 55 4 ø 16 + 390 4 ø 14 50 x 60 8 ø 16 35 x 60 390 6 30 x 30 28 4 ø 12 318 50 x 55 4 ø 18 + 390 4 ø 14 50 x 60 8 ø 18 60 x 60 6 ø 22 + 2 ø 18 340 390 7 30 x 30 28 4 ø 12 318 50 x 55 4 ø 18 + 390 4 ø 14 50 x 60 8 ø 18 60 x 60 6 ø 22 + 2 ø 18 340 390 ecc. nonché gli spazi per le necessarie firme e vidimazioni. dis. N. riguardanti il Committente. richieste dagli uffici preposti alla sorveglianza della materia. dis. .. Inoltre un preciso richiamo alle vigenti Norme di legge in materia di esecuzioni di opere in cemento armato.r. nel titolo della tavola le indicazioni dellegeneralità. ilDirettore dei Lavori e l'lmpresa esecutrice..La prima dimensione è quella parallela alla facciata principale A. fondazione v.PARTICOLARI dal getto. S.I.SOMMARIO DI NORME E DATI SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN C. fondazione v. anch'essaeseguita con timbro recante il tipo del ferro (se in barre tonde normali o di barre a sezione speciale per aderenzamigliorata ecc.C. fondazione Esempio di tabella armature pilastri. espressa in kg/cm².) e la sua resistenza allo snervamento (espresso in kg/cm²). . dis. al piano 1° 4 ø 18 + 390 2 ø 18 35 x 50 6 ø 18 390 al piano R rialzato al piano C cantinato 4 ø 20 + 2 ø 16 390 v. fondazione v.E.A. fondazione v.. Designazione del ferro per le armature.

Per contro in Europa si usa più frequentemente una rappresentazione più dettagliata dei disegni d'assieme. S. Per il montaggio merita attenzione una particolare possibilità che potrebbe venire osservata nella designazione degli elementi prefabbricati in officina.r. può invece tornare utile una numerazione progressiva. in essi le colonne.I. In America è generalmente seguito l'uso di schematizzarli al massimo.C. In molti casi i due sistemi possono trovare un'integrazione tra di loro. rappresentando i diversi elementi nella loro effettiva apparenza. LONGITUDINALE B A 1 2 14000 1 2 1 B 1 2 14000 1 2 1 C 5000 5000 5000 5000 40000 Copertura fabbricato industriale. nella numerazione progressiva degli elementi. si usa vantaggiosamente la designazione derivata da un sistema cartesiano di assi ortogonali con simboli numerici o letterali. formata da lettere seguite da cifre.l. Ciò significa determinare (ovviamente in perfetto accordo con l'esecuzione e con approfondito esame delle sue diverse possibilità e fasi) il grado di successione delle diverseoperazioni di montaggio che hanno luogo per ogni elemento. Per fabbricati di molti piani. Ad esempio per una struttura di impalcati e montanti con reticolo ortogonale di pianta ed alzato. con la semplice apposizione della sigla dal duplice significato si possono ottenere diversi vantaggi: nell'ordinazioneall'officina e quindi nella consegna dei pezzi eseguiti che avviene così in sicuro cronismo con le necessità del cantiere.E.DISEGNI DI ASSIEME La tecnica di rappresentazione dei disegni d'assieme è diversa secondo i diversi Paesi. l'approntamento dell'elemento in officina con il montaggio in cantiere. perché serve a dare una posizione fissa ed unica ad ogni elemento. Pianta orditura principale 5000 5000 5000 5000 1 2 3 4 5 6 20000 7 8 9 2334 2334 2334 2334 2334 2334 28000 particolari in cui l'elemento compare. magari con diversa grossezza per mettere in evidenza l'ordine gerarchico dimensionale. Per la stessa struttura e soprattutto per altre strutture geometriche complesse. seppur sintetizzata.SOMMARIO DI NORME E DATI SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN ACCIAIO . Esistono diversi metodi di nomenclatura che si adattano a seconda della complessità della struttura. Inoltre siccome solitamente il montaggio avviene fuori e lontano dall'officina 2000 A. Importante è stabilire fin dall'inizio della progettazione esecutiva (talvolta anche per quella di massima) una appropriata nomenclatura di ogni elemento e mantenerla fino nei minimi 2000 20000 SEZ. Ancorando così. le travi maestre e le travi secondarie sonorappresentate da semplici linee. La sigla (o nome) di ogni elemento deve apparire in ogni disegno d'assieme o di dettaglio ed in ogni tabella. già in fase di progettazione esecutiva. il primo numerocorrispondente al numero dell'impalcato progressivamente posto in opera a partire dalle fondazioni (analogamente con la numerazione delle stanze d'albergo ai vari piani).P. Il secondo metodo in casi analoghi assume. La numerazione o nomenclatura ha grande importanza. il primo metodo assume il terzo asse di riferimento verticale dando luogo così ad una designazione ortogonale spaziale di ogni singolo elemento. 20a Manuale dell’Architetto .

travi maestre e travi secondarie).l. queste ultime sono utili per controllo delle successive parziali. Le quote necessarie nelle piante dei disegni d'assieme sono: le totali. Le quotazioni. e parziali) al piano ferro. Per i particolari costruttivi. S. In entrambi i casi risultano facilitate eordinate le operazioni di scarico e accatastamento degli elementi entro l'area del cantiere. 1 : 200. . In molti casi vicino alla tabella risulta utile rappresentare in assonometria o in proiezione l'elemento a cui la tabella si riferisce quotando le diverse dimensioni con delle lettere. a seconda l'entità della costruzione la spedizione può avvenire a lotti o per costruzione completa.DISEGNI DI ASSIEME è necessaria l'operazione di trasporto.Nei disegni d'assieme e dei particolari è bene scegliere un sistema di caratteri ben chiaro e definito. e ove la somma dei pesi parziali da luogo al peso totale della struttura. Queste poi sono necessarie per la distinta materiali e dove appare anche il peso di ogni singolo elemento.r. Questa operazione risulta importante. 20b Manuale dell’Architetto . precedute dal segno V. Le quote necessarie nelle sezioni o alzati dei disegni di assieme vengono sempre riferite come segue: quelle altimetriche (progressive. Motto sovente vengono rappresentati degli elementi o nodi in scale diverse.E. a seconda del metodo di rappresentazione simbolica degli elementi (all'americana) o in 1 : 50 nel caso di una rappresentazione realistica (all'europea). A. .I. travi) nei disegni d'assieme o agli estremi dei singoli elementi nei particolari.Le misure vengono espresse tutte in millimetri (nei paesi anglosassoni in pollici) e di regola sempre riferite agli assi delle strutture (colonne. Scala del disegno. Molto utili risultano le tabelle qualora si devono rappresentare i particolari di diversi pezzi simili per forma. Scritture nei disegni. quelle planimetriche agli assi come per le piante.I disegni d'assieme vanno eseguiti in scala 1 : 100. .SOMMARIO DI NORME E DATI SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN ACCIAIO .C. a seconda del dettaglia. ma non per dimensioni (vedi tabelle per colonne.P. Ciò comporta di usare una gerarchia dimensionale nelle diverse scritture. le parziali (riferite agli assi delle colonne o delle traveste continue principali o secondarie) e le progressive. Nella corrispondente colonnina della tabella è indicato il numero rappresentante la dimensione. Soprattutto in fase di montaggio si può raggiungere una celerità di lavoro ed un risparmio di tempo altrimenti spesi a cercare dalla catasta dei materiali quell'elemento che in quel momento bisogna montare. onerosa e costosa quando per raggiungere l'elemento necessario in quella fase di montaggio si è costretti a rimuovere altri elementi tra i quali si trova. rappresentato in scala 1 : 10 o 1 : 5 o 1 : 2.

Fabbricato civile. S.60.E. 12 2 300 .SOMMARIO DI NORME E DATI SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN ACCIAIO . Solaio sul 1 piano.C. 10 11400 2 300 . 18 A. 10 230 204 232 245 C6 233 234 243 205 235 230 230 C8 1 346 .P. 20 103 1 210 . 14 4400 7000 2 300 . 12 13800 3200 211 4200 2 300 . 12 2 300 .00 NP 22 218 1965 1965 218 NP 20 201 1 138 . 22 interrato 6900 04 piano terreno 1 210 . 18 104 1 210 . 16 218 215 1965 3930 7860 A 14800 203 14760 204 2 piano 5895 243 60.I. 20 3000 4000 B 1 210 . 10 1 piano 2 300 .00 1500 211 NP 22 215 217 1700 0.l. B. 12 213 3200 211 7400 2 300 . 14 222 212 4200 C1 NP 20 0.6 C2 202 C3 223 224 224 225 224 226 244 227 A 213 228 C4 230 242 229 203 230 231 C5 1 342 .DISEGNI DI ASSIEME 13800 2 300 . 10 231 230 236 206 237 C9 207 1 350 . 10 228 3200 213 C10 211 10600 2 300 . 12 2 300 . 10 242 229 230 230 238 C11 239 208 240 247 C12 233 C7 214 215 219 215 220 215 221 215 221 216 1965 2081 7976 2184 10160 2300 12460 6900 2300 14760 3400 1 210 . Sezione trasversale A. 21 Manuale dell’Architetto .r. 12 NB: le quote altimetriche sono riferite al piano del ferro 7860 14760 03 1 210 . Pianta piano 2. 12 2 300 .

l. A tale fine si devono calcolare innanzi tutto le lunghezze teoriche derivate dall'ipotenusa del triangolo i cui cateti sono dati dagli interessi della struttura ortogonale da collegare.16 210. per esempio quando una trave a doppio T (poutrelle) è di normale profilo di altezza di mm 180 viene scritto I NP 180: quando invece una trave o una colonna è costituita dall'unione di diversi ferri piatti viene distinta come segue: 70 150 145 250 30 600x600x50 30 Ø 30 MA 100 v 30 250 sp c 90 a b c 370 75 600 450 75 x 1200 130 450 bullone Fondaz Basi per fondazioni H a1 c1 a b c d b1 d1 220 220 370 120 220 200 270 120 COLONNE PORTANTI S T° 1° 2° 3° 4° S B" A" Profilo A 1 210.C.SOMMARIO DI NORME E DATI SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN ACCIAIO – DISEGNI DI PARTICOLARI Può convenire anche di sviluppare l'elemento a sezione complessa (1.P. l numeri indicati sotto A B C sono le quote progressive altimetriche di sezione.G. 22 Manuale dell’Architetto . riferito diagonali sempre al fabbricato civile della pagina precedente. L. C. Rappresentazioni di travi maestre e travi secondarie riferite ai fabbricato della tavola precedente e all'impalcato del 1° piano. Rappresentazione di controventi e diagonali. sono scritti i valori degli sforzi oppure le dimensioni o le sigle delle sezioni.) sul piano del disegno per rendere più agevole il disegno e la lettura delle quote dei fori. Il disegno è ridotto alla rappresentazione in piano delle diverse facce del profilato.E. ma diverse per dimensioni. Pertanto à indispensabile che siano progettati esecutivamente secondo questo principio. Si stabiliscono quindi i fori da eseguire per la connessione con le piastre e le piastre stesse indicando. S. con opportuno disegno il loro modo di unione con la travatura ortogonale.r. Esso serve ad individuare appunto la destra e la sinistra della trave quando le due testate sono quasi simili per forma e per lavorazione. e la tabellina accanto da le dimensioni della lunghezza variabile da colonna a colonna. Analogamente tale criterio è seguito nelle rappresentazioni di piante e sezioni. nelle quali vicino all'elemento o parallelamente ad esso. anche gli sforzi di compressione cui queste colonne sono sottoposte. Rappresentazione esecutiva delle colonne portanti portanti del fabbricato civile di cui la pagina precedente porta la pianta e la sezione trasversale.8 + 300. 3395 n° 2 volte Controventi o diagonali A. riferite al piano del ferro.I. 230 70 220·180·a 40 35 60. Tale espediente è utile nell'operazione da montaggio evitando al montatore di dover consultare molti disegni prima di prendere la decisione per la corretta posa in opera.20 C1 1 2 1 2 1 2 210. 150 Base Tipo A Tipo x y C1 20 12 C3 18 12 C4 20 12 C7 18 12 C8 18 12 C9 16 12 Colonne portanti C10 C12 C13 C14 18 16 18 18 12 10 12 12 8 142 ≠ 1 ≠ 338 · 12 +2 300 · 16 201 220 200 1965 7616 1695 1836 212 201 214 220 ≠ 1 ≠338 · 10 +2 300 · 14 202 220 43 220 2175 Posizioni 228 229 230 D 142 17 Profilo L A B 19 19 19 C 145 145 145 D 17 17 17 Travi maestre A B 45 19 212 P C I NP 18 3186 145 I NP 18 3186 145 I NP 18 3186 145 Prezzi n° 2 2 8 NP 20 4184 Travi secondarie ≠ 220 · 180 · 8 trave M 205 229 205 70 3775 trave 5 228 242 1965 229 242 229 190 230 242 diag. Si noti un particolare semicerchio annerito che si trova in prossimità della testata di sinistra di ogni singola trave.12 17800 21200 24600 6872 3400 3382 18 208. In alcuni autori è in uso il criterio di fare intervenire nelle tabelle che designano le colonne portanti. ecc. ecc.12 + 10000 14400 17800 7782 4400 3382 18 300. Questi elementi (come tutti gli altri elementi di ogni costruzione in acciaio) devono avere gli assi geometrici della sezione convergenti sugli incontri degli assi delle travature principali e secondarie che devono collegare.8 + 24600 28000 ECC 300. T.10 220 200 370 370 220 200 370 370 B C H h1 h 2 SP 7000 10000 5962 2970 2982 18 d1 h2 55 a b 1c 1 370 220 200 370 370 220 200 370 370 C2 70 1 ≠ 300 x 12 + 2 ≠300 x 20 che significa una sezione a doppio T in cui l'anima è costituita da un piatto di sezione 300 x 12 mm (sigla 1 @ 300 x 12) e dalle due suole costituite da piatti di sezione 300 x 20 mm (sigla 2 ≠ 300 x 20 preceduto dal segno +). come esplicato nello schizzo assonometrico. Il disegno è fuori scala e le quote di tutta la lavorazione sono espresse chiaramente in modo da non costringere nessun rilevamento grafico. Per le travi secondarie è stata tracciata una tabellina a fianco del relativo disegno poichè dello stesso elemento occorrono più pezzi. Eseguito il calcolo con i mezzi della trigonometria si tiene conto quindi delle dimensioni necessarie per gli ingombri degli elementi da collegare e si definisce così la lunghezza del controvento.12 + 4000 2 300.6 saldatura leggera a tratti sopra e sotto 242 40 trave M 203 1965 L. degli intagli.60.

8195 1.l.385 314.8990 5.7417 3.625 200.840 854.0000 1.665 1133.5878 8.985 1256.5107 16.0000 1.2304 1.4472 1.320 122.625 28.0711 7.860 176.7460 7.660 219.5147 12.740 1451.1275 17.7782 1.3345 12.7823 6.2296 9.800 65.5625 15.0000 5.8284 3.000 2920.0000 3.7324 1.520 216.8451 1.060 2374.185 379.2398 15.2361 2.2915 5.9373 8.6121 3.2512 10.5911 1.3010 1.740 2732.6902 1.040 132.6660 16.7958 4.5315 1.660 62.265 452.0321 11.0512 10.0000 0.6990 1.385 3846.0414 1.8044 9.240 53.080 72.2227 13.8102 7.6532 1.6569 5.7709 1.100 207.3589 4.3222 1.1978 16.2801 7.160 490.940 226.660 4415.6023 8.0649 2.7243 1.100 50.4162 7.940 69.9699 12.4492 10.9743 17.7482 1.4914 1.7924 1.240 210.560 172.460 125.380 56.065 1808.r.3246 6.340 283.500 754.5574 6.785 2122.C.7160 1.985 3017.960 226.4384 9.5801 2.8818 16.5678 5.385 803.785 3.3546 16.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 n² 1 4 9 16 25 36 49 64 81 100 121 144 169 196 225 256 289 324 361 400 441 484 529 576 625 676 729 784 841 900 961 1024 1089 1156 1225 1296 1369 1444 1521 1600 1681 1764 1849 1936 2025 2116 2209 2304 2401 2500 2601 2704 2809 2916 3025 3136 3249 3364 3481 3600 3721 3844 3969 4096 4225 4356 4489 4624 4761 4900 5041 5184 5329 5476 5625 n³ 1 8 27 64 125 216 343 512 729 1000 1331 1728 2197 2744 3375 4096 4913 5832 6859 8000 9261 10648 12167 13824 15625 17576 19683 21952 24389 27000 29791 32768 35937 39304 42875 46656 50653 54872 59319 64000 68921 74088 79507 85184 91125 97336 103823 110592 117649 125000 132651 140608 148877 157464 166375 175616 185193 195112 205379 216000 226981 238328 250047 262144 274625 287496 300763 314432 328509 343000 357911 373248 389017 405224 421875 n 1.3684 8.440 4183.700 175.2041 1.4119 11.1461 1.9449 4.220 232.3424 1.4641 3.0000 8.260 38.060 1734.4587 7.1240 8.360 3316.8633 1.265 4298.800 222.8692 1.0000 7.140 6.500 3957.3485 7.625 530.8751 n 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 n n² n³ n ³ n π n 0.000 1319.6158 7.260 31.2627 3.5498 7.3617 1.2799 π n 3.960 47.6453 10.5826 4.2224 7.540 3115.6628 1.1414 7.785 1962.9117 14.540 194.4853 8.2333 6.3166 3.140 163.500 2041.420 169.060 94.7075 5.820 200.440 147.120 185.5440 8.6335 1.8492 10.9820 7.760 109.065 2289.8325 1.560 15.6811 7.9031 0.4495 2.185 4069.665 3215.465 1519.8205 16.4314 1.040 116.465 2640.8712 13.2462 8.780 87.4150 1.140 7.4833 7.3666 8.640 84.760 1589.680 197.6458 2.8730 4.500 1 4 π n² log n 0.7853 1.6936 12.465 50.360 235.5441 1.6056 3.I.340 100.2553 1.8740 7.280 9. S.625 2461.840 21.900 113.260 188.000 346.360 1074.460 3523.865 3629.3979 1.8573 1.940 415.740 131.8676 5.920 91.0792 1.5994 11.9542 1.7446 5.3852 5.E.4771 1.1231 4.865 254.160 141.7404 1.6449 9.585 78.8062 1.820 43.6904 4.020 138.880 135.220 75.185 706.4772 5.6332 6.680 40.7854 11.2111 7.3967 13.4967 2.660 572.620 106.540 1193.2638 4.400 34.7634 1.600 128.9282 7.240 63.1962 5.7076 1.000 160.7082 6.840 3737.5709 4.4721 4.665 153.6603 ³ n 1.400 191.1554 5.360 78.2496 14.4350 5.0828 6.3010 0.7490 14.8513 1.7993 1.7411 13.0000 1.1644 6.4261 8.8388 1.8310 5.5682 1.4031 6.8261 1.5051 1.4878 6.6021 0.0183 9.0990 5.8557 6.500 81.625 1 π n² 4 log n n A.960 204. 23a Manuale dell’Architetto .0771 15.2788 1.520 59.7372 6.6913 7.625 1661.9203 8.760 2550.2228 11.420 12.5185 1.5835 14.4771 0.580 150.440 660.180 119.6232 1.0476 13.0000 4.0812 14.4016 15.120 28.380 213.6990 0.980 25.2426 4.625 3419.480 103.560 19.1529 12.4171 14.865 907.860 157.540 37.7782 0.840 178.460 961.985 113.9161 6.500 94.P.8129 1.7225 15.7321 2.6721 1.1139 1.0000 2.4807 6.1854 8.4624 1.4142 1.6812 1.7559 1.625 1017.5563 1.6128 1.720 153.2450 6.265 615.585 2826.8396 11.3066 8.1459 8.0000 6.065 12.1761 1.0402 16.9135 15.700 18.5694 13.5798 1.585 1384.8928 3.280 166.980 182.640 2205.8451 0.9734 6.200 97.640 1884.300 144.0623 8.080 229.1623 3.6435 1.3802 1.6021 1.

385 11304.920 405.400 348.0499 10.7166 24.9583 12.460 439.3036 π n 238.240 9326.8921 1.0253 2.585 6644.9243 1.240 367.100 364.1644 2.l.1614 2.280 323.6954 9.385 13677.0170 2.9777 1.700 332.9445 1.2250 11.3137 11.9816 22.860 471.7238 10.8489 9.185 11683.880 292.3274 9.5917 9.560 329.r.0554 9.760 266.E.9031 1.260 8987.1430 2.185 13266.020 295.160 298.0212 2.P.040 10023.8808 1.960 10745.340 11116.265 12070.2066 12.9590 1.900 427.140 320.860 5941.465 16277.8322 11.1803 11.760 16504.3448 25.0801 24.665 6079.865 10930.800 379.7750 8.1072 2.5830 10.4881 10.0792 2.9731 1.740 445.1271 2.465 6936.9868 1.880 449.620 263.5900 24.4559 26.9119 23.180 276.8882 8.480 417.065 8490.3923 10.6619 11.9345 1.0945 25.1975 20.1492 2.0531 2.680 354.020 452.0582 19.4018 11.4895 19.0000 9.000 5150.7980 9.1678 21.060 251.2736 9.5767 21.9087 10.3046 21.160 12265.640 17427.0453 2.1244 12. 23b Manuale dell’Architetto .625 16733.740 16052.4403 10.9395 1.2470 10.240 6789.640 398.1732 2.065 7539.000 8007.320 279.0830 12.780 401.900 270.8976 1.1106 2.6162 20.0492 2.860 314.7473 11.840 335.000 11493.200 254.2474 ³ n 17.0086 2.1553 2.1239 2.500 6500.0905 11.160 4654.065 17194.8827 18.440 304.625 10562.665 10201.480 260.820 357.8167 10.600 442.560 7386.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 n² 5776 5929 6084 6241 6400 6561 6724 6889 7056 7225 7396 7569 7744 7921 8100 8281 8464 8649 8836 9025 9216 9409 9604 9801 10000 10201 10404 10609 10816 11025 11236 11449 11664 11881 12100 12321 12544 12769 12996 13225 13456 13689 13924 14161 14400 14641 14884 15129 15376 15625 15876 16129 16384 16641 16900 17161 17424 17689 17956 18225 18496 18769 19044 19321 19600 19881 20164 20449 20736 21025 21316 21609 21904 22201 22500 n³ 438976 456533 474552 493039 512000 531441 551368 571787 592704 614125 636056 658503 681472 704969 729000 753571 778688 804357 830584 857375 884736 912673 941192 970299 1000000 1030301 1061208 1092727 1124864 1157625 1191016 1225043 1259712 1295029 1331000 1367631 1404928 1442897 1481544 1520875 1560896 1601613 1643032 1685159 1728000 1771561 1815848 1860867 1906624 1953125 2000376 2048383 2097152 2146689 2197000 2248091 2299968 2352637 2406104 2460375 2515456 2571353 2628072 2685619 2744000 2803221 2863288 2924207 2985984 3048625 3112136 3176523 3241792 3307949 3375000 n 8.4630 24.0828 2.1703 2.265 12861.4348 23.8865 1.865 14095.7742 19.260 7084.1980 10.6481 22.160 455.9956 2.6940 23.3578 11.040 430.440 13063.580 464.940 11876.785 8167.360 14733.3463 19.1652 9.0306 21.500 9671.1157 22.920 248.625 14519.1741 23.1303 2.1173 2.440 461.9134 19.3376 20.5326 11.6771 10.625 12462.620 420.960 361.7121 21.1038 2.1673 2.460 14306.4316 17.585 15828.2081 24.0969 2.0882 26.340 414.980 339.585 9498.0628 27.4695 25.0128 2.060 16963.4455 11.260 345.860 10381.940 4899.000 15606.720 310.1104 9. S.520 373.7802 22.500 13471.0682 2.3357 24.360 392.625 5805.500 395.4340 9.8930 21.500 1 π n² 4 log n n A.0000 11.3336 26.I.9638 1.8471 21.6190 11.5758 11.420 326.1206 2.180 433.0454 11.9499 10.5357 10.6219 18.140 8328.380 370.9443 9.0374 2.2025 19.0294 2.7047 11.5826 17.5778 26.940 383.660 376.6321 19.0000 2.3441 10.000 1 4 π n² log n 1.4753 18.080 386.2111 26.7330 17.960 5671.1399 2.0318 18.985 6358.5156 22.340 257.185 5024.040 273.2195 9.3046 23.385 5278.2956 10.865 5538.8429 24.000 317.740 288.1833 27.0000 10.660 12661.9158 20.9518 24.8231 23.540 15166.1489 10.8318 8.0000 12.0569 20.8628 10.9823 1.1584 2.1004 2.625 7234.1523 2.2694 11.0995 10.060 408.6437 9.265 4775.665 14949.0755 2.C.200 411.5939 25.0414 2.2198 25.6995 26.0569 2.465 9156.0645 2.220 389.9542 1.9545 11.340 5407.9685 1.785 7850.140 7693.625 8820.985 15386.460 282.840 13885.640 241.3808 9.0934 2.120 342.7898 11.8743 11.1367 2.8209 26.0899 2.540 351.9420 27.0416 12.1761 n 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 n n² n³ n ³ n π n 4534.9912 1.4868 9.0432 23.720 467.1461 2.9651 26.4891 11.0043 2.8416 25.1355 11.9138 1.0719 2.320 436.1335 2.9494 1.2494 22.8995 9.7548 20.040 6217.580 307.4771 20.0607 2.7703 10.7179 25.4409 21.300 458.7178 8.5646 23.985 9847.6301 10.9294 1.0334 2.560 8654.7468 9.9689 25.760 423.600 285.5394 9.785 17662.780 244.1139 2.0864 2.1655 12.3281 18.3827 22.1803 18.9164 11.9085 1.7679 18.300 301.9191 1.

360 549.000 20347.9078 31.640 555.280 637.6491 12.0000 13.1421 14.3032 2.900 584.625 30156.360 21371.220 546.2175 2.1790 2.860 27450.7279 12.4164 13.4914 14.2355 2.4656 32.465 29544.9332 14.4687 31.760 19349.C.820 671.1847 2.585 34618.340 571.2923 2.2288 13.040 587.4553 30.180 590.5202 34.7328 34.380 684.0504 35.3324 2.665 35949.4236 27.5396 29.2967 2.3118 2.7309 14.500 552.2304 2.4716 35.840 492.9857 34.400 662.120 499.5698 12.620 577.2613 35.760 580. 24a Manuale dell’Architetto .680 511.2000 34.500 log n 2.160 39740.3054 2.5258 14.3365 2.3201 2.I.r.1903 2.000 25717.420 483.660 533.060 565.6849 32.1931 2.280 480.440 618.640 18376.840 649.3139 2.540 508.540 20856.5687 30.880 606.940 697.240 524.500 34948.940 25152.1149 13.625 24316.3041 13.300 615.6092 28.3010 2.8388 34.785 18136.6813 π n 474.500 22954.1818 2.4900 12.0245 32.2562 28.8062 12.9009 28.340 37649.4918 28.7263 28.8997 14.9228 12.6630 33.0204 31.2201 2.065 30775.785 31400.5300 12.9284 13.3069 34.2648 2.4568 14.1529 13.960 675.860 36286.2718 2.260 29849.625 21631.9993 30.2301 33.4097 12.2765 2.000 31714.185 23223.5647 13. S.1328 31.160 612.865 26576.3556 32.2989 2.3243 2.3288 12.040 28040.3404 2.6266 34.4222 14.2833 2.1380 28.1215 33.985 35281.3222 2.625 27157.3263 2.6628 27.2601 2.5550 33.320 593.2148 2.2577 2.2529 2.6969 14.2742 2.6748 13.700 489.2253 2.2014 2.8924 13.340 26288.3693 12.4136 34.7820 27.665 21113.985 20601.265 24871.6015 13.940 39037.6916 31.740 19845.265 23766.100 678.265 39388.2380 2.980 653.2277 30.E.3464 2.665 27745.420 640.6095 12.1925 29.2068 2.940 540.5434 27.2788 2.260 502.440 23494.2227 2.6287 14.3345 2.P.380 527.2695 2.260 659.865 22155.800 536.065 18617.3075 2.8841 12.185 38687.3522 n 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 n n² n³ n ³ n π n log n n A.2553 2.1909 13.3096 2.985 28338.560 486.3666 35.560 32989.3385 2.3741 28.1067 14.0930 34.120 656.140 634.9137 32.2672 2.7699 29.2330 2.100 521.960 26866.7671 12.6629 14.0384 13.9642 14.3791 13.040 35614.585 28938.2900 2.2454 32.1774 14.5753 32.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 ³ 1 π n² 4 17898.820 514.5802 31.625 33312.5277 13.1560 35.660 24040.3416 30.0763 29.140 31086.3875 14.3424 2.385 37994.020 609.2878 2.8324 14.6886 12.465 33962.2449 31.360 706.2095 2.2405 2.625 36624.1959 2.3181 2.6549 29.580 621.385 22686.4499 12.8783 33.980 496.5765 35.160 24593.8432 28.660 690.8847 29.2041 2.5945 14.4469 33.2856 2.2478 14.920 562.220 703.260 33636.740 602.185 25434.800 693.1136 30.3483 2.9599 29.000 38340.2882 12.2122 2.2504 2.785 32031.3386 33.2480 2.460 596.8028 31.9666 15.8564 13.0000 14.560 643.625 1 π n² 4 n² 22801 23104 23409 23716 24025 24336 24649 24964 25281 25600 25921 26244 26569 26896 27225 27556 27889 28224 28561 28900 29241 29584 29929 30276 30625 30976 31329 31684 32041 32400 32761 33124 33489 33856 34225 34596 34969 35344 35721 36100 36481 36864 37249 37636 38025 38416 38809 39204 39601 40000 40401 40804 41209 41616 42025 42436 42849 43264 43681 44100 44521 44944 45369 45796 46225 46656 47089 47524 47961 48400 48841 49284 49729 50176 50625 n³ 3442951 3511808 3581577 3652264 3723875 3796416 3869893 3944312 4019679 4096000 4173281 4251528 4330747 4410944 4492125 4574296 4657463 4741632 4826809 4913000 5000211 5088448 5177717 5268024 5359375 5451776 5545233 5639752 5735339 5832000 5929741 6028568 6128487 6229504 6331625 6434856 6539203 6644672 6751269 6859000 6967871 7077888 7189057 7301384 7414875 7529536 7645373 7762392 7880599 8000000 8120601 8242408 8365427 8489664 8615125 8741816 8869743 8998912 9129329 9261000 9393931 9528128 9663597 9800344 9938375 10077696 10218313 10360232 10503459 10648000 10793861 10941048 11089567 11239424 11390625 n 12.8452 12.960 518.060 18859.9615 13.560 30465.000 631.1987 2.2665 13.l.385 26002.0767 13.080 700.2810 2.460 21892.700 646.7950 30.9447 35.7648 14.520 530.7707 33.4242 29.720 624.6820 30.8661 14.780 558.1350 32.7986 14.585 20096.065 32668.1875 2.240 681.400 505.680 668.2945 2.0357 14.860 628.140 32349.500 28637.480 574.4907 13.3502 2.3444 2.3527 14.8203 13.0000 n 27.520 687.840 22420.625 19103.465 19596.600 599.2829 14.3284 2.7477 13.0196 28.240 29240.7840 13.540 665.2625 2.3160 2.9036 33.3085 29.3569 31.7113 13.240 34289.6382 13.865 37306.2455 2.3417 13.2279 2.7943 32.5602 14.2127 14.3178 14.960 36964.4536 13.3304 2.0712 14.080 543.200 568.140 477.0126 33.2430 2.

4150 2.6364 40.4919 15.4082 2.400 819.000 61984.240 67391.080 857.9951 42.4099 2.3623 15.860 942.9687 16.4393 2.040 65563.1464 17.160 769.3363 37.r.440 775.0665 15.5885 15.7441 37.3095 16.620 734.480 731.2337 17.0485 38.2539 39.4362 2.4133 2.460 43351.260 68314.3674 2.4609 2.4596 15.680 825.185 61544.4330 2.9543 39.3579 2.625 43721.4012 16.4232 2.3792 42.860 64659.8523 16.9706 17.2627 17.1864 16.8024 41.4749 42.385 62426.4385 37.460 753.1315 37.6424 37.985 45216.3820 2.0880 17.9115 16.2215 41.6844 15.2047 17.8232 36.4065 2.6132 16.4683 2.3892 2.3711 2.0543 39.4425 2.040 744.600 913.3517 38.900 898.3927 2.3534 39.640 712.840 806.665 44465.980 810.200 882.3729 2.7162 15.4757 2.3856 2.1987 15.000 n n² n³ n ³ n π n 1 π n² 4 40094.4525 38.5405 37.320 907.8114 15.0469 40.9060 15.180 904.480 888.060 51044.4624 2.2481 16.4314 2.900 741.5227 16.4317 16.4183 2.2971 15.625 68778.5531 38.985 66018.C.440 41166.4216 2.3747 2.8226 16.7540 38.160 60232.7797 15.5522 39.1658 15.560 69244.740 916.0935 16.960 63761.660 847.3945 2.585 45972.1756 17.3979 2. 24b Manuale dell’Architetto .7202 36.320 750.840 42616.000 53474.I.4101 36.8430 15.540 822.500 57651.865 63314.3692 2.960 832.0913 42.9295 41.140 70179.720 781.785 49062.860 785.760 737.4698 2.300 772.0312 16.560 800.5385 40.7033 16.000 45593.265 60667.2916 17.0624 16.4533 2.3909 2.140 791.160 926.2439 40.4518 2.4529 39.940 61105.P.1327 15.4742 2.1172 17.4728 2.760 47119.060 47892.060 722.865 42983.l.180 747.2833 42.940 854.4621 16.625 47505.0587 17.0270 41.065 69711.720 938.5563 15.3541 2.1245 16.4346 2.4156 41.8458 37.8745 15.740 759.6205 15.665 54711.540 54297.340 728.380 841.3784 2.7505 39.120 813.465 52252.5529 16.4594 2.500 41888.460 910.385 42251.625 59798.3598 2.2643 15.920 719.4639 2.3802 2.500 66474.360 55126.4404 40.760 894.640 869.0470 43.6733 16.3838 2.785 70650.660 59365.9374 15.4409 2.065 48280.2315 15.0997 15.420 797.1455 40.000 788.3187 41.8903 35.340 62869.2173 16.585 66932.6170 36.4669 2.4713 2.5705 42.580 778.7929 16.240 838.700 803.585 53066.3948 15.0294 17.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 n² 51076 51529 51984 52441 52900 53361 53824 54289 54756 55225 55696 56169 56644 57121 57600 58081 58564 59049 59536 60025 60516 61009 61504 62001 62500 63001 63504 64009 64516 65025 65536 66049 66564 67081 67600 68121 68644 69169 69696 70225 70756 71289 71824 72361 72900 73441 73984 74529 75076 75625 76176 76729 77284 77841 78400 78961 79524 80089 80656 81225 81796 82369 82944 83521 84100 84681 85264 85849 86436 87025 87616 88209 88804 89401 90000 n³ 11543176 11697083 11852352 12008989 12167000 12326391 12487168 12649337 12812904 12977875 13144256 13312053 13481272 13651919 13824000 13997521 14172488 14348907 14526784 14706125 14886936 15069223 15252992 15438249 15625000 15813251 16003008 16194277 16387064 16581375 16777216 16974593 17173512 17373979 17576000 17779581 17984728 18191447 18399744 18609625 18821096 19034163 19248832 19465109 19683000 19902511 20123648 20346417 20570824 20796875 21024576 21253933 21484952 21717639 21952000 22188041 22425768 22665187 22906304 23149125 23393656 23639903 23887872 24137569 24389000 24642171 24897088 25153757 25412184 25672375 25934336 26198073 26463592 26730899 27000000 n 15.220 860.1420 π n 709.4031 2.4487 2.3422 40.3401 16.3997 2.340 885.8542 38.000 1 π n² 4 log n 2.820 828.4502 2. S.4378 2.200 725.7615 42.665 65111.9411 16.5136 36.7631 16.7859 35.0289 37.500 866.7059 41.3655 2.9472 38.7480 15.4116 2.2340 37.3065 36.360 863.4564 2.760 51848.440 58505.6536 38.840 56803.4579 2.300 929.2027 36.1243 41.5125 41.020 923.740 46353.640 48670.0987 36.5831 16.4265 2.280 794.4298 2.3874 2.4249 2.780 715.3766 2.040 901.4548 2.3617 2.440 932.100 835.4166 2.1874 42.3297 15.465 67852.7342 40.9482 40.4472 2.020 766.6514 39.9946 36.465 46735.185 58077.880 920.4440 2.265 58934.600 756.385 57226.0000 17.800 850.4456 2.065 50645.2788 16.185 41526.1497 38.500 49455.7332 16.880 763.3560 2.460 55961.3707 16.4771 n 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 log n n A.625 55543.985 53885.625 64209.4272 15.8819 16.6093 41.3962 2.785 49850.8494 39.265 40807.4014 2.060 879.E.9519 43.6433 16.4200 2.865 56381.8568 42.4654 2.580 935.625 51445.540 44839.260 816.360 44092.9261 37.3205 ³ n 35.4281 2.3636 2.2508 38.780 872.5242 15.1542 39.4048 2.660 40450.740 52658.0000 16.8319 40.520 844.6525 15.8988 41.1555 16.0333 15.6661 42.920 876.640 50247.620 891.4924 16.

0389 47.4800 48.665 104009.0831 18.9430 46.1384 18.7662 46.185 81391.7083 18.620 1048.985 102869.385 80384.625 73504.585 91816.5784 17.385 86525.1833 19.4662 18.5694 48.5340 2.3906 48.0555 18.4917 47.5105 2.5611 2.8113 49.500 96712.5092 2.920 1033.080 1171.440 1089.625 88623.700 960.5366 2.6152 43.540 90212.5502 2.4932 18.520 1158.700 1117.5208 43.1796 44.160 82915.4928 2.1050 19.4814 2.440 109216.785 97264.5465 2.0263 19.665 77397.0000 18.8572 46.8885 17.660 110390.625 83426.6352 17.680 1139.r.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 n² 90601 91204 91809 92416 93025 93636 94249 94864 95481 96100 96721 97344 97969 98596 99225 99856 100489 101124 101761 102400 103041 103684 104329 104976 105625 106276 106929 107584 108241 108900 109561 110224 110889 111556 112225 112896 113569 114244 114921 115600 116281 116964 117649 118336 119025 119716 120409 121104 121801 122500 123201 123904 124609 125316 126025 126736 127449 128164 128881 129600 130321 131044 131769 132496 133225 133956 134689 135424 136161 136900 137641 138384 139129 139876 140625 n³ 27270901 27543608 27818127 28094464 28372625 28652616 28934443 29218112 29503629 29791000 30080231 30371328 30664297 30959144 31255875 31554496 31855013 32157432 32461759 32768000 33076161 33386248 33698267 34012224 34328125 34645976 34965783 35287552 35611289 35937000 36264691 36594368 36926037 37259704 37595375 37933056 38272753 38614472 38958219 39304000 39651821 40001688 40353607 40707584 41063625 41421736 41781923 42144192 42508549 42875000 43243551 43614208 43986977 44361864 44738875 45118016 45499293 45882712 46268279 46656000 47045881 47437928 47832147 48228544 48627125 49027896 49430863 49836032 50243409 50653000 51064811 51478848 51895117 52313624 52734375 n 17.6751 46.5428 2.5315 2.865 106307.400 976.3316 43.320 1064.5214 17.5119 2. 25a Manuale dell’Architetto .5289 2.640 1026.3848 18.940 1011.5145 2.6068 17.5705 2.560 957.0858 44.9874 π n 945.8334 44.865 87571.625 105155.065 98373.5729 2.5635 2.5514 2.5563 2.840 963.540 1136.760 93434.340 1042.5478 2.2209 18.7590 45.7478 48.4955 2.3132 19.100 992.1296 47.8038 43.1121 45.060 94521.1923 49.3108 47.120 970.000 1102.5378 2.7482 17.8149 18.7095 43.4604 44.560 1114.660 83939.8414 18.7350 18.5839 46.960 989.040 76905.385 107466.960 78883.4942 2.980 967.785 71595.4926 46.5538 44.625 78386.6669 45.2483 18.1266 46.500 π 1 4 π n² log n 2.5682 2.5416 2.9737 19.1934 18.9722 18.625 99487.4642 17.8369 48.5740 n 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 n n² n³ n ³ n n 71121.5079 2.5302 2.185 85486.625 1 π n² 4 log n n A.065 95066.8994 49.840 87047.140 948.5391 2.960 1146.740 92354.265 109802.5237 2.2115 48.5499 17.7764 17.3303 18.865 79382.7231 49.5353 2.4356 17.0148 49.2048 45.4013 47.9264 45.980 1124.800 1007.5198 2.5276 2.400 1133.460 1067.l.480 1045.860 1099.800 1164.4581 49.100 1149.4120 18.760 100047.3391 19.E.9258 49.5742 18.785 96162.0526 19.5747 45.7617 18.600 1070.820 985.065 72546.5172 2.220 1017.6279 18.C.000 80887.1659 18.9919 44.500 75925.4886 2.540 979.6815 18.3900 45.880 1077.7200 17.P.5185 2.5051 2.4829 2.9422 48.4997 2.2810 49.5065 2.540 103438.840 106886.8523 47.4871 2.260 973.2354 19.9165 17.160 1083.240 1152.5551 2.5539 2.4786 2.4900 2.5820 47.120 1127.2757 18.8326 17.5132 2.5623 2.5011 2.5403 2.0193 45.8606 17.580 1092.5211 2.6918 17.3030 18.I.8680 18.3649 ³ n 43.0348 46.6635 17.9444 17.560 73024.585 101736.8511 45.2094 19.265 84453.6548 18.5024 2.465 100608.280 1108.5587 2.660 1161.500 86005.180 1061.0321 48.985 90746.4824 45.3669 44.4391 18.5694 2.020 1080.265 82406.140 1105.060 1036.740 1073.420 1111.360 1177.4069 17.3781 17.185 108631.360 1020.5159 2.3011 48.380 998.840 1120.6471 44.465 74468.3494 17.900 1055.3576 18.5250 2.9209 18.6722 47.1311 19.9481 47.500 1023.5647 2.940 1168.040 1058.665 89681.8944 18.985 76415.5575 2.5465 49.0000 19.4969 2.140 72070.8979 43.360 89151.2873 19.4843 2.6011 18.5599 2.585 75438.940 81898.5203 18.4983 2.4800 2.080 1014.240 74952.640 97818.000 91280.6349 49.1036 49.5224 2.0788 19.4929 17.740 101171.5658 2.000 102301.260 73985.200 1039.520 1001.1572 19.0278 18.5038 2.9473 18.720 1095.4857 2.2974 45.240 995. S.4012 46.280 951.6586 48.3098 46.860 77891.640 95613.460 88096.5328 2.760 1051.060 98929.680 982.5263 2.440 84969.2733 44.360 104581.460 105730.2203 47.5670 2.7883 18.2614 19.465 92893.220 1174.1218 48.7403 44.5441 2.5717 2.5472 18.380 1155.500 108048.625 93977.2182 46.300 1086.4262 43.780 1029.8045 17.1108 18.420 954.820 1142.340 79882.4914 2.7623 47.5453 2.660 1004.260 1130.2368 43.5527 2.5490 2.3696 49.

5704 19.6160 2.6493 2.5426 20.6640 20.585 120626.5959 19.040 1372.0713 21.865 115752.5877 2.6180 2.8697 53.6274 2.9249 19.1319 55.860 1413.860 1256.185 139795.4422 19.785 125600.2237 20.l.0000 20.0749 20.6155 20.4679 19.180 1218.060 1350.065 124347.040 133896.0476 21.5752 2.040 1215.1187 21.860 117568.r.6503 2.625 149225.8087 20.1494 20.5798 2.0499 20.6398 20.2132 ³ n 50.6294 2.6513 2.960 116356.000 152667.440 1246.4456 53.1896 21.5933 2.860 135196.6117 2.580 1249.340 1356.2978 20.7990 55.540 151285.8997 19. 25b Manuale dell’Architetto .1990 20.760 1365.5855 2.3715 20.340 1199.6887 50.0753 50.2967 56.6723 19.6031 2.7128 54.060 1193.460 1224.180 1375.0000 21.9651 56.420 1268.8178 51.6532 n 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 log n n A.340 115150.5584 51.2155 55.780 1343.160 111571.065 128124.6128 2.2078 54.5922 2.0765 52.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 n² 141376 142129 142884 143641 144400 145161 145924 146689 147456 148225 148996 149769 150544 151321 152100 152881 153664 154449 155236 156025 156816 157609 158404 159201 160000 160801 161604 162409 163216 164025 164836 165649 166464 167281 168100 168921 169744 170569 171396 172225 173056 173889 174724 175561 176400 177241 178084 178929 179776 180625 181476 182329 183184 184041 184900 185761 186624 187489 188356 189225 190096 190969 191844 192721 193600 194481 195364 196249 197136 198025 198916 199809 200704 201601 202500 n³ 53157376 53582633 54010152 54439939 54872000 55306341 55742968 56181887 56623104 57066625 57512456 57960603 58411072 58863869 59319000 59776471 60236288 60698457 61162984 61629875 62099136 62570773 63044792 63521199 64000000 64481201 64964808 65450827 65939264 66430125 66923416 67419143 67917312 68417929 68921000 69426531 69934528 70444997 70957944 71473375 71991296 72511713 73034632 73560059 74088000 74618461 75151448 75686967 76225024 76765625 77308776 77854483 78402752 78953589 79507000 80062991 80621568 81182737 81746504 82312875 82881856 83453453 84027672 84604519 85184000 85766121 86350888 86938307 87528384 88121125 88716536 89314623 89915392 90518849 91125000 n 19.460 148541.5888 2.000 139134.0250 20.6325 2.6253 2.385 138474.240 1309.8242 19.7003 53.6345 2.0482 55.540 1293.4606 54.7123 20.5955 2.280 1265.6149 2.140 1262.8327 20.720 1252.4695 20.640 1340.6154 53.0389 54.520 1315.0950 21.000 π n n² n³ n ³ n n 1 π n² 4 110980.7605 20.265 141124.0197 53.880 1391.7231 19.6385 2.6464 2.4450 20.3224 20.740 1387.5670 20.6214 19.480 1359.560 128759.8746 19.6977 19.260 122479.1424 21.3907 19.020 1394.9343 53.320 1378.020 1237.360 149910.560 123723.900 1369.1246 20.060 156850.040 118786.5192 19.665 150597.2485 20.260 130034.E.600 1227.6882 20.600 1384.8567 20.785 126859.880 1234.6013 50.985 119398.P.9762 21.1626 52.9904 52.4660 55.000 126228.4205 52.1632 50.200 1353.5786 2.625 129396.940 140459.0238 21.6042 2.6395 2.2487 52.5921 52.140 124972.440 144472.185 145146.6138 2.6284 2.080 1328.720 1409.185 113354.6021 2.560 1271.160 1397.8494 19.1245 51.2754 53.4939 20.4206 20.920 1190.5139 50.1050 53.6096 2.985 151976.960 136502.6222 2.865 137158.6326 55.6304 2.660 143128.200 1196.120 1284.6355 2.5843 2.920 1347.6085 2.100 1306.820 1299.6405 2.500 145822.9543 54.465 154751.2983 51.5447 54.6474 2.7990 19.6449 51.6064 2.6288 54.3470 20.6232 2.6263 2.7364 20.7737 19.6425 2.265 112163.760 1208.9045 20.385 146499.000 113951.500 1337.5866 2.6201 2.8489 52.840 147178.625 135848.900 1212.3387 50.6777 52.260 1287.2510 50.7158 55.0375 51.6469 19.3605 53.8807 54.2991 55.980 1281.4936 19.465 130674.5448 19.585 153360.400 1290.5063 52.640 158256.580 1406.460 1381.380 1312.700 1274.9504 51.5966 2.5832 2.300 1243.740 1230.6444 2.9645 55.160 141790.625 123100.6212 2.2921 54.6435 2.6107 2.500 132602.7968 54.5999 2.840 1277.6053 2.3825 55.6522 2.865 147859.0481 56.7846 20.3764 54.1903 53.7760 50.7314 51.5913 20.3794 π n 1180.985 133249.7850 53.5775 2.2139 56.3961 20.6075 2.585 131958.360 1334.6243 2.785 158962.800 1321.9523 20.5305 53.625 142458.320 1221.385 114550.5977 2.660 1318.5493 55.5763 2.3850 51.0998 20.9284 20.940 112758.6335 2.625 156149.240 121242.6415 2.6484 2.5988 2.300 1400.1310 56.8632 50.I.6010 2.440 1403.000 1259.780 1186.7484 19.960 1303.8821 55.500 1 π n² 4 log n 2.500 120011.6170 2.265 143799.620 1362.5821 2.220 1331.2731 20.9041 51.4165 19.5911 2.7633 52.680 1296.6375 2.8806 20.5809 2.640 1183.625 116961.1660 21.740 154055.6314 2.065 157552.6454 2.5183 20.160 1240.C. S.620 1205.4717 51.5944 2.940 1325.1233 54.5899 2.4263 50.6191 2.2114 51.240 131315.665 134545.6365 2.340 137815.760 155449.140 127491.665 118177.3346 52.465 121860.1742 20.480 1202.9750 20.9499 19.

I.8796 59.465 191568.2797 60.6758 2.220 1645.6848 2.6928 2.1024 58.720 1566.5446 56.5585 59.265 179359.r.5832 22.865 171933.040 187709.7581 60.6637 2.960 1460.240 203378.C.5389 22.9129 ³ n 56.7090 61.360 1491.9773 22.820 1613.625 1 π n² 4 log n 2.9965 61.4499 22.2603 21.440 175627.7076 2.6684 2.P.920 1504.065 161801.240 1466.625 185413.6739 2.3464 58.1552 61.940 180111.065 194683.6561 2.6749 2.460 1538.500 174145.860 186177.420 1425.320 1535.300 1557.6665 2.440 1560.6333 21.140 1419.3596 60.625 177862.260 1601.185 174885.625 170467.820 1456.585 204178.465 202580.6821 2.080 1642.740 165384.6571 2.6893 2.4009 21.9171 60.400 1447.120 1441.6618 2.5610 22.6803 2.6272 56.7518 58.100 1463.0907 22.960 209821.1585 22.7762 57.0681 22.000 197035.7945 21.2365 59.7202 n 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 log n n A.1030 62.065 199402.500 π n n² n³ n ³ n n 1 π n² 4 159669.3383 22.6053 22.2486 22.0000 22.E.3159 22.6866 2.8174 21.9456 62.3171 59.2032 57.6389 59.6998 2.185 180864.1199 60.880 1548.060 1507.7084 2.6972 2.8376 60.3542 21.740 1544.5870 21.180 1532.7160 2.5310 57.660 1632.3388 62.4243 21.865 210634.1817 62.625 200988.660 1475.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 n² 203401 204304 205209 206116 207025 207936 208849 209764 210681 211600 212521 213444 214369 215296 216225 217156 218089 219024 219961 220900 221841 222784 223729 224676 225625 226576 227529 228484 229441 230400 231361 232324 233289 234256 235225 236196 237169 238144 239121 240100 241081 242064 243049 244036 245025 246016 247009 248004 249001 250000 251001 252004 253009 254016 255025 256036 257049 258064 259081 260100 261121 262144 263169 264196 265225 266256 267289 268324 269361 270400 271441 272484 273529 274576 275625 n³ 91733851 92345408 92959677 93576664 94196375 94818816 95443993 96071912 96702579 97336000 97972181 98611128 99252847 99897344 100544625 101194696 101847563 102503232 103161709 103823000 104487111 105154048 105823817 106496424 107171875 107850176 108531333 109215352 109902239 110592000 111284641 111980168 112678587 113379904 114084125 114791256 115501303 116214272 116930169 117649000 118370771 119095488 119823157 120553784 121287375 122023936 122763473 123505992 124251499 125000000 125751501 126506008 127263527 128024064 128787625 129554216 130323843 131096512 131872229 132651000 133432831 134217728 135005697 135796744 136590875 137388096 138188413 138991832 139798359 140608000 141420761 142236648 143055667 143877824 144703125 n 21.0398 60.840 172669.3307 21.7016 2.980 1595.9597 60.6945 57.665 169007.9089 21.160 1554.6599 2.160 216365.6785 60.0243 62.7152 2.280 1579.5989 60.560 1585.840 1591.585 166106.6709 58.2036 22.8254 22.600 1541.585 190020.7168 2.7007 2.6785 2.260 201783.120 1598.200 1510.0752 59.900 1526.6274 22.985 188478.220 1488.6795 21.7059 2.4277 22.6590 2.3137 61.985 205783.4781 59.2261 22.680 1610.0227 22.380 1469.140 1576.6902 2.4709 21.340 1513.080 1485.3929 61.260 1444.6675 2.265 176370.1559 59.560 193902.580 1563.385 182374.780 1500.7101 2.020 1551.6857 2.6702 2.940 214720.6628 2.665 207393.620 1519.265 215542.1998 60.140 195465.6937 2.4491 57.0209 58.760 1522.785 196250.1359 22.000 1573.640 161089.6656 2.400 1604.3830 22.6776 2.560 200194.2852 57.6884 2.940 1482.4476 21.7715 21.6551 2.360 1648.7024 2.6693 2.8473 22.665 186943.8035 22.6495 22.5639 21.140 198612.500 1494.360 169736.5174 21.185 213899.4942 21.2838 21.7135 2.1211 57.380 1626.7816 22.640 1497.6564 21.5511 61.520 1472.6839 2.385 173406.1811 22.340 211448.1133 22.4394 60.9136 58.2935 22.000 166828.0454 22.6609 2.040 206587.1838 58.860 208201.7096 56.3776 21.800 1478.7193 2.8910 22.100 1620.7126 2.520 1629.680 1453.8328 58.4944 22.340 183131.7156 22.480 1516.240 190793.860 1570.6128 57.8861 21.8578 57.865 183890.500 204979.7486 21.8632 21.6911 2.3073 21.040 1529.7033 2.6767 2.6721 2.6875 2.7596 22.625 209010.6830 2.560 1428.7376 22.7093 2.785 197823.l.6964 2.4722 22.7025 21.465 164664.6946 2.9944 59.6646 2.2368 21.6981 2.6580 2.785 160378.840 1434.625 193122.6812 2.9545 21.7256 21.6301 61.9567 57.5087 58. 26a Manuale dell’Architetto .000 213081.7042 2. S.980 1438.7192 59.7920 56.2603 62.2345 61.700 1431.0389 57.6955 2.6716 22.4054 22.700 1588.160 178610.540 168279.4276 58.000 181618.8403 21.5192 60.6990 2.800 1635.6102 21.3672 57.4720 61.7050 2.3607 22.7879 61.625 163229.4173 π n 1416.385 212264.0759 61.960 1617.7143 2.6730 2.5167 22.2711 22.9317 21.460 171199.5407 21.500 189248.7118 2.2651 58.540 1607.7994 59.420 1582.960 184651.6794 2.9394 58.7110 2.6936 22.940 1639.280 1422.7185 2.260 192344.540 1450.4620 56.8692 22.660 177115.6712 2.8744 56.760 163946.8668 61.7067 2.6920 2.7177 2.3976 59.060 162514.5898 58.240 1623.985 167553.6542 2.

26b Manuale dell’Architetto .6102 21.7096 56.2991 55.1896 21.6637 2.460 1381.6902 2.6646 2.9651 56.0476 21.0000 21.6493 2.1211 57.6561 2.9944 59.580 1563.840 147178.260 192344.000 181618.1585 22.625 193122.l.380 1469.625 163229.0950 21.160 1397.3794 56.785 160378.4606 54.6503 2.660 1475.665 150597.3596 60.700 1431.6405 2.460 171199.6928 2.3672 57.440 1560.000 1416.6812 2.665 169007.I.840 1434.6702 2.420 1425.2935 22.625 170467.1424 21.6739 2.6665 2.7994 59.6656 2.5870 21.6618 2.625 149225.625 177862.6866 2.2838 21.7128 54.780 1343.6609 2.500 174145.440 1403.065 194683.6425 2.8744 56.620 1519.2967 56.460 148541.760 155449.060 156850.480 1516.6571 2.9136 58.5898 58.4491 57.0238 21.6564 21.500 1494.500 189248.080 1485.520 1472.6990 n 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 n n² n³ n ³ n n log n n A.220 1488.720 1409.640 1497.300 1557.860 1413.7025 21.785 158962.440 175627.340 1513.2261 22.8807 54.8632 21.6484 2.5639 21.9597 60.0482 55.385 146499.6333 21.2032 57.980 1438.4394 π n 1337.265 176370.180 1375.860 1570.6128 57.4243 21.0209 58.3073 21.460 1538.465 191568.2651 58.0481 56.265 143799.585 190020.6580 2.2852 57.6794 2.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 ³ 1 π n² 4 142458.4476 21.3764 54.1310 56.E.7486 21.9645 55.0398 60.465 164664.3307 21.620 1362.985 151976.6389 59.1319 55.9545 21.920 1504.6435 2.9045 20.040 1372.960 1460.6785 2.7846 20.7605 20.185 145146.4942 21.9394 58.465 154751.060 162514.r.160 178610.6326 55.665 186943.7762 57.7715 21.500 145822.6712 2.6803 2.065 161801.6355 2.6721 2.680 1453.3542 21.540 168279.865 171933.2155 55.5310 57.6830 2.440 144472.5447 54.6444 2.6474 2.8796 59.360 169736.4276 58.6385 2.6821 2.7990 55.2365 59.360 149910.3976 59.040 187709.385 173406.2132 21.2486 22.880 1548.6542 2.8821 55.3171 59.240 1466.9089 21.8328 58.6882 20.6795 21.780 1500.4620 56.6730 2.6365 2.7518 58.6464 2.6857 2.760 163946.185 180864.740 165384.9523 20.7123 20.1133 22.100 1463.140 1419.6684 2.6288 54.8327 20.540 151285.4660 55.480 1359.800 1478.6640 20.260 1444.4781 59.3776 21.8403 21.6875 2.6911 2.1359 22. S.3383 22.760 1522.5585 59.9762 21.785 196250.6946 2.740 154055.740 1387.185 174885.1024 58.5087 58.000 166828.040 1529.600 1541.600 1384.1998 60.660 177115.900 1369.960 184651.060 1350.6945 57.5493 55.360 1491.065 157552.5446 56.720 1566.900 1526.9284 20.6325 2.1187 21.7364 20.6848 2.6335 2.6709 58.340 183131.625 156149.3825 55.660 143128.7920 56.6590 2.4009 21.6532 2.6314 2.6758 2.280 1422.6693 2.8578 57.840 172669.3464 58.140 195465.0713 21.865 183890.6955 2.0752 59.000 152667.500 159669.540 1450.9317 21.0389 57.6513 2.1199 60.640 1340.6294 2.385 182374.560 1428.320 1378.640 158256.1559 59.6272 56.6981 2.940 1482.6767 2.6839 2.6972 2.2368 21.7192 59.6454 2.1811 22.320 1535.000 π log n 2.760 1365.6776 2.6628 2.180 1532.6893 2.9773 22.1838 58.6920 2.2711 22.6884 2.6415 2.865 147859.240 190793.7158 55.2036 22.8806 20.C.020 1394.5407 21.580 1406.400 1447.200 1510.860 186177.340 1356.625 185413.6375 2.6964 2.2797 60.3159 22.8567 20.3607 n 54.740 1544.880 1391.0907 22.020 1551.8861 21.2139 56.000 1 π n² 4 n² 181476 182329 183184 184041 184900 185761 186624 187489 188356 189225 190096 190969 191844 192721 193600 194481 195364 196249 197136 198025 198916 199809 200704 201601 202500 203401 204304 205209 206116 207025 207936 208849 209764 210681 211600 212521 213444 214369 215296 216225 217156 218089 219024 219961 220900 221841 222784 223729 224676 225625 226576 227529 228484 229441 230400 231361 232324 233289 234256 235225 236196 237169 238144 239121 240100 241081 242064 243049 244036 245025 246016 247009 248004 249001 250000 n³ 77308776 77854483 78402752 78953589 79507000 80062991 80621568 81182737 81746504 82312875 82881856 83453453 84027672 84604519 85184000 85766121 86350888 86938307 87528384 88121125 88716536 89314623 89915392 90518849 91125000 91733851 92345408 92959677 93576664 94196375 94818816 95443993 96071912 96702579 97336000 97972181 98611128 99252847 99897344 100544625 101194696 101847563 102503232 103161709 103823000 104487111 105154048 105823817 106496424 107171875 107850176 108531333 109215352 109902239 110592000 111284641 111980168 112678587 113379904 114084125 114791256 115501303 116214272 116930169 117649000 118370771 119095488 119823157 120553784 121287375 122023936 122763473 123505992 124251499 125000000 n 20.6398 20.6551 2.4709 21.985 167553.0227 22.120 1441.P.8174 21.0000 22.300 1400.985 188478.6522 2.1660 21.265 179359.6304 2.2603 21.8087 20.6675 2.7968 54.560 193902.160 1554.6395 2.6749 2.0454 22.200 1353.920 1347.585 153360.640 161089.7945 21.9567 57.6599 2.5174 21.6937 2.7256 21.0681 22.940 180111.820 1456.585 166106.6345 2.060 1507.

7816 22.360 226369.840 223009.7276 23.3635 64.920 1661.8668 61.6716 22.5160 23.7202 2.7490 2.I.1948 23.7168 2.7067 2.7300 2.520 1786.120 1755.7042 2.7033 2.9792 ³ n 60.040 1686.7218 2.7372 2.560 1585.360 1805.200 1667.6008 23.3137 61.7275 2.7388 2.2797 π n 1573.265 218845.3024 23.785 239192.9129 22.800 1635. 27a Manuale dell’Architetto .380 1626.460 252368.P.7879 61.2603 62.065 240929.740 231456.4332 63.520 1629.540 248820.540 1607.4401 65.625 209010.160 1711.4521 23.985 247937.7308 62.625 1 π n² 4 log n 2.320 1692.7243 2.740 245297.7376 22.1995 63.980 1595.1301 23.000 213081.000 229754.5797 23.625 200988.r.785 197823.7596 22.7284 2.900 1683.7340 2.7404 2.420 1739.400 1761.7482 2.2379 23.5989 60.7505 2.7292 2.2809 23.585 204178.5192 60.360 250591.6720 64.5832 22.180 1689.5178 64.280 1736.860 208201.7235 2.700 1745.1517 23.8118 23.7435 2.580 1720.5950 64.7090 61.785 237462.340 211448.6495 22.3666 23.080 1799.3880 23.020 1708.985 205783.7497 2.625 251479.000 1730.7324 2.2345 61.9165 23.7308 2.940 1796.480 1673.6998 2.7177 2.700 1588.340 1670.585 246176.7059 2.7597 n 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 log n n A.l.3238 23.7451 2.1030 62.220 1802.8473 22.4947 23.7210 2.8376 60.640 236599.500 255942.7126 2.440 257738.8872 62.680 1610.240 1780.940 1639.1335 65.7152 2.880 1705.7490 64.4173 62.720 1723.7251 2.7007 2.585 230604.3452 23.660 259540.8225 65.4499 22.6053 22.9583 23.400 1604.7419 2.7226 2.540 1764.980 1752.500 1651.9654 63.0217 23.100 1620.6525 62.9565 22.7536 2.2594 23.8910 22.9798 65.5742 62.7520 2.760 1679.8956 23.9767 64.5932 65.C.5584 23.380 1783.9347 22.625 242671.7185 2.840 254152.420 1582.465 202580.7356 2.8988 65.6301 61.100 1777.7076 2.000 247055.985 228906.140 1576.4734 23.0434 23.7160 2.5511 61.7581 60.7543 2.4307 23.E.385 212264.7110 2.2036 66.665 207393.1215 63.7427 2.7412 2.5610 22.3830 22.6643 23.060 241799.780 1657.665 227213.3635 65.260 1758.5109 63.1552 61.0243 62.7474 2.2774 63.5167 65.600 1698.0434 63.740 1701.865 210634.9374 23.0513 66.8260 64.2102 65.7193 2.185 220506.460 224686.4722 22.760 233164.660 1789.665 249705.4958 62.4720 61.7443 2.7582 2.1084 23.7566 2.4277 22.080 1642.060 1664.140 1733.540 228058.7101 2.660 218017.5167 22.8090 62.0651 23.2869 65.865 253259.7908 23.2089 64.7259 2.060 234879.800 1792.460 1695.8992 63.680 1767.0000 23.7589 2.465 244420.2164 23.625 225527.0868 23.960 1774.500 221339.7156 22.2862 64.8692 22.4054 22.8537 23.760 243545.4094 23.7487 23.625 217190.8254 22.7050 2.7551 2.7466 2.065 235738.640 240060.385 255046. S.620 1676.7143 2.940 214720.6785 60.500 204979.500 238326.3553 63.7440 63.560 200194.960 1617.6854 23.0541 64.440 219675.465 232309.860 1727.7084 2.9783 23.0567 65.8216 63.300 1714.7093 2.865 223847.6220 23.560 1742.185 213899.265 258638.120 1598.7396 2.7513 2.240 1623.6274 22.8328 23.160 216365.9751 66.7267 2.640 1654.6432 23.1733 23.040 206587.220 1645.0759 61.240 203378.820 1770.7316 2.7118 2.5372 23.7459 2.385 222173.7016 2.9456 62.7528 2.185 256839.7065 23.7332 2.7364 2.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 n² 251001 252004 253009 254016 255025 256036 257049 258064 259081 260100 261121 262144 263169 264196 265225 266256 267289 268324 269361 270400 271441 272484 273529 274576 275625 276676 277729 278784 279841 280900 281961 283024 284089 285156 286225 287296 288369 289444 290521 291600 292681 293764 294849 295936 297025 298116 299209 300304 301401 302500 303601 304704 305809 306916 308025 309136 310249 311364 312481 313600 314721 315844 316969 318096 319225 320356 321489 322624 323761 324900 326041 327184 328329 329476 330625 n³ 125751501 126506008 127263527 128024064 128787625 129554216 130323843 131096512 131872229 132651000 133432831 134217728 135005697 135796744 136590875 137388096 138188413 138991832 139798359 140608000 141420761 142236648 143055667 143877824 144703125 145531576 146363183 147197952 148035889 148877000 149721291 150568768 151419437 152273304 153130375 153990656 154854153 155720872 156590819 157464000 158340421 159220088 160103007 160989184 161878625 162771336 163667323 164566592 165469149 166375000 167284151 168196608 169112377 170031464 170953875 171879616 172808693 173741112 174676879 175616000 176558481 177504328 178453547 179406144 180362125 181321496 182284263 183250432 184220009 185193000 186169411 187149248 188132517 189119224 190109375 n 22.280 1579.9965 61.4944 22.260 1601.7461 65.7348 2.260 201783.265 215542.500 π n n² n³ n ³ n n 1 π n² 4 197035.1817 62.8747 23.840 1748.360 1648.3929 61.6697 65.5887 63.5389 22.1315 64.140 198612.4407 64.7135 2.820 1613.3388 62.8035 22.065 199402.1275 66.9171 60.7697 23.960 209821.840 1591.660 1632.7380 2.6664 63.7559 2.7024 2.440 1717.9029 64.625 234021.7574 2.6936 22.

0400 25.0000 25.1034 70.7993 2.300 2028.8021 2.0647 69.8815 69.2190 25.180 1846.540 320531.8869 66.260 277909.4274 71.8596 24.060 1821.4951 ³ n 66.985 273258.7642 2.300 1871.9902 69.8109 2.4159 67.440 310578.0200 25.500 1965.1454 24.780 1971.3105 24.7649 2.785 284487.065 280719.240 291141.640 1811.3516 24.920 1818.8062 2.8395 24.880 2019.1595 25.440 2031.665 295941.0929 68.7199 71.7634 2.2389 25.7917 2.625 327593.7716 2.7731 2. 27b Manuale dell’Architetto .7386 24.4165 25.3558 66.160 306640.860 270486.020 1865.7723 2.5837 66.8096 2.7924 67.3772 25.8035 2.860 2041.060 328608.040 2000.9199 24.8007 2.1197 25.3969 25.8410 68.660 1946.620 1990.7803 2.8048 2.260 289232.385 313547.740 1858.7882 2.7959 2.5561 24.020 2022.560 287329.6198 70.7929 71.625 288280.040 294978.1396 25.920 1975.1992 25.785 282600.6170 68.6374 24.3987 70.760 1836.665 271409.340 1827.220 1959.7709 2.7354 66.065 286380.2428 68.160 261349.540 1921.7694 2.7701 2.7980 2.5078 66.585 292098.2982 25.580 1877.265 305660.7745 2.5153 24.785 331662.7670 70.0998 25.0178 68.8659 π n 1808.200 1981.860 296906.7860 2.060 1978.8193 24.7789 2.625 317529.8998 24.3405 67.7738 2.465 290186.I.1661 24.8797 24.9555 70.8055 2.2074 24.625 297872.4725 70.9399 24.3178 68.5737 71.600 2012.3721 24.320 1849.5006 71.0624 24.9600 24.440 1874.2587 25.600 1855.7604 2.7810 2.265 309591.7184 24.7945 2.5357 24.6779 24.800 1949.4540 24.640 330642.180 2003.660 308606.960 268646.0208 24.5108 69.5764 24.5423 68.7938 2.7796 2.7657 2.7774 2.7896 2.8129 n 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 log n n A.460 316531.1679 68.7790 24.140 285433.320 2006.2511 70.880 1862.0799 25.7868 2.8116 2.0832 24.0416 24.520 1943.5850 69.3249 70.560 279781.P.585 275114.3311 24.0295 70.260 1915.080 1956.585 323548.7987 2.2809 71.820 1927.7846 2.8112 66.400 1918.4362 25.5666 67.4318 66.8000 2.2879 69.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 n² 331776 332929 334084 335241 336400 337561 338724 339889 341056 342225 343396 344569 345744 346921 348100 349281 350464 351649 352836 354025 355216 356409 357604 358801 360000 361201 362404 363609 364816 366025 367236 368449 369664 370881 372100 373321 374544 375769 376996 378225 379456 380689 381924 383161 384400 385641 386884 388129 389376 390625 391876 393129 394384 395641 396900 398161 399424 400689 401956 403225 404496 405769 407044 408321 409600 410881 412164 413449 414736 416025 417316 418609 419904 421201 422500 n³ 191102976 192100033 193100552 194104539 195112000 196122941 197137368 198155287 199176704 200201625 201230056 202262003 203297472 204336469 205379000 206425071 207474688 208527857 209584584 210644875 211708736 212776173 213847192 214921799 216000000 217081801 218167208 219256227 220348864 221445125 222545016 223648543 224755712 225866529 226981000 228099131 229220928 230346397 231475544 232608375 233744896 234885113 236029032 237176659 238328000 239483061 240641848 241804367 242970624 244140625 245314376 246491883 247673152 248858189 250047000 251239591 252435968 253636137 254840104 256047875 257259456 258474853 259694072 260917119 262144000 263374721 264609288 265847707 267089984 268336125 269586136 270840023 272097792 273359449 274625000 n 24.1039 24.140 1890.2487 24.265 262255.l.7664 2.4675 68.500 1 π n² 4 log n 2.625 307622.000 264985.4366 69.460 2009.7889 2.985 294017.200 1824.940 263164.4336 24.3926 68.1391 69.7664 68.280 1893.385 265898.7839 2.065 329624.6592 69.4558 25.160 2025.8089 2.100 1934.7853 2.8028 2.4131 24.8075 2.240 1937.7903 2.620 1833.740 2015.240 276044.340 1984.7333 69.7992 24.580 2034.6468 71.7931 2.8122 2.465 276976.460 1852.3926 24.8102 2.4755 25.6917 68.7760 2.500 274185.7818 2.900 1997.7619 2.500 312556.7752 2.865 315535.780 1814.560 1899.2693 24.0609 71.960 298840.9875 71.7782 2.740 324557.7588 24.7924 2.2135 69.9626 67.500 293056.140 281658.940 304681.2076 71.4949 24.000 322541.E.6596 66.420 1896.6982 24.360 318528.1139 67.385 301754.4913 67.3623 69.7686 2.4745 24.185 303703.940 1953.900 1840.1868 24.865 267728.7825 2.040 272332.700 1902.1794 25.0383 67.1895 67.8082 2.9140 70.7910 2.000 1887.8041 2.185 264074.960 1931.8405 70.625 278844.665 319529.9800 25.5967 24.8676 67.000 302728.2281 24.7679 2.8074 69.7832 2.000 283542.2899 24.3377 25.3180 25.6419 67.985 321536.7672 2.720 2037.7966 2.3574 25.9156 68.7973 2.7875 2.7952 2.120 1912.040 1843.C.340 300781.6577 24.1773 70.840 1905.840 314540.860 1884.8014 2.160 1868.7767 2.380 1940.720 1880.8069 2.6171 24. S.000 π n n² n³ n ³ n n 1 π n² 4 260444.865 299810.1247 24.2784 25.480 1987.3542 71.465 325567.9427 68.340 266812.7627 2.760 326579.6934 70.980 1909.680 1924.0000 24.2650 67.360 1962.480 1830.7612 2.0599 25.640 1968.1343 71.5461 70.7172 67.185 311566.625 269565.r.760 1993.

8549 2.8946 75.460 349237.5404 74.3905 76.740 2172.065 335757.720 2194.7955 26.8846 76.1733 73.2488 26.340 405814.8701 26.6785 73.8228 2.P.520 2257.985 373738.0384 26.5518 26.0118 72.6515 25.800 2263.7550 74.4622 73.8182 2.8162 2.420 2053.8370 2.8388 2.460 2166.2107 26.7294 25.940 361917.7021 26.625 358726.240 376995.400 2075.8838 72.265 411478.620 2147.8299 2.5318 76.8202 2.0768 26.8265 74.660 2103.4611 76.8248 2.7436 76.8344 2.7769 26.8494 2.0192 26.040 372655.8470 2.340 366193.760 338844.660 357665.500 π 1 π n² 4 332683.860 401311.360 2276.8451 2.7488 25.940 2267.8585 2.8338 2.985 397951.560 381360.5895 26.8195 2.3254 74.8500 2.440 355549.8280 2.1916 26.8603 n 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 n n² n³ n ³ n n n² log n n A.9562 73.160 2182.8519 2.9422 25.185 409207.665 400189.960 2245.4008 26.640 334731.3178 73.320 2163.8376 2.265 356606.220 2273.8476 2.560 2213.8209 2.5539 25.7527 75.625 402434.665 371575.2869 26.860 370495.8420 2.8169 2.3439 26.8328 26.8325 2.7099 25.6710 25.820 2241.3900 73.8531 2.9694 75.625 1 4 π log n 2.465 393492.625 380266.8189 2.6119 74.120 2226.7208 26.840 351335.4953 26.8241 2.280 2207.080 2113.9656 76.6646 26.625 337813.8176 2.4687 74.8597 2.8382 2.3259 75.500 396833.C.8463 2.600 2169.360 347146.785 333706.465 339876.0000 26.8573 2.000 342982.3629 26.625 348191.980 2223.E.2547 75.5330 26.260 2229.920 2132.640 2125.0365 76.8142 2.385 365122.060 2135.8844 25.1534 26.160 359788.5734 25.840 2062.680 2081.9663 74.8457 25.380 2097.1834 75.040 2157.260 392381.9037 25.240 394604.8482 2.625 391272.785 384650.5707 26.1100 74.185 362984.0959 77.3971 74.5395 75.865 367266.985 344021.300 2185.065 382455.065 389058.5343 25.665 346103.8225 73.8561 2.380 2254.3059 26.8136 2.1575 72.2366 π n 2044.260 2072.8235 2.8488 2.4683 75.8274 2.9388 72.8142 26.585 375908.8312 2.9808 26.960 2088.6833 26.2298 26.660 2260.6024 76.560 390164.860 2198.6816 75.8579 2.540 345061.7582 26.7395 26.900 2154.8215 2.340 2141.820 2084.5211 72.8555 2.500 2122.8445 2.1343 26.200 2138.0960 26.l.080 2270.8351 2. 28a Manuale dell’Architetto .940 2110.8944 73.8506 2.100 2248.420 2210.2490 76.540 2235.260 379174.8287 2.865 350285.5937 72.700 2216.140 383551.760 2150.8457 2.7682 25.180 2160.960 368341.3758 72.000 385749.265 360851.6125 25.980 2066.0286 73.8439 2.540 2078.6663 72.8141 76.6271 26.9615 25.5147 25.8395 2.8306 2.8426 2.740 340910.1121 75.2455 73.8070 25.3249 26.140 2204.140 2047.8543 2.1819 74.4575 26.9072 26.9551 77.5141 26.680 2238.480 2144.4197 26.185 354493.8414 2.8263 25.6106 75.000 364052.5930 25.4764 26.960 403559.8357 2.8222 2.520 2100.8525 2.560 2056.8113 72.865 404686.6458 26.8156 2.8407 2.700 2059.8513 2.040 399069.8254 2.120 2069.160 412615.140 387954.7388 72.360 2119.500 374822.8401 2.385 352386.9230 25.500 353439.2679 26.8537 2.440 2188.020 2179.8650 25.1782 76.280 2050.8319 2.465 378084.8261 2.940 410342.1725 26.2303 72.385 406944.585 341946.100 2091.840 2219.580 2191.8363 2.8887 26.2536 74.0408 75.8514 26.240 2251.785 386851.1073 76.8267 2.625 369417.1151 26.220 2116.8331 2.3972 75.800 2106.6905 25.1663 77.8432 2.r.4386 26.780 2128.4484 72.6320 25.8567 2. S.6064 73.1010 73.0382 74.5343 73.060 336784.3197 76.000 408075.400 2232.000 2201.3030 72.7505 73.0846 72.0255 77.0576 26.585 395718.I.240 2094.6835 74.8591 2.8293 2.9258 ³ n 71.8980 74.6083 26.6730 76.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 n² 423801 425104 426409 427716 429025 430336 431649 432964 434281 435600 436921 438244 439569 440896 442225 443556 444889 446224 447561 448900 450241 451584 452929 454276 455625 456976 458329 459684 461041 462400 463761 465124 466489 467856 469225 470596 471969 473344 474721 476100 477481 478864 480249 481636 483025 484416 485809 487204 488601 490000 491401 492804 494209 495616 497025 498436 499849 501264 502681 504100 505521 506944 508369 509796 511225 512656 514089 515524 516961 518400 519841 521284 522729 524176 525625 n³ 275894451 277167808 278445077 279726264 281011375 282300416 283593393 284890312 286191179 287496000 288804781 290117528 291434247 292754944 294079625 295408296 296740963 298077632 299418309 300763000 302111711 303464448 304821217 306182024 307546875 308915776 310288733 311665752 313046839 314432000 315821241 317214568 318611987 320013504 321419125 322828856 324242703 325660672 327082769 328509000 329939371 331373888 332812557 334255384 335702375 337153536 338608873 340068392 341532099 343000000 344472101 345948408 347428927 348913664 350402625 351895816 353393243 354894912 356400829 357911000 359425431 360944128 362467097 363994344 365525875 367061696 368601813 370146232 371694959 373248000 374805361 376367048 377933067 379503424 381078125 n 25.8237 75.880 2176.3818 26.8149 2.7876 25.

S.540 2392.065 499891.480 2458.3861 27.2992 80.8681 77.3496 27.5393 79.185 467847.1477 27.7849 27.8081 81.2852 82.8887 2.P.8733 2.360 426387.8791 2.220 2430.000 478819.740 2486.340 2455.5136 27.940 2424.0185 27.4226 27.8814 2.860 2355.8871 2.585 453416.060 447469.7122 80.000 π 1 π n² 4 413754.200 2452.7756 78.460 424076.8747 27.1232 79.200 2295.6032 81.040 488678.4665 81.E.6085 79.860 486204.500 442740.8904 2.8927 2.0000 27.8710 2.985 489918.865 463011.7980 77.265 416037.5877 77.400 2389.2611 81.625 484969.8921 2.3069 77.9106 27.9543 80.2178 78.9821 28.980 2380.8932 2.640 2439.5349 81.2135 28.640 445102.580 2505.l.680 2395.8965 2.4955 27.0713 28.8609 2.9285 27.5681 27.600 2326.8669 2.8756 2.8663 2.860 2512.1780 28.6767 27.0080 78.8388 27.2620 79.4213 π n 2279.8915 2.3130 27.985 429866.8842 2.500 419473.120 2383.760 449843.665 487441.8993 2.300 2499.2213 27.3314 79.6579 77.8779 2.640 2282.8751 2.780 2285.385 480046.9020 2.2397 27.760 2464.000 454609.585 492402.6586 27.8865 2.865 482504.8785 2.1926 79.500 491159.0537 79.260 2386.8209 27.9031 n 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 n n² n³ n ³ n n n² log n n A.9464 27.6434 80.625 448655.7308 27.8820 2.785 443920.9183 80.625 460603.0535 28.8639 2.180 2317.4773 27.1662 27.1846 27.8727 2.0128 82.060 438037.8768 2.3771 77.4700 79.9147 78.625 472708.320 2477.2029 27.625 497388.5318 27.0357 28.465 494892.620 2461.820 2398.8568 27.6043 27.360 459401.625 436865.060 2292.5862 27.9381 78.0740 27.8645 2.5058 80.740 433358.8704 2.500 2436.6716 81.8161 79.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 n² 527076 528529 529984 531441 532900 534361 535824 537289 538756 540225 541696 543169 544644 546121 547600 549081 550564 552049 553536 555025 556516 558009 559504 561001 562500 564001 565504 567009 568516 570025 571536 573049 574564 576081 577600 579121 580644 582169 583696 585225 586756 588289 589824 591361 592900 594441 595984 597529 599076 600625 602176 603729 605284 606841 608400 609961 611524 613089 614656 616225 617796 619369 620944 622521 624100 625681 627264 628849 630436 632025 633616 635209 636804 638401 640000 n³ 382657176 384240583 385828352 387420489 389017000 390617891 392223168 393832837 395446904 397065375 398688256 400315553 401947272 403583419 405224000 406869021 408518488 410172407 411830784 413493625 415160936 416832723 418508992 420189749 421875000 423564751 425259008 426957777 428661064 430368875 432081216 433798093 435519512 437245479 438976000 440711081 442450728 444194947 445943744 447697125 449455096 451217663 452984832 454756609 456533000 458314011 460099648 461889917 463684824 465484375 467288576 469097433 470910952 472729139 474552000 476379541 478211768 480048687 481890304 483736625 485587656 487443403 489303872 491169069 493039000 494913671 496793088 498677257 500566184 502459875 504358336 506261573 508169592 510082399 512000000 n 26.465 434525.160 2496.6948 27.8621 2.3679 27.560 498639.7489 27.440 2502.5666 78.3574 78.8722 2.8859 2.785 441562.625 425231.8971 2.2876 78.840 421771.140 2361.8982 2.8882 2.640 440385.8627 2.9025 2.8762 2.2303 80.840 2376.240 493646.8657 2.9004 2.8938 2.2580 27.0179 28.000 1 4 π log n 2.7280 77.8998 2.8764 81.8876 2.9009 2.1293 27.8825 2.2947 27.2489 28.1613 80.040 2471.5176 77.8943 2.8698 2.940 476370.9446 82.265 475147.560 2370.180 2474.9015 2.7469 79.785 502400.1241 81.660 2417.3980 81.380 2411.8633 2.8954 2.5747 80.8854 2.8496 80.0233 80.000 2358.7060 78.880 2333.540 457002.440 417181.8615 2.665 427545.020 2336.140 501144.8852 79.8960 2.7669 27.065 439210.900 2311.1247 28.040 2314.8808 2. 28b Manuale dell’Architetto .8029 27.5500 27.4370 80.960 483736.8987 2.265 470274.3296 81.0891 28.8927 27.660 414895.2312 28.1109 27.8831 2.880 2490.7399 81.8899 2.540 428704.000 431028.0809 82.6225 27.6363 78.185 418326.6405 27.3533 82.920 2446.0923 80.960 2402.1957 28.385 420621.460 2480.1479 78.160 2339.985 455805.C.4044 27.320 2320.585 432192.840 464218.I.300 2342.4272 78.065 446285.8910 2.4969 78.740 2329.500 466636.665 458201.080 2427.460 461806.8745 2.4007 79.9629 26.060 2449.865 422923.9444 26.240 2408.460 2323.160 473927.8837 2.600 2483.1603 28.760 2307.720 2508.185 477594.420 2367.580 2348.8802 2.0370 27.480 2301.700 2373.8797 2.9815 27.340 2298.440 469060.8686 2.3681 80.0780 78.8716 2.8976 2.8949 2.4408 27.8452 78.0000 28.0555 27.100 2405.800 2420.6777 79.020 2493.1069 28.9869 81.r.2764 27.4474 77.900 2468.1425 28.360 2433.0555 81.760 435694.7809 80.8681 2.2172 82.0924 27.740 452223.9643 27.280 2364.1491 82.8774 2.465 451032.660 471490.440 2345.9842 79.8675 2.8651 2.8848 2.780 2442.8893 2.8739 2.2843 ³ n 77.3313 27.2666 28.340 481274.520 2414.720 2351.7128 27.920 2289.4591 27.1926 81.260 496139.385 465426.8692 2.620 2304.

9294 2.385 527834.060 563166.9309 2.9058 2.240 2565.3859 85.3771 87.4449 29.5296 29.2468 84.9138 2.640 565828.140 2518.500 2593.9117 2.9320 2.540 552577.585 515038.9101 2.1033 29.3258 29.4526 85.440 539484.1376 29.8791 28.9253 2.865 591437.9315 2.I.120 2697.0468 87.4109 29.9299 2.4508 86.540 2549.0450 84.520 2728.8964 28.9330 2.4618 29.260 511230.1187 86.625 522696.260 2700.7054 28.500 595533.680 2552.960 523978.4279 29.9196 2.185 530411.540 2706.6007 28.440 2659.9106 2.3549 28.100 2719.9201 2.3373 28.l.9047 2.4956 28.560 2527.6880 28.185 596901.060 573854.9274 2.7838 84.940 2581.3019 28.480 2615.2404 29.0861 29.3180 86.720 2665.9335 2.9848 85.940 2738.4077 28.3428 29.960 2716.9385 2.9063 2.9146 86.000 2672.7168 84.5132 28.9415 2.8429 83.4958 29.4893 82.9227 2.580 2662.9036 2.4484 84.220 2744.500 568497.7924 28.9186 2.460 547321.065 507436.0000 29.6406 83.5657 28.8508 84.360 549946.5171 86.9133 2.625 548633.9243 2.740 579236.200 2609.3769 29.700 2530.9074 2.300 2656.0517 29.780 2599.080 2741.560 508699.9325 2.4788 29.660 2574.7822 86.065 564496.9178 84.7228 28.0998 83.9350 2.9390 2.2746 29.9206 2.585 580586.7576 28.6930 82.9042 2.465 512498.1719 29.340 2612.985 553896.9355 2.1129 87.640 571173.660 536884.8617 28.3939 29.9154 2.625 509964.620 2618.000 555215.5731 83.600 2640.625 588715.980 2694.040 518860.9420 n 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 log n n A.9380 2.7609 82.9170 2.9375 2.740 2643.100 2562.1186 85.760 576542.6182 28.6356 28.000 581936.3901 28. 28c Manuale dell’Architetto .5832 28.680 2709.3141 84.9410 2.9405 2.9807 87.0345 29.9096 2.625 535586.660 601015.E.380 2725.9238 2.8484 86.9079 2.985 517585.9212 2.585 556536.9395 2.9269 2.840 2533.9192 85.1852 86.9222 2.2352 83.4431 π n 2515.140 2675.1890 29.420 2524.900 2625.665 551261.1123 84.9655 28.2575 29.7160 86.340 526547.385 594166.8271 28.980 2537.740 557859.0522 86.760 2621.2916 29.7081 83.860 521416.5572 82.9258 2.865 546011.0689 29.9370 2.500 516310.9175 2.800 2577.8966 82.1548 29.240 513767.265 599642.700 2687.9128 2.625 575197.9360 2.4781 28.665 520137.5635 29.385 543395.820 2712.9180 2. S.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 n² 641601 643204 644809 646416 648025 649636 651249 652864 654481 656100 657721 659344 660969 662596 664225 665856 667489 669124 670761 672400 674041 675684 677329 678976 680625 682276 683929 685584 687241 688900 690561 692224 693889 695556 697225 698896 700569 702244 703921 705600 707281 708964 710649 712336 714025 715716 717409 719104 720801 722500 724201 725904 727609 729316 731025 732736 734449 736164 737881 739600 741321 743044 744769 746496 748225 749956 751689 753424 755161 756900 758641 760384 762129 763876 765625 n³ 513922401 515849608 517781627 519718464 521660125 523606616 525557943 527514112 529475129 531441000 533411731 535387328 537367797 539353144 541343375 543338496 545338513 547343432 549353259 551368000 553387661 555412248 557441767 559476224 561515625 563559976 565609283 567663552 569722789 571787000 573856191 575930368 578009537 580093704 582182875 584277056 586376253 588480472 590589719 592704000 594823321 596947688 599077107 601211584 603351125 605495736 607645423 609800192 611960049 614125000 616295051 618470208 620650477 622835864 625026375 627222016 629422793 631628712 633839779 636056000 638277381 640503928 642735647 644972544 647214625 649461896 651714363 653972032 656234909 658503000 660776311 663054848 665338617 667627624 669921875 n 28.265 538183.940 531703.6531 28.7750 28.400 2703.6497 86.2233 29.265 532996.9365 2.9137 28.500 542090.5804 ³ n 82.360 2747.960 2559.6251 82.5056 83.9263 2.9248 2.9053 2.9857 86.820 2555.540 584643.220 2587.985 583289.6498 84.7194 85.785 567162.9232 2.C.9643 83.9069 2.5834 86.5307 28.800 2734.140 506175.840 2690.0172 29.3813 84.060 2606.020 2650.920 2603.r.4605 28.625 561837.8288 82.3704 83.9310 28.840 544702.160 534290.5466 29.065 572513.5827 84.9103 83.785 569834.2451 87.4253 28.760 560509.9482 28.840 592801.1790 87.0321 83.8097 28.280 2678.6705 28.465 577888.9777 84.3191 85.9122 2.9159 2.9289 2.9149 2.040 2628.180 2631.000 529122.865 525262.520 2571.9143 2.8444 28.1796 84.P.9340 2.3087 29.1675 83.3725 28.9304 2.9345 2.3844 86.4380 83.8526 85.460 2637.4429 28.3196 28.9217 2.360 2590.9284 2.1204 29.7755 83.625 1 π n² 4 log n 2.360 587356.5156 84.660 2731.785 504915.7860 85.880 2647.2062 29.2523 85.7402 28.665 585999.440 598271.240 2722.9279 2.0517 85.380 2568.640 2596.860 2669.465 559183.160 2653.6527 85.5127 29.3111 87.5194 85.3598 29.320 2634.9165 2.420 2681.1854 85.185 540786.9400 2.280 2521.2516 86.9090 2.560 2684.400 2546.5861 85.500 π n n² n³ n ³ n n 1 π n² 4 503656.9191 2.9828 29.460 590075.260 2543.080 2584.9112 2.5482 28.3028 83.120 2540.9085 2.

9590 2.185 667315.9469 2.300 2970.8708 91.760 2935.9450 2.9763 2.9773 2.6757 30.780 2913.1993 30.4467 30.040 654351.2799 89.9750 2.2562 92.9713 2.9571 2.8058 30.7571 30.9494 2.9736 2.9586 2.040 2942.5778 30.0333 30.8880 88.7734 30.C.840 2847.2159 30.6431 30.480 2929.960 660097.8831 29.960 614831.360 689205.5614 30.9547 2.8662 89.9351 91.740 698060.3809 30.9425 2.0330 91.4506 90.3974 30.6105 30.6059 89.840 683333.260 628804.460 686266.500 651487.5973 29.9509 2.9624 2.6594 30.9638 2.9430 2.4756 89.265 605143.l.620 2775.8221 n 87.7489 29.4795 30.9557 2.900 2939.9528 2.320 2948.665 655785.3315 30.3645 30.280 2835.9534 89.240 2879.420 2838.8012 89.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 ³ 1 π n² 4 602390.9708 2.585 624596.020 2807.540 692150.240 648630.185 678946.0000 30.880 2804.9581 2.9576 2.9699 2.9741 2.7153 29.5749 87.265 676029.9722 2.040 2785.3452 89.3640 88.7725 87.0636 92.4295 88.265 670214.7571 88.4631 30.440 677487.9523 2.920 2917.000 637263.8383 87.3480 30.2147 89.9777 n 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 n n² n³ n ³ n n n² log n n A.0841 89.7097 90.9538 2.9994 92.9518 2.7744 90.760 701024.900 2782.060 703995.9484 2.9313 89.780 2756.020 2964.1164 30.9552 2. S.9562 2.865 684799.9489 2.7083 30.065 641514.9628 2.9619 2.7422 91.860 2983.440 2816.9445 2.600 2797.185 607904.9727 2.625 702509.1330 30.065 633027.6917 88.4104 89.6408 87.560 631618.9703 2.9600 2.7658 29.5802 90.480 2772.5491 91.9460 2.9500 29.7993 29.720 2979.1279 92.9333 29.7825 29.880 2961.100 2876.8391 90.340 612055.640 2910.3857 90.760 2778.160 603766.000 609286.6135 91.2327 88.960 2873.5450 30.0998 30.500 680407.5090 87.2655 30.180 2788.4138 30.665 619007.I.0187 89.985 621798.625 687735.2983 88.1494 89.9614 2.9745 2.1911 90.1662 30.380 2882.3150 30.8161 29.9647 2.785 638679.260 2857.5123 30.920 2760.0666 30.r.140 640096.625 630210.585 650058.9609 2.985 652919.3209 90.620 2932.0832 30.9652 2.6142 29.560 642934.460 2794.580 2976.860 617613.7361 89.060 2920.860 657221.9768 2.8664 29.000 π log n 2.5408 89.1496 30.9542 2.9479 2.160 2810.9465 2.385 610670.9661 2.4202 91.160 671665.585 696580.6648 29.9504 2.2985 30.640 706971.9671 2.5154 90.9731 2.580 2819.6778 91.0612 90.000 2829.720 2822.9666 2.260 645779.1828 30.785 708462.320 2791.6311 29.2490 30.4959 30.1013 88.200 2766.7896 30.9689 2.520 2885.5287 30.0500 30.625 616221.740 2800.9499 2.700 2844.640 2753.3204 π n 2750.000 665869.6449 90.2267 91.9474 2.5941 30.385 664424.500 623196.0167 30.940 668764.220 2901.9455 2.2820 30.2324 30.340 662980.120 2854.9595 2.9759 2.625 644356.625 658658.9680 2.1262 90.140 634437.9675 2.6479 29.865 613442.6268 30.9037 90.1921 92.E.820 2869.665 690677.2560 90.9166 29.985 693626.6710 89.140 2832.6985 29.4302 30.3557 91.160 2967.440 2973.660 674573.200 2923.385 681869.9666 29.0356 88.6816 29.500 2907.360 2904.0976 91.500 1 4 π n² 767376 769129 770884 772641 774400 776161 777924 779689 781456 783225 784996 786769 788544 790321 792100 793881 795664 797449 799236 801025 802816 804609 806404 808201 810000 811801 813604 815409 817216 819025 820836 822649 824464 826281 828100 829921 831744 833569 835396 837225 839056 840889 842724 844561 846400 848241 850084 851929 853776 855625 857476 859329 861184 863041 864900 866761 868624 870489 872356 874225 876096 877969 879844 881721 883600 885481 887364 889249 891136 893025 894916 896809 898704 900601 902500 n³ 672221376 674526133 676836152 679151439 681472000 683797841 686128968 688465387 690807104 693154125 695506456 697864103 700227072 702595369 704969000 707347971 709732288 712121957 714516984 716917375 719323136 721734273 724150792 726572699 729000000 731432701 733870808 736314327 738763264 741217625 743677416 746142643 748613312 751089429 753571000 756058031 758550528 761048497 763551944 766060875 768575296 771095213 773620632 776151559 778688000 781229961 783777448 786330467 788889024 791453125 794022776 796597983 799178752 801765089 804357000 806954491 809557568 812166237 814780504 817400375 820025856 822656953 825293672 827936019 830584000 833237621 835896888 838561807 841232384 843908625 846590536 849278123 851971392 854670349 857375000 n 29.9440 2.340 2769.7321 29.980 2851.060 2763.8226 88.7409 30.9657 2.6920 30.9717 2.300 2813.180 2945.9699 88.2912 91.9513 2.4951 88.465 699541.040 620401.8496 29.P.660 2888.340 2926.8065 91.8998 29.9685 2.785 635850.9041 87.7246 30.540 2863.800 2891.9533 2.625 673118.465 627400.9566 2.860 2826.9633 2.9754 2.9833 30.865 661538.065 705482.1621 91.9605 2.080 2898.000 695102.1670 88.9643 2.7067 87.940 2895.400 2860.4846 91.740 2957.465 647204.560 2841.8329 29.600 2954.9684 91.460 2951.9435 2.240 625997.5607 88. 28d Manuale dell’Architetto .6262 88.9963 90.680 2866.9694 2.940 606523.

4166 31.1609 31.9854 2.8967 92.080 3055.520 3042.0966 31.2978 94.625 717439.340 758536.900 3096.9881 2.820 3026.9965 2.5767 92.620 3089.9978 2.9516 30.040 767824.000 1 π n² 4 log n 2.665 729497.065 781863.5127 92.540 727984.6228 ³ n 92.9836 2.5514 94.9859 2.740 3114.880 3118.860 3140.440 743182.1288 31.865 760080.1074 94.8532 93.065 714441.440 3130.720 3136.5986 93.000 724963.9974 2.8046 94.2250 31.2410 31.8707 30.1709 94.9814 2.9912 2.9805 2. S.560 780297.860 764722.1448 31.100 3033.185 753914.9956 2.985 726473.3101 95.7896 93.6147 94.1523 93.9354 30.7048 92.3528 31.240 774048.3209 31.9863 2.785 711448.2890 31.5349 93.4074 93.C.780 3070.5911 31.4325 31.120 3011.660 3045.1929 31.9969 2.9803 94.4362 95.9890 2.265 750839.6070 31.960 761626.9832 2.940 752376.2470 95.2090 31.1127 31.220 3058.9917 2.8679 94.185 741655.0161 31.9872 2.200 3080.9921 2.660 746240.3612 94.6623 93.9786 2.9800 2.7688 92.4712 93.0245 93.625 778732.0000 n 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000 log n n A.020 3121.385 756994.9167 93.9996 3.9841 2.385 738606.960 3030.1769 31.360 3061.760 718941.3845 92.2799 93.E.985 769378.9791 2.8328 92.140 2989.4880 94.240 3036.9948 2.560 2998.500 770933.9782 2.9987 2.360 731011.I.9943 95.640 3067.320 3105.4006 31.3050 31.300 3127.3732 95.625 763173.585 772490.9886 2.0439 94.9894 2.940 3052.000 755453.3688 31.9930 2.6781 94.540 3020.9192 30.060 715939.9983 2.5119 31.7259 93.680 3023.625 747772.9311 94.4960 31.920 3074.r.8545 30.9903 2.500 740130.9877 2.5595 31.9961 2.2343 94.0644 31.500 3064.5436 31.260 3014.1207 95.340 3083.600 3111.625 732527.465 720444.9991 2.4993 π n 2986.2161 93. 28e Manuale dell’Architetto .580 3133.640 712944.8869 30.3437 93.9934 2.740 721949.060 3077.260 777169.0483 31.MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE n 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000 n² 904401 906304 908209 910116 912025 913936 915849 917764 919681 921600 923521 925444 927369 929296 931225 933156 935089 937024 938961 940900 942841 944784 946729 948676 950625 952576 954529 956484 958441 960400 962361 964324 966289 968256 970225 972196 974169 976144 978121 980100 982081 984064 986049 988036 990025 992016 994009 996004 998001 1000000 n³ 860085351 862801408 865523177 868250664 870983875 873722816 876467493 879217912 881974079 884736000 887503681 890277128 893056347 895841344 898632125 901428696 904231063 907039232 909853209 912673000 915498611 918330048 921167317 924010424 926859375 929714176 932574833 935441352 938313739 941192000 944076141 946966168 949862087 952763904 955671625 958585256 961504803 964430272 967361669 970299000 973242271 976191488 979146657 982107784 985074875 988047936 991026973 994011992 997002999 1000000000 n 30.460 3108.9818 2.9677 30.2570 31.8383 30.040 3099.9031 30.0000 31.9839 31.0575 95.P.265 744710.160 749305.280 2992.9850 2.9868 2.3369 31.9908 2.9943 2.5278 31.380 3039.0805 31.420 2995.585 723456.0884 93.9926 2.9845 2.9939 2.840 3004.4484 31.2730 31.5753 31.4802 31.0322 31.3847 31.460 734044.480 3086.000 π n n² n³ n ³ n n 1 π n² 4 709954.865 735563.9809 2.665 766273.180 3102.6408 92.400 3017.140 783430.7414 94.9823 2.4486 92.9952 2.9899 2.1838 95.9795 2.4643 31.465 775608.9606 93.785 785000.160 3124.9827 2.980 3008.700 3001.l.760 3092.800 3048.4246 94.840 737084.

r. cotang.E.C. α = c cos β = b tang α = b cotgβ α = c sen β = a tang β = a cotg α a = b = b a α β= β = α = b sec α = a sec β 1 c secante cos α= b cosec.I.MATEMATICA ELEMENTI FONDAMENTALI DI TRIGONOMETRIA FUNZIONI TRIGONOMETRICHE SENO + B – α A + – COSENO + C α D + – TANGENTE + F COTANGENTE + G H α + E – α + Seno di α = A B – (sen) 1 Coseno di α = CD (cos) – 1 Tangente α = = = – 1 EF (tang) Cotangente α = = = sen α cos α 1 tang α – GH (cotg) =± =± =± 1 – cos² α tang α 1 + tang² α 1 1+ cotg² α =± =± 1 – sen² α 1 1 + tang² α cotg α 1 + cotg² α sen α cos α 1 cotg α =± = ± tang(180± α ) = ± cotg(90±α ) = ± tang(90±α ) = ± cotg(180±α ) = ± sen(180± α ) = ± cos(90± α ) = ± sen(90± α ) = ± cos(180±α ) VALORI NUMERICI DELLE FUNZIONI DI ALCUNI ANGOLI 30° 1 2 1 2 1 3 2 3 1 4 3 4 1 3 4 3 3 3 3 1 2 1 2 1 2 2 4 2 4 1 2 2 3 4 1 4 3 4 45° 2 2 1 2 1 2 3 60° 3 Funzioni seno coseno tangente secante seno² coseno² tangente² secante² 90° 1 0 ∞ ∞ Funzioni seno coseno tangente secante seno² coseno² tangente² secante² 0° . 29 Manuale dell’Architetto . S. 1 = c c sen α b b a+b = tang 1/2(α + β) = teorema delle a–b tang 1/2 (α − β) tangenti A.360° 0 1 0 1 0 1 0 1 120° 1 2 – 1 2 – – 2 3 4 1 4 3 4 Triangoli piani a α = b β = c 180° 0 – 1 0 – 1 0 1 0 1 270° – 1 0 ∞ ∞ 3 3 1 0 ∞ ∞ 1 0 ∞ ∞ RELAZIONI TRA ELEMENTI DI TRIANGOLI PIANI Triangoli rettangoli β α + β = 90 α = 90 − β β = 90 − α α seno coseno a c b c a b b a β b c a c b a a b c a a γ b α β r =2 r teorema dei seni γ teorema delle proiezioni teorema del coseno a 90° a= b c c b a =b cos γ + c cos β b =c cos α + a cos γ c =a cos β + b cos α a² = b² + c² – 2 b c cosα = α tangen.P.l.

61107 0.05234 0.97815 0.92609 0.81242 0.97030 0.13629 0.99998 0.31454 0.15069 0.81412 0.84182 0.99644 0.11320 0.52922 0.92164 0.52745 0.70711 60' 10' 1.01454 0.89879 0.88835 0.21928 0.79335 0.52250 0.90875 0.13341 0.98430 0.50754 0.99736 0.95882 0.98944 0.97169 0.P.24756 0.97630 0.39608 0.37461 0.99993 0.92827 0.03199 0.79158 0.00000 0.96126 0.17078 0.98325 0.45140 0.99929 0.99668 0.83867 0.84495 0.76041 0.41469 0.92935 0.08136 0. da 45° a 90° si trovano da destra a sinistra ascendendo lungo le colonne della tabella.76417 0.92718 0.18795 0.97371 0.99182 0.91236 0.98858 0.40939 0.76604 0.28123 0.73333 0.76229 0.72737 0.57596 0.21076 0.59716 0. Per gli angoli compresi tra 90° e 180° si rammenti che valgono le seguenti formule: sen α = cos (α – 90°) tg α = – ctg (α – 90°) cos α = – sen (α – 90°) ctg α = – tg ( α – 90°) A.54708 0.91472 0.99144 0.61795 0.99939 0.36108 0.20791 0.86015 0.90259 0.80038 0.71325 40' Seno 30' 40' 0.95964 0.66913 0.35837 0.70091 40' 30' Coseno 40' 0.93148 0.70916 10' 89 88 87 86 85 84 83 82 81 80 79 78 77 76 75 74 73 72 71 70 69 68 67 66 65 64 63 62 61 60 59 58 57 56 55 54 53 52 51 50 49 48 47 46 45 44 Gradi 89 88 87 86 85 84 83 82 81 80 79 78 77 76 75 74 73 72 71 70 69 68 67 66 65 64 63 62 61 60 59 58 57 56 55 54 53 52 51 50 49 48 47 46 45 44 Gradi Uso delle tavole delle funzioni trigonometriche Esse danno immediatamente il valore numerico delle funzioni trigonometriche seno.96593 0.00291 0.78261 0.85112 0.17937 0.89623 0.38268 0.09874 0.50252 0.13053 0.25038 0.MATEMATICA FUNZIONI TRIGONOMETRICHE Gradi 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 0' 0.06685 0.73531 0.21644 0.98769 0.71934 0.99973 0.34475 0.78980 0.99290 0.47716 0.98107 0.31178 0.37191 0.72136 0.18509 0.96206 0.99996 0.57358 0.77715 0.74120 0.57833 0.79512 0.64501 0.19081 0.71529 0.48481 0.90753 0.11898 0.26163 0.13917 0.61337 0.54436 0.85866 0.49748 0.64279 0.60876 0.99067 0.77347 0.75280 0.92388 0.35293 0.40408 0.44880 0.91116 0.97875 0.07266 0.59482 0.30071 0.62251 0.42788 0.85264 0.35565 0.94924 0.95799 0.70505 10' Gradi 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 0' 1.05524 0.16792 0.39875 0.56880 0.00582 0.55919 0.69046 0.46690 0.19366 0.98580 0.65166 066480 0.15536 0.99795 0.10164 0.32832 0.74703 0.68412 0.55194 0.04943 0.86892 0.19937 0.38537 0.83228 0.32006 0.06395 0.63608 0.42262 0.81915 0.77162 0.81072 0.23910 0.28402 0.I.97237 0.46947 0.83066 0.28959 0.98272 0.99567 0.95195 0.32282 033929 0.75471 0.83549 0.30902 0.60645 0.93253 0.92276 0.83389 0.43051 0.14205 0.99594 0.85416 0.64056 0.25882 0.35021 0.62706 0.67344 0.80212 0.62024 0.29237 0.99979 0.93358 0.68624 0.94264 0.10742 0.17365 0.44098 0.87743 0.54464 0.53238 0.97754 0.25320 0.99511 0.01745 0.49242 0. coseno.98676 0.58779 0.99390 0.99905 0.08426 0.26724 0.95284 0.65386 0.50000 0.36379 0.89363 0.86457 0.99357 0.72937 0.96887 0. Lettura: da 0° a 45° il seno e il coseno si trovano da sinistra a destra scendendo.59014 0.61566 0.56401 0.24474 0.80558 0.64723 0.03781 0.80902 0.44620 0.98218 0.92050 0.63832 0.97992 0.97566 0.94740 0.15931 0. S.02327 0.98050 0.91706 0.95552 0.87321 0.02036 0.99219 0.98629 0.15643 0.91936 0.02618 0.51254 0.65825 0.82082 0.88431 0.85567 0.99847 0.39073 0.37999 0.84650 0.78442 0.99878 0.87036 0.57119 0.49945 0.04071 0.90631 0.53975 0.22495 0.84805 0.19652 0.99958 0.55678 0.95106 0.66262 0.53730 0.14493 0.11609 0.16218 0.95372 0.99892 0.40674 0.87178 0.63158 0.88566 0.94361 0.17651 0.95015 0.69883 0.94167 0.81748 0.69466 0.56160 0.48989 0.23062 0.86310 0.88701 0.39341 0.99255 0.84959 0.93969 0.99776 0.C.99106 0.93462 0.71732 50' Coseno 20' 30' 0.45658 0.74509 0.96363 0.98723 0.99540 0.54951 0.99949 0.95715 0.27004 0.44359 0.75088 0.09005 0.47971 0.l.81580 0.30625 0.21360 0.30348 0.16505 0.68200 0.54220 0.62479 0.45399 0.31730 0.00000 0.88295 0.43837 0.18224 0.93769 0.95459 0.58307 0.68835 0.52002 0.95630 0.97304 0.34202 0.08716 0.79688 0.96959 0.82904 0.r.05814 0.20507 0.96742 0.51753 0.94068 0.36921 0.75661 0.67773 0.20222 0.60414 0.33381 0.41734 0.97934 0.89232 0.22778 0.56641 0.91355 0.14781 0.99985 0.52498 0.98531 0.97437 0.84339 0.41204 0.96440 0. tangente.48735 0.59949 0.99756 0.09295 0.98986 0.51504 0.76977 0.88020 0.98902 0.94457 0.97100 0.38805 0.99482 0.70298 20' 50' 0.93565 0.27843 0.93869 0.86163 0.95545 0.74896 0.32557 0.33106 0.01164 0.12764 0.62932 0.99619 0.50503 0.58543 0.74314 0.78079 0.47204 0.96517 0.83708 0.94832 0. 30 Manuale dell’Architetto .76791 0.90007 0.84025 0.99917 0.11031 0.46433 0.97502 0.80730 0.03490 0.90996 0.93042 0.99996 0.45917 0.86748 0.99863 0.99421 0.90133 0.67987 0.10453 0.89752 0.96815 0.34748 0.72337 0.99027 0.58070 0.27564 0.93667 0.29515 0.87462 0.04362 0.89101 0.061105 0.51004 0.25601 0.46175 0.47460 0.99831 0.37730 0.75851 0.43575 0.79864 0.70711 60' 10' 0.87603 0.78801 0.63383 0.00873 0.72537 0.33655 0.99813 0.28680 0.69256 0.12187 0.23345 0.98814 0.02908 0.96046 0.07556 0.82577 0.91822 0.88968 0.67129 0.85717 0.99692 0.82248 0.66697 0.06976 0.53484 0. Similmente la tangente e la cotangente si trovano da 0° a 45° da sinistra a destra scendendo e da 45° a 90° da destra a sinistra ascendendo lungo le colonne della tabella della pagina seguente.73728 0.86603 0.00000 0.82413 0.96285 0.73924 0.40141 0.41998 0.07846 0.69675 50' Seno 20' 30' 0.26443 0.12476 0.77897 0.92499 0.89493 0.87882 0.73135 0.29793 0.91590 0.27284 0.65606 0.99989 0.66044 0. degliangoli inferiori a 90° ogni frazione di 10’.99324 0.99714 0.22212 0.71121 20' 50' 0.04653 0.67559 0.24192 0.36650 0.99452 0.64945 0.98378 0.82741 0.90507 0.90383 0.77531 0.98163 0.23627 0.97692 0.88158 0.98481 0.60182 0.42525 0.43313 0.09585 0.59248 0.E.80386 0.78622 0.48226 0.96667 0.94646 0.

46985 0. seno e tangenteaumentano mentre coseno e cotangente diminuiscono.08496 1.12369 1.43005 11.55812 0.3’.01078 3.73547 0.27419 0.23393 0.44942 4.74900 0.69116 6.03526 2.27085 3.22475 0.00000 0.30067 13.00569 1.40065 0.62487 0.45924 0.11233 2.00873 0.05994 1.I.41081 0.48055 0.09654 2.17085 1.11394 0.67451 0.21132 2.30891 0.34985 14.08114 18.51084 1.71329 0.00291 0.89400 1.17633 0.01761 1.16090 2.97681 1.47330 1.r.55966 1.70901 1.42871 6.65337 1.72281 2.11983 0.54972 1.10805 0.18845 28.36068 0.38484 1.03492 0.75556 1.51175 2.18233 0.94896 0.31850 0.23087 0.17777 1.98270 40' 30' Cotangente 40' 0.66189 0.02039 2.27994 1.15243 0.invece per la tangente è possibile solo se l’angolo di cui si cerca il valore delle funzioni è uguale o inferiore a 46° 40’.08749 0.36727 0.30928 4.60033 1.56055 5.75010 31..31826 2. col crescere del valore dell’algolo.60086 0.27107 0.64941 0.96823 6.34023 3.48451 5.78129 0.77661 0.14363 1.63625 26.84407 0.04949 0.57638 5.28764 1.02328 0.28675 0.86671 3.48256 1.93470 1.32814 0.59002 1.49134 0.49858 0.98940 4.11256 3.63825 4.68643 1.62892 0.84177 1.55431 0.77595 3.52043 1.76749 1.88992 0.96008 0.35585 2.70621 11.20952 0.90421 2.tg 43° 56.31210 0.33693 2.77035 7.23714 3.E.90377 19.21256 0.78817 8.63185 1.29305 0.58261 2.48214 0.08456 0.13165 0.56962 0.09131 1.97700 0.95302 7.52798 0.56577 0.11713 1.63299 0.06553 1.92709 0.79070 0.44872 0.91099 0.74375 1.99116 1.44175 0.53865 2.34758 0.58124 0.24008 0.36393 0.69853 2.08163 0.14451 2.66428 1.93797 0.12832 2.39336 1.74447 0.82906 1.33511 1.45451 2.06107 3.73100 0.58865 57.16137 0.56969 1.50587 0.65355 0.30521 3.01455 0.98869 2.71191 10.56194 0.02036 0.17033 0.45222 0.38386 0.35968 1.72211 0.53986 1.06700 0.24316 0.25530 9.70455 0.38969 4.02355 1.93252 0.67530 1.26795 0.06408 0.64117 0.88073 1.60881 0.58905 0.61280 0.34496 7.77286 4.17749 2.40195 1.37720 0.03533 1.26374 2.41421 0.16734 0.69766 1.59691 0.08094 1.82434 0.61681 0.05943 10.31904 1.06116 0.29621 0.32171 0.79802 2.70463 4.41236 3.29984 2.25717 1.21864 0.01783 2.85462 1.85408 0.39391 0.76937 5.83415 0.33783 0.62791 2.53920 0.39552 5.40741 0.38540 9.87700 2.04766 1.49495 0.32704 1.35412 0.89515 0.19430 2.58513 0.77689 8.73205 3.11099 0.85912 0.11688 0.28990 0.46411 1.66608 0.00582 0.91516 4.20556 14.22781 0.63707 0.05241 0.42447 0.21933 4.04366 0.18835 0.86760 1.07768 3.82923 0.82391 2.20406 3.95451 0.38053 0. da 70° 0’ fino a 85° 40’ la tabella da valori esatti solo per i primi 3 decimali.07864 1.47341 0.41934 1.96165 3.25242 0.67462 2.14435 7.37638 1.57981 1.98843 20' 50' 0.31110 1.19703 6.06613 1. tenendo presente che.25051 10.52427 0.68301 0.25552 0.34433 0.16435 0.13972 2.53171 0.15715 1.11537 6.39727 0.10388 42.09042 0.09335 0.13461 0.54176 22.64256 1..32492 0.22566 4.50133 1.03783 0.77196 0.31530 0.68909 3.19136 0.92170 0.22857 2.71769 0. 31 Manuale dell’Architetto .01170 20' 50' 68.49190 1.23490 1.91364 3.76773 0.93189 2.88540 114. A.01746 0.05533 0.60479 12.70891 0.P.73996 0.24604 2.35085 0.13029 1.40403 0.09629 0.10414 1.06993 0.50953 0.81649 1.67128 5.96408 38.02910 0.14648 0.56557 3.02952 1.37057 0.77371 171.04075 0.07237 1.28046 0.16398 1.l.77254 2.15838 0.00000 60' 50' 40' 30' Tangente 0' 40' 85.35740 0.02619 0.24969 1.90569 0.14945 0.07870 0.84906 0.15037 1.MATEMATICA FUNZIONI TRIGONOMETRICHE Gradi 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 0' 0.55555 7.51071 4.59575 7.87955 0.31375 6.80020 0.51688 0.50222 0.65771 0.29938 0.12869 0.43481 0.37504 2.18474 1.28360 0.69157 0.74748 2. questi sipossono considerare nell’interpolazione riducendoli a minuti: ad es.19740 0.41763 0.47040 15.17333 0.35142 1.03201 0.82694 6.93980 34.68728 0.00583 10' 89 88 87 86 85 84 83 82 81 80 79 78 77 76 75 74 73 72 71 70 69 68 67 66 65 64 63 62 61 60 59 58 57 56 55 54 53 52 51 50 49 48 47 46 45 44 Gradi 89 88 87 86 85 84 83 82 81 80 79 78 77 76 75 74 73 72 71 70 69 68 67 66 65 64 63 62 61 60 59 58 57 56 55 54 53 52 51 50 49 48 47 46 45 44 Gradi Uso delle tavole delle funzioni trigonometriche Per gli angoli i cui valori non sono compresi nelle tabelle si procederà per interpolazione.45501 1.24624 0.15540 0.85023 2.67875 0.10842 2.60483 0.52609 3.46631 0.55051 0.43484 5.19689 12.90741 1.26873 6.05824 0.08444 5.25862 0.70021 0.96569 1.94345 0.52057 0.43160 24.06584 4.34108 0.43703 1.56046 2.27230 1.17933 0. S.60509 2.92442 11.64528 0.20593 1.51436 9.42791 0.97133 50' Tangente 20' 30' 0.44523 0.88473 0.20042 0.96261 1.00000 60' 10' 0. tg 43° 56’ 28’’.27758 1.14351 0.72674 13.04658 0.99420 10' Gradi 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 Cotangente 10' 20' 30' 343.62125 1.43828 0.81946 0.67028 0.05378 1.22031 1.18534 0.53545 0.34323 1.13758 0.00983 8.19882 1.44598 1.21560 0.81461 0.14054 0.10216 0.27471 4.12278 0.47698 0.82617 9.51319 0.38721 0.92098 1.80978 0.04749 3.33460 0.04158 1.30255 0.62083 0..96004 2.33148 4.36777 21.37594 3.97576 5.01164 0.48741 3.87080 5.16934 16.28167 2.33136 0.13694 1.60588 3.27732 0.07498 17.30573 0..64705 3.79544 0.54673 0.76272 0.07285 0.05030 2.41421 2.28997 49.49597 2.90040 0.69588 0.36800 1.23700 0.29541 1.78598 0.14455 5.75812 0.94858 1.16530 4.21310 1.42815 1.87441 0.C.54296 0.72654 0.79174 1.73025 1.43422 2. Per il seno e per il coseno l’interpolazione lineare è sempre lecita.19175 1. Per questa funzione infatti i limiti di approsimazione delle tabelle sono i seguenti: da 46° 40’ fino a 70° 0’ la tabella dà valori esatti solo per i primi 4 decimali.84300 4.45573 0.41061 1.44951 3.86419 0.10510 0.30323 1.11061 1.24227 1.80498 0.07803 8.65109 2.80405 1. Una detrminazione più esatta del valore dell’angolo siottiene ponendo tg(=1/(90° –) e usufruendo delle tabelle che portano le colonne dei valori reciproci 1/n.57735 0.77955 1.26172 0.86929 0.42105 0.20648 0.83910 0.61074 1.91633 0.724047 1.43136 0.07578 0.24933 0.09923 0.19438 0.75355 0.17159 3.12574 0.39449 2.09770 1.48773 0.26483 0.47509 2.46277 0.57348 0.39055 0.82083 3.53010 1. da 85° 40’ in poi solo per i primi due.57363 4.37388 0. Se nel valore angolare dato compaiono anche i secondi.22169 0.20345 0.26471 1..24157 20.59297 0.

E.x² –1 1 . Sul segno si porta in scala OO' e da questi punti si fa centro successivamente con raggi a.P. b'. S.l. ottenendo in tal modo il punto C e A C a β n B D E B A. Oppure sia: s = 2 sen 1 γ = 2 (s -m) (s-n) m n ottenendo per intersezione i punti desiderati Si unisce ogni punto da rile- o' si prosegue sino alla fine vare col successivo saltando. B b b C D Per intersezione ABCDE. CE. l'intersezione darà il punto B e così via per tutti gli altri. si centra in B con raggio BC. o IV – Caso c γ b h A α m c G Avendo i tre lati. Sul disegno si Per irraporta in scala A O e si fa diamentocentro successivamente in A e in O con i due raggi AB e OB. γ. conducendo da questo gli allineamenti ai punti A sopradetti.I. ne uno: si misurano i lati AB Per cammiBC.C.r. b e l'angolo β opposto a uno di essi trovare l'altro lato e gli altri due angoli sen γ = a α b γ c c sen β b log x log x sen x arc tg x arc cotg x α = 180° – (β + γ) a= sen α b sen β METODI ELEMENTARI DI RILIEVO Metodo Indicazione Schema A III – Caso B Avendo due lati e l'angolo compreso trovare l'altro lato e i due angoli 180° – α = β + γ tg 1/2 (β + γ) c+b = c–b tg 1/2 (β − γ) Dovendo rilevare i punti A B C D E. trovare il valore degli angoli α. il lato a si trova come nel caso I. Dagli estremi O O' della base di rilievo adottata si conducono tutti gli allineamenti ai punti da rilevare A a a O B C D E c a α A b c Trovato nelle tavole l'angolo corrispondente a tg 1 (β − γ) 2 e sommato questo angolo alla semi β+γ somma dei due angoli incogniti 2 si avrà l'angolo opposto al più lungo dei dati. CD e le congiungenti namento AC. b.MATEMATICA PROBLEMI ELEMENTARI DI TOPOGRAFIA SOLUZIONE DI PICCOLI PROBLEMI TOPOGRAFICI CON L'USO DELLE PROPRIETÀ SUI TRIANGOLI I – Caso Avendo due angoli α e β e un lato ab trovare l'altro angolo e gli altri due lati γ = 180° – (α +β) sen γ = sen α sen α a= c sen γ b = sen β c sen γ c a DERIVATA DI FUNZIONI SEMPLICI Funzione a x x 1 x x e a a 1 x 2 e log 1 x log a cos x a arc cos x Derivata o 1 n x –1 x² 1 x Funzione cos x tg x cotg x arc sen x Derivata – sen x 1 cos² x –1 sen² x 1 1 . Trovati gli angoli. β. 32 Manuale dell’Architetto . si sceglie un centro O. 1 (b + a + c) .x² 1 1 + x² –1 1 + x² II – Caso B β Avendo due lati c.con lo stesso sistema. Sul disegno si porta in scala AB: si centra in A con raggio AC. BD. a'. b–a c = b+a m–n m = 1 (m – n) + 1 c 2 2 n=c–m Per trovare i dati rimanenti relativi ai due triangoli ACG e CGB si ricorre al caso II.

P. 33 Manuale dell’Architetto .866025 a.25 2. a = 1.813.181.1547 h. A = 1 a² ctg α 2 1 b² tg α 1 c² sen = α = 2 4 ιu ιv Essendo n il numero dei lati ( ι ) ι 1 2 dell' n-gono.51967 A l= lato di un quadrato equivalente = 0.l. S.56 1. ( l µ l v ) l'angolo compreso tra µ= n-1 v= n-1 l µ l v sen (l µ l v ) 1 ∑ A= µ= 1 2 v=1 la somma degli angoli interni è (n–2) 180° = π a² b a =2 π ρ δ dove ρ =raggio medio=R+r 2 R= raggio del cerchio equivalente = = 0.40 0.02 ϕ h = 0.E.C.79 1.912.r.s) + sh 2 ϕ = ϕ° π 180 A.MATEMATICA SUPERFICI DI FIGURE PIANE Triangoli β c γ A= B r b h α s(s-a) (s-b) (s-c) D1 γ b c = 2π R = π D = 2 πA o A = area del segmento abc mano l'area del segmento adc D2 h a c D a R o r R Trapezio Cerchio Luna circolare b d c ove s= 1 (a+b+c) 2 1 = a b sen γ= a² sen β sen γ 2 sen α 2 = 2R² sen α sen β sen γ 1 1 β ctg 1 γ α ctg = r² ctg 2 2 2 1 b h= 2 A= a+b h 2 D1 D2 sen γ A= 2 A =π R² = π D² = C² = D c 4 4π 4 Triangolo equilatero Parallelogrammi Settore circolare b Falce circolare a h a a a D1 ϕ a A =b h A = 1 D1 D2 sen ϕ 2 2 (o² + b²)=D1+D 2 D2 h ϕ° r o r 1 ϕ r² A= 1 b r = ϕ° π r² = 2 2 360° ϕ= ϕ° π 180 ϕ° π r b= 180 r A= r² (π− π ϕ + sen ϕ) = r² η 180 d 2d 3d 4d 5d 6d 7d 8d 9d ι= 10 10 10 10 10 10 10 10 10 η= 0.658037 a D= diamtero di un cerchio equivalente = 0.578 (D+d) (R-r) a b Quadrilateri h1 D h2 Poligoni regolari Segmento circolare b s n ϕ o Parabola ι A= R ϕ a γ h A= = 1 r² ϕ° π – sen ϕ 180 2 Data una diagonale tra l'una o l'altra coppia di angoli opposti e le perpendicolari h 1 h 2 dagli altri due angoli è A= h 1+ h 2 D 2 n l a = 1 nl² ctg ϕ 4 2 = 1 n R² sen 2ϕ = no² tg ϕ 2 ( ) b 2 bh A= 3 ρ =nl = 2 n R sen ϕ = 2 na tg ϕ = 180° ι γ = 180° – 2ϕ r (b .742517 a dove ϕ= arco corrispondente del cerchio di raggio 1 Triangolo rettangolo Poligoni ιn ι n -1 ι1 ι2 Corona circolare Ellisse b c R r δ A=µ (R²–r²) = 1 π ( D²–d²) 4 A = π o²· π b² = πab β a c² = a² + b².I.552.7854 (D+d) (D-d) =1. a = 1.

34 Manuale dell’Architetto .r.h) π (a² + h²)=2 π r h V = 3 πa b c Ellissoide di rivoluzione (b=c) 4 V = π a b² 3 A.I.l.P.C.MATEMATICA VOLUMI E SUPERFICI DI SOLIDI V = volume Prisma A = area base Sι = superficie laterale Cilindro St = superficie totale D = diagonale Segmento sferico a due basi b h r h h 2 πr V= 1 6 h a r V = Ah Sι = p h (se il prisma è retto) S t = Sι + 2 A Parallelepipedo rettangolare b a D c V = A h = π r² h Sι =π r h St = 2 π r (r +h) Cilindro retto a sezione obliqua πh (3a² + 3b² + h²) Sι = 2 π r h Settore sferico a h2 n r o h1 r V=abc D² = a² + b² + c² S t = 2 (ab +ac + bc) Cubo D ι ι 1 V= 2 π r² (h1 + h2) V= 2 3 π r² h Sι = π r (h1 + h2) St = π r ( 2h + a) Spicchio sferico a 2π r r r Cono circolare retto a= h2 +r2 a h r ϕ V =l² S ι = 4 l² St = 6 l² = 2 D² Piramide h V =1 3 π r² h h2 +r2 Sι = π r a S t =π r (a + r) α= 360 r a Sι =π r Sι = π r² ϕ = 0.0116 ϕ r² Paraboloide (di rivoluzione) Tronco di cono circolare a basi r parallele a h h 1 Ah p = perimetro base V= 3 1 p. S.E.a (se la piramide è retta e la Sι = 3 base è regolare) Tronco di piramide a basi parallele A'=area della base minore R V = π r² h 2 Sι p(R+r) (R–r)² + h² r V= 3 1 ph (R²+r²+Rr) ι= 2π (12h²) ( r² + 4h²) 3 2 r² Segmento sferico a una base o calotta Ellissoide h c 4 b 1 V= 3 V= A + A' + AA' Sι 1 6 π h (3 a² + h²)= 1 3 π h² (3r .0349066 ϕ r² 90 ϕ 4 V = 3 π r² 360 = 0.

1’. Congiungendo i vertici di indice pari del decagono si avrà invece il pentagono regolare inscritto.. Condurre da A la normale al segmento CB sino ad intersecare l’arco CB nel punto E. Costruire una circonferenza tangente a una retta r e passante per i punti A e B ad essa esterni Congiungere AB sino ad intersecare la retta r nel punto C. BC uguale a b.l.I. Centro nel punto medio C del segmento OB e con raggio CO descrivere un arco di cerchio fino ad intersecare la circonferenza nei punti E e D. Centro in C e con raggio CE si intersechi la retta r nel punto F.MATEMATICA COSTRUZIONE DI FIGURE GEOMETRICHE Dividere un segmento AB in un numero n di parti uguali Da un estremo di AB condurre una semiretta r ad arbitro. BD sarà il segmento cercato. 2. D O C E B C=10 1 D 2 A 3 4 5 6 O B 7 8 9 Inscrivere un decagono regolare in un dato cerchio Determinare B punto medio del raggio OA. eccc. Il segmento CD (sezione aurea del raggio OA) sarà il lato del decagono regolare inscritto nel cerchio. n-1. P2 M A O B L A 5 A4 A3 A 2 M' A1 L' P2' A 1' 2' 3' 4' B A. il vertice B. L’intersezione della normale ad r per F e della normale ad AB condotta nel punto medio sarà il centro della circonferenza cercata ed HF il suo raggio. Condurre diversi diametri che divideranno le due circonferenze in punti corrspondenti A come 1. E B A C D F H D A a B b' C Costruire il segmento medio proporzionale fra due dati a. b Su di una retta r assumasi il segmento AB uguale ad a.ecc. Centro nel punto medio D di CB descrivere il semicerchio CB. Condurre dai punti 1. Dividere un angolo retto in tre parti uguali Centro in B descrivere un arco di cerchio fino ad intersecare i lati dell’angolo nei punti E.. si tracci un arco di cerchio . Descrivere una semicirconferenza di diametro AC e si intersechi in D con la normale in B ad AC..P. A partire dallo stesso estremo segnare sulla r.r. 2. 2’ ecc. 35 Manuale dell’Architetto . l’asse BM e il punto D I) Tracciare per B una normale a BM e per D una parallela a BM che si intersecheranno nel punto A: II) Dividere AB e AD in ub uguale numero di parti.. b. n punti equidistanti 1. Continuando per tutti gli altri punti la stessa costruzione si avrà la curva richiesta. S. Congiungere A con n. Per costruire gli asintosi basta intersecare il cerchio di centro O e raggio OF2 con le normali ad AB nei suoi estremi A e B. 2. BC = c. 2 C 1' 2' B 1' 2' D 2 1 D M D' 1 2 G 3 4 Costruire una parabola di cui siano noti. n le parallele ad AD sino ad intersecare AB che risulterà così divisa in n parti uguali. III) Congiungere 1 o B e condurre per 1’ la parallela a BM. Le semirette BD e BE saranno le tangeti cercate. che divideranno il segmento m in parti proporzionali ad a. 2’. E 2 A n1 n2 2 1 B 1 2 n2 r n1 D 1 B F r C B A O m C' Dividere un segmento m = OC’ in parti proporzionali a più altri a. Dati gli assi AB e CD disegnare una ellisse Descrivere le due circonferenze 1 OA e OC.c. I punti 1 e 2 dividono l’angolo in 3 parti uguali. Costruire un’iperbole dato l’asse AB ed i fuochi F1 ed F2 Posto F1H= AB I)CEntro in F1 on raggio arbitrario r=F1 A2. I punti d’intersezione delle verticali con le corrispondenti orizzontali saranno punti dell’ellisse. Congiunto C con C’ si tirino le parallele a CC’ per A e per B. Centro in F e col medesimo ragio intersecare l’arco EF nel punto 2.2. n. Centro in E e col medesimo raggio intersecare l’arco EF nel punto 1.b. e delle verticali per 1. Il punto di intersezione G sarà un punto della parabola.C.c Per l’estremo O di m conducasi una semiretta e su questa si riportino i segmenti consecutivi OA=a. Centro in B e con raggio uguale a BO descrivere un arco di cerchio fino ad intersecare in D la congiunzione BC. II)Con centro in F2 e con raggio uguale ad A2 H si intersechi l’arco di cerchio descritto nei punti P2 e P’2 che saranno due punti della iperbole.F. Da un punto B condurre le tangenti ad una circonferenza Unire B col centro O della circonferenza. Condurre le orizzontali per 1’.E. AB =b. n-1.

970960 3.515152 1 0.125 8 1 32 4 128 16 256 32 1024 128 0.C. S.8147 4.4 1 1000000 bushels 0.5 100 66 22 8000 5280 1760 0.25 1 4 8 32 0.225586 1.3079428 UNITÀ DI CAPACITÀ PER GLI ARIDI dry quarts pecks 0.554113 galloni 0.01 0.0454545 0.11684 0.7104 10.016 764559.333333 4.0484 0.5 1 4 0.0000003861006 10000 Unità 1 minim 1 dram f.25 1 2 8 ì0.0006213699 = 49.0616102 3.05671 0.00000130794 35.92 12 36 198 792 63360 0.0000616102 0.00105671 1.010936111 4.167 946.03125 0. = 0.960 3280.0151515 0.873 2.113513 centim.764594 0.72 1609.00015625 4046873 miglio » = 10 1 0.21875 28.5 5.000264178 0. 0. = = = = = = = = = = minims 1 60 480 1920 7680 15360 61440 16.000035314450 0.0006451626 0. pollice sq.292 473. centim. 1 gills 1 pint l.70960 0. 0.00505051 0.0002111684 30.25 1 0.00206612 0.028378 metri cubi 0.6873 piede » = 0.125 0.03280833 0.00001 100 1 0.MATEMATICA EQUIVALENZA TRA SISTEMI DI MISURA Unità 1 pollice 1 link 1 piede 1 yard 1 rod 1 chain 1 miglio 1 centimetro 1 metro 1 chilometro Unità 1 pollice 1 link 1 piede 1 yard 1 rod 1 chain 1 miglio 1 centimetro 1 metro 1 chilometro = = = = = = = = = = pollici 1 7.000000015625 404.0338147 270. = link sq.66 0.307 rod » = 0.38 dry pints 1 2 16 64 1.000006213699 = 0.0370370 27 1 0.11684 0.I.5 chain » = 1 0.031125 0.0001195985 0.0000000002491 6.0346320 pollici cubi 0.6612 9 625 272.264178 0.54545 3 1 25 16.00247104 0.l.11342 0.00000159423 0.0016 0.00694444 1 0.785332 0.6873 4046.69661 29.3937 39.000000247104 0.3472 1. 0.00247104 0.00367309 1 0.0250 1 = = = = = = = = = = Unità 1 pollice cu 1 piede » 1 yards » 1 cm » 1 metro » Unità 1 dri pint 1 dry quart 1 peck 1 bushel 1 litro = = = = = pollici cubi 1 1728 46656 0.02011684 160934.000206612 0.946333 3.r.0078125 0.015625 0.1 265.0001 0.00001638716 0.00390625 0.0001 1 chains miglia = 0.00000395367 1.0305785 30.00002540005 20.684 20.00001 0.91440180 0.833 193.270518 0.0000000358701 929.5 0.0341 yard » = 0.000578704 0.000976562 0.0000000000386100 1 chilometro » = 0.00091244018 502. = .518 33. acri miglia quadr.001 100000 1000 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Unità chains quadr.00369661 0.875 57.0166667 0.00845368 8.03125 . 1 oncia f. 1 quart l. = piede » = yard » = rod » = chain » = miglio » = centimetro » = metro » = chilometro » = pollici quadr.001988384 0.76387 yards quadr.974 quarts liquidi 0.000001 1 litri 0.118292 0.000229568 0.908102 0.550599 1.451626 link sq.7264 144 1296 39204 627264 6272640 4014489600 0. Unità 1 minim 1 dram f.0606061 0.003125 = 1 0. cubi 16.09290341 0.20116840 0.029210 0.00002143347 1 0.30480060 0.00000002471104 0.3867 gills 0.00208333 1 0.25 0.9969 UNITÁ DI SUPERFICIE links quadr. rods quadr.43 0.0001893939 = 0. in.1 0.75 231 0.101198 8.0625 1 0.028317016 0.195985 0.44018 0.000247104 0.84469 7. 1 gills 1 pint l.138528 litri 0.001 1 0.280833 1.0000229568 0.333 3785.04970960 0.0395367 metri quadr.1111111 .45368 0.181818 1 4 320 0.P.9210 5.81620 = = = = = UNITÀ DI VOLUME piedi cubi yards cube 0.5729 118.0125 = 80 1 = 0.0015625 40468726 centimetro » = 6400 640 1 25899984703 metro » = 0.2383 1 A.0003048006 91.332 1 1000 16.0833333 0.1988384 198.0625 0.25 10000 4356 100000 43560 64000000 27878400 0. 1 gallone 1 ml 1 litro 1 cu.4356 2.6093472 1 0.0277778 1 0.387162 28317.E.00000976525 252929.000771605 0. 1 quart l.8384 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Unità pollice sq.25 1 484 16 4840 160 3097600 102400 0.03125 0. in.0173160 UNITÀ DI CAPACITÀ PER I LIQUIDI drams fluide once fluide 0.80958 35.001076387 24.29295 404.04 0.04970960 0.000520833 0.0159423 0.6213699 centimetri metri chilometri 2.25 1 0.000000332831 8361.22 1.540005 0.0610250 61.00432900 millilitri 0.0250005 0.000000159423 0.0295729 0.005029210 2011.473167 0.0004970960 0. 1 gallone 1 ml 1 litro 1 cu. 1 oncia f. quadr.01 0.00625 0.000130208 0.04046873 0.37 39370 UNITÁ DI LUNGHEZZA links piedi yards 0. 36 Manuale dell’Architetto .0000255076 0.000016276 0.1549997 1549.0936111 4970.00126263 0.000568182 = 0.0078125 0.00375977 0.83611307 25. 1 62.0000157828 = 0.126263 0.06103338 61023.31445 1.125 0.00211342 2.2311 16231.000065104 0.125 8 1 32 4 0.589998 0.295684 1 20. piedi quadr.6111 rods 0.0163867 pints liquidi 0.000125 = 0.0625 0.48006 0.

1371429 0. pollice² cm² pollice² cm² pollice² 1 157.333333 0.5 18.I.175 1400 8.056966146 0.003428571 0.771618 = 15432.429 2800 900 5.00045359243 1600 100 0.4922 0.3 17.00267923 32.0005643833 0. kg tonn.762 1700 10. kg tonn.004 kg cm² 0.957 2204.4277 1 1000 1000000 grammi 0.9784 1555.7 5200 33.000771618 = 15.12 1 1016.8 15.559 113.2812 0.8453 3887.1 5900 37.668 56.04464286 45.03527396 35.75 6000 38.001 1 = 5760 288 = 7000 350 = 0.5 13 2047 23 4 630.6178 12 1 14.9 4600 29.5 17 2677 27 8 1260.54 1300 8.0 4300 27.002857143 0.62 2200 400 2. ingl.E.4557292 0.62234 1.0005 0.6792285 UNITÀ DI PESO MAGGIORI DELLE AVOIR DUPOIS OUNCES Unità 1 avoir dupois ounce 1 avoir dupois pound 1 schort hundresweight 1 short ton 1 long ton 1 chliogrammo 1 tonnellata metrica = = = = = = = avoir dupois avoir dupois tonnellate short tons long tons chilogrammi ounces pounds metriche 1 0.5 kg tonn.003472222 0.20594 1.905 1200 7. kg cm² pollice² cm² pollice² cm² pollice² cm² pollice² cm² 3307 31 4882 41 6457 51 8032 61 9607 3465 32 5040 42 6615 52 8190 62 9765 3622 33 5197 43 6722 53 8347 63 9922 3780 34 5355 44 6930 54 8505 64 10080 3937 35 5512 45 7087 55 8662 65 10237 4095 36 5670 46 7245 56 8820 66 10395 4252 37 5827 47 7402 57 8977 67 10552 4410 38 5985 48 7560 58 9135 68 10710 4567 39 6142 49 7717 59 9292 69 10867 4725 40 6300 50 7875 60 9450 70 11025 A.103481 373.075954861 8 96 116.4535924277 0.139323 2.0 18 2835 28 9 1417.00390625 0.8333333 1 1.29167 1 0.1406 0. ingl.05 0.0001736111 0.2 5600 35.3 8000 50.8228571 1 0.1 4800 30.5 5800 36.0548571 0.5 480 apothe-caries' scruples 0. ingl.000643014 0.349527 31.03110348 0.273957 2.0457143 0.00045359243 32000 2000 1 0.699 3000 19.4219 0.7 4100 26.22917 20 240 291.985 2100 300 1.2152778 0.356 771.359243 0.4 6500 41.4 0. kg tonn.91145583 0.1 3700 23.889 2400 600 3.90718486 35840 2240 1.445 1600 10.MATEMATICA EQUIVALENZA TRA SISTEMI DI MISURA Unità 1 grano 1 apoth scruple 1 pennyweight 1 avoir dram 1 apoth dram 1 avoir ounce 1 apoth or troy ounce 1 apoth or troy pound 1 avoir pound 1 milligrammo 1 grammo 1 chilogrammo = = = = = = = grani 1 20 24 27. ingl.9 20 3150 30 tonn.00002790179 0. ingl.527 31103.016667 0.001 35273.524 2500 700 4.334 3100 19.4 3900 24.000001 0.2 3400 21.03657143 0.9 3500 22. ingl.00220462 2.875 24 penny-weights 0.0047471788 1 0.9351 28349.00003527396 0.0625 0.0085711429 0.0 5100 32.5 15 2362 25 6 945.6514 256 0.5 11 1732 21 2 315.8 10000 63. pollice² cm² pollice² cm² pollice² cm² pollice² cm² pollice² 12.7314286 0.P.8777143 1 2.0009842064 1 0.0000647989 0.05 0. ingl.2 4500 28.00000220462 0. kg tonn.5643833 564.125 0.37324177 0.5924277 0.204622341 milligrammi 64.6 4400 27.02834953 0.028334953 0.2572059 257.35 2000 200 1.0 16. kg cm² pollice² cm² pollice² cm² 100 0.01604704 35.4539244277 0.064798918 1.0703 0.715 1900 12.0416667 0.8 5700 36.583333 1.5625 0.0001428571 0.00003215074 0.5 18.003887935 0. ingl.4 14.1740 17771.27 1100 6.159 2600 750 4.3 4200 26.3 5300 33.64301485 643.38332 UNITÀ DI PESO MINORI AI POUNDS E AI CHILOGRAMMI apothecaries' avoir dupois apothecaries or apothecaries or drams ounces troy ounces troy pounds 0.010416667 7.3 13.27396 1 0.l.4 5000 31.08333333 avoir dupois pounds 0.81 1500 9.336 99.24177 453.798918 1295.00228571 0.114 85.00000267923 0.223 28.794 2700 800 5. ingl.891 71.0625 0.001771845 0.6 9000 57.194286 16 17.0011555174 0.6 3300 21.0002572059 0.635 1000 6.00208333 0.04704 1.5 4700 29. kg tonn.00003125 0. ingl. kg tonn.8 3800 24.7 7500 47.8 4900 31.432356 0.03215074 0.3671875 3 21.0 7000 44.8928571 907.5551740 1.55428 210. ingl.0416667 0.C.001 1 1000 chilogrammi 0.2 9500 60.445 42.0971429 13.7718454 3.064 2900 tonn.969 3200 20.015432356 0.6667 0. kg tonn.77 453592. kg tonn.782 128.6 15.3516 0.6328 kg tonn.0 14 2205 24 5 787.1 17.20462234 0.2 1.2109 0.9 5400 34.0011023112 0.34375 60 437.5 3600 22.001295978 0. ingl.165714 16 0. ingl. kg tonn.5 19 2992 29 10 1574.0004464286 0. ingl.150742 2.8879351 28.06857143 0.18486 0.0625 0.1 13.6667 0.r.98420640 1000 1 UNITÀ DI PESO PER UNITÀ DI SUPERFICIE kg cm² 1 2 3 4 5 6 7 8 9 lbs pollice² 1 2 3 4 5 6 7 8 9 lbs pollice² 14. 37 Manuale dell’Architetto .004166667 0.5 1 1.481 373241.2959784 1. kg tonn.00002834953 16 1 0.9 8500 54.0 16 2520 26 7 1102.254 2300 500 3.6 5500 34.0 4000 25.01485 avoir dupois drams 0.08 1800 11. S.0 12 1890 22 3 472.1023112 0.

4845 Piedi cubi (cu ft) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 0.0582 3.572 = 211.r.581 169.84250 13.05842 = 15.2004 » 228.201 = 282.S.56167 9.25721 = 0.656083 = 11.202888 0.52836 0.3920 3 = 3.5729 9 = 33.355 14.082 33 » Grammi (g) = 0.3079 = 2.8477 = 9.129598 = 0.05765 = 2.12205 3 = 0.724 248.7026 = 25.92666 = 22.51441 = 0.719 118.19685 » 0.0265 = 123.258 6 = 38.31217 3.050 183.2857 6.8906 = 8.17013 4.875 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Ettolitri (hl) = 2.78533 4.2161 1 2 3 4 5 6 7 8 9 U.6890 9 = 7.2937 3.57066 8.884 12.1891 = 17.77500 6 = 0.23368 = 45.46452 0.7294 = 77.52750 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Yarde (yd) = 0.25850 Litri (l) 2.90810 1.89363 8 = 2.24000 9 = 1.8912 Apothecaries drams (dr ap) 1 = 3.7027 8 = 3.8368 Metri quadrati (m²) 1 = 10.S.05671 1.484125 Chilometri (km) = 0.81155 4 = 1.27559 » 0.34054 0.609601 = 0.5400 7 = 18.846 Litri (l) 0.316 56.S.246918 7 = 0.175 488.169902 0.748 5 = 2.667 70.12333 16.413 9.5404 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Ettolitri per ettaro = 1.8094 1.08763 = 20.43466 U.084951 0.49733 = 30.2703 3.9081 = 1.37151 0.093611 = 2.45405 0.8001 » 76.3276 7 = 27.128603 = 0.9305 6 = 2.26418 0.22703 0.841 60 » 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Centimetri cubi (cm³) 1 = 0.517 186.8004 » 203.16414 9 = 2.6805 14.350 1 = 0.907 18 » 3 = 85.2318 = 6.79459 0.17145 1 2 3 4 5 6 7 8 9 U.7243 = 3.768 22.70477 1.528 3 = 32.292 4 = 43.93000 7 = 1.3872 = 32.141262 0.8328 2.8108 7.573 59.3359 VOLUME Pollici cubi (cu in) = 16.485480 = 3.046736 = 9.56756 0.297 19.45368 9.5291 2.453592 = 0.227 73 » = 15. fluid ounces (fl oz) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 29.810 17.106850 = 3. liquid quarts (qt) (pt) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 0.8810 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Pollici cubi (cu in) = 0.C.42716 8 = 0.83900 3.18581 0.0003 » 152.819 6 = 64.4324 = 30.94633 1.0983203 = 0.194397 = 0.0810 10.0655469 = 0.6072 7 = 7.828042 = 6.239 Miglia quadrate (sq mi) 1 = 2.0168 7 = 5.7700 4 = 10.0269 = 19.111 9 = 96.14133 = 18.214 226.257206 = 0.35433 » 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Piedi (ft) = 0.07874 » 0.35600 = 15.292 147.193030 = 1.828 279.7200 9 = 23.8228 4.6324 = 4.317839 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Grani (grain) = 0. dry quarts (pt) 1 = 1.35259 6 = 1.4001 mm 50.4003 » 177.2971 = 61.83900 3.1729 1 2 3 4 5 6 7 8 9 CAPACITÀ: MISURE PER GLI ARIDI U.58507 1.74323 0.1300 8 = 20.3519 6.26289 Metri (m) = 0.1310938 = 0.161 8 = 51.6429 3. pecks (pk) = = = = = = = = = 8.30512 6 = 0.438405 = 2.8763 8 = 29.8810 1.09290 0.48819 9 = 0.1134 4.94633 1.5941 = 108.225 Piedi cubi (cu ft) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 28.864110 = 2.100 305.S.65032 0.0898 4 = 14.5671 12.1807 6 = 5.3538 5.211892 0.226536 0.238 44.4749 U.914402 = 1.84924 2.S.5880 4 = 4.4397 6 = 23.7619 2.89267 2.5252 Metri quadrati (m²) 1 = 1.270518 0.18307 4 = 0.11811 » 0.830 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Metri cubi (m³) = 1.347 8 = 86.8879 2 = 7.51700 Litri (l) 1.61123 3.010 236.2002 » 101.36614 7 = 0.3036 4 = 4.530 254.28603 = 1.8529 8 = 6.40417 19.310 124.903 3 = 19.795354 = 0.4048 5.5679 9 = 10.242740 = 1.229616 Metri (m) = 1.83613 Yarde quadrate (sq yd) 1 = 0.796 8 = 3.MATEMATICA EQUIVALENZA TRA SISTEMI DI MISURA LUNGHEZZA 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = Pollici (in) 25.78533 4.135259 0.2245 6.7415 2.743205 = 3.943 = 141.067629 0.156 Millilitri (ml) 0.826 17.7939 16.721 55 » 7 = 198.518391 = 0.207 93.621 217.27052 2 = 0.655278 = 8.54104 3 = 0.23622 » 0.105946 0.035274 1 = 0.317466 9 Chilogrammi (kg) = 2.471 4.80044 = 2.1336604 = 2.236703 0.175 15 » 8 = 226.2695 Millilitri (ml) 1 = 0.02161 1 2 3 4 5 6 7 8 9 U.247208 0.0234 2.2024 3 = 3.7646 1.807 5 = 32.409 24 » = 1.2155 8 = 31.160754 = 0.4453 = 4.1667 7.583 266.E.76192 2.400813 = 7.3403 8.31496 » 0.636 98 » = 19.070631 0.7743 = 49.447 7 = 3.5937 = 5.596515 = 0.561667 = 7.7084 8 = 8.3100 Chilometri quadrati (km²) 1 = 0.02921 = 10.73167 5.54921 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Metri cubi (m³) = 35.710 7 = 45.5874 5.11684 = 25.286 Litri (l) 0.62000 5 = 0.187222 = 3.1012 2 = 2.304801 = 0.37760 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = SUPERFICIE Pollici quadrati (sq in) 1 = 6.54324 = 1.31485 PESO Tròy ounces (oz t) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 31.08207 5 = 1.11430 2.5084 4 = 3.629 = 105.3230 = 114.8361 2 = 1.03937 in 0.6422 Ettari (ha) 2.06102 2 = 0.S.28266 = 34.1035 9 = 34.22684 5.524003 = 1.3719 8 = 9.11351 0.289357 1 2 3 4 5 6 7 8 9 A.3600 5 = 12.6966 2 = 7.743205 Metri (m) 3.033815 0.101444 0.46668 2.5060 6 = 6.748889 = 9.2969 = 3.198219 0.391869 = 1.619 26.5405 5.20447 = 40.6638 4 = 15.7101 = 131.3861 2 = 0.5517 5 = 19.349590 = 4.477 79.5135 = 11.27871 0.2268 6.942 7.355 4 = 25.374444 = 5.4048 5 = 5.4831 6 = 22.8162 = 2.192904 = 0.0163867 = 0.198838 = 0.113268 0. 38 Manuale dell’Architetto .11342 3.453 59kg 2 = 56.3932 3 = 11.1960 2 = 2.1615 = 65.931 Avoir dupois Avoir dupois ounces (oz avdp) pounds (lb avdp) 1 = 28.7722 3 = 1.P.613 9 = 58.621370 = 1.3567 = 7.7759 3 = 11.55742 0.398 4 = 1. S.0390 = 9.9238 = 5.064799 = 0.468056 = 6.0327734 = 0.0888 9 = 3.17526 = 35.4537 10.4047 0.572009 = 5.764 2 = 21.432 36 » = 17.9358 = 98.35538 0.259196 = 0.452 2 = 12.314 = 70.633 84.14605 = 30.89267 2.2821192 8 = 0.211644 6 = 0.67800 6.1583 4 = 1.141585 0.1874 = 10.0819336 = 0.429 35.219202 = 1.15500 2 = 0.06799 Litri (l) 0.5238 4.218694 = 4.857 61.105822 3 = 0.7865 5 = 18. galloni (gal) = 3.28083 6.1351 2.77199 = 26.970960 = 5.02882 = 1.437389 = 8.360 78 » 4 = 113.8378 = 5.023 11 » = 13.1800 3 = 7.79253 1.9108 Litri (l) = 0.81907 3.4589 = 138.486411 = 6.68500 22.15748 » 0.9074 19.9660 7.S.097 6 = 2.609347 = 3.141096 4 = 0.7639 Acri (acre) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 0.8708 1.2141 1.87478 = 14.5486 = 81.049 3 = 1.32089 1.590707 = 1.699 2 = 0.818 49 » = 11.05715 1.31000 3 = 0.41950 1.628 74 » 9 = 255.304333 U.40953 1. fluid drams (fl dr) 1 = 3.657607 = 4.62433 7.146 9 = 4.5397 = 7.46500 4 = 0.125 366.280833 = 4.7839 5 = 5.0477 7.994192 = 1.57066 = 11.267 96 » 6 = 170.08500 8 = 1.8096 9 = 9.6756 = 8.56756 0.I.24667 29.516 = 317.0208 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 0.028317 0.3513 = 14.254853 Yarde cubiche (cu yd) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 0.3166 7 = 2.150 427.055 5 = 53.032151 = 0.583190 Grammi (g) = 15.360 78 » = 8.583 7 = 75. bushels per acre = = = = = = = = = 0.1556 = 10.78533 = 7.6002 » 127.11342 2.064301 = 0.3445 5 = 4.34026 7.62311 7 = 1.47317 0.9459 9.169074 0.8647 = 22.3888794 = 0.035315 0. liquid pints U.9799 6 = 7.728220 = 4.7715 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Grammi (g) = 0.51039 1 2 3 4 5 6 7 8 9 U.1484 = 2.1759 7 = 8.2648 = 8.1474805 Litri (l) 61.258 = 176.1165 6.3239995 = 0.789545 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Miglia (mi) = 1.1147070 = 0.4054 4.6756 6.4635 = 11.204 62 lb = 4.9286 Decalitri (dkl) 1.265 141.096452 = 0.6723 3 = 2.4830 4.898 198.949 113.056634 0. pecks (pk) = = = = = = = = = 0.265431 = 12.887 = 247.176370 5 = 0.24409 5 = 0.1797 7 = 25.200 549.36583 2.048 52.828804 = 2.l.77162 = 1. bushels (bu) = = = = = = = = = 0.8647 = 46.814 37 » 5 = 141.1618 = 92.842500 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Rods (rd) = 5.6187 2.0953 6.146 88.225055 = 0.4486 = 6.6159 = 3.865 177.103 62.39500 Piedi quadrati (sq ft) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 0.28355 6.282523 0.5900 2 = 5.437 207.070548 2 = 0.592330 CAPACITÀ: MISURE PER I LIQUIDI U.6005 » Millimetri (mm) 0.S.S.397677 = 0.9914 Grammi (g) = 0.0491602 = 0.414 155.315215 = 8.S.065 Centimetri quadrati (cm²) 1 = 0.05671 2.96583 26.4281 2.828804 = 2.025 122.0973 = 147.075 244.39697 8.9500 6 = 15.7421 = 6.2375 3.5405 = 5.176577 0.5444 5 = 1.914402 = 1.

391 7.007 10.134 2.636 8.251 3.382 8.056 13.683 3.521 4.804 10.531 3.219 1.788 9.960 7.236 10.819 3.255 8.728 10.582 11.998 11.437 1" 2" 51 356 660 965 1.854 2.470 4.785 12.579 6.839 9.877 5.893 6.048 3.P.988 4.200 3.553 6.347 9.506 11.394 4.905 2.490 10.036 7.794 3.159 2.836 12.398 9.700 13.277 11. 39a Manuale dell’Architetto .401 6.991 9.182 5.271 9.299 6.600 1.341 7.411 0" 1" 25.461 5.795 11.I.448 1.310 13.131 5.499 1.538 5" 6" 152 457 762 1.343 4.649 12.858 7.462 2" 3" 76 381 686 991 1.210 2.497 12.973 11.537 5.716 12" Piedi 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 Piedi A.108 2.118 9.214 7.092 1.207 5.833 7.887 12.429 11.144 9.912 4.274 6.886 4.775 5.175 3.645 7.372 1.820 11.897 11.029 5.598 12.106 13.306 8.706 7.413 2.734 12.302 3.884 8.664 5.731 7.772 8.233 13.090 12.096 6.121 6.811 12.969 6.627 9.715 6.429 3.962 4.E.401 6.829 2.658 11.743 3.989 12.192 12.105 5.572 4.953 5.344 12.030 13.547 4.763 9.677 9.188 7.449 9.975 8.045 6.024 11.979 13.594 7.223 6.311 2.295 1.667 2.007 2.459 6.216 4.049 11.436 5.661 8.346 1.624 12.525 9.100 11.277 11.337 2.883 7.296 9.248 6.195 9.620 7.309 5.350 6.842 6.950 8.826 5.353 11.642 10.423 9.226 3.242 4.925 8.509 8.C.191 4.026 8.947 11.179 8.717 10.172 6.902 5.607 11.112 7.938 12.852 13.335 13.937 4.505 3.718 3.864 9.194 1.692 2.994 6.421 12.166 4.613 5.639 5.855 10.791 6.585 8.023 3.378 3.334 5.363 10.284 13.770 11.010 7.235 2.067 1.058 10. S.360 13.422 1.963 12.870 3.668 10.515 2.592 10.184 2.954 13.442 7.709 12.232 5.823 8.992 11.835 4.597 4.604 6.064 4.217 12.760 12.997 3.183 13.515 10.674 4.556 3.353 3.210 10.684 11.982 10.132 13.426 6.465 10.725 13.115 4.005 13.089 4.880 10.230 8.759 4.708 4.671 7.623 4.446 12.878 13.328 11.125 11.239 7.791 6.548 12.010 7.168 1.675 12.905 10.032 10.487 3" 4" 102 406 711 1.128 8.016 1.185 10.569 7.176 11.315 7.851 5.534 8.075 11.417 7.699 5.576 9.500 9.163 7.686 8.048 3.887 12.591 2.956 2.458 8.518 7.890 9.946 3.359 5.081 13.493 7.651 1.106 13.r.083 10.293 4.849 8.798 8.867 6.014 12.267 4.410 5.386 13.589 7" 8" 203 508 813 1.802 13.449 9.362 2.150 3.658 3.861 4.283 5.744 11.564 6" 7" 178 483 787 1.058 10.480 11.972 3.153 8.551 9.524 1.270 1.702 2.312 10.563 5.230 8.626 1.357 8.433 8.944 6.973 11.776 13.321 1.766 6.MATEMATICA EQUIVALENZA TRA SISTEMI DI MISURA TRASFORMAZIONE DEI PIEDI E DEI POLLICI INGLESE IN MILLIMETRI Piedi 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 Piedi 0" 0 305 610 914 1.252 11.397 1.502 6.366 7.137 7.099 3.144 9.065 12.737 9.156 5.020 6.522 12.474 9.388 10.616 2.219 1.109 10.052 8.325 6.124 3.556 11.817 6.041 1.549 1.169 9.981 2.871 11.166 12.013 4.880 2.373 9.541 10.877 5.439 10.807 7.118 1.286 2.531 11.534 8.268 12.778 2.220 9.633 11.966 9.552 9.931 10.467 7.676 1.414 10.388 2.192 12.486 5.582 11.930 2.315 7.485 3.743 3.753 2.753 10.801 5.438 2.102 8.261 2.204 8.727 2.814 9.147 6.302 11.157 13.151 11.477 6.208 13.385 5.464 2.261 10.751 13.134 2.632 3.004 5.246 9.287 10.556 10.640 9" 10" 254 559 864 1.655 6.227 11.588 5.719 11.753 10.087 7.915 9.4 330 635 940 1.141 12.703 10.956 10.473 1.318 4.055 5.648 4.722 8.607 3.829 2.512 5.116 12.143 1.327 3.017 9.545 7.001 8.363 10.599 8.061 7.581 3.658 3.680 6.769 3.565 2.747 8.712 9.l.778 10.962 4.489 2.903 13.039 12.912 12.642 2.264 7.610 8.332 8.071 6.810 4.690 5.929 13.668 10.042 9.057 2.528 6.665 10" 11" 279 584 889 1.941 9.486 5.756 7.319 12.408 8.243 12.740 6.724 5.083 2.404 3.454 3.411 13.080 5.601 9.445 4.978 5.846 11.861 12.032 2.918 6.909 7.420 4.750 5.471 12.839 9.134 10.693 10.369 4.438 2.096 6.921 3.696 8.620 7.827 13.572 4.073 3.785 4.039 4.160 10.277 3.202 11.896 3.573 12.245 1.874 8.182 5.258 5.455 11.734 4.337 10.395 12.480 3.280 8.068 9.322 9.497 12.925 8.294 12.629 6.140 4.404 11.899 8.575 1.524 1.540 2.829 10.970 12.513 4" 5" 127 432 737 1.198 6.706 7.077 8.985 7.782 7.353 3.614 8" 9" 229 533 838 1.496 4.093 9.802 13.928 5.375 6.934 7.267 4.259 13.290 7.803 2.691 11" 12" 305 610 914 1.379 11.

87 398.5 1358.36 385.86 298.30 139.83 960.849 71.9 1230.099 63.46 400.12 998.7 1127.82 879.85 552.23 858.86 906.47 246.81 784.94 995.7 900.55 715.4 1266.95 133.8 1/8 3.4 1320.4 1235.8 1246.7 1052.87 903.6 1170.52 161.39 558.7 1173.3 1282.57 561.31 593.24 350.20 709.19 355.400 50.06 728.76 765.0 1263.1 1198.89 368.29 647.87 144.21 328.812 49.7 1208.29 393.17 1017.95 741.37 231.8 1319.96 387.3 1228.71 392.2 1371.3 1047.97 814.7 1211.46 754.987 52.05 501.69 419.82 530.49 596.C.1 7/16 11.162 55.911 87.2 1239.5 1177.49 727.70 773.07 220.02 225.40 531.89 749.89 141.3 1074.99 406.36 612.11 163.88 1003.78 965.34 1020.51 796.4 1139.17 890.4 1362.9 1287.51 315.27 169.749 57.93 541.0 1268.78 230.72 492.42 377.87 776.49 850.59 634.0 1295.64 630.01 987.423 123.38 458.42 854.4 1374.8 1165.30 493.6 1238.16 663.66 703.486 115.35 158.4 1108.67 449.9 1330.60 254.4 1062.112 36.8 1092.44 808.9 1249.21 291.26 804.87 525.1 1152.2 1298.69 673.2 1031.46 273.9 1257.82 403.561 80.5 1262.8 15/16 23.55 969.55 234.31 720.20 963.90 976.77 992.39 431.95 64.3 1309.E.5 1223.99 660.96 233.73 946.7 1254.09 571.9 1376.18 509.57 788.75 919.8 1146.73 465.81 303.449 46.136 109.1 1025.79 457.5 1096.0 1041.96 841.499 88.3 1128.89 495.0 114.175 28.1 1236.624 73.50 696.3 1392.85 425.3 1/4 6.05 274.03 909.95 868.149 82.1 1360.08 344.65 603.000 25.2 1158.41 758.83 244.10 798.63 422.27 550.20 228.073 93.3 1028.14 717.7 1081.1 1252.42 981.79 584.31 974.54 615.22 174.47 877.11 290.9 1203.3 1174.73 592.54 361.46 146.41 631.28 674.12 136.72 719.7 1154.82 1006.13 490.1 1352.33 566.61 354.33 312.27 801.80 557.0 1082.31 366.5 3/8 9.14 463.6 1070.26 931.6 1265.02 955.261 68.72 973.68 927.01 252.7 1046.85 679.1 1325.5 1204.60 862.32 466.53 869.9 1357.25 450.00 887.89 622.5 147.30 747.97 333.15 209.2 1171.6 1270.8 3/16 4.35 512.74 565.7 1200.65 122.18 990.1 925.71 746.9 1033.88 522.3 1301.86 779.06 247.0 1290.2 1144.6 1089.34 412.52 1023.0 1195.7 1084.49 723.52 769.5 1077.17 282.32 947.23 985.8 1273.12 390.74 311.7 1354.53 642.P.2 1085.26 323.50 215.10 190.92 187.6 1043.64 503.5 1377.74 438.0 1136.28 166.50 544.22 777.6 1138.1 1363.13 971.7 1381.77 130.4 1347.97 460.8 1341.024 98.43 346.21 809.75 792.6 1243.0 1009.4 1189.08 471.9 1384.27 423.72 238.5 1135.0 1168.05 882.6 1197.3 1312.94 387.21 682.79 330.78 484.7 1300.19 489.9 1131.76 638.9 1160.04 528.93 287.324 85.24 731.337 58.25 831.62 803.64 376.30 266.4 1093.67 322.59 153.199 101.62 454.61 708.82 276.56 207.4 1247.350 31.1 1279.65 730.2 1244.06 982.07 725.20 836.587 26.61 581.1 1306.34 793.3 1274.56 334.6 1011.95 487.04 782.9 1030.03 193.71 873.50 569.22 904.92 568.2 1317.94 ì641.24 142.60 127.81 911.29 774.47 750.70 519.50 422.51 669.95 260.92 441.40 177.4 1220.8 1119.09 825.84 325.311 112.65 249.4 1289.637 41.66 830.1 1079.47 500.08 952.01 733.65 476.5 1385.0 1141.22 428.1 1125.57 434.76 1019.3 1182.38 585.9 1003.19 609.7 1181.l.46 173.74 692.39 685.2 1285.73 211.6 1297.6 1370.58 534.1 1179.05 628.51 923.47 1004.7 1054.60 988.09 698.75 665.60 608.71 265.32 212.67 827.36 993.54 742.48 242.17 409.23 269.8 1214.94 514.862 44.22 555.07 979.2 1117.8 1292.50 950.387 79.98 914.96 714.66 222.76 411.25 958.10 544.11 417.1 1233.18 382.41 277.58 888.56 942.85 198.5 1350.6 1311.3 1001.77 738.05 755.27 296.76 284.8 1135.4 1039.16 917.59 507. S.56 688.836 117.037 66.41 1012.574 53.75 538.70 165.r.9 1284.63 168.33 185.5 1331.93 895.1 1071.55 588.45 781.12 871.02 828.25 223.5 1231.4 1293.7 1073.5 1258.01 860.77 384.32 339.94 160.43 600.48 623.9 1122.48 977.274 42.41 885.53 261.6 1365.66 349.1 1106.06 601.01 606.9 1157.25 577.2 7/8 22.248 96.82 752. 39b Manuale dell’Architetto .44 300.31 239.30 874.40 912.58 661.98 306.72 846.78 611.387 77.8 1038.98 560.62 930.84 452.63 549.84 579.34 666.47 373.35 285.0 1068.16 436.4 1035.525 34.38 712.3 1201.18 863.80 684.8 1314.14 590.00 279.90 468.61 835.58 407.62 200.08 217.48 496.33 920.8 1387.06 855.36 258.8 1060.41 404.45 908.88 876.15 817.0 1336.77 180.17 155.11 644.5 1104.41 150.5 1123.736 84.212 74.88 649.4 1387.6 116.52 896.74 819.04 401.88 395.1 1333.26 677.67 195.21 936.77 865.57 915.37 966.63 676.76 157.59 761.72 365.799 76.0 1241.97 206.39 812.64 984.98 179.96 968.9 1176.55 461.0 1209.08 598.8 1260.44 554.52 415.40 785.6 1343.225 47.937 33.374 104.93 688.38 939.77 511.38 331.9 1130.3 9/16 14.4 1162.2 1190.29 1001.92 795.77 257.91 214.MATEMATICA EQUIVALENZA TRA SISTEMI DI MISURA TRASFORMAZIONE DEI POLLICI INGLESI E DELLE LORO FRAZIONI IN MILLIMETRI Pollici 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 0 0.07 347.90 241.36 866.436 92.00 760.762 30.12 744.69 546.961 106.17 536.5 1050.03 320.7 1/2 12.8 1346.2 1366.91 949.92 314.13 363.70 646.7 1227.723 111.7 1308.32 820.549 107.09 317.9 1303.6 1392.25 704.15 944.52 288.09 444.4 1316.92 922.11 771.49 469.9 5/8 11/6 3/4 13/16 15.44 681.8 1219.46 881.7 1393.24 604.6 1/16 1.80 203.49 342.6 1184.8 1192.65 857.4 1193.55 842.93 1022.3 1355.83 625.18 636.63 295.6 1216.68 700.11 898.63 884.43 219.30 620.20 582.01 125.786 103.611 100.36 131.4 1166.60 481.29 520.02 352.90 595.5 1250.67 954.66 957.8 1065.3 1328.12 517.52 542.16 182.3 1185.20 455.83 498.9 1276.24 477.875 17.22 301.12 263.37 358.61 227.0 1349.38 204.73 338.2 1063.79 838.898 114.42 250.13 617.9 1076.31 847.0 1222.9 1049.90 849.02 479.1 1098.63 996.85 806.94 768.28 420.19 128.18 255.4 Pollici 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 A.7 1100.68 319.1 1379.5 1304.3 1255.58 280.79 711.3 1147.0 1368.13 236.17 763.2 1090.10 671.81 657.2 1212.54 134.04 655.68 192.80 938.9 5/16 7.23 396.00 506.81 430.86 171.71 1000.45 654.700 38.62 327.462 19.00 633.56 815.98 433.2 1344.59 380.4 1066.9 1149.14 844.07 474.53 388.36 739.0 1395.661 95.7 1338.48 369.35 766.23 523.287 39687 65.99 787.88 268.91 695.I.80 811.050 20.82 149.4 1120.91 341.96 360.71 619.35 639.70 292.28 901.98 687.1 1225.71 138.5 1008.66 576.28 547.83 833.03 574.8 1373.6 111.23 650.84 706.5 1159.99 533.2 1112.47 119.2 1217.03 701.50 823.34 539.60 152.58 1016.68 446.07 852.086 90.85 933.01 379.06 120.28 293.75 184.03 447.60 735.2 1339.512 61.6 1324.1 11109.7 1335.43 473.7 1281.3 1058.0 1390.8 1087.26 196.3 1055.86 652.97 941.2 1044.68 573.69 800.0 1163.37 485.99 1014.14 336.43 935.83 371.4 1389.81 176.57 307.42 503.0 1322.87 271.1 1206.39 304.46 627.91 822.90 722.5 1277.8 1187.15 563.37 839.35 893.0 1036.16 790.7 1327.0 1095.19 736.6 1143.76 892.674 68.2 1271.93 414.16 309.40 658.45 527.44 427.924 60.15 690.27 928.51 188.54 488.78 357.6 1057.53 515.3 1155.33 692.06 374.64 757.33 439.

..01 Disprosio Dy 162..3 Materiali Metalli e leghe Ferro omogeneo Acciai speciali Filo d'acciaio ad alta resistenza Ghisa Alluminio battuto o laminato Alluminio fuso Bronzo fuso Duralluminio Ottone laminato Piombo Rame battuto o laminato Rame in filo Stagno Zinco Legnami Legname fibra forte (pinch pine.2 Ossigeno O 16.. 100 Coeffic.18 Neodimio Nd 144.02 Gadolinio Gd 156.000006 150000÷300000 200000 50÷90 150÷203 350÷900 600÷1000 7000000÷8000000 7000000÷8000000 7000000÷8000000 130÷240 100÷200 2000÷2800 4000÷11000 4000÷11000 4000÷11000 0....32 Manganese Mn 54.06 Stagno Sn 118..500÷600 tr.9 Rubidio Rb 85.000018 3000÷5000 6000÷8000 5000 3100 7000÷9000 500 0. Eternit...69 Niobio Nb 92.0 Rame Cu 63.3 Nichel Ni 58. 50 compr..9 Litio Li 6.10 Selenio Se 78.07 Stronzio Sr 87.9 Gallio Ga 69.. pino faggio.000028 1100000 1300000 400000 950000 2000÷2500 4000÷6000 300÷400 1000 4000÷5000 traz.. 300 compr.000027 0. 700÷800 compr... 900 400 250 tr.95 Neo Ne 20.096 Praseodinio Pr 140.3 Rotio Rh 102.0 Ferro Fe 55..00 Fosforo P 31.94 Cripto Kr 83. 200 300÷350 0.008 Bario Ba 137.9 Radio Ra 226 Rado Rn 222.06 Sodio Na 22..2 Titanio Ti 47.1 Vanadio V 50.82 Cadmio Cd 112. Elementi forati per solette portanti di solai.5 Elio He 4.003 Erbio Er 167.l..457 Cobalto Co 58.997 Solfo S 32..1 Itterbio Yb 173.1 Cesio Cs 132....7 Cromo Cr 52. 40a Manuale dell’Architetto .5 Oro Au 197..0 Boro B 10.92 Lantanio La 138.82 Bromo Br 79....0 Ittrio Y 88.. Muri di tufo con malta di calce.. pioppo olmo.... Vetri Vetro greggio Vetro retinato Vetro temperato Conglomerato cementizio Murature Muri di mattoni con malta di calce.I.4 Scandio Sc 45.. 300÷400 compr.8 Iodio I 126..000012 10000÷20000 60÷70 6÷10 4÷5 A.94 Arsenico As 74..000009 150000÷350000 150÷500 40÷80 0.02 Bismuto Bl 209....92 Iridio Ir 193.9 Cloro Cl 35. 400 compr.000009 0.. Legname forte (trasver.0081 Indio In 114.MATERIALI EDILIZI DATI TECNOLOGICI ELEMENTI CHIMICI Elemento Simbolo Peso atomico Afnio.C. S.2 Europio Eu 152.01 Cerio Ce 140..2 Potassio K 39.000007 50000÷100000 100÷200 150÷350 0.9 Torio Th 232...36 Berillio Be 9.. 1200÷1500 traz.94 Lutezio Lu 175. E kg/cm² 2000000 2200000 240000 1000000 700000 700000 900000 106000 1000000 50000 Carico di rottura Trazione Compressione kg/cm² 4500 5000÷10000 10000÷20000 1500 2200÷2200 1200÷1500 1500÷2000 3500÷4200 2000÷2500 200÷300 kg/cm² Carico limite elastico kg/cm³ 2500 3000÷5000 Carico di sicurezza kg/cm² 1400 2000÷2500 5000 traz.2 Osmio Os 190.000029 120000÷160000 800÷900 400÷450 0.000058 125000÷470000 1050000 40 8 190000÷1000000 40 1600 3200 70 75 450 1100 30÷50 0.9 Tellurio Te 127... fibra) Pietra naturali Granito Basalti Tufi vulcanici Tufi calcarei Travertino Marmi Laterizi Mattoni Mattoni forati ordinari.93 Mercurio Hg 2000.6 Molibdeno Mo 95.000012 0. Al 26.0 Magnesio Mg 24...000 Palladio Pd 106...76 Argento Ag 107...91 Azoto N 14..91 Olmio Ho 163.63 Tallio Tl 204.97 Antimonio Sb 121....000009 0.96 Silicio Si 28..E..r.P.08 Carbonio C 12. Legname fibra dolce (abete...7 Samario Sm 150. 60 compr.72 Germanio Ge 72.....000012 0.. 700÷800 700÷1000 1100 2000 traz.84 Floro F 19. ecc).. ecc).9 Xeno Xe 131.. 200÷300 compr..000004 100000 15000 500÷700 100 300÷450 0..6 Alluminio..000009 15÷20 20÷30 0.88 Argo Ar 39.4 Tantalio Ta 180..57 Renio Re 186.48 Rutenio Ru 101.7 Piombio Pb 207.000004 0...95 Volfranio W 183...2 Platino Pt 195. dilatazione termica 0.. 600 tr.000012 0..1 Tulio Tm 169.000011 0.000023 0.6 Terbio Tb 159.000027 0..60 Idrogeno H 1. Hf 178...41 Calcio Ca 40.4 Uranio U 238.

02 64.6 86.21 1.6 4 Ni 0.61 3.89 Componenti % Pb Sn Fe 0.012 0.86 15. S.80 42.018 0.21 61.5 95.62 0.026 Composizione delle leghe di alluminio Denominazione DURALITE SILUMIN ANTICORODAL ALUMAN LAUTAL AVIONAL Al 93.88 – 0.38 tracce – 0.6 0.32 – 0.018 0.94 32.21 – 0.12 – 0.28 0.10 0.26 40.43 79.26 40.35 – – 0.021 0.021 98.64 – – 0.6 – – 0.02 99.5÷16 – – – 0.36 1.5 93.0 – 13.26 Bronzi industriali Bronzo per rubinetteria per oggetti comuni da cuscinetti Componenti % Cu Sn Pb 8.41 0.15 0.016 99.38 37.88 35.35 98.11 83.r.6 – – – – – Fe 1.21 A.58 0.09 0.6 0.23 0.10 0.46 – 0.0 – 1.015 0.28 0.829 0.105 0.MATERIALI EDILIZI DATI TECNOLOGICI Composizione di alcuni acciai Componenti % Si Mn Denominazione EXTRADOLCE per tubi per lamiere DOLCE per lamiere SEMIDURO per lamiere per profilati Fe C P S Punto di fusione 1500° 1500° 1500° 1480° 1475° 99.42 0.42 Zn 30.36 Al – – – – – 3.352 0.67 0.10 0.21 0.32 0.50 26.6 Componenti % Mn Si Cu – 0.26 Ni – – – – – – Mn – – – – – – 69.35 Ti 0. 40b Manuale dell’Architetto .90 55.25 0.0 – 0.5 4 0.21 0.38 Zn 0.48 0.42 62.30 58.5 – 0.4 97.5 0.12 11.46 0.206 0.015 0.11 0.34 – – 0.11 0.I.56 0.7 1.5 0.18 0.P.72 0.34 57.E.6 3.64 19.016 99.85 Mg 0.48 0.l.2 – – – – – Ottoni comuni e speciali Denominazione per imbottitura per lamiere per getti per lastre per tubi OTTONE ALL'ALLUMINIO OTTONE AL NICHELIO METALLO DELTA Cu 68.C.34 0.

. . . Fieno di 6 mesi in fienile . . . . . . . . .20÷80.96 1. . . . . . . . . . . .00 3.00 73. . . . secco. . . . . . .6 della rispettiva roccia 2700 ~2000 1200 1650 1600 2100 1015 785 745 1500 1600 1800 2000 2300 1800÷2200 1700 325÷410 550÷650 950 CALCE SPENTA (Grassello) (Non fa presa nell'acqua ma solo nell'aria) COMPONENTI m³ di grassetto PROPRIETA' Calce viva in zolle m³ acqua risulatante Grassa: kg 450÷550 1. .te idraulica 0. . . . . .00÷95. Argilla bagnata .3÷0. . . .31÷0.C. . Paglia sciolta . . . . . . . . . . . . . . .42 14. .00 1.10÷0.00 0. . . . . . .l. . .20÷73. . . . .03 1.50 19. . .80÷19. .26 per murature ordinarie Malta fina Pozzolana vagliata m³ 1.50 0. . S. in generale mescolato con calce danno malte eminentemente idrauiliche. .90 1.40 0. . . . Sabbia per forme in mucchio . Letame fresco .70 1 Si spegne rapidamente. .00 1.00 324 300 412 400 450 450 528 550 1. . . . . . . Cenere . . . . . . Cemento (sciolto) . . Torba (asciugata all'aria) . .04 1. . . . Calcare duro . . . . . . . . . Terra mista a ciottoli . . . . . . .05 Calce spenta m³ 0. . . . . . . . . . . Torba (umida) . pozzolana e sabbia. . . . .00 Calce spenta m³ 0.80 15÷30 giorni Calce med. . . Calce-grassa (cotta e polverulenta) . . Argilla asciutta . . . . . . . . . . .20 10÷15 giorni Fanno presa Calce propr. . . . . . . . . . .05 Calce spenta m³ 0. Sale marino (fino) . .30 100 0. . . Sale marino (grosso) . .10 5.05 0. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .36 0. . . . . . . . . Coke (del gas) . . . .50 0. . Terra argillosa umida . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Terra silicea leggera . .00 Non fanno presa solo all'aria Calce magra 0.80 91. Mele . . . . . . . . . . m³ 1. . . . . . . . . . . . . . . .00 100. . .MATERIALI EDILIZI DATI TECNOLOGICI PESO DI SOSTANZE IN MUCCHIO Arenarie calcari leggeri . . Carbone di legno dolce . . .00 5÷15 minunti COMPONENTI Calce comune Sabbia Calce idraulica Sabbia Cemento Port. . . . . . . . . . . . . . .10 Calce spenta m³ 0. . . . . . . . . . . . Pere e prugne . Legno di abete bianco (in ciocchi) . . . . . . . . Graniti .65 21. . . . . . . . Conifere (in ciocchi) . Kg/m³ 2300 1800 2000 570÷650 500÷700 2700 2600 500 2000 2200 1800 150 220 720÷850 1400 900 360÷470 330 250÷350 40÷60 80÷100 200÷350 300÷400 1200÷1300 1500 1700 2700 750÷780 20÷120 340 320 400 420 200÷300 450÷650 650÷780 720 1030 820 1700÷1800 730÷740 800 2800 1800 300 80÷190 200÷800 1000 30÷45 50÷70 100÷200 650÷750 350 2000 0.70÷91. Sabbia. . . . . . .30 95. .80÷85. .20 2÷4 giorni che nell'aria Cemento a lenta presa 0. . . . . . . . .65÷1. . . . . . crudo . . . . . . . . . . .30 1 Si spegne lentamente. . . . .0÷5.00 MALTA POZZOLANICHE Malta grossa Pozzolana m³ 1. . . Legno di faggio (in ciocchi) .33 0. . . . Paglia di 3 mesi in pagliaio . . . . . Terra argillosa secca . . . . Calcestruzzo con granito . Malta (calce e sabbia) . . .00 1. . . . . . .70 nell'accqua Calce det. . Paglia pressata . . . . creta calcare (bagnati) . . . . . Fieno pressato . . . . . . . . . . . . Barbabietole . . . Calcestruzzo con calcare . . . . . . . . . . . . . Fosforiti . Terra ghiaiosa asciutta . . . . . . . . . . . .50÷0. Mandorle secche senza guscio . . . Nitro del Cile (in mucchio) . Fieno insilato . . . . . . . . . . . . .00 0. . . . . . . . . Pietra da calce (calcare) . . . . . . .30 100 300 100 300 100 Denominazione Malta media Malta energica Malta media Malta energica A. . . . .30÷60. . . . .te idraulica 0. .10 85. . . Lignite (seccata all'aria e in pezzi) . .42÷0.22 per muri a secco Malta mezzana Pozzolana vagliata m³ 1. .20 26. .86 1. . . . . Fieno sciolto . . . . . . . . Sabbia m³ m³ Kg m³ Kg m³ MALTE COMUNI Magra per murature Grassa per murature Per opere di rifinitura Per intonaci 1 m³ malta 1 m³ sabbia 1 m³ malta 1 m³ sabbia 1 m³ malta 1 m³ sabbia 1 m³ malta 1 m³ sabbia 0. . .s. . Salgemma (macinato) . . . . . . Neve (caduta di fresco) .70 78. .P. . Legno di quercia (in ciocchi) . . . . . . . .64 300 400 400 475 500 540 600 1.E. . . . . Ghiaia asciutta . . . . .90 1. . . Roccie disgregabili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Componenti + 1 m³ di sabbia Calce serés m³ Cemento Portland kg Calce aerea m³ Cemento Portland kg Calce idraulica kg Cemento Portland kg Calce idraulica kg Cemento Portland kg MALTE BASTARDE Quantità per 1 m³ di sabbia 0. . . . . Lignite (mattonelle in mucchio) . . Lemate maturo . . .00÷94. . . .80 80. . .95 1. . . . . .00 0. creta calcare (asciutti) . . . . . Lignite (mattonelle assestate) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .33 per murature in laterizi Colla di malta fina Malta fina c. . . . . . . . . . . . . . Carboni fossili . . . . . . . . . .43 0. . . . .20÷14. .16÷0. . . . . . . . . . . . . . Calcare compatto . Le malte possono essere composte anche di calce. . . . . 41 Manuale dell’Architetto . . . . . . . . . . .30 6÷12 ore Cemento ad alta resistenza 3÷ 7 ore Cemento a rapida presa 0. Tufo macinato .70÷40.16 5. . . . . . .0÷5. .00 0. . Legno di abete rosso (in ciocchi) . . . . .to di calce Fanno presa Calce grassa 0. . .90÷78. . . . . . . . Mandorle secche con guscio . . secondo il luogo di estrazione. . . . . . . . . . . . . .96 1. . . . Calcestruzzo con rottami di mattoni . . . .30÷8. . . . . . . . .I. . .te idraulica 0. . . . . . Terra vegetale . . . . .05÷0. . .00÷0. . . . . . . . . . Lana di vetro . . Mattoni ordinari . . . .31 8.66 0. Quarzo siliceo . . . Patate . . .15 per intonaci Le pozzolaniche hanno proprietà e pesi di volume diversi. . . . . . . . . Neve (umida ed acquosa) . .10÷21.00 1. . Carbone di legno forte . . . . . . . Lignite (mattonelle rotonde) . . . . . .75 1. . . . . . . . Grano . .00 0.32 0. Ghiaia bagnata . .20 94. Erba fresca sciolta . . . . con rendimento inferiore a 2 CEMENTI E LEGANTI IDRAULICI Indice % Calcare Tempo necessario Indicazioni del prodotto per la presa di idraulicità Argilla Car. . Sabbia per forme pressata . Caffè in grani. . . Pietrisco medio . . . . Sabbia. . Marmi compatti .te idraulica 0. . . . . . .90 5÷9 giorni tanto nell'acqua Calce eminent. . . . . . . .00 0. . . . . . . . . con rendimento da 2 a 3 Magra: Kg 550÷650 1. . .80÷26. . .00 1. .08 1. . . . . . . . Terra ghiaiosa umida .r. . . . . . . . . . . . .

si debbono fare dei calcestruzzi leggeri si può usare come inerte la pomice naturale o di scorie. adatta se è limpida. Anche l'acqua di mare può servire per l'impasto di calcestruzzi. dopo 7 giorni 500 kg/cm². Coi cementi normali del tipo a) b) e c) si devono ottenere le seguenti resistenze della malta normale: Resistenza a trazione: dopo 7 giorni 26 kg/cm². per il contenuto in cloruri. Con i cementi ad alta resistenza si deve ottenere. Acqua. ecc. dopo 28 giorni 37 kg/cm². Se. . limonite e barite. per la presenza di solfuri.) è ottimo. I primi tre tipi di cemento si dividono ciascuno in due sottogruppi: normali e ad alta resistenza. in generale. dopo 28 giorni 680 kg/cm². inerti ed eventuali additivi.In generale gli inerti devono provenire da rocce che non presentino attività chimica col cemento che si impiega.E. Per i calcestruzzi normali le ghiaie di quarzo sono ottime purché granulometricamente complete. Anche le ceneri possono essere usate purché con piccola percentuale di materiale finissimo ed assenza di solfati nocivi. sempre per la malta normale: Resistenza a trazione: dopo 3 giorni 21 kg/cm². si raggiunge un peso dell'unità di volume di 4000 kg/m³. In generale sono necessarie delle prove per il controllo del contenuto in materiale finissimo.Il nostro regolamento (R. I pietrischi e le sabbie ottenuti mediante frantumazione sono adatti a confezionare buoni calcestruzzi. per particolari esigenze. Le piccole aggiunte di sostanze chimiche per la stia potabilità come cloro. se la granulometria è adatta e si può eseguire una costipazione energica.MATERIALI EDILIZI CALCESTRUZZI Gli elementi necessari per la composizione di un calcestruzzo sono: cemento. c) d'alto forno.C. il più delle volte. anche in questo caso è necessario fare i normali controlli e si consiglia pure l'analisi per scoprire la presenza di gesso. cioè le rocce arrostite ed espanse. 16-X1-1939 n. generalmente sono atte alla confezione di buoni calcestruzzi: se ne consiglia però l'analisi. La pomice naturale contiene spesso un eccesso di materiale finissimo e qualche volta tracce di humus. da scartare. potendosi ottenere calcestruzzi molto resistenti all'usura. Può servire come inerte il laterizio frantumato. . d) alluminoso. ad accorciare il tempo di presa. S.x=lato delle maglie in mm 30 A.l. la velocità di presa e di indurimento. la resistenza agli agenti esterni. Poiché però tende.P. 42a Manuale dell’Architetto . Non consideriamo il cemento alluminoso che si adopera in casi speciali e con speciali precauzioni.r.21 3 7 15 Y=% in peso dei passanti . sempre con la tolleranza del 5% per la sola compressione. marna a con minerali di ferro o manganese devono essere scartate. acqua. Il pietrisco calcare è buono anche per calcestruzzi che debbono resistere ad acque aggressive acide. Ghiaie rivestite d'argilla. con la tolleranza del 5% in meno alla sola compressione. dopo 7 giorni 31 kg/cm².I. Anche il pietrisco derivante da scorie d'alto forno è adatto come inerte. La perlite. L'acqua di pozzo o di sorgente è. all'acqua ed al gelo. servono per l'esecuzione di calcestruzzi leggeri ed intonaci di piccolo peso. Le acque di palude o stagnanti contengono spesso solfati e qualche volta acido solforico libero. b) pozzolanico. Se si vogliono ottenere calcestruzzi particolarmente pesanti si possono impiegare magnetite. La scelta del tipo del cemento dipende dai requisiti che dovrà avere il calcestruzzo come la resistenza finale. il blan. è opportuno fare delle prove col cemento che si intende impiegare. humus e mica. senza colore e se non ha sapore acido. Inerti . Le acque di scarico industriali sono. Una buona pomice è pressoché monogranulare ed ha poco. Se non si potesse usare altra acqua è necessario eseguire analisi e prove col cemento che si impiegherà nella confezione dei calcestruzzi. materiale finissimo. Le ghiaie e sabbie di cava sono utilizzabili purché non contengano più del 3% di materiale finissimo. Cementi. Il pietrisco basaltico e quello ricavato da pietre dure (perfidi.L'acqua potabile può sempre essere impiegata nella confezione dei calcestruzzi. Possono essere usati come inerti le se- 90 80 70 60 50 40 30 20 10 x x x x 0. 2228) distingue quattro tipi di cemento: a) idraulico normale (Portland). D. ecc. la vermiculite. salvo contralto del fattore di forma di cui diremo in seguito. Resistenza a compressione: dopo 7 giorni 380 kg/cm² dopo 28 giorni 500 kg/cm². che siano inalterabili all'aria. dopo 28 giorni 32 kg/cm². non hanno alcuna influenza. Resistenza a compressione: dopo 3 giorni 290 kg/cm². graniti. Sarà però opportuno provare la tendenza alla disintegrazione osservando ilpietrisco alla luce ultravioletta ed il contenuto in calce libera tenendo il pietrisco nell'acqua.

2 a 7 mm) sono tollerate materie finissime od argilla fino al 3% in peso dell'aggregato. Questi additivi possono dividersi in gruppi: a) Additivi ad azione chimica. che agiscono modificandone le caratteristiche del cemento. il miglior assortimento di dimensioni degli elementi. Il coefficiente volumetrico medio si misura prendendo in esame un certo numero di elementi dell'inerte e stabilendo il rapporto tra il volume reale di tutti gli elementi scelti e la somma dei volumi delle sfere circoscritte a ciascun elemento. un calcestruzzo aerato non ne deve però contenere più del 6%. Effetti favorevoli all'uniformità delcalcestruzzo fresco ed alla sua lavorabilità sono dati da elettroliti che facciano restare in sospensione le parti finissime. Per la sabbia tener presente che. S. La quantità nel calcestruzzo fresco viene misurata con apposite apparecchiature. Se così non è la sabbia dovrà essere accuratamente lavata. la massima compattezza del getto. Dopo 24 ore il liquido non deve avere colorazioni o. c) Additivi che hanno funzione fisica di intasamento o con azione idrorepellente. I legni duri non sono adatti per il loro contenuto di acido tannico. Additivi. A. Tra questi prodotti sono importanti i cloruri metallici.P. b) Additivi che producono un'azione che modifica le qualità fisiche dell'acqua ed introducono nelle misceleparticolari componenti ad azione fisica.r. Dopo un'ora di riposo. coi mezzi di costipamento che verranno usati.15 per il pietrisco da 25 mm a 50 mm. La terza serie di prodotti sono gliimpermeabilizzanti: si tratta di composti formati da acidi grassi o da idrorepellenti. Impiegando opportuni prodotti. con una stessa quantità di acqua.5 mm a 25 mm e superiore a 0. pestonatura. Nel primo gruppo si trovano gli acceleratori ed i ritardatori del tempo di presa. al massimo. avere un colore giallo pallido.C. che possono allora anche essere aggiunte. si mescola con un volume d'acqua che possa bagnarla abbondantemente.Gli additivi sono usati per modificare alcune delle proprietà del calcestruzzo. ma nella sua confezione deve essere usata la minima quantità d'acquapossibile.MATERIALI EDILIZI CALCESTRUZZI gature.I. Tener presente che la resistenza di un calcestruzzo è funzione dei rapporto C/(A+V) (cemento diviso acqua + vuoti) e che in generale il ritiro è maggiore quanto maggiore è la quantità d'acqua d'impasto e di cemento usato. La ricerca delle materie organiche si fa col metodo colorimetrico: si mescolano a 100 cm³ di sabbia 250 cm³ di una soluzione di soda caustica al 3% e si agita.E. si riesce a ridurre tale tensione a 30÷40 dine/cm². L'azione di tutti questi additivi che agiscono chimicamente dipende naturalmente anche dalla natura chimica del cemento e. dimensioni ed armatura e dal modo di posa in opera. il volume della sabbia umida è maggiore del volume della sabbia asciutta. Il calcestruzzo di per sé non è impermeabile. in modo da ottenere. In generale la granulometria di un aggregato dà buoni risultati se la sua curva rappresentativa è compresa tra due curve limiti B e C. che accelerano la presa e aumentano la produzione del calore e sono usati quando si deve gettare col gelo. quando si fanno dosature volumetriche. Questa scelta può essere fatta a mezzo dell'analisi granulometrica che consiste nel misurare le quantità di aggregati che passano attraverso setacci con maglie di dimensioni determinate. devono essere stabiliti e studiati volta per volta. Si può così. 42b Manuale dell’Architetto . Un miglioramento della lavorabilità si ha anche introducendo nel calcestruzzo fresco delle piccole quantità d'aria. ecc. Se il colore è scuro la sabbia non può essere usata. In ogni caso la forma degli inerti deve essere prossima alla cubica. vibrazioni.25 per il pietrischetto da 12. gli induritori. Nella sabbia (diametro da 0. bagnare una maggiore superficie di inerti e di cemento e si possono confezionare calcestruzzi lavorabili con l'impiego di una minore quantità d'acqua d'impasto. Migliori sono i risultati quando detta curva è compresa tra le curve A e B. . come i saponi di resina. Il coefficiente volumetrico medio deve essere superiore a 0. Si devono escludere elementi a forma di piastrelle e ad ago. Questo si può ottenere scegliendo tra gli aggregati di cui si dispone. Il calcestruzzo deve essere lavorabile. La quantità d'aria in un calcestruzzo normale non dovrebbe superare il 3%. La qualità di queste materie si determina per lavaggio e decantazione. ecc. Nel secondo gruppo sono compresi quei prodotti che abbassano la tensione superficiale dell'acqua d'impasto: l'acqua normale ha una tensione superficiale di circa 70 dine/cm². in generale. i prodotti che fanno aumentare o diminuire la produzione di calore. I dati ricavati da queste misure possono riportarsi in un diagramma. lo strato limoso che si deposita superiormente non deve essere superiore a 1/14 dell'altezza della sabbia. Si prende 1 kg di sabbia. si agita e si pone in un provino cilindrico di vetro. ma non si può rendere impermeabile un calcestruzzo se non è di per sé compatto. la farina di legno dolce e la farina di carta dopo che siano state indurite con opportuni silicati.l. In ogni caso la curva granulometrica attima dipende dalle caratteristiche del getto.

c.s. pavimenti. traslucido. ponti. presso Ornavasso (Novara). 2. 0. Presso Domodossola (Caddo. pavimenti. Serpentino verde mare.0063 1334÷1620 Resistente.Scalini. Poco micaceo.s. Elementi rosso accesi su pasta rosso chiara. 0. scale rivestimenti esterni. Broccatello di Rusca "fior di pesco".P. Bianco perla. a seconda dei luoghi di escavazione. Ornamentazioni e rivestimenti.s. Tessitura porfiroide o granitoide: lucidabile. Paolo Cervo. Grigia-violetta. Lago Maggiore. Verde Roja o Pietra di Roja. 1200÷1500 Grana fine omogeneo. Costruzioni e ornato. Diorite di Anzola (o Granito nero di Anzola). Presso Musso (riva occidentale Colore bianco puro nella parte del lago di Como). Più cupa della precedente. Colonne e rivestimenti. Molto saldo.7 3. saldo. Verde di Cesana. ornati. Macchi a varie tonalità di verde e venature bianche. Gneiss del Sempione o d'Antigorio (Granito del Sempione o Serizzo).s.l.MATERIALI EDILIZI MARMI E PIETRE Denominazione Piemonte Granito bianco del Montorfano e di Mergozzo. Tinta nera leggermente punteggiata di bianco. copertura tetti. balconi. pavimentazioni. CassinoS.Colonne.7 2. Cinerea. Facilmente lucidabile. cenere. Candoglia (Novara). argilloso. 1335 Marmo di Candoglia. Grigia con lenti scure e rare vene bianche quarzitiche. 0. con reticolato di vene bianche di calcite o omogenea verd-giallognola ccn sottili venule bianco verdi. in taluni casi striata di bianco Nero Gazzaniga Gazzaniga (Bergamo).E. 0. Località dei giacimenti Versante merid. nere in varie dimensioni. Cesana Torinese (Cuneo). di Omegna. 1270 Saccaroide bianco grana fine nella parte alta. Verde scuro.7 (Massima parte del Duomo di Milano). Edilizia. Id. Oornato. Chiazze bianche e nocciola.10 2. Giorgio). Perfettamente nera o di un nero (Nero d'Italia). Nero di Varenna. colonne costruzioni. Grigio cenere e grigio ferro con sottili vene sfumate bianche. kg/cm² Proprietà caratteristiche Conveniente impiego 1000÷1200Tessitura minuta e portiroide: (Colonne della Basilica latedure. ponti. pavimentazioni. Presso Mongiove (Aosta). recipienti. Nero Nube Gazzaniga. Nero di Boves. Materiale non schistoso di grana fine. Valle di Susa. Lorenzo di Valdieri (CU). Calcare breccioide. 0. Rosa pallido e rosso mattone. Colonne. (Colonne della nuova Via Roma a Torino). 2. Tipo a frantumazione vasta.6 0.8 Lavori edilizi. 0. portuali. Verde antico italia di Chatillon Verde cipresso di Chatillon. Botticino Botticino Mattina e Botticino Calcare bianco. Costruzioni. si può otte. Varenna (Como) Nera. Cipollino verde di Valdieri. Id. Dal bianco al rosa carnicino puro o macchiata ed anche zonata di grigio. grigia. Gneiss di Bussoleno (o di S. edilizia. resistente. lavorabile. A circa 10 Km da Omegna (Novara). del Mottarone.0057 4000 Quarzite schistosa resistentis. Di varia tonalità.senza Ornamentazioni e macchie o vene. gialloLombardia dorata). Marmi di Valle Strona (Bianco grigio rosato. c. S. Versante orient. 0. Edifici. Costruzioni e rivestimenti. (Molte chiese della Lombardia). Boves (Cuneo).0011 1212÷1845Resistente. meno intenso. Colorazione complessiva Bianca grigia Più chiara della precedente.0006 718 1100 Scarsa produzione.6 2. Val Sesia (Vercelli). Cipollino dorato di Valdieri.0037 1521 1935 0. Costruzioni e rivestimenti. gallerie. opere monumentali (Duomo di Como). Serpentina verde scuro striata di bianco. Bianco di Musso. Bell'effetto decorativo. 2.6 2. Quarzite di Berge o Bargiolina. Costruzioni.003 1128 2. lavori funerari Scalinate.6 2. Valle Roja (Cuneo). c. Ornato.8 Peso Coef.I. Marmo di Varallo Marmo di Cassino Bardiglio di Valdieri.s. Costruzione e ornato. lav.0025 1639÷1892Munuto quarzioso. Lorenzo di Valdieri (CU). A seconda degli strati (bianchiccia. Id. Giallo rosea.rivestimenti. Id.0057 1471 0. A sud del lago di Orta (NO). ornati. Cervo (Vercelli) alla Balma: Campiglia S. Villarchiosso presso Garessio (Cuneo). Verde olivo. 2 2. Grigio).di Resistenza a specif. Diorite di Malanaggio (o Gneiss di Malanaggio). Graniti roseo e rosso di Baveno. bile. Scalini. c.r. Con sottili venature bianche macchie di colore marrone. 43 Manuale dell’Architetto . sima: inalterabilità chimica. del lago di Orta). per acidi. Sera (Brescia) Falde del Monte Fratte. poco lucidabile. monumenti. Giallo rosata con zone serpeggianti viola pallido. Id c.monte Camoscio (Novara). Saccaroide a grana minuta. lucidabile. lucidabile.0034 2000 Compatto. Ornato. Preglio) e nella Valle d'Antigorio (Novara). Regione Saint Denis presso Chambave. e orient. Gneiss di Luserna. Breccia policroma di Gozzano. lucidabile. Varallo (Vercelli).0021 0. Monte Bracco vicino a Saluzzo. alta e fondo azzurrognolo nella parte bassa. Largo impiego nell'edilizia (Palazzo delle Poste di (Na) Palazzo di Giustizia. Granito bianco di Alzo. A sud di Pinerolo (Novara). basi di monumenti. vasche. Civiasco. opere funerarie. Valle d. lucidabile. Cave di Massiola e Sambughetto. Con fitte zone di verde pallido. pavimenti. stipiti. Bianca con tenue colorazione carnicina e rosata. Costruzioni. (MI) Ornato. Monumento a Vittorio Emanuele in Roma). Verde di Varallo.7 Calcare cristallino lavorabile e lucidabile. Bianca venata. di facile lavorazione. Ornamentazione.s. imbibizione compr. varia nella bassa. Bianco-grigia.C. Sulla sinistra della bassa Val Chisone (Pinerolo). ornamentazioni. del Montorfano (Novara).6 2. S. pavimentazioni. lastricature. Sienite della Balma (o Granito della Balma o di Biella). lucida. abbastanza uniforme. ranense in Roma). Rosazza. grigia. Breccia di Arona. giallogna. Bianca e rosso cupo. c. Verde Champ de Praz (Verde damascato delle Alpi. muraglioni. A. Id.0007 1050÷1225Cristallino e compatto di varia grana. Media Val Toce. ornamentazioni. Ooropa. Diaspro rosso di Garessia. molto resistente alla gelività. Ricorda il verde greco tessalico. Alzo (sponda occid.

Fiore di pesco carnico. tonalità chiare. ziato di giallo al rosso fegato. ornamentazioni. .s. Id. Darfo.r. te da un reticolato sanguigno. Grana media.di Resistenza a specif.s. Pavimentazioni. Pavimentazioni stradali.s. Costruzioni in massello. Fedelino Ghiandone e Serizzo di Valmassino e di Vogogna. . Ricca produzione.I. Marmi di Chiampo: Valle di Chiampo. Costruzioni e ornato. Non facilmente lucidabile Conveniente impiego (Palazzo della Banca d'Italia a Milano). Macchie e rosse più ampie uni. Rossi di Verona: S. c. Marmi di Asiago: Presso Asiago e paesi vicini. Rosa vivace. Bacino inferiore occidentale del Lago di Como. Località dei giacimenti Colorazione complessiva Rispettivamente rosa variegato e bigia morata. Largo impiegno in esterni e interni di vari edifici. Biancastra. Breccia rosata. .Persichiono.Giallo fiammato. imbibizione compr. . . Porfiroide di Cuasso al Monte.MATERIALI EDILIZI MARMI E PIETRE Denominazione Onice dorato Gazzaniga Mrmi rosa e grigi della Val Seriana. Id. c. . Tra Folgaria-Mori ed Arco. Broccatello.Bianco venato. Trezzo sull'Adda e Brembate (Bergamo).Macchie rosse su fondo sanprino. Val Mera (Sondrio).l.Ceppo Gentile . perfett. Pavimentazioni. Id. Prevalgono i tipi bianchi e le .P. Può ricevere discreta lavorazione e fine levigatura senza giungere alla lucidatura.Chiampo porfirico. Ambrogio Valpolicella.Bianco unito. Valcamonica (Brescia). Porfido Rosso e Sanguigno di Introbio (Como) e Rogno Como.s. stipiti. 1700÷2200 Il primo a grana grossa. Gandino. Id. c. Porfido del Gleno. grigie. . Pietra di Moltrasio.Macchia di Verzegnis. kg/cm² Proprietà caratteristiche Ornamentazioni.Mandorlato. .Rosso porfido (porfido chiaRosa cupa con punteggiature ro scuro. Giallo imperiale. .s. Colore nerp tendente alla Paragone. Biemmo (BS) Rosso cupa sang. 2. Ornamentazioni.Ceppo Mezzano e rustico. Id. grossolana con ciottoli di diverso colore. A. Dubino (Sondrio). S. Calcare grossolano. vermigliato. . tenera o Pietra morta). Fondo bianco azzurrognolo e venature grigio piombo ben marcate. Scherbina e Sesana (Triestre). Grazzana Valpantena. il secondo più fine e talora tabulare. . Neri del Carso: . Calcari cristallini bituminosi.Nero nube. c. Diorite della Valcamnonica. Marmi di Verzegnis: Cima Lavinzola (Udine). Id. Torre S. Marmi colorati del Trentino .Brecciato (Brescia orientale Tonalità che passano dal rosso rosa. . Id. Pavimentazioni (Milano). c. Angolo. Serpentino della Val Malenco Chiesa e Lanzada (Sondrio). Presso il paese omonimo (VA) Granito rosso porfiroide. paglierine. scale e pavimenti. Veneto Marmi di Lasa: Presso Lasa.Corallino.Mandorlato Macchie più chiare e fondo più tenue. Peso Coef. con poco ciottolame. fattura lucente. dal rosso screGarda).E. venature.Giallo .Madreperla delle Alpi. (Bergamo). Serpentino di Sondro. 44 Manuale dell’Architetto . Portali. colonne ecc. Id. rivestimenti. molto resistente.Biancone. Rosa dei al rosso vivo. c. Caspoggio. Mori.Chiampo perla e Chiampo Tinta lattea generalmente senza perlato. Usato per le costruzioni di muratura della lombardia.685 840 Struttura nodulare. Resistente agli agenti atmosferici. Tonalità chiare.s. Ca. c.Statuario Corrente. rosso vivace.Nero Unito. Id. Impiego anche decorativo. Pietre di Viggù e di Saltrio. Pavimentazioni. Forni . c. Selva di Pragno. Ardesio (Bergamo). Id. . guigno. Granito di S.s. avana. Grana fine. (esportazione. Costruzioni e ornato. Voltri. 2700 Granitoide ad alta resistenza. Aspetto legnoso. fiorito. Rosa e rossiccia con macchie e vene bianche. Ceppi di Trezzo d'Assa e di Brembate: .Broccato. Bianca con poche e chiare venature. o griglia ver. Calcare cristallino a struttura saccaroide.s. lucidabile. . grana piuttosto grossa. Usato per costruzionei.s. Marino. Strutt. Rivestimenti esterni. Pietra da taglio e lavori semidecorativi.Lumachella gialla. A punteggiare color . bianche. Id. Marmi di Bellunese: . . c. Varie località della media Nera punteggiata di bianco.Rosso di Fai. Viggù e Saltrio (Varese).Statuario Superiore. Valle omonima e presso Vogogna (Sondrio). Gradini. c.C. Pietra di Vicenza (o Pietra Molte località dei Colli Berici. c. Produzione limitata.Nocce radica.s. .s. . c.s. e di Como. Id. detto anche Cave del Vallone (Triestre). elevata resistenza alla gelività.

Fondo rosso-sanguigno con inclusioni verdi e reticolato bianco di calcite. Grigio-azzurra. Grigio cilestrina. Pola). fine) lastricati stradali (gr. Cappella. Porfidi. kg/cm² 1600 Non porosi. Arenarie. Carrara è il centro principale. Assume un bel polimento. gialli e grigi con cemento viola scuro. Ottima qualità. Chiaro. pavimentazioni.l. Id. Liguria. 1080÷1210 1335÷1593 Piccole escavazioni. rivestimenti. Ornato e costruzioni. Grana fine e grana grossa. dorate o giallo-rosa. Fondo giallo-avorio con macchie e vene violacee e verdastre. c.s. Trachite. resistente lu. . ornato. Struttura saccaroide. Varie località della Liguria orientale. ecc. Colli Euganei. c. Bianco e Nero di La Spezia. Trentino Aldo Adige. Giallo-roosa o rozzo-carnicina. Pegli. variamente venati con toni più o meno cupi. Cogoletto (Genova). Fondo più chiaro del preced. Fondo statuario con screziature rosso-violacee. Adatto per grandi lavori. Basamenti.pavimentazioni. Macchiata ecc. c. Id. Grana fine e compatta aspet. Carrarese e Versilia. cidabile. a macchia fine).di Resistenza a Proprietà caratteristiche specif. Colorazione complessiva Generalmente grigiognoli con fossili bianchi e neri. Rivestimenti.Breccia Capraia. Arenarie: . Fondo grigio chiaro con sottili venature grigio nere. Toscana. Inclusi bianco-giallastri o azzurrignoli e cemento dal violaceo al roseo. Montieri. id. . Versilia. Monte Corchia. Corchia nella Versilia. Fondo bianco rosato e venatura rosso-violacee. Poco impiegato.47 Aspra al tatto. A. Svariati usi nell'edilizia e altrove. Fondo cupo a macchie gialloPortovenere (La Spezia). Rosso di Roccalbegna (o Rosso Paese omonimo (Grosseto). Conveniente impiego Rivestimenti interni.Pregiato per la colorazione. Ardesia. Duino. Lavori architettonici (gr.). Acquasanta. (Ponte di Via XX Settembre Genova). grossa). Presso Gavorrano (Grosseto). Il B. Pietralavezzara in Valpolcevera. . Varie località del Carrarese. Scavata in varie località. Elementi bianco arancio.s. to ceroide. Peso Coef. Paonazzo. Paonazzetto. Portasanta. Verde chiara con grosse vene bianche. no zonato. imbibizione compr. Grana ceroide. Id. tessitura granulosa. Pietra di Voltri. 1120÷1520 Molto apprezzabili. Dura e tenace. Usi decorativi. della Versilia. Nero Montieri. . Edilizia Rivestimenti interni. . Arabescato.7 0. Varie località del Carrarese e del Massese. Croce. Interni. Cipollini (Zebrino Arni. . Imperiale è a grana fine. Rosso di Levanto.Skyros d'Italia. Molto salda. Nel Massese e nel Carrerese. S. Pavimentazioni. Montagnola senese. più usi scultorei. Portoro (Portoro a macchia grande. Straordinaria bianchezza. Fior di Pesco o Persichino.I. Fiorita. Elementi bianchi rosa e gialli con pasta viola-roseo. Sgonigo. Compatta. Rosso carico sfumato in carniciperlato Amiata). Località omonima. oggetti artistici.Pietra forte. Colorazione zonata giallo rossastra. Monumenti.C. Bardiglio TigratoPortoro. Bianco Altissimo. Orsera (presso Parenzo.Rosso violaceo Giallo di Siena Località dei giacimenti Aurisina (Trieste). c. del Cardoso Verde Apuano.).Rosso unito.Breccia Stazzema. limit. Versilia. Ornato e pavimenti interni. grana più o meno fine. Alabastra calcareo (o Stalattite gialla e rossa del Carso). Molto adatte alla lastricatura. resistente. Monte Vergé (La Spezia). dura. lucidabile. Violacea.Decorazioni. Materiale pregiato. a volte a fondo grigiomarrone e macchie azzurre. cementate da silice. lucidabili. pavimentazioni. Varie località in provincia di Genova. Nella Versilia. 1067 Omogeneità e purezza. Brecce e Mischi: . Fondo statuario annuvolato e macchie grigie.s. Ottime. Uso edilizio e lastricature. Regione Apuana: Bianco chiaro.E. c. M. 915÷918 Ornato. Statuario (Polvaccio. Id.r. Marmi di Camaiore: . ai Lecci. 2. Resistenza alle intemperie. Fondo cinerognolo e macchie grigio scure e nere. Uso decorativo. 2. Grigia. Arnetola (Lucca). Imperiale. Galluzzo e Regello (Firenze). Orsea (vari tipi: BiancoAvorio). pavimentazioni Monte S.00068 995÷1390 Caratteri e aspetti secondo località. molto apprezzato. 542÷736 Compatta Vivace effetto policromo.s. Persichino di Nava. Nera o grigia con macchie e vene biancastre.Breccia Corchia. Bianco-grigia. Scaglia). Camaiore (Lucca). c. Paese omonimo. violacee e verdastre. resistente alle intemperie. Cave Carraresi. .Breccia Medicea.MATERIALI EDILIZI MARMI E PIETRE Denominazione Marmi di Aurisina (qualità vaire: Chiara. Tinta classica con sottili vene nere.Pietra serena o macigno. Bardiglio Fiorito. A chiazze bianche e rosee irregolari con piccole vene dal grigio al paonazzo. Metato. Verde Polcevera. 45 Manuale dell’Architetto . rosso bruna. Ottimi per la scultura.Rosa corallo. Pietra di Finale. Granitella. Decorazioni interna. rosso grigia-rosa. Bardiglio (Comune. Id. Id.s. Grigio cupa e venature gialle. Pavimentazioni stradali e costruzione. dura. Aurisina. Dal bianco cinereo al verdognolo con zonature verdastre. Grigio cupa o quasi nera. mobilio. Finale Ligure (Savona). e macchie fini. Impiegato diffusamente. Produz.s. Muzzerone. Visogliano. Ornato.P. Tendenza grigiastra.

Marmi di Vitulano: . Marco di Aluzio. Lastricatura e piccoli oggetti. Bianco giallastra. Granuloso. Isola del Giglio. M. consistente Impiego limitato. Pisticci. Id. Id. Marmi grigi e neri. Pavimentazioni. Trachite. di Bari. 50÷150 Spugnosa. corallini Diaspri (vari colori). Presso Subiaco. c. Poroso. Edilizia colonne.Costruzioni. Giallastra. Pozzolana. Pietra di Giocia del Colle.Uria rossa. Edilizia. Sicilia Rosso Alcamo. Fine e compatto. Polimentabile: in grandi blocchi. Isola S.MATERIALI EDILIZI MARMI E PIETRE Denominazione Alabastro agata. Pietra di Subiaco o Affilana. Marche Arenarie. Secchetto e Grottamargherita (Campo). Pietrame da taglio e per calce.) Calcare bianco. Prov. Id. perlato. Lava. Grana uniforme. Incoerente. Lecce. Id. 46 Manuale dell’Architetto . Rivestimenti interni di chiese e palazzi. Avezzano. M. (Matera) Vulture. Lavorabile. Pr.r. Media tenacità e resistenza. Numerosissime cave. Colorati del Gargano: .Palombino. violacea. Pomice. Catanzaro. Etna. Varie località. statue. so. Ornato e costruzioni. omogeneo. Travertino.l. Vito. Amantea. Trachite. Calcare Rosso. lavorabile. Teramo e Campobasso.s. Calcare semicristallino. Lave. basdura. Uso edilizio. Pietre del Molise. Arenaria. Prov. Taormina e S. Presso Catanzaro. Pietra di Trani (Puro. Pietra Misca dell'Erice.P. Prato (Cave del Monferrato). Prov. Bari. Pozzolana. Uso edilizio. c. Verdi di Gimigliano. Prov.Usato largamente. c. Giallo rossa. rabile. Rossa venata di bianco. Edilizia e lastricature. Tufo Piperino. Bacoli. Di difficile segatura. Industria pietre dure. Abruzzi e Molise. Lucidabile. Edilizia. non lucidabili. Dal bianco latte al grigio giallognolo. Monte S. Giallo Segesta. Costruzioni e lastricature. Tolfa e Vito. Tende al giallognolo. Roccastrada. Lucidabile. Granito del Giglio. rosea.s. Puglia.opere funerarie. Costruzioni e pavimentazioni. Marmo di Avezzano. e resistente. Colorazione complessiva Calore e venatura simile all'agata. Grigie e verdastre. Piccole dimensioni. Umbria. Rapolano (Siena). Sarfegna Calcarini arenacei e calcari Presso Cagliari. Varie colorazioni. Isola Lipari. Compatto e facilmente lavo. Tufo giallo.di Resistenza a specif. Sassari. Pr. Numerose località. Alcamo (Trapani). Lave.s. Porfidi di Catanzaro. In grandi dimensioni. Castigliori d'Orcia. Piobbico (Pesaro). ornato. Graniti. Pietre di Lecce. Abrasivo. Ornato. Tra le Murge e l'Adriatico. Coostruzioni e lastricature. Rosso pallida con venature bianche. Materiale da taglio e costruzioni. Grigio cenerina. Conveniente impiego Ornato. Pregio decorativo. Edilizia. Pesaro. Cottanello (Rieti). Marmo di Cottanello. Calcare leggermente spugno.s. Grigia con macchie bianche. Tufo litoide. Ornato. Campania. Pavimentazioni stradali (Monumenti napoletani). 1500 757 1383 Compatto. Giallo passerino rameggiata. Poco utilizzati. facilmen. compatto. Per costruzioni e materiale da taglio.I. Leggero e resistente. Prov. Rosso cupa. c. Verde con vene bianche. Ondagato. criPietra da taglio e da rivestistallino. Bianca. monumenti pavimentazioni. Ornato e costruzioni. Malte resistenze. Napoli. resistente. ecc. Materiali da costruzione.s. c. Costruzioni. Brindisi Diffusissimo. Travertino. Conglomerato vulcanico. Pietra di Bisceglie. Monumenti. Costruzioni. Bianco giallastra. leggera. poroso.Di largo uso nelle costruzioni. Edilizia. cinerea. Costruzioni. c. Rosso Fiorito di S. Prov. c. Paperino.C. Quarto e Monte Olibano (Napoli). Varie.s. Oficalci verdi di Corica o di Amantea. Vitualno e Cautano (Benevento). Costruzioni. Costruzioni. Resistenti. Verde di Prato. Versanti ionico e tirrenico della Calabria.E. Fondo rosa chiaro. Fondo grigio con macchie più scure. Varie colorazioni. Malte aeree e idrauliche. Pietro. mento. Taranto. Campobasso. Cave tra Trani e Andria. edilizia. lavori portuali. kg/cm² Proprietà caratteristiche Resistenze alle intermperie e lucidabile. Granito dell'Elba. Peso Coef. Fondo rosa chiaro. Vulture. Erice (Trapani). . Bianco giallastro. Giuliano (Trapani). te lavorabile. Abbadia S.s.s. Tufo Mazzaro Gentile. Composizione e strutture varianti da luogo a luogo. Travertino. S. Margana (presso Segesta). Verde scura. Catania e Siracusa. leggero. lavorabile. sorilievi. Lave. Trachite. Id. costruzioni. Id.Uria grigia. Granito di Terranova Pausiana. Bell'effetto decorativo. Salvatore. Bianchissima con rare macchie grigie. Id. imbibizione compr. Lasticatura. Poco utilizzati. Bianca uniforme. di Procida. Pozzolana. Gimigliano (Catanzaro). Pietra da taglio. Calcari rosati di Catanzaro. Poroso. Pozzolana. Lucania Marmo e Breccia di Pisticci. Come il Fior di Peso. c. Località dei giacimenti Comune di volterra. Malte aeree e idrauliche. Calabria. ecc. Ancona ed Ascoli. 525 Grigio scura. Id. Pietra da taglio e pavimentazioni. Basalto. A. Biancastra. Pavimentazioni. Cocciolato. Granito della Maddalena.

r.60 Larice 850 400 0.C. 47a Manuale dell’Architetto .3 0.8 0.2 7.5 Elasticità Flessibilità σ r kg/cm² 650 250 40 0.73 Betulla comune 0.69 Noce Nome volgare Provenienza Polibilità Carpenteria Infissi Avvolgibili Nazionale Europea Esotica Facilmente polibili Difficilmente polibili Lavori correnti Lavori speciali Interni Esterni Comuni Di lusso Comuni Di lusso Scale e parquet Mobili A.67 Abete Dougl.44 Abete Bianco 0.1 2.75 Cirmolo Faggio crudo Farnia 900 450 0. Abete rosso Acero Betulla comune Castagno Cerro Ciliegio Cipresso Cirmolo Faggio crudo Farnia Frassino Gattice Larice Melo Noce 0.50 Gattice 800 350 45 0.I.25 4.6 5.74 0.4 10.62 Cipresso 1050 400 85 0.MATERIALI EDILIZI LEGNAMI Nome volgare Ritiro Plasiticità Assiale Radiale Tangenziale Plastici al più alto grado Discretamente plastici Elastici al più alto grado Molto elastici Sufficientemente elastici Poco elastici Molto pieghevoli Pieghevoli Mediocremente pieghevoli Poco pieghevoli All'aperto Resistenza Nell'acqua Al coperto Imbarcano abbastanza Imbarcamento Imbarcano poco Imbarcano pochissimo Molto duro 1000÷1500 kg/cm² Duro 651÷1000 kg/cm² Durezza Medio duro 501÷650 kg/cm² Tenero 351÷500 km/cm² Tenerissimo < 350 kg/cm² Brevissima Durata Breve Durevoli Durevolissimi Trazione Compressione Taglio Peso specifico (stagionatura all'aria) Abete Bianco Abete Dougl.83 Cerro 0.62 Castagno 0.P.l.47 0.4 4.74 Frassino 0.44 Abete rosso 0.2 5.E.66 Ciliegio 0.4 6.53 Acero 0. 700 300 40 0.79 Melo 0.5 0. S.

La plasticità è tanto maggiore quanto più distintamente risultano riprodotti i disegni dello stampo e minore è lo sforzo di compressione che si deve esercitare.56 Ontano nero 800 450 0. sottoposto a compressione in direzione normale alle fibre per parte di un corpo resistente ed esteso.C.3 4. cessata che sia l’azione deformante ed è definita dal valore della sollecitazione unitaria oltre la quale il legno rimane permanentemente deformato.MATERIALI EDILIZI LEGNAMI Nome volgare Ritiro Plasiticità Assiale Radiale Tangenziale Plastici al più alto grado Discretamente plastici Elastici al più alto grado Molto elastici Sufficientemente elastici Poco elastici Molto pieghevoli Pieghevoli Mediocremente pieghevoli Poco pieghevoli All'aperto Resistenza Nell'acqua Al coperto Imbarcano abbastanza Imbarcamento Imbarcano poco Imbarcano pochissimo Molto duro 1000÷1500 kg/cm² Duro 651÷1000 kg/cm² Durezza Medio duro 501÷650 kg/cm² Tenero 351÷500 km/cm² Tenerissimo < 350 kg/cm² Brevissima Durata Breve Durevoli Durevolissimi Trazione Compressione Taglio Peso specifico (stagionatura all'aria) Olmo Ontano nero Pero Pino giallo Pino silvestre Pino loricuto Pioppo Platano Rovere Quercia 0.l. A. Elasticità .1 2.84 Pero Pino giallo 900 350 0.È la attitudine che hanno i legnami a curvarsi quando la dilatazione o la contrazione avvengono da una sola parte. che assume in negativo la forma dello stampo.r.2 4. si deforma permanentemente su tutta la superficie compressa.53 Pino silvestre Pino loricuto 550 250 0. conservando la deforamazione senza rompersi quando cessa la forza piegante.P.È rappresentato prevalentemente dalle variazioni di volume del legno nel passaggio tra ambienti a diverso grado di umidità.1 0. Durezza .È la proprietà per la quale il legno.67 Olmo 950 450 0. 47b Manuale dell’Architetto .3 3 6 0.6 6.3 7 Elasticità Flessibilità σ r kg/cm² 900 350 75 0.I.64) premuto normalmente alla superficie in esame.3 2.99 Quercia Nome volgare Provenienza Polibilità Carpenteria Infissi Avvolgibili Mobili Nazionale Europea Esotica Facilmente polibili Difficilmente polibili Lavori correnti Lavori speciali Interni Esterni Comuni Di lusso Comuni Di lusso Scale e parquet Ritiro .Si definisce come l’attitudine del legno ad opporsi alla penetrazione di altri corpi.42 Pioppo 0. Si è assunta come misura della durezza del legno la resistenza che esso oppone alla penetrazione di un corpo estraneo (una sfera di acciaio temperato con r=5.E.È la proprietò dei legnami di curvarsi o torcersi oltre il limite di eleasticità. Plasticità .5 0. S. Flessibilità .62 Platano 0. Imbarcamento .75 0.74 Rovere 950 400 75 0.È la proprietà per la quale il legno riprende la forma primitiva.

per tavolame parallelo e prismato è imposto un sovraprezzo.5÷12 variazioni di prezzo in dipendenza della lunghezza di smusso in tre gruppi (100÷200. testa a per lunghezze >400 per ogni metro e frazione testa di metro è imposto un sovraprezzo.5÷4. Pino Tavolame 400 16 in più 2. C=1°assortimento netto. tollerato in 10% in lughezza inferiore a 100. B=per avio lunghezze magg. (per ogni metro e porzione di metro) e per travi a spigolo vivo è imposto un sovrapprezzo.5.E.5. lavorato a spigolo vivo aumento di prezzo del 10%. montagna Tavolame evaporato refilato e 200 in più 20 ~ 2. A=per avui da cm 10 in più. F=2° assortimento and.5 in più per spessore di 2 cm e larghezze da 8 a 15 cm silano è imposto un sovraprezzo.8 Toscna 120 in più Piemonte 100 " " Travatura asciata da costruzione dimensioni d'uso (Lazio e Abruzzo) Travicelli grossolanamente 250÷300 8÷12 8÷12 valutazione a pezzzo.r. Travatura tipo Trieste=travatura asciata. Corto (bottolame) Travi segate a spigolo commerciale Smezzole e fettoni a spigolo commerciale Smezzole o fettoni (segate con smusso tipo costr. Faggio e Tavolame naturale non refilato 200 in più 20 ~ 2. per lunghezze sup.) Travature uso Triestre (sostacchine) Morali e mezzi morali Listelli 400 100÷375 400 16÷13 13÷16 e maggiori (oltre) 400 4÷8 4÷8 200 1 2÷3 400 1.qualsiasi provenienza e pezzature varie. D=1° assortimento netto. A spigolo commerciale=tolleranza di smusso. 200÷400.MATERIALI EDILIZI LEGNAMI Essenza Abete Tipo pezzatura Tavolame (conico.2÷1. E=2° assortimento.5 in più Castagno Tavolame: Campania 100÷350 Lazio Abruzzi 200÷300 25 ~ 5. 5. I=assortimento tombante o in monte. L=netterello da cm 8÷16 400 600 400 600 400÷900 8÷10 8÷10 20 10÷20 A. 6 8÷15 da 8 in più fino a 20 2.3.l. Morali 400 6 6 600 10 10 Pino silves. D=1° assortimento. 48 Manuale dell’Architetto .7÷10 non refilato Tombante=o in monte .7÷10 tolleranza del 20% sotto i 200 di lunghezza e Ontano di sovraprezzo per merce refilata. con variazioni di 2 in 2 cm. Testa a testa=tolleranza di smusso. Tavolame conico 400 16 in più Pioppo Tavolame non refilato commerciali 14 in più 2. 4. Netterello=misure ridotte comprese tra 8÷16 in larghezza.I. S. Travatura asciata uso Triestre da 400 in più sezioni commerciale in monte Travi e bordonali segati od 400÷800 12 in più 12 in più asciati a spigolo vivo. 400 e più) e in dipendenza dello spessore in due gruppi (2. H=4° assortimento. parallelo e prismato) Lunghezza 400 Dimensioni in cm Larghezza Spessore A da 16 in più 2.2.5. sottomisure.2.7.5 2÷10 2÷5 3÷10 Travetti con smusso tipo 250÷600 6 8 da costruzione 10 12 Larice Si trova in commercio nelle stesse pezzature dell'abete.6. 3. salvo che non si trovano listelli e travetti e gli spessori inferiori a 2 cm nel tavolame e non esiste l'assortimento per avio. G=3° assortimento.P.3 da 1 in più fino a 20 Note B C D E F G H I L Per lunghezze superiori e per spessori <o> di quelli segnati. squadrati Passoni o fette 200 Cirmolo Tavolame rifilato con tolleranza 100÷400 12 ~ 2.C. per sezioni superiori a quelle segnate. 5÷12). m4.

00 2.00 186 217 327 382 523 610 785 916 1123 1310 1546 1803 2054 2397 2669 3114 3389 3954 4234 4939 5194 6059 6259 7302 7498 8747 8851 10326 10435 12174 12115 14134 14026 16363 16685 19466 19536 22792 22800 26600 26362 30755 34541 40298 44410 51811 10.3 t Peso Sezione Kg/m p cm² s Momento di inerzia cm4 Jx 77.00 372 435 655 764 1046 1221 1571 1832 2246 2621 3091 3606 4109 4794 5338 6227 6778 7907 8465 9878 10387 12118 12518 14605 14995 17494 17702 20653 20870 24349 24230 28269 28051 32726 33370 38931 39072 45584 45600 53200 52723 61510 69082 80595 88819 6.0 215 21.1 41.0 125 10.1 25.3 18.00 207 241 364 424 581 678 872 1018 1248 1456 1717 2004 2280 2663 29625 3460 3765 4392 4704 5483 5770 6732 6948 8113 8330 9772 9835 11474 11995 13527 13461 15705 15584 18181 18538 21628 21707 25324 25333 29556 29291 34173 38379 44775 49344 57568 9.4 14.1 12.0 39.4 21.C.2 47.50 532 621 935 1091 1495 1744 2244 2618 3209 3744 4416 5152 5869 6898 7625 6848 9682 11295 12095 14111 14838 17311 17883 20863 21421 24992 25289 29504 29815 34784 34615 40384 40073 46752 47671 55616 55817 65120 65143 76000 75319 87872 98688 4. per portate da 1 a 10 metri.34 10.1 9.7 20.0 107 155 14.1 15.0 170 16.0 131 11.7 170 327 572 934 1444 2138 3055 4239 5735 7575 9785 12490 15670 19580 23980 29210 36930 45790 56410 68650 98950 138800 Jx Momento di inerzia cm4 Modulo di resistenza cm4 Wx 19.1 36.0 27.in mm P=peso in Kg/m s=sezione in cm² Jx=momento d'inerzia rispetto all'asse x in cm4 Wx=modulo di resistenza in cm³ DIMENSIONI H 80 100 120 140 160 180 200 220 240 260 280 300 320 340 360 380 400 425 450 475 500 550 600 Profilo 80 100 120 140 160 180 200 220 240 260 280 300 320 340 360 380 400 425 450 475 500 550 600 H B 42 50 58 66 74 82 90 98 106 113 d 3.50 127528 4.9 27.5 8. H.00 233 272 409 477 654 763 982 1145 1404 1638 1932 2254 2568 2996 3336 3892 4236 4942 5292 6174 6492 7574 7824 9128 9372 10934 11064 12908 13044 15218 15144 17668 17532 20454 20856 24332 24420 28490 28500 33250 32952 38444 43176 50372 55512 64764 8.P.8 117 161 214 278 353 441 541 652 781 922 1087 1262 1461 1738 2035 2375 2746 3598 4626 Wx Modulo di resistenza cm4 1. sezioni.2 31.9 8.3 178 17.94 7.1 54. pesi.1400 kg/cm² B Profilo 5.00 115136 100744 126885 111024 14832 3.5 11.50 5.50 414 483 727 849 1163 1356 1743 2036 2496 2912 3434 4007 4565 5323 5930 6918 7530 8785 9407 10975 11540 12464 13908 16226 16660 19436 19669 22948 23189 27054 26922 31410 31168 36363 37077 43256 43413 50649 50667 59105 58581 68345 76757 89550 98688 5.I. appoggiate orizzontalmente ai due estremi.5 76.00 10.6 7.9 5.7 143 13.7 13.2 18.1400 kg/cm² DISTANZE TRA GLI APPOGGI IN METRI DIMENSIONI A.5 17.2 9.0 19.00 Carico uniformemente ripartito in kg per carichi di sicurezza di 1200 Kg/cm² .0 77.r.00 7.9 7.7 6.3 68. movimenti d'inerzia a carichi uniformemente ripartiti che possono sopportare le travi di profilo normale.7 137 12. B.00 8.00 621 724 1091 1273 1744 2034 2618 3054 3744 4368 5152 6011 6847 7989 8895 10378 11295 13177 14111 16462 17311 20195 20843 24339 24992 29157 29504 34421 34784 40581 40384 47115 46752 54544 55616 64885 65120 75973 76000 88667 87872 DISTANZE TRA GLI APPOGGI IN METRI 3.00 2.4 B d t 104 132 115 147 128 163 141 179 166 212 119 254 p Kg/m Peso s cm² Sezione 227920 113960 228000 114000 266000 133000 263616 131808 307552 153777 345408 172704 402976 201488 444096 222048 518112 259056 123021 102517 138163 115136 161190 134325 177638 148032 207245 172704 3. 49 Manuale dell’Architetto .0 200 19.5 5.00 9. S.4 34.1 97.0 30.2 24.2 69.2 8.6 92.9 22.00 310 362 545 636 872 1017 1308 1527 1872 2184 2576 3004 3424 3995 4446 5189 5646 6589 7056 8232 8653 10095 10432 12166 12491 14579 14752 17211 17392 20290 20192 23557 23376 27272 27808 32443 32560 37987 38000 44333 43936 51259 57568 67163 74016 86352 6.6 14.t.4 21.3 23.0 86.6 32.00 2.5 81.1 5.3 61.5 118 163 15.9 61.57 6.4 8.7 11.2 33.l.9 4.9 10.2 46.50 3.6 185 18. d.2 54.5 17.5 84.MATERIALI EDILIZI PROFILATI METALLICI r d H Tabella delle dimensioni. .1 14.00 2.E.3 26.9 53.3 119 10.50 1862 2173 3274 3819 5232 6104 7853 9162 11232 13104 15456 18032 20544 23968 26688 31136 33888 39536 42336 49392 51936 60592 62592 73024 74976 87472 88512 103264 104352 121744 121152 141344 140256 163632 166848 194656 195360 931 1087 1637 1910 2616 3052 3927 4581 5616 6552 7728 9016 10272 11984 13344 15568 16944 19768 21168 24696 25968 30296 31296 36512 37488 43736 44256 51632 52176 60872 60576 70672 70128 81816 83424 97328 97680 745 869 1310 1528 2093 2442 3141 3665 4493 5242 6182 7213 8218 9587 10675 12454 13555 15814 16934 19757 20774 24237 25037 29210 29990 34989 35405 41306 41741 48698 48461 56538 56102 65453 66739 77862 78144 91168 91200 106400 105446 1.00 Carico uniformemente ripartito in kg per carichi di sicurezza di 1200 Kg/cm² .00 266 310 468 546 747 872 1122 1309 1605 1873 2209 2577 2936 3425 3814 4449 4839 5650 6050 7058 7422 8659 8944 10435 10714 12496 12645 14752 14907 17594 17307 20192 20037 23376 23835 27080 27909 32560 32571 38000 37659 43936 49344 57568 63442 74016 7.0 149 13.00 466 543 819 955 1308 1526 1963 2291 2808 3276 3864 4508 5136 5992 6672 7784 8472 9884 10584 12348 12984 15148 15648 18256 18744 21868 22128 25816 26088 30436 30288 35336 35064 40908 41712 48664 48840 56980 57000 66500 65904 76888 86352 4.8 6.00 115136 103622 4.8 16.

26 14.0 20.5 87.0 Valori statistici rispetto all'asse x-x Jx=cm4 Wx=cm³ 1520 217 1900 253 2630 329 3830 426 5950 595 8050 11690 13300 15050 20720 25760 32250 36940 45120 50950 60640 732 974 1060 1160 1480 1720 2020 2170 2510 2680 3030 TRAVI AD ALI LARGHE PARALLELE r (TRAVI GREY-DUFFERDINGEN) X h s b t PROFILATI A x SERIE NORMALE r=t R1=0.0 8.0 10.69 Sezione della trave cm² 8.72 0.0 153.0 7.3 53.1 20.5 6. .65 10.0 Peso kg/m 34.0 150.0 10.0 22.33 0.32 10.77 4.03 11.5 4 4.1 94.2 12.0 14.80 27.21 7.9 118 179 1.9 46.5 3 Sezione cm² 1.5 10.94 10.1 111.74 5.4 1.268 1.380 0.39 4.5 10.28 0.07 26.78 12.9 41.802 2.50 8.5 r2 1 1 1 1 1 1.0 13.0 18.62 8.0 5.2 37.0 7.581 0.0 14.5 4 4.1 7.9 26.l.0 209.45 6.5 2. S.5 9.88 5.7 86.4 24.1 60.09 19.1 24.0 135.0 121.0 9.2 15.3 16.0 6.26 2.4 33.9 71.8 Peso kg/m 4.0 20.5 + arrotondamento al ½ mm Dimensioni in mm Profilato 3.853 1.29 9.99 3.5 5 5.7 13.12 1.7 91.66 4.0 Peso per metro kg 6.1 17.23 14.3 48.0 30. Dimensioni mm Valori statici Peso rispetto asse x-x kg/m ex .0 32.B.26 1.0 t 7.MATERIALI EDILIZI PROFILATI METALLICI b/2 s h t b Profilato P 14 15 16 18 20 22 24 25 26 28 30 32 34 36 38 40 h 140 150 160 180 200 220 240 250 260 280 300 320 340 360 380 400 Dimensioni in mm b 140 150 160 180 200 220 240 250 260 280 300 300 300 300 300 300 s 8 8 9 9 10 10 11 11 11 12 12 13 13 14 14 14 t 12 12 14 14 16 16 18 18 18 20 20 22 22 24 24 26 Sezione S=cm² 44.79 2.0 174.5 106 205 364 605 925 1354 2911 2691 3599 4824 6276 8028 17.4 91.39 1.cm³ 0.93 2.23 2. 50 Manuale dell’Architetto .0 5.0 194.0 137.3 50 6.0 10.3 h 30 40 50 65 80 100 120 140 160 180 200 220 240 260 280 300 b 33 35 38 42 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100 s 5.67 7.66 1.50 Psaao Momento Momento dei nodi d'inerzia d'inerzia P Jx Wx mm cm4 cm³ 471 384 48 612 850 85 754 1608 134 848 2744 196 942 4336 271 1036 6714 373 1131 9880 494 p l X b x s TRAVI STIRATE TIPO TNS (da 1 a 2) N.5 13.4 65.0 6.0 116.96 3.718 0.66 5.77 0.90 35.2 2.1 Valori statistici rispetto all'asse x-x Jx=cm4 Wx=cm³ 6.0 164.52 4.5 8.5 35 6.0 10.5 45 6.5 2 2 2 2.09 1.2 37.35 5.2 45.5 11.0 16.0 144.Le misure indicate nella presente tabelle.5 2 2 2.1 24.29 11.64 2.9 21.C.0 25.16 8.5 74.05 12.12 1.0 40 6.0 11.5 6 7 8 9 10 11 r1 1.5 9.484 1.3 17.0 Sezione S=cm² 5.18 22.6 rp s x ex r b PROFILATI A T SERIE NORMALE h/2 x r1 b/4 Profilato 20 25 30 35 40 45 50 60 70 80 90 100 b=h mm 20 25 30 35 40 45 50 60 70 80 90 100 s=t=r 3 3.0 7.90 6.0 18.0 8.0 10.5 5 5.9 18.8 9.6 37.4 44.0 28.9 22. dedotta dal catalogo generale dell'Iva.6 64.9 A.6 13.0 4.5 17.0 7.0 7.0 192.8 51.3 58.09 8.4 116 150 191 245 300 371 448 535 Altezza trave normale cm 8 10 12 14 16 18 20 Altezza Larstiraghezza mento briglia b cm mm 16 42 20 50 24 58 28 66 32 74 36 82 40 90 Dimensione traliccio mm l s 25 5.27 4.5 1.5 Sezione briglia cm² 3.8 113.48 3.8 82.5 8.47 2.4 16.0 5.5 41.0 16.4 58.5 3 3 3.0 7.23 8. non sono impegnative.0 24.9 55 7.59 7.0 121.0 15.0 171.r.0 5.3 29.12 9.P.0 12.878 0.I.46 15.5 8.cm4 Wx .6 13.E.0 26.6 57.0 154.7 26.0 28.96 3.94 12.863 0.5 12.44 6.0 30 5.cm lx .4 42.6 17.

94 3.92 10.40 41.78 4.07 13.86 3.30 26.70 26.11 15.500 63.4 7.45 1.04 2.74 2.40 3.050 52.28 9.31 4.85 2.03 11.10 16.100 35.5 4 40 4.950 22.20 25.56 4.57 2.85 7.90 30.355 0.900 34.37 5.48 0.10 3.50 31.40 1.86 7.05 12.70 10.59 6.80 19.90 14.30 7.10 Sezione S cm² 1.5 75 8 80 9 90 10 100 11 110 12 120 13 130 14 140 15 150 A. S.74 5.23 9.575 1.51 3.400 33.00 40.42 1.00 25.400 10.42 3.450 18.08 10.80 19.300 29.555 6.275 4.36 1.50 72.30 11.00 805.150 17.000 d L ANGOLARI A LATI UGUALI PROFILO NORMALE M L 2 2.00 235.50 2.80 0.40 35.68 17.500 88.79 8.315 12.600 12.41 68.38 9.60 4.14 3.64 8.00 137.50 445.90 2.03 11.00 949.77 5.00 87.90 5.125 11.40 29.70 33.10 17.000 78.60 23.30 5.76 3.85 2.500 81.29 2.50 4.49 9.5 55 6 60 6.950 39.00 280.40 11.27 3.195 17.42 7.70 22.00 82.855 2.200 9.50 638.400 46.50 158.050 14.60 3.87 5.500 58.20 22.050 24.00 0.17 14.00 3.00 177.15 6.13 1.10 7.2 103.950 13.75 5.67 3.P.30 31.38 0.00 9. 51a Manuale dell’Architetto .850 12.34 4.395 22.85 8.C.80 20.000 65.38 6.5 65 7 70 7.445 1.15 4.80 4.17 9.50 14.98 13.950 21.050 10.185 4.30 45.78 2.69 9.11 2.45 1.30 35.50 7.85 14.23 10.00 845.90 40.08 4.700 10.00 230.10 29.P.02 7.95 6.42 2.50 18.77 1.00 604.450 15.34 11.38 4.00 45.90 27.12 1.5 3 3.20 30.550 25.12 1.00 207.66 5.20 10.03 4.00 540.60 35.70 21.55 3.00 319.91 9.30 4.650 29.80 2.21 5.64 6.07 11.60 16.70 51.22 3. Lato L mm 20 25 30 35 Spessori Peso per m d p mm 3 4 3 4 4 6 4 6 4 6 8 5 7 9 5 7 9 6 8 10 6 8 10 11 7 9 11 7 9 11 8 10 12 8 10 12 9 11 13 10 12 14 10 12 14 11 13 15 12 14 16 13 15 17 14 16 18 Kg 0.88 2.15 6.500 30.99 8.30 52.50 5.14 1.90 15.200 17.70 10.30 48.31 8.E.44 3.80 6.11 9.95 4.550 15.79 0.70 12.900 7.I.00 34.500 72.3 86.07 6.00 59.00 393.90 5.500 99.250 7.60 5.20 21.24 6.60 27.705 4.60 Momento d'inerzia e di resistenza Z rispetto all'asse MM jm Wm=Jm/z M cm4 cm³ 0.10 5.87 3.50 472.850 8.50 62.52 4.215 2.23 4.90 23.00 116.00 340.57 8.MATERIALI EDILIZI PROFILATI METALLICI Profilo N.80 10.r.60 19.48 1.04 2.700 40.50 102.35 2.93 7.75 42.88 1.96 1.150 33.00 Distanza del baricentro z cm 1.5 45 5 50 5.72 3.30 4.435 10.36 9.10 17.06 3.70 39.56 8.750 26.48 5.30 15.66 11.500 50.46 7.09 8.27 2.65 4.00 723.00 71.l.18 7.47 1.47 4.00 1051.00 40.

38 1.09 0.87 3.32 8.30 6.20 4.24 11.80 Distanze degli assi barcentrici MM e NN z z' cm cm 2.50 14.36 5.13 1.76 16.11 20.30 1.97 52.00 274.17 5. S.C.81 2.53 26.40 16.24 3.07 9.96 5.97 1.10 19.41 7.4 3.00 65 130 80 160 A.71 4.00 0.03 2.51 8.80 22.l.05 5.00 644.46 0.76 5.81 9.25 10.70 19.56 0.74 11.70 1.00 10.35 8.5 4 6 5 7. 2 3 3 4.5 6.E.MATERIALI EDILIZI PROFILATI METALLICI Distanze degli assi barcentrici MM e NN z z' cm cm 2.81 1.00 7.30 23.45 0.r.91 46.00 167.05 97.76 5.20 19.53 1.00 822.04 Momento d'inerzia e di resistenza rispetto l'asse MM l'asse NN Jm Wm Jn Wn cm4 cm³ cm4 cm³ 0.25 2.54 8.99 17.50 5.5 14.70 N Z' l M Z M 30 60 L N ANGOLARI A LATI DISUGUALI PROFILO NORMALE 40 80 L l = 2 1 50 100 3.46 3.35 21.11 10.30 38.72 2.10 22.P.40 4.94 6.03 2.98 4.5 10 8 12 10 15 Lati l mm 20 L mm 30 Spessori d mm 3 4 4 5 5 7 7 9 9 11 10 12 12 14 Peso per m P kg 1.00 320.45 3.58 1.11 1.20 30 45 L N 40 60 ANGOLARI A LATI DISUGUALI PROFILO NORMALE 1.26 2.14 6.33 10.12 3.15 5.60 22.85 2.46 6.32 2.68 20.70 33.06 Sezioni S cm² 1.77 3.60 3.15 13.4 18.31 2.10 140.6 44.51 1.20 8.29 5.10 22.52 3. 51b Manuale dell’Architetto .10 27.00 276.90 5.40 64.53 4.69 6.59 24.79 6.19 10.70 28.00 74.25 4.40 40.00 7.77 3.30 34.88 19.07 14.00 70.27 5.6 17.37 4.20 30.60 21.03 11.77 6.6 20.00 323.55 8.00 46.P.85 3.85 6.56 2.41 6.91 2.60 8.80 6.98 115.60 0.01 1.61 3.99 17.75 1.50 116.95 Momento d'inerzia e di resistenza rispetto l'asse MM l'asse NN Jm Wm Jn Wn cm4 cm³ cm4 cm³ 0.I.00 649.05 6.06 6.00 65 100 80 120 100 150 Profilo N.52 2.02 2.23 122.89 9.8 23.96 Sezioni S cm² 1.42 1.25 0.42 7.42 2.35 4.00 80.20 5.00 719.20 17.00 141.00 57.P.22 3.58 232.5 L = 1 l 50 75 3.5 13 8 16 Lati l mm 20 L mm 40 Spessori d mm 3 4 5 7 6 8 8 10 10 12 12 14 Peso per m P kg 1.35 1.19 2.83 55.49 9.50 263.03 4.5 2.20 11.6 0.00 6.05 54.00 1.40 3.45 2.10 18.60 4.05 3.28 10.08 8.90 57.00 4.10 N Z' l M Z M Profilo N.37 11.60 22.10 25.59 5.66 9.91 1.30 44.50 31.60 15.60 35.62 0.05 2.01 11.70 12.15 139. 2 4 3 6 4 8 5 10 6.42 14.

82 1.85 7 5.95 3.14 5.80 4 1.3 1.16 2.81 1.90 6 4.50 5 2.38 1.22 5.51 1.91 2.30 4 1.45 5 2.60 0.21 60 8 7.11 4 0.55 3.00 2.59 2.87 1.48 40 6.38 2.92 1.5 6 6 Peso kg/m 0. 52a Manuale dell’Architetto .39 2.56 5.82 2.35 2.25 Lati mm B 40 40 40 45 45 50 55 60 60 70 80 Spessori Peso S H mm kg/m 40 6 3.MATERIALI EDILIZI PROFILATI METALLICI B L L S ANGOLARI A LATI UGUALI SPIGOLI VIVI H d B1 FERRI A Z SPIGOLI VIVI Lati L mm 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 l 3 0.46 4.56 1.66 1.23 1.81 1.19 1.44 4.26 80 10 11.51 3.02 7 4.55 5.67 2.94 3.07 2.25 4.44 ANGOLARI A LATI UGUALI SPIGOLI VIVI L S Lati mm L 20 20 25 25 25 25 30 30 30 30 35 35 40 40 40 40 45 50 50 60 l 12 16 13 15 17 19 15 17 18 20 17 20 20 22 25 30 30 25 30 35 4 0.5 3.5 3.77 1.00 3.59 2.76 2.67 1.9 5.67 7 6.53 1.07 2.4 1.90 1.22 2.97 5 2.10 1.64 0.50 2.82 1.80 A.70 5.94 5 2.95 2.36 2.5 6 Peso in kg/m 6.5 3.5 1.53 1.02 5.00 4.33 2.00 1.75 4.11 1.26 45 7 4.20 5.58 3.83 3.73 1.04 1.61 1.47 2.80 3.46 3.5 5 Spessori S in mm 5.61 1.26 1.5 2.15 5.C.60 6 3.5 0.P.5 7 8 1.44 1.58 5 2.48 2.40 7. S.99 2.48 6 3.79 45 6.73 2.70 0.83 2.87 1.62 5 3.01 3.04 6.51 2.57 2.5 4.35 2.55 2.76 2.72 5.01 1.15 4.54 7 8 9 2.60 4.5 5 5 5 5.22 H 15 18 20 24 25 25 25 25 30 30 30 30 30 32 32 35 35 35 35 36 36 36 40 40 40 45 45 47 48 50 Dimensioni B 7 8 10 12 12 13 14 16 15 15 16 16.00 1.35 1.10 2.27 3.66 1.37 1.97 2.5 5.05 4.96 2.16 2.97 3.78 6.75 2.02 4.82 1.13 2.75 5.01 3.07 2.51 1.53 FERRI A U H Tipo francese S H B S FERRI A T SPIGOLI VIVI Lati mm B 15 20 20 25 25 25 30 30 30 35 35 35 H 15 20 25 25 25 30 30 30 35 35 35 40 Spessori S mm 3 4 5 4.00 4.95 2.60 1.55 1.19 6 3.5 3.10 1.79 6 3.59 3.01 3.27 1.5 1.17 1.53 5 2.5 3.25 4.66 60 7 6.5 0.28 4.02 1.05 3.78 40 6 3.41 1.73 4.70 6.95 2.E.50 3.r.5 2.62 3.56 50 7 4.58 3.25 19 19 20 22 20 21 22 22 24 20 25 25 B1 7 8 10 12 12 12 12 13 13 15 13 14 14 13 15 15 18 16 15 15 16 17 20 16 17 19 20 20 22 21 Spessore d Sezione mm cm² 3.5 2.40 2.02 3.70 Spessori S in mm 4.79 3.16 3.5 5.13 1.77 4 1.96 1.68 6 4.37 1.3 2.16 2.33 3.24 2.77 55 7 5.74 Peso kg/m 0.75 H Dimensione Spessori Lato Base in S mm mm decimi 20 20 18 22 22 18 24 24 18 26 26 18 30 30 20 36 36 25 40 40 30 Peso kg/m 0.31 2.5 2.5 2.45 4.18 2.05 1.79 1.5 17 16 18 15 18 18.65 3.I.03 70 9 9.13 1.53 5.16 2.5 5 6 Peso in kg/m 1.44 2.l.57 1.25 1.04 3.95 4.14 1.31 3.

83 1.998 2.P.130 0.50 0.250 0.34 12.43 90.35 12.500 0.865 TABELLA DELLE SEZIONI DEI FERRI TONDI Sezione Sezione per nnumero cm² 2 barre cm² 3 barre cm² 4 barre cm² 5 barre cm² 6 barre cm² 0.40 13.26 2.570 1.85 3.42 90.MATERIALI EDILIZI PROFILATI METALLICI Diametro mm 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 22 24 25 26 28 30 32 34 35 36 38 40 Peso kg/m 0.560 0.56 0.21 24.91 5.000 1.047 0.60 9.099 0.85 9.65 6.64 0.62 12.387 1.903 9.34 12.746 0.031 0.128 0.93 18.700 1.834 5.18 11.01 2.70 6.210 0.80 10.80 4.l.27 15.16 20.79 113.200 0.21 45.14 30.782 1.260 1.60 9.65 3.55 30.57 14.38 0.21 101.54 5.055 0.070 1.38 31.74 45.05 11.350 0.853 4.310 0.26 3.09 53.13 0.52 5.13 1.57 1.15 1.32 38.16 7.063 0.08 9.888 1.28 7.10 19.420 0.70 2.76 2.41 1.042 1.390 0.094 0.13 1.54 1.27 42.01 3.31 13.08 4.08 3.380 0.E.24 28.39 17.26 17.42 38.90 2.36 22.01 45.82 3.208 1.62 24.48 40.07 8.28 0.08 6.24 10.14 29.31 6.06 13.466 2.C.56 0.21 18.26 56.47 49.14 3.54 26.302 0.01 2.82 4.07 68.980 1.78 35.27 1.26 1.36 50.51 1.45 31.82 10.11 50.62 12.81 7.70 8.18 11.13 27.66 A.41 36.67 20.024 0.54 3.551 3.73 61.64 7.73 100.50 11.26 54.68 25.006 0.960 2.08 18.34 72.31 3.70 1.70 62.71 5.499 0.16 7.031 0.617 0.90 56.07 8.127 7.222 0.84 22.630 0.01 22.53 4.313 7.47 21.85 1.28 7.395 0.57 15.68 25.63 8.180 0.34 40.14 16.68 80.I.62 10.97 81.70 19.77 1.93 4.02 6.92 2.86 30.05 10.553 7.94 42.19 39.016 0.36 2.52 4.549 6.039 0.02 4.27 32.55 64.79 7.008 0.08 10.72 14.18 15.40 48.42 11. S.04 8 barre cm² 10 barre cm² 0.96 9.984 3.27 2.14 3.84 3.09 5.188 0.24 24.079 0.30 6.02 37.03 6.18 3.17 36.140 0.33 1.226 2.99 8.41 125.75 5.84 5.157 0.280 0.39 3.80 4.53 2.63 21.73 15.1 61.154 0.91 2.11 22.08 18.14 16.54 34.51 3.760 0.025 0.780 0.04 75.31 6.45 28.16 19.41 48.54 2.67 6.05 9.81 27.04 9.578 1.60 12.24 20.54 2.590 0.95 1.04 9. 52b Manuale dell’Architetto .62 15.63 28.48 57.r.58 70.31 14.32 14.95 4.02 18.51 9.63 76.250 0.02 5.86 36.36 22.79 96.00 1.70 25.168 4.063 0.79 0.24 49.62 5.36 7.

C .l.b.E. sono i punti di mezzo dei lati a.I. G ° coincide col centro del cerchio inscritto nel triangolo A.C.B.1972 2 2 3 R – r arc α 2 2 4 R –r Semi anello: X ° = 2 2 π R –r 3 X°= 2 2 R –r 2 2 R –r 2 2 sen α α A.PROGETTAZIONE STATICA BARICENTRI DI LINEE E SUPERFICI PIANE TRAPEZIO A B B' α α C E B G° F D C' SEGMENTO DI RETTA G A ° G è il punto di mezzo ° G ° è sulla bisettrice dell’angolo al centro rc dal centro 0.9549 r PERIMETRO DEL TRIANGOLO b A a α α c c G° B QUADRILATERO 1 3 G° 2 4 Se A.P.6366 r Per un quarto di circonferenza X ° Per un sesto di circonferenza X ° = 0. B. 53 Manuale dell’Architetto . C. 2rc X = ° 3a 4r X°= Nota: Per il semicerchio 3p Si applica la formula: Per il cerchio X ° = 0 baricentro coincidente con il centro del cerchio) Si uniscono i baricentri dei due triangoli in cui il quadrilatero viene diviso da una delle sue diagonali. alla distanza X ° = a Nota: Per la circonferenza X ° = 0.r. Il baricentro del quadrilatero è il punto d'intersezione delle due congiungenti. PERIMETRO DEL PARALLELOGRAMMO PARALLELOGRAMMO α α G ° è il punto d'intersezione delle diagonali G° G ° è il punto d'intersezione delle diagonali 2 R – r sen α = 38.c. S. indi i baricentri dei due triangoli in cui viene diviso dall’altra diagonale.

3B + 2b 6B²+6Bb+B² H² H H² 12 (3B + 2b) 3 2B + b 36 (2B + b) (B+ b ) H 2 = 0.3926 D² 8 E = 0.7854 R 4 4 π D4 = 0. S.0833 B 4 4 R E r d D B² – b² B π (D4– d4) = 4 = 0.0491 R 4 E E' B B H BH³ = 36 = 0. B4 – b4 B B4 – b4 B B² – b² E E' R (π – 8 8 9π )R = 4 E = 0.598 R² = 0.0833 B 4 b/2 b/2 B4 = 12 = 0.0278 BH² B E= E' = 2 3 1 3 W = BH² = 24 H = 0.7854 (R4– r4) R= D 2 π R4 π D³ = 4 32 π R² = π D² 4 E = 0.167 B (H²–h²) H R B (H – h) E 5 3 4 R = 16 4 3 2 R4 = 5 R = 8 = 0.4244 R W = 0.PROGETTAZIONE STATICA MOMENTI DI INERZIA E MOMENTI RESISTENTI Momento d'inerzia I distanza dal'l'asse neutro della fibra più distante' E E= I E A Area della sezione E BH E 5 Momento di resistenza Momento d'inerzia I distanza dal'l'asse neutro della fibra più distante' E E= I E A Area della sezione Momento di resistenza H E B BH³ = 12 = 0.167 π = B H³ = 64 = 0. 54 Manuale dell’Architetto .5707 R² 2 π D² = 0.167 B H² 12 3 4 R = 16 4 R 5 3 R4= 16 4 2.5413 R E h H B B (H² – h²) = 12 = 0.7854 (R4– r4) R π (D4– d4) = 32 D = 0.0491 (D4– d4 ) R= D 2 π (R 2– r 4) = 4R = 0.167 = 0.0833 B(H²–h²) H 2 B (H²– h²) = 6H = 0.0491 B H² H 2 π = B H³ = 32 = 0.598 R² = 0.l.2587 R³ π R² = 1.P.0833 (B – b) 4 4 B 2 B 4– b4 = 6B B–b = 0.0833 (B H² – b h²) BH–bh B H³ – b h³ H h E b b E E' B B B b/2 b/2 b b b/2 b/2 H W= I= h' h H E'= B [E'³ – (E' – h)²] + b [E³ + (E' – h)²] 3 B h² + b h' (H + h) 2 (B h + b h') W= I E' W= I E B H – b h' W = H – E' A.098 B H² π BH= 4 = 0.C.0833 B4 B 2 2 12 B³ = B² R D E π R4 = 0.625 R³ 2.5413 R = 0.866 R B B = 12 4 B E B B B B 2 B³ = 0.118 = 0.0833 (B4– b) B 2 2 12 .I.7854 B H H = 0.E.1908 R³ W' = 0.118 B³ E b b B B4– b4 = 12 = 0.0833 B(H²–h²) H 2 BH² = 0.0833 BH² B I= h H E= BH 2 H E B B H³ – b h³ 12 H 2 B H³ – b h³ 6H B H³ – b h³ 12 H 2 B H³ – b h³ 6H = 0.5756 R E' = 0.r.5413 R = 0.0833 (B H² – b h²) E b B b B b/2 B/2 b/2 B/2 W= I= E= BH–bh B H³ – b h³ H = 0.0491 D4 64 π (R4– r 4) = 4 = 0.0416 BH² W'= BH² = 12 = 0.098 (D 4– d4) 32 D π (R² – r²) B b b B B4– b4 = 12 4 = 0.167 B³ 6 B² E H 6B²+6Bb+b² 1 .

4 λ σ cr = 212000000/ λ² σ cr = 3350 .6. S.I. sono (Tetmajer): Ferro omogeneo: 10 < 10 < Acciaio: Ghisa: λ < 105 λ > 105 λ < 90 λ > 90 λ < 80 λ > 80 Legnami: λ < 100 λ > 100 σ cr = 3100 .l.1. per le diverse categorie di materiale e di snellezza. FLESSIONE SEMPLICE TM x sez.C. Altrimenti.8 a ) b ba² Sollecitazione •σ = P A l σ σ Deformazione ∆ l = Pl EA (nel punto medio del lato più lungo b ) P A ~∆ l A b a • Nel caso di pressione.PROGETTAZIONE STATICA SOLLECITAZIONI SEMPLICI E COMPOSTE TRAZIONE O PRESSIONE SEMPLICE P ~∆ l Mt 2) Sezione rettangolare τ max = Mt (3 + 1.E. σ = N (1 ± N ) bh bh sup inf σ inf 1) Se e 1) Se e b) materiale non resistente a trazione.94 λ σ cr = 9900000/ λ² kg/cm² kg/cm² kg/cm² kg/cm² kg/cm² kg/cm² kg/cm² kg/cm² Sezione rettangolare a) materiale resistente a trazione. chiamando snellezza il rapporto λ = l ° fra la lunghezza libera d’inflessione I° ed il raggio d’inerzia minimo della sezione ed essendo: l° l 2l l/2 per pilastro incernierato agli estremi per pilastro incastrato ad un estremo e libero all’altro per pilastro incastrato ai due estremi h ρ FLESSIONE E PRESSIONE b σ sup N e si deve considerare nel calcolo della sezione la tensione critica.120 λ+ 0. 55 Manuale dell’Architetto . la formula è utilizzabile agli effetti della stabilità solo per pilastri corti. σcr. generica σ = N y I inf 2 a) Sezione qualunque σ sup y1 τ max = TS Ib σsup = My 1 I sez.2 λ σ cr = 212000000/ λ² σ cr = 7760 . x-x dove I = momento d'inerzia baricentro della zezione S = momento statico rispetto all'asse baricentro della parte di sezione al di sopra (o al di sotto) dell'asse stesso. ≤ h/6 vale la formula precedente > h/6 σ = N (1 ± N ) sup X σ =0 inf bh bh FLESSIONE E TAGLIO σ = N y I sup 1 I suddetti valori della tensione critica vanno introdotti nel calcolo riducendoli mediante un coefficientne di sicurezza variabile 2÷4 per i metalli ad 8÷10 per i legnami. le cui espressioni. y2 σinf = My 2 I Mt TORSIONE SEMPLICE σ inf b b) Sezione rettangolare σ sup y1 1) Sezione circolare I 16 Mt τ max = π d² σ = – σ = 6M bh² τ = 1.11.53 λ² σ cr = 9900000/ λ² σ cr = 293 .r.P.5 T sup inf max h bh rotazione della sezione terminale rispetto a quella fissa di base τ max d ø = Mt G Rotazione relativa di due sezioni distanti l 32 l π d4 b x y σ inf ø = ∫ M dl 0 l El Equazione differenziale della linea elastica dove G è il modulo di elasticità trasversale del materiale d² y dx² = – El M A. Centro di pressione su un asse di simmestria.

a M B = – 1 pl² 8 9 pl² M max = 128 3 (per x = l) 8 pa² M B= – (2 – λ²) 8 T²A M max = 2p TA (per x = p ) 1 M B= – pl² 30 p pl² Mmax – (6 0.5 B ( per x = l ~ 0.1 TA= TB= 11 pl 64 21 pl 64 ( per x = 11 l ~ 0.415 l ) 8 Pb p B l² (7 k + 8) 120 p A x² r – x³ M max = TA X – 2 6 pA (per x = –1 + ( r M B= – + 1 + 2TAr p² A TA= TB= Pab M C= l Pa l pB – pA r= l k= pA / p B P c x pB l (11 k + 4) 40 pB l (9 k + 16) 40 A a A x l p B M max = 1 pl² 8 TA= Pb 2 )] TA= TB= P b² (l + 2a) l² P a² (l + 2b) l³ a T² M max = A 2P B pa² TB= 2l TA= pa–TB p A l A l b B l (per x = TA ) p M max = pl² 9 3 l 3 ~ 1 15. 56 Manuale dell’Architetto .548 l) M A = M B = – 5 pl² 96 1 pl² M max= – 32 M A= – TA= TB= 3 pl 20 7 pl 20 l λ=a/l p B TA= TB= – pl 4 pl 4 p A x a p A x B l λ=a/l B l b TB = pa λ (6 – λ²) 8 TA= p a – TB k= pA / p B pBl² (2 + 3 k ) 60 pBl² Pb pB l M B= – (2k + 3 ) (3 + 7 k) TA= 60 20 p B x² r x² B M = M +T x – A A – max 2 6 pA pBl (per x = ( –1 + (7 + 3 k) TB= r 20 1 + 2TA r )] + p² A A.3= 0.r.3–2)~ 1 pl² = 60 46.PROGETTAZIONE STATICA FORMULE PER IL CALCOLO DELLE TRAVI SEMPLICI Schema P A l pl² 2 B M A= – Pl TB= P A B l p p A l a A l P c b B B TA= TB= Pb l Pa l 1 pl² M B= – 6 pl TB= 2 A x B l M B= – TB= pl x l p Momenti flettenti (M) Sforzi di taglio (T) Schema Momenti flettenti (M) M B= – 1 pl² 15 Sforzi di taglio (T) TA= TB= 1 pl 10 4 pl 10 p A 1 1 pl² pl² ~ M max = 15 5 33. S.C.I.577 l ) l a p 1 pl² M max = 12 p M max = TA x – A x² – r x² r 6 pl TA= 4 p A x l λ=a/l TA= TB= l (2p A + p B) 6 l (2p B + p A) 6 A T B = P λ (3 – λ²) 2 TA = P – TB A TA= TB= 3 pl 8 5 pl 8 Pa A x r= l pB – pA l l x l B M B= – p a² A l B Pa x r= l pB – pA l P c b Pb [per x = pA r + 12 T² M max= – A + M A 2p TA ) (per x = 2p 1 M A= – pl² 30 pa (2 – 2 λ² + 3λ² ) λ (4 – 3 λ ) TA= 2 TB= pa ² λ (2 – λ ) 2 ( – 1+ )] 1 + 2TA r p² A a A pa M B= – (1 – λ²) 2 B M C = TA .P.l.E.6 pl² M A = – P a b² l² P b a² M B= – l² M max = M C = 2Pa² b² l² MA – = 1 pl² 12 p A x B 1 TA= pl 6 TB= 1 pl 3 B 1 M max – pl² = 24 MA= – p a² 12 (6 – 8 λ + 3λ² ) TA= pl 2 ( per x = ~ 0.447 l ) 5 M B= – 5 pl² 64 11 11 ~ 1 pl² pl² M max = 768 21.6 B (per x = l 0.

572 pl R A = 0.8 max M AB = 1 pl² (alla distanza 0.5 = 1 pl² (in mezzeria) 40 p A ι B ι C ι D ι E M max BC R A=R E = 0.5 MC =– 1 pl² 27.4 max M DE = 1 pl²(alla distanza 0.393 pl R B =R D= 1.450 l da A) 9.380 l da A) 13.8 MB = M C – M p A ι B ι C ι D max AB = 1 pl² 10 1 pl²(alla distanza 0.8 MC =– 1 pl² 9.4 R D= 0.1 p A ι B ι C ι D ι E max M AB = 1 pl²(alla distanza 0. 57 Manuale dell’Architetto .380 pl R = – 0.08 R A = 0.442 pl max M AB = E R B = 1.3 MB = – p A RB = 1.393 l da A) 13 max M BC = 1 pl²(alla distanza 0.625 pl R C=– 0.465 pl R C= 1.100 pl MB =M C – M BC = – 1 pl² 20 M p A ι B p ι C ι D max AB = 1 pl²(alla distanza 0.603 l da A) 16.P.357 pl 1 pl² 20 M p A ι B ι C ι D = 1 pl² (in mezzeria) 13.400 pl R B = R C = 1.143 pl max M AB = 1 pl²(alla distanza 0.l.25 pl ι B ι C ι D M AB = 1 pl²(alla distanza 0.429 l da A) 17.I.34 MC = – 1 pl² 14.r.446 pl R E = – 0.5 R A=R E = 0.4 p A ι B ι C R A =0.438 l da A) 10.3 p A ι B ι C RA =R C = 0.063 pl R C= 0.054 pl R C= 0.9 max M BC = 1 pl²(alla distanza 0.450 pl R B = R C = 0.223 pl MB = M C – max BC R C= – 0.383 l da A) 13.050 pl R B = R C = 0.2 1 pl² (alla distanza 0. S.033 pl max max M AB = 1 pl²(alla distanza 0.536 l da A) 27.036 pl R B =R D= 0.583 l da A) 18.375 pl MB = – 1 pl² 16 MB = M D = – 1 pl² 9.9 R A = R D = 0.3 p A ι B ι p C ι D ι E R A = R D = 0.929 pl MB =M D = – 1 pl² 27.143 pl M B = – 1 pl² 8.482 l da A) 12.65 max M BC = 1 pl²(alla distanza 0.438 pl R B =0.450 pl R D= – 0.400 l da A) 12.PROGETTAZIONE STATICA FORMULE PER IL CALCOLO DELLE TRAVI CONTINUE M = MOMENTI FLETTENTI Schema MB = – Formule 1 pl² 8 R = REAZIONE D'APPOGGIO Schema Formule 1 pl² 8.26 MC =– 1 pl² 55.C.572 pl A.598 pl R A = 0.E.383 pl R B = 1.200 pl R C= – 0.464 pl R B = 0.55 1 pl² MC= – 30.3 R D= – 0.550 pl MB =M D = – 1 pl² 18.422 l da A) 10.6 R A = R D = 0.375 l da A) 14.550 pl p A ι B ι C ι p D ι E M D =– 1 pl² 17.35 max M AB = 1 pl² (alla distanza 0.446 l da A) 10 max M CD= 1 pl²(alla distanza 0.

B.8α4 ) * xA= F β (2-3α+2 α²+ 2 B xB= F . Schema Formule P a b Ya x C F l a F Xa A y h α Yb x B β yA= P β yB= P α F Xa A Pl x= 5 αβ f 8 M c= Pa – xf (valida per a < l ) 2 2 y = Fh l 12α³ .Le formule contrassegnate con asterisco sono valide solo per l'arco a p forma parabolica con I cos = cost =°I ϕ = inclinazione della tangente ( ϕ Y2 sull'orizzontale). Non si tiene conto dell'accorciamento della fibra media. Schema Formule x 15 Pa A x= α β² * Ma P 4 f a b Pa β ² β – 3) * M A= – (5 2 C p Pb α² Ya Yb M B= – (5α – 3) * 2 F x x y yA= P β – M A – M B yB= P – yA A B l Mb Ma x l M c=M B+ 1 yB – xf (valida per a < l ) l 2 β α A 2 M xA= F β(1+α –14 α²+36 α³– α4 )* a C b xA=F – xA q h F y M A= –2Ffα β²(3 – 9β +8 β² )* F Xa Xb M B= –2Ff α β²(3 – 9α + 8 α² )* A B y = Fh M A – M B Xa A Mb y Ma l Ma y yl x l M c= – B f + MB β α 2 C F l x Yb B Mb M A= – 1 p l² * 64 yA= 13 pl 32 M B= + 1 p l² * 64 yB= 3 pl 32 MC = O * x= pl² * 8f M=O* C F l C F Xb x y y= pl 2 M x A = 11 q f * 14 x B= 3 q f * 14 M B = 19 q f² * 280 x = q f² 4l MC = O * B y l M A= – 51 q f² * 280 B Mb M 3 C= – q f² * 140 A.PROGETTAZIONE STATICA FORMULE PER IL CALCOLO DEGLI ARCHI ARCO A 3 CERNIERE Schema P b C x A l h C F Xb B y l x B= Fh 2f xA= F .l.Le formule contrassegnate con asterisco sono valide solo per l'arco a forma parabolica con I cos = cost =°I ϕ = inclinazione della tangente ( ϕ sull'orizzontale).E.P. .C. Per gli archi ribassati tale ipotesi coincide praticamente con della sezione costante.xA M c = Ph – xB f 2 y B= 1 pl 8 Mc= pl² 16 * C b F Xb y p Ya x A p y x C F l q C F Xa A y l Xb B y x y F l C x B Yb = yA 3 pl 8 yB= 1 pl 8 l β p Y2 Ya x A C F l x B Yb yA= 3 pl 8 x= pl² 16 f * x= pl² 16f y= pl 2 pl² 8f p y x F l C x y y = pl 2 x= pl² * 8f Mc 0 * = y = qf² 2l xA= 5 q f * 7 B l x B= 2 q f * 7 x= qf² y= 2l xA = 3 qf 4 = xB 1 qf 4 q Y2 C F Xb y Xa y A M c = – 1 q f² * 28 x= pl² * 16 f ARCO INCASTRATO N.I.B.x B y y= Fh l A α Formule yA= Pb l yB= Pa l a Ya Yb x B F x = Pa (valida per a < l ) l 2 ARCO A 2 CERNIERE N. S. 58 Manuale dell’Architetto .r. . Non si tiene conto dell'accorciamento della fibra Ya media. Per gli archi ribassati tale ipotesi coincide praticamente con della sezione costante.

S. K ι 6k+1 η= y h V = pl 2 M C= ² 1 x = pl . 3k+2 24 k+2 Ι n K= Ι ι . in mezzeria parallelamente al lato ly µx = mom.r. Pab 2 h ι (K+2) M A Pab .l. M D=M B X B h M max = x² A +M A 2q (per y = xA q ) TABELLA PER IL CALCOLO DELLE PIASTRE RETTANGOLARI APPOGGIATE O INCASTRATE AL CONTORNO ιy α ιx β α β γ δ M x =α ρ l² x M y = β ρ l² x µ x =– γ ρl² x µ y = – δ ρl²x M x=mom. d'incastro parallelamente al lato lx µ y mom. 4K+3 2K+3 2ι MA α=a/ι Ιι h . M A=M B + Vl ql² 6k+1 2 ( ) B M max = x² A 2q ι k = Ιι . 1+2k 3+2k 8 M max = pl ² . flett. in mezzeria parallelamente al lato lx M y =mom. η² [ 3(K+1) – η (2K+1) ] 2 K+2 X A= F – XB M C = Fh k η² 1-η – 3 K+2 1+6k 2 M D Fh k η² 1-η + 3 = 2 K+2 1+6k ιh x A ι Ι K= ι . ι h q C Ιh y XA A V Ιι D V = q h² 2l X A qh .PROGETTAZIONE STATICA FORMULE PER IL CALCOLO DI TELAI E PIASTRE TELAIO CON CERNIERE AL PIEDE TELAIO INCASTRATO Schema a C h P b S Ιι D Formule 3 Pab V A = Pb x= ι 2 hι (2K+3) M C = M D = – x h= – VB= Pa ι h a C P Schema b S Ιι D Formule x = 3 . 5K–1+2 β (K+2) 2ι (K+2) (6K+1) VA Pb + MB – M A VB = P – V A = ι 2ι M =M – xh M = M B – xh M S MC +V A C D A = X B = F . h Ιh ι B MB M C = M B +Vl X B h . flett. 59 Manuale dell’Architetto . M B = qh² 5k+9 k+2 24 6k+1 l 12k . 8 k+2 X A = qh X B .h Ιh ι C a S Ιι h XB V η= y n p C Ιι C B VA x VB B 3 Pab 2 h (2K+3) ιh x x B VB MB β = a/ι A VA K= M S = PA + M C = Pab . 11k+18 = 8 2k+3 M C= Vl XBh q X B = qh X A M D= X B h (per y = xA ) q XA y Ιh C Ιι D X B = qh . h Ιh ι B MB M A =M C + XB h – F y M M X h B = D+ B M S =M A+XA y V = pl 2 ² M A = pl 12(k+2) ι = 2MA V= 3Fh η . 5K–1+2 α (K+2) = 2ι (K+2) (6K+1) M B = Pab .P. Ιh ι D F y XA Ι K= ι Ιh V = Fy ι XB = F η φ XA = F – XB 2 M C = Fy (2– φ ) 2 M S = XA y M D= – Fy φ 2 y C F Ιh Ιι D Ιh V ι ² φ = 3+3K-K η 3+2K h ( ( ) ) MA A I V Ι K= ι .C. 4 h 3+2k pl² 4(3+2k) h MA V C Ιh x A ι x A MA Ιι p C x= h Ιh x V ι x V pl ² 4h(k+2) ² M C = pl = 6(k+2) ² M max = pl .I.E. h Ιh ι MA A ι k = Ιι . 2k+3 . K . h h XB V XB V = qh² . d'incastro = parallelamente al lato ly ρ = carico riparato PIASTRE CIRCOLARI UNIFORMEMENTE CARICATE incastrate al contorno appoggiate al contorno ρ= ιy ιx R Mi M m= ρR² 16 M i = ρR² 8 Mm M m = 3 ρR² ρ=carico ripartito 16 R Mm ∞ A.

-Si traccia il poligono delle forze esterne. precedentemente trovato. S. la costruzione del cremoniano si limita alle operazionide- A.I. ricorren do. in questo caso particolare.C. Essendo la struttura simmetrica e simmetricamente caricata. si traccia laparallela all'asta 2'-3 fino ad intersecare nel punto c la parallela all'asta 2'-3' condotta per il punto 0: 4) si calcola lo sforzo s nell'asta 3'-7' mediante la sezione s di Ritter: s -Ms/r. precedentemente trovato.PROGETTAZIONE STATICA CALCOLO GRAFICO DELLE CAPRIATE P P P P P 1 A RA 2 2' 3' L fig. B Cremoniamo per una capriata inglese soggetta a carichi concentrati applicati nei nodi superiori rinforzati da carichi verticali. -Si fissano una scala delle lunghezze. polo dell'asta 3'-7': 5) dal punto O del poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 3'-7' e su di essa si riporta un segmentoo-g uguale allo sforzo s: dal punto g si trac la parallela all'asta 3'-4' cia fino ad intersecare nel punto f la parallela all'asta 3'-3condotta dal punto c: 6) dal punto 3 del poligono delle forze si traccia la parallela all’asta 3-4 fino ad intersecarenel punto d la parallela all’ asta 3-4’ condotta per il punto f7) dal punto 4 del Poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 4-5 fino ad intersecare nel punto e la pa rallela all'asta 4-4' condotta per il punto d: 8) dal punto e. girando sempre intorno al nodo in verso orario passando dal primo nodo a quello nel quale concorrano due sole aste i cui sforzi siano incogniti. si traccia laparallela all'asta 4'-5 fino ad intersecare nel punto g la parallela all'asta 4'-3' condotta per il punto g. cominciando da un nodo ove concorrano due sole aste. peso proprio e sovraccarico della neve e delle pressioni del vento agente sulla falda sinistra. A RB 2-3 2 RA 3-4 3 3 4' 4 σ 5 6 7 6' 7' 8 9 8' B 1-2 1 P P P P r Cremoniamo per una capriata Polonceau composta soggetta a carichi uguali e verticali applicati ai nodi superiori.l.E.r. A) e si determinano le reazioni RA e RB entrambe uguali. 6 RB 7 8 9 5-4 III. 60a Manuale dell’Architetto . qualora in un nodo concorrano più di due aste i cui sforzi siano incogniti. B). I.5 PI/2—P3/81— P 2/8 1—P 1/8 1 -Pl e . al metodo del Ritter.P. una scala dlle forze ed un versa orario per le rotazioni. giran intorno al sido stema in verso orario (fig.I momento delle forze a sinistra di s rispetto al punto 5.II. 3'-7' 5-4' a 2-2 2-1 1-2 3-2' 2-3' 2-2' b 3-2 4-3 d 3-4 4-4 4'-5 4-4 3-3' 3'-4' 4'-3 4-3 f C 2'-3' 3'-3 4'-3' 3'-2' 4-5 4 7'-3' 2'-1' 0 5 fig. alla metà del carico totale. -Si traccia il poligono delle forze relativo a ciascun nodo. e cioè: 1) dal punto 1 del poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 1-2 fino ad intersecare nel punto a la parallela all'asta 1-2' condotta per il punto 0: 2) dal punto 2 del poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 2-3 fino ad intersecare nel punto b la parallela all'asta 2-2' condotta per il punto a: 3) dal punto b. si disegna lo schema del sistema articolota (fig. ove r è la distanza del punto 5 dall'asta 3'-7' e Ms -3.

II. 3'-7' 5-4' 2-1 1-2 a 3-2' 2-2 2-3' 2-2' b 3-2 4-3 d 3-4 4-4 4'-5 4-4 3-3' 3'-4' 4'-3 f 4-3 C 2'-3' 3'-3 4'-3' 3'-2' 4-5 4 7'-3' 2'-1' 0 5 fig. si traccia laparallela all'asta 4'-5 fino ad intersecare nel punto g la parallela all'asta 4'-3' condotta per il punto g. peso proprio e sovraccarico della neve e delle pressioni del vento agente sulla falda sinistra. -Si fissano una scala delle lunghezze. e cioè: 1) dal punto 1 del poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 1-2 fino ad intersecare nel punto a la parallela all'asta 1-2' condotta per il punto 0: 2) dal punto 2 del poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 2-3 fino ad intersecare nel punto b la parallela all'asta 2-2' condotta per il punto a: 3) dal punto b. 6 RB 7 8 9 5-4 III. S. I. -Si traccia il poligono delle forze esterne. qualora in un nodo concorrano più di due aste i cui sforzi siano incogniti. Essendo la struttura simmetrica e simmetricamente caricata.E. B). relative alla sola parte sinistra della capriata. ricorren do.l. polo dell'asta 3'-7': 5) dal punto O del poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 3'-7' e su di essa si riporta un segmentoo-g uguale allo sforzo s: dal punto g si trac la parallela all'asta 3'-4' cia fino ad intersecare nel punto f la parallela all'asta 3'-3condotta dal punto c: 6) dal punto 3 del poligono delle forze si traccia la parallela all’asta 3-4 fino ad intersecarenel punto d la parallela all’ asta 3-4’ condotta per il punto f7) dal punto 4 del Poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 4-5 fino ad intersecare nel punto e la pa rallela all'asta 4-4' condotta per il punto d: 8) dal punto e. B Cremoniamo per una capriata inglese soggetta a carichi concentrati applicati nei nodi superiori rinforzati da carichi verticali. la costruzione del cremoniano si limita alle operazionidescritte. girando sempre intorno al nodo in verso orario passando dal primo nodo a quello nel quale concorrano due sole aste i cui sforzi siano incogniti.C. alla metà del carico totale.r.P.I momento delle forze a sinistra di s rispetto al punto 5. ove r è la distanza del punto 5 dall'asta 3'-7' e Ms -3. A) e si determinano le reazioni RA e RB entrambe uguali. -Si traccia il poligono delle forze relativo a ciascun nodo. 60a Manuale dell’Architetto . precedentemente trovato.PROGETTAZIONE STATICA CALCOLO GRAFICO DELLE CAPRIATE P P P P P 1 A RA 2 2' 3' L fig. si disegna lo schema del sistema articolota (fig. giran intorno al sido stema in verso orario (fig. A. cominciando da un nodo ove concorrano due sole aste. una scala dlle forze ed un versa orario per le rotazioni. si traccia laparallela all'asta 2'-3 fino ad intersecare nel punto c la parallela all'asta 2'-3' condotta per il punto 0: 4) si calcola lo sforzo s nell'asta 3'-7' mediante la sezione s di Ritter: s -Ms/r. precedentemente trovato. A RB 2-3 2 RA 3-4 3 3 4' 4 σ 5 6 7 6' 7' 8 9 8' B 1-2 1 P P P P r Cremoniamo per una capriata Polonceau composta soggetta a carichi uguali e verticali applicati ai nodi superiori. in questo caso particolare.5 PI/2—P3/81— P 2/8 1—P 1/8 1 -Pl e .I. al metodo del Ritter.

6. A') relativo ad un polo H arbitrariamente scelto e si determina il punto M. girando intorno al sistema in senso orario (fig. intersezione del primo e del l'ultimo lato del poligono funicolare punto per il quale passa la linea di azione della risultante 0-9 delle forze applicate. R N P4 P3 P2 3 4 5 6 7 8 14 13 12 P5 P6 P7 P8 P9 9 P1 1 2 11 10 A RA fig.I. -Si determinano le reazioni RA e RB: 1) si traccia il poligono delle forze applicate.2.3.P.C. intersezione dell'ultimo lato dei poligono funicolare e della normale all'appoggio B e il punto N. 60b Manuale dell’Architetto . cominciando da un nodo ove concorrano due sole aste.14.7.E.3) si congiunge A con M e si traccia per il polo H la parallela alla A-M fino ad intersecare nel punto 10 la parallela alla perpendicolare all’appoggio B condotta per l’estremo 9 del poligono delle forze : il segmento orientato 910 rappresenta la regione Rb. A' 1-2 0 1 B M RB 2 2-3 6-5 12-6 11-7 7-6 5-12 10-8 8-7 6-12 8-10 11-6 H 10-9 9-8 11-1012-11 2-1 13-12 g e 1-14 c 14-13 a 3-4 13-3 4-13 14-2 12-4 2-14 b 1-2 13-4 14-3 3-13 d 1-3 5-4 12-6 13-4 RA 3 3-4 10-11 11-12 9-10 12-13 13-14 14-1 4-5 5-6 4 10 5 6-7 6 7-8 RB 7 Fig. S. precedente mente trovato.r. A'). B' 8-9 8 9 -Si traccia il poligono delle forze relative a ciascunnodo.10. II.4. 2) dal punto 2 del poligono dele forze si traccia la parall lela alla asta 2-3 fino ad intersecare nel pun b la pato rallela all'asta 2-14 condot a per il punto a.9. si traccia la parallela all’asta 14-3 fino ad intersecare nel punto c laparallela all’asta 14-13 condotta per il punto 10.13. 1) dal punto 1 del poligono delle forze si traccia laparallela alla asta 1-2 fino ad intersecare nel punto a laparallela all'asta 1-14 condotta per il punto 10.5.11. -Si fissano una scala delle lunghezze una scala delle forze ed un verso orario per le rotazioni e si disegna lo schema del sistema articolato (fig. passando dal primo nodo a quello nel quale concorrano due sole aste i cui sforzi siano incogniti: . t 3) dal punto b. il poligono delle forze relativo all’ultimo nodo rimane implicitamentetracciato. B'): 2) si connettono le forze con un poligono funicolare passante per il punto A (fig. A. 4) si congiunge il punto 10 con il punto 0: il segmento orientato 10-0 rappresenta la reazione RA. girando sempre attorno al nodo in verso orario.12. mentre il tracciamento del poligono delle forzerelativo al penultimo nodo dà modo di controllarel’esatezza del calcolo grafico.l.Analogicamente si procede per gli altri nodi che è beneconsiderare nel seguente ordine: 1.8.PROGETTAZIONE STATICA CALCOLO GRAFICO DELLE CAPRIATE 1.

essa interseca la retta r di applicazione dei peso totale R nel punto G. Il poligono funicolare relativo al polo H. P"3 P"5 P"4 P"2 P"1 h' h P'2 P'3 P'4 R P'5 r P'1 Q H1 H S α 2 P5 P4 P3 P2 cn bn P1 dn C D 0 05 01 02 01= 04 1 2 an D'4 H1a1 D'1 H2a2 c1R1 P 1 D' R2 2 D1 H3a3 b2 P2 D' D2 3 R3 H4a4 c3 D3 R4 b4 P 3 R1 R2 R3 3 H5a5 D4 4 R4 R5 A P B b5 C5 4 Q" Q" 5 4 Q5 Q4 Q"3 Q3 Q"2 Q2 Q' Q1 Q" 1 5 P5 Q'5 Q'4 Q'3 2 Q'1 A. Tracciato il poligono 0. S. in modo che nella volta non sisuscitino sforzi di trazione. il giunto al rene ossia il giunto inclinato di 60° sulla verticale: si rendono le aree omogenee rispetto alla densità γ della volta.5 di dette forze Pi si costruisce un poligono funicolare ausiliario relativo ad un polo H arbitrariamente scelto e si determina. Dal punto 0 del poligono delle forze si traccia una retta parallela alla spinta Q. si ottiene la retta s di applicazione della risultante S. con l'estremo inferiore Ci del terzo medio della sezione al rene.2. Calcolati i pesi Pi di ogni tronco e i pesi P”i del relativo solido omogeneo sovrastante.r. congiungendo il punto G.P. si traccia una retta qorizzontale. 61a Manuale dell’Architetto . quindi si riducono le altezze h su tali verticali del rapporto tra la densità γi di ogni materiale della struttura sovrastante e la densità γ ° della volta.l. Dall'estremo superiore Co del terzo medio della sezione in chiave. le cui linee di azione pi possono ottenersi graficamente. il punto di applicazione del pesa totale R della ½ volta e relativa struttura sovrastante. retta di applicazione della spinta Q. ed applicati ai rispettivi baricentri.considerando 1 metro in profondità.. in un punto H1. se ne determinano le singole risultanti Pi.PROGETTAZIONE STATICA VERIFICA DI STABILITA’ DI VOLTE E CUPOLE VERIFICA DI STABILITÀ DI UNA VOLTA SIMMETRICA E SIMMETRICAMENTE CARICARICATA Si esegue il disegno della sezione di mezza volta e della relativa struttura sovrastante.. che èintersecata dalla parallela alla risultante S condotta per il punto 5.1.I. estremo del poligono delle forze. ciascuna di queste interseca il relativo giunto nel «centro di pressione»: il luogo dei centri di pressione costituisce la «curva delle pressioni» che deve risultare tutta compresa tra le linee di nocciolo della sezione verticale della semivolta. nella intersezione del primo ed ultimo suo lato. rappresenta il «poligono delle successive risultanti».E. h'=Hγi/γ °. si determina.. esso determina nel segmento OH1 la intensità della spinta Q della semivolta di destra sulla semivolta di sinistra e nel segmento 5-H1 l'intensità della risultante S. In caso contrario si ripete la costruzione per quel giunto per il quale la curva delle pressioni è tangente alla linea di nocciolo interno. se la semivolta comprende un angolo a α/2 60°. si divide il tratto di volta limitato dalla sezione di chiave e dalla sezione al rene in un numero n di conci ideali e si innalzano le verticali per i punti di divisione all'estradosso.C.

della a1. 4) Si traccia il poligono delle forze Pi 5) Si determinano i punti Hi. 7) Si compone la 01. 8) Si congiunge a2 con c2 e si determina l'intersezione b3 della congiungente a2 e c2 con la retta di applicazione dei peso P3. si congiunge a1. con c1. dal punto 2 del poligono delle forze si traccia la parallela 2-O2. il poligono di equilibrio del secondo concio: il lato O2-2 rappresenta l'azione R2. che il secondo concio trasmette al terzo. determinando le porzioni di sovraccarico checompetono a ciascun concio. A.PROGETTAZIONE STATICA VERIFICA DI STABILITA’ DI VOLTE E CUPOLE VERIFICA DI STABILITA DI UNA CUPOLA Si ammette che la cupola abbia al vertice un lucernario e che sia simmetrica e simmetricamente caricata. tra i conci di spicchi consecutivi. c1. alla a1 c1 ottenendo in 1-01-0 il poligono di equilibrio del primo concio (sollecitato dal carico verticale P1. determinate dai conci dei due spicchi ad esso consecutivi e componentesi in una forza orizzontale Q1 giacente nel piano medio dello spicchio e dalla reazione R1.C. e si determina l'intersezione b2. 2) Si divide la sezione verticale dello spicchio in n conci ideali e si innalzano le verticali per i punti di divisioneall'estradosso. la retta di applicazione del peso P1. S.l. La costruzione grafica accennata viene applicata ai conci successivi. si prosegue la costruzione graficasupponendo nulle le forze orizzontali Q. 6) Dal punto H. del carico sottostante): il lato O1-1 rappresenta l'azione che il primo concio trasmette al concio sottostante. Si limita quindi la verifica di stabilità a uno Spicchio elementare compreso fra due meridiani formanti un piccolo angoloϕ. l'orizzontale per il punto H2. arrivati ad un certo concio m. o volendo prescindere dalla resistenza dellastruttura alla trazione. Dovendo. dalle pressioni Q1' e Q1" orizzontali e normali alle facce laterali del concio. peso del concio e del sovraccarico.r. estremi 1 inferiori dei terzi medi dei letti Di D’i . dal punto 1 dei poligono delle forze si traccia la parallela 1-O1. si sviluppano sforzi di trazione. estremi superiori dei noccioli delle sezioni baricentriche dei conci ed i punti c. ma. 1) Si eseguisce il disegno della proiezione orizzontale dello spicchio elementare e della sua sezione verticale media e si traccia la linea an bn cn dn di carico. alla a2 c2 ottenendo in 02-01-1-2-02.I. con la retta di applicazione del carico P2. 61b Manuale dell’Architetto .E. si traccia l'orizzontale fino ad incontrare in a.-2 fino ad incontrare in a2.-1 con il peso P2=1-2: per il punto b2. 3) Si calcolano i carichi Pi complessivi sollecitanti i singoli conci e si tracciano le loro rette di applicazione. la spinta Q si annulla per poi cambiare di segno: negli anelli più bassi. si traccia la parallela alla 01.P.

. . . . . a) in stratificazioni compatte (arenarie. basalti). . . .33P Z = 3b 2 Z= 2b ° 0. . 5) Rocce in buone condizioni fisiche (*). . . .):. b) in massiccio (graniti. . . . . . . . . . .P. . . . . . . . . c) Pali in cemento armato 1– Pali in conglomerto ordinario (tipo Considére) 10 15 30 Distribuzione del carico di una fondazione nastriforme nel sottosuolo b P° P° Z = 0.Caquot pl = γ t h tg 2( π + ϕ Dati n strati sottostanti alla fondazione. . .PROGETTAZIONE STATICA FONDAZIONI Formule di stabilità delle fondazioni: FONDAZIONI SU PALI Formula di Prandtl . . . . . . . . . . . . . . . rocce vulcaniche. . . . . . . c) solido-plastico. . .5 3. . . . . . calcari. . . . . 10 ÷ 20 t d 8/12 Cedimenti delle fondazioni 1 2 3 4 + ) la pressione ammissibile si può assumere p a < 1 p 2 l Pressioni ammissibili per corpi di carico appoggiati in superficie su diversi tipi di terreno 2. 62 Manuale dell’Architetto . . . . . . .5P° 0. . 3) Terreni incoerenti compati per fondazioni larghe. . . . . . . . . . . . . . . a) fluido. 4) Terreni incoerenti (in base al contenuto in acqua):. . . . . . . Pressioni ammissibili kg/cm² 0-1 0 2 m 10 m 5 2 3 8 4 10 0 0. . .5 p ° 1.I. siano nello strato i. . . .25P° b A. . . . . . . . . . . .E. . . . . . . . . . . . . . . . . .r. . b) molle-plastico. . . . .l. . . . . . . . . . . . .67P° 0.5 b/2 Z =2 0. . . . . . d) semisolido. . Pali infissi a) Pali in legno: lunghezza 6 ÷ 10 m diametro medio 20 ÷ 30 cm carico max. .8 1. . . . .0 oppure profili composti. . 2) fortemente resistenti (carico di rottura non inferiore a 50 kg/cm²). . . . . . 2) Terreni paludosi. . . . . . . . ecc. . . .5 p ° 1. . . . . . . . . . . . . . . .C. . . . . . . .5÷2d p Tipi di pali in legno b) Pali in ferro: profili p puntazza metallica QUALITÀ DEL TERRENO 1) Terreni smossi non compatti. . . . .0 b/2 Z = 0. . . e) solido. 1) di resistenza mediocre. . . . .4 0.5 p ° b/2 Z =3 b/2 Z =4 b/2 P P ° 45° Z= b 2 ° Z= 3b 2 Z= b 0. . . . . . .10 1. . . . . . . . . . . . . . . porfidi. . . . . . . . . . b) sabbia con grani fra 1 e 3 mm. . a) sabbia con grani inferiori a 1 mm. . . . S. . . . . . . . . . . . . . c) sabbia con ghiaia (con almeno 1/2 di ghiaia). . . . . . . . la pressione media prodotta dalle fondazioni σ ied il modulo di compressibilità della terra (da determinarsi in laboratorio) E : il cedimento. . . . . . . . . . . . . . . . . torbosi. . fluido-plastico. . . . . . . .5 b/2 Z = 0. . . i totale risulta C= n ∑i σ i 1 Ei ) e π tg ϕ hi b Formule nastriforme di larghezza b spinta alla profondità t Formula di Rankine: pressione limite di rottura: pl = γt h tg 4( π ϕ pa< 1 p 4÷6 l FONDAZIONI SU PALI 1. . . .

in tonnellate Per la sua applicazione si introduce il coefficiente di sicurezza B.r.40 SEZIONE B 5 ø 32 B 22 32 5 Pali trivellati Pali SCAC e=affondamento medio degli ultimi colpi.8 26.Pali Franki b) mediante asportazione di terreno Pali trivellanti: diametri da 25 a 60 cm Pali Benoto: di grande diametro: diametri da 80 a 150.50÷1. S.10÷0. in tonnellate C=peso della cuffia.7 11.0 134.30 0.I. forma conica Calcolo: si calcolano preferibilmente con le formule dinamiche.40÷1. Nota: i pali infissi sono particolarmente adatti a formare palificate di tipo sospeso.4 38.4 20. Tubi in iniezione virole con rotazione alternata 600 SEZIONE A dove H=caduta del maglio.5 355. in cm 10 37 57 10 13.C.40 0. ρ amm.20÷0. . in cm G= peso proprio del palo.0 12.00 Coefficiente di sicurezza: si assume un coefficiente di sicurezza compreso fra 3 e 4. p2 portata per attrito laterale.P.5 3.32 tg²ϕ ) Σ l l l D=diametro alla base del palo S´ Σ l l 4 Γ l=peso di volume dei vari strati di terreno φ=angolo di attrito del terreno di base.50 0. Formula di Brix (per pali battuti in base al rifiuto). ρ= 4 Q² (G+C) H 4 Q (G+C)² H Pali Simplex . Calcolo: si calcolano mediante le formule statiche.2 Tabella di valori degli S¹ 20° 25° 30° 35° 40° 6. = ρ1+ρ2 η ρ1+ρ2 = Pali Frankl ≥ Tipi du plinti su pali Distanza fra i pali: 3 diametri 3÷4 A.PROGETTAZIONE STATICA FONDAZIONI Pali SCAC 57 A caratteristiche: notevoli lunghezze (oltre i 20 m) Leggerezza. 63 Manuale dell’Architetto . in tonnellate Q=peso del maglio.l.4 15° 4.5 79. è conveniente adottare un valore medi della portata lungo tutto il fusto p2=K π D Σ ll l φ Pali Simplex S¹ ndn * S¹ ndn 10° 2.00 0.Pali gettati in opera a) mediante infissione del tubo forma e senza asportazione del terreno.0 6. Riferimenti k (Kg/cm²) 0.20÷0. II.0 TERRA Sabbia sciolta Sabbia compatta-ghiaia Limo-argilla plastica Argille sabbiose Argille compatte 45° 178 1096 Calcestruzzo (*) Questi valori sono sperimentali e valgono per forti infissioni in terreni consolidati.2 57.E. Formula di Cquot -Kerisel: dove Pali Benoto conglomerato iniettato ρ= π D² 4 • tg² π + ϕ 4 4 ( ) • e π tg ϕ • p1=portata limite alla punta π D² • (1+0.

r.A.E. S. 64 Manuale dell’Architetto .P. SEZ A-A 500 500 Sezione delle banchine 400 500 500 500 400 500 trave di collegamento A.PROGETTAZIONE STATICA FONDAZIONI FONDAZIONE SU PILASTRI ED ARCHI 1000 SEZIONE Per terreni sciolti e franosi o in terreni di media compattezza profondità >3÷4 m SEZIONE Pilastro in muratura di pietrame Pilastro in muracon camicia di tura di pietrame mattoni senza camicia Pilastro in calcestruzzo con camicia di mattoni PIANTA PIANTA FONDAZIONE SU PILASTRI ED ARCHI ROVESCI FONDAZIONE A CORDOLI IN C.l.I.C.

50 m = A 0.8 kg = S= 5335 kg 1 P2 y 1 1.PROGETTAZIONE STATICA MURI DI SOSTEGNO sovraccarico h h h Sr h/2 Sp° h/3 1.P.55 d1 h=5.66 m = y 2 2.50 1.00 d2 P1 S2 1188.l.C.70 a=2.E. S.r. 65 Manuale dell’Architetto .70 D C sovraccarico h=0.I.20 B A.

90 • 3. componendo la spintaS1 con a) dal punto B si traccia una retta il peso P1 e le sue componenti orizzonche formi con l'orizzontale un angolo tale e verticale uguale all'angolo di attrito ϕ = 30°. sia M il punto d'intersezione con la Oa = O1 = 11331.P. 2) Si determina la spinta P1 del prisma di terra BCC’ P = 1 0.16 kg 11331.76 = 11731. Coefficiente d'attrito del manufatto sul terreno f = 0.16 kg superficie del terrapieno.5 = R° 11331.63 kg.90. 6) Si congiunge il punto G con lo e) si traccia l'altezza f del triangolo FNL relativa al lato LF : f = 3.10 • 1.19 B' 3) Si determina la spinta Sa che il terrapieno esercita sul paramento a monte del muro.73 m = 0. cercata.r.= 29481.71 m < 3 3 metro BM. con R = O = O = 11331.00 • 1600 = 2289.76.20 chio che intersechi nei punto F il dia= 0.80+2.03 kg.PROGETTAZIONE STATICA MURI DI SOSTEGNO Verifica allo scorrimento Resistenza di attrito T = f P = 0.I.C. tro BM nel punto L: FN = FL = e = 3.4 > µ ° = 2 TU S= 1 = γt• e • f = 2 1 = 1600 • 3. 3 23400 = 2.46 • 6.22 • 1.63 v= = 1.50 S 6543.20 cos 15° = = f Rv 0.16 kg o a 1 centro in F e raggio FN si descrive un R = V + P = 5325.E. Sa = 12530 kg Va = V 1+ P1 = =3036. Poiché il centro di pressione è esterno al terzo medio.60= =5325. 66 Manuale dell’Architetto .20 cos 15° = = 3036.S1 cos δ = 11731. Peso specifico della terra γt = 1600 kg/m². Peso specifico del manufatto γm = = 2400 kg/m³.20 kg 2 8) Si calcola il grado di stabilità allo e le sue componenti orizzontale e ver.8 1) Si determina la spinta S che il terrapieno esercita sul paramentoverticale BC' fittizio: essa si suppone parallela alla superficie superiore del terrapieno.00 • 2400= 2 =24156 kg che è applicato nel suo baricentroG.03+2289.R = 31511kg cie del terrapieno nel punto N.scorrimento ticale O1 .63kg 2.30 M r – Ma AO = = renza il punto E. la massima compressione dell'estremo A risulta: σmax = 2 P = 2 3 AO • • P2 = 0. Angolo di attrito interno ϕ = 30°.63 + 24156 = v a 2 arco di cerchio che intersechi ildiame. La figura rappresenta la sezione verticale del manufatto eseguita con un piano normale all'asse longitudinale di esso.60 kg 1 2 A a/3 O a/3 a/3 B A' σ=2. mediante la relazione: spigolo A e si prolunga il segmento G1A fino ad intersecare ne punto S il prolungamento della spinta Sa = Ut. con centro in B e = P 23400 raggio BE si descrive un arco di cera 2.8 > v° = 1.5 • 23400 = 11700 kg Grado di stabilità allo scorrimento v = T = 11700 = 1.50 • 6.l.58 • 29481. trascurando la resistenza a trazione della muratura. S. f) si calcola la spinta S.19 kg/cm² 71100 5) Si compone nel punto G1 (punto di intersezione della retta di applicazione di P2 e della retta di applicazione di Sa) con la spinta Sa ottenendo la risultante R e le sue componenti orizzontale e d) dal punto F si traccia la parallela verticale alla C’D fino ad intersecare la superfi.13 0. 1 MURO DI SOSTEGNO CON PARAMENTI A SCARPA Il terrapieno è limitato superiormente da un piano inclinato di 15° sull'orizzonte.4) Si calcola il peso del muro zione della superficie superiore del di sostegno terrapieno: Verifica allo schiacciamento c) si descrive una semicirconfeDistanza del centro di pressione 0 dall'estrema A maggiormente compresso: renza di diametro BM e dal punto D si traccia una retta ad esso perpendicolare.51> v° =1. è applicata ad una distanza dalla base del muro uguale ad un terzo dell'altezza h' e la sua grandezza si ottiene con il seguente procedimento grafico: V1 .07 b) dal punto C' si traccia una retta C'D che formi con la normale alla BM un angolo uguale all'angolo d'inclina.16 A. 7) Si calcola il grado di stabilità al ribaltamento µ = SU = 3.58.S1 cos δ = 11731. determinando sulla semicirconfe28540 -11861.

. Con impalcati a cassone l’effetto dell’eccentricità del sovraccarico andràconsiderato come azione torcente. Lecompressioni massima e minima in A e in B risultano: max 34600 = min 340100 = 1 ± 6(1. L’effetto dinamico si valuta con laformula: P'= 1+ (100-l)² 100 (250-l) essendo L in metri la distanza fra gli appoggi della struttura che si calcola.79 Kg/cm² + 0. { + 1. travi Gerber.) si assumerà la distanza fra gli appoggi sul suolo.SOVRACCARICHI SULLE STRUTTURE 0.I.40 d1 = 2. in difetto di uncalcolo esatto.250 Kg/m Carreggiata . 67 Manuale dell’Architetto .7 del peso di un autocarro.00 d 2= 1.70-1. Strade 1° categoria: quando venga richiesto dalle autorità militari andrà considerato anche il transito dei treni di carichi illustrati alla pagina seguente.27) 3.E.10 4.60 = 1.13 < 1. ecc..r...40 = 1.24 Kg/cm² SOVRACCARICHI MOBILI SULLE STRUTTURE Sovraccarichi sui ponti Marciapedi (incluso effetto dinamico) 500 Kg/m² in alternanza dovrà considerarsi il transito in isvio dalla carreggiata di una ruota di autocarro da 5 t ( incluso effetto dinamico) con un momento all’incastro M = 2500 Km/m Ringiere dei parapetti...Eccezzionali: c) un carico isolato ( schema VI) affiancato ad uno o più treni di autocarri da 12 t come sopra e folla compatta sui marciapiedi..60 h=6. 8) secondo gli schemi in figura. affiancati alle colonne di autocarri con le seguenti combinazioni: Normali: -La più sfavorevole delle seguenti condizioni: A. Nelle strutture con snodi (archi a 3 cerniere. dovuta all’eccentricità trasversale.C.40 A 1. La forza frenante sarà valutata pari ad 1/10 del sovraccarico costituito da una sola colonna indefinita di autocarri (senza l’incremento dinamico) e comunque non inferiore a 0.45 Muro di sostegno in cemento armato AO= Me .l.60 P2 5 0.10 34..PROGETTAZIONE STATICA MURI DI SOSTEGNO . La ripartizione dei carichi tra le strutture longitudinali.PP..21. Tutte le nervature dovranno essere dimensionate comequeòlla più sollecitata.98 . forza orizzontale corrimano.70 del peso di due autocarri e per le strade di 2° categoria a 0.65 P3 h/3 d4= 1.P. Eccezionali: c)un carico isolato (schema VI) affiancato ad uno o più treni di autocarri da 12 t come sopra e folla compatta sui marciapedi.65 0.27 m Ampiezza del nocciolo centrale: a 3 = 3.40 = a) un treno indefinito di carichi (schema IV) affiancato ad uno o più treni d’autocarri da 12 t (secondo lo schema I) e folla compatta sui marciapedi: b) un treno indefinito di carichi ( schema V) affiancato a d uno o più treni d’autocarri da 12 t come sopra e folla compatta sui marciapedi.Mr P = 64. Con più di 4 nervatìure longitudinali si adotterà per tutte le nervature la media delle sollecitazionirisultanti per la nervatura esterna e quella vicina.00 d 3= 0.27 3 Il centro di pressione è interno al nocciolo: lasezione risulta totalmente compressa.Strade 2° categoria: rullo compressore da 18 t o colonna di autocarri da 12 t (norma minesteriale LL.. S. potrà valutarsi.70 P4 0.60 P1 6. n. adottando l’ipotesi di traversi infinitamente rigidi.27 0 a B 2.

4) q α V -0.32 5.04 trattore t 19.54 rimorchio t 55 2. 1055) A.0.4 q Schemi di distribuzione delle pressioni e depressioni (Norme D.50 3.34 7t 3.32 5.8 q .I.635 2.87 7t 1.32 5.31 4.0.0.C.32 5.02 3.02 14 t 14 t 3.86 0.50 SCHEMA VI 19 t 18 t 18 t 4.l.32 5.5 1.I.5 rimorchio t 42 t 32 3.890 0.42 1.685 2.0.635 2.tipo per il calcolo delle opere d'arte su strade di grande comunicazione (1.2 senα .4 q + 0.PROGETTAZIONE STATICA SOVRACCARICHI SULLE STRUTTURE 61.32 t t t t t t 74. 68 Manuale dell’Architetto .0.4) q α V V .890 4.5 t 3.42 SAGOME SCHEMA IV SAGOMA SCHEMA V SAGOMA SCHEMA VI Schemi di carichi .61 0.4 q + 0.P.4 q (1.34 7t 3.5 t trattore rimorchio 5.4 q + 0.87 7t 1.20 1.00 5.00 trattore t 19.20 1.N.E.86 0.8 q .525 0.88 2.04 1.54 2.86 4.50 SCHEMA IV 0.31 14 t 32 t 4.0.8 q .r.2 senα .88 2.61 0.00 SCHEMA V rimorchio 5.50 3. S.5 t 3.5 trattore 4.

44 12.44 16.PROGETTAZIONE STATICA TABELLE TRAVI E PILASTRI b = base della trave in cm y1 h = altezza della trave in cm M r = momento resistente della trave in kgm h ω F =area dell'armatura tesa in cm² y1 =distanza dell'asse neutro dal lembo compresso in cm ωF b σc = 40 kg/cm² σ = 1400 kg/cm² f y1 ωf Mr 237 599 1088 1666 2489 297 749 1260 2082 3111 4345 5785 899 1512 2499 3733 5215 6943 8917 1.66 13.87 3107 7.79 4.29 10.86 7.31 90 10404 9.66 3.73 18.77 9.37 2089 16.04 1.65 18.36 6.01 10.51 9.86 7.09 1124 1889 3223 4977 6517 8676 11145 1311 2204 3644 5443 7603 10123 13002 16241 1.72 10.52 N = 10 σc = 45 Ac Af cm² cm² 125 1.66 13.40 3.99 12.99 2.P.37 2778 6.10 3.77 6.08 3.01 σf =1400 kg/cm² ferro omogeneo σf =1800 kg/cm² ferro acciaioso σ c = 50 kg/cm² σ = 1400 kg/cm² σ = 1800 kg/cm² f f y1 y1 ωf ωf Mr Mr 524 1322 2222 3674 5488 2.40 8.77 6.61 6370 37.12 3.95 16.22 4.21 14.77 20.99 2.68 1044 8.67 292 2.75 4.74 4.01 1879 6.43 16.35 12.29 10.87 15.21 6.26 470 3.34 376 3.65 12757 13.01 11.36 3.81 13.14 5.68 5.4 11.77 11.29 4.l.77 1574 3.85 9.65 6003 3.82 2654 20.99 12.01 11.35 7.77 9.37 12.43 16.99 60 4356 6.C.63 3734 26.77 371 2.71 5.75 15.72 10.96 476 3.2 5.78 7.77 20.45 2828 21.34 2511 19.47 9.4 8.65 18.75 157 1.08 3.78 5375 33.01 783 6.32 4.73 18.87 15.04 5. tonn.65 3.86 443 3.01 10.59 3785 26.01 6860 9.37 5.29 23.35 3.35 7.83 13.99 12.63 4278 29.76 627 5.35 3.99 7.51 8.25 219 1.07 5.99 40 1764 3.77 3.03 1671 13.83 13.77 7.77 308 2.28 8.21 14.43 5431 5.51 8.43 16.12 370 2.42 11.20 6.29 10.91 6.09 1.51 12.21 14.59 21.46 12.01 835 6.05 3.86 5.70 2118 16.42 2.03 1566 12.26 2.36 N.99 2161 5.5 794 6. A.77 1.9 4212 29.03 6.65 18.09 70 6084 7.56 9.03 2.12 4.04 2195 17.26 345 2.10 11.87 21.48 7.99 3.37 8.68 543 4.86 6. – Le tabelle velgono quando l'altezza del pilastro non supera la dimensione minore della sua sezione.87 5.03 15.13 13.r.77 2.58 1587 12.57 9.45 7.1 18.27 5.37 8.66 11.10 3359 24.73 18.65 18.45 14.09 934 1569 2593 3889 5410 7203 9252 1089 1830 3025 4519 6312 8404 10794 13483 1.40 17.99 7.77 9.45 24.01 459 3.82 N.64 9.50 6.57 4.93 5.87 15.25 6.83 2.37 2.E.93 6753 38.12 8.47 10.16 10.01 12.48 12.66 5.17 4.53 1880 15.76 407 3.47 4.96 3.27 365 2.78 16.98 4.17 7.46 PILASTRI IN CEMENTO ARMATO A SEZIONE RETTANGOLARE SOTTOPOSTI A PRESSIONE CENTRATA N = Carico assiale in tonnellate A c = area del conglomerato= axb in cm² ωF b ω F =area dell'armatura longitudinale in cm² σc = 35 kg/cm² (cemento normale) σc =45 σc = 60 kg/cm² (cemento alta resistenza) a σc = 35 Ac Af cm² cm² 159 1.87 5.77 1307 4.39 3.63 4.19 2.21 TRAVI IN CEMENTO ARMATO A SEZIONE RETTANGOLARE SEMPLICEMENTE INFLESSE σc = 40 kg/cm² per cemento normale σc = 50 kg/cm² per cemento alta resistenza 70 σ c = 50 kg/cm² σ = 1400 kg/cm² f y1 ωf Mr 297 749 1259 2082 3110 1.99 7.47 17.19 4592 8.47 1323 10.01 12.73 4642 4.52 1253 10. B.25 7.40 8.31 7.40 4.4 17.22 7.85 6.03 15.77 2.99 2603 4.44 2. 69a Manuale dell’Architetto .26 13.59 21.79 4.45 2934 22.19 10.43 4508 7.35 1058 8.69 3.37 4.36 3192 23.75 6.37 3945 27.71 4.28 18.68 6.23 8.07 15.I.03 15.29 1983 3333 5511 8232 11498 15309 19663 2314 3889 6429 9605 13415 17860 22941 28650 5.99 12.80 7.03 10.19 10.88 50 2916 4.14 14.81 582 4.27 940 7.65 15.21 3888 5.57 3.27 8.24 7.35 1253 10.34 8.14 22.76 8.83 9582 11.66 13.00 209 1.66 688 5.94 16.72 10.78 10.63 9.00 8163 40.74 8.03 1. 6 10 14 18 22 26 30 40 50 60 80 100 120 140 160 180 200 250 300 b n 20/ 20 30 40 50 60 25/ 20 30 40 50 60 70 80 30/ 30 40 50 60 70 80 90 1.04 N=8 σc = 60 Ac Af cm² cm² 94 0.35 4825 31.9 10.65 7230 2.62 2511 19.59 21.77 9.99 937 2.40 17.99 7.41 4.22 6.99 778 3.78 21.01 12.43 4.51 35/ 30 1049 2.04 5287 33.63 7.65 15.72 4748 31.93 10.87 21.17 5.08 13.21 σ f = 1800 kg/cm² y1 ωf Mr 247 622 1046 1729 2582 0.91 1.1 80 8100 8.91 1653 4.14 6.91 6.72 1118 5.15 5.34 627 5.21 3228 6.43 16.66 7.21 14.05 2.42 100 12996 10.73 13.81 13.46 3146 23.75 282 2.84 4. S.45 24.99 4.09 655 3.31 27.17 554 1398 2379 3884 5802 8104 10730 1677 2819 4661 6963 9725 12948 16630 1957 3289 5437 8123 11346 15106 19402 24236 1.

h ωf A.54 4.55 6.95 16.27 27.66 13.67 18.51 24.73 18.73 11.39 7.41 21.14 22.15 27.99 12.82 6.38 7.40 17.32 11.47 10.29 10.29 19.57 7.58 3.7 6.23 19.47 8.87 15.43 16.4 15.77 9.11 13.73 10.11 20.64 7.29 19.47 65546 60.47 17.25 10.03 32.70 10.65 15.43 16.13 Solette σ c = 40 kg/cm² σ c = 50 kg/cm² h σ f=1400 kg/cm² σ f =1400 kg/cm² σ f=1400 kg/cm² in cm (per b= M Mr ωf ωf Mr ωf r 100) Kgm Kgm cm² cm² Kgm cm² 8 10 12 14 16 173 297 453 642 865 2.29 81876 67.56 7.96 8.47 10.43 16.82 30.21 14.66 13.31 25.29 6.88 27.43 16.72 13.32 10.67 19.65 18.77 9.03 15.41 33.77 5.08 16.07 5.65 18.PROGETTAZIONE STATICA TABELLE TRAVI E PILASTRI b σc = 40 kg/cm² σ f = 1400 kg/cm² y1 ωf Mr 2016 3332 4978 6953 9257 11890 14853 18144 21765 2268 3749 5600 7822 10414 13376 16709 20412 24485 4165 6223 8691 11571 14863 18566 22680 27206 1189 2299 5040 8331 12446 17383 23143 29726 37132 45361 54413 4.83 27.61 3.84 11.19 10.76 33.75 10.14 22.1 19.89 12.98 5.25 8.51 32.32 3.65 18.03 32.89 30.53 7.87 21.l.04 9.25 26.57 8.P.53 σ c = 50 kg/cm² σ = 1400 kg/cm² f y1 ωf Mr 2519 4164 6221 8689 11569 14860 18562 22652 27200 2834 4635 6999 9775 13015 16717 20882 25483 30600 5206 7777 10862 14461 18575 23202 28315 34000 1485 3748 6298 10412 15554 21724 28923 37150 46405 56630 68001 5.r.37 30.8 11.93 13.01 9399 16.21 14.31 27.11 100020 75.87 15537 20.26 26.85 7.75 180 308 470 666 897 1.59 9.59 21.93 21.45 24.31 25.03 32.77 20.65 18.09 23.53 σ f = 1800 kg/cm² y1 ωf Mr 2092 3457 5165 7214 9604 12336 15410 18825 22586 2353 3889 5810 8115 10805 13878 17336 21178 25409 4322 6456 9017 12006 15421 19262 23531 28233 1234 3112 5229 8644 12913 18035 24012 30842 38525 47063 56466 3.36 13.99 7.99 12.31 25.71 15.15 8.96 37.91 13.64 2.68 6.21 14.I.37 11113 25.87 13.97 18.45 24.89 3579 6214 9123 12967 17264 22174 27698 33837 40589 4229 6991 10444 14588 19422 24946 31161 38066 45663 7768 11605 16209 21580 27718 34623 42296 50737 6.83 23.93 24.02 16.26 10.51 24.31 27.E.99 12.29 11.95 24.5 15.79 15.68 23.82 8.06 2.31 25.41 20.12 8.83 27.93 119979 82.87 21.24 17.88 16. S.56 41.09 23.65 51030 53.91 10.09 23.56 4.14 22.71 17.45 43160 34.53 14.19 10.17 30.6 21.55 11.14 10.17 12.40 12.01 27443 39.7 41.51 29.21 14.65 18.93 10.64 21.58 33.09 2622 12.19 10.88 16.33 27.87 21.17 4.66 13.93 8.C.03 15.43 5.66 13.83 13.99 12.21 14.5 13.25 n 40/ 40 50 60 70 80 90 100 110 120 45/ 40 50 60 70 80 90 100 110 120 50/ 50 60 70 80 90 100 110 120 100/ 20 30 40 50 60 70 80 90 100 110 120 3.11 6.5 10.94 8.11 20.47 17.49 17.19 30.88 27.99 26.77 9.87 15.87 15.83 13.75 21.87 21.96 19.87 21.88 15.65 15.09 23.73 18.87 21.4 17.25 8.27 4.16 4.45 24.09 23.01 12.41 7.54 8.31 25.19 18371 32.03 15.06 33.03 16.61 11.19 10.83 9.32 6.36 11.87 18.60 10.23 9.83 13.6 17.09 23.21 9.53 9.74 18.51 24.83 11.31 25.77 20.21 14.77 5.93 6.09 23.44 13.99 12.11 20.96 4.31 27.01 17.90 30.66 15.53 7.16 3.77 9.37 8.65 18.17 30.71 20.77 20.73 18.61 13.40 8.31 55436 39.18 16.77 9.87 21.89 17.26 6. A tale scopo le tabelle sono state estese a valori elevati di b.20 5.03 15.75 20.25 7.65 18.65 3.91 11.83 25.99 12.35 11.46 23.41 18.17 69247 43.65 15.81 17.73 37.37 4.52 15.21 14.26 14.01 11.9 14.03 84593 48.25 7.02 12.21 14.05 32.14 22.03 6.85 20.73 26.8 29.77 20.29 14.83 38329 46.77 9.86 2218 7.69 3.87 21.57 23.37 8.57 8.01 11.59 217 371 566 803 1081 2.40 17.11 20.99 13.55 5.31 25.01 13.08 14.53 9.53 3.38 8.43 16.04 8.89 10. 69b Manuale dell’Architetto .01 11.15 2.23 36.03 21.03 13.09 23.96 5.52 9.86 21.41 18.67 45.31 25.86 15.29 19.59 21.17 12.56 19.99 12.01 12.65 24.46 24.93 σ c = 50 kg/cm² σ f = 1400 kg/cm² σ = 1800 kg/cm² f y1 y1 ωf ωf Mr Mr 4445 7348 10977 15331 20412 26218 32750 40008 47991 5000 8266 12349 17248 22963 29495 36844 45009 53990 9185 13721 19164 25515 32773 40938 50010 59989 10.68 12.47 17.73 23210 25.99 6.84 22.99 7.25 4.61 18.28 9.40 17.89 101474 53.52 4.59 21.17 30.29 10.29 10.39 8.66 10.99 12.66 b y 1 s Nota – Le tabelle delle travi possono venire impiegate anche per le sezioni a T quando lo spessore s della soletta supera la distanza y1 ovvero si mantiene poco inferiore ad essa.27 14.65 18.53 3.92 12.72 5593 12. In tal caso b rappresenta la larghezza della soletta compartecipante.76 12.43 16.43 16.91 6613 19.03 6.59 32418 30.51 24.8 37.43 16.45 15.

213 218 222 227 0.P.503 0.I.454 473 492 511 0.221 47 408 225 48 401 229 49 395 234 50 0.247 251 255 259 0.918 916 915 914 0.09 130 167 200 0.473 0.97 957 944 933 0.406 422 438 454 0.607 643 736 k 0.E.423 0.912 910 907 905 0.193 0619 20 0.327 0.914 912 911 909 0.416 0.92 921 919 917 0.89 886 883 880 0.125 1. 70a Manuale dell’Architetto .797 133 25 0.506 0.186 39 477 190 40 467 195 41 458 199 42 0.787 833 952 k 0.25 259 265 270 0.280 k 0.221 226 231 236 0.3 301 306 310 0.294 302 310 318 0.978 968 958 949 0.655 164 30 0.908 906 905 903 0.2 205 210 216 0.045 98 167 250 0.313 329 346 363 0.149 39 504 153 40 493 156 41 483 160 42 0.531 551 571 592 0.l.31 52 356 316 54 346 327 56 336 338 58 0.367 0.005 1.241 245 250 255 0.891 889 883 σ = 1400 kg/cm² f σc α β kg/cm² 10 1.381 399 417 435 0.92 918 917 915 0.263 271 278 286 0.459 0.178 47 430 182 48 422 185 49 415 188 50 0.37 375 394 η 0.28 281 286 291 0.47 503 537 571 0.523 547 571 596 0.192 52 395 199 54 383 205 56 372 212 58 0.326 333 351 η 0.29 47 386 290 48 380 295 49 373 301 50 0.25 265 281 297 0.926 925 923 921 0.237 250 263 276 0.621 647 672 698 0.203 43 440 208 44 431 212 45 423 217 46 0.974 963 952 943 0.19 31 544 199 32 530 205 33 516 211 34 0.9 900 898 897 0.941 940 938 936 0.23 237 242 248 0.22 35 491 223 36 480 229 37 469 235 38 0.88 875 869 σ f = 1200 kg/cm² σc α β kg/cm² 10 1.C.12 31 615 124 32 598 127 33 582 131 34 0.024 052 089 135 0.345 0.9 893 892 890 0.24 39 449 246 40 440 251 41 431 257 42 0.902 899 897 894 0.32 320 324 329 0.219 60 351 226 65 329 243 n=10 γ 0.702 126 30 0.189 201 213 225 0.277 281 286 290 0.135 35 553 138 36 540 142 37 527 146 38 0.032 69 119 180 0.067 097 125 152 0.149 31 581 154 32 565 159 33 550 163 34 0.929 927 926 924 0.26 43 415 268 44 407 274 45 400 277 46 0.914 082 25 0.29 303 317 332 0.408 0.0417 15 1.341 454 476 500 0.259 264 26 273 0.613 655 698 742 0.164 43 463 167 44 454 171 45 446 174 46 0.35 60 319 359 65 300 384 FLESSIONE SEMPLICE – Sezione rettangolare con sola armatura tesa n=10 γ 0.935 933 932 930 0.PROGETTAZIONE STATICA TABELLE SEZIONI RETTANGOLARI σ f = 1000 kg/cm² σc α β kg/cm² 10 1.515 0.361 0.065 1.238 52 376 246 54 365 254 56 354 263 58 0.r.272 60 335 280 65 315 300 n=10 γ 0.902 900 894 A.634 0.052 15 1.752 0.725 751 778 806 0.833 889 947 1.176 181 186 191 0.168 35 523 172 36 511 177 37 499 181 38 488 0.393 0. S.933 932 930 928 0.923 922 920 919 0.448 0.293 300 317 η 0.438 0.346 361 376 391 0.034 101 20 0.077 111 143 172 0.559 0.746 101 30 0.91 906 905 903 0.567 0.598 0.07 15 1.388 0.195 200 205 209 0.346 367 388 409 0.536 0.857 102 25 0.231 235 239 243 0.634 0.92 914 912 910 0.33 342 351 359 0.116 78 20 0.

24 242 245 248 0. γ.928 927 926 925 0.476 468 460 452 0. n =8σ c = 60 kg/cm² σf =1600 kg/cm².122 0.048 070 091 111 0..783 k 0.173 176 179 182 0. fig.172 100 (oppure Af = 390000 x 22 = 5.106 108 111 113 0.115 118 120 122 0.126 44 518 128 45 508 131 46 498 134 47 0.329. Perciò: Af = 0.089 32 688 095 34 652 101 36 620 106 38 0.178 188 199 209 0.226.301 311 320 329 0. Perciò : d =0. S.r.) d =α M b β .185 188 191 194 0. y = kd .2 cm.122 138 155 171 0. t = 0. β =0.143 145 147 149 0. = 390000/22 M/b In corrispondenza di questo valore diα.471 485 497 512 0.38 176 64 375 0.6 = 8.19 194 197 200 0.489 0.158 57 413 161 58 407 163 59 0.261 271 281 290 0.259 n=8 γ 0.917 913 909 905 0.281 n=8 β 0.984 977 970 963 0. η = 0.432 x 28 x 70.938 937 936 935 0.64 714 791 873 0.25 262 274 286 0.13 138 145 153 0. d = 70 Richiesti:σc Af. γ = 0.768 724 684 650 0.957 954 952 949 0.124 127 129 131 0. Af= 100 Mb = γ b d . Af.901 1° Esempio: Dati: M = 8790 kgm. β = 0.I.16 164 167 170 0. η = 0.6 = 65.916 915 914 914 0.094 099 101 104 0.865 075 30 0.171. b = 22.927 926 926 924 0.P.3 cm.986 979 973 967 0.941 940 939 938 0.399 046 20 1.169 61 390 171 62 385 174 63 0.16 167 170 174 0.923 x 70.931 930 929 928 0. Tali quantità vengono impiegate nelle formule (v.396 390 385 380 0.229 232 235 237 0.112 40 564 117 41 551 120 42 540 123 43 0.177 180 184 187 0. le tabelle danno:σc = 35 kg/cm². t = 0.956 k 0. t Dalle tabelle risulta: α = 0.1 cm² 0.216 219 222 225 0.026 0.947 945 944 943 0.909 905 901 0.38 051 063 0.147 53 440 150 54 433 153 55 0.152 168 175 184 0.619 591 578 565 0.396.375 371 366 362 0.228 231 234 237 0.2312 x 70.015 033 057 087 0. Richiesti: d.554 542 531 521 0.341 323 307 293 0.432. η in funzione di σc e σf.28 290 301 313 0.341 351 361 372 0.225 235 243 252 0.445 438 431 425 0.208 211 213 216 0.012 026 045 069 0.16 162 165 167 0.137 49 480 139 50 471 142 51 463 145 52 0. A.6 = 16.171 879000 x 28= 8.323 336 348 358 0.932 931 930 929 0.525 539 551 568 0.PROGETTAZIONE STATICA TABELLE SEZIONI RETTANGOLARI USO DELLE TABELLE PER IL CALCOLO DIRETTO DELLE SEZIONI RETTANGOLARI A FLESSIONE SEMPLICE CON SOLA ARMATURA TESA N C y Le tabelle contengono i valori di α. k = 0.896 889 σ f = 1800kg/cm² σc α kg/cm² 10 15 20 25 30 32 34 36 38 40 41 42 43 44 45 46 47 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 75 80 85 90 95 100 2. k.179 65 370 182 66 365 184 67 0. γ = 0.381 395 405 416 0.925.6 cm .19 207 218 228 0.191 199 209 217 0.91 0.522 582 648 713 0.189 69 352 192 70 347 194 75 0.924 923 922 921 0.712.322 η 0.297 η 0. β.401 166 60 396 0. t.184 1.22 γ 0.925 x 70 = 64.066 0. y.134 136 138 140 0. y.118 125 131 138 0.511 502 493 484 0.371 383 395 408 0 432 446 457 0.1) 100 y = 0.5) 100 y = 0.21 85 296 222 90 283 234 95 0.273 286 298 310 0.590 0.419 413 407 401 0. 100 d r Ar b N = σF A f t = braccio della coppia interna =η d FLESSIONE SEMPLICE – Sezione rettangolare con sola armatura tesa σ f = 1600kg/cm² σc α β kg/cm² 10 2.923.144 151 154 157 0.8 cm.528 0.251 254 257 259 0..525. 2° Esempio: Dati: M = 3900 kgm. b = 28 cm.92 919 919 917 0.5 cm² .8 cm. 70 α= d = 0.031 15 1.924 923 922 921 0.226 x 70 = 15.219 221 224 227 0.151 154 156 158 0.075 080 085 090 0.329 x 22 x 70 = 5.961 958 956 954 0.935 934 933 932 0.239 247 258 269 0.731 0.432.098 110 124 138 0.l. 100 (oppure Af = 0.947 944 943 942 0.952 950 949 948 0. 28 Af = 0.942 941 940 939 0.36 187 68 356 0.455 0. K = 0. n =10 σf =1200.271 247 100 260 0.426 155 56 420 0.196 199 202 205 0.328 197 80 311 0.043 062 082 100 0.065 061 25 0. 70b Manuale dell’Architetto .396 879000 = 70.E.937 935 934 933 0.427 437 451 461 0.203 206 209 213 0.476 1.C.

4. 2.l.r.C.P. S. 71 Manuale dell’Architetto .5 τ max τ max 22 2ø12 1ø14 1ø14 1ø14 2ø18 2ø16 2ø14 1ø14 1ø14 1ø14 2ø14 246 123 246 ø20 4 ø18 ø18 492 615 ø18 ø18 ø20 ø2 18 30 ø20+2 14 90 615 10 55 30 2ø14 ø18 ø18 ø20 2ø14 ø18 ø18 ø20 ø20 2 20 1ø20+2ø28 2ø18 1ø20+2ø28 ø20 A. 3.PROGETTAZIONE STATICA ESEMPI DI STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO Tipi di travi: 1.I.E. 1ø34 1ø32 1ø32 1ø28 3ø20 102 600 32 70 35 25 ø7 2ø22 trave appoggiata 1ø 34 mensola trave continua 25 trave continua con nervature secondarie 120 a t 25 54 ø7 15 ø12 ø12 ø16 τ max 2 ø10 1 ø14 3 τ max ø14 540 ø14 ø14 ø14 ø16 ø16 ø14 ø14 ø14 540 10 52.

l.l.l. S.I.P.m.C. 8 30 2 30 A. 72 Manuale dell’Architetto .m.l.PROGETTAZIONE STATICA ESEMPI DI STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO 2 20 2 20 2 20 2 20 2 2 2 20 2 20 2 7 20 2 1 2 20 2 20 Elemento di fabbricato in cemento armato 1 20 2 20 2 20 1 2 2 6 20 2 1 2 20 310 30 4 20 450 30 4 20 A 50 B 40 40 8 4 20 42 8 4 4 20 310 50 SEZIONE A B 8 15 490 3 22 6 22 4 15 70 6 22 55 Fondazione a platea in cemento armato 80 8 15 3 22 3 22 90 8 15 12 22 490 70 55 8 15 16 22 70 4 15 8 ogni 30" Fondazione a platea in cemento armato 780 8 ogni 30" 6 18 50 65x60 8 4 25x2 6 18 2 15 2 15 6 18 7 30 1 30 2 30 45 10 a 6 br. 30 10 10 p.E. 2 20 2 15 120 2 15 8 ogni 30" 10 8 p. 30 7 90 7 30 2 12 10 10 p.m.r.

/32" 145 1 8/16" L=200 1 6/32" L=10.C.37 7 45 1 8/20" L=140 1 8/16" L=120 Massima sollecitazione nel calcestruzzo Ac = 60 Kg/cq Massima sollecitazione nelle armature Af = 1800 Kg/cq 1 8/20" L=140 1 8/16" L=120 35 70 11 10 11 103 747 50 15 90 50 15 15 1 12/32" L=780 747 10.40 750 2 12 1 12 pieg. S.50 1 12/32" L=11.l.64 1 12/32" L=7.90 10.E.00 10.80/2 1 6/32" 2 12/32" 90 63 15 230 15 1 12/32" L=510 1 6/32" L=760 230 1 12/32"L=510 63 15 15 1 6/32" 1 12 dritti/32" 25 1 12/32" 25 35 1 12 pieg.76/2 80 12 3. 73 Manuale dell’Architetto ./32" A 1 6/32" 100 10 48 6 1 8/20" 1 8/20" 1 6/20" L=1.76/2 12 70 12 135 135 70 12 SEZIONE A-A 35 12 A.P.PROGETTAZIONE STATICA TIPO DI PONTE A TRAVATE IN CEMENTO ARMATO 10 100 1 6/32" 1 12/32"1 12/32" 1 12/32" 9 30 360 330 1 8/20" L=40 30 Sezione trasversale 360 330 A 1 8/20" 35 L=3.r.20 30 18 90 1 12 dritto/32" 13 33 30 1.I.

S.52/2 530 2ø16 L=1100 141 30 61 30 65 77 77 77 77 10 20 77 30 30 90 5+4ø30 Staffe 10/30" N 64 L=225 86 200 15 77 1ø30 L=745 1ø30 L=1260 320 1ø30 L=1260 400 1ø30 L=1180 2ø30 L=1200 30 465 538 3ø30 L=1125 530 1/2 traverso sull'appoggio 2ø22 2ø22 Sezione longitudinale di una trave principale 1/2 traverso di campata 25 25 20 20 2ø22 4ø22 2ø22 4ø22 2ø22 2ø22 373 30 2ø22 L=855 373 2ø22 L=855 2ø22 L=790 370 12 78 78 80 20 Massima sollecitazione del calcestruzzo σc= 60 kg/cm². 74 Manuale dell’Architetto . Massima sollecitazione nelle armature σf= 1800 kg/cm².00/2 10.PROGETTAZIONE STATICA TIPO DI PONTE A TRAVATE IN CEMENTO ARMATO 10.r. Staffe ø8/25" N 28 L=220 2ø22 L=325 15 15 2ø22 L=860 295 2ø22 L=785 367 78 78 Staffe ø8/20" N 68 L=210 30 80 A.P.l.80/2 2ø16 3ø30 5ø30 5+1ø30 5+2ø30 5+3ø30 10.E.C.I.

S.E. . . appoggio ed ancoraggi delle travi sui muri perimetrali. ." " 20 p. La massima sollecitazione dei ferro è di 1400 kg/ m².00 3. " " 150 Travi (in media) .50 4. . bulzone coproferro 1/3 2/3 ≥ A2 .50 6.00 4. magazzini. " " 110 Mattoni e intonaco . e sottofondo Kg/m² 80 Rinfianco . In generale la caldana viene fatta con pomice e malta di cemento oppure coke e malta di calce e sabbia. solaio Kg/m² 360 Luce netta m 3.B. N. Il vuoto fra trave e trave viene coperto da laterizio e calcestruzzo leggero di riempimento (caldana). . officine.P.00 3.Interasse travi m 1 Pavim.l. voltine ad una testa di mattoni forati per sovracarichi forti.Con voltine a 2 test di forati a due fori . A. .00 Trave a I N. .50 5. . travellone gretonato spess cm 4 travellina A4. mm 120 140 160 160 180 200 200 A appoggio dei tavelloni sul muro 5 o 6 cm gretonato A2. Tabelle delle altezze delle travi a i (profilo normale) per solai di case di abitazione. camera d'aria isolante di rumore e di calore. .p.P. con interasse di m 0." " 20 p. intradosso pieno. " " 110 Mattoni e intonaco .00 e appoggiate per 2/3 dello spessore del muro su di un cordolo di ripartizione in cemento armato. portata m 6÷8) Sono costituiti da un'orditura di travi in ferro a doppio T (poutrelles) disposte parallelamente al lato minore dell'ambiente.50 5.I. . travelloni con copriferro e travelline. ecc. . solaio Kg/m² 340 Luce netta m 3. e sottofondo Kg/m² 80 Rinfianco . mm 140 140 160 180 180 200 200 cm 20 B. .Si è assunto un sovraccarico accidentale di 250 kg/m².50 4.50 6. per es.00 5.PROGETTAZIONE STATICA SOLAI B SOLAI IN FERRO E LATERIZIO (mais. .00 Trave a I N. .C.P. A1 . 75a Manuale dell’Architetto .70÷1. monta della voltina c.50. oppure gretoni e malta di calce e pozzolana (Roma). .p. Nei corpi di fabbricca doppi le travi di ambienti contigui si rendono solidali tra loro almeno ogni m 2.00 5..Con voltine di mattoni pieni in foglio . Interasse aumentato di 10 cm sulla luce delle tavelle.s.Interasse travi m 1 Pavim. " " 130 Travi (in media) . . .00 4.r.

. e sottofondo Kg/m² 80 Rinfianco . mm 120 140 140 160 180 180 200 A4 .00 5. solaio Kg/m² 310 Luce netta m 3.Interasse travi m 0." " p. solaio Kg/m² Luce netta m 3.l.95 Pavim.Con voltine di forati in foglio a 6 fori .P. . . " " 110 Mattoni e intonaco . . " " 100 Travi (in media) . . .00 4.E. .00 80 60 20 30 20 210 Trave a I N.00 3. S. " " Tavelle .00 5. . .00 4. .I. . . mm 120 120 140 160 160 180 180 A.00 Trave a I N. 75b Manuale dell’Architetto . .00.PROGETTAZIONE STATICA SOLAI SOLAI CON TRAVI TIRATE Per solai di ampie luci e forti sovraccarichi conviene sostituire alle travi a doppio T comuni le travi stirate da esse ricavate col sistema Bates praticato in Italia dalla Società Ilva. .50 6.C. . . . . Portata m 3. . .50 5.P. . .00 3. " " Intonaco .50 6. . Il solaio si costruisce come i comuni solai di travi a doppio T in ferro e tavelloni. . . ." " 20 p. Trave di profilo normale stirata con tralicio semplice Trave di profilo normale stirata con tralicio doppio Solaio con travelloni su copriferro a camera d' aira con travelle A3 .00÷10. e sottofondo Kg/m² Tavelloni .50 4.p.p.50 5.50 4.r.P.Con tavelloni a tavella inferiori Pavim. . Il traliccio stirato pesa circa la metà della trave normale di uguale resistenza. . " " Travi (in media) .

GL . SOLAIO Tipo BS . max esercizio Kgm 740 985 1285 1640 2100 2520 3445 4145 6020 bo=cm8 b=cm50 bo=cm8 b=cm50 A.E. Il traliccio viene sigillato mediante malta di cemento entro uno zoccolo formato da fondelli in laterizio. h cm 12+2 16+2 18+2 20+2 26+4 32+5 36+6 Momento Peso max per Kg/m² travetto Kgm 143 600 173 1000 188 1200 203 1400 287 2800 356 4400 410 5800 Interasse cm 60 60 60 60 60 60 60 2-4 2-3 16-18-20 60 28-40 26-32-36 60 SOLAIO METALSTRUT È costituito da travetti prefabbricati in laterizio armato disposti ad interasse di cm 40÷50. . GL . . . . . BS . BS . . . Per solai di altezza superiore a 22 ÷ 33 cm si usano blocchi in due pezzi. . costituite da acciaio ad alto limeite elastico ad aderenza migliorata. . ottenuto mediante profilatura a freddo partendo da un nastro d’acciaio e formato da due correnti e da aste di parete munite di fori alla base.PROGETTAZIONE STATICA SOLAI SUPERSOLAIO È costituito da travetti prefabbricati in laterizio armato posti ad interasse di cm 60. per consentire il passaggio di eventuali armature aggiunte. ed interposti blocchi in laterizio tra i quali viene gettato il calcestruzzo a completamento del travetto. S. . soletta in c.C. L’armatura è costituita da un traliccio ottenuto unendo per saldatura dei normali tondini per cemento armato (per lo più in acciaio ad alto limite elastico e ad aderenza migliorata) con un doppio ordine di aste di parete.r. secondo le esigenze cm 1÷3 Altezza cm 14 16 18 20 20+2 25 30 35 40 Interasse cm 50 50 50 50 50 50 50 50 50 Volume getto in opera l m² 26 29 31 35 38 41 50 58 80 Peso solaio Kg/m² 115 130 145 165 215 205 240 270 300 Mom. . GL . 76 Manuale dell’Architetto .a. Entro tale zoccolo vengono anche annegate le armature additive.P. . L’armatura del travetto è costituita da un traliccio metallico.I. . . fra i quali si interpongono blocchi in laterizio opportunamente rinforzati nella zona compresa (ad esempio con soletta di tipo misto). e superiormente viene gettata una cappa in calcestruzzo. BS .l.

SOLAIO DUPLEX È il prototipo dei solai a nervature. si avrebbe nei solai con nervature in una sola direzione. nei quali si dispongono le armature principali e che costituiscono i travetti. a parità di condizioni. la quantità di ferro occorrente è circa la metà di quella necessaria per il solaio con travi dirette in un sol verso. 77 Manuale dell’Architetto .P. Le altezze di centimetri 12-16-20 26 permettono di soddisfare a tutte le esigenze delle luci comunemente incontrate nell'edilizia.PROGETTAZIONE STATICA SOLAI SOLAI A NERVATURE INCROCIATE Rispetto ai solai a nervature parallele presentano il vantaggio che tanto il carico che l'azione di concatenamento del solaio vengono ripartite lungo tutto il perimetro dei quattro muri d'ambito. ELEMENTO QUADRO 16 12 16 16 16 16 16 64 ELEMENTO TRIANGOLO 22 ELEMENTO TRAPEZIO 32 16 16 16 22 20 64 16 16 80 26 CASSETTONE NORMALE DA cm 64x64 ALTRI TIPI DI CASSETTONI 96 112 16 80 64 64 SPESSORE NERVATURE cm 8÷12 SPESSORE SOLETTA cm5 SOLAIO "DUPLEX" CON CASSETTONI NORMALI DISPOSIZIONE AD ARMATURA RETTA A. S. costituito da elementi laterizi cavi (retti e tagliati a becco di flauto) opportunamente combinati per formare dei cassettoni opportunamente intervallati da solchi ortogonali.I. I mattoni «DUPLEX» si distinguono in due tipi: il tipo quadrato 16 cm di lato e il tipo trapezoidale avente lati paralleli di cm 16 e 32. rispetto alle sollecitazioni cui sono sottoposti.C.l. Poiché il numero delle nervature è doppio.r. Questi si gettano insieme alla soletta superiore leggermente armata da ferri di distribuzione. Tali solai si comportano. come lastre appoggiate al contorno e quindi il momento flettente si riduce (per esempio nel caso di locale quadrato) ad un quarto circa di quello che.E.

.5 16. Peso laterizio . . . 78 Manuale dell’Architetto . . . . Ove particolari condizioni statiche lo richiedano i travetti formati con elementi CIREX h 20. . tra di essi si collocano inferiormente tavelle leggere da soffitto. cm 12.5+3 20. . . . . . .5 59.l. Peso laterizio .5+3 792 615 915 1374 SOFFITTATURA CIREX I travetti CIREX si dispongono all’interasse di cm 90. .5 12.2 2. . . . cm cm cm l/m² 16.5 71 Kg/m 104 366 A.3 106 12.5 56.20.5 . oppure distanziati a mezzo di blocchi interposti.2 85. possono essere posti in opera affiancati. . . Si possono parimenti accoppiare i travetti per risolvere i casi di maggior importanza statica. . . . .5 12. . . .PROGETTAZIONE STATICA SOLAI CIREX Solaio a travetti prefabbricati tipo classico. .5 55 55 55 55 3 3 3 3 33. .4 60 63. . . . . . Interasse . ottenendo l’interasse di cm 25. . . I Travetti CIREX.5 55 3 30 72 141 16. . Altezza travetto . . . Interasse .5 si pongono in opera confezionati con pezzi terminali (tipo T) oppure accoppiati. . . . Interasse .5 16. Momento max servizio .5 cm 90 90 90 l/m² 2. .5 306 16. Peso totale soffittatura . . .2 2.5 20. Peso totale sottotegola .5 16. Momento max servizio . .5 può venir confezionato disponendo elementi del tipo T nelle zone terminali. . . Il solalio viene fornito nelle altezze di cm 12. . .C. di facile confezione.E.5 55 3 20. Altezza solaio .2 50. . Larghezza minima nervat. . . .3 72 85. Peso totale solaio . . Anche in questo caso il travetto per l’altezza di cm 20. Volume conglomerato .2 Kg/m² 31 35.P. . . .5 43 Kg/m 79 104 237 SOTTOTEGOLA CIREX Quest’impalcato si ottiene ponendo in opera i travetti prefabbricati CIREX all’interasse di cm 60 collegati con tavelle superiori. In tal caso un getto di calcestruzzo nelle nervature risultanti crea dei veri e propri travetti in c. . .5 .5 20. . Altezza sottotegola .5 473 20.a. . . . . . . . .5. Malta per esecuzione .r. ottenendo l’interasse di cm 55. . . . . .5 Kg/m² 56.4 59. . . . S. .5+3 16.16. . . .I. Altezza soffittatura . Momento di servizio . Altezza laterizio . cm cm cm l/m² Kg/m² Kg/m² cm Kgm 12.3 8 Kg/m² 50. . .5 162 175 210 231 20. . .5 20.5 39 Kg/m² 35 39. .5 60 60 3. Malta o calcestruzzo per esecuzione Peso laterizio . . .5 20.

(prefabbricati esclusivamente in cantieri centrali) e blocchi intermedi di altezza variabile da 12 a 25 cm in relazione alle portate richieste. aventi sezione costante a T rovescio alto cm 10. Peso travi a blocchi Kg/m² 64 74 87 92 113 Conglomerato per il getto l/m² 11 14 26 35 48 Peso solaio in opera Kg/m² 88 105 145 170 220 10 70 12 16. I travetti posti ad interasse di cm 70 possono anche essere impiegati per la realizzazione distrutture secondarie o di copertura.l.5 45 20 45 Altezza cm 10 12 16. a 28 giorni.5 6 493 711 882 1127 4ø6 7 540 840 1043 1333 2ø7-2ø6 8 570 960 1192 1527 4ø7 9 --1068 1364 1745 2ø7-2ø8 10 --1128 1535 1967 4ø8 11 MOMENTI D’INERZIA DEI SOLAI CELERSAP PER SEZIONE LARGA m 1 CONSIDERATA TUTTA REAGENTE I=cm 4 117600 72100 63800 celersap 25÷3 celersap 25 celersap 20÷3 125000 120000 80000 75000 70000 65000 60000 55000 50000 45000 40000 35000 30000 25000 20000 15000 10000 5000 0 6 cm² celersap 16. S.5 celersap 16.C.2 ø 4. Tutta l’armatura metallica di tensione dei momenti positivi è contenuta nei travetti prefabbricati. Per il getto è necessario usare conglomerato con resistenza cubica.5 20 25 25 45 MOMENTI MASSIMI DI SERVIZIO PER LA STRISCIA LARGA m 1 IN kgm Altezza solaio Armatura ogni Contrassegno 12 16.5 20 25 travetto travetto 126 181 224 --4ø3 1 174 251 311 --2ø4-2ø3 2 222 321 389 --4ø4 3 283 408 506 --4 ø 4.PROGETTAZIONE STATICA SOLAI CELERSAP È un solaio formato da travetti di laterizio armato.5÷3 celersap 10÷3 celersap 12 celersap T 10 1 2 3 4 5 A. noninferiore a 160 Kg/cm².5 4 361 520 644 --2ø6-2ø4 5 390 562 698 891 2 ø 6 . anche del tipo a capriate. Nelle nervature inconglomerato da gettarsi in opera vengono aggiunti solo gli «spezzoni» per i momenti negativi.P. a volta e paraboloide iperbolico.E.I. posti in opera ad interasse di cm 45.r. La maneggevolezza dei travetti che pesano solo 11 Kg/m facilita la posa in opera.5÷3 40600 36500 21400 18440 8700 8450 3605 A F =0 celersap 20 celersap 16. 79 Manuale dell’Architetto .

CARATTERISTICHE DEL SOLAIO RAPIDSTRUT Altezza del solaio . .5 100 6. . . .5 12. .20.C. solaio . cm 75 75 Peso del pannello . generalmente di 1. I pannelli TRIREX sono prodotti nelle altezze di cm 8.5 . .PROGETTAZIONE STATICA SOLAI SOLARIO TRIREX Il solaio TRIREX a pannelli.00 può variare a seconda delle diverse esigenze. in appositi cantieri di confezione. . .5-20 75 75 Altezza cm 12 16. Kg/m² 140 175 SOLAIO RAPIDSTRUT A. . .2 15 39 87 185 19. . .5 20.2 12 37 69 160 15. l/m² 7 9 Peso solaio in opera .2 18 12 112 140 20. . . così da formare pannelli armati. concepito per semplificare le operazioni di posa in opera è costituito da un insieme di blocchi uniti fra loro.l. .2 Volume conglom.5 . .2 20 15 138 170 11.5 12. cm 100 100 Larghezza min.5 100 6. . La larghezza dei pannell.5 8.2 20 45 138 245 I pannelli BISAP costruiti in tre altezze sono larghi 75 e sono opportunamente riforzati nella zona compressa.r. . .P. . S. cm 6. SEZIONE TRASVERSALE 7. in opera .2 6. .12. . . . .5 100 6. . 80 Manuale dell’Architetto . . . . Kg/m 90 100 Conglomerato nervatura in opera .5 16. .5 100 6. . cm 16 20 Interasse del solaio .5 Altezza laterizio .E.5 Interasse .5 . Altezza totale solaio . . . .5 20.5 100 6. . . . . monolitici ed assai resistenti grazie all’aderenza garantita dallo speciale profilo dei pezzi.5 12.I. cm 8. . . nervature .5 20 Peso pannelli Conglomerato Peso solaio in opera Mom.16.5 16. . max di Kg/m² nervature l/m² Kg/m² servizio al m/Kgm 88 10 110 581 110 14 114 1125 125 18 165 1732 L’accostamento dei pannelli dà luogo alla formazione di casseri per il getto dellenervature di consolidamento destinate acontenere le armature metalliche supplementari.5. cm 8. Kg/m² 69 87 SOLAIO TRIREX Peso tot.5 12-16. I momenti flettenti massemi di servizio corrispondono ad una sollecitazione di compressione di 50 Kg/cm² con una tensione nell’acciaio ad aderenza migliorata di 2000 Kg/cm². . . Kg/m² 85 110 PANNELLI BISAP 16. .5 100 6. l/m² 7 9 Peso pannello . di conf. . l/m² 12 15 Volume congl.2 18 42 112 215 23.

La posa in opera delle travi a interassi variabili a seconda della portata e del sovraccarico è analoga a quella per i solai comuni con putrelle in ferro.Portata m 4. caratterizzata da una grande suddivisione dell’armaturametallica in tondi di piccolo diametro posti a distanza non superiori a cm 7. S. Tipo Peso prop. minimo dell'acciaio σ s Kg/mm² 70 60 55 50 50 8 12 20 16 20 SOLAIO (VARESE) .50 ÷ 10.2 e coefficiente di rottura 2.I.P. accostate e collegate tra loro con malta di cemento. Momenti totali massimi di servizio in Kg/m di struttura Kg/m² riferiti alla striscia di solaio larga m 1 SAP 8 85 230 290 405 ----SAP 12 110 385 540 655 ----SAP 16 130 615 720 960 1290 --SAP 20 175 700 1170 1140 1890 2025 Armatura per ogni trave larga cm 20 (ø mm) 3ø3 3ø4 3ø5 3ø6 4ø6 Carico di sner. I momenti di servizio ammissibili dedotti sperimentalmente.l.E.r.5 sono riportati nella tabella.C. La larghezza delle travi è costantemente di cm 20. tavelle di laterizio forato in duplice ordine (solaio plafone a camera d’aria). 81 Manuale dell’Architetto .Portata sino a m 6 Soletta costituita da travi in laterizio armato confezionato a pié d’opera. La larghezza minima dei canaletti di sigillatura tra le travi è di cm 2.5.PROGETTAZIONE STATICA SOLAI SOLAIO SAP . Il tipo di solaio è indicato dall’altezza in cm delle travi Varese rispettive: per le travi speciali a doppia pendenza è indicata l’altezza al centro ed agli estremi. solettina di cemento di cm 3 che collega e completa tutto il sistema.00 È costiuito da travi sagomate in conglomerato a doppia armatura eseguite fuori opera. con coefficiente di sicurezza alla fessurazione 1. TABELLE DEI CARICHI ED INTERASSI CORRISPONDENTI SOLAI (VARESE) NORMALI Sovraccarico Interasse Peso proprio del solaio (Travi+doppia tavella + 3 spianamento Kg/m² cm 19 21 24 27 34 150 100 139 145 151 160 169 200 90 142 149 155 165 175 250 80 146 153 160 171 183 300 73 149 157 165 177 190 350 65 153 162 172 185 199 400 57 159 169 180 195 211 450 50 165 177 189 207 225 Sovraccarico Travi tipo 19 21 Kg/m² 150 49 50 200 56 57 Interasse 250 64 65 cm 300 72 73 (da ½ a ½ 350 79 80 delle travi) 400 89 90 450 99 100 24 51 58 66 74 81 91 101 27 52 59 67 75 82 92 102 Misura tavelle 52 cm 43x25x4 59 cm 50x25x4 67 cm 57x25x4 75 cm 65x25x4 82 cm 72x25x4 92 cm 82x25x4 102 cm 92x25x4 34 S h H bo A.

1 43 51. spesse normalmente cm 3.5 39 2 3.18 0.5 33.1 0. 82a Manuale dell’Architetto .Portata sino a m 10 È un solaio a nervature. e limitatamente alle zone interessate dalle serpentine.2 50.l.15 0.10 Larghezza Conglomerato travetto cm 4 6 8 4 6 8 4 6 8 4 6 8 4 6 8 4 6 8 l/m² 31.15 0.15 0. Kg/m² l/m² h/m² h/m² 2 3. poste ad interasse di cm 80.5 60 Peso totale in opera Kg/m² 146 152 160 150 160 170 160 175 185 175 190 205 185 205 220 200 220 240 21.1 40.2 0. Le tavelle inferiori da soffitto.5 32 30 62 15. Manov. sono sostituite con tavelle da cm 1.1 0.10 35 48 30 78 22.15 0.1 44.1 0.5 4.1 38.6 40.10 25 37 30 67 18 45 2.E.P.15 A. S.5 21.r.5 4. Le serpendine vengono in tal caso annegate in una soletta di conglomerato spessa cm 4 gettata su queste. il volume di conglomerato viene di conseguenza aumentato di l/m² 22.8 37.1 0.5 quando si prevede il riscaldamento a panelli radianti.5-2530-35-40 5 25 4-6-8 41 80 3 13 19 25/30 Altezza Solaio cm 17 Travi Kg/m² 25 Peso elementi Laterizi Solette tavelle Kg/m² 30 Totale Kg/m² 55 Peso travi confezionate Kg/m 12.PROGETTAZIONE STATICA SOLAI SOLAIO SAPAL .5 ed il peso proprio di Kg/m² 50.8 55.10 30 43 30 73 21 53 2.6 41. 56 27. Rispetto ai dati tabellari.12 40 57 30 87 26.4 0.C.3 33.5 35.6 47. formate dall’accoppiamento di due travilaterizie prefabbricate e da un travetto di conglomerato fra le stesse contenuto.1 0.5 4.5 4.5 Kg/m² 32 Confezione travi Cemento Sabbia Murat. il cui spessore può essere di 4-6-8 cm.8 36.5 66 2.I.5 57 2.4 45.

82b Manuale dell’Architetto .7x8 319 --69x65 10x8 351 --69x66 10x9 399 --422 --70x68 11x10 474 --81x73 12x14 613 --- Dati per il preventivo Volume conglom.E. le tavelle da soffitto ed un fondello ad L di cui uno è visibile in primo piano nella figura. le solette superiori.PROGETTAZIONE STATICA SOLAI SOLAIO STIMIP È un solaio formato da cassettoni di lateriziodelimitati i casseri per il getto di nervature in conglomerato armato.l. Peso laterizio l/m² Kg/m² B MB B MB 45 51 70 60 52 58 73 64 61 67 78 68 70 76 83 73 85 92 88 79 97 103 93 84 114 120 101 92 122 128 105 97 136 142 110 102 --196 --113 78 --88 --94 --93 --105 --99 --122 --106 --130 --110 --150 --114 --202 --126 --- A. vincolate osemplicemente appoggiate lungo tutto il permetro.P. Interasse Spessore medio in opera Kg/m² nervatura nervatura B MB cm cm 177 183 68x62 8.C. La soletta di compressione può essere di laterizio (STIMIP B) oppure di laterizio econglomerato (STIMIP MB).7x8 250 356 9. 5/7 19-65 7-14 56 18 53 35 68-81 62-73 35 3 FONDELLI AD L SOLETTE FONDELLO ELEMENTO AD L TAVELLA Alltezza solaio 19 22 26 29 34 38 43 46 50 63 31 36 40 45 48 52 65 Spessore e tipo soletta Soletta cm 5 in cotto (B) mista (MB) Soletta cm 7 in cotto STIMIP B e STIMIP MB Dati per il calcolo Peso sol.7x8 274 --9.I. disposte secondo due direzioni ortogonali. Detti cassettoni si ottengono con quattro pezzi: gli spondali ad L.5x7 198 204 224 230 68x65 8.r.7x8 294 300 69x65 10x8 326 332 375 381 69x66 10x9 399 405 69x68 10x10 437 443 81x73 11. È particolarmente indicato per la realizzazione di piastre nervate di minimo peso proprio.5x14 --583 68x65 8. S.

. . . . Mom. medio nervatura .3 110 120 391 406 5760 7240 LATERIZI PER IMPIANTI DI RISCALDAMENTO ED ISOLAMENTO ACUSTICO Sistema BONA: Tale sistema consta di speciali favelle e fistelli in laterizio (interesse cm 50) che vanno posti in opera su qualsiasi solaio con interpo sizione di apposite piastre in gomma. 83 Manuale dell’Architetto . Peso tot. . . . . . . . . . li sistema BONA trova anche il suo impiego nei casi ove è richiesto il solo isolamento acustico. .5 23. in modo da permettere la conduzione al soffitto. Peso laterizio . con solette e favelle da soffitto.5 70 9 53. . solaio . . Riscaldamento per diffusione da soffitto e da pavimento Isolamento acustico per discontinuità elastica e per isteresi EXECELSIOR TERMORADIANTE . .1 99 315 3640 42 40 70 9 94. . . nella quale vengono collocate serpentine ad interesse di cm 33 oppure anche di cm 16. .6 94 298 3150 37 35 70 9 88. Le serpentine (int. Peso laterizio . Volume conglomerato . . . .un’unica altezza.5 e relativi collegamenti.5 ed i cm 53 inserendo appositi sovralzi. A seconda delle esigenze d'impiego si può variare l'altezza del solaio fra i cm 23. Altezza . . . . .r. Si esegue quindi il getto di conglomerato. .E. . sovrapponendo contemporanea mente i blocchi aventi la parte superiore irrobustita in modo da sostituire la soletta in conglomerato. Nella tabella sono riportati i massimi momenti di esercizio riferiti all'interasse. .5 82 215 1537 32 30 70 9 81.C. di .5 106 338 4720 48 53 45 50 70 70 9 9 110. . Essi delimitano i casseri per le nervature di calcestruzzo armato che completano il solaio. A tale scopo si usano sernplicernente delle speciali favelle poggianti su ponticelli in gomma posti sempre all'interasse di cm 50.50 È formato da clementi di base scanalati che creano una casseratura incrociata.Portata sino a m 6. . . min. . . l'interasse è di cm 70. L'intercapedine e l'impiego di piastre in gomma realizzano un isolamento acustico. . . Interasse . . . . Si ha inoltre la trasmissione termica al pavimento per convezione ed irraggiamento attraverso la camera d'aria che il sistema crea al disopra delle serpentine. . Peso solaio in opera . . cm 25). Questa struttura è adatta per luci di notevole entità.l. . cm cm cm cm l/m² Kg/m² Kg/m² Kg/m 23. SOLAIO ADIGE Altezza tot. Conglomerato . nervat. . S.P. . cm 18 22 25 cm 33 33 33 cm 15 15 15 Kg/m² 70 75 82 l/m² 66 73 90 Kg/m² 230 250 300 5 18/25 33 30 15 A. .I. . . .9 117. . trattate esternamente con sego. . . . Largh. . . . armatura metallica di tensione e di ripartizione. Altezza laterizio . . Spess. esercizio . si posano sul solaio e si collegano ad esso mediante un oppor tuno raccordo di malta cementizia. . . solaio . Interasse nervatura . . . .PROGETTAZIONE STATICA SOLAI Si tratta di un solaio a camera d'aria risultante dall'accoppiamento di travetti prefabbricati. . .

r.STRUTTURE METALLICHE CAPANNONE INDUSTRIALE a b 1200 J2 12000 1300 4500 J1 J1 Sezione trasversale Schema statico della travatura 3500 Particolare finestre fisse ed apribili Vista longitudinale 3500 3500 NP 20 4 NP 8 12000 40 90 863 calcestruzzo 887 10 822 30 3 837 863 tirante lamierino sagomato a Freddo T 80 x 9 Pianta della fondazione impermeabilizzazioni 80 x 9 Particolare a 512 785 Particolare b 785 80 x 9 tubo schiacciato Particolare e saldatura 10 Sezione resistente a trazione e a compressione a seconda 6 delle necessità statiche. S.l. 84 Manuale dell’Architetto . 50 15 60 x 7 c lastrino di piombo antimonioso tirante 200 tirante d 1233 4 I NP 20 200 NP 14 1300 18 Ancoraggio Particolare d Particolare c 20 180 A.I.E.P.C.

55 ø 26.8 1.375 ø 10.3 ø 0.C.2 1.STRUTTURE METALLICHE CAPANNONE IN TUBOLALE a b 200 230 600 Fronte B A 230 600 600 600 600 600 630 B A 2120 Sezione trasversale 2120 Schema statico copertura in alusicc I NP10 NP 10 R=870 0.9 1 ø 6.3 23 Travi trasversali ø 0.7 0. 85 Manuale dell’Architetto . S.l.8 0.325 ø 8.325 ø 8.3 3 2 chiusura in alusicc Travi trasversali Particolare colonne 40 50 A.375 ø 10.7 Particolare a 615 copertura in alusicc 0.P.E.375 ø 13.2 Particolare b tondo ø 16 portavetri 0.I.r.

C.r.P. S.STRUTTURE METALLICHE CAPANNONE PER ESPOSIZIONE NP 6 NP 20 NP 20 B 2500 800 B a 15 345 2500 500 500 6000 20000 19720 NP 28 DIN 60 Soffittatura C 250 C I NP 45 13000 5690 Sezione trasversale lamierino sagomato a freddo calcestruzzo 200x15 giunto anima lamierino sagamato a Freddo impermeabilizzazione 160 200x15 giunto delle piattabande a 500 + 800 80 80 200x15 r=10 Particolare a Sezione B-B 15 450 calcestruzzo lamierino sagomato a Freddo pavimentazione 100 470 600 280 soffittatura SEZIONE C-C 320 Cerniera A. 86 Manuale dell’Architetto .I.E.l.

87 Manuale dell’Architetto .r.l.E.I.P.STRUTTURE METALLICHE CAPANNONE CON TRAVE E PORTAGRU 1000 6300 4700 12060 225 Sezione trasversale Prospetto 10948 1400 2000 1500 mensola 2500 2500 6525 11500 Schema statico 11500 5000 900 copertura in lamiera zincata 5000 500 5000 5000 Pianta copertura in lamiera zincata sagomata 220 20 muratura di mattoni 10948 45 300 10 20 520 100 140 204 INP 80 60x60x6 vetri 336 ][ 70x70x7 ][ 80x45x6 240 INP 30 8 6525 544 560 4700 8 7 ][ 60x60x6 80 Particolare del lucernario 7 220 900 780 225 40 ][ 910x200x12 cordolo in calcestruzzo 500 380 tirafondi 200 25 Particolare appoggio capriata Colonne A.C. S.

5 1235 380 327.5 18 Particolare nodo A A.C.100 .5 1035 Telai trasversali di testata muro del cantinato controventi trasversali 8.P.STRUTTURE METALLICHE SCHELETRO PER EDIFICIO AD USO UFFICI controventi longitudinali 2740 2490 250 2150 340 1810 1470 1130 790 A 395 0. 88 Manuale dell’Architetto .2 181 91 4.5 100 lamierino sagomato a freddo Particolare dei solai Pianta solaio tipo 80 26 L 130 x 130 x 12 betoncino di bloccaggio calcestruzzo 14 5 NP 180 NP 180 50 40 40 50 Particolare colonne 5 1.E.8 4 14 14 24 26 1.00 .5 390 390 390 340 340 340 340 395 395 225 327. S.r.l.5 380 327.225 Sezione telai longitudinali 390 390 390 2340 100 327.I.

STRUTTURE METALLICHE PARTICOLARI DI GIUNTI ATTACCO DI TRAVE SECONDARIA E TRAVE PRINCIPALE GIUNTO DI TRAVE COMPOSTA SALDATA REALIZZATO CON CHIODATURA GIUNTO DEL NODO INTERMEDIO DI UN TELAIO PER EDIFICIO PILASTRO COMPOSTO BASE DI PILASTRO COLLEGAMENTO FRA TRAVE (PASSANTE) E COLONNA (INTERROTTA) APPARTENENTE AD UN TELAIO PER EDIFICIO A.C.r.E. S. 89 Manuale dell’Architetto .P.I.l.

2h a a h a h 3/20h 2/20h b b b b Sovrapposizione ad angolo 10 Giuntura a 1/2 diretta a=caviglia legno 1 1/2 1/2 3 Giuntura a 1/2 obliqua Connessioni a caviglie a.caviglia in legno 1/6 1/6 1/2h 1/10h Connessioni a cunei h CONNESSIONI DEI LEGNAMI A DIREZIONI DIVERSE MEMBRATURE SU UNO STESSO PIANO 1 1/6 4 a.l.C.STRUTTURE IN LEGNO CARPENTERIA RITIRO DEL LEGNO Sezione trasversale direzione assiale S h Sezione tangenziale Sezione tangenziale direzione tangenziale Celettatura o commessura ad unghia semplice l S'' S>S' ritiro massimo S>S'' ritiro medio l>l' ritiro minimo h>h' ritiro medio h>h'' ritiro minimo S' l' GIUNZIONI DI TRAVI Unione a dentatura obliqua con bietta Connessioni a sovrapposizione comune 20 +-25 Collegamento per trazione a denti incollati Sovrapposizione a coda di rondine 3 a.r.P.caviglia in legno 1/6 h'' h' h almeno 3 cm l=4h s s=5cm Giiuntura a coda di rondine TRAVI COMPOSTE Giuntura a semplice diretta 2 1/2 1 1/2 a=caviglia legno b 4 b 6 b Sovrapposizione a dente Calettatura a dentatura semplice Da 3 fino a 5 pezzi. cunei (legno forte a secco). A.E. b. S. caviglia di ferro o legno quercia. 90 Manuale dell’Architetto .I.

UNIONE A DOPPIO DENTE b inferiore ad a.r. 91 Manuale dell’Architetto . a mascella INCASTRI B UNIONE CUNEIFORME a meno resistente di b.STRUTTURE IN LEGNO CARPENTERIA a b A A. C INCASTRO A DENTE DOPPIO SOVRAPPOSIZIONE PARZIALE INCASTRI A MASCHIO NASCOSTO SOVRAPPOSIZIONE AD INCASTRO SEMPLICE a=caviglie in legno a COLLEGAMENTI DEI PUNTONI CON LA CATENA INCASTRO A CODA DI RONDINE SOVRAPPOSIZIONE AD INCASTRO DOPPIO a b a INCASTRO A DENTE OBLIQUO a. a UNIONE AD INCASTRO OBBLIQUO a.E.C. a rientranza B. a. zona interessata dallo sforzo.l. a comune C. S. profondità 1/5÷1/6 x h.P. COLLEGAMENTO DEI MONACI CON LA CATENA A. zona interessata dallo sforzo.I. scanalatura per acqua e ventilazione h COLLEGAMENTI DEI PUNTONI COL MONACO INCASTRO A DENTE CUNEIFORME b.

traversa a filo.l.r.P. smusso. giunto obbliquo. A. 1/31/3 1/3 INCASTRO A UGNATURA CON LINGUETTA RIPORTATA 1/2 1/2 s 1/2s A TAVOLATI CON INTESTATURA INCASTRO A CIMATURA QUADRA B UNIONE A META' LEGNO Nei tavolati a grande distesa. 92 Manuale dell’Architetto .STRUTTURE IN LEGNO FALEGNAMERIA TAVOLATI Esterno Traverso alto Interno Esterno 1/3 1/3 Montante o ritto Cimatura quadra pannello o specchio Traverso basso 1/3 UNIONE A DENTE E CANALE A 45÷60 B C UNIONE A FILO PIANO SEMPLICE A.E. tavoli da disegno. giunto a cuneo 1/3s 1/3 Interno Esterno Telaio esterno ritti e traverse Cimatura a ugnatura ritti e traverse intermedie o pettorali 1/3 1/3 UNIONE A LINGUETTA RIPORTATA 1 2 s UNIONE A FILO PIANO CON CAVIGLIA PER LAVORI SMONTABILI 1/3s s UNIONE A FILO PIANO CON CHIAVETTA Chiavetta di legno duro con le fibre normali a quelle delle tavole. B. 6÷8mm 3 INCASTRO A UGNATURA CON CAVIGLIA Per piccoli telai.I. A. B.panche. perlinatura. 2. Nelle zoccolature quando sia possibile fissare le tavole ai traversi. S. 3. giunto in squadro. porte esterne. C. TAVOLE CON LISTELLI 1. sportelloni.C.

b ≤ 18 ÷ 20 mm.I. B. S. A. 1/3 1/3 Tranciato Paniforti a panno interno massiccio sfibrato SUPERFICI CURVE 1/3 PIANI TAMBURATI Incastro a tenaglia Si usa per lavori interni.r.STRUTTURE IN LEGNO FALEGNAMERIA A Incastro a denti in coppia con sperone Incastro a 1/2 legno con cimatura diagonale B Paniforti a listelli A. Per lavori esterni si impegnano caviglie cilindriche da mm 10.P. tranciato 3/10 2/10 3/10 2/10 Incastro con denti in serie Nel caso di traverse alte come predelle di porta. Incastro a dente doppio PANIFORTI Traverse incollate diagnonali libere b 1/3 2/3 a Paniforti a tavolette Incastro a dente e mortasa cn sperone Infissi: a ≤ 50 ÷ 70 mm. blocco di solette per paniforti a listelli.C.l.E. 93 Manuale dell’Architetto .

6 e 7 rappresentano gli elementi caratteristici di alcuni fra i sistemi di tensione e bloccaggio più diffusi in Italia. La trasmissione ghiera di bloccaggio dello stato di mutua costrizione fra i due dado di contrasto Martinetto materiali è quasi sempre affidata all'adeperno per il 12 renza. si dovranno mettere in opera soltanto calcestruzzi di elevata compattezza.Martinetto B. Con questo procedimento si sfruttano dunque totalmente le caratteristiche meccaniche dell'acciaio per la creazione dello stato di coazione e si evitano gli inconvenienti dati dalla scarsa resistenza del conglomerato a trazione. Il pistone B quale si ricorre spesso al riscaldamento) serve a bloccare il cuneo di ancoraggio entro il suo alloggiamento. 1 . In questo caso le armature vengono generalmente disposte entro un alloggiamento BASI TECNOLOGICHE Fig. granulometria accurata. altri se ne aggiungono dati dalla possibilità di rendere solidali elementi staccati. 5. rilassamento dell'acciaio teso a lunghezza costante a tassi elevati. Generalità. 4. la guaina viene quindi riempita con malta di cemento iniettata a pressione.C. donde ampie possibilità di prefabbricazione e facoltà d'impiego di artifici costruttivi. determinandovi uno stato di « precompressione » nelle zone destinate ad essere sottoposte successivamente a trazione per effetto dei carichi esterni. le cui caratteristiche siano sottoposte a severo controllo. e si libera l'armatura.Trave a cavi scorrevoli Le figure 1 e 2 schematizzano i due più importanti metodi di messa in tenB sione. i quali si traducono in un aumento delle luci economicamente realizzabili. . 4 .PP. 30÷40% del calcestruzzo (e dunque del peso proprio). 3 . ma in tal caso non è facile assicurare a tutti gli effetti il collegamento fra calcestruzzo ed armatura.I. Fig. realizzato annegando nel getto una guaina metallica. PREMESSE tubolare. 5 . Talvolta gli acciai possono anche trovarsi all'esterno del getto. ottenuti applicando i più moderni concetti della tecnica dei conglomerati cementizi: cementi alta resistenza (ed a rapido indurimento). se le condizioni statiforo per il 14 che lo esigono. introducendo nelle costruzioni degli stati di tensione preventivi (antecedenti all'effetto dei carichi) che ne migliorano il comportamento statico. 94 Manuale dell’Architetto . S.Ghiera di ancoraggio B. 7 . sistema (Morandi).Il cemento armato precomGeneralità presso è l'espressione di una tecnica perfezionata che tende a sfruttare nel modo più razionale le proprietá meccaniche dei materiali associati.Martinetto (Morandi) tipo M3 per 3 ø 5. I dati regolamentari qui appresso riportati sono ricavati dalle vigenti norme emanate dal Ministero LL. sente che lo stato di coazione esistente tra ferro e calcestruzzo risente di qualsiasi deformazione o assestamento subiti dall'uno o dall'altro componente: donde la necessità di tener conto di fenomeni che nel cemento armato ordinario vengono trascurati o considerati solo casualmente: ritiro e fluage sotto carico del conglomerato. costituita da acciaio ad alta resistenza. 2) consiste Fig. A.CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO TEORIA Costituisce la più brillante applicazione della tecnica degli stati di coazione impressi. conseguendo altresì un'economia notevole di materiali: Fino al 75÷80 %.A mento. nel mantenere l'armatura indipendente Fig.R. dosaggio acqua/cemento ridotto al minimo compatibile con il conferimento di una quantità di acqua d'idratazione e con la di assestamento del getto nelle casseforme. Ai vantaggi diretti derivanti dal guadagno in peso. Si deve in particolare tenere pre- MATERIALI Fig. . 2 . di deviare l'armatura onde mutare l'andamento della risultante degli sforzi preventivi lungo l'asse della monometro trave.Per diminuire l'entità del ritiro e del fluage sotto carico. dell'acciaio.Trave ad armature aderenti Fig.P.r.B. 6 . Nulla vieta. viene sottoposta a forte tensione prima di essere collegata al calcestruzzo. Si riporta quindi lo sforzo dell'acciaio sul conglomerato. Nel cemento armato precompresso l'armatura. dopo avvenuto il quale si effettua la messa in tensione prendendo appoggio direttamente sul calcestruzzo. È anche possibile fabbricare le travi solidarizzando fra loro dei conci entro i quali l'alloggiamento viene ottenuto a mezzo di mandrini amovibili.durata dell'induriSezione A . In questo secondo sistema la messa in tiro tiene realizzata a mezzo di un martinetto idraulico: dopo la messa in tensione. Calcestruzzo. comportanti l'adattanento delle condizioni di vincolo alle fasi successive del regime statico. asta di trazione base di appoggio Un altro procedimento (fig. Le figure 3.Pistoncino Freyssinet a doppio effetto. l'armatura viene bloccata mediante appositi ancoraggi di testata. Esso deve essere pertanto realizzato soltanto con materiali di qualità. M4 per 3 ø 7 dal getto per tutta la .E.l.R.B. Nel primo le armature vengono tese preventivamente per contrasto su degli appositi blocchi di ancoraggio o sulle casseforme: gettato il calcestruzzo a diretto contatto con l'acciaio se ne attende l'indurimento (per accelerare il Fig.Sistemazione di un terminale di cavo da 18 ø 7.

P. ciò che però riE modulo=4000000 kg/cm².12 lometrica0. non scistosi.l. È possibile migliorare la rnaneggevolezza.1: p a s s a n t e 100 90 80 70 60 b c d curva teorica curva pratica aree a+c aree b+d % 50 40 i n 30 p 20 e s 10 o 0 a 2 4 6 8 10 15 20 25 Fig.E. umidità atmosferica relativa 35÷70%.50 0.39 correndo ad impasti granu1.40 classi di inerti 0. caratterizzati cioè dal0. definita convenzionalmente come un insieme di granuli passanti attraverso un crivello a fori rotondi del diametro di 5 mm (UNI 2334). dove il getto è più difficile a causa della forte concentrazione di armature.32 0. 9 (Fluage). Concetto 0. che caratterizzano tali impasti.50 0. possano causare la formazione di cavità o di nidi di ghiaia.Confronto tra le curve granulometriche terorica e pratica 50 c) la quohtità d'acqua è determinata in base alla lavorabilità occorrente per una buona riuscita dei getti.0 0. Analogamente gli inerti di maggior diametro devono essere formati da elementi non gelivi. È necessario che la dosatura in cemento. Deve essere scricchiolante alla mano.38 0. P"= A-C+(100-A) d D 100 100-C D= diametro massimo degli aggregati.34 1. scevri di sostanze estranee.88 l'impiego di 0.26 0. S. se necessario.06 1. la sabbia non deve in ogni caso contenere più del 5%.90 1.70 tinui. pulverulente o terrose: b) granulometria: una composizione granulometrica raccomandabile nella maggioranza dei casi è definita da una delle curve corrispondenti alle formule seguenti: Legante compreso: P'=A+(100-A) d D Legante escluso: P' e P" rappresentano il % in peso dei grani passati ad un determinato vaglio.50 fondamentale 0 del procedimento è di ri0 1 1 1 5 10 anni durre sensibil4 2 mente i vuoti Fig. od artificiale deve essere costituita da grani resistenti non provenienti da roccia decomposta o gessosa. assi (fig. A. Calcestruzzo:resistenza a compressione del prisma ρβ d28=480 Kg/cm².5 1. La sabbia. sarà lavata con acqua dolce per eliminare materie nocive. anche 2.72 precedenti. 8 . ritico ad accorciamento del calcestruzzo per una precompressione dovuti all'efdi σ b=200 Kg/cm² fetto di parete.5 stanziate.CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO TEORIA La composizione degli impasti sarà stabilita in base ad uno studio preventivo che dovrà fondarsi sui seguenti criteri: a) qualità degli inerti. lometrica e gli assi coordinati sia approssimativamente equivalente a quella senza danneggiare la resistenza.0 elevate.I.48 0.32 0.50 0. di parti friabili.70 1.12 1. naturale Nella zona intermedia delle curve granulometriche i granuli di un determinato diametro possono anche mancare. non contenere materie organiche.46 1. gica lavoraε s=ritiro specifico in %. purché l'area compresa tra la curva granubilità e la tendenza alla segregazione. di granuli aventi diametro inferiore a mm 0. non lasciare tracce di sporco.C.02 εr=εe+εs+εkp 2.mento si terrà conto dell'umidità degli inerti. Sarà spesso necessario adottare un impasto più maneggevole e più ricco in cemento per le zone di testata delle travi. È possibile εr=εe+εs+εkp conseguire 2. ε kr=(fluage) specifico in %.50 0. converrà avvicinarsi alla curva definita dall'espressione (2). melmose o comunque dannose. 95a Manuale dell’Architetto . ad evitare che la scarsa lavora. A correzione del tratto iniziale della curva. Il coefficiente A della (1) assumerà uno dei valori seguenti: inerti tondi 4 ÷ 8 inerti a spigoli vivi 6 ÷ 10 (i valori più elevati corrispondono agli impasti più fluidi). 8). venga ø vagli mm aumentata coi crescere della percentuale di acqua.12 mente discon1. essa sarà comunque ridotta al minimo indispensabile. D= diametro qualsiasi compreso tra 0 e D. Per la sabbia.r. chiede un'enerε e=σ/Ε= accorciamento elastico specifico in %.40 1. introducompresa fra la curva teorica e g] i stessi cendo nell'impasto dei prodotti additivi (plastificanti).40 compattezze 2. Si consiglia di curare in Nel computo del rapporto acqua/cemodo particolare lo studio degli impasti discontinui. zione.86 con le curve 1.40 nettamente di0. ri1.94 superiori a quelle ottenute 1.

calcolato a sezione interamente reagente. È vietato l'impiego di calcestruzzi con resistenza inferiore a 375 kg/cm². S. Il tasso di lavoro a compressione o a trazione non deve superare. la curva tratteggiata a conservazione in atmosfera ad umidità relativa del 70 %.29 0. forniscono alcuni dati indicativi sull'andamento dei fenomeni di ritiro e fluage nei calcestruzzi ad alta resistenza.C.5 volte la deformazione elastica.E. si può assumere per modulo elastico istantaneo il valore E =350000 kg/cm².. deve valutarsi almeno 1. Talvolta si fa seguire la trafilatura da un trattamento d'invecchiamento. Nel diagramma dì fig. Nelle travi a cavo la tensione realizzata dal martinetto si riduce a causa dell'attrito che si sviluppa lungo il percorso del cavo fra l'acciaio e il suo alloggiamento. L'entità del fluage sotto carico per una data durata di conservazione è praticamente proporzionale all'intensità della sollecitazione (per lo meno se questa rimane inferiore ad 113 del carico di rottura). dal getto.56 0. dai limiti convenzionali s1 e s2 allo 0.2% di deformazione permanente. Nelle travi a cavo si adottano tondi di 5-6-7 e fino a 10 mm. in ambiente corrosivo. 0. La curva a tratto pieno corrisponde a conservazione in atmosfera ad umidità relativa del 35 %. il fluage sotto carico c. nelle travi costruite per conci. a trazione il valore di Rc/20 a condizione che l'intero sforzo di trazione. In mancanza di determinazione diretta. La fig.70 Il getto dovrà essere costipato per mezzo di pervibratori ad ago o con vibratori esterni (questi ultimi si adotteranno per strutture sottili o per zone molto ingombro). il 42 Il della corrispondente resistenza alla stessa data. 14 giorni dopo il getto. e per tempo indefinito. a 28 giorni (tolleranza 5 %). Taluni procedimenti usano tondini filettati fino a 26 mm.CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO TEORIA 1 3 giorni 7 giorni 14 giorni 28 giorni 0. per calcestruzzi caricati a 14 gg.61 0. 11 rappresenta l'andamento caratteristico del diagramma sforziallungamenti di un acciaio trafilato per travi a cavo. Se il carico viene applicato entro un tempo minore.21 ETA' ALL'IMPOSIZIONE DEL CARICO 0 35 70 100 Y=ε k in 0/00 per 100 Kg/cm² A.79 0.2511000.5 90 giorni 365 giorni 0. 1 0 indica la. ricavate da un rapporto del Laboratorio Federale di Zurigo.r. sezioni ovali o rettangolari con risalti.39 0. si assume una deformazione lenta pari al doppio della deformazione elastica. si riferisce a prismi caricati a100 kg/cm². all’atto della precompressione.56/100000 per umidità del 70% 0. Gli acciai sono caratterizzati dal carico e dall'allungamento di rottura sfr ed Afr. Nel caso della figura. R. Per sezioni maggiori si usano acciai con tacche.I. venga fatto assorbire da armature sussidiarie non tese. Nelle travi a fili aderenti non è lecito impiegare acciai tondi-lisci di diametro superiore a 2 mm. Tali figure sì riferiscono a conglomerati aventi resistenza cubica a 28 giorni superiore a 500 kg/cm². la deformazione elastica è calcolata per un modulo elastico pari a 400000 kg/cm². Non sono ammesse trazioni sotto l'azione del carico permanente.. La caduta a tempo infinito è da due a tre volte superiore alla caduta a 120 ore. Il fluage (o deformazione lenta sotto carico). calcolate al tasso convenzionale di 1400 kg/cm². È pertanto lecito definire un « fluage specifico » riferito ad una sollecitazione pari a 1 kg/cm². 11 teso inizialmente a 120 kg/mm² e quindi mantenuto a lunghezza costante.70/100000 per umidità del 30 %. variazione dei fluage specifico a tempo in infinito in funzione dell'età all'imposizione del carico. Vibratori e pervibratori saranno possibilmente di frequenza variabile onde interessare tutta la scala granulometrica dell'impasto. Nelle zone di ancoraggio si possono assumere sforzi di compressione locale pari a Rc/1.. 9 il ritiro es è misurato a partire dal terzo giorno dopo il getto. 9 e 10. Si trovano anche in commercio acciai dei tipo laminato trattato. trecce di due o più fili. n.90 0. Le figg.70 0.5 Acciai Gli acciai più comunemente usati sono del tipo patentato e trafilato.25 0.l. il fluage specifico vale 0.26 0. Le Norme vigenti impongono che il ritiro finale non sia mai assunto inferiore al 0.46 0. 12 riproduce la legge della caduta di tensione subita in un periodo di 120 ore dall'acciaio di fig.1 % e 0.P. In esercizio: a compressione il 32 % della resistenza a 28 gg. 95b Manuale dell’Architetto . La fig. La fig.

Percorso schematico di un cavo suddiviso in tronchi per il calcolo delle perdite per attrito F P F A r Fig.. P) risulta equilibrato. 14). α1 L1 B L2 C L3 D L4 α2 F B P F α F r F 1/r Fig.r. 16 .5-2 fc 0.1%) 100 Nel caso illustrato in figura 13 si ha.A. dopo la messa in tiro.P. ρ (oppure F. 11 .CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO TEORIA Kg/mm² 150 rottura σ (0. ed indicando altresì come tensione iniziale di tiro σfi la massima tensione esercitata all’atto del tiro.95 σ1 σf ≤ 0. 50 40 80 120 160 200 E Le Norme stabiliscono i seguenti limiti per le caratteristiche dell’acciaio e le condizioni d’impiego. sezione concentrata esercitata dal cavo in corrispondenza di cambiamento di direzione: B. Quando si proceda alla ritaratura delle tensioni preventive non prima di 44 gg.Diagramma della caduta di tensione Calcolo degli effetti della precompressione.Azione locale del cavo in un tratto elementare del percorso Fig.fd l1) σC = σB (1-fd l2) σD = σC (1-fd l3) σE = σD (1-fc ∝2.12 . quadruplo del diametro del filo (v.22%) Rapporto σ²/σfr≤0.25-0. S. le forze ripartite ρ trasmesse dall’armatura nei tratti curvilinei. in una sezione ge1900 nerica. ecc.l.fd l4) I coefficienti di attrito in linea retta ed in curva possono assumersi come da seguente prospetto: Calcestruzzo liscio Lamierino metallico Lamierino lubrificato f d x 10³ 5 3-4 1.0 Kg/mm². tabella (UNI 1474). eventualmente le forzeconcentrate P agenti in corrispondenza dei cambiamenti repentini di direzione (fig.2%): 153.90.I. Piegamenti alterni: resistenza a quattro lim.85 σ2 σfi ≤ 0.0 Kg/mm². quelle date dal rilassamento dell’acciaio del 30%. 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100110 120 ore VERIFICA STATICA STRUTTURE ISOSTATICHE INTERNAMENTE PRECOMPRESSE Fig. Esternsimento base: 200 mm.allungamenti di un accaio trafilato per travi a cavo P P P P P P F Fig.5 0.2%) σ (0. fluage.2 attrito.C.1%): 145. 11 tesoinizialIn una trave a sezione costante o variabile munita di armatura pretesa mente a 120 Kg/mm² e quindi mantenuto a avente percorso qualsiasi. 96 Manuale dell’Architetto . Si può anche assumere quale caduta il doppio della caduta misurata a 120 ore.Diagramma sforzi . azione ripartita esercitata dal cavo lungo un tratto di andamento curvilineo ds=1 Fig. al 12-14% di σfi per le travi ad armature aderenti armate rispettivamente con elementi singoli o con trecce. 15 . 14. L’insieme delle forze F. a tempo infinito. (Tollarenza 4%). subita dall’acciaio della fig. comprendono gli sforzi terminali di ancoraggio F. le cadute per ritito del 15%. È tuttavia indispensabile assicurare nel frattempo un’efficace protezione delle armature tese. Travi ad armature aderenti: 130 Kg/ mm². previa deduzione di tutte le perdite o cadute date da ritiro.95 σ3 σf ≤ 0.58 σfr σf ≤ 90 Kg/mm² Travi ad armature aderenti: σfi ≤ 0.Azione locale del cavo in un vertice del tracciato A. caduta di tensione Kg 65 (3. le azioni esercitate dall’armatura sulla trave lunghezza costante. elastico (0.E. Tassi di lavoro: indicando come 1950 «tensione finale» σf la tensione introdotta nel calcolo di verifica.62 σR σf ≤ 105 Kg/mm² È vivamente consigliato di avitare σfi superi i seguenti limiti assoluti: Travi a cavo: 120 Kg/mm².3 0. La caduta per rilassamento può valutarsi al 7% di σfi per le travi a cavo. tensione iniziale 120 kg/mm² 2010 kg Allungamento per Ø > 3 mm non 2000 inferiore a 5% su dieci diametri. Nelle travi a cavo è tuttavia lecito compensare un’eventuale perdita di tensione per attrito compresa entro 10 Kg/mm² con un innalzamento equivalente del limite assoluto sopraindicato. piegamenti su mandrino di diametro lim. rilassamento dell’acciaio. elastico (0. si deve avere: Travi a cavo: σfi ≤ 0. 13. supponendo di tendere con un unico martinetto applicato in A e semplificando le espressioni che forniscono le cadute per attriti: σB = σA (1-fc ∝1.

S.mutuo fra i cavi (caduta di un cavo già bloccato per la messa in ten sione di un cavo successivo). si ottengono le caratteristiche della sollecitazione date dalla precompressione.dalle armature. Si ha allora dalla zione si esercita su una sezione etero. 17. meglio valutarli a parte. analogamente si ammette che le forze p agiscano normalmente all'asse (mentre invece esse sono normali all'armatura). tali due ultimi effetti intervengono tuttavia all’atto stesso dell’instaurazione dello stato di coazione ed è. Il calcolo delle tensioni locali si effettua applicando le usuali formule della scienza delle costruzioni a sezione interamente reagente.7 Kg/mm² Tensione finale al lembo inferiore: 62 x 86. occorre considerare l'effetto delle cadute di tensione.P. si osserva che in una qualsiasi sezione la risultante delle forze F. In genere. 15. b h/3 h/3 B B' h/3 N N' Fig.07x120=8.r. Nelle travi a cavo scorrevole si ha in più la caduta per assestamento del sistema di bloccaggio.4 Kg/mm² Totale 18. calcestruzzo e acciaio). pone già scontato il rientro dell’ancoè costante lungo la trave e le ρ risultano nelle travi ad armature aderenti l'a.3 =51 Kg/cm² 105 (In pratica si dovrà inoltre tener conto dell’attrito come indicato in precedenza). Lo 2 x 10500 x12 x 0.genea composta dal calcestruzzo e riore 0. che comprendono nel caso generale sforzonormale. 16 per un’armatura coefficiente di ampliamento 6.5 x 20000=5.E.CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO TEORIA ciaio: il secondo dipende dal numero di cavi e dalle loro posizioni relative: nelle travi normali esso provoca una caduta del 2 o 3 %.l. alle quali si applica il mente dalla fig. soliti assi. P) che l'armatura esercita sulla parte sinistra della trave è una forza F agente secondo la tangente all'armatura nella sezione considerata (lo sforzo agente lungo l'armatura.196 = 60 Kg/cm² 20 x 40 stesso coefficiente si applica ad evenspezzata: ρ=2 F sen α/2. Calcolo delle cadute: Ritiro (pari al 0. la precompressione elimina la possibilità di parzializzazione. Si dimostra che per valutare l'effetto del ritiro basta ridurre la pretensione σi di una quantità eguale al prodotto del ritiro εR modulo dell'acciaio Ea.raggio). Nelle travi a cavo lo sforzo di precompres sione Calcolo degli effetti delle cadute di tensione Valutato lo stato di precompressione iniziale.25 x20000=5 Kg/mm² 1000 Fluage (pari a 1. dente col bordo inferiore di nocciolo.3 Kg/mm² 350000 b Rb Percorrendo l’armatura a partire da una testata. a causa della piccola inclinazione dell'armatura. normali all’armatura. Nelle travi ad armature aderenti si considera l'influenza del ritiro. della precompressione e del carico permanente B. Riducendo la risultante delle forze di precompressione ai. il primo si calcola dividendo l'assestamento per la lunghezza del cavo e moltiplicandolo per il modulo dell'ac- Rilassamento acciaio * (7% di σfi): 0. come avviene sempre in pratica.5 volte la deformazione elastica con modulo di 350000 Kg/cm²): 62 x 1. si ammette che la componente dello sforzo di precompressione parallela all'asse della trave sia costante ed eguale a F.Determinazione della zona limite in una sezione della trave.I. Rb Esempio: Trave rettangolare 20x40 armata con cavo rettilineo 12 Ø 5 coinciFig. del fluage sotto carico. p (o F. relativa ad un tratto di lun. bordo inferiore : ghezza unitaria: ρ =F/r e analoga. l'effetto.Condizioni esterne di lavoro in presenza: A. della precompressione e del carico permanente più carico accidentale. del rilassamento dell'acciaio (la caduta per compressione elastica del conglomerato è già scontata quando si applichi lo sforzo di precompressione alla sezione intera. se. costante in assenza di attrito. 18 . tuali cavi scorrevoli tesi in fasi antecedenti e già iniettati. 97a Manuale dell’Architetto . Nel calcolo degli effetti di precompressione occorre distinguere travi a cavo e travi ad armature aderenti. A. deve infatti risultare equivalente alle azioni che l'armatura trasmette al calcestruzzo 'al di là della sezione considerata). moltiplicando il d fluage specifico per il tasso di lavoro medio del calcestruzzo lungo il percorso del cavo e del modulo dell’acciaio. momento flettente e taglio.25/1000): 0. L’armatura coincide ' Pertanto con la «curva delle pressioni» lungo la trave. Tensione iniziale : 105 kg/mm² ( si supSe si ammette che non vi sia attrito la F agisce sulla sezione depurata dei fori.C. passanti per il baricentro della sezione.Precompressione iniziale: bordo supefig. Analogamente l'effetto del fluage sotto carico si valuta per accesso.

Nella pratica applicativa non é generalmente necessario procedere al tracciamento della zona limite.CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO TEORIA Effetto dei carichi esterni (flessioni) Si applicano le formule usuali per sezioni interamente reagenti. una sezione generica soggetta a M'P. La staffatura deve comunque comportare almeno tre staffe al metro lineare el’interasse fra le staffe non deve superare l’altezza della sezione. MI. Siano infatti 0 e Rb i tassi estremi ammissibili per le sollecitazioni ai lembi. Dimensionata in tal modo Ja mezzeria di una trave di se zione costante.valutando l’inclinazione convenzionale del piano. si ha che l'intervento di un momento flettente esterno M sposta il centro di pressione. Nelle travi ad armature aderenti non si tiene conto della precompressione in un tratto compreso fra la testata ed una sezione posta ad una distanza pari a 50 volte il maggior diametro dell’armatura. la seconda all'azione della pre compressione del carico permanente e del carico accidentale.C. 19 . Il ragionamento sopra riportato vale naturalmente anche per valori diversi delle tensioni ammissibili. rispetterà i limiti imposti alle tensioni qualora il cavo si trovi entro l'intervallo 88' (fig.Zona limite in una trave appoggiata * Il calcolo del rilassamento dell’acciaio si esegue per una tensione di 120 Kg/mm² in quanto si suppone che vi siano 15 Kg/mm² di perdita per attrito fra la testata e la sezione alla quale si riferisce la verifica. 18) definito da: NB= M'p+M's M'p . F F Il luogo dei punti BB’ definisce quindi lungo la trave una « zona limite » entro la quale dovrà trovarsi il cavo. 19 per una trave soggetta a momenti Mt. 97b Manuale dell’Architetto . h/3 h/3 h/3 M'p/F Ms+Mp F Ms = F h 3 h d=Ms/F Fig. La tensione principale convenzionale di trazione così calcolata non deve superare il valore Rc/20. inizialmente coincidente coi cavo.I. Quando la tensione principale. essendo sufficiente effettuare la verifica di alcune sezioni con riferimento ai valori estremi del momento flettente che le sollecitano.r. A. Le condizioni suddette saranno pertanto soddisfatte ponendo il cavo al disotto del punto inferiore di nocciolo ad una distanza d=Mp/F e facendo sì che H/ 3=Md/F. mostrano che altezza della trave e sforzo di precompressione sono funzioni del momento M. convenzionale di trazione non supera i 3 kg/cm² non è richiesto il calcolo delle armature a taglio. Il momento Mp interviene solo nella determinazione della posizione del cavo. di fessurazione in corrispondenza dell’asse baricentrico. È importante notare che se una parte della sollecitazione esterna agisce all’atto delle precompressione (peso proprio e carico permanente).P. Mp e Ms i momenti flettenti esterni permanente e accidentale. si avrà Le formule (c) e (b).E. altrimenti occorre prevedere un'idonea staffatura che si calcola col metodo classico del cemento armato. di una distanza M/F. è possibile assicurarne l’assorbimento mediante scelta opportuna della posizione dell’armatura. h le dimensioni della sezione (supposta rettangolare) : volendo sfruttare integralmente la capacità resistente della sezione. assumendo per la precompressione (componente normale e trasversale) una frazione pari a 2/3 del valoreeffettivo. di andamento parabolico. la prima all'azione della precompressione e del carico permanente.l. si dovrà fare in modo che le condizioni estreme di lavoro raffigurate nelle figure 17A e 178 corrispon dano. Ammettendo in via approssimata l'invarianza dello sforzo F. S. Tale zona è stata raffigurata nella fig. b.. La verifica della resistenza si effettua in corrispondenza della fibra baricentrica in base ad un circolo di Mohr convenzionale. M. Poiché pertanto dovrà risultare: F= h²= 1 b h Rb 2 6Ms b Rb Verifiche al taglio Le sollecitazioni tangenziali date dal carico esterno e dalla precompressione si calcolano applicando i metodi usuali con riferimento alla sezione interamente reagente. N'B'= . Nelle travi ad armature aderenti per solai si può omettere la staffatura se la tensione principale suddetta è inferiore a 3 kg/ cm².

10 radianti l'inclinazione del cavo nella sezione di ap.5 Kg/cm² Nelle strutture eseguite in più fasi le che si effettua con gli usuali metodi La componente trasversale dello sforzo verifiche al taglio. All'al.I.196 x 8630=2010 kg.1 cm = tezza del baricentro si ha: 12. M. ponendo α=sen α: quelle a flessione. In altri 1 2 β casi si procederà ad un calcolo più β 2β Inclinazione convenzionale del piano preciso fondato sull'ipotesi dellaconserdi fessurazione: vazione delle sezioni piane e sulla messa in conto dei diagrammi reali di σ' 6.53 τ m b tg quindi più coi percorso del cavo risulβ tante.Determinazione delle tensioni principali e di sicurezza 2 rispetto al carica totale.1 Fig. S. al quale corrisponde all’altezza delbaCi riferiamo alla trave già esaminata in ricentro: precedenza.1 rispetto al momento totale dotta a valore unitario. 21 in funzione dell'inverso della percentuale di armatura ridotta X: X= bh Af σ cr σ fr (σcR resistenza a compressione del conglomerato).l. dell'inclinazione degli elementi principali a mezzo del Prevedendo staffe a due bracci Ø 8 cerchio di Mohr mm al tasso di 1600 kg/cm² si deve STRUTTURE IPERSTATICHE poggio. il momento del resistenza a compressione).5 o bordo teso.5x1600 s σ As curva delle pressioni non coincide x= =12.E. t utile rappresentare A. la trazione eguaglia la 0.7 zione Mf si calcola a sezione interadx 0.5 ciaio.5x20x0. come d'altronde della Scienza delle Costruzioni. nella quale si suppone che 3 660 = 12.4 resistenza a trazione dei conglomerato dove Mo=F•e è il momento «isostatico» 0.6 mente reagente ammettendo che la (M0+M1X)M1 =0 2 EI fessurazione abbia inizio quando. sul 0.6 1 deformazione del calcestruzzo e dell'actg β = = = 0. Sia α=0.5 Kg/mm² τ = all'appoggio agisca un taglio esterno: m 2 20x40 Te=8000 kg.10x12 x 0.3 (che si può assumere pari a 1 il 0 dela di precompressione. Il calcolo delle incogniteiperstatiσ m =-25. 0 di esercizio. dove σfR e Af sono rispettivamente il carico di rottura e la sezione dell'acciaio.Variazione del coefficiente K della formula deve rimanere contenuta la curva delle Mp+Ms di Guyon in funzione dell'inverso della percentuale pressioni se si vuole che le tensioni ai ridotta Rottura.La trazione principale convenzionale vale quindi: σ1 σ compresso). Il momento di fessural 0.3 kg/mm². Le Norme richiedono un margine m Fig. la nel cavo pari a 86. ogni fase. vanno ef ettuate in ad esempio far usa del principio dei f Tc= 0. T ' = 2 2010=1340 Kg. h l'altezza utile (distanza fra il baricentro dell'armatura e il bordo STRUTTURE PARZIALMENTE PRECOMPRESSE Il calcolo in servizio si basa sul principio di sovrapposizione. σ'm 1 ² + 4τ² Tale formula vale per sezioni la cui σ' σ' = + m m 1 2 2 parte compressa abbia forma rettangoτ lare e nelle quali l'armatura sia ragσ ' = -8.5 + 1 289+625=+6.2 richiedono un margine di sicurezza struttura principale dalla reazione X ri0. le Norme terminato nella sezione generica della 0.∆ 2x0. 98a Manuale dell’Architetto . fissi si calcolerà ad esempio la reazione dell'appoggio intermedio in base all'e0.53 τ 12. c 3 Donde un taglio risultante: T=Te-T’c=8000-1340=6660 Kg.CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO TEORIA Esempio.C. 20 . Il valore del coefficiente K è dato dal grafico di fig. Anche nelle strutture iperstatiche si può 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 X definire una «zona limite» entro la quale Mf ≥ 1. 21 .9 Verifiche a fessurazione e rottura quazione: 0. effetti (s'intende che la sovrapposizione Nella trave di figura 22 a tre appoggi K=1 deve riferirsi alle tensioni).6 Kg/cm² gruppata in una ristretta zona. Ammettiamo di effettuare la assumere un interasse : La messa in tensione dell'armatura fa verifica a tempo infinito con tensione nascere delle reazioni iperstatiche. Il momento di rottura M si lembi restino comprese entro i limiti r Per la verifica si pone: può calcolare con la formula di Guyon ammissibili: si ricorderà tuttavia che in questo caso la curva delle pressioni non 2 σ 'm = 3 σ m =-17 Kg/cm² Mr=K•σfr Af •h coincide più coi cavo risultante. Si potrà nei cavo vale.P.8 Fessurazione.r.1 pari a 1. sovrapponendo quindi gli lavori virtuali.

A.C.Tracciato indicativo del cavo in una trave continua a tre appoggi. ecc. donde l'insorgenza di stato di mutua costrizione dato dal ritiro e dal fluage differenziale. tensione parzialmente ridotta per i cavi tesi antecedentemente. 23 . F e Fig. ecc. getto della soletta e dei trasversi. in modo che si trovino rispettate le condizioni relative ai tassi di lavoro in servizio. di sollecitazioni pericolose. Il proporzionamento viene successivamente completato fissando la forma definitiva della sezione. 22 . Fig.B. diagramma delle tensioni dato dalla precompressione e da un momento flettente esterno.E.l. S. 98b Manuale dell’Architetto . 23 . In ogni fase del calcolo si dovrà naturalmente computare lo sforzo di precompres sione effettivamente agente: tensione iniziale per i cavi tesi nella fase considerata. Partendo da tali dati conviene allora considerare in primo luogo le condizioni di sicurezza a rottura e dedurne la sezione dell'armatura metallica. nelle fasi intermedie.r. consente di usufruire anche in queste travi dei vantaggi illustrati nello studio delle travi a cavo incurvato. ulteriore precompressione dell'insieme. Assai spesso nelle varie fasi si fa anche variare la sezione reagente. esempio di una struttura parzialmente precompressa.I.A. Gli clementi associati possono trovarsi in diverso stato di maturazione. Nelle travi a fili aderenti con armature rettilinee è necessario ridistribuire l'armatura metallica. ad evitare sforzi eccessivamente concentrati in testata. A. Molto spesso F l x l Fig. altezza negli clementi industriali. Es. fig. In genere la modifica delle caratteristiche geometriche data dall'iniezione dei cavi non è affatto trascurabile. Il rialzamento delle armature.P. 24B il tratteggio orizzontale rappresenta le tensioni di precompressione nella trave. esempio di una struttura parzialmente precompressa composta da trave e soletta: B. realizzabile mediante deviatori. in ognuna delle quali si fa intervenire parte del carico permanente: si riesce così ad evitare la comparsa. varo. il tratteggio verticale le sollecitazioni indotte dal carico esterno nell'insieme trave-soletta). Il calcolo del carico di rottura si effettua in applicazione degli stessi concetti indicati per le travi interamente precompresse. Qualora un elemento non precompresso sia soggetto a sforzi di trazione si deveammettere che esso si parzializzi: per effetto della parzializzazione può accadere che nelle strutture compiesse vi siano più ani di separazione.: travi isolate prefabbricate fuori opera e soggette ad una prima precompressione.CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO TEORIA graficamente il diagramma delle tensioni nei vari elementi costituenti (nella calcestruzzo gettato in opera elemento precompresso A B nelle travi a cavo si possono realizzare economie sostanziali effettuando la messa in tensione in più fasi.). PROGETTAZIONE Molto spesso alcuni dei dati di base sono fissati per ragioni costruttive (larghezza e spessore della soletta nelle travi da ponte. In questa fase è bene tenere presente che nelle travi usuali la precompressione mediaall'altezza del baricentro oscilla normalmente fra 60 e 80 kg/cm². diagramma delle tensioni per precompressione più carico esterno.

E.80 10.34 0.P.CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO APPLICAZIONI ARMATURA LONGITUDINALE 0.45)piano pavimento finito 1.00 2.00 25 90 10.09 infisso ad ante apribili (0.5 PORTALE SISTEMA MORANDI 0.5 8 25 A 952.l.50 16.40 0.12 0.30 staffe ø 5/15cm 2x16 ø 5 acciaio 2x16 ø 5 acciaio 3x16 ø 5 acciaio 6.80 10.80 25 40 TESTATA 40 14 22 9 55 35 40 2.12 1.60 16.80 SEZIONE A-A 30 16 30 30 80 30 30 106 60 40 200 2.5 B 8 A B 2.35 2x16 ø 5 acciaio 2ø8 staffe ø 10/8cm 0.50 0.45 1.50 20 22 20 0.15 1.I.25 0.50 1.20 10.85 0.80 10.85 1.50 0.70 0.30 0. S.00 16.20 90 90 30 20.10 0.r.25 1.5 PIANTA SEZIONE A-A 2.50 16.95 infisso in ferro non apribile 2 ø 10 1x16 ø 5 acciaio 2 ø 10 30 staffe ø 10/7cm 1x16 ø 5 acciaio 67 A.30 1.C.30 0. 99 Manuale dell’Architetto .5 SEZIONE B-B 20.55 0.40 32.00 16.20 21.50 1.80 ARMATURA 10.

75 25053 26197 19.77 50.24 264 36.33 434.C.P.49 62. cem.r. .5 3. prefabbricate 8÷12 3 78 10 8 10 30 50÷100 Produzione industrie cementi G.16 130.E.a.I. prefabbricate 8÷12 3 22 16 2 8 5 47 65 63 10 8 50÷100 12 32 89÷93 filo rustico tavole in c.5 6 5 16 30 filo al rustico tavella nervata in cotto o tavellone 7÷12 15 30 4 8 7.6 64 17.346 33.42 145.57 145. S.07 238.l.C. Rossi .Piacenza getto eseguito in opera 800 fili acciaio ø mm 5 con tacche tirante 800 800 A. 100 Manuale dell’Architetto .80 140.86 TAS 65/30 1066.54 21.58 TAS 45/20 Sollecitazione di precompressione iniziale al lembo superiore kg/cm² Sollecitazione di precompressione iniziale al lembo inferiore kg/cm² filo rustico 10÷17 5 3 25 45 55÷62 tavella nervata in cotto o tavellone 45 TAS 30/16 10 4 3 13.2 1003.6 105361 964156 -12.02 76885 491402 -4.58 TAS 80/32 1393.a.7 128 25.89 277.354 45643 117928 6.44 333 44.CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO APPLICAZIONI TRAVI PREFABBRICATE A FILI ADERENTI Dati caratteristici produzione S.Milano TAS 30/16 Area sezione calcestruzzo cm² (Superfici ideali Si) Area Sezione acciaio armonico mm² Peso kg/m Distanza baricentro trave del lembo superiore cm Distanza baricentro armatura del lembo superiore cm Sforzo finale di precompressione kg Momento d'inerzia baricentro cm 4 TAS 45/20 537.A.C.5 20 47÷58 eventuale lavella in cognl. leggero 63÷100 TAS 80/32 TAS 65/30 20 14 2 8 5 32 65 74÷78 filo al rustico tavole in c.93 732.

r.B.5 20 A. . per Peso solaio il getto l/m² 24 43 58 79 100 121 142 in opera kg/m² 145 200 235 295 350 405 455 Travetti e blocchi kg/m² 89 101 106 127 140 149 155 Monotrave interasse cm 45 peso kg 18/m Monotrave interasse cm 57 Travetti e blocchi kg/m² 102 112 116 133 143 150 154 Congl. 2 3 5 7 8 2 3 5 7 8 travetti Ap=mm² 40 48 60 72 84 80 96 120 144 168 BITRAVE 75 12 16.PIACENZA) È formato da travetti in conglomerato armato precompresso con fondelli di laterizio. a fili aderenti.5 20 25 30 35 48 Travetti e blocchi kg/m² 81 94 98 120 133 141 147 Congl. Nelle nervature di conglomerato da gettarsi in opera vengono normalmente aggiunti spezzoni d’estremità aventi funzione d’ammaraggio o di assorbimento delle tensioni dovute ai momenti negativi.D. per Peso solaio il getto l/m² 20 39 53 74 95 117 137 in opera kg/m² 145 200 235 295 350 405 455 in opera kg/m² 115 155 180 230 275 310 345 Congl.7 45 12 57 peso kg 15/m Monotrave interasse cm 45 Altezza solaio cm 12 16. S. del conglomerato per il getto delle nervature Tipo solaio MONO TRAVE R 160 200 R=250 160 200 R=250 12 600 645 820 990 1090 985 1260 1520 1665 16.C. per Peso solaio il getto l/m² 15 27 36 50 68 76 90 in opera kg/m² 115 155 180 230 275 310 345 Travetti e blocchi kg/m² 91 100 104 121 131 138 143 Monotrave interasse cm 57 Congl.CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO SOLAI CARATTERISTICHE SOLAIO CELERSAP PRECOMPRESSO (R. 12÷40 25 9÷12 31.P. 101a Manuale dell’Architetto .5 965 1130 1430 1720 1920 1505 1820 2190 2745 2905 20 1230 1445 1820 2185 2520 1920 2245 2815 3370 3870 Altezza solaio cm 25 1600 1885 2365 2850 3295 2500 2940 3685 4415 5095 30 – 2320 2920 3505 4060 – 3645 4560 5465 6310 35 – – 3465 4175 4840 – – 5430 6510 7530 40 – – 4020 4830 5605 – – 6310 7560 8755 Travetto tipo N.I. per Peso solaio il getto l/m² 12 24 34 47 60 74 87 MOMENTI MASSIMI DI SERVIZIO PER LA STRISCIA LARGA 1 METRO R = Resistenza a rottura a 28 gg. Fra di essi vengono collocati degli elementi forati in laterizio di altezza variabile a seconda delle necessità statiche. In casi particolari i travetti precompressi possono essere abbinati ed allora l’interasse delle nervature risulta di cm 57. con sezione a T rovescio di altezza 9 oppure 12 cm.E. posti in opera ad interasse di 45 cm.l.

colleg. S.5 20 Contrassegni pannelli Tracce acciaio contenute in ogni pannello Beton nervat.r.CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO SOLAI CARATTERISTICHE SOLAI Altezza H cm 12 16.I.E.l. 101b Manuale dell’Architetto .P. l/m² 4 7 11 pannello kg/m² 100 130 150 Peso solaio kg/m² 110 145 175 R 160 510 745 930 1 2A8 4 A 12 755 1110 1385 2 2A8 6 A 12 MOMENTI MASSIMI DI SERVIZIO riferiti alla striscia larga 1 metro a Resistenza del calcestruzzo per il getto (a 28 giorni) R 200 950 1465 1835 3 2A8 8 A 12 1150 1775 2260 4 2 A 12 10 A 12 R 250 – 2070 2630 5 2 A 12 12 A 12 A.C.

102 Manuale dell’Architetto .Firenze) 3 10 13 55 Travetti prefabbricati in laterizio armato con interposizione di blocchi forati.5 12 Travetti prefabbricati in calcestruzzo con blocchi o tavelle.C. Interasse variabile (Solaio Friuli . (Industria Cementi Giovanni Rossi.Milano) 3 4 21.l. (Soc. Etrusco . Interasse variabile. Piacenza) A. (Società Nemea .Roma) Travetti prefabbricati in laterizio armato con interposizione di blocchi forati.7 a=21. S. P. Soc. Piacenza) 20 20 13 11 Travetti prefabbricati in calcestruzzo con tavella.a.E. Interasse variabile. (Industria Cementi Giovanni Rossi.r. Soc. P.P.Udine) Travetti formati da conci prefabbricati con tavelle.5 14.a. Interasse variabile.I.2 20÷30 30 30 30 b=9.2 Travetti prefabbricati in calcestruzzo con tavella. Interasse variabile. Cantieri Varese . (Consorzio Gen. Interasse variabile.CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO SOLAI 10 6 35 35 35 d=19.

103 Manuale dell’Architetto .5 20. .A.E.5 Momento T. SOLAIO ESSEVI A BLOCCO 55 . 55 cm 18/5 tas 8/13 int.50 21.50 17.A.50 ALTEZZE Tavella Soletta cm cm 3.5+2 Momento T. (Kg) Kg cm 1 2720 39100 2 3110 47000 3 3500 54600 4 3890 62450 5 4280 70200 6 4665 76500 7 5050 81300 8 6220 91700 9 6995 103500 10 7870 120400 11 8740 137200 Altezza cm 20.t.S. .t.S. . .5 Altezza solaio .5+2 Momento T. .5 8/13 10/15 53 52.50 20. conglom.S.53 .50 22. .50 16 15 62 25 40 50 Altezza cm 16. Volume conglomerato . .A. .5 39072 tas 10/15 43865 int.I. (Kg) Kg cm 12 2720 48300 13 3110 57600 14 3500 67500 15 3890 77000 16 4280 86500 17 6120 107200 18 6995 128000 19 7870 149000 20 8740 169600 21 11365 191000 22 12240 209000 23 13110 230000 A. . Peso laterizio .032 0.52.CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO SOLAI SOLAIO «ESSEVI» (SCAC) Ottenuto collegando travi precompresse armoniche SCAC (TAS) aventi forma a T con monoblocchi in laterizio mediante nervature in calcestruzzo gettato in opera. Interasse . . 34216 39072 43865 48436 52863 56720 60706 64378 Armatura metallica mm² 7/24 7/28 7/32 7/36 7/40 7/44 7/48 7/52 cm 12. . 34216 cm 20. .t. .S.t. .S. .C. m³/m² 0.50 Cappa cm 1 2 3 1 2 3 T. .5 19 23 28 37 60 65 134 159 Armatura metallica mm² 7/24 7/28 7/32 7/36 7/40 7/44 7/48 7/52 cm 12. S. Trave TAS .r.024 0.50 19.t. .t. Agli incastri si arretra il laterizio riempendo di calcestruzzo.A. di esercizio Serie N. 53 Momenti di esercizio Kg cm/int. Peso totale solaio .5 Momento T.034 0.A. .S.A. Altezza Base cm cm 12 15 Interasse cm 62 Vol. . . Peso travi TAS . .S. . di esercizio Serie N.l.042 0.044 0. di esercizio Serie N.022 0.5 tipo 8/13 cm 55 l/m² 11 Kg/m² 27 Kg/m² 44 Kg/m² 99 16. . .054 Travetto Kg/m 20 Travetto Kg/m² 32 PESI Laterizio Kg/m² 50 Conglomerato Kg/m² 48 70 92 114 53 75 97 119 Solaio Kg/m² 130 152 174 196 143 165 187 209 3. .P.t Solaio cm 16.052 0.» Ottenuto collegando travi T. . .A. .00 4.t. . . 52. di esercizio Serie N. TABELLA DELLE CARATTERISTICHE DEL SOLAIO T. .A. .5 48436 52863 56720 60706 64378 Altezza solaio SOLAIO «T. . . . . . Altezza solaio Momenti di esercizio Kg cm/int. .50 18.S. (Kg) Kg cm 12 2720 43750 13 3110 52400 14 3500 61200 15 3890 69600 16 4280 78500 17 6120 96300 18 6995 116000 19 7870 135000 20 8740 153800 21 11365 172000 22 12240 109000 23 13110 227000 Altezza cm 20. 24112 27636 31154 34566 37506 40226 42873 45446 Armatura metallica mm² 7/24 7/28 7/32 7/36 7/40 7/44 7/48 7/52 Altezza solaio Momenti di esercizio Kg cm/int. . . (Kg) Kg cm 1 2720 34600 2 3110 41500 3 3500 48250 4 3890 55000 5 4280 62000 6 4665 67350 7 5050 72900 8 6220 80900 9 6995 89500 10 7870 105800 11 8740 120800 Altezza cm 16.00 4. . .50 23. .5 tas 8/13 int. aventi forma fubolare con tavelloni nervati mediante travetti in calcestruzzogettato in opera. .

.I. appoggiati sui muri (o sulle casseforme delle travi principali). 17007 21173 25304 29428 33528 cm 37592 16. .r. . . Carichi di sicurezza: alla fessurazione≥ 1. 32800 43365 cm 53760 20. . . Volume conglomerato . . .5 63975 74000 83865 Armatura metallica mm² 24 32 40 48 56 64 SOLAI STALP 50 Altezza Momenti Solaio di esercizio Kg cm/int. . . Tali listelli. . Peso laterizio .P. S. .Biarmato . I listelli in laterizio (a sezione costante per le varie altezze di solaio = cm 6x10) presentano 3 scanalature in cui sono annegate le armature metalliche.2. 11800 17460 22920 28160 33200 38600 Armatura metallica mm² 16 24 32 40 48 56 Altezza Momenti Solaio di esercizio Kg cm/int.E.l. durante il getto. cm cm cm l/m² Kg/m² Kg/m² Kg/m² 12. . 16921 25110 cm 33125 16. 104 Manuale dell’Architetto . formate da trefoli a 2 fili di acciaio. . . .5+3 51094 44 56015 48 60903 52 65756 56 70574 60 75360 64 80111 Armatura metallica mm² 16 20 24 28 32 36 40 44 48 52 56 60 64 cm 12.5 A.Fornaci Valdadige . . funzionano anche. con malta di cemento vibrata. . . . collegati da nervature in calcestruzzo gettate in opera. alla rottura ≥ 2.C. Interasse . .25. . . . . . da sostegno provvisiorio dei blocchi e del calcestruzzo delle nervature. INTERASSE cm 38 INTERASSE cm 50 CARATTERISTICHE DEI SOLAI Altezza laterizio .Torino .5 38 7 13 34 48 112 16. . . . Larghezza nervatura .Cempre . .CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO SOLAI SOLAIO «STALP» Costituito da elementi precompressi prefabbricati (listelli) e blocchi cavi in laterizio. .5 38 7 24 34 76 165 SOLAI STALP 38 Altezza Solaio Momenti di esercizio Kg cm/int. Ai listelli precompressi è affidata la funzione di assorbire gli sforzi di trazione. . Peso totale solaio . .Verona . .5 40960 48615 56090 Armatura metallica mm² Altezza Momenti Solaio di esercizio Kg cm/int.Milano .Società Pugliese Strutture Cementizie Precompresse . Societò produttrici solaio STALP: .5 50 7 14 26 67 128 16.Bari.5 38 7 18 34 63 140 20. 16 20847 20 25974 24 31466 28 36124 32 41148 36 cm 46138 40 16.5 41589 45447 48595 51946 55593 59357 63184 Armatura Altezza Momenti metallica Solaio di esercizio mm² Kg cm/int. Peso listello .

A. Se la prefabbricazione totale di case di abitazione ha avuto sino ad oggi in Italia scarsi risultati. Per i pannelli di pareti. Per la posa in opera di pareti e solai prefabbricati necessitano infatti attrezzature meccaniche di costo notevole: e per di più occorre talvolta superare le difficoltà derivanti dalla configurazione del terreno e da limitazioni dello spazio necessario per la sistemazione ed il movimento delle macchine di sollevamento. scale ecc. perchè dopo vari studi e tentativi. le scarse economie di materiali e mano d'opera realizzabili con una lavorazione industrializzata ed altamente meccanizzata.) occorrenti per gli elementi prefabbricati. monolitico. legni speciali ecc. Superato il periodo non breve dell'attrezzatura dello stabilimento e del cantiere.50 20 capriata prefabbricata Fig. b) quella . la prefabbricazione totale di edifici di abitazione. di travi. vista. ricostituiscono la struttura da cui sono derivati. Tale prefabbricazione si può dividere in due grandi categorie: a) quella relativa ad elementi isolati (travi. rispondendo alle stesse condizioni statiche come se fosse un tutto. gruppi sanitari) preventivamente costruiti in stabilimenti centralizzati.PREFABBRICAZIONE Negli ultimi decenni la tecnica edilizia ha tentato di integrare i sistemi costruttivi tradizionali con procedimenti di montaggio in cantiere di clementi di ben definita funzionalità (pannelli di pareti. l'evidente effettivo vantaggio della prefabbricazione si ha nel tempo occorrente alla costruzione di un edificio. Affinché il procedimento risulti economico occorre che il numero degli elementi prefabbricati sia tale da abbassare sotto un limite adeguato il costo di ammortamento dei macchinari e delle attrezzature necessarie. capriate. In altri termini si è constatato che è difficile ottenere con la prefabbricazione totale quella economica sul manufatto che si sperava di conseguire passando dalla lavorazione artigianale a quella industriale di serie.) destinati a rispondere separatamente ad una precisa funzione statica. Oltre a ciò non si può nemmeno trascurare il risultato estetico di un'esasperante monotonia derivante dalla totale prefabbricazione di interi quartieri.00 staffe fissaggio provvisorio capriata ponteggio sostegno capriata capriata martinetto 10. della luce di m 20. coi sistemi tradizionali. ferri lasciati fuori per attacco solaio 20.5 gettata in opera ripartizione ø6 a 30 4ø10/m 2.00 60 60 50 2ø8 in opera soletta cm 2. particolarmente attrezzate. all'indiscutibile risparmio di mano d'opera ottenibile con la lavorazione in serie si contrapponeva il maggior costo dei materiali (cemento. dove per la rigidità del clima la costruzione tradizionale incontra ostacoli difficilmente sormontabili. e che a ricomposizione ultimata. È quindi comprensibile.a. Per i solai. il Consiglio Nazionale delle Ricerche bandi un concorso per progetti di prefabbricazione edilizia che ebbe una larga partecipazione di concorrenti. venivano in gran parte se non del tutto assorbiti dal costo dei trasporti e dal sollevamento in alto degli elementi. ma a piè d'opera. B fianco.P. 105 Manuale dell’Architetto . come in molti altri Paesi.che si potrebbe definire prefabbricazione strutturale . Alla 1° categoria appartiene ad es.l. calce) impiegati nella costruzione tradizionale dei muri. solai scale. la prefabbricazione in cantiere di travi per solai in laterizio armato ormai largamente adottata per la sua convenienza economica come pure la costruzione di travetti precompressi da parte di ditte specializzate.r. materie plastiche. in confronto di quelli (mattoni. Lo studio economico può essere perciò effettuato soltanto caso per caso in base alle particolari caratteristiche del lavoro.C. A.nella quale i vari elementi prefabbricati derivano dalla scomposizione di una struttura rispondente a determinate condizioni statiche.5 D capriata prefabbricata cassaforma 45 1.00 C 30 laterizio 2ø8 in opera 19 30 16. fiorirono le iniziative specie nel campo degli studi e dei progetti relativi ai procedimenti di prefabbricazione. abbia avuto in Italia un così scarso successo.E. ferro. Capriate in c. capriate od altri elementi strutturali in cemento armato di tipo diversissimo. In Italia. sezione A-A. A questo primo tipo di prefabbricazione appartiene altresì la costruzione. collegamento capriate prefabbricate e travi principali gettate in opera.001. mentre gli eventuali vantaggi realizzabili con i più perfezionati sistemi di prefabbricazione comportano l'applicazione di tali sistemi ad un grande numero di fabbricati. mentre sia stata largamente adottata in paesi come la Russia. in quanto il montaggio di elementi prefabbricati richiede minor tempo di quello occorrente per la costruzione dell'edificio stesso. Approfondendo gli studi in tal senso ci si accorse però che la realizzazione su piano industriale di talune soluzioni apparentemente ammissibili presentava invece difficoltà tali da renderle antieconomiche. Torino.74 B capriata martinetto 19 1. 1 – Esempio di prefabbricazione di grandi elementi di struttura isolati. si sono avuti invece e si vanno ogni giorno sviluppando le possibilità di adozione di una prefabbricazione edilizia parziale riguardante principalmente le strutture in cemento armato.I. S. C.24 attrezzatura per trasporto capriate A 5. Officine FIAT Mirafiori. fatta direttamente in cantiere. D. Nel 1945.

S. la loro accurata pulizia dopo il disarmo. B. sezione.50 pianta schematica della struttura resistente paranco 0.P. 2 .70 1. ferro.Sezione trasversale del viadottoo di corso Francia. A. pianta. ed altresì l'adozione di una sagoma che faciliti la sformatura.00 50. 3 .l. 4.70 36. quali la spalmatura delle stesse con sostanze oleose. ed in ogni caso prevedere il riscaldamento preventivo degli inerti e dell'acqua di impasto.Aviorimessa con copertura ad elementi prefabbricati.00 paranco 9. A tale scopo è opportuno adoperare conglomerati di alta qualità con buona dosatura di supercemento ed ottimi inerti. Qualora il numero degli elementi da prefabbricare sia considerevole. L'impalcato è formato da solette prefabbricate e da travi prefabbricate a V. conglomerato cementizio.00 Fig.65 A 0.I. a seconda delle caratteristiche dell'elemento. Particolari accorgimenti devono essere adottati per impedire l'adesione dell'elemento prefabbricato alle casseforme. Per ovvie ragioni economiche la sformatura degli elementi prefabbricati deve potersi effettuare nel più breve tempo possibile. Le casseforme per l'esecuzione di elementi prefabbricati possono essere costruite in legno.00 A 1.C.20 paranco 36. Con questi accorgimenti si possono prevedere periodi di maturazione di 48÷72 ore. A.r.00 sezione orizzontale a m 2. Roma.PREFABBRICAZIONE Anche dal punto di vista tecnico non è possibile indicare regole di carattere generale. 106 Manuale dell’Architetto . o l'opera da realizzare con elementi prefabbricati debba rispondere a particolari esigenze di rapida esecuzione si può anche provvedere ad accelerare la maturazione degli elementi Fig.E. Nella stagione fredda è opportuno proteggere i getti.

a. cartone catramato asfalto banchina d'appoggio in cemento caldana in cemento asfalto materiale plastico COPERTURA ISOLANTE TERMOACUSTICA piastra vetro materiale impermeabile isolante speciale rustico intonaco COPERTURA A NERVATURE NELLO SPESSORE DEL VETRO. APPOGGIO SU BATTUTA IN RIALZO bicchieri di vetro amianto disco di metallo vetro martellato mastice plastico caldana di cemento COPERTURA CARROZZABILE PER RUOTE FERRATE LEGGERE telaio di ghisa piastra di vetro corrente in legno cartone catramato struttura portante GIUNTO SU TRAVE PORTANTE IN C.E.r. mastice plastico bicchieri in vetro isolante speciale rustico intonaco COPERTURA A NERVATURE IN VISTA AD ALTA IMPERMEABILITA' piastra di vetro materiale imperm.I.P.STRUTTURE IN VETROCEMENTO COPERTURE COPERTURA A NERVATURE IN VISTA caldana di cemento asfalto materiale plastico piastra di vetro COPERTURA CON APPOGGIO IN NICCHIA MURARIA corrente in legno architrave in c. Misure in mm.A. D. S.C. sezione del telaio apribile. sezioni con diverse forme di vetro. 108 Manuale dell’Architetto . pianta dei telai in ghisa di varie dimensioni multiple di ∆: B. A. bicchieri di vetro elementi di cotto asfalto 10 50 95 95 50 D C 10 50 95 ∆ mastice plastico cartone catramato A B LUCERNARI CARROZZABILI PER RUOTE FERRATE PESANTI A. C.l.

telaino a doppio vetro isolante termoacustico C. A mastice piastra vetro telaio cemento C B nervatura Parete isolante termoacustica a piastre profilo infisso metallico montanti di intelaiatura dei pannelli di vetrocemento e di collegamento degli infissi nervatura piastra vetro Parete con telaini di cemento A.l. 109 Manuale dell’Architetto . Attacco infisso STRUTTURE IN VETRO vite a pressione e o profilato a=53-42-30 mm b=35-28-17 mm c=35-28-19 mm d=60-45-40 mm e=25-20-19 mm canaletto condensa acqua c mastice guarnizione molla vite a pressione vetro molla ponticello ghisa b a Vetrate tettole lucernari sheds A. B. B. sezione.STRUTTURE IN VETROCEMENTO PARETI E VETRATE ferri verticali in giunti alterni dentro e fuori intonaco telaio di fissaggio Piastra vetro intonaco isolamento speciale zoccolino zoccolino in legno caldana solaio pavimento profilo di legno materiale plastico cartone bitumato Parete a nervature sporgente feltro Parete in mattoni coibenti a camera d'aria rarefatta saldati a fuoco cartone ondulato plafone profilato sostegno piastra vetro rivestimento metallico feltro feltro coprigiunto metallico mastice piastra vetro cartone ondulato sughero bitumato compresso telaio cemento vetro liscio o martellato piastra vetro piastra vetro camera d'aria nervatura Parete con nervature nello spessore del vetro A.r. pianta.I.E.C.P.i telaini vengono fissati con malta cementizia. S. telaino con struttura metallica.

....5 197.....5 134.....5 200% 223...4 174 214....3 103..3 60° 174.......... Tegole alla romana e canali........... Venezia..P........... Napoli.............5 148. Materiali speciali o vetro liscio.............. Canali a due strati. Sassari....5 45° 131.5 103 102 101..6 70 84 100 120 143.6 100....r. 45 Basso Appennino e Pia nura Padana. Tegole piane (marsigliesi)................. 60 e oltre Zone alpine. Alta montagna....... Bologna.. Tipo della copertura Pendenza % 40 35 35 30 20÷25 10÷20 Pendenze medie consigliabili in rapporto alle precipitazioni. Palermo..COPERTURE PENDENZA DEI TETTI A FALDE INCLINATE GRAFICO PER LE PENDENZE E LE LUNGHEZZE DELLE FALDE DEI TETTI La lunghezza della falda è in rapporto alla pendenza dei tetti riferita alla base di m.5 130..3 57............... 1.. Quantità di acqua in mm 66 112 118 91 118 104 Scandole in legno......... 110 Manuale dell’Architetto ......... S..... Genova.C... Taranto.........7 26........5 120% 110% 100% 90% 85% 80% 70% 65% 60% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 17......... Milano.... Pendenze consentite dai materiali impiegati...5 50° 141.5 117 115.....................4 100.................... Regioni italiane Pendenza % OSSERVATORIO Moncalieri...............7 46. Fibrocemento e lamiera ondulata...6 8...5 108 25° 106 105....... 30÷35 25 A. Italia Meridionale............5 188 180. 50÷60 Alto Appennino (settentrionale e centrale... 35 Italia Centrale..........5 40° 122 119...1 104. Roma....I..........5 112 110 109..3 35° 30° 20° 15° 10° 5° 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 Precipitazioni atmosferiche medie annue (1871-1941) in mm d’acqua (la qualità di neve e di grandine viene ridotta in acqua mediante fusione..............E....l.....5 172 170% 160% 150% 140% 130% 164 55° 156... Firenza.......5 190% 180% 215 65° 206 200......7 36. 236..... Quantità di acqua in mm 84 106 112 104 112 109 OSSERVATORIO Iesi.

C. conveniente per luci di m 8÷12 contraffisso ≤ m 30 a 1/5 a Capriata di tipo palladiano.COPERTURE SCHEMI DI CAPRIATE IN LEGNO E IN ACCIAIO CAPRIATE DI TETTI IN LEGNO CAPRIATE DI TETTI IN ACCIAIO Capriate zoppa con contracatena per luci < di m4 Capriate semplice. S. conveniente per luci di m 6÷8 monaco puntone lastra in pietra di appoggio catena Capriata semplice.I. conveniente per luci di m 5÷7 Capriata semplice. conveniente per luci di m 8÷15 Capriata Polonceau. 111 Manuale dell’Architetto .r.P.E.conveniente per luci di m 12÷15 Capriata inglese.l. conveniente fino a m 25 A. conveniente per luci di m 12÷16 ≤ m 30 Capriata composta.

Catena...C. 112 Manuale dell’Architetto .50 Saette a monaco 12x12 12x14 14x15 15x16 m 3.l.I... I carichi totali considerati comprendono la grossa e piccola orditura... il materiale di copertura ed un sovraccarico medio di 70 kg/m² A. Coperture pesanti: tegole a canale con falda di sottotetto (o tipi più leggeri soggetti a sovraccarichi eccezzionali)...COPERTURE DIMENSIONAMENTO DELLE CAPRIATE IN LEGNO ESEMPIO DI CARRIATA IN LEGNO PER COPERTURA PESANTE 228 Kg/m² INTERASSE M 3....r.....00 Catena. fra le capriate Legni Puntoni.......00 Saette a monaco 12x14 13x15 14x16 15x18 Saette a monaco 12x14 13x15 14x16 15x18 Saette a monaco 12x16 14x15 15x16 16x19 Saette a monaco 12x16 14x15 15x16 16x19 Saette a monaco 13x16 14x16 15x18 17x20 Coperture leggere: eternit.....5 mm 50x5 15 monaco 20x20 cm contraffisso 20x20 cm mm 50x5 12 18. Coperture medie: tegole leterizie piane...7 mm 5x5 catena 22x20 cm Ø 16 A 20 catena 22x20 cm Per coperture leggere (125 kg/m²) Dist.............E.... fra le capriate Legni Puntoni..... lamiera.00 Saette a monaco 12x12 12x14 14x14 15x15 m 2.... Puntoni.... Puntoni..... Puntoni. ecc.....50 gattello staffa travetto terzera puntone grappa monaco staffa contraffisso o saetta catena staffa 45 SEZIONE A-A pietra o calcestruzzo per ripartizione pressione 45 1000 A mm 50x5 puntone 22x20 cm 24 3. Catena...00 Catena....... Portata m 7÷8 9÷10 11÷1213÷14 mm 50x5 puntone 22x20 cm Per coperture leggere (125 kg/m²) Dist.. Catena........... Puntoni... m 4. Puntoni.5 14 21.. S..... m 4....... Catena.... Puntoni..50 Catena..... m 3............... m 5..50 Saette a monaco 12x13 12x15 15x15 15x16 m 3.....75 Catena....P....... Portata m 7÷8 9÷10 11÷1213÷14 13x16 15x18 16x19 18x21 15x17 16x20 18x20 20x22 14x16 16x18 16x21 18x23 16x18 16x21 18x22 20x24 14x18 16x20 17x22 19x24 16x19 17x22 18x23 20x25 15x19 17x21 19x22 21x25 17x20 18x23 20x24 22x26 14x16 15x19 16x20 18x22 15x18 17x20 17x22 20x24 14x18 16x20 17x22 19x24 16x19 16x22 18x23 20x25 15x19 17x21 19x22 21x25 17x20 18x23 20x24 22x26 15x20 18x22 20x24 22x26 17x27 17x24 21x25 24x28 m 3.

E.COPERTURE DIMENSIONAMENTO DELLE CAPRIATE IN LEGNO 140 70 ESEMPI DI CAPRIATE IN LEGNO PER COPERTURE LEGGERE 143 23 100 150 150 800 150 150 100 140 70 40 250 180 180 140 140 180 180 1000 APPOGGIO SU RITTI DI LEGNO APPOGGIO SU MURATURA A.C. S. 113 Manuale dell’Architetto .P.I.l.r.

E.r. S.l.P.I.C.COPERTURE ESEMPIO DI SHED DOPPIO IN CEMENTO ARMATO 980 cordone di iuta 980 coprigiunto a molla Sezione longitudinale eternit vetro vite di pressione ponticello SEZIONE C-C c eternit c vetro eternit 490 980 Particolare della copertura 4Ø14 2Ø 8 30 2Ø8 2 Ø13 20 4Ø8 10 25 30 15 20 15 2Ø8 2Ø 8 2Ø10 2Ø10 15 30 25 2Ø13 5Ø13 2Ø8 15 20 20 2Ø8 2Ø8 20 2Ø16 2Ø13 490 980 490 Armatura del telaio dello shed A. 114 Manuale dell’Architetto .

l. .Ordinatura di listelli o cantinelle b Fig. 40 puntone 30 Fig. 1 . 4 . ardesia. 5). fig.r. 115a Manuale dell’Architetto . 40 250÷300 listello base 4x4 inchiodato Fig. fig. vengono appoggiate sui correnti e contrastate allo slittamento da un listello di base chiodato (v. Da impiegarsi specialmente per coperture con tegole alla romana.Si compone di correnti (morali 8 x 8 o fette 5 x 8) sui quali si inchiodano le cantinelle 4 x 4 parallele alla linea di gronda (interesse di cm 32÷36 l'una dall'altra per tegolemarsigliesi). Le pianelle in laterizio si impiegano particolarmente per coperture con tegole alla romana e con coppi canali. L'interasse degli arcarecci varia a seconda del materiale impiegato per la copertura. Si usa quando gli assi delle capriate o dei puntoni sono distanti tra di loro circa terzera tre metri (v. 1). fig.C. S. fig.E. 3).Si compone di arcarecci (morali 8 x 8 o fette 5 x 8 di castagno o quercia) disposti direttamente sopra i puntoni parallelamente alla gronda.Falda in tavolato puntone 13 2. 3 (v. Pianellato. sui quali si dispongono le tegole piane in laterizio (tipo marsigliese) le lastre di eternit o le lamiere ondulate. Le tavelline forate sono più leggere delle pianelle e permettono un interasse di 40 centimetri tra i correnti. 2 . eternit. fig. Ha lo stesso impiego del pianellato (v.I.P.Falda in pianellato terzera pianelle listello base 4x4 inchiodato 2. Normalmente si usano tavole di cm 2 -. . cartone catramato e coperture speciali metalliche.Copertura senza piccola orditura A.COPERTURE ORDITURA IN LEGNO DELLE FALDE DI TETTO A falda di sottotetto continua.Si compone di correnti (morali 8 x 8 o fette 5 x 8 di quercia o castagno) sui quali si estende una superficie piana che può essere a: Tavolato.5 interasse dei correnti cm 30 Tavellinato. 30 PICCOLA ORDITURA NEI TETTI A FALDA INCLINATA 100:200 tavolato chiodato terzera 50÷70 250÷300 Fig. L'impiego di questa armatura è consentito dalravvicinamento ( m 1÷ 2) delle capriate o dei puntoni ed è consigliabile per inca vallature leggere (v. 5 . .5 interasse dei correnti cm 40 25 A orditura di listelli o cantinelle. Senza la piccola orditura. 3 .Falda in tavellinato a puntone 50÷:70 fanno parte della grande orditura Fig. 2). 4).

monitor 183x101x0.5x63.r.4 alla toscana 39.6 lamiera zincata ondulata 200x100x8/10 mm 200x90x8/10 mm a interasse dei correnti 36 57 85.6x55 alla romana 122x57x0.E.COPERTURE ORDITURA IN LEGNO DELLE FALDE DI TETTO Dimensioni in cm Materiale Tegole in laterizio marsigliese 40x25x3 Eternit lastre ondulate mod.5 a 7x7 da 6x6 a 6x10 da 4x4 a 8x8 1m 1÷2 m 1÷2 m 1÷2 m 40÷50 A.4 alla francese 30x30x0.l. 24 183x97x0.C.6 mod.5 22 15 36 56. 115b Manuale dell’Architetto .I.25 Sezione dei correnti 8x8 b interasse dei puntoni 1÷2 m da 6x6 a 12x7 1÷2 m da 4x4 da 7x3.6 alla francese 40x40x0.P. S.

E.5 a a a/2 a c c b b A.5 45° a a/2 10 x 8 5 x 2.COPERTURE COSTRUZIONE E ORDITURE DELLE FALDE DI TETTO SCHEMI DI ALCUNE COPERTURE A FALDE DI TETTO INCLINATE INCONTRO DI DUE CORPI DI FABBRICA DOPPI a 45° 45° a/2 a a/2 45° b b/2 b/2 45° b b/2 b/2 OSSATURA DI UN ABBAINO spessore tavole cm 3. S. 116 Manuale dell’Architetto .l.r.C.I.P.

117 Manuale dell’Architetto .E.Nei tre tipi il filare di gronda deve essere leggermente sollevato per mantenere pendenza costante con i filari sovrastanti. ....I.. delle elemento in cm kg/m² elementi falde m² Coppi...5 65 40 9 14 14÷15 35÷50 35% 30% 40% falda per fissaggio 1/3 a 20÷30=a Scandole in 12÷15x20÷30 spessore 20 legno.. Monta numero Dimensioni di un Peso Tipo min... dei pesi degli elementi di copertura ed inclinazioni minima dei tetti da essi consentite.......COPERTURE PRINCIPALI TIPI DI COPERTURE IN LATERIZIO COPERTURA CON CANALI A DUE STRATI tegole curve o canali malta 40 19 13 gronda COPERTURE CON TEGOLE ALLA ROMANA E CANALI 35 malta tegole piane o embrici 40 28 gronda COPERTURE CON TEGOLE PIANE (TIPO MARSIGLIESE) 40 25 5 20 linguette per il fissaggio delle tegole ai travetti ~5 gronda falda di sottotetto continua COPERTURE CON SCANDOLE DI LARICE O ABETE (IN USO NELLE VALLI ALPINE) spessore delle scandole 15÷20 mm NB.. Tegole piane (marsigliesi) 28x35x40 13x19x40 25x40x2..l.. Tabella delle dimensioni.. mm 15÷20 A..... 34 13x19x40 75 35% Canali.... Tegole alla romana....r.... S. Canali.C...P..

C. ut. MONITOR D largh. D. mm 636 largh. lastra di colmo. sagoma di fondo. lastra di fondo. colmo A. utile cm 91 ondulazioni n. E. lastra di fondo. lastra di grondai. lastra di gronda. F.l.6 gronda schema A 22.5 210 G 90 di gronda 110 L di testata 55 di colmo 11. colmo COPERTURA ALLA TOSCANA 19. B. mm 636 50 rame variabile larghezza utile mm 610 larghezza totale mm 636 tot. 118 Manuale dell’Architetto . totale cm 101 largh. totale cm 97 largh. 200 18 variabile 68 11. mezza sagoma di invito.5 grappa 21 68 36 36 vite Fissaggio lastre 3.utile mm 610 largh. 5 1/2 A B 12 C MOD. lastra senza smussi. B.5 G 21 lungh. D.C.r.360 lung. lastra trapezia destra. mod. G. S.P. E.6 D E lastre di testata C D E Fissaggio lastre di Fondo 59. B. sagoma di gronda. 140 largh. tot. E.COPERTURE PRINCIPALI TIPI DI COPERTURE IN ETERNIT COPERTURA ALLA FRANCESE E rampone grappa 9 listelle di colmo 8 22 20 20 40 variabile 22 Fori per chiodatura 22 40 B 8 gronda Fissaggio lastra 2÷25 A Fori per chiodatura 40 Fori per chiodi da 30mm Fori per il Fissaggio dei ramponi C 40 D 10 colmo rampone di rame A.utile mm 610 largh. monitor vite di fissaggio come la copertura alla toscana 35 12 MODELLO 1924 largh. utile cm 97 ondulazioni n. tot. C.I.5 19. tot. colmo COPERTURE ONDULATE E h= 183 cm. mezza lastra di colmo.1924 e mod. 6 1/2 gronda 3 3 Fissaggio su strutture metalliche A. D.5 grappa in Ferro zincato A ut.E. lastra di gronda.5 2.396 B utile 305 totale 331 C B F F A.C. lastra trapezia sinistra. mezza lastra di testata.

60 2.10 1.40 2..75 1.60 2.60 3.30 5.20 1.l.. PARTICOLARI ALUSICC SU SOLAIO PIANO CON ARCARECCI SICCACIER (AC) m 7.69 10.10 1.03 W cm³..56 16.06 8.00 1.40 7.20 3.50 2. S.08 15.44 150 lungh.30 25 PARTICOLARI BORDATURE ALUSICC Laterale aperto lunghezza dell'elemento quanto la falda m 14÷16 Laterale di raccordo con parete verticale Colmo a muro con scossolina.70 3.P..60 1.68 5.60 1.60 1. 150 alusicc m 12.90 3. di arcarecci della falda) Nervatura centrale alternata 2 3 + – – – – – – – – – – 3.04 18.20 2...20 1.00 8..80 3. cm.60 1.68 13.00 4.75 5 40 2.63 6..... A.60 – – – – 3.15 2.60 02.5 J cm.80 1.8 lungh.79 3.25 2.80 2.24 10.50 5..80 4.25 1. 2.70 2.25 3.03 16.95 1.75 10..80 Tabella incidenza N° staffe al m² (riferita al n. 19.95 x e 15.00 2.I. 40 80 elementi cm 80 40 Spessore 4 Tabella dati tecnini Alusicc ACCIAIO ZINCATO ALLUMINIO 5/10 6/10 8/10 10/10 7/10 10/10 8/10 12.52 2.45 1.. mm 0. 119 Manuale dell’Architetto .90 19.15 2.30 spess.87 4.44 x 4.08 14. alusicc 175 = = 175 5 25 arcaraccio in profilato dado rondella rondella dado Interasse m 0...50 2.75 spess.20 2..80 2.75 7.E.00 1.15 2.13 Kg/m.80 3.C...90 1.10 195 1.81 3.75 2. mm 0.5 Kg/m²..30 1..80 1.60 1.48 eX mm.r.15 2.25 2.05 cappuccio vergato giunto stagno alussic gancio gancio arcareccio in tubolare Staffa Alusicc tipo S 5 Staffa Alusicc tipo S 6 Per zone di forte vento è consigliabile una staffa ad ogni incrocio di arcareccio con nervatura.40 1.28 2..40 – – – – Nervatura centrale completa 2 3 + 6.90 2.20 4... 4... 5.COPERTURE COPERTURE IN ALUSICC METALLICHE AUTOPORTANTI tipo A 80 40 tipo AE elem. 5.75 3.

00 Lamiera trapezoidale tipo 06 A.62 87.r.24 1. 2.5 7.E.88 Lamiera ondulato-piana tipo 04 190.32 Lamiera trapezoidale tipo 05 38 Scossalina di testa 25 Colmo 1.7 97.max m 25 max.62 8. S.20 B C Sezione tetto A Pianta particolare falda Particolare C TIPI DI LAMIERE Particolare B Sezione A-A 7.COPERTURE COPERTURE CON LAMIERA ONDULATE A lamiera lungh.C.P. 120 Manuale dell’Architetto .00 7.I.9 } 10 3 65 77 Lamiera sinusoidale tipo 02 13 3 91 98 } x L =360 15.l.44 95.3 x L =360 Lamiera sinusoidale tipo 01 1.9 Scossalina laterale Lamiera sinusoidale tipo 03 91.

mentre quelle delle rampe che dal piano terreno scendono ai piani inferiori porteranno un numero negativo.5% 25 16 41 Inclinazioni usuali per gradonate. A partire dal piano terreno le alzate facenti parte di ciascuna rampa saranno numerate progressivamente.5 16. distanza per scala rettilinea normale. B. quelli inferiori hanno quota negativa.00) è quella del pianerottolo del piano terreno.5 12% GRADONATE C pendenza max per scale a pioli pendenza max scale per locali macchine a/p=20/20-pendenza max per case unifamigliari a/p=20/23-pendenza max per case d'abitazione a/p=19/25 a/p=18/27 a/p=17/29 a/p=16/31 a/p=18/33-pendenza max per scale scoperte a/p=13/37-pendenza max per gradonata 45° 24° 20° a/p=1/5 a/p=1/8 a/p=1/10 21% 75° 90° 210 19. passaggio per tre persone di fronte. 103 221 ( -292 ) 103 221 103 221 ( 0. pedata in alto ed alzata in basso. i piani superiori hanno quota positiva.18 30.l.I.C.25 30. S.SCALE SEGNI CONVENZIONALI IN PIANTA La quota di riferimento (0. 23. per locali macchine.E. a pioli A.00 ) 103 221 1 103 221 20 ( +325 ) 103 221 103 221 ( +975 ) 103 221 .5 16. scale normali. Il verso di salita si indica con una freccia con linea continua sulla mezzaria di ogni rampa.25 -1 30.C.25 51 -8 -9 11 10 50 133 181 133 181 133 181 181 133 Santinato PENDENZE linea del soffitto Piano terra Piano tipo Ultimo piano VINCOLI DI PASSAGGIO PER LE RAMPE 75 80 72 Lunghezza normale del passo di un uomo in piano 135 Con rapporto normale a/p=17/29 (due alzate + una pedata = cm 63 A B A.P.5 16.25 30.5% 70 12% 8 A 140 17 12 29 8.5 16.r. passaggio per due persone di fronte. 121 Manuale dell’Architetto . tipo sconsigliabile per lunghe rampe perché scomoda A.5 21 16. in unità centimetro. La pedata e l'alzata si indicano lungo la linea suddetta.

P. pedata.E.SCALE SFALSAMENTO DEI GRADINI Volendo che il piano intradosso delle rampe e quello del pianerottollo o dei piani si incontrino sulla stessa linea è necessario ammettere uno sfalsamento dei gradini chevarierà in funzione della differenza d=s-r/cosγ. alzata.r. distanza fra il piano di intradosso della rampa ed il piano radenti ai vertici interni della spezzata formata dalle pedate e dalla alzate a² + p² p valore di r misurato verticalmented= s. Nel caso in cui d=a/2 lo sfalsamento è nullo. s. 122a Manuale dell’Architetto .r cos γ a 2 p Sfaldamento avanti d < d= sr = s. inclinazione delle rampe. spessore del pianerottolo misurato fra i piani intradosso al finito: r.γ.C.r cos γ a² + p² p a 2 Sfaldamento nullo d < d= sr = s. Nel caso in cui d=0 lo sfalsamento è indietro di una pedata.r = r cos γ cos γ Valori sfaldamento in dietro 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 0 Valori sfaldamento in avanti 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 35 34 33 32 3130 29 28 2726 252423 22 2120 1918 17 16 15 14 13121110 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 15x33 18x27 20x25 y= valori di d in cm 17x29 19x25 16x31 A. S. corrimano l1 l2 d ∝ r s ∝ cos ∝ corrimano corrimano l1 l 1= l2 l2 ∝ r ∝ r ∝ ∝ d s r d s Sfaldamento indietro d < d= sr = s.r cos γ a 2 p a² + p² a² + p² Nel caso in cui d è maggiore o minore a/2 gli sfalsamenti sono una frazione di pedata in avanti o indietro e i loro valori sono stati dal diagramma in disegno: a.I. Lo sfaldamento in avanti o indietro è riferito al verso di salita della rampa. p. Nei casi intermedi ci si serve del diagramma in disegno.l.

20 con rampe di m 1 di larghezza e rapporto a/p=16/31 A.I. 122b Manuale dell’Architetto .05 430 279 ~500 436 250 Schemi comparativi dell'ingombro necessario per superare il dislivello di m 3.l.P.r.SCALE SFALSAMENTO DEI GRADINI 250 858 789 658 589 600 700 611 317 467 417 135 100 135 235 100 1. S.E.C.

seguito datante pedate quante compongono la prima rampa. rampa a D p+sF b 20 2 + p-sF 2 =p Esempio 1 . pian. allo stesso modo si disegnano i lati BC e CD. allo stesso modo si disegni il lato CD. Esempio 1 Supponendo di aver determinato con l'uso delle tabelle della tavola precedente uno sfalsamento indietro.5 16. si riporti a partire da A un segmento a=(P+sF)/2. per chiudere con un segmento a=(p+sF)/2.I. b) la larghezza della rampa è data dalla lunghezza delle lastre di pedata aumentata della distanza ∆ misurata fra il piano della superficie cilindrica e quello parallelo passante per la testata delle lastre di pedata (v.Scale a pozzo a due rampe A.C. 10 direttrice della rampa di sinistra a B C direttrice della rampa di dastra b sf 11 1 sF 30. Esempio 2 Si ricavi dalle tabelle alla tavola precedente il valore dello sfalsamento sf fra il primo e l'ultimo gradino ed ammettiamo che esso sia in avanti. pianeratt. rampa 11 b a A 12 b 19 A filo corrimano filo corrimano filo corrimano e direttrice Filo primo gradino a sf b Esempio 2 . figura).Scala a due rampe affiancate con parapetto chiuso 8 p b 9 a ∆ 1 p a sf largh. si seguano le seguenti norme: a) si consideri la superficie cilindrica la cui direttrice è data dalla proiezione sul piano orizzontale dei punti più esterni della sezione traversale della rampa.r. si tracci la retta e si riporti a partire da AB e si riporti a partire da A un segmento b=(P-sF)/2 seguito da tante pedate quante compongono la prima rampa.E.Scala a pozzo a tre rampe con parapetto a giorno piano della direttrice piano della direttrice 20 a p-sf p p-sf sf lastra di pedata lastra di pedata b a b A B A. Tracciata la retta AB. ≥ largh. per chiudere con un segmento b=(P-sF)/2. sezione trasversale della rampa con parapetto a giorno a+b=p p=sF+2p B.5 p p A=10 cm A largh. ≥ largh.P. affinché anche il corrimano abbia andamento continuo.SCALE SVILUPPO DEL CORRIMANO Partendo dal presupposto che gli intradossi delle rampe e dei pianerottoli si snodino senza discontinuità. sezione trasversale della ramppa con parapetto chiuso p+sF b= 2 p= pedata sf= sfalsamento Esempio 3 . 123 Manuale dell’Architetto . per chiudere compongono la prima rampa.l. S.

Le strutture portanti verticali consistono in muratura di c. S.a. sono «a sbalzo» dalla struttura portante. gabbiatura di pilastri in c. le rampe ed i pianerottoli in o di mattoni pieni. 124a Manuale dell’Architetto . B B SEZ. costituiscono solette continue «a ginocchio» tuiscono solette continue «a ginocchio». A.5 19 37.a.P.a.a..a.SCALE SCALE CON STRUTTURA IN MASSELLO 25 28 15 31 28 60 31 28 31 50 31 28 25 18 18 28 18 26 25 21 12 28 .5 . o di mattoni pieni disposte lungo i lati maggiori del vano scala: le rampe ed i pianerottoli in c.03 18.l.E. C C Le strutture portanti consistono in murature di c.C. le rampe ed i pianerottoli in c.a.r. costic.5 20 28 18 50 28 25 18 28 25 18 28 25 18 SCHEMI STRUTTURALI COMPARATIVI PER SCALE NORMALI muratura di c. SEZ. o di mattoni pieni C A B A B C SEZ.a.2 18..I. A A Le strutture portanti verticali consistono in una normale in.

Spessore soletta: case di abitazione cm 11. 5 4ø 8 4ø 8 Pos. 6 4ø 5 4ø 5 Destinazione Case di abitazione Scuole. S. 3 4ø 14 4ø 14 Pos. 1 1ø 12 1ø 12 Pos. 4 4ø5 4ø5 Pos. 4 4ø 14 4ø 16 Pos. 5 3ø5 3ø5 A. 2 1ø7 1ø7 1ø8 1ø8 1 ø 10 1 ø 8 1ø8 1ø8 1 ø 10 1 ø 8 1 ø 10 1 ø 10 Pos. 1 4ø 14 4ø 16 POS 4 108 30 108 60 Struttura a sbalzo dalla maturata perimetrale Destinazione Case di abitazione Scuole.I.5. .l. 2 1ø 14 1ø 14 Pos. 124b Manuale dell’Architetto .P. scuole. 1 Pos. 2 1ø 14 1ø 14 Pos. 4 1ø 14 1ø 14 Pos. 3 1ø5 1ø5 Pos. . 3 1ø 14 1ø 14 Pos. 5 4ø 12 4ø 14 Pos. teatri .E. Tipo 100 110 120 100 110 120 Pos.C. .SCALE SCALE CON STRUTTURA IN MASSELLO ESEMPI DI SCALE A STRUTTURE IN C. teatri . . . 170 95 20 25 60 25 25 25 270 6 315 10 410 40 65 50 40 40 65 20 25 45 20 140 45 20 25 90 20 65 40 20 25 150 50 40 30 POS 5 20 25 270 25 36 Struttura a soletta (a ginocchio).A. Pos.r. Pos. teatri cm 12. . Destinazione Case di abitazione Scuole. teatri .

2 464.2 504.4 214.0 774.7 478.2 383.8 851.2 48.4 121.6 332.7 236.9 483.0 426.5 423.2 246.0 262.5 448.0 116.4 233.5 97.4 137.0 99.2 321.6 498.0 476.2 252.0 589.8 562.5 434.I.4 111.0 460.8 523.4 429.8 l 29.6 441.8 386.3 386.8 181.0 342.0 48.4 85.6 224.4 765.0 394.8 243.6 507.2 363.6 89.2 794.6 27.8 83.8 529.0 66.6 226.5 560.0 17.6 738.8 226.6 83.6 l 30.0 391.4 148.8 611.4 249.8 243.7 429.8 357.4 81.0 369.0 448.0 97.2 149.5 286.2 198.0 604.0 783.2 117.2 576.7 136.8 49.4 547.0 476.8 88.0 421.6 772.4 835.0 475.6 164.4 382.0 841.6 182.4 352.0 340.4 715.2 432.1 169.2 350.3 239.6 396.3 h 32.6 48.8 27.6 486.6 685.4 403.8 686.6 846.0 448.0 489.5 102.E.2 l 29.0 340.0 84.8 194.8 118.6 500.6 28.4 481.8 710.0 31 l 31.8 699.2 703.2 27.2 115.6 336.2 532.2 815.0 304.4 58.8 27.0 232.6 397.0 30.2 558.0 368.0 190.0 651.8 136.2 519.0 465.6 16.0 384.6 788.7 163.8 85.0 420.8 213.8 440.0 290.0 35.8 55.9 391.6 503.0 99.5 260.0 812.5 420.0 406.2 417.0 528.6 50.4 295.4 417.5 616.4 28.8 250.0 282.4 255.0 280.2 820.6 230.7 h 33.0 473.4 121.0 52.8 86.6 55.0 320.0 191.2 168.2 657.8 313.0 712.2 h 32.8 382.4 191.4 119.5 784.2 16.9 161.4 465.2 788.6 862.SCALE SCALE CALCOLATE NEL RAPPORTO 2A+P=cm 63 N.4 612.0 810.2 482.8 144.2 772.1 376.0 175.5 267.0 710.5 465.0 558.8 486.0 116.6 64.1 66.0 128.8 258.6 420.2 479.8 466.0 192.8 592.3 358.2 292.6 ALTEZZA E LUNGHEZZA DELLA RAMPA l h l h l h 30.4 276.3 143.2 475.8 662.0 178.0 119.9 415.0 341.4 881.8 831.0 452.2 116.4 217.0 431.2 384.2 152.8 265.8 302.0 837.4 462.0 750.6 231.6 90.6 92.4 319.6 629.2 51.8 114.8 395.1 338.0 743.8 162.0 177.5 280.0 228.0 29.2 550.0 264.2 624.4 250.2 695.8 369.8 495.5 107.9 202.8 411.4 151.8 459.2 513.9 214.7 450.6 834.1 354.2 556.4 151.6 112.5 672.0 359.2 278.8 201.7 326.4 114.6 261.0 152.0 246.4 208.8 213.6 789.4 379.5 540.2 393.7 67.2 378.0 174.0 374.4 302.2 144.0 183.4 241.0 390.0 600.0 284.6 317.0 492.6 548.8 110.l.0 717.2 88.4 328.0 105.8 544.0 457.6 268.5 840.6 68.4 489.0 112.3 501.8 804.0 284.7 519.8 391.2 496.0 425.2 300.6 84.0 83.0 187.4 259.0 29.4 755.6 218.0 30.0 580.4 444.2 210.6 290.9 228.1 247.5 780.4 539.4 123.6 207.4 48.0 196.5 106.6 588.8 495.6 745.6 498.0 371.0 178.0 336.9 318.6 392.0 447.0 377.2 58.0 527.8 82.2 828.4 729.8 169.0 182.0 459.6 231. alzate pedate 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 16 h 32.8 257.0 183.4 528.4 278.5 180.9 141.8 829.0 184.2 664.6 554.4 118.4 453.C.4 823.2 16.8 800.8 417.2 336.9 35.0 149.2 326.7 367.6 331.0 272.0 176.0 29.2 60.0 646.2 56.2 264.2 330.6 89.3 473.2 229.8 28.6 374.2 385.6 193.6 735.6 673.8 153.4 306.0 306.0 496.2 259.8 451.2 496.6 374.4 431.1 h 32.5 418.5 103.0 338.0 29.5 120.0 29.3 64.6 507.9 322.2 856.6 326.0 323.6 700.6 154.0 210.0 176.2 800.4 17.P.4 205.3 34.6 790.6 435.4 87.4 32.0 325.0 568.8 467.0 304.2 340.4 153.0 744.5 112.0 314.6 86.6 411.8 487.0 323.4 67.4 146.4 268.0 404.3 304.6 470.8 59.0 303.8 653.0 435.0 252.0 33.0 442.4 379.7 307.0 158.0 870.2 209.6 469.6 408.4 140.6 159.2 371.6 486.0 373.2 534.2 288.0 493.1 456.2 657.6 225.2 680.r.0 403.2 147.4 113.8 81.0 299.8 332.8 208.4 16.4 402.0 620.8 324.2 17.6 522.0 68.0 725.0 140.0 315.0 667.0 344.0 185.6 66.6 520.4 125.8 525.6 142.1 358.3 225.0 775.0 278.0 400.0 253.5 283.8 400.0 338.0 769.2 56.0 398.8 117.9 171.1 293.2 340.8 734.0 279.4 273.0 166.2 222.6 134.8 121.2 27.0 58.0 255.5 96.2 734.0 51.8 634.0 142.4 499.4 397.2 298.2 109.0 100.0 352.0 588.2 362.4 309.0 28.0 498.7 128.0 467.0 98.7 250.0 436.7 200.0 155.0 570.6 380.8 175.0 316.4 761.8 l 30.4 115.0 184.6 400.6 84.8 146.2 244.5 30 16.4 566.0 17.6 409.6 70.9 69.6 639.5 392.4 453.5 728.0 415.5 600.3 501.0 88.0 199.4 516.6 174.6 355.6 410.0 281.4 50.9 393.8 369.8 581.2 364.0 617.1 484.9 467.6 150.0 17.8 430.0 123.5 449.0 464.4 309.0 350.4 353.6 638.8 219.0 408.0 268.8 88.2 370.8 677.8 57.9 513.0 713.6 778.6 238.2 445.0 464.4 297.0 756.2 338.0 34.6 434.5 56.0 367.4 459.6 245.0 180.6 222.8 480.0 868.0 215.6 387.6 845.4 715.0 172.0 630.4 328.4 625.0 435.4 235.4 793.2 598.5 270.8 453.0 682.6 294.6 607.8 547.0 288.2 397.8 172.8 493.2 161.0 144.6 516.1 537.2 770.2 514.8 377.0 163.4 740.0 426.0 457.0 354.0 192.4 456.8 350.1 34.0 476.0 352.0 49.8 35.0 470.8 887.1 130.6 200.9 65.6 214.2 228.0 575.4 414.4 817.0 363.2 297.0 444.9 242.4 217.4 291.0 194.4 277.0 438.7 173.0 271.8 52.2 504.8 219.8 232.6 348.8 324.2 85.6 328.4 160.2 852.8 295.0 676.6 536.8 388.7 35.0 875.0 532.9 371.0 481.4 315.2 123.7 289.5 28.0 764.0 381.8 124.2 311.0 456.6 312.0 181.2 60.0 310.0 240.4 155.6 518.0 522.2 668.6 246.8 489.4 49.0 434.6 61.3 354.1 233.8 122.5 504.0 441.8 131.0 364.8 91.2 472.1 205.6 108.0 571.2 437.6 388.8 235.2 156.4 671.5 60.6 478.2 462.0 690.6 274.0 29.0 334.4 230.8 795.0 608.8 750.0 232.0 204.0 480.3 195.8 215.4 384.2 356.4 52.0 493.6 422.2 745.0 275.0 644.8 305.2 761.4 604.4 71.0 85.0 327.4 372.6 157.4 196.0 321.8 248.5 336.4 552.4 501.2 81.2 417.5 300.6 806.8 655.5 439.8 405.6 334.0 464.0 462.6 137.3 135.8 310.8 356.6 59.4 54.0 189.6 461.0 221.2 477.8 506.0 186.2 275.8 483.2 420.0 195.5 444.0 145.0 176.8 201.0 416.0 112.0 613.0 264.2 89.7 71.2 35.0 16.0 93.0 188.6 367.6 662.2 28.4 30.0 806.0 259.1 311.8 524.8 858.0 642.0 17.8 823.0 319.2 84.6 513.6 57.8 400.4 472. 125 Manuale dell’Architetto .8 139.2 356.0 17.0 17.4 602.8 A.5 257.2 197.4 227.2 766. S.2 198.0 510.2 450.3 531.4 138.4 490.0 103.0 28.8 344.4 423.6 116.4 690.4 427.1 507.6 28.0 62.6 694.8 345.5 101.6 27.2 86.8 516.4 425.4 389.0 722.4 395.4 667.4 402.2 212.4 129.6 302.0 621.0 375.6 53.0 208.4 427.8 28.0 308.4 286.4 141.3 334.2 705.3 177.2 113.2 411.2 122.4 403.4 256.0 700.0 609.8 428.0 817.8 472.6 145.5 100.6 240.6 596.2 490.8 676.2 447.4 691.0 70.0 348.0 583.4 223.0 289.6 708.0 80.9 495.4 705.0 179.8 733.0 492.6 492.2 178.2 54.8 511.6 554.6 147.0 336.8 30.2 358.6 241.4 27.9 h 33.0 170.2 280.7 489.2 65.9 342.8 584.0 422.8 262.6 l 29.0 298.8 438.4 739.8 275.2 33.4 53.0 136.0 332.0 90.4 296.8 272.8 114.0 166.2 516.2 308.4 592.0 510.0 193.0 365.2 211.0 165.0 203.7 405.4 585.1 424.2 283.8 165.4 27.2 720.0 177.0 361.2 154.8 292.6 211.4 483.0 357.8 414.4 132.6 51.6 454.8 50.0 270.0 535.3 380.0 104.5 273.0 140.2 120.3 207.9 133.2 194.4 525.6 386.4 338.5 480.8 82.4 564.6 826.4 51.0 795.0 153.2 16.4 80.0 573.2 243.2 642.8 330.0 265.6 119.6 313.6 87.0 64.0 217.6 82.2 206.5 720.0 352.4 34.4 210.0 696.0 440.4 407.6 447.0 638.0 196.0 812.2 620.2 139.8 680.0 754.8 247.0 87.5 360.5 168.8 53.0 120.4 l 29.8 785.9 300.0 299.6 148.8 h 33.4 304.0 760.0 724.2 190.8 730.4 572.5 224.4 360.2 91.1 400.0 899.0 348.6 412.3 167.6 361.5 240.0 759.0 224.0 272.0 171.6 320.7 346.2 236.2 34.4 806.6 543.6 262.4 681.8 277.0 211.8 777.0 455.0 256.6 273.6 651.8 61.1 138.4 143.0 432.0 800.0 106.8 437.8 87.0 30.8 369.0 422.2 393.2 616.2 204.0 551.8 543.4 739.0 625.0 365.4 577.0 102.0 305.2 634.4 287.6 484.8 333.8 412.0 164.8 266.6 652.2 520.6 343.8 285.5 660.0 249.0 316.8 767.8 408.2 462.0 248.0 301.8 442.0 707.4 864.0 429.4 646.0 124.0 238.0 387.4 442.0 372. N.6 648.0 748.0 261.6 685.0 30.6 366.0 17.2 267.4 893.6 244.2 82.1 70.4 469.0 132.6 307.2 432.0 96.0 160.0 510.0 330.4 16.6 170.6 253.2 445.1 193.3 68.8 630.8 227.0 17.8 294.0 450.6 799.8 633.3 322.5 460.7 212.4 282.4 16.0 150.3 410.6 469.1 179.2 596.6 246.2 407.2 69.4 487.2 220.0 105.4 28.2 244.0 579.7 389.5 276.0 346.

8 343. N.2 18.P.8 24.6 455.2 204.0 200.0 75.6 23.4 242.6 283.8 49.2 516.0 116.1 189.6 374.0 8 7 152.4 128.8 362.4 431.4 571.8 638.5 260.8 239.0 162.6 497.0 18 17 324.0 19 18 361.8 76.6 324.4 103.6 100.0 135.0 196.4 240.8 387.9 226.4 18.1 448.0 14 13 266.0 100.0 334.2 134.0 338.2 576.3 340.5 289.0 148.0 255.1 378.3 38.0 442.5 308.0 499.0 3 2 57.4 135.8 455.8 295.6 355.2 561.0 648.2 306.2 414.6 177.4 357.4 453.8 166.5 26.0 81.0 257.2 119.0 72.2 470.8 614.0 403.2 495.4 477.0 580.0 211.8 187.2 39.3 358.3 402.0 533.9 354.8 185.8 237.5 312.8 487.8 480.4 399.8 349.6 59.0 225.4 26.5 26.0 243.0 22 21 418.0 425.0 407.6 208.2 317.4 133.2 334.5 112.6 356.2 476.4 69.8 182.0 217.2 257.5 336.8 94.6 368.2 188.0 325.8 258.4 524.6 184.8 297.7 278.1 472.4 384.0 540.0 7 6 133.3 434.2 510.5 104.2 428.4 237.0 9 8 171.8 288.2 23.5 468.7 79.0 264.0 275.2 319.8 53.2 536.0 537.9 39. 126 Manuale dell’Architetto .5 96.9 77.6 158.6 273.1 398.5 416. 18.0 19.4 38.2 387.0 9 8 162.7 h 37.2 536.4 156.8 446.0 139.2 23.2 52.5 24.0 598.0 176.2 222.5 109.8 566.2 460.0 20 19 380.6 314.6 593.0 456.0 333.8 155.0 428.2 99.2 170.8 26.2 52.0 396.2 496.8 343.3 159.0 250.0 270.0 6 5 114.2 h 36.8 372.4 327.2 170.6 158.6 295.6 186.9 191.8 126.6 133.8 344.6 556.0 459.5 108.2 129.0 413.6 179.2 38.4 619.2 134.4 59.0 21 20 378.0 12 11 228.0 396.4 393.3 197.2 378.9 157.0 286.0 156.0 371.8 51.4 253.0 360.4 46.4 451.0 297.2 76.4 95.2 314.0 432.6 351.0 55.l.0 216.0 140.0 351.6 163.5 25.4 512.6 298.1 38.6 49.8 590.8 492.2 416.0 446.4 18.6 307.6 460.6 92.4 263.2 57.4 280.4 123.2 376.8 434.9 270.5 208.2 77.4 347.0 16 15 288.6 146.0 19.0 204.2 407.0 316.0 396.8 370.4 347.6 352.0 25 24 475.0 21 20 399.8 309.2 442.6 190.0 14 13 252.8 464.0 235.0 152.0 409.0 405.0 24.8 55.6 23.5 19.8 486.0 213.2 368.6 51.4 105.6 226.4 585.7 325.2 129.0 487.0 216.6 472.2 174.8 358.8 475.5 292.0 388.0 274.0 294.4 453.0 380.6 485.9 181.6 71.8 157.0 528.2 124.0 338.0 17 16 323.8 91.0 12 11 216.4 448.6 72.0 450.8 508.6 80.2 50.0 409.0 412.0 25.0 212.6 254.0 111.0 25 24 450.8 550.6 422.6 166.8 162.8 292.6 237.2 165.4 369.2 79.8 317.2 457.0 2 1 38.6 97.1 420.0 217.4 532.6 168.6 127.2 238.8 280.6 234.4 249.6 268.4 643.0 182.2 235.0 10 9 180.2 230.4 223.0 218.8 92.8 455.0 550.6 443.4 312.7 264.0 120.6 468.8 607.2 290.2 258.5 113.0 39.4 121.6 435.6 471.0 125.2 309.6 244.0 384.0 8 7 144.0 17 16 306.4 452.0 130.6 77.2 188.4 95.6 l 26.7 386.0 93.0 425.8 457.4 55.2 402.8 A.0 150.5 48.9 382.6 74.3 267.0 112.2 19.0 214.0 104.4 426.7 193.2 424.9 73.2 611.4 304.2 448.8 538.7 144.4 404.0 235.6 250.6 512.0 324.5 52.0 168.8 413.6 172.6 478.1 275.8 98.0 148.5 572.6 563.8 331.0 22 21 396.0 58.2 394.2 327.6 47.6 257.0 283.8 321.0 628.2 445.C.2 271.8 364.6 324.6 54.6 547.2 46.0 200.2 542.2 196.0 11 10 209.2 183.4 79.4 514.0 26.8 24.0 374.2 289.0 292.4 277.6 556.4 50.2 302.4 266.6 468.2 268.8 439.4 132.4 23.4 579.1 217.4 173.0 261.5 19.8 505.8 589.2 248.8 212.6 307.2 101.4 241.0 160.8 70.6 57.0 147.4 19.9 238.7 152.0 202.2 355.0 96.0 504.0 25.0 313.0 98.6 440.6 436.6 338.2 482.6 322.0 153.0 37.9 415.4 375.6 18.8 330.2 48.4 397.4 533.6 418.4 492.0 281.6 150.6 482.4 128.4 54.8 l 25.0 417.4 23.8 195.0 529.0 403.4 l 25.6 388.8 59.4 236.2 349.8 221.0 377.0 406.2 162.0 154.8 131.0 16 15 304.6 ALTEZZA E LUNGHEZZA DELLA RAMPA l h l h l h 26.4 148.6 585.8 504.0 54.4 354.4 177.6 92.2 292.2 316.0 117.2 94.4 243.0 175.4 301.4 97.8 523.0 500.1 h 36.2 73.9 437.4 452.3 151.4 256.0 110.6 209.0 19 18 342.8 39.6 345.3 187.3 219.6 72.0 108.0 141.1 347.4 232.2 332.0 520.2 314.5 302.0 394.6 541.0 372.4 219.0 450.8 96.0 254.6 340.0 11 10 198.7 411.8 239.9 h 37.4 153.I. S.0 279.4 321.0 109.4 139.6 117.6 432.5 156.6 616.6 l 25.8 421.0 78.7 366.0 159.8 232.2 429.6 464.4 472.2 73.5 115.4 333.0 167.4 338.6 370.0 279.5 144.0 10 9 190.8 102.0 408.8 435.2 184.1 78.6 24.5 26.4 441.0 234.8 390.8 195.0 6 5 108.0 26.8 421.0 205.8 545.2 396.8 266.3 231.8 73.4 214.9 256.7 343.0 352.0 541.6 554.0 78.6 444.5 299.0 4 3 76.8 180.0 300.0 201.8 448.3 h 36.0 130.0 411.4 418.0 513.8 138.0 241.SCALE SCALE CALCOLATE NEL RAPPORTO 2A+P=cm 63 N.8 23.8 128.0 350.2 130.2 210.8 106.6 446.5 480.2 137.0 405.8 116.8 419.0 210.2 554.0 206.4 90.0 5 4 90.7 433.2 588.1 199.6 460.0 393.0 23 22 414.8 23.0 516.0 459.2 91.6 390.3 253.0 277.2 70.0 490.0 491.2 282.1 229.8 423.7 236.8 l 26.0 400.0 203.5 364.0 380.0 7 6 126.4 351.3 72.6 291.4 131.0 300.4 57.0 375.0 372.8 378.0 111.8 252.4 232.8 145.6 76.4 164.8 93.2 411.1 329.8 384.2 18.8 47.7 224.8 273.3 458.0 390.0 3 2 54.0 312.4 262.4 376.0 117.2 212.6 570.0 137.0 494.0 497.2 198.2 482.8 584.4 475.6 214.0 199.8 336.2 372.8 348.0 19.8 192.1 398.0 415.8 457.7 477.7 453.8 225.2 297.8 285.5 25.5 114.6 604.8 467.0 260.0 24.2 357.0 465.6 78.8 203.r.8 277.4 58.2 96.6 348.6 268.8 173.4 425.8 467.0 264.2 127.E.9 362.4 341.0 558.3 394.6 99.6 519.4 501.0 13 12 234.0 18 17 342.8 311.0 386.1 74.2 93.4 484.4 633.8 56.0 l 27.4 185.8 171.2 24.3 424.6 194.4 145.0 427.0 4 3 72.6 94.0 310.4 329.0 296.0 115.4 430.0 409.4 271.0 23 22 437.4 345.2 441.0 562.8 252.6 56.6 283.4 18.6 351.4 236.6 254.4 246.0 307.6 126.0 392.0 74.4 369.9 463.8 147.8 567.0 259.0 25.6 435.0 488.1 154.2 218.1 261.0 600.6 53.0 18.0 151.6 290.8 404.2 580.2 345.2 54.2 331.1 146.0 291.8 h 37.8 561.0 alzate pedate h 2 1 36.2 609.2 228.5 19.4 363.0 244.0 50.4 361.8 97.8 304.5 315.4 24.4 99.0 24 23 432.0 297.8 438.5 118.5 288.8 98.5 528.0 207.4 463.9 149.4 24.0 294.0 366.0 594.6 602.6 78.6 165.2 248.8 230.0 575.0 486.0 18.0 525.5 576.0 312.7 39.4 417.8 58.8 462.4 333.0 27.6 198.0 24 23 456.5 240.0 19.2 465.2 278.0 20 19 360.6 74.2 169.8 187.6 381.0 272.8 330.6 206.4 201.5 520.8 79.8 319.0 25.0 15 14 270.2 422.5 192.8 328.2 274.2 l 25.0 431.6 508.5 624.0 475.5 384.4 163.4 490.5 318.4 36.0 552.6 452.9 336.2 176.0 546.5 119.6 172.0 122.0 15 14 285.6 364.4 118.4 471.0 378.4 286.4 220.4 56.0 621.8 135.6 335.6 24.0 13 12 247.2 326.8 245.2 478.0 189.0 294.8 211.0 470.4 509.2 37.6 175.2 179.6 428.0 142.7 75.4 75.0 390.0 132.4 558.6 319.4 327.2 359.2 18.2 532.0 216.2 48.6 193.4 256.0 392.4 178.2 439.0 5 4 95.0 353.2 136.3 374.4 75.0 118.0 186.0 270.2 444.3 76.2 565.4 595.9 439.0 223.5 305.6 401.0 382.0 215.2 400.0 401.6 259.8 288.0 366.5 432.5 19.4 169.7 183.0 567.6 309.6 276.0 495.4 366.0 316.2 234.6 420.4 107.

a.P.I.l.C. acciotolato palo sostegno in legno A A pianta gradino SEZIONE AA alzate angolari SCALA A CHIOCCIOLA CONGRADIONI IN MASSELLO DI MARMO A SBALOZO DELLA MURATURA PERIMETRALE PIANTA GRADINO muratura di mattoni pieni SEZIONE CC SEZIONE DD B r= 90 ÷ 150 B assonometria del gradino SEZIONE EE 10 60 ÷ 120 D E 60÷120 E D C SEZIONE BB C filo muratura perimetrale A. S.E.r. 127 Manuale dell’Architetto .SCALE SCALE PER GIARDINI VARIANTE SABBIA E GHIAIA SCALA A CHIOCCIOLA NORMALE CON GRADINI IN MASSELLO assonometria dei gradino ACCIOTOLATO variante sabbia e ghiaia acciotolato alzate prefabbricate in c.

r. collegi. avrà funzione portici o balconi.N. di superficie non supe. purché sprovviste di deve avere luogo unicamente da terdevono avere strutture portanti in ce. 804. laboratori o comunque con locali Gabbia di scala completamente interna.contenere m 15 di tubo flessibile e sto per solai e. ed ai servizi delle case deve avvenire con uno dei lati allo stesso. uguale o maggiore a cm pianta della gabbia di scala. convogliandosi ini esso il fumo e le fiamme L'apertura delle porte di accesso alla provenienti dagli alloggi. derivata con tubazione da pollici oppure da un atrio che può avere coGRUPPO SCALE: NORME A. bocchelli di tipo A U. depositi. Per essere tale.E.I.P.I. L'accesso agli alloggi avviene attraverso logge. soluzione partinon destinati esclusivamente ad abitacolare per gli uffici a torre o comunque con corpi di nozioni o ad uffici: l'accesso alle cantine Gabbia di scala interna all'edificio ma tangentetevole profondità e disposizione centrale dei servizi. uguale o maggiore elevati locali abitabili. cavedio edifici di altezza anche inferiore ai 24 metri se aventi particolare destinazione (alberghi. U.di ampiezza adeguata.a cm 50x30 e di profondità tale da cemento. devono essere del tipo robu. lance. m 1.In corrispondenza a ciascun pianoabi. in corrispondenza a relativa lancia permanentemente collea ciascun piano.l. giano un cavedio che. S. Pianerottoli e rampe di scala aperture di m² 1.una bocca da incendio da mm 45 deve avere luogo da spazio aperto. la gabbia della scala e degli ascensori ed i rispettivi accessi e disimpegni non devono avere alcuna comunicazione con negozi. vetro lucido di dimensioni non inferiori Se si inseriscono specchiature in vetro. I parapetti dei ballatoi lungo i scala deve essere disposta in modo da cavedi saranno perciò ad altezza d'uomo e le porte. in caso di incendio. il vetrocemento è abitabile la scala deve essere munita di una bocca da incendio. di cm 20 o in c in corrispondenza a ciascun piano di apertura e chiusura (approvato dal muratura da cm 38. per edifici con altra destinazione di distanza possono essere sostituite con L'accesso dai vari piani a tale scala m 1. di tiraggio. con sportello in c e di cm 20 se di cemento armato. saranno a chiusura automatica. 128a Manuale dell’Architetto . ospedali. I ballatoi di collegamento fra la scala e gli alloggi fianchegunicamente da spazio a cielo scoperto.serramento. scuole. scala. non ridurre la larghezza del pianerottolo al disotto della larghezza della. esposizioni ed edifici in genere de3tinati a collettività ofrequentati dal pubblico).1.20 per edifici con altra destina.. Per un edificio inferiore a 30 metri una scala a tenuta di fumo può servire fino a m² 500 di superficie.praticate aperture di ventilazione verso occorre che tutte le scale ed un ascenzione.C. riore a m² 1 per ogni corrispondente Le giunzioni bocche. parete della gabbia di scala. SCALE A TENTUA DI FUMO: PROTOTIPI Prescrizioni di prevenzioni incendi riguardanti: edifici di altezza superiore ai 24 metri.comando dei Vigili del Fuoco) a piano ammesso solamente per le pareti che fici di abitazione deve essere almeno di terreno: tali finestre con comando a prospettano verso l'esterno dell'edificio. di luce netta complessiva sore per ciascuna di esse siano a tenuta b uguale o maggiore a cm 38 se di non inferiore a 1/5 della superficie in di fumo. tanto come rivestimento. ed una scala aggiuntiva ogni m² 350 o frazione in più. case di cura. la scala deve essere munita di alla scala dal piano terreno o rialzato fuoco: il marmo deve essere usato sol. metalliche.N. grandi magazzini di vendita.gati alla bocca da incendio. La larghezza della scala per edi.SCALE Lo spessore delle pareti delle gabbie di 2 da un montante avente diametro di scala e quelle degli ascensori deve almeno mm 50 ed installato entro una essere almeno di cm 38 se di muratura custodia ben visibile. la scala deve muratura. destinati ad abitazione. devono essere Se l'edificio supera i m 30 di altezza a m 1. È ammessa una sola scala quando la superficie coperta da servire è inferiore o uguale a m² 400.20. ed aventi essere completamente racchiusa dapa20 se di cemento aramto. razze o balconi completamente aperti e mento armato o in materiali di equiva. Anche l'accesso lente comportamento all'urto ed al tabile. lo esterno. b Alla sommità della a gabbia di scala a a maggiore o uguale a m 1 per edifici quota superiore agli ingressi dei più Scale a tenuta di fumo ad uso abitazione. saracinesche. Case albergo. serramenti coi dispositivo di manovra reti in cemento armato.

per quanto concerne i muri d’ambito. a tenuta di fumo ed a chiusura automatica. La scala deve venire aerata con un'apertura senza serramento di al- meno m² 1. La superficie aerante alla sommità della gabbia potrà venire ridotta a m² 0. I gradini devono essere di norma a pianta rettangolare: eccezionalmente si possono ammettere di forma trapezia. purché l'apertura di accesso ai medesimi sia provvista di serramento resistente al fuoco ed a chiusura automatica.C.SCALE municazione soltanto con uno o due locali per il custode.P. I serramenti delle porte di accesso alla scala devono essere robusti. e di spessore minimo di mm 5.l. purché la pedata a cm 40 dall'imposta interna non sia inferiore ai cm30. Gli ascensori a prova di devono rispondere.E. Nella gabbia di scala a prova di fumo non sono ammessebocche di carico nei condotti degli immondezzai.5. i vetri ed i cristalli devono essere retinati ed avere specchiature non superiori a cm 50 x 25. ricavata a quota superiore alle porte di accesso dell'ultimo piano. La scala deve essere provvista di corrimano. ai requisiti prescritti per la scala a prova di fumo. Tale scala deve essere munita di un impianto di un impianto idraulico che garantisca alla bocca d’incendio più elevata una portata di l 120 al minuto. resistenti al fuoco. A. ad una pressione di 2 atmosfere.r. S. gli accessi ai vari piani ed i rispettivi serramenti. 128b Manuale dell’Architetto . le norme particolari verranno suggerite Gabbia di scala esterna all'edificio L'accesso agli alloggi avviene attraverso ballatoi aperti. Questa soluzione è particolarmente indicata nel caso di una sola scala a collegamento di due corpi di fabbrica a piano sfalsati. Se l’edificio supera i m 50 di altezza.I.

in funzione dello spessore. I ceppi. serpentini e pietre tenere possono raggiungere. con lo spessore minimo di cm 4÷6. rivestimento come il precedente ma con lastre a superfici a spacco o bocciarde. 129 Manuale dell’Architetto . dioriti. serizzi. A. commercialmente distinte. rivestimento con lastre a contorno irregolare di varia grandezza e spessore.C. di sezione rettangolare. Graniti.r. superfici piane ed eventualmente levigate. 2. diagonali da cm 7 a cm 60. rivestimento con lastre posate con i giunti orizzontali e verticali allineati. 4.E. PARTICOLARI SOLUZIONI DI ANGOLO 1 2 PARTICOLARI SOLUZIONI DI GIUNZIONI FRA GLI SPIGOLI VERTICALI DI LASTRE DI FORTE SPESSORE 3 4 5 6 7 1. 5. in scelta ruvida o grezza). 3.l. arrivano a dimensioni massime di cm 130x170. Le caratteristiche mineralogiche consentono spessori minimi ai quali non si dovrebbe mai scendere per i rivestimenti.I. coste refilate a sega. Alle dimensioni massime di cm 100x50 possono giungere le beole. con lo spessore minimo di cm. sieniti. per quanto riguarda la superficie. normalmente realizzato con beole (spessore cm 4÷6) o quarzite (spessore cm 1÷6.P. le dimensioni massime di cm 130÷170x70. rivestimento in tessere o listelli a spacco rustico. lunghezze variabili da cm 2 a cm 12. Tutti i marmi in genere. coste non refilate. 6. 7. specialmente esterni. rivestimento con lastre interrotto da fasce in masselli rettangolari allo scopo di distribuire il peso delle lastre quando esse fossero semplicemente ancorate e quindi gravanti una sull’altra.RIVESTIMENTI PARETI ESTERNE IN MARMO E PIETRA IN LASTRE Le dimensioni delle lastre variano. a teste tranciate. Lo spessore delle lastre da rivestimento non dovrebbe mai essere inferiore a cm 4 per i marmi ed a cm 5÷6 per le pietre in genere. con spessore ridotto a cm 2. compatibilmente con la natura del materiale. rivestimento con lastre rettangolari di diversa dimensione. S. rivestimento con lastre posate con i giunti verticali sfalsati. possono raggiuingere le dimensioni di cm 150x80. con lo spessore minimo di cm 4÷5. 3.

P. S. Una piattina metallica con l'estremità sdoppiata in due lembi ripiegati in versi opposti. lunga normalmente cm 30.RIVESTIMENTI PARETI ESTERNE IN MARMO E PIETRA IN LASTRE Il fissaggio delle lastre si realizza mediante l'aggancio dei bordi con codette.all'inadeguato proporzionamento fra . ripiegati in versi opposti si inseriscono nelle scanalature dei bordi di due lastre sovrapposte. 7. permette una razionale distribuzione degli sforzi e garantisce di conseguenza una sicura funzione portante.. sono dovute: .l. 3. eventualmente oche in funzione portante. Una sbarra metallica piatta doppiamente azzancata alla muratura retrostante. spetto alla struttura portante. La lastra risulta in tal modo semplicemente ancorata ma non sostenuta. Questi.imbottitura. Ciò può avvenire per punti o per segmenti lungo i bordi orizzontali o verticali delle lastre. della struttura portante e della malta di struttura portante deve essere determi. bronzo o ferro zincato annegate nella struttura portante. peso.. 5. sistema di ancoraggio per punti di due lastre contigue: un tondino Metallico aggancia alla muratura retrostante lo spinotto di collegamento di due lastre contigue. ancora . viene ripiegato alle estremitá in modo da permettere il fissaggio de: bordo superiore della lastra alla struttura portate.I.all’eccessivo divario fra i coefficienti di . diametro di mm 5 ÷ 6. alla struttura portante. Due piattine metalliche vengono accostate e ripiegate in versi opposti alle estremità in modo da trattenere separatamente i bordi di due lastre contigue. struttura mineralogica. permette di ancorare a quest'ultima i bordi di due lastre contigue. 2. ecc. oppure nettamente staccate ed indipendenti in modo che si formi una camera d'aria. coefficiente di dilatazione termica. sistema di ancoraggio per punti di due lastre contigue: un tondino metallico. .dimensioni delle lastre.C. .all'impiego di malte non adatte. 130 Manuale dell’Architetto .sioni. sistema di semplice ancoraggio per punti: un tondino metallico. La scelta del sistema di fissaggio alla eccessivamente poroso . i bordi di due lastre contigue alla muratura retrostante. sistema di ancoraggio. foggiato a martelletto ed attorcigliato ad un tondino di ferro preventivamente alloggiato nella muratura retrostante. in riferimento alla particolare tante.caratteristiche della malta di imbotti. Le lastre in tal modo risultano ancorate ma non sostenute.all’imperfetto fissaggio delle grappe tura.alla posa delle lastre in stagione sfavorevole. nel qual caso si procederà al l'imbottitura con malte di cemento degli interspazi.all'insufficiente numero delle grappe. 6.alla posa prematura delle lastre ri. . . zanche o grappe metalliche di ottone ricotto.all'impiego di materiali gelivo od dilatazione termica del rivestimento. La sbarri. particolarmente adatto per lastre di forte spessore e notevoli dimensioni. sistema portante di ancoraggio di due lastre contigue. Il sistema é utilizzabile indifferentemente sui quattro bordi della lastra. Le lastre possono aderire all parete retrostante. Le lastre in tal modo risultano ancorate ma non sostenute. del diametro di mm 5÷6. 4. di due lastre contigue. nella imbottitura.). Una sbarra metallica piatta viene doppiata in due lembi. A. sistema portante di ancoraggio di due lastre contigue.E.struttura mineralogica e caratteristiche chimiche e fisiche del rivestimento (porosità. si inserisce nelle scanalature dei bordi di due lastre sovrapposte.caratteristiche della struttura por.r. Le cause principali di distacchi o rotture . nata tenendo presenti i seguenti fattori: . sistema portante di delle lastre contigue. gelività. o di gesso. 1 3 2 3 1 2 4 4 5 5 6 6 7 7 Sistemi di fissaggio 1. spessore delle lastre e le altre dimen.

Le disposizioni più comuni sono le seguenti: Disposizioni a cortina. Gli altri esempi riprodotti riguardano paramenti esterni di strutture.Sfalsati i corsi di 114 di modulo. Sopra di esso si applicano i diversi rivestimenti. Paramento olandese. S.P. A seconda del tipo di lavorazione il mattone si distingue in trafilato (comune) o stampato. Il primo tipo non viene quasi mai usato per superfici a vista.8 sabbiett. parametro olandese. i singoli elementi si susseguono in coppie disposte di testa con un elemento disposto di fascia.I. a presa avvenuta. . m³ 0.4 Calce idrata q 4 Calce idraulica q 4 Cemento 500 q 3.r. allettati normal ente con Intonaci isolanti si ottengono mescom malta per stabilitura. paramento a blocco. m³ 0. di sostanze saline produce. . m³ 0.8 sabbiett. .8 sabbiett.C. Gli elementi. Paramento a cortina (o alla fiamminga).5. A.5) e gra niglia di marmo: lisciato io strato di mm 15÷20. La composi ione z chimica dell'argilla influisce anche sull'opportunità o meno di impiegare un mattone per rivestimento: la presenza. soro sfalsati verticalmente di 1/2 di modulo o di 1/4 di modulo. previa tinteggiatura. il successivo da elementi tutti disposti di testa. 3.C. paramento a cortina od alla fiamminga.300 di calce dolce spenta e q 1 di cemento 500) un impasto di cemento e coloranti minerali a INTONACI base silicea : appena superficie ha ragL'intonaco rustico (rinzaffo) viene tirato giunto una sufficiente con sistenza viene in piano a frattazzo lungo o a frattazzo. La superficie dei mattoni da rivestimento può essere liscia. La particolare finitura dei giunti ha pure notevole importanza: la malta di allettamento può essere arretrata rispetto al filo esterno del rivestimento o perché trattenuta all'atto della posa (2) o perché scavata subito dopo (3).RIVESTIMENTI PARETI ESTERNE . 131 Manuale dell’Architetto . martellinatura od alla spuntatura. 6. le caratteristiche effluorescenze biancastre.INTONACI A 1 2 Malta di intonaco rustico Calce dolce (spenta) m² 0.l. Gli intonaci pietrificati si ottengono stendendo sopra un sottofondo di malta bastarda (m³ 0.caratteristiche fisiche del mattone. scabra o sabbiata (paramano). Paramento alla francese. in pareti soggette ad umidità. L'intonaco in cemento decorativo siesegue su sottofondo di intonaco rustico di malta di cemento con un impasto di cemento tipo 500 (q 3. L'aspetto di una muratura di mattoni lasciata a vista è condizionato da tre fattori: . La rasatura a stucco lucido si esegue tirando a piano perfetto sull'intonaco rustico uno strato di mm4 di malta da stucco e successiva lucidatura con ferro caldo e acqua di sapone. diverse soluzioni dei giunti ottenute con la malta di fondo.5 Calce idrata q 5 Calce idraulica q 5 Cemento 500 q 4 sabbiett. 1 e 2. o direttamente la lando nella malta vermiculite.disposizione del mattone nella muratura (di testa o di fascia nelle varie combinazioni possibili). parametro alla francese.trattamento dei giunti. 4.9 acqua l 200÷300 acqua l 200÷300 acqua l 200÷300 acqua l 250÷450 3 C 4 D 5 6 Rivestimenti di pareti esterne in mattoni A. Paramento a blocco. tutti disposti di fascia. . disposizione a cortina. si procede alla raschiatura od alla. raschiata con lame di acciaio. Può essere invece rasata al filo dei mattoni (4) o addirittura sbordare da esso (1). si può eseguire anche la rasatura con gesso scagliola e calce adesiva (60% di gesso 40% di calce) in spessore medio di mm 5.E. m³ 0. . Sopra liquidi idrofughi (per l'isolamento dall'ul'intonaco rustico tirato a frattazzo fino midità). usate per tavolati o come rivestimento di strutture portanti.B. .Un corso risulta dall'alternarsi di fasce e teste.D. perlite e malta per stabilitura (arricciatura) a simili (per l'isolamento termo acustico) o formazione di intonaco a civile. alternativamente avanti e indietro.5 sabbia viva m³ 1 sabbia viva m³ 1 sabbia viva m³ 1 sabbia viva m³ 1 acqua l 100÷200 acqua l 200÷200 acqua l 200÷200 acqua l 250÷350 B Malta di intonaco completo a civile Calce dolce (spenta) m² 0.I corsi sono alternativamente formati da elementi di testa e da elementi posti di fascia.Gli elementi si alternano di testa e di fascia sia orizzontal ente m che verticalmente.

Trattandosi di pareti verticali basterà dare alla lastra una sovrapposizione di cm 8 e gli appoggi dovendo resistere solo all’azione del vento.C. ad olio. Distanze normali degli appoggi in rivestimenti di pareti cm 40. a lacca.l. Accessori metallici TIPO 1: Viti di ferro zincato con tripla ranella monoblocco. tranciate. . possono essere verniciate. I punti di incrocio dei coprigiunti potranno essere eventualmente mascherati con una rosetta quadrata in eternit di cm 10 x 10. piallate. Spessori. mm 97 101 Lungh.P. Larghezza 110 mm per il fissaggio su armatura elemento in eternit 120 3. forate. TIPO 2: Bulloncini di ferro zincato a tripla ranella monoblocco e a tratto quadro per il fissaggio su armatura metallica. potranno essere posti a distanza di m 1. La lunghezza per applicazioni di Modello Monitor è 100 mm mentre per applicazioni di Modello 1924 è di 90 mm.5x3 40 8cm Coprigiunto 7x1 7X3 40 Soluzione d'angolo Coprigiunti.r. Tipo Modello 1924 Modello Monitor Largh.RIVESTIMENTI PARETI ESTERNE .Si fabbricano lastre di tipo semicompresso che hanno una sola faccia liscia e lastre di tipo compresso che hanno entrambi le facce lisce. smaltate. Da 10 ÷ 12 mm per rivestimenti esterni.5 ÷ 5 mm per rivestimenti in genere. colorate ad acqua. .Da 4. I coprigiunti di eternit vanno fissati anche essi inlegno.ETERNIT E OPALINA RIVESTIMENTI IN ETERNIT Le lastre di eternit sono assolutamente incombustibili insensibili all’azione degli agenti atmosferici inataccabili dagli insetti. .45 se del Modello Monitor. S.15 per lastre normali di 5 mm ÷ 6 mm di spessore se del Modello 1924 e fino a m 1. mm 30 ÷ 244 30 ÷ 244 Ondulazioni N° Passo Altezza mm mm 6½ 152 5½ 194 50 61 angolare in eternit cm 6 x 6 14 cm 4x4 3.Quando tutte le lastre saranno fissate si completerà il montaggio a mezzo di coprigiunti di eternit o di legno o di metallo a seconda dei casi.E. A. Possono essere lavate.I.5x3 40 Avvertenza particolare: Montaggio su orditura in legno in tutto simile alla precedente. 132a Manuale dell’Architetto . decorate e impellicciate con legni diversi. 7X3 3 20 120 corrente 7x3 7cm coprigiunto di eternit10÷12mm Coprigiunto lastra in eternit 10÷12mm lunghezza altezza ondulazioni larghezza passo delle ondulazioni Lastra di tipo ondulato all’ossatura a mezzo di chiodi o viti che però non dovranno interessare le lastre. Per il fissaggio delle lastre si usano chiodi zincati. La distanza fra appoggi potrà arrivare fino a cm 80. Le lastre di eternit possono venire lavorate con la stessa facilità del legno impiegando i medesimi attrezzi: possono essere segate. Dimensioni lastre 100 x 100 120 x 120 122 x 122 Tipo normale.

S.P. 132b Manuale dell’Architetto .r.RIVESTIMENTI PARETI ESTERNE .E.ETERNIT E OPALINA piombo ferro zincato piombo ferro zincato 12 RIVESTIMENTI IN OPALINA CEMENTO FLUIDO GRAPPA DI FISSAGGIO DEI PROFILATI CEMENTO 3 3 Accessori metallici LASTRA DI OPALINA STRUTTURA PORTANTE CEMENTO FLUIDO GRAPPA mm 70x6 PIOMBO PROFILO 45x10mm CEMENTO DI RIEMPIMENTO cm4 COPRIGIUNTO METALLICO 40x5mm Fissaggio profilati orizzontali LASTRA DI OPALINA DIMENSIONI MASSIME 240x180 COPRIGIUNTO METALLICO 40x5mm LASTRA DI OPALINA PROFILI IN FERRO DI SOSTEGNO DEL RIVESTIMENTO 30x30x4mm Fissaggio profilati verticali LASTRA DI OPALINA DIMENSIONI MASSIME 240x180 8÷10 COPRIGIUNTO LEGHE LEGGERE 40x5mm PIOMBO 3÷5mm Coprigiunto GRAPPE DI FISSAGGIO DEI PROFILATI A.I.l.C.

la sigillatura dei giunti si effettua con cemento bianco Rivestimento in tessere (gres. S.l.P. A. vetro. smaltata. 133 Manuale dell’Architetto .RIVESTIMENTI PARETI INTERNE . ceramica ecc.) Intonaco rustico con letto di malta di legante idraulico.E.I. Intonaco rustico con stabilitura calce dolce e cemento.r. maiolica. Al cemento di allettamento si possono aggiuingere sostanze colorati.RIVESTIMENTI IN CORRISPONDENZA A NODI DI ATTACCO DI PORTE E FINESTRE Piastrelle con parte terminale a becco di civetta Rivestimento in piastrelle Malta di cemento e sabbia Rivestimento in piastrelle Mostrina sagomata (coprifilo) Telaio Parte di piastrelle posta a filo dell'ingombro Rivestimento in legno Malta di cemento e sabbia Mazzetta Telaio Rivestimento in mattoni Mazzetta La posa si effettua con malta di cemento su intonaco russtico preesistente Telaio per porta o finestra Rivestimento in marmo Pezzo speciale d'angolo Telaio Contorno di cemento e graniglia Mostrina Frammento di piastrella posate a filo dell'intonaco Muratura Rivestimento in piastrelle terracotta smaltata.C. ceramica forte ecc.

5 intonaco cm1.P. 134 Manuale dell’Architetto .l.C.I.5 20x40 1 1 elemento del controtelaio intonaco tassello a muro 20x40 1 intonaco cm1.5 listello verticale 12 intonaco cm 1.5 elemento del controtelaio pannelli in panforte spessore cm1.E.5 coprigiunto in legno intonaco cm1. S.r.RIVESTIMENTI PARETI INTERNE .5 20x40 1 15x40 pannelli in legno tamburato 20-25 15x40 coprigiunto metallico A.LEGNO Elemento del controtelaio cornice del controtelaio tassello e muro 20x50 30x40 intonaco cm 15 20x40 intonaco cm15 cornice del controtelaio 20x40 cornice del controtelaio 20x60 elemento del controtelaio tassello a muro 30x30 20x60 cornice del controtelaio 20x40 17x17 fogli di legno compensato elemento del controtelaio elemento del controtelaio 20x40 intonaco cm15 listello verticale intonaco tassello a muro elemento del controtelaio intonaco intonaco cm1.

135a Manuale dell’Architetto .80 4.E.C. PEDONALE UFFICI IN GENERE UFFICI POSTALI-BANCHE BIBLIOTECHE-MUSEI ALBERGHI .30 1 0.i t i g t na e e G t t o o l i r n ve. P i e t e r i n i d i c e m e n t o Q u a r z i t e P i e t r e G r a n i t i M a r m o P a r q u e t Abitazioni Servizi Locali pubblici Saloni per il pubblico Edifici scolastici Edifici sportivi INGRESSO-DISIMPEGNI SOGGIORNO-SALE CAMERE DA LETTO BAGNI-W.C.80 5 4.80 4.80 LOGORAMENTO IN MM DEL MATERIALE DA PAVIMENTO SOTTOPOSTO A 1000 M DI PERCORSO DELLA MOLA ABRASIVA Mattone comune Mattone molto cotto Piastrella argilla pressata Battuto di cemento Idem con graniglia di marmo Mattonella di cemento a mano Rovere di Slavonia Pitch Pine scelto Mattonella cemento pressata Rovere scelta dura Faggio lisciviato Marmetta cemento e graniglia Marmo comune Marmo duro Limoleum Piastrella greificata Klinker Piastrella gres ceramico A.20 1.RISTORANTI CHIESE AULE REFETTORI PALETRE PISCINE SPOGLIATOI CASE COLONICHE STALLE . S.40 1.r i c e i tro i a s a Destinazioni più comuni B a t t u t o d i c e m e n t o B a t t u t o a l l a v e n e z i a n a B a t t u t o d i b a l l o t t o n a t o A s f a l t o R e s i n a s i L n i t n e o t l i e c u a m L i n o l e u m R e s i n a s i e n s t u g G e o t h i e m c r m a o a P i a s t r e l l e A c m e m m a e t n t t o o n p a r t e o s.90 1.P.a s t o re t i e M di e n a a g r s r m por.80 2.10 2.PAVIMENTI P M i a a t t P s o i t n a r M e s e o l t r s l l a l e e i l e c o s l c m e e a a m r l e tes.l.t e n se.INTENSO MOVIM.10 3.40 3.-CUCINE MARCIAPIEDI-CORTILI PORTICATI SOTTOPASSAGGI AUTORIMESSE-OFFICINE MAGAZZINI-DEPOSITI ATRI-CORRIDOI LOC.PORCILAIE POLLAI SILOS CONCIMAIE MUNGITURA .r.50 3 2.80 2.RACCOLTA LATTE LABORATORI MECCANICI LABORATORI CHIMICI LABORATORI ALIMENTARI LABORATORI IN GENERE Edifici rurali Edifici industriali Materiali Indice abrasione 6.I.tipo i a e celn V n t la.

............ litri 250 Cemento cm1 q 5 Sabbietta di m² 0................................................. ore Manovale.... ore Per gli stessi a disegni aggiungere dal 10% al 100% per la mano d'opera (a parte la rifinitura con macchine arrotatrici) Pavimento di asfalto di spessore 20 mm Asfalto............ m³ Cemento per stuccature................400 Sabbia m 0...50 0................20 0. m³ Cemento per stilatura........... ore Manovale...250 Sabbia m³ 0........................ ore Manovale......02 0................... ore Battuto di cemento su massetto preesistente-Spessore m 0............. m² Chiodi e staffe.......... ore 0........................... ore Manovale..................PAVIMENTI MATERIALI E MANO D'OPERA OCCORRENTI PER M² DI PAVIMENTO Ammattonato di costa per m² Sabbia di fondo......400 Pietrischeto m³ 0......... 135b Manuale dell’Architetto .............................................03 70 0............... ore Pavimento alla veneziana m² Sabbia battuta.........950 Acqua spes.......... litri 280 0.50 0........ ore Manovale......60÷2.........50 A.......6 0............. kg Muratore.12 .E........ kg Pavimentatore.....................20 0......25/m²................... n Malta di calce e cemento (tipo 3).......................................................60 1 2...........75 0.03 50÷60 2 2 25 2 1 1÷2 0..............................4÷0.. n Se le mattonelle sono di varie forme e dimensioni il numero dei prezzi si ottiene dividendo 1 m² per la superficie delle mattonella aggiungendo 1/20 per consumo..000 Acqua litri 250 4 Calce in pasta m³ 0.......75÷1 1÷1........................03 Sabbia ....... ore Muratore.....25/m²..................05 0................................900 Acqua litri 180 3 Cemento q 3...................................................................02 24 (14x28) 0.............. ore Ammattonato di piatto per m² Sabbia di fondo non indispensabile).........4÷0....................C.... m³ Mattoni.......6 16 0...................... kg Operaio..... kg Falegname..... ore Manovale......45÷0..05 25 40÷42 0..03 0... ore Pavimento con mattonelle di cotto o di cemento quadre Per mattonelle l = 0............................. S..............r........................................ kg Muratore. kg Sabbia...................... kg Pavimentatore..45÷0...................................................04 30 0................ Battuto di cemento su fondo di ghiaia (carreggiabile limitatamente) Spessore m 0........50 Calce in pasta m³ 0..................................... m³ Malta di cemento (tipo 4) con eventuale aggiunta di polvere di coccio o di marmo m³ Dadi di marmo..................10 0..Sottofondo di ghiaia di m 0................. ore Per mattonelle l =0...... ore Manovale..50 2 0................................................ kg Legna da ardere.............22 0....... ceramica) Cemento q 2.................20/m².75 1.......................50 Sabbia m³ 1..20 per m² Ghiaia grossa vagliata m³ Ghiasetta m³ Sabbia m³ Cemento per massetto......................................50 0...l..........................................10÷0.........75 25 18 MALTE DA PAVIEMNTI COMPOSIZIONE PER M³ D’IMPASTO Malta per posa di pavimenti in pastrelle di cemento compresso 1 Calce pasta m 0...... m³ Mattoni.........................................350 Sabbia m³ 0....... kg Graniglia.........................................40 0..................................04 1 0.... m Tavolette.6 0.............800 Acqua litri 140 Malta per sottofondo di pavimento in linoleum (escluso gesso e colla) Cemento cm3 q 3........02÷0.......................... kg Pavimentatore........6 0.....................4÷0.....02 0.............................50 Sabbia di m³ 1 Acqua spes..............50 Sabbia m³ 0...................75÷1 0........ n Malta di calce (tipo 1 o 2).................................... vetro........................ kg Gesso.....................................75÷1 0..............................I.................... kg Bitume naturale..........800 Acqua litri 200 Cemento kg 150/m³ Malta per sottofondi di pavimenti in mosaico (porcellana........800 Acqua litri 180 2 Calce idraulica q 1...........P. kg Cemento per strato superficiale................. ore Manovale......... m³ Cemento......... m³ Cemento per stuccatura a giunti...... ore Parquet a liste variamente disposte per m² Correnti 3x6.. kg Pavimentatore.... n Esagonali l =0......4÷0...............n32(12x28) n Malta di calce (tipo 1 o 2)....

5 eventuale strato afonico. D. per rivestimento gradini. solaio portante. liste di marmo o ottone. massetto di cemento o preesistente pavimento di piastrelle o monolitico. Resina sintetica In teli o in piastrelle. cm 12 massetto di ghiaietta. C. sughero) spessori mm 2. S. a ridosso cellulare.I.5÷ 8 altezza m 1÷2. C. 1.P.5 eventuale strato afonico o cartonfeltro per sottostrato. A. 20 sabbia. . B. linoleum spessori da 2.5 cemento per strato superfi12 33.5 6 8 C B A Linoleum Su sottofondo di cemento.C. C. linoleum (unito. 136 Manuale dell’Architetto . rigato. A. B. P. linoleum spessori da 2. sottofondo o gretonato. listelli in legno incassati nel sottofondo.PAVIMENTI PAVIMENTI MONOLITICI Battuto di cemento Su sottofondo di ghiaia per pavimenti limitatamente carreggiabili. C Linoleum Su vecchio pagvimento.5 E 7. A C B 5÷8 A. Asfalto fuso Per marciapiedi. F 2 Sezione pavimenti in gomma B. RiA dosso cellulare o scanalato. D E rasatura a gesso magnesiaco per spianamento dopo proscigamento del massetto (20 giorni da getto). B B B 5.E.2 H P 2. solaio e gretonato. rasatura con gesso magnesiaco. alzata mm 200. cm 1. B. Superficie rigata a geometrico e bocciarB data. malta miscelata ad emulsione bituminosa per perfezionato del piano.5 a mm 6. Spessori da 3 a B 4÷7 18 mm. C. pezzi di marmo di lato cm 5÷10. Boiacca di cemento (1 parte di cemento e D 2 parti di acqua). strato di asfalto esteso a caldo e ricoperto dalla graniglia del raffreddamento. D. C. F. Anche su preesistente pavimento. A. sceglie di marmo mm 10÷25 in malta grassa di cemento e polvere di coccio o marmo battuto a rifiuto. H.B. cortili o per locali B 4 con interno traffico. massetto di calcestruzzo. A.l. graniglia cm 1÷2 e strato superD ficiale di sabbia silicea.5 E 8 E 4 E 5 E 7. A C B 5-10 2-3 4-6 Linoleum Su legno A. B. stagionato asciutto. cm 1. A 2 Resina sintetica Spalmata senza giunture su fondo massiccio e liscio.D. B. A. D. F A C B 4÷6 D E A B Battuto di cemento su sottofondo preesistente A.B.E. cm 2 eventuale strato di sughero afonico. e cemento. B. variegato. cm 3÷4.r. Spessore cm 2÷3. calcestruzzo di cemento dosato a kg 250.5 9. C. . F. linoleum spessori da 2. assito in tavole già isolato dall’umidità. rasatura previa stesura di vernicie bituminosa sabbiata.E. E. C. cm 2 eventuale strato afonico.5 a mm 6. A. A. cm 2÷3 di malta molto grassa di cemento e polvere di coccio o marmo. lisciatura con malta liquida fine. cm 20 sottofondo ghiaia. C A. . 70÷100 2. mm 3÷5 resina. gomma a ridosso cellulare. D.5 ciale. Spessori da 5 a 8 mm. cm 3÷4 massetto di cemento di cemento a kg 350 gettato 2÷3 giorni prima della posa del pavimento. pulito e spianato con malta liquida fine. solaio o gretonato.5 A A. adesivo bituminoso in solvente. sottofondo di cemento e sabbia o di detriti di lalterizi e malta udraulica. solaio e gretonato. solaio portante. zoccolino in legno B. E. stagionata e asciutta. mm 3÷5 di resina . C.7E 3. non meno di cm 3 di malta di cemento o cemento e pomice o cemento e scorie. lisciatura o cartonfeltro mm 10. posate sull’estradosso del solaio.5-3 C A B A C D B 2÷3 70-100 3 Battuto alla veneziana A. . gomma con superficie liscia o rigata. A C D B 5÷6 Gomma Con attacco a cemento. sottofondo preesistente. cm 1. pedata mm 350.5 a mm 6. E C. . D. Linoleum Su sottofondo di asfalto. D. B. sottofondo di calcestruzzo a kg 250. D. A C B 5÷7 D E C A B E D Angoraggio pavimento in gomma Posa a tappeto. C. E. a ridosso piano. spianatura con malta di cemento e sabbia fine in parti uguali. anticorodal. cm 1 asfalto. ecc. solaio o gretonato.B. C B. Giunti sfilati con boiacca grassa di cemento colorato. tasselli in legno D. vecchio pavimento. Ballettonato A. B.C.

spessore cm 2. M. tabella) spessore cm.intonaco della parete: spessore cm 1÷1. Colori grigio e giallo. B.F.5 D F E B H G D E F G H Marmo Spessore cm 4÷6 oltre il solaio o gretonato.5÷5. malta tipo 4 (v. tabella) spessore cm 2÷3. C.3 F 0. IL piano superiore di questo sottofondo deve essere più basso del piano di pavimento finito di: mm 10 – per i pavimenti in mosaico. B.PAVIMENTI TIPI COMUNI DI PAVIMENTI Ammattonato Spessore cm 8÷11 oltre il solaio o gretonato. G. mm 16 – per i pavimenti in pietrini e per i rivestimenti in ceramica. 2÷3. intonaco della parete cm 1÷1. A. D.a mosaico (con essenze variate).E. I. Noce. Quadrate: lato cm 20÷25÷30÷40. Spessori cm 1÷3.5 C 2÷3 2÷3 8÷10 H B C Parquet Spessore cm 18÷30 oltre il solaio o gretonato. Legni più usati: Rovere. solaio o gretonato. H. Spessore mm 4÷10. Spessore cm 1÷1. Pitch Pine. C C D E 4÷5 I N H M F G H I A B C B A ~5 D E F C 1. intonaco della parete: cm 1÷1. F. mattonelle di quarzite a bordi rifilati o senza rifilatura. telaio. Tipi più usati di disposizione delle tavolette: A. a tolda. Spessore cm 3÷4. Quadrate: dimensioni 10x10. B. Spessore cm 2÷3. controtelaio del serramento di porta. Quadrate cm 20x20 o rettangolari cm 12÷15x24÷30. L. 25x25. G. mattoni a giunti sfalsati e stilati con malta di cemento.5. a quadri. apotema cm 10. pezzi speciali per raccordare spigoli. D. A. malta del tipo 1-2-3 (v. M 11 1. rettangolari.l.C. codetta di fissaggio ogni metro.5÷2.8 e 40 x 40.5 oltre il solaio o gretonato. B. soglia per porta in vano di muro grosso. lastre di marmo.5.C. pezzi specialòi per raccordare spigoli. I. misurazione delle soglie per vano di porta. E. soglia per porta in vano di tavolato di tramezzo. 25x25. H. a bollettonato (marmettoni) –H.5. impasto semiumido di sabbia e cemento con dosaggio di 250 kg/m³ spessore cm 3÷4. B. Lasciare asciugare 2÷3 giorni. tesserine fisaste su carta in fogli da cm 30x30 spessore mm 4÷7.5÷3. sottofondo di cemento (kg 250 di cemento a lenta presa ogni m³ di ghiaietta minuta) ben battuto e spianato.7 1 H B 0. C. Esagonali: lato cm 12. H. intonaco della parete. 30x30.P.5. F. M. D. a liste (giunti andanti). cm 2÷3 malta di cemento e sabbia.I. ottagonali e pietrini. sezione sullo zoccolo perimetrale delle pareti. Mosaico di quarzite come sopra: piccolo cm 10÷15 (diagonale) grande cm 30÷35 (diagonale) da giardino cm 40÷45 (diagonale) La faccia inferiore degli elementi è bagnata con boiacca di cemento. B. D. A. usate in genere per marciapiedi e cortili. tabella) spessore cm 2÷3. La saldatura dei giunti e la presa sul sottofondo è fatta con boiaccia di cemento colata. C. A. S. L. esagonali. Spessore cm 2÷3.8÷3 3÷4 30-50 M 4. soglia per nicchia da finestra. quadrate: dimensioni 20x20. B. C Piastrelle Spessore cm3. E. a liste (giunti alternati). angoli e bordi terminali. C. 20x20. piastrelle: di cemento pressate – E. L. coprifilo. Disposizione di costa (F-G) o di piatto (H-I). E. I. tabella Malte da pavimento). I.5÷5 oltre il solaio o gretonato. D. a spina di pesce. di cemento e graniglia – F spessore cm 1. solaio o gretonato. N. 137 Manuale dell’Architetto . D. 3÷4 Quarzite Spessore cm 3÷4 oltre il solaio o gretonato. A. Gres Spessore cm 4÷6 oltre il solaio o gretonato.82. malta cementizia (cemento bianco ed acqua) spessore cm 0. Spessore del pavimento cm 4÷5.5÷6 N D E F G H I L M A. cm 2 di sabbia. Esistono in commercio le misure metà. C. G. M. solaio o gretonato. F. solaio o gretonato. A. Quadrate: lato cm 20÷25.5. parquet a doghe catramate inferiormente (brevettato) spessore cm 2. 30x30. 4÷6 A B 8÷11 B A C D F G E H I C A B A B C 3. spessore cm 1.r. solaio o gretonato. N. angoli e bordi terminali.5. di cemento a superficie superiore pugnata (pietrini) – G. malta del tipo 3-4 (v. cm 3÷3 di malta del tipo 1-2 (v. G. A E I A L G N 20-25 20-25-30-40 A I A Mosaico Tessere di porcellana o vetro.7÷3. mattonelle quadre. solaio o gretonato. C. spessore cm 1. tavoletta: spessore mm 18÷50 secondo la larghezza delle tavolette e fissati con codette ogni metro o allettati nel massetto di sottofondo.5. E.5.

Lo strato può essere costituito da cm 1 di asfalto oppure da cm 2 di malta resa impermeabile con l’aggiunta di un idrofugo. meglio impiegare malta comune e sovrapporvi un feltro bituminato trattato con cemento plastico.I. S. Per impedire che l’umidità del terreno abbia a risalire per capollarità lungo i muri in elevazione è sufficiente predisporre uno strato impermeabile che li separi orizzontalmente da quelli del cantinato.l.IMPERMEABILIZZAZIONE FONDAZIONI ED AMBIENTI INTERRATI Affinchè l’acqua che filtra attraverso il terreno non abbia a raggiungere la muratura ed i solai interrati. ciglio in pietra 20x20 zoccolino zoccolatura pavimento 2 cm malta 2 cm pendenza 3% solaio piano terreno intonaco asfalto cm 1 intonaco di cemento cm 1 muratura continua in calcestruzzo INTERCAPEDINE battuto di cemento cm 2 cemento lisciato cm 1 tabella in laterizio VESPAIO calcestruzzo fondaz. 138 Manuale dell’Architetto .5 pavimento cm 2 asfalto mm 6 intonaco pavimento malta mm 2÷3 asflato cm 1 malta fine cm 1 calcestruzzo magro drenaggio pietrame a secco calcestruzzo magro malta fine asfalto 1 cm battuto di cemento cm 2 asfalto mm 6 vespaio calcestruzzo cm 15 asfalto cm 1 terreno spianato fondazione continua in calcestruzzo drenaggio 30÷40 A. è buona norma che questi vengono isolati mediante intercapedine e vespai aerati.P. Ove ciò non fosse possibile è almeno necessario impermeabilizzare le superfici dei manufatti a contatto con il terreno e drenare quest’ultimo con pietrame a secco in modo che l’’acqua affluente trovi naturalmente la via per allontanarsi.C.E.r. continua in calcestruzzo magro 40 drenaggio in pietrame a secco zoccolatura solaio piano terreno pavimento 2 cm malta 2.5 cm canale di ventilazione calcestruzzo magro malta fina 1 cm asfalto 1 cm pavimento malta calcestruzzo zoccolatura solaio piano terreno canale di ventilazione (almeno due ogni locale) asfalto 1 cm pavimento 2 cm malta 2 cm asfalto 6 mm calcestruzzo ciotoli di fiume a secco muratura a tre teste asfalto 1 cm intonaco zoccolatura canale di ventilazione malta cm 2.

ad alta temperatura. . ma la sicurezza è tanto maggiore quanto maggiore è il numero PRODOTTI DI DISTILLAZIONE degli strati. Vernici di catrame. Usati per manti stradali.li catrame viene usato con l'aggiunta di altre sostanze per la formazione di vernici impermeabilizzanti per metalli. A. solidifica raffreddandosi. amianto. . se ottenute dal trattamento del petrolio. metalliche. di bitume. Geologicamente la formazione degli asfalti avviene in giacimentipetroliferi «aperti». a grana fine.Rivestimento omogeneo pesante (peso minimo 30÷40 kg/ m²) costituito da uno o due strati di asfalto opportunamente miscelato con bitume e sabbia e disteso a caldo sul piano di posa. può essere conmaterie organiche. Asfalto colato: si ottiene dalla fusione del mastice di asfalto ridotto in frammenti con l'aggiunta del 6%.Comprendono tutti i prodotti vernicianti costituiti dalla dispersione di una o più materie bituminose in adatti diluenti con l'eventuale aggiunta di olii. SISTEMI DI IMPERMEA BILIZZAIMPERMEA BI LIZZAZIONE Asfalto colato.E. in peso. rendono difficile l'applicazione di uno strato di intonaco normale su quello impermeabilizzato. . e con un tenore di bitume variabile dal 5 al 13 %. Si otten. stratificazioni e intonaci. .sottile . ecc. Posto n opera in strati. murature.IMPERMEABILIZZAZIONE COPERTURE PIANE E LORO PROTEZIONE MATERIALI PER L'IMPERMEABILIZZAL'IMPERMEA BILIZZAZIONE PRODOTTI NATURALI Bitume. colorano in nero l'intonaco. s. ma meno impermeabile e che si screpola più facilmente alle basse temperature. Si ottengono Malte impermeabilizzanti di facile impiego. in tela o feltro. Vengono usati comunemente manti formati da tre feltri bitumati. Le strisce vengono posate con una sovrapposizione di cm 6 al minime ed incollate fra di loro sia per mezzo di bitume puro fuso. iuta. . Tale fusione.Sono miscele di idrocarburi e di stico dal piano di posa si impiegano loro derivati provenienti dal petrolio. Vernici bituminose. se ottenute da Catrami di carbon fossile o altri prodotti catramosi. . . Ilsupdal catrame di carbon fossile o da altre porto. Fibra di vetro) rivestite di bitume o di pece di catrame su entrambe le facce.Roccia sedimentaria di natura prevalentemente calcarea impregnata naturalmente di bitume puro fino ai 50%. Dopo 5 ore di cottura viene raffreddato e confezionato in pani. A tale scopo si interpone tra il manto e il piano di posa uno strato di cartone bitumato.Gruppo di prodotti chimici di costituzione diversa che mescolati con sabbia e cemento formano malte impermeabilizzanti: si possono dividere in due grandi categorie: Fluati: fluorosilicati di Mg e Zn trovano il loro massimo impiego per rendere resistente agli agenti chimici e contemporaneamente impermeabilizzare il cemento. 139a Manuale dell’Architetto .I. Mastice d'asfalto: si ottiene dalla fusione della farina d'asfalto. si distinguono: Peci di petrolio. Idrofughi. dura d'inverno. resine essiccanti ed altre materie complementari. . lana. INDUSTRIALE Per rendere indipendente il manto plaPeci.r. viscose a solide. Soluzioni saponose: basta mescolarle all'acqua da usare per l'impasto della malta cementizia nelle proporzioni prescritte e procedere all'impasto usando l'acqua emulsionata in luogo di acqua comune. La superficie a vista quando è ancora calda viene cosparsa di graniglietta bianca di marmo oppure se destinata ad essere protetta dal pavimento. . Catrami. in apposite caldaie si ottiene aggiungendo alla farina d'asfalto dal 7 all'8%di bitume puro che agisce da fondente. Farina d'asfalto: si ottiene mediante frantumazione. .Lo strato di protezione è costituito da una miscela omogenea di consistenza pastosa (con o senza solvente) di bitume o di pece. Presentano però gravi difetti: diminuiscono la resistenza delle malte.23. Un'eccessiva quantità di bitume dà un asfalto di maggior resistenza.Prodotto derivato dall'ossidazione o distillazione naturale in seno alla terra. cotone. Usato principalmente per la lavorazione dell'asfalto e per la confezione del feltri impermeabili. trambe le facce. specie in località esposte alla salsedine marina. di fibre di amianto e di pietra polverizzata (30÷40% del peso totale).P. Sono solide e poco fluide allatemperatura ordinaria.C.n alluminio (rame. vale a dire non protetti da strati impermeabili. S. Asfalto. dei petroli grezzi. bronzo) cregono per evaporazione parziale. Materiali plastici usati a freddo. Gli strati successivi si dispongono con strisce perpendicolari a quelle del manto precedente. rimane liscia e nera. di colore bruno scuro. Per ovviare ai possibili cedimenti del piano di posa è opportuno che il manto di asfalto risulti semplicemente appoggiato. per spato a goffrato e bitumato su endistillazione frazionata o altri processi. di colore nero o venientemente sostituito da una lamina bruno scuro. . con D. Asfalto colato sabbiato: si ottiene aggiungendo sabbia Fine ben asciutta e lavata alla fusione del mastice d'asfalto: viene posto in opera di strati e raffreddandosi solidifica.Sono prodotti dalla distillazione del legno. del carbone e di sciati. triturazione e macinazione del materiale grezzo. ecc. sia per fusione del rivestimento mediante una lampada da saldatore. Si applicano a freddo coi pennello. a caldo.Questo tipo di manto leggero(peso media 5÷9 kg/ m²) è costituito da strisce di feltro (cellulosa.Sono composte di bitume per il 70% e di olio pesante per il 30% diluite ed aggiunte all'acqua di impasto delle malte inviluppano i granuli di cemento conferendo potere impermeabile alla massa. Avvertenze: evitare l'applicazione su strutture umide o con tempo umido: evitare l'applicazione in pericolo di gelo. utilmente feltri bitumati e talcati. medio 2. Un asfalto di buona qualità presenta l'aspetto di una roccia tenera n estate. Emulsioni bituminose. Usato per riparazione di strutture e di terrazze. Usata per pavimenti. legno. Peci di catrame.l. Impermeabilizzazione con manto a strati multipli sovrapposti. Trovano largo impiego nella protezione di strutture murarie.

G. l’impermeabilizzazione. a manti multipli.). ecc. piombo. La copertura non è praticabile. è protetta da lastre metalliche (alluminio. a formazione di giardino pensile. B. H.r. Nei giunti fra i lastroni viene colato del bitume. è ottenuta mediante spandimento sulla superficie bitumata di ghiaietto in ragione di 12 Kg/m² circa. previo drenaggio della parte inferiore con ghiaia. l’impermeabilizzazione.). A.) Ne risulta una copertura non praticabile. Un soprastante strato di ghiaietto impastato con bitume rende la copertura praticabile. F. E. a protezione dell’impermeabilizzazione si stende una cappa di calcestruzzo retinato. l’impermeabilizzazione. ecc. particolarmente adatta per terrazze a pendenza o per superfici curve.P. A protezione viene steso un manto di mm 15 circa di asfalto sabbiato. La copertura è praticabile. La copertura è praticabile. l’impermeabilizzazione è del tipo a manti multipli. D. è coperta successivamente da uno stratoo di sabbia.IMPERMEABILIZZAZIONE COPERTURE PIANE E LORO PROTEZIONE Esempi di impermeabilizzazione di coperture piane e loro protezione (pendenze 3%) A. La copertura è proticabile. è protetta da due successivi strati di sabbia (minimo cm 2) e di ghiaietto (cm 5). comunque ottenuta. l’impermeabilizzazione. La sua protezione. pietrini. piombo. è ottenuta mediante doppio strato di asfalto colato. è protetta da lastre metalliche (alluminio. ecc. è protesta da lastroni di cemento posati su letto di sabbia.I. C. Sopra il calcestruzzo si posa uno strato di terra da coltura. costituita da uno strato d’’asfalto. l’impermeabilizzazione è ottenuta mediante doppio strato di asfalto colato a giunti sfalsati. a manti multipli. l’impermeabilizzazione. rame.C. S. La copertura è praticabile. comunque ottenuta. La copertura non è praticabile. rame. 139b Manuale dell’Architetto . l’impermeabilizzazione.E. protetta da un impasto di bitume e ghiaietto steso sopra letto di sabbia. lastre. da una cappa di malta da sottofondo e dal pavimento (piastrelle. I.l.

C. pure forato.I. I manti plastici di impermeabilizzazione.IMPERMEABILIZZAZIONE GIARDINI PENSILI PAVIMENTO IN LASTRE DI CEMENTO CEMENTO RETINATO BOCCHETTONE DI PIOMBO GIUNTO A BITUME GRIGLIA SABBIA GHIAIA FIORIERA MARCIAPIEDE GIUNTO A BITUME cappa a formazione pendenza CEMENTO RETINATO IMPERMEABILIZZAZIONE GRIGLIA SOLAIO CAPPA A FORM. S. sezionato in corrispondenza dello scarico. appoggiati su una caldana di materiale coibente a formazione di pen denza. Raccordo di una terrazza praticabile con un canale di gronda di calcestruzzo retinato. Ilparapetto è costituito da una vasce continua di cemento per fiori. il che permette di rinunciare alla controsoffittatura. giardino pensile su tutta la superficie di una terrazza con il piano del giardino alla stessa quota degli ambienti.E. PENDENZA SABBIA SOLAIO CONTROSOFFITTO IMPERMEABILIZZAZIONE AGGLOMERATO DI GHIAIETTO E BITUME 3 INTONACO 1 GRIGLIA LAMIERINO CEMENTO RETINATO IMPERMEABILIZZAZIONE IMPERMEABILIZZAZIONE SABBIA GHIAIA FIORIERA GRIGLIA CAPPA A FORMAZIONE PENDENZA BOCCHETTONE DI PIOMBO INTONACO SOLAIO SOLAIO IMPERMEAB. movibile. 3. Impermeabilizzazione a manti multipli.P. Un bocchettone di piombo. senza forare la trave di C. con 4 il canale esteso a tutta la gronda e lo scarico passante in un foro predisposto nella trave in c. viene curvato a raccordare il canale di gronda con il pluviale. Sotto la pista pedonabile. forato sulla fascia perimetrale e con il coperchio. L'impermeabilizzazione è protetta e mantenuta in stato di costante umidità dal soprastante letto di sabbia e ghiaia.l.. 140 Manuale dell’Architetto .a. 4. l'impermeabilizzazione è a manti multipli protetti da un letto di sabbia e da uno strato di agglomerato di ghiaietto e bitume. Il tutto è ricoperto da uno spessore di cm 40° di terreno vegetale. 2. corre un canale di cemento retinato della raccolta dell'acqua. SABBIA PAV. con la strombatura inserita fra i manti plastici. IN LASTRE DI CEMENTO BOCCHETTONE DI PIOMBO CAPPA A FORMAZIONE PENDENZA 2 1. A.a.r. copertura piana non praticabile. soluzione simile alla precedente. sono protetti da uno strato di sabbia e da un pavimento di lastre di cemento. Nel disegno la copertura è sezionata in corrispondenza dello scarico protetto da un chiusino di ghisa. ottenuta con lastre di cemento appoggiate sui muretti di contenimento della terra.

Il bordo inferiore del collare viene inserito e collato fra i feltri del manto plastico. A A A.E. B.P. raccordo ottenuto con un lamierino metallico piegato a squadra. La parte superiore del raccordo è protetta da un cappello in lamiera saldata al tubo fissato con un anello. raccordo realizzato piegando a 45° il manto plastico rinforzato ad ulteriori strati. lamierino in rame o piombo copertura non praticabile manto plastico strato isolante zanca A B C Raccordo realizzato applicando un lamierino di rame o piombo in corrispondenza della parte superiore del muretto d'attico. B. C.I. 141a Manuale dell’Architetto . S. il bordo superiore è protetto da un collarino metallico trattenuto da un anello. C. raccordo realizzato con un collare in rame o piombo. terminante all'esterno a gocciolatoio GIUNTI DI DILATAZIONE lamierino d'irrobustimento A. questo è protetto da una copertina in marmo provvista di gocciolatoio. PROTEZIONE DEL MANTO PLASTICO PER TERRAZZE PRATICABILI GIUNTO A TUTTO SPESSORE GIUNTO A TUTTO SPESSORE GIUNTI A MEZZO SPESSORE cls retinato Giunto in spessore di copertura realizzato curvando i feltri in apposita incassatura. collo in calcestruzzo retinato giunto in bitume intonaco A B C A. I feltri terminano in un'incassatura continua ottenuta con elementi prefabbricati in cemento. quindi uno strato di sabbia ed i lastroni di cemento di opportuna larghezzza. Il bordo superiore del raccordo è protetto da un collarino metallico. il bordo superiore è protetto da un controlamierino fissato sotto l'intonaco della parete. la tubazione è protetta da un anello prefabbricato in cemento su cui vengono curvati il manto plastico e la relativa protezione in calcestruzzo irrobustita da rete metallica.IMPERMEABILIZZAZIONE PARTICOLARI DI RACCORDI RACCORDI DI COPERTURE PIANE CON PARETI VERTICALI RACCORDI DI COPERTURE PIANE CON ATTICI O CORNICI copertina in marmo collo in calcestruzzo retinato manto plastico collo in calcestruzzo retinato giunto in bitume incassatura ricavata nella parete controlamerino elemento prefabbricato in cemento Feltri d'impermeabilizzazione copertura non praticabile intonaco controlamerino di protezione lamiera zincata giunto in bitume mento plastico intonaco manto plastico Raccordo realizzato con un collare in cemento retinato che si spinge fino al bordo del basso attico.l. a protezione del solco si dispone una lastra metallica piana. RACCORDI DI COPERTURE PIANE CON TUBAZIONI EMERGENTI collo in calcestruzzo retinato manto plastico anello prefabbricato in calcestruzzo collarino metallico giunto in bitume collare in rame o piombo montante da parete collarino metallico collare in rame o piombo Raccordo realizzato estentendo il collo in cemento retinato fino a proteggere il bordo superiore dell'attico per terminare all'esterno a gocciolatoio.C.r. un montante da parapetto annegato nella soletta emerge attraverso gli strati che compongono la copertura. Il bordo inferiore del lamierino viene collato fra i feltri del manto impermeabile. il raccordo è realizzato con un collare in rame o piombo inserito e collato tra gli strati del manto plastico. raccordo ottenuto curvando sulla parete verticale il manto plastico e la relativa protezione di cemento irrobustita da rete metallica.

A.I. Giunto emergente dal piano del terrazzo ottenuto con due paretine di mattoni su cui risvolta il manto plastico e la relativa protezione in cemento irrobustita da rete metallica annegata nel getto.IMPERMEABILIZZAZIONE PARTICOLARI DI RACCORDI feltro SEZIONE A-A strato isolato collo in calcestruzzo retinato carta sabbia fine manto plastico strato di formazione della pendenza Protezione realizzata con lastroni di calcestruzzo di cemento gettati in opera con l'aggiunta di impermeabilizzanti nell'acqua di impasto.l.P. Le due paretine vengono collegate con una copertina in pietra o calcestruzzo libera di scorrere su un feltro. 141b Manuale dell’Architetto .40 nel qual caso devono essere attraversati nei due sensi da giunti a mezzo spessore.80÷2. I lastroni possono raggiungere dimensioni massime di 1. S.E.r.C.

000057 Acero = 0.000017 Pietre-murature Ardesia = 0. S.. strati di asfalto cm 1. coprigiunto in lega leggera o piastrina in metallo fissata da un lato solo (per pavimenti) oppure in legno (per soffitti e parete) U profilato in ferro.a. giunto praticato in un pavimento.000012 Granito = 0. 142 Manuale dell’Architetto . La larghezza del giunto deve essere superiore a: A = L x D x N A= larghezza del giunto in cm L = lunghezza della campata in cm D = differenza della temperatura fra l’inverno ed estate (30°) N = coefficiente di dilatazione del materiale. alla fibra) Abete = 0.000048 Pinno = 0. pilastri in c.000007 Legnami Paral.a.a.000010 Arenaria = 0..000007 Muratura di pietrame = 0.000006 Muratura di mattoni = 0.000009 Intonaco = 0.000006 Pinno = 0. pavimento. alla fibra) Abete = 0. W giunto in bitume.GIUNTI DI DILATAZIONE E COPERTINE DILATAZIONE TERMICA I giunti di dilatazione devono permettere il massimo causato dalle variazioni termiche che verosimilmente possono capitare.P. giunto praticato in muro esterno di c.000003 Acero = 0.000024 Bronzo = 0. MR calcestruzzo retinato. grappe in ferro per sostegno della grondalina. grondalina in lamiera zincata. corda catramata. X carta isolante.000004 Legnami (trasver. J giunto particolarmente adatto per costruzioni industriali. sottofondo in malta di allettamento. Z lastra metallica a soffietto. Coefficienti di dilatazione lineare Metalli e leghe Acciaio = 0. V codetta.000005 Quercia = 0.000006 Pietra calcarea = 0.000018 Rame = 0. NP profilati in ferro. Il giunto di dilataione nelle strutture in c. MP manti plastici 8 mm ciascuno.000012 Alluminio = 0.I.000018 Ferro omogeneo = 0.5 HE rivestimento muro esterno. Il giunto deve essere protetto contro gli agenti atmosferici se esposto all’aperto e deve essere adatto al traffico se praticato nei pavimenti e mascherato se danneggia l’estetica.000011 Ottone = 0.000037 Quercia = 0. HE fibrocemento. K cappello in c.000010 Conglomerato di cemento = 0.E.C.000012 Ghisa = 0.000016 Marmo = 0. si realizza sdoppiando i pilastri e le travi maestre a partire dal plinto di fondazione.l. NP S E T E E Y E E MR Q E Q R P P Q W MR P R W MR W A. plinto di fondazione in c.000054 Vetri = 0. Y giunto di dilatazione in coperture in terrazzo.a.6 spugnocemento o strato termoisolante cm 5.000009 Nota: il salto di temperatura tra l'inverno e l'estate si considera di 30° A B C D E F G H I L M N O P Q R S T larghezza del giunto in cm (LxDxN). giunto fra due corpi di fabbrica di diversa altezza. differenza di temperatura fra inverno ed estate.a . giunto praticato in un muro esterno di mattoni (pianta) Y E E S 15x15 Y E E F F 2 cm A H L I I C C 15X15 O P B Q R S I N M cm 8 E P T V E P E U E T U E E P Q R Z X R A A E G E MP Q W P E E cm 2:5 R Z G K R Z MR E G Q P MP Z R R E Y O E E Y E 15x15 mm 4:5 S P Q R R MR S P Q cm 3 cm 2.r. parti del solaio che compongono il giunto. (pianta).

C 4÷5 3÷4 A B I A C B. bietta in ferro mm 40 x 5.l. grembiule in lamiera. almeno due strati di mm 5÷8 ognuno o feltri bitumati. correnti in legno. W. risvolto pavimento. materiale plastico o piombo. Q. calcestruzzo leggero di riempimento. malta. Z.8 R Z s W A. J.E.25 A 7 H L C 4 4 C 4 C D C 2.5 cm 5 L E 4 L H L 6 A. C.GIUNTI DI DILATAZIONE E COPERTINE COPERTINE IN PIETRA NATURALE ED ARTIFICIALE cm 1.5 M cm 5. U. S.5 s s cm 10 cm 1.5÷2. N.I.5 A cm 6 N H L A cm 0. F. calcestruzzo impermeabilizzato.C. coprigiunto di ardesia (spessore mm 10). T. K.5 cm 3 cm 6. copertina metallica fissata ad interasse di cm 50÷80 a liste metalliche. copertina in pietra naturale od artificiale. lastra mm 10 di spessore.5 cm 5:10 C L Y cm 2. asfalto. intonaco.P. L. E. malta cementizia cm 1.2 7 A 9 4 cm 4 C M A cm 0. I. G. caviglia di ancoraggio in ferro zincato.r. giunto delle copertine. COPERTINE METALLICHE S S cm 7 cm 5 T U L G 4 X cm 5 G 3 3 V V V S Z cm 6 cm 6.5 cm 1. copertina in rame per balaustra di terrazza. Y. codetta di fissaggio con incastro a muro cm 15÷20. O. queste liste vanno ancorate preventivamente alla copertina di pietra. S. 143 Manuale dell’Architetto . I I M.5 P. O 4 cm 3 G cm12 B O 30:60 P I A H. piattina di rinforzo in ferro. rivestimento in litoceramica alla parete. calcestruzzo di scorie. listone in legno cm 75 x 8.25 A cm 1. canale di ventilazione del solaio. X. D. fissata ogni cm 30 a tasselli di legno. V 4 O s Y cm 3. 5 V J C K V Q C K A. rivestimento in pietra alla parete. copertina metallica per terrazze non praticabili. R. V. copertina in pietra.

ancoraggio. corrimano in profilato normale a C 65 x 42 x 5. profilato a L mm 40 x 40 x 5.l. O. V. collare staccagoccia. ancoraggio di montanti metallici su piano verticale a mezzo di zanca. E. lastre di fibrocemento o resina polivinilica. collocare troncoconico. ancoraggio montanti di sostegno della balaustra. montanti di sostegno della balaustra. cristallo temperato. F.). cravatta di fissaggio della lamina.BALAUSTRE DI BALCONI E TERRAZZE BALAUSTRA IN FERRO CON VETRO TEMPERATO H H Z B S P L Q L 30x3 H L 30x3 V R Y R P G D Z E L L 30x3 Q A X A H L 30x30x3 Q P T F L 30x3 Z K I I U R K C S P R I U U U V I F G A X F R T V G P A Y BALAUSTRA IN FERRO E FIBROCEMENTO O RESINA POLIVINILICA M N O A S Z U U B P G A BALAUSTRA IN LEGNO 1 4 P X S 2 5 A.a.C. N. G. strati di impermeabilizzazione. soglia in cemento o pietra. P. K.P. Z. B.E. C. S. T. U. I. mediante saldatura.r. L. lamina di piombo sagomata. S. Q. ancoraggio di montanti metallici su piano orizzontale (gronda di copertura piana). X. profilato a T 40 x 40 x 5 mm. ancoraggio montanti sulla soglia del balcone (vedi ancoraggio montanti su piani orizz. piatto in ferro verniciato mm 50 x 15.5 mm. alle zanche. M. acciaio inossidabile. collare di copertura. 145 Manuale dell’Architetto . ancoraggio a sospensione su piano orizzontale. A. malta Sika. D. o in muratura. H. con fissaggio a vite. X 3 3 1 4 5 2 ancoraggio di montanti metallici su piano verticale in c. R.I. di montanti metallici su piano verticale di struttura in ferro.

P. » » di canne 3.C. intonaco cm 1. E. orditura secondaria realizzata con listelli di cm 3x3 ÷ 4x4 posti ad intervallo di cm 40÷50. La cucitura tra rotoli di rete accostati è fatta con filo di ferro e con una sovrapposizione delle superfici di circa cm 5. Per supporto a graticcio Stauss può essere usato qualsiasi tipo di malta e di impasto. F I. rete metallica c. » » » quadra 7.l.a. Oltre 4-5 m di luce è opportuno sospendere il mezzone al solaio nel punto intermedio. peso Kg 0. necessaria quando la luce del locale supera m 4÷4. » » » triangolare 6. fissaggio a muro come per comuni travi di solaio previa spalmatura di carbolinoleum per la parte inserita nel muro (10÷15 cm). 10.5. altezza m 1.92 larghe m 1. orditura principale dei mezzoni. raccordo tra parete e soffitto . risvolto a parete del supporto per il raccordo delle superfici e per evitare screpolature.a. distanza dal solaio cm 15÷20. Con un'altra ripresa si eguaglia la superficie Spessore complessivo dell'intonaco cm 1.5÷2 eseguito mediante preparazione della reta metallica con malta cementizia formata da sabbietta vagliata. A. raccordo tra parete e soffitto: raggio cm 5÷6 1 C. N. orditura secondaria realizzata con listelli di cm 3x3 ÷ 4x4 posti ad intervalli di cm 30÷35. I L. necessaria quando la luce del locale supera m 4÷4. La superficie ottenuta viene spruzzata con malta di calce e sabbia. Curare il ricoprimento della rete.100/m per a=mm 20 peso Kg 1. S. rete metallica. di altro tipo distanza dal solaio cm 15÷20.E.s.raggio cm 5÷6. Spessore complessivo stuoie ed intonaco cm 4 circa. stuoia di canne palustri o di listelli di legno a orditura di vario tipo: 1. H. con un altro strato di malta bastarda più consistente e con un terzo strato di intonaco comune. H 8 D. fissaggio a muro come per comuni travi di solaio previa spalmatura di carbolinoleum per la parte inserita nel muro (10÷15 cm). A B C E I H F G E.I. 9 A 10 E G H. D 2 D. B. 11. a maglia di mm 5÷7 rotoli da m 25.40/m².r.02 (sup. Stuoie in rotai da m 4. F.5. 9.950/m. un tondino di ferro da mm 8 lungo m 104. m² 5) Peso Kg 5/m². Le dimensioni più correnti dei mezzoni sono 4÷8 x 5÷10 (ricavati dai tavolini 8x13 ÷ 8x16). a maglia esagonale. All'ultimo piano è in genere stabilita dal regolamento edilizio. tipo lucido. RETE METALLICA solaio in laterizio e c. Peso circa Kg 1. 6 I. a listelli in legno di sezione rettangolare 5. 146 Manuale dell’Architetto . intonaco: per supporto a rete cm 1. G. o in c.B. F.5. » » » » Il legno dei listelli deve essere perfettamente stagionato Le stuoie sono in rotoli lunghi circa m 10 e di larghezza variante m 0.5÷2 eseguito con rinzalfo di malta bastarda di calce e gesso molto diluita. Le dimensioni più correnti dei mezzoni sono 4÷8 x 5÷10 (ricavati dai tavolini 8x13 ÷ 8x16). supporto per intonaco costituito da uno dei seguenti manufatti: 8. a doppia » » 4.8/m²: piattina sottile o piastrine per fissaggio delle stuoie all'orditura in legno. già tagliata nella lunghezza voluta. graticcio Stauss composto da orditura di fili di ferro da mm 1 a maglie di mm 20 di lato portanti nel punto di incrocio elementi poliedrici di argilla cotti ad alta temperatura. CAMERE A CANNE solaio. All'ultimo piano è in genere stabilita dal regolamento edilizio. Diametro dei rotoli cm 24.200. Per le applicazioni del graticcio occorre fissare alla estremità della stuoia. A 7 B D F I L G C E A. sospensione con filo di ferro zincato mm 3 opportuna quando il locale supera i m 4÷5 di luce. 3 4 5 G. a semplice orditura di canne 2. orditura principale dei mezzoni. B. La lisciatura dei soffitti può essere fatta con malta di gesso così composta: gesso da stuccatore q 3 grassello m³ 0.50÷2. lamiera stirata a maglia romboidale o esagonale per a=mm 10 peso Kg 1. C.CONTROSOFFITTI A.

N. 147 Manuale dell’Architetto .5dimensioni cm 25z40.l. H. tondino di armatura 5÷6 mm. T.40 E E B A C A A C B 0. elementi in laterizio del solaio. DOPPIA ORDITURA Il sistema della doppia orditura ammettendo delleoscillazioni di interassi fra i pendini da mm 5 del solaio consente una maggiore speditezza della messa in opera. e laterizio con uno dei tipi di sospensione illustrati.a. Persospendere il soffitto Perret a soali in calcestruzzo armato S si adottano ganci in ferro B appesi all’armatura in ferro del solaio portante o fissati con spezzoni in ferro T allenervature dei forati.E. gancio a vite in ferro. cavallotti in ferro zincato. solaio in celcestruzzo e putrelle. sospensione dei ganci al solaio in leterizio. solaio in celcestruzzo armato.5. malta di allettamento tra tavellina e tavellina in gesso da forma (scagliola) o di cemento a rapida presa (almeno a 600kg). richiede un minimo spessore di intonaco. E.025 A PERRET APPLICATO A SOLAIO IN LEGNO I controsoffitto Perret costituisce una discreta protezione incombustibile per le strutture in legno in caso di incendio. F. Q. A. L. risulatando perfettamente piano e senza scabrosità. consentono di realizzare un’ottima camera d’aria. spessore cm 2. C. gancio in ferro zincato della sezione di Ø 3 mm e di lunghezza variabile in funzione della camera d’aria che si vuol ottenere. orditura intermedia in legno. Perret applicato su solai in legno). se beneseguito. R. e. Non è necessario incassare la tavellina nel muro perimetrale. M. B. I ganci di sospensione. P. staffe in ferro. sbruffatura di malta di cemento e intonaco civile. O. staffe.C.I.25 0. S.CONTROSOFFITTI 0. Il sistema è possibile anche con solai in c. D E F A B cm 100 G E H C A G B I I C I A G L C A A C M I N F B A cm 100 I O I O P Q R B cm 100 cm 25 C ø5 S ø5 B R C U T T S B cm 15 16 B B A. staffe. I. Quando invece alle travi siano già sovrapposti altri elemneti (tavelloni ecc. può bastare il solo strato di intonaco civile di cm 0. D. S. Quando le travi in ferro L siano completamente coperte (per es. chiodo comune. putrelle in ferro. travicelli in legno di orditura del solaio posti a distanza di m 100 circa. All’orditura sussidiaria M si applica poi il piano di tavelle A come su un comune solaio in legno (v. di lunghezza a piacere. da strutture in calcestruzzo O) si adottano staffe del tipo P o del tipo Q applicate ad intervalli all’ala inferiore delle travi. Il controsoffitto Perret.r.tavellina del peso di circa kg 2.P. G. PERRET APPLICATO A TRAVATURE IN FERRO Il solaio Perret può essere fissato con cavalllotti in ferro zincato L quando le travi in ferro l siano completamente libere.) si può ricorrere ad un orditura intermedia in listelli di legno M sospesa alle travi in ferro mediante staffe N.

5 17 lo spessore totale dell'intonaco dovrà risultare non supe7 25 riore a cm 1. intonaco fino con malta c. medie e basse frequenze. squadrette.Materassini di filati di cotone.I. I. strato di finitura lisciato e colorato. 148 Manuale dell’Architetto .Pannelli quadrati di lato da cm 40÷60.Leggerezza. G. Q.50. Dimensioni. E.s. a foratura tonda o ellittica. ovatta di cellulosa. supporto in gesso. .5 44 mettere malta di connessione fra le lastre durante la posa.P. .5 10 La stuccatura dei giunti va fatta con malta sabbia fina e 3 11 cemento. possibilità di risolvere particolari F problemi di illuminazione. S. G. fori o risuonatori acustici. listelli cm 2. quando le lastre impiegate sono di spessore 9. A. garza o iuta cm 6. F. B.asA A N sorbimento acustico. semplicità dimonR Q R Q taggio e ispezionabilità.Con semplice incollaggio al soffitto. in lega leggera. Caratteristiche. R Q Supporti. R. 2. P. M.In gesso. soffitto. pannello. . lana di roccia. va girato un filo di ferro zincato da mm 1. .2÷3. H. A. . a intervalli costanti o variati A A R Q (lega leggera). lastre di fibra di legno.5x6 in legno per la sospensione delle lastre.E. gancio di collegamento e di sospensione. adesivo.l.C. F. C. D. pendino in tondino di mm 3. Q. Spessori da cm 1 a cm 15. Sistemi di applicazione. lega leggera. Spessori da cm 1. A A A Tipizzazione. E. filati di vetro. Peso specifico kg/m² 360. spruzzo con malta cementizia o bastarda molto liquida. lana di roccia.CONTROSOFFITTI A 0. longheroni in legno. ecc.r. zanca. su orditura ribassata.5 33 da cm 1÷3. in Fibrolegno. rigidità. fibrolegno. per la cucitura in corrispondenza dei giunti trasversali tra 2 8 lastra e lastra. F A. per risolvere anche R Q Z R Q problemi estetici. Spessori Kg/m² Il fissaggio delle lastre ai listelli dell'orditura di sostegno è realizzato con chiodi comuni intorno ai quali. rnonoblocco (fibrolegno). C. N.5 6 1. a strati sovrapposti (es. B.: alluminio o gesso. pendino in piattina di ferro.C. materassino di lana di roccia. superficie liscia o decorata (gesso). ovatta. D. prima della 1 4 battitura completa. R Q R Q foglio di alluminio). incombustibilità.80÷100 A C B C E E D H A B C 50 F AB D D E L I H AG D 50 C 50 R Q G A B E F D B I PANNELLI IN FIBRE DI LEGNO Si trovano in commercio di dimensioni standard m 2x0. foglio di alluminio. Per l'assorbimento acustico alcuni tipi sono dotati di speciali fori o risuonatori acustici di varie forme e dimensioni per le alte. cucitura dei giunti con filo zincato da mm 1. stuccatura dei giunti cm 6. R 3 cm AG Q M N O A Z N N P Q P N Z R CONTROSOFFI A PANNELLI PER ISOLAMENTO TERMOACUSTICO F F Gli elementi in commercio sono comunemente impiegati. resine A A A sintetiche. ovatta di cellulosa. . 15 51 A. mezzoni di ossatura del solaio ad interassi di cm 80÷100. lamine di alluminio. L. I. A A A E oltre che per isolamento termoacustico. struttura compensata fibrolegno. su orditura in legno affidata direttamente al soffitto. intonaco rustico con malta magra di calce senza cemento a lenta presa (calce bianca e sabbia nel rapporto 1:5). soluzioni estetiche. R Q Isolanti. Z. per spessori di lastre superiori a cm 3 conviene 12. H. viti di issaggio. G.

INFISSI IN LEGNO ESTERNI – MOVIMENTO DI ROTAZIONE SCHEMA DELLE CHIUSURE SCHEMI SEMPLICI D A cura partita A Ri D Con interposto mantante fisso A SCHEMI MULTIPLI A SVILUPPO ORIZZONTALE Rs Rs SCHEMI MULTIPLI A SVILUPPO VERTICALE D A Ri D A Rs Ri D A Rs Con interposto mantante fisso A D Rs Ri Rs Rs Rs Rs Rs Rs Ri Rs Rs Rs Con interposto mantante fisso Rs A due partite A D Dc A Con interposto mantante fisso A D Ri Rs Rs A D Ri Rs Con interpostoA mantante fisso A tre partite A Ri Dc Ac Con interpostoA mantante fisso D Ri Rs AA D D Ri A Rs A A A Rs A quattro partite A Con interpostoA mantante fisso Ac Ri Ac Con interposto A A mantante fisso D A vasistas R Con interposto mantante fisso D R Ri D Rs A AA D D Ri A A AA D D R R R D R A D R A D R D R Con sportello fisso R D D D R D A D A D D D D D D Con sportello fisso R D R R D D A R A R A A A A ribalta R Con interposto R mantante fisso Con interposto mantante fisso R Con sportello fisso R Con traverse R fisse A D A D A A R Rs R R R D A R D R R D D R R R D Con traverse fisse D R Con traverse R fisse R R Con traverse R fisse D R D A D A D R R D R D R R R D D R A bilico orizzontale D R A bilico verticale R Con interposto A D R R mantante fisso R D R Con interposto A mantante fisso R D Con montante fisso D Senza montante Con sportello fisso D R D R D D R D D R D Senza traverse A A Con sportello fisso R R D D D R D D D R D R D D R R D R A.E.r.C. S. 149 Manuale dell’Architetto .l.I.P.

E.P. con soglia in vista internamente. stessi giunti del montante C Soluzione dei giunti: A. 150 Manuale dell’Architetto .B. B. con controsoglia in pietra. S.l.TELAIO FISSO E TELAIO MOBILE attacco all'architrave (traversa sup. 1 A (2) stucco facilmente deteriorabile (3) A 2 3 (1) traversa superiore Per il telaio mobile è necessario l'incastro a maschio e femmina doppio. verificandosi in esso sollecitazioni tendenti a deformare l'incastro.I. montaggio vetro ad infilare A B A. C. montaggio vetro a battente.INFISSI IN LEGNO ESTERNI .C.r. con soglia esterna. posizione errata del vetro (l'acqua piovana entra nell'interno quando si deteriora lo stucco). con regoli coprigiunto B.) Montanti (collegamenti alla spalla) Sistemi di fissaggio A 80 tolleranza di montaggio ≥ mm 10 stesso spessore del telaio mobile 45÷55 collegamento alla spalla (montante) B sporgenza dal rustico ≥ mm 30 (mm 20 spessore intonaco mm 10 sporgenza telaio dal piano finito) attacco alla soglia (traversa inferiore) Per il telaio fisso è sufficiente l'incastro a mascella semplice non essendo il telaio stesso sottoposto a sollecitazioni tendenti a deformare l'incastro.FINESTRE . E. D.D. con controsoglia in legno. con canali nel telaio.C. con canali nell'intonaco A Traversa superiore (collegamento con l'architrave) B C D Traversa inferiore (collegamento con la soglia) A. C. posizione corretta del vetro (l'acqua piovana confluisce sempre verso l'esterno A. B. B (2) stucco parzialmente protetto C (2) D (3) stucco interamente protetto (1) traversa superiore (2) E (3) traversa inferiore B (3) traversa inferiore (2) Montante del telaio mobile (sistemi del fissaggio del vetro) A.

S. spazio necessario per evitare l'ingresso dell'acqua piovana nell'ambiente. 151 Manuale dell’Architetto .E.ARTICOLAZIONI .l.P.FINESTRE . L'applicazione immediata senza varianti permette di risolvere i tipi 1.r.SCHEMI SEMPLICI Rs Con questi tipi di articolazioni si possono risolvere tutte le chiusure appartenenti al gruppo con movimento di rotazione.C.3. Rs Rs D A Ri Rs Dc A A Ri Ac Dc Dc Ac A Dc A Ri 1 Rs A 3 Ri ARTICOLAZIONE A Ri 2 4 ARTICOLAZIONE D ARTICOLAZIONE A complanare ARTICOLAZIONE D complanare ARTICOLAZIONE Ri giuoco necessario per il logorio dell'anello delle cerniere ed eventuali deformazioni dei telai mobili specialmente per chiusure a più di due partite.MOVIMENTO DI ROTAZIONE .4. A.2. ARTICOLAZIONE Rs ARTICOLAZIONE Rs compl.INFISSI IN LEGNO ESTERNI .I.

Di Non è applicabile con dispositivo di oscuramento a persiane avvolgibili. D Ribalta .r. S.11 dipende dallo spessore dei montanti.apertura esterna Ds ART.C. Ds ART.INFISSI IN LEGNO ESTERNI .E.l.apertura interna ART. Di Inversione battuta bilico orizzontale ad articolazioni non complanari. Ds ART.MOVIMENTO DI ROTAZIONE CHIUSURE SEMPLICI SCHEMA DI CHIUSURA ART.P.FINESTRE . Di Bilico orizzontale articolazione complanare A A tre partite A 0. 152 Manuale dell’Architetto .16 ARTICOLAZIONE A (3 partite) A quattro partite ARTICOLAZIONE A (4 partite) A. Di Bilico orizzontale Ds ART. 0. A VARIANTI ALLE ARTICOLAZIONI aggiunto gocciolatoio canali per spurgo acqua NOTE A Vastisas ART. dall'aggetto del gocciolatoio e dal tipo di maniglia I bilici ad articolazioni complanari permettono angoli di apertura maggiori degli altri. D D Ribalta . D aggiunto gocciolatoio aggiunto cartella per dispositivo di bloccaggio Non si usa di frequente perché in fase di apertura lo sportello mobile è ingombrante.I.

FINESTRE .I.INFISSI IN LEGNO ESTERNI . A B=A÷5 cm 5 A Sportello fisso largo quanto i due sportelli mobili più mm 50 per i battenti.C. A due partite con sportello fisso A.l.P. S.E. Ad una partita con sportello fisso B A-B 5 B A due partite con montante fisso 10 cm La larghezza del montante deve permettere l’apertura degli sportelli con l’angolo ≥ 90° tenendo presente l’ingombro delle maniglie. 153 Manuale dell’Architetto .MOVIMENTO DI ROTAZIONE CHIUSURE MULTIPLE SCHEMI MISURE VINCOLATIVE MONTANTI E SPORTELLI NOTE La larghezza del montante deve permettere l’apertura dello sportello con angolo ≥ 90° e la maniglia non deve impedire l’apertura dello sportello Ad una partita con montante fisso A B Sportello fisso uguale a quello mobile.r.

25 A. 154 Manuale dell’Architetto .13 B Chiusure multiple a tre partite con interposto sportello fisso. ≥ 0.l.INFISSI IN LEGNO ESTERNI . Conviene che la dimensione A.MOVIMENTO DI ROTAZIONE CHIUSURE MULTIPLE SCHEMI Chiusure multiple a tre partite con interposto montante fisso. A Chiusure multiple a quattro partite con interposto montante fisso. MISURE VINCOLATIVE MONTANTI E SPORTELLI NOTE La larghezza dei montanti deve permettere almeno la apertura degli sportelli a 90°. dalla dimensione della magniglia e da quella del gocciolatoio.E. S.FINESTRE .I.06 B>A÷C÷0. A B A=B 0.10 eventuale montante fisso B ≥ A÷0. A ≥ 90 C 0. Viene così sostituito da uno sportello fisso la cui lunghezza dipende dallo spessore dei montanti. per ragioni estetiche sia uguale a quella di uno sportello mobile. A≥ 0. tenendo presenti gli ingombri delle maniglie e dei gocciolatoi.10 In questa chiusura e nella precedente è stata soppressa la complanarità fra sportelli fissi e mobili per creare l’alloggiamento di questi in fase di apertura.P.06 B Chiusure multiple a quattro partite con interposto sportello fisso.r. essendo questo di dimensioni notevoli per l’ingombro degli sportelli mobili in fase di apertura.C. Questa soluzione è praticamente irealizzabile con montante fisso.

E.l.r.C. 155 Manuale dell’Architetto .FINESTRE . S.INFISSI IN LEGNO ESTERNI .MOVIMENTO DI ROTAZIONE FINESTRE A DOPPIO VETRO E A DOPPIA CHIUSURA D A soluzione con viti FINESTRA A DOPPIO VETRO (Più efficiente in zone non ventose) soluzione con cerniera A Ri FINESTRA A DOPPIA CHIUSURA (Più efficiente in zone non ventose) 65 distanza fra le due cerniere spazio per maniglie e per cartella 75 65 100 le 3 dimensioni vincolative dipendono dagli spessori dei montanti e dalle dimensioni della maniglia A.P.I.

INFISSI IN LEGNO ESTERNI .CERNIERE Cerniera a bietta posiz. 156 Manuale dell’Architetto .MOVIMENTO DI ROTAZIONE DISPOSITIVI DI MOVIMENTO . A.P.I. cuscinetto rondella d Cerniera a rasare b a c a sfilare a 13 14 16 18 b 28 30 35 39 c 69 74 86 96 d 60 80 100 120 d a 13 14 16 18 b a c a nodo b 28 30 35 39 c 69 74 86 96 d 60 80 100 120 Non si vedono le viti. S.l. Applicazione adatta per infissi lucidati.r.C. Applicazione non adatta per infissi lucidati.E. eventuale cuscinetto d b rondella a 12 14 16 18 b 30 32 40 45 c 72 78 96 108 d 88 108 148 168 Si vedono le teste delle viti anche se stuccate. ma si vede la fessura fra i due telai d b a c a 13 14 16 18 18 18 18 b 28 30 35 40 40 40 40 c 69 74 86 96 96 96 96 d 60 80 100 120 140 160 180 Cerniera a bietta Non si vedono le viti ed è eliminata la fessura fra i due telai. a c posiz.FINESTRE .

INFISSI IN LEGNO ESTERNI .I. S.P. A B Bilico a scatola tipo piccolo A 40 50 60 70 A B B 14 16 16 18 Larghezza nominale 30 34 40 45 Bilico a scatola tipo leggero Applicazione bilico a scatola Articolazione .FINESTRE .PERNI PER BILICI A 25 B 14 Larghezza nominale 25 Le chiusure a bilico comportano la difficoltà costruttiva dell’inversione dell’articolazione del tipo R.E.r. La tenuta in corrispondenza del perno è realizzata dalla scatola stessa. 157 Manuale dell’Architetto .C.MOVIMENTO DI ROTAZIONE DISPOSITIVI DI MOVIMENTO .Apertura a 90° A 40 50 60 A B B 14 16 16 18 Larghezza nominale 30 34 40 45 Applicazione bilico a scatola Articolazione complanari Apertura a 90° 70 Bilico a scatola tipo pesante A 45 65 D A B B 11 13 C 100 125 D 18 26 Larghezza nominale 35 a 40 45 a 50 Applicazione bilico a frizione Articolazione complanari Apertura a ribaltamento (comoda per la pulizia dei vetri) Bilico a scatola con frizione A.l.

MOVIMENTO DI ROTAZIONE DISPOSITIVI DI BLOCCAGGIO PER FINESTRE DA 1 A 4 PARTITE.r. A. RIBALTA. 4) 45 18 rullo sup.C.I. VASISTAS. BILICI Dispositivo a cremonese con doppio bloccaggio con comando a maniglia (da usarsi quando la maniglia è direttamente accessibile con la mano). 55 55 dimensione da tenere presente per gli ingombri degli sportelli in fase di apertura 150 Rs ø8 35 60 15 Ri 175 ø 8 ARTICOLAZIONE A 1 partita vasistas ribalta bilici 30 16 asta cremonese ARTICOLAZIONE A complanare (2 partite 3. e inf.INFISSI IN LEGNO ESTERNI .l. 158 Manuale dell’Architetto .P.E.FINESTRE . S.

P.tipo esterno A 40 85 B 43 63 A B comando con maniglia a corda incassata ≥ ≥ 50 50 comando con maniglia a corda esterna Comando a manovella con grimagliera . S.MOVIMENTO DI ROTAZIONE DISPOSITIVI DI BLOCCAGGIO CON COMANDO A DISTANZA Comando a leva A 230 A 260 300 Comando a leva con grimagliera Corsa 45 ÷ 85 45 ÷ 90 45 ÷ 105 Dispositivo ad asta rigida asta di trasmissione compasso A 170 200 Corsa 65 90 compasso A spostamento=alla corsa della maniglia di comando (vedi tabelle) B dimensione dipendente dalla corsa della maniglia Dispositivo a corda d'acciaio A Comando a manovella con grimagliera .C.r.l.I.tipo da incasso D C comando con manovella e corda incassata B ≥ 50 50+85 A A 40 85 B 43 63 C 38 43 D 36 58 A. 159 Manuale dell’Architetto .FINESTRE .E.INFISSI IN LEGNO ESTERNI .

INFISSI IN LEGNO ESTERNI .DISPOSITIVI DI OSCURAMENTO .E.FINESTRE .PERSIANE PERSIANE A CERNIERA E PERSIANE SCORREVOLI una testa Persiana a cerniera senza telaio Persiana scorrevole questa dimensione può essere ridotta fino a mm 80 ARTICOLAZIONE Ri Sezione persiana scorrevole controsportello specchiato Persiana a cerniera con telaio doppio questa dimensione può essere ridotta fino a mm 80 questa dimensione può essere ridotta fino a mm 80 ARTICOLAZIONE Ri Persiana a cerniera con telaio semplice Sezione persiana a cerniera A. S.I.C. 160 Manuale dell’Architetto .P.r.l.

5 mm cm cm cm 16 16 18 20 22 23 25 27 29 31 18 20 22 24 26 18 21 23 25 27 A collegamenti mobili IN LEGNO STECCHE NORMALI 1.5 luce finestra mazzetta a c b larghezza cassonetto spessore parete al rustico a=larghezza mazzetta b=D + 3 cm c=a + D +5.5 mm 9 mm stecche 6.2÷1.50 4.INFISSI IN LEGNO ESTERNI .FINESTRE .DISPOSITIVI DI OSCURAMENTO .00 5.PERSIANE AVVOLGIBILI DIAMETRI DEI RULLI E DIMENSIONI DEL CASSONETTO IN FUNZIONE DELLA LUCE VERTICALE A collegamenti fissi 1.9 A.5 e altezza cassonetto 1.00 3.00 4.2÷1.20 22 24 25 27 29 31 33 35 cm 21 23 25 27 29 31 34 36 38 40 cm 19 21 23 25 26 28 30 32 34 36 cm 22 24 26 28 30 32 35 37 39 42 cm 15 17 19 20 22 23 25 26 Tipo Griesser sottili in legno 0.00 1.50 cm 17 .50 2. 161 Manuale dell’Architetto .5 cm D D D D D collegamenti collegamenti collegamenti collegamenti tipo LUCE fissi fissi mobili mobili Griesser VERTICALE stecche stecche stecche tutte fisse FINESTRA stecche 12 mm 15 mm 12 mm 15 mm stecche m 9 mm 1.50 5. S.9 Tipo Griesser in lamierino di alluminio 0.5 cm e=D + 3.I.18 19 .P.l.E.00 2.5 1.5 cm f=D + 9 cm IN LEGNO STECCHE SOTTILI IN LAMIERINO ALLUMINIO STECCHE SOTTILI D D D tipo tipo tipo Griesser Griesser Griesser 1/2 mobili 1/2 mobili tutte mobili stecche stecche 1/2 fisse 6.5 f altezza veletta esterna 1.5 2.C.50 3.5 cm 1.r.

) guida cielino U 20 cm 4.C.5 tavella 2.P. Mazzetta ad una testa veletta esterna da mm 75.5 11 A.2 5. Applicazione senza apparecchio a sporgere (guida esterna) Spessore veletta esterna uguale spessore mazzetta.2 raccoglitore incassato nel telaio o nel parapetto 6 2.5 4 cm D+7 (v.r. S. Applicazione con guida esterna. tav.5 4 cm 1. SOLUZIONI ED INGOMBRI PER COMANDI BIFORA E TRIFORA CON RACCOGLITORI CINGHIA INCASSATI NELLA SPALLA cm 2.1 >4 D+15 raccoglitore tavella 2. 163 Manuale dell’Architetto .5 cm 4.INFISSI IN LEGNO ESTERNI . Applicazione con guida esterna. 3 raccoglitore nella spalla 4 2.FINESTRE .5 4 questa dimensione consente la posizione interna della squadretta di arresto.I.5 Applicazione con guida incassata.PERSIANE AVVOLGIBILI 3. Mazzetta ad una testa veletta esterna da mm 50.DISPOSITIVI DI OSCURAMENTO . 4 2. Mazzetta ad una testa veletta esterna da mm 75.2 2.2 3 14 3 4 2.2 Applicazione senza apparecchio a sporgere (guida incassata) Spessore veletta esterna uguale spessore mazzetta.E.l.

INFISSI IN LEGNO ESTERNI .r. 164 Manuale dell’Architetto .I.P.C.MOVIMENTO DI SCORRIMENTO SCHEMA DELLE CHIUSURE SCHEMA SEMPLICE Ss Scorrevole B orizzontale ad una partita F B Si Scorrevole orizzontale a due partite Ss B B Si Ss B B Con interposto sportello fisso Con interposto sportello fisso F F F Con interposto montante B SCHEMA MULTIPLO A SVILUPPO ORIZZONTALE Con interposto sportello fisso F F F SCHEMA MULTIPLO A SVILUPPO VERTICALE F Scorrevole orizzontale a due partite complanari Si Ss B B Si Scorrevole verticale a due partite S B B B B Con montante fisso Con sportello fisso Scorrevole orizzontale a tre partite Con montante fisso S Con sportello fisso B B Scorrevole verticale a due partite S autobilanciato B S Con montante fisso Con sportello fisso F B Scorrevole verticale a due partite complanari B B Con montante fisso S Con sportello fisso Con traversa fissa Con sportello fisso S B A. S.l.E.FINESTRE .

C. sostituendo al montante fisso.r. S. B complanare ART. Si Serramenti con dispositivo di movimento superiore ART.FINESTRE . Ss per dispositivo di movimento superiore asse supporto scorrevole ART. Ss per dispositivo di movimento superiore Si ART. Ss compl.P.l. Si Serramenti con dispositivo di movimento inferiore ART.I. 165 Manuale dell’Architetto .E. per dispositivo di movimento inferiore ART.INFISSI IN LEGNO ESTERNI . B complanare ARTICOLAZIONE B Le articolazioni B fra sportelli si ottengono da quelle al telaio sopra riportate. B complanare ART.MOVIMENTO DI SCORRIMENTO Ss B B B ARTICOLAZIONI ART. quello del telaio mobile A.

INFISSI IN LEGNO ESTERNI .5 B Dimensioni guide mm A B 30 30 38 45 45 60 60 70 70 80 Portata Kg 2 ruote 4 ruote 15 20 30 40 70 80 120 160 240 320 12 4 8 12 registro escursione registro 2 applicazione a applicazione a parete parete per una per tre partite partita o due complanari applicazione a parete per due partite A.P.FINESTRE . S. 166 Manuale dell’Architetto .C.4 registro 3 A 40 40 48 75 MISURE GUIDE B C Tipo 25 2.l.8 Tipo Helm 6 A C B 4.5 registro escursione 2. 3 Applicazione per due partite non complanari ~18 10.MOVIMENTO DI SCORRIMENTO DISPOSITIVI DI MOVIMENTO PER SCORREVOLI ORIZZONTALI DISPOSITIVI Tipo Helios C sportello apribile ~14 per l'ispezione A registro B F escursione registro Tipo Standard A 104 124 136 156 B 64 44 76 56 C 30 30 40 40 D 44 44 56 56 E 27 27 33 33 F 20 20 20 20 APPLICAZIONI Applicazione per una partita o due complanari (coulisse) D E ~14 Analoga applicazione può realizzarsi con gli altri dispositivi.r.5 200 35 3 300 45 4 400 75 5 500 Analoga applicazione può realizzarsi con gli altri dispositivi.I.E. ~18 Applicazione a soffitto Applicazione a parete escursione registro Tipo Eureon A 7.8 1.5 registro sportello apribile per l'ispezione 8.

l.C.INFISSI IN LEGNO ESTERNI .MOVIMENTO DI SCORRIMENTO DISPOSITIVI DI MOVIMENTO PER SCORREVOLI VERTICALI .r. S.I.TIPI A CONTRAPPESI DISPOSITIVI APPLICAZIONI 12 4 vano contrappesi 15 Dispositivo a due contrappesi questa dimensione dipende dalla dimensione del contrappeso. 167 Manuale dell’Architetto .P.FINESTRE . cioè dalle dimensioni degli sportelli.E. 15 Dispositivo a quattro contrappesi A.

MOVIMENTO DI SCORRIMENTO DISPOSITIVI DI MOVIMENTO PER SCORREVOLI VERTICALI .l. S.P. 168 Manuale dell’Architetto .TIPI SENZA CONTRAPPESI DISPOSITIVI APPLICAZIONI Compensazione con molla tipo Olva D mm 17 17 22 22 Portata in Kg la coppia 8÷11 12÷14 16÷20 22÷26 Altezza finestre mm 1300 1500 1600 1800 Scanalatura mm 18x18 18x18 24x24 24x24 Corsa max mm 560 660 700 800 girare per regolare il tiro Compensazione a molla tipo Olva foro quadro per chiave messa a punto tensione molla Portata in Kg 8÷11 8÷11 8÷11 8÷11 12÷14 8÷11 8÷11 16÷20 8÷11 8÷11 22÷26 8÷11 Altezza finestre mm 1000 » » 1200 » » 1400 » » 1600 » » A mm 150 B mm 92 d mm 35 e mm 120 180 112 35 145 210 140 40 170 240 170 45 200 dispositivo da applicare al montante o alla traversa Compensazione a molla lavorante a torsione puleggia conica 18 dispositivo di messa a punto tiro molla 15 apribile per l'ispezione molla La puleggia conica permette che l'azione compensatrice sia uniforme per tutta la corsa dello sportello.C.INFISSI IN LEGNO ESTERNI .E. A.I.r.FINESTRE .

E.l. con le stesse articolazioni delle finestre con movimento di rotazione. E’ necessario perciò il pattino inferiore a rullo e guide robuste e ben fissate.I. 169 Manuale dell’Architetto . Non dà azioni laterali sulle guide. Buona tenuta di aria.MOVIMENTO MISTO SCHEMA SEMPLICE D SCHEMA MULTIPLO A SVILUPPO ORIZZONTALE D R SCHEMA MULTIPLO A SVILUPPO VERTICALE D R R B R Con montante fisso B D B D R R F B Vasistas bilanciato D F Con sportello fisso Con traversa Con sportello Senza fissa fisso traversa D R R F B D Con sportello fisso D B F R Ribalta bilanciato D Con montante fisso Libro Chiusure di semplice costruzione. in fase di apertura. Tenuta di aria meno efficace. S. Rs A A A A D Con traversa Con sportello Senza fissa fisso traversa Ri Rs A A A D Ri A. Dà luogo in corrispondenza delle guide a spinte normali al piano del serramento.INFISSI IN LEGNO ESTERNI . R come nei bilici verticali.r.FINESTRE .C. Armonica Di costruzione più complessa alla precedente avendo inversione delle articolazioni.P.

170 Manuale dell’Architetto .r.l.I. Compasso equilibratore da costruirsi appositamente per vasistas e ribalta bilanciati.P.C. S.INFISSI IN LEGNO ESTERNI .E.FINESTRE . cerniera piastra piastra semplice per chiusure ad armonica Tipo Helm per chiusure a libro ed armonica cuscinetto Tipo Eureon per chiusure a libro ed armonica combinazione con cerniera per infissi a libro Compasso equilibratore tipo Olva per vastisas e ribalta bilanciati.MOVIMENTO MISTO DISPOSITIVI DI MOVIMENTO Tipo Kostor per chiusure a libro ed armonica Chiusura a libro piastra ad angolo per chiusure a libro 15 ≤ aggetto gocciolatoio r. Guide inferiori Incassate Sporgenti A B A B 17 35 25 35 25 54 35 47 37 76 45 60 A B B A A.

S. C. DISPOSITIVO DI BLOCCAGGIO PER CHIUSURE CON MOVIMENTO DI ROTAZIONE A B C A. I dispositivi di movimento sono gli stessi delle finestre esterne (cerniere) se ne applicano tre per ogni anta: A.I.C. Le altre articolazioni sono uguali a quelle delle finestre esterne.l.r.PORTE E FINESTRE ARTICOLAZIONI Ri per predella piena di maggiore altezza conviene eseguire un pannello con i sistemi costruttivi delle porte esterne. 171 Manuale dell’Architetto . ≥ spessore montante questa soluzione non permette l’apertura delle ante a 180° a meno di usare i tipi speciali di cerneire. dispositivo tipo Guerrieri per richiamo telaio (in caso di deformaz del montante mobile). dispositivo tipo Bettini per richiamo telaio.INFISSI IN LEGNO ESTERNI . bloccaggio a triplice chiusura. dimensione minima altezza zoccolino piano pavimento finito Diverse soluzioni per zoccolino inferiore.E.P. B.

5 con mazzetta 5.5 senza mazzetta 5.5 con imbotto esterno in pietra A.I.r.l. S.C.PORTE TELAIO FISSO SENZA CONTROTELAIO CON CONTROTELAIO 5.P.E. 172 Manuale dell’Architetto .INFISSI IN LEGNO ESTERNI .

5 non fissato A doppio tavolato Specchiata a masonite 3 3 4.5 A.I.5 1.5 1.5 2.5 Esterno: a tavolato Interno: specchiata 2.PORTE SISTEMI COSTRUTTIVI ANTA MOBILE SISTEMI SEMPLICI A tavolato Specchiata a massello 4.l.INFISSI IN LEGNO ESTERNI .5 4.5 lamiera zincata o di alluminio STISTEMI DOPPI Esterno: a tavolato Interno: tamburata 4.P. 173 Manuale dell’Architetto .r.5 2 2.E.5 4.5 2.2 Tamburata Specchiata a doghe 4.C. S.2 2.5 4.

r. dipende dallo spessore dell'anta mobile e dal tipo di articolazione.5 9 pavimento finito rustico solaio luce telaio 1.5 2.5 4. 174 Manuale dell’Architetto .INFISSI IN LEGNO INTERNI .5 2.2 A 0.5 cm 5 2.5 2.5 9 Montaggio spessore parete su muro ≥ mm 450 0. Muro ad una testa (mm 150) Montaggio corretto. Muro ad una testa (mm 150) Montaggio errato.5 4.5 4.C. Si utilizza lo spessore del muro per l’ingombro dell’imposta aperta.2 A A.2 9 cm 2 A cm 5 Montaggio filo parete su muro spessore rustico mm 150 0.5 4.l. L’imposta aperta fa azione di leva sul telaio.P.MOVIMENTO DI ROTAZIONE TELAIO E CONTROTELAIO cm 2 Montaggio su tramezzo spessore rustico mm 50 cm 2 luce controtelaio=LT+10 cm 0.5 1.I. S.PORTE .5 9 1.2 A cm 5 Montaggio filo parete su muro ≥ mm 300 1.E. A. Muro ≥ mm 450 Montaggio corretto. Muro ≥ mm 450 Montaggio errato.

2 legno pregiato 0.8 legno pregiato impellicciatura in legno pregiato 4.8 impellicciatura in legno pregiato 4.l.I. 175 Manuale dell’Architetto .5 4.INFISSI IN LEGNO INTERNI .2 0.2 0.5 intelaiatura in abete Si possono costruire anche con articolazioni a bietta A.PORTE COSTRUZIONE IMPOSTA DA VERNICIARE Tamburata con nido d’ape 1.E.2 0.P.r.5 1.8 impellicciatura in legno pregiato intelaiatura in abete compensato Si possono costruire anche con articolazioni a rasare Specchiata con regoli Specchiata con regoli a rasare placcature in legno pregiato 0.5 Si possono costruire anche con articolazioni a bietta intelaiatura in abete compensato Specchiata con regoli 1.8 0.8 legno pregiato impellicciatura DA LUCIDARE 4.5 4.C.8 0.5 4.8 Specchiatura 4.8 5 1.5 intelaiatura in abete compensati Si possono costruire anche con articolazioni a rasare Tamburata con pannello «Isocarver» 0. S.

S.MOVIMENTO DI ROTAZIONE ARTICOLAZIONI ARTICOLAZIONI A A bietta ARTICOLAZIONI B A bietta ARTICOLAZIONI Rs A bietta A rasare A rasare A rasare A vento A vento A vento Articolazione B complanare per porte a due partite Articolazione Ri per tutti pavimento finito A.P.l. 176 Manuale dell’Architetto .I.r.C.PORTE .INFISSI IN LEGNO INTERNI .E.

C.l. pag. pag.CHIUSURE CON MOVIMENTO DI ROTAZIONE DISPOSITIVI DI MOVIMENTO DISPOSITIVI Cerniera a bietta APPLICAZIONI d a c Per le dimensioni (v. S. 177 Manuale dell’Architetto . 156) Cerniera a rasare d b a c Per le dimensioni (v.E.tipo Olva 35 d 42 50 a b a 57 Cerniera a vento doppio effetto .r. 156) a Spessore Imposta e b 20 ÷ 75 25 25 ÷ 100 30 30 ÷ 125 35 35 ÷ 150 40 c d e Cerniera a vento semplice effetto .INFISSI IN LEGNO INTERNI .PORTE .I.P.tipo Olva e d b spessore c imposta a b 20 ÷ 25 25 42 60 100 ÷ 30 30 50 72 125 ÷ 35 35 57 80 150 ÷ 40 35 47 75 21 24 29 34 A.

l.5 cm A=4x4.DISPOSITIVO DI BLOCCAGGIO SERRATURE TIPO PATENT CON SCROCCO RIVOLTABILE 3.5x5 cm una mandata due mandate 4.r.5 17 A Chiusura a bietta 3.5 Articolazione B.5 2.E.2 1.PORTE . S.8 6 cm 6 per porte da 45 0. porta a due partite 10 A=2.C.3 A.5 2.7 0.2 A Chiusura a rasare 0.P.3 0.INFISSI IN LEGNO INTERNI .I. 178 Manuale dell’Architetto .5x3x3.5 2.

PORTE .P.E. S.INFISSI IN LEGNO INTERNI .I.r. 179 Manuale dell’Architetto .l. B complanare (coulisse) Ss A B Articolazione Ss (porta a 2 partite non complanari) (guida doppia) Articolazione B Articolazione B (porta a 2 partite non complanari) (guida doppia) A.C. A (coulisse) parte asportabile per l'ispezione del registro Art.CHIUSURE CON MOVIMENTO DI SCORRIMENTO ARTICOLAZIONI Ss Art. Ss 2 partite complanari (coulisse) B A Art.

PORTE . 180 Manuale dell’Architetto .r.INFISSI IN LEGNO INTERNI .I.C.P.E.MOVIMENTO MISTO PORTA AD ARMONICA PORTA A LIBRO ARTICOLAZIONE Ss ARTICOLAZIONE Ss parte asportabile per manovra registro ARTICOLAZIONE Si ARTICOLAZIONE Si ARTICOLAZIONE A ARTICOLAZIONE A A.l. S.

l. S.r. 182 Manuale dell’Architetto . 20 34 a2 a3 sportello UNI 2833 32 30 9 zona UNI 2993 31 21 1 2 22 cerniera tipo A UNI 2993 a a1 16 3 27 15 h2 h3 25 h4 h1 12 h A.UNI Altezza locali 2800 a h 1365 a1 h1 1510 a2 h2 1605 a3 h3 1970 guida tipo UNI 2833 375 3000 3200 495 1725 990 1230 1870 1090 1330 1965 970 1210 1930 435 1545 1110 1690 1210 1785 1090 1750 Forcella UNI 2833 4 24 8 Finestra a due partite UNI 2983 con persiana scorrevole tipo A UNI 2826 25 h2 h3 a3 h3 2420 970 1210 11 h h1 Altezza locali 2800 3000 3200 a h h4 a1 h1 2398 a2 h2 2445 375 1365 375 495 1725 990 1230 1090 1330 2805 20 16 14 13 17 guida tipo B UNI 2833 rullino tipo B 2833 435 1545 555 1110 2578 1210 2625 1090 2600 2758 2758 2780 pattino UNI 2833 Finestra a due partite UNI 2987 con persiana scorrevole tipo B UNI 2826 I profili UNI sono quotati nelle pagg.C.E. 184 e 185.INFISSI IN LEGNO FINESTRA E PORTAFINESTRA A DUE PARTITE CON PERSIANA SCORREVOLE .P.I.

l.E. 183 Manuale dell’Architetto .C.P.r.INFISSI IN LEGNO FINESTRE E PORTAFINESTRA A QUATTRO PARTITE CON CASSONETTO PER PERSIANA AVVOLGIBILE .UYNI Altezze locali a h a1 h1 a2 h2 a3 h3 2800 3000 3200 375/345/495 1365 1545 1725 1960/2200/2440 1510 1690 1870 2060/2300/2540 1605 1785 1965 1940/2180/2420 1570 1570 1930 36 puleggia UNI 2994 Finestra a 4 partite UNI 2985 con cassonetto UNI 2990 per persiana avvolgibile Altezze locali a h h1 a1 h1 a2 h2 a3 h3 2800 3000 3200 375/345/495 1365 1545 1725 555 1960/2200/2440 2398 2578 2758 2060/2300/2540 2445 2625 2805 1940/2180/2420 2420 2600 2780 39 37 4 8 20 18 40 h2 h3 11 h h1 rullino per cremonese UNI 2993 16 Portafinestra a 4 partite UNI 2989 con cassonetto UNI 2990 per persiana avvolgibile I profili UNI sono quotati nelle pagg.I. S. 184 e 185 davanzale UNI 2970 zanca UNI 2993 13 14 17 avvolgitore tipo B esterno UNI 2993 a2 a3 9 1 7 6 21 2 3 21 h2 h3 12 h4 20 h1 15 cerniera tipo A UNI 2993 a a1 a 20 soglia UNI 2971 A.

I.INFISSI IN LEGNO PROFILI DELLE INTELAIATURE PER FINESTRE E BALCONI AD UNO. Montante 9 Parti facoltative. Traversa sup. S. Montante di cerniera. destro 63 54 22 45 23 13 2 4 4 7 9 11 15 26 65 45 4 9 4 56 4 7 2 4 4 4 5 4 56 45 65 Telaio a vetri. 30 11 19 15 Telaio a vetri. sinistro 9 11 19 7 15 54 4 41 58 4 8 2 4 4 22 45 19 36 13 Telaio a vetri. Riquadro. Traversa intermedia 19 9 11 4 2 284 11 24 335 5 10 20 8 15 10 10 30 45 4 7 14 11 15 45 Telaio a vetri.C. TRE E QUATTRO BATTENTI . DUE. parti verticali Telaio a vetri. Gocciolatoio 5 17 30 35 5 30 47 70 Parti integranti. destro Telaio a vetri. Montante 15 15 45 Telaio a vetri.5 2. Traversa superiore 4 5 4 12 4 5 45 2 11 4 4 7 45 15 4 19 9 11 4 2 4 80 62 4 26 15 7 5 4 30 54 11 Telarone. Davanzalino 5 15 20 5 19 11 11 71 15 4 11 4 Telaio a vetri. Monatante laterale 11 45 2 45 30 4 4 7 15 26 9 11 Telaio a vetri.r.5 8 42 71 4 45 48 39 2 4 4 7 11 15 26 9 19 65 45 7 54 11 15 45 30 Telarone.5 23 18 2. Traversa inferiore 5 6 26 15 4 5 4 30 25 5 3 9 6 8 9 19 45 15 11 17 Parti integranti.P. sinistro 65 15 30 9 12 9 19 11 4 4 7 26 15 4 41 15 11 26 19 Telaio a vetri.5 20 45 45 95° 28 60 18 25 25 12 85° 8 20 2. Montante laterale 65 17 45 10 10 10 60 5 Telarone. Fermavetro 70 61 324 10 14 35 Telaio a vetri. Traversa di base A. Cartella interna 17 28 15 Telarone. Montante di cerniera. parti orizzontali Parti integranti. Montante centrale. Riquadro.E. Traversino 19 11 4 26 15 5 4 4 9 62 4 2 7 4 4 5 25 15 30 15 6 6 60° 13 25 6 5 10 20 22 10 15 8 34 14 30 19 80 2 4 7 10 Telaio a vetri.l. Montante centrale. 184 Manuale dell’Architetto . Cartella esterna 14 55 Telaio a vetri. Traversa inferiore Telaio a vetri.UNI 65 56 12 45 15 12 44 45 10 8 2 15 4 54 9 11 9 2 51 4 4 2.

5 10 75 15 45 15 15 160 Persiana a ventola Traversa centrale 10 10 105 11 45 Persiana a ventola e 95 73 12 10 persiana scorrevole Persiana scorrevole Persiana a ventola Montante laterale sinistro e destro Montante laterale sinistro e destro Traversa inferiore balcone 4 21 50 55 45 45 Cassonetto per persiana avvolgibile Traversa superiore 45 Persiana scorrevole Traversa centrale Persiana a ventola e scorrevole 55 Tavoletta 25 18 90 45 Persiana scorrevole 13 Traversa inferiore finestra 10 22 22 4 21 25 16 Cassonetto per persiana avvolgibile Cassonetto per persiana avvolgibile Traversa inferiore Unghie 22 25 10 45 55 4 Cassonetto per persiana avvolgibile Montante laterale destro e sinistro 245 Cassonetto per persiana avvolgibile Cielino A.PERSIANE SCORREVOLI E CASSONETTO PER PERSIANE AVVOLGIBILI 45 12 15 95 83 15 15 75 10 12 33 Persiana a ventola Traversa superiore 15 45 15 95 15 27.I.INFISSI IN LEGNO PROFILI UNI DELLE INTELAIATURE PER PERSIANE A VENTOLA .P.5 2. S.l.5 12.r.E.5 95 Persiana scorrevole Montante centrale sinistro 10 45 Persiana a ventola Traversa inferiore finestra 45 Persiana scorrevole Traversa superiore 85 15 12 15 15 33 85 Persiana scorrevole Montante centrale destro 95 15 15 15 Persiana a ventola Montante centrale sinistro 10 75 10 45 95 22. 185 Manuale dell’Architetto .C.5 2.5 2.5 75 10 10 Persiana a ventola Montante centrale destro 2.5 20 95 45 85 20 22.

Il carrello e il registro sono posti ogni due ante (Ila. scorrono in guide. coprifilo con battuta guida cerniera posizione registro inferiore guida persiana avvolgibile A. Meccanismo di chiusura a catenaccioli superiore ed inferiore ogni due ante in corrispondenza delle maniglie. 186 Manuale dell’Architetto . ma vincolati al centro delle ante anziché all’estremità. battute laterali alternate ad ogni anta. serrature nell’anta terminale.P.C. Il carrello ed il registro sono posti ogni due ante. posizione maniglia incassata posizione maniglia incassata Schema di movimento per serramento a fisarmonica. ecc.l.r. S. Ne consegue che le battute superiori ed inferiori sono invertite in ogni anta così come quelle laterali. cerniere maniglie rivestimento di legno catenaccioli registro registro guida guida gocciolatoio in ottone registro inf. guida Schema di movimento per serramento a libro. Vale quanto detto sopra per quanto si riferisce al movimento dell’asse di rotazione verticale. Meccanismi di chiusura come per il serramento a libro. Battute superiori ed inferiori continue.E.INFISSI IN LEGNO PORTAFINESTRA A LIBRO CON SOPRALUCE A RIBALTA cielino sfilabile cuscinetto in gomma 270 30 20 frontalino d'ispezione cuscinetto reggispinta carrello cuscinetto reggispinta guida guida 152 guida carrello 20 vite di regolazione . Carrello superiore (scorrimento) con cuscinetto reggispinta (rotazione) e registro inferiore. L’asse di rotazione verticale (asse di rotazione del cuscinetto reggispinta e del registro inferiore) si muove nel piano delle guide di scorrimento (esempio sviluppato a lato) o in piani paralleli.I. IVa.) ed all’estremità le cerniere a collegamento dei telai sono disposte all’interno degli angoli determinati dal movimento delle ante (cerniere a posizione alternata).

Nello schema è esemplificato il movimento dell’anta mobile.r.INFISSI IN LEGNO FINESTRA A PANTOGRAFO Serramento finestra a pantografo in legno e protezione esterna con persiana avvolgibile.C. S.P.I. 189 Manuale dell’Architetto .l. Il telaio mobile trasla in piano verticali e si abbassa in rapporto all’ampiezza dell’apertura.E. Il meccanismo di movimento è costituito da tre bracci snodati e da un cursore. eraclit intonaco retinato traversa di legno cielino cursore frontalino asta o braccio perno abbassamento telaio mobile asta o braccio perno squadretta di arresto profilo di alluminio fermavetro 78 materassino di guarnizione canapo bitumato piastra di attacco asta snodata al telaio mobile piastra di attacco asta al telaio mobile guide per persiane gocciolatoio cursore bracci o aste snodate 78 scossino canapo bitumato cursore bracci o aste snodate maniglia piastra con feritosa per movimento cursore maniglia A.

E. Ciò avviene solo se il comando delle ante è allineato col baricentro. simultaneo ed a spostamenti uguali a contrari. Serramento a saliscendi ad ante a movimenti dipendenti con due contrappesi vincolati alle ante stesse in parti opposte. ad una o all'altra anta od a tutte e due contemporaneamente. È un serramento a saliscendi vero e proprio dove il movimento delle ante. Il disegno a lato esemplifica schematicamente un meccanismo di questo tipo. Le due ante tenderebbero a ruotare intorno agli attacchi deicontrappesi in senso opposto.C. occorre applicare una forza che vinca lo strato d’inerzia del sistema. Il contrappeso. per l'indipendenza dei contrappesi di ciascuna anta. in posizione di apertura allora in apposita intercapedine praticata nel parapetto lasciando la luce del vano finestra completamente libera.P.INFISSI FINESTRE SCORREVOLI VERTICALI attacco tune all' anta la deviazione permette la complanarità degli attacchi della lune all' anta Finestra a scomparsa. puleggia accoppiate scatola supporto cinglia di trasmissione staffa ruota dentata condotta pulegia di trasmissione arresto di trasmissione 1 3 2 123 ruota dentata conduttrice Finestra a saliscendi bilanciata. non trova una componente di equilibrio (incastro delle ante nelle guide). Il movimento vene trasmesso da pulegge accoppiate (v. Finestra a saliscendi bilanciata. ma una fune ristabilisce l'equilibrio e l'orizzontalità delle ante collegando tra loro i lati delle ante non interessati dagli attacchi dei contrappesi. 190 Manuale dell’Architetto . due per anta indipendenti tra loro e disposti in parti opposte. È costituita da due ante delle. L'anta scorrevole bilanciata da un contrappeso. A. Altra soluzione permette la scomparsa dell'anta superiormente. Tutte le combinazioni di apertura tra le ante sono pertanto possibili. facendo assumere loro le varie posizioni. La Prospettiva a lato rappresenta schematicamente i movimenti delle ante e gli organi di trasmissione del movimento. Le ante determinano un sistema equilibrato di pesi e per la manovra. Finestra a saliscendi a movimenti indipendenti. Presenta la possibilità di muovere le due ante indipendentemente tra loro. lungo il suo asse di rotazione. avviene con circuiti chiusi sulle ante stesse per mezzo di funi e pulegge. In questo caso tutte e due le ante sono mobili con movimenti indipendenti per il raddoppio degli organi di trasmissione. che. Sistema a quattro contrappesi. Finestra a saliscendi autobilanciata. ne facilita la manovra permettendo l'arresto in ogni posizione. quali una è mobile e si sovrappone all'altra in posizione di apertura. In caso contrario si determina una coppia. Il sistema richiama il movimento dell'anta mobile del serramento i ghigliottina. Finestra a ghigliottina.l. Un arganello con ingranaggio mobile. È possibile con meccanismi speciali renderne meccanica la manovra e combinato il movimento delle ante. S. trasmette il movimento a seconda delle posizioni.I. equilibrando il peso dell'anta. Tale sistema è ormai caduto in disuso perché il corretto movimento è possibile solo se l'equilibrio del sistema non viene alterato dalla forza applicata per la manovra.r. schema prospettico).

191 Manuale dell’Architetto . verticale) serve per il comando dell'anta superiore la cui rnanovra si presenterebbe altrimenti in certi casi difficoltosa per il sovrapporsi dell'anta inferiore.l. I telai si trovano sullo stesso piano in posizione di chiusura. I saliscendi complanari in posizione di chiusura.r. hanno la prerogativa di avere battuta continua lungo tutto il perimetro. In generale il serramento a saliscendi offre il vantaggio di non presentare ingombro d'apertura.P.E. nastro comando anta superiore rullo di guida rullino per cremonese andamento fune contrap. con l'applicazione della controanta sul telaio mobile. Il doppio vetro è ottenuto. S. a differenza di quelli con ante che scorrono in piani diversi. nel caso esemplificato. L'anta inferiore assume la posizione di scorrimento in seguito ad una rotazione permettendo in tal modo un'aerazione indiretta.INFISSI IN LEGNO FINESTRA SCORREVOLE VERTICALE intonaco isolante blocco sicurezza fune di acciaio Schemi di alcune posizioni di apertura del saliscendi Finestra a saliscendi bilanciata con ante a movimenti indipendenti a due contrappesi laterali.I. La fune a circuito chiuso collegata al contrappeso (D sez. Nella seconda fase i telai scorrono in piani paralleli é sono guidati in apposite sedi. (Brevetto Norma-Gretsck & CO).C. piastra di attacco fune dell'anta superiore con snodo centro di rotazione mm 50 sotto il centro dell'anta profilo di guida nastro comando fune comando anta inferiore attacco piastre al contrappeso maniglia di comando materassino di tenuta materassino di lana di vetro o di roccia zanca materassino di tenuta zanca fune guide sfera per scorrimento laterale profili di guide contrappeso attacco nastro al contrappeso materassino di lana di vetro o di vetro puleggia fune di acciaio maniglia di chiusura asta per cremonese cordolo apribile per cm 90 per pulizia vetri A.

I.UNI 3205 a3 3 1 a 17 7 5 8 9 a1 h a1 h1 1950 1970 820 840 2070 2090 1960 1970 610 630 2080 2090 2080 2220 1200 1220 2200 2210 a a2 640 430 404 h2 350 380 370 400 400 430 h3 2030 960 2150 2030 750 2150 2150 1340 2270 a3 Dimensioni porte Ad una partita UNI 3001 A due partite UNI 3206 3 3 6 10 3 Porte interne specchiate UNI 3001 . S. gli spigoli in vista devono essere leggermente arrotondati. possono però anche essere di altrespecie. Le superfici in vista delle ante.INFISSI IN LEGNO PORTE SPECCHIATE AD UNA E A DUE PARTITE .P. degli spigoli e dei riquadri devono esserelisciate con abrasivo.E. Gli incastri tra montanti e traversi devono essere eseguiti secondo leindicazioni della UNI 3002/3003.UNI 3206 a3 6 vite 5x70 UNI 702 a 3 6 h3 h 16 h zanca UNI 3004 18 10 3 10 3 cerniera UNI 3 a1 tipo B 3004 a 2 Prescrizioni UNI Le intelaiature devono essere in abete.r. Le particonnesse devono essere fissate tra loro mediante colla e spine di legno.6÷1. A.l.UNI 3 1 a3 a vite 5x70 UNI 702 7 7 1 3 3 4 7 5 5 zanca UNI 3004 5 cerniera UNI Dimensioni porte Ad una partita UNI 3000 A due partite UNI 3205 a 820 a1 h 1950 2070 tipo B 3004 a1 860 h1 1970 2090 a2 640 394 h2 350 380 410 a3 980 h3 2030 2150 13 1200 2200 1240 2220 1360 2280 h3 h 13 h Porte interne di ingresso specchiate UNI 3000 .C. 1. 192 Manuale dell’Architetto . 4.9. specchiatura vetrata per porte interne 2. 6 maniglia per porta interna UNI 3004 10 11 12 3. Le specchiature in pannelli di compensato possono essere sostituite da lastre di vetro aventi spessore di mm 1. 3 a1 a3 Le presenti intelaiature possono essere indifferentemente applicate su muri e tavolati.

ovvero sostituito con pannelli di fibra di legno compressi .UNI a2 3 1 3 Anta con tavole parzialmente segate Anta con pannelli di paniforte a vite 5x70 UNI 702 23 14 23 19 1 5 19 a1 cerniera tipo B UNI 3004 5 3 1 zanca UNI 3004 Dimensioni porte a h a1 Ad una partita 1950 820 860 UNI 3196 2070 A due partite 1200 2200 1240 UNI 3207 Porte d'ingresso piane UNI a 3 5 h1 1970 2090 2220 a2 980 1360 h2 2030 2150 2280 14 23 14 3196 .Le superfici in vista delle ante degli spigoli e dei riquadri devono essere lisciate con abrasivo.).E.).INFISSI IN LEGNO PORTE PIANE AD UNA ED A DUE PARTITE . A.Ogni anta è costituita da un telaio interno d'abete. a) tavole parzialmente segate in direzione longitudinale sulle due facce (vedi dis.). faggio. 194. un'ossatura cellulare d'abete fissata nel vuoto del telaio interno. noce.P.Le partite possono contenere una o più specchiature aventi forma qualsiasi (vedi dis.I.UNI 3208 a2 3 6 3 Dimensioni porte a Ossatura cellulare 15 20 a vite 5x70 UNI 702 23 20 6 3 6 3 20 23 3 20 14 h2 3 4 23 a1 cerniera tipo B UNI 3004 zanca UNI 3004 h h1 14 specchiatura vetrata per porta ad ossatura cellulare 3 6 a maniglia per porta interna UNI 3004 23 23 21 22 23 3 20 14 a2 I profili UNI sono quotati nella pag.UNI 3207 a2 1 23 5 5 19 14 23 22 23 21 h2 h h1 a2 h a1 h1 a2 h2 1950 1970 2030 820 2080 840 2090 960 2150 Ad una partita UNI 3197 1960 1970 2030 610 2080 630 2090 750 2150 A due partite 2080 2090 2150 1200 2200 1220 2210 1340 2270 UNI 3208 Porte interne piane UNI 3197 . 4 bordi di legno duro (rovere. b) pannelli di paniforte (vedi dis. 2 .). 5 .C.L'ossatura cellulare in abete può essere sostituita con:. 4 . ovvero di altre specie legnose adatte. S. a1 Prescrizioni UNI 1 .L'ossatura cellulare è composta con listelli di legno ricavati da tavole con spessore di mm 35 (vedi dis. ecc. gli spigoli in vista devono essere leggermente arrotondati. incollati sulle due facce del telaio interno e dell'ossatura cellulare. 3 .) incollati lungo il perimetro del battente.r. 193 Manuale dell’Architetto .compensato dei rivestimenti può essere esternamente impiallacciato con specie legnose pregiate. 6 . due rivestimenti di legname compensato di pioppo.l.

l. 15 45 30 Porte interne e di ingresso. Telarone: montante e traversa superiore. Bordo del montante laterale e della traversa superiore. Porte interne e di ingresso piane. 45 A. 5 17 17 Porta di ingresso. 45 10 110 99 110 98 Porte di ingresso specchiate.5 4 36 5 25 5 110 6 24 12 75 35 Porte specchiate Fermavetro. Porte piane Fermavetro.5 Porte di ingresso specchiate Montante centrale sinistro. 194 Manuale dell’Architetto . 12 12 5 15 5 15 5 110 98 11 10 3 30 12 5 45 27 15 110 Porte interne specchiate Montante centrale destro.C. 45 3 50 11 7 12 11.5 22 11.INFISSI IN LEGNO PROFILI UNI DELLE INTELAIATURE PER PORTE INTERNE E DI INGRESSO PIANE E SPECCHIATE 110 1 34 11 30 80 45 18 2 12 5 7 25. 45 Porte interne specchiate Montante centrale sinistro. Riquadri.5 22 11. 12 65 41 12 Porte di ingresso specchiate Traversino.I. 25 110 98 8 10 3 30 12 3 27 15 110 10 98 9 12 11. Bordo del montante laterale e della traversa superiore.Telarone: montante e traversa superiore Porte interne.5 22 11.5 120 Porte di ingresso specchiate Montante centrale destro. Traversa superiore e montante laterale. 5 15 5 15 5 12 45 16 21 12 Porte interne specchiate Traversino. Elemento dell'ossatura cellulare. Telaio interno: traversa inferiore. Telaio interno: traversa superiore e montante laterale. 3 12 9 9 9 9 9 9 9 9 9 9 20 9 9 9 9 9 3 15 10 21 30 12 3 10 15 3 27 15 28 22 9 9 9 9 9 4 9 9 9 4 3 42 23 35 19 255 245 Porte interne piane. 11.5 12 17 45 5 15 5 15 5 12 18 5 Porte interne e di ingresso piane. S. 45 Porte ingresso specchiate Traversa di base. Traversa superiore e montante laterale. Porte interne e di ingresso piane.5 22 11.r. Porte interne e di ingresso piane.5 22 11. 15 28 45 Porte interne e di ingresso piane.E.P. Porte di ingresso specchiate Traversa di base.5 120 11. Bordo del montante centrale sinistro. 49 9 9 4 265 11 14 3 255 30 15 25 Porte di ingresso piane.5 13 12 98 12 10 5 15 5 15 5 5 15 5 15 5 Porte interne specchiate. 35 5 40 5 40 5 40 5 40 14 35 15 11. Bordo del montante centrale destro.

costituito da pannelli in trucioli di legno agglomerati. listello di legno feltro carrello terminale doppio truccioli di legno agglomerati ingombro della porta estesa 78 mm molla d'arresto viti di legno snodo con chiodo ribattuto piastrine di sostegno e collegamento pannelli ponticello massiccio in legno a fibre orizzantali truccioli di legno agglomerati pannello fisso a dimensione variabile coprifilo pannelli mobili a dimensioni costanti piastrine di sostegno e collegamento pannelli profilo terminale in resina vinilica pannello mobile a dimensioni variabili piastrina d'ancoraggio tassello di legno snodo l'ingombro della porta impacchettata è il 20% della luce del vano 150 massiccio di legno 75 battuta battuta d'attesto truccioli di legno agglomerati 15 impiallacciatura profilo resina vinilica A.C. in qualsiasi soluzione. 195 Manuale dell’Architetto . Profio terminale del serramento in resina vinilica di funzionalità (riduibiltà.I. Nell’ultima soluzione i pannelli si possono impacchettare. Snodo tra i pannelli in profio continuo di resina vinilica.E.P. impialiacciati con essenze pregiate. S. Scorrimento superiore a carrelli con ruote montate su cuscinetti a sfera rivestiti in nylon. Testate dei singoli pannelli in massiccio delle stesse essenze.INFISSI IN LEGNO PORTA SPECIALE SCORREVOLE A FISARMONICA tassello listello carter pannello fisso guida ruote su cuscinetti a sfere rivestite in nylon rondella dada saldato massiccio di legno a fibre orizzontali Soluzioni di alcune combinazioni di porte "Woodmaster" a divisione di ambienti interni Serramento interno speciale «Woodmaster» (brevetto Siccet) scorrevole a fisarmonica. I pannelli del serramento si sovrappongono a vista nella luce deil vanoporta oppure si raccolgono in apposite nicchie.r. nel vano porta. facilità di manovra) caratterizzano la «Woodmaster» tra i serramenti a libro ed a fisarmonica.l.

ad ante scorrevoli laterali ed anta centrale fissa con apertura parziale a bilico orizzontale.INFISSI IN LEGNO PORTAFINESTRA AD ANTE SCORREVOLI Serramento portafinestra a grandi dimensioni realizzato in essenza dura. La tenuta è affidata a lamine metalliche fissate all'architrave ed inferiormente sui telai mobili ed a guarnizioni di materiale vinilico. Il meccanismo del bilico è costituito da un semplice perno di rotazione orizzontale. Il meccanismo di scorrimento delle ante è ottenuto con ruota scanalata scorrevole a pavimento su guida in bronzo e registro superiore in apposita sede.I.E. S. 196 Manuale dell’Architetto . Il bloccaggio delle ante scorrevoli avviene alle estremità laterali con organi di fissaggio tali da determinare una pressione in senso contrario al movimento dell'anta. II rivestimento del soffitto che si prolunga all'esterno e delle spalle interne è realizzato nella stessa essenza del serramento il rivestimento delle spalle esterne è in marmo.C.l. guida in ottone rivestimento in legno lamina metallica di tenuta fissata all'architrave registro 300 600 profilo in ottone guarnizione di tenuta laterale canaletto di scarico acqua rivestimento in legno profilo sagomato in bronzo imbotte di legno massiccio materassini di tenuta guida inferiore anta a bilico orizzontale Profilo in alluminio con cuscinetto materassini di tenuta tassello distanziatore con sede per il perno di rotazione rivestimento in marmo A.r.P.

19 4.59 1.51 1.89 0.C.66 0.14 0.39 4. Serie 34 0 1 2 3 4 5 cm Serie 40 A.82 Jx cm4 5.19 3.44 Jy cm4 2.48 1.27 2.99 1.69 1.37 1.17 2.82 0.E.82 1.62 1.63 3. Il profilato preso in esame è quello " ILVA" perché più conosciuto.79 1.18 1.70 3.73 0.l. 0 1 2 3 4 5 cm Tipo del profilo.24 1.04 3.42 3.63 2.07 2.40 1.35 4.51 Wx cm³ 2.32 3.r. nodo di infisso apribile all' interno con fermavetro pure interno.59 0.49 9. L' ILVA produca due serie di profilati delle dimensioni di mm 34 e mm 40. nodo di infisso apribile all' interno con fermovetro esterno.10 0.40 1.66 0.34 1.07 2. 3 4 40 34 40 5 C.09 3.31 1. 197 Manuale dell’Architetto . nodo infisso apribile all' interno con fermavento pure interno.21 2.30 2.02 8.30 2.INFISSI METALLICI PROFILATI FERROFINESTRA DEL TIPO ILVA 34 40 34 40 A.71 0.25 1.I. TIPO 34/1 34/2 34/3 34/4 34/5 I4 40/1 40/2 40/3 40/4 40/5 Sezione cm² 3.86 0.27 1.13 1.37 3.74 D.38 4. nodo di infisso apribile all' esterno con fermavetro interno.15 2.52 2.62 2.89 0.44 0.59 Peso kg/m 2.50 1.94 iy cm 0. S.17 3. 1 2 34 40 34 40 B.34 2.28 4.22 1.74 4.15 7.59 2. tuttavia i criteri generali e le denominazioni usate si applicano a qualche tipo di profilato.28 ix cm 1.08 3.97 Wy cm³ 1.04 6.P.05 7.50 3.43 0.50 2.85 0.71 0.15 1.93 2.59 3.

P.C. 198 Manuale dell’Architetto .l.INFISSI METALLICI NODI ORIZZONTALI CON PROFILATI FERROFINESTRA A.I. S.r.E.

P.C. S.r.l.INFISSI METALLICI NODI VERTICALI CON PROFILATI FERROFINESTRA A.I. 199 Manuale dell’Architetto .E.

P.l.INFISSI METALLICI SERRAMENTI IN PROFILATI FERROFINESTRA FINESTRA AD ANTE SENZA OSCURAMENTO B luce vano A B luce vano A SEZIONE B-B SEZIONE A-A PORTAFINESTRA SENZA OSCURAMENTO luce vano luce vano SEZIONE C-C SEZIONE D-D A.E. S.r.I. 200 Manuale dell’Architetto .C.

I.E. 201 Manuale dell’Architetto .INFISSI METALLICI SERRAMENTI IN PROFILATI FERROFINESTRA FINESTRA AD ANTE CON AVVOLGIBILI B A A Luce vano B Luce vano Luce vano SEZIONE A-A Luce vano SEZIONE B-B FINESTRA AD ANTE CON AVVOLGIBILE A SPORGERE cassonetto C C Luce vano Luce vano Luce vano Luce vano SEZIONE C-C SEZIONE D-D A.r. S.C.P.l.

r.l.I. S.E. SEZIONE A-A SEZIONE B-B-B A. 202 Manuale dell’Architetto .P.C.INFISSI METALLICI SERRAMENTI IN PROFILATI FERROFINESTRA FINESTRA COMPOSTA E DOPPIO VETRO CON OSCURAMENTO A A A B B A B Luce vano A Luce vano Nodi dello stesso serramento nel caso del doppio vetro.

203 Manuale dell’Architetto .C.r. S.P.l.E.I.INFISSI METALLICI SERRAMENTI IN PROFILATI FERROFINESTRA FINESTRA SCORREVOLE VERTICALE A DUE PARTITE A luce vano A B A luce vano SEZIONE B A B FINESTRA A BILICO VERTICALE SEZIONE A-A luce vano C A luce vano C B SEZIONE C-C A SEZIONE A-A SEZIONE B-B A.

E.r.P.l.I. S.INFISSI METALLICI SERRAMENTI IN PROFILATI FERROFINESTRA VETRINA A A luce vano B B A B luce vano C SEZIONE B-B SEZIONE A-A-A PORTA A VENTOLA D D luce vano C SEZIONE D-D SEZIONE C-C A. 204 Manuale dell’Architetto .C.

r.l.I.P.INFISSI METALLICI NODI ORIZZONTALI CON PROFILATI NORMALI 0 1 2 3 4 5 A.C. 205 Manuale dell’Architetto . S.E.

C.E. S.l.I.P.INFISSI METALLICI NODI VERTICALI CON PROFILATI NORMALI 0 1 2 3 4 5 A. 206 Manuale dell’Architetto .r.

00 44 32 3.P. Avvolgibiule in alto su albero in tubo d’acciaio. C Sezione della serranda tipo A.36 2.50 0.C ripiegata in basso A Particolare della biellatta e del tubo PARTICOLARE DEI LEGACCI PER SERRANDE TIPO D. formata da ste orizzontali in profilato tubolare in acciaio trafilato a freddo e da distanziali verticali articolati.00 Particolare dei legacci a maglia a traversa Tipi A.E.00 40 30 2. S. 207 Manuale dell’Architetto . Tipi D.00 52 35 5.40 3. scorrevole in apposite guide laterali ad «U».I.E. B.50÷7.r.00 0.F Serranda in profilato di sezione tonda Ø mm 10 con speciali collegamebnti.62 0.00 49 34 4. B.50 0.50 0.50 42 31 3.B. E.50 0.44 4. C Serranda avvolgibile. Chiusura mediante serratura centrale e laterale.00 54 36 F A.55 0.00 0.48 0.53 0.38 3.00 0.C.58 0. Si avvolfge ad un rullo munito di molle di compensazione e di supporti scorrevoli che rendono la manovra leggera. E Spazio minimo di avvolgimento Luce Quota Ø altezza A rullo m m m 2.50 52 35 5.INFISSI METALLICI SERRANDE PARTICOLARE DEI LEGACCI PER SERRANDE TIPO A.l.46 Spazio minimo di avvolgimento Luce Quota Ø m a rullo 2.50 46 33 4. F B Sezione sul cassonetto nel caso di avvolgimento in alto Particolare dei legacci a maglia semplice C Particolare dei legacci a maglia semplice Arganello per manovra con asta rigida D per superficie di telaio da m² 4.42 4.

avvolgibile in alto su albero in tubo di acciaio. che oltre ad aumentare la resistenza.C. le spirali di agganciamento sono combacianti e prive di giuoco tra loro. Avvolgibile su rullo esagonale D E F Tipi diversu di terminali Tipo D ø Altezza luce rullo m cm 2.5 4. è provvista di una nervatura che ne aumenta la resistenza. A B C Avvolgimnto su rullo rotondo Tipo B e C Serranda ad elementi agganciati snodati a cerniera.C.0 5.26 0.28 l'avvolgimento A DUE BATTENTI R÷2cm R Luce orizz.9 700 ~ 4.50 2.I. Gli elementi agganciati sono ricavati dal nastro di acciaio dolce laminato a freddo (greggio o zingato).5 R÷2cm R Spessori lamiera 8/10÷10/10 (Italbrevetti) Tipo F Tipo di serranda per finestra. scorrevole in guide laterali ad «U». con bocchette per l’areazione. 208 Manuale dell’Architetto .0 5. nervata. La particolare sagoma della striscia offre un telo molto resistente alla pressione esterna e con l'avvolgimento geometrico di forma esagonale permette ai rullo di occupare il minimo spazio. oltre alla speciale sagomatura.5 Tipo E ø Altezza luce rullo m cm 2.7 500 ~ 2. Altezza degli elementi: crn 10÷14 (Pastore).22 0.24 0.0 3.r.0 2.50 1.00 29.2 700 ~ 2.0 3.5 4.l. Anche in questi tipi. a 40 42 44 46 49 52 54 56 Luce 2. l'elemento è costruito con speciale nervatura a gacciolatoio. bordate ai lati ed agganciate fra di loro.5 500 ~ 1.5 3. scorrevole in guide ad «U».0 4.00 31. assicurando un costante equilibrio fra la tensione delle molle e il peso degli elementi da sollevare.00 26.9 700 ~ 3.2 700 ~ 1.00 1. Spessore lamiera da 5/10 fino a 10/10 per grandi superfici (Pastore). Guida inferiore incassata (ferro «U» 35x35) H.19 0. m 2 3 4 5 6 >6 2 battenti R Ingombro mm m 300 ~ 0.5 5.9 700 ~ 4. Gli elementi sono costruiti con speciale nervatura. Valori d’ingombro per il tipo F. a gocciolatoio.5 INGOMBRO DELLA SERRANDA AVVOLTA PER I TIPI B. Spessori lamiera 5/10 ÷ 8/10. A Luce TIPO A SCORRIMENTO LATERALE Chiusura ad elementi brevettati verticali agganciati.00 Spazio. La superficie degli elementi. con avvolgimento con comando a nastro di canapa.00 30.00 27. Luce m 0.INFISSI METALLICI SERRANDE Tipo A Finestra avvolgibile di sicurezza ad elementi h cm 7 agganciati in acciaio (greggio o zincato) o in duralluminio.0 300 ~ 1.5 300 ~ 1.00 29. snodati a cerniera.9 9cm 8 cm A UN BATTENTE R÷2cm A. per 0.00 26.E.0 2.0 3. Tipo D e E Formata da strisce di nastro d'acciaio laminato a freddo.00 2. Sospensione e scorrimento superiore.17 0.50 30. impedisce all'acqua di condensa ed ai corpi estranei di penetrare entro la cerniera.5 500 ~ 2.50 3.50 27. S. in gruppi di altezze progressive. avvolgibile in alto su albero in tubo di acciaio.P.5 4.9 1 battente R Ingombro mm m 300 ~ 1.5 3.

29 2.17 2.43 40.5 8.5 2.90 45 3.42 21 2.81 5.69 8. S.37 46. G.66 43 3.30 ÷ 1.5 5.50 35 4.50 ÷ 5.5 diante carrucole in acciaio fissate alle sbarre e 3.68 77 8.82 » 6.14 cm 12.76 46.68 23 2.19 6.67 ÷0.24 33 4.33 6.56 ÷ 2.09 5.5 6.59 2. tipo portante in basso.5 2.5 3.18 57 6.82 35 3.45 2.5 3.04 ÷ 3.60 52 4.56 33 3.77 » 0.25 4.5 4.47 6.69 2.42 1.92 54.26 38 4.5 4.56 » 4.74 61.20 26.83 54.21 68.65 ÷ 0. tipo a sospenzione in alto: F.16 ÷ 1.03 » 3.52 5.02 38 5.47 3.04 ÷1. Tabella degli spazi minimi per cancelli Tipo 1 (U 30x22x30) a due battenti Tabella degli spazi minimi per cancelli Tipo 2 (U 20 5 20) e tipo 3 ( U 5 5 5) a due battenti Raccoglimento oltre luce Larghezza luce Ingombro m0.34 16 1.5 2.81 » 3.21 3.5 5.65 5.86 29 2.5 3.58 cm 26. Sospensione e scoerimento in alto con doppi cuscinetti a sfera.94 43.57 3.03 5.5 scorrevole su guide appoggiate o incastrate al 4.58 48.95 5. 209 Manuale dell’Architetto .74 2.65 1.83 4.46 59 6.73 41. raccoglimento in luce: D.55 5. a sospensione in alto mediante carrucole montate su cuscinetti a sfere scorrevoli entro speciali guide ancorate alla struttura.30 66 7.42 75 8.95 79.05 cm 26.INFISSI METALLICI SERRANDE A CANCELLETTO Sezione sul perno cerniera fisso Sezione sul perno scorrevole C 50 A luce Raccoglimento dritto B E F G A luce A 50 luce C C 30 D 40 60 50 30 Raccoglimento in curva A.04 57 5.5 4.90 18 1.5 1.99 31.61 4.r.79 ÷ 4.91 4. esterna.51 40 4.24 40. Inferiormente il cancolletto viene guidato in apposite guide che possono essere appoggiate o incastrate al pavimento.57 » 7.38 5.C.97 3.36 50 4.33 ÷ 6.13 29. Agganciamento laterale per assicurare una chiusura perfetta.13 47.50 20x15x20 sp 1.31 7.80 43.l.93 7.95 3.5 1.94 24.5 2.14 4. raccoglimento in sbalzo: E.E.35 1.93 3.5 4.I.45 6.5 1.54 41.78 ÷ 1.91 2.93 6.31 ÷2.72 29.07 ÷ 3.99 2.78 1.5 2. Manovra a spinta.08 a 1 battente m 0.16 19.67 ÷ 3.8 sospensione Larghezza luce a 2 battenti m 1.22 23 2.56 1.73 » 3.06 2.08 ÷ 6.25 4.39 7. B.98 21 1.14 77 7.80 50 Raccoglimento oltre luce Larghezza luce Ingombro m1.87 3.58 68.44 3.43 8.74 4.32 46.05 4.41 14.28 40 5.5 5.14 3.28 » 2.5 3.5 0.53 4.59 6.07 » 6.29 ÷ 2.30 » 2.51 3.84 5.90 » 1.97 4.83 ÷ 7.73 3.29 5.42 ÷ 3.46 28 3. ad appoggio inferiore Altezza Dimensioni (specialmente adatto per grandi aperture) me0 ÷ 3. cm 27 in curva A B cm 40 » 45 » 15 » 61 » 66 » 72 » 77 » 82 » 88 » 93 » 58 » 63 » 69 » 74 » 80 A.08 47.43 2.57 ÷5.96 36 2.02 64 7.77 4.59 7.37 4.5 4.74 64 5.06 45 6.37 5.5 6.20 38 3.51 4.28 29 2. incassata. B.33 » 8.5 4.28 59 5. Cancelletti riducibili composti da clementi lagorriati a «U» in acciaio laminati a freddo Esecuzione nei tipi seguenti: A.66 » 2.83 ÷2.55 18 1.51 61.05 5.90 45 4. lamiera stampata e nervata 13/10 Tabella delle sezioni dei montanti con ferri ad U dato mediante appositi profilati fessati all'architrave.5 6.15 » 1. raccoglimento dietro rnazzetta.9 1.15 1.17 5.5 7.89 cm 12.40 33. raccoglimento incassato : C. Superiormente ii cancello sarà gui- Raccoglimento in curva Chiusura ripiegabile adatta a grandi aperture.65 26.5 1.5 2.52 31 2.37 79.97 9.99 6.44 24.07 6.86 71 7.16 45 5.22 6.73 33.60 82 Raccoglimento oltre luce Larghezza luce Ingombro m 2.06 » 3.36 50 5.75 7.52 43 4.15 8.5 5.58 48.15 7.77 19.96 38 3.53 » 1.34 31.98 66 5.82 ÷ 4.58 ÷ 8.04 46.5 3.54 ÷ 1. tipo portante in basso. raccoglimento laterale.44 71 6.23 2.91 5.34 ÷ 9.5 5.64 16 1.21 3.84 50 90 Raccoglimento oltre luce Larghezza luce Ingombro m1.67 3.59 5.5 4 4.92 75 6.5 5.5 2. Elementi con montanti bitubolari a doppia cerniera continua per tutta l'altezza della porta.03 7.55 » 1.64 52 5.13 1.50 30x22x30 sp 2 pavimento.14 73 8.41 » 3.66 2. Chiusura centrale con serratura a cremagliera.27 4.5 3.29 5.35 3.50 15x15x15 sp 1.52 4.68 73 6.12 14.69 3.5 5.14 3.75 5.92 28 2.87 8.5 6.68 36 3.69 6.16 » 4-17 ÷ 54 Ingombro minimo diritto C cm 25 » 30 » 36 » 41 min.50 ÷ 4.53 2.P.5 4.14 31 3.5 7.91 ÷ 2.32 » 5.31 ÷ 3.24 82 1.

INFISSI METALLICI
FINESTRE IN PROFILATI DI LAMIERINO D’ACCIAIO (SECCO)
FINESTRA AD ANTE CON OSCURAMENTO

B

luce vano A B luce vano

SEZIONE A SEZIONE B-B FINESTRA AD ANTE CON SOPRALUCE APRIBILE A VASITAS D

luce vano C C D

luce vano

0 1 2 3 4 5

SEZIONE C-C

SEZIONE D-D

A.P.I.C.E. S.r.l.

210

Manuale dell’Architetto

INFISSI METALLICI
FINESTRE IN PROFILATI DI LAMIERINO D’ACCIAIO PROFIL-LAMINA
FINESTRA A VASITAS B

A

A B

luce vano

luce vano

SEZIONE A-A

SEZIONE B-B

0

1

2

3

4

5

FINESTRA A SALISCENDI CON CONTRAPPESO D

C D

luce vano C

luce vano

SEZIONE C-C

A.P.I.C.E. S.r.l.

211

Manuale dell’Architetto

INFISSI METALLICI
PROFILATI “ASA” DI SERIE IN ANTICORODAL PER SERRAMENTI

TPS = 202 - KG/M 0,800 TPS = 244 - kg/m 1,225 TPS = 345 - kg/m 1,004

TPS = 203 - kg/m 0,781 S 3355 - kg/m 0,577 TPS = 245 - kg/m 1,225

TPS = 346 - kg/m 0,643 S 3715 - kg/m 0,213 S 3270 - kg/m 0,640

S 3019 - kg/m 0,151 S 3285 - kg/m 0,995

S 3093 - kg/m 0,179 S 4055 - kg/m 0,362

TPS = 265 - kg/m 1,933 S 3287 - kg/m 1,439 S 3038 - kg/m 2,092 0 1 2 3 4 5

A.P.I.C.E. S.r.l.

212

Manuale dell’Architetto

INFISSI METALLICI
FINESTRE CON PROFILATI DI SERIE IN ANTICORODAL (PROFILATI “ASA” TIPO FB1) FINESTRA AD ANTE CON AVVOLGIBILE
B cassonetto A A Luce vano

Luce vano

B

profilato Ferro 50x25x4

SEZIONE A-A D

SEZIONE B-B

C

C

Luce vano

D

Luce vano profilato Ferro 50x25x4

SEZIONE C-C

SEZIONE D-D

A.P.I.C.E. S.r.l.

213

Manuale dell’Architetto

INFISSI METALLICI
FINESTRE CON PROFILATI DI SERIE IN ANTICORODAL (PROFILATI “ASA” TIPO FB2) FINESTRA A BILICO VERTICALE A DOPPIO VETRO

A

B

D

D

Luce vano

C

C

A

B

Luce vano

Luce vano

SEZIONE C-C

SEZIONE A-A Luce vano

SEZIONE B-B

SEZIONE D-D

A.P.I.C.E. S.r.l.

214

Manuale dell’Architetto

INFISSI METALLICI
FINESTRE CON PROFILATI DI SERIE IN ANTICORODAL (PROFILATI “FEAL”)
SERRAMENTI A SALISCENDI C A A

luce vano B B

C luce vano

SEZIONE A-A

0 1 2 3 4 5

SEZIONE B-B SEZIONE C-C

A.P.I.C.E. S.r.l.

215

Manuale dell’Architetto

INFISSI METALLICI
FACCIATA IN WALLSPAN

serramento

3

3

8 pannello 1 C C

A

A D D B B

SEZIONE B-B

Particolari dei nodi nelle sezioni orizzontali A-A e B-B 1, montante verticale; 2, pannello copripilastro; 3, pannello composto da: eternit (verso l'esterno); lana di roccia e masonite (verso l'interno); 4, serramento in alluminio; 5, pilastri in c.a.; 6, pannelli copripilastro (all'interno); 7, coprifili di alluminio; 8,rivestimento dei pannelli in profilato Saira 13/10) in alluminio.
5 6 6 7

2 4 4

1

1

SEZIONE A-A

A.P.I.C.E. S.r.l.

216

Manuale dell’Architetto

INFISSI METALLICI
FACCIATA IN WALLSPAN

13 8 9 11 1 12

4 6 5 2 3 7

Particolari dei nodi nelle SEZIONE verticali sezioni D-D C-C e D-D 1, soletta di piano in c.a.; 2, ferro omega in opera; 3, spessori in alluminio; 4, spessori in acciaio inox; 5. prigioniero in acciaio: 6, pannello composto da: eternit (verso l'esterno), lana di roccia e masonite (verso l'interno); 7, rivestimento dei pannelli in profilato Saira 13/10 in alluminio; 8, pavimento; 9, sottofondo; 10, coprifilo in alluminio: 11, corrente dí ccilegamento orizzontale; 12, montante verticale; 13, serramento in alluminio.

10

11

13

SEZIONE C-C

A.P.I.C.E. S.r.l.

217

Manuale dell’Architetto

INFISSI METALLICI
SERRAMENTI SPECIALI - TENDE
cassonetto GUIDE corda SUPPORTI

cm 7+5 % dell' altezza della tenda

lamella Supporto laterale normale per tende in posizione 1e2

nastro cassonetto cm 8 DIMENSIONI altezza tenda=alt. vano Guida normale

spiaggiale

Supporto laterale a mensola allungabile per tende in posizione 3 lungh. lamelle < largh. vano APPLICAZIONI Supporto laterale a mensola con chiusura di sicurazza a cerniera per tende in posiozione 3

Guida a canale per tende di larghezza inferiore a m 1,20 e alte meno di m 2,50

ottone o acciaio Esterna nel vano - posizione 1 Supporto centrale normale per tende in posizione 1 e 2 Guida a sezione circolare per tenda di larghezza inferiore a m 2 e alte meno di m 4

Interna nel vano - posizione 2

Cassonetto fisso di tipo ad << U >> nervato munito di orientatore pressofuso in zona a doppio ingranaggio ed a 2 alberi rotanti per tende fino m 4 di larghezza TIPI DI COMANDI

Interna sulla parete - posizione 3 Comando normale di orientamento in posizione laterale Comandi riuniti del tipo speciale rinviato

A.P.I.C.E. S.r.l.

218

Manuale dell’Architetto

INFISSI METALLICI
SERRAMENTI SPECIALI -TENDONI

A B Tendone "Griesser" con bracci a leva in piattine di acciaio sporgenza max m 2.20. A, in posizione aperta; B, in posizione semichiusa. Tendone "Griesser" con bracci a parallelogrammi in piattine di acciaio sporgenza max m 4,00

Tendone "Griesser" con bracci snodati in tubo di acciaio, posti sotto lastoffa - sporgenza fino a m 4,50

Tendone "Giannoni" con bracci a leva in piattina di acciaio sporgenza max m 2,00

A

B

Tendone "Giannoni" con bracci a leva in piattine di acciaio - sporgenza max m 2,50. A, particolare di una delle due piastre laterali; B, particolare del cassonetto con la tenda raccolta. Tessuti speciali "Eliolona".

A

A1

B

Tendone oscurante "Griesseri" in feltro gommato speciale doppio di produzione tedesca. La tenda è rinforzata nel senso orizzontale da piattine in ferro da mm 15x3 distanziate di cm 15÷20 ed una finale da mm 45x4; lateralmente la tenda scorre in guide profonde in ferro ad U da mm 60x15; la guida orizzontale inferiore è da mm 25x15. A e A1, sezione delle guide verticali; B, sezione guida orizzontale.

A.P.I.C.E. S.r.l.

219

Manuale dell’Architetto

INFISSI METALLICI
SERRAMENTI SPECIALI - TENDONI

B

C

A Tendone "Grisse" a bracci snodati in tubo d' acciaio sporgenza max m 4,50 Dettaglio di montaggio tra due spalle di una vetrina. A, il tendone in posizione aperta; B, pianta con bracci in posizione aperta; C, particolare del cassonetto con la tenda in posizione chiusura. Vantaggi di questo modello è il minimo ingombro dei bracci sia in posizione aperta che chiusa.

A

B

C

Tenda "Italia" con apporechio a sporgere di cm 45 e manovra dall' interno ruotate di 160°, recchiusa in cassonetto con comando con asta oscillante. Tipo con guide in ferro a "U". Il dispositivo di avvolgimento è simile a quello per le avvolgibili in legno. A, sezione verticale completa con tenda aperta; B, sezione orizzontale; C, porticolare del cassonetto tenda in posizione ritirata.

A.P.I.C.E. S.r.l.

220

Manuale dell’Architetto

INFISSI METALLICI
SERRAMENTI SPECIALI - PORTE GIREVOLI
Porta a 3 ali usata per piccoli ingressi. Diametri di uso comune 135÷210 h 210÷230 Porta a 4 ali per ingressi più importanti. Diametri da 195 fino a 240 per grandi alberghi h 210÷230

1

2

3

4

5

Posizioni che le ali possono assumere in determinati casi. 1, normale girevole; 2, con doppia entrata e ventilazione; 3, aperta per passaggio colli voluminosi; 4 posizione notturna (si usa con un'ala sola come porta a battente); 5, apertura totale per rapida uscita.

13 2 166 A 44

26 3

B

C

E D 3,2

Porta girevole a 4 ali in legno e vetro con dispositivo superiore di scorrimento e rotazione. A, prospetto; B, porta; C, in posizione per il passaggio di bagali; D, sezione verticale;E, Sezione orizzontale.

0,7

3 3,3

4

A

2,2

9,3 C B Porta girevole a 3 ali in alluminio e cristallo Securit 8/10

A, prospetto; B, pianta; C, sezione raccorciata verticale; D, sezione raccorciata orizzontale. La porta è solo girevole attorno al suo asse e non può scorrere nè essere piegata. La bussola di rotazione è in cristallo forte curvo 10/10, in telaio di alluminio.

A.P.I.C.E. S.r.l.

221

Manuale dell’Architetto

S.C. a incasso semplice 1 25 40 Fermo alto a lunetta con vetro superiore Piletta inferiore cilindrica con perno quadro su sfera d'acciaio (da incasso) Particolare C1 Particolare D Cerniera alta con vetro fisso superiore e laterale e con anta apribile a 90° 94 Fermo alto a lunetta da incasso 38 47 70 20 2 230 36 32 75 Particolare B Scatola cilindrica del cuscinetto superiore (da incasso).r. S. fisso superiore e laterale. Patricolare C 3 A.E.I.8÷10 270x141 pati 10÷14 300x162 Patricolare F Patricolare G Battuta alta delle ante con vetro Battuta alta di una'anta fisso superiore.I. 2. 2. 222 Manuale dell’Architetto . 3. TIPI SUPERFICI SPESMISURE SORI LIMITE SECURIT Perfettamente 7÷8 249x120 Cristallo tempiane e non 8÷10 282x153 perato parallele 10÷12 300x200 VITREX Non piane e Mezzo crinon parallele 7÷9 270x153 stallo TEMPERIT Traslucide come Cristallo grezzo i vari vetri sta. a morsetti.INFISSI METALLICI SERRAMENTI SPECIALI .l. cerniera alta per ante apribile a 90°ea 180. mobile con vetro 1.P.VETRATE IN CRISTALLO TEMPERATO B A E F G D 130 fisso fisso C C1 Patricolare A 1. cerniera bassa per ante apribile a 90°. cerniera alta per ante apribile a 90°. 145 142 55 44 1 180 100 80 85 33 45 Supporto per mensole 90 20 28 80 60 50 Patricolare E Cerniera alta con vetro fisso superiore e spalla laterale 90 95 30 44 2 44 30 Traverse superiori VETRATE CON CRISTALLI TEMPERATI V.

affinché attraverso che non assicura l’effettiva erogazione detti punti l'aria che si libera nellatubadella quantità d'acqua in concessione. namente disposti. 1). funzionando guaina riempita con cemento a asfalto l'anello superiore come un regolatore destinato ad alimentare dall'alto un Fig. ma rubinetti di arresto e di scarico opportudi breve durata (v. L'unico sistema razionale di raggiungere punte molto elevate.Schemi di distribuzione diretta utente ha un suo serbatoio alimentato (a serbatoi comunicanti) da una cassetta di ripartizione dell'acl valvola abbonamento. V sopranzo L Negli impianti a lente idrometrica vencolonna gono principalmente adottati due tipi montante V L di distribuzione: la distribuzione diretta e quella semidiretta. fig. Tale schema è zione possa essere facilmente e comLa somministrazione d'acqua agli utenti consigliabile per quelle installazioni pletamente smaltita.). è quello a contatore. 3 . II sistema a (v. S. con V sopravanzo solo distributore di alimentazione delle L colonne discendenti.Inoltre si deve poter isolare e svuotare condotta stradale condotta stradale condotta stradale scarico A scarico B scarico C Fig. igienicamente meno protetto. quantità fissa esige. 1 . universalmente adot.I. tubi verticali o colonne e da diramazioni che collegano le colonne e i distributori ai rubinetti di erogazione. con l'installazione Le diramazioni debbono risultare Fig. II primo tipo si V adotta nel caso di utente unico di tutto L l’edificio (caserme.IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DELL’ACQUA NEGLI EDIFICI SISTEMI DI ABBONAMENTO mente sovraccarico. 2 e 3). con lieve pendenza verso i (a serbatoi indipendenti) e costoso. collegi ecc. 223a Manuale dell’Architetto .qua in arrivo dalia condotta stradale tato. l V presa stradale Con la distribuzione semidiretta ogni Fig. figg. A. uffici. al piano dellaterL razza. C. avviene o col sistema a quantità fissa importanti nelle quali la richiesta d'ac.C.P. Anche gli impianti a lente idrometrica L con serbatoio superiore possono avere cassetta di ripartizione lo schema ramificato o ad anello.l. un impianto più complesso ascendenti.Schemi di distribuzione. a ramificazioni.r. 4 . ad anello inferiore. punti di erogazione. a gabbia (lente idrometrica) o a misuratore qua su uno o su alcuni montanti può qualunque tratto di tubazione mediante (contatore). B. Lo schema a gabbia assicura una più equilibrata distribuzione.Passaggio di tubazioni attraverso muri e pavimenti tubo punto di attingimento momentanea- A.E. 2/3 cm altezza sopra in pavimento rivestimento con betume pavimento RETI E SCHEMI Dl DISTRIBUZIONE malta di cemento Una rete di distribuzione è costituita da tubi orizzontali distributori. 2 . valvola l V Si ha un rubinetto idrometrico princisaracinesca pale L per i serbatoi e tante lentisecondarie l quante sono le prese ai piani.Schemi di distribuzione semidiretta dei serbatoi.

35 2. . .C.50 » di ferro: per ø ³ 20 mm . . .9 minimo mm 16. . 223b Manuale dell’Architetto .r. . Sono sconsigliabili i tubi di piombo e quelli di materie plastiche: questi ultimi per la rilevante dilatazione termica (per il cloruro di polivinile. m 0 .90 2.7 76. Particolare attenzione va prestata alle condizioni fisiche delle tubazioni. m 1. per la possibilità di essere facilmente forati da chiodi. Tubi gas commerciali serie normale (tabella UNI 3824) Indicazione convenzionale per la designazione 3/8 1/2 3/4 1 1 1/4 1/ 1/2 2 2 1/2 3 3 1/2 4 Riferimento al diametro nominale di tubazione 10 15 20 25 32 40 50 70 80 90 100 Diametro esterno massimo mm 17. 4). grès.7 21.00 ³ Tubi di ghisa.90 2.0 Spessore S mm 2.E. .40 » » » verticali m 0.P. mm m 3.0 42.3 89.0 26.IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DELL’ACQUA NEGLI EDIFICI MATERIALI DELLE RETI E LORO INSTALLAZIONE I tubi più indicati per le reti interne sono quelli di acciaio dolce trafilati con processo Mannesmann (tubi gas). Le tubazioni debbono essere installate in modo che siano smontabili e dilatabili.l. .2 41.65 3. A. ad esempio. .6 60.35 2. S.2 87.05 Non è consigliabile murare le condotte: se indispensabile. murarle solo con malta di cemento escludendo nel modo più assoluto l'uso del gesso (v.90 3. Detti tubi sono forniti grezzi (neri) o zincai sulle loro superfici interne ed esterne. .25 3. .9 47. .25 3.6 75.4 101.4 33. protette dagli urti e dai contatti corrosivi. . per la non elevata temperatura di rammollimento che ne impedisce l'uso per la distribuzione di acqua calda.4 21.7 27.8 114. .1 34.7 48.00 2. e per la fragilità che può subentrare nel materiale col tempo (invecchiamento). .25 » » » per ø >20mm e£ 40mm m2.I.3 113. fig. .8 59. I collari o le mensole di sostegno delle tubazioni vanno posti alle seguenti distanze: tubazioni di piombo orizzontali .25 » » » per0>40.65 4. . cemento amianto: 1 braccia-letto per ogni elemento m 1.9 100. l'allungamento in mm per metro di tubo è circa ó volte quello dell'acciaio).

Dimensioni d'ingombro in cm Recipiente Recipiente Peso circolare quadrangolare kg diametro altezza lung. ove viene inserito un rubinetto d'arresto.50 scarico ai rubinetti di erogazione Fig. a valle del collare di presa. altezza 100 53 66 56 56 46 18÷22 150 58 77 66 56 59 26÷30 200 64 85 86 56 59 29÷36 300 73 95 106 66 59 42÷51 300 --86 76 64 50 400 77 111 ---55 420 --107 77 67 69 420 --77 67 111 56 500 87 111 102 102 68 67÷74 750 98 126 102 102 97 94÷110 1000 113 126 102 102 127 120÷144 Congelamento. 10° 20° 40° 60° 80° 100° Aumento di lunghezza in mm per metro di tubo Acciaio Ghisa Rame 0. C. la terra d'infusori. rata alle particolari esigenze della loro detto strettoio.22 0. gelandosi l'acqua.L'acqua.l. Tra le sostanze coibenti impiegate per rivestire tubazioni ricordiamo il carbonato di magnesio.00 sopravanzo 0.85 1.63 0.11 1. oppure si crea una perdita permanente d'acqua. S.Presa stradale A.Schema di installazione di un serbatoio ghero espanso. o dentro le tracce a muro o i fori di attraversamento dei solai e delle pareti. isolando opportunamente queste ultime. saracinesca installata nel sottosuolo con tubo di protezione e chiusino.00 0.12 0. SERBATOI Per la presa in pressione. A monte del contatore un altro rubinetto d'arresto.Si evita la condensazione del vapor d'acqua contenuto nell'aria. La valvola o la saracinesca. di congelamento si abbassa al di sotto di 0°C. Per evitare che.44 0. C.P. .75 0. 6 . il punto. saracinesca comandata dalla straada. La pressione sulle pareti del tubo sale allora di circa 60 kg/cm² per ciascun grado di abbassamento del punto di congelazione. le tubazioni scoppino. Condensazione. L'acqua viene consegnata all'utente immediatamente a valle del contatore generale della rete. Se. contatore.C. la polvere di scorte d'alto forno. La protezione conavvolgimento isolante può soltanto ritardare il congelamento in una condotta esposta. mentre essa è in pressione . 6 .E.IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DELL’ACQUA NEGLI EDIFICI CONDIZIONI FISICHE DELLE TUBAZIONI Dilatazione. .50 0. strettoio con valvola di chiusura.Schema di funzionamento di un contatore a trubina a getto ripartito. si rende accessibile dalla strada attraverso un chiusino e 1. trasformandosi in ghiaccio. 224a Manuale dell’Architetto .All'atto dell'installazione si prevederà l'allungamento per dilatazione e si eviterà in conseguenza di creare dei punti fissi lungo la canalizzazione. condotta distributrice.25 1. ordinariamente piombato. consente alla società concessionaria di chiudere laderivazione senza manovrare il rubinetto stradale.12 0. 7 .32 0. Aumento di temperatura in gradi cent. 5-6) da eseguire su una condotta distributrice già posata si realizzano forando la condotta stessa dopo averne interrotto il servizio o. aumenta di volume di circa il 9%. 8 . Ai serbatoi destinati ad può essere manovrata soltanto dalla società concessionaria per dare o togliere l'acqua all’abbonato .88 1. queste si dispongono con una pendenza di 2÷3 mm per m in modo che possano essere tempestivamente svuotate.r. . rubinetto d'arresto. il su- un apposito apparecchio foratubi. D. al contatto delle tubazioni fredde. l'amianto. largh. come avviene nelle condotte. Fig. Nel primo caso. collare semplice con diramazione filettata: B. viene stretto sul tubo (con l'interposizione di una guarnizione di gomma o di piombo) una cravatta o collare che porta una diramazione.27 1. C A B D C Fig.Presa stradale A. si serra sul La capacità dei serbatoi va commisutubo da forare uno speciale collare. poi si esegue il foro con destinazione. II miglior isolante termico è l'aria in riposo in strati sottilissimi. figg.25 0. l'aumento di volume e impedito o l'acqua è in pressione. dopo aver praticato il foro. A. la lana di vetro. B.66 0. PRESE STRADALI Le diramazioni per uso privato (v. lasciando che questa possa liberamente scorrere dentro i braccialetti di sostegno.60 Capacità l A C B Fig.I. anche.16 0.

fig.I. Tabella per l'accettazione e l'impiego dei contatori a turbina a quadrante bagnato (UNI e CNR) Caratteristica in m³/h 3 5 7 10 20 30 Calibro o ø del bocchettone di 15 20 25 30 40 50 giunzione del contatore. Nelle case di abitazione si usa installare un serbatoio di 300÷400 litri per famiglia (v.r. che attraversa il contatore con la perdita di carico di m 10. in mm Minima portata registrata con errore compreso 35 50 65 90 150 200 tra ± 5% (1 portata di precisione) in l/h Minima portata registrata con errore compreso 150 250 350 500 1000 1500 tra ± 2% (2 portata di precisione) in l/h Portata di avviamento (sensibilità) in l/h 17 22 30 40 70 95 Erogazione max giornaliera (m³/g) da non 6 10 14 20 40 60 superare per il regolare funzionamento A. 7). si assegna una capacità almeno eguale al consumo giornaliero: per serbatoi destinati a sopperire alla maggiore richiesta nelle ore di punta (serbatoi di compenso) la capacità non dev'essere minore di 1/3 del consumo medio giornaliero. S. anche quando vi fosse unatemporanea interruzione di flusso nella condotta stradale (serbatoi di riserva). La potenzialità di erogazione di un contatore. valore convenzionale che esprime la portata. 8) a quadrante bagnato (tutto il congegno immerso nell'acqua).. 224b Manuale dell’Architetto .l. oltre che col valore del calibro. in m³/h.IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DELL’ACQUA NEGLI EDIFICI assicurare l'esercizio continuo dell'impianto. MISURATORI DI PORTATA Di norma per impianti domestici si usano contatori a turbina (v.E.P.i quali esprimono la portata in funzione dellavelocità dell'acqua che li attraversa. fig. si indica con la cosiddetta caratteristica.C.

sono considerati equivalenti a un lavabo.P. infetivi od irritanti.r. 50÷100 1 2 50÷200 2 101÷200 2 3 201÷400 4 201÷400 3 4 401÷600 5 Oltre i 400 aggiungere Oltre i 600 aggiungere 1 ogni 1 vaso ogni ulteriori ulteriori 200 uomini 500 uomini ed 1 ogni 300 donne 1÷200 1 201÷400 2 401÷750 3 Oltre 750 aggiungere un lavabo ogni 500 ulteriori persone NOTE (1) Le fontanelle per bere non devono essere installate nei locali servizi.I. f. non però al di sotto di 2/3 di quelli specificati nella colonna precedente Persone Lavabi 5÷15 2 16÷35 3 36÷60 4 61÷90 5 91÷125 6 Oltre i 125 aggiungere 1 lavabo per ogni ulteriori 30 persone Fontanelle per bere (1) 1 per ogni 75 persone Orinatoi Come per gli uffici Posti lavabo (2) 1÷100 1 ogni 10 persone Oltre i 100 aggiungere un lavabo ogni 15 persone (3) Persone Persone Vasi Uomini Orinatoi Persone Bagni o docce 1 ogni 15 persone esposte ad eccessivo calore od alla azione sulla pelle di polveri velenose infettive od irritanti Lavabi Fontanelle per bere (1) 1 per ogni 50 persone Fontanelle per bere (1) 1 per ogni 100 persone (1) Teatri e luoghi di pubblico raduno m. A.C. 1÷15 1 1 16÷30 1 2 31÷55 2 3 Scuole 56÷80 3 4 81÷110 4 5 111÷150 5 6 151÷190 6 7 Oltre i 190 aggiungere un vaso per ogni ulteriori 40 persone Perssone Vasi 11÷5 1 16÷35 2 36÷55 3 Uffici pubblici 56÷80 4 e privati 81÷110 5 111÷140 6 141÷170 7 Oltre i 170 aggiungere un vaso per ogni ulteriori 50 persone Perssone Officine e stabilimenti 1÷9 10÷24 25÷49 50÷100 Vasi 1 2 3 5 Lavabi 1 per appartamento Ragazzi o uomini Bagni e docce 1 per appartamento Orinatoi Lavandini 1 per appartamento Persone Lavabi 5÷15 2 16÷55 3 56÷100 4 Oltre i 100 aggiungere 1 lavabo per ogni ulteriori 50 persone Fontanelle per bere (1) 1 ogni 50 persone 1÷15 1 16÷30 2 31÷55 2 56÷80 3 81÷110 3 111÷150 4 151÷190 5 Oltre i 190 aggiungere un vaso per ogni ulteriori 40 persone Orinatoi Dove per gli uomini vengono adottati. per ogni orinatoio si può ridurre di altrettanto il numero dei vasi prescritti. (2) Dove la pelle è esposta a materiali velenosi.IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DELL’ACQUA NEGLI EDIFICI APPARECCHI MINIMI PRESCRITTI Vasi Appartamenti 1 per appartamento Persone Vasi m. deve essere previsto un lavabo ogni 5 persone. S. (3) 60 cm di lavabo a canale o 45 cm di circonferenza esterna di lavabo circolare. provvisti di erogazione. f. 226 Manuale dell’Architetto . quando.E.l.

e dove si vuole acqua calda a temperatura superiore ai 60°. 17 . CALCOLO DELL'IMPIANTO a) Si stabilisce la temperatura alla quale arrivo acqua fredda rivestimento isolante caldaia caldaia serbatoio riscaldatore Fig. è di forma cilindrica e disposto per lo più con l'asse orizzontale (v. alberghi. A.r. c) Potenzialità delle caldaie p = (T-t) Q P espresso in cal/h T = temperatura cui si vuole portare l'acqua t = temperatura dell'acqua da riscaldare Q = quantità d'acqua in l/h L'espressione (T .17) o a circuito chiuso (a circolazione). L'apparecchio ove avviene questo scambio di Con la distribuzione a circuito chiuso si ha. valvola di ritenuta. Tale temperatura è generalmente di 80°.t) Q va maggiorata del 10%+20 % per tener conto delle perdite di calore attraverso il serbatoio e i tubi di distribuzione.Schema di produzione centrale diretta con serbatoio a pressione certo valore massimo stabilito. La produzione centrale di acqua calda si adotta per alimentare gruppi di alloggi.Schema di distribuzione ramificata i rubinetti di erogazione sono molto V.E. Esempi: per le case di abitazione: 200 l/h a 40° per ogni vasca da bagno 25 l/h a 40° per ogni lavabo o acquaio 50 l/h a 40° per ogni doccia per gli alberghi: 75 l/h per ogni lavabo per i bagni pubblici: 400 l/h a 40° per ogni camerino. anche a rubinetti chiusi. 16 . come negli impianti ditermosifone. DISTRIBUZIONE DELL'ACQUA CALDA La rete di distribuzione può essere del tipo aperto (ramificato). È preferibile l'uso di caldaia a vapore dove la richiesta d'acqua è piuttosto importante e sufficientemente regolare.IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DELL’ACQUA NEGLI EDIFICI Un dispositivo importante di sicurezza è il termostato.P. e negli apparecchi elettrici interrompe automaticamente la corrente quando la temperatura dell'acqua raggiunge un scarico di troppo pieno vaso di espansione alimentazione acqua calda serbatoio a pressione quello indiretto col quale tale acqua non viene erogata. 16). che negli apparecchi a gas regola la portata dei bruciatore in funzione della temperatura dell'acqua.C. 18). Con quest'ultimo tipo i tubi di distribuzione sono collegati. ma torna in caldaia a circuito chiuso dopo aver ceduto calore all'acqua . e tubazione.Schema di prooduzione centrale indiretta si vuole portare l'acqua.l. Le suddette quantità possono essere ridotte se la temperatura a cui si porta l'acqua supera i 40°. fig. detto serbatoio-riscaldatore. vicini al serbatoio. per acque molto calcaree è limitata a 65°. consistente in tubazioni che partendo dolla parte superiore del serbatoioriscaldatore fluiscono ai rubinetti di erogazione (v. S. con una tubazione di ritorno al serbatoio (v. b) Si determina la quantità d'acqua da scaldare: tale quantità risulta dai bisogni reali e da cifre fissate dalla pratica.fredda di un apposito serbatoio. fig.I. 15). attraverso le pareti di un riscaldatore a serpentino. V La distribuzione di tipo aperto è adottata nei casi poco importanti e quando Fig. ma presental'inconveniente che all'apertura di un rubidue sistemi: quello diretto col quale si netto occorre attendere che si scarichi adopera l'acqua stessa che passa e si prima tutta l'acqua raffreddatasi nella riscalda nella caldaia(v. una debole circolazione che sostituisce l'acqua raffreddatasi con altra calda. 15 . d) Superficie del riscaldatore calore. Per il riscaldamento dell'acqua vi sono Fig. ospedali ecc. fig. 228a Manuale dell’Architetto . fig.

18 .) piccolo serbatoio e potente riscaldatore.per bagni: 1 volta il consumo orario.P. CALCOLO DELLE TUBAZIONI Una rete di distribuzione di tipo ramifi- cato si calcola come per l'acqua fredda: nel caso di rete a circolazione il calcolo si effettua come per un'installazione di riscaldamento centrale. ospedali.C.s.IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DELL’ACQUA NEGLI EDIFICI Nel caso di caldaia ad acqua calda: S=P/5000 S espresso in m² 5000 = numero medio di cal/h trasmesso per m². grande serbatoio e piccolo riscaldatore.per ville. S. V V Fig. ecc. A.per alberghi: 1 volta il consumo orario.. .l. . 228b Manuale dell’Architetto .E.Schema di distribuzione a circolazione V. case di campagna: idem c. Criteri di dimensionamento: .per le case di abitazione: 2/3 oppure 1 volta il consumo orario.r. e) Capacità del serbatoio: va fissata in relazione agli altri dati del problema. stabilimenti bagni.I. Per forti erogazioni solo in determinate ore di punta.per collegi. Per consumo continuativo abbastanza regolare (lavanderie. valvola di ritenuta. Nel caso di caldaia a vapore: S=P/ 15000 15000 = numero medio di cal/h trasmesso per m². caserme: 2 volte il consumo orario: . .

500 81.000 65.500 10.200 34.300 8..... Consumi medi per appfrecchi di uso comune: Fornello ad un fuoco.000 0.000 24.000 0.075 2..800 17.Nei locali ove funziona un apparecchio a gas è indispensabile assicurare in modo continuo una sufficiente ventilazione per la combustione del gas e per allontanare i prodotti di tale combustione..000 52.111 50 0.000 26.500 49.180 4.360 0.000 30... Aumento della pressione del gas con l'altezza. Ventilazione..700 9.250 13.000 A..125 1. 1 .000 15..166 35 1.400 13.000 38...170 5.000 94.. .... Ciascun becco ha una portata minima teorica di 140 l/h.085 2.. da portare a 150 cm² se nell'ambiente è installato un apparecchio della potenzialità maggiore di 25000 cal/h (v.. Cucina con forno grande...000 35..Sono di tre tipi: idraulici.. La tubazione deve avere pendenza continua non inferiore all'1% per consentire ai prodotti della condensazione di defluire nei punti più bassi della rete ove sarà installato un dispositivo di scarico.800 39. Il luogo d'installazione dev'essere asciutto..800 21..500 20.039 160 0..295 0.100 6.500 3.000 0. Tutti gli apparecchi a gas dovranno essere inoltre collegati direttamente o tramite apposite cappe ad efficienti canne fumarie.000 98.500 66. 229 Manuale dell’Architetto .084 80 0.975 0.. dei bagni e delle camere da letto.600 19.000 21. 2000 6500 13000 25000 4500 1000 cal/h » » » » » condotta d' evacuazione presa d' aria esterna Fig... Stufa o radiatore per un ambiente. 80 80 200 Feritoia cm 50x 2÷4 cm 1..500 18..425 1..Principio di ventilazione di un locale l tubi debbono essere posati in vista od essere facilmente accessibili e al riparo da possibili sollecitazioni meccaniche o da ogni causa di corrosione.000 0..600 9..800 15. a secco. in caso di funzionamento non simultaneo degli apparecchi..000 64.C.950 7.000 222.. l diametri da adottarsi dovranno essere tali che la perdita di carico massima tra l'uscita del contatore ed uno qualsiasi degli apparecchi di utilizzazione non deve superare 5 mm di colonna d'acqua. si assume come portata massima la portata massima della più importante delle installazioni servite.370 7..635 0.380 0.350 82. Per il rifornimento d'aria occorre avere una sezione libera totale minima di 100 cm². ..500 118.. l contatori a secco e ad olio sono di impiego più comune ed adatti sia per paesi molto freddi che molto caldi..900 5.000 153....625 11.500 44.575 1. apparecchi di utilizzazione in cal/h e si risale alle portate in m²/h di gas dividendo le calorie per il potere calorifico del gas erogato (circa 4500 cal/m²).Afflusso dell' aria da un locale vicino attrverso apposite fessure fra porta e pavimento TABELLA PER LA SCELTA DEI DIAMETRI Distanza in metri dell'apparecchio dal contatore 10 Ø pollici 0..300 19.475 3. protetto dal gelo..10 60 0...500 5...590 1.. la cui importanza esige debita considerazione da parte dei progettisti e dei costruttori.500 42. Scaldabagno ad accumolo lento (80l).750 8...195 0. Assumendo come densità media 0.075 1..000 105.20 30 0..750 1.5 taglio della parte inferiore della porta Fig 2 .000 84.315 5.740 6.500 49..I.500 113.. 1 e 2).250 27..240 0.000 26.. -Per la distribuzione interna. La posizione dei contatori dovrà essere prefissata in sede di progettazione del fabbricato..50 3/8 1/2 3/4 1 1 1/4 1 1/2 2 2 1/4 2 1/2 3 4 0.....470 1..000 135.. In linea generale i contatori debbono essere collocati a m 1. Le dimensioni minime interne di una nicchia per contatori a secco da 10÷20 becchi sono le seguenti: altezza cm 60 larghezza cm 40 profondità cm 25 Calcolo dei diametri.IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NEGLI EDIFICI Materiali e loro installazione..65 per ogni metro di maggiore o minare altezza dell'apparecchio utilizzatore rispetto alla quota di partenza del tronco in esame. La portata di un contatore si esprime in m²/h o in becchi.745 3.3/2.400 5.900 8...25 15 20 25 0..150 0..000 26.. Per le canalizzazione comuni nell'interno degli edifici.50. Le società fornitrici generalmente richiedono che i contatori siano collocati all'interno degli appartamenti..090 0.000 16.125 0.000 38.435 3..000 178.05 130 0.. figg. aumentata della semisomma della portata massima delle altre installazioni servite.300 7.750 10.. tubi di ferro nero o zincato e rubinetti di ottone o bronzo di sezione libera di passaggio uguale a quella del tubo.325 0.000 45.350 1.P.675 6. i pezzi speciali di giunzione in posizione accessibile e non sottoposti a sforzi meccanici.940 2..300 0. S..200 24.320 0. Scaldabagno ad accumolo rapido (80 l).000 60.000 37..810 2..150 3. 1500 ÷ 5000 Contatori.200 11..545 0.200 0.090 2. Nell'attraversamento dei muri non dovranno esservi giunti: i fori dovranno essere sigillati con malta di cemento..000 51. La densità del gas è generalmente compresa tra 0..915 4.143 40 0.031 200 0.850 3..500 2.325 0. Scaldabagno istantaneo (13 l/min)..800 23.550 9..900 12.800 18. bene aerato.700 25..720 2.. la pressione si eleva di mm 0.900 1.000 55.E.000 72.333 0.50..500 56.350 4.. a olio.l. accessibile in ogni momento.685 4. Cucina con forno piccolo.500 0.. ma praticamente è più elevata...500 45. con esclusione dei gabinetti...000 55.600 4.400 3.785 1..200 32..000 45....570 1.770 0.000 34..250 16.500 57. il valore della perdita di carico va aumentato o diminuito di mm 0..000 16.50 dal pavimento..250 11.000 31.Si stabiliscono le portate degli diametri .063 100 0.000 122...500 23.750 11.150 0.100 0.000 72.500 15.....600 13.000 0..647 per ogni metro di maggiore altezza tra la sommità del tubo distributore e la base dello stesso.. .120 0.500 0.025 Perdita di carico in mm d'acqua per ogni metro di tubazione Portata di gas in m³/h 0. Le tubazioni di gas dovranno essere distanti dai conduttori di elettricità non meno di cm 3.500 0.r...000 93..260 7.040 2..000 34.40 e 0..125 45 0.250 28.

16. 25 piatto di lastra d piombo per impedire che eventuali infiltrazioni vengano assorbite dalla muratura.5% in piombo 1 % in ghisa 2 % in eternit 1.5% in cemento 2 % valevoli per tubi di diametro interno da 30 a 150 mm lavandino vasca da bagno ø mm 100 lavabo mm 40 w. pozzetto in muratura. tappo all'estremità per permettere la pulizia del collettore: 28. 230a Manuale dell’Architetto . colonna di ventilazione colonna in ghisa La lunghezza di fuoruscita della colonna di ventilazione al ø mm 100 in ferro ø=2 disopra della copertura deve essere di m 2 se la colonna sbuca su terrazzo praticabile. 12. vasi igienici ad aspirazione. 4. orinatoi. Le tubazioni di scarico dei vasi sono isolate da quelle di altri apparecchi perché è buona norma dividere il più possibile le acque di rifiuto bianche da quelle nere e gialle. 2. lavandini. 29 sifone. lavabi comuni. canna di ventilazione ambientale (è indispensabile nei locali privi di finestre e nel quali siano posti i opera apparecchi ad acque di scarico nere o gialle.c. lavabi a colonna. 1. mitra di ventilazione girevole munita di una specie di iniettore mediante il quale per 1a forza del vento si produce un'aspirazione nella colonna di ventilazione. 26. bagni. collettore di scarico degli apparecchi.P. 15. 20. 18.6.IMPIANTI SANITARI SCHEMI DI IMPIANTI colonna in ghisa ø mm 80 colonna scarico in ghisa corda calafotata sottofondo asfalto soletta coversa in piombo mattonelle lavandino sifone ø mm 40 bocchettone in piombo scatola sifonata vasca da bagno ø mm 100 lavabo w.l. 19. 10 vuotatoi.c vasca bagno lavabo scatola sifonata curva da mm 80/100 bagno cucina Pianta del 1 piano Schema di installazione di 45 apparecchi sanitari posti in colonna collegati ad unta sola tubazione verticale di scarico In ghisa. 17. vasi alla turca. sifone colonna di scarico imbraga ridotta mm 80/100 fogna ø mm 100 Impianto sanitario di casa a due appartamenti su due piani colonna di ventilazione colonna in ghisa ø mm 80 in ferro ø1 1/2'' bocchettone in piombo ø mm 80 vasca da bagno lavabo mm 100 scatola sifonica piombo lavandino sifone in piombo mm 40 cucina bagno Pianta del piano terra bagno Pianta del 1 piano l'una o l'altra connessione cucina curva da mm 80 / 100 fogna mm 100 Impianto sanitario di una casa su due piani Pianta del piano terra A. docce.C. 21. 11. 12. colonna di ventilazione in ghisa (od in ferro ø 80 mm). seconda colonna di ventilazione per gli orinatoi. vasi igienici normali. ø mm 35 scatola sifonata spostamento lavandino bocchettone piombo ø mm 80 w.c.I. scarichi a terra. campana di aspirazione del sistema ai ventilazione per gli orinatoi. sifoni da pavimento (usati per vasche da bagno e bidè). 27. bocche di aspirazione. 13. Pendenza minima per tubi di scarico: in grès 0.ø mm 80 fogna ø mm 100 Particolare A bagno Pianta curva ø mm 80 cucina Impianto sanitario di casetta ad un solo piano La lunghezza del bocchettone può essere qualsiasi per i vasi a caduta.mentre per i vasi ad aspirazione deve essere di almeno cm 60 onde ottenere l'aspirazione dovuta. 5. di cm 50 se sbuca su tetto. 14.E. S. 9. 23. diramazioni di ventilazione. 3.r. valvola a chiusura automatica. 8. bidè. colonna principale di scarico in ghisa (ø 100 mm) dove vanno ad innestarsi isolate o raggruppate in un collettore le diramazioni di scarico degli apparecchi. presa d'aria. 24. bocche a gas per riscaldare l'aria nell'interno della canna promuovendone l'ascensione. 7.

l. alla fogna B A.C. sezione.r. 230b Manuale dell’Architetto .E.P. B. S.IMPIANTI SANITARI SCHEMI DI IMPIANTI presa d'aria ø mm 100 sifone in ghisa 50 50 ventilazione valvola d'aria scarico A in muratura con intonaco interno liscio in cemento coperchio in ferro o ghisa a doppia chiusura ermetica ispezione 30÷50 tubo ferro aperto superiore Particolare del pozzetto in muratura alla base delle colonne di scarico A.I. pianta.

Ormai sono poco usati gli scarichi a catenella. A.70 X 0. A = 10 cm se nei gabinetti non vi sono che lavabi. acciaio smaltato od in gres porcellanato (queste ultime poco usate per il loro eccessivo peso e costo).5 8 orinatoi a stallo verticale o vuotatoi.l.C. Sono ottime per l'utilizzazione e l'aspetto vasche basse e quelle incassate nello spessore del solaio. o su tre lati (per posa a parete). bidè. mosaico ceramico o vetroso.40 ÷ 0. Nelle costruzioni a solai in c. Nei locali da bagno per degenti in ospedale la vasca è preferibilmente libera da tutti i lati. oppure possono avere lo scarico del tipo a colonna. Rubinetterie a) Scarico: può essere a catenella oppure del tipo rigido comandato da pomolo o da leva.. La forma più corrente è quella allungata con dimensioni in pianta variabili da m 1. 231a Manuale dell’Architetto . a. attacco alto porta doccia a baionetta.IMPIANTI SANITARI APPARECCHI ED INSTALLAZIONI PREPARAZIONE DEL RUSTICO Per evitare le demolizioni delle murature. mattonelle smaltate o ceramiche.r. lavandini o vasche da bagno. ecc.P.45. Lo scarico del tipo B B SEZIONE B B rale. così costose e dannose. la profondità media è ordinariamente di m 0. Le vasche vengono lasciate al naturale quando non vi sono prevalenti ragioni estetiche: nella maggior parte dei casi esse vengono rivestite dai lati liberi con marmo.80 X 0. in questo caso manca l'orifizio del troppo-pieno sulla parete interna della vasca perché è la colonna stessa che agisce come organo per mantenere il livello.E. su due lati (per posa d'angolo). ma la loro installazione involge notevoli 200 troppo pieno con comando chiusura scarico ø 40 > 1% 20 deviatore vasca doccia L/2 L/3 attacco a baionetta L Gruppo per vasca con deviatore vasca-doccia doccia a mano con tubo flessibile. S.80. che possono avere lo scarico con tappo smerigliato azionato da saltarello comandato da una leva generalmente disposta sulla rosetta del troppo-pieno.I. = 40 cm se vi sono vasi alla turca. èconsigliabile. Le capacità corrispondenti possono stimarsi in media da 120 a 150 litri per normale altezza d'acqua. prima di iniziare una costruzione. avere le piante esecutiveaggiornate degli impianti con le indicazioni delle tracce da lasciare nelle strutture murare per il passaggio delle tubaintercapedine SEZIONE A A rustico solaio gabinetto rustico solaio piano generale ventilazione ø 40 scarico ventilazione C C scatola sifonata piombo ø 100 doccia alta a snodo SEZIONE C C rubinetto doccia rubinetto vasca scarico 12 14 12 25 41.70 a m 1. è inoltre buona norma eseguire uno zoccolo rientrante nella parte inferiore per agevolare l'opera dell'infermiera. problemi di evacuazione delle acque e di struttura. questo rivestimento può essere esteso su di un solo lato (per posa in nicchia). disposizione laterale. Si applicano generalmente i sistemi rigidi. od a travetti armati le difficoltà di ricavare le incassature per la posa in opera delle diramazioni degli impianti igienici vengono spesso superate adottando l'accorgimento di eseguire il rustico dei solai dei gabinetti sanitari a quotainferiore rispetto a quella del piano generustico solaio gabinetto A rustico solaio piano generale Le vasche da bagno sono generalmente eseguite in ghisa smaltata. fontanelle. Nelle cosiddette vasche a grembiale il rivestimento esterno è dello stesso materiale che costituisce la vasca e che nasconde la conca interna. = 25 cm se vi sono vasi a scarichi a pavimento. VASCHE DA BAGNO A A Particolare orditura dei solai per ottenere una intercapedine lungo i muri esterni longitudinali zioni. lastre di opalina. = 15 cm se vi sono orinatoi sospesi a parete.

70 ÷ 80 75 ÷ 80 64 170 ÷ 180 170 ÷ 180 60 42 ÷ 46 56. La bocca di erogazione può essere a muro. oapplicata internamente alla vasca nella parete di estremità. S. C.C. B.r. vasca a grembiale (tipo ad angolo) in ghisa smaltata o gres porcellanato (fire clay).E. La miscelazione dell'acqua fredda e calda può essere regolata manualmente agendo sui due rubinetti. generalmente eseguito in porcellana dura vetrificata. esternamente alla vasca.l. oppure un solo gruppo con deviatore vasca-doccia. l'entrata e l'uscita dalla vasca.P.IMPIANTI SANITARI APPARECCHI ED INSTALLAZIONI a colonna con troppo-pieno interno presenta però I’inconveniente di trattenere al suo interno sudiciume che accumulandosi durante un bagno può poi contaminare l'acqua per unsuccessivo servizio. Accessori Sulla parete laterale si applica di solito un portasapone incassato nel muro. può essereanche installata una maniglia di appoggio per facilitare. b) Erogazione: è regolata da un gruppo di rubinetterie a muro generalmente incassato. 231b Manuale dell’Architetto . vasca a sedile in ghisa o acciaio smaltato. oppure automaticamente attraverso un regolatore termostatico. vasca da rivestimento in ghisa o in acciaio smaltato. in quest'ultimo caso è necessario che vi sia un sufficiente dislivello tra la bocca di erogazione e lo scarico del troppo-pieno per evitare qualsiasi possibilità di contaminazione. A.I.5 107 A B C A. Quando esiste anche la doccia (del tipo a telefono o a braccio fisso) si possono avere due gruppi di rubinetterie indipendenti.

profondità cm 40. larghezza cm 32÷45.r. si esegue in tal caso il pavimento con un leggero declivio verso la pedana stessa in modo da convogliare nello scarico dell'orinatoio anche le acque di lavaggio del locale. Le dimensioni normali sono le seguenti: sporgenza cm 30÷37. A. 55÷75 Pianta lavabo ORINATOI Gli orinatoi si distinguono anzitutto in orinatoi a stallo verticale ed in orinatoi sospesi. profondità cm 30: tipo grande. S. altezza 50÷55. Con il primo sistema una cassetta alta si scarica automaticamente ad intervalli. caserme. Constano di una bacinella di porcellana dura vetrificata. per questioni di decenza.P. tipo medio. Lo scarico è libero e munito di griglia. La profondità è normalmente sui cm 20. detti «coprigiunti ».altezza cm 45÷80. a tal fine il diametro del foro di scarico deve essere almeno di mm 80. in gres porcellanato. montati con una pedana antistante a piano pavimento dello stesso materiale dell'apparecchio. pianta. estesa oltre la pedana da un lato e lungo la parete per un certo tratto dall'altro. larghezza cm 60. collegi. pianta. in tal caso occorre una griglia sifonata di scarico nei pavimento del locale.IMPIANTI SANITARI APPARECCHI ED INSTALLAZIONI bocca di erogazione rubinetto erogazione intermittente (automatica) o con comando (continuo a flussometro) tubo Ferro zincato Ø 3/4" 20÷40 rubinetto di arresto 79÷81 sifone a battiglia 12 50÷65 100÷130 pavimento finito lastra di piombo Lavabo a colonna 2. sezione 40÷45 45÷50 A 20÷25 FONTANELLE Possono essere costituite da una speciale vaschetta munita di bordo per il fissaggio al muro.I. gli apparecchi si montano con le pedane sopraelevate rispetto al pavimento del locale con un gradino di 12÷15 cm. in tal caso gli apparecchi. altezza cm 120. Gli orinatoi a stallo verticale vengono normalmente costruiti in gres porcellanato e in ghisa porcellanata. Possono essere dotati di poggia piedi. per i tipi più comunemente adoperati con piede di sostegno. 53 B Vuotatoio ad aspirazione. nel caso di ospedali. in tal caso occorrono due rubinetti di attingimento a muro per acqua fredda ed acqua calda. Si costruiscono pure per installazione ad angolo. in ghisa porcellanata ed anche in gres porcellanato (per tipi grandi). sezione A 50 griglia ribaltabile entrata acqua per il lavaggio da cassetta o Flussometro LAVAPIEDI Questi apparecchi sono generalmente usati per stadi. una per lo scarico dei recipienti e l'altra per il loro lavaggio. con altezza di cm 25÷26 La rubinetteria preferibile è quella che presenta il bocchino di erogazione con getto parabolico ad uso anticontatto per la massima igiene. A. altezza cm 140. profondità cm 20. in porcellana dura vetrificata. Gli orinatoi sospesi si fabbricano in porcellana comune. Possono altresì essere fabbricati del tipo « ad aspirazione » con sifone incorporato nell'apparecchio. di gres porcellanato o di ghisa porcellanata. per i tipi più grandi. Nei riguardi della posa in opera è da prescrivere l'adozione di una lastra di piombo di 2÷3 mm di spessore sul piano di posa dell'orinatoio. devono essere della massima profondità. l vuotatoi possono anche essere a due bacinelle. Possono essere costruiti in porcellana comune. B. Questo sistema involge la necessità di incassare l'apparecchio in uno spazio libero nello spessore della soletta. ecc. Possono essere muniti di apposita griglia ribaltabile per l'appoggio dei secchi.5 40÷60 piano rustico scatola sifonata scarico piombo Ø 60 Orinatoio a stallo. Le rubinetterie di scarico e di erogazione sono simili a quelle descritte per i bidé. Quando ciò non risulta possibile. preferibilmente con una paratia di divisione di marmo. A. palestre. B. oppure possono consistere in colonnette isolate la cui sommità è conformata a vaschetta. Le dimensioni d'ingombro del beverino a muro sono usualmente di cm 40÷45 di larghezza per cm 38÷40 di sporgenza. almeno di mm 100. Il materiale è solitamente la porcellana comune o la porcellana dura vetrificata. GIi orinatoi si montano il più delle volte in batteria: in tal caso è bene che siano separati l'uno dall'altro di 30 ÷ 40 cm. A. e.C. sezione. 234 Manuale dell’Architetto . larghezza cm 65. in ghisa smaltata e. pianta. Il rubinetto è normalmete a molla a chiusura automatica per evitare eccessivo spreco di acqua. Le dimensioni più usualmente impiegate sono le seguenti: tipo piccolo. di gres porcellanato o di metallo smaltato. Lavapiedi. B. Se la spazio è limitato essi possono essere accostati con i giunti ricoperti da pezzi speciali dello stesso materiale dell'apparecchio. larghezza 42÷50. B. sezione 32 VUOTATOI Questi apparecchi servono per lo scarico di materie liquide e solide che ostruirebbero le comuni diramazioni di scarico.l. La rubinetteria è pressappoco quella dei vasi con l'avvertenza che la cassetta alta deve avere una capacità non inferiore ai 16 litri e il flussometro deve essere da 1/14".E. di forma rettangolare con lunghezza di cm 45÷50 e larghezza di cm 40÷45. negli ospedali possono essere muniti di due zampilli verticali per il lavaggio dei « pappagalli » e dei vasi o padelle. l'intermittenza è regolata mediante rubinetto a chiave asportabile. altezza cm 110. B A. pianta. Il comando manuale può consistere in un rubinetto a volantino od a chiave asportabile o in un flussometro comandato da un pulsante o meglio da un pedale a pavimento. vi può essere inoltre una valvola di riduzione delle pressione sul tubo di apporto. Ordinariamente vengono. porcellana dura vetrificata. Il lavaggio degli orinatoi può essere automatico o manuale. larghezza cm 50. 37 51 A 42 altezza bordo dal pavimento 60 B Orinatoio a parete. Le dimensioni usuali sono: lunghezza cm 50÷60.

per il tipo grande cm 80 x 45 se il lavandino è ad una bacinella. b) Erogazione: avviene attraverso un solo rubinetto oppure attraverso un gruppo miscelatore quando esiste la distribuzione di acqua calda per il lavandino. pianta. che permette l'immissione nella tubazione di scarico.IMPIANTI SANITARI APPARECCHI ED INSTALLAZIONI gruppo rubinetteria con doccetta 38÷40 135÷156 40÷45 uscita a getto 50÷55 A tubo ferro zincato ø1/2'' sifone ø30 rubinetto a molla regolazione valvola riduttrice di pressione 85-90 B Lavandino in gres porcellanato (fire clay) a due bacini e scolatoio per installazione su armadietto o su banco. oppure può aversi lo scarico libero protetto da griglia. A. ghisa o acciaio porcellanati.E. mentre altri l'hanno staccato ed applicato lateralmente per sovrapposizione. ma il più delle volte si adopera unito ad uno scolatoio per la deposizione delle stoviglie o vetrerie dopo il lavaggio. non vi è ancora uniformità nella scelta di tali colori. Recentemente si sono diffusi rubinetti di regolazione « a passo rapido » che permettono la manovra completa del volantino con una frazione di giro.C. è consigliabile ricorrere a pochi colori base (dei quali parecchi già in uso) per i fluidi fondamentali. Ente di unificazione per la zona europea. Dalla piletta le acque passano alla tubazione di scarico attraverso il sifone che normalmente è del tipo ad « S ». Alcuni tipi hanno lo scolatoio incorporato in un sol pezzo con il lavandino propriamente detto. Le dimensioni normali sono approssimativamente per il tipo piccolo cm 45 x 40. Il gruppo può essere installato a muro oppure sul bordo del lavandino. Com'è noto. lo scolatoio può avere lunghezze variabili da cm 50 a cm 75.: verde con strisce bianche Calda: verde con strisce rosse Distillata: verde con strisce blu Aria – Colore base: blu Condizionamento: blu continuo Compressa: blu con strisce rosse Vuoto: blu con strisce bianche Vapore – Colore base: rosso Bassa pressione: rosso continuo Alta pressione: rosso con strisce gialle Riscaldamento: rosso con strisce verdi Di scarico: rosso con strisce nere Gas – Colore base: giallo Di città: giallo continuo Ossigeno: giallo con strisce bianche Azoto: giallo con strisce verdi Metano: giallo con strisce brune 40÷45 gruppo rubinetteria per cucina con braccio girevole installa parete 85÷90 Lavandino in gres porcellanato (fire clay) ad un bacino con scolatoio per installazione su mensole A. collegata con tubo flessibile al miscelatore. B. 45÷80 50÷75 USO DEI COLORI CONVENZIOCONVENZIONALI NEI PROGETTI DI IMPIANTI È conveniente adottare negli scherni facenti parte del progetto degli impianti sanitari gli stessi colori che vengono generalmente usati negli impianti tecnologici e industriali con tubazioni in vista.l. S. delle sostanze immesse e specialmente di quelle organiche rapidamente fermentabili. In riferimento ai più recenti criteri unificativi della « lnternational Organization for Standardization ». su questi si potranno applicare a giusti intervalli alcune strisce di altro colore in relazione alle necessarie sottodistinzioni del fluido di base (indicazioni del Colorificio Max Mayer): Acqua – Colore base: verde Potabile: verde continuo Non potab. di cui l'uno (con tappo di chiusura) è adibito al lavaggio e l'altro (con scarico libero) è destinato al risciacquo. o ad orologio. per il tipo medio cm 60 x 45. previa opportuna diluizione. acciaio inossidabile. provvisto di accessori di rubinetteria e di scarico. sezione. per il tipo piccolo cm 80 x 40. per il tipo medio cm 90 x 45 e per il tipo grande cm 110 x 50 se il lavandino è a due bacinelle. Beverino. Il modello più semplice è costituito da un bacino rettangolare. Talvolta è inserito nella piletta a scarico libero un dispositivo meccanico di triturazione dei rifiuti alimentari chiamato dissipatore. In questi ultimi tempi si sono molto sviluppati i lavandini a due scompartimenti di capacità diversa.: verde con strisce gialle Raffredd. LAVANDINI l lavandini normalmente usati per case di civile abitazione possono essere di gres porcellanato. Talvolta fa parte del gruppo una doccia. a bottiglia. per i tipi più piccoli può essere anche impiegata la porcellana dura vetrificata.: verde con strisce nere Riscald.P.r. Rubinetterie a) Scarico: la chiusura pub essere con tappo a catenella. per facilitare il lavaggio delle stoviglie con getto spostabile. 235 Manuale dell’Architetto .I. In ogni caso i fori di scarico devono essere sempre protetti da griglia.

superficiale e profondo.IMPIANTI SANITARI SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA PER PICCOLI AGGLOMERATI Per lo smaltimento dei liquami luridi provenienti dagli impianti di scarico interni di ristretti agglomerati edilizi (in genere di non più di 300-400 anime). S. impostate su una platea in conglomerato cementizio. Capacità fino a 10 persone o vani utili 7 Consumo medio giornaliero litri 1000 Volume utile » 3025 Volume totale » 3750 5 40 X a 15 26 c Fig. attualmente vengono presi in considerazione. Costituzione della fossa settica. persone medio giornal in litri 7 10 14 17 20 27 40 54 10 15 20 25 30 40 60 80 1000 1500 2000 2500 3000 4000 6000 8000 1° camera a 150 160 190 200 230 270 290 300 Lunghezza 2° camera b 75 80 95 100 115 135 145 150 7. Per mezzo di un attivo processo di fermentazione anaerobica putrida si ha una progressiva solubilizzczione delle sostanze che costituiscono i due strati. –Si tratta in genere di una vasca di forma rettangolare con pareti di mattoni e malta di cemento oppure di getto in conglomerato ar26 ø15 X 40 110 220 26 aeratore 8 30 193 125 155 h 30 30 H ø15 wc . Pozzetto di deposito per le sostanze grasse.-cucina A B N N. la subirrigazione ed il letto percolatore. B. sezione X-X aeratore B 30 45 5 30 h 20 H 40 10 5 l ø15 b ø10 lavatoio X Fig. ed il pozzo perdente. la fossa settica ad uno o più comparti e la vasca di tipo lmhoff speciale. B. . la maggior parte delle quali provengono dalle cucine o da lavorazioni artigiane. in modo da poter distinguere nettamente tre strati: il crostone superficiale formato da detriti vegetali. a b ø15 uscita X A 38 40 3 20 Fig. vani utili persone Consumo medio giornal. È quindi opportuna l'adozione di scatole e pozzetti condensagrasso o nei vari ambienti dove si scaricano dette sostanze (cucine) o all'uscita della tubazione di scarico interno.pianta. 236 Manuale dell’Architetto . in linea generale.Gli impianti di trattamento e smaltimento dei liquami luridi. Le pareti interne ed il fondo sono rivestiti con intonaco di cemento a doppio strato lisciato: gli spigoli sono notevolmente arrotondati. quali trattamenti primari. Il tempo di detenzione va in genere assunto normalmente di 24 ore.E. sezione X-X. la strato di fondo dove si depositano i materiali più pesanti ed i solidi sedimentabili non decomponibili.C. 2 – Tipo di fossa settica ad un camera A. . Funzione della fossa settica. in litri 1000 1500 2000 2500 Dimensioni suggerite Lunghezza 1° camera a 160 190 240 260 2° camera b 80 95 120 130 Lunghezza l 100 100 110 110 Altezza liquido h 140 150 150 150 Altezza totale interna H 170 180 180 180 10 Volume utile in litri 1° camera 2240 2850 3960 4290 56 10 Volume totale in litri 1° camera 2720 3420 4750 5150 2° camera 1360 1700 2380 2570 2° camera 1120 1430 1980 2140 7 10 14 17 10 15 20 25 con un contenuto minimo di solidi sedimentabili o sospesi. quali trattamenti secondari.l. in mancanza di fognatura dinamica e con un approvvigionamento idrico medio di 80-100 litri/ab giorno. Dimensioni suggerite 3° camera Lunghezza l 100 120 120 125 125 150 160 180 Altezza liquido h 140 140 145 150 150 150 180 200 Altezza totale interna H 170 170 175 180 180 180 210 230 1° camera 2100 2680 3300 3750 4300 6070 8350 10800 2° camera 1050 1340 1650 1870 2150 3030 4170 5400 3° camera 1050 1340 1650 1870 2150 3030 4170 5400 Volume utile Litri 10 A Volume totale Litri 1° camera 2550 3260 3990 4500 5180 7300 9740 12400 2° camera 1270 1630 1990 2250 2590 3650 4870 6200 3° camera 1270 1630 1990 2250 2590 3650 4870 6200 c 75 80 95 100 115 135 145 150 A.C. provenienti da abitazioni o piccole industrie.cucina 35 X X 5 ø15 26 40 15 l mato. in calcestruzzo. torbidi e maleodoranti dei liquami del deprecato pozzo nero. Consumo N vani utili N. scatola metallica.P. e si avviano verso la mineralizzazione le sostanze organiche disciolte nello strato intermedio. grassi ed altre sostanze galleggianti. sezione X-X 30 gres ø15 W. pianta.5 45 15 30 30 70 grasso ø50mm PIANTA 15 SEZIONE B Fig. A. e quello intermedio costituito da un liquido chiaro e giallastra. B. pianta.r. ma è ancora putrescibile e va considerato come un liquame ancora bisognoso di un ulteriore depurazione (Puntoni).I. 3 – Tipo di fossa settica a due camere A. possono presentare inconvenienti nel loro funzionamento per la presenza di sostanze grasse. 4 – Tipo di fossa settica a tre camere.Il liquame proveniente dagli scarichi ed immesso nella fossa presenta un flusso molto lento. Pertanto il liquido di questo strato non presenta i caratteri. 1 – Tipi di pozzetti condensagrasso A. B.

di uscita k in metri * 7÷10 15 20 25 30 40 50 60 80 100 125 150 da 180 in poi 650 900 1100 1500 1900 2300 2700 2900 4000 5100 6200 7300 da 8000 in poi 0.25 1.70 0. però con l'aggiunta di particolari caratteristiche atte a renderla idonea a piccoli impianti. percorso acque durante la chiarificazione.28 3. 9.50 6.00 1. 6 – Fossa settica cilindrica prefabbricata (Ediltecnica) Dati di massima per il dimensionamneto delle vasche di tipo Imhoff Abitanti 40 60 80 100 125 150 f 2.40 0.50 12. 6.È da prendere in considerazione la possibilità del suo impiego quando il numero di utenti da servire è alquanto consistente (> 50 secondo Buonomini).16 max 5. La copertura è costituita generalmente da solette in cemento armato gettate fuori opera. vano di raccolta e ossidazione del fango galleggiante.28 3.00 1.00 4. 2.00 1. a D h 0.00 2.25 min.30 10.28 3. il liquido deve essere sempre sottoposto ad ulteriori trattamenti secondari prima di essere immesso in corsi d'acqua con minima diluizione. La vasca del tipo lmhoff è simile a quella adottata nei grandi impianti. L'immissione del liquame viene protetta da apposita solettina armata fungente da paraschiuma.10 0.42 da 2. di entrata h in metri ** 0.40 2. grigliatura e scaricatori automatici dei fanghi. Nei tipi a più compartimenti la capacità è ripartita seguendo il criterio di assegnare alla prima camera.65 0.30 0.C.70 1.30 4. 8.20 2.00 a. S. chiusino. 237 Manuale dell’Architetto .I.40 1.10 2.30 3. oppure debba essere tenuto alto per rompere periodicamente il crostone.90 2.50 2. Secondo altri.).00 Tipo K 1.20 1. costruite con clementi prefabbricati.40 1.90 1. quali l'aumento del periodo di detenzione a 12 ore.70 6.40 2.50 0.90 2.20 2.15 1.60 1.25 1.50 0. 7.00 1.65 2.70 Per forti capacità tipi rettangolari da 3.40 3. in modo da evitare l'eventuale trascinamento della schiuma superficiale o dei fanghi.50 1.00 2 3 k camera di chiarificazione min. la rimozione dei fanghi dovrebbe essere effettuata a più brevi intervalli di tempo: comunque.60 Fig.50 2.35 0. Una soluzione è quella di munire il tubo di caduta.70 4. delle dimensioni e dei campi di applicazione delle fosse ad uno o più compartimenti.00 a 2. inserzione anelli per maggiori profondità tubazioni.90 3.40 3. 7 8 H 6 5 7 8 A camera dei fanghi 9 9 b Fig.70 15. .l. 3.60 0.00 2. A. 10.25 0. In considerazione del fatto che il liquido di dette vasche presenta una certa quantità di solidi sedimentabili.40 4. dissabiatore.50 0. immerso per un buon tratto nella parte mediana. munite di chiusini a tenuta.33 0. 4 i tipi di fosse settiche studiati da Buonomini.r. 5 – Fossa settica prefabbricata (tipo K-Caser) min. destinata prevalentemente alla decan 10 * Questo numero viene fissato per una dotazione di liquido di 80 l / persona / giorno e per abitazione continua ** Queste profondità possono essere aumentate con opportuna inserzione di anelli Tipo Ager A A1 B B1 B2 B3 B4 D D1 D2 D3 D4 E ed F normale con aggiunta di 1 anello normale con aggiunta di 1 anello » » »2 » » » » 3 » » » » 4 » normale con aggiunta di 1 anello » » »2 » » » » 3 » » » » 4 » da costruirsi in opera monoblocco N.65 1.20 3.00 8. di un prolungamento di aerazione terminante al disopra della falda del tetto.00 Compartimento di sedimentazione m³ A B E L 1. sezione verticale. i quali sono ricchi di solidi sospesi e possono ancora contenere solidi sedimentabili.40 3.P.30 3.50 5.90 1. sezione orizzontale.50 1. È controversa la questione se il tubo di caduta debba essere prolungato nella massa del liquido per fare una chiusura idraulica contro il ritorno dei gas. per consentire una maggiore regolarità del flusso: detto impiego è però subordinato.IMPIANTI SANITARI SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA Il fondo viene conformato leggermente a tramoggia per agevolare il deposito e la raccolta del fango. persone Capacità Diametro utile interno D in litri in metri Altezza Altezza di totale H un anello in metri A in metri Profondità Profondità min.41 Vasca dì tipo lmhoff.40 2. percorso fanghi galleggianti.80 1.00 1. con conformazione preferibilmente ad U con bocche ad una profondità di circa cm 40 dal livello libero. l tubi di afflusso e di efflusso del liquame o di comunicazione tra una camera e l'altra debbono essere di gres.15 1.35 max 1.90÷1. percorso fanghi pesanti.10 1. sotto determinate condizioni. percorso prodotti di digestione dei fanghi. 0.00 3. In commercio esistono molti tipi di fosse settiche particolarmente intese come « fosse biologiche ». Braccini.00 1.80 3. b.90 media 1.00 1. il liquame chiarificato affluente dalla vasca di tipo lmhoff potrebbe egualmente essere smaltito sia con i letti percolatori sia con i sistemi a disperdimento nel terreno.00 di portata.31 media 3. all'adozione di un letto percolatore come trattamento secondario o ad una sufficiente diluizione nel recipiente finale.50 3. 2. si presentano nelle figg. 3.60 0.30 4. Noccioli.10 in opera con eventuale regolatore a 5. 1. non essendo adatti i procedimenti di smaltimento nel terreno per il forte potere di intasamento dei liquami chiarificati nelle vasche lmhoff. vano di raccolta e digestione del fango pesante. un volume doppio della seconda.00 3. tazione e digestione dei fanghi. Nei riguardi delle caratteristiche. secondo alcuni autori (Buonomini e Coli.E.60 1.40 2.00 Compartimento di digestione m³ C D L 4.40 0. 2.

Braccini).distributore 200 60 rio del liquido effluente dalla SEZIONE A-A 300÷450 25 70 25 fossa settica mediante un’opportuna dispersione nel terreno.Tipi di pozzo pendente A. 20 100÷680 30 I pozzi perdenti hanno una 30 6 forma normalmente circolare con diamentro interno non su20 periore ai m 2.IMPIANTI SANITARI SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA carta imballo 70 30 carta imballo 60 26 100÷200 26 60 60 40 100÷200 40 60 A B Fig. pietrame disposto a mano 60 25 25 60 150 320 Fig. 9 . Appare particolarmete utile la sua adozione quando POZZETTO DISTRIBUTORE carta imballo 140 la quantità di liquame è modesta e non si dispone di notevoli ø100mm 165 200 80 estensioni di terreno.r. 12 20 20 70 20 Il dimensionamento di mas110 sima può ricavarsi dalla ta12 bella seguente che indica per i 60 vari terreni la superficie laterale utile da assegnare. in muratura di pietrame a secco (da Buonomini.l. in muratura di mattoni.E.00. 8 e 9. 25 La struttura e le caratteristiche 90 40 130 120÷700 principali di alcuni tipi di pozzi 6 25 sono visibili nelle fig. Capacità 40 12 preferibile pari ad almeno la 40 65 metà del volume di liquame da 25 smaltire giornalmente.P.I. B. 300÷450 ø100mm ø100mm Pozzo perdente. 238a Manuale dell’Architetto .Tipo di pozzo assorbente o pendente ø100mm pozzo assorbente 25 A. Noccioli. S.E’ un imaeratore ø 80 pozzetto pianto di trattamento seconda. 8 . .C.

Tipo di vasca Imhoff per i piccoli impianti 1.r.l.P. sezione longitudinale. 2. 7 .I. sezione trasversale. 320 T 60x30 20 Tavole legno catramato 20 2 30 180 120 40 20 A. 238b Manuale dell’Architetto .E. S.C. 3. pianta.IMPIANTI SANITARI SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA 90 20 210 ø100mm L40x40 20 90 20 30 20 45 ø75mm 30 T60x60 280 410 20 1 ø 75mm 80 20 20 40 28 20 28 93 T60x30 40 12 ø100mm 178 20 110 220 30 T60x30 93 93 L40x30 80 L40x40 ø100mm 125 40 120 40 20 108 12 110 15 250 240 28 25 80 20 7 53 28 20 40 30 20 178 125 3 Fig.

....2 1.. in terreni inclinati.....C.25 0. B..25 0.75 0. Argilla con poca sabbia o pietrisco.. l tubi sono lievemente accostati l'un l'altro e la zona di giunzione viene coperta superiormente da manicotti di protezione. 11 – Sifone di cacciata per reti di sub-irrigazione A.... A questo proposito le prescrizioni della distanza tra il massimo livello della falda e il fondo della trincea drenante variano alquanto secondo le indicazioni dei vari autori: in Italia si ritiene sufficiente che essa sia superiore a m 1..20 0.Se il terreno risulta poco permeabile si può adottare il sistema della sub-irrigazione drenata.. campi di dispersione: A. mediante la manovra di saracinesche.....) 3 1..E....5 5 75 100 15 sifone di cacciata 120-180 137 30 B 50 10 15 110 60 ø80 mm 65 80 B Fig. sezione trasversale. Argilla con poca sabbia o pietrisco... Argilla com molta sabbia o pietrisco. Trincea in terreno poco permeabile A.50÷0.... sezione longitudinale A.....00.40 1... ci si può basare in via di primo orientamento sui dati della Tabella 2..50 1. Il liquame si distribuisce e si disperde quindi nel terreno ossidandosi completamente.60 2.00 0..80 1. B... .. una tubazione di minore diametro che raccoglie il residuo liquame non disperso per convogliarlo alla fine in un pozzo perdente... Sub-irrigazione drenata. al disotto della tubazione immittente.70 di profondità in trincee scavate nel terreno e circondati da strati di ghiaia in modo da evitare l'intasamento per via della terra..... .6 2 5 2 2..Rappresenta il trattamento secondario elettivo per un liquame uscente dalla fossa settica..... Per un dimensionamento più preciso occorre basarsi su prove di permeabilità del terreno (test di percolazione)...) (50 l/g/camp..00 2.. Fig. Per stabilire quale debba essere la lunghezza complessiva dei tubi distributori in funzione del numero di utenti e della natura del terreno. sezione trasversale.... 2 – Lunghezza dei tubi distributori per sub-irrigazione Natura del terreno Lunghezza di tubazione per persona Abitazioni Scuole Camping (100 l/g/ab..... 10 – Reti di canali distributori per sub-irrigazione semplice 1. C. Superfici laterali in m² per persona Abitazioni Scuole Camping (100 l/g/ab.5 4 1.50 0...... D.... 2 in terreno compatto in terreno sabbioso o molto sciolto 80 50 15 60 40 40 p = 2÷3% 45 carta imballo 100 mm 30 p = 2÷3% 15 p = 2÷3% 30 15 40 40 15 40 40 C D 40 40 B Fig...) 0........IMPIANTI SANITARI SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA Tab. 2. essi verranno alimentati a mezzo di un pozzetto distributore...) (40 l/g/al.... S. In fig. in terreni piani..l....... La rete di canali distributori è alimentata mediante un sifone di cacciata del tipo di quelli normalmente adottati nelle fognature.... Natura del terreno Sabbia grossa o pietrisco Sabbia fine.... sezione longitudinale (De Martino e Passaro)....) (50 l/g/camp....00 La sub-irrigazione semplice consiste nell'immissione del liquame proveniente dalla fossa settica in una rete variamente ramificata di tubi distributori in calcestruzzo o in gres o in cemento amianto.. Argilla sabbiosa... pianta... Quando si istituiscono più pozzi (il che è buona norma). Sub-irrigazione.. 2.50 0. trincea in terreno permeabile. 239 Manuale dell’Architetto ..00 4.. sezione...P.... di inviare il liquame alternativamente nei vari pozzi... quando vi sia spazio abbondante presso l'edificio od il gruppo di edifici e la falda idrica abbia un livello alquanto profondo. B..) (40 l/g/al. oppure in un fosso od in un solco del terreno.. 1 – Dimensionamento della superficie laterale dei pozzi perdenti in relazione alla natura del terreno.... 11 si presenta un sifone del tipo ADAMS..... Tab.I. disposti a circa m 0...r...... situando nella trincea.. Argilla com molta sabbia o pietrisco..8 4 3. Argilla sabbiosa..... che presenta la possibilità..5 7 10 80 20 230 190 20 20 1 30-50 35 35 sifone di cacciata 110 70 20 A 20 15 35 12 80 25 30 7 40 15 60 15 30-50 30 30 30 15 20 A Sabbia grossa o pietrisco Sabbia fine.30 0... 12 – Sub-irrigazione drenata..

Qualora il trattamento primario avvenga in una vasca tipo lmhoff.50-3. SEZIONE TRASVERS. particolare Per capacità fino a 50 persone a= m 3.C. 13 sono rappresentate la costituzione e la struttura. In relazione ad una normale permeabilità del ghiaia dell' 8 6 pillore del 15÷20 entrata bascula in legno 80 2 7 tubo fibrocem ø4 con anima in ferro e malta cementizia terreno e ad una 160 sufficiente superficie disponibile.r. il numero di utenti che può servire può essere raddoppiato nei rispetti della fossa settica. in legno pitch-pine catramato 9 10 lastra ondulata e forata perno con supporto in bronzo 3 Fossa settica ad una camera 4 Fossa settica ad due camere Fossa settica ad tre camera Vaschetta di partizione o di cacciata Fig. In relazione ai tipi di trattamenti precedentemente citati si indicano nella seguente tabella 3 alcuni dei princi- pali schemi d'impianto che possono essere usualmente adottati. ed alla 100 scarsità di superficie disponibile 50 c.85 A. quando il numero di utenti 200 supera il centinaio Vasca tipo Imhoff Rete di canali Pozzo perdente Letto percolatore 8 uscita 3 SEZIONE LONGIT. a meno che il numero di utenti superi il centinaio. tra quota di immissione e quota di scarico.85.E. quando non si possa ricorrere alla dispersione nel terreno e ci sia disponibilità di carico (circa m 2. nel qual caso occorre l'istituzione di una seconda vasca lmhoff di decantazione finale. b = m 0.00).P.l. S. insieme con le corrispondenti condizioni di applicazione. . In relazione ad un suffic. dei liquami luridi di piccoli agglomerati può ben adoperarsi il letto percolatore. b = m 1.70 Per capacità fino a 25 persone a= m 2.IMPIANTI SANITARI SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA Letto percolatore. sezione C-D. per un liquame di fossa settica e per un numero di utenti fino a 50.20 Per capacità fino a 15 persone a= m 1. dimensionata in ragione di ml 1 di letto per ogni 4 abitanti. 2.s. 4.60. dislivel. Nella Fig.Per il trattamento secondario percolatore . 1 10 2 Fossa settica a due camere ed uno o due pozzi perdenti Fossa settica a due camere e subirrigazione Fossa settica a tre camere e subirrigazione Due fosse settiche a tre camere e e sub-irrigazione irrigazione Fossa settica a tre camere e sub-irrigazione drenata Due fosse settiche a tre camere e e sub-irrigazione irrigazione drenata Fossa settica a tre camere e letto percolatore Vasca Imhoff e letto percolatore Vasca Imhoff-letto percolatore-vasca Imhoff ø3 26 A b gres a B ø15 26 entrata lastra forata ondulata ghiaia del 5 D 3 4 1 5 60 80 In relazione ad una normale permeabilità del terreno e ad una sufficiente super- 80 10 120 30 bascula 160 ficie disponibile.70. 13 – Tipo di letto percolatore per piccoli impianti 1. nonché le caratteristiche e le dimensioni di un letto percolatore proposto da Buonomini e coll.I. Denominazione dell'installazione Fossa settica ad una camera ed uno o due pozzi perdenti Schema Utenti Condizioni serviti di applicazione In relazione ad una normale permeabilità del terreno e ad una adeguata profon 25 dità della falda freatica. uscita 20 10 C Schemi d'impianto. N. 240 Manuale dell’Architetto . sezione A-B. L'affluente del letto percolatore può scaricarsi direttamente in un piccolo corso d'acqua. Nel letto percolatore il liquame chiarificato subisce una intensa ossidazione. attraversando una massa di pietrisco o di scorie d'alto forno. pianta. b = m 1.

00 Amianto (p......... l'analogo coefficiente tra la parete e l'interno....................... 50÷60 Fibre organiche alla rinfusa....... 0.. 241a Manuale dell’Architetto ....02 Ardesia..... uffici)... in metri.. Non sono però considerati i casi limite di località in cui si producono frequentemente venti a velocità particolarmente elevate (la bora nelle località dell'alto Adriatico..............08 Feltro.......52 Alluminio...............r....09 Fibre organiche in lastre (tipo populit).15 Sughero in granelli..... Si consiglia così di aumentare C delle seguenti percentuali: per pareti esposte a Nord 20÷35% a seconda della località: per pareti esposte a Est 10÷25% a seconda della località... 1................. Il calore per l'umidificazione dell'aria si può ritenere pari..................0 C= 1 1 + S1 + S2 + ....... le perdite per trasmissione attraverso le pareti che delimitano l'ambiente medesimo ed attuare il riscaldamento ed..0 Seta (cascami)...t) ove Q rappresenta la quantità di calore cercata.. Si fa notare che i valori di aumento sopra riportati tengono conto oltreché dell'effetto dei venti predominanti nella zona........04 Fibre organiche in lastre (tipo trefex).. in media........ praticamente indipendente dallo spessore. Per quanto riguarda i valori da assegnare a T e t che compaiono in tutte le formule sopra riportate si può dire che: a) per la scelta del valore di T si seguono i seguenti criteri: se si tratta di ambienti destinati al riposo o ad attività che non implichi lavoro fisico oltre il normale movimento (ad es.. 0......................... 580 kg/m³)..... La determinazione della quantità di calore trasmessa............05 Magnesite refrattaria...12 Legno bagnato........ officine... Nel caso si avesse a che fare con strutture diverse da quelle riportate nello specchio suddetto........ 0.... 0...4 Vetro........... 2.. 0.... 95..04 Sughero greggio.. mostre.... spec... °C K2 = 7 kcal/m²..5 cm circa............ °C Tali valori valgono per temperature tra 0 e 20÷30 °C..18 Linoleum.... ecc......... Nello scegliere i valori di T fra i limiti sopraccennati bisognerà tener presente diversi fattori come: modalità di cessione del calore da parte dei corpi scaldanti...... Qualora la parete comprenda delle intercapedini di aria.... 0....................3÷0..................... 0................ 0.. riferito alle strutture più frequenti nell'edilizia civile..... 0..... 0..0 Tufo...5÷2... per esempio)... Il volume V viene di solito messo in relazione al volume Va dell'ambiente ponendo: V= α Va ad α si possono attribuire.... A......2÷2............ 0. COEFFICIENTI DI CONDUTTIVITÀ TERMICA INTERNA in kcal/m h °C MATERIALI E DESRIZIONE C Acqua....... 250 kg/m³) 0....2 Asfalto.06 Legno asciutto....05 Gesso in piastrelle per rivestimenti........... 0............. 0. nessun aumento per le pareti sposte a Sud... si effettua mediante l'espressione: Q = C S (T ... il coefficiente di adduzione tra la parete e l'esterno e K2...15 Aria..... 0... 2÷3 Ottone........1 Marmo................... S.3 V (T–t) essendo V il volume di aria introdotto ogni ora espresso in mllh... in questo caso..... 0....... ÷ Qualora si trattasse di ventilazione forzata i valori di α sarebbero generalmente diversi: ma la questione rientra allora nel campo degli impianti di termoventilazione o di condizionanento ai quali si accennerà in seguito. l'umidificazione dell'aria di ventilazione (cioè della quantità d'aria introdotta... a 2÷3 kcal/m³ di aria di rinnovo.... 2.C......................... 0............................ 0......1 Lana di vetro (alla rinfusa). 0..... per quanto riguarda K1. 200 kg/m³)................. 0.65 Zinco.. T e t in °C e Q in grandi calorie per ora (kcal/h)..... i valori del coefficiente C (coefficiente di trasmissione della parete) risultano dallo specchio che segue......................... 1. ogni ora.......5 Sabbia bagnata.............05÷0................ in condizioni di regime.......: abitazioni. i seguenti valori: α = 0........ S l'area della superficie della parete... (p.....027 Segatura di legno.......... b) per t si sceglie un valore convenzionale variabile con la località: nelle pubblicazioni speciali sono normalmente riportati tali valori per le diverse città d'Italia... ingressi.. come già detto. cucine ecc. α = 1÷2 per atri................ anche di quello della diversa insolazione alla quale sono sottoposte le varie pareti a seconda della loro esposizione... gneiss.. corrispondenti coefficienti di conduttività termica interna. h.... velocità del vento di circa 15 km/h.. 600 kg/m³).. 0.............. se la larghezza dell'intercapedine è inferiore a 1....04 Sughero agglomerato con asfalto in lastre..........048 Stuoie isolanti (p.... T e t le temperature dei due ambienti........... S2..........03 Fibre organiche alla rinfusa (p...........5 Lana di scorie d'alto forno.............. nello stesso tempo..... C2.. di ufficio ecc. 300 kg/m³).. si usa aumentare empiricamente i valori di C a seconda delle esposizioni e delle località.................. si trascura la conduttività interna dell'aria: nell'espressione di C vengono cosi ad aggiungersi semplicemente.... per ambienti in cui si può presumere normale movimento delle persone ma abbigliamento delle stesse corrispondente alle condizioni esterne. 1.... 0. 0. estensione delle superfici vetrate.... ÷ nel caso di locali in cui si può presumere che venga svolto un lavoro fisico o che le persone siano in intenso movimento T =12÷18 °C. T e t le temperature interna ed esterna in IC... Naturalmente per esposizioni intermedie si assumono valori intermedi. 300÷340 Schiuma di gomma... per ogni intervallo di tempo......06 Sabbia asciutta............... ecc......E... e di quello per conduttività interna nell'aria stessa (coefficiente c di quest'ultima 0. 70÷100 Paglia tritata............... spec.............. 0............20 Amianto (p..l.5 Calcare da costruzione.......07 Ferro (e acciaio).. ....... attraverso una parete piana che divide due ambienti a temperatura diversa....... h...... C1........16 Magnesia (carbonato e amianto).. La resistenza termica dell'intercapedine diventa......08 Pomice (p................... K1.......... due termini del tipo 1/k in cui k si usa assumere di solito uguale a 10 kcal/m² h °C.. 0........ pareti di tipo normale e........ spec. 0.............. spec............. 180.... sono gli spessori........25 Granito...7÷3.... 700 kg/m³)..08 Piombo. 0.... 0...... Si può ritenere numericamente: K1 = 10÷15 kcal/m²... .......... 26÷29 Pomice (p......... 0........ α =2÷3 per gabinetti..... 1 c1 c2 k2 k1 in cui S1.... al denominatore...... per pareti esposte a Ovest 10÷20% a seconda della località.08 Terra............. poiché le valutazioni vanno fatte allora caso per caso...........02 kcal/m h °C).. se la larghezza dell'intercapedine è maggiore di 2..... ........... per ventilazione naturale.....P........... dei vari strati di materiali diversi costituenti la parete......... 0. se ne potrà calcolare il coefficiente di trasmissione C con la: l coefficienti di conduttività termica interna sono desumibili dalla tabella seguente........ spec....5÷1 per stanze di abitazione.. 0..5 Cartone.054 Farina fossile in polvere........................ Qualora la S venga espressa in m².. 2..IMPIANTI DI RISCALDAMENTO TERMOSIFONE DATI GENERALI DI CALCOLO Il calore fornito artificialmente ad un ambiente deve compensare..spec..............2 Cotone.... eventualmente.... 0... ed è questo il caso più frequente...spec. si potrà assumere T= 18÷22 °C.....I..... 100 kg/m³)..016 Rame... dall'esterno all'interno del locale).5 cm si tien conto dell'effetto contemporaneo del passaggio di calore per adduzione tra parete e aria........07÷0... 0... si sceglierà T =14÷18 °C.................. Per tener conto dell'influenza che in casi diversi le velocità del vento possono avere sul valore di K1... La quantità di calore occorrente ogni ora per riscaldare l’aria di ventilazione si può calcolare con la formula: Qv=0....

. Finestra a 1 vetro con telaio in legno Finestra a 2 vetri con telaio unico in ferro...P.....r..... aule scolastiche........ Finestra a 1 vetro con telaio in ferro..............)...... È necessario ricordare. nella generalità dei casi.. l'esercizio degli impianti non é continuo. che danno luogo ad altrettanti tipi di impianti di riscaldamento.. Doppia finestra con telai in legno..) debbano essere fornite 0.. Un valore di aumento che dà buoni risultati. applicato al caso di edifici per case di abitazione o uffici con orari di funzionamento normali (10 ore di interruzione su 24) è dell'ordine di grandezza del 15%.......... di TRASMISSIONE C 3 2 3 6 5 3..5 4 A. che i calcoli finora indicati si riferiscono a condizioni di regime....3: muri usuali senza particolari accorgimenti isolanti. LUCERNARI Porta esterna di legno senza vetri..... Una classificazione dei diversi tipi viene PORTE.. In realtà un impianto di riscaldamento non funziona nelle cennate condizioni... quali: la durata del funzionamento e quella dell'interruzione.. ecc.... S...........l. Finestra a 2 vetri con talaio unico in legno.. al fabbricato stesso. infissi semplici ad un sola vetro......... ecc......... Il fabbisogno di calore così calcolato può essere fornito ai locali da riscaldare in modi diversi. il periodo di tempo nel quale si vuole che si raggiungano le temperature desiderate..... uffici.... le caratteristiche costruttive del fabbricato per quanto si riferisce alla sua « inerzia termica ».. Coeffic. sia perché....... aule per conferenze... Porta interna di legno senza vetri.5 2 5 2.... Lucernai doppi...5 2... Vetrine.I...........5 2. Esistono pertanto dei periodi di avviamento nei quali l'impianto sarà chiamato a fornire agli ambienti una quantità di calore maggiore di quella occorrente a regime... (per la presenza di numerose persone. FINESTRE....... ecc. 241b Manuale dell’Architetto .. ma viene interrotto per alcune ore della giornata (case di abitazione....... calcolate come sopra specificato. a questo punto.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO TERMOSIFONE La somma delle quantità di calore anzidette (occorrenti per compensare le trasmissioni di calore e per adeguare alte condizioni interne quelle dell'aria esterna di ventilazione) estesa a tutti gli ambienti del fabbricato e diminuita eventualmente delle quantità di calore che ogni ora potrebbero essere prodotte in alcuni ambienti.. Un'idea dell'ordine di grandezza di questa quantità di calore si può avere ritenendo che ad un fabbricato le cui caratteristiche costruttive non si differenzino molto da quelle normalmente adottate in edifici civili (rapporto tra area delle finestre ed area totale delle pareti intorno a 0.... sia perché la temperatura esterna è in continua e sensibile variazione.....C.. di grandi lampade o di qualsiasi altra notevole sorgente di calore) rappresenta la quantità totale di calore che deve essere fornita.. L'entità di questa aumento dipende da molteplici fattori. Lucernai semplici....9 kcal/'h m³ di costruzione (vuoto per pieno) e per ogni °C di differenza tra le temperature esterna ed interna............. Di questo si tien conto empiricamente aumentando di un congruo valore percentuale le quantità di calore da fornire ai singoli ambienti. ecc...... Porta interna di legno a vetri.. Doppia finestra con telai in ferro.........E..) o addirittura per alcuni giorni della settimana (sale di riunione....... ogni ora..

Si può così calcolare la quantità di calore che passa dall’ambiente ricaldato al sottotetto attraverso il soffitto al quale si attribuisce un coefficiente di trasmissione compreso fra 4 e 6.E.81 2.7 3.50 0.70 0.56 0.40 0.30 0.46 3.18 10 20 pavimento poggiante direttamente sul terreno con materiale isolante 0.59 1.65 0.30 0.21 1.38 1.03 0. S.l.6 ÷ 0.44 1.94 0.9 1.87 2.70 1.50 0.50 1.12 0.12 0.80 1.5 ÷ 2 Muratura di mattoni forati con parametro in pietra da taglio di ~ 5 cm di spessore 0.80 1.52 1.) Coperture in cotto ardesia artificiale o lamiera Senza soffittatura (capriate in vista) Con soffittatura applicata alle capriate Muratura di mattoni con parametro in pietra da taglio di ~ 5 cm di spessore 0.41 1.37 1.75 1.47 1.60 0.60 3.38 0.65 0.08 2.35 1.50 0.80 1.14 2.76 1.50 1.17 COPERTURE (per le coperture piane vedere soli ecc.08 0.25 0.51 0.6 1.70 1.1 1.15 0.55 1.5 0.26 1.9 2.7 2. 242 Manuale dell’Architetto .12 0.r.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO TERMOSIFONE VALORI DEL COEFFICIENTE C RIFERITI ALLE STRUTTURE PIÙ FREQUENTI NELL'EDILIZIA CIVILE MURATURE Spessore della parete C = kcal/m² h °C muratura rustica mur.56 0.25 0.20 0.1 0.34 2.36 1.96 2.80 1.89 1.20 0.12 4.5 1.20 0.00 0.60 1.40 0.56 0.38 0.30 2.22 1.60 0.4 2.74 1.41 1.0 1.16 2.05 0.48 1.96 1.80 1.70 1.25 0.0 2.70 3.78 0.8 1.25 0.93 3. finita intonaco ~ 1 cm SOLAI.38 0.04 1.85 0.65 1.50 0.4 2.60 1.60 0.5 3.8 Muratura di pietrame con parametro di mattoni di ~ 6 cm di spessore Solaio composto di doppio strato di tavolo e intonaco di soffittatura Doppio strato di tavolo su travicelli di legno 0.96 1. SOFFITTI E PAVIMENTI C = kcal/m² h °C Spessore della parete Senza soffitto inferiore Pavimento Cemento di nudo(senza mattonella soffitto o pavimento) sul cemento Pavimento di legno Pavimento di linoleum Muratura di mattoni pieni 0.2 2.72 2.70 8 ÷ 14 2 ÷ 2.86 su fondo continuo in tavolo Coperture in cotto o eternit con soffittatura orizzontale Con materiale isolante tra tavolato e tegole 2 ÷ 2.26 1.68 1.70 0.28 2.72 2.76 1.5 ÷ 1.23 0.20 0.2 3.59 1.48 2.30 Blocchi forati di scorie 2.1 Muratura di pietrame con parametro pietra da taglio di ~ 5 cm di spessore 0.17 2.53 2.60 1.41 1.40 0.5 su travicelli Coperture in cotto o ardesia naturale o artificiale Senza materiale isolante 5 1.58 2.65 0.81 1.91 10 15 20 25 10 15 20 25 3.I.80 0.51 Calcestruzzo di cemento (per cemento armato il coefficiente aumenta del 10%) Solaio in legno composto di travicelli e solaio di tavolo Strato di tavolo su travicelli di legno 1.25 3.56 0.20 0.93 1.00 2.80 1.80 1.85 1.40 1.64 1.13 0.69 1.P.30 0.22 1.65 0.21 3.15 1.28 1.46 5 4.70 Il sottotetto può essere considerato come un ambiente non riscaldato che si trova ad una temperatura intermedia fra l’internna e l’esterna e che può assumersi con sufficiente approssimazione uguale alla media fra le due.22 0.60 1.38 0.75 1.00 1.52 1.68 1.50 0.8 di cemento 0. formante ampio sottotetto A.47 1.1 1.22 1.39 2.3 4.27 0.50 0.54 1.65 1.22 1.44 1.25 0.46 0.41 1.46 1.45 0.53 2.C.00 1.17 1.7 3.15 solaio del tipo misto con pavimento Senza di intonaco su leggera armatura pavimento poggiante direttamente sul terreno senza materiale isolante 10 15 20 25 Muratura di mattoni forati Muratura di pietrame 0.6 2.60 1.95 1.35 1.7 ÷ 1.80 1.10 0.

comunque. (fig. Per questa ragione è necessario dare alla rete di distribuzione cosiddetta «orizzontale» una pendenza del 5÷10% in un senso prestabilito (normalmente a «salire» partendo dalla caldaia e procedendo verso le varie colonne montanti). 1). Un caso particolare degli impianti di riscaldamento a gravità è quello degli «impianti a livello».r. Si hanno così: a) gli impianti ad acqua calda a «circolazione naturale » (o «a gravità» o «a termosifone» propriamente detti). che in questo caso viene provocata da un mezzo meccanico. 243a Manuale dell’Architetto . impianti a circolazione naturale. 2 e 3) cui si ricorre per il riscaldamento autonomo A. la circolazione del fluido è dovuta alla diversa densità dell'acqua nei circuiti di andata e ritorno. Ciò è dovuto a ragioni sia economiche che tecniche. cioè con la tubazione orizzontale di andata disposta subito sotto il soffitto: quella di ritorno può essere sistemata al disotto del pavimento o riportata anch'essa al soffitto: si hanno così due tipi di impianto a livello. La sua applicazione si sta ora diffondendo. a meno di non far coincidere tali cambiamenti con punti di innesto con tubazioni verticali o di munirli di adatti dispositivi per lo sfogo dell'aria (automatici o manuali). una rete orizzontale di andata al soffitto dell'ultimo piano disposta nel sottotetto o in un controsofftto. b) gli impianti ad acqua calda a «circolazione forzata » (o «accelerata » o «rapida»). consistente generalmente in un'elettropompa centrifuga inserita nel circuito del fluido riscaldante. Il sistema è particolarmente indicato per impianti in edifici estesi ed è indispensabile nei casi in cui sia necessario disporre una o più stufe a livello inferiore rispetto a quello della caldaia. Naturalmente si rimane vincolati al funzionamento dell'elettro- andata ritorno valvola d'intgercettazione con rubinetto di scarico Fig.E. esso è in comunicazione con l'atmosfera negli impianti ad acqua calda normale.P. nello scantinato (distribuzione dal basso). è in molti casi leggermente inferiore a quello degli impianti a termosifone. II volume m litri del vaso d'espansione può determinarsi empiricamente dividendo per 600÷700 la potenza massima dell'impianto espressa in kcal/h.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO TERMOSIFONE tubo d'aria vaso d'espansione rete di sfogo d'aria di singoli appartamenti. da colonne discendenti verticali e infine da una rete « orizzontale » d ritorno al soffitto dello scantinato. IMPIANTI Dl RISCALDAMENTO AD ACQUA CALDA A CIRCOLAZIONE FORZATA Sono simili ai precedenti a meno del sistema di circolazione. IMPIANTI Dl RISCALDAMENTO AD ACQUA CALDA A CIRCOLAZIONE NATUNATURALE In questi impianti (fig. mentre è a tenuta d'aria in quelli cosiddetti ad acqua « surriscaldata ». è dovuta. Le colonne montanti sono collegate alle estremità superiori con una tubazione (rete d'aria) che normalmente fa capo al vaso d'espansione e che ha lo scopo di eliminare le sacche d'aria che possono formarsi durante il riempimento dell'impianto o nel corso del suo funzionamento. La circolazione.L'alimentazione delle stufe è fatta generalmente sistemando i tronchi principali delle tubazioni orizzontali. Un altro schema frequentemente adottato e che permette forse una più sicura circolazione dell'acqua nelle tubazioni (specialmente nel periodo di avviamento) è quello cosiddetto con « distribuzione dall'alto » costituito da una colonna montante generale. L'alimentazione è effettuata sempredall'alto. in particolare. 4) normalmente sulla tubazione di ritorno subito a monte della caldaia.Schema di impianto e termosifone a circolazione naturale di solito fatta in base allo stato del fluido che circola nell'impianto ed alle modalità secondo le quali il fluido stesso viene fatto circolare. al progressivo raffreddamento dell'acqua nelle tubazioni orizzontali di andata: perciò quest'ultime non debbono mai essere rivestite con isolanti termici. che riceve calore in caldaia e lo cede nei corpi scaldanti. II costo complessivo della installazione. 1 . determinata in linea generale dalle differenze di pressione che si stabiliscono m seguito alle diverse densità del fluido nelle tubazioni. Bisognerà inoltre aver cura di evitare cambiamenti di pendenza (contropendenze) che darebbero luogo a zone di accumulo dell'aria dannosissime agli effetti della circolazione dell'acqua. quasi esclusivamente. S.l.I. nei quali.C. conseguente alle diverse temperature assunte dall'acqua stessa. inoltre le più elevate differenze di pressione in giuoco liberano da molte incertezze riguardanti difficoltà di circolazione dell'acqua e consentono una maggiore adattabilità dell'impianto alle varie esigenze di distribuzione del fluido scaldante. In tutti i casi gli impianti sono muniti di un vaso d espansione il cui compito è di permettere la libera dilatazione del fluido e quindi di evitare sovrappressioni pericolose. volendo far superare all'acqua la temperatura di 100° è necessario mantenere in tutto l'impianto una pressione superiore a quella atmosferica. il secondo dei quali è detto anche a «sifone» per l'andamento particolare che assume in tal caso la tubazione di ritorno. anche in edifici di modeste dimensioni nei quali venivano prima installati. c) gli impianti «a vapore». infatti. (fig. sia di andata che di ritorno. In tale sistema la mezzeria delle stufe è all'incirca allo stesso livello di quella della caldaia. mentre in liea teorica sarebbe conveniente isolare il trattoverticale di salita disposto in partenza dalla caldaia.

con i soliti accorgimenti per quello che riguarda l'eliminazione dell'aria dall'interno dell'impianto. 3 .densa possono essere diversi: si può sfogo d'aria avere cosi.C. sicurezza pressoché assoluta.Schema di impianto a livello con ritorno a sifone A. a media dalle caldaie alle singole stufe e per la (2-3 atmosfere) e ad alta pressione sistemazione delle tubazioni di con(8-10 atmosfere): generalmente inque.l.E.I. 5) un'altezza pari alla pressione effettiva di andata ritorno Fig. si può però ottenere disponendo due di tali apparecchi uno di riserva all'altro.Schema di impianto a livello con ritorno in basso sfogo d'aria tubo d'aria ritorno a sifone Fig. 2 . Per qanto riguarda la disposizione delle tubazioni si può dire che è quasi esclusivamente adottata la «distribuzione dal basso».IMPIANTI DI RISCALDAMENTO TERMOSIFONE pompa. la disposizione con tubazioni « asciutte » o quella con tubazioni «annegate»: si ottiene l'una o l'altra di queste ultime a seconda che le tubazioni medesime siano disposte sopra o sotto il livello (indicato con n-n in fig. La circolazione è dovuta alla differenza tra la pressione del vapore in caldaia e quella nelle stufe. Con particolare riferiA VAPORE mento agli impianti a bassa pressione Si costruiscono impianti a bassa pres.(fig. la distribuzione dall'alto (meno usata) e quella dal basso (vedi caso analogo negli impianti d gravità). 5) ottenuto aggiungendo a quello dell'acqua incaldaia (indicato con m-m in fig. S. da questo punto di vista. per quanto riguarda la condensa. il vapore percorre così le tubazioni di andata. si condensa nelle stufe e torna in caldaia sotto IMPIANTI DI RISCALDAMENTO forma di acqua. per quanto riguarda il vapore.r.P. 243b Manuale dell’Architetto . 5). si accenna che gli schemiadotsione(qualche decimo di atmosfera di tati per la distribuzione del vapore pressione effettiva in caldaia). sti ultimi casi solo una parte dell'impianto (caldaia e tubazioni principali) è a media o ad alta pressione: questa viene abbassata a qualche decimo di atmosfera a mezzo di riduttori prima che il vapore entri nei corpi riscaldanti.

S. per i quali. B. espressa in altezza di colonna fluida. ecc.C. ma non quello del vapore.). aggiungendo a questa opportuni additivi. in cui il vapore cede calore all'acqua che poi agisce in singoli impianti. Il ritorno dell'acqua di condensa in caldaia può avvenire in generale. 6). un serbatoio di raccolta della condensa in comunicazione con l'atmosfera.r. In tali punti si stabilisce un collegamento tra le tubazioni di vapore e quelle di condensa in modo di permettere all'acqua formatasi nelle prime di passare nelle altre. sembra per l'arrostimento della polvere. ai piedi delle colonne montanti: inoltre gli scaricatori vengono di solito sistemati sulle uscite di tutti gli apparecchi utilizzatori (radiatori. come è generalmente negli impianti a media e ad alta pressione. A. scambiatori. costituiti magari da più edifici. La tendenza ad eliminare il riscaldamento diretto con vapore è dovuta a ragioni igieniche e tecniche. C. e in cui sia necessaria una piccola inerzia termica: per esempio. dal quale l'acqua viene poi inviata in caldaia a mezzo di pompe accoppiate a motore elettrico o mosse direttamente dal vapore che agisce nell'impianto. senza creare gravi disturbi alla circolazione del vapore e senza produrre rumori fastidiosi. il riscaldamento di un fabbriccato di alta montagna abitato solo saltuariamente. Una particolarità caratteristica delle tubazioni di vapore è che sono disposte sempre con una leggera pendenza nel senso del moto del fluido. La scelta dell'uno o dell'altro tipo d'impianto. mediante « sifoni scaricatori »(occorre però che l'altezza del sifone sia perlomeno uguale alla sovrappressione di caldaia espressa in metri di colonna fluida. nel riscaldamento ad acqua. Per il calcolo delle tubazioni nei diversi casi si rimanda ai trattati speciali. gli scambiatori funzionano da caldaie. in una parte bassa del fabbricato. m-m. 5 – Impianto a vapore a bassa pressione (2/10 atm) A. ecc. con tubazioni di condensa annegate. h. si ricorre a sistemi misti. per la medesima ragione sopra esposta. impressioni di eccessiva secchezza dell'aria e che provoca anche un irraggiamento molesto. Alla base delle prime è l'alta temperatura (anche superiore a 100 °C) dei corpi scaldanti. viste le notevoli distanze che in questi casi il fluido deve compiere per arrivare dalla centrale termica fino ai diversi corpi scaldanti: per queste situazioni però.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO TERMOSIFONE rete di sfogo d'aria vaso d'espansione andata ritorno valvole d'intercettazione delle colonne idrometro valvole d'intercettazione Fig. appena possibile. 244a Manuale dell’Architetto . L'installazione di sifoni o di scaricatori è indispensabile. e dello schema da adottare deve essere fatta in base a condizioni particolari che vanno esaminate caso per caso. livello dell’acqua in caldaia. nelle maggiori perdite di calore per i disperdimenti dalle tubazioni. 6 – Scambiatore di calore per impianti di riscaldamento ad acqua calda a mezzo vapore e per la preparazione di acqua calda per usi sanitari le ragioni tecniche si identificano essenzialmente nel relativamente rapido deperimento dei materiali (in particolare tubazioni e scaricatori di condensa. c m aria n n h m c c sifoni scaricatori A c c c c m m aria c c sifoni scaricatori B Fig. entrata vapore andata valvola di sicurezza scarico ritorno uscita condensa tubi in rame (o ottone) ad U con estremità in una piastra di ferro c c c Fig. disposti per esempio uno per edificio. con tubazioni di condensa asciutte. valvole riduttrici di pressione. anche se sono bene isolate. 4 – Schema di impianto a termosifone a circolazione accellerata partenza del vapore espressa in m (o mm) di colonna d'acqua. altezza di colonna liquida corrispondente alla sovrapposizione di caldaia.P. quali il glicol etilenico.l. che ne abbassano il punto di congelamento). che produce. semplicemente per gravità qualora la quota della stufa più bassa rispetto alla caldaia stessa sia maggiore della pressione effettiva di partenza del vapore. Si può pertanto affermare che il riscaldamento diretto con vapore viene ormai limitato a casi specialissimi come quelli di impianti in cui si abbiano a temere forti pericoli di gelo (ai quali si può però ovviare. Se questo non avviene. per permettere all'acqua di condensa che inevitabilmente si forma in tali tubazioni.). L'uso del vapore rimane comunque indispensabile quando si debba ottenere il riscaldamento di grossi complessi. installando una distribuzione primaria di vapore (a media o ad alta pressione) che alimenta degli scambiatori di calore locali (fig. scaricatore di condensa. Questi collegamenti si realizzano. per evitare il passaggio diretto del vapore nelle tubazioni di condensa) oppure per mezzo di appositi apparecchi (scaricatori di condensa) che permettono il passaggio della acqua.I. nell'impossibilità di una efficace regolazione centrale (ed anche locale) del calore fornito agli ambienti. occorre disporre.E. Si può dire però che gli orientamenti generali recenti conducono alla progressiva eliminazione del riscaldamento diretto con vapore ed a limitare l'impiego degli impianti a gravità alle piccole applicazioni in appartamenti o in edifici di limitatissima estensione. in sostanza. di procedere verso punti prestabiliti di eliminazione.

l.I.E. Per i tipi di caIdaie normalmente usati negli impianti di riscaldamento (prescindendo cioè dalle caldaie a vapore di grossa potenzialità.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO TERMOSIFONE CALDAIE La superficie di scambio delle caldaie si può de terminare dividendo la quantità di calore oraria occorrentenell'impianto .C.r. Le caldaie usate negli impianti diriscaldamento appartengono in sostanza a due diverse categorie: caldaie in ghisa e caldaie in acciaio. Si può intanto dire che le prime possono essere impiegate per A. S.P.per la quantità di caloretrasmessa ogni ora attraverso 1 m² di superficie di caldaia. 244b Manuale dell’Architetto . usate in impianti di grandi complessi) si può ritenere prudenzialmente che attraverso 1m² disupercie vengano cedute ogni ora al fluido agente nell’impianto circa 8000 kcal.aumentata del 5÷10 per tener conto delledispersioni di calore lungo i tubi .

di regola. Le caldaie in acciaio variano anch'esse la loro conformazione a seconda della potenzialità: si può dire a tale proposito che si adopeB L c c c c a Fig.94 0. 7 – Caldaie in ghisa ad elementi. Le caldaie in ghisa possono essere in un sol pezzo fino a 2 m² circa di superficie oppure.P.9 1. c.C. (fig. caldaie tipo «Cornovaglia» e derivate a tubi di fumo per potenzialità superiori ed infine caldaie a tubi d'acqua per grosse produzioni di vapore. Le case A costruttrici fabbricano normalmente gli elementi in quattro o cinque dimensioni diversecorrispondenti a diverse classi di caldaie: conl'accoppiamento di un differente numero dielementi si realizzano caldaie con varie superfici. s.20 2. caldaie tipo «Marina» per medie potenzialità (fino a 50-60 m²). La scelta tra caldaie in ghisa e caldaie in acciaio. e per conto le ottime qualità meccaniche e la relativa aggredibilità dell'acciaio da parte di agenticorrosivi. ove le caldaie in ghisa possono montarsi « in loco » elemento per elemento. 245a Manuale dell’Architetto . Potranno essere però determinanti. di costo. In figura 8 sono riportate le rappresentazioni schematiche di un tipo di caldaia « Marina». fino alle caldaie per grosse produzioni di calore centralizzate. mentre le caldaie in acciaio sicostruiscono. andrebbe decisa tenendo presenti le caratteristiche essenziali dei duemateriali.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO TERMOSIFONE piccoli e medi impianti mentre le seconde possono coprire tutto il fabbisogno occorrente.r. caldaie in un sol pezzo per piccoli impianti (fino a 3-4 m²).2 Numero di elementi Lunghezza totale di caldaia l mm 610÷1360 680÷1450 880÷1930 1200÷2400 505÷1485 805÷2380 NOTE 4÷9 6÷13 6÷13 8÷16 4÷11 5÷14 per acqua calda » » id.l. b. le caratteristiche di alcuni tipi di queste caldaie.32 2. ai massimo. b TIPI DI CALDAIE IN GHISA AD ELEMENTI Dimensioni Serie I II III IV V VI A mm 1065 1316 1530 1630 1052 1560 dell'elemento B mm 730 1000 1250 1550 846 1070 C mm 152 110 152 152 140 175 Superficie dell'elemento m² 0. vista frontale. per esempio. S. di ise in due o v tre parti. li numero di elementi riuniti in una sola unità si suole tenere tra un minimo di quattro-cin que ed un massimo di quindicisedici. e precisamente: le scadenti qualità meccaniche e l'alta resistenza alla corrosione della ghisa. e vapore » rano.95 2. ad elementi unibili gli A+46 uni agli altri mediante nipples biconici. A titolo di esempio si riportano. i fattori d'ingombro. volta per volta. a. a parte le considerazioni giàaccennate sul campi d'impiego talvoltadiversi. vista laterale. 7).E.I. per superfici maggiori. LOCALI CALDAIE La previsione della superficie da assegnare a tali ambienti può essere fatta sulla base dei dati seguenti valevolinaturalmente in senso indicativo: per fabbricati fino a 3000 m³ (vuoto per pieno) » » da 3000 a 6000 » » » » » » da 6000 a 10000 » » » » » » da 10000 a 20000 » » » » per ogni 1000 m³ oltre i 20000 aumentare di 10 m² 15 » 20 » 30 » 1 » Superficie riscaldata m² 5 8 10 15 20 30 40 60 100 DIMENSIONI D'INGOMBRO INDICATIVE A B C D mm mm mm mm 1400 1000 650 1050 1600 1150 750 1250 1700 1100 860 1300 1900 1200 920 1500 2100 1400 1000 1550 2600 1800 1100 1700 2800 1900 1250 1950 3200 2400 1300 2000 3700 2800 1600 2600 A. di facilità di trasporto e di posa in opera (si tenga presente.

0. l'adozione dei «depuratori di filmo ». comunque. supponendo la temperatura media dei fumi di circa 200°C quella dell'aria esterna di circa 10°C. A B C D a b Fig. E' da rilevare anzi.E. trasversale.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO TERMOSIFONE DEPOSITO COMBUSTIBILI Il volume della carbonaia può essere previsto sulla base di 2 m³ per ogni 5000 m³ di fabbricato e per ogni giornata di approvvigionamento. sez. Fissata l'altezza H rimane stabilito il «tiraggio» del camino e cioè la depressione che esso crea alla sua base e che si può valutare mediamente con la formula: h . Nel caso di combustibili liquidi. h in mm di colonna d'acqua). dato il più elevato potere calorifico ed il migliore stivaggio di questi. che la sommità del camino superi sempre nella massima possibile entità il livello della copertura delfabbricato per evitare disturbi agli occupanti di questo o degli edifici vicini. Ovviamente il fattore 0. a tal proposito. Es. Per avere un buon tiraggio è necessario che h abbia valori da 8 a 12 mm per caldaie semplici con camino diretto e da 12 a 18 mm per caldaie con più giri di fumo.45 aumenta all'aumentare della temperatura dei funi e al dimi nuire di quella dell'aria esterna. S. che tendono a liberare i pro dotti della combustione dalle particelle che questi trasportano insospensione e che sono presenti in copia anche notevole.P. A.). b. la cubatura del deposito combustibili può essere ridottanotevolmente. Nelle progettazioni occorre comunque tener presenti le disposizioni per la sicurezza dei depositi di combustibili liquidi emanate coi Decreto Ministeriale 31 luglio 1934 (Gazzetta Ufficiale n.l. si può così considerare mediante un volume di serbatoio di circa 200 litri per ogni 5000 ml di fabbricato e per ogni giornata di fun zionamento. prescindendo cioè dalle realizzazioni a carattere tipicamente industriale o relative a grossicomplessi (ad.r. tipo coke da gas e antracite inglese. CAMINI Da tenere ben presenti nell'installazione di una centrate termica.C. quando la combustione è mal condotta. 8 – Caldaia in acciaio tipo Marina. 228) e le prescrizioni locali dei Vigili del Fuoco.45 H (H in metri. l’altezza del camino è sempre imposta a priori poiché è legata a quelle dell'edificio in cui deve essere installato. 245b Manuale dell’Architetto . centrali per riscaldamento di interi quartieri). Relativamente al punto 1) si accenna che nellageneralità dei casi.I. Si avrà cura. a. sezione longitudinale. e anche sovente in quella più modesta di una caldaia per riscaldamento di piccoli complessi (appartamenti. Gli aspetti più rilevanti di tali questioni sono: 1) le dimensioni da dare al camino: 2) la sua più opportuna ubicazione: 3) le sue caratteristiche costruttive. e perché suggerita dal buon senso crei progettisti e degli installatori. come si vada ormai diffondendo. I dati valgono per combustibile ad elevato potere calorifico. villini ecc. sono le que stioni connesse con la costruzione del camino occor rente per lo smaltimento dei fumi. e perché imposta da alcuni Regolamenti Comunali.

5 9. A tale fine è anche opportuno che i radiatori siano verniciati irn tinta non lucida: da escludere in ogni caso la loro nichelatura. è bene pero che.46 0. per consentire un buon isolamento termico. temperatura media del nuido nell'interno del radiatore.7 5. 9 – Tipo di radiatore in ghisa a colonne a nove elementi.7 3.4 3.8 4.0 4.6 10.4 4.5 4.8 4. c.5 8. per quanto sia consigliabile l'adozione delle sezioni circolari. oltreché per eventuali ragioni statiche.6 5.0 3. 2.0 2. in eternit o in lamiera.4 5.6 5.6 5.9 4.0 10..8 6.5 3.4 7. poiché il raffreddamento dei fumi nel camino si ripercuote negativamente sul tiraggio: in qualche circostanza (camini esterni in località molto fredde ad es. vista di fianco.3 6.6 4.1 4.6 9.3 7.4 2.0 10. 1. ragioni costruttive impongono molto spesso il ricorso a sezioni rettangolari.0 7.5 3. orizzontali troppo lunghi. come: forma e dimensioni degli elementi. Qualche volta si fanno anche camini con canne in eternit o in lamiera rivestite di muratura. specialmente in ambienti di piccole dimensioni (bagni.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO TERMOSIFONE L'area 5 della sezione del camino si potrà calcolare conoscendo le caratteristiche del combustibile adoperato e la quantità di esso che occorre bruciare ogni ora.5 6.0 3. w.0 1. Riferendosi infine alla costruzione dei camini.3 4.5 3.1 5.2 4. Si può ritenere.4 2.28 0..0 3. Per una buona efficienza delle singole stufe è bene che esse non siano costituite di più di 15÷20 elementi.8 7.5 6.6 8..6 4.1 10.0 4. Questa efficienza dipende da molteplici fattori.0 3.8 6.0 5.1 3.3 5.9 9.6 3.4 4.4 3.2 3.5 5.1 3.0 2. mediante manicotti fitettati esternamente.5 6.6 5. tipi di impianto (a circ.2 7..4 4.34 0. di limitare..2 3.6 5.3 2.1 2.5 3.0 4. Nelle tabelle 1 e 2 sono riportati i risultati che si ottengono con dette formule riferendole a diverse altezze del camino e a diverse produzioni di calore delle caldaie: si tenga presente che nel trarre dette tabelle sono stati assunti per il carbone e per la nafta rispettivamente i poteri calorifici medi di 4900 e 8500 kcal.8 2. Fig.2 8.2 2.5 5. temperatura ambiente ecc.7 7. in questo caso.9 5.3 9. è chiaro che debba essere scelta in modo da poter collegare le caldaie al camino medesimo con i percorsi più brevi e con il minor numero possibile di cambiamenti di direzione e di sezione: si avrà cura anzi di eseguire le curve con ampi raggi.5 5.7 3.4 3.5 3.2 3.8 3.9 5. Tabella N 2 – CAMINI PER COMBUAltezza camino in metri 12 15 18 20 22 25 28 30 32 35 Sezione netta del camino in dm² per una produzione oraria di calorie 30000 40000 50000 60000 70000 80000 90000 100000 110000 120000 130000 140000 150000 1.8 5.1 4.7 3.8 4. In alcuni casi. 10 – Schemi di montaggio dei radiatori A.0 4.7 4. La muratura.1 9.P. si accenna che essa viene fatta di solito in muratura e in casi particolari mai troppo importanti.6 6.19 0.E.3 3.8 3.1 5.3 9.1 Tipo A 4 colonne..0 3.0 5.2 2.8 2.6 2.2 8.38 0. deve essere di conveniente spessore.7 3. 246 Manuale dell’Architetto .4 4.9 3. in numero adatto a formare le singole stufe.8 3.9 8.6 8.5 6.5 3. RADIATORI Sono costituiti da elementi verticali in ghisa od in acciaio stampato che vengono tra loro accoppiati.5 8.4 8.2 3. B F 1/2E+20 1 1/2E+20 E 2 Fig.8 A 9 colonne.9 2.1 5.9 2.C.6 6.9 6.0 1. a questo proposito.4 7.7 3.5 7.0 5. intonacata e lisciata nella parte interna.24 0.2 6.8 4.3 8.1 6.0 5. CORPI SCALDANTI l corpi scaldanti usati attualmente negli impianti di riscaldamento vengono in sostanza distinti in « normali radiatori » o « termoconvettori » o « pannelli radianti ».8 10. naturale o forzata o a vapore). Nella fig.3 5.8 2.20 0.5 4.1 4. La forma e la costituzione degli elementi sono studiati in modo da agevolare al massimo la trasmissione di calore per convezione e irraggiamento dall'interno all ‘esterno degli elementi stessi.8 5.0 7.2 1.8 5.5 2.7 6.8 6.4 5.0 2. evitare tratti di condotto.7 6.9 8..5 7.I..7 3.2 5. Sarà bene inoltre prevedere l'installazione di portelli d'ispezione e di pulizia nei punti dove si presume possano maggiormente accumularsi le particelle solide trasportate dai fumi: è opportuno poi. S.6 3.8 3.60 0.3 7..0 2.7 4.1 6.r.l.0 7.9 5.2 4.6 5.3 9.3 2.6 4.2 4.8 7. che essa si aggiri sulle 400 kcal/m2 h per gli impianti ad acqua (minore per gli impianti Altezza B mm 871 721 665 559 1015 871 721 665 559 402 289 Larghezza E Spessore mm elemento F mm 142 55 142 55 142 55 142 50 219 219 219 219 219 219 333 60 55 55 55 50 50 60 Superficie elemento m² 0.5 2. di raccordare con gradualità le sezioni diverse.4 1. mediamente. e nel caso di costruzioni in eternit o in lamiera alla ricopertura con materiali coibenti.4 8.8 4.30 0.8 4. il rapporto tra i lati non superi il valore di 1.2 2.1 3.0 2.5. le stufe possono essere costituite da piastre radianti liscie o leggermente nervate costruite anch'èsse in ghisa o in acciaio.2 11. vista frontale.). visti i piccoli valori di differenza di pressione che provocano il moto dei fumi.7 5.8 7.6 8.0 5. 9 è disegnato di frorte e di fianco un normale radiatore a 9 elementi. Determinata l'area S si stabiliranno le dimensioni lineari della sezione una volta fissatane la forma: a questo riguardo si accenna che.6 7. A titolo di esempio si citano le formule seguenti (Rumor): S= P 64 H P 69 H (per carbone) Quanto all'ubicazione da dare ai camino..7 4.5 5.3 4.8 8.9 4.23 0.3 4.1 3.1 2.1 5.0 5.3 4.7 4. insomma. La determinazione della superficie di scambio di un radiatore si fa sernpiicemente calcolando il rapporto tra la quantità di caloreorariachequesto deve fornire all'ambiente e l'efficienza del radiatore stesso.2 6. al massimo tutte le cause che possano turbare ed ostacolare il moto dei fumi. 66 O 75 Tabella N 1 – CAMINI PER COMBUAltezza camino in metri 12 15 18 20 22 25 28 30 32 35 Sezione netta del camino in dm² per una produzione oraria di calorie 30000 40000 50000 60000 70000 80000 90000 100000 110000 120000 130000 140000 150000 2.5 6.) si potrà anche ricorrere all'adozione di doppie pareti con intercapedine. A 6 colonne.0 2.23 S= con: (per nafta) S area della sezione normale del camino in m² P kg/h di combustibile da bruciare.6 2.2 4.3 5.6 4.5 2. cioè la quantità di calore che viene scambiata in un'ora da 1 mz della sua superfccìe.4 7.9 9.3 10.2 4. ecc.3 10.

attivando la circolazione dell'aria. La disposizione a parete viene usata solo in caso di necessità.5 5 12 6x20 -5 0.Tipo di termoconvettore 1. sezione trasversale Quantità oraria di calore trasmessa da un termoconvettore per m di lunghezza in un ambiente a 18° h = altezza del vano mm Tipo Tipo Tipo dell'impianto del termoconvettore ad acqua calda (Tm = 75 °C) a 2 tubi a 3 tubi a4 tubi a 2 tubi a 3 tubi a4 tubi 220 596 894 1192 821 1231 1641 450 736 1104 1472 1223 1858 2435 600 821 1234 1644 1384 2075 2767 700 874 1311 1749 1486 2228 2970 800 909 1363 1818 1373 2350 3123 900 934 1401 1846 1636 2454 3272 a vapore (Tm = 101 °C) PANNELLI RADIANTI Sono costituiti. normalmente. ancora. 12). La loro efficienza dipende da diversi fattori. vengonoriportati i valori di efficienza di un tipo di termoconvettore abbastanza diffuso. TERMOCONVETTORI Sono costituiti da tubi. di acciaio. Talvolta vengono disposti in nicchie e dissimulati da uno schermo frontale sul quale sono praticate superiormente ed inferiormente delle aperture per permettere la circolazione dell'aria. vedi impianti di condizionamento).r.l. alla quale sono applicati degli elementi di lamiera di alluminio o. interasse tra i tubi. dei quali i più evidenti sono: temperatura media dell'acqua circolante. 11 .I. pannelli a pavimento o pannelli a parete (fig. dal punto di vista della distribuzione delle temperature negli ambienti. 3. La temperatura dell'acqua di alimentazione di questi pannelli non deve normalmente superare i 45-50 °C per evitare che le sollecitazioni termiche possano danneggiare le strutture murarie. 2. 11). L'efficienza dei termoconvettori. anche in modo abbastanza cospicuo. Conquesta disposizione.P. posizioe del pannello come già accen nato. l'efficienza del radiatore normalmente diminuisce. l radiatori (fig. Presenta dei vantaggi. con l'aumentare dell'altezza della nicchia aumenta la circolazione dell'aria attraverso il termoconvettore e di conseguenza la quantità di calore oraria che questo può fornire. Una particolare cura va posta nella posa in opera delle serpentine che. dipende dalle caratteristiche costruttive e di funzionamento (con particolare riferimento alla temperatura dei fluido in essi circolante). la installazione sotto i davanzali delle finestre. nella norma originaria che è poi. al pari e forse più di quella dei radiatori. vengono sistemati entro nicchie chiuse parzialmente da uno schermo normalmente metallico (fig. al variare delle condizioni di funzionamento. da serpentine di tubazioni del diametro da 1/2" a 1". Come ordine di grandezza si può ritenere che tale efficienza oscilli intorno alle 100 ÷ 1 50 kcal/h per ogni m² di superficie « vista » del pannello. Si possono avere cosi: pannelli a soffitto.C.E. I termoconvettori vengono montati di preferenza sotto i davanzali delle finestre. controsoglia in legno griglia ad alette in ottone lamiera nera 15 mm +78 lamiera copritermoconvettore schermo termovettore schermo 1 zoccolo 1. A titolo di esempio. preferibilmente di rame. maggiore per quelli a circolazione accelerata) e sulle 600 kcal/m² h per gli impianti a vapore. per quanto sia frequente anche la sistemazione in nicchie ore disposte su pareti interne. attraverso il termoconvettore si riscalda ed escedall'apertura superiore.00 1 2 A A 3 2 Fig. la maggiore semplicità di posa in opera (che può essere effettuata anche a fabbricato completamente costruito). conducibilità dello strato di materiale che li ricopre ecc. la nicchia in cui è disposto il termoconvettore viene così a comportarsi come un piccolo camino. L'aria che entra dall'apertura inferiore dello schermo. Questi pannelli presentano. la più diffusa. disposte annegate nelle strutture murarie delle varie pareti orizzontali o verticali. da una rete di tubi sospesa al disotto del soffitto. rispetto agli altri. pianta. temperatura ambiente. delle altre due è preferibile quella a soffitto. S. però. nella tabella che segue. notevoli vantaggi. 10) di solito vengono sistemati contro le pareti.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO APPARECCHI A RAGGI INFRAROSSI a gravità. prima di essere incorporate nel getto di calcestruzzo vanno provate ad una pressione di almeno 50 atm. quali la più elevata efficienza (particolarmente sentita nel caso che si volessero usare anche per raffrescamento estivo. vista frontale. sospesi su mensole a 10 ÷ 15 cm da terra. la minore inerzia ter- A. Recentemente si è cominciato ad installare dei pannelli interamente metallici costituiti. 247a Manuale dell’Architetto . specialmente nei locali ove si presume che le persone possano soggiornare a lungo. più raramente. sui quali sono fissate delle alette di alluminio o da tubi di acciaio alettati con nastro sempre di acciaio.

Questo può. negli ultimi tempi. La potenza dei singoli elementi può variare.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO APPARECCHI A RAGGI INFRAROSSI laterizio 1/2'' intonaco getto in calcestruzzo che ricopre tubi per almeno 2 cm pavimento malta intonaco elementi metallici con superficie forata per il 10% soffitto rustico isolante termico e acustico tubi ø1/2'' Fig. data la presenza di un'estesa superficie a temperatura relativamente elevatarispetto alle altre. Con l'impiego di queste sorgenti si può quindi fornire alle persone. Gli elementi raggiungono temperature superficiali variabili da 400 a circa 1000 °C ed emettono potenze di qualche watt per ogni cm² di superficie.C. costituiti da una resistenza elettrica disposta a spirale alloggiata in materiale ceramico e protetta da guaina di acciaio inossidabile o di quarzo artificiale. a pavimento. in elementi tubolari. si può influire. 247b Manuale dell’Architetto . che. in- fatti. atto a convogliare le radiazioni nelle zone. che può consentire una più efficace regolazione della temperatura. sotto forma di energia raggiante. RISCALDAMENTO A RAGGI INFRAROSSI Per migliorare le condizioni delle persone che debbono soggiornare a lungo in ambienti direttamente esposti al clima esterno. entro certi limiti. tra l'altro. essi possono essere anche uniti a formare dei pannelli di diverse dimensioni e potenze.P. oltreché sulle trasmissioni di calore per convezione tra corpo umano e ambiente. A titolo orientativo si può ritenere che per riscaldare completamente una zona col ricorso a questi apparecchi occorre una potenza di 150 ÷ 200 W per ogni metro quadrato di area: ma naturalmente il sistema si presta anche a riscaldamenti localizzati più o meno intensi. valore differente. mica. da qualche centinaio a qualche migliaio di watt (500 ÷ 3000 W). volta per volta. 4. in caso di sfavorevoli condizioni ambientali. sotto forma di radiazioni la cui parte preponderante è caratterizzata da lunghezze d'onda di qualche micron.E.l. però. che interessano. si è introdotto. nelle forme più comuni. 3. A.Tipi di installazioni di pannelli radianti 1.I. metallici. la maggiore accessibilità in caso di guasti ecc. 12 .risulta maggiore di quanto strettamente indispensabile per mantenere il corpo umano in accettabili condizioni di « benessere ». in base a considerazioni di economia. Dal punto di vista tecnico i pregi ed i difetti di un tipo o dell'altro risultano abbastanza evidenti. Si tratta di apparecchi consistenti. 2. Il loro costo. dopo quanto detto sopra. anche su quelle per irraggiamento. Essi sono dotati di un riflettore. dalla loro stessa costituzione. beneficamente influenzare le sensazioni e permettere di diminuire anche di 2 o 3 °C la temperatura cui si deve mantenere l'aria dell'ambiente. quasi sempre di lamiera lucida di alluminio. di possibilità di posa in opera e di estetica che possono avere. più o meno ristrette. Con i pannelli radianti.r. una quantità di calore che possa compensare almeno in buona parte quella ceduta dalle stesse all'esterno. La scelta dell'uno o dell'altro tipo di corpo scaldante va fatta. ancora sensibilmente superiore a quello degli altri. si vuole tuttavia accennare al criterio informativo dei pannelli radianti che ne rende le prestazioni un po' diverse da quelle degli altri corpi scaldanti. Vengono di solito montati in maniera tale che le radiazioni investano le persone dall'alto. a soffitto. nelle produzioni normali. a parete. un sistema di riscaldamento basato sull'impiego di particolari corpi scaldanti che hanno la caratteristica di emettere una notevole quantità di calore per irraggiamento. ne ha alquanto ostacolato la diffusione. S. o in situazioni simili.

E. sulla velocità e sulla purezza dell'aria. 1. convenientemente filtrata. considerando che è conveniente che la differenza tra la temperatura dell'aria all'uscita delle bocchette e la temperatura ambiente non superi i 15 °C. dalla velocità e dalla umidità relativa dell'aria (vedere «impianti di condizionamento d'aria »). anche gli scambi di calore per irraggiamento. che raggiungeranno i diversi ambienti da servire.I.C. 2 – Aerotermo con prese d'aria esterna ed ambiente C B A 2 1 Fig.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO TERMOVENTILAZIONE Gli impianti di riscaldamento tendono a portare. ad una presa di aria esterna. Si è constatato come il solo mezzo efficace ed economico per controllare quest'ultima sia quello di introdurre negli ambienti dei quantitativi di aria esterna. Dalla bocca del ventilatore partirà una rete di condotte. vista di fianco. È conveniente inoltre. per cui un impianto di termoventilazione. centralizzare i trattamenti dell'aria. influendo cosl sugli scambi di calore tra corpo umano e ambiente che avvengono per convezione: con l'adozione dei pannelli radianti si tende poi ad influenzare. con gli impianti di termoventilazione. 248a Manuale dell’Architetto . Tali valori vengono scelti tra i 7 e i 3 m/s partendo con velocità più elevate nei tronchi principali e diminuendo nelle derivazioni e in prossimità delle bocchette. 1). vista posteriore. condotta di reecupero condotta di espansione giunto antivibrante batteria riscaldante ventilazione di espulsione adduzione acqua calda o vapore condotta aria esterna portello d'ispezione serrande accoppiate sezioni filtranti ventilatore di mandata condotta di immissione Fig. (fig. dalla purezza. si agisce (ma solo in inverno) sulla temperatura. si cerca di controllare tutte le grandezze suddette. Nel gruppo saranno contenute: una serranda per la regolazione delle portate d'aria. Con gli impianti di condizionamento. che è bene vengano provviste di serranda di regolazione e di doppia serie di alette possibilmente orientabili. È bene però che tale ricambio non risulti mai inferiore ad I volume-ambiente. inoltre se il fabbisogno di calore dell'ambiente è elevato rispetto alla portata di aria di rinnovo. Le sensazioni di maggiore o minore « benessere » che le persone possono provare dipendono però. collegato. oltreché dalle temperature nominate. S.r. sarà necessario introdurre nei locali anche dell'aria ricircolata. nei quali l'aria verrà immessa attraverso adatte bocchette.in estate. 3 – Aerotermo. appena possibile. da sistemare in luogo opportuno. agendo sulla temperatura delle pareti. sarà generalmente costituito da: un gruppo centrale. una batteria a tubi alettati per il riscaldamento dell'aria alimentata con acqua calda o con vapore: un ventilatore (di solito centrifugo) accoppiato a motore elettrico. costruito inmuratura o in lamiera d'acciaio zincata o verniciata. prefissando i valori della velocità dell'aria. commisurati al numero di persone presenti nella ragione di 20 . Qualora i ricambi orari d'aria siano sensibili occorrerà disporre una rete di condotte di aspirazione che farà capo ad un ventilatore di espulsione.P.l. Quest'ultime. l'aria degli ambienti occupati dalle persone a certi valori « ottimi » di temperatura. 1 – Sistemazione schematica di un grupo centrale di termoventilazione Fig. Lamiscela tra questa e l'aria esterna potrà essere effettuata subito all'ingresso nel gruppo. che si possono considerare un qualcosa di intermedio tra quelli di semplice riscaldamento e quelli di condizionamento integrale. Il dimensionamento dei canali viene effettuato. un filtro d'aria (a secco o in bagno d'olio). 2. costruite come detto. mediante una condotta anch'essa in muratura o in lamiera d'acciaio zincata.50 m³/h per persona. di solito. vengono dimensionate stabilendo la velocità apparente dell'aria nel loro attraversamento. sia in inverno che. che è bene siano pronunciatamente rettangolari con base almeno doppia dell'altezza per ottenere un buon effetto di trascinamento tra aria immessa e aria ambiente. l valori consigliati vanno da 3 a 1 m/s a seconda della distanza delle A.

con il vantaggio di poter installare poche sorgenti di calore a forte potenzialità e con notevole raggio d'azione:un'applicazione tipica è quella in capannoni d'officina. Potranno ad esempio essere adottati in locali a forte affollamento (sempreché non si voglia ricorrere ai veri e propri impianti di condizionamento) oppure in ambienti scarsamente dotati di finestre (e quindi con deficiente aerazione naturale: seminterrati.l. Lo schema con trattamento centrale. 2 e 3) da un ventilatore. 75° 5650 6200 13100 14400 22700 25400 7100 10000 23800 4000 4500 8500 9400 15400 17100 6350 11200 23100 bassa press. si può affermare che esse vengono di solito effettuate in locali a grande cubatura con forti carichi termici. poiché si corre il rischio di creare correnti d'aria fastidiose.13 0. Dimensioni in mm Tipo di aerotermo (vedi schema) Potenza assorbita dal mot.rinunciando così alla ventilazione artificiale dei locali. Temp est. (figg. 90° entr. in relazione alla resa termica. Ragioni di ingombro.P. di solito del tipo elicoidale. costante e sicuro ricambiodell'aria. quelli con aerotermi in ambiente. 11100 11600 23100 24000 46700 48600 9100 15800 41700 alta press. Gli impianti di termoventilazione si prestano specificamente per ambienti ove cause particolari rendanoindispensabile un efficace. 9900 10400 20500 21500 41600 43500 8700 14000 38500 a vapore media press. Tipo d'impianto ad acqua calda entr. 14700 15200 30500 31500 61700 63600 12000 20800 55000 A 480 Tubi in rame e alette d'alluminio 729 548 B 385 503 664 C 410 570 510 1/40 0. consigliano poi di adottare piccoledimensioni trasversali é quindi forti velocità di uscita dell'aria. scantinati ecc. Questo obbliga ad avere una parti olare cura nella c scelta della posizione da assegnare agli apparecchi (specialmente quando nello stesso locale ne va installato più di uno).I. detti « aerotermi ».r. che prevedono l'installazione. viene spesso sostituito con altri di più facile attuazione.13 0° –5° 0° –5° 0° –5° 0° 0° 0° Tubi in accaio ed alette in acciaio riportate 400 460 570 330 380 460 430 430 470 1/40 1/20 1/7 A. di diversi piccoli gruppi. Per quanto riguarda le applicazioni degli ultimi tipi di impianto accennati. Anche le dimensioni trasversali del gruppo di trattamento centrale vengono stabilite fissando (intorno ai 2 m/s) la velocità dell'aria in una se zione trasversale libera del gruppo stesso. In gruppi possono esseresingolarmente dotati di una presa di aria esterna o di aria ambiente: occorre però normalmente rinunciare alfiltraggio dell’aria poichè i ventilatori hanno prevalenze troppo scarse. nei locali medesimi da servire.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO TERMOVENTILAZIONE bacchette dalla zona occupata dalle persone. nella quale la velocità dell'aria non deve superare i 15÷20 cm/s per non creare correnti fastidiose. 248b Manuale dell’Architetto . Spesso gli aerotermi non vengono dotati nemmeno di presa d'aria esterna. nella tabella che segue sono riportate le dimensioni e le rese in kcal/h di un tipo di aeroterma abbastanza diffuso in commercio. si può parlare di impianti di riscaldamento con corpi scaldanti speciali a convezione forzata. 80° entr. più che di impianti di termoventilazione. A titolo di esempio. S.C. In questo caso però.E. costituiti. oltre all'ottenimento di determi ati valori di tempen ratura. fin qui il lustrato.) ed ancora in locali costituzionalmente umidi. 60° usc. 70° 4900 5300 10400 11200 19000 21000 – – – usc. 85° usc. che soffia l’aria attraverso una batteria riscaldante a tubi alettati.

14 x 21= cm² 294. affiancate se più di una. possibilmente a due teste: e così Lastre refrattarie Le canne praticabili debbono avere per quelle che danno su pareti una sezione ³ cm 43 x 43.In questo schema è la lastra refrattaria inclinata che compatta a giunti ben stuccati di spescappa riscaldandosi rapidamente favorisce anche l'avviamento riscaldandosi a contatto con la fiamma incrementa il tiraggio sore ³ 1 testa: m camini centrali per del tiraggio. quadrate o rettangolari con rapporto dei lati £1.Sezione di camino senza cappa esterna più distare almeno cm 25 da soffitti in aumento di sezione di cm² 75. 6 . Portare il calaterizi sono di formato normale. le facce al disopra del = cm² 567. se i singole canne fumarie). In tale caso la Fig.E. Per ogni stufa in più occorre un Fig. Il moto del fumo è ostacolato nit. e ciò non solo per ragioni di equilibrio decorativo.l. più impianti ³ 2 teste intonacata a valvole di regolazione cucina conta come due stufe. possono essere inserite tre stufe coLe canne da stufa in ferro devono muni.Schema corretto.P. leggermente ellittiche. nella fase iniziale. si viene a esterno formare una circolazione naturale d'aria fra la colonna calda che sale e l'afflusso d'aria fredda semplice tubo di lamiera verso il vuoto creatosi conseguentemente. tetto.Camino a cappa metallica radiante. 27 x 27 . ma anche per evitare di porre. Le meno cm 30 in alto l'immissione delle canne non praticabili avranno.Distanze minime per canne fumarie e camini mensioni del focolare ed alla forma ed al tipo della cappa: non bisognerà nemmeno dimenticare di proporzionare il camino al locale che lo deve ospitare. Le canne fumarie. in comuapertura per pulizia nicazione con l'esterno per parete intonacata mezzo della canna.I. 249a Manuale dell’Architetto .Schema errato. 5 .cm² 729. 21 x 21= colmo. munque incombustibile. siano esse in eterFig. Una comunemente usato. 21 x 27 più rapido. deve essere rapportata alle diFig. Ad una legna scatola in ad intervalli di cm 50 e ciò richiede canna fumaria di cm² 215 di sezione lamiera per cenere pareti di almeno due teste. verticali con pendenza massima Lastre refrattarie di 450 se non praticabili. a sua volta.5/1 in tal caso è opportuno smussare gli angoli. 4 . per tutta Cappa metallica la loro lunghezza. Le sezioni preferibili sono quelle circolari. A. apertura per pulizia stufa Questo tiraggio è proporzionato canna con rivestimento alla sezione ed all'altezza della a=1 testa incombustibile canna. 14 x 27 = cm² 378.r. 3 .C. Se di sezioni esterne: eventualmente anche parete griglia per mensola sostegno cenere maggiori. nelle sezioni della canna fumaria. La muratura delle canne deve essere Fig.Distanze minime del camino da pareti in legno e simili Fig. in laterizio od altro materiale comancanza di bruschi cambiamenti di sezioni e direzioni di dalla presenza di notevoli variazioni nelle direzione e percorsi. le mino sufficientemente in alto al disoseguenti dimensioni: 14 x 14=cm² pra del tetto. di 60° se praticabili. vanno particolarmente curate e protette. tiraggio fino e lisciata a colla nell'interno ed Possibilmente disporre di una canna intonacata all'esterno (spostare di alfumaria per le stufe di ogni piano. ad esempio. possibilmente sopra il 196.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO CAMINETTI Intercapedine di tegole parete da cm 25 II tiraggio avviene quando. A causa del raffreddamento cm² 441. 7 . Il moto del fumo è favorito dalla Fig. la quale. 1 . accendendo la fiamma. 2 . onde evitaredispersione di calore. S. un camino troppo grande in un ambiente in cui non sia possibile far affluire la quantità d'aria necessaria (Domus). murare in esse pioli in ferro doppia con intercapedine. Esse vanno poste preferibilmente nell'inLastre refrattarie terno della casa.

Una piccola lastra riflettente in ghisa inserita nel tratto verticale scaldandosi più rapidamente. per dare maggior larghezza alla bocca. verrà certo evitata ogniinfiltrazione di fumo (Domus) (v.C. con la base minore volta verso il fondo. ed almeno cm 50 da soffitti in legno in vista. fig. La pianta del focolare. 10). priva di angoli vivi e senza presentare improvvisi cambiamenti di sezione per tutto il percorso del fumo (v. L'esperienza e la tecnica hanno ormai indicato la sezione qui a fianco (v. bastano cm 12. è assai consigliabile pure una griglia in ferrò. 1 e 2). sotto la quale è posta una cassetta di lamiera asportabile. S. II secondo disegno rappresenta una variante dello schema fondamentale. figg. evitando cosi correnti fredde provenienti da corte e finestre (v. Questo tipo di camino e specialmente indicato per muri a forte spessore ed è adatto anche per bruciarvi carbone (Domus). 249b Manuale dell’Architetto . II leggero tavolato sovrapposto. presenta due vantaggi fondamentali. a cerniera. II materiale di rivestimento deve essere scelto fra i refrattari che immagazzinano a lungo il calore. facilita l'accensione del fuoco.P. riscaldandosi rapidamente a contatto con i lembi superiori della fiamma. accessibile dalla cantina (Domus) (v. L'aria entra dalle griglie poste in basso ed esce riscaldata dall'alto. 8). facilita il tiraggio. può essere pure rettangolare. o di mensole a parete o di un'intera griglia. Per facilitare il naturale deflusso del fumo è necessario che la cappa non sia troppo bassa rispetto all'altezza del focolare: inoltre questa va raccordata alla canna fumaria con linea dolce ed ascendente.I. Per tubi fissi. se ne trarrebbe il vantaggio di avere nell'ambiente una circolazione di aria calda. Quando si voglia migliorare il rendimento del caminetto. 7) come la più conveniente e la più largamente usata. Quando il camino si trovi al piano terreno dell'abitazione. Gli schemi rappresentati in fig. A. rivestiti. in parte raccolto da una lastra metallica che limita superiormente la bocca. protegge dal contatto diretto con la superficie metallica arroventata. potrà essere fornito di un condotto di scarico diretto. Nel primo caso è la cappa stessa che assolve la funzione di raccogliere li calore e di irradiarlo nel locale. se con rivestimenti incombustibili ³ cm 30 (Neufert) (v. occorre aumentare le correnti d'aria con bocche supplementari di immissione e di emissione a circolazione naturale. I ceppi debbono esseresempre sollevati da. o per mezzo di alari. 5 e 6 illustrano sezioni di camini la cui applicazione può presentarsi sovente. Se la cappa è ben studiata. inoltre convoglia l'irradiazione del calore verso la bocca ed evita le correnti d'aria dirette provenienti dall'alto. specie per i camini senza cappa esterna. Le parti in legno debbono essere a distanza ³ cm 50 dalle aperture per la pulizia.E. 3 e 4).r.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO CAMINETTI legno intonacati. figg. fig. L'inclinazione in avanti della parte superiore della parete di fondo. 11). fig.l. Qualora poi le suddette bocche di immissione fossero comunicanti con l'esterno. il cui calore è irradiato in parte direttamente dalla superficie riflettente inclinata. piano del focolare. per lo piùtrapezoidale. fig. Per la raccolta della cenere.

pianta. 10 .Camino americano A. 9 .IMPIANTI DI RISCALDAMENTO CAMINETTI canna fumaria wc=superficie sezione canna fumaria w1=w2 superficie sezioni prese d'aria wc wc=w1+w2 valvola Aria calda Prese d'aria sotto il pavimento nel vespaio per locali terreni griglia del cinerario e presa d'aria Uscita dell'aria presa d'aria cinerario Prese d'aria poste all'esterno Aria fredda Tubazioni d'immissione aria poste sotto il pavimento portello del cinerario Porta del cinerario B Ingresso dell'aria A Fig. valvola di tiraggio valvola per fuliggine F porta del cinerario filo parete interna chiusura frontale della cappa con mattoni in foglio intonacati da ambo le parti con malta di cemento mattoncini o lastre refrattarie E G L C o Fig.r.I.Caminetto in lamiera. prese d'aria attraverso il cinerario. prese d''aria all'esterno con tubazioni poste sotto il pavimento. 250a Manuale dell’Architetto . La controcappa può essere utile per ricondurre nella canna fumaria quei prodotti della combustione che dovessero defluire all'esterno durante la fase iniziale del tiraggio. prospetto. S. 11 .Soluzione di caminetti con presa d'aria all'esterno per evitare failtraggi di aria fredda all'interno A. apertura per pulizia A. foro di comunicazione fra cappa e controcappa valvola di tiraggio controcappa eseguita P N canna fumaria in eternit con mattoni in foglio e intonaco di cemento all'interno M H A B E K muro F D Fig.Cammino incassato nella parete dell'ambiente con controcappa in aggetto.C. murato.l.P.E. con riscaldamento dell'aria Fig. nel vespaio (per locali terreni). B. C. B. sezione verticale. quando vi è a disposizione un locale sottostante. 8 .

5 59 10.5 73.5 117 50.5 58.5 108 17.5 21.5 20.5 43 35.5 17.r.5 45.5 122 137 152.5 50.5 20.5 20.E.5 94 50.5 125.5 89 52 33x33 38 20.5 50.5 51 56 56 Parete Parete di Parete di di sfondo fondo verticale fondo inclinata D E F 28 35.5 58.5 35.5 50.5 94 35.5 20.5 216.5 50.5 58.5 35.5 73.5 61 35.5 C 40.5 40.5 35.5x33 30.5x45.5 50.5 76 Valvola Inclin.5 25.5 45.5 117 50.5 44 10.5 67.5 63.5 17.5 40.5x33 30.5 170 51 106.5 45.5 71 42 33x33 30.5 180 66 114.5 127 50.5 ----211 66 142 82.5 30.5 150 56 101.5 61.5 36.I.5 183 B 71 71 76 76 76 76 76 84 91.5 101.5 106.5 45. carnera Camino Camino Ampiezza Profondità Cappa Bocca Lunghezza Larghezza da fumo rettangolare circolare G H I K L M N O P Q 20.5 45.5 35. S.5 10.5 30. 250b Manuale dell’Architetto .5 38 35.5 24.5 40.5 63.5 186.5 17.5 45.5 21.l.5 40.5 40.IMPIANTI DI RISCALDAMENTO CAMINETTI INDICAZIONI AMERICANE PER CAMINETTI CON MISURE IN CM (Neufert) Ampiezza Altezza Profondità A 61 71 76 86.5 81 47 33x33 38 20.5 36.5x45.5 40.5 89.C.5 106.5 137 50.5 40.P.5 84 35.5 50.5 137 35.5 10.5 66 106.5 153.5 45.5 53.5x33 25.5 20.5 A.5 91.5 106.5 99 101.5x21.5 68.5 33x33 38 30.5 33x45.5 17.5 50.5 105 10.5 71 42 21.5 35.5 74.

2) per conduzione con i corpi con i quali l'organismo è eventualmente in contatto. Ma la quantità di calore scambiata tra corpo ed ambiente dipende anche dalla situazione termica di quest'ultimo: e non è detto che questa sia tale da determinare una cessione di calore esattamente pari alla produzione. tra l'altro essa dipende fortemente dal grado di attività (in senso propriamente materiale) del corpo.E.C. Nel caso in cui il calore smaltito tenda ad essere maggiore di quello prodotto si avvertirà a «sensazione di freddo». Tale scambio può avvenire in quattro modi: 1) per convezione con l'aria in cui il corpo è immerso. II corpo umano è dotato di un preciso sistema di termoregolazione che interviene appunto quando si determinano queste situazioni di squilibrio termico tra esso e l'ambiente. nel caso contrario vi sarà «sensazione di caldo». Comunque quale che sia l'entità del calore prodotto è necessario per mantenere la temperatura del corpo costantemente intorno ai 37 °C (condizione fondamentale per la vita) che il calore venga ceduto dal corpo stesso all'ambiente.I.r. ancherimanendo tra questi non vi è « benessere » se non quando l'autoregolazione avviene in forma normale senza sforzo e naturalmente senza l'intervento dei mezzi di emergenza (brividi sudorazione). Lo scambio di calore per irraggiamento può avvenire in entrambi i sensi a se- A. La quantità di calore scambiata per convezione può procedere dal corpo all'aria o dall'aria al corpo a seconda che la temperatura dell'uno sia maggiore o minore di quella dell'altra: il suo valore dipende essenzialmente dalla differenza tra le due temperature (e quindi dalla temperatura del fluido essendo come si è visto quella del corpo pressoché costante) e dalla velocitàdell'aria. Ciò evidentemente delimita in modo più restrittivo le condizioni che favoriscono il prodursi delle sensazioni di benessere. L'entità di questa produzione può variare in funzione di numerosi fattori. A titolo di esempio. 251a Manuale dell’Architetto . nella tabella 1 sono riportati i valori in kcal/h della produzione oraria «media» di calore di individui sottoposti a sforzi fisici diversi. 3) per irraggiamento verso gli oggetti e le pareti circostanti. S.l.P. II problema dell'influenza delle condizioni ambientali sul grado di benessere delle persone è quindi principalmente anche se non esclusivamente come si vedrà appresso un problema di scambio termico tra gliindividui e l'ambiente. La quantità di calore scambiata per conduzione è in genere trascurabile rispetto alle altre. entro limiti abbastanza ampi. 4) per evaporazione di acqua sulla pelle (traspirazione) e nell'interno dei polmoni (con la respirazione). Alla base dei fatti da esaminare è una constatazione di carattere fisiologico: lo svolgersi delle funzioni vitali dell'organismo umano porta sempre alla produzione da parte di questo di una certa quantità di calore. particolari stimoli tendono a far produrre più calore ed a disperderne meno oppure a diminuire la produzione ed aumentare la dispersione a seconda delle esigenze Questo sistema di termoregolazione è però efficace solo entro certi limiti del resto abbastanza ristretti e.IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D’ARIA CONSIDERAZIONI PRELIMINARI L'influenza delle condizioni ambientali sulle sensazioni di maggiore o minore «benessere fisico» delle persone è stata oggetto di diversi studi di carattere sperimentale tendenti a determinare quali fossero i più importanti fattori da prendere in considerazione ed a stabilirne i limiti accettabili di variabilità.

IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D’ARIA TABELLA 1 Grado di attività Individuo seduto a riposo Individuo seduto in attività moderata Individuo che passeggia Individuo in moto alla velocità di 6. umidità relativa dell'aria. Da tutto quanto sopra risulta evidente che per controllare gli scambi di calore tra corpo umano ed ambiente occorre agire sulle seguenti quattro grandezze: temperatura dell'aria.r.E.l. Lo studio sperimentale degli effetti prodotti da questi quattro fattori considerati sia separatamente che globalmente sul le sensazioni ha mostrato la convenienza di introdurre un «indice» che potesse riassumere detti effetti. 1 A. S. Detto rapporto viene di solito espresso percentualmente.4 Km/h Individuo in corsa moderata Individuo in massima attività fisica Calore totale Kcal/h 95 120 140 350 580 750÷1200 conda dei valori relativi tra temperatura del corpo e temperatura media radiante delle pareti e degli oggetti circostanti e la sua entità è fortemente influenzata dal valore assoluto della temperatura media radiante suddetta.C.P. La quantità di acqua che evapora dalla pelle e nei polmoni e quindi il calore conseguentemente sottratto al corpo che è proporzionale a detta quantità attraverso il calore di evaporazione di liquido. Si e arrivati così alla definizione della cosiddetta «temperatura effettiva»: questa tiene conto delle conseguenze prodotte sul( ) Umidità relativa di un miscuglio ariavapor d’acqua è il rapporto tra la massa di vapor d’acqua contenuta nella miscela e quella che vi sarebbe in condizioni di saturazione alla stessa temperatura. 251b Manuale dell’Architetto . è funzione dell'umidità relativa 1 dell'aria ( ): più precisamente detta quantità tende a diminuire man mano che aumenta l'umidità relativa.velocità dell'aria: temperatura delle pareti.I.

delle forme di compenso tra le quantità di calore scambiate nei diversi modi senza che l'organismo ne risenta apprezzabilmente. si osserva come queste siano compensate da variazioni della temperatura di appena 1 °C. a quelli delle altre perché si possano realizzare delle condizioni ambientali accettabili. dall'umidità relativa e dalla velocità dell'aria. vicino a queste. Si tenga però presente che: nei valori forniti dalla «carta» sono di certo insite delle indeterminazioni. dalle indicazioni dell'aria: i due termometri così impiegati costituiscono un particolare normale atto a misurare la temperatura dell'aria ambiente e l'altro ottenute in condizioni di equilibrio si può risalire alla umidità relativa strumento di misura detto « psicrometro ».15 m/s: per essi è appunto valida la « carta » di fig. 2. ferma restando la quantità di calore complessivamente scambiata tra corpo e ambiente. quindi. delle zone di aria cald-3 e umida.30 m/s provocano già fastidiose sensazioni di «corrente d'aria» e poiché è anche conveniente che l'aria a contatto delle persone non sia immobile per evitare. Le zone indicate sulla carta come « zona di benessere estivo» e «zona di benessere invernale» corrispondono a condizioni ambientali per cui più dei 50 % delle persone ha dichiarato di trovarsi a proprio agio. locali con vaste superfici vetrate). la cosiddetta «carta del benessere». mediante esperienze condotte con metodo statistico. che si formino. Con una tecnica sperimentale sempre basata su rilievi di carattere statistico si è arrivati a costruire il grafico riportato in fig. che essa è stata ricavata in particolari condizioni sperimentali (persone a riposo. dal 40 % al 60 %. la temperatura effettiva sopra definita viene sostituita da parametri analoghi come la temperatura «equivalente» la temperatura «operativa» ecc. specialmente in estate. come tutte le grandezze che si vogliono mettere in relazione alle sensazioni provate dall'uomo. Ciò significa che la stessa sensazione di «caldo» o di «freddo » può essere provocata da diverse condizioni ambientali. entro certi limiti che verranno meglio precisati in seguito. Vengono così individuate sulla « carta » delle « zone di benessere » che corrispondono a differenti condizioni d'ambiente ritenute buone da una certa percentuale. Questo corrisponde al fatto che. ad ogni terna di valori (temperatura.10÷0. umidità relativa. di soggetti. l parametri assunti per il tracciamento della «carta» fatta la solita ipotesi semplificatrice per quello che riguarda la temperatura delle pareti. il diagramma che riassume i risultati ottenuti: esso si riferisce al caso di persone normalmente vestite ed è noto come « scala normale della temperatura effettiva». la temperatura e l'umidità relativa dell'aria. grafico del tipo di quello di fig. essendo provato che valori di essa superiori. invernale 100 90 80 70 60 zona benes. su questo punto si leggerà direttamente o per interpolazione la temperatura effettiva. i campi di variabilità delle singole grandezze in relazione. Una volta stabilita sperimentalmente la correlazione esistente tra questi « indici » e i parametri dai quali dipendono. condizioni necessariamente non sempre riprodotte: pertanto ai dati della «carta» va attribuito soltanto carattere indicativo: che è ormai bene accertata l'opportunità che l'umidità relativa non scenda mai al disotto del 35÷40% Fig. è necessario determinare quali valori essi debbano assumere perché negli ambienti si producano le condizioni che consentono alle persone di trovarvisi a proprio agio. in quanto si è ritenuto di poter ragionevolmente trascurare l'effetto della temperatura delle pareti poiché. È però da tener presente che la velocità dell'aria può variare entro limiti piuttosto ristretti. (1) si traccia il segmento che unisce i punti rappresentativi delle due temperature sulle due scale riportate sul diagramma: si dedermina quindi il punto di intersezione di tale segmento con la linea corrispondente al valore fissato di velocità dell'aria. 1.C. perché la temperatura media radiante di queste è sensibilmente diversa da quella dell'aria. 2. nella zona occupata dalle (1) Se si dispongono in un ambiente due termometri di cui uno con il bulbo ricoperto da una garza bagnata. Una constatazione interessante può farsi esaminando le « linee di benessere estivo ed invernale» corrispondenti alle condizioni per le quali la massima percentuale di soggetti si è sentita a proprio agio: è rilevabile infatti come possono aversi situazioni equivalenti di « benessere » passando dal 30 % al 70 % di umidità relativa purché a ciò corrisponda una diminuzione di temperatura di 2 o 3 °C. abituate al clima del Nordamerica. E qualora si considerino oscillazioni di umidità relativa del 20 %. 252 Manuale dell’Architetto . A proposito della prima si deve rilevare che ogni. allo stesso valore di temperatura effettiva possono corrispondere diverse terne di valori delle grandezze suddette.P. suo particolare valore. A. Come si vede.l. in fig. si aggirano sui 0. estivo 50 24 23 percentuale di soggetti 40 22 che provano benessere 30 21 20 20 19 10 18 17 16 15 14 13 12 11 25 26 28 29 31 32 34 33 36 35 100% 90% 80% 70% umidità relativa 60% 50% 40% temperatura effettiva 30% 20% 10% 30 27 10 20 30 40 50 60 70 80 percentuali di soggetti che provano benessere 90 100 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 TEMPERATURA DEL TERMOMETRO SECCO IN °C zona di benessere estivo linea del benessere ottimo estivo zona di benessere invernale linea del benessere ottimo invernale Persone. salvo casi particolari (impianti a pannelli. ricorrendo alle linee tracciate sul diagramma e relative a diversi valori di questa grandezza. La temperatura effettiva è stata ricavata. sono la velocità.r. si conclude che i valori di velocità dell'aria accettabili nella zona occupata dalle persone.Tralasciando la descrizione del particolare metodo usato nel caso in esame.E. possono aversi. velocità dell'aria) corrisponde un ben determinato valore della temperatura effettiva: viceversa. Nel caso in cui si debba tener conto dell'effetto di irraggiamento delle pareti. si riporta. il che equivale ad aver stabilito i valori della temperatura dell'aria e della sua umidità relativa. essa può essere ritenuta poco diversa da quella dell'aria. S. vestite secondo le consuetudini locaIi e in stato di completo acclimatamento nell'ambiente). 2 – Carta del benessere l'organismo simultaneamente dalla temperatura. a 0.IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D’ARIA T E M P E R A T U R A T E R M O M E T R O U M I D O °C 36 34 32 30 28 26 24 22 20 18 16 14 12 10 8 6 4 2 0 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 zona di benes.I. 2 è riferito ad un. Il diagramma si legge nel modo seguente: fissati il valore della temperatura del termometro a bulbo secco e del termometro a bulbo umido. nella quale sono indicati. sottoponendo cioè un certo numero di soggetti a determinate condizioni ambientali e considerando il giudizio della maggioranza corrispondente alla sensazione provata dallo «individuo medio».25÷0.

. la temperatura media radiante delle pareti. la sola causa di viziamento dell'aria. Non sembra invece ancora bene accertata l'emissione. in questo caso.. in quantità ed in condizioni tali da permettere il mantenimento in questi dei valori voluti per le grandezze più volte menzionate.l.... va anche attribuita alla «purezza» dell'aria. la presenza delle persone non sia. allo stato attuale della tecnica e delle conoscenze in materia. Aule scolastiche. della velocità. in parecchi casi. può fornire i dati ed i sugge rimenti atti a permettere di fissare almeno dei criteri orientativi. nel caso degli impianti a « circuito aperto »...... dato un opportuno filtraggio..... di un parametro certo non facilmente definibile. in ogni circostanza. sarà trattata in maniera conveniente. quando l'umidità relativa è troppo bassa.. I quantitativi di aria da introdurre vengono di solito posti in relazione al numero di persone che si presume possano soggiornare con una certa continuità nel locale considerato... Ma è da rilevare che sono quasi sempre presenti anche altri fattori che determinano inquinamento dell'aria: le polveri. pur avendo un'influenza assai importante sulle sensazioni da benessere degli individui. infatti. i germi patogeni. Sui valori da adotare t non tutti i pareri sono concordi: anzi sono fa cilmente rilevabili le notevoli differenze che sussi tono molto s spesso tra testi diversi. Per quanto riguarda la quinta grandezza fondamentale. si sono tentati diversi si temi s che vanno dall'impiego di speciali filtri ad alto potere filtrante all'uso di carboni attivi per assorbire alcuni gas. Un'ulteriore considerazione va però fatta a proposito della temperatura estiva e cioè che è conveniente per favorire l'acclimatamento delle persone che entrano in un ambiente condizionato. in particolare da quella del tabacco dei fumatori. do È tuttavia comune il far dipendere i valori consi liati g dalla destinazione degli ambienti che si consi erano.I. Alberghi.. poiché il moto dell'aria nell'interno degli ambienti condizionati dipende da numerosi parametri... Ristoranti.. che detta temperatura sia inferiore soltanto di 6÷8 OC rispetto alla temperatura esterna.. in questo caso. S. sulla temperatura media radiante suddetta. individuare i fattori che hanno influenza su di esso e la loro importanza. Con l'introduzione e la progressivadiffusione del condizionamento estivo il sistema di distribuzione dall'alto è apparso senz'altro più opportuno in quanto risulta pressoché TIPI DI AMBIENTI Appartamenti. Ciò è evidente mente dovuto all'indeterminazione di molti dei fattori che interessano ed ai quali si è già avuto mo di accennare.. si può sicuramente affermare che in un impianto di condizionamento la distribuzione dell'aria negli ambienti assume un ruolo talmente importante da influire in modo decisivo sulla bontà ed efficienza complessiva dell'installazione.. dell'umidità relativa..... La soluzione da adottare non è comunque facilmente individuabile in ogni caso.. evitando loro fastidiose sensazioni iniziali. Il controllo della velocità dell'aria negli ambien ed ti. e cioè della temperatura.... si s effettua disponendo in modo opportuno le « bocchette » di immissione e quelle di estrazio (o «di ne ripresa») e graduando in modo conve niente la velocità dell'aria nel loro attraversamento.. Si è infatti avuto modo di constatare come. anche se. sembra per effetto delle sostanze aromatiche emesse dagli oggetti diarredamento. Considerato tutto ciò. cosa che può riuscire sgradevole specialmente in locali molto affollati. considerata non molto diversa da quella dell'aria e che quindi si possa ritenere controllata indirettamente una volta stabilito il valore di questa ultima. dal punto di vista del «benessere» delle persone.. all'impiego di lampade germicide a vapore di mercurio. Grandi Magazzini. la disposizione e la conformazione di tali apparecchiature ecanalizzazioni è diversa a seconda del « tipo » diimpianto. Un impianto di condizionamento avrà quindi.. acquistano il caratteristico «odore di chiuso ». si è accennato come possa essere. Mediante una rete di condotte di mandata l'aria verrà quindi indi izzata r fino ai diversi punti di introduzione negli ambienti. temperature ambientali di 20÷21 °C in inverno e di 25÷26 °C in estate con umidità relativa intorno al 50 %. Si è già accennato che le condizioni termoigrometriche dell'ambiente.. Ed è inoltre chiaramente rilevabile un viziamento dell'aria anche in ambienti disabitati e isolati dall'esterno i quali. all'immissione di aria prelevata dall'esterno in quantità generalmente commisurate al numero di persone presenti. e questo per diverse ragioni le più importanti delle quali sembrano essere: la maggior percezione degli odori nel caso di valori troppo alti. Si tratta. Cinematografi.. tenendo inoltre presente che oscillazioni di quest'ultima dal 45 % al 55 % non producono variazioni apprezzabili di sensazione... in particolare nella zona occupata dalle per one.r. D'altra parte la questione è di im portanza tutt'altro che marginale: anzi. e l'eccessivo fastidioso e poco igienico essiccamento delle mucose.. effetto in genere sufficiente a garantire le adatte condizioni di « purezza» dell'aria.. entro certi limiti. Per purificare l'aria.. Una distribuzione d'aria non riuscita può annullare completamente qualsiasi favorevole qualità di un impianto di condizionamento : Un aspetto del problema appare comunque ormai abbastanza decisamente risolto: si era infatti parecchio discusso se convenisse disporre in alto le bocchette di mandata e in basso quelle di ripresa o viceversa. Prima di procedere ad una rassegna sia pur rapida dei vari tipi di impianto. Ciò restringe evidentemente il campo di variabilità dell'umidità relativa rispetto a quanto riportato nella «carta».IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D’ARIA 40 %.... per cui il loro interesse per il condizionamento d'aria di edifici civili è trascurabile... Da altri punti dei locali essa verrà poi prelevata attraverso una rete di condotte di estrazione ed avviata al canale di espulsione.. Solo l'espe rienza. dato che in circostanze normali tale aumento non sembra condurre a condizionifisiologicamente dannose. e quindi gli scambi di calore del corpo con questo. ELEMENTI PRINCIPALI DI DIMENSIONAMENTO In linea generale si può affermare che gli scopi che ci si prefigge di raggiungere con gli impianti di condizionamento vengono di solito ottenuti introducendo negli ambienti convenienti quantitativi d'aria in condizioni e i ' n modi opportuni. in ogni caso. qualora una parte dell'aria debba essere « ricircolata » per le ragioni che si accenneranno in seguito. quanto per effetto dei cattivi odori prodotti dalle sostanze organiche che vengono emesse dal corpo... che avverrebbe tramite la respirazione. e non salga mai al disopra del 60÷65 %.. le cosiddette tossine.. Si vedrà infatti che si possono realizzare impianti basati su criteri di funzionamento ecostruttivi differenti: la necessità di creare diversi tipi di impianti è derivata dalle differenti esigenze che possono prodursi in relazione alle varie caratteristiche costruttive e funzionali dei fabbricati in cui gli impianti debbono essere installati.. una presa d'aria esterna dalla quale l'aria verrà prelevata e poi portata ad un gruppocondizionatore in cui. che possono avere varia provenienza e diverse caratteristiche. il mezzo più efficace e più economico per evitare il viziamento dell'aria sia quello di introdurre negli ambienti adeguati quantitativi di aria prelevata dall'esterno: con ciò si ottiene un effetto di diluizione di tutte le sostanze e particelle (batteri compresi) causa di inquinamento. Comunque si vedrà in seguito che esistono alcuni tipi di impianti di condizionamento (quelli misti « a pannelli ed aria ») che consentono anche di agire. come si è visto.. GENERALITÀ Gli «impianti di condizionamento d’aria» sono impianti che permettono normalmente il controllo di quattro delle cinque grandezze dalle quali si è visto che dipendono in modo precipuo le condizioni di benessere delle persone. è opportuno premettere alcune indicazioni generali sui criteri di dimensionamento. spesso apportati da persone malate. di sostanze tossiche. i fumi prodotti da varie combustioni. dopo un certo tempo. motti dei quali sfuggono ad un'esatta valutazione: per cui risulta arduo ed in fecondo qualsiasi tentativo di impostazione generale e di risoluzione analitica del problema.. o di nuovo al gruppo condizionatore.C. La purezza dell'aria viene normalmente assicurata ricorrendo come già detto. si può affermare che allo stato delle attuali conoscenze in materia si debbono ritenere accettabili. Uffici. 253 Manuale dell’Architetto . dall'aggiunta all'aria di sostanze antisettiche e con effetto mascherante sui cattivi odori quali l'ipocloruro di sodio e l'ozono..P.. Come fatto generale è comunque accertato che la presenza delle persone negli ambienti è uno degli elementi che più contribuisce al « viziamento » dell'aria: e questo non tanto come conseguenza dell'aumento del tasso di anidride carbonica per effetto della respirazione. Un impianto di condizionamento si compone di una serie di apparecchiature e canalizzazioni che permettono di trattare e didistribuire l'aria ai vari ambienti da condizionare. né è semplice. d Nella tabella Il sono riportati alcuni valori di impiego abbastanza frequente. ma i risultati ottenuti consigliano di applicare questi sistemi soltanto in casi particolari. non sono i soli fattori che le determinano: un'importanza notevole....E. Aria esterna in m³/h per persona Valore Valore consigliato minimo 40 25 50 25 50 40 25 20 25 15 15 10 40 20 A. in linea generale. e della purezza dell'aria.

dalla sua conduttività termica interna e dalla sua conduttività termica esterna sia verso l'interno de. Per disposizione a soffitto sono particolarmente usate delle bocchette speciali.E. nel caso si tratti di superfici trasparenti come quelle vetrate. Detta quantità di calore dipende infatti: dall'entità dell'irraggiamento solare che. della latitudine del luogo e della posizione delle superfici che interessano. (natura del materiale. Le bocchette sono in genere di forma rettangolare. 254a Manuale dell’Architetto .-1 calcolo della quantità di calore che si introduce negli ambienti per effetto dell'irraggiamento solare. apparecchiature elettriche ecc.P. trasparenza e assorbimento. Questo sistema può dare qualche inconveniente in inverno poiché in qualche caso si possono formare delle sacche di aria calda nella zona superiore dell'ambiente. riferendosi all'unità di area e all'unità di tempo. più forti velocità di uscita dell'aria: questo dà la possibilità di controllarne meglio la distribuzione. che quando vengano poste all'interno. occorre tener presente che il valore massimo della quantità di calore che penetra nel loro interno per effetto dell'insolazione dipende dagli effetti concomitanti di questa sulle diverse pareti.15 ore).5 m/s (bocchette a parete) per quelle di ripresa. in quanto consente di indirizzare i getti e di farne sentire gli effetti anche a distanza dalle bocchette. dalla temperatura di questa e dal suo calore specifico. Per la determinazione di detto valore massimo occorre tenere presente che questi effetti possono essere notevolmente sfalsati nel tempo: dal diagramma della fig. in modo abbastanza agevole. è a sua volta funzione del giorno e dell'ora considerati. una volta fissata la portata dell'aria stessa secondo quanto visto sopra. La sua determinazione è peraltro piuttosto complicata poiché occorre tenere presenti diversi fattori non tutti esattamente valutabili. dette «anemostati». si accenna alle circostanze più importanti che occorre considerare al riguardo. Ciò è utile per ridurre gli squilibri di temperatura e attenuare gli effetti di eventuali correnti d'aria. stabilite le condizioni esterne e supposto di trovarsi in condizioni di regime. senza produrre fastidiose correnti d'aria. tra cui abbastanza importante è la temperatura ambiente. senza inconvenienti. Tra le lunghezze dei due lati deve sussistere un rapporto abbastanza elevato (anche di 1 a 10) in modo da ottenere un buon effetto di trascinamento e quindi di miscela tra l'aria immessa e quella dell'ambiente: tale effetto invero aumenta con il rapporto suddetto. Inoltre qualora si prendano in esame ambienti che abbiano più di una superficie esposta all'irraggiamento solare. come necessariamente deve avvenire in estate. 3 – Valori dell'insolazione per le varie esposizioni al 31 di luglio (latitudine 40°) Senza scendere in dettagli relativi al calcolo delle quantità suddette. a titolo di esempio si citano i valori che vengono assunti per Roma: temperatura esterna estiva 32 °C temperatura esterna invernale 0 °C Sul calore ceduto dalle persone si sono già fornite delle notizie: qui si vuole precisare che la proporzione sotto cui si ripartisce nelle diverse forme già accennate dipende da parecchi fattori. nei vari istanti. permette di adottare.) e che può andare da valori praticamente nulli (superfici vetrate) a valori piuttosto elevati (fino a 10 .IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D’ARIA impossibile introdurre aria a temperatura più bassa. Il calore apportato o sottratto dall'aria esterna di rinnovo dipende. superfici vicine a quella in esame come le pareti di fabbricati adiacenti a quello che interessa. sia nei caso estivo che in quello invernale (v.r. È di particolare rilievo il fatto che l'effetto schermante di tali protezioni risulta ben maggiore (anche del 30÷40 %) nel caso in cui siano installate all'esterno. La quantità di calore scambiata per differenza di temperatura tra l'aria interna e quella esterna è determinabile. la quantità di calore ceduta da lampade. e quindi lontane dalle persone. L'apprezzamento di questo « ritardo » è sempre abbastanza difficoltoso ed introduce quindi un elemento di sensibile incertezza n. Il controllo della temperatura e dell'umidità relativa presuppone la conoscenza e la determinazione sufficientemente precisa di tutti i fattori che tendono a far variare queste grandezze. Fin qui comunque la questione parrebbe agevolmente risolubile trattandosi semplicemente di sommare. il calore che passa all'interno per effetto dell'irradiazione solare: il calore apportato (o sottratto) dall'aria esterna di rinnovo. Per l'umidità relativa vanno annoverate come causa esterna il vapor d'acqua che viene apportato (o assorbito) dall'aria di rinnovo e come causa interna la quantità di vapore emessa dalle persone. risulta. Nel caso della temperatura quelli esterni sono: il calore che penetra negli ambienti (o che esce dagli stessi) per effetto della differenza di temperatura esistente tra l'aria esterna e quella interna. in alto. S.e quelli interni: la quantità di calore ceduta dalle persone presenti. 13 14 15 16 17 18 0 19 600 500 A. l valori adottati normalmente per la velocità dell'aria nell'attraversamento delle bocchette variano da 2 a 5 m/s circa per le bocchette di mandata e da 0. spessore ecc. di quella ambiente. « Impianti di riscaldamento »). ma quest'ultimo si può riguardare come noto e costante. con il loro eventuale effetto schermante. le quantità di calore che penetrano attraverso le diverse pareti e prendere il valore massimo tra quelli ottenuti: ma in realtà il problema è complicato in misura notevolissima dal fatto che tra il momento in cui l'energia raggiante colpisce la parete e quello in cui passa nell'interno intercorre un tempo che dipende dalle caratteristiche della parete. che per una parete esposta ad Est il massimo dell'insolazione si ha alle otto del mattino mentre per una esposta a Sud o per una superficie orizzontale (un solaio di copertura. Tali fattori si possono distinguere in « esterni » ed « interni ». 900 ORIZZONTALE 800 700 OVEST EST S-E N-E S-O 400 N-O 300 200 4 5 6 7 8 9 10 11 12 ora solare Fig. Il calore che penetra negli ambienti per effetto dell' irraggiamento solare non viene preso in considerazione in inverno mentre ha un'importanza decisiva in estate. ad esempio. locale che verso l'ambiente esterno: dall'influenza che possono avere. 3.5 m/s (bocchette a pavimento) a 1. La temperatura è invece variabile in maniera anche rapida e sensibile in funzione delle condizioni meteorologiche e della località: i calcoli vengono pertanto riferiti a dei valori convenzionali variabili da città a città (per i quali si potranno consultare le pubblicazioni specifiche o le norrne emanate dal Comitato Termotecnico Italiano) desunti in genere da valori medi relativi alla decade più calda per l'estate ed alla decade più calda per l’estate ed alla decade più fredda per l’inverno. specialmente se questo è di considerevole altezza: ciò può essere comunque evitato disponendo delle bocchette supplementari di estrazione in detta zona. tende « alla veneziana » o di stoffa ecc. costituite da una serie di tronchi di cono coassiali che hanno la caratteristica di guidare il getto in modo da distribuirlo abbastanza uniformemente nello spazio circostante e di produrre un forte effetto di miscela con l'aria ambiente. ad es.l.) si verifica a mezzogiorno. dalla natura della parete e più precisamente dai suoi coefficienti di rinvio.I. quelle di immissione è bene che siano munite di una doppia serie di alette magari orientabili (orizzontali e verticali) e di una serranda di taratura. in vicinanza delle persone.C. Inoltre la disposizione delle bocchette di mandata. dalla presenza e dalla posizione di schermi protettivi quali tapparelle.

P.r. Più precisamente. L'aria esterna di rinnovo ha un contenuto specifico di vapor d'acqua che dipende dalla sua ternperatura e dalla sua umidità relativa. rispettivamente. si può affermare che tale differenza risulta sempre positiva.a fornire la differenza tra la quantità di calore che passa all'esterno per effetto della maggior temperatura interna e quella ceduta dalle persone e dalle altre « sorgenti »..l. . 254b Manuale dell’Architetto .E.ad asportare il calore ceduto dalle persone o da altre eventuali « sorgenti » poste nell'ambiente. S. Naturalmente dalla conoscenza del calore latente si potrà risalire facilmente a quella della massa di vapor d'acqua. Per fabbricati a struttura costruttiva normale. per es. la posizione e la località in cui sorge ed anche la sua destinazione: una previsione in tal senso che non sia preceduta da accurati calcoli è quindi soggetta a forti indeterminazioni. in funzione della temperatura ambiente. valevole soltanto a titolo orientativo. all'andamento dell'insolazione sulle varie pareti) tale potenza massima non sarà sempre data semplicemente dalla somma di quelle occorrenti per tutti i singoli ambienti.C. Un impianto di condizionamento deve quindi comprendere una centrale frigorifera per il funziona- A. destinati ad uso civile di ufficio o di abitazione.ad asportare il vapor d'acqua emesso dalle persone. in determinate condizioni di temperatura e di umidità relativa. La potenza di dette centrali sarà commisu rata ai fabbisogni complessivi di «freddo» e di «caldo» occorrenti per tutti gli ambienti. potendosi riguardare come noto e costante il calore di trasformazione dell'acqua (pari a circa 600 kcal/kg).IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D’ARIA TABELLA III Temperatura °C 28 27 26 24 21 20 Riferendosi al caso più comune delle persone in moderata attività fisica o in riposo.a raffreddare l'aria esterna di rinnovo. . la sua determinazione dovrà allora divenire oggetto di accurato esame.a fornire la differenza tra la quantità di vapore occorrente per umidificare l'aria esterna introdotta per la ventilazione e quella emessa dalle persone: tenute presenti le condizioni interne ed esterne in genere considerate ed i quantitativi di aria di rinnovo in relazione al numero delle persone di solito adottati. una sala cinematografica al massimo affollamento) in cui diviene negativa. secondo le esigenze sopra chiarite: poiché però le richieste massime dei diversi ambienti di unfabbricato possono non essere contemporanee specialmente in estate (si pensi.ad asportare il calore che proviene dall'esterno per effetto della differenza di temperatura tra aria esterna e aria interna e dell'irraggiamento solare. questa differenza è in genere positiva: può esistere però qualche caso (ad es. b) in inverno: . in estate si ha un maggior contenuto di vapor d'acqua nell'aria esterna mentre in inverno avviene il contrario. Ciò porta di conseguen za che l'introduzione negli ambienti dell'aria prelevata dall'esterno provocherebbe in estate un aumento ed in inverno una diminuzione dell'umidità relativa ambientale in quanto equivale all'apporto o. che sorgano in località a clima mediterraneo può ritenere che il fabbisogno frigorifero si aggiri sulle 15÷20 frig/h e quello termico sulle 30÷35 cal/h per ogni m³ di ambiente condizionato. Da tutto quanto sopra risulta che per mantenere i valori voluti di tempera- Calore sensibile kcal/h 50 55 60 65 74 80 Calore latente kcal/h 50 45 40 35 26 20 mento estivo ed una centrate termica per quello invernale. . che sono di vasto impiego nello studio e nella progettazione degli impianti di condizionamento. possono essere desunti da tabelle o ricavati da appositi diagrammi. . l fattori che concorrono a determinare le potenze frigorifera e termica complessivamente occorrenti per un impianto di condizionamento sono molteplici e vari e riguardano le caratteristiche costruttive del fabbricato. esso è in genere diverso da quello dell'aria nelle condizioni interne. quali i cosiddetti «diagrammi psicrometrici». Questi fabbisogni sono destinati ad aumentare in maniera notevolissima quando si tratti di fabbricati con tura e di umidità relativa negli ambienti condizionati occorre provvedere: a) in estate: . ma che in qualche caso può tornare utile.a riscaldare l'aria di rinnovo. . in cui cioè occorre asportare anziché fornire calore all'ambiente: . si riportano nella tabella llI i valori della quantità di calore ceduta per convezione e per irraggiamento (calore « sensibile ») e di quella ceduta tramite l'evaporazione d'acqua (calore « latente »). alla sottrazione di un certo quantitativo di vapor d'acqua. [ contenutispecifici di vapor d'acqua nelle miscele aria-vapore d'acqua.a deumidificare l'aria di rinnovo.I. Tuttavia si vuoi dare qualche indicazione di larga massima.

6÷1. ventilazione degli ambienti. La quantità di aria da introdurre dipende dalla richiesta di «freddo» e di «caldo» dell'ambiente e dalla temperatura di introduzione: questa temperatura. delicati problemi di regolazione che si risolvono. 5 . salvo casi eccezionali. igrostato ambiente per la regolazione dell’umidità relativa in inverno. specialmente negli impianti ad aita velocità. ovviamente. come si vedrà meglio in seguito. serranda di by-pass della batteria Post-riscaldante. locale condizionato 2 Ua Ta 3 1 T 4 5 6 7 8 Fig. tanto maggiori saranno le relative differenze e tanto minori risulteranno i rispettivi quantitativi d'aria.portate d'aria esterna necessarie per la tura e di contenuto igrometrico. apparato umidificatore invernale. solo con l'installazione di complessi e costosi sistemi automatici.. Inoltre molto spesso i quantitativi questi di appropriati quantitativi d'aria d'aria occorrenti risultano superiori alle in determinate condizioni di tempera. Nella progettazione di un edificio che debba essere provvisto di impianto di condizionamento occorre avereparticolare riguardo nel destinare lo spazio occorrente per la sistemazione delle diverse apparecchiature e. L'altezza dei locali nondovrebbe essere inferiore ai 3. 6. batteria raffreddante e deumidificante in estate e riscaldante in inverno. in prima larga approssimazione. riguarda la disponibilità d'acqua per il raffreddamento del condensatore della macchina refrigerante (prescindendo dal caso di impianti piccoli. in materia plastica): attualmente viene data lapreferenza alla lamiera.aria esterna. 2. relativa al condizionamento estivo.5÷4 metri mentre la loro superficie deve variare sia in funzione della grandezza che del tipo di impianto: in linea di massima si può considerare che essa debba essere pari a 0. La posizione da dare alle condotte d'aria ed il loro ingombro possono assumere conformazione e dimensioni precise soltanto in seguito ad uno studio completo dell'impianto: come si vedrà le dimensioni possono poi variare notevolmente passando dai sistemi a «bassa velocità» a quelli ad «alta velocità ». Qualora questa quantità risultasse eccessiva.2 m² per ogni 100 m³ di ambiente condizionato. S. frigorifera e condizionatrice e delle condotte d'aria.E. è minore di quella ambiente in estate e maggiore in inverno e. Un'altra questione generale particolarmente importante. e con difficoltà. 7. termostato per la regolazione in estate del punto di rugiada ed in inverno della temperatura dell’aria uscente dalla batteria 5. delle centrali termica.C. La temperatura di introduzione dell'aria nel funzionamento estivo è però soggetta a delle limitazioni poiché in genere la sensibilità delle persone alle correnti di aria fredda (cioè di aria a temperatura inferiore di quella ambiente) è piuttosto notevole e quindi impedisce di adottare per detta tempeIMPIANTI «A TUTTA ARIA» ratura valori inferiori di più di 7 o 8 °C rispetto a quella dell'aria ambiente.Schema di impianto a tutta aria con relativa regolazione automatica 1. termostato ambiente per 1a regolazione della temperatura dell’aria condizionata in estate ed in inverno agente sulla serranda di by-pass della batteria di post rircaldamento. si potrà ricorrere all'adozione dei «condensatori evaporativi» o delle «torri refrigeranti»: ciò porta un aumento delle spese di primo impianti e di esercizio ma il quantitativo d'acqua necessario scende a circa 1/10 dei valore indicato in precedenza. Le condotte possono essere realizzate con materiali differenti (in muratura. in lamiera zincata. bisogne- A. 4.r. 3 . passando dai grandi ai piccoli impianti. batteria di Post-riscaldamento.aria condizionata. 5.Per questa ragione il dimensionamento pianti che permettono il raggiungi. in gesso. Ua. filtri.IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D’ARIA ampie pareti vetrate come quelli che l'architettura moderna sta attualmente proponendo a ritmo sempre più intenso. 8. si vuol però far rilevare che esse comportano degli aggravi notevolissimi nelle spese di impianto e di esercizio degli impianti di condizionamento.I. 255a Manuale dell’Architetto . e cioè fino a 20000÷30000 frig/h. Senza voler sminuire l'importanza delle particolari esigenze estetiche che conducono a simili realizzazioni.estivo delle portate d'aria porta in gemento negli ambienti delle condizioni nere a valori maggiori del caso invervolute per mezzo dell'introduzione in nale.l. Per quanto riguarda le centrali è bene che sia previsto un unico locale oppure due o tre ambienti tra loro direttamente comunicanti. in quanto le superfici vetrate sono delle vere e proprie «voragini di calore e di freddo» ed inoltre determinano. II quantitativo d'acqua occorrente può essere determinato. in particolare. dividendo per 8÷10 il numero che esprime la potenzafrigorifera della macchina in frig/h: si otterrà così la portata occorrente in l/h nell'ipotesi che si tratti di condensatore raffreddato con «acqua fluente». Ta.P. che possono essere serviti da frigoriferi con condensatore raffreddato ad aria). T. S'intendono con tale locuzione gli im. aria di ricircolo.

C. che si riassumono normalmente nel filtraggio (con filtri a secco o in bagno d'olio. 5).r. si pub vedere che è possibile centralizzare il trattamento di questa per quanto riguarda il suo contenuto di vapor d'acqua.E. che vengono invece spesso adottati negli impianti ad alta velocità per i vantaggi che presentano relativamente alle perdite di carico. per effetto di miscela. che viene cioè « ricircolata ». Uno schema di tale tipo di impianto è rappresentato in fig.IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D’ARIA rebbe quindi aumentare quest'ultime. Questa. Ciò può determinare oscillazioni della temperatura e dell'umidità relativa all'interno dei locali. la temperatura di introduzione dell'aria negli ambienti. non ha necessità di alcun trattamento e non comporta quindi alcun aumento delle potenze frigorifera e termica necessarie: la sua funzione è soltanto quella di variare. La regolazione continua della temperatura e invece indispensabile e si sono già viste le cause interne ed esterne che possono provocarne delle variazioni: !a regolazione deve quindi intervenire ogni volta che una o più di tali cause tendono a determinare oscillazioni oltre i limiti consentiti. o quanto meno per ogni gruppo di locali in cui si manifestano le stesse esigenze. Se l'impianto serve un solo ambiente è possibile centralizzare tale regolazione e renderla automatica installando nel locale dei corpi sensibili che trasmettono agli organi regolanti della centrale le «richieste» man mano che mutano le esigenze. Quasi sempre in estate occorre anche operare un postriscaldamento poiché la temperatura che occorre raggiungere per la deumidificazione è in genere inferiore a quella necessaria per avere alla fine le opportune condizioni di introduzione in ambiente: un ventilatore di immissione ed un ventilatore di espulsione: una rete di condotte di mandata una rete di condotte di ripresa una condotta di espulsione. I canali sono quasi sempre realizzati a sezione rettangolare per la maggiore semplicità costruttiva rispetto a quelli circolari. Per evitare questo è necessario procedere ad una regolazione. Se l'impianto serve però più ambienti e se le cause che tendono a far variare la temperatura nei locali non hanno la stessa intensità o non agiscono in sincronismo. i quali cioè hanno più di una partenza da cui l'aria pub essere avviata agli ambienti in condizioni di temperatura diverse (v. 255b Manuale dell’Architetto . al postodell'aria esterna. dai 45 % al 55 %) malgrad l'emissione di vapor d'acqua da parte delle persone. in modo che sia atto a determinare negli ambienti oscillazioni dell'umidità relativa non superiori al 10% (ad es. Ma quando si debbano condizionare edifici con A. od in casi speciali. Come già accennato. con filtri elettrostatici) nel riscaldamento e nell'umidificazioneinvernale e nella deumidificazione e nel raffreddamento estivi.l. le quali si discosterebbero quindi dai valori « ottimi » stabiliti. L'impianto a tutta aria non permette evidentemente una regolazione di tal genere poiché l'aria viene inviata in tutti gli ambienti nelle stesse condizioni termoigrometriche: al massimo può consentire una regolazione «per zone» con l'adozione dei condizionatori «multizone». si determina la necessità di provvedere ad una regolazione singola della temperatura per ogni ambiente. Naturalmente si farà in modo di porre le griglie di presa e di espulsione (alle quali fanno capo le relative condotte) lontane tra loro ed in posizioni opportune. S. In questo genere di impianti viene di solito adottato il sistema di distribuzione dell'aria a bassa velocità: le condotte vengono cioè dimensionate con valori di velocità che vanno dai 3 ai 7 m/s (raramente di più) adottando quelli maggiori per i tratti principali e via via decrescendo verso gli ultimi tronchi che fanno capo alle bocchette.P. aria ripresa dagli ambienti. Si può però subito notare che tale regolazione pub essere evitata per quanto riguarda i fattori interni che tenderebbero a far variare l'umidità relativa poiché questi si riassumono in sostanza nel vapor d'acqua emesso dalle persone: considerato che per ogni persona è conveniente introdurre almeno 20 m³/h di aria esterna. trovandosi già nelle condizioni di temperatura e di umidità relativa volute.I. 4. Un impianto di condizionamento a tutta aria si comporrà quindi essenzialmente di: una condotta di presa d'aria esterna: un gruppo condizionatore per i trattamenti dell'aria. ma ciò comporterebbe un onere notevole per le spese di esercizio: esso può essere evitato impiegando. il dimensionamento delle varie parti di un impianto viene fatto con riferimento a determinate condizioni interne ed esterne che però sono soggette a variazioni anche piuttosto sensibili. fig.

aria di ricircolo. di permettere una regolazione di temperatura per zone. T. Questi impianti non sono quindi adatti per fabbricati in cui sia molto sentito l'effetto dell'irraggiamento solare (per es. variando la temperatura dell'acqua di alimentazione di ogni gruppo di pannelli. Inoltre si è cercato di ridurre al minimo la sezione delle condotte aumentando la velocità dell'aria nel loro interne. di non richiedere in genere l'installazione della rete di recupero in quanto l'aria primaria può essere espulsa in perdita per sovrapressione dagli ambienti. Naturalmente il pericolo in tal senso sarà tanto maggiore quanto più è rapida lavariazione delle cause che provoca l'intervento della regolazione. termostato per la regolazione in estate del punto di rugiada ed in inverno della temperatura dell’aria uscente dalla batteria 5. Senza scendere in ulteriori dettagli costruttivi e di funzionamento si accennerà ai principali pregi e difetti di questo sistema. anche individuale. È però da rilevare che in certi casi la presenza del pannello non è sufficiente a garantire il mantenimento della temperatura voluta nel funzionamento estivo poiché la temperatura dell'acqua di alimentazione non può scendere al disotto di certi limiti per evitare condensazioni di vapor d'acqua sulla superficie del pannello medesimo. vengono così assicurati i necessari ricambi e controllata l'umidità relativa nel modo giàaccennato. In questi casi occorrerà pertanto affidare all'aria anche parte del compito relativo al mantenimento in ambiente delleadeguate condizioni di temperatura. La presenza dei pannelli permette di agire anche sugli scambi di calore per irraggiamento tra corpo ed ambiente: ciò consente di mantenere. Esiste però anche qualche caso di distribuzione ad alta velocità. le condotte vengono in queste caso realizzate in lamiera metallica o in materie plastiche e quasi sempre a sezione circolare con accurati raccordi.E. batterie di post-riscaldamento per la regolazione della temperatura dell’aria inviata nelle singole zone: Ta1. L'aria esterna viene trattata in un gruppo condizionatore centrale per quanto riguarda il suo grado igrometrico e quindi inviata negli ambienti. si sono così sviluppati i sistemi di distribuzione dell'aria ad alta velocità in cui si raggiungono valori di velocità anche di 25 m/s. 3. La rete di distribuzione dell'aria è di solito realizzata a bassa velocità. Tra gli inconvenienti più importanti che presenta questo sistema vasenz'altro considerato quello conseguente alla sua « inerzia termica ». a parità di condizioni di benessere. filtri.P. 7. della regolazione della temperatura nei singoli ambienti. La diminuzione della differenza di temperatura tra organismo ed aria ambiente aggiunta alla riduzione dei quantitativi di aria in movimento nell'interno dei locali attenua sensibilmente il pericolo che si producano fastidiose correnti d'aria. dei pannelli i quali hanno principalmente l'ufficio di realizzare e mantenere negli ambienti stessi le adatte condizioni di temperatura. 256a Manuale dell’Architetto . Tale ritardo può arrivare a frustrare completamente gli effetti della regolazione perché le variazioni di temperatura del pannello non sono in sincronismo con le richieste degli ambienti. per la presenza di ampie superfici vetrate) dato che questo è rapidamente variabile nel tempo.l. aria esterna. forati e sospesi ai solai. 5 . sospesi al solaio e realizzati con lamine metalliche ripartitrici ed intonaco. apparato umidificatore invernale. ed. l pannelli possono essere di tre tipi: incorporati nella struttura dei solai. per renderne più agevole la installazione.IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D’ARIA numerosi ambienti (uffici. di tipo metallico. temperature dell'aria ambiente in inverno leggermente più basse ed in estate più alte che con gli altri sistemi. entro certi limiti. a soffitto.ospedali ed anche abitazioni) tale regolazione non è più sufficiente. oppure quando si prevda la presenza di numerose per- A. I principali sistemi che permettono il condizionamento di numerosi ambienti con regolazione centralizzata per i ricambi e l'umidità relativa e conregola- Nei singoli ambienti da condizionare vengono disposti. Rispetto al sistema a tutta aria presenta il vantaggio di ridurre la sezione delle canalizzazioni di mandata. Ta3. Esso intanto rappresenta un'installazione in genere più economica (tranne che per il tipo a pannelli metallici) degli altri sistemi cui si farà cenno in seguito. Ta2.C.Schema di condizionatore « multimultizone » con relativa regolazione. S.I. scuole. batteria raffreddante e deumificante in estate e riscaldante in inverno. 6. 5. mentre le altre grandezze vengono regolate centralmente mediante l'introduzione di una portata d'aria fissa almeno sufficiente per il rinnovo ed opportunamente trattata per quanto riguarda il contenuto di vapor d'acqua (« aria primaria »). aria condizionata. 1. 4. igrostato sul recupero per la regolazione dell’umidità relativa in inverno. si sono perciò studiati nuovi tipi di impianto che tendono a risolvere il problema Ta1 Ta2 Ta3 zione a zone o addirittura per singoli ambienti per la temperatura sono: sistema «a pannelli più aria primaria» sistema «a mobiletti con ventilatore più aria primaria» sistema «ad riduzione» sistema «a doppio condotto» IMPIANTI A PANNELLI E ARIA PRIMARIA 7 7 2 U 1 T 4 5 6 3 Fig. termostati ambiente in ogni zona per la regolazione della temperatura. U. Questa dipende dalla capacità termica della massa che funziona da pannello: tanto maggiore è tale capacità tanto più grande sarà il ritardo con cui vengono risentiti negli ambienti gli effetti della regolazione automatica che agisce sulla temperatura dell'acqua calda o fredda che alimenta il pannello.r. 2. Le velocità vengono poi opportunamente ridotte con diversi accorgimenti prima dell'immissione dell'aria negli ambienti. prima della introduzione negli ambienti l'aria deve allora passare in un dispositivo che diminuisca la velocità e attenui i rumori.

di un ventilatore e di una batteria a tubi alettati alimentata in estate con acqua fredda ed in inverno con acqua calda. A. IMPIANTI A MOBILETTI E ARIA PRIMARIA Questo sistema prevede. In estate la temperatura dell'acqua fredda è regolata in modo da non provocare condensazioni allo scopo di non influire sull'umidità relativa che viene stabilita dall'aria primaria. un sistema assorbente per l'energia sonora che contribuisce a ridurre il livello dei rumori ed realizzare nei locali condizioni soddisfacenti per una buona udibilità.r. S. il trattamento e la distribuzione a bassa velocità di una portata d'aria esterna (primaria) sufficiente a mantenervi adattecondizioni di purezza e di umidità relativa. batteria di post-riscaldamento. lamoltiplicazione delle apparecchiature in moto rappresenta una complicazione per la manutenzione ed anche undisturbo per i rumori che nascono. qualora vi sia sovrapposto uno strato di materiale poroso. Comunque si può affermare che tutti questi tipi di impianti si prestano a realizzare un soddisfacente condizionamento in fabbricati che non presentino estese superfici vetrate. Le prestazioni termiche del mobiletto possono essere variate entro limiti molto più ampi di quelle dei pannelli. termostato per la regolazione della temperatura dell’aria primaria. Il sistema permette quindi una regolazione di temperatura indipendente e rapida per ogni locale e quindi è adatto per ambienti in cui le « cause » sia interne che esterne abbiano forte intensità e varino rapidamente coi tempo. La regolazione individuale può essere fatta a mano o automaticamente agendo sul funzionamento del ventilatore. I mobiletti sono dotati di un filtro.Schema di impianto ad aria e pannelli 1. Il controllo della temperatura è affidato a mobiletti installati nei singoli ambienti.I. 6 . « Master » esterni per la regolazione del punto di taratura dei relativi termostati. filtri. pannelli. i quali presentano anche il vantaggio dideterminare. comunque può ancora rappresentare un inconveniente M3 6 6 T2 M2 Aria esterna T1 1 2 3 4 U 5 T3 7 Fig. 4. 3. con la loro superficie forata. Il mobiletto aspira l'aria dall'ambiente e la rinvia nello stesso dopo averla filtrata e trattata termicamente: l'aria ambiente viene quindi fatta circolare in circuito chiuso.C. termostato per la regolazione del punto di rugiada estivo e della temperatura di riscaldamento invernale. 256b Manuale dell’Architetto . ecc. serranda. 7. realizzando naturalmente vari circuiti per le diverse zone. Uno schema di questo tipo di impianto è riportato in fig. complesso umidificatore. – il numero elevato di elettroventilatori che occorre installare che sono tanti quant'è il numero dei mobiletti. igrostato. 2. U. 6. in cui non si prevedano eccessivi affollamenti e che si trovino in località non troppo calde (Italia Centrale e Settentrionale). ed M2. T2. T3. Tra gli inconvenienti vanno segnalati: – le correnti cui può dar luogo l'aria complessivamente in circolazione nei locali il cui quantitativo è molto maggiore che nel caso degli impianti con pannelli.E.IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D’ARIA sone che possono in breve tempo ridursi a pochissime (sale di riunione e spettacolo). 6. M3. 5. batteria refrigerante e riscaldante. termostato per la regolazione della temperatura dell’acqua del circuito pannelli. L'inconveniente è molto attenuato con i tipi a pannelli metallici. come nel caso dei pannelli. la regolazione per zone si fa agendo sulla temperatura dell'acqua di alimentazione. Occorre però dire che nei tipi recenti di mobiletti la rumorosità è stata assairidotta. T1.l. scambiatore di calore.P. l tipi con pannelli sospesi non metallici presentano dal punto di vista dell'inerzia caratteristiche intermedie tra quelli « immersi » e quelli completamente metallici.

L'aria introdotta contiene sempre una frazione fissa di aria esterna opportunamente deumidificata in estate e umidificata in inverno. anziché da un elettroventilatore.r. Prima dell'introduzione nei locali le due portate d'aria a temperature diverse vengono miscelate in un'apposita scatola: la proporzione della miscela è regolata da una serranda che si muove automaticamente dietro il comando di un termostato posto in ambiente. poi attraversa una serie di ugelli nell'interno del mobiletto e trascina con sé. L'aria ambiente richiamata dall'aria primaria attraversa una batteria alimentata in inverno con acqua calda e in estate con acqua refrigerata (v.Schema di impianto ad aria e mobiletti 1. termostati ambiente agenti sui ventilatori dei mobiletti (regolati dal Master M2). occorre aumentare l’aria primaria per poter avere a disposizione una maggior portata complessiva. al solito. fig. T3 e T4 termostati per la regolazione della temperatura dell'acqua dei circuiti mobiletti rispettivamente per le zone Est ed Ovest. 3.l. Esso però permette: – l’eliminazione de. l'aria entra dapprima in una scatola (plenum) in cui è ridotta la velocità e sono smorzati eventuali rumori. 4. batteria di post-riscaldamento con relativa serranda di by-pass. 6. L'altra parte di aria occorrente proviene dal ricircolo che. è necessario effettuare perché gli stessi funzionino in modo economico. agendo sulla temperatura della acqua di alimentazione delle batterie dei mobiletti. in questo caso. 7 è riportato uno schema di riportato di questo tipo. mobiletti locali con filtro batteria e ventilatore. IMPIANTI AD INDUZIONE Questo impianto è. occorre prevedere un sistema automatico di regolazione della pressione atto a mantenere costanti le portate alle erogazioni. 8). T5. ventilatori nei mobiletti. come nel caso precedente. analogo a quello a mobiletti più aria primaria.IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D’ARIA Ma alla zona EST alla zona OVEST 4 Ta 4 Ta 1 2 3 T3 Aria esterna T1 M2 U T2 T4 6 5 C scinata. scambiatore analogo per la zona Ovest.I. parte dal gruppo condizionatore centrale e attraverso una rete di condotte ad alta velocità raggiunge i mobiletti disposti nei singoli ambienti. Poiché le due reti sono percorse da portate variabili in relazione alle esigenze termiche dei singoli locali. C.P. dal punto di vista funzionale. termostato di regolazione della temperatura di mandata dell'aria asservito al Master M2 ed agente sul by-pass della batteria di post-riscaldamento. in modo da mantenere le desiderate condizioni di umidità relativa e di purezza. la riduzione delle sezioni delle condotte poiché l'aria viene distribuita ad alta velocità. dall'effetto di trascinamentoprodotto dall'aria primaria. 2. per ambienti con speciali esigenze acustiche. S. con questo tipo di impianti. la regolazione per zone si può fare. 9). T2. Hanno pero una limitazione nel loro impiego derivante da fatto che non si riesce normalmente ad aumentare oltre 3-4 il rapporto tra aria primaria e aria tra- A. termostato per la regolazione del punto di rugiada estivo e della temperatura di riscaldamento invernale. fig. batteria refrigerante e riscaldante. scambiatore di calore per il circuito acqua mobiletti zona Est. 5. Il sistema presenta due pregifonda- Fig. Inoltre come altro inconveniente può essere segnalato quello che deriva dall'inevitabile fruscio che accompagna la fuoriuscita dell'aria primaria dagli ugelli. la scatola di miscela assume allora anche la funzione di riduttrice di velocità e di silenziatrice. qualora gli ambienti abbiano carichi termici rilevarti. 257a Manuale dell’Architetto . due di mandata ed una di ripresa. Occorrono quindi tre reti di condotte.C. per effetto detto di « induzione » una portata d'aria ambiente pari a tre o quattro volte la propria.E. complesso umidificatore. ricambi e le adatte condizioni di umidità relativa. L'aria priaria che. In fig. IMPIANTI A DOPPIO CONDOTTO Questo sistema prevede una doppia distribuzione d'aria a temperature inferiori e superiori a quella che si vuole mantenere negli ambienti (v. 7 . L'energia occorrente per far circolare l'aria ambiente attraverso la batteria del mobiletto è quindi fornita. Quindi. La regolazione della temperatura ambiente si può fare a mano o automaticamente agendo sulla portata d'acqua che attraversa la batteria del mobiletto. Le due reti di mandata sono quasi sempre ad alta velocità. T1. Variando tale proporzione varia la temperatura d'introduzione dell'aria (le cose sono disposte in modo che la portata invece rimanga costante) e si può pertanto ottenere una rapida ed efficace regolazione della temperatura ambiente. assicura. Ciò è antieconomico poiché obbliga ad aumentare le portate d’aria esterna oltre quello che sarebbe strettamente indispensabile per le esigenze di ventilazione degli ambienti. Gli impianti ad induzione rappresentano certo un notevole progresso poiché consentono una forte riduzione degli ingombri e l'abolizione di molti oneri di esercizio e di manutenzione. compensatore solare che regola i punti di taratura dei termostati T3 e T4.

C. termostati regolanti in estate la temperatura dell'acqua del circuito secondario di zona mediante azione sulle valvole miscelatrici V5 e V5. e la possibilità di fornire contemporaneamente del 9 9 Zona EST 9 M2 9 M2 E 2 T2 1 3 4 5 6 T3 V V1 T4 V3 T5 8 7 V5 V4 T6 8 7 V6 Fig. M2. batteria di post-riscaldamento.IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D’ARIA mentali: la pratica assenza di inerzia termica e quindi la rapida ed efficace regolazione della temperatura ambiente. pompe di circolazione nel secondario degli scambiatori e nei mobiletti. A. termostato per la regolazione in estate del punto di rugiada ed in inverno della temperatura dell'aria agendo rispettivamente sulle valvole V e V1. T5 e T6. e V4. 5. scambiatori di calore (uno per zona). T1.Schema di impianto ad induzione 1. batteria di riscaldamento invernale. 257b Manuale dell’Architetto . termostati regolanti in inverno la temperatura dell'acqua del circuito secondario di zona.l. mobiletti locali ad induzione. 7.E.I. Master esterni con deviatori estivo (E) ed invernale (I). batteria di pre-raffreddamento estivo ad acqua di pozzo. S. termostato di regolazione della temperatura di mandata dell'aria comandato dal Master sull'aria by-pass della batteria di post-riscaldamento.r. 3. 9. aria esterna. complesso umidificante. T3 T4. T2. mediante azione sulle valvole V3. 8 . 2. 8. 4.P. batteria raffreddante e deumidificante in estate. 6.

attraverso V2. poiché su di esse hanno molta influenza alcune caratteristiche specifiche quali le modalità esecutive dell'edificio e la sua destinazione. aria esterna massima. apparecchiature per il controllo della pressione statica nei condotti. Ta. Hanno normalmente potenzialità tali da sopperire al fabbisogno frigorifero estivo di un ambiente dalle caratteristiche normali di una stanza di abitazione o di ufficio.s. 258 Manuale dell’Architetto . 11. il controllo dell'umidità è indiretto e un po' approssimativo. termostati ambiente. aria di ricircolo. vanno annoverati: 1) la necessità di praticare un foro di dimensioni abbastanza ampie (all'incirca quelle della sezione frontale del mobiletto) sulla parete dove viene montato il condizionatore. 9 – Schema di impianto a doppio condotto 1. da una batteria refrigerante. 3.l. ventilatore di ricircolo. TABELLA IV TIPO DI IMPAINTO Condizionamento parziale a pannelli immersi più aria Condizionamento a pannelli sospesi più aria primaria Condizionamento a pannelli metallici più aria primaria Condizionamento a mobiletti con ventilatore più aria primaria Condizionamento a induzione Condizionamento a doppio condotto Costo di installazione a m³ vuoto per pieno di edificio 1500/2500 lire 2000/3000 lire 3000/4000 lire 3500/4500 lire 3500/4500 lire 3500/5000 lire Costo di esercizio annuale a m³ vuoto per pieno di edificio 350/500 lire 350/600 lire 350/500 lire 350/500 lire 350/500 lire 300/600 lire Durata di esercizio giorni 120invernali 120 invernali 120 estivi id. 14. 5. c. calore in alcuni ambienti e di sottrarne in altri. in quanto possono essere interessati da oscillazioni notevoli e rapide delle cause atte a far variare la temperatura degli ambienti. in casi di limitata importanza in cui si debba provvedere al raffrescamento ed alla ventilazione di qualche ambiente di ufficio o di abitazione. T1 termostato che controlla.P. nel caso in cui si debba provvedere ai condizionamento di numerosi ambienti: ciò è particolarmente importante nei riguardi della manutenzione.C. la temperatura del condotto caldo (con asservimento al Master M1). Tra gli inconvenienti più vistosi presentati da questi condizionatori. 4. Tuttavia. da un frigorifero di cui detta batteria costituisce l'evaporatore. serrande. scatole di miscela. A. 8. 9. D'altra parte è però necessario costruire tre reti di canali: ciò porta un onere sensibile sia per il costo che per le possibilità di installazione. l dati relativi sono riportati nella tabella IV: si deve però tener presente che le cifre riportate valgono solo a titolo di orientamento. filtro. c. per dotarlo di presa d'aria esterna: ciò non tanto per garantire la ventilazione del locale quanto per permettere la sottrazione di calore.I. la temperatura di preriscaldamento. Altro vantaggio è quello di eliminare del tutto le reti di tubazioni d'acqua. S. con una gamma di regolazione quindi assai più vasta che con gli altri sistemi. termostato che controlla.s. attraverso V1. 12.IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D’ARIA 18 18 Ta Ta 17 6 D2 D1 2 1 5 17 H1 D3 H2 12 V2 16 3 17 9 10 T2 7 11 T1 V3 13 14 15 16 R1 M1 V1 R2 4 T3 Fig. al condensatore del frigorifero (i tipi con condensatore raffreddato ad acqua presentano d'altronde l'inconveniente di richiederne un quantitativo notevolmente superiore alle normali disponibilità). CONDIZIONATORI AUTONOMI Si accenna infine alle possibilità che offrono i cosiddetti condizionatori autonomi d'ambiente: si tratta di apparecchi costituiti essenzialmente da una presa d'aria con relativa sezione filtrante. ELEMENTI DI COSTO Si vuoi concludere questa breve rassegna degli impianti di condizionamento dando alcuni clementi indicativi sul costo d'installazione e su quello di esercizio dei vari tipi di impianto. In definitiva questo tipo di impianto si presta in special modo per edifici che presentino particolari esigenze dal punto di vista della regolazione. id. 3) l'aumento delle spese di esercizio rispetto agli impianti centralizzati. 10. 6. aria di espulsione.r. Essi consentono di agire direttamente sulle temperature estive e sui ricambi d'aria. batteria di pre-raffreddamento. prima di essere immessa nell'ambiente. ventilatore di mandata. e da un ventilatore.E. la batteria che funge da condensatore del frigorifero. separatore di gocce. il tutto racchiuso in un involucro metallico. 13.s. quali i piccoli frigoriferi. id. batteria di riscaldamento. condotto freddo. Non permettono di solito i trattamenti invernali: in qualche tipo vi è tuttavia la possibilità di riscaldare l'aria facendo in modo che questa attraversi. T3. batteria di pre-riscaldamento. li riscaldamento ottenuto in questo modo è comunque nettamente antieconomico e non esiste mai la possibilità di controllo dell'umidità relativa. ad es. 15. 2) la complicazione dovuta al moltiplicarsi di delicate apparecchiature. 2. oltre all'incompletezza dei trattamenti già accennata. 16 e 17. in inverno. c. Il sistema inoltre diviene antieconomico quando per esigenze igieniche (ospedali. la temperatura del condotto caldo attraverso V2. 7. umidificatore. termostato che controlla. questi condizionatori possono trovare giustificato impiego.s. R1 e R2. c. T2. batteria raffreddante e deumidificante. aria esterna minima. condotto caldo. da parte dell'aria esterna. 18. id.) non è opportuno effettuare il ricircolo e quindi occorre introdurre tutta aria prelevata dall'esterno.

E. 600 è demandato all’ENPI (Ente Na- zionale Prevenzione Infortuini) o all’Ispettorato del Lavoro che eseguono pertanto un collaudo ad installazione ultimata: ed in base ai risultati di questo viene rilasciata. 600. il cui impiego. dislivelli relativamente diversi.C.categoria «D»: montacarichi di portata non inferiore a Kg 25. come: . . L’altezza libera della cabina dovrà essere non inferiore a m. . L. Portata. ecc.i montautomobili. intendendo in tal modo gli impianti destinati al trasporto esclusivo di persone. Per gli ascensori i valori di portata normalmente adottati sono i n 3 persone pari a Kg 240 s » 4 » » 320 e » 5 » » 400 g » 6 » » 480 u » 8 » » 640 e » 10 » » 800 nt » 13 » » 1040 i: Per i montacarichi le portate possono variare. alle abitazioni con garage privati nel piano scantinato. di solito. biblioteche ecc. per il trasporto degli infermi da un piano all’altro degli edifici destinati a casa di cura. uno comune della portata di kg 630 ed uno speciale in cui la portata è elevata a kg 1000: questi valori sono stabiliti. 1. libri. viceversa va aumentando: ma naturalmente il loro impiego è conveniente quando occorre far superare.I. da una cabina. Ilcontrollo della rispondenza degli impianti alle norme del D. e) Le scale mobili e i piani incliinclinati la cui diffusione.categoria «C» montacarichi adibiti al trasporto di cose con cabina accessibili alle persone solo per le operazione di carico e scarico.L. in cui trova posto il carico utile.ASCENSORI E MONTACARICHI CLASSIFICAZIONE Gli impianti di sollevamento che trovano impiego nei fabbricai ad uso civile possono essere classificati. – il sistema di manovra. per il trasporto didocumenti. 259a Manuale dell’Architetto . costituiti da una serie di cabine disposte l’una di seguito all’altro ed animate da moto continuo. 600 sono in corso di aggiornamento: comunque nel progetto delle nuove norme tale classificazione rimane invariata a parte il limite superiore di Kg.l. -i montabiancheria. di ascensori con caratteristiche particolari derivanti dallo soecifico compito che sono chiamati a svolgere. c) Montalettighe. Gli elementi principaliatti a caratterizzareun impianto di sollevamento del tipo di quelli ( che qui interessano) di cui ai punti a) b) c) del paragrafo precedente. di largo impiego negli uffici. 1. . – il numero delle fermate. Per i montalettighe si sta tentando un’unificazione su due tipi. la necessaria licenza di esercizio. in questa sede dagli impianti idraulici e pneumatici poichè la loro applicazione nei fabbricati civili e limitatissima). che sono sempre mossi da motori elettrici. . sono: – la portata.P.20.L. S. n. La portata delle singole cabine degli ascensori paternoster non deve essere superiore a due persone (D. b) Montacarichi. L’istallazione degli impianti di sollevamento è rilevata da particolari norme di legge che sono contenute nel D.i montacarte. I montacarichi possono avere spesso un uso particoalre ed allora assumono specifiche denominazioni. in questo caso. si ritiene quindi opportuno riportare la classificazione degli impianti che viene fatta in dette norme.L. 600 del 31-81945. – Si intende in tal modo il carico che può con sicurezza trovar posto nella cabina ed essere da questa trasportato: nel caso degli ascensori tale carico è proporzionale al numero delle persone il cui peso viene convezionalmente valutato in Kg 80 per persona. ma la cui conformazione è completamente diversa dallo schema sopra accennato. ad un grande numero di persone. – la corsa. 1000. Le norme del D. da un argano collegato ad un motore elettrico ( si prescinde.categoria «A»: ascensori adibiti al trasporto di sole ersone e montalettiche. impiegati negli alberghi. È defimita come non accessibile anche una cabina che.categoria «B»: ascensori adibiti al trasporto di cose accompagnate da persone. gli impianti vengono suddivisi nelle seguenti cinque categorie: . in linea di principio. destinati genericaMontacarichi mente al trasporto di cose con o senza accompagnamento delle persone.80 sul pavimento del piano di accesso. in base al servizio che sono chiamati a svolgere nella maniera seguente: a) Ascensori propriamente detti. Nella loro esecuzione normale tutti questi impianti sono attualmente costituiti. 250 fissato per la ortata degli impianti di cat. d) Gli ascensori «paternoster». ospedali.i montavivante ed i montastovigkie usati nei ristoranti e negli alberghi. posta. entro limiti e con modalità più ampi: sono però abbastanza comuni le portate di kg 250. si va in realtà facendo raro. archivi. collegata ad un’ estremità di un sistema di funi speciali di acciaio. . mai rilevante. 2000. adibiti al trasporto di sole cose con cabina non accessibile alle persone. fascicoli. 15000. in qualche caso. ovviamente.20 oppure essere munita di ripiani intermedi inamovibili disposti in posizioni tali che gli spazi liberi risultanti non siano di altezza superiore a m. – la velocità di esercizio. 0. alle fermate abbia il bordo inferiore dell’apertura di carico ad un’altezza di almeno m.r. 600) CARATTERISTICHE PRINCIPRINCIPALI DEGLI IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO A. Poichè in essa sono tenute in particolare evidenza le questioni riflettenti la sicurezza delle persone. .categorie «E»: ascensori a cabine multiple a moto continuo (paternoster) adibiti al trasporto di persone. D. destinati alle autorimesse a più piani ed anche.. le quali portano all’altreestremità un « contrappeso»: il tutto mosso. Si tratta. per ragioni di sicurezza. È opportuno però far menzione di due tipi di impianti di sollevamento che per la loro destinazione rientrano tra gli «ascensori». in relazione all’ampiezza delle cabine e non al carico normalmente trasportato. o meno.

passando tra due fermate successive. un impianto che. – numero e portata degli ascensori con i quali si vuol provvedere allo smaltimento del traffico. ha anche importanza quello dei «servizi». È pertanto evidente che i vantaggi derivanti dall’adazione delle elevate velocità tendono a diminuire sempre di più man mano che si riduce la corsa dell’impianto e che aumenta. acirca 7 secondi.40 m/s.5 m/s. 259b Manuale dell’Architetto . Si fa però presente che. – tempi consentiti per l’attesa ai piani e per l’effettuazione del percorso. La scelta della velocità di esercizio da assegnare ad un ascensore dipende da molteplici fattori dei quali si vogliono qui accennare i più importanti: – destinazione dell’impianto (abitazione di lusso o normale. Anzi. Per evitare fastidiosi o addirittura dannosi effetti agli occupati la cabina. – Con questo termine si indica la distanza esistente tra il piano della prima e quello dell’ultima fermata dell’impianto: essa coincide evidentemente con la lunghezza del massimo percorso che può compiere la cabina. il numero dei servizi coincide con quello delle fermate.ASCENSORI E MONTACARICHI Corsa. – Dipende ovviamente dal numero dei piani da servire: come nel caso della corsa si tratta quindi di una caratteristica che discende all’impianto direttamente dalla geometria del fabbricato cui esso è destinato.I. sia inferiore ad un limite prefissato che può individuarsi in 1. un ascensore che servisse invece. poichè corrisponde in media. entro certi limiti. – distanza media tra le più probabili fermate successive. È bene avvertire subito che nel campo delle alte velocità. intendendo in tal modo io numero complessivo degli ingressi in cabina dei vari piani. Velocità di esercizio. si sono raggiuntii valori anche di 7 m/s (ascensori del grattacielo della R. al minimo.40 e 0. quindi.C. a parità di questa. i valori di accelerazione ammessi per i casi di emergenza ( per esempio in fase di arresto della cabina sugli apparecchi di sicurezza in seguito alla rottura delle funi di trazione) sono notevolmente superiori a quello sopra detto: ma si tenga presente che l’entità degli effetti prodotti sull’organismo dalle accelerazioni aumenta. la somma dei tempi occorrenti per il «carico» o lo «scarico» della cabina sarà pari. il numero delle fermate. a parità di altre circonstanze. volendo stabilire dei criteri generali. – impianti «veloci». del limite imposto alle accelerazioni può verificarsi che la somma degli spazi percorsi dalla cabina in fase di moto accellerato e di moro ritardato risulti superiore alla distanza che c’è tra un piano e il successivo qualora questa sia picoola e la velocità di regime della cabina. in relazione. però. – È uno degli elementi più importanti di un ascensore e le diverse velocità che possono essere adottate determinano.3÷1. onde evitare incertezze. si noti che questo tempo è già paragonabile a quello che impiega. al minmo.). Orientativamente si può ritenere che il tempo occorrente perl’entrata o l’uscita della cabina sia. non riesce a raggiungere la velocità di regime.20 m/s.85 e 1.P.E. e di due secondi e mezzo circa quello necessario per l’apertura o la chiusura delle porte. In conseguenza. S. – impianti «normali». magazzino ecc. ad esempio. di unsecondo. e che i limiti in tal senso sono ormai imposti non da ragioni tecniche inerenti alla costruzione ed al funzionameto dei diversi apparati dell’ascensore ma dai dannosi effetti fisiologici che possono provvocare sull’organismo umano le forti accelerazioni e le rapide variazioni di pressione atmosferica (queste ultime conseguenti alle variazioni di quota della cabina durante la sua corsa). – impianti «semiveloci». si mantiene. che vengono adottate con sempre maggiore frequenza. è infatti necessario che l’accelerazione caratterizzante il moto di questa fase di partenza ed in fase di fernata. Numero delle fermate.85 m/s. In totale. come è caso normale. sei piani con due accessi in due piani ed uno negli altri quattro verrebbe ad avere otto servizi.C. con velocità compresa tra 0. Si avrebbe pertanto in questo caso. I fattori che influenzano dunque la determinazione della velocità «ottima» da assegnare ad un ascensore sono numerosi e certo non tutti facilmente valutabili: inoltre la loro importanza può essere di volta in volta diversa per cui. effettuando quindi una corsa che può essere considerata abbastanza spesso ricorrente nei fabbricati normali. si incontrano notevoli difficoltà ed incertezze. troppo grande.A. aumenta il costo di installazione il quale. In linea generale è evidente come l’aumento della velocità di esercizio consenta di ridurre il numero di ascensori occorrenti per un determinato edificio e di diminuire altresì il tempo di salita o di discesa: nel contempo. evidentemente. ad esempio. in cui la velocità di traslazione della cabina in fase di moto uniforme è inferiore a 0. ufficio. non raggiungerebbe mei la piena velocità. a tre piani di dislivello. una cabina muoventosi alla velocità di 1 m/s per spostarsi di 10 m. a quest’ultimo riguardo occorre aggiungere che potrebe addirittura verificarsi il caso di un ascensore che. Per un ascensore con un ingresso ad ogni piano.r. – corsa. grosso modo. È bene però chiarire. tra i vari impianti. A. Anche nel campo degli ascensori. invero. a New York). oltre al numero delle fermate. – numero delle fermate. nei quali la velocità supera 1. quindi. nelle corse più brevi. proporzionale alla velocità.20 m/s. Occorre però considerare che l’adozione delle più forti velocità non produce una diminuizione proporzionale del tempo complessivo occorrente per effettuare completamente una corsa poichè in questo bisogna conteggiare anche il tempo necessario per l’apertura e la chiusura delle porte e per l’entrata e l’uscita della cabina. che questo non va considerato come un limite assoluto di resistenza del corpo umano alle accelerazioni.l. con il tempo in cui il tempo in cui il coorpo è sottoposto alle accelerazioni stesse e che la durata delle fasi di emergenza è estremamente piccola (1/10 ÷ 1/20 di secondo). con velocità compresa tra 0. una distinzione che può essere fatta convenzionalmente come segue: – impianti «lenti».

. eguale al massimo a 0. Sistemi di manovra – IL sistema di manovra o.. secondo la tendenza generale. La velocità degli ascensori paternoster deve essere. mentre passerà senza fermarsi davanti a quelli da cui siano pervenute chiamate « per scendere »: il contrario avverrà durante la successiva corsa in discesa. salvo casi particolari. i valori adottati possono anche essere profondamente diversi da quelli citati. Ai piani estremi. specialmente quando il numero delle fermate supera le 5 o 6. ecc. Tra di essi sono tipici ed evidenti: -la necessità che gli utenti che entrano in cabina insieme e sono diretti a piani diversi si accor dino preventivamente per azionare i pulsanti nelI'ordine in cui si succedono le fermate di destina zione: -la difficoltà di riuscire a « chiamare » I'ascensore nei periodi di traffico più intenso : e nel caso in cui la cabina trasporti sempre delle persone a piani in cui ce ne da 1000 da 100 Portata in Kg fino a 100 a 1000 a 10000 ed oltre Velocità in m/s 0. Per quanto riguarda i montacarichi si può affermare che le esigenze relative alle velocità sono in genere meno complesse di quelle degli ascensori. cioè. Prescindendo dagli impianti con manovratore in cabina.0. valore in verità assai modestomaimposto da ragini di sicurezza poichè.C. 260a Manuale dell’Architetto .fino a 5 6÷10 10÷15 Veloc. per poi soddisfare a tutti quelli per i quali il moto deve svolgersi in senso opposto: in sostanza. Questo tipo di manovra presenta vari inconvenienti che divengono sempre più rilevanti aumen tando l'intensità del traffico e quindi la portata e la velocità dell'ascensore.l. A questi inconvenienti riflettanti la praticità e la reapidità del servizio si aggiunge poi il maggior consumo di energia che sicuramente si verifica in conseguenza del fatto che le corse della cabina si susseguono senza alcun ordine logico: ma su questo argomento si tornerà più diffusamente in seguito . la slita e la discesa dei passeggeriavvengono con le cabine in moto..8÷1. sia che provengano da questa che dai diversi piani: si opera poi una. è più dannoso che utile per un rapido ed economico esercizio dell'impianto. Orientitavimente si possono tener presenti i dati che seguono: principali di manovra: – la manovra «automatica singola» o manovra «universale»: – la manovra «registrata collettiva-selettiva».E. Cosi durante una corsa in salita la cabina si arresterà successivamente ai piani cui debbano scendere dei passeggeri o dai quali siano stati impartiti dei comandi « per salire ». si possono considerare due sistemi delle persone a piani in cui ce ne sono in attesa delle altre. grandimagazzini. a questi ultimi viene data precedenza sugli altri.7÷0. in m/s. più semplicemente. questa difficoltà può poi diventare addirittura impossibilità per chi si trovi a chiamare l’ascensore da un piano al quale nessuno debba arrivare. L'ascensore. al primo tra tutti quelli che gli vengono impartiti prima che si metta in moto. per legge. S. L'eliminazione degli inconvenienti citati si può ottenere con l'adozione della manovra registrata collettiva-selettiva. più precisamente.7÷0.. Poiché dai piani intermedi ci si può muovere nei due sensi. in questi ascensori. provenienti dalla cabina. I' altro per i servizi in salita. Con questo tipo di manovra vengono « registrati » tutti i comandi impartiti alla cabina.. tra i comandi impartiti dai vari piani e quelli. si possono dare le indicazioni di seguito riassunte.1 Naturalmente. Poiché però questo può condurre a interferenze con conseguenti disservizi. dei piani. e.5÷0.ASCENSORI E MONTACARICHI A titolo orientativo.2 m/s. ai piani viene anche disposto un pulsante di « rinvio » che serve per rimandare la cabina ad un piano prestabilito (di solito il piano terreno): ma questo pulsante.r. eseguirà tutti i comandi che implicano un certo senso di marcia.I.2 0.P. Normalmente si tratta di impianti lenti rispetto a quest’ultimi.8 0. la loro velocità vien diminuita all’aumentare della portata.5÷0. secondo le quali la velocità viene messa in relazione al numero dei piani da servire: N. la «manovra» di un ascensore riguarda il modo secondo cui esso viene comandato ed in base al quale soddisfa ai comandi ricevuti.5 1. in applicazioni magari fuori dall’ordinario. nei fabbricati a traffico particolarmente intenso come uffici. tuttavia. Con la manovra automatica universale l'ascensore risponde ad un solo comando per volta e. Nella manovra automatica singola vengono disposti una pulsantiera in cabina munita di tanti pulsanti quanti sono i piani serviti dall’elavatore (oltre i pulsanti di «arresto» e di «allarme» prescritti dalle norme di legge) ed un pulsante di chiamata ai piani con le segnalazioni «presente» (necessaria quando la cabina non è visibile) «occupato» ed. viene data la precedenza ai comandi che non determinano la modificazione del senso di marcia della cabina riducendo quindi al minimo le corse inutili. fino a 3÷4 m/s. evenSpesso. occorre che vi sia installata una bottoniera con due pulsanti: uno per la chiamata atta a «prenotare» un servizio in discesa.5÷2 Questi valori possono però essere aumentati. dai quali ci A.4 0. « selezione » di detti comandi nel senso che vengono soddisfatti non nell'ordine in cui sono stati impartiti ma in quello in cui si susseguono i piani interessati secondo il senso di marcia della cabina.

le partenze delle cabine nelle ore di punta. cioè. ai piani di estremità. ad esempio. I'unificazione dei comandi esterni dei due ascensori in modo da smistare il traffico a quell'impianto che. per così dire. come avviene ad esempio nei fabbricati per uffici nelle ore di entrata e di uscita degli impiegati. ai piani intermedi. viene sistemato un solo pulsante.E. alcuni dei quali sono attualmente ancora in fase sperimentale. indipendentemente cioè dai comandiricevuti.I. ed un solo pulsante. non conviene quasi mai far rispondere alla richiesta proveniente da un certo piano dalla cabina che si trova a questo più vicina poiché in tal modo potrebbe accadere che determi ati n comandi vengono soddisfatti velocemente mentre altri rimangono in attesa per un periodo relativamente lungo. e arriva per scendere ». Le soluzioni adottate a questo proposito sono diverse ed ancora in evoluzione: si vuol tuttavia accennare brevemente a quella forse più diffusa. contrariamente a quanto potrebbe a prima vista sembrare. ai piani intermedi. le cabine possono partire una dietro l'altra per andare verso i piani più alti a svolgere dei servizi interessanti magari poche persone. un'importanza diversa a secondo del tempo trascorso dall'istante in cui essi sono stati impartiti: e naturalmente tale importanza viene fatta aumentare al crescere del tempo. le diverse esigenze degli utenti occupanti le cabine e di quelli in attesa ai piani che vorrebbero tutti. abbia o meno il senso di marcia desiserato. ecc. Inoltre. per permettere. Secondo tale sistema. per determinati periodi. in linea di massima. per poter rispondere in maniera effciente come la manovra duplex. la cabinastazionante torna al plano prestabilito e quella percorrente rimane disponibile al piano dove ha effettuato l'ultima fermata . quando sia necessario. agli utenti in attesa. ricevute tutte dalla cabina in moto la quale soddisfa a tutte quelle che interessano piani da essa non ancora raggiunti nel proprio ciclo di marcia. in questi periodi. naturalmente. si trova nella posizione più conveniente per eseguirlo. comune ai due impianti. mentre l’altra sta effettuando una corsa : le richieste provenienti dai vari piani vengono. Perché il servizio venga svolto in modo veramente efficiente. Ciò allo scopo di evitare corse inutili ai passeggeri e occupazioni non necessarie della cabina. e passa. facendo inoltre effettuare le fermate nel caso in cui il traffico sia prevalentemente uni direzionale. è necessario che i comandi siano impartiti alle cabine razionalmente e in maniera da conciliare. tutte le altre alla cabina stazionante che si mette quindi in moto per eseguire questi ultimi comandi. per esempio. mentre la cabina « stazionante » risponderà a tutte le richieste per salire provenienti dai piani che l'altra cabina ha già oltrepassati. una cabina staziona di solito ad un piano prestabilito. mentre si determina un affollamento ai piani inferiori. altri sistemi di manovra. S.l. Ultimati tutti i servizi. con il cosiddetto co mando « duplex ».ASCENSORI E MONTACARICHI si può muovere in un solo senso. ad esempio. o « sale ».r. Per questa manovra vengono instalati l un'unica coppia di pulsanti. nel modo migliore. si vuol accennare comunque al fatto che. Essi ricorrono.P. al pari della manovra collettiva semplice (detta anche « simplex »). di apparecchiature notevolmente complesse. all'atto della prenotazione del servizio. a smistare il traffico quasi esclu sivamente in un solo senso predeterminato. specialmente negli Stati Uniti. se questa. vengano effettuati iservizi soltanto nel senso che interessa: completata una corsa. sempre comune ai due impianti. 260b Manuale dell’Architetto . che in determinate circostanze. Per evitare questa ed altre incongruenze che possono verificarsi. solo quando le cabine stesse si muovono nel senso opportuno: oppure all'impiego di sistemi elettronici che permettono addirittura di attribuire. e con quale senso di marcia . la cabina ritornerà automaticamente e senza fermate intermedie al plano di partenza. « scende ». ai vari comandi. si può modifi are la c manovra facendo in modo che. Sono stati anche realizzati vari impianti con manovra collettiva « triplex » interessante cioè tre ascensori in batteria: questo tipo di manovra ha però bisogno. nei casi in cui la cabina non è visibile (ascensori in vano proprio). essere serviti nel più breve tempo possibile. come frecce direzionali o scritte del tipo « arriva per salire ».C. Di individuare. Quando un ascensore deve provvedere. quando arriva. di far funzio nare i vari ascensori disposti in batteria indipendemente l'uno dall'altro: Le manovre collettive-selettive duplex e triplex possono presentare qualche inconveniente abbastanza importante: si consideri. II criterio di ripartizione diviene naturalmente più complesso per i comandi impartiti quando en trambe le cabine sono in moto: senza scendere in ulteriori dettagli che esulerebbero dai compiti di questa breve rassegna. A. in modo tale che in certi periodi di punta gli ascensori svolgano il servizio prevalentemente in un senso prestabilito: inoltre gli impianti possono essere dotati di dispositivi che permettono. che si identifica nel sistema detto « a cabina percorrente e a cabina stazionante ». vengono anche poste delle segnalazioni. Sia la manovra duplex che la triplex possono essere predisposte. ad intervallare regolarmente nel tempo. quasi sempre il piano terreno. (cui soddisferà nella successiva corsa di discesa). se la cabina « percorrente » è in fase di salita risponderà a tutte le chiamate per salire provenienti dai piani che non ha ancora raggiunto ed a tutte le chiamate per scendere. Così. Quando un solo ascensore non sia sufficiente allo smaltimento del traffico previsto per un determinato edificio si possono installare due elevatori in un unico vano o in vani affiancati: in questo caso la manovra collettivapermette. si sono introdotti. Vengono inoltre sistemate delle segnalazioni che permettono di individuare la posizione delle due cabine e quindi quale delle due sia eventualmente in arrivo ad un determinato piano..

Negli ascensori di categoria B e neimontacarichi di categoria C. Ciò si può ottenere mediante l'impiego di motori a doppia polarità. oppure di motori a corrente continua alimentati a tensione variabile: questi sistemi consentono addirittura di far avvenire in modo continuo i passaggi di velocità sia in diminu zione che in aumento. quattro o sei poli e quindi funzionano. 260c Manuale dell’Architetto . Nei montalettighe la portata non dovrebbe essere minore di: P= 2 3 ( 600A – 400 A + 150) avendo adottato gli stessi simboli della relazione precedente . ad esempio). per angoli spesso minori di 180°. tra il pavimento di cabina e quello di piano. Sono ormaiassolutamente in disuso gli argani con tamburo ad avvolgimento.E. nel quale la cabina ed il contrappeso sono collegati alle due estremità di un sistema di funi che vengono avvolte. come sarà meglio illustrato in seguito. si ricorre. consente inoltre. quindi. Superando il limite di 1. uno che funziona per la velocità di regime e l'altro in fase di livellamento. P e la portata in kg. consentono sovraccarichi limitati. e quella con riduttore. che pure furono largamente impiegati fino a 20-30 anni fa.Si intende di solito per macchinario di un ascensore o di un montacarichi l'insieme del motore di trazione dell'argano di sollevamento. detta « gearless » (impiegata per le più alte velocità). per velocità superiori e fino al limite di circa 1.Se però è necessario che i dislivelli abbiano valori particolarmente piccoli (mm 5÷10 al massimo. Volendo quindi operare con velocità maggiore è necessario che questa venga convenientemente ridotta all'atto della frenatura. della velocità della cabina all'atto dell'intervento del freno e delle condizioni di carico (si tenga presente che il contrappeso equilibra di so lito il peso della cabina più il 50% circa della portata): e si può constatare che detti dislivelli aumentano rapidamente oltre quanto è ragionevolmente tollerabile allorché la velocità supera i 0. Gli argani di sollevamento ora adottati sono quasi esclusivamente del tipo con tamburo a frizione. Ciò può essere ottenuto mediante l'impiego di giunti elettro magnetici a coppia variabile. E poiché i motori a corrente continua consentono anche l'accoppiamento diretto tra motore e puleggia di trazione. considerate le finalità di queste note sono : – il macchinario. I motori che vengono utilizzati per l'azionamento dell'argano possono essere di diversi tipi ed alimen tati sia a corrente alternata che a correntecontinua: in questo secondo caso «correrà evidentemente dotare l'impianto di un gruppo convertitore che provveda a trasformare in corrente continua la corrente alternata prelevabile dalle reti cittadine. -II disporre però di una sola velocità di rotazione del motore e. quindi.P. -direttamente. per gli ascensori. tra l'altro.Per ragioni di sicurezza le dimensioni della cabina vengono messe in relazione alla portata dell'impianto.C.I.r. Nelle norme del D. tra la portata e la massima superficie del pavimento di cabina dovrebbe sussi tere la s relazione seguente: P= 150A A. per esempio). i quali. – la cabina. . che possono cioè funzionare con due diversi numeri di poli: un'opportuna commutazione inserisce il numero di poli maggiore quando inizia la frenatura. su cui. un minor consumo di energia elettrica a parità di prestazioni.20 m/s occorre impiegare metodi completamente diversi. riducendo cosi la velocità nel rapporto che esiste tra 4 due numeri di poli. in genere. II rapporto di solito adottato è di 1 a 4 (quattro e sedici poli.80 m/s.80 m/s. con velocita di circa 1425 o 950 giri/min rispettivamente. Macchinario. 600 non esistono tuttavia prescrizioni tassative al riguardo : secondo il progetto delle nuove norme invece l’area del pavimento di cabina non dovrebbe essere. L'impiego di queste macchine. Lo sforzo tra puleggia e funi viene trasmesso per attrito. L. I motori a corrente alternata possono essere di due tipi e cioè à sempiice o I motori a semplice polarità hanno.l. richiede però l'uso di un motore a basso numero di giri (al massimo 150 ÷200 giri/min). che si va estendendo anche verso le velocità minori.70÷0. superiore al valore risultente A= 20+ ( 6P -500 60 )2 in cui : A è la superficie interna utile del pavimento di cabina. sulla puleggia motrice la quale porta apposite scanalature aventi adeguato profilo e sufficiente profondità. di solito. le funi stesse si La trasmissione del moto dal motore alla puleggia dell'argano può avvenire in due modi: -indirettamente tramite un riduttore di velocitá costituito di solito da una coppia vite senza fine ruota elicoidale.ASCENSORI E MONTACARICHI ELEMENTI COSTITUTIVI Tra gli elementi costitutivi di un ascensore o di un montacarichi. quelli che principalmente possono qui interessare.20 m/s si ricorre all'impiego di due motori. alla cosiddetta « frenatura elettrica ». espressa in metri quadrati. dato che gli argani a frizione. –le porte ai piani. S. alla frequenza normale di 50 Hz. che sono funzioni. il sistema suddetto può essere adottato fino a velocità di circa 0. Cabine. denomi ata « gean red ». possono aversi due tipi di macchine con motore a corrente con tinua alimentato a tensione variabile: la macchina a trazione diretta. come già detto. ed allora motore e puleggia sono montati sullo stesso asse: I' impiego di questo accoppiamento diretto. di una sola velocità di traslazione della cabina conduce automaticamente ad ammettere dei dislivelli alle fermate.. sono ormai pressoché generalmente adottati. introdotto del resto abba stanza recentemente. infine. facendo avvenire la trasmissione del moto da quoto secondo motore alla puleggia di trazione attraverso una doppia riduzione divelocità. nei quali la cabina ed il contrappeso vengono fissati ciascuno ad un’estremità di un proprio tratto di fune che ha l’altra estremità ancorata al tamburo.

per la chiusura. Per ascensori a piccola portata. Le porte d apertura manuale sono di solito a battente ad un'anta. e cioè fino a 7÷8 persone. ecc.12 1. si adottano di solito valori tra m 0.65 2. Per quanto riguarda il loro funzionamento le porte ai piani possono essere: -ad apertura manuale. logicamente apribili verso l’interno. Le cabine in profilati d'alluminio anodizzato hanno trovato frequente impiego per il loro gradevole aspetto estetico: sono però piuttosto costose. di cabine senza porte: impiego del resto consentito dai regolamenti purché la conformazione del vano corsa e la posizione della cabina in esso corrispondano a determinate condizioni di sicurezza. Le cabine in legno si costruiscono con struttura tamburata o in paniforti e con rivestimento in compensato impiallicciato nelle parti in vista. – porte scorrevoli ad anta semplice. In questi ultimi tempi si sono anche molto diffusi i rivestimenti in laminati plastici. Le porte delle cabine sono in genere di tre tipi : – porte a battente a doppia anta. Le porte automatiche sono quasi sempre di tipo scorrevole : un motore sistemato sul tetto della cabina. almeno per gli ascensori a velocità normale. la loro diffusione è opportunamente assai aumentata negli ultimi tempi. -Dal punto di vista costrutpiani tivo le porte ai piani sono analoghe alle cabine: ma per le porte. si ravvisa la necessita che siano costruite con materiali robusti ed indeformabili. che non si determinino spostamenti apprezzabili tra porta e telaio. presupponendo che non debba uscire od entrare più di una persona per volta. – Ascensori Dimensioni cabina Portata mm m² Persone Persone Persone Persone Persone Persone Persone 3 4 5 6 8 10 13 0. evidentemente. la larghezza può essere fissata liberamente.P. che provocano l’arresto del funzionamento dell’impianto. inferiore a m 1. quelle che danno le maggiori garan zie: e. per funzionare correttamente senza provocare inconvenienti. mentre l'altezza non deve essere.00 2500x4400 debbono infatti esservi applicate per legge esigono.65 1425x1180 2.72 0. a meno che il limitato spazio a disposizione per la cabina non co stringa ad adottare uno degli altri due tipi che trovano invece universalmente applicazione negli ascensori con porte automatiche. e quelle incomplete. per evidenti ragioni economiche e di semplicità dimanovra l'impiego. – porte scorrevoli a doppia anta.C.65 1180x2240 – kg 1000 3. Le cabine possono essere costruite con l'impiego di diversi materiali: i più usati sono il legno. raramente di tipo scorrevole. – Montacarichi Portata kg Dimensioni cabina m² mm 1. in realtà.25 500x500 – kg 50 0. provoca il movimento delle porte di questa le 250 400 600 1000 1600 2000 Montautomobili – kg 1600 11. ad evitare le chiusure troppo violente.I. Le porte in profilati e lamiera d'acciaio sono quindi. il cristallo. che dannegerebbero la porta. Relativamente alle dimensioni da assegnare alle portate di piano c'è da rilevare che. 261a Manuale dell’Architetto . la lamiera d'acciaio e.00 2500x4400 – kg 2000 18. A. silenziosità nella marcia.75.35 1. –semiautomatiche -automatiche.45 900x800 1180x800 1180x950 1425x950 1425x1180 1725x1180 1725x1425 La costruzione delle cabine in cristallo (con la struttura portante metallica. Le serrature di sicurezza che Montalettighe – kg 630* 2. Tabella II.65 1180x2240 4. secondo il regolamento. ciò è utile.55 1425x2500 (*) Con le nuove norme per A = 2.l.12 1180x950 1.90 3000x6300 Montacarte. i profilati di alluminio anodizzato.60 e 0. si installano porte con luce netta di circa m 1. ma non v'è dubbio che si tratta delle costruzioni più robuste e razionaii e che possono anche raggiungere vantaggiosi livelli «onomici. – kg 24 (*) 0. ecc.05 2.E. Quelle semiautomatiche sono pure quasi sempre a battente ad un’anta : esse vengono sempre aperte a mano ma dispongono. per forti portate. Del resto i nuovi tipi di verniciature. fino a 20 persone. recentemente introdotti.ASCENSORI E MONTACARICHI In pratica vengono attualmente adottate delle dimensioni che sono più o meno rispondenti a quanto riportato nelle tabelle I e 11 (quelle della tabella I sono anzi consigliate dall'ENPI). Tabella I.10 permettendo l'entrata e l'uscita di due persone per volta e cosi via.00 2000x3500 11.56 800x700 (*) Non soggetto al collaudo ENPI IL primo tipo viene usato quasi sempre negli impianti con porte ad apertura manuale. Porte al piani. di un dispositivo di richiamo .42 700x600 – kg 90 0. oppure in spessore di legno eventualmente doghettato.94 1. qualche volta.90.r. permettono ora l'ottenimento di migliori effetti estetici. che viene comandato dalla posizione della cabina stessa.65 dovrebbe essere P » 730 Le cabine in lamiera d'acciaio verniciata non hanno finora incontrato eccessivo favore per le critiche mosse al loro aspetto estetico. forse ancor più che per le cabine. se non altro. Ma in questo campo si sono fatti ultimamente sensibili progressi.27 1425x3000 7.beninteso) viene qualche volta adottata per ascensori in vano scala cui si voglia dare una certa impronta di lussuosità: ma si incontrano diverse difficoltà di realizzazione per dare alla cabia sufficienterobustezza. (salvo casi particolari). specialmente se si arriverà all'unificazione delle dimensioni delle cabine consentendone così laproduzione in serie. Si vuole infine accennare che si propugna da più parti. S. oltre a presentare qualche volta dei difetti nell'anodizzazione. già da tempo.

Particolari dispositivi di sicurezza come costole mobili. ecc.Disposizione schematica di un che essa crea dal punto di vista esteascensore con macchinario Fig. come è stato fatto spessissimo in passato. Il loro impiego è pertanto assai opportuno anzi. quasi indispensabile. S. Ma è opportuno premettere qualche considerazione sull’ ubicazione più conveniente da assegnare al vano nell'interno dell'edificio e sulla posizione relativa più vantaggiosa tra vano e cabina motori. incontrano un ostacolo. 2 . oltre all’indubbia comodità che esse rappresentano per gli utenti dell’impianto.ASCENSORI E MONTACARICHI quali trascinano quelle di piano con cui si accoppiano puleggia motrice eventuale puleggia di rinvio durante la fase di livellamento.Disposizione schematica di un tico. addirittura nel vano della scala. nei problemi che spesso A. Questa soluzione non è però puleggia motrice puleggia motrice consigliabile per diversi motivi che si possono individuare nelle difficoltà Fig. con portata Fig. ll vantaggio principale che deriva dall’adozione delle porte automatiche. negli impianti veloci. cellule fotoelettriche ecc. nella necessità di munire la di fianco ascensore conmacchinario in basso scala di ripari ampi e relativamente l'ancoraggio delle guide. consiste nella riduzione dei tempi di chiusura e di apertura delle porte stesse che determina un miglior sfruttamento dell’ascensore.P. costosi. 3 . durante la chiusura. 261b Manuale dell’Architetto . delle dimensioni e delle caratteristiche costruttive che debbono avere il vano di corsa dell'impianto e l'ambiente destinato ad accogliere il macchinario.r.E. sin dall'inizio della progettazione. per forte traffico.l. ascensore con macchinario in alto puleggia di rinvio DINENSIONAMENTO E CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE DEL VANO CORSA E DEL LOCALE MACCHINA puleggia di rinvio Di interesse fondamentale per il progettista di un fabbricato è la conoscenza sufficientemente pre cisa. Non v'è dubbio che in genere la populeggia di rinvio sizione del vano è condizionata a quella della scala (o delle scale) potendosi anzi sistemare l'ascensore. determinano l’arresto e l’inversione del moto quando le porte.C.I. 1-Disposizione schematica di un magari non troppo elevata.

sempre con riferimento alla fig. agevolmente ottenibile. in genere. Le dimensioni in pianta del vano dipendono -dalle dimensioni della cabina e quindi dalla portata dell impianto: dalla presenza o meno del contrappeso nello stesso vano della cabina.70 tra il soffitto della cabina e I’intradosso del solaio del locale macchina (solo per gli impianti. maggiore di 20 cm se si trova nello stesso vano dalla cabina ed è guidato con guide rigide.85 m/s) ed anche superiore per impianti veloci. per quanto riguarda le dimensioni del vano.70 per impianti a velocità normale (fino a 0. ciò infatti consente un miglior sfruttamento degli impianti e una maggiore rapidità di servizio in quanto ogni utente può disporre di tutti gliascensori. lenti questa distanza può essere ridotta di 20÷30 cm). un minor costo di installazione ed anche un più piccolo costo di esercizio: si tenga infatti presente che la minor lunghezza delle funi. i seguenti principali vantaggi: -minor lunghezza delle funi di trazione: -minor numero di pulegge di rinvio: -carico sulle strutture portanti del vano solitamente più piccolo. 1): -macchinario in basso (fig. rispetto alle altre. A.80 ÷ 5. con una conseguente complicazione costrutiva . valore quest’ultimo secondo le norme non superabile: -B può essere compreso tra 15 e 20 cm.anche ogni due tre anni) e che riducendo il numero delle pulegge di rinvio si ottiene un miglior rendimento dell'impianto (e. con facilità. La cabina dl un ascensore può correre come già detto. appena possibile e cioè quando non si hanno esigenze nettissime di differenziazione o di smistamento. come ancora oggi si vedano molto spesso prescelte delle infelici soluzioni che si sarebbero potute evitare con un pochino più diinteresse e di accortezza all'atto dellaprogettazione degli edifici. si vede che occorre appunto disporre di un'altezza minima di m 5. nei confronti del vano di corsa dell'ascensore o del montacarichi riveste particolare importanza: e non è inopportuno far rilevare. studiando volta per volta qualche accorgimento per rendere ispezionabili con sufficiente facilità e comodità le pulegge stesse. ad esempio) comporta automaticamente. facilmentesuperabili in fase di progettazione dell'edificio e considerato che un sufficiente isolamento acustico del macchinario e.P. infatti. t Esaminando il caso normale dl cabina con una sola porta e di contrappeso sistemato posteriormente alla cabina stessa. Essa presenta. -dal numero delle aperture di cabina. Un accorgimento che bisogna poi tener presente quando si installano ascensori con macchinario in alto riguarda il buon isolamento dell' impianto dal punto di vista della trasmissione di rumori e vibrazioni: questo in special modo quando ci si trova cemento armato. ledimensioni da assegnare al vano si possono ricavare riferendosli alla fig. in un'unica zona o addirittura in un' unico vano. 4 e tenendo presente che: -A può variare da 5 a 10 cm. che sono imposte per regolamento: -un altezza minima di m 2 per la cabina: -un altezza minima di m 2 per il locale macchina: e che. in un « vano proprio » oppure in «un vano scala ». incontrare delle difficoltà poiché necessita. il solito. La posizione che deve avere il macchinario. sopra livello dell'ultima fermata. In conclusione. -C deve essere: maggiore di 5 cm se il contrappeso non corre nello stesso vano della cabina. 600. tuttavia. e cioè costituite da profilati a « T ») oppure da funi spiroidali. Nel caso che il contrappeso sia guidato con funi occorre tener presente che la sua distanza dalla cabina e dalle pareti o dalle protezioni del vano corsa deve variare con la lunghezza libera L delle funi (e quindi con la corsa dell'impianto): più precisamente deve essere. Considerando. Si vuol però richiamare l'attenzione sulla convenienza della concentrazione degli ascensori. adottando la disposizione con macchinario in alto.l.E. I'installazione «in alto» della macchina di trazione di un ascensore èsenz'altro da preferire alle altre due soluzioni. la cui applicazione dovrebbe rimanere ormai confinata ai pochi specialissimi casi in cui particolari esigenze e difficoltà la impongano in modo perentorio . per soddisfare alle disposizioni del D L. però. La disposizione del macchinario in alto consente inoltre.70 tra il piano dell'ultima fermata e la copertura del locale motori. implica una più piccola spesa per la loro sostituzione (che va fatta con una certa frequenza. di un'altezza minima dl m 5.I. Sl potrebbe dire. di aerare ed illurninare naturalmente la cabina motori: è questo un particolare che non va trascurato.ASCENSORI E MONTACARICHI l'esistenza in un edificio di più scale progettate o per dare una certa differenziazione al traffico (scale principali e scale di servizio) o per esigenze di smistamento dello stesso negli orari di punta (entrata ed uscita del pubblico in un palazzo per uffici o in un grande magazzino. in qualche caso. La tendenza attuale è di disporre appunto cabina e contrappeso nel medesimo vano: bisogna allora distinguere. S. Questa disposizione può.C. 262 Manuale dell’Architetto . se il contrappeso è guidato con guide rigide (del tipo di quelle per la cabina. si può contenere l'altezza necessaria sopra il calpestio del plano dell'ultima fermata entro i m 4. che comunque non possono evidentemente essere più di due la loro disposizione può interessare due lati opposti o due lati contigui: in questo secondo caso occorre sistemare le guide in due angoli opposti della ca bina. prestazioni) ed un logorio più lento delle funi di trazione. poiché le dlfficoltà conseguenti alla maggiore altezza di testata del vano sono. che è circa un terzo di quellanecessaria con le altre soluzioni. Si ottiene quindi. il macchinario in basso poiché il regolamento non impone decisamente una altezza minima per l'ambiente destinato ad accogliere le pulegge di rinvio. 3). I' installazione di un numero di ascensori almeno pari a quello delle scale.00. Installando. a questo proposito. relative all'estracorsa superiore (vedi appresso) è necessaria una distanza minima di circa m 1. In linea di principio possono essereadottate tre disposizioni: -macchinario in alto (rappresentazione schematica in fig. invece. 2): -macchinario di fianco (fig. o meglio la cabina motori.r. Di queste tre possibili dislocazioni quella di gran lunga preferibile è la prima.

quindi. anche per l'indirizzo seguito dall'ENPl che detti spazi debbano essere pari a m 3. Le difese possono essere costituite da rete rnetallica solidamente intelaiata con maglie di ampiezza non superiore a cm 3 oppure da riquadri di vetri di sicurezza che debbono corrispondere aiseguenti requisiti minimi: Il vetro non deve rompersi con distacco di frammenti per la caduta libera su di esso di una sfera di acciaio levigato del peso di kg 0.10 circa. Per ascensori a velocità normale è ormai pressochè stabilito. Per gli ascensori veloci le altezze di testata e di fossa devonoessere maggiorate fino a raggiungere ad esempio i valori dl m 6. La lastra si considera appoggiata sui quattro lati ed il campione non deve avere dimensioni inferiori e quelle delle lastre da porre in opera.60 rispettivamente per un impianto con velocità di 4 m / s .45 900x800 1180x800 1180x950 1425x950 1425x1180 1725x1180 1725x1425 1300x1300 1500x1300 1500x1500 1800x1500 1800x1800 2100x1800 2100x2100 2. Nel D.35 1. 600 è riportato infatti: « Per ascensori o montacarichi installati nel vani delle scale per tutte le parti che distano dagli organi mobili meno di cm 70devono essere applicate per un altezza di m 1. 4 – Dimensioni vano di corsa Nella realizzazione del vano di cors.760 da una altezza non inferiore a cm 50. quelleraccomandate dall'ENPI Tabella III Portata kg Persone 3 Persone 4 Persone 5 Persone 6 Persone 8 Persone 10 Persone 13 Montalettighe kg 630 kg 1000 D Dimensioni cabina Dimens. poiché si tratta di variazioniabbastanza importanti verso le quali l'ENPI è già orientato.80 e di m 4. A questaposizione della cabina deve corrispondere l’appoggio del contrappeso su arresti fissi.65 3. per l’appoggio sugli arresti fissi o sugliammortizatori. Oltre questo margine deve essere sempre assicurato sopra il tetto della cabina uno spazio libero di almeno cm. II vetro non deve rompersi né presentare screpolature se sottoposto a flessione mediante un carico di 200 kg/m concentrato lungo l'asse mediano.r. 0. al meno che non si provvedaall’installazione di appropriati ammortizzatori sotto il contrappeso. si reputa opportuno riportare anche il nuovo testo: A. Quando si ha a che fare con ascensori o montacarichi installati in vano scala si deve avere particolare riguardo nella costruzione dei ripari. la prova viene eseguita su un campione di dimensioni cm 30 X 30 intelaiato da cornice in legno dello spessore di cm 9 ed avente un'apertura quadrata di cm 28 di lato: è tollerato che il punto d'urto venga a trovarsi in un cerchio di raggio cm 2 con centro nel baricentro del telaio.P.70 a partire dal piano di calpestio del ripiani e da! ciglio dei gradini robuste difese di materiale incombustibile in modo tale che resti impedita la possibilità di sporgersi conqualunque parte del corpo entro i vari stessi nei sopraddetti limiti dl distanza dagli organi mobili.E. e. vano m² mm mm 0.50 fra il fondo del vano e la parte più sporgente della cabina. cioè agli: spazi che debbono rimanere sopra il soffitto e sotto il pavimento della cabina quando questa e ferma rispettivamente all'ultima ed alla primafermata.l. Gli ammortizzatori di cui sopra devono in ogni caso essere installati quando la velocità di eserecizio superi 1. Se però la parete o la protezione del vano è continua e senza sporgenze la distanza tra essa e il contrappeso può essere ancora di 50 mm: Per concludere questi brevi ragguagli sulledimensioni da assegnare in pianta al vano di corsa di un ascensore si riportano.50 m/s » Ciò significa che gli spazi di extracorsa superiore ed inferioredebbono esser funzioni della velocità di esercizio dell’impianto.ASCENSORI E MONTACARICHI D= L x 0. S. L in m.94 1. Al disotto del più basso livello normale di esercizio della cabina deve essere garantito un margine di corsa tale da consentire l’arresto libero della cabina sotto l’azione del freno per l’interventodell’interruttore di fine corsa.72 0. in tabella III. L.70 per l'extracorsa superiore ed a m 1.4+5 dove D è espresso in cm.1 di unascensore bisogna tener ben presenti le esigenze : relativi agli spazi di extracorsa superiore ed inferiore. Dice infatti il Regolamento al riguardo: « Nellafossa sotto la cabina devono essere disposti arresti fissi per ottenere in qualsiasi condizione uno spaziolibero di altezza non minore di m.C.12 1.65 2. ciò va comunque fatto secondo le indicazioni dei costruttori.60 1180x2240 1425x2500 C 1800x2600 2100x2800 D B A Fig.05 2. Le prove debbono essere eseguite con temperatura ambiente fra 15 e 25°C ». 263 Manuale dell’Architetto . Analogo margine di corsa deve essere garantito al disopra del più alto livello normale di esercizio. solo nel caso in cui la realizzazione delIa fossa incontri gravi difficoltà sarà possibile e consentitopurché siano impiegati particolari dispositivi dl sicurezza ridurnealquanto l'altezza che comunque non potrà mai essere inferiore a m 1. a meno che non si provvedaall’installazione di appropriati ammortizzatori.50 per quellainferiore (V fig. 5). Secondo il progetto delle nuove norme questeprescrizioni dovrebbero subire qualche variazione. Difese dello stesso tipo devono essere applicate alle porte degli accessi al vano quando queste sono rappresentate da cancelli. poichè da questa dipende lo spazio necessario per la frenata diemergenza.I.50.

3000 x 3500 12. 5 Sezione del locale apparato motore e del vano di corsa A. S.C.P. Le difese posono essere costituite da rete metallica solidamente intelaiata con maglie di ampiezza tale che non permetta il passaggio di una sfera di diametro di mm 25 se la distanza dagli organi mobili è maggiore o uguale a m 0. 3000 x 3500 3500 x 4000 max 100 9000 12500 max 30 min 160 min 160 A CONFRONTI . 2500 x 3000 9000 id. Stabilita per legge I’altezza minima di m 2. Si tenga presente infine che è tassativamenteprescritto che nel vano di corsa di un ascensore o di un montacarichi corrano in ogni caso esclusivamenteapparecchiature e linee riguardanti l'impianto dl sollevamento Un'ultimo accenno relativo alle dimensioni del locale macchina.I.l. tradizionali Per chiarire i vantaggi che può offrire la manovra collettiva rispetto a quella automatica semplice ci si può riferire a qualche casospecifico. La rete non potrà avere un filo disezione minore di mm² 2. id.30. È quindi opportuno soffermarsi ancora su questi argomenti facendo rilevare le differenze dl prestazioni che si possono ottenere tra questi impianti moderni e quelli. sono anche indicati i locale apparato motore min 2000 altezza restata 3700 vano di corsa Portata kg Persone 3 Persone 4 Persone 5 Persone 6 Persone 8 Persone 10 Persone 13 Montalettighe kg 630 kg 1000 Fossa 1500 Fig. Si supponga ad esempio che ai vari piani di un fabbricato siano in attesa delle persone che debbano scendere al piano terreno: con la manovraautomatica semplice la cabina deveeffettuare tante corse quanti sono i piani A. È ammessa anche lalamiera traforata. id. per così dire. e di altezza non minore di m.5. tra 3 e 4.50 se la distanza è inferiore a m 0.r. id.30.70 dal calpestio deiripiani e dal ciglio dei gradini se ladistanza dagli organi mobili è maggiore o uguale a m 0.500 id.30. Anche in questo caso sl vogliono però riportare nella tabella IV le dimensioni raccomandate dall l'ENPI per un'opportuna unificazione. id.5. ma in tal caso lo spessore non dovrà risultare inferiore a 12/10. ma in tal caso lo spessore non dovrà risultare inferiore a 12/10. La rete non potrà avere un filo di sezione minore di mm² 2. 2000 x 2500 6500 id. i ripari in cristalli di sicurezza sono consentiti: le lastre debbono corrispondere ai requisiti richiesti dalle norme del D. L 600 ».ASCENSORI E MONTACARICHI « Per ascensori e montacarichi installati nei vani delle scale tutte le parti che distano dagli organi mobili meno di cm 70 devono essere segregate con robuste pareti o protezioni dimateriale incombustibile di altezza non minore di m 1.30 e di una sfera di mm 12 di diametro se la distanza dagli organimobili è minore di m 0.E. per quanto riguarda la superficie in pianta ci si può basare sui datiseguenti: -per ascensori comuni a velocità normale l'area del locale macchina dev'essere pari a circa 2÷3 volte quella del vano: -per ascensori veloci il rapporto deve essere compreso.CRITERI Dl SCELTA Le più importanti innovazioni introdotte negli ultimi anni nella tecnica degli ascensori consistono nella manovra collettiva e nel sistema dl azionamento con motore a corrente continua alimentato a tensione variabile. particolare delle Carico su Dimens. nella stessa tabella. 264a Manuale dell’Architetto . id. che si riferisce ad impianti normali. locale macchina soletta portante mm Kg. Ferme restando le disposizioni relative alle altezze dei ripari in funzione della distanza dagli organi mobili. al minimo. 3. È ammessa anche la lamiera traforata.

viene considerato. sarebbe necessario lo stesso numero di corse con i due sistemi. È pur vero che il costo di installazione degli impianti a corrente continua è notevolmente superiore rispetto a quello degli altri: ma tenendo conto del risparmio dei consumi. alla corsa): più precisamente si adottano velocitàintorno ad 1/50 m/s fino a 10 piani. di numerosi fattori la cui importanza può anche essere diversa di volta in volta. fissando portata e velocità e. il bilancio complessivo può sempre chiudersi a favore del sistema di azionamento a corrente continua. può bastare una sola corsa poiché la cabina si porta inizialmente al piano più alto tra quelli da cui sono pervenute le chiamate e. Quando si tratta di edifici per uffici.C. Comunque si può intanto affermare. Volendo riferirsi a qualche dato dimassima si tenga presente che gli ascensori per forte traffico hanno in genere portate che vanno da 10 a 20 persone e che le velocità adottate. in base alla vasta esperienza ormai fatta. effettua tutte le fermate necessarie . naturalmente).7—0. Quantitativamente mente si è riscontrato che con impianti di identiche caratteristiche (a parte la manovra. Inoltre l'adozione dei motori a corrente continua a tensione variabile consente anche di avere rapporti di intermittenza del 100%. come già detto. che oltre al vantaggio di permettere notevole precisione nei livelli di fermata. È quindi indubbio che nella gran parte dei casi il servizio che svolge l’ascensore con manovra collettiva è assai più rapido ed economico di quello dell’impianto con manovra automatica normale. diventa praticamente impossibile dare un valido indirizzo generale: anzi in questi casi occorre un vero e proprio studio preliminare che va condotto partendo dalla conoscenza del numero di persone che occorre trasportare in un determinato tempo. II vantaggio sarà quindi tanto più sensibile quanto maggiore è il numero delle fermate. intorno ai 2 m/s fino a 15 piani e velocità superiori (3÷4 m/s) perfabbricati ancora più alti. che in edifici. a vantaggio della manovra collettiva rimane sempre il risparmio di tempo che si consegue per l’eliminazione della necessità di preventivi accordi tra gli II sistema di azionamento con motore a corrente continua alimentato a tensione variabile è. dovendo prelevare una persona da ogni piano di un fabbricato. Si ripete poi il calcolo per varie combinazioni portata-velocità fino a detrminare quelle più conveniente. si calcola il tempo che impiega un imoianto ad effettuare una corsa completa e quindi la capacità di trasporto dell’impianto stesso nel periodo di tempo considerato: è facile allora determinare il numero di ascensori occorrenti. invece. a parità di altre condizioni. Si procede poi per tentativi .r. si consideri ad esempio che il consumo di un ascensore con motore a corrente continua a tensione variabile può ridursi anche di 1/3 di quello di un ascensore con motore a doppia polarità di caratteristiche analoghe. tenendo conto del numero più probabile di fermate. e tanto più nettamente quanto più intenso è il traffico. Per avere un'idea dell'ordine digrandezza del risparmio.I. e trasportarla al piano terreno.8 m/s. invece. I'impiego di queste macchine consente una forte riduzione dei consumi. dovuta principalmente al minor assorbimento di energia durante le fasi di avviamento e di frenatura. con la manovra collettiva.ASCENSORI E MONTACARICHI dai quali deve prelevare i passeggeri. A. La scelta del numero e del tipo di impianti da installare in un fabbricato deve tenere conto. per abitazione con numero di piani limitato (7-8) può essere sufficiente un solo ascensore (a meno che ilfabbricato non sia di lusso e richieda quindi l'impianto padronale e quello di servizio) con velocità di 0. nella discesa. naturalmente nelle condizioni più gravose. grosso modo. S. di introduzione abbastanzarecente: ma la sua diffusione è andata rapidamente aumentando anche nel campo delle velocità non elevate. come si è già avuto occasione di dire. come si è visto.E. si tenga presente che anche nei tra: due tipi dl manovra non dovrebbero esistere differenze. 264b Manuale dell’Architetto . cioè impianti che possono funzionare continuamente senza interruzioni. di solito. negli ascensori a corrente alternata. con un ascensore a manovra collettiva il servizio viene svolto in un tempo e con un consumo dl energia che sono all'incirca la metà di quelli occorrenti con un impianto a manovra automatica normale. vengono fatte variare in relazione al numero delle fermate(e quindi. un rapporto di intermittenza del 40 ÷ 60% (cioè l'impianto può funzionare 24-36 minuti all'ora).P. La ragione di ciò sta nel fatto.l. poiché i forti assorbimenti di corrente allo spunto provocano dei notevoli surriscaldamenti del motore . Potrebbe apparire che il caso dell’esempio precedente sia quello limite più favorevole per la manovra collettiva: in realtà si potrebbe facilmente vedere che esistono altre possibilità in cui Ia convenienza della manovra collettiva è ancora più sentita ed inoltre. grandi magazzini e comunque ove si possa prevedere traffico intenso.II numero di corse occorrenti con la manovra collettiva deve essere aumentato se il numero complessivo di persone da trasportare e superiore alla portata dell’impianto . comunque solo nel caso limite in cui ad ogni piano siano attese tante persone quant’è la capacità della cabina.

8 10 lux s. 2 lux s. perché la definizione non perda completamente significato. la potenza e il numero delle sorgenti luminose. È bene chiarire subito che il calcolo diretto non conduce mai ad una determinazione univoca di detti elementi. Unità di misura dell'intensità luminosa è la candela internazionale (c.I.2 0. moltiplicata per un fattore V («visibilità» della radiazione) dipendente principalmente dalla lunghezza d'onda della radiazione medesima ed atto a caratterizzare I'attitudine di questa ad impressionare l'occhio. L'estensione delle definizioni stesse al caso più generale delle radiazioni policromatiche si può fare tenendo presente che. L'illuminamento medio Em di una superficie S investita da un flusso φ risulta perciò Em=φ/S Unità di misura dell'illuminamento è il « lux ».P. In tutte le definizioni precedenti ci si è riferiti aradiazioni monocromatiche. coefficiente di visibilità 0.4 0.b. partendo daalcuni dati. sullecondizioni che si vogliono realizzare. 265a Manuale dell’Architetto . Dalla definizione di c. Luminosità o radianza. b. entro detto angolo. di un lumen per ogni m² di area.E. Intensità luminosa. S.IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE RICHIAMI Dl FOTOMETRIA Vengono di seguito ricordate le definizioni delle grandezze fotometriche di cui si fara uso nelle note seguenti . uniformemente ripartito. GENERALITA SUI PROGETTI Dl ILLUMINAZIONE I progetti di illuminazione vengono di solito condotti seguendo il criterio generale di arrivare a determinare gli elementi tecnici dell'installazione che principalmente interessano. Nell'impostazione dei progetti di illuminazione occorre distinguere due A. Splendore o brillanza. 0.01 lux s.b. entro certi limiti. di una sorgente puntiforme è definita dall'espressione l= df/dW ove df (P è il flusso emesso dalla sorgente entro un angolo solido infinitesimo avente per asse la direzione considerata e dW l'ampiezza dell'angolo stesso. Tale andamento è indicato per diverse grandezze della radianza (vedi appresso): è da notare che il massimo della visibilità si sposta verso lunghezze d'onda minori al diminuire della radianza considerata . Quantità di luce. La luminosità media lm di una superficie S emittente un flusso f risulta quindi lm = (f/S. -Simbolo Ι: I' intensità luminosa. i. è necessario che le dimensioni della sorgente siano piccole rispetto alle distanze che interessano. ma soltanto a stabilirne alcuni avendo fissato gli altri con criteri suggeriti dall'esperienza: e inoltre è da aver ben presente che in problemi di questo genere hanno molto spesso importanza criteri estetici che potrebbero suggerire soluzioni talvolta addirittura contrastanti con le esigenze tecniche. Unità di misura ne è il « lumen » internazionale. Suo multiplo e il phot (10000 lux: 1 lumen per cm²). Suo multiplo è il phot s. si può ammettere che l'effetto prodotto su l'occhio da un fascio di radiazioni sia pari alla somma degli effetti che le radiazioni componenti il fascio produrebbero singolarmente : pertanto si può considerare come visibilità di un fascio di luce policromatico la media ponderale della visibilità delle singole radiazioni componenti (assumendo come «pesi» le potenze con queste compaiono nel fascio) ed avvalersi di tutte le definizioni sopra riportate. abbia intensità luminosa costante e uguale ad una candela internazionale. i.) definita mediante campione.b. -Simbolo Q: è la quantità di energia raggiante emessa da una sorgente (supposta monocromatica) in un certo tempo. magari di massima. -Simbolo E: I'illuminamento (o illuminazione) in un punto di una superficie è il rapporto fra il flusso luminoso ricevuto da un ele mento di superficie infinitesimo intorno a detto punto e l'area dell'elemento stesso. b. b. pari a 1000 lux s. la loro posizione (altezza di sospensione e distanza fra i vari centri) il tipo di apparecchio di illuminazione da adoperare. Illuminamento.6 4000 5000 UA 6000 7000 Fig. -Simbolo H: la luminosità di un punto di una superficie è il rapporto fra il flusso emesso da un elemento infinitesimo di superficie intorno a detto punto e l'area dell'elemento stesso.C. In fig. Riferendosi al caso più significativo della illuminazione artificiale (anche sull' illuminazione naturale diurna si darà comunque in seguito qualche notizia) tali elementi comprendono essenzial ente: m il tipo.) definito come la luminosità di una superficie che emette uniformemente un lumen per ogni m² di area. 1 – Diagramma dell'andamento del coefficiente di visibilità zione. in una data direviola indaco blu verde giallo arancione rosso 0. Unità di misura di luminosità è il lux su bianco (lux s.l. -Simbolo B: lo splendore di una sorgente in una determinata direzione è il rapporto tra la sua intensità luminosa in quella direzione e l'area della sua superficie « apparente »(proiezione della superficie effettiva della sorgente su di un piano normale alla direzione considerata). Flusso luminoso. -Simbolo f: e la quantità di luce che una sorgente luminosa emette per unità di tempo: sarà perciò il prodotto della visibilità per la potenza della radiazione. deriva quella di lumen internazionale come il flusso emesso entro l'angolo solido unitario da una sorgente puntiforme che. definito come l'illuminazione di una superficie che riceve il flusso. 1 è riportato l'andamento del « coefficiente di visibilità» definito come rapporto tra la visibilità di una determinata radiazione e il valoremassimo della visibilità stessa. considerando per la visibilità il valore medio ponderalesuddetto. Naturalmente.r.

1 2000 2200 2400 2600 2800 3000 3200 3400 3600 temperatura del filamento °K Fig. -Sfruttano l'emissione di energia raggiante per temperatura da parte dei corpi solidi. ormai notevolmente perfezionata. mentre negli ambienti aperti l'illuminazione degli oggetti è dovuta quasi esclusivamente alla luce che giunge ad essi direttamente dalle sorgenti. Lefficienza specifia varia inoltre in funzione della potenza. 3) L'efficienza specifica e cioè il flusso luminoso emesso per unità di potenza elettrica assorbita dalla lampada. I due casi verranno quindi trattati separatamente: si farà però precedere una breve esposizione riguardante le caratteristiche fondamentali delle lampade normalmente impiegate e dei relativi apparecchi di illuminazione.r. piazze. Essa viene normalmente misurata in lu men per (1) Si rammenta che per «corpo nero» si intende un corpo avente coefficiente di assorbimento costante uguale ad uno. a)Lampade ad incandescenza. in linea di principio. 2 è riportato l’andamento dell’ effcienza specifica e della brillanza del filamento in funzione della tempera tura per diversi tipi di lampade a tungsteno.P. Evidentemente. la superficie fotometrica sarà una superficie di rivoluzione della quale la curva fotometrica rappresenta una linea meridiana. La superficie fotometrica è concepita come il luogo degli estremi di infiniti vettori staccati dalla lampada (supposta puntiforme) in tutte le direzioni e aventi ciascuno lunghezza proporzionale all'intensità luminosa nella direzione considerata. con la simmetria supposta. fatto percorrere da una .IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE zione di ambienti aperti (strade. viene portato ad una temperatura convenientemente elevata in modo che l'emissione di energia raggiante da parte di esso comprenda. almeno per lampade di potenze non troppo piccole. Si riportano a titolo di esempio i seguenti dati: Potenza assorbita in watt 100 200 500 1000 Effeienza specifia in lumen/wat 14 16 18 5 20. 2 – Effetto della temperatura del filamneto sull'efficienza e la brillanza delle lampade a filamento di tungsteno. La ragione della distinzione sta nel fatto che. La tem· peratura colore di una lampada che emettesse « luce bianca 50 sarebbe di 5200 °K: le sorgenti brillanza cand. nella generalità dei casi.) e l'altro dell'illuminazione di ambienti chiusi. in particolare dalla tensione: in fig. La doppia spiral tura cona sente di ridurre le perdite di calore per convezione.I. La tecnica costruttiva delle lampade ad incandescienza. capace cioè di assorbire integralmente tutte le radiazioni che lo investono. verso i tipi a « filamento di tungsteno doppiamente spiralato in gas inerte ». ecc. nel caso degli ambienti chiusi il contributo dovuto a tale luce rinviata è spesso preponderante o addirittura esclusivo (illuminazione « indiretta »). Sono costituite.l. la distribuzione nello spazio del flusso emesso da una lampada ammette un asse di simme tria). da un'ampolla di vetro contenente un filamento di materiale conduttore dell’ elettricità. radiazioni di lunghezze d’onda comprese tra i limiti dello spettro visibile (4000÷7000 A all’incirca). 3. nei quali. S. sono legate dalla eguaglianza f =4p Ims 2)La curva fotometrica. nella massima possibile entità. come questo presenti il massimo nettamente nella zona dell’ ultrarosso)./cm² efficienza specifica di luce artificiale usualmente impiegate hanno temlampade per perature-colore da 3000 (luci proiettori con preponderanza di radiazioni rosse) a 6500 °K (abbondanza di blu violetto. Per definire il colore della luce emessa da una lampada è stato introdotto l'uso della cosiddetta « temperatura colore » e cioè della temperatura che dovrebbe assumere il brillanza a corpo nero » (1) per emettere 100 1000 luce dello stesso colore di quella considerata. corrente elettrica di valore opportuno.La durata economica di tali lampade si aggira intorno alle 1000 ore. 5) La durata economica e cioè il tempo in cui è 10 100 conveniente usare la lampada lampade in gas inerte tenuto conto che la sua efficienza diminuisce col tempo. rappresentata dal flusso f (espresso in lumen) o dall’intensità luminosa mediasferica Ims (espressa in candele internazionali) : le due grandezze. 265b Manuale dell’Architetto . che. potendosi ragionevolmente trascurare quella rinviata dalle diverse superfici (ad esempio le pareti verticali dei fabbricati).E. appunto. il corpo emittente è un filamento di tungsteno disposto secondo una doppia spiralatura e contenuto in un’ampolla di vetro riempita con II riempimento gassoso è fatto allo scopo di ridurre la velocità di sublimazione dei tungsteno e quindi di aumentare a parità di durata la temperatura di funzionamento della lampada ottenendo una maggioreefficienza specifica. per definizione. è decisamente orientata. Essa è però fortemente influenzata dallecaratteristiche di funzionamento. lampade a vuoto Le lampade attualmente ado5 perate nelle più frequenti applicazioni della tecnica dell'illuminazione appartengono a due grandi categorie: lampade ad a incandescenza » e lamlampade a filamento di carbone pade a « scarica o ad elettroluminescenza ». 4 è riportata a titolo di A. LAMPADE Dal punto di vista tecnico-economico le caratte ristiche più significative di una lampada sono:1)La potenza luminosa.C. sempre rispetto alla luce bianca»). sezione della superficie fotometrica con un piano passante per l’asse di simmetria del sistema (è da notare che. La temperatura del filamento di queste lampade varia normalmente da 2600 a 3000°K (il tungsteno fonde a 3700 °K circa) in fig. II colore della Iuce emessa è caratterizzato dalla abbondanza di radiazioni rosse (si noti nel diagramma relativo ail emissione del tungsteno a 2850°K riportato in fig.

il vapore di Hg alla pressione di circa 0. Per esempio. S. per uno stesso aeriforme. Il colore è blu l’efficienza specifica è molto bassa. Sono costruite. 5 – Distribuzione spettrale di energia della lampada Daylight A. Cool White e White.6 candele/cm²) e quindi esse non producono fenomeni di abbagliamento rilevanti. – le lampade a vapore di Na.4 – Variazione delle caratteristiche di una lampada a tungsteno in funzione della tensione Il colore. con queste lampade.IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE altre caratteristiche di una lampada a tungsteno da 100 W in funzione della tensione.). per i tipi Daylight. Nella tabella I è poi riportata. a valori di efficienza specifica di circa 35 lumen/watt. 7: la tonalità tende ad avvicinarsi a quella delle lampade ad incandescenza. « Warm White » (bianco caldo): temperatura-colore 3000°K: tonalità calda vicina a quella delle lampade a filamento.l. bismuto. Una caratteristica fondamentale dell’ emissione per luminescenza degli aeriformi è la discontinuita dello spettro nel senso che in esso compaiono soltanto determinate frequenze i valori di queste e la loro importanza energetica dipendono dalla natura dell’ aeriforme e.P. da un tubo di vetro o di quarzo riempito con un gas o con un vapore e alle cui estremità sono disposti due elettrodi tra i quali viene mantenuta una adeguata differenza di potenziale alternata o continua. sono: – le lampade a vapore di Hg a bassa pressione con strato fluorescente. – Sfruttano l’emissione di energia raggiante da parte degli aeriformi che si verifica quando questi. in particolari condizionivengono attreversati da corrente elettrica. oro.E. L’impiego della scarica nel vapore di mercurio a bassa pressione per la normale illuminazione e reso però possibile dall’ uso di particoiari sostanze dette « fluorucenti » le quali investite di radiazioni di determinate lunghezze d’onda manifestano la singolare proprietà di emetterne altre di lunghezze d’onda superiori in particolare certe sostanze inorganiche quali ossi-solfuri tungstati e silicati emettono energia compresa nella zona dello spettro visibile se colpite da radiazioni ultraviolette Per ogni sostanza esiste una caratteristica banda di eccitazione la banda di emissione invece dipende non solo dalla natura della sostanza ma anche dalla presenza in questa di particolari impurità costituite da particelle di metalli pesanti (manganese. prescindendo dalle loro interpretazioni. ecc. distribuzione spettrale dell’energia rappresentata in fig. dalle condizioni in cui si verifica la scarica (pressione temperatura dimensioni dei tubo ecc. 266 Manuale dell’Architetto . il vapore di Na alla temperatura di circa 200°C emette energia quasi esclusivamente in corrispondenza di alcune lunghezze d’onda comprese entro la zona centrale dello spettro visibile. Si arriva così. antimonio. come si è detto. rame.C. prescindendo da quelle adoperate a scopi decorativi. L/W W I V 20 100 105 110 115 120 125 130 Fig. spec. per insegne luminose ecc. – le lampade a vapore di Hg a media ed alta pressione con o senza strato fluorescente.I...002 atm emette energia raggiante prevalentemente nella zona delI’uitravioletto ed aumentando la pressione tale emissione si sposta verso lunghezze d’onda maggiori.. visibile 60 ultravioletto infra-rosso energia relativa % efficienza specifica – potenza – corrente – flusso emesso 50 40 30 20 10 3000 4000 5000 6000 7000 8000 9000 10000 11000 12000 13000 lunghezza d'onda in Angstrom Fig. L’impiego di queste sostanze permette evidentemente di sfruttare al massimo la scarica nel vapore di mercurio a bassa pressione convertendo gran parte dell’ energia emessa nell’ ultravioletto in energia luminosa l’efficienza specifa aumenta fortemente ed il colore può essere entro certi limiti variato nella maniera più opportuna. im massima parte radiazioni ultraviolette: soltanto l’1. 6: « White » (bianco): temperatura colore 3500°K. Lampade a vapore di Hg a bassa pressione con strato flurescente – L’emissione per luminescenza del vapore di Hg a bassa pressione comprende. può essere diverso: riferendosi alla produzione di una nota ditta si riportano. Lo splendore delle lampade fluorescenti a vapore di mercurio a bassa pressione è piccolo (0. I fenomeni fìsici che caratterizzano la scarica negli aeriformi sono abbastanza complessi e la ioro interpretazione si basa sulle cognizioni relative alla struttura intima della materia nelle presenti note ci si limiterà ad accennare ai fatti piu importanti..3÷0. Le lampade a scarica di più diffuso impiego nella tecnica dell’illuminazione. la distribuzione percentuale dell'energia emessa nei diversi intervalli di lunghezza d'onda (bande di colore). b)Lampada a scarica. come già detto.). le caratteristiche delle quattro «tonalità» fondamentali da essa usate: «Daylight » (luce diurna): temperatura-colore 6500°K: colore corrispondente a quello «della luce diurna proveniente dal cielo nuvoloso»: distribuzione spettrale di energia rappresentata in Fig. schematicamente.r. 100 energia relativa 80 60 40 20 4000 4400 4800 5200 5600 6000 6400 lunghezza d'onda in Angstrom Fig. 5: «Cool White» (bianco freddo): temperatura-colore 4500°K.5% dell’ energia è emesso in corrispondenza dello spettro visibile. 3 – Distribuzione dell'energia emessa da un filamento di tungsteno a 280 °k 140 120 100 potenza 80 60 40 flusso corrente durata L effic. spettro diemissione relativo in fig. a titolo di esempio.

100 80 60 40 20 lunghezza d'onda in Angstrom Fig.P.19 21.5 0.02 7. 6 – Distribuzione spettrale di energia della lampada Cool White lunghezza d'onda in Angstrom TIPO DI LAMPADA Daylight Cool White White % ° % 14. sulle caratteristiche costruttive e di funzionamento di queste lampade e sulla classificazione che da esse deriva.84 25.330 45.520 68 – 4890 – Tabella III – Lampada curve a catodo caldo Potenza nominale W 16 22 32 40 40 Diametro Dimensioni Potenza Corrente Tensione Flusso luminoso alla in lumen del tubo ingombro effettiva nella lampada lampada Cool White Warm mm mm W A V White ad U 26 82x370 16 0.74 20.145 47 – 210 220 8 288 16 7. ed infine.200 90 800 – circolare 28 Ø 210 21 0. un filamento. S.800 110 3600 4000 – 90 1500 54 82 1.l.01 17. Si distinguono due grandi categorie: -lampade a catodo freddo. In fig.1 0. per quelle a catodo caldo ad accensione istantanea . ora.81 16.90 12.IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE Tabella 1 – Distribuzione dell'energia per alcune «Tonalità» di colore 100 80 60 40 20 4000 4400 4800 5200 5600 6000 6400 Intervallo Angstrom 2800-4300 4300-4900 4900-5600 5600-5900 5900-6300 6300-6800 Bande di colore violetto bleu verde giallo arancione rosso Fig.93 27. Queste ultime a loro volta.83 26.15 diante lo « starter »e con preriscaldamento dei catodi: -le lampade ad accensione istantanea.39 14. 7 – Distribuzione spettrale di energia della lampada White 4000 4400 4800 5200 5600 6000 6400 La loro durata economica media è pari a circa 3000 ore di funzionamento (tre volte quella delle lampade ad incandescenza).9 0.5 500 540 570 15(T8) 437 26 15 0.1 0.5 570 620 650 20 590 38 19. 8 sono rappresentati i tipi di elettrodi carratteristici di ciascuna delle categorie di lampade accennate: per le lampade a catodo freddo un elemento metallico tubolare.7 0.125 35 – 100 – 6 212 16 6.160 58 – 330 340 10 470 26 10 0.380 56 920 1000 1030 25 818 38 26 0.550 62 4800 5150 5300 100 1500 54 99 1.71 11.425 104 – 2500 – 80 1500 38 80 0. -lampade a catodo caldo.170 65 390 440 – 14 360 38 14 0. 267 Manuale dell’Architetto .76 9.C.r.440 100 1900 – Forma A.355 98 1740 1890 1930 40(T12) 1200 38 39 0.58 12.435 82 1550 1600 ad U 38 130x610 40 0.89 9. per quelle a catodo caldo con preriscaldamento un filamento metallico a doppia spiralatura con due uscite.390 60 930 960 circolare 32 Ø 305 31. comprendono: -le lampade ad accensione me- Tabella II – Lampada rettilinee a catodo caldo Corrente Tensione Flusso luminoso in lumen Potenza Lunghezza Potenza Diametro nella alla nominale (escluso effettiva mm lampada lampada Daylight Cool White White W W spine mm) A V 4 136 16 4 0.390 37.E.94 24.62 19.430 99 2300 2500 2600 40(T17) 1500 54 41 0.300 55 680 730 760 15(T12) 360 38 14. Qualche breve cenno.490 60 1470 1600 – 30 895 26 30 0.I.440 100 2050 – circolare 34 Ø 411 40 0.69 6.

..E.22 -1. Una soluzione talvolta adottata... più corte e funzionanti a tensioni piu basse. rifasati.. elettrici ausiliari di cui queste lampade neInoltre è da rilevare come certi inconvenienti di cessitano.... A Si può inoltre disporre un condensatore di rifasamento per migliorare il fattore di potenza del complesso. Le lampade a catodo caldo (temperatura di funzionamento a regime degli elettrodi: 900—1000°C) sono. il B.. È da notare però che anche nelle lampade normali è possibile eliminare lo starter e provocare l'accensione pressocché immediata mediante particolari accorgimenti di carattere elettrico (circuiti « Tachistart » « Trigger-Start » « Quick-Start » ecc. che che prooca l'accensione. È opportuno.. A... almeno per alcuni tipi.27 13 13 210 295 63 67 51 51 1. 75 110-220 1-0. i cui dati sono stati ricavati da quelli di listino di una casa produttrice. sugli equipaggiamenti ristiche costruttive di qualcuno dei tipi più diffusi.. a questo punto..425 97 2150 2300 2400 64 T6 1560 19 37 0. le lampade slimline»). ma il tipo di gran lunga più diffuso quello di diametro 25 mm e lunghezza 2. rifasati.—150°C) sono in genere lunghe e sottili..50 40 40 110-220 1. come già accennato. hanno in genere una più lunga durata ma un'efficienza specifica leggermente più bassa delle lampade a catodo caldo. inferiori a quelli delle lampade a catodo caldo).. A titolo di esempio si riportano in tabella V le caratteUn cenno. quindi..P.90 lampada W Tensione linea V Corrente linea A Perdite W Dimensioni mm Lunghezza Larghezza Altezza Peso kg A. quasi esclusivamente.. tutte queste lampade (come qualblemi della sistemazione dei reattori e della loro siasi sorgente luminosa ad elettroluminefacile accessibilità in caso di guasti è quella di centrascenza) hanno una caratteristica elettrica lizzarne la installazione in speciali armadi contenitori negativa e quindi. dioso ronzio.54 -7.03 -2.. Vengono fabbricate normalmente nei diametri di 15.425 145 3600 3700 96 T8 2370 26 49 0..).. di solito. in qualche caso.36 m. catodo freddo. in quello owia- Tabella V – Reattori per lampade fluorescenti Potenza Tipo Per lampade a catodo preriscaldato. apparecchio rifasamento..95 2. sia dal punto di vista econoB mico che da quello della facilità d'installazione dei complessi di lampade fluorescenti hanno un'importanza tutt'altro che marginale. può essere una reattanza induttiva (detta « A ciò si prestano meglio i tipi slimline ed a catodo reattore ») nel caso si operi in corrente freddo che non avendo la necessità del preriscaldaalternata.53-0.. come potrebbe erroneamente credersi: il loro costo è infatti. catodo caldo ad accensione istantanea loro funzionamento è accompagnato da un fastiC.. di maggior diametro. 8 – Tipi di catodi.47 10 10 158 295 65 67 46 45 1...00-0.s.50 110-220 0.200 210 2550 2650 – 72 T12 1760 38 55 0.. per spesso da ascrivere proprio al difettoso funzionaalcuni mento dei reattori e degli eventuali condensatori di pi di lampade lo « starter ». visti i loro pesi e Fig. Tabella IV –Lampade ad accensione istantanea Corrente Tensione Flusso luminoso in lumen Lunghezza Diametro Potenza nella alla effettiva (escluso mm lampada lampada Daylight Cool White White W spine mm) A V 42 T6 1000 19 25 0. funzionamento dei complessi fluorescenti siano Uno di essi è. consente di risolvere abbastanza agevolmente i proInoltre.. Le tabelle II e lIl si riferiscono ai tipi normali per accensione mediante lo « starter » con preriscaldamento dei catodi e la tabella IV ai tipi ad accensione stantanea (di cui fanno parte. Per lampade slimline rifasati. in questo campo.I. a seconda del tipo. pari a 2÷6 volte quello delle relative lampade.C.45 metri... con possibilità. c... 20 e 25 mm e nella lunghezze di 1.83 -2.200 225 2450 2550 – – 72 T8 1760 26 36. catodo caldo a preriscaldamento. non rifasati.. infine....36 -2.200 145 – 1480 1570 48 T12 1150 38 38 0... e la loro installazione qualche volta alquanto C difficoltosa.30 1. di solito. lIl e IV.77 110-130 0. di essere fabbricate secondo le forme più svariate: si accendono istantaneamente.r.86-0. Per circuito«Tachustart» non rifasati c.200 285 3250 3550 3600 96 T12 2370 38 74 0. dimensioni e tenuto conto che. possono funzionare ad intensità di corrente variabili e quindi con diversi valori di emissione per unitá di lunghezza e di brillanza (che sono però.. per poter limitare la convenientemente ventilati per la dispersione del corrente che le attraversa è necessario insecalore prodotto e posti nei luoghi ritenuti più opporrire nel circuito un particolare organoche tuni. 268a Manuale dell’Architetto ....50 25 316 96 72 5..l.52 -1..5 0. Le grandi ditte costruttrici hanno normalizzato.54-0... Sugli elettrodi vengono posate delle sostanze a facile emissione termoionica. la loro produzione che è sintetizzata nelle tabelle II.s.. Le lampade fluorescenti a catodo freddo (temperatura di funzionamento a regime degli elettrodi: 100.. o una resistenza.45 40 40 110-125 0.IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE metailico rinforzato (tripla spiralatura) con una sola uscita.425 192 4650 5050 5100 Tipo Tale reattore assume però anche l'ufficio di autotrasformatore in salita nel caso delle lampade a catodo freddo e delle lampade ad accensione istantanea. S. richiamare l'attenzione sul fatto che i reattori..

con aumento della loro efficienza specifica del 1520% e alla realizzazione di lampade allo Xenon (in realtà impiegabili finora più che altro per usi industriali) ad ele- potenza assorbita e con colore molto simile a quello della luce diurna. rispetto alle altre. tale emissione si modifica spostandosi verso lunghezze d'onda superiori. che in questo caso di solito è neon. a quello dei tipi a catodo freddo: per contro la durata di questi ultimi è maggiore e non è influenzata dal numero delle accensioni. Il mantenimento della tempeeratura accennata impone particolari esigenza di limitazione della quantità di calore che la lampada può cedere all’esterno: ed esse vengono soddisfatte disponendo la lampada vera e propria nell'interno di un vaso tipo Dewar nell'intercapedine del quale e fatto d vuoto .C. il loro impiego per illuminazione di esterni presenta quindi delle difficoltà. contribuendo cosi ad attenuare la deficienza sopra accennata. La durata economica si aggira instorno alle 2000 ore . di sostanze fluorescenti che convertono l'energia ancora emessa dal vapore nell'ultravioletto in una luce di colore rosso. Per avere la massima emissione occorre che la lampada funzioni ad una temperatura di circa 220°C. Queste lampade possono quindi provocare fenomeni di abbagliamento. a questo riguardo. La scelta dei tipi di lampade da adottare in un determinato impianto di illuminazione deve essere fatta tenendo presenti molteplici fattori tecnici. si vuol accennare alle novità più recenti e cioè all'alimentazione in alta frequenza delle lampade 2 scarica. Le lampade ad incandescenza hanno. II colore della luce emessa è bianco ma deficiente rispetto alla luce diurna di radiazioni rosse. per la accensione.con l'impiego di un elettrodo ausielettrodi di torio non attivati bulbo interno di quarzo bulbo isotermo strato fluorescente (superficie interna) Fig. 268b Manuale dell’Architetto . Lampade a vapore di sodio. Presentano però una grande semplicità di installazione e di fiunzionamento ed il loro colore è in genere giudicato più gradevole (luce più calda ) probabilmente in conseguenza del fatto cne l'occhio e stato finora abituato ad associare alle basse luminosità luci di colore più tendente al rossogiallo. pressione. relativamente ai differentl tipi di lampade precedentemente illustrati. Per concludere questa breve rassegna dei tipi di lampade più usati negli impianti di illuminazione. come quelle a bassa pressione. una più piccola efficienza specifica ed anche una minor durata: il bilancio economico chiude quindi normalmente a loro sfavore pure se il disavanzo è mitigato da un notevole minor costo di primo impianto. Si costruiscono ormai lampade a vapore di Hg a medie ed alte pressioni per diversi valori di potenza (in genere però non inferiori agli 80 W) e con diverse pressioni di funzionamento (1 30 atmosfere): la loro efficienza specifica può variare dai 35 ai 45 lumen/watt: la brillanza può raggiungere anche le 10000 candele/cm² (brillanza del sole: 165000 candele/cm²). Le lampade fluorescenti a catodo caldo presentano. Anche queste lampade necessitano. ed uno esterno di vetro: sulla superficie interna di quest'ultimo sono stratificati i sali fluorescenti. confortanti progressi). negli ultimi tempi. L'efficienza specifica di queste lampade è di 50-70 lumen/watt e cioè ia pia alta di quelle viste: si tenga presente. Ciò giustifica l'impiego ancor vasto che re vien fatto. caratteristiche dello spettro di emissione del vapore di mercurio a bassa pressione. Si ritiene però opportuno porre in rilievo. II colore tende ad avvicinarsi al bianco e l'efficienza specifica aumenta fortemente. Ne vengono costruite di diversi tipi e potenze: in tabella Vl sono riportate le caratteristiche di una serie di corrente produzione. a parità di lumen forniti. A.E. II funzionamento delle lampade a catodo caldo diviene irregolare alle basse temperature. 9: come si vede la forma si avvicina molto a quella delle lampade ad incandescenza. cui d’altronde corrisponde una pressione molto bassa del vapore di sodio. a parità di condizioni realizzate. Infatti. cioè il grosso dell'energià emessa passa dalI'ultravioletto al visibile: le sottili linee nel visibile. -Come gia accennato. economici ed estetici: non è quindi possibile fissare con sicurezza dei criteri che possano assumere sufficiente generalità. usate però solo per scopi speciali come la proiezione cinematografica). che la loro emissione avviene quasi completamente per le lunghezze d'onda per cui la visibilità assume i più grandi valori .P. che va dai 5 ai 10 minuti: ciò perché si debbono raggiungere le condizioni di pressione e di temperatura del vapore di mercurio adeguate a che la scarica in questo avvenga con le modalità accennate (all'inizio la scarica si fa avvenire. uno interno di quarzo in cui avviene la scarica. Una di queste lampade è rappresentata in fig. di un elettrodo ausiliario e della scarica di un gas di accompagno. un minor costo di installazione le differenze però si attenuano passando dai tipi normali ad accensione con lo starter a quelli ad accensione istantanea. S. In questo caso le lampade debbono essere costituite da un doppio involucro. rispetto a quelle a catodo freddo. che si possono praticamente considerare sorgenti puntiformi . la scarica nel vapore di sodio è accompagnata da emissione di energia principalmente per alcune frequenze centrali dello spettro visibiie: si ottiene cosi una luce di caratteristico colore giallo. aumentando la pressione. anche in questo caso. 9 – Lampada a vapore di Hg da 400 W a bulbo fluorescente Anche queste lampade. -L’innalzamento della pressione di esercizio è un altro dei sistemi usati per aumentare l'efficienza specifica delle lampade che sfruttano l'emissione per elettroluminescenza del vapore di mercurio. Un discreto miglioramento si è però ottenuto in questi ultimi tempi con l'impiego. tendono ad allargarsi e ad aumentare di intensità mentre vanno attenuandosi quelle dell'ultravioletto. richiedono che sia inserito nel loro circuito elettrico un «reattore» che limiti la corrente assorb ita.no a 200 atmosfere. particolari caratteristiche la cui importanza nella scelta può qualche volta essere determinante.IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE Lampade a vapore di Hg a media ed alta pressione. inferiore.r. Le dimensioni della sorgente di luce diminuiscono: anzi esistono delle lampade ad altissima pressione (f. Anche il consumo di energia eiettrica delle lampade a catodo caldo risulta.l. diversamente da quanto avviene per gli altri.I. Un inconveniente piuttosto rilevante delle lampade a media ed alta pressione è rappresentato dal tempo che richiede la loro accensione. sia pure di poco. Le lampade a vapore di mercurio a media ed alta pressione hanno delle buone caratteristiche di efficienza e di durata ma il costo di installazione è abbastanza elevato ed il colore troppo «freddo» (a proposito di quest’ultimo si sono però realizzati. pur se si deve innegabilmente riconoscere il progressivo affermarsi delle altre sorgenti di luce.

....E. Non tutto il flusso uscente dagli apparecchi illuminanti raggiungerà però la superficie da illuminare poiché una frazione di esso potrà andare dispersa nel senso che finirà per Illuminare delle zone che non interessano. Si porrà quindi. molto più di quanto non si facesse in passato. ma accoppiate con opportuni apparecchi che hanno normalmente due funzioni: modificare la distribuzione nello spazio del flusso luminoso emesso dalla lampada in modo da convogliarlo verso le zone che più interessano e diminuire la brillanza della superficie illuminante vista dall'occhio in modo da attenuare i fenomeni di abbagliamento .I.. . E = 5 ÷10lux strade e piazze di traffico intenso E = 10 ÷ 20lux strade e piazze di speciale importan tanza . E = 1 ÷ 5lux strade e piazze di traffico moderato ... Richiamandosi al criterio generale di impostazione dei progetti accennato in precedenza. indicando con ø. come si usa convenzionalmente. Essi possono oscillare da 10÷12 a 4÷6 passando dalle strade e piazze secondarie a quelle con traffco impegnativo. S.IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE Esse hanno rispetto alle altre lampade a scarica. Come si vede.. circostanti detta superficie. . La conformazione di tali apparecchi viene ora studiata. permettendo l'impiego di queste lampade pure in ambienti con particolari esigenze estetiche. Le plafoniere a tubi fluorescenti sono asparecchi illuminanti di dimensioni già notevoli: negli ultimi tempi.. e da uno schermo in materiale plastico (perspex. la brillanza nelle varie direzioni delle sorgenti impiegate e la loro posizione rispetto al piano stradale.. jl flusso emesso dagIi apu = 0..7 parecchi: φ φ A. Sia S I’area della superficie da illuminare. il piano parallelo a quello stradale e innalzato di un metro rispetto a questo): – il valore del « coefficiente di disuniformità » e cioè del rapporto tra il massimo ed il mino valore dell’illminamento su detto piano.... plexiglass..7 (si noti che la utilizzazione effettiva del flusso rispetto a quello emesso dalle lampade è ancora inferiore perché una parte viene assorbita dall'apparecchio). ecc. si tratta di parametri non tutti noti a priori e non tutti esattamente valutabili: il valore di tale coefficiente potrà quindi essere fissato solo con larga indeterminazione: mediamente esso può ritenersi pari a 0.C. la seconda evidentemente la ostacola attualmente la loro installazione è circoscritta ad alcuni esempi di illuminazione di ambienti aperti. .... 269 Manuale dell’Architetto . favorevoli caratteristiche di limitato ingombro. cercando di ottenere una giusta armonia tra queste e i criteri estetici ed è da rilevare con soddisfazione che.. negli ultimi tempi... Le lampade a vapori di sodio si distinguono dalle altre per due caratteristiche essenziali: I'elevato valore di efficienza specifica ed il colore della luce nettamente giallo. riferendosi in linea di massima a quanto sopra indicato i valori dell'illuminamento medio E e del coefficiente di disuniformità. Occorre pertanto considerare un certo « coeffìciente di utilizzazione » del flusso luminoso che viene definito come rapporto tra il flusso utile e quello emesso dagli apparecchi.r. a) I valori ottimi dell’illminamento medio da realizzare dipendono principalmente dall’importanza del traffico che si presume debba svolgersi sulla strada o sulla piazza considerata. tuttavia. come: andamento della curva fotometrica delle sorgenti luminose prescelte (intendendo per sorgente luminosa l'insieme lampada + apparecchio). . presentano però l'inconveniente grave del lungo tempo richiesto per l'accensione. quelle di pannelli luminosi con panne!li fonoassorbenti.. ad esempio.. nel caso in esame si potranno inizialmente stabilire.. Mentre la prima ne consiglia la diffusione. essi possono indicativamente desumersi dai seguenti dati: strade e piazze di importanza secondaria..) o in elementi di vetro: lo schermo ha l'ufficio di diffondere l'energia luminosa e di mostrare all'occhio una superficie di brillanza ridotta in modo da diminuire gli eventuali effetti abbaglianti. . evidentemente sempre minore di uno..5÷0. per questo il loro impiego è stato finora praticamente limitato all'illuminazione di esterni. polistirolo. espressa in m²: il flusso « utile » e cioè il flusso che deve investire detta superficie per dar luogo all'illuminamento medio Em sarà dato da øu= Em S. c) Sui fenomeni di abbagliamento hanno influenza in modo particolare. che può essere sagomata in modo da permettervi l'alloggiamento del reattore e che mostra verso la lampada una superftcie il più possibile rinviante per la luce..5÷0. la produzione di apparecchi per lampade fluorescenti lineari ha assunto anche aspetti molto più gradevoli che in precedenza. APPARECCHI Dl ILLUMINAZIONE Le sorgenti di luce vengono quasi sempre adoperate non da sole.P. . Detti apparecchi sono quasi sempre costituiti da una parte metallica portante. si è ancor più accentuata la tendenza ad aumentare la grandezza delle sorgenti di luce arrivando anche ai soffitti interamente luminosi o a delle zone di soffitto illuminanti: i risultati ottenuti sono da ritenere soddisfacenti. Si condurrà poi un primo calcolo orientativo nel modo che segue.. come si vedrà meglio in seguito. Tabella VI – Lampade a vapore di sodio Potenza assorbita W Flusso luminoso Diametro Lunghezza totale mm(b) lumen mm(a) Lampada Compreso reattore 45 65 2700 50 247 60 80 4300 50 309 85 105 6800 50 424 140 165 11000 65 522 ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE Dl AMBIENTI APERTI Le caratteristiche principali cui deve soddisfare un impianto di illuminazione artificiale di un ambiente aperto riguardano: – I'illuminazione media che si vuole ottetenere sulla superficie da Illuminare (il piano stradale o. ... II suo valore. varia in funzione di numerosi fattori. .l. – la probabilità che si verifichino fenomeni di abbagliamento e la loro entità... dimensioni di quest'ultima ecc. altezza di sospensione delle medesime e loro posizione planimetrica sulla superficie da illuminare. anche perché si possono realizzare interessanti combinazioni come. . in relazione alle esigenze tecniche dell'installazione..E = 20 ÷ 50lux b) Per i valori del coefficiente di disuniformità esistono dei limiti superiori che è bene non siano superati per non creare dei contrasti di luminosità tali da influire dannosamente sulle caratteristiche della visione: anche questi valori vengono stabiliti non in senso assoluto ma in relazione all'importanza della strada o della piazza considerata..

.......................................... come è quasi sempre ammissibile... Se i risultati ottenuti sono in buona armonia con quanto voluto................... mostre ecc... tenuti contrasti) .... con la soluzione prescelta..................... – per brevi periodi (caratteri grandi) .......................... ma diminuisce altresì il coefficiente di utilizzazione.... Con riferimento alla fig................. L'altezza di sospensione dei centri luminosi sarà infine stabilita tenendo presente che il suo aumento favorisce l'uniformità dell'illuminazione e diminuisce l'entità dei fenomeni di abbagliamento................ fino ad arrivare a determinare una curva di illuminazione che rappresenti graficamente I'andamento dell'illuminamento lungo dette Iinee.............. Si effettuerà il calcolo per un numero sufficientemente elevato di punti delle linee considerate e per tutti i centri luminosi........... – su altre superfici di lavoro .. Lux nel campo (valori raccomandati) 300 lux 150 lux 300 lux o più 100 lux 150 lux 1000 lux o più 600 lux 300 lux 150 lux 1000 lux o più 300 lux 150 lux 1000 lux 300 lux 20000 lux 1000 lux o più A.................................. si ottengano o meno le condizioni desiderate ...... Stabiliti quindi il numero dei centri luminosi e le loro caratteristiche (potenza. il problema si riconduce al calcolo dell'illuminamento prodotto direttamente in un punto da un centro luminoso di date caratteristiche...............Si puo intanto cominciare a calcolare.......I.. 10 – Determinazione dell'illuminazione diretta prodotta da un solo centro luminoso Ep= I LP cos ϕ LP² che permette appunto di calcolare detto illuminamento.......... la sorgente puntiforme....... alla quale si è arrivati in base a criteri di massima........... In musei.......... 270a Manuale dell’Architetto .............. per avere un primo risultato orientativo...................... e che l'illuminamento prodotto da più sorgenti può ottenersi come somma di quelli che le sorgenti provocherebbero singolarmente................... I'illuminamento Iungo particolari linee della superficie considerata quali potrebbero essere l'asse di una strada o le direttrici di marcia a traffco più intenso nel caso di una piazza................... b) per musica elementare .............. Per cucire: – per cucire a mano: a) su tessuti scuri (particolari accurati... larghe strisce con contrasti chiari) – per cucire a macchina: a) tessuti scuri .................. una volta determinato l'illuminamento in un numero sufficientemente Campi visuali specifici Per leggere: – per periodi prolungati (caratteri piccoli) .......... potrà essere ripartito fra un certo numero di centri luminosi..E. curva fotometrica ecc..... Le altezze di sospensione normalmente adottate variano dai 5 ai 10 metri in funzione della potenza dei centri luminosi prescelti.l. – su statue ........ – su dipinti .... La loro posizione verrà poi fissata considerando le particolari caratteristiche geometriche... Considerando che nell'illuminazione di ambienti aperti l'illuminamento in un punto può riguardarsi come dovuto al solo flusso luminoso che arriva direttamente in quel punto dalle sorgenti luminose................ si può dimoL curva fotometrica ϕ C h LUX 30 25 20 15 10 5 A ϕ curva di illuminazione T P curve isofote o isolux 30 LUX 25 20 LUX LUX 15 LUX 5 10 LUX LUX Fig.............. come quelle a vapore di mercurio a media ed alta pressione....................... tenendo presente che moltiplicare il numero dei centri è utile per ottenere una maggiore uniformità di illuminazione ma aumenta le spese di impianto e di esercizio............P.......... considerando.....IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE II flusso φ.............................. si potrà condurre un calcolo di verifica che permetta di controllare se.................r..................................... urbanistiche ed edilizie della strada o della piazza considerata.............C.................................... si estenderà senz'altro il calcolo di verifica a tutte le altre zone della superficie e. 10............................................................. b) tessuto di tono medio . – per leggere musica per pianoforte: a) per musica complessa ....... b) per periodi prolungati (tessuti di tono medio) c) per periodo brevi (tessuti chiari) d) per periodi brevi (tessitura grossa... c) tessuti chiari ........... Per scrivere: ..................................... In sale operatorie: – sul campo operativo..... esiste poi una certa tendenza recente ad aumentare il valore superiore in relazione all'entrata in uso di lampade di elevata potenza luminosa unitaria..) e la posizione di essi rispetto alla superficie da illuminare....... S....

crea dei particolari problemi. e cioe le linee caratterizzate dallo stesso valore di illuminamento. il criterio delle due diverse illuminazioni. ciò non avviene normalmente con le lampade fluorescenti lineari. anche di molto. – illuminazione sufficientemente uniforme sia nello spazio che nel tempo. loro altezza di sospensione. la velocità di percezione ecc. che hanno tra l'altro il pregio di rappresentare. ad esempio. 270b Manuale dell’Architetto . in modo chiaro e sintetico. a titolo orientativo. nei locali ad uso di ufficio in cui va scomparendo l'impiego di lumi da tavolo anche perchè la disposizione moderna con gli impiegati raggruppati in grandi saloni con numerosi posti di lavoro. entro giusti limiti. con l'impiego di sorgenti apposite da usare zona per zona. Anche però una differenza di radianza tra due zone sottoposte all'occhio può produrre senso di fastidio e peggiorare notevolmente le condizioni della visione per una particolare funzione: questa possibilità va evidentemente considerata con maggiore attenzione nel caso della doppia illuminazione. se necessario. si dovranno tener presenti i principali fattori che influenzano detti fenomeni. di schermi diffusori onde contenere la loro radianza ed il loro splendore nelle varie direzioni. Con l'ausilio di queste curve. evita questo inconveniente. oltrechè la loro luminosità in confronto a quella di fondo. Inoltre se dette variazioni sono suffcientemente rapide e portano. a) I valori ottimi di illuminamento «locale» in campi ristretti dipendono dalle particolalri funzioni che l’occhio deve svolgervi. a titolo di esempio. I'angolo solido sotto cui sono visti dall'occhio (per cui l'effetto abbagliante cresce con i'avvicinarsi dell'oggetto all'occhio) e l'angolo che I'asse visuale fa con la direzione occhio-centro luminoso (I'effetto abbagliante diminuisce all'aumentare di quest'angolo). considerata la relativa lentezza di adattamento dell’occhio a luminosità diverse. Per quanto riguarda la probabilità che con la soluzione adottata abbiano a verificarsi fenomeni di abbagliamento e la loro presumibile entità. non nascondendosi tuttavia che la previsione e tutt'altro che agevole e che molto pertanto deve essere lasciato all'esperienza del progettista. dipendono da parecchi fattori relativi sia alle caratteristiche del corpo abbagliante che alla sua posizione. eliminando l'impiego dei pretenziosi ed irrazionali lampadari così largamente usati in passato in omaggio ad un senso estetico non sempre bene interpretato.r. sono riportati alcuni dei valori consigliati in relazione a particolari funzioni o necessità. Considerato pertanto quanto sopra detto è evidente che particolare cura dovrà essere posta nella scelta dei corpi illuminanti e nella determinazione della loro altezza di sospensione: si baderà ad adottare apparecchi muniti. Nel caso dei corpi di piccole dimensioni interviene. I'andamento dell'illuminazione della superficie considerata. ILLUMINAZIONE DI AMBIENTI CHIUSI I requisiti che debbono caratterizzare l’illuminazione artificiale di un ambiente chiuso sono i seguenti: – valore sufficiente dell’illuminamento nelle zone che interessano. mento potrebbero apparire ferme. eventualmente ricorrendo a delle interpolazioni. – soddisfacente colore dell’illuminazione. Nelle case di abitazione prevale tuttavia ancora.I. si potranno disegnare. ed a collocarli ad altezze non troppo piccole rispetto al piano stradale. le parti in movi.IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE elevato di punti. possono prodursi fenomeni particolari come il noto «effetto stroboscopico ». locale e generale. ciò viene fatto ormai quasi dappertutto. – giusta proporzione tra luce diretta e luce diffusa. Se le condizioni ottenute risulteranno abbastanza prossime a quanto richiesto. Esso assume sensibile importanza nel caso dell'illuminazione di ambienti industriali in cui possono trovarsi macchinari o apparecchiature con parti in movimento periodico con periodo paragonabile a quello della corrente alternata che alimenta le lampade: se queste sono di tipo tale che il flusso luminoso si annulla quando la corrente che le attraversa è zero. Gli illuminamenti consigliati per i compiti specifici sono logicamente maggiori. locale e di fondo: e ciò non tanto per ragioni economiche. quanto per creare degli interessanti giuochi di luci e di omtre evitando di cadere in un'illuminazione eccessivamente piatta. I'acuità visuale. esso potrebbe invece presentarsi con le lampade a scarica: occorre allora far ricorso a particolari accorgimenti di carattere elettrico che permettono di eliminarlo (distribuzione sulle tre fasi. a quelli relativi all'illuminazione complessiva degli ambienti: sarà quindi necessaria. e giustamente. il progetto si potra ritenere ultimato: in caso contrario si dovrà modificare qualcuno dei parametri-base assunti (tipo dei centri luminosi. c) Si è constatato sperimentalmente che la vista diretta di una lampada ad incandescenza produce sempre l'abbagliamento relativo. impiego di reattori bilampada). (si riduce cioè il coefficiente di percettibilità. – assenza di fenomeni di abbagliamento. L'impiego delle lampade ad incandescenza. sarà abbastanza agevole determinare l'illuminamento medio e il valore del coefficicnte di disuniformità. anche nelle case di abitazione. delle illuminazioni molto più razionali di quanto non fosse fatto in precedenza. per i quali si riducono in sostanza tutte le capacità dell'occhio ad assolvere le proprie funzioni. C'è comunque da rilevare al riguardo una confortevole tendenza a realizzare. anche estetici. sia pure per brevi intervalli di tempo. S. si potrebbero produrre disturbi alla visione. qualora si vogliano installare delle sorgenti luminose locali o addirittura individuali. in molti casi. b) Relativamente all'uniformità di illuminazione nello spazio si dirà qualcosa di specifico trattando dei fenomeni di abbagliamento: per quanto riguarda la costanza del tempo c'è da rilevare che occorre evitare variazioni notevoli e rapide di illuminazione poiché. più economicamente. una illuminazione piu intensa in certe zone limitate: questa può essere ottenuta o elevando l'illuminazione generale o. ma è chiaro comunque che ogni precauzione va presa in ogni caso per evitare che le superfici in vista dei corpi illuminanti assumano valori di brillanza troppo elevati: limite superiore può essere considerato a tal proposito il valore di 2 cand/cm².E. con evidente pericolo per le persone. le linee isofote o isolux. i valori di illuminamento medio Em delìa tabella Vll.). distanza tra di cssi) e ripetere il calcolo di verifica: il senso delle differenze riscontrate suggerirà su quali parametri agire e in che modo. I fenomeni di abbagliamento.l. Per quanto riguarda l'illuminazione generale degli ambienti in rapporto alle attività generiche che vi si possono svolgere. Attualmente si riscontra una certa tendenza ad elevare l'entitá dell'illuminazione generale.P. il cui flusso luminoso non si annulla quando la corrente è zero poiché la temperatura del filamento rimane sufficientemente elevata. nella tabella VII. si considerino. A.C. ad un annullamento dell'illuminazione. Nel caso dell'illuminazione stradale ci si troverà senz'altro di fronte a sorgenti di piccole dimensioni. Per oggetti abbaglianti di grandi dimensioni è accertato che l'entità del fenomeno è funzione essenzialmente del rapporto tra la radianza dell'oggetto e quella dei corpi circostanti.

.................... parecchi sono i fattori oggettivi che occorre tener presenti dovendo stabilire il colore delle sorgenti da adoperare per la illuminazione di un ambiente e quello delle sue pareti: a questi fattori bisogna poi aggiungere tutti quelli di natura soggettiva relativi alle preferenze individuali........... non meno di...... 30 50 50÷80 80 20÷30 30÷50 50÷100 20 50÷80 100 20 50 50÷80 100 50 20 50 100 500 corridoi............. Scuole biblioteche..... stanze da esposizione.............................. una volta osservati nell'interno degli ambienti. da bagno....... locali secondari......... I'occhio in realtà non vede solo questa ma anche tutta la zona ad essa circostante compresa nell’angolo visuale normale che è di circa 60°.................................... corsie.... non meno di.. per permettere una visione buona e non faticosa..... studi stanze ufficio..... sale operatorie................... cliniche Negozi.. scelti alla luce diurna........ S..C.......................... palchi........... grandi sale da trattenimento..... a lampade ad incandescenza Arancio e giallo Arancione rosso Rosso arancione Giallo verde Giallo rosso smorzato Marrone rosso cupo Bleu profondo Bleu porpora Coefficiente di rinvio in % 56 28 20 14 33 7 6 4 Norme del colore Giallo cadmio Arancione cromo Rosso vermiglio Verde foglia Marrone bruciato Cremisi Bleu cobalto Bleu mare Aspetto alla luce diurna Giallo freddo Arancione Rosso arancione pastello Verde Marrone tendente al rosso Bleu rosso profondo Bleu chiaro Bleu purpureo scuro di rinvio in % 50 25 17 15 32 7 7 4 Si tenga presente..) stanze disegno.....caffè.. assumono un aspetto diverso......... 100÷150 mostre.... 100÷200 trattorie......... Tutto ciò impedisce evidentemente di poter dare degli indirizzi sufficientemente generali.....IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE Quando infatti si presenta all'osservazione.. A ciò è dovuto il fatto che molti oggetti colorati.. non meno di... Per esempio.. aule disegno............... cucine......... (uffici.. un tono di luce prossimo a quello «medio della luce diurna»: a questo proposito si vuol far rilevare che le lampade fluorescenti presentano un eccesso di Tabella VIII – Valori in lux dell'illuminazione media consigliabile nei principali tipi di ambienti Stanze d'abitazione corridoi............... Valori di radianza della seconda zona superiori a 10 volte quelli della prima..... 271 Manuale dell’Architetto ............. o inferiori ad 1/10....................... corridoi........................ in genere più scialbo........................ studio............ non meno di..... stanze da pranzo.......... corridoi. infine..... locali di vendita.. depositi materiale grosso............... stanze da pranzo................. stanze malati.............. producono già in senso di fastidio............. esiste poi anche una terza zona . stanze secondarie........................ non meno di........ nella tabella IX sono indicate le modificazioni che subiscono diversi colori passando da/la luce diurna a quella di una lampada ad incandescenza........ per un compito specifico.... tranne forse quello di cercar di realizzare fin dove è possibile....... d) L'effetto cromatico prodotto da un oggetto di determinato colore dipende oltreché da questo. caffè.......... sale di lettura......... foyer..... Inoltre va rilevato che l'aspetto delle superfici colorate dipende anche dal livello di illuminazione: per bassi valori dell'illuminamento molti colori tendono a sfumare verso il grigio... Ed è bene che anche per la terza zona tali limiti non vengono oltrepassati..... platea............ ecc... industriali.... le meno gradite............ laboratori..... 30 locali per lavorazioni media finezza... A.................. della categoria) ingressi....l.... Amministrazioni sale aspetto...... vestiboli... 20 locali per lavorazioni grossolane.... una superficie magari di limitate dimensioni................ 100÷150 Tabella IX – Modificazione dei colori Coefficiente Aspetto con illumin.. camere da letto.... 50÷100 30÷100 50 Teatri Locali industriali locali di passaggio.. 100÷150 locali ingresso.............. Alberghi (a seconda camere da letto... trattorie.................... corridoi............. dunque................... locali in cui è ammesso il pubblico.............. mai come in questo campo pronunciate e diverse da individuo ad individuo....... aule per lezioni o conferenze. dal colore della luce che lo illumina: a titolo di esempio........ che le deviazioni verso il verde sono...... Come si vede......... ecc............ da bagno......... ecc..... e quindi con forti valori di illuminazione (qualche migliaio di lux)... rappresentata da tutto il resto dell’ambiente che può cadere nel campo di vista dell’occhio... in una stanza con illuminazione indiretta e con un soffitto giallo-verde la pelle assumerà un colorito pallido e gialliccio......... banche... sale.r........... da toletta......E. Ospedali..... alla luce artificiale.................... ecc.. copisteria... in genere.......... ricevimento... Trattando degli ambienti chiusi occorre tener presente che all'illuminazione degli oggetti in essi contenuti non concorre soltanto la luce emessa dalle lampade ma anche quella rinviata dalle pareti: ed evidentemente il tono di quest'ultima dipende dal colore delle pareti medesime...I.P........... 50÷100 locali lavorazioni fini...................

IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE
reattore soffitto 200 schermo metallico verniciato in bianco

180 120

220

100

70 80 120

60

55

200

riflettore

vetro satinato o perpex

Fig. 11 – Cornici o gole luminose. Dimensioni in mm.
luce nello spazio; ed oltre a ciò si presen- superflcie (il cosiddetto «piano di lavoro e tano spesso negli sviluppi delle notevolis- cioè un piano orizzontale a m 0,80 dal sime complessità di ordine matematico pavimento) e il flusso emesso dalle lamche rendono il problema praticamente pade øI. Questo legame può venire riassunto in un insolubile. Le diffcoltà possono essere facilmente su- « coefficiente di utilizzazione » K definito perate nel caso in cui si ammetta che l’ come rapporto tra il flusso utile φu=ES sul illuminamento delle pareti sia abbastanza piano di lavoro e quello emesso dalle lamuniforme ed uguale da parete a parete: in pade: tal caso detto Em tale illuminamento a il φu= K φl flusso emesso dagli apparecchi illuminanti Tra i diversi metodi proposti per la determiSi e ai rispettivamente l’ area ed il coeffi- nazione del coeffciente di utilizzazione se ciente di assorbimento di una generica ne vuol qui accennare uno che ha almeno parete dell’ambiente considerato si può il pregio di essere abbastanza generale: scri ver φ α α = Σ ι α ι Em Sι = Em Σ ι ι Sι φ e g =flusso emesso dagli apparecchi illuminati = a flusso emesso dalle lampade infatti per il principio di conservazione dell φl energia:

e) L‘aspetto più o meno gradevole dell’ illuminazione di un ambiente dipende anche come già accennato da una giusta proporzione tra luce diretta (proveniente cioè dai corpi illuminanti) e luce diffusa (dalle pareti dal soffitto). Un eccesso di luce diretta produce ombre molto nette e dà rilievo ai contorni degli oggetti: per contro le ombre create possono rendere difficoltosa la visione in certe zone. Un eccesso di luce diffusa appiattisce i contorni ed elimina le ombre dando scarso rilievo agli oggetti. Occorre quindi mantenere una giusta proporzione tra le due: anche in questo caso risulta però difficile stabilire dei criteri generali poiché molti fattori contingenti la cui importanza va apprezzata caso per caso possono influire in un senso o nell’altro sulla soluzione da adottare. Negli ultimi tempi si è molto diffuso parallelamente all’ impiego delle lampade fluorescenti lineari il sistema di illuminazione mediante gole luminose incassate nelle pareti: si e anche arrivati con disposizion come quelle di fig. 11 a realizzare illuminazioni completamente indirette. In questo caso è necessario curare al massimo che la superficie interna della gola e quella del soffitto siano fortemente rinvianti per la luce poiché altrimenti il rendimento dell’ installazione rischia di divenire troppo basso: va inoltre effettuata una continua manutenzione per evitare che i depositi di polvere diminuiscano l’efficienza delle lampade. Per quanto detto sopra è poi conveniente in genere integrare l’illuminazione con una parte di flusso diretto magari ottenuto realizzando la gola in modo opportuno. I problemi di illuminazione di ambienti chiusi sono sempre difficilmente risolubili dal punto di vista quantitativo anche ammettendo larghe approssimazioni poiché come già accennato in questo caso occorre tener conto nei calcoli anche del flusso luminoso rinviato dalle pareti che ha importanza sempre notevole e in qualche circostanza addirittura predominante. D‘altronde la determinazione dell’ illuminamento prodotto dalle pareti richiede la conoscenza della loro luminosità nei vari punti e del modo in cui esse rinviano la

φ flusso sul piano di lavoro = u f =flusso emesso dagli apparecchi illuminati φa
non senza avvertire però che queste determinazioni sono sempre soggette a notevoli incertezze. II valore di K dipende da molti parametri; comunque si può intanto porre: K= g · f con e quindi: φu=g f φl Il valore di g dipende evidentemente dalle caratteristiche del tipo di apparecchio iluminante che si intende usare; quello di f può variare: a) con la distribuzione del flusso emesso dall’apparecchio; b) con i coefficienti di rinvio delle pareti; c) con la forma geometrica dell’ambiente.

relazione che permette di calcolare øa conoscendo il valore di illuminamento che si vuol realizzare oltrechè la geometria delle pareti (Si) e la loro natura (calcolo di progetto); oppure di ricavare Em note le altre grandezze (calcolo di verifica). Per i coefficienti di assorbimento ai si tengano presenti i valori della tabella X, riferiti alla luce bianca ma adoperabili con buona approsimazione anche per quella delle sorgenti artificiali più usate. Il flusso øa va poi messo in relazione con quello øl emesso dalle lampade onde avere notizie precise sulla consistenza dell’ installazione e sulla potenza ellettrica che l’impianto richiede. Anche questa correlazione non è però agevole da stabilire poiché involge elementi costruttivi degli apparecchi illuminanti non sempre ben determinati vista la notevole varietà di apparecchi impiegati nell’illuminazione di ambienti interni. Nel caso in cui l’illuminamento delle pareti è molto diverso passando dall’una all’ altra il procedimento qui indicato non è evidentemente più applicabile. E da notare però che in genere non interessa la soluzione del problema nella sua generaiità ma solo la determinazione del legame tra I’illuminamento su di una certa

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Manuale dell’Architetto

IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE
Le dipendenze di f dai parametri di cui ai punti b) e c) sono riassunte nei grafici delle fig. 12,1314 tracciati nelle seguenti ipotesi: 1) che per le pareti ad eccezione del soffitto si possa assumere un coeffciente di rinvio medio rp; rs aarà il coefficiente di rinvio dei soffitto; 2) che l’ambiente sia di forma parallelepipeda con a e b lati di base ed h altezza: per esso allora si può introdurre un «coeffciente di forma» Kp definito dalla reiazione:

Tabella X – Coefficienti di assorbimento
Coefficiente di Natura della superficie Superfici bianche (latte di calce recente, carta bianca ecc.)...... Superfici molto chiare, tendenti all'avorio, al giallo, al grigio.... Superfici chiare (grigio perla, avorio, giallo limone e tinte affini, rosa chiaro).. Superfici di tinta media (verde prato, azzurro chiaro, salmone, marrone non troppo scuro, ecc.).......................................................................... Superfici scure (verde oliva, rosso cremisi, grigio scuro, bruno, ecc.)...... circa circa 0,5÷0,7 0,7÷'0,9 circa circa circa assorbimento σ 0,2 0,3 0,4÷0,5

Kp=

h 0,9 a+ 0,1 b

(a è il lato minore). Per quanto riguarda il punto a) si noti che i grafici delle fig. 12,13,14 contemplano tre casi e cioè: —illuminazione diretta (fd): flusso inviato dagli apparecchi verso il basso; —illuminazione indiretta (fi): flusso verso l’alto; —illuminazione semidiretta cioè con flusso inviato prevalentemente in senso orizzontale e quindi direttamente sulle pareti verticaii (f0). Spesso però gli apparecchi usati per i illuminazione di interni inviano il flusso in quasi tutte le direzioni: in tal caso si potrà considerare I’apparecchio come formato da tre apparecchi che emettono complessivamente il flusso φ’a suddiviso in tre parti: flusso orizzontaie tiusso diretto φ’d nusso indiretto φ’i. Si potranno allora definire tre coefficienti g nel modo seguente:

fd

1

0,9 0,8
rs=0,8

go= φo gd= φd gi = φi φl φl φl
essendo φι il flusso emesso dalla lampada disposta nell’apparecchio e porre pertanto:

0,7 0,6 0,5 0,4 0,3 0,2 0,1 Fig. 12 – Valori del rapporto tra flusso, sul piano di lavoro e flusso emesso dagli apparecchi illuminanti in fnzione del «coeffiiente di forma» dell’ambiente nel caso di illuminazione «diretta» per vari valori di rp e per re =0,80.

rp=0,8 0,7 0,6 0,5 0,4 0,3 0,2 0,0

K = go fo + gd fd + gi fi
I valori dei fattori f si ricavano dai diagrammi delle fig. 12,13 e 14: quelli dei coeffcienti g delle relazioni di definizione scritte sopra e dalla conoscenza dell’ andamento della curva fotometrica delI’ apparecchio illuminante (o del suo solido fotometrico se l’apparecchio non presentasse caso però impro-

0

0,5

1
Fig. 12

1,5

2

2,5 kp

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272b

Manuale dell’Architetto

IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE
Fig. 14 – Valori del rapporto tra flusso, sul piano di lavoro e flusso emesso dagli apparecchi illuminanti in fnzione del «coeffiiente di forma» dell’ambiente nel caso di illuminazione «semidiretta» per vari valori di rp e per re =0,80.
rs=0,8

0,9 0,8 0,7 0,6 0,5 0,4 0,3 0,2 0,1

rp=0,8 0,7 0,6 0,5 0,4 0,3 0,2 0,0

0

0,5

1

1,5

2

2,5 kp

Fig. 13 – Valori del rapporto tra flusso, sul piano di lavoro e flusso emesso dagli apparecchi illuminanti in fnzione del «coeffiiente di forma» dell’ambiente nel caso di illuminazione «indiretta» per vari valori di rp e per re =0,80. 1 fi 0,9 0,8
rs=0,80

ILLUMINAZIONE DIURNA Le condizioni di illuminazione diurna di un ambiente non possono essere stabilite, come viene fatto per l'illuminazione artificiale, attraverso la indicazione di valori assoluti, per la variabilità delI'illuminazione stessa con le ore del giorno, Ie stagioni e le condizioni meteorologiche del momento. Si segue perciò un criterio relativo e ci si riferisce al coefficiente d'illunninazione diurna, definito come il rapporto tra l'illuminazione effettiva dell'ambiente considerato e quella che, nello stesso momento, assumerebbe una superficie liberamente esposta, all'aperto, alla luce del cielo, escluso l'eftetto diretto del sole. Per illuminazione dell'ambiente si prende o il valore medio su tutte le pareti o quella che si verifica su di un elemento di superficie intorno ad un punto convenientemente fissato, p. es. il centro di figura della sezione piana dell'ambiente parallela al pavimento ed a quota + m 0,80 su questo. Conosciuto il valore del coefficiente di illuminazione diurna η per un dato ambiente, I'illuminazione effettiva E di esso è data, per definizione, dall 'espressione: E = lo x η in cui il valore della luminosità del cielo lo può es sere desunto dalle osservazioni che i vari Istituti di meteorologia hanno raccolto per le varie stagioni, ore del giorno e località. Per i nostri climi vale il diagramma di fig. 15 nel quale sono riportate sulle ascisse le ore della giornata e sulle ordinate (in scala logaritmica) le corrispondenti luminosità medie del cielo in lux su bianco. Per quanto riguarda i valori di η si tenga presente che l'illuminazione di un ambiente può essere ritenuta: ottima per η > 0,03 buona per 0,015 < η < 0.03 discreta per 0,005 < η < 0,815 insufficiente per η < 0,005 II coefficlente di illuminazione diurna η riferito all'illuminazione media dell’ambiente puo essere determinato in sede di progetto attraverso l’espressione:

η= A ε (1 – δ m ) S

(1)

0,7 0,6 0,5 0,4 0,3 0,2 0,1

in cui: A è la superficre della finestra, δm il coefficiente di diffusione medio dell'ambiente (media pon(1) derale dei coefficienti δ delle sinΣδ S gole pareti, cioè:

δm =

ΣS

rp=0,8 0,7 0,6 0,5 0,4 0,3 0,2 0,0

S è la superficie delle pareti dell'ambiente (compresi pavimento e sofftto). ε il rapporto tra l'illuminazione media effettiva sulla finestra e la luminosità del cielo: esso è funzione delle caratteristiche geometriche della strada su cui la finestra prospetta e dei coefficienti di diffusione δ1, della parete che frontegoggia la finestra considerata e δ2, della superficie della strada sottostante. Nella tab. Xl a doppia entrata – in cui k= h/d è il rapporto tra l'altezza del fabbricato (h) e la larghezza della strada (d) mentre n rappresenta l'ordinata del baricentro della finestra, ordinata che viene misurata in decimi di altezza del fabbricato stesso a partire dalla cornice di corona-

0

0,5

1
Fig. 13

1,5

2

2,5 kp

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Manuale dell’Architetto

IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE
K 1 d1 d1 d1 d1 = 0,4 = 0,4 = 0,2 = 0,2 d2 d2 d2 d2 d2 d2 d2 d2 = = = = = = = = e Tabella XI – Valori del coefficiente (illuminazione diurna) 0 1 2 3 4 5 6 7 8 n 0,5 0,570 0,528 0,487 0,445 0,409 0,373 0,345 0,318 0,295 0,3 0,549 0,504 0,492 0,420 0,383 0,349 0,320 0,293 0299 0,5 0,561 0,518 0,4755 0,432 0,3945 0,3585 0,326 0,2965 0,271 0,3 0,540 0,494 0,4495 0,407 0,3685 0,3335 0,301 0,2715 0,285 0,5 0,3 0,5 0,3 0,5 0,3 0,5 0,3 0,5 0,3 0,5 0,3 0,5 0,3 0,5 0,3 0,5 0,3 0,5 0,3 0,562 0,541 0,556 0,535 0,550 0,532 0,548 0,530 0,540 0,525 0,539 0,524 0,508 0,485 0,502 0,479 0,477 0,454 0,4745 0,4515 0,4425 0,4195 0,4412 0,4182 0,457 0,410 0,365 0,327 0,294 0,432 0,383 0,338 0,300 0,267 0,450 0,4015 0,335 0,3155 0,2805 0,425 0,3745 0,328 0,2885 0,2535 0,409 0,382 0,4055 0,3785 0,354 0,327 0,3525 0,3255 0,3202 0,2982 0,3231 0,2971 0,3105 0,2845 0,3097 0,2837 0,266 0,241 0,250 0,225 0,243 0,220 0,224 0,201 0,173 0,153 0,161 0,141 0,121 0,102 0,113 0,094 0,100 0,083 0,094 0,077 9 0,276 0,284 0,249 0,257 0,225 0,203 0,203 0,181 0,159 0,139 0,144 0,124 0,111 0,094 0,100 0,083 10 0,258 0,237 0,228 0,207 0,211 0,19 0,186 0,165 0,142 0,130 0,130 0,112 0,105 0,09 0,091 0,076

1,25

d1 = 0,4 d1 = 0,4 d1 = 0,2 d1 = 0,2 d1 = 0,4 d1 = 0,4 d1 = 0,2 d1 = 0,2 d1 = 0,4 d1 = 0,4 d1 = 0,2 d1 = 0,2 d1 = 0,4 d1 = 0,4 d1 = 0,2 d1 = 0,2 d1 = 0,4 d1 = 0,4 d1 = 0,2 d1 = 0,2

1,75

d2 = d2 = d2 = d2 = d2 = d2 = d2 = d2 = d2 d2 d2 d2 = = = =

0,347 0,293 0,252 0,219 0,192 0,319 0,265 0,225 0,193 0,159 0,343 0,2855 0,246 0,2115 0,1835 0,315 0,2605 0,218 0,1855 0,1595 0,281 0,227 0,1865 0,254 0,200 0,1615 0,279 0,2245 0,1832 0,252 0,1975 0,1582 0,2497 0,2227 0,2483 0,2213 0,2349 0,2079 0,2339 0,2069 0,1954 0,1694 0,1967 0,1677 0,1815 0,1565 0,1802 0,1552 0,1323 0,1103 0,1316 0,1096 0,1575 0,1335 0,1552 0,1312 0,1454 0,1224 0,1437 0,1207 0,1037 0,0847 0,1028 0,0838 0,1565 0,1335 0,1522 0,1292 0,1310 0,109 0,1218 0,106 0,1206 0,0996 0,1183 0,0973 0,0844 0,674 0,0832 0,0662 0,1355 0,1145 0,1297 0,1087 0,1135 0,0935 0,1092 0,0892 0,1036 0,0846 0,1003 0,0813 0,0717 0,0567 0,0693 0,0543

2,4

2,8

0,5365 0,4228 0,5225 0,4008 0,5357 0,4219 0,5217 0,3999 0,539 0,4132 0,521 0,3912 0,5385 0,4126 0,5205 0,3906

0,09150,088 0,07850,074 0,08270,076 0,06970,062

3

d2 = d2 = d2 = d2 =

0,09170,08320,079 0,07470,06820,066 0,08680,07610,069 0,06980,06110,056 0,063 0,05 0,06 0,047 0,058 0,046 0,053 0,041 0,058 0,047 0,05 0,039

d1 = 0,4 d2 = 0,5 0,5275 0,3706 0,2527 0,178 d1 = 0,4 d2 = 0,3 0,5165 0,3486 0,2277 0,154 d1 = 0,2 d2 = 0,5 0,5272 0,3703 0,2524 0,1775 d1 = 0,2 d2 = 0,3 0,5162 0,3483 0,2274 0,1535 Per i lucernari esposti direttamente alla luce del cielo: e =1 Per le finestre nelle medesime condizioni: ε = 1/2 4
100000 50000
V IV II VI VII VIII X XI XII

100000

3 1

lux su bianco

10000 5000

I

50000
1000

12 3 6 21 9 15 18 ore del giorno Fig 15 – Luminosità media del cielo alle varie ore del giorno I numeri romani delle varie curve indicano i mesi

100

2 3 6 9 12 15 18 21

(1) Si rammenti chhe se a è il coefficiente di assorbimento risulta a= 1–δ

Fig. 16 – Andamento, in funzione delle ore del giorno, della illuminazione di una superficie liberamente esposta al sole in in giornata serena.
La curva 1 si riferisce all’illuminazione diretta del sole, la curva 2 all’illuminazione prodotta dal cielo e la curva 3 all’illuminazione complessiva.

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DISPOSITIVI PER L’ELIMINAZIONE DEI DISTURBI ALLE TELEVISIONI
La ricezione radiofonica da trasmittenti locali ed estere, con apparecchi muniti di antenne interne di fortuna o di antenne televisive, subisce spesso disturbi prodotti da correnti perturbatrici ad alta ed altissima frequenza, provenienti o da irradiazione diretta o attraverso la rete di distribuzione del I energia elettrica. Per l’eliminazione di detti disturbi, in base alle « Norme per la protezione delle radioaudizioni » del C.E.I., è necessario applicare adeguati dispositivi di silenziamento su determinati organi facenti parte di impianti fissi e mobili. DlSPOSiTIVI ANTIDISTURBO SU IMPIANTI FISSI Ascensori e montacarichi Quattro sono gli organi di comando e di azionamento sugli ascensori e montacarichi ai quali deve essere applicato il dispositivo antidisturbo: a) interruttore principale: su ogniconduttore occorre applicare dei filtri del tipo come rappresentato in fig. 1A o 1B, a seconda della potenza del motore. b) Bottoniera di cabina: applicare filtri in serie (fig. 2) o singoli (F6). Possono essere di tipo come in fig. 1A o 1B. c) Invertitore dei piani: su ogni conduttore deve essere applicato un filtro come in fig. 1A. d) Invertitori di discesa: su ogni conduttore deve essere applicato un filtro come in fig. 1B. Importantissima è l’applicazione dei fusibili f1 ed f2 (fig. 1) perché in caso di corto circuito del condensatore non si verifichino gravi squilibri nelle fasi di funzionamento. Usare una messa a terra comune. Schermare i cavi . Interruttori di tipo vario II sistema di fig. 3 fornisce ottimirisultati. Nei circuiti a corrente alternata il condensatore C mantiene nel circuito una piccolissima corrente di ri oso ad p interruttore aperto, dipendente in prevalenza dalla capacità del condensatore. Assicurarsi che tale corrente sia tollerabile, cioè non produca inconvenienti. Per lampade elettriche C ed R debbono avere valori bassi (0,01 µ F; 20 Ω): per correnti forti Gruppi convertitori rotanti (Accoppiati e convertitrici) . Dispositivo come in fig.8 o in fig.11. Suonerie ad interruzione Installare soltanto suonerie a cicala o Sull’interruttore generale applicare il di tipo senza interruzione perché dispositivo di fig. 7. quest’ ultimo, con lo scintillio, oltre a generare disturbi, può provocare Gruppi elettrogeni pericolosissime esplosioni nei caso di Disturbi sui canali TV ed FM. fughe di gas. I dispositivi sono quelli Applicare sul motore a scoppio il didi fig. 4, fig. 5 ed eventualmente fig. spositivo di fig.12 od usare candele 6 nei casi in cui venga richiesta una con resistore incorporato (come nelle automobili per l’installazione di autoforte attenuazione. radio) e sul generatore cc. come in fig. 8 o fig. 11. Motori di bruciatori di nafta (Per impianti centralizzati di riscaldaInsegne luminose a tempo mento). Applicare i dispositivi rappresentati in Applicare dispositivo fig. 13. Derivare ad ogni contatto un gruppo di R e C. fig. 7 o fig. 8. Usando tubi luminescenti in sostituzione delle lampadine, studiare diElettropompe per l’acqua Applicare i dispositivi rappresentati in spositivo attenuatore come in fig. 14. fig. 7 o fig. 8. Tubi luminescentl per illuminaillumi nazione Studi dl radiologia e raggi « X » Schermare il locale con rete metal- Applicare dispositivo come in fig. 14. lica, a maglie non superiori a 5 mm elettromedicali ad anche le porte e le finestre dovranno Apparecchi usare schermate ed i loro schermi, alta frequenza alI’atto della chiusura, dovranno for- Possibilmente schermare il locale ed mare un ultimo contatto con la gab- applicare un filtro di rete come rappresentato in fig. 15. bia. Applicare filtri come in fig. 6 su tutti i cavi che portano l’energia elettrica di Orologi elettromagnetici rete. Connettere a terra la gabbia Applicare il dispositivo rappresentato schermante nelle immediate vici- in fig. 3. nanze. Usare pavimenti con forte Macchinario per dentisti isolamento verso terra. Applicare dispositivo rappresentato in Dischi combinatori di apparecchi fig. 8. telefo nici automatici automatici Applicare un condensatore in deriva- Apparecchiature per elettrauto zione all’interruttore (fig. 9). I disturbi (Banchi di prova e gruppi carica batgenerali sono molto forti nel campo terie accumulatori) . delle frequenze 6000 ÷ 15000 kHz, Schermare come nel caso dei raggi corrispondenti alla gamma delle «X» il locale dove viene installato l’apparecchio per prova spinterogeni, dionde corte da 20 a 50 m. stributori, candele e carica batterie accumulatori (oltre al dispositivo di Marconiterapia. Diatermia Sistemare l’apparecchiatura, il pa- fig. 8). ziente e l’operatore in uno stanzino Citofoni completamente schermato. Applicare un filtro salla rete c.a. di Applicare dispositivo di fig. 3 ai circuiti di inserzione . alimentazione (fig. 6). Arco voltaico di apparecchio per proiezioni Applicare il dispositivo rappresentato in fig. 10. debbono avere valori alti (0,1 F; µ 300 Ω).

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Manuale dell’Architetto

DISPOSITIVI PER L’ELIMINAZIONE DEI DISTURBI ALLE TELEVISIONI
DlSPOSITIVI ANTIDISTUR80 SU IMPIANTI MOBILI MOBILI 1) Frigoriferi. Applicare il dispositivo di fig. 3. 2) Asciugacapelli. Applicare il dispositivo di fig. 8. 3) Rasoi elettrici. Applicare il filtro di fig. 6. 4) Frullini. Applicare il dispositivo di fig. 8. 5) Ventilatori. Applicare il dispositivo di fig. 8. 6) Aspirapolvere e lucidatrici. Applicare il dispositivo di fig. 8. 7) Avvisatori elettrici. Applicare il dispositivo di fig. 8 ad ogni contatto. 8) Macchine per cucire. Applicare il dispositivo di fig. 8 o il filtro di fig. 6. 9) Macchine da scrivere elettriche. Applicare il dispositivo di fig. 8 o il filtro di fig. 6. 10) Interruttori a mercurio. Applicare il dispositivo di fig. 8. 11) Registratori di cassa. Applicare il filtro di fig. 6 e quello di fig. 18. 12) Raddrizzatori di corrente alternata a lamina vibrante. Appticare filtro tipo fig. 6 sulla rete c. a, e all’uscita. 13) Apparecchiature automatiche. Applicare filtri come in fig. 6. 14) Raddrizzatori con tubi a gas argon per carica accumulatori. Applicare il dispositivo di fig. 21. DISTURBI RICIPROCI FRA TELEVITELEVISORI E RICEVITORI RADIOFORADIOFONICI (1) Il disturbo prodotto dai televisori sui ricevitori radiofonici a modulazione di ampiezza, sotto forma di gorgoglio e fruscio ronzante ogni 15 kHz circa, è riducibile al minimo soltanto con l’impiego di aereo a stilo con discesa schermata in cavo coassiale e schermandoparzialmente o totalmente il ricevitore. Applicare filtro di rete al televisore come in fig. 6. Non è possibile ancora eliminare il disturbo prodotto dai ricevitori FM sul video dei televisori vi ini. Si c può provare a schermare il ricevitore e ad usare un aereo lontano con cavo coassiale. Televisori distutbati dai motori a scoppio: Audio e video Usare cavo coassiale schermato fino al televisore. Applicare almotore a scoppio i dispositivi di figura 12 (serve anche per i ricevitori FM). PRESCRIZIONI E NOTE IMPORTANTI Per l’eliminazione o attenuazione dei disturbi, provare prima ad applicare il condensatore, indi, se necessario, completare il dispositivo con resistenze smorzatrici o induttanze in serie. Resistenze: Sono sufficienti, in genere di piccolo wattaggio, ed è bene che siano di tipo antinduttivo. Condensatori: Per frequenze di disturbo da 50 kHz fino a 2000 kHz usare i tipi con dielettrico avvolto (a cartuccia o a pastiglia). Per frequenze superiori a 2000 kHz usare condensatori con dielettrico a mica (specie se le oscilla zioni elettriche hanno forma d’onda a fronte ripido) . Tensione di lavoro, dipende anche dall’ extra tensione di apertura. Per carichi fortemente induttivi e corrente continua, tali tensioni possono raggiungere anche 3000 V di punta. Per alte frequenze di disturbo, usare maggiore isolamento, Per applicazione di filtri e dispositivi: usare collegamenti brevissimi. Notevoli disturbi vengono prodotti da prese di corrente difettose dei ferri da stiro e dagli interruttori automatici necchi (molle stanche). Dimensionare convenientemente il conduttore delle induttanze dei filtri (corrente massima 2 A/mm²) . La presa di terra può essere ottenuta collegando il cavo al tubo dell’acqua potabile. Quella artificiale deve essere realizzata con piastra di rame o zinco a m 1 circa, nel sottosuolo, umido, mescolando alla terra carbone cocke. Superficie della piastra cm 50 X 50 circa. Conduttore di sezione 5 mm².

(1) I problemi relativi ai disturbi reciproci fra televisori e ricevitoriradiofonici sia AM che FM vengono studiati dall’I.E.N.G.F. di Torino e dal-

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275b

Manuale dell’Architetto

IMPIANTI ANTENNE TV
IMPIANTI COLLETTIVI Dl ANTENNE PER RADIO E TELEVISIONE Nei grandi edifici l’impianto di parecchie antenne autonome di vario tipo, provviste spesso di condutori t pendenti lateralmente lungo le facciate, oltre a deturpare l’estetica dei fabbricati può dar luogo talvolta a pericolosi inconvenienti per corti circuiti derivanti dal contatto dei conduttori suddetti con linee elettriche esterne. Per eliminare detti inconvenienti si rende pertanto necessario che da parte degli utenti venga effettuata una periodica manutenzione per il fissaggio dei conduttori esterni. Oltre a ciò per eliminare i disturbi per sdoppiamento di immagine, che si verificano per l’eccessiva vicinanza delle antenne ed assicurare un ottima ricezione, si rende necessario l’impianto di un unica antenna che alimenti un certo numero di televisori e ricevitori radiofonici con l’impiego del preamplificatore multiplo collettivo (con miscelazione dei segnali o senza). Nella fig. 22 è rappresentata un’antenna multipla per la ricezione fino a 50 utenze televisive ed altret ante t utenze radiofoniche locali (FMmodulazione di frequenza), nonché per un uguale numero di ricevitori a modulazione di ampiem AM (emissionieuropee su onde medie ed onde corte da tutto il mondo). Tale impianto permette: a) La ricezione delle stazioni televisive della gamma normalle (VHF), per n. 8 canali compresi nella gamma di frequenza da 52 MHz a 216 MHz (esclusa la gamma FM). b) La ricezione delle stazioni televisive UHF per n. 14 canali compresi nella gamma 470 ÷ 585 MHz. c) La ricezione delle stazioni radiofoniche locali con FM da 87 a 108 MHz. d) La ricezione delle stazioni locali ed estere AM ad onde medie )200 ÷ 600 m) e quelle ad onde corte (15 ÷ 50 m fino a m 200). II preamplificatore multiplo P che puo miscelare i segnali AM con quelli FM, collocato su di una mensola verrà alimentato dalla corrente alternata 125 V o 220 V. Accanto al predetto amplificatore verrà posto quello TV VHF e di trasformazione UHF (P1) su canale adiacente collettivo in miscelazione. La rete delle canalizzazioni dovrà essere realizzata con tubi Bergmann o in materie plastiche di diametro non inferiore a 16÷18 mm posti in opera sotto traccia predisponendo quindi le relative scanalature durante la costruzione dell'edificio (v fig. 23); sarà opportuno che i montanti vengano sistemati in corrispondenza delle prese sulla verticale dei locali di soggiorno. È indispensabile che una canalizzazione venga riservata anche per un cavo coassiale UHF per quegli utenti che volessero disporre di tutta la gamma (14 canali), indipendentemente dalla trasformazione di un solo programma UHF su VHF adiacente per miscelazione. Si dovrà installare anche una canalizzazione per eventuali telecomandi di antenne girevoli in previsione delle numerose emissioni UHF se provenienti da punti differenti. Le prese di antenna potranno essere realizzate come in fig 24A (scatola da incasso del diametro di mm 55, di tipo semplice o doppio) o meglio come in fig. 24B. Messa a terra delle antenne. Negli stabili con oitre sei piani e numerosi appartamenti per alimentare tutte le colonne montanti, sarà opportuno vengano installate due o più antenne multiple rispondenti alle esigenze teniche atte a consentire la migliore ricezione Molto importante è la loro messa a terra contro le scariche atmosferiche. Tre sono i sistemi che si possono adottare: 1) Collegare l'asta di sostegno dell'antenna con conduttore di rame di sezione non inferiore a mm²15 al tubo esterno principale dell'acqua potabile. 2) Collegare l'asta dell'antenna nel modo sopra indicato interponendo fra questa ed il tubo dell'ac qua uno scaricatore a pettini o a gas. 3) Collegare l'antenna ad una presa di terra regolamentare, se vi sono già installati parafulmini vicini e situati più in alto dell 'antenna. II criterio per la scelta del sistema più idoneo è il seguente: -Primo e secondo nelle regioni ove si verificano pochi temporali durante l'anno ed al centro degli agglomerati urbani. -Terzo sistema, nelle regioni con frequenti manifestazioni temporalesche ed in edifici situati alla periferia di centri urbani o in edifici isolati in località di pianura. In assenzadi parafulmini la messa a terra dovrà essere fatta col sistema dello scaricatore indicato al punto 2. L'impiego di una adatta protezione schermante o antenna « di guardia» soprastante l'antenna collettiva ma isolata da quest'ultima e collegata convenientemente a terra rappresenta una soluzione ideale per la protezione contro le scariche atmosferiche temporalesche che possono in certi casi danneggiare irrimediabilmente l'impianto collettivo mettendo anche in serio pericolo gli utenti stessi.

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IMPIANTI ANTENNE TV
C1 E F1 C1 C2 C A Fig. 5 – Suoneria simmetrica C= 0,1 ÷ 1µ F, oppure C i = 0,01 ÷ 0,1µ F Fig. 9 – Disco combinatore telefonico C = 0,01 ÷ 0,1µ F F2 U 6 7 8 5 4 3 2 1 9 0 C

E F1 C1 F2 C2

U E C

L

C

L U

C Fig. 1 – Filtri per ascensori A, ad una induttanza; B, a due induttanze. I valori di C e C variano in funzione dell'intensità 1 2 della corrente F1 F2 F3 F4 F5 F6 cavo comune Fig. 2 – Cabina ascensori F .....F filtri 6 1 C R L B

C

L Fig. 10 – Arco voltaico

Fig. 6 – Filtro silenziatore C= 5000µ µ F L=500 ÷ 1000µ H

L 1. L 2 = ~ 5 mH R=~ 15Ω

C=5000 µ µ F

C m = carcassa dinamo

+ L

C1 C2 Cm

− C

L

C1 C 2 =5000 ÷ 10000µ µ F

Fig. 11 – Motore a corrente continua C1= 0,5 ÷ 4 µ F R

L = 300µ H (in certi casi non servono) Calcolare la sezione del filo per la corrente max di punta con motore sotto carico. Cm , carcassa del motore.

Fig. 7 – Motore per ascensore C = 1 ÷ 4 µF R = 20 ÷ 500Ω

C

R

Fig 3. – Filtro per interruttori C = 0,1 ÷ 0,1µ F R = 20 ÷ 300 Ω M R C Fig. 8 – Motore a corrente continua di gruppo elettrogeno Fig. 4 – Filtro suoneria elettrica C = 0,1 ÷ 0,1µ F R = 20 ÷ 100 Ω C = 5000 µ µ F L=1÷2
mH

C R C R

L L R R R

R

R motore

R=~ 15Ω

Fig. 12 – Motore a scoppio di gruppo elettrogeno R=10000Ω ÷0,1 M Ω

La soluzione più usata è C=0,5µ F R = 30 ÷ 50 Ω

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277a

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IMPIANTI ANTENNE TV
C1

R C Fig. 13 – Insegne luminose R= 50 ÷ 200Ω C=10000 ÷ 100000 µ µ F
neon neon

C0

C1

C 0 = 10000 µ µ

C 1= 5000 µ µ F(per c.a.) VHF

C 1 = 0,1 µ µ F (per c.c.)

50 H FM

Filtro Fig. 14 – Tubi luminescenti F, filtro tipo fig. 6.

salita

discesa P1

Fig. 20– Motore trifase di ascensore M, motore; A, A1 avvolgimenti C rete c. a. C Fig. 21 – Raddrizatori a gas per carica accumulatori C, C1 = 1000 ÷ 10000µ µ F t

P

Fig. 22 – Schema di antenna multipla per ricezione dei segnali radiofonici e TV C1

apparecchi

Fig. 15 – Elettromedicale ad alta frequenza A, apparecchio; F, filtro tipo fig. 6

C1

t = tubo a gas

L Ri L

C Re C

Fig. 16 – Filtro di rete per apparecchi radiofonici L =300÷5000 µ H R i =ricevitori L C L Fig. 23 – Schemi di circuiti di impianti collettivi realizzati in grandi edifici Leggenda per l'interpretazione delle Tavole. Fig. 17 – Filtro per interruttore a forte disturbo C= 0,1 µ F L=1000 µ F =condensatore a cartuccia o a mica. =resistenza colloidale. =fusibili di valore oscillante fra 100 mA e 500 mA. C R C Fig. 18 – Registrazione di cassa C= 0,1 µ F R= 30 ÷ 100Ω A L =filtro tipo A) o B) fig. 1. =induttanze a nido d'api costituite da filo di rame di sezione appropriata, doppio rivestimento di cotone o materiale plastico. =contatti elettrici argentati o platinati =avvolgimrnti dello statore dei motori c.a. E, U = entrata ed uscita del filtro Cm = carcassa del motore = induttanza con nucleo di ferrocarta. TV-FM UHF 220 V 115 V UHF TV radio FM C=5000 µ µ F R e =rete

Fig. 24 – Tipi di prese di antenna

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277b

Manuale dell’Architetto

AMBIENTI DI ABITAZIONE
DATI DI INGOMBRO - CUCINE - CAMERE DA PRANZO

200÷208

200÷208 150 110 80 86÷90 65÷75

55 30 86÷90

50÷60 sez.mobile

25 75 5,5 2,5 1 tipo shunt 41x26 56x26 canne fumarie in eternit 110 scarico rifiuti

Pavimenti Mosaico di grès porcellanato

cm x cm 2 2 3 3 2 4 3 6 5 2,5 10 20 25 30 40 10 15 20 15 20 10

SGABELLO PORTA scaletta TAVOLO

LAVANDINO 1 bacinella LAVAPIATTI

CUCINA A GAS CUCINA ELETR. MOBILE

FRIGORIFERO PORTASCOPE

Litogres Marmette

5 2,5 5 20 25 30 40 10 15 20 7,5 10 5

35 25
p 100 x 60 m 120 x 70 1 pozzetto 50x40 scalapiatti 50-60-70 1 pozz. 1 scol80x45 100x50 60x60 h 80

1 anta 40 2 ante 55-60 p 58x57 h90 p 50x48 h86 4 ante 40 m 60x50 h86 2 ante 50-90 m 60x65 h 130 g 100x60 h90 5 ante 90-120 g 80x77 h 170

Marmettoni Greificate

ø 6÷8

6÷8

15

aspiratore

LAVANDINO 2 BACINELLE p 80X45 g 110x60 m 90X50 SC 150x60

LAVATRICE p 61X60 h90 m 76X67 h90

TRITARIFIUTI ø 18 h 40

FORNO 60X58 h70

SCALDABAGNO ISTANTANEO 23X67

ACCUMULO p 42x80 m 42x150 g 47x150

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Manuale dell’Architetto

AMBIENTI DI ABITAZIONE
DATI DI INGOMBRO - CUCINE - CAMERE DA PRANZO

275

220

320

320

220 150 240 240

Rivestimenti Mattonelle maiolicate

cm x cm 12 13,5 25 20 27 25 27 25 20 27 10 1 3 2 3 4

Grès porcellanato
350 350 300 380

5 1 1,5 2 3

Mosaico vetroso

140

240

280 290

4 Piastrelle ceramica spessore cm 0,6 15 7,5

15 15

CUCINE

60 60 130 260
80X140

100 200

75
80X140

90
80X140

330 130 105 125 105

145 290

160 320

CAMERE DA PRANZO - Ingombro tavolo per 6 persone

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Manuale dell’Architetto

ARREDI FISSI
NOMENCLATURA E GENERALITÀ
Gli arredi fissi differenziano dagli arredi mobili solo per il fatto di essere incorporati, parzialmente o totalmente, nei vani praticati nella muratura. L'uso sempre più diffuso di essi e la limitata ampiezza del tema consentono di coordinare la materia in modo da ridurre la loro progettazione esecutiva alla compilazione di schemi convenzionali rimandando l'esecutore alla consultazione di apposite tabelle dove sono disegnati i dettagli elementari coi quali comporre l'arredo progettato. Generalità del metodo proposto. - Si immagini di scomporre l'arredo fisso in due parti distinte: l'«attacco al muro» e l'arredo propriamente detto. L'attacco al muro è formato da un controtelaio in legno delle stesse dimensioni di quelli usati generalmente per l'ancoraggio di alcuni tipi di stipiti di porte. A questo fine si è creduto opportuno indicare in disegno (v. pag. seguente) uno stipite, particolarmente adatto per accompagnare gli arredi fissi. l nodi di attacco, disegnati sono limitati a quattro, contrassegnati ciascuno da un numero arabo. L'arredo propriamente detto è formato dal corpo del mobile con i suoi scomparti variamente disposti e dagli sportelli di chiusura. Trascurando i cassetti esterni possiamo ridurre gli scomparti a pochi tipi classificandoli in base il modo di chiusura. Negli abachi (v. pag. 282 e 283) sono disegnati i nodi di passaggio fra gli scomparti, aggiungendo a quest iaitri due elementi: il controtelaio (limitandone la rappresentazione grafica alla parte di contorno comune ai due tipi, a filo ed a luce parete) e ii telaio di armatura di una porta con l'imposta sullo stesso piano degli sportelli dello scomparto (fig. 1). Nei caso in cui l'imposta sia sul piano della parete lo scomparto del mobile corrispondente alla porta viene considerato come il tipo a giorno (fig. 2). Formazione degli schemi. - Il progettista in possesso dei nodi di attacco e di quelli di passaggio fra gli scomparti del mobile si limiterà a compilare gli schemi usando i segni convenzionali riportati nella tavola. l numeri e le lettere che designano ogni nodo si segnano di seguito per i nodì orizzontali ed in colonna per i nodi vertic:ali. i nodi di attacco portano i riftrimenti delle misure che fisserà il progettista, La misura in profondità è composta di oue parti riferite al piano della parete finita dall'ambiente, per consentire al progettista di indicare l'aggetto dell'arredo dalla parete. le misure degli scomparti vanno riferite alla mezzeria dei divisori orizzontali e verticali che delimitano gli scomparti stessi. La conformazione dell'interno degli scomparti esorbita da questa trattazione ed è lasciata al progettista.

Fig. 1 - Porta sul piano degli sportelli
Nodo di attacco al fianco 1 (spalla) o in alto (architrave) nel caso che l'arredo sia a filo muro Nodo di attacco al fianco in 2 (spalla) ochealto (soffitto) nel caso l'arredo sia a luce del muro Nodo di attacco in alto (architrave) nel caso in 3 cui la parete prosegua, al disopra dell'arredo, con un tramezzi in foglio. Nodo di attacco in basso sul pavimento conformato in modo da permette4 re allo zoccolo, o battiscopa dell'ambiente, di ricorrere al disotto dell'arredo.
1 1 1 pianta sezione 1 1

2 CC C C V V V

A

C 1 1 1

V S

S S S SS 4

2 2 pianta sezione

Fig. 2 - Porta sul piano del muro 2 1 C A C C A C 1 1 V V V V V S S
66 3 35 1

Fig. 4 - Schema dei due elementi accoppiati
2 1

3 sezione

codetta

V 150

1

212

4

sezione 4

1

S

S

S

S

188

Fig. 5 - Schema attacco al muro

C

Nella pratica possono presentarsi tutti i casi ammessi dalle combinazioni dei quattro nodi.
designazione

C C

C

A V

A
G C B R S V F P
3,5 164 3,5

C

C V V V S

1° 2° 3° 4° 5° 6°

Scomparto a giorno (senza sportello) Scomparto con sportello cernierato Scomparto con sportello bilicato Scomparto con sportello ribaltabile Scomparto con sportello scorrevole (in legno) Scomparto con sportello scorrevole

V

V S S

S

Fig. 3 - Esempio di schema compilato secondo le norme proposte A, pianta al piano dello scomparto con sportelli scorrevoli in cristallo.

S

S

Fig. 6 - Schema arredo propriamente detto

(in cristallo) 7° Scomparto con fodera (apertura nel rovescio) 8° Scomparto con porta
Elementi e scomparti dell'arredo fisso Segni convezionali; in prospetto Scomparto a giorno G Scomparto con sportello: cernierato C bilicato B

S egni

convenzionali da adottarsi in prospetto ed in pianta, nella compilazione degli schemi
Scomparto con sportello scorrevole (in legno) S Scomparto con sportello scorrevole (in cristallo) V Scomparto con apertura sul rovescio F Scomparto con porta P Cassetto in vista Piano scorrevole in legno (in senso orizzontale) Piano stabile in legno (in senso verticale) Piano spostabile in vetro, (in senso verticale)

Scomparto con sportello ribaltabile R

mano sinistra

mano destra

Segni convezionali; in pianta

sportello fodera

indicare il verso di apertura delle imposte

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279

Manuale dell’Architetto

S. arredo a filo parete. 280 Manuale dell’Architetto . facilita grandemente la posa in opera dei due elemneti.l.I. A. 2. La corrispondenza di livello fra i due controtelai.C.P. della porta e dell'arredo. arredo aluce parete.E.ARREDI FISSI ATTACCHI AL MURO 1 2 3 intonaco rustico fianco del mobile rustico intonaco riferimento profondità dell'arredo fisso codetta guida per l'intonaco fianco del mobile 4 4 1 2 4 codetta controtelaio riferimento profondità dell'arredo fisso 2 1 1.r. L'incisione praticata nei montanti del controtelaio evita le ondulazioni dell'intonaco lungo la linea di combaciamento aggetto piano parete al rustico squadretta di fissaggio dell'arredo squadretta di fissaggio dell'arredo zoccolo piano della parete finita aggetto zoccolo piano della parete finita 20 larghezza arredo 35 larghezza arredo piano intonaco controtelaio cazzuolino mostra della porta mostrine alla stessa altezza controtelaio squadretta di fissaggio dell'arredo 100 controtelaio aggetto riferimento profondità arredo fisso intonaco piano della parete fodera del mobile rustico luce telaio porta 0 1 2 3 4 5 riferimento altezza dell'arredo fisso 10 cm pavimento altezza zoccolo Stipite porta.

P. 284 Manuale dell’Architetto . S.C.r.ARREDI FISSI ESEMPIO COMBINATO CON PORTA 3 G 3 C 3 C controtelaio 1–G G–C A C–1 oggetto C 4 Porta sul piano del muro zoccolo pavimento 3 G controtelaio profondità imbotto luce telaio imposta a rasare pavimento zoccolo rustico imposta a rasare controtelaio 0 10 20cm luce controtelaio codetta 1G GC oggetto A C1 controtelaio codetta luce telaio Porta nel piano del tramezzo zoccolo A.I.l.E.

S.P.I.l.C.r.ARREDI FISSI ESEMPIO COMBINATO CON PORTA 1 P 1 V 1–V 1–R 1–F V V–V R R F F–C F 4 C 4 V–P F–P C–P 1 P P–2 1–G 1 V 1 F F–1 G–F F S G–S S S–S S S–1 1 F G–F F–C C–1 F C 4 4 aggetto luce telaio altezza arredo aggetto pavimento predella 1 V 1S SS 1 F SG 0 5 10 20cm V R F S aggetto passavivande profondità arredo vetro compasso piano parete R F S C piano della parete piano della parete 1R 1C RF CF FP luce telaio FG piano parete G1 imposta a bietta piano parete F 4 C 4 1F FC CP P2 A.E. 285 Manuale dell’Architetto .

muratura. base 40x80 H. S. piano parete: 5 H B 1_B B A B B B B A B 1 2 B E B 4 R aggetto 40 profondità arredo fisso F B A D 0 altezza arredo 10 cm Q 1B S BB B 4 G C O P C G C aggetto cm 4 N O I M L G P ARMADIO A MURO CON ANTINE SCORREVOLI 3 S 2 S S 4 S S S 1 A. controtelaio 35x90 F. coprifilo o mostrina 10x35. M. coprifilo o mostrina 10x35. C. zoccolo 13x60. B. I. E. divisorio intermedio (cavalla) per pesi rilevanti è consigliabile in paniforte.P. O.r. P.E. nocella. S. longheroni 40x40. B. Q. nocella riportata.l. N. abboccatura.C. P. C. H. nocella riportata.I. intonaco. codetta 20x2. controtelaio 35x90. zoccolo 13x80 D. quadretta di rinforzo 30x30x2 per carichi rilevanti R. B A F E B D 3 S N F H N 2S S1 F altezza arredo H C N C N G larghezza arredo P SS A. E. base 40x60 H.ARREDI FISSI ESEMPIO COMBINATO CON PORTA ARMADIO A MURO CON ANTINE A VENTOLA A. L. D. pavimento. 286 Manuale dell’Architetto . pavimento. intonaco. G. F. controtelaio 20x90. bietta riportata 40x40x8 per scorrimento sportelli I. longheroni 40x40. controtelaio 20x90. bilico. muratura. codetta 20x2 G. N.

1 G E F C AGGETTO G R R 1 F ARMADIO A MURO CON CRISTALLI SCORREVOLI E ANTINE A VENTOLA E C A. coprifilo o mostrina 10x35. intonaco. I H E 3 2 v v v B B 4 A B E V B H B 4 L F M 2V oggetto A. controtelaio 20x90. C. I. 3 B. oggetto N. zoccolo.E. 287 Manuale dell’Architetto . controtelaio 20x90. coprifilo o mostrina 10x35. F. antina a ventola. V E D. F. C. cristalli.r. codetta. H. binario per scorrimento cristalli. G. muratura. M.ARREDI FISSI ARMADIO A MURO CON SCAFFALI A GIORNO E ANTINE A RIBALTA ARMADIO A MURO CON SCAFFALI A GIORNO E ANTINE A RIBALTA 1 1 G G G G G G R R 1 G 1 R R 1 A. S. L. muratura.P. E. E.l.I. intonaco. base 40x50. controtelaio 35x90. B. codetta 20x2.C. compasso.

statura= 7 teste e 2/3. Canone romano (Vitruvio).r.ARREDAMENTI MISURE E DATI RIGUARDANTI L’UOMO IL CORPO UMANO E LA SEZIONE AUREA Sezione aurea Ø = 5-1 2 = 0.I. 289 Manuale dell’Architetto .P.3 » Arti superiori = 42 » (Tutte le miCollo = 4.618 Rapporto tra testa e statura Canone egiziano. Larghezza spalle = 23 » 44 30 42 130 72 175 145 92 52 90 170 138 79 45 110 160 145 107 60 115 40 55 62 72 40 60 50 92 100 95 115 110 Respirazione (aria pura occorrente) m³ ora 28 m³ ora18 m³ ora 38 m³ ora 32 m³ ora 43 Illuminazione Lavoro grossolano lux 10 Lavoro di scarsa finezza lux 20 Lavoro di media finezza lux 30 Lavoro di finezza lux 40 Lavoro di extra finezza lux 50 A. Canoni antropometrici medi Dell’uomo adulto statura = 100 parti Arti inferiori = 47. CAnone italico (Alberti). S.5 » Testa = 13.2 » sure sono Tronco = 35 » date in cm). Canone greco (Politecnico).C.l. statura= 7 teste e 1/2.E. statura= 8 teste. statura=7 teste e 1/2.

Per h generico la retta a descrive un angolo α ed in corrispondenza la retta b descrive un angolo β=α/2 Le rette nelle posizioni così determinate danno l’inclinazione della gamba e del corpo. Poltrone Nelle poltrone 30 ≤ h ≤ 40. La mezzeria di tale zona si trova a ~ cm 35 dal piano di seduta. (B). Il contatto tra le apofisi spinose della colonna vertebrale e la superficie di appoggio avviene in una zona larga cm 10.P.C. 40+90 65 110+170 30 20 10 0 10 20 30 65° b a 10 15 20 h 80÷90 60 50 90÷110 A.ARREDAMENTI MISURE D’INGOMBRO DI SEDIE. La retta b congiunge l’articolazione coxo-femorale (c)con la articolazione dell’atlante con l’occipitte (D). Nelle sedie h = cm 45 si ha b parallela ad a.I. 290 Manuale dell’Architetto . Per h = 20 la retta a descrive un angolo α = 39° ed in corrispondenza la retta b descrive un angolo β=2/3 α Per h generico la retta a descrive un angolo α ed in corrispondenza la retta b descrive un angolo. Tale angolo può assumersi come indicazione della spalliera della sedia. S.E. Per h = 40 a e b parallele. Questa rette formano un angolo di 85° con l’orizzontale. 15 60 48 75 57 48 48 57 D regione cervicale regione toracica 12 30 regione lombare regione sacrococcigea 30 20 10 0 10 20 30 18 12 5 a C A 85° B 45 h 79 45 74 58 74 β α α α 85 87 84 58 87 30 20 10 0 10 20 30 65° 30 35 40 h 88 42 80 62 62 β α β α β α α α α Poltrone a sdraio Nelle poltrone a sdraio 10 ≤ h ≤ 20. POLTRONE E SDRAIE Sedie La retta a congiunge il centro di rotazione della tibia (A) con l’articolazione della tibia e l’astragolo.r.l.

........ essiccazione... non dovrebbe superare la percentuale del 40%..... scorie.. 7.E.. 7) sottovento ad eventuali quartieri di abitazione.......... biciclette..80 5. prodotti di altre industrie. ha Filature e tessiture.... 23.. serbatoi melassa.r. 29... cave o miniere.. 6) basso costo della costruzione.. 19...pompe............. Requisiti generali: 1) la buona posizione rispetto alla provenienza delle materie prime.90 0. » Imprese edili..Planimetria di complesso industriale con sviluppo dei collegamenti di traffico stradale........ bacino acqua pulita...25 0.. polveri.. caldaia.. collegamento.. stazione.. 22.....» Fonderie... 6. camion. gas naturali.. 28....C... 16. 17. ecc.. A. 4)........ svuotamento sacchi.. autorimesse. Maglieria...... 25... » Carta e cartone...60 1.. uffici.collaborazione con altre industrie preesistenti. scarico. 12. » Fabbriche di macchine.. » Lavorazione pietre e marmi. torre di raffreddamento.... acqua potabile.00 1. 2) il basso costo e la vastadisponibilità del terreno.. 11. è variabile da 6 a 12 ml per ml di superficie totale del lotto. » Falegnameria e mobili...l...... 35..)....... deve avere i seguenti requisiti: generali ossia riguardanti ogni tipo di industria...... dovuto alla facilità di approvvigionamento di materiali edili e di mano d'opera edilizia.. pese. carbone... 20... impianto di essiccazione. cenere. 32.... 6) adatte condizioni di clima per la conservazione di prodotti e di materie prime.. specializzata o no............10 1.. rumori molesti.. 31...... 5) comodità di scarichi neri e di allontanamento di acque di rifiuto: prescrizioni tecniche per la costruzione e l'esercizio di conduttured'acqua e per l'allontanamento delle acque di rifiuto.. 4 ..... chiusa... ecc.. canali.. nella tabella seguente sono riportati dei dati di massima che potranno essere utili per il progettista: 2 1 21 15 25 26 4 5 6 78 16 14 9 17 18 23 32 33 35 36 34 10 19 12 13 20 22 24 27 28 29 30 Fig.. calze....... 15....... ferrioviario.... 27. 2. 9. forno calce...... 34. 10. » Paste e generi alimentari.... ecc..P. canale. silo.. » 0. odori.. 3)abbondanza di acqua per esigenze di lavorazione: 4) libertà nella produzione di fumi. Requisiti particolari: essi riguardano: 1) l'esistenza di una determinata qualificazione della mano d'opera (maschile o femminile........ officina.. 24. VIE DI COMUNICAZIONI ATTUALI VIE DI COMUNICAZIONE DI AMPLIAMENTO EDIFICI ATTUALI EDIFICI DI AMPLIAMENTO Fig. La superficie coperta in ogni singolo lotto.Planimetria esemplificativa di sviluppo schematico in funzione del diagramma industriale (fabbrica di stoffe in Olanda).. silo barbabietole.... Il rapporto fra superficie e cubatura costruita. 4) facilità di usufruire di energia elettrica.. magazzino.. 26.. calcare. S... Superfici necessarie: in generale si segue ilcriterio di proporzionare le superfici al numero degli operai.. Portineria... 2) basso costo di una determinata fonte di energia (presenza di salti d'acqua......00 4........ 292a Manuale dell’Architetto ..50 I lotti di terreno per un fabbricato industriale dovrebberoavvicinarsi ad una forma rettangolare in cui il rapporto fra il lato lungo e quello corto non dovrebbe superare di molto il rapporto di 2 a 1.... uscita prodotti essiccati... ferrovie.. 18..... 14. carbon coke: 8. particolari ossia riguardanti un dato tipo diindustria..80 1...... luce.. 36..... turbine.EDIFICI INDUSTRIALI CARATTERISTICHE DEL TERRENO L'ubicazione di un impianto industriale..... fluviale (zuccherificio) 1. deposito....... divisione..» Fornaci di mattoni e cemento...... prima lavorazione.. deposito zucchero caldo.. cappelli... 4. 4 .... 3) la possibilità di abitazioni per ospitare le maestranze operaie......00 3...... 33 depurazione acqua. 5. Dimostrazione di collegamento ferrioviario. 13........60 0.. 3.» Utensilerie ed articoli metallici minuti. » Cuoio...... 30..... 21... stradale e con canale navigabile......70 1.I. allosmercio dei prodotti e per la mano d'opera ed alla vicinanza con altri centri di produzione (fattori legati alla rete dei trasporti: strade. leggera o pesante. 5) facilità di smercio.. fig.

Per i servizi generali previsti in qualsiasi tipo di industria. in un primo tempo e su pianta libera.centralino telefonico. docce.25 . si svolgeranno i cicli di trasformazione dal prodotto greggio in quello finito o semi-lavorato.I.guardaroba con attaccapanni: per ogni impiegato m² 0. che gli esperti del ramo avranno precedentemente studiato e tradotto in diagrammi di lavoro. mediante l'impiego di compiessi meccanici. pronto per il commercio. La superficie minima degli spogliatoi (compresi gliarmadietti). per il posto vero e proprio di lavoro (esclusi servizi.5÷0. ben definito. b) operai. Le impostazioni su cui si basa tale studio. S. b) soggiorno del personale di vigilanza e controllo.08÷0. tenendo semprepresente la possibilità di eventuali riforme ed ampliamenti (v fig. A. in un secondo tempo seguirà lo studio su pianta obbligata (terreno reale) tenendo conto di tutti i requisitidell'organismo in esame.30÷0. 6). si tengano presenti i seguenti dimensionamenti: . Come spazio minimo assoluto di assegnare ad ognioperaio.l. fig.E. lavabi.uffici amministrativi.50.P. Gli edifici costituiranno. Gli ampliamenti avverranno con lo stesso sistema costruttivo e con gli stessi moduli.6 NORME E NECESSITÀ TECNICHE COMUNI Un complesso industriale deve rispondere a necessitàtecniche comuni che possono essere riassunte come segue: Recinto ed ingresso. deve essere da m² 0. Servizi nelle immediate vicinanze dell'ingresso del personale a) portineria diurna e notturna. docce: per operaio m² 0. Il recinto dovrebbe avere controlli singoli o meglio ancora.r.20÷ 0. sin dall'inizio.5÷0.6 con armadietti senza lavabi. .50 . si può assumere quello prescritto dalle normeigieniche in vigore.EDIFICI INDUSTRIALI PIANO DI MASSIMA ED IMPOSTAZIONI PLANIMETRIPLANIMETRICHE Ogni costruzione industriale presuppone un processotecnologico. L'organismo industriale (edilizio) deve aderire perfettamente a questo processo di lavoro. si imposterà uno studio di massima per identificare lo schema e le dimensioni del terreno necessario.3÷0. di ingombro di impianti. per ogni operaio. avrà pochi ingressi destinati a: a) dirigenti.).spogliatoi per operai: con armadietti. 292b Manuale dell’Architetto . magazzini.4 docce per ogni posto m² 0. impiegati. un unico controllo. conterranno armadietti singoli cdappendiabiti elevabili (m 3 ~) o appendiabiti a muro (v. per ogni impiegato m² 5 . Secondo questi diagrammi.5 . per operaio m² 0. definito in m² 2 di superficie e in m² 10 di volume. b) schema orizzontale (fabbricato o fabbricati a un solo piano). c) spogliatoi separati per operai ed operaie: si disporranno tra l’ingresso del complesso industriale e l'accesso a: reparti di lavoro. per piccoli uffici m² 3. c) merci in arrivo ed in partenza. Per le su esposte ragioni.centralino telefonico da 100÷500 apparecchi: perapparecchio m² 0. 5). fornitori e clienti.centralino telefonico da 50÷100 apparecchi: perapparecchio m² 0. uffici. nella maniera più economica e rapida. sono due: a) schema verticale (fabbricato o fabbricati a più piani). un complesso unitario.uffici tecnici per ogni impiegato 6÷8 . ecc.La recinzione deve offrire garanzie contro furti dall'esterno e dall'interno del recinto stesso.1 . in senso edile.C.

consigliabili i lavabi circolari. E' sempre consigliabile una pesa a ponte (m 3 x 8) nel dispositivo dell’entrata merci.l gabinetti.EDIFICI INDUSTRIALI 30 21 61 21 30 120 30 21 35 35 85 60 85 70 85 60 Panca 23 tubo in ferro grucce di metallo su struttura metallica armadietti panca 35 35 Servizi igienici per operai e operaie. fig.70 (v.P. Piazzali. con 6 rubinetti. isolati o a canale (interasse cm 65) (v. . 293a Manuale dell’Architetto . Per le operazioni di controllo quantità e pesi.l.20. magazmagazzini o sili di arrivo Superfici coperte o scoperte che servono per il deposito di materiali. Le biciclette (1 ogni 4÷5 operai. occorrono m² 0. fig.Si attua nelle vicinanze dell' orologio elettrico. prevedere sufficiente vano. saranno disposti negli edifici pluripiani.Essi riguardano l'ingresso delle materie prime o dei A. comunque sempre abbondantemente aerati ed opportunamente separati dai reparti di lavoro. b) spazio disponibile. 6 – Tipi di spogliatoi 50 260 100 300 534 180 30 720 480 300 10 10 200 50 30 140 12x32 =384 480 1 2 3 semilavorati e l'uscita del prodotto finito. se le biciclette sono appese. Le motociclette e le auto sosteranno sotto tettoie previste in appositi parcheggi (per disposizioni e superfici vedi parcheggi). vicino al reparto singolo di lavoro.C. c) gabinetti: 1 ogni 10÷5 operaie. destinati alle varie lavorazioni. diametro m 1 ÷1.E. in apposito e controllato recinto. specie pr lavorazioni pesanti. portici.20). esternamente al complesso industriale. e) bagni in vasca: 1 ogni 2 operaie od ogni 3 operai. in caso di disposizione alternata). le corsie devono essere larghe m 3. Controllo di entrata-uscita. capannoni. fa parte del nucleo d'ingresso (v. sempre direttamente e meccanicamente aerati e preceduti da regolamentare antigabinetto. 9). comunque.I. Per ogni bicicletta in rastrelliera (a doppia sospensione) escludendo il passaggio di accesso. Rapporti numerici tra servizi igienici e dipendenti: a) lavabi: 1 ogni 5 operai. Il controllo di uscita. sotto tettoie (cm 60 x 30 35 85 30 35 85 30 35 sedile pieghevole 180 35 30 120 30 35 35 armadietto panca 35 Fig. Tra tettoia e tettoia occorreranno corsie di almeno m 2. Servizi movimento merci. La loro ubicazione dipende da: a) ciclo di produzione. 1 doccia ogni 5÷10 operai. 7). fig. secondo le località) si posteggiano a rastrelliera oppure in fessura angolare a pavimento. per lavorazioni sporche e nelle industrie alimentari. . Depositi veicoli delle maemaestranze. posto nei pressi dell'ingresso o degli spogliatoi o. nei grandi complessi industriali.r. secondo la loro fun zione e secondo la loro qualità. . c) caratteristiche dei materiali. 200 per bicicletta o cm 35 x 200.È preferibile che vengano sistemati. e anche i sistemi di immagazzinamento sono del tipo decentrato od accentrato. 8). d) orinatoi: 1 ogni 20÷25 operai. nei pressi delle scale: negli edifici ad un sol piano è preferibile siano situati in elementi isolati esterni od incorporati. d) quantità dei materiali da immagazzinare. b) docce: 1 ogni 15÷20 operai: le lavorazioni sporche. materie prime o semilavorati. . onde evitare non opportuni percorsi interni ed impegni di vigilanza. se si dispone del necessario agio perimetrale (m 1÷1. S.

lavabi indipendenti in linea negli spogliatoi (6 lavabi su 30 armadietti). lavabo unico affiancato alla parete. trasportatori ad aria compressa.l trasporti interni possono essere eseguiti da paranchi. 3. a canale. Pure un sistema 145 35 10÷12 120 60 60 135 150 137 150 4 5 6 7 91÷157 60 70÷80 108 70÷80 75 9 10 11 51÷91 Fig. da binari ferroviari di m 1. a nastro. 4.P. a tazza. A. pagg. 6. Per ammucchiamenti di legname o di altri materiali infiammabili. lavabi sistemati sulle pareti finestrate degli spogliatoi (5 lavabi su 24 armadietti). 10. l'altezza del deposito deve essere al massimo di m 2. 120 docce con spogliatoio in comune. 11. ecc. 8. da gru. docce con spogliatoi singoli. 5. trasportatori a scosse.C. dimensionid’ingom20 bro per lavabi circolari a fontana. Collegamenti e traffica interni. aspiratori. 9.5÷2. anziché un solo serbatoio grande. a tramoggia. S. montacarichi (paternoster) o da trasportatori a rullo. a catena (telefonica) per i manufatti. norie. la distanza da pareti senza apertura deve essere di m 1: da pareti con aperture di m 5.EDIFICI INDUSTRIALI La miglior forma da dare ai depositi all'aperto è quella del rettangolo allungato. Il trasporto a grande distanza viene effettuato con autocarri. coclee. 293b Manuale dell’Architetto . 7. lavabo circolare a fontana con funzionamento a pedale. bacinelle singole disposte in batteria. da raschiatori. La superficie dei singoli accatastamenti non superi i m² 500 e le vie di comunicazione fra i vari gruppi siano larghe almeno m 3. 295 e 296). 2.E. .l. Nei depositi di olii si preferiscano piccoli serbatoi di m³ 18÷20 (capacità di un vagone cisterna: m² 15).r.5÷3. gru a ponte. 7 – Elementi per spogliatoi ed impianti igienici 60 50 1. lavabo doppio non affiancato alla parete. lavabi circolari a fontana per spogliatoi (6 posti lavabo su 30 armadietti).I. dimensioni d’in80 41 gombro per lavabi in batteria. piani inclinati elicoidali. (v.

8. 5. Generalmente le finiti . – L'acqua è necessaria: a) per ragioni di lavorazione.rastrelliera per 100 biciclete. Davanti ai generatori. Per illuminazione. lunghe m 60÷90. 6.30). percorsi di « via libera». facilmente raggiungibili. Tutta la costruzione dovrà essere isolata.5 450 2 290 Fig. deve avere almeno due uscite con porte apribili. per disciplinate il posteggio. 7. 3. Le dimensioni nella sezione sono da intendersi con la biclicletta compresa. lmpianti ldrici. da m 5 (magazzini ove siano raccolti tubi e lane). 1. Se l'energia è fornita dall'esterno (società distributrici) ad alta tensione.40. A. locali per ispezione.l. accorreranno delle barche da carico con capacità da 650 a 750 t. orologi. per la facilità di movimento e per economia di costruzione. acqua. per il trasporto delle persone da un reparto all'altro o almeno un sistema di passaggi coperti pedonali per facilitare il collegamento. 2. L'impiego di caldaie comporta la necessità di camini che possono essere costruiti in lamiera. dimensioni per posteggio coperto di biciclette. Se il traffico interno è vincolato alla rotaia (caso dell'industria pesante) gli edifici saranno disposti in maniera che il traffico possa svolgersi facilmente ed economicamente. all' interno della zona industriale stessa.C. 9 –Schema di controllo uscita operai di un nucleo industriale 1. muratura. . l'acqua deve essere raccolta in appositi serbatoi sopraelevati di capacità adeguata.50 e se il locale caldaie ha una superficie maggiore di ml 100. Tettoia in lamiera ondulata. la larghezza sarà al minimo di m 6. Sistemazione doppia e singola. che sono unificate DIN 698 (v. 9.50. 4. fig. Il deposito dei combustibili sarà in depositi separati. Le linee elettriche sono da installare in cunicoli sotterranei. con adeguate attrezzature. È necessario difendere in modo particolare tali edifici da eventualità di incendi e di furti (vietare l’ingresso agli estranei. c) per spegnimento incendi. Potranno avere ossatura in cemento armato o ferro con coperture molto leggere.EDIFICI INDUSTRIALI 210 157 157 134 268 134 850 40 425 50 75 50 200 250 920 50 ~105 130÷190 210 185÷200 ~145 ~105 14 4 75 60 35 5 5 3 220 8 7 6 7 8 15 53 50 10 9 9 9 9 10 210 10 30 183.Le fonti di energia sono: elettricità. Fonti di energia. 2. La larghezza e l'altezza degli ambienti di lavoro dipendono dalle dimensioni delle gru a ponte. 3. per spingere le biciclette. per il resto può essere usata acqua normale con determinati requisiti. 10. le finestre devono avere una superficie da 1/4 a 1/10 di quella del pavimento.50 sotto il livello del suolo. E' necessario che dovunque passi un binario di raccordo. ben aerati. 5. materiali di piccole dimensioni.P.5 268 37. gas. oppure eternit. donne. fig. per inaffiamento. scatolame). 6. olii pesanti. è legato all'ubicazione del canale d'acqua.7÷11. uomini. motori.r. b) per impianti igienico-sanitari. ecc. 10). sul piano del ferro. 7. Al disopra e al disotto della centrale termica. calcestruzzo. Per gli edifici da costruire vicino ai fiumi o canali. Se i magazzini vengono ospitati in edifici a più piani. raggio di curvatura di m 15. banco deposito. sia rispettata !a sagoma limite (che ha una larghezza di m 3. Occorre robusto sostegno e facilità di agganciamento. Per gli autocarri.5 ~187. non siano inferiori a m 140 (in via di massima è consigliabile che il raggio di curvatura non sia inferiore ai m 100). non si possono collo care altri locali. 294 Manuale dell’Architetto . larghe m 8. di m 4. possibilmente in posizione baricentrica ai complesso industriale. Meno costoso è il metodo di sistemare le condutture entro apposite custodie lungo i perimetri dei soffitti o in sotto piani praticabili.I. ecc.50 (magazzini di libri. data la possibilità di carichi variabili. I cunicoli devono essere ispezionabili. Tali locali devono essere ampi. complesso per un grande posteggio di biciclette con la minima superficie occorrente. verso l'esterno. Magazzini prodotti finiti. vapore. impianti sanitari. i carichi si fa. da m 2.) occorre acqua potabile. Il vapore deve essere prodotto in caldaie ed azionerà delle motrici. 8 – Tipi di posteggi di biciclette e motociclette Fig. si deve precedere uno spazio minimo di m 2. 11) Affiancati ai magazzini devono essere previsti locali per l'imballaggio e spedizione delle merci.80 a m 3. richiesti dal suo uso. Il calcolo delle strutture deve sempre essere fatto con molta larghezza. è prescritto un. Il numero dei piani varia da 5 a 10. a lato o in alto del cunicolo stesso. gas.E.3 138 4x35 54. attesa. la larghezza dei locali non supera i m 30 le altezze dei piani variano da m 2. S. o decrescenti dall'alto verso il basso.10 ed un'altezza. La centrale idroelettrica è un vasto locale contenente le turbine.7 52. costruzioni per magazzini si preferiscono ad un solo piano. quando esso deve essere rapida e frequente. dove questa passaggio è consentito. necessità quindi di una centrale termica (sala caldaie e sala matrici). banco deposito. mentre in basso verranno poste le condotte di vapore. affiancata alle scale. con pareti e pavimenti facilmente pulibili e ben illuminati. Ingombro alla copertura e pareti laterali. evitare l'uscita abusiva dei materiali v. acqua ecc. gli alternatori ed il quadro elettrico. suggerite dai vari tipi d'industria. il locale contenente il macchinario. Mentre per gli impianti del personale (acqua da bere. Se l'energia è fornita da motori idraulici. Le ferrovie prescrivono che i raggi di curvatura dei binari. 4. percorsi divisi per uomini e donne. dimensioni d’ingombro per biciclette appese obliquamente. cucine.5 40 210 190 ~290 1 232 187. pianta di posteggio per 10 biciclette e 4 motociclette. biciclette appese verticalmente: minore ingombro. isolato da questo ma adiacente viene posto il locale destinato ad accogliere i trasformatori . è necessario prevedere una cabina di trasformazione sul confine del complesso industriale. le tubazioni devono essere poste a m 1÷ 1. Questo spazio deve essere assolutamente lasciato libero da ogni passaggio di uomini e veicoli. segnale a luce verde e rossa. per evitare il passaggio di cavi ad alta tensione. scanalatura a rampa.5 100 100 100 52.

P. Trasl.1 1.65 3.5 6 5.EDIFICI INDUSTRIALI TIPI E DATI DI GRU PIU' COMUNI (da "Tecnica della Produzione" V.75÷1.05 Q (Q in t) Portata Sollevamento (Q) Velocità in t m/1' HP 1 6 2 2 6 4 3 6 6 5 4 7 10 3 10 15 2 10 20 2 15 Traslazione Carrello Ponte Vm/1' Hp Vm/1' Hp 20 0.5÷0.2 1.C.8÷1.00 9 100 2.6 40 2÷3 20 0.5 400 10 6 3.6 0.25÷1.3 1.2 5.75÷1.80÷4.6÷1 1.0 40 7÷8 20 1.4 Portata (Q) in t 1 2 3 5 Peso in t per sbraccio m 4 5 6 4 4.5 A.9 4÷3 10 100 0.1 1.5 0.5 2.5 5 5 5.7÷3 2÷5 Sbraccio m 2.0÷1.5+0.2 480 30 1.75 9 100 2. GRU A MENSOLA SCORREVOLE GRU A MENSOLA SCORREVOLE E GIREVOLE Portata (Q) in t 0.50 7 100 Peso t 3.8 8.6 1 2 3 5 Sollevamento Tipo fisso Corsa Velocità Potenza peso m m/1' HP kg 10 12 2 270 10 9 2.40÷3. Scartamento fino a m 100÷150 ed oltre.2÷2 1.9 1.2 1. GRU GIREVOLI ELETTRICHE Utilizzate per depositi di profilati.5 40 5÷6 20 3.60 3.0 1.65÷1.40÷4.5 6 7 6 7 8 Portata Peso in t (Q) per sbraccio m in t 4 5 1 5 6 2 6 7.25 c=b=0.0 1.0 40 1÷5 20 1. 1.5 2 2. 0. 295 Manuale dell’Architetto . di legnami.0 3 7 8 5 8 9 GRU AUTOMOBILE Gru automobili Portata (Q) in t 0.r.E.8 450 30 1.0 40 9÷10 Scartamento m 10 15 20 mm mm mm 4 7 10 5 8 11 7 9 12 8 10 14 10 13 17 11 14 19 11 18 23 Gru elettriche a ponte GRU A PONTE CON BRACCIO GIREVOLE GRU A CAVALLETTO Consigliate per attendere lo spazio servito oltre la pilastrata di sostegno della rotaia di scorrimento.0 Peso in t per sbraccio m 1.90 9 150 1.5 1.0 Portata Ad accumulatori (Q) Sbraccio Velocità m/1' in t m Sollev.0 1.5 780 30 1.6 9.5 0.20÷0.5÷2. Portata da 2 a 20 t e più.7 0.5 950 30 2 Trave I NP kg 16÷28 16÷28 24÷34 24÷34 32÷42 L mm 800 1000 1200 1250 1300 Ingombro l mm 300 350 450 500 700 h mm 850 880 1100 1200 1300 a GRU ELETTRICHE A PONTE h C b S (scartamento) Ingombri a=0. S.40÷6.I. Trasl.5 600 10 4 4 750 10 3 4 850 Tipo con traslazione elettrica Peso Velocità Potenza kg m/1' HP 300 30 0.60 Benzoelettriche Altezza gancio Velocità m/1' m Sollev.0 3÷2 10 100 1. di minerali (con benne a grinfa).5 4÷3 10 100 1.l.0 40 8÷9 20 5. Zignoli) Paranchi elettrici I h l L Portata (Q) in t 0.03Q h=1+0.8 40 3÷1 20 1.90 3.5 3÷2 10 100 Peso t 4 5 6 6.

8. 55 ÷ 65 70 ÷ 90 100 Trasportatori a nastro di gomma a conca Potenza assorbita in HP HP = Q (0.I.3 200 300 45 26. 296 Manuale dell’Architetto .7.5 6÷5 5 ÷ 4.7 260 400 80 40. carbone.P.06 + 0. cacao 1.3 250 300 52 Potenza assorbita HP = Q α (0. polvere sapone 2.C.0011 h) I = lunghezza orizzontale in m h = dislivello da superare in m cm 40 cm 45 cm 50 cm 60 cm 75 cm 90 cm 100 Trasportatori a catena e attrito (Redier) tipi normali con v = 16 m al 1’ Potenzialità oraria m³ Larghezza Altezza Peso a m/kg 7.Trasportare a rulli (a gravità) Pendenza necessaria Colli Peso kg Casse legno Casse legno Casse legno Scatola carta Scatola carta Scatola carta Medio Larghezza nastro cm 35 10 ÷ 20 20 ÷ 60 60 ÷ 100 2÷3 6 ÷ 20 20 ÷ 50 media a 39 50 65 82 123 200 290 400 32.l.EDIFICI INDUSTRIALI DATI SUI TRASPORTATORI PIÙ COMUNI (da “Tecnica della Produzione” V.0009 I + 0. Diametro rulli mm rulli mm 25 ÷ 50 Peso proprio del trasportatore completo da 40 a 80 kg/m A Capacità max di carico kg 20 ÷ 30 40 ÷ 60 200 ÷ 1000 2000 Distanza max dei rulli 1/3 lunghezza minima cassa trasp. Larghezza canale Trasportatori a canale Potenzialità m³/h con spessore strato cm 10 35 50 60 70 85 100 20 70 100 120 140 170 200 30 100 150 180 210 240 300 Peso trasporto per m 10 kg 3500 3900 4400 4600 4900 5300 per ogni m IM + kg 300 330 360 380 400 440 cm 45 60 75 Potenza necessaria HP = Q (0.005 i + 0.5 4 Potenzialità trasporto Q con v = velocità m/s (fra m 1 e 2 max 4 m / s) p = peso spec.5.01 h) v = 18 m al 1’ Peso del trasporto per 10 m kg 1500 kg 1600 kg 1800 kg 2100 kg 3000 kg 3300 m in più 100 120 140 160 220 240 Altezza 80 100 100 100 130 200 Distanza 500 500 500 500 500 500 500 A.01 h) v = 18 m al 1’ 90 100 120 Trasportatori a palette Dimensioni delle palette mm Larghezza 250 250 300 350 450 Potenza necessaria HP = Q (0. Zignoli) .E.5 130 220 32 15.5 3 ÷ 2. calce idrata 3.0015 + 0.5 6. Frumento.006 h) α vale: cemento 2.0035 + 0. % 4 4 ÷ 3.r. zucchero 3.5 100 220 28 10.8.5 270 400 90 48 300 400 100 58 320 400 130 Pend.3 150 300 40 21. S. Kg/litro in t/h Q = a vp valori coefficienti a.

per lo scarico delle immondizie e risulte (ceneri. 297a Manuale dell’Architetto . Per il parcheggio di automezzi da lavoro in sosta durante i tempi diurni di attività si destineranno aree sufficienti (riparate anche da tettoie) ed inoltre si provvederà ad autorimesse vere e proprie.50 1. La flessibilità e l elasticità Fig. 240 4000 3800 b) disposizione a ventaglio.00 20. È importantissima.EDIFICI INDUSTRIALI devono essere costruiti secondo i più rigorosi concetti funzionali e pratici.P. riguardanti il fun2ionamento generale del complesso. L’impianto industriale va munito di officine minori interne per la manutenzione e la riparazione di macchinari ed attrezzature varie. con incastellatura Fig.50 2.Varie È necessario prevedere un sistema di recinti coperti o scoperti per l’utilizzazione dei sottoprodotti e.per stabilimenti con reparti riuniti in ogni automezzo compresi i passaggi.l. verniciatori.I. reparto pile per carrelli a forchetta realizza il processo di lavorazione. ecc. la continuità delle linee di movimento. 12 . un solo fabbricato (v.50 750 1000 1250 625 875 1125 1000 22. cosi da garantire il migliore rendimento. Tali autorimesse F F pkw (piccolo) F pkw (grande) carrelli elettrici (piccolo e grande) 2500 3000 autocarro vuoto 3500 camion pompieri 4000 autocarro carico 5000 vagone ferrioviario 6500 dimensioni per porte a tenuta di fuoco e per porte automatiche F dimensioni unificate altezza media per persone e mezzi di trasporto vagone ferr. con rampe di pendenza mas.50 22. impianti per la loro manutenzione.r.50 2. scorie) che devono essere allontanate.50 1750 2000 2250 2500 3000 3500 4000 4500 5000 6000 1500 ricevimento controllo collaudo 1875 Fig. Occorreranno quindi. Negli edificio di reparti di lavoro si c) disposizione a ruota. depositi di carburante ecc.E.00 30. ed i più bassi costi di produzione. 11 . fig. controlli consegne sportelli controlli consegne sotterranei con ingresso ed uscita separati. Per la manutenzione generale dei fabbricati deve essere previsto un reparto speciale (muratori.00 30. S.C.50 renti. il minimo sviluppo deiper20.per stabilimenti con reparti disposti in 300 32.00 2. se l’impianto industriale ha bisogno per il suo funzionamento di automezzi propri.00 20.Attrezzatura di diversi impianti di gru per un'acciaieria distributive devono essere le loro potranno anche essere sistemate in caratteristiche fondamentali .00 corsi e la assenza di controcor2. 12). per .Pianta di un magazzino 2000 2125 2250 Depositi sorti e risulte-Manutenzioni-Autorimesse Parcheggi .50 2.00 20. osservando tutte le del ciclo di lavorazione quali: norme antincendio e prevedendo.50 2.Si annoverano vari tipi di disposizione sima del 12%. in questo tipo di fabbricati.50 22.). Essi . 13): 200 200 700 700 300 700 700 150 una superficie da m² 20÷25 (fig. falegnami. disposizione a grande salone unico con 900 reparti paralleli. EDIFICI O REPARTI DI LAVORO a) disposizione ad anello. 10 .50 32.Dimensionamento dei passaggi per persone e veicoli dei fabbricati industriali A.

. nei reparti di lavoro.20 da terra). 297b Manuale dell’Architetto . degli ope. uscita. locali per imballag. che provoPercorso del materiale.l.zioni leggere.C. Tali percorsi devono essere rapidi.di 500 Kg/m² sono sufficienti solavorazione. c) disposizione ad anello. reparti di lavoro. Per lavorazioni più pegio e spedizione. a mezzo di intercapedini laterali. Per i capi operai ed i sorveglianti. si installano. . piani superiori kg/m² 1500÷3000 Per passaggi carrabili. in una giornata di lavoro tipo.25÷1. zione. piani superiori kg/m² 1000÷1500 Lavori pesanti: piano terra kg/m² 4000. sughero od altri materiali simili. mensa. delle cabine sopraelevate in vetro (da m 0. reparti di lavoro. minimo kg/m² 800. soggiorno.E.P.Le oscillazioni e le vibrazioni delle piccole macchine. b) disposizione a doppia schiena. All’interno dei reparti di lavoro.Per la produ. Per autorimesse. possono essere ridotte con ammortizzatori a molle di acciaio o con appoggi su gomma. si richiedono sovraccarichi proPercorsi delle persone. il percorso è il seguente: magaz. spogliatoi.I minimi sovraccarichi zino delle materie prime.Sovraccarichi.È interessante porzionalmente maggiori. Le macchine pesanti saranno provviste di fondazioni indipendenti. kg/m² 800÷1000 Fondazioni delle macchine.I. . d) disposizione a raggera. santi. tenere in considerazione i percorsi. isolate dal terreno e dalle fondazioni dell’edificio. tutti i mezzi che gli facilitano al massimo la sua applicazione di lavoro e gli evitano movimenti inutili e faticosi. Lavori semi-pesanti: piano terra kg/m² 2000.cano ritardi nel ritmo lavorativo.Lavori leggeri: piano terra kg/m² kg/ sporto (che può essere dopo l’ingresso) m² 500÷750 fabbricati separati: a) disposizione a schiera. controlli.r. S.Sovraccarichi orientativi: rai: deposito parcheggio mezzi di tra. . magazzini dei manufatti o mente negli stabilimenti per lavoradel prodotto finito. spogliatoi.EDIFICI INDUSTRIALI ingresso. devono essere messi a disposizione dell’operaio. reparti di la. facili e svolgersi con un ritmo ordinato. A.

È preferibile l'impianto industriale con distribuzione verticale.P.32 2.50. Per gli interessi fra i pilastri si usa assumere il modulo base di m 2. Per quanto riguarda il costo della costruzione nei due casi. S. fumi.40. è facile giungere a luci proporzionalmente maggiori.l. è da preferirsi nei seguenti casi: a) quando gli impianti possano essere soggetti ad esplosioni o comportino lavorazioni facilmente infiammabili. l’impianto industriale può essere concepito in due tipi di distribuzione.Esempi di distribuzione di cicli di lavorazione CRITERI PER LA SCELTA DEL TIPO DI COSTRUZIONE DA ADOTTARE Essenzialmente.90. dalla loro portata. nei seguenti casi: a) quando esso debba essere impiegato in lavorazioni leggere. fra gli stessi oscillano da m 5÷5. altezza libera al disopra del piano del ferro comporterà da m 1.50 ossia m 1.EDIFICI INDUSTRIALI Larghezza m Porte per carri ferroviari Porte autotreni con carico Porte per autovetture Porte carrelli elettrici con conduttore Porte per auto piccole utilitarie Passaggi del personale verso locali secondari Passaggi del personale verso scale Larghezza per passaggio contemporaneo di più persone 2÷4 2. L'altezza dei capannoni. dei passaggi per i loro rifornimenti e del raggio minimo per la manovra dei veicoli.00 2. Superiori a m 10 si consigliano le seguenti misure di: m 12. o intensiva. Nel prevedere gli interessi fra i pilastri. poco vibranti e poco rumorose: b) quando sia necessario immagazzinare merci e materiali leggeri. scosse.r. ed un raggio di curva interno minimo da m 1. anche sino a m 50. quando i sostegni verticali non possono disturbare.92 4. che influirebbero negativamente su reparti collocati superiormente (in verticale).E.25. Gli impianti orizzontali possono essere costruiti in forma chiusa (quando tutto il ciclo di lavorazione può svolgersi sotto un'unica copertura) o in forma aperto (quando i vari fabbricati vengono disposti secondo le esigenze dello schema di lavoro).strutture. Gli impianti orizzontali.60÷3.50÷5. inoltre. bisogna tener conto della posizione reciproca delle macchine. con un raggio di cura esterno minino da m 2. c) quando siano adibiti a lavorazioni di materiali pesanti e di dimensioni ingombranti. Dati e considerazioni economieconomiche. sopra le vie di corsa. aggiunte magazzino greggi magazzino prodotti manufatti materie greggie IMBALLAGGIO E SPEDIZIONE magazzino prodotti REPARTO D REPARTO C REPARTO B REPARTO A utensili di reparto o materie aggiunte Dimensionamenti aperture.00 AMPLIAMENTO REPARTO B REPARTO B utensili o mat. L’impianto industriale con distribuzione orizzontale. sono adatti a cicli di lavorazione stabili che non debbano subire sostanziali cambiamenti.80 4. dipende dalle dimensioni delle gru. A.Confronto economico fra la soluzione estensiva (orizzontale) e quella intensiva (verticale) di uno stabilimento industriale.35 2.00 3. magazzino delle materie prime Fig. esso è notevolmente influenzato dal costo del terreno e da quello degli impianti. o nelle finestre esterne.6÷2.40. . Per evitare altezze eccessive si prevedano travi composte (a traliccio.70 0. 13 . 298a Manuale dell’Architetto .C. La luce più conveniente è quella di m 10. Quando i sostegni possono dare ingombro.50-15-2025-30 ecc. Per i carrelli si preveda un'altezza utile di m 3 circa. in qualche caso la metà di m 2. sono più facilmente adattabili a schemi di lavorazione che possano venire modificati e ampliati nel tempo. b) quando durante la lavorazione si producano polveri. Gli impianti verticali.20÷2.50 con i suoi multipli di m 5÷7.altezze utili . nelle coperture o vetrate a shed.90÷1. oppure nei due tipi combinati. passaggi (Fig. od estensiva. o piene) nell'altezza dei lucernari.00÷1.Per costruzioni leggere. sino a m 10.I. essendo già costruttivamente legati da vincoli. 12) AMPLIAMENTO Dimensioni .50 altezza m 4. gli interessi.50÷10. .00 2. orizzontale overticale.50 1. ed i multipli di esso.00 2.50 3.

298b Manuale dell’Architetto .: situando in testa il magazzino delle materie prime. facili demolizioni e ricostruzioni. per quelle con impiego di materiale pesante. . con forti carichi e vibrazioni.fabbriche di macchine.C.comportano un minor costo di costruzione. occorre conoscere l’altezza libera necessaria per il montaggio e lo smontaggio delle macchine.fabbriche per tessili. con conseguente aumento delle spese di riscaldamento e notevole spese di manutenzione.L’altezza da assegnare agli edifici orizzontali. Occorre che le coperture. dipende : 1) dalla natura dei mezzi di lavoro usati: 2) dalla possibilità di illuminazione laterale: 3) dalla utilità di riscaldare una maggiore o minore cubatura. . La conformazione della copertura a shed (tetto a forma di sega con lucernari) costruzione una caratteristicafondamentale che consente: distribuzione della luce dall’alto. o ad un piano.Le costruzioni ad un piano ricevono la loro impronta dalla conformazione della copertura.l.limitato peso. in ultimo il magazzino del prodotto finito). in ferro e cemento armato. . in strutture prefabbricate. Gli edifici ad un piano sono adatti per industrie di grandi dimensioni. potendo evitare grandi sistemazioni di gru.strutture. Dimensionamenti .E. e sistemi semplici per le fondazioni. meno incidenti. . L’ossatura può essere standardizzata ed eseguita in cemento armato ed in struttura mista. si adattano facilmente al diagramma di lavoro previsto linearmente (es. di lavoro. A. I difetti della distribuzione ad un piano sono: vasta superfici che non sempre offrano utilizzazioni razionali: (disposizione dei macchinari di vari dimensioni). La disposizione presenta il vantaggio di essere semplice. una buona sorveglianza.fabbriche d. aperture rivolte a Nord. Se l’edificio deve essere servito da una gru a ponte. Criteri costruttivi . per fissare l’altezza utile. con altezza ridotta.fabbriche di cavi. offre una riduzione di trasporti e superfici di lavoro ampie e ben illuminate. è necessario. . in solo cemento armato. gli edifici ad un piano . conoscere l’altezza del carro ponte e la massima altezza alla quale deve essere sollevato il gancio per traslazione delle macchine. Esempi tipici di costruzioni industriali ad un piano: . indi i vari reparti di lavoro.I. anche se non molto estese siano provviste di aperture e di riscaldatori d’aria.tipografie. automobili. breve tempo di costruzione.P. facilmente controllabile.r. Inoltre. di conseguenza le pareti esterne laterali hanno un modesto ruolo.EDIFICI INDUSTRIALI EDIFICI AD UN PIANO Pregi e difetti.Le costruzioni ad un piano consentono ampie superfici. Per prima condizione. S. ampia superficie di copertura che pregiudica sensibilmente la tenuta del calore. in ferro. che è uguale all’ingombro doppio della sua altezza. .

si avrà una larghezza m 20÷22 (meglio coli due file di appoggi). Gli edifici a più piani sono adatti per lavorazioni leggere. Larghezza dei pianerottoli.00 13.00 25.00 12.00 3. percorsi più brevi minor sviluppo delle tubazioni. per la larghezza del corpo di fabbrica. è conveniente applicare il tipo misto o combinato. debbono avere doppio corrimano. perdita di superfici per scale.00 7.35 20. trasportatori ed attrezzature antincendio. 14). . Se più larghe di m1.4% 9.2% 25. uguale o maggiore di quella delle rampe. Dalle suddette considerazioni si può dedurre che.80 90° 7.4% 23. Gli svantaggi sono: minor possibilità di sorveglianza maggior pericolo di incidenti e danni (incendi. impiego di montacarichi. .20 7. S.75÷15.00 75 100÷300 25÷40 50÷100 100÷150 Lo schema triangolare semplice può completarsi con l'inserzione di una capriata diritta o rovescia.Le finestre devono essere alte fino al soffitto e per tutta la larghezza. larghezza m 12 + m 1.00 7. indipendente dalle condizioni metereologiche.50 7. larghezza m 15÷17. La copertura a lucernario si presta ad essere collocata su superfici piane od inclinate ed indipendentemente dall'orientamento. sono: .4% 25% 21. .00 10. discrete (B) e mediocri (C).55 2.r. La Costruzione con strutture metalliche è più veloce.00 (nei locali per magazzini 10 30 30 Magazzini e depositi La più semplice copertura illuminante per edifici ad un piano è quella a shed.l. Qualunque punto del piano tipo non deve essere ad una distanza lineare maggiore di m 30 dal vano scala.00 12.per ambienti alti m 4 circa.Orientamento con asse longitudinale a Nord-Est.Le costruzioni a più piani consentono: minor superficie coperta.80÷1.00 16.5% 21.2% 24% 18. un solo piano.00 3. tra i pilastri. Illuminazione naturale laceralo e lluminazione coperture.I.) illuminazione meno uniforme. con aperture su una sola fronte: orientamento Est-Ovest con aperture a Nord ed a Sud.00 7. Sistemi costruttivi. ecc.10 7. qui di seguito riportate: C Lavorazioni grossolane Lavorazioni medie Lavorazioni fini Locali di passaggio Uffici amministrativi Uffici tecnici e laboratori 15 20÷25 40÷50 C Merci grosse lux Merci grosse lux Merci piccole lux Spedizione merci lux 20 20 20 15 B 30 50 50 20÷30 A 20÷40 40÷60 60÷75 40÷50 B 25÷30 40÷50 60÷75 15÷20 40÷50 40÷50 A 40.00 5.6% 29% 5. si consiglia di attenersi ai limiti in lux delle sperimentate condizioni ottime (A).3% 13.C. inn percentuale della luminostià esterna. Orientamento e dimensionamento. 14 – Vari tipi di coperture di edifici ad un piano I diagrammi sottostanti le sezioni. Illuminazione naturale e coperture . cioè unendo un corpo di fabbrica a più piani con uno ad. . . l dimensionamenti di massima. Scale.8% 18. (copertura senza appoggi intermedi). 299a Manuale dell’Architetto .75÷3 per passaggio = m 13.Per una buona illuminazione naturale.00 7.E.00 7. ridotte e di manutenzione.5% 5.00 7.P. scoppi. per sistemare nel primo le lavorazioni leggere e neI secondo quelle pesanti.30 con rampe di non più di 15 gradini ed alzate da cm 15÷18.50 (con uno o due ordini di appoggi intermedi). soprattutto.Ossatura metallica con rivestimento interno incombustibile oppure in cemento armato e murature. in quanto si può preparare fuori dal cantiere (prefabbricazione). relative ad ambienti di lavora. per lavorazioni in verticale (dall'alto al basso) e per depositi speciali.4% 22% 31% 11.4% 13. meno ingombrante. Le scale devono essere a tenuta di fumo. con parapetti da m 0.00 12.50.4% 32% 17% 2.EDIFICI INDUSTRIALI l vantaggi di tali ossature sono. .00 10.Larghezza minima m 1.per ambienti alti m 3 circa. diffonde la luce in modo uniforme e senza ombre sensibili.5% 19% Fig.00 25.per ambienti alti m 5 circa. fig. con la parte vetrata orientata a Nord (tollerato il Nord-Est ed il Nord-Ovest (v.00 7.00 19% 21. EDIFICI A PIÙ PIANI Pregi e difetti. .4% 12. la grande sicurezza contro gli incendi e la rapidità di costruzione. in molti impianti industriali. 1. danno i valori di illuminazione ottenuti sul piano di lavoro. A.20 4.

Gruppo paghe. . Spaccio viveri.Può usufruirsi dell'ambulatorio per cure. Va collocato in area apportata possibilmente non disturbata dal funzionamento dell'industria. spogliatoi (divisi per due sessi). Dispensarlo medicine. Asilo nido. . fornito di scalda vivande: se la refezione è offerta dallo stabilimento. S. si disporrà di apposito ambulatorio.Locale da prevedere vicino all'ambulatorio. strutture dette vele appese.Dove le maestranze femminili sono in numero preponderante. 15). Pertanto si richiede che gli industriali debbano comprendere: Mense.I. da 4-6-8 posti. 299b Manuale dell’Architetto . lettino.. tale complesso dovrà ospitare non più di 75 bambini (25 lattanti. PROVVIDENZE ASSISTENZIALI. IGIENICHE La legislazione vigente prevede che ogni impianto industriale sia corredato da un complesso di previdenze per migliorare le condizioni morali edigieniche in cui si svolge l'opera dei suoi (v.Attrezzate per accogliere gli operai durante le riunioni di fabbrica. siano essi divezzi (fino a tre anni) lattanti.Se l'operaio porta con sé la refezione.E. La copertura più comune è quella con tetto a falde simmetriche e per realizzarla si impiegano incavallature appoggiate a pilastri o telai.): possono essere collegate con la mensa aziendale e servire da di svago. Visita medica . (v. rese possibili dall'avvento di nuovi materiali plastici ad elevata resistenza e dall'uso di elementi precompressi..P. per la distribuzione di preparati farmaceutici. . per l'assistenza alle madri nel periodo della gestazione e del puerperio. ecc. Strutture affidate ad elementi sollecitati a pressione.C. La superficie delle finestre deve essere da 1/5÷1/2 della superficie del pavimento. Sale di soggiorno e ritrovo. può servire da luogo di ristoro durane la pausa del lavoro. . sala di attesa. in zona tranquilla e riservata. Per l’organizzazione di una mensa aziendale è molto pratico il sistema self-service.È necessario per l’assistenza medica agli operai ed è composto da sala visita. coperture piane o gambe appoggiate su travi precompresse. . Maternità. 16-17). le volte autoportanti o ad elementi nervati resistenti. Ambulatorio per cure.50÷3). Infermeria . 50 divezzi) ed avere tutti i servizi necessari di un asilo nodo: si preveda una sala confortevole per l'allattamento dove le madri possano recarsi durante le ore di lavoro. fig. . opportunamente attrezzato. distribuiti e distanziati in relazione al tipo di servizio che si intente attuare. ci deve essere un locale per consumarla. sala schedari. Questo piccolo complesso va collocato in vicinanza degli ingressi degli operai. Si usano anche coperture a volta. .EDIFICI INDUSTRIALI m 1. leggere e ribassate. elezioni interne.l.Piccolo complesso che ospita bambini delle operaie. . barella. (conferenze. Tale essere collocato vicino all’asilo nido. . SOCIALI.pronto soccorso. È bene provvedere pure ad una sala raggi a scopo diagnostico. lavabo e proprio servizio igienico (prevedere le possibilità di avere un'autolettiga a disposizione se l'industria è lontana dal centro abitato). Occorre un locale di circa m² 10 fornito di armadio farmaceutico.Deve essere previsto per facilitare gli operai nell'acquisto di derrate alimentari. Può servire anche per le visite di assunzione del personale. occorre un complesso impianto di cucina (adeguato al numero di operai) con sale di refezione con tavoli. figg.r.assunzione mano d'opera.Locale o locali dove gli operai si recano a ritirare la loro A.

sia per qualità e colore. Un'illuminazione con lampade fluorescenti.l.I. delle condizioni del campo visivo. fontanelle per lavarsi. campi sportivi con tutte le attrezzature adeguate. montate a righe con riflettori. vanno aggiunte tutte caselle nozioni. dispensa scatolame. 14. pozzo di ventilazione. 3. delle valutazioni di efficenza. 9 3 4 1 1 2 15 5 5 14 16 13 12 10 9 11 5 5 5 6 2 9 8 Fig. 20. offrendo ai loro dipendenti un vasto campo di assistenza spirituale e sociale. 9. siprevedono. 6. entrata principale. La luce artificiale si deve adattare. 4. 12. servizio cucina.P. cucina. Nei grandi impianti industriali. 6. 11. mondezzaio. retro cucina. 7. la cui posizione verrà studiata in modo tale da permettere un rinnovo d'aria continuo e ben distribuito. deposito. Si demanda a testi più appropriati e più qualificati per la conoscenza dei rendimenti delle lampade. 8. Per il benessere fisico dell'operaio è bene tenere in considerazione anche la relativa percentuale di umidità dell'ambiente. bar scldavivande. L'illuminazione dei padiglioni dipende dalla loro altezza. 5. integrando la direzione della luce generale con illuminazioni localizzate per eliminare abbagliamenti. si possono impiegare delle luci raggianti liberamente o semi dirette. per l'assistenza fisica. specie negli spazi di lavoro. lampade a pannocchia con riflettori a specchio. 17 – Pianta di un complesso cucina per mensa aziendale 1. spogliatoi. 5. 2. nei loro più svariati tipi. 14. 11. fig. 300a Manuale dell’Architetto . saletta mensa. A questi semplici accenni sull'illuminazione artificiale. uffici. maestranze. CONDIZIONAMENTO CONDIZIONAMENTO L'aerazione dei locali di lavoro si ottiene naturalmente attraverso finestre o sheds.C. 13 deposito generale derrate. 18). (v. Nei padiglioni di altezza da m 8÷12. di scuole di avviamento e di perfezionamento professionale. entrata terrazze. magazzini. 8. andito.c. ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE Per un'idonea illuminazione artificiale. 2. AERAZIONE. si devono prevedere luci dirette. entrata uffici. 21. cella frigorifera carni. preparazione pasticceria. sia per la direzione e conseguenti ombreggiature. 12. magazzino verdure. cella frigorifera pesci. se i soffitti e le pareti sono chiari e se non si hanno annerimenti dovuti alle lavorazioni. 9. 18. migliora la disposizione ed assicura poca ombra ai posti di lavoro. Nelle costruzioni a più piani. sono sufftcenti fonti luminose a forma di pannocchia o lampade a fluorescenza. caldaia. 13. di variazione della tensione prescritta e per l'invecchiamento delle lampade. 4. 7. ben distribuita. che eviti ombre troppo marcate. occorrono riflettori raggianti verso il basso a mezzo di lampade ad incandescenza ed in quelli superiori a m 12. office. preparazione carni. 19. Per una buona visione occorre provvedere ad un'intensità di illuminazione. ufficio capi operai. Nei locali con pareti e soffitti scuri ed in quelli di altezza maggiore a m 5. 10. è necessario un profondo studio delle condizioni in cui si svolge il lavoro. dispensa cuochi. A.EDIFICI INDUSTRIALI Molti complessi industriali dispongono anche di proprie biblioteche con sale di lettura. lavaggio stoviglie. S. dati e prescrizioni che possono consentire l'impostazione di massima di un progetto di illuminazione. sala pranzo.r. Nei padiglioni di altezze sino a m 8. 3. guardaroba donne. ufficio paghe. RISCALDAMENTO. 15 – Complesso sociale ed igienico per industria 1. servizi uomini. 15. 10. servizi donne. w. 16. 1 2 3 11 14 15 15 16 17 18 19 20 4 5 6 7 12 8 9 10 10 21 Fig.E. 15. 16. docce. della sua natura. 17. alla luce naturale del giorno. l corpi illuminanti devono essere montati sul soffitto. preparazione verdure. sala mensa.

Il riscaldamento dei locali di lavoro deve essere distribuito in modo da ottenere: . ed alla sua esattaumidificazione. . di odori e di acido carbonico (che non dovrebbe superare l'uno per mille). a pannelli radianti.C.): 10÷12°. 16 – Dimensionamenti per distribuzione di posti tavola in mensa aziendale A.per lavori da eseguire seduti: 18. elettrico. 300b Manuale dell’Architetto . ecc.E. al suo riscaldamento. 200 22 200 90 200 120 45 120 170 45 120 90 170 45 45 120 90 75 45 120 140 170 90 45 140 170 220 45 220 185 185 90 45 90 45 90 45 170 90 45 75 45 170 90 45 90 45 185 45 45 90 45 Fig.P. S. Si ricorda che l'umidità assoluta è la quantità di vapor acqueo contenuta in un metro cubo d'aria. La scelta del sistema di riscaldamento dipende da esigenze igieniche. Il condizionamento dell'aria si ottiene mediante apparecchi ed impianti che provvedono all'aria pura per la ventilazione. fucine.l.: le fibre tessili sono molto sensibili alle variazioni di umidità e di temperatura dell'aria). con un'umidità relativa intorno al 45 %. ecc. a gas. Vari sono i sistemi di riscaldamento: per convezione.per lavori medi (torni. a vapore a bassa pressione.r. l'umidità relativa ne esprime il grado di saturazione ad una certa temperatura. ad aria calda. fresatrici. dall'attività industriale. dall'economia di funzionamento in stretta relazione al tipo di combustibile offerto dalla zona.EDIFICI INDUSTRIALI Tale umidità può avere una certa influenza anche sul materiale in lavorazione (es. considerare anche la percentuale di polvere. di sostanze tossiche. Oltre alla temperatura. purezza ed umidità relativa dell'aria. La temperatura buona. per induzione e per irradiamento: 22 200 a) b) c) d) e) f) ad acqua calda. o raffreddamento.per lavori pesanti (fonderie. L’impostazione di un impianto di condizionamento è specifico compito di specialisti. Per la distribuzione dell’aria condizionata si usano condotti rettengolari o tubi a sezione circolare.): 15°: . varia fra i 15 ed i 18 °C.I.

al pesa. Verde: suggerisce calma e riposo. nelle tonalità chiare dà maggiore serenità. ecc. L'azione psicologica del colore si sfrutta per: a) diminuire l'effetto dei pesi e del volumi. ma anche freddezza e monotonia. degli impulsi che la scienza definisce come processi fisiologici e psicologici. sono caldi. ordine. si possono creare illusioni di temperatura: si possono mutare i giudizi relativi alla lunghezza. desiderabile dove le temperature sono alte. Nero: assenza di ogni colore. c) darà un'atmosfera piacevole agli ambienti di lavoro creando un ambiente accogliente e sereno. se tal contrasto è troppo marcato. sarà più razionale quando: a) ridurrà il pericolo d'infortunio. dal colore. Impiego del colore su pareti. quelli derivanti dal blu. tubazioni. Con l'accorto impiego del colore. Si addolcirà l'illuminazione nei locali di riposo.. è risultato che la scelta funzionale dei colori negli ambienti di lavoro ha. va associato al giallo. da preferire le tonalità chiare. b) cambiare le apparenti proporzioni fisiche di una superficie (soffitti. Grigio: monotono. c) aumentare la luminosità di fondo o dei dintorno della sorgente. abbassa la tensione muscolare e la pressione sanguigna.l.r. sono freddi. favorisce il raccoglimento e l'attenzione. b) migliorerà le condizioni di visibilità e ridurrà la fatica fisica. agisce come stimolante: risveglia impressioni di calore. calma e diminuisce il ritmo respiratorio. 301a Manuale dell’Architetto . Le pareti ed i soffitti dovranno avere un debole contrasto luminoso con le macchine. del 30 %. Il sistema neurovegetativo riceve. S. È conveniente usare sempre tinte chiare. i secondi più lontani della loro distanza reale dall'occhio. 3) diminuito il numero degli infortuni del 24 %. 2) migliorato l'illuminazione del 65 %. al tempo.E. b) creare ordine nell'ambiente. travature.C.EDIFICI INDUSTRIALI AMBIENTAZIONE CROMATICA Il colore abitualmente accettato dal mondo industriate come semplice mezzo di finitura strutturale. valorizza la luce ed è indicato dove si richiede un ritmo celere di lavoro. c) eliminare eventuali pericoli di infortunio. Il sistema di utilizzazione del colore e del suo valore attrattivo. i primi appaiono più vicini. L'ampiezza dei movimenti della pupilla è in funzione diretta del contrasto tra i due colori. 6) ridotto l'assenteismo nel personale occupato del 15 %. con tinte più smorzate. Blu: colore freddo. Arancione: colore eccitante. nelle gradazioni verde-blu e giallo-verde. da altri colori. Bianco: dà senso di pulizia. l colori contenenti una predominanza di rosso di arancione.I. b) ridurre la sua luminosità. Le azioni Fisiche e Fisiologiche del colore si utilizzano con l'impiego del colore riferito al suo tono caldo o freddo. per: a) ridurre lo sforzo oculare. se usato su grandi superfici. e) cambiare l'apparente temperatura di un ambiente di lavoro. Viola: colore deprimente. Per ottenere la visibilità nel caso di un lavoro industriale. Si impiegheranno tinte che aiuteranno le impressioni stereoscopiche. Si miglioreranno le condizioni sanitarie (iIluminazione più appropriata e naturale). accelera le pulsazioni senza aumento della pressione sanguigna: azione stimolante solo emotiva. del 19 %. induce alla tristezza. d) diminuire il costo dell'illuminazione a parità di rendimento. Si dovrà evitare ogni possibile abbagliamento e contrasto di luminosità tra l'oggetto in corso di lavorazione el'ambiente circostante. toglie energia. Rosso: aumenta la tensione muscolare. è un errore usarlo da solo su vaste superfici. fisica e fisiologica. ma è un fattore attivo nell'azione psicologica. 5) dato indicazioni favorevoli sulla riduzione della fatica visiva. i muscoli oculari s affaticano e ne consegue un rallentamento nel lavoro. disciplina. Secondo indagini condotte recentemente. pavimenti e soffitti. in ambienti già rallegrati. la pressione sanguigna ed il ritmo respiratorio. Per migliorare te condizioni di visibilità. è più fresco e più caldo della tinta base. A. è preferibile avere un contrasto di tinte piuttosto che un contrasto di luminosità.P. è divenuto un efficente fattore di miglioramento della produzione. migliorerà la sicurezza e renderà più evidenti le installazioni di pronto soccorso. per i casiesaminati: 1) aumentato la produzione del 28 %. Si è compreso che il colore non è soltanto un elemento decorativo o un mezzo per incrementare l'illuminazione. non deve comparire mai sulle superfici viste da chi lavora. Giallo: ridente e caldo. deprimente come il viola. è necessario: a) porre la sorgente luminosa in modo che no rimanga nel campo visuale. stimola l'attività senza eccitare. 4) migliorato la qualità del lavoro eseguito. i suoi toni scuri sono deprimenti. si terrà in considerazione la preferenza del personale per certe tinte.

in relazione al fluido che contengono: verde: acqua. Dove la temperatura è alta.l.Planimetria di un complesso sociale per grande azienda industriale 1. mensa. 9. tubi. porteranno anelli colorati nelle seguenti tinte di identificazione. da usare per la migliore visibilità di altri colori. rosso) per il fenomeno della percezione dei colori complementari.C. azzurro: aria. 12. rosso: vapore. Per ampliare la visione di un ambiente di lavoro si useranno i colori: turchese pallido. l'ideale per le pareti sarà il grigio. mensa per dirigenti.r. guardaroba. locali sanitari. I sottosegnati colori indicano: rosso: segnalazione e apparecchiature antincendio. 13. ingresso dello spaccio. 6. scale e mezzi di trasporto con colori allarme di forte visibilità. giallo: gas. amministrazione. 4. 16. 10. 17. 14. giallo: attenzione: apparecchiature in movimento. dare tinte omogenee sull'azzurro o verde pallido. teatro. Quando il materiale lavorato è multicolore. S. aree di deposito. onde mimetizzarle. focali di toilette e di riunioni. verde: attrezzature di sicurezza. portone. tappeti verdi. Codice dei colori per l'identificazione delle tubazioni destinate al trasporto dei fluidi Le tubazioni e condutture. Codice dei colori di sicurezza. si avrà l'impressione di vedere (ed in realtà si vede) delle macchie verdi: si eliminerà il fenomeno dando una tinta verde alla parete. viola: acidi e basi. 10 11 12 13 9 1 2 5 4 8 14 15 16 17 3 6 7 Fig. Per restringerlo. travature). . Per allontanare i soffitti ingombri (cavi. si darà alle pareti colore fresco (azzurro molto chiaro e verdino) mentre si preferiscono colori caldi per locali a bassa temperatura. 11.E. 15. segnali di arresto.EDIFICI INDUSTRIALI Se il materiale lavorato è a tinte vivaci (es. colorate nello stesso colore della parete o soffitto di fondo. pericoli di inciampo. fuori servizio. pronto soccorso. verde foglia. come pure è necessario accentuare ingombri. tennis. 7. 3. ad esempio l'arancione bruciato. bianco e nero: per contrasto. usare. passaggio coperto. blu: precauzione. acqua marina. carrelli. 5. bilancia a bilico. colorare percorsi e zone di transito nell'interno delle officine. 18 . Sui pavimenti. 8.I. A. cucina. sala d’aspetto e informazioni. pallacanestro.Problema attualmente allo studio con il fine di giungere ad un codice unificato internazionale. posto controllo passaggio veicoli ed auto. vivaio. 301b Manuale dell’Architetto .P. 2.

C. Vi sono inoltre due serie H = mm 900. è quella 1054 impiegata per prodotti cartotecnici (lettere. L = mm 800.). che si chiama serie A. accoppiati. la serie 1950 fondamentale di tale formato universale (D-UNI). Dimensioni interne utili. portaetichette. kg 105 Serie fondamentali A A3 Serie fondamentali B C B4 C4 A4 B5 C5 A5 B6 C6 A6 B7 C7 A7 A4 A3 Dimensioni dei formati mm 297 x 420 250 x 353 229 x 334 210 x 297 176 x 250 162 x 229 148 x 210 125 x 176 114 x 162 105 x 148 88 x 125 81x 114 74 x 105 370 283 223 540 380 223 Tipo A 223 220 1 2 540 380 283 Tipo B 283 h 220 5 4 3 540 460 370 370 380 b c A6 A7 A5 Tipo B Schedari orizzontali (visibili) per servizi anagrafici. H = mm 1750.E. cartelle.Una più facile soluzione di tutti i problemi dell'organizzazione aziendale e quindi una maggiore riduzione dei costi è stata resa possibile mediante l'adozione di stampati unificati. Tre piedi fissi. 302a Manuale dell’Architetto .. Esistono norme internazionali sulle dimensioni della carta. stampa. delle cartelle. armadio normale. m 1 standard.P. Scaffalatura metallica per archivio h. B. I = mm 430. A2. adottate da tutti i Paesi che usano il sistema metrico decimale. titoli e posizioni. 1140 700 1140 700 428 728 750 428 542 A B 750 330 700 650 620 1140 Schedario archivio A.l. A3. Particolarmente adatti a servizi bancari. armadio ridotto. Il quarto è regolabile in altezza. Profondità mm 610. Dimensioni interne A. A6. c. Tavoli d'appoggio I tavoli sostengono ciascuno più schedari affiancati e sovrapposti. 4.UFFICI DATI DI INGOMBRO Unificazione.r. A4. carta di ufficio. Dimezzando parallelamente al lato minore di tale formato si ottengono successivamente i formati A1. traversini. 1. come sevizio informazioni. larghezza di tali rettangoli è costante (V2 = 1. bulloni cadmiati. Muniti di due cassetti per la raccolta di schede eliminate. I = mm 430 ». montanti con pedino brunito per appoggio terra. . Il rapporto fra altezza e Armadi metallici ad ante rientranti A. L'acclusa tabella mostra i formati della serie B. ecc. L = mm 800. Base di tale serie è un rettangolo di m² 1 di superficie (mm 841 x 1000 450 1000 450 1189).41). 700 700 223 283 700 370 620 600 900 640 Supporti muniti di rotelle (2 posteriori) I due anteriori fissi evitano scorrimenti involontari. A7. 3. A. per quanto riguarda le dimensioni delle schede.00. accoppiati sovrapposti.50 ÷ 3. 5. Banchi per schedari orizzontali Sostegno più schedari affiancati e sovrapposti. complementari B e C per elementi cartotecnici destinati a contenere le carte della serie kg 60 A (e cioè buste. l prodotti Olivetti ynthesis tengono presenti tutte le possibilità dei « formati unificati utili. 2. m 2 ÷ 2.. degli archivi. b. pubblicazioni e disegni). variabile a richiesta. riviste. piani. raccoglitori. A5. S.I. Supporto metallici.

E.P.l. 302b Manuale dell’Architetto .C.I. Profondità utile mm 620. S. A.UFFICI DATI DI INGOMBRO 4-A4 4-B4 5LL 6-A5 8-A6 8-A7 3-A4 3-B4 3LL 4-A5 6-A6 6-A7 780 420 420 420 480 540 540 420 540 serie H = 1360 480 540 540 420 540 480 420 480 540 420 540 s2-A4s s2-B4s 2-A4 2-B4 3-A5 4-A6 4-A7 1360 1054 serie H = 780 (già 800) serie H = 1054 Classificatori verticali Synthesis.r.

S. Rulfberg. 303a Manuale dell’Architetto . 42 Dimensioni supporto macchina da scrivere A.C. B. C. con corsia (Planning).5 104 D Scrivanie affiancate A Distanza fra un posto di lavoro ed il successivo con disposizione testa contro schiena.l. Rappresentato da: mobiletoo per macchina da scrivere: tavolino per calcolatrice: schedario o classificatore 60 100 50 75 165 C A 121 156 40 78 78 40 B 75+76 130+140 90+95 80+90 110+120 B C D 120 47.P. Herman Miller. sedie sfalsate. B. B. senza corsia (Neufert). A. Planing.r. C. secondo in Time Saver Standard (USA). C. B. B. Trau. D. secondo il Plaining The Architect's Handbook (G.I. il piano sussudiario non eccede l'ingombro della sedia. D.B. 108 75 75 103 75 75 78 139 78 108 75 75 150 150 parete A B parete C Distanza fra i posti di lavoro con scrivania combacianti e disposizione affiancata A.5 65 50 165 105 85 60 A 78 70 156 78 40 156 60 60 B 50 150 20 75 55 C Dimensioni di ingombro del posto di lavoro A.E. A.UFFICI MODULAZIONE 165 105 65 42. Lips Vago. Synthesis C. Neufert. Timer Saver Standard. con corsia (Neufert). secondo il Neufert (Germania).) 156 78 A A B A A' A+A' Posto di lavoro con mobiletto sussudiario A. l'ingombro aumenta.5 85 47.

corsi afra la parete finestrata ed il margine esterno dei posti di lavoro. modulo 190÷200. la corsia d'arroccamento ai posti di lavoro e di accesso agli armadi (quando esistono) e le dimensioni di essi in profondità Posti di lavoro multipli con diverse combinazioni A. B. grado elevato di attrezzatura tecnica. IV. posti di lavoro singolo o più frequentemente associati.P.I.UFFICI MODULAZIONE 148 78 190+200 110 120 92 40 78 210 78 148 40 210 I 210 II 210 III IV A B C Valori modulari A. armadiatura. VALORI DEI PARAMETRI RIGUARDANTI LA MODUAZIONE TRASVERSALE ED INSERIMENTO DI DIVERSE ASSOCIAZIONI DI POSTI DI LAVORO 312 156 A 195 B A 312 B 55 312 90 150 45 60 Posti di lavoro doppi A A Posti di lavoro unitari 432 468 40 55 432 90 150 45 60 42 A A A/2 A A A 40 55 468 90 150 45 60 40 55 390 90 150 45 60 390 585 40 55 585 90 150 45 60 B B B B B In tali dimensioni si rileva successivamente: lo spazio compreso tra il bordo della scrivania esterna e la finestratura per la pulizia o l'apertura dei serramenti. qualora esista. S. III. luce difettosa per metà delle scrivanie Schemi di utilizzazione per salette di ricevimento. concentrazione del personale media. C. modulo 210. le dimensioni delle scrivanie secondo il numero.r. corsia tra il margine interno dei posti di lavoro ed il corridoio. II. concentrazione del personale minima. modulo 210 Il dimensionamento trasversale deriva da una somma di parametri: I. 303b Manuale dell’Architetto .C.E. buona illuminazione. modulo 148.l. concentrazione del personale massima.

più una selezionatrice (cm 155 x 41) con ingombro d'uso di m 2.50 ed una tabulatrice. montaggio scatola comunicazioni comprensiva di presa elettrica (forza). Oliveti).02 A Ufficio collettivo ed uffici singoli A. pianta.58 140 III 1. Direz.22 Applicazione ONU (New York) e ALCOA (Davenport) Lever House (New York) Ford: Seagram Building (New York) General Motors BASF (Ludwigschafen). Gruppo Modulo m 1. Massima elasticità delle zone lavoro mediante spostamento delle pareti mobili. È riconosciuta la maggiore funzionalità della struttura in ferro rispetto a quella in calcestruzzo soprattutto per quanto riguarda il suo inserimento nella modulazione di facciata.42 1. esse sono realizzate con profilati di alluminio e vengono montate senza necessità di incastro né a soffitto né a pavimento. C.82.I. A un modulo di campata nel corpo centrale equivalgono 4 moduli della struttura in facciata. Due tavoli da lavoro occupano 3 moduli. con aggiunta di uno o più moduli di m 1. 304a Manuale dell’Architetto . 5. sezione.75 ÷ 1.80 V 0. In conseguenza a ciò ed alla sua buona utilizzazione il corridoio potrà essere di m 2. evitando canalizzazioni. ma soltanto mediante pressione esercitata sui piani orizzontali. IBM Italia possiede 45modelli diversi per diverse composizioni). S.20.E.l.05 consente ogni possibile utilizzazione dello spazio di lavoro. data la grande varietà di macchine prodotte e date in uso dalle principali case produttrici (es. Notare l’alimentazione elettrica sotto pavimento che corre parallela a cavi telefonici e di segnalazioni. 55 Un minimo impianto del tipo detto « tradizionale » ovvero aschede perforate è composto da: perforatrice (dimensioni cm 79 x 71) con ingombro d'uso di m 1. In questo senso sono stati progettati ultimamente in Italia palazzi per uffici come quello riprodotto in basso con struttura con prevalenza del ferro sul calcestruzzo ed altri in cui la struttura è totalmente in ferro. dettaglio della struttura portante e della distribuzione dei cavi di forza motrice.r.Presa per il cavo di alimentazione perciascuna macchina. 4. B.85 x 2. che danno la possibilità di formare uffici minimi di m 3. 195 195 195 532 42 70 72 204 1660 72 532 70 66 Tipo di ufficio collettivo e studio. Gen. Siemens (Milano) 500 lambada incassonata 10 100 1290 100 10 100 100 100 100 100 35 canale di distribuzione sotto pavimento I cassette d' utilizzazione 70 100 II 1.00 ÷ 2.P. Per impianti di maggiore mole prettamente elettronicibisogna affrontare il problema distributivo caso per caso. 2 . 4 . (Pal. 3 . 2. A. Il condizionamento è risolto con l’inserimento di condizionatori sotto ciascuna finestra.95 x 1.95 a 1.Congrua resistenza dei solai ai carichi.Sufficiente illuminazione ed aerazione. Soluzione a carpo triplo di palazzo per uffici con utilizzazione dello spazio tra corridoio e unità di lavoro mediante armadi archivio. Soluzionne a corpo semplice con struttura in calcestruzzo armato da putrella.Distribuzione opportuna delle macchine stesse.UFFICI UNITÀ DI LAVORO Un modulo che varia da m 0.10. Alluminio Svizzero SATRA (Connecticut) Galfa (Milano) e INA (Parma) Pirelli (Milano).C. 3.85 mobile condizionatare sotto finestra 115 115 115 115 115 115 115 2 MOD=230 3 MOD=345 reticolo 4 MOD=460 modulare 5 MOD=575 pavimentazione del soffitto fonoassorbenti IV 0.95 è possibile ottenere uffici collettivi sempre più estesi. Dati per l'installazione di macchine elettroniche per ufficio 1 .75 ÷ 0. segnalazioni 1. Municipio (Rodevre). Le tramezze mobili garantiscono un buon isolamento acustico.95 ÷ 1. telefoni.

E.I. S.P.l.C. 304b Manuale dell’Architetto .r.UFFICI UNITÀ DI LAVORO 28 5 12 10 3 20 pannelli fonoassorbenti lampada riempimento betoncino leggero pavimento 2 320 trave maestra trave secondaria solaio in lamiera di accaio mobile condizionatore B C 1 2 3 4 5 A.

Carte d'uso facilmente accessibile. umidità ed insetti. può essere comunque suddiviso a seconda delle funzioni senza grandi svantaggi.UFFICI ARREDAMENTO VARIE SOLUZIONI DI ARREDAMENTO 50 5 70 5 90 50 50 150 130 40 70 70 70 sedia comune sedia girevole sedia girevole e scorrevole Da considerazioni fatte su dati statistici risulta che la dimensione modulare migliore per i palazzi per ufficio è compresa tra m 0. va protetto dalla polvere. A. più righe con passaggio alla spalle 100 90 scrivanie affiancate con schedario alla spalle 105 scrivanie affiancate con sedia sfalsate 145 scrivanie affiancate con sedie su stessa fila esempio di disposizione quando la struttura portante è interna 140 80 60 115 175 60 62 120 80 40 scaffali accoppiati con passaggi interni registratori con passaggi intermedi registratori accoppiati con passaggi intermedi Organizzazione dell'archivio Carte d'uso immediato. nel locale stesso di lavoro ma raccolto in mobili tra lo stesso ed il corridoio. distinto a ciascun impiegato. centralizzato.10 per persona. facilmente accessibile. offrendo nel contempo lapossibilità di un migliore sfruttamento dello spazio per ambienti di lavoro collettivo. incorporato nei mobili del posto di lavoro: max m² 0. 305 Manuale dell’Architetto .E.P. Archivio morto come il vivo. S.l.75 e 1.C.05 permettendo essatriplicata la composizione della migliore cellula unitaria. Archivio vivo. 55 75 70 scrivanie singole 80 75 scrivania con schedario alla spalle scrivania a schedario 95 50 85 scrivanie affiancate in.I. Le soluzioni di arredamento che seguono prescindono da un eventuale inserimento modulato ma offrono i minimi optimum delle varie funzioni.r. Può essere privo di aria e di luce.

a differenza di molte altre costruzioni del genere. preciso. Si sono previsti accessi separati a tre livellidifferenti: per i visitatori. Nelle figure a lato e seguenti sono rappresentate le più riuscite realizzazioni in questo senso. Le esigenze particolari e le abitudini locali costituiscono le premesse per uno studio di illuminazione razionale e perfettamente efficiente. uno sostituente motivo orizzontale. oltre a rendere più agevole il lavoro e ridurne il peso.UFFICI EDIFICI TORRE II problema dell'edificio a torre per uffici. La sempre più sentita necessità di spazi liberi.C. che consenta una riduzione dei tempi di costruzione. Si devono prevedere scale di sicurezza a tenuta di fumo. decisamente particolare. separato in tutto dall'elemento verticale destinato ad uffici. Per un buon risultato finale. ripetenti i vizi occasionali delle forme pianistiche di preesistenti isolati. Questi ultimi comprendono la zona destinata agli ascensori. che si potrà ottenere con un giusto impiego di materiali appropriati all'assorbimento. 306a Manuale dell’Architetto . L'ignorare i vincoli costituitisi casualmente. con piante senza sprechi assurdi di spazio. per il traffico e per il posteggio. è stata la premessa base di questa rivoluzione progettistica che ha abbandonato l'impostazione. richiederà uno studio particolarmente accurato al fine di proteggere gli abitanti di vari piani dai rumori esterni e dai rumori interni. nelle quote più vicine alla strada. le fondazioni risulteranno rilevantissime e consentiranno.l. La struttura essenziale è costituita da 4 piloni cavi alle estremità (che delimitano le zone destinate alle scale. ha portato verso la risoluzione di uno dei più sentiti problemi attuali: una maggiore comodità di traffico. Gli ascensori dovranno essere previsti a forte portata ed a grande velocità. ha oggi portato a dei risultati decisamente buoni al fine di un'architettura con orientamenti noncasuali. Gli impianti di fognatura dovranno tener conto della necessità di non gravare con forti pressioni sulle pareti di base.E.r. a quota sopraelevata di un piano nella parte centrale dell'edificio. precedentemente organizzato. offrendo la possibilità di procederecontemporaneamente all'elevazione della struttura e alla messa in opera degli impianti. Le costruzioni a torre. I movimenti delle persone impongono la dimensione dei piani di lavoro e lo spazio tra più ordini di tavoli. alimentati. di tracciati urbanistici ormai superati. L'isolamento dai rumori. meccanizzati ed alimentati da centrali indipendenti di energia. ai condottiverticali ed alle tubazioni di condizionamento) e da 4 piloni centrali aventi tra loro una portata esterna di m 24. ingressi di servizio e passaggi carrai che conducono ai collegamenti verticali. la possibilità di sosta per gli autoveicoli ed un facile arroccamento degli edifici importanti. con effetti volumetrici decisamente riusciti. e per il servizio a quota negativa di un piano al di sotto dell’ingresso del personale. se studiata con tutti i mezzi più all'avanguardia nel campo della tecnica. A. con la possibilità di un montaggio rapido. che portavano il progettista a soluzioni piantistiche difettose. Per ogni locale si dovrà progettare un impianto di spinkeratura a comando termostatico nell'eventualità di incendi. è questo edificio. L'accesso al fabbricato avviene attraverso uno o più atrii. L'illuminazione naturale è molto importante e ricercata anche se a volte la si deve compensare con quella artificiale opportunamente dosata e di entità il più possibile vicina a quellanaturale. per non perdere mai d'attualità malgrado 1'evoluzione costante dell’organismo che detta la distribuzione. per gli impiegati a quota 0. per la concezione strutturale e la stretta funzionalità di ogni sua parte. i collegamenti idrici generalmente con distribuzione a pioggia dai vari serbatoi. da pompe. Ogni edificio dovrà essere dotato di canne per immondizie e di appositi impianti di incenerimento in luogo. in edifici di questo tipo. facilmente accessibili comprese tra pareti resistenti agli attacchi del fuoco: si potranno prevedere anche scale esterne di sicurezza. lo sfruttamento di più piani ove potranno essere riuniti lecentrali degli impianti e. che costringevano a forme viziose ed inutili. di costruzioni massicce e retoriche. affrontano anni fa e sempre in continua evoluzione. Tutte le disposizioni costruttive devono permettere la facilità di adattamento necessaria. Data l'elevata concentrazione di carichi alla base. anche se l'ambiente è completamente condizionato e funzionante a luce artificiale. S. Tutte le reti di impianti dovranno essere adeguatamente progettate. La distanza tra i vari elementi del piano deve essere la minima possibile al fine di ottenere una soluzione chiara e compatta. nonostante il notevole onere che cornporta. dovranno consentire una regolazione della pressione uniforme alle varie utenze. studiate e risolte con la chiara visione d i tutti i problemi urbanistici ed umani.00 nella parte della portineria. l'impostazione piantistica deve basarsi sull'organigramma sempre variabile nel tempo. Importante a questo proposito lo studio accurato della modulazione della struttura che deve rispondere perfettamente alle necessità di lavoro.Sede Milano La più recente costruzione italiana in tema di edifici a torre. essendo una delle caratteristiche indispensabili degli edifici di questo tipo. e nel contempo la indispensabilità diconcentrare in determinate zone volumi imponenti da destinarsi ad uffici. rappresenta un ritorno alla vera architettura. per sopperire alle esigenze di rapidomovimento di forti concentrazioni di persone. alle scale di normale servizio ed ai gruppi di servizio generali che risultano totalmente accentrati ai piani tipo. con adeguato studio. definendo le zone di lavoro e dei servizi.I. L'impianto di condizionamento dovrà essere studiato con particolare cura. È costituito. Edificio Pirelli . con la costruzione di unità autonome di vera architettura. dei rivestimenti. Condizione essenziale alla pronta riuscita tecnica ed economica dell'edificio a torre è la struttura (scelta del tipo) generalmente metallica. per orientarsi invece verso soluzioni chiare assolutamente logiche e razionali.P. ampi parcheggi. consentendo un’assoluta flessibilità in tutte le porzioni adiacenti. agli ascensori di emergenza. in tanti anni confermata. da due corpi assolutamente indipendenti volumetricamente. La costruzione si fa all'intorno dei suoi abitanti sistemati preferibilmente nelle zone vicine alla facciata. allineate lungo le arterie delle città. la cui conoscenza è indispensabile al fine di un rapido procedere verso risultati sempre migliori.

r.E. A.I.l.Edificio sede Pirelli a Milano. B. la costruzione è delimitata via G.P. S. 306b Manuale dell’Architetto . planimetria della zona. B.da una vetrata totale collegata alle 9S di lato ed interessa le sole zone di vare l'ortogonalità con le facciate. 1. piano rialzato.UFFICI EDIFICI TORRE La maglia modulare quadrata è di cm differenziata in 3 settori cosi daconser. strutture. Pirelli via F. è All'esterno.C. Flizi piazza IV Novembre via Zezon piazza Duca d' Aosta via Vittor Pisani N stazione centrale A B C Fig. C piano tipo. lavoro con esclusione dei disimpegni. A.

..... superficie direzione..... superfici uffici........................ Sedi provinciali....... – La Filiale è la sede rappresentativa principale dellIstituto bancario in centri minori... sviluppo corriere c/c c/c passivi passivi c/c passivi c/c passivi c/c passivi c/c passivi cambiali titoli risparmi contab.... superficie sala pubblico. superficie direzione.. corridoi di ronda.... C. riscontro B DIREZIONE AGENZIA impieghi e operazioni diverse ragioneria depositi cassa contabilità riscontro C Fig......... locali di attesa e servizi.......... superficie sala pubblico.. Per una filiale posta in un cemento di 10000÷25000 abitanti... possono prevedersi nel modo seguente: Filiali... Le superfici orientative ed i dati sono: a) superficie totale e del pianterreno........... 2). superficie direzione. deve studiare in tutti i suoi particolari (v. è necessario prevedere locali da abirsi a 2 alloggi per famiglie del personale trasferito dalle sede principale.. direzione generale di banca..... superficie sala pubblico..... fig........... sportelli.......... ed è quasi sempre affiancata da Agenzie (v.. .. grande agenzia di A....... che comportano impostazioni diverse nello studio generale per un programma edilizio: a) agenzie di città risolvono la sola azione di b) filiali contatto tra pubblico e Banca c) sedi provinciali d) sedi centrali Per tutte valgono tre necessità di sicurezza: a) contro un gruppo di pochi grassatori: b) contro operazioni di scavo e traforo prolungato......... cassette di sicurezza.C. specializzati ispettorato studi provveditorato consulenza contenzioso ufficio copie corriere archivio biblioteca A vaglia assegni revisione tesoro DIREZIONE SEDE VICE DIREZIONE segreteria depositi cassette impieghi corrispondenti ragioneria cassa person. locali per condizionatori. b) superficie sala pubblico.. 1)....... fig. sportelli......I......... archivi (v... è necessario distinguere 4 categorie di impianti bancari. superficie cassette di sicurezza.....Le superfici medie necessarie ed clementi essenziali al piano terreno di una importante agenzia di città....... m² 250÷320 » 70÷100 » 100÷120 » 20÷40 » 40÷50 n° 6÷10 » 500÷1500 Si possono aggiungere m² 100÷150 di sotteraneo per locali corazzati e anticaveau..... superfici servizi....... superfici uffici... d) uffici a contatto del pubblico...... cassette di sicurezza. 3)..... Ogni edificio bancario deve rispondere ad esigenze di sicurezza ed aderire ad un suo specifico programma di funzionamento che il progettista...E......l.. fig... m² » » » » n° » 120÷160 30÷40 60÷80 15÷20 10÷220 6÷8 50÷300 Nell’edificio dove ha sede una Filiale. PROGRAMMA DI PROGETTO E SCHEMA DISTRIBUTIVI Dal punto di vista distributivo.... B. Per un agenzia periferica i dati divengono (v. a) b) c) d) e) f) g) superficie totale. le superfici ed i dati sono: a) b) c) d) e) f) g) h) superficie totale.. c) contro furti interni con scasso.. in collaborazione con il committente.........r.. 309 Manuale dell’Architetto ..... m² » » » » » n° m² 200÷250 35÷50 100÷120 20÷40 15÷20 35÷40 4÷8 50÷200 a) b) c) d) e) f) g) superficie totale.... Agenzie di città. che permetta il rapido e comodo movimento di pubblico e di impiegati.. superfici servizi e archivi...... c) sportelli........ CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE PRESIDENZA DIREZIONE GENERALE segreteria personale ragioneria affari bancari m² » n° m² 500÷700 150÷200 10÷15 250÷500 crediti organizzaz... sportelli.BANCHE FUNZIONE DELL'EDIFICIO Le funzioni di una Banca (operazioni finanziarie attive ed accessorie) sono molteplici ed esigono che per lo svolgimento di ciascuna. 4-5)... cassette di sicurezza......P.. . superfici uffici. con le loro necessità di disimpegni.................... venga studiata una organizzazione distributiva ben definita.... – In esse il servizio di sportello non è più preminente e diviene più importante l’organismo degli uffici sussidiari. superfici servizi.......... fig.......... sede di banca. 1 – Schemi di organizzazione A. S....

C. adulti Negozi di generi alimentari con sistemi di "self-service" a percorso obbligato. L'acquirente deve uscire attraverso la zona filtro delle tasse.l.NEGOZI .E. personale deposito cestini all'uscita 260÷300 vetrinette vetrine Banco frigorifero uscita acquirenti cassa deposito cestini uscita acquirenti deposito cestini uscita acquirenti 180÷200 220÷240 deposito cestini Pianta schematica di un supermercato 260÷300 40 Carrello portacestino per supermercati zona banchi frigorifero 70÷75 80 30 60 80 70 banco banco 120 200 banco banco Particolare dell'uscita degli acquirenti del supermercato A. w.60 abiti donna 95 mantelli corti 80÷85 30÷40 30÷40 30÷40 Banchi di esposizione tubo fluorescente può essere anche circoolare specchio 50 40 40÷50 40÷50 40 40 40 40 100÷110 120 160÷190 100÷120 A B 80÷85 40÷50 80÷85 vetrina esposizione 110÷120 SUPERMERCATI 80 40 magazzino generale ingresso merci 40 110÷120 Reggi abiti A. B. S. INTERASSI DIMOSTRATISI SODDISFACENTI NELLA PRATICA 60÷65 70÷90 60 270 60 70÷90 60-65 40÷70 60 70 95 150÷200 80÷85 abiti da sera mantelli lunghi 80÷85 170÷190 1.I.P.r. bambini. 110÷115 150÷180 150÷180 150÷180 150÷180 frutta e verdura 200 200 150÷180 deposito cestini pane pasta spogl. 313 Manuale dell’Architetto .SUPERMERCATI DATI PARTICOLARI DI PROGETTO: MISURE DISTANZE.EMPORI .c.

LUCE SOLARE 45°÷55 1. La plastica si comporta anche in questo caso come un perfetto «corpo nero».50 45°÷55 Il rinvio della luce solare si attenua molto quando i suoi raggi meno inclinati battono sulla parete di fondo della vetrina. Più CRISTALLO COLORATO recenti ricerche affermano che le donne costituiscono la maggioranza e che pertanto una linea di vista ad altezza media corretta di m 1.50 1.EMPORI . 3).5-3. Facendo passare acqua fredda nei tubi radianti si ottiene un raffreddamento dell'ambiente e si riesce così ad utilizzare il sistema anche nella stagione calda.C. L'ambiente si riscalda in un tempo relativamente breve. di parecchio inferiore a quello occorrente nel caso dei pannelli radianti a muro.r.INSEGNE LUMINOSE . è quello di usare i tubi radianti posti parallelamente ai tubi fluorescenti (v.5-4. li livello dell'occhio si avvicina maggiormente alla condizione reale.5 PROFILO SPECIALE IN PERSPEX 7 PERSPEX PERSPEX TUBO 12 FLUORESCENTE Insegne luminose inscatolate in lamiera e perspex Possono essere di tre tipi:inscatolato metallico con semplice o doppio tubo fluorescente a vista. tutte in perspex (B).50 può ritenersi più idonea. al di sopra del piano di vista dell'osservatore. come automobili e RIFLETTORE mobilio.60.5 L L 30 Dati di progetto H H L H 7 PERSPEX FERMATUBO TUBO 12 FLUORESCENTE Combinazione tra il sistema di illuminazione e quello diriscaldamento. Il cono visivo normale è di circa 60°÷30. fig. Questo fatto crea così del! macchie dovute alla interferenza fra raggi emessi dai tubi fluorescenti e quelli emessi dalle lampade a raggi infrarossi. la vetrina avrà uno zoccolo molto basso ed una superficie di mostra relativamente profonda.l.SUPERMERCATI VETRINE . Nel diagramma disegnato si è indicato un metodo per la determinaTAPPARELLE ALLA zione dei più favorevoli piani di vista per la disposizione degli oggetti nella mostra. Erroneamente si è stabilito il livello dell'occhio a m 1.E. Per gli zoccoli di varie altezze il piano di vista si troverà quale intersezione del pavimento con la linea di vista. La facilità di rimozione dei p4nnelli di plastica costituenti il soffitto sidimostra motto utile nel caso di avarie ai tubi. 1.5 2. basato sul principio che i corpi non metallici colpiti da raggi infrarossi si comportano come dei perfetti «corpi neri » (v.I. più alto diventa lo zoccolo e minore la profondità della vetrina. si scalda poco e restituisce circa il 94% dei raggi infrarossi che la colpiscono. Nel caso di oggetti di grandi dimensioni. 2). idem come sopra ma con inscatolato metallico coperto in perspex (A). Il sistema migliore e più economico nei caso di abbinamento dei sistemi di illuminazione e di riscaldamento. È VENEZIANA evidente che il retro della vetrina va posto abbastanza indietro rispetto a questo piano 220 per offrire un adeguato sfondo. S. CONDUTTORE 3. Vetrina tipo di un grande negozio o magazzino emporio ELEMENTI PER LA PROGETTAZIONE DELLE VETRINE TUBI FLUORESCENTI PANNELLI ANIDO D'APE RIMOVIBILI h MAX PRATICA DELLA VETRINA h MIN PRATICA DELLA VETRINA 30 30 245 190 105 90 60 SPAZIO MIN. in modo da porre gli oggetti più vicino all'occhio dell'osservatore. TIPO DI VETRINA SPORGENTE DALL'EDIFICIO TUBI FLUORESCENTI METALLO TAPPARELLA PANNELLI A NIDO D'APE RIMOVIBILI TUBO DI DRENAGGIO TUBO DI DRENAGGIO METALLO FORO D'AREAZIONE FORO D'AREAZIONE Tipo di vetrina sporgente dall'edificio A.in tutte le PAVIMENTO AD ELEMENTI RIMOVIBILI direzioni dal centro ottico.P.LUCI LAMPADE INCORPORATE NEL Elementi per la progettazione delle vetrine PLAFONE IN LEGNO In generale più piccoli sono gli oggetti che vanno messi in mostra.NEGOZI . È un sistema non molto economico e che presenta l'inconveniente di una non uniforme luminosità del soffitto poiché alcune delle radiazioni infrarosse appartengono alla parte visibile dello spettro. fig. 20-30 PER LUCI NASCOSTE LE LINEE VERTICALI DANNO I MIGLIORI PIANI DI VISTA PER LA MOSTRA DEGLI OGGETTI E' possibile fare scendere il piano mobile nell'interrato per l'allestimento della vetrina. 314a Manuale dell’Architetto .

Combinazione tra sistema di illuminazione e sistema di riscaldamento con tubi radianti. 2 .l.Combinazione tra sistema di illuminazione e sistema di riscaldamento con lampade a raggi infrarossi. S.r. 3 .E.P. 314b Manuale dell’Architetto . TUBI RADIANTI TUBO FLUORESCENTE SOFFITTO BIANCO INFRAROSSI ASSORBITI INFRAROSSI RIFRATTI Fig.I. A.I tubi fluoroscenti devono essere disposti paralleli alle ondulazioni della plastica onde evitare macchie oscure ed ombre LAMPADA A RAGGI INFRAROSSI SOFFITTO BIANCO TUBI FLUORESCENTI PLASTICA TRASLUCIDA Fig.EMPORI . 1 .C.80 L PLASTICA TRASLUCIDA TUBI FLUORESCENTI Fig.INSEGNE LUMINOSE .SUPERMERCATI VETRINE .LUCI 3/2L PER LUMINOSITA' DIFFUSA UNIFORMEMENTE SOFFITTO BIANCO RIFLESSIONE 0.NEGOZI .

I. Dai regolamenti edilizi non vengono considerate come scale e non bisogna quindi tenerne conto nel calcolo della larghezza necessaria minima per le scxale e della minima distanza tra le scale. Manovra a mano con pulsanti in alto od in basso od automatiche con cellule fotoelettriche (economia del 40÷50%). salita e discesa.C.P.r.E. 315 Manuale dell’Architetto .l. Sistema con una sola rampa interrotto Sistema parallelo. S.NEGOZI – EMPORI – SUPERMERCATI SCALE MECCANICHE Adatte per il trasporto ininterrotto di grandi masse di pubblico. interrotto Sistema continuo semplice aspirale 7000 130 865 72 2000 Sistema continuo doppio a spirale h 865 A FIANCO sviluppo della scala in pianta=h x 1735 Tabella per il calcolo della larghezza in funzione della portata cm 0 10 20 30 40 50 1185 4000 A A B C 4000 persone/ora 450 1306 1350 6000 persone/ora 600 1456 1500 8000 persone/ora 900 1776 1880 C B A Particolari dei gradini PIANTA SEZIONE A-A A.

. cm cm cm posti 19. B. S. fresagrumi. Macchina caffè a 2 gruppi 71 60 63 Questo valore. . . schema ad "U" multiplo. elevatissimo per ristoMacchina caffè a 3 gruppi 88 60 63 ranti di tipo economico come sono le Macchina caffè a 4 gruppi 112 60 63 tavole calde. frullino per frappè. a parità di tempo. Macinatore medio .E.88. . Macinatore grande .giornali Acciaio inox 35 35 Isolante 80 Serpentina raffreddamento 10 Raccolta condensa Zoccolo Sezione trasversale generica sul banco bar 10 120 25 100 40 80 100 25 40 60 Sezione sul banco di tipo a seggiolino di altezza media Sezione sul banco di tipo a seggiolino alto A. CUCINA 50 120 370 50 150 65 65 65 65 1240 Cucina B Cassa Cucina D A 30 35 45 180 30-40 80 80 Attaccapanni 110 120 50 120 120 110 50 Cassa Sezione trasversale schematica sul banco bar e banco di servizio 110 50 65 Attaccapanni Cassa Attaccapanni 65 Lavello Bottigliera Presa selz Cucina 120 50 130 50 110 50 120 120 120 50 Pianta di un tratto di banco bar C 110 E Attaccapanni Schemi tavole calde A.r. 85 20 50 Spazio per borse. . è giustificato dal fattore Macchina caffè a 6 gruppi Macinatore piccolo . D. schema lineare. .70x12.BAR . Gruppo multiplo (frullatore tritaghiaccio.TAVOLE CALDE BAR TAVOLE CALDE Dimensioni di massima di alcune apparecchiature per bar Superficie occorrente per la soluzione Lunghezza Larghezza Altezza lineare A: m 3.P. . .C. superficie/posto=m² 2. 316 Manuale dell’Architetto . schema a penisola con banco di servizio interno. . C.l. Tostapane . E. . .I. . può essere utilizzato tre volte. schema ad "U".40=m² 45. guanti. schema ad isola con cucina sottostante e montavivande. ecc. .40. . 160 17 22 21 20 60 26 29 38 34 63 55 62 67 21÷27 tempo: infatti la durata media della consumazione (∼ 20 minuti) è ridotta rispetto alla durata del pasto in ristorante di tipo tradizionale ( 60 mi∼ nuti):quindi ogni posto.

I. tel. w. S. guardaroba w. vedi: Manuale Industria Alberghiera . tel. Questo tipo di bussola. al piano terreno N. w. deve essere sempre affiancato da porta normale ad ante. T. w. 317 Manuale dell’Architetto . Schema di servizi sanitari.ALBERGHI PIANO TERRENO Schema distributivo generale Per divisione in categorie.B. percorso sotterraneo bagagli 18 2 A posta gancio chiave numero camera 20 A portiere facchino uff.r. cucine sala TV bar taverna hall sala feste scrittura lettura 195 bocche aria calda 280 ristorante collegamenti verticali ospiti e servizi atrio d'ingresso e servizi relativi 90 90 Schemi distributivi in un grande albergo di lusso Servizi orinatoi lavabi Atrio w. A-A 82 42 100 25 10 44 Dettaglio del casellario postale La numerazione inizia con la cifra indicativa del piano 20 e poi con quella della camera (101-102-103).c. R cm 230. A.c.30) può essere ripiegato e traslato. classificazione ecc. fiori tabacco giornali collegamenti verticali hall ristorante di servizio collegamenti sala feste lettura sale taverna bar verticali per ospiti sala TV scrittura colazione cabine telefoniche guardaroba gabinetti tabacchi giornali fiori portiere di notte 210 cassa Deposito vari 160 Esempio di bussola d'ingresso girevole con ante di sicurezza incassate Il gruppo rotante (m 2. guardaroba. malagevole per alcune.negozi ecc.C. Eventuali servizi di parrucchiere per signora e pedicure saranno sistemati preferibilmente tangenti al primo piano notte.C.I.l.Ed.c. 50 83 125 ≥ 110 ò70 ≤ 230 corsia 110 10 Sezione generica del banco portiere Ingombro di un centralino telefonico per 100 derivazioni Disposizione nel guardaroba L'apparato deve essere anche agevolmente accessibile nella Ogni metro lineare di banco può servire da 35 a 50 persone sua parte posteriore. toilette signore tel.E.c. Aggiungasi il casellario contraddistinto dalle lettere dell'alfabeto per la posta in giacenza. uomo parrucchiere Esempio di bussola d'ingresso in cristallo temperato Ingombro medio cm 180x280. tel. postale telefono telegrafo contabilità giornaliera ricevimento salotto bussola direzione bagagli i