Giuliana Fassina Eugenio Ragazzi

LEZIONI DI
FARMACOGNOSIA
DROGHE VEGETALI
Seconda Edizione
CEDAM
CASA EDITRICE Don ANTONIO MILANI
1995
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In copertina:
Il Ginkgo bilo ba, unica specie vivente di una classe di Gimnosperme note
come fossili. è oggi una interessante fonte di sostanze farmacologìcamente
attive.
PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA
© Copyright 1995 by CEDAM - Padova
ISBN 88-13-19098-0
A norma della legge sul diritto d'autore e del codice civile è vietata la ripro-
duzione di questo libro o dì parte di esso con qualsiasi mezzo, elettro-
nico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro.
Stampato in Italia - Printed in Italy
Fotocomposizione e stampa: Bertoncello Artigrafiche, Cittadella (PD) - 1997
PREFAZIONE
La farmacognosia è la conoscenza e lo studio, sia afine terapeutico, sia di
ricerca, di prodotti naturali difiniti droghe, provenienti dal mondo vegetale e ani-
male. La moderna farmacognosia si diffirenzia nettamente da quella del paSStlto,
basata prevalentemente sul riconoscimento delle caratteristiche moifologiche delle
drogbe. Grazie alle attuali tecniche analitiche è possibile infatti determinare facil-
mente quali e quanti principi attivi siano contenuti nei prodotti naturali. Non al-
trettanto semplice si presenta la valutazione farmacologica e il possibile impiego in
terapia delle droghe. A causa della complessa composizione, delle molteplici so-
stanze che si ritrovano nella struttura dei tessuti vegetali e animali: risulta critico
definire quale sia il principio attivo fondamentale e quali invece quelli secondari,
provvisti di azione simile od anche opposta. Solo un approccio farmacologico è in
grado di discriminare la possibilità di interazioni, positive o negative, tra i diversi
principi attivi presenti insieme in una stessa droga, nonché di prevedere le in/era-
zioni tra piI< droghe o altri formaci assunti contemporaneamente. Non di minore
importanza è il ricordare che il prodotto naturale è dotato anche di una particolare
identità farmacocinetica, di cui occorre sempre tenere conto in vista delt applica-
zione terapeutica.
Alla luce di queste considerazioni, lo studio dellafarmacognosia vegetale as-
sume un significato specifico e richiede competenze farmacologiche complete e ap-
profondite. Il presente volume si rivolge agli studenti della Facoltà di Farmacia,
con l'intento di suggerire un panorama globale sugli aspetti pii(. salienti della far-
macognosia vegetale. Il farmacista necessariamente si trova a dover svolgere un
ruolo determinante nell'utilizzo dì principi attivi di origine vegetale, soprattutto se
si guarda alla rinnovata fiducia con cui la popolazione si rivolge ai cosiddetti «ri-
medi naturali». llfarmacista deve quindi essere preparato agiudicare l'efficacia te-
rapeutica dei preparati a base di componenti vegetali, deve saper fornire suggeri-
menti e indicazioni specifìche all'uso corretto di detti rimedi, ma soprattutto deve
mettere in guardia da un abuso degli stessi. Non è infatti a tutti noto che un uso in-
competente di droghe vegetali non è quasi mai esente da manifestazioni tossiche,
talora anche gravi.
Una particolare attenzione è stata rivolta alla presentazione delle droghe vege-
tali incluse nel volume Droghe vegetali e preparazioni (1991) della Farmaco-
pea Italiana, ma sono state anche privilegiate alcune categorie di droghe che attual-
mente sono attentamente considerate quali fonti di nuovi principi farmacologici
potenzialmente sviluppabili in terapia. La moderna farmacologia è oggi Sempre
VI PREFAZIONE
più rivolta al mondo vegetale, oltre che a quello animale, per scoprire farmaci ca-
paci dzjormre una valida risposta a molte esigenze mediche; in tal modo l'uso delle
droghe sta uscendo da un livello essenzialmente empirico e sta avviandosi verso un
orizzonte molto piu completo ti oggettivo.
Un particolare ringraziamento viene n'volto al pro] Enrico Ragazzi per l'at-
tenta revisione di alcune parti del presente volume in particolare degli aspetti teeno-
logico{armaceutici relativi a numerose droghe considerate.
G.F.
E.R.
\
\
INDICE
PREFAZIONE ................................................... pago
CAP. I
CAP. II
FARMACOGNOSIA GENERALE
(di Giuliana Fassina) ........................•.......
Introduzione .................................... .
Principi attivi delle droghe e loro biogenesi ... .
Produzione delle droghe vegetali ............... .
Variabilità nella attività di una droga .......... .
Preparazione e conservazione .................. .
Analisi e controllo di qualità ................... .
Controllo di attività delle droghe .............. .
La moderna ricerca farmacognostica ........... .
DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI
(di Eugenio Ragazzi e Alessandro Chine/lato) .•....•.....
Monosaccaridi
Oligosaccaridi
Polisaccaridi .................................... .
Polisaccaridi omogenei ...................... .
Polisaccaridi eterogenei ..................... .
Droghe contenenti carboidrati e acidi organici a
breve catena .................................. .
CAP. III DROGHE CONTENENTI DERIVATI DI ACIDI GRASSI
(di Eugenio Ragazzi e Guglielmina Fro/dl) ...••....•..•.
Lipidi ........................................... .
Acidi grassi ..................................... .
Gliceridi ................................ , ....... .
Cere ............................................. .
Glicoresine ...................................... .
Altre droghe contenenti lipidi .................. .
CAP. IV DROGHE CONTENENTI SAPONINE
(di Eugenio Ragazzi e Guglielmina Fro/dl)
pago
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91
VIlI
INDICE
INDICE
IX
Saponine steroidiche ... . . ..... . ....... ... ...... . pago 95 CAP. IX EICOSANOIDI DI ORIGINE VEGETALE
- Saponine terpenoidi . . ............ . ............. .
"
98 (di Eugenio Ragazzr) ....•. . . . .............. .. ........ pago 311
, CAP. V DROGHE A PRINCIPI ATTIVI STEROIDICI
I derivati dell'acido arachidonico .. .... .. . ..... .
,.
311
(di Eugenio Ragazzi e Guglielmina Froldz) ... . . . . . ..... . pago 109
Evoluzione della ricerca . ... . . ..... . . .. . . ....... . » 316
Steroli . .. ......... . ............ . ... . . .. . . ...... .. . })
111
Prostanoidi di origine vegetale . . . .. . . ...... .... . » 318
Glicosidi cardiocinetici . .............. .. ........ . })
113
Enzimi biosintetici presenti nei vegetali . . .. ... . »
319
CAP. VI DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE
(di Guglielmina Froldi e Eugenio Ragazzz) . . .. ..... .. . . .
Essenze e resine .. .... . . .. . . . ... . . . . .. ... ... .... .
'. Essenze e resine terpeniche .................... .
Essenze e resine fenoliche ......... . . .. ........ ..
Droghe ad essenze e resine terpeniche ........ . .
Droghe ad essenze e resine fenoliche ... ... . ... .
CAP. VII DROGHE A PRINCIPI FENOLICI E POLIFENOLICI
(di Eugenio Ragazzi e Guglielmina Fra/dI) . ...........•.
Droghe ad antrachinoni .. ........ .... .. . ...... ..
. Droghe contenenti flavonoidi . . .. ... .... . .... . . .
Droghe contenenti antocianidine . . . .. .. . . . .. .. .
pago 139
» 139
})
140
» 143
» 147
})
161
pago 171
})
171
» 189
» 194
Studi specifici sul contenuto in prostanoidi e
enzimi biosintetici in singole specie vegetali .
Acidi grassi di origine vegetale quali inibitori
dell' attività ciclo- e lipossigenasica .. ... . . . .. . .
Altre droghe vegetali contenenti inibitori della
ciclo- e lipossigenasi ... . . ............ . . ....... .
CAP. X ANTITUMORALI DI ORIGINE VEGETALE
(di Eugenio Ragazzr) . . .. .. . . . . .......•. ... ... . .. . , ...
Future prospettive dell'impiego di tossine di ori-
gine vegetale con proprietà antitumorali ..... .
I
CAP. XI DROGHE CONTENENTI GLUCOSIDI CIANO GENETICI
(di Alessandro Chine/lato e Luisa Pandolfo) ... .. .. . ... . .
» 321
» 325
» 329
pago 333
» 343
pago 347
~ Droghe ad arbutina ............... ... .......... .. » 194 CAP. XII DROGHE CONTENENTI GLUCOSIDI SOLFORATr
Droghe a glucosidi della serie salicilica ........ . » 197
(di Alessandro Chine/lato e Luisa Pandoifo) pago 351
Droghe a derivati della floroglucina .... . ..... . .
Droghe a tannini ..... .. .. . ...... .. .... . ... . .... .
Droghe contenenti cumarine .. . .... .. .... . ..... .
CAP. VIII DROGHE CONTENTI ALCALOIDI
(di Luisa Pandoifo e Alessandro Chineilato) .. .......... .
» 198
» 203
» 209
pago 211
CAP. XIII V ARIE
(di Eugenio Ragazzi e Guglielmina Froldl)
CAP. XIV DROGHE CONTENENTI PRINCIPI ALLUCINOGENI
(di Luisa Pandoifo e Alessandro Chindlato) .... ... ..... .
pago 357
pago 363
Alcaloidi diterpenici ... . . . ... . ..... . . .. . . . ..... . . » 218 BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE ..... ...... ..... ............ . .. . .... . pago 371
Alcaloidi steroidici .... .. .. .. . ... . .. . . . . .. . . . .. . .
Alcaloidi a nucleo tropanico ........ . .......... .
Alcaloidi a nucleo imidazolico .... . ............ .
})
222
"
224
» 241
INDICE ANALITICO • • . • ..• . .... . .•• • ..• . •... . .. . .. . . • . • . .. .• .. ..
APPENDICE ICONOGRAFICA DELLE PRINCIPALI DROGHE ....••.•.
pago 373
pago 391
Alcaloidi isochinolinici .......... . .. ... ......... . » 243
9 Alcaloidi a nucleo tropolonico .. . .. . . . . . ... . ... . » 263
• Alcaloidi a nucleo indolico ..... .. ..... .... .... . » 266
\ Alcaloidi a nucleo chino lini co ... . ............. . » 285
Alcaloidi a nucleo piridinico e piperidinico ... . » 292
I Alcaloidi a nucleo purinico ...... ...... ....... .. » 300
Fenetilamine ... . . . . .. .. .. . . ..... .. . .. . . . . .. . . .. . . » 308
LEZIONI DI FARMACOGNOSIA
DROGHE VEGETALI
CAPITOLO I
FARMACOGNOSIA GENERALE
di GIULIANA FASSINA
INTRODUZIONE
Farmaco è qualsiasi sostanza, di origine animale, vegetale o sintetica,
di modificare i processi bidlogici di un organismo vivente e per
questo utilizzata a fini terapeutici. La Farmacognosia è quel particolare set-
tore della Farmacologia che si occupa dello studio delle «droghe ", cioè di
prodotti complessi, di origine vegetale O usati quali farmaci come
tali o comunque sotto forma di prodotti di estrazione grezzi, cioè non pu-
rificati nei singoli componenti attivi. Lo studio di una droga è quindi più
complicato e indaginoso di quello di un farmaco puro, isolato da materiale
animale e vegetale <:> prodotto per sintesi, ché la droga può considerarsi 1'e-
quivalente di un medicamento complesso contenente più di un principio
attivo dqtgto di attività farmacologica, accompagnatqc!a eccipienti natu-
rali che svolgono funzioni e stabilizzanti, danno forma e con-
. sistenza al prodotto e, fatto fondamentale, modulano la farmacocinetica
dei principi attivi, cioè la loro velocità di assorbimento, distribuzione, eli-
minazione e biotrasformazione nell'organismo.
1'attività biologica della droga, animale o vegetale, è da attribuirsi
quindi ad uno o più principi attivi in essa contenuti e alle interazioni che si
verificano non solo tra i principi attivi, ma anche tra questi ultimi e alcune
sostanze presenti nella 'droga e di per sé inattive, ma che sono però capaci
di modificare la comparsa, intensità e durata dell'azione dei principi attivi
utili all'uso terapeutico. Si arriva al punto che, variando il dosaggio della
droga, l'effetto può mutare anche qualitativamentej vedasi il rabarbaro:
eupeptico a basse dosi, è lassativo a dosi elevate, in ragione del sovrapporsi
di due diversi effetti, quello astringente dovuto ai tannini e quello lassativo
proprio ai glucosidi antrachinonici.
Lo studio delle droghe è pertanto molto complesso dato che spazi a
dalla struttura dei tessuti di origine alla natura chimica, biogenesi, identifi-
cazione e dosaggio dei pincipi attivi, alle forme di utilizzazione più efficaci
allo scopo terapeutico. La è in definitiva una discipina che
richiede una base di conoscen'ze diverse: botaniche, chimiche, fisiche, bio-
4 CAPITOLO PRIMO
chimiche e fisiologiche, che però hanno tutte una mira univoca, quella del
loro precipuo significato riguardante gli effetti farmacologici della droga e
la sua applicazione terapeutica.
. Oggi, con il progredire delle conoscenze, la Farmacognosia ha subito
una rilevante evoluzione che, se pur delineata in queste note introduttive,
verrà meglio recepita nel suo reale significato durante il corso di studio det-
tagliato della materia. In questo volume saranno trattate solo le droghe di
origine vegetale, con particolare riguardo a quelle iscritte nella Farmaco-
pea Ufficiale Italiana.
PRINCIPI ArrIVI DELLE DROGHE E LORO BIOGENESI
Un capitolo importante della moderna Farmacognosia studia la forma-
principi attivi negli organismi.produttori di droghe.
finora condotte in tale campo non hanno ancora portatoa'risultati com-
pleti ed esaurienti. In altri termini, quello che oggi si conosce sul meccani-
smo.JiifunnazioM_cLe!princjpj attivi, sui rapporti tra biogenesi degli s'tessi
e metabolismo cellulare, sul loro significato fisiologico per l'organismo
produttore di droga è spesso incompleto, insoddisfacente. La domanda
più frequente che sollecita la curiosità dello scienziato, e che spesso è an-
cora senza risposta, è .quale funzione abbiano i principi attivi nella pianta.
I diversi organismi viventi. dimostrano uriariotevole variabilità di for-
rnt:, complessità e ac!attabilità alle condizioni ambientali; tuttavia, nei loro
processi vitali essi utilizzano un numero limitato di fondamentali
e si dimostrano spesso simili anche nei processi biochimici basilari impli-
cati nella utilizzazione di tali sostanze. È noto ad esempio che microrgani-
smi, piante e animali richiedono spesso gli stessi coenzimi e le stesse vita-
mine per il loro funzionamento; che i prodotti della digestione e quelli
della mobilizzazione delle sostanze di riserva sono, negli animali e nelle
piante, aminoacidi, acidi grassi, glicerolo e monosaccaridi, e che questi
prodotti sono usati sia come combustibile (substrato energetico) che per le
sintesi biochimiche in ogni organismo vivente. La differenza più significa-
tiva tra le cellule non consiste tanto nelle loro capacità biochimiche,
quanto nella composizione dei polimeri costituenti la loro materia soprat-
.. tutto strutturale (proteine, lipidi, polisaccaridi). Differiscono quindi non i
mattoni di base, ma le architetture nei loro caratteri spaziali e funzionali.
Numerose specie vegetali producono saporune, alcaloidi, oli essen-
ecc., mentre altre non sono in grado dì farlo. Q!lesti
composti insoliti, sono relativamente numerosi, anche se biogene-
ticamente derivano da metaboliti comuni e presenti in tutte le cellule.
FARMACOGNOSIA GENERALE
5
Sono prodotti di scarto o hanno una loro specifica funzione? Precursore
nor-malmente presente nelle cellule è ad esempio lo squalene, comune alla
di colesterolo, ormoni steroidei, steroli vegetali, agliconi
dei glicosidi cardioattivi ed altri . Da glicerolo, acido aspartico e ornitina
deriva la nicotina. Da acidi grassi polichetonici, provenienti dall'acetato
per polimerizzazione, si formano gli antrachinoni, che iniziano così la
loro biogenesi nello stesso modo degli acidi grassi. Ornitina e acetoacetil-
CoA sono alla base della biosintesi degli alcaloidi tropanici, josciamina e
scopolamina. Gli alcaloidi isochinolinici, quale ad esempio la p!lpaverina,
hannQ quale precursore.la E così si potrebbe continuare a lungo.
L'accento sul problema è posto soprattutto per una ragione pecu-
liare: il fatto che, in anni recenti, e stata riscontrata la presenza di alcuni
di droghe vegetali anche nell'organismo umano, sia pure in
quantità piccolissima. Così, tracce di morfina e codeina, alcaloidi analoghi
a quelli contenuti nell'oppio, sono rilevabili in numerosi tessuti e fluidi
animali, tra cui l'urina umana; vi sono inoltre dati sperimentali a favore del
fatto che morfina e codeina possano essere sintetizzate in piccola quantità
nell'organismo umano tramite vie biosintetiche analoghe a quelle delle
piante (dalla tirosina); e interessante è anche il fatto che l'alcol etilico po-
tenzi questo processo, da cui il quesito se un'aumentata formazione endo-
gena di alcaloidi morfinosimili sia uno dei fattori atti a spiegare l'alcoli-
smo. Accanto ai glicosidi digitalici di origine naturale, esiste anche una di-
gitale endogena, simile alla ouabaina. La concentrazione di ouahaina en-
dogena varia secondo lo stato fisiopatologico dell'individuo, venendo stimo-
lata la sua sintesi da effetti conseguenti alla disfunzione del ventricolo sinistro.
Oltre che dal punto di vista teorico, la conoscenza delle vie biosinteti- '
che che portano alla formazione dei principi attivi delle droghe vegetali in-
teressa anche a fini pratici, in funzione cioè di poter aumentare o miglio-
rare il rendimento e la qualità di una determinata droga. Q!lalora si cono-
scalo schema metabolico attraverso cui viene formato il principio attivo, si
potrà tentare di aumentarne la produzione indirizzando le reazionibiochi-
miche coinvolte nella sua formazione nel senso desiderato; questo si potràJ
l
fare aggiungendo al mezzo di coltura dell'organismo produttore di drogai
un qualche pecursore intermedio della biosintesi del principio attivo, op-;
. pure usando degli inibitori metabolici capaci di alterare il rendimento diI
. certe reazioni e di provocare un accumulo dei prodotti desiderati . .t: perir'
. tro da puntualizzare come procedure atte allo scopo di incrementare la
, produzione del principio attivo di una droga possano anche fondarsi sulla
selezione o sulla clonazione, come vedremo in seguito.
Altri principi attivi sono rappresentati da prodotti intermedi de} meta-
bolismo cellulare che si accumulano inizialmente sotto forma di polimeri
(polisaccaridi, liflidi). Talora i prodotti dì accumulo subiscono
trasformazioni, spontanee o catalizzate da enzimi: ossidaziorii, riduzioni,
coniugazioni, metilazioni, ecc., dando così origine a composti secondari
quali le resine derivanti da polimerizzazione e ossidazione di oli essenzi;lJi.
Tali prodotti di accumulo possono risultare utili alla vita della pianta,
come nel caso dèi depositi di polisaccaridi altamente idrofili, atti il conservare
l'acqua in terreni aridi o in periodi di siccità, o le resine risanatrici di ferite.
Da quanto detto si può concludere, riassumendo, che l principi attivi
delle (a) da costituenti cellu-
lari « primari", ossia comuni e largamente diffusi, quali
peso molecolare (proteine, lipidi e polisaccaridi) oppure metaboliti
medi (acidi organici, osi, oligosidi); (b) da costituenti cellulari «secondari»
oanomali, rari e peculiari di alcune specie o che si tessuti
soltanto di alcune particolari specie e in determinate condizioni ambien-
tali, I1}a derivanti dagli stessi precursori dei costituenti primari; e· doè da
comuni metaboliti cellulari. In questo secondo gruppo sono compresi i
principi attivi farmacologicamente più interessanti. Il loro significato bio-
logico nei processi vitali dell'organismo produttore è talvolta ancora
ignoto, come detto sopra. Di peculiare interesse é il fatto che alcuni tra
questi, per ora assai pochi (ouabaina e morfina) Sono stati ritrovati in pic-
colissime quantità anche nell'organismo umano.
PRODUZIONE DELLE DROGHE VEGETAU
Le droghe vegetali si ricavano da,.piante spontanee o coltivate .. Il me-
di produzione usato nei singo.!i casi è in gran da fat-
t.Qrieconomici: se la pianta spontanea non è particolarmente diffusa o i co-
raccolta sono elevati, è più conveniente scegliere la coltivazione; al
contrario se la pianta è diffusa o se il costo della raccolta non è rilevante.
Così, in Europa le foglie di digitale si ottengono quasi esclusivamente da
piante coltivate o, addirittura, da cellule isolate in coltura. La corteccia di
cascara si ottiene dal Rhamnus purshiana D.C.: albero che cresce spontaneo
lungo le coste occidentali del Nord America; la maggior parte della droga è
ottenuta da piante spontanee, ma sono stati iniziati anche tentativi di col-
tivazione per evitare il rischio di estinzione della pianta. La radice di altea,
derivante dalla Althaea officinalis L., erba perenne che cresce spontanea nel-
l'Europa centrale, si ottiene quale droga dalle radici di piante sia spontanee
che coltivate, vecchie di almeno due anni.
In caso di coltivazione, si possono controllare le condizioni del ter-
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,
FARMACOGNOSIA GENERALE 7
reno, la luce, l'umidità e le malattie che colpiscono l,! Ehlnta, cosÌ da garan-
tire uno sviluppo ottimale soprattutto nel caso di piante erbacee o di non
grandi dimensioni. La raccolta è anche facilitata, in coltivazione, essendo
le piante insieme in aree relativamente ristrette. È anche più fàcile
la manipolazione del materiale dopo la raccolta: essiccamento, conserva-
zione, eventuale estrazione dei principi attivi. La coltivazione può infine
associarsi alla selezione della pianta per portare ad una resa più elevata dei
principi attivi desiderati. Molti fattori possono infine influenzare lo svi-
luppo della pianta ed il suo contenuto in principi attivi: fattori esogeni, o
ecologici (clima, terreno) ed endogeni, quali il patrimonio genetico .. Am-
bedue questi fattori possono manipolarsi artificialmente nel caso della col-
tivazione delle piante medicinali. .
Queste nozioni sono di interesse marginale per il farmacista, perché
oggi le droghe sono fornite al commercio da ditte produttrici specializzate
nella coltivazione, importazione, controllo e preparazione delle droghe su
scala industriale. Il prodotto giunge in Farmacia con le opportune garan-
zie, ma, in caso di dubbio, il farmacista può e deve peraltro controllare il
prodotto secondo scienza e coscienza.
VARIABILITÀ NELLA ATIIVITÀ DI UNA DROGA
in principi attivi di un organismo produttore didr.og\l,
non è statico, ma soggetto a ç()ntlnt\e .varjazioni in. rapporto a molteplici
f<lttori interni ed esterni all'organismo stesso,·In genere, la variabilità è
maggiore nel contenuto dei prodotti terapeuticamente attivi della droga
che nel contenuto di metaboliti normali e dei prodotti di riserva. Per esem-
pio, la pecentuale di grassi delle mandorle amare varia dal 40% al 63%,
mentre il contenuto di amigdalina, glicoside cianogenetico, può oscillare
tra lo 0% e 1'8,5%. Nella Tabella 1.1 sono riportati altri esel1?-pi utili ad illu-
strare la va!Ì.abilità del contenuto in principi attivi droghe ben note.
TABELLA 1.1. VARIABILITÀ NEL CONTENUTO IN PRINCIPI ATTIVI.
Draga
Oppio
Corteccia china
Foglie belladonna
Essenza menta piperita
Radice liquerizia
Principio attivo
mQrfìna
alcaloidi totali
atropina
esteri del mentolo
glicirrizina
Contenuto % (p.s.)
10-20
9-12
0,2-0,6
4-9
6-13
CAPITOLO PRIMO
I fattori che influenzano il contenuto in principi attivi di una droga si
possono raggruppare in due categorie: endogeni ed ecologici. Tra i primi ri-
cordiamo l'età e lo stadio di sviluppo della pianta, ma soprattutto quelli le-
gati a parametri genetici: ibridazione, mutazioni, poliploidia_ Fattori eco-
logici sono (a) il clima (luce e temperatura), (b) la latitudine e l'altitudine,
-il terreno, per il suo contenuto in minerali, acqua, ossigeno, composi-
chimica e struttura fisica, (d) i fattori biotici, dipendenti dalla pre-
senza di altri organismi viventi in prossimità della pianta produttrice di
droga.
Fattori endogeni e contenuto in principi attivi
I membri di una determinata specie, a meno che non si di indivi-
dui altamente selezionati, non sono mai geneticamente omogenei;
quando tali differenze genetiche siano sufficientemente grandi, si parla di
l'Ottospecie, varietà e tipi. Q!!este differenze possono manifestarsi non solo
in variazioni morfologiche, qualitative e quantitative, ma anche in
: sità biochimiche; possono cioè influenzare la costituzione chimica di un
. organismo nei riguardi della quantita e della qualita dei constituenti chi-
mici prodotti. Si parla in tal caso di classi chimiche o varietà fisiologiche; ad
re'piante del mandorlo dolce e del mandorlo amaro, morfologi-
camente uguali, si differenziano soltanto perché i semi del secondo con-
tengono il glicoside cianogenetico amigdalina, che nel primo è assente. Le
Solanacee del genere Duboisia comprendono molte varietà chimiche che
presentano costanti differenze sia quantitative che qualitative, ne! conte-
nuto in alcaloidi tropanici, josciamina e scopolamina. In particolare, la
Duboisia myoporoides R.Br. cresciuta nell' Australia del nord produce tra i
suoi alcaloidi in prevalenza scopolamina, mentre le piante della stessa spe-
cie che vegetano nell'Australia del sud, contengono quale alcahide princi-
pale la josciamina. L'Eucalyptus globulus Labill., usato per la preparazione
dell'olio essenziale, produce un'essenza i cui c.aratteri organolettici va-
riano da albero ad albero, anche se questi sono morfologicamente identici
e crescono l'uno a fianco dell'altro. Casi analoghi si verificano anche per
l'albero della canfora, per la scilla, la rauwolfia e molte altre piante medici-
nali.
L'esistenza di queste varietà o classi chimiche può essere sfrutt,ata per
migliorare le piante medicinali selezionando quelle più confacenti all' uso
della droga in terapia.
FARMACOGNOSIA GENERALE
9
Selezione
In ogni popolazione di individui della stessa specie, vegetale o ani-
male, si riscontrano variazioni di intensità nel manifestarsi di determinati
caratteri. Il campione (numero limitato di individui presi a caso) è sempre,
in un determinato grado, geneticamente eterogeneo, cioè esistono delle
differenze genetiche tra i singoli individui della stessa specie. Se i
df dotati di alcune caratteristiche utili pe: determI-
nato scopo, vengono scelti e fatti riprodurre tra è
una seconda popolazione di individui tendenti a dImostrare I caratten pre-
scelti in forma più accentuata. Continuando a selezionare e, a .far
durre tra loro gli individui maggiormente dotati delle carattenstlche ut:h,
si arriverà ad avere una popolazione particolarmente ricca di quelle quahtà
che erano state scelte all'inizio della selezione.
Ai produzione di droghe medicinali, la di,
utilità perché permette di migliorare la qualità del prodotto,. cI.oe dI Isolare
delle popolazione ristrette, dette cloni, aventi quale
un costante alto contenuto in principi attivi (Figura 1.1), maggIOrI dtmen-
sioni, maggiore resistenza alle malattie ed altre qualità .
Oggi la coltivazione delle piante medicinali, almeno di quelle plU
portanti, ha preso il sopravvento sulla raccolta delle piante e Il
processo di selezione è diventato di uso abituale. Con la selezIOne e stato
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contenuto di essenza
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FIGURA 1.1. Variabilità del contenuto in essenza dei fiori di una di
piante di lavanda. Le variazioni sono molto minori in un materIale omogeneo
(clone) che in una popolazione eterogenea ..
lU
\ ...l\rL1UI..U l'K1MU
così possibile ottenere dei tipi di Cinchonflledgeriflna Bern. Moens ex Tri-
men, contenenti più dell5% di alcaloidi, in luogo del 5% presente nei tipi
originali. Sono stati altresì selezionati tipi di piante adatte a svilupparsi in
terreni di composizione diversa da quella tipica dell'hflbitfltoriginario, cioè
della Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia, dove la pianta cresce nelle Ande
ad altitudini di 1000-3000 m. Oggi la Cinchona spp. é coltivata in Indone-
sia, India e in molte altre parti del mondo.
MutaziQE-i
Sono il risultato di modifìcazioni ,dei caratteri genetici. La mutazione
spontanea o artificialmè-nte indotta da radiazioni ionizzanti, oppure
agenti chimici, può deterj.Uinare sia la perdita di un carattere genetico, sia
la comparsa di nuovo carattere ereditario. ,
Un esempio di mutazione è la poliploidifl. Ogni cellula vivente con-
tiene nel suo nucleo due serie di cromosomi (2n) perfettamente uguali; la
cellula normale è perciò detta diploide. Q!lesto corredo diploide di cromo-
somi nel corso della riproduzione si sdoppia e si distribuisce tra i gameti
ciascuno dei quali acquista un corredo di cromosomi aploide, pari alla metà
(n) di quello'della cellula normale. Q!lando il nuovo organismo si è for-
mato da una fusione di gameti, viene ripristinato il numero 2n dei cromo-
somi normali. In particolari condizioni i cromosomi si sdoppiano più di
una volta, dando origine a quattro o più serie di cromosomi omologhi,
senza che si abbia una corrispondente divisione cellulare. Di" conseguenza
il nucleo viene a contenere un numero di cromosomi superiore al normale.
Tali mutazioni possono verificarsi anche spontaneamente: la Valeriana of
jicina[is L. si trova in più di una forma, con numero di cromosomi 2n, 4n,
8n: La poliploidia può venire provocata anche artificialmente, trattando i
semi col calore, con colchicina o altri agenti chimici.
L'aumento dei cromosomi nucleari può dare origine a svariati cambia-
menti, particolarmente a carico delle dimensioni della pianta e dei suoi or-
gani. È interessante la constatazione che anche il contenuto in principi at-
tivi può essere influenzato dalla poliploidia. In alcuni casi, come la digitale
lanata, lo stramonio, La belladonna, la lobelia, il tabacco e la china, è stato
possibile dimostrare che individui poliploidi ottenuti con colchicina pre-
sentano un contenuto in alcaloidi direttamente proporzionale al numero
di serie di cromosomi presenti nel nucleo. Ciò significa che l'aumento del
contenuto in principi attivi è reale, e non relativo alle eventuali maggiori
dimensioni della pianta e dei suoi organi. Non sempre, comunque, una
FARMACOGNOSLA GENERALE 11
mutazione di questo tipo è un successo economico, poiché altri fattori, ad
esempio un ridotto fogliame, possono operare in direzione opposta.
Ibridazione
È il fenomeno opposto alla selezione. Esso implica infatti di
individui geneticamente differenti per produrre una Ib:Ida.
processo é largamente sfruttato in campo e n,ella dI
piante ornamentali, poichè mediante il lmple?o e ?o,SSlblle
individui aventi caratteristiche morfoiogiche o bloch1mlche partIcolar-
mente interessanti e pregiate. Nel caso delle piante medicinali l'ibrida-
zione è stata impiegata con per il
nuto in chinina della corteCCIa dI chl11a. Ibndl ottenutI dall 111croclO dI
Cinchona pubescens Vah1. e Cinchona ledgeriana Bern. Moens ex Trimen,
hanno fornito cortecce con un contenuto in alcaloidi dell'Il %, mentre le
specie originarie ne contenevar:o ,il :,4% L'ibri-
dazione fornisce delle carilttenstlChe l11stabih; ClOe daglI lbndl, per au-
toimpollinazione o per incrocio spontaneo, deriva una che non
uniforme: alcuni membri di essa riacquistano le carattenstIche parentalI,
aitri sono di tipo intermedio. Si ha in tal modo l'attenuazione o la scom-
parsa delle caratteristiche per le quali l'ibrido è
nere la purezza genetica, la riproduzione degli ibndl deve
mediante propflgazione vegetativfl (tale a o stoloni), o per germ111azlOne dI
semi ottenuti direttamente dall'incrocio delle specie parentali.
La riproduzione per via vegetativa è ad esempio coltiva-
zione della Mentha piperita 1., che è considerata un tnphce Ibndo (M. sylve-
stris L., M. rotundifolia (L.) Hudson e M. aquatica L.) e la cui riproduzi?ne
non controllata può dare origine a progressive variazioni delle propnetà
organolettiche dell' olio essenziale.
Stadio di sviluppo
Le piante medicinali, o le loro parti atte a fornire la devono
sere raccolte in uno speciale periodo, detto tempo balsamICO, durante Il
quale esse posseggono il maggiore contenuto in prir:cipi attivi. T aIe pe-
riodo è in rapporto con il ciclo vitale e con l'età della pIanta, e, talvolta, an-
che con l'ora del giorno. . .
Si è già detto che durante il periodo di accrescimento le trasformazlOnt
12
CAPITOLO PRIMO
metaboliche raggiungono la massima intensità, e che i costituenti secon-
dari della pianta sono formati prevalentemente in questo periodo. Il conte-
nuto in principi attivi è quindi generalmente massimo quando l'accresci-
mento della pianta è giunto al termine. Come regola generale, le piante an-
nuali vanno pertanto raccolte nel periodo del loro completo sviluppo; le
piante biennali, nel secondo anno di vita. Gli organi sotterranei, radici e r1-
zemi, vanno raccolti in autunno, prima della caduta delle foglie, o in pri-
mavera, prima della e, per le piante annue o bienni, alla fine
del loro ciclo di vegetazione. E infatti nel periodo di quiescenza (general-
mente invernale) che si accumula in questi organi una maggiore quantità
di sostanze di riserva. Fusti e cortecce si raccolgono in inverno e in prima-
prima che si sviluppino le gemme; diversamente, una parte delle so-
stanze migrate in autunno dalle foglie al fusto, verrebbe utilizzata nella co-
struzione di tessuti di nuova formazione. In particolare, la corteccia si rac-
coglie in primavera anche per ragioni pratiche: il cambio mostra la sua
massima attività in questa stagione, producendo una gran quantità di cel-
lule parenchimatose ancora non differenziate, cellule che sono tenere e
rendono più semplice l'asportazione della corteccia.
I fiori si raccolgono talvolta a completa fioritura, talvolta invece an-
cpra in boccio. È tipico il caso dell'Artemisia Cina Berg., droga costituita
dai capolini non ancora sbocciati: se infatti il fiore si sviluppa ulterior-
mente,il contenuto percentuale del principio attivo (santonina) diminui-
sce poiché, mentre il peso del capolino aumenta con l'accrescimento, i peli
ghiandolari, già sviluppati prima che il fiore sbocci, ces-
sano di produrre santonina. Lo stesso fenomeno si verifica per alcune altre
piante contenenti.eli-e5Se.nziali, quale ad esempio la Mentha piperita L. I
fiori di tali piante vanno inoltre raccolti al mattino, con .tempo bello e
asciutto, perchè nelle ore calde perderebbero per evaporazione molto del
loro principio attivo, l'essenza.
I frutti si raccolgono a maturità o poco prima, come per esempio l'a-
rancio amaro e il limone. Anche i semi vanno raccolti a maturità del frutto
quando cioè le valve dei frutti secchi deiscenti stanno per aprirsi, o
il pericarpo dei frutti carnosi è completamente maturo.
In genere nelle piante perenni il contenuto in principi attivi cresce con
l'età. L'albero della caÌlfora accumula di anno in anno il principio attivo e
per questo lo si utilizza per l'estrazione non prima che abbia raggiunto
l'età di 40 anni. Anche in tal caso però la regola non è sempre valida: vi
sono specie in cui il contenuto in principi attivi è superiore nelle piante
giovani: nella corteccia di china la percentuale di chinina aumenta fino al
t!<rz0-quarto anno d'età, per poi lentamente decrescere.
F.:\.lU"IACOGNOSIA GENERALE 13
Fattori espg<;ni
Numerosi fattori ambientali - luce, temperatura, umidità, natura del
terreno, altitudine ecc. - pur restando ben chiara l'importanza preminente
rispetto ad essi dei fattori genetici, sono in grado di singolar-
mente e in compartecipazione, deIle variazioni sensibili nel contenuto ip
<ielle piante medicinali. Ciò avviene in parte attraverso l'in-
fluenza esercitata da tutti i fattori esogeni sulla nutrizione della pianta, es-
senziale non solo per la crescita della pianta stessa, ma anche per la dispo-
nibilità di metaboliti necessari alla biosintesi dei principi attivi. Alcuni dei
fattQ!:i espg!!l1
i
esercitano peraltro anche un effetto diretto su determinati
eventi biologici dell'organismo vegetale, quale ad esempio il controllo foto-
periodico della fioritura, cioè l'attivazione esercitata dalla relativa lun-
ghezza del giorno e della notte sui geni che presiedono alla produzione
dell'ormone (o degli ormoni) che determinano l'inizio della differenzia-
zione fiorale. Se le condizioni ambientali adatte non si verificano, la fiori-
tura non ha più luogo; i geni sono presenti, la capacità potenziale sussiste
ma il fenomeno non si verifica. Ciò avviene per esempio in zone subtropi-
cali, come nel Venezuela, a carico della fioritura e, di conseguenza, della
fruttificazione di fichi, fragole e more. Effetti analoghi indubbiamente in-
teressano anche il controllo della formazione dei principi attivi nelle
piante fornitrici di dr.oghe costituite da fiori o frutti. Tali ormai la:-
gamente dimostrati, sono un interessante campo di indagme per quanto rl-
guarda soprattutto i meccanismi ed i fattori biologici da cui sono soste-
nute.
In sintesi, i fattori esogeni possono suddividersi in quattro gruppi: (1)
clima (luce, calore, umidità, movimenti atmosferici, composizione dell'a-
ria); (2) latitudine ed altitudine; (3) costituzione del terreno; (4) fattori bio-
tici.
Clima
Le piante costruiscono il loro nutrimento attraverso la fotosintesi. È
evidente quindi come la disponibilità di luce di opportuna intensità e du-
rata sia un fattore di importanza essenziale nella nutrizione della pianta e,
indirettamente, nella formazione dei costituenti secondari; la maggiore o
minore disponibilità di carboidrati nelle foglie può ad esempio influire su
reazioni secondarie, dato che i carboidrati forniscono il materiale base per
tutte le reazioni biosintetiche: La letteratura offre molti esempi dimo-
l'I
CAPITOLO PRIMO
della luce per l'attività delle droghe: nei paesi nordici,
le foglre dI belladonna contengono la maggiore quantità di alcaloidi nel
mezzo dell'estate, quando la luce disponibile e l'accrescimento della
pianta raggiungono il massimo: in maggio, 0,1% di alcaoidi, in luglio 0,3%
e .in settembre 0,2%; le fog.li: stessa pianta, se cresciuta in luogo soleg-
giato, contengono alcaloIdI In quantità tre o quattro volte superiori a
quelle delle piante cresciute all'ombra. Simili variazioni si verificano an-
che ?er la lobelia',la Il tasso di glicosidi nelle foglie di digi-
tale e magglOre nel pomenggIo che durante la notte, II contenuto in alca-
loidi ?-elle foglie di è minore se raccolte con tempo nuvoloso,
Un cIrma secco e soieggiato determina Un aumento del contenuto in olio
essenziale di molte piante, quali ad esempio la lavanda, la menta e la vale-
riana, Da notare infme è il fatto che le piante più ricche in alcaloidi si tro-
vano nelle zone tropicali, dove l'organicazione é più intensa.
Per quanto riguarda la temperatura, è noto come essa 'abbia un'in-
fluenza generale sulla velocità delle reazioni enzimatiche e come anche la
fC?tosintesi ne dipenda in una certa misura; se, in partidolare, una varia-
zione di temperatura è risentita maggiormente da alcune reazioni rispetto
ad.altre, ne uno squilibrio metabolico, quale ad esempio
un d: prodottI con possibiltà conseguente di autoin-
tossIcaZlOne e msorgenza dI reazioni collaterali.
L'influenza del clima sulle piante può essere studiato sistematicamente
nei. serre. tecnicamente attrezzate, nelle quali tutti i fat-
ton clIrr:atici plU Importanti passano essere modificati entro limiti piutto-
sto ampi.
Latitudine e altitudine
evidente quando si pensi alle diffe- '
composlZ1one c,hImlca ,dei grassi vegetali: quelli delle piante
tropIcalI conte?-gono quaSI esclUSIvamente acidi grassi saturi (olio di
palma, burro cacao), mentre in quelli delle piante subtropicali è pre-
una maggIo,re pe,rcentuale dì acidi grassi insaturi (olio di olive, ara-
c?Idl, r::andorle,.In CUl, l'acido oleico). Un grado ancora mag-
gIOre dI 51, ntro:-a negli oli di piante tipiche delle zane tempe-
In prevale l'acido linoleico); il massimo conte-
aCldl S1 trova infine negli oli di piante che vegetano
c!tnufreddì dtlmo, contenente il 500/0 di gliceridi dell'acido Iinole-
mco). Anche da pIante della stessa specie, se cresciute in latitudini diffe-
FARMACOGNOSIA GENERALE 15
renti, si ottengono oli a diverso grado di saturazione: l'olio di lino pro-
dotto da semi di piante raccolte nel sud degli Stati Uniti riv.dato un nu-
mero di jodio (indice del grado di insaturazìone) 20 volte mfenore a quello
dell'olio di lino cresciuto nel nord degli Stati Uniti.
Per quanto riguarda 1'altitudine, si osserva ad esempio che l'aconito di
pianura é più attivo di quello raccolto in
timo e menta di montagna producono una mmore quantita dI alto essen-
ziale; il contrario dicasi per la valeriana: da piante di montagna si ha un
rendimento da tre a cinque volte superiore. , ,
Da quanto detto è evidente che latitudine e altitudin: fatton dI
grande importanza nella coltivazione delle piante medicmah.
fatte crescere al di fuori del loro habitat originario, possono, come m parte
già visto, aumentare, diminuire o perde,re ,la pro-
durre ì loro principi attivi, L'aconito, da nOI velenosIsSImo, e Invec:
cuo più al nord, ad esempio in Polonia; così la cicuta, molto tOSSICa nel
paesi mediterranei, lo è poco in zone, es-
sere rapportato in gran parte alle vanaZIom del fatton non e
raltro soggetto a regole fisse né prevedibili, Si verificano mfattt spesso
casi singolari in cui piante coltivate in zone lontane dal loro
nario ma del tutto simili per quanto riguarda clima, latitudine e altttudme,
ugualmente, del tutto o in parte, la capacità di sinteti,zzare i
cipi attivi: la cannella di Ceylon, coltivata in zone,. oh?
essenziale dotato di caratteristiche diverse; ogm tentatIVO d1 coltlVare 11
frassino da manna al di fuori dell'area mediterranea, ha dato risultati nega-
tivi in quanto l'albero perde totalmente la capacità dì e
lare la manna. È quindi logico dedurre che tali fenomem debbano m qual-
che modo essere correlati alla composizione e alla struttura del terreno,
evidentemente non dotato di requisiti analoghi a quelli posseduti dall'ha-
bitat naturale della pianta.
Costituzione del terreno
La natura chimico-fisica del terreno gioca un ruolo essenziale sull'ac-
crescimento e sulle funzioni dell'organismo vegetale, determinando la di-
sponibilità dei differenti ioni inorganici, dell',acqua, aria e humus nell'am-
biente a diretto contatto con l'apparato radIcale assorbente,
Per quanto riguarda gli ioni inorganici, è noto come loro o?por-
tuno equilibrio sia necessario per 10 sviluppo ottimale della pIanta; dI con-
seguenza, l'influenza del pH del suolo su alcune piante può essere dovuto,
16
CAPiTOLO PRIMO
in parte, ad un' alterazione dei rapporti tra i differenti ioni, la cui solubilità
è strettamente dipendente dalpH del mezzo. Il pH del terreno dipende in
gran parte dalla quantità di calcio presente. I terreni poveri di calcio sono
acidi, e viceversa. Si verifica spesso il caso di piante officinali ch.e necessi-
tano di particolari requisiti del terreno per raggiungere un optimum di atti-
vità: la digitale è poco attiva se coltivata in terreni calcarei, la camomilla si
svifU:ppa in modo soddisfacente solo su di un terreno acido.
Dalie ricerche volte a determinare i rapporti intercorrenti tra conte-
nuto in principi attivi e disponibilità di ioni inorganici, sembra infine ri-
sultare che i fertilizzanti in genere non influiscono apprezzabilmente sul
contenuto in principi attivi di una pianta (purché gli elementi inorganici
siano presenti in'quantità sufficiente a prevenire i sintomi da carenza) an-
che se talvolta ne aumentano le dimensioni.
La struttura fisica del terreno, cioè la sua compattezza, porosità, pene-
trabilità ecc., è determinata dalle dimensioni e dalla forma degli elementi
che lo compongono (molto più piccoli nei terreni argillosi rispetto a quelli
sabbiosi) e dalle proporzioni tra cemento e humus. Gli elementi solidi sono
rivestiti da un film acquoso e permettono, negli spazi interposti tra i sin-
goli elementi, la penetrazione e la circolazione dell'aria, regolando in tal
modo la maggiore o minore disponibilità di acqua e ossigeno alle radici. I
rapporti ottima1i sono considerati i seguenti: 50% solido, 25% acqua, 25%
aria. Un terreno costituito soprattutto da piccole particelle (2-20 11m) è de-
finito argilla; la sabbia è formata da particelle maggiori (20 Ilm-2mm) e la
ghiaia da granuli grossolani (2-20 mm). Le argille hanno grande capacità di
trattenere acqua (fino al 40% del loro volume) e bassa permeabilità all'aria,
mentre il terreno sabbioso sÌ asciuga velocemente ed è altamente perrnea-
bile all' aria.
Il tipo di terreno influenza la produzione dei principi attivi. Così là sal-
via, e molte altre piante producenti oli essenziali, trovano il substrato
ideale in terreni sabbiosi; la radice di valeriana è meno attiva se proviene da
piante cresciute in terreni paludosi, cioè asfittici; la ragione di questo sta,
nel fatto che, a causa della scarsa tensione di ossigeno intornò alla radice,
possono variare e il pH del terreno e l'assorbimento degli elementi mine-
rali. Il contenuto mucillaginoso delle radici di altea è più scarso quando la
pianta cresce in zone umide (terreni argillosi) in cui la funzione idrofilica
della mucillagine perde il suo significato funzionale; il contrario avviene
in terreni sabbiosi.
FARMACOGNOSIA GENERALE
17
Fattori biotici
Gli organismi viventi esercitano costantemente gli uni sugli altri un'in-
fluenza benefica o dannosa. I fattori biotici rappresentano appunto nel
loro complesso d::lla vita animale ed,uI?a?a un
determinato ambiente; mterazlOne che SI svolge attraverso l ehmmazlOne
di prodotti metabolici, rifiuti, detriti, e di questi ad opera
della flora microbi ca del terreno. Qyando differenti pIante crescono le une
af-ç,allto alle altre, può verificarsi una reciproca influenza germina-
zione dei semi, sull'accrescimento, sullo sviluppo delle foghe, sulla ma-
tumzione dei frutti. Sono noti anche effetti esercitati sul contenuto
principi attivi tra piante medicinali o altre, vegetanti nello stesso am-
biente.
Al caso limite si giunge quando alcuni organismi dipendono gli uni
gli altri ad un tale grado da poter esistere solo umtI,
. cioè in simbiosi; oppure quando l'azione di un organIsmo su dI un altro ne
causa la distruzione (antibiosi).
L'azione tra piante si esplica attraverso esalazioni provenienti da foglie
o frutti o secrezioni delle radici: le mele mature emanano dell'etilene che,
a sua accelera la di quelle crude. Lac91tivazione ::!.ella
belladonn; è favorevolmente influenzata dalla vicinanza di piante di as-
senzÌo che ne aumentano sia l'accrescimento che la resa in alcaloidi. Nella
Tab. 1'.2 è riportato, a titolo di esempio, un e.sperim.ento 10
stramonio in coltura associata con menta e lupmo e dImostrante l aZIOne,
negativa o positiva, esercitata da queste due piante sul contenuto in alca-
loidi delle foglie cleUa Solanacea.
TABELLA 1.2. ESEMPIO DI INTERAZIONE BIOTICA.
Coltura
Stramonio
Stramonio + menta piperita
StramonÌo + lupìno
Alcaloidi nelle foglie
0,34% (peso secco)
0,15% (peso secco)
0,37% (peso secco)
Da ricordare infine è il caso di alcune piante addirittura incapaci di svi-
, lupparsi in coltura singola, quale ad l'Ar:tica m0n.tana L:
verosimilmente di una impossibilità della pIanta m questIone dI smtetIz-
zare un qualche fattore essenziale per il suo accrescimento.
18
CAPITOLO PRIMO
PREPARAZIONE E CONSERVAZIONE
Le droghe sono messe in commercio ed usate allo stato secco, stato cui
si riferiscono anche la descrizione e i requisiti elencati dalle varie Farmaco-
pee (La F.V.I. IX Ed. riporta anche un folto numero di preparazioni otte-
nute da droghe vegetali). Nel corso delle operazioni di essiccamelltodei
prodotti naturali e, successivamente, durante la conservazione del mate-
riale così preparato, si possono verificare delle variazioni a carico della atti-
v:'tà pU? cioè perdita di attività ad altera-
ZiOne del pnnClpl attivI, o SI può avere anche,in tal uni casi, un migliora-
delle pr?prietà terapeutiche. Oltre che variazioni di attività, si,po.§.-
sono anche venficare dei dei caratteri organolettici della droga:
colore, odore, sapore, consIstenza ecc. Q!1este modificazioni sono da ad-
debitarsi in genere a reazioni chimiche o chimico-fisiche di varia natura
spontaneamente (ossidazip.D.i,evaporaziçme, poljmerizza-
ZlOne, proteica) o adopera di e1!.;çlmi (so-
pratn:tto ldr?laSl ed ossldasl) o per attacco di saprofiti Numerosi
esterni: temp<;!ratura, umidità, luce,.traçce .. di ioni inorganici, condi-
ZiOnano o favoriscono lo svolgimento dei· processi citati. Da tenere pre-
sente quale considerazione generale è il fatto che le cellule della pianta vi-
vente contengono strutture intracellulari che separano i componenti a
basso peso m?lecolare e enzimi. Quando la pianta mUore, queste strut-
sono dlstru:te e gli em;irni hanno quindi.la possibilità e
di yan substrati cellulari, ad esempio mediante 05-
sl.daziOne .ed ldroh.sl. La corretta mira a limitare il più possi-
bile questi processI che alterano I caratteri organolettici della droga e il suo
i,n principi Sarà trattato qui un qualche esempio dei
mem CUI :1 e fatto cenno. E ovvio che tali fenomeni avvengono meno facil-
mente nel preparati medicinali sotto forma di estratti o in altro modo otte-
nuti, oggett? di particolari strategie di conservazione prima della
messa 1U commerciO.
Molti oli esposti all'aria per un certo tempo, perdono
?dore carattenstlco e spesso diventano scuri e viscosi. Le alterazioni sono
1U gran parte dovute all'ossigeno dell'aria. Così, nell'essenza di mandorle
il principale, la benzaldeide, è parzialmente trasformata
che cristallizza e si separa dalla parte liquida. L'ossigeno
SI addiZIOna moltre ai doppi legami dei componenti terpenici, diffusissimi
nelle. essenze,. formando dei perossidi; da questi ultimi hanno origine
molti prodotti secondari, quali aldeidi, chetoni, acidi.
Il colore scuro e la viscosità che acquistano gli oli essenziali esposti al-
FARMACOGNOSIA GENERALE
17
l'aria e alla luce, sono dovuti a processi di polimerizzazione (resinifica-
zione) a carico di determinati componenti.
Le trasformazioni ossìdative e la polimerizzazione degli oli essenziali si
evitano conservando questi ultimi in bottiglie di vetro scuro, completa-
mente riempite e ben chiuse per ostacolare l'azione della l!}ce. e il contatto
con l'aria. Non solo le essenze, ma anche le droghe che le contengono
quali principi attivi incorrono, all' aria e alla luce, nelle alterazioni descritte
sopra.
"lJn altro tipo di deterioramento che si verifica a di droghe
la perdita di olio essenziàle evaporazione: l'alta tenslOne di vapore del
gli oli essenziali e il gran volume d'aria che passa sopra una
droga lasciata scoperta, deter,:ninano una considerevo.le
contenuto in principi attivi. E ovvio che, evaporando I costituenti volatilI
più velocemente ad alta temperatura,·è sconsigliabile l' al sole
o l'essiccamento al calore di tali droghe: lavanda, menta, salVia, tlmo, per-
dono meno del 10% della loro essenza se essiccati all'ombra, più del 24%
quando invece vengono essiccati al sole. Da è infine .ch.e dro-
ghe il cui olio essenziale è racchiuso in ghiando1
7
o peli SI
riorano più agevolmente che quelle contenenti essenze aH mterno d1 or-
gani compatti.
Nei prodotti naturali, la maggior parte degli alcaloidi è
forma levo gira, che generalmente è anche la forma fisiologicamep.-te.attiva.
La racemizzazione avviene nelle $olanacee, già a temperatura ambiente e
ancora più fa.çilmente ad temperatura; questo è importante perché
la forma della (L)-josciarnina, cioè l'atropina, ha attività inferiore
a quella della prima. Ancora, gli alcaloidi della segale cornuta, che sono
arrùdi dell'acido D-lisergico, isomerizzano a derivati dell'acido D-isoliser-
gico durante la conservazione. . . .... .
L'attività biologica di parecchie droghe contenentl glICOSidi dlmmUl-
sce durante l'essiccamento e la conservazione a causa delI!! glicosidasi, spe-
presenti nei loro tessuti. I bulbi di scilla aq esempio, il cui
peso può raggiungere anche i due kg e le cui squame abbo.n:
dante mucillagine riccamente idratata, sono molto senslblh alle modahta
di essiccamento: all'aria o al sole, le squame sono da tre a cinque volte
meno attive di quelle essiccate ad elevata (80°C) temperatura. La disidrata-
zione delle squame a temperatura ambiente richiede infatti un tem?o rela-
tivamente lungo, a causa appunto dell'idrofilia, tempO durante Il quale
buona parte dei glicosidi viene idrolizzata, perdendo attività. Ad ese:upio,
il glucoscì1larene A è un glicoside primario in cui l'aglicol}e .è
con una catena glucidica dLramnosio-glucosio-glucosio. La di
20
CAPITOLO PRIMO
un residuo di glucosio dà luogo allo scillarene A; se vengono eliminati en-
trambi i residui del glucosio, rimane la proscillaridina A, dotata di attività
biologica molto più debole di quella del glicoside originario.
(scil/arenas,)
Scillarcnc A -----......,,;;. proscillaridina A + glucosio
H
2
0
Sulla corteccia di cascara sagrada, la reazione di Bomtriiger, tipica degli
antrachinoni (colorazione rossa in presenza di alcali) è positiva soltanto
dopo che la droga è stata lasciata all'aria perun certo periodo di tempo, du-
rante il quale hanno luogo le seguenti reazioni idrolitiche:
G lucofrangulina
(idro",",)
---......,,) trangulina + glucosio --':> fmngula-emodina + ramnosio
HP
È la frangula-emodina, cioè l'antrachinone libero, che si colora per
azione degli alcali. E l'antrachinone libero è anche, in tal caso, la parte at-
tiva della molecola.
N ellattice fresco della capsula del Papaver somniforum L. è presente una
perossidasi che può alterare più del 50% della morfina negli estratti ac-
quosi del lattice e nell'oppio.
In certi casi, le trasformazioni che si verificano durante l'essiccamento
e la Rreparazione della droga sCJUO desiderabili perché ne migliorano deter-
minate i semi di vaniglia non contengono quantità apprezzabili di
vanillina se-non dopo essere stati sottoposti ad un leggero processqdi fer-
mentazione nel corso del quale la vanillina è prodotta per idrolisi di un gli-
coside e successiva ossidazione della sua parte agliconica. Analogamente,
la fermentazione dei semi di cacao produce in essi dei cambiamenti orga-
nolettici molto importanti per la qualità del cioccolato. Il complesso caf-
feina-tannino presente nelle foglie di thè e nelle noci di cola, è scisso du-
rante la fermentazione e l'essiccamento delle droghe, Con aumento del
tasso di caffeina libera. Nella corteccia fresca di cascara, gli agliconi dei
pincipi attivi sono presenti in forma ridotta (antranoli) ed hanno in questa
forma un effetto particolarmente irritante sulla mucosa intestinale. Du-
rante l'essiccamento, parte degli antranoli è ossidata ad antrachinoni, e tale
processo continua lentamente anche durante la conservazione. Per questo
molte Farmacopee prescrÌvono che la corteccia di cascara venga lasciata in-
vecchiare per almeno un anno prima dell'uso, oppure riscaldata a 1000C
dato che la temperatura elevata accelera la velocità delle rea-
zlOm.
FARMACOGNOSIA GENERALE 21
Vi sono dei tipi dei prodotti
naturali, quali l'imbrunimento del tessutI vegetah e lzrranadtmento so-
stanze grasse, alterazioni che implicano
venti enzimatici che reazio gL-sIllIDtanee. L'lmbrummento e
mente dovuto a che portano alla formazione dI
composti colorati: la china, la cascara, la cannella e molte altre cortecce
sono all'interno bianche o gialle allo stato fresco, scure o bruno-rosate
dopo' Anche molte foglie e frutti
Contemporaneamente a tale fenomeno si verificano del.
sapore, dell'odore e anche dl
origine enzimatica è catalizzato da polifenolosstdast
piante: i polifenoli (tannini, flavonoidi) vengono trasformati m. l
quali polimerizzano poi spontaneamente comp?stl dI colore
scuro. Il processo è accelerato dalla presenza di osslgeno..edl-
moderatamente elevate, e avviene soprattutto dopo un dan?egglamento
del tessUto, dopo un congelaJ.1?ento seguito da rapIdo scongela-
mento, e nelle droghe polverizzate. In quest'ultime, la
geno che in genere avviene con lentezza nelle tessuti; e
grandemente favorita. Un imbrunimento del e 1mblto dall a-
cido ascorbico, che esercita azione riducente SUl chmoll1:
acido deidroascorbiC0
1
polifenoli X °2
(prodotto di ossidazionc)
H
2
HL
"cido :1scorbico chllloni H
2
0
Z
L'imbrunimento può ancQ.e essere il risultato della zu.c-
cheri semplici con_ Anche l'acido re,aglsce
tal modo con gli aminoacidr, cosicché vegetah
é accompagnato da una riduzione dell'acido m
L'aggiunta di anidride solforosa previene l'imbrummento dl.questo tIpO
bloccando i gruppi
R-CHO + S02 -----'» R-CHOH-SO)H
H
2
0
L'imbrunimento infine delle foglie disseccate è dovuto principal-
mente alla conversione della clorofilla, per contatto con il succo
acido, in colore sçuro; le foglie i cui liquidi
siano scarsamente acidi mantengono pertanto un colore verde chIaro an-
che dopo essiccamento.
22
CAPITOLO PRIMO
L'irrancidimento è il delle alterazione che nei
grassI durante la conservazione, e che, a causa dei cambiamenti di consi-
stenza, odore, sapore e proprietà biologiche, rendono tali sostanze inuti-
Ìizzabili. Alcuni prodotti dell'irrancidimento, quali i perossidi sono alta-
mente reattivi e possono alterare i principi attivi con cui trov<lno a con-
tatto; ad esempio, l'attività degli sclerozi della segale cornuta, molto ricchi
in grassi, diminuisce proporzionalmente al grado di irrancidimento. Certi
grassi un tempo largamente usati in dermatologia quali eccipienti per po-
mate, sono oggi sostituiti da prodotti di sintesi non soggetti all'irrancidi-
mento, tenuto conto anche del fatto che i perossidi detti sopra sono lesivi
per i tessuti umani, soprattutto se infiammati.
Si distinguono in particolare tre tipi di irrancidimento: acido, cheto-
nico e aldeidico, perossidico. L'irrancidimento acido è causato dalla libera-
zione di acidi grassi ad opera delle fipasi; processo idrolitico quindi che,
come tale, richiede là presenza dell'acqua, con cui i lipidi sono sempre in
intimo contatto, non solo nei tessuti integri (semi, frutti, ecc.) ma anche
nei grassi estratti dal materiale d'origine. Le lipasi che accompagnano le so-
stanze grasse nei tessuti di deposito vengono parzialmente estratte durante
i processi di preparazione, mentre una certa quantità di acqua rimane in-
globata nel grasso sotto forma dispersa. Parecchi grassi sono esposti al va-
pore per un certo periodo di tempo affinchè le lipasi, termolabili, vengano
inattivate. L'irrancidimento chetonico e aldeidico provoca la formazione di
'chetoni e aldeidi dall'odore sgradevole ed intenso:
2H H,O
R-CH
2
-CH
z
-COOH ----;. R-CH=CI-I-COOH RCHOH-CH
2
·COOH
----;. R-CO-CH
2
-COOH ----;. R'CO-CH
3
'lH CO
2
Q!Iesto tipo di irrancidimento ha nel deterioramento dei grassi tin
ruolo molto più importante di quello acido precedentemente descritto;
avviene ad opera di microrganismi (bacilli lipofili Gram +, micrococchi,
Aspergillus nigere altri) che trovano nei grassi un buon substrato nutritizio.
Lo sviluppo di tali microrganismi risulta peraltro completamente inibito
quando l'umidità del grasso è inferiore allo 0,01%.
L'irrancidimento perossidico avviene a carico dei grassi che conten-
gono gliceridi insaturi. Q!Iesti, esposti all'aria, assorbòno facilmente ossi-
geno diventando più viscosi o, se fortemente insaturi, addirittura solidi (oli
siccativi). La luce accelera il processo. L'ossigeno si somma agli acidi
insaturi formando dei perossidi; per riarrangiamento di tali perossidi, la
I
.,
i
FARMACOGNOSIA GENERALE 23
molecola si scinde a livello del doppio legame originario, con produzione
di aldeidi dall'odore sgradevole:
Q!Iesti perossidi sono instabili e si decompongono, oppure polimeriz-
zano per formare composti ad elevato peso molecolare. Tracce di metalli
(Fe, Cu, Co, Mn) presenti nei grassi ne accelerano la velocità di ossida-
zione, mentre sostanze antiossidanti, spesso aggiunte ai grassi a scopo di
conservazione (caroteni, acido galIicp, acido ascorbico), ostacolano tale
processo. Tra gli antiossidanti naturali presenti nei grassi stessi, ricordiamo
il più importante, la vitamina E, ed i t1avonoidi.
Metodi di conservazione
Come visto sopra, lo scopo pincipale della conservazione di una droga
è quello di impedire tutte le alterazioni dovute ad attività enzimatiche, a
reàzioni chimiche spontanee, o all' attacco di saprofiti, che possono far va-
riare i principi attivi e i çaratteri .organolettici della droga stessa.
Per quanto riguarda le attivita enzimatiche, è noto che i processi chimici
continuano a svolgersi nei tessuti anche dopo la raccolta della pianta: le at-
tività cellulari si estinguono infatti lentamente e solo quando sono alterate
al punto da divenire irreversibili, quando cioè le cellule hanno perduto il
potere di coordinazione e il controllo dei loro processi enzimatici, un tes-
suto può essere considerato veramente morto. Per bloccare lo svolgersi di
è sufficiente sottoporre le droghe all'essiccamento;
gli enzimi infatti necessitano per agire della presenza di acqua, di cui i ma-
vegetali sono ricchissimi: si calcola che foglie, erbe e radici ne con-
tengano il 60-70%, il 90% i frutti, i140-45% cortecce e legni. I semi fanno
eCE:ezione, contenendo solo il 5-10% di acqua. L'essiccamento determina
un blocco temporaneo, uno stato di quiescenza delle attività enzimatiche,
stato che può venire interrotto dal ristabilirsi di condizioni favorevoli
Q!Iando la percentuale di acqua di una droga è inferiore al 5%, le reazioni
enzimatiche divengona di entità trascurabile. Le droghe se c'che sono in ge-
nere peraltro igroscopiche e, lasciate all'aria, ne assorbono l'umidità, cosic-
24 CAPITOLO PRIMO
ché il loro contenuto acquoso può alla fine ammontare anche al 15%; sol-
tanto conservandole in contenitori accuratamente chiusi, e se necessario
anche in presenza di disidratanti, il contenuto in acqua può essere mante-
nuto basso e le attività degli enzimi bloccate quasi del tutto.
È da notare infine che, anche se conservate con ogni precauzione, le
non possono tuttavia essere sottratte all'azione deleteria del
tempo: le attività enzimatiche avvengono, seppure in misura molto lenta e
ridotta, anche durante la conservazione e tali processi possono, a l ungo an-
dare, assumere un'importanza non trascurabile nel deterioramento del
prodotto per invecchiamento. Vedremo in seguito come sia possibile, per
mezzo della stabilizzazione, eliminare tutte le attività enzimatiche che al-
terano la droga nel tempo.
La disidratazione impedisce inoltre lo sviluPR<?sulle droghe di,mziffo e_
onnipresenti nell'ambiente. Anche per il verificarsi di talrinquina-
menti è necessaria infatti la presenza di un grado di umidità. li
contenuto acquoso di una droga essiccata è in stretto rapporto con l'umi-
dità relativa dell'aria, e l'entità di tale rapporto è a sua volta correlata con le
caratteristiche della droga stessa, soprattutto con il suo contenuto in so-
stanze osmoticamente attive. Le droghe secche raramente contengono più del
15% di acqua, il che corrisponde ad un tasso di umidìtà relativa dell'aria in-
feriore al 72%, insufficiente a permettere lo sviluppo delle muffe. L'attacco
batterico è inoltre prevenuto, nel materiare vegetale grezzo, dalla presenza
di tannini o di altre sostanze batteriostatiche e dal basso pH: 2,5-4,5 nella mag-
gior parte dei frutti, 4,5-7,0 negli altri tessuti vegetali.
La disidratazione delle droghe può attuarsi secondo treJlloclalità: all'a-
ria, al calore o per liofilizzazione. L'essiccamento all'aria è il
dimentale; si deve svolgere in locali bene aereati, al riparo dall'azione di-
retta..deiraggi solari e dell'aria esterna LlL4roga, in-
tera o tagliata in pezzi, viene disposta su graticci o appesa infilata in funj-
ç.elle.
eseguito con questo sistema richiede
di tempo, durante il quale si ha indubbiamente una parziale
del materiale trattatQ. È evidente che la rapidità del processo di essicca-
mento all'aria, la cui velocità segue essenzialmente la formula.delf,e.vapo-
razione di un liquido da una superficie, è proporzionale alla temperatura,
alla superficie di evaporazione (cioè al grado di frammentazione della
droga e al suo spargimento su di un'area più o meno vasta) e al volume d'a-
ria che passa sopra il materiale da essÌccare. Si-può allora
çesso variando tutti questi fattori ma, soprattutto, éJUmentandJtla
tura, mediante l'uso di stufe a secco. La stufa a secco deve venire preriscal-
FARMACOGNOSIA GENERALE 25
data in modo che il passaggio dalla temperatura ambiente a quella di essic-
camento sia il più rapido possibile onde evitare, in tale intervallo, un au-
mento di velocità delle reazioni enzimatiche.
L'uso di elevate temperature deve essere strettamente controllato poi-
ché, mentre un innalzamento termico fino a 40-50°C accelera le reazioni
enzimatiche, solo a temperature più elevate gli enzimi vengono rapida-
mente inattivati. D'altronde conJ'aumentare della.temperatura le sostanze-
termolabili (proteine) si alterano, e le ossidazioni (vitamina C), polimeriz-
zazioni (vitamina BI) e racemizzazioni avvengono più facilmente. L'inter-
vallo di temperatura compreso tra i 55e 60°C è pertanto quello da prefe-
rirsi. T aIe temperatura, pur essendo sufficiente ad inattivare gli enzimi,
. non è tuttavia abbastanza alta per danneggiare la maggior parte dei costi-
tuenti delle droghe; questo non esclude peraltro che una certa alterazione
si verifichi comunque. Ad esempio, i glicosidi cardioattivi sono molto sen-
sibili al calore e perdono attività in misura proporzionale alla temperatura
di essiccamento (Tab. 1.3):
Da quanto visto risulta pertanto chiaro come la scelta della tempera-
tura debba tener conto della necessità di essiccare rapidamente una droga
e, d'altro canto, della sensibilità al calore dei principi attivi. L'essicca-
mento più efficiente si ottiene in enormi essiccatoi a forma di tunnel. Il
materiale è steso su graticci che scorrono tramite rotaie dentate mobili (cre-
magliere) entro un tunnel dove vengono avvolti da aria calda. Poiché le
cremagliere si muovono verso l'aria calda, il materiale della pianta è espo-
sto ad aria secca per tutto il tempo di scorrimento. L'aria umida viene ri-
mossa mediante sfiatatoi. La temperatura dell'aria è tenuta a 20-40 °C per
materiali sottili quali le foglie, ma è aumentata fino a 60-70 ° C per parti di
piante che sono più resistenti all'essiccamento, quali ad esempio radici e
cortecce. Le radici sono inoltre spesso tagliate a fette o comunque fram-
mentate per facilitarne l'essiccamento. Esistono altre tecniche consimili,
TABELLA 1.3. TEMpERATURA DI ESSICCAMENTO E PERDITA DI ATTIVITA.
FOGLIE DI DIGITALE
ArIe/odo di essiccamento
a bassa temperatura (sotto vuoto)
a 50°C
a 70°C
al sole
a 100°C (in stufa)
Attività
100
60
50
25
<13
Lo
CAPITOLO PRIMO
tutte basate sul principio che il materiale vegetale esposto ad aria
calda secca.
Il trattamento delle droghe al calore opera anche una parziale steriliz-
zazione del materiale trattato uccidendo molti lieviti (56°C) e batteri non
sporigeni (60 DC).
Qualora le droghe contengano dei1?Iincipiattivi molto sensibili al ca-
lore, si l'uso di qidisidratazione a bassa tempera-
tura. Il materiale viene congelato,rapidamente per mezzo di miscele conge-
lanti, e sottoposto a vuoto spi.p.to. In tali congizioni la tensione di vapore
del ghiaccio è sufficiente a permettergli di sublimare; i suoi vapori ven- '
gono captati per aspirazione e condensazione su pareti fredde a 60-80 DC
sotto lo zero. Il materiale cosi disidratato non è
dal processo. La massa essiccata è spugnosa e facilmen,te idrat;j.bile, da cui il
termine di liofilizzazione.ll metodo è molto più costoso dell' essiccamento
mediante aria calda, e quindi non è usato di.routine, ma è molto impor-
tante, come già detto, per essiccare sostanze sensibili al calore.
Tutte le tecniche di conservazione sin qui esaminate ad inter-
rOlu'pere, ad impedire temporaneamente (e reversibilmente) le en-
zimatiche o batteriche che potrebbero alterare la droga. La stabi/izzazione
presenti nelle dro-
ghe e alla sterilizzazione delle stesse, mediante il calo,re. Il que-
stione è evidentemente applicabile solo se i principi attivi sono terroosta-
biIG_Q..on di natura enzimatica (vedi ad esempio la senape, cpntenente gli-
cosidi che, per azione di idrolasi, liberano isosolfocianato di allile, il' prin-
cipio attivo). Il più comune metodo di stabilizzazione consiste ,ig ,una
(pochi minuti) del materiale ,a ",fpori di etanolpjotto <z'
pressione (mezza atmosfera). L'operazione viene eseguita in autoclave
preriscaldata a 105-110 DC, in modo che l'etanolo non condensi sul mate-
riale della: pianta. Dopo stabilizzazione, le droghe si essiccano in stufa. I
vantaggi di tale metodo sono oggi dibattuti per cui esso è Inolto poco
usato.
Le droghe sono più o meno inquinate, tutte, da di spe-
cie diverse: il contenuto varia da 700 a 2.5 milioni di batteri per grammo
(foglia di digitale). Soprattutto gli organi sotterranei (radici e rizomi) e le
foglie coperte di peli sono seriamente contaminate. g,.s:.ssenzi<ìle c!I<; le. dro-
g!:t_e da u.sarsi.direttamente come farmaci, intere o in polvere, ahQiano i
qllisiti richiesti. Differenti metodi,.sono usati per. la sterilizza-
zion.Lddle droghe. I due più importanti sono il trattamento con ossido di
ai raggi gamma. Ogni metodo ha le sue pecche e la
scelta deve essere molto oculata. Esiste il rischio che 1'ossido di etilene rea-
FARMACOGNOSIA GENERALE 27
gisca con tal uni componenti la droga. Inoltre tracce di ossido di etilene
possono rimanere adsorbite e vanno eliminate con un adeguato periodo di
quarantena. Di conseguenza, vi possono essere variazioni nel contenuto
dei principi attivi. Ad esempio, l'ossido di etilene causa una diminuzione
del contenuto di alcaloidi nelle foglie di belladonna; lascia però invariato
il contenuto in morfina dell'oppio e dei glicosidi della foglia di digitale. La
viscosità delle mucillagini viene ridotta dall'ossido di etilene. Vi è anche il
rischio che a seguito del trattamento con ossido di etilene si possano for-
mare dei composti tossici e/ o muta geni o cancerogeni. Gli esteri degli acidi
Iinoleico e gallico con il2-cloroetanolo e il cloro etile sono esempi di com-
posti nocivi trovati in materiali vegetali trattati con ossidio di etilene. Per
passare ai raggi gamma, si è visto che essi riducono il contenuto di morfina
nell'oppio, e, come l'ossido di etilene, abbassano la viscosità delle mucil-
laggini, mentre il contenuto in glicosidi delle foglie di digitale non è modi-
ficato. Poco ancora si conosce riguardo gli effetti dei raggi gamma sulla
possibile formazione di composti tossici nelle droghe, per cui è richiesta
una indagine accurata prima di applicare tale metodo.
AN.e.USI E CONTROLLO DI QUAUTA
L'analisi e il controllo di qualità delle droghe ha tre scopi fondamen-
tali: (1) la verifica che non siano sofisticate, non siano cioè state oggetto di
sostituzioni parziali o totali con altro materiale, meno pregiato o addirit-
tura tossico; (2) l'accertare che nessun deterioramento, dovuto a errata pre-
parazione o conservazione, ne abbia compromesso l'attività biologica; (3)
il controllo qualitativo e quantitativo dell' attività biologica, parametri es-
senziali all'uso terapeutico della droga stessa.
Il farmacista acquista le droghe principalmente dall'industria, m'a tal-
volta anche dall'erborista diplomato. È necessario infatti avere una spe-
ciale autorizzazione sia per raccogliere, che per commerciare le piante me-
dicinali come tali. Solo il farmacista, però, le può distribuire a scopo tera-
peutico.
Alcune piante medicinali spontanee sono tuttavia raccolte da persone
e non organizzate, generalmente più interessate alla quantità
che alla qualità del prodotto raccolto. Il materiale grezzo è quindi venduto
al più vicino compratore, il quale giudica ad occhio sull'identità e qualità
. della droga che può in tal modo, anche se di qualità non soddisfàcente, rag-
giungere ugualmente il mercato. Nelle droghe comuni possono quindi es-
presenti delle impurezze, quali elementi di altre piante o eccesso di
CAPITOLO PRIMO
parti della pianta stessa; Ìmpurezze che diminuiscono non solo la
qualità del prodotto, ma, peggio, possono essere velenose (rizoma di vera-
tra mescolato alle radici di genziana). Si devono prendere in considera-
zione anche le sofisticazioni volontarie che, per quanto inaccettabili,
sono mai dannose (giusquiamo «rinforzato» con foglie di stramònio, che
contengono lo stesso alcaloide in proporzione più elevata). Se il costi-
tuente principale di un olio essenziale si può ottenere commercialmente
da fonti meno costose, esso può venire usato per «migliorare),l'essenza na-
turale: aldeide cinnamica sintetica è aggiunta all'essenza di cannella di
qualità scadente. tipo_ sono spesSQdifficilie.Jal-
da r!yelare. Naturalmente, i prodotti più costosi sono
frequente oggetto di sofisticazioni: miscele completamente arti-
ficiali (oli essenziali) sono vendute come droghe naturali; così una mi-
scela di aldeide cinnamica e di acetato di benzile (assente nell'essenza na-
turale) nella proporzione di 87/13, può essere,spacciata per essenza di can-
nella.
Oggi tuttavia la frode volontaria è rara, sia per gli ottimi mezzi di con-
trollo a disposizione, sia per la vigilanza di importatori e distributori di re-
putazione nazionale e
Per assicurare l'identità delle droghe le Farmacopee ne descrivonoj ca-
ratteri fondamentali (morfologici, anatomici ed organolettici) ed elencano
per ciascuna droga dei particolari requisiti, espressi in ,valori numerici (ce-
neri, materiale estrattivo ed altri), attività biologica e in compo-
nenti attivi.
Gli obiettivi dell'analisi farmacognostica sono pertanto quelli di stabi-
lire l'identita, cioè la fong corretta di una droga, attraverso i suoi caratteri
anatomici, macro e microscopici, e i caratteri organolettici, fisici e chimici
e della droga stessa, attraverso il controllo della purezza (assenza
o limiti per il materiale estraneo) e qell'attività, legata alla presenza dei
L'attività si controlla per mezzo' di dosaggi biotogici, con
metòdi da scegliere opportunamente in base alla natUra della droga e dei
principi attivi in essa contenuti.
Da quanto detto sopra, è facile dedurre come ,'esame farmacognostico
richiedal'appIicazione di svariate tecniche, dall'analisi botanica, utile allo
studio della morfol ologia macro e microscopica della droga, dei suoi carat-
teri organolettici (frattura, odore, colore, sapore, ecc.) e degli elementi
ratteristici (indice di storni, di amido, ecc.), a quella chimico-fisica (luce di
Wood), chimica (ceneri totali e acido insolubili, estrazione e microana1Ìsi
dei principi attivi) e, infine, ai fondamentali saggi biologici per la determina- ,
zione dell'attività farmacologica: la droga può infatti conservare integri i
FAIUv!ACOGNOSIA GENERALE
29
suoi anatomici e chimici, pur avendo perso la sua attività farma-
cologIca uttle al fine terapeutico.
Identificazione delle droghe
Per l'i?entità di Una droga, si prendono in esame uno o più dei
p.arametn: macroséopica, caratteri fisici, caratter! or-
ganoletttcI, struttura mIcroscopicà; proprietà chimiche e proprietà biolo-
giche.
. 9uanto riguarda la moifologia, nella droga secca i caratteri distintivi
ongman possono essere profondamente alterati a causa di piegamenti,
compressione ed essiccamento. Vi sono a volte anche delle notevoli diffe-
tra provenienti dalla stessa specie vegetale, cor-
relatI alle condlzIolll dI svtluppo delle piante fornitrici (cresciute al sole o
all'ombra, in terreno più o meno ricco di humus, ecc.) o al trattamento su-
bito dalla droga (preparazione, conservazione, invecchiamento): la cortec-
cia di china di diversa provenienza si presenta sotto forma di grandi pezzi
piatti o .di pezzi in dipendenza dal metodo di essicca-
mento; ti succo dI aloe eSSiCcato lentamente è costituito da masse opache,
mentre quello essiccato rapidamente è translucido. Nella Farmacopea
sono descritte dettagliatamente le caratteristiche morfologiche tipiche di
ogni droga; tuttavia spesso è necessario avere un campione di droga per po-
ter fare un confronto diretto.
Nell'identificazione dei diversi organi costituenti la droga, si pren-
in con.si?erazione i più svariati elementi botanici: per lefoglìe, se esse
SIano sempltcr o composte, sessili o picciolate, nonché le dimensioni, con-
figurazione e simmetria del lembo, caratteristiche della superficie, spes-
sore, ru.gosità, forma del margine, nervatura e peli. I rizomi sono fusti sot-
terraneI e foglioline, brattee, germogli e, talvolta,
presentare nodr ed mternodl; molti rìzomi dimostrano una orientazione
obliqua o orizzontale rispetto al suolo aromatico, iris), avendo ci-
catrici di radichette da un solo lato. Le radici sono invece assolutamente
prive di brattee nodi: In alcune droghe peraltro radici e rizoma si sovrap-
pongono (valenana, rdraste, genziana). I tuberi SOno organi sotterranei
ispessiti: sia rizomi (colchico, patata) che radici (gialappa). Le cortecce, co-
stituite dalla parte del fusto esterna al cambio, si identificano attraverso
forma, dimensioni, spessore e configurazione della superficie: fessure,
grinze, striature, rughe, lenticelIe, nodosità, presenza o assenza del su-
ghero. Altro elemento caratteristico è l'arrotolamento: si distinguono cosÌ
CAPITOLO PRIMO
cortecce piatte a l, ,
'l t' dI' rroto ate e doppIamente arrotolate, Il legno è la porZIOne
Xl ema lca e fust '" ' :
_·'rt ' o, costltulta m parte, nella zona più mtema, da cellule
ma e e vaS! oblit ' , ',',
, e In parte da elementI condutton funZIonanti. I le-
gm sono caratter" ' ,
" l lzzah Soprattutto dalla configurazione della loro stratlfi-
caZlOne annUa ed' " ,
organi ,ri . .J. ' raggI e dalla durezza. lfiori contengono glI
prouUtton dell (' ')' d' dI'
protettiv' d . a ,pIanta ovano e staml Circon atl a e ementl
forma (perianzio); possono veni;e identificati dalla
polino ec )lll, orescenze, . .2 indeterminate (spiga, ombrello, ca-
fiorali (' fil c. , o determinate; daIJe caratteristiche delle singole parti
amenti ante 'l ' 'l d 1
perianzi (' ' o, stImma, corolla, calIce); dal a struttura e
attinomorfo, zigomorfo) ecc. Dei se7fZi_si
g
he peli 'lor
ma

, dun:nslOne, colore, striature o segni sulla superficie (ru-
, , l o, ra e) dI " l" b '
parti (rad' h ,SPOSlZlone e re atIvo SVIluppo dell'em none e s.ue
turo cotiledoni). Ilfrutto è costituito dall'ovario rrI
a
-
fiore svilu lU o Plùsemi; talvolta comprende anche altre parti del
scun ad esso, I frutti «composti» si hanno quando cia-
fanto e in un frutto ,separato, come nel caso dello
cardamo stellato. Il frutto puo essere «secco» (capsula: colchICO,
fistula' p,apavero; follicolo: anice stellato, strofanto; legume:cassia
, 1 lqua. senape' h" ('d' l'
drupa' p p l' , ac emo: amce) o «carnoso» espen lO: Imone;
, e e, o lva' bac 'b Il d dl"I"
identificato dalla' ca. a La ,pare:e e frutto, l pencarpo, e
l'caratt . ,?atura del SUO! tre stratI: epl, meso ed' endocarpo.
eri fiSlCt son l ' l
mellare br fìb o a com/tenza, la struttura, la natura dellaftattura ( a-
parenchim l rosa, granulare, scheggiata) di una droga, e altri. çosì il
bile» la del si definisce « fàcilmente comprimi-
co ICe 1 l quenzia ha« frattura fibrosa », la noce vomica è di « con-
nonorgani:
nea
», noce è« oleosa,) e cos1 via. Nel drog,he
ebollizione il zate, SI la solubilità,.il punto di fusione e quello di
lo spettro di recifico, la viscosità, l'indice di rifrazione, il pqtere rotatono,
certe drogh or zmento ecc, La fluorescenza alla luce ultravioletta è, per
(rabarbaro e: un elemento molto significativo ai fini del riconoscimento
I
CI?eSe e rabarbaro rapontico, idraste).
caratten. organ le '.
sime nell'a r' o ttZet, quali odori e sapori, sono qualità importantis-
secco, sono na la menta piperita e la melissa, allo stato
dall'odore' ml,o to morfologicamente, ma si distinguono con facilità
, g 1 asSaggIato' d' th' ffi ' d' 'd 'fi l
cisa proveni d n l e e ca e sono capaCI I I enti lcare a pre-
anche a sco et ;prodotto attraverso il sapore. Odori e sapori servono
pnre Sostttu', , ,
vecchia puz di . ZlOill e detenoramentl: la segale cornuta alterata o
za ranCIdo,
La struttura m ' "
zcroscopzca VIene in soccorso qualora i caratteri morfolo-
FARMACOGNOSlA GENERALE 31
gig,non siano sufficienti al sicuro riconoscimento di una droga, È necessa-
rio allora ricorrere all'esame istologico. Per le droghe polverizzatè l'esame
microscopico è ovviamente necessario in
delle polveri è basata sulla presenza, forma, e dI al-
cuni «elementi caratteristici»: cellule (collenchimatlche, fibrose, pletrose,
vasi, tricomi, cellule secretric.i) ed
di amido, di aleurone, CrIstallI dI ossalato dI calcIO, gocclOhne dolio). PQl-
ché le droghe polverizzate si possono sofisticare molto facilmente con l'
giunta di altre polveri di varia Mtura, lo stabilire per mezzo
croscopico l'assenza di elementi estranei è altrettanto impor:ar:te li
riconoscere quelli caratteristici, Le dimensioni e de-
gli inclusi cellulari di una determinata droga varIano entro ben
niti e caratterizzanti: la determinazione di tali dimensioni formsce del va-
lori numerici (Tab. 1.4) che permettono di verifìcare l'identità o rivelare le
impurezze eventualmente presenti nella droga polverizzata. " ,
Molte droghe affini dimostrano, ridotte in polvere, mI-
croscopiche simili, cioè la presenza degli stessi elementi in ,tal
caso, per una differenziazione è utile eseguire alcune
degli elementi in osservazione determinando ad ,esempIO (1) Il:, rapporto
palizzata», cioè il numero medio di cellule a sotto una
cellùla epidermica della foglia; (2) l' « indice di storni ", oma la
di cellule epidermiche fogliari trasformate in st'omi (indice che non vana
con le dimensioni della foglia, come avviene invece se si considera il nu-
mero di stomi per mm quadrato di superficie fogliare); (3) di
amido », cioè la percentuale di granuli d'amido di grandezza supenore a un
determinato diametro. Per esempio, la percentuale di granuli di dimen-
sioni superiori ai 9 Ilm è 15-21 nell'ipecacuana di mentre n,ell,a
ìpecacuana di Rio è invece 8-11. Talvolta infine sono anche valon di-
retti, cioè il numero di elementi per unità di area o d! volume.
TABEllA 1.4. DIMENSIONI DEGLI ELEMENTI CELLULAR1 NELL'ANALISI DI UNA DROGA.
Elemento tissulare
Fibre di corteccia di china
Canali secretori del frutto di anice verde
Canali secretori del frutto di finocchio
Granuli di amido di riso
Granuli di amido di mais
Granuli di di patata
Dimensioni ((.1m)
50-90 x 500-1350
60-80
120-200
2-10
2-30 .
5·100
32 CAPITOLO PRIMO
L'analisi chimica atta a svelare la presenza di un determinato compo-
sto, raramente si può eseguire sulle droghe grezze, a causa della loro com-
plessità; la sostanza che interessa deve venire in genere isolata, prima di es-
sere analizzata chimicamente. I metodi di estrazione da applicare alle sin-
gole droghe dipendono dalla natura del principio attivo da esaminare: ri-
partizione tra solventi immiscibili, precipitazione, distillazione, sublima-
zione, adsorbimento e scambio ionico sono alcuni tra i procedimenti nor-
malmente adottati nell'analisi chimica farmacognostica. Usate sono ànche
la microanalisi, gli « spot tests ", e i vari tipi di cromatografia.
La gascromatografia offre un utile mezzo per semplificare l'ana'l1sldi un
estratto di droga permettendone l'analisi contemporanea di numerosi
componenti" N el caso di droghe non organizzate (grassi, cere, resine, oli
essenziali) si esegue la determinazione di una serie di indici, quali il nu-
mero di saponificazione, di acetile, di esteri, di jodio, ecc., per quanto oggi
si ricorra sempre più spesso, anche in tal caso, alla gascromatografia.
Le proprietà biologiche si esaminano tramite saggi inyivo su animal i Q
su tessuti sopravviventi ed incubati in vitro in condizioni fisiologiche.
Dato che tali saggi servono a determinare anche quà1ifiThtivamente gli ef-
fetti biologici delle drogQe, quindi sono essenziali per il corretto uso
delle droghe stesse a scopo terapeutico, di essi sarà trattato nel paragrafo
dedicato al controllo della qualità delle droghe.
Controllo di qualità delle droghe
la qualità di una droga, si deve anche determinare il suo
di contaminaz.ione. Droghe contenenti considerevoli quan-
matenale estraneo raggIUngono occasionalmente il mercato, a causa
di raccolta e pulizia; una certa quantità di materiale estraneo può
tuttavia anche essere mescolata alla droga a scopo doloso. Tipico è il caso
di sab1?ia o sali inorganici aggiunti a polveri per aumentameil pes6; so'flsti-
cazione che si rivela determinando il peso delle ceneri costituite dalle so-
stap.ze minerali nella droga: 1.m valore superiore a quello
dalla Farmacopea è mdlce della presenza di sabbi<l:O altre polveri minerali.
La parte di residuo insolubile in acido cloridrico dopo incenerimento è
detto « ceneri acido-insolubili» ed è una misura della sabbia contenuta
nella droga.
- La quantità di materiale organico estraneo in una droga si determina sce-
gliendo da un :utte le parti che non dovrebbero essere presenti
. (ad esempIO fustI, PICCIOlI, ecc.) e pesandole. Nelle polveri, la quantità di
. ,
GENERALE 33
materia organica estranea sì calcola approssimativamente, ma assai sempli-
cemente, con il vecchio metodo del licopodio. Le spore del licopodio
hanno la caratteristica di essere regolarissime di forma e di peso costante:
un milligrammo ne contiene circa 94000. Il saggio si esegue mescolando
. quantità note di licopodio e della polvere in esame (ad esempio nella pro-
porzione di 1: 1); una piccola parte della miscela si analizza al microscopio '
procedendo al conteggio, nel campo visivo, sia del numero delle spore (I)
che di quello degli elementi che interessano (e) nella sostanza in esame. Il
contenuto (x) dell'elemento prescelto nella nostra polvere sarà quindi, per
mg di droga:
x ; e : 94000 : I
x = 94000 x e
I
Nell'eventualità di un'infestazione da insetti, si determina natura e
quantità dei parassiti con il metodo della flottazione, riscaldando cioè il
campione di droga con acqua bollente ed agitando la miscela con benzina
leggera. Gli insetti vengono asportati dal solvente organico e così si pos-
sono separare per filtrazione e pesare.
Un altro tipo di operazione utile all'analisi della purezza delle droghe è
la determinazione del materiale estrattivo, ossia della quantità di sostanza
da esse estraibile con un determinato solvente. Droghe esaurite, sfruttate,
sono talvolta rimesse in commercio come tali oppure mescolate con mate-
riale di buona qualità: la sofisticazione è ·rivelata, oltre che dal colore,. so-
prattutto dalla diminuita quantità di sostanza estraibile. In taluni casi, an-
che un tasso di materiale estrattivo troppo elevato è sospetto: i semi di co-
loquintide, farmacologicamente inattivi, devono venire separati dalla
polpa del frutto prima della polverizzazione. Se i semi sono presenti nella
droga si riscontrerà, data la ricchezza in grassi dei semi stessi, una maggiore
resa del previsto all'estrazione con etere di petrolio.
Il controllo di contaminazione delle droghe comprende anche analisi
spettrofotometriche) atte ad evidenziare la presenza di
agenti inquinanti, residui di pesticidi, metalli pesanti, oggi molto frequenti
per l'uso indiscriminato di tali sostanze ed il sempre più elevato grado di
inquinamento del nostro pianeta. Le contaminazioni da piombo, cadmio
e mercurio sono state accertate con una certa frequenza, ed è stato inoltre
che le quantità di questi metalli restano più o meno immodifi-
cate durante i di essiccamento e conservazione delle droghe. Al
contrario, i pesticidi degradano spontaneamente e pertanto, sesi lascia tra-
scorrere un periodo di tempo sufficiente dal momento del loro ultirrio im- -
CAPITOLO PRIMO
piego al tempo di raccolta della droga, la loro presenza è trascurabile. Ciò
nonostante, come per ì metalli pesanti, anche per i fitofarmaci (pesticidi,
antiparassitari, diserbanti) sono state oggi definite le quantità massime tol-
lerate. Questi valori, riportati dalle vigenti Farmacopee, sono in molti casi
identici a quelli accettati per gli alimenti frutta, ecc.).
CONTROLLO DI ATTNITÀ DELLE DROGHE
L'attività biologica delle dròghe si attua tramite saggi e dosaggi farma-
cologici, nell'animale in vivo o in tessuti ed organi isolati sopravviventi. Il
dosaggio chimico del semplice principio attivo, o dei principi attivi se plu-
rimi, non è assolutamente sufficiente ad indicare la reale attività della
droga, e dei suoi estratti, al fine terapeutico. L'attività della droga è infatti
influenzata in modo determinante dalle interazioni, farmacocinetiche e
farmacodinamiche, dei molteplici e diversi costituenti il prodotto
tale. Più in dettaglio, è oggi ben noto come sia necessario in primo luogo
conoscere il destino del tàrmaco nell'organismo: come vi entri, quale via
percorra, come venga modificato dall'organismo stesso e come ne venga
eliminato. Non è quindi sufficiente lo studio di un farmaco in vitro, su en-
zimi, cellule o tessuti. Il farmaco in realtà, per entrare nell' organismo, di:!ve
sup_erare barriere cutanee e mucose e, giunto in circolo, può venire bio tra-
nel fegato e in altri tessuti, può legarsi alle proteine plasmati che
deve poi valicare le pareti dei capillari sanguigni, altre barriere,
per gIUngere così finalmente al tessuto bersaglio in cui poter svolgere la sua
azione. Nel contempo, inizia anche la sua eliJ.!linazione dall'organismo at-
traversQ i nQrI11ali emuntori, quali la pQlmot).ars:->-_ecc. çpsì ra-
termine, con la progressiva scomparsa. del farmaco. La cono-
scenza di questo dinamismo, che condiziona la comparsa, l'intensità e la
durata dell'effetto farmacologico, richiede uno dettagliato, quello
della «farmacocinetica », necessario per stabilire 'Un: esatto dosaggio af.fin-
opportuna intensità e durata. Errori o appros-
SlmaZlOlll nel dosagglO e nelle modalità di somministrazione possono far
sì che l'azione neppure compaia, o, viceversa, che si instaurino fenomeni
tossici o addirittura delle gravissime malattie. Anche la farmacodinamica
di:
la Pl:lÒ essere
un pregio peculiare del prodotto di origine naturale.
. Da quanto r.isultano chiari due punti fermi riguardanti il dosag-
glO delle droghe: In pIlmo luogo, queste corrispondono a preparazioni far-
FARMACOGNOSIA GENERALE 35
macologiche complesse, contenenti spesso multipli principi attivi, dotati
di attività simile o anche differente l'uno dall'altro. Qleste attività pos-
sono interferire in modo diverso, in rapporto al variare della dose. Intera-
zioni si verificano anche a livello farmacocinetico, come detto sopra, e
non solo tra principi attivi, ma anche tra sostanze dette « coadiuvanti",
paci di modificare la farmacocinetica dei principi attivi tipici della droga. E
ovvio quindi che la droga necessita di una sperimentazione a sé, visto che
l'attività di un singolo principio attivo, incluso nella complessa composi-
zione del prodotto vegetale, è molto diversa, sia quantitativamente che, ta-
lora, anche qualitativamente da quella del principio attivo isolato allo
stato puro.
PJesupposto necessario all'esecuzione di un dosaggio biologico è che
la droga provochi in un sistema vivente (animali, tessuti od organi soprav-
viventi) una determinata risposta tecnicamente ben evidenziabile e pro-
porzionale alla quantità della dose utilizzata. Le risposte utili al dosaggio si
dividono in due categorie: quantitative mrverograduali, quando variano di
intensità in funzione della dose (l'aumento della pressione arteriosa nel co-
niglio per somministrazione endovenosa di adrenalina); ossia
del tipo «tutto o nulla», come l'arresto cardiaco provocato dalla digitale.
Riguardo alle modalità tecniche con cui si eseguono i dosaggi, esse pos-
sono a grandi linee essere così schematizzate: (a) nel caso di una risposta
quantitativa, si sottopone il tessuto od organo all'azione di dosi diverse e
ripetute di droga, oppure si tratta un gruppo di animali con dosi crescenti
del preparato in esame; (b) le risposte qualitati:v:e si analizzano con due me-
todi, quello continuo o quello delle diluizioni in serie. Il primo consiste
nel somministrare all'animale la droga di continuo, in concentrazione co-
stante, fino ad ottenere la reazione desiderata (arresto cardiaco, ipnosi,
ecc.). Il metodo delle diluizioni in serie implica invece la somministra-
zione ad animali diversi di concentrazioni crescenti di droga, aventi per
base la concentrazione minima alla quale comincia a comparire l'effètto
desiderato: si determinano in tal modo le curve di concentrazione in fun-
zione della frequenza di comparsa dell'effetto, da cui ricava la 7J!edifl
efficace alla comparsa della risposta in esame, o anche la dose tossica.
Nell'impostazione di un dosaggio biologico è da tenere presente che, a
causa della variabilità individuale, i valori singoli hanno scarso significato;
è pertanto necessario pianificare l'esperimento ed analizzare i risultati in
base a parametri statistici, usando per ogni determinazione un adeguato
numero di esperimenti in vitro, o di animali, e facendo poi la media dei ri-
sultati ottenuti. La risposta del substrato biologico in vitro, e soprattutto
dell'animale in vivo, varia inoltre non solo da soggetto a soggetto, in rap-
36
CAPITOLO PRIMO
porto alla sensibilità ma in
mutare nel tempo e in relazIOne alle condlZlOlll spenmentah (dettagh tec-
nici, differen.te alimentazione, luce, temperatura, ecc.). È pertanto necessa-
rio avere dei campioni di droga ad attività nota e costante, con cui poter
confrontare direttamente l'attività del materiale in esame. I catp.pionì stan-
dard internazionali, costituiti da droghe raccolte, preparate e conservate in
condizioni rigorosamente sono distribuiti ai vari Paesi dal
National Institute far MedicaI Research di Londra o da altri Enti deputati
allo scopo. Questi campioni devono essere sperimentati e confrontati sugli
stessi preparati biologici e animali usati per sperimentare la droga in esame.
In tali saggi comparativi si studia l'intensità d'azione di varie dosi di cam-
pione standard e si rispost,e ottenute con quelle del cam-
pione da SI puo, determmare la dose che
risulti per mtenslta uguale o pm Vlcma a quella del campIOne llllstudIO, e
quindi esprimere l'attività di quest'ultimo paragonata a quella dello stan-
dardo
È ovvio che quanto detto è solo un tentativo di sintetizzare e offrire al-
cune linee direttive sulla problematica dei saggi e dosaggìfarmacologici, og-
getto di corsi specialistici sulla materia.
LA MODERNA RlçERCA
La farmacognosia è vecchia almeno quanto l'uomo: il primitivo che
masticò una pianta ed osservò come essa producesse vomito o sonnolenza,
già studiava la farmacognosia. Molti farmaci sono stati scoperti attraverso
questa semplice procedura, salvo poi essere dimenticati e riscoperti più
volte. Le civiltà del passato, dalla cinese, di 4000 anni a.c., alla egiziana,
greco-romana e medioevale, hanno tutte contribuito alle nostri attuali co-
noscenze trasmettendoci liste di farmaci e preparazioni farmaceutiche,
sempre peraltro complicate perché provenienti dal mondo vegetale e ani-
male cosÌ come tali, o in grezze miscele estrattive. Soltanto alla fine del di-
ciottesimo secolo e nel diciannovesimo secolo lo sviluppo della chimica
ha offerto dei contributi fondamentali alla farmacologia, permettendo in
primo luogo l'isolamento dei principi attivi contenuti nei medicamenti
grezzi. Friedrich W. Sertiirner nel 1805 isolò la morfina dall'oppio. Sem-
pre nel 1800, con lo sviluppo della chimica organica, si giunse all'isola-
mento di svariati principi attivi dalle droghe e all'identificazione chimica
dei composti farmacologicamente attivi in esse contenuti. Così, oltre alla
morfina, anche stricnina, chinina, caffeina, nicotina, atropfua e cocaina
FARMACOGNOSIA GENERALE 37
furono tutte isolate nella prima metà dell'BOO, seguite (1868) dai glicosidi
cardioattivi delle foglie di digitale purpurea. Oggi i principali componenti
delle più importanti droghe sono stati isolati e determinati nelle loro strut-
ture; di molti sono note le vie biosintetiche che conducono alla forma-
zione dei principi attivi, e, in minor misura, le loro funzioni nelle piante.
Fino alla seconda guerra mondiale, o anche dopo, molte droghe veni-
vano ancora usate come polveri, estratti, tinture, o altre preparazioni ela-
borate in Farmacia. Era cosÌ necessario per il farmacista non solo conoscere
le proprietà biologiche, ma anche saper identificare le droghe, e la farma-
cognosia si occupava soprattutto dei metodi usati allo scopo; in altri ter-
mini, l'aspetto botanico-morfologico era parte importante della farmaco-
gnosia. Importante era anche saperne preparare estratti, tinture, pozioni,
sciroppi, ecc. Oggi, i composti isolati allo stato puro sono molto più usati
delle droghe o dei preparati di droga in toto; preparati che, d'altronde,
sono spesso prodotti dall'industria farmaceutica. L'insegnamento della
Farmacognosia è quindi cambiato, sia dal punto di vista tecnico che farma-
cologico. Lo studio delle droghè si deve pertanto adeguare allo sviluppo
delle nozioni farmacologiche più aggiornate, in particolare deve tenere
presenti alcuni fondamentali concetti: (1) l'interazione tra farmaci; (2) le
caratteristiche farmacocinetiche di un prodotto complesso quale è la
droga; (3) le proprietà farmaco dinamiche di tale prodotto « multifatto-
riale» che sono diverse da quelle del fondamentale principio attivo isolato
allo stato puro. La complessità di composizione conferisce talora alla
droga dei vantaggi nei confronti dell'azione, ché l'effetto del principio at-
tivo fondamentale può essere modulato o corretto da altre sostanze attive
presenti nel preparato; altri componenti la droga, quali ad esempio zuc-
cheri semplici o complessi e tannini, interferiscono con la farmacocinetica
del principio attivo di interesse in terapia, e anche con la sua farmacodina-
mica. Così, la sostanza attiva isolata, e la stessa «immersa" nel complesso
preparato di droga, hanno effetti spesso differenti, per lo più quantitativa-
mente ma spesso anche qualitativamente.
La conoscenza e l'uso di una droga è pertanto più complicato di quello
di un farmaco puro. A ciò si aggiungono le difficoltà di preparazione e di
conservazione di prodotti che, come vÌsto nei precedenti capitoli, possono
variare nel tempo e anche subire alterazioni quali modifiche o perdità di
attività. Alla luce di tutto questo, oggi si tende spesso ad isolare i principi
attivi ed a studiàrli di per sé, per conoscerne con precisione i parametri far-
macocinetici e farmacodinamici.
La scoperta in natura di nuovi farmaci è un importante aspetto della
cercafo171taCognostica. Migliaia di droghe di origine vegetale sono studiate
38
CAPITOLO PRIMO
ogni anno negli U.s.A. presso il National Institute ofHealth al fine di sco-
prire nuove sostanze terapeuticamente utili. C'è, in definitiva, oggi, una
singolare tendenza ad un ritorno alla natura, per riscoprirla con le tecnolo-
gie più avanzate. Un esempio attuale è il taxolo, diterpene isolato da cor-
teccia e foglie di Taxus brevi/olia Nutt. e Taxus baccata L., interessante per-
ché ha dimostrato avere attività antitumorale, particolarmente in carci-
nomi umani refrattari ai farmaci (ovarici e del seno, melanoma maligno). II
taxolo è un potente inibitore della replicazione delle cellule eucariotiche
che agisce interagendo con i microtubuli, aumentando la polimerizza-
zione della tubulina (al contrario della colchicina e della vinblastina, che
depolimerizzano i microtubuli). È, il taxolo, prototipo di una nuov:a classe
di farmaci antitumorali. Anche da droghe animali si scoprono interessan-
tissimi nuovi farmaci. Dalla sanguisuga, Hirudo medicinalis, è stata estratta
l'irudina, nuova arma contro la trombosi essendo il più potente inibitore
della trombina che si conosca. L'irudina, già utilizzata nell'uomo senza ap-
parenti problemi, potrebbe rivelarsi utile nelle manifestazioni cliniche
della trombosi, dall'infarto all'embolia polmonare. Tuttavia, nel secreto
salivare della sanguisuga da cui la sostanza si estrae, vi è poc.hissima iru-
dina. Ma la sostanza è stata prodotta in laboratorio tramite tecniche' di itt-
gegneria genetica.
Dalle ghiandole sudoripare di alcune rane arboricole australiane del
Genere Litoria, è stata isolata una nuova proteina con spiccate proprietà
antivirali e antibatteriche, capace di neutralizzare lo Staphylococcus aureus e
il virus Herpex simplex. Rimangono da analizzare le altre 35 pro.teine pre-
senti nello stesso secreto.
La ricerca di nuove sostanze attive nel mondo naturale può essere del
tutto casuale, oppure fondarsi su notizie della medicina tradizionale, stu-
diare cioè piante usate in base ad antichissime tradizioni, quali sono quelle
codificate dalla medicina cinese. Dopo avere determinato sperimental-
mente in vivo, nell'animale, ed in vitro, su preparati isolati, l'attività di un
estratto di piante o di loro parti, si cerca di isolare e identificare il principio
attivo fondamentale dell'estratto, cioè la sostanza responsabile dell'atti-
vità caratterizzante la droga.
La determinazione della struttura chimica del composto attivo viene
condotta con metodi fisico-chimici, quali la spettroscopia UV e IR, la spet-
trometria di massa, l'RMN e la cristallografia ai raggi X. studio può
offrire lo spunto ad introdurre modificazioni strutturali atte a migliorare
l'attività del principio attivo. A questo punto rientra in gioco la necessità
della sperimentazione animale, in vivo e in vitro, per controllare l'effetto
deUe variazioni strutturali apportate al prodotto in istudio. /,1
/
i
j
FARMACOGNOSIA GENERALE
39
. no quelli riguardanti la
Altri aspetti della ricerca so ., 'cche degli stessi.
. .' ., 1 lezlOne di pIante plU n
biosintesi dei attlvl e l a se d' 11 le vegetali in vitto, per ottenere
Di interesse e mfine la co tura 1 u t' . S' ossono anche at-
. . t utlcamente at IV1. I p
con minore spesa 1 , .., cellule ve etali, o, più
tuare trapianti in delle 50-
semphcement:,.usare . nc . à molto esi e. Siamo però III tal caso
stanze presentl III natura III l finalità compe-
d 11 d toto ,,' entra m glOcO a
all'estremo e a. roga :'lll.. puro (glicosidi digitatici, al-
titiva nella produZlOne dI un prlllclplO a l l osto sia al-
caloidi deUa segale ut;le deve es-
tamer:te attivo e presentl una ottimale. La droga in
sere contenenti molteplici sostanze, rappre-
toto, e l SUOI pro ot1:1 ! , . . lessa che richiede, anche se
senta invece una specIahta medlcmale comp c d't delle pe-
l . . a conoscenza approlon l a
utilizzata per ogIe non graVI, u; fine di non usarlo quale« placebo» o .
culiaTi carattenstlChe Il' 1 l' so di prodotti naturali
di non provocare effettI a tre paro.e, u hé fatto con sapienza
può essere utile, in caso dI patologl
e
non Altrimenti alla luce
fondata su è accer-
delle conoscenze ormaI avanzatIssIme 1D c 1 d' f: llìre la
b a dI
' dubbio che si incorre nel nschlO non so o I a
tato senza om r . . l .
terapia, ma anche di provocare dei graVI dannt a paZIente.
CAPITOLO II
DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI
di EUGENIO RAGAZZI e ALESSANDRO CHINELLATO
Come indica il nome, ì carboidrati sono costituiti da carbonio, idro-
geno e ossigeno, di solito in un rapporto di 1 :2: 1 (vale a dire una molecola
d'acqua per ogni atomo di carbonio). Tali sostanze, indicate generica-
mente col termine «zuccheri", sono tra ì primi prodotti derivanti dalla fo-
tosintesi a partire dall'anidride carbonica e dall'acqua, e costituiscono una
grande parte della massa dei tessuti vegetali; essi infatti fanno parte della
struttura di sostegno, come la cellulosa, e costituiscono importanti riserve
energetiche, come gli amidi. Nel presente capitolo saranno considerati i
gruppi di carboidrati di origine naturale dotati di particolare interesse in
campo farmacologico e tecnico-farmaceutico. Da ricordare inoltre che ì
carboidrati costituiscono parte essenziale dei glucosidi, prodotti questi di
grande interesse farmacognostico, considerati in uno specifico capitolo.
Saranno qui presi in considerazione anche composti strettamente correlati
con i carboidrati, quali alcoli esavalenti e acidi organici frequentemente
presenti in droghe vegetali.
I carboidrati possono essere globalmente suddivisi in monosaccaridi,
oligosaccaridi e polisaccaridi, in base alla complessità della struttura.
MONOSACCARIDI
Sono composti largamente diffusi nel mondo vegetale; nelle piante
rappresentano normali metaboliti, spesso accumulati in determinate spe-
cie che costituiscono una importante fonte di principi attivi.
I/m<:>!le farmacologica dei monosaccaridi, comune anche agli oligo-
saccaridi, è da attribuire, oltre all'eventuale apporto calorico, soprattutto
.all'attività osmotica di alcuni di essi. Tale attività, in rapporto alla scarsa
diffusibilità della molecola, è più intensa e duratura di quella esercitata da
composti salini. Se per via orale, si possono ottenere azioni
lassatiye, e per via endovenosa agiscono come .diuretici osmotièi:- Solù-:
zioni di glucosio possono essere utiIizzàte per infusione endovenosa, in
particolare in caso di ipoglicemia e per la nutrizione parenterale.
42
CAP1TOLO SECONDO
I monosaccaridi possono essere suddivisi in base al numerò di atomi di
carbonio; i più noti sono i triosi, tetrosi, pentosi, esosi, eptosi, contenenti da 3
a 7 atomi di carbonio. Anche se esistono monosaccaridì fino a 9 atomi dì
carbonio, i più comuni sono i pentosi (C
S
H
IO
0
5
) e gli esosi (C6H!206)' La
formula chimica dei monosaccaridi e degli altri carboidrati viene scritta in
molti modi diversi: in forma lineare secondo Kiliani (1886), o ad anello,
che fa risaltare nella struttura della molecola l'anello pentatomico (furano-
sio) o esatomico (piranosio). Altra distinzione si basa sulla presenza di
gruppi aldeidici, come il glucosio che è un a/doso, oppure di gruppi cheto-
nici, come ilfruttosio, che è quindi definito quale chetoso. Talora si indicano
con termÌni quali « aldopentosi" e « chetoesosi". .
Aldosi e chetosi
Il glucosio o destrosio è il principale prodotto della fotosintesi ed è con-
tenuto in grandi quantità in molti frutti, come ad esempio nell'uva; indu-
strialmente viene ottenuto per idrolisi acida sotto pressione di un amido
(spesso di mais o di patata). Il glucosio allo stato puro è largamente usato
per infusioni endovenose. Il grande impiego del glucosio è nell'industria
alimentare e dolciaria.
Ilfruttosio o levu10sio è contenuto in molti frutti e nel miele. È un com-
ponente di olìgosaccaridi (es. : saccarosio) e polisaccaridi (es.: inulina), da
cui può essere ottenuto per idrolisi. Il fruttosio è più solubile in acqua del
glucosio ed ha maggiore potere dolcificante. Viene pertanto utilizzato
come
Il miele è un alimento di riserva dell'ape (Apis mellifìca), prodotto a p-ar-
tire dal nettare dei fiori, nettare ricco soprattutto del disaccaride saccaro-
sio; il saccarosio subisce idrolisi enzimatica nella sacca del miele delle api
per dare glucosio e fruttosio in parti uguali. Talora vi è una prevalenza di
fruttosio se nel nettare prelevato dalle api c'è una abbondanza di fruttosio.
Altri componenti del miele sono acqua, saccarosio (fino allOOfo), oli vola-
tili e pigmenti, responsabili dell'aroma caratteristico e del colore che di-
pendono a loro volta dal tipo di piante da cui le api hanno tratto il nettare.
Il miele era in passato impiegato per la preparazione del miele rosato, otte-
nuto mediante macerazione in esso di petali di rosa rossa, contenenti so-
stanze tanniche e bioflavonoidi, utilizzato quale astringente e protettivo
delta mucosa orale.
;
DROGHE CONTENENTI CAIUIOlDRATl 43
Alcoli esavalenti
esavalenti possono essere considerati come pro-
dottt d1 ndUZlOne di esosi.
I! sorbitolo è presente abbondante nelle piante della famiglia delle Rosa-
cee; Il ?ome ste.sso deriva dalla specie Sorbus aucuparia L. (Rosacee), il cui
frutto: molto ncco di sorbitolo. Q!lesto composto può essere considerato
come tI prodotto di riduzione del glucosio. Si può utilizzare come dolcifi-
per i diabetici, come blando lassativo e come ingrediente per
in urologia. È anche impiegato come base di partenza per
la smtesl chImica della vitamina C e di tutta una serie di tensioattivi di
.uso (Span e Tween). Il sorbitolo viene ottenuto industrialmente per
nduzlOne del glucosio.
Il è un polialcool, derivato dalla riduzione del fruttosio, pre-
sente m .m?lte piante, ma abbondante soprattutto in quelle appartenenti
alla famIglIa delle Oleacee e Ombrellifere e in alcune specie di Laminaria
(algh.e brune). metodo biosintetico per la produzione di mannitolo
conSiste nella nduzione diretta del fruttosio operata da ceppi batterici di
Leuc?nosto.c mesenteroides (Lactobacillacee). La fonte più importante e più
pre.gIata d! mannitolo è comunque il Fraxinus ornus L. (Oleacee), da cui si
ottiene la droga denominata manna.
. Manna (F.D.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
manna è Un succo, consolidato all'aria, di colorito. biancastro. che
tronco del Fraxinus OfflUS L (Oleacee), in seguito a puntura di
ezcada ornz) o per mezzo di incisioni effettuate sulla corteccia. La
e di medie dimensioni (4-8 m) che cresce spontaneo o col-
tIvato nelI ItalIa meridionale e insulare, in Asia minore e in
La droga può presentarsi commercialmente in due varietà: la manna in
:orte, da agglomerati e frammenti irregolari caduti al suolo,
la manna cannellata, colata dalle incisioni, più pregiata, in
pezzllunghl15-20 cm, di forma regolare, colore bianco-giallastro e odore
gradevole caratteristico.
La droga contiene ilsO-600f0 di mannitolo ed è usata, come del resto an-
che il mannitolo euro o mannìte, come pediatria, in
quanto nel tratto intestinale non viene assorbita e funziona trattenendo li-
nella intestinale. Il mannitolo puro viene usato per via endo-
venosa quale dIuretico asmatico per la terapia delI'anuria conseguente a
44
CAPITOLO SECONDO
interventi chirurgici; è impiegato anche quale agente capace di aumentare
l'osmolarità del plasma, per facilitare la diffusione di acqua dal liquido ce-
rebrospinale al plasma, in modo da ridurre la pressione e l'edema intracra-
nici. Il mannitolo per uso endovenoso è utile anche in pazienti sottoposti a
interventi chirurgici oculari, per ridurre la pressione intraoculare.
Acidi onici
Per ossidazione del grupppo alcolico terminale a gruppo carbossilico si
ottengono gli acidi uronici.
L'acido glucllronico si ottiene dal glucosio per ossidazione ad opera di
microrganismi. L'enzima che catalizza l'ossidazione è stato isolato dal Pe-
nicillllm nota/um (Aspergillacee), ed è denominato notatina. L'acido ascor-
bico o vitamina C, è illattone dell'acido 2,3-dienol-l-gluconico; è stretta-
mente correlato agli acidi onici pur non avendo un gruppo carbossilico li-
bero, perché quest'ultimo ha reagito con un ossidrile per formare un lat-
tane interno. L'acidità è data dai gruppi enolici. Il prodotto' di ossidazione,
l'acido deidroascorbico, che si trova in natura assieme all'acido ascorbico,
è anch'esso fisiologicamente attivo. L'acido ascorbico è contenuto iI{ tutte
le piante ed è una delle vitamine che l'uomo deve assumere con l' alimenta-
zione. Come la scimmia e la cavia, l'uomo è incapace di biosintetizzare l'a-
cido ascorbico, la cui carenza produce lo scorbuto, malattia un tempo co-
mune nei navigatori che vivevano per lunghi periodi senza assumere vege-
tali freschi. Poiché la vitamina C è essenziale per la sintesi del collagene,
essa aiuta a mantenere l'integrità del tessuto connettivo e osseo; una ca-
renza della vitamina darà indebolimento dei capillari con conseguenti
emorragie, danni a carico dell'osso e dei denti, difficoltà nella guarigione
delle ferite. Oggi lo scorbuto è malattia rara, se viene seguita una dieta
equilibrata e ricca di vegetali freschi; da ricordare che la conservazione di
frutta e verdura per lunghi periodi riduce in larga misura il contenuto in
tale vitamina. L'acido ascorbico viene prodotto industrialmente con pro-
cedimenti chimici e biosintetici a partire dal glucosio attraverso l'interme-
dio sorbitolo.
OUGOSACCARIDI
N el mondo vegetale sono frequenti quali disaccaridi. Il saccarosio è rica-
vato sopattutto dalla barbabietola (Betavlllgaris L., Chenopodiacee) e dalla
canna da zucchero (Saccbarllm qfJicinarum L., Graminacee). Il saccarosio è
DROGHE CONTENENTI CARBOlDRATl
45
costituito da una molecola di glucosio e da una di fruttosio. tecnica far-
maceutica viene impiegato come soluzione concentrata (SCIrOppo) quale
veicolo di molti farmaci. Le soluzioni acquose di saccarosio ad elevata con-
centrazione (50-60% p/p) hanno il potere di inibire per ef-
fetto osmotico la proliferazione di molti ceppi di microrgamsml; tale
fetto viene sfruttato in campo farmaceutico negli sciroppi e in ah-
mentare nelle marmellate. Il saccarosio migliora inoltre le
organolettiche di molti farmaci, ed è impiegato come In forme
solide qualì le pastiglie. Per idrolisi acida del saccarosio si ottIene lo zuc-
chero invertito, ossia Una miscela di glucosio e fruttosio, impiegata soprat-
tutto nell'industria dolciaria. ,
Illattosio o zucchero del latte formato da una molecola di glUCOSlO ed;!
una di galattosio, costituisce il 2-8% del latte di mammifero. otte-
nuto come sottoprodotto dell'industria casearia a partire dal siero dI latte.
Il Jattosio ha un sapore dolciastro e viene impiegato in tecnica
tica quale eccipiente in compresse e come diluente inerte per sostanze rn
polvere.
POLISACCARIDI
I polisaccaridi SOno macromolecole (polimeri) contenenti un
munerodi residui monosaccaridici. Si possono distinguere in poIisaccandI
omogenei quando siano costituiti da un unico tipo di monosaccaride',e e,te-
rogenti quando comprendono monosaccaridi di vario tipo e compostI
relati (esosi, pentosi, aldosi, chetosi, acidi uronici, molecole solforate, aml-
nozuccheri). .
Dal punto di vista qiologico, i.polisaccarididi interesse
possono essere rappresentati sia da normali prodotti dì riserva delle
(amidi, inulina) o da costituenti delle pareti cellulari stesse (cellulosa), SIa
da prodotti fisiologicamente anomali, derivati direttamente per trasforma-
zione dei precedenti (gomme).
I polisaccaridi sono privi di odore e sapore, sonO sostanze .spes-
so amorfe e insolubili in acqua, ma che si idratano, Ta-
luni polisaccaridì Possono formare dispersioni colloidali 51
tano particolarmente viscose. Sono proprio queste carattenstIche chImI-
co-fisiche che accomunano, daI punto di vista dell'impiego farmacote-
rapeutico e tecnico-farmaceutico, la maggior parte delle dr?ghe.comprese
in questq gruppo. I principali usi possono essere schematlzzatl come se-
gue:
46
CAPITOLO SECONDO
a) se assunte per vi<i orale., aumentano la massa del contenuto intesti.
naIe e agiscono pertanto come lassativi demulgenti (pectine, agar·agar, car·
ragenina, metilcellulosa, ecc.);
b) applicate su una superficie cutanea o mucosa in dispersione ac·
qUOSa, vi aderiscono, non sono assorbite e formano uno strato protettivo;
sotto forma di polvere, l'amido è utilizzato come polvere aspersoria per i
bambini, in sostituzione del talco, che può essere pericoloso e accumularsi
nelle vie respiratorie se inalato;
c) come condizionanti sia del sapore che di proprietà irritanti di farmaci;
d) per le proprietà di formare soluzioni colloidali, sono utili in tecnica
farmaceutica quali agenti viscogeni e sostanze emulsionanti.
POLISACCARlDI OMOGENEI
Amido
È formato dalla unione di numerose molecole di glucosio, ed è pre ..
sente in quasi tutte le parti delle piante, ma accumulato soprattutto nelle
radici, rizom!1. s_e.mi.
L'amido per uso farmaceutico e industriale sLottiene.pa piante di varie
specie, in particolare da alcune Graminacee: frumento. (Triticum aestivum
1.), granoturco (Zea mays 1.), riso {Oryza saliva L.); anche dalla (So.
lanum tuberosum 1., Solanacee), dall'arrowroot o rizoma di Maranta arundi.
rracea L. (Marantacee), da! t.uberodi Manihot utilissima Pohl. (Euforbiacee),
dal fagiolo (Phaseolus vulgaris L., Legllffiinose), dalla curcuma, dalla patata
dolce, ecc. -'" - .. --
Secondo la F.V.I. IX Ed., sono officinali l'amido di frumento, di mais,
di patata e di riso.
Preparazione - Esistono numerosi metodi differenti per la produzione
di determinati tipi di amido; la procedura utilizzata dipende inoltre dal
grado di purezza desiderato e dalla natura della materia prima di partenza.
Per l'amido di riso, per esempio, si tratta il riso con soluzioni di sodio
idrossido allo 0.4% fino a ottenerne una completa disgregazione. Le ca-
riossidi del riso sono quindi macinate e ridotte in sospensione da cui per
centrifugazione si separa l'amido, che è poi sèccato e polverizzato.
Descrizione della droga - L'amido ha l'aspetto di polvere bianca o di
pezzi irregolari, è inodore e insapore; la polvere, compressa tra le dita,
DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI 47
scricchiola leggermente. È praticamenttUm2hilii1e .al·
cool. Al microscopio si presenta come granuli di forma e dimensioni varia-
bili (da a 150 Ilm) da specie a specie. I granuli possono essere inoltre sem-
plici o composti e mostrano in genere un punto centrale o eccentrico detto
ilo, di forma rotonda, o lineare, o a stella. L'ilo, centro di formazione del
granulo d'amido, è attorniato da una successione di strati concentrici, cor-
rispondenti alle successive apposizioni dì strati attorno al centro di forma-
ZlOne.
Le dimensioni e la forma dei granuli, le striature e la posizione dell'ilo,
rendono possibile una differenziazione microscopica della loro diversa
origine (Figura 2.1). Stratificazioni e ilo possono risultare invisibili al mi-
croscopio.
Amido difrumento. Granuli semplici, a forma lenticolare o discoidale,
di due qiverse dimensioni: alcuni più grossi, del diametro di 1545 Ilm, con
0 3

G > DG
(0
0
0
1-: '7 CI
(2)0
6)0 ?'


"O
4
FIGURA 2.1. Aspetto microscopico dell'amido di diverse specie. 1) Amido dì fru-
mento; 2) amido di riso; 3) amido dì mais; 4) amido di patata.
48
CAPITOLO SECONDO
ilo centrale e stratificazioni generalmente pOCO evidenti; i più piccoli,
quasi globosi, hanno un diametro di 6-7 fim. Talora i granuli più grossi ap-
paiono fessurati nelle Zone più esterne.
Amido di riso. Granuli poliedrici riuniti a formare granuli composti; i
granuli semplici sono molto piccoli (4-10 IJ.m) e presentano ilo punti-
forme.
Amido di mais. GranuÌi poligonali con angoli smussati, di dimensioni
uniformi (10-30 IJ.m), con ilo a forma di piccola fessura raggiata.
Amido di patata. Granuli ovoidali, subsferici o piriformi, dalle dimen-
sioni variabili tra 30 e 100 IJ.m. L'ilo è eccentrico e sono presenti marcate
striature concentriche.
Amido di arrowroot. Granuli ovoidali o piriformi, con qualche piccola
tuberosità. Striature concentriche poco evidenti, ilo eccentrico a forma di
fessura incurvata. Dimensioni 10-70 fim.
Amido di fagiolo. Granuli ovali o reniformi, del diametro di 30-45 IJ.m.
Ilo allungato, ramificato, con stratificazioni concentriche visibili.
Composizione chimica e proprietà - acida dell'amido si ottiene
,glucosio. Per idrolisi enzimatica a opera della p-amilasi (o diastasi, enzima
contenuto nel frumento e orzo, nel malto, nelle patate dolci), l'amido si
trasforma in destrine e maltosio (disaccaride formato da due molecole di
a-glucosio), a sUà voiia viene trasformato in glucosio per azione di una
a-glucosidasi (malto). Le destrine sono un prodotto intermedio di idrolisi
dell'amido e si distinguono da questo per iI grado di polimerizzazione, e
per la colorazione violacea o rossa (anzichè blu) che danno con soluzione
iodo-iodurata. L'a-amilasi è un enzima presente nella saliva e nel succo
pancreatico e idrolizza i legami a-l,4 dell'amido, permettendo la dige-
stione e l'assimilazione dei glucosio.
Strutturalmente l'.?rniflo è costituito da due tipi di polimeri, separabili
pt:Lpr"e,Q.p.itazione seIettiva: e amilopectina
consiste di una catena lineare di 250-300 residui di D-glucosio, legati as-
sieme .da legami a-l,4;, produce dispersioni acquose colloidali poco 'staEiiIi
flocculano facilmente. È responsabile della colorazione blu intensa

max
= 660 nm) prodotta dall'amido in presenza di iodio. L'alta affinità
dell'amilosio per lo iodio fa sÌ che possa legare fino al 19% del suo peso di
iodio; questa proprietà può essere sfruttata per determinare il contenuto di
amilosio nell'amido. L'amilopectina è formata da pì* dilOOO mQlecQle di
glucosio, la maggior parte delle quali è unita da m,a la strut-
tura è complicata da ramificazioni dovute a (circa iI4%). Le
soluzioni di amilopectina sono piuttosto stabili, producono colorazione
DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI 49
, . l dell'amilosio e dell'ami- FIGURA 2.2. Struttura chimica e conformazlOne spaZla e
lopectina.
. . . (À - 540 m) e la capacità di legare iodio è
violacea in soltanto le parti lineari d:lla
modesta. Leni Zima am a l'amilopectina può essere solo parzIaI-
catena, con a conseguenz, . " r' 1 uò essere otte-
mente idrolizzata per via l Idro comp Pisoamilasi che
nuta solo con acidi o con altn enZImI, come a esemplO a ,
idrolizza i legami Q;-1,6.. l l d' 'do fosforico legate covalente-
U rto numero dI mo eco e l aCi , l'
n ce t' Il'amido anche se non è nota esatta
mente, sembrano e.ssere presen l ne, b 'bile che il fosfato sia impor-
ubicazione nel a1Pp.arhe come per esempio nella for-
tante per le propneta tecno OglC e e a ,
mazione di mucillagini. " Ii dda ma se la sospen-
L'amido è, come ricordato, insolubIle (a dell'ori-
sione in acqua è portata ad una temperatura 1 a dis ersione
gine dell'amido) i granuli si disaggregano producendo un , Prficare
colloidale (colla d'amido) che per raffreddamento puo ge l .
..J\J CAl'lTOLO SECONDO
Sofisticazioni - Possono essere aggiunte all'amido, per aumentarne ii
peso, in polvere finissima, quali CaC03, MgC03, Ca-
50
4
, sabbIa sIhcea, dIatomee, ecc. Questa sofisticazione si scopre determi-
nando l'entità delle ceneri che deve ammontare allo 0.3-0.6%' al microsco-
pio si può osservare la presenza di elementi estranei, masse o cri-
stalli. La sofisticazione più frequente è costituita dalla mescolanza di amidi
diversi.
Uso - L'amido costituisce un ottimo eccipiente, per le caratteristiche di
innocuità, insolubilità in acqua fredda, igroscopi-
cIta., Infatti largaI?ente utilizzato in tecnica farmaceutica per la pro-
d! compresse. E usato in polveri aspersorie, soprattutto l'amido di
nso, che granulometria. Sotto forma di mucillagine serve
come protettivo. Da rIcordare l'impiego dell'amido quale antidoto nell'av-
velenamento da iodio.
Cellulosa
. La cellulosa è il principale costituente delle pareti cellulari delle
sua molecola è un da 1000 o
plU ulllta connesse tra loro con legami per formare una
linear:. Unità elementare del polimero cellulosa si può considerare il di-
saccande cellobiosio, costituito da due molecole di glucosio unite con le-
game p-l,4. La cellulosa è insolubile nei comu,ni solventi organici, viene
estratta dal legno previamente trattato con alcali forti per sciogliere la lì-
gnina (elemento costitutivo del legno a struttura complessa e alto peso mo-
lecolare).
I suoi gruppi alcolici sono facilmente metilabili ed esterificabili .. Il te-
serve per la preparazione del collodio (nitrocellulosa in soluzione
di alcool e etere), impiegato per uso topi co come veicolo dì medicazioni
in dopo evaporazione del solvente forma una pel-
Le alchl1cellulose come la metilcellulosa formano disper-
Viscose con l'acqua e possono essere impiegate come lassativo mecca-
per aumentare il contenuto intestinale, e per indurre sazietà in diete
lo stomaco,. ma non viene assorbita nè dige-
r:ta) , trova Impiego m tecnICa farmaceutica come agente viscogeno e emul-
SlOnante.
, 11 cotone e sgrassato) è,Sgs.tituito da cellulosa pura;
e ottenuto dal pelI epidermICI del seme di Gossypium herbaceum L. (Mal-
DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI
51
vacee) e di altre specie analoghe, piante tipiche delle regioni
oggi coltivate estesamente anche negli Stati Uniti. Il cotone Viene
gato per la produzione di bendaggi e di preparati Dal co:one SI
possono ottenere fibre semi-artificiali, molto usate m campo tessIle.
Destrani
Sono polimeri del glucosio, costituiti da molecole di glucosio unite da
legami et-1,6-, con alcune ramificazioni attraverso legami 1,2-,.1,3- o .1,4-. I
destrani sono prodotti per azione dell'enzima destrano-sucrasl a partIre dal
saccarosio' l'enzima è contenuto in molti batteri, tra cui il Leuconostoc me-
senteroides '(Lactobacteriacee) che viene sfruttato per la produzione indu-
striale del polimero. Il ceppo B-512 produce destrani con ridotte
zioni, adatti per impieghi terapeutici. Il destrano grezzo è ur:
a

polisaccaridi con peso molecolare compreso tra qualche mlgltalO :
!ioni. Poichè l'intervallo di peso molecolare di interesse terapeutlco e
compreso tra 10.000 e 100.000, intervallo questo molto rappresen-
tato nel destrano grezzo, si provvede alla idrolisi parziale per
la quota di molecole di tali dimensioni, da isolare per succeSSiVO frazLOna-
mento.
I destrani sono impiegati per infusioni endovenose come «plasn:a ex-
panders ", cioè come sostituti del plasma in caso di shock emorragICO o
ustioni estese. l destrani con peso molecolare vicino a 40.000 hanno anche
proprietà antitrombotiche, al contrario dei destrani con peso molecolare
intorno a 100.000 che invece sono pro-aggreganti.
lnulina
È un polisaccaride di riserva, contenuto in
Composite e Campanulacee, presente sia in soluzlOne nei flUidI
sia in masse amorfe o sferocristalline. L'inulina è scarsamente solubIle III
acqua fredda, ma facilmente si scioglie in acqua a circa 70 °C
care. Non viene colorata dallo iodio. Non viene idrolizzata da enZimi del
mammiferi ed è escreta immodificata; viene pertanto utilizzata per via en-
dovenosa per determinare la filtrazione glomerulare e defmire la funziona-
lità renale.
L'inulina è costituita da lunghe catene di unità fruttofuranosiche; per
idrolisi acida o con l'enzima inulinasi, si ottiene quindi fruttosio.
52
CAPITOLO SECONDO
Lichene islandico
La_
d
r9g;i è ì1 tallo della Cetraria islandica (L) Ach., lichene della fami-
glia s?no associazioni di alghe e funghi
che VIvono m simblOsl; I1ltchene IslandlCo cresce sulla corteccia di alberi e.
tra il muschio in regioni fredde d'Europa, d'America e in Groenlandia.
l'organismo si presenta con tallo eretto, lungo fino
a 15 ramificato, formato da lamine fogliacee sottili, di
cartlla?Inea, con margini muniti di fini papille (spermogoni).
Sulla pagIna superIore delle lamine fogliacee, verso i margini dei lobi ter-
minali, vi sono dei corpi fruttiferi, gli apoteci, a forma di disco rOS50-
bruno, di circa 5 mm di diametro.
La droga è costituita da frammenti di tallo, più o meno arrotolati e fra-
a del dissecca:nento. Mancano quasi sempre gli apoteci perchè il
hchene VIene raccolto m autunno, prima della loro formazione. La consi-
è al tatto; il colore è marrone fulvo sulla pagina su-
penore, gngiO su quella mferiore, con piccole e depresse macchie bianche.
Non ha odore, il sapore è amaro.
I! costituente principale è la licbenin,a o amido di lichene, simile alla cel-
certa Quota,.di legami P-l ,3-g1ucosidici; daU-;' idrolisi
si ottiene quindi glucosio. Analogamente è formata
da due componenti, l'uno solubile in acqua fredda e che si colora con io-
dio, l'altro che non dà tale colorazione e che gelifica. Va in soluzione con
l'acqua anche un principio amaro che può essere eliminato scartando il li-
quido per ebollizio?e e lavando la droga con acqua fredda.
Tale pnnclplO amaro, dI natura pohfenolica, è denominato acido cetrarico o
cetrarina. Il lichene islandico contiene inoltre due acidi lattonici insaturi
isomeri, l'acido lichenstearico e l'acido protolichenstearico, oltre a un acido do:
tato di proprietà antibiotiche, l'acido usni.co.
L'uso terapeutico, ormai abbandonato, consisteva nel pre-
parare un decotto al 5% come e!E2l,1iente e protettivo delle mucose della
Più raramente era utilizzato come tonico amaro
della" cetrarina.
POLISACCARIDI ETEROGENEI
Sono rappresentati da polimeri formati sia da esosi, sia da pentosi,
come pure dal loro prodotti di ossidazione, gli acidi uronici assieme anche
ad altri composti. '
DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI 53
I più noti composti di questo gruppo sono le pectine, assieme alle
gomme e mucillagini che sono state definite anchefibre solubili, in quanto
capaci di formare soluzioni più o meno viscose con .in
zione alle fibre insolubili, comprendenti la cell ulosa e le hgmne. Tale dIstm-
zione appare importante più che dal punto di vista
tutto dal punto di vista dietetico-farmacologico. Le fibre mfattI,
adsorbono grandi quantità di acqua, formando un e «gel,,:
che condiziona nel tratto gastrointestinale alcune funzlOm dIgestive e dI
transito: a livello gastrico, aumentando il volume del cibo. pr.odu-
cono sensazione di sazietà e rallentano la velocità di tranSIto del Clbo mge-
rito. In tal modo, le fibre idrosolubili possono aiutare a ridurre l'introito
alimentare, e limitare nel contempo la velocità di assorbimento post:rran-
diale di glucosio e colesterolo, svolgendo una importante funzione dI con-
trollo metabolico. Il controllo dell'assorbimento intestinale dei coleste-
rolo sembra essere dovuto all'interferenza con l'azione degli acidi biliari,
indispensabili per l'assorbimento del colesterolo dal tratto intestinale;
maggiore eliminazione degli stessi acidi biliari, legati dalle fibre
crea una carenza di tali acidi che devono essere sintetizzati nel fegato ID
maggiore quantità e non più riassorbiti attraverso il
tutto questo avviene a spese del colesterolo circolante il .dI
seguenza viene ridotto. Anche il controllo dell'assorbimento mtestmale dI
glucosio, operato dalle medesime fibre solubili, assume valore nel
controllo dei livelli glicemici, in particolare in soggetti affettt da altera-
zioni metaboliche dei carboidrati, come nel caso dei diabetici.
Le fibre definite invece insolubili, comprendenti come si è detto cellu-
losa e lignine, hanno un effetto essenzialmente meccanico a livello intest!-
naie facilitando il transito, aumentando il volume e riducendo la conSI-
delle feci, risultando in tal modo particolarmente utili per la cura
della stipsi e delle affezioni spesso associate, quali la diverticolosi e la pato-
logia emorroidaria. . ..
La maggior parte dei cibi di origine vegetale contiene fibre s.la
sia insolubili; la crusca di grano contiene in prevalenza fibre
mentre ad esempio la crusca di avena è ricca anche solubilI.
Recentemente alcuni studiosi hanno proposto dI ehmmare la nota-
zione di « fibre alimentari", sostituendola con i termini «polisaccaridi
dacei» e «polisaccaridi non amidacei>" chiaram.ente della POSSI-
bilità di venire o meno idrolizzati a livello intestmale, e qumdl essere assor-
biti oppure svolgere l'azione prima citata caratteristica delle fibre. tale
suddivisione rende ragione anche della necessità di raggruppare
mente, e quindi fisiologicamente, i vari tipi di polisaccaridi, che molte
54
CAPITOLO SECONDO
volte si comportano in maniera molto simile, anche se sono
rr:
ente
piuttosto differenti: non vi è pertanto una netta linea di demarca-
Z10ne tra pectine e mucillagini, COme del resto non vi è neppure
una base chImIca atta a sostenere questa differenziazione.
PECTINE
Le. cellule. ve.getali sono cementate tra loro dalla protopectina, so-
stanza msolubl1e m.acqua fredda, ma modificata e solubilizzata dall'acqua
enzima presente in molti frutti, la pro-
topectmasl, e capace dI solublhzzare la protopectina trasformandola in
La è un poligalatturonoside (Figura 2.3) in cui alcuni
gruppI carbosstllCI sono presenti come esteri metilid. Può formare delle
sol.uzioni e il grado di metilazione è determinante per le carat-
. tenstlche dI VISCOSltà. Le pectine sono molto abbondanti nella frutta
(r:n
ele
, arance, limoni, carrube) COme pure nelle radici (barbabietole e gen-
ZIana).
GOMME E MUCILLAGINI
L.e,gomme e sono due. gruppi di polisaccaridi eterogenei
che SI e tentato dr dIfferenzIare tra loro 1ll base a caratteristiche di compor-
tamento a contatto con l'acqua: le gomme sono generalmente molto solu-
COOH
H OH
FiGURA 2.3. Formula di strut-
tura dell'acido pectico, ele-
mento costitutivo delle pec-
tine.
bili mentre le muciUagini non si dissolvono ma si rigonfiano a formare .
un: massa dotata di elevata viscosità. È stato ipotizzato che le gomme ven-
gano prodotte in patologie vegetali, nel di acci-
dentali mentre le mucillagini sono dei normalI costItuentI delle plante;
tale distinzione è abbastanza artificiosa, in quanto molti prodotti
sembrano essere intermedi alle due classi.
La composizione chimica delle due classi non .è
tamente nota; si sa comunque che contengono sia eSOSI, SIa pentosl,
assieme ai loro prodotti di ossidazione, ossia gli addi uronici. Il gruppo
carbossilico di tali acidi è generalmente salificato da ioni calcio o magne-
510.
Gomme e mucillagini sono di largo impiego in tecnica farmaceutica
come leganti in compresse, come disintegranti, emulsionanti, agenti visco-
geni. Alcune sono insolubili in acqua, ma rigonfiandosi
sono utilizzabili quali lassativi di massa, come del resto alcum denvatl
della cellulosa.
X Gomma acacia o arabica o del Senegal
La specie Acacia senegal L. (Leguminose) e altre specie che
niscono la droga, sono originarie dell' Mrica: sono cespugh spmosi o alben
di modeste dimensioni che crescono nel SJ:.negal e nel Sudano
La maggior parte della droga proviene dalle piantagioni
nel Sudano La stagione migliore per la raccolta è guella secca, m febbraIO-
marzo, perché stagione delle piogge i della meno
abbondanti sono utilizzati per il metabohsmo della
l2ian.ta. La inizia con l'esecuzione di una incisione nella
fino a lasciare scoperto il cambio; questa operazione induce la produzIOne
della gomma che si secca all'aria in forma di gocce o lacrime, di
giallo o rossastro, o opache, rugose, :?n
frattura vitrea, iIl.QSÌQJi. La gomma VIene raccolta d.Qpo 20-30 g10rm dall m.:.
cisione.
-Il principale componente della gomma acacia è l'firabina, è
calcico (con tracce di magnesio e potassio) cieli' acido arahico, COStltUlto da
un polisaccaride a catene ramificate, dalla cui idrolisi si ottiene
sio, L-arabinosio, L-ramnosio e acido D-glucuronico. Sono contenutI an-
che enzimi ossidanti, quali le perossidasi: per tale motivo, sostanze che
possono subire facilmente ossidazione non devono essere mescolate con
la gomma acacia.
56
CAPITOLO SECONDO
La gomma acacia è quasi completamente solubile nel doppio volume
di acqua; la soluzione ha reazione acida, è viscida, e quando viene diluita
non produce deposito; non dà colorazione con lo iodio per l'assenza di
amido e destrina.
è in tecnica farmaceutica COme agente viscogeno e CQ.
:ne emulslOoan..te., e come legante nella p!"eearazione di compresse; è
Il componente fondamentale delle pastiglie gommose. Viene utilizzata
anche in preparati antitussivi per le proprietà demulcenti. È usata inol-
tre come adesivo, nella produzione di inchiostri e nell'industria dol-
CIana.
Gomma adragante
da .numerose .specie di 1stragalus, soprattutto dal1'Astragalus
!J!!!..nm:f/!.!..a (Legumlllose), frutIce che cresce nell'area compresa tra
GreCIa, ASIa mmore, Libano, Siria, Persia.
La gomma, derivante dalla trasformazione delle pareti cellulari del
midollo e dei raggi midollari, fuoriesce spontanéa attraverso fessure e
della corteccia, ma per la raccolta si eseguono incisioni pro-
fonde sul fusto. Può presentarsi come lamine, strisce o filamenti sotti-
suddivisa in tre tipi: 1) gomma adragante
m sorte: lacnme Irregolan; 2) vermicolare: strisce lunghe, strette, contorte;
in lamine, trasparenti, incolori o giallastre, inodori: è la qualità più pre-
giata.
È costituita da glucosio, galattosio, acidi uronic!, arabinosio, xilosio e
fucosio.
L'impiego più frequente è come agente viscogeno, come emulsionante
o per dare consistenza o coesione a forme farmaceutiche solide.
Gomma sterculia
Ottenuta dalla Sterculia urens Roxb. (Sterculiacee), albero nativo del-
l'India. La gomma trasuda attraverso incisioni naturali o artificiali della co-
teccia del tronco e si solidifica in gocce semitrasparenti, giallastre o bruna-
stre, con debole odore di acido acetico. Non si scioglie in acqua ma si ri-
gonfia notevol:n
ente
e pertanto può trovare impiego quale lassativo, op-
essere uthzzata per applicazioni tecnologiche quale sostituto della
pIU costosa gomma adragante.
DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI 57
Gomma guar
Viene ottenuta dall'endosperma dei semi di Cyamopsis tetragonolobus
(L.) Taub. (Leguminose), una r:ianta coltivata.in India e Pakistan, e attual-
mente anche negli Stati Uniti. E un'erba alta CIrca 60 che pro,duce bac-
celli contenenti 5-6 semi rotondi di colore marrone chIaro. I semI vengono
macinati e la farina ottenuta viene sottoposta a riscaldamento in
per gli enzimi e sterilizzare La fanna dI
guar contiene circa 1'85% di mucillagiUl ldrosolublh che possono essere
estratte; il principale costituente è un galattomannano del
di circa 220.000, formato da un polisaccaride lineare dI molecole
D-mannosio unite con legami P-l,4, a cui sono legati con legami 0:-1,6 reSI-
dui di D-galattosio, alternati a due molecole di 2.4).
La gomma guar trova oggi largo impiego in molte mdustne, pro-
duzione di carta, tessuti, alimenti. In farmacia è usata come emulSIOnante,
come addensante, come disintegrante per compresse. In campo
tico è usato come lassativo, ma soprattutto come inibitore
mento intestinale di glucosio, effetto molto utile nel trattan:ento
del diabete. Segnalato anche l'impiego per ridurre l'assorbimento mtestl-
naIe di colesterolo.
FIGURA 2.4. Formula di struttura (parziale) della gomma guar.
58
CAPITOLO SECONDO
Psi1lio (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
. droga consiste nel seme maturo e disseccato di Piantago psyUium L. o
di P. Indica L., della famiglia delle Plantaginacee. Sono piante erbacee an-
nue che crescono nell'area mediterranea, coltivate soprattutto nel sud
de.lla Francia. Il seme è piccolo, lungo 2-3 mm, di colore marrone scuro, si-
mlle.a una pulce (da cui il nome psyllium = pulce). L'epidermide del seme
una mucillagine che si rigonfia in acqua. L'intero seme viene uti-
come lassativo; non si deve utilizzare il seme macinato perchè il
pigmento del rivestimento del seme può essere assorbito e accumulato nei
tubuli renali.
Acido alginico
u.n costituente della parete cellulare di alghe brune. Il polisaccaride è
da unità di acido D-mannuronico (Figura 2.5) legate assieme da
legami P-I,4, e da residui di acido L-guluronico (Figura 2.5) uniti da legami
a-l,4.
, specie di alghe brune sono impiegate nella produzione deI-
l aCido algl.mco, ad esempio Macrocystis pyrifera Agarth. (Lessonia-
cee) e spe:le del.genere Laminaria (Laminariacee). Le alghe vengono sec-
cate, maClllate e sottoposte ad estrazione con soluzione diluita di carbo-
nato sadico. Dall'estratto, l'acido alginico viene precipitato per acidifica-

OH

HO H
H H
acido
H
acido L-guJuronico
FIGURA 2.5. Formula di struttura del-
l'acido D-mannuronico e dell'acido
L-guluronico, componenti dell'a-
cido alginico.
DROGHE CONTENENTI CARBOlDRATI 59
zione, quindi neutralizzato con carbonato sadico; l'alginato di sodio
viene poi precipitato con etanolo.
L'alginato di sodio si presenta come una polvere incolore e insapore
che a contatto con l'acqua forma una soluzione colloidale viscosa; l'algi-
nato di sodio viene utilizzato in tecnica farmaceutica come stabilizzante di
e come gelificante. Viene impiegato anche co:ne
protettivo nel reflusso gastro-esofageo. L'alginato di calcio, insolubtle,
viene utilizzato per preparare garze medicate emostatiche.
Agar-Agar (F.U.I. IX Ed.)
È un estratto essiccato, costituito da polisaccaridi idrosolubili di di-
verse specie di alghe rosse (Celidium, famiglia Gelidiacee e Cracilaria, fami-
glia Gracilariacee) che vegetano lungo le coste dell'Oceano Pacifico. e
Atlantico. Oggi la droga viene preparata in Giappone, Spagna, Austraha,
Sud Africa, Stati Uniti. La parola agar-agar è usata in Malesia per indicare
queste alghe rosse, utili per preparare gelatine alimentari; il nome è stato
quindi esteso a indicare il prodotto ottenuto per essiccazione di tali gela-
tine.
Preparazione - Lungo le coste del Giappone le alghe sono coltivate in-
torno a pali infissi nel mare per fornire un supporto su cui svilupparsi. Rac-
colte nel pèriodo invernale, le alghe vengono ripulite dalla sabbia e dalle
conchiglie, sottoposte a ripetuti lavaggi e seccate per prolungata espo-
sizione al sole che le imbianca. Si fanno quindi bollire con acqua leg-
germente acida e la mucillagine che si ottiene viene filtrata attraverso tela
e lasciata raffreddare all'aria aperta (la preparazione avviene durante la
stagione invernale) per due o tre notti. Il gel ottenuto viene privato dell'ac-
qua (e delle' impurezze solubili) alternando congelamento e scongela-
mento, e infine viene asciugato a 35 °C, ridotto in strisce e ulteriormente
disseccato.
. Descrizione della droga - L'agar-agar si presenta come strisce bianco-gial-
lastre, translucide, larghe 0.5-1 cm, lunghe 50-60 cm e di 0.1 mm di spes-
sore, oppure può essere in scaglie o in polvere.
Composizione - L'agar-agar contiene un polisaccaride eterogeneo le cui
principali componenti sono agarosio e agaropectina. L'agarosio è un poli-
mero neutro del galattosio, responsabile della resistenza del gel ottenuto;
60
CAPITOLO SECONDO
siste di residui alternati di 3,6-anidro-L-galattosio e D-galattosio (que-
disaccaride costituente è detto agarobiosio). L'agaropectina, responsa-
della viscosità. del ha c.aratterizzata, ma sembra es-
un polisaccande solforato m CUI umta di galattosio e acido uronico
sere ".
sonO parzialmente estenficate con aCido solfonco e piruvico.
Proprietà - L'agar-agar si rigonfia in acqua fredda, ma solo una piccola
uo
ta
si scioglie. La struttura chimica dell'agar preparato Con diverse spe-
q. e di alghe è simile ma non identica, e ciò condiziona anche le proprietà
dei vari tipi di agar. Oltre che il potere di idratazione, le
differenze riguar?ano anche la di e di solidificazione.
L'agar dimostra Il fenomeno delI terr:llca, CIOè la sua solubilizza-
. one awiene a temperatura molto plU alta di quella necessaria per la for-
zi azione del gel. Per l'agar giapponese, è necessario scaldare il materiale al-
me i 90 DC per pattada in soluzione, ma poi il consolidamento non av-
ene fino al di sotto dei 40 cC. L'agar di diversa qualità ha un intervallo
V1 oIto più limitato tra temperatura di soluzione e di gelificazione.
m Lo iodio colora il gel ottenuto in nero-azzurro. Una soluzione allo
O 20/0 non deve dare precipitato con acido tannico (distinzione dalla gela-
.' a). Alla calcinazione lascia fino al 4.5% di ceneri il cui residuo, dopo
un HCl . d' l' . c
t
ttamento con ,SI lmostra a mlcroscoplO formato da scheletri sili-
ra d'
cei di diatomee e punte I spugna.
Uso - Viene impiegato per la preparazione di terreni di coltura in batte-
riologia, per costituire supporti per elettroforesi su gel, Come stabilizzante
di emulsioni e, per uso orale, come lassativo.
Carragenina
La carragenina è un polisaccaride eterogeneo, solubile, simile all'agar-
agar, contenuto rossa Ch.ondrus crispus Lingby, ma anche nella Gi-
gartina stellata (GIgartmacee). T ah alghe crescono sulle rocce immerse nel-
l'acqua; vengono raccolte i.n durante l'autunno e in America du-
rante l'estate. Vengono qumdIlasclate seccare al sole, poi lavate.
La droga si presenta, quando è stata lavorata, di colore giallastro, trans-
lucida. Consiste di tallì lunghi circa 10-15 cm e di forma varia, con leggero
odore e sapore salino. Sì rigonfia in acqua fredda, dove si solubilizza per
circa il 50%; in acqua bollente si discioglie per circa il 75%. Un decotto al
5% forma un gel dopo raffreddamento. Una soluzione allo 0.3% non dà
DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI 61
precipitato con acido tannico (si differenzia così dalla gelatina) e non si co-
lora in blu con iodio (assenza di amido).
I costituenti principali sono simili a quelli dell'agar-agar. Si identifi-
cano almeno cinque galattani, denominati carragetlani, di cui i più impor-
tanti sono i carragenani kappa, iota e lambda, differenti tra loro per il con-
tenuto in 3,6-anidro-D-galattosio e per il numero e la posizione di gruppi
solforici, questi ultimi più abbondanti che nell'agar.
L'impiego della droga è come emulsionante e gelifIcante, in tecnica
farmaceutica e nell'industria alimentare.
\ Altea (F. U .1., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
L'Althaea qfficinalis L. (Malvacee), detta malvischio o malva viscida,
per l'abbondante contenuto mucillaginoso delle radici, foglie e fiori, de-
riva il nome altea dal greco a/tomai, che significa «guarire».
È una pianta erbacea perenne, diffusa in tutta Europa e Asia centrale,
coltivata in Germania e Francia e introdotta anche negli Stati Uniti. Ha fu-
5.to pieno, cilindrico, eretto, poco ramoso che raggiunge l'altezza anche di
un metro e mezzo. Le foglie sono alterne, picciolate, lunghe 6-12 cm, tri-
pentalobate, biancastre, vellutate al tatto per la sottile peluria che le rive-
ste. I fiori, bianco-rosati o porporini, sono situati, solitari o in piccole pan-
nocchie, all'ascella ,delle foglie. Fiorisce in giugno-luglio. Le radici sono
raccolte nel tardo autunno, lavate, liberate delle radichette, tagliate a pezzi
ed essiccate a temperatura non molto elevata.
DescriziotlC della droga - La droga è rappresentata dalla radice anche se
foglie e fiorÌ contengono gli stessi principi attivi. Le radici, decorticate, si
presentano come bastoni conici lunghi fino a 20 cm, del diametro di 1-3
cm, di colore bianco-grigio. La superficie è percorsa da solchi profondi e
segnata da cicatrici scure, tondeggianti, in corrispondenza dei punti di at-
tacco delle radici secondarie. I pezzi di radice sono ricoperti da una polvere
costituita da granuli d'amido eprusedi Qssalato di calcio. La consi-
stenza è flessibile anche nella radice secca, la rottura è facile, fibrosa al cen-
tro.
La polvere della radice è caratterizzata da numerosi granuli d'amido di
varia dimensione (5-20 Ilm) e forma (ovale, ellissoidale, reniforme, ro-
tonda) con fessura centrale frequentemente VIsibile; da fasci di fibre libe-
riane; da cellule mucillaginose. Le ceneri non devono superare il 7% e l'u-
midità il 15%.
CAI'Ij'ULO SECONDO
Composizione - Contiene circa il 10-20%' di sostanze rnucillaginose,
amido (20%), asparagina (2%; è l'amide dell'acido aspartico, presente an-
che negli asparagi e patate), di calcio. La mucillagine è costituita
da acido galatturonico e da un metil-pentoso.
Uso - Usata come emolliente e protettivo sulle mucose orale, gastrica,
enteric:a. Trova impiego anche come correttore del sapore in preparati anti-
tussivi.
Malva (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
La droga è costituita da fiori di Malvasylvestris L. e dalle foglie di M. syl-
vestris L. e M. neglecta Wal1r., della famiglia delle Malvacee. È una pianta er-
bacea annua o bienne, che cresce nei terreni incolti di tutta l'Europa cen-
trale e settentrionale. Ha fusto eretto, ramo so, alto fino a l metro, le foglie
hanno lungo picciolo, sono di forma cordata (a 5-7 lobi) o rotondeggiante,
palmatinervie, a margine dentato, pelose, di colore verde chiaro. I fiori a 5
petali roseo-violetti con striature più scure (M. si/vestris L.), azzurri o bian-
chi, sono raccolti in gruppetti di 2-6 all'ascella delle foglie.
La pianta fiorisce in estate, da luglio a settembre. I fiori si raccolgono
prima che sboccino completamente; le foglie al tempo della fioritura.
Descrizione della droga - Fiori e foglie secchi, con i caratteri soprade-
scritti. Le foglie, dopo essiccamento, risultano spesso accartocciate. Utile
carattere di riconoscimento al microscopio sono i peli che ricoprono l'epi-
dermide fogliare: protettori gli uni (stellati, unicellulari), ghiandolari gli al-
tri (a forma di clava, pluricellulari, brevemente peduncolati); nel mesofillo
vi sono numerose grosse cellule mucillaginose rotondeggianti (Figura 2,6).
Composizione - La mucillagine contiene acido galatturonico, galattosio
e un metil-pentoso,
Uso - Come emolliente e protettivo, come le radici di altea.
Lino (F.U.L, Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Semi di Linum usitatissimttm L. (Linacee), erba annua alta fino a un me-
tro e mezzo, originaria del Caucaso, oggi coltivata, per ii suo interesse in
DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI
FIGURA 2.6. Sezione trasversale del- I
la foglia di mal va. C.m. = cellule l
mucillaginose, I
\
63
campo tessile nelle regioni temperate e subtropicali .. Cd.aratlteristica è l'in I-l
' . l 'b' c con fion l co ore azzurro.
fiorescenza a ramo termma e corun .
frutto è una capsula globo sa, divisa in cmque l l
Il frutto si raccoglie poco prima delta SI eSSIcca a so e e con
apposite si libera dai semi che costItUIscono la droga.
Descrizione della droga - I semi misurar:-0 x 2-3 .mm,
ovoidale compressa, colore rosso bruno, hSCl e sa flno
b
"b'i l'ilo da cui parte il rafe che percorre 11 de e
en ViSI l e '(F 2 7)' 1) Il tegumento se-
alla base All' esame istologìco SI osservano 19ura . .
minale a' grandi cellule mucillaginose, incolori a con
i se i diventano molto viscidi); 2) uno o due s:rat1 dl ce u e Ima
pareti sottili cui fa seguito 3) uno strato dI cellule sel.erosate dIsposte a
alizzata 4) una zona di cellule pigmentate da CU.1, per
il del seme, e, infine, 5) i cotiledom, formatI da cellule pohgo
nali ripiene di olio e aleurone.
0'1
CAPITOLO SECONDO
Composizione - 91io (30-40%) e mucillagine (6%) c:ostituita da acido
aalatturonico, galattosio, arabinosio e ramnosio.
/;> Lafarina di lino si prepara macinando i semi: è di colore giallo-grigio,
cosparsa di frammenti bruni, untuosa; irrancidisce facilmente e si agglo-
mera in masse quando è compressa. Stemperata in acqua calda, non deve
emanare odore di rancido.
Uso - Emolliente e protettiv9J'infuso dei semi; con la farina si possono
preparare cataplasmi rubefacenti. ...
" Tiglio (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Infiorescenze essiccate di Tilia platyphillos Scop., a grandi foglie, e
T. cordata MilI. (o sylvestris), a piccole foglie, della famiglia delle Tilia-
cee. Sono alberi che crescono spontanei nelle Zone boscose submon-
tane d'Italia e d'Europa centrale e sono inoltre coltivate a scopo ornamen-
tale.
La T. cordata ha foglie glabre, a lembo subrotondo-cordato, acuminate
all' apice. La T. platyphillos ha foglie più grandi, pelose e fiori di dimensioni
maggiori e più profumati. Fioriscono nel periodo da giugno a luglio. I fiori
raccolti si essiccano all'ombra, unitamente alle brattee che accompagnano
l'infiorescenza.
Descrizione della droga - I fiori sono raccolti in cime ascellari e hanno un
lungo peduncolo accompagnato da una brattea lineare oblunga, membra-
nacea, di aspetto reticolato, di colore verde-giallo, saldata per metà circa
della sua lunghezza con il peduncolo dell'infiorescenza. I fiori hanno ca-
lice tomentoso formato da 5 sepali, corolla di 5 petali giallicci, numerosÌs-
simi stami (Figura 2.8). Odore grato, sapore mucillaginoso e dolciastro. In
tutte le parti dei fiori e delle infiorescenze si riscontra, al microscopio, la
presenza di cellule mucillaginose.
Composizione - Mucillagine (acido galatturonico e un metilpen-
toso), flavonoidi e un olio essenziale costituito principalmente da farne-
solo.
Uso - L'infuso è usato, in medicina popolare, quale sedativo della
tosse, diuretico, diaforetico (come del resto tutte le tisane calde), spasmoli-
tico.
DROGHE CONTIlNENTl CARBOIDRATI
F 2 8 lnfiorescenze e brattee
rGURA " "
di tiglio.
DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI
E ACIDI ORGANICI A BREVE CATENA
" uali lassativi . . . d' droghe che hanno Implego q
Sono un Irmitato numero l d' . d" anche una notevole
Itre a mono- e lsaccan 1, .
in quanto contengono. . l' citrico) e loro sali, dotatl an-
quantità di acidi in genere la polpa del
ch' essi di azione osmotlca. l a 1
frutto.
Cassia fistula
" .. l L (L minose), originario dell'Etiopia e
L
'albero della Cassza fistu a . egu ., . li specialmente
. 1 . ato nelle reglOm troplca, . . Il
dell'India, VIene larg!Hl'lente co . ra anticamente attnbUIto a a
nelle Antille e a 1« cama a forma di tubo (latino
corteccia di una ,dI a
ume
lungo 30-60 cm, dello
«fistula »): ilJrutto, ClCe la l g bruno di consistenza cona-
. T d I co ore rosso-, d
sore di 2-3 cm, quaSI neo, e valve saldate insieme da una sutura or-
cea ma fragile. E costItUIto da duo 'bT L due estremità sono arrotondate;
sale e una nettamente d:Uo stilo, l'altra i resti di un c?rto
l'una porta una pIccola punta, .resI h . il' vi limitati da zone piatte
peduncolo. La è a tant;. semi. Nell'interno, il le-
circolari, corrispondentI agir spaZI occupa l
CAPlTOLO SECONDO
gume è diviso trasversalmente da setti sottili in numerose logge, ripiene di
una polpa. nerastra contenente semi lisci, piatti, di colore rossastro, bril-
lant!. Ogn.I frutto contiene da 25 a 100 semi. La polpa ha sapore dolciastro
e odore dI prugne.
Il frutto viene raccolto prima della maturità completa. La polpa, depu-
rata, ottenuta estraendola con acqua insieme ai setti e riducendola a
b!ando calore, alla consistenza di estratto molle, contiene fmo al 50-7ÒOJo
dI .contiene inoltre acido citrico, tannini (3-10%), pectine
(3-60(0), denvatI antrachinonici (1 %).
E stata usata come blando lassativo alla dose di 30-60 grammi.
Tamarindo
droga polpa del &utto di Tamarindus indica L. (Le-
pIa.nta dIffusa m tutta 1'Africa e l'Asia tropicale, coltivata nel-
I Amenca tropIcale. È un albero di notevoli dimensioni, alto fino a 25 m
di cui esistono due varietà: la orientalis, il cui frutto raggiung;
l cm dI lunghezza, e la occidentalis, dal frutto piccolo e con pochi
semI.
Il frutto è un legume appuntito, schiacciato, ma rigonfio in corrispon-
denza del semI, lungamente picciolato.ll mesocarpo cfel frutto è costituito
da un tessuto ,rarenchimatoso molle, circondato da una rete di piccoli fasci
L'endocarpo, di consistenza papiracea, diventa cavo all'al-
del semI, per racchiuderli da ogni parte nel suo interno. I semi duris-
SImI, .hanno forma quasi quadrangolare e colore
commercio si la polpa del frutt? che si prepara aprendo i frutti
stessI, asportandone il tessuto molle e i fasci che lo accompagnano riscal-
fil:rando e seccando. La cosÌ
malllpolata m.pasta) e mIsta a fran:menti di endocarpo, fascetti
fibrovascolan e semI, faCIlmente reperibili. E di colore bruno o nero di
debole particolare e sapore acjdo. ._-.. _ .. =.-
. e (10-20%), acidi organici (10%) tra cui
aCIdo tartanco, mahco e cltnco assieme ai loro sali, sostanze mucillagi-
nose.
Anche questa droga è stata impiegata come blando lassativo alle dosi di
40-60 g.
CAPITOLO III
DROGHE CONTENENTI COME PRINCIPI ATTIVI
DERIVATI DI ACIDI GRASSI
di EUGENIO RAGAZZI e GUGLIELMINA FROLDI
LIPIDI
Ampiamente rappresentati nel mondo vegetale, oltre che i li-
pidi comprendono esteri di acidi grassi a lunga catena con alcol:,. o n:
ole
-
cole strettamente correlate. Sono insolubili in acqua, ma solubIlI nel sol-
venti organici; con quest'ultimi infatti possono essere estratti dai tessuti.
Oltre ad avere funzione nutritiva, i lipidi hanno un ruolo fondamentale
nella costituzione delle cellule, in particolare della membrana cellulare.
Nei vegetali i lipidi sono presenti in tutti i tessuti, ma la maggior parte è lo-
calizzata nei frutti e nei semi.
ACIDI GRASSI
Poco abbondanti allo stato libero, e nonostante acidi grassi come tali
entrino nella composizione di princìpi attivi di. dr?gh.e, .essi
gana in forma esterificata col glicerolo quali Gh gras.sI
sono essere saturi o insaturi, questi ultimi con uno o pIÙ dOppllegaml, chla-
tal caso acidi grassi poliinsaturi. La presenza di acidi grassi insa
condiziona le caratteristiche di fluidità dei gliceridi che in tal caso sono 11-
quidi a temperatura ambiente e definiti oli; al contrario,
con una catena carboniosa sufficientemente lunga rendono l glIcendi dl
natura solida. Alcuni acidi grassi comunemente presenti nel mondo vege-
tale sona:
Acidi grassi saturi
acido caprai co
acido caprilico
acido caprico
acido laurico
CHiCHz)4COOH
CH3(CH2)6COOH
CH
3
(CH
2
)sCOOH
CH3(CHz)10COOH
acido miristico
acido palmitico
acido stearico
acido arachidico
Acidi grassi imaturi
CAPITOLO TERZO
CH3(CHz)J2COOH
CH3(CHz)14COOH
CH3(CH2h6COOH
CH
3
(CH
z
)lSCOOH
acido olelco CH.l(CH2hCH=CH(CHzhCOOH
acido linoleico CH3(CHz)4CH=CHCHzCH=CH(CHzhCOOH
acido linolenico CH
3
(CH
z
CH=CHMCH
z
hCOOH
acido arachidonico CH3(CH2)3(CHzCH=CH)4(CHz)3COOH
Nella nomenclatura chimica degli acidi grassi, i doppi legami sono
identificati a partire dalla estremità metilica invece che dal carbossile; si in-
dicherà pertanto un acido grasso n-3 o n-6 se è presente un doppio legame
dopo il terzo o il sesto atomo di carbonio a partire dal metile terminale.
Un'altra terminologia impiegata per definire gli acidi grassi essenziali, in
tutto simile alla precedente, è w-3 (come n-3) o w-6 (come n-6). La struttura
chimica dell'acido grasso può essere indicata in sintesi col numero di
atomi di carbonio presenti nella molecola, seguita dal numero di doppi le-
gami e la posizione del primo doppio legame a partire sempre dal metile
terminale; per esempio, l'acido linoIelco è indicato come (C18:2,n-6).
Altri acidi grassi ciclopentenici, quali l'acido hydnocarpico e l'acido
chaulmoogrico, e acidi grassi idrossilici insaturi, quale l'acido ricinoleico, rive-
stono importanza farmacologica in quanto, quali gliceridi, rappresentano
la componente terapeuticamente attiva dell'olio di chaulmoogra (estratto
dai semi di alcune Flacourtiacee, alberi delle foreste indiane, da secoli
usato nella medicina indigena per curare la lebbra e altre affezioni cutanee)
e dell'olio di ricino.
Proprietà farmacologiche - Gli acidi grassi quali costituenti dei lipidi
hanno un ruolo fondamentale nella struttura delle membrane biologiche.
Di recente le proprietà farmacologiche degli acidi grassi sono state ampia-
mente portate alla ribalta in seguito alle numerose indagini epidemiologi-
che indicanti la possibilità di prevenire la malattia aterosclerotica e soprat-
tutto di limitare le gravi complicanze quali infarto miocardico ed ictus ce-
rebrale. L'organismo umano non è in grado di sintetizzare acidi grassi con
doppi legami posti oltre il nono atomo di carbonio a partire dal carbossile
terminale. L'acido linoleico (C18:2,n-6) (Figura 3.1) è il principale acido
grasso poliinsaturo sintetizzato nel mondo vegetale e presente in partico-
DROGHE CONTENENTI COME PRINC!PI ArrIVI DERfVATI DJ ACIDI GRASSr
Classe n-6
ACIDI GRASSI POLIINSATURI
Classe 1l-3
!. C H3C COOH
[13 - \ /\ /' - \f\f\/\NVV
I".
l
C18: 2n-6 1 C18: "n-3
linoleico .,(, a-lmolcDlco • H
H C eoo
H3
C
\A!yVJ\JV\ 3 V=VV
t1
-
, COOH ,5 3
Il
C20, 4n-6 C .. O. 11- . -
I . d '. ClcosapemaenOlLO
, arac 1l OnlCO COOH H3C
69
H3\ J\J'\J'Jv\Ji vv=v=v=v=vv\.,
'" - C22: 6n-3 COOH
C22: 5n-6
docosapenraenoico
docosacsacnolco
FIGURA 3.1. Vie metaboliche degli acidi grassi n-3 e n-6.
ACIDi GRASSI POLIlNSATURI
acido arachidollico
;=v=vvCOOH

C20: 4n-6

PROSTANOlDI LEUCOTRIENI
PGl2 LTB4
TXA2 CfC.
PGD
2
PGE
l
PGF
2a
acido eicosapentaenoico
;=v=vv
COOH

C20: 5n-3

PROSTANOID! LEUCOTRlENl
PGI
3
LTBs
TXA
3
LTCs
PGD3 LTDs
PGE
3
LTE5
PGF
3u
FIGURA 3.2. Eicosanoidi derivati dall'acido arachidonico (n-6) e dall'acido eicosa-
pentaenoico (n-3).
lare negli oli di semi di mais e di oliva, ma che non può essere prodotto
1
, o' pertanto è detto acido grasso essenziale e deve essere assunto con 1 a-
uom , . . . d me
r ntazione. La carenza di acidi grassi essenZIalI provoca una Slll ro
::::tterizzata d'a ritardo nell'accrescimento, disidratazione e desquama-
70 CAPITOLO TERZO
zio ne cutanea, danni renali ed epatici. Un altro acido grasso essenziale, l'a-
cido alfa-linolenico (C18:3,n-3) (Figura 3.1), è presente nelle foglie verdi, in
cui è associato nei cloroplasti ed è contenuto in oli vegetali, quali J'olio di
semi di soia e di lino. Da notare che soltanto nei cloroplasti l'acido lino-
leico può essere desaturato ad alfa-linolenico. L'allungamento e la succes-
siva desaturazione dell'acido alfa-linolenico avviene negli animali e, sep-
pur lentamente, anche nell'uomo, per produrre acido eicosapentaenoico
(C20:6,n-3) (Figura 3.1 e 3.2) e acido docosaesaenoico (C22:6,n-3) (Figura
3.1), entrambi considerati di fondamentale importanza per la prevenzione
delle malattie cardiovascolari. Qp.esti ultimi acidi grassi sono molto ab-
bondanti nel fitoplancton e nello zooplancton marini che sono la fonte
principale di nutrimento degli animali marini; l'uomo, alimentandosi con
il pesce, anch'esso di conseguenza ricco in tali acidi grassi, può entrare
nella catena alimentare e assumere considerevoli quantità di questi bene-
fici principi nutritivi. Negli animali e nell'uomo (Figura 3.1), l'acido lino-
leico viene allungato e desaturato ad acido arachidonico (C20:4,n-6), pre-
cursore per la sintesi degli eicosanoidi, che sono prodotti ossigenati degli
acidi grassi a 20 atomi di carbonio, comprendenti le prostaglandine, i trom-
bossani e i leucotrieni. Tali eicosanoidi sono di fondamentale importanza in
molteplici tessuti, e in particolare nel sistema cardiocircolatorio; la prosta-
glandina 12 (PGI
2
o prostaciclina) è un potente vaso dilatatore e antiaggre-
gante endogeno, essenziale per controbilanciare l'effetto aggregante pia-
strinico del trombossano Al (o TXA
2
). Gli eicosanoidi normalmente pro-
dotti nell'uomo (Figura 3.2) a partire dall'acido arachidonico sono i com-
posti della serie 2 (ossia con due doppi legami); quando si introducono con
la dieta gli acidi grassi poliinsaturi n-3, quindi acido eicosapentaenoico e
docosaesaenoico, essi competono con l'acido arachidonico nella sintesi
degli eicosanoidi della serie 2, permettendo la produzione invece degli ei-
cosanoidi della serie 3 (cioè con tre doppi legami) (Figura 3.2). La prosta-
glandina 13 (pGI
3
) possiede proprietà analoghe alla prostaglandina 1
2
, men-
tre il trombossano A3 non pòssiede alcuna (dannosa) attività biologica. Il
risultato netto è dunque un potenziamento delle azioni vasodilatatorie e
antiaggreganti piastriniche, a tutto vantaggio del sistema
torio.
L'acido eicosapentaenoico e docosaesaenoico come già accennato po-
trebbero essere sintetizzati a partire dal precursore acido alfa-linolenico; la
lentezza di tale sintesi, e il fatto che con l'invecchiamento o in determinate
patologie la sintesi dei derivati eicosapentaenoico e docosaesaenoico può
essere ulteriormente rallentata, dà ragione dell'indicazione della sommini-
strazione alimentare di tali composti.
DROGHE CONTENENTI COME PRINCIPI ATTNI DERIVATI DI ACIDI GRASSI 71
Indipendentemente dall'azione sulla sintesi di eicosanoidi, sono stati
studiati altri interessanti effetti farmacologici degli acidi grassi poliinsaturi
eicosapentaenoico e docosaesaenoico. La loro presenza quali costituenti
dei fosfolipidi di membrana può essere in grado di modificare alcune pro-
prietà fisiche delle membrane cellulari e la funzione di proteine inserite
nella membrana cellulare stessa (tra cui recettori, trasportatori, enzimi), al-
terando il microambiente in cui queste proteine operano. Da ricordare ad
esempio la riduzione della viscos:ità del sangue in quanto gli acidi grassi n-3
incrementano la deformabilità della membrana dei globuli rossi, inibendo
così l'evenienza di fenomeni trombotici.
Gli acidi grassi poliinsaturi della serie n-3 sembrano anche ridurre i li-
velli ematici di colesterolo LDL oltre che di trigliceridi; sono comunque in
corso indagini volte a dimostrare il reale valore terapeutico di questi com-
posti.
A ,supporto dell'utilità degli acidi grassi insaturi, studi sperimetali
hanno dimostrato che una dieta ricca in acidi grassi saturi è oltremodo
dannosa in quanto favorisce lo sviluppo e l'evoluzione di malattie cardi 0-
vasc'olari.
Numerosi studi hanno indicato che alcuni acidi grassi saturi come l'a-
cido palmitico (16:0), l'acido miristico (14:0) e l'acido laurico (12:0) indu-
cono sicuramente effetti cardiovascolari dannosi; nell'animale è stato di·
m0strato che aumentano il livello plasmatico delle lipoproteine ad
densità (LDL) e facilitano quindi l'insorgenza di lesioni aterosclerotiche.
Da queste osservazioni è derivato il suggerimento di limitare a non più del
10% delle calorie giornaliere l'introito alimentare di acidi grassi saturi. Da
notare comunque il termine «acidi grassi saturi» non è appropriato per
quanto concerne il loro ruolo biologico: infatti è noto che l'acido stearico
(18 :0) e acidi grassi a corta catena non hanno gli stessi effetti dannosi del-
l'acido laurico, miristico e palmitico. Molti grassi alimentari solidi derivati
per idrogenazione completa di taluni oli vegetali (ricchi in acidi grassi insa-
turi linoleico [18:2] e oleico [18:1]) contengono notevoli quantità di acido
stearico, e quindi non sono così pericolosi come in passato si riteneva. Ap-
pare dunque più opportuno indicare come grassi saturi pericolosi quelli
derivati da animali mammiferi terrestri, e quindi contenuti nel lardo, nella
carne rossa, nei prodotti caseari grassi; ma anche alcuni oli vegetali derivati
da piante tropicali, quale l'olio di cocco (Cocos nuciftra 1.) e l'olio della
palma Elaeis guineensis Jacq., sono pericolosi in quanto ricchi dei sopra ci-
tati acidi grassi saturi laurico, miristico e palmitico.
Un nuovo gruppo di grassi alimentari di recente considerato è quello
contenente isomeri trans di acidi grassi insaturi 18: l e 18 :2, ottenuti in
72
CAPITOLO TERZO
l'idrogenazione parziale di oli vegetali. Questi
aCldl grassI smtetlcl, che pOSsono costituire fino a135% dei grassi in alcu
. b ne
marganne, sem rano competere strutturalmente e funzionalmente con
importanti acidi grassi di origine naturale; gli effetti derivanti dalla loro as-
cronica dovranno essere studiati per escludere Una loro pericolo-
slta.
Altri degli acidi grassi derivano dalla proprietà
sclero:ante l vaSI sali sodici di acidi grassi ottenuti dall' olio di fe-
gato dI merluzzo sono Impiegati in chirurgia vascolare nella terapia sclero-
sante delle varici venose.
Agarico
T allo del Po!yporus officinalis Fries (Poliporacee, classe dei Basidiomi-
c.eti), fungo parassita che vive sui tronchi delle Conifere, soprattutto sul la-
nee.
Ha forma simile a uno zoccolo di cavallo a cono arrotondato e di-
mensioni che possono raggiungere anche i 30-40 cm di diametro che
generalmente si aggirano sui 5-15 cm. È ricoperto da uno strato
duro, liscio, biancastro, segnato da striature brune concentriche. Sulla fac-
cia inferiore si osserva uno strato di consistenza diversa in cui sono visibili
i piccoli orifici dei tubuli sporiferi. '
. Per aspor.tazione .del.lo strato esterno si ottengono dei blocchi irrego-
lar:' leggen: ricoperti da una polvere simile a farina
(cnstallt dI ossalato dt calcIo e magnesio). Sono costituiti da filamenti at-
torcigliati un felu:
o
spess? Questa rappresenta la parte officinale: non
ha odore, 11 sapore e dappnma dolciastro, poi amaro e acre.
. Composizione - L'agarico bianco contiene una sostanza amara, una re-
!'agaricina o acido agarico (10-15%), L'agaricina è un ossia-
cldo tncarbosslbco a lunga catena, omologo superiore dell' acido citrico e
precisamente l'acido cetilcitrico o esadecilcitrico. '
La droga, si sofistica con,altri Basidiomiceti (Po{yporus sulfureus, Po{ypo-
TU, f0m.entarzus, Fomes margmatus), privi sia di resina che di agaricina. La
SI s,copr: dalla di resina (con H
2
S0
4
e vanillina, la polvere
delI aganco bIanco acqUIsta colorazione rossa).
Azione e uSo - La dwga presenta notevole azione irritante sulle mucose
dovuta alla resina. '
DR.OGHE CONTENENTI COME PR.lNCIPI ATTIVI DER.lVATI DI ACIDI GRASSI 73
L'acido agarico ha invece il caratteristico effetto di la
zione del sudore per azione paralizzante limitata ai recetton ,del nervI coli-
nergici. A differenza dell'atropina, l'acido agarico non soppnme le altre se-
crezioni ghiandolari (salivare, lacrimale). ,.
Il fungo è stato usato in terapia COme antiidrotico, ma OggI è caduto In
disuso.
GLICERIDI
Composizione - I gliceridi, o "grassi» del
glicerolo e di acidi grassi a lunga catena, satun o
mente diffusi sono i trigliceridi che possono essere omogenez quando tuttI
i tre gruppi idrossilici del glicerolo sono esterificati, c?n lo
acido grasso, oppure possono essere misti se sono presenti differentr aCIdI
grassi. . .., d' d .
I lipidi naturali sono formati da miscele gltcen I e a PIC-
cole quantità di alcoli superiori, idrocarbUrI: plgmen.tI e altre sostanze. ,
Teoricamente è possibile immaginare l'eSIstenza dI un gran numero dI
triglìceridi. In realtà, la di un li?id: è m?lto
plessa, poichè in esso sono presentI numeroSI, aCIdI estenficat.l (14
nel burro 42 nella lanolina) i quali, a causa del processI di transestenftca-
zione ch: si svolgono tra le varie molecole di trigliceridi, dimostrano una
distribuzione del tutto casuale.
CH
2
-O-CO-R
I
*CH-O-CO-R
1
I
CH
2
-O-CO-R
z
Dalla sopra riportata formula generale di un si può
vare come la molecola possa dar luogo a compostI aventi un atomo car-
bonio asimmetrico. È tuttavia interessante notare che in non SI tro-
vano gliceridi otticamente attivi, salvo quelli d:lle (.destro-
giri), costituiti da acidi grassi ciclici. A tale pr?pnetà
che l'attività terapeutica dimostrata da questI compostI nel confronti dI al
micobatteri. .. .
Per quanto riguarda la possibilità di gli aCIdl grassl na-
turali hanno, in genere, una configuraZIone cts.
CAPITOLO TERZO
Le popritta chimicofisiche dei trigliceridi sono determinate dalla natura
degli addi grassi che li compongono. La consistenza di un gliceride di-
pende dalle proporzioni di acidi grassi saturi e insaturi presenti nella mole-
cola: glì acidi grassi insaturi O saturi a corta catena rendono i trigliceridi li-
quidi a temperatura ambiente; al contrario, acidi grassi saturi a lunga ca-
tena condizionano allo stato solido un trigliceride. La maggior parte dei
grassi naturali è una miscela di gliceridi solidi e liquidi, gli uni spesso di-
sciolti negli altri, tanto che è possibile, in determinate condizioni, separare
le due componenti. I grassi che si presentano liquidi a temperatura am-
biente si dicono oli (od oli fissi).
Solubilità - I trigliceridi sono insolubili in etanolo 90°, ma sono so-
lubili negli altri solventi organici quali etere, cloroformio, etere di petro-
Lio, ecc. I gliceridi di idrossiacidi (olio di ricino) sono poco solubili o
praticamente insolubili in etere di petrolìo, parzialmente solubili in eta-
nolo.
Indurimento e polimerizzazione - L'indurimento o idrogenazione è un
processo che si verifìca quando gli acidi grassi insaturi componenti un de-
terminato trigliceride addizionano idrogeno a livello dei doppi legami, in
presenza di un catalizzatore (Ni). Questa proprietà è sfruttata industrial-
mente per produrre la margarina da grassi vegetali liquidi e da oli di pesce. I
grassi solidi cosi ottenuti, pur presentando il vantaggio di essere meno sog-
getti all'irrancidimento, hanno tuttavia un minore valore dietetico per la
mancanza di acidi grassi insaturi, per la presenza di un certo numero di
acidi grassi a configurazione trans, non fisiologici, e perché l'idrogena-
zione elimina anche le proprietà biologiche delle vitamine liposolubili
presenti (vitamine A, D, E). È possibile ottenere margarine vegetali ad ele-
vato contenuto di acidi grassi insaturi impiegando come materia prima di
base l'olio di mais naturale insaturo o parzialmente saturato per idrogena-
zione. L'idrogenazione di prodotti alimentari deve essere contenuta in
modo da conservare una quota di acidi grassi poliinsaturi indispensabili al-
l'uomo.
La polimerizzazione è un processo che permette di aumentare il grado
di saturazione di un grasso, rendendolo in tal modo meno suscettibile al-
l'irrancidimento, conservandone nel contempo la consistenza liquida. Il
processo, che si applica soprattutto per gli oli di pesce, consiste nel riscal-
damento prolungato in atmosfera inerte; in tal modo le molecole insature
reagiscono tra loro dando luogo alla formazione di composti saturi a strut-
tura ciclica:
DROGHE CONTENENTI COME PRINCIPI ATTIVI DERIVATI DI ACIDI GRASSI
75
-CH=CH-
-CH-CH-
I \
-CH=CH-
-CH-CH-
. l d t non sembra alterare il va-
11 trattamento, contranamente a prece en e,
lore dietetico del grasso.
Diffusione _ I grassi sono presenti in tutti i tessuti viventi,.an.imali e .ve-
getali, entrando a farpar:e delle strutture cellulari, oltre a costltUlre una Im-
portante riserva energetIca. . . . l rimane costan-
Nell'organismo la composizione hpldlca struttura e .
. . di deposito localizzati nel tessuto adIpoSO, posson?
te, :n
en
:
re
l e a varie condizioni fisiopatolog
I
-
varIare In rappo 1 f . d' riserva energe-
che. l grassi di deposito, oltre a 5-:0 unzI?ne 01 animali il
tica hanno anche un ruo.lo. meccamco so:to-
tessuto adiposo circonda l Vlscen e serve, m p .' . C' a
r' lti esterm Nel mammlIen m -
cutaneo, quale protezione contro g 1 msu . d 1 fr ddo. Nei
rini (balene) i depositi di grasso sottocutaneo . a d' olte
.. .. ., l' serva energetIca el semI l m
vegetali i trIghcendi COstltUlscono a n d Il' l' della
. . . r ) Nel frutto e o IVO e
piante (strofanto, rlcmo, noCI, mo, ecc., 'd 1 d l esocarpo car-
palma, i grassi rappresentano una parte COUSI erevo e e m
noso.
PER L'ESTRAZIONE DI GRASSI.
T A 3 1 SEMI E FRUTTI IMPIEGATI INDUSTlUALMENTE
ABELL ..
Parte usata
Grassi (%)
Proprietà fisiche
Pianta
Canapa
frutto
30-35
liquido
30-40
liquido
Lino
semI
liquido
semi.
50
Papavero
20
liquido
Cotone
semI
liquido
Ravizzone
semI
50
45-55
liquido
Sesamo
semI
liquido
15
So}a
semI
liquido
40-50
Arachide
semI
liquido
50
Mandorle
semI
liquido
Olivo
frutto
10-15
45-55
liquido
Ricino
seml
solido
35-55
Cacao
semI
solido
60
Cocco
seml
solido
Palma
frutto
50
76
CAPITOLO TERZO
Estrazione e rqffinazione - La lavorazione delle materie prime oleose,
semi e frutti, inizia con operazioni preliminari di cernita e pulitura, otte-
nute con metodi differenti a seconda della materia prima utilizzata. L'e-
strazione della sostanza oleosa può avvenire mediante spremitura o me-
diante estrazione con solventi,
Il procedimento di spremitura, inizialmente eseguito con torchi a vite,
è oggi condotto con presse idrauliche che operano a pressioni elevate per
ottenere il migliore rendimento. Gli oli ottenuti possono essere utilizzati
per impiego alimentare senza trattamenti chimici (come è il caso dell'olio
extravergine di oliva, che può subire unicamente lavaggio, sedimentazione
e filtrazione), Gli oli possono essere sottoposti a trattamenti tecnologici di
raffinazione con cui si eliminano impurezze, si riduce l'acidità, si tolgono
odori e sapori sgradevoli,
Analisi dei trigliceridi - Sono impiegate numerose tecniche per definire
e giudicare la qualità dei singoli lipidi e anche per accertarne l'identità:
punto di fusione e punto di solidificazione,'
densità relativa;
indice di rifrazione;
indice di saponificazione: rappresentato dalla quantità, in milligrammi,
di KOH che occorre per saponificare un grammo di grasso; tale indice è
maggiore per acidi a peso molecolare basso;
indice dì iodio: la presenza di acidi grassi insaturi conferisce alla so-
stanza grassa la capacità di fissare iodio in quantità proporzionale ai doppi
legami;
sostanze insaponificabìli: si determinano trattando la sostanza grassa con
soluzione di potassa alcolica che scinde i gliceridi; si elimina l'alcool e il re-
siduo s] estrae con etere che rimuove i prodotti di saponificazìone, la-
sciando l'insieme di sostanze non saponificabili;
impurezze a reazione alcalina.
Altre reazioni servono per identificare particolari tipi di oli o a giudi-
carne il grado di deterioramento:
indice di acidità;
indice di perossidi: è in relazione al grado di ossidazione, e quindi di alte-
razione, dell'olio;
oli estranei;
reazione dì Kreiss: basata sulla reazione cromatica con fluoroglucina, dà
indicazione sullo stato di rancidità della sostanza;
DERIVATI DI ACIDI GRASSI
DROGHE CONTENENTI COME PRINCIPI ATTIVI
77
gas-cromatografia; , 't ome saggio di
cromatografia su strato sottile (F,U,L IX Ed,): e prevls a,c d'
" , 'S' f'C una lastra ncoperta 1 uno
identificazione del dIversI oh, 1 e lettua su '_
, d tografia contenente una mI
strato di kieselguhr G, posta m vasca a croma d Al 'della
, d' 'lì l'qui a termme
scela di 95 v. di etere di petroho e 5 v, 1 paral: ma l, '
, "1 l cromatogramma con
corsa e lasciato evaporare 11 solvente, SI SVI 1 'D es-
, d' ' dell'lmpregnazlO
ne
, opo
acido acetico glaClale nella stessa lreZlOne ", d' " f uire
"1 a vapon di lO lO, CUI SI a seg
siccazione, SI espone 1 cromatogramma 'd' chI 'e blu
, d' 'd L succeSSIOne l mac
una spruzzatura con solUZIOne o, a
permette l'identificazione dei van oh,
'}' 'd'" no eviden-
Analisi istochimica - In un tessuto vegetale 1 g lcerl 1 51 posso
ziare con i seguenti procedimenti: , ' , ,
lorante del hPldl, come
a) la sezione del tessuto viene trattata con un co
ad esempio il Sudan III; , ' , 'd'
, ' l' d' . cido osmlco, l ghcen 1
bI trattando le SeZlOnI con una so UZIOne 1 a l' 't-
'/ " , "1 n nero per a preClpl a
che contengono acidI graSSI msatun SI co arano 1
zione di osmio metallico; , ' ,'1 _
, " " 24 e in SOluzlOne dI KOH, 1 g o
c) le seZIOnI SI lascIano Immerse per ::>r, al' d' Kd 'corrispondenti
buli di grasso si idrolizzano trasformand OSI nel, SII el , 'bT alla
, ' "h' 1 do SI formano sono VISI 1 1
acidi grassi. I salI cnstalhnI c e m ta mO , " r ridi dalle
luce polarizzata. È questa una tecnica utile ;: che non
cere e dagli oli essenziali, che assorbono gh steSSI co oran
vengono solubilizzati dal KOB.
'l' 'd' ssenzialmente impiegati
Proprietà farmacologiche - I trlg !Cen l, s,ono ,e, tecnica farmaceutica
per uso alimentare; sono largamen,te utlhzzatI mI' d'azioni farma-
, 'cl " . N s edono come ta 1 gran l
quali velcolt e eCCIpIenti., pos I dì' di assi insaturi nella
co logiche, se si eccettua l'ImpIego come fo?te gr,
prevenzione delle malattie, per applica-
Per uso esterno sono utIhZzatl qualt emo p fi' le l' drofobica
, fi a barnera super Cla
zione sulla cute, m quanto ormano un 'd il contatto e l'a-
che riduce l'evaporazione di acqua e nel contempo n uce
zlone di agenti esterni irritanti la cute, "t ono le mucose
Per via interna, i trigliceridi sotto ,dl utilizzati per
del tratto gastroenterico, e in elevata quar:t1ta i b azione del conte-
via orale quali blandi lassativi con meccan:smo urgante è molto
nuto intestinale, favorendone la e assorbiti L'o-
modesto, in quanto i trigliceridi sono factlmente egra a 1 e . 78
CAPITOLo TERZO
lio di ricino (che verrà trattato a parte) h ' .
gante che è però dovuta alla pres d' a COSpIcua azione pur-
, , enza Iacldonc l' cl
Irntante diretta suI1a mucosa 't'I mo elCO, otato di azione
Al "gl' m estma e,
,cuni tn Iceridi infine sono usati o so . , ,
nuto m Sostanze farmacolo ' ' ,no usatt, per 11 loro conte-
e:empio, l'olio di fegato di gliceridi: Ber
d! germe di grano per la vitamina E, e, onte dl,vI:a
mme
A e D; l'olio
sostanze resìnose ad azione p d crotonttgho per la presenza di
l' " urga va rastlca ora "',
ecceSSIva aZIOne irritante e pe l'' " non plU ImpIegato per
I ), l' , razIOne co-carcmo
trlg lCendi, per il loro alt I ,gena,
" , o va ore calonco 1 b
sono OggI ImpIegati con successo ne1l' l' ' e a, assa osmoticità,
ticolare, alcuni oli vegetali pu 'fi " a Imentazlone parenterale, In par-
d', n Icati m emulsione t"
I preparatt per somministra . d cos ltuiSCono la base
font' ZIO ne en ovenosa al fi d' r '
,e energetIca facilmente assimilab 'l' . ne l rornlre una
tarsl. 1 e al malatI che non possono alimen-
Gliceridi più noti
Olio di lino - Viene ottenuto '
usitatissimum L. (Linacee) d per preSSIOne, a freddo, dai semi del Linum
cl ' roga usata anche p 'l
nos
o
, e,l esterno, er I COntenuto mucillagi-
L 0110 dI Imo si ottiene '
senta come Un olio criaIlo_b
Per
Spremitura a caldo dei semi di lino. Si pre-
l
'd'fi I:r" runo con odore ca t . ,
So 1 I !Ca e forma una v ' d' ra tenstIcò; esposto all'aria
, ernlce ura, Ha un el ' d' . ,
COntIene elevate quantità di l' 'd" m Ice dI IOdio in
llSl chImica dei componenti riv g .lcen, 1 dI aCidI grassi insaturi, L'ana-
leico (23-24%), acido oleico (36-50%), acido lino-
q
ual' '" '0 , mSIeme ad alcu' 'd'
I mmstIco, stearico e pal 't' nt aCI I grassi saturi
L' l' d' l' mlicO.
o lO l mo è impiegato in farmac' .
stato anche suggerito un imp' ,la come emolltente della cute' è
nei confronti di quale
eus reSIstente aglI antibiotici.
Olio di Cotone - I se 'cl l G '
, ( mI e ossypzum hirsutu L d' al
sypzum separati dalle fibre del m. e l tre specie di Gos-
freschI, perché si alterano molt vengono compressi an-
ZlOne, L'olio ottenuto per spr ' o rapI amente durante la conserva-
, fF emltura a caldo è de b'd
guitO ra llnato con diverse metodiche ' e 1 o; viene in se-
mente elevato, Sottoprodotto . d : IRa un mdIce dI IOdio moderata-
q
, d' In ustna e della '
Ulll l poco costoso viene us t preparazlOne del cotone
determinato la di altri oli; può esser:
DROGHE CONTENENTI COME PRlNl:ll'J hlllVt .. """".,. .. ,,_,_, .. ,.
Olio di mais - Ottenuto dalla spremitura del germe di Zea mays L. (Gra-
minacee), viene sottoposto a raffinazione. È un sottoprodotto della prepa-
razione dell'amido di mais. L'olio raffinato ha colore giallo chiaro e consi-
ste soprattutto in trigliceridì degli acidi grassi oleico e linoleico, con mi-
nori quantità di acido palmitico e stearico. A causa dell' alta insaturazione è
indicato nelle diete ipocolesterolemizzanti e nelle malattie cardiovasco-
lari.
L'olio deve essere protetto dalla luce e dall'aria e conservato a tempera-
tura inferiore a 25°C,
Olio di mandorle - Il Prunus dulcis (Miller) D.A. Webb (Pntnus amygdalus
varo dulcis) (Rosacee) è un albero alto al massimo 5 m, diffuso nella regione
mediterranea e in California, Il frutto, una drupa, ha l'endocarpo legnoso a
superfìcie solcata e butterata. I semi delle due varietà sono simili tra loro
nei caratteri morfologici (un po' più piccole e meno compresse le man-
dorle amare), mentre chimicamente differiscono per la presenza nelle
mandorle amare di un glicoside cianogenetico, l'amigdalina, determina-
bile col saggio del sodio picrato. L'olio viene ottenuto da entrambe le va-
rietà, Sono maggiormente usate le mandorle dolci in quanto l'olio di man-
dorle amare, se è e'stratto a caldo, contiene aldeide benzoica e tracce di
acido cianidrico. L'olio di mandorle dolci (EU,I. IX Ed.) è limpido, traspa-
rente, di colore giallo pallido con debole odore caratteristic<? e di sapore
dolciastro, Contiene elevate quantità di oleina e minori quantità dei glice-
ridi di acido linoleico e di altri acidi.
L'olio di mandorle è utilizzato come emolliente e protettivo cutaneo,
come eccipiente nella prepar<!zione di pomate e cosmetici e come veicolo
di iniezioni oleose, Per via orale ha modesta azione lassativa, L'emulsione
di mandorle dolci, il latte di mandorle, e lo sciroppo di mandorle dolci
sono preparazioni usate come lassativi,
Olio di oliva (F, U.I. IX Ed,) - Ottenuto peLsp.remitura del frutto dell' 0-
(c,t1.e.y.T,0p4ea L. (Oleaceae), ()1ivo è UrI che 9.Dl-
pl!cei di 2-3 cm di lunghezza. La varietà lati/olia produce frutti più grandi
della varietà longifolia, ma quest'ultima sembra offrire l'olio migliore. L'o-
lio di oliva ha colore variabile dal giellp_pallidoaLverde, in base al conte-
nuto in clorofùla e carotene. Se il frutto usato è stato lasciato fermentare,
l'indice di acido dell'olio ottenuto sarà elevato; esistono precise disposi-
zioni legislative che indicano il tenore massimo di acido nell' olio immesso
in commercio per uso alimentare, La F.U.I. IX Ed, riporta per l'olio di oliva
80
CAPITOLO TERZO
ad uso officinale un indice di acidità non superiore a 2, determinato su 5 g
sciolti in 50 mI della miscela prescritta di solventi.
L'olio di oliva ha una diversa composizione in base alla provenienza.
L'olio prodotto in Italia (come quello della Spagna, Asia Minore e Califor-
nia) ha un maggiore contenuto in acido oleico e meno di linoleico del tipo
prodotto in Grecia e Tunisia. Il contenuto in oleico dell'olio italiano
è del 78-86%; l:.acido linoleico è tra lo 0-7% e ..
tra il 9-12%. Volio di oliva è ..
come eccipiente di pomate e come iniettabili; in
deve rispondere alle esigenze generali. degli oli per prepa-
razioni imettabtlt (F.U.I. IX Ed.), avere un contenuto di acqua non supe-
riore allo 0.1 % e un indice di perossidi non superiore a 5. L'olio di oliva,
per il contenuto .in grassi è partic?larmente indicato per le
diete di prevenzIOne dl malattie cardlOvascolan.
Olio di arachidi (P.U.!. IX Ed.) - Viene preparato dai semi di Arachis hy-
pogaea L. È.una an.nuale, del ma
vata negli Stati Umtl, m Cma, India, Afnca Occidentale. Dopo Impali ma-
zione, l'ovario si approfonda nel s,uolo e dà origine al frutto caratteristico.
Ogni frutto contiene 1-3 semi c?nteng?n.o di
L'olio viene ottenuto per spremltura dal semi sbuCciati. L oho di arachidi
contiene gliceridi dell'acido oleico (50-600/0), linoleico (18-30%) e palmi-
tico (8-10%). L'olio di arachidi è il più comune adulterante di altri oli, in
particolare dell' olio di oliva.
Viene impiegato come eccipiente in varie preparazioni farmaceutiche,
ha azione emolliente cutanea e può essere impiegato come veicolo per pre-
parazioni iniettabili quando possiede i requisiti indicati dalla F. U.1. IX Ed.
Olio di soja - Derivato dai semi di G1ycine max (L.) Merr. (Leguminose).
Dopo raffinazione, viene deodorizzato e filtrato. Glì acidi grassi esterifi-
cati presenti sono acido linoleico (44-62%), oleico (19-30%), palmitico
(7-14%), linolenico (4-11%) e stearico (1.4-5.5%). L'alto contenuto in acidi
grassi poliinsatu.ri l' olio soja produ-
zione di marganne. Viene ampIamente usato nellmdustna alImentare.
Dalla soja, dopo estrazione dell'olio, si ottengono anche 'importanti
quantità di proteine a basso costo, utilizzate quale alimento anche in
campo umano, in particolare negli Stati Uniti. A tali proteine è stata
ascritta anche la proprietà di ridurre i lipidi nel sangue.
Olio di n'cino (F.U.I. IX Ed.) - Olio ottenuto per pressione a freddo dei
semi decorticati di Ricinus communis L. (Euforbiacee).
DROGHE CONTENENTI COME PRINCIPI ATTIVI DERlVAfl DI ACIDI GRASSI
81
Ricino
Il Ricinus communÌs L. assieme ad altre specie (R. inermis, R. sanguineus,
R. viridis, ecc.) è una pianta originaria dell'Asia tropicale, coltivata in Eu-
ropa in numerose varietà; il ricino sanguigno di Verona, forma selezionata
coltivata nella Valle Padana, fornisce una droga di qualità molto pregiata.
La pianta del ricino, arborescente e perenne nel suo habitat originario e
nelle zone tropicali, diviene nei nostri climi erbacea annua, alta al mas-
simo 2 m. Il frutto è una capsula triloculare, ovoidale, lunga 2-3 cm, co-
perta da aculei (Figura 3.3). Ogni carpello contiene un seme ovoidale, con-
vesso sulla faccia dorsale, leggermente compresso su quella ventrale. II te-
gumento esterno del seme è liscio, lucido, fragile, di colore grigio-bruno
marmorizzato, cioè chiazzato in modo particolare da zone più scure,
rosse, violacee o nere a seconda della varietà. Una delle estremità del seme
è arrotondata, mentre l'altra porta un rigonfiamento, o caruncola, bianco,
carnoso, da cui parte un solco che si prolunga fino all'estremità opposta.
All'interno, sotto una pellicola biancastra cui aderisce fortemente, si trova
l'albume bianco-giallastro, diviso in due metà limitanti tra loro una cavità
lenticolare che racchiude due cotiledoni fogliacei (Figura 3.3). L'albume
contiene i145-55
0
/0 di olio e il 12-20% di sostanze azotate tra cui un alca-
loide, la ricinina, poco tossico, e una tossina vegetale, la ricina, dotata in-
vece di elevata tossicità. La sua presenza rende il seme di ricino molto vele-
noso: l'ingestione anche dì pochi semi causa gravi disturbi gastrointesti-
nali, debolezza muscolare, convulsioni, dispnea e può risultare anche mor-
tale per depressione delle funzioni cardiovascolari e respiratorie. L'insor-
genza dei sintomi, oltre a quelli gastrointestinali, può tardare anche di 12-
18 ore.
L'estrazione dell'olio dai semi è preceduta dall'eliminazione dei tegu-
menti seminali. Si ricava quindi l'olio per spremitura a freddo dell'em-
brione in pressa idraulica.
FIGURA 3.3. a) Frutto di
Ricinus communis; b) se-
me; c) sezione longitu-
dinale del seme.
a b c
82
CAPITOLO TERZO
Il principio attivo, l'acido ricinoleico (12-' d " , ,
forma di trigliceridi circa 1'80% dell' l' dI, COStItulsce sotto
o lO 1 ncmo:
CH
3
[CH
2
1
s
CH(OH)çH2CH=CH[CH21 7COOH
Nel lume intestinale i gliceridi sono id r '
pancreatica, I sali dell'acido ricinok ' ro lzzatl ad opera della lipasi
. lCO agIscono localm t ' .
mucosa mtestinale e promuovendo 1- 'l ' , en e, IrrItando la
l
a pensta SI Tale azlO . 1
va entemente nell'intestino tenue po' h 'l' l' " ne SI svo ge pre-
l
" IC e o 10 pnma di' 'l
on, e m gran parte assorbito, ,raggmngere l co-
L'olio di ricino, un tempo usato com l
gato in dosi di circa 15 mi per prepara POp? are ora è impie-
'h ' re mtestmo pnma d" d " d
SCOpI C e o mterventi chirurgici add . r ,. lln agrm en a-
rato dall'olio di ricino viene im' omma 1. L aC,ldo undecilenico, prepa-
., , . ' pIegato come funglst t' P' h'" ,
rICInO e relatIvamente solubile in t l ' a OIC e l oho di
, d' , , e ano o, trova Imp Il
Zlone I 10zlOm e prodotti cosmet' . lego ne a prepara-
IC!.
Olio di crotontiglio - Si ricava dai sem' d' C "
un albero di piccole dimensionI' che 1 l ,roEton tzgltum L. (Euforbiacee)
d
c.' ' " cresce m stre O . '
uce rruttl slmlh al ricmo ma prl'vi' d' l' L' ,mo nente e che pro-
, ,l acu el, oho' "
proporzione del 50-60%' tra i glicer'd' h l e presente nel semI in
, " ' l l C e o compo '
quelli dell aczdo crotonico e tiglico: ngono SI annoverano
acido cfotonico
CH
3
CH=CH-COOH
acido tiglico
CH
3
CH=C-COOH
I
CH3
L'olio contiene inoltre in soluzione u ' , ti na sostanza res!nos 1
sma, ortemente vescicante, Contie h d" a, a crotonre-
l
, ti b l ne anc e lesten del d't
c lCO or o o; questi composti sono ' . 1 erpene tetraci-

" co-carcmogem e ha . "
Iammatone e vescrcanti, Come n l . , , , nno propneta !n-
. e ncmo, nel semI del ' l'
crotma, tossina vegetale analoga alI .' crotontlg 10 vi è la
, a nCIna,
, Per le propnetà estremamente irritanti d '
sma, l'olio di croton è stato impieg t ,avute alla re-
11 d
, a o come revuIslv
a a ose maSSIma di una goccia nella d d' l' o e come purgante,
, " ose IO 10 di ric' P 1
aZIOne IrrItante e tossicità non vie ."" mo. er a notevole
, ne OggI plU ImpIegato.
Olio di cocco - L'olio ottenuto dall '
dell' endosperma della noce di c a parte solida seccata
acca, OC05 nucifera L. (Palme) è semi-
DROGHI'. CONTENENTI COME PRINCIPI v, .. -.-, ---
solido, con punto di fusione a circa 24°C ed è costituito da trigliceridi de-
gli acidi laurico e miristico, con minori quantità di acido caproico, capri-
lico, oleico, palmitico e stearico. Q!testa composizione condiziona un
basso indice di iodio e un alto valore di saponificazione,
La composizione particolarmente ricca in acidi grassi a media catena
rende 1'olio di cocco facilmente assorbibile dal lume intestinale, in partico-
lare in pazienti affetti da malassorbimento lipidico. L'olio di cocco è im-
piegato quale eccipiente in preparazioni per uso dermatologico e cosme-
tico. È stato comunque segnalato che l'uso di questo olio in creme e filtri
solari modifica la Hora batterica cutanea, facilitando l'insorgenza di micosi
cutanee,
Olio di oenothera _ Dai semi di Oenothera sp. (Onagraceae), piante erba-
cee ad ampia diffusione anche in Italia, si ottiene un olio che contiene ele-
vate quantità di esteri dell'acido y-linolenico (C
t
8 6,9,12-triene), Nei teS-
suti animali la sintesi dì prostaglandine avviene a partire dall'acido lino-
leico dopo conversione ad acido y-linolenico (Figura 3.4) che richiede l'ag-
giunta di due atomi di carbonio e una ulteriore desaturazione per dare
acido arachidonico, precursore immediato delle prostaglandine, L'effetto
benefico dell'olio di oenothera consiste nel fornire il precursore acido
y-linolenico in soggetti che hanno una carenza dell'attività enzimatica di
conversione dell'acido linoleico, come in pazienti affetti da eczema ato-

acido r-linolenico
çç
O COOH
CH,
A '
OH OH PGEz
acido arachidonico
FIGURA 3.4. Formule di struttura y-linolenico, arachidonico e di una
prostaglandina da essi derivata (PGE
z
)'
84
CAPITOLO TERZO
pico e da sindrome premestruale (' ,.
m quest ultlm t l .
carente la prostaglandina E) Ult . . a pa o ogla sembra essere
. z· enon possib'l' ,. I d
ho nella neuropatia diabetica Il'' llta mc u ono l'uso dell'o-
l
· ,ne artnte reumato' d Il l .
p a, tutti ancora a livello cll'n' . 1 e e ne a sc eroSI multi-
. lCO spenmentale D l
eventuah effetti collaterali. . a va utare sono anche
BUTro di cacao (F.U.I. IX Ed) - I .
cee), albero dell'America tropi;al semi del cacao L. (Sterculia-
fatti, riscaldati con vapore acque e, attI fermentare, quindi torre-
caldo (60-70 0c). Si ottiene così surnsca a BO-150°C e spremuti a
di colore giallo (se irrancidito '1 a temperatura ambiente
. ,1 co ore e lanco) I Il''d . '
scano tI cacao (il contenuto in . 'cl . . panne l resI U1 forni-
d h
punne e escntto nel C . l .
rog e contenenti alcaloidi). aplto o relatiVO alle
Il burro di cacao contiene' r 'd'
stearico (34%) palmitl'co (26
0
1. ) l gl' 1ce
1
n. 1 degli acidi grassi oleico (37%)
, '0 e lno elCO (20A) r . IO . ,
solitamente un acido grasso' dO. tng lcendi contengono
. Insaturo e Ue sat . C"1 .
totah è oIeopalmitoilstearina i1220/1' l d.
un
. .!rca 1 57% del gliceridi
mitina. Talora viene adultera;o o e o eo il 4% è oleodipal-
getali. COn cere, steanna o altn grassi animali e ve-
II burro di cacao è largam t' .
Il
en e Impiegato . . c
ne a preparazione di suppo t . m tecmca !armaceutica
(30-35 GC). S e In quanto ha un basso punto di fusione
CERE
Nelle cere, acidi grassi a lunga cat (C
tura, Sono esterificati con alcol' per lo più lineare e sa-
l
· l Supenon ahfatlci (C C) '"
vegeta 1 le cere rivestono la sup fi . . .16- 32 o clchcl. Nei
dei frutti e delle foglie ed h er
I
1clfue esterna, partIcolare le epidermidi
, anno a nZlone d . l
qua. Nel mondo animale insetti r . 1 prevemre a perdita di ac-
elemento costitutivo degli alve . qB
ua
1 api e vespe producono cera come
h
" ano uonaparte dell .
anc e actd! grassi liberi alcol' t'b . e cere contiene tuttavia
, l l en e paraffin I . .
tura e a numero dispari di at . d' b . e, queste u tlme a catena sa-
om! l car amo (C
Z5
-C
37
).
Diffusione - Le foglie di molt .
spesso strato di cera superficiale Ne xero?te sono rivestite da uno
preverdi (abeti pini) che d . et Chml freddi, le foglie degli alberi sem-
, evono Superar 1 . ',.
congelamento del terreno s e a SICClta Invernale causata dal
. , ecernono uno strat d' Il
questi casi le cere hanno la ti . d' . ? l cera a a superficie. In
unZlOne 1 lffipedm la dispersione di acqua
OROGHE CONTENENTI COMll " •••• 0 ____ •
per evaporazione. Più raramente, le cere possono anche essere presenti
nelle piante quale materiale di riserva energetica.
Negli animali le cere svolgono diverse funzioni: le api utilizzano la
cera nella costruzione dell'alveare; negli uccelli acquatici la cera rende le
penne impermeabili; negli animali terrestri la cera se creta a livello della
cute, rende la stessa più elastica e protetta.
Uso - In farmacia le cere, il cui punto di fusione è più elevato di quello
dei grassi, entrano nella composizione di eccipienti in diverse forme far-
maceutiche.
Cera d'api - 1/ Apis mcllifìéa la..cer?,
Tale cera passa quindi attraverso
pori nella parte chitinosa dello sterno e viene usata per la costruzione del-
l'alveare. n prodo.tto commerciale si industrialmente centrifu-
g.agdo il favo per separare il miele; ii materiale raccolto viene lavato con ac-
qua e riscaldato: si e si raccoglie in superfi-
çie. prodot.to f1nale è giallo e definito (t!!(J: gifllia (F.U.I. IX Ed.). La cera
bianca (F.U.l. IX Ed.) viene ottenuta dalla precedente dopo trattamento
con carbone vegetale, potassio permanganato, acido cromico, cloro, op-
pure lasciandola esposta all'aria, alla luce e all'umidità dopo averla ridotta
in sottili strati.
La cera d'api consiste per circa 1'80% di miricil palmitato
(C15H31COOC30H61); contiene in oltre acido cerotico libero
-(C
z6
H
s3
COOH), una sostanza aromatica detta ceroleina, idrocarburi,
lattoni e pigmenti del polline.
Spermaceti (F.U.I. IX Ed.) - Sostam:a solida, simile alla cera, che si ri-
.. cava dal grasso contenuto nelle cavità pericraniche del ceta-
ceo Physeter macrocephalus, ossia la balena. È costituita essenzialmente da
di cetile (C
15
H
31
COOC
16
H
33
). Si presenta sotto forma di masse
leggermente translucide, di colore bianco, leggermente untuose al tatto,
con frattura cristallina, inodori e insapori. Sostituti dello spermaceti sono
oggi prodotti per sintesi.
Cera carnauba (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991) - È ottenuta
dalle foglie di Copernicia cerifera M art (palme), una palma che cresce nell' A-
merica del Sud. È una polvere gialla o giallo-chiaro o scaglie o masse so-
lide; è insapore e con un lieve odore caratteristico. I componenti principali
sono esteri, soprattutto miricil cerotato.
CAPITOLO TERZO
GUCORESINE
La maggior parte delle piante appartenenti alla famiglia delle
vulacee contiene un lattice a resine purgative. La complessità della compo-
sizione di queste resine impedisce l'isolamento dei princìpi attivi in forma
L:estrazione princìpi si esegue con alcool, dal quale si preci-
pita pOl con acqua 11 prodotto deslderato. Per idrolisi delle glico resine si ot-
tiene una miscela di acidi grassi volatili a cOrta catena, idrossiacidi e zuc-
cheri.
Il convolvuloside della gialappa (Ipomoea purga Hayne o Exogonium
purga Bentham) si può considerare il prototipo della serie. Dalla sua idro-
lisi originano alcuni acidi organici a breve catena (tiglico, crotonico, isova-
lerianico) e acido convolvulinico o diidrossi-3.12-palmitico. Altro costi-
tuente della resina di gialappa è l'acido exogonico o 3,6-6, 9-diossidecanoico
(Figura 3.5).
Agli ossidrili alcolici degli idrossiacidi citati si legano gli zuccheri a cui
sono esterificati acidi grassi a corta catena. Parecchie molecole così for-
mate si esterificano tra loro per formare un complesso a elevato peso mole-
colare.
I glicosidi delle Convolvulacee si scindono nel tubo digerente grazie
all'alcalinità e alla presenza della bile. Agli acidi così liberati compete un'a-
zione fortemente irritante che si "esercita soprattutto sulla mucosa dell'in-
testino tenue e, in minor misura, anche sul crasso. La posologia 4i tali dro-
FIGURA 3.5. Formula di struttura dell'acido exogonico.
DROGHE CONTENENTI COME PRINCIPI ATTIVI DERIVATI DI A(;HJJ <..d<M.)J
ghe è difficile sia perchè la ,d,i attivi nella resina è molto
variabile, sia per la diversa senslblhta md1Vlduale alla stessa,
comprensibile se si considera l'importanza dell'inter:ento de; p:ocessi di-
gestivi nel liberare i princìpi attivi dal resmoso. L a,zlOne ?elle
droghe stesse non è pertanto ben controllabIle con conseguenti effettI c.ol-
laterali da irritazione enterica. Molto usate un le droghe purgatlv.e
resÌnose sono oggi praticamente abbandonate o ImpIegate per uso veten-
nano.
Gialappa
È il tubero dell' lpomoea purga Hayne (Exogonium Con-
volvulus gialapa), della famiglia delle Ongmana ver-
sante orientale delle Ande messicane (vegeta verso 1 m),. partlcolar-
mente dei distretti delle città di Xalapa e San Salvador, e coluvata anche
nell' America Centrale, in Francia e in Germania. .
È una pianta erbacea perenne, a fusto ceppo
basale si originano radici e rami sotterranel; Sl
rami aerei e radici avventizie. Alcune tra le radlci avventlZ1e lentamen:e SI
ispessiscono e diventano tuberose: da esse è costituita la I ap-
pena raccolti sono all'esterno di colore bruno, all'interno glallast:l e tur-
gidi di lattice. Vengono essiccati al sole, o, talvolta, anche per nscalda-
FIGURA 3.6. Tuberi di Ipomoea purga.
88
CAPITOLO TERZO
mento molto dolce a fuoco di legno verde, e in tal caso i tuberi affumi-
cati acquistano un particolare odore empireumatico. Per favorire l'es-
siccamento dei tuberi più grossi, si praticano delle incisioni longitudi-
nali.
. da tuber.i d.i varia grandezza, tra i quali i più pre-
glatI sono I plU pIccoli (3-4 cm dI diametro) detti «limoncilIos". Sono di
colore bruno scuro, ovoidali e appuntiti più a un'estremità che all'altra ru-
gosi in ogni .senso e solcati longitudinalmente (Figura 3.6), pesanti a
100-150 g, di consistenza cornea. Il loro odore è debole ma caratteristico, si
accresce col calore e con la polverizzazione, diventando nauseante. Il sa-
pore è dolciastro, poi acre e penetrante.
. Il. tubero di gialappa può contenere dal 5 al 23% di resina. La re-
SI estrae dal tubero polverizzato, con alcool a 90° e successiva distilla-
ZIOne.
Sofisticazioni.- gialappa può venire sofisticata con tuberi già esauriti
o con specie di (orizabensù, simulans, operculata). La prima
frode e nvelata dal dosaggIo del principio attivo, la seconda dai caratteri
anatomici dei tuberi, leggeri, piccoli e di colore chiaro.
Scammonea
È.la rad.ice scammonia L. (Convolvulacee), pianta erba-
cea m ,,?-sla Mmore, soprattutto in Siria. Spesso si trova iù commer-
CIO la .resma direttamente per incisione delle radici fresche. La
.SI invece come pezzi cilindrici, legnosi, spesso con-
rIvestiti sughero screpolato e percorso da solchi longitudinali,
di spessore vanabde da 2 a 7 cm, all'esterno di colore bruno-verde all'in-
Contiene dal 30 al 70% di principio attivo. Il
dI estrazIOne e S.lmtle a quello descritto per la gialappa. La resina contiene,
oltre a zu.ccher:' e mucillagine, un glucoside, scammonoside o
Simile al convolvuloside. Sono presenti anche sitosteroli e
glICOSidi di fitosteroli.
scammonea, un tempo usata come purgante, è oggi una droga rara,
pratIcamente scomparsa dall'uso farmaceutico.
la !pomoea orizabensis (PelIet.) Le-
e c.ommerclata sotto il.nome di Scan:monea del Messico e funge da
matena pnma per la preparaZIOne della resma di scammonea.
DROGHE CONTENENTI COME PRINCIPI ATTlVI DERIVATI DI ACIDI GRASSI 89
ALTRE DROGHE CONTENENTI LIPIDI
. Licopodio
La droga è costituita dalle spore di Lycopodium clavatum L. (Licopodia-
cee), pianta che vegeta in zone elevate delle Alpi e degli Appennini, in Rus-
sia, Germania e Svizzera.
È una pianta erbacea perenne a caule strisciante coperto da foglie ad-
dossate le une sulle altre, dal quale nascono rami principali a decorso pIa-
giotropico (lunghi anche 1 m) e rami secondari eretti, alti 5-10 cm, portanti
delle spighe terminali (2-3 cm x 0.5 cm). Le spighe sono formate da brattee
embriciate, aventi all'ascella degli sporangi a forma di capsula reniforme.
Le capsule contengono delle spore tetraedriche (che assumono questa
forma per compressione reciproca), raggruppate in numero di quattro
nella cellula madre. Le spighe mature, tagliate dalla pianta ed essiccate,
vengono sbattute e setacciate per la separazione delle spore.
La droga ha l'aspetto di una polvere finissima, molto mobile, di colore
giallo pallido, inodore e insapore. È molto leggera e galleggia sull'acqua;
dopo ebollizione però vi affonda. Alla fiamma emette una luce breve e fu-
gace, svolgendo un odore particolare.
Al microscopio le spore, che hanno diametro di 25-40 I-Lm, dimostrano
• un diverso aspetto a seconda della posizione assunta (Figura 3.7): emisferi-
che in una metà, e piramidali nell'altra. Sono cioè delimitate da quattro
facce: una, fortemente convessa, può essere considerata come base di un
FIGURA 3.7. Spore di Lycopodium cla-
vatum.
L-__ . _____________ _ ___________
90
CAPITOLO TERZO
tetraedro; le altre tre partono dalla prima, hanno forma triangolare e si riu-
niscono a forma di piramide. Se la spora presenta all'osservatore le facce
piane, si osserva una stella a tre raggi, corrispondente alla confluenza
dei tre spigoli. Tutta la superficie della spora è munita di ispessimenti
che le conferiscono un aspetto finemente reticolato e che appaiono ai
bordi della spora stessa come piccoli denti. Negli spazi vuoti del reticolo si
annidano numerose bollicine d'aria, che permettono alla spora di galleg-
giare sull'acqua; allontanando l'aria con alcool o con calore, le spore affon-
dano.
Le spore di licopodio contengono i150% di olio che consiste principal-
mente dei gliceridi dell' acido licopodoleico. La droga contiene anche circa il
3% di zuccheri, cera, sostanze azotate, tra cui alcaloidi tossici, aventi
azione simile alla coniina.
Sofisticazioni - La polvere di licopodio è sofisticata con polveri mine-
rali (talco, gesso, carbonato di calcio, zolfo, ecc.). La frode si svela col do-
saggio delle ceneri, che non devono superare il 5%, e con la prova alla
fiamma.
Altre sofisticazioni possibili sono quelle con amido (talora colorato
con metilarancio), la cui presenza è svelata dallo iodio; con polline di Co-
nifere, di nocciolo, di Typha latifolia, svelabili con l'esame microscopico.
Uso - Illicopodio è stato usato come polvere aspersoria; presenta l'in-
coveniente, in confronto alle polveri inorganiche (talco) di non poter es-
sere sterilizzata. Altro impiego è stato quale polvere per pillole. Può essere
impiegato in microscopia Qer determinare la dimensione di cellule e tes-
suti (essendo le dimensioni delle spore di licopodio molto costanti e ;mi-
in media pari a 25 tJ.m), Q in microscopia guantitativa (sapendo che
1 mg di contiene in media 94.000 spore), mescolando una quan-
tità nota di licopodio a polveri in cui si vuoi determinare il numero di gra-
nuli per unità di volume.
CAPITOLO IV
DROGHE CONTENENTI SAPONINE
di EUGENIO RAGAZZI e GUGLIELMINA FROLDl
Le saponine sono di
dere una s.piccata azione c.p
m
: l sa
p
d
oU1'
. .1" colloidali che -_..... .. -: '
___ ._._.-. Ch" ente 51 possono sudd1Vl-
proprietà . .
dereJg due gruppi, co.rrela!!Ql()genet1camente.
- 1. ad· aglicone steroidico;
2. ad aglicone b' l 'h dei due gruppi sono tuttavia
Le proprietà ch1mlco-flSlC e e 10 OglC e
analoghe.
. ' li a liconi o sapogenine SOl1,9.
a
.
Struttura chtmtca - Come detto sopra, g ? .'.. ) CF' 4 l) En-
. . 7)' . apentaClchca(C30 19ura ..
struttura steroldlca (C2 o tnterpen
1
1,c 'd.' . C3 e possiedono origine
b
' . . h nno un legame g lCO$1 lCO lU 'd'
tram 11 grupp1 a l' 'd alonico e unità isoprenOl i.
biogS!netica comune attraverso aCl o mev
1--·"
l
\
21
\
\
\
a
"22
b
(30)/,,' .
CH,
\
\
\
\
___ -------------..-.l
L -:- . d U ninc' a) steroidichc,
FIGURA 4.1. Struttura fondamentale degli aghconl c e sapo .
b) tritcrpcniche.
92
CAPITOLO QUARTO
Gli agliconi si trovano combinati nell .
'. e sap0ntne Con par h' l
cole dl zucchen, tra i quali figura il glucosio' ecc le mo e-
. '1' , associato a galattosI
SIO, XI OSIO o a un pentoso (Tabelle 4.1 e 4.2). o, ramno-
Le saponme steroldlche sono di notevole' t .
somiglianza con ormoni corticosteroid' m la loro
"d' '.' ". ". el, ormOnt sessuah, mmeralco ._
COI l, vltamma D e gliCOSIdI cardloatt · . Al d. rtl
IV!. cune l esse s ·1·
come materiale di partenza per la sint . d' 1. . ono utl lzzate
. eSI l ta l compost!.
Diffusione - Le saponine Sono largam d·.r:.fu
. l J:." ente hl se nel regno 1
ID a cune ramlglie rappresentano u 1 vegeta e e
. n e emento caratte . (
(Canofillacee, Sapindacee Chenop d· ) L ns ICO e costante
. ' o lacee. e sapo . . .
sono meno diffuse in natura di quelle t 't . h steroldlche
• . Ti erpentc e· le pnm
nute nella digitale e nella salsapar]·gll· l . d ' . e sono conte-
. a, e secon e sono lnV
nella saponana, nella poligala nella l ' ' . Il ece contenute
, lquenzla ne 'eder 1 l ' .
volgare. ' a e ne po lpodlO
Proprietà - Sono sostanze amorfe, inodori forte ....
late. La maggior parte ha sapore acre u ' n:
ente
se lna-
tuttavia un sapore gradevole. la ghcirrizina ha
51 SCIO gono m acqua COn reazione
TABELLA 4.1. ALCUNE SAPONINE STEROIDICHE.
Saponina
Digitonina
Dioscina
Gitonina
Sarsaponina
Tigonina
Zuccheri componenti
2 glucosio, 2 galattosio, 1 xilosio
1 glucosio, 2 ramnosio
1 glucosio, 2 galattosio, } xilosio
2 glucosio, l ramnosio
2 glucosio, 2 galattosio, 1 xilosio
TABI!LLA 4.2. ALCUNE SAPONINE TRITERPENICHE.
Saponina
Escina
Aralina
Guaianina
Ederacoside
Zuccheri componenti
2 l ac. glucuronico, 1 acido tìglico
2 arabmoslO, l ac. glucuronico
1 ramnosio, l glucosio, 1 arabinosio
1 glucosio, 1 arabinosio
DROGHE CONTENENTI SAPONINE
neutra; dalla soluzione acquosa sono precipitate dal Ba(OHh e dall'ace-
tato basico di piombo. Altre, per la presenza di carbossili nel1'aglicone,
sono poco solubili in acqua come tali; si sciolgono sotto forma di sali in
ambiente alcalino e vengono precipitate dalle soluzioni acquose dal sol-
fato ammonico e dall'acetato neutro di piombo, e, in generale, dai sali neu-
tri molto solubilil. L'acido nitrico le decompone producendo una sostanza
resinosa giallastra. L'acido 50lforico concentrato le scioglie formando una
colorazione gialla che passa al rosso, al viola e al verde.
Reazioni di identificazione- Le saponine hanno la di produrre
lisi dei globuli rossi del sangue. sensibile per ricercare la
presenza di saponine in una droga consiste nel porre una sezione della
droga, o un pezzo di carta da filtro imbevuto del liquido di estrazione, a
contatto con un mezzo gelatinoso contenente del sangue (3-3,5% di gela-
tina sciolta in soluzione fisiologica, aggiunta del 4% di sangue defibri-
nato). In presenza dì saponine, si forma un alone trasparente dovuto all'e-
molisi dei globuli rossi.
La separazione delle saponine viene oggi condotta mediante metodi-
che cromatografiche convenzionali o HPLC. Con metodi di risonanza nu-
cleare magnetica e spettro metri a di massa è inoltre possibile determinare la
massa molecolare, la natura e la sequenza degli zuccheri' componenti le di-
verse saponme.
Determinazione quantitativa - Metodo emolitico: diluizioni scalari di
decotto acquoso della droga sono aggiunte a una soluzione fisiologica
contenente sangue defibrinato. L'emolisi, proporzionale alla concentra-
zione di saponina, viene rivelata dalla variazione di assorbanza nel sopra-
natante. La massima diluizione di saponina capace di indurre emolisi to-
tale rappresenta il cosiddetto « indice emolitico".
Indice di schiuma: è la diluizione dì un decotto acquoso della droga
che produce dopo agitazione per 15 secondi uno strato di schiuma alto 1
cm e persistente per 15 minuti.
Il dosaggio delle saponine oggi può essere effettuato con molta preci-
sione sfruttando metodiche spettrofotometriche, colorimetri che o croma-
tografiche (HPLC).
Proprietà farmacologiche - Come già detto, le saponine possiedono un
forte potere emolitico. In particolare, le saponine steroidiche formano con
gli steroli complessi insolubili. Il deÌ .
glob1,lli rossÌ dunque responsabile della alterazione di
94
CAPITOLO QUARTO
della lisi indotta dalle saponine. Pertanto le saponine sono molto tossiche se
somministrate per via parenterale, tanto che qualche mg per kg di peso cOIpo-
reo può risultare letale. lntro_dotte per via orale sono iovece scarsamente ass.Qr-
bite dal tratto gastroenterico e quindi non particolarmente tossiche.
Le saponine producono un'azione irritante sui tessuti, in particolare
sulle mucose: la somministrazione per via orale in forti quantità Er2g.!lse
vomitoe'Cliarrea; in dosi piccole hanno meccani-
smo sembra essere un aumento della produzione di muco bronçbial!!
fluido . prodotto dall'irritazione della mucosa gastrica.
quantità di saponìne ingerite sembra venga assorbita e succes-
sivamente eliminata per via bronchiale, stimolando il riflesso della tosse e
quindi l'espettorazione. Fra le droghe contenenti saponine, impiegate
nella medicina popolare quali espettoranti, sono da ricordare la radice di
polygala senega L. (Poligalacee), pianta erbacea nordamericana, la radice di
liquerizia (Glycyrrhizaglabra L., Leguminose, arbusto europeo e asiatico) e
la radice di salsapariglia (ottenuta da specie diverse di Smilax, Liliacee del-
l'America tropicale). Fra le droghe che si possono trovare in Europa sono
da menzionare la poligala volgare (Po/ygala vulgaris L. e P. amara L., Poliga-
lacee), il rizoma di felce dolce (Polypodium vulgare L., Polipodiacee), il ri-
zoma e i fiori di primula (Primula veris L., Primulacee), la radice di Sapona-
ria officinalis L. (Cariofillacee), le foglie e i fiori di Verbascum thapsus L.
(Scrofulariacee), la pianta fiorita della viola mammola (Viola odorata L.,
Violacee) e della viola tricolore (Viola tricolor L., Violacee).
Alle droghe .co?te.nent.i state medicina
popolare, e depu.rabve. aZIQne diure-
tica può essere spIegata dalla possIbI!tta dI una sbmolazlOne dirett'Lsul
renèda parte delle saponine assorbite. Tra le droghe minori contenenti sa-
ponine, impiegate come diuretici, sono da ricordare i rami di dulcamara
(Solanum dulcamara L., Solanacee) e la radice di ononide (Ononis spinosa L.,
Leguminos
e
).
_ L'azione irritante delle saponine sulle mucose è utilizzata nella medi-
cina popolare per indurre anche un'azione purgativa. A tale scopo sono
stati usati il rizoma dell'elleboro nero (Helleborus niger L.. Ranuncolacee),
la radice di fitolacca (Phytolacca dodecandra L'Hérit., Fitolaccacee), le foglie
e il frutto dell'edera (Hedera helix L., Araliacee), la pianta di graziola (Gra-
lioIa officinalis L., Scrofulariacee).
Le saponine possono influenzare l'assorbimento di sostanze. farmaco-
logicamente attive. L'impiego simultaneo del glicoside cardioattivo digi-
tossina e della saponina digitonina, entrambi contenuti nelle fQglie di digi-
tale, incrementa notevolmente l'effetto farmacologico della digitossina. Il
DROGHE CONTENENTI SAPONINE
95
curaro è poco tossico se somministrato per 05 a causa suo as-
sorbimento e della veloce eliminazione; se il curaro VIene sommIOlstrato
per via orale associato a saponine, la velocità di assorbimento viene au-
mentata al punto da ottenere effetti tossici. . ..
Prima dell'avvento di composti sintetici, le saponme erano ut1lIzzate
in tecnica farmaceutica e nell'industria quali agenti emulsionanti e sospen-
denti. Nelle preparazioni officinali di alcune droghe, le
l'estrazione di principi attivi poco solubili (es.: infuso dI foghe dI dIgItale).
SAPONINE STEROIDICHE
.' Salsa pariglia
La droga è costituita dalla radice o talora rizomi spe.cie di
(Liliacee o Smilacacee), piante e che
nelle foreste dell'America tropicale, dal MeSSICO mendIOnale al BraSIle ma
anche nelle nostre regioni. I rami sono muniti di aculei (come quelli del
rovo) e di cirri (simili a quelli della vite: si tratta di stipole ch.e
permettono loro di attaccarsi agli alberi vicini. La parola den-
vata da due vocaboli sapagnoli (sarza = rovo e parilla = Vite), mdIca ap-
punto le caratteristiche di un rovo rampicante. .' .
" Le specie e varietà.di Smilax di 200; le prin:Ipah
sere la S. medica Schlecht, S. officznalzs Humb., S. arzstolochtaefolll MIll.
(detta anche salsapariglia messicana), S. regelii Kil!. et C.V. Morton (o salsa-
pariglia dell'Honduras), S.febrifuga Knuth. (o salsapariglia.
diversi tipi commerciali di droga, identificati con
non sempre al luogo d'origine, bensì al porto d'imbarco, SI dIstmguono
loro per i caratteri morfologici delle radici e per l'assenza o la presenza dl
rizoma.
Descrizione e preparazione della droga - L'apparato radicale della salsapa-
riglia è costituito da un corto e grosso rizoma da cui si numerose
radici sottili, lunghe tre o più metri, che decorrono sott?
il suolo.intrecciandosi in tutte le direzioni. Per questa particolare dIspOSI-
zione anatomica e per il fatto che si trova generalmente in terreni paludosi,
la droga è difficile da raccogliere; con l'aiuto di un lungo bastone
tito si strappa tutto il complesso radicale e, dopo aver le S1
ilmette in terra il rizoma perchè possa produrre nuove radlcI da raccoglIere
,1",0:' .•. negli anni successivi.
96 CAPITOLO QUARTO
Le radici si essiccano al calore del fuoco e si confezionano in fasci o in
matasse avvolte sul rizoma quando esso è presente.
La droga è costituita da pezzi lunghi fino a_ 70 cm, raramente ramificati,
dello spessore di 3-5 mm, a decorso sinuoso, spesso rivestiti da radichette.
La superficie esterna può essere liscia, striata o solcata profondamente, di
colore variabile dal grigio al rossastro, secondo t'età e il metodo di
mento. Le radici pallide, nerastre all'interno, sono da considerarsi di qua-
lità scadente. ILsapore è acre, Immerse in acqua, do.po agitazione,
producono schiuma persistente.' .
Composizione - La droga contiene saponine steroidiche (0.5-2%): sarsa-
ponina, smilasaponina, parillina, e una resina di sapore amaro. -
Uso - La salsapariglia.è stata per lungo tempo ritenuta efficace rimedio
contrp la sifilide, malattie reumatiche e della cute. In realtà l'efficacia os-
servata era dovuta a medicamenti con cui era associata (sali di
duri, ecc.) e dei qlli\:li :(aY..9riva Le sue proprietà farmacolo-
giche consistono invece in una blanda azione espettorante, diaforetiça,
diuretica. È stata usata, soprattutto come espettorante, in forma di decotto
o sciroppo. Qggi si usa essenzialmente come aroma nella preparazione di
bevande usata anche .cQmeJonte disarsapogenina e smilage-
(Figura 4.2), agliconi steroidici con uso potenziale quali precursori
nella produzione semisintetica di farmaci a struttura steroidea.
H
H
smilagenina: 25 (R)-5g-spirosran-3iì-o!o
sarsasapogenina: 25 (S)-5B-spirosran-3E-olo
FIGURA 4.2. Struttura chimica della smìlagenina (a) e della sarsapogenina (b).
DROGHE CONTENENTI SAPONINE
97
d' fE Ile regioni mediterranee, con-
, - La. S. as::r:
g
' he
l
a della Salsapariglia; si può
tIene anc essa sapomne a h l'n presenza dl
l l
. e scura c e assume
noscere agevolmente per a co oraZlOn
sali ferrosi (tannini).
Ginseng (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
" . . C A Meyer (Araliacee)
Da oltre 2000 anni le ,dI è' rodotta in grande
sonO state utilizzate nella medlclUa . g J, p/. L viene espor-
" S'b . L eCle qumqufJo lum .
quantità in Cma, Corea e l, ena., a st:. d'l C ada In Asia la droga è
. d' ' 'd l StatI Umtl e a an .
tata m gran l quantlta .ag 1 . d' b te astriti, impotenza sessuale e
usata nel trattamento dI anemla, la e ,g he nel mondo oC-
. . d' t' stata proposta anc
contro l'lUvecchlamento; 1 recen e e l' t nza allo stress e
" l aumentare a reSlS e
cidentale quale rImedIO popo are per, '
l ità dI concentrazIOne.
alle e . a Corea. La droga consiste delle ra-
La vaneta pm preglata d" 6 nl' Dopo asportazione
. , l 1 d lante 1 CIrca an . .. . .. ,
dICI seccate a so e, ottenute a .' inseng rosso SI
degli strati più superficiali si owe.ne 11 gmsen;e poi
produce invece esponendo dappnma al vapo
artificialmente e disseccandola al sole,
---_ .. \
r-'--_. __ ._--'
\, 1\
CH}
I CH} \
I m, III
'Zucchero - O 1\ i1
H}C CH}
a
/3 i 6
HO 1\ H 6
H
3
C CH} I
zucchero
b
FIGURA 4.3. Alcuni ginsenosidi: a) 20(S)-protopanaxa lO O,
xatriolo.
CAPITOLO QUARTO
Composizione - La radice di ginseng è stata studiata estesamente con
metodiche moderne di analisi, ma nonostante i molti composti isolati,1a
sUa attìvitàfarmacologica sembra risiedere in numerose saponine steroidi-
che denominateginsenosidi o panaxosidi (Figura 4.3). Son.o presenti anche
saponine triterpeniche ma soprattutto polisaccaridi ad alto peso moleco-
lare (gli cani) che sembrano possedere azione ipoglicemizzante. Altri costì-
tuenti includono steroli, vitamine del gruppo D e una s.Qstanza,a,d .azì9_I1e
lipolitica.
Uso - La droga è stata suggerìta come stimolante del sistema nervoso
centrale, come tonico e ricostituente, per migliorare la memoria e la resj-
stenza allo stress; è descritta anche un' azione anabolizzante e «adatto-
gena». L'efficacia farmacologica nell'uomo rimane ancora largamente da
indagare e- definire, in quanto i numerosi studi condotti hanno fornito ri-
sultati non conclusivi e spesso contraddittori.
SAPONINE TERPENOIDI
Poligala (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Radice della Polygala senega L. (Poligalacee), piccola pianta erbacea pe-
renne originaria dell'America del Nord, ora coltivata principalmente in
Giappone. Cresce spontanea nei luoghi rocciosi e boscosi sotto forma di
piccolo cespuglio erbaceo, i cui steli sottili, eretti,' raggiungono un'altezza
di 20-30 cm; le foglie, alterne, sono ovali-lanceolate, intere; i fiori sono.riu-
niti in grappoli terminali. La radice (<<snakeroot») era usata dagli Indiani
dell' America del Nord quale rimedio contro i morsi di serpente. È detta an-
che «poligala virginiana» perché un tempo proveniva soprattutto dalla
Virginia e dagli stati vicini. Esistono altre qualità, come la « poligala del
nord ", ottenuta dalla P. senega varo latifolia Torr. et Gray, che ha radice più
grossa, più scura e dal sapore più acre. Usata anche è la « poligala del sud» o
"poligala bianca », ottenuta dalle radici della specie P. alba e P. boykini, più
piccole e più chiare, sprovviste di cresta longitudinale e meno attive di
quelle officmali.
Descrizione della droga - La radice, lunga 8-10 cm e dello spessore di
5-10 mm, prende origine da un ceppo o corona ingrossata (rizoma), molto
nodoso, che porta numerosi residui di cauli e gemme. Diritta
per un breve tratto, si incurva a forma di falce o di spirale. È
DROGHE CONTENENTlSAPONINE
't't
semplice o suddivisa in due-tre ramificazioni. In superficie, sulla parte clon-
. .' l ' 11 arte concava una cresta on-
si notano dei rilieVi semlanu a:l; s.u a p . l' lunghezza (Fi-
gitudinale, angolosa, percorre la radICe In quasI tutta a sua
la radice di poligala una
lu ati regolarmente in modo contInUO so o ne e . corti-
corona. Più in basso, la struttura diventa on-
cale, il libro dimostra da un lato uno
denza della cresta osservata sulla superficie esternda'lql ul' nterruzi;ni più o
. , T d . t o ma presenta e e
non forma plU un. Cl In ro m er h' f co (Figura 4.4). Le cenule del
meno ampie riemplte da tessuto parenc Ima I . . l e
parenchima corticale e del cilindro centrale sono ricche di gocce o eose
non contengono amido.
\
\
\
\
------_ .. _---------
l
l
l
\
\
!
\
I
i
\
L
FIGURA 4.4. A sinistra: radIce dl Polygala senega, .
radice. a) libro; b) legno.
!Oo
CAPITOLO QUARTO
, La droga sapore dapprima dolce '
sIede odore dI metile r '1 .' POI acre e sgradevol S
r sa ICI ato MastIcat cl' e. pesso pos
mmersa nell'acqua, diventa ciÙ d' a, pro uce intensa salivaz' -
produce schiuma persistent n nCa e pieghevole, e dopo '
T
e. agItaZIone
rattando una sezion . . -
l
, '11 e con aCIdo s V '
ugua l, l egno sÌ colora l' d o {Onco e alcool etI'I' .
. n ver e e la p t· lCO In parti
presenza d! saponine ar e corhcale in ross _ . I
L F' o VlO a per la
, a armacopea (Droghe ve etali
glO la cromatografia su str;g; 1991) descrive
estratto alcolico della dato sottIle dI gel di silice G 1m . qua
d
le sag-
In Fa ,tOga, confrontato COn e' ,plegan o un
rmacopea e Contenut h SCIna.
molle id 1 l' a ane e la prepa .
roa co lCO ", ottenuta secondo . {( poligal
a
estratto
nografia ufficiale" EstrattI' 1 procedImenti descrittI' Il
"; ne a mo-
Composizione - Contiene sap' .
d ' 1 onInetnt .
escntte a senegina II (Figura 4 S") I"r"r- - erpelllche per circa illOo/I S
eone t ·t· " dV chep 'd l" o. ono
n. senegenina. er I ro lSI prodUcono l'a li-
, Altn costItuenti comprendo n . '. g
l'anidride del (l,5-deidrosorbitolo
! sa)Icilato di metile, forse prodotto (4.%) e piccole
, er 1 ro 1S1 d! un glicoside.
. Uso - E stata impiegata come es
polvere, sciroppo, tintura. Spesso S?tto forma di infuso (3%)
a a prescntta con altri '
espettoranti
, '
I
,.
j 15- D-galattosio
I OCH)
OCH'
FIGURA 4.5. Struttura
quali ipecacuana e carbonato d'ammonio. Il meccanismo d'azione impli-
cato nel produrre aumento della secrezione bronchiale sembra di tipo ri-
flesso.
Safisticazioni - La poligala bianca, ottenuta dalle specie P. alba e P. boy-
kini, è da considerarsi come una sofisticazione, perchè pur possedendo dei
princìpj attivi analoghi a quelli della poligala officinale, ne cantine in mi-
nore quantità.
Essendo costosa, la droga può essere spesso sofisticata con altre piante
più comuni quali il pungitopo (Ruscus acu/eatus L., Liiiacee), riconoscibile
perchè ha, in sezione, la struttura anatomica delle Monocotiledoni. Altre
sofisticazioni sono ottenute con radici di Richardsonia scabra, Rubiacea
messicana, con Panax quinquifolium, Araliacea del Canada, con Spergularia
marginata (Cariofillacee) detta poligala della Siria, e con Andrachne aspera,
Euforbiacea del Pakistan, detta polìgala indiana o pakistana.
A differenza delle radici di Poligala, che possiedono l'olio grasso quale
sostanza di riserva, quelle di altre piante usate a scopo fraudolento conten-
gono invece amido, svelabile facilmente.
Liquerizia (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
La radice di liquerizia è una delle droghe più diffuse e anticamente co-
nosciute, soprattutto per il potere dolcificante. Già T eofrasto la citava
come «radice dolce» o «radice di Scizia» che cresceva nei dintorni del
mare di Azov. Gli antichi Romani la chiamavano '<radix dulcis», ma non
sembra fosse coltivata in Italia fino alBo secolo.
La droga officìnale è costituita da radici e stoioni non mondati, essìc-
cati, della Glycyrrhiza glabra L. (Leguminose), specie di cui sono note nu-
merose varietà. Quelle impiegate per la preparazione della droga sono: 1)
G. glabra L. var.lypica Reg. et Her., diffusa in Italia, Spagna, Grecia e
2) G.glabraL. varo glandulifera Wald et Kit., spontanea in Ungheria, Russia
meridionale, Asia Minore; 3) G. glabra L. varo violacea Boiss., abbondante
in Mesopotamia, nelle valli del Tigri e dell'Eufrate. I
Si tratta di arbusti alti fino a un metro e mezzo, con caule cespuglioso,
foglie alterne, impari penna te, fiori piccoli azzurri sessili, raccolti in spighe
ascellari.
Il sistema radicale è molto sviluppato e ricopre un'area di molti metri
quadrati; le radici principali, lunghe circa 15 cm, emettono numerose ra-
dici secondarie (lunghe e robuste, decorrenti verticalmente, ricoperte di ra-
lU,t CAPITOLO QUARTO
dichette) e stolon! che si estendono orizzontalmente per 1 o 2.meni e pro-
ducono rami aerei in punti lontani dalla pianta madre.
Raccolta e preparazione - La raccplta si esegue all'inizio della stagione
invernale. Le parti sotterranee, tagliate a pezzi, vengono ammucchiate al
suolo e lasciate fermentare per un certo tempo alftne di ravvivare il colore
giallo e migliorarne altri caratteri organolettici. Spesso prima deWessicca-
mento, che richiede mesi, la droga viene decorticata.
Descrizione della droga - I pezzi cilindrici, di varia lunghezza, talora fino
a l m, e del diametro di 5-20 mm, flessibili, hanno una superficie grigiQ=
bruna striata longitudinalmente. Gli stoIoni hanno un midollo sottile e
grigio scuro, le radici ne sono prive o quasi. La struttura è fibrosa, di colore
giallo; l'odore è terroso e il sapore dolce.
La droga di provenienza spagnola, una delle migliori, è generalmente
provvista di corteccia. Quella italiana, raccolta in Calabria e in Sicilia, ha
un sapore più dolce. La liquerizia russa, decorticata, è molto fibrosa e
meno dolce delle altre citate.
La droga può forma di piccoli pezzi quadran-
golari, decorticati.
La polvere, giallo chiara, appena grigiastra, è caratterizzata da fram-
menti di fibre accompagnati da cellule cristallifere in fil a; da frammenti di
vasi a pareti ispessite, con numerose punteggiature areolate; da amido ab-
bondante; da frammenti di sughero e prismi di ossalato di calcio.
Composizione - Le radici di buona qualità contengono dal 7 all'8% di
glicirrizina, sale potassico e calcico dell' acido glicirrizinico (Figura 4.6),A .
quale a sua volta è l'acido diglucopiranosiduronico dell' acido glicirretico
(acido glicirretinico o enoxolone), che possiede una struttura triterpenica.
A rigore la glicirrizina non ha struttura tipica di un glucoside, in quanto
contiene nella sua molecola non degli zuccheri, ma un acido esuronico. La
glicirrizina ha sapore molto dolce, 150 volte maggiore del saccarosio. L'a-
glico ne acido glicirretico non è invece dolce. Secondo la Farmacopea, la
droga deve contenere non meno del 4% di acido glicirrizinico.
Studi condotti in Italia e in Russia hanno portato all'isolamento di altri
acidi id rossi- e deossi-triterpenici correlati con l'acido glicirretico; l'epi-
mero C-20 dell'acido glicirretico è stato isolato e denominato acido liquiri-
zzeo.
Il colore giallo delia liquirizia è dovuto a flavonoidi che di recente
sono stati rivalutati quali composti in grado di produrre azione protettiva _
- -- --
---- --
'd lucuronìco·· ·· · O
acido glucuronico ..... aCI o g
!
\
I
i
I
\
\
\
J
-------
- - L- . . . ..
F
. 4 6 Struttura dell'acido gllClUlZtnlCO.
IGURA . '
. .' d O la linuiritina
. d' . d ti' c:.
lca
t1 SI ncor an "1.--- ___ _ _
. T . flavonOl Il en 11
sulla mucosa gastnca. _ ra l
.. . . , . l ccaro-
e . . 1 '15-10% in zuccheri . -
La liquerizia conttene mo tre l'd tel' ne princìpi aman (ghwa-
. (1 2%) amI o pro, . ' . ,
sia ...glucosio), asparagma - '. l ' te abbondante negh strati plU
, ,. . . è part1co armen .
marina). La ghoramanna . . Ila varietà decortIcata.
. che vengòno pertanto nmosS
l
ne
esternI
D be vègetali e preparazioni, 1991),
Identificazione - Secondo la (d rO
O
tj
05 mi di acido solforico
. . agglUngen o . . l
l'identificazlO
ne
SI esegue . Il d ila polvere SI co orano m
. . l ne partlce e e . d a
droga a cu . i colorano progresslvamente a rosa
giallo aranclO; a1cufll frammenti s . . '
rosso. . ,' ato afia su strato sottile di gel dI sl1tce
Qy.ale sagglO e descntta la crom egr. della droga, in confronto con
. . ando un estratto clorOlorml
CO
GF
254
,lmpleg . .' .
una soluzione di acido ghorretlco"l mette anche la deterIt\inazlO
ne
La cromatografia su SOttl e per \
. . del' princìpi attlV1 de1la droga.
quantltattva
. . to rezzo commerciale
Succo di liquerzz
ta
- un g Il decotto, filtrato e
radice fresca, per lta e confezionato m.
concentrato per a .a D contenere almeno illOOfo dI
o bastoni più o r anche prodotti di decompoSI-
rizina. Sono presentI nel succo l lq
lV'1 CAPITOLO QUARTO
zio ne della glicirrizina dovuti al trattamento subito ad elevata tempera-
tura. L'estratto di liquerizia viene invece preparato dalla droga secca.
'!so - La polvere e l'estratto di liquerizia sono stati utilizzati come ecci.
;:>ientl per preparazione di pillole. La liquerizia è usata per
correggere .11 preparazioni farmaceutiche liquide,
mente, la hquenzia e usata come antitosse ed espettorante e neI t tt-
di gastriche, in gastriti e u1c;;;
e stata peraltro confermata dall'impiego di derivati semi-
srnte:lcI, 11 dell'acido glicirretico), ef-
fIcacI nel mIglIorare la smtomatologIa, L'azione è ricondotta a _
tata produzione di muco a livello gastrico, probabilmente attraverso
aumento della sintesi endogena di prostaglandine, notoriamente fatto r:-
" Il d n
protettivI su a mucosa di'apparato digerente. Studi recenti condottinel-
d.im.ostrato che la liquerizia privata di acido gli-
antIacIdi, è efficace nella cura dell'ulcera peptica.
L aZlOne antmlcera VIene pertanto ricondotta alla presenza di altre so-
stanze, ad esempio i flavonoidi, capaci di dare anche un'azione spasmoli-
tic a sul tratto gastrointestinale.
. La stata usata. in varie pato-
logle fra Cili I artnte reumatOIde; 1 aZIone farmacologica viene ricondotta a
una, de?o,le glucocorticoide glicirretìco,
pero di tIpO mduetto, fondata sull IU1bizione della en-
zima responsabile dell'inattivazione di ormoni steroidei con un
'
L'acido glicirretico, avendo struttura correlata con l'aldosterone ha
una. mineralcorticoide e pertanto un uso prolungato. e in forti
d9
S1dl
hquerlZ1a può pr:ovocare alterazioni dell'equilibrio idrosalino con
ipocaliem,ia,.ritenzione di sodi? e di acqua, ipertensione arteriosa (sin-
drome chIamata anche «pesudolperaldosteronismo»). Altri effetti collate-
rali segnalati nell'uso eccessivo di liquerizia sono cefalea astenia musco-
lare, iperprolattìnemia e amenorrea, '
Sofisticazioni - La radice di liquirizia viene raramente sofisticata. È da
segnalare che la glicirrizina esiste in diversi altri vegetali, special-
nzoma del Poly!,o1ium L. o felce dolce, detta anche lique-
nZla di montagna; nel Trifoltum alpmum L. (Leguminose); nella radice del-
l'Abrus precatorius L. (Leguminose) o jequiriti, liana diffusa nelle Antille
Brasile e Africa tropicale, alla quale il sapore dolce delle radici ha valso iÌ
nome di liquerizia d'America.
DROGHE CONTENENTI SAPONINE 105
y- Ippocastano (P.U.I., vegetali e preparazioni, 1991)
L'Aesculus hippocastanum L. (Ippocastanacee) detto anche castagno
d'India, è un grande albero (anche 20-30 m) con foglie palmato-composte,
fi9ri odorosi, irregolari, raccolti in piccole cime unipare e riuniti a loro
volta in grandi grappolì terminali. Produce un frutto a capsula spinosa, tri-
loculare o anche uniloculare; in ogni loggia sono contenuti uno o due semi
lisci e lucidi, di colore marrone, con un'area ilare molto ampia e bianca.
L'ippocastano è spontaneo nei Balcani e nell' Asia Minore ma viene larga-
mente coltivato anche nei nostri climi.
Il nome «castagno d'India,. deriva dalla somiglianza dei semi con gli
acheni o noci delle Cupulifere del genere Castanea, e dal fatto che l'India
fu ritenuta per lungo tempo il centro di distribuzione della specie.
Descrìzione della droga - La..çorteccia (non officinale) viel!e commer-
ciata in frammenti appiattiti e leggermente arcuati (10-15 cm per cm); è
grigio-bruna all' esterI!2, rosso-bruna all'interno, inodore, con sapore
astringente e leggermente --
La F.U.I. (Droghe vegetali e preparazioni, 1991), descrive la droga come
costituita da semi essiccati di A. hippocastanum; essa deve contenere non
menO del 3% di glicosidi triterpenici, calcolati come es cina anidra.
Composizione - Contiene escina, costituita da una miscela eterogenea di
-- .
saponine il cui aglicone è denominato protoescìgenina (Figura 4.7), dotata
FIGURA 4.7. Struttura chimica della
protoescigenina.
106 CAPITOLO QUARTO
di attività emolitica. Dai semi di ippocastano è stata isolata oltre all' escina
anche un' altra saponina denominata criptoescina A, priva _di a_uività
tica che però acquista dOPQ riscaldamènto,
Fra le altre sostanze contenute sono da ricordare i glucosidi çumarinici
esculina (circa iI3%), fraxina e scopolina, unitamente ailoro agliconi.escti-:
letina, fraxetina e scopoletina. Sono presenti inoltre il glucoside flavq.no-
lico quercitrina e il suo aglicone quercetina,
Uso - L'azione terapeutica dell'ippocastano è nota da seçqlLndla!lle-
dicina popolare; il nome «ippocastano» deriva infatti dall'impjego che in
passato i Turchi facevano dei semi per curare i cavalli bolsi, Gli estratti di
ippocastano hanno effetti favorevoli sugli edemi e sulle malattie infiam-
matorie, L'azione farmacologica viene ricondotta all'interferenza dell'e-
sugli enzimi lisosomiali, a uno stimolo della di corti;;-
steroidi endogeni, o ancora alla formazione di prodotti metabolici deIl'e-
scina dotati di azione gl ucocorticoide per se, Molti degli effetti farIl!acolo-
gici potrebbero comunque essere dovuti alla presenza dei sopra citati fla-
vonoidi e delle cumarine, in particolare l'esculetina,
La droga viene impiegata neI trattamento di tromboflebiti-
periferiche, nelle ecchimosi, n.clk....aisi trombotiche emorroidarie,
La tossicità dell'ippocastano è dovuta all'azione emolitica dell' escinp,;
fenomeni tossici si osservano comunque solo con dosi molto elevate.
Oggi la droga viene impiegata anche per l'estrazione dell'esculina, so-
stanza impiegata come protettore delle pareti vasali venose; l'esculina è
impiegata anche per la preparazione di filtri solari, grazie alla sua proprietà
di assorbire i raggi ultravioletti UV-B.
Quillaja
La droga, detta anche legno di Panama, è costituita dalla corteccia della
Quillaja saponaria Molina (Rosacee) e di altre specie affini, come laQ smeg-
madermos DC. LaQ saponaria è un albero di 10-18 metri di altezza, origi-
nario del Cile, Bolivia e Pero, introdotto anche in India e California. Il
nome generico deriva dalla parola cilena quillean che significa «lavare», in
quanto la droga era usata come detergente per le proprietà tensioattive dei
componenti, Ha un sapore acre e astringente ed è fortemente irritante delle
vie respiratorie se la polvere viene inalata.
Descrizione della droga - La quillaja consiste della corteccia seccata, pri-
vata del sughero, ottenuta dal tronco della pianta, Si presenta come strisce
DROGHE CONTENENTI SAPONINE
h ' 20 cm e spesse 3-10 mm. La superficie
lunghe anche un metro, larg e Circa, t'colata e mostra numerosi cristalli
d
, olere brunastro e re 1 ,
esterna appare 1 c fi ' , ' , b'lanco-giallastra e di aspetto h-
, l d' l' 'la super tCle 10terna e f
di ossa ato l ca CIO, , h ge e la corteccia tende a-
scio, Alla frattura sono numerose sc eg
cilmente a distaccarsi in lamme.
, ' 'd' 'lIa'a contiene una miscela di sapo-
Compostzwne - La cortecCla l J, 'co a cui sono legati di-
nine, da La principale sapo-
versI res1dUl glUCldlCI, unO q .' p 'na) e la gipsogenina, Altri com-
genina è 1'acido quillaico (o l l di calcio.
ponenti della droga sonO zucchen, amldo e ossa ato
, ' pettorante' la segnalazione
Uso - L'estratto è stato come, es aie ne l'ulteriore
di effetti tossici nella antm nque che studi su animali
, .' ano Da ncor are comu
Impiego m campo um, ' , l l izzante della droga in quanto
hanno mostrato un'aZiOne lpOCO estero em l
'b' ' t stinale del colestero o,
riduce tn le t'vello industriale quale tensioattivo nella prepa-
Altn lmpleg 1 sono a ,
razione di detergenti e quale agente emulSIOnante.
CAPITOLO V
DROGHE A PRINCIPI ATTIVI STEROIDICI
, di EUGENIO RAGAZZI e GUGLIELMINA FROLDI
Numerose sostanze fisiologicamente e farmacologicamente attive
contengono il nucleo tetra ciclico del ciclopentanoperidrofenantrene. I deri-
vati di questo tipo sono denominati complessivamente steroidi, a indicare
la loro somiglianza con gli steroli, i primi composti isolati aventi tale strut-
tura.
Gli steroidi sono molto diffusi in natura e presentano, in rapporto a va-
riazioni di struttura spesso modeste, le più varie azioni biologiche. Tra esse
devono essere ricordate il controllo della riproduzione (estradiolo, proge-
sterone, testosterone), l'azione antiinfiammatoria e glucometabolica (glu-
cocorticoidi), il metabolismo dell'osso (vitamine D), i processi digestivi
(acidi biliari), e le attività farmacologiche sul cuore (princìpi attivi cardioci-
netici delle droghe digitaliche).
Stntttura e biogenesi - Gli steroidi possiedono, come già riferito, il nu-
cleo caratteristico del ciclopentanoperidrofenantrene (C
17
H
2S
) (Figura
5.1). Comune a tutti gli steroidi è un gruppo metilico in posizione 13. Nu-
FIGURA 5.1. Struttura generale degli
steroidi.
21
uv
CAPITOLO QUINTO
mero si tra essi hanno anche un alt '1' , ,
ossidato a gruppo alcolico (ouab ro e m pOSIZIOne lO che può essere
, agemna) a gruppo Id 'd' ( ,
nma), o a gruppo carbossaico G1' ' . a ei ICO strofantIge-
, , . l estrogenI manca d' I '
hco In lO. no 1 ta e gruppo metl-
17 è legata in genere una catena carb . '.
ster01dl sessuali. In posizione 3 ' onlOsa, assente tuttavIa neglI
gruppo. Ossidrili pOSSono anche: sempre un. o un cheto-
Gli steroidi possiedono 5 .. 6, 11, 14 e 16.
cui la possibilità di molti stereois 51 dI carbomo aSImmetrici, da
Gr . omen.
. . l rapporti biogenetici esistenti tra . . .
roIdl, aCId1 biliari e colesterol . sessuali, cortlcoste-
b
" . o, sono statI amplament d .,
,lOsmtesl degli steroidi avvis:ne a partire dall' e
Slone successiva in mevalonato ' 'I attraverso la conver-
sterolo e colesterolo (Figura 5 2)' squalene, lano-
'. c e a lOSmtesl degli agliconi dei gli-
o
CHrCOOH __ _
acetato
aceril-CoA
HO i\
H
3
C CH}
lanostero lo
agliconidei glucosidi cardiocinetici
sapogenme steroidiche
srecoli. vegetali
vitamina D
2
alcaloidi sreroidici
FIGURA 5,2, Biosintesi degli steroidi.
HO
squaIene
colesterolo
corcicosreroidi
ormoni sessuali
acidi biliari
DROGHE A PRINCIPI ATTIVI STEROlDICl 111
vegetali avviene con il medesimo schema, a partire da vie
metaboliche collaterali. Nel presente capitolo verranno presi in esame in
particolare due gruppi di princìpi attivi steroidici di origine vegetale, gli
steroli e i glicosidi cardiocinetici. Le saponine steroidiche sono già state og-
getto di trattazione nel capitolo relativo. Le droghe contenenti alcaloidi a
nucleo steroidico, rappresentate da diverse specie di Aconitutn e di Delphi-
nium (Ranuncolacee), contenenti alcaloidi detti aconitine e atisine, dallo
Schoenocaulon oificinale A. Graye dal Veratrum album L e viride Aiton (Lilia-
cee), contenenti le veratridine, saranno illustrate nel capitolo dedicato agli
alcaloidi.
È interessante ricordare che molecole dotate di azione analoga a quella
degli ormoni sessuali sono spesso presenti anche nel mondo vegetale. Il
progesterone è contenuto, seppure in piccole quantità, nel lievito, nel riso,
nella patata. Ormoni estrogeni sono contenuti in alcune piante in concen-
trazione elevata: la Butta superba, una leguminosa, ne contiene in quantità
equivalente a 15 mg di estrone per 100 g; anche nei fiori femminili di salice
è presente un'apprezzabile quantità di estriolo. Anche androgeni sono
contenuti in piante, in associazione agli estrogeni o da soli, come nel caso
della corteccia di china, in concentrazione molto bassa perchè vi possa es-
sere un effetto farmacologico apprezzabile,
STEROLI
Dall'estrazione di tessuti animali o vegetali con solventi organici si ot-
tiene un'apprezzabile quantità di materiale lipidico resistente alla saponì-
ficazione. In tale frazione insaponificabile sono contenuti gli steroli, che
come alcoli monovalenti sono cristallizza bili e a tale caratteristica è do-
vuto il nome (dal greco stertOS, solido).
Il principale sterolo contenuto nei tessuti degli animali vertebrati è il
colesterolo (a 27 atomi di carbonio), abbondante soprattutto nel tessuto ner-
voso, ma presente praticamente in ogni tessuto quale componente della
membrana cellulare. Un altro importante sterole animale è illanosterolo (a
30E-t()mi di carbonio), che rappresenta il maggiore costituente, assieme al
colesterolo stesso, della lanolina, dalla quale entrambi si estraggono indu-
strialmente. Fino a pochi anni fa si pensava che il colesterolo fosse di esclu-
siva pertinenza del mondo animale; oggi il colesterolo è riconosciuto
come componente in alghe, funghi, actinomicetì e anche piante superiori.
Le funzioni biologiche degli steroli negli organismi viventi sono fon-
damentali nella regolazione della fluidità della cellulare,
112 CAPITOLO QUINTO
cOplponente lipidica è costituita da fosfolipidi e colesterolo R t
-- , " " ' ,ecen
mente e stata Ipotlzzata una funzlOne degh steroli nella regolazio cl '1-
l'attività di recettori legati alla membrana delle cellule animali, ne_ e
d
', .. osser:v.a",.
zioni con otte m soggetti con basso contenuto di colesterolo n l' .
. . e
qualI presentavano una tendenza SpIccata alla depressione e ad altr ' t _
' . h' h h c: ' , e pa 0_
logle pSlC lC e, a Iatto lpotizzare che una mancanza di steroli nelle mem-
brane del tessuto cerebrale possa condurre ad un alterato funzio
. . l' d . . name,nto
dI qua 1 a esempiO quelh della serotonina, fondamentale neuro-
mediatore cerebrale. ,-
Il principale sterolo trova:o la prima volta nell'ergo t o segakcor-
nuta, ma presente anche nel lievito (Saccharomyces cerevisiae) e co t
' l' fu h" l' lo ' . n enuto
tu a tr1 ng l e ergostero (a 28atomJ..dI,carbonio, Figura 5.3) cl tt _
' . D . , e o.an:
che provitamma 2, 1U quanto dopo irradiazione ultravioletta si h _
, d" . ,. ti ' a una se,
ne l:.IsomenzzazlOm con della vitamina.D
z
. ILpiù
sterolo. con,tenuto nelle pIante e Il P-sitosterolo (composto <129
atomI dI carbonio, Figura 3), presente nell'olio di mais di semi dl' t
d
' . l' 'co one,
di germe l grano e In a tn oli, .
HO
7 -deidrocolestcrolo
HO
ergosterolo
FIGURA 5.3. Alcuni steroli vegetali,
stigmastcrolo
HO
g-sitosterolo
H
H
f
DROGHE A PRINCIPI ATTIVI STEROIDICI 113
Strettamente correlato con il P-sitosterolo è lo stigmasterolo (a 29 atomi
di carbonio, Figura 5,3), contenuto nell'olio di soja; il doppio legame pre-
sente in posizione 22 permette una più rapida conversione in steroidi di
tipo pregnano; pertanto lo stigmasterolo è un'importante fonte per la sin-
tesi cii steroidi, in particolare del progesterone e dei corticosteroidi, attra-
verso processi chimici e microbiologici.
I sitosteroli, che abbondano soprattutto nei cereali, non son,o assorbiti
dall'intestino e sono impiegati come ipolipemizzanti per abbassare le con-
centrazioni plasmatiche di LDL; il meccanismo d'azione non,è completa-
mente chiarito, ma sembra abbiano la proprietà. di impedire l'assorbi-
mento intestinale del colesterolo probabilmente perché formano con que-
st'ultimo dei composti di addizione che non varcano la parete intestinale.
Il P-sitosterolo viene impiegato alla dose di 2-6 g al mesco-
lato con caffe, thè o succhi di frutta per migliorarne le caratteristiche orga-
!l.ol.e.ttiche, assunto mezz'ora prima dei pasti. Sono stati segnalati effetti
-collaterali quali una modesta azione lassativa, nausea e vomito,
GUCOSIDI CARDIOCINETICI
I glicosidi cardiocinetici possiedono un'intensa azione sulla fibra mu-
scolare di lavoro e sul sistema di conduzione del miocardio, Presentano un
gragde interesse terapeutico per questa loro specifica azione e vengono
considerati tra i più importanti farmaci di origine vegetale finora noti,
Sono contenuti in un gruppo numeroso di piante che appartengono a
&!11iglie botaniche differenticc_che spesso crescono in zone lontane e
verse per caratteristiche climaticru:e pedologiche. Tra le più importantI
sano.le.JJigitalis (se ne conoscono almeno erba-
cee appartenenti alla famiglia delle Scrofulariacee, difftIse nei terreni, in-
colti e boscosi delle regioni GJi Strophantus (l\,pQçinacee)
sono arbusti sarmentosi o liane rampicanti, per la maggior parte africane,
alcune diffuse anche in Indocina e in Malesia; il genere Strophantus com-
prende anch'esso circa 40 specie. La.scfJla (LiIiacee) è . .1Jnil pianta erbacea
comune nelle zone costiere del bacino mediterraneo. L'-adanide (Ranunco-
lacee) è una piccola.erba deH:Europa çentro:meri4io,,!lale; il mughetto (Lilia-
cee), erba perenne dei,boschi..d'E.llmpa; l' oleandro (Apocinacee), arbusto ti-
pico della flora mediterranea, frequentemente coltivato nei giardini; l'elle-
boro nero (Ranuncolacee), pianta erbacea di zone montane e submontane;
la Thevetia neriifolia Juss. (Apocinacee), arbusto originario del sud-America,
largamente introdotto nella flora di altre zone tropicali e subtropicali.
114 CAPITOLO QUINTO
Meno note, ma contenenti anch'esse dei glicosidi cardiocinetici, sono
l'Antiaris toxicaria, Moracea di Giava e del Borneo; l'Evonymus atropurpu-
rea L., Celastracea del nord-America e la Periploca graeca, Asdepiadacea
dell'Europa sud-orientale.
Le droghe ricavate da queste piante di origine sono comune-
mente definite «digitaliche », dal nome della digitale che rappresenta
quella terapeuticamente e storicamente più importante.
L'impiego deUe droghe digitaliche risale all'antichità: la scilla viene già
citata nel papiro di Ebers (1550 a.c.); la si trova citata in Teofrasto, Plinio e
Dioscoride, al quale si deve la prima formula dell'« aceto scillitico »; era co-
nosciuta anche agli Arabi che ne facevano l'ossimele. Con la corteccia e i
semi di diverse specie di Strophantus le tribù indigene africane preparavano
dei potenti veleni per frecce. La digitale veniva impiegata nel Medio' Evo
soprattutto per le proprietà emetiche ed espettoranti.
Nonostante questi molteplici impieghi delle droghe digitali che, l'uso
razionale delle stesse in terapia risale alla fine del XVIII secolo, quando il
medico inglese William Withering, avendo visto impiegare la digitale con
successo contro l'idropisia nella medicina popolare, riconobbe in questa
droga un potente diuretico e precisò che si trattava di un « diuretico che
agiva attraverso il cuore », a seguito cioè degli effetti sulla funzione car-
diaca.
In ognuna delle droghe digitaliche è generalmente contenuto un com-
plesso di numerosi glucosidi simili, insieme a enzimi specifici che scin-
dono i glicosidi primari, cioè quelli presenti nella pianta e nella droga fresca,
in glicosidi secondari.
Struttura chimica dei glicosidi cardioattivi - Gli agliconi dei glicosidi digi-
talici sono degli steroidi a 23 o a 24 atomi di càrbonio, i primi derivati dal-
l'acido 21-idrossi-1l20-norcolenico i secondi dall'acido 21-
idrossi-.ll20,22-coladienico (bufadienolidi), composti tutti correlati chimi-
camente con gli acidi biliari (Fìgura 5.4). La catena laterale in posizione 17
del nucleo steroidico è sempre un lattone insaturo, esatomico nei glicosidi
della scilla e dell'elleboro nero, pentatomico nei principi attivi delle altre
droghe citate (Figura 5.5).
Il nucleo tetraciclico degli agliconi cardioattivi è caratterizzato dalla
presenza, oltre ai gruppi metilici in CIO e Cl3, di un numero variabile di
ossidrili, mai inferiore a due: questi sono costantemente presenti in posi-
zione 3 e 14. Il legame glicosidico impegna sempre ['ossidrile in posizione
3. Questo ossidrile può essere orientato in ex (trans) o in p (cis) in rapporto
al metile in lO: quasi tutti gli agliconi dei glicosidi cardioattivi hanno di-
DROGHE A PRINCIPI ATTIVI STEROIDICI
addo colanico

J-J 21èHz-OH
acido 21-idrossicolanico
:u-G
CO
17 \\ I
O
lattone 21_idrossicoladienico
(bufadienolide)
acido norcolanico
:es I I CH
7
0H COOH
21 -
acido 21_idrossinorcolanico
):J
lattone 21_idrossinorcolentco
( cardenolide)
FIGURA 5.4. Struttura degli agliconi dei glicosidi cardioattivi.
R'O
(OH)
CO
O ....
-G
CO
R " -CH
3
, -CH
2
0H, -CHO
R' " mono, di, rri o tetrasaccarìùi
FIGURA S.S. Formula generale dei glicosidi cardioattivi.
!lO CAPITOLO QUINTO
sposizione cis. Il C19 appartiene, invece che a un metile, a un gruppo al-
deidico nella strofantigenina, nell'adonitossigenina e nell'etlebrigenina, a
un gruppo alcolico primario nella ouabagenina.
La parte zuccherina del glicoside ha quali costituenti una, due, tre o
quattro molecolt;:di osi (Figura 5.6), rappresentati soprattutto da
tOS1, -da desossimetilpentosi e da glucosio. Quest'ultimo non è però mai
unito direttamente in posizione 3 dell'aglicone, ma occupa sempre l'estre-
mità libera della catena osidica.
I
I
t
CHO
I
CH
2
I
H-C-OCH;!
I
H-C-OH
I
H-C-OH
I
CH
3
CHO
I
H-C-OH
I
CH
3
-O-C-H
. I
HO-C-H
I
H-C-OH
I
CH
3
CHO
I
CH,
I -
H-C-OH
l
H-C-OH
I
H-C-OH
I
CH)
CHO
I
H-C-OH
I
H-C-OH
I
HO-C-H
I
HO-C-H
I
CH
3
CHO
I
CH,
I -
H-C-O-CH
3
HO+H II I
H-C-OH
I
i D-cimarosio
I
D-digiralosio D-digitossosio L-ramnosio
CH} I
D-sarmentosio .

L. __ _
FIGURA 5.6. Zuccheri contenuti nei glicosidi cardioattivi.
Per_quanto riguarda i rapporti tra struttura chimica e attività farmaco- o
dei glicosidi cardioattivi, è da segnalare l'essenziale importanza del-
l'anello lattonico insaturo legato al C17 nel cardenolide e nel bufadieno-
lide: la sua apertura, saturazione o isomerizzazione porta a una notevolis-
sima di attività_
è anche la presenza degli ossidrili al C14 e aIC3 . .!1 nu·
rnem_eJa disposizione degli altri ossidrili sembra invece avere
solo sulla solubilità.
Infine, perchè l'attività cardiotonica si manifesti, è necessario che il
nucleo steroidico presenti in 5-1Q la configurazione cis: nella radice di
uzara, droga ottenuta da una Asclepiadacea dell' Africa orientale ()(ysmalo-
bium undulatum), si trova un glicoside, l'uzaroside, il cui aglicone è l'iso-
mero trans della digitossigenina della digitale (Figura 5.7). Tale differenza
di struttura fa sì che !'uzaroside non possegga più la caratteristica attività
farmacologica dei glicosidi cardioattivi, ma un'azione inibitrice sulla moti-
DROGHE A PRINCIPI ATTJVl STERomlCI
111
,----.---.--------··--- - --·--·----1
I i
\
\
\. HO
\
\
H
HO
\
H
L - )
.. .. ) arigenina (a destra.
FIGURA 5.7. Digitosstgemna (a SInistra e uz
\
__ ---- - .• ...J
, 'd' " quale rimedio an-
lità intestinale. L' uzara è infatti usata nel paesI ongme
tidiarroico, . ,. anza della parte zuccherina, sotto ya-
p'er quanto che le enine dimQstrano gli stessI ef-
spetto e .. guantitativamente, sono molto
fetti qualitatJvl del nspettIVI -q . _ .. .. -c"eduta dal caratteristico
. h 'e pIÙ breve e non pre . .
meno efficaCI, anno aZlOn. l" di quasi tutti i gliCOSIdI car-
periodo di latenz
a
che nel modificare le proprietà
dioattivi. La partezucchenna mteCVllen.e JJl zandone la solubilità e l'as-
fisico-chimiche dell'intera moleco a, m uen
sorbimento.
Proprieta dei glicosidi cardioauivi . . . .
. d lisi acida scinde i glicosidi cardlOattJvl
Stabilita - Una prolungata 1 h l' pongono Nelle piante pro-
. li . r ucchen c e 1 com' .
liberando gh ag com e g 1 Z . 'lm'l che staccano le vane
d
· . r h no presenti enz
duttrici di droghe 191ta IC .e .' . er Cormare strutture meno
. h d l gllCOSl e ongmano P 1< •
molecole dI zucc ero a. . ' cl ' mi di strofanto, FIgura
l
(come
ad esempIO neglI estrattI el se
comp esse
5.8). . d' licosidi della Digitalis lanata
Analogamente, A, el g ureaglicoside, digitossina e
Ehrh., è idrolizzato per VIa enzimatica m purp
digitossigenina.
118
idrolisi acida
\
dì"::
P-glucosio
I <;'--- a,-glicosidasi
a-glucosio
CAPITOLO QUINTO
FIGURA 5.8. Glicosidi formatisi nello sttofanto per idrolisi Successive.
lattonico si apre facilmente in b' . .
ossIdnh si ad alta temperatura. am lente alcahno, mentre glt
La solubthta varia con il t h .
gola, la solubilità in acqua è ermo della molecola. Di re-
molecole di zucchero' l'inverso numerose sono le
cloroformio. L'alcool ;tilico solubilità in
fuso di digitale all'l% sono co t le l glI aghconi. Nell'in-
, n enutl quasI tuttI l d ffi . l' "
sentI nella droga, anche se poco solubili in l g pre-
tenute nella droga stessa facilita l perche le saponme COn-
delle molecole poco solubili. no a sospenslOne o la solubilizzazione
Identificazione chimica - Vi sono reaz' . h' . ,
sono identificare la parte zucchero lOUl c lmiche che pos-
tre reazioni per la parte contenente un 2-desosslpentoso, e al-
1. colorate della parte zuccherina (2-desossiosi)
, Reaz:o
ne
di Keller: qualche mg della Sosta ". .
tiVO costItuito da solfato ferr'c" e sCIolto 1U 1-2 mI dI reat-
stratifica al fondo un uguale glaciale. Nella provetta si
parazione tra i due l' 'd' me 1 2 4 concentrato. Al limite di se-
Iqui l compare un an 11 bI d h .
poco a poco nella fase acetI'ca 1 e o u-ver e c e dIffonde a
,mentre a parte solI: '
bruno-rosso. Lonca assume un colore
DROGHE A PRINCIPI ATTIVi I "KUll,"".
Reazione di Pesez: il prodotto da esaminare si sospende in H
3
P0
4
sci-
ropposo. Dopo circa 15 minuti a temperatura ambiente l'acido si colora in
giallo intenso,
2. Reazioni colorate della parte agli conica
La reaZione di KiZz'ani permette di evidenziare le anidridi formate a spese
della gitossigenina. Il re attivo di Kiliani è una soluzione di solfato ferrico
in H
2
S0
4
concentrato. A contatto con questa soluzione, tracce di gluco-
sidi contenenti la gitossigenina, fanno apparire una colorazione dapprima
gialla, poi rossa e infine violetta.
L' H
3
P0
4
sciropposo è un reattivo ancora più sensibile per la stessa gitos-
sigenina: anch' esso dà origine alla dianidro-gitossigenina, la cui presenza
si manifesta con una fluorescenza blu-verde alla luce U.V.
Queste reazioni di riconoscimento si possono applicare alle droghe,
oltre che ai glucqsidi separati, dopo un'estrazione a caldo con etanolo di
70°. Dopo raffreddamento, si tratta l'estratto con acetato basico di
piombo; il filtrato, agitato con CHC1
3
, cede a quest'ultimo i glucosidi. Si
evapora il CHC!, e il residuo si tratta con i reattivi sopracitati.
Accanto alle reazioni descritte, attualmente esistono altre indagini. La
F.U,I. IX Ed. prescrive per la digitossina e la digossina alcune reazioni di
identificazione e saggi:
A) lo spettro di assorbimento infrarosso, che paragonato con quello
della sostanza di riferimento, mostra massimi di assorbimento alle stesse
lunghezze d'onda e con intensità relative uguali;
B) il cromatogramma su strato sottile su gel di silice G;
C) la reazione con acido dinitrobenzoico: 0.5 mg di sostanza si sospen-
dono in 0.2 mI di alcool a1600J0; si aggiungono 0.1 mI di acido dinitroben-
zoico soluzione e 0.1 mI di sodio idrossido soluzione diluita: si sviluppa
una colorazione violetta;
D) la reazione con acido acetico glaciale, cloruro ferrico e acido solfo-
rico (come nella reazione di Keller).
Oltre alla reazione dei cardenolidi con l'acido dinitrobenzoico, che
produce una colorazione violetta caratteristica (À
max
540 nrn), sono possi-
bili reazioni per la parte butenolidica utilizzando il sodio picrato in solu-
zione alcalina (colorazione rosso-arancio, Àmax 495 nm), e la reazione con
sodio dinitroprussiato (colorazione rossa, Amu 470 nm).
La separazione e la determinazione dei singoli glicosidi possono essere
ottenute attraverso elettroforesi o meglio con HPLC.
Istochimicamente, i glicosidi cardioattivi possono essere identificati
120
CAPlTOLO QUINTO
l
zl
' one di Bab'et: una soluzione alcalina di acido picrico, posta in
con a rea d' di' , ,
tt con
una sezione l roga, CO ora In aranClone glI elementi ceUu-
conta o , ' '
l
, tenenti i gliCOSIdI. Qyesta reaZlOne, data dalla parte lattonica degli
an con h" l "
l
, " può applicare anc e al preparati ga ente!.
ag Icont, SI
Titolazione biologica - La quantitativa dei princìpi at-
" Ile droghe e nei preparati dlgltahcI (polveri, tinture, estratti, ecc,)
UVI ne , " d Il "l" '
1
anza di speclfi
caa
e e reaZlOlll co onmetnche, e per la possi-
per amanc " ' ' d 1" l . ,
b
' l" he i glicosIdI sublscano 1 ro 1S1 ne corso dI preparaZIOne e conser-
l Ita c , ,
, della droga, è stata In passato esegUlta con saggio biologico, I do-
vaZlOne . d Il ' , , d
' ' basano sul confronto e a tosslCita ella droga con quella di un
saggI 51 Id' , l) d' "
campione intemazionale (per a Igita e o 1 un puro cristalIiz-
(1
ouabaina, nel caso dello strofanto), sommIlllstrato alla rana o a
zato a , "' ,
l
, Ceri Oggi tali saggI non sono plU nportau nella Farmacopea es-
mamm Il • . d' d' l ' . '
sendo sostituiti dai nUOVi meta I lana 151 cromatografica.
Digitale
Le numerose specie del Digita/is sono piante erbacee, bienni,
della famiglia delle "
La Digitalispurpurea L. elaD, !t'nata Ehrh. le specie più note e im-
portanti. Sono ventI altre varietà,
I
to ricche m pnncIpl attlV1. 1a D. lute.a L., delle reglOlll montuose
cune ma . , . l '
attiva come la D. purpurea, ma plU tOSSIca; ,a D, thapsi L., la D. mariana e la
D.lanciniata, diffuse in Spagna, molto attlv:; la D, grandiflora o ambigua
Murr., specie dell'Europa centrale: c?mune In :olonia, officinale in Rus-
sia; la D. oricntalis delle steppe aSIatlche, anch essa molto attiva.
'I( Digitali! purpurea L. (F.U.i., Droghe vegetali ?reparazioni, 1991)
terreni nelle silicee d'Europa, parti-
colarmente nei boschi dI castagni. V con difficoltà sui
È fr,equeme in Corsica, in Sarde?na, In 1.ocalità dell'Italia settentrio-
nella Foresta Nera, nel GIUra, nel VOSgl.
na e, d' ' l' d
Durante iI primQJI.,illlQ 1 vlta a pIanta pro Uce \Ina di
e l'anno successivo che supera il metnHli
ièrmina con un d1 fion a corolla tubulo.§;!,ga-
forma di dito di guanto, da CUI ti nome « digit,ale»). II caule è
DROGHE A PRINCIPI ATTIVI STEROIDICI 121
peloso, non ramificato. sono Qvali, oblunghe, con
lembo attenuato alla base in modo da formare un picciolo alato. Le foglie
caulinari sono lanceolato-acute, sempre più brevemente piccìolate fino a
, diventare sessili. Come il caule, anche le foglie sono tomentose. Il frutto,è
__
Raccolta e preparazione - tra luglio e agosto. Tradizio-
nalmente, come prescritto in molte farmacopee, le foglie van1lQ..raccolte
p!irruL,dellafioritura, ne.!..secondo an.no...<ii-yegetaziOlle: in realtà è,stato ac-
certato sperimentalmente che anche le foglie raccolte molto prima della
fioritura o nel primo anno di vita contengono simile quantità di glucosidi.
Sono state segnalate da alcuni autori variazioni circadiane nel contenuto
di glicosidi, con picco massimo a mezzogiorno; altri studi più accurati
hanno però fallito nel confermare tale osservazione. Importante è invece
nel condizionare il contenuto in princìpi attivi, il modo di raccolta e suc-
cessiva conservazione: dopo la raccolta le foglie deYQI1.Q es§.ere seccate il ,
più rapic:lame.nte..p.os.sibile a una ,
cònservate in contenitori a tenut.iLctaria e __çlall'! l'y'ce. L'.umidità
non dovrebpe iI6%. Un'essiccazione lenta invece favorisce la di-
struzione enzimatica dei princìpi attivi.
Descrizione della droga - essiccate deLIa.-
Digitalis purpurea. La foglia è semplice, friabile e spesso in
pagina yerde e quella verde-grigiastra. La
droga ha odore caratteristico molto debole e amaro.
Liioglie basali di }J. purpurea raggiungere fino a
30 cm di lunghezza e più di 6-12 cm di làigllè'Zza), ovato-oblunghe, pelose,
a lembo attenuato alla base (Figura 5. 9).
strette, sono sessili. I bordi del lembo sono crenati. Le due superfici sono.
i1.lgò"Se;· di colore più superiormente. DaIIa nervatura mediana, sol-
cata superiormente e sporgente sul lembo inferiore, le nervature laterali si
staccano ad angolo acuto e si incurvano presso il margine.
e anastomosi delle nervature seconditrie danno origine bian-
castro, rilevato sulla pagina inferiore, caratteristico per le foglie di digitale
purpurea (Figura 5.9/1). Le nervature laterali formano un angolo di 45°
circa con la nervatura mediana.
In sezione, al microscopio, i peli epidermici cotituiscono un impor-
tante elemento per il riconoscimento delle foglie di questa specie. $0119_
due tipi: a) ce!lule; b)-accanto
sti .... çhe sono "lpiti frequenti, si trovano dei peli secretori, gli uni corti, for-
........ . <00
122
CAPITOLO QUINTO
r---------------------
3
I
I
a
i
I
F"",,,,s.9. 1) Foglia di Digitnlù 2) D,. j
3) Sezione trasversale di foglia di digital . en e del lembo fogliare.
(b, c). e purpurea: pe protettori (a) e secretori
mati da un breve peduncolo uni cellulare ed'
parate da un setto verticale gli altripl . Il al due cellule se-
'. 'unce u an come 1 pdl P t t .
con una cellula secernente sferoidale -(Fi- - ma
AI dI sorto dell'epidermide fogliare su . . gura 5.9/3).
formato da una assisa di cellule piutto t Il tessuto a palizzata è
noso è costituito da elementi cellul r' S o codrte .. tessuto Iacu-
l
" l " " a l roton egglantl. Mancano c l
mente g l mc USI cnstalhm (Figura 59/3) L"d 'd' , omp eta-
tura analoga alla superiore; la Sua rfi' , epl ermI e mfe:lOre ha strut-
leggermente sinuoso. e ICle presenta tuttaVIa un decorso
per il riconoscimento delle lì r d' '. '.
pres-ef:ìfifungotùtto il bordo dellemb n, og file 1 uleJ.l.t1-
o. ,<-ueste ormaZlOnt, vISIbIli anche
I
!
DROGHE A PRlNCIPl Arrlvl ...
alla lente, terminano con una punta cartilaginosa, chiara nelle foglie gio-
vani, bruna in quelle vecchie, con al centro un grosso stoma acquifero po-
sto sulla faccia superiore. La nervatura principale del dente si dirige verso la
punta dello stesso dove si espande a pennello, incontrandosi con le due
nervature laterali che scorrono parallele ai bordi del dente (Figura 5.9/2).
Tale struttura non è riscontrabile in alcuna delle foglie con cui general-
mente la droga viene sofisticata e cioè con le foglie di Verbascum thapsus L.,
riconoscibili per la presenza di peli stellati alla superficie; di Inula helenium
L., le cui nervature si staccano dalla principale ad angolo pressoché retto;
di Borago officinalù L., ruvide al tatto perché munite di peli rigidi, setolosi.
Anche nella droga polverizzata, il cui colore varia dal verde al verde-
grigiastro, il solo esame dei peli e dei denti marginali del lembo è suffi-
ciente a riconoscere la digitale purpurea dalle sue sofìsticazioni.
Composizione - Dalle foglie di D. purpurea sono stati estratti numerosi
acidi organici, sali minerali, pigmenti, glucosidi ed enzimi (idrolasi, oS5i-
dasi e perossidasi).
I glucosidi, tutti di natura steroidica, appartengono a due gruppi: i
princìpi cardiocinetici e quelli inattivi sul miocardio, tra cui sono da ricor-
dare le saponine.
I cardiocinetici della D. purpurea derivano da due tipi di agli-
conr:"la e, 1;1. gitossigenina (Figura 5.10). N ella foglia fresca i
princìpCattivi si trovano sotto forma glucosidica più complessa che nella
HO
digitossigenina
HO
gitossigenina
FIGURA S.lO. Agliconi dei glicosidi cardiocinetici della D. purpurea.
124
CAPITOLO QUlNTO
foglia secca: i purpureaglucosidi A e B e la glucogitalossina. Per azione enzi-
matica idrolitica, viene staccata una molecola di glucosio terminale nella
catena glucidica e si formano i generalmerrte-trti-
lizzati in terapia: digifQssina,gltassina. (Tabella 5.1).
TABELLA 5.1. COMPOSIZroNE DEI GLICOSIDI DELLE FOGUE DI D. PURPUREA.
Glicosidi Glicosidi
Prodotti di idrolisi acida
della della
foglia fresca foglia secca aglicone zuccheri
purpureaglicoside A digitossina digitossigenina 3 digitossosio
+ 1 glucosio
purpureaglicoside B gitossina gitossigenina 3 digitossosio
+ 1 glucosio
glucogitalossina gi talossina gitalossigenina 2 digitossosio
+ 1 glucosio
Le saponine, digitonina, gitonina e tigonina, per idrolisi danno origine a
'; uno o più zuccheri (glucosio, galattosio e un pentoso) e a un aglicone ste-
roidico a 27 atomi di la struttura fondamentale mostrata
in Figura 5.11. I tre agli coni si differenziano per la presenza di uno o più 05-
sidrili in posizione 2, 3 e 15.
HO
FIGURA 5.11. Aglicone steroidico delle saponìne della digitale. Altri ossidrili pos-
sono essere presenti in posizione 2 e 15.
DROGHE A PRINCIPf ATTIVI STEROIDICI 125
Le saponine pare potenzino l'attività dei glicosidi cardioattivi, modific
cando ne la solubilità.
Anche i sali minerali contenuti nelle foglie sembrano modificarne l'at-
tività, soprattutto il calcio e il potassio, che interferiscono col meccanismo
d'azione dei glicosidi digitalici.
Analisi della droga - I princìpi attivi si possono estrarre dalla droga pol-
verizzata per trattamento con etanolo al 50% e soluzione di acetato di
piombo, riscaldando all'ebollizione per 2 minuti (v. F.V.I., Droghe vegetali
e preparazioni, 1991). Dopo centrifugazione ed estrazione con cloroformio
è possibile eseguire le reazioni di identificazione: a) con acido dinitroben-
zoico e sodio idrossido, che in presenza dei glicosidi producono colora-
zione rosso-violetta; b) con xantidrolo che sviluppa una colorazione rossa.
Tra i saggi prescritti dalla Farmacopea è da segnalare la cromatografia
su strato sottile, utilizzando una lastra ricoperta di uno strato di gel di silice
G. Quale confronto sono impiegati il purpureaglucoside A e B di riferi-
mento, la digitossina e la gitossina.
Dal punto di vista quantitativo, è arduo cercare di stabilire il valore te-
rapeutico di una digitale. L'azione della droga è infatti una risultante alla
quale partecipano tutti i glicosidi cardiocinetici ma anche le saponine e i
sali minerali. È possibile ricorrere al saggio biologico, utilizzando animali;
tale metodo, non più previsto dalla Farmacopea, consente unicamente
una valutazione globale di tutte le componenti, non certo solo della parte
glicosidìca digitalica. Inoltre, il test biologico viene eseguito osservando la
capacità dell'estratto, somministrato per via endovenosa, di indurre arre-
sto cardiaco nell'animale da esperimento; la somministrazione della droga
avviene invece per via orale, con tutte le variabili sull' assorbimento dovute
ai vari altri costituenti.
La Farmacopea indica le modalità di estrazione dei princìpi attivi della
digitale da sottoporre ad analisi quantitativa. È prevista la misurazione del-
l'assorbanza a 540 nm, confrontandola con una soluzione di digitossina di
riferimento. Il contenuto in glicosidi cardenolidici viene espresso come di-
gitossina.
Oggi è possibile ricorrere a metodi di determinazione quantitativa me-
diante HPLC che permettono di stabilire 1'esatta composizione di glico-
sidi cardioattivi negli estratti di digitale.
Uso - Per la presenza delle sopraddette variabili nella droga che pos-
sono portare a gravi rischi di tossicità nel paziente, oggi non si usa più la
preparazione officinale dalla droga grezza. Inoltre la droga è spesso conta·
126
CAPITOLO QUINTO
minata da batteri, in quanto per la presenza di peli sulle foglie è molto fre-
quente l'adesione di polvere e terra. La preparazione di digitale era in pas-
sato impiegata per il trattamento dello scompenso cardiaco congestizio,
mediante somministrazione per via orale di polvere (confezionata in pil-
lole o compresse), di infuso all' 1 % o di tintura (1 mI corrisponde a 0.1 g di
droga),
I glicosidi digitalici in forma pura sono tutt'ora ampiamente impiegati
nella terapia cardiaca in quanto possiedono
aZlòfie inotropa positiva diretta sul miocardio. Come risultato della de-
pressione della conduzione del fascio di His, il tempo di conduzione atrio-
ventricolare è aumentato; per effetto mediato dal vago, si ha riduzione
della frequenza di scarica del nodo seno-atriale e ulteriore depressione del
fascio di His.
Il meccanismo d'azione dei glicosidi digitalici è ricondotto alla inibì-
detta N i
tafiCI, Iegandosl alla subumta alfa della pompa, tmpediscono il trasporto fi-
siologico del potassio all'interno del miocardiocita in scambio con lo ione
sodio, L'eccesso di sodio intracellulare che ne consegue, è eliminato me-
diante un altro trasportatore che fa entrare ioni calcio all'interno della cel-
lula; tale calcio in eccesso è responsabile degli effetti inotropi sulla cellula
miocardica,
Attraverso il suddetto meccanismo, un eccesso di glicosidi digitalici
produce una grave tossicità cardiaca con pericolose aritmie. Da ricordare
che l'intervallo di dose terapeutico è molto vicino àlla dose tossica. All'op-
posto, una dose troppo bassa può essere inefficace. Per tal motivo i pa-
zienti in trattamento con un glicoside digitalico sono periodicamente sot-
toposti a monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche del farmaco.
i'
X. Digitalis lanata Ehrh.
L'habitat naturale di questa specie è il sud-est Europa (Romania e U n-
gheria), anche se essa è ampiamente nazioni, parti-
colarmente in Olanda, Svizzera, Stati Uniti e Canada.
La D. lanata Sì.Èi;1tiugul! agevolmente dalla D, purpurea per la forma
delle foglie, strettamente lanceolate, !!,glabre. Il nome lanata
deriva dal fitto rivestimento lanç>.s.o che ricopre il calice del fiore. I fioriin-
fine hanno la corolla di colore bianco-grigiastro invece che rosso come la
' .. ,
I principali glicosidi isolati allo stato cristallino sono i lanatosidi o digi-
...--.....,...._,..,... """ ....
DROGHE A PRINCIPI ATTIVI
lanidi A, B e C (Tabella 5.2). La parte
glicosidi della D. purpurea, è cost_ituita da 3 molecole dI, dlg1tOSS.OSlOe
tuttavia la dI un radIcale aceti-
lico attaccato alla terza molecola di dlgltossOS
lO
,
TABELLA 5 2 COMPOSIZIONE DEI GLICOSIDI DELLE FOGLIE D1 D, LANATA.
..
GliCQsìdi della
[drolisi alcalina
Idrolisi enzimatica
foglia fresca
(- CH
3
COOH)
(- glucosio)
lanatoside A
purpureaglicoside A
digitossina
(desacetil-lanatoside A)
lanatoside B
purpureaglicoside B
gitossina
(desacetil-lanatoside B)
lanatoside C
desacetil-lanatoside C
digossina
OH
b
a
FIGURA 5.12. Struttura della digossigenina (a) e della diginatigenina (b).
128 CAPITOLO QUINTO
natosidi, denominati D ed E, sono stati identificati dalla D. lanata, caratte-
rizzati dall'avere come aglicone rispettivamente la diginatigenina (Figura
12) e la gitalossigenina.
Accanto a questi glicosidi cardioattivi ne sono stati identificati molti
altri, composti da diverse combinazioni di agliconi e zuccheri.
I glicosidi della D. lanata sono più facilmente isolabili in forma pura e
più stabili; pertanto le foglie di D. lanata sono impiegate quali fonti di di-
gossina e di lanatoside C. La digossina ha caratteristiche farmacocinetiche
pecullari rispetto alla digitossina e gitossina; infatti si lega meno alle pro-
teine sieri che, si distribuisce più rapidamente al tessuto cardiaco e la sua
azione si instaura con maggiore prontezza.
Strofanto
La droga è c<?stituita dai semi di alcune specie di SlrPphantus,-A.pocina-
cee dell'Africa tropicale: Strophantus hispidus DC., Olivo e S-g;:aDts-
Franch. Sebbene tutte le parti della pianta contengano i prindpi..a.ttivicar-
dioattivi, i semi e la corteccia ne · sono genere
Strophantus comprende numerose specie, alcune delle quali vivono in In-
docina e in Malesia, le altre in Africa. Gli estratti sono impiegati dagli indi-
geni quali veleni per frecce.
Le-piante del genere Strophantus possono avere aspetto di arb_usti sar-
mento si o di liane. La forma dei fiori, molto caratteristica, ha
il nome di «Strophailhis»: i lobi della corolla, pentamera, term!-
nano con lunghe appendici filiformi che si attorcigliano assieme prima
.da duefollicoli.di
contenenti numerosi semi appiattiti, stipati nel loro interno.
Descrizione della droga - lunghi da 1 a 2 cm, sono lanceolati,
convessi dorsalmente e piatti o depressi sulla faccia oppo-
sta. aspe!tg lY.çido, conferitP loro dai peli superficiali breyi, sot-
tili, di colore bianco-argenteo. pro-
.. peli leggeri, espansi a ventaglio; questa parte del
seme ha la funzione di facilitare la disseminazione (Figura 5.13).
specie citate sidiffe-
renziano tra loro per i caratteri anatomici. I an-
che S. glaber) si distinguono facilmente daglI altri perchè ... S9meteJ:il-
la droga proveniente da tale specie è pertanto sempre pura,
mentre può invece contenere quale sofisticazione i semi di
un'altra specie dell' Africa Orientale;· lo S. courmontii, più piccoli, meno
I
\
; \
i\
(
. l
: l
: I
.. /
\ .}
';",:
. ;
J
DROGHE A PRINCIPI ATTIV] STEROlDICI
c
b
a
129
I
I
I
\
\

IFIGURA 5.13. Frutto di strofanto: follicolo aperto e semi di : a) S. kombè; b) S. hispi-
dus; c) S. gratus.
. attivi. Allo S. hispidus si sostituisce spesso, in o mi-
amane meno. .. . h' sa poco attIva
nore quantità, IoS. sarmentosus D.C., speCIe anc es H SO
. . ... . fi ' . . basta umettare con 2 4
Per talI so l'albume dello S. hispidus e kambè si
trato una seZIOne trasversa e ei semI. l fi t'ioni
colora in verde virand.o ; i: in
si colorano in giallo VIVO e qUlll 1 m VlO e , .
rosso.
.. h" L'albume del seme di strofanto è oleoso e aleu-
ComposIzIone c tmtca - .. d' .. d tti-slwf.an.-···-
. ronico. Dalla droga sono stati dei car 10attlV1 e .
nelle vane speCIe.
CAPITOLO QUINTO
I principali sono:
K-strofantina, glicoside dello S. komhe
glicoside dello s./iiSftàus
G-stro!a'ntl'na od ouabaina (F.U.I."ìYEd.), glicoside dello S. gratus.
,.. ....
Le strofantine K e H prodotte industrialmente sono sempre amorfe; il
solo glicoside che si trova in commercio cristallizzato è la ouabaina che sì
estrae, oltre che dallo S. gratus, anche dal legno dell'Acokanthera schimperi
(A.De.) Schweinf., Apocinacea diffusa nella Somalia e nell'Etiopia.
Nei semi di strofanto vi sono vari glicosidi con lo stesso aglicone e di-
versa catena osi dica. Nellg§"kombe sono presentiJ ,glicosidi: il K-strofan-
(glicoside prima;ìo), la K-strofruu;ina e la cimarina (Figura 5]'4):
I glicosidi, a differenza dellàdigitale, sembranoe;ierè protetti dalla de-
gradazione enzimatica, probabilmente per l'assenza di enzimi idrolitici.
Per idrolisi acida si ottiene dal K-strofantoside una molecola di s tro fan- -
tidina (aglicone), due molecole di glucosio ed una di cÌmarosio. Il cimaro-
sio, metilderivato del digitossosio, dà come quest'ultimo la reazione di
Keller e quella di Pesez, reazioni che sono positive per il K-strofantoside.
La G-strofantina (Figura 5.14) ha struttura molto più semplice; la sua ge-
nina ha nel nucleo pentaciclico 5 ossidrili. La strofantina H è simile alla G.
Identificazione - Lo strofanto non è descritto nella F.U .1., Droghe vegetali
e preparazioni (1991). Nella F. U ,I. IXEd. è riportata l'ouabaina che si iden-
1------- - .. ----,-----.
I
I

g c:
t.Z E
a e 'u
o
.. I
cimaroSio
P-glucosio
G-strofantina
OH
I
a-glucosio
';tmnosio-O
OH
FIGURA 5.14. Glicosidi dello S, kombe e dello S. patm.
DROGHE A PRINCIPI ATTIVI STEROIDICI
131
tifica attraverso cromatografia su strato .sottile, la
ottenuta con quelle di una soluzione di confronto. U.n di
identificazione prevede il trattamento con acido SI sVIluppa una
colorazione rosa che vira rapidamente al rosso; la soluzIOne presenta una
fluorescenza verde alla luce ultravioletta. ., .
Il trattamento con una soluzione di dinitrobenzene a CUI SI
una soluzione diluita di idrossido di sodio sviluppa una coloraz1One az-
zurra intensa. .
L'ouabaina disciolta in acido 501forico (150 gli) produce d?po tlS;al-
damento una colorazione gialla e intorbidamento della soluz:one. ag-
giunta al filtrato di una soluzione di idrossido di sodio e potassIO cupntar-
trato forma un precipitato rosso. .'
La determinazione quantitativa dell'ouabarna SI esegue cO,n
descritto in Farmacopea, utilizzando una soluzione alcalina dI SOdlO PI-
crato.
Uso _ La droga cruda non è più utilizzata in terapia; si impiega la
sostanza pura (ouabaina), ricavata dai semi di str?fanto. La
zione dell'ouabaina si esegue m quanto verrebbe faCIl-
mente scissa nel tratto gastroenterico. ..,... ,
L'impiego in terapia è analogo agli altri ghcoSldl digitalI Ci.
Scilla
La DrimÌa maritima (L.) (Urginea maritima (L.) Baker), con:une-
mente scilla o cipolla marina, appartiene alla famiglia delle Llhacee.
perenne che vegeta in zone aride, sulle spiagge e sulle rupI di
tutta la zona costiera mediterranea. . '
La scilla presenta un bulbo squamoso dal quale SI
foglie ve;di cm, larghe cm,
, P
U
l1
ta
.,acuta (Figura 5.15). Lo scapo fionfe.ro (alto m) è eretto,
semplice, afùlo. I §gR, formati da 6. o
sono raccolti in una infiorescenza termmale a racemo. P
sula. . . Co • l
Esistono due varietà di scilla: la biaaca o d'ItalIa co -
- '11 h' It t
tivata a Malta, e o ... ç:gA:,Jy,<!·a
in A!!W,Ìi:_ ..._
""Dal punto di vista dell'azione due s0n,()}:l:g'::!;a,!,
mente attive. La scilla rossa' e' tùttavia più tOSSIca.
.•""y.n..r-. ,'" ., ....... '. ' ,.
132
CAPITOLO QUINTO
FIGURA 5.15. Bulbo di scilla.
.. de/t:'- dr01J.4 - si la fine di agosto. I bulbi
l pmforml, hanno notevoli: lunghi
i anche 1-2 kg. Sono COstUUltl da b .. . l P
" cl' l .. §qu,ame-em nClate, e e1;terne che fun-
gono amvo uc,. h b . '" ,
, "4><,,.·.·· .. ,0, sono secc e, mem ranose lucide rossastr
tur p Il l b 'd' " e, con nerva-
e .ara e e en eVI entl. si scartano mentre si utiliz-
per la p,reparazione della dr" 1 ., .
Il . , ''''' .. .?ga e squamemedlane ... carnp,se
ne a oro parte. sotttll ai margini, colorate in rosa o bi
conr'- Aella v t' d'Il . '1 ' , '. '.'. anco, a 5e=._
'. a l. SCI a CUi l bulbo "An' "c' h'e""J"'- . '. ,
• • " ';"" ,-,.. • Li '. . e squame n
Interne, l:>Ianchicce e mucillagl'nose cl "'. ,,, ,," l"tll
. .... ' sOI?Q, .
taghate m strISce, SI a
DROGHE A FRINCIPI ATTIVI STEROIDICI }jj
è il metodo di preparazione più opportuno, perchè le
squame fresche contengono 1'80% di acqua e sono ricche in mucillagine,
idrofile, così che l'essiccamento a temperatura bassa è lentissimo: in que-
sto periodo di tempo gli enzimi idrolitici hanno modo di distruggere i
princìpi attivi. La-droga' essiccata:acl alta temperatnra,è-A,5,;v;Glte.più"attiva
di"quella Il bulbo fresco, tagliato, emana una so-
stanza volatile irritante gli occhi e le mucose.
Descrizione della droga - strette, piatte o
leggermente arcuate, lunghe.:k.6:cm e larghe s"',1O,mm.."flj!,ssibil& già1J.as.tFe 0-
seconda della varietà da cui
e amaro.
-""'Dève essere conservata in vasi chiusi al riparo dall'umidità, perchè la
mucillagine rende la droga igroscopica.
Composizione - Oltre a mucillagine, glucosio, tannini, sono stati isolati
dalle foglie di .!icilla numerosi glicosidi, appartenenti al gruppo dei Dufadi!!:
nQJidi. Due tra essi costituiscono i princìpi attivi fondamentali della drQga:
19.sciJlg;[:?!(! (213 dei glicosidi totali) e B (1/3). Lp scillare:n
ottiene puro allo stato cristallino, è poco,i;ofUbiteinacqua e in alcool; ..
solubile nei precedenti solventi ed è amorfo:'
Lo scillaren A (Figura 5.1 6) per idrolisi acida dà luogo a una,molecola
-< -<
1 5
E
o
gl,
8 ran1tlOSlO
-fn I
j3-glucosio
I
j3-g1ucosio
FIGURA 5.16, Struttura dello scillaren A.
134 CAPITOLO QYINTO
di glucosio, una di ramnosio e un aglicone contenente un doppio legame e
. un anello lattonico esatomico. Fra gli altri numerosi glucosidi della scilla vi
è anche il glucoscillaroside A, glucoside primario dello scillaren A.
Uso - Lg._scillatossa..è..stata.usata.come,liéJ,ttiGida: la sostanza tossica per i
ratti, il glucoside scillaroside, non è pericolosa per l'uomo o per gli' animali
domestici, i quali rifiutano di ingerirla, o, appena introdotta, la eliminano
co l vo mi to. Lo te.. al sCQIApare
per. rn draga.
Il glicoside cardioattivo è scarsamente assorbito per via intestinale e ha
breve durata d'azione.
La scillE,.,per la sua azione irritante gastrica, è dosi
p5ìr.indurre.la,.see1'e2ione-BFooG:hiak,p<'U'.via.ciflessa.ed.agjrequale espett9:

Elleboro nero
L'elleboro nero (Helleborus niger L.), o rosa di Natale (Ranuncolacee) è
una pianta erbacea diffusa nei luoghi boscosi submontaru e montani; con-
tiene un glicoside, l'ellebroside, dotato di intensa attività cardiocinetica, il
cui aglicone ha un anello lattonico esatomico molto simile a quello dello
scillaren A.
La droga è talora usata in veterinaria, ma il suo impiego è ormai obso-
leto in medicina.
Adonide
(Ranuncolacee) è una pe-
renne, rizomatosa, il cui habitat è localizzato nell'Europa centrale. In
si trova nei luoghi erbosi della zona montana e subalpina (Friuli e Pie-
monte); cresce su terreni calcarei. specie ne sono conosciute
altre, spontanee nei prati erbosi, quali l'A. aestivalis L., A. autumnalis L. e
A. mierocarpus L. Q!leste ultime specie sono tutte piante annue, facilmente
distinguibili dall'A. vernalis per la mancanza di rizoma e per i fiori molto
più piccoli e numerosi, con petali di color rosso minio, raramente gialli
come quelli della specie perenne.
. che somiglia molto nel suo aspetto all' anemone, produce in
primavera numerosi steli aerei, eretti, glabri, alti 10-30 cm, confogfle"s;5--
--- " ..... :.:., "___ ..... -
DROGHE A PRINCIPI ATTrvI STERotLJlL!
FIGURA 5,17, Adonis vernalis,
'l' topartite suddivise in lacinie lineari sottilissime 5.17)" Il
1, (4-6 co.n sepah
. '. t l' (15-20) la!l&.eQlati crenati o 'dentati alla sommlta,
numerQShpe a 1 _" '"., • Il fr ' t 'tU1tO
fac,çia superiore, striati di violetto infenormente. utto e C0S l
da acheni dispostLa spiga. , . 'd" d l re-
L'A. aestivaIis, diffuso in numerose zone ItalIa, 51 . lsu,ngue . a p
d
. h' è pl' Ù grande ha foglie a laclille non capl11an, fion
ce ente perc e , . ' . l b l 5-8 etah
più piccoli, più numerosi, roSS1, con cahce quasI g a ro e so o p
(Figura 5.18).
, . d" d ila doga - Si raccoglie
Raccolta, preparazlone e esenZIOne e r. . .. .<:;.,.7..-:r"""-.;; .. ""t
qsJl,a In commerclO SI trova a era
( aTti aeree) raccolta in fascetti comp.ressi. Spesso 1 fion.e sono
:resenti in;ece i frutti, perché i raccoglitori, .per accrescere 11 rendimento
del raccolto, tagliano le piante dopo la fiontura.
136
CAPITOLO QUINTO
FIGURA 5.18. Adonis aestivaIis e suo frutto.
. - Si ..estrae dall'adonide una mÌsceIa di due gr . 'd' _
<Ìlocmet ·1'.J ·.J·de 1 b' . . .1.COSl .1 car
._ .... _ ..... ICl .. tfa.:
on
1&&il .' so u de m acqua e lnsolub'l' t 1 z .
. 1'.J' "' .• l e In e ere e c orOlor-
mio e auont'{!.l'1"11r.r J • l b'l . al .. .. . ..
• . ,,<:...!klf,IW, so u l e In cooI e cloroformio due volte m t
tlVQ del ' -.- ... --- eno a -
Uso L' b ' 1
fuso. - .. ec a .estata usata della dig.ital('!, sott()
.-.-':;:
DROG.l:Iii. A PRINCIPI ATTtV! STERolDIcr 137
X Mughetto Di(
La Convallaria majalis 1., o mughetto, monocotiledone della famiglia
qd]e Li1iacee, è .!m'erba perenne con rizoma strisciante che p.rg,d.uce •• n.e.L
primo anno di vita, due grandi foglie radk<lij, lunghe 15-20 cm, amplessi-
fiorifero,. ango-
avvolto alla base da molte guaine membranose, porta un racemo uni-
laterale di q;;,l2.PÌ!i.(!;€T1Hìoripeduncolati, a forma di cam-
panula con il margine dentato.
La pianta vegeta spontanea nei boschi e nei luoghi ombrosi d'Europa.
Si raçcoglie' aIFepocad-ella.,fiol'itU:1'lFe-'sr·essi'è'ca
dopo averla liberata-dal rizoma·edalle-radici. Durante l'essiccamento,
perde completamente l'intenso profumo originario. Il sap.oFe-dt!mr"drogaè

Composizione - l componenti cardioattivi sono la con'P.allatoss-ina, otte-
nutain forma cristallina da fiori e foglie: è il ramnoside della K-strofantige-
nina; il conva/J.asi,de, ottenuto dai semi, la cui idrolisi libera una molecola di
glucosio;' di' ramnosio e la K-strofantigenina; il glucQc'21l.vallQside, 1S0-

Jato dalle foglie, scindibile per idrolisi con prodUZione di K-strofantige-
nina, ramnosio e glucosio (Figura 5.19).
Dal mughetto sono stati isolati molti altri glicosidi cardioattivi: deglu-
cocheirotossina, convallotossolo, convallotossoloside e altri;.tralglicosidi
" " '"
.." .."
.S
's ] ::l
=a
-;;; 8
'" > >

c t::
O
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OH u
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Cl u ramnOSlO
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Ob
l
glucosio
I
glucosio
FIGURA 5.19. Struttura del glucoconvalloside.
138
CAPITOLO QUINTO
non alcune saponine (convallarina). bioiogica.della
.. P!:Ù elevata rispetto ad altri
(almeno lO volte plU potente della digitossina).
Uso - La droga è stata usata per come altre
droghe a glicosidi cardioattivi. " -' . " . ... . .., ". . .
Oleandro
Il Nerium aleander L. (Apocinacee), arbusto coltivato nei giardini e dif-
fuso largamente in tutta la zona mediterranea, presenta un lattice velenoso
che contiene l'aleandrina, un glicoside (monoside contenente L-oleandro-
sio) il cui aglicone è. la o 16-acetilgitossigenina. Le foglie
c?ntengono anche gltosslgenma e glicosidi della gitossigenina. Dalla spe-
CIe N. odorum W. sono stati isolati altri glicosidi, tra cui l'
D-glucosil-{3-D-diginoside e la gentiobiosiloleandrina.
Altri della droga sono interessanti dal punto di vista far-
macologIco III quanto dimostrano modificazioni dell' attività cardiocine-
tica in rapporto a variazioni della struttura chimica dei glicosidi. I glicosidi
dell'uzarigenina (Figura 5.7) mostrano una fusione in trans degli anelli A e
B. in C5 è la 5a-digitossigenina), con netta ridu-
ZIone dI attlvlta. Anche l'adinerigenina, che è la digitossigenina in cui il
in .C14 è stato sostituito da un gruppo 8,14-p{3-epossi-
dICO, e nsultata mattlva.
La è stata usata in passato per gli effetti simili alla digitale; oggi ri-
esclUSIvamente tossicologico, in quanto sono segnalati casi
dI a:ve1enan:ento aCCIdentale (bambini) per ingestione di foglie o di altre
partI della pIanta, tutte altamente tossiche.
Thevetia tleriifolia lusso
È una Apocinacea originaria del Sud America, largamente diffusa nelle
dell' e dell' Africa, contenente un lattice a glicosidi car-
dIocllletlcl (tevetoslde e neriifolioside), il cui aglicone è la digitossigenina.
w:
CAPITOLO VI.
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE
di GUGLIELMINA FROLDI e EUGENIO RAGAZZI
ESSENZE E RESINE
Le essenze sono costituite da una miscela di sostanze volatili di origine
vegetale, presenti principalmente nelle piante appartenenti alle famiglie
delle Pinacee Labiate, Mirtacee, Ombrellifere.
Questi c;mposti, noti anche come oli essenziali o ali et:rei, sono
caratterizzati da una elevata tensione di vapore, insolubilt o poco solublh
in acqua, solubili in alcool, etere e oli fissi. tutte le sost.anze grasse la-
sciano una macchia traslucida sulla carta che però non è stabile e scompare
per Possiedono odore forte, per lo più .
Le resine sono anch' esse prodotti di secrezione delle pIante, da CUI trasu-
dano spontaneamente o in seguito ad eventi traumatici e incisioni
mente indotte; si possono formare dagli oli essenziali p.o-
limerizzazione ed ossidazione. È nota infatti là tendenza degh oh essenzIalI a
resinificare anche in vitra. A confenna di questa probabile via biosintetica sta
il fatto che spesso le resine si troVano in natura disciolte in oli ess:nziali a
mare balsami (trementina, balsamo del Canadà, balsamo del Tolu, ecc:), CIOe
liquidi di consistenza sciropposa da cui si può separare per evaporazIOne la
parte volatile dalla resina. I balsami, o oleoresine, si
resine propriamente dette per il loro maggiore contenu.to 10.
(15%-30%) che rendono questi composti, rispetto alle flUIdI; con-
tengono inoltre elevate quantità di acido benzoico e crnnan:uco. . .
Le essenze e le resine sono generalmente presenti nella pIanta,
dentemente dall'evento traumatico, in dotti schizolisigeni, cavità o peh
ghiandolari. Si trovano in tutti i tipi di organi (radici, cauli, foglie, fiori,
semi). Generalmente, gli oli essenziali ottenuti dai diversi organi di una
pianta hanno composizione simile; una curiosa eccezione è .data.dalla c.an-
nella. L'essenza. della corteccia di cannella è più ricca in aldeIde cmnamlca,
mentre quella preparata dalle foglie contiene eugenolo,
mentre ancora l'essenza preparata dalla radice è più ricca In canfora:
La composizione chimica delle essenze varia sia in funzione del
vegetativo sia di fattori estrinseci quali le condizioni climatiche in CUI la
140
CAPITOLO SESTO
pianta si sviluppa. In particolare la temperatura, l'umidità, l'esposizione al
sole e i venti influenzano il contenuto in oli essenziali soprattutto quando
sono depositati in strutture superficiali (peli ghiandolari).
Si trovano nelle piante anche delle miscele note come gommo-resine
(mirra e assa fetida) che si caratterizzano per la presenza di una frazione po-
lisaccaridica simile alle gomme.
Tutti questi prodotti non sono costituiti da composti chimici bene de-
finiti ma sono un miscuglio di sostanze più o meno complesse. Vengono
quindi caratterizzati in base a differenze chimico-fisiche. Le resine sono
solide, a struttura amorfa, non volatili, dotate di odore caratteristico, inso-
lubili in acqua, solubili nei solventi organici. Per riscaldamento fondono
in liquidi viscosi ma non diventano volatili. Sono resistenti agli agenti chi-
mici e alla putrefazione, bruciano con fiamma fuligginosa, vengono preci-
pitate dalle soluzioni alcoliche per aggiunta di acqua.
Composizione - I principali costituenti chimici degli oli essenziali e
delle resine sono rappresentati da idrocarburi terpenici o aromatici e da de-
rivati ossigenati degli stessi (alcoli, aldeidi, chetoni, acidi, ecc.). Questi ul-
timi sono i principali responsabili del profumo e del sapore degli oli essen-
ziali. In una determinata essenza, o resina, in genere si trovano principal-
mente composti dell'uno o dell'altro gruppo; si possono quindi suddivi-
dere in essenze e resine terpeniche o fenoliche.
ESSENZE E RESINE TERPENICHE
I terpeni sono idrocarburi di formula generale (CsHa)n. Furono conside-
rati dei derivati della condensazione di due, tre o più molecole di isoprene
(CsHs)n' Questo idrocarburo non si trova però libero nelle piante ma com-
pare solo dopo distruzione pirogena dell'essenza di trementina e di nume-
rose droghe terpeniche. La biosintesi di questi composti ha invece come
precursori esteri piro fosforici dì alcoli insaturi a 5 atomi di carbonio che si
formano per addizione sequenziale di unità C
s
(pirofosfato di isopente-
nile) e che originano a loro volta dall'acido mevalonico.
I terpeni si suddividono, a seconda della complessità strutturale, in: a)
terpeni propriamente detti (CsHsh (aciclici, monociclici e bicìdici); b) ses-
quiterpeni (CsHah; e c) politerpeni (CsHa)n-
Terpenì aciclici
Si conoscono soprattutto sotto forma ossigenata (alcoli ed aldeidi):
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE
citronellolo
geranio,
cìtroneHa)
Terpenì monociclici

':l
geraniolo
(o-eranio, rosa,
fiori
d'arancio)
ciuale
(limone,
verbena)
linalolo
(lavanda.
coriandro,
bergamorto,
neroli)
141
Si possono considerare derivati dal nucleo del mentano (esaidrocì-
mene):
9 2 Q
. l' terpineni
P
C1mene Imonene (l' h'
- (l' (trememina) unoee IO,
1U1O?-e, fdlandrio,
(-)-mcmolo
(menta
piperita)
arancLO, eucali ta)
bergamotto) p
mentone
(menta
pipetita)
eucaliptolo
(eucalipto,
rosmarino)
terpincolo carvone
(trementina) (cumino, anice.
menta verde)
È stato di recente evidenziato che i terpeni monociclici sono spesso
presenti nelle piante come glicosidi.
142
CAPITOLO SESTO
Terpeni biciclici
pinene
(trememina)
Sesquiterpeni e politerpeni
ctt
canfora
(canfora)
ét

tènconc
dlUjone
(tìnocchio)
(assenzio)
derivati terpenici complessi sono m d" , ,
spetto aI terpeni a lO atomi di carb 'A eno Iffusl nelle piante n-
p-bisabolene, il p-cariofillene il a questo gruppo il
T
' , , ' ro o o e 1 f-J-santalolo
fa l sesquiterpem Sono inclusi li le ' , ' ,
struttura bici dica, con un ciclo ept g n{,' composti di colore blu, a
anelli si ripartiscono 5 legami etile e e l,altro penta?onale, Sui due
, , mCI c e rea lzzano un s t d' d '
legami cOillugati dai quali dipende 'l l bI ' , IS ,ema 1 Oppi
camazulCflè
(camomilla)
I co ore u. I plU noti sono:
guaiazulene o eUC!lZulene
(eucoJipro,
guajacolo,
camomilla)
Per quanto riguarda j componenti te e . . ' .
questi sono molto vari e a struttu rpl nlCI reSIne, SI noti che
cl
· ra comp essa Pnnclpal ' . d' .
uano: 1) aCIdi resinici(C H O) . . mente SI III IVI-
, .. 20 30 2 appartenenti al gru d' d' "
clchcl; tra questi ricordiamo l'ac'd ' . . ppo el lterpeill tn-
. I o plmanco denvato d l (' .
sopropilfenantrene) l'acido abl'etl' l' 'd '. e retene metlh-
" ' co e aCI o sapleti 'l
foma (resma che si ottiene dop d' '11' , co presenti ne la colo-
o ISti azIOne ln d'
trementina); 2) resinoli composti' ii l" corrente I vapore della
, ' eno ICI a strutt 'd' ,
fannoll, composti formati da mI' l d' d' . ura sterei lca; 3) resmo-
, sce e I envatl terp " d' .,
sentI ad esempio nel balsamo del p' l b l emCl e 1 tannml, pre-
eru e ne a samo del Tolù; 4) meni, mo-
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E Rc,JNJ::
lecole neutre ossigenate la cui struttura non è ancora del tutto nota, che si
caratterizzano per la resistenza all'azione di agenti chimici.
ESSENZE E RESINE FENOliCHE
Nelle essenze troviamo presenti, anche se in minore quantità, derivati
aromatici aventi la formula generale R-C-C-C, in cui R rappresenta un ra-
dicale fenilico o idrossifenilico, mentre la catena triatomica è general-
mente allilica (-CH
z
-CH=CH
2
) o propenilica (-CH=CH-CH
3
). In pochi
casi la catena laterale può contenere gruppi ossigenati (alcool, aldeide e
acido cinnamico).
3lcool cinnamico
(cannella)
anetolo
(anice.
finocchio)
Significato fisiologr:co e diffusione nelle piante

yOCH3
OH
eugenolo
(chiodi di garofano)
Il ruolo fisiologico degli oli essenziali negli organismi vegetali non è
ancora chiarito. Principalmente si attribuiscono a queste sostanze due pos-
sibili significati: quello di prodotti di disintossicazione derivanti dal meta-
bolismo o quello di metaboliti secondari di deposito. Alcuni studiosi attri-
buiscono invece a essenze e. resine un preciso significato biotico quale ad
esempio quello di attrarre insetti, di fungere da agenti difensivi contro pa-
rassiti, di esplicare azione riparatrice di ferite nei vegetali. È quest'ultimo il
caso del benzoino e del balsamo del Tolù. La secrezione di balsami in se-
guito a ferite è però un evento limite; generalmente essenze e resine sono
infatti presenti nella pianta indipendentemente dall'evento traumatico.
Nei tessuti le essenze possono formarsi in cellule non differenziate, ad
esempio nelle cellule epidermiche di foglie e fiori (Lauracee), ma più so-
vente si formano in particolari cellule di natura epiteliale situate sulla su-
perficie di tessuti (peli secretori o ghiandole, Fam. Labiate e Composite) o
rivestenti cavità (tasche, Fam. Mirtacee e Rutacee) o in canali secretari
(Fam. OmbrelIifere e Conifere).
144
CAPITOLO SESTO
Preparazione - Alcune droghe contenenti oli essenziali sono t
al
. ., l usa e
come t 1,. ma piU. spesso e essenze vengono isolate dal materiale vegetale. I
n:etod.J di estraZlOne devono essere adattati alle caratteristiche del mate-
naIe di partenza tenendo che il metodo di estrazione può influen-
zare notevolmente le propneta organolettiche e farmacologiche dell'es-
senza .
. I? casi., l'estrazione avviene per pressione: si schiaccia e si racco-
glIe l oho essenz1ale ottenuto dalle sacche secretrlci dell'epicarpo di ar -
. l' b an
CIO, Imone e ergamotto.
., La. in di vapore acqueo è comunque il metodo
p:u .utlhzzato; SI tensione di vapore degli oli essen-
zlalt vengono trascmatl :'I.a dal vapore. La distillazione avviene
sp.esso. In presenza d .acqua per faClIttare 1'estrazione dei composti (idrodi-
per raffreddamento della miscela acqua-
51 L'acqua di distillazione contiene sempre
pIccole quantlta dI oho essenZIale e può quindi venire ridistillata o anche
essere impiegata come tale.
Il materiale vegetale, prima di essere sottoposto a distillazione, viene
per il massimo rendimento: le droghe che pos-
Siedono canalI o vacuo h nel tessuti più interni sono finemente suddìvis in
modo da il processo di diffusione dell'essenza (chiodi di g:ro-
fano, eucahpto). In questo caso, il materiale frammentato deve essere su-
bito .sottop?sto a distillazione per evitare trasformazioni (ossidazioni) e
dell stessa. Q!lando l'olio essenziale si trova in peli ghian-
dolan superfiCIalI (lavanda, menta, salvia) la resa maggiore si ottiene invece
dalla droga intera.
Per quanto riguarda la produzione commerciale delle resine si usa
incidere o battere la corteccia delle piante produttrici. In altri casi si
procede all'estrazione della droga con solventi, in genere idrocarburi alifa-
tici: ma è allora necessario valutare l'eventuale tossicità dei solventi impie-
gatI.
e quantitativa - N ella droga gli oli essenziali possono
essere eVIdenzlatl dIrettamente colorando le sezioni con le medesime tec-
niche usate per gli oli grassi.
. si esegue sottoponendo la droga a di-
m corrente.dl vapore d'acqua in un apparecchio idoneo. Il di-
VIene un tubo graduato in presenza di xilene per fissare
l eSsenza e mlSurame 11 volume.
Per quanto riguarda l'analisi delle singole essenze, molti costituenti §i
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESlNE
14';
identificano microchimicamente nel modo seguente: in un opportuno
contenitore si lascia evaporare qualche goccia di essenza al
quale viene sospesa, su carta da flitro, una goccia di reattivo sC.lolto m
do acetico al 15-300/0 (per esempio p_nitrofenilidrazina e p-llltrobenzoll-
idrazina possono servire per l'identificazione di aldeidi e chetoni); i .co.n:"
ponenti volatili reagiscono così formando derivati colorati caratterlstlCI.
Per riconoscere e caratterizzare un olio essenziale non è generalmente
possibile considerare un solo costituente che per se
elemento poco specifico. La caratterizzazione aVVIene qumdl.lll .bas
e
a plU
parametri quali le caratteristiche organolettiche, e
sità, indice di acidità, solubilità in alcol etilicO, att1V1ta ecc.). E oggi
anche possibile avvalersi di analisi cromatografiche che e
maggiore sicurezza caratterizzano ed eventualmente
cazioni della droga. La F. U.1. IX Ed. riporta i gascromatogram
m1
caratten-
stici di varie eSsenze.
Azione e uso _ L'impiego delle essenze e la conoscenza delle
distillazione sono molto antiche ma è solo nel XVIII secolo che llllZla Il
loro impiego sistematico nella cura delle malattie. . .
Oggi si utilizzano le droghe come tali o, più di gh oh
ziaIi da esse ottenute. Bisogna però ricordare che 1.!lJ!:WIta farmacologIca
dell' olio essenziak noru:;Qrrisponde, quantitativamente e spesso anche
a quella della droga per inte.rp. olioess;n-
ziale ottenuto dal rosmarino esplica un'azione antlbattenca mentre
fuso è impiegato come antispasmodico e coleretico nei disturbi
Q!lesto si spiega ricordando corr:e la e sempre
più complessa rispetto al solo oho essenZIale. SI PU? Infatti osserv:
are
che
l'attività degli oli essenziali e ancora più delle relatlve droghe
dalla presenza di un particolare composto ma, in genere, dal mlscugho del
diversi derivati presenti. ....
Gli_oli essenziali sono utilizzati come correttIv1 del caratten
tici di molte preparazioni, ma possono essere anche come ven
propri farmaci. Le azioni farmacologiche più. d1 que:to; gl!lPPo di
composti sono quelle antisettica e. antiparassltana, quelhLlrntanteqe!la
cute e delle mucose e. quella suL sistema nervoso centrale:
. 'Eazione antisettica e antiparassitaria trova applica.zionepe.r. uso
nella preparazione di pomate, per la
Z10.115::. I composti responsabili di quest'az10ne. son? pnnclpalmente 1 den-
ì quali presentano un' attività d.a 5 a.20 volte
giare del fenolo stesso. Per uso interno, gli oli essenzlah venivano usati per
CAPITOLO SESTO
l'azione antisettica sul tratto urinario e sull'albero respiratorio durante la
fase di eliminazione dall'organismo.
Le proprietà irritanti rendono ragione dell'impiego, molto frequente
in passato, come revulsivi, per uso esterno, e come espettoranti, per uso in-
terno.
,.MollLd(oghe contenenti oli essenziali sono invece tuttora im.piegate
in preparazioni..aperitive, digestive e carminativ!'!. (anice, finocchio, menta,
ecc,). TalieJfetti si verificano in parte per via riflessa: molti di questi com-
posti, responsabili.spesso del sapore amaro, stimolano infatti le papille gu-
stative determinando per via riflessa la secrezione s.alivare e gastrica .. ]l tut-
tavia suggerita anche un'azione diretta, dovuta all'effetto lievemente..in:i-
tante sulla mucosa gastrointestinale, Viene inoltre riferita una blanda
antispastica (melissa, rosmarino, camomilla, menta, ecc.),
gata m affezioni.. del. tratto digestivo.
Descritta inoltre è una modesta azione sedativa, indicata come coadiu-
vante nella cura di insonnie e disturbi droghe ad oli es-
senziali inducono invece effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale: ad
esempio, la canfora esercita una blanda azione analettica mentre l'assenzio
è eccitante sulla corteccia motoria fino alla comparsa di convulsioni: Per
alcuni deri.vati fenolici (eugenolo, safrolo, miristicina, ecc.) si ipoti;z;za che
nel cervello vengano bio trasformati in analoghi strutturali
mina; questo spiegherebbe, almeno in parte, gli effetti eccitatori provocati
da elevate dosi di droghe ad essenze.
le azioni peculiari di un numero più ristretto di_oIL.essenziali,
non più sfruttate in terapia, ricordiamo quella antielmintiç;a (chenopo-
dio, seme santo) e quella eccitante la muscolatura .. uterina(tuta, sabina,
assenzio). da un lato gli oli essenziali non trovano più largo
ImpIego terapeuuco, dall'altro sono però state evidenziate nuove atti-
vità; i sesquiterpeni possiedono ad esempio un'interessante azione anti-
biotica.
L'impiego eccessivo' di queste droghe,-non risuLta privo
anche se mancano studi sistematici sui mutageni, terato-
geni o cancerogeni, è sicuramente accertata la
delle droghe contenenti thujone (thuja, assenzio). Altri derivati monoter-
penici quali mentolo, cineolo e anetolo, ad elevate dosi, sono ugualmente
t?ssici. è_ in quant9 riduce i livelli ,epatiGi-digluta---
l_noltre la 12r9staglandine; per il safrolo . è stata
eVIdenZiata una chiara azione carcinogena. Da tutte queste osservazioni
quindi l'indicazione ad un cauto impiego degli oli essenziali in tera-
pia.
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE
147
DROGHE AD ESSENZE E RESINE TERPENICHE

A 'Arancio amaro (Arancia amara corteccia, F.U.l., Droghe vegetali e prepara-
zioni, 1991)
Corteccia (epicarpo) del frutto di Citrus aurantium L. .subsp, amar.
a
En-
gler (Rutacee), albero di piccole di origine onentale (Indla) ma
acclimatato in zone mediterranee (SICIlia, Spagna). . '
Oltre all'epicarpo del frutto, si possono utilizzare e
fiori che servono a preparare l'essenza di neroli e l'acqua dlstillata dI fion
d'arancio. . . " '
L'epicarpo del frutto è ricco di grandi sacche di
olio essenziale. Il mesocarpo, bianco e spugnoso, è pnvo dI olio
ma ricchissimo in pectine. L'endocarpo, formato da pelI, fu,sl-
formi , rappresenta la parte commestibile del frutto: La d:oga e
dall'epicarpo, con parte esterna del mesocarpo, del matu.n o quasI
maturi. L'epicarpo è tagliato a quarti oppure a sottile e splralato. La
droga, dopo essiccamento, è di colore ,o esterna-
mente, bianca internamente. L'odore è carattenstlco, Il sapore e amaro e
aromatico. " 1 ' '
Si sofistica con l'arancio dolce (Citrus aurantium L. varo dulczs) l CUl epI-
carpo, prelevato dal frutto maturo, si distingue per il su-
perficie esterna. I due epicarpi inoltre, a contatto, con l mtnco SI co-
lorano diversamente: in verde quello dell'aranclO dolce, m rosso quello
dell'amaro.
Composizione - L'epicarpo contiene due gruppi di principi quelli
volatili che costituiscono l'olio essenziale (2-3%) per da
monoterpeni (principalmente limonene ma .
ecc.); e quelli fissi costituiti da vitamina C e gllCOSldi flavolllCl quali l espe-
ridina e la neoesperidina. Sono presenti inoltre sostanze amare struttural-
mente correlate ai triterpeni (limonina).
Azione e uso _ Amaro aromatico, eupeptico, correttivo del sapore e del-
l'odore.
148 CAPITOLO SESTO
cJ./<-
j. Assenzio (P.u.r., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
La droga è costituita dalle foglie e dalle sommità fiorite dell'Artemisia
absinthium L. (Composite), suffrutice comune nelle regioni montane aride,
sassose e incolte dell'Europa meridionale.
Il caule, angoloso e scanalato, è ricoperto da una peluria fitta, bianca-
stra, uniforme che gli conferisce un caratteristico colore verde-azzurro. Le
foglie sono alterne, a lembo bi- o tripennatosetto, verde-grigio superior-
mente, argentato e sericeo nella parte inferiore. I fiori formano all'estre-
mità del caule una grande pannocchia. I singoli capolini, costituiti da fiori
tubulosi, sono piccoli (3-5 mm), globosi, brevemente peduncolati, penduli
(Figura 6.1). Al microscopio sono visibili, sulle due epidermidi fogliari, dei
lunghi peli protettori stellati, con due soli raggi opposti (visti di fianco
hanno forma a T) e dei peli ghiandolari pluricellulari sessili, con cuticola
sollevata dall'accumulo di secreto (Figura 6.1).
FIGURA 6.1. Artemisia absinthium: l) infiorescenza; 2) sezione trasversale di foglia,
con peli protettori (p.p.) e ghiandolari (p.g.).
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE 149
Composizione - I principali componenti dell'olio essenziale (0.2-0.6%)
sono: et- e P-thujone, thujoli, derivati monoterpenici e azuleni. Sono inoltre
presenti composti flavonici e lattoni sesquiterpenici (absintina).
Azio1le e uso - Nella medicina popolare veniva impiegato come antiel-
mintico, antibatterico, antipiretico. Trova ora un impiego limitato come
amaro aromatico. Vi è inoltre un interesse tossicologico per la presenza del
thujone, veleno convulsivante responsabile delle tossicità dei liquori al-
l'assenzio. Il thujone a piccole dosi provoca tremori, vertigini e allucina-
zioni; a dosi elevate induce crisi epilettiche.
In liquoreria, l'assenzio entra nella composizione del vermut. A tale
scopo sono usate anche altre specie di Artemisia: A. pontica, A. valesiaca, A.
glacialis, A. genepì.
In medicina popolare viene anche usata l'Artemisia vulgaris L., comune
nei luoghi incolti e sui bordi delle strade, che si differenzia dall'A. ab-
sinthium per il caule a striature rossastre e le foglie glabre superiormente.
Seme santo
Capolini ancora in boccio dell' Artemisia Cina Berg. e di altre specie vi-
cine (Composite), piante suffruticose dell' Asia centrale, dove esse co-
prono delle steppe immense. Il nome è improprio in quanto la droga non è
un seme e ·non proviene dalla Cina. Il seme santo è detto anche «semen
contra vermes» con riferimento alle sue proprietà antielmintiche.
I capolini, raccolti ancora in boccio, sono ovoidali, di colore verde-
bruno, lunghi circa 3 mm. Sono formati da numerose brattee embriciate
(10-20) (Figura 6.2/a) visibili con l'aiuto di una lente, percorse sulla faccia
FIGURA 6.2. a) Capolino di Artemisia
Cina; b) capolino in sezione longi- ,
tudinale.
a b
CAPITOLO SESTO
dorsale da una costola rilevata. Ogni brattea porta numerose ghiandole
pluricellulari e qualche pelo. All'interno, nascosti dalle brattee, si trovano
3-5 fiori tubulosi, anch'essi portanti ghiandole oleifere (Figura 6.2/b). La
droga, dopo schiacciamento, esala un forte odore arorpatico.
Composizione - L'essenza presente nei capolini (3-4%) contiene quale
componente dominante l'eucaliptolo e, quale principio attivo, la santonina.

o-co
sanronina
Azione e uso - La santonina provoca l'espulsione dall'intestino degli
ascaridi e degli ossiuri, senza ucciderli: ne eccita la muscolatura spingen-
doli a migrare verso il crasso dal quale vengono espulsi per mezzo di pur-
ganti. L'azione del principio attivo è, nella droga, rafforzata dall'essenza
che facilita la penetrazione della santonina nei tessuti del verme. L'eucalip-
tolo gode anch'esso di proprietà antielmintiche. A causa dell'elevata tossi·
cità della santonina (turbe visive e gastrointestinali) la droga non è più uti-
lizzata in terapia.
Camomilla comune (EU.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
La droga è costituita dalle calatidi (capolini) disseccate della Matricaria
recutita L. (ChamomiOa recutila (L.) Rauschert) (Composite), pianta erbacea
annua diffusa in tutta l'Europa centro-meridionale e in Asia Minore, colti-
vata in Ungheria, Svizzera, Germania, Olanda, Australia e America del
nord. La pianta è alta 10-20 cm, con cauli striati, ramosi, foglie bipennato-
sette a lacinie brevi e lineari (Figura 6.3/1). I capolini sono piccoli, lunga-
mente peduncolati, con ricettacolo cavo, involucro a brattee embriciate,
fiori periferici bianchi femminili ligulati, con ligula tridentata, e fiori cen-
trali tubulosi giaUi ermafroditi (Figura 6.3/1 a, b, c). Il frutto è un achenio
molto piccolo.
La droga si trova in commercio in vari tipi: capolini senza peduncolo
(camomilla scelta), capolini peduncolati con residui di foglie e rami, fiorÌ
staccati dal ricettacolo (camomilla setacciata o polvere).
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE
1:)1
\ b I
\
I
J
se:
ligulato c) tubuloso centrale. 2. FIOn
di camomilla romana (Chamaemelum nobtle) (coltivata).
l Al
· '0 è possibile osservare,
L'odore è aromatico e gradevo e. . .
sulla superficie dei fiori, ghiandole oleifere turglde e bnllantl, se la droga è
ben conservata.
C
. . I fiori dì camomilla contengono olio essenziale (0.3-
omposlztone - .' d' . allo-bruno.
O 8%) di colore azzurro che invecchlando d1venta ver e e P?l gl d
Ii colore azzurro è dovuto alla presenza di camazulene 51 urante
la distillazione da un procamazulene Cont1ene
d
· e N-bisabololo. Altri costituent1 d1 nhevo presenti nel
sene, ca mene ... r ) arme (er-
sono flavonoidi (apigenina, luteo quali l'a-
niarina, ombelliferone), mucll1agml e componenti p
cido caffeico.
152 CAPITOLO SESTO
Azione e uso - La camomilla va annoverata tra le piante medicinali più
note fin dall'antichità e tra quelle più impiegate nella medicina popolare.
Vengono attribuite alla droga intera, somministrata sotto forma di infusi,
delle proprietà blandamente sedative (sembra dovute agli azuleni), anti-
spasmodiche e stomachiche, antiinfiammatorie, antibatteriche e antifun-
gine. L'attività antimicrobica è principalmente legata ai derivati cumari-
nlci. Questi ultimi, e un derivato sesquiterpenico (antecotulide), sarebbero
i principali responsabili delle rare reazioni allergiche (fotodermatiti) cau-
sate dalla camomilla.
Camomilla romana (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Capolini di Chamaemelum nobile (L.) (Anthemis nobilis L.) (Composite),
pianta erbacea perenne coltivata in Belgio, Inghilterra, Francia, Germania,
Ungheria, Polonia, Egitto ed Argentina; si trova anche in qualche località
dell'Italia settentrionale.
Il caule è alto 10-40 cm, semplice o ramificato. Le foglie sono bipenna-
tosette con lacinie brevi, setacee. l capolini emisferici raggiungono i 2-2,5
cm di diametro e sono di aspetto diverso se provenienti da piante selvati-
che o coltivate: i capolini di piante spontanee (detti «fiori semplici »)
hanno fiori ligulati solo sul contorno del ricettacolo, mentre in quelle
coltivate quasi tutti i fiori (detti «fiori pieni») sono ligulati (bianchi) e
solo qualche raro fiore tubuloso (giallo) rimane' al centro (Figura 6.3/2).
Commercialmente i «fiori pieni» hanno maggiore valore. II ricettacolo è
pieno con numerose piccole brattee membranose tra i fiori. Q!Iesto carat-
tere anatomico, unitamente al ricettacolo pieno, alle dimensioni del capo-
lino e ai numerosi fiori ligulati, permette di distinguere facilmente la ca-
momilla romana (detta anche inglese) da quella comune (o tedesca, o un-
gherese).
Composizione - La droga contiene i medesimi costituenti della camo-
milla comune. L'olio essenziale, di blu pallido che decolora dopo
settimana dalla distillazione, è tuttavia presente in maggiore quan-
tItà (0,5-1,8%) ed è più ricco di acido tiglico, acido angelico e angelato di
La composizione della frazione flavonica è simile a quella della
camomIlla comune, mentre l'essenza si differenzia.
Azione e uso - L'impiego, sotto forma di infuso, è analogo a quello della
::amomilla comune.
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE
153
Qj\f Valeriana (F.U.L, Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
"
Moma, radici e stoIoni di Valeriana officinalis L. 01 alerianacee), pianta
erbacea perenne comune in Europa nei luoghi boscosi e umidi.
Il caule eretto, cilindrico e cavo internamente raggiunge 1 metro e più
di altezza. Le foglie sono opposte, imparipennate, con
late a margine inciso-dentato. I fiori, rosei o bianchi, sono numtl !il ampI
corimbi.
La droga comprende rizoma, stoioni e radici, tutti di colore bruno
chiaro. II rizoma, breve e tozzo, porta nella sua parte inferiore numerose
radici sottili e fragili, lunghe 8-10 cm, che si attorcigliano intorno ad e
lo mascherano quasi totalmente (Figura 6.4). La droga è raccolta !il au-
tunno e seccata a temperatura inferiore ai 40 cC. Il sapore è prima dolcia-
stro, poi amaro e aromatico.
Composizione La droga contiene olio essenziale (0.5-1.0%) di colore
giallo-verdastro, i cui componenti principali sono derivati esterei (barnil-
isovalerianata, barnil-acetato, eugenil-isovalerato), valerenale, acido
e valerenone. Nella droga sono anche presenti degli esteri terpenicI notI
come valepotriati che si caratterizzano dal punto di vista chimico per la
presenza di una funzione epossidica e di tre funzioni esteree che li
instabili in mezzo alcalino e termolabili. Tra i valepotriati più importantI
FIGURA 6.4. Rizomi e radici di Valeriana qfficinalis.
154 CAPITOLO SESTO
si ricordano il valtrato, il diidrovaltrato, l'acevaltrato (questi composti so-
no insolubili in acqua e alcool). Sono contenuti inoltre alcaloidi (0.05-
0.1 %), tra cui catinina e valerina. Altri componenti presenti sono acidi or-
ganici (benzoico, salicilico, caffeico), lipidi e steroli (sitosteroli) e tannini.
valercnale valtraro
Azione e uso - La valeriana trova largo impiego come blando sedativo.
Qyale tra i suoi componenti (valepotriati, valerenale, alcaloidi o altro) sia
il principio attivo responsabile di tale azione non è ancora noto con sicu-
rezza. L'olio essenziale sembra contribuire all'attività sedativa della vale-
riana principalmente per azione di composti ossigenati piuttosto che per
quelli idrocarburici; il valerenale e l'acido valerenico si sono dimostrati at-
tivi nel topo alla dose di 50 mg/kg. l valepotriati, che erano considerati i
componenti attivi della droga, non sono presenti negli estratti acquosi; tra
l'altro sì sono dimostrati citotossici, effetto che peraltro non si verifica per
somministrazione orale, essendo tali composti instabili.
Y Menta (F.D.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Foglie di Mentha xpiperita L. (Labiate), pianta erbacea perenne con ri-
zoma stolonifero, scapi eretti, verdi o violacei, tetragoni, ramificati. Foglie
opposte, brevemente picciolate, ovate-oblunghe, acute all'apice e seghet-
tate al margine (Figura 6.5). l fiori, bianchi o rosa o viola, sono riuniti in
glomeruli formanti infiorescenze terminali di varia forma (a capolino, al-
lungati a spiga e interrotti alla base, ecc.). La tassonomia della Mentha è resa
difficile per la frequenza degli ibridi, l'esistenza di poliploidia e l'abbon-
danza di variazioni morfologiche; la Mentha piperita è infatti l'ibrido della
M. spicata L. e della M. aquatica L. La pianta viene perciò fatta riprodurre
esclusivamente per via vegetativa. La menta piperita è più pregiata rispetto
ad altre specie di menta, nelle quali sono presenti carvone e pulegone (dal-
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RE5INll
FIGURA 6.5. lvIentha piperita.
l'odore sgradevole), per il maggiore contenuto di mentolo e di
Le varietà coltivate sono soprattutto due: la menta nera, con cauh r0551-
violacei, foglie a sfumature rossicce e fiori viola, e la menta bianca, con
caule e foglie verdi e infiorescenze bianche. Quest'ultima fornisce un'es-
senza dall'aroma più delicato di quello della menta nera che, tuttavia, è più
resistente e più redditizia ..
Composizione - Il maggiore costituente dell'olio essenziale (1-3%) è il
mentolo presente nella droga secca fino al 60%. Si trovano inoltre mentone
(15-30%) e altri derivati terpenici (cintolo); nelle piante immature si trova
156
CAPITOLO SESTO
pulegone (1-3%). Agli esteri e ad altre sostanze aromatiche è dovuta, più
che al mento lo libero, la delicatezza dell'aroma della M. piperita. L'essenza
inglese di menta bianca, la più pregiata, contiene solo il 5-8% di mentolo
libero. In P.D.L (Droghe vegetali e preparazioni, 1991) è descritta anche l'es-
senza di menta.
mentolo carvone pulegone
Azione e uso - La menta è impiegata principalmente come correttivo
del sapore e carmìnativo. .
Il mentolo, applicato sulla cute e sulle mucose, provoca sensazione di
freddo e una modica azione anestetica locale; esplica inoltre un'azione
espettorante. L'attività del mentolo nell'azione anestetica locale è stata PO-
sta in relazione all'inibizione di canali del calcio.
Melissa (F.V.r., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Foglie essiccate di Melissa qfficinalis L. (Labiate), erba perenne diffusa
nell'Europa centrale e in altre zone temperate. In Italia cresce spontanea ed
è coltivata per l'uso officinale.
La pianta, dal grato odore di limone, è detta comunemente cedro-
nella o erba limoncina. Il caule è eretto, quadrangolare, ramoso, con
rami patenti. Le foglie sono ovali, rugose, cordate alla base, crenate al mar-
gine (Figura 6.6). Profumano fortemente di limone anche dopo essicca-
mento. I fiori, bianchi o rosei, sono raccolti in piccoli fasci all'ascella delle
foglie.
Composizione - L'essenza contiene principalmente citrale.
Azione e uso - I preparati a base di melissa hanno azione sedativa, spa-
smolitica, coleretica; l'«acqua di melissa», costituita da alcoolato ottenuto
per distillazione dell' estratto alcolico della droga, è tradizionalmente pre-
parata dai Carmelitani Scalzi di Venezia, fin dal XVIII secolo. È stato an-
che indicato un effetto antivirale e antibatterico. Da ricordare infine che
DROGHI'. CONTENENTI ESSENZE E RESINE
FIGURA 6.6. Melissa officinalis.
i
\
I
I
\
\
I
I
L ________ __ _
157
---- ---1
I
I
l
l
I
nell'animale è stato osservato un effetto di riduzione della tireotropina
dopo somministrazione della droga.
Arnica (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
La droga è costituita dalle infiorescenze essiccate (capo1in5) i n t ~ r e , e
spesso miste con fiori staccati, di Arnica montana L. (Composlte), pIanta
erbacea perenne comune nei prati umidi di zone montane del centro Eu-
ropa e della Russia.
158 CAP1TOLO SESTO
I capolini solitari e terminali, larghi 5-6 cm, hanno ricettacolo emisfe-
rico, fiori periferici femminili ligulati di colore arancio e fiori centrali, er-
mafroditi, gialli (Figura 6.7/1). I frutti sono acheni pubescenti sormontati
da un pappo di setole bianche (Figura 6.712). Odore debolmente aroma-
tico. La droga si altera all'umidità assumendo odore tabagico (tabacco di
montagna).
Composizione - L'olio essenziale (0.2-0.3%) contiene flavoni metilati e
numerosi lattoni sesquiterpenici tra cui l'elenalina e ì suoi derivati.
FIGURA 6.7. Arnica montana:
1) pianta intera; 2) infruttescenza.
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE 159
Azione e uso - L'impiego è, per uso esterno, come rubefacente. Di re-
cente è stata evidenziata a livello sperimentale un'azione antisettica, anti-
flogistica, antifungina, antibiotica, antineoplastica.
X Trementina
Si tratta di un'oleoresina che si ottiene da varie specie di Pinus, prati-
cando delle incisioni lungo il tronco. Per distillazione della trementina si se-
para la parte volatile, cioè 1'essenza di trementina (F. V .I., Droghe vegetali e pre-
parazioni, 1991), dalla parte resinosa solida, la colofonia.
Azione e uso - L'essenza di trementina (costituita in prevalenza dapi-
nene) è stata utilizzata per inalazioni nelle affezioni delle vie respiratorie;
tale impiego è oggi totalmente scomparso. La colofonia può servire per
preparare empiastri, unguenti e pomate ad azione revulsiva.
X Essenza di mugo, di eucalipto*, di pino silvestre* e di ginepro*
~ \<. (* F.V.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Si ottengono rispettivamente per distillazione delle foglie e dei rami di
Pinus mugo Turra (Pinacee), delle foglie di diverse specie di Eucaliptus (Mir-
tacee), delle gemme di Pinus silvestris L e dei frutti (galbuli) di Juniperus
communis L (Pinacee). Tutte queste essenze sono tradizionalmente utiliz-
zate nel trattamento di affezioni delle vie respiratorie; da ricordare che
l'uso nei bambini non è privo di rischi, soprattutto in concomitanza di ma-
lattie febbrili, per la possibilità di insorgenza di convulsioni. L'essenza di
ginepro esplica anche un'azione diuretica.
Pepe cubebe
Frutti non maturi di Piper cubeba L (Piperacee) arbusto spontaneo in
Estremo Oriente (Giava). La piccola drupa globosa è munita di un falso pe-
duncolo, costituito dal prolungamento del pericarpo. La superficie esterna
è rugosa, con rilievi reticolati confluenti all'apice in una breve promi-
nenza. All'interno è contenuto un solo seme sferico, più piccolo della ca-
vità che lo contiene e aderente all'endocarpo solo alla base. L'odore è aro-
matico, intenso e caratteristico.
160 CAPITOLO SESTO
Composizione - Contiene un olio essenziale (1.0-2.5%) caratterizzato
dalla presenza di a- e p-pinene, limonene efellandrene. L'aroma pungente di
questa droga è principalmente dovuto a una sostanza azqtata nota come
piperina.
Azione e uso - È stato impiegato come diuretico e antisettico delle vie
urinarie.
Canfora
La canfora è un chetone terpenico destrogiro che si ottiene per distilla-
zione in corrente di vapore del legno di Cinnamomum canphora (1.)]. PresI.
(Lauracee), pianta dell'Estremo Oriente. La canfora sintetica, otticamente
inattiva, si prepara dalla trementina ed è spesso utilizzata al posto di quella
naturale.
Viene talora usata come rubefacente in linimenti per artralgie (es. al-
cool canforato), e, sempre per uso esterno, per lenire il prurito in quanto
esercita anche una blanda azione anestetica locale. La canfora ha un sapore
piccante amaro; per via orale ha azione irritante e provoca nausea, vomito
e talora convulsioni. In passato era utilizzata come analettico cardiocirco-
latorio per l'azione inotropa positiva e stimolante i centri bulbari, ma oggi
tale impiego è totalmente abbandonato.
Balsamo del Canadà
È un'oleoresina che si raccoglie dai pini nordamericani (Abies cana-
densis Miller, A. balsamea Miller, Fam. Pìnacee); sì presenta come un li-
quido sciropposo, denso, giallo tenue, perfettamente trasparente, odoro-
so di cedro. È impiegato in laboratorio per allestire preparati per microsco-
pia.
Mirra e incenso
Si tratta di gommo-resine prodotte da varie specie di Commiphora (Bur-
seracee) e Boswellia (Burseracee) alberi diffusi in Arabia, Abissinia, Egitto.
La mirra (descritta come tintura nella F. U .1., Droghe vegetali e preparazioni,
1991) contiene i17-15
l1
/o di olio volatile, i120-40% di resina, il 57-61% di
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE 161
«gomma» e il 3-4% di impurità. L'olio volatile contiene derivati terpenici,
esteri, eugenolo.
Esplicano azione locale antisettica.
DROGHE AD ESSENZE E RESINE FENOUCHE
Anice stellato
Frutto dell' lllicium verum Hook (Illiciacee), albero sempreverde origi-
nario della Cina e Indocina, coltivato nelle Filippine, a Giava e in Giap-
pone. La droga, detta anche badiana della Cina, è costituita dall'infrutte-
scenza: 8 follicoli legnosi di forma navi colare, di colore bruno-rosso (ba-
diana, dal latino badius = bajo), lunghi 1-1,5 cm e disposti a stella intorno a
un peduncolo (Figura 6.8). In origine i follicoli sono raccolti ed uniti; a ma-
turità si abbassano in posizione orizzontale. Il bordo superiore si apre in
una larga fessura, per lasciare uscire un seme ovale, bruno, liscio e brillante.
Il bordo inferiore è convesso e rugoso. L'anice stellato, detto anche cinese,
va tenuto ben distinto da quello giapponese, costituito dai frutti di Illicium
religiosum, che sono velenosi.
FIGURA 6.8. Frutto di Illicium verum.
Visibili, all'interno di ciascun folli-
colo, i semi.
162 CAPITOLO SESTO
Composizione - L'essenza, che si trova sia nel seme che nel pericarpo, è
composta prevalentemente da anelolo; sono presenti anche p-metossifenila-
cetone e safrolo.
Azione e uso - L'olio essenziale si impiega come aromatizzante e carmi-
nativo.
-/. Anice verde (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Frutti di Pimpinella anisum L. (Ombrellìfere), pianta erbacea annua ori-
ginaria della regione mediterranea e largamente coltivata in Europa (Spa-
gna, Germania, Italia, Russia, Bulgaria), America (Cile, Messico) ed Egitto.
La droga è costituita dai piccoli frutti (diacheni) piriformi, verdi-giallastri,
pubescenti, con estremità sormontata dai residui del calice e dalla base
dello stilo (Figura 6.911). Come tutti i frutti delle Ombrellifere, essi sono
costituiti da due mericarpi aderenti lungo una faccia commessurale piana,
portati da un carpoforo bifido. Ogni mericarpo è percorso da 5 coste prin-
cipali un po' rilevate, a ciascuna delle quali corrisponde un fascio fibro-
vascolare (Figura 6.9/2a). In tutto il mesocarpo si trovano tasche secretrici
(Figura 6.9/2b).
3
FIGURA 6.9. 1) Frutto di anice verde
(Pimpinella anisum). 2) Frutto di ani-
ce verde in sezione trasversale: a) fà-
sci fibro-vascolari; b) tasche secre-
trici. 3) Frutto di finocchio (Foenicu-
lum vulgare).
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE 163
Composizione - È simile a quella dell'anice stellato.
Azione e uso - Come l'anice stellato, l'anice verde esplica azione stoma-
chica e carminativa. Si usa inoltre come correttivo dell'odore e del sapore.
L'essenza di anice esplica un'azione stimolante sul sistema nervoso cen-
trale; a dosi elevate e con l'uso di liquori a base di anice si possono avere di-
sturbi da ipereccitazione del sistema nervoso centrale, con tremori e con-
vulsioni.
Finocchio
Frutto di Foeniculum vulgare Miller (Ombrellifere) pianta erbacea pe-
renne della regione mediterranea; comune allo stato selvatico nei luoghi
sassosi e soleggiati, è coltivata nell'Europa centrale ed è importato dall'In-
dia, Cina ed Egitto. Il frutto, lungo 6-12 cm, è ellittico e allungato (Figura
6.9/3). Si compone di due mericarpi glabri, di colore giallastro e segnati da
coste molto rilevate. L'essenza è contenuta in tasche secretrici del peri-
carpo. Il finocchio impiegato come ortaggio, Foeniculum vulgare varo duta
D.C., contiene un olio essenziale che trova scarso impiego terapeutico.
Composizione - Il frutto contiene olio essenziale (1-4%): il costituente
principale è l'anelalo; contiene inoltre un chetone terpenico che ne modi-
fica le caratteristiche organolettiche, noto come fincone.
Azione e uso - È impiegato come aromatizzante e car-
minativo.
Calamo aromatico
Rizoma di Acorus calamus L. (Aracee), pianta erbacea perenne, di ori-
gine orientale, naturalizzata e diffusa nell'Europa centrale in luoghi palu-
dosi e lung0 fiumi e canali. Dal grosso rizoma strisciante si eleva uno scapo
fiorifero eretto, triangolare, striato, e foglie radicali ensiformi, acuminate,
lunghe circa quanto lo scapo. L'infiorescenza a spadice è avvolta da una
brattea fogliacea lunga 5-6 volte l'infiorescenza stessa.
La droga è il rizoma, talvolta decorticato, che si caratterizza per la
forma leggermente schiacciata: sulla superficie inferiore sono visibili nu-
merose piccole cicatrici tondeggianti da dove si distaccano le radici, su
164
CAPlTOLO SESTO
FIGURA 6.10. Calamo aromatico
(Acorus caL:lmus); a sinistra, lato su-
periore del rizoma con le cicatrici la-
sciate dalle foglie; a destra, lato infe-
riore recante i segni delle radici.
quella superiore si l: impronte delle foglie che danno un tipico
aspetto anulato (Flgura 6.10). L'odore è aromatico e grato, il sa-
P?re Se SI esamma una sezione trasversale del rizoma al microsco-
S.l osse.r:
a
un aerifero formato da catene di cellule tondeg-
(amlltfere) delImItantI delle ampie cavità. Si notano inoltre cellule
oIelfere contenenti l'olio essenziale.
Composizione - L'olio essenziale (2-9%) contiene numerosi derivati ses-
qui:erpenici. (camfene, p-cimene, linalolo, a-terpineolo, ecc.) e un derivato
femlpropamco noto come asarone.
Azione e uso - L'impiego è come amaro aromatico: si usa in associa-
zione con :ltri come eupeptico. Viene utilizzato principal-
nellmdustna agroahmentare. Studi hanno evidenziato una tossi-
CIta central.e che sarebbe legata all'asarone; quest'ultimo, in ricerche con-
su. ammali, si è dimostrato carcinogeno. Recenti lavori hanno inoltre
eVIdenZIato un possibile effetto psicotropo: l'asarone andrebbe incontro
. i
DROGHE CONTENENT1 ESSENZE E RESINE 165
nel sistema nervoso centrale a trasformazione metabolica in derivati analo-
ghi dell'amfetamina. spiegherebbe anche l'impiego di questa
droga da parte degli indiani del Canada i quali masticano il rizoma e le ra-
dici per alleviare il senso di fatica.
Cannella (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
La droga è costituita dalla corteccia, privata del sughero esterno e del
parenchima sottostante, dai polloni cresciuti sui ceppi di Cinnamomum
zeylanicum Nees (Lauracee), albero originario di Ceylon, coltivato in altre
regioni dell'estremo Oriente, in Africa e in Brasile. La superficie esterna
della droga che si presenta arrotolata più volte su se stessa a formare can-
nelli singoli o inseriti gli uni negli altri, è di colore fulvo caratteristico, per-
corsa da linee biancastre longitudinali che si uniscono ad angolo acuto. È
fragile, ha frattura fibrosa e un caratteristico odore aromatico.
Composizione - Nelle cellule parenchimatiche si trova amido, mucilla-
gini, tannini, ossalato di calcio e un olio essenziale che contiene principal-
mente aldeide cinnamica (60-75%), eugenolo (4-10%),pinene,fillandrene e ca-
riofillene. La fenilalanina è il probabile precursore biologico 'sia dell'aldeide
cinnamica che dell'eugenolo. L'essenza ottenuta dalle foglie si differenzia
per una più elevata presenza di eugenolo (70-95%) .
Azione e uso - La corteccia di cannella, per il contenuto in tannini, è un
blando astringente e tonico. L'olio essenziale è carminativo e possiede
azione antibatterica. È anche stimolante del sistema nervoso centrale e a
dosi elevate è convulsivante.
Chiodi di garofano (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
La droga è costituita dai fiori in boccio di Eugenia cariophyllata Thunb.
(Mirtacee), albero alto 10-20 m coltivato in Madagascar, Indonesia e Brasile.
In F.U.I., (Droghe vegetali e preparazioni, 1991) è riportata anche l'essenza.
Composizione - La droga contiene olio essenziale (14-21%), tannini
(10-13%), derivati terpenici e glucosidi del sitosterolo, stigmasterolo e
campestrolo. L'essenza si caratterizza per l'elevata presenza di eugenolo
(85-95%); contiene anche sesquiterpeni e p-cariofillene), e piccole
quantità di esteri, chetoni e alcoli.
166 CAPITOLO SESTO
Azione e uso - I chiodi di garofano vengono impiegati come spezie.
L'olio essenziale viene impiegato in odontoiatria come antisettico e antio-
dontalgico.
Timo (F. U.1., Droghe vegetali e preparaziom: 1991)
La droga è costituita dalle sommità fiorite e dalle foglie contuse di Thy-
mus vulgaris L. e T zygìs L., piccoli suffrutici che contengono circa l' 1 % di
olio essenziale in cui sono presenti fenoli (carvacrolo, timolo, p-cimolo),
monoterpeni e sesquiterpeni.
Azione e uso - L'olio essenziale (Timo essenza, F.U.I., Droghe vegetali e
preparazioni, 1991) esplica azione antisettica, antitussiva ed espettorante.
Le foglie di timo contengono flavonoidi che potrebbero spiegare l'attività
spasmolitica di questa droga.
Un gruppo di oleoresine o balsami (del Perù, del Tolù, storace, benzoino)
trovano impiego in terapia come antisettici e antiparassitari. La composi-
zione di queste droghe è complessa; in particolare sono presenti acido ben-
zoico, cinnamico e loro esteri, derivati fenolici quali il guajacolo ed omo-
loghi superiori, oltre ad acidi triterpenici (acido siaresinolico, acido suma-
resinolico).
Benzoino del Laos (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Detto anche benzoino del Siam, è un'oleoresina che si ottiene per inci-
sione del fusto di Styrax tonkinensis (Pierre) Craib ex Hartwich (Styracacee),
albero di una decina di metri, con foglie intere ovali-acuminate, coperte di
peli biancastri, con infiorescenze cimose a fiori bianchi. L'albero è indi-
geno del Laos e del Vietnam del Nord.
La droga consiste in masse (lacrime) generalmente separate o agglome-
rate, di colore bianco-grigiastro, più o meno porose. La superficie di frat-
tura è cerosa, biancastra e diviene bruno-rossastra col tempo.
Composizione - Il 70% circa è costituito da coniferi! benzoato; sono
presenti acido cinnamico, benzoico e loro esteri. Il contenuto in acidi è del
20-30% e in genere l'acido cinnamico è circa il doppio del benzoico.
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE
Azione e uso - Viene impiegato principalmente per uso esterno come
antisettico; utilizzato anche come conservante e nell'industria dei pro-
fumi.
Balsamo del Tolù (F.U.1. Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Sostanza oleoresinosa che si ottiene per incisione del tronco di Myro-
xylon toluiferum H. B. et K. (Leguminose), albero di grandi dimensioni
spontaneo in Colombia e Venezuela. Viene coltivato a Cuba. In F.U.1.
(Droghe vegetali e preparazioni, 1991) è riportato anche l'estratto idroglice-
rico.
Composizione - È ricco in acidi aromatici liberi (acido cinnamico 12-
15%, acido benzoico 8%) e loro esteri (fino aU'80%).
Azione e uso - È impiegato come balsamico nella di.
medi per le affezioni respiratorie e per aromatizzare prodotti farmaceutici.
Balsamo del Pero (F.U .1., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Si forma dopo trauma dal tronco di MyroxyZon balsamum (L.) Hru:
ms
varo pereirae (Royle) Harms (Fam. Leguminose), albero del centro Aro.enca.
La droga contiene il 55-65% di esteri quali benzilcinnamato, benzilben-
zoato e cinnamilcinnamato.
Azione e uso - Per uso esterno come antisettico e nel trattamento di pa-
rassitosi cutanee (scabbia).
Storace liquido
È un balsamo che si ottiene a seguito di lesioni traumatiche del tronco
di Liquidambar onentalis (Fam. .di di-
mensioni dell' Asia Minore. E molto ncco m aCIdo cmnamlco SIa libero
che combinato.
Azione e uso - Viene impiegato per uso esterno analogamente al bal-
samo del Perù.
CAPITOLO SESTO
Azione e uso - I chiodi di garofano vengono impiegati come spezie.
L'olio essenziale viene impiegato in odontoiatria come antisettico e antio-
dontalgico.
Timo (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
La droga è costituita dalle sommità fiorite e dalle foglie contuse di Thy-
mus vulgaris L. e T. zygis L., piccoli suffrutici che contengono circa l'l % di
olio essenziale in cui sono presenti fenoli (carvacrolo, timolo, p-cimolo),
monoterpeni e sesquiterpeni.
Azione e uso - L'olio essenziale (Timo essenza, F. U .r., Droghe vegetali e
preparazioni, 1991) esplica azione antisettica, antitussiva ed espettorante.
Le foglie di timo contengono flavonoidi che potrebbero spiegare l'attività
spasmolitica di questa droga.
Un gruppo di oleoresine O balsami (del Perù, del Tolù, storace, benzoino)
impiego in terapia Come antisettici e antiparassitari. La composi-
zIOne dI queste droghe è complessa; in particolare sono presenti acido ben-
zoico, cinnamico e loro esteri, derivati fenolici quali il guajacolo ed omo-
loghi superiori, oltre ad acidi triterpenici (acido siaresinolico, acido suma-
resinolico ).
Benzoino del Laos (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
. Detto anche benzoino del Siam, è un'alea resina che si ottiene perinci-
SlOne del fusto di Styrax tonkinensis (Pierre) Craib ex Hartwich (Styracacee),
albero di una decina di metri, con foglie intere ovali-acuminate, coperte di
peli biancastri, con infiorescenze cimose a fiori bianchi. L'albero è indi-
geno del Laas e dei Vietnam del Nord.
La.droga consiste in masse (lacrime) generalmente separate o agglome-
rate, dI colore bianco-grigiastro, più o meno porose. La superficie di frat-
tura è cerosa, biancastra e diviene bruno-rossastra col tempo.
Composizione - Il 70% circa è costituito da coniferil benzoato' sono
presenti acido cinnamico, benzoico e loro esteri. Il contenuto in acidi è del
20-30% e in genere l'acido cinnamico è circa il doppio del benzoico.
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE 167
Azione e uso - Viene impiegato principalmente per uso esterno come
antisettico; utilizzato anche come conservante e nell'industria dei pro-
fumi.
Balsamo del Tolù (F.U.I. Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Sostanza oleoresinosa che si ottiene per incisione del tronco di Myro-
xylon toluiferum H. B. et K. (Leguminose), albero di grandi dimensioni
spontaneo in Colombia e Venezuela. Viene coltivato a Cuba .. In F.l!'I.
(Droghe vegetali e preparazioni, 1991) è riportato anche l'estratto !droghce-
rico.
Composizione - È ricco in acidi aromatici liberi (acido cinnamico 12-
15%, acido benzoico 8%) e loro esteri (fino all'80%).
Azione e uso - È impiegato come balsamico nella di.
medi per le affezioni respiratorie e per aromatizzare prodotti farmaceutlcl.
Balsamo del Pero (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Si forma dopo trauma dal tronco di Myroxylon balsamum (L.)
varo pereirae (Royle) Harnis (Fam. Legumino.se), del centro
La droga contiene il 55-65% di esteri qual! benztlcmnamato, benzllben-
zoato e cinnamilcinnamato.
Azione e uso - Per uso esterno come antisettico e nel trattamento di pa-
rassitosi cutanee (scabbia).
Storace liquido
È un balsamo che si ottiene a seguito di lesioni traumatiche del tronco
di Liquidambar orientalis Miller (Fam. Amamelidacee), albero .di di-
mensioni dell' Asia Minore. È molto ricco in acido cinnamlCo Sla lIbero
che combinato.
Azione e uso - Viene impiegato per uso esterno analogamente al bal-
samo del Pero.
I
I
IbIS
CAPITOLO SESTO
I Canape indiana \
Q ,'"--
. La canape indiana o Cannabis saliva L. (Fam. Cannabinace ) ,
P
ianta erb . ' . d ' , '. e c:. una
. . . pere?ne ongmana ell'Asia centrale,
In dIverSI altn paesI, dall'Europa all' America. La coltivazl'one : : 1": ':'
t t d d' , , È e pero lml-
a a a accor llnternaZlOnali. nota sia per le fibre ch d ' . ,.
. I . e a essa SI otten-
, gono sia per a resma che è dotata di attività eccitante sul
/: centrale. l:ha.bitat, la fibra o la resina diventano il
Alculll S:UdIOSI hanno evidenziato un più elevato tenore di 1-,6.9-
tetraldrocannab1Oolo nella canape coltivata in climi con";n t l' .
Il l ' , ., '. u en a l nspetto a
que a, co tlVata m climI medIterranei o insulari. Secondo altri A t ' _
rebbe l'' ' d' u on sa
, , mvece a VarI eta tn lca a produrre la resina allucinogena L
d ' " d Il . '. a ca,nape
m lana e a e mfiorescenze femminili (Figura 6.11/1) d' ' _
cate,che prendono Il nome di «marijuana». o «macanha», mentre
2
Canape indiana (Cannabis saliva): infiorescenza (1) e sezione della
I
r
DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE 169
r!?le resinoso è noto come "hashish", o «kif", o «charas» ed è da 5 a 10
volte più p.otente della marijuana in termini di contenuto in 1-.6,9-tetraidro-
cannabinolo. Spesso le varie diciture vengono impiegate in modo impro-
prio. La resina è secreta da innumerevoli ghiandole diffuse su foglie e fiori
(Figura 6.1112).
Composizione - Il costituente della resina farmacologicamente più im-
por.tante è il a cui sono dovute le proprietà allu-
cinogene della droga. La pianta contiene anche piccole quantità di olio es-
senziale in cui sono presenti terpeni e sesquiterpeni,
l-t:.9-rerraìruocannabinolo
Azione e uso - Le proprietà medicinali sono note fino dall'antichità; è
stata usata come ipnotico, anticonvulsivante, analgesico, ansiolitico ed an-
titussivo. Caduta in disuso è poi divenuta nota per l'uso illegale come so-
stanza sono stati evidenziati. risultati di inte-
resse nell'impiego deiprincìpi attivi di questa droga in pazienti con neo-
plasie, in quanto ,sembrano contrastare la nausea e il vomito che spesso
compaiono a d.i tratt,upento chemioterapicoantiblastico. È in stu-
dio anche l'impiego nella terapia del. glaucoma per l'azione riducente la
intraocp.!'!!e. La tossicomania rimane comunque. il problema
principale; si instaura infatti uno stato onirico con ideazione sconnessa e
incontrollabile." alterazione della percezio_ne spazio-temp9. allu,cina-
zioni visive e un senso psichico e fisico di benessere. A dosi elevate dà pa-
nico e sdoppiamento Non son.o riportati' casi di
cazione mortale né la,comparsa di grave ma induce tol7
leranza:Recentemente sono stati scoperti nel ratt9., nel I?aiale e n_e!:.
l'uomo l' esistenza di recettori"specifici per)l
9

CAPITOLO VII
DROGHE A PRINCIPI FENOLICI E POLIFENOLICI
di EUGENIO RAGAZZI e GUGLIELMINA FROLDI
DROGHE AD ANTRACHINONI
Derivati antrachinonici sono i costituenti attivi di numerose droghe
dotate di attività purgante. Molto prima del riconoscimento chimico di
questi composti, droghe quali rabarbaro, aloe, senna e cascara erano infatti
da tempo riunite nel gruppo delle droghe ad azione purgante. Altre specie
vegetali contenenti antrachinoni erano tradizionalmente impiegate quali
coloranti naturali e pertanto ricevettero grande interesse commerciale
prima dell'introduzione dei coloranti artificiali.
I derivati antrachinonici si trovano sotto forma di glicosidi, contenenti
glucosio o ramnosio; la presenza di uno zucchero interferisce con la farma-
cocinetica del principio attivo ma non è indispensabile per l'azione farma-
cologica. I primi composti ad'essere identificati furono gli antrachinoni
propriamente detti, che presentano la struttura chimica di base del 9,10-
antrachinone (Figura 7.1). Furono in seguito isolate altre molecole deri-
vate per riduzione (Figura 7.1), quali oxantroni, antranoli e antroni, come
pure composti formati dalla unione di due molecole di antroni, i diantroni.
Dalla struttura base dell'antrachinone sono derivati altri composti che dif-
feriscono tra loro per la disposizione di vari sostituenti. In genere è presente
Un ossidrile fenolico in posizione 1 e ~ e, 1q 3, un g.t}!Ppo metilico, carbossilico o
alcolico (Tabella 7.1). Qy.esti sostituenti sono necessari per r-attività purgante.
La proporzione di composti a diversi stati di ossidazione varia notevol-
mente a seconda che si tratti di vegetali freschi o seccati. Nelle piante fre-
sche predominano i derivati ridotti quali gli antranoli, i quali però si ossi-
dano facilmente ad antrachinoni durante l'essiccamento e la conserva-
zione. Un certo grado dì protezione nei confronti del processo di ossida-
zione viene dal legame glicosidico o da legami di polimerizzazione esi-
stenti tra molecole antrachinoniche. La stabilità aumenta dai composti più
semplici (in cui l'ossidrile impegnato nel legame glucosidico è uno di
quelli dei nuclei fenolici laterali) a quelli in cui il legame glicosidico impe-
gna l'ossidrile in posizione 10 (aloina), o ai polimeri (senosidi) in cui l'agli-
cone è formato dalla fusione di due o più nuclei antrachinonici.
172
CAPITOLO SETTIMO
a))
1 ': "" <= 0))0 l
// 1// I
nd;(; ,
1 ;/ossid, OH H OH
',L h' I
I antraluroc mone oxantrone
O
//3 ì
5 O OH 0))0 I
antrachinone l :;:?' I I )
// ....-:;:;
H H I
fid. i l antrone
ossido l'
O I
amranolo
O
diantrone
FIGURA 7.1. Struttura chimica dei composti derivati dagli antrachinoni.
TABELLA 7.1. ALCUNI DIFFUSI Dl!RIVATI ANTRACHINONICI E RllLATIVI GRUPPI FUNZIO-
NALI.
Compouo
1
6 8
3
Crisofanolo
-OH
- -OH -CH
3
Aloe-emodìna
-OH
- -OH -CH
2
OH
Frangula-emodina
-OH -OH -OH
-CH
3
Rema
-OH
- -OH
-COOH
Reocrisina
-OH
-OCH
3 -OH -eH
3
DROGHE A PRINCIPI FENOLICI E POLlFENOLlCI 173
Diffusione - I composti antrachinonici sono molto diffusi
ve etale; sono stati segna atl anc e icroor anismi (genere Penicillum
e Aspergi us, ma sono rari in muschi. felci e cooifere Nelle Angio-
sperme, antrach1iìòni sono frequenti nelle Liliacee, Poligonacee, Ramna-
cee, Rubiacee, Leguminose. Il boletolo di molte specie di funghi del genere
Boletus è un derivato antrachinonico che ossidandosi a chinone dopo
esposizione all'aria della superficie di frattura del fungo, assume una colo-
razione bluastra. Antrachinoni sono stati identificati anche nel mondo
animale, come nelle cocciniglie, insetti da cui si ottiene il colorante carmi-
niO.
Reazioni di identificazione
Reazione di Borntrager - I glicosidi vengono idrolizzati per ebollizione
della droga, polverizzata, con Hel o H
2
S0
4
diluiti. Gli agliconi si estrag-
gono quindi con etere o benzene. Si tratta infine il solvente organico con-
tenente gli agli coni con una soluzione alcalina, che assume colorazione
rossa per formazione di sali degli antrachinoni. Gli antranoli danno questa
reazione solo dopo essere stati ossidati. La reazione di Borntrager si può
eseguire anche direttamente sulla droga, deponendovi una goccia di KOH
o NaOH concentrato.
Reazione di SchOnteten - È positiva solo per gli antranoli: per aggiunta di
borato sadico a un estratto acquoso della droga, si ottiene una intensa fluo-
rescenza verde.
Proprietà biologiche - Le droghe contenenti derivati antrachinonici ven-
gono utilizzate come purganti. La parte glucidica del glicoside incrementa
la solubilità e facilita il trasporto nel sito d'azione. La parte attiva della mo-
lecola è comunque l'aglicone. L'attività è dipendente dalla struttura chi-
mica del composto (numero e posizione degli ossidrili): la reina è molto
poco attiva, il crisofanolo e le emodine hanno attività crescente. La più alta
attività è tipica dei composti in forma ridotta, cioè degli antranoli, che pos-
sono avere azione purgante con eccessiva irritazione; gli antroni hanno at-
tività ancora maggiore. Alcuni autori ritengono che il principio attivo re-
sponsabile dell'attività purgante sia in realtà il derivato in forma di antro ne
che si forma per azione di batteri che dapprima idrolizzano il glucoside e
successivamente riducono l'aglicone a livello di intestino crasso, dove av-
viene la stimolazione della peristalsi. Droghe contenenti grandi quantità
di antroni, come la corteccia di frangula, possiedono un effetto purgante
174 CAPITOLO SETTIMO
drastico, e debbono essere conservate per un certo pe-
nodo di tempo per consentire l'ossidazione ad antrachinoni.
L'effetto delle droghe antrachinoniche è in genere lento ad instaurarsi
ore ?più), perchè il glicoside deve raggiungere l'intestino crasso, su-
bue ldrohsl ed essere quindi ridotto; i glicosidi sono quindi considerati dei
Le libere, se presenti nella droga o formatesi per idro-
a ll\:'ello gastnco, vengono assorbite nell'intestino tenue, subiscono co-
c?n. acido glucuronico nel fegato e sono eliminate per via uri-
nana. I glICOSidi, essendo molecole polari, idrosolubili e con notevole mas-
sa molecolare, non vengono in genere assorbiti né idrolizzati nell'intesti-
no tenue; fanno i glicosidi degli antroni che per la loro lipofilia
possono essere m parte assorbiti e dare effetti indesiderati siste-
mi c!.
L'azione dei derivati antrachinonici è ricondotta a un incremento
della peristalsi e,sse.nzialmente a livello .del colon destro e del sigma. È pre-
sen:e un+ sul di acqua e elettroliti: per inibizione
att1-:lta Na -ATPaslca nelle cellule intestinali, si ha inibizione del
nassor?lmento di acqua, sodio e cloro, mentre aumenta la secrezione di
potassIo. Altri meccanismi d'azione sono stati indicati a livello di sintesi di
(pure coinvolte nei processi di trasporto di acqua ed elet-
troliti) o di flusso del calcio.
. L'effetto delle princìpi antrachinonici è comunque
quello .composti allo stato puro. Ogni droga con-
mfattl una aSS?ClaZlOne d1 antrachinoni, la cui attività può essere su-
pen?re a ?envante dalla somma dei singoli componenti; esiste cioè
un di Alcune droghe contengono anche delle
sostanze resmose dotate di proprietà purgative (Tabella 7.2). In altri casi in-
TABELLA 7.2. CONTENUTO IN PRINcIpI ATTIVI DI ALCUNE DROGHE ANTRACHINONICHE.
Droga Antrachinoni % Resine % Tannini
Aloe 15-20 16-63 -
Cascara 1.5-6 - -
Frangola 1.5-7 - -
Rabarbaro 3-7 - +++
Senna 1-1.5 +++ -
,>
i'
.. I
,"
DROGHE A PRINCIPI FENOLICI E POLlFENOUCl
175
vece, la presenza di sostanze tanniche, astringenti, l'effe:to
purgante, come è il caSO del rabarbaro che a ha aZlOne astrm-
gente, mentre a dosi più elevate presenta aZlOne lassatlva.. .
Come già ricordato, l'essiccamento modifica il an:rachl-
noni e antranoli, aumentando l'abbondanza relativa del pnml, partIColar-
mente nel caso di corteccia di frangola e cascara, che in genere non ven-
gono utilizzate appena raccolte perchè troppo drastiche. tal motivo a
volte si procede a invecchiamento per almeno un anno, o a nscaldamento
a 100°C per un'ora. . .
Uso _ Le droghe a princìpi antrachinonici, oltre essere
come tali, entrano nella composizione delle più comum preparazlOm offi-
cinali lassative e purganti. Alcune (aloe, rabarbaro) sono utilizzate anche
come eupeptici e colagoghi.
.p 1<,> ,' , X Aloe (F. U .1., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
La droga è costituita da un succo, condensato a secchezza, estratt?
dalle foglie di diverse specie di grandi
cali e subtropicali. Le specie di aloe pì1i importanti, le pnme due Incluse
Farmacopea, sono: 1) Aloe_barbadensis Mill., o. A. vera 1., o A. vulgarzs
Lamk., detta anche Aloe di Curaçao o delle AntIlle, col-
tivata nelle Antille e nel Venezuela; 2) Aloeferox Mill., detta anche Aloe
del Capo, originaria del Sud Africa; 3) Aloe pemi Baker, o di
bar o socotrina, così chiamata perchè in passato la coltivazlOne era .ltml-
tata a quest'isola. Il primo aloe menzionato nelle opere me-
dicina è infatti quello di Socotra:' dopo la dI Isola a
opera di Alessandro Magno, i Greci colonizzaton la pianta ed
appresero dagli indigeni a prepararne il succo. L'al?e socotnna. era usata
anche dai medici arabi nel Medio Evo. La droga arnvava allora 10 Europa
attraverso il Mar Rosso e Alessandria; più tardi vi giunse attraverso il Capo
di Buona Speranza. Verso la fine del XVII secolo, l'aloe socotrina fu sop-
piantata dalla concorrenza dell'aloe americano e in seguito da quella del
Capo. .
La pianta di aloe presenta un corto fusto legnoso con una roset.ta dI
glie larlGeelate-eamo.se. ... moltQ.:ir.aD:ai (50- éffiXIO-20 cm), a
punta acuta e provviste di margini. Dal centro della rosetta fo-
glie si eleva uno s.telq.f..QLmoAi fio:i_ a spi!?,a o a grappolo (FIgura
7.2) di colore giallo o rosso.
-_ .. ....>._-._----
176
CAPITOLO SETTIMO
- --- ------------------.
b
a
f I
l _
FIGURA 7.2. Aloe: a) pianta; b) foglia; c) sezione di foglia; d) fasci vascolari.
Preparazione della droga - I procedimenti di preparazione differiscono a
seconda di provenienza, ma tutti consistono nel concentrare per
evaporaZiOne Il succo estratto direttamente dalle foglie, o un liquido pre-
parato esaurendo queste ultime con acqua.
dell'aloe del CaQo avvien.e..tagliando tras'll"ersalmente
le fogIte Vlcmo alla base e attorn9_a una cavità
protetta da un telo; Il SUCCQ viene lasciato colare Rer circa 6 ore
es. . fattQJiQljireper circ.a.1 .. a fuoco vivo.
qumdl versato ID dove è lasciato solidificare. 11 pro-
;
I
I
!
. ,.
I
DROGHE A PRINCIPI FENOLICI E POLIFENOLI CI 177
cesso di riscaldamento talora viene condotto in misura eccessiva, per cui si
può avere alterazione dei componenti.
La preparazione dell'aloe delle Barbados è invece ottenuta dispo-
nendo le foglie tagliate in una tinozza con un foro da cui fuoriesce
il succo che viene raccolto e fatto evaporare senza riscaldamento. At-
tualmente l'.industria centroamericana produce l'aloe per evaporazione
sotto vuoto, in modo che i costituenti del succo cristallizzano e danno ori-
gine, per raffreddamento, a una m.assa resinosa non trasparente (aloe « epa-
tico ») .
Descrizione della droga - L'aloe del Capo si presenta in masse bruno-
riflessi verdastri, semitrasparenti, frattura concoide, brillante; la
polvere è bru09-verdastra. caratteristico; il, sapore
amaro, sgradevole. L' aspetto vetroso ottenuto per concentrazione ad alta
te'iilperatura rende ragione del nome di aloe lucido che è riservato a questa
forma.
L'aloe delle Barbados si presenta come masse giallo-marrone o bruno-
nerastre, opache o leggermente brillanti, a frattura concoide; la polvere è
bruna! l'odore penetrante, caratteristico, simile allo iodoformio, e il sapore
amaro, sgradevole. Questa forma di aloe è detta anche aloe epatico, per le ca-
ratteristiche morfologiche simili al tessuto epatico. L'aloe è solubile a
caldo in alcool, parzialmente solubile in acqua bollente, insolubile in etere
e cloroformio.
Composizione chimica"":' L'aloe contiene glicosidi antrachinonici e re-
sine, oltre a una piccola parte di antrachinoni allo stato libero. Il glicoside
più abbondante è la 7.3), derivato dell'aloe-emodìnan:-
trone, non idrolizzabile dal riscaldamento in ambiente acido o alcalino di-
luito; può essere invece decomposto per idrolisi ossidativa utilizzando clo-
ruro ferrico. Sono stati descritti due stereoisomeri in lO della barbaloina,
denominati aloina A (l'isomero 10-R) e aloina B (l'isomero 10-5), intercon-
vertibili la forma antranolica. Nell'aloe delle Barbados è pre-
sente un altro glicoside, f "iO L\' \-).?
Le resine dell'aloe incIu ono il glicoside aloesina (Figura 7.3). d
Reazioni di identificazione - s2L_ ..
È,orace, che QrpdUf_C;__ una più evidente alla
luce U.V. di 365 nm, dovuta alla presenza di antranoli. Un'altra reazione
di identificazione impiega acqua di bromo, con cui si forma un precipitato
giallo, mentre il surnatante è violetto.

--
OH o OH
glucosio
barbaloina
aloesina
CAPITOLO SETTIMO
FIGURA 7.3. Alcuni glicosidi del.
l'aloe: barbaloina e aloesina.
Saggi - È descritta la cromatografia su strato sottile, utilìzzando una la-
stra ricoperta di uno strato di gel di silice G; come soluzione di confronto si
usa barbaloina.
Determinazione quantitativa - La Farmacopea descrive un metodo spet-
trofotometrico con lettura dell'assorbanza a 512 nm.
Uso - L'aloe viene impiegata come è il più irritante ed ener-
gico tra i purganti antrachinonici. Può essere impiegata la polvere, oppure
l'estratto secco titolato (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991).
In piccole dosi entra nella composizione di preparati eupeptici, per il
sapore amaro.
( Cascara sagrada (P.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
La droga è costituita dalla corteccia di Rhamnus purshianus D.C. (Ram-
nacee), albero di 6-18m che cresce spontaneo in America del Nord lungo
la costa del Pacifico e negli Stati dell'Ovest. Il nome significa «corteccia
santa", in quanto si riteneva che il legno di quest'albero fosse lo stesso che
servì a costruire l'arca santa.
In Farmacopea (Droghe vegetali e preparazioni, 1991) sono descritti, oltre
alla corteccia, l'estratto secco di cascara e l'estratto secco acquoso.
DROGHE A PIUNCIPI FENOLICI E POLIFENOLlCI 179
Raccolta e preparazione - La raccolta viene e.ffettuata dalla metà di aprile
alla fine di agosto, in quanto la linfa che flUIsce nella. zona
c-;mbiale un distacco più agevole della c.orteccla. GlI
(Tono di solito .!illiliati e la laSCIata seccare all
o . d' l'at ezzi la preparaZlOne deve ess'm evIlarO :
qum 1_ .. _ .. :.. .. , .. , V' . Iiato inoltre di
esÌ;orre la corteccia alla pioggia o ali umldlta. lene con.Slg . d'
r.p Ld,. .... a:a l.lILaIlllO (alcuni autOI! suggenscono 1
conserv....a ......_J.a- """0 .- . . . r ')
asPet"tare anche 4 anni per un prodotto di mIglIore qua Ita .
. d' . 1 hi fino a 20 cm e di 1-4
Descrizione della droga - I peZZI l corteCCIa, ung d
mm di spessore, sono piatti oppure a doccia, talora
che essi provengano dal tronco o dai rami. La superfiCle esterna 19 .
3
a
cl
l:l
b
t
b
4
V.
b

c
2
FIGURA 7.4. 1) Corteccia di frangola. 2) di .. 3)
di corteccia di cascara. 4) Sezione trasversale dl. co.rteccla dl frangola.) g ,
b) fasci di fibre; c) raggi midollari; d) ammaSSI dI cellule sderose.
iMU
CAPITOLO SETTIMO
.quasi liscia, è costituita da un sughero bruno-po '
l ' 11' !para Scuro cosparsa dl
entI,ce e, ncoperta biancastri, da muschi e da
epatIche foghacee. La superficIe mterna è di colore dI' Il l b
" a gta o a runo-ros-
o nero, con stnature longitudinali e lievi rugosità trasversal'
..a ,attura e b;eve e g:anulosa sulla faccia esterna, un po' fibrosa sulla
eIa mterna. L odore e caratteristico, ma poco pronunciato' il sapore è
amaro e nauseante. '
All'esame microscopico (F 74) 'l h
cuni str . d' 11 1 . ,Igura .. ' I ,sug ero appare costituito da aI-
masse u applat:lte, a sottili, contenenti
. " n,o astre, parenchlma cortIcale contiene ammassi
o cellule sclerose. Il libro è abbondante costituito d
dI tubi cribrosi, che si alternano con di
m qU,ali è inclusa una massa o un piccolo ru di fi-
raggi n:ldol1ari .pluriseriati, Gli ammassi i fasci
lIre l, ,SO?O CircondatI da guaine di tubi ossaliferi per lo più
conten:n
n
pnsml dI ossa1ato di calcio. '
l ' . I pnncìpi attivi localizzati soprattutto nel libra e nei raggi midol-
B
an
, colorazlOne rosso scura con sadio idrossido (reazione dI'
orntrager.
, ,Composizione e uso - La droga contiene i16-9% d' l' '..l'
mCI S d '., li " , l g
______ ono escnttl l g cosldl pnmari a cascarosidi C e D h
_. _ _ .",_" , c e sono
glu.::osio - O
O
R
glucosio
glucosio -O
O OH
R
R",CH20H: cascarosidi A e B
R:CH
3
: cascarosidi C e D
....
FIGURA 7.5. Glicosidi della cascara.
isomeri in CIO del1'8-0-P-D-glucopiranoside dell'aloina e crisofanolo (Fi-
gura 7.5); due aloine, una barbaloina derivata dall'antro ne dell'aloe-emo-
dina e una crisaloina derivata dall'antrone del crisofanolo, probabilmente
prodotti di degradazione dei cascarosidi; alcuni glicosidi derivati dall'e-
modina, aloe-emodina, crisofanolo; vari diantroni; aloe-emodìna, crisofa-
nolo e emodina allo stato libero.
L'impiego è come purgante; viene usato in genere l'estratto secco o li-
quido,-;;TèfOOr:-------
)( Frangola (F.U.l., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
è del fusto e dei rami di
frangula L. (Ramnacee), arbusto diffuso nei sottohoschi di tutta
l'Europa centro-meridionale, alto m. È déscriùa nella
anche l'estr<it!O
fraI1gola. . - ---
Raccolta - Si esegue in maggio-giugno, durante la fioritura; sql tronco e
sui,rami si pratiçano delYé- in 4a
delimitare delle strisce di corteccia che è facile distaccare. Le parti della cor-
tècciarimaste tra gli spazi decorticati permettono alla pianta di sopravyi-
e potrannQ essere asportate nell'annata successiva.
Descrizione - I 1i:ammenti __della .. c_o.rtecci-a _del-tronco _e _d!:i, rami, dello
spessore di circa 1 mm, sono piegati a doccia o cannell.i (Figura
7.4). La superficie esterna è bruno-grigiastra, corrugata longitudinalmente
e coperta da numerose lenticelle grigiastre, allungate trasversalmente; la
superficie interna è di colore bruno-arancio o bruno-rossastro che vira al
rosso per azione di alcali, liscia con fini striature longitudinali. La frattura è
breve, fibrosa nella zona interna. L'odore è debole, il sapore leggermente
amaro e astringente.
All'esame microscopico (Figura 7.4), in sezione longitudinale, il su-
ghero bruno-rossastro presenta numerosi strati di cellule appiattite, inter-
rotti da lenticelle, seguiti da alcuni strati di cellule collenchimatiche. Il pa-
renchima corticale presenta gruppi di fibre non lignificate e, nella cortec-
cia giovane, grandi cellule mucillaginose. Il libro mostra numerosi gruppi
di fibre liberiane, ripartite in assise tangenziali, con una guaina di cellule
contenenti ciascuna un prisma di ossatato di calcio e rari granuli di amido.
182 CAPITOLO SETTIMO
l
glucosio - O
O
I
r:unnosio
O OH
O
CH,
FIGURA 7.6. Struttura della gluco-
frangulina A.
L
I
glucofrangulina A J
--_ ..
I raggi midollari, formati da 1 a 3 file di cellule, si colorano in rosso intenso
con soluzione di potassio idrossido.
Composizione - A..ntrachillimi.(2:4.o/I) •. I
compollenti PIincipsli SQlli) lag(uçoft/!:rzg;dina /l e B. La glucofrangulina A
è la 6-0-a-L-ramnosilemodina 8-0-b-D-glucosi<k(Figura 7.6); per idrolisi
del glucosio si ottiene la frangulina (6-0-a-L-ramnosilemodina) che per
idrolisi ulteriore dà l'aglicone frangula-emodina. La glucofrangulina B è
un analogo della glucofrangulina A, contenente apiosio anzichè ramnosio.
Spincervino
È il frutto del Rhamnus catharticus L. (Ramnacee), arbusto comune
lungo le siepi e nei boschi, caratterizzato da corti rami nerastri terminanti
con una punta dura, spinescente.
Il frutto è una drupa, dapprima rossa, poi, a maturità, nero-violacea,
carnosa, grossa quanto un pisello. Dai frutti, schiacciati e lasciati fermen-
tare, si ottiene un succo rosso contenente glucosidi antrachinonici, che è
. stato impiegato come purgante drastico.
Rabarbaro (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
La droga è costituita dagli organi sotterranei (rizoma e radici) disseccati
del Rheum palmatum L. o del Rheum officina!e Baill. (Poligonacee). Sono
DROGHE A PRINCIPI FENOLICI E POLlFENOLlCI
183
piante erbacee perenni, alte 1-3 m, spontanee delle zone montuose dell'A-
sia, dalla Cina al Tibet. Hanno grandi foglie cuoriformi o tondegglantl,
pentalobate, con margini interi o incisi, palmatinervie. . .
Il genere Rheum comprende circa 50 specie, che possono
in due classi, la prima comprendente il R. palmatum L. e ti R.
BailL, e la seconda contenente il R. rhaponticum L., il R. undulatum L. e Il R.
emodi Wallich. Uno studio sistematico è generalmente resO difficile dalla
tendenza delle piante coltivate a formare ibridi come R. palmatum x R. un-
dulatum e R. palmatum x R. emodi. La maggior parte della droga nel passato
era ottenuta da R. palmatum vaL tangztticum e dal R. officinale, nota commer-
cialmente come rabarbaro di Shensi e rabarbaro di Canton. Attualmente la
fonte maggiore sembra essere il R. palmatum e il R. palmatum var. tanguticun:.
Il rabarbaro cinese ha una lunga storia. È stato descritto in un erbano
del 2700 a.C., e successivamente ha rappresentato una importante merce
di scambio tra la Cina e l'Europa. Gli antichi medici greci e romani lo chia-
marono Rha ponticum e Rha barbarum, a indicarne la dal
Ponto, e genericamente dalle regioni dei barbari. Per lungo tempo 11 rabar-
baro arrivò in Europa attraverso vie diverse, che fecero distinguere le spe-
cie di droga in commercio con denominazioni prive di alcu? con
l'origine reale della stessa: rabarbaro di Russia o di
dalla Cina, attraverso l'Asia centrale); rabarbaro dI PerSIa o dI
(dalla Cina all' Asia Minore, attraverso la Persia); di
(dalla Cina, attraverso il Golfo Persico, il Mar Rosso e l'Eglt.to). In segUlt?,
dopo che gli Inglesi costrinsero la Cina ad aprire i suoi portI al
europeo, la droga giunse in Europa via mare, da Shangai, sotto Il nome dl
rabarbaro cinese.
Raccolta e preparazione - Il rabarbaro cinese viene raccolto
in montagna sopra i 3000 metn:Tnpri-rnavera o in: autunno,
almeno 6-10 anni viene dissotterrato e l moml
decorticati per raschiamento, tagliati a pezzi e seccati al sole o co,1
calore. Il rabarbaro seccato.'lrtificialmente in genere assume un colore pm
·scufoe·oaore empireumatico. I pezzi provenienti dalla parte inferiore del
rizoma sono detti rabarbaro rotondo >', sono pressochè cilindrici e misu-
rano 5-8 x 5-7 cm. La parte superiore, larga e ingrossata, viene tagliata lo n-
gitudinalmente e fornisce il cosiddetto « rabarbaro », in pezzi di 12-
15 cm di lunghezza, 7-8 cm di larghezza e 3-4 cm dI spessore.
Descrizione della droga - appena ricordato,
sotto forme differenti:_ discoidali, cilindriche, ovoidali,
184
CAPITOLO SETTIMO
lora presentanti un foro, indicando che i pezzi sono stati appesi per l'essic-
camento. La superficie esterna, di colore giallo-rossastro, presenta delle li-
nee più scure che si incrociano a formare un reticolo discontinuo, ed è
spesso ricoperta da polvere giallo-bruna. I pezzi di rizoma che costitui-
scono la droga sono più o meno profondamente decorticati; a seconda del
grado dì de:orticazione, la. droga mezzo o tre-
quarti « vestita ". Sulle parti dove il lIbro e denudato, SI osservano dei
gruppi di limitate da linee bianche che
formano, mcroclandosl, una rete (Figura 7.7/a). Le losanghe corrispon-
dono alle sezioni dei raggi midollari; le linee che le inquadrano devono il
loro colore chiaro all'amido e all'ossalato di calcio contenuti nel paren-
chima liberiano.
Sulle sezioni di rizoma, le formazioni losangiche sopra indicate man-
cano, mentre si osserva la presenza di numerose formazioni stellari rossa-
stre che rappresentano le sezioni di fasci vascolari anomali. Oltre al si-
stema libro-legnoso normale, disposto regolarmente in cerchio alla perife-
ria del rizoma, esistono infatti, nel parenchima midollare, numerosi si-
stemi libro-legnosi anomali (libro interno, legno esterno) che si svilup-
pano in direzioni diverse e si anastomizzano tra loro. In sezione, questi fa-
sci supplementari mostrano un aspetto stellato (Figura 7.7 b, c, d).
I rizomi di R. pabnatum L. e di R. officinale Bail!. sono simili per strut-
tura, eccetto per la dimensione e la distribuzione delle formazioni stellate
(Figura 7.7): in sezione trasversale, nel R. palmatum hanno un diametro
medio di 2.5 mm e sono dispQste regolarmente, ad anello, all'interno della
normale zona legnosa; nel R. officinale sono più grandi, hanno cioè un dia-
metro medio di 4 mm, e sono sparse molto più irregolarmente. Nelle se-
zioni longitudinali, invece, le formazioni stellate sono disposte in linee pa-
rallele sovrapposte e corrispondono alla sezione dei fasci a tragitto trasver-
sale.
I! rabarbaro migliore, quello di Shensi (Nord), si presenta in pezzi ro-
tondi o piatti, compatti, raschiati con la lima in superficie, di colore bruno-
giallastro; l'odore è caratteristico, il sapore aromatico e amaro. Masticato,
ingiallisce la saliva (come tutti i rabarbari) e scricchiola sotto i denti.
Il rabarbaro meno pregiato, quello di Canton (Sud), ha struttura meno
compatta, le stelle si vedono meno nettamente sulla superficie di taglio, ha
uno spiccato odore. empireumatico, scricchiola poco sotto i denti.
Il rabarbaro di Szechuan, seccato a fuoco diretto con scarse precau-
zioni, è estremamente compatto e ha odore di fumo.
Nei rizomi provenienti da ibridi, le caratteristiche descritte, tipiche
delle specie originarie, sono meno evidenti.
DROGHE A PRINCIPI FENOLICI E POLIFENOLICI 185
l
I
I
a c d
FIGURA 7.7. Rabarbaro cinese: a) superficie esterna di rizoma decorticato e ra-
schiato; b) sezione trasversale di R. palmalum; c) sezione trasversale di R. officinale;
d) parte centrale di un sistema libro-legnoso anomalo, da cui si dipartono a stella i
raggi midollari (m).
Composizione chimica - I princìpi attivi del rabarbaro sono costituiti da
glicosidi e sos'fanze tànniche.G1i 'àgliçoni an-
in
a) antradiinoni non carb9Jllilico: cmoJanola, aloe-
emodina. emodinaJiscione; b) antrachinoni contenenti un carbossile: reina'
c) anche fogli;
di senna: sennosidi A e B; d) eterodiantroni degli antroni descritti, per
esempio la palmidina A, costituita dall'antrone dell'aloe-emodina e dal·
l'antrone della frangula-emodina.
La specie R. rhaponticum L., non officinale, contiene il glucoside rapon-
ticina, che è un derivato stilbenico su cui è basato uno specifico saggio della
Farmacopea per distinguere il rabarbaro officinale.
I tannini contenuti nella droga contrastano l'attività purgante degli an-
trachìrumt:è"te-n(foii5ii! un . ' .
Identificazione - Nella F.U.I. (Droghe vegetali e preparazioni, 1991) sono
descritte reazioni di identificazione: A) la droga polverizzata viene trattata
186 CAPITOLO SETIIMO
con HCl diluito a bagnomaria per 15 minuti; dopo raffreddamento si agita
la soluzione con etere e lo strato etereo ottenuto viene a sua volta agitato
con ammoniaca diluita, ottenendo una colorazione rossa dello strato ac-
quoso. B) si effettua una cromatografia su strato sottile, uiilizzando una la-
stra ricoperta di gel di silice G., confrontando la soluzione del prodotto in
esame con emodina.
Saggi - Per il Rheum raponticum in F.U.I. è descritta la cromatografia su
strato sottile, utilizzando una lastra ricoperta di uno strato di gel di silice
G.; si esegue il confronto con raponticina.
Azione ed uso - virtù
le.prnprktà degli amari astringenti. A tale scopo la droga si uti-
dosi. A dosi superiori prevale l'effetto
In Farmacopea è riportato l'estratto fluido di l'estratto
secco.
X Senna (F.U.l., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
La, droga è costituita dalle foglie di alcune specie di"Cassia (Legumi-
nose), Mousti-cheve-getano spontanei nel!' Africaoiientale, Sudan, Arabia,
Asia Minore e India. Sono piante alte tìno a un metro, hanno foglie pari-
pennate composte da 4-7 paia di foglie opposte, lanceolate od ovali, un po'
asimmetriche.
specie offkinali sono due: Cassia senna L. o C. acutifolia Delile, nota
sotto il nome di senna alessandrina, ottenuta da piante del Sudan e Alto
Nilo, e Cassia ang1!s,tifo.glia Vahl. detta anche senna di Tinnevelly (dal
luogo di esportazione), ottenuta da piante dell'India.
Colladon, pianta originaria dell'Egitto e coltivata in
Italia nel XVI secolO, è oggi praticamente scomparsa.
è dàJlefogIlè 'disseèèate delle specie sopra
citate o dalla mesèolanza delle prime due.
Raccolta - l tagliati un po' prima della maturità dei
fnmi, verso settembre, e sono lasciati seceare al sòl:e. Si isolano
ej legumi per mezzo di una serie di setacci a fori di diverse dimensioni.
La droga 'è selezionata in base alla integrità delle foglie, che spesso
fr-àiiiÌnentate nella senna alessandrina, mentre sono sempre intatte nella
senna di Tinnevelly.
DROGHE A PRINCIPI FENOLICI E POLIFENOLlCT
187
Descrizione della droga - Senna alessandrina: foglioline di colore da verde
grigiastro a verde brunastro, sottili, fragili, l:mceolate, alla
base di 15-40 mm di lunghezza e 5-15 mm dI larghezza; 11 lembo e legger-
men'te ondulato con le due facce tìnemente pubescenti coperte di peli tìni
e brevi. pennata, visibile soprattutto nella faccia inferiore; .le
nervature formano con la mediana un angolo di cÌrca 60° e si anastomIZ-
zano ad arco in vicinanza del margine (Figura 7.8).
Senna di Tinnevelly: foglie di colore da verde giallastro a verde bruna-
stro, di forma lanceoLata allungata, leggermente alla base,
più lunghe delle precedenti (Figura 7.8), ossia 20-50 mm lunghezza
7 -20 mm di larghezza. Le due facce sono spesso segnate da lmee trasversah
od oblique e portano un piccolo numero di peli corti.
Composizione _ complesse gl,icosidi
nonici, i cui agliconi sonò antrachinoni monomenCI, dlantront e etero-
a
b
FIGURA 7.8. a) Foglia di Cassia angustifolia; b) foglia di Cassia acutifolia.
188 CAPITOLO SETIIMO
diantroni. I grincipali glucosidi sono i sennosidì A e B, i cui agliconi sono i
dian troni della reina (Figura 7.9). L'agliCo'ne del sennoslde A
è destrogiro, mentre quello del sennoside B è ottìcamente inattivo. Vi sono
ino,ltre i sennosidi C e D, sia pure in minore quantità (Figura 7.9).
L,e foglie contengono anche delle sostanze resÌnose di sapore amaro,
..
Uso - La è un purgante energico, privo degli effetti astringenti
dei tannini, presenti invece nel rabarbaro. Sono impiegati anche i senno-
sidi A e B, isolati allo stato puro, in preparazioni purganti.
In Farmacopea sono descritti anche i frutti di Senna acutifolia e di Senna
angustifolia, dotati di simili proprietà rispetto alle foglie.
C
6
H
11
0
5
-O O OH
RI R
2
10-10'
scnnoside A CO OH COOH tram
sennosidc B
COOH COOH mcso
sc:nnosidè C CH
2
0H COOH tram
scnnosìdc D
CHzOH COOH meso
alpe-emodin-dianrronc-diglucoside CH
2
0H CH
2
0H tram
aloc-emodin -diantrone-diglucoside CH
2
0H CH
2
0H meso
FIGURA 7.9. Principali glicosidi della senna.
DROGHE A PRINCIPI FENOLICI E POLIFENOUCI
DROGHE CONTENENTI FLAVONOIDI
I flavonoidi, sia allo stato libero, sia come glucosidi, sono il gruppo di
fenoli di origine naturale maggiormente diffusi; attualmente sono noti e

d.iJ.QQQ comPQsti. Si possono definire derivati deljlavone, deljlavon?lo e
deljlavanone, (Figura 7.10) caratterizzati dal possedere una colorazlOne
gialla, da cui il nome complessivo dì flavonoidi (dallatinojlavus, giallo). Il
f1avone è il2-fenil-benzo-y-pirone, che presenta un isomero, l'isoflavone o
3-fenil-benzo-y-pirone. Per idrogenazione del flavone si ottiene il flava-
none. La sostituzione con un ossidrile dell'atomo di idrogeno in posizione
3 del ciclo pironico, porta al f1avonolo. Per idrogenazione del doppio le-
game e del carbonile nel nucleo pironico si ottengono le catechine, so-
stanze apparentate a numerosi composti tannici.
o
benzo-y-pirone
(cromone)
o
f1avone
(2-fenil-y-cfomone)
: O


o
. O
Y-r:
H5

O \
FIGURA 7.10. Formula di struttura f1avollolo
__
dei principali composti appartenen- l
ti ai bioflavonoidi. .------
19U
CAPlTOLO SETTIMO
Nel flavone e nei suoi derivati, i due nuclei benzenici possono avere
degli ossidrili, frequenti soprattutto in posizione 5, 7, 2', 3', 4'. Molti di
questi polifenoli sono agliconi di glicosidi naturali.ll.n..umero degli ossi-
<i{ili è direttamente Eroporzionale all'intensità del giallo, soprat-
il eH: N,ei glicosidi, dello zucchero con l'agli-
con magglOre In posizione 7, oppure, ndta SeIie
del flavonolo, in posizione 3; sono presenti anche sotto forma di dimeri
(biflavonili). I glicosidi sono in genere solubili in acqua e in alcool, ma in-
solubili nei solVèmh:frganici; le genine sÒìiO scarsamente solubIlI ID acqUa,
ma solubili in etere. I flavonoidi si disciolgono neglì alcali, producendo so-
luzioni gialle che diventano incolori per aggiunta di acido.
Si trovano più abbondanti nelle piante superiori e nei tessuti più gio-
vani; sono stati largamente utilizzati come marcatori tassonomici. Sono
presenti in particolare nelle famiglie delle Polìgonacee, Rutacee, Legumi-
Dose, Umbellifere e Composite,
Azioni e uso - Un tempo molte piante contenti flavonoidi erano usate
in tintoria, ma oggi tale impiego è scomparso, soppiantato da coloranti sin-
tetici.
I flavonoidi sono noti per gli aJ.:ltiinfiammatori e antiallergici,
per proprietà e per l'inibizione della pro-
mozione tumorale, e per l'azione g,astroprotettiva. Questi effetti sono stati
ricondotti all'effetto dei flavonoidi sul metab-;lismo dell'acido arachido-
nico, essendo ormai stata dimostrata un'azione inibente, talora molto se-
lettiva, sulle vie della ciclo- o della lipo-ossigenasi; alcuni flavonoidi sem-
brano possedere inoltre un'azione antibatterica e antifungina.
L'impiego terapeutico dei flavonoidi era stato prospettato già nel 1935
da Szent-Gyorgyi, il quale aveva riunito nel termine « citrina" o «vitamina
p» (P da « permeabilità ») questi composti dotati di azioni
tive, isolati dalla buccia di limone e dalla paprica. Nonostante l'effetto sui
vasi sia stato compl.etame,nte ed ir:equivocabilmente. dimostrato,
a rumI so a te o 10cluSI nella dIeta, oltre che per 11 contenuto in
acido ascorbico, anche per la presenza el flavonOl 1, nel tentativo 10tte-
nere azioni terapeutIcIie 10 vàSculopahe. La s1m::fnza indicata come ci-
trina, oggi è stata riconosciuta composta da una miscela di ramnoglucosidi
delI'eriodictiolo (un tetraidrossiflavone) e del metileriodictiolo (espere-
tina). (Figura 7.11), il ramnoglucoside
della quercetina, è_contenuto in molte tra cui Sophorajaponica L. (al-
bero indonesiano della famiglia delle Fabacee), Fagopyrum esculentum
Moench. (buckwheat, delle Poligonacee, diffuso in Europa), Euca/yptus
DROGHE APRINe!!'! FENOLIC! E POLlFENOLlCI
191
macrorrhyncha F. MuelI. (Mirtacee) e Sambucus nigra L (Caprifoliacee), La
rutina, come pure il suo aglicone quercetina, sono stati proposti come an-
tiaggreganti piastrinici, ipolipemizzanti, antinfiammatori, epatoprotet-
tori, antiossidanti, antibatterici.
La silibina (Figura 7.11) è il componente principale del gruppo dei fu,-
denominati siluna!!!!5 comporti dotati_di 'l!Uiepat<l:,.
sono stati isolati da piante quali Si/ybum martanum Gaertn .. (0
Cardus mananum), della famiglia delle Composite. La silibina, in aSSOCIa-
OH
OH
HO
o
O-glucosio-ramnosio
OH O
rutina
sUibina
kellina
FIGURA 7 J L Struttura chimica della rutina, della silibina e della keIlina,
192
CAPITOLO SETTIMO
zio ne alla penicillina, è stata. usata con successo nel trattamento dell'avve-
lenamen to dal fungo Amanita phalloides Fries. L'azione protettiva della sii i-
marina può essere ricondotta all' effetto stabilizzante di membrana e all' ef-
fetto antiossidante e di cattura di radicali liberi. Il frutto del cardo mariaon
è impiegato in erboristeria nel trattamento di epatopatie tossico-metaboli-
c.he per il contenuto in silimarina; poichè nella preparazione di tisane solo
una minima parte della silimarina viene estratta, l'efficacia terapeutica
della tisana è quanto meno dubbia.
Dai frutti di Ammi visnaga (L.) Lam. (Ombrellifere), una pianta annua
del Medio Oriente, in particolare dell'Egitto, si ottiene la kellina (Figura
7.11), oggi ottenuta anche per sintesi, sostanza dotata di azione coronaro-
dilatatrice e broncodilatatrice.
Il vino rosso contiene numerose sostanze di natura fenolica, tra cui
prevalgono flavonoidi, flavonoli, antocianine, catechine e tannini solu-
bili, tutti dotati di azione antiossidante. Recentemente è stato segnalato
che proprio tali composti, e non tanto l'etanolo (che invece viene ormai
largamente ritenuto nocivo alla salute, a qualunque dose), possono spie-
gare la protezione nei confronti dell'aterosclerosi che un moderato con-
sumo di vino, come pure una dieta ricca di alimenti vegetali, sembrano in
grado di assicurare, a causa di una minore ossidazione delle lipoproteine
plasmatiche e soprattutto delle lipotroteine a bassa densità o LDL. Anche
il thè contiene polifenoli ed è accertato che il consumo di tale bevanda au-
menta in misura significativa il potere antiossidante del plasma. Ancora
più recente è la segnalazione che nel vino è contenuta una sia pur modesta
quantità di acido salicilìco, intorno a 20 mgll, insieme ad analoghe quan-
tità dei suoi metaboliti acido 2,3-diidrossibenzoico e 2,5-diidrossiben-
zoico. Poiché è noto che l'acido acetilsalicilico, alla dose di 30-80 mgldie,
è in grado di assicurare una notevole azione antitrombotica, è stato ipotiz-
zato che la protezione nei confronti dell'aterosclerosi prodotta dal vino di-
penda anche da tali sostanze. Rimane tuttavia da confermare tale effetto,
in quanto è solo l'acido acetilsalicilico, ma non l'acido salicilico, capace di
indurre l'acetilazione dell'enzima cicloossigenasi nelle piastrine, feno-
meno responsabile dell'azione antiaggregante.
Non tutti i flavonoidi sono comunque utilizzabili come farmaci; il ro-
lenone infatti (Figura 7.12), ottenuto dalle radici di Derris elliptica Benth.
(Leguminose), liana dell'Asia tropicale, è un potente veleno utilizzato per
la sua azione insetticida.
DROGHE A PRINCIPI FENOLlt;J Il rUl..lNll'ULlI .. l
FIGURA 7.12. Formula
di struttura del rote-
none.
Ginkgo
rotenone
Tra le piante particolarmente ricche in flavonoidi è da ricordare il
Ginkgo biloba L. (Ginkgoacee), albero d'origine orientale a foglie caduche a
forma di ventaglio. È l'unica specie vegetale sopravvissuta di un gruppo di
Gimnosperme molto antiCQ, che si estinse circa 100 milioni di anni fa. Il
ginkgo è diffuso in tutto il mondo e largamente coltivato in Stati
Uniti e Francia per ottenerne le foglie, fonte dei principi attivi. La droga è
infatti costituita dalle fgglie che contengono f!!,-vonoidi e diterpeni. Tra i fla-
vonoidi sono particolarmente rappresentati glicosidi del quercetolo e del
kaempfirolo, anche sotto forma di esterip-cumarinici. L'estratt'trdelle
di ginkgo, contenente fino a1250f0 di flavonoidi, è stato suggerito come n-
medio dotato di proprietà" scavenger» dei radicali liberi, e proposto per-
tanto nel trattamento di patologie a carico di arterie cerebrali e periferiche;
sembra ridurre infatti i sintomi da i Clenza Cl atoria cerebrale del-
l'età avanzata e mlg lOrare anche la funzionalità degli arti inferiori in corso
di arteriopatie obliteranti. croniche. . . .
Con il nome di ginkgo lidi si indicano invece altri compostI dI natura dl-
terpenica, tra i quali in particolare ilginkgolide B, riconosciuto come inibi-
tore del PAF (p/atelet activatingfactor), mediatore fosfolipidico liberato da
piastrine, leucociti e cellule endoteliali, implicato in numerosi processi fi-
siologici e patologici quali l'aggregazione piastrinica, le reazioni infiam-
matorie, la bronco costrizione. I ginkgolidi, per questa azione
194
HO
OH
CAPITOLO SETTIMO
FIGÙRA 7.13. Struttura dell'antocia-
nidina.
sono stati proposti nella terapia dell'asma; il composto BN-52063, una mi-
scela di ginkgolidi isolati dal ginkgo, è oggi in fase di sperimentazione cli-
nica nella prevenzione degli attacchi di asma bronchiale.
DROGHE CONTENENTI ANTOCIANIDINE
Le antocianidine sono flavonoidi strutturalmente correlati ai flavoni
(Figura 7.13); i loro glicosidi sono denominati antocianine. Il nucleo piro-
nico del flavone nelle antocianidine è invece un gruppo del pirossonio. Il
nome è derivato dal greco anthos, fiore, e kyanos, blu: infatti sono pigmenti
colorati dei fiori che, a seconda del pH, pOssono assumere colorazioni va-
riabili dal blu al rosso. Tra i composti più diffusi sono da ricordare la ciani-
dina, la delfini dina, la pelargonidina.
Le antocianidine SOno separabili con metodi cromatografici; la com-
ponente zuccherina è in genere legata in posizione 3, o, più di rado, in po-
sizione 5, anzichè come nei flavonoidi in 7.
Le antocianidine sono utilizzate in terapia come capillaroprotettori in
flebologia e in oculisti ca.
DROGHE AD ARBUTINA
Le foglie di numerose Ericacee contengono dei glicosidi, arbzttina e me-
tilarbutina, i cui agliconi sono costituiti da molecole di idrochinone e meti-
!idrochinone (Figura 7.14). Negli stessi tessuti si trovano anche enzimi in
grado di scindere tali princìpi attivi.
Le Ericacee sono piante legnose, arbusti o suffrutici, che vegetano in
zone montane: rododendri, azalee, eriche, mirtilli, ecc.
DROGHE A PRINCIPI FENOLICI E POUFENOLICI
195
-----------
FIGURA 7.14. Formula di struttura i
della arbutina e della metilarbutina.
OR
CH'OHO

HO OH
arbutina R = H
merilarbutina R = eH}
l. ___ ___________ ._ •. _ ..__ ... ___ ..___ . __ J
L'uva ursina, Arctostaphylos uva ursi Spreng., è la sola droga
del gruppo. Le foglie del Vacciniumvitis idata L.
nium myrtillus L. (mirtillo nero) contengono glI stess1 attIVI del-
l'uva ursina, ma in minore quantità. Altre Ericacee note e dIffuse
dendri, azalee) contengono glucosidi a i?rochinone, m.a non sono utilIzza-
bili in terapia per la presenza anche dI sostanze tossIche.
>( Uva ursina (F. U .1., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
() \L... La droga è costituita dalle foglie disseccate di ArctostaphJ!los. uva nrsi
L. (Ericacee), piccolo arbusto sempreverde, diffuso nelle regIOnI monta-
gnose. . . .. .. al'
I fiori (la pianta fiorisce in aprile-maggio) nUnltl a grappolI termm
hanno una corolla rosea, gamopetala, urceolata, pentadentata. Da quest:
hanno origine dei grappoli di piccole drupe rosse, globose (Figura 7.15) dI
sapore acidulo (uva ursina). . . . .
Le foglie, persistenti, si possono raccoglIere m tutte le stagiOnI.
Descrizione della droga - Le foglie, da lO a 30 mm di lunghezza e da 5 a
12 mm di larghezza, intere, obovate o spatoIate all.a sommità, atte-
nuate alla base in un corto picciolo che può raggIUngere 4 rom dI lun-
ghezza. La lamina è coriacea, spessa, a bordi lisci, lievemente verso
la pagina inferiore. La pagina superiore è di color verde bnllan:e, c.he
diviene leggermente brunastro nel corso della conservaZiOne. La pagma Ir:-
feriore è più chiara e meno brillante. La nervatura pennata rett-
colata, nettamente visibile sulle due facce, dà alla faCCIa supenore un
CAPITOLO SETTIMO
196
4
FIGuRÀ 7.15. Uva ursina .uva. um); .1). fiorito; 2) foglie.
3) Foglia di Buxus semperozrens. 4) Foglia dl VacctnlUm Vltts zdaea.
t
to zign'nato caratteristico. L'epidermide è glabra; solo le foglie molto
aspe . 1 'd' . .
. vani sono leggermente pe ose. L o ore e debole e nch1ama quello del
glO " dbl
thè nero; il sapore e astnngente e e o mente amaro.
Cornposizion.e Il attivo è l' assieme a metilarbutina e
all'enzima idrolitico arbutasi. Contengono inoltre una elevata quantità di
tannini.
Sofistìcazioni -.1) Bruxus le cui foglie sono ca-
ratterizzate da peh protetton (COniCl, unicellulan) e dalle nervature secon-
darie numerosissime, tutte parallele, che conferiscono alla superficie fo-
I
··are un aspetto piumato (Figura 7.15). 2) Vaccinium vitis idaea L. (Erica-
g i c l' d' .
cee) o mirtillo roSS?: 10g le : men.o coriacea di quella dell'uva
ursina e prive dell aspetto zignnato tipICO (FIgura 7.15).
DROGHE A PRINCIPI FENOLICI E POLIFENOLICI 197
Uso - La droga è dotata di proprietà antisettiche urinarie; l'azione non
sembra però essere dovuta all'arbutina come tale, ma all'idrochinone libe-
rato nelle urine, che in corso dì infezioni sono spesso basiche e permet-
tono quindi l'idrolisi del glicoside.
Per il contenuto in tannini, il decotto o l'estratto fluido ha sapore
amaro e astringente; può aversi irritazione delle vie digerenti.
DROGHE A GLUCOSIDI DELLA SERIE SALICILICA
l principi attivi di droghe note per la loro azione antipiretica e antireu-
matica sono dei glicosidi la cui genina è costituita dall'alcool e dall'acido
salidlico, o da loro derivati esterei.
Il più noto tra questi glicosidi è la salicina o salicoside (Figura 7.16), pre-
sente ne1la corteccia del salice (Sal&; alba 1., Salicacee), droga usata fm dal-
l'antichità quale antipiretico. Il salicoside può essere scisso dall'enzima
emulsina in glucosio e alcool salicilico, il quale nell'organismo viene ossi-
dato ad acido salicilico. Nel glicoside, è la funzione fenolica dell'alcool sa-
licilico ad essere legata al glucosio.
Corteccia e foglie del pioppo (Populus alba L. e Populus tremula 1., Sali-
cacee) contengono anch'esse salicina e anche poputina, estere benzoico del
precedente.
Un altro glicoside di questo tipo ha come aglicone il salicilato di me-
tile, dove lo zucchero è costituito da glucosio e xilosio (Figura 7.16). Que-
FIGURA 7.16. Formula di struttura
della salicina, dell'alcool salicìlico e
del glucoside contenente salici lato
di metile.
salicina
CH,OH l
ÒOH
alcool salicilico
o s:iligenina
COO-CH
3
-
glucoside del salicilato di m<:tile
"70
CAPITOLO SETTIMO
sto composto è contenuto nelle foglie di Gaultheria procumbens L. (Erica-
cee), albero dell'America del Nord (thè del Canadà, ottenuto dalle foglie
come rimedio per i reumatismi); nella corteccia di betulla (Betula alba L.
Betulacee); nella radice di Spiraea ulmaria L. (Rosacee), pianta erbacea co:
mune nei prati umidi delle nostre regioni. Da queste droghe, previa mace-
razione (che permette l'idrolisi dei componenti), si ottiene per distilla-
zione in corrente di vapore un olio essenziale, costituito principalmente
da salicilato di metile, detto, nelle vecchie Farmacopee, olio di Winter-
green, impiegato per uso esterno in patologie dolorose articolari e muscolari.
DROGHE A DERIVATI DELLA FLOROGLUCINA
Qlesto gruppo di droghe contiene princìpi attivi formati da polimeri
della floroglucina, utilizzati in passato come tenifughi, oggi di gran lunga
superati da prodotti molto meno tossici.
I.. Felce maschio d:-
La droga consiste nel rizoma della Dryoptens (Aspidium, Nephrodium,
Polysticum)filix-mas (L.) Schott (Polipodiacee), insieme alle basi dei piccioli
fogliari.
La felce maschio è una pianta perenne diffusa nei boschi di tutta Eu-
ropa; ha grandi fronde bipennatosette, alte fino a 1 m, munite di breve pic-
ciolo ricoperto da squame membranose di color ruggine. Nella pagina in-
feriore delle fronde vi sono gli sporangi riuniti in gruppi (sori), protetti da
una membranella (indusio) reniforme (da cui il nome di Nçphrodium).
Il rizoma si raccoglie in estate o all'inizio dell'autunno.
La droga deve essere conservata intera, al riparo dalla luce, e rinnovata
ogni anno, perchè i prìncìpi attivi si alterano facilmente.
Descrizione - Il rizoma, si presenta in masse coniche bruno-
rossastre, della lunghezza di 10-12 cm e del diametro, nella parte più larga,
di 4-5 cm (Figura 7.17). La consistenza è spugnosa: il rizoma costituisce la
parte centrale della droga ed è completamente avvolto dalle parti basali dei
picdoli fogliari. Qlesti sono inseriti longitudinalmente, e decorrono
quindi in senso obliquo, diretto verso l'alto. Numerose scaglie di color
ruggine, sottili, lucide, di consistenza membranosa, riempiono tutti gli
spazi lasciati vuoti dai piccioli delle fronde.
PII.OGHE A PRINCIPI FENOLICI E POLIFENOLICI 199
b

FIGURA 7.17. Felce maschio (Dryopterisfilix-mas): a) rizoma; b) sezione trasversale
dello stesso.
La sezione trasversale del rizoma (dì colore verde) ha la forma di una
stella irregolare, a 3-8 raggi. Si osservano su di essa due cerchi di fasci fibro-
vascolari : quello interno, regolare (8-12 gruppi), appartiene al sistema cau-
linare; quello esterno è costituito da fasci fogliari (Figura 7.17).
Al microscopio, le cellule del parenchima fondamentale, tondeg-
gianti, contengono amido, goccioline oleose e granulazioni verdi. All'in-
terno di grosse lacune del parenchima, vi sono dei peli secretori rigonfi di
un liquido verde. I fasci fibrovascolari hanno struttura concentrica peri-
floematica. Ogni fascio è circondato dall'endoderma.
Composizione - La felce maschio contiene dei principi solubìli in
e delle sostanze tanniche (10%). L' estratto etereo è composto da un oho
grasso di colore verde, da un olio essenziale e dallafilicinagrezza. Qyest'ul-
tima, che rappresenta non meno del 25% dell'estratto, è costituita da un
complesso di sostanze polifenoliche derivate dalla floroglucina, o meglio, dal-
l'acido filicinico (dimetil-floroglucina), unito a radicali butirrici (Figura 7.18).
OH
<=' H0lÌr0H <='
Y yCH,
floroglucina
acido filicinico
O O
forme chetoniche isomere
-çf
CH
3 CH3
HO I l OH
COC,H
7
O
dimetil-floroglucin-butanone
HODOH

O . O
albaspidina
acido filicico
FIGURA 7.18. Formule di struttura dei derivati della floroglucina.
L'acido fùicinico è di per sé inattivo, ma acquista potere antielmintico
quando è in complessi di più molecole (Figura
7.18) come acldofilt.ClCO (o e nell' albaspidina. I composti a peso
plU basso, nsultanti dalla condensazione di due nuclei (alba-
spldina) sono i più attivi.
DROGHE A PRINCIPI FENOLlCI E POLlFENOUCI 201
Sofisticazioni - Il rizoma della felce maschio è talora sostituito
con quello di altre felci. Il rizoma di Athyrium (Asplenium) filixjoemina si
riconosce agevolmente perchè presenta in sezione trasversale soltanto
2 o 3 fasci fibrovascolari e, nel parenchima, mancano le ghiandole secre-
trici.
Gli estratti di felce maschio dei paesi nordici risultano più attivi, forse
per la presenza della felce di Finlandia (Dryopteris austriaca (Jacq.) Woy-
mar, Aspidium spinulosum Sw.) che cresce spesso commista alla felce ma-
schio e che è più attiva di quest'ultima.
Uso - La felce maschio, in particolare sotto forma di oleoresina, ha
proprietà tenifughe. L'azione è dovuta alla paralisi dei vermi che non
possono più attaccarsi alle pareti dell'intestino e pertanto vengono espul-
si con le feci. L'uso è ormai largamente scomparso per la tossicità della
droga: sono stati infatti segnalati casi di cecità da assorbimento dei princìpi
attivi.
Camala
La droga consiste nelle ghiandole e peli protettori del frutto di Mallotus
philippinensis (Lamk.) Muell. Arg. o Rottleria tinctoria (Euforbiacee), albero
comune nell' Africa orientale, India, Pakistan. l frutti sono delle piccole
capsule globose trivalve, delle dimensioni di un pisello, ricoperte in super-
ficie da una polvere rossastra,la droga appunto, che viene raccolta a piena
maturità mediante setacciatura.
La droga è una polvere sottile, di colore rosso mattone scuro, punteg-
giata di giallo, di aspetto vellutato, priva di odore e di sapore. È insolubile
in acqua, sulla quale galleggia. È parzialmente solubile in etere, clorofor-
mio, acidi e alcali. Al microscopio appare costituita da una mescolanza di
ghiandole sferoidali (70-120 Iim) e da peli unicellulari allungati e appun-
titi, 'isolati o riuniti in ciuffi (Figura 7.19). Frammenti di epidermide e parti-
celle terrose accompagnano gli elemen.ti cellulari.
Composizione - La droga contiene la rott/erina (Figura 7.20), composto
polifenolico da cui, per fusione alcalina, si ottiene floroglucina, e per 055i-
dazione acido cinnamico.
Uso - Ha azione tenifuga, oggi non più impiegata in campo umano; an-
cora qualche impiego è segnalato in ambito veterinario.
LUL
r--
I
a
CAPITOLO SETTIMO

1YI1/
FIGURA 7.19. Camala: a) ghiandole;
b) peli.
,--_._ ..._.-- --_ .. _ J
Cusso
Infiorescenze femminili della Hagenia abyssinica Gmelin o Brayera
anthelmintica Kunth. (Rosacee). La pianta è un albero che può raggiungere i
20 m di altezza, diffuso sulle montagne dell'Africa orientale. I fiori, dioici,
sono riuniti in grandi pannocchie ramificate: le une a fiori maschili di co-
lore verdastro, le altre a fiori femminili rossi. Sul ricettacolo conico, pe-
loso, si inserisce il calice costituito da 4-5 sepali petaloidei; la corolla è a pe-
tali caduchi, quasi sempre mancanti nella droga.
- - --••• --.--- - _ _ 0 _ _ _ -
CHOH-CH=CH-Q
CH2 -co-Q-co-
CH
' -
H0=Q-oH Ù / HO :?' I OH
CH
3

HO CH.>
OH
L
-------------------- ------- ---
rotrlerina
FIGURA 7.20. Struttura della rottlerina.
°.° .... o , ' ••..
:t

<,-,. h
DROGHE .\ PU NCIPI FENOLICI E POLIFENOLICI 203
La droga, formata dalle infiorescenze femminili, raccolte subito dopo
la fioritura, ha odore debolmente erbaceo e sgradevole. Le infiorescenze
maschili, di colore verdastro, sono una sofisticazione.
Composizione - II cusso contiene una resina amara, un olio essenziale e
delle sostanze derivate dalla floroglucina, analoghe a quelle della felce ma-
schio. Il principio attivo è la cossotossina, con struttura simile alla filicina.
Uso - Il cusso ha azione tenifuga, ma oggi non è più usato.
DROGHE A TANNINI
Con il nome dì «tannini " si identificano quelle sostanze, presenti in
estratti vegetali, capaci di combinarsi con le proteine delle pelli di animali ,
per trasformare tal i pelli in cuoio, formando composti insolubili e impu-
trescibili.
I tannini rappresentano i princìpi attivi di numerose droghe la cui azione
principale, astringente, è dovuta alla proprietà di coagulare le proteine.
I tannini sono abbondanti soprattutto in cellule vegetali morte; essi
esercitano una funzione protettiva verso microrganismi per l'azione inibi-
toria su attività enzimatiche.
Struttztra chimica - I tannini sono un gruppo di sostanze naturali molto
eterogenee, presenti praticamente in tutte le piante, sia pure in quantità
molto differenti. Chimicamente si possono distinguere tre gruppi princi-
pali di tannini :
1) tannini idrolizzabili, la cui unità fondamentale è l'acido gallico;
2) tannini condensati, strutturalmente correlati con i flavonoidi;
3) pseudotannini, composti di basso peso molecolare che non hanno le
tipiche proprietà dei tannini.
Tannini idrolizzabili
Vengono idrolizzati da acidi o da enzimi come la tannasi. Sono com-
posti da molte molecole, ad esempio di acido gallico o acido ellagico, unite
con legami esterei a una molecola di glucosio. Come l'acido gallico, le loro
soluzioni virano al blu in presenza di sali ferrici. Un tempo erano denomi-
nati« tannini del pirogallolo ", in quanto per distillazione l'acido gallico si
trasforma in pirogallolo.
204
OH
H0-Q-oH
CO-O-C
6
H1
1
0
S
glucogallina
(glucoside dell'acido gallico)
OH
HO
CAPITOLO SETTIMO
HO
OH
acido ellagico
OH
OH
com-I
COOH
acido esaidrossidifenico
FIGURA 7_21. Alcuni tannini idrolizzabili.
OH
OH
I tannini idrolizzabili si possono suddividere in due gruppi (Figura
7.21):
a) gallitannini, dalla cui idrolisi si ottiene uno zucchero e acido gallico;
Sono contenuti nel rabarbaro, chiodi di garofano, uva ursina, noci di galla;
b) ellagitannini, che danno non solo uno zucchero e acido gallico, ma
anche acido ellagico; sono contenuti nel cusso, eucalipto, noci.
L'acido ellagico normalmente si trova come diestere della sua forma ad
anello aperto, l'acido esaidrossidifenico (Figura 7.21).
Tannini condensati
Questo gruppo comprende tutti gli altri tannini veri. Sono polimeri
complessi, la cui struttura chimica è solo in parte nota. Le loro molecole
SOno molto più resistenti all'idrolisi rispetto ai tannini idrolizzabili' sono
correlati con i flavonoidi in quanto possiedono una struttura
del flavano-3-olo. Sono denominati anche proantocianidine. Per tratta-
:on acidi o enzimi, essi si decompongono in composti rossi insolu-
bili non col nome diflobafeni. Sono proprio i flobafeni a conferire il cara t-
DROGHE A PRINCIPI FENOLI C! E POLlFENOLlCI 205
teristico colore rosso a molte droghe, come ad esempio la corteccia di
china. Per distillazione a secco essi danno catecolo e pertanto questo
gruppo di tannini è stato anche chiamato dei «tannini catecolici ". Come il
catecolo, anche questi composti in soluzione danno colorazione verde
con cloruro ferrico.
Sono diffusi nella corteccia di cannella, acacia, china, quercia, amame-
lide; nelle radici e rizomi di ratania e felce maschio; nei semi di cacao, gua-
ranà, cola; nelle foglie di amamelide e di the.
Pseudotannini
Sono composti di peso molecolare minore rispetto ai tannini veri, e
non danno le reazioni caratteristiche di questi ultimi. Sono pseudotannini
l'acido gallico stesso, contenuto nel rabarbaro; le catechine, contenute nel
cacao, catechu, guaranà; l'acido clorogenico, nel matè, caffe, noce vomica;
l'acido ipecacuanico, contenuto nell'ipecacuana.
Proprietà chimiche - l tannini in soluzione vengono precipitati da sa-
li dei metalli pesanti, da proteine e da molti alcaloidi. Riducono il reatti-
vo di Fehling. Producono colorazione blu o verde in presenza di ioni fer-
nCl.
Le reazioni di identificazione sono basate sulle proprietà sopra indi-
cate, e consistono nel trattare i decotti della droga da esaminare con una
soluzione di gelatina all' 1 %, oppure con una soluzione neutra di solfato di
stricnina allo 0.5%, o con una soluzione di allume ferrico all'l %. Si osserva
in ogni caso la formazione di un precipitato.
Il metodo della pelle di «goldbeater» (ottenuta dall'intestino di bue),
consiste nell'immergere tale pelle, trattata dapprima con HCl al 2%, nella
soluzione da esaminare; successivamente si immerge in una soluzione di
ferro solfato all' 1 % e in presenza di tannini la pelle assume colorazione
marrone o nera.
Determinazione quantitativa - Si può eseguire determinando, per una
soluzione di tannini,la diluizione massima alla quale compare una colora-
zione in presenza di un re attivo al FeCh.
Con il metodo della pelle, si determina la differenza di peso secco della
soluzione da titolare, prima e dopo trattamento con un preparato speciale
a base di pelle, con cui reagiscono, legandosi, i tannini. Descritto anche il
metodo deli' agglutinazione dei globuli rossi, in cui l'agglutinazione è propor-
zionale alle sostanze tanniche in soluzione.
1:UO CAPITOLO SETTIMO
Noci di galla
Dette anche galle di Aleppo, sono delle formazioni patologiche che ori-
ginano dai giovani germogli di Quereus infeetoria Olivier (Fagacee) in se-
guito alla puntura e alla deposizione delle uova di un insetto, l'Adleriagal-
laetinctoria. Altre specie di insetti depongono le loro uova in altre specie di
QJtereus. Qyando l'insetto si sviluppa, esso produce un enzima che idro-
lizza gli amidi delle cellule vicine, producendo zuccheri di cui si nutre. I
tessuti attaccati crescono abnormemente e formano una« galla », le cui cel-
lule producono acido gallico e tannini. Quando l'insetto è adulto e lascia
la galla, il contenuto di quest'ultima si aggira intorno al 50-70% in tannini.
Aspetto macroscopieo - Le noci di galla (Figura 7.22) sona di forma gIo-
bosa, del diametro di 10-25 mm. Hanno un corto picciolo e numerose
proiezioni rotondeggianti in superficie. Le galle hanno consistenza dura,
sono pesanti e hanno gusto molto astringente.
FIGURA 7.22. Noci dì galla.
Composizione- Le galle di Aleppo contengono i150-70% di l,3,4-trigal-
loilglucosio, tannino idrolizzabile, formato da glucosio, acido gallico e aci-
do trigallico (Figura 7.23). Altri componenti sono acido gallico (2-4%),
acido ellagico, amido, ossalato di calcio, oltre ad acido siringico, composto
dotato di azione sul sistema nervoso centrale.
Le galle di Rhus chinensis (Anacardiacee), ottenute dalla puntura dell'a-
fide Melaphis sinensis, producono il cosiddetto tannino cinese, che contiene
1,3,4,6-tetragalloilglucosio.
DROGHE A PRINClPI FENOLICI E POLIFENOLICI
FIGURA 7.23. Struttura di un tannino
ìdrolizzabile delle nocì di galla.
u=C.
207
HO Y o r ~
:QOH
~ O OH
H O H _ ~ .
HO OH
acido trigalJjco
R = acido gallico
R' = acido trigallìco
tannino
Uso - I tannini svolgono azione astringente suÌ tessuti. In basse con-
centrazioni sembra esservi un'azione contrastante ì processi infiammatori,
con modesta azione analgesica locale; ad alte concentrazioni invece si può
avere irritazione e lesÌone del tessuto.
I tannini si possono impiegare per uso esterno come astringenti e anti-
settici della cute O mucose, come emostatici nelle piccole emorragie. Per
via orale possono servire come antidiarroici.
Le galle sona utilizzate anche nell'industria come coloranti.
X Amamelide (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
ov-
Foglie dell' Hamamelis virginiana L. (Amamelidacee), arbusto o piccolo
albero delle foreste umide dell' America del Nord. Le foglie sono lunghe
208
CAPITOLO SETTIMO
7-15 cm, con corto picciolo, obovate, margine sinuoso, crenato, asimme-
triche alla base, Dalla nervatura mediana si staccano ad angolo acuto 5-6
nervature laterali a decorso rettilineo o lievemente arcuate, fortemente r'-
• • , 1
levate sulla pagina Infenore.
La corteccia contiene gli stessi prindpi attivi, ma non è officinale se-
condo la nostra Farmacopea.
Composizione- L'amamelide contiene gallitannini, ellagitannini acido
gallico libero, proantocianidine, principi amari e tracce di oli .
Uso - Come astringente ed emostatico per ferite superficiali, e come
antiemorroidario.
f Ratania (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
/
La droga consiste nella radice essiccata di Krameria trìandra Ruiz et Pa-
von (Leguminose), arbusto che cresce in Bolivia e Perù tra i 900 e 2500 me-
tri di altitudine.
La radice di ratania, denominata anche Ratania del Perù, si presenta di
colore rosso-bruno scuro, spesso nodosa all'estremità superiore, da cui si
dipar:t
0no
delle rad.ici. o ?OCO sinuose. La corteccia è rugosa e
scaghosa nelle parti pm vecchIe, lIscIa e con nette fessure trasversali sulle
parti più giovani e si separa facilmente dal legno. La frattura è fibrosa nella
corteccia, scheggiata nel legno. Il legno è di colore rosso-bruno, a struttura
radiata. Priva di odore, ha sapore amaro e molto astringente.
Altri tipi di ratania (del Brasile, del Messico) provenienti da specie di-
verse di Krameria, sono meno nodosi, meno grossi e meno ramificati'
hanno corteccia di maggiore spessore, più aderente al legno e di colore di:
verso da quella officinale.
Composizione - Deve contenere non meno del l 0% di tannini che sono
del tipo condensato (proantocianidine) con struttura« polimerica» del fla-
vin-3-olo: La è dovuta a composti con grado di poli-
merizzaZlOue magglOre di cmque.
Uso - Come per gli altri astringenti.
DROGHE A PRtNCIPI FENOLICI E POLIFENOLICI :tu'}
Catecù nero
Estratto acquoso disseccato ricavato dal legno di Acacia catechu (L:f)
Willd. e di Acacia suma Kurz. (Leguminose), alberi di Ceylon e dell'India.
La droga si presenta come masse nere, talora porose, contenenti 2-12% di
catechine, 25-30% di flobatannini e 20-30% di gomme, oltre a flavonoidi.
Catecù chiaro o gambir
Estratto acquoso disseccato ottenuto dalle foglie e rami di Uncaria
gambir(Hunter) Roxb. (Rubiacee), pianta nativa della Malaya e coltivata in
Indonesia. La droga si presenta in cubi molto friabili, spesso frammentati,
di colore rosso-marrone, senza odore, gusto molto astringente, dapprima
amaro, poi dolciastro. Contiene 10-30% di catechine, 20-50% di acido ca-
tecutannico.
Rosa rossa
I petali di Rosagallica L. (Rosacee), piccolo arbusto diffuso nell'Europa
centro-meridionale, comune nei boschi d'Italia, contengono discrete
quantità di tannini.
DROGHE CONTENENTI CUMARINE
I derivati delS,6-benzo-2-pirone (Figura 7.24), quali cumarina, escule-
tina, umbelliferone e scopoletina, sono comuni nelle piante sia liberi che
come glucosidi. Attualmente sono note circa 1000 cumarine naturali; la
stessa cumarina è stata isolata in circa 150 specie appartenenti a 30 fami-
glie. È questa sostanza che dà il tipico odore di fieno appena tagliato ed è
presente in molte Leguminose. La cumarina eraimpiegata-come aroma in
liquori, ma ora non è più usata perché è epatotossica e sembra avere attività
carcinogena.
In soluzione ammoniacale questi composti, specie alla luce U.V.,
danno una fluorescenza blu, blu-verde o violetta, che è stata a lungo utiliz-
zata quale test qualitativo. L'esculetina (Figura 7.24), per la proprietà di as-
sorbire la radiazione UV 280-31 5 nm, dannosa per la cute, ma non la radia-
zione UV 315-400 nm, che dà invece l'abbronzatura, ha trovato impiego
L.1U
CAPITOLO SETTIMO
,--- - --------- -'--- - - - ---_._--- -
CD
O O
cumarina
RZ
m
,-,:::
R[ O O
umbellifcrone: Rz=H
esculetina: RJ


psoralene
FIGURA 7.24. Struttura di alcune cumarine e derivati.
quale cos:itue.nte. di L'esculetina è l'aglicone dell' esculina, la 6p-
D-gI.ucostlosSl-7 Il glucoside può essere estratto dalla Cor-
teccIa e L. (Ippocastanacee) o ippoca-
L e,sculett?a e st.ata nconOSclUta quale inibitore della via lipossige-
naSlca e e cO,me tale potrebbe in futuro trovare impiego
quale agente antllnfiammatono e antiasmatico,
Le jurocuma;ine sono composti strutturalry1ente correlati, particolar-
famiglie delle Rutacee e Umbellifere, Lo psoralene
7.24) e Importante farmaco utilizzato nel trattamento di affe-
cutanee, m della vitiIigine, dove agisce quale sostanza
d?P? alla luce, e della psoriasi, dove agisce ini-
bendo la smtesl di DNA, medIante formazione di addotti con 1 b ' . '_
'd' , h e aSI pm
mi mic e.
CAPITOLO VIII
DROGHE AD ALCALOIDI
--
di LUISA PANDOLFO e ALESSANDRO CHINELLATO
Il termine alcaloifk viene comunemente usato eer definire composti
ciCTIcì
t
azotati, più ?_ di (per
di in anche.a basse dI
marcate attività farmacologiche.
- sostanza può essere classificata come al-
caloide è molto discusso; il termine alcaloide non definisce infatti un
gruppo di composti da un punto di vista chimico, biochimico o
I fisiologico, ma raggruppa n'umerose ..
I divarÌa animalI! cIie.h,<\ijn6 ..
I mune solo la pÌ,'esenza al un azoto orgamco e la formaZIOne dl '
\ tuttCpossiede
in alcunil
ì
azoto non è in un
altri presentano più di un atomo di . ' , . . ' . '.- '. _.
È stato proposto da Pelletier che un alcaloide sia un composto or-
ganico ciClico azoto in uno. stat<;>., ossidazione
limitata distribuzione _negli organismi viventi. T aie definizioh[permet-
te di comprendere tutte le sostanze finora considerate alcalqidi nonostante
le differenti proprietà e l'origine, ma non tiene conto dell'attività biolo-
gIca.
Al di là di tutte le controversie per la definizione di un
munque accettato da tutti che non appartengano a qu(!sto
noacidi, le amine semplic.i; le :betàlaine, i peptidi, gli
le a.z.oJate, 'e le di-
stribuiìone (tiraminae mentre ad
alcaloide l'efedrina, in quanto a distribuzione limitata.
, .... .. ," " -._-,-,
Diffusione
Gli alcal!Jidi sono diffusi in dalle muffe alle
piante ne sono stati finora isolati circa 6000 e ogni anno ne ven-
gono scoperti di nuovi che coinvolgono un gran numero di famiglie e di
genen.
1.11. CAPITOLO OTTAVO
Gli a.1caloidi contenuti nelle piante cQ$tituiscono nella maggior parte
! dej i;· 2ilt puo· re-ddiriìriàre"Un
In generale tutti gli alcalO1di di una stessa pianta ann 'o-
rigine biogenetica comune anche se le loro strutture possono apparire di-
verse.
Essi sono presenti nei vacuoli cellulari dei tessuti in forma
solubile- corneo-sali (citrati:-maIah, tlllffati, O"ssalati, acetati,
cQDJ tanruI!1. PoSsono
pax:ti..\lella_pianta, ma generalmente uno o più organi ne. contengono
in quantità p1Òekvata:. f;gIle: iadiCi sonO'
, àTta.<,:oncentrazione

stato mFattl osservato,.ln èl1verse piante, un attIVO trasporto dI alcalO1dl
da un organo all'altro.
cializzati cQwe i tessuti laticiferi, costituiti da tubi entro iquali.scorre ìl7'a't-
'0"".- , ....,.. __ ... t<-_--> .......... 10(......... _ .. .. _." •.
, free.
-La sintetizzato dalle
elevate (15% nella (0.1% nella se-
gaÌecòmUtàj fino a ppm (vinblastina ';dC;[&;;;;t1;;tS roseuStL.) G. Don,
pervinca del e ...
di,wiluppo.,den!l: Le pi.e!lte giovani ne contengono 1ll maggior
ricchi i tessUti mrapì'ètOSViIUp1io degli
apici vegetatìvi; nelle piante perenni gli alcaloidi sono sovente localizzati
nelle parti periferiche della corteccia dove si accumulano di anno in anno
(china). .
Il ruolo fisiolo . co svolto dagli alcaloidi nelle piante non è ancora stato
state
da veleno per proteggere le
setti che possano essere"EroaoTtlfii'lali al reazioni di detos-
si&azione delle piinrè; dle regolatori di èrescita o infine siano
sòStà'iizeèh riserva uWt a . ..... --
:§iosintesi
parte degli alcaloidi sintetizzata a partire dagli am-
ruinoaçid.t triptofano,
.. acido sono quelli più utifizzati (Tabella
8.1).' -'.,
La sintesi può coinvolgere un solo amminoacido o due molecole dello
stesso amminoacido o più raramente due amminoacidi diversi. Eventuali
DROGHE AD ALCALOIDI
TABELLA 8.1. STRUTTURA E PRECURSORI DI ALCUNI ALCALOlDI.
AMMINOACIDO STRUTTURA
ALCALOIDI
Ornitina Pirrolidina, Pirrolizidina,
Atropina, Cocaina
Tropano
Nicotina
Lisina Indolizidina, Chinolizidina
Sparteina, Swainsonina
Triptofano Indolo
Ergometrina,
Ergotamina, Reserpina,
Fisostigmina, Stricnina,
Ajmalina
Fenilalanina-Tirosina Isochinolina
Papaverina, Narcotina,
Morfina, Emetina,
Tubocurarina
lstidina Imidazolo
Pilocarpina
Acido antranilico Chinolina, Chinazolina,
Chinina, Chini dina
Benzossazina
Acido nicotinico Piridina
Nicotina, Coniina,
Arecolina, Lobelina
atomi di carbonio supplementari vengono forniti dai diversi prodotti me-
tabolici presenti (acetati, mevalonati). Le
biosintesi degli alcaloidi sono rÌ.p0rt:ate 8.1. Le prmclpah strutture
presenti negli alcaloidi sono invece illustrate in figura 8.2. . .
Gli alcaloidi hanno invece
versi, e

Proprietà fisico-chimiche
glL chia-
mati alcaloidi ossigenati: si .raramente
sanguinaria: rossa). .
Gli alcaloidi non liOno volatili a
naria (es. lllcotlnà, sparteina). Eccezionalmente
caloide ossigenato si presenta liquido a temperatura ambente
'pi
l1
!, arecolina). '. . . .' .
. ' Molti alcaloidi sono otticamente attiVi per la prt!senza d1 atomi dl car-
bonio asimmetrici: esistono quindi nella d e
214
CAPITOLO OTTAVO
transaminazione
l
R'
I
R" NH·CH"CH}"R"
FIGURA 8.1. Reazioni generali nella biosintesi degli alcaloidi.
,'-
lO
N
H
Cl o
o
N
H H
H
pi,mBdin, pip"""" pi"ruM pidm'ruM I
(D
I OJ NH I
I.---;N N O l .. l. f I
" " N N N I
crunolma Isochmolina chinolizidina. imidazolo padna I
OOH
tropo[one J
ciclopentanopeddrofenantrene
tropano
FIGURA 8.2. Principali strutture presenti negli alcaloidi.
Pll.OGHE AD ALCALOIDI 215
f.9l'ma levo gira è più attiva, anche se esistono eccezioni come la d-tubocu-
rarina eli d-chlnidlna (quest'ultima più attiva come antiaritmico rispetto
all'isomero levogiro chinina).
La struttura della molecola e la posizione dei gruppi funzigna1i in-
fluenzano le caratteristichebasiehé.dell'alcaloide che variano irÌfunzione
della. disponibilità del doppietto libero presente in gruppi am-
minici secondari, terziari o quaternari. I gruppi elettron-attrattori determi-
nano una diminuzione della basicità mentre elettron-donatori un
neTcaso m cl . la
basicità dell'alcaloide dipende dal fatto chejtdl5ppietto elettronico dell'a-
zoto sia disponi?ile o partecipi alla .. ".-
Le basi generalmente)nsolubili o P9S:2 solubili in acqua,
solubili organici e negli alc;ofLÙltorO:ele:utO,
gl1:ac;idI .. per formare...sali...eristallini. --.'
r salì sono solubili ìn acqua e alcooL e la forma dei cristalli è spesso utile
per una rapida identificazione al I sali cristallizzati rappre-
se
l1
tano anche la forma commerciale di queste sostanze.
rjeglit1kaloidi
Le differenze nella solubilità fra alcaloidi e loro sali viene sfruttata per
estrarli dalle piante e separa;ii nona,lcaloidee presenti.
Lagroga polverizzata viene particolare i semi) con
petrolio o esano. Alla droga, separata per filtrazione dal solveiite'ircco di
g;assi, aggiunta una soluzione acquosa alcalinizzata. con .. <!mmo-
niaca, idrossido di carbollato. di sodio, che permette di ottenere gli
in di base . .Sj quindi un solvente organico
immiscibile COi} liacqua'(clorOformio o etere) che porta in soluzione le basi
libere degli alcaloidi nella rimangono le so-
stanze indesiderate quali acidi orga,{licìeJannini. L'estratto è purificato per
aggiunta di una soluzione acquosa acidificata (acido solforico o cloridrico)
nella quale gli alcaloidi passano in soluzione sotto forma dì sali. La puri-
ficazione della miscela di' alcaloidi continua per alcalinizzazione della
soluzione acquosa e quindi per addizione di solvente organico immisci-
bile con l'acqua (cloroformio, etere). Le basi libere
orgànièa vengorio ottenute in forma cristallina per evaporazione del sol-
.. v:ente.
In alcuni casi è preferibile estrarre gli alcaloidi in soluzione acquosa
acida alla quale viene aggiunto un solvente organico che estrae le sostanze
indesiderate, mentre nella soluzione acquosa rimangono gli alcaloidi sali-
216 CAPITOLO OTTAVO
ficati. Il procedimento di estrazione è quindi analogo a quello già descritto
per l'estrazione in ambiente alcalino.
Gli,alcaloidi volatilLcome la nicotina e la coniina sono estratti per di-
stillazione in cgr!f!nte di vapore a'partire dàrina 'soluiiòné 'alcalina::
- .. -.-.... " '"' - -. "_o . - '. >.,' t" "'''
Isolamento degli alcaloidi
. si
CJle qumdl :riiVirtù
sicj!à degli' effet.tH-are ulteriori estrazioni.con fasi non
misCìbili a pH variabili. Nel caso in cùi in
questo può essere isolato tramite cristallizza-
zione diretta. A volte diventa- atecniche.ç,mm,!:
.. molto complesse o di pre-
senti metoarutllì:zzatì'conSlstOno nellnilltàJfiZ-
frazionata o nella J?recipitazione frazionata.

tramlte.tecmcne)h fluorimetria, densito-
metria ecc., mentre il dosaggio degli alcaloidi totali può avvenire tramite
analisi gravimetriche o volumetriche.
Reazioni genem]ì. degli.,alcakJidi.
Gli alcaloidi (di
precipitazionè) sono date anche dalle ammine
teine. È pèrdo lsotlre'glCà1c'iloidì." élagli altri costituen ti
, prill!i" di pr9ce,dere a4, una
I __ Reazioni Le reazioni ii precipitazione si ba-
sano sulle capacità degli alcalOIaìmcombinarsi anchè inmiriima:com:en-
trazioùe.J:AiiTIDiièli[ftmefàlioIdi. ... " " .' , -
I principali reattivi costituiti
ad esemp.io.:iu.eatti;w. .... c;1i,Ma:J'er (tetraiodomercu-
il re attivo di
S.lO), Il reattlvo di e da aliri reattivi
come il re attivo di Hager (soluzione satura di acido I precipitat;i
così diversQ.çglg):e.,2. se-
conda del .. bi,&,.(Mayer), gie!1.2JHager),
bI'UllO;;r'ossas.ttQ (Dragendorff).
Altri da sali di metalli pesanti (Au..
Pt, Hg),. aqdl complessl a p.m. elevato come glì"àcìat'f6'sfoincrltbìlico, fo-
silicotungstico, ecc.
I
,/
I
j
\::../' Reazioni...f.al.ar.imetriehe. I sono reattivi gene-
. rali come i precedenti, ma permettono di determinati.-alca-
di alcaloidi. 'di tali da
solforico agiiunto-di acido selenico, vanadato di ammonio, formal-
d;ide, .. .._-".,-_ ...• -
1) 8.2, sono riportati alcuni fra i principali
alcaloidi e l'azione biologica da essi esplicata a livello dei vari distretti del-
l'organismo.
TABELLA 8.2. EFFETtO BlOLOGICO DI ALCUNI ALCALOIDI.
SITO D'AZIONE ALCALOIDE EFFETTO
Sistema cardiovascolare
----- ... _- '-, .""
Efedrina, Idrastina Vaso costrizione
Yoimbina, Reserpina, Vasodilatazione
Protoveratrine
Chinidina, Ajmalina Effetto antiaritmico
Chinidina, Chinina, Cardiodepressione
Emetina
Teobromina, T eofillina Vasodilatazione coronarica
Sistema nervoso Stricnina, Lobelina, Eccitazione
centrale (SNC) Caffeina, Cocaina
Reserpina, Morfina, Depressione
Scopolamina
Sistema nervoso Atropina, Iosciamina, Inibizione colinergica
autonomo (SNA) Scopo lamina
Muscarina, Pilocarpina, Stimolazione colinergica
Eserina, Arecolina
Reserpina, Yoimbina, Inibizione adrenergica
Ergotamina
Efedrina, Lobelina, Stimolazione adrenergica
Cocaina
Nicotina, Coniina, Lobelina Inibizione sinaptica
Sistema Respiratorio ]osciamina, Efedrina, Broncodilatazione
.
Atropina
Codeina Depressione centro
della tosse
Lobelina Stimolazione centrale
(Continua)
218
CAPITOLO OTTAVO
SITO D'AZIONE ALCALOIDE EFFEITO
Sistema gastrointestinale Papaverina Effetto antidiarroico
Emetina Emesi
Chinina, Stricnina Tonico-amaro
Boldina Effetto colagogo
Sistema renale Teobromina, Caffeina, Diuresi
Teofillina
Muscolatura liscia Papaverina Spasmolisi
Cellule Colchicina Inibizione proliferazione
cellulare
Parassiti Chinina Effetto antiprotozoario
Emetina Effetto antiamebico
Arecolina Effetto ten ifugo
ALCALOIDI DITERPENICI
""-.<. --_ ....-," ,.
Gli alcaloidi a struttura
Q!to e in c!lli11ì Delphìnìum (Ra!luncolacee), Garrya (Garriacee),
Ini.l
ct
--,-
.. A €
vengono dettI nspettlvamente e
- Solo un alcaloide è di interesse farmacologiéo',"l'aconitina che deriva
dall'Acmììtum L. '. .....,
- ,. ,.,. __ .'.,; < •
X Aconito
.. , ,;I:
(Aconitum napellus L.) è perenne che ve-
ge.ta regioni mont.agnose
.-'. ,- """ . ...,•
nak Il fusto è eretto, alto fino a due metn, semp Ice, fistoloso. Le .fuglie .
della lunghezza di 8-15 ,q[l,
palmato-partitè 'I5rot6riaàmente 'in
lacinie .. acu.te..(Figura 8.3/a). '3. grappolo, fiori di
raramentebian'élii;co'SbtuitldaI calice irregolare di
5 s,epalidisuguali. . , ..
,
(
DROGHE AD ALCALOIDI
219
c
FIGURA 8.3. Aconitum napellus: a) infiorescenza, foglie e tuberai b) droga; c) se-
zione trasversale di tubero.
Raccolta e della droga - La droga è costituita dal tubero che si
in lugliQ:-,llgps.to. Uno ci più' giòvani
bianchi. e si ,al }!Il:fragi]e
Essi sone.? .<1.. neIf'"annata successiva il tu-
vecchio; alla sommità infatti portano unà gemmiapicafedaciii'avrà
origine un nuovo scapo fiorifero. La radice madre subirà allora un processo
involutivo lignificando, fessurandosi, disseccandosi per morire, infine,
dopo la fioritura. Anche se si dovrebbero raccogliere solo i tuberi giovalli,
220 CAPITOLO OTTAVO
pesanti e coIIlpatti e non quelli vecchi, depauperati ormai delle loro ri-
serve, lèggéri e rugosi, in pratica non sI.(;! fra tuber.9
e la droga dal.
I tuberihannQ forma conica (Eigura 8.3/b), lun-
ghezza di 5-8 cm e larghezza nella parte superiore di 2-3 cm. P.t.esentano
.. sgtrispondenza delk insé;.rzionÌ.ddle.radichettej disposte
in 6-8 serie verticali pressoché rettilinee. 1\1!a sg.tpmità dei tuberi si rileva il
residuo del caule o, se giovani, gemma apjc.ge.
.IDRlt.,o da una
zione (Figura 8.3/c) la d.[ç>ga 4lametro! un.a
stJ1lttura ad occhIO nudo:
cll.rnhio} di
secondario, all' esterno :Negliangolh:l.dlasi:eJ.fàtJ-'to) i
f;rma a 'QCoIi.·.puntadTrett<i Tale struttura anomala,
seguente al di tuberizzazione delia radice, non è rilevabile all'a-
pice e alla base del tubero. .
Composizione -
vamente aconitine tra cui il e ben-
deU;alcaID.tna t!C.!HJin_a, base terziaria che e 4-0CH
3


lmal!_
- Il in alcaloidi è soggetto a forti variazioni correlate all'origine e
al periodo di raccolta della droga (0,3-1,5%). Il dosaggio chimico viene ese-
guito sugli alcaloidi totali che vengono complessivamente espressi per
J convenzione in aconitina. L'açpffil:ina stessa è sensibile alle reazioni di
J . ·-"--_f....-,.........."..". ___...., .... ,<"i> ___ ..... ·•
ì idt..QI!ili:j suoi .Plodotti,di,decompQsizione_sQUQ.. meno tossici e
: 500 a 5000 v_olte):"'Per"apprèizarè
quindi il reale valore farmacologico di una preparazione di droga è neces-
sario ricorrere al dosaggio biologico, fondato sulla determinazione della
tossicità per la cavia.
Azione ed uso - preparazi9I!.i dell'acQ.-.
dopo delle terminazioni
seniliiye ne aralisi e uindi ane-
stesia locale. La tintu.ra è stata in.passato usata per applicazioni topic e
So.n.tr.o..lein1:ìammaz.Ìo.pi il mal di denti e in gargarismi con-
tro.la..raucedine. ......>'""-.." ........
Somministrata per via interna a dosi opportune, l'aconitina è stata.im-
piegata come antinevralgico ..
DROGHE AD ALCALOIDI
221
L'effetto prima @ccitata.re-.e poi inibitore c*-si.-riscoptra a li..vell.Q
periferiche si verific'Là!lche a
tgJili!Fyi. A dOsÌ-più-e.lev:a.te infatti induce gravi
cuore (bradicgrdia,-aritmia, dissociazione atrio-ventri colare, fibrilla-
e, in genere, paralisi dei centri nervosi (respiratorio, termorégOta.
tore, ecc.J,----··----·
,L'!Q.r9ga, non iscritta nella F.U.I. IX Ed., a Cal,lsa
della elevata tossicìtà. VaconitÌl:ta.illfatti, ampiamente utilizzata fin dall'e-
come il più tQssico fra.tuttigli.alcaloidi
-S9Jl,ÒscÌJ.+t.ì.(1 mg può provocàre'Iii."morte di.un,adulto);
respi@torio ..
4l.trul!.i.fit - Esistono numerose specie di Aconitum e loro ibridi diffuse
in Europa e ASia con i quali la droga è molto spesso sofisticata.
A. vulparia Rchb. °A.lycoctonum L. contenente la licaconitina, un deri-
vato della licoctonina, utilizzato tradizionalmente per eliminare animali
selvatici o rabbiosi.
A. japonicum possiede proprietà cardiotoniche, simili a quelle dei glu-
cosidi digitalici, per la presenza dell'alcaloide igenamina.
A. carmichaeli Debx. contiene aconitina, mesaconitina e ipaconitina, è
utilizzato nella medicina cinese come antireumatico, analgesico; an-
ch'esso presenta attività cardiotonica (inotropa positiva) dovuta all'igena-
mina.
Aconiti indiani molto tossici sono A. chasmantum, contenente idaconi-
tina, A. deinorrhizum Stapf., A. balfourii Stapf., A. spicatum, A. lacinatum e
A.firox, nome commerciale che comprende circa sei specie di diversi Aco-
nitum.
Altre specie contengono invece degli alcaloidi apparentati alle aconi-
tine, ma poco tossici, che formano il gruppo delle atisiize (A. anthora L.,
A. heterophillum, A. palmatum, A. talassicum); alcune tra queste sostanze
hanno anzi il potere di proteggere la cavia contro gli effetti letali dell'aco-
nitina (anthorina).
Tra i Delphinium, Ranuncolacee contenenti anch' esse alcaloidi aconi-
tici è staphysagria L.), pianta bienne dell'Eu-
ropa meridionale, i cui semi, molto irritanti, furono un tempo impiegati
come emetico e purgante drastico.
€ D.d;.hinit.!!!!... è la mettl-
<19 bJgç,co..<leUa . .trasmissione . .co1i:ner-
g!ca a livello post-sinaptiéo:'
, ,. , ' __ . , ..... --.... -·, ..
CAPITOLO OTTAVO
ALCALOIDI STEROIDICI
... ....,,,,.. ... .....
Gli alcaloidi steroidici contengono.il nucleo
iIU!lI!iricOrliorato un . .E.n .. grupp_Q
nuclei steroidici possono essere a 21, 24 o 27 atomi di carbo-
nio. Gli alcaloidi a 21 atomi di carbonio sono presenti nelle Apocinacee,
quelli a 24 nelle Buxacee, mentre quelli a 27 atomi di carbonio si trovano
nelle Solanacee e nelle Liliacee. Questi ultimi sono strutturalmente e bio-
geneticamente imparentati con i saponosidi a genina steroidica con i quali
condividono diverse proprietà fisico-chimiche e biologiche.
Non si conosce la funzione svolta nelle piante da tali sostanze,
che sembrano comunque sottostare a variazioni stagionali nelioro conte-
nuto.
Le droghe più importanti contenenti alcaloidi steroidici
alla famiglia delle r.éifTéraftum.TJiz:ide
Ai;on, (S chi cl) A.
Gray (sabadiglia) ad attività antiparassitaria. Alcuni di .questi alcaloidi
hanno un normale scheletro steroidico, mentre in altri è in
quanto .gli anelli C e D del hanno cambiato posizione
'
Gli alcaloidi di questo gruPP.9 si
1) ..
2) esteri delle alçamin.C!çon acjdLorganici;
3) ... c...QSi.di..de.ue-a-leami·fl6 (quando legati a..zucGheri).
In tabella 8.3 sono indicati gli alcaloidi contenuti nelle principali dro-
TABELLA 8.3. ALCALOIDI STEROIDICI.
ALCAMINA ESTERE GLUCOSIDE
Germina Protoveratrina, Germidina,
Germitrina, Neogermitrina
Cevina Vera trina o Cevadina
Veracevina Veratridina
Protoverina Protoveratrina A e B
Jervina Pseudojervina
Veratramina Veratrosina
Rubijervina
, I
°;1
:
DROGHE AD ALCALOIDI 223
ghe di questo gruppo. Gli alcaloidi dei gruppi dellajervina, rubijervina e ve-
ratramina non vengono utilizzati in medicina.
Gli acidi coinvolti nella esterificazione sono l'acido acetico, tiglico, ve-
ratrico, metilbutirrico, idrossimetilbutirrico, diidrossimetilbutirrico ed al-
trio
Sia la parte steroidica che la parte acida, contribuiscono all'azione
farmacologica di tali composti: le alcamine sono in genere meno attive
dei loro esteri (in particolare, l'azione antipertensiva delle veratrine cresce
con l'aumentare del grado di esterificazione delle corrispondenti alca-
mine).
Gli esteri sono relativamente instabili e vengono facilmente idroliz-
zati.
veratro europeo (Veratrum album L.) è una pian-
ta erbacea perenne di 1.5 m di altezza, delle regioni montuose umide
alterne, ov.ali, longitudi-
nali simili a quelle della Gentiana tutea L., in questo caso però sono op-
poste. L'i.npor.esc:enza è pannocchia di
è una capsula con piccoli semi alati. La droga è
4-7 cm dlluÌlghezza e'2-3 dì diàinetro; Ì'odore è poco
e' acre ed. amaro. Il contenuto totale di alcaloidi è circa
1-1.5% tra i quali i più importanti sono la protoveratrina A e la protovera-
trina B. . .
L'elleboro verdes) veratro americano (Veratrum viride Aiton) è simile
al nelle zone umide del Nord America. La droga è
dal rizoJ?:la e i principali esso contenuti sono lagermi-
dina la
, " - ' . • ".0· ...... .::..._ •• ..
officinale (Schld) A. Gray) è u,na pianta ,er-
bacea del Messico e dell'America centrale di cui si utilizzano i semi che
contengono l'l % di alcaloidi. Il più importante è la cevadina . .. _
.,-..' ......,. .. " ...... .. , ' . .,..• " -,...,. ' ----, "' .............
Azioni ed uso - Le tutte, unaelevata . .tQ_s.2!!.:ità.
album e
che maa éa"usa del' basso indice terapeùtico sostituiti da altri
efficaci e meno tossici. " ... ' .
Veratrum album, viride e Schoenocaulon officinale hanno trovato utilizzo
in passato anche e
.. Le droghe non sono iscritte nella F.D.I. IX Ed.
224 CAPITOLO OTTAVO
Tra le droghe ad alcaloidi steroidici è da ricordare la H olarrhena antidy-
senterica (Roxb.) Wall. e specie affini, Apocinacee dell'India e dell'Africa, la
cui corteccia contiene numerosi alcaloidi tra i quali il principale, la
ha ipotensiva, stimolante deiia muscola:
ed -;iene però utilizzata
perché anCliea dosr féfàpeì.itichep'iiò provocare gravi disturblinteÙinali.
ALCALOIDI A NUCLEO TROPANICO
_____ --------------,J
Gli ,!!caloidi a nucleo tropanìco sono contenuti in numerose
della famiglia déI1e-SqTànlÌce'é:'Aliopa belladonna L.,
_. - .. __ .-. ....
albus, aureus, muticus), Datura sp. (stramonium,ferox, meteloides, innoxia, me-
tei, ecc.), Scopolia carniolìca Jacq., Scopoliajaponica Maxim, Duboisia myopo-
roides R. Br., Mandragora officinarum L., Solanum nìgrum L. e altre; delle Eri-
troxilacee: Erytroxylon coca Lam.; sporadicamente in qualche genere iso-
lato: Coclearia (Brassicacee), Convolvulus (Convolvulacee), Pmpentadenia
(Euforbiacee ).
Struttura chimica
8.4) esteri di alcuni alC0li
otropanolo, scopìna, teloiaiù<i.edecgOiiìria)
o (tiglico, angelico, acetico, benzoico, tropico,
fenilacetico, ecc.). -'----- - .
Gli in due forme stereoisomere in rapporto all'orienta-
zio ne dell' ossidrile 3,
Si avràrino quindi'aeiivati def·3:;;:;4IQ:ssipro.pano (tropanolo) tipici delle
quasi spe-
cifici delle Eritroxilacee, generalmente-presenti con un carbossile in posi-
zione per formare l'ecgonina.
Biogenesi
......
Per yie.biogenetiche distinte: porta
alla fOjlIl;lzione -dell' a.nello" trQ.pan,is;:o, l'al tra
Un il pirroli:
,çhe per successive 'decarbossitazl0né, ffietila-
zIo ne, deaininazionè ossidativa e chiusura dell'anello dà luogo al catione
N-metil-t.
1
-pirrolinio. Q}.testo reagisce con l'acetoacetil-CoA e, dopo per-
ALCOLI TROPANICI
7 I
I 'fCHl$
6 S ,
tropano
ACIDI
<T
Hj
C-COOH
Il
H,C-CH
ac. tiglico
CH,OH
tropina
I

o
ac. tropico
PRINCIPALI ALC..ALOIDI

(d,l Joscmmina)
DROGHE AD ALCALOIDI
!ID/OH

CH,
I
,"copina
C COOH
Il
CH- CH,
ac. angelico
ac. fenilacetico
HOt»H
NCH OH
;\ H
HO
H teloidina
eH
I '
COOH
ac. ac;erico
O
Il
225
o
Il
C-OH
n--\ OH
I 0
CH
')<H
l.LJ
ecgonina
COOH
Ò
ac. benzoico
I
I I
I
scopolamina cocaina.
___ I
FIGURA 8.4. Struttura chimica degli alcaloidi a nucleo tropanic9.
dita di CoA e successiva decarbossilazione, forma la igrina che a sua volta è
deidrogenata a deidroigrina. Infine la chiusura dell' anello porta alla forma-
zione di tropinone che viene ridotto enzÌmaticamente (tropinone ridut-
tasi) a tropina (Figura 8.5).
Arlche gli acidi_ esterificanti avere. come precursori deglLam-
gli acidi aromatici e l'acido tropanico ad esempio derivano
226
ornitina
CAPITOLO OTTAVO
decarbossilazione
"
CH}
putrescina
mc,tlazione J
dcamìnazionc
ossidativa
eH;
I
) NH2-CHz·CH
r
CH
r
CH:!-NH )
N-metilputrescina N -metil-y-aminobnumtle
[]
N
acctoaccru CoA
)
/ ----->
O
COSCoA
O
CO OH

I
CHi
N-metil6.
1
pinoliuto
catione
-----;,) Il
" I
/
CHi I
CHj
deidrogenazione
1>
detarbossilazione O O
N CH1-C-CH}
I
CH
J
igrioa
condensazÌooc [B=
aldolica
" NCRj O
tropinonc
riduzione
FIGURA 8.5. Possibile via biosintetica della tropina.
N l
I (--O
C
H
3 I
CH)
deidroigrina
7 l 2
[BOH
G 5 4
tropina (trapano 30'.-(10)
,
DROGHE AD ALCALOIDI 227
dalla fenilalanina, gli acidi alifatici come l'acido tiglico dalla leucina e dalla
isoleucina.
Molti degli studi biogenetici sono stati condotti su diverse specie di
Datura, ma si ritiene che le piante che producono alcaloidi tropanici pre-
sentino vie biogenetiche del tutto simili.
La sintesi della cocaina differisce in quanto, dopo formazione del ca-
tione N-metil-Ll1-pirrotinio e reazione con l'acetoacetil-CoA, si ottiene un
derivato del tropinone.Una reazione dì transesterificazione porta poi alla
formazione di 2-carbometossi-3-tropinone che viene ridotto a metilecgo-
nina da cui si forma la cocaina (Figura 8.6).
Reazio,!i. di ricon.r!!ç,imento
Tutti gli tropanici danno una reazione colorat'il caratteristica,
la reazione di si ottiene trattando la sostanza da esami-
catione
o
N
I
CH
3
2 Acetii CoA
)
O
il
C-SCoA
reazione di [8
Mannich
----4» NCH} O
Il Il
O
O O
N CH
2
-C-CH
1
-C-SCoA
ossidazione
)
I
CH}
)
o
Il
C-OCH
3
[80
derivato del tropinone Z,catbometossi-3-tropinone
riduzione
)
O
Il
C- OCH
3
[8 OH
m erilecgonina
beO'lOilazionè
>
FIGURA 8.6. Possibile via biosintetica della cocaina.
228 CAPITOLO OTTAVO
nare €on.acido a bagnoma-
ria. Il residuo viene ripreso con'ace.tone dopo aggiunta di una 'soluzione
al,c.olica, ,(10%) si sviluEpa una colorazione violetta
inte,nsa che poi vir;UlLmsso, "--«--' . ___
Gli alcaloidi tropanici possono essere facilmente messi in evidenza tra-
mite tecniche di cromatografia ad alta pressione (HPLC).
L'atropina può essere riconosciuta anche in base alla sua caratteristica
proprietà rhidiiatica quando venga applicata sull' occhio (sensibilità fiilo a
fraziorii di '!Jg):'-" -. - ' ,," ,. , " "
ALCALOIDI DELLE SOLANACEE
."'" ,_,<r-' __ "'_:' .,'
Negli alcaloidi 1',Q1isjdrile della tropina e degli alcoli
analoghi acidi tropico
L'alc.èidegitÙmportante, sTa aafp-UnIo C!(vlsta'quantitativo che tera-

L pOSSIede mfattl un atomo di carbonio asimmetrico e sono ""

essICCamen!()_ della droga o l'es,ttaZIOne, talcaloide
si pef clli, !,a
8.4), Per sottrazIone dI una molecola d'acqua
dall'atropina deriva l'apoatropina che pare si formi anch'essa nel corso
delle operazioni di essiccamento o di estrazione della droga originaria.
I .. ,
Azif!1l! ed.1:tsQ - josciaf!1ifl::a e Scop()l:gnina dimostrano t!l1a in-
azione •
n la
su[ta pero p1U attIva (il doppiq)ciell' atropina, mentre la tossicjtàila
medesima. . ' .. , .'.'
I --1 possibili impieghi terapeutici, numerosi ed importanti, di questi alca-
Iloid,i, si basano sull'azione anticolinergica esercitata nei diversi
dell organismo:
- per rilasciamento delle fibre muscolari lisce e
l Si verifica quindi la
I .la degli urete,ri! della pres-
I
I la del.tono dei dotti biliari
dell attIvlta broncocostnttnce colinerg1ca; - ,
, 2M'I!**-, "';a tst • _ii I k4
DROGHE AD ALCALOlDI 229
- aziop.,unidriatica; per paralisi dei muscoli costrittori dell'idcl!!, ac-
compagnati da perdita d'e! tono dei muscoli ciliari con conseguente ciclo-
plegia e aume[lto della pressione intraoculare;
_ gastrica, pancreatica, bron-
chiale e .
, yagale.
Josciàmina e scopolamina, le cui azioni periferiche anticolinergiche so-
no qualitativamente identiche, si differenziano invece nettamente nei ri-
guardi deJl'azione sistema nervoso
e in-
ducono evidenti modificazioni solo a .dosi tossiche, per le quali si manife-
sta uno stato di forte eccitazione 'agitazione, disorienta-
mento, ip-erreflessia:' alfucinazioni, ecc. In
proposito, è da ricoidaié· éhè le' Solanacee vengono tuttora
stupefacente in. della Riifsin' è' il
cOnSUnlo"(fi'una bevanda a base di succo di agave fermentato e di
Datura metelL. La scopolamina ha invece nell'uomo un effetto sedativo nar-
cotico molto potente. Qpesta azione trova applicazione terapeutica nel
parkinsonismo post-encefalitico, in alcune forme spastiche muscolari e
nella preanestesia.
La s.c:op.olamina è :utilizzata anche nelle profilattico.
L'attività già detto, identica a quelia dell'atro-
pina ma molto meno marcata soprattutto a livello cardiaco.
Questi alcaloidi vengono anche usati come antidoti degli inibitQri
4
ella
cofinesterasi, (insetticidi organofosforici, fisostigmina, ecc.).
josdamina solfato e scopolamina bromidrato sono
iscritti nella IX edizione della F.U.I.
/
\/
" Belladonna (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
.. --"---:,,,,.,,
Egglie (Solanacee), pianta erbacea che
cresce selvatica nelle .radure dei._boschisuhmQQtal1L o_montani i,n tutta
centrQ-meridionale. È inoltre molto diffusa, e coltivata a scopo
medicinale, anche nel nO,rd-Ameriq .. nel nord-Africa e in..&ia.
Ilf.ill!k,1l.1!9]0:180 cm, sorgeda rizoIl!a lungo, grosso e carnosn.da

lunghe 5-20 cm;alè'moò ovale, mtero, appuntltQ, con bordo leggermente
festonato (Figura 87i'arSpess'é):-si trovanoaèé'oppiate foglie di due dimen-
sioni molto diverse. Sono di colore verde scuro, leggermente pelose sol- .
',,-, _""""" _ ,.," ,_" •• .. . _,I.;_ ....":>'... ....
230
CAPITOLO OTTAVO
b
FIGURA 8.7. Atropa belladonna: a) foglie, fiori e frutto; b) sezione di foglia.
!,!nto . secreta
da peli ghiandolari).
q.lis §,g1itari. ali' Q lJJB CQIQU&l
Il calice del fiore persiste e forma
alkbase..deI frutto un.
dapprima rossa, diviene
quindLnero-violacea a màt:Urità (Figura 8:7 / "-.'"'OY ... - .-
invitante può
causa. di Etimologicamente ÌÌi1àtu« atropa»
_ .. , .. " " ........ .,.-- ,.." -
I.
DROGHE AD ALCALOIDI 231
deriva dal greco !rJropos = crudele, inesorabile (Atropo è una delle tre Par-
che che recide il filo della vita) con chiara allusione alle proprietà letalì
della pianta.« Herba bella donna» era invece ìl nome dato nella parlata pO-
polare veneziana alla pianta, che nel XVI secolo serviva per uso cosmetico,
per ravvivare la luce dello sguardo e dilatare le pupille.
Negli antichi testi di medicina o di botanìcanon si riscontra alcuna no-
tizia riguardante la belladonna, che fu descritta soltanto nel 1542 dal bota-
nico tedesco Fuchs sotto il nome di Solanum somniferum. II nome botanico
attuale le fu dato da Linneo nel 1755. La conoscenza delle sue proprietà
medicamentose e l'impiego razionale in terapia risalgono appena al XIX
secolo.
Raccolta e preparaziOJJ.&A.a belladonna può fornire due o tre
La.migliore è m
tenore di alcaloidi è massimo. Il titolo alcaloldeo nelle foghe vana consIde-
revolmente nel corso dei diversi stadi di vegetazione della pianta: in prima-
vera esso aumenta e raggiunge appunto un massimo nel periodo della for-
mazione dei boccioli fiorali.
Sono state osservate anche €
(0,09-1,7%),
hanno ì:nàggior titolo di quelle spontanee) <;..!.numer?lUa-ttQn quah ...
sE9sizione al (favorevole alla produzione,?i
della pianta (le foglie giovani sono molto plU ncche m
La composizione della radice è, sotto questo aspetto, ancora plU V<l!la.-
bile di quella delle foglie. In generale
tunno del terzo anno di vegetazIOne.
.. •
...L delf:t dr08.,a - F0G.;lie. Si presentanQ
scurl.sup.erIOrmente, accartocc:ap, 1TlahiI.r ..
Eeh wotett2.,Il e ..
suUe (Figura S.7/b). I primi sono
tri-pentacellulari, i secong,i sono di due ti}?i: con
stremità, sor:nontato da una testa avo I-
da.paré'tchre--atlule gh1andghn.,
Quale si osservano nel parenchima fogliare le
j cosiddette cellule sabbio6f!o:o"contenenti cioè cristalli polverulenti di ossa-
z. - ' ......__ ti
.} lato di calcio.
''''-'''[èJogile di belladonna si sofisticano di ScoPfJli.a camio!ir;a
Jacq., Ailantus glandulosa Desf. e Phytolaçc'!Jkcandrff. L:
mente ta1!.s()ftsticazionisi riconoscono dalla presenza dedÌuttr (capsule a
..... nrHVL.,V Ul1..t\VU
forma di pisside) nella Sco polia carniolica Jacq., Q. dai frammenti di...i.nfiore-
scenza a grappolo nella fitolacca. II} assenza.di tali eleII\!=nti, .si ricorre all' e-
same microscopico dei peli e deUe cellule ossalifere. Le::: foglie .di scopolia
sono le più difficilmente riconoscibili. Tale sofisticazione.è-d'altronde la
meno importante perché la scopolia stessa contiene·josciamina.(è una So-
lanacea).
-;- m..armi hanno forma a
fuso e diametro di circa 3 cm, eccezionalmente di 4, ma. generalmente
qUèlle in commercio presentano un diametro di circa 1 ,5-2
viene usualmente tagliata in strisce di color
. . .
Composizione - Tra gli. alcalo.içli.tropanici belladonna
preQo!Ili;1a che costituisce 1'.83".9&% degli. alca-
loidi totali. Il restante ..
(apoatropina ecc.) e da scopolamina in .•
circi lQ..Q,3: 1 %gl.alcaIQidi dLcui..citca .f.85.:o9.QoLo..è.. - .
e il J.fSJpalamina._.
Azioni ed uso -
polvere, tirituri,' estratto secco, sciroppo)
sce entro certi limiti da quella.dell<), l-josçiamiIg, suo principioattiyo fon-
damentale. azione
l' in
caloidi stessi, in,totlF:qua-lil!à.terapeutiche che la-ren-
per ottenere determinati effetti, soprattuttoin ..
t zioni del.tuQo digerents.,Queste costituisceno infatti la più
'dicazione dei preparati dibelladenna (forme spastiche da. ip erto ne vagale,
ipersecrezione gastrica, scialorrea). In passato ineltre erano usati in. affe-
f
· zioni .. ..•
bronchiale (azione
dèlla'bèlladonria 'è stat:o nella cura
i. .. I:a. bulgar:u> consisteva
• nella somministrazione di dmi progressivamente crescenti di decotto della
radice d'azione attraverso. il quale si svelgone i
fici effetti sldh
è da all'antagonismo,
causato. di inibitori dopaminer-
La tra
, I
DROGHE AD ALCALOlOI 233
secondo alcuni, è (ad,.mone sedativa centrale) cui va
ascritta una buona parte dell'efficacia della cura. .
I preparati di foglie di belladonna più frequentemente impiegati son.o
.polvere, estratti e J,Wtura. Impiego. .meno diffuse hanno pomate e suppo-
ste,.per applicaziondocali. .
La belladonna è iscritta in F.U.1. (Droghe vegetali e preparazioni, 1991),
sotto forma di foglie, estratto fluido, estratto molle idroalcolico, polvere ti-
tolata, estratto secco.
(F.U.I., Droghe vegetali e 1991)
Foglie di IfJ.oscya!!!.!!!..!!.Ì$fr L. (Solanacee), o
bienne che cresce spontanea nei luoghi incelti dell'Europa e dell' ASla tem-
perata. La pianta era nota agli antichi Greci e Rpmani che la consideravano
un rimedio Poi cadde in disuso per la sua tossicità. Il nome de-
rIva dal greco e sigu"ifica ;,fava (us = p;rco e kuamos = fava) per-
ché quando i cinghiali ne mangiano i frutti muoiono in preda a violente
convulsioni; niger, .(giall:) ha un reticolo
violaceo che si lnfittisce all'interno formando una
Questa macchia può variare nella qualità pallidus.
Durante il primo anno di vegetazione, guar-
Ne! di
.mifica, raggiunge l'altezza Jiq,!i, all'ascella delle foghe
gli uni aglI altrCin s'pecie di spiga ricurva
(cima scorpioide).
\ .. aq'l:JIli:Q.Me, .lunghe. 1?-20
i ì profonde incisioni le dividono .b9.W
1
.(Flgura
. - 8.8/a). Fogliee-éiù1e sonò 'pelosì,vischiosi, ed emanano unodore est;;ema-
'\ ,,. .' .. h ' . •.••• " • ,u' it.,.
Il frutto è una capsula dura, quasi cilindrica, sormontata da un oper-
colo che, a mafurità, si ìlìstacca e si solleva come un coperchio (pisside); è
avvolto dal calice persistente (Figura 8.8/a).
È da ricordare infine lo Hyoscyamus mlfticus L., perenne delle re-
. gioni desertiche dell'Egitto e del Medio Oriente. La pianta alta 30-60 cm è
utilizzata per l'estrazione industriale degli alcaloidi.
Racco{ta e preparazione - Le foglie si raccolgono nella al
momento della fioritura. Si seccano
la droga del dalla caratteri-
stica forma.
LJ4
CAPITOLO OITAv O
1------ -
I
b
L ________ _

FIGURA 8.8. Hysoscyamus niger : a) foglie, fiori, frutto; b) sezione di foglia.
Descrizione della droO'a _ T .
. -' c" o. un aspetto rugoso
co.!gre prive di
,Al
w
(Flgura. abbondanti, gli
. (pluncellulan), gli aItn questi ultimi sono di di-
UpI: a lungo. pluricelIulare e ghiandola terminale a due o
plU cellule oppure a peduncolo corto e grossa ghiandola formata
da Nel parenchima sono sparse cellule contenenti cri-
stalh pnsmatlci dI ossalato di calcio.
_ ,.i
,: I
"
, .1
DROGHE AD ALCALOIDI
Composizione - Nella droga sono contenute
in quantità circa corrispondenti.
Azioni ed uso - giusW.iITlo, oltre alle proprietà comuni alla bella-
possiede neurodepressÌJ.:a. È stato usato preva-
.1entemente negli sotto forma di polveri o di carte fumiga-
torie o di sigarette, e per applicazioni cutanee o come supposi tori negli spa-
smi addominali. Si usava inoltre in associazione con purganti drastici per
. ... ...... , _ ......
prevenire i crampi. Nelle suddette preparazioni il giusquiamo era spesso
associato a belladonna e stramonio.
In F.D.r. (Droghe vegetali e preparazioni, 1991) sono iscritti giusquiamo
foglie e giusquiamo polvere titolata.
Stramonio (F.D:I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Eoglie di L. (Solanacee), pianta erbacea annua di
origine asiatica, acclimatata e largamente diffusa in tutte le regioni tempe-
rate del mondo. Si trova con 1l.<;i)uoghl,.iru;,pJ.ri,

.. Il caule, forte e ramificato, porta delle
grandi cm x 6-20 cm) a corto picciolo, incise in 5-7 hli
a bordi sinuosi e dentati. H.a.UD I fiori s<Lf!..O
solitari, bianchi, a corolla imbutiforme: è una
munita di aculei (Figura 8.9/a).
Il nome Datura deriva da quello di un veleno, il dMt, preparato in In-
dia da Dature indigene (D. metei L.).
Le piante del genere Datura erano note in passato presso gli arabi, i
greci, gli indiani e le popolazioni del centro-America, ma servivano sol-
tanto per preparare pozioni inebrianti e narcotiche e non a scopi terapeu-
tici. Nei testi della antica medicina europea non se ne trova notizia. La
pianta entrò nell'uso medico solo verso la fine deL 1700.
Descrizione della droga - Le foglie essiccate sono di colore v.erde-grigio"
attorcigliate su loro stesse,
Al micro$copio (Figura 8.9tb) si riconosce la presenza di peli proteF-
tOtÌ.pluricellulari (con cuticola verrucosa) e di eeli pedun-
colo unicellulaÌe portante una ghiandola a parecchie cellule. Nel paren-
chima vi sono numerose cellule a cristalli stellati (druse di ossa Iato di cal-
cio).
236
CAPiTOLO OII AVO
r----------------------------------------________
a
FIGURA 8.9. l}atura stramonÌum: a) foglie, fiore, frutto; b) sezione di foglia.
Composizione - Le foglie di stramonio sono molto pi ùricche di principi
sii Contengono quantità
di sCQl1.glrJ.mina. • ••. = '-" ... " ',',
. Azioni ed uso. pI:opriétà, lo stramonio
pur essendo impieghi
(siglltette,. olio
La F. U.I. (Droghe vegetali e preparazioni, 1991) iscrive stramonio foglie e
stramonio polvere titolata.
Duboisia
__
Foglie di Duboisia myopo,Toides R. Br. (Solanacee), arbusto perenne
che vive in Australia. Il contenuto totale di alcaloidi è di circa il 3% e la
DROGHE AD ALCALOIDI 237
sua composizione varia in funzione delle stagioni: la josciamina pre-
vale in autunno, la scopolamina in primavera. La duboisia viene utiliz-
zata per l'estrazione industriale degli alcaloidi. La droga non è iscritta in
F.U.I.
ALCALOIDI DELLE ERITROXILACEE
Gli alcaloidi della coca possono essere classificati in tre gruppi tra loro
chimicamente correlati (Figura 8,10).
1) derivati dell' ecgonina: cocaina, cinnamilcocaina, e P-truxillina;
2) derivati della tropina (valerina) e pseudotropina (tropacocaina);
3} derivati dell'igrina: igrolina e cuscoigrina.
Nelle foglie di coca è presente anche un olio essenziale contenente sali-
cilato di metile.
La cocaina è stata isolata per la prima volta nel 1859, ma solo nel 1884
ne sono state scoperte le proprietà anestetiche locali. La sintesi di anestetici
locali privi di effetti sul sistema nervoso centrale (SNC) ha portato all'ab-
bandono della cocaina in terapia.
Azioni ed uso - La cocaina dimostra tre azioni fondamentali:
1) anestetica locale: alterando la permeabilità di membrana blocca la
conduzione degli impulsi nervosi;
2) eccitante il SNC: per blocco del meccanismo di ricaptazione
delle catecolamine (dopamina e noradrenalina). Si verifica all'i.nizio eufo-
ria ed eccitazione, con scomparsa del senso di fatica, di fame e d! sete. !n se-
guito, a dosi più alte, compaiono allucinazioni, ipertermia, tremon, vo-
mito e depressione dei centri bulbari: la morte sopraggiunge per blocco re-
spiratorio;
3} simpaticomimetica: potenzia le risposte alla noradrenalina ed alla
adrenalina degli organi innervati dal sistema simpatico con
vaso costrizione midriasi cardioaccelerazione. Un'elevata dose dl cocallla
; -' . .
per via endovenosa provoca arresto cardiaco dovuto ad una aZlOne tOSSica
diretta sul miocardio.
La cocaina era inclusa nella formula originale della nota bevanda Coca
Cola®, da cui è stata tolta agli inizi di questo secolo. Recentemente. si
avuta una rapida espansione dell'uso illecito della droga e dei suoi denvatl
(pasta di coca e crack).
Cocaina e cocaina cloridrato, sono iscritte in F.U.I. IX Ed.
238
o
Il
CAPITOLO OTTAVO
[B
CH >
3 O-C I '\
Il _
O
cocaina
cinnamilcocaina

CH-CH-C-0{ECH
_ Il 3
O
CH
3
-O-C
'il' Il
a-trUXI ma O
tropacocaina
a-igrina

I I
CH, CH
3
cuscoigrina
FIGURA 8.10. Alcaloidi della coca.
DROGHE AD ALCALOIDI 239
Foglie di diverse varietà di Erythroxylon coca Lam. (Eritroxilacee), arbu-
sto indigeno della Bolivia e del Pero coltivato anche in Cile, Argentina,
Brasile, Antille, Ceylon, Giava e Indonesia.
L'arbusto della coca raggiunge circa 1,5 m di altezza. È sempreverde e
la raccolta delle foglie viene fatta tre volte all'anno: in marzo, alla fine di
giugno e in ottobre.
L'uso delle foglie di coca da parte delle popolazioni sudamericane è
molto antico ed è addirittura precedente alla dominazione Inca, durante la
quale la coca veniva utilizzata nelle cerimonie religiose perché considerata
di origine divina. Ancora oggi le foglie di coca vengono masticate dalle po-
polazioni andine mescolate con una pasta a base di ceneri vegetali. Sotto
l'influenza della droga, le sensazioni di fume e di sete scompaiono oltre
che per un effetto a livello di SNC anche per anestesia della mucosa orale.
La resistenza alla fatica aumenta e uno stato di euforia favorisce lo svolgi-
mento dei lavori più pesanti. L'utilizzo cronico della coca porta ad uno
stato di dipendenza denominato cocainismo, caratterizzato da confusione
mentale, ipereccitabilità neuromuscolare, allucinazioni, delirio e diminu-
zione delle facoltà intellettuali.
Descrizione della droga - Il lembo della foglia di coca (Figura 8.11) è
ovale, acuto alle estremità, sottile, verde-giallastro. Dalle nervature se con-
FIGURA 8.11. Foglie di coca (ErythTO-
::rylon coca).
"-"tu CAPITOLO OTTAVO
darie si dipartono delle fini ramificazioni che si anastomizzano dise-
ix;feriore son? visibili
ste_ slII!metnçamente al lati della nervatura mediana e ,riu.nite alla base ed-
delimitano una zona affusolata
Non si tratta di nervature vere, niaaersegno hlsciifò didùè
dalle foglie nel germoglio. '
Al un elemento anatomico caratteristico è rappresentato
dalle ce.llule epldermiche della pagina inferiore del lembo le quali presen::
J
protuberanze ,coniche .che danno al bordo,Ìnferiore.-della'se-'
f
i
(' zlone un aspetto festònato Peli ed elementi
, secretOri sono totalmente assenti. -.
Li coca è descrittàin quattro' varietà:
1) E. coca varo coca Lamarck, coca di Huanuco o boliviana'
2) (Morris) Plowman,
coca di Truxtllo o
3)F,. llovogranatense (Morris) Hieron, varo novogranatense (Morris) Hie-
ron, coca,c.QIQwbiana;
. 4) E. (Morris) Hieron, varo spruceanum Bruck,
Vlana e gIavanese.
varietà sono coltivate anche a Ceylon.
sono le più grandi (2,5-2,7 cm x 1,5-4 cm) e
le. ncche m cocama (80% degli alcaloidi totali). Quçlle del Pero sono
le due linee di ripiegamento e le nervature
meno nettamente .visi5il.i. La (oglie più
piccole delle e arnvano sul mercato in polvère
ma ùiia-'Qldan6tà elevata
degli alcaloidi totali) trasfor@abile in cocaina per
via serve alla produzione cLcll'akal.Qjde.- __ 'h ____ - .--
, ---,---,-_._--
troEaE!,ci Gli
.t!OpamCI in da co:èaina'ìietli, Goca
b,?,h: .. degh alcalOlch totali). Nelle altre varietà, anche se il conte-
totale di alcaloidi è maggiore, le proporzioni di alcaloidi secondari
sono più elevate.
Azioni uso - La e i sU?i
maJlanno .Importanza tOSSlcgloglca tossicodipendenze e
delle malattie del sistema nervoso centrale." .
- .... •• ,_ •• _ .. <" -,.'-. -, ,--," •• ,.,,._.
et"
DROGHE AD ALCALOIDI
L.41
ALCALOIDI A NUCLEO IMIDAZOLICO
Gli alcaloidi a nucleo imidazolico di maggior interesse farmacolo-
gico si trovano nello jaborandi che comprende diverse specie di Pilocarpus
(Rutacee). La pilocarpina (Figura 8.12), il più importante di tali
è costituita da un nucleo imidazolico associato ad un gruppo lattomco:
si ritiene quindi che il precursore biogenetico possa essere rappresen-
tato dall'istidina o dalla treonina anche se mancano le conferme sperimen-
tali.
.-------------'-------- ,------_._--...,
\
fl
COOH
N \
NH!
I
H
istidina
pilocarpina
FIGURA 8.12. Pilocarpina e possibili precursori.
X, Jaborandi
Nl-r.,
I -
CH
3
-CH-CH-COOH
I
OH
treonina
Foglie di diverse specie di Pilocarpus (microphyllus Stapf,jaborandi Hol-
mes, pinnatifolius Lemaire) arbusti originari dell'India, dell' America cen-
trale e del sud (in particolare del Brasile); le foglie, composte, sono costi-
tuite da un numero impari di foglioline (da 9 a Il).
La specie P. microphyUus fornisce quasi tutta la droga del commercio,
detta jaborandi di Maranham o a piccole foglie. Le foglioline, general-
mente separate, sono di colore verde pallido, lanceolate, ovali o quasi ro-
tonde (Figura 8.13/ a). L'estremità superiore del lembo è leggermente srnar-
ginata. Misurano 2,5 x 1-3 cm. La nervatura mediana è visibile, in rilievo,
sulle due facce; le secondarie si ricongiungono presso il bordo del lembo a
CAPITOLO OH A va
FIGURA 8.13. a) Pilocarpus microphyl-
lus; b) Pilocarpus jaborandi.
formare, lungo tutto il contorno, una linea ondulata. Per trasparenza il
lembo si mostra costellato di ghiandole.
Sfregata tra le dita la droga esala un odore particolare di bruciato. Ha
caldo, amaro e aromatico. Masticata provoca una intensa saliva-
Zlone.
Le specie P.jaborandi (Figura 8.l3/b) e P. pinnatifolius forniscono foglie
molto più grandi (9-16 x 2,5-6 cm).
Composizione - Per distillazione delle foglie di jaborandi si ottiene Un
olio essenziale (0,5-1 %) responsabile del caratteristico odore.
La droga contiene diversi principi attivi quali isopilocarpina, pilosina e
isopilosina, ma il più importante è costituito dallattone dell'acido pilocar-
pico e cioè la pilocarpina (1-2%).
Azioni ed uso - La pilocarpina ha azione colinergica diretta conse-
guente ad interazione Con i recettori muscarinìci. Stimola le secrezioni su-
dorali, salivari e gastriche, aumenta il tono e la motilità intestinale, ure-
trale, della vescica e dei dotti biliari e provoca bronco costrizione. A livello
oculare l'applicazione locale induce mlosi e diminuzione della pressione
endoculare; per questo motivo la pilocarpina è indicata nel glaucoma.
L'uso terapeutico della droga è assai limitato: lo jaborandi si impiegava
In passato come infuso o tintura., per indurre Una azione stimolante sulle
secrezioni ghiandolari, soprattutto sudorali e saIivari.
'I
I
DROGHE AD ALCALOIDI 243
La droga non è iscritta nella F.U.I. IX Ed., mentre sono iscritti il clori-
drato e il nitrato di pilocarpina.
r:iv:::, ALCALOIDI ISOCHINOLINICI
Il nucleo benzilisochinolinico è presente in molti alcaloidi prove-
nÌenti da piante appartenenti a famiglie diverse.: Papaver s.omnifirum L. e
Sanguinaria canadensis L. (Papaveracee), Hydrasus canadenSlS L.
lacee),fateorrhiza palmata Miers e RUltz
von (Menispermacee), Peumus boldus Molma (MommIacee), Cephaelzs
cacuanha (Brot.) A. Rich. (Rubiacee), Strychnos toxifira Benth. (Logama-
cee). ..
Sebbene i più importanti alcaloidi dell'oppIO (morfina, codem.a e
siano caratterizzati da un nucleo
'I(alcaloidi isochinolinici» in quanto denvano blOsmtetlcamente da mter-
inedi benzilisochinolinici (reticulina).
Biosintesi
La sintesi degli alcaloidi isochinolinici (Figura 8.14) avviene a partire
l
da due molecole di tirosina che portano alla formazione di norlaudanoso-
lina da cui derivano la papaverina e la (-)-reticulina, importante interme-
dio per la formazione del dienone salutaridina, co.mposto .a strut-
tura fenantrenica. Da questo intermedio si forma qumdi la tebama che
successivamente dà origine a codeina e morfina.
X Oppio (F.U.I. IX Ed.)
L'oppio (dal greco op6s = succo) è il lattice, in solida, raccolto
per incisione dalle capsule imm<rt!J.te del Papaver somnifirum L.
cee). La pianta, originaria dell'Asia Minore, do:e cresce spontanea m,vlc.l-
nanza delle coste, è coltivata sia in Europa che m altre zone dell ASIa
,:: e viene utilizzata per la produzione dell'olio (che contIene soprattutto
\1 acido linoleico) dai semi e per ottenere l'oppio. .
i Il P. somnifirum esiste in numerose varietà (album, setz-
gerum), tutte contenenti nei semi un olio e, l? ogm parte
della pianta, ad eccezione dei semi stessi, un lattlce dI La va-
rietà P. somnifirum album (semi bianchi) è quella coltIvata plU largamente
244
CAPITOLO OITAVO
H0YY'ì
/'
dopamina '\.
m
COOH
HO I NI-h
- '\. HO /'
m
o
HO I COOH
tirosina
HO
-H' -COL
-- HO
acido 3,4-diidrossifenHpirllvico norlalldanosolina
l
reticlllina
papaverina
salutaridi nolo tebaina
--'>
N N
I 1
h CH; eH;
o HO -"
morfinone
morfìna
FIGURA 8.14. Biosintesi degli alcaloidi isochinolinici.
OH
OH
DROGHE AD ALCALOIDI 245
nei paesi balcanici e orientali ai fini della preparazione dell'oppio. La va-
rietà P. somniferum nigrum è invece la più comune, coltivata anche nell'Eu-
ropa centro-settentrionale per ottenere i semi e quindi l'olio.
Il P. somniferum quale rimedio contro il dolore è conosciuto fin da
tempi antichissimi: l'uso è infatti documentato nel papiro di Ebers e nelle
opere di Ippocrate, Dioscoride e Galeno. I Turchi, praticando l'oppiofa-
gia, iniziarono l'utilizzo della droga come stupefacente e tale impiego si
propagò tra il XVI e il XVII secolo. La religione islamica proibiva le be-
vande alcoliche e l'oppio le sostituì con rapidità e facilità. L'uso della
droga si diffuse in Oriente, fra i Persiani, gli Indiani e gli Indocinesi, i quali
a loro volta instaurarono la pratica del fumo. Questa nuova modalità di as-
sunzione dell'oppio si sviluppò estesamente soprattutto in Cina, tanto da
diventare una preoccupante piaga sociale e la droga, oltre che importata, fu
prodotta in Iaea da coltivazioni su vastissima scala. I primi tentativi per re-
primere l'abuso di oppio furono compiuti, senza successo, ne11729 dal-
l'imperatore cinese e continuati durante tutto il 1800 dal governo della
Cina. Il vizio dilagò in seguito anche in Occidente. Il mercato dell'oppio
I causò perfino una famosa guerra (1840-1842) fra Gran Bretagna e Cina.
i N el193 O la Lega delle Nazioni ricevette il mandato di controllare la mani-
fattura e la distribuzione dell'oppio e degli altri narcotici. Un controllo in-
ternazionale efficace fu tuttavia realizzato solo dopo che le Nazioni Unite,
nel 1954, si accordarono per limitare la produzione dell'oppio a solo
quattro nazioni (India, Iran, Turchia e Jugoslavia), sotto il controllo
dello Stato, al fine di limitare la preparazione dell'oppio esclusivamente
ai bisogni medici e scientifici e di attenuarne l'uso voluttuario. Attual-
menteJa produzione dell'oppio su scala industriale è ammessa legalmente
in India. In diverse nazioni europee viene coltivato il P. somniferum
per la produzione dell'olio (semi) e per l'estrazione diretta degli alcaloidi
sia dalla capsula che dalle parti aeree della pianta. L,ul!<J.ggi_QfI2iu:te della
morfina ottenuta viene trasformata in codeina. Un'altra specie di papa-
vero, il P. braeteum Lindl., originario dell'Iran, produce solo tebaina e non
morfina e codeina, in quanto è privo dell'enzima che demetila la tebaina
Successivamente si prpcede alla produzione di morfina per via chi-
mlca.
Il papavero viene coltivato illegalmente in diversi paesi del mon-
do (Colombia, Messico, Libano, Egitto, Cina), ma le principali zone
l' di coltivazione, sempre illegale, sono rappresentate dal « triangolo d' 0-
! ro» (Laas, Birmania, Tailandia) e dalla «falce d'oro» (Pakistan, Afghani-
I stan, Iran), che coprono la maggior parte del mercato mondiale dell'e-
roma.
246 CAPITOLO OT! A VO
Descrizione della pianta - Il P. somniferum è una pianta erbacea annua il
cui caule raggiunge circa il metro di altezza. Le foglie, di color verde-
glauco, sono oblunghe, irregolarmente incise in lobi a margine sinuoso e
dentato. Grossi boccioli fiorali solitari si sviluppano all' estremità del caule
e dei rami che si inclinano verso terra per poi raddrizzarsi alla fioritura. Il
calice è formato da due sepali caduchi. I petali, quattro, sono bianchi rossi
o violacei, secondo la varietà. Il frutto (Figura 8.15) è una capsula di forma
ovoidale (persiano) o sferica, o globoso-compressa; la sua base si attenua in
un corto picciolo che un piccolo rilievo anulare separa dal caule. La som-
mità è coronata da un disco (lo stimma, persistente) percorso da solchi ra-
diali (8-10) corrispondenti ai carpelli. La capsula è uniloculare: lamine ver-
ticali (carpelli) ne suddividono incompletamente la cavità e por-
tano un gran numero di piccoli semi reniformi e reticolati, di colore bianco
giallastro, violaceo o nero. A maturità, al di sotto dello stimma persistente
si aprono dei pori che permettono la fuoriuscita dei semi.
c
Capsule di Papaver somnijèrum: a) intere; b) in sezione; c) pani di op-
plO mdIano.
DROGHE AD ALCALOIDf 247
Preparazione del lattice - Il lattice è contenuto in un sistema di lattici-
feri articolati in tutte le direzioni, costituiti da cellule allungate, comu-
loro attraverso fori all'estremità. I latticiferi abbondano so-
prattutto nel mesocarpo delle capsule. Il lattice, bianco, ha una compo-
sizione complessa: è una emulsione di resina e gomma suddivisa in goc-
icÌoline microscopiche, contenente in soluzione zuccheri diversi, tannini,
:§ali minerali e alcaloidi combinati con numerosi acidi, tra cui caratteristico
J l' meconico (Figura 8.16). Vi abbondano inoltre. gli
!perossidasi, ecc., ai quali sono da addebitare le modlficaZlOnl sublt..e_.dal
Ìattice a contatto con l'aria e la facile alterabilità degli estratti acqqqsì
,I .
igre.ZZJ.
. Il lattice viene raccolto praticando sulle capsule incompletamente ma-
ture delle incisioni orizzontali poco profonde, dalle quali sgorgano delle
goccioline bianco-lattiginose che all'aria si rapprendono e si ossidano di-
venendo brune (l'azione di ossidasi sui tannini porta alla formazione di
flobafeni). Le goccioline consolidate vengono distaccate per raschiatura,
riunite, macinate, mescolate, rammollite e plasmate in pani di opportune
dimensioni (Figura 8.15/c).
Una capsula fornisce in media 20-50 mg.dioppio. Il contenuto totale
in alcaloidi ammonta, nell'oppio grezzo, al 25%. La droga officinale deve
contenere almeno il1 0% di morfina (il più importante fra gli alcaloidi con-
tenuti). Il tasso di morfina varia nell'oppio di diversa origine:
oppio turco
oppio persiano
oppio indiano
12-15%
5-10%
8-13%
Descrizione ed identificazione della droga - L'oppio si presenta in masse
brune piq_o meno scure, compatte, di aspetto omogeneo o finemente gra-
nuloso, di odore forte e particolare, di sapore amaro e acre.
FIGURA 8.16. Formula dell'acido
mecoUlCO.
o
N
OH
l_l
HOOC O Jl COOH
248 CAPITOLO OTTAVO
Forma e dimensione dei pani sono variabili: masse del peso di due chi-
logrammi, simili a mattonelle dagli angoli arrotondati e ricoperte da uno
strato di polvere di foglie di papavero (turco); tavolette di forma e peso va-
riabile, avvolte in carta rossa (persiano); pani di forma rotonda del peso di
5 Kg (indiano).
L'identità dell'oppio può essere accertata dalla reazione dell'acido
meconico: dopo macerazione di droga in acqua (1:10), si filtra e si ag-
giunge al filtrato acido cloridrico diluito ed etere. Alla fase eterea si
aggiunge una soluzione acquosa di cloruro ferrico che si colora in rosso
per la presenza di acido meconico. Recentemente è stato trovato che
) alcune specie di papavero che non producono morfina contengono
ugualmente acido meconico, che può quindi essere considerato un
«marker» delle Papaveracee. Un altro metodo per l'identificazione del-
. l'oppio prevede di trattare 0,2 g di oppio con cloroformio e qualche goccia
di ammoniaca diluita: dopo evaporazione del solvente organico in un
vetrino da orologio, il residuo, addizionato di una goccia di aldeide for-
mica e cinque gocce di acido solforico, dà un liquido colorato in rosso che
indica la presenza di morfina. Al ternativamente, si esegue una cromatogra-
fia su strato sottile. Il dosaggio della morfina nell'oppio si esegue, come de-
scritto in EU.L IX Ed., per separazione in colonna cromatografica e dopo
successive reazioni di purifìcazione si determina quantitativamente l'alca-
loide.
Nell'oppio possono essere incorporate quali sofisticazioni polpe di
. frutta, gomme e simili materiali organici, oppure sabbia e altre sostanze
inorganiche. L'addizione di polpa dì frutta fa aumentare la percentuale
ponderale dell' estratto acquoso, mentre le sostanze minerali aumentano la
proporzione di ceneri.
Composizione - Nell'.QPP10 si trovano più 25 alcaloidi. Dei compo-
nenti inattivi si è già detto a proposito del lattice fresco.
Tra gli alcaloidi, importanti vengono generalmente raggrup-
pati !n relazione alla loro struttura chimica (Figura 8.17):
1) gruppo della morfina (o fenantrenici): morfina
2) gruppo della benzilisochinolina:
codeina
tebaina
papavenna
noscapina (narcotina)
narcema
DROGHE AD ALCALOIDI 249
ALCALOIDI FENANTRENICI
morfina codeina tebaina
ALCALOIDI BENZILISOCHINOUNICI
narcotina narceina.
FIGURA 8.17. Alcaloidi a) fenantrenici e b) ìsochinolinici.
I diversi alcaloidi entrano nella composizione dell'oppio in propor-
zione .variabile, con netta prevalenza m<:)rfina (Tabella 8.4):
TABBLLA 8.4. CONTENUTO MEDIO DEI PRINCIPALI ALCALOIDI NELL'OPPIO.
Morfina 10-20%
Noscapina 4-8%
Papaverina 0,5-2,5%
Codeina
Tebaina
Narceina
0,6-2,5%
0,3-2%
0,2%
250 CAPITOLO OTTAVO
Altri alcaloidi (protopina, laudanina, codamina, criptopina, lanto-
pina, meconidina) sono presenti in quantità trascurabile.
Tra gli acidi con cui gli alcaloidi sono salificati nella droga,.è da ricor-
dare l'acido meconico (derivato dal y-pirone), biacido provvisto di una fun-
zione alcolica e una chetonica (Figura 8.16): come tutti i chetoacidi dà una
colorazione rosso sangue con il cloruro ferrico.
Azioni ed uso - !ue EEC?prietà sOEr:attuttO<ì,Ua presenza
geUa analgesico-narcotico.
La sua azione tuttavla !dçntica a
d!!ll'alcaloide puro: ciò si verifica sia per la presenza di altri alca-
l.9i?i, le cui azioni si sovrappongono e interferiscono con quelÌa: del princi-
pio·attivo fondamentale, sia per lo stato fisico-chimico in cui questi alca-
loidi si vengono a trovare nell'oppio, sotto forma di sali poco solubili.
In particolare, alcuni fra gli alcaloidi dell' oppio, pUr non opponendosi
all'azione centrale della morfina, rendono meno intensa la sua azione de'
pressiva sul centro respiratorio (noscapina). ì.J;o.:al.tra,Jlotevole
<;tazioneJra oppio e morfina si per.qu<mtQJ!guarda l'intestino:
l'QPpi.C?)n polvere o in soluzione (laudano) si presta
un' eccessiva s; .. s in-
fatti sull'intestino quale costipante, aumentar.e il s.çn-
terL Tuttavia essa induce anche una tonicità spastica della muscolatura in-
lè onde peristaltiche cosi originate agiscono pertanto in
tagorusta all'azione del farmaco sugli sfinteri. Glì alcaloidi benzilisochino-
linici (papaverina) presenti nell'oppio, dotati di azione antispastica, anta-
gonizzano la stimolazione della morfina sulla muscolatura intestinale ma
non quella sugli sfinteri, potenziando in tal modo l'effetto antidiarroico
della morfina stessa.
\
1/ ed an tidi.arr()ica. Per tali scopi impiegato l'oppio in polvere ,
,j (10
%
morBrÌa), oppure il laudano"(i Ò/o morfina), la tintura (1% morfina),
l,H' estratto secco (20% morfina), l'estratto fluido lo sciroppo
Oggi si preferisèe\ìsareoppiacei di sintesi.
è iscritta in F. U.I. IX Ed. cO.lJW,pppioe 9PPIQ p01vçr,e titolata.
Sono inoltre lsciìi:fiTsingoli alcaloidi: morfina cloridrato, noscapina e no-
scapina cloridrato, papaverina cloridrato, codeina e codeina fosfato.
I la droga è utilizzata per la preparazione degli alcaloidi
I puri:
t - in.te!:?-,pi,a come analgesicocençnJ..1e.e.per.1' effetto sulla
: muscolatura liscia intestinale (còstipante), presenta anche attività narco-
DROGHE AD ALCALOIDI 251
tica, euforizzante, deprimente il centro respiratorio bulbare, emetica, mio-
tica.
- analgesico più debole della morfina con spiccata attività
antimssiva.
-' spasmolitico con attività rilasciante sulla muscolatura li-
scia intestinalee anche vasale.
attività antitussiva per effetto centrale e periferico.
Attualmente numerosi analgesici sintetici sono stati introdotti in tera·
" pia per sostituire quelli naturali.
; È infme,da.ricordare l'eroina, derivato diacetilato della morfina, che
penetra molto più faciÌmente 'attraverso la barriera ematoencefalica. L'e-
mil1aviene rapidamente idrolizzata a morfina e a monoacetilmorfina, !In-
ldrollz-zata a Morfina e monoacetilmorfina
dell'effetto 'farmacologico dell'eroina. I::eXgi,!!_<l:l1on è
a scopo terapeutico, ma solo ,illecitamente nelle tossicomanie,
l'aziòne piÒ rapida e intensa, associata a stricruna che ne antagonizza
l'effetto depressivo sul centro respiratorio bulbare.
X Idraste (F.U.l., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Rizoma dell'Hydrastis canadensis L. (Ranuncolacee) pianta erbacea pe-
renne (20-30 cm) che vegeta allo stato selvaggio nei boschi dell'est del Ca-
nada e degli Stati Uniti.
Direttamente dal rizoma originano una foglia radicale solitaria, palma-
to-lobata e uno scapo fiorifero terminante all'estremità con due
foglie simili alla radicale. Il fiore solitario, alla ascella di una delle foglie su-
periori, è costituito da tre sepali.
I primi coloni europei stabilitisi in America, notarono che gli indiani
Cherokee utilizzavano il rizoma di idraste per curare le ulcere e svariate af-
fezioni cutanee. Il succo della pianta intera veniva utilizzato invece come
colorante per tingere stoffe e la pelle del viso, da cui derivarono i nomi di
«radice gialla », (, belletto giallo ", « zafferano indiano », «scure d'oro" ecc.
La maggior parte della droga del commercio proviene da piante c;olti-
vate in America. L'acclimatazione dell'idraste in Europa non ha avuto ri-
sultati soddisfacenti: la pianta si ammala facilmente e dà rizomi utilizzabili
solo dopo parecchi anni di coltura.
Descrizione della droga - La droga secca è costituita da frammenti pres-
soché cilindrici (1,5 cm x 2-1 O mm) di colore grigio-brunastro, rugosi e fes-
252
CAPITOLO OTtAVO
FIGURA 8.18. Rizoma di Hydrastis ca-
nadensis.
s.ur.atì, muniti di numerose radichette attorcigliate e fragili, sovente spez-
a poca distanza dal rizoma (Figura 8.18) . del rizoma si pre-
senta liscia, cornea, di colore giallo e intensamente fluorescente (giallo-
oro) alla luce ultravioletta. In sezione trasversale si osservano al microsco-
pio (e anche all'U.V. nei rizomi di dimensioni maggiori) 12-20 fasci fibro-
legnosi di tipo collaterale aperto, separati da larghi raggi midollari.
Ha un sapore molto amaro e colora la saliva in giallo.,
La droga è frequentemente sofistic,ata, ma l'abbondanza di amid9, l'as:
senza di cellule sclerose e soprattutto la caratteristica fluorescenzaa!CU, V.
ne rendono agevole il riconoscimento dalle sofisticazioni.
Composizione -1.RrincipalLalcaloidi delrizoma di idraste sono-Ìdra-
stina, canadina e..berherina (3-6%). QIest'ultima predomina quantitativa-
mente, ma è scarsamente attiva. Il vero principio attivo della droga è l'idra-
stina (Figura 8.19).
Per ossidazione l'idrastina si scinde in idrastinina ed acido oppianico (Fi-
gura 8.19). L'idrastinina possiede la stessa azione biologica dell'idrastina e
può essere preparata per sintesi. La berberina dà un'intensa colorazione
gialla.
Azioni ed uso è batteriostatica a basse dosi e battericida,a
dpsi più possiede inoltre attività fungicida ed antiparassitaria._La
cana#,i1!a deprime il SNC. Tuttavia, l'azione farmacologica dell'idraste ,è

[
DROGHE AD ALCALOIDI

CH-O
idrastina çr I
/" CO
l
I OCH
3
OCH
3

idrastinina
FIGURA 8.19. Alcaloidi dell'idraste.
CHO
(rCOOH
yOCHJ
OCH3
acido oppiallico
253
,,.
fondamentalmente quella del suo alcaloide principale idrastina, azione
che si svolge SNC e-si manifesta confenomeni di ,eccitaz.igne
s}?inale (è un tetanizzante..come la A piccole dosi
determina ipertensione, conseguente a vasocostrlZlOne (prevalentemente
a carico dei acldominal1,euterini). Aumenta infine il tono ele_contra.-
zioni ritmiche uterine. L'effetto per cui la droga è stata utilizzata in passato
in terapia è quello vasocostrittore.ed emostatico uterino e intestinale.
rfryarazioni officinali sono la polvere, l'estratto fluido e la tintura.
X Colombo
Radice difateorrhiza palmata Miers, (Menispermacee), pianta sarmen-
tosa, rampicante, originaria delle foreste del Mozambico e Madagascar,
coltivata anche nelle Indie orientali.
254 CAPITOLO OTTAVO
·1
I
I

FIGURA 8.20. Radice di Jateorrhiza
palmata.
Come molte droghe dell'Africa orientale, la radice della pianta veniva,
un tempo, inviata in India· da cui veniva importata in Europa: per questo
motivo fu creduta originaria dell'isola di Ceylon e proveniente dalla capi-
tale, Colombo. Il nome deriva invece dalla denominazione indigena afri- .
cana della droga, luzlumb.
Descrizione della droga - La droga (Figura 8.20) si presenta i.n..t:9telle di-
scoidali del diametr0at3-8 cm. Il centro, meno legnoso rispetto
alle altre zone della radice, rimane generalmente depresso dopo l'essicca-
zione. Il sughero è sottile, solcato e rugoso, ripiegato sul margine delle su-
perfici piane. Su queste ultime, si distinguono
due zone: una esterna, corrispondente alla regione corticale, rappresenta
circa un quarto del raggio; una interna, corrispondente al legno, di colore
giallo più intenso, percorsa da rilievi concentrici e da striature radiali. La
frattura è facile, granulosa. Il sapore amaro-mucillaginoso, persistente. Ma-
sticata, colora la saliva in giallo.
Sulla sezione trasversale si osserva al microscopio un anello disconti-
nuo di cellule scie rosate a parete irregolarmente ispessita, disposte fra il su-
ghero e il parenchima corticale, contenenti cristalli di ossalato di calcio. Le
cellule del parenchima corticale sono stipate di grossi granuli d'amido (20-
85 J.1m).

.."' . '.
';" .
,,:-
DROGHE AD ALCALOIDI 255
FIGURA 8.21. Alcaloidi del colombo.
---- ------j
OCH
3
OCH
I
!
paJmarina
HO
H,CO
OCH
3
OCH
3
jateorrizina
H
3
CO
HO
I
OCH}
I
OCH
3
colombamina
I
l. J
Composizione - La radice di colombo contiene tre
colombamina, jateorrizina (Figura 8.21).
Contiene inoltre sostanze amare non alcaloidee (columbina, isocolum-
bina, palmarina, jateorina, casmantina), amido (3%), mucillagine e una so-
stanza fluorescente gialla.
Gli alcaloidi, di cui non sono state studiate le azioni farmacologiche,
hanno struttura molto simile a quella della berberina, ma le funzioni idros-
siliche sono sostituite diversamente.
256 CAPITOLO OrrAVO
Azioni ed uso - L'uso della droga è dovuto soprattutto ai suoi principi
amari. È un amaro mucillaginoso (vedi lichene islandico) che stimola le
funzioni digestive e trova indicazione come aperitivo e stomachico. Per il
suo contenuto mucillaginoso è molto ben tollerato e si usa particolar-
mente nelle dispepsie con tendenza alla ipermotiIità intestinale.
La droga non è iscritta in F.U.I. IX.
Boldo (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Foglie di boldus Molina o BoldeafraKf..ans (Monimiacee), :ilb.!'![O.
griginario del Cile, dove si utilizza la droga come rimedio popolare contro
le affezioni epatiche e genitourinarie. È coltivato anche in Europa (Liguria
e Campania) e in Africa settentrionale. .
Descrizione della droga - Fpglie (4-6 x 2-3 cm) a breve picciolo e a lembo
spesso, rigido, coriaceo, di forma ovale o ellittica, ottuso alla sommità, leg-
germente revoluto (Figura 8.22). Caratteristica delle foglie di baldo è il co-
lore verde-grigio, a volte quasi la pagina
riore porta inoltre numerosi rilievi puntiformi, ben visibili ad occhio
nudo, la rendono ruvida al tatto. La nervatura mediana è molto spor-
sulla pagina inferiore dove sono visibili anche le nerva.-
ture secondarie, arcuate verso il margine. Le due facce portano dei peli alla
superficie: quelli della faccia superiore ricoprono delle piccole protube-
FIGURA 8.22. Foglie di Peumus bol-
dm.
DROGHE AD ALCALOIDI
257
ranzedell'epidermide. I peli sono in parte semplici e in parte ramificati o
stellati e per lo più caduchì. Sulla pagina inferiore vi sono soltanto peli stel-
lati. Se sfregate, le foglie di baldo esalano un odore aromatico (Bo/dea fra-
grans) e canforato dovuto alla essenza contenuta in grosse cellule oleifere
disseminate nel parenchima.
Composizione - Nelle foglie del baldo sono contenuti alcaloiclLap.orn.:
n.9!di (0,2-0,5%) tra i quali (predominante), isobol1
ina
8.23),
norisocoridina, laurotetanina, laurolitsina, ecc . .E: presente moltre
"unoiio'-essenziale di composizione analoga a quella dell'olio di chenopo-
pio (40-50% eH ascaridolo) e un glucoside, la boldoglucina(0,3%) a struttura
chimica ancora ignota.
Azioni ed uso - L'impiego terapeutico principale del baldo è come cole-
retico: la boldina e la boldoglucina stimolano la secrezione biliare; il glu-
coside dimostra inoltre un effetto ipnotico.
OH
boldina
OH
isoboldina
FIGURA 8.23. Alcaloidi del boldo.
CAPITOLO OTTAvO
e:senziale è utilizzato quale stimolante generale de11'appetito.e
dlges:lOne soprattutto sotto forma di preparati ottenuti per estra::.
ZlOne alcohca (estratto fluido, tintura) perché più ricchi di olio essenziale.
L'olio essenziale viene eliminato con le urine esplicando a livello renale
un'azione antisettica e diuretica.
'I lpecacuana (F.U.L, Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Radice dell' UrafJ"ofJ"a ineca u h "'C h "l' . h (B t) A Ri
.' . .•.• .,;" ...... _<>.",c...-::.t:_ .... ':..!!.t2. a \. ep ae lS tpecacuan a ro. . -
chard, ipecacuanha) d\!lìa famiglia
. La il cui nòme"dèiivida una parola brasiliana che de·
piante ad azione emetica, anellata minore o ipecacuana del
o OggUa.dmga de
]aneiro e perClO detta ipecacuana di Rio. arbusto
.. n.!';Hs zona deJ..M.!to
GrQ§§,.o. Anche coltivazioni asiatiche (Malesia, Birmania, India) si.ot·
tengono radici molto ricche in alcaloidi.
in parte ipogeo, decorre orizzQntalmente nel suolo; da esso
part.ono d<!Ìlg
dalla ta:vylci-
nahgtlunl,;tgh altri (anellata minore) (Figura 8.24/a).
waccQl.ta della.droga.èdifficoltosa,per<.:hé la pianta cresce in zone pa-
o forma" all'ombra di altre piante, delle mac;çpie
dIffiCIlmente bastone appuntito, conficcato obliqua-
mente nel suolo, 51 una massa'aìterlipefli,ll5:.rareJe.radici,jnmodo
al sole, si ta-
gh<l,no tU si
colta dal «poayeros» (dal nome brasiliano della pianta: poaya) può
l',anno. I raccoglitori lasciano nel terreno i rÌzomi
sott1h affinche la pIanta, molto prolifica, possa riprodursi.
della droga - (Figura 8.24/b) si pre-
m frammenti cilindrici e tortuosi, grossi in media come una penna
<LQ.ca (2-4 mm). La loro superficie, dal colore variabile fra il mattone scuro
e il bruno nerastro, è caratterizzata dall'aspetto anellato. La frattura è breve
e .compatta. sezione si distinguono la zona corticale molto grossa, gri,
g.Ia, faclle a distaccarsi dalla zona legnosa centrale che è invece $ot·
t:le, ?ura. Alle radici si possono trovare commisti pezzetti di
nzoma pnVl dl nlievi anulari.
DROGHE AD ALCALOIDI
259
b
c
a
FIGURA 8.24. a) e b) Ipecacuana dì Rio (anellata minore). c) lpecacuana di Carta-
gena (anellata maggiore).
La droga Pglverizzata, ha

Sqfisticazioni - La ipecacuana anellata maggiore o di Cartagena, è la ra-
dice della Uragoga granatensis (Cephailis acuminata) dell'America centrale
(Colombia, Nicaragua). Q!:testo tipo di ipecacuana è, unitaIIlente all'anelo
lata minore o del Brasile, officinale negli Stati UnitI. Non è contemplata
invece nella nostra F.U.
È più grossa della ipecacuana officinale, meno tortuosa, con anelli
meno marcati e più distanziati (Figura 8.24/c). Il colore è più chiaro. La
zona corticale è infIne molto più grossa. Il contenuto in alcaloidi è abba-
stanza elevato (1-2%) ma i rapporti tra ì due principali, emetina e ce felina,
sono diversi da quelli esistenti nella droga officinale: nella ipecacuana
anellata maggiore i due alcaloidi sono in proporzioni equivalenti mentre
nell'anellata minore predomina l'emetina.
260
CAPITOLO OITAVO
Composizione - La radice di ipecacuan.a contiene ;'l1c:atoicti'J.
struttura isochinolinica. I principali sono emetina, cifelina, psicotrina, emeta-
La droga contiene anche il glicoside ipecoside. . .....
corticaJe.
8.25) è d,i
vamente (70% deglI alcalOidl totali). L lpecacuana dI Rio contiene
2..5òìo-di alcaloidi totali. S_e_condo la F. V.I. (Droghe vegetali e preparazioni,
1991) la quantità complessiva di alcaloidi nella polvere deve essere com-
presa fra 1:9 e 2.1.%. Se è superiore, si addiziona alla polvere la quantità ne-
cessaria dl lattoslO.
Azioni ed uso - L:ipecacuana possiede unattipli.,se.azione .di interesse
e antiamebica. Come

L:_effetto emetlEO· €
azio{1e irritante d.aessi esercitatasulle-mucose-.ingen€lre·e",in PiU:t!f2.lare,
alla_stirnolazione pericardiale dello stomaco e. ad
a live1I.o. çlel centro del yqmito. d'eIIidroga è
molto più lenta di-quella.dei singoli alcaloidi purifìcati.e.PRceclJJta_<h.J,ln .
l'ungo periodo di nausea. durante il quale si ha aumento e .{1uidificazione
della secrezione bronchiale. Ix:! yirtù di questo.meccanismo e.dell'azione..
irritaf!te. dagli a1c:aloidi, dopo assorbimento, direttamente sulle.
t'erminazioni sensitive bronchiali,
. e.spettorante. A tale scopo si S'omministra la f011lli!...di jnfuso
FIGURA 8.25. Struttura dell'emetina.
ti::,.
DROGHE AD ALCALOIDI 261
all' 1 %, tintura o L'utilizzo come antiamebico dell' emetina è con-
sigliato quando gli antiamebici di sintesi si dimostrano inefficaci o con-
troindicati.
Recentemente è stata evidenziata una certa attività antitumorale che
tuttav:ia non è terapeuticamente sfruttabile.
La droga è iscritta in F.V.I. (Droghe vegetali e preparazioni, 1991) come
radice, estratto fluido, polvere titolata. È inoltre iscritto in F.V.I. IX Ed.
l'alcaloide emetina come cloridrato.
>( Curari
I çJ,l,rariSQQ9..degli da diverse
pi'!!1.te,,, che gli indigeni dell'Amazzonia e dell'Orinoco preparano perav-
velenare le frecce da caccia e da guerra. Il nome deriva dalla trascrizione fo-
nica della parola indiana woorari o urari, che sta a significare Gli
animali colpiti dalle frecce avvelenate cadono in uno stato di immobilità
assoluta cui sopravviene in breve la morte per paralisi respiratoria: la carne
può essere consumata senza pericolo in quanto il veleno, attivissimo qua-
lora penetri anche in piccola quantità nei tessuti, si dimostra innocuo se as-
sunto per via orale.
I primi campioni di curaro giunsero in Europa nel 1595, ma la compo-
sizione del veleno restò a lungo misteriosa perché le popolazioni indigene
la tennero gelosamente segreta .
dei curari sono utilizzati il legno e la corteccia di al-
.ç!).ne._Logania.ceedel (S. 'tòxiftra Benth., S. jobertiana; S.
guianensis (Aublet) C. Martius, S. castelnaeana Wedd.) contenenti alcaloidi
(derivati del. triptofano)
7e. tomentosum Ruiz. et Pav.) e del genere Curarea (e. toxi-
cofera Wedd., e. candicans (L.c. Richard) Barneby et Krukoff) contenenti
alcaloidi a struttura isochinolinica, velenose; si utilizzano infine anche al-
tri vegetali non tossici, quali ad esempio Piperacee ad azione emostatica.
].diversi tipi.gi.ClJrflrg b.ase ai recipienti. utiliz-
zatiper la.c::smservazione:
1) [Zè!!glraro, racchiuso. in tubi. costituiti d@."segmenti di canne di
_ b.ambù, che ne contengono 200-300 g. Proviene dal Brasile e Pero ed è il
tipo più diffuso;
2) curaroj:rz..vaso, contenuto inpiccolire.cipic;nti di argi.IJa.: <;,heùe con-
tengono20-30 g. Proviene dal bacino dell'alto Orinoco e dall'alta Amaz-
zoma;
262 CAPITOLO OTTAVO
3) curaro in calebassa, conservato all'interno di zucche che ne conten-
g211060:150 g. Proviene dalla Guiana, Venezuela e Colombia ed èifti·
p
;
più raro.
Qyalunque sia la loro origine, ì curari hanno circa il medesimo
quello cioè ..
spe,ss.o. 'EmpIreumatIco. ParilaImente solubili tn acqua:--aanno
l
"d "" .,.. ., ....... -. -.... , .. ...... ,-....... -
un lqW Q .. rosso. scuro.
Attualmente il curato viene commercializzato in barattoli di latta con-
t<;Jlenti 1 Kg di estratto.
Composizione - Il tubocuraro e il curaro in barattolo di latta, sono costi-
tuitiprevalentemente da estratti di Chondrodendron tomentosum e di diversi
tipi di Cura rea. Essi contengQ119.J11l!llerose basi .alcaloidee a bis-
benziltetraidroisochinolinica,
sono basi terziarie insolubili in acqua e provviste di debole at-
tività biologica: (-)-curina, (+)-isocondrodendrina, (+)-condrocurina.
Le curarine, solubilì in acqua e molto tossiche, sono basi
«(+)-tubocurarina, Figura, 8.26, protocurarina), correlate chimicamente con
le precedenti.
Questi due tipi di curaro sono tuttavia relativamente poco attivi ri-
spetto al curaro in calebassa (ottenuto da diverse specie di Strychnos) che è da
100 a 250 volte più tossÌco del tubocuraro. Contiene delle basi quaternarie
tossiferine a struttura chimica di-indolica: C-tossiferina, C-diidrotossife-
rina, C-curarina, C-calebassina (C ad indicare cale bassa).
Il curaro in vaso contiene invece una miscela di estratti di Menisperrna-
cee e di Loganiacee.
Dosaggio biologico - L'attività curarica negli estratti si esegue:
1) con il metodo della «caduta del capo» nel coniglio (rilasciamento
dei muscoli della nuca);
2) misurando l'inibizione della contrazione muscolare nel preparato
frenico-diaframma isolato. .
Azioni ed uso - Ira.i.vad ,tù?'i dLcJ!r.eI9! .. 9.uelIo i11 tubo è il più studiato
5!9 iv pmti.ca. AI suo fondamentale
curarina (Figura-'8:26), si può senz'altro rapportare l'azione della droga
stessa.
La (+)-tubocurarina impedisce la trasmissione degli impulsi dalle fibre
nervose motrici alle fibre muscolari striate, bloccandola a livello delle
giunzioni neuromuscolari (azione anticolinergica). Ne consegue una para-
FIGURA 8.26. Struttura della
(+ )-tub ocurarina.
DROGHE AD ALCALOIDI
263
(+ )-tubocurarina
lisi dei muscoli scheletrici con diminuzione o perdita del tono musco-
lare.
JLcuraro non è usato in pratica per l'incostanza della sua composi-
zi.one. Trova invece impiego un derivato semisintetico della C-tossiferina,
la diallil-nortoxiferina (alcuronio), come coadiuvante nell' anestesia gene-
rale, per indurre una completa perdita del tono muscolare.
La droga non è iscritta in F. U.r. IX Ed., mentre lo è il cloruro di tubocu-
ranna.
ALCALOIDI A NUCLEO TROPOLONICO
Ì\ Colchico
Semi di Colchicum autumnale L. pianta erbacea perenne co-
nei prati montani dell'Europa centro-meridionale, diffusa nel-
l'Italia settentrionale e centrale.
In passato anche il bulbo-tubero della pianta si utilizzava a scopo me·
dicinale.Oggi sono usati soltanto i semi perché dotati, in confronto all'or-
gano sotterraneo, di attività più costante e perchè più ricchi in principio at-
tivo.
<.-tu'UULU UllAVO
La pianta (Figura 8.27/ a) fiorisce a fine estate, ma dà foglie e frutti sol()
nella primavera successiva. Al momento della fioritura, htparte_sottelTanea
della pianta è costituita da un bulbo-tubero ovoide rivestito di tuniche
squamose bruno-scure (residui di foglie disseccate), alla base del quale
parte un ciuffo di radici.
Il fiore è costituito da un lungo tubo perigoniale (a sei tepali) la cui
parte inferiore è sotterranea; la parte epigea è di color viola-chiaro.
Il frutto è una capsula ovoidale, a tre logge, che matura in giugno. Con-
tiene numerosi piccolissimi semi.
Descrizione della droga - I semi del colchico sono sferici e misurano
circa 2 mm di diametro. La loro superficie è rugosa e di colore bruno-sClIro,_
Nel seme fresco un piccolo ispessimento carnoso (strofiolo o caruncola) si
estende intorno all'ilo occupando un quarto della circonferenza del seme
stesso (Figura 8.27/b); questa formazione è appena visibile sulla droga es-
b
c
FIGURA 8.27. Colchicum autumnale:
a) pianta, bulbo e frutto; b) seme;
c) sezione dello stesso.
DROGHE AD ALCALOIDI
265
siccata. I semi sono inodori e molto amari. Posseggono un albume corneo,
durissimo che ne rende difficile la polverizzazione.
Al 1'albume si presenta costituito da cellule a pareti forte-
mente ispessite e canalicolate, contenenti goccioline oleose e nessuna trac-
cia d'amido.
I semi devono essere raccolti a completa maturazione del frutto e rin-
novati ogni anno. Per le loro dimensioni, i semi del colchico si
a quelli della senape nera: sono facilmente distinguibili questI ul-
timi, più piccoli (0,5-1 mm), hanno colore rossastro, sapore p:ccant.e carat-
teristico, consistenza mucillaginosa e non presentano alcun lspesslmento
in corrispondenza dell'ilo.
Composizione - I se.mi del colchico contengono tra i
quali la colchicina (0,6-1,2%), localizzata nel 1.1 plU Impor-
tante, Altri alcaloidi sono: demecolcina, colchicilima, colchifolma. È conte-
nuto inoltre un glicoside, il colchicoside (0,4%). . ..
La colchicina ha struttura tricidica (Figura 8.28): 2 anelh eptatomlcl
I

HO
H
3
CO
I H
3
CO
O
tropolone
OCH
3
R=CH
3
: demecolcina
R=<C-CH
3
: colchicina
Il
O
O
colchicoside OCH 3
FIGURA 8.28. Principi attivi del colchico.
I
\
"'00 CAPITOLO OTTAVO
(uno cic1oeptanico e uno tropolonico, derivante dal cicloeptatriene) e uno
benzenico; ha inoltre una funzione acetamidica e un gruppo chetonico.
Ha un solo atomo di azoto, quello amidico, e non dimostra proprietà alcaline.
Il colchicoside è, al contrario della colchicina, solubile in acqua, privo di
sapore amaro e poco tossico (50-100 volte meno tossico della colchicina).
Biosintesi - La colchicina deriva dalla condensazione di una molecola
di tirosina con una di fenilalanina. L'anello aromatico (A) e parte dell'a-
nello eptatomico (B) derivano dalla fenilalanina, l'anello tropolonico e il
gruppo amidico derivano dalla tirosina.
Azioni ed uso - azione più caratteristica della colchicina è quena anti-
mitotica, ma a causa della elevata tossicità cellulare viene scarsament.e...uti-
lizzata nella terapia antitumorale. Trova invece impiego in agricoltura per
ottenere forme poliploidi. La demecolcina (Figura 8.28), meno tossica, è
usa:a nel trattamento cronico dellinfoma maligno e della leucemia mielo-
genIca.
La colchicina è usata in terapia per combattere l'accesso gottoso. Sia
l'intensità che la durata di quest'ultimo vengono attenuate probabilmente
per un'azione sui neutrofili polimorfonucleati, con diminuzione della
chemiotassi, dell'adesività, della fagocitosi e della degranulazione lis080-
miale.
La colchicina è estremamente tossica e dà accumulo: la tossicità è data
da un prodotto di ossidazione, la ossicolchicina. Nell'organismo animale, il
processo di ossidazione dell'alcaloide è di carattere enzimatico e dipende
dalla temperatura: negli animali a sangue freddo (rana) la droga è molto
meno tossica che nei mammiferi. L'intossicazione si manifesta dopo 3-5 ore
con. dolori addomina.1i, gastroenterite emorragica, diarrea abbondante,
dispnea, insufficienza re naie e può portare anche a morte.
Per introduzione di un atomo di zolfo nella molecola di colchicoside
si ottiene il tiocolchicoside ad attività miorilassante centrale. '
I preparati galenicLsono ormai del tutto caduti in disuso. In F.U.I. IX
Ed. è iscritta solo la colchicina. .
ALCALOIDI A NUCLEO INDOUCO
Numerosi alcaloidi dalle molteplici e diverse azioni biologiche sono
caratterizzati dalla presenza dello dell'indolo. -Es§.i vengono
j
I
DROGHE AD ALCALOIDI
267
estratti da piante appartenenti a varie famiglie quali Rubiacee, Apocinacee,
Loganiaçee, Leguminose e da funghi (Ascomiceti) delle Clavicipitacee.
Negli alcaloidi appartenenti a. questo gruppo, il nucleo indolico è spes-
so inserito in diversi sistemi ciclici a formare molecole più o meno com-
plesse.
Biosintesi _ Biosinteticamente, il precursore della porzione indolica è il
triptofano, che dopo decarbossilazione a triptamina e in seguito ad una
reazione di Mannich con un'aldeide o con un chetoacido, dà luogo ad un
derivato p-carbolinico, intermedio fondamentale per la sintesi degli alca-
loidi indolici (Figura 8.29). La reazione con mevalonati, acetati ed altre
molecole dà luogo alle diverse strutture cicliche presenti in questi alca-
loidi.
Rauwolfia
Il genere Rauvoifìa (Apocinacee) comprende numerose specie (almeno
86) c0l!-_ haJ:>itat in India, Ceylon, Tailandia, Pakistan, Malesia, Giava e
centrale.
Per inciso, va ricordato che la droga si scrive Rauwolfia con la w, dal
nome del suo scopritore, il botanico, fisico ed esploratore tedesco dr. Rau-
wolf, mentre il genere botanico si scrive Rauvoifìa con la v.
La più importante è la Rauvoifìa serpentina (L.) Benth. ex Kurz., arbu-
sto sempreverde, che cresce spontaneo nell'estremo oriente e raggiunge
il metro di altezza. Le foglie sono verticillate, i fiori pentameri, sono
piccoli, t?iaJ;lchi o rosa. 11 frutto è una drupa nera ovoide. L(i radice è cilin-
drica, tortuosa e presenta rare biforcazioni. La droga è costituita dalla ra-
dice.
Descrizione della droga - La droga è commercializzata in tranci di radice
di colore giallo-grigio di circa lO cm di lunghezza e di diametro di 0,5-2
cm. L'odore è debole e il sapore amaro.
Composizione - Il contenuto totale di alcaloidi (almeno 30) rappresenta
lo 0,7-2,4%. Solo quattro di qu_esti alcaloidi però sono di interesse
cologico: reserpina, rescinnamina, 4.eserpidina e ajmalin
a
(Figu:a 8.30):
alcaloidi sono rappresentati da: strpentina, serpentinina, raubaszna e yozmbma
in piccole quantità. . . . . .' .
Sono presenti anche 6tosteroli, acidI grass1, alcoh msatun e zucchen.
268 CAPITOLO OTTAVO
triprofano
o
\I CH
CH3NH- C- 0(Jctjl ' 3
~ I
N N
I I
. CH
3
CHj
esertna psilocibina
'" (JcrCH1'-.. /
I I 9
H
~ N NH
2
I
H
tripeamina
+ acido mevalonico
/ ~
COOH
srlicnina ac. lisergico
H
3
CO N
I
H
reserpina
DROGHE AD ALCALOIDI
269
H
reserpina
I<!scinnamina
OH
ajmalina
FIGURA 8.30. Principali alcaloidi della rauwolfia.
... FIGURA 8.29. Biosintesi dei principali alcaloidi a nucleo indolico.
CAPITOLO OTTAVa
Azioni ed uso - La reserpina depleta i depositi centrali e periferici di no-
radrenalina, serotonina e dopamina, essendo un potente inibitore del tra-
sporto attivo tramite cui tali sostanze vengono captate dal citoplasma al-
l' interno delle vescicole di deposito del o della terminazione ner-
vosa. Tra gli effetti più evidenti, sono da ricordare l'azione ipotensiva per
riduzione del tono delle arteriole e delle grosse vene, e, a livello cardiaco, la
riduzione delle azioni eccitatorie della noradrenalina, mediate dai recet-
tori con conseguente bradicardia e riduzione della. gittata
cardIaca che contribuisce alla diminuzione della pressione arteriosa. A li-
v.ellodel sistema nervoso centrale la reserpina induce sedazione e depres-
sIOne.
La reserpina e gli altri alcaloidi della R. serpentina sono ormai impiegati
raramente e soltanto nella cura dell' ipertensione essenziale.
e azio.ni della reserpina.
L a)mahna e un la raubasma è uno spasmolitico a-bloc-
cante, agisce inoltre a livello dei centri bulbari vasomotori. .. ' ".
Le azioni della yoimbina verranno descritte più avanti (Pausinystalia
yohimbe).
Nella F.U.1. IX Ed. è iscritta solo la reserpina, ma non la droga.
Quantità commerciali di reserpina e di alcaloidi ad essa correlati ven-
gono estratte dalla R. vomitoria Mz. dell' Africa orientale e dalle R. tetra-
phylla, R. canescens L. e R. hirsuta, diffuse nelle zone tropicali.
Pausinystalia yohimbe
La Pausinystalia yohimbe (K. Schum.) Pierre è un albero di grandi di-
mensioni (15 m), appartenente alla-famiglia delle Rubiacee, diffuso nelle
foreste del Gabon, Camerun e Congo. È utilizzata per l'estrazione della
yoimbina dalla corteccia.
in frammenti di 75 cm di lunghezza e 2 cm di spes-
_sore, dI colore grIgIo-bruno e con placche di licheni all'esterno, e rOS50-
bruno con fini striature all'interno.
. Layoimbina è un alcaloide chimicCl.mente alla Eser-
clta per inibizione selettiva dei recettori presi-
naptlCl a-adrenergiC!o Blocca moltre i recettori periferici della serotonina.
AJìvello del SNC esplica un'azione eccitante di tipo stricnico. Non viene
utilizzata in terapia, ma solo nella ricerca sperimentale.
Né la droga né l'alcaloide sono iscritti in F.U.I. IX Ed.
DROGHE AD ALCALOIDI
271
X Fava del Cala bar
Seme del Physostigma venenosum Balf. (Leguminose), lunga e robusta
liana' perenne, indigena delle coste occidentali dell' Africa.
ILçE.qJe, dello spessore di 5 cm, si abbarbica ai rami degl i alberi vicini
innalzandosi fino a 20 m di altezza. Somiglia alla pianta di fagiolo ed ha,
come quest'ultima, dei fiori papilionacei disposti in grappoli penduti (Fi-
gura 8.31) di colore rosso vivo.
Lo stimma ha un aspetto particolare, rigonfio come una vescicola, da
cui il nome di derivazione greca Physostigma; in realtà, il suo apice è coro-
nato da una piccola lamina compressa a forma di ventaglio.
a
r;)

cl
l __________ ____
FIGURA 8.31. Pbysostigma venenosum: a) ramo con fiori; b) stilo e stimma; c) frutto;
cl) semi.
l:APlTOLO OTTAVO
11 frutto è un legume (Figura 8.311c), lungo çirca 15 2 o
}semi reniformi (2,5-3 cm x 1,5 cm) dal tegumento coriaceo, bruno-scuro,
leggermente zigrinato (Figura 8.311 d). Il bordo convesso è percorso da un
solco chiaro, liscio, limitato ai due lati da un rilievo arrotondato deltegu-
mento e percorso nel mezzo da un piccolo cordone. All'interno, due grQssi
cotiledoni, bianchi, rimangono separati da una cavità piena d'aria. Di
seguenza i semi galleggiano sull'acqua.
Molto tossica, la droga veniva utilizzata dagli indigeni per istituire i co-
siddetti «giudizi di Dio» o «prove della verità". Agli individui accusati di
stregoneria si somministrava la fava pestata e mescolata con acqua. Le vit-
time erano riconosciute innocenti soltanto se assalite da vomito violento,
sufficiente a provocare l'espulsione del veleno. Nella maggior parte dei
casi sopravvenivano i sintomi di una acuta intossicazione, seguita da
morte per arresto respiratorio e cardiaco: mezzo seme è sufficiente ad avve-
lenare un uomo. Come tutte le piante usate per il giudizio di Dio, il Physo-
stigma era considerata una pianta sacra, che veniva quindi coltivata, rac-
colta e conservata in luoghi segreti e sorvegliati, tanto che fu difficile sco-
prire la sua origine e identità.
Composizione - La fava del Calabar contiene amido proteine
(23%), steroli e alcaloidi (0,4%).
Gli alcaloidi principali (Figura 8.32) sono la emina (o fisostigmina),
fisostigmina, geneserina, eseramina, fisovenina, calflbfltina, calabacina.
Sono contenuti nella droga anche del sitosterolo, cOme nei cereali e
nelle Leguminose commestibili, e dello stigmasterolo, analogo a quello dei
semi di soia.
Azioni ed uso - Oggi la droga non è più usata come tale, ma solo per l'e-
strazione dell'eserina.
. L'eserina ha azioni analoghe a quelle dell'acetilcolina (rallentamen-
to cardiaco, stimolo della peristalsi intestinale, costrizione bronchiale,
miosi, aumento delle secrezioni, ecc.); agisce infatti prevenendo l'idrolisi
della açetilcolina da parte delle colinesterasi di cui è un inibitore reversi-
bile.
Gli usi terapeutici dell'alcaloide sono limitati. J.,ejndicazioni in oculi-
come miotico e per la CUra del glaucoma in quanto diminuisce la
pressione endoculare per aumentato deflusso dell'umor acqueo. Altre .. Ì.n"
Ji,.Gl.:?loni erano nella cura della miastenia gravis, intestinale e
vescicale postoperatoria e nella decurarizzazione postoperatoria.
Lageneserina ha uguali proprietà, ma è meno tossica dell' eserina e_vielJ.e
DROGHE AD ALCALOIDI
273
o fisostigmina
geneserina
FIGURA 8.32. Principali alcaloidi della Fava del Calabar.
utilizzata nel trattamento sintomatico delle turbe dispeptiche. Nell'orga-
un enzima la riduce ad eserina. ..' . d'
, . . d t 1 esteraSlcl I
\aJjsgstigmm4 è stata SOstltUlta a an ICO tn . ,. __ 'o"
sint;;i(pe;;stigmina, piridostigrnina). ,.' . .
In F.U.I. IX Ed. non è iscritta la droga; e lscntta solo la fisostlgmma
come salicilato.
X Noce Vomica (F.U.!., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
''.
Semi di.$tryçhnos nux vomica L. (Loganiacee), piccolo albero dell'Asia
tropicale (India, Ceylon, Giava, ecc). .' . '
11 frutto (Figura 8.33) è una1.?_<Kcagrossa-come una aranC1a,
picarpoè-;ottile, giallo a la polpa è bianca e mucII-
laginosa: in essa sono sparsi poch1 semi .
I -semi e tutte le parti della pianta sono . .
La corteccia, spesso confusa con quella della Galzpea (ango-
stura) fu chiamata falsa angostura: contiene in prevalenza bruczna.
P;r lungo tempo i semi di noce vomica ser:irono solo ad
cani, gatti e animali nocivi, in particolare le volpI. teme"a Infatti l 1m
CAPITOLO OTTAVO
b c
FIGURA 8.33. Strychnos nux vomica: a) frutto; b) seme intero; c) in sezione; cl) peli
superficiali e albume del seme.
piego terapeutico a causa della tossicità. L'introduzione in terapia avvenne
solo dopo la scoperta e lo studio del suo principio attivo, la stncnina.
Descrizione della droga - I. ,5emi noce vomica (Figura 8.33/b, c)
hanno forma di discoidi appiattiti,simili a monete, con facce non perfetta-
mente piane (concavo-convesse) a bordi leggermente ingrossati. Misurano
2-2,5 cm di diametro, 4-6 mm di spessore. Il colore è grigio chiaro. Su una
delle facce è visibile l'ilo, centrale, da cui parte una linea in rilievo (rafe)
che termina sul bordo, in corrispondenza di una piccola prominenza dello
stesso (calaza), a livello dell'embrione. Sono lucidi e veLlutati per la pre-
su tutta la superfiG,ieL di peli sottili, fitti, sericei, disposti a raggi era at-
torno al centro delle facce. Un albume corneo, translucido costituisce la.
maggior parte del seme, formato da due porzioni discoid.aIi accostate che
lasciano tra di esse, nella regione della calaza, una piccola. cavità occupata
dall'embrione. Le due metà sì separano facilmente quando il seme viene
rammollito per digestione prolungata in acqua; la droga emana allora un
odore molto sgr<tdevg!e.
Il sapòre della noce vomica è amarissimo.
I semi, toccati con HN03, assumono un colore rosso sangue per ossi-
dazione e nitrazione della brucina. Le sezioni di droga, sgrassate con etere
di petrolio e trattate con HZS0
4
concentrato e bicromato potassico, assu.
DROGHE AD ALCALOIDI 275
mono una colorazione viola (stricnina). La polvere emette alla luce di
Wood una fluorescenza azzurra.
Al microscopio (Figura 8.33/ cl) è interessante rilevare la struttura dei
peli superficiali, unicellulari, con base ingrossata a forma di ampolla; al di
sopra del rigonfiamento basale, i peli si piegano ad angolo ottuso; ispessi-
menti lineari decorrono parallelamente alla lunghezza del pelo. L'albume
è costituito da cellule poligonali a pareti ingrossate (mannanì e galattam).
Le sostanze di riserva sono aleuroniche e oleose. Tutte le cellule dell'al-
bume e dell'embrione contengono alcaloidi.
Composizione - L'albume è composto in prevalenza dagalattani e man-
nani. (pareti cellulari ispessite); contiene inoltre proteine, olio grasso, tan-
nini, un glucoside e alcaloidi (2-5%).salificati con gli acidi clorogenìco e ma-
Zico.
Gli alcaloidi più importanti (Figura 8.34) sono la stricnina (1,2%), con-
centrata all'interno del seme e la brucina (1,5%) localizzata vicino all'epi-
dermide, contenuti in quantità circa uguali. La brucina è il derivato dime-
tossilico della stricnina.
La struttura della stricnina è costituita da sette anelli condensati; in
essa sono chiaramente visibili il gruppo dell'in dolo (anelli A e B) e del car-
bazolo (anelli A, B, e D).
È presente inoltre, in minime quantità, un glucoside, la loganina. O!Ie-
sto glucoside è invece presente in elevata quantità nei frutti insieme alla se-
cologanina.Tali sostanze risultano interessanti in quanto precursori degli
alcaloidi stricnino-simili.
Azioni ed uso - Il principio attivo della noce vomica è la stricnina. L'a-
zione di questo alcaloide si svolge quasi esclusivamente a livello del
dallo spinale e si manifesta con aumento dell' eccitabilità riflessa e, per dosi
FIGURA 8.34. Struttura di stricnina e brucina.
276 CAPITOLO OITAVO
maggiori, con accessUetanici. La.stricnina. blocca i potenziali inibi.!:O.ri
antagonizzando l'azione della glicina, mediatore jnibitore,
presente in elevata quantità nelle corna ventrali del midollo spinale, non-
ché nel tronco cerebrale e nel cervelletto.
La. brucina ha le stesse proprietà della. stricnina ma è meno tossica e
meno attiva.
Le applicazioni terapeutiche della stricnina oggi sono relativamente
scarse e di limitata importanza pratica. Viene utilizzato come stimolante
respiratorio in certi casi di grave depressione del respiro da avvelenamento
(p_e! es. dil,parbiturici). Per il suo sapore amaro stimola l'appetito, aumenta
le secrezioni digestive ed eccita la motilità stata uti-
lizzata nelle dispepsie e nelle atonie del tubo digerente. Veniva inoltre
considerata un tonico e un ricostituente. A tale scopo si
renza i preparati galenici della droga: polvere (rasura di noce vomica),
estratto e tintura, spesso associati ad altre DaIla droga e
dalle sue preparazioni galeniche infatti, gli .a1ct1.loidi sono assorbiti assai
più lentamente per la presenza di sostanze tanniche che permettono loro
di agire localmente per un tempo maggiore.
Y Fava di S. Ignazio C?) t.
Semi della Strychnos ig;natii Berg. (Loganiacee), grande arbusto rampi-
cante dell' Asia tropicale. I suoi semi furono introdotti in Europa dai Ge-
suiti che diedero alla pianta il nome del fondatore del loro ordine.
Il frutto è una bacca ovoidale o sferica, più grossa di quella della noce
vomica. L'epicarpo è duro, liscio, il mesocarpo è carnoso,
biancastro e racchiude numerosi semi (10-20).
..liemi (2-3 cm x 1,5-2 cm) origin<lp-gm..enteo,,-oidali, si comprimQu.Q.re-
ciprocamente nel frutto assumendo in tal modo una forma irregolare, con
495 facce appiattite (Figura 8.35). D<l freschi sono coperti di peli epider-
mici argentei e sottili; dopo essiccamento, l'episperma scompare lasciando
a nudo la parte esterna dell' albume, di colore grigio-scuro o bruno-,opaco.e
di aspetto granuloso.
Come la noce vomica, la fava di S. Ignazio possiede un albume duris-
simo che rammollisce in acqua calda emanando un odore terroso sgrade-
vole. Il sapore è amarissimo. '
Al microscopio, l'albume si presenta con le medesime caratteristiche
di quello della noce 'lO mica. I peli epidermici, molto rari, sono rettilinei, a
parete ispessita, a base allargata e suddivisa in rami divergenti.
DROGHE AD ALCALOIDI
FIGURA 8.35. Semi di Strychnos
19natii.
277
Composizione - L'.albume.è. çomposto in prevalenza, come quello della
.noce vomica, da mannano egalattano. Contiene i medesimi alcaloidi, com-
J:,inati con l'acido cloro genico, e nella stessa concentrazione (2,5%); tutta-
via la fava di S. Ignazio è più tossica perché la stricnina rappresenta il 60%
degli alcaloidi totali.
Azioni ed uso. Non è in F.U.I. IXEd. La droga si utilizza esclusi-
vaIllenteper l'estrazione della stricnina.
Segale Cornuta
ÈIo sclerozio di un fungo, la (Fries) Tulasne (Ordine
Ascomiceti, Famiglia Ipocr:eacee), parassita dell'ovario della segale e di di-
yersl! altre Graminacee (più di 100 diverse specie erbacee possono essere in-
festa te dalla Claviceps, ma nessuna all'infuori della segale è di importanza
economica.per la produzione della droga); somattutto nelle re-
gionLumid..e.e piovose. Le zone di maggior produzione (spontanea) erano
originariamente le regioni nord-occidentali della penisola Iberica (droga
più ricca di alcaloidi), i paesi Balcanici, la Russia, la Polonia e Ame-
rica. Attualmente.viene coltivata in Cecoslovacchia, Unghena e SVIzzera.
Il consumo.di farine inquinate dal parassita fu causa, in passato, di in-
tossicazioni croniche (ergotism9J che, dopo annate molto piovose, imper-
..... "-' ...... .l..li'\.YU
versavano come vere epidemie sulle popolazioni di territori più o meno
estesi. N el Medioevo l'ergotismo, molto frequente, fu detto {( fuoco sacro»
o «fuoco di S. Antonio » per la sensazione di bruciore alle estremità che si
manifesta nei primi stadi dell'intossicazione. Con frequenza nell'ergoti-
smo si verificavano casÌ di aborto: questa osservazione empirica portò al-
l'uso della droga, fin dal XVI secolo, per indurre il parto. Tale pratic.a fu
però abbandonata nella prima metà dell'800 per l'alto numero dì nati
morti e il suo uso fu limitato al controllo dell'emorragia post-partum.
Grandi epidemie dì ergotismo colpirono la Germania ndIS8I, 1S87, 1596
e, a intervalli diversi, parecchie regioni europee. Le ultime si verificarono
nel 1927, in Russia. L'ergotismo è stato debeUato solo in epoca recente in
seguito al miglioramento delle tecniche agricole; la tosslcosi non può con-
siderarsi del tutto scomparsa ai nostri giorni, sia pure sotto forma di epi-
sodi sporadici (Francia 1953).
L'ergotismo cronico si manifesta sotto due principali forme. L'una ca-
.ratterizzata da fenomeni cancrenosi a carico delle estremità corporee; se
l'individuo non viene sottratto alla causa intossicante, la cancrena procede
e la morte avviene per setticemia ..
L'altra forma di intossicazione da segale cornuta è l'ergotismo convul-
sivo o spasmodico, che si verifica in concomitanza con la carenza di vita-
mina A e si manifesta con contrazioni muscolari, accessi convulsivi e alte-
razioni psichiche. La morte è determinata, in tal caso, da asfissia conse-
guente ai fenomeni convulsivi.
L'intossicazione acuta ha luogo raramente e si. verifica nei tentativi di
aborto. Essa è caratterizzata da vomito, diarrea, formicolii, confusÌone e
perdita della conoscenza.
Ciclo evolutivo del fungo - Il ciclo riproduttivo della Claviceps purputea
comprende tre fasi: di riproduzione, di moltiplicazione e di conserva-
zione. Nelle tre fasi il fungo assume forme diverse, ad ognunadelkquali fu
dato, quando se ne ignoravano i reciproci rapporti, un nome particolare:
Claviceps purpurea (forma sessuata, fase riproduttiva); Sphaceua segetum
(forma conidica, fase di moltiplicazione); Sclerotium clavum (forma di scle-
rozio, fase di conservazione).
Il ciclo fu descritto da Tulasne ne11853: il fungo ha origine da una
spara (ascospora) che, trasportata dal vento o dagli insetti, giunge sul fiore
di segale in primavera. La.spora germoglia formando.lln micelio di ikfila-
mentose che attaccano e perforano, tramite azioni enzimatiche, la base
dell'ovario provocandone il distacco dal ricettacolo, arrestandQneJo svi-
luppo e invadendo lo progressivamente. Dalla la_Ji.nfa.della
DROGHE AD ALCALOIDI 279
pianta, da cui il parassita trae nutrimento. In questo stadio, il fungo appare
come una massa bianca e soffice (Sphacelia segetum) che produce all'estre-
mità di alcune ife delle cateneHe di spore (conidiospore), le quali si distac-
cano ma restano invischiate in una secrezione giallastra zuccherina (net-
tare della segale). Il nettare, dall'intenso odore di acido butirrico, attira gli
insetti, che trasportano in tal modo le spore su altre piante di segale diffon-
dendo l'infezione.
Q!lando la pianta parassitata, alla fine del suo ciclo vegetativo, si dis-
secca, il tessuto fungino si addensa in una massa compatta, lo sclerozio, de-
stinato a sopravvivere durante l'inverno allo stato di vita latente.
Alla mietitura lo sc1erozio ha raggiunto il suo massimo sviluppo (Fi-
gura 8.36/a): nella spiga, occupa il posto del seme innalzandosi sulle glume
simili ad uno sperone di gallo (ergot de coq, da cui il nome). Se cade a terra
durante la mietitura, nella primavera successiva germoglia producendo dei
corpi fruttiferi dall'aspetto di peduncoli sormontati da una capocchia pur-
purea (Claviceps purpurea) (Figura 8036/b).1 corpi fruttiferi (Figura 8.36/c)
all'interno di aschi, le ascospore filiformi (Figura 8.36/d) che
vengono trasportate dal vento sui fiori della segale.
Raccolta e conservazione - Gli sclerozi, presenti in numero variabile e tal-
volta considerevole su ogni spiga, vengono raccolti manualmente prima
della mietitura (e sono considerati i più attivi) oppure dalla spiga già ta-

La richiesta commerciale di droga è nettamente superiore alla sua di-
sponibilità naturale per cui si provvede, soprattutto in Svizzera, alla colti-
vaziòne artificiale, iniettando le colture di segale con sospensioni acquose
diçQnidi. Q!lesti ultimi si ottengono coltivando ceppi selezionati di Clavi-
ceps (ad elevato tenore alcaloide o) in terreni ricchi di glucidi. L'iniezione si
opera per mezzo di macchine apposite, prima della fioritura. Per evitare il
pericolo di contaminare i campi di cereali di un'intera regione, si utilizza
una varietà di segale (Secale montanum) che fiorisce più tardi della comune
(Secale cereale).
Negli ultimi anni si è sviluppata la produzione industriale, per fermen-
tazione, degli alcaloidi della segale cornuta. A questo scopo si è rivelata
particolarmente utile la Claviceps paspali Stevens et Hall. La produzione di
alcaloidi è strettamente legata alle caratteristiche del mezzo di coltura: pH.
(5,5), concentrazione di fosfati e.minerali, ossigena zio ne. L'aggiunta di de-
terminati amminoacidi è inoltre in grado di indirizzare la produzione
verso uno specifico gruppo di alcaloidi. .
È evidente da ciò l'importanza del substrato nutritizio per la biosintesi
<.,;MlTOLO OTTAVO
. ) .J
7'!: . '

d
f
8.36. Claviccfs purpurea: a) spiga di segale con sclerozi; b) sclerozio germo-
girato; c) corpo fruttifero; d) asco isolato, contenente le ascospore; e) sclerozi di se-
gale; f) sclerozi di frumento.
degli alcaloidi indolici nella segale cornuta. Non solo il substrato, ma an-
che le condizioni ambientali esercitano una notevolissima influenza sulla
produzione di alcaloidi: il contenuto in principi attivi può variare, in rap-
porto all'origine della droga, da O a 0,4%.
J.,.Q.sclexC>.zio_di...segale cornuta è di difficile conservazione: i grassdn.
esso contenuti irrancidiscono rapidamente formando dei perossidi che al-
terano gli alcaloidj; insetti e muffe lo attaccano facilmente ecc. per-
DROGHE AD AlCALOIDI 281
al riparo dall'umidità in recipienti benchiusi,..in presenza di
.CaO e di qualche goccia di cloroformio quale antisettico. La..dtoga.fresca
ha un debole odore fungino; alterata emana un..forte, sgradevole odoreqi
pesce putrefatto (trimetilamina).
Descrizione della droga - Lo sclerozio della segale cornuta (Figura 8.36/
e) fusiforme, leggermente.arcuato, lungo 1,5-4 cm e
mm, nero-violaceo in superficie, bianca.§tro all'interno. QqUQJ:
chi longitudinali, dai quali partono numerose screpolature trasversali, lo
p.eJ:corrono da un'estremità all'altra.
Frattura facile, netta, a sezione irregolarmente rotonda.
Al microscopio, il tessuto dello sclerozio ha una struttura semplicis-
sima: è costituito da cellule non differenziate, unite in filamenti addensati
parallelamente nel senso della lunghezza. All'interno delle cellule mice-
liali (a parete chitinosa, non cellulosica) si osservano goccioline oleose e
granulazioni proteiche; nessuna traccia d'amido.
Alla luce ul travioletta, la sezione emette una fluorescenza rossastra e la
droga polverizzata una fluorescenza giallo-bruna. Tale proprietà è utile per
riconoscere la presenza di segale cornuta nelle farine. Allo stesso scopo si
può applicare la reazione della scleroeritrina (pigmento rosso della parte
esterna dello sclerozio) che si scioglie con colorazione violetta nelle solu-
zioni alcaline e con colorazione rossa nelle soluzioni acide.
Sofisticazioni - Sia la C. purpurea che altre specie vicine (C. miCTocephala,
nigricans, paspalt) si sviluppano su diverse Graminacee (segale, frumento,
avena, riso, lolio, ecc.) e Ciperacee, producendo sclerozi più o meno simili
a quelli della C. purpurea.
Alcuni di questi sderozi si possono usare per la preparazione di estratti
e per l'isolamento degli alcaloidi di cui sono molto ricchi. Pur ammessi ad
esempio dal Codex francese, essi venivano tuttavia considerati dalla F.V.I.
VIII Ed. alla stregua di sofiscicazioni.
I diversi sclerozi si riconoscono agevolmente per i loro caratteri morfo-
logici; quello del frumento è più corto e più largo di quello della segale (1-2
cm per 7-8 mm) di colore più scuro, poco incurvato e ad estremità spesso
bi- o tripartite. Lo sderozio del riso è molto incurvato, sottile e lungo, con
una estremità arrotondata. Quello dell'avena è grigio o brunastro e molto
piccolo (1-1,5 cm x 3-4 mm).
Composizione - La composizione chimica della segale cornuta è straor-
dinariamente complessa: oltre agli alcaloidi sono presenti lipidi (30%), sali.
x
CAPITOLO OTTAVO
minerali (15%), carboidrati (mannitolo, glicogeno), steroli (ergosterolo,
fungisterolo), amine (istamina, tiramina), amminoacidi, proteine, acetil-
colina, pigmenti (scleroeritrina: rosso; ergoflavina, ergocrisina: gialli).
I principi attivi specifìci sono appunto gli alcaloidi, il cui co;teriuto
nello sclerozio è molto variabile (0,2-1 %). Il nucleo fondamentale comune
a tutti è l'acido lisergico il quale può esistere in due forme isomere, d.estrq-
gira e levogira (acido lisergico e isolisergico). Anche gli alcaloidi esistono
nelle due forme destrogira e levogira. Solo i levogiri sono dotati di intensa
attività biologica.
A seconda che al carbossile dell'acido lisergico siano unite mediante le-
game amidico catene polipeptidiche più o meno complesse, i diversi alca-
loidi si possono distinguere in due gruppi diversi (Tabella 8.5):
- amìdi semplici dell'acido lisergico (20% degli alcaloidi totali), in cui
la catena laterale è costituita da un solo aminoalcool,
Ilolo. Sono solubili in acqua. Il principale alcaloide del gruppo è l'ergome-
trina (ergobasina, ergonovina) (Figura 8.37);
- (80% degli alcaloidi totali), in cui la catena laterale è
composta da due aminoacidi (la d-proIina e un altro aminoacido che può
essere l-fenilalanina o l-leucina o l-isoleucina o l-val in a), da un a-chetoa-
cido (piruvico nell'ergotamina; dimetilpiruvìco nell'ergotossina). Sono in-
solubili in acqua. I principali alcaloidi fanno capo all'ergotamina e alla ergo-
tossina. Appartengono a questo gruppo anche le ergoxine che non sono
però di interesse terapeutico.
TABELLA 8.5. ALCALOIDI DELLA SEGALI! CORNUTA.
Amidi Gruppo dell'ergometrina - ergometrina
semplici
( ergobasina,
ergonovina)
Gruppo dell'ergotamina - ergotamina R) = CHz-C6Hs
- ergosina Rl "" CH2-CH(CHl)2
R
1
=R2 =H
Ergopeptine
Gruppo dell'ergotossina - ergocristina R] = CHz-C6Hs
- a.-ergocriptina Rl = CHz-CH(CH3h
RI =Rz = CH, - Rl = CH(CHl)-CHz-CHl
- ergocornina Rl = CH(CHlh
Gruppo dell'ergoxina - ergoptina Rl = CHz-CH(CHlh
- ergonina RJ = CH(CHlh
Rl = H, R
2
= CH) - ergobutina R3 = CH2-CH
l
DROGHE AD ALCALOIDI
FIGURA 8.37. Alcaloidi della segale
cornuta.
\---
I
283
formula generale
. \
__ J
L-. _____ _ _
Le forme destrogire (cl), non attive farmacologicamente, hanno la
stessa radice del nome di quelle levogire (1), ma la desinenza in « inina »:
ergotamina (l) ed ergotaminina (d), ergocristina (l) ed ergocristinina (d),
ecc.
Gli alcaloidi della segale cornuta sono composti poco stabili. Nello
sc1erozio resinificano a causa dell'irrancidimento del grasso
Sono molto sensibili all'ossigeno, alla luce, alle alte tempe:a-
ture, agli acidi e agli alcali. Anche la racemizzazione delle forme levoglre
a-;nene facilmente, con conseguente perdita dì attività.
284 CAPITOLO OTTAVO
Saggi di identificazione - Si possono identificare con alcune reazioni
cromatiche dell'anello indolico, tra le quali è da ricordare la più sensibile,
la Reazione di Van Urk: una soluzione eterea di alcaloidi è addizionata di
p-dimetilamminobenzaldeide e acido solforico concentrato. Il ete-
reo si colora in blu. La colorazione può essere sfruttata per reahzzare un
dosaggio colorimetrico. L'analisi di miscele complesse di alcaloidi o l'indi-
viduazione dei metaboliti nei prodotti agricoli può essere effettuata con
metodi cromatografici (HPLC). Si possono inoltre utilizzare tecniche di
spettrometria di massa e immunologiche.
Esistono inoltre dei saggi biologici, storicamente utilizzati, tra i quali:
a) Metodo della cresta delgallo. Gli alcaloidi della segale cornuta produ-
cono gravi lesioni dell'endotelio capillare con formazione di trombi, che
sono causa della cancrena dell'ergotismo. Sperimentalmente questa
azione è ben riproducibile sulla cresta del gallo (ischemia, cianosi e ne-
erosi) e serve come test per la titolazione biologica dei principi attivi della
droga: si determinano le dosi minime della preparazione in esame e di una
soluzione campione, che iniettate per via intramuscolare, portano allo
stesso grado di cianosi della cresta.
b) Saggio sull'utero isolato di cavia vergine. Per tentativi, si valuta la dose
di preparazione in esame che provoca contrazioni della stessa ampiezza di
quelle date da una dose nota di ergotamina o istamina.
Altri metodi biologici consistono nel determinare l'azione sull'utero
in situ di mammiferi (gatto, coniglio, cavia), l'azione ipertensiva, l'inver-
sione dell'effetto ipertensivo dell'adrenalina, ecc.
Azioni e uso - L'attività biologica della segale cornuta è la risultante di
quella dei suoi principi attivi alcaloide i e, in piccola parte, anche di altri
composti (amine). Come già visto in altri casi, della
droga non è identica. a quella dei suoi principi attivi presi singolarmente:
entrano in gioco, nel determinare l'effetto complessivo, sinergismi ed an-
tagonismi svariati, fattori inerenti alla via di assorbimento, ecc.
L'azione della segale cornuta si manifesta essenzialmente con 1) vaso-
costrizione e 2) contrazione dell'utçro.
L'azione stimolante la motilità della muscolatura uterina è stata indub-
biam-;;;-te'la più caratteristica e importante agli effetti delL'impiego tera-
peutico della droga in ostetricia, nel passato. La droga attu.almente..non
viene più usata come tale, ma si impiegano i singoli alcaloidi.
gli alcaloidi. si presentano come agonisti parziali o antagonisti dei
recettori a-adrenergici, triptaminergici e dopaminergici. Essi agiscono
come a) eccitanti la fìbra muscolare liscia, in particolare
DROGHE AD ALCALOIDI
285
quella dei vasi e dell'utero (vasocostrizione e contrazione uterina); b) sÌm-
paticolitici. Esistono peraltro diversità tra i vari alcaloidi.
L'ergotamìna a basse dosi stimola i recettori a-adrenergici, mentre a
dosi più elevate è un a-antagonista. Trova particolare impiego, in associa-
zione con caffeina, nel trattamento delle emicranie vasomotorie e nell'ipo-
tensione conseguente ad anestesia spinale. Presenta inoltre attività ossito-
Clca.
L'ergometrina è un agonista parziale dei recettori a e possiede debole at-
tività a-antagonista. '[iene utilizzata come antiemorragico e per ripristi-
nare il tono della muscolatura uterina dopo il parto.
L'ergotossina che è in realtà una miscela di 4 alcaloidi (ergocristina,
a-ergocriptina, p-ergocriptina, ergocomina) è un potente a-bloccante ed espli-
ca quindi lln'azione vaso<iilatatrice e ..
Se si confronta ora l'azione sull'utero dell'ergotossina o dell'ergota-
mina con quella della segale cornuta, somministrata in toto e per via orale,
si constata una differenza essenziale. La segale cornuta provoca rapida-
mente delle contrazioni fugaci, il che non avviene con i due alcaloidi citati.
Ergotamina ed ergotossina devono essere somministrate per via parente-
rale (vengono assorbite con difficoltà dall'intestino), la loro azione è tar-
diva e si manifesta come una potente azione tonica di tipo tetanico sull'u-
tero. è invece attiva per via orale come la droga in toto e i
suoi effetti compaiono entro breve tempo (pochi minuti dopo la sommini-
strazione orale) la idrosolubilità la rende particolarmente assorbibile.
L'azione della droga in toto corrisponde pertanto a quella degli alca-
loidi idrosolubili, cioè dell'ergometrina, la cui azione predomina anche
nella somministrazione orale dei prodotti galenici della droga stessa.
In F. V.I. IX Ed. sono iscritti gli alcaloidi ergometrina maleato ed ergo-
metrina tartrato.
ALCALOIDI A NUCLEO CHINOLINICO
X China (F.V.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
Corteccia di diverse specie di Cinchona (Rubiacee) grandi alberi, . .!llti
fino a trenta metri, originari delle foreste dell' America centro-meridionale
(Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia e Venezuela).
L_a china è coltivata oltre che nell' America centrale anche in alcune
zone tropicali dell'Africa, Australia e Asia (soprattutto in Indonesia). Le
286
CAPITOLO OTTAVO
colture di Giava sopperivano, prima dell'ultima guerra, al 90% del con-
sumo mondiale della droga.
La§çop.erta.delle.proprietà..febbrifughe della china avvenne ..
del 1600, in Perù, ad opera dei missionari Gesuiti i quali avevano notato
che le popolazioni indigene utilizzavano la polvere della corteccia mace-
rata quando erano affette da tremori per l'esposizione al freddo e all'umi-
dità delle miniere. La droga fu introdotta poco dopo in Spagna dalla Con-
tessa di Chinchon, moglie deI viceré del Perù, che secondo la leggenda si
sal.v
ò
malaria proprio grazie alla china. Successivamente la «polvere
del « peruviana» si diffuse in tutta Europa, ad opera dei
GeSUItl steSSI, come nmedio contro le febbri. Nel 1742 Linneo, in ricordo
della contessa, diede il nome di Cinchona al genere.
Lo sfruttamento intensivo delle piante spontanee centro-americane,
verificatosi nel corso del XVIII e XIX secolo, condusse però alla quasi to-
tale scomparsa delle stesse. Nel 1850-60 gli Olandesi e gli Inglesi inizia-
rono la coltura della china in Indonesia, in India e nello SriLanka. Dopo
l'ultima guerra la coltivazione fu estesa all'Australia f! al Congo.
L'isolamento della chinina avvenne nel 1820 e la sintesi nel 1944.
Attualmente, gli alberi spontanei delle foreste sudamericane non
danno che una piccolissima porzione della corteccia consumata neI
mondo (più di 5000 tonnellate).
Il clima ideale per la coltivazione della china è quello caldo-umido tro-
picale, con abbondanti precipitazioni durante tanno. L'alhero della china
inoltre cresce molto bene alle altitudini di metri.
Si conoscono almeno una cinquantina di diverse specie di Cinchana,
ma non tutte sono sfruttate, perché dotate di diverso contenuto alcaloi7
dea. Le più importanti, diffuse nell'America meridionale, sono la Cjedge-
riana Moens (4-17% di alcaloidi), C. calisayaWedd. (0-6%) e la C. officinalis,
L. (2-8%). In Indonesia si coltiva soprattutto la C. succirubra Pavon (4-8%),
molto resistente.
La C. ledgeriana, particolarmente ricca in alcaloidi, è spesso innestata
sulla oltre ad essere più resistente, cresce più in fretta. Po-
che pIante medIcmah sono state oggetto di così intensi studi di ibridazione
come le Cinchonae; a risultato di tale lavoro, il contenuto in chinina della
, corteccia è stato aumentato da poche unità per cento, a circa il 15% in al-
i cuni casi ottimali.
Preparazione - raccolta della corteccia nelle colture sUniziajn ge-
gli alberi hanno 8-10.annj (il contenuto. di alcaloidi
aumenta con l'età). 0 f (.(::.
DROGHE AD ALCALOIDI 287
Si esegue fondamentalmente in tre modi: a) abbattendo gli alberi.di 25
anni, estirpando anche le radici dal terreno e prelevando la dal
tronco dai rami e dalla radice; b) tagliando alberi di 7-8 anm e asportan-
done corteccia dal tronco e dai rami. I germogli che si sviluppano succes-
sivamente dal moncone radicale, rimpiazzano nella coltura il vecchio al-
bero; c) per parziale asportazione della (per ch.e
sivamente si rigenera; dopo qualche anno e dIverse decortlcazlom l albero
viene abbattuto e definitivamente decorticata.
La droga è essiccata al calore artificiale perché un essicca,mento lento
ne notevolmente il valore organolettìco e terapeuttco. Anche la
temperatura troppo alta è però nociva;perché parte della chinina viene tra-
sformata in chinotossina. .
l pezzi ottenuti dal tronco servono a l.a china per .!mpe-
dirle di attorcigliarsi, è sufficiente disporre le dI I es-
siccamento accatastate le une sulle altre con del pesl sopra. I pezzI plU sot-
tili, dai rami, danno invece la china arrotolata: essiccati senza
ticolari precauzioni, si arrotolano assumendo forma tubulare. La corteCCIa
della radice è spesso contorta e di forma irregolare.
Qualità commerciali - Sia che provengano o .coltivati,
le cortecce di china si classificano in tre categone: chIlla gIalla, chIlla rossa,
china grigia. ., .
Si distinguono inoltre le cortecce utili alla preparazlOne. chmIlla
da quelle destinate alle preparazioni o apentlve.
La corteccia utile alla produzione della chmIlla e que!la C. ledge-
riana, che si classifica fra le chine gialle e proviene quaSI esclUSIvamente
dall'Indonesia. . o
Le cortecce ad uso farmaceutico (che devono contenere almen? 116 Vo
di derivano dalla C. succirubra (china In
slma parte dalle piantagioni di Giava; dalla c..
vata in Bolivia e Perù; e dalla C. officinalis (chma gngta) colttvata III IndIa
(Figura 8.38).
Descrizione della droga - La corteccia del tronco e dei grossi
s.enta in pezzi piatti di dimensioni variabili, mentre quella degh altn rami
forma dei tubi p.iù o meno lunghi.
La superficie esterna è ricoperta di uno co-
sparso di muschi o licheni, percorsa da rughe 10ngttudIllali (o solchI) e fes-
sure trasversali. . ,
La frattura è fibrosa: le fibre che sporgono dalle estremlta sono corte,
288 CAPITOLO OTTAVO
2
b c
FIGURA 8.38. a) Cinchona succirubra: l) piatta; 2) arrotolata. b) Cinchona caNsaya.
c) Cinchona officinalis.
sottili e si staccano facilmente (soprattutto quelle della china gialla); se pe-
netrano sotto la pelle provocano un vivo prurito.
i
11
striati, irregolari, .. spesso
contorti e lunghi pochi centimetri. La esterna è
gliosa, ma le
Tutte le chine hanno un leggero odore aromatico e un sapore amaro
e astringente (tannrni).
È possibile riconoscere, dalle caratteristiche anatomiche macroscopi-
che, i principali tipi di china (Tabella 8.6).
La china gialla piatta può essere lunga fino a trenta centimetri. Privata
del sughero per raschiatura, è costituita quasi esclusivamente dal libro. La
superficie esterna è di colore giallo fulvo, cosparsa di macchie scure e dì
solchi longitudinali poco profondi, detti « digitati» perché somiglianti ad
impronte lasciate dalle dita su di una materia plastica.
La china. grigia e la china gialla non sono officinalLin Italia.
DROGHE AD ALCALOIDI
289
TABELLA 8.6. CARATTERI DI RICONOSCIMENTO DEI PRINCIPALI TIPI DI CHINA.
Spessore Diametro Colort
Colore Fessure
superficie
mm mm sughero
interna
longitudinali trasversali
Grigia 0,5-1,5 1-1,2 bruno- bruno-grigio - +++
grigio
Rossa 2-6 2-4 grigio giallo- ++ +
scuro rossastro
Gialla 2-6 2-3 grigio giallo-fulvo ++ +
scuro
Gialla 5-10 -
- giallo-fulvo solchi -
piatta
I
asuiI).gente, poco amaro e odore gradevole: è ricercata per
1(1 prep::tr<!zione di vini e aperitivi.
L'importanza dei caratteri morfologìci esterni è oggi molto diminuita:
nelle chine coltivate, che provengono spesso da ibridi, i caratteri descritti
non si ritrovano infatti così netti e distinguibili. È possibile inoltre trovare
in commercio cortecce frammentate, in scaglie, rasura, ecc.
Al microscopio si osservano alcuni elementi caratteristici (Figura
8.39): lacune situate nel parenchima corticale, contenenti oleoresina e tan-
nino (scarseggiano nelle cortecce di coltura); nel libro, un gran numero di
fibre, di colore giallo arancio, isolate o a piccoli gruppi. In sezione longitu·
dinale tali fibre sono fusiformi: possono raggiungere, nella china rossa, i
tre millimetri di lunghezza. In sezione trasversale mostrano un contorno
subpoligonale, una membrana molto ispessita attraversata da porocanali e
un lume puntiforrne.
,La con cortecce di china povere in alcaloidi o
esaurite.
Reazioni di identificazione - 1) Frammenti o polvere di corteccia scaldati
in provetta a fuoco diretto, sviluppano dei vapori violacei che si conden-
sano sulla parete come goccioline oleose di colore rosso che, dopo raffred-
damento, vengono sciolte in alcool al 70%. Si evidenzia una fluorescenza
blu alla luce ultravioletta (365 nm). 2) La droga polverizzata viene trattata
con acido solforico e acqua. Dopo filtrazione si forma un precipitato per
290 CAPITOLO OITAVO
I
I
l
I
ff
b
i
l
J i __ .
FIGURA 8.39. Corteccia di china: a) sezione trasversale con gruppi di fibre (ff); b) fi-
bre fusiformi in sezione longitudinale.
aggiunta di iodomercurato di potassio. Il filtrato può anche essere diluito
con acqua ed esaminato alla luce ultravioletta (365 nm): presenta una fluo-
rescenza azzurra che scompare per aggiunta di acido cloridrico, 3) T rat-
tando soluzioni diluite di chinina e di chinidina con acqua di cloro o di
bromo ed ammoniaca si ottiene una colorazione verde smeraldo (test della
talleiochina) estraibile in cloroformio (clorurazione e ossidazione dell'a-
nello chinolinico, con formazione di un chinone).
Il dosaggio degli alcaloidi chinina e chini dina si esegue con analisi
spettrofotometrica a due diverse lunghezze d'onda (316 e 348 nm) di una
soluzione di cloridrati di alcaloidi totali.
Composizione. Oltre agli alcaloidi, la corteccia di china contiene dell'a-
cidq cl1inico (4-80/11) e un particolare tannino
(3%), combinati agii alcaloidi stess.i. SonQinoltre presenti prodot-
ti di decomposizione dell'acido cincotannico, chinovina (1ln glucoside),
zuccheri, steroli, cera, olio essenziale.
j'
DROGHE AD ALCALOIDI
291
r------------------ .----- -----0- --.--.----,
\
j.isomcri
R=OCH
3
: chinina
R=H: cinconidina
FIGURA 8.40. Alcaloidi della china.
d-isomeri
: chinidina
R=H : cinconina
Gli.aJcaloidi sono più di 25. In essi è presente un raggruppamento chi-
nolinico e chinuclidinico (bipiperidinico) legati tra loro da un gruppo
alcolico secondario.
l principali alcaloidi. gli stereoisomeri chinina e chinidina (Figura
8.40) e i loro rispettivi derivati demetossilati in posizione 6', cinconidina e
cinconina. In realtà, gli atomi di carbonio asimmetrici nella struttura di que-
sti alcaloidi sono quattro, ma si conOScono solo due coppie di isomeri, di-
pendenti dalla funzione alcolica.
Cinconina e cinconidina non vengono usati in terapia pur dimostrando
effetti simili a quelli di chinina e éhinidina. . . ' .
Tra gli altri alcaloidi isolati di minore importanza ChZt!l-
cina, cinconìcina e cinconammina (a struttura indolica) che prevale nelle fo-
glie.
Il contenuto in alcaloidi totali deve essere, secondo la F.U.l. (Droghe ve-
getali 1991), non inferiore al 6,5%. .
Nella corteccia di C. ledgeriana e C. calisaya, la chinina è l'alcalOlde do-
minante.
Ii in alcaloidi varia nelle diverse specie e, nella medesima specie,
con le condizioni ambientali e con l'età (raggiunge un massimo all'ottavo-
nO.I,lQ ;tnno). Varia infine nelle diverse parti di una stessa pianta: la cortec-
cia delle parti inferiori è la più ricca.
,
Azioni e uso - La droga trova un largo impiego per le sue proprietà di
amaro: il sapore è già a concentrazione bassissima -'0,1 mM}.
CAPITOLO OTTAVO
Entra a far parte di numerosi aperitivi e la si prescrive per lo più unitamente
ad altre sostanze amare eupeptiche.
Esternamente è talvolta impiegata come blando antisettico e astrin-
gente (tannini) in misture dentifrice, lozioni periI cuoio capelluto, gargari:.
smi, colluttori, ecc.
La c.hinina è un energico veleno protoplasmatico e trova largo i,mpitg9
in chemioterapia come antimalarico. È attiva nelle forme endoeritrQçj!.erk
aSessuate (schizonticida). Caduta in disuso per l'avvento degli antimalarici
di sintesi, è recentemente stata rivalutata nel trattamento dei parassiti cIo:
rochina-resistenti. Presenta inoltre una debole attività antipiretica e anal-
gesica per cui)<l si utilizza nelle nevralgie, in associazionecon farmaci ana:·
laghi. A livello miocardico diminuisce l'eccitabilità, la conducibilità e IL
contrattilità.
La.chinidina presenta un'attività più spiccata a livello cardiaco: perJ!!.
sua azione stabilizzante di membrana, infatti, è utilizzata come
mico in particolare nel trattamento delle fibrillazioni atriali. AncheJa chi-:
nidina possiede proprietà antimalariche.
In F. U.1. (Droghe vegetali e preparazioni, 1991) è iscritta solo la Cinchona
succirubra come corteccia ed estratto fluido. Sono inoltre iscritte in F.U.!.
IX Ed.le sostanze chinidina solfato, chinina e chinina solfato e cloridrato.
. X Noce di beteI
ALCALOIDI A NUCLEO PIRIDINICO
E PIPERIDINICO
Areca catechu L (Palme). È una palma alta circa 15 metri col-
!!vata.Ìn India,.Sri.Lanka, Cina, Indonesia ed Africa orientale. L'India è il
principale paese produttore e la maggior parte della droga serve per il con-
sumo interno. Il seme è estratto dal frutto, bollito con acqua e calce e sec-
cato. Il seme, detto noce di agli indigeni per preparare il «be-
tei )}, un masticatorÌo a cui gli indiani attribuiscono attività psicoanalettica
lo stimolo della fame. È costituito da una miscela
menti d1.noce di areca, tabacco, noce calce e sostanze a:romatiz"
avvolta in una foglia di Piper betle. L'effetto è da ascrivere .alla arecai-
dina che si forma dall'idrolisi della arecolina. La masticazione del betel de-
un aumento del rischio di cancro p-er la formazione di
N-nì!rosammine.
,.
DROGHE AD ALCALOIDI
293
FIGURA 8.41. Struttura dell'arecolina.
o
Il
OC-O-CHj
N
I
CH3 arecolina
.. _' reca catechu contiene numerosi alcaloidi che
Compostztone L A. ' ., d' tt" della piridina. Sono presenti lnol-
chimicamente sono de:f:atl n o 1 Gr 1caloidi più importanti sono:
tre tannini lipidi, oh volatlh e gomme. . I a r
arecolin4 (Figura 8.41), arecaidina, gJ4vacma, guvaco qza.
. ,. . . l iù attivo alcaloide. Si forma per riduzione
L'arecolma e Il e e p 1 d' d Il'acido aspartico e dal
dell'acido nicotinico tlguale a sua vo ta ... erlva a .
glic.e.rolo.
. . h agisce sia a
L
, l' a e' un parasimpaticomlmetlco c e .'
A
· . d uso - areco m . . .,.
ZLOm e ._ .... -: ., . d Id' dei recetton UlcotlnlCl.
l
· Il d' ettari muscannlCI, SIa, a a te . OSI, . '1
lveLO eLrec..- .' l d' i però non 51 conosce.t
n . de anche pSlcostlm<:>. ante I .
9-\t
r'''Ossle ...... _ ... _ ... -.. , d d sta dIpendenza.
. , . e na ma e .....
ar
h
· \l. t impiego in veterinaria CQl,11e
dro a che l'alcaloide apno trov,! .. o . '. . d l
..llii_. .... .g! '. l t a del parassita dannegglano .. a,
. l . .' do sIa sulla muscO a ur , . d'
. d ne .la peristalsi intestinale e qUln. 1
che sull'orgaUlsmo ospIte aUqlentan o .
favorendo l'espulsione del verme.
La droga non è iscritta in F.UJ. IX Ed.
X Tabacco
. SI) di altre specie (N. rustica
Foglie di Nicotlana tabacum L. ( o anacee e l' i"inarie deltA-
- la) piante erbacee annua I or o-
L., N. glutinosI{., N. gf:!.tiça, ecc. , . E a e in Asia. Le piante raggiun-
merica, coltivate largamente m l urop o (60 x 40 cm circa)
gono i due metri di altezza; le foghe, a teme, son
e di forma ovale o lanceolata. . modo particolare: essiccate
. d' l f o sono trattate In .
Le foghe estmate a l"ntervento di azioni enZlma-
molto lentamente (1-2 meSI), per permettere l
CAPITOLO OTTAVO
tiche, vengono successivamente fatte fermentare per l'acquisto dell'aroma
e del definitivi. I processi enzimatici idrolizzano in primo luogo le
pro:eme che, .combuste, esalerebbero un odore corneo sgradevole;
dIstruggono parte della nicotina che, presente in concentra-
ZlOne molto elevata (10%), risulterebbe troppo dannosa. Il tabacco da
fumo ne contiene 1'1-4%.
Tra i prodotti di combustione del tabacco vi sono, inoltre numerose
volatili, alcune delle qualL(basi piridiche) sono dotate' di tossicità
supenore a quella della nicotina. -< ._--
- Le foglie fresche sono ricche di proteine, acidi organici
Il contenuto totale dì alcaloidi varia dal 2% allSOfo. La nicotina
(Flgura.8.42) è l'alcaloide maggiormente presente, accanto a
anabasma, nicotirina, anatabina, ecc. '
è un oEo e deriva biosinteticamente dall'acido nicotinico e
dall omltIna (o putrescina).
Azioni ed u:o - La droga è utilizzata a scopo voluttuario (fumo, fiuto).
Un usate le foglie secche di tabacco per stimolare le con-
traZlOnl mtestInalI e per preparare lozioni mtiparassitarie, ma tale pratica è
stata completamente abbandonata.
La nicotina presenta un' azione bifasica: può agir.e.infattisiastimolando
deprir:nend? i diversi neuroeffettori o chemorecettQriçon i q.ualiinte-
ragrsce .. SIa a hvello di sistema nervoso .. autonomo .. (SNA.t checentrak.
(SN9 Il suo effetto sarà la risultmte delleclue compof!entj (stimolant.e.e
e, nel caso del SNA, dipenderà dalla prevalenza dell'azione a
simpaticooparasimpatico. A livello del SNCJa
mon, convulsi?ni e vomito; stimola, a basse dosi, il centro respir:atOrlQ,
mentre lo a dosi più elevate. SuLsistema SNAagisce prima stimo-
lando e pOI depnmendo la trasmissione tonoeJ'!Ino-
r--------------,
, I

l .. J I
I N CH, I
L nicotina I
FIGURA 8.42. Struttura della nicotina.
DROGHE AD ALCALOIDI
295
tilità gastroi!J,.te$tinale; stimola e poi deprime le secrezioni; aumenta la fre-
quenza cardiaca e la pressione; la
La nicotina viene utilizzata, aSSocIata a resme a scamblO IOnICO, nelle
gomme da masticare, per il trattamento della dipendenza da
dosaggio decrescente. Qggi sono disponibili anche preparaZIOnI dI nICO-
tina sotto forma di cerotti transderrnici.
La tossic·ità cronica del tabacco è dovuta sia ai progotti di combustione
(circa 4000 composti tra cui catrame, ossido e di nitro-
sammine volatili, acido cianidrico, idrocarbun volauh, formaldeIde, acro-
leina ecc.) responsabili dell'azione cancerogena, che
implicata nell'insorgenza e nello sviluppo delle m.alatt.le
(coronaropatie, malattie cerebrovascolari e vascolan penfenche, ateroscle-
rosi).
Cicuta
Frutto immaturo di Conium maculatum L. (Ombrellifere), grande
pianta erbacea (1-2 m) bienne, diffusa in Europa, Africa e Am:rica setten-
in luoghi incolti e selvatici. Il fusto è maculato (chIazze rosso-
vinose),' il frutto è grigiastro e di amaro" ,è :grade:-?le. .
. La tossicità della droga è conoscIUta fin dalI l GrecI
! con il succo dei frutti, preparavano delle pozioni che utlhzzavano
• stiziare i condannati a morte. A questo proposito è nota la descnzlOne
della morte di Socrate riportata da Platone.
Composizione _ I principali alcaloidi presenti sono corziina (Figura 8.43!
(cicutina), N-metilconiina, conidrina.
ceina. La coniina rappresenta circa il90Ofo degli alcalOldI totah presentI nella
pianta.
FIGURA 8.43. Struttura della coniina.
Azioni e uso - La coniina ha l . h .
, 1 ' '. ;._' . pt:Opne .... ana gesiC e e antispasmodiche,
non e p.lU usata a causa della sua elevata tossicità.'-
, garte,
e tuttavia una paralisi mU,scolare di ti o a _
mente curarlCO V l . h -'.-,.- '-
'._- .. .' '. engono co plte anc e le. fiLe " L' -'-;---,
" • " .!J.I .sensItlve.uOmQ.,p.UQJl_
@:m;<;!!'C': mangiando uccellt che SI sono cibati della.pianta
alla mtosslCaZlOne acuta è stato evidenziato anch.tr '--
. e.
>< Lobelia
Caule fiorito della Lobelia inflata L. (Lobeliacee) erba an d'
L1
Fu'
zone paludo d l' 5 'U" ,nua hl sa In
se eg 1 tatl mtI e coltivata a scopo medicinale
tale. o omamen-
pianta ha un caule angoloso, tomentoso e foglie isolate,
ovall, dentate e pelose. I fion, bianchi o azzurro pallidi, sono riuniti in in-
fiorescenze a grappolo all'ascella di brattee (Figura 8 44) Il l'
l d" . . ca Ice, gamose-
pa o, Iventa vesclcoloso e resta aderente al frutto (capsula).
Descrizione della droga - La droga è costl'tUl't dC" d' l'
, . . a a LasC! 1 cau l com-
preSSI, piato, rettangolari. Esala un debole odore ma . d '
acre e bruciante simile a quello del tabacco (in Am' , pO,ssle sapore
b
. d' ) enca V1ene C amata ta-
acco In lano.
FIGURA 8.44. Lobelia inflata.
DROGHE AD ALCALOIDI 297
lobelina
FIGURA 8.45. Struttura della lobelina,
Nelle zone liberiane del caule, delle foglie e dei fiori, è localizzata una
rete di laticiferi. Gli alcaloidi sono contenuti soltanto nel lattice.
Composizione - La droga contiene 14 alcaloidi (0,2-0,5%) tra cui il più im-
portante è la lobetina (Figura 8.45), un olio volatile, resina, lipidi e gomma.
Azioni ed uso - La lobelina ha azione gangliare analoga a quella della ni-
cotina. È anche uno dei pochi emetici ad azione centrale.
È un analettico respiratorio la cui azione è dovuta all'eccitazione dei
gIorni carotideo e aortico e dei tecettori della tosse. È stata usata negli avve-
lenamenti da barbiturici, morfina, monossido di carbonio, nell'asfissia del
neonato e nell'asma bronchiale per lo più associata a droghe atropiniche.
I preparati galenici di lobelia, tintura e sigarette, sono stati usati spe-
cialmente nell'asma bronchiale.
In F.U.I. IX Ed. si trova iscritta solo la lobelina come cloridrato.
>( Melogranato
Corteccia della radice di Punicagranatum L. (Punicacee), alberetto (2-5
m) originario dell' Asia Minore, diffuso nella regione mediterranea.
Possiede fiori caratteristici: solitari, sessili alla sommità dei rami, con
calice gamosepalo giano-aranciato e corolla rosso fuoco. Il frutto è una
grossa bacca con epicarpo duro e liscio, bruno-rosso a maturità, diviso in
logge contenenti numerosi semi a tegumento carnoso di colore rosso vivo
e ripieno di un succo acido e zuccherino.
Può essere utilizzata la corteccia della radice ma anche quella del
tronco e l'epicarpo del frutto che contengono gli stessi principi attivi.
k/U CAPITOLO on A VO
r
FIGURA 8.46. Corteccia di Punica
granatum in sezione trasversale:
r) raggi midollari; c) druse di ossa-
lato di calcio.
I
Descrizione della droga - Frammenti irregolari, gli uni arrotolati a tubo o
a gli altri, o leggermente ricurvi (6-12 cm x 1-4 cm). La su-
esterna e gngia o bruna, rugosa, screpolata; la superficie interna è
hscla o .finemente striata. La corteccia del tronco si distingue per la pre-
senza dI numerose lenticelle rotonde e di licheni neri.
La ha sapore amaro e astringente e colora la saliva in giallo.
mlcroscopio (Figura 8.46) la zona liberiana, molto sviluppata, è ca-
da tutti di uguali dimensioni, disposti
1n aSSISe regolansslme mterrotte da raggi mi dollari a una o due file di cel-
lule. Le cellule liberiane contengono grani di amido e cristalli stellati di os-
. salato di calcio, ripartiti anch'essi con estrema regolarità in modo caratteri-
stico (in file parallele alternate).
:- di radice e di caule contengono la medesima
quan:lta alcalOIdI volatili (0,5-0,9%), tra cuipelZetierina (Figura 8.47), me-
tzlpeOreterma, pseudopellieterina, isopelZetierina e tannino (22%).
DROGHE AD ALCALOIDI
299
FIGURA 8.47. Struttura della pelletie-
rina e della pseudopelletierina.

\ .
I lN)-CH2 - C- CH3 N ' \
\
I lj .
H . . CH3 '
\ pellètlcrma
I C
! \I
\ O
\ ,,,.do,, Il,",,i,,
Azioni e uso - La droga è dotata di attività antielmintica.: si utilizzava il
decotto della polvere di corteccia. L' elevato contenuto tannico della droga
in toto può generare però fenomeni di intolleranza gastrica.
La pelZetierina ha una azione molto tenie. che. ven-
gono rapidamente paralizzate. Sull uomo ha attIVlta ganghopleglca SimIle
a quella della nicotina e per questo è cad,uta in disuso.
La droga non è iscritta in F.D.1. IX Ed.
Pepe
Frutto di Piper nigrum L. (Piperacee) arbusto del-
l'estremo oriente. Le piccole bacche rosse, disseccate, Il pepe
nero. Il pepe bianco, o dolce, è ottenuto dagli stessi macerati In acqua
per qualche giorno, in modo che il pericarpo rammollito, dove sono loca-
lizzati i pincipi irritanti, si distacchi facilmente. Il pepe verde è la bacca rac-
colta ancora verde .
Composizione _ Il principale costituente è la (Figura 8:48); sono
presenti inoltre piperanina, piperettina, pi1!er.illina; talt composti re-
sponsabili del sapore bruciante. Il carattenstICO aroma del pepe nero e dato
da un olio essenziale ricco in terpeni.
La piperina è contenuta anche nelle foglie di Piper bette L.
.Juu CAPITOLO OTTAVO
piperina
FIGURA 8.48. Struttura della piperina.
Azioni ed uso - I1 pepe possiede attività stimolante e irritante gastrica,
esternamente rubefacente; veniva utilizzato un tempo contro la gonorrea
e le bronchiti croniche.
La piperina deprime il SNC e agisce come anticonvulsivante nel
ratto.
Il pepe è oggi usato esclusivamente come spezia.
La droga non è iscritta in F.U.!. IX Ed.
ALCALOIDI A NUCLEO PURINICO
çaffiù!a, teobromina e derivati metilati o
2,6-diossipurina (Figura 8.49).
La xantina è molto·diffusa nel regno vegetale, ma è priva di akun.inte-
resse farmacologico. La comparsa della caratteristica azione biologic.a èle-
gata pertanto all'introduzione, neÙa meti-
lici agli atomi di azoto.
s()..!!o contenule in numerose
botanica: la cgffril14 c;affe, thè, cola,

Biogenesi - Le metilxantìne seguono la via biosintetica delle purine
che sono parte integrante degli acidi nucleicì. Numerose molecole con-
corrono alla formazione dell'aneHo purinico: l'azoto in posizione 1 de-
riva dall'acido aspartico, il carbonio in posizione 2 e 8 dall'acido for-
mico, l'azoto in posizione 3 e 9 dalla glutammina, gli atomi in posizione 4,
5 e 7 dalla glicina ed infine il carbonio in posizione 6 dal biossido di carbo-
ma.
DROGHE AD ALCALOIDI
FIGURA 8.49. Struttura chimica delle
metiJxantine.
H
1
rxJ
N N
nucleo purinico

OiN N
1
H
xamina
O
R?
1-


N
I 9
CH]
301
il' Rl =R2=
CH
3 : caffeina
Rj=CH) R
2
"H: ceofiUina,
Rj=H R
2
=CH
3
: teobroll1ma
L_----...., ..
. . . l'bere nelle piante che le produ-
Le basi metilxanumche non SI hl fc notiche e glucidiche, in
, b' t a sostanze tannlC e, e ....
cono, bensl com ma e .' 1 L:ermentazione e l'essiccamento
. . , o stablh Durante a l' .
compostLPlU _Q .. men .... zialmente' i tannini, per aZiOne
del ;regetale, cOmpostl SI di c.()la, bruno
delle ossidasi, SI trasformano m o a. enl .. ..'
;acao ecc.) e le basi rimangono lIbere.
., . L etilxantine hanno in comune una rea-
Reazioni dz rzconosamento - m n acido cloridrico diluito e
zione colorata detta della muresslde: c:
no
un residuo giallo (da cui
perossido di idrogeno, dopo evaporaziOne a
CAPiTOLO aTTA va
il nome xantina) che vira al rosso-violetto per esposizione ai vapori di am-
mOU1aca.
Azioni ed uso - Le azioni biologiche delle metilxantine sono com-
plesse e molteplici (simili per tutte, variano solo quantitativamente): fon-
damentaie è quella eccitante sul SNC, a livello corticale (stimolazione
stato di veglia, diminuzione del senso di fatica, nervosismo, inson-
nia, tremori) e bulbare (centro vasomotore e respiratorio); tra quelle che
si svolgono a livello periferico, interessano l'azione eccitante diretta sul
muscolo striato e sul miocardio (effetti inotropo e cronotropo positivi),
quella spasmolitica (a livello bronchiale), vasodilatatrice e diuretica. Le
metilxantine sono irritanti e stimolano inoltre la secrezione gastrica e la li-
polisi.
In pratica le droghe a principi attivi metilxantinici trovano larghissima
applicazione soprattutto a scopo voluttuario come tonici nervini, sotto
forma di infusi.
In terapia si usano invece gli alcaloidi puri: la caffeina nel trattamento
delle cefalee in associazione con alcaloidi della segale cornuta o in altre as-
con antipiretici-antinevralgici; la teofillina come broncodilata-
tore nell'asma.
Caffeina e teofillina sono iscritte in F.D.I. IX Ed.
X Cola 0\
Semi dì Cola vera (o nitida (\fent.) Schott, et Endl.) e Colq,asuminata (P .
. . _ .. • _-- -
Beauv.) Schott. et End!. alberi diffusi nelleregioni,occiden-
tali dell'Africa, dalla Guinea al Congo. La pianta è coltivata anche in altre
zone a clima tropicale (Sri Lanka, Giava, Brasile, Giamaica). Sono alberi di
taglia media (10-20 m), un po' simili al nostro castagno.
n frutto composto da follicoli, per lo più cinque, disposti in verticillo
attorno ad un peduI1colo lignificato (Figura 8.50). Il follicolo è oblungo
(lO x 7 cm), coriaceo, bruno, rigonfio al centro, percorso .da una
cresta dorsale e da un solco ventrale. Contiene un numero variabile.pi semi
(5-8) grossi originariamente ovoidali, essi assumono forma
poliedrica per reciproca pressione.
. da freschi, .raçchiqd!,! qn
.e!nhrlone e due enormi cotiledoni carnosi. Il tegumento del seme
fortemente al follicolo, cui rimane attaccato: la droga è pertanto
costituita dai cotiledoni, e non da tutto il seme.
DROGHE AD ALCALOIDI
303
\

l
i
c
a
e
FIGURA 8,50. Cola vera: a) frutto intero; b) follicolo; c) follicolo aperto contenente
i semi; cl) seme; e) cotiledone.
A d:J.. cui provengono, ì
colore e forma diversa. In particolare, nella Cola acummata sono pro on
. ' .. _.- "'_.. . .... ." , . . totalmente. Il colore,
mente lobati e dopo l eSSIccamento, SI separano , tì1 d '
, . l l S ccando 1 co e anI.
nella droga fresca, varia dal bianco, a .rosa, a r?sso: e(. - , cl 'O) colore
assumono tutti, in seguit;o.aU'_ossidazIOne enZImatIca OSSI aSi, un
rosso caffe. .' di anuli d'a-
Al microscopì9.1t! cellule dei appaIOno ,zeppe gr .
rnido (5-30 Ilm) con ilo a croce e stnature concentnche.
CAPITOLO OTTAVO
Composizione - Cola nitida s " , . h" .
(2-3%) La toob " .... ---.-. -- OOsu .. plU...r1.Cc Lln.cajfezna
-_._- '. '-o e con.tenuta 1n piccole quantità (0,02:0,Q8.%). Le
trovano lIbere solo nel cptiledone secco. NeJla droga
.sc , queste baSI sono combinate con sostanze tanniche (colacatechme).
Azioni e uso - In Afri . . d Il
, ca, l seml e a cola rappresentano.l'eccitante'Mr_
V1nO so.no venduti e masticati allo stato.fresco.
.6 dI l cola :r
eOlva
in passato COme .tonico nex:vinQ.sQtl0
orma l P9. :vere, tlOtura, elIs1r e vino.

la cola trova maggior impiego nella produzione di bibite
ana co IC e gassose s r .. .. _-
F.U.I. IX Ed. oprattutto neg l Stati Uniti. La droga non è iscritta in
>< Cacao 0,,=
. genere.Icob.roma (= alimento degli dei) tra
1.., alben famiglia delle Sterculiacee

ne lca OCCI entale la C ta d'A . , l . -
. d' 1 d ' os VOno e a pnmo posto nella produ-
ZIOne mon la e el cacao).
Ilfì'l1 .
rutto, dl forma.ovoidale (10-20 x 6-10 cm) simile ad
un grosso cocomero cont' . " . " " . -.
cm x 7-8 m )' ' .. lene ovolqgb e <tppi<!ttiti (2
m __P9Iposa (Figura 8.51). Questi ven-
FIGURA 8.51. Frutto dì Theobroma
cacao.
DROGHE AD ALCALOIDI 305
g9.TIQ un elaborato trattamento: prima una fermentazione,
Y-,tile.amodificare e migliorare i caratteri organolettici (colore, aroma), PQi
e torrefazio.!le °C,
Composizione - Il seme contiene un grasso solido (burro di cacao, circa
i150%), proteine, amido, teobromina.{l·3%) e caifeina in quantità circa 10
volte inferiore .
lÌ burro di cacao si ottiene dai semi torrefatti, polverizzati, impastati a
caldo e sottoposti a pressione.
1<1 ,teobromina si utilizzano i tegumenti dei semi (Q,,61iOfo),
mel}tre i.cQtiledoni servono a la polvere di
Azioni e ;so - .Uemi
mma.
bu!,ro di cacao trova impiego in
lliente. La pò!vere di cacao viene utilizzatl!, il} fa.rm<1cia, come aromatiz-
zante e nell'industria alimentare..per..produrrejlciqççglat9:
La droga non è iscritta in F.U.I. IX Ed.
Caffè
L..e. altrS!. dello (C. canephora
Pierre, ç, li/mica), Rubiacee afric;p:1(!, diffuse. e.coltiy.ate inJgtti i paesi .tro-
w.cali (Antille, Brasile, Colombia). La C. arabica originaria dell'.Etiopia, è
stata introdotta in Europa dai Veneziani nel XV secolo. Nonostante gli
Arabi avessero permesso l'esportazione del caffè, al di fuori della sfera di
influenza islamica, solo in forma lavorata, alcuni semi in grado di germo-
gliare raggiunsero ugualmente l'America del Sud.
L'albero produce glomerulidi dJ1,!pe simili a piccole nella cui
polpasono,inclusi_due semi ovoidali, accostati l'uno all'altro sulla faccia
piana (Figura 8.52).
Il frutto del caffè sottoposto a particolari trattamenti di macera-
zione e fermentazione, essiccazione, decorticazione e torrefazione a 200-
230 °C.
Composizione - I,.a caffeina è contenuta nei semi del caffè (l-2?M.i.n com:
binazione con l'acido clorogenico, sostanza apparentata ai tannini. ·,È
1;1n iJS{l./kllQ
aldeidi, fenoli, derivati e pirrolici ecc,)
I
I
I
I
CAPITOLO OTTAVO
I FIGURA 8.52. Frutto del Coffia ara-
bica.
aroma e che .si forma duranteil .processo di . torrefazione_del

. Azioni uso - del caffè dipendono principalmente dalla.cq(-
fema che agIsce a lIvello del SNC e del sistema card.iovascolare. Anche fa-
cido e.il caffioto sono considerati avere una certa attività in Plllti-
colar modo per quanto concerne alcuni effetti collaterali del caffè:
fatti che sia attribuire ad essi, almeno in parte, la minor tollerabilità.del-
l'infuso di caffè rispetto a quella di altre droghe a caffeina.
II caffè Jrova.utilizzo per la preparazione di bevande stimolanti il cui
effetto .è mediato. dalla .caffeina. Dalla decaffeinizzazione si ottiene caf-
feina utilizzata in terapia.
La droga non è iscritta in F.U.!. IX Ed.
.>( Thè
o t
FOCTlie di Thca sinensis (L) O K tz (C 1Z' . . C Il' h
. _ "-O _ _ .. .... _ . • - .. .. . . .. . • • un e amCMa smens:s, amc za t ea
Link) (Teacee), cQltivato.in Cina, Giappone, SriLanka, India Giava Suma-
tra e Ind9<:ina. Esistono piantagioni anche in Africa e
Si raccolgono soltanto le foglioline appena formate, sottili, molli, to-
çhiare. Esistono due tipi di preparazione del thè, che portano
prodUZIOne del ,thè nero (utilizzato soprattutto in Occidente) e de1 .thè
DROGHE AD ALCALOIDI 307
verde (tipico dell'uso orientale). Nella de! thè nero, le foglie
vengono prima fatte seccare, poi fermentare e qumdl veng0X:-0 tostate a
120°C. Durante i processi di essiccamento e SI venfican?
delle reazioni di ossidazione enzimatica (polifenolo-oSSldasl) che confen-
p.rod,Qtto finale la colorazione scura e il aroma. Il thè verde
si ottiene invece scaldando subito le foglie fresche; m.questo modo ve n-
gli enzimi e il thè mantiene la colorazione verde delle foglie,
rn;: è poco profumato. . . .
Il thè del commercio è costituito da foglie attorcIgltate su se stesse m
o in palline nelle qualità migliori mentre in quelle più scadenti
sono çQlIlposte da frammenti o polvere residua.
Composizione - Il .thè contiene caffiinain dello
stesso caffè (1-4%) minori teof!llina, tc?bromma, e
nina. Sono presentl moltre tanOlm, tra CUI un derIvato dall aCIdo
(acido tannogallico), fenoli e polifenoli; nel thè.nero Yi è un oho es-
senziale di complessa composizione. Nelle foghe fresche SI trovano anche
vitamine (C e gruppo B), proteine e glucidi.
Azioni ed uso - Oltre all'uso come bevanda stimolante il thè è indicato
nel trattamento delle diarree leggere e come diuretico e digestivo .
L'uso cronico di alte dosi di thè può prOV0Gare un'intossicazione detta
teismo caratterizzata da insonnia, nervosismo e dimagrimento.,
I materiali di scarto provenienti dalla produzione del thè verigono uti-
lizzati per l'estrazione di caffeina.
La droga non è iscritta in F.V.I. IX Ed.
Matè
Foglie di I!ex paraguariensis St Hilarie (Aquifoliacee), albero coltivato
nel Argentina e Brasile. .
"Il matè contiene caffeina (0,7-2,3%), acidonffeotanmco (10-16%) e
un olio volatile in pi<:cola quantità. . .
È usato sotto forma di infusione che viene per mezzo dI un PIC-
colo strumento filtrante, la «bombilla », costituita da una palla forata, _ge-
neralmente d'argento, immersa nel liquido da aspirare e collegata ad un
piccolo tubo di bambù o dì argento, ., .,
Molto utilizzato in Sudamerica per la preparaZIOne di bevande, tI.mate
possiede le-attività caratteristiche delle droghe contenenti metilxantme: è
CAPITOLO ,OTTAVO
perciò un tonico nervino emuscolare e un diuretico.
vità lassativa. .'. ..' . -
La droga non è iscritta in F.D.I. IX Ed.
Guaranà
Pasta ottf;.Quta dai semi diEay:llit!.ÙH.1Jp.ana H.B.K (Sapinda-
cee), e.del
Il seme,privato del tegumento viene. pestato, 9.llindl.se.ne fa .. Pll'ip-asta
mescolandolo con acqua e spesso con farina dimanioca o polvere di.c'1C1!9.
in forma di cilindri ottenuti
pasta.
Contiene C<iffeina (2,5-5%), saponosidi
La droga, con cui si preparano bevande, ha azig
I1
e .t! .wi-
diarroica.
La droga non è iscritta in F.D.l. IX Ed.
FENETILAMINE
Efedra
Comprende varie specie di Ephedra (Efedracee) tra cui E. sinica Stapf.
de Chine, E. equisetina Bunge, originarie della Cina e E. gerardiana WalL,
E. intermedia Schrenk et C.A. Meyer e E. major Host, diffuse anche.in India.
Alcune specie, lafragzlìs, la distachya e la major vivono anche in Italia.
Descrizione della droga - La droga è costituita da frammenti di rami di di-
versa misura (5-20 cm x 1-2 mm) di colore giallo-verdastro.
Composizione - Il costituente principale è l'efedrina (Figura 8.53) (e i
suoi isomeri, tra cui la pseudoefedrina) in proporzione variabile dal 40 al
90% (a seconda della specie) degli alcaloidi totali (0,5-2%). Sono inoltre
presenti derivati ciclici quali efedrossano, efedradine (macrocicli) e ftruloili-
stamina.
Azioni ed uso - L'efedrina è un simpaticomimetico indiretto in quanto
stimola la liberazione di noradrenalina dai granuli di deposito delle termi-
nazioni simpatiche. Efidrossano e pseudoefedrina hanno dimostrato speri-
DROGHE AD ALCALOIDI
FIGURA 8.53. Struttura chìmica dell'efe-
drina. OH NH-CH,
I I
OCH-eH-CH,
efedrina
309
mentalmente attività antinfiammatoria. Laftruloilistamina e le efedradine
hanno attività ipotensiva. H ) h . I dia la droga
Sia in Cina (dove viene chiamata Ma uang c. e,m . '. _
viene da sempre utilizzata come tale per sue
tiasmatiche, sedative della tosse e Le hann.o efe-
vità antisudorifera. In Europa la pianta 51 usa per. estraz10ne e
drina che può comunque essere ottenuta per smteSl. . . l
La droga non è iscritta nella F. D.1. IX Ed:, VISI trovano e mo·
nografie di efedrina, efedrina anidra e efednna clondrato.
CAPITOLO IX
EICOSANOIDI DI ORIGINE VEGETALE
di EUGENIO RAGAZZI
I DERIVATI DELI.:ACIDO ARACHIDONICO
L'acido arachidonico è un normale costitutente delle cellule ed è localiz-
zato principalmente nei fosfolipidi di membrana. Dopo essere stato libe-
rato dai fosfolipidi a opera della fosfolipasi Az, esso viene prontamente
convertito in derivati ossigenati quali prostaglandine, trombossani e leu-
cotrieni, denominati globalmente col termine eicosanoidi.
I prodotti della cascata dell'acido arachidonlco sono dotati di notevole
attività biologica e farmacologica; essi vengono inclusi nel gruppo degli
autacoidi, ossia «rimedi locali )', in quanto sono prodotti praticamente in
ogni tessuto in risposta a vari stimoli, e agiscono specificamente nella sede
di produzione. Tra i molteplici effetti si possono ricordare quelli inerenti
la regolazione del tono vascolare, l'integrità e la permeabilità vasai e, la re-
golazione della funzione piastrinica, l'attivazione dei leucocìti, lo svi-
luppo e l'evoluzione dei processi infiammatori, la citoprotezione, la ter-
moregolazione, l'omeostasi dell'equilibrio idro-salino.
Le prostaglandine sono state scoperte da Goldblatt (1933) e von Euler
(1934-1935) quali principi attivi dotati di attività ipotensiva e contrattu-
rante la muscolatura liscia soprattutto uterina, e rinvenuti inizialmente
nelle vescicole seminali e nella ghiandola prostatica.
Oggi sappiamo che le prostaglandine sono idrossiacidi carbossilici in-
saturi a 20 atomi di carbonio con un anello del ciclopentano, definibili
come derivati dell' acido prostanoico (Figura 9.1), sintetizzate a partire dagli
acidi grassi polinsaturi a 20 atomi di carbonio, presenti nei fosfolipidi eli
membrana, di origine alimentare, quali l'acido diomo-y-linolenico (eicosatrie-
noico), l'acido arachidonico (eicosatetraenoico) e l'acido eicosapentaenoico, da cui
originano rispettivamente i composti mono-, bi- e tri-enoici (Figura 9.2).
L'acido arachidonico, il più comune precursore delle prostaglandine
naturali, può essere liberato dalle membrane cellulari ad opera dell' enzima
fosfolìpasi A
2
, a seguito di stimoli di varia natura e il composto così libe-
rato può andare incontro a trasformazione metabolica a opera della cicloos-
sigenasi che perossida l'acido arachidonico dando luogo inizialmente a en-
.HZ
PGE PGFe:
CAPITOLO NONO
9 7 5 3


11 13 15 17 19
acido prostano1co
l
OH
Struttura comune
alle prostaglandine
PGA
rGB PGe
FIGURA 9.1. Struttura comune a tutte le prostaglandine.
PGD
doperossidi la PGG
2
che si trasforma poi in PGH
2
(Figura
9.3). Da quest ulumo composto, per effetto del complesso enzimatico
della prostaglandin-sintetasi, si possono formare le prostaglandine PGE
PGF1a, PGD2, la prostaciclina o PGI
2
, e i trombossani TXA e TXB . z.,
Accanto cic100ssigenasi vi è un altro enzima, la lipo:sigenasi (Figura
9.3); moiecolare a uno o all'altro dei doppi legami
dell aCIdo a.rachldonlco, idroperossidi definiti 5-HPETE (Hy-
actd) .cui originano i leucotrieni e le lipossme,
Imphcau nel proceSSI d1 anafilassi, infiammazione e modula-
ZIone della funzione immunitaria.
i
EICOSANOlD! DI ORIGINE VEGETALE
8

11 14
acido 8, 11, 14-eicosauienoieo
(ac. orno y-Hnolenico)
8 5

11 14
acido 5, 8, 11, 14-eicosatetrat:noico
(ae. arachidonico)
8 5

Il 14 17
acido 5, 8,11,14, 17-eicosapemaenoico
derivaci monoenoicÌ
(es. PGE
1
)
derivati bienoicÌ
(es. PGE
2
)
derivati rrienoici
(<:s. PGE,)
313
FIGURA 9.2. Struttura chimica degli acidi grassi polinsaturi legati ai fosfolipidi di
membrana da cui vengono liberati dall'enzima fosfolipasi A
2
• I precursori (ac. ei-
cosatrienoico, eicosatetraenoico e eicosapentaenoico) derivano dall'acido lino-
leico, acido grasso essenziale introdotto con l'alimentazione.
Anche oggi, nonostante gli effetti biologici dei prostanoidi siano ben
documentati, non si conosce a fondo il loro meccanismo d'azione; a se-
conda del tipo e della sede, essi modulano i livelli intracellulari di adeno-
sinmonofosfato e guanosinmonofosfato ciclici (cAMP e cGMP), come an-
che flussi ionici di membrana.
Fino a non molti anni fa, le prostaglandine erano considerate di esclu-
siva pertinenza dei mammiferi, considerata anche la vasta mole di studi ef-
fettuati quasi esclusivamente sulle specie animali superiori. Più recente-
mente sono state compiute osservazioni su altre specie animali, sia verte-
brati, sia invertebrati, e anche in questi organismi è stata rinvenuta la pre-
senza di significative quantità di prostaglandine. Le prostaglandine sono
presenti in numerose specie di animali vertebrati inferiori, quali i pesci, e
anche in molti invertebrati, quali molluschi, artropodi e celenterati. Am-
pie variazioni nel contenuto in prostaglandine sono state comunque ri-
LTB LTD
CAPrTOLO NONO
I FOSFOLIPIDr g
• >.". k""· .• 'c"C." __...::
r FOSFOLlPASI AZ
ACIDO ARACH!DONrco /t"l__
PGE
2
PGF
2a
PGD
2
FIGURA 9,3, Vie metaboliche dell'acido ___ I
a seconda della specie e anche a sec '
Ultenon studi hanno dimost at h onda del tessuto consIderato,
I
r o c e Sostanze dot t d' al '
ra e con le prostaglandine so o 'h e l an ogla struttu-
L
' n preSentI anc e nel batt '
a ncerca di prostaglandine e com o ' ,en,
inizialmente Come un quesito volto: d so c?rrelao,ne:le pi,ante si è posta
composti nell'ambito del md' efimre la dlstnbuzlOne di questi
, , , on o VIvente La prob b'!' 'd" ,
steml dI bIOsintesi di presta 'd' h' a tlta 1 nnvemre si-
nOI 1 ane e nel mond l'
tata dalla osservazione che a hl' o vegeta e era lncremen-
A
nc e e pIante com r ' l'
MP ciclico, che è un secondo messa ' ; g ,l l, contengono
diatori fisiologici fra CUI' anch l gger10 dell aZIOne dI molteplici me-
h
' e e prostag andi L' 'd '
C e rappresenta 11 princI'pal ne. aCl o arachldonico
, e precursore delle t I d" '
fen, era stato d'altro canto rl'n" t' 1 ag an me nel mammi-
L
' venu Olnmo te pIan t l' '1 G'
" e nell olio di mais oltr h' l e, qua Il mkgo biloba
, d ' e c e In a cune algh L' .
Sle Ono molti sistemi enzim t' , , d ,e, e pIante moltre pos-
'd' d' " a ICI In gra o dI trasfo l' 'd
SI 1 l aCIdI grassi, formatisi ' dI' ,rmare g l l roperos-
liti. per aZIOne e la hpossigenasi, in vari metabo-
EICOSANOIOI DI ORIGINE VEGETALE
FIGURA 9.4, Formazione della trau-
matina a partire dal precursore acido
13-idroperossi-linolenico nei tessuti
vegetali,
OOH
A A h t=\ A A . COOH
IVV W-vvvV
l
COOH
NWW
OHC
315
Uno dei primi studi riguardanti la ricerca di prostanoidi nelle piante,
pubblicato da Zimmermann e Coudron nel 1979, riportava l'isolamento
dall'estratto di fagioli in germinazione di una sostanza denominata trau-
matina, considerata un ormone prodotto dalle piante soprattutto dopo
un trauma, dotato della proprietà di accelerare la divisione cellulare e
la loro differenziazione. Lo studio della struttura chimica della trauma-
tina ha indicato essere l'acido 12-oxo-lOE-dodecanoico (Figura 9.4), deri-
vato dall'acido 13-idroperossilinolenico per azione di una idroperossido-
liasi, Dal punto di vista funzionale la traumatina può dunque essere para-
gonata ai leucotrieni degli animali superiori, mediatori dei processi infiam-
matori.
La ricerca di fonti vegetali di prostanoidi ha una importanza pratica
correlata alla definizione dei principi attivi presenti nelle piante impiegate
a scopo terapeutico. Nell'ambito quindi dello sviluppo di una conoscenza
farmacognostica sempre più precisa e basata sul metodo scientifico, l'iden-
tificazione di prostanoidi nelle piante rappresenta una indispensabile esi-
genza informativa,
Non ultimo è un altro motivo che induce allo studio dei prostanoidi e
loro enzimi biosintetici di origine vegetale, ossia la ricerca di materia prima
per la produzione industriale delle prostaglandine di impiego farmacolo-
gico, Inizialmente alcune specie di coralli (come la Plexaura homomalla,
trovata nei Caraibi) erano state utilizzate per questi scopi industriali, ma
tale fonte di materia prima è stata presto abbandonata per evitare di da n-
J10 CAPITOLO NONO
neggiare l'ecosistema marino, vista la necessità di utilizzare grandi quan-
tità di corallo. L'alternativa si poneva in termini di una sintesi completa-
mente chimica dei pro stano idi, spesso molto complessa e costosa, oppure
l'utilizzazione di fonti vegetali. Inquesto senso lo studio della fisiologia e
biochimica dei prostanoidi nelle piante riveste anche un importante signi-
ficato chimico e farmacologico.
EVOLUZIONE DELLA RICERCA
I successivi studi mostrarono che inibitori della biosintesi delle prosta-
glandine, quali l'acido acetilsalicilico, l'indometacina e il fenilbutazone,
erano capaci di sopprimere la fioritura e di intensificare la crescita delle
piante, mentre l'acido arachidonico e la PGE
1
acceleravano la fioritura.
Sulla base delle osservazioni sopra esposte e considerando il fatto che
l'acido salicilico e suoi precursori sono molto diffusi nelle piante, è stato
proposto un meccanismo di regolazione della fioritura a opera delle pro-
staglandine e dell'acido salicilico stesso (Figura 9.5; si veda anche: A.G. Pa-
nossian, Prostaglandins 33: 363, 1987).
Va comunque ricordato che gli inibitori della cicloossigenasi hanno ef-
fetti anche su molti altri sistemi enzimatici della cascata dell'acido arachi-
donico, in particolare sulla perossidasi, che inibisce la formazione di idros-
siacidi a partire dagli idroperossidi, con la conseguenza di inibire la sintesi
di prostaglandine, ma anche di stimolare la produzione di altri eicosa-
noidi.
La prima comunicazione riguardante la ricerca di prostaglandine nelle
piante risale al 1971 , a seguito degli studi di Albro e Fischbein: dalla crusca
di frumento, attenendosi alle medesime condizioni sperimentali utilizzate
per l'isolamento di prostaglandine da tessuti animali, è stato infatti isolato
con tecniche cromatografiche un composto simile alla PGF
2
«. Tale so-
stanza non dimostrava comunque alcuna attività sulla contrattilità del mu-
scolo liscio; la caratterizzazione chimica indicava essere l'acido 5,8, 12-trii-
drossi-9E-octadecenico, composto da una catena carboniosa a 18 atomi di
carbonio (anzichè 20 come i derivati dell'acido arachidonico) con un dop-
pio legame in C-9.
Altri studi hanno permesso di isolare dalle radici di Bryonia alba L. e
successivamente da altre piante, frazioni di acidi, simili per comporta-
mento cromatografico alla PGF
2
", la cui struttura (Figura 9.6) è derivata
dall'acido triidrossioctadecadienoico. Questi ultimi composti sono in
grado di aumentare il tono del muscolo liscio, aumentare il tempo di retra-
EICOSANOIDl DI ORIGINE VEGETALE
317
fosfolipidi
l fosfoli pasi
acidi grassi C-lO

Sinterasl
1
prostaglandine
fioritura
(1)
glucosio
ì
COOI-!
HOOOH
HO acido shikimico
t

CHzCHCOOH
- I
NH
2
l-fenilalanina
l
o-CH'CHCOOH
acido cinnamico

O-COOH Q
OH
acido benzoico
/do"m",w
QCOOH
OH
acido salicilico
FIGURA 9.5. Schema delle possibili azioni delle prostaglandine
piante.
zione del coagulo e avere un effetto ipoglicemizzante nel diabete speri-
mentale indotto da allossana. .
Recentemente è stato osservato che questi acidi tri-ossidrilici, denoml-
318
CAPITOLO NONO
HO

HO OH COOH
HO

HO OH COOH
HO OH

OH COOH
HO OH
\F\n#l Il /\M
V V V/X: \ COOH
FIGURA 9.6. Alcuni tra i composti, simili ai derivati dell' acido arachidonico, isolati
daIle piante. A differenza delle prostaglandine (costituite da 20 atomi di carbo-
nio), questi derivati presentano una catena di 18 atomi di carbonio e vengono de-
nominati octadecanoidi.
nati octadecanoidi (perchè formati da 18 atomi di carbonio), sono i princi-
pali metaboliti prodotti a partire dall'acido linoleico nei vasi sanguigni e
nell' epidermide umana. Qyesti octadecanoidi sembrano dunque essere il
risultato di una via metabolica collaterale che ha la funzione di modulare
la lipossigenasi e limitare la produzione dei leucotrieni.
PROSTANOIDI DI ORIGINE VEGETALE
La prima notizia dell'identificazione dì una vera prostaglandina di ori-
gine vegetale è stata pubblicata ne11973 da Attrep e collaboratori. Tali Au-
tori dimostrarono, impiegando metodiche di cromatografia su strato sot-
tile, che una frazione acidica isolata dalla cipolla (AUium cepa L., Liliacee),
conteneva PGAj • La presenza di tale prostaglandina è stata confermata an-
che da studi funzionali che hanno evidenziato un'azione ipotensiva della
frazione estratta e isolata dalla cipolla. Alcuni anni più tardi gli stessi Au-
tori riuscirono a caratterizzare numerosi composti derivati dalla peA!>
EICOSANOIOI DJ ORIGINE VEGETALE 319
contenuti nella stessa frazione, e definiti quali esteri metilici e trimetilici
delle prostaglandine.
La quantità di prostaglandine presenti nella cipolla è comunque molto
bassa, stimata circa dello 0.0001
%
• La notevole attività ipotensiva osser-
vata nelle determinazioni biologiche poteva comunque essere dovuta in
parte alla presenza di inibitori della cicloossigenasi, pure dotati di azione
ipotensiva. .
Studi condotti su varie specie di Allium (Allium cepa L., A. satlvum
L., A.jlavum L., A. ursinum L.) hanno permesso di identificare le pro sta-
glandi ne PGA, PGB e PGF
z
,,; la composizione qualitativa dipende soprat-
tutto dal periodo vegetativo, mentre la composizione quantitativa è larga-
mente influenzata dalla porzione di pianta utilizzata. In un'alga rossa del
genere Gracilaria è stato possibile determinare la presenza di derivati della
PGE
z
e PGF
2
a:, in quantità pari allo 0.07 e 0.1 % rispetto al peso secco della
pianta.
Alcuni composti simili alle prostaglandine sono stati segnalati anche
nella canna da zucchero (Saccharum rdficinarum 1.), nelle banane (Musa pa-
radisiaca L.) e nell'albero del cocco (Cocos nucifera L.); mancano però tut-
t'ora delle conferme precise sul contenuto in talì sostanze.
ENZIMI BIOSINTETICI PRESENTI NEI VEGETAli
Un approccio differente rispetto alla semplice ricerca e iden.tificazion.e
di prostanoidi nelle diverse specie vegetali consiste nello studto dell' ata-
vità biosintetica delle prostaglandine a opera di enzimi ottenuti da vege-
tali. Isoenzimi del sistema lipossigenasico sono stati ottenuti da semi di
soja (Glycine max (L.) Merr.); idroperossidociclasi sono state identificate
nei semi di lino (Linum usÌfatissimum L.), da cui derivano composti conte-
nenti un anello del ciclopentanone (Figura 9.7), simile alla struttura delle
prostaglandine. Appare perciò evidente che diversi sistemi ap-
partenenti al gruppo delle lipossigenasi, nelle piante sono in grado. dI pro-
durre l'anello tipico dei prostanoidi. Sembra dunque che nelle pIante le
prostaglandine siano prodotte attraverso un sistema ossidativo di tipo li-
possigenasico, anzichè cicloossigenasico, avviene in,:,ece x:el mondo
animale; all'azione lipossigenasica fa seguito l'mtervento d1 una Idroperos-
sidociclasi che ciclizza l'acido grasso precursore fino a formare un compo-
sto simile alle prostaglandine.
Ancora va ricordato che le lipossigenasi dei vegetali utilizzano sub-
strati a 18 atomi di carbonio, anzichè a 20 come solitamente avviene negli
320 CAPITOLO NONO

acido linolenico
OOH
r COOH
VVVVvW
O
" ..
'I / COOH
'", ..
O
acido

O O
jalltnone acido jasmonico
FIGURA 9,7, Prodotti ricavati da estratti di semi di lino incubati con acido lino-
Ienico,
animali, in quanto i primi composti sono più diffusi nelle piante, Questo
non toglie tuttavia che l'incubazione in vitro di tali enzimi lipossigenasici
vegetali possa consentire l'utilizzazione dell'acido arachidonico come va-
lido substrato,
Questi studi preliminari, indicanti la possibilità di ottenere prosta-
noidi utilizzando sistemi enzimatici di origine vegetale, hanno aperto la
strada a numerose applicazioni. Molti ricercatori si sono impegnati nella
sintesi chimica dei vari derivati dell'acido arachidonico, ma tale strada si è
rivelata difficile e richiedente re attivi molto costosi e complessi, oltre a es-
sere tossici e critici da impiegare anche in impianti industriali, Inoltre le
miscele di prodotti racemici devono essere separate per ottenere i singoli
enantiomeri puri, Il problema della separazione di isomeri è particolar-
mente evidente per i derivati dell'acido arachidonico, perchè possono con-
tenere anche 5 atomi di carbonio asimmetrici, T ali limitazioni hanno reso
la sintesi chimica dei prostanoidi enormemente costosa.
Le vie biologiche di produzione dei prostanoidi appaiono come una
migliore alternativa, in quanto sono necessarie poche trasformazioni enzi-
EICOSANOIDf DI ORIGINE VEGETALE
321
l d
, 'd Il' 'd rachidonico,
matiche per ottenere le prostag an me a partIre a aCI o, a ,
La realizzazione di impianti per la produzione industnale di prosta-
glandine per via biologica richiede soltanto una sorgente poco
di acido arachidonico e alcuni enzimi pure economici,
fìE
' ' d tton d1 aCido
quali muffe del genere Penicillum o alghe sono e 1C1enti pro u
arachidonico, fmo a quantità superiori al 20% del loro peso
, h'd" 'b'l' ' e l'enZima hpOSS1-
volta ottenuto l'acido arac i OlllCO, e paSSi l e ImpIegar l
genasi isolato da semi di soja per ottenere il precursore delle ,an-
dine, la PGG, da cui è facilmente ottenibile la PGF2,u con una resa di cuca
i120%. , d'
Un altro aspetto dell'impiego delle piante nella prodUZiOne l
staglandine è dato dalla possibilità di ottenere precursori facilmente
lizzabili per la sintesi chimica. Dal limone (Citrus limon (L.) Burman
e da altre specie di Citrus si ottiene notoriamente un'essenza
contenente limonene, Recentemente è stato messO a punto un ,meto l°
", . d' 'd "1 cursore dI tutte e
di smtesi per la I aCI o 1 " ene Il li-
prostaglandìne, a partue da preparazIonI commerClalI dI hmon . l
monene sembra infatti una molecola stereochimicamente favorevo e
, 'h" d Il' cido prosta-
come materia prima di partenza per la smtesl c Imlca e a
nOlCO,
STUDI SPECIFICI SUL CONTENUTO IN PROSTANOIDI
E ENZIMI BIOSINTETICI IN SINGOLE
SPECIE VEGETAU
d
, .' , bbl'cato sulla caratte-
Un numero crescente I osservaZiOnI e stato pu I
, , d" , ' " t 'd' l mondo vegetale. Ver-
nzzazlone l Sistemi enZ1maocl e pros anO! I ne " ti '
" ' al' l' l' h mpl'ute 1ll diE erentl
ranno qUi di segUito an Izzate e smgo e ncerc e co
specie vegetali,
Ptilota filicina J. Agardh
P
'fi Da tale ve-
Si tratta dì un'alga rossa abbondante nell'Oceano aCl lCO.
, l 'h" t (A Lopez e W.H. Ger-
getale è stato ISO ato e carattenzzato c lmlcamen e " 'd' -16-
wick Tetrahedron Lett. 29: 1505, 1988) il composto aCIdo 11-1
ossi-5Z 8Z 12E 14E 17E eicosapentaenoico, denominato (Flg,ura
, , , , , , " " ' 11
9.8). Q!testo prodotto ha dimostrato un' attlvlta mlbltona su a , '
nasi umana, come anche sull'attività Na/K-ATPasica del rene di caVIa,
322
CAPITOLO NONO
1---
OR
O
12 Il
17 16
1 4
OR' 20
O
1 _ _ .. ___ _
FIGURA 9.8. Lo ptilodene, composto isolato da un'alga rossa, dotato di azione ini-
bente la lipossigenasi.
Cipolla
Le specie del genere Allùtm, cipolla (Allium cepa L.) e aglio (Allùtm sati-
vum L.), sono tutt'ora usate nella medicina popolare per il trattamento di
complicanze dell'aterosclerosi e per la terapia di ulcere peptiche, entrambe
patologie in cui sono coinvolti i prostanoidi. Gli effetti favorevoli di ci-
polla e aglio nel prevenire l'aterosclerosi e complicanze sono stati attribuiti
all'inibizione dell'aggregazione piastrinica prodotta da sostanze conte-
nenti solfuro. Le proprietà ipotensive sono state attribuite alla presenza di
PGAI . Da estratti etanolici di cipolla è stato possibile isolare e caratteriz-
zare composti dotati di . attività PGE-simile.
Ulteriori studi sono stati compiuti su estratti lipofilici di cipolla che
sono risultati in grado di inibire l'aggregazione piastrinica; inoltre estratti
etanolici grezzi si sono dimostrati capaci di prevenire la bronco costrizione
indotta da allergeni in animali da laboratorio e anche nell'uomo. Questi ri-
sultati hanno ovviamente spinto alla ricerca degli eventuali principi antia-
smatici, potenzialmente sfruttabili a scopo terapeutico. È stato possibile
isolare dei composti tio-sulfinati IX ep-insaturi, denominati cepaeni, la cui
struttura è indicata in Figura 9.9, dotati di significativa attività inibitoria
sulla cicloossigenasi e sulla 5-lipossigenasi già a concentrazioni p.molari
(Bayer et al, Lance! Oct 15: 906, 1988). Questi composti sono risultati utili
per inibire l'aggregazione piastrinica.
EICOSANOIDI DI ORIGINE VEGETALE
323
I · - - - - - - - · - · · - - - - - - - · - - · - - - - - - - - - - - ~ i
I I
I I
!
CH
3
-CH=CH-S(O)-CH-(C
2
H,)-S-S-CH
2
-CH
2
-CH}
Cepaene l
Cepaeni 2A e B
._-------_ .. _---- ---.-.
_J
FIGURA 9.9. Struttura chimica dei cepaeni isolati dalla cipolla, dotati di azione ini-
bente la ciclo- e la lipossigenasi .
Aglio
Gli estratti di aglio (AOium sativum L.) sono stati impiegati a scopo tera-
peutico da migliaia d'anni. A seguito della somministrazione di estratti
d'aglio sono state descritte azioni antibatteriche, antitumorali e modula-
trici della funzione cardiovascolare. Recentemente sono stati condotti
studi specifici volti a chiarire l'uso empirico nella medicina popolare di
questi preparati naturali.
Già da tempo dall'aglio era stato isolato un composto dotato di azione
antibatterica, denominato allicina. L'allicina a sua volta è prodotta dall' al-
liina per azione di un enzima, l'allinasi. Nel 1964 Kroenig aveva osservato
che estratti di aglio erano in grado di inibire lo sviluppo di tumori nel topo
e che il composto responsabile di tale attività antitumorale era proprio l'al-
licina. Un certo valore terapeutico dell'aglio nei confronti di neoplasie ga-
striche è stato suggerito anche nei confronti dell'uomo, ma tali osserva-
zioni non sono state sufficientemente confermate.
L'azione antitrombotica e trombolitica dell'aglio è dovuta alla ridu-
zione della formazione di trombossano nelle piastrine, come pure a una
inibizione della cicloossigenasi. L'estratto di aglio è stato riconosciuto in
grado di inibire la fosfolipasi, a riprova che gli effetti sono mediati da inter-
ferenza con il metabolismo dell'acido arachidoruco.
Anche i prodotti di degradazione dell'allicina, ossia la 2-vinil-4H-l,3-
324 CAPITOLO NONO
ditiina e l'ajoene, hanno dimostrato azione inibitoria sulla prostaglandin-
sintetasi e sulla 5-lipossigenasi con potenza analoga ai noti inibitori indo-
metacina e acido nordiidroguaiaretico.
Recentemente è stata saggiata l'attività dell'allicina come antitumorale
e antimetastatico nella linea cellulare di carcinoma mammario di topo.
Tale linea cellulare ha la caratteristica di produrre ampie quantità di PGE
2
e
altre prostaglandine a partire dall'acido arachidonico. L'incubazione di
tali cellule tumorali con allicina ha prodotto una sensibile riduzione nella
formazione di PGE
z
, con meccanismo dipendente da un'azione sulla
PGErisomerasi. Pertanto la possibilità di modulare la produzione di pro-
staglandine nelle cellule tumorali indica un importante mezzo per ridurre
la crescita tumorale e soprattutto la diffusione di metastasi tumorali.
Va ricordato che le prostaglandine sono state riconosciute partecipare
alle fasi iniziali dello sviluppo Alcuni derivati dell'acido arachi-
donico sono di per se stessi mutageni, o possono trasformare altri compo-
sti in agenti mutageni. La malondialdeide, formata per opera della trom-
bossano-sintetasi a partire da endoperossidi, è carcinogena nel topo. La
conversione di acido arachidonico a PGH
z
può fornire ossigeno che tra-
sforma composti chimici inerti in carcinogeni veri e propri; tale effetto
può dunque essere bloccato, almeno in linea teorica, da inibitori della ci-
cloossigenasi.
Le prostaglandine sono anche implicate nei processi di dissemina-
zione metastatica per via ematica, in quanto facilitano la penetrazione nei
tessuti di cellule neoplastiche e impediscono l'aggregazione piastrinica at-
torno ad esse. Rimane comunque da chiarire il ruolo effettivo dei prosta-
noidi e degli inibitori della loro sintesi, nel processo di cancerogenesi. Non
mancano infatti risultati contraddittori: la somministrazione di prosta-
glandine della serie A ed E in topi portatori di neoplasie induce in tal uni
casi un ritardo della crescita tumorale e un aumento della sopravvivenza.
Bisogna comunque ricordare che il sistema dei prostanoidi rappresenta un
meccanismo di controllo locale dei tessuti. La somministrazione esogena
di'prostaglandine o inibitori della sintesi per via sistemica può alterare i mec-
canismi omeostatici a più livelli e in più tessuti anche con risultati opposti.
Patata
II tubero di patata (Solanum tuberosum L) possiede dei meccanismi di
difesa nei confronti di funghi infestanti, quale il Phytopbtbora infistans De
Bary (peronospora della patata), meccanismi costituiti da sistemi enzima-
EICOSANOIDI DI ORIGINE VEGETALE
325
tid di tipo lipossigenasico,.
fungo. Infatti l'acido arachldofllco e l aCIdo sono
acidi grassi polinsaturi presenti nel fungo P. non
d
iI tubero di patata viene a contatto con tah aCIdI grassI, vlene attI-
quan o . .' d' d' l .
vato il sistema enzimatico hpoSSlgenaslCo con uZlOn: l
La presenza della lipossig:nasi sembr.a
avere nella patata un ruolo fiSiOlogIco dI sumolo alla prodUZIOne di sesqUl-
terpeni che hanno attività antifungina.. . . . . .
Una conferma dell'importanza della dI dI-
fesa della patata è derivata dagli studi condotti
lipossigenasi. quali il BW755C e tali compostI
hanno prodotto una inibizione della attlV1tà antlfungma nvelata dalla pro-
duzione di sesquiterpeni. , " '
Pertanto i sistemi lipossigenasici e i compostI ara-
chidonico, sono degli importanti modulatori della nsposta ,dIfensiva verso
, u' fitopatogeni in modo molto simile a quanto aVViene anche nel
agen, l' d' . d 1
mondo animale, dove gli eicosanoidi sono fondamenta 1 me Iaton e-
l'infiammazione e della risposta immunitaria.
ACIDI GRASSI DI ORIGINE VEGETALE QUALI INIBITORI
DELI:ATTIVITÀ CICLO- E LIPOSSIGENASICA
Numerosi farmaci oggi noti e utilizzati possiedon?
. ulla sintesi di prostaglandine e/ o leucotrieni. BastI rIcordare glI antlln-
na S 'd '1 ali T
fiammatori non steroidei quali l'indometacina e l'aci o ac:u s Cl
dotati di spiccata azione inibente la oppure. 1
coidi stessi, i quali mediante la lipocortma ?l?ccano la Az e Im-
pediscono cosi la formazione ,di e . ..
Anche acidi grassi insatun dI SI 10
grado di inibire la sintesi di eicosanOldI; la VarI.aziOne 1OtrOlto
tare di tali acidi grassi può sostituire nell'orgamsm? la del
normali precursori delle prostaglandine, quale l aCl,do arachldomco. ,In
particolare, gli acidi grassi poliinsaturi com: l'acIdo
sapentaenoico (acido timnodonico), sono del deboh substrah l
cloossigenasi e pertanto possono inibirlo o dare luogo a derIvati dotatI dI
scarsa attività biologica. ,
L'acido linoleico, abbondante negli oli vegetali, rappres:nta altro cli
questi acidi grassi che può compe:ere ,con l'acido arachld.omco e dare
luogo ad acido 9-idrossi-octadecadlen01co, scarsamente attivo.
32
9
I
I
CAPlTOLO NONO

addo colombinico

acido crepeninico

acido timnodonico

acido jacarandico
C
COOH

-
acido ximeninico

1-
"'" -
acido Iiagorico
FIG,uRA 9.10. Struttura di acidi grassi contenuti nei vegetali, dotati di azione inibì-
tona sulla cidoossigenasi.
. Ne.i se:n! di presenti vari trigliceridi contenenti par-
tlcolan aCIdI grassl polunsatun (FIgura 9.10), quali l'acido colombinico, con-
tenuto nell'olio di semi di molte specie di Ranuncolacee, tra cui l'Aquilegia
vulgaris L. L'acido colombinico, se somministrato ad animali da esperi-
mento, prontamente sostituisce l'acido arachidonico nei lipidi di mem-
brana.
Lajacaranda mimosaifolia Don. è Un albero originario del Brasile diffu-
a scopo ornamentale nei climi tropicali e
Dal sem1 e stato Isolato l'acidojacarandico (Figura 9.10), o acido 8Z,lOE,-
che è particolarmente efficace quale
Imbitore della clc1oossigenasI, con attIvlta analoga aII'indometacina. Nu-
altri acidi grassi poliinsaturi sono stati isolati da vegetali. La Tabella
Illustra sintesi ?ei principali acidi grassi isolati e le fonti vegetali da
CUI SOno statI ottenutI.
. Da studi di correlazione fra attività inibente la biosintesi di prostaglan-
dme e la struttura chimica degli acidi grassi poliinsaturi vegetali sono
emerse alcune osservazioni:
EICOSANOIDI DI ORIGINE VEGETALE 327
TABELLA 9.1. ACIDI GRASSI POLIINSATURI OTTENUTI DA VEGETALI. È INDICATA L'ATTI-
VITA INlBITORIA (Ie
so
) SULLA CICLOOSSIGENASI IN VITRO. NELLA COLONNA DELLA CONFI-
GURAZIONE CffiMICA, LA NOTAZIONE (N-6) o (N-5) INDICA LA POSIZIONE DEL PRIMO DOP-
PIO LEGAME (DA: NUGTEREN E CHRIST-HAZELHOF, PROSTAGLANDINS, 33: 403, 1987).
ACIDO FONTE VEGETALE rcso (IJ.M) CONFIGURAZIONE
jacarandico Jaçaranda mimosaifolia 2.4 8Z,IOE,12Z-18:3 (n-6)
calendulico Cakndula officinalis 31 8E,lOE,12Z-18:3 (n-6)
i
catalpico Punìca granatum 58 9E,llE,13Z-18:3 (n-5)
punicico Punìca grana/um 68 9Z,llE,13Z-18:3 (n-5) I
a.-eleostearico Centranthus Tuber 200 9Z,llE,13E-18:3 (n-5)
p-eleostearico Centran/bus ruber >400 9E,llE,13E-18:3 (n-5)
l
liagorico Liagora fan'nosa 31 5Y,7Z,9Z,12Z-18:4 (n-6)
xirneninico Santalum acuminat1lm 39 9Y,llE-18:2
crepeninico Crepis rubra 40 9Z,12Y-18:2
1) gli acidi 8,10-octadecatrienoici (n-6) sono molto più potenti degli
isomeri corrispondenti 9,11,13 (n-5);
2) la configurazione è essenziale per l'attività, mentre la confi-
gurazione in 12 non è critica. ..
Pertanto le configurazioni (n-6) Z,E,E e Z,E,Z sono In grado dI adat-
tarsi perfettamente nel sito centrale dell'enzima
rossido sintetasi, impedendo la conversione del substrato fiSIOlogiCO
(acido arachidonico). . . .
Considerando che una parte significativa (35-85%) deglI oh dI se-
mi, ottenuti dalle specie di piante sopraindicate, è rappresentata. dai pe-
culiari acidi grassi poliinsaturi, non deve sorprendere che effettI.farma-
cologici possono essere ottenuti daIl'ingestione di tali prodottI natu-
rali.
È noto che le prostaglandine sono fondamentali nel
delle normali funzioni gastro-intestinali e soprattutto nella cltoprotez:on.e
della mucosa gastrica. Pertanto è possibile che l'introduzione con .gh alI-
menti di alte quantità di ìnibitori della biosintesi delle (ad
esempio l'allicina contenuta nell'aglio) possano produrre effettl avvem sul
tratto gastrointestinale.
CAPITOLO NONO
Olivo, mais e soja
Come già introdotto nel capitolo III, gli acidi grassi poliinsaturi con-
tenuti in oli vegetali anche molto comuni, quali quello di oliva (Olea eu-
ropaea L), di mais (Zea mays L) e di soja (G[ycine max (L.) Merr.), rap-
presentano una recente indicazione nella terapia delle dislipidemie, ol-
tre che in alterazioni del sistema immunitario e della circolazione sangui-
gna.
Il più noto componente degli oli poliinsaturi è 1'acido linoleico che, per
allungamento e desaturazione, dà origine ad acido arachidonico (C20:4,
n-6), precursore delle prostaglandine. Ma vi è un'altra importante classe di
acidi grassi poliinsaturi, dei quali l'acido a-linolenico (C18 :3, n-3) è il proge-
nitore. Anche quest'ultimo è un acido grasso essenziale presente nelle fo-
glie, in cui è associato ai cloroplasti. Allungamento e desaturazione dell'a-
cido a-linolenico avvengono anche nell'uomo, ma lentamente, per for-
mare acidi eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico.
Questi acidi grassi n-3 sono in grado di ridurre il colesterolo LDL e au-
mentare quello HDL In taluni stati patologici e nell'invecchiamento, si ha
una perdita dell'attività enzimatica desaturasica, con conseguente ridu-
zione della sintesi endogena di questi acidi n-3.
Quando gli acidi grassi n-3 sono aggiunti alla dieta, essi competono
con l'acido arachidonico a svariati livelli metabolicì: si forma così il trom-
bossano A
3
, fisiologicamente inattivo (vedi capitolo III), mentre non è ini-
bita la produzione di PGI
2
, importante per mantenere l'integrità dei vasi, e
nel contempo si sintetizza PGI
3
, attiva, anche se in misura minore, come la
PGl
z
.
L'acido eicosapentaenoico compete con l'acido arachidonico e inibi-
sce la formazione anche di leucotrieni; si forma invece LTB
s
, che è netta-
mente meno attivo e determina una riduzione dei processi infiammatori.
Poichè i Ieucotrieni sono implicati anche nei meccanismi di difesa immu-
nitaria, bisogna valutare se tale azione possa costituire un effetto collate-
rale pericoloso per l'organismo.
In definitiva, gli acidi grassi n-3 nell'uomo, oltre a diminuire le LDL, ri-
ducono la viscosità del sangue aumentando la deformabilità di membrana
degli eritrociti, il che migliora il rifornimento di ossigeno nei tessuti. Inol-
tre potenziano l'attività fibrinolitica endogena, riducono la pressione arte-
riosa e aumentano la capacità vasodilatatrice delle coronarie. Tutti questi
effetti possono dunque contribuire all'attività antiaterogena degli acidi
grassi n-3 di origine vegetale, oltre che di quelli, analoghi, presenti neU' olio
di pesce.
EICOSANOIDI DI ORlGINE VEGETALE
329
Biota orientalis
L'olio di semi di questa pianta è impiegato ne.Ha medicina. cinese
nel trattamento di disturbi legati all'infertilità maschlle. Uno
composizione chimica dell'olio ha dimostrato .la dI
quantità di acidi grassi poliinsaturi a 20 atomi d1 carb?::uo, partIcolare
C20:3 e C20:4. Qyesti acidi grassi possono essere dalle. cellule
animali per produrre prostaglandine; in gh aCIdI graSSI. C20:4
possono dare luogo a prostaglandine dopo una smgola desaturazlOne m
posizione M.
Platysiphonia miniata
È un'alga presente nei mari dei Caraibi, il è di atti-
vità antimicrobica verso numerosi microrgalllsmi. Con
matografiche è stato possibile identificare e isolare l'acido
5,8,lO,14-eicosatetraenoico, noto anche come
l'acido arachidonico prodotto per azione della 12-liposslgenasl m
tessuti animali. Tale composto è stato classificato come
quanto produce intensa azione chemiotattica .nei l.eucociti
polimorfonucleati, oltre a mostrare effetto e 1Uibente la
crescita cellulare. Il significato fisiologico della presenza dI 12S-HETE non
è tuttora noto.
ALTRE DROGHE VEGETALI CONTENENTI INIBITORl
DEllA CICLO- E LIPOSSIGENASI
In numerose piante sono state rinvenute quantità so-
stanze, non correlate con gli acidi grassi, ma pure dotate una
tiva azione inibitoria sugli enzimi della via ciclo: e .
Alcuni recenti studi hanno indicato che denvatl smtetici dI
(questi ultimi molto comuni in alcune specie vegetali, v. capito.lo VI), quah
l'acido 3-etil-7-isopropil-l-azulenesolfonico (KTl-32), una
l
., , ., . . he z' vz'vo nel confrontI del
notevo e attlVlta antagolllsta, SIa m vttro c n " .,
. .. E bIle dunque
TXA
z
, potente vasocostrittore e aggregante pOSSI . a
ipotizzare che lo studio di antagonisti del TXAz forlllSC
nuove molecole utili per la cura delle patolOgIe cardlOvascolan.
330
CAPITOLO NONO
Lippia multiflora
Le f?glie ques,ta pianta sono utilizzate nella medicina popolare clella
Costa cl Avono per tI trattamento dell'ipertensione, Dall'estratto ti r
totale delle foghe è stato possibile isolare un estere dell'acI'd Ilco
d"d ' ti o caueiCO e-
!Sato a ,11 rosSI-3,4- eniletanolo, dotato di potente e prolun t cc
IpotenslVo, ga o euetto
Tale azi?ne è correlata a una inibizione deUa sintesi di
TXA
2
, medIatore Importante nella genesi dell'ipertensione,
Dalbergia odorifira
, questa pianta, la medicina cinese ricava una re ara-
ZlOne utilIzzata per Il trattamento di disordini della c l' PÈ P
' l b'l 'c oagu aZIOne noto
come l l anclO Ifa l'attività del TXA
2
(pro-coagulante) e d Il ' ,
r ( " ' ,', e a prostacl -
c ma, ptastnruco) rISulta la normale regolazione d l fl
ematico, L'Isolamento di inibitori della biosintesi delle prosta l ed'
tr ' d' " g an lOe lO
es attI questa ha fornito una prova scientifica dell'efficacia far-
macologIca del nmedlo popolare,
Dall'estratto di corte;,cia è stato possibile isolare dei composti fenolici
che hanno mostrato un lOtensa azione inibitoria in v/'tro ne' ti '
d Il 1 d" , I con ronti
e a prostag an lO-slOtetasi' talora ['attività è rI'sult t l l
f: ' d " a a ana oga a potente
armaco lO ometaclOa, la potenza antiaggregante piastrinica è ri-
sultata notevole, paragonabtle a quella dell'acido acetilsalicilico.
Ippocastano
L'estratto di corteccia di ippocastano (A l h'
, , escu us lppocastanum L) ,
stato nmedl? popolare per il
malattie delle VIe respIratone, Dall'Ippocastano è stata recente t'
lata 1 67 d"d' , men e ISO-
a , - zt rOSSlcumanna o esculetina un composto d t d' ,
. , , "b" " ' o ato I spiccata at-
tlVlta lOI ltona sulla hposslgenasi di piastrine e di' le " [' .ti
l ' L" dII' ucoCltI po Imor onu-
c eab, aZione e esculetina è stata inoltre studiata" l
tr h l d' . d In Vltro su preparato
ac ea e 1 caVia, ove ,ha, mostrato di possedere un effetto rilasciante il
tono della muscolatura lISCIa con meccanismo legato a' 'b" d Il
t b l' d l' ' mI lZlOne e a ca-
sca a meta o Ica el aC1do arachidonico. fluesti n's lt t ' , d'
1 d' 'b'! '1" u a l m lcano un
ruo o l pOSSI 1 e utllta deWesculetina nel trattamento dI' l ttt' , fi
t ' alI 'h d ' ma a e In lam-
ma e e:glC e elle vie respiratorie, dove vi sia uno s uil'b ' Il
produzlOne di prostanoidi e leucotrieni. q l no ne a
,"
,
, ,
EICoSANoIDr DI ORIGINE VEGETALE 331
Ancora una volta è stato dunque possibile identificare un preciso mec-
canismo d'azione e il composto responsabile presente in una preparazione
a base di principi naturali, già utilizzata nella medicina popolare,
In conclusione, la ricerca nelle piante di prostaglandine e composti
correlati è stata stimolata per dare non solo indicazioni della diffusione di
tali sostanze nel mondo vegetale, ma anche e soprattutto per ottenere una
dimostrazione scientifica e una caratterizzazione degli effetti farmacolo-
gici ottenuti con l'impiego di estratti vegetali,
A parte l'indubbio valore del riconoscimento del ruolo fisiologico dei
prostanoidi ed eicosanoidi nel mondo vegetale, sono di particolare inte-
resse le implicazioni farmacologiche di queste ricerche,
La possibilità di ricavare principi attivi di origine vegetale può fornire
anche enzimi da sfruttare per una rapida e semplice biosintesi degli eicosa-
noidi da impiegare per scopi terapeutici, evitando così costosi e lunghi
procedimenti di sintesi chimica,
Di non minore importanza è l'osservazione che gli eicosanoidi del
mondo vegetale possono essere introdotti in quantità significative sempli-
cemente con la dieta, In particolare alcuni acidi grassi poliinsaturi, precur-
sori degli eicosanoidi, possono essere utilmente sfruttati per una modula-
zione dell'intera via metabolica dell'acido arachidonico e rappresentare
un prezioso rimedio in numerose patologie umane, non ultime l'ateroscle-
rosi e le dislipidemie, Acidi grassi poliinsaturi vegetali possono ridurre la
produzione di trombossani pro-aggreganti e vasocostrittori; al contrario,
la sintesi di prostaciclina, indispensabile per mantenere la fluidità del san-
gue e l'integrità dei vasi, non è alterata in misura significativa, anzi talora
viene favorita. L'azione ipolipemizzante degli acidi grassi poliinsaturi n-3
rappresenta inoltre una utile e concreta alternativa all'impiego di molti far-
maci ipolipemizzanti dotati di gravi effetti collaterali,
Non trascurabile è anche il fatto di poter modulare il sistema immuni-
tario con prodotti di origine vegetale, sempre attraverso l' influenza sulla
via metabolica dell'acido arachidonico, Molte patologie sostenute da di-
sordini immunologici, quali asma bronchiale e altre malattie allergiche,
possono trovare un apprezzabile beneficio dall'impiego di sostanze di ori-
gine vegetale, attive come inibitori della sintesi di prodotti della via lipossi-
genasica, Non è da escludere la possibilità futura di rinvenire anche so-
stanze potenzialmente utili nel trattamento di neoplasie, in cui prosta-
noidi e leucotrieni sono implicati nella crescita tumorale e disseminazione
metastatica,
CAPITOLO X
ANTITUMORALI DI ORIGINE VEGETALE
di EUGENIO RAGAZZI
Molteplici specie vegetali sono state impiegate da secoli nel tentativo
di curare malattie tumorali. Lo studio fitochimica di tali piante ha spesso
consentito di isolare importanti princìpi attivi dotati di attività antitumo-
rale.
Dalla radiçe di Podophyllum hexandrum Royle (Podofillacee), droga
usata anticamente in Cina, sono stati isolati composti a 18 atomi di carbo-
nio denominati lignani, tra cui vi è la podofillotossina, utilizzata per pro-
durre derivati semisintetici (etoposide e teniposide), che hanno rivelato inte-
ressanti attività antineoplastiche. L'etoposide è oggi impiegato per il tratta-
mento di tumori maligni polmonari e testicolari; il ieniposide è usato con-
tro neoplasie dell'età pediatrica.
Il succo della dulcamara (Solanum dulcamara 1., Solanacee), già nel 180
d.C. veniva impiegato da Galeno nel trattamento di tumori e verruche. Il
componente dotato dell'azione inibente la crescita tumorale è stato oggi
identificato nell'alcaloide steroidico p-solamarina. Anche varie specie di li-
cheni, per esempio Cladonia, Cetraria e Usnea, erano impiegate già nel 970
d.C. come rimedi antitumorali. Oggi si sa che tali vegetali contengono
acido usnico (Figura 10.1), composto che da molti anni veniva impiegato
come antibatterico e antifungino, ma che solo recentemente è stato rico-
nosciuto come antitumorale.
Anche dal vischio (Viscum album 1., Lorantacee), indicato dagli antichi
druidi come rimedio antitumorale, sono oggi state isolate molte molecole
proteiche dotate di spiccata azione antineoplastica.
La pervinca del Madagascar (Catharantbus roseus G. Don o Vinca rosea
1., Apocinacee), pianta usata nella medicina popolare nella cura del dia-
bete, studiata recentemente per determinarne l'efficacia ipoglicemizzante,
non ha rivelato negli animali da laboratorio alcuna azione sulla glicemia,
ma ha invece aumentato la suscettibilità degli animali stessi nei confronti
di infezioni batteriche. Qpesta osservazione ha indotto i ricercatori a de-
terminare eventuali composti presenti nella droga, dotati dì azione immu-
nosoppressiva. Sono così stati identificati alcuni alcaloidi dimerici indo-
lici, provvisti di attività antileucemica, tra cui la vincaleucoblastina o vin-
FIGURA 10.1. Fonnu)a di struttura dell'acido USlll ·-' C-O-. - - -------
b/astina la leucocristi?a o vincnstina, oggi due tra i più usati fannaci anti-
Nonostante vi sia una stretta somiglianza nella
u.ra c Imlca el due composti, esiste invece una grande d' ffi
n,ella diverse forme neoplastiche. La
VIene pnncl?alme
n
te Impiegata nel trattamento del morbo d' H d Ici
che colpisce il sistema linfatico, la milza e il fe n,
cn;t
na
1m alto ?iù vinblastina, è
n.e eU,ra e e dell'mfanzla, ed è anche impiegata in molte asso-
L'estrazione degli alcaloidi vincristina e
a . a . e un processo costoso e lungo, in uanto sono
Kresentl
m
bassa concentrazione nella droga la
c . e è men? abbondante della vinblastina, è il composto
plU nc lesto 1D terapIa Og . , . .
vinblastin' . ,.' gl e comunque posslbtle la conversione della
a
g1!b' ci, N
l

ogrzseo uso ' r
La ricerca di nuovi potenz' l' fo . d' '.
in terapia antitu l . la l l ongme vegetale da utilizzare
mora e connnua ormaI da alcuni dece . F' d .

studiate oltre 30.000 specie vegetali;
e a e 51 presenta, con le Sue almeno 500 000 . . .
sorgente appena saggiata di nuovi com '. eSIstenti, come una
complessità e la difficoltà d 11' pOhstt Per la
e a ncerca, c e solitamente VIene attuata se-
ANTITUMORALI DI ORIGINE VEGETALE 335
condo programmi di «screening» a vasto raggio, è da ricordare che spesso
una sostanza, dotata di attività citotossica nei confronti delle cellule tumo-
rali, è presente in un singolo genere o addirittura in una sola specie vege-
tale; talora anche parti diverse della stessa pianta possono presentare am-
pie varaiazioni nel contenuto di princìpi attivi. Per rendere la ricerca più ra-
pida, oggi si ricorre a prove preliminari di citotossicità su linee cellulari
neoplastiche in vitro, o in vivo su ceppi di topi affetti da leucemia. $010 le
sostanze che hanno rivelato una potenziale attività vengono prese in con-
siderazione per studi successivi più accurati.
Attualmente stanno ricevendo un grande interesse di ricerca gli organi-
smi di origine marina quale fonte di sostanze potenzialmente utili nella te-
rapia antitumorale. Utilizzando metodi rapidi di «screening» molecolare
vengono quotidianamente isolate sempre nuove molecole ottenute da
spugne, briozoi, pesci, alghe ma soprattutto da batteri marini; tali sostanze
sono sottoposte alle indagini preliminari di attività direttamente nelle navi
che procedono alla campionatura e selezione.
Numerosi sono i princìpi attivi di origine vegetale oggi noti provvisti
di azione inibitoria sulla crescita tumorale. Alcuni tra questi sono indicati
nella tabella 10.1. Molte volte l'attività citotossica osservata nei tests preli-
minari non è risultata tale da giustificare uno studio esteso fino allivello
clinico. Talora, come è avvenuto per illapacolo, un chinone che è stato stu-
diato anche nell'uomo, il farmaco ha rivelato gravi effetti collaterali e
scarsa attività antitumorale, per cui il suo studio è stato presto abbando-
nato.
Alcune droghe vegetali, interessanti per il loro contenuto in princìpi
antitumorali saranno descritte in dettaglio nei successivi paragrafi.
Catharanthus roseus G. Don
Denominato anche Vinca rosea L., è una pianta originaria del Mada-
gascar, ma oggi molto diffusa nei climi temperati e coltivata nei nostri
giardini a scopo ornamentale. La droga è commercialmente ottenuta da va-
rie regioni dell'Mrica, India, Tailandia, Taiwan, Australia ed Europa del-
l'est.
Il C. roseus G. Don è un arbusto erbaceo di 40-80 cm di altezza, con
base legnosa. Le foglie sono opposte, oblunghe con una base acuta a pic-
ciolo e apice arrotondato. I fiori assomigliano a quelli della pervinca co-
mune, hanno colore viola, rosa, bianco (varietà a/bus), o bianco con una
macchia rossa (varietà ocellatus).
336 CAPITOLO DECIMO
TABELLA 10.1. ALcuNI COMPOSTI DI ORIGINE VEGETALE DOTATI DI ATTrvrrÀ ANTI-
TUMORALE.
CLASSE COMPOSTO FONTE FAMIGLIA
Monoterpeni ,. Allamandina ,. Aflamanda catbartica Apocinacee
.. 4·ipomeanolo *lpomoea bata/al Convolvulacee
Sesquiterpeni "Baccarina "Baccbaris megapo/amica Compositae
,. Fillantoside .. Pby/lantus aCllmina/lls Euforbiacee
Diterpeni .. Mezereina " Daphne mezerellm Timelacee
"Taxolo "'TaxllS baccata Taxacee
Triterpeni, • Cucurbita cina ,. Marah oreganllS Cucurbitacee
Steroidi *Saponina P .. Acer negllndo Aceracee
,. Strofàntidina .. Parqlletina nigrescens Ascelepiadacee
Quassinoidi "" Bruceantina .. BTllaa antidysenterica Simarubacee
Lignani .. Peltatine .. PotÙJphyUlIm pella/llm Podofillacee
.. Podofillotossina .. P. bexandrllm Podofillacee
Chinoni .. Jacaranone ""Jacarandia caucana Bignoniacee
.. Lapacolo .. Stertospermum slIaveolens Bignoniacee
Alcaloidi * Emetina .. Cephaelis aCllminata Rubiacee
"Nitidina .. FagaTa macrophylla Rutacee
.. Ellipticina .. Ocbrosia elliptica Apocinacee
.. Camptotecina .. Campto/beca acumina/a Nissacee
.. Vinblastina .. Catbaranthus rOUllS Apocinacee
.. Vincristina "c. TOSell; Apocinacee
.. Colchicina .. Colchicum spectosllm Luliacee
Peptidi .. Bouvardina .. BOllvardia urnifolia Rubiacee
Nonostante la pianta sia stata ritenuta dalla medicina popolare utile
nel trattamento del diabete, studi successivi non hanno confermato tale
proprietà terapeutica. Dall' osservazione negli anni' 50 che estratti delle fo-
glie producevano riduzione dei globuli bianchi negli animali trattati, fu
possibile procedere all'identificazione di alcaloidi dotati di grande effica-
cia terapeutica antileucemica. ):!C.
Componenti - Sono stati identificati oltre 90 alcaloidi diversi. Di par-
ticolare interesse è un gruppo di circa 20 alcaloidi dimerici, che com-
prendono quelli ad attività antineoplastica, tra cui la leucocristina o vincri-
l
R:O=C-H
Vincristina
ANTITUMORALI DI ORIGINE VEGETALE
N
"'"
l
R:CH
3
Vinblastina
FIGURA 10.2. Struttura chimica della vincristina e della vinblastina.
337
. . bla' (F' lO 2) La vinblastina è
stina e la vincaleucoblastma o vm stma 19ura ". .. .
mp
osta dall'alcaloide indolico catarantina e dall'alcalo:de
co . l . . ti . l bera Gli a ca-
lico vindolina, entrambi presenti ne la pIanta lo. or.ma . l '. .
loidi utili in terapia sono però solo dei costituenti mmon
vincristina è estratta nella percentuale di circa lo 0.0002% da a pianta l
origine. l 'd' , 'bile otte-
Nel tentativo di aumentare la resa in alca Oi 1, e stato pOSSi
nere colture cellulari di C. roseus con una 0.1-1.5% peso
secco. Con altre tecniche di coltura è stato pOSSibIle mcrementare 11 conte-
nuto in vinblastina fino a 15 \-lg/g di peso secco.
Uso _ La vinblastina solfato è usata nella terapia del morbo di Hodgkin
e del corionepitelioma. La vincristina solfato è usata nella delle
mie dell'infanzia. Anche il derivato semi-sintetico desacetllato. v:n-
blastina, la vindesina, è impiegato nella terapia della leucemIa lmfolde
acuta in età pediatrica.
Altre specie _ Anche C. longifolius, C. trichophyllus e C. lanceus conten-
gono alcaloidi dimerici.
I
I
I
CAPITOLO DECIMO
Podofillo
La droga è costituita dalle radici e dal . .
peltatum L. (Podofillacee) u ' b nzoma seccat.l del Podophyllum
. , n er a perenne comune l '.
umIde e ombreggiate d'America e del C dm, ma te regIOnI
usata Indiani come vermifugo ed t lungo
raccolto e tagliato in pezzi di circa lO cu:. un
qum 1 latta seccare. a e
La droga si pre t ' ·· . b
5 6 d' sen a m peZZI runo-rossastri di 5-20 cm di lunghe
-. l spessore. La superficie esterna è lisc' (' zza e
gnnzlta (rizoma estivo) La d' la !lZoma autunnale) o rag-
un interno corneo. . roga SI spezza con una frattura corta e mostra
Composizione I . ,. "
podofillina, che è - attlVl contenuti nella resina di podofillo, o
droga, poi lfi u.n . estratto della
tuenti della resina ndf a secco preCl.pltato. I pnnclpali costi-
18 atomi di carbonio . ellig:zani, che sono composti a
uSI a a lmenzzaZl0ne d' d . , C
carbonio p delle catene laterali (Figura 1 0.3). Tra tali c
l
Ue çC
3

csirca
t
. i! 2fiO%), la l 'bP-Peltatina
. e en lln orma l era o co l 'd' L .
contIene anche demetil-nodol:ll t . J . me g UCOSI l. a reSlfia
r o ossma, aesom-podofillotossina e podofillotos-
I
I
FIGURA 10.3. Struttura chimica dei lignani.

ANTITUMORALI DI ORIGINE VEGETALE 339
sone. Tutti questi composti possiedono azione citostatica o antitumorale,
ma l'attività viene perduta dopo trattamento con una base debole.
Il podofillo contiene anche abbondanti quantità di amido e il flavo-
noide quercetina.
L'etoposide (4' -demetilepipodofillotossina-etilen-glucoside) è un deri-
vato semisintetico della podofillotossina, usato nel trattamento di tumori
polmonari e testicolari. Il derivato teniposide (tenil-diene) ha simili pro-
prietà terapeutiche.
Usi - La resina di podofillo è stata largamente impiegata come pur-
gante, ma pèr tale uso oggi è sostituita da altri farmaci meno drastici. La po-
dofillotossina è invece usata per l'attività antineoplastica.
Podofillo indiano
È costituito dal rizoma e dalle radici di Podophyllum hexandrum Royle
(Podofillacee), un'erba perenne che cresce nel Tibet, Afganistan e Hima-
laya. La droga apparentemente assomiglia al podofillo americano. Le ra-
dici si spezzano molto facilmente; talora la droga consiste esclusivamente
di rizomi.
I rizomi sono di colore marrone, lunghi 2-4 cm e del diametro di 1-2
cm, molto resistenti. Internamente hanno colore marrone chiaro e aspetto
corneo.
Composizione - Il podofillo indiano contiene più resina (6-12%) della
specie americana (2-8%) e la percentuale di podofillotossina è maggiore
(fino al 40%).
Uso - Come il podofillo americano.
Tasso
Il genere Taxus (Taxacee) comprende dieci specie, da taluni autori con-
siderate semplicemente varietà, rappresentate da alberi o arbusti che pro-
ducono un seme circondato da un arillo di colore rosso vivo; all'aspetto la
pianta è simile alle Conifere, ma per la mancanza dei coni e dei dotti resini-
feri, è stata classificata in un Ordine separato, quello delle Taxales.
In Europa cresce il T. baccata L., in Himalaya il T. wallichiana Zucc., in
:l'tU CAPITOLO DECIMO
Giappone il T. cuspidata Sieb. et Zucc., nella regione del Pacifico il T. brevi-
folia Nutt. Due specie, il T. x media Rehd. e il T. x hunnewelliana Rehd.,
sono degli ibridi ottenuti negli Stati Uniti d'America agli inizi del secolo
incrociando la varietà giapponese rispettivamente con quella Europea o
Canadese.
Il tasso è anche chiamato l'albero della morte, in quanto già dall'anti-
chità era ben nota la sua natura estrememente velenosa, come documen-
tato dalla letteratura greca e latina. Plinio il Vecchio faceva risalire l'etimo-
logia del nome tasso al greco toxon (veleno), ricordando i casi di morte av-
venuta dopo aver bevuto del vino conservato in botti costruite con legno
di tasso. Secondo Dioscoride, la pianta produceva esalazioni venefiche al
punto che il dormire o il mangiare sotto una pianta di tasso poteva provo-
care la morte. Ciò può derivare dal fatto che le piante maschio producono
in primavera abbondante polline giallastro, velenoso anch'esso. Fin dalla
preistoria, il legno di tasso era impiegato per costruire oggetti di culto reli-
gioso, come pure lance e frecce. Poiché il legno è molto resistente e non at-
taccabile da insetti, è stato largamente impiegato per la fabbricazione di
oggetti d'arte e di strumenti musicali.
Oggi il tasso è molto diffuso nei parchi di tutta Europa; cresce molto
lentamente, ha scarsa necessità di cure, è molto resistente all'inquina-
mento ed è molto gradevole esteticamente per effetto delle foglie di un
verde intenso su cui spiccano i caratteristici frutti rossi nelle piante femm-
mina. Nonostante la sopracitata tossicità della pianta, gli arilli rossi sono
l'unica parte non velenosa: essi sono addirittura commestibili e talora im-
piegati per la confezione di marmellate (solo con l'arillo, non con il seme!).
L'impiego del tasso a scopo terapeutico è stato poco diffuso, e la forte
tossicità della pianta ha molto limitato il suo uso nella medicina popolare.
Il decotto fu impiegato come abortivo; nel 18° secolo è stato suggerito
come antimalarico e antireumatico; intorno a11930 fu proposto come car-
diotonico. La tossicità del tasso si estende a tutti gli animali; la dose letale è
di circa 0.5 g/kg. Per l'uomo, l'ingestione di 100 foglie aghiformi è conside-
rata letale. Non sono noti antidoti specifici in caso di intossicazione. L'av-
velenamento accidentale può avvenire specie nei bambini, che attratti dal
colore rosso dei frutti e dal sapore dolce, ingeriscono anche i semi; se però i
semi, pur ingeriti, non vengono masticati, non si ha tossicità perchè il seme
possiede un tegumento esterno gastroresistente.
Composizione - La tossicità del tasso è dovuta alla presenza di numerosi
alcaloidi, denominati globalmente taxina. I principali costituenti sono la
taxina A, presente per i130% circa, e la taxina B, presente per il 2% circa.
ANTITUMORALI DI ORIGiNE VEGETALE
j41
l
. duca effetti cronotropi e inotropi negativi sul
Nonostante a taxIna pro .'
re non è noto il meccanismo d'aZIOne a hvello .
cuo sono stati identificati numerosi altri compostl,
nati taxani. La grande importanza farmacolo.gica del tasso e dovuta
. alla presenza di uno specifico componente, Il o pseudoal-
caloide in cui l'atomo di azoto è acilato con aCIdo benzOlco.(Flgu:a 10.4).
Tale molecola è stata identificata negli. anni d1 stud1 a largo
spettro alla ricerca di sostanze vegetah con attlvlta antitumorale.
9
O NH O

O-d.=tiJboc",in, III, H H
FIGURA 10.4. chimica del taxolo e 10-deacetilbaccatina III.
O
A
taxolo:
342 CAPITOLO DECIMO
Uso - Poichè il contenuto in taxolo nella corteccia di tasso è molto
basso, pari a circa 300 mg per 3 kg di legno, al fme di ottenere grandi quan-
tità di sostanza da utilizzare in terapia, è necessario abbattere molte piante,
la cui velocità di crescita è molto bassa. Per tali difficoltà di approvvigiona-
mento della materia prima, la sostanza non venne inizialmente conside-
rata commercialmente importante. Da studi più recenti, condotti negli
anni '80, fu riconosciuta una forte azione del taxolo nella cura di neoplasie
ovariche ritenute incurabili. Uno studio clinico condotto su pazienti af-
fette da cancro ovarico non operabile, dimostrò una percentuale di rispo-
sta del 30%, quando una risposta del 15-200f0 viene solitamente conside-
rata molto soddisfacente. Studi successivi indicarono una attività del ta-
xolo anche contro neoplasie mammarie e polmonari.
Nonostante le premesse cosÌ incoraggianti, non è stato possibile otte-
nere grandi quantità di sostanza per uso clinico. Le opposizioni dei gruppi
ambien talisti, preoccupati del destino della pianta nel mondo, hanno con-
tribuito a fermare il processo di estrazione su larga scala del taxolo. Sono in
seguito state seguite alcune strade alternative per ottenere il princìpio at-
tivo, quali l'estràzione della sostanza dalle foglie, senza dover abbattere la
pianta; la sintesi del taxolo a partire dà precursori molto più abbondanti
nella pianta, quale la 10-deacetilbaccatina III (Figura 1004), un composto
molto simile al taxolo in cui manca la catena fenilisoserinica in posizione
13 e il gruppo acetilico in 10.
Sono attualmente allo studio procedimenti di produzione del taxolo
impieganti un approccio biotecnologico, sulla base di colture ceHulari, e
anche procedimenti di sintesi totale del taxolo. Molto recentemente è stata
pubblicata la notizia dell'avvenuta sintesi totale del taxolo, aprendo in tal
modo la strada per la produzione su larga scala di questo importante far-
maco.
Riguardo all'attività terapeutica, il taxolo è stato considerato in che-
mioterapia antitumorale come il farmaco più promettente degli ultimi 15
anni, considerate le eccezionali risposte cliniche del trattamento di neo-
plasie ovariche. Il taxolo possiede anche un' azione di potenziamento della
terapia radiante dei tumori. Il meccanismo d'azione del taxolo sembra es-
sere legato a interferenza nella sintesi endo cellulare dei microtubuli, com-
ponenti essenziali nella regolazione di molteplici funzioni cellulari, in-
clusa la replicazione cellulare. Sono tuttora in corso studi clinici per speri-
mentare l'efficacia e l'estensibilità ad altre forme neoplastiche di questo
nuovo importante farmaco.
T ra i nuovi composti analoghi al taxolo, prodotti per via sintetica, è da
ricordare il taxotere (Figura 10.5), preparato a partire dalla 10-deacetilbacca-
·.;').i· · :

ANTITUMORALI DI ORIGINE VEGETALE
343
--------------------i
H
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N ·····
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L ___ l _
FIGURA 10.5. Formula di struttura del taxotcrc.
. . 'b' l . a antitumorale per
t
· III che ha dimostrato una notevole attlvlta lO OglC d" t
ma . . . r' a Sulla base 1 ques o
cui è già entrato in di molecole dotate di
composto sarà 1 pr
sempre più spiccata attlvlta antlmltotlCa.
FUTURE PROSPETTIVE DELI.:IMPIEGO DI
DI ORIGINE VEGETALE CON PROPRIETÀ ANTITUMO
La ricina è una tossina contenuta nei semi di Ricinus comm;nis L.
forbiacee), costituita da due catene si
b ., B (dal termme mg es « ,
disolfuro. La su , bile dell'attacco della tossina a
lega »), del peso dI :lrca 3? kD, e cellule su cui produce gli effetti
strutture di di dimensioni simili alla subunità
tossici; la A e dei ribosomi delle cellule eucarioti-
B, capace di mattlvare a su Ulll a . ., Il olecola Qp.ando la tos-
c?e, e.pertanto della superficie
sma 51 lega per mezzo e . ' . lobato nella cellula
cellulare, il complesso costituito dal
per un prlocestso Al e; B e la subunità A accede al ci-
ponte diso ro tra e ca ene ,
344
CAPITOLO DECIMO

I
I
I
I
ricina
I
ribosoma
--cellula- _

FIGURA lO 6 M ' - -------__ ..1
, "eccamsml proposti per l'azione di immunotossine,
inattivandoli e causando la morte della cel-
Sfruttando questo m . d"
bile ottenere molecole :z,lOne della ricina, è possi-
con alta selettività. Tale selettiv?tà e :lstru
gg
ere
cellule sane dell'organismo ' . ne, c . permette dl nsparmlare le
responsabil ' raggIUnta utIlIzzando la sola subunità A,
corpo in graed' appena ncordato, della tossicità, legata ad un anti-
1 rIconoscere uno sp'fi .
cellule tumoraIi: la mol l ' eCl co. antIgene presente solo sulle
eco a COSI ottenuta VIene denominata immunotos-
I
ANTITUMORALI DI ORIGINE VEGETALE J'IJ
sina. Generalmente il legame della subunità A al!' anticorpo viene ottenuto
mediante una molecola legante di N-succinimidil-3-(2-piridilditio )propio-
nato o SPDP, che contenendo un ponte disolfuro, può essere scissa dopo
che l'immunotossina si è legata alla cellula ed è stata internalizzata, per-
mettendo cosÌ alla subunità A di agire intracellularmente (Figura 10.6).
La difficoltà di ottenere immunotossine con alta selettività non è stata
ancora completamente superata, in quanto tali molecole si legano in parte
anche a cellule non malate. Studi clinici ottenuti utilizzando le immuno-
tossine nel trattamento di forme di melanoma metastatizzato hanno co-
munque evidenziato promettenti risultati e limitati effetti collaterali. Sono
tuttora in corso ulteriori studi per ottenere immunotossine altamente spe-
cifiche.
CAPITOLO XI
DROGHE CONTENENTI GLUCOSIDI CIANO GENETICI
di ALESSANDRO CHINELLATO e LUISA PANDOLFO
Numerose piante contengono particolari glucosidi dalla cui idrolisi
origina acido cianidrico (HCN): almeno 2000 piante, appartenenti a 110
famiglie vegetali, sono state riconosciute come cianogenetiche e i gluco-
sidi presenti vengono quindi classificati come glucosidi cianogenetici. Sia
l'HCN che lo zucchero sono legati al gruppo carbonili co secondo la for-
mula indicata in figura 11.1.
G
C=N
/
/; CH '\
O-zucchero
Rl C=N
'\ /
C
/ '\
Rz O-zuccnero/i
FIGURA Il.1. Struttura generale dei glucosidi cianogenetici.
Appena sì verifica !'idrolisi a livello del legame glucosidico, ad opera
dell'emulsina o di acidi, anche i composti nitrilici si decompongono spon-
taneamente portando alla formazione dell'acido cianidrico (Figura 11.2).
laJ:;:ui assunzlone..pIù.-v:oca..gravi
intossicazioni a da concentrazioni di 0,5-3,5 mg/Kg. Esso, legan-
dosi all'enzima citocromo impedisce la riossidazione del cito-
cromo C e quindi l'utilizzazione dell'ossigeno da parte della cellula . .LJn:. -
348
CAPITOLO UNDICESIMO
O
\'; C =' N gem_iobiosio
- emulsina, Il
- "\'" C + HCN
- \
amigdalina 2-glucosio H
benzaldeide
amigdalasi
\

r='N C=N
_ CH-O-glucosio '\ ,. < )-tH-O
H
prunasina glucosio
mandelonitrilt,
FIGURA 11.2. Idrolisi .. -------.-----.-----.----------_--.J
v '" . .
- splratorio e senso di ebbrezza D .' del fltmo re-
'. - • 051 e evate anno Invece d .
sprraton,Le_possono portare re-
I
-.--- -. -- --a.coma-e-morte .
. Biosintesi - La N-idrossilazione di L-ami .... . _ .
valma, isoleucina leucina) è l - . noaCldl (fenIlalanIna, tlrosma,
, a pnma reazIOne che avviene nella biosintesi
Rl
\
CH-CH=NOH
Rz/
aldossima
Rf O - zucchero
\ /
/C-C:N
Rz

!
glucoside
cianogenetico
I
FIGURA 11.3. Possibile biosintesi cia
nogenetlCl.
DROGHE CONTENENTI GLUCOSIDI CIANOGENETICl 349
della porzione agliconica dei glucosidi ciano genetici. In seguito alla decar-
bossilazione dell'aminoacido N-idrossilato si forma un'aldossima e la per-
dita di una molecola d'acqua porta alla formazione del nitrile. Una rea-
zione di idrossilazione ed il legame con lo zucchero porta quindi al glico-
side cianogenetico (Figura 11.3).
Mandorle amare e mandorle di altre Rosacee (albicocca, pesca, ciliegia
ecc.), foglie di lauro ceraso e foglie di sambuco contengono glucosidi del ni-
trile fenilglicolico. Dal nitrile acetonico deriva invece la linamarina o 1a5eo-
luna!Ìna dei semi di lino e del Phaseolus lunatus (Leguminose).
Mandorle amare
Semi del Prunus amygdalus Batsch varietà amara (1.) (Rosacee); albero
di 3-s-ffi di altezza originario dell' Asia Minore, coltivato nell'Europa cen-
trale e meridionale.
Descrizione della droga - Il frutto è una drupa ovoidale, leggermente ap-
piattita. La parte esterna, formata da un epicarpo vellutato e da un meso-
carpo verdastro, carnoso, sì fende a maturità e si distacca lasciando appa-
rire il nocciolo. Quest'ultimo è costituito dall'endocarpo legnoso la cui ca-
vità contiene 1-2 semi ovali compressi, coperti da un tegumento rugoso, di
colore bruno-cannella.
Composizione - l semi olio grasso (50%) che viene
nuto per "òamigdalina (1-30/0)
nitriie génziobioside, figura 11.2) ed e1!Z_ulsina. L'emulsina libera dal gluco-
sideciaD.Qgenetico il principio attivo. L'olio di mandorle amare viene in-
9ttel!!lto, per
contiene benzaldeide ed acido çianidrico (2-4%). Poche
mandorle (6-10) possono essere letali per un bambino mentre circa 20
mandorle possono causare seri disturbi in una persona adulta; 60 man-
dorle sono considerate letali.
L'acgua di mandorle amare ha trovato impiego, raramente, come seda-
tivoclci-
I
I
I
350
Lauroceraso
CAPITOLO UNDICESIMO
FIGURA 11.4. Prunus laurocerasus.
di PrHtLus 14u[gçf<!.@H.s L. (Rosacee), arbusto. se
m
P.1.
e
ye!:.de di 3-
6 m originario dell'Asia Minore e largamente coltivato in Europa anche
come pianta ornamentale. I fiori sono bianchi, il frutto è una drupa ovale
rossa a pallini neri a maturità.
Descrizione della droga - Le foglie (12-15 x 4-5 cm) sono grosse e coria-
cee, a lembo ovale (Figura 11.4), attenuato alle estremità, a bordi legger-
mente dentati. Lucenti e verdi scure superiormente, sono opache e verdi
giallastre sulla faccia opposta, che presenta alla base, nei pressi della nerva-
tura mediana, 2-4 piccole ghiandole appiattite: sono nettari che, in prima-
vera, secernono una sostanza zuccherina. Le foglie sfregate esalano odore
di mandorle amare; ii sapore è amaro e astringente.
Composizione - IIp.r.i!lc!pio ,!ttivo, p'l:t!l..agftl,Jina,o prunasina (mandelo-
nitrile glucoside) varia da i,2 a 1,8 glI 00 g di foglie fresche ed è contenuto
in tutte le cellule
La droga serve per preparareJ'acqua distillata di lauroceraso, il cui ti-
tolo in H CN deve essere dell' 1 %0' Ha trovato impiegoc.ome sedativo della
tosse e come ..
CAPITOLO XII
DROGHE CONTENENTI GLUCOSIDI SOLFORATI
LUISA PANDOLFO di ALESSANDRO CHINELLATO e
. " erose piante di . , resenti m num
I glucosidi solforati o glucosmolatt'
d
sono p Resedacee) e chimicamente
"" C 'C Cappan acee, , " d l "o e
d
iverse famighe (ruchere," herI"na COstltUIta a g UCOSI
" " orZ10ne zucc, Il
sono molecole in CUI VI e una p 1 olfo (senevoli), che si lega a o zuc-
una parte agli conica contenente o z
eh ero (Figura 12.1),
F 12 1 Struttura generale dei IGURA .,
glucosidi solforati,
, S C-N-O-SO:; gluCOSIO- - I -
R
m osti insapori ed ma
I glucosinolati sono r!azione di isotiocianatz respon-
per idrolisi enzimatica danno luogo a a nte delle droghe. Nelle
b
'll' dell'odore pungente e del sapore p raneamente presentI glI
sa I . 1 "d' no contempo " "
che contengono questi so 12 2) come ad esempio la mzrosma.
' l" l'n grado di idrolIzzar 1 19ura .
,
, . decarbossilazione dI un B
iosintesi - I glucosidi solforatl 51 rm
i
dà luogo ad un'aldos-
" , feru a anma c Il
aminoacido (triptofano, 1: h le a la p,arte agli conica a que a
. (F' 12 3)' l'atomo dI zoho c e g Slma Igura . ,
J..IL
CAPITOLO DODICESIMO
mirosina
glucosio-S
R
R -N=C:;S
+ SO,j + H+
+ glucosio
FIGURA 12.2. Idrolisi dei glucosinola·t-!:' ...... --.. -------------_-J
co?
cisteina
SH
NH
2
-CH-COOH L -
I .........,.
R
HO-N=CH-R
I
HO-N=C-R
aminoacido
UDP-glucosio S-glucosio
I
» HO-N=C R
aidossima
S-glucosio
I
'03S- 0 N=C-R
3 '·fosfoadenosina_ glucoside sol forato
5' ·fasfosolfaeo
FIGURA 12.3. Sintesi dei glucosidi solforati.
zuccherina deriva da aminoacidi solforati (c' . .
(S04 -) derivante da 3' LO L d' lstema). Infine 11 solfato
-11 sroa enosma-5'-fosfo F' . l
Una zolfo transferasi. so lato, SI ega ad opera di
Il principale glucoside s lE, "1' .
che è contenuto nella sena
o
orato;; o sinigrina (Figura 12.4)
(Brassica rapa L) nella barPb
e
l'nera (Crashs:ca (L.) Koch), nella rapa
(R
. , arorte oc ,eana a . L )
aphanus sativus L. varo niger Mill) C . rmoracza. ., nel rafano
" ompostl analoghi sono presenti
DROGHg CONTENENTI GLUCOSID[ SOLFORATl
FIGURA 12.4. Struttura chimica della
sinignna.
nella coclearia (Cochlearia officinalt's L.) (isosolfocianato di butile), nella
colza (Brassica campestris L. varo oleifira DC.), nella senape bi.anca (Sinapis
alba L.) (sinalbina), nella violacciocca gialla (Cheirantus cheiri L.) (glucochei-
rolina).
Tutte le piante sopra cìtate sono usate nella medicìna popolare, in
forma di condimenti, per l'azione stimolante nella secrezione gastrointe-
stinale e come cataplasmi senapati per l'azione revulsiva.
Senape nera
Semi di Brassica nigra (L.) Koch (Crucifere), pianta erbacea annua indi-
gena dell'Europa e coltivata diffusamente in Europa, USA ed India. Da
quest'ultima nazione proviene buona parte della droga del commercio (se-
nape indiana o di Bombay). La droga italiana, proveniente da Bari e dalla
Sicilia, è molto pregiata perché ricca in senevolo. L'erba è alta da 50 a 120
cm, con radice corta, caule eretto con rami alterni. Ha foglie picciolate, le
inferiori lirato-lobate, le superiori inciso-dentate o intere, lineari. I fiorì
(caratteristici delle crucifere: 4 petali e 4 sepali disposti a croce) gialli, sono
raggruppati in racemi terminali. Il frutto è una siliqua eretta che contiene
numerosi semi.
Descrizione della droga - La droga è rappresentata dai semi (Figura 12.5/
a); raccolti i frutti maturi si fanno seccare, poi estratti i semi, questi si sec-
CAPITOLO DODICESIMO
1------
I
\
b
I
I
l
I
l _
FIGURA 12 5 Seme-T -----· -- -----
• . l senape nera: a) intero; b) in
a loro volta_ Essi sono icco - - .
lacel. è visibile solo afla del diametro di 1-1,5 mm, vio-
Tnturati con acqua r . lo stato secco sono inodori
d' ' rormano un'em l ' . l .
o ore pICcante di essenza ch . . f; u SIOne gla lastra emanante un
(Figura 12.5/b) è costituita da
e
lmta le mucose. L'epidermide
_ .,. uno strato di cell l '11'
l semi SI ncoprono di u . u e mUCl agmose: messi in
in una pellicola stato gelatlnoso c?e si trasforma, dopo es-
del frutto avviene in Per tale ragIOne, quando la matura-
gla. om pIOvose, la droga assume una tinta gri-
. La maggior parte del seme è ra . .
e di aleurone. ppresentata dal cotiledoni, ricchi di olio
Composizione - Mucilla ine (2 ° '
nigrina (0,7-1,4%), mirosinage p' ° Vilo), oho fisso (30%), proteine (30%) SZ'-
L ' ICCO e quant't' d' , '
a ffilrosina e la sinigrina sono c l. a l un alcaloide (sinapina) ,
contatto solo dopo frantumaz' tu cenule diverse e vengono a'
l . d' IOne elseml d'
P aSIlll i senape (senapism') , e 1D presenza di acqua I cata-
della droga con acqua t' 'd
i
SI preparano perciò mescolando la' r '
. lepl a (a tem canna
non tuattivare l'enzima) l ' d d non superiore ai 40°C
lfi
. n mo o a libe ' l . . , per
so oezanato di allile (FI' gu 12 6) rare l pnnclpIO attivo cioe' l' .
d' '1 ra . Anch l' . ,ISO-
lstl lazione della droga trattat' e essenza di senape si prepara per
. a come sopra,
't1L
r
.
.... .
.
"'1> . :
....
T'

:<f; . i.
..
)
. \
.,
DROGHE CONTENENTI GtuCOS1Dl SOLFORAn
FIGURA 12.6, Struttura chimica del-
l'isosolfocianato di allile.
355
t_. __ __ ... ____ - -- .-.--- . ..-1
Azione ed uso _ All'isosolfocianatù di allile, liquido volatile di odore
pungente, dotato di proprietà lacrimoge'.ue e vescicanti, è dovuta l'azione
revulsiva della droga. Applicata sulla cute in forma di cataplasma di farina
di lino asperso in farina di senape (l :4), o carta senapata, o essenza, pro-
voca arrossamento, acuto senso di bruciore e iperemia; se tale applicazione
si protrae per più di 30-60 minuti si ha azione vescicatoria. Le indicazioni
terapeutiche sono quelle tipiche dei revulsivi: negli stati infiammatori cro-
niei, nelle nevralgie, mialgie, artralgie.
Nelle senapi usate come condimento, la droga è macinata e mescolata
con vino o aceto .
Senape bianca
La senape bianca, Sinapis alba L. (Crucifere), contiene un senevolo
poco volatile, 1'isosolfocianato di p_idrossibmzile. Per questa ragione ha scar-
sa azione revulsiva e i suoi semi servono soprattutto alla fabbricazione
delle senapi da tavola.
I semi (1,5-2,5 rom) sono più grossi di quelli della senape nera, di co-
lore giallo cera opaco, a superficie molto più flllem
ente
zigrinata e, inumi-
diti, si ricoprono di mucillagin
e
più abbondante.
CAPITOLO XIII
VARIE
di EUGENIO RAGAZZI e GUGLIELMINA FROLDI
Genziana (F.U.I., Droghe vegetali e preparazioni, 1991)
La droga è costituita dagli organi sotterranei essiccati di Gentiana [utea
L., pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Genzianacee, diffusa nei
prati e nei pascoli alpini dell'Europa centro-meridionale.
La genziana è caratterizzata da gruppi vistosi di fiori gialli raccolti in fa-
scettì all'ascella delle foglie superiori, e da una radice cilindrica lunga e ra-
mificata (l m e più), dello spessore di 2-4 cm.
La radice, raccolta dopo il secondo anno di vegetazione, si taglia in
pezzi e si abbandona al suolo, talora coperta da terra, perchè subisca una
fermentazione atta a sviluppare i tipici caratteri organolettici della droga.
La polpa, dapprima bianca, diventa verde e successivamente rossastra.
La droga, già nota a Plinio e Dioscoride, era comunemente impiegata
nel Medioevo.
Descrizione della droga - Il rizoma ele radici (Figura 13.1) sono di colore
grigio-brunastro all'esterno, giallo all'interno, con frattura netta da gialla a
giallo-rossa, ma non rosso-bruna. Il rizoma è percorso da solchi circolari e
porta delle piccole gemme. La radice ha da 0.3 a 4 cm di spessore ed è rag-
grinzita nel senso della lunghezza. Ben secchi, i pezzi si rompono facil-
mente. Il rizoma e la radice si rigonfiano fortemente nell'acqua, diven-
tando flessibili. La frattura è breve, non fibrosa per assenza di elementi
meCCaniCi.
La droga ha odore caratteristico e sapore intensamente amaro e persi-
stente.
All'esame microscopico l'anatomia della radice è quasi identica a
quella del rizoma. Corteccia e legno sono separati da una assisa cambiale
molto evidente; presentano una struttura porosa con pochi raggi. Le fibre
mancano sia nella corteccia che nel legno. Nel legno si osservano vasi reti-
colati e scalariformi; tra i vasi legnosi si osservano tubi cribrosi. L'amido
manca quasi completamente; nel parenchima sono presenti ossalato di
calcio sotto forma di cristalli acicolari e goccioline oleose.
I ------
I
I
I
I
I
I I
I I
l I
d' d--' ____ .1
1
,'
" a Ice l Gentiana lutca, -
,La di colore giallastro o ialIo-b " , ,
VaSI scalanformi e reticolati g , e carattenzzata da
e da goccioline oleose. poco numerOSI, da cnstalli di ossalato di calcio
c.°":Poslzione - La genziana con ' " , ,
menti gialli, zuccheri pectine l' glIcosidi aman, alcaloidi, pig-
.. Il " ' , o l grassI.
pnnclpale costituente è ii genzio ic 'd. '
anche Come fTenzìohicrina o ' ,'P TOSZ e (F. Igura 13.2), conosciuto
, 'd ' o rgenzzamartna gl' 'd
1fl olde (cic1opentano [] , ' lCOSI e contenente un gruppo
- c 'plrano mon t 'd'
volta neI 1862 dalla radice ii d' o , erper:ol e), 1solato per la prima
% circa e la sua idrolisi prodresca IlgenZlana. E presente in quantità deI 2
uce un attone I w ' ,
compone durante la fermentazio d . o..senzzogenzna) e glucosio. Si de-
dice disseccata è presente un se nede della radice. Nella ra-
con o g lCoslde, Il fTenzioside (3 Il .
O' -I-'-pnmave-
FIGURA 13.2. Struttura del gentiopi-
croside.
VARIE
359
o
o
o
I () - glllcosio
l I
i I
'---_._ ...... _--- -_ .. _--
rosideisogentisina). La genziina, in passato ritenuta essere un glicoside
puro, in realtà è una miscela di gentisina (v. più avanti) e genziopicroside.
Sono conosciuti altri a'mari contenuti nella radice di genziana: amaropa-
nina, amarogentina, amaroswerina.
La gentisina, conosciuta anche come genzianina, è un derivato flavo-
noide, l'1 ,7-diidrossi-3-rmetossixantone. La genziana contiene anche acido
gentisico e circa lo 0.03% degli alcaloidi genzianina e genzialudina.
I princìpi amari della G:, lutea sono stati determinati attraverso HPLC e
separati mediante cromatografia su strato in sovrapressione (overpressure
layer chromatography). Il valore di amaro della radice di genziana non deve
essere inferiore a 10,000 se confrontato con la chinina (valore 200.000).
La droga è ricca in zuccheri, tra cui il trisaccaride genzianosio, e i disac-
caridi genziobiosio e saccarosio. Durante i processi di fermentazione, essi
vengono parzialmente idrolizza ti in glucosio e fruttosio. Se la fermenta-
zione è troppo prolungata, gli zuccheri sono convertiti in alcool e anidride
carbonica.
La Farmacopea prescrive un titolo non inferiore al 33% di sostanze .
estraibili con acqua.
Uso - La genziana è uno degli amari più noti e di larghissimo impiego.
Entra nella composizione di numerosi liquori, aperitivi e pozioni eupepti-
che. La EU.I., Droghe vegetali e preparazioni (1991), contempla oltre alla
Gentianae radl::C, anche l'estratto fluido (Gentianae extractumfluidum), costi-
tuito da un liquido giallo rossastro, con aroma caratteristico di genziana e
sapore amaro.
Sofisticazionì - Esiste una pericolosa sofisticazione della genziana, deri-
vante da una erronea sostituzione con il rizoma del Veratrum album L. (Li-
liacee), che può essere raccolto scambiandolo per genziana. Il rizoma del
veratro bianco ha esternamente colore nerastro, sezione trasversale bianca,
numerose radichette che lo contornano, sapore poco amaro e bruciante.
Altre sofisticazioni sono costituite da radici di specie affini, alcune
delle quali contengono genziopicrina (G. punctata L., G. purpurea L., G.
asclepiadea L.).
Da ricordare infine la genzianella, G. acaulis L. (Genzianacee), piccola
pianta erbacea dai fiori blu, avente lo stesso habitat della G.lutea. Tutta la
pianta è usata come amaro eupeptico (contiene genziacaulina). È meno at-
tiva deUa genziana officinale.
Condurango
Corteccia del tronco di Marsdenìa condurango Rchb. fil. (Asdepiada-
cee), liana rampicante indigena dell' America meridionale.
La droga si presenta in frammenti dello spessore di 2-6 mm, di lun-
ghezza variabile, piegati a doccia o accartocciati, ondulati, a superficie
esterna grigia, scabra, rugosa, cosparsa di verruche. Il loro odore ricorda il
pepe o la cannella.
Contiene glicosidi amari (condurangoglicosidi, 1-3%), composti di una
genina legata a un trio, tetra- o pentasaccaride (Figura 13 .3). Sono
inoltre fitosteroli, triterpeni, fenoli.
È stato usato come amaro eupetico nelle dispepsie e nelle affezioni ga-
striche accompagnate da dolore, poiché sembra possedere una certa
azione analgesica.
Vibumo
Corteccia di Viburnum prunifolìum L. (Caprifoliacee), arbusto cespu-
glioso diffuso negli Stati Uniti, in passato contenuto in molte Farmacopee.
La droga è costituita da frammenti irregolari, piatti o piegati a doccia,
dello spessore di 1-2 mm, spesso privati del sughero per raschiatura.
La superficie esterna è bruna o, se priva del rivestimento sugheroso,
361
VARIE

FIGURA 13.3. Struttura del condu-
rangoglicoside Al.
I
\
\ p-O
\ Cin = cinnaffioil; p " pent;lsaccaride
I
___ --,-----
.' 'iù chiara e, nelle cortecce più grosse,
rossastra. La superficIe e P, ulosa e rodare simile a quello
striata longitudinalmente. La attura e gran
della valeriana. . b e chiamate complessivamente
Contiene delle sostanze runnnino e un olio essenziale.
vibumina; dell'acido ta el trattamento della dismenor-
È stato considerato un tOnlrCIO utenno ? andato gradualmente scompa-
rea e della minaccia d'aborto. suo uso e
rendo.
Legno quassio
L ( . di Surinam Simarubacee) o
È il legno della QJtassia amara . Simarubacee). La
. ls Pl chon (quassla l 1 ,
della Plcrasma exce a an . t in Brasile Venezuela e
. ., busto di 1-2 metrI, pres
en
e , d'
pnma speCIe e un a: . albero alto 12-15 metri tipico delle In le
Guiana; la seconda e lOvece un .' 5 V' t)
. .' . B b dos Martm1que, t. mcen. .
occldentah ar a 'glie trucioli o frammenti di diversa dl-
La droga S1 come sca l 'fr il' talora con frammenti di cor-
mensione, di colore gIallastro, mo to de un intenso sapore amaro.
teccia grigio scura; non ha odore ma possle
. . . ti (Fi ura 13.4) è da ricordare la quas-
Composlzzone - Tra 1 g derivata da un pre-
sina, sostanza a struttura lattOlllca mtensamente amara .
quassina
CAPITOLO TREOICESIMO
18
15
16
O
ncoquassina
c,urso
re
triterpenico; presenti inoltre '
tIene inoltre la cumarina SCOh t. t' e Con-
r
O
e ma e alcUll1 alcaloidi (catinone).
, Azione e uso - Il legno quassio è sta ' ,
clde e tenifughe delle quassine' og: , , per le proprietà insetti-
amari (indice di amarezza 40.000 e ,so o uno dei più intensi
sta per avere !l sapore amaro è d'i c{oe bas,sa richie-
Composti quassinoidì COntenuti f roga l? 40.000 mI dI acqua).
marubacee sembrano possed .? SpeCIe della famiglia delle Si-
fi' ere aZlODI antdeucem' h ".
ammatone, anche se talune d' t r le e, antlvlrah e antiin-
vata tossicità per le cellule d' I a I :nEi olecole presentano in vitro una ele-
I mamml ero L b .
sente anche sotto forma di gluc'd ...a ruceantma, quassinoide pre-
. , OSI e attivo ID B 'J
e stata sperimentata anch r 11 . :u
cea
anttaysenterica e B.ja-
mIca. e a lve o chll1co nella terapia antileuce-
CAPITOLO XIV
ù!.7
\... DROGHE CONTENENTI PRINCIPI ALLUCINOGENI
di LUISA PANDOLFO e ALESSANDRO CHINELLATO
Diverse piante di nessuna accertata utilità terapeutica risultano invece
molto note per la presenza nella loro composizione di sostanze ad attività
cosiddetta allucinogena. L'interesse suscitato da queste piante è di tipo so-
ciale e scientifico: sociale, per l'importante ruolo da esse svolto nelle tossi-
comanie, scientifico, per l'utilizzo che se ne può fare in farmacologia e in
neuropsicofarmaco lo gia.
Le piante allucinogene sono note, sia in oriente che in occidente, fin
dalla notte dei tempi: diversi popoli antichi, infatti, le utilizzavano nelle
pratiche religiose e mistiche e in quelle mediche e magiche. Ad esse veniva
spesso attribuita un'origine divina e la manipolazione e l'uso erano riser-
vati ai sacerdoti o alle caste socialmente più elevate. Nel Nuovo Mondo,
l'arrivo dei conquistatori spagnoli ha confinato il culto delle piante alluci-
nogene alla clandestinità, in quanto ritenuto un pericoloso ostacolo alla
diffusione del cristianesimo. Ciò ha reso difficile l'identificazione delle
specie per parecchio tempo. Nell'Ottocento l'uso delle droghe si è diffuso
nelle società civili soprattutto tra gli artisti e nei salotti alla moda. Dichia-
rate illegali nel XX secolo, le droghe sono diventate negli anni 60-70 un
simbolo della contestazione giovanile e il loro uso si è così ampiamente
esteso.
Le droghe possono essere classificate in tre categorie:
- droghe sedativo-euforizzanti: oppio e oppiacei;
- droghe psicostimolanti: coca, caffeina, nicotina, anfetamina;
- droghe psicor;t.lterantì o allucinogeno-deliranti: canapa, psilocybe, peyo-
te, $olanacee, ipomea, rivea c;orymbosa, amanita muscaria, (LSD).
Le droghe appartenenti alle prime due categorie, canape e Solanacee,
sono trattate nei rispettivi capitoli. Saranno trattate in questo capitolo le
droghe psicoalteranti. Ciò che accomuna questo gruppo di piante, che
comprende specie molto dT..;-erse tra loro, è dunque la proprietà di provo-
care illusioni e allucinazioni.
Le allucinazioni sono delle percezioni sensoriali che non sono reali,
ma che vengono ugualmente avvertite dal soggetto che ne è vittima. L.(! _al-
lu.cÌnazioni possono investire tutti i sensi e quindi possono essere visive o
CAPITOLO QUATTORDICESIMO
queste ultime possono comportare la percezione di semplici ru-
mori o di intere frasi, magari a sfondo profetico o intimidatorio.
mente vengono interessati anche gli altri sensi, quali l'olfatto, il gusto e il
tatto; anche le percezioni spazio-temporali vengono ad essere Ac-
canto a questo tipo di manifestazioni c'è l'illusione, che a differenza del-
è una percezione alterata della realtà esistente e si può
quindi manifestare con distorsione delle forme, intensificazione dei colori
e anche in questo caso possono essere coinvolte tutte le sfere sensoriali.
Generalmente le proprietà allucinogene sono dovute a sostanze azo-
tate nella maggior parte dei casi a struttura indolica, più
chilamminica; in ambedue i casi comunque, sLrileva un'analogiastruttu-
rale con i neuromediatori serotonina, adrenalina e noradrenalina. Diversi
studi hanno indicato che LSD e gli altri psichedelici (mescalina,
bina, psilocina) agiscono a livello della corteccia cerebrale e del midollo
spinale come agonisti parziali dei recettori presinaptici della serotonina e
in particolar modo a livello del recettore 5-HT
z
.
'iPeyote
Si tratta di un cactus (Lophophora williamsii (Lem. ex Salm-Dyck) J.
Coulter, Cactacee) con notevoli proprietà allu.cinogene, che cresce trajl
Messico settentrionale e il T exas. La droga è costituita dalle parti aeree che
vengono tagliate in fette di mm di diametro ed essiccate al sole (me-
scal bottons),
Il Peyote, considerato di origine divina dagli Aztechi e dai Maya, veniva
utilizzato nelle cerimonie religiose perché sotto gli effetti allucinogeni
prodotti dal cactus essi si sentivano in comunicazione con le Divinità. No-
nostante la repressione condotta dai conquistadores spagnoli, che avevano
definito il peyote, raiz diabolica e germen del demonio (radice diabolica e ger-
moglio del diavolo), i riti della tradizione di queste antiche popolazioni
venivano comunque praticati clandestinamente. Tuttavia ci fu anche chi
tentò di accomunare le due culture (cattolica e azteca) arrivando a fondare
nel 1692 una missione intitolata a El Santo dejesus Peyotes nelle cui cerimo-
nie l'assunzione del peyote e l'Eucarestia venivano praticate indifferente-
mente, Successivamente nel 1923, un'analoga istituzione fu fondata dagli
indiani cattolici Sioux del Sud Dakota e denominata Peyote Church oj
Christ. Il culto delpeyote nel Nordamerica fu diffuso dagli indiani Kiowa e
Comanche che introdussero il cactus in queste regioni alla fine dell'800 in
seguito a incursioni condotte in Messico.
DROGHE CONTENENTI PRINCIPI ALLUCINOGENI
H,C- O 0CH,-CH'-NH,
H
3
C-OY
OCH
3
mescalina
analamina
analonidina
peyonina
FIGURA 14.1. Principi attivi
cactus Lophophora williamsi,
365
d uantità di mucillagini sono stati
Composizione - Oltre ad una e q}-- (F' ura 14 I)' a) fenileti-
identificati di 50 a,d:ve;;a b) tetrai-
lammine qualI mescalma, ttramm, 'P.. l'd' pellotina lophop-
. 'r uali analamina, analomdzna, ana l ma, . '
c) derivati del pirrolo quali peyomna.
.' . dotte rincipalmente dalla mescalina fu-
Azioni - Le aZIOlll III l·l'8g
P
g d Lewin e negli anni successivi
d
· la pnma vo ta ne a .
ronO escntte per . d" (M' h 11 ed El1is) che lo provarono drret-
riportate anche da si tu :e fece un'accurata descrizione nel
tamente su se stessi. Ne 1 Y
suo libro Tbe doors oj fi' 'chi' co e percettivo. A livello fi-
. ., l no a hve o IS1CO pSI . ' .
Le aZlO111 51 svo go .' 'd 'one tachicardia mldnaSl,
"fi ea tremon, su Orazl, ,.
sico malll es:an? r:
aus
, . . tali effetti sono i primi a comparire, Suc-
bradipnea e vanaZlO111 press
on
l
e
. . . l' vello percettivo e psichico, con
. . . . le a teraZlOlll a I ,
ceSI>1vamente d 11 ti intensificazione dei colon, allu-
distor.signe della percezione e edolr;ne, del tempo. L'intensità e
cinazioni uditive e rallentamento e a perce
il tipo di effetto dipendono dalI t '
tt
' . , ' osato emotIVO d Il'' d' ,
e dall'amb' , e In lVlduo dalla Sua
lente clrcostant L al " .
pOssono portare ad aggressivita' " ,e. e terazlOni psichiche
. , d' , , ' rISO Immotlvat l
PropOSItI IStruttIVI tra cui anche il "d' . o, ogorrea scoordinata
L d' SUICI lO '
a Ose allucInogena di mescalina che vie'
300 a 500 mg. La mescalina ha aSSUnta per via orale, varia
nmentale, o ImpIego anche in psichiatria Spe-
>( Psilocybe oK
, Lo Psilo0'be mexicana è un fun " ,
aSSIeme ad altri funghi Psilor-."be go 0/engInano dell'America Centrale che
cub ' p. 'l caeru scens Conaf"1'b
enS1S e anaeolus (Agaricacee) cost't' , 'l e 0'anopus, Stropharia
con il termine di quelI'Ì?sieme di fUnghi sacri
Z,IODI Maya e Azteche. Scavi archeolo ic' carne, dei presso le popola-
fIca hanno portato alla luce d' g I esegUltlIn Centro e in Sudame
st' " lverse statuette raffi . .fu -
,eSSI UOmInI e animali erano ' . gurantl nghi o in cui gli
nelle civiltà di a testimo-
a le partlcolan proprietà. ' 1 Un culto dI queste piante
Composizione - I principi att' ' '. , ,
sono psilocina e psilodbi-;;a da denvati della triptamina,
psilocina
psilocibina
14.2. Struttura della
pSllocrna e della psilocibina.
DROGHE CONTENENTI PRINCIPI ALLUCINOGENI 367
Azioni - Il primo a descrivere le azioni di questi funghi fu un frate fran-
cescano al seguito di Cortez, il quale parlava di stregoni che, in preda ad al-
lucinazioni, arrivavano ad uccidersi tra loro. La clandestinità a cui è stato
confinato per parecchio tempo l'uso dei funghi allucinogeni ne ha impe-
dito l'identificazione fino a quando, intorno alla metà del XX secolo, i co-
niugi Wasson e il micologo Heim, dopo numerosi viaggi di studio, hanno
scoperto le diverse varietà che compongono il teonanacatl, Nel 1959, Hof-
mann isolò la psilocibina,
La psilocibina, attiva per via orale a dosi variabili da 1.00 a 150 lJ.g/Kg,
possiede azione allucinogena qualitativamente simile a quella dell'LSD
ma circa 200 volte meno potente. Gli effetti fisici comportano midriasi e ri-
lasciamento muscolare; gli effetti psichici determinano agitazione, verti-
gini, ansietà e allucinazioni con deformazione dei contorni, intensifica-
zione dei colori, alterazioni delle percezioni spazio-temporali. L'intensità
degli effetti è sempre dipendente dalla personalità del soggetto e dall'am-
biente circostante.
X Amanita muscaria (L. ex Fr.) Hooker
Fungo dalla caratteristica colorazione rossa punteggiata di bianco, ap-
partenente alla famiglia delle Agaricacee, che cresce spontaneo nelle re-
gioni temperate dell' emisfero Nord, Il nç>me_ geriva dalla sua proprietà in-
setticida sfruttata dalle donne tedesche che, secondo un'antica consuetu-
dine, ponevano il fungo in recipienti colmi d'acqua sui davanzali delle fi-
nestre,
L'amanita veniva tradizionalmente usata in Siberia dagli sciamani, in
virtù delle sue proprietà allucinogene, per mettersi in contatto con gli spi-
riti. È stato suggerito che il fungo rappresenti il dio Soma del Rig Veda e
cioè l'antica divinità indiana padre di Buddha,
Composizione - Qltre alla muscarina sono presenti principi attivi alluci-
n_ogeni costituiti da muscazone, acido ibo/enico e dal suo prodotto di decar-
bossilazione, il muscimolo, che posseggono attività (Figura
14.3),
Azioni - La prime notizie sugli effetti deI c_onsumo dell'amanita risal7
gono al 1730 quan.do il colonnello svedese Filip von Strahlenberg, dopo
12 anni di prigionia nelle regioni della Siberia, descrisse come le tribù ivi
residenti bevessero l'acqua dove questi funghi erano stati bolliti. Era
368 CAPITOLO QUATTORDICESIMO
muscarina muscimolo
COOH
I
H'N-HC
1
°'t
OH
acido ibotcnico muscazone
FIGURA 14.3. Struttura dei principi attivi dell'Amanita muscaria.
usanza inoltre bere l'urina in cui i principi allucinogeni .. an-
cora at!ivi. Dopo l'assunzione i consumatori apparivano in uno, stato
mile all'ubriachezza. Nel 1774 Georg Steller notò che qualora si fossero
mangiatI funghi senza masticarli, gli effetti allucinogeni comparivano
dopo 20-30 minuti e che le urine erano ancora più potenti come allucino-
gènCderfungo stesso tanto che gli effetti perduravano fino a quattro-cin-
que passaggi. Tale particolarità può essere spiegata dal fatto che il musci-
molo, che viene prodotto nell' organismo dalla decarbossilazione dell' a-
ci<!9 è 5 volte più attiyo come allucinogeno.
paiono . .entro 30 minuti. o un' ora dall' assunziQne.della .droga...e,possGUO
comportare, a seco.nda della dose, sonnolenza.eccitazione.sÌmikaltintQs-
sicazione alcolica, contrazioni muscolari, ddirio e p.er.dita di
éonoscenza. Le allucinazioni sono di tipo_'lÌsiY.o . .e.uditivo. La morte è rara
alle dosi allucinogene, la remissione è rapida, mentre è fatale l'ingestione
dLpiÌLdU D..funghi.
L'effetto è dovuto alla attività GABA-ergica.di queste
sostanze che si'esplica con l'apertura dei canali del cloro sulle membrane
neuronali.
DROGHF. CONTENENTI PRINCIPI ALLUCINOGENI
369
Ololiuqui e Tlitlitzin
. ..' no i nomi aztechi di piante originarie del Mes'
Ololiuqul e ththtzm b (L) Hall. (ololiuqut) e l' Ipomoea vio-
sico identificate con la Rroea .' o anch' esse utilizzate nei riti
lacea L., e guarire malattie e
religiOSI e magici per pre Ire 1 u ,
come afrodisiaci.
. l loidi a struttura derivante dall'acido
- a, a ergonovina e alcaloidi clavinici.
lisergico e isohserglCo: ergma, ergmtn ,
.' .' . T a uelle dell'LSD. Anche in questo i
. - Le d1 tipo fisico: tachicardia, midriasl,.
pnml a g l.e . a e nausea. Successivamente 51 m-
mori, omportano alterazioni della sfera
sta urano gli effettI dI tIpO lCO c e c
ideativa, emotiva e sensonale.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
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INDICE ANALITICO
INDICE ANALITICO
Abies balsamea, 160
Abies canadcnsis, 160
Abrus precatoriuJ, 104
Absintina, 149
Acacia catechu, 209
Acacia senegal, 55
Acacia suma, 209
Acevaltrato, 154
Acidi grassi, 67-72
Acidi grassi insaturi, 67-72
Acidi grassi insaturi isomeri trans, 71
Acidi grassi n-3, 328
Acidi grassi poliinsaturi, 67-71
Acidi grassi saturi, 67, 71
Acidi onici, 44
Acidi resinici, 142
Acido 12S-idrossi-5,8,10,14-eicosatetrac-
noico, 329
Acido 2,3-diidrossibenzoico, 192
Acido 2,5-diidrossibenzoico, 192
Acido acetilsalicilico, 192
Acido agarico, 72
Acido alginico, 58-59
Acido angelico, 152
Acido arabico, 55
Acido arachidonico, 69, 70, 311, 313
Acido benzoico, 166, 167
Acido caffeico, 330
Acido caffeotannico, 307
Acido catecutannico, 209
Acido cctrarico, 52
Acido chauLmoogrico, 68
Acido chinico, 290
Acido cianidr,ico, 347, 348, 349
Acido cincotannico, 290
Acido cinnamico, 166, 167,201
Acido dorogenico, 275, 277, 305, 306
Acido colombinico, 326
Acido convolvulinico, 86
Acido crepenini.co, 326, 327
Acido crotonico, 82
Acido diomo-y·linolenico, 311
Acido docosaesaenoico, 69, 70, 328
Acido cicosapentaenoìco, 69, 70, 311,
313, 325, 328
Acido eicosatetraenoico, 311, 313
Acido eicosatrienoico, 311
Acido exogonico, 86
Acido filicico, 200
Acido filicinico, 199, 200
Acido gallico, 203, 204, 208, 307
Acido gentisico, 359
Acido glicirretico, 102
Acido glicirretinico, 102
Acido glicirrizinico, 102, 103
Acido glucuronico, 44
Acido hydnocarpico, 68
Acido ibotenico, 367, 368
Acido ìacarandico, 326, 327
Acido liagorico, 326, 327
Acido Iichenstearico, 52
Acido licopodoleico, 90
Acido linoleico, 68, 69, 243, 325, 328
Acido (I-linolenico, 69, 70, 328
Acido liquirizico, 102
Acido lisergico, 282
Acido malico, 275
Acido meconico, 247, 248, 250
Acido octadecatrienoico, 326
Acido oleico, 68, 71
Acido oppianico, 252, 253
Acido prostanoico, 311, 312
Acido protolichenstearico, 52
Acido quillaico, 107
Acido ricinoleico, 68, 82
Acido salicilico, 192, 197
Acido s-alicilidrossamico, 325
Acido tannogallico, 307
Acido tigli co, 82, 152
Acido timnodonico, 325, 326
Acido usnico, 52, 333
Acido valerenico, 153
Acido ximeninico, 326, 327
Acokanthera. schimperi, 130
Aconina, 220
Aconitina, 218, 220, 221
:)/0 INDlCE ANALITlCO
Aconito, 218-221
Aconitum anthora, 221
AconÌ/um 221
Aconitum carmìchadi 221
Aconùum chasmantu:n, 221
Aconztum deinorrhizum 221
Aconitumjèrox,221 '
heterophillum, 221
Acomtum japonicum, 221
Aconztum lacinatum, 221
Aconztum [yCoctollum 221
AconÌlum nape/Eus, 2i8. 219
AconÌ!um palma/um, 221
Acontlum spicatum, 221
Aconztum talassicum, 221
Aconztum vulparia, 221
Acorus calamus, 163, 164
Adenina, 307
Adinerigenina, 138
Adleria gallactine/oria 206
Adonide, 134-136 '
Adonidoside, 136
Adoni! acstivaus, 134, 135, 136
Adonzs autumnalis, 134
Adonis microcarpus 134
'vcrnalis, 134, 135
Adomvernoside, 136
Aesculus hippocastanum, 105,210 330
Agar-agar, 59-60 '
Agaricina, 72
Agarico, 71-73
Agaropeetina, 59, 60
Agarosio, 59
Aglio, 319, 323-324
Ailantus glandulosa 231
Ajmalina, 267 269
Ajoene, 324 '
Albaspidina, 200
Alcaloidi,211-218
a nucleo chinoIinico, 285-292
AlcalOIdi a n l ' 'd
'. uc eo 1m! azolico, 241-243
a nucleo indoIico, 266-285
a, nucleo tropanico, 224-240
218-221
AlcalOld: lsochinolinici, 243-263
AlcalOIdi piridinici e p; 'd'"
300 .pen ImCl, 292-
Alcaloidi purinici, 300-308
Alcaloidi steroidici, 222-224
Alcoli esavalenti, 42
Alcool canforato, 160
Alcool cinnamico, 143
Alcool salicilico, 197
Aldeide cinnamica, 165
Aldosi,42
Aldossima, 348
Allicina, 323
Alliina, 323
Allinasi, 323
cepa, 318, 319, 323
Alltum sativum, 319, 323, 324
Allium sp., 319
Aloe, 175-178
Aloe barbadensis, 175
Aloe-emodina, 172, 181, 185
Aloe epatico, 177
Aloe j'erox, 175
Aloe lucido, 177
Aloe perryi, 175
Aloe vera, 175
Aloe vulgaris, 175
Aloesina, 177
Aloina, 177
Altea, 61-62
Althaea officinaliI, 61
Altitudine, 14-15
Amamelide, 207-208
Amanita, 367
Amanita muscaria, 367-368
Amanita phalloides 192
Amido, 46-50 '
arrowroot, 46, 48
Am;do dl fagiolo, 46, 48
Am;do di frumento, 46, 47-48
Amido di lichene 52
di mais, 46, 47, 48
Amido di patata, 46, 47,48
Am:do di riso, 46, 47, 48
Amlgdalasi, 348
Amigdalina, 348 349
Amigdalosìde, 349
Amìlopectina, 48, 49
Amilosio, 48, 49
Ammi visnaga, 192
Anabasina, 294
Analamina, 365
lNDICE ANALITICO
AMlidina, 365
Analonidina, 365
Anatabina, 294
Andracbne aspera, 101
Anetolo, 143, 162, 163
Angostura, 273
Anice stellato, 161-162
Anice verde, 162-163
Antecotulide, 141
Anthemis nobilis, 152
Anthorina, 221
Antitumorali di origine vegetale, 333-
345
Antocianidine, 194
Antocianine, 194
Antrachinoni, 171-175
Antranolo, 172
Antrone, 172
Aquilegia vulgaris, 326
Arabina,55
Aracbis Irypogaea, 80
Arancio amaro, 147
Arbutasi, 196
Arbutina, 194, 195, 196
Arclos
t
aphy/os uva ursi, 195, 196
Areca catechu, 292
Arecaidina, 292, 293
Arecolina, 213, 292, 293
Arnica, 157-159
Amica montana, 157
Arrowroot, 46, 48
Artemisia absinthium, 148
Artemisia Cina, 149
Artemisia gencpi, 149
Artemisia glacialis, 149
Artemisia pontica, 149
Artemisia valesiaca, 149
Artemisia vulgaris, 149
Asarone, 164
Ascaridolo, 257
Asparagina, 62
Aspidium filix-mas, 198
Aspidium spinulosum, 201
Asplenium filixjoemìna, 201
Assenzio, 148-149
Astragalus gummifaa, 56
Athyriumfilixjoemina, 201
Atisine, 221
Atropa belladonna, 224,229,230
Atropina, 228, 229
Autacoidì, 311
Azalea, 195
Azuleni, 142, 149,329
Balsami, 139, 160, 167
Balsamo del Canadà, 160
Balsamo del Perù, 167
Balsamo del Tolù, 167
Banana, 319
Barbaforte, 352
Barbaloina, 177
Belladonna, 229-233
Benzaldeide, 348,349
Benzilisochinolina, 248
Benzoino del Laos, 166-167
Benzopirone, 189, 209, 210
Berberina, 213, 252, 253
Sela vulgaris, 44
Setula alba, 198
Betulla, 198
Biflavonili, 190
Biola orientalis, 329
Biotici, fattori, 17
Bisabo!olo, 151
BN-52063,194
Boldeafragrans, 256
Boldina, 257
Boldo, 256-258
Boldoglucina, 257
Borago officinalis, 123
Bornii-acetato, 153
Bornil-isovalerianato, 153
Boswellia sp., 160
Brassica campestris, 353
Brassica nigra, 352
Brassica rapa, 352
Brayaa anthelmintica, 202
Brucea antidysentaica, 362
Brucea javanica, 362
Bruceantina, 362
Brucina, 273,274,276
Bruxus sempervirens, 196
Bryonia alba, 316
Burro di cacao, 84
Butca superba, 111
BW755C, 325
In.L.Jl\....l!. ANALITICO
Cacao, 304-305
Cadinene, 151
Caffe, 305-306
Caffeina, 300, 301, 302 304 305 3
307, 308 '" 06,
Caffeolo, 305, 306
Calabatina, 272
Calamo aromatico, 163-165
Calebassina, 262
Camala, 201-202
Camazulene, 142, 151
Came/Zia sinensis, 306
Camellia thea, 306
Camfene, 164
comune, 150-152
romana, 152
Camplont standard intem· .
Canadina, 252 azlOnah, 36
Canape indiana, 168-169
Canfora, 142, 160
Canna zucchero, 319
Cannabzs indica, 168
Cannabis saliva, 168
Cannella, 165
Carboidrati, 41, 42
marianum, 191
Canofillene, 165
Carragenani, 61
Carragenina, 60-61
Carvacrolo, 166
Carvone, 141, 156
Cascara sagrada, 178-181
Cascarosidi, 180
Cassia acutifolia, 186-188
angustifolia, 186-188
CaSSIa fistu14, 65-66
Cassia obovata, 186
Cassia senna, 186
d'India, 105
337
Catechine, 189
Catecolo, 205
Catecù cruaro, 209
Catecù nero, 209
Catharanthus roseus, 212 333 335
Catharantbus sp., 337' , -337
Catinina, 154
Cefelina, 260
Cellobiosio, 50
Cellulosa, 50-51
Cepaenì, 322, 323
Cephaidis acuminata, 259
ipecacuanha, 243, 258
Cera bIanca, 85
Cera carnauba, 85
Cera d'api, 85
Cera gialla, 85
Cere, 84-85
Cetraria isl4ndica, 52
. Cetraria sp., 333
Cetrarina, 52
Chamam:lum nobile, 151, 152
Chamoml11a recutila 150
Cheirantus cheiri, 353
Chetosi,42
China, 212, 285-292
arrotolata, 287
Chma piatta, 287
Chinidina, 215, 291
Chinina, 215, 291
Chinovina, 290
Chiodi di garofano, 165-166
Chondrodendron sp., 261
Chondrodendron lomentosl/m 243 262
crispus, 60 "
Clcloossigenasi, 69, 311 314 323 325
326, 327 ".,
Ciclopentanone 319
Ciclopentano '·dr.c.
C
. pen o,enantrene 109 222
lcuta, 295-296 ' ,
Cicutina, 295
Cimene, 164
Cimolo, 166
sp., 285, 286
C:nchona sucàrubra, 286, 287 288 2
Cmeoio, 155 " 92
237, 238
Cmnamomum canphora, 160
C:nnamomum zeylanicum, 165
Cipolla, 319 322
Citrale, 141: 156
Citrina, 190
Citronellolo, 141
aurantium, 147
Cltrus limon, 321
Citrus sp., 321
379
INDiCE ANALITICO
Cladonia sp., 333
ClttViceps paspali, 279
Claviceps purpurea, 277, 278, 279, 280,
281
Claviceps sp., 281
Clima, 13
Cloni,9
Coca, 237, 239-240

Cocco,319
Cochlearia armoracia, 352
Cochlearia officin
alis
, 353
Cocblearia sp., 22.4
Coclearia, 353
Cocos nucifera, 71, 82,319
Codamina, 250
Codeina, 243,244,251
Coffea arabica, 305, 306
Coffia canephora, 305
Coffea [iberica, 305
Cola, 302-304
Cola acuminata, 302, 303
Cola nitida, 302
Cola vera, 302, 303
Colacatechine, 304
Coichicillina, 265
Colchicina, 265, 266
Colchico, 263-266
Colchicoside, 265
Colchicum autumnale, 263,264
Colchifolina, 265
Colesterolo, 1t l
conodio,50
Colofonia, 159
Colombamina, 255
Colombo, 253-256
Colza, 353
Commipbora sp., 160
Condrocurina, 262
Condurango, 360
Condurangoglicosidi, 360
Coniceina, 295
Conidrina, 295
Conidrinone, 295
Coniferil-benzoato, 166
Conlina, 213, 295, 296
Conium maculatum, 295
Connessina, 224
Conocybe cyanopUS, 366
Convallaria majaliJ, 137
Convallarìna, 137
ConvallatoSsina., 137
ConvaHoside, 137
Convallotossolo, 137
Convallotossoloside, 137
Convolvuloside, 86
Convolvu1us gialapa, 87
Convolvulus Jcammonia, BB
Co7tvolvulus sp., 224
Copernicia ceriftta, B5
Cossotossina, 203
Cotone idrofilo, 50-51
Criptopina., 250
Crisofanolo, 172, 181, 185
Cromone, 189
Crotina,82
CraWl tiglium, 82
Cumarine, 151,209-210
Curare a sp., 261
Curarine, 262
Curaro, 261-263
Curaro in barattolo, 262
Curaro in calebass
a
, 262
Curaro in vaso, 261
Curcuma, 46
Cutine, 262
Cuscoigrina, 237
Cusso, 202-203
CyamopsiJ tetragonolobus, 57
Dalbergia odoriftta, 330
Dalura metel, 229,235
Datura sp., 224
Datura stramonium, 235, 236
Deacetilbaccatina IlI, 341, 342
Deglucocheirotossina, 137
Delphinium sp., 218,221
Delphinium staphysagria, 221
Demecolcina, 265, 266
Demetil_podofillotossina, 338
Detris elIiptica, 192
Deserpidina, 267
Desossi_Podofill.otossina, 338
Destrani, 51
Destrine, 48
Diallil_nortoxiferina, 263
Diantrone, 172
Digilanidi, 126-127
Diginatigenif1a, 127, 128
Digitale, 113, 120-128
Digitali! grandiflora (ambigua), 120
Digitali! lanata, 120, 126-128
Digitali! lanciniata, 120
Digitalis Iutca, 120
DigitaIis mariana, 120
Digitalis orienta/il, 120
Digitalù purpurea, 120-126
Digitalis thapsi, 120
Digitalossigenina, 128
Digitonina, 124
Digitossigenina, 123
Digitossina, 124, 127
Digossigenina, 127
Digossina, 127
Diidrossicumarina, 330
Diidrossi-3,4-feniletanolo, 330
Diidrotossiferina, 262
Diidrovaltrato, 154
Disaccaridi, 44
Dopamina, 365
Drimia maritima, 131
Droghe a flavonoidi, 189-194
Droghe a glucosidi della serie salicilica,
197-198
Droghe a principi steroidici, 109
Droghe ad alcaloidi, 211-309
Droghe, analisi chimica, 32
Droghe, analisi e controllo dì qualità, 27-
34
Droghe, biogenesi principi attivi, 4-6
Droghe, caratteri fisici, 30
Droghe, caratteri organolettici, 18, 30
Droghe contenenti acidi grassi, 67-90
Droghe contenenti antocianidine, 194
Droghe contenenti antrachinoni, 171-
188
Droghe contenenti arbutina, 194-197
Droghe contenenti carboidrati, 41-66
Droghe contenenti cumarine,209-210
Droghe contenenti essenze e resine, 139-
169
Droghe contenenti floroglucina, 198-203
Droghe contenenti glucosidi cianogene-
tici, 347-350
Droghe contenenti glucosidi solforati,
351-355
Droghe contenenti principi allucinogeni,
363-369
Droghe contenenti saponine, 91-107
Droghe contenenti tannini, 203-209
Droghe, controllo di attività, 34-36
Droghe, fattori endogeni, 8-12
Droghe, fattori esogeni, 13-17
Droghe, identificazione, 29
Droghe, metodi di conservazione, 23
Droghe, morfologia, 29
Droghe, preparazione e conservazione,
18-27
Droghe, principi attivi, 4, 7, 8
Droghe, produzione, 6-7
Droghe, struttura microscopica, 30-31
Droghe, variabilità nell'attività, 7-17
Dryopteris austriaca, 201
Dryopteris filix-mas, 198
Duboisia, 236-237
Duboisia myoporoides, 224, 236
Dulcamara, 94, 333
Ecgonina, 224
Edera, 94
Efedradine, 308, 309
Efedrina, 212, 308, 309
Efedrossano, 308
Eicosanoidì nei vegetali, 311-331
Elaeis guineensis, 71
Elc;nalina, 158
Ellagitannini, 204, 208
Elleboro bianco, 223
Elleboro nero, 134
Elleboro nero, 94
Elleboro verde, 223
Emetamina, 260
Emetina, 260
Emodina, 185
Emulsina, 197,349
Endoperossidi ciclici, 311
Enoxolone, 102
Ephedra sp., 308
Ergina, 369
Erginina, 369
Ergobasina, 282
Ergocornina, 282, 285
Ergocriptina, 282, 285
Ergocrisina, 282
Ergocristina, 282, 285
Ergocristinina, 283
Ergoflavina, 282
Ergometrina, 282, 283, 285
Ergonina, 282
Ergonovina, 282, 369
Ergopeptine, 282
Ergoptina, 282
Ergosina, 282
Ergosterolo, 112
Ergotamina, 282, 283, 285
Ergotaminina, 283
Ergotossina, 282, 285
Ergoxine, 282
Eriodictiolo, 190
Erythroxy/on coca, 224, 239
Escina, 105 ' 330
Esculetina, 106, 209, 210,
Esculina, 106, 210
Eseramina, 272
Eserina, 272, 273
Esperetina, 190
Esperidina, 147
Essenze, 139-169
Essenze fenoliche, 143-147
Essenze terpeniche, 140-143
Essiccamento, 23-26
Etoposide, 333, 339
Eucalipto essenza, 159
Eucaliptolo, 141, 150
Eucalìptus sp., 159
Eucalyptus macrorbyncha, 190
Eucazulene, 142
Eugenia cariophyllata, 165
Eugenil-isovalerato, 153
Eugenolo, 143, 165
Evaporazione, 19
Exogonium purga, 86, 87
Fagiolo, 46
Fava di $. Ignazio, 276-277
Felce di Finlandia, 201
Felce dolce, 94
Felce maschio, 198-201
Fellandrene, 141, 160, 165
Fencone, 142, 163
Feniletilamine, 308-309
Feruloilistamina, 308
Fibre, 53
Fibre insolubili, 53
Fibre solubili, 53
Filicina, 199, 200, 203
Finocchio, 162, 163
Fiscione, 185
Fisostigmina, 272,273
Fisovenina, 272
Fitolacca, 94, 232
Flavanone, 189
Flavone, 189 9
'd' 42 151 189-194,20
FlavonOl l, , ,
Flavonolignani, 191
Flavonolo, 189
Flobafeni, 204, 247
Flobatannino, 209, 290
Floroglucina, 198,200
Foeniculum vulgare, 162, 163
Fomes marginatus, 72
Frangola, 181-182
Frangula emodina, 172
Frangulina, 182
Fraxetina, 106
Fraxina, 106
Fraxinus ornus, 43
Frumento, 46, 47
Fruttosio, 42
Furocumarine, 210
Galattani, 275, 277
Galipea cusparia, 273
Galle di Aleppo, 206
Gallitannini, 204, 208
Gambir, 209
Garrya sp., 218
Fagopyrum esculenlum,.l?O
Farmacognosia, 3 36-39
Farmacognosia, moderna ncerca,
Gaultheria proCllmbem, 198
Gelidium sp., 59
Geneserina, 272, 273
Gentiana tutta, 357, 358
Gentiana sp., 360
Famesene, 151
Faseolunatina, 349
Fava del Calabar, 271-273
Gentianae extractumfluidum, 359
Gentlanae radix, 359
Gentiobiosiloleandrina 138
Gentisina, 359 '
Genzialudina, 359
Genziamarina, 358
Genziana, 357·360
Genzianina, 359
Genzianosio, 359
Genziina, 359
Genziobiosio, 359
Genziogenina, 358
Genziopicrina, 358
Genziopicroside. 358, 359
Genzioside, 358
Geraniolo, 141
Gialappa, 86, 87-88
Gigartina ste/lata, 60
Ginepro essenza, 159
Ginkgo, 193-194
Ginkgo biloba, 193,314
Ginkgolidì, 193, 194
Ginseng, 97-98
Ginsenosidi, 98
Gipsogenìna, 107
Gitalossìgenìna, 128
Gitalossìna, 124
Gitonina, 124
Gitossigenina, 123
Gitossina, 124, 127
Giusquiamo, 233-235
Gliceridi, 73-84
Gliceridi misti, 73
omogenei, 73
Ghclramarina, 103
Glicirrizina, 102
Glicoresìne, 86-89
Glicosidasi, 19
Glicosidi cardiocinetici, 113-120
Glucocheirolina, 353
Glucoconvalloside, 137
Glucofrangulina, 182
cianogeneticì, 347-350
Glucos:dl solforati, 351
Glucosmolati, 351
Glucosio, 42
Glycine max, 80, 319
Glycine soja, 328
INDICE ANAUTICO
Glycyrrhiza glabra, 94, 101
Gomma acacia, 55-56
Gomma adragante, 56
Gomma adragante in lamine, 56
Gomma adragante in sorte, 56
Gomma adragante vermicolare 56
Gomma arabica, 55-56 '
Gomma del Senegal, 55-56
Gomma guar, 57
Gomma sterculia, 56
Gomm.e, 54·55 Gommo-resine, 140
Gossypzum herbaceum, 50
Gossypium hirsutum, 78
Gracilaria sp., 59
Granoturco, 46
Grassi,73
Gratiola officinalis, 94
Graziola, 94
Guaiacazulene, 142
Guaranà, 308
Guvacina, 293
Guvacolina, 293
Hagenia abyssinica, 202
Hamamelis virginiana, 207
Hedera helix, 94
Helleborus niger, 94, 134
12S-HETE, 329
Holarrhena antidysenterica, 224
5-HPETE, 312, 314
Hydrastis canadensis, 243, 251
Hyoscyamus mutieus, 233
Hyoscyamus niger, 224, 233, 234
Hyoscyamus pallidus, 233
Hyoscyamus sp., 224
Ibridazione, Il
Idraste, 251-253
Idrastina, 252, 253
Idrochinone, 194, 195, 197
Idrastinina, 252, 253
Idroge.nazione dei grassi, 74
Idrosslquassina, 362
Igenamina, 221
Igrina, 225
Igrolina, 237
[!ex paraguariensis, 307
Illicium verum, 161
INDICE ANAUTICO
383
Imbrunimento delle droghe, 21
Immunotossine, 344
Incenso, 160-161
lnula helenium, 123
lnula sp., 218
Inulina, 51
Invecchiamento delle droghe, 24
Ipaconitina, 220, 221
Ipecacuana, 258-261
Ipecoside, 260
!pomota orizabensis, 88
lpomoea purga, 86, 87
lpomoca vio/acca, 369
Ippocastano, 105-106, 330
Irrancidimento, 21, 22
Isobarbaloina, 177
Isoboldina, 257
Isocondrodendrina, 262
Isocoridina, 257
Isopelletierina, 298
Isopilocarpina, 242
Isopilosina, 242
Isosolfotiocianato di alli le, 354
Isosolfotiocianato di butile, 353
Isosolfotiocianato di p-idrossibenzile,
355
Isotiocianati, 351
Jaborandi,241-243
facaranda mimosifolia, 326
fateorrhiza palmata, 243, 253
J ateorrizina, 255
Jequiriti, 104
Jervina, 222, 223
]osciamina, 228, 229, 232, 235
funiperus communis, 159
Kaempferolo, 193
Kellina, 191, 192
Krameria triandra, 208
Laminaria sp., 58
Lanatosidi, 126-127
Lanosterolo, 111
Lantopina, 250
Lapacolo, 335
Latitudine, 14-15
Lattosio, 45
Laudanina, 250
Laudano,250
Lauroceraso, 349, 350
Laurolitsina, 257
Laurotetanina, 257
Leuconostoc mesenteroides, 51
Leucotrieni, 69, 70,312,314
Licaconitina, 221
Lichene islandico, 52, 256
Lìchenina, 52
Licoctonina,221
Lìcopodio, 33, 89-90
Lievito, 112
Lignanì, 333, 338
Limone, 321
Limonene, 141, 160
Limonina, 147
Linalo1o, 141, 164
Linamarina, 349
Lino, 62-64, 319, 349
Linum usitatissimum, 62, 78, 319
Liofilizzazione, 26
Lipidi,67
Lipossigenasi, 69, 312, 314, 321-324, 329
Lipossine, 312,314
Lippia multiflora, 330
Liquerizia, 101-104
Liquerizia d'America, 104
Liquerizia di montagna, 104
Liquerizia estratto, 104
Liquerizia succo, 103·104
Liquìdambar orientalis, 167
Lobelia, 296-297
Lobelia inflata, 296
Lobelina, 297
Loganìna, 275
Lophophora wìlliamsii, 364
Lophophorina, 365
Lycopodium clavatum, 89
Macrocystis pyrifera, 58
Mallotus philippinensis, 201
Malva,62
Malva ncglecta, 62
Malva sylvestris, 62
Mandelonitrile, 348
Mandorle amare, 349
j'y[andragora officìnarum, 224
Manibot utilissima, 46
Manna, 43
Manna cannellata, 43
Manna in sorte, 43
Mannani, 275, 277
Mannite,43
Mannitoio, 43
Marantha arundinacea, 46
Marsdenia condurango, 360
Matè, 307-308
Matricaria recu/ila, 150, 151
Matricina, 151
Meconidina, 250
Melaphis sinensis, 206
Melissa, 156-157
Melissa officinalis, 156
Melogranato, 297-299
Menta, 154-156
Mentha aquatica, 154
Mentha piperita, 154, 155
Mentha spicata, 154
Mentolo, 141, 155, 156
Mentone, 141, 155
Mesaconitina, 220, 221
Mescalìna, 365, 366
Metil-licaconitina, 221
Metilarbutina, 194, 195, 196
Metilcellulosa, 50
Metilconiina, 295
Metilerìodictiolo, 190
Metilidrochinone, 194
Metìlpelletierina, 298
Metilxantine, 300
Miele, 42
Mirosina, 351, 352, 354
Mìrra, 160-161
Mirtillo nero, 195
Mirtillo rosso, 195, 196
Monosaccaridi, 41, 42
Morfina, 243,244
Mucillagini, 54-55
Mughetto, 137-138
Mugo essenza, 159
Mura paradisiaca, 319
Muscarina, 367, 368
Muscazone, 367, 368
Muscimoio, 367, 368
Mutazioni, lO
INDICE ANAliTICO
Myroxylon balsamum, 167
Myroxy/on toluiferum, 167
Napellina, 220
Narceina, 248, 249
Narcotina, 248, 249
Neoesperidina, 147
Neolina, 220
Neopellina, 220
Neoquassina, 362
Nephrodium fili:,,-mas, 198
Neriifolìoside, 138
Nenum odorum, 138
Nerium oL:ander, 138
Nicotiana sp., 293
Nicotiana tahacum, 293
Nicotina, 213, 294, 295
Nicotirina, 294
Noce vomica; 273-276
Noci di galla, 204, 206-207
Nor-fisostigmina, 272
Norisocoridina, 257
Nornicotina, 294
Noscapina, 248, 249,251
Octadecanoidi, 318
Oeno/hera sp., 83
Olea europaea, 79, 328
Oleandrigenina, 138
Oleandrina, 138
Oleandro, 138
Oli, 67, 74, 76, 78-84
Oli essenziali, 139
Oli eterei, 139
Oligosaccaridi, 44-45
Olio di arachidi, 80
Olio di chenopodio, 257
Olio di cocco, 71, 82-83
Olio di cotone, 78
Olio di crotontiglio, 82
Olio di lino, 78
Olio di mais, 79, 328
Olio di mandorle, 79
Olio di oenothera, 83-84
Olio di oliva, 79-80, 328
Olio di ricino, 80-82
Olio di soja, 80, 328
Olio di Wintergreen, 198
INDICE ANALITICO
Ololiuqui, 369
Ononide,94
Ononis spinosa, 94
Oppio, 243-251
Oryza sativa, 46
Ossicolchicìna, 266
Ouabaina, 130
Oxantrone, 172
Paclitaxel, 341
PAF,193
Palmatina, 255
Palmidina, 185
Panaeolus sp., 366
Panax ginseng, 97
Panax quinquifolium, 97, 101
Panaxosidi, 98
Papaver bracteum, 245
Papaver somniftrum, 243, 245, 246
Papaverina, 244, 248, 249, 250, 251
Patata, 46, 324-325
Pau/linìa cupana, 308
Pausinystalia yohimbe, 270
p-Cimene, 141
Pectine,54
Pelletierina, 298, 299
Pellotina, 365
Peltatina, 338
Penicillum sp., 321
Pepe, 299-300
Pepe bianco, 299
Pepe cubebe, 159-160
Pepe nero, 299
Pepe verde, 299
Peripentadenia sp., 224
Pervinca del Madagascar, 212, 333
Peumus boldus, 243, 256
Peyonina, 365
Peyote, 364-366
PGDz, 312
PGEj,316
PGEz,312
PGF2e.' 312
PGHz, 312
PGlz, 312
Phaseolus lunalul, 349
Phaseolus vulgaris, 46
Physeter macrocepbalus, 85
Physostigma venenosum, 271
Phytolacca decandra, 231
Phytolacca dodecandra, 94
Phytophthora infestans, 324, 325
Picrasma excelsa, 361
Pilocarpina, 213, 241, 242
Pilocarpus sp., 241
Pilosina, 242
Pimpìnella anisum, 162
Pinene, 142, 159, 160, 165
Pino essenza,J59 .
Pinus mugo, 159
Pinus silvestris, 159
Pioppo, 197
Piper belle, 292, 299
Piper cubeba, 159
Piper nigrum, 299
Piperanina, 299
Piperettina, 299
Piperillina, 299
Piperina, 160,299, 300
Pirogallolo, 203
Plantago indica, 58
Plantago psyllium, 58
Platysiphonia miniata, 329
Ple:xaura homomalla, 315
p-Metossifenilacetone, 162
Podofillina, 338
Podofillo, 338-339
Podofillo indiano, 339
Podofillotossina, 333, 338
Podofillotossone, 338
Podophyllum hexandrum, 333, 339
Podophyllum peltatum, 338
Polifenolossidasi, 21, 307
Poligala, 94, 98-101
Poligaia della Siria, 101
Poligala indiana o pakistana, 101
Polimerizzazione, 19
Poliploidia, lO
Polisaccaridi, 45-64
Polisaccaridi eterogenei, 45, 52-64
Polisaccaridi omogenei, 45-52
Politerpeni, 142
Polygala alba, 98
Porygala amara, 94
Polygala boykini, 98
Polygala senega, 94, 98
385
.;00 INDICE ANALITICO
Po/ygala vulgan's, 94
Po/ypodium vulgare, 94, 104
Po/yporus fomentariu!, 72
Po/yporus officinalis, 72
Po/yporus su1fureus, 72
Po/ysticum jilix-mas, 198
Populina, 197
Populus alba, 197
Populus tremula, 197
Primula, 94
Primula veris, 94
Proantocianidine, 208
Prostaciclina, 312, 330
Prostaglandine, 69, 70, 311, 316, 317
Protocurarina, 262
Protopectina, 54
Protopina, 250
Prulaurasina, 350
Prunasina, 348, 350
Prunus amygdalus, 349
Prunus dulcis (o Prunus amygtÙtlus varo dul-
cis), 79
Prunus lauroc&rasus, 350
Pseudoconidrina, 295
Pseudoefedrina, 308
Pseudopelletierina, 298, 299
Pseudotannini, 203,205
Pseudotropanolo, 224
Pseudotropina, 237
Psicotrina, 260
Psillio, 58
Psilocibina, 366
Psilocina, 366
Psilocybe, 366-367
Psilocybe caerukscens, 366
Psilocybc mexicana, 366
Psoralene, 210
Psycotria ipecacuanha, 258
Ptilodene, 321, 322
Pli/ola filicina, 321
Pulegone, 156
Pungitopo, 101
Punica grana/um, 297, 298
Purpureaglucosidi, 127
Qjlassia amara, 361
Qy.assina, 361, 362
Quassio, 361
Quercetina, 106,190,339
Quercetolo, 193
Qy.ercitrina, 106
Quercus infoctoria, 206
Qy.illaja, 106-107
Q;lillaja saponaria, 106
Qjlillaja smegmadermos, 106
Rabarbaro, 182-186
Racemizzazione, 19
Rafano, 352
Rapa,352
Raphanus sativus, 352
Raponticina, 185
Ratania, 208
Ratania del Pero, 208
Raubasina, 267
Rauvoljia scrpentina, 267
Rauvolfia sp., 270
Rauwolfia, 267-270
Reazione di Borntrager, 20, 173
Reazione di Schonteten, 173
Reazione di Van Urk, 284
Reina, 172, 185
Reocistina, 172
Rescinnamina, 267, 269
Reseni, 142
Reserpina, 267, 268, 269
Resine, 139-169
Resine fenoliche, 143-147
Resine terpeniche, 140-143
Resino-tannoli, 142
Resinoli, 142
Reticulina, 243, 244
Rhamnus catharticus, 182
Rhamnus ftangula, 181
Rhamnus purshianus, 178
Rheum emodi, 183
Rheum officina/e, 182, 183, 184
Rheum palmatum, 182, 183, 184
Rheum rhaponticum, 183, 185
Rheum undulatum, 183
Rhus chinensis, 206
Richardsonia scabra, 101
Ricina, 343
Ricino, 81-82
Ricinus communis, 80, 81, 343
Ricinus inermis, 81
INDICE ANALITICO
Ricinus ranguineus, 81
Ricinus viridis, 81
Riso, 46
Rivea corymbosa, 369
Rododendro, 195
Rosa di Natale, 134
Rosa gallica, 209
Rosa rossa, 209
Rotenone, 192
Rottlen'a tinctoria, 201
Rottlerina, 201, 202
Rubijervina, 222, 223
Ruscus aculeatus, 101
Rutina, 190, 191
Sabadiglia, 223
Saccarosio, 44-45
SacchaTomyces cerevisiae, 112
Saccharum officinarum, 44, 319
Safrolo, 162
Salice, 197
Salicilato di metile, 197, 198,237
Sali cina, 197
Salicoside, 197
Salix alba, 197
Salsapariglia, 95-97
Salsapariglia dell'Equador, 95
Salsapariglia dell'Honduras, 95
Salsa pariglia messicana, 95
Salutaridina, 243,244
Sambuco, 349
Sambucus nigra, 191
Sanguinaria, 213
Sanguinaria canademis, 243
Santonina, 150
Saponaria officinalis, 94
Saponine, 91-107
Saponine steroidiche, 91, 92, 95-98
Saponine terpenoidi, 91, 92, 98-107
Scammonea, 88
Scammonea del Messico, 88
Schoenocaulon officinak, 111, 222
Scilla, 131-134
Scilla bianca (o d'Italia), 131
Scilla rossa (o di Spagna o scilla maschio),
131
Scillaren A e B, 133
Scillarene, 20
Sclerotium clavum, 278
Scleroeritrina, 282
Scopolamina, 228, 229, 232, 235
Scopoletina, 106,209,210
Seopotia carniolica, 224, 231, 232
Scopo/ia japonica, 224
Scopolina, 106
Seeale montanum, 279
Segale cornuta, 277-285, 302
Seleiione, 9
Seme santo, 149-150
Senape bianca, 353, 355
Senape nera, 352, 353-355
Senegenina, 100
Senegina, 100
Senevoli, 351
Senna, 186-188
Senna alessandrina, 186, 187
Senna di Tinnevelly, 186, 187
Sennosidi, 185, 188
Serpentina, 267
Serpentinina, 267
Sesquiterpeni, 142, 165, 166
Silibina, 191
Silimarina, 191
Si/ybum marianum, 191
Sinalbina, 353
Sinapina, 354
Sinapis alba, 353
Sinigrina, 352, 353, 354
Sinigroside, 352, 353
Sitosterolo, 112, 272
Smilax aristochiaefolii, 95
Smilax aspcra, 97
Smilaxfobrifuga, 9S
Smilax medica, 95
Smilax Qfficinalis, 95
Smilax regelii, 95
Soja,319
Solamarina, 333
Solanum dulcamara, 94, 333
So!anum nigrum, 224
Solanum somniftrum, 231
Solanum tubero!um, 46, 324
SophoTa japonica, 190
Sorbitolo, 43
SOTbu! aueuparia, 43
Sparteina, 213
387
INDICE ANAlITfCO
Spergularttz marginata, 101
Spermaceti,. 85
Sphacelia segetum, 278, 279
Spincervino, 182
Spirata ulmaria, 198
Stafisagria, 221
S!erculia urens, 56
Sterilizzazione, 26
Steroidi, 109-111
Stigmasterolo, 113,272
Storace liquido, 167
Stramonio, 235-236
Streptomyces albogriseolus, 334
Stricnina, 274, 275, 276, 277
Strofantine, 129, 130
Strofanto, 128-131
Strofantosidi, 129
Strophantus glaher, 128
Strophantus gratus, 128
Stmphantus hispidus, 128
Strophantus kombè, 128
Stropharia cubensis, 366
Strychnos ignatiì, 276, 277
Strychnos nux vomica, 273,274
Strychnos sp., 261
Strychnos toxifira, 243
Styrax tonkinensis, 166
Tabacco, 293-295
Tamarindo, 66
Tamarindus indica, 66
Tannasi, 203
Tannini,42, 196, 197,203-205,209,212,
247,276,288,290,298,304,307,308
Tannini catecolici, 205
Tannini condensati, 203, 204-205
Tannini idrolizzabili, 203-204
Tannino cinese, 206
Tasso, 339-343
Taxani,341
Taxina,340
Taxolo, 341
Taxotere, 342, 343
Taxus baccata, 339
Taxus sp., 339-340
Tebaina, 243, 244
Teniposide, 333, 339
Teobroma cacao, 304
Teobromina, 300, 301, 305, 307, 308
Teoftllina, 300, 301, 302,307
Terpeni, 140-143
Terpeni aciclici, 140-141
Terpeni biciclici, 142
T erpeni monociclici, 141
Terpineni, 141
Terpineolo, 141, 164
Terreno, costituzione, 15-16
T etragalloilglucosio, 206
T etraidrocannabinolo, 168, 169
Tevetoside, 138
Thè, 306-307
Thea sinensis, 306
Theobroma cacao, 84
Thevetia neriifolia, 138
Thujoli, 149
Thujone, 142, 149
Thymus vulgaris, 166
Thymus zygis, 166
Tiglio, 64-65
Tigonina, 124
TiIia cordata (o sylvestris), 64
TiZia platyphillos, 64
Timo, 166
Timolo, 166
Tiocolchicoside, 266
Tiramina, 365
Titlitzin, 369
Tossiferine, 262
Tossine vegetali, 343-345
Traumatina, 315
Trementina, 159
Trementina essenza, 159
Trifolium 'alpinum, 104
Trigalloilglucosio, 206, 207
Trigliceridi, 73, 76
Trigliceridi, analisi, 76-77
Tritìcum autivum, 46
Trombossani, 69, 70, 312, 328, 330
Trombossano A3, 328
Tropanolo,224
Tropina,225
Tropolone, 265
Truxillina, 237, 238
Tubocurarina, 215, 262, 263
Tubocuraro, 261
TXA2,312
TXB2,312
Typha latifolia, 90
Umbelliferone, 209, 210
Uncaria gambir, 209
Uragoga granatensis, 259
Uragoga ipecacuanha, 258
Urginea maritima, 131
Usnca sp., 333
Uva ursina, 195-197
Uzara,116
Uzarigenina, 138
Uzaroside, 116
VaccÌnium myrtillus, 195
Vaccinium vilis idaea, 195, 196
Valepotriati, 153
Valerenale, 153, 154
Valerenone, 153
Valeriana, 153-154
Valeriana officinalìs, 153
Valerina, 154,237
Valtrato, 154
Veratramina, 222, 223
Veratrine, 222, 223
Veratro, 223
Veratrum album, 111,222,223,360
Veratrum viride, 111, 222, 223
Verbascum thapsus, 94, 123
Viburnina,361
Viburno, 360-361
Viburnum prul1ifolium, 360
Vinblastina, 212, 333, 337
Vinca rosea, 335
Vincristina, 334, 336
Vindolina, 336
Vino rosso, 192
Viola mammola, 94
Viola odorata, 94
Viola tricolor, 94
Viola tricolore, 94
Violacciocca gialla, 353
Vischio, 333
VÌJcum album, 333
Vitamina P, 190
Xantìna, 300, 301, 307
Xysmalobium undulatum, 116
Yoimbina, 267, 270
Zea mays, 46, 79, 328
D r o ~
Università degli Studi di Palermo
Sistema Bibliotecario di Ateneo
Jll
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I
ERRATA CORRIGE
pago 8, riga 27:
pago Il, riga 24:
pago 12, riga 27:
pago 12, riga 40:
pago 14, riga 4:
errata
alcaoide
un triplice ibrido (M. sylvestris L
M. rotundifolia (L.) Hudson
e M. aquatica L.)
fimi
terzo-quarto anno d'età, per poi
lentamente decrescere.
alcaoidi
21 f
' acido dddroasc:orblct) j;f puHF.:noli \f.t Q,.
pago ,lgura: (prodou" di ossi""'io",,) H, I\H, -
acido a.sc:orbM:O t;oìnonì ) '"
pago 7l, riga 22: lipoproteine ad alta densità
pago 78, riga 20: spremi tura a caldo
pago 104, riga 29: pesudoiperaldesteronismo
pago 189, figura 7.10:
......
: I
, Y H
o
pago 286, riga 38: almeno 8-10 anni d'età
corrige
alcaloide
un ibrido (di M. spicata L.
e M. aquatica L)
foglie
sesto-nono anno d'età.
alcaloidi
lipoproteine a bassa densità ..
spremi tura a freddo
pseudoiperaldosteronismo
circa 8-10 anni d'età
ISBN 88-13-19098-0 FASSINAG. - RAGAZZI E., Lezioni difarmacognosia. Droghe vegetali.

PREFAZIONE
In copertina: Il Ginkgo bilo ba, unica specie vivente di una classe di Gimnosperme note come fossili. è oggi una interessante fonte di sostanze farmacologìcamente attive.

PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA
© Copyright 1995 by CEDAM - Padova

ISBN 88-13-19098-0

A norma della legge sul diritto d'autore e del codice civile è vietata la riproduzione di questo libro o dì parte di esso con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro.

Stampato in Italia - Printed in Italy

Fotocomposizione e stampa: Bertoncello Artigrafiche, Cittadella (PD) - 1997

La farmacognosia è la conoscenza e lo studio, sia afine terapeutico, sia di ricerca, di prodotti naturali difiniti droghe, provenienti dal mondo vegetale e animale. La moderna farmacognosia si diffirenzia nettamente da quella del paSStlto, basata prevalentemente sul riconoscimento delle caratteristiche moifologiche delle drogbe. Grazie alle attuali tecniche analitiche èpossibile infatti determinare facilmente quali e quanti principi attivi siano contenuti nei prodotti naturali. Non altrettanto semplice si presenta la valutazionefarmacologica e ilpossibile impiego in terapia delle droghe. A causa della complessa composizione, delle molteplici sostanze che si ritrovano nella struttura dei tessuti vegetali e animali: risulta critico definire quale sia il principio attivo fondamentale e quali invece quelli secondari, provvisti di azione simile od anche opposta. Solo un approccio farmacologico è in grado di discriminare la possibilità di interazioni, positive o negative, tra i diversi principi attivi presenti insieme in una stessa droga, nonché di prevedere le in/erazioni tra piI< droghe o altriformaci assunti contemporaneamente. Non di minore importanza è il ricordare che ilprodotto naturale èdotato anche di una particolare identità farmacocinetica, di cui occorre sempre tenere conto in vista deltapplicazione terapeutica. Alla luce di queste considerazioni, lo studio dellafarmacognosia vegetale assume un significato specifico e richiede competenze farmacologiche complete e approfondite. Il presente volume si rivolge agli studenti della Facoltà di Farmacia, con l'intento di suggerire un panorama globale sugli aspetti pii(. salienti della farmacognosia vegetale. Il farmacista necessariamente si trova a dover svolgere un ruolo determinante nell'utilizzo dì principi attivi di origine vegetale, soprattutto se si guarda alla rinnovata fiducia con cui la popolazione si rivolge ai cosiddetti «rimedi naturali». llfarmacista deve quindi essere preparato agiudicare l'efficacia terapeutica dei preparati a base di componenti vegetali, deve saper fornire suggerimenti e indicazioni specifìche all'uso corretto di detti rimedi, ma soprattutto deve mettere in guardia da un abuso degli stessi. Non è infatti a tutti noto che un uso incompetente di droghe vegetali non è quasi mai esente da manifestazioni tossiche, talora anche gravi. Una particolare attenzione è stata rivolta alla presentazione delle droghe vegetali incluse nel volume Droghe vegetali e preparazioni (1991) della Farmacopea Italiana, ma sono state anche privilegiate alcune categorie di droghe che attualmente sono attentamente considerate quali fonti di nuovi principi farmacologici potenzialmente sviluppabili in terapia. La moderna farmacologia è oggi Sempre

VI

PREFAZIONE

\

più rivolta al mondo vegetale, oltre che aquello animale, per scoprirefarmaci capaci dzjormre una valida risposta a molte esigenze mediche; in tal modo l'uso delle droghe sta uscendo da un livello essenzialmente empirico e sta avviandosi verso un orizzonte molto piu completo ti oggettivo. Un particolare ringraziamento viene n'volto al pro] Enrico Ragazzi per l'attenta revisione di alcune parti delpresente volume in particolare degli aspetti teenologico{armaceutici relativi a numerose droghe considerate.
G.F. E.R.

\

INDICE

PREFAZIONE ...................................................

pago

V

CAP. I

FARMACOGNOSIA GENERALE
(di Giuliana Fassina) ........................•.......

pago
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Introduzione .................................... . Principi attivi delle droghe e loro biogenesi ... . Produzione delle droghe vegetali ............... . Variabilità nella attività di una droga .......... . Preparazione e conservazione .................. . Analisi e controllo di qualità ................... . Controllo di attività delle droghe .............. . La moderna ricerca farmacognostica ........... . CAP. II DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI
(di Eugenio Ragazzi e Alessandro Chine/lato) .•....•.....

3 3
4

6 7
18

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27 34 36 41 41 44 45
46

pago
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Monosaccaridi Oligosaccaridi Polisaccaridi .................................... . Polisaccaridi omogenei ...................... . Polisaccaridi eterogenei ..................... . Droghe contenenti carboidrati e acidi organici a breve catena .................................. . CAP. III DROGHE CONTENENTI DERIVATI
DI

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52
65

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ACIDI GRASSI pago
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(di Eugenio Ragazzi e Guglielmina Fro/dl) ...••....•..•.

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Lipidi ........................................... . Acidi grassi ..................................... . Gliceridi ................................ , ....... . Cere ............................................. . Glicoresine ...................................... . Altre droghe contenenti lipidi .................. . CAP. IV DROGHE CONTENENTI SAPONINE
(di Eugenio Ragazzi e Guglielmina Fro/dl)

67
67

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73
84

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86 89

pago

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. .. . . .... . ... . . .. . .. ..... .. .. Essenze e resine terpeniche . contenenti cumarine .. .. . ...... . '.... CAP . .. .. .... ... .. ..... ... .. . .. .... . . .... . .. .. ... contenenti antocianidine ... .. . ... Acidi grassi di origine vegetale quali inibitori dell'attività ciclo. .. .VIlI INDICE INDICE IX .. a glucosidi della serie salicilica ...... pago 211 » }) Alcaloidi diterpenici . . .. . ..... ... .. .. .. . .... Alcaloidi a nucleo piridinico e piperidinico .... Droghe ad essenze e resine fenoliche ............. . .... • Alcaloidi a nucleo indolico ..... • . ..... . CAP.. . .. Prostanoidi di origine vegetale .. .. ... ...... . ... 9 Alcaloidi a nucleo tropolonico . ... ... pago 109 }) Steroli ... .. » » » » » » » 171 189 194 194 197 198 203 209 I 343 CAP...•... ... ...... ... .... . . . . ... ...... .. .. . Studi specifici sul contenuto in prostanoidi e enzimi biosintetici in singole specie vegetali . .... ... . CAP.. ............. . . .. .. . .. . .... .. Saponine terpenoidi ............... ... . ... » » » 311 316 318 319 » 321 325 329 » » X ANTITUMORALI DI ORIGINE VEGETALE (di Eugenio Ragazzr) . .. . . .. . .. .. ... .. ... . Droghe Droghe ~ Droghe Droghe Droghe Droghe Droghe CAP. . ......... pago 347 pago 351 pago 357 pago 363 pago 371 pago 373 pago 391 XII DROGHE CONTENENTI GLUCOSIDI SOLFORATr (di Alessandro Chine/lato e Luisa Pandoifo) CAP. . .. ... .. .. Alcaloidi steroidici .e lipossigenasica .. (di Luisa Pandoifo e Alessandro Chineilato) .. . .. V DROGHE A PRINCIPI ATTIVI STEROIDICI pago " 95 98 CAP.. . . ... .. ... IX EICOSANOIDI DI ORIGINE VEGETALE (di Eugenio Ragazzr) .. .. . contenenti flavonoidi .... . ..... . ..... .... ... .. . . ... ...... ... . ...... .... . INDICE ANALITICO • • .. a tannini .......... Enzimi biosintetici presenti nei vegetali ... • . . .. .. ... . .. .... . .. . .•.. ... . .. ... .... . ad arbutina .. . ...... ... ... CAP. Alcaloidi isochinolinici . .........••... .... Evoluzione della ricerca . . . .. .. ... .....•.. . ..... ... . . .. . ....... . .. ad antrachinoni . .. . . . ...... ..• .. .. . ..... VII pago 333 » DROGHE A PRINCIPI FENOLICI E POLIFENOLICI (di Eugenio Ragazzi e Guglielmina Fra/dI) ...... . ... .. . ... . .... ... pago 171 }) Future prospettive dell'impiego di tossine di origine vegetale con proprietà antitumorali ..... . ..... ...... . .... . ... . .......... . . .... .... ..... .. . ... .. ....... . .. Saponine steroidiche .. ... . ... .. Glicosidi cardiocinetici . . I Alcaloidi a nucleo purinico ... XIII VARIE (di Eugenio Ragazzi e Guglielmina Froldl) CAP. Droghe ad essenze e resine terpeniche .... .. . . . " » » » » » » » » 218 222 224 241 243 263 266 285 292 300 308 BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE ... . Droghe .... \ Alcaloidi a nucleo chino lini co .. ... . ... . . . . ... ....• ... .... ..... ... ....... pago 311 (di Eugenio Ragazzi e Guglielmina Froldz) .. .. .... . .... XI DROGHE CONTENENTI GLUCOSIDI CIANO GENETICI (di Alessandro Chine/lato e Luisa Pandolfo) .. • ..... .. . ... .. . .. . Alcaloidi a nucleo imidazolico .. . ..... .. ... . . ...... .. . .... . . .... ..... . .. . Altre droghe vegetali contenenti inibitori della ciclo. .. . . ..... . . .. . .. .. ... . VIII XIV DROGHE CONTENENTI PRINCIPI ALLUCINOGENI DROGHE CONTENTI ALCALOIDI (di Luisa Pandoifo e Alessandro Chindlato) . CAP .. ..... . .. . .. .. •..... .. . . ........... . .. Essenze e resine fenoliche .....• .. .. ....... .. . .•• • .. . .. . Alcaloidi a nucleo tropanico ... }) 111 113 VI DROGHE CONTENENTI ESSENZE E RESINE (di Guglielmina Froldi e Eugenio Ragazzz) .... . ... ....e lipossigenasi ..... ..... . a derivati della floroglucina .. . ........ APPENDICE ICONOGRAFICA DELLE PRINCIPALI DROGHE . Fenetilamine .•.... .... . .... .. . » » }) 139 140 143 147 161 I derivati dell'acido arachidonico .. .... .... . pago 139 » }) Essenze e resine .... .

LEZIONI DI FARMACOGNOSIA DROGHE VEGETALI .

cioè di prodotti complessi. Si arriva al punto che. in ragione del sovrapporsi di due diversi effetti. biogenesi. quello astringente dovuto ai tannini e quello lassativo proprio ai glucosidi antrachinonici. usati quali farmaci come tali o comunque sotto forma di prodotti di estrazione grezzi. è lassativo a dosi elevate. ché la droga può considerarsi 1'equivalente di un medicamento complesso contenente più di un principio attivo dqtgto di attività farmacologica. animale o vegetale. variando il dosaggio della droga. di origine animale. alle forme di utilizzazione più efficaci allo scopo terapeutico. isolato da materiale animale e vegetale <:> prodotto per sintesi. distribuzione. La Farmacognosia è quel particolare settore della Farmacologia che si occupa dello studio delle «droghe ". eliminazione e biotrasformazione nell'organismo. modulano la farmacocinetica dei principi attivi. bio- . fatto fondamentale. chimiche. Lo studio delle droghe è pertanto molto complesso dato che spazi a dalla struttura dei tessuti di origine alla natura chimica. Lo studio di una droga è quindi più complicato e indaginoso di quello di un farmaco puro. l'effetto può mutare anche qualitativamentej vedasi il rabarbaro: eupeptico a basse dosi.~e~ di modificare i processi bidlogici di un organismo vivente e per questo utilizzata a fini terapeutici. ma che sono però capaci di modificare la comparsa. identificazione e dosaggio dei pincipi attivi. cioè la loro velocità di assorbimento. cioè non purificati nei singoli componenti attivi. fisiche. intensità e durata dell'azione dei principi attivi utili all'uso terapeutico. La _~armacognosia è in definitiva una discipina che richiede una base di conoscen'ze diverse: botaniche. ma anche tra questi ultimi e alcune sostanze presenti nella 'droga e di per sé inattive. sistenza al prodotto e. danno forma e con. 1'attività biologica della droga. capì.CAPITOLO I FARMACOGNOSIA GENERALE di GIULIANA FASSINA INTRODUZIONE Farmaco è qualsiasi sostanza. di origine vegetale O anirnal~. è da attribuirsi quindi ad uno o più principi attivi in essa contenuti e alle interazioni che si verificano non solo tra i principi attivi. accompagnatqc!a eccipienti naturali che svolgono funzioni disperde~ti e stabilizzanti. vegetale o sintetica.

JiifunnazioM_cLe!princjpj attivi. La domanda più frequente che sollecita la curiosità dello scienziato. quella del loro precipuo significato riguardante gli effetti farmacologici della droga e la sua applicazione terapeutica. steroli vegetali. Oggi. insoddisfacente. è ._dei principi attivi negli organismi. venendo stimolata la sua sintesi da effetti conseguenti alla disfunzione del ventricolo sinistro. con il progredire delle conoscenze. insoliti. alcaloidi. E così si potrebbe continuare a lungo. quello che oggi si conosce sul meccanismo. hannQ quale precursore. Q!lalora si conoscalo schema metabolico attraverso cui viene formato il principio attivo. agliconi dei glicosidi cardioattivi ed altri. Ornitina e acetoacetilCoA sono alla base della biosintesi degli alcaloidi tropanici. questo si potràJl fare aggiungendo al mezzo di coltura dell'organismo produttore di drogai un qualche pecursore intermedio della biosintesi del principio attivo. che i prodotti della digestione e quelli della mobilizzazione delle sostanze di riserva sono. PRINCIPI ArrIVI DELLE DROGHE E LORO BIOGENESI Un capitolo importante della moderna Farmacognosia studia la formazioJl~. in funzione cioè di poter aumentare o migliorare il rendimento e la qualità di una determinata droga. In altri termini. nei loro processi vitali essi utilizzano un numero limitato di sost~nie fondamentali e si dimostrano spesso simili anche nei processi biochimici basilari implicati nella utilizzazione di tali sostanze. Numerose specie vegetali producono saporune.. verrà meglio recepita nel suo reale significato durante il corso di studio dettagliato della materia. certe reazioni e di provocare un accumulo dei prodotti desiderati . la Farmacognosia ha subito una rilevante evoluzione che. esiste anche una digitale endogena. Differiscono quindi non i mattoni di base. ma le architetture nei loro caratteri spaziali e funzionali. pure usando degli inibitori metabolici capaci di alterare il rendimento diI . Altri principi attivi sono rappresentati da prodotti intermedi de} meta- . la conoscenza delle vie biosinteti.' che che portano alla formazione dei principi attivi delle droghe vegetali interessa anche a fini pratici. produzione del principio attivo di una droga possano anche fondarsi sulla selezione o sulla clonazione. e che spesso è ancora senza risposta. tro da puntualizzare come procedure atte allo scopo di incrementare la . Oltre che dal punto di vista teorico. glicerolo e monosaccaridi. come vedremo in seguito. Accanto ai glicosidi digitalici di origine naturale. quale ad esempio la p!lpaverina. In questo volume saranno trattate solo le droghe di origine vegetale. vi sono inoltre dati sperimentali a favore del fatto che morfina e codeina possano essere sintetizzate in piccola quantità nell'organismo umano tramite vie biosintetiche analoghe a quelle delle piante (dalla tirosina). La concentrazione di ouahaina endogena varia secondo lo stato fisiopatologico dell'individuo. comune alla viaJ~iosintetica di colesterolo. Così. ormoni steroidei. mentre altre non sono in grado dì farlo. sono relativamente numerosi. negli animali e nelle piante. tutto strutturale (proteine. piante e animali richiedono spesso gli stessi coenzimi e le stesse vitamine per il loro funzionamento. Da acidi grassi polichetonici. ecc. e stata riscontrata la presenza di alcuni p~inçipù. provenienti dall'acetato per polimerizzazione.quale funzione abbiano i principi attivi nella pianta. tuttavia. È noto ad esempio che microrganismi. da cui il quesito se un'aumentata formazione endogena di alcaloidi morfinosimili sia uno dei fattori atti a spiegare l'alcolismo.ttiyi di droghe vegetali anche nell'organismo umano. L'accento sul problema è sta~o posto soprattutto per una ragione peculiare: il fatto che. Da glicerolo. con particolare riguardo a quelle iscritte nella Farmacopea Ufficiale Italiana. che però hanno tutte una mira univoca. sono rilevabili in numerosi tessuti e fluidi animali. anche se biogeneticamente derivano da metaboliti comuni e presenti in tutte le cellule. Q!lesti composti ~i. sul loro significato fisiologico per l'organismo produttore di droga è spesso incompleto. op-. sia pure in quantità piccolissima.:ver?i. oli essenziali~antrachinoni. e interessante è anche il fatto che l'alcol etilico potenzi questo processo. in anni recenti.produttori di droghe. tra cui l'urina umana. lipidi.. complessità e ac!attabilità alle condizioni ambientali. quanto nella composizione dei polimeri costituenti la loro materia soprat. polisaccaridi). acido aspartico e ornitina deriva la nicotina.4 CAPITOLO PRIMO FARMACOGNOSIA GENERALE 5 chimiche e fisiologiche. tracce di morfina e codeina.la tir~ina. e che questi prodotti sono usati sia come combustibile (substrato energetico) che per le sintesi biochimiche in ogni organismo vivente.t: perir' . alcaloidi analoghi a quelli contenuti nell'oppio. sui rapporti tra biogenesi degli s'tessi e metabolismo cellulare. se pur delineata in queste note introduttive. . simile alla ouabaina. . josciamina e scopolamina. acidi grassi. che iniziano così la loro biogenesi nello stesso modo degli acidi grassi. si formano gli antrachinoni. . Le" i~dagìni finora condotte in tale campo non hanno ancora portatoa'risultati completi ed esaurienti. si potrà tentare di aumentarne la produzione indirizzando le reazionibiochimiche coinvolte nella sua formazione nel senso desiderato. Sono prodotti di scarto o hanno una loro specifica funzione? Precursore nor-malmente presente nelle cellule è ad esempio lo squalene. Gli alcaloidi isochinolinici. La differenza più significativa tra le cellule non consiste tanto nelle loro capacità biochimiche. I diversi organismi viventi. aminoacidi. dimostrano uriariotevole variabilità di forrnt:.

. Il prodotto giunge in Farmacia con le opportune garanzie. spontanee o catalizzate da enzimi: ossidaziorii. coniugazioni. l l l cl. liflidi). Il loro significato biologico nei processi vitali dell'organismo produttore è talvolta ancora ignoto. la pecentuale di grassi delle mandorle amare varia dal 40% al 63%. in coltivazione.e~eDtati (a) da costituenti cellulari « primari".: albero che cresce spontaneo lungo le coste occidentali del Nord America. come nel caso dèi depositi di polisaccaridi altamente idrofili. conservazione.og\l.lt. il farmacista può e deve peraltro controllare il prodotto secondo scienza e coscienza. e· doè da comuni metaboliti cellulari. rari e peculiari di alcune specie o che si aCJ. VARIABILITÀ NELLA ATIIVITÀ DI UNA DROGA !L~ontenuto in principi attivi di un organismo produttore didr. Di peculiare interesse é il fatto che alcuni tra questi. La radice di altea.1.. la maggior parte della droga è ottenuta da piante spontanee. VARIABILITÀ NEL CONTENUTO IN PRINCIPI ATTIVI. quali poI~m~ri g. osi. tivazione delle piante medicinali. ì· I FARMACOGNOSIA GENERALE 7 bolismo cellulare che si accumulano inizialmente sotto forma di polimeri (polisaccaridi.o peso molecolare (proteine. cosÌ da garantire uno sviluppo ottimale soprattutto nel caso di piante erbacee o di non grandi dimensioni. metilazioni.Qrigille veg~t9ksono rappt. si possono controllare le condizioni del ter- si 1. in caso di dubbio. addirittura. riassumendo. Tali prodotti di accumulo possono risultare utili alla vita della pianta. ossia comuni e largamente diffusi. TABELLA PRODUZIONE DELLE DROGHE VEGETAU tod~ di produzione usato nei singo. perché oggi le droghe sono fornite al commercio da ditte produttrici specializzate nella coltivazione. o le resine risanatrici di ferite.C. l'umidità e le malattie che colpiscono l.!i casi è in gran p. Queste nozioni sono di interesse marginale per il farmacista. come detto sopra. rapporto a molteplici f<lttori interni ed esterni all'organismo stesso. la variabilità è maggiore nel contenuto dei prodotti terapeuticamente attivi della droga che nel contenuto di metaboliti normali e dei prodotti di riserva.s. glicoside cianogenetico.~t. Il me- t. oligosidi). ma sono stati iniziati anche tentativi di coltivazione per evitare il rischio di estinzione della pianta. Così. È anche più fàcile la manipolazione del materiale dopo la raccolta: essiccamento.1 sono riportati altri esel1?-pi utili ad illustrare la va!Ì.ci~terminato da fat- Le droghe vegetali si ricavano da.. Per esempio..·In genere. Talora i prodotti dì accumulo subiscono trasformazioni.5%.2-0. lipidi e polisaccaridi) oppure metaboliti it:l~r­ medi (acidi organici.lJi. può oscillare tra lo 0% e 1'8.. terreno) ed endogeni. Molti fattori possono infine influenzare lo sviluppo della pianta ed il suo contenuto in principi attivi: fattori esogeni. eventuale estrazione dei principi attivi. essendo le piante cr~~ciute insieme in aree relativamente ristrette.varjazioni in. reno. da cellule isolate in coltura.:umulan~_nei tessuti soltanto di alcune particolari specie e in determinate condizioni ambientali. (b) da costituenti cellulari «secondari» oanomali.. ecc. Draga Principio attivo Contenuto % (p. è più conveniente scegliere la coltivazione. quali il patrimonio genetico .abilità del contenuto in principi attivi . La raccolta è anche facilitata. La corteccia di cascara ottiene dal Rhamnus purshiana D.! Ehlnta. In caso di coltivazione. la luce. ma. erba perenne che cresce spontanea nell'Europa centrale. Da quanto detto si può concludere. prQtei~.6 4-9 6-13 . Ambedue questi fattori possono manipolarsi artificialmente nel caso della col. riduzioni. La coltivazione può infine associarsi alla selezione della pianta per portare ad una resa più elevata dei principi attivi desiderati. controllo e preparazione delle droghe su scala industriale. I1}a derivanti dagli stessi precursori dei costituenti primari. atti il conservare l'acqua in terreni aridi o in periodi di siccità. si ottiene quale droga dalle radici di piante sia spontanee che coltivate.~i*une droghe ben note.g~kY. che principi attivi delle cifQgh~~di.piante spontanee o coltivate . In questo secondo gruppo sono compresi i principi attivi farmacologicamente più interessanti. derivante dalla Althaea officinalis L. Nella Tabella 1. in Europa le foglie di digitale si ottengono quasi esclusivamente da piante coltivate o. al contrario se la pianta è diffusa o se il costo della raccolta non è rilevante. importazione. mentre il contenuto di amigdalina. ma soggetto a ç()ntlnt\e . dando così origine a composti secondari quali le resine derivanti da polimerizzazione e ossidazione di oli essenzi.Qrieconomici: se la pianta spontanea non è particolarmente diffusa o i cos~Lgi raccolta sono elevati.) Oppio Corteccia china Foglie belladonna Essenza menta piperita Radice liquerizia mQrfìna alcaloidi totali atropina esteri del mentolo glicirrizina 10-20 9-12 0. vecchie di almeno due anni. non è statico. per ora assai pochi (ouabaina e morfina) Sono stati ritrovati in piccolissime quantità anche nell'organismo umano. o ecologici (clima.

si parla di l'Ottospecie. ha preso il sopravvento sulla raccolta delle piante sp~ntan~e. Se i memb~i df u'~~ p~p~lazione dotati di alcune caratteristiche utili pe: ~n determInato scopo. L'Eucalyptus globulus Labill.1). cioè esistono delle differenze genetiche tra i singoli individui della stessa specie. si riscontrano variazioni di intensità nel manifestarsi di determinati caratteri._-_ . Tra i primi ricordiamo l'età e lo stadio di sviluppo della pianta.. Le Solanacee del genere Duboisia comprendono molte varietà chimiche che presentano costanti differenze sia quantitative che qualitative.. \ ~ 20 ~ o._ _ . acqua. vengono scelti e fatti riprodurre tra I~ro. Ai fini~eIla produzione di droghe medicinali.oe dI Isolare delle popolazione ristrette. Oggi la coltivazione delle piante medicinali. non sono mai geneticamente omogenei. Le variazioni sono molto minori in un materIale omogeneo (clone) che in una popolazione eterogenea.CAPITOLO PRIMO FARMACOGNOSIA GENERALE 9 I fattori che influenzano il contenuto in principi attivi di una droga si possono raggruppare in due categorie: endogeni ed ecologici..-_ __ G 4 2 contenuto di essenza ________ ~ _ __ __ __ _. . In particolare. lO : " il O L._. Q!!este differenze possono manifestarsi non solo in variazioni morfologiche. possono cioè influenzare la costituzione chimica di un . è poss~bile ott~nere una seconda popolazione di individui tendenti a dImostrare I caratten prescelti in forma più accentuata. e Il processo di selezione è diventato di uso abituale. '. .. Con la selezIOne e stato Fattori endogeni e contenuto in principi attivi I membri di una determinata specie. varietà e tipi. . vegetale o animale.-.l:: :: " . qualitative e quantitative. ~ 30 'ò~ H /"' :: l . la selezion~ ~ di.Br..aratteri organolettici variano da albero ad albero. (d) i fattori biotici. cI.. -----_._-_. morfologicamente uguali.1.. produce un'essenza i cui c. dipendenti dalla presenza di altri organismi viventi in prossimità della pianta produttrice di droga. (~) -il terreno.. Casi analoghi si verificano anche per l'albero della canfora. che nel primo è assente. aventi quale caratt~nstl~a ~:e. ossigeno._ ---.. usato per la preparazione dell'olio essenziale. (b) la latitudine e l'altitudine. Continuando a selezionare e. _ _ __ FIGURA 1. Il campione (numero limitato di individui presi a caso) è sempre. ne! contenuto in alcaloidi tropanici. la rauwolfia e molte altre piante medicinali. organismo nei riguardi della quantita e della qualita dei constituenti chimici prodotti.. si arriverà ad avere una popolazione particolarmente ricca di quelle quahtà che erano state scelte all'inizio della selezione.ata per migliorare le piante medicinali selezionando quelle più confacenti all'uso della droga in terapia. maggiore resistenza alle malattie ed altre qualità desiderabil~. ad es~mpio. la Duboisia myoporoides R. per il suo contenuto in minerali. composizio~e chimica e struttura fisica. in un determinato grado. re'piante del mandorlo dolce e del mandorlo amaro.far rip:~­ durre tra loro gli individui maggiormente dotati delle carattenstlche ut:h. contengono quale alcahide principale la josciamina. mutazioni.. josciamina e scopolamina. quando tali differenze genetiche siano sufficientemente grandi. a . . ~rande utilità perché permette di migliorare la qualità del prodotto. almeno di quelle plU u~­ portanti. __..scelta un costante alto contenuto in principi attivi (Figura 1. maggIOrI dtmensioni. Si parla in tal caso di classi chimiche o varietà fisiologiche. cresciuta nell' Australia del nord produce tra i suoi alcaloidi in prevalenza scopolamina.. L'esistenza di queste varietà o classi chimiche può essere sfrutt. per la scilla. a meno che non si tra~ti di individui altamente selezionati. Selezione In ogni popolazione di individui della stessa specie. 1\. geneticamente eterogeneo.. ma anche in diver~ : sità biochimiche. si differenziano soltanto perché i semi del secondo contengono il glicoside cianogenetico amigdalina. dette cloni._--------_ . . mentre le piante della stessa specie che vegetano nell'Australia del sud. ma soprattutto quelli legati a parametri genetici: ibridazione._. anche se questi sono morfologicamente identici e crescono l'uno a fianco dell'altro. poliploidia_ Fattori ecologici sono (a) il clima (luce e temperatura). . Variabilità del contenuto in essenza dei fiori di una ~opolazione di piante di lavanda.

cioè della Colombia. e non relativo alle eventuali maggiori dimensioni della pianta e dei suoi organi. può deterj. . talvolta. anche con l'ora del giorno. . aquatica L. con numero di cromosomi 2n. la lobelia. possono operare in direzione opposta. In alcuni casi. I~ processo é largamente sfruttato in campo ag~icol. M. ClOe daglI lbndl. La riproduzione per via vegetativa è ad esempio ~til~zz~ta ~ella coltivazione della Mentha piperita 1. durante Il quale esse posseggono il maggiore contenuto in prir:cipi attivi. Moens ex Trimen. La mutazione spontanea o artificialmè-nte indotta da radiazioni ionizzanti. una Stadio di sviluppo Le piante medicinali. o per germ111azlOne dI semi ottenuti direttamente dall'incrocio delle specie parentali. ad esempio un ridotto fogliame. La belladonna. come la digitale lanata. T aIe periodo è in rapporto con il ciclo vitale e con l'età della pIanta.U l'K1MU FARMACOGNOSLA GENERALE 11 così possibile ottenere dei tipi di Cinchonflledgeriflna Bern..o e n. Si ha in tal modo l'attenuazione o la scomparsa delle caratteristiche per le quali l'ibrido è sta~0'preparat? P~r man~e­ nere la purezza genetica. la riproduzione degli ibndl deve qUl1~dl a:vemr~ mediante propflgazione vegetativfl (tale a o stoloni). detto tempo balsamICO. la cellula normale è perciò detta diploide. Nel caso delle piante medicinali l'ibridazione è stata impiegata con s. Ogni cellula vivente contiene nel suo nucleo due serie di cromosomi (2n) perfettamente uguali. il tabacco e la china. 8n: La poliploidia può venire provocata anche artificialmente. mentre le specie originarie ne contenevar:o :ispe:tivam~~te . si trova in più di una forma. poiché altri fattori. in luogo del 5% presente nei tipi originali.. é coltivata in Indonesia.:cce~so ~d esem?~o per au~ent::e il conte~ nuto in chinina della corteCCIa dI chl11a. L'aumento dei cromosomi nucleari può dare origine a svariati cambiamenti.) Hudson e M. India e in molte altre parti del mondo. dando origine a quattro o più serie di cromosomi omologhi. Un esempio di mutazione è la poliploidifl. aitri sono di tipo intermedio. rotundifolia (L..SSlblle ot~enere individui aventi caratteristiche morfoiogiche o bloch1mlche partIcolarmente interessanti e pregiate. deriva una pr?g~nie che non ~ uniforme: alcuni membri di essa riacquistano le carattenstIche parentalI. MutaziQE-i Sono il risultato di modifìcazioni . contenenti più dell5% di alcaloidi. pari alla metà (n) di quello'della cellula normale. Oggi la Cinchona spp. o le loro parti atte a fornire la dro~a.4% ~ ~15~1 ~/o.il :. Ciò significa che l'aumento del contenuto in principi attivi è reale.dei caratteri genetici.Uinare sia la perdita di un carattere genetico. particolarmente a carico delle dimensioni della pianta e dei suoi organi. senza che si abbia una corrispondente divisione cellulare. Tali mutazioni possono verificarsi anche spontaneamente: la Valeriana of jicina[is L. viene ripristinato il numero 2n dei cromosomi normali. dove la pianta cresce nelle Ande ad altitudini di 1000-3000 m. devono e~­ sere raccolte in uno speciale periodo.ella c~l~lvazlOne dI piante ornamentali. Ecuador. L'ibridazione fornisce delle carilttenstlChe l11stabih.. hanno fornito cortecce con un contenuto in alcaloidi dell'Il %. poichè mediante il s~o lmple?o e ?o. Si è già detto che durante il periodo di accrescimento le trasformazlOnt . Q!lesto corredo diploide di cromosomi nel corso della riproduzione si sdoppia e si distribuisce tra i gameti ciascuno dei quali acquista un corredo di cromosomi aploide. trattando i semi col calore. e Cinchona ledgeriana Bern. oppure d~' agenti chimici. È interessante la constatazione che anche il contenuto in principi attivi può essere influenzato dalla poliploidia.. Moens ex Trimen. Sono stati altresì selezionati tipi di piante adatte a svilupparsi in terreni di composizione diversa da quella tipica dell'hflbitfltoriginario. Ibridazione È il fenomeno opposto alla selezione. con colchicina o altri agenti chimici. . lo stramonio. per autoimpollinazione o per incrocio spontaneo.lU \ . e.) e la cui riproduzi?ne non controllata può dare origine a progressive variazioni delle propnetà organolettiche dell' olio essenziale. Ibndl ottenutI dall 111croclO dI Cinchona pubescens Vah1.l\rL1UI. mutazione di questo tipo è un successo economico. Esso implica infatti l:in~r~cio di individui geneticamente differenti per produrre una progen1~ Ib:Ida. comunque. che è considerata un tnphce Ibndo (M. Di"conseguenza il nucleo viene a contenere un numero di cromosomi superiore al normale. Perù e Bolivia. Q!lando il nuovo organismo si è formato da una fusione di gameti. è stato possibile dimostrare che individui poliploidi ottenuti con colchicina presentano un contenuto in alcaloidi direttamente proporzionale al numero di serie di cromosomi presenti nel nucleo. sylvestris L. sia la comparsa di ~1l1 nuovo carattere ereditario. 4n. In particolari condizioni i cromosomi si sdoppiano più di una volta. Non sempre.

In particolare.~!!i_vi <ielle piante medicinali. È tipico il caso dell'Artemisia Cina Berg.12 CAPITOLO PRIMO F. le piante biennali. L'albero della caÌlfora accumula di anno in anno il principio attivo e per questo lo si utilizza per l'estrazione non prima che abbia raggiunto l'età di 40 anni. i peli ghiandolari. o quand~ il pericarpo dei frutti carnosi è completamente maturo. nel secondo anno di vita. I fiori si raccolgono talvolta a completa fioritura. (4) fattori biotici. temperatura.lU"IACOGNOSIA GENERALE 13 metaboliche raggiungono la massima intensità. singolarmente e in compartecipazione. deIle variazioni sensibili nel contenuto ip pri!1s. e che i costituenti secondari della pianta sono formati prevalentemente in questo periodo. essenziale non solo per la crescita della pianta stessa. (3) costituzione del terreno. di conseguenza.oghe costituite da fiori o frutti. natura del terreno. cessano di produrre santonina.. ormai la:gamente dimostrati. diversamente. prima della gemmazi~ne. droga costituita dai capolini non ancora sbocciati: se infatti il fiore si sviluppa ulteriormente. perchè nelle ore calde perderebbero per evaporazione molto del loro principio attivo. cioè l'attivazione esercitata dalla relativa lunghezza del giorno e della notte sui geni che presiedono alla produzione dell'ormone (o degli ormoni) che determinano l'inizio della differenziazione fiorale. le piante annuali vanno pertanto raccolte nel periodo del loro completo sviluppo. Alcuni dei fattQ!:i espg!!l1i esercitano peraltro anche un effetto diretto su determinati eventi biologici dell'organismo vegetale. quale ad esempio il controllo fotoperiodico della fioritura. l'essenza. la maggiore o minore disponibilità di carboidrati nelle foglie può ad esempio influire su reazioni secondarie. la corteccia si raccoglie in primavera anche per ragioni pratiche: il cambio mostra la sua massima attività in questa stagione. Fusti e cortecce si raccolgono in inverno e in primaver~. umidità. sono un interessante campo di indagme per quanto rlguarda soprattutto i meccanismi ed i fattori biologici da cui sono sostenute. Tali ~venti.il contenuto percentuale del principio attivo (santonina) diminuisce poiché. E infatti nel periodo di quiescenza (generalmente invernale) che si accumula in questi organi una maggiore quantità di sostanze di riserva. Clima Le piante costruiscono il loro nutrimento attraverso la fotosintesi. Ciò avviene per esempio in zone subtropicali. la capacità potenziale sussiste ma il fenomeno non si verifica. e. producendo una gran quantità di cellule parenchimatose ancora non differenziate. indirettamente. prima della caduta delle foglie. In genere nelle piante perenni il contenuto in principi attivi cresce con l'età. I fiori di tali piante vanno inoltre raccolti al mattino. Se le condizioni ambientali adatte non si verificano. alla fine del loro ciclo di vegetazione.tempo bello e asciutto. con . per poi lentamente decrescere. Anche i semi vanno raccolti a maturità del frutto quando cioè le valve dei frutti secchi deiscenti stanno per aprirsi. talvolta invece ancpra in boccio. altitudine ecc. mentre il peso del capolino aumenta con l'accrescimento. nella formazione dei costituenti secondari. calore. prima che si sviluppino le gemme. cellule che sono tenere e rendono più semplice l'asportazione della corteccia. Fattori espg<.pur restando ben chiara l'importanza preminente rispetto ad essi dei fattori genetici. (2) latitudine ed altitudine. Lo stesso fenomeno si verifica per alcune altre piante contenenti.ip. composizione dell'aria).ni Numerosi fattori ambientali . per le piante annue o bienni. la fioritura non ha più luogo. a carico della fioritura e. È evidente quindi come la disponibilità di luce di opportuna intensità e durata sia un fattore di importanza essenziale nella nutrizione della pianta e. Ciò avviene in parte attraverso l'influenza esercitata da tutti i fattori esogeni sulla nutrizione della pianta. Il contenuto in principi attivi è quindi generalmente massimo quando l'accrescimento della pianta è giunto al termine. umidità. della fruttificazione di fichi. verrebbe utilizzata nella costruzione di tessuti di nuova formazione.eli-e5Se.:\.nziali. Come regola generale. i geni sono presenti. vanno raccolti in autunno.luce. una parte delle sostanze migrate in autunno dalle foglie al fusto. quale ad esempio la Mentha piperita L. In sintesi. Anche in tal caso però la regola non è sempre valida: vi sono specie in cui il contenuto in principi attivi è superiore nelle piante giovani: nella corteccia di china la percentuale di chinina aumenta fino al t!<rz0-quarto anno d'età. come nel Venezuela. o in primavera. come per esempio l'arancio amaro e il limone. già complet~mente sviluppati prima che il fiore sbocci. Gli organi sotterranei. dato che i carboidrati forniscono il materiale base per tutte le reazioni biosintetiche: La letteratura offre molti esempi dimo- . sono in grado di J1IQV~)(:~re. ma anche per la disponibilità di metaboliti necessari alla biosintesi dei principi attivi. Effetti analoghi indubbiamente interessano anche il controllo della formazione dei principi attivi nelle piante fornitrici di dr. fragole e more. radici e r1zemi. . i fattori esogeni possono suddividersi in quattro gruppi: (1) clima (luce. I frutti si raccolgono a maturità o poco prima.i. movimenti atmosferici.

contenente il 500/0 di gliceridi dell'acido Iinolemco). ne pu~ conseg~~re uno squilibrio metabolico. dove l'organicazione é più intensa. è noto come u~ loro o?portuno equilibrio sia necessario per 10 sviluppo ottimale della pIanta. quale ad esempio un ~ccu~ulo d: prodottI Int~rmedi. si osserva ad esempio che l'aconito di pianura é più attivo di quello raccolto in zo~e montane~ ~n~lo~amente. . in partidolare. fr~dd~. ~este. co~idd~t~1!:o~oni: serre.In CUl. è noto come essa 'abbia un'influenza generale sulla velocità delle reazioni enzimatiche e come anche la fC?tosintesi ne dipenda in una certa misura. se cresciuta in luogo soleggiato. aumentare. la lobelia'. pu~ ~otend~ essere rapportato in gran parte alle vanaZIom del fatton ch~a.fenom~n~.dato un numero di jodio (indice del grado di insaturazìone) 20 volte mfenore a quello dell'olio di lino cresciuto nel nord degli Stati Uniti. Per quanto riguarda 1'altitudine. la capacità di sinteti.~~ (~oto~e. quando la luce disponibile e l'accrescimento della pianta raggiungono il massimo: in maggio.dei grassi vegetali: quelli delle piante tropIcalI conte?-gono quaSI esclUSIvamente acidi grassi saturi (olio di palma. una variazione di temperatura è risentita maggiormente da alcune reazioni rispetto ad. Il tasso di glicosidi nelle foglie di digitale e magglOre nel pomenggIo che durante la notte. dI conseguenza. perd~no ugualmente. ntro:-a negli oli di piante tipiche delle zane tempe~~. Per quanto riguarda gli ioni inorganici. Costituzione del terreno La natura chimico-fisica del terreno gioca un ruolo essenziale sull'accrescimento e sulle funzioni dell'organismo vegetale.risulta evidente quando si pensi alle differenz~ n~lla composlZ1one c. e Invec: mno~ cuo più al nord. se. . ogm tentatIVO d1 coltlVare 11 frassino da manna al di fuori dell'area mediterranea. 0.re .1% di alcaoidi. È quindi logico dedurre che tali fenomem debbano m qualche modo essere correlati alla composizione e alla struttura del terreno.li: ~ella stessa pianta.in settembre 0.t1C~. II contenuto in alcaloidi ?-elle foglie di stra~onìo è minore se raccolte con tempo nuvoloso. mentre in quelli delle piante subtropicali è prese~t: una maggIo. contengono alcaloIdI In quantità tre o quattro volte superiori a quelle delle piante cresciute all'ombra.altre. Simili variazioni si verificano anche ?er l'o~pio.. ~redomina l'acido oleico). aria e humus nell'ambiente a diretto contatto con l'apparato radIcale assorbente.re pe. tecnicamente attrezzate. diminuire o addiritt~ra perde.on~ fatton dI grande importanza nella coltivazione delle piante medicmah. . Anche da pIante della stessa specie. coltivata in alt~e zone. nelle quali tutti i fatton clIrr:atici plU Importanti passano essere modificati entro limiti piuttosto ampi. Latitudine e altitudine ~~importanza d~ll~ latitud~1te. latitudine e altttudme. In ~u~ prevale l'acido linoleico). come m parte già visto. possono.hImlca . le foglre dI belladonna contengono la maggiore quantità di alcaloidi nel mezzo dell'estate. evidentemente non dotato di requisiti analoghi a quelli posseduti dall'habitat naturale della pianta. L'influenza del clima sulle piante può essere studiato sistematicamente nei. determinando la disponibilità dei differenti ioni inorganici.la ~hina.la ca?~cìtà d~ produrre ì loro principi attivi. si ottengono oli a diverso grado di saturazione: l'olio di lino prodotto da semi di piante raccolte nel sud degli Stati Uniti ~a riv..acqua.e g1ra:~le. cont~ene ~n oh? essenziale dotato di caratteristiche diverse. così la cicuta. Un cIrma secco e soieggiato determina Un aumento del contenuto in olio essenziale di molte piante. Si verificano mfattt spesso ~:I casi singolari in cui piante coltivate in zone lontane dal loro hablt~t O~IgI­ nario ma del tutto simili per quanto riguarda clima.3% e . fatte crescere al di fuori del loro habitat originario. quali ad esempio la lavanda. Per quanto riguarda la temperatura. L'aconito. il contrario dicasi per la valeriana: da piante di montagna si ha un rendimento da tre a cinque volte superiore. Da quanto detto è evidente che latitudine e altitudin: s. timo e menta di montagna producono una mmore quantita dI alto essenziale. burro d~ cacao). il massimo conte~ut~ I~ aCldl ~as~lI~s~tun S1 trova infine negli oli di piante che vegetano I~ c!tnufreddì (olt~ dtlmo. lo è poco in zone. da nOI velenosIsSImo. Da notare infme è il fatto che le piante più ricche in alcaloidi si trovano nelle zone tropicali.rcentuale dì acidi grassi insaturi (olio di olive. ha dato risultati negativi in quanto l'albero perde totalmente la capacità dì p~odurre e a~cumu­ lare la manna. in luglio 0. r::andorle. le fog. molto tOSSICa nel paesi mediterranei. del tutto o in parte. Un grado ancora maggIOre dI Insatur~zIOne 51.zzare i pri~­ cipi attivi: la cannella di Ceylon.2%. non e pe~ raltro soggetto a regole fisse né prevedibili. la menta e la valeriana. con possibiltà conseguente di autointossIcaZlOne e msorgenza dI reazioni collaterali. Il. l'influenza del pH del suolo su alcune piante può essere dovuto. ad esempio in Polonia. arac?Idl. se cresciute in latitudini diffe- ' renti.l'I CAPITOLO PRIMO FARMACOGNOSIA GENERALE 15 strantiyi~portanza della luce per l'attività delle droghe: nei paesi nordici. dell'.

oppure quando l'azione di un organIsmo su dI un altro ne causa la distruzione (antibiosi). a causa della scarsa tensione di ossigeno intornò alla radice. mentre il terreno sabbioso sÌ asciuga velocemente ed è altamente perrneabile all' aria.sperim. la penetrazione e la circolazione dell'aria.allto alle altre. I fattori biotici rappresentano appunto nel loro complesso l'intera~ione d::lla vita v~getale.uI?a?a i~ un determinato ambiente. . 25% acqua. il contrario avviene in terreni sabbiosi. a titolo di esempio. la camomilla si svifU:ppa in modo soddisfacente solo su di un terreno acido. mterazlOne che SI svolge attraverso l ehmmazlOne di prodotti metabolici. trovano il substrato ideale in terreni sabbiosi. Le argille hanno grande capacità di trattenere acqua (fino al 40% del loro volume) e bassa permeabilità all'aria.37% (peso secco) Da ricordare infine è il caso di alcune piante addirittura incapaci di svi.34% (peso secco) 0.2. la radice di valeriana è meno attiva se proviene da piante cresciute in terreni paludosi.te 10 stramonio in coltura associata con menta e lupmo e dImostrante l aZIOne. la sabbia è formata da particelle maggiori (20 Ilm-2mm) e la ghiaia da granuli grossolani (2-20 mm). e viceversa. sull'accrescimento. ESEMPIO DI INTERAZIONE BIOTICA. sembra infine risultare che i fertilizzanti in genere non influiscono apprezzabilmente sul contenuto in principi attivi di una pianta (purché gli elementi inorganici siano presenti in'quantità sufficiente a prevenire i sintomi da carenza) anche se talvolta ne aumentano le dimensioni. possono variare e il pH del terreno e l'assorbimento degli elementi minerali. sulla matumzione dei frutti. ad un' alterazione dei rapporti tra i differenti ioni.2 è riportato. può verificarsi una reciproca influenza su~la germinazione dei semi. Il tipo di terreno influenza la produzione dei principi attivi. La struttura fisica del terreno.15% (peso secco) 0. cioè in simbiosi. Qyando differenti pIante crescono le une af-ç. lupparsi in coltura singola. 1'. . Un terreno costituito soprattutto da piccole particelle (2-20 11m) è definito argilla. Coltura Alcaloidi nelle foglie Stramonio Stramonio + menta piperita StramonÌo + lupìno 0.tana L: ~i tra~a verosimilmente di una impossibilità della pIanta m questIone dI smtetIzzare un qualche fattore essenziale per il suo accrescimento. è favorevolmente influenzata dalla vicinanza di piante di assenzÌo che ne aumentano sia l'accrescimento che la resa in alcaloidi. Dalie ricerche volte a determinare i rapporti intercorrenti tra contenuto in principi attivi e disponibilità di ioni inorganici.. nel fatto che. Il pH del terreno dipende in gran parte dalla quantità di calcio presente. la ragione di questo sta. detriti. cioè la sua compattezza. cioè asfittici. sullo sviluppo delle foghe. porosità. quale ad esempi~ l'Ar:tica m0n. TABELLA 1.ento riguar~an. negativa o positiva. un e. è determinata dalle dimensioni e dalla forma degli elementi che lo compongono (molto più piccoli nei terreni argillosi rispetto a quelli sabbiosi) e dalle proporzioni tra cemento e humus. Fattori biotici Gli organismi viventi esercitano costantemente gli uni sugli altri un'influenza benefica o dannosa. L'azione tra piante si esplica attraverso esalazioni provenienti da foglie o frutti o secrezioni delle radici: le mele mature emanano dell'etilene che.e necessitano di particolari requisiti del terreno per raggiungere un optimum di attività: la digitale è poco attiva se coltivata in terreni calcarei. Il contenuto mucillaginoso delle radici di altea è più scarso quando la pianta cresce in zone umide (terreni argillosi) in cui la funzione idrofilica della mucillagine perde il suo significato funzionale. Lac91tivazione ::!. rifiuti. Così là salvia. a sua v~lta accelera la maturazion~ di quelle crude. 25% aria. e tra~formaz~o?i di questi ad opera della flora microbi ca del terreno. animale ed. Nella Tab. I rapporti ottima1i sono considerati i seguenti: 50% solido. Sono noti anche effetti esercitati sul contenuto i~ principi attivi tra piante medicinali o altre. la cui solubilità è strettamente dipendente dalpH del mezzo.16 CAPiTOLO PRIMO FARMACOGNOSIA GENERALE 17 in parte. penetrabilità ecc. vegetanti nello stesso ambiente. Gli elementi solidi sono rivestiti da un film acquoso e permettono. Si verifica spesso il caso di piante officinali ch. esercitata da queste due piante sul contenuto in alcaloidi delle foglie cleUa Solanacea. regolando in tal modo la maggiore o minore disponibilità di acqua e ossigeno alle radici. I terreni poveri di calcio sono acidi.ella belladonn. Al caso limite si giunge quando alcuni organismi dipendono gli uni ~~gli altri ad un tale grado da poter esistere solo viven~o stretta~ente umtI. e molte altre piante producenti oli essenziali. negli spazi interposti tra i singoli elementi.

~~'~. tlmo.sono anche venficare dei ca~biamentì dei caratteri organolettici della droga: colore..e~gono abbo.. le squame sono da tre a cinque volte meno attive di quelle essiccate ad elevata (80°C) temperatura. da questi ultimi hanno origine molti prodotti secondari. odore. chetoni. il costit~ente principale. umidità.la possibilità e 1. che generalmente è anche la forma fisiologicamep. Le alterazioni sono 1U gran parte dovute all'ossigeno dell'aria.in tal uni casi.-te. si possono verificare delle variazioni a carico della attiv:'tà dell~ dr~ga: s~ pU? ~ver~ cioè perdita di attività ~.. il glucoscì1larene A è un glicoside primario in cui l'aglicol}e . La conserv~zione corretta mira a limitare il più possibile questi processI che alterano I caratteri organolettici della droga e il suo cont~nu. Molti oli e. durante la conservazione del materiale così preparato.Hi. successivamente. quali aldeidi. Il colore scuro e la viscosità che acquistano gli oli essenziali esposti al- l'aria e alla luce.po.c:. poljmerizzaZlOne. gli alcaloidi della segale cornuta. un miglioramen~o delle pr?prietà terapeutiche. SI ~ete­ riorano più agevolmente che quelle contenenti essenze aH mterno d1 or- 7 gani compatti. Da ricordar~ è infine .attiva.di ioni inorganici. salVia. Nei prodotti naturali. luce. Quando la pianta mUore.1!~iqrolasi presenti nei loro tessuti. I bulbi di scilla aq esempio. ma anche le droghe che le contengono quali principi attivi incorrono.daziOne . questo è importante perché la forma r~~~mica della (L)-josciarnina.ch.ss~nziali. consIstenza ecc. Da tenere presente quale considerazione generale è il fatto che le cellule della pianta vivente contengono strutture intracellulari che separano i componenti a basso peso m?lecolare e ~i enzimi. ha attività inferiore a quella della prima. la maggior parte degli alcaloidi è presente. . acidi. essenze. menta.. si. nelle alterazioni descritte sopra. IX Ed.V.. perdendo attività. o SI può avere anche. E ovvio che tali fenomeni avvengono meno facilmente nel preparati medicinali sotto forma di estratti o in altro modo ottenuti. sono molto senslblh alle modahta di essiccamento: all'aria o al sole.I. completamente riempite e ben chiuse per ostacolare l'azione della l!}ce. la benzaldeide. più del 24% quando invece vengono essiccati al sole. tempO durante Il quale buona parte dei glicosidi viene idrolizzata. Così. .D.çilmente ad ~levata temperatura. perdono illor~ ?dore carattenstlco e spesso diventano scuri e viscosi. stato cui si riferiscono anche la descrizione e i requisiti elencati dalle varie Farmacopee (La F.. Ad ese:upio. La nr~ozlOne di . Ancora. evaporando I costituenti volatilI più velocemente ad alta temperatura. E ovvio che.·è sconsigliabile l' esposi. esposti all'aria per un certo tempo.irni hanno quindi. Nel corso delle operazioni di essiccamelltodei prodotti naturali e.§.n~lla forma levo gira.e l~ droghe il cui olio essenziale è racchiuso in ghiando1 o peli supe~clah. Numerosi f~tton esterni: temp<. è parzialmente trasformata l~ aCl~o. Q!1este modificazioni sono da addebitarsi in genere a reazioni chimiche o chimico-fisiche di varia natura c~e avvengo~o spontaneamente (ossidazip. condiZiOnano o favoriscono lo svolgimento dei· processi citati. formando dei perossidi.FARMACOGNOSIA GENERALE 17 18 CAPITOLO PRIMO PREPARAZIONE E CONSERVAZIONE Le droghe sono messe in commercio ed usate allo stato secco. ~en~turazione proteica) o adopera di e1!. L'attività biologica di parecchie droghe contenentl glICOSidi dlmmUlsce durante l'essiccamento e la conservazione a causa delI!! glicosidasi..zio~e al sole o l'essiccamento al calore di tali droghe: lavanda. sapore. sono dovuti a processi di polimerizzazione (resinificazione) a carico di determinati componenti.ed ldroh. . "lJn altro tipo di deterioramento che si verifica a car~co di t~ti droghe ~ la perdita di olio essenziàle p~r evaporazione: l'alta tenslOne di vapore del ~ostituenti gli oli essenziali e il gran volume d'aria che passa sopra una droga lasciata scoperta. p~rché oggett? di particolari strategie di conservazione prima della messa 1U commerciO. specifi. all' aria e alla luce. deter. La disidratazione delle squame a temperatura ambiente richiede infatti un tem?o relativamente lungo. ben~Olco. e il contatto con l'aria.le di~inuz~one d.n principi atti~i. ad esempio mediante 05sl. già a temperatura ambiente e ancora più fa.sl. diffusissimi nelle.traçce.:ninano una considerevo. perdono meno del 10% della loro essenza se essiccati all'ombra.!ratura.to. Le trasformazioni ossìdative e la polimerizzazione degli oli essenziali si evitano conservando questi ultimi in bottiglie di vetro scuro. La racemizzazione avviene nelle $olanacee. Oltre che variazioni di attività. Non solo le essenze.evaporaziçme. isomerizzano a derivati dell'acido D-isolisergico durante la conservazione. rac~mlzz~zione.çlmi (sopratn:tto ldr?laSl ed ossldasl) o per attacco di saprofiti eirzs. nell'essenza di mandorle ~ma~e.i. i. che cristallizza e si separa dalla parte liquida.e~ contenuto in principi attivi. . cioè l'atropina. queste strutt~re sono r~~ld:unente dlstru:te e gli em. il cui peso può raggiungere anche i due kg e le cui squame co?t.n: dante mucillagine riccamente idratata. L'ossigeno SI addiZIOna moltre ai doppi legami dei componenti terpenici. a causa appunto dell'idrofilia.è CO~lUgat~ con una catena glucidica dLramnosio-glucosio-glucosio.0PP?rtumt~ di a~t~ccare yan substrati cellulari. riporta anche un folto numero di preparazioni ottenute da droghe vegetali). che sono arrùdi dell'acido D-lisergico. Sarà trattato qui un qualche esempio dei feno~ mem CUI :1 e fatto cenno.~.Uente ad alteraZiOne del pnnClpl attivI.

durante il quale hanno luogo le seguenti reazioni idrolitiche: G lucofrangulina (idro"..) trangulina + glucosio . alterazioni che implicano con:eITlE..aglsce 1~ tal modo con gli aminoacidr. tipica degli antrachinoni (colorazione rossa in presenza di alcali) è positiva soltanto dopo che la droga è stata lasciata all'aria perun certo periodo di tempo.2r~~p. Per questo molte Farmacopee prescrÌvono che la corteccia di cascara venga lasciata invecchiare per almeno un anno prima dell'uso.) ---. e 1mblto dall acido ascorbico. dopo un congelaJ.' : > fmngula-emodina + ramnosio HP È la frangula-emodina. c~moll1. Contemporaneamente a tale fenomeno si verificano del. quali l'imbrunimento del tessutI vegetah e lzrranadtmento ~el~e sostanze grasse. che esercita azione riducente SUl chmoll1: acido deidroascorbiC0 :~. In certi casi. che si colora per azione degli alcali.. gli agliconi dei pincipi attivi sono presenti in forma ridotta (antranoli) ed hanno in questa forma un effetto particolarmente irritante sulla mucosa intestinale." polifenoli (prodotto di ossidazionc) "cido :1scorbico 1 H2 X°2 HL chllloni H 20 Z L'imbrunimento può ancQ. se vengono eliminati entrambi i residui del glucosio.. N ellattice fresco della capsula del Papaver somniforum L.. (scil/arenas.". e nelle droghe polverizzate. Il processo è accelerato dalla presenza di osslgeno.) Scillarcnc A -----. In quest'ultime. Vi sono dei tipi particolarm~nte co~plessi ~i a. la cannella e molte altre cortecce sono all'interno bianche o gialle allo stato fresco.l:erazi?~e dei prodotti naturali. la cascara.e essere il risultato della re~zione_ ~i zu. in tal caso. tessuti. parte degli antranoli è ossidata ad antrachinoni. in feoclorofilIa~di colore sçuro. flavonoidi) vengono trasformati m. e tale processo continua lentamente anche durante la conservazione.~ro?he.edl..~~Hnen~e Sl~ l~ter­ venti enzimatici che reazio gL-sIllIDtanee. Il complesso caffeina-tannino presente nelle foglie di thè e nelle noci di cola. Anche l'acido d~idroasco~blco re. L'lmbrummento e pnnclpal~ mente dovuto a rea~i. Un imbrunimento del tJ.20 CAPITOLO PRIMO FARMACOGNOSIA GENERALE 21 un residuo di glucosio dà luogo allo scillarene A.. cioè l'antrachinone libero. per contatto con il succo celhilar~ acido. la parte attiva della molecola. e avviene soprattutto dopo un dan?egglamento tra~~~tico del tessUto. l quali polimerizzano poi spontaneamente forman~o comp?stl dI colore scuro..questo tIpO bloccando i gruppi carboniljci~: R-CHO + S02 -----'» H 20 R-CHOH-SO)H L'imbrunimento infine delle foglie disseccate è dovuto principalmente alla conversione della clorofilla... oppure riscaldata a 1000C p~r ~n'ora.tem~erature moderatamente elevate. la fermentazione dei semi di cacao produce in essi dei cambiamenti organolettici molto importanti per la qualità del cioccolato. proscillaridina A + glucosio H20 Sulla corteccia di cascara sagrada..ccheri semplici con_ amino. è presente una perossidasi che può alterare più del 50% della morfina negli estratti acquosi del lattice e nell'oppio. la diffusion~ dell'o~sl: geno che in genere avviene con lentezza nelle ~arti pr~fon?~ ~el. dotata di attività biologica molto più debole di quella del glicoside originario. dell'odore e anche dell'attivi~à delle. E l'antrachinone libero è anche..1?ento seguito da rapIdo scongelamento. L'aggiunta di anidride solforosa previene l'imbrummento dl. Con aumento del tasso di caffeina libera. le trasformazioni che si verificano durante l'essiccamento e la Rreparazione della droga sCJUO desiderabili perché ne migliorano determinate qua~m: i semi di vaniglia non contengono quantità apprezzabili di vanillina se-non dopo essere stati sottoposti ad un leggero processqdi fermentazione nel corso del quale la vanillina è prodotta per idrolisi di un glicoside e successiva ossidazione della sua parte agliconica. Nella corteccia fresca di cascara. scure o bruno-rosate dopo' essiccamen~o. cambl~ment1 de~ sapore. dato che la temperatura elevata accelera la velocità delle reazlOm... rimane la proscillaridina A.. Anche molte foglie e frutti imbruni~scono ~acilm~nte.. Analogamente. Durante l'essiccamento. L'lmbru~lmento dl origine enzimatica è catalizzato da polifenolosstdast largament~ ~lffu~e ne~l~ piante: i polifenoli (tannini. e grandemente favorita.~{di~-ossidazione che portano alla formazione dI composti colorati: la china..p~ de~ntto. cosicché l'imbrumme~to ~el su~chi vegetah é accompagnato da una riduzione dell'acido ascor~lco m eS~l conten~to. la reazione di Bomtriiger.. è scisso durante la fermentazione e l'essiccamento delle droghe.~~idi. le foglie i cui liquidi intra~eUulan siano scarsamente acidi mantengono pertanto un colore verde chIaro anche dopo essiccamento... .

organolettici della droga stessa. L'irrancidimento perossidico avviene a carico dei grassi che contengono gliceridi insaturi. Cu. Per bloccare lo svolgersi di q1J~~tLpr. L'ossigeno si somma agli acidi ~rassi insaturi formando dei perossidi.. rendono tali sostanze inutiÌizzabili. L'essiccamento determina un blocco temporaneo. lasciate all'aria. acido ascorbico). la vitamina E. Metodi di conservazione Come visto sopra. mentre sostanze antiossidanti. ad esempio.9. ed i t1avonoidi. gli enzimi infatti necessitano per agire della presenza di acqua.<. Tracce di metalli (Fe.. Mn) presenti nei grassi ne accelerano la velocità di ossidazione. l'attività degli sclerozi della segale cornuta. non solo nei tessuti integri (semi. cosic- Q!Iesto tipo di irrancidimento ha nel deterioramento dei grassi tin ruolo molto più importante di quello acido precedentemente descritto. avviene ad opera di microrganismi (bacilli lipofili Gram +.. L'irrancidimento acido è causato dalla liberazione di acidi grassi ad opera delle fipasi. La luce accelera il processo. oppure polimerizzano per formare composti ad elevato peso molecolare. R-CH=CI-I-COOH ~ RCHOH-CH 2 ·COOH ----. addirittura solidi (oli siccativi). Aspergillus nigere altri) che trovano nei grassi un buon substrato nutritizio. i140-45% cortecce e legni. assorbòno facilmente ossigeno diventando più viscosi o. R-CO-CH 2-COOH ----. con produzione di aldeidi dall'odore sgradevole: I Q!Iesti perossidi sono instabili e si decompongono. spesso aggiunte ai grassi a scopo di conservazione (caroteni. per riarrangiamento di tali perossidi. Le droghe se c'che sono in genere peraltro igroscopiche e. L'irrancidimento chetonico e aldeidico provoca la formazione di 'chetoni e aldeidi dall'odore sgradevole ed intenso: R-CH 2-CH z-COOH ----. richiede là presenza dell'acqua. Tra gli antiossidanti naturali presenti nei grassi stessi.O molecola si scinde a livello del doppio legame originario. ricordiamo il più importante. Le lipasi che accompagnano le sostanze grasse nei tessuti di deposito vengono parzialmente estratte durante i processi di preparazione. o all' attacco di saprofiti. acido galIicp. Per quanto riguarda le attivita enzimatiche. contenendo solo il 5-10% di acqua. a causa dei cambiamenti di consistenza. la . mentre una certa quantità di acqua rimane inglobata nel grasso sotto forma dispersa. Q!Iesti. e che.22 CAPITOLO PRIMO FARMACOGNOSIA GENERALE 23 L'irrancidimento è il ~omplesso delle alterazione che avv~~gs)Uo nei grassI durante la conservazione. con cui i lipidi sono sempre in intimo contatto. diminuisce proporzionalmente al grado di irrancidimento. lo scopo pincipale della conservazione di una droga è quello di impedire tutte le alterazioni dovute ad attività enzimatiche. odore. molto ricchi in grassi. termolabili. frutti. soprattutto se infiammati. un tessuto può essere considerato veramente morto. vengano inattivate. Co. Parecchi grassi sono esposti al vapore per un certo periodo di tempo affinchè le lipasi. processo idrolitico quindi che. il 90% i frutti. a reàzioni chimiche spontanee. sono oggi sostituiti da prodotti di sintesi non soggetti all'irrancidimento. uno stato di quiescenza delle attività enzimatiche. ostacolano tale processo. come tale. di cui i mat~riali vegetali sono ricchissimi: si calcola che foglie. Si distinguono in particolare tre tipi di irrancidimento: acido. quali i perossidi sono altamente reattivi e possono alterare i principi attivi con cui ~i trov<lno a contatto.) ma anche nei grassi estratti dal materiale d'origine. è noto che i processi chimici continuano a svolgersi nei tessuti anche dopo la raccolta della pianta: le attività cellulari si estinguono infatti lentamente e solo quando sono alterate al punto da divenire irreversibili. ecc. tenuto conto anche del fatto che i perossidi detti sopra sono lesivi per i tessuti umani. chetonico e aldeidico.~~~i at!t~litici è sufficiente sottoporre le droghe all'essiccamento. stato che può venire interrotto dal ristabilirsi di condizioni favorevoli Q!Iando la percentuale di acqua di una droga è inferiore al 5%. Certi grassi un tempo largamente usati in dermatologia quali eccipienti per pomate..01%. Alcuni prodotti dell'irrancidimento. se fortemente insaturi. i . Lo sviluppo di tali microrganismi risulta peraltro completamente inibito quando l'umidità del grasso è inferiore allo 0. esposti all'aria. le reazioni enzimatiche divengona di entità trascurabile.. erbe e radici ne contengano il 60-70%. ne assorbono l'umidità. che possono far variare i principi attivi e i çaratteri . sapore e proprietà biologiche. I semi fanno eCE:ezione. R'CO-CH 3 'lH CO 2 2H H. micrococchi. perossidico. quando cioè le cellule hanno perduto il potere di coordinazione e il controllo dei loro processi enzimatici.

D'altronde conJ'aumentare della. soltanto conservandole in contenitori accuratamente chiusi.~ra­ tura. 1. 4. i glicosidi cardioattivi sono molto sensibili al calore e perdono attività in misura proporzionale alla temperatura di essiccamento (Tab. L'uso di elevate temperature deve essere strettamente controllato poiché. solo a temperature più elevate gli enzimi vengono rapidamente inattivati.delf. per mezzo della stabilizzazione. si deve svolgere in locali bene aereati. eliminare tutte le attività enzimatiche che alterano la droga nel tempo.giQIDÀ1~9-l!lic!~. La disidratazione delle droghe può attuarsi secondo treJlloclalità: all'aria. assumere un'importanza non trascurabile nel deterioramento del prodotto per invecchiamento.elle. Il materiale è steso su graticci che scorrono tramite rotaie dentate mobili (cremagliere) entro un tunnel dove vengono avvolti da aria calda. Esistono altre tecniche consimili. . mentre un innalzamento termico fino a 40-50°C accelera le reazioni enzimatiche. L'aria umida viene rimossa mediante sfiatatoi. TEMpERATURA DI ESSICCAMENTO E PERDITA DI ATTIVITA. T aIe temperatura. L'essiccamento all'aria è il metod-~piò'ru­ dimentale.0 negli altri tessuti vegetali. insufficiente a permettere lo sviluppo delle muffe.3): Da quanto visto risulta pertanto chiaro come la scelta della temperatura debba tener conto della necessità di essiccare rapidamente una droga e. LlL4roga. La stufa a secco deve venire preriscal- data in modo che il passaggio dalla temperatura ambiente a quella di essiccamento sia il più rapido possibile onde evitare.temperatura le sostanzetermolabili (proteine) si alterano. Poiché le cremagliere si muovono verso l'aria calda. anche se conservate con ogni precauzione. la cui velocità segue essenzialmente la formula. L'intervallo di temperatura compreso tra i 55e 60°C è pertanto quello da preferirsi. al calore o per liofilizzazione.5-4. intera o tagliata in pezzi. non è tuttavia abbastanza alta per danneggiare la maggior parte dei costituenti delle droghe. Le droghe secche raramente contengono più del 15% di acqua. Ad esempio. éJUmentandJtla temE. il contenuto in acqua può essere mantenuto basso e le attività degli enzimi bloccate quasi del tutto. Vedremo in seguito come sia possibile.24 CAPITOLO PRIMO FARMACOGNOSIA GENERALE 25 ché il loro contenuto acquoso può alla fine ammontare anche al 15%. alla superficie di evaporazione (cioè al grado di frammentazione della droga e al suo spargimento su di un'area più o meno vasta) e al volume d'aria che passa sopra il materiale da essÌccare. nel materiare vegetale grezzo.5 nella maggior parte dei frutti. La temperatura dell'aria è tenuta a 20-40 °C per materiali sottili quali le foglie. e se necessario anche in presenza di disidratanti. Anche per il verificarsi di talrinquinamenti è necessaria infatti la presenza di un det~rminato grado di umidità. pur essendo sufficiente ad inattivare gli enzimi. le dro~he non possono tuttavia essere sottratte all'azione deleteria del tempo: le attività enzimatiche avvengono.5-7. anche durante la conservazione e tali processi possono. al riparo dall'azione diretta. onnipresenti nell'ambiente. seppure in misura molto lenta e ridotta. mediante l'uso di stufe a secco. un aumento di velocità delle reazioni enzimatiche. e le ossidazioni (vitamina C). ma è aumentata fino a 60-70 ° C per parti di piante che sono più resistenti all'essiccamento. FOGLIE DI DIGITALE ArIe/odo di essiccamento Attività a bassa temperatura (sotto vuoto) a 50°C 100 60 a 70°C al sole a 100°C (in stufa) 50 25 <13 . L'essiccamento più efficiente si ottiene in enormi essiccatoi a forma di tunnel.deiraggi solari e dell'aria esterna nelk. il materiale della pianta è esposto ad aria secca per tutto il tempo di scorrimento. durante il quale si ha indubbiamente una parziale alterazi~-ne del materiale trattatQ. soprattutto.vaporazione di un liquido da una superficie. È evidente che la rapidità del processo di essiccamento all'aria. in tale intervallo. è proporzionale alla temperatura. TABELLA 1. quali ad esempio radici e cortecce.e.. dalla presenza di tannini o di altre sostanze batteriostatiche e dal basso pH: 2. L'attacco batterico è inoltre prevenuto. viene disposta su graticci o appesa infilata in funjç. È da notare infine che. il che corrisponde ad un tasso di umidìtà relativa dell'aria inferiore al 72%. Le radici sono inoltre spesso tagliate a fette o comunque frammentate per facilitarne l'essiccamento. li contenuto acquoso di una droga essiccata è in stretto rapporto con l'umidità relativa dell'aria. L~e~~iccamento eseguito con questo sistema richiede unç~rto_Q~Llodo di tempo.rp­ çesso variando tutti questi fattori ma.mziffo e_ batt~ri. La disidratazione impedisce inoltre lo sviluPR<?sulle droghe di.3. soprattutto con il suo contenuto in sostanze osmoticamente attive. Si-può allora a~l:u:~yii1I~ilp. questo non esclude peraltro che una certa alterazione si verifichi comunque. della sensibilità al calore dei principi attivi. e l'entità di tale rapporto è a sua volta correlata con le caratteristiche della droga stessa. d'altro canto. a l ungo andare. polimerizzazioni (vitamina BI) e racemizzazioni avvengono più facilmente.

flgno ad interrOlu'pere. però.te idrat. I vantaggi di tale metodo sono oggi dibattuti per cui esso è Inolto poco usato. Il process~in questione è evidentemente applicabile solo se i principi attivi sono terroostabiIG_Q. si è visto che essi riducono il contenuto di morfina nell'oppio. tutte.stcilit~ richiesti.l1t!ir~:v:ersibik degli~!l~lmi presenti nelle droghe e alla sterilizzazione delle stesse. Di conseguenza.routine. Nelle droghe comuni possono quindi es~te presenti delle impurezze. abbassano la viscosità delle mucillaggini.sarsi. da cui il termine di liofilizzazione. ne abbia compromesso l'attività biologica. Tutte le tecniche di conservazione sin qui esaminate t~l1. da mic~o!ganismi di specie diverse: il contenuto varia da 700 a 2. il' principio attivo).ssenzi<ìle c!I<. Poco ancora si conosce riguardo gli effetti dei raggi gamma sulla possibile formazione di composti tossici nelle droghe. della droga che può in tal modo.una br~v~posizione (pochi minuti) del materiale . si imp~~2er~sse l'uso di pr9~~i qidisidratazione a bassa temperatura. le. per cui è richiesta una indagine accurata prima di applicare tale metodo. Le droghe sono più o meno inquinate. mediante il calo.5 milioni di batteri per grammo (foglia di digitale).eggiato dal processo. e quindi non è usato di.j.ti. Il più comune metodo di stabilizzazione consiste .rapidamente per mezzo di miscele congelanti. vi possono essere variazioni nel contenuto dei principi attivi.. ma è molto importante. Il trattamento delle droghe al calore opera anche una parziale sterilizzazione del materiale trattato uccidendo molti lieviti (56°C) e batteri non sporigeni (60 DC). la sterilizzazion. La stabi/izzazione poltajl1:::~~e_~lajrl~t.ll metodo è molto più costoso dell' essiccamento mediante aria calda. in modo che l'etanolo non condensi sul materiale della: pianta.. raggiungere ugualmente il mercato.di. Solo il farmacista.Lddle droghe. g. Ogni metodo ha le sue pecche e la scelta deve essere molto oculata. cpntenente glicosidi che. ahQiano i re~ qllisiti . non siano cioè state oggetto di sostituzioni parziali o totali con altro materiale. I due più importanti sono il trattamento con ossido di etileI}~ eJ. parametri essenziali all'uso terapeutico della droga stessa. le droghe si essiccano in stufa.ii!!f~ITlent~Q. liberano isosolfocianato di allile. intere o in polvere.s:..e. È necessario infatti avere una speciale autorizzazione sia per raccogliere. anche se di qualità non soddisfàcente. lascia però invariato il contenuto in morfina dell'oppio e dei glicosidi della foglia di digitale.USI E CONTROLLO DI QUAUTA L'analisi e il controllo di qualità delle droghe ha tre scopi fondamentali: (1) la verifica che non siano sofisticate.Lo CAPITOLO PRIMO FARMACOGNOSIA GENERALE 27 tutte basate sul principio che il materiale vegetale v~nga esposto ad aria calda secca. Ad esempio. La viscosità delle mucillagini viene ridotta dall'ossido di etilene. meno pregiato o addirittura tossico. Dopo stabilizzazione. i suoi vapori ven. In tali congizioni la tensione di vapore del ghiaccio è sufficiente a permettergli di sublimare. AN. dovuto a errata preparazione o conservazione. Gli esteri degli acidi Iinoleico e gallico con il2-cloroetanolo e il cloro etile sono esempi di composti nocivi trovati in materiali vegetali trattati con ossidio di etilene.direttamente come farmaci. che per commerciare le piante medicinali come tali. come già detto. Il materiale cosi disidratato non è pr. Inoltre tracce di ossido di etilene possono rimanere adsorbite e vanno eliminate con un adeguato periodo di quarantena.sono usati per. L'operazione viene eseguita in autoclave preriscaldata a 105-110 DC.bile. Il farmacista acquista le droghe principalmente dall'industria. e. per azione di idrolasi. Esiste il rischio che 1'ossido di etilene rea- gisca con tal uni componenti la droga.fpori di etanolpjotto pressione (mezza atmosfera). Il materiale viene congelato.' gono captati per aspirazione e condensazione su pareti fredde a 60-80 DC sotto lo zero. m'a talvolta anche dall'erborista diplomato.on di natura enzimatica (vedi ad esempio la senape. le può distribuire a scopo terapeutico. Qualora le droghe contengano dei1?Iincipiattivi molto sensibili al calore. come l'ossido di etilene. Per passare ai raggi gamma. (2) l'accertare che nessun deterioramento. La massa essiccata è spugnosa e facilmen. il quale giudica ad occhio sull'identità e qualità .to.re.ig .p.esposiz~one ai raggi gamma. Differenti metodi.n. Alcune piante medicinali spontanee sono tuttavia raccolte da persone indipenden~i e non organizzate. Soprattutto gli organi sotterranei (radici e rizomi) e le foglie coperte di peli sono seriamente contaminate.vil?-i9. Il materiale grezzo è quindi venduto al più vicino compratore. generalmente più interessate alla quantità che alla qualità del prodotto raccolto.?n. per essiccare sostanze sensibili al calore. e sottoposto a vuoto spi. ad impedire temporaneamente (e reversibilmente) le ~ttività enzimatiche o batteriche che potrebbero alterare la droga. mentre il contenuto in glicosidi delle foglie di digitale non è modificato. l'ossido di etilene causa una diminuzione del contenuto di alcaloidi nelle foglie di belladonna. Vi è anche il rischio che a seguito del trattamento con ossido di etilene si possano formare dei composti tossici e/ o muta geni o cancerogeni. drog!:t_e da u. quali elementi di altre piante o eccesso di <z' .. (3) il controllo qualitativo e quantitativo dell' attività biologica.a ".

infine. macro e microscopici.) e degli elementi ca~ ratteristici (indice di storni. legata alla presenza dei princ~E. tuttavia spesso è necessario avere un campione di droga per poter fare un confronto diretto.qu~sto tipo_ sono spesSQdifficilie. a quella chimico-fisica (luce di Wood). I rizomi sono fusti sotterraneI e perta~to ~ossono ~vere foglioline. Naturalmente. si pren~ono in con.'esame farmacognostico richiedal'appIicazione di svariate tecniche. zione dell'attività farmacologica: la droga può infatti conservare integri i suoi p. Si devono prendere in considerazione anche le sofisticazioni volontarie che.spacciata per essenza di cannella. Da quanto detto sopra. chimica (ceneri totali e acido insolubili. ~er 9uanto riguarda la moifologia. fisici e chimici e 1~Ji11gjifa della droga stessa. Le radici sono invece assolutamente prive di brattee ~ nodi: In alcune droghe peraltro radici e rizoma si sovrappongono (valenana. sapore. L'attività si controlla per mezzo' di dosaggi biotogici. invecchiamento): la corteccia di china di diversa provenienza si presenta sotto forma di grandi pezzi piatti o . striature. si identificano attraverso forma. nella droga secca i caratteri distintivi ongman possono essere profondamente alterati a causa di piegamenti. possono essere velenose (rizoma di veratra mescolato alle radici di genziana). Nella Farmacopea sono descritte dettagliatamente le caratteristiche morfologiche tipiche di ogni droga. materiale estrattivo ed altri). configurazione e simmetria del lembo.Jal~lta. attività biologica e contenu~o in componenti attivi. rughe. p.di piccol~ pezzi a~rotolati. così una miscela di aldeide cinnamica e di acetato di benzile (assente nell'essenza naturale) nella proporzione di 87/13. estrazione e microana1Ìsi dei principi attivi) e. caratter! organoletttcI. ecc. genziana). dei suoi caratteri organolettici (frattura. peggio. pur avendo perso la sua attività farmacologIca uttle al fine terapeutico. forma del margine. Identificazione delle droghe Per ~tabilire l'i?entità di Una droga. talvolta.CAPITOLO PRIMO FAIUv!ACOGNOSIA GENERALE 29 parti det~riori della pianta stessa. n·~tl sono mai dannose (giusquiamo «rinforzato» con foglie di stramònio. sia per gli ottimi mezzi di controllo a disposizione. Le cortecce. sia per la vigilanza di importatori e distributori di reputazione nazionale e ~nternazionale. sessili o picciolate. proprietà chimiche e proprietà biologiche.si?erazione i più svariati elementi botanici: per lefoglìe. odore. attraverso il controllo della purezza (assenza o limiti per il materiale estraneo) e qell'attività. iII1Q2s~iPiIi da r!yelare. spessore. rdraste. di amido. conservazione. costituite dalla parte del fusto esterna al cambio. correlatI alle condlzIolll dI svtluppo delle piante fornitrici (cresciute al sole o all'ombra.l'essenza naturale: aldeide cinnamica sintetica è aggiunta all'essenza di cannella di qualità scadente. Per assicurare l'identità delle droghe le Farmacopee ne descrivonoj caratteri fondamentali (morfologici.. mentre quello essiccato rapidamente è translucido. esso può venire usato per «migliorare). colore. grinze. I tuberi SOno organi sotterranei ispessiti: sia rizomi (colchico. Altro elemento caratteristico è l'arrotolamento: si distinguono cosÌ . spessore e configurazione della superficie: fessure. nodosità. presentare nodr ed mternodl.).) o al trattamento subito dalla droga (preparazione. lenticelIe. Nell'identificazione dei diversi organi costituenti la droga. attraverso i suoi caratteri anatomici. e i caratteri organolettici.arametn: mo~ologia macroséopica. può essere. in terreno più o meno ricco di humus. avendo cicatrici di radichette da un solo lato. ma. nervatura e peli. patata) che radici (gialappa). si prendono in esame uno o più dei s~guentI. che contengono lo stesso alcaloide in proporzione più elevata). ai fondamentali saggi biologici per la determina.L<l!tiyi. è facile dedurre come . Ìmpurezze che diminuiscono non solo la qualità del prodotto. brattee. Gli obiettivi dell'analisi farmacognostica sono pertanto quelli di stabilire l'identita. dimensioni. per quanto inaccettabili. molti rìzomi dimostrano una orientazione obliqua o orizzontale rispetto al suolo (~alamo aromatico. germogli e. dall'analisi botanica. ecc. espressi in . compressione ed essiccamento. Oggi tuttavia la frode volontaria è rara. . in dipendenza dal metodo di essiccamento.gosità. nonché le dimensioni. ru. ecc. caratteristiche della superficie. ti succo dI aloe eSSiCcato lentamente è costituito da masse opache. presenza o assenza del sughero. iris). Se il costituente principale di un olio essenziale si può ottenere commercialmente da fonti meno costose. cioè la fong corretta di una droga. caratteri fisici. anatomici ed organolettici) ed elencano per ciascuna droga dei particolari requisiti. se esse SIano sempltcr o composte. i prodotti più costosi sono 12iù~gi frequente oggetto di sofisticazioni: miscele completamente artificiali (oli essenziali) sono vendute come droghe naturali. Vi sono a volte anche delle notevoli differenz~ tra camp~o~i ~i ~ro~he provenienti dalla stessa specie vegetale. AdulteraziQnLdi. utile allo studio della morfol ologia macro e microscopica della droga. struttura mIcroscopicà.valori numerici (ceneri.aram~tri anatomici e chimici. con metòdi da scegliere opportunamente in base alla natUra della droga e dei principi attivi in essa contenuti.

forma.. il pqtere rotatono. È necessario allora ricorrere all'esame istologico.-. (2) l' « indice di storni ". I .4. Per le droghe polverizzatè l'esame microscopico è ovviamente necessario in o~i ca~o. cafiorali (' fil c.1m) Fibre di corteccia di china Canali secretori del frutto di anice verde Canali secretori del frutto di finocchio Granuli di amido di riso Granuli di amido di mais Granuli di ami~o di patata 50-90 x 500-1350 60-80 120-200 2-10 2-30 .o. follicolo: anice stellato. nella zona più mtema. vecchia puz di .prodotto attraverso il sapore.separato.?atura del SUO! tre stratI: epl. CrIstallI dI ossalato dI calcIO. l'lor rafìe) dI o. La . cioè il numero di elementi per unità di area o d! volume. . ~tl'lo. cioè il numero medio di cellule a pahz~ata pr~sentl sotto una cellùla epidermica della foglia.2 indeterminate (spiga. l'indice di rifrazione. dun:nslOne. vasi. quali odori e sapori.) e cos1 via. ><. ma si distinguono con facilità . dla~lpetalo. PQlché le droghe polverizzate si possono sofisticare molto facilmente con l' a~­ giunta di altre polveri di varia Mtura. la viscosità. Il frutto puo essere «secco» (capsula: colchICO.SPOSlZlone e re atIvo SVIluppo dell'em none e s. e e. certe drogh or zmento ecc.pare:e e frutto. organi . DIMENSIONI DEGLI ELEMENTI CELLULAR1 NELL'ANALISI DI UNA DROGA. per (rabarbaro e: un elemento molto significativo ai fini del riconoscimento CI?eSe e rabarbaro rapontico. dlme~sIOill e quantl~a dI alcuni «elementi caratteristici»: cellule (collenchimatlche. fistula' s~o. costltulta m parte. .non siano sufficienti al sicuro riconoscimento di una droga.~tl.!!. Odori e sapori servono pnre Sostttu'. ridotte in polvere. di aleurone. granulare. secretric.esempIO (1) Il:. sono qualità importantissecco. cioè la percentuale di granuli d'amido di grandezza supenore a un determinato diametro.legm.L'identi~c~zi~ne delle polveri è basata sulla presenza. I di gig. . come avviene invece se si considera il numero di stomi per mm quadrato di superficie fogliare).vlluppa in un frutto .la struttura d e1 (' osservan~ ~lmpetal. ~roghe: la menta piperita e la melissa.4) che permettono di verifìcare l'identità o rivelare le impurezze eventualmente presenti nella droga polverizzata. sono caratter" ' " lzzah " caZlOne annUa led' Soprattutto dalla configurazione della loro stratlfi. Dei se7fZi_si ma .ell. sonona 1~1 d~l1e. .ue turo racc~~ ~tta.ri . Cl~ose o determinate. meso ed' endocarpo. ~ noce ~oscata è« oleosa. pletrose. sime nell'a r' o ttZet. SI d~termlnano la solubilità. dell a . caratter~~che mIcroscopiche simili. Per esempio. 5·100 . peli. cioè la presenza degli stessi elementi c~ratteristici? in . oma la percentua~e di cellule epidermiche fogliari trasformate in st'omi (indice che non vana con le dimensioni della foglia. l rosa. da cellule ma e e vaS! oblit ' .pIanta ( ' e staml ) ' d ovano atl a e I ' forma de~l:' ~rnamentali (perianzio). gocclOhne dolio). la percentuale di granuli di dimensioni superiori ai 9 Ilm è 15-21 nell'ipecacuana di Carta~~na. talvolta comprende anche altre parti del scun carp~fat~sl a~sleme ad esso. calIce).he ebollizione ilzate. Il legno è la porZIOne Xl e " ' : _·'rt ' o. tricomi. ZlOill e detenoramentl: la segale cornuta alterata o za ranCIdo..apavero. legume:cassia . mentre n. l pencarpo. plumula~ cotiledoni). " . racemo~. 'lema t'lca dI'fust rroto ate' e doppIamente arrotolate. corolla. colore. come nel caso dello s~ro­ cardamo stellato. cellule epi~erm~c~e. ' 'd cisa provenig 1 asSaggIato' d'l th' e ca ffi sono capaCI d'I I enti'filcare l a pred n e e anche a sco e~za et . per una differenziazione è utile eseguire alcune ~lsUl:e ~uantltatl"!::e degli elementi in osservazione determinando ad .CAPITOLO PRIMO FARMACOGNOSlA GENERALE 31 caratten. daIJe caratteristiche delle singole parti ' ' dal perianzi amenti ' ante r~. ~ a ~nna). I frutti «composti» si hanno quando ciafanto e dell'~n~~. organ le '. Elemento tissulare Dimensioni ((. idraste). lo stabilire per mezzo dell'esame~­ croscopico l'assenza di elementi estranei è altrettanto impor:ar:te qu~nto li riconoscere quelli caratteristici.il punto di fusione e quello di lo spettro ~. ac emo: amce) o «carnoso» espen lO: Imone. (3) l'«i~dice di amido ».:o recifico. erifiSlCt son l ' l mellare br fìb o a com/tenza. Molte droghe affini dimostrano.o to sl~lh morfologicamente. ' ~l raggI ~Idollari e dalla durezza. .i) ed . ' . ombrello.Oli del ~~loquintide si definisce « fàcilmente comprimisiste~za co ICe 1 l quenzia ha« frattura fibrosa ». attinomorfo. Ilfrutto è costituito dall'ovario rrI afiore svilu lU en~e u~o o Plùsemi. o lva' bac 'b Il d dl"I" identificato dalla' ca. fibrose. p. 1 lqua. zigomorfo) ecc. la noce vomica è di « connea nonorgani: ». lfiori contengono glI ' Circond ' dementl protettiv'prouUtton . Talvolta infine sono u~h anche valon diretti. . e l'caratt . e In parte da elementI condutton funZIonanti. orescenze. rapporto palizzata». La fluorescenza alla luce ultravioletta è.tal caso. La struttura m ' " zcroscopzca VIene in soccorso qualora i caratteri morfolo- cortecce piatte a l . strofanto. la natura dellaftattura ( aparenchim ev~. allo stato dall'odore' ml. 1.e identificati dalla polino ec )lll. çosì il bile» la rad~ a~. Nel ca~Q9i drog. striature o segni sulla superficie (rughe . e altri.inclusio~i ~ellul~ri ~granu~i di amido. stImma. la struttura. senape' h" ( ' d ' l' drupa' p p l' . scheggiata) di una droga. possono veni.a ìpecacuana di Rio è invece 8-11.J. . TABEllA 1. " l" b ' parti (rad' h . Le dimensioni d~gli element~ tl~s~lan e degli inclusi cellulari di una determinata droga varIano entro lml1~! ben ~efì­ niti e caratterizzanti: la determinazione di tali dimensioni formsce del valori numerici (Tab. ' . .

. Il contenuto (x) dell'elemento prescelto nella nostra polvere sarà quindi. cadmio e mercurio sono state accertate con una certa frequenza. Tipico è il caso di sab1?ia o sali inorganici aggiunti a polveri per aumentameil pes6. nel campo visivo. so'flsticazione che si rivela determinando il peso delle ceneri costituite dalle sostap. I metodi di estrazione da applicare alle singole droghe dipendono dalla natura del principio attivo da esaminare : ripartizione tra solventi immiscibili.. una piccola parte della miscela si analizza al microscopio ' procedendo al conteggio. Al contrario. materia organica estranea sì calcola approssimativamente. sesi lascia trascorrere un periodo di tempo sufficiente dal momento del loro ultirrio im. la quantità di Nell'eventualità di un'infestazione da insetti. adsorbimento e scambio ionico sono alcuni tra i procedimenti normalmente adottati nell'analisi chimica farmacognostica.v~to che le quantità di questi metalli restano più o meno immodificate durante i pr~cessi di essiccamento e conservazione delle droghe. l'~lettroforesi e i vari tipi di cromatografia. di essi sarà trattato nel paragrafo dedicato al controllo della qualità delle droghe. farmacologicamente inattivi. di acetile. una certa quantità di materiale estraneo può tuttavia anche essere mescolata alla droga a scopo doloso. distillazione. sono talvolta rimesse in commercio come tali oppure mescolate con materiale di buona qualità: la sofisticazione è ·rivelata. La parte di residuo insolubile in acido cloridrico dopo incenerimento è detto « ceneri acido-insolubili» ed è una misura della sabbia contenuta nella droga. di jodio. Droghe esaurite.ze minerali pres~nt~ nella droga: 1. ecc. quali il numero di saponificazione. a causa della loro complessità. per quanto oggi si ricorra sempre più spesso. e : 94000 : I x = 94000 x e I Controllo di qualità delle droghe ~e.. ma assai semplicemente. precipitazione.. oggi molto frequenti per l'uso indiscriminato di tali sostanze ed il sempre più elevato grado di inquinamento del nostro pianeta. Dato che tali saggi servono a determinare anche quà1ifiThtivamente gli effetti biologici delle drogQe. Le spore del licopodio hanno la caratteristica di essere regolarissime di forma e di peso costante: un milligrammo ne contiene circa 94000. La gascromatografia offre un utile mezzo per semplificare l'ana'l1sldi un estratto di droga permettendone l'analisi contemporanea di numerosi componenti" N el caso di droghe non organizzate (grassi. PICCIOlI.32 CAPITOLO PRIMO F.- . spettrofotometriche) atte ad evidenziare la presenza di agenti inquinanti. si determina natura e quantità dei parassiti con il metodo della flottazione. In taluni casi. Usate sono ànche la microanalisi. ed è stato inoltre o~se.m valore superiore a quello prescri~o dalla Farmacopea è mdlce della presenza di sabbi<l:O altre polveri minerali. metalli pesanti. la sostanza che interessa deve venire in genere isolata. Il controllo di contaminazione delle droghe comprende anche analisi (cro~atografiche. i pesticidi degradano spontaneamente e pertanto. con il vecchio metodo del licopodio.Ly'!bJtare la qualità di una droga.) e pesandole. cere. Le proprietà biologiche si esaminano tramite saggi inyivo su animal i Q su tessuti sopravviventi ed incubati in vitro in condizioni fisiologiche. Il saggio si esegue mescolando . . di esteri. per mg di droga: x .soprattutto dalla diminuita quantità di sostanza estraibile. (ad esempIO fustI. una maggiore resa del previsto all'estrazione con etere di petrolio. alla gascromatografia. prima di essere analizzata chimicamente.ione. sia del numero delle spore (I) che di quello degli elementi che interessano (e) nella sostanza in esame. data la ricchezza in grassi dei semi stessi. riscaldando cioè il campione di droga con acqua bollente ed agitando la miscela con benzina leggera. sublimazione. Un altro tipo di operazione utile all'analisi della purezza delle droghe è la determinazione del materiale estrattivo. Droghe contenenti considerevoli quant~~_dl matenale estraneo raggIUngono occasionalmente il mercato. Gli insetti vengono asportati dal solvente organico e così si possono separare per filtrazione e pesare. quantità note di licopodio e della polvere in esame (ad esempio nella proporzione di 1: 1).La quantità di materiale organico estraneo in una droga si determina scegliendo da un ca~p!o~e :utte le parti che non dovrebbero essere presenti . raramente si può eseguire sulle droghe grezze. oli essenziali) si esegue la determinazione di una serie di indici. resine. Nelle polveri. a causa di dif~ttosa raccolta e pulizia. Se i semi sono presenti nella droga si riscontrerà. anche un tasso di materiale estrattivo troppo elevato è sospetto: i semi di coloquintide. . ~ quindi sono essenziali per il corretto uso delle droghe stesse a scopo terapeutico. Le contaminazioni da piombo. ossia della quantità di sostanza da esse estraibile con un determinato solvente. devono venire separati dalla polpa del frutto prima della polverizzazione. ecc. residui di pesticidi. gli « spot tests ". si deve anche determinare il suo e:~ntuale gI~do di contaminaz. anche in tal caso. oltre che dal colore.~RMAC O GNOS1A GENERA LE 33 L'analisi chimica atta a svelare la presenza di un determinato composto. sfruttate.

neCOinpaia.isultano chiari due punti fermi riguardanti il dosagglO delle droghe: In pIlmo luogo. La conoscenza di questo dinamismo. varia inoltre non solo da soggetto a soggetto. altre barriere. pQlmot). Da quanto d~tto r. Il farmaco in realtà. richiede uno st:t. nell'animale in vivo o in tessuti ed organi isolati sopravviventi. viceversa.ars:->-_ecc. CONTROLLO DI ATTNITÀ DELLE DROGHE L'attività biologica delle dròghe si attua tramite saggi e dosaggi farmacologici. i valori singoli hanno scarso significato. tessuti od organi sopravviventi) una determinata risposta tecnicamente ben evidenziabile e proporzionale alla quantità della dose utilizzata. oppure si tratta un gruppo di animali con dosi crescenti del preparato in esame. antiparassitari. Il metodo delle diluizioni in serie implica invece la somministrazione ad animali diversi di concentrazioni crescenti di droga.ti. Qleste attività possono interferire in modo diverso. o di animali. che condiziona la comparsa. farmacocinetiche e farmacodinamiche. Le risposte utili al dosaggio si dividono in due categorie: quantitative mrverograduali. Nell'impostazione di un dosaggio biologico è da tenere presente che. come venga modificato dall'organismo stesso e come ne venga eliminato. sia quantitativamente che.fin~bi l~~. fino ad ottenere la reazione desiderata (arresto cardiaco. quando variano di intensità in funzione della dose (l'aumento della pressione arteriosa nel coniglio per somministrazione endovenosa di adrenalina). quello della «farmacocinetica ». può venire bio trasfo~mato nel fegato e in altri tessuti.fgmpone~ la drog~spess. Non è quindi sufficiente lo studio di un farmaco in vitro. su enzimi. sono in molti casi identici a quelli accettati per gli alimenti (o~taggi. dei molteplici e diversi costituenti il prodotto vege~ tale.come lafarmacocineti~a influenzat~dai di: ~i. Nel contempo. ecc. necessario per stabilire 'Un: esatto dosaggio af.. in rapporto al variare della dose. in concentrazione costante. ossia del tipo «tutto o nulla». ma anche tra sostanze dette « coadiuvanti".!~io dettagliato. di:!ve sup_erare barriere cutanee e mucose e.u. talora. a causa della variabilità individuale. visto che l'attività di un singolo principio attivo. queste corrispondono a preparazioni far- macologiche complesse. la loro presenza è trascurabile. Errori o approsSlmaZlOlll nel dosagglO e nelle modalità di somministrazione possono far sì che l'azione neppure compaia. quello continuo o quello delle diluizioni in serie. c~­ paci di modificare la farmacocinetica dei principi attivi tipici della droga.). incluso nella complessa composizione del prodotto vegetale. è molto diversa. non è assolutamente sufficiente ad indicare la reale attività della droga. ecc. da cui ~i ricava la do!~ 7J!edifl efficace alla comparsa della risposta in esame.e sia~i opportuna intensità e durata. in rap- .~~. anche per i fitofarmaci (pesticidi. o dei principi attivi se plurimi.!linazione dall'organismo attraversQ i nQrI11ali emuntori. quale via percorra. Il dosaggio chimico del semplice principio attivo. come per ì metalli pesanti. e facendo poi la media dei risultati ottenuti. ~odulatrice Pl:lÒ essere un pregio peculiare del prodotto di origine naturale.lO. Questi valori. e non solo tra principi attivi. Interazioni si verificano anche a livello farmacocinetico. L'attività della droga è infatti influenzata in modo determinante dalle interazioni. aventi per base la concentrazione minima alla quale comincia a comparire l'effètto desiderato: si determinano in tal modo le curve di concentrazione in funzione della frequenza di comparsa dell'effetto. al fine terapeutico. per entrare nell' organismo. come detto sopra. q~. è oggi ben noto come sia necessario in primo luogo conoscere il destino del tàrmaco nell'organismo: come vi entri.!~ta!Ì!!.~Ì:. Più in dettaglio.).~. La risposta del substrato biologico in vitro. può legarsi alle proteine plasmati che grçq~anti. giunto in circolo. e soprattutto dell'animale in vivo. inizia anche la sua eliJ. quali la Via_I~!l-'!.=?. che si instaurino fenomeni tossici o addirittura delle gravissime malattie. deve poi valicare le pareti dei capillari sanguigni. l'intensità e la durata dell'effetto farmacologico.!. contenenti spesso multipli principi attivi. e dei suoi estratti.ione.teraR@. Il primo consiste nel somministrare all'animale la droga di continuo. per gIUngere così finalmente al tessuto bersaglio in cui poter svolgere la sua azione. Ciò nonostante. .e. diserbanti) sono state oggi definite le quantità massime tollerate. del farmaco. frutta. come l'arresto cardiaco provocato dalla digitale.-i~fl~en~. riportati dalle vigenti Farmacopee. con la progressiva scomparsa.k~n. o anche la dose tossica. è pertanto necessario pianificare l'esperimento ed analizzare i risultati in base a parametri statistici. qutl:.. cellule o tessuti. o. Riguardo alle modalità tecniche con cui si eseguono i dosaggi. ipnosi. çpsì razion~~y):A termine. dotati di attività simile o anche differente l'uno dall'altro. usando per ogni determinazione un adeguato numero di esperimenti in vitro. Anche la farmacodinamica ~r. (b) le risposte qualitati:v:e si analizzano con due metodi. anche qualitativamente da quella del principio attivo isolato allo stato puro. si sottopone il tessuto od organo all'azione di dosi diverse e ripetute di droga. E ovvio quindi che la droga necessita di una sperimentazione a sé. PJesupposto necessario all'esecuzione di un dosaggio biologico è che la droga provochi in un sistema vivente (animali. esse possono a grandi linee essere così schematizzate: (a) nel caso di una risposta quantitativa.CAPITOLO PRIMO FARMACOGNOSIA GENERALE 35 piego al tempo di raccolta della droga.

Soltanto alla fine del diciottesimo secolo e nel diciannovesimo secolo lo sviluppo della chimica ha offerto dei contributi fondamentali alla farmacologia. dalla cinese. Sertiirner nel 1805 isolò la morfina dall'oppio. permettendo in primo luogo l'isolamento dei principi attivi contenuti nei medicamenti grezzi. hanno tutte contribuito alle nostri attuali conoscenze trasmettendoci liste di farmaci e preparazioni farmaceutiche. ~OS. Oggi i principali componenti delle più importanti droghe sono stati isolati e determinati nelle loro strutture. l'aspetto botanico-morfologico era parte importante della farmacognosia. oggi si tende spesso ad isolare i principi attivi ed a studiàrli di per sé. Era cosÌ necessario per il farmacista non solo conoscere le proprietà biologiche. ecc. (2) le caratteristiche farmacocinetiche di un prodotto complesso quale è la droga. atropfua e cocaina furono tutte isolate nella prima metà dell'BOO. per conoscerne con precisione i parametri farmacocinetici e farmacodinamici. Questi campioni devono essere sperimentati e confrontati sugli stessi preparati biologici e animali usati per sperimentare la droga in esame. Friedrich W. Migliaia di droghe di origine vegetale sono studiate . Fino alla seconda guerra mondiale. A ciò si aggiungono le difficoltà di preparazione e di conservazione di prodotti che. ecc. Importante era anche saperne preparare estratti. In tali saggi comparativi si studia l'intensità d'azione di varie dosi di campione standard e si conf~ont~no l~ rispost. in minor misura. costituiti da droghe raccolte. o in grezze miscele estrattive. e quindi esprimere l'attività di quest'ultimo paragonata a quella dello standardo È ovvio che quanto detto è solo un tentativo di sintetizzare e offrire alcune linee direttive sulla problematica dei saggi e dosaggìfarmacologici. i composti isolati allo stato puro sono molto più usati delle droghe o dei preparati di droga in toto. con cui poter confrontare direttamente l'attività del materiale in esame. chinina. Così. hanno effetti spesso differenti. in particolare deve tenere presenti alcuni fondamentali concetti: (1) l'interazione tra farmaci. Sempre nel 1800. Alla luce di tutto questo. preparati che. e. sono spesso prodotti dall'industria farmaceutica. sia dal punto di vista tecnico che farmacologico. La scoperta in natura di nuovi farmaci è un importante aspetto della ri~ cercafo171taCognostica. d'altronde. sciroppi. nicotina. oggetto di corsi specialistici sulla materia. e la farmacognosia si occupava soprattutto dei metodi usati allo scopo. La complessità di composizione conferisce talora alla droga dei vantaggi nei confronti dell'azione. altri componenti la droga. seguite (1868) dai glicosidi cardioattivi delle foglie di digitale purpurea. ma anche saper identificare le droghe.e in ~no stes~o organ~smo mutare nel tempo e in relazIOne alle condlZlOlll spenmentah (dettagh tecnici. L'insegnamento della Farmacognosia è quindi cambiato. in altri termini. o altre preparazioni elaborate in Farmacia. (3) le proprietà farmaco dinamiche di tale prodotto « multifattoriale» che sono diverse da quelle del fondamentale principio attivo isolato allo stato puro.te alimentazione. possono variare nel tempo e anche subire alterazioni quali modifiche o perdità di attività. alla egiziana. interferiscono con la farmacocinetica del principio attivo di interesse in terapia..c. Le civiltà del passato. preparate e conservate in condizioni rigorosamente standardiz~ate. o anche dopo. LA MODERNA RlçERCA FARMACOG~OSnCA La farmacognosia è vecchia almeno quanto l'uomo: il primitivo che masticò una pianta ed osservò come essa producesse vomito o sonnolenza. pozioni. le loro funzioni nelle piante. greco-romana e medioevale. Lo studio delle droghè si deve pertanto adeguare allo sviluppo delle nozioni farmacologiche più aggiornate. Così.l determmare la dose d~llo s~a~dard. Molti farmaci sono stati scoperti attraverso questa semplice procedura. oltre alla morfina. molte droghe venivano ancora usate come polveri. come vÌsto nei precedenti capitoli. La conoscenza e l'uso di una droga è pertanto più complicato di quello di un farmaco puro. ma può.). estratti.e ottenute con quelle del campione ign~to da ?~sare. e la stessa «immersa" nel complesso preparato di droga. tinture. per lo più quantitativamente ma spesso anche qualitativamente. Oggi. tinture. ché l'effetto del principio attivo fondamentale può essere modulato o corretto da altre sostanze attive presenti nel preparato. È pertanto necessario avere dei campioni di droga ad attività nota e costante.pionì standard internazionali. differen. sono distribuiti ai vari Paesi dal National Institute far MedicaI Research di Londra o da altri Enti deputati allo scopo. quali ad esempio zuccheri semplici o complessi e tannini. caffeina. di molti sono note le vie biosintetiche che conducono alla formazione dei principi attivi. luce. salvo poi essere dimenticati e riscoperti più volte. SI puo. di 4000 anni a. che risulti per mtenslta uguale o pm Vlcma a quella del campIOne llllstudIO. sempre peraltro complicate perché provenienti dal mondo vegetale e animale cosÌ come tali. anche stricnina. si giunse all'isolamento di svariati principi attivi dalle droghe e all'identificazione chimica dei composti farmacologicamente attivi in esse contenuti.a~ch. la sostanza attiva isolata. e anche con la sua farmacodinamica. temperatura.36 CAPITOLO PRIMO FARMACOGNOSIA GENERALE 37 porto alla sensibilità indivi~uale. con lo sviluppo della chimica organica. I catp. già studiava la farmacognosia.

cellule ve etali.~:et~~s~~a ~erapia ottimale. in vivo e in vitro. potrebbe rivelarsi utile nelle manifestazioni cliniche della trombosi. e l SUOI pro ot1:1 ! e~ . Hirudo medicinalis.g:a~l. nuova arma contro la trombosi essendo il più potente inibitore della trombina che si conosca. culiaTi carattenstlChe d~l prepar~to.A. II taxolo è un potente inibitore della replicazione delle cellule eucariotiche che agisce interagendo con i microtubuli. La droga in sere n~oros. quali sono quelle codificate dalla medicina cinese. che depolimerizzano i microtubuli).. È.teine presenti nello stesso secreto. u. cioè la sostanza responsabile dell'attività caratterizzante la droga. più con minore spesa 1 cornpos~1 .1 i j / FARMACOGNOSIA GENERALE 39 . fine di non usarlo quale« placebo» o .. si cerca di isolare e identificare il principio attivo fondamentale dell'estratto. Dalla sanguisuga. Anche da droghe animali si scoprono interessantissimi nuovi farmaci. Tuttavia. lessa che richiede. l'attività di un estratto di piante o di loro parti. la spettrometria di massa. è stata isolata una nuova proteina con spiccate proprietà antivirali e antibatteriche. e Taxus baccata L. presso il National Institute ofHealth al fine di scoprire nuove sostanze terapeuticamente utili. in definitiva. ' dubbio che si incorre nel nschlO non so o I a tato senza ombr a dI . in caso dI patologl e non .e. . ~esto studio può offrire lo spunto ad introdurre modificazioni strutturali atte a migliorare l'attività del principio attivo. I p .usare . :rap~ trapianti in delle 50tuare semphcement:. . à molto esi e. Rimangono da analizzare le altre 35 pro. l finalità compestanze presentl III natura III quan~lt d 11 d toto . ut. per controllare l'effetto deUe variazioni strutturali apportate al prodotto in istudio.. Dalle ghiandole sudoripare di alcune rane arboricole australiane del Genere Litoria.a .~rmacologic~.38 CAPITOLO PRIMO ogni anno negli U. I~ a tre paro. ~ei tran~~c~ l::~~~~~:~:~~r:~urre col~r. già utilizzata nell'uomo senza apparenti problemi. .. oppure fondarsi su notizie della medicina tradizionale. prototipo di una nuov:a classe di farmaci antitumorali. terapia. nel secreto salivare della sanguisuga da cui la sostanza si estrae.le sopratt~t~~àq. /. A questo punto rientra in gioco la necessità della sperimentazione animale.t utlcamente at IV1. rappretoto. oggi. L'irudina.hissima irudina. roga :'lll. anche se senta invece una specIahta medlcmale comp c d't delle pel . . per riscoprirla con le tecnologie più avanzate. Un esempio attuale è il taxolo.' . ed in vitro. l .~~it~l ~~~::io deve estamer:te attivo e presentl una ~ :. dall'infarto all'embolia polmonare. . a conoscenza approlon l a utilizzata per ~at. S' ossono anche at. Dopo avere determinato sperimentalmente in vivo. . è stata estratta l'irudina.o ogIe non graVI. altitiva nella produZlOne dI un prlllclplO a l l osto sia alcaloidi deUa segale corn~ta). diterpene isolato da corteccia e foglie di Taxus brevi/olia Nutt.ame~te ~od~trot~:~ione contenenti molteplici sostanze. capace di neutralizzare lo Staphylococcus aureus e il virus Herpex simplex. u hé fatto con sapienza può essere utile. il taxolo.. studiare cioè piante usate in base ad antichissime tradizioni. . 'cche degli stessi. particolarmente in carcinomi umani refrattari ai farmaci (ovarici e del seno. l'RMN e la cristallografia ai raggi X.' entra m glOcO a all'estremo oppost~ e a.::. . quali la spettroscopia UV e IR. per ottenere Di interesse e mfine la co tura 1 ~e u t' . Il' 1 l' so di prodotti naturali di non provocare effettI d~nnosl. su preparati isolati. vi è poc.s. t~'vo puro (glicosidi digitatici. nell'animale. aumentando la polimerizzazione della tubulina (al contrario della colchicina e della vinblastina. ?~C Altrimenti alla luce fondata su approfondi~e conosc~n~e s~ecl:~tl~ . melanoma maligno).. o. una singolare tendenza ad un ritorno alla natura. Ma la sostanza è stata prodotta in laboratorio tramite tecniche' di ittgegneria genetica. . interessante perché ha dimostrato avere attività antitumorale. ma anche di provocare dei graVI dannt a paZIente. Siamo però III tal caso ~. La ricerca di nuove sostanze attive nel mondo naturale può essere del tutto casuale. 1 lezlOne di pIante plU n biosintesi dei pn~~lpi attlvl el a se d' 11 le vegetali in vitto. è accer1 d' f: llìre la delle conoscenze ormaI avanzatIssIme 1D c ~. no quelli riguardanti la Altri aspetti della ricerca farmac~gnost~c~ so . nc . C'è. La determinazione della struttura chimica del composto attivo viene condotta con metodi fisico-chimici.

MONOSACCARIDI Sono composti largamente diffusi nel mondo vegetale. I carboidrati possono essere globalmente suddivisi in monosaccaridi. è più intensa e duratura di quella esercitata da composti salini. e per via endovenosa agiscono come . e costituiscono importanti riserve energetiche. spesso accumulati in determinate specie che costituiscono una importante fonte di principi attivi. è da attribuire. quali alcoli esavalenti e acidi organici frequentemente presenti in droghe vegetali.diuretici osmotièi:. oltre all'eventuale apporto calorico.Solù-: zioni di glucosio possono essere utiIizzàte per infusione endovenosa. nelle piante rappresentano normali metaboliti. soprattutto . . in rapporto alla scarsa diffusibilità della molecola. Tale attività. Da ricordare inoltre che ì carboidrati costituiscono parte essenziale dei glucosidi. comune anche agli oligosaccaridi. e costituiscono una grande parte della massa dei tessuti vegetali. sono tra ì primi prodotti derivanti dalla fotosintesi a partire dall'anidride carbonica e dall'acqua. I/m<:>!le farmacologica dei monosaccaridi. Se ~Qmçninistrati per via orale. indicate genericamente col termine «zuccheri". prodotti questi di grande interesse farmacognostico. Tali sostanze. in base alla complessità della struttura. considerati in uno specifico capitolo. Saranno qui presi in considerazione anche composti strettamente correlati con i carboidrati. oligosaccaridi e polisaccaridi. Nel presente capitolo saranno considerati i gruppi di carboidrati di origine naturale dotati di particolare interesse in campo farmacologico e tecnico-farmaceutico. in particolare in caso di ipoglicemia e per la nutrizione parenterale. come gli amidi. ì carboidrati sono costituiti da carbonio. idrogeno e ossigeno.CAPITOLO II DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI di EUGENIO RAGAZZI e ALESSANDRO CHINELLATO Come indica il nome. essi infatti fanno parte della struttura di sostegno.all'attività osmotica di alcuni di essi. si possono ottenere azioni lassatiye. come la cellulosa. di solito in un rapporto di 1:2: 1 (vale a dire una molecola d'acqua per ogni atomo di carbonio).

come ad esempio nell'uva. Anche se esistono monosaccaridì fino a 9 atomi dì carbonio. La fonte più importante e più pre.sso deriva dalla specie Sorbus aucuparia L. Il ?ome ste. sorbitolo è presente abbondante nelle piante della famiglia delle Rosacee. come bland9J'!S. presente m . industrialmente viene ottenuto per idrolisi acida sotto pressione di un amido (spesso di mais o di patata). Ilfruttosio o levu10sio è contenuto in molti frutti e nel miele. : saccarosio) e polisaccaridi (es. esosi. oli volatili e pigmenti.e brune). colata dalle incisioni.gIata d! mannitolo è comunque il Fraxinus ornus L. . da cui si ottiene la droga denominata manna. ~on Imp~rezze ~atle.DROGHE CONTENENTI CAIUIOlDRATl 43 42 CAP1TOLO SECONDO Alcoli esavalenti I monosaccaridi possono essere suddivisi in base al numerò di atomi di carbonio. i più noti sono i triosi. ~n metodo biosintetico per la produzione di mannitolo conSiste nella nduzione diretta del fruttosio operata da ceppi batterici di Leuc?nosto. in quanto nel tratto intestinale non viene assorbita e funziona trattenendo liqui~i nella mas~a intestinale. in Asia minore e in Sp~gna. pentosi. La droga contiene ilsO-600f0 di mannitolo ed è usata. Il fruttosio è più solubile in acqua del glucosio ed ha maggiore potere dolcificante.D. 1991) ~a manna è Un succo.c mesenteroides (Lactobacillacee). I! . di forma regolare. ottenuto mediante macerazione in esso di petali di rosa rossa. Il sorbitolo viene ottenuto industrialmente per nduzlOne c~talitica del glucosio. contenenti da 3 a 7 atomi di carbonio. Il mannitolo puro viene usato per via endovenosa quale dIuretico asmatico per la terapia delI'anuria conseguente a . più pregiata. come ilfruttosio. i più comuni sono i pentosi (C SH IO 0 5 ) e gli esosi (C6H!206)' La formula chimica dei monosaccaridi e degli altri carboidrati viene scritta in molti modi diversi: in forma lineare secondo Kiliani (1886).he per i diabetici. da cui può essere ottenuto per idrolisi. (Rosacee). Il grande impiego del glucosio è nell'industria alimentare e dolciaria. come il glucosio che è un a/doso. come del resto anche il mannitolo euro o mannìte. di colorito. Aldosi e chetosi Il glucosio o destrosio è il principale prodotto della fotosintesi ed è contenuto in grandi quantità in molti frutti. o ad anello. che ~uon~sce ~al tronco del Fraxinus OfflUS L (Oleacee).I. in pezzllunghl15-20 cm. che fa risaltare nella struttura della molecola l'anello pentatomico (furanosio) o esatomico (piranosio).m?lte piante. Talora si indicano con termÌni quali « aldopentosi" e « chetoesosi". eptosi. costituit~ da agglomerati e frammenti irregolari caduti al suolo.. ma abbondante soprattutto in quelle appartenenti alla famIglIa delle Oleacee e Ombrellifere e in alcune specie di Laminaria (algh. ~nc.<!ti~0)n pediatria.: inulina). il saccarosio subisce idrolisi enzimatica nella sacca del miele delle api per dare glucosio e fruttosio in parti uguali. Altra distinzione si basa sulla presenza di gruppi aldeidici. Altri componenti del miele sono acqua. Si può utilizzare come dolcifi~a~te. contenenti sostanze tanniche e bioflavonoidi. tetrosi. Il miele è un alimento di riserva dell'ape (Apis mellifìca). Q!lesto composto può essere considerato come tI prodotto di riduzione del glucosio. È anche impiegato come base di partenza per la smtesl chImica della vitamina C e di tutta una serie di tensioattivi di l~rgo . Droghe vegetali e preparazioni. prodotto a p-artire dal nettare dei fiori. È un componente di olìgosaccaridi (es. . biancastro. come blando lassativo e come ingrediente per lrn~azlO~I u~ate in urologia. il cui frutto: molto ncco di sorbitolo. (Oleacee). Manna (F. utilizzato quale astringente e protettivo delta mucosa orale. saccarosio (fino allOOfo). La ~lanta e u~ alb~ro di medie dimensioni (4-8 m) che cresce spontaneo o coltIvato nelI ItalIa meridionale e insulare.uso (Span e Tween). la manna cannellata. oppure di gruppi chetonici. Il miele era in passato impiegato per la preparazione del miele rosato. Il ~annztolo è un polialcool. ~u~~rosì~polialcol:i esavalenti possono essere considerati come prodottt d1 ndUZlOne di esosi. derivato dalla riduzione del fruttosio. colore bianco-giallastro e odore gradevole caratteristico. Talora vi è una prevalenza di fruttosio se nel nettare prelevato dalle api c'è una abbondanza di fruttosio. in seguito a puntura di !~settJ ~ ezcada ornz) o per mezzo di incisioni effettuate sulla corteccia. Il glucosio allo stato puro è largamente usato per infusioni endovenose. nettare ricco soprattutto del disaccaride saccarosio. responsabili dell'aroma caratteristico e del colore che dipendono a loro volta dal tipo di piante da cui le api hanno tratto il nettare. che è quindi definito quale chetoso. Viene pertanto utilizzato come dolcifican~e.§. La droga può presentarsi commercialmente in due varietà: la manna in :orte. consolidato all'aria.

difficoltà nella guarigione delle ferite. Dal punto di vista qiologico. è illattone dell'acido 2. Illattosio o zucchero del latte formato da una molecola di glUCOSlO ed. L'acidità è data dai gruppi enolici. molecole solforate. Il mannitolo per uso endovenoso è utile anche in pazienti sottoposti a interventi chirurgici oculari. L'acido ascorbico viene prodotto industrialmente con procedimenti chimici e biosintetici a partire dal glucosio attraverso l'intermedio sorbitolo. Taluni polisaccaridì Possono formare dispersioni colloidali ~h~ 51 pre~e~­ tano particolarmente viscose. Sono proprio queste carattenstIche chImIco-fisiche che accomunano. Il saccarosio è . Oggi lo scorbuto è malattia rara. costituito da una molecola di glucosio e da una di fruttosio. in modo da ridurre la pressione e l'edema intracranici. Per idrolisi acida del saccarosio si ottIene lo zucchero invertito. Acidi onici Per ossidazione del grupppo alcolico terminale a gruppo carbossilico si ottengono gli acidi uronici. malattia un tempo comune nei navigatori che vivevano per lunghi periodi senza assumere vegetali freschi. la cui carenza produce lo scorbuto. la maggior parte delle dr?ghe.e e. ed è denominato notatina.terogenti quando comprendono monosaccaridi di vario tipo e compostI co~­ relati (esosi. è impiegato anche quale agente capace di aumentare l'osmolarità del plasma. l'uomo è incapace di biosintetizzare l'acido ascorbico.enstIche organolettiche di molti farmaci. pentosi. . essa aiuta a mantenere l'integrità del tessuto connettivo e osseo.. ma che si idratano. impiegata soprattutto nell'industria dolciaria. Il prodotto' di ossidazione. per facilitare la diffusione di acqua dal liquido cerebrospinale al plasma. . una carenza della vitamina darà indebolimento dei capillari con conseguenti emorragie. danni a carico dell'osso e dei denti. è anch'esso fisiologicamente attivo. Il saccarosio migliora inoltre le ~aratt. ossia Una miscela di glucosio e fruttosio. Poiché la vitamina C è essenziale per la sintesi del collagene. rigonfian~osl. Chenopodiacee) e dalla canna da zucchero (Saccbarllm qfJicinarum L.te per effetto osmotico la proliferazione di molti ceppi di microrgamsml. se viene seguita una dieta equilibrata e ricca di vegetali freschi. Il saccarosio è ricavato sopattutto dalla barbabietola (Betavlllgaris L. Come la scimmia e la cavia. derivati direttamente per trasformazione dei precedenti (gomme). ~n tecnica farmaceutica viene impiegato come soluzione concentrata (SCIrOppo) quale veicolo di molti farmaci.. Graminacee). da ricordare che la conservazione di frutta e verdura per lunghi periodi riduce in larga misura il contenuto in tale vitamina. Il Jattosio ha un sapore dolciastro e viene impiegato in tecnica farmace~­ tica quale eccipiente in compresse e come diluente inerte per sostanze rn polvere. ed è impiegato come eccipIe~te In forme solide qualì le pastiglie.! una di galattosio. tale e~­ fetto viene sfruttato in campo farmaceutico negli sciroppi e cam~o. chetosi. Si possono distinguere in poIisaccandI omogenei quando siano costituiti da un unico tipo di monosaccaride'. SIa da prodotti fisiologicamente anomali. Vien~ ottenuto come sottoprodotto dell'industria casearia a partire dal siero dI latte. L'enzima che catalizza l'ossidazione è stato isolato dal Penicillllm nota/um (Aspergillacee). L'acido glucllronico si ottiene dal glucosio per ossidazione ad opera di microrganismi. che si trova in natura assieme all'acido ascorbico. è strettamente correlato agli acidi onici pur non avendo un gruppo carbossilico libero.polisaccarididi interesse farmacol~glco possono essere rappresentati sia da normali prodotti dì riserva delle plan~e (amidi. inulina) o da costituenti delle pareti cellulari stesse (cellulosa). i. acidi uronici.comprese in questq gruppo. perché quest'ultimo ha reagito con un ossidrile per formare un lattane interno.spesso amorfe e insolubili in acqua. I principali usi possono essere schematlzzatl come segue: OUGOSACCARIDI N el mondo vegetale sono frequenti quali disaccaridi. I polisaccaridi sono privi di odore e sapore. in POLISACCARIDI I polisaccaridi SOno macromolecole (polimeri) contenenti un gran~~ munerodi residui monosaccaridici. daI punto di vista dell'impiego farmacoterapeutico e tecnico-farmaceutico. sonO sostanze .3-dienol-l-gluconico. L'acido ascorbico o vitamina C. ahmentare nelle marmellate. amlnozuccheri). per ridurre la pressione intraoculare. aldosi.44 CAPITOLO SECONDO DROGHE CONTENENTI CARBOlDRATl 45 interventi chirurgici. Le soluzioni acquose di saccarosio ad elevata concentrazione (50-60% p/p) hanno il potere di inibire principaI~en. l'acido deidroascorbico. L'acido ascorbico è contenuto iI{ tutte le piante ed è una delle vitamine che l'uomo deve assumere con l' alimentazione. costituisce il 2-8% del latte di mammifero.

metilcellulosa. da! t. ecc. Legllffiinose).46 CAPITOLO SECONDO DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI 47 a) se assunte per vi<i orale.). . dalla patata dolce.. aumentano la massa del contenuto intesti. dal fagiolo (Phaseolus vulgaris L. L'amido per uso farmaceutico e industriale sLottiene. Le cariossidi del riso sono quindi macinate e ridotte in sospensione da cui per centrifugazione si separa l'amido. s_e. POLISACCARlDI OMOGENEI Amido È formato dalla unione di numerose molecole di glucosio. o a stella.al· cool. b) applicate su una superficie cutanea o mucosa in dispersione ac· qUOSa. Per l'amido di riso.uberodi Manihot utilissima Pohl. rracea L.1). del diametro di 1545 Ilm..fr~ckta~j!} . d) per le proprietà di formare soluzioni colloidali. si tratta il riso con soluzioni di sodio idrossido allo 0. sente in quasi tutte le parti delle piante. non sono assorbite e formano uno strato protettivo. È praticamenttUm2hilii1e iQ2ffilla. "O 4 2.4% fino a ottenerne una completa disgregazione. 3) amido dì mais. riso {Oryza saliva L. agar·agar. Granuli semplici. Solanacee).I. rendono possibile una differenziazione microscopica della loro diversa origine (Figura 2.1. in particolare da alcune Graminacee: frumento. Stratificazioni e ilo possono risultare invisibili al microscopio. Descrizione della droga . in sostituzione del talco. che è poi sèccato e polverizzato. car· ragenina. Amido difrumento. a forma lenticolare o discoidale. di forma rotonda. corrispondenti alle successive apposizioni dì strati attorno al centro di formaZlOne. IX Ed. le striature e la posizione dell'ilo. o lineare. di patata e di riso. con g7°~e 0 3 0(0 '7 0 ~fB 6)0 (2)0 ?' 1-: G > DG CI Preparazione . che può essere pericoloso e accumularsi nelle vie respiratorie se inalato.tat~ (So. Al microscopio si presenta come granuli di forma e dimensioni variabili (da ~ a 150 Ilm) da specie a specie.). L'ilo. per esempio.L'amido ha l'aspetto di polvere bianca o di pezzi irregolari. anche dalla Qi!:. (Triticum aestivum 1. vi aderiscono.).pa piante di varie specie. Le dimensioni e la forma dei granuli. di due qiverse dimensioni: alcuni più grossi. lanum tuberosum 1. dalla curcuma. di mais. la polvere. dall'arrowroot o rizoma di Maranta arundi. compressa tra le dita. rizom!1.).. I granuli possono essere inoltre semplici o composti e mostrano in genere un punto centrale o eccentrico detto ilo. 1) Amido dì frumento.. ma accumulato soprattutto nelle radici.. (Marantacee). -'" . ecc. centro di formazione del granulo d'amido.. 4) amido di patata. è inodore e insapore.mi .Esistono numerosi metodi differenti per la produzione di determinati tipi di amido. la procedura utilizzata dipende inoltre dal grado di purezza desiderato e dalla natura della materia prima di partenza.. è attorniato da una successione di strati concentrici. Aspetto microscopico dell'amido di diverse specie. granoturco (Zea mays 1. scricchiola leggermente. l'amido è utilizzato come polvere aspersoria per i bambini.~. ed è pre.V. (Euforbiacee). sono utili in tecnica farmaceutica quali agenti viscogeni e sostanze emulsionanti.. naIe e agiscono pertanto come lassativi demulgenti (pectine. c) come condizionanti sia del sapore che di proprietà irritanti di farmaci. -Secondo la F. 2) amido di riso. sotto forma di polvere. sono officinali l'amido di frumento. FIGURA l'~ ~.

quasi globosi. ch~ sUà voiia viene trasformato in glucosio per azione di una a-glucosidasi (malto).m) e presentano ilo puntiforme. ramificato.Q. nel malto. l'amido si trasforma in destrine e maltosio (disaccaride formato da due molecole di a-glucosio). Composizione chimica eproprietà . nelle patate dolci). enzima contenuto nel frumento e orzo. Amido di riso. come ricordato. sembrano e. .lca. ilo eccentrico a forma di fessura incurvata. con stratificazioni concentriche visibili. L'alta affinità dell'amilosio per lo iodio fa sÌ che possa legare fino al 19% del suo peso di iodio. GranuÌi poligonali con angoli smussati. Amido di fagiolo. Prficare colloidale vischi~sa (colla d'amido) che per raffreddamento puo ge l . P:d~ come per esempio nella fortante per le propneta tecno OglC e e a . questa proprietà può essere sfruttata per determinare il contenuto di amilosio nell'amido.. " r' 1 uò essere ottemente idrolizzata per via en~lmat.6. Ilo allungato. subsferici o piriformi.i2). Struttura chimica e conformazlOne spaZlal e dell'amilosio e dell'amilopectina. hanno un diametro di 6-7 fim. Dimensioni 10-70 fim.(Figur~. mazione di mucillagini.ssere presen l ne... Amido di arrowroot.~~Ijdrolisi acida dell'amido si ottiene . i granuli semplici sono molto piccoli (4-10 IJ. Le soluzioni di amilopectina sono piuttosto stabili.p. Granuli poliedrici riuniti a formare granuli composti.r~. È responsabile della colorazione blu intensa (À max = 660 nm) prodotta dall'amido in presenza di iodio. la maggior parte delle quali è unita da legan:~::~I.\'amilos~9 consiste di una catena lineare di 250-300 residui di D-glucosio. di dimensioni uniformi (10-30 IJ.48 CAPITOLO SECONDO DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI 49 ilo centrale e stratificazioni generalmente pOCO evidenti. l' n ce t' Il'amido anche se non è nota esatta mente. . Amido di mais. Striature concentriche poco evidenti. del diametro di 30-45 IJ.da legami a-l. Granuli ovali o reniformi. come a esemplO a .-1. m. Leni Zima am a l'amilopectina può essere solo parzIaIcatena. pres~nzap~llO~~~i ~Ò idroliz~are' ~he ~he .m). i più piccoli. (À . Granuli ovoidali o piriformi.4. con ilo a forma di piccola fessura raggiata.540 m) e la capacità di legare iodio è violacea in soltanto le parti lineari d:lla modesta.glucosio. l l d' 'do fosforico legate covalenteidrolizza i legami Q. e per la colorazione violacea o rossa (anzichè blu) che danno con soluzione iodo-iodurata. a1Pp.m. b 'bile che il fosfato sia imporubicazione nel P?h~ero. . . Talora i granuli più grossi appaiono fessurati nelle Zone più esterne. L'a-amilasi è un enzima presente nella saliva e nel succo pancreatico e idrolizza i legami a-l. Per idrolisi enzimatica a opera della p-amilasi (o diastasi. Amido di patata. produce dispersioni acquose colloidali poco 'staEiiIi flocculano facilmente. l Idro lS~ comp ~t~ Pisoamilasi che nuta solo con acidi o con altn enZImI. producono colorazione .a la struttura è complicata da ramificazioni dovute a l~gami ~::L§ (circa iI4%). FIGURA 2. con qualche piccola tuberosità. legati assieme . U rto numero dI mo eco e l aCi . a .m. dalle dimensioni variabili tra 30 e 100 IJ. L'ilo è eccentrico e sono presenti marcate striature concentriche. Le destrine sono un prodotto intermedio di idrolisi dell'amido e si distinguono da questo per iI grado di polimerizzazione.4 dell'amido.2. con a conseguenz.arhe p.4. permettendo la digestione e l'assimilazione dei glucosio.itazione seIettiva: ~milosio e amilopectina . insolubIle md~c5Ò~~Or.?rniflo è costituito da due tipi di polimeri.C (a ~econda dell'orisione in acqua è portata ad una temperatura 1 a dis ersione gine dell'amido) i granuli si disaggregano producendo un . L'amilopectina è formata da pì* dilOOO mQlecQle di glucosio. Granuli ovoidali. Strutturalmente l'. " Ii dda ma se la sospenL'amido è. separabili pt:Lpr"e.

4-.tituito da cellulosa pura. viene estratta dal legno previamente trattato con alcali forti per sciogliere la lìgnina (elemento costitutivo del legno a struttura complessa e alto peso molecolare).cosio_farmato da 1000 o plU ulllta connesse tra loro con legami ~-1. Il ceppo B-512 produce destrani con ridotte r~mifica~ zioni.1.2-. I suoi gruppi alcolici sono facilmente metilabili ed esterificabili .Sgs.ni solventi organici. si provvede alla idrolisi parziale per I?Creme~tare la quota di molecole di tali dimensioni. Cellulosa . Destrani Sono polimeri del glucosio..000 e 100. I destrani sono prodotti per azione dell'enzima destrano-sucrasl a partIre dal saccarosio' l'enzima è contenuto in molti batteri. e per indurre sazietà in diete ~lm~granti. Le alchl1cellulose come la metilcellulosa formano disperSl~lll Viscose con l'acqua e possono essere impiegate come lassativo mecca~~co per aumentare il contenuto intestinale. in quan~o dopo evaporazione del solvente forma una pel~col~ ~rotettiva. viene pertanto utilizzata per via endovenosa per determinare la filtrazione glomerulare e defmire la funzionalità renale. per aumentarne ii peso.L'amido costituisce un ottimo eccipiente.4 per formare una cate~'à linear:. al contrario dei destrani con peso molecolare intorno a 100.4. con alcune ramificazioni attraverso legami 1.o . Ca50 4 . adatti per impieghi terapeutici. Questa sofisticazione si scopre determinando l'entità delle ceneri che deve ammontare allo 0. Il destrano grezzo è ur: a ~~scela ~l polisaccaridi con peso molecolare compreso tra qualche mlgltalO : mi~ !ioni. per idrolisi acida o con l'enzima inulinasi. oggi coltivate estesamente anche negli Stati Uniti. igroscopi- cIta. vacee) e di altre specie analoghe. costituiti da molecole di glucosio unite da legami et-1.. Sotto forma di mucillagine serve come protettivo. si ottiene quindi fruttosio.000 hanno anche proprietà antitrombotiche. VIen~ Infatti largaI?ente utilizzato in tecnica farmaceutica per la pro~uzlOne d! compresse. da isolare per succeSSiVO frazLOnamento.ore~ gra~ul0rr:-etria.. sost~nz:e. Il cotone Viene lmpie~ gato per la produzione di bendaggi e di preparati em~statici. mine~ali in polvere finissima. presente sia in soluzlOne nei flUidI cell~la~I. (Mal- lnulina È un polisaccaride di riserva. sia in masse amorfe o sferocristalline. e ottenuto dal pelI epidermICI del seme di Gossypium herbaceum L. Il tetr~nitrato serve per la preparazione del collodio (nitrocellulosa in soluzione di alcool e etere). Uso . . impiegato per uso topi co come veicolo dì medicazioni ~ermatologic~e.. . insolubilità in acqua fredda. masse ~morfe o cristalli.Possono essere aggiunte all'amido. e sgrassato) è.1.6%' al microscopio si può osservare la presenza di elementi estranei. (rie~pi: infatt~ lo stomaco.6-. cioè come sostituti del plasma in caso di shock emorragICO o ustioni estese.000. contenuto in pi~nte del~e fa:n~glie dell~ Composite e Campanulacee. La sofisticazione più frequente è costituita dalla mescolanza di amidi diversi.. 11 cotone i~rofil~ (d~pura:o. ecc. La cellulosa è insolubile nei comu. L'inulina è scarsamente solubIle III acqua fredda.~a sua molecola è un polimem~eLglu. ma non viene assorbita nè diger:ta) . quali CaC03 . . E usato in polveri aspersorie. trova Impiego m tecnICa farmaceutica come agente viscogeno e emulSlOnante. per le caratteristiche di c?l. innocuità. sabbIa sIhcea. dIatomee. I destrani sono impiegati per infusioni endovenose come «plasn:a expanders ". MgC0 3. Unità elementare del polimero cellulosa si può considerare il disaccande cellobiosio. tra cui il Leuconostoc mesenteroides '(Lactobacteriacee) che viene sfruttato per la produzione industriale del polimero. Non viene colorata dallo iodio. L'inulina è costituita da lunghe catene di unità fruttofuranosiche. intervallo questo molto po~o rappresentato nel destrano grezzo. molto usate m campo tessIle.000 che invece sono pro-aggreganti. che pre~enta fi~e granulometria. costituito da due molecole di glucosio unite con legame p-l. ma facilmente si scioglie in acqua a circa 70 °C senz~ g:lifi~ care. piante tipiche delle regioni su~-tro?ic~li. Poichè l'intervallo di peso molecolare di interesse terapeutlco e compreso tra 10. La cellulosa è il principale costituente delle pareti cellulari delle p~:nte.DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI .3.3-0. Dal co:one SI possono ottenere fibre semi-artificiali. Non viene idrolizzata da enZimi del mammiferi ed è escreta immodificata. soprattutto l'amido di nso.J\J 51 CAl'lTOLO SECONDO Sofisticazioni . l destrani con peso molecolare vicino a 40. Da rIcordare l'impiego dell'amido quale antidoto nell'avvelenamento da iodio.

quali la diverticolosi e la pato. gli acidi uronici assieme anche ad altri composti. Sulla pagIna superIore delle lamine fogliacee. Irregol~rm~nte ramificato. La maggior parte dei cibi di origine vegetale contiene fibre s. di circa 5 mm di diametro.dI con~ seguenza viene ridotto. come nel caso dei diabetici. in particolare in soggetti affettt da alterazioni metaboliche dei carboidrati. lungo fino a 15 ~m. Le fibre definite invece insolubili.1iente e protettivo delle mucose della fari~!E:' Più raramente era utilizzato come tonico amaro p~r l~ p~~~. pr.52 CAPITOLO SECONDO DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI 53 Lichene islandico La_ dr9g. e limitare nel contempo la velocità di assorbimento post:rrandiale di glucosio e colesterolo. come pure dal loro prodotti di ossidazione. con margini muniti di fini papille (spermogoni). adsorbono grandi quantità di acqua.e~teroep~tico. la crusca di grano contiene in prevalenza fibre mso!~bdI. l'acido usni.. indispensabili per l'assorbimento del colesterolo dal tratto intestinale. L'uso terapeutico. Analogamente all'amido~la li~henina è formata da due componenti. lichene della famiglia ~eIle P~rm~lia~ee: I. svolgendo una importante funzione dI controllo metabolico. ruvid~ al tatto.a o amido di lichene. aumentando il volume e riducendo la conSIsten~a delle feci. oltre a un acido do: tato di proprietà antibiotiche. u~. il colore è marrone fulvo sulla pagina supenore. legati dalle fibre solubI~I. crea una carenza di tali acidi che devono essere sintetizzati nel fegato ID maggiore quantità e non più riassorbiti attraverso il circolo. formando un ver~ e ?r~pn~ «gel. Tale dIstmzione appare importante più che dal punto di vista chimico-fisic~~ ~opra~­ tutto dal punto di vista dietetico-farmacologico.ati~i della POSSIbilità di venire o meno idrolizzati a livello intestmale.. ingerit~. sostituendola con i termini «polisaccaridi am~­ dacei» e «polisaccaridi non amidacei>" chiaram. e qumdl essere assorbiti oppure svolgere l'azione prima citata caratteristica delle fibre. La consiste~za è c~ri. .za della" cetrarina.co.3-g1ucosidici. d'America e in Groenlandia. ormai larg.ente indic. hanno un effetto essenzialmente meccanico a livello intest!naie facilitando il transito. l'uno solubile in acqua fredda e che si colora con iodio. Mor~ologicamente l'organismo si presenta con tallo eretto. a forma di disco rOS50bruno.n~to per bre~e ebollizio?e e lavando la droga con acqua fredda. comprendenti come si è detto cellulosa e lignine. risultando in tal modo particolarmente utili per la cura della stipsi e delle affezioni spesso associate. verso i margini dei lobi terminali. Non ha odore. tra il muschio in regioni fredde d'Europa.la SOIU~l~l sia insolubili. in quanto capaci di formare soluzioni più o meno viscose con acq~a. U~a tale suddivisione rende ragione anche della necessità di raggruppare funzlOnal~ mente.oducono sensazione di sazietà e rallentano la velocità di tranSIto del Clbo mgerito.: che condiziona nel tratto gastrointestinale alcune funzlOm dIgestive e dI transito: a livello gastrico. Il lichene islandico contiene inoltre due acidi lattonici insaturi isomeri.. . gngiO su quella mferiore.~e~te abbandonato.. Mancano quasi sempre gli apoteci perchè il hchene VIene raccolto m autunno. con piccole e depresse macchie bianche. Va in soluzione con l'acqua anche un principio amaro che può essere eliminato scartando il liquido ~tte. dI natura pohfenolica. l'acido lichenstearico e l'acido protolichenstearico. daU-. e quindi fisiologicamente. logia emorroidaria. In tal modo.in contrap?~si­ zione alle fibre insolubili. Anche il controllo dell'assorbimento mtestmale dI glucosio. simile alla cel- POLISACCARIDI ETEROGENEI Sono rappresentati da polimeri formati sia da esosi. assume estrem~ valore nel controllo dei livelli glicemici.di legami P-l . operato dalle medesime fibre solubili. assieme alle gomme e mucillagini che sono state definite anchefibre solubili. prima della loro formazione. La droga è costituita da frammenti di tallo. comprendenti la cell ulosa e le hgmne. l'altro che non dà tale colorazione e che gelifica. i vari tipi di polisaccaridi. gli apoteci. mentre ad esempio la crusca di avena è ricca anche ~i r:b~e solubilI.acea. Il controllo dell'assorbimento intestinale dei colesterolo sembra essere dovuto all'interferenza con l'azione degli acidi biliari.i è ì1 tallo della Cetraria islandica (L) Ach. è denominato acido cetrarico o cetrarina.. le fibre idrosolubili possono aiutare a ridurre l'introito alimentare. Tale pnnclplO amaro.a maggiore eliminazione degli stessi acidi biliari. I più noti composti di questo gruppo sono le pectine..li~heni s?no d~lle associazioni di alghe e funghi che VIvono m simblOsl. Le fibre solubl~I mfattI. Recentemente alcuni studiosi hanno proposto dI ehmmare la notazione di « fibre alimentari". I1ltchene IslandlCo cresce sulla corteccia di alberi e. ' . di conslsten~a cartlla?Inea. formato da lamine fogliacee sottili. che molte si ottiene quindi glucosio. sia da pentosi. ~~lo~~!Da c~~a certa Quota. più o meno arrotolati e fra~ilì a cau~a del dissecca:nento. vi sono dei corpi fruttiferi.' ~~a idrolisi I! costituente principale è la licbenin. il sapore è amaro. aumentando il volume del cibo. consisteva nel preparare un decotto al 5% come e!E2l. tutto questo avviene a spese del colesterolo circolante il cUIl~vello .

La composizione chimica delle due classi non sem~re .acqua fredda. come disintegranti.3. gruppi di polisaccaridi eterogenei che SI e tentato dr dIfferenzIare tra loro 1ll base a caratteristiche di comportamento a contatto con l'acqua: le gomme sono generalmente molto solu- COOH H OH FiGURA 2. rr: ente piuttosto differenti: non vi è pertanto una netta linea di demarca- volte si comportano in maniera molto simile.getali sono cementate tra loro dalla protopectina. Anch~. ve. ma rigonfiandosi note:olm~nt~ sono utilizzabili quali lassativi di massa.ta. tr~spare?tl o opache.a è un poligalatturonoside (Figura 2. tenstlche dI VISCOSltà. . e capace dI solublhzzare la protopectina trasformandola in pectin~. emulsionanti. quali le perossidasi: per tale motivo. (Leguminose) e altre specie ~i a~aci~ che for~ niscono la droga.QSÌQJi. agenti viscogeni. cisione. di c~ Q~. pectine e mucillagini. COme del resto non vi è neppure una base chImIca atta a sostenere questa differenziazione. rugose. meno abbondanti sono utilizzati CQmpletam~nte per il metabohsmo della l2ian.3) in cui alcuni gruppI carbosstllCI sono presenti come esteri metilid. iIl. SIa pentosl. L-arabinosio. La r~ccoTta inizia con l'esecuzione di una incisione nella cort~ccia fino a lasciare scoperto il cambio. perché ne~la stagione delle piogge i ~i della fotosi~tesi. Gomme e mucillagini sono di largo impiego in tecnica farmaceutica come leganti in compresse. Alcune sono insolubili in acqua. È stato ipotizzato che le gomme vengano prodotte in patologie vegetali. Può formare delle sol. Sono contenutI anche enzimi ossidanti. la protopectmasl. Le pectine sono molto abbondanti nella frutta (r:n ele .Qpo 20-30 g10rm dall m.è compl~­ tamente nota. La specie Acacia senegal L.54 CAPITOLO SECONDO Z10ne tra go~~e.gomme e l~ ":uczllagi~i sono due. questa operazione induce la produzIOne della gomma che si secca all'aria in forma di gocce o lacrime. m febbraIOmarzo.uzioni c~ll~idali. ma modificata e solubilizzata dall'acqua bollen~e s~tt~ press1On~. assieme ai loro prodotti di ossidazione. L-ramnosio e acido D-glucuronico. come del resto alcum denvatl della cellulosa. si sa comunque che contengono sia eSOSI. un: massa dotata di elevata viscosità. tuttavi~ tale distinzione è abbastanza artificiosa. cellule. in quanto molti prodotti sembrano essere intermedi alle due classi. sostanze che possono subire facilmente ossidazione non devono essere mescolate con la gomma acacia. Il gruppo carbossilico di tali acidi è generalmente salificato da ioni calcio o magne510. ch~ è ~~ calcico (con tracce di magnesio e potassio) cieli' acido arahico. La pe~t~n.e.un enzima presente in molti frutti.:. Formula di struttura dell'acido pectico. ossia gli addi uronici. bili mentre le muciUagini non si dissolvono ma si rigonfiano a formare . -Il principale componente della gomma acacia è l'firabina. arance. nel tentati~o di ~ipara~e lesion~ accidentali mentre le mucillagini sono dei normalI costItuentI delle plante. :?n frattura vitrea.negal e nel Sudano La maggior parte della droga proviene dalle piantagioni ~i Kordo~an nel Sudano La stagione migliore per la raccolta è guella secca. scr~pol~te. X Gomma acacia o arabica o del Senegal GOMME E MUCILLAGINI L. La gomma VIene raccolta d. anche se sono struttural~ PECTINE Le. giallo o rossastro. carrube) COme pure nelle radici (barbabietole e genZIana). e il grado di metilazione è determinante per le carat. elemento costitutivo delle pectine. sostanza msolubl1e m. COStltUlto da un polisaccaride a catene ramificate. sono originarie dell' Mrica: sono cespugh spmosi o alben di modeste dimensioni che crescono nel SJ:. dalla cui idrolisi si ottiene D-gal~tto­ sio. limoni.

ASIa mmore. Può presentarsi come lamine. Persia.duce baccelli contenenti 5-6 semi rotondi di colore marrone chIaro. tessuti. (Sterculiacee). a cui sono legati con legami 0:-1. Non si scioglie in acqua ma si rigonfia notevol:nente e pertanto può trovare impiego quale lassativo. Gomma adragante D~rìva da . arabinosio. xilosio e fucosio. formato da un polisaccaride lineare dI molecole ~1 D-mannosio unite con legami P-l. Libano. nella produzione di inchiostri e nell'industria dolCIana. alternati a due molecole di man~osio (~igura 2. il principale costituente è un galattomannano del p~so molecolar~ di circa 220. FIGURA 2. incolori o giallastre. I semI vengono macinati e la farina ottenuta viene sottoposta a riscaldamento in aut~clav~ per inatti~are gli enzimi e sterilizzare e:e~~uali micr?~ganìsmi. La gomma. galattosio.specie di 1stragalus. Gomma guar Viene ottenuta dall'endosperma dei semi di Cyamopsis tetragonolobus (L. contorte. strette. È costituita da glucosio. albero nativo dell'India.a ~abI~.in India e Pakistan. e quando viene diluita non produce deposito. la soluzione ha reazione acida. come disintegrante per compresse.56 CAPITOLO SECONDO DROGHE CONTENENTI CARBOIDRATI 57 La gomma acacia è quasi completamente solubile nel doppio volume di acqua. 3~ in lamine. Gomma sterculia Ottenuta dalla Sterculia urens Roxb. non dà colorazione con lo iodio per l'assenza di amido e destrina.. In farmacia è usata come emulSIOnante. L'impiego più frequente è come agente viscogeno. (Leguminose). Formula di struttura (parziale) della gomma guar. come emulsionante o per dare consistenza o coesione a forme farmaceutiche solide.) Taub. e come legante nella p!"eearazione di compresse. una r:ianta coltivata. acidi uronic!. mente anche negli Stati Uniti. inodori: è la qualità più pregiata. La fanna dI guar contiene circa 1'85% di mucillagiUl ldrosolublh che possono essere estratte. È usata inoltre come adesivo..4. fuoriesce spontanéa attraverso fessure e ~unture della corteccia. In campo terape~­ tico è usato come lassativo. Segnalato anche l'impiego per ridurre l'assorbimento mtestlnaIe di colesterolo. La gomma trasuda attraverso incisioni naturali o artificiali della coteccia del tronco e si solidifica in gocce semitrasparenti. strisce o filamenti sotti~i. ma per la raccolta si eseguono incisioni profonde sul fusto.000.nm:f/!.4. derivante dalla trasformazione delle pareti cellulari del midollo e dei raggi midollari. Comme~cial~ente v~ene suddivisa in tre tipi: 1) gomma adragante m sorte: lacnme Irregolan. E un'erba alta CIrca 60 c~. . è viscida. La gomma guar trova oggi largo impiego in molte mdustne.!. è Il componente fondamentale delle pastiglie gommose. Viene utilizzata anche in preparati antitussivi per le proprietà demulcenti. con debole odore di acido acetico. Siria. (Legumlllose).6 reSIdui di D-galattosio. 2) vermicolare: strisce lunghe. come addensante. :ne emulslOoan. trasparenti. effetto molto utile nel trattan:ento dI~tetlC? del diabete. alimenti. soprattutto dal1'Astragalus !J!!!.numerose . ma soprattutto come inibitore dell'~so~bI­ mento intestinale di glucosio. frutIce che cresce nell'area compresa tra GreCIa. opp~:e essere uthzzata per applicazioni tecnologiche quale sostituto della pIU costosa gomma adragante. giallastre o brunastre. che pro.te. e attual- L'imp~ego è in tecnica farmaceutica COme agente viscogeno e CQ...4). n~lla produzione di carta.

il nome è stato quindi esteso a indicare il prodotto ottenuto per essiccazione di tali gelatine. Spagna. insolubtle.Ulnuronico ~ COO~ H H OH H ~H o~ H acido L-guJuronico Preparazione . Descrizione della droga . non si deve utilizzare il seme macinato perchè il pigmento del rivestimento del seme può essere assorbito e accumulato nei tubuli renali.mco.a una pulce (da cui il nome psyllium = pulce).4. sottoposte a ripetuti lavaggi e seccate per prolungata esposizione al sole che le imbianca. ~ u.L'agar-agar contiene un polisaccaride eterogeneo le cui principali componenti sono agarosio e agaropectina.ionì e come gelificante. L'alginato di calcio.lla Francia. La parola agar-agar è usata in Malesia per indicare queste alghe rosse. zione. Raccolte nel pèriodo invernale. l'acido alginico viene precipitato per acidifica- HO acido D~m.. c0f!l~ ad esempio Macrocystis pyrifera Agarth. L'intero seme viene uti11~zato come lassativo. . Le alghe vengono seccate. Il gel ottenuto viene privato dell'acqua (e delle' impurezze solubili) alternando congelamento e scongelamento. oppure può essere in scaglie o in polvere. simlle.4. L'epidermide del seme ~Ontlene una mucillagine che si rigonfia in acqua. della famiglia delle Plantaginacee.. l'alginato di sodio viene utilizzato in tecnica farmaceutica come stabilizzante di ~gl$19ni es~spen.genere Laminaria (Laminariacee). Droghe vegetali e preparazioni. Acido alginico a-l. 1991) . (Lessoniacee) e spe:le del. FIGURA 2. Composizione . Agar-Agar (F. Il seme è piccolo.5-1 cm.n costituente della parete cellulare di alghe brune. Sud Africa. translucide. L~ droga consiste nel seme maturo e disseccato di Piantago psyUium L. utili per preparare gelatine alimentari.I. le alghe vengono ripulite dalla sabbia e dalle conchiglie. .5.Lungo le coste del Giappone le alghe sono coltivate intorno a pali infissi nel mare per fornire un supporto su cui svilupparsi. Dall'estratto.L'agar-agar si presenta come strisce bianco-giallastre. Sono piante erbacee annue che crescono nell'area mediterranea.5) legate assieme da legami P-I.U. costituito da polisaccaridi idrosolubili di diverse specie di alghe rosse (Celidium. lunghe 50-60 cm e di 0. componenti dell'acido alginico. lungo 2-3 mm. famiglia Gracilariacee) che vegetano lungo le coste dell'Oceano Pacifico.5) uniti da legami . o di P.Nume~o~e specie di alghe brune sono impiegate nella produzione deIl aCido algl. .58 CAPITOLO SECONDO DROGHE CONTENENTI CARBOlDRATI 59 Psi1lio (F. Si fanno quindi bollire con acqua leggermente acida e la mucillagine che si ottiene viene filtrata attraverso tela e lasciata raffreddare all'aria aperta (la preparazione avviene durante la stagione invernale) per due o tre notti. Stati Uniti. ridotto in strisce e ulteriormente disseccato.U. famiglia Gelidiacee e Cracilaria. Austraha.1 mm di spessore. e da residui di acido L-guluronico (Figura 2. di colore marrone scuro. responsabile della resistenza del gel ottenuto. Oggi la droga viene preparata in Giappone. quindi neutralizzato con carbonato sadico. e Atlantico. maClllate e sottoposte ad estrazione con soluzione diluita di carbonato sadico. viene utilizzato per preparare garze medicate emostatiche. L'alginato di sodio si presenta come una polvere incolore e insapore che a contatto con l'acqua forma una soluzione colloidale viscosa. e infine viene asciugato a 35 °C. Formula di struttura dell'acido D-mannuronico e dell'acido L-guluronico.I. coltivate soprattutto nel sud de. Il polisaccaride è cost1t~ltO da unità di acido D-mannuronico (Figura 2. larghe 0. L'agarosio è un polimero neutro del galattosio. l'alginato di sodio viene poi precipitato con etanolo.) È un estratto essiccato. Viene impiegato anche co:ne protettivo nel reflusso gastro-esofageo. Indica L. IX Ed.

in corrispondenza dei punti di attacco delle radici secondarie. CIOè la sua solubilizza. detta malvischio o malva viscida. e di alghe è simile ma non identica. Consiste di tallì lunghi circa 10-15 cm e di forma varia. tondeggianti. diff