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Verifica e progetto allo stato limite ultimo di pilastri in c.a.

a sezione rettangolare: un metodo semplificato
Aurelio Ghersi, Marco Muratore
Sommario
L’uso del metodo degli stati limite per la verifica ed il progetto di pilastri è diventato necessario per
il progettista strutturale, dopo l’emanazione della nuova norma sismica (Ordinanza 3274). In questo
lavoro gli autori affrontano in maniera approfondita il problema della pressoflessione, retta e devia-
ta, per sezioni rettangolari in c.a., mostrando come l’utilizzo del metodo degli stati limite consenta
l’adozione di formule di progetto e di verifica efficaci ed estremamente semplici.
Summary
The new Italian seismic code (Ordinanza 3274) imposes the use of limit state method in the design
and check of structural cross-sections. In the paper, the authors thoroughly examine the problem of
rectangular r.c. cross-sections subjected to eccentric axial force, pointing out the advantages of the
ultimate limit state approach, which allows the use of very simple and effective formulations.
Keywords
Verifica e progetto in zona sismica, cemento armato, pressoflessione retta e deviata.
Seismic check and design, reinforced concrete, eccentric axial force.
Introduzione
La maggior parte dei progettisti strutturali trova veramente familiare il metodo delle tensioni am-
missibili, ed è un po’ spaventata dalla novità e dalle apparenti complicazioni introdotte dal metodo
degli stati limite. In realtà, la “facilità” del metodo delle tensioni ammissibili non è dovuta solo alla
“abitudine all’uso” di tale metodo. Essa dipende infatti, soprattutto, dal fatto che, in tanti anni di uti-
lizzo, si sono scartati tutti gli aspetti complicati ma non essenziali e si è arrivati all’individuazione
di formule semplici per la verifica o il progetto di sezioni ed armature. Pian piano ciò sta avvenendo
anche per le verifiche allo stato limite ultimo e si può quindi affermare che, dal punto di vista com-
putazionale, queste verifiche non presentano particolari complicazioni rispetto a quanto si era soliti
fare nel passato.
L’unico caso in cui nell’ambito del metodo delle tensioni ammissibili non si è giunti a formule
di uso veramente immediato è quello della pressoflessione. Il dimensionamento dei pilastri di edifici
siti in zona sismica, tipico esempio di aste pressoinflesse, è in genere effettuato sulla base del solo
sforzo normale, scegliendo le dimensioni della sezione in maniera tale da avere una tensione media
adeguatamente bassa. La verifica andrebbe fatta determinando il nocciolo centrale d’inerzia della
sezione, per sapere se essa è tutta compressa o parzializzata, ed in questo secondo caso calcolando
la posizione dell’asse neutro con espressioni non proprio semplici. Più comunemente, per la verifica
ed il progetto delle armature si utilizzano domini di interazione, ovvero curve che rappresentano le
coppie M-N ammissibili (con riferimento alla pressoflessione retta). Essi vengono costruiti punto
per punto, a partire da diagrammi di tensioni che raggiungono il valore ammissibile del calcestruzzo
o dell’acciaio ad un estremo e presentano valori inferiori in tutto il resto della sezione. Per ciascuna
sezione vengono in genere tracciate più curve, corrispondenti a diverse quantità di armatura (Fig.

1).

-400
-300
-200
-100
0
100
200
300
400
kNm
-800 -400 0 400 800 1200 1600 2000 2400
kN
A
s
= 15 cm
2

A
s
= 0
5
10
M
N

Fig. 1. Dominio M-N per sezione 30×70 – metodo delle tensioni ammissibili
Anche operando allo stato limite ultimo è possibile determinare domini di interazione che rap-
presentano le coppie M-N limite (Fig.

2), cioè che corrispondono – in questo caso – a diagrammi di
deformazione che raggiungono ad un estremo il valore limite per il calcestruzzo o per l’acciaio e
presentano in tutto il resto della sezione valori inferiori. La forma di questi domini è però molto più
regolare e si presta, almeno per le sezioni rettangolari e circolari, ad essere rappresentata con rela-
zioni analitiche semplici.

-600
-450
-300
-150
0
150
300
450
600
kNm
-1200 -600 0 600 1200 1800 2400 3000 3600
kN
A
s
= 15 cm
2

A
s
= 0
5
10
M
N

Fig. 2. Dominio M-N per sezione 30×70 – stato limite ultimo
Ancor più problematica, dal punto di vista applicativo, è apparsa finora la pressoflessione de-
viata. Anche se, concettualmente, essa è solo una generalizzazione della pressoflessione retta, la
complicazione indotta dall’inclinazione dell’asse di sollecitazione e dell’asse neutro induce anche il
professionista o lo studioso più volenteroso a rinunciare all’effettuazione manuale della verifica. E,
contemporaneamente, la difficoltà di rappresentare nel piano domini dipendenti da tre variabili (lo
sforzo normale e le due componenti di momento) ha impedito la diffusione di curve di interazione
utilizzabili per la pressoflessione deviata. Anche per questo caso, però, la maggior regolarità dei
domini allo stato limite ultimo consente la formulazione di espressioni approssimate utilizzabili con
estrema facilità e con buona accuratezza.
Nei paragrafi che seguono viene innanzitutto richiamato, in maniera sintetica ma completa, il
procedimento generale che si utilizza per la costruzione dei domini limite. Vengono poi ricavate le
espressioni analitiche che forniscono i valori di M ed N corrispondenti ad alcuni punti significativi.
Viene infine mostrato come sia possibile sostituire al dominio reale una curva costituita da tratti
curvilinei e tratti lineari, con un errore minimo, pienamente accettabile ai fini progettuali. La sem-
plicità delle equazioni che descrivono le curve utilizzate consente di effettuare la verifica mediante
espressioni analitiche di immediato utilizzo e fornisce anche utili indicazioni per il progetto delle
armature.
A) Pressoflessione retta
Procedimento rigoroso per la costruzione del dominio limite
La curva di frontiera del dominio limite è l’insieme delle coppie M-N che corrispondono a dia-
grammi di deformazioni limite, cioè diagrammi di ε che raggiungono la deformazione massima del
materiale in un punto e non superano tale valore in nessun altro punto. Per il calcestruzzo si adotta
usualmente nel calcolo un legame costitutivo rappresentato da un tratto parabolico ed un tratto co-
stante (Fig.

3

a); per sezione parzializzata il limite alla deformazione è dato dal valore ε
cu
, pari a
3.5×10
-3
; nel caso di sezione tutta compressa il limite è invece costituito dal raggiungimento della
deformazione ε
c1
(pari a 2×10
-3
) in un punto situato a 3/7 dell’altezza, misurati dal bordo maggior-
mente compresso. Per l’acciaio il legame costitutivo presenta un tratto lineare ed un tratto costante
(Fig.

3

b); quest’ultimo veniva tradizionalmente interrotto in corrispondenza della deformazione ε
su

pari a 10×10
-3
, ma l’Eurocodice 2 consente di non porre limiti alla deformazione dell’acciaio (anche
perché il risultato – cioè il dominio limite – rimane sostanzialmente invariato).


ε
c1
=2×10
-3

0
α f
cd

0
σ
c

ε
cu
=3.5×10
-3

a) calcestruzzo


0
ε
y
ε
σ
s

f
yd

0
ε
su
=10×10
-3

b) acciaio

Fig.

3. Legame costitutivo di calcolo per calcestruzzo e acciaio
Uno degli infiniti diagrammi limite è mostrato nella figura 4

a. Utilizzando i legami costitutivi
dei materiali, dai valori della deformazione si può risalire in maniera univoca ai valori delle tensioni
in calcestruzzo e acciaio, σ
c
e σ
s
, ottenendo i diagrammi mostrati nella figura 4

b. Note le tensioni,
si possono ricavare i valori di N ed M dalla loro definizione stessa
s c
acc
s s
cls
c c
N N dA dA N + = σ + σ =
∫ ∫

s c
acc
s s
cls
c c
M M dA y dA y M + = σ + σ =
∫ ∫

(1)
Nelle espressioni si è evidenziato in maniera distinta il contributo del calcestruzzo e dell’armatura.
Si noti che, nonostante la non linearità dei legami costitutivi, il contributo dell’armatura varia con
legge lineare con A
s
se tutta l’armatura viene incrementata proporzionalmente.

d
A
s

b
x
n
A′
s

a) deformazioni ε
ε
cu

ε
yd
ε
yd

0
b) tensioni σ
cls acc
ε′
s

ε
s

h
c
α f
cd
f
yd

σ
s

σ′
s

f
yd


Fig.

4. Diagramma limite di deformazioni e corrispondenti diagrammi di tensione
Determinazione dei punti più significativi del dominio limite
Per rappresentare il dominio limite è essenziale individuare i valori M ed N corrispondenti ad alcuni
punti particolarmente rilevanti. Coerentemente con le applicazioni usuali nei pilastri di forma ret-
tangolare, si assume che l’armatura sia simmetrica, cioè che A
s
= A′
s
; si considera positivo uno sfor-
zo normale di compressione, negativo uno di trazione. È immediato determinare lo sforzo normale
corrispondente a trazione pura (dato dal solo contributo delle armature)
yd s
f A N 2 − = (2)
e quello corrispondente a compressione pura (dato dal contributo del calcestruzzo e delle armature)
yd s cd
f A f h b N 2 + α = (3)
Un’altra coppia fondamentale è quella fornita dal valore massimo del momento flettente che
può essere sopportato dalla sezione e dal corrispondente valore dello sforzo normale. Si può ipotiz-
zare – a patto di verificare alla fine se l’ipotesi è corretta – che il massimo momento flettente sia
raggiunto per un diagramma di ε analogo a quello mostrato nella figura 4, in cui entrambe le arma-
ture sono snervate (quella superiore a compressione, quella inferiore a trazione). La risultante delle
tensioni nel calcestruzzo vale N
c
= β b x α f
cd
, con β = 17/21 ≅ 0.810, ed è posizionata ad una di-
stanza κ x dal bordo superiore, con κ = 99/238 ≅ 0.416. La risultante delle tensioni nelle armature
inferiori e superiori vale N
s
= N′
s
= A
s
f
yd
. Le corrispondenti caratteristiche della sollecitazione sono
quindi
cd s s c
f x b N N N N α β = − ′ + =
|
.
|

\
|
− + |
.
|

\
|
κ − α β = |
.
|

\
|
− ′ + |
.
|

\
|
− + |
.
|

\
|
κ − = c
h
f A x
h
f x b c
h
N c
h
N x
h
N M
yd s cd s s c
2
2
2 2 2 2

(4)
Sia lo sforzo normale che il momento flettente dipendono dalla distanza x dell’asse neutro dal bordo
compresso. Il momento flettente raggiunge il massimo quando la sua derivata rispetto ad x si annul-
la. Si ha quindi
0 2
2
0 = |
.
|

\
|
κ − α β ⇒ = x
h
f b
dx
dM
cd

e quindi
h h
h
x 60 . 0
198
119
4
≅ =
κ
= (5)
Sostituendo il valore di x nelle espressioni di N ed M si ottiene
cd
f h b N α
κ
β
=
4

yd s cd
f c h A f h b M ) 2 (
16
2
− + α
κ
β
=
(6)
ovvero
cd cd
f h b f h b N α ≅ α = 48 . 0
594
289

yd s cd yd s cd
f c h A f h b f c h A f h b M ) 2 ( 12 . 0 ) 2 (
2376
289
2 2
− + α ≅ − + α =
(6’)
Si può, infine, facilmente controllare che per tale posizione dell’asse neutro le armature sono
entrambe snervate a condizione che sia
h c
cu
yd
|
|
.
|

\
|
ε
ε
− ≤
198
119
198
79
(7)
ovvero per c ≤ 0.0873 h se si usa un acciaio FeB44k e per c ≤ 0.127 h se si usa un acciaio FeB38k.
L’ipotesi fatta è quindi usualmente verificata per un pilastro rettangolare orientato in modo da avere
inerzia massima, mentre può non esserlo quando esso è sollecitato nel piano di inerzia minima.
L’errore che si commette in quest’ultimo caso è comunque molto modesto.
Rappresentazione approssimata del dominio limite
Manipolando le espressioni (4), e più precisamente ricavando dalla prima equazione la x in funzione
di N e sostituendo nella seconda, si nota che M dipende da N mediante una relazione quadratica
yd s
cd
f c h A N
f b
h
N M ) 2 (
2
− +
|
|
.
|

\
|
α β
κ
− = (8)
e quindi che il dominio M-N è, almeno per un tratto, parabolico. Si noti che in assenza di armatura
ciò vale finché la sezione è parzializzata, cioè per oltre l’80% della curva. La presenza di armatura
comporta la traslazione della curva di una quantità linearmente proporzionale ad A
s
, ma ne restringe
la validità ai casi in cui l’armatura è tutta snervata, cioè all’incirca tra un valore di N prossimo allo
zero ed il punto di massimo (tratti più marcati, in Fig.

5).

M
N
A
s

A
s
= 0
M
c,Rd
N
c,Rd
N
s,Rd

cd Rd c
f h b M α =
2
,
2376
289


( )
yd s Rd s
f c h A M 2
,
− =


yd s Rd s
f A N 2
,
=

cd Rd c
f h b N α =
594
289
,

M
s,Rd
tratti parabolici
punto di massimo

Fig.

5. Valori base per la costruzione del dominio limite M-N
Partendo da questa considerazione analitica, oltre che da un esame visivo del dominio, si può
ritenere che la curva che delimita il dominio limite M-N possa considerarsi costituita da tre tratti:
− un tratto lineare, per valori dello sforzo normale negativi (cioè di trazione);
− un tratto parabolico, per valori dello sforzo normale di compressione, compresi tra 0 e lo sforzo
normale corrispondente al punto di massimo;
− un tratto con esponente dipendente dalla quantità di armatura (parabolico per solo calcestruzzo,
ma via via più prossimo al lineare al crescere dell’armatura) per valori dello sforzo normale di
compressione superiori a quello corrispondente al punto di massimo.
L’equazione dei tre tratti può essere espressa in funzione di valori già definiti nel paragrafo prece-
dente, che si indicheranno con i seguenti simboli:
cd Rd c
f h b N α =
594
289
,

yd s Rd s
f A N 2
,
=
cd Rd c
f h b M α =
2
,
2376
289

yd s Rd s
f c h A M ) 2 (
,
− =
(9)
La relazione tra momento limite M
Rd
e sforzo normale limite N
Rd
può essere espressa mediante le
relazioni seguenti
− per N
Rd
minore di 0 (tensoflessione)
|
|
.
|

\
|
+ =
Rd s
Rd
Rd s Rd
N
N
M M
,
,
1 (10 a)
− per N
Rd
compreso tra 0 e N
c,Rd

Rd s
Rd c
Rd c Rd
Rd c Rd
M
N
N N
M M
,
2
,
,
,
1 +
(
(
¸
(

¸

|
|
.
|

\
| −
− = (10 b)
− per N
Rd
maggiore di N
c,Rd

(
(
¸
(

¸

+

− + =
n
Rd s Rd c
Rd c Rd
Rd s Rd c Rd
N N
N N
M M M
, ,
,
, ,
1 ) ( con
2
, ,
,
1
|
|
.
|

\
|
+
+ =
Rd s Rd c
Rd c
N N
N
n (10 c)
La figura 6 riporta nella parte superiore, con linea più marcata, le curve corrispondenti a tali equa-
zioni, mostrando l’ottima rispondenza con le curve ottenute in maniera rigorosa.
Un’alternativa, meno precisa ma ancora pienamente accettabile, consiste nel considerare
un’unica curva con esponente dipendente dalla quantità di armatura (parabolica per solo calcestruz-
zo, ma via via più prossima al lineare al crescere dell’armatura), utilizzando per tutti i valori di N
l’espressione
(
(
¸
(

¸

+

− + =
m
Rd s Rd c
Rd c Rd
Rd s Rd c Rd
N N
N N
M M M
, ,
,
, ,
1 ) ( con
|
|
.
|

\
|
+
+ =
Rd s Rd c
Rd c
N N
N
m
, ,
,
1 (11)
La figura 6 riporta nella parte inferiore, con linea più marcata, la curva corrispondente a tale
equazione. Si può notare che essa è leggermente a vantaggio di sicurezza nel caso di sezione com-
pressa con sforzo normale inferiore ad N
c,Rd
, situazione nella quale ricadono frequentemente i pila-
stri progettati per sopportare l’azione sismica.

-600
-450
-300
-150
0
150
300
450
600
kNm
-1200 -600 0 600 1200 1800 2400 3000 3600
kN
A
s
= 15 cm
2

A
s
= 0
5
10
M
N
rigorosa
approssimata
eq. (10)
approssimata
eq. (11)


Fig.

6. Dominio M-N per sezione 30×70 allo stato limite ultimo, esatto e approssimato
Verifica e progetto a pressoflessione retta
Verifica
La verifica a pressoflessione retta può essere facilmente effettuata utilizzando le espressioni riporta-
te nel paragrafo precedente. Essa richiede preliminarmente la determinazione dei valori base di rife-
rimento N
c,Rd
, M
c,Rd
, N
s,Rd
e M
s,Rd
, mediante le espressioni (9). Si può quindi ricavare dalle espres-
sioni (10) o (11) il massimo momento che può essere sopportato dalla sezione, in funzione dello
sforzo normale agente, e confrontarlo con quello sollecitante. In maniera del tutto equivalente, la
verifica può essere condotta utilizzando le seguenti disequazioni (nelle quali il momento sollecitante
M
Sd
è considerato sempre col segno positivo, data la simmetria del dominio rispetto all’asse delle
ascisse)
− per N
Sd
minore di 0 (tensoflessione)
1
, ,
≤ −
Rd s
Sd
Rd s
Sd
N
N
M
M
(12 a)
− per N
Sd
compreso tra 0 e N
c,Rd

1
2
,
,
,
,

|
|
.
|

\
| −
+

Rd c
Rd c Sd
Rd c
Rd s Sd
N
N N
M
M M
(12 b)
− per N
Sd
superiore a N
c,Rd

1
, ,
,
, ,

+

+
+
n
Rd s Rd c
Rd c Sd
Rd s Rd c
Sd
N N
N N
M M
M
con
2
, ,
,
1
|
|
.
|

\
|
+
+ =
Rd s Rd c
Rd c
N N
N
n (12 c)
o, in alternativa, per qualsiasi valore di N
Sd

1
, ,
,
, ,

+

+
+
m
Rd s Rd c
Rd c Sd
Rd s Rd c
Sd
N N
N N
M M
M
con
|
|
.
|

\
|
+
+ =
Rd s Rd c
Rd c
N N
N
m
, ,
,
1 (13)
Progetto della sezione
Le espressioni (10) possono essere trasformate in formule per il progetto della sezione, riottenendo
la nota relazione, valida per la flessione semplice, che consente di definire la sezione in funzione del
momento flettente agente
b
M
r d = (14)
Il coefficiente r è in questo caso dipendente dallo sforzo normale adimensionalizzato ν

=

N
Sd
/

2

N
c,Rd

e della percentuale geometrica di armatura che si vuole disporre ρ = A
s
/ b h, oltre che dalle caratte-
ristiche dei materiali. I valori di r riportati in Tabella 1, ottenuti con le espressioni descritte in Ap-
pendice, sono validi se le dimensioni della sezione sono espresse in metri ed il momento flettente in
kNm (dovrebbero essere moltiplicati per 10 se si usasse il sistema tecnico esprimendo le dimensioni
in cm ed il momento flettente in kg cm).
Tabella 1. Valori di r per calcestruzzo di classe R
ck
= 25 MPa, acciaio FeB44k, c/h = 0.1
ν ρ=0 ρ=0.002 ρ=0.004 ρ=0.006 ρ=0.008 ρ=0.010
0.0 - 0.0368 0.0260 0.0212 0.0184 0.0165
0.1 0.0410 0.0274 0.0220 0.0189 0.0168 0.0153
0.2 0.0307 0.0236 0.0199 0.0175 0.0158 0.0145
0.3 0.0268 0.0217 0.0187 0.0167 0.0152 0.0140
0.4 0.0251 0.0207 0.0181 0.0162 0.0148 0.0138
0.5 0.0246 0.0204 0.0179 0.0161 0.0147 0.0137
0.6 0.0251 0.0210 0.0184 0.0165 0.0152 0.0141
0.7 0.0268 0.0222 0.0193 0.0173 0.0158 0.0146
0.8 0.0307 0.0243 0.0208 0.0184 0.0166 0.0153
0.9 0.0410 0.0281 0.0229 0.0198 0.0177 0.0161
1.0 - 0.0357 0.0262 0.0218 0.0190 0.0171
Progetto dell’armatura
L’espressione (10 b), che rappresenta l’andamento del secondo tratto (una parabola, traslata paralle-
lamente in funzione della quantità di armatura) consente di ottenere anche delle semplici formule
per il progetto dell’armatura. Basta infatti calcolare il momento che deve essere affidato alle arma-
ture
(
(
¸
(

¸

|
|
.
|

\
| −
− − =
2
,
,
, ,
1
Rd c
Rd c Sd
Rd c Sd red Sd
N
N N
M M M (15)
e ricavare l’armatura necessaria per portare tale momento
yd
red Sd
s
f z
M
A
,
= (16)
nella quale z è il braccio della coppia interna costituita dalle armature, pari ad h – 2 c (ma, volendo,
si può utilizzare ancora, con buona approssimazione, l’espressione z ≅ 0.9 d, consueta nella flessio-
ne semplice). Questa formula di progetto è valida, a rigore, solo per N
Sd
compreso tra 0 e N
c,Rd
, ma
può fornire un utile riferimento anche al di là di tale intervallo, notando che essa è cautelativa per la
tensoflessione, a svantaggio di sicurezza per forte compressione.
B) Pressoflessione deviata
Costruzione del dominio limite
Il procedimento per la costruzione del dominio limite M
y
-M
z
-N ricalca concettualmente quello già
descritto per la pressoflessione retta, ma si presenta notevolmente più complicato a causa della pos-
sibile inclinazione dell’asse neutro. Dal punto di vista geometrico, inoltre, occorre tenere presente
che le armature sono disposte lungo tutti i quattro lati della sezione rettangolare (nella pressofles-
sione retta si considerano, di solito, solo le armature su due lati). A rigore, bisognerebbe tener conto
della posizione di ciascuna barra, ma è ugualmente accettabile (e più semplice) ipotizzare che l’ar-
matura sia disposta uniformemente lungo ciascun lato, purché si mantenga l’indipendenza tra la
quantità di armatura disposta nei lati paralleli a z, A
sz
, e in quelli paralleli a y, A
sy
(Fig.

7).

d
A
sz

b
x
n
a) deformazioni ε
ε
cu

ε
yd

ε
yd

0
cls acc
b) tensioni σ
h
c
α f
cd

f
yd

f
yd

A
sz

α
A
sy

A
sy

z
y

Fig.

7. Diagramma limite di deformazioni e diagrammi di tensione per pressoflessione deviata
Un generico diagramma limite di deformazione (Fig.

7

a) è individuato dall’inclinazione α del-
l’asse neutro e, se la sezione è parzializzata, dalla sua distanza x dallo spigolo compresso (o, se la
sezione è tutta compressa, dalla deformazione nello spigolo compresso). Utilizzando i legami costi-
tutivi dei materiali si possono ricavare i valori delle tensioni (Fig.

7

b) e quindi le caratteristiche del-
la sollecitazione
s c
acc
s s
cls
c c
N N dA dA N + = σ + σ =
∫ ∫

sz y sy y c y
z acc
s s
y acc
s s
cls
c c y
M M M dA z dA z dA z M
, , ,
, ,
+ + = σ − σ − σ − =
∫ ∫ ∫

sz z sy z c z
z acc
s s
y acc
s s
cls
c c z
M M M dA y dA y dA y M
, , ,
, ,
+ + = σ + σ + σ =
∫ ∫ ∫

(17)
Facendo variare con continuità i due parametri si ottengono le infinite triplette che descrivono il
dominio (Fig.

8

a). Si può notare che la frontiera del dominio ha un andamento marcatamente con-
vesso, a differenza di quello approssimativamente lineare o addirittura concavo che si riscontra nei
domini alle tensioni ammissibili (Fig.

8

b).

M
y

N
M
z

a)


M
y

N
M
z

b)

Fig.

8. Dominio M
y
-M
z
-N per pressoflessione deviata:
a) stato limite ultimo; b) tensioni ammissibili
Andamento rigoroso e rappresentazione approssimata delle sezioni del dominio
I classici domini limite per pressoflessione retta non sono altro che sezioni del dominio tridimensio-
nale nei piani M
y
-N o M
z
-N (a meno dell’approssimazione dovuta al considerare l’armatura solo su
due lati). Per una migliore comprensione del reale andamento del dominio occorre prendere in esa-
me le sezioni trasversali del dominio, parallele al piano M
y
-M
z
(Fig.

9

a).


Rd c
N
N
,
2
= ν
M
z

M
y

ν

=

0.5
ν

=

0.25
ν

=

0
ν

=

0.75
ν

=

1
ν

=

−0.25
a)

1.0
2.0
p = q
ν = -0.5 0.0 0.5 1.0 1.5
b)

Fig.

9. Relazione tra M
z
e M
y
per diversi valori di N (sezione 30×70, A
sz
=

15 cm
2
, A
sy
=

6 cm
2
)
La curva che rappresenta la sezione del dominio per un assegnato valore di N può essere ben
approssimata, in funzione dei momenti resistenti M
z,Rd
e M
y,Rd
calcolati (in corrispondenza di N) per
pressoflessione retta, mediante la relazione
1
, ,
=
|
|
.
|

\
|
+
|
|
.
|

\
|
q
Rd y
y
p
Rd z
z
M
M
M
M
(18)
con una opportuna scelta degli esponenti p e q. I risultati ottenuti dagli autori per un’ampia gamma
di sezioni ed armature mostrano che il valore minimo dell’esponente (1.4÷1.5) deve essere utilizza-
to in corrispondenza dello sforzo normale che rende massimo il momento flettente (N
Sd
= N
c,Rd
, ov-
vero ν=0.5). L’esponente cresce al diminuire di N, arrivando a valori superiori a 2 per sforzi norma-
li negativi, ed anche, ma in misura minore, all’aumentare di N (Fig.

9

b). Si suggerisce pertanto di
utilizzare, in via cautelativa, l’esponente 1.5 per qualsiasi valore dello sforzo normale.
Contributo dell’armatura “secondaria” nella pressoflessione retta
L’espressione (18) può diventare un agevole strumento per la verifica a pressoflessione deviata se
ad essa si accoppiano le relazioni che forniscono – per pressoflessione retta – il momento resistente
in funzione dello sforzo normale. Nel valutare questo occorre però, per una maggiore precisione,
tener presente anche il contributo dell’armatura “secondaria”, disposta ortogonalmente all’asse neu-
tro. Questa armatura contribuisce pienamente alla resistenza a sforzo assiale, ma dà un contributo
minore alla resistenza a flessione sia per il minor braccio che per il fatto di essere, almeno in parte,
in campo elastico. L’andamento del dominio resistente (Fig.

10) è approssimativamente parabolico
in assenza di armatura “principale” e raggiunge il massimo sempre in corrispondenza ad uno sforzo
normale N
c,Rd
. Si può quindi ancora ritenere che la curva che delimita il dominio limite M-N sia co-
stituita da tre tratti:
− un tratto lineare, per valori dello sforzo normale inferiori a −N
sy,Rd
(trazione che può essere porta-
ta dalle armature secondarie);
− un tratto parabolico, per valori dello sforzo normale di compressione, compresi tra −N
sy,Rd
e N
c,Rd
;
− un tratto con esponente dipendente dalla quantità di armatura (parabolico in assenza di armatura
principale, ma via via più prossimo al lineare al crescere di tale armatura) per valori dello sforzo
normale di compressione superiori a quello corrispondente al punto di massimo.

-600
-450
-300
-150
0
150
300
450
600
kNm
-1200 -600 0 600 1200 1800 2400 3000 3600
A
sz
= 0, A
sy
= 6 cm
2

A
s
= 0
M
N
rigorosa
approssimata
eq. (20)
approssimata
eq. (21)
-1800 4200
kN
A
sz
= 15 cm
2
, A
sy
= 6 cm
2

A
sz
= 15 cm
2
, A
sy
= 0

Fig.

10. Dominio M-N per pressoflessione retta, con armature su tutti i lati (sezione 30×70)
L’equazione dei tre tratti può essere espressa in funzione dei valori, che si indicano con i seguenti
simboli:
cd Rd c
f h b N α =
594
289
,

yd sz Rd sz
f A N 2
,
=

yd sy Rd sy
f A N 2
,
=
cd Rd c
f h b M α =
2
,
2376
289

yd sz Rd sz
f c h A M ) 2 (
,
− =
yd sy Rd sy
f c h A k M ) 2 (
,
− = assumendo k

=

0.4
(19)
La relazione tra momento limite M
Rd
e sforzo normale limite N
Rd
può essere espressa mediante le
relazioni seguenti, che sono una generalizzazione delle (10)
− per
Rd sy Rd
N N
,
− <
|
|
.
|

\
| +
+ =
Rd sz
Rd sy Rd
Rd sz Rd
N
N N
M M
,
,
,
1 (20 a)
− per
Rd c Rd Rd sy
N N N
, ,
≤ ≤ −
Rd sz
Rd sy Rd c
Rd c Rd
Rd sy Rd c Rd
M
N N
N N
M M M
,
2
, ,
,
, ,
1 ) ( +
(
(
¸
(

¸

|
|
.
|

\
|
+

− + = (20 b)
− per
Rd c Rd
N N
,
>
(
(
¸
(

¸

+ +

− + + =
n
Rd sy Rd sz Rd c
Rd c Rd
Rd sy Rd sz Rd c Rd
N N N
N N
M M M M
, , ,
,
, , ,
1 ) (
con
2
, , ,
, ,
1
|
|
.
|

\
|
+ +
+
+ =
Rd sy Rd sz Rd c
Rd sy Rd c
N N N
N N
n (20 c)
In alternativa, si può utilizzare per tutti i valori di N l’espressione, ottenuta come generalizzazione
della (11)
(
(
¸
(

¸

+ +

− + + =
m
Rd sy Rd sz Rd c
Rd c Rd
Rd sy Rd sz Rd c Rd
N N N
N N
M M M M
, , ,
,
, , ,
1 ) (
con
|
|
.
|

\
|
+ +
+
+ =
Rd sy Rd sz Rd c
Rd sy Rd c
N N N
N N
m
, , ,
, ,
1 (21)
Verifica e progetto a pressoflessione deviata
Verifica
La verifica a pressoflessione deviata può essere facilmente effettuata determinando preliminarmente
mediante le espressioni (20) oppure (21) i momenti resistenti M
z,Rd
e M
y,Rd
corrispondenti allo sforzo
normale agente (le stesse espressioni valgono per entrambi i momenti, purché si scambi b con h e y
con z) e verificando quindi la disequazione
1
5 . 1
,
,
5 . 1
,
,

|
|
.
|

\
|
+
|
|
.
|

\
|
Rd y
Sd y
Rd z
Sd z
M
M
M
M
(22)
Progetto della sezione e dell’armatura
Nella maggior parte dei casi reali le sezioni rettangolari non sono soggette contemporaneamente a
forti momenti rispetto ad entrambi gli assi. Ad esempio, la nuova norma sismica italiana richiede di
considerare l’effetto del sisma agente in una direzione più il 30% del sisma nella direzione ortogo-
nale. Si può facilmente controllare dalla (22) che per M
y,Sd
= 0.3 M
y,Rd
il massimo momento M
z
che
può essere sopportato dalla sezione è pari a 0.89 M
z,Rd
. La presenza della componente trasversale ri-
duce la capacità portante della sezione di circa un 10%, ma tale riduzione è compensata, spesso am-
piamente, dal contributo delle armature secondarie che in genere viene trascurato.
Si consiglia quindi di progettare la sezione e l’armatura a pressoflessione retta, usando rispetti-
vamente le espressioni (14) e (16), cioè senza tener conto né del contributo peggiorativo del mo-
mento trasversale né dell’incremento di resistenza fornito dall’armatura secondaria. La correttezza
di tale dimensionamento andrà infine verificata mediante la (22).
Conclusioni
La lunga trattazione della pressoflessione retta e deviata, qui riportata, porta a conclusioni estrema-
mente semplici dal punto di vista operativo. Si è mostrato, infatti, che il progetto di una sezione
soggetta a pressoflessione retta può essere effettuato in maniera analoga a quanto si fa usualmente
per la flessione semplice. La verifica può essere condotta, con ottima approssimazione, con formule
di immediata applicazione. E, per quanto riguarda la pressoflessione deviata, si è mostrato che il
progetto può essere effettuato con riferimento alla pressoflessione retta, mentre la verifica si ricon-
duce al controllo di una semplice disequazione.
Bibliografia
1. Eurocodice 2. Progettazione delle strutture di calcestruzzo. Parte 1-1: Regole generali e regole
per gli edifici, ENV 1992-1-1.
2. A. Ghersi, Tecnica delle costruzioni. Il cemento armato, CUEN, Napoli, 1998.
3. M.G. Sfakianakis, Biaxial bending with axial force of reinforced, composite and repaired con-
crete sections of arbitrary shape by fiber model and computer graphics, Advances in Engineer-
ing Software, 33, 227-242, 2002.
4. Ordinanza 3274. Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del
territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica, 2003.
5. A. Ghersi, M. Muratore, Calibrazione di una formulazione semplificata per la verifica a presso-
flessione deviata allo S.L.U. di sezioni rettangolari in c.a., Convegno CTE, 2004 (in preparazio-
ne).
6. A. Ghersi, Cemento armato. Tensioni ammissibili e stati limite: un approccio unitario, Flacco-
vio, 2004 (in preparazione).
Appendice
Effettuando le seguenti posizioni
h b
A
s
= ρ
h
c
= γ
Rd c
Sd
N
N
,
2
= ν
cd
yd
Rd c
Rd s
s
f
f
N
N
α
ρ
= = ν
594 / 289 2
,
,

cd
yd
Rd c
Rd s
s
f
f
M
M
α
ρ γ −
= = µ
2376 / 289
) 2 1 (
,
,

le (10) diventano
− per ν minore di 0 (tensoflessione)
2
1
2376
289
h b f M
cd
s
s Rd
α
|
|
.
|

\
|
ν
ν
+ µ =
− per ν compreso tra 0 e 0.5
| |
2 2
) 1 2 ( 1
2376
289
h b f M
cd s Rd
α − ν − µ + =
− per ν maggiore di 0.5
2
2 1
1 2
1 ) 1 (
2376
289
h b f M
cd
n
s
s Rd
α
(
(
¸
(

¸

|
|
.
|

\
|
ν +
− ν
− µ + = con
2
2 1
1
1
|
|
.
|

\
|
ν +
+ =
s
n
ed essendo
2
2
2
) 1 ( γ −
=
d
h si ha
− per 0 < ν
2
) 1 (
1
2376
289
1
γ −
α
|
|
.
|

\
|
ν
ν
+ µ
=
cd
s
s
f
r
− per 5 . 0 0 ≤ ν ≤
| |
2
2
) 1 (
) 1 2 ( 1
2376
289
1
γ −
α
− ν − µ +
=
cd
s
f
r
− per 5 . 0 > ν
2
) 1 ( 2 1
1 2
1 ) 1 (
2376
289
1
γ −
α
(
(
¸
(

¸

|
|
.
|

\
|
ν +
− ν
− µ +
=
cd
n
s
s
f
r con
2
2 1
1
1
|
|
.
|

\
|
ν +
+ =
s
n

pienamente accettabile ai fini progettuali. La semplicità delle equazioni che descrivono le curve utilizzate consente di effettuare la verifica mediante . ad essere rappresentata con relazioni analitiche semplici. cioè che corrispondono – in questo caso – a diagrammi di deformazione che raggiungono ad un estremo il valore limite per il calcestruzzo o per l’acciaio e presentano in tutto il resto della sezione valori inferiori. Anche se. con un errore minimo. Viene infine mostrato come sia possibile sostituire al dominio reale una curva costituita da tratti curvilinei e tratti lineari.M 400 kNm 300 As = 15 cm2 200 10 100 0 -800 -400 -100 -200 -300 -400 0 400 800 1200 1600 2000 5 As = 0 N 2400 kN Fig. la complicazione indotta dall’inclinazione dell’asse di sollecitazione e dell’asse neutro induce anche il professionista o lo studioso più volenteroso a rinunciare all’effettuazione manuale della verifica. la difficoltà di rappresentare nel piano domini dipendenti da tre variabili (lo sforzo normale e le due componenti di momento) ha impedito la diffusione di curve di interazione utilizzabili per la pressoflessione deviata. è apparsa finora la pressoflessione deviata. 1. 2. Nei paragrafi che seguono viene innanzitutto richiamato. però. Anche per questo caso. contemporaneamente. Dominio M-N per sezione 30×70 – metodo delle tensioni ammissibili Anche operando allo stato limite ultimo è possibile determinare domini di interazione che rappresentano le coppie M-N limite (Fig. essa è solo una generalizzazione della pressoflessione retta. Dominio M-N per sezione 30×70 – stato limite ultimo Ancor più problematica. in maniera sintetica ma completa. almeno per le sezioni rettangolari e circolari. 2). il procedimento generale che si utilizza per la costruzione dei domini limite. M 600 kNm 450 As = 15 cm2 10 300 150 0 -1200 -600 -150 -300 -450 -600 0 600 5 As = 0 1200 1800 2400 3000 N 3600 kN Fig. dal punto di vista applicativo. Vengono poi ricavate le espressioni analitiche che forniscono i valori di M ed N corrispondenti ad alcuni punti significativi. E. la maggior regolarità dei domini allo stato limite ultimo consente la formulazione di espressioni approssimate utilizzabili con estrema facilità e con buona accuratezza. concettualmente. La forma di questi domini è però molto più regolare e si presta.

Note le tensioni. pari a 3. il contributo dell’armatura varia con legge lineare con As se tutta l’armatura viene incrementata proporzionalmente. 3 b). si possono ricavare i valori di N ed M dalla loro definizione stessa N = ∫ σ c dAc + ∫ σ s dAs = N c + N s cls acc M = cls ∫σ c y dAc + acc ∫σ s y dAs = M c + M s (1) Nelle espressioni si è evidenziato in maniera distinta il contributo del calcestruzzo e dell’armatura. Si noti che.5×10-3 0 0 εy εsu=10×10-3 ε Fig. Utilizzando i legami costitutivi dei materiali. nonostante la non linearità dei legami costitutivi. σc e σs. dai valori della deformazione si può risalire in maniera univoca ai valori delle tensioni in calcestruzzo e acciaio. σc α fcd a) calcestruzzo σs fyd b) acciaio 0 0 εc1=2×10-3 εcu=3. Per l’acciaio il legame costitutivo presenta un tratto lineare ed un tratto costante (Fig. A) Pressoflessione retta Procedimento rigoroso per la costruzione del dominio limite La curva di frontiera del dominio limite è l’insieme delle coppie M-N che corrispondono a diagrammi di deformazioni limite.espressioni analitiche di immediato utilizzo e fornisce anche utili indicazioni per il progetto delle armature. nel caso di sezione tutta compressa il limite è invece costituito dal raggiungimento della deformazione εc1 (pari a 2×10-3) in un punto situato a 3/7 dell’altezza. per sezione parzializzata il limite alla deformazione è dato dal valore εcu. 3 a). ottenendo i diagrammi mostrati nella figura 4 b. Per il calcestruzzo si adotta usualmente nel calcolo un legame costitutivo rappresentato da un tratto parabolico ed un tratto costante (Fig. misurati dal bordo maggiormente compresso. Legame costitutivo di calcolo per calcestruzzo e acciaio Uno degli infiniti diagrammi limite è mostrato nella figura 4 a. cioè diagrammi di ε che raggiungono la deformazione massima del materiale in un punto e non superano tale valore in nessun altro punto. quest’ultimo veniva tradizionalmente interrotto in corrispondenza della deformazione εsu pari a 10×10-3.5×10-3. . 3. ma l’Eurocodice 2 consente di non porre limiti alla deformazione dell’acciaio (anche perché il risultato – cioè il dominio limite – rimane sostanzialmente invariato).

Coerentemente con le applicazioni usuali nei pilastri di forma rettangolare.60 h = 4 κ 198 (5) Sostituendo il valore di x nelle espressioni di N ed M si ottiene . Diagramma limite di deformazioni e corrispondenti diagrammi di tensione Determinazione dei punti più significativi del dominio limite Per rappresentare il dominio limite è essenziale individuare i valori M ed N corrispondenti ad alcuni punti particolarmente rilevanti. Le corrispondenti caratteristiche della sollecitazione sono quindi ′ N = N c + N s − N s = β b x α f cd h  h  h  h  h  ′ M = N c  − κ x  + N s  − c  + N s  − c  = β b x α f cd  − κ x  + 2 As f yd  − c  2 2 2 2 2           (4) Sia lo sforzo normale che il momento flettente dipendono dalla distanza x dell’asse neutro dal bordo compresso. si assume che l’armatura sia simmetrica.416.810. La risultante delle tensioni nel calcestruzzo vale Nc = β b x α fcd. negativo uno di trazione. con β = 17/21 ≅ 0. La risultante delle tensioni nelle armature inferiori e superiori vale Ns = N′s = As fyd. ed è posizionata ad una distanza κ x dal bordo superiore. 4. Si ha quindi dM =0 dx ⇒ h  β b α f cd  − 2 κ x  = 0 2  e quindi x= h 119 h ≅ 0. Il momento flettente raggiunge il massimo quando la sua derivata rispetto ad x si annulla.a) deformazioni ε A′s x n h d εs As εyd εyd 0 b) tensioni σ cls α fcd acc fyd σ′s εcu ε′s c σs fyd b Fig. si considera positivo uno sforzo normale di compressione. in cui entrambe le armature sono snervate (quella superiore a compressione. È immediato determinare lo sforzo normale corrispondente a trazione pura (dato dal solo contributo delle armature) N = −2 As f yd (2) e quello corrispondente a compressione pura (dato dal contributo del calcestruzzo e delle armature) N = b h α f cd + 2 As f yd (3) Un’altra coppia fondamentale è quella fornita dal valore massimo del momento flettente che può essere sopportato dalla sezione e dal corrispondente valore dello sforzo normale. Si può ipotizzare – a patto di verificare alla fine se l’ipotesi è corretta – che il massimo momento flettente sia raggiunto per un diagramma di ε analogo a quello mostrato nella figura 4. quella inferiore a trazione). con κ = 99/238 ≅ 0. cioè che As = A′s.

La presenza di armatura comporta la traslazione della curva di una quantità linearmente proporzionale ad As.Rd As = 0 N Ns.Rd Nc. . cioè all’incirca tra un valore di N prossimo allo zero ed il punto di massimo (tratti più marcati. facilmente controllare che per tale posizione dell’asse neutro le armature sono entrambe snervate a condizione che sia  79 119 ε yd c ≤  198 − 198 ε cu    h   (7) ovvero per c ≤ 0. si può ritenere che la curva che delimita il dominio limite M-N possa considerarsi costituita da tre tratti: − un tratto lineare.0873 h se si usa un acciaio FeB44k e per c ≤ 0. e più precisamente ricavando dalla prima equazione la x in funzione di N e sostituendo nella seconda. 5). L’ipotesi fatta è quindi usualmente verificata per un pilastro rettangolare orientato in modo da avere inerzia massima. Rd = 289 b h 2 α f cd 2376 Mc. parabolico. si nota che M dipende da N mediante una relazione quadratica h  κ  M = N − N  + As (h − 2 c) f yd   2 β b α f cd  (8) e quindi che il dominio M-N è. Rd = 289 b h α f cd 594 Fig.48 b h α f cd 594 289 M = b h 2 α f cd + As (h − 2 c) f yd ≅ 0. Rappresentazione approssimata del dominio limite Manipolando le espressioni (4). Si noti che in assenza di armatura ciò vale finché la sezione è parzializzata. Rd = 2 As f yd Nc.12 b h 2 α f cd + As ( h − 2 c) f yd 2376 N = (6’) Si può. Rd = As (h − 2 c ) f yd Ms. ma ne restringe la validità ai casi in cui l’armatura è tutta snervata.N = β b h α f cd 4κ β M = b h 2 α f cd + As (h − 2 c) f yd 16 κ (6) ovvero 289 b h α f cd ≅ 0. per valori dello sforzo normale negativi (cioè di trazione). M s . oltre che da un esame visivo del dominio. 5. in Fig.Rd M punto di massimo As tratti parabolici M c. infine. mentre può non esserlo quando esso è sollecitato nel piano di inerzia minima.127 h se si usa un acciaio FeB38k.Rd N s . L’errore che si commette in quest’ultimo caso è comunque molto modesto. almeno per un tratto. cioè per oltre l’80% della curva. Valori base per la costruzione del dominio limite M-N Partendo da questa considerazione analitica.

ma via via più prossimo al lineare al crescere dell’armatura) per valori dello sforzo normale di compressione superiori a quello corrispondente al punto di massimo. − un tratto con esponente dipendente dalla quantità di armatura (parabolico per solo calcestruzzo. utilizzando per tutti i valori di N l’espressione m  N Rd − N c . Rd 1 −     N c . Rd    c . Rd + N s . . con linea più marcata.Rd. Rd + M s . consiste nel considerare un’unica curva con esponente dipendente dalla quantità di armatura (parabolica per solo calcestruzzo. le curve corrispondenti a tali equazioni. Un’alternativa. situazione nella quale ricadono frequentemente i pilastri progettati per sopportare l’azione sismica. che si indicheranno con i seguenti simboli: N c . Rd    + M s . ma via via più prossima al lineare al crescere dell’armatura). Rd ) 1 − con m = 1 +  (11) N + N s . con linea più marcata. Rd    La figura 6 riporta nella parte inferiore. Rd    N c . Rd   1 −  M Rd = ( M c . la curva corrispondente a tale equazione. meno precisa ma ancora pienamente accettabile. mostrando l’ottima rispondenza con le curve ottenute in maniera rigorosa. Rd = M s . Rd    N c . compresi tra 0 e lo sforzo normale corrispondente al punto di massimo. Rd N s . L’equazione dei tre tratti può essere espressa in funzione di valori già definiti nel paragrafo precedente. per valori dello sforzo normale di compressione. Rd    La figura 6 riporta nella parte superiore. Rd = 289 b h α f cd 594 M c. Rd + N s . Rd    N c .Rd M Rd  N − N Rd c . Rd + N s .− un tratto parabolico. Rd          2 (10 a) − per NRd compreso tra 0 e Nc. Rd = 2 As f yd 289 b h 2 α f cd 2376 = As (h − 2 c) f yd (9) La relazione tra momento limite MRd e sforzo normale limite NRd può essere espressa mediante le relazioni seguenti − per NRd minore di 0 (tensoflessione)  N Rd M Rd = M s . Rd = M c .Rd n 2  N Rd − N c . Rd + M s . Si può notare che essa è leggermente a vantaggio di sicurezza nel caso di sezione compressa con sforzo normale inferiore ad Nc. Rd 1 +  N s . Rd   (10 b) − per NRd maggiore di Nc. Rd ) con n = 1 +  (10 c)  N c . Rd   M Rd = ( M c . Rd  N c .

Rd M Sd + M c . valida per la flessione semplice. Rd N s . Rd + M s . Rd + M s . Ns. Rd +  N c . Rd (13) . Rd + N s . esatto e approssimato Verifica e progetto a pressoflessione retta Verifica La verifica a pressoflessione retta può essere facilmente effettuata utilizzando le espressioni riportate nel paragrafo precedente.Rd         2 (12 c) o. Rd N Sd − N c . In maniera del tutto equivalente. data la simmetria del dominio rispetto all’asse delle ascisse) − per NSd minore di 0 (tensoflessione) M Sd N Sd − ≤1 M s . Rd    ≤1   n 2 (12 b) − per NSd superiore a Nc. Rd M Sd + M c . in funzione dello sforzo normale agente. Rd + N s . Rd N c . riottenendo la nota relazione.Rd. la verifica può essere condotta utilizzando le seguenti disequazioni (nelle quali il momento sollecitante MSd è considerato sempre col segno positivo. (11) Fig. in alternativa. Rd n = 1+  N  c . Mc.Rd M Sd − M s . Rd N c . (10) rigorosa 300 150 0 -1200 -600 -150 -300 -450 -600 0 600 5 As = 0 1200 1800 2400 3000 N 3600 kN approssimata eq.Rd N Sd − N c . 6. per qualsiasi valore di NSd ≤1 con  N c .Rd e Ms. Dominio M-N per sezione 30×70 allo stato limite ultimo.M 600 kNm 450 As = 15 cm2 10 approssimata eq.Rd. Rd (12 a) − per NSd compreso tra 0 e Nc. Rd  N Sd − N c . Rd Progetto della sezione Le espressioni (10) possono essere trasformate in formule per il progetto della sezione. Essa richiede preliminarmente la determinazione dei valori base di riferimento Nc. che consente di definire la sezione in funzione del momento flettente agente m ≤1 con  N c . Rd + N s . Rd m =1+  N  c . e confrontarlo con quello sollecitante. mediante le espressioni (9). Si può quindi ricavare dalle espressioni (10) o (11) il massimo momento che può essere sopportato dalla sezione.Rd. Rd + N s . Rd M c .

0198 0.0140 0. si può utilizzare ancora.4 0.0189 0. c/h = 0. Valori di r per calcestruzzo di classe Rck = 25 MPa.0161 0. red z f yd (16) nella quale z è il braccio della coppia interna costituita dalle armature.0141 0.0243 0.0167 0. ma è ugualmente accettabile (e più semplice) ipotizzare che l’ar- . oltre che dalle caratteristiche dei materiali. di solito.0368 0. consueta nella flessione semplice).0165 0.0410 0. solo per NSd compreso tra 0 e Nc. red = M Sd  N − N Sd c .9 d.0153 0.010 0.8 0. Basta infatti calcolare il momento che deve essere affidato alle armature M Sd .d =r M b (14) Il coefficiente r è in questo caso dipendente dallo sforzo normale adimensionalizzato ν = NSd / 2 Nc.0193 0.0152 0.0147 0.0281 0.0 0.0162 0.0357 ρ=0. occorre tenere presente che le armature sono disposte lungo tutti i quattro lati della sezione rettangolare (nella pressoflessione retta si considerano.0173 0.0222 0.0184 0.9 1.0190 ρ=0. inoltre.0177 0.0175 0.Rd.0268 0.0210 0. ottenuti con le espressioni descritte in Appendice. ma si presenta notevolmente più complicato a causa della possibile inclinazione dell’asse neutro. sono validi se le dimensioni della sezione sono espresse in metri ed il momento flettente in kNm (dovrebbero essere moltiplicati per 10 se si usasse il sistema tecnico esprimendo le dimensioni in cm ed il momento flettente in kg cm).0307 0. solo le armature su due lati). l’espressione z ≅ 0.0204 0.0268 0.008 0.0274 0.Rd e della percentuale geometrica di armatura che si vuole disporre ρ = As / b h.0181 0.0179 0.0218 ρ=0.2 0.0236 0. a svantaggio di sicurezza per forte compressione.6 0. che rappresenta l’andamento del secondo tratto (una parabola.0262 ρ=0.0260 0. traslata parallelamente in funzione della quantità di armatura) consente di ottenere anche delle semplici formule per il progetto dell’armatura.0153 0.0207 0. Rd 1 −     N c .0138 0.0171 Progetto dell’armatura L’espressione (10 b).0137 0.0246 0.0307 0.3 0.0165 0. A rigore.0251 0.0220 0. Rd      2     (15) e ricavare l’armatura necessaria per portare tale momento As = M Sd . ma può fornire un utile riferimento anche al di là di tale intervallo.0158 0.1 0. I valori di r riportati in Tabella 1. B) Pressoflessione deviata Costruzione del dominio limite Il procedimento per la costruzione del dominio limite My-Mz-N ricalca concettualmente quello già descritto per la pressoflessione retta. acciaio FeB44k.0251 0.0229 0.0208 0.0217 0.0168 0.0184 0.0199 0.1 ν 0.7 0.0212 0.002 0.006 0.0166 0.0148 0. con buona approssimazione. a rigore.0184 0.0161 0.0145 0. Rd − M c . Dal punto di vista geometrico. Questa formula di progetto è valida.0 ρ=0 0.0187 0.5 0.0152 0.0410 ρ=0. pari ad h – 2 c (ma.004 0. bisognerebbe tener conto della posizione di ciascuna barra. volendo. notando che essa è cautelativa per la tensoflessione.0146 0. Tabella 1.0158 0.

matura sia disposta uniformemente lungo ciascun lato. se la sezione è parzializzata. c + M z . Si può notare che la frontiera del dominio ha un andamento marcatamente convesso. 8 a). sy + M z . 8. dalla deformazione nello spigolo compresso). a) My b) My N N Mz Mz Fig. z ∫σ s s z dAs = M y . se la sezione è tutta compressa. dalla sua distanza x dallo spigolo compresso (o. Diagramma limite di deformazioni e diagrammi di tensione per pressoflessione deviata Un generico diagramma limite di deformazione (Fig. 7. z ∫σ Facendo variare con continuità i due parametri si ottengono le infinite triplette che descrivono il dominio (Fig. purché si mantenga l’indipendenza tra la quantità di armatura disposta nei lati paralleli a z. e in quelli paralleli a y. 7 a) è individuato dall’inclinazione α dell’asse neutro e. 8 b). 7). y c ∫σ s s z dAs − y dAs + acc . Dominio My-Mz-N per pressoflessione deviata: a) stato limite ultimo. sz (17) Mz = cls ∫σ y dAc + acc . b) tensioni ammissibili . εcu α fcd fyd 0 Asz n h d Asy c z y α x Asy εyd Asz εyd cls fyd acc a) deformazioni ε b) tensioni σ b Fig. sy + M y . c + M y . Utilizzando i legami costitutivi dei materiali si possono ricavare i valori delle tensioni (Fig. Asy (Fig. a differenza di quello approssimativamente lineare o addirittura concavo che si riscontra nei domini alle tensioni ammissibili (Fig. 7 b) e quindi le caratteristiche della sollecitazione N = ∫ σ c dAc + ∫ σ s dAs = N c + N s cls acc M y = − σ c z dAc − cls ∫ acc . Asz. sz y dAs = M z . y ∫σ acc .

almeno in parte. mediante la relazione  Mz  M  z . Asy = 6 cm ) La curva che rappresenta la sezione del dominio per un assegnato valore di N può essere ben approssimata.0 2 1. in funzione dei momenti resistenti Mz. Asz = 15 cm .0 0. I risultati ottenuti dagli autori per un’ampia gamma di sezioni ed armature mostrano che il valore minimo dell’esponente (1.5 0.Rd calcolati (in corrispondenza di N) per pressoflessione retta.5 Fig. per valori dello sforzo normale di compressione. Nel valutare questo occorre però.25 ν = 0. Si può quindi ancora ritenere che la curva che delimita il dominio limite M-N sia costituita da tre tratti: − un tratto lineare. Contributo dell’armatura “secondaria” nella pressoflessione retta L’espressione (18) può diventare un agevole strumento per la verifica a pressoflessione deviata se ad essa si accoppiano le relazioni che forniscono – per pressoflessione retta – il momento resistente in funzione dello sforzo normale. disposta ortogonalmente all’asse neutro.5 per qualsiasi valore dello sforzo normale. − un tratto parabolico.Rd. in via cautelativa. ovvero ν=0. l’esponente 1. arrivando a valori superiori a 2 per sforzi normali negativi.5 2 1. compresi tra −Nsy. all’aumentare di N (Fig. parallele al piano My-Mz (Fig.Rd e My. L’esponente cresce al diminuire di N.Rd (trazione che può essere portata dalle armature secondarie).Rd. ma dà un contributo minore alla resistenza a flessione sia per il minor braccio che per il fatto di essere.0 Mz 1. .0 ν=0 ν = 0.5).Andamento rigoroso e rappresentazione approssimata delle sezioni del dominio I classici domini limite per pressoflessione retta non sono altro che sezioni del dominio tridimensionale nei piani My-N o Mz-N (a meno dell’approssimazione dovuta al considerare l’armatura solo su due lati).5 ν = −0. ma in misura minore. 9. L’andamento del dominio resistente (Fig.5) deve essere utilizzato in corrispondenza dello sforzo normale che rende massimo il momento flettente (NSd = Nc. per valori dello sforzo normale inferiori a −Nsy.Rd. Rd ν=1 ν = 0. Relazione tra Mz e My per diversi valori di N (sezione 30×70. 10) è approssimativamente parabolico in assenza di armatura “principale” e raggiunge il massimo sempre in corrispondenza ad uno sforzo normale Nc. per una maggiore precisione. 9 a). 9 b).4÷1. − un tratto con esponente dipendente dalla quantità di armatura (parabolico in assenza di armatura principale. in campo elastico. Rd  My   +   M y . ed anche. Si suggerisce pertanto di utilizzare. Per una migliore comprensione del reale andamento del dominio occorre prendere in esame le sezioni trasversali del dominio. a) My N ν= 2 N c .Rd e Nc.25 ν = -0. ma via via più prossimo al lineare al crescere di tale armatura) per valori dello sforzo normale di compressione superiori a quello corrispondente al punto di massimo. Questa armatura contribuisce pienamente alla resistenza a sforzo assiale. Rd   p   =1   q (18) con una opportuna scelta degli esponenti p e q. tener presente anche il contributo dell’armatura “secondaria”.75 b) p=q 2.

Rd + M sz . Rd n =1+   N c . Rd = N sz . Rd = M sz .4 N sy . Rd  − per − N sy . Rd  . Rd + N sy . Asy = 6 cm As = 0 2 approssimata eq. Rd + M sy . Rd m =1+   N c . Rd + N sz . Rd     2 (20 a)   N −N Rd c . che sono una generalizzazione delle (10) − per N Rd < − N sy . Rd ) 1 −    N c . Rd M Rd = ( M c . Rd  N Rd + N sy . Rd + M sy . (21) Fig. Rd  In alternativa. Rd         + M sz . Asy = 6 cm2 Asz = 15 cm2. con armature su tutti i lati (sezione 30×70) L’equazione dei tre tratti può essere espressa in funzione dei valori. Rd = 2 Asy f yd M sy . (20) rigorosa -1800 -1200 -600 -150 -300 -450 -600 0 600 1200 1800 2400 3000 3600 N 4200 kN approssimata eq. Rd + N sy . ottenuta come generalizzazione della (11) M Rd = ( M c . Rd + N sz . Rd   n (20 b) − per N Rd > N c . Rd 289 b h 2 α f cd 2376 = Asz (h − 2 c) f yd (19) assumendo k = 0. Rd ) 1 − N c . si può utilizzare per tutti i valori di N l’espressione. Rd + N sy . Rd  N Rd − N c . Asy = 0 Asz = 0.M 600 kNm 450 300 150 0 Asz = 15 cm2. Rd + N sy . Rd ) 1 − N c . Rd + M sy . Rd M Rd = M sz . Rd 289 b h α f cd 594 = 2 Asz f yd M c. Rd = k Asy ( h − 2 c) f yd La relazione tra momento limite MRd e sforzo normale limite NRd può essere espressa mediante le relazioni seguenti. 10. che si indicano con i seguenti simboli: N c . Dominio M-N per pressoflessione retta. Rd ≤ N Rd ≤ N c . Rd + M sz . Rd  N Rd − N c . Rd + N sz . Rd M Rd = ( M c . Rd + N sy . Rd + N sy . Rd + N sy . Rd 1 +  N sz . Rd       2     (20 c) con  N c . Rd       m     (21) con  N c . Rd + N sz .

Ghersi.Verifica e progetto a pressoflessione deviata Verifica La verifica a pressoflessione deviata può essere facilmente effettuata determinando preliminarmente mediante le espressioni (20) oppure (21) i momenti resistenti Mz.Sd = 0. mentre la verifica si riconduce al controllo di una semplice disequazione. la nuova norma sismica italiana richiede di considerare l’effetto del sisma agente in una direzione più il 30% del sisma nella direzione ortogonale. di sezioni rettangolari in c. E. Advances in Engineering Software. A. Napoli. A. qui riportata.Rd corrispondenti allo sforzo normale agente (le stesse espressioni valgono per entrambi i momenti. Bibliografia 1. purché si scambi b con h e y con z) e verificando quindi la disequazione  M z . Ghersi. composite and repaired concrete sections of arbitrary shape by fiber model and computer graphics. Si è mostrato. A. . M.Rd. Muratore. Si consiglia quindi di progettare la sezione e l’armatura a pressoflessione retta.5 ≤1 (22) Progetto della sezione e dell’armatura Nella maggior parte dei casi reali le sezioni rettangolari non sono soggette contemporaneamente a forti momenti rispetto ad entrambi gli assi. Convegno CTE. Il cemento armato.3 My. 1998. Biaxial bending with axial force of reinforced.89 Mz. M. dal contributo delle armature secondarie che in genere viene trascurato. Conclusioni La lunga trattazione della pressoflessione retta e deviata. Sd +  M y . porta a conclusioni estremamente semplici dal punto di vista operativo. 2. 3. ma tale riduzione è compensata. Tensioni ammissibili e stati limite: un approccio unitario. spesso ampiamente. 33. Calibrazione di una formulazione semplificata per la verifica a pressoflessione deviata allo S.U.5  M y . 2002. con formule di immediata applicazione. 227-242.L. 2003.Rd il massimo momento Mz che può essere sopportato dalla sezione è pari a 0. Rd     1. Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica. 2004 (in preparazione). CUEN. Progettazione delle strutture di calcestruzzo.Rd e My. Sfakianakis. per quanto riguarda la pressoflessione deviata. cioè senza tener conto né del contributo peggiorativo del momento trasversale né dell’incremento di resistenza fornito dall’armatura secondaria. Tecnica delle costruzioni. Cemento armato. 6..a. ENV 1992-1-1. infatti. Si può facilmente controllare dalla (22) che per My. La verifica può essere condotta. con ottima approssimazione. Ghersi. La presenza della componente trasversale riduce la capacità portante della sezione di circa un 10%. Ordinanza 3274. 5. 4. Eurocodice 2. La correttezza di tale dimensionamento andrà infine verificata mediante la (22). Flaccovio. che il progetto di una sezione soggetta a pressoflessione retta può essere effettuato in maniera analoga a quanto si fa usualmente per la flessione semplice.G. si è mostrato che il progetto può essere effettuato con riferimento alla pressoflessione retta. Ad esempio. Rd      1. Parte 1-1: Regole generali e regole per gli edifici. usando rispettivamente le espressioni (14) e (16). Sd  M  z . 2004 (in preparazione).

Rd M c .5 r = [ ] − per ν > 0. Rd 2 N c .Appendice Effettuando le seguenti posizioni ρ= As bh N Sd ν = 2 N c . Rd = ρ f yd 289 / 594 α f cd γ= c h νs = µs = M s . Rd = (1 − 2 γ ) ρ f yd 289 / 2376 α f cd le (10) diventano − per ν minore di 0 (tensoflessione) M Rd =  ν  289  α f cd b h 2 µ s 1 +  νs  2376   289 1 + µ s − ( 2 ν − 1) 2 α f cd b h 2 2376     n − per ν compreso tra 0 e 0.5   2 ν −1 289 M Rd = (1 + µ s ) 1 −  2376  1 + 2 νs   d2 ed essendo h 2 = si ha (1 − γ ) 2   α f cd b h 2   con   1 n =1+  1 + 2 ν   s   2 − per ν < 0 r = 1  289 ν  α f cd  µ s 1 +  2376 ν s  (1 − γ ) 2   1 α f cd 289 1 + µ s − (2 ν − 1) 2 2376 (1 − γ ) 2 1   2 ν −1 289 (1 + µ s ) 1 −  2376  1 + 2 νs       n − per 0 ≤ ν ≤ 0.5 r =  α f cd   (1 − γ ) 2  con   1 n =1+  1 + 2 ν   s   2 .5 M Rd = [ ] − per ν maggiore di 0. Rd N s .

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