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Anoressia e Bulimia

Anoressia e Bulimia

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Procediamo dapprima con una analisi sommaria: mamma-mamma, quindi il terreno relazionale nel
quale siamo stati allevati, è fredda o è calda?
• sommiamo le scelte di colore nelle cinque colonnine.
• dividiamo i colori freddi (blu, nero) da quelli caldi (giallo, rosso), il verde lo consideriamo a sé

stante:

nero + blu = ? ; giallo + rosso = ?; verde = ?

Se la somma dei colori nero + blu prevale sulla somma di giallo + rosso, allora mamma-
mamma è fredda; se i colori caldi (giallo, rosso) prevalgono su quelli freddi mamma-mamma è
calda; se il colore verde prevale sugli altri singoli colori il terreno relazionale è ambivalente,
ansioso, ossessivo. (Nel caso i colori freddi equivalgono a quelli caldi, il terreno relazionale
andrà considerato come se fosse verde).

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Colore: la psicologia neoreichiana ha attribuito ad ogni tipologia caratteriale uno specifico colore. La sperimentazione che sta
alla base di questa classificazione è riportata in miei numerosi scritti (vd. bibliografia elencata alla fine del libro).

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La mamma “fredda” (vedi anche scheda 3 a pag. 29).

... appartiene al “tipo S” o al “tipo O”. Si approccia al bambino con modalità intellettive. La sua
energia non valica la superficie del corpo, non transita quindi dall’ Io-mamma al Tu-figlio. La
relazione è supportata dalla “mente” e non dal “cuore”. Nel regno della mente, i bimbi si perdono. Il
loro minuscolo Sé, non avvezzo a leggere Proust o Marcuse, ma nemmeno attrezzato per capire le
saggezze di “Donna moderna”, vorrebbe un appiglio solido, caldo, confortevole, accogliente. Il
biberon sterilizzato, i “Pampers” a tripla protezione non bastano per farne un essere felice. (Vd.
anche riquadro “Harlow” a pag. 29).
Lo sfondo della psiche della mamma-fredda è dominato dall’angoscia di essere abbandonata. Per
ovviare alle tensioni che ne derivano, ella tende a comportarsi come se l’abbandono fosse già
avvenuto, mettendo in azione un meccanismo di difesa dell’Io che la psicologia ha chiamato

intellettualizzazione:

Cerchiamo ora di capire la mamma-fredda. Non è costei un individuo senz’anima, ma il suo Sé è
condizionato da “fantasie abbandoniche” che si sintetizzano nella seguente equazione:

attaccamento = abbandono é angoscia.

Come fa rilevare l’analista Leopold Szondi, questo tipo di carattere tende, come abbiamo
accennato, a comportarsi - al di là della situazione reale - come se già fosse stato abbandonato, il
che lo costringe ad un rapporto Io-Io (l’energia non transita verso l’esterno), relegando il Tu nello
sfondo dell’esperienza. Il Tu è perciò vissuto con sentimenti di ambivalenza: da un lato diviene un
indispensabile oggetto d’appoggio (intellettualizzato ergo afisico), dall’altro fonte d’angoscia
d’abbandono (nella sua fisicità).
Da questa scomoda posizione, mamma-fredda tende ad uscire attraverso quella meccanica che la
psicologia definisce spostamento (trasferimento dell’interesse, dell’intensità emotivo-
sentimentale un tempo provato verso il Tu, su oggetti originariamente di scarsa rilevanza, ma che
ora assurgono a veri e propri elementi di sostegno del Sé che nega il rapporto Io-Tu-Io).
Ecco
come l’arte o la religione o il misticismo o il lavoro o il cibo o la droga divengono più importanti
dell’affettività. Ciò che è afisico è controllabile, poiché non esprime alcuna volontà propria, quindi
non “... mi abbandonerà mai!”.

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