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Thesis project’s title: “Knowledge technologies and society: knowledge management reengineering”

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Bachelor of Psychology. Università Cattolica del Sacro Cuore, Milan (Italy). Thesis project’s title: “Knowledge technologies and society: knowledge management reengineering”. Majors: Communication Psychology and New Media.
Bachelor of Psychology. Università Cattolica del Sacro Cuore, Milan (Italy). Thesis project’s title: “Knowledge technologies and society: knowledge management reengineering”. Majors: Communication Psychology and New Media.

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La ricerca effettuata, sebbene come specificato all’inizio presenti dei limiti oggettivi in

relazione soprattutto alla non rappresentatività del campione, alla luce dei risultati emersi,

può essere interpretata con una duplice chiave di lettura.

In primo luogo la sezione “A”, sia da un punto di vista quantitativo che da un punto di

vista qualitativo, mostra segnali ottimistici rispetto alla diffusione e alla naturalizzazione

delle nuove tecnologie di gestione della conoscenza (ed in particolar modo di Internet129

)

nella società:

le tecnologie di gestione della conoscenza sono utili, rendono più veloce la fruizione delle

informazioni

129

Item 4: “Utilizza Internet?”: “si” 100 %, “no” 0 %.

104

migliorano la diffusione del sapere

Infatti alle prime domande, volte ad evidenziare l’impatto dei nuovi media nel corpo

sociale, il campione dimostra di possedere ed utilizzare frequentemente le più svariate

“tecnologie della conoscenza”, sottolineandone con generale positività la presenza nella vita

quotidiana.

Questa considerazione, nonostante vi siano ancora delle zone d’ombra che

s’inseriscono all’interno di quelle posizioni “pregiudiziali” e pessimistiche circa le influenze

delle knowledge technologies sul singolo e sulla collettività, risulta molto importante in

vista del prefigurato ingresso nella “società della conoscenza ad alto tasso di I&CT”.

Certamente però, il campione analizzato avverte i fenomeni di cambiamento indotti

dalle “macchine KMT” come non più trascurabili e marginali, principalmente all’interno

delle pratiche di vita quotidiana, nel lavoro, nella ricerca e nella gestione del sapere130
.

In secondo luogo, se da un lato il campione sottolinea positivamente l’avvento delle

nuove tecnologie mediatiche nella società (items 10 e 11131

), nella sezione “B” della pre-

indagine realizzata, la posizione degli studenti rispecchia per lo più quanto esposto nel

presente capitolo circa l’atteggiamento del mondo psicologico in relazione al rapporto con

le “macchine”, ed in particolar modo con le “macchine/tecnologie cognitive”.

Anche i ragazze e le ragazze del campione, nonostante siano nella maggioranza dei

casi fruitori abituali di tecnologie nella pratica quotidiana, quando interpellati come futuri

psicologi, tentennano nel fornire risposte chiare e precise sul rapporto tra psicologia e KMT,

oppure si dividono nettamente quando si chiede loro un parere sul concetto di “terapia on-

line” o di “self-care management via-Internet”132
.

Sono ancora troppo evidenti le posizioni contrarie a questo tipo di pratiche,

considerate “tabù” dalla maggior parte degli studenti, ricalcando in questo modo la

posizione prevalente nel mondo della psicologia, in particolar modo dell’area clinica e

psicoterapeutica.

130

Vedi items 1, 2, 3, 4, 5, e 7 del sondaggio.

131

Il campione, alla domanda 11 (“Qual è il suo personale bilancio circa l’impatto delle nuove tecnologie di
gestione della conoscenza nella società?
”), avendo a disposizione una scala di risposta così costituita: 1)
Molto positivo; 2) Abbastanza positivo; 3) Poco positivo; 4) Negativo 5) Altro, si divide tra opzioni comunque
positive: il 28 % “molto positivo” e l’ 78 % “abbastanza positivo”, non scegliendo quelle rappresentanti gli
atteggiamenti negativi.

132

Alla domanda 23 “Qual è il suo personale bilancio circa l’impatto della nuove tecnologie di gestione della
conoscenza in psicologia?
”, il 4 % risponde “molto positivo”, il 42 % del campione “abbastanza positivo”,
mentre il 36 % risponde “poco positivo” e il 2 % “negativo”, evidenziando così una netta “spaccatura” di
opinioni.

105

Il dato più rilevante però, resta comunque quel 78 % del campione che dichiara

abbastanza positivo” l’impatto delle “tecnologie della conoscenza” nella società (item 11),

e ancora soprattutto quel 72 % che si schiera all’interno degli atteggiamenti positivi circa la

loro diffusione e naturalizzazione (item 10): questi numeri fanno ben sperare relativamente

ad un cambiamento di tendenza, rispetto al passato, da parte della futura generazione di

psicologi anche all’interno del loro ambito professionale, in ogni caso in un domani non così

vicino.

Per concludere resta da segnalare un dato rilevante, legato ad una differenza di genere

emersa dai risultati del sondaggio: gli uomini, rispetto alle donne, sembrano generalmente

più propensi ad un atteggiamento positivo ed ottimistico circa l’impatto delle tecnologie di

gestione della conoscenza sia nella società che in psicologia; dal canto loro le donne

sembrano più caute e riflessive.

Si rimanda ad un’eventuale futura ricerca sperimentale per analizzare e confermare o

meno questo interessante fenomeno.

106

Capitolo quinto

SCENARI FUTURI

1. PROSPETTIVE

Negli ultimi quindici anni il panorama scientifico e tecnologico è stato caratterizzato

da un continuo ed inarrestabile progresso. I risultati di questo cammino sono sotto gli occhi

di tutti: telefonini, computers, Internet, domotica, robotica, etc. .

Interessante ed allo stesso tempo stimolante, è cercare di immaginare e delineare i

possibili scenari futuri di una società che, anche grazie all’influenza delle knowledge

technologies, si sta avviando a divenire una “società dell’informazione e della conoscenza”.

Le dinamiche che sembrerebbero influenzare tale processo trasformativo socio-

culturale sono da ricercare principalmente all’interno di quattro fattori di sviluppo:

- La globalizzazione a 360° di beni, servizi e conoscenza: la globalizzazione gioca un

ruolo non secondario nell’influenzare i mutamenti socio-culturali innescati dalla

modernizzazione, omogeneizzando le culture, sfumando le specificità,

universalizzando le appartenenze, dissociando l' individuo dalle sue solidarietà sociali

primarie ed offrendogli in cambio la partecipazione ad entità sociali più ampie, diffuse

107

e potenti, così da aumentare significativamente i gradi di libertà del singolo attore

sociale nella scelta dei propri ambiti relazionali;

- I progressi delle biotecnologie: lo sviluppo di biotecnologie e nanotecnologie pone

prospettive nuove rispetto alla creazione di tecnologie ed applicazioni innovative;

questo riguarderà tutti i settori della vita, dal lavoro al tempo libero, dalla formazione

alla pratica quotidiana. Ad esempio, con il passaggio dalla microelettronica alla

nanoelettronica, che sfrutta componenti dell'ordine del miliardesimo (o bilionesimo) di

metro, si potranno realizzare calcolatori mille volte più piccoli. Gli oggetti creati con

la microelettronica si possono trovare già oggi appesi al corpo o indossati, mentre

quelli creati con le nanotecnologie e la nanoelettronica potranno essere introdotti

direttamente nel corpo umano o dispersi nell'aria come “polveri” con lo scopo di

rilevare vari parametri del corpo umano o dell'ambiente e trasmetterli a sistemi di

controllo: potremo quindi, in futuro, utilizzare funzioni di calcolatori invisibili133
;

- La sostenibilità ambientale: anche l’ambiente, con le sue intrinseche caratteristiche, può

sostenere il progresso scientifico e tecnologico, creando un terreno “fertile” per lo

sviluppo della knowledge society e delle sue peculiarità; naturalmente il progresso

scientifico, nel suo cammino evolutivo, non dovrebbe causare danni all’ambiente, che

anzi sarebbe tenuto a salvaguardare;

- L’evoluzione del mondo KMT e delle sue applicazioni: con l’evolversi delle knowledge

technologies si svilupperanno nuove applicazioni e nuove opportunità, semplificando

ancora più le operazioni di tutti i giorni, e rendendo possibili processi di gestione della

conoscenza ancora più avanzati;

Quest’ultimo fattore di sviluppo sembrerebbe un elemento significativo rispetto alla

creazione degli scenari di una “società della conoscenza” che si prospetta nel domani come

più matura, progredita e consapevole dei propri mezzi. Vediamo di delinearne le linee

evolutive più importanti.

133

V. Miori, 2005.

108

1.1. KNOWLEDGE MANAGEMENT TECHNOLOGIES E LORO EVOLUZIONE

Il progresso delle tecnologie di gestione della conoscenza sembrerebbe definito da

quattro principali tendenze:

1. L’ulteriore sviluppo di Internet;

2. L’evoluzione dei nuovi media testuali (chat, e-mailing, istant messaging, blog, etc.);

3. La fusione tra comunità reali e comunità virtuali;

4. La digitalizzazione e l’integrazione dei media tradizionali.

1. L’ulteriore sviluppo di Internet: l’evoluzione della grande Rete va concepita

prevalentemente nella creazione, sempre più sofisticata (il che significa, per l’utente,

semplice ed immediata), di nuove affordances134

, da intendersi come nuovi portali, sempre

più ricchi di informazioni e di contenuti, e nuove tipologie di siti, più adatti alla ricerca e

alla divulgazione di conoscenza.

Questo si traduce nell’offerta di nuovi siti informativi135

, nuovi siti “di

comunicazione” (web mail136

, etc.), nuovi siti strumentali (siti e-Commerce, e-Banking ,

etc.), ed ancora nuovi siti orientativi.

Per quanto riguarda questi ultimi, la nascita, recente, del linguaggio XML (Extensible

Markup Language), caratterizzato da marcatori (“tag”) capaci di separare un documento in

singole parti e sottoparti, ha permesso la nascita del Semantic Web137
.

Questa nuova estensione del Web, è elaborata in modo che le informazioni siano

strutturate con un senso compiuto, in modo da facilitare l’interazione “uomo-computer”:

tutto ciò si traduce nella creazione di agenti intelligenti in grado di trovare per l’utente le

iperinformazioni presenti nella Rete138
.

La diffusione del linguaggio XML e di altri linguaggi specifici per il Semantic Web,

come il protocollo RDF Site Summary o Really Simple Syndication (RSS), ha prodotto siti o

programmi orientativi come i news aggregator, capaci di analizzare ed organizzare le

notizie e le informazioni pubblicate con linguaggio RSS da fonti differenti139
.

134

Vedi capitolo quarto.

135

Ad esempio i cosiddetti giornali on-line, come “Il Nuovo.it”.

136

Caselle di posta consultabili attraverso un browser. Si pensi ad esempio a “Tiscali Webmail Plus”.

137

Sviluppato da Tim Berners Lee.

138

In grado cioè di recuperare, analizzare e selezionare dati e files.

139

Ad esempio, in Italia, “http://news.google.it”, news aggregator di Google, utilizzato come fonte
bibliografica anche per questa tesi.

109

2. L’evoluzione dei nuovi media testuali: grazie all’integrazione con il Web e all’aumento

della velocità di connessione (banda larga o superiore), stanno nascendo e nasceranno nuovi

media testuali “ibridi”, in parte già analizzati nel capitolo secondo.

Tra quelli appena nati, si menzionano le chat ipermediali, caratterizzate da interfaccie

grafiche di ultima generazione e da avatar140

; le audio-video chat, dove la componente

testuale è arricchita da quella audio-visiva non consentendo la rarefazione della

comunicazione tipica delle vecchie chat testuali, ed avvicinandosi così sempre più alla

comunicazione faccia-a-faccia; la messaggistica istantanea o Instant Messaging141

, che

consente una comunicazione sincrona con utenti conosciuti inseriti in apposite contact list; i

Weblog, pagine Web gestite autonomamente, che consentono di pubblicare in tempo reale

notizie, informazioni o storie di ogni genere mescolando testo, grafica e collegamenti ad

altre pagine Internet142
.

L’importanza dei “blog”, come accennato anche nel capitolo secondo, si ritiene

aumenterà nel prossimo futuro se si cosidera che sono veri e propri spazi di aggregazione

virtuali, attorno e grazie ai quali si potrà, ed in parte si sta già verificando, realizzare lo

sviluppo di una knowlwdge society dotata di coscienza critica ed attenta alle problematiche

sociali, culturali, storiche, politiche, economiche, etc. .

3. La fusione tra comunità reali e comunità virtuali: grazie alle nuove tecnologie KMT, nel

prossimo futuro sarà sempre più evidente la fusione tra comunità reali e comunità virtuali.

Nasceranno le “smart mobs” (folle intelligenti), “veri e propri gruppi di soggetti che

collaboreranno tra loro per trarre frutto dalle opportunità offerte dai nuovi media

(Rheingold, 2002). Il potere di queste ultime, nel prossimo futuro, sarà estremamente

interessante, se si pensa che le smart mobs utilizzeranno le nuove tecnologie via-Internet in

gruppo, moltiplicandone i vantaggi: se si applica infatti la legge di Reed143

alle “folle

intelligenti”, si comprende come una comunità di tal genere possa amplificare il potere di

alcune applicazioni “peer to peer” che già oggi caratterizzano il Web.

Applicazioni di questo tipo vanno ricercate in eEmule144

, in iMesh145

, o nel precursore

Napster, ma l’esempio più significativo è rappresentato da eBay (www.ebay.it), una delle

140

Personaggio grafico stilizzato che, in chat, rappresenta il proprio nickname.

141

Ad esempio Msn Messenger, Yahoo! Messenger, Icq etc. .

142

Carelli, 2004; Di Rocco, 2003.

143

Legge di Reed: La formazione di gruppi spontanei di persone in rete (Group Forming Networks) non segue
una legge quadratica bensì esponenziale: ovvero 2 elevato N, dove N=nodi dei networks.

144

eMule è un programma di scambio file fra utenti il cui utilizzo è perfettamente legale ed in molti casi
indispensabile a piccoli produttori di software freeware od opensource, che non hanno la possibilità di pagare

110

applicazioni “da pari a pari” di maggior successo nel mondo e-Commerce, attorno alla quale

si è sviluppato il più importante esempio di folla intelligente finalizzata alla compravendita

on-line nel mondo.

Accanto alle folle intelligenti, sembra che in un futuro non troppo lontano, un modo

per condividere le proprie conoscenze ed amicizie, sia il social networking: questo servizio

permette di allargare la propria “rete sociale”, creandone una di tipo “chiuso” (possono

entrarvi solo le persone invitate).

Il concetto, simile al sistema di reputazione sviluppato da eBay146

, permette agli utenti

di creare legami di fiducia anche con persone sconosciute, previo invito da parte di un

componente del “social network” specifico. Queste dinamiche danno la possibilità “di

svolgere attività “critiche”, come il corteggiamento o lo scambio commerciale” (Riva,

2004).

Esempi di social networking sono da ricercarsi in Friendster.org147

, Meetic.it, o ancora

in Eurekster.com, un motore di ricerca che unisce il social networking con il sistema di

reputazione tipo-eBay.

E’ probabile che nel futuro, la fusione tra comunità reali e comunità virtuali sarà

sempre più diffusa, creando nuove possibiltà d’incontro, nuove relazioni interpersonali,

nuovi modi di comunicare e di interagire socialmente, modificando ulteriormente le

prospettive socio-culturali, politiche ed economiche dell’intera collettività.

4. La digitalizzazione e l’integrazione dei media tradizionali: la digitalizzazione delle

tecnologie tradizionali e lo scambio dei contenuti tra quelle vecchie e nuove sta portando e

porterà alla crezione di media “ibridi”, caratterizzati da modularità (possibilità di scomporre

il contenuto in una serie di elementi discreti, detti “moduli”), variabilità (possibilità di

riutilizzare e modificare i contunuti producendo diverse versioni dello stesso oggetto),

interattività (possibilità di fruire del contenuto mediante la navigazione tra una serie di nodi,

immagini, video o suoni, collegati tra loro, lasciando l’utente libero di interagire con essi), e

automazione (possibilità, da parte del medium, di svolgere in modo automatico, rapido ed

invisibile all’utente una serie di operazioni sui propri contenuti).

le linee necessarie per distribuire al pubblico i loro prodotti. Per maggiori informazioni visitare il sito web:
“www.emule.it”.

145

Programma di scambio file meno noto di eMule. E’ legato al marchio Apple. Per maggiori informazioni e
downloading, visitare il sito web: “www.imesh.com/languages.php?lang=it”.

146

Per maggiori informazioni visitare il sito web: “www.ebay.it”.

147

Realizzato nel 2003, obiettivo di Friendster era di realizzare incontri on-line evitando la diffusione di false
notizie circa i partecipanti all’iniziativa.

111

Come esempi della digitalizzazione, basti pensare alla televisione e alla radio digitali,

già ampiamenti descritte nel capitolo primo, alla telefonia multimediale, ed infine al libro

elettronico, e-Book: un’opera letteraria monografica consultabile on-line in forma digitale.

Accanto al concetto di digitalizzazione delle tecnologie, occorre inoltre individuare

all'interno del progresso tecnologico-informatico odierno tre aspetti, tre prospettive

principali. Da una parte vi sono coloro che che si occupano di innovare, realizzando nuove

“release” di hardware e software capaci di far progredire le potenzialità informatiche attuali;

poi vi sono coloro che si occupano di rendere più sicuri i computer, assieme a tutte le

transazioni, le operazioni e i lavori che tramite essi si svolgono; come ultima, ma forse è il

fattore più importante, viene l'opera di coloro che si sforzano di creare computer più

semplici da usare.

All’interno di questo scenario sta prendendo corpo la completa separazione tra

tecnologia e contenuto, la possibilità cioè di consultare lo stesso contenuto

indipendentemente dalla specifica knowledge technology utilizzata.

Con il termine “ubiquitos computer”, si sottolinea proprio tale concetto, simbolo

dell’ormai prossima “società della conoscenza”, dove gli individui saranno attori dinamici e

flessibili148

, capaci di gestire professionalmente le trasformazioni in atto nella vita

quotidiana, attraverso la possibiltà di usare tecnologie diverse per soddisfare la domanda di

uno stesso servizio di knowledge management 360°, con conseguenze di ordine cognitivo,

sociale e culturale, già in parte descritte nel capitolo terzo.

Da un punto di vista prettamente tecnologico, nel prossimo futuro probabilmente non

ci sarà più un televisore, un computer, un cellulare, un palmare, etc., già oggi in parte

integrati nel concetto di “ubiquitos computer”149

, ma un’interfaccia unica, un solo apparato

che consenta all’utente di sfruttare le opportunità offerte da Internet e da tutto ciò che ne

consegue150
.

148

Si veda il concetto di knowledge professional, delineato nel capitolo terzo.

149

Basti pensare ai nuovi prodotti tecnologici già in commercio o a quelli che si apprestano ad essere inseriti
sul mercato. Nokia ed altre case produttrici l’anno prossimo produrrà un telefonino (“Nokia N92”, riportato
nella pagina seguente) capace di trasmettere la Tv digitale terrestre; sempre la Nokia già uno “smartphone” in
grado di trasformarsi anche in una potente console per videogames (“Nokia N-Gage QD”); ARCHOS ha
immesso sul mercato alcuni videoregistratori digitali mobili in grado di effettuare foto, girare filmati audio-
video, riprodurre Dvd e connettersi a qualsiasi altra tecnologia digitale per mezzo della porta USB; televisori ed
elettrodomestici in grado di connettersi alla Rete, etc. .

150

Un esempio di “interfaccia unica” già visibile attualmente è “GeReMi”, software sviluppato dall’Istituto di
Scienza e Tecnologia dell’Informazione (ISTI) “A. Faedo” di Pisa. “GeReMi” permette di continuare a
lavorare dal Pc al palmare o al telefonino senza interruzione, semplicemente installandolo nel Pc dell’ufficio o
di casa e chiedendogli di poter continuare ad operare su un altro dispositivo. Il software non farà altro che

112

1.1.1. IL RUOLO DELL’INTERFACCIA

Come accennato sopra, l’evoluzione delle tecnologie KMT, sembra essere dettata, in

parte, dal futuro dell’interfaccia: “l’elemento che determina nell’utente la sua capacità di

analizzare l’elevata quantità di informazione disponibile permettondogli di trovare quella

che gli interessa” (Riva, 2004).

In altre parole, più un’interfaccia è in grado di trovare, nel minor tempo possibile, le

informazioni richieste dall’utente, più il medium può essere considerato efficace. A

caratterizzare l’interfaccia dei nuovi media rispetto a quelli vecchi, “è la sua relativa

indipendenza dalla componente fisica del medium stesso” (Riva, 2004).

Ma per essere efficace un’interfaccia deve, in prima istanza, rappresentare le

caratteristiche del medium attraverso un modello che permetta al soggetto di interagire con

la macchina stessa, rendendo così visibili gli oggetti digitali contenuti al suo interno (ad

esempio file Mp3, documenti di testo, file video etc.).

Per quanto concerne l’ambito “Internet”, che si dice influenzerà sempre più gli scenari

tecnologici del prossimo futuro, il ruolo dell'interfaccia assume una rilevanza assai notevole.

Per l'utente medio infatti, Internet si identifica essenzialmente con l'interfaccia, perché

non si preoccupa, non “vede” e non ha certo la competenza necessaria per “comprendere” la

complessa tecnologia che sta dietro alla “videata” con cui, in modo esclusivo, dialoga: una

singola pagina Web non può essere giudicata solo in base alla sua potenzialità informativa,

ma anche e soprattutto, in base alla potenzialità comunicativa.

mantenere memoria delle interazioni con l’applicazione appena lasciata, adattandone poi l’interfaccia alle
caratteristiche del dispositivo che si andrà ad adoperare. “GeReMi” per ora è solo un prototipo sperimentato
con successo su applicazioni web, XHTML, Voice XML, per sistemi desktop, palmari e cellulari e per
dispositivi vocali, ma nel prossimo futuro potrebbe divenire una realtà versatile ed interessante.

113

Luogo virtuale dove ha luogo lo scambio, l’interazione, il dialogo tra uomo e

computer, l'interfaccia è un sistema interattivo fondamentale per il successo di ogni sito che

debba essere pubblicato in Rete.

Ora, andando indietro nel tempo, si può notare come l’interfaccia, agli albori della

storia delle tecnologie via-computer, fosse di tipo elettrico in relazione alla presenza di

macchine analogiche (per poter intergagire con la macchina bisognava modificarne i

circuiti).

Solo con la nascita del computer digitale (fine anni ’40), si è passati prima alla fase

simbolica (per interagire con la macchina bisognava utilizzare una combinazione di codici);

poi, con il sorgere del sistema operativo, alla fase testuale (si doveva usare un linguaggio

informatico testuale per interagire col computer); ed infine alla fase grafica, grazie alla

nascita di sistemi operativi come “Windows” di Microsoft o “Os X” di Apple, ma anche

grazie allo sviluppo del mouse (passaggio dalla “monodimensionalità” alla

“bidimensionalità” e ad interfacce grafiche nell’interazione).

Uno studio molto interessante rispetto al futuro dell’interfaccia, sembra quello

sviluppato, in Italia, a cura del Dott. Sandro Nigris, “responsabile psicologia e formazione”

dell’Internet Competence Center di Siemens-Nixdorf Informatica e NE&T S.r.l. . Questa

ricerca, partendo da una prospettiva psicodinamica, è finalizzata allo studio delle peculiarità

del funzionamento psichico dell'uomo di fronte alle nuove tecnologie.

L'obiettivo è capire come funziona la mente umana davanti al monitor di Internet per

poter progettare interfacce più adatte alla capacità di comprensione e ai bisogni specifici

dell'utente.

Analizzando aspetti centrali quali la pulsione scopica, il processo primario, la

regressione, l'identificazione, la frustrazione, si pongono le basi per lo sviluppo e

l’ideazione dell' “interfaccia utente di qualità” che in termini generali, secondo questo

studio, dovrebbe risultare: estremamente semplice da usare; quanto più possibile

comunicativa; estremamente trasparente; estremamente funzionale; esteticamente efficace.

Tutto questo con il principale scopo di rendere l'uso dei computer più pratico, più

gradevole e soprattutto più semplice.

1.1.2. L’EVOLUZIONE DELL’INTERFACCIA E POSSIBILI SCENARI FUTURI

114

Come accennato prima, il futuro dell’ancora acerba società della conoscenza

sembrerebbe legato da una parte, all’evoluzione delle knowledge technologies, ed in

particolar modo all’evoluzione dell’interfaccia, dall’altra alla naturalizzazione delle stesse

“tecnologie di gestione della conoscenza”, con conseguenze di ordine socio-culturale,

psicologico, ed economico, già ampiamente analizzate nei capitoli precedenti.

Partendo da questa sempre maggiore diffusione e naturalizzazione delle tecnologie

cognitive nella società, e analizzando la ricerca in questo settore, si può osservare come il

futuro dell’interfaccia grafica, e indirettamente quindi della knowledge society, possa essere

principalmente dettato da una nuova area di ricerca, “l’interpretazione incarnata

(embodied interaction), che mira a rendere l’interazione con la macchina il più possibile

simile a quella che ciascuno di noi ha all’interno di un ambiente reale, attraverso l’utilizzo

della corporeità per facilitarla.

Da qui lo sviluppo di nuovi possibili paradigmi di interfaccia che caratterizzaranno il

futuro della relazione “man-machine-man”: la realtà virtuale, l’affective computer, il

persuasive computing, e l’ambient intelligence. Vediamo di analizzarli.

La realtà virtuale può essere definita come “un ambiente

tridimensionale generato dal computer in cui il soggetto o i

soggetti interagiscono tra loro e con l’ambiente come se fossero

realmente al suo interno” (Riva, 2004). Per “immergersi”

completamente all’interno di una realtà virtuale sono necessari

l’ausilio di un casco, in grado di visualizzare gli ambienti

virtuali e di isolare l’utente dall’ambiente esterno, e di un

sensore di posizione che rileva i movimenti dell’utente e li

trasmetta al computer.

Oggi la realtà virtuale “è un luogo simulato in cui un percettore sperimenta la

telepresenza, intesa come l’esperienza della presenza di un ambiente attraverso un mezzo

cibernetico di comunicazione” (Riva, 2002).

In questa direzione bisogna distinguere la realtà virtuale “condivisa” (in cui sono

presenti contemporaneamente più utenti che interagiscono tra loro), da quella, viceversa,

“non condivisa”.

Evoluzione della realtà virtuale sono poi la realtà mista, dove reale e virtuale si

integrano e si fondono insieme, e la realtà aumentata, dove l’utente, che interagisce in un

115

ambiente reale, può a suo piacimento visualizzare elementi virtuali che integrano la sua

percezione del reale e lo supportano nell’interazione151
.

I settori applicativi della realtà virtuale sono tra i più disparati: dall’ambito medico, a

quello militare, dal settore sportivo a quello formativo, ed altri ancora.

È un’area molto florida, basti pensare che i ricercatori stanno già sperimentando e

studiando concetti come ambient intelligence o affective computing, dove macchine

cognitive “intelligenti” potranno interagire con gli esseri umani giocando sulle

caratteristiche emotive, persuasive, percettive e cognitive, proprie dell’uomo; o ancora si

stanno realizzando computer indossabili (wearable computer), capaci di integrarsi

pienamente in modo trasparente con le nostre attività quotidiane.

L’affective computing descrive quell’area di studi volti alla progettazione di

macchine cognitive capaci di riconoscere, esprimere, e comunicare emozioni. Se è vero che

le emozioni costituiscono una dimensione primaria dell’esistenza umana, in quanto sono

dispositivi relazionali e di adattamento, ed il sistema emotivo può essere definito come

interfaccia nella mediazione fra il soggetto e l’ambiente152

, ecco che l’affective computing

diviene estremamente importante per comprendere le emozioni dell’utente e adattare ad esse

l’interfaccia, oppure per far comprendere al soggetto, attraverso specifici canali emotivi,

come utilizzare l’interfaccia.

La “captologia” (captology) o persuasive computing invece, è la progettazione di

interfacce e tecnologie interattive in grado di persuadere e modificare gli atteggiamenti e i

comportamenti degli individui.

In questa direzione, nel 2003, Fogg, descrisse sette modalità attraverso cui un

computer potrebbe diventare persuasivo nei confronti di un essere umano:

1. la semplificazione (reduction technology): semplificare operazioni complesse mediante

opportune interfacce;

2. l’indirizzamento (tunneling technology): indirizzare il soggetto in compiti in cui poi si

sentirà costretto a completarne le tappe (ad esempio, l’iscrizione ad un sito web

comporta una serie di operazioni non direttamente correlate al compito);

151

Si pensi ad alcune operazioni chirurgiche effettuate grazie all’ausilio della realtà virtuale aumentata.

152

Anolli, 2002.

116

3. la personalizzazione (tailoring technology): il medium fornisce informazioni

personalizzate per convincere il soggetto ? psicologia della persuasione:

un’informazione contestualizzata è più efficace di una generica;

4. il suggerimento (suggestion technology): al momento propizio il medium fornisce al

soggetto un suggerimento in modo che possa attivare uno specifico comportamento;

5. l’automonitoraggio (self-monitoring technology): il medium monitorizza una specifica

caratteristica del soggetto fornendogli un riscontro, soddisfacendo il naturale bisogno

dell’uomo di autocomprendersi;

6. il monitoraggio (surveillance technology): uso di tecniche di osservazione del

comportamento per indurre dei cambiamenti nelle persone consce di essere

monitorate;

7. il condizionamento (conditioning technology): uso dei principi del condizionamento

operante per modificare il comportamento degli individui.

Infine, in un futuro non molto lontano, si dovrà parlare di ambient intelligence: un

ambiente digitale “consapevole” della presenza dell’utente e del contesto in cui si trova, in

grado di comprendere le caratteristiche e i bisogni dell’ utente stesso. Il concetto su cui si

basa questo paradigma di ricerca, è strettamente legato a quello di iperrealtà (hyperreality),

già descritta precedentemente.

Attraverso un “ambient intelligence” strutturato in modo da riuscire a percepire le

diverse caratteristiche del soggetto, si possono modellare il comportamento, gestire la

sicurezza dell’utente ed assicurare la qualità del servizio percepito dal soggetto stesso, e

soprattutto interagire con lui.

L’interazione dovrebbe avvenire tramite gesti, comandi vocali o tattili, sostituendo

così tastiera e mouse.

Un accenno a parte, nell’introdurre il prossimo paragrafo, merita il concetto di

“transumanesimo”. Il transumanesimo si configura come un approccio totalmente nuovo

117

alla futurologia e si basa sul concetto che l’essere umano non è il prodotto finale della nostra

evoluzione, ma ne rappresenta solo una tappa.

In questo progresso inesorabile verso la condizione “post-umana”, teorizzata in diversi

ambiti (dalla fantascienza alle scienze cognitive, dalla futurologia alle nanotecnologie), si

passerà inevitabilmente attraverso uno o più stadi intermedi: il termine “transumano” sta

proprio a indicare questa accezione di un “umano transizionale”, ovvero di un essere

senziente, descritto in origine dal futurologo F.M. Esfandiary153

come un passo

nell’evoluzione verso una condizione di “post-umano”.

Il transumanesimo può essere descritto come

un’estensione dell’umanesimo, dal quale è

parzialmente derivato e col quale condivide un

ampio

retroterra

concettuale

(fondato

sull’importanza del singolo essere umano, del

pensiero razionale, della libertà, della tolleranza,

della democrazia e del rispetto delle libertà

individuali). Rispetto all’umanesimo tuttavia, il

transumanesimo enfatizza le capacità di progresso e

miglioramento del genere umano, rivelando per

questo ulteriori affinità con il futurismo e

sottolineando l’importanza della relazione con le

macchine cognitive.

Da qui il valore nel promuovere lo sviluppo della

fiducia nel progresso e nelle “tecnologie della conoscenza”, fiducia naturalmente non cieca

e indiscriminata, ma critica, consapevole dei rischi e delle distorsioni come dei vantaggi, ma

capace di incentivare e permettere il cammino dell’uomo e quindi della società in un domani

più evoluto (knowledge society)154
.

2. LA SOCIETÀ DELLA CONOSCENZA

153

Docente presso la New School for Social Research dello stato di New York negli anni Sessanta e poi
fondatore dell’istituto di futurologia “UpWingers”.

154

Si rimanda ad un approfondimento del concetto di “transumanesimo” al di fuori dei contenuti di questa
tesi, per esempio visitando il sito Internet “www.estropico.com”, all’interno del quale sono presenti diversi ed
autorevoli saggi riguardanti l’impatto delle tecnologie di oggi e di domani sulla condizione umana.

118

Gli scenari che si prospettano nel prossimo futuro, sono scenari di una società della

conoscenza matura e consapevole; questo grazie al continuo progresso tecnologico e

scientifico e anche grazie alla naturalizzazione delle nuove tecnologie KMT, processo che già

oggi, in molti settori, può vantare un certo sviluppo.

La conoscenza, che non si identifica con l'informazione (anche se ovviamente non si

può affatto negarne la reciproca complementarità), ma che appare anzi come una delle

principali risorse economiche e sociali del secolo che abbiamo appena iniziato, è un

elemento di arricchimento individuale e collettivo.

Grazie, in gran parte, alle tecnologie che in tempi e modi diversi hanno aiutato a

gestire la complessità dell’informazione e del sapere, la riorganizzazione delle modalità di

“gestione della conoscenza” si delinea oggi come elemento fondante la “società

postmoderna”155

che non trova il suo senso pieno se non in un’inestricabile relazione con la

comunicazione, la cultura della conoscenza, e ovviamente con i mezzi che le fanno da

sostrato:

-

nella società dell’informazione, erano le macchine a gestire automaticamente

l’informazione formalizzata attraverso l’uso di codici predefiniti e a renderne possibile

il trasferimento facile e a basso costo;

-

nella “società della conoscenza” si va oltre: il computer e Internet si fanno carico di

ridurre la difficoltà di interpretazione delle informazioni, agevolarne le aggregazioni,

le elaborazioni e i confronti per favorire lo sviluppo di vera e propria conoscenza156
.

Da un punto di vista prettamente sociologico, lo scenario futuro più probabile

sembrerebbe quello di una “società della conoscenza” in cui ognuno potrà, grazie ai nuovi

media e alle nuove tipologie di interfaccia, scambiare informazioni e comunicare con

155

Nell’ambito della sociologia, si è recentemente sviluppato il concetto di “postmoderno”, da intendersi come
una prospettiva culturale postindustriale e antiutopica, in antitesi ed opposizione ai grandi miti dell’età
moderna come il progresso, la ragione, la rivoluzione ecc…(Kumar, 1995). Tale concetto si delinea altresì
come riconoscimento dell’importanza della comunicazione e dell’informazione come mezzo di scambio, come
accettazione dell’ambivalenza di un processo di disincantamento e di disancoramento da un sistema razionale
e universale di norme e di certezze, come aumento della riflessività sociale e individuale, nonché come
globalizzazione da un lato e frammentazione dall’altro. Anolli, 2002.

156

E. Guidotti, 2003.

119

chiunque, in qualsiasi luogo e riguardo a qualsiasi aspetto della vita (knowledge

management 360°).

Diventerà sempre più possibile trasformare queste informazioni in conoscenze che

potremo poi impiegare per divenire più “efficaci”, più competitivi o più produttivi da un

punto di vista sociale, relazionale, economico, politico, etc. .

Il sociologo spagnolo Manuel Castells parla di una “Network society”: una società,

cioè, che si sposta dall'impostazione sostanzialmente verticale delle burocrazie che hanno

governato l'umanità per millenni, eserciti, stati, grandi aziende, per progredire invece verso

un'organizzazione “a rete”: “le reti sono sempre esistite; la novità sta nelle tecnologie di cui

dispongono, che sono tecnologie elettroniche, Internet, tecnologie informatiche: questi

dispositivi rendono le reti molto più efficienti nel coordinare le loro attività simultanee e nel

decentrare concretamente quello che sono in grado di fare” (Castells, 2001).

In linea con il concetto di rete, è il fattore comunicativo: già oggi, e sempre di più nel

prossimo futuro, saremo in presenza di un pianeta fatto di unità spaziali molto grandi, che

saranno collegate l'un l'altra, tra paese e paese e tra continente e continente, collegamento

che è già visibile oggigiorno, facendosi sempre più stretto. Vivremo in un mondo che

assomiglierà sempre più ad un'unica grande megalopoli157
.

In sintesi si può affermare che le nuove tecnologie di gestione della conoscenza si

naturalizzeranno sempre più nella prassi quotidiana, promuovendo modalità “empowered”

di gestione della conoscenza a 360°, che, partendo dai processi di naturalizzazione e di

“reengineering” tuttora avviati nel mondo del lavoro, in quello della ricerca, ed in parte

nella vita quotidiana, diverrano processi emergenti complessi in grado di produrre profonde

trasformazioni qualitative, attraverso lo sviluppo di sempre più nuovi spazi/tempi

dell’azione organizzativa che in futuro sarà caratterizzata da maggiore complessità ed

astrazione. Si delinerà dunque una knowledge society contraddistinta da un

mercato/comunità della conoscenza ad alto tasso di KMT.

Le esperienze oggi in atto nei vari ambiti forniscono già informazioni interessanti sugli

scenari in formazione anche se esse sono ancora in bilico tra semplici strategie informative,

promozionali, manipolative, o semplicemente replicative dei modelli del passato, in

opposizione ad una vera e propria promozione di modelli organizzativi e culturali nuovi nei

processi di gestione della conoscenza.

157

Castells, 2001.

120

Siamo ovviamente ancora all’inizio ma la partecipazione della psicologia alla

convergenza disciplinare verso l’utilizzo delle “tecnologie della conoscenza via-computer

potrà contribuire alla costruzione di una cultura più evoluta. Il risultato sarà che l’area della

relazione con le macchine cognitive (“man-machine-man”) non potrà più essere

semplicemente demonizzata, esorcizzata nell’artificialità delle relazioni, perché essa a 360°

sarà in grado di divenire strumento di generazione e di riorganizzazione dei processi di

gestione della conoscenza e di invenzione degli spazi di azione organizzativa del “mondo

reale”.

Si prospettano infatti scenari di sviluppo con un’economia-mercato della conoscenza

che presentano caratteristiche e dinamiche di forte innovatività rispetto al passato.

Già oggi Internet è responsabile delle molte trasformazioni in atto158

nell’attuale

società e, nel futuro, con la sua evoluzione, si prospetta diventerà una delle maggiori

“driving forces” che contribuiranno a produrre cambiamenti sociali importanti.

158

Vedi capitolo terzo.

121

COSIDERAZIONI FINALI

Oggi, e sempre di più nel prossimo futuro, la conoscenza, l’informazione, la

comunicazione, sono e saranno elementi importanti e fondamentali per il progresso

dell’umanità.

Nel capitolo quarto, evidenziando l’importanza della relazione con le macchine

cognitive, si è parlato di “digital divide”: in una società che si sta evolvendo come

knowledge society, nessun individuo, e nessuna disciplina, dovrebbe ignorare o demonizzare

le tecnologie via-computer, che anzi permettono, se correttamente usate, la diffusione del

sapere in un ottica sociale di appiattimento delle differenze culturali, sociali e geografiche.

Il diritto all'informazione è quindi un tema che diventa quanto mai attuale. È

auspicabile allora che un'adeguata politica di investimenti in formazione, soprattutto dei più

giovani, consenta di evitare che si formi una casta di eletti, unici depositari di conoscenza e

di know-how159
.

La naturalizzazione delle tecnologie di gestione della conoscenza e di conseguenza il

knowledge management reengineering160

dovrebbero avvenire, come è già accaduto in

campo lavorativo e nel settore della ricerca161

, anche nella vita di tutti i giorni, e ancor più in

quei settori professionali162

che possono contribuire in maniera forte allo sviluppo di una

futura società di knoweldge professional163

, ma che per il momento stentano

nell’abbracciare in modo completo.

È il caso della psicologia, in particolar modo del campo clinico/psicoterapeutico che,

pur essendo “terreno fertile” per lo sviluppo di applicazioni KMT164

, è portavoce di una

159

Nel sondaggio presentato nel capitolo precedente, all’item 22, 44 studenti su 50 hanno sottolineato la
necessità di un’adeguamento del settore formativo universitario rispetto all’impatto delle “tecnologie della
conoscenza” nella società ed in psicologia. Questa ed altre iniziative, ad esempio da parte del sistema
governativo di ciascuno Stato, dovrebbero impedire la formazione di divisioni intra ed extra sociali, tra
individui o collettività, esperti o meno nell’uso delle nuove tecnologie.

160

Vedi capitolo terzo.

161

Vedi capitolo secondo.

162

Prevalentemente di impronta umanistica.

163

Vedi capitolo secondo.

164

“Terapia on-line”, “self-care management on-line”, etc. . Vedi capitolo secondo, terzo e quarto.

122

concezione “knowledge management” di stampo umanistico e legata strettamente ad una

cultura della relazione e del rapporto terapeutico di tipo “face-to-face”.

Nonostante si osservino significativi mutamenti165

in tale atteggiamento

“pregiudiziale” nei confronti delle nuove tecnologie, riscontrabili prevalentemente nella

nascita di nuove branche di studio che analizzano le influenze prodotte sul singolo e sulla

collettività, o di timidi tentativi di istituire risorse terapeutiche o consulenziali via-Web, la

psicologia resta ancora una di quelle poche aree tuttora fortemente contrarie a pratiche on-

line d’incontro col paziente166
.

Lo dimostrano gli stessi dati riportati dal sondaggio presentato nel capitolo quarto:

circa la metà del campione intervistato si schiera contro l’impiego delle “tecnologie

cognitive” in ambito clinico, cifra ancora importante se si pensa che gli studenti, quando

interpellati invece come “cittadini” e non come “futuri psicologi”, rispondo

ottimisticamente circa l’impatto KMT nella società.

Se da un lato la società sta cambiando, e con essa le abitudini, i comportamenti, le

identità, le percezioni, le relazioni di tutti noi, è dunque importante non sottovalutare il

rapporto uomo-macchina167

, inteso nei termini di progresso non solo scientifico ma anche e

soprattutto umanistico, riferendo questo concetto alla sua originaria e più vera accezione di

sapere razionale, legato all’importanza dell’essere umano e della sua libertà.168

Non a caso infatti, nel descrivere le trasformazioni indotte dalle nuove tecnologie

nella società, ho scelto di utilizzare, con Van Dijk169

, la parola “rivoluzione”, concetto più

volte accostato a quello di Internet, strumento che addirittura si potrebbe ritenere

rappresentante e segno del presente (e futuro) momento storico, avendo la sua ideazione e

concretizzazione così pesantemente influenzato ogni dimensione della vita.

Ma non finisce qui. C’è chi sostiene che il Web170

possa diventare, a motivo delle sue

intrinseche e costitutive caratteristiche, supporto primario di un epocale cambiamento

riguardo i più basilari schemi di lettura della realtà e dell’uomo stesso, “retroagendo” così

165

Vedi par. 2.1: “La situazione attuale”, nel capitolo quarto, riguardante il rapporto odierno tra psicologia e
tecnologie di gestione della conoscenza.

166

Il settore sanitario stesso, contrariamente a quello psicologico, in modo sempre più frequente, sta
vvicinando il paziente al medico, attraverso meccanismi comunicativi e di gestione della salute via-Internet.

167

Vedi capitolo quarto.

168

Mi viene in mente la figura di Leonardo da Vinci, scienziato, pittore e scrittore. Egli può essere considerato
vero grande umanista se si pensa che le sue ricerche e le sue attenzioni spaziarono dalla matematica alla
filosofia, dalle scienze naturali all’arte, permettendo così il progresso dell’uomo, senza distinzioni tra sapere
scientifico o umanistico.

169

Van Dijk, 2002.

170

Si potrebbero aggiungere tutte le tecnologie “Computer and Internet based”

123

sullo stesso contesto socioculturale che lo ha partorito in un rapporto di reciproca

interazione produttrice di potenti effetti emergenti.

In questo contesto apparentemente disorientante dunque, le knowledge technologies

potrebbero divenire veicolo di una nuova concezione culturale, permettendo processi di

apprendimento, riorganizzazioni cognitive, relazionali, sociali, e di gestione della

conoscenza e dell’informazione fortemente personalizzati e attivi da parte del singolo e

della collettività, soprattutto facendo perno sulla dimensione sociale, interattiva e costruttiva

della conoscenza171
.

A fronte di una sempre crescente sovrabbondanza di informazioni infatti, le nuove

funzioni, che bisogna faticosamente cercare di costruire, constano nelle capacità di saper

gestire la complessità dei dati costantemente a disposizione in funzione di un particolare

contesto socio-culturale nel quale ci si viene a trovare, di essere costantemente aperti alla

negoziazione ed aggiustamento del proprio sapere, di comprendere diversi punti di vista

nella consapevolezza dei loro limiti e di riuscire quindi a tollerare incertezza e

indeterminatezza circa se stessi ed il proprio ambiente.

Ciascun individuo dovrebbe in questa direzione familiarizzare con le nuove tecnologie

se vorrà approfittare dei benefici della telematica e divenire a pieno titolo cittadino della

“società della conoscenza”.

Internet e le tecnologie KMT sono formidabili mezzi di comunicazione, di

interconnessione e di gestione della conoscenza a livello planetario. Non bisogna lasciarsi

sfuggire l'occasione di tirarne fuori il meglio e di padroneggiarle. Non bisogna subirle

passivamente, ma esserne protagonisti avendo acquisito gli strumenti per farlo. Divenire

dunque, a tutti gli effetti, ciò che più volte ho sottolineato in questa tesi: attori knowledge

professional.

Ha senso dunque schierarsi “pro” o “contro” lo sviluppo tecnologico? Credo di no. Le

stesse persone che si considerano “nemiche” della tecnologia probabilmente non hanno

alcun desiderio reale di rinunciare ai vantaggi che la tecnologia stessa offre (molti dei quali

sono così abituali e “naturalizzati” che non si pensano più in termini di “tecnologia”, si veda

la luce elettrica, il riscaldamento, il frigorifero, il telefono, l’automobile, lo stesso computer,

etc.) .

171

E' evidente come in questa prospettiva, oggi, dato il livello di complessità organizzativa in cui l'uomo si
trova a vivere, solo lo sviluppo di adeguate knowledge technologies può consentire un concreto utilizzo della
conoscenza come modalità per l'accesso alla complessità e alla sua conseguente riduzione.

124

Ancora, ha senso essere “pro” o “contro” Internet? Naturalmente è comprensibile che,

ancora oggi, molti vivano la Rete con fastidio: o perché non hanno le motivazioni adeguate

per intraprendere un cammino apparentemente faticoso e dispendioso da un punto di vista

tecnico; o perché infastiditi dalle fissazioni e dalle esagerazioni dei “tecnomani”; o perché,

se hanno potere nell’economia, nella politica o nell’informazione, temono di perdere una

parte dei loro privilegi.

Anche all’interno dello stesso mondo tecnologico/informatico esistono schieramenti

più o meno visibili: i sostenitori di Windows contro quelli di Unix, i fan di Microsoft contro

quelli di Apple, e via discorrendo172

. In questo turbolento sviluppo non ha senso essere “di

parte”, questi “schieramenti” a mio avviso sono pretestuosi e inutili, ed ostacolano il

difficile processo di capire non se, ma come il progresso tecnologico dovrebbe continuare.

Ognuno di noi, ovviamente, ha diritto ad avere le sue personali simpatie o antipatie, e anche

di cambiarle, ma qualsiasi posizione preconcetta “pro” o “contro” serve solo a confondere le

idee. La via d’uscita è guardare avanti, capire dove sono i nessi che portano a soluzioni

semplici, chiare, utili e coerenti173
.

Alla luce delle considerazioni appena fatte, si può sostenere che è arrivato il momento

di ridurre i pregiudizi e allentare opinioni o idee troppo radicate per lasciare il posto a

prospettive più analitiche. Sebbene permangano i rischi legati ad un utilizzo spropositato dei

nuovi media, si dovrebbe cercare di andare oltre i giudizi eccessivamente apocalittici e

catastrofici, uscire dal binomio rischi/opportunità e ridurre lo scetticismo e l’atteggiamento

di retroguardia nei confronti delle nuove tecnologie, per arrivare finalmente a progettare la

società di domani intervenendo concretamente con sperimentazioni e iniziative.

È quanto ho sottolineato nel capitolo precedente circa il rapporto tra psicologia e

tecnologie di gestione della conoscenza. Il mondo della psicologia (ma non solo) dovrebbe

abbracciare le potenzialità offerte dalle nuove “macchine cognitive”, non soltanto in

un’opera di miglioramento delle attività di organizzazione del lavoro (“back office”), ma

anche in quelle di “front office” (quali la “terapia on-line”) in cui un “empowerment via-

172

Di questi “schieramenti”ne parlava Umberto Eco alcuni anni fa affermando, in un famoso articolo, che: “il
Mac è cattolico, il Dos protestante e Unix talmudico
”.

173

Ci sono cose su cui è bene essere “schierati” con determinazione e senza cedimenti: la libertà di opinione e
di espressione, il diritto alla riservatezza, i valori della diversità, l’indispensabile gerarchia che vuole sempre le
tecnologie al servizio dell’uomo (e dell’ambiente in cui viviamo) e mai viceversa. Ma servire con continuità e
determinazione questi principi significa tenersi fuori dalle dicotomie buono/cattivo, giusto/sbagliato
pro/contro, etc., che tutto fanno fuorché aiutare a capire.

125

computer” dello psicologo potrebbe essere molto redditizio nella relazione con il

cliente/paziente.

Questo in aggiunta naturalmente ad un incremento dell’attenzione nell’analizzare le

knowledge technologies a tutti i livelli: sociale, cognitivo, comunicativo, lavorativo, etc.,

creando eventualmente nuovi strumenti d’indagine, oppure migliorando, per mezzo delle

risorse che le sono proprie, le stesse tecnologie o il rapporto di queste con la società.

Grazie anche al contributo della psicologia dunque, il “fenomeno Internet/tecnologie

KMT” potrà trasformarsi in una rivoluzione culturale compiuta, e solo così si potrà entrare, a

pieno titolo, nella knowledge society.

“Come il Pc, Internet è un'onda gigante che si andrà a infrangere sull'industria del computer portandosi via

quelli che non impareranno a nuotare.”

Bill Gates

126

APPENDICE

1.

SONDAGGIO

2.

LINEE GUIDA PER LE PRESTAZIONI VIA-INTERNET E A DISTANZA

127

Sondaggio

Il presente sondaggio viene somministrato in forma
anonima. Il campione è costituito integralmente da
studenti di psicologia. I dati raccolti verrano utilizzati
esclusivamente ai fini della tesi di laurea in psicologia:

Knowledge technologies e processi di
naturalizzazione:

knowledge

management

reengineering

nel pieno rispetto della legge sulla protezione dei dati
personali.

128

? M ? F Età =

A. L’IMPATTO DELLE NUOVE “TECNOLOGIE DI GESTIONE DELLA CONOSCENZA”
NELLA SOCIETÀ

L’attuale diffusione di Internet sta aprendo la strada allo sviluppo di molteplici
applicazioni e di numerose tecnologie definite “tecnologie di gestione della conoscenza
(knowledge technologies). La diffusione di queste tecnologie pone alla ribalta il
problema del rapporto uomo-macchine cognitive. Esse permettono infatti di
amministrare la conoscenza e l’informazione a 360°, in qualsiasi momento e in
qualunque campo del sapere, dal lavoro al tempo libero, dallo studio alla
comunicazione, dalla salute psico-fisica alla cultura e alla ricerca, innescando e
sostenendo modalità di empowerment individuali, di gruppo, organizzativi ed anche
sociali.

1. Che tipo di tecnologia di gestione della conoscenza possiede? (è possibile segnare più di
una risposta)

? Computer.

? Internet.

? Internet veloce (adsl o superiore).

? Telefonino.

? Smart Phone (cellulari di ultima generazione).

? Pda (palmare).

? Nessuna.

2. Quale tra le seguenti tecnologie di gestione della conoscenza usa con più frequenza?

(segnare solo la tecnologia più utilizzata)

? Internet.

? Computer.

? Telefonino/ Smart Phone.

? Palmare.

129

3. Principalmente, per cosa? (è possibile segnare più di una risposta)

? Lavoro.

? Tempo libero/svago.

? Gioco.

? Comunicazione.

? Studio.

? Altro ………………………………………………………………………….………………

4. Utilizza internet?

? Sì.

? No.

5. Se sì, principalmente, per cosa? (è possibile segnare più di una risposta)

? Lavoro.

? Tempo libero/svago.

? Gioco.

? Comunicazione.

? Studio. ? Altro …...……………………………………..

6. Se no, perché? (è possibile segnare più di una risposta)

? Non ho tempo.

? Non lo ritengo utile e preferisco utilizzare i canali di gestione della conoscenza “tradizionali”.

? E’ troppo costoso.

? Non so come si usa e avrei bisogno di un corso di formazione.

? Altro ………………………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………………………………...
…………………………………………………………………………………………………...
…………………………………………………………………………………………………

130

7. Ritiene importante per la società lo sviluppo e la diffusione a 360° (dall’ambiente
lavorativo a quello domestico, scolastico e del tempo libero) delle nuove tecnologie
di gestione della conoscenza
?

? Sì.

? No.

? Altro ………………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………

8. Se sì, in che termini?

? Sì, le tecnologie di gestione della conoscenza sono fondamentali, la società dipende ormai da esse.

? Sì. le tecnologie di gestione della conoscenza sono necessarie ma è rilevante mantenere una certa
indipendenza dalle stesse.

? Sì, ma le tecnologie di gestione della conoscenza non sono necessarie, la società fruisce delle
knowledge technologies ma prescinde da esse.

? Altro ……………………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………

9. Se no, in che termini?

? No, le tecnologie di gestione della conoscenza non sono molto importanti, la società può farne a
meno.

? No. Le tecnologie di gestione della conoscenza si possono diffondere ma è fondamentale porre dei
limiti alla loro diffusione e al loro sviluppo per salvaguardare l’integrità dell’essere umano e della
società.

? No, le tecnologie di gestione della conoscenza sono pericolose, la nostra società deve farne a
meno.

? Altro ……………………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………

131

10. Qual è il suo atteggiamento nei confronti dello sviluppo, della diffusione e della
naturalizzazione delle tecnologie di gestione della conoscenza nella società?

? Positivo. Migliorano, semplificano e permettono una maggiore diffusione della conoscenza e
dell’informazione.

? Negativo. Impoveriscono le relazioni sociali e la comunicazione face to face.

? E’ superfluo porsi il problema.

? Altro ……………………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………

11. Qual è il suo personale bilancio circa l’impatto delle tecnologie di gestione della
conoscenza
nella società?

? Molto positivo. ? Abbastanza positivo.

? Poco positivo. ? Negativo.

? Altro ……………………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………

B. L’IMPATTO DELLE NUOVE “TECNOLOGIE DI GESTIONE DELLA CONOSCENZA” IN

PSICOLOGIA

Con lo sviluppo delle tecnologie di gestione della conoscenza e principalmente di
Internet, si stanno diffondendo applicazioni di e-Learning, di servizi di counseling, di
web marketing, di e-Business, di e-Goverment, etc. . E’ esploso dunque anche in
psicologia un processo di e-everything che ha coinvolto ogni ambito disciplinare e che
dà la possibilità di effettuare counseling, psicoterapia on-line, ricerca, attraverso
diversificati canali: chat, forum, e-mailing, videoconferenza. Tali terapie e consulti on-
line vengono definiti di “self-care management”g, termine che descrive la possibilità da
parte dei singoli individui di gestire autonomamente la propria conoscenza e la propria
salute psico-fisica attraverso l’ausilio della Rete.

12. E’ a conoscenza della possibilità di poter sviluppare processi di “self-care
management”
in psicologia attraverso Internet?

? Sì. ? No. Non ne ero a conoscenza.

132

13. Se sì, in che termini?

? Solo psicoterapia on-line attraverso chat, forum, videoconferenza, e-mailing.

? Solo consulenza on-line attraverso chat, forum, videoconferenza, e-mailing.

? Solo ricerche di ordine informativo circa argomenti e problematiche legate al mondo della
psicologia.

? Tutte le tematiche.

? Ne ho sentito solo parlare e non saprei dire con esattezza cos’è il “self-care management”.

14. Ne ha mai fatto ricorso?

? Sì. Almeno una volta.

? Sì. Qualche volta.

? Sì. Spesso.

? Sì. Ogni qual volta sento il bisogno di un sostegno psicologico.

? No, mai.

15. Se sì, principalmente per cosa? (è possibile segnare più di una risposta)

? Formazione.

? Cultura personale.

? Consulenza on-line.

? Psicoterapia on-line.

? Altro ………………………………………………………………………………………….

16. Attraverso quali canali ha avuto esperienza di “self-care management”? (è possibile
segnare più di una risposta)

? Chat. ? Videoconferenza.

? Forum di discussione, blog. ? Siti Internet.

? E-mailing.

133

17. E’ a conoscenza delle normative previste dall’ordine degli psicologi italiani e/o
dell’A.P.A. circa la regolamentazione della psicoterapia on-line?

? Sì. Da diverso tempo (qualche mese o più).

? Sì. Da poco tempo (qualche settimana o meno).

? No.

18. Se sì, ritiene siano giuste o debbano essere modificate?

? Sono giuste.

? Devono essere modificate. Perché? …………………………………………………………

19. Ritiene che la “terapia on-line” sia uno strumento rilevante per lo psicologo e per chi
ne usufruisce?

? Sì, cambiando il setting terapeutico, la “terapia on-line” diventa uno strumento fondamentale e
importante, sostitutivo di una terapia “classica” face to face.

? Sì, fondamentale. Ma deve essere usato con moderazione.

? Sì. Ma deve essere sempre legato ad una terapia face to face, mai come strumento a sé.

? No, cambiando il setting terapeutico, la terapia perde di efficacia.

? No. Perché? …………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………

20. Ritiene che in futuro gli psicologi utilizzeranno sempre di più le tecnologie d
gestione della conoscenza
?

? Sì, sempre di più.

? No, sempre di meno.

? Probabilmente la situazione resterà stabile.

? Altro ……………………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………

134

21. Cosa cambierà nel futuro rispetto alla professione di psicologo con lo sviluppo e la
diffusione sempre più importante delle nuove tecnologie di gestione della
conoscenza
? (è possibile barrare più di una risposta).

? Diminuiranno i consulti face to face/ aumenteranno le terapie on-line.

? Nasceranno nuove branche della psicologia legate all’evolversi delle knowledge technologies.

? La figura di psicologo assumerà un’importanza sempre maggiore.

? Particolari software “sostituiranno” la figura dello psicologo.

? Non vi saranno cambiamenti significativi rispetto alla situazione presente.

? I cambiamenti saranno soprattutto qualitativi.

? I cambiamenti saranno soprattutto quantitativi.

? Altro ………………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………

22. Ritiene di possedere le competenze per poter gestire i processi di trasformazione che
stanno attraversando la società con lo sviluppo delle tecnologie di gestione della
conoscenza
?

? Sì.

? No. Avrei bisogno di maggiori informazioni e/o di un corso di formazione. Ritengo che
l’Università dovrebbe porre maggiore attenzione a queste trasformazioni e preparare al meglio gli
studenti ad affrontarle per quando entreranno nel mondo del lavoro.

? No. Avrei bisogno di maggiori informazioni e/o di un corso di formazione.

? Altro ……………………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………

23. Qual è il suo personale bilancio circa l’impatto delle tecnologie di gestione della
conoscenza
in Psicologia?

? Molto positivo. ? Abbastanza positivo.

? Poco positivo. ? Negativo.

? Altro ………………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………

135

“LINEE GUIDA PER LE PRESTAZIONI PSICOLOGICHE VIA-INTERNET E A DISTANZA”

nelle more di una codificazione deontologica nei termini di cui all’articolo 41 del Codice

Deontologico degli psicologi italiani

PRINCIPI GENERALI

1. I principi etici e le regole di deontologia professionale dello psicologo si applicano anche

nei casi in cui le prestazioni, o parti di esse, vengono effettuate a distanza, via Internet o con

qualunque altro mezzo. L’utilizzo di tali mediazioni per la pratica professionale richiede

particolare attenzione e cautela da parte dello psicologo, soprattutto laddove esse sono non

usuali, innovative o sperimentali e comunque in carenza di conoscenze sulle implicazioni

secondarie del loro utilizzo sia sul piano della teoria e della tecnica professionale, che sul

piano relazionale.

2. La conoscenza del Codice Deontologico è indispensabile per una attenta riflessione sullo

sviluppo dell’intervento professionale dello psicologo, soprattutto nei casi di utilizzo di

mezzi di comunicazione nuovi per tale ambito e nei casi di limitata esperienza

professionale.

3. Ogni nuovo o innovativo mezzo di comunicazione utilizzato nell’esercizio della

professione di psicologo necessita dell’identificazione del profilo delle sue specifiche

caratteristiche e quindi delle sfide professionali che pone sul piano dell’appropriatezza

epistemologica, teorica, tecnica e deontologica.

4. Al momento attuale, in base alla deliberazione n. 19 del 23 marzo 2002 del Consiglio

Nazionale dell’Ordine degli Psicologi Italiani, le pratiche di attività psicodiagnostica e

psicoterapeutica effettuate via Internet potrebbero risultare non conformi ai principi espressi

negli artt. 6, 7 e 11 del vigente Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, ed in tal caso

sarebbero sanzionabili.

136

ASPETTI SPECIFICI

1. SICUREZZA

1.1 Identità degli psicologi

1.1.1 Gli psicologi devono essere riconoscibili in modo da poterne verificare l’identità e il

domicilio.

1.1.2 Gli psicologi associati che sviluppano siti Web devono facilitarne l'identificazione

come siti appartenenti a psicologi iscritti all’Ordine professionale.

1.1.3 Lo psicologo singolo o associato che offre prestazioni via internet è tenuto a segnalare

al proprio ordine professionale di appartenenza l’indirizzo web del sito presso il quale eroga

tali prestazioni.

1.1.4 Gli psicologi sono tenuti a specificare la loro iscrizione all’Ordine professionale. Se

specificano anche l’appartenenza ad associazioni scientifiche devono rendere identificabili e

contattabili tali associazioni e reperibili i relativi statuti.

1.1.5 Dove un servizio è fornito da più psicologi, questo deve essere chiaramente

specificato. In ogni caso deve essere identificabile l’autore della prestazione.

1.1.6 Se i professionisti coinvolti afferiscono a professionalità diverse queste devono essere

chiaramente identificabili. Nel sito web in cui vengono offerte prestazioni psicologiche

devono essere fornite informazioni relative alle norme professionali e al codice

deontologico vigenti, ed alle modalità di consultazioni dei medesimi.

1.2 Identificazione degli utilizzatori

1.2.1 Di norma va richiesta l’identificazione dell' utente.

1.2.2 Anche nei casi in cui una data prestazione preveda in generale la possibilità di

garantire l'anonimato dell' utente, lo psicologo deve sempre valutarne la compatibilità caso

137

per caso. La garanzia dell’anonimato dovrà comportare sempre, da parte dello psicologo,

l’adozione di precauzioni supplementari, in relazione anche alla possibilità che gli

utilizzatori possano necessitare di specifiche tutele o avere uno specifico stato giuridico (per

esempio un minore).

1.2.3 Gli psicologi che garantiscono l’accesso anonimo a prestazioni professionali devono

specificare chiaramente quali prestazioni sono compatibili con l’anonimato e quali non lo

sono.

1.2.4 Le prestazioni professionali che garantiscono l’anonimato sono allo stesso modo

soggette alle regole sul consenso informato ancorché acquisibile solo con un identificativo

del cliente.

1.2.5 Le prestazioni professionali a distanza rivolte a minori o a clienti soggetti a tutela

necessitano di particolare attenzione e maggiori misure di sicurezza. Va prestata particolare

attenzione alla autenticità del consenso da parte di coloro che esercitano la potestà

genitoriale o la tutela.

1. 3 Protezione della transazione

1.3.1 Gli psicologi devono accertarsi della sicurezza delle transazioni, comprese le

operazioni finanziarie, e della riservatezza delle informazioni psicologiche e personali,

anche attraverso l’utilizzo di tecnologie finalizzate.

1.3.2 Va comunque ricercata la massima sicurezza sul sito Internet, sulla linea telefonica o

su altri mezzi elettronici utilizzati, attraverso idonea strumentazione (hardware e software) e

compreso l' uso dei servizi cifrati. 1.3.3 I livelli di sicurezza devono essere sempre

aggiornati.

138

2. RISERVATEZZA

2.1 Riconoscimento dei limiti

2.1.1 Gli psicologi devono assicurarsi che gli utenti siano informati sulla legislazione

relativa alla protezione di dati su qualsiasi tipo di supporto siano registrati, alla

comunicazione delle informazioni e sui limiti alla riservatezza, per esempio nei casi in cui

ricorre obbligo di referto o di denuncia.

2.1.2 Gli utenti vanno informati circa i dati custoditi e i loro diritti su di essi.

2.2 Conservazione dei dati

2.2.1 Le regole sulla custodia dei dati e delle informazioni si applicano anche per le

prestazioni a distanza per qualsivoglia tipologia di supporto o tecnologia venga utilizzata.

2.2.2 Gli psicologi devono tenere conto della possibilità che l’interazione attraverso mezzi

telematici può comportare la registrazione e la memorizzazione delle informazioni anche da

parte dell’utente.

3. RELAZIONE CON LE CARATTERISTICHE DI SPECIALI SERVIZI OFFERTI DA INTERNET

3.1 Gli psicologi che offrono prestazioni a distanza devono tenere conto che il servizio è

utilizzabile anche al di fuori dei confini nazionali e che gli utenti possono afferire a

nazionalità, etnie, religioni, costumi e riferimenti normativi disomogenei rispetto a quelli del

professionista, nonché del fatto che regolamentazioni diverse (o assenti) della professione di

psicologo in altre nazioni possono indurre aspettative inadeguate, incongrue o errate da

parte dell’utilizzatore.

139

4. APPROPRIATEZZA

4.1 La ricerca di base

4.1.1 In considerazione del rapido sviluppo dei sistemi di comunicazione e delle ricadute di

questi sulla pratica professionale a distanza, gli psicologi devono utilizzare con cautela

soprattutto quelli ancora mancanti di una base di ricerca consolidata.

4.1.2 È un dovere professionale dello psicologo che opera a distanza di informarsi sulle

caratteristiche e sui limiti dei mezzi utilizzati e di tenere conto della ancora ridotta

disponibilità di informazioni sulle differenze con l’interazione diretta.

4.1.3 Lo psicologo tiene conto dei limiti della propria competenza sugli strumenti e sulla

tecnologia che utilizza e, conseguentemente, attiva servizi ed intraprende solo attività

compatibili con tali limiti.

5. COMPITI DEGLI ORDINI TERRITORIALI

5.1.1 È opportuno che ciascun Ordine territoriale tenga un registro aggiornato dei siti in cui

gli iscritti offrono prestazioni psicologiche.

5.1.2 È opportuno che ciascun Ordine territoriale istituisca un gruppo di studio allo scopo di

monitorare le attività psicologiche svolte, via internet e a distanza, nel proprio territorio di

competenza.

140

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Negroponte ha fondato il “MediaLab”, laboratorio interdisciplinare altamente

innovativo orientato esclusivamente sullo studio e la sperimentazione delle forme

future della comunicazione umana, dall’istruzione all'educazione. I suoi programmi

includono: la televisione di domani, la scuola del futuro, i sistemi d'informazione e

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tecnologia” del sito dell’omonima testata giornalistica)

www.davhp.da.ru (pagina Web personale sviluppata con il contributo del Prof. C. A. Ricci,

dove sarà possibile consultare la tesi in formato HTML, nonché altre tematiche e

ricerche legate al mondo della psicologia)

www.digital-business.it (sito dell’omonima rivista specializzata in tecnologie digitali)

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www.ebay.it (sito dell’omonima casa d’aste “virtuale”)

www.ecn.org (spazio di visibilità su Internet nato per mettere in relazioni “il popolo della

Rete” con i soggetti attivi nel mondo dell’autogestione, sottolineando l’importanza

dell’accesso libero ed indipendente ai mezzi di comunicazione; per il concetto di

gestione della conoscenza 360°)

www.electronetmodena.it (per la definizione di GPS)

www.emergingcommunication.com (sito Web dove è possibile scaricare alcuni volumi

sulla comunicazione e le nuove tecnologie)

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www.friendster.org (sito d’incontro on-line)

www.gandalf.it (sito Internet ricco di saggi, pensieri, ed informazioni sulla Rete e sulla

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www.google.it (motore di ricerca grazie al quale ho costruito buona parte della bibliografia

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www.i-dome.com/statistiche-in-pillole (per i dati statistici circa la diffusione delle

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nella società; “mediamente” è un esempio importante di “biblioteca digitale”)

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www.neural.it (sito dell’omonima rivista specializzata in tecnologie digitali e nuovi media)

www.numedionline.it/numedi/document/borgo.html (per il concetto di psicoterapia on-

line)

www.paviaquarto.it/pedagogia/tecprcon.ppt (pedagogia e nuove tecnologie, e-Learning)

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www.psicolab.net (sito laboratorio di psicologia)

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www.pro-digi.org (sito Internet che raccoglie informazioni e saggi sull’importanza delle

nuove tecnologie KMT nella società)

www.psy.it (sito dell’Associazione dell’Ordine degli Psicologi Italiani)

www.psychomedia.it (portale di psicologia)

www.psyconline.it (altro portale di psicologia, dove sono presenti articoli riguardanti la

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www.ra.camcom.it/fetchattach.php?F=cns.pdf (per il concetto di “Carta Nazionale dei

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www.repubblica.it/copertine/scienza_e_tecnologia/copertina.htm?ref=hphead

(area

“scienza e tecnologia” del sito dell’omonima testata giornalistica)

www.salus.it/psicologia (portale di medicina e psicologia)

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www.scienzaonline.com/informatica/domotica.html (per il concetto di domotica e di

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www.sesa.it (sito del Gruppo Sesa, che, in collaborazione con IBM, offre servizi I&CT alle

piccole e medie aziende; il Gruppo Sesa è il “player” globale leader nel mercato

I&CT italiano)

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www.tecnoteca.it (sito in cui è possibile approfondire tematiche riguardanti le nuove

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www.unicatt.it/docenti/ricci (sito del Prof. C. A. Ricci)

www.unicatt.it/docenti/riva (sito del Prof. G. Riva)

www.virgilio.it (motore di ricerca italiano)

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