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Honduras

Honduras

Ritratto in breve
È forse una delle mete meno battute di tutta l’America Centrale. Ma, proprio per questo, l’Honduras nasconde zone del tutto incontaminate, paesaggi suggestivi e un mare che tocca tutte le sfumature del blu. Paradiso per quei turisti che amano definirsi "alternativi", questo Paese tuttavia non ha solide basi economiche e ha una situazione politica piuttosto incerta. E ciò si vede anche nelle strutture turistiche. Detto ciò, non si può non considerare il passato artistico dell’epoca coloniale spagnola, né tantomeno le bellezze di Tegucigalpa, la capitale. Tra le altre mete preferite dai viaggiatori c’è Tela, il paradiso che tutti abbiamo in testa quando immaginiamo la spiaggia perfetta su cui perdere la cognizione del tempo. Sempre in tema di mare e spiagge da segnalare sono l’ Islas de la Bahía, dove mangiare dell’ottimo pesce da comprare in baracchini e gustare direttamente in riva al mare. Se poi volete cambiare un po’ il panorama e concentrarvi sulla cultura del luogo, fate un salto a Comayagua, capitale dell’Honduras dal 1537 al 1880. Tipico esempio di architettura coloniale, è tra i più importanti di tutta la regione.

Capitale
Tegucigalpa. Circondata da pinete, la capitale dell’Honduras è affollata, rumorosa e adagiata in una conca a 1.000 metri sul livello del mare. Diventata centro amministrativo del Paese nel 1880, ospita alcuni monumenti coloniali davvero suggestivi. Un esempio è la Cattedrale al centro della città, costruita nel XVIII secolo. La cupola d’oro, lo stile Barocco e le opere d’arte all’interno fanno di questo edificio il cuore artistico di Tegucigalpa, anche se non l’unico di un certo interesse. L'Antiguo Paraninfo Universitaria, la sede dell'antica università ora trasformata in galleria d'arte, il moderno Palacio Legislativo, poggiato su colonne, la Casa Presidencial e la cinquecentesca Iglesia de San Francisco (la prima chiesa costruita a Tegucigalpa), sono altre mete imperdibili. A separare la città dalla gemella Comayagüela c’è il fiume Río Choluteca. Nella parte est della capitale, invece, c’è l’area commerciale ed è qui che è concentrata la vita notturna.

Lingua
In Honduras si parla spagnolo, anche se l’inglese è molto diffuso.

Religione
La religione più diffusa è il cristianesimo, in particolare la confessione cattolica. È anche presente una buona rappresentanza protestante.

Sport
L’Honduras ha partecipato ai Giochi Olimpici per la prima volta nel 1968, non aggiudicandosi però nessuna medaglia. Uno degli sportivi più noti è il calciatore David Suazo, ex giocatore di Cagliari, Inter e Genoa.

Fuso orario
Sette ore in meno rispetto all’Italia.

Distanza dall'Italia
L’Honduras è raggiungibile in aereo dall’Italia con un volo (con scalo) di circa 21 ore.

Moneta
La moneta ufficiale è la Lempira (HNL), anche se il Dollaro americano (USD) è accettato più o meno ovunque.

Documenti
Per recarsi in Honduras è necessario il passaporto. Il visto, invece, è obbligatorio soltanto per soggiorni con durata superiore a 90 giorni.

Salute e assicurazione
Le condizioni sanitarie sono migliori nelle zone residenziali della capitale ed in quelle dei principali centri urbani. La profilassi antimalarica, previo parere medico, è consigliata se ci si reca nella zona della cosiddetta "Mosquitia".

Quando andare
Il periodo che va da novembre ad aprile è il più indicato per visitare l’Honduras. A maggio e giugno, però, sono in programma molte feste, compreso il carnevale. Da tener presente che lungo la costa piove praticamente durante tutto l’anno e, durante l’estate (soprattutto nella costa settentrionale) si verificano spesso uragani.

Come arrivare
Aereo. L’unico volo diretto dall’Italia all’Honduras è verso Roatan ed è effettuato da Blue Panorama. Diverse sono però le compagnie aeree che collegano l’Europa con il vicino Guatemala, il Costarica o Panama. Tra le principali segnaliamo United Airlines, Iberia, British Airways, TAP e American Airlines. L’aeroporto Toncontin di Tegucigalpa è sprovvisto di radar e questo lo rende tra gli scali più insicuri al mondo. Sono invece più moderne e sicure le strutture del nuovo aeroporto internazionale di San Pedro Sula.

Indirizzi utili
Ambasciata d’Italia in Honduras: ed. Plaza Azul - Col. Lomas del Guijarro Sur, Tegucigalpa, tel. 00504.239.5790. Guarda il sito.

Come telefonare
Prefisso per l’Italia: 0039 Prefisso dall’Italia: 00504

In valigia
Abbigliamento comodi e capi estivi, non particolarmente eleganti. Per essere sicuri portate con voi qualche spray antizanzara e contro le punture di insetti.

Da visitare
I dintorni di Tegucigalpa. Solo le vicinanze della capitale meritano un paio di giornate di visita. Si può partire dall’enorme Basílica de Suyapa, situata a 7 km da Tegucigalpa. Secondo la tradizione cristiana la Vergine questa città, patrona dell’Honduras, è stata artefice di centinaia di miracoli. Ecco perché è oggetto di moltissimi pellegrinaggi dalle zone vicine. Non lontano da lì c’è la città di Santa Lucia, un'affascinante e antica rocca spagnola piena di stradine e vicoli, con una splendida chiesa. Dopo la visita si può proseguire verso Valle de Ángeles, uno dei centri minerari del paese - fondato dagli Spagnoli – e caratterizzato da un aspetto Cinquecentesco grazie al restauro di diversi edifici. Non lontano c’è il Parco nazionale La Tigra, uno dei luoghi più attraenti dell'Honduras. Situato a un'altezza di 2.270 metri sul livello del mare, dà la possibilità di ammirare la splendida foresta e gli animali selvaggi che la abitano.

Comayagua. Ex capitaledel Paese, permette di cogliere in modo tangibile il passato coloniale dell’Honduras. E l’edificio che meglio rappresenta questo trascorso è la Cattedrale, al centro della città. Costruita tra il 1685 ed il 1715, custodisce diverse opere d’arte tra cui uno degli orologi più antichi del mondo. Fabbricato dai Mori per il Palazzo dell’Alhambra più di 800 anni fa, arrivò a Comayagua come regalo del re di Spagna Filippo II. Un altro primato appartiene all’Università, la prima di tutta l’America Centrale e fondata nel 1632. Ora è la sede del Museo Colonial che accoglie le opere religiose di quattro secoli di colonialismo.

Copán Ruinas. Due splendide attrazioni turistiche. Diverse, ma legate tra loro in qualche modo: il paesino con palazzi bianchi e tegole rosse e le rovine Maya. Il villaggio sembra davvero fuori dal tempo. Forse grazie alla chiesa coloniale e, appunto, queste case che – più che abitazioni – sembrano dei tratti di un pittore. Il sito archeologico delle rovine, invece, è tutt’altro che fuori dal tempo. Ne è legato. Qui, infatti, si possono ammirare le stele della grande Plaza, opere risalenti al 613 su cui sono rappresentati i governanti di Copán. Oppure il campo da gioco della 'pelota' e la scalinata dei geroglifici. Senza dimenticare l'Acropoli, con i suoi rilievi che rappresentano i sedici sovrani di Copán.

Tela. La città balneare per eccellenza di tutto l’Honduras. Luogo tranquillo, paradisiaco. Dove si può nuotare nell’acqua

azzurra e mangiare del pesce fresco ogni giorno. Un paio di giorni di assoluto relax in questo luogo valgonola vacanza. Negli ultimi anni, tuttavia, anche alcuni tour operator hanno scoperto questo posto ma il rischio del sovraffollamento turistico è decisamente molto lontano.

Islas de la Bahía (Bay Islands). Roatán, Guanaja e Utila, le tre isole della Baia a 50 km al largo della costa nord dell’Honduras, sono la naturale continuazione della barriera corallina del Belize. Un luogo fantastico per le immersioni, per il relax e per gustare pesce delizioso. Tutte e tre le isole hanno una storia interessante, compresa la parte che riguarda l’antica occupazione Maya. Qui arrivò anche Cristoforo Colombo nel 1502. Dopo una breve dominazione spagnola, 25 anni dopo le isole divennero preda di pirati inglesi, francesi e olandesi. Sotto certi punti di vista l’architettura britannica è ancora presente in questi territori e la lingua inglese è molto diffusa.

Tradizioni e folklore
I nativi dell’Honduras mantengono molte delle abitudini originarie, a cominciare dalla lingua, che non è stata soppiantata completamente dallo spagnolo o dall'inglese. Forte è, inoltre, il legame familiare, che si manifesta soprattutto nei canti e nelle danze rituali. Dal punto di vista dei culti, va detto che la religione dell’Honduras è il cristianesimo, anche se si sta verificando una sorta di sincretismo che amalgama credenze, riti, fino all’animismo. Tuttavia, la festa più importante di tutto il Paese è dedicata alla Vergine di Suyapa, ogni anno all’inizio di febbraio, quando si possono ammirare pellegrinaggi e celebrazioni molto colorate e sentite da tutta la popolazione.

A tavola
La cucina locale si basa su riso, tortillas, carne, patate e banane fritte. Un ottimo spuntino è rappresentato da tortillas con quesillo, un panino composto da due tortillas con un ripieno di formaggio bianco fuso. Da segnalare anche la sopa de caracol, una minestra di strombo e noce di cocco. Anche pollo fritto e trippa sono diffusi, soprattutto di domenica. Tra le specialità dell’Honduras ci sono anche i licuados, succhi di frutta diluiti con latte. Per gli amanti delle bevande alcoliche, c’è l’aguardiente, l'acquavite locale, utilizzata come base per molti drink. Da non dimenticare, sempre in tema di Bacco, il cave, liquore al caffè, che viene prodotto a San Juancito, un piccolo centro vicino a Tegucigalpa.

Prodotti tipici
Nei variopinti mercati delle città sono in vendita i prodotti dell'artigianato locale. Legno, cuoio, tessuti vari e, perché no, anche strumenti musicali. Da vedere, almeno una volta, è il mercato della capitale, a Tegucigalpa, sulla sponda ovest del fiume Río Choluteca.

Lo sapevi che...
…il nome Honduras venne dato da Cristoforo Colombo? In spagnolo significa “profondità delle acque”.

Personaggi celebri
Originario dell’Honduras è lo scienziato Juan Carlos Reina, matematico e fisico di fama internazionale. Tra i maggiori esponenti della cultura honduregna, nonché noto attivista politico c’è anche Julio Escoto, autore di El Rey del Albor Madrugada.

Da leggere
Oltre alle opere del citato Julio Escoto, per avere un quadro d’insieme più generale delle civiltà che si sono succedute nel Centro America e nell’Honduras in particolare, segnaliamo Civiltà al sole di Kurt Wilhelm Marek (Mondadori), un vero e proprio classico per chi ama l'archeologia. Dello stesso autore è molto interessante anche Civiltà sepolte (Einaudi).

Da ascoltare
La musica dell’Honduras è molto varia, considerando i canti ed i balli tradizionali. Particolarmente diffusi sono salsa, merengue e reggae. C’è da dire, però, che la forte influenza inglese prima e americana poi, hanno fatto sbocciare una cultura pop anglosassone anche in Honduras. Ecco spiegate le numerose band giovanili che provano ad imitare i re del genere e la vasta produzione di brani in lingua inglese.

Da vedere
La produzione autoctona è praticamente inesistente. Prima di un viaggio in Honduras, però, è interessante vedere il film I ribelli dell’Honduras di Jacques Tourneur (1953), che racconta la storia di un americano che si infiltra nel paese per lottare contro il regime di Hidalgo.

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