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CENTRO COSPES – Novara

Dott.ssa Michela Rampinini

Una mamma fa un’esperienza che le fa capire un pochino più profondamente cosa vuol dire per suo figlio essere diventato preadolescente. Deve comprargli una camicia; come al suo solito va nel reparto dei ragazzi e cerca la camicia più grande, la prova e vede che gli sta piccola. Allora tutta fiera, gli dice: “Figlio mio sei proprio diventato un uomo!!” Va nel reparto uomini e prende la camicia più piccola, gliela prova, ed è enorme! Allora con una camicia in una mano e l’altra nell’altra, gli va davanti e dice: “Figlio mio, tu sei nel mezzo tra due età e … stai senza camicia!”

Nella letteratura scientifica emergono due criteri: da un lato il criterio cronologico, che pur con varie fluttuazioni da autore ad autore situa tale periodo tra i 10 e i 14 anni, dall'altro lato il criterio biologico, che pone come centrali le trasformazioni somatiche.

Altri autori sostengono che la preadolescenza non può essere descritta né in termini prettamente cronologici, né in termini di dipendenza dai fattori biologici, poiché essa appare caratterizzata da specificità psicologica. La nozione di «preadolescenza» risulta riduttiva, in quanto tende a presentare tale periodo evolutivo come anticipatore di un altro, mentre in realtà la preadolescenza non è un'età di transizione, ma piuttosto un'età «in transizione», connotata da suoi peculiari processi.

“Mia figlia passa un sacco di tempo allo specchio. E non le va bene niente, si lamenta per la pelle, il naso, le sopracciglia, il neo sotto il mento; di ogni stupidaggine fa una montagna. Non vorrei che ci fosse sotto qualche nevrosi...” “Mio figlio questa estate è cambiato, è diventato più alto, più grosso. I vestiti gli stanno stretti, le scarpe corte, insomma non ci sta più dentro. Diventerà come il babbo? Mi chiedo che effetto avrà su di lui questo cambiamento rapido. Cambierà anche il carattere?”

Tratto da forum online

LA PRIMA AREA DI CAMBIAMENTO

LA PRIMA AREA DI CAMBIAMENTO

Il quadro dei valori dell’ambiente diventa il riferimento della definizione di sé.

Dare per tempo le informazioni utili per una corretta interpretazione di ciò che sta avvenendo: per esempio, quelle che riguardano le differenze individuali nel ritmo di crescita e la temporaneità di certe diversità evidenti. Parlare con nostro figlio e cercare di scoprire qualche segreto cruccio che lo tormenta. Talvolta i ragazzi tengono per sé certe preoccupazioni e non le confidano neppure agli amici. Piccoli problemi possono diventare, ai loro occhi, una montagna che può condizionare la loro vita sociale e affettiva. Già il solo parlarne può riportare la cosa a proporzioni accettabili. Non sottovalutare l’importanza che i preadolescenti attribuiscono agli abiti, come mezzo per nascondere alcune particolarità del corpo che essi vivono come insoddisfacenti, o per metterne in risalto altre di cui sono contenti o fieri. Aiutare i ragazzi a distinguere tra difetti e pseudodifetti, ovvero semplici particolarità distintive (ad es. le lentiggini). Dovremmo anche far osservare che, nel valutare se stessi, è sempre importante fare un bilancio d’insieme, mettendo accanto ai difetti anche le qualità positive, sia del corpo che della mente

“Luca frequenta la seconda media. A scuola il suo rendimento è discreto, va meglio nelle materie letterarie, mentre in quelle scientifiche è un vero disastro (…) Pur essendo abbastanza autonomo, il problema è che è lentissimo nello svolgere i compiti, che quotidianamente finisce per l’ora di cena (se va tutto bene …)! Considerando che sta due pomeriggi a scuola, il tempo per svolgere il lavoro a casa è proprio poco (…) Con mia moglie abbiamo deciso di non mandare più Luca a basket: gli allenamenti praticamente occupano due pomeriggi, rendendo ancora più problematica l’organizzazione dei compiti! Al massimo riprenderà più avanti, quando sarà alle superiori e magari avrà imparato a velocizzarsi…” Tratto dal forum di www.professionepapa.it

LA PRIMA AREA DI CAMBIAMENTO

Lo sviluppo di abilità fisiche: Riconoscimento di abilità Soddisfazione che non riceve in altri ambiti Canalizza l’energia Favorisce un senso sociale di collaborazione e cooperazione Lo sport non deve essere vissuto come traguardo di prestazione Lo sport non deve essere sostituito da Tv e PC (30% di preadolescenti ci passa 3 ore…)

Come passi il tempo libero?

LA PRIMA AREA DI CAMBIAMENTO

Crescente richiesta di potersi bilanciare tra lo spazio familiare tra lo spazio familiare e quello extra-familiare. Distanziamento progressivo dall’ambiente familiare che, prima di manifestarsi come spostamento emotivo-affettivo e cognitivo, si manifesta come distanza spaziale e di movimento. Non ci sono rotture pesanti, piuttosto graduali richieste di ampliare l’ambiente di vita quotidiano (bisogno soddisfatto anche dall’attività sportiva). Il preadolescente soddisfa così il bisogno di esplorazione e di socializzazione, prendendo delle zone per sé, per conquistare gradualmente autonomia personale. Gli spazi fisici in cui il preadolescente si esprime sono la strada, la scuola, il campo sportivo, la piazza: segnano in modo graduale il passaggio dalla casa ad un ambiente completamente diverso, lo gratificano e non ledono il suo bisogno di sicurezza e protezione.

“Io credo che gli amici siano davvero delle colonne nella vita di ognuno di noi, ti sostengono in qualsiasi situazione, senza chiederti nulla in cambio. Quando ti senti sola, basta una chiamata (che a volte dura anche ore)xDxD!!”

“…questo fatto dell'amicizia, sì ti serve per passare il tempo, per divertirti! Fare delle cose, insieme, soprattutto uscire!!! E’ fondamentale! Puoi fare tutto con loro.”

Commenti tratti da www. answers.yahoo.com

LA SECONDA AREA DI CAMBIAMENTO Socializzazione, vita di gruppo e amicizia

Il gruppo risponde alle esigenze del preadolescente: bisogno di affermazione, di accettazione, di riconoscimento e di autonomia. Il preadolescente sperimenta così il progressivo distanziamento dal controllo parentale, anche se l’impiego del tempo libero è eterogestito. Si sperimenta in un momento in cui avverte il bisogno di uscire dall’ambito familiare, ma non è ancora sufficientemente sicuro per farlo.

LA SECONDA AREA DI CAMBIAMENTO Socializzazione, vita di gruppo e amicizia
Il preadolescente riconosce la funzione del gruppo: AREA DELL’ESPANSIONE SPAZIO MOTORIA “Mi aiuta a passare il tempo libero.” AREA DELLA SOCIALIZZAZIONE ORIZZONTALE “Mi mette in contatto con gli altri!” AREA DELLA PERCEZIONE DELLA CRESCITA “Mi aiuta a crescere”
(Dati emersi da una ricerca su ragazzi da 10 a 14 anni)

La figura dell’amico del cuore, come prolungamento della propria personalità: diventa un modello concreto, un confronto per costruire l’immagine di sé.

Ormai stiamo crescendo, fisicamente e psicologicamente. Il nostro corpo è cambiato, ed io sinceramente preferisco la mia situazione odierna rispetto a quella precedente, poiché sono diventato molto più alto rispetto a prima ed ho cambiato look, infatti prima portavo i capelli corti e abbassati ora invece preferisco portarli lunghi e con la cresta. Molte cose sono cambiate in questi ultimi periodi, almeno per me. Ho imparato a mettere fuori il mio vero carattere, ma nel farlo alcune volte mi capita di imitare qualcuno, e non mi sento a mio agio. In questa fase di vita tre punti si sono dimostrati per me rilevanti: l’Amicizia, la Famiglia, il Cuore, questi sono i tre punti importanti per un quattordicenne come me, almeno credo. Quale di questi punti è la cosa più importante? Non ne ho idea (…) Ci sono attività presso la scuola, extra-scolastiche, che si svolgono durante il pomeriggio che ci fanno divertire un mondo. La vita, fuori di scuola, ha come un altro aspetto: è come se dalla casa di Lucifero si arrivasse ai Giardini dell’Eden. Anche se spesso litighiamo con i nostri familiari, e ci viene voglia di mandarli a quel paese, e ad essere sincero mi è capitato diverse volte, loro sono gli unici che non ci tradiscono mai, che sono sempre pronti a tutto pur di aiutarci. Per questo io non sono capace di tenere il broncio per più di un paio di giorni. Un quasi adolescente, Mirko

Scaricato da www.skuola.it

LA TERZA AREA DI CAMBIAMENTO La crescente attenzione a sè

LA TERZA AREA DI CAMBIAMENTO La domanda di autonomia

LA TERZA AREA DI CAMBIAMENTO Nuova consapevolezza di sè

LA TERZA AREA DI CAMBIAMENTO Nuova consapevolezza di sè
Il preadolescente vive l’esperienza di sé attraverso l’esplorazione e la sperimentazione. La coscienza di sé è veicolata da 2 fattori:

ABBIAMO INDAGATO IL CAMBIAMENTO IN PREADOLESCENZA, COME VIENE ESPRESSO NELLE TRE AREE DI ESPERIENZA CHE I PREADOLESCENTI PREDILIGONO, IN SUCCESSIONE DI TEMPO.

De Pieri S., Tonolo G. (1990), Preadolescenza – Le crescite nascoste, Armando Editore De Pieri S. (1998), Il preadolescente di oggi, in AA.VV, Preadolescenti d’oggi, un’età ancora da valorizzare, Monografia Famiglia Oggi, Ed. San Paolo Leonelli Langer L., Campari E. La preadolescenza, in Maggiolini A., Pietropolli Charmet G. (2004), Manuale di Psicologia dell’adolescenza: compiti e conflitti, Franco Angeli Ferraroli L., Ferrero B., Delpiano M. (2001), Un piccolo adulto? Genitori ed educatori di fronte al preadolescente , Monti Editore Magnoni U., Venera A. (2009), Preadolescenza. Il diritto di abitare la terra di mezzo, Franco Angeli