Enzo Bandelloni

ELEMENTI DI ARCHITETTURA TECNICA
Quarta edizione ampliata e aggiornata a cura di Paolo Andriolo Stagno Giorgio Baroni e Francesca Franchini

CLEUP

EDITORE-PADOVA

Prima edizione: settembre 1970 Seconda edizione: marzo 1975 Terza edizione: maggio 1982 Quarta edizione: aprile 1986 Ristampa corretta: febbraio 1991 Ristampa: febbraio 1995 Ristampa: maggio 1998

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CLEUP - Cooperativa Libraria Editrice dell'Università di Padova © 1986 by "CLEUP EDITORE" PADOVA

INDICE

Prefazione alla prima edizione del 1970 di Enzo Bandelloni Prefazione alla terza edizione del 1982 di Pierluigi Giordani Cap. 1 ESPRESSIVITÀ' DELLE STRUTTURE NELLO STUDIO DEL L'ARCHITETTURA TECNICA IL PROBLEMA TECNICO STRUTTURALE IL LEGNO Proprietà e prove relative ai legnami Classificazione dei legnami Principale impiego dei legnami Difetti dei legnami Applicazione dei legnami come elementi costruttivi Lavorazione del legno I MATERIALI LAPIDEI CERAMICI - LATERIZI I LEGANTI - LE MALTE Le malte Malte addittivate Malte pronte LE MURATURE Definizioni . Materiali impiegati nelle murature Nomenclatura delle murature Murature con funzione strutturale Caratteristiche fisico-tecniche delle murature Caratteristiche estetiche delle murature Nomenclatura delle parti costitutive le murature laterizie . . Prove per la determinazione della resistenza e del carico ammissibile Carichi gravanti sulle murature Cenni sulle murature non laterizie Norme costruttive

IX XI

1 13 29 30 32 34 34 35 35 39 47 55 58 59 60 61 61 61 62 63 66 66 67 74 76 83 84

Cap. Cap.

2 3

Cap. Cap. Cap.

4 5 6

Cap.

7

VI

Cap. 8

MATERIALI SINTETICI E METALLICI NON FERROSI Le resine sintetiche I bitumi Materiali non ferrosi ILFERRO I materiali ferrosi Requisiti fondamentali dell'acciaio Caratteristiche dell'acciaio Caratteristiche negative Caratteristiche positive Acciai speciali Formati e denominazioni Esempi profilati a doppio T Norme per la progettazione Acciai da costruzione Collegamenti Confronto acciaio calcestruzzo armato IL CALCESTRUZZO ARMATO Cenni storici II calcestruzzo di cemento Il cemento Gli inerti La ghiaia L'acqua Il calcestruzzo Tensioni ammissibili Controllo di qualità del conglomerato L'armatura metallica Casse forme e sostegni per

85 85 89 89 91 94 95 96 97 99 99 100 1 02 104 106 109 122 135 136 156 156 163 164 167 167 181 182 187 198 203 204 < 205 209 212 212 212 214 217 218 228 228

Cap.

9

Cap. 10

il

getto

Cap. 1 1

CALCESTRUZZO ARMATO PRECOMPRESSO Raffronto fra strutture precompresse e strutture in e.a. . .. I materiali Criteri di calcolo Regolamentazioni legislative Cause e valutazioni delle cadute di tensione Sistemi di precompressione Pregi del conglomerato precompresso LE FONDAZIONI Classifica e resistenza dei terreni Le fondazioni Fondazioni in superficie

Cap. 12

VII

Fondazioni lineari o continue Fondazioni a plinti Fondazioni a trave rovescia Fondazioni a platea Fondazioni in profondità Pali costruiti fuori opera Pali gettati in opera Statica dei pali Formule di stabilità dei pali Stabilità dei pali in gruppo Prove di carico sui pali Le fondazioni speciali Cassoni autoaffondanti Cassoni pneumatici Pali ad elementi Palancole Diaframmi in calcestruzzo Consolidamento del terreno Cap. 13 ISOLAI Solai in legno Solai in calcestruzzo armato Solai in laterizio e e.a Solai in acciaio LE COPERTURE Coperture a volta Coperture a falda Strutture sottotegola per edifici civili Coperture piane Il manto di copertura LA PROTEZIONE CONTRO L'UMIDITA' Isolamento dall'umidità sotterranea Isolamento dagli agenti atmosferici Barriera al vapore PROBLEMI ACUSTICI Materiali acustici L'isolamento acustico La correzione acustica PROBLEMI TERMICI Richiami di trasmissione del calore

229 230 231 232 233 234 237 247 249 251 253 255 256 257 258 259 260 261 265 265 267 270 280 289 289 294 300 302 304 311 311 314 318 321 325 326 335 339 339

Cap. 14

Cap. 1 5

Cap. 16

Cap. 1 7

Vili

Normativa italiana Tecniche di architettura bioclimatica Cap. 18 LE SCALE Tipo di collegamento verticale Tipologia della scala Norme di progettazione Dimensionamento Struttura I SERRAMENTI Tipi di serramento Caratteristiche strutturali del serramento Particolarità dei serramenti metallici Vetri OPERE DI FINITURA Intonaci Tipi di intonaco distinti per tipo di lavorazione Pavimenti Rivestimenti Tinteggiature e coloriture CENNI SULL'INDUSTRIALIZZAZIONE DELL'EDILIZIA E LA PREFABBRICAZIONE La progettazione per l'edilizia industrializzata

341 348 357 358 359 363 366 367 377 379 392 398 401 403 403 405 407 418 422

Cap. 1 9

Cap. 20

Cap. 21

427 431

Cap. 22 IL PROGETTO, LA CONDOTTA, LA CONTABILIZZAZIONE DEI LAVORI E I COLLAUDI Introduzione Compilazione del progetto Approvazione del progetto Appalto Gara di appalto Contratto Esecuzione dei lavori e loro condotta Contabilità dei lavori Revisione dei prezzi Riserve Collaudo tecnico-amministrativo Disciplina per le opere in conglomerato cementizio (semplice, armato e precompresso) e per le strutture metalliche.
FAC-SIMILE DEGLI ATTI RELATIVI ALLA CONTABILIZZAZIONE DEI LAVORI. . . .

435 435 438 460 463 465 477 478 486 493 495 497 499
507

Prefazione alla prima edizione del 1970

Questa raccolta di appunti dalle lezioni di Architettura Tecnica che completa e integra le dispense redatte e pubblicate a cura degli studenti durante gli anni scorsi, non deve essere considerata un testo completo della materia ma soltanto un agile ausilio per un primo approccio alla molteplicità di fattori che sono alla base dei problemi tecnico-strutturali inerenti alle costruzioni. Per chi volesse approfondire la materia è riportata per ogni sìngolo capitolo una bibliografia essenziale, alla quale si è largamente attinto sia nella stesura del testo che nella scelta delle illustrazioni. Per ciascun materiale trattato è stato anche succintamente riportato il procedimento per dedurre il costo analitico dello stesso, onde dare un'indicazione seppure sommaria del fattore economico che sovente è alla base per la scelta di un materiale, e che qualche volta non è sufficientemente considerato dal progettista. E' stato invece amplìamente trattato in un capitolo a parte, l'aspetto economico-amministrativo e burocratico che è conseguente ad un progetto, riportando nella bibliografia le principali leggi e norme che possono interessare l'ingegnere civile nell'esercizio della professione. Hanno collaborato gli assistenti ing. Paolo Andriolo-Stagno, ing. Pino Bottacin, ing. Paolo Schwarcz, arch. Piero Mansutti ai quali va un grato ringraziamento per la non lieve fatica.

Enzo Bandelloni

Prefazione alla terza edizione del 1982

Ancora nel 1978 l'indimenticabile amico Prof. Enzo Bandelloni, Ordinario di Architettura Tecnica in questo Istituto, aveva deciso di por mano ad una riedizione del suo testo dì Elementi dì Architettura Tecnica, aggiornandolo secondo le nuove normative ed adattandolo a quanto la sua esperienza didattica e scientifica gli era venuta suggerendo, anche per ciò che riguardava una più attuale ripartizione degli argomenti. La tragica sua scomparsa nel dicembre di quell'anno purtroppo impediva anche il solo avvio concreto dell'operazione, che fino ad allora si era limitata a costruttivi scambi di idee con i collaboratori al suo corso. Esaurite ora anche le ultime scorte del volume, non è apparsa conveniente una semplice ristampa dell'opera, che da anni è adottata come testo anche da altre Facoltà di Ingegneria. Il Prof. Giorgio Baroni, l'Ing. Paolo Andriolo Stagno e l'Ing. Francesca Franchini, allo scopo preminente di perpetuare il ricordo del Prof. Bandelloni tra docenti e discenti, hanno ora provveduto ad un generale aggiornamento ed ampliamento del testo, previa una attenta rilettura e mantenendo la validissima struttura di base del volume. In particolare P. Andriolo Stagno ha curato la revisione dei capitoli dal n. 9 al 13, adeguandoli alle nuove norme sull'accettazione dei materiali e sulla progettazione ed esecuzione delle strutture in acciaio e in calcestruzzo armato, nonché di quelli relativi alle coperture, alle scale, ai serramenti, alle opere dì finitura ed alle norme per il progetto e la condotta dei lavori edili; G. Baroni ha rivisto i primi quattro capitoli ed ha integrato ed in parte rielaborato i capitoli n. 5, 6, 15, 16 e 21 sui ceramici e laterizi, sui leganti e le malte, sulla protezione contro l'umidità, sui problemi acustici e sull'industrializzazione edilizia; F. Franchini ha infine redatto ex novo i capitoli n. 7 sulle murature, n. 8 sui materiali sintetici e su quelli metallici non ferrosi ed il capitolo n. 17 sui problemi termici, in relazione anche alle recenti norme sul contenimento dei consumi energetici.

Pierluigi Giordani Direttore dell'Istituto di Architettura e Urbanistica dell'Università di Padova Gennaio 1982

La risposta a detta dello stesso Nervi non può essere che unica: il costruire è arte pur nei suoi aspetti più tecnici. non certo traducibile a mezzo di leggi di carattere assoluto e numerico. di funzionalità. che risponda soltanto a qualcuno dei quesiti posti all'atto della impostazione del problema. o non piuttosto un fatto eminentemente scientifico. Ogni elemento. di staticità e di economia che compongono un'opera e la qualificano soprattutto nel tempo. ogni organismo. ma per risultare "riuscita" dovrà poter fondere nel suo complesso tutto quell'insieme di fattori che sono di estetica. ogni struttura ha una propria funzionalità e nel contempo una propria esteticità. o economica (fattore quest'ultimo di fondamentale importanza e più volte trascurato dai progettisti). anche in relazione ai gusti e alle mode che quasi sempre sono passeggeri. e sotto altri possono essere invece riguardati come degli oggetti d'arte nelle opere d'arte. E' impensabile infatti una qualsiasi struttura. Infatti anche l'indagine strutturale più esatta condotta sia pure con procedimento matematico complesso. considerando il fatto estetico insito nell'opera. e possono perciò essere considerati come degli utensili. o strutturale. cioè sotto certi aspetti costituiscono deglf strumenti che adempiono a determinate funzioni. In ogni opera di progettazione è necessario quindi impostare i problemi che. possano permettere di fondere in un tutt'uno. ossia un atto creativo dominato e determinato da elementi umani ed individuali. organico ed indiscindibile. che è in fondo il presupposto primo per chiunque voglia operare con coscienza nel campo delle costruzioni.CAPITOLO PRIMO ESPRESSIVITÀ DELLE STRUTTURE NELLO STUDIO DELLA ARCHITETTURA TECNICA Pier Luigi Nervi nel suo volume ''Scienza o arte del costruire" pone la domanda se il costruire sia prevalentemente un'arte. le esigenze della tecnica con quelle dell'arte. Soprattutto interesserebbe conoscere il motivo per cui il nostro spirito è disposto a riconoscere bella una struttura genuinamente concepita nell'organizzazione unitariamen- . presenta sovente una limitata acutezza che può essere integrata e completata solo mediante un lavoro personale di intuizione e comprensione dei fenomeni statici. e non solo edilizia. regolato da formule impersonali colleganti in modo rigido ed univoco premesse di problemi a precise conseguenze di soluzioni. ad esempio alla sola funzione estetica. cioè quelli che si riferiscono alla stabilità delle strutture.

ove — solo per chi è dotato . cioè della precisione dei vocaboli. applicativo ed anche estetico. può essere paragonata ad un vasto dizionario che raccoglie catalogando ed analizzando criticamente le singole voci. come elementi tecnici. che insieme composte con l'aiuto della grammatica e della sintassi cioè con i modi di comporre e di unire correttamente le singole voci — costituisce il linguaggio architettonico. Nell'architettura si dovranno quindi attentamente esaminare tutti gli elementi. Tale considerazione era soprattutto valida nei secoli passati ove un qualsiasi cittadino inserito in una tradizione trovava la vera identità grazie alla costrizione che gli imponeva di rispettare quanto di vincolante era stato elaborato. che dovrebbe rappresentare appunto il passo ultimo a partire dal singolo vocabolo. Nulla era allora ammissibile al di fuori dell'esistenza di gruppo. come singoli operatori o come artisti. dei vocaboli. i colori. cioè dal dizionario. cioè l'espressione della composizione architettonica.si può raggiungere la poesia. cioè i materiali. Non è da dimenticare che vi sono infatti degli aspetti di artisticità dovuti ai singoli individui ed altri dovuti al "gruppo". L'architettura.2 te totale di fattori razionali e di fattori fantastici. cioè il canone delle autorappresentazioni ammesse dalla collettività. i volumi. che possono essere sia elementi strutturali che distributivi. Come tutti i linguaggi è quindi costituito da delle parole. che rappresentano i segni del linguaggio architettonico che permettono di leggere nell'opera la proiezione di noi stessi. possono essere trasformati dall'artista ed assumere quindi delle nuove utilizzazioni che possono dare ai semplici vocaboli anche delle nuove significazioni. per . e rappresentano degli strumenti per esprimersi che una volta inseriti nel ritmo compositivo. I vocaboli sono raccolti nei dizionari. ordinandoli e catalogandoli. nelle nostre antiche città ove. L'architettura tecnica è appunto una raccolta analitica dei singoli vocaboli che sono indispensabili al progettista che si esprime nella sua opera a mezzo di un linguaggio tecnico ed estetico. unitamente alla società ed alla civiltà a cui si appartiene. che visivamente si rappresentava nell'estetica di gruppo. in quanto sono proprio questi elementi. Da ciò si deduce l'importanza dell'approfondimento nello studio dell'architettura tecnica. le strutture. attraverso le regole grammaticali e sintattiche per giungere ad accendere la fantasia nella fase della composizione. le linee. che nel contesto più ampio di uno scritto o di una poesia assumono una particolare individualità. è un linguaggio: linguaggio per chi si esprime e linguaggio per chi legge e cerca di penetrare e di interpretare le ragioni che hanno fatto concepire quella determinata forma nella mente e poi nell'opera dell'artefice. che sempre sono perfezionabili nella loro catalogazione. o più genericamente l'arte. ed esempio di un tale modo di intendere la civiltà è attorno a noi. e quindi inseribili in dizionari — cioè nel bagaglio delle cognizioni tecniche di ciascuno — attraverso una cristallizzazione di perfezionamento che è tecnico.

ove la necessità di contenere gli orizzontamenti entro luci modeste. L'elemento costruttivo originario. ogni opera chiaramente rappresenta oltre all'individualità dell'artista. come testimoniano gli scavi eseguiti in India.3 chi sappia leggerla. detto anche traverso o orizzontamento. e basti pensare ai templi greci. come elemento costitutivo delle fabbriche e l'arco come elemento di stabilità e di struttura delle stesse. chiamato anche in altre facoltà come corso di Elementi Costruttivi. E' però necessario cercare di analizzare in profondità e con impegno culturale il problema della struttura. vincolato alle strutture verticali da semplice appoggio. che portarono alla luce un forno per mattoni e in epoca anche precedente in Mesopotamia e Babilonia. A questo proposito sembra non inutile molto brevemente accennare allo sviluppo successivo delle tecniche costruttive con particolare relazione alle conseguenze e all'impiego dei materiali. La tecnica costruttiva fin dalle sue origini. per secoli. del vetro ed in genere dei materiali odierni. che in pratica costituirono l'aspetto estetico delle architetture di quei periodi. ove con tale materiale vennero eseguite costruzioni maestose di . Fig. condizionò l'interasse tra i pilastri e le colonne. Il materiale impiegato è generalmente lapideo e la struttura presenta un fondamentale errore di impostazione statica cioè quello di caricare la pietra disposta orizzontalmente su due appoggi. fin dalle sue origini. portò a particolari determinazioni formali. contrarie alle caratteristiche fisiche e tecnologiche proprie del materiale. i problemi di oggi che sono di grande importanza e di notevole mutevolezza. di cultura e di arte. L'architettura romana nacque e si sviluppò sotto il segno della riscoperta di due elementi fondamentali. 1. pietra e laterizio. lo spirito e la società del tempo.1. il laterizio. dato il continuo aggiornamento che la nascita e la sperimentazione di nuovi materiali richiede. solo da poco con l'applicazione del calcestruzzo armato. L'uso della pietra come elemento strutturale orizzontale. ragioni e successivi' aggiornamenti per poter affrontare con un sufficiente bagaglio di nozioni. di tecnica. in quanto il problema tecnico strutturale dell'architettura è in fondo l'oggetto del corso di Architettura Tecnica. a partire dal 2000 a. del ferro. costruito da due piedritti o pilastri e superiormente da un architrave. delle materie plastiche. investendo tutta la costruzione con una serie di misure reciproche e di rapporti dimensionali tra i singoli elementi e tra le varie partiture. alle sue significazioni. che è in continua fase di sperimentazione. a Lothal. che rappresentarono anche il senso di una particolare sensibilità formale che fu di ricerca di raffinata proporzione e di un gusto che investì e configurò ogni rappresentazione di quella civiltà. I primi laterizi furono infatti adoperati dalle civiltà orientali. si è basata su tre elementi fondamentali che sono legno. di sviluppo e di controllo. date le sue limitazioni più avanti accennate. e assoggettarla quindi a sollecitazioni di flessione e taglio. creando un nuovo linguaggio tecnico ed estetico. che più volte ritroveremo nello sviluppo del corso è il trilite. la tecnica costruttiva si è rapidamente evoluta.C.

4). il cui scopo principale era quello di rendere piana la superficie e di contenere il nucleo di calcestruzzo quando questo non era ancora ben essiccato. 1. che era ben conosciuto dai romani. Infatti come fa notare uno studioso inglese (W. ma di solito questi ne costituivano il paramento esterno. opus cementicium. "The Listener" nov. 1956): "Molti visitatori lasciano Roma senza sospettare che il Pantheon e le Terme di Caracalla non sono assolutamente edifici in mattoni. De Architectura.4 cui ancora oggi restano evidenti tracce. E' però da dire che negli elementi dell'architettura romana il muro o l'arco non era co- Fig. e di materie cementizie. co- . Con i romani il laterizio.2 e 11. divenne il simbolo e la visione di un fatto costruttivo del tutto nuovo. o aggregati. In effetti i mattoni sono soltanto un rivestimento superficiale. struito interamente in mattoni. formato e cotto in fornace.1 — Porta dei Leoni a Micene. Roman concrete and Roman palaces. Un altro comune errore è la convinzione che i mattoni spesso incorporino quelli che ovviamente sembrano elementi strutturali. come ci ricorda Vitruvio nella descrizione delle specificazioni tecniche (Vitruvio. la cassaforma dell'anima della struttura che di solito era il calcestruzzo. quali le calci idrauliche ed il cemento Portland. cioè un conglomerato di sostanze solide. Perkins. 1. cioè l'elemento parallelipedo di argilla impastata.

La verità è che una volta asciugato. in teoria. Gli archi di sostegno e simili elementi avevano senza dubbio una notevole importanza durante la costruzione.2 — Archi romani sulla via Nova. come se un edificio romano in calcestruzzo fosse un organismo dina- Fjg. il calcestruzzo romano era quasi del tutto inerte. sopraporte e finestre. ai piedi del Palatino. ma l'edificio. purché la struttura progettata fosse abbastanza resistente da sostenere . una volta terminato. Muri e volte potrebbero. di una cattedrale gotica.5 me archi di sostegno. essere costruiti nella forma preferita dall'architetto. si reggeva grazie alla grande resistenza ed alla monoliticità del calcestruzzo stesso. 1. mico nello stesso senso. ad esempio. Questa credenza ha portato alcuni studiosi a parlare di volte romane in termini di raccolta e trasmissione di spinte.

3 — Arco romano con struttura in calcestruzzo. privo di stabilità se le sue spalle non sono sostenute da solidi muri. 1. fu poi in pratica negletta dai greci che preferirono la struttura architravata. atti a sopportare la spinta dell'arco. come ad esempio nelle mura di Perugia.C. L'arco romano è generalmente semicircolare. e se i pilastri di sostegno non solo altrettanto solidi. Da ciò ne consegue l'aspetto estetico delle strutture romane. ove archi e volte realizzati senza catene erano impostati su grandi e massicci piedritti. ed in particolare gli edifici religiosi. di notevole regresso e di abbandono delle tecniche divenute ormai tradizionali. dopo un periodo susseguente alla caduta dell'Impero romano. 1. la cui dimensione per il principio delle resistenze passive. le cattedrali romaniche le quali. nell'arco cosiddetto di Augusto per la superficiale aggiunta d'epoca romana. Tali principi costruttivi. con materiali lapidei. come testimoniano numerosi reperti. fu quello che informò staticamente le costruzioni di quel periodo. con le due navate affiancate a quella principale. largo uso. Il principio prima accennato delle resistenze passive. nella quale venne approfondito ed affinato il gusto tutto romano per la lavorazione delle murature con elementi di laterizio.3. trovarono applicazione nel Medio Evo. e ripresa invece dagli etruschi che ne fecero Fig. Nella continuità muraria di queste costruzioni si può individuare uno .6 il suo stesso peso". La struttura ad arco era già nota agli egiziani verso il 2000 a. dopo il Mille. costituivano un efficiente sistema per lo scarico sul terreno delle spinte degli archi e delle volte che coprivano lo spazio. Fig.2 e 1. e caratterizzarono formalmente con la loro espressività le strutture dell'architettura romanica. era necessaria per assorbire entro il nocciolo d'inerzia della base la risultante delle forze dovute al peso proprio ed alla spinta dell'arco.

perché con la volta a nervature le armature di sostegno erano limitate ai soli archi trasversali ed alle costolature. come si è già visto. La volta infatti era pensata e realizzata come composta da più volte secondarie che ricoprivano gli spazi lasciati libere dalle costolature (elementi di struttura). Fig. Tutti gli elementi contribuiscono alla stabilità della costruzione. formato da pilastri o costoloni necessari a scaricare la spinta degli archi. le altre parti dell'involucro — i muri perimetrali e i campi delle volte tra un costolone e l'altro — sono addossati a questo scheletro più o meno strettamente. sorsero le architetture gotiche. le volte a crociera permettono lo scarico su soli quattro punti. E' da accennare anche al concetto veramente "moderno" dell'ideazione dell'edificio gotico. essendo le resistenze maggiormente affidate alle murature esterne realizzate di notevole spessore per assorbire appunto le spinte degli archi e delle volte. Praticamente nello stesso periodo. ma gli architetti di quel periodo combinarono insieme i vari elementi secondo il principio delle resistenze attive. I nodi struttrali affiorano all'esterno. i piedritti centrali possono snellirsi in colonne. aveva caratterizzato le costruzioni romane e posteriori. necessarie per la costruzione delle volte a botte o di quelle a crociera romaniche. Dal punto di vista costruttivo venivano eliminate le costose armature lignee lungo tutta la lunghezza e la larghezza. con i gotici il materiale letteralmente vibrò nello spazio con una leggerezza fino allora sconosciuta. ma particolarmente fuori d'Italia.7 scheletro resistente. mentre per gli spicchi di riempimento. essi sono l'arco acuto. tra di loro indipendenti. veniva applicato un sistema leggero di centinatura mobile. ma quasi sempre distinguibili con chiarezza. I vantaggi tecnici di tale soluzione sono anche molteplici: innanzi tutto mentre la volta a botte di tipo romano scarica le forze lungo tutta la linea costituita dai due muri perimetrali corrispondenti all'imposta. I caratteri costitutivi dell'architettura gotica sono ben noti. rappresentando visivamente con estrema eleganza e raffinatezza la realtà degli sforzi di sostegno e contrasto di quelle arditissime strutture.6). 1. sotto forma di costole e contrafforti. l'arco acuto permette altresì al costruttore di voltare coperture svincolate dalle piante rigidamente quadrate e di dare a queste con una maggiore verticalità uno slancio visivo più accentuato. realizzando così un perfetto sistema spaziale elastico. ottenendo l'eccezionale risultato estetico di animare e vibrare le inerti masse murarie accelerandone il movimento spaziale per ridurre l'edificio ad una visibile struttura di linee di forze tra loro intersecantesi.4. ed infatti archi acuti e rampanti compaiono in precedenti chiese romaniche. E' da dire però che nessuna di queste strutture è puramente un'invenzione gotica. l'arco rampante e la volta a nervature. ripetendo i ritmi delle campate interne. come le grandi cattedrali di Francia e di Inghilterra.5 e 1. La forma architettonica evidenziata è così essenzialmente in funzione della struttura. 1. nelle quali l'applicazione del materiale lapideo perse quella ottusità statica e pesantezza visiva che. nel quale le pareti perdono la loro pesantezza e di- .

di San Pietro. uniche architetture di Venezia. verso il 1500 fiori e proprio dall'Italia. 1.8 mensione e quindi l'essenza di maschi murari. gli elementi di chiusura addirittura scompaiono.linee di forza . quando penso tutto questo. che con le loro opere tentarono di cristallizzare entro normative e schemi i modi e le varie forme di comporre e costruire gli edifici. filtrate in Italia però attraverso gli influssi delle tradizioni locali e basti per questo pensare ai monumenti dell'Italia centrale ed alle splendide. il Serbo. come Leon Battista Alberti. gio tecnico ed estetico tutta la costruzione. di Santa Maria del Fiore. il Vignola. studiati ed analizzati fin nel profondo. e non solo nel campo dell'arte. che incanala lungo una sapiente ramificazione il flusso delle forze per guidarlo nella sua discesa sino ai fusti ed alle radici. vedendole sorgere nella loro imponente realtà. con le sue eccezionali personalità artistiche e le sue realizzazioni può essere considerata come punto di partenza della cultura moderna. quando penso al turbamento che devono aver provato e virilmente superato gli ideatori e costruttori di colossi come le Terme di Caracalla. I materiali prevalentemente lapidei impiegati nelle strutture delle fabbriche vennero trattati e .Schema strutturale di una volta gotica. o le cupole del Pantheon.4 . il Palladio. ed inchinarmi sulla sua potenza creatrice". Dopo notevoli ed interessanti esperienze gotiche. da Firenze e Padova. quella cultura rinascimentale che con le sue speculazioni filosofiche.che contrappuntano con un perfetto linguag- Fig. 1949) nota a proposito di queste strutture che alla luce delle conoscenze di oggi sembrano impensabili: "Quando penso alla struttura delle cattedrali gotiche. lo Scamozzi. il Danusso (in "Quaderni della Fondazione Pesenti". non posso che riconoscere la precedenza storica dell'intuito sulla scienza. Fu il periodo dei grandi trattatisti. rifacendosi ai grandi esempi del passato che furono riscoperti. Un moderno e famoso scienziato. sostituiti da grandi policromie vetrate tra gli esili elementi strutturali .

prima scarsamente impiegato.1. anche l'intonaco.6 . Pianta e particolare della volta. .Chiesa di S.9 plasmati con un sentimento estetico tale da assumere delle valorizzazioni espressive che ne caratterizzarono l'impiego.5 . Anna ad Annaberg (1499). 1. acquistò la dignità di materiale come elemento tecnico Fig.

il cui cammino seguente è in pratica storia di oggi e strettamente connesso ai fenomeni politici. filosofiche ed artistiche. Il seicento approfondi i grandi concetti già espressi nel secolo precedente superandoli nelle innovatorie concezioni politiche. si ripiegava sotto il peso degli ornamenti plastici del manierismo e del rococò. ma lo spazio che fluisce e si compenetra valorizzato dalla luce e dagli effetti prospettici. come stessero in piedi". per la prima volta nell'architettura entrò il concetto di spazio. Lorenzo di Torino del Guarini. e che servissero di miracolo. Si può dire che in questo periodo passa in secondo piano l'impiego meditato dei materiali. sociali e tecnici degli anni che ci hanno preceduto e di quelli nei qua- . ed il neoclassicismo con la pedissequa ripetizione dei canoni e degli ordini dell'antichità denunciava la sua fredda illogicità concettuale. mentre per altri non uscì dai limiti del manierismo. che in alcuni artisti assunse a vette di poesia. ma non lo spazio rigido. Quella del Lodoli fu certamente la prima voce. il primo passo verso quella concezione che oggi è intesa come architettura moderna.10 e decorativo. Ormai il Barocco. cioè come catena per archi e volte. ove la struttura venne piegata al lirismo poetico e spaziale dell'idea informatrice per dare. condannò cosi ogni forma di decorazione. tanto l'arte è informata da una superiore concezione di spiritualità e di abbandono dei vecchi tradizionali schemi. perché la bellezza poteva consistere solo nel chiaro ordine degli elementi impiegati per raggiungere un chiaro e determinato fine. noto attraverso le opere dell'Algarotti e del Memmo derivava dalle concezioni meccaniche di Galileo. ed anche più direttamente da quelle sensistiche di Bacone. criticando anche gli antichi "perché la pura ragione delle cose è ancora più antica degli antichi". In questo panorama il Lodoli predicava che l'architettura non era da considerare scultura. ma aveva il precipuo scopo di "fare una fabbrica molto durevole". ed ogni materiale doveva avere "la sua ragione". bloccato e severo delle costruzioni greche. in quanto mai si doveva parlare di bellezza di una fabbrica ma di utilità. in nome della ragione predicò la sincerità strutturale. Concezioni statiche di grande interesse trovarono applicazione nelle fantasticherie architettoniche e costruttive dei grandi maestri. per dirla con le stesse parole del Guarini "lo scopo di erigere edifici molto forti si che sembrassero deboli. mentre apparirono le prime applicazioni del ferro usato come elemento per contrastare le strutture spingenti. come nel S. "devonsi unire fabbrica e ragione e sia funzione la rappresentazione" era tra i suoi motti. romane o medioevali. Verso la metà del settecento si levò a Venezia una voce isolata. Il materiale. veniva così ad assumere un'importanza decisiva in quanto il cosiddetto "stile" non era altro che tecnica nel costruire che poteva essere valorizzato solo "dalle espressioni delle precise proporzioni della materia che si mette in uso in una fabbrica". quella del frate veneziano Carlo Lodoli che. dopo la sua splendida fioritura. Il "lodoljsmo".

. Torino. luglio 1958. A.. Milano. G. Scienza o arte del costruire. PETRIGNANI. 1967. e sul quale si tornerà sia pur brevemente nel corso dei capitoli che seguono. in "Atti e rassegna tecnica". Le forme architettoniche. 1920. Storia del materiale da costruire. G. ROISECCO.. Torino. MILANI.B. Genova. 1945. A. MILANI e V.11 li viviamo. Roma. N. PEVSNER. CAVALLARI MURAT.L. Milano. N. Bari. P.B. Milano. DAVEY. Storia dell'architettura europea. Tecnologìe dell'architettura. Bibliografia G. NERVI. Intuizione statica ed immaginazione formale nei reticoli delle volte-gotiche nervate. 1958. 1965. FASOLO. 2 voi. Vita dei materiali in architettura. 1959.L'ossatura murale.1931-1940. 3 voi.

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vengono formati di due diversi ambienti universitari: le scuole di Architettura e quelle di Ingegneria Civile. si dovrebbe concludere che le scuole di architettura e l'ambiente culturale architettonico sono tuttora dominati da un formalismo simile. ebbe a scrivere nella prefazione del suo volume Nuove Strutture. in occasione di concorsi o su riviste specializzate. in fan- . a parte le conoscenze tecniche. Per affrontare con coerenza e sensibilità il problema della struttura. unitamente a quella complessità di fattori legati all'ambiente. Si è già visto come nel passato sia stato proprio l'impiego meditato del materiale. Chi ad esempio costruirà in legno o in pietra — tecniche però ormai in disuso — dovrà tener conto e valutare le diverse limitazioni negative che tali materiali impongono. ove fa particolarmente riferimento alle mentalità tutte diverse nell'affrontare il problema che generalmente caratterizzano il progettista a seconda che sia uscito da una scuola di Ingegneria o di Architettura: "Nel nostro paese. Il problema tecnico strutturale è anche e soprattutto in funzione del corretto e sapiente uso del materiale: in particolare ogni struttura avrà un determinato linguaggio e particolare impiego e specificazioni a seconda del materiale impiegato. Da quanto mi risulta per conoscenza diretta. che ha determinato delle espressioni formali e delle forme costruttive ed architettoniche. Naturalmente in ogni organismo di tale tipo non è possibile assolutamente prescindere dalla scelta del materiale da impiegare. e per considerazioni fatte esaminando. libero da ogni preoccupazione tecnica.CAPITOLO SECONDO IL PROBLEMA TECNICO STRUTTURALE E' da definire come organismo statico qualsiasi corretta e coerente realizzazione della complessità di elementi portanti e portati che entrano in gioco in una struttura. costruendo invece in calcestruzzo armato o in acciaio si dovranno considerare tutti i fattori sia positivi che negativi che sono tipici di due mezzi anche espressivi cosi diversi. alla tradizione ed all'economia che non sono mai da dimenticare. i futuri tecnici e progettisti di tutto il vasto campo del costruire. e con poche differenze negli altri. progetti provenienti da diverse Nazioni. sembra non inutile riportare integralmente quanto Pier Luigi Nervi. in quanto ogni materiale ha precipue e ben determinate proprietà caratteristiche che potranno venire esaltate — sia sotto l'aspetto statico-costruttivo che estetico — soltanto dal corretto impiego dello stesso. nella sua profonda essenza. a quello che cinquanta anni or sono si manifestava.

Le necessità didattiche. e la fissa in schizzi prospettici. fanno si che quasi inconsapevolmente lo studente della facoltà di Architettura sia portato a vedere nell'opera architettonica un qualche cosa di astratto che si identifica con il graficismo che lo rappresenta. capace di equilibrare un sistema di forze esterne e che. acquista una preminente importanza e diventa fine a se stesso. Assurdo proseguire uno studio strutturale senza una verifica statica. Ogni soluzione schematizzata in disegni di larga massima deve essere sottoposta. per conseguenza. a mio modo di vedere. capaci di inquadrare il relativo problema statico. L'essenza della corretta progettazione strutturale consiste. prima di ogni ulteriore sviluppo. sia dalla abitudine alla ricerca matematica. L'uno e l'altro dimenticano che una struttura non è che un sistema di reazioni e sollecitazioni interne. problema che. al- . è evidente che alla base della progettazione strutturale si debba porre tanto la definizione di un valido schema statico-costruttivo quanto la valutazione numerica delle sollecitazioni interne della sue parti. Da questo angolo visuale la stabilità di una struttura diventa. che le teorie non cercano ma solamente aiutano ad indagare. Posto di fronte ad un problema strutturale nuovo. prima che una realtà fisica.14 tasiose decorazioni superficiali. senza domandarsi se tutto ciò alla fine sarà traducibile in un organismo stabile e ragionevolmente economico. deve essere concepita come un organismo materiale diretto a quel preciso scopo. senza apriorismi formali. Cosicché si può dire che di fronte ad un nuovo problema strutturale l'abitudine mentale del neo-architetto è quella di pensare ad una forma. se matematicamente elegante. l'abitudine di critica architettonica di carattere essenzialmente formale. che via via elabora e sviluppa. Per contro lo studente di Ingegneria è portato. un problema di meccanica dei sistemi elastici. che accentuano l'importanza del disegno. sia dalla possibilità che ogni sua sezione resista stabilmente alle sollecitazioni che in essa si producono. comune a molti docenti. a vedere ogni problema costruttivo sotto l'aspetto astratto del complesso di formule e sviluppi teorici. la scarsa accentuazione da parte di molti docenti nella ineluttabile necessità di un valido corpo costruttivo per qualsiasi fatto architettonico. a calcoli orientativi per verificarne la possibilità ed efficienza statica e stabilirne un primo dimensionamento. nel lasciarsi prendere per mano dal problema statico e nel prospettarsi. a quella del neo-ingegnere di indirizzarsi verso un bel procedimento di calcolo. sia dai programmi. per prima cosa pensa ad una forma. o reminescenze culturali. E poiché la capacità resistente di una struttura è data sia dalla sua corrispondenza schematica ad un sistema schematicamente valido. le soluzioni possibili nel singolo caso.

interpretare e rendere visibile queste istanze di natura obbiettiva. critici e cultori si interessano del meraviglioso campo del costruire. A mio modo di vedere è quindi necessario che il progettista strutturale si formi una particolare abitudine mentale: da una parte l'assenza di preconcetti formali nel senso di essere disposto a seguire gli indirizzi e i suggerimenti obbiettivi che gli verranno dati dalla statica e dalle esigenze costruttive. per una specie di illusoria idealizzazione formale e culturalistica del fatto architettonico: I materiali. e che nell'accogliere. di una ispirazione.Mi permetto infine di raccomandare alla attenzione di quanti architetti. e alle sue precise funzioni statiche. hanno lasciato la più completa libertà nelle relative definizioni formali.. intrinseca ricchezza formale. Impossibile elevare tale discorso alla poesia (Architettura) e nemmeno alla corretta prosa (Buona edilizia) senza la perfetta conoscenza di tali vocaboli e delle regole di grammatica e di sintassi (Tecnica) con cui essi deb- . Naturalmente qualsiasi suggerimento tecnico o costruttivo non può avere maggior valore di quello di un indirizzo. una potenziale. calcoli complessi richiedenti lunghi sviluppi matematici. sono i vocaboli del discorso architettonico. Esaurita questa prima fase di indagine che sarà tanto più feconda quanto più ampia sarà stata la ricerca e la schematizzazione delle soluzioni possibili. in relazione al materiale di cui è costituita.. In questa seconda fase agli elementi puramente economici. e quindi lascia un notevole margine alla sensibilità personale del progettista. Infatti ognuna delle soluzioni possibili avrà una precisa espressività architettonica e sue caratteristiche tecniche costruttive ed economiche. statici e tecnici si aggiungono fattori soggettivi di carattere estetico architettonico. ingegneri.. le esigenze funzionali. si può passare alla scelta della soluzione migliore e al suo progressivo affinamento formale e costruttivo. il buon rendimento economico..15 trettanto assurdo e disturbante iniziare durante queste ricerche esplorative.. e definendoli con amore ed instancabile cura dall'altra potrà trovare la più eloquente espressione della propria personalità. Penso che si sarà fatto un grande passo verso una nuova vera architettura strutturale il giorno in cui i progettisti si persuaderanno che ogni parte di una struttura ha in sé. consiste l'essenza della progettazione strutturale e il più vasto campo per estrinsecare la sensibilità personale. la tecnologia costruttiva. allo stesso modo che gli obbiettivi suggerimenti tecnici che hanno portato alla nascita di tanti elementi formali e strutturali delle architetture del passato. in altre parole avrà pregi e deficienze. ed è precisamente nella serena valutazione comparativa di tutti questi elementi e nella scelta finale della soluzione che presenta più pregi che si riassume e concentra la difficile "arte del progettare".. una considerazione che rappresenta la sintesi di una obbiettiva realtà troppo spesso trascurata o più spesso negata. la statica.

prefabbricate o costruite in opera. che può essere realizzato con strutture ad arco o a travata. ogni progetto dell'ingegneria civile pressocché irripetibile: s'intende che ci sono circostanze. quindi dalle stesse dimensioni. a parte i semplici calcoli preliminari di orientamento. Ma. il più delle volte per verificare le dimensioni che si è di solito costretti a definire in precedenza. L'intreccio delle influenze è tale da rendere. sotto un punto di vista rigoroso. Principalmente dalla concezione della struttura. quale il ricorso a strutture prefabbricate. e in genere non è neppure la prima delle varie fasi del suo lavoro. che è il fatto di gran lunga più importante. Riguardo ancora al problema tecnico strutturale. In definitiva. ma richiedono anche immaginazione e intuizione di un processo di coordinamento e di sintesi. alla difficoltà delle scelte nel progetto di un ponte o di un viadotto. pur avendo grande importanza. estetici ed economici. qualora la scelta della soluzione non sia felice. L'analisi numerica.16 bono essere composti". del problemi esecutivi connessi con l'accessibilità del luogo. il Pozzati fa notare che "la progettazione delle strutture coinvolge problemi non di rado ardui. considerando questi ultimi anche in relazione alla prevedibile durata dell'opera e al costo della sua manutenzione. Le decisioni debbono tener conto della natura del suolo. però il problema resta complesso. ed è chiaro che. e non di rado in sensibile misura. appena si esca dai casi nei quali ci si debba muovere su schemi prefissati. perché decisioni e revisioni critiche non possono far capo alla pura concatenazione di fatti conosciuti e all'utilizzazione di leggi naturali note. le cui caratteristiche resteranno sostanzialmente immutate. alle caratteristiche dei materiali impiegati e alle azioni esterne. non è quindi la sola questione che il progettista si trovi a dover esaminare. col reperimento dei materiali e con l'efficienza delle imprese costruttrici. metalliche o di calcestruzzo armato. in rapporto alle sue condizioni di vincolo. le elaborazioni analitiche e numeriche non potranno consentir altro che la definizione delle sezioni necessarie alla resistenza della struttura. che spesso limitano fortemente l'area delle scelte. con o senza l'intervento della precompressione. a parte queste ragioni contingenti. inoltre le sollecitazioni risultano influenzate dai pesi propri. isolate o continue. per citare uno fra gli innumerevoli esempi. più che da minuti perfezionamenti del calcolo. che possono differire per natura e per tempi e modi di applicazione. a causa del calcolo e principalmente delle difficoltà di definire l'effettivo grado di sicurezza di una costruzione. Si pensi. è evidente che il calcolo non può direttamente condurre alla scelta della soluzione strutturale. almeno nei loro aspetti es- . dipende il buon esito dell'opera. ed essere infine sottoposta ai confronti e al giudizio dei risultati funzionali. sussiste infatti la circostanza che le strutture sono frequentemente iperstatiche e quindi hanno lo stato di sollecitazione dipendente in genere dalla rigidezza delle varie loro parti. intervenendo essa. la più sensibile difficoltà del progettare deriva dal fatto che valutazioni intuitive e analitiche si trovano.

e che. E tuttavia. che tutto possa invece esser tratto da elaborazioni numeriche. mentre nel necessario processo a ritroso per la verifica delle previsioni. le conoscenze specializzate potranno essere utilizzate in un secondo tempo per gli esami approfonditi e per la messa a punto dei particolari costruttivi. musicisti. pur grande. quindi la capacità di discernere soluzioni fe- . non venga dalle scuole deformato e guastato il naturale "codice genetico" del progettista. anche quando sembra improvvisa. a creare categorie profondamente differenziate di specializzati che. faticoso e lento. rischiano di non serbare neppure una comune sfera di emozioni.17 senziali. creare la sensibilità agli ordini di grandezza delle sollecitazioni. E' ignorando così che tutti gli artisti — pittori. esiste la diffusa opinione che nella stessa persona sensibilità artistica e preparazione tecnica siano due atteggiamenti incompatibili e tali che l'accrescersi dell'uno deteriori inevitabilmente l'altro: ritenendo da un lato che. pur nel rispetto delle diverse propensioni. se pur con diversi gradi d'importanza e di evidenza. abbozzare i primi dimensionamenti. di riandare col pensiero alle cose fatte e di esaminare i risultati in controluce. per verificare l'arte. L'idea animatrice di un progetto risente sempre. che l'esperienza conduce a mano a mano all'essenziale. e che si contrasti questa tendenza a troncare ogni cosa in due. portando questi a ragionare in termini di sola fantasia o di soli procedimenti di calcolo. se pure con diverso peso a seconda della natura del progetto. all'attendibilità delle schematizzazioni tecniche. di strumento di verifica e diviene fondamentale ai fini anche dell'ideazione. senza che di solito sia possibile affidare a persone diverse la sensibilità alle due differenti esigenze. e dall'altro. problemi di responsabilità morale. d'altronde. le conoscenze tecniche debbono venir relegate in posizione secondaria. In tale apprendistato il calcolo trascende l'importanza. alle semplificazioni e al significato fisico delle operazioni eseguite. Occorre che. non illuminate dal riferimento essenziale al rapporto dell'uomo con gli altri uomini e con la natura. nel corso del quale si crea l'abitudine a pensare nei termini concreti di come le cose possano venir compiute. alle connessioni determinanti. in questo ripetuto e paziente esercizio. terminato il lavoro. affina le intuizioni e le sintesi. divengono aride e disumane le attività della tecnica esulanti da quelle dello spirito. ogni progetto tecnico comporta. essendo perditempi le questioni riguardante l'arte. esclusivamente sospinte da valutazioni economiche. ripensando alle ipotesi. perché fin nella prima idea creatrice debbono intervenire precise considerazioni tecniche. pur dovendo operare per il medesimo fine. poeti e scultori — han dovuto di solito impiegare tecniche complesse dominate da regole inflessibili. nonostante il legame strettissimo fra la concezione e il calcolo di una struttura. consentendo di escogitare le più opportune forme. di un apprendistato graduale. s'afferma con naturalezza la preziosa esigenza. Avviene così. indissolubilmente legate e simultaneamente necessarie. anch'essi molto importanti.

assunto nei calcoli per interpretare e simulare il comportamento della struttura. le operazioni di saldatura per le strutture metalliche e i lunghi processi di solidificazione dei getti contenenti materiali cementanti. è sede quindi di continue vicende. anche se poco rispondenti alla realtà. il più delle volte essi debbono essere valutati per lo studio dei problemi staticamente indeterminati. mentre quelli fissi possono risultare sensibilmente cedevoli. quali le variazioni di temperatura. Inoltre. pur sapendo che quelli supposti mobili in realtà s'inceppano. sta ad indicare quanto siano complessi i fenomeni naturali riguardanti il comportamento delle strut- . La credibilità delle previsioni teoriche per larga misura risiede nella scelta dello schema strutturale. Gli spostamenti dei vari punti delle strutture sono in genere considerati piccolissimi rispetto alle dimensioni. specie col passar del tempo. possano tuttavia dar luogo a stati di sollecitazione abbastanza simili a quelli effettivi. Ipotesi che sono inevitabili per vari motivi. Tutto ciò. ed allora è necessario introdurre particolari correlazioni fra deformazioni e tensioni. presentando a loro modo un volgere di età e di resistenza. movimenti lenti. e per questo incessante prodursi di variazioni di movimento e di tensioni. per cui i loro effetti debbono essere trascurati o saggiati con interpretazioni limiti. e anche delle stesse caratteristiche di sollecitazione quando la struttura sia iperstatica. e dall'altro che calcoli estenuanti o troppo estesi facciano perdere di vista i fatti veramente influenzati e la correlazione dei risultati conseguiti con le ipotesi semplificatrici. Anche la definizione di tale schema è importante e può risultare non semplice. dopo deformazioni pressocché istantanee. i cedimenti dei vincoli. per fluttuazioni termiche a lunga e breve ricorrenza. apparentemente inerte. cui può convenire soffermare brevemente il pensiero: le condizioni di carico debbono venire in genere ricondotte a schemi convenzionali che. provocando modificazioni dello stato di tensione a lungo protratte nel tempo. il materiale modifica le sue caratteristiche e le strutture subiscono un'inarrestabile trasformazione. e purtroppo tali circostanze sono in genere di difficile valutazione e possono d'altronde aver grande influenza.18 liei e di trasferire la complessa realtà della struttura in uno schema teorico il più possibile semplice e tuttavia attendibile. ma pur piccolissimi. per fenomeni viscosi. a causa di uno stato di tensione si manifestano. che possono per certi materiali (quali il calcestruzzo e alcuni tipi di terreni) superare largamente quelli immediati. per gran parte irreversibili. Si debbono addottare vincoli ideali. La materia. per azioni che vanno e vengono. e comunque non meno gravosi ai fini della resistenza. Gli stati di tensione vengono assai spesso influenzati da circostanze estranee ai carichi. dovendo evitare da un lato che eccessive semplificazioni rendano il modello teorico non più significativo. e varie connessioni spesso si presentano definibili con grandi incertezze. se pure ridotto a qualche accenno.

Occorre che i potenti strumenti di calcolo di cui oggi dispone il progettista siano intesi come mezzi per lasciar più libera la sua attività creativa. quando sussista. terminati i calcoli. infissi. Alcune agiscono senza modificazioni nel tempo. per poter constatare se i proporzionamenti rispondano a quell'esigenza di equilibrio generale delle masse che. la scelta dei materiali per protezione e ornamento. se si riflette al danno che un negligente e maldestro studio di essi può provocare a chi dovrà utilizzare l'opera. le revisioni delle ipotesi fatte. giunti. Moderni mezzi come i calcolatori possono venir molto utilmente impiegati nel calcolo per risparmiare snervanti elaborazioni numeriche e per consentire di saggiare diverse soluzioni. ciò che appare chiaramente. che rischia di restare ottenebrata da calcoli gravosi. non di rado invece trascurati.-tuttavia atte a riprodurre stati di' sollecitazione che siano non inferiori a quelli più gravosi conseguenti ai carichi effettivi. riferita a indispensabili termini probabilistici. A riguardo delle condizioni di carico più frequentemente ricorrenti nella pratica del progettista. mantenendo al di sopra delle elaborazioni numeriche la visione dell'opera nel suo complesso e vivido il giudizio critico conclusivo. o all'influenza che essi possono avere nella preservazione dell'opera stessa. altre. è il primo indice di un favorevole stato di cose. Ma al progettista spetterà sempre il compito di distinguere prima quel che vuole e può ottenere dalla macchina. Abbiamo già accennato che il progetto di una struttura è da ritenere in genere emanazione tanto dell'arte quanto della scienza del costruire essendo determinante l'apporto dell'immaginazione. relativamente ai carichi accidentali. di quel che accade nella realtà. non di rado poco rispondenti alla realtà. l'impermeabilizzazione delle coperture. e come di conseguenza i nostri schemi non possono dare se non un'immagine approssimativa. essendo invece variabili. e rimarranno indispensabili. è da far rilevare che tutte le costruzioni possono essere sottoposte a forze di varia natura. senza la quale è certo che sarebbe stata ben diversa la storia dell'uomo. poi analizzare e coordinare i risultati e di prendere le decisioni conclusive. scarichi delle acque e condutture costituiscono aspetti del progetto tutt1 altro che secondari. e sono quindi dette permanenti. e richiedono quindi la previsione. Per il calcolo delle costruzioni frequentemente ricorrenti nella pratica dei progettisti. delle più gravose entità e delle diverse maniere di essere applicate. distribuzione e intensità. i riscontri delle previsioni avanzate. e per dar maggior respiro alla messa a punto del progetto e allo studio dei particolari costruttivi. Nella maggioranza . la corretta specificazione di vincoli. sono dette accidentali. il più delle volte si fa riferimento. a condizioni semplificate e convenzionali. e non di rado sfocata e incerta. o che abbiano la loro legittimità sancita dall'esperienza.19 ture. o sovraccarichi. nonostante la grande importanza che essi possono avere: le difese dagli eccessi delle temperature e dai rumori nelle abitazioni.

e conglobando tali effetti nei valori normalizzati delle forze stesse.1. 30. è dato dal calcolo dei solai degli edifici.L. sulla base delle notizie date dal committente. in queste ultime prescrizioni. uniformemente diffuso sull'intera superficie o. il riflesso di valutazioni probabilistiche. 50% (e non più del 50%) i carichi accidentali dei rimanenti piani. ordinati secondo il valore decrescente del rispettivo sovraccarico. ecc. distribuito in modo da provocare i valori massimi delle varie azioni interne valutate nelle più significative sezioni. ossia con lentezza tale da non dar luogo a sensibili effetti dinamici sulle strutture. si possono avere pressioni anche di varie tonnellate per metro quadrato o condizioni di carico particolari (derivanti per esempio dalla presenza di macchine) che debbono essere oggetto di relative prescrizioni e di adeguato studio.2. Un frequente esempio di condizione di carico convenzionale. 12. L. Per i solai di costruzioni industriali (magazzini. ad esempio. L'entità dei carichi verticali. sili. 20. 40. . per essi non si può in genere far altro che considerare il carico. E quando il complessivo carico accidentale dipenda dall'azione simultanea su superfici molto estese o su numerosi altri elementi strutturali può essere alle volte lecita qualche leggera riduzione del suo valore più intenso: così. . che si è costretti ad assumere per l'estrema aleatorietà dei valori e delle distribuzioni delle effettive forze.P. ricavata dal D. qualora questa comprenda più parti fra loro continue. Min.1982 citato in bibliografia: Tabella 2. il computo dei pesi applicati alle fondazioni di un edificio con più di tre piani può essere eseguito considerando il carico accidentale completo per la copertura e per i due piani più caricati.P. altrettanto dicasi per il calcolo dei massimi sforzi normali dei pilastri. e riducendo del 10. serbatoi. comprensivi degli effetti dinamici ordinari. con il valore fornito dalla citata tabella. E' evidente. possono desumersi dalla seguente tabella.).20 dei casi le forze si considerano applicate staticamente.Carichi di esercizio.

pur con eguali deformabilità correlative della struttura. i carichi accidentali vengono amplificati mediante un moltiplicatore. La velocità e la direzione del vento. che spesso possono risultare superiori. la località (in relazione anche alla vicinanza di altre costruzioni e alla natura del suolo). Ma in certi casi la natura dinamica delle forze diviene essenziale al punto che sarebbe privo di senso un calcolo ancorato a quello statico: è quel che può accadere. comporta in genere una azione di fondo abbastanza persistente. cosi per i ponti. a quelle massime che si verificano longitudinalmente a causa delle raffiche. ma purtroppo il legame fra il valore della pressione in un punto e una delle variabili mette in gioco anche parte delle restanti. le depressioni (che sono considerate negative) si manifestano in genere sulle superfici sotto vento. ma non sono infrequenti anche per quelle sopra vento. Il vento ha natura molto complessa: mutevole. la forma. Gli effetti dinamici dipendono però anche dalle caratteristiche della struttura e non di rado può essere non più legittimo prescindere da esse. vibrazioni trasversali. 2. che può essere assimilata a un carico statico. di azioni del vento. dei vari parametri che intervengono nel complesso fenomeno quali. l'esposizione e l'altezza dell'edificio.1 tengono larvatamente conto assumendo per le pressioni valori superiori a quelli corrispondenti al massimo affollamento statico. Il vento provoca pressioni e depressioni. Si suppone di solito che il vento spiri orizzontalmente con velocità e direzione persistenti. e presenta anche fluttuazioni. di azioni sismiche e. ad esempio. oltre ai problemi inerenti alla resistenza. che della "risposta" della struttura tiene conto facendo comparire nelle sue espressioni la sola distanza (luce) fra le estremità dell'opera. quando si debbano valutare gli effetti diparti di macchine in movimento. per i quali.21 Del fatto che le forze possono essere applicate in modo brusco. Ma anche quando il vento spira pressocché regolarmente. Le azioni esterne che il vento applica a una costruzione sono complesse. non di rado imprevedibili e dipendenti da numerose circostanze. il rapporto fra i pesi mobili e fissi. e possono essere non lievi gli errori se si considerasse tale legame univoco. ossia soltanto uno. la permeabilità e la scabrezza delle superfici esterne della costruzione sono condizioni che possono avere determinante importanza sul valore delle pressioni esercitate dal vento. si possono manifestare. se pure fra i più significativi. di più elevata frequenza e di variabile rilevanza rispetto alla parte media. la forma. assimilando quindi la sua azione fluttuante ad una forza . i dati della Tab. i vincoli della struttura. ossia in piani normali alle direzioni dello stesso vento. che possono provocare sollecitazioni dinamiche di sensibile portata per le strutture molto deformabili. e non di rado i più temibili effetti sono dati da queste ultime o dalla simultanea azione di entrambe. per particolari fenomeni aerodinamici. può presentarsi quello di definire il grado di sicurezza nei confronti del grande pericolo di risonanze. ed esempio. alle volte.

ma nell'entroterra difficilmente si sono riscontrate punte superiori a 50 m/s 180 Km/h. si lasciano invariati i valori forniti sino a tale quota.q 160 Kg/m 2 ). e quindi quattro tipi di località o "zone". quando questa sia fra 10 e 20 m. infine per le parti dell'edificio più alte di 100 m. Friuli-Venezia-Giulia. oltre la quale si considera la pressione cinetica variabile linearmente sino a raggiungere l'estremo valore q (20 m) + 60 (H.2. per località di altitudine h minore di 300 m. Le variazioni degli stati di sollecitazione cui si trovano incessantemente soggette le costruzioni danno luogo di solito a irrilevanti fenomeno di fa- . non inferiore a 90 Kg/m2 (Piemonte. corretti con il coefficiente (H + 20)/40 e adottati costanti sull'intera altezza //. I valori delle pressioni cinetiche variano in funzione del grado di ventosità e dell'altezza dell'edificio.22 applicata staticamente con distribuzione spesso uniforme. Lombardia.15 (h . e se l'edificio è alto più di 20 m. Trentino-Alto Adige. 2. il carico relativo alla proiezione orizzontale della copertura dev'essere assunto. Il valore della pressione effettiva è riferito alla pressione. si può considerare costante il valore raggiunto a 100 m (variabile da 108 a 168 Kg/m2 secondo la zona). Le istruzioni in proposito sono indicate nella Fig.300) (Kg/m 2 . la precedente pressione deve essere aumentata di 0. Emilia. così ad esempio a 20 m vengono diminuiti del 25% e mantenuti uniformi per costruzioni alte non più di 10 m. e le pressioni possono essere molto maggiori di quelle precedentemente citate. riferiti all'altezza di 20 m dal suolo e corrispondenti a pressioni cinematiche variabili da 60 a 120 Kg/m 2 . Invece il carico sulla copertura di una costruzione dovuta alla neve è da determinare tenendo conto delle condizioni locali. nelle nostre norme tecniche si trovano previsti quattro diversi gradi di ventosità.sec2/m3 . con h in m). q = v2/2 e poiché la densità dell'aria p = y/g vale all'incirca 0. In ogni caso.125 Kg. per più elevate altitudini. ma vengono ammesse variazioni nei casi particolari in cui le condizioni siano giustificatamente differenziate da quelle medie alle quali le norme si riferiscono. Veneto. e di conseguenza della pressione cinetica. I massimi valori della velocità del vento. si pone q (pressione cinetica) Kg/m2 (con v in m/sec). variano a seconda della località fino a valori di (= 250 Km/h. Marche. Oltre i 2000 m sono però difficili le previsioni. poiché praticamente non si fa più risentire l'azione frenante operata al suolo. q = 310 Kg/m 2 . con H in m) .20) : 100 (in Kg/m2 . Per il suolo italiano. Abruzzi) e a 60 Kg/m2 (per le restanti regioni). Umbria. Valle d'Aosta. detta cinetica.

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grado che dipende da un gran numero di parametri. in più elementi liberi di deformarsi. Le azioni agenti sulle strutture vengono suddivise. da organi di macchine in movimento. per poter essere ripristinate. chiamano in causa problemi complessi anche per l'insorgere di deformazioni differite nel tempo. tanto più che la definizione di tali azioni non si pone in termini di possibilità o impossibilità. ma questi possono diventare di grande importanza per strutture sottoposte a forze alternative derivanti. in tale provvisoria situazione. e va da sé che in tali casi l'entità della deformazione influenza la spinta. di movimenti relativi incompatibili con le connessioni esterne e interne.CNR 1967). spesso molto importanti. ad esempio. non può non dipendere dal loro stato di deformazione. dette viscose. uno stato di coazione deriva dall'esistenza. ad esempio. variazioni . mediante adeguato numero di tagli. La possibile ripercussione della deformazione sulle azioni esterne non riguarda però soltanto i regimi dinamici dello stato di sollecitazione: nel calcolo dei manufatti sottoposti alla spinta delle terre. se pure con maggiori incertezze. Le deformazioni della struttura non influenzano in generale i valori delle azioni esterne: ma per l'azione del vento. spinta delle terre. si suppone. quindi le condizioni di continuità. neve. dei ritiri presentati dai materiali cementati durante i processi di solidificazione.24 tica. per poter determinare questa. essendo in realtà azione fra due corpi deformabili quali il terreno e la struttura. Vi sono casi in cui il meccanismo di generazione di tali stati può essere definibile in maniera abbastanza semplice. Stati di sollecitazione. coazioni impresse) e complementari (vento. implicanti alle volte una sensibile evoluzione delle stesse caratteristiche del materiale. si possono manifestare vibrazioni autoeccitanti. ma piuttosto di grado di probabilità. per certe schematizzazioni di variazioni termiche e. comporta non di rado per l'ingegnere questioni assai complesse che non possono essere congelate tutte in regole. Pensando la struttura provvisoriamente suddivisa. come si può avere. perché essa. dalle istruzioni italiane (UNI . che la deformazione della struttura sia tale da poter dar luogo a stati estremi di equilibrio per il terreno. per le quali i movimenti che subiscono i punti della struttura acquistano la duplice e simultanea veste di effetti e di cause. Gli stati di coazione. richiedono la presenza di tensioni interne. Pur dalle pochissime cose accennate è facile rendersi conto che il fondamentale problema della determinazione delle azioni agenti su una struttura. Altre volte gli stati di coazione possono essere creati ad arte. il cui dosaggio deve prevalentemente scaturire dall'unitaria visione che il progettista deve avere dell'intera struttura. possono sussistere anche in assenza di forze esterne e vengono detti "di coazione". per fronteggiare gli effetti delle forze esterne. in principali (carichi permanenti e accidentali. intese nell'accezione più vasta del termine. essendo dominati dalle condizioni di congruenza. ad esempio.

Si dice che hanno comportamento plastico i materiali che presentano deformazioni permanenti dopo la cessazione del carico. Al di là dei limiti di elasticità. la sua deformazione sotto un carico di 20 tonn. combinate sempre nella più sfavorevole maniera: alle condizioni I e II vengono attribuiti di solito coefficienti di sicurezza diversi". Per contro. tutti i materiali strutturali hanno comportamento plastico: il carico sotto il quale un materiale comincia a comportarsi in modo net- . che non è qui il caso se non di richiamare. linearmente o proporzionalmente elastici. fenomeni viscosi. acciaio. alluminio. sarà di 5 mm.25 termiche. nessun materiale strutturale è perfettamente elastico: a seconda del tipo di struttura e della natura dei carichi. La gamma dei materiali impiegati nelle strutture architettoniche è assai estesa: pietra e muratura. difetti di montaggio). Un discorso a parte. Cosi. quelle in cui si accumulano o le sole "azioni principali" oppure le "principali" e "complementari" insieme. intermittente o solo momentanea — occorre che la deformazione della struttura non aumenti progressivamente e che cessi quando cessa l'azione del carico. Tutti i materiali strutturali sono in maggior o minor misura elastici. Condizioni di carico I e II vengono dette. dalle stesse norme. Esso è attualmente regolato da precise Norme di legge e richiede una alta specializzazione strutturistica per le sue concrete soluzioni. entro certi limiti. Per lo più i materiali strutturali sono non soltanto elastici ma anche. l'azione di nuovi carichi aumenterebbe la deformazione permanente e la struttura finirebbe con venir messa fuori uso. come anche recenti tragedie hanno dimostrato. legname. e quindi se la struttura rimanesse deformata permanentemente dopo la cessazione del carico. le deformazioni permanenti sono inevitabili ogni qualvolta l'entità delle sollecitazioni supera determinati valori.5 mm sotto un carico verticale di 10 t posto all'estremità libera. Tutti questi materiali hanno in comune alcune proprietà essenziali che li rendono atti a resistere alle sollecitazioni imposte dai carichi. imperfezioni di vincolo. il che vuol dire che la loro deformazione è proporzionale al loro carico. I carichi pertanto debbono essere contenuti entro valori che non provochino deformazioni permanenti: i materiali strutturali sono sempre sollecitati entro il loro campo elastico. Quale che sia la durata dell'azione dei carichi sulla struttura — permanente. va fatto per le azioni dinamiche conseguenti a sisma: problema che in Italia. se entro i limiti di proporzionalità. Se non lo fossero. è di grandissima importanza. con ciò senza adombrare alcun giudizio sull'importanza che anche le seconde possono avere. calcestruzzo armato normale e precompresso. ritiro. materie plastiche. I materiali strutturali sono per la maggior parte impiegati esclusivamente entro i loro limiti di elasticità lineare. una trave a mensola si inflette di 2. Si dice che un materiale ha comportamento elastico quando la sua deformazione cessa rapidamente colla cessazione del carico.

come avviene in un filo metallico tagliato con la pinza a tronchese. Alcune materie plastiche (ed in questo caso il termine è proprio) scorrono praticamente sotto qualsiasi carico. non sono altrettanto versatili: il loro impiego è limitato necessariamente a quelle for- . La trazione è il tipo di sollecitazione che tende a separare le particelle componenti il materiale. come il Fiberglass (rinforzato da fibre di vetro). compressione e taglio. l'acciaio deve venir protetto in modo da diventare resistente alle alte temperature: il calcestruzzo armato resiste a queste temperature purché l'acciaio dell'armatura sia protetto da un sufficiente spessore di calcestruzzo. perde la maggior parte della propria resistenza e scorre parallelamente attorno ai 370°C. Il legno invece ha una resistenza diversa a seconda che venga sollecitato nella direzione delle fibre oppure ortogonalmente ad esse. con adesivi plastici. sono assolutamente inidonei per la realizzazione di strutture: non danno avvertimento della imminenza della rottura e inoltre hanno spesso comportamento fragile e vanno in frantumi per effetto di urti. seguito da un campo plastico. Altri. I materiali che sono linearmente elastici fino alla rottura. Alcuni materiali hanno un limite di elasticità relativamente basso. come l'acciaio. la compressione invece le spinge l'una contro l'altra. e cioè la loro resistenza è indipendente dalla direzione in cui essi vengono sollecitati. Vi sono però materie plastiche rinforzate. Alcune impreviste rotture di ponti in acciaio nel Canada sono attribuibili a questo brusco passaggio dal comportamento plastico a quello fragile a basse temperature. A tale inconveniente si pone rimedio incollando insieme. come la pietra ed il calcestruzzo. Il basso limite di snervamento di alcune materie plastiche ed il comportamento fragile di altre. sottili fogli di legno disposti colle fibre in direzioni diverse.26 tamente plastico è detto carico o lìmite di snervamento. Per poter essere usato con sicurezza nelle costruzioni. quali il vetro e talune materie plastiche (si noti la improprietà del termine). Tutti i materiali strutturali sono capaci di reagire a sollecitazioni di compressione. A temperature normali l'acciaio presenta un campo utile di elasticità lineare. che è uno dei materiali strutturali più resistenti. A temperature elevate anche l'acciaio. Taluni. ha rese queste materie finora poco adatte come materiali strutturali. I moderni materiali strutturali. il cosiddetto compensato. presenta caratteristiche di resistenza più omogenee. ma diviene improvvisamente fragile a temperature attorno ai -34°C. ed è facile prevedere una maggior diffusione del loro impiego. I materiali strutturali possono anche essere classificati a seconda del tipo di sollecitazione semplice a cui sono più atti a resistere: trazione. come l'acciaio. e scorrono plasticamente anche sotto carichi limitati. aventi buone caratteristiche strutturali. Il prodotto così ottenuto. sono generalmente isotropi. resistono altrettanto bene a compressione ed a trazione. Il taglio tende a far scorrere le particelle una rispetto all'altra.

per il quale non esiste un passaggio netto dal comportamento elastico a quello plastico. Il modulo a compressione del calcestruzzo è in media di 200. la sicurezza deve essere determinata per riferimento diretto alla rottura.000 Kg/cm2 . L'acciaio ha cioè una rigidità a trazione superiore a quella dell'alluminio. il secondo si riferisce ai materiali fragili. e ciò significa che le loro deformazioni risultano proporzionali ai carichi. Sia l'acciaio che l'alluminio hanno invece lo stesso modulo sia a trazione sia a compressione. un filo di alluminio delle stesse dimensioni e sottoposto allo stesso carico si allunga di tre volte tanto. perché in pratica il filo si romperà prima di allungarsi di tanto). il suo modulo a trazione ha poca importanza.000 Kg/cm2 .000 Kg/cm 2 . Il modulo a compressione del legno è in media di 100. Per l'acciaio e l'alluminio il limite medio di snervamento a trazione e a compressione {resistenza a snervamento) corrisponde a circa 3. per quello che riguarda il materiale.000 Kg/cm2 e che il calcestruzzo cede a sollecitazioni di compressione tra 200 e 600 Kg/cm 2 . In tali casi. Ma i vari materiali si comportano in modo diverso sotto gli stessi carichi. e cioè circa 7 mm. Quando un materiale non abbia un limite di snervamento ben definibile o non ne abbia affatto. i materiali resistenti essenzialmente a compressione hanno scarsa resistenza alle sollecitazioni di taglio. alla sua estremità con un peso di 50 Kg. che hanno comportamento lineare fino alla rottura. Se un filo di acciaio di 2 mm di diametro lungo 300 cm.000 Kg/cm2 ortogonalmente alle fibre stesse.000 e 14. Come si è detto. quello dell'alluminio a 700. da una costante detta modulo di elasticità a trazione. Il modulo di elasticità dell'acciaio è uguale mediamente a 2. Il modulo di elasticità è misurato (in Kg/cm 2 ) dal numero di Kg capaci teoricamente di stirare un filo della sezione di 1 cm2 fino al doppio della sua lunghezza iniziale (abbiamo detto teoricamente. la misura di tale rigidità è data. I materiali con buona resistenza alla trazione hanno di norma anche buona resistenza al taglio: per contro.000 Kg/cm2 nella direzione delle fibre e di 50. Il modulo a compressione differisce in genere da quello a trazione. Il primo di questi due casi è quello del calcestruzzo. Dato che ovviamente non si può consentire né la rottura né lo sner- . ai fini strutturali i materiali vengono di norma impiegati entro i loro limiti di elasticità lineare. per ciascun materiale. Così è importante sapere che l'acciaio si rompe per una tensione di trazione compresa tra 5. poiché la resistenza a trazione del calcestruzzo è trascurabile.100. Ai fini della sicurezza è di estrema importanza conoscere il valore della sollecitazione alla quale un materiale comincia a cedere sotto carico. In generale.500 Kg/cm 2 . i criteri di sicurezza non possono più essere fissati in relazione a tale limite.3 mm. posto in verticale.27 me ed a quei carichi che escludano sollecitazioni a trazione. Tali sollecitazioni costituiscono il carico di rottura del materiale o meglio la Resistenza a rottura. viene caricato. esso si allunga di 2.

Roma. la permanenza e la certezza dei carichi. POZZATI. Teoria e tecnica delle strutture. 1945. il valore delle tensioni ammissibili viene di norma fissato ad una frazione della resistenza a snervamento o a rottura. Milano. P. C. 1965. MIN. New York. 1966. Scienza o arte del costruire. Costruire correttamente. Bibliografia P. 1963. P. le sue proprietà di resistenza prima definite. NERVI. M. Le strutture in architettura. Milano. Milano.P. l'uso infine a cui la struttura viene adibita. L. 1964.L.28 vamento delle strutture sotto carico.L. STRUCTURE: art architect's approach. NERVI. NERVI. Torino. i coefficienti di sicurezza (rapporto tra tensione ammissibile e resistenza a rottura o a snervamento) così introdotti dipendono da diverse condizioni: l'uniformità del materiale ed il controllo della sua produzione. .L.P. SALVADORI. 12 febbraio 1982: Aggiornamento delle norme tecniche relative ai "Criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi".L. D. il tipo di sollecitazione.Nuove strutture. 1972.

oppure bordi sottili e vani di notevoli dimensioni. Esaminando la sezione trasversale di un tronco d'albero. e comprende gli anelli esterni. l'uno esterno all'altro che comprendono il durame e l'alburno. alla quale è sovrapposta la corteccia. Il durame. In estate la richiesta d'acqua è invece minore e le cellule nascono più . Il tessuto che costituisce la massa legnosa del tronco presenta una struttura che può essere generalmente schematizzata come è rappresentato in Fig. Fig. cioè le cellule in via di lignificazione si riconosce dalla tinta più chiara. L'alburno a sua volta è seguito da un sottilissimo strato di sostanza filamentosa viva chiamata libro. permettendo all'acqua di giungere rapidamente ai rami. cioè il liquido nutritivo della pianta. è di colore più scuro. l'acqua necessaria sale generalmente attraverso le cellule più recenti e perciò essenzialmente lungo l'ultimo anello di formazione. cioè l'elemento più esterno.CAPITOLO TERZO IL LEGNO Il legno. l'alburno che rappresenta la parte viva. attorno alla quale si sono venuti formando nel tempo numerosi anelli. 1. anche perché. Esso è costituito dal legno di più recente formazione e attraverso i suoi vasi passa la linfa. che ha avuto nel passato larghissima applicazione come elemento di struttura e di decorazione. costituito dagli anelli interni e composto da cellule morte e lignificate. almeno nelle nostre città di pianura.3 — Sezione schematica di un tronco. 3. rimane ancora oggi il preferito per determinati ma limitati elementi costruttivi. si distingue un'anima centrale di forma cilindrica detta midollo. Di conseguenza in primavera si formano cellule aventi pareti sottili e vani notevoli. è di difficilissimo reperimento mano d'opera specializzata nella sua lavorazione.1. Quando la pianta in primavera comincia a vegetare. Le cellule dei legnami possono presentare pareti spesse ed aperture molto strette.

il secondo il 10 15%. mentre nel legno essiccato al forno l'umidità si riduce a meno del 10%. Proprietà e prove relative ai legnami Una delle proprietà che caratterizza il legname è la massa specìfica. in quanto le cellule con pareti spesse sono formate da fibre più robuste di quelle che costituiscono le cellule a pareti sottili. producono sovente delle fenditure nel legno.30 strette e con pareti robuste. dal numero di anelli di accrescimento si può calcolare approssimativamente l'età della pianta. specie quelli artificiali. la massa per unità di volume di un elemento di legno comprendente fibre. Osservando quindi una sezione del legno.Tuttavia i processi di essicazione. in quanto la massa specifica di questo è circa il doppio di quella del legno cresciuto durante la primavera. ogni anno si aggiunge normalmente un anello legnoso. nei quali si ha una successione regolare di stagioni di vegetazione e di riposo. e vani. L'esperienza ha dimostrato che la resistenza del legno è notevolmente influenzata dal contenuto di umidità. della stagionatura. Sono di solito determinati per i principali tipi di legno tre valori della massa specifica a seconda che i provini siano costituiti da legno verde o essiccato all'aria oppure artificialmente in essicatoi. se portati ad una bassa percentuale di umidità possono aumentare la loro resistenza fino al 200%. L'effetto diretto della riduzione di umidità è rappresentato dall'irrobustimento delle fibre legnose. Essa è funzione della struttura cellulare del legno. detto appunto anello annuale. dell'età e del modo di sviluppo della pianta e dell'epoca del taglio. Un elemento di giudizio della qualità del legname può quindi essere la porzione del legno estivo. fino a massa costante). è uno dei fattori che influenza maggiormente la resistenza del materiale. . il cui effetto di indebolimento compensa l'incremento di resistenza provocato dalla stagionatura. Per questa ragione il legname che si forma durante l'estate è di colore più scuro. Infatti i provini cubici prima considerati. Il primo contiene in media il 45% di umidità (massa di acqua contenuta nel materiale espresso in percentuale del legno essiccato in forno a 100°C. Nei nostri climi. in quanto. in forno o autoclave e di breve durata. più resistente e compatto. La determinazione della massa specifica apparente è eseguita su dei provini di forma cubica di 5 cm di lato con la bilancia idrostatica. e non è pertanto consigliabile fare affidamento sull'incremento di resistenza tra legno verde e stagionato. composto da uno strato di cellule compreso tra il libro e il legno. Empiricamente si riconosce la quantità del legno estivo contenuta negli anelli dalla diversità di colore. pori. Con l'aumentare della massa specifica del legno aumenta la sua resistenza meccanica.

. di solito misurata solo in senso assiale. Per la determinazione della resistenza a rottura sotto sollecitazioni di trazione. per le difficoltà che si incontrano nelle esperienze. anche dalla direzione secondo la quale viene esercitato lo sforzo. non è determinato con esattezza. nelle prove che si eseguono sui legnami i campioni. circa dello 0. Nella prova a compressione parallelamente alle fibre il provino cede per scorrimento delle fibre le une sulle altre. Detto carico può essere però aumentato di circa 1/5 nelle opere provvisorie e ridotto di un terzo nelle opere stabili.5%. La diminuzione media di volume di un elemento di legno verde. con il lato di 3 centimetri e della lunghezza di 22 cm che vengono appoggiati su coltelli a testa arrotondata alla distanza mutua di 18 cm. si usano invece provini a sezione cilindrica o rettangolare della sezione di 2 cm 2 . molto più grande è invece nella direzione periferica degli anelli di accrescimento e può raggiungere il valore del 10%. La resistenza massima è circa uguale alla media fra le resistenze a trazione e a compressione. il provino gradualmente si comprime e si riduce ad uno strato impaccato e sottile di fibre fortemente compresse senza che si verifichi la rottura. la resistenza è funzione oltre che dal tipo di sollecitazione a cui è assoggettato. dovrebbero essere prelevati in zone diverse del materiale. oltre alle due testate opposte che sono necessarie per l'ancoraggio al macchinario di prova. Si impiegano provini di sezione quadrata. viene di solito adottata come sollecitazione massima ammissibile una frazione di quella di rottura: generalmente 1/10 di questa. La prova di resistenza a sollecitazioni di flessione si esegue con particolari provini le cui fibre sono disposte normalmente o parallelamente alla direzione dello sforzo. Secondo le esperienze eseguite si può affermare che la resistenza a compressione nel senso normale alle fibre è più piccola di tutte. quando venga essiccato all'aria con una percentuale di umidità del 12 15% è di circa 5%. La resistenza agli sforzi di comprensione dipende essenzialmente dall'angolo che la direzione della forza agente forma con quella delle fibre. Per il calcolo della resistenza.31 La variazione soprattutto se rapida del contenuto di umidità produce nel legno il fenomeno del ritiro e del rigonfiamento. cioè i provini cubici con lato di cm 5. Alla sollecitazione di taglio il comportamento del legno. in modo che riproducano complessivamente le reali condizioni del legname in analisi. evitando direzioni inclinate. e della lunghezza utile di cm 5. Nella prova di resistenza alla compressione nel verso normale alle fibre. La macchina di prova indica l'inizio di questo sfibramento con una istantanea diminuzione della resistenza e tale valore viene assunto come carico di rottura del materiale. secondo piani più o meno parallele alla direzione dello sforzo. come già visto. Data la particolare struttura del legno e per la anisotropia che è caratteristica del materiale. La contrazione nel verso delle fibre è molto piccola.

anche perché il costo non è indifferente. il materiale possa rigonfiarsi. resistono molto bene all'usura e alle alternanze di secco ed umido. Classificazione dei legnami I legnami di uso comune possono essere classificati a seconda del tipo di essenza in: 1 ) Legnami duri o dì essenza forte 2) Legnami teneri o di essenza dolce 3) Legnami resinosi 4) Legnami fini. Per il loro elevato peso specifico sono poco usati nell'industria dei serramenti. Tabella sollecitazioni a rottura per alcuni tipi di legno da costruzione. Quelli del primo gruppo sono legni con elevato peso specifico che si scalfiscono con difficoltà. Per un buon rendimento si deve sottoporre però preventivamente il legno ad una buona essicazione favorendone la traspirazione.32 Il Winkler per questa sollecitazione in direzione parallela alle fibre considera una resistenza pari a 1/9 1/12 di quella a flessione oppure 1/6 1/8 di quella a compressione. in relazione soprattutto . si evita così che dopo un certo tempo della posa in opera. In linea generale si può ritenere che essa superi tre volte quella nella direzione delle fibre. Nel verso trasversale alle fibre la resistenza al taglio è certamente maggiore ma è ancora più difficile determinarla sperimentalmente. per cui vengono in genere usati per pavimentazioni.

di colore giallo rossastro fino al rosso bruno. Il platano. resiste bene e lungamente all'azione dell'acqua. non resiste però alle alternanze di secco e umido. dato il costo meno elevato. ma poiché si sfibra facilmente è poco usato per lavori di una certa consistenza. Il leccio e il cerro sono legni di colorazione rosso bruna con alburno più chiaro. La principale applicazione dei legnami di essenza resinosa è appunto nell'industria dei serramenti. omogenei.33 alla difficoltà di lavorazione. Quelli del terzo gruppo sono dei legni di grande resistenza. A questo gruppo appartengono le querce. E' un legno compatto. Appartengono al secondo gruppo legni molto teneri che si sfibrano facilmente. L'acero. tenace. legno di colore biancastro. di colore bruno e resistente. tenaci. soprattutto perché non è facile trovarlo perfettamente stagionato. resinoso. discretamente leggero e resistente ma non troppo compatto. compatto. Il rovere {di Sìavonia) è di colorazione giallo bruna con alburno biancastro. che è leggero ed abbastanza resistente. con fibra diretta. compatto. Sono molto compatti. legno di colore bianco rossastro a raggi midollari. è tenace. attualmente non è però molto usato. e si scurisce in quanto contiene tannino. legno con durame rosso bruno. Il pino giallo o picht-pine: largamente usato in Europa proviene in gran parte dall'America centrale e settentrionale in varie qualità. di lunga durata e quasi inintaccabili dagli insetti in quanto durissimi. si presentano in diverse specie che forniscono legnami molto usati nelle costruzioni. legno bianco e chiaro con alburno bianco rosso. legno a durame rosso bruno. pesante. Vabete ed il pino. E' anche usato per pavimentazioni. legno bianco gialliccio poco differenziato nell'alburno. esposto alle intemperie si deteriora facilmente. è stabile se stagionato. presenta riflesse madreperlacei nelle sezioni radiali. pesante. ove sostituisce il rovere. elastico ma facilmente flessibile. In questo gruppo troviamo: il larice. Il noce. leggero e piuttosto duro. resistono molto bene alle intemperie. molto resinoso e perciò odoroso. è di poco pregio nelle costruzioni perché è facilmente attaccabile dai parassiti. Il faggio. di cui le più note in Europa sono il cerro. L'abete douglas del Canada. con assenza di nodi. il cui essicamento non richiede particolari cure. al vapor d'acqua accentua questo suo carattere per cui è molto usato nell'industria del legno curvato. . è assai elastico e flessibile. durevole. oltre alla caratteristica colorazione giallo rossiccio presenta una quasi perfetta perpendicolarità delle fibre. pesanti. legno giallo bruno con venature più scure. ve ne sono di eccellenti che danno un legno duro. compatti ed elastici. tra cui il pioppo. Il frassino. molto classico e resistente e si avvicina al larice per le sue proprietà. semiduro. il rovere e il leccio. è elastico. Altri legni che appartengono a questo gruppo sono: il castagno.

pitch-pine. pino. In massima parte raggiungono dimensioni modeste e sono di solito impiegati in limitata quantità per lavori di intarsio e simili nell'industria del mobile. o morti. Difetti dei legnami I principali difetti dei legnami sono i seguenti: — Nodi. castagno. faggio abete. larice. castagno. — Torsione del fusto. che è costituito dal legno della parte centrale di circolazione più scura e a contorno irregolare. E' dovuta alle diverse deformazioni degli anelli prodotti dall'azione del vento e dall'effetto del caldo e dei geli eccessivi. Resta quindi incluso uno strato non lignificato. pino. Possono essere vivi. o in parte. — Falso durame. abete verniciato. In ogni modo ostacolano la lavorazione e riducono la resistenza del legno. che consiste nel distacco di due anelli di accrescimento continui lungo l'intera circonferenza. In questo caso la resistenza è ridotta e il legname è poco adatto ad essere rifilato o segato. rovere. Principale impiego dei legnami Impalcature Serramenti esterni Serramenti interni Pavimentazioni interne Strutture in tetti di legno abete. Si manifesta in alberi isolati cresciuti su terreni con forte pendenze. noce rovere. che proviene dall'alterazione dei tessuti del legno provo- . — Fusto eccentrico. douglas abete. che cadono facilmente lasciando fori sani od avariati. — Marciume. pino.34 I legnami del quarto gruppo presentano fibre sottili e sono annoverabili tra i legni preziosi particolarmente indicati per lavori di ebanisteria. — Cipollatura o girello. provoca una riduzione della resistenza e della durata del materiale. fenomeno dovuto alle gelate tardive in primavera e precoci in autunno che atrofizzano le cellule dell'alburno arrestando la sua trasformazione in durame. castagno larice. — Lunatura o doppio alburno. dovuti ai rami che attraversano il fusto radialmente e sono poi ricoperti dagli strati annuali di accrescimento. Si hanno elementi a resistenza ridotta e variabile da punto a punto. cioè saldati con il circostante tessuto legnoso. faggio. dovuto all'azione del vento spirante in direzione costante. cioè con spessore degli anelli non uniforme.

Nelle costruzioni provvisorie (impalcature. — Travetti o morali: sono elementi di dimensioni minori con sezione quadrata. 3 x 3 . La squadratura a spigolo vivo si fa a macchina. perché in tal caso è massima l'area della sezione ed è massimo il raggio di inerzia. a seconda dell'impegno cui è destinato. a seconda dell'uso e dell'impiego dei legnami da costruzione sono: . Il loro uso è principalmente nei tetti. Se sono di spessore superiori ai 4 cm vengono chiamate palancole. Invece nelle costruzioni di maggior durata o di una certa importanza il tronco viene grossolanamente squadrato o ridotto a spigolo vivo.Tavole: generalmente sono lunghe 4 m e larghe da 20 a 40 cm con spessori di 2 4 cm. . Tale rapporto vale circa 5/7. senza spigoli vivi. che sono spaccature dei fusti in senso radiale. Il legno si riduce ad un ammasso pulvirulento o fibroso privo di consistenza. . Se invece la trave è sollecitata a flessione i lati b ed h della sezione rettangolare dovranno avere il rapporto che rende massimo il modulo di resistenza W = 1/6 bh2. 3. Si ha mezzo morale quando una delle dimensioni è dimezzata 3 x 6.35 cata da una eccessiva circolazione di linfa e da microorganismi vegetali. ponti di servizio di cantiere) il tronco viene impiegato senza essere squadrato. 7 x 7 . . l'elemento può essere trasportato intero o segato in lunghezze commerciali. — Cretti.Travi: di forma parallelepipeda. Applicazione dei legnami come elementi costruttivi Le principali forme e dimensioni. di misure che vanno dai 25 ai 42 cm e lunghezze fino a 14 m. hanno sezione 2 x 4 . generalmente 6 x 6 . 3 x 5 . 4 x 8. — Legname tipo Trieste: sono chiamati così quei legnami semplicemente sgrossati d'ascia e grossolanamente squadrati. Se la trave deve essere sollecitata a compressione o a trazione conviene farla a sezione quadrata.Correntini o listelli: usati specialmente per la piccola orditura dei tetti. 8 x 8 . Lavorazione del legno Reciso il tronco e pulito dalle ramaglie e talora dalla corteccia. squadrati a spigolo vivo.5 x 7. in genere circa quattro metri. Possono essere periferici o centrali e sono originati da forti geli seguiti da veloci disgeli. oppure da una troppo rapida evaporazione dell'acqua.

2 . Fig. .36 La segagione del materiale è diversa a seconda del tipo e degli elementi che si vogliono ottenere.Segagioni del legname. dato l'andamento degli anelli nella sezione del tronco. è generalmente la più usata. 3. 3. I principali sistemi sono i seguenti. Fig.2: — Segagione a maglia. anche se per gli elementi che si ottengono non si evita l'imbarcamento.

pannelli di rivestimento. — Segagione in quarto a misure obbligate. Si è visto infatti che la resistenza del legname varia grandemente col variare dell'angolo tra la direzione delle fibre e quelle dello sforzo di sollecitazione. L'operazione di incollatura dei diversi fogli viene fatta a caldo e sotto pressione. e nell'industria del mobile. Inoltre le tavole di legname. Il legno compensato. analoga alla precedente ove gli elementi hanno diverse e prefissate misure. I vantaggi dal punto di vista della resistenza sono quindi evidenti. senza necessità di impiallaciatura e in definitiva con costi notevolmente bassi. serramenti in genere. anche su grandi dimensioni. come già accennato. Riassumendo quindi. e quindi collocati su apposite macchine sfogliatrici che funzionano allo stesso modo di un tornio. il compensato presenta il vantaggio sul legno comune di una maggiore leggerezza. betulla. ed è anche da aggiungere la leggerezza ed il costo non elevato. è un prodotto di grandissima diffusione ed è generalmente usato per le opere di finitura interna degli edifici particolarmente per la costruzione di porte. permettono inoltre di ottenere superfici in vista con legni pregiati. e poi mantenuti per molte ore a contatto col vapore d'acqua che renderà il legname più soffice. ove gli elementi sono tagliati nei quarti del tronco secondo direzioni alternativamente normali. La fabbricazione del legname compensato ha appunto lo scopo di creare un materiale che abbia una buona resistenza in tutte le direzioni e non sia soggetto a notevoli deformazioni. che essendo a lenta presa.37 — Segagione in quarto con mezzoni. di una maggiore facilità di lavorazione. disposti gli uni rispetto agli altri con le fibre perpendicolari. dopo il taglio dei tavoloni centrali si procede al taglio degli elementi nei quarti in direzione radiale. a causa del ritiro. si viene a tagliare un sottile foglio continuo. I tronchi destinati alla lavorazione del legno compensato (quercia. costringono a mantenere la pressione per 8 10 ore. in definitiva quindi le tavole di legno compensato presentano caratteristiche meccaniche notevolmente migliorate rispetto al legno naturale. Il legno compensato si ottiene incollando sotto pressione sottili fogli di legno dello spessore da 0. II tronco viene fatto girare lentamente e mediante un coltello automatico pressato contro il legno. pioppo. Un particolare tipo di compensato è il paniforte che è un compensato composto da molteplici sottili fogli di legno incollati e pressati fra loro con . sono soggette ad un ingobbamento più o meno sensibile a seconda della stagionatura e delle alternanze di secco e di umido. pertanto la particolare costruzione di tale materiale evita questo inconveniente. — Segagione in quarto. oppure secondo direzioni parallele. di una minore variazione dimensionale per effetto di umidità. usando colle a base di caseina. faggio) devono prima essere scortecciati.8 a 2 mm.

38 fibre incrociate fino a formare uno spessore di uno o due centimetri. di solito finito e smaltato su di una faccia e lasciato grezzo dall'altra. data la capacità autoportante del pannello.5 costituiti da fibre di pioppo imbevute in una soluzione concentrata di solfati di magnesio e trattati termicamente in forni ad alta temperatura {Eraclit). conferisce al pannello elevati doti di leggerezza e di isolamento. il prodotto finito si presenta come pannello anche di minimo spessore. Le fibre di legno così trattate subiscono un vero processo di mineralizzazione e pertanto risultano inalterabili nel tempo mentre la sua struttura. . compatto e durissimo. la facilità della posa in opera. Tale materiale è largamente impiegato nelle costruzioni. Sotto lo stesso nome si hanno altri pannelli formati da prismi di legno accostati e incollati così da formare una tavola: sulle due faccie di tale tavola vengono incollati due normali compensati. Il legno può anche essere usato come materiale isolante sia termico che acustico (come isolamento e come correzione) in appositi pannelli di spessore variabile da cm 1 a 7. la possibilità di intonacatura. Altro particolare impiego il legno può trovarlo nei pannelli agglomerati truciolari (tipo Faesite) che si ottengono con pressatura ad alta temperatura. costituita da un insieme di piccole celle irregolari. ed il costo non elevato.

Dalle lastre così ottenute. e si sono nel tempo poi solidificate in superficie. Le lame costituenti il telaio strisciano con movimento pendolare sul blocco e su di esse si fa cadere una miscela abrasiva. porfidi. o davanzale. con filo elicoidale. a seconda del tipo del materiale. cioè da miscugli eterogenei di sostanze di natura minerale. Il materiale una volta escavato viene trasportato ai piedi della cava e quindi inviato agli stabilimenti di lavorazione. ba- . che formano parte integrante della crosta terrestre. Vengono prelevate dalle cave che possono essere a cielo aperto o sotterranee. Le rocce eruttive provengono dalle viscere della terra. Il blocco così pervenuto. o scala. Le rocce possono essere classificate in tre categorie: A) Eruttive B) Sedimentarie C) Scisti cristallini.CAPITOLO QUARTO I MATERIALI LAPIDEI Le pietre naturali impiegate nelle costruzioni. o come pavimentazione. a seconda delle particolarità di impiego. nel secondo invece l'escavazione avviene a mezzo di cunei oppure con l'impiego del filo elicoidale in vere e proprie gallerie che si addentrano all'interno del giacimento (come ad esempio per i materiali tufacei o più generalmente per la cosiddetta pietra tenera del Vicentino). a meno che non venga impiegato in opere particolari. con esplosivi) a seconda della giacitura e delle caratteristiche del materiale. può durare ininterrottamente per più giorni. provengono da determinati tipi di rocce. viene di solito segato in lastre di spessore variabile. da cui sono uscite allo stato fuso ad alta temperatura. Sono essenzialmente rocce di tipo vulcanico. ecc. che ha appunto la funzione del taglio. si procede all'escavazione con metodo diverso (ad aria compressa. Nel primo caso messo a nudo il giacimento. si procederà poi alle lavorazioni successive che si distinguono a seconda che il materiale sia impiegato come rivestimento per l'esterno o l'interno.. l'operazione di taglio di un blocco. costituita da acqua e sabbia quarzifera. con apposite macchine chiamate telai costituite da un insieme di lame in ferro poste alla distanza voluta per l'ottenimento dello spessore delle lastre. a partire da un minimo di 7 mm. come graniti.

Anche la pomice appartiene a questa categoria. in- . particolarmente la resistenza agli agenti atmosferici. in relazione per un impiego all'esterno. Sono rocce spesso insieme eruttive e sedimentarie. sono derivate dalla erosione determinata dagli agenti fisici o chimici degli elementi naturali. 2) Marmi concrezionati. Non vengono infatti quasi mai estratte in blocco ma per sfaldatura. Hanno quindi generalmente un costo elevato. per cui viene di solito polverizzata ed applicata come materiale isolante per l'isolamento termico ed acustico. è però attaccabile dallo smog e dalle atmosfere inquinate delle nostre città. i serpentini. per cui anche in poco tempo si disgrega e si polverizza. Ad esempio. Appartengono a questa categoria i calcari ed i marmi. da cui derivano diversi tipi di rocce. grana e venatura). ma è un materiale con caratteristiche particolari.40 salti. Carrara. Le masse così accumulate hanno subito nel tempo notevoli trasformazioni. Altri tipi di rocce sedimentarie si sono originate col disciogliersi e il depositarsi di materiali in acqua. lumache ed altri fossili. Le rocce appartenenti a questo gruppo possono essere ulteriormente suddivise in due categorie: 1) Marmi cristallini a struttura saccaroide (Grecia. A questa categoria appartengono i Gneis (rocce micacee). possono essere impiegate solo per usi particolari (prescindendo dall'effetto estetico: colore. Vallestrona. Scisti cristallini. uniti a residui di organismi vegetali o animali. Le rocce appartenenti a questa categoria sono estremamente compatte. marmo di Lasa. Al limite estremo di questa categoria troviamo i tufi. Appare dunque evidente che le rocce sedimentarie sono di natura molto varia. trachiti. i quali anche visivamente si presentano come formati dall'unione di vari e diversi elementi. le quarziti. hanno elevato peso specifico ed elevata durezza. E' questo un materiale che si taglia facilmente con la sega appena escavato ed all'aria subisce un processo di indurimento. resistono molto all'usura ma si tagliano e si lavorano con notevole difficoltà. oppure da prodotto vulcanici cementati insieme. disposte a strati e quindi facilmente divisibili o sfaldabili. Non sono in genere materiali compatti a struttura cristallina ma si sgretolano con notevole facilità. madreperla di Sicilia). conchiglie. Per il corretto impiego del materiale ha notevole importanza conoscere le proprietà fisiche delle varie pietre e. Le rocce sedimentarie derivano dalla sedimentazione di sostanze minerali oppure da depositi organici. Appartengono ancora a questa categoria le brecce e tutti i brecciati. è infatti non difficile trovare all'interno di essi scheletri di pesci preistorici. come l'estrema leggerezza. ed in genere le pietre tenere. sia dal punto di vista della composizione che della struttura.

e che interessano ai fini di un corretto impiego sono le seguenti: — Peso specifico. La lucidabilità è un'attitudine caratteristica di lasciarsi ridurre a superficie perfettamente levigata. che sono date dall'insieme dei requisiti naturali propri del materiale. come l'esperienza dei secoli insegna. Tornando all'esempio precedente. e per ciascun materiale a seconda del verso. come a Venezia. penserà dì applicare a Venezia come rivestimenti esterni pannellature in travertino che.000 a 3. il travertino ad esempio è una pietra porosa.41 fatti. l'unico materiale lapideo correttamente impiegabile per esterni è la pietra d'Istria. sarà corretto impiegare ad esempio un granito per la sicurezza che nel tempo il materiale si conserverà perfetto. in quanto il pavimento costituito da questo materiale si sfalderebbe entro breve tempo.000 2. — Gelività. è il contrario della fragilità. che varia da 2. — Tenacità. si è già accennato infatti che non sarebbe corretto applicare come rivestimento elementi di materiale gelivo in climi particolarmente umidi e freddi.000 kg/m 3 (calcestruzzo armato 2. . Per un pavimento risulta quindi fondamentale considerare la durezza e la compattezza del materiale in relazione al proprio uso. E' la resistenza della pietra agli agenti atmosferici. Il travertino che è un ottimo e bellissimo materiale troverà la sua esaltazione a Roma. Se ad esempio si dovesse pavimentare un grande magazzino di vendita. l'unico limite nell'applicazione di un tale tipo di pavimentazione è dato soprattutto dal costo e particolarmente in relazione ad altri materiali di normale impiego. nell'antica tradizione e nel clima più adatto alla sua corretta applicazione. la cui superficie è costituita da una serie di fori che assorbono l'acqua e la polvere. — Lavorabilità. che viene intaccata solo superficialmente dall'atmosfera e dalla salsedine della laguna patinandosi in colorazioni particolari che hanno caratterizzato nei secoli le principali architetture della città lagunare. E' la resistenza al logorio dovuto ad azioni esterne (abrasione). darà dei risultati di durevolezza nel tempo — oltre che di esteticità — quanto mai precari. che pure è di notevole effetto estetico dato il suo colore variegato e la sua grana. data la struttura non compatta e la porosità che sono tipiche del materiale. non si userà mai una breccia.500 kg/m 3 ) e che è dato dal rapporto tra il peso del materiale ridotto in polvere ed il suo volume. Pietre di questo tipo trovano invece larghissimo e corretto impiego nei climi più caldi dove in pratica questo pericolo non esiste. La pietra se adoperata per esterni deve essere a struttura compatta e non presentare fori per non essere intaccata dal gelo. A Venezia. E' in diretta relazione con la tenacità e varia con i materiali. — Durezza. Una pietra di questo tipo non è consigliabile anche usarla come pavimento. non solo tecnica. E' la resistenza agli urti e costituisce un requisito molto importante per una pietra. soltanto il costruttore sprovveduto e di scarsa cultura. Le altre caratteristiche principali.

Di solito i materiali più Riciclabili sono i calcari cristallini. mentre i materiali più duri. Per l'elevata resistenza a compressione le pietre e i materiali lapidei sono stati usati fin dall'antichità per murature. si lucidano con notevole difficoltà e costo elevato. per il gruppo B = 2 = 50 kg/cm .per quelle del gruppo B il varia da 500 a 800 kg/cm 2 . Le pietre dei gruppi A e C presentano un a compressione che varia da 1. Per quanto riguarda le caratteristiche meccaniche è da dire che le pietre presentano elevata resistenza a compressione e scarsissima resistenza a flessione. La resistenza a flessione è trascurabile al punto che viene considerata in pratica nulla. Il coefficiente di sicurezza prima definito varia per i materiali lapidei. ma una volta acquistata la lucidità la conservano a lungo.42 attraverso successive operazioni. Tabella comparativa di resistenza alle sollecitazioni per taluni tipi di pietre naturali. e a seconda del materiale. Per i gruppi A e C = 1 0 0 kg/cm 2 .ab- . pilastri. da 10 a 15. colonne: cioè in struttura sollecitate a sforzi normali o di compressione. Per quanto si riferisce all'impiego odierno dei materiali lapidei .000 kg/cm 2 . Si veda in proposito la tabella allegata. come il granito.500 a 2.

potranno essere tra loro collegati verticalmente a mezzo di profilati metallici.43 bandonato naturalmente il concetto dell'uso degli stessi come elementi di struttura — le principali applicazioni sono le seguenti: Rivestimenti esterni. 4. saranno fissate alla sottostante muratura a mezzo di apposite zancature. che in alcuni casi può essere di fibre di legno legato da cemento magnesiaco (Eraclit). Naturalmente. Nel caso invece dell'impiego del materiale lapideo come elemento di rivestimento superficiale esterno dì un pannello prefabbricato.Sistemi di attacco di lastre usate come rivestimenti esterni di facciate. I vari pannelli dimensionati in funzione della modulazione prescelta. a seconda delle estensioni del rivestimento. mentre tra la lastra e la muratura sarà interposto un letto di malta. di tipo e di spessore adeguato (con un minimo di cm 3). come ferro zincato.2. ma sempre di materiale non attaccabile alla corrosione. Fig. le zancature avranno dimensioni più limitate. Fig. rame od ottone. Le zancature possono essere di diverso tipo. la lastra dovrà essere di minimo spessore (7 mm) che aderisce a mezzo di collanti speciali ad un supporto autoportante. Nel primo caso le lastre di marmo o pietra.1. Il materiale lapideo è impiegato in lastre di spessore variabile come rivestimento di una sottostante struttura generalmente laterizia — o di tamponamento tra gli elementi di una struttura a gabbia — oppure come elemento di rivestimento in lastre di minimo spessore posto al di sopra di un supporto autoportante per pannellature prefabbricate. Rivestimenti intemi. Fig. le lastre potranno avere spessore minore ed il materiale impiegato avrà caratteristiche fisi- . 4. per cui valgono le prescrizioni di applicazione di cui si è accennato al punto precedente. generalmente di alluminio. 4. Di solito limitati ad elementi di non grande dimensione.1 .

Pavimentazioni. oppure di spessore variabile. 4.44 Fig. nelle mensole e in svariati altri elementi che costituiscono le opere di finitura di un edificio. 4. e fissate con malta bastarda alla sottostante struttura. posato con il piano lavorato a filo di sega e poi levigato e lucidato in opera con apposite macchine. oppure sbrecciato in piccole dimensioni ed annegato in un pastone di polvere di mattone. su un sottostante massetto di sottofondo in calcestruzzo di cemento.2 — Pannelli prefabbricati di tamponamento con faccia esterna in materiale lapideo di minimo spessore. da cm 3 per le pedate. Di solito oggi le scale hanno struttura in calcestruzzo armato ed il materiale lapideo è esclusivamente usato come rivestimento in lastre di spessore costante (cm 3). la cui scelta è direttamente in funzione dell'ambiente nel quale verrà posto. . i pianerottoli ed i ripiani. tra loro connessi con un legante e si ottiene così il "pavimento alla palladiana". Scale. E' certamente il campo di più largo impiego del materiale lapideo. cioè con gradini e pianerottoli in struttura massiccia lapidea.3. Può anche essere utilizzato in frammenti di varie dimensioni. pozzolana e polvere di marmo e si ottiene il "terrazzo alla veneziana". della sua resistenza e lucidabilità e del suo costo. e da cm 2 per le alzate. delle caratteristiche estetiche del materiale. E' di solito posto in lastre. che e meccaniche diverse da quello invece utilizzato per i rivestimenti esterni soggetti agli agenti atmosferici. che possono essere del tipo a sbalzo. negli stipiti e nei contorni delle porte. calce. Nell'edilizia civile numerosissimi altri utilizzi trova il marmo o la pietra che vediamo impiegati nei davanzali. costruite a massello. Fig.

45 Fig. .3 .Gradini. 4.

Architettura . Pietre .Marmi. 1953. Firenze. PIERI. 1952. 1966. PIERI.Marmologia.Pietre. F. Graniti.46 Bibliografia A. M. Milano. Marmi d'Italia. CONSIGLIO. M. Pisa. RODOLICO.Marmo. e le riviste specifiche: . Le pietre delle città d'Italia. 1949. Il marmo. Tecnica. Milano. .

caoliniti. ed è eseguita generalmente in autunno. Le argille sono rocce molto diffuse nella crosta terrestre: sono il risultato di profonde trasformazioni. pur nella loro varietà sono sempre riconducibili a dei silicati di alluminio. il gres e le porcellane.LATERIZI Si definiscono come "ceramici" tutti quei prodotti inorganici e non metallici che per la loro fabbricazione necessitano di elevate temperature. 2) ibernazione (spurgo): si lasciano esposte le argille alle intemperie . in questo capitolo si tratteranno i prodotti ceramici più tradizionali. ricavati da materiali argillosi. basalti e miche sotto l'azione dell'acqua.CAPITOLO QUINTO CERAMICI . ad una associazione di silice ed allumina in diverse proporzioni (illiti.C. di rocce primarie come graniti. I prodotti ceramici vengono classificati come segue: II processo di formazione dei laterizi avviene in sei successive fasi: 1) estrazione del materiale da cave a cielo aperto. montmorilloniti) con presenza di ossidi di ferro e calcari. i quali ultimi peraltro non devono superare il 10% del totale. innanzitutto i laterizi e poi le maioliche. si trovano mattoni o piastrelle cotte ed anche smaltate in Egitto ed in Mesopotamia e India. in superficie. sviluppatesi attraverso varie ere geologiche. I materiali ceramici (da kéramos = argilla in greco) sono tra i prodotti più antichi della civiltà umana: già 6000 anni a. previa asportazione del cappellaccio vegetale. della pressione e della temperatura. le terraglie.

di colore più scuro. a cottura normale. ottenuti a temperature più elevate e con caratteristiche fisico-meccaniche migliori dei precedenti. cosi come gran parte degli altri elementi forati. che. troppo cotti. mescolate ed impastate e se necessario con una decantazione che avviene in una serie di vasche con fondo perforato a griglia. ferro. boro. cromo. molto porosi e con scarsa resistenza. A seconda del grado di cottura i mattoni laterizi vengono classificati in: aitasi. mezzani. da materie prime più pure e con minore contenuto di ossido di ferro si ottengono le faenze. normalmente rivestite con vetrine trasparenti o con ingobbio. forti. gli elementi per solaio vengono trafilati e tagliati con un filo d'acciaio per ottenere elementi di lunghezza desiderata. Può anche essere eseguita un'operazione meccanica (estivazione). se rivestite invece con smalti e decori (composti di piombo. 5) Essicazione: una volta modellati. che negli impianti più moderni si tendono sempre a ridurre (8-4 ore): un tempo erano generalmente usati i forni a fuoco mobile tipo Hoffmann a camere comunicanti e recupero di calore. all'aperto. 3) Mescolazione: la pasta viene finemente impastata con particolari macchine ad elica e viene eventualmente corretta la composizione aggiungendo quei materiali che mancano o che non sono in esatta percentuale per una perfetta composizione della miscela. prendono il nome di maioliche. oppure artificialmente nella quale i singoli pezzi vengono immessi in opportune camere ad aria calda. ecc. i pezzi vengono essiccati e tale operazione può essere naturale. recipienti. con scarso appiglio per le malte. Oltre alle terrecotte.). Questa operazione permette che il materiale si riduca in grani di dimensioni molto piccole. sotto delle tettoie dove vengono asciugati dall'azione dell'aria. derivate dalle stesse materie prime dei laterizi. e a 12001250°C le terraglie forti: le terraglie vengono ricoperte in seconda cottura . in tale caso le operazioni 2 e 3 vengono a coincidere in un unico procedimento meccanico. manganese. decorazioni). poco cotti di colore giallo chiaro. si degradano le argille liberando le sostanze estranee. ove per opera del gelo e del disgelo.48 in grandi cumuli. ma per usi non strettamente edilizi (vasi. in parte vetrificati. Con l'aggiunta di caolini e fondenti (feldspati ed eventualmente talco) si ottengono. cadmio. oggi è invece più diffuso l'uso di forni a tunnel. con eventuale ricupero del calore di cottura. oppure a macchina per pressatura. titanio. 6) Cottura: avviene normalmente intorno a 950-1000°C con ciclo di alcune ore. 4) Impasto e modellazione: i singoli elementi di argilla vengono modellati a mano. procedimento ormai in disuso. zirconio. raffinate. nella quale le argille vengono sminuzzate. ferrioli. con cottura a 1000-1500°C le terraglie tenere.

cotte a 1200-1300°C. che cuociono a 1300°C ed hanno caratteristiche meccaniche inferiori.49 fino a 1100-1150°C con smalti opachi. Il saggio di imbibizione consiste nell'essiccare in stufa i campioni sino . Alla fine della prova i provini non devono presentare screpolature. sfaldature o tracce di lesioni e alla prova di compressione devono dare un risultato non inferiore all'80% di quello ricavabile sullo stesso campione prima della prova.Mattoni pieni (UNI 5626/65) da cm 5.5x12x25 del peso di 2. maggiore è la durezza della porcellana e più alta la temperatura di cottura.4 kg ciascuno. .8 kg ciascuno. Nel campo dell'edilizia i principali prodotti sono: Laterizi: . Per i laterizi dichiarati non gelivi i mattoni divisi a metà vengono immersi in acqua a + 35°C per 1 ora indi posti in frigorifero a — 10°C per 3 ore e il cicli viene ripetuto 20 volte. Secondo le norme UNI 5632/65 questi prodotti devono avere forma regolare. II carico medio unitario di rottura a compressione deve essere superiore ai valori per ciascun tipo indicati nella tabella 5. e feldspato come fondente: quanto maggiore è la percentuale di caolino e inferiore quella del feldspato. come smagrante. Vengono anche prodotti in dimensioni di cm 12x12x25 denominati "bimattoni". persistono ancora in produzione mattoni con formati tradizionali locali. dare a un colpo di martello suono chiaro di timbro metallico. peso circa 2.1. fessure e cavità irregolari. come il veneto 6x 13x26. con invece maggiore percentuale di fondenti si hanno le porcellane tenere. quarzo. La porcellana rappresenta il prodotto più nobile dell'industria ceramica: le materie prime sono caolino. Partendo da argille plastiche di tipo caolinitico o illitico con fondenti. si ottiene il gres. tra 1400 e 1450°C. con uso peraltro soprattutto negli impianti e nell'industria. — Blocchi forati (UNI 5630/65) si fabbricano in forme e dimensioni diverse con incastri verticali o orizzontali per facilitare la posa in opera e limitare l'impiego di malte. presentare a frattura massa omogenea e compatta.Mattoni semipieni (UNI 5629/65): trasversalmente allo spessore prevedono dei fori di diametro inferiore a 15 mm distanti fra loro almeno 7 mm. con struttura molto più compatta e grande resistenza chimica. — Mattoni forati (UNI 1607) generalmente hanno 2-3 oppure 4-5 fori longitudinali e superficie esterna rigata. cioè per murature a vista devono anche dare sufficiente uniformità di colore. essere esenti da screpolature. I mattoni da paramento. Nella gamma dei prodotti ceramici sono compresi anche i vari tipi di refrattari.

il peso del manto al metro quadrato è di kg 75 80. — Tavelloni. Un tratto di copertura della lunghezza di 1 m deve comprendere 5 tegole in lunghezza e 3 tegole secondo la inclinazione della falda.50 Tabella 5. generalmente impiegati in strutture orizzontali portanti. Per ogni metro quadrato ne occorrono 33. Per ogni m2 occorrono da 9 a 12 coppie (embricate e canale) peso 60 70 kg/m 2 . con sovraccarichi non elevati. — Tegole piane {marsigliesi). spessore minimo 12 mm. Il profilo della tegola è ad arco di parabola. Requisito essenziale per gli elementi usati come manti di copertura è . e ad offrire un agevole scolo alle acque. e la loro lunghezza da un minimo di 40 ad un massimo di 120 cm. larghezza massima e minima cm 18 e cm 14. il loro spessore varia da 6 a 8 cm. Peso di ogni elemento circa 2. Dopo aver asciugato i campioni con carta bibula si ripesano. Peso al m2 circa 38 kg.5 kg. La quantità d'acqua assorbita deve essere compresa tra l'8 ed il 28% del peso del campione all'inizio. Le dimensioni unificate sono: lunghezza cm 45.1 a costanza di peso e successivamente immergerli in acqua per 2 h. Sono autoportanti e trovano il loro impiego per coprire luci molto modeste. di forma tronco conica usati come manti di copertura. — Tegole curve o coppi. Le dimensioni unificate sono cm 24x39. — Tegole romane (embrici canali) di forma trapezia con orli rilevati ad angolo retto lungo i lati non paralleli. Sono di forma rettangolare e presentano nelle due facce opportuni rilievi ed incavi che servono al necessario parziale ricoprimento dei pezzi contigui.

51 l'impermeabilità. la prova si attua sottoponendo un elemento ad un carico di 55 mm di acqua per 24 ore. ad imbibizione totale non deve presentare un aumento di peso maggiore del 15%. 5. .1 .Elementi in laterizio come manti di copertura. Fig. Una buona tegola.

industrie. ospedali e in genere zone di intenso passaggio per la loro resistenza chimica e all'abrasione. Esso risulta in genere superiore ai 100 kg/cm 2 ma per alcuni tipi di gres può raggiungere i 250-350 kg/cm 2 . il basso costo. I principali tipi sono i seguenti: — Piastrelle in maiolica a pasta debolmente colorata e perciò sempre ricoperte da smalti opachi. 25 x 25. — Piastrelle in cotto non smaltate. come fondenti contiene carbonati di calcio e di magnesio. Prodotto a pasta bianca. Formati più frequenti 30x 30. Possono essere variamente colorate.52 Piastrelle Le caratteristiche fisiche e meccaniche. si producono anche per monocottura e in tal caso risultano smaltate. 20 x 40. nel formato 20x20 ricoperte con smalti opachi colorati e decorati. — Piastrelle in terraglia forte. Laterizi alleggeriti Allo scopo di migliorare la coibentazione termica e l'isolamento acu- . di un caldo color rosso servono per pavimentazioni di interni rustici laddove un tempo venivano impiegati i mattoni. Assieme al successivo è il tipo più diffuso nel mondo per rivestimenti di pareti interne. legato anche ai miglioramenti via via apportati al prodotto ed alle tecnologie di produzione. Nel classico formato 7. quasi completamente vetrificate con ottime proprietà meccaniche e di resistenza chimica. — Piastrelle in gres porcellanato. Hanno quindi minore porosità e maggiore resistenza meccanica. Nei formati 5x10 e 10x10 servono per pavimentazioni. prodotto tipico italiano fabbricato per lo più in Emilia. sono utilizzate per la pavimentazione di interni. hanno buone caratteristiche meccaniche. la facilità di pulizia. — Piastrelle in gres rosso previste anche dalle norme UNI 6506/69. la varietà dei tipi a disposizione giustificano il larghissimo uso nell'architettura delle piastrelle ceramiche. Il formato classico è 15x15.5x14 vengono utilizzate per pavimentazioni di interni ed esterni in abitazioni. sono in genere di dimensioni 15x15 variamente colorate destinate al rivestimento di interni. sono vetrificate. presentano un assorbimento in acqua < 4%. le infinite possibilità di decorazione. — Piastrelle in cottoforte. La resistenza meccanica viene di solito interpretata attraverso il carico di rottura a flessione di interesse soprattutto per le piastrelle per pavimentazione. 40x 60. Si può decorare la superficie del biscotto e rivestirla di sola vetrina. — Piastrelle in terraglia dolce. Simili alle precedenti prevedono l'impiego di feldspati come fondente.

a parità di isolamento. Se la porosità è del tipo aperto occorre impermeabilizzare il manufatto per impedire la penetrazione di umidità dato che la conducibilità termica dell'acqua è circa 20 volte quella dell'aria. La tecnologia di produzione dei mattoni "leggeri" contempla l'impiego in miscela (oltre ai prodotti consueti) di prodotti combustibili che liberano pertanto gas al momento della cottura e ostacolano il processo di sinterizzazione.30. murature più leggere e di spessore ridotto rispetto a quelle costruite con il laterizio tradizionale.5-0. per cui è possibile ottenere. . Alle caratteristiche di leggerezza (800 kg/m 3 ) questo materiale unisce notevoli capacità isolanti sia dal punto di vista termico che acustico. anche se a scapito del peso specifico e della resistenza meccanica. LECA (Light Expanded Clay Aggregate). Una interessante e nuova elaborazione del laterizio tradizionale è rappresentata dal Poroton. inerte leggero ottenuto attraverso un procedimento di cottura ad alta temperatura (clinkerizzazione) di speciali argille. farina di coke e di lignite. Mattoni refrattari sono considerati quelli che resistono a temperature superiori ai 500-600°C. segatura di legno. Se la formatura avviene per colaggio si possono avere prodotti porosi anche trasformando la sospensione in una schiuma addizionando opportuni agenti emulsionanti e mantenendo l'insieme fortemente agitato per inglobare la massima quantità d'aria. Questa macroalveolatura. per temperature fino a 150°C e oltre. La resistenza a compressione di questi ultimi non deve essere inferiore ai 50 kg/cm 2 ma può arrivare fino a 200. Il processo di formatura è del tutto simile a quello già descritto per i mattoni più compatti sol che si ricordi che le deformazioni in cottura di tali prodotti sono molto più sensibili ed è quasi sempre necessaria una operazione finale di rifilatura. esalta le doti di benessere abitativo proprie del laterizio tradizionale.5 mm di una sostanza a bassa temperatura di sublimazione (polistirolo espanso). Sven Fernhof suo ideatore. In genere alle alte temperature è preferita la presenza di moltissimi pori piccoli e chiusi non collegati fra loro per diminuire la trasmissione di calore per irraggiamento. owerossia "argilla porizzata". Si fabbricano mattoni isolanti per impianti frigoriferi (fino a -100°C) per temperatura ambiente. la conducibilità termica è mediamente 0. così denominata dall'ing. ottenuta inserendo nell'impasto argilloso — prima della trafilazione — una miriade di sferette del diametro di circa 1. Allo stesso scopo viene prodotta anche l'argilla espansa. Si ricorre a antracite.7 kcal/m/h/°C.4g/cm 3 .53 stico si ricorre anche a prodotti laterizi nei quali viene esaltata la porosità. Nei mattoni porosi la porosità è dell'ordine del 50% e il peso specifico attorno a 1 ma si possono ottenere valori anche molto più bassi come 0. Si possono usare anche carbonati che liberano anidride carbonica.

infìssi. Bibliografia C. G. BRIGAUX. Roma. murature. 1977. V. Simile alla vermiculite è la perlite. 1965. Opere in muratura. 1963. .I ceramici.1. MONDIN.L. Bologna. Padova. Più attinenti ai ceramici fin qui considerati sono prodotti come la vermiculite (silico alluminato idrato del tipo della montmorillonite) che per riscaldamento a 800°C aumenta fortemente di volume (fino a 15-20 volte) per la trasformazione in vapore dell'acqua che si trova presente tra i vari pacchetti raggiungendo una densità apparente di 0.. roccia vulcanica contenente silice e allumina che rigonfia molto per riscaldamento. 1966.N.54 si presenta in forma di granuli rotondeggianti costituiti da una dura scorza esterna e con struttura interna a cellule chiuse e vetrificate: viene usato per la confezione di calcestruzzo leggeri.I. Il prodotto usato come materiale di riempimento può essere anche impastato e formato col 10% di argilla per ottenere dei blocchi con densità apparente 0. dell'A.D.Muri. Annuario dell'industria dei laterizi e compendio di tecnica applicativa. di blocchi da muro o anche sciolto per strati isolanti e riempimento di intercapedini.5 e ~ 20 kg/cm 2 di resistenza alla compressione. Rivista mensile "Costruire". Bologna. GOTTARDI.

Le malte ed i calcestruzzi sono miscele plastiche che in un tempo più o meno breve si solidificano (fenomeno della presa) con il concorso degli agenti atmosferici. i calcestruzzi. dalla quale si produce l'ossido di calcio anidro. come accennato in precedenza. le prime tracce di tali materiali possono farsi risalire al X secolo a. calce viva. sabbia. Come leganti sono impiegati materiali ottenuti dalla riduzione di calcari (carbonato di calcio) che si trovano in natura sotto forma di grossi ciottoli risultanti dallo sgretolamento in cava a mezzo di esplosivi di grossi blocchi di pietra calcarea. della mescolazione degli elementi. Con il materiale così ottenuto. Base attiva per questi impasti sono essenzialmente due tipi di elementi: le calci ed i cementi. il materiale così sminuzzato viene poi passato in appositi forni a circa 900° (intermittenti o a fuoco continuo). se mescolato con acqua e sabbia.LE MALTE L'impiego dei leganti come materiali cementanti di collegamento di vari elementi delle costruzioni. è di uso antichissimo. si spappolano e non fanno presa. che ha la caratteristica di essere caustico ed avido d'acqua. si costituiscono le malte. mentre a fianco di essi.CAPITOLO SESTO I LEGANTI .C. per la dissociazione del carbonato di calcio e l'eliminazione dell'anidride carbonica contenuta nel calcare. ma il loro uso più vasto e caratteristico si ebbe con gli Etruschi e soprattutto con i Romani che perfezionarono il processo di cottura. L'ossido così ottenuto deve esse- . ma con caratteristiche speciali e per usi particolari stanno i gessi. dalla cottura di calcari. Sono ottenute. a) Calci aeree Con questo nome vengono indicate quelle calci capaci di dare malte che induriscono soltanto all'aria. Pertanto i leganti potranno essere suddivisi in: a) calci aeree b) calci idrauliche e) cementi d) gessi. ghiaia o pietrisco. dello spegnimento delle calci. mentre in presenza d'acqua non induriscono. e l'impiego delle malte. per ottenere l'ossido di calcio (Ca Co 3 CaO + C0 2 ). se mescolato con acqua.

In genere si prescrive che per la formazione di murature il grassello debba essere stato idratato da non meno di venti giorni. per impedire che la calce perda le sue proprietà indurendo per assorbimento dell'anidride carbonica dell'aria. in fosse dette calcinai. Pertanto la calce aerea per la sua proprietà di indurire solo a contatto con l'aria può essere usata soltanto per murature in elevazione. presenta una buona adesività ed una resistenza anche superiore alle calci grasse. Questo tipo di calce può essere suddivisa in calce grassa e in calce magra. anche se non sono esenti da difetti e imperfezioni. mentre per gli intonaci il periodo richiesto minimo è di due mesi. l'acqua evapora e si deposita la vera pasta. con fondo in mattoni e sponde in legno. Nella calcinaia il grassello viene lasciato a lungo in riposo. della produzione di calore durante lo spegnimento e del tempo di presa. ma con durata di cottura e con temperature maggiori (fino a 900° 1000°). dette bagnoli. Hanno caratteristica di fare presa anche se immerse in acqua. alla temperatura ed alla durata della cottura.5 m3 per tonnellata per le calci grasse). viene scaricato attraverso un'apertura munita di griglia posta sulla base minore della vasca. che si usa per formare le malte. La classificazione comune per le calci idrauliche. dato che nel processo di spegnimento si sviluppa calore.56 re idrato per ottenere la calce spenta. Deve però essere riparata in locali adatti e ben protetta dall'umidità prima dell'impiego. La presa della calce spenta. cioè l'indice di idraulicità i è dato dal rapporto : . o grassello di calce. ossia la calce assorbendo l'anidride carbonica dell'atmosfera si trasforma indurendo in carbonato di calcio. il latte di calce ottenuto con la mescolatura continua per due o tre ore della calce viva con l'acqua. a seconda della resa in grassello della calce viva (maggiore di 2. pronta per essere usata. E' polverizzata in fabbrica e posta in commercio in sacchi. b) Calci idrauliche Sono ottenute dalla cottura di calcari contenenti argilla in dosi variabili tra il 6% ed il 20% con procedimento analogo a quello per le calci aeree. avviene per mezzo del fenomeno della carbonatazione. le proprietà idrauliche variano in relazione alla diversa composizione chimica dei calcari marnosi. Tra le calci aeree è anche compresa la calce idrata in polvere. coprendolo con uno strato di acqua o di sabbia. dove la pasta si raffredda. una volta posta in opera. e con l'aggiunta di acqua per circa tre volte il peso della calce viva. cioè calce spenta e macinata e che non richiede idratazione per la formazione del grassello. Dal bagnolo. Di solito le calci grasse sono preferite per il loro elevato rendimento. tale operazione viene eseguita in vasche trapezoidali.

— calce idraulica artificiale pozzolanica.31 0.16 / = 0. ottenuta per macinazione di pozzolana e calce aerea. stagionatura e macinazione. non dà ritiro. tra: calci debolmente idrauliche calci mediamente idrauliche calci idrauliche propriamente dette calci eminentemente idrauliche [cementi /=0.42 /=0. ottenuta con la mescolazione di calcari e di materie argillose e con la successiva estinzione. Per tutte le calci idrauliche la presa deve iniziare dalle due alle sei ore dal principio dell'impasto e deve essere compiuta dalle 8 alle 40 ore dal medesimo.10 i = 0. ottenuta per manicazione di loppe di alto forno granulare e calce aerea.31 i = 0. Presenta invece buone qualità di resistenza. in relazione a detto rapporto. per le opere di finitura interna delle costruzioni civili. particolarmente esterne. particolarmente negli intonaci. . ed ha buone qualità di isolamento termico ed acustico e si presta facilmente ad essere tinteggiato.58] Il regolamento distingue le calci idrauliche in: — calce idraulica in zolle.42 0. Trova pertanto largo impiego.50 0. — calce idraulica siderurgica. — calce idraulica artificiale.50 0. oltre che come elemento decorativo per la sua facilità di modellazione. Il gesso non trova in pratica applicazione nelle strutture murarie.16 0. c) Cementi Dei cementi si tratterà diffusamente nei capitoli successivi. è leggero. — calce idraulica naturale in polvere. in quanto assorbe moltissimo l'umidità aumentando di conseguenza il suo volume.57 per cui si potrà distinguere. d) Gessi Si ottengono dalla cottura della pietra da gesso o selenite (solfato di calcio biidrato). trasformandosi in gesso cotto anidro che macinato e finemente polverizzato dà un prodotto cementante a rapida presa e di tipo aereo.

Lo stesso dicasi per il tipo di legante impiegato. In relazione al quantitativo di legante impiegato nell'impasto le malte possono essere classificate in: — malte magre. come ad esempio per le tramezzature divisorie all'interno degli edifici civili. per intonaci attraverso un vaglio da 0. ed a temperatura normale perché se troppo fredda ritarda il fenomeno della presa. sia come supporto a rivestimenti o pavimenti di materiale vario. — malte grasse. — sabbia. e di aderire ai materiali da costruzione. ed analogamente per le malte idrauliche. — acqua. che hanno la proprietà di indurire.58 Le malte Sono impasti. solidificandosi. . sia nel caso che siano impiegati per l'unione tra gli elementi costituenti la struttura (muratura di mattoni). mentre una quantità scarsa provoca una difficoltosa idratazione e parte del materiale cementante rimane inerte. deve essere accuratamente lavata e non deve contenere alcuna particella terrosa o di materia organica. si otterranno malte aeree.5 mm di maglia. Gli elementi costitutivi delle malte. quando il quantitativo di legante è sufficiente a riempire i vuoti di cui sopra. E' molto importante l'esatto dosaggio della quantità d'acqua. se troppo calda l'accelera. Dal punto di vista della granulometria la sabbia deve essere scelta a seconda dell'uso a cui è destinata la malta. quando il quantitativo di legante è notevolmente superiore a quello sufficiente. sia per ricoprire i muri stessi come superfici di rivestimento (intonaci). oppure le malte bastarde. E' di solito costituita da detriti originati dalla disgregazione di rocce naturali. — malte molto ricche. Questo tipo di malta. infatti una quantità eccessiva provoca una evaporazione che lascia dei vuoti all'interno della pasta. costituiti da legante. Deve essere limpida e pura. per muri di mattoni attraverso un vaglio da 1 mm. per muri di pietrame dovrà passare attraverso ad un vaglio a maglie circolari del diametro di 3 mm. costituite cioè con cemento e calce aerea. Il compito del legante è di consolidare gli elementi della sabbia con i quali deve essere impastato e la sua dosatura deve essere in relazione all'impiego ed agli interstizi compresi tra i granelli. come già visto sono i seguenti: — legante. è particolarmente impiegata per murature sottili. Per questo sono preferibili le sabbie di fiume. quando il quantitativo di legante è superiore a quello sufficiente. sabbia ed acqua. Possono essere anche usate malte esclusivamente di cemento. aumenta la coesione degli elementi in laterizio ed ha notevoli proprietà idrauliche. poiché indurisce in poco tempo. — malte ricche. così se si impiegheranno calci aeree. quando il quantitativo di legante non è sufficiente a riempire i vuoti tra i granuli della sabbia.

adesività e lavorabilità possono anche aumentare le resistenze meccaniche a media o lunga stagionatura.50 (1/2 di m 3 ) o kg e.20 + calce idraulica kg 350 oppure + cemento kg 300. — per intonaci: grassello m3 0. che oltre a migliorare plasticità.40 (o kg 125-150 calce idrata). — per intonaci: calce dolce m3 0. E) di Cemento (Tipo 325) Ogni m3 di sabbia occorrono: — per murature: cemento kg 400 — per intonaci: cemento kg 500. idrata e cioè un rapporto 1:2 (per volume di grassello ve ne sono 2 di sabbia). Ogni m3 di pozzolana occorrono: — per murature: grassello m3 0.10 + calce idraulica kg 250 oppure + cemento kg 175. D) Additivi per malte e calcestruzzi Ai componenti classici della malta e dei calcestruzzi. vengono aggiunti in taluni casi dei prodotti di diversa natura allo scopo di conferire agli impasti particolari requisiti per impieghi specializzati: I principali sono: — fluidificanti-plastificanti. A) C) Bastarde Ogni m3 di sabbia occorrono: — per murature: calce dolce m3 0.60 circa d'acqua. B) di calce idraulica Ogni m3 di sabbia occorrono: — per murature: kg 350-400 di calce idraulica. idrata e cioè un rapporto 1:3 (per volume di grassello ve ne sono 3 di sabbia). Pozzolaniche (La pozzolana dà una malta eminentemente idraulica che può essere formata con un volume di grassello. — per intonaci: da kg 400 (rustici) a kg 500 (civili) di calce idraulica.33 (o kg 100-125 calce idrata).59 Di solito il dosaggio delle malte è il seguente: di calce aerea Si ha un m3 di calce spenta (grassello) con 500-600 kg di calce viva e 3 m 1.33 (1/3 di m 3 ) o kg 125 e. Ogni m3 di sabbia occorrono: — per murature: grassello m3 0. . un volume di pozzolana e un volume di sabbia). — per intonaci: grassello m3 0.

La confezione delle malte può essere ottenuta facilmente seguendo le istruzioni del fornitore. servono a confezionare malte con buon isolamento termico. Le malte pronte offrono il vantaggio di una composizione controllata e costante eliminando cosi le incertezze della scelta dei materiali e della loro miscelazione. sono sostanze idrofughe che ovviando alla scarsa compattezza migliorano la loro impermeabilità. sono prodotti che accelerano il processo di idratazione del legante e abbassano il punto di congelamento dell'acqua. I componenti opportunamente miscelati per specifici impieghi sono contenuti solitamente in sacchi di carta impermeabilizzata. — incrementatori di presa. si possono ottenere accelerazioni modeste o molto rapide nella presa o si possono ottenere ritardi nei tempi di presa del legante. — antigelo. servono a confezionare malte senza ritiro o con ritiro controllato introducendo nella miscela una moderata espansione. polimeri emulsionanti danno incrementi anche notevoli della resistenza a compressione (fino a 4 volte). — disarmanti: da usare per ottenere buoni getti a faccia vista. — alleggerenti. Le "Raccomandazioni per la progettazione ed il calcolo delle costruzioni a muratura portante in laterizio" prevedono le seguenti classi di malta: . sono in genere uniti ai fluidificanti.60 — impermeabilizzanti. della resistenza a trazione (fino a 3 volte) e della resistenza a taglio. Malte pronte o premiscelate Si trovano in commercio delle malte pronte all'uso in forma di miscela secca. — acceleranti e ritardanti dei tempi di presa. per lo più per esecuzione di intonachi. — espandenti. permettendo getti fino a -15°C . servono per ancoraggi. Possono però rallentare la presa e l'indurimento.

con laterizi o pietre legati con malta. Un altro sistema strutturale di tipo misto. terra. assemblati con l'ausilio di metalleria e incastri. La posa . a carichi verticali e/o spinte laterali derivanti dall'azione di strutture particolari interne all'edificio o da azioni esterne quali ad esempio il vento o. — Strutture in legno: sono ancora realizzate con tronchi lavorati o semilavorati..CAPITOLO SETTIMO LE MURATURE Definizioni Chiamasi "muratura" una struttura in elevazione. Questo tipo strutturale è usuale anche nei "cottages" inglesi e nelle costruzioni eseguite in montagna. pietre. ciottoli.) lavorati o no. pietrame) sia lavorata. essendo le dimensioni di larghezza e di altezza notevolmente prevalenti sullo spessore. Materiali impiegati nelle murature Attualmente si tende a chiamare "muratura" solo quella struttura realizzata. come si è detto. non omogenea poiché costituita da più elementi artificiali o naturali (laterizi. per lo più. è costituito da un telaio ad elementi lignei verticali. lo stesso dicasi per alcune particolari costruzioni. basato sull'impiego di elementi di legno modulari e per così dire "prefabbricati". fu adottato un sistema. fienili. — Strutture in pietra: si possono avere murature realizzate sia con pietra allo stato naturale (per es. frammenti ceramici) ben costipato. uniti ad incastro e disposti in modo da costituire sia le pareti che le coperture in costruzioni quali baite. Negli Stati Uniti. Tale struttura può essere considerata: geometricamente come bidimensionale. nel corso del XIX secolo. ecc. orizzontali ed obliqui di controventamento: gli spazi vuoti sono riempiti da materiale incoerente (pietrisco. ecc. uniti tra loro con legante o altro sistema. chiamato balloon-frame. Anticamente per strutture analoghe venivano usati anche altri materiali. per i muri di sostegno. la spinta del terreno. staticamente come soggetta.

.1). le caratteristiche fisico-tecniche o quelle estetiche. Una tecnica ora poco usata è quella "a sacco": tra due paramenti accuratamente realizzati. 7. sia con l'ausilio di malta.1 Nomenclatura delle murature Le murature si possono suddividere in più classi a seconda che se ne consideri la funzione strutturale. viene gettato un riempimento di materiale incoerente. A = Muratura mista listata di mattoni e pietrame B . — Strutture miste: per lo più sono realizzate alternando strati in pietra. 7. e strati in laterizi (Fig.Muratura di pietrame con conci d'angoio squadrati C = Muratura di pietra a conci squadrati D = Muratura di pietra a strati alternati di conci squadrati E = Muratura di pietrame irregolare Fig.62 in opera può avvenire sia a secco. cioè posando gli elementi maggiori ben ravvicinati e riempiendo i vuoti con piccole pietre. sia concia (ovvero tagliata in forma regolare) sia in ciottoli o pietrame disposto a volte a spina di pesce.

Nel caso che i mattoni o i blocchi (semipieni oppure leggeri) siano messi in opera con la foratura in verticale. assicurando così la stabilità dell'edificio. Ovviamente nel secondo caso diminuisce la caratteristica meccanica. disposte trasversalmente al flusso termico. Per lo più si tratta della adozione di "blocchi" a fori orizzontali o verticali formanti camere d'aria. vento. neve. Si considerano come pieni gli elementi forati aventi percentuale di foratura inferiore o uguale al 15%.7. nel caso che la foratura si presenti in orizzontale vengono chiamati "mattoni o blocchi cavi". essendo esso. molto usate in zone sismiche. sia interno che esterno di una costruzione. i laterizi sono chiamati forati leggeri qualora la percentuale di foratura sia superiore al 55%. nel caso di adozione di pareti portanti ad intercapedine. Una variante tecnica è rappresentata dalle murature armate. Con studi recenti per il problema statico e quello di coibentazione si è cercata una soluzione comune. ecc.2. mentre per quelle esterne è necessario tener conto della resistenza alle intemperie (esplicantesi anche in carichi accidentali: pioggia. La muratura portante è l'elemento strutturale. direttamente proporzionale alla resistenza a compressione. Di tali variazioni si dovrà ovviamente tener conto nel calcolo statico. dagli elementi di solaio o dai carichi accidentali e d'esercizio.63 Murature con funzione strutturale — Muratura portante. E' da ricordare. Esse.7. La loro costruzione è realizzata con bloc- . Una seconda soluzione è presentata dalle murature ad intercapedine. da quelle esterne perimetrali: quelle interne infatti devono resistere quasi esclusivamente alle sollecitazioni di carico. Lo spessore del solido murario sarà in relazione con i carichi a cui è assoggettato. l'importanza del collegamento accennato tra l'elemento portato e quello portante e la centratura del carico.oda una con funzione portante e la seconda di rifodera secondo gli esempi riportati (Fig.). travi. le murature portanti interne. Generalmente una muratura portante laterizia è composta di elementi pieni o forati ma con rapporto di foratura non troppo elevato. come semipieni se la percentuale dì foratura è compresa tra il 15% e il 55%. Queste in genere sono formate da due pareti con funzioni portanti.3). diminuendo il carico con l'aumentare dell'altezza.) e alla coibenza termica. atto ad assorbire i carichi verticali provenienti dai solidi murari soprastanti. in questa tecnica muraria. i muri portanti possono venire eseguiti "a risega" diminuendone cioè lo spessore all'aumentare dell'altezza (la diminuzione in genere è di una testa). E' bene distinguere. nel progetto. Nel caso di edifici di notevole altezza. ecc. tale spessore non dovrebbe comunque mai essere inferiore a 25 centimetri o a due teste. vengono denominati "mattoni o blocchi perforati". migliorano la collaborazione tra strutture verticali e orizzontali (cordoli.

64 Fig. Fig. Usando mattoni pieni tradizionali è ugualmente possibile realizzare una muratura armata. costruendo due pareti parallele in laterizio. 7. A seconda che si trovino nel perimetro dell'edificio o all'interno di questo prendono il nome di muri di tamponamento o di tramezzatura. 7. .2 — Muratura ad intercapedine. l'intercapedine viene occupata dall'armatura metallica e dal calcestruzzo..3 — Murature con rifodera. chi conformati e disposti in modo da permettere il passaggio dell'armatura verticale. . Le murature non portanti non hanno funzione strutturale statica pur dovendo sopportare il carico proprio.Murature non portanti. collegate tra loro con zanche o grappe ecc.

o acciaio). lo spessore medio risulta essere attorno ai 40 cm (Fig. essa deve. 7. Anche se in questo caso alla muratura non è affidata funzione strutturale di sostegno.4 .a.65 a) Muri di tamponamento: costituiscono i muri d'ambito dell'edificio. Il tamponamento è generalmente realizzato ad intercapedine.4).Muratura di tamponamento. Hanno applicazione soprattutto in presenza di struttura portante a telaio (in c. Fig. 7. presentare requisiti di coibenza sia termica che acustica. . oltre ad essere autoportante.

cucine. acustico. che possono essere a raso muro o fugati con appositi ferri. quarzi.) rivestimenti ceramici o in lastre di pietra o marmi. tra le due pareti si lascia un'intercapedine di 4 6 centimetri nella quale eventualmente si può inserire del materiale coibente. ecc. Si esemplificano alcune tecniche di realizzo (Fig.. e dall'umidità. Possono essere realizzate sia con la tecnica ad intercapedine sia usufruendo di particolari rivestimenti. Data la loro particolare funzione si cerca di realizzare pareti leggere e di spessore contenuto (8-14 cm) ma con laterizi aventi alte percentuali di foratura per ottenere un leggero isolamento acustico tra un ambiente e l'altro.. Caratteristiche estetiche delle murature Sia dei muri portanti sia di quelli di tamponamento si vuole evidenziare a volte l'aspetto estetico. può essere realizzato a faccia a vista usando cioè speciali laterizi o lasciando in vista la struttura stessa. particolare cura va data ai giunti in malta. anche colorata. Caratteristiche fisico-tecniche delle murature Le murature quasi sempre devono anche soddisfare particolari esigenze quali quelle di isolamento termico. Per le pareti di divisione tra un alloggio ed un altro o delimitanti i servizi (bagni. Le prime sono costituite da una parete portante esterna. ecc. Il materiale usato a questo scopo deve essere però di ottima produzione. frammenti di laterizio. 7. Il paramento. ad intercapedine.5): .66 b) Tramezze: suddividono gli spazi interni di un edificio. pietre colorate. come verrà più ampiamente spiegato in seguito. si possono adottare pareti di maggiore spessore. una non portante interna di spessore minore chiamata di "rifodera". cioè. ciò può essere ottenuto utilizzando speciali composizioni delle malte per intonaco (ad esempio con polvere o graniglia di marmi. Un effetto analogo si ottiene rivestendo la muratura stessa (senza intercapedine) all'esterno o all'interno con pannelli o intonaci realizzati con particolari materiali aventi proprietà coibenti. infine usando particolare attenzione nella tessitura della parete esterna. privo di efflorescenza e di inclusioni calcaree (calcinelli) e non gelivo..) o ambienti per i quali è richiesta un'alta insonorizzazione.

5 . per evitare che assorbano l'acqua contenuta nell'impasto del legante.BLOCCHI - Fig.6). 7. cioè sulla costa del lato di dimensioni maggiori. 7. C O L L E G A M E N T O C O N LATERIZI DI P U N T A E DI C O S T A COLLEGAMENTO CON LATERIZI . ben adagiati su letto di malta dello spessore di 1 cm.67 Nomenclatura delle parti costitutive le murature laterizie Attualmente il tipo di muratura più frequentemente usato è realizzato in laterizi. Questa tecnica è usata per la costruzione di muri divisori (tramezze) non por- COLLEGAMENTO CON .DI TESTA O DI CHIAVE Modalità di costruzione Una muratura laterizia si ottiene sovrapponendo ed accostando i mattoni abbondantemente bagnati prima della posa in opera. Si chiamano "corsi o filari" gli strati orizzontali successivi secondo i quali vengono posati i singoli mattoni. come pure lo strato (letto di posa) steso tra un filare e quello soprastante (Fig.DI PUNTA . Per gli altri tipi su menzionati e le relative tecniche di esecuzione si rimanda a testi specifici. Si chiamano "giunti". i mattoni vengono disposti "di coltello". Tra un mattone e l'altro si pone ugualmente un giunto di malta non eccedente il centimetro. I mattoni si pongono in opera in corsi piani perfettamente orizzontali. Particolare cura deve essere rivolta allo sfalsamento dei giunti verticali tra i corsi sovrapposti al fine di realizzare uno stretto collegamento tra i singoli filari. gli spessori di malta interposti tra i mattoni di ogni singolo filare. A seconda della disposizione dei mattoni si ha la seguente classificazione delle murature: a) murature "in foglio".

7 . .68 Fig. 7.Muratura in foglio.

11). orientati secondo o perpendicolarmente alla lunghezza del muro. . per motivi statici si desidera conferire notevoli spessori. Fig.13). 7. c) Murature "a due teste" i mattoni vengono posati sul piatto e orientati o secondo la lunghezza del muro o perpendicolarmente ad esso.Murature a una testa. 7. Questa tecnica è atta alla costruzione di muri di tamponamento e di muri portanti a intercapedine in strutture di peso contenuto.8). Si esemplificano qui di seguito le disposizioni più usuali: (Fig. Si esemplificano qui di seguito le disposizioni più usuali: (Fig. Questa tecnica è atta anche alla costruzione dei muri portanti. Lo spessore del muro risulta uguale alla misura della lunghezza del mattone (a due teste). Lo spessore del muro risulta uguale a quello del mattone impiegato (Fig. 7. in edifici di dimensioni non eccessive.7). Dagli esempi presentati risulta evidente che questa tecnica è atta alla costruzione di muri portanti ai quali. 7. 7.8 . b) Murature "a una testa". 7.69 tanti. d) Murature a "tre o più teste".10. Tre mattoni vengono posati sul piatto. 7. (o "in spessore"): i mattoni vengono posati sul piatto e orientati secondo la lunghezza del muro.12. Lo spessore del muro risulta uguale a quello del mattone impiegato (Fig. 7.9.

CHIAVE DI PUNTA - DISPOSIZIONE FIAMMINGA Fig.70 DISPOSIZIONE IN .9 .Muratura a due teste. 7. .

.Muratura a due teste.71 DISPOSIZIONE GOTICA DISPOSIZIONE FIAMMINGA Fig. 7.10 .

7.Muratura a due teste. .72 DISPOSIZIONE A BLOCCO DISPOSIZIONE A CROCE Fig.11 .

7. . 7.12 . Fig.Muratura a tre teste.73 Fig.13 — Muratura a quattro teste.

si sottopongono a compressione con carico ortogonale al letto di posa.malta: almeno n. compreso tra 2. Particolare attenzione va rivolta ai provini costituiti da muratura in blocchi a fori verticali con rapporto di foratura maggiore del 45%. a seconda del numero n dei provini. Il provino. si può dedurre dalla resistenza caratteristica . Si ottiene così la resistenza caratteristica a compressione fk = . (h/t). dovrà essere da questa anche ricoperto. formati da almeno tre corsi di laterizi con larghezza. Questa prova può essere evitata per materiali "qualificati". Per la prova si utilizzano dei provini. posato su un letto di malta. e quindi le metà risultanti a compressione (metodo RILEM).ks dove: / = resistenza media s k = = stima dello scarto coefficiente dato dalla tabella sotto indicata. dopo rettifica delle facce. — laterizi: almeno 10 elementi. della macchina di prova. Il valore della resistenza caratteristica fk per murature di laterizi con percentuale di forature < 45%.4 e 5.74 Prove per la determinazione della resistenza e del carico ammissibile Data la natura costruttiva e strutturale delle murature portanti. Dopo 28 giorni di stagionatura a 20°C e umidità relativa del 70%. di cui uno articolato. 3 provini prismatici da 40x40x160 mm. cioè con fabbricazione controllata tramite verifiche effettuate in stabilimento. è necessario determinare esattamente la loro resistenza a compressione. il provino con le superfici accuratamente livellate. Il carico di compressione viene centrato ed applicato alla velocità di circa 0. La resistenza caratteristica deve inoltre essere verificata per i singoli materiali usati: . oppure può essere posto tra due piastre metalliche. si sottopongono prima a flessione fino a rottura.Determinazione del coefficiente k. aventi le stesse caratteristiche della muratura considerata.5 MPa (1 megaPascal = 10 kg/cm2 ) ogni 20 secondi. La prova si effettua su almeno sei provini. non minore a due lunghezze dell'elemento usato e rapporto tra altezza e spessore. viene posto tra i due piatti. Tabella 1 .

Le resistenze a compressione dei tre provini (cioè i rapporti tra il carico di rottura e l'area lorda di sezione) permettono di calcolare fk che è espresso dal minore tra i seguenti due valori (MPa) dove: = = la media dei 3 valori sperimentali. Qualora la verifica di stabilità richieda fk 8 MPa (= 80 kg/cm2 ) è obbligatorio eseguire prove di controllo di qualità durante la costruzione. la resistenza caratteristica "convenzionale" fk si determina considerando tre campioni di muro. Determinata fk è possibile ottenere così la "tensione base ammissibile" della muratura: . Tabella 2 Per valori intermedi si usa la interpolazione. per la composizione delle malte unificate vedere la Tabella alla fine del Capitolo 6. il minimo dei 3 valori.75 fbk a compressione del laterizio e della qualità della malta impiegata vedi Tabella 2.

16). un'eccentricità di carico sulle murature perimetrali dovute all'azione del vento. 7. si può ritenere che sopra di esse si verifichi "l'effetto volta": il carico soprastante cioè non insiste totalmente sulla trave ma si scarichi in parte ai lati. è necessario curare la distribuzione e i modi di assorbimento dei carichi stessi. 7. Si danno alcuni cenni sui casi particolari dei carichi concentrati e dei carichi eccentrici. . i carichi si suppongono trasmessi alla muratura sottostante secondo angolazioni di 60° sull'orizzontale. infine un'eccentricità accidentale dovuta a disassamenti della muratura in fase di costruzione. i carichi trasmessi dalle travi vengono necessariamente a gravare su porzioni limitate. Carichi concentrati Dal momento che in una muratura date le discontinuità rappresentate dai fori (porte. Per la verifica locale si può ammettere un incremento del 30% delle tensioni ammissibili (Fig. Fra queste ricordiamo la possibilità di appoggio eccentrico di un solaio prefabbricato.14). Nel caso di schema strutturale con carichi concentrati. In particolare. finestre). come quelli trasmessi da pilastri o da testa di travi. Con sufficiente approssimazione si può considerare gravante sull'architrave il peso della porzione di muro compresa in un triangolo equilatero avente come base la luce libera della trave (Fig.76 Qualora i laterizi siano di qualità controllata si ha: Carichi gravanti sulle murature Come è stato precedentemente esposto. per quanto concerne le aperture. che comunque non dovrebbero superare il valore di 1/300 dell'altezza totale del muro (Fig. 7. cioè 30° sulla verticale. le categorie dei carichi interessanti le strutture murarie comprendono carichi permanenti e carichi accidentali.15). Carichi eccentrici Si possono verificare varie condizioni per cui i carichi gravano in modo eccentrico sulle strutture portanti. Questi si trasmettono alla struttura o in modo concentrato o distribuiti e assiali o eccentrici.

Carichi concentrati . 7.15 .su travi.14 . 7.architravi.Carichi concentrati sulle murature .77 Fig. . Fig.

Per "snellezza" dei muri s'intende il rapporto . dei vincoli di incastro. Nello schema di continuità si ipotizzano. tale ipotesi può essere assunta solo qualora la resistenza a flessione del nodo sia sufficiente. tabulato ed espresso in funzione della snellezza l/t e del coefficiente di eccentricità M = 6 ejt.78 Fig. Nello schema di articolazione si ipotizzano le pareti articolate in corrispondenza dei solai.16 . 3 -4). ai nodi. In questi casi si verifica una riduzione della tensione ammissibile secondo un coefficiente di riduzione 0. tra muro e solaio. tra muro e muro. il calcolo del muro si esegue in questo caso tenendo sempre conto di un'eccentricità costante per tutta l'altezza. In questo caso ha estrema importanza la "snellezza" del muro. 7. Le tabelle seguenti si riferiscono alle ipotesi di continuità e di articolazione (Tab.Carichi eccentrici.

Schema di articolazione .19 Tabella 3 — Schema di continuità Tabella 4 .

80 .

2. cioè e = 0 e di conseguenza anche il coefficiente di eccentricità m = = 6 e /t=0. La muratura è costituita da mattoni con resistenza caratteristica a compressione degli elementi in laterizio fbk = 200 kg/cm2 = 20 MPa legati con malta tipo M 2 . trovando in questo caso il valore di 72 kg/cm 2 . si applica la formula dove /jt è la resistenza caratteristica della muratura a compressione. Per calcolare la tensione ammissibile base della muratura.17 nulla. 7. Ora si calcola il coefficiente di riduzione della tensione ammissibile .81 Fig. che si ricava dalla tabella precedente n.

82 .

leggerezza e minimo spessore si vanno adottando anche materiali diversi dai laterizi.Carichi eccentrici .83 Fig. 7. alcuni dei quali possono essere montati anche a secco. realizzati in cartone gessato. paniforti.) metallici. ecc. Tra questi ricordiamo i pannelli laterizi. i pannelli prefabbricati. ecc. .19 . derivati del legno (truciolati. Cenni sulle murature non laterizie Viste le crescenti richieste di divisori che soddisfino contemporaneamente esigenze di isolamento acustico.appoggi su murature di solai di copertura.

D.4 h (altezza dell'elemento) con un minimo di cm 4.a.Muri. "Costruire". — proteggere dal gelo le murature appena eseguite. Roma. 1963. — spessore dei giunti di malta è di regola 12/13 mm. MONDIN. — ripassare parte esterna dei giunti nei muri a faccia vista per favorire lo scorrimento dell'acqua piovana. 1 ) Porre in opera i laterizi bagnati. 2) Particolare attenzione nel caso che nel sistema strutturale murario siano inserite parti strutturali in c. 5) Nelle murature a doppia parete la funzione portante deve. . murature. 6) Evitare che le pareti divisorie leggere si trovino sottoposte a sforzi di compressione derivanti dall'inflessione delle strutture orizzontali sovrastanti. La realizzazione di murature in laterizio. o in acciaio. 4) Sono ammesse deviazioni dalla verticale non superiori a 10 mm per 3 m di altezza. "Industria italiana dei laterizi".L. Bibliografia C.L.I. 7) Le tracce per gli impianti in murature portanti devono essere previste in progetto e se ne deve tener conto nel dimensionamento statico.N. A. — i giunti verticali normali alle facce del muro devono risultare sfalsati da corso a corso di almeno 0.I. infissi.D.. Raccomandazioni per la progettazione ed il calcolo delle costruzioni a muratura portante in laterizio.D. di norma.. Roma.84 Norme costruttive Si ritiene utile dare qui. 1981.5 . N. schematicamente alcune indicazioni per la buona esecuzione di murature laterizie.L. realizzando l'altra in modo da renderla stabile per se stessa. BR1GAUX. essere affidata ad una sola di esse. G. 1981. Rivista mensile A. Rivista mensile A.c. con un massimo assoluto di 30 mm su tutta l'altezza dell'edificio. 3) Evitare un'eccessiva concentrazione di sforzi sul bordo interno del muro causata dal fatto che la rotazione di estremità del solaio di copertura non è contrastata da una parete sovrastante (ad esempio ponendo una striscia di materiale cedevole in corrispondenza del bordo interno). 1966. Opere in muratura. TUBI.I.N.. Bologna.N. Bologna.

John Tradescant. Regnault e Simon polimerizzarono il cloruro di vinile e lo stirolo.CAPITOLO OTTAVO MATERIALI SINTETICI E METALLICI NON FERROSI Le resine sintetiche Si definiscono "materie plastiche" le sostanze organiche (sintetiche o naturali come il legno. fece conoscere all'Europa la "guttaperca" che dal 1800 al 1900 costituì il materiale ideale per l'isolamento dei cavi sottomarini. la lana. venne utilizzata la gomma naturale. I prodotti sintetici prendono il nome di "resine sintetiche". anche se alcune resine sintetiche erano già state realizzate precedentemente. Nel 1820 Hancock scoprì il processo di masticazione della gomma e nel 1838 Goodyear brevettò il processo di vulcanizzazione. studioso inglese. il cotone. la cellulosa. se strofinata. e così pure i materiali che per la loro plasticità (proprietà di un corpo di subire una deformazione permanente sotto l'azione di uno sforzo applicato) e in determinate condizioni. inventò. Le materie plastiche hanno avuto uno sviluppo vertiginoso soprattutto nella seconda metà di questo secolo. che ha la proprietà di attrarre.) con peso molecolare elevato. Nel 1838. la nitrocellulosa in seguito filata in fibre (la celluloide). possono essere facilmente modellati e stampati. le particelle di polvere. ottenuta con coagulazione del "lattice" di alcune piante. ottenendola per condensazione di fenolo con for- . ai primi del 1900. il cuoio. o essere collegate trasversalmente fra loro (reticolazione). è descritta una resina fossile. l'ambra. la bachelite. II belga Baekeland. o in modo promiscuo (polimeri semicristallini). Le materie plastiche sintetiche si ottengono con processi di "polimerizzazione": cioè unione di macromolecole disposte o in modo disordinato (polimeri amorfi) o in modo ordinato (polimeri cristallini). Nel 1869 l'americano Hyatt ricavò. Le proprietà delle materie plastiche dipendono dalla disposizione delle macromolecole che possono avere sviluppo lineare o ramificato. Cenni storici: nella "storia naturale" di Plinio il Vecchio. ecc. nel campo delle resine sintetiche. Dopo la scoperta dell'America. per nitrazione della cellulosa.

si collocano le prime sperimentazioni di fabbricazione della gomma sintetica attuate in Russia e in Germania. in forma granulare. Attualmente le materie plastiche vengono usate. per pavimentazioni. II metodo più usato è lo "stampaggio a iniezione". Un secondo metodo di formatura è "l'estrusione".86 maldeide. il nylon. in modo che l'oggetto ottenuto può essere immediatamente estratto dallo stampo. furono scoperte importanti famiglie di resine: le poliviniliche. I progressi più recenti riguardano la realizzazione di materiali compositi — resine epossidiche e poliestere — e di materie plastiche resistenti alle alte temperature (poliammidi). viene preriscaldata e iniettata mediante un pistone in uno stampo mantenuto freddo. per rivestimenti murali. ecc. Si pone una grossa goccia di materiale termoplastico in uno stampo. Questa proprietà è utilizzata per la loro lavorazione chiamata "formatura". Le resine termoplastiche sono delle sostanze solide a temperatura ambiente. per coperture impermeabilizzanti. Sempre ai primi del 1900. Un'applicazione importante delle resine termoplastiche è la composizione di vernici. Tra le due guerre mondiali. Il primo processo utilizza il materiale plastico in fogli: questi vengono fissati al telaio-forma posto sopra una camera a tenuta e quindi riscaldati. Ottenuto il vuoto nella camera. La resina. per tornare solide al successivo raffreddamento. le acriliche. successivamente si insuffla aria in modo tale da espandere la resina così che assuma la forma voluta.). la pressione dell'aria esterna fa aderire il foglio allo stampo che gli impone così con precisione la forma voluta. Altri processi impiegati per la formatura sono: "la formatura sotto vuoto" o "termoformatura" e "lo stampaggio per soffiatura". Il polimero fuso viene spinto mediante una vite senza fine e fatto passare attraverso un ugello avente la sezione desiderata. nel campo dell'edilizia. Questo è adatto per la produzione di manufatti a sezione costante (profilati. All'uscita dalla macchina. . il materiale viene raffreddato così da conservare la forma acquisita. tubi. Le materie plastiche si possono suddividere in due grandi categorie: — termoplastiche — termoindurenti. Il secondo processo è utilizzato per la fabbricazione dei contenitori. che si trasformano nello stato liquido o pastoso se riscaldate. per isolamenti termici ed acustici. per arredamenti. per giunti elastici e come sigillanti.

C. in forma di perline.87 Queste.B. Il P. fonoisolanti e coibenti. Al termine di questo processo si ha il "polimetilmetacrilato" detto. plexiglass o perspex. in quanto il P. il solvente evapora lasciando una pellicola aderente lucida con funzioni protettive contro la corrosione atmosferica. in forma espansa. Le resine acriliche si ottengono dall'acido acrilico tramite un processo di polimerizzazione.C. Ancora sono utilizzati per la fabbricazione di tubi rigidi ma da usarsi solo per condutture d'acqua fredda. vengono spruzzate o stese a pennello sulla superficie da trattare e lasciate seccare. butadiene e stirolo (per migliorare la resilienza). Stirene non viene utilizzato nel campo dell'edilizia. buona resistenza alla luce e agli agenti atmosferici. non è corrodibile né soggetto ad incrostazioni. non ha resistenza alle temperature elevate.C. Ha una buona resistenza meccanica. Il coefficiente di conducibilità termica di pareti realizzate con parti in polistirolo può valere circa un terzo di quello di mattoni pieni. Il Polistirolo è una resina ottenuta per polimerizzazione del vinilbenzene o stirolo. Sono inoltre molto leggeri (2-5 kg/m 2 ).). Il polistirolo. unito all'impasto del calcestruzzo o dell'argilla dei mattoni. ottima trasparenza. in termini più semplici.V.S. se plastificato diventa flessibile. Un'altra caratteristica è la leggerezza. sciolte in un opportuno solvente. Si usa per lastre ondulate che possono sostituire nelle coperture il vetro offrendo in più il vantaggio della .V. resistono all'usura e sono incombustibili. Per migliorare queste caratteristiche si producono i copolimeri (resine A. I pavimenti sono resilienti (resistono cioè a fatica). Se non plastificato è un prodotto rigido. per questo è utilizzato per i calcestruzzi leggeri speciali. resistente ai solventi. Si tratta di una resina trasparente con un'elevata resistenza meccanica ed elettrica: è però fragile e solubile in molte sostanze. Dalle resine termoplastiche si possono ancora ottenere: — Resine Viniliche — Polistiroli — Stirene — Resine Acriliche — Resine Cellulosiche — Polietilene — Leacril — Resine Fluorocarboniche Resine Viniliche: la principale tra esse è il cloruro di polivinile (P. si usa per isolanti termici e acustici sia lavorato in lastre. agli acidi e agli alcali. sia.V.) tra acrilonitrile (per aumentare la resistenza ai solventi). La sua maggiore applicazione si ha nelle pavimentazioni e nei tubi rigidi.

Il leacril viene usato soprattutto nell'industria tessile. ma date le loro caratteristiche di alta resilienza. cemento. Si usano per laminati plastici (Formica).Queste due resine rientrano nel gruppo delle resine amminoplastiche. Si usano generalmente per laminati plastici. Sono usate come collanti strutturali (araldite) e sostituiscono. ecc. resistenti al calore. Servono per isolare trasformatori. Le resine termoindurenti si suddividono in: — Melanina — Urea — Amminopiasti — Poliesteri — Resine Fenoliche — Resine Epossidiche — Plastici Rinforzanti — Poliammidi — Siliconi — Poliuretani. i sistemi di saldatura data la loro aderenza con molti materiali (legno. adesivi. Si utilizzano perciò anche per lucernari di grandi dimensioni.88 leggerezza e della infrangibilità. Si usano per laminati plastici. // polietilene si ottiene per polimerizzazione dell'etilene secondo due processi: uno ad alta e uno a bassa pressione. rivestimenti. si ottengono resine ad alta stabilità dimensionale. metalli. per cui viene usato nei cavi della televisione e del telefono. Le resine poliestere si ottengono per condensazione di un alcool con un acido. pompe. se il poliestere è insaturo.. di resistenza al calore e di isolamento elettrico si possono usare per altri scopi. alcune volte. Le resine epossidiche si ottengono per condensazione del bifenolo con epicloridrina. Al momento dell'impiego danno luogo ad una reticolazione. / materiali plastici rinforzati. Le resine fluorocarboniche si ottengono con un processo di polimerizzazione del tetrafluoroetilene. vernici.. ecc. Al contrario. valvole. ecc. Le resine melaniniche si ottengono per reazione tra formaldeide e melanina. se il poliestere risultante è saturo si ottiene il "Terital". Le resine ureiche si ottengono per condensazione della formaldeide con urea. Hanno un'ottima resistenza chimica ed alle alte temperature. Ha una grande inerzia chimica e si usa per rivestimenti di vasche e per costruire tubi. agli acidi ed ai solventi organici. Ha inoltre il vantaggio di poter essere saldabile. per impianti igienici. Resine cellulosiche. Le resine fenoliche si ottengono per condensazione del fenolo con aldeide formica. Sono trasparenti e hanno particolare durezza e resistenza meccanica. sono combinazioni di resine alchidiche . ecc.. Ha potere isolante.). Non hanno importanza rilevante nella edilizia.

ora viene impiegato come conduttore elettrico o termico. Era usato per tubazioni già al tempo degli Egizi. 11 prodotto più conosciuto è il nylon con notevoli caratteristiche di resilienza utile per tubi.7%. per coperture. La composizione media è: C 83%. per opere di lattoniere. bassa conducibilità e dilatazione termica e buona stabilità dimensionale.8%. prefabbricati. I bitumi Si chiama "bitume" una miscela formata da più sostanze organiche ad alto peso molecolare. Materiali non ferrosi Oltre al ferro e alle sue leghe. l'Alluminio. Le resine siliconiche sono costituite da silicio e ossigeno alternati. Forma delle leghe con molti metalli: con lo zinco forma gli ottoni e con . profilati. Nelle coperture di tetti. per tubi di riscaldamento. Si usano come materiali idrorepellenti per vetri. nella edilizia. pavimenti. Sono utilizzati anche nella costruzione di pannelli di chiusura "courtain-walls" ad esempio per muri perimetrali di costruzioni prefabbricate in lastre accoppiate con un'intercapedine contenente polistirolo o poliuretano espanso per l'isolamento acustico. Hanno una notevole resistenza meccanica.89 con fibre di vetro. pareti.5%. rigidi o flessibili. S 5. Può anche essere prodotto industrialmente. Questi materiali sono impiegati in strutture esterne (tettoie) sotto forma di lastre piane o ondulate. II bitume trova largo uso per le impermeabilizzazioni e per le pavimentazioni stradali in genere. In natura il bitume è contenuto negli asfalti da cui può essere facilmente estratto. Si utilizzano inoltre per costruzione di pannelli "sandwichs". H 10. il Piombo e le relative leghe. I rigidi servono come isolanti termici per impianti frigoriferi. ecc. si usano altri metalli come il Rame. // rame è uno dei metalli noti fin dai tempi più antichi. Si usano sotto forma di espansi. La formazione avviene per "polimerizzazione" naturale dei residui del petrolio ovvero delle frazioni più pesanti dei prodotti della sua distillazione. 02 0. gli elementi di rame vengono ricoperti con uno strato di solfato basico o di bicarbonato con funzione protettiva. per decorazioni esterne. leggeri.. offrendo anche vantaggio di leggerezza e resistenza agli agenti atmosferici. I poliammidi si ottengono per condensazione di acido e ammina. / poliuretani si ottengono per condensazione di isocianati polifunzionali e alcooli polivalenti.

la presenza di Sn. oggetti d'arredo e rubinetteria. FESTA. 1979. Se la percentuale di zinco nella lega è del 40%. soprattutto cromate. è malleabile e compressibile. coprigiunti di vario tipo. la buona colabilità ed il limitato ritiro. Ora sono usati nell'industria meccanica. L'alluminio si ossida in presenza di ossigeno formando cosi una pellicola con caratteristiche protettive ad esempio contro la corrosione atmosferica. GOTT. 1979. per applicazioni artistiche o come elementi complementari nell'edilizia (ad esempio grappe di fissaggio). L'alluminio naturale o anodizzato viene impiegato per lamiere di copertura. Le materie plastiche. o di Ni.R. migliora la resistenza alla corrosione. radiatori. . Non è saldabile. Le caratteristiche meccaniche e di resistenza alla corrosione degli ottoni possono essere migliorate con l'aggiunta di altri elementi ottenendo così gli ottoni speciali. Bibliografia G. l'allumina. lamiere per rivestimenti delle pareti interne ed esterne (vedi Courtain-Walls). Solo da circa un secolo è ottenuto alluminio allo stato metallico.). essendo stato messo a punto solo recentemente il processo di separazione dal suo ossido. di gradini. Bologna. Ad esempio. L'alluminio è uno degli elementi più diffusi sulla crosta terrestre. Per questo. fin dall'antichità. V. per cui le unioni si effettuano solo per aggraffatura o incastro. SCARINCI e D. appoggi non rigidi. è usato per giunti di dilatazione. elettronica. profilati per serramenti. Gli ottoni sono lavorabili a caldo e a freddo. cerniere.ARDÌ. specie quella causata dall'acqua marina (ottoni navali). quindi l'impiego di lastre di piombo per manti di copertura implica il loro accurato fissaggio al supporto e il collegamento delle lastre stesse tra loro. I bronzi vennero usati fin dall'antichità per oggetti artistici e statue. si hanno gli ottoni da fonderia. E' un metallo non saldabile. Gli ottoni sono usati per rifiniture (di davanzali. impianti elettrici. dato il loro basso punto di fusione.90 lo stagno i bronzi. 77 piombo. tubi. in quest'ultimo caso danno origine a leghe da lavorazione plastica. la presenza dell'I" di piombo facilita la lavorazione agli utensili (ottoni automatici)./metalli. ecc. reperibile in natura allo stato puro. ha un basso punto di fusione (300°). Tale processo industrializzato è denominato "ossidazione anodica" da cui il nome di corrente di alluminio anodizzato. bloccaggio di grappe e zanche di ferro o bronzo. Bologna.

1 . rispetto ai materiali tradizionali.2. già nel 1773 si iniziava la costruzione del primo ponte in materiale ferroso. Il secondo. catene.1 e 9. Le prime leghe ferrose adoperate. portò a sostituire nelle alte travi reticolari gli elementi tesi in legno con il ferro. costruito da Wilkinson e Darby a Coalbrookdale. la necessità dei lunghi ponti per attraversare quei larghi fiumi. Ma già nel 1783 veniva brevettato il sistema di produzione detto pudellaggio e si lanciava l'idea dei laminatoi a rulli per la produzione di profilati. come possiamo vedere nei tipi Burr (-1804) e Howe (1840). Fig. i suoi usi nell'architettura e nelle costruzioni furono sempre modesti a causa delle difficoltà di produzione. Logicamente i primi usi furono di sostituzione di questo eccezionale materiale. vennero usate per elementi compressi. ma. cravatte. 9.Trave in legno con tiranti verticali in ferro (Burr. laddove il progettista non era turbato dall'eccessiva esilità. Fig. Così negli Stati Uniti. di più di 30 metri di luce. culminante nella splendida fioritura di ferri battuti del Medio Evo e del Rinascimento. 9. quando in Inghilterra Abramo Darby riusci a fondere il minerale di ferro con il carbone. il primo riguardante la statica. essenzialmente ghise piuttosto impure e fragili data la loro ricchezza di carbonio. 1804). come elemento sollecitato a trazione con funzione di tiranti. al legno. per poter dare inizio a quella "età del ferro" che fu la principale spinta alla rivoluzione industriale. Si dovette attendere il 1734.CAPITOLO NONO IL FERRO Pur conosciuto fin dall'antichità. Si ebbero principalmente due impieghi. in origine difensivo e poi decorativo. e sin dal 1850 la siderurgia poteva offrire una vasta gamma di profili .

642 tonnellate d'acciaio.92 e di lamiere in grado di permettere e seguire il grande sviluppo che questo nuovo materiale richiedeva ed imponeva. impiegando 9. La spinta costante della diffusione dei trasporti che portarono alla costruzione dei vascelli in acciaio e delle strade ferrate. riportò in auge il ferro come materiale in se stesso decorativo. Tutto ciò impose alla siderurgia balzi da gigante. il fiorire delle macchine utensili per la creazione di altre macchine che abbreviassero ed agevolassero il lavoro dell'uomo. Il Paxton nel 1851 in soli sei mesi allestiva a Londra il Palazzo di Cristallo. che portava le varie nazioni a gareggiare nelle Esposizioni Universali. Fig. Molti insuccessi. Ma la rivoluzione industriale indicava e seguiva altre strade per il trionfo dell'acciaio. quando non cercò di farlo sparire sotto pesanti strati di gesso e stucco. ma riservando le parti tese a tondi in acciaio e pervenendo al risultato più moderno e caratteristico del materiale e cioè la grande leggerezza ed esilità delle strutture accoppiate alla vastità delle superfici vetrate. Nel 1856 il convertitore Bessemer era in funzione.000 m2 coperti. le esigenze per quest'ultimi di ponti e di stazioni. non voleva rinunciare all'ornamento e perseverò per anni. Ma la costante spinta industriale. 1840). con irrazionali appesantimenti. Nel 1878 l'acciaio veniva prodotto con procedimento Thomas. dal 1864 lavoravano i forni Martin-Siemens. obbligarono ad una ricerca più accurata su di un materiale troppo generoso da essere spesso sopravalutato o solo poco conosciuto. spesso catastrofici. In questa strada di progresso.2 .Trave in legno e ferro (Howe. nel trattare questo rivoluzionario materiale alla stregua e con le decorazioni di quelli tradizionali. con la nuova esigenza dei grandi padiglioni a cupola. su 98. Dalla prima nave marittima in ferro del 1824 si arriva al varo del pri- . il cui trionfo si ebbe nel 1889 a Parigi con la costruzione dovuta ad Eiffel del Palazzo delle Arti Liberali e della sua famosa torre. Esperienze veramente rivoluzionarie ed indubbiamente premature per il gusto dell'epoca che. soprattutto nelle costruzioni. molto spesso la tecnica costruttiva precedette lo studio teorico e lo costrinse a determinate vie. 9. utilizzando ancora la ghisa per gli elementi compressi.

del 1912 è il Woolworth Building sui 58 piani. . Fig. valutabili fino al 15% ed una flessibilità di forme e di costruzione veramente impensabili fino ad allora. fino al più alto. Infine. 9. che permettevano un alleggerimento delle costruzioni. a travata Vierendel interamente saldati (Fig. a travate scariche. provocati dalla fragilità e dall'invecchiamento delle saldature e dal crearsi di stati di sollecitazioni triplici. ed ai relativi studi sulle strutture autoportanti a guscio. quando già sembrava che nessun'altra rivoluzionaria innovazione potesse ancora allargare gli orizzonti d'impiego del nuovo materiale. Anche queste innovazioni dovettero conoscere un cammino di esperienze talvolta dolorose.Il ponte di Hasselt dopo il crollo avvenuto il 14 maizo 1938. con travi tubolari autoportanti per la cui realizzazione fu necessario sviscerare i problemi di ingobbamento delle pareti laterali. vennero perfezionati e messi a punto i procedimenti di saldatura autogena all'arco elettrico. Vengono più accuratamente valutate le forze esterne dovute al vento ed alla neve. Stephenson realizza con accoppiamenti di lamiere e profilati il grande ponte Britannia.3 . Gerber nel 1878 realizza il suo sistema con una trave continua nei cui flessi sostituisce delle cerniere. purtroppo a seguito di disastrosi crolli. E per le costruzioni. nascono i primi grattacieli in acciaio. Si cominciano ad intuire i reali limiti dell'instabilità elastica sulle aste compresse. 9. basti ricordare il crollo dei ponti sul Canale Alberto. inaugurato nel 1931.3). dapprima attuato da Takabeya e definitivamente perfezionato e risolto dal Cross nel 1930. l'Empire State Building con i suoi 85 piani. e che porta il suo nome. Una serie di crolli provoca la necessaria emanazione di norme per il calcolo ed il controllo. Queste eccezionali e complesse realizzazioni sollecitarono gli studiosi alla ricerca di un sistema di soluzione per iterazione.93 mo transatlantico ad elica con scafo in acciaio dovuto al Brumel nel 1834. Nel 1850 Culman suggerisce di alleggerire le pesanti pareti laterali con griglie reticolari dimensionate ciascuna per il proprio sforzo. e nel 1910 Timoshenko ne inizia uno studio sistematico. dalle elefantiache esigenze della società americana. rispetto ai precedenti tipi chiodati.

con una quasi assoluta sincerità.94 Ancor oggi problemi parzialmente insoluti esistono: altri problemi nascono dallo stesso inarrestabile progresso che sollecita continuamente i costruttori al superamento di ciò che poco prima costituiva un limite. ecc. contiene percentuali maggiori o minori di componenti metallici (manganese. del materiale che ha dato un nome ad un'epoca: quella dell'acciaio. ecc. zolfo.). ecc. Detta. lega è il materiale che interessa le costruzioni e le sue caratteristiche sono determinate dalla percentuale di carbonio in essa contenuta. = kg/m 3 50 70 brinnel 10 14kg/mm 2 18 25 kg/mm 2 15 x IO"6 Il minerale ferroso viene fuso in altoforni con carbone. Abbiamo già appreso. forse perché più liberi. . purché consapevole per un superamento dei limiti e per un vero sincero impiego. cromo. Wolframio. arsenico.) già presenti nelle materie prime impiegate nella fabbricazione. fosforo. acciaio o ghisa. cui alcuni (nichel. ecc. mentre soCon fucinatura si indicano le operazioni necessarie per la lavorazione a caldo dei metalli. Si ottiene una lega ferro-carbonio che viene chiamata. il ferro. nelle opere ingegneristiche che in quelle propriamente architettoniche.) deliberatamente aggiunti ad altri invece (carbonio. Ma indubbiamente il cammino aperto è ancora lontano dal suo termine. Più spontanei. a seconda se è fucinabile1 o meno. I materiali ferrosi 1) Il ferro E' il principale componente dei materiali ferrosi da costruzione.) o non metallici (carbonio. rame. tungsteno. Da percorrere con coraggio e con una parte spesso di rischio. le sue caratteristiche principali sono le seguenti: peso specifico durezza limite elastico resistenza a trazione coefficiente lineare di dilatazione termica 7876. nichel. silicio. manganese. Infatti il ferro chimicamente puro non ha pratico interesse. ad usare architettonicamente questo materiale. zolfo. fosforo. cromo. in tutta purezza. 2) L'acciaio L'acciaio è una lega che oltre all'elemento preponderante.

30% da 0. ma eccessivamente fragili e non saldabili.4): — prima fase (campo elastico) nella quale le deformazioni sono proporzionali agli sforzi e sono reversibili e. Si arriva infine alle ghise. Gli acciai con più alti tenore di carbonio sono duri. Ottenuta oggi grazie ai nuovi sistemi di fusione e depurazione delle leghe. non fucinabili. cioè. .45% da 0.50% oltre 2. variano sensibilmente in funzione degli elementi aggiunti. le barre.70% da 1. allo scarico. si supera il limite elastico e si entra nella fase elasto-plastica nella quale le deformazioni non sono proporzionali agli sforzi impressi e non sono più reversibili (la configurazione del provino denuncia deformazioni permanenti). Una divisione empirica degli acciai è la seguente: acciai extradolci acciai dolci acciai semiduri acciai duri acciai extraduri ghise acciaiose ghise comuni tenore tenore tenore tenore tenore tenore tenore di di di di di di di carbonio carbonio carbonio carbonio carbonio carbonio carbonio 0. elettriche e magnetiche del metallo base. è decisamente superato. Il punto dì fusione e le caratteristiche meccaniche. vengono normalmente impiegati per utensili od altri usi speciali. per cui la resistenza dei materiali non hanno valori diversi in direzioni preferenziali. il provino.70 a 2.65% da 0. — dopo questa fase e continuando ad accrescere gli sforzi. i tondi e parte delle lamiere. assume la configurazione iniziale e non subisce deformazioni permanenti. Il tenore di carbonio influisce così profondamente sulla lavorabilità delle leghe siderurgiche da servire come criterio fondamentale per la loro classificazione.95 no le sue leghe che si prestano alle applicazioni industriali nel campo delle costruzioni.15% da 0.30 a 0. fragili e cristalline il cui uso oggi. Requisiti fondamentali dell'acciaio Un acciaio di qualità per le costruzioni deve possedere i seguenti requisiti: Omogeneità.15 a 0. come materiali da costruzione. Alto limite di snervamento. Nella pratica il limite di snervamento ha ancora più importanza di quello di rottura. 9. il ferro. con il quale vengono costruiti tutti i profilati.45 a 0.65 a 1. Un provino di acciaio sottoposto a carico ha le seguenti fasi di comportamento (Fig.5% Il materiale più usato per le costruzioni è l'acciaio dolce.

nel campo nel quale un piccolo incremento di sforzo comporta grandi deformazioni (irreversibili) e la rottura.5.5% di tenore in carbonio questo procedimento è irrealizzabile. La saldabilità direttamente legata alla quantità di carbonio giacché al di sopra dello 0. La resilienza caratteristica della capacità del materiale a resistere ad urti ed al lavoro a fatica. il rapporto tra limite di snervamento e il carico di rottura è mediamente pari a 0. prescindendo dagli altri elementi che possono influenzare le possibilità dell'operazione.24+ 0. cioè. La normativa attuale. Comunque la metallurgia tende ad innalzare il valore di questo rapporto con l'uso di appropriate tecniche e di particolari additivi.Diagramma carichi-allungamenti.26%. ammette per acciai saldabili percentuali di carbonio intorno allo 0. lo 0. Il coefficiente di sicurezza viene riferito al limite di snervamento e non alla rottura. . con elettrodi particolari.96 — continuando ad accrescere gli sforzi si entra nel campo dello snervamento vero e proprio e.4 .2%. E' detto limite di snervamento il punto di passaggio tra il campo elastico ed il campo elasto-plastico. Caratteristiche dell'acciaio Le principali caratteristiche dell'acciaio sono le seguenti: coefficiente lineare di dilatazione termica peso specifico (circa) 0. Fig. tenendo presente che il coefficiente di sicurezza e.6 + 0. cioè. 9. concedendo come massimo.000012 C° 7850 kg/m 3 Come ogni materiale anche l'acciaio ha delle caratteristiche positive e negative.

immerso in un veicolo organico o inorganico. detta anche commerciale. porta a notevoli inconvenienti.5 oppure detta a metallo bianco. una pellicola continua di zinco viene a rico- . è meno accurata della precedente. d) copertura con due mani di vernice a finire. b) verniciatura con una prima mano di minio di piombo. Zincatura a freddo. Ricoprendo poi con una o più mani di vernice a finire. Sabbiatura è un'operazione di pulizia dell'acciaio eseguita mediante getti di sabbia ad alta velocità. si realizza una protezione dell'acciaio paragonabile a quella della zincatura a caldo. Le norme dello Swedish A Corrosion Committee prevedono vari gradi di sabbiatura e li individuano con delle sigle SA 2. Si tratta. Oppure. Zincatura a caldo. cosicché una volta estratto il pezzo. Da qui la necessità di protezione delle strutture metalliche con diversi tipi di trattamento. c) verniciatura con una seconda mano di minio dopo la posa in opera. di applicazione delle vernici ricche di zinco metallico. Un ottimo ciclo.15 mm di perdita di spessore all'anno in ambienti inquinati da fumi industriali. di cui il più macroscopico è la perdita di spessore che può arrivare. consistente nell'immersione di pezzi finiti e lavorati. in sostanza. Una sabbiatura SA 2. a seconda dei diversi ambienti di esposizione.97 Caratteristiche negative Corrosione Si tende attualmente a dare una spiegazione di questo fenomeno con azioni elettriche. in bagni di zinco fuso.1 0. Il più comune è la verniciatura. offre tuttavia una buona pulizia. di sicura efficacia è il seguente : a) trattamento delle superfici con sabbiatura fino ad un completo distacco delio strato superficiale di calamina (ossido di ferro ricoprente i profili laminati a caldo derivante dallo stesso processo di laminazione). anche 0. si può eseguire l'opera di protezione con un ciclo comprendente prima una sabbiatura e poi una verniciatura con zincanti a freddo. Una sabbiatura SA 2.5. SA 3. Dopo la sabbiatura si procede alla verniciatura come sopra indicato. più modernamente. SA 2. che una volta a contatto con l'acciaio. dopo ripulitura chimica superficiale (decapaggio). pulisce perfettamente l'acciaio da qualsiasi traccia di ruggine o calamina. La costante possibilità dell'acciaio a comporsi chimicamente sulle sue parti esterne fino a dare ossidi di ferro. reagisce intimamente e realizza una protezione elettrochimica.

. lo zinco uniformemente sul manufatto d'acciaio. Il cedimento può divenire catastrofico anche per un incendio di modesta entità. 9. Scarsa resistenza al calore lì comportamento dell'acciaio alle varie temperature. Di qui la necessità di rivestimenti protettivi che possono essere realizzati con calcestruzzo. particolari vernici che diventano spugnose (coibenti) all'aumentare della temperatura. giunti a 300 gradi. dopo un primo aumento di resistenza si ha che.Variazioni della resistenza degli acciai extra-dolci col variare della temperatura. Come si può vedere all'innalzarsi della temperatura. 9. Per pezzi di piccole dimensioni viene usata la zincatura galvanica che fa depositare elettroliticamente. dal punto di vista della sua resistenza a rottura. impasti di amianto e cemento spruzzati. placcature in gesso ed amianto. ecc. Attualmente la siderurgia tende alla ricerca d'acciai inossidabili o autoprotettivi di cui si dirà. in un bagno. Fig. investita da fiamme sottostanti. guaine imbottite di lana minerale. Detta caratteristica è particolarmente negativa se si pensa a delle colonne poste ai piani inferiori di edifici attaccati dal fuoco o a qualche grande travatura. è raffigurato nel diagramma seguente (Fig. la resistenza cala velocemente sino ad essere quasi nulla intorno ai 800°C.5).5 .98 prire ogni parte metallica. sottesa da tiranti.

la siderurgia si è sempre più impegnata a produrre acciai speciali. Cr.acciai inossidabili sono principalmente costituiti da leghe al CromoNichel. Tali vantaggi si sono potuti ottenere grazie agli elevati limiti di snervamento e soprattutto ai pesi relativamente modesti delle strutture realizzate in profilati di acciaio. si ricordano : . II più noto è l'inox 18/8 che contiene il 18% di Cromo ed l'8% di Nichel con varie componenti di carbonio secondo l'uso. Mn) che ne migliorano o ne peggiorano alcune caratteristiche. Resistenza e leggerezza I moderni acciai da costruzione permettono di realizzare strutture di dimensioni. utensili. Recupero del materiale L'acciaio permette di realizzare un certo utile all'atto della demolizione o del rifacimento di un'opera. Ni. N. . Tra quelli che più riguardano le costruzioni e tralasciando gli acciai speciali per macchine. Acciai speciali Negli acciai possono esser presenti come impurità o come additivi altri componenti (Si. Rapidità di costruzione I tempi di costruzione di una struttura in acciaio sono generalmente più contenuti di quelli di analoghe strutture in calcestruzzo armato: tale riduzione nei tempi di lavoro può portare notevoli vantaggi economici nel caso di complessi di grande dimensione. Per diminuire le caratteristiche negative dell'acciaio. ecc. strumenti. Questa voce diventa importante per quei fabbricati destinati ad avere vita relativamente breve come alcuni tipi di fabbricati industriali. luci e altezze molto superiori a quelle del calcestruzzo armato.99 Caratteristiche positive Affidabilità L'acciaio ha caratteristiche di resistenza più facilmente controllabili e costanti essendo tutta la produzione unificata e rispondente alle tolleranze imposte.

00 metri di larghezza con lunghezza fino a 8. in vari spessori. fino a 400 mm di larghezza di vari spess.25x2. profilati le barre di sezione più complesse e travi gli elementi strutturali. Le lamiere sottili e soprattutto i lamierini vengono prodotti in "coils" che sono bobine molto lunghe di nastro di lamiera avvolte circolarmente su se stesse e che possono avere pesi da 6 ^ 10 tonnellate. Formati standard per le piastre sono 1. ma i ferri piatti possono esser laminati anche dai 10 mm ai 2.50x3. Formati e denominazioni L'acciaio per costruzioni metalliche si reperisce in commercio in elementi prodotti dalle ferriere mediante laminatoi a caldo.50 metri e 1.00 metri. Il più noto acciaio autoprotettivo è il COR-TEN. Più precisamente la distinzione fra i vari prodotti è la seguente: A) Prodotti piatti 1) piastre 2) lamiere grosse 3) lamiere medie 4) lamiere sottili 5) lamierini 6) larghi piatti 7) piatti larghissimi piatti superiori a 40 mm di spess. fino a 200 mm di larghezza di vari spess. E' un acciaio con una buona percentuale di rame che presenta notevole resistenza alla corrosione e può essere usato "nudo" (senza verniciatura o zincatura) e che — col tempo — viene ad assumere una colorazione rossastra o melanzana. si usano come elementi decorativi o per grondaie e pluviali. larghissimi piatti tra 10 e 40 mm di spess. (I guard-rails dell'autostrada del Brennero sono in cor-ten). La produzione delle piastre e delle lamiere ha dei limiti dimensionali dati dai laminatoi. larghissimi piatti tra 4 e 10 mm di spess. 1.100 Gli acciai inossidabili sono proibitivi per le strutture di edifici civili per il loro alto costo.00 metri. — acciai autoprotettivi sono acciai con additivi (primo fra tutti il rame) che tendono a creare una ossidazione superficiale tale da proteggere gli strati interni. B) Profilati 1) tondi 2) quadri 3) esagoni 4) angolari a lati eguali (da 15x15 mm fino a 150x 150 mm con vari .00x2. Nella pratica corrente si definiscono laminati i piatti e le lamiere. larghissimi piatti tra 1 e 4 mm di spess. larghissimi piatti inferiori a 1 mm di spess.00 metri.

Queste travi a doppio T si possono suddividere in due principali categorie : — travi IPE ([profilo europeo) che hanno un'altezza pari a circa due volte la larghezza delle ali e che pertanto hanno una massima resistenza su di un piano e vengono usate soprattutto per strutture che sono sollecitate esclusivamente su un piano (solai e travi). come da tabella riportata di seguito). Queste travi NP. 5) elle a lati diseguali (da 20x30 mm fino a 100x 150 mm con vari spessori.sono state sostituite da altre travi unificate che. per esempio. Queste travi trovano la loro migliore applicazione nei pilastri che. quindi. possono esser sollecitati egualmente sui due assi principali d'inerzia. Per le travi a doppio T e a doppio T con ali larghe esisteva . caratteristiche statiche assai simili nei due sensi e. Vengono usati nella carpenteria metallica per strutture reticolari o per altri usi del tutto secondari. Altro vantaggio delle travi HE è quello di esser prodotte in tre serie: la leggera (HEA). Questi vantaggi vengono ottenuti con una diminuzione dello spessore dell'anima centrale e con un aumento di spessore delle ali. cioè. in sede europea. per una migliore utilizzazione dell'acciaio e per un miglior collegamento corrispondente ad una diminuzione di peso a parità di caratteristiche statiche. la normale (HEB).101 spessori come da tabella riportata di seguito). I ferri profilati sono unificati e sono prodotti da tutte le ferriere con le stesse caratteristiche geometriche e meccaniche. 6) ferri a T 7) ferri a Z. soddisfano le norme comunitarie (EURONORM). C) Travi 1) ad U o a C 2) a doppio T 3) a doppio T ad ali larghe Anche le travi sono unificate e sono prodotte dalle varie ferriere con caratteristiche geometriche e meccaniche del tutto eguali. Ciò permette.a partire dalla metà dell'ottocento — una unificazione denominata NP (normal profil). fatalmente. ma con sensibili variazioni di spessore. — travi HE (H europeo) che sono praticamente iscrivibili in un quadrato ed hanno. di conservare lo stesso profilo apparente . secondo entrambi gli assi principali di inerzia. la pesante (HEM) aventi le medesime dimensioni di ingombro esterno. Inoltre le ali vengono costruite attualmente con i due lati paralleli e non più con la faccia interna rastremata come erano le travi NP.

8) H forma del profilo E europeo B serie normale (A serie alleggerita) (M serie rinforzata) .102 di colonna alle varie quote di un fabbricato multipiano pur diminuendo il carico che su di esso grava con l'innalzarsi dei piani. 9. Per sezioni di altezza superiore ai 600 mm.000 mm. In Italia le trave HE sono prodotte con sezioni variabili da 100 a 600 mm di altezza.7) I forma del profilo P profilo E europeo Trave HE B 100 (Fig. mentre all'estero l'altezza delle sezioni arriva anche a 1. si ricorre alle travi composte di lamiera saldata automaticamente e dimensionate in base agli sforzi effettivi risultati dal calcolo. dove la sigla sta a significare: l forma del profilo N normale P profilo 200 altezza del profilo in mm Trave IPE 200 (Fig. 9. 9.6). Esempi profilati a doppio T Travi Trave INP 200 (Fig. in Italia.

Le loro caratteristiche statiche si adattano bene alla realizzazione delle aste tese o compresse delle strutture reticolari. INP o IPE Si impiegano prevalentemente come elementi inflessi (travi) in quanto le loro caratteristiche geometriche e statiche sono state studiate per offrire il massimo momento d'inerzia e il massimo modulo di resistenza secondo uno solo dei due assi principali della sezione. infatti la loro caratteristica geometrica (alla larga) permette di avere un raggio d'inerzia relativamente elevato secondo ambedue gli assi principali e quindi una buona resistenza al carico di punta. ne facilitano sia l'accoppiamento mediante bullonatura o saldatura.103 Per i vari tipi di profilati e le loro caratteristiche statiche e geometriche si veda il sagomano allegato in fondo al capitolo. mentre non si prestano per gli elementi inflessi.9 — Sezione composta da due profilati IPE per l'impiego come colonna. Le loro caratteristiche geometriche infatti. 9. Scelta del profilo La scelta del profilo è determinata da considerazioni di natura tecnica ed economica. Di discreta importanza nelle costruzioni di carpenteria quando soprattutto si debbo- . B) / profilati a doppio T. sia la lavorazione in officina con macchine automatiche. A) / profilati angolari Si impiegano prevalentemente per la realizzazione di strutture reticolari e tralicci. Si usano particolarmente come pilastri o colonne. Tutti i profilati si possono accoppiare fra di loro mediante saldatura o bullonatura nella maniera più diversa a seconda delle necessità. Le sezioni composte che ne derivano avranno le caratteristiche ottimali individuate dal progettista per ogni specifico impiego. D) Tubi Fig. C) Profilati HE Si usano raramente ed in casi particolari come travi.

alla sua forma. La loro notevole inerzia.Tipi di profilati a freddo. Tra le forme più usate abbiamo quelle riportate in Fig. permette risparmi fino al 40% sulle strutture compresse.. controsoffitti. 9. soprattutto per le orditure secondarie sono i profilati a freddo ricavati da coils di lamiera di piccolo spessore attraverso il passaggio del nastro su serie di rulli che man mano gli danno la forma desiderata. per la prima volta. a parità di peso.10 . Nati per usi automobilistici essi hanno trovato largo impiego soprattutto come orditura minuta in profilo di ottima inerzia a basso peso con caratteristiche tali da agevolare la posa in opera di materiali secondari come isolamenti. porta il costo della costruzione tubolare finita ad essere maggiore di quella realizzata con profilati. . il L" (3). l'omega ad ali rinforzate (2). A seconda dei loro diametri e dei loro spessori possono essere realizzati con o senza saldatura. ecc. 9. rispetto ai profilati.10 come l'omega (1). Norme per la progettazione Fino al 1971 nessuna norma imponeva criteri specifici di progettazione né limitava gli sforzi massimi da indurre nelle strutture in acciaio in relazione alla sua qualità. E ) Profila ti a freddo Di notevole interesse e di uso recente. Il loro costo assai maggiore fa rientrare il vantaggio economico e. aggiunto ad una maggior difficoltà di lavorazione. emanate direttive anche per la progettazione e per l'esecuzione di opere in calcestruzzo precompresso e matalliche. Fig.104 no realizzare delle economie in peso. illuminazione.. il C ad ali rinforzate (4) ecc. Nel 1971 per aggiornare le norme di progettazione e di esecuzione delle opere in calcestruzzo armato furono.

26 marzo 1980 .D.N.PP del 15/5/1970. calcestruzzo precompresso o metalliche. del C. sovraccarichi ed ai criteri generali per la verifica di sicurezza nelle costruzioni. 30 maggio 1974 .M. sentito il Consiglio superiore dei LL.D. alle seguenti direttive per costruzioni in acciaio: 1) Costruzioni in acciaio (B.UNI 10012). 16 maggio 1976 .PP. 26) 2) Istruzioni per l'impiego nelle costruzioni di profilati in acciaio formati a freddo (B.R. n. Queste ultime norme derivano da uno studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche pubblicato nel Boll. Sono state rese obbligatorie con il: . 16) 4) Travi composte in acciaio e calcestruzzo — Istruzioni per il calcolo e l'esecuzione (B. n. del C. del 31/5/1961.N.105 La legge del 5 novembre 1971. 319).D.M.U. l'esecuzione ed il collaudo statico delle strutture in calcestruzzo ed in acciaio. Uff. del 31/2/1973. 15 novembre 1978.U. del 31/5/1957. del C. Pur non essendo obbligatorie per legge è bene attenersi. 30 maggio 1972 .: .D. del 19/4/1973. e l'art. 18591 — Istruzioni relative ai carichi.R. n.U.M. 33) 3) Ponti stradali in acciaio — Norme di progettazione (del Consiglio Superiore dei LL. per l'autorità di chi le ha emanate.D.M. Le strutture devono esser calcolate staticamente con i normali metodi insegnati dalla Scienza delle costruzioni e seguendo le particolari norme so- . e il Consiglio nazionale delle ricerche. 3 e prevedono anche i valori minimi per i vari tipi di carico permanente ed accidentale nonché i carichi della neve e la spinta del vento in varie zone e a diverse altitudini.N. 1 aprile 1983 Tutte le norme previste in questi decreti sono obbligatorie per il calcolo. 1086 prevede principalmente delle modalità di controllo nella esecuzione di strutture siano esse in calcestruzzo normale. n.M.U. 3 ottobre 1978 — Criteri generali per la verifica della sicurezza delle costruzioni e di carichi e sovraccarichi (G.PP. 3 . n. n.PP.R. Parimente obbligatorie sono le norme tecniche concernenti i criteri generali per la verifica della sicurezza nelle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi che devono essere assunti nella progettazione di ogni struttura.PP del 9 novembre 1978 n.D. n. del C. 21 di questa legge prevede che il Ministero dei LL.R. Queste norme sono state chiarite e integrate dalla Circolare del Ministero dei LL.N. deve emanare ogni biennio le norme tecniche alle quali deve uniformarsi ogni tipo di struttura sia essa in calcestruzzo o metallica. Queste norme furono emanate con i seguenti decreti del Ministero dei LL.M..

larghi.106 praricordate che il Ministero dei LL.28%. come già detto è essenzialmente una lega di ferro e carbonio. profilati in barre. nel modo più sfavorevole. Inoltre nelle strutture in acciaio per la grande resistenza del materiale e per la conseguente piccola sezione. ma si dovrà adottare la seguente formula: ove u è un coefficiente maggiore di uno che è tabulato in funzione della snellezza dell'asta. del 26 marzo 1980) prevede l'impiego di acciai laminati a caldo. tipi di calcolo che prevedono condizioni di carico più o meno complete e cioè: — condizione di carico 1 che cumula. in caso si compressione. E' bene ricordare che esistono.M. cedimento di vincoli. lamiere e profilati cavi (anche tubi saldati ricavati da nastro laminato a caldo) denominati: Fe 360 (già Fe 37) Fe 430 (già Fe 44) Fe 510 (già Fe 52) Nel decreto ministeriale 26 marzo 1980 è stato anche adottato il "Sistema internazionale di unità" indicato con la sigla SI di cui alle direttive . tutti i carichi permanenti ed accidentali (vento e dilatazioni termiche inclusi). Per il carico di punta un'asta compressa non potrà esser calcolata con la semplice formula = PIA. La recente normativa italiana (D. le pareti sottili sono facilmente soggette a imbozzamento e le travi inflesse a svergolamento. Si devono includere nelle condizioni di carico 1 gli effetti statici e dinamici del vento. le aste sono sempre caricate di punta. — condizione di carico 2 che cumula. Gli acciai da costruzione hanno un tenore di carbonio con percentuali variabili dallo 0.15% allo 0.). anche in relazione alla complessità della struttura. pubblica ogni biennio. nel modo più sfavorevole le azioni permanenti ed accidentali (compresi eventuali effetti dinamici) ad eccezione degli effetti del vento e degli stati coattivi sfavorevoli (temperatura. piatti.PP. intendendo per snellezza X il rapporto tra la lunghezza libera d'inflessione ed il raggio minimo d'inerzia i Acciai da costruzione Caratteristiche meccaniche L'acciaio. ecc. qualora le tensioni da essi provocate siano maggiori di quelle ingenerate dagli altri carichi permanenti e accidentali.

barre. • Prospetto 1 .107 del Consiglio delle Comunità Europee 76/770/CEE del 27 luglio 1976. lamiere. larghi piatti.81 N (Newton) I valori di tensione di rottura e di tensione di s n e r v a m e n t o s o no riportati nel seguente prospetto 1) per profilati. . Nella relazione fra il sistema SI e quello precedentemente adottato (M K S A) 1 kg F = 9. larghi piatti. lamiere e nel prospetto 2) per i profilati cavi.Caratteristiche meccaniche per profilati. barre.

E = 206.M. Costanti elastiche Per gli acciai considerati si assumono i seguenti valori delle costanti elastiche (punto 3.000 N/mm 2 G= 78.400 N/mm 2 . 26/3/1980. I valori delle precedenti tabelle si riferiscono a prodotti qualificati e cioè a quei prodotti che sono stati sottoposti favorevolmente alle prove previste dall'allegato 8 del D. 26/3/1980). Modulo di elasticità normale Modulo di elasticità tangenziale Resistenza ammissìbile Nella seguente tabella sono riportati i valori ammissibili a trazione o a compressione (a adm) dei vari tipi di acciaio nell'ipotesi di acciai qualificati e con calcoli eseguiti con le condizioni di calcolo 1.M.1.108 Prospetto 2 — Caratteristiche meccaniche per profilati cavi.3 del D.

La tensione tangenziale ammissibile \p adm è pari a 0. Collegamenti Trascurando la chiodatura. tecnica ormai superata nella carpenteria metallica. che può essere . ed alla pressione sul contorno del foro.576 della tensione normale ammissibile (a adm) (punto 3. Le tensioni ammissibili per le condizioni di carico 2 sono da assumersi pari a 1.109 Tabella 3 Tensioni ammissibili a trazione o compressione per acciaio laminato.2 del D.2 del D. che ha sostituito quasi interamente la più laboriosa e difficoltosa chiodatura. 26/3/1980). Detti attacchi sono verificati al taglio nel gambo del bullone o nel nucleo a seconda dei casi. con le logiche e positive diminuzioni d'ingombro.0.1. Fig. oggi si effettuano principalmente due tipi di unione dei profili d'acciaio ai fini di arrivare a strutture composte: a) la bullonatura mediante dadi e bulloni unificati con interposte rondelle.M. Tale serraggio garantisce il funzionamento dell'unione per attrito tra le superfici a contatto e migliora di molto il rendimento del bullone stesso permettendo così minore numero di fori e bulloni più piccoli. Quando in un collegamento del tipo rappresentato in Fig. 26/3/1980). equivalente ad un precarico di trazione sul gambo del bullone stesso. bonificati. In queste unioni i bulloni costituiti con acciai speciali ad alti limiti elastici. 9. vengono avvitati con particolari chiavi dinamometriche atte ad applicare una coppia di serraggio assai elevata e prefissata.125 delle relative tensioni ammissibili per i vari tipi dì acciaio sopraindicate e valevoli per le condizioni di carico 1 (punto 3.12 i bulloni ad alta resistenza vengono serrati con la chiave dinamometrica. Molto importante è l'attuale uso di bullonatura ad alta resistenza nei tipi denominati 8G e 10K.11.2. Il funzionamento di un giunto con bulloni ad alta resistenza è sostanzialmente diverso da quello con bulloni normali. 9.M. il precarico indotto della coppia di serraggio nel gambo dei bulloni.

Collegamento realizzato con piastre di coprigiunto e bulloni normali impegnati a taglio.Collegamento realizzato con piastre e flangia e bulloni ad alta resistenza impegnati ad attrito ed a trazione. Fig. 9.11 . 9. .12 .110 Fig.

Confronto fra saldatura e bullonatura b) Preparazione a V Anche qui la scelta è influenzata da considerazioni tecniche. economiche ed estetiche. mettendo in trazione l'ala inferiore della trave tende a distaccare le flangie fra di loro.3 del D. (un bullone da 24 10K fornisce un precario di 22.13 — Preparazione dei collegamenti saldati a V. La preparazione dei lembi degli elementi da saldare viene effettuata sia per permettere una migliore esecua) Preparazione a K zione della saldatura sia per permettere un risparmio di passate. La bullonatura facilita grandemente i montaggi in opera e. ma che comunque devono presentare difetti contenuti entro un ragionevole limite di accettabilità (punto 2. normalmente protetto da scorie acide o basiche al fine di impedire l'ossidazione della giunzione. 26/3/80). una V ed una a doppio V. 9.111 dell'ordine di parecchie decine di tonnellate. b) La saldatura che viene effettuata mediante arco elettrico. / classe: sono giunti che devono soddisfare in qualsiasi punto ad un esame radiografico senza presentare difetti di sorta II classe: sono giunti che non richiedono la perfezione di esecuzione di quelli di prima classe.M. soprattutto se effettuate con l'impiego di mac- e) Preparazione a doppio V Fig. . coprendo con detto rivestimento fuso in bagno. in genere. il momento esterno.4.3 t) è in grado di sviluppare un momento resistente interno che si oppone al momento delle forze esterne applicate. mentre il precarico dei bulloni tende a tenerle in compressione.13 sono rappresentate una preparazione a K. Esistono particolari coefficienti di riduzione dello sforzo ammissibile nelle saldature a seconda delle loro posizioni e delle sollecitazioni alle quali sono sottoposte. Nella Fig. Senza dilungarsi sui vari sistemi e tipi di saldature diremo solo che la normativa le divide in due classi. a doppio V e a K. le operazioni di foratura sono più veloci della saldatura. Ingenerale ci si va orientando verso la saldatura in officina e la bullonatura in cantiere. La saldatura è e rimane il collegamento principe fra due elementi metallici. In altre parole. fondendo i due pezzi da unire con l'apporto di materiale di unione derivante dall'elettrodo che innesca l'arco. 9.

Fig.14. con il grande vantaggio di una ottima resistenza al carico di punta presentando la massima inerzia in funzione della quantità di materiale. 9.14 . che devono essere atti precipuamente alla resistenza a compressione ed a momenti flettenti nei due tipi semplici e composti. ma richiede più tempo di lavorazioni. ed è il siste- . Le strutture saldate risultano più leggere perché le sezioni dei ferri non sono ridotte dai fori per i bulloni. Fig.112 chine automatiche. Talvolta possono essere riempiti in calcestruzzo. semplici e composti dall'unione di più profilati.Tipi di pilastri. ma costo elevato e difficoltà nelle giunzioni. e pari resistenza ai momenti flettenti in ogni direzione. I pilastri semplici e composti Possiamo dividere i pilastri. Si ha grande leggerezza. I pilastri semplici possono eseguirsi con un tubo di diametro e spessore proporzionati ai carichi. Oppure. 9.

Possono essere ancora ad anima piena.15 . .14).113 ma oggigiorno più usato.a) Pilastro a doppio T semplice. abbastanza simili nelle due direzioni principali. vengono utilizzate travi ad ali larghe del tipo HE per le caratteristiche statiche già accennate. o del tipo reticolare. 9. o calastrellato come rappresentato nella Fig. 9.16. I pilastri composti si ottengono con l'unione di profilati atti a realizzare la sezione voluta (Fig. 9. b) Pilastro tralicciato composto. Fig.

Questa lastra sarà necessariamente piuttosto estesa per ripartire sul calcestruzzo di fondazione il peso e gli sforzi trasmessi dal pilastro e dovrà essere opportunamente irrigidita con ferri piatti saldati sia alla piastra sia al pilastro.16 . Anzitutto è necessario saldare una grossa lastra di acciaio alla base del pilastro.17 e 9. 9. . sia perché il punto di unione può esser sollecitato da sforzi notevoli specialmente in caso di forze orizzontali (Figg.18).114 Fig. 9. Unione di pilastro in acciaio con fondazione L'unione tra un pilastro in acciaio e il plinto di fondazione in calcestruzzo è molto delicata sia perché si tratta di collegare saldamente fra loro due materiali assolutamente diversi.Pilastro calastrellato.

115 Fig. vengono lasciate le "fossette" e cioè profonde scanalature attraversate da un ferro di aggancio. I tirafondi sono superiormente filettati e inferiormente terminano con un gancio. Nel plinto di fondazione. Sulla parte superiore filettata dei tirafondi si avvitano fortemente dei dadi realizzando così una completa unione tra pilastro in acciaio e fondazione in calcestruzzo. Quando il pilastro è posizionato (allineato. centrato e messo a piombo) si riempiono le fossette con del calcestruzzo espansivo in modo che i tirafondi siano annegati perfettamente nel calcestruzzo di fondazione senza possibilità di sfilarsi. 9.Collegamento di pilastro in acciaio con fondazione in calcestruzzo. durante il suo getto. La piastra sarà opportunamente forata in più punti simmetrici per lasciar passare i "tirafondi" e cioè quegli elementi di collegamento tra la piastra e la fondazione in calcestruzzo. .17 . Si infilano i tirafondi nelle fossette e li si fanno passare attraverso i fori della piastra.

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Fig. 9.18 — Attacco di pilastro in acciaio con fondazione in calcestruzzo.

Le travi Anche questi elementi portanti, precipuamente atti a sostenere carichi verticali, possono venire realizzati con elementi pieni o con strutture reticolari. Le travi di tipo più semplice per luci non elevate rimangono quelle piene, che vengono realizzate, a seconda della loro importanza e con doppi T, IPE o HE, o con trave a doppio T saldate ricavate dalla composizione di

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lamiere di vari spessori. Per usi particolari si possono anche avere travi composte da diversi tipi di profilati. Un tipo interessante come utilizzo, nei casi in cui si voglia aumentare notevolmente l'inerzia contenendo il peso, è il tipo di trave alveolare ottenuta dal taglio ossiacetilenico a greca operato sull'anima dì un profilo normale ed il successivo ricongiungimento mediante saldatura dei due tronchi, sfalsati di un campo, in maniera tale da aumentare l'altezza di almeno un terzo (Fig. 9.19). Queste travi ricavate da profili IPE tagliati ad embrice a risaldati, posseggono, rispetto al profilato normale di pari altezza, il vantaggio di poter far ricorso ad un profilato minore a parità di carichi e sollecitazioni a flessione. Sono anche possibili altri tipi di taglio.

Fig. 9.19 - Travi con fori esagonali.

Quando si richiede una forte rigidità torsionale le travi vengono realizzate "a cassone" al fine di dotarle di notevole inerzia anche nel senso dell'asse non principale. Si possono considerare come travi anche quelle particolari incavallature ad altezza variabile chiamate "'capriate". Le capriate (in legno, acciaio o calcestruzzo) sono quelle incavallature a forma triangolare composte da reticoli triangolari che costituiscono l'ossatura di tetti a due falde senza sostegni intermedi e che non esercitano alcuna spinta laterale sugli appoggi. I tipi di capriate possono essere innumerevoli ed alcuni sono indicati nella Fig. 9.20. Le capriate in ferro sono sempre più in disuso perché sostituite vantaggiosamente da travi reticolari ad altezza costante ed ancor più da travi in calcestruzzo precompresso. Attualmente, specialmente per le grandi luci, le travi in acciaio più tipiche e più usate sono quelle reticolari ad altezza costante (Fig. 9.21). Capriate e travi reticolari vengono calcolate con il solito sistema del Cremona (diagramma cremoniano), del Culmann o del Ritter e sfruttano il vantaggio delle strutture reticolari di presentare nelle aste solo sforzi di

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Fig. 9.20 — Vari tipi di incavallature. 1, tipo Polonceau adatto fino a/ < 10 va;2,3, tipi adatti per l < 10;4, Polonceau per I < 20 m;25, id. per/ > 20; 5, 21, tipo inglese con diagonali tese per / < 15-25m;6, 19, corrispondenti alle precedenti con diagonali compresse; 7, 8, tipo belga con diagonali più lunghe tese; II, tipo adatto con grandi luci; 30 a 38 tipi per tetti quasi piani con altezza discreta anche agli appoggi il che diminuisce il carico sui correnti; 45, tipo con lucernario ; 46, tipo a trave semiparabolica per aviorimesse e grandi luci ; 4 7 a 56, tipi con lanternini per l'illuminazione.

trazione o di compressione, sempre che siano caricate esclusivamente sui nodi. Normalmente sia le capriate che le travi reticolari sono realizzate mediante la composizione di ferri angolari collegati generalmente con saldatura e talvolta con bullonatura. Sia le capriate che le travi reticolari sono simmetriche rispetto al piano dei carichi esterni, presentano quasi sempre degli elementi in lamiera, chiamati fazzoletti, nei nodi di unione tra le varie aste al fine di poter utilizzare un

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maggior spazio tale da essere sufficiente per eseguire la lunghezza di saldature o il numero dei fori necessario dal calcolo alla tenuta della giunzione. Anche in questo caso vi possono essere oltre a quelle a profili affiancati, travi a cassone, di notevole dimensione anche secondo il piano ortogonale ai carichi, per sopportare adeguatamente sollecitazioni agenti anche in questo piano.

Fig. 9.21 - Schemi di travi reticolali semplici.

Le strutture reticolari sono caratterizzate da uno schema di composizione di triangoli, in maniera tale da assicurarne l'indeformabilità. Esiste però la possibilità di realizzare travi composte da quadrilateri e di queste la più nota è quella ideata e realizzata da Vierendeel. Questa trave (Fig. 9.22, Fig. 9.23) assai elegante nella forma e di indubbi vantaggi funzionali non è altrettanto conveniente dal punto di vista del rapporto peso-resistenza ed è notevolmente complessa come calcolo, dato il suo notevole grado di iperstaticità.

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Fig. 9.22 - Travata semiparabolica Vierendeel.

Fig. 9.23 - Schema di trave Vierendeel.

I posti di ristoro e rifornimento che scavalcano l'autostrada PadovaBrescia sono eseguiti con grandi travi Vierendeel in cemento armato a cassone anche per avere la possibilità di aprire finestre rettangolari sulle fiancate.

Strutture secondarie Al di sopra delle capriate, al fine di sostenere le lastre di copertura atte a formare il tetto delle costruzioni, vengono posti, ad interassi assai limitati gli arcarecci o terzere. Detti arcarecci, costituiti normalmente da travi a doppio T, o a C, o ad omega con profili in lamiera stampata, dovranno possibilmente essere posti sui nodi delle capriate o travi sottostanti al fine di non dare momenti ai correnti. Gli arcarecci sono sollecitati a flessione deviata a causa della loro posizione che segue la pendenza del tetto; vengono pressocché sempre trattati come travi appoggiate su due o più appoggi per non dare momenti torsionali alle strutture sottostanti.

Controventature Al fine di rendere stabili le strutture in piani ortogonali a quelli dei carichi principali verticali, vengono applicate orditure secondarie atte ad assorbire gli sforzi prodotti principalmente dalle spinte del vento (Fig. 9.24).

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Fig. 9.24 - Schemi di strutture controventate in edifici multipiano.

Anche se in effetti sarebbe possibile vincolare rigidamente i nodi delle strutture ed assimilarle a dei telai rigidi atti a sopportare sforzi derivanti da spinte di qualsiasi direzione nello spazio, risulta più economico l'introduzione di queste aste, disposte preferibilmente con funzione di tiranti e atte a riportare gli sforzi alle fondazioni o di rendere collaboranti le varie parti della struttura. Si hanno cosi controventature in edifici multipiano che assimilano l'intera struttura ad una lunga mensola reticolare incastrata al terreno. Oppure, nei capannoni, il collegamento con croci di S. Andrea sulla falda tra la prima e la seconda capriata che le legano insieme creando una grande trave che resiste alle spinte che investono frontalmente le facciate della costruzione. In Fig. 9.25 è riportato uno schema di controventatura della copertura di un edificio di tipo industriale: alle controventature di falda sono affidati i compiti di assorbire le azioni del vento trasmesse dai frontoni, per trasferirle lungo le linee di gronda e trasmetterle agli altri elementi strutturali, ed anche per collegare i correnti superiori compressi delle capriate. I controventi verticali sono elementi rigidi che assicurano la stabilità lungo l'asse longitudinale del fabbricato; sono atti ad assorbire le azioni longitudinali e stabilizzare un sistema che altrimenti risulterebbe labile.

La costruzione Normalmente la tendenza attuale è quella di costruire in officine, mediante l'unione con saldature, grandi elementi trasportabili (colonne, travi,

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Fig. 9.25 - Esempi di controventatura in copertura di edifici industriali.

capriate, arcarecci) e di montarli unendoli in opera mediante bullonatura, assai più agevole da eseguire all'aperto. Solo in alcuni casi gli edifici multipiano oggi pressocché interamente realizzati, sia per le colonne che per le travi, con doppi T preferibilmente HE (per i motivi già citati per le colonne e per contenere l'altezza dei solai, per le travi) si usano unioni interamente saldate in opera che offrono il vantaggio di una maggiore monoliticità e la riduzione d'ingombro dei nodi di giunzione.

Confronto acciaio calcestruzzo armato La scelta dell'uno o dell'altro sistema costruttivo è determinata dall'analisi dei molteplici fattori, ognuno dei quali può assumere importanza predominante rispetto agli altri in relazione alle circostanze particolari di impiego. Sarà compito del progettista valutare tutte le componenti del problema,

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sotto l'aspetto tecnico e sotto quello economico, e quindi procedere alla scelta del materiale più adatto per la struttura in progetto. In alcuni casi la scelta può essere immediata: ad esempio una copertura di 60 m di luce sarà più conveniente realizzarla in acciaio, mentre un fabbricato per abitazione di 6 piani converrà certamente realizzarlo in calcestruzzo armato. In altri casi la scelta non è così immediata e richiede accurate analisi tecnico economiche. Esempio tipico è quello del fabbricato multipliano (10 15 piani) nel quale l'acciaio offre una maggiore leggerezza, un ridotto tempo di montaggio, minori ingombri e quindi maggiori spazi utili. Dall'altro canto risulta più costoso di una struttura tradizionale in calcestruzzo armato; presenta minore resistenza al fuoco ed alla corrosione e quindi richiede adeguate protezioni, che si riflettono poi sui costi. Certamente, nel caso di produzioni in grandi serie e ripetitive di elementi, l'acciaio può risultare più conveniente perché permette una prefabbricazione completa in officine altamente automatizzate, con costi di trasformazione ridotti. Il grattacielo Pirelli a Milano (ora sede degli uffici della Regione) è la massima costruzione in calcestruzzo oggi pensabile: quasi una sfida dei sostenitori del calcestruzzo ai sostenitori dell'acciaio (Fig. 10.15). Si noti, peraltro, come la necessità di grosse strutture alla base ne ha ridotto i vani utili.

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Crown Hall dell'I.I.T. . .Chicago 1952.130 Mises Van der Rohe . Particolare della struttura.

Centro Tecnico della General Motors — 1948-1956. .131 Eero Saaiinen .

1957-1963.Sede della Deere & C. . realizzata in corten .132 Eero Saarinen .

New York. Milano. Genova. 1972. 1966. MASSONET. U. 1971. ZIGNOLI. 1970-75. Strutture in acciaio. Costruzioni metalliche. 1967. La pratica delle costruzioni metalliche. 1963.R. Ossature piane. Genova.. Milano. ITALSIDER.133 Bibliografia GAYLORD. 1972. C. London. . Giunzioni con bulloni A. 1968. L'acciaio nell'edilizia moderna. Torino. New York. F MASI. 1963. Roma. Bologna. Design of steel structures. Steel designers manual. 1962. Steel structures.L'acciaio nelle costruzioni.

.

— i due materiali hanno reciprocamente un alto potere adesivo. e cioè: che il calcestruzzo sia omogeneo. Tale unione ha lo scopo precipuo di ripartire tra i due elementi.CAPITOLO DECIMO IL CALCESTRUZZO ARMATO Il calcestruzzo armato (poco appropriata. per le variazioni di temperatura. anche con notevoli spese di protezione e di manutenzione. sollecitazioni secondarie pericolose. dà un affidamento di durata ben maggiore di quello che potrebbe presentare.a. con la massima esattezza. L'unione dei due materiali è praticamente possibile per le seguenti ragioni: — il calcestruzzo di cemento ed il ferro hanno coefficienti di dilatazione termica pressocché uguali. se fosse esposto da solo agli agenti atmosferici. consentendo un rigoroso studio della struttura nelle condizioni di vincolo e di carico previste dal progetto. quella agli sforzi di trazione alle armature metalliche. isotropo e che se- . per cui dalla loro unione non nascono. la resistenza della costruzione alle azioni che essa deve sopportare. la distribuzione degli sforzi nel suo interno. — il ferro annegato nel calcestruzzo viene ottimamente preservato dalla ossidazione. anche se impiegato in barre di piccola sezione. è la locuzione "cemento armato") è un materiale artificiale ed eterogeneo ottenuto unendo il conglomerato cementizio ad elementi metallici ("armature") opportunamente disposti e generalmente costituiti da barre di sezione circolare. Naturalmente. ma determinare altresì la posizione esatta che. A monte di tale studio. calcestruzzo e ferro. è necessario conoscere. Ne nasce che per il progetto di una struttura in e. in ogni punto della trave. cosicché. onde realizzare nel complesso un elemento unico resistente. occorre non solo calcolare le sezioni dei due elementi. a ciò sovraintende la scienza delle costruzioni. perché sia possibile una giusta ripartizione degli sforzi tra i due elementi costituenti una membratura di cemento armato e perché questa possa ben resistere alle azioni a cui deve essere sottoposta. e ciò in modo da sfruttare nella migliore misura le diverse qualità elastiche di essi: in particolare la resistenza alle sollecitazioni di compressione è affidata al conglomerato cementizio. per cui nella loro unione si ha una efficiente e sicura trasmissione di deformazioni e di sforzi tra un materiale e l'altro. deve assumere l'armatura metallica. anche se più diffusa. esistono peraltro alcune ipotesi semplificative.

nel 1903.136 gua la legge di Hooke (proporzionalità tra sollecitazioni e deformazioni). 2 La pozzolana è una varietà di tufo incoerente formata per disaggregazione di scorie laviche.1 del D.2). Jean de Montmartre a Parigi. si può far risalire fino ai Romani. 26 marzo 1980 il rapporto di elasticità tra calcestruzzo ed acciaio è n = 15. ed anima delle strutture. T. Fattori di riuscita di un'opera sono quindi il calcolo. Si deve arrivare però al 1877 per veder nascere il primo edificio in c. Garnier. (coefficiente di omogeneizzazione). Per una buona riuscita di una costruzione in cemento armato è necessario. una volta che essa sia stata ben calcolata. 10. l'assoluta mancanza di resistenza a trazione da parte del conglomerato. rinforzati mediante l'inserimento di barre metalliche. che la esecuzione venga curata con intelligente vigilanza affinché l'armatura abbia esattamente in ogni punto la posizione assegnatale dal calcolo. in Francia e negli Stati Uniti. ponendo cosi le premesse della moderna struttura edilizia (Fig. adotta per gli edifici gli schemi basati sul reticolo strutturale.1. Maillart nei suoi caratteristici ponti (famoso quello sul Reno a Tavanasa del 1905) evidenzia il comportamento elastico unitario delle strutture fondendo intimamente impalcato. sabbia e ghiaia. Lo svizzero R. cominciano a venire usati elementi strutturali in conglomerato cementizio.. Lambot realizza un canotto costituito da una leggera armatura metallica rivestita in calcestruzzo. limitatamente alle sole fondazioni degli edifici. E' il francese A. de Baudot. Tra il 1901 e il 1904. Cenni storici L'uso del calcestruzzo non armato.M.L.. anticipando di quasi vent'anni un linguaggio architettonico che sarà abituale nel periodo razionalista. . Strutture più complesse vengono affrontate con la costruzione di ponti. acqua. l'esecuzione e. e un determinato valore del rapporto tra i moduli di elasticità dei due materiali 1 . rinunciando ad ogni sovrapposizione decorativa. che l'adoperavano su vasta scala per fondazioni.a. nella progettazione della Citè Industrielle di Parigi. non meno importante. la conservazione delle sezioni piane. di A. Si comprende quindi facilmente come in siffatte costruzioni gli "empirismi" non possano in alcun caso essere ammessi. quale conglomerato formato da impasto di pozzolana 2 . per risolvere le difficoltà planimetriche della casa al 25bis di rue Franklin a Parigi. la qualità dei materiali componenti. pilastri ed archi (Fig. gettate di muraglie. Nel 1855 il francese J. la chiesa di St. si arri1 A norma del punto 3. di 100 m di luce. Dal ponte Risorgimento a Roma nel 1911.a. Perret però che per primo sfrutta le possibilità delle strutture a scheletro in e. Verso la metà del secolo XIX. Ridotta in polvere ed unita alla calce aerea rende questa capace di far presa e le conferisce la proprie-' tà di essere un legante idraulico. 10:1).

n. . 10.Parigi 1903.Casa in Rue Franklin. 25bis .137 Fig.1 .Auguste Perret .

R. 1930. sezione. Morandi — Viadotto sul Polcevera.138 Fig.R. Klosters.3 . viadotto sulla Landquart.2 . pianta. . 10. Fig. 10. Maillart.

Intanto l'uso del cemento armato va generalizzandosi anche nel campo dell'edilizia corrente.L. Nervi per l'Esposizione Italia '61. senza dare alcuna particolare caratterizzazione ai singoli elementi costruttivi. LI.6) e i famosi pilastri parzialmente in acciaio del Palazzo del Lavoro di Torino. la villa Savoye a Poissy. Quasi contemporaneamente Le Corbusier presenta il progetto delle case Dom-Ino. è oggi quello del ponte di Gladesville sul Parramatta (Sidney). Qualche anno prima. del 1936-39. in Bretagna. Tale sistema costruttivo.a. è stato dallo stesso applicato per la prima volta in un magazzino a Zurigo nel 1910. in cui P è il carico totale gravante sul pilastro. L il perimetro del pilastro stesso e S lo spessore del solaio sovrastante.a.a. e nel 1960-1967 ai ponti di Riccardo Morandi.139 va nel 1930 ai 172 m del viadotto di Plougaste. poggiando su esili pilotis un parallelepipedo i cui spazi interni sono appunto articolati in piena libertà. il tedesco Walter Gropius adotta la struttura in cemento armato per gli edifici della Bauhaus a Dessay. . 3Per punzonamento si intende il rapporto p = P/l x S (espresso in kg/cm2).(figura 10. la cui luce libera è di m 304. così da formare un sistema solidale con il solaio sovrastante: la struttura che ne deriva è anche indicata con il nome di "solaio a fungo"). realizzato da P. brevettato nel 1908 dallo svizzero Robert Maillart dopo lunghe prove sperimentali per sviluppare le virtualità tecniche latenti nel cemento armato. ponendo le premesse per l'attuazione della pianta libera.8). nelle cosiddette "zone sismiche". gli Uffici Johnson a Racine di F.7 e 10. Fig. quali il viadotto sul Polcevera a Genova. 10. 10. Altra tappa fra le più significative nella storia delle strutture in c.5). condizionandone l'uso in base agli schemi statici ed alle esigenze funzionali. perché veramente degni di menzione. Ricordiamo semplicemente in questa sede. è rappresentata dalla nascita e lo sviluppo dei "pilastri a fungo" (pilastri la cui estremità superiore ha la forma di un tronco di cono o di un tronco di piràmide. che resisterà al disastroso terremoto del 1923. del Freyssinet. 10. dimostrando l'ottimo comportamento e l'utile applicazione delle strutture in c. il ponte sul Fiumarella a Catanzaro (il maggiore d'Italia con il suo arco di 231 m) e il grandioso ponte sulla baia di Maracaibo in Venezuela (m 235)(Fig.4 e 10. (Fig. per le particolari realizzazioni architettoniche a cui si prestava. 10. Queste strutture vengono adottate in particolare per sopportare forti carichi con pochi pilastri: il ringrossamento terminale ha infatti la funzione di evitare il punzonamelo 3 del solaio. Nel 1916 Wright realizza l'Albergo Imperiale di Tokyo.(Figg. Jeanneret) quello che può definirsi il suo capolavoro. a ossatura modulare cementizia.9). che nei casi normali verrebbe prodotto dall'eccessivo sforzo di taglio presente lungo il perimetro di contatto tra pilastro e solaio. e poi via via da quasi tutti i maggiori architetti. nel 1925-26.3 (m 207). E nel 1928-31 realizza (in collaborazione con P. Il massimo arco in c. Wright.

140 .

Ponte a Maracaibo di R.141 Fig. . 10.5 . Morandi — Particolare di un pilone in fase di costruzione.

Fig.L.a. del Palazzo del Lavoro di Torino di P. Nervi.142 Fig.7 . Wright.Atrio di ingresso degli uffici della Johnson a Racone. F. 10. 1936.Pilastro in c.6 .L. 10. .

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la compenetrazione dello spazio esterno ed interno con la simultanea possibilità di percezione della struttura e della sua costituzione interna attraverso la trasparenza delle grandi vetrate.L. Torroja apre la strada delle tettoie a guscio sbalzanti (m 16) con l'ippodromo La Zarzuela presso Madrid nel 1935. ed in particolare sulle strutture a lastra ed a reticolo. Villa Savoye a Poissy. Inizia il Maillart con la copertura a lastra incurvata del Padiglione del cemento Portland alla Esposizione Nazionale di Zurigo del 1939. P. Quest'opera riassume in sé alcune delle più significative caratteristiche dell'architettura razionalista: l'adesione alla "scala umana" ed alle necessità utilitarie e funzionali. il distacco figurativo dell'edficio dal terreno. Jeanneret.Le Corbusier e P. 1928-1931. l'abolizione di qualsiasi simmetria delle facciate.144 Fig.. Intanto il problema delle coperture unitarie di grandi spazi sollecita un sempre maggiore approfondimento della ricerca sulle strutture in c. la semplificazione dei dettagli e l'uso dei materiali privi di un'autonoma consistenza materica come vetro. 10. le aviorimesse di Orbetello del 1935-40 (luci libere fra i 60 . acciaio. Nervi con lo stadio comunale di Firenze del 1930-32 (arcata a sbalzo di 22 m).a.9 . intonaco.

145 .

di ridurre i costi e migliorare l'esecuzione delle opere attraverso l'introduzione della prefabbricazione strutturale.a. Nel 1950-55 con la cappella di Notre-Dame-du-Haut a Ronchamp. 10.10). costruita da Nervi nel 1958. 10. Fig. per le scale di emergenza. cui fa seguito nel 1921. Fig. si rivolgono ad una interpretazione ancora più libera del cemento armato. Appunto per tale ragione. Fig. imposta globalmente il problema di sfruttare al massimo le capacità di resistenza del materiale. 10. Fig. come nella Torre Pirelli di Milano.18. Peressutti e Rogers con la Torre Velasca a Milano (1958) Fig. adottandolo. l'Air Terminal della TWA nell'aereostazione Kennedy a New York di E. 10. schemi strutturali rigidi e ben precisi. . Le Corbusier sblocca la forma dell'organismo architettonico da ogni rigido schema geometrico. per le strade interne e per i brise-soleil. oltre che per l'ossatura principale.15.il palazzetto (diametro interno m 60) ed il Palazzo dello Sport di Roma (diametro interno m 100). di svincolarne la forma dalle limitazioni derivanti dalla casseratura tradizionale. perché fluida.19 e Fig. il monumento ai caduti di marzo.146 e gli 80 metri). Fig. del 1957-60. Il cemento armato però non è soltanto linearità. lo schema ad intelaiatura tradizionale viene abbandonato a favore di quello a grandi piloni cavi o a quinte ortogonali. anche per i rivestimenti esterni.20 e la cattedrale cattolica a Tokyo di K.14. Nel campo dell'edilizia residenziale e commerciale. omogenea e continua.17 e 10. 10. risolvendolo entrambi a favore di quest'ultimo almeno per altezze fino ai 120150 metri. Tra il 1947 ed il 1952. Saarinen. Più recentemente la chiesa dell'Autostrada del Sole a Campi Bisenzio presso Firenze. E' bensì un materiale (per non dire l'unico) che permette qualsiasi forma espressiva e qualsiasi modellatura particolare. 10. Gropius. del Gruppo Ponti.(Fig. a Weimar di W. 10. si ha con la torre-osservatorio di Einstein a Postdam (nel 1920) di E. 10. Mendelshon.11 e Fig. il cui disegno è rigorosamente rispettoso delle esigenze della produzione di serie e del montaggio razionale.12. oltre i quali l'ingombro dei pilastri diviene eccessivo. La prima applicazione del calcestruzzo secondo le sue virtualità plastiche di massa modellabile al di là di ogni schematismo tradizionale. di Giovanni Michelucci. affrontano il tema dell'edificio-torre in termini comparativi tra acciaio e c. tendendo ad un completo annullamento della struttura nello spazio architettonico da essa determinato . scheletri portati reticolari. Tange.16 e nel 1959 con il convento Ste-Marie-de-la-Tourette presso Lione. Mies van der Rohe con i Promontory Appartments a Chicago (1949) e Belgioioso. Le Corbusier applica il cemento armato nell'Unité d'habitation di Marsiglia. 10.13 e 10.

147 .

Particolare dei pilastri.Le Corbusier. Unità di Abitazione di Marsiglia.12 .148 Fig. . 10.

B.10.P.R. 10. . 1957.13 .149 Fig. .14 .Studio B.La torre Velasca a Milano.

.15 . 10.L.150 Fig. Ponti . Progetto studio G. 1955.Strutture di P.Sezione strutturale e pianta del piano terreno del grattacielo Pirelli a Milano. Nervi.

10.Chiesa a Ronchamp di Le Corbusier.16 . 1950-54.151 Fig. .

10. . pianta e sezione.17 — Chiesa sull'Autostrada del Sole di Giovanni Michelucci.152 Fig.

153 .

154 .

155 Fig. .20 .Terminal della TWA a New York. 10.Eero Saarinen .

legati assieme dalla miscela acqua-cemento che costituisce. Sarà opportuno esaminare partitamente i singoli elementi che compongono il calcestruzzo per indagare su tutti i fattori che ne possono influenzare la buona riuscita. L'esecuzione di un buon calcestruzzo non è un'operazione semplice per le molteplici possibilità di una cattiva riuscita legata a tutti i fattori sopraindicati. Il loro impiego porta all'ottenimento dei così detti cementi naturali intendendosi per cementi artificiali quelli ricavati da opportune miscele di calcare ed argilla o di prodotti intermedi. un "collante". la buona resistenza del calcestruzzo dipende da una molteplicità di fattori che spaziano dalla qualità dei singoli componenti. le dosature per ottenere un metro cubo di calcestruzzo sono: sabbia ghiaia (o pietrisco) cemento acqua 0. per così dire. In prima approssimazione.40 m30. Il calcestruzzo va riguardato come un conglomerato artificiale composto dagli inerti. gli inerti (sabbia. Dopo l'escavazione del calcare e . La materia prima per ottenere il cemento è una miscela di calcare ed argilla.156 Il calcestruzzo di cemento Il calcestruzzo di cemento è un conglomerato artificiale formato dall'intimo impasto di tre elementi essenziali: il cemento. Migliore sarà il calcestruzzo quanto più compenetrati tra loro saranno gli inerti così da lasciare minori spazi vuoti e tanto migliore sarà il calcestruzzo quanto migliore sarà il "collante" e. alla costipazione del getto.80 m3 350 kg 180 litri 250 120 La buona qualità e. indurendosi all'aria o nell'acqua. contengono gli ingredienti richiesti nelle proporzioni volute. peraltro si possono trovare. ghiaia o pietrisco) e l'acqua che. trasporto e posa in opera alla reciproca dosatura dei materiali. dai calcari marnosi che. e salvo quanto si dirà in proposito. quanto migliore e in maggior dosatura sarà il cemento e quanto meno sarà diluito con l'acqua. In natura. alla temperatura ambientale. D cemento Il cemento che si usa per il calcestruzzo armato è un legante idraulico. cioè. quindi. danno luogo ad una vera e propria pietra artificiale. con l'aggiunta di pochi materiali correttivi. dalle modalità di confezionamento.

Tipi di cemento Secondo la legge del 26 maggio 1965. viene cotta in forni rotativi. Si ha così una polvere impalpabile di color grigio-azzurro o leggermente verdastro che è il "cemento'"'.157 dell'argilla si procede ad una loro prima frantumazione in frantoi e mascelle e ad una successiva macinazione. . il più possibile intima e omogena. n. A contatto con l'acqua si altera trasformandosi lentamente in gesso. Una più spinta macinazione migliora la qualità del cemento. ma non quanto potrebbe sembrare. in modo continuo ed uniforme fino a raggiungere un principio di vetrificazione e precisamente fino al color bianco (cioè fino a quasi 1500°C). 143) i leganti idraulici. Il prodotto di questa cottura ("clinker") si presenta sotto forma di particelle all'incirca sferiche. Questa miscela. Il clinker. n. 595 (pubb.U. su G. presenta struttura granulare e compatta ed ha colore biancastro. Durante la macinazione del clinker si aggiunge dal 2 al 5 % di gesso o di anidrite 4 che hanno la funzione di regolatori della presa. del 10 giugno 1965. scaricato dai forni rotativi. ed i cementi in particolare si distinguono in: A) Cementi normali e ad alta resistenza 1) Portland 2) pozzolanico 3) d'alto forno Cemento alluminoso Cemento per sbarramenti di ritenuta 1) portland 2) pozzolanico 3) d'alto forno B) C) Nella stessa legge sono. classificati e descritti gli agglomerati cementizi e le calci idrauliche di cui si è già detto. poi. viene violentemente raffreddato ed esposto per qualche tempo all'aria aperta e successivamente viene finemente macinato e polverizzato in modo da non lasciar sul setaccio di 900 maglie al cm 2 un residuo superiore del 2 5% del volume totale. I cementi sopra nominati rispondono alle seguenti definizioni: 4 L'anidrite è una pietra costituita da solfato di calcio anidro. in generale. E' naturale che la buona qualità e un alto dosaggio di cemento migliorano la qualità del calcestruzzo.

con la quantità di gesso o anidrite necessaria per regolarizzare il processo di idratazione. facendo reagire le impurità con opportuni fondenti.P. costruzione ed esercizio degli sbarramenti di ritenuta .U. Per cemento portland si intende il prodotto ottenuto per macinazione del clinker (consistente essenzialmente in silicati idraulici di calcio). con aggiunta di gesso per regolarizzare il processo di idratazione.158 A) Cementi normali e ad alta resistenza 1) Cemento portland. n.M. b) tre parti di sabbia composita. perfettamente secca e di tipo unifiLe loppe sono i prodotti fusi che si ottengono nell'estrazione e nella affinazione dei metalli. La particolarità principale dei cementi per sbarramenti è quella che nel processo di idratazione (presa) si ha un minimo sviluppo di calore ed un minimo ritiro. 3) Cemento d'alto forno. Resistenza dei cementi La resistenza dei cementi viene provata su prismi 40x40x 160 cm confezionati con malta normale standardizzata e cioè confezionata con: a) una parte di cemento. Per cementi di ritenuta si intendono quei cementi normali (portland. 3 giugno 1968 (G. 1363 (Progettazione. 180). con la qualità di gesso o di anidrite necessaria a regolarizzare il processo di idratazione. 5 . B) Cemento alluminoso Per cemento alluminoso si intende il prodotto ottenuto con la macinazione del clinker costituito essenzialmente da alluminati idraulici di calcio. Per cemento d'alto forno si intende la miscela omogena ottenuta con la macinazione del clinker portland e di loppe basiche5 granulate d'alto forno. pozzolanico o d'alto forno) i quali abbiano particolari valori minimi di resistenza alla compressione previsti con il D. Per cemento pozzolanico si intende la miscela omogenea ottenuta con la macinazione del clinker portland e di pozzolana o di altro materiale a comportamento pozzolanico.Dighe o traverse). n. 2) Cemento pozzolanico. 1 novembre 1959.R. si usano cementi previsti dal predetto regolamento che sono denominati cementi per sbarramenti di ritenuta. C) Cemento per sbarramenti Per eseguire sbarramenti la cui costruzione è soggetta al regolamento approvato con D. 17 luglio 1968.

I cementi sono classificati in base al valore della rottura a compressione dei predetti provini dopo ventotto giorni dalla loro confezione. Nella malta normale da usare per la prova a resistenza. l'unica variabile è la qualità del cemento. 3 giugno 1968 i cementi devono avere le seguenti resistenze (con una tolleranza del 5%) espresse in kg/cm 2 . 525 kg/cm 2 .159 cato per qualità e granulometria (proveniente dal lago di Massaciuccoli presso Torre del Lago . Secondo l'art.Livorno). A) 1) Cementi normali e ad alta resistenza: normale resistenza a flessione a) dopo b) dopo resistenza a compressione a) dopo b) dopo 2) ad alta resistenza resistenza a flessione a) dopo b) dopo c ) dopo resistenza a compressione a) dopo b) dopo c) dopo 3) tre giorni sette giorni ventotto giorni tre giorni sette giorni ventotto giorni 40 kg/cm 2 60 kg/cm 2 70 kg/cm2 175 kg/cm 2 325 kg/cm 2 425 kg/cm2 sette giorni ventotto giorni sette giorni ventotto giorni 40 kg/cm 2 60 kg/cm 2 175 kg/cm2 325 kg/cm 2 ad alta resistenza e a rapido indurimento resistenza a flessione a) dopo ventiquattro ore b) dopo tre giorni c) dopo ventotto giorni resistenza a compressione a) dopo ventiquattro ore b) dopo tre giorni c) dopo ventotto giorni 40 kg/cm2 60 kg/cm2 80 kg/cm2 175 kg/cm 2 325 kg/cm 2 525 kg/cm 2 Seguono gli altri simili valori per i cementi alluminosi e per i cementi per sbarramenti di ritenuta. c) mezza parte di acqua potabile priva di sostanze organiche o zuccheri (acqua potabile). Si hanno così cementi tipo 325. . 425. 1 del D.M.

U. 10. Le prove di presa si eseguono su pasta normale posta in un anello tronco conico di ebanite avente le dimensioni indicate in Fig. — a rapida presa con inizio di presa almeno un minuto dall'impasto e termine entro 30 minuti.21 . — ritardanti di presa nel caso sia necessaria una lavorazione prolungata o forzatamente interrotta o un trasporto a grandi distanze. 3 giugno 1968 (G. cementi: — a lenta presa con inizio della stessa ad almeno un'ora dall'impasto e termine dopo 6 + 12 ore. a partire dalla confezione della malta. Tutte le prove sui cementi devono esser eseguite sui provini di "pasta normale" e cioè avente la precisa composizione sopra ricordata. entro cui il cemento comincia a indurire a quando è del tutto indurito. La prova consiste nello stabilire. pertanto. terminato da una sezione piana ortogonale all'asse di 1 mm 2 di area e pesante 300 g. n.. avente umidità relativa di circa l'80%. prove di indeformabilità. Si definisce inizio della presa l'istante in cui il suddetto ago si arresta a distanza di 3 mm dalla lastra di vetro. prove di espansione in autoclave. in funzione del tempo. l'istante in cui l'ago sia sopporFig. Molte sono le prove che possono esser eseguite sui cementi: prove fisiche di finezza.160 Prove sui cementi Le prove sui cementi (da non confondere con le prove sui calcestruzzi) sono dettagliatamente previste e codificate dal D. e tenuto in ambiente a temperatura compresa fra i 15°-20°. ecc. prove chimiche per la determinazione del MgO del S 0 3 . di quanto affonda nella pasta un ago di ferro (detto ago di Vicat) cilindrico. Si distinguono. e termine della presa. liscio.21. Per restare entro i limiti di questo corso si segnaleranno soltanto le seguenti prove: A) Prova di presa Una importante caratteristica del cemento è il tempo di presa e cioè l'intervallo di tempo.M. 10. disposto su una lastra di vetro. del 17 luglio 1968. — acceleranti di presa. Il fenomeno della presa di un cemento si può modificare artificialmente con particolari additivi. 180). qualora occorra un disarmo rapido ed una immediata capacità di resistenza.

da confrontare con i valori delle norme. Un terzo rullo di 10 mm di diametro imprime gradualmente dei carichi in posizione centrale rispetto ai rulli di supporto. La resistenza a flessione Rf. la resistenza a flessione e la resistenza a compressione della malta normale. Ogni semiprovino deve esser sollecitato a compressione su una fascia laterale (che è stata già a contatto con lo stampo) per una sezione di 40x 40 mm. C) Resistenza a compressione La prova della resistenza a compressione è la più comune e caratterizzante. da una pressa tale da assicurare un incremento di tensione di 15 kg/cm 2 al secondo. devono esser determinati su almeno tre provini per ogni scadenza. B) Resistenza a flessione Il provino della sezione di 40x40 mm e lungo 160 mm viene posto su due rulli del diametro di 10 mm con gli assi distanziati 100 mm. determineranno per ogni scadenza. La tensione massima di rottura a flessione Rf risulta in kg/cm2 quando / e b sono espressi in cm e P in kg. Per l'accertamento dei requisiti di accettazione del cemento le prove . fra due piastre di metallo duro. distanza fra i supporti. I periodi di tempo occorrenti perché avvengano l'inizio ed il termine della presa vengono calcolati a partire dall'inizio dell'impasto. Viene eseguita sui due semiprovini risultanti dalle prove a flessione. tensione massima di rottura. Risultati 1 I valori di resistenza a flessione e a compressione. La resistenza a compressione Rc si esprime in kg/cm 2 e risulta pari a Rc = P/\6 cm2 dove P è il carico di rottura in kg e 16 è la sezione in cm2 del provino. lato della sezione quadra del prisma. Le medie aritmetiche dei risultati delle prove a flessione ed a compressione. risulta applicando la formula dove è: M = b = P = / = Pl/4 momento flettente.161 tato dalla pasta senza che vi penetri più di mezzo millimetro. carico applicato sul punto di mezzo del prisma.

Si deve evitare la mescolanza di cementi ordinari con cementi ad alta resistenza. Con la presa si ha svolgimento di calore con innalzamento della temperatura della massa più o meno accentuato a seconda della natura del cemento e del suo tenore. del tipo di casseforme e delle condizioni ambientali. sia resa scabra. La scelta dei tipo di cemento dipende dalla natura dei lavori. ben pulita ed abbondantemente irrorata. I cementi ad alta resistenza ed alluminosi. in via eccezionale. per i loro vantaggi.0 e 3. I cementi ad alta resistenza si ottengono con una più accurata scelta dei componenti le miscele. dai carichi di sicurezza stabiliti.3 kg/1. per ogni partita di 2000 sacchi per cantieri con grande consumo giornaliero di cemento e quando il direttore dei lavori si sia reso conto della costanza di qualità del cemento. Tale innalzamento è ovviamente massimo nei punti interni. e la sua superficie.1 a 1. 11 protrarsi ecccessivo dell'inizio. sempre. e da particolari condizioni ambientali. in condizioni medie. Si preferisce però normalmente dosare direttamente il legante in peso anziché in volume. richiedono tuttavia alcune cautele fondamentali (che vedremo più avanti) intese soprattutto a mitigare gli effetti del ritiro. Caratteristiche fisiche e particolarità dei cementi Il peso della polvere di cemento non "costipato varia da 1. per contro.che lo strato inferiore abbia una maturazione di almeno 14 giorni. dal processo tecnologico di preparazione ed esecuzione degli impasti. . spingendo la cottura a temperatura più alta e con una maggiore finezza di macinazione. più sentiti e più rapidi che coi cementi ordinari. raggiunge i 10° per i cementi ordinari. fa sospettare che il legante abbia sofferto per l'umidità. all'atto del secondo getto. E' minimo per i cementi per sbarramenti di ritenuta. perché si otterrebbero prodotti a pronta presa e di resistenza finale minore. mentre il peso specifico del cemento si aggira normalmente fra i 3.2 kg/1. Secondo Hummel.162 debbono esser eseguite su 50 kg di cemento prelevato da dieci sacchi su partite di 1000 sacchi o frazione o. hanno incontrato largo favore fra i costruttori. Bisogna inoltre osservare che un inizio prematuro della presa comporta normalmente un tempo superiore al normale per il completamento del fenomeno e dà luogo a resistenze minori. i 40° per i cementi ad alta resistenza (dopo 12 ore circa) e i 100° per i cementi alluminosi (dopo 5 ore circa). E' invece ammissibile la sovrapposizione di strati di calcestruzzo di resistenza diversa.

il cemento viene fornito anche sfuso. la cui resistenza diminuisce rispetto a quella del prodotto fresco nella misura dell'8% dopo tre mesi. potrà anche essere fatto con mezzi meccanici. nonché una adeguata composizione gra : nulometrica degli stessi. Assai semplicemente si può decidere in ordine a queste impurità mediante la prova di Abrams e riarder. La sabbia Deve essere "viva". scar- . avendo però cura che non venga sporcata la parte più fina. ed impiegato entro breve termine. occorre stabilire una particolare scelta degli inerti. fino al 40% dopo un biennio. cioè distinguersi per l'angolosità e durezza dei granuli. per lavori importanti. II cemento comunque. Quelle di cava spesso contengono materie terrose e devono. a seconda della colorazione più o meno intensa che assume una soluzione al 3 % di idrato di sodio nella quale sia stato sommerso un campione di sabbia per 24 ore: la sabbia è accettabile se dà luogo ad una colorazione giallo chiara. deve essere assolutamente esclusa. e. la resistenza minima a trazione e pressione della malta normale 1:3 garantita dal produttore dopo maturazione di 28 giorni dei provini. per cantieri di una certa importanza. e ricoverato in grandi silos. specialmente se fornito in sacchi. Gli inerti Ai fini della resistenza meccanica del calcestruzzo. e recanti stampati (secondo le norme legislative): la qualità del legante. La sabbia di cava mista a terra. scricchiolare tra le dita e non intorbidire l'acqua di un recipiente in cui venga versata. quindi. essere aspra al tatto. essere lavate. detta "sabbia morta". Questo lavaggio. deve essere conservato in un posto asciutto ed aerato. una prolungata permanenza danneggia in generale il cemento. Attualmente. Particolarmente dannose sono le materie organiche: bastano talvolta traceie di esse per rendere la sabbia inservibile. Sono preferibili le sabbie provenienti da fiumi. per quanto esso riesca in generale piuttosto costoso. l'indicazione dello stabilimento produttore.163 Condizioni e modalità di fornitura I cementi vengono di norma forniti in sacchi del peso di 50 kg. così che risulti massima la compattezza del calcestruzzo e contemporaneamente minima la quantità di cemento (a parità di resistenza finale). chiusi con sigillo. non è assolutamente da trascurarsi quando non sia possibile avere a disposizione sabbia migliore.

In quest'ultimo caso deve essere lavata con acqua dolce.2 .7 mm. si deve adoperare sabbia la cui composizione corrisponda ad una curva compresa fra le curve limiti della Fig. 10. e con ferri opportunamente distanziati. l'allegato 1 del D. per getti di grandi dimensioni.22. cfr. Essa comunque deve derivare da rocce sane e non friabili o gelive. onde risulti bene assortita in grossezza.164 tata se la colorazione tende al rossiccio 6 . . 10. e essere sempre scevra da sostanze estranee terrose o comunque dannose. le norme stabiliscono che le dimensioni degli elementi della ghiaia non devono di regola superare i 3 cm. la prima risulta dalla sminuzzatura di rocce al frantoio. la seconda normalmente è preferibile perché lavata. Fig. come la sabbia. che si ottiene rilevando le percentuali in peso del materiale passato attraverso quattro setacci aventi rispettivamente fori del diametro di 0. Dal punto di vista della composizione granulometrica. si hanno le sabbie artificiali. Macinando a mezzo di frantoi o molazze pietre naturali o pietrisco provenienti da rocce silicee o calcari duri. 3 giugno 1968.3 .M. secondo quanto stabilito dalle norme. può 6 Per l'accettabilità delle sabbie in relazione al loro contenuto di materie organiche. già ricordato.22 La ghiaia La ghiaia.1 . può essere di cava o di fiume. Per strutture in conglomerato armato.

23 Il regolamento americano adotta la curva del Fuller. ma non superiori ai 7 cm.24).23). Fig. di equazione Y = 100 ove Y è la percentuale in peso di inerte passato dai vagli di diametro d. Il regolamento tedesco non stabilisce un'equazione. da questi dipende inoltre la resistenza meccanica del conglomerato. 10. ma fissa due curve estreme (vedi Fig. 10. così da ottenere una composizione granulometrica bene assortita. la quantità del legante da impiegare. Ciò ha notevolissima importanza nella preparazione dei conglomerati e malte cementizie: dalle dimensioni e forma dei granuli dipendono l'entità delle superfici esterne dell'aggregato e la percentuale dei vuoti che determinano. e x = d/D. 10. stabilendo così le per- . ove d indica il diametro generico e D il diametro massimo dei vagli e degli elementi (Fig. la quantità ed il tipo dei granuli che rientrano a far parte dell'impasto legante.165 essere tollerata la presenza di elementi con dimensioni maggiori. La composizione. sono dati da apposite curve che determinano le migliori condizioni di miscela. relativamente alla cubatura. e quindi un'unica curva. Nella confezione di conglomerato cementizio si deve usare ghiaia mista a sabbia..

1 . Nei lavori di notevole mole (dighe. maggiore compattezza e resistenza nel calcestruzzo.24. cioè che siano comprese in quantità opportuna tutte le varie pezzature: solo così si potrà ottenere.24 E' importante peraltro che la granulometria risulti "continua". ecc. bacini.3 .2 . curve che corrispondono più o meno alla curva intermedia ed a quella inferiore del regolamento tedesco. prescrive che la ghiaia mescolata alla sabbia presenti una composizione granulometrica compresa fra le curve limiti in Fig. consigliando però come optimum la curva intermedia. 10.1 5 30 mm.166 centuali (in peso) minima e massima di inerte passante attraverso sei setacci aventi rispettivamente fori circolari del diametro di 0.) così come nelle grandi centrali di betonaggio. Stabilisce cioè un certo campo di possibilità. 10. non deve contenere impurità né materie pulvirolenti o terrose e deve essere costi- . si esegue il controllo granulo metrico dell'inerte quasi giornalmente. a parità di materiale agglomerante adoperato. non gessosa né geliva. questo deve provenire dalla frantumazione di roccia compatta. Il regolamento italiano. Fig. Pietrisco Qualora invece della ghiaia si adoperi pietrisco. viadotti.7 .

. per i cloruri del 5%). secondo le norme vigenti. A questo proposito occorre osservare che l'acqua ha una azione molto importante sulla presa e sull'indurimento del calcestruzzo cementizio. E' quindi assolutamente da evitare la pessima abitudine (peraltro ancora piuttosto in uso) di annegare blocchi di pietra nei getti di calcestruzzo di fondazione. Pertanto l'acqua per gli impasti dovrà essere limpida. Anche la temperatura dell'acqua esercita una notevole influenza: se è troppo fredda rallenta il fenomeno della presa. l'eccesso della quale resta nel calcestruzzo sotto due forme principali: come acqua assorbita nelle cellule colloidali e come acqua libera. che riempie la cavità che per essa si formano nel calcestruzzo. scevra da impurità di natura organica. mentre al contrario risulta accelerata dalla presenza di carbonati alcalini. capaci a loro volta di assorbire considerevoli quantità di acqua. cloruri e solfati in percentuali dannose (per i solfati maggiori dell'I%. In tal modo. che danno luogo a "geli". dolce. anche se contenuto nell'acqua in minima quantità. in soluzione. la presa subisce un ritardo. in base alla plasticità occorrente per la buona lavorazione dei getti.167 tuito da elementi le cui dimensioni soddisfino alle condizioni sopra indicate per la ghiaia. il calcestruzzo rimane poroso. Un elemento decisamente negativo è lo zucchero: questo. la presenza di un eccesso di acqua risulta dannosa in quanto ritarda l'indurimento del calcestruzzo e ne diminuisce la resistenza. La sabbia e la ghiaia (o il pietrisco) debbono avere secondo le norme italiane composizioni granulometriche alle quali corrispondono curve di granulometria comprese tra le curve limiti a cui si è già in precedenza accennato. poiché essa idrolizza i costituenti del cemento e produce soluzioni colloidali. Se questa contiene. La quantità di acqua da usare per l'impasto del calcestruzzo deve essere determinata. In ogni caso. all'evaporazione dell'eccesso di acqua. Il calcestruzzo Come si è detto. è un conglomerato di cemento. L'acqua Ha molta importanza nella composizione delle malte e dei calcestruzzi la qualità e la quantità dell'acqua che vi si impiega. se è troppo calda l'accelera. disturba lo svolgersi regolare della presa. e non contenere solfati e cloruri in percentuale dannosa. ghiaia o pietrisco ed acqua intimamente mescolati e nelle proporzioni volute. sabbia.

pure alla protezione che esso deve offrire alle armature.168 In generale per i bisogni del cantiere è sufficiente l'uso di una serie ridotta di setacci. anche in peso. Dosatura del cemento Il cemento è il componente più costoso e pertanto ragioni economiche spingono a limitarne il consumo. di sabbia intorno al 30%.80) conduce in generale ad una percentuale. ma sempre in modo che tali vuoti siano totalmente riempiti. una parte in volume di sabbia (m 3 0. a parità di tenore d'acqua usata nell'impasto. Gli elementi a spigoli vivi migliorano la resistenza a trazione rispetto ad elementi tondeggianti. 30. come in uso. Una dosatura troppo magra nuoce alla resistenza del calcestruzzo.40) con due di ghiaia (m 3 0. la composizione granulometrica può variare entro limiti piuttosto ampi. rendono la massa meno plastica e se ne separano facilmente. e nelle strutture armate. è però essenziale controllare. senza nuocere alla qualità del conglomerato. secondo le circostanze locali e le esigenze dei lavori. per difetto di compattezza. a prescindere da altri fattori. e ciò comporta un certo compenso. Con questi possono essere controllate la percentuale di fino della sabbia (vagliata dal setaccio con fori di 1 mm) che deve essere compresa tra il 20 e il 46%. In via di massima può dirsi che. una dosatura troppo ricca è causa di ritiri più marcati. limitata a quelli di mm 1 . . A tale riguardo si deve osservare che la regola di miscelare. perché. la composizione della sabbia e stabilire convenientemente la percentuale di essa nell'intero inerte. che deve stare tra il 40 e il 57%. ed eventualmente correggere. 7. Ciò ha il fine di ricercare la maggiore limitazione di vuoti nella miscela degli inerti. di regola sono meno preferibili quelli di forma allungata o lenticolare. stabilendo con giusto criterio la sua dosatura normale. Per quanto riguarda la forma degli elementi. Però le sabbie impiegate hanno spesso granuli di dimensione massima alquanto al di sotto del limite di separazione convenzionale. Per lo più sabbia e ghiaia granulometricamente idonee vengono approvvigionate separatamente: basta quindi stabilire il rapporto sabbia/ ghiaia in modo da soddisfare le condizioni regolamentari. debba dare luogo a calcestruzzi di qualità superiore. non risulta una diversità di comportamento nei confronti della resistenza alla compressione. e la percentuale di sabbia nell'inerte. e d'altra parte non è detto che un alto tenore di cemento per sé stesso. così da limitare l'impiego della pasta cementizia. tenore piuttosto lontano dall'intervallo 40-57% previsto dalle norme. Inerti a superficie ruvida danno in generale risultato migliore di quelli a superficie levigata.

si richiedono per membrature molto sollecitate. A tale proposito. e richiede una battitura molto energica od una particolare vibratura. Il regolamento italiano fissa la dosatura minima per getti armati in 300 kg/m 3 per miscuglio secco di materie inerti (sabbia e ghiaia o pietrisco). conferisce all'impasto l'aspetto di terra umida.169 La compattezza richiede un tenore di cemento sufficiente a riempire i vuoti della sabbia (dando luogo ad una malta ricca) e la malta deve essere sufficiente a riempire i vuoti della ghiaia. com- . che corrisponde a circa 120 litri d'acqua per m3 di miscuglio secco. con margini sufficienti per tenere conto di inevitabili disuniformità. e quando si debba compensare l'influenza di un elevato tenore d'acqua richiesto da particolari modalità di posa in opera. la dosatura può scendere in casi particolari fino a 250 kg/m 3 . Dosature ancora più magre (150 kg/m 3 ) possono ammettersi per getti non armati e poco sollecitati (magrone di fondazione). soggette ad agenti chimici. e sulla resistenza dei getti. "plastico" o "fluido". a seconda del tenore d'acqua. l'impasto può essere "umido". — La "consistenza umida". Secondo le norme UNI 7163/72 per i calcestruzzi a resistenza garantita i minimi dosaggi di cemento (per inerti con diametri fino a 30 mm) sono: Dosatura dell'acqua Il quantitativo d'acqua necessario all'impasto deve essere determinato in base alla plasticità occorrente per la buona lavorazione dei getti. fino a 400 500 kg/m 3 di getto. Dosature alte. per il cemento alluminoso la dosatura minima è fissata in 250 kg/m 3 . Quando viceversa in cantiere sia esercitato un accurato controllo sugli ingredienti. sulla preparazione e posa degli impasti.

50. . Questi tipi di conglomerati. confortata peraltro dalla massima resistenza ottenibile.80 resistenza resistenza resistenza resistenza 60 40 30 14 Tali valori riportati nel diagramma della Fig.50 0. sono i più usati nelle costruzioni in cemento armato. dagli americani fu proposta la cosiddetta "prova del cono". La consistenza umida del conglomerato è quindi senz'altro da preferirsi ogniqualvolta sia possibile. specialmente là dove si debba operare getti di limitate dimensioni. quali il ritiro.25.170 porta pertanto una difficile lavorabilità del getto. con una minore influenza di fattori secondari. si riempie lo stampo col calcestruzzo. Per definire la consistenza del conglomerato. in modo che resti più o meno costante il rapporto A/C (acqua/cemento) in peso. 10. le resistenze per rapporti superiori sono: per rapporto per rapporto per rapporto per rapporto 0. per determinati materiali e condizioni di prova. Per avere un'idea concreta della influenza del rapporto acqua/cemento sulla resistenza della pasta di cemento. tolto lo stampo. il materiale si schiaccia da sé gradatamente. per le ragioni suddette. Il regolamento peraltro stabilisce che la dosatura di cemento venga aumentata coll'aumentare della fluidità dell'impasto. quindi. indicano come il campo di maggior convenienza ai fini della resistenza e della lavorabilità del calcestruzzo sia ristretto ai valori del rapporto acqua/cemento 0. — La "consistenza fluida" si ha per tenori d'acqua intorno ai 180 litri per m3 di impasto secco. e l'abbassamento (slump) fornisce un'idea sufficientemente appropriata della consistenza dell'impasto. Ciò in relazione alle esperienze di Abrams.30 (che sarebbe però un calcestruzzo impossibile a lavorarsi).40-0. che è poi in definitiva proporzionale alla resistenza del calcestruzzo. Essa dà la minima resistenza dei getti. avviluppa e protegge bene le armature. è la quantità d'acqua di impasto che determina la resistenza. — La "consistenza plastica" richiede un tenore d'acqua di circa un terzo più elevato (circa 150 litri per m 3 ).40 0. ma è preferita per la facile lavorabilità del getto (per esempio nervature dei travetti di solaio) e lì dove il trasporto di calcestruzzo dalla confezionatura al luogo d'impiego richiede un certo tempo o viene effettuato entro canali o tubazioni (tipo grandi getti di dighe o di pali trivellati). secondo il quale. dà luogo a resistenze minori. Viene adoperato uno stampo tronco-conico aperto ad entrambe le estremità. risulta più omogeneo. se si indica con 100 la resistenza della pasta con rapporto acqua/cemento 0.60 0. ma in compenso il conglomerato può mettersi in opera più facilmente.

10. la preparazione del calcestruzzo avviene oggi meccanicamente. con silos per il cemento e gli inerti. con corrispondente produzione oraria da 6 a 60 m 3 . . trasformati in calcestruzzo. hanno capacità variabili da 150 a 1500 litri. Per lavori di grande mole. che regolava i quantitativi degli inerti in base alla capacità delle carriola adibite al trasporto e quelli del cemento e dell'acqua in base all'occhio più o meno esperto dell'operaio (e che oltretutto forniva una produzione di appena 1 m3 di impasto per ogni ora di lavoro di quattro operai). o ricorrendo all'uso di "betoniere" o addirittura in "centrali di betonaggio". entro il quale vengono rimescolati a secco per qualche giro. senza preventivo rimescolamento e nelle quantità stabilite. da questa scendono in un tamburo girevole munito di alette. camera di dosaggio per il cemento e l'acqua. Gli inerti ed il cemento. vengono versati o direttamente o a mezzo nastri trasportatori nella tramoggia di alimentazione o nella benna di caricamento di un elevatore che li adduce alla tramoggia. e quindi. azionate da motore elettrico o a scoppio.25 Preparazione del calcestruzzo Abbandonata la preparazione manuale. può convenire l'impianto di una centrale di betonaggio.171 Fig. apparecchi di dosature automatica ed elevatori per gli inerti. Le betoniere. previa aggiunta dell'acqua.

Trasporto del calcestruzzo Per brevi distanze all'interno del cantiere. perfettamente riproducenti la forma geometrica della struttura (per le . dumper e tubi a pressione.172 Schema di un'attrezzatura da cantiere per un impianto di betonaggio con inerti ammucchiati in terra. questi ultimi peraltro hanno l'inconveniente di dare un affioramento dell'acqua di impasto ed una stratificazione dell'inerte. Per distanze maggiori si usano le autobetoniere. durante il tragitto avviene l'impasto con l'acqua contenuta in apposito serbatoio. Posa in opera La posa in opera del calcestruzzo avviene normalmente o in volumi di scavo ben delimitati (per opere di fondazione) o di casseri di legno o di ferro. E' molto in auge attualmente questo sistema di fornitura di calcestruzzo preconfezionato. ma è da sorvegliare attentamente per i gravi inconvenienti che può presentare. proporzionale alla granulometria. nastri trasportatori. in cui si caricano i componenti asciutti. il trasporto dell'impasto può avvenire mediante carriole. molto pratico specialmente nei centri urbani dove molto spesso non vi è spazio sufficiente per un impianto completo di cantiere.

Quando occorre gettare a temperature più basse. o continuare ad aspergerli con acqua. la vibrazione ha luogo entro casseforme fissate al dispositivo. fino a -10° con l'8%. Con cemento alluminoso. per la fabbricazione di elementi costruiti fuori opera. Con l'aggiunta del 4% di cloruro di calcio si possono eseguire getti fino a . Questa comincia mediamente entro 2 ore dopo la preparazione. ed anche qui con precauzione. entro un'ora a 30°. per temperature fra i 15° e 20°. .173 opere in elevazione). I vibratori possono distinguersi in "esterni" ed "interni". bisogna curare che il calcestruzzo riempia tutti gli interstizi della struttura. Fra i primi si possono classificare: — le tavole vibranti. in 30 minuti circa a 50°. sia battendo con normali martelli sull'esterno dei casseri. così che questa risulti massimamente omogenea. dovuta ad una diversa stratificazione granulometrica dell'inerte. Una volta operato il getto. sicché. Con la "vibrazione" del getto. Il regolamento italiano peraltro vieta i getti a temperature minori di 0°C. onde non avere sezioni a resistenza variabile. la loro azione è piuttosto limitata in profondità e servono essenzialmente per la costruzione di membrature sottili. ecc.. Le casseforme in legno. al crescere della temperatura i getti si asciugano rapidamente per l'evaporazione dell'acqua di impasto. Con la "battitura" o "pigiatura". questo si può usare però soltanto in getti non armati (poiché il cloruro di sodio causa l'arrugginirsi delle armature). Si deve inoltre curare di non eseguire mai il getto da una altezza superiore al metro. si può ricorrere al riscaldamento dell'acqua di impasto od all'aggiunta di additivi all'impato stesso.vibratori fissati esternamente ai casseri. il conglomerato può essere messo in opera fino a -10°C. L'operazione viene proseguita finché i ferri non siano bene avviluppati e l'eccesso d'acqua non affiori alla superficie. devono essere accuratamente pulite ed abbondantemente asperse con acqua affinché non ne sottraggano all'impasto. almeno nei primi due o tre giorni dopo il getto. pali. Il freddo non è dannoso fino a —2° per calcestruzzi ordinari. Le operazioni di getto debbono compiersi prima che si inizi la presa. paglia o sabbia. come travetti di solaio. tubi. perché la resistenza del calcestruzzo può abbassarsi fino al 30% circa. basterà in questi casi proteggere le superfici con sacchi. E' questo un sistema normalmente adottato nel getto di pilastri. i risultati che si ottengono sono ancora migliori. Con l'aggiunta di cloruro di sodio si possono eseguire getti fino a —21° . che viene eseguita sia pigiando direttamente i getti con pestelli particolari. prima del getto. particolarmente in estate.6 ° . fino a — 4° per calcestruzzi ad alta resistenza. A tale scopo si può procedere in vari modi. sarà necessario proteggerli. .

che vengono fatti traslare sulla superficie del getto. trovano impiego nella esecuzione di opere a grande estensione come pavimentazioni. con una velocità di 600-1000 giri al minuto per circa 10 minuti. dipendente dalla quantità e qualità della pasta. il perfetto incorporamento dei ferri. il quale conferisce mobilità alla massa. anche con percentuali d'acqua relativamente basse.. ecc. viene posto in forme tubolari metalliche o rivestite di lamiere. Essenzialmente essa dipende dal materiale fino con dimensioni massime sotto gli 0. platee. ed in special modo della natura e composizione granulometrica degli inerti e della modalità con cui viene eseguito l'impasto. La vibrazione attenua l'attrito interno. Infine. la "lavorabilità". è funzione di altri fattori. l'uniformità nelle superfici dei getti (importante per i getti destinati a restare a vista). I vibratori interni. il quale viene costituito a strati orizzontali di spessore non superiore ai 30 cm. gli elementi della massa partecipi del movimento si assestano e. col notevole vantaggio di aumentare anche l'aderenza delle armature metalliche. La centrifugazione trova esclusiva applicazione nella costruzione di tubi per condotte forzate.174 .. determinandosi così una vera e propria disgregazione. ecc. l'impasto. Il procedimento permette l'impiego di rapporti A/C relativamente piccoli e dà luogo a grande compattezza ed elevata resistenza. L'impasto viene spinto energicamente contro la parete della forma ed al tempo stesso liberato dall'eccesso d'acqua. con la "centrifugazione". e conferisce fluidità all'impasto. ossia la maggiore o minore facilità con cui l'impasto potrà essere messo in opera. scacciano in superficie l'aria e l'eccesso d'acqua. o pervibratori. In generale può dirsi che la vibrazione migliora tutte le caratteristiche su cui influisce favorevolmente una riduzione del rapporto A/C. ottimi risultati nei riguardi della compattezza e resistenza.vibratori superficiali o a piatto. di pali di sostegno di fondazione.2 mm. Caratteristiche particolari Mentre la resistenza del calcestruzzo dipende esclusivamente dal tenore di acqua con cui viene eseguito. riempiendo i vuoti. L'impasto non deve essere troppo plastico altrimenti oltre all'aria ed all'acqua anche la malta fluisce in superficie. che vengono poste in rapida rotazione intorno al loro asse. La posa in opera con vibrazione permette di impiegare impasti con rapporti A/C molto bassi e di ottenere il completo riempimento dei casseri. nel quantitativo necessario. il tempo di vibrazione quindi deve essere ridotto al crescere della plasticità del getto. Composizioni granulometriche prossime a quella caratteriz- . hanno normalmente la forma di lame o cilindri vibranti che vengono immersi nell'impasto.

in quanto ne risultano diminuite la resistenza del conglomerato e l'aderenza alle armature.175 zata dalla linea limite inferiore del regolamento danno impasti ben lavorabili soltanto per dosature di cemento relativamente elevate e tenori d'acqua piuttosto ristretti. polvere di mattone. almeno per un certo periodo. del rapporto acqua/cemento. sembra in misura assai notevole. In particolare il ritiro è funzione della qualità del cemento. o "ritiro". ben costipati e di moderato spessore. conviene essere nell'impiego di grassi. che ai fini costruttivi presenta una particolare importanza in quanto da esso dipendono incrinature e lesioni che non di rado si riscontrano nei getti cementizi e possono talvolta costituire l'origine di una successiva e progressiva disgregazione del getto. le quali perciò sono preferibili in condizioni di posa in opera meno facili. Molto cauti. tende a prodursi una specie di compensazione tra il ritiro e le dilatazioni termiche. delle condizioni di manipolazione e posa in opera. per cui è importassimo. Per le opere esposte liberamente all'aria esterna. specie nel caso di cementi armati. ed anche materie bituminose o grasse. al pietrisco . entro casseforme anguste e con armature fitte. a causa dell'essiccamento che accompagna generalmente l'elevarsi della tem- . e. usando molta diligenza nella condotta dei lavori e cioè badando alla uniformità degli impasti ed alla posa in opera del conglomerato in strati regolari. così nella malta come nel calcestruzzo. pozzolana. Si possono tuttavia ottenere calcestruzzi impermeabili anche senza aggiunte di sorta. Durante la presa del cemento si manifesta. delle condizioni climatiche di ambiente. della miscela degli aggregati. nelle membrature in cemento armato. delle modalità di conservazione. L'impermeabilizzazione totale può venire raggiunta con l'applicazione di intonaci di malta cementizia o di malta preparata con prodotti speciali. in quanto. migliore risultato danno quelle più prossime alla linea limite superiore. quelli plastici danno i migliori risultati. stato di tensione che si sovrappone a quello delle forze sollecitanti e di cui pertanto dovrà tenersi debito conto nei calcoli statici. Il grado di "impermeabilità" all'acqua varia notevolmente con la natura del cemento impiegato (cementi ad alta resistenza) ed è più alto per i cementi con maggiore finezza di macinazione ed in generale per quelli che danno malte ben lavorabili. ma anche i fluidi usati con opportune cautele possono dar luogo a getti impermeabili. specie nella stagione calda. In particolar modo poi. La ghiaia con elementi lisci e tondeggianti è preferibile. soluzioni di allume o di sapone. Per migliorare l'impermeabilità dei conglomerati. Gli impasti umidi danno luogo a getti alquanto porosi. tale fenomeno di ritiro è causa del formarsi di un particolare stato di tensione per la resistenza opposta dalle armature metalliche alla contrazione della massa che le avvolge. si possono usare talvolta particolari additivi speciali. proteggere e mantenere bagnati i getti. sotto questo aspetto. una diminuzione di volume.

il quale ha trovato che le deformazioni lente per effetto di una lunga continuità di carico sarebbero rappresentabili mediante una legge esponenziale e possono raggiungere. Altro fenomeno in certo qual modo concomitante col ritiro e posto in evidenza in tempi relativamente recenti è quello dell'"assestamento plastico". ed infine proteggere il getto con un intonaco elastico. inoltre. ecc. ha tro- . mentre l'inverso avviene all'abbassarsi della temperatura. il quadruplo delle deformazioni elastiche originarie. evitare i bruschi cambiamenti di temperatura e l'azione del sole e del vento.. cioè del lento progredire delle deformazioni sotto l'azione continuata dei carichi. ridurre al massimo le percentuali di acqua. poiché allora le influenze igrometriche possono ridurre notevolmente le contrazioni termiche. preferire il pietrisco duro a superfici rugose. 10.26 Quest'ultimo è stato particolarmente studiato da Freyssinet. Il fenomeno comunque è molto complesso ed imperfettamente reversibile: esso diminuisce con l'aumentare della dosatura di cemento. Da prove eseguite.. In Fig. Fig. dell'età del calcestruzzo al momento della messa in tensione. 10. mantenere umido il getto per tre o quattro settimane. dell'umidità dell'aria ambiente. della percentuale d'armatura. Sembra anche che tale fenomeno produca un abbassamento del modulo di elasticità. Il Graf. tipo il bitume. si è potuto dedurre che per ridurre gli effetti del ritiro è necessario impiegare cementi a debole ritiro ed ad alta resistenza alla trazione (in particolare i cementi ordinari). su esperienze condotte su pilastri. la dilatazione termica tende ad essere compensata dalla contrazione di ritiro.26 sono riportati comparativamente i diagrammi di andamento nel tempo dei fenomeni di ritiro e di assestamento plastico.176 peratura. onde esso tenderebbe ad attenuare gli effetti del ritiro e delle variazioni termiche. chiamato anche più impropriamente fluidità o "Flauge". usare una granulometria bene appropriata per ottenere un calcestruzzo compatto (avendo presente che sono nocivi gli elementi più fini). dopo diversi anni.

la resistenza effettiva del calcestruzzo solo dopo 28 gg. Ogni prelievo di campioni consiste nel predisporre due cubetti confezionati con lo stesso calcestruzzo posto in opera. Prescrive infine. cioè.). Viceversa.177 vato che non solo la deformazione cresce per lungo tempo. Secondo il Geheber — pur usando lo stesso calcestruzzo — si hanno. legnami. dopo il getto delle strutture. Le cause della cattiva resistenza del calcestruzzo possono esser le più svariate e. a seconda delle dimensioni del cubetto (o provino) le seguenti resistenze percentuali considerando 100 la resistenza di un cubetto di 20 cm di spigolo. ecc. nelle costruzioni di grandi dimensioni.D. la qualità e la resistenza del calcestruzzo può esser accertata solo quando la massa fluida del conglomerato si è indurita ed ha esaurito il fenomeno della presa e. a distanza non maggiore di mi 40 in caso contrario. l'adozione di giunti di dilatazione a distanza non maggiore di mi 50 (R. pavimenti. in mancanza di più esatta valutazione sperimentale. a maturazione avvenuta. ad una diminuzione di temperatura da 20° a 10° in relazione alla percentuale di armatura. Il prelievo deve esser fatto in contraddittorio fra l'appaltatore ed il committente o fra i loro rappresentanti (direttore di cantiere e direttore dei lavori). Notiamo infine che il regolamento italiano prescrive l'adozione di un coefficiente di dilatazione lineare uguale a 0. I risultati delle prove cubiche a compressione (che sono le più significative) sono influenzati dalle dimensioni dei provini che al crescere delle dimensioni — a parità di qualità di calcestruzzo — denunciano resistenze unitarie inferiori. Resistenza del calcestruzzo La quasi totalità dei materiali da costruzioni può esser controllata nella sua qualità e resistenza prima della posa in opera (acciai. almeno 28 gg. dal getto quando i lavori di costruzione possono esser progrediti di molto. è necessario un continuo e costante (se pur tardivo) controllo della qualità del calcestruzzo facendo numerosi e continui prelievi di cubetti che. verranno provati per saggiare la qualità e la resistenza del calcestruzzo. mattoni. . Si conosce. quindi. ma si modifica la ripartizione del carico con aumento della sollecitazione del ferro e notevole diminuzione di quella del calcestruzzo. pertanto.00001 (od al valore più esatto che risultasse da una diretta valutazione sperimentale) nelle strutture iperstatiche in cui si deve tener conto degli effetti termici ed assimilare l'effetto prodotto dal ritiro del conglomerato. 16/11/1939). quando sia effettuato un calcolo completo degli effetti indotti dalle variazioni termiche e dal ritiro. variabile dall'1% al 2%.

* Temporaneamente è ammesso anche l'uso di provini con lato di 16 cm. ed è espressa in kg/cm 2 . la media della resistenza a compressione di due cubetti costituenti un prelievo. La prova viene. In prima approssimazione la resistenza media di partita omogenea po- .. se particolarmente richiesto anche dopo 7 o 14 gg. E' detta "resistenza di prelievo" (Rm ). le attrezzature e le modalità di confezione restano praticamente invariati. I provini si liberano dalle forme 48 ore dopo la confezione (o dopo 24 ore quando il legante sia cemento alluminoso) e si fanno maturate fino al settimo giorno sotto sabbia mantenuta umida. II conglomerato da provare deve esser posto nelle forme di tre strati di circa egual spessore e deve esser costipato a mano con l'aiuto di un tondino metallico del diametro di 10 mm fino a quando l'acqua affiori in superficie.178 Pertanto — per avere dati comparabili — il regolamento italiano prevede che le dimensioni dei provini siano unificate e siano in precisa relazione con le massime dimensioni degli inerti come è previsto dalla norma definitiva (e non più sperimentale) UNI 6130-72.. quindi vengono inviati ai laboratori ufficiali di prova. E' detta "resistenza media di partita omogenea" (RM) la media aritmetica delle varie resistenze di prelievo. I provini devono esser confezionati in cantiere entro forme metalliche prelevando il conglomerato dall'impasto all'atto del getto nelle casseforme. di norma. Si è già detto che ogni prelievo consiste nel confezionamento di due cubetti aventi le dimensioni proporzionate agli inerti. II conglomerato per il getto delle strutture di un'opera si considera omogeneo se la miscela viene confezionata con i componenti aventi essenzialmente le stesse caratteristiche di qualità e se i rapporti qualitativi tra i componenti. Per poter aver un risultato attendibile per ogni tipo di calcestruzzo si devono tener separati i cubetti di prova ed i rispettivi risultati per getti di calcestruzzi omogenei. eseguita dopo 28 gg.

un coefficiente che. anche al caso di un numero di prelievi compreso tra 10 e 29.64 corrispondente ad un numero elevatissimo di prelievi. nella predetta formula (A) dovrà essere introdotto il valore di 20. può essere esteso. n k = = il numero dei prelievi effettuati. Questi correttivi variano a seconda del numero dei prelievi. B) Numero di prelievi da 10 a 29 Il procedimento statistico per determinare la resistenza caratteristica di un calcestruzzo omogeneo. 6 giugno 1976).179 trebbe indicare il valore medio di resistenza a compressione di una partita di calcestruzzo omogeneo. per ottenere la così detta "resistenza caratteristica'' Rbk che determina la classe dei calcestruzzi (Allegato 2 del D. La formula (A) può esser ancora ritenuta valida assegnando al coefficiente K i valori seguenti: Anche nel caso di un numero di prelievi compreso tra 10 e 29 il valore 5 . Nel caso che il valore dello scarto quadratico risultasse inferiore a 20. nel caso di un numero di prelievi non inferiore a 30 può essere assunto con sufficiente approssimazione eguale al valore 1. lo scarto quadratico medio . con approssimazione accettabile. A) Prelievi in numero maggiore di 30 Se il numero dei prelievi è maggiore di trenta la resistenza caratteristica è data dalla seguente formula: (A) nella quale la media aritmetica delle resistenze di prelievo.M. Ma il regolamento italiano ha voluto introdurre dei correttivi che riducono questa resistenza media per partita omogenea.

pertanto. quindi della 2 a . 8a e 9a o fino a comprendere l'ultima resistenza di prelievo). Si hanno. 2) Valore minimo delle resistenze di prelievo. D) Numero di prelievi minori di quello necessario Nelle costruzioni con meno di 100 m3 di conglomerato omogeneo. se il numero dei prelievi è minore di quello necessario a definire la resistenza caratteristica con i metodi sopra indicati.300 . di maturazione. prese a gruppi di tre. dovrà indicare in modo chiaro e preciso la classe del conglomerato che l'impresa deve fornire. 2a e 3a resistenza di prelievo. . cioè la media aritmetica della l a . 30 maggio 1974).200 .400 500 kg/cm 2 .M. (Per medie aritmetiche mobili delle resistenze di prelievo si intende la serie di valori medi di tutti i gruppi di tre prelievi successivi. si dovrà comunque controllare. almeno con un prelievo che la resistenza media sia maggiore di 225 kg/cm 2 e si assumeranno le tensioni ammissibili corrispondenti ad una resistenza caratteristica convenzionale RBK = 150 kg/cm 2 . come sopra calcolata. 3a e 4a e così via fino alla 7 a . C) Numero dì prelievi da 3 a 9 Nel caso che il numero dei prelievi sia compreso fra 3 e 9 la resistenza caratteristica viene assunta eguale al "minore" dei seguenti due valori: 1) Valore minimo delle medie aritmetiche mobili delle resistenze di prelievo. (Punto 2. della resistenza caratteristica a 28 gg. corrispondente alla rigorosa successione dei relativi getti.250 . Il progettista delle strutture. diminuito di 70 kg/cm 2 . Classe dei calcestruzzi Si definisce "classe del conglomerato" il valore.3 del D. classi di calcestruzzo 150 . Per poter adottare nei calcoli resistenze caratteristiche maggiori di 400 kg/cm2 si richiedono controlli statici sia preliminari che in corso d'impiego e calcolazioni accurate della struttura. Per strutture armate non è ammesso l'impiego di conglomerato con resistenza caratteristica minore di 150 kg/cm 2 . Nei calcoli statici non potrà esser presa in conto una resistenza caratteristica superiori a 500 kg/cm 2 . espresso in kg/cm 2 . L'ordine dei prelievi è quello che risulta dalla data di confezione dei provini.180 dello scarto quadratico medio da introdurre nella (A) non deve esser minore di 20 kg/m 2 . nei suoi elaborati.

Superato il predetto valore di sforzo unitario di taglio e fino al valore gli sforzi di taglio (tangenziali) devono essere interamente assorbiti da armature metalliche affidando alle staffe non meno del 40% dello sforzo globale discorrimento. 26/3/1980) 6) In mancanza di sperimentazione diretta il coefficiente di dilatazione può esser assunto pari a 0.5 del D. 4) In mancanza di diretta sperimentazione il valore medio della resistenza a trazione semplice (assiale) può esser assunta pari a (punto 2.4 del D. Al di sotto del valore: non è richiesta la verifica delle armature al taglio ed alla torsione.2 del D. il modulo elastico istantaneo può essere assunto (punto 2.181 Tensioni ammissibili In funzione della resistenza caratteristica del conglomerato si determinano le tensioni ammissibili e cioè quei valori massimi che possono essere indotti nelle strutture : 1) Per travi.M.1. .M.3 del D.00001 al grado centigrado (punto 2.1.8 volte l'altezza della trave.1. solette e pilastri soggetti a flessione o presso-flessione lo sforzo massimo ammissibile è pari a 2) Per elementi calcolati a pressione semplice il predetto valore viene ridotto del 30%.M. 7) Gli sforzi unitari di taglio ammissibili sono caratterizzati da due valori: (Punto 2. 16/6/1976).M. 3) Per travi con soletta collaborante il valore della formula viene ridotto del 10%. 26/3/1980): 5) In mancanza di sperimentazione diretta e con esclusione dei calcestruzzi maturati a valore. 26/3/1980). In ogni caso nelle travi dovranno esser poste almeno tre staffe per una sezione complessiva non inferiore a 3 cm2 /m e comunque distanziate di non più di 0.

nel caso che le prove di accettazione non avessero dato risultati favorevoli.M. utilizzato. — prove complementari da eseguire. 26/3/1980) allo scopo di accertare che il conglomerato realizzato abbia la resistenza caratteristica non inferiore a quella richiesta dal progetto. L'allegato 2 del D. è necessario cambiare sezione della struttura perché. Controlli di accettazione Durante l'esecuzione dell'opera il direttore dei lavori deve procedere alle prove di accettazione del conglomerato sia esso confezionato in cantiere o preconfezionato.M. Controllo di qualità del conglomerato Sia prima che durante l'esecuzione di opere in calcestruzzo è prescritto che vengano eseguiti controlli di qualità del conglomerato (allegato 2 del D. Il costruttore resta comunque responsabile della valutazione effettuata. del 26/3/1980 prevede precise modalità di accettazione del calcestruzzo per ogni partita di 300 m3 di calcestruzzo omogeneo (controllo di tipo A). Questa valutazione può esser fatta sia sulla scorta di esperienze acquisite. — controlli di accettazione che il direttore dei lavori deve compiere con il controllo di tipo A o. il regolamento vieta di sopperire ad esso con armature metalliche. Solo per le costruzioni con oltre 1500 m3 di calcestruzzo omogeneo si possono adottare. per costruzioni con più di 1500 m3 di conglomerato. . se necessario. con il controllo statistico di tipo B. il costruttore deve valutare la resistenza caratteristica per ciascuna miscela omogenea di conglomerato. per valori così elevati di sforzi unitari di taglio. Valutazione preliminare della qualità e resistenza Prima dell'inizio di una produzione di serie o della costruzione di un'opera. Le prove complemenfari hanno lo scopo di accertare se il calcestruzzo giudicato di qualità inferiore a quella prevista. altre modalità di controllo (controllo di tipo B). sia su valutazioni sperimentali statistiche oppure con entrambi i modi. possa esser accettato o. in alternativa. comunque. Si hanno i seguenti tipi di controllo : — studio preliminare di qualificazione e resistenza.182 Se il predetto valore di dovesse esser superato. in alternativa.

In ogni caso. Si indichino con: — le resistenze dei singoli prelievi. Se. viceversa. dovessero esser collocati in opera più di 100 m3 di conglomerato. per quel giorno. però. se in un giorno venissero gettati più di 100 m3 di conglomerato è necessario. in ogni caso. in un sol giorno. il numero dei prelievi non può essere inferiore a quindici. — Rm la media aritmetica delle resistenze di tutti i prelievi. in ogni caso. procedere a più prelievi e. Il controllo di accettazione è positivo ed il quantitativo di conglomerato può esser accettato se risultano verificate entrambe le seguenti diseguaglianze: Per le costruzioni con meno di 100 m3 di calcestruzzo omogeneo non vi è obbligo di prelievo giornaliero. precisamente. — Rbk la resistenza caratteristica del calcestruzzo indicata dal progettista. per ogni giorno di getto. . si può adottare un sistema di controllo di tipo statistico {controllo di tipo B). i prelievi giornalieri dovranno esser aumentati in modo da avere almeno un prelievo ogni 100 m3 di conglomerato posto in opera e per ogni ulteriore frazione di 100 m 3 . Per questo tipo di controllo è necessario effettuare almeno un prelievo per ogni 100 m3 di getto e. Di conseguenza se ogni giorno si eseguissero solo 50 m3 di getto si dovranno effettuare almeno sei prelievi. ad un prelievo ogni 100 m3 di calcestruzzo e per ogni ulteriore frazione di 100 m 3 .183 Controllo di tipo A Il controllo di tipo A prevede che per ogni partita di 300 m3 di conglomerato omogeneo vengano eseguiti prelievi di due cubetti ciascuno per ogni 100 m3 di getto e. Controllo di tipo B In alternativa al precedente tipo di controllo e soltanto per partite di calcestruzzo omogeneo superiori a 1500 m 3 . ogni giorno di getto. Il controllo è positivo e la partita di calcestruzzo può essere accettata. così se ogni giorno venissero collocati in opera 50 m3 di conglomerato è necessario procedere complessivamente a trenta prelievi. ma è egualmente necessario procedere a tre distinti prelievi di due cubetti ciascuno per vagliarne l'accettabilità secondo le prescrizioni previste dal controllo di tipo A. Pertanto.

Se le verifiche teoriche e/o sperimentali non fossero possibili ovvero se i risultati delle indagini non risultassero del tutto rassicuranti si potrà: — dequalificare l'opera (prescrivere carichi accidentali minori dei previsti. la partita può esser accettata. con ogni prudenza. non dovessero esser conformi alle qualità prescritte per il calcestruzzo. II rinnovo della prova a compressione trova la sua giustificazione in un eventuale e possibile ritardo di presa (cemento a lenta presa.184 quando risultino verificate entrambe le seguenti diseguaglianze essendo: Rm — la resistenza media dei quindici o più prelievi. non idonea confezione o conservazione dei cubetti. . accertati con uno dei metodi A o B sopraindicati. Se la accurata ricalcolazione dovesse accertare che la minor qualità del calcestruzzo può esser compatibile — secondo le norme regolamentari e in tutta sicurezza — con le sollecitazioni massime che possono esser indotte nel calcestruzzo nelle peggiori condizioni di carico. s = lo scarto quadratico medio dei quindici o più prelievi. ecc. I controlli teorici consistono essenzialmente in una più affinata ricalcolazione delle strutture eventualmente con diverse (ma sempre realistiche) ipotesi di comportamento statico della struttura. ecc. allegato 2 del D. ad accurate prove di carico delle strutture eseguite con il calcestruzzo sospetto. per sua maggior tranquillità. dopo il favorevole esito dei controlli teorici e/o sperimentali.).M. ecc.) secondo le norme UNI 6131-72. proceda. I controlli sperimentali consistono nel rinnovo delle prove a compressione su campioni di calcestruzzo indurito in opera e prelevati nel modo più indisturbato possibile (carotaggi. Se i risultati delle prove di accettazione. E' consigliabile che un direttore dei lavori attento e scrupoloso. 26/3/1980) a controlli sperimentali e/o a controlli teorici che possano fornire la tranquillante sicurezza della staticità dell'opera anche se confezionata con calcestruzzo le cui caratteristiche e la cui resistenza siano inferiori a quelle previste dai calcoli statici. prelievi di grossi blocchi che poi vengono ridotti in cubetti con seghe a filo. R1 = la resistenza minore dei quindici o più prelievi. è necessario procedere (cfr.). avversità atmosferiche. Rbk = la resistenza caratteristica del calcestruzzo prescritta nel progetto statico . Se le nuove prove danno risultati accettabili secondo i criteri sopra indicati la partita può esser accettata.

Il carico di rottura. Una parete di calcestruzzo di pomice dello spessore di cm 13. numero e sigla del prelievo. per l'esecuzione dei rinforzi o per la sua demolizione. quattro mesi di maturazione. la dosatura di cemento è di 200 kg/m 3 . II prelievo in cantiere di utilizzo deve essere eseguito in contraddittorio fra il direttore dei lavori e l'appaltatore (o loro rappresentanti) e deve esser verbalizzato riportando ogni circostanza obbiettiva (data. Per questo secondo caso è da escludere che i controlli possano esser effettuati presso gli impianti di preconfezìonamento ma è obbligatorio che vengano effettuati nei cantieri di utilizzo precedendo al prelievo del calcestruzzo all'atto del getto o. meglio.5 dà lo . I predetti controlli di accettazione del calcestruzzo sono egualmente validi per il calcestruzzo confezionato in cantiere e per i calcestruzzi preconfezionati in appositi impianti e poi trasportati nei cantieri di utilizzo. composizione del calcestruzzo. tramezze. si può ritenere intorno ai 10-30 kg/cm 2 senza sabbia. Il peso si aggira sugli 800-900 kg/m 3 senza sabbia. struttura per la quale è stato utilizzato il calcestruzzo. prelevandolo dalla massa di calcestruzzo appena immessa nelle casseforme (Norme UNI 6126-72). murature di tamponamento. oppure usando granulato di pomice saturo d'acqua.185 — eseguire ben studiate opere di consolidamento. Al primo tipo appartengono: — il "calcestruzzo dì pomice". E' chiaro che l'Impresa esecutrice delle opere è l'unica responsabile della non idoneità del calcestruzzo e che a lei sono imputabili tutti i danni per la dequalificazione dell'opera. ecc. ecc. Gli impasti vengono eseguiti con percentuali d'acqua elevate per evitare che l'assorbimento della pomice privi il legante dell'acqua necessaria alla presa. ottenuto impastando con cemento il solo granulato di pomice (elementi fra 2 e 12 mm) oppure aggiungendo anche della sabbia. Si distinguono essenzialmente due tipi di conglomerati leggeri: quelli ottenuti con l'impiego di inerti porosi e quelli in cui la porosità è ottenuta mescolando all'impasto sostanze che rigonfiando lasciano il getto disseminato di piccole cavità. ed ai 30-70 kg/cm 2 con sabbia. — demolire l'opera. atre. ora e cantiere di prelievo. Calcestruzzi leggeri Per l'esecuzione di elementi costruttivi non destinati a compiti statici (sottofondi. blocchi parete. provenienza del prelievo.). sui 1000-1300 kg/m 3 con sabbia.) si usano talvolta dei calcestruzzi che si differenziano da quelli ordinari per un minore peso specifico apparente e più alto grado di isolamento termico ed acustico.

— lo "spugnocemento". . le bollicine della schiuma si diffondono nella massa e danno luogo a miriadi di cavità sferoidali. Ha le stesse caratteristiche ed applicazioni dei conglomerati su menzionati. le resistenze sono paragonabili a quelle dei conglomerati di pomice. Resistenza alla compressione 6 12 kg/cm2 nel primo caso. 10 40 2 kg/cm nel secondo. che danno un granulato con elementi angolari. — il "calcestruzzo di vermiculite". a differenza di quelli della pomice o della vermiculite. E' un ottimo isolante termico ed acustico. — il "calcestruzzo di argilla espansa". che si ottengono mescolando alla pasta o alla malta di cemento con un tenore d'acqua molto alto (circa il 50%) polvere di alluminio in misura varia fra il 10 e il 25%. Il peso specifico apparente del tipo espanso varia dai 150 ai 350 kg/m 3 . Il peso è di 700 1200 kg/m 3 per conglomerati impastati con sabbia e a cui debba essere affidata anche una funzione statica di modesta entità. presentatesi in granuli marrone tipo ghiaietto. Peso specifico apparente fra i 1000 e 2000 kg/m 3 a seconda della percentuale di sabbia. sottoposta a riscaldamento. Se l'impasto del cemento ha luogo senza sabbia si ottiene un calcestruzzo avente un peso di 300-400 kg/m 3 . e le stesse applicazioni. materiale risultante dall'alterazione della mica nera. ogni scaglia si sfalda in innumerevoli scagliette e poi si rompe in granuli o fiocchi somiglianti ai granuli di sughero espanso. proveniente dalla mescolanza della pasta o della malta cementizia con una schiuma di sapone che viene preparata a parte in una macchina staffilatrice connessa alla mescolatrice del calcestruzzo. murature antiacustiche. L'alluminio. con un rapporto in peso 1:5. Fra i calcestruzzi del secondo tipo si possono ricordare: — il "gasbeton" e "V"aereokret". ecc. con la particolarità che i granuli di argilla espansa. libera l'idrogeno che pervade la massa di minutissime bolle. le principali applicazioni riguardano l'isolamento termico di tetti piani. materiale risultante dall'alterazione dell'argilla sottoposta a riscaldamento. Ha le stesse caratteristiche dei calcestruzzi di pomice e di vermiculite. Questa allo stato naturale si presenta in masse più o meno compatte che si disgregano in scaglie lucenti. — il "calcestruzzo di scorie". conglomerato poroso composto da cemento e sabbia silicea in proporzioni varie. conferendone quindi anche al conglomerato risultante (Con calcestruzzo di argilla espansa si eseguono anche strutture). combinandosi con l'idrato di calcio. Il peso specifico è di 280 kg/m 3 .. ottenuto impiegando come inerti scorie d'alto forno.186 stesso isolamento termico di una parete di mattoni pieni dello spessore di cm 40. — la "cellulite" (Zellenbeton). largamente usato come isolante termico. sottofondi per pavimenti. presentano notevole resistenza. Con acqua e cemento costituisce un impasto con forte potere isolante.

le grondaie. 10. I giunti di dilatazione sono dei veri e propri tagli della struttura tali da lasciare un intervallo di circa 2 cm.28). Naturalmente l'eventuale rivestimento (in marmo o clinker) della facciata dovrà esser interrotto lungo il giunto di dilatazione e così anche l'intonaco. Lo spazio tra i due pilastri potrà esser saturato con prodotti plastici per evitare il passaggio d'acqua piovana o insetti. sotto uno sbalzo di temperatura di 30°C. 10. con una tensione caratteristica di snervamento rispettivamente non minore di 38 kg/mm 2 e di 44 kg/mm 2 . con una tensione caratteristica di snervamento rispettivamente non minore di 22 kg/mm 2 e 32 kg/mm 2 . . 10. Di conseguenza fabbricati in calcestruzzo che abbiano una lunghezza dai 40 ai 50 metri devono essere interrotti da "giunti di dilatazione'" per evitare la loro rottura o fessurazione.187 Giunti di dilatazione Si è già detto che il coefficiente di dilatazione del calcestruzzo è da assumere pari a 0.27). eventuali tubi di impianti.27). Un sistema meno usato in edilizia (ma più comune per i ponti) è quello d'interrompere le travi ove si verifica l'inversione del momento creando degli appoggi e introducendo tra i due monconi di trave del materiale (per es. L'armatura metallica L'armatura metallica più comunemente usata per le armature delle costruzioni in cemento armato può essere costituita da: a) barre "tonde liscie". ecc. tipo Fe B 38 K ed Fe 44 K. neoprene) che ne faciliti il reciproco scorrimento (Fig. non uno ma due pilastri in calcestruzzo indipendenti fra loro e di creare un analogo giunto sui solai e sulle travi (Fig. ha una escursione di ben 1. Pertanto un elemento in calcestruzzo lungo 40 metri. tipo Fe B 22 K ed Fe B 32 K.00001 metri per grado centigrado. questi acciai si differenziano dagli acciai in barre liscie per le particolarità di forma atte ad aumentare l'aderenza al conglomerato cementizio. Possono esser realizzati eseguendo su di un unico plinto. I due pilastri che formano il giunto possono esser gettati in un unico cassero diviso da un setto di polistirolo espanso e aventi ciascuno una propria armatura metallica indipendente. b) barre "ad aderenza migliorata". A disarmo avvenuto il polistirolo può esser eliminato con l'uso di un ferro caldo.20 cm. e sono caratterizzati dal diametro d della barra tonda equipensante. o potrà esser chiuso con lamierino a V in rame (Fig.

Giunto di dilatazione formato da due pilastri accostati.27 .188 Fig. . 10.

10. 10. che. in cui vi è un brusco passaggio della curva da funzione pressocché lineare a curva esponenziale. il carico di snervamento. Particolare importanza comunque.29) può essere identificato nel punto S. la tensione ammissibile per un dato tipo di acciaio non deve mai superare il 55 65% del carico di snervamento. . riveste. Fig.28 .29 Di norma. 10. in un diagramma carico-allungamento (Fig.189 Fig. nella determinazione del carico limite ammissibile per gli acciai. più che il carico di rottura.Giunto di dilatazione su travi.

190 Le tensioni caratteristiche e di rottura per classificare gli acciai nonché gli sforzi massimi ai quali possono esser assoggettati i vari tipi di acciaio sono indicati nel seguente prospetto e sono espressi in kg/cm 2 .3 del D. Per i materiali non controllati in stabilimento. Si intende per acciaio controllato in stabilimento quell'acciaio che è stato prelevato — senza preavviso — in ferriera e viene provato per distinte colate.5. da ogni partita si devono prelevare almeno tre spezzoni (lunghi circa 120 mm) per ogni diametro e li si devono inviare.2.2. da un Istituto ufficiale di prove dei materiali che ne certifica le caratteristiche . per la prova. per ciascun diametro venga accertato contemporaneamente che: .M.M. è obbligatorio. Per acciai con tensioni di esercizio (K amm) tra 1900 e 220 kg/cm 2 si deve usare conglomerato di classe maggiore o eguale a 200 . 30 maggio 1974). il controllo di accettazione è positivo e la partita può essere accettata se. per tensioni superiori a 2200 kg/cm 2 si deve impiegare conglomerato di classe maggiore o eguale a 250 kg/cm2 (Punto 2. Controllo di accettazione Il controllo di accettazione per gli acciai da calcestruzzo non controllato in stabilimento.8. a laboratori ufficiali autorizzati.3 della prima parte del D. A norma del punto 2. 26 marzo 1980.

La resistenza che si oppone allo sfilamento di un tondino di acciaio immerso in un getto è dovuta in parte all'aderenza. Aderenza dell'armatura al conglomerato Particolare importanza. in parte all'attrito che si manifesta con l'incipiente moto relativo ed in relazione alla pressione esercitata dal getto in seguito al ritiro. ed in parte infine vi contribuiscono pure le imperfezioni di forma della barra (acciai ad aderenza migliorata). è almeno eguale alla minima tensione caratteristica di snervamento relativa al tipo di acciaio oggetto della prova. e P la forza massima che provoca lo sfilamento. 10. ridotta di 450 kgf/cm 2 . il direttore dei lavori disporrà la ripetizione della prova su ulteriori tre spezzoni per ciascuno dei diametri che non abbiano dato risultati accettabili. Nel caso che il risultato delle prove dovesse indicare valori inferiori ai minimi previsti. ha l'aderenza che si realizza fra i due materiali. raggiunga i valori minimi di tensione caratteristica o di rottura relativi al tipo di acciaio oggetto della prova. — la media aritmetica dei valori delle prove a rottura. " La resistenza si valuta globalmente e si riferisce all'area della superficie di contatto (Fig. così che la loro unione risulta intima e la loro collaborazione sicura. ridotti di 350 kgf/cm2 per lo snervamento è di 450 kgf/cm2 per la rottura.191 — la media aritmetica dei valori delle prove a snervamento ridotta di 350 kgf/cm 2 . è almeno pari alla minima tensione caratteristica di rottura relativa al tipo di acciaio oggetto della prova. nell'accoppiamento fra. In questa ipotesi la partita può essere accettata.30 Se p è il perimetro ed / la lunghezza del tondino immerso. Fig. Il risultato della prova sarà considerato positivo soltanto se la media aritmetica fra i primi tre risultati ed i successivi tre risultati. 10. la resistenza specifica vale: .acciaio e calcestruzzo. diversamente dovrà esser rifiutata.30).

in modo da costituire una parziale cerchiatura della medesima. pur di raggiungere un perfetto rivestimento dell'armatura. risulta come minimo valore di l necessario affinché l'aderenza possa equilibrare la trazione fino al valore massimo La resistenza allo sfilamento t. polverosi o sporchi di grasso. specialmente se. alla sua compattezza. occorre però che lo strato formatosi non si stacchi dai ferri. In effetti la presenza dell'armatura provoca dei fenomeni di stiramento per i quali il calcestruzzo segue plasticamente gli allungamenti di essa. asciugandosi troppo rapidamente. La resistenza di aderenza cresce per saggi maturati in acqua e con il carico di schiacciamento. onde si può dire che la "pastosità" di posa in opera del calcestruzzo rappresenta una condizione di massima importanza a questo riguardo. Inoltre essa passa mediamente da 33 kg/cm 2 per ferri arruginiti a circa 23 kg/cm 2 per ferri di ruvidità normale.192 Poiché . e supposta una ripartizione uniforme. quando pur non si voglia ricorrere alla vibrazione o ad altri moderni sistemi atti ad ottenere una buona lavorabilità del calcestruzzo senza eccedere nel dosaggio dell'ac- . raggiunge i 40 50 kg/cm2 per i tondini di diametro più piccolo. Tracce di ruggine bene aderente alla superficie conferiscono a questa una certa ruvidità che migliora l'aderenza. assicura la trasmissione degli sforzi dall'uno all'altro e la uguaglianza delle loro deformazioni. soprattutto. e sembra che. La resistenza allo sfilamento si abbassa notevolmente per i ferri che presentino foglie di laminazione o di ruggine. ne disfano alquanto. e si abbassa a 10 15 kg/cm 2 per ferri a superficie liscia. anziché trovarsi a contatto con l'armatura tesa. senza rompersi. L'aderenza. alla sua resistenza a trazione. Una efficacia notevole sulla aderenza esercitano anche le staffe. Tale fenomeno è noto sotto il nome di "legge di Considère". ed è influenzata dalla disposizione dell'armatura circostante. da 15 20 kg/cm 2 per tondi di grande diametro. allungamenti superiori a quelli che potrebbe sopportare se non fosse armato. alla perfezione del suo inviluppo delle armature. o resistenza allo scorrimento reciproco dei due materiali. si possa ben tollerare un qualche eccesso di acqua di impasto. che siano verniciati. perché allora il provvedimento risulterebbe dannoso. L'aderenza fa sì che il calcestruzzo possa seguire. Talvolta per aumentare l'aderenza (in particolare nelle riprese di un getto). Influenza particolarmente importante nei riguardi dell'aderenza è da attribuire alla buona qualità del calcestruzzo. si spalmano i ferri con "boiacca" (pasta di acqua e cemento). e.

E' necessario inoltre che i ferri. e la lunghezza di ammarraggio nella zona stessa deve essere di almeno 40 volte il diametro (Fig. Raccordi più dolci occorrono nei risvolti più sollecitati (Punto 4. 26 marzo 1980. occorre spesso eseguire delle giunzioni. 10.f. per sicurezza quindi. 10. 10. Per tali giunzioni si può provvedere mediante: — sovrapposizione. — manicotti filettati. è buona regola sostituire ciascun ferro piegato con una coppia di ferri diritti ed incrociati che si protraggono oltre l'incrocio fino a raggiungere preferibilmente la zona compressa (Fig.3 ld). 10. quando non più necessari per l'armatura resistente. . 10. comunque non minore di cm 15. è inoltre opportuno (proposta del Considère) che la parte rettilinea del gancio sia sufficientemente lunga. il regolamento prescrive.g). l'aderenza non sempre offre una sufficiente garanzia contro possibili scorrimenti di un elemento rispetto all'altro. Generalmente ai ferri di armatura si dà un andamento rettilineo per semplicità di posa in opera. per barre tonde liscie. e questo armi un bordo concavo di risvolto. Nel disporre le armature metalliche per le costruzioni in cemento armato.M.M. I controlli di aderenza sono regolamentati dall'allegato 6 del D. e specialmente per ferri di grosso diametro. eventualmente coadiuvato dai ferri trasversali. che da superiore può divenire inferiore. Tale uncino deve essere piegato a semicerchio (Fig. è sufficiente una piegatura a 30° ed un ammarraggio in zona compressa pari a 10 volte di diametro (Fig. che i ferri vengano risvoltati ad uncino alle estremità. risultante che deve essere sopportata dal calcestruzzo.31c. A tale fine il regolamento stabilisce che le piegature intermedie vengano eseguite con raccordo di raggio di curvatura pari a 6 volte il diametro del tondino (Fig. Se poi la risultante di un ferro sollecitato a trazione tende a raddrizzarlo.31b). vengano interrotti in zona compressa. onde moderare la dissimetria nella distribuzione della pressione radiale in corrispondenza della curva. Sotto l'azione di sforzi ripetuti.4 del D. con luce interna uguale a 5 volte il diametro del ferro. o viceversa) e bisogna tener presente che ogni deviazione comporta una azione laterale pari alla risultante degli sforzi nei due tronchi contigui. — saldatura. e con essa la tendenza del gancio ad aprirsi.3 la). anziché l'uncino. Per gli acciai ad aderenza migliorata. o per seguire la tensione di trazione nelle membrature. 30/5/1972). non essendo sempre possibile fare uso di barre di un solo pezzo (normalmente in commercio si trovano barre lunghe m 12 12.50).193 qua. Per molti occorre tuttavia eseguire dei cambiamenti di direzione (per assorbire gli sforzi di taglio. e per garantire nel miglior modo la resistenza alle sollecitazioni assiali.3lc).

e per qualunque diametro nel caso di nervature . i ferri piegati ad uncino alle estremità si sovrappongono per una lunghezza di almeno 40 diametri se si tratta di acciaio in barre tonde liscie (Fig. o di 30 diametri per gli acciai ad aderenza migliorata (Fig.b.3 li).31a. 10. 10.194 Fig. 10.c.d Con la sovrapposizione. E' inammissibile la sovrapposizione per ferri di diametro maggiore di 25 mm.3Ih).

f.31e. 10.195 Fig. come catene o tiranti.h. La giunzione con manicotto filettato è l'unica consentita dal regola- . può accettarsi invece per le pareti dei serbatoi purché le giunzioni siano sfalsate e generalmente quando alla interruzione sopperisca una barra addizionale.i tese.g.

Da numerose esperienze eseguite sia a trazioni statiche che ripetute. e con ottimi risultati. ma molto meso usata. Altrimenti si rifollano a caldo le estremità dei tondini quando basta per ottenere una sezione resistente nella filettatura almeno uguale a quella del tondino. 10. 10. se la filettatura viene tagliata sul tondino.3 In). possono dar luogo ad azioni dirompenti nel conglomerato circostante. La saldatura viene fatta elettricamente all'arco o per resistenza elettrica. che però. La migliore risulterebbe la saldatura a doppio coprigiunto(Fig. la saldatura delle barre.3lm). specialmente conveniente quando si debbano formare degli anelli per armatura di condotte. lo sforzo di questo deve essere commisurato alla sezione del nucleo.3IL) scarsamente usata però perché piuttosto onerosa. ed in generale per travate o strutture di grandi dimensioni. Oggi si usa già abbastanza largamente. od armature per ponti. 10. Questo ricoprimento del ferro con il calcestruzzo è detto "copriferro".8 cm di calcestruzzo in caso di solette e di due centimetri per travi e pilastri.31 l.m. serbatoi cilindrici e simili. Fig. . Sono sconsigliabili le giunzioni di testa. si può ritenere ottimo il comportamento delle giunzioni saldate: normalmente infatti il cedimento si ha fuori saldatura.196 mento per i ferri delle membrature soggette a trazione pura. quella eseguita al cannello ossiacetilenico. per la trasmissione eccentrica degli sforzi. in ter ferro Perché il ferro che arma il calcestruzzo possa esplicare tutta la sua resistenza e possa esser protetto dalla corrosione è necessario che sia ricoperto da almeno 0.n Copriferro. 10. per questa ragione sono preferibili le saldature a sovrapposizione deviata (Fig. Naturalmente. le più in uso sono quelle per sovrapposizione (Fig. possibile.

con sezioni longitudinali e trasversali. E' buona regola inoltre sfalsare alquanto le giunzioni. ma consente di poter gettare calcestruzzi con granulometria non eccessivamente piccola. Disposizioni.) il copriferro deve esser maggiore e può raggiungere i 3. preparazione e posa delle armature Il peso di acciaio per m3 di getto varia dai 20 ai 50 kg nei getti nei quali l'armatura ha solo scopo precauzionale contro le azioni termiche o di ritiro. travi e nervature principali. per travate di grandi dimensioni. pilastri ecc. Soltanto in via eccezionale si impiegano barre di diametro superiore. I ferri delle solette si indicano per lo più in proiezione orizzontale. Di regola l'armatura consta: a) di ferri di "resistenza". . per armature di solette. per travi. per piccole nervature. aventi lo scopo di facilitare la formazione delle gabbie metalliche {ferri di "montaggio"). le cui sezioni vengono determinate col calcolo. per conferire a queste la necessaria rigidezza (staffe e legature). per ridurre lo sciupo di materiale. dai 70 ai 200 kg circa nei getti armati veri e propri. fino a 50 mm. e di evitare concentrazioni di sforzi. Conviene limitare al massimo la varietà dei diametri da impiegare. I diametri più comunemente impiegati nelle ordinarie costruzioni di cemento armato sono : per ferri di ripartizione e staffe. usati però quasi esclusivamente nei cantieri di prefabbricazione o nella confezione di travetti di solaio. Inoltre fra le singole barre di armatura in acciaio si deve rispettare in ogni direzione una distanza (interferro) eguale almeno a due centimetri o una maggiore distanza pari al diametro dei ferri. di qualunque specie siano e farle capitare in corrispondenza alle sezioni meno sollecitate. si eseguono disegni particolareggiati. officine con particolari lavorazioni.197 Per strutture in ambienti aggressivi (zone marine. ecc. Per ciascun elemento costruttivo viene allestita una "distinta dei ferri". b) di ferri di "orditura". nervature. L'interferro non solo permette un più completo sfruttamento di ogni singola barra. non usate invece sono le barre di diametro dispari. per pilastri.5 4cm. c) ferri di "riparazione" per ripartire i carichi concentrati su superfici maggiori. eccezion fatta per i diametri .

il diametro. La piegatura può essere effettuata col "mordiglione" (Fig. La preparazione dell'armatura comporta le seguenti operazioni: a) taglio delle barre alla lunghezza stabilita. il numero dei pezzi. la sagoma quotata. 10. Per diminuire l'attrito i perni B e C sono forniti di rulli girevoli. Il fermo A è fissato alla piastra di base e fornisce l'appoggio per il ferro da piegarsi. b) esecuzione delle uncinature terminale e degli eventuali pieghi intermedi. c) montaggio. 10.32 Casseforme e sostegni per il getto Le "'casseforme" o "casseri" sono gli involucri entro i quali viene immesso l'impasto. Esse sono sorrette dall'armatura di servizio. Le prime due operazioni vengono normalmente eseguite a freddo per i diametri fino al o 22. perché si rassodi nella forma voluta.32b). Fig.198 contenente una numerazione d'ordine. Per il taglio si usano cesoie per lo più comandate a mano. la quale è soggetta ai pesi del calcestruzzo . a caldo per diametri superiori.32a) e con moderne macchine "piegabarre" azionate a motore (Fig. 10. Il perno C è fissato alla pistra di base e costituisce il punto di rotazione della leva sulla quale si trova il perno B. la lunghezza di taglio e il peso teorico corrispondente. di cui quello infilato su C è ricambiabile con diversi diametri.

le sponde dei casseri prima delle travi prima dei fondi. Per getti destinati a rimanere in vista. 10. i correnti sono a loro volta sorretti da traverse. per facilitarne appunto il disarmo. che vengono bloccate fra loro con speciali morsetti (cravatte). costituite da lamiera piana e profilati di ferro. Oggi trovano sempre maggior impiego casseforme metalliche. . viti. poste ad interasse di circa 70 90 cm.33 terno. cui sono collegate mediante coprigiunti chiodati. formate da tavole. I casseri dei pilastri dovranno potersi rimuovere prima dei palchi di sostegno dei solai. prima di procedere al getto. e queste da ritti a sezione tonda.33) è costituita da quattro fianchi mutualmente chiodati od avvitati in corrispondenza degli spigoli. bulloni e legature con filo di ferro dolce e ricotto del diametro di 2 mm. tavole per i controventi. Importante requisito dell'armatura provvisoria è che si possa procedere al suo disarmo con facilità e con il minor spreco di legname. La cassaforma di un pilastro a sezione rettangolare (Fig. dette "briglie".34) consta di un tavolato sorretto da correnti di sezione 8x10 10x12 oppure da tavole disposte di costa di sezione 3x15. I collegamenti vengono effettuati di regola con chiodi. le tavole vengono piallate ed unte di olio o con un preparato disarmante. mantenuti in sito con tiranti bullonati o staffature regolabili. Le tavole vengono semplicemente accostate e collegate con traverse. L'armatura delle ordinarie solette e dei solai gettati in opera (Fig. le pareti devono essere assicurate contro la flessione con la disposizione di rinforzi trasversali. 10. evitando però di serrarle eccessivamente. vanno preferiti in genere gli spessori maggiori che meno facilmente danno luogo a rotture nel disarmo. posti ogni 80 100 cm circa. Per l'armatura di servizio si impiegano legni squadrati per correnti. 10. onde permettere il rigonfiamento del legname causato dall'umidità del getto. traverse e retti. attraverso il quale sia possibile allontanare. di spessore fra 25 e 40 mm e larghezza da 10 a 20 cm.199 e delle casseforme. nonché ai sovraccarichi insistenti durante la costruzione. il materiale eventualmente accumulatosi all'inFig. Le casseforme vengono per lo più costruite con tavole di legno della qualità meno pregiata. I casseri dovrebbero presentare un foro al piede di una delle pareti. Per mantenere la verticalità dei casseri si dispongono opportune controventature.

costituiti da listelli di legno o torcigliari di filo di ferro.34 con traversi a distanza di circa 1 m. sia Fig.35 . E' opportuno che i casseri siano disposti con una leggera monta di almeno l'l%.200 Gli stessi poi sono convenientemente controventati. per la parete esterna che non è contrastata da sbadacchi fra una trave e l'altra. Se l'altezza della trave è rilevante. dopo il getto. avvallamenti dovuti a cedimenti dei ritti di sostegno. sono necessari sbadacchi trasversali interni. questa disposizione poi è necessaria nel caso di travi perimetrali. alle traverse di ciascun fianco si sovrappone longitudinalmente una tavola destinata a fornire l'appoggio appunto dei travetti di solaio. o per travi isolate. 10. collegate Fig. Tali sistemi di sostegno. 10. per impedire che rimangano. Il fondo e i fianchi delle casseforme per travi e nervature (Fig. posti a metà altezza. 10.35) si compongono separatamente con tavole dello spessore di 2.5 cm. Se si tratta di trave per solai a travetti prefabbricati.

— la sezione di calcestruzzo e la relativa armatura metallica di ogni elemento strutturale possono variare punto per punto.M. tutto ciò si traduce in un notevole risparmio economico . ed è resa possibile da fattori particolari quali la pressocché identica dilatazione termica dei due elementi.5 del D. 12 giorni per puntelli di travi e di solette di grande portata e non prima di 14 giorni per strutture a sbalzo. Tra i vantaggi del cemento armato possiamo annoverare i seguenti: — la "monoliticità" che viene ad assumere la struttura in e. operazione che si effettua quando il getto abbia raggiunto un grado di maturazione sufficientemente progredito perché le strutture possano reggersi da sole. Per conglomerati di cemento ad alta resistenza il disarmo può essere eseguito non prima di 48 ore per le sponde dei casseri di travi e pilastri. Come tutti i materiali da costruzioni. non si devono rimuovere prima di 3 giorni le sponde dei casseri delle travi e quelle dei pilastri. Vantaggi e svantaggi del cemento armato Così si è già avuto occasione di dire. non prima di 10 giorni per le solette. Secondo il vigente regolamento..1. adeguandone così la resistenza alla variabilità delle sollecitazioni esterne. l'unione dei due materiali. il cemento armato presenta vantaggi e svantaggi che ne consigliano o meno di volta in volta l'uso o la preferenza rispetto ad altri sistemi costruttivi. l'alto potere adesivo e l'ottima preservazione del ferro dall'ossidazione. ha lo scopo precipuo di ripartire tra i due elementi la resistenza alle azioni di compressione e di trazione rispettivamente. Il tavolato per il getto di solai o solette. particolarità questa che fa si che l'effettivo comportamento reale della sturttura è sempre più favorevole di quello che si considera in fase di calcolo. (Punto 6. data l'immediata . — la rapidità di esecuzione di una qualsiasi struttura. 4 giorni per armature di solette. per conglomerati di cemento normale. calcestruzzo e ferro. collegati e controventati fra loro con speciali morsetti in ghisa. d'altra parte. prende normalmente il nome di "banchinaggio". dato che quest'ultimo parte sempre da ipotesi limiti e per lo più piuttosto restrittive .201 per solette che per solai e travi. completo di correnti e traverse. non prima di 24 giorni per i puntelli delle nervature e non prima di 28 giorni per strutture a sbalzo. 26 marzo 1980). possono essere realizzati anche in tubi di ferro. Disarmo Dicesi "disarmo" l'operazione di rimozione dell'armatura provvisoria.a.

1967. — l'assoluta precisione nella disposizione dei ferri e la particolare attenzione che non avvengano movimenti delle gabbie durante l'operazione di getto. Bari. V. — il cemento armato infine può adeguarsi perfettamente a qualsiasi struttura architettonica. a differenza di altri sistemi costruttivi. Milano. in molti casi appunto l'unica soluzione è l'abbattimento della stessa. L. presentano spreco pressocché nullo e reimpiego quasi illimitato. 1962. 1965. Zurigo. 1963. PETRIGNANI. Milano./Vo«f«anb del cemento armato. ai quali deve essere sottoposto per l'approvazione qualsiasi progetto di costruzione. NERVI.L. — l'ottima resistenza al fuoco. 2. LECORBUSIER 1957/65. Architettura italiana contemporanea. 1969. LECORBUSIER 1938/46. BELLUZZI. Bologna. M. . 1967. e di tralicci reticolari in ferro a lunghezza variabile per l'orditura dell'impalcato. Eero Saarinen on his work.Le livre de Ronchamp. Riccardo Morandì. è l'unica ammessa dai regolamenti dei Vigili del Fuoco. SANTARELLA. Milano. oltre alla rapidità di montaggio. Roma. Storia dell'architettura moderna. P.202 possibilità di approvvigionamento dei materiali ed il loro facile trasporto. 1967. BORAGA e B. assumendo qualsiasi forma e dimensione.COLLINS. 1962. Scienza delle costruzioni. Il calcestruzzo nell'edilizia moderna. G.Za visione di una nuova architettura. purché tutto ciò sia suffragato da una profonda conoscenza della Scienza delle Costruzioni. 1969. U. 1968. CERASI. 1966. Milano. Bologna.a. PETIT.a. se non addirittura (ed è la maggior parte dei casi) l'impossibilità. qualsiasi aspetto di leggerezza e di solidità. P AC ENTI. J. di modificare o di rinforzare una struttura già eseguita. tanto che in determinati casi la struttura in c. voi. P. legati vicendevolmente con morsetti in ghisa. Tecnologie dell'architettura. BENEVOLO. per le impalcature di sostegno. BETON KALENDER. Milano. Tra gli svantaggi in particolare ricordiamo: — la difficoltà. Zurigo. — una struttura in c. A. 1950.Nuove strutture. 1966. Roma. al fine di ridurne l'incidenza. Milano. Milano. GALARDI. A.S. 1967. — il notevole onere dovuto al banchinaggio ed alle casseforme. non richiede alcuna spesa di manutenzione. Dizionario enciclopedico di architettura ed urbanistica... Enciclopedia dell'architettura moderna.A. Queste armature di servizio in ferro. Bibliografia O. sta prendendo sempre più piede l'uso di profili tubolari metallici. 1967.Michelucci. L. BONI.

né annunciò la teoria nel 1933. In altri termini. in fase di esercizio. all'aumentare del carico. con la precompressione. le forze esterne applicate alla struttura in un primo tempo sono contrastate ed assorbite dalla coazione elastica impressa artificialmente.CAPITOLO UNDICESIMO IL CALCESTRUZZO ARMATO PRECOMPRESSO Il concetto fondamentale della precompressione è da attribuire al francese Freyssinet. un preventivo ed appropriato stato di coazione. Con la precompressione non si ha la parzializzazione della sezione come avviene nel c. a tal fine. che dopo vari anni di studio teorico e di tentativi pratici.a. cioè. Ma la precorritrice teorica del Freyssinet non potè avere all'epoca una pratica attuazione per la non sufficiente buona qualità dei materiali. viene considerato omogeneo. normale. entro il limite elastico. secondo le proprie naturali caratteristiche. successivamente. una struttura invece di sopportare. uno sforzo generico N. ma tutta la sezione risulterà compressa ottenendo un maggiore e più razionale sfruttamento del materiale. se in una struttura induciamo artificialmente sforzi di compressione quando la struttura sarà sottoposta a forze esterne di trazione. riuscirà a sopportare uno sforzo commisurabile tra gli sforzi da —N (impresso artificialmente) fino a + N corrispondente alla naturale capacità di resistenza elastica del materiale di cui la struttura è composta. e. La precompressione è un principio generale applicabile a tutti i materiali omogenei e non soltanto al calcestruzzo armato che. Così. riesce a sopportare uno sforzo quasi doppio rispetto alla sua naturale capacità di resistenza e. così che. La precompressione è quella teoria e tecnologia che determinano e permettono di imprimere in una membratura o struttura di qualsiasi materiale omogeneo. agiscono sulla struttura sfruttando le sue naturali capacità di resistenza. queste. prima scaricheranno la struttura dagli sforzi di compressione in essa artificialmente indotti e poi interesseranno la naturale capacità di resistenza a trazione del materiale di cui è costituita. In questo modo. la struttura precompressa potrà avere luci maggiori oppure . di verso contrario a quello che le forze esterne eserciteranno sulla struttura in fase di esercizio. a parità di sezione. Di conseguenza la struttura precompressa può sopportare sforzi molto più elevati (quasi il doppio) di quelli che potrebbero esser sopportati da una analoga struttura non precompressa.

le quali entrano in gioco allorché vengono ad agire le forze esterne. . cioè. ed il calcolatore può tener conto di questi valori e distribuzione di sforzi solo in base a ipotesi di calcolo più o meno rispondenti alla realtà.20 0. conservando le sue proprietà elastiche sino a quando non venga superato il limite elastico del calcestruzzo compresso o quello dell'armatura tesa. senza che si manifesti in deformazioni praticamente apprezzabili. Si è già accennato. a parità di luci e di forze esterne. superatane la resistenza. comincia a "lavorare" solo quando la parte di calcestruzzo assoggettata a trazione comincia a cedere dando luogo a micro fessurazioni. nel senso che di mano in mano che per effetto di queste si annulla una parte della compressione del calcestruzzo. quando cioè l'azione dei carichi superi i limiti di precompressione. Queste forze virtuali quindi assumono il ruolo di forze esterne aggiunte al sistema dei carichi.a. In una normale struttura in c. la quale va ad equilibrare. e lo si vedrà meglio di seguito. insorgono tensioni di trazione nel calcestruzzo che. viene liberata una equivalente frazione della tensione dell'armatura. ad opporsi alle sollecitazioni di trazione indotte dalle forze esterne. Tali tensioni. In tal modo l'armatura metallica viene ad assumere dei valori che dipendono dalle forze esterne e dal loro modo di distribuirsi. mentre una analoga struttura di calcestruzzo normale risulta parzializzata e lavora a compressione solo per 0. normali va ricercata nel comportamento dell'armatura metallica. che rimangono latenti nella struttura con un rigoroso equilibrio fra la trazione dell'armatura e la compressione del calcestruzzo. l'armatura metallica compie una vera e propria funzione passiva e. Tutto ciò avviene in forma di compensazione interna.. ad annullare completamente la compressione del calcestruzzo. Raffronto fra strutture precompresse e strutture in c. Invece nella struttura precompressa l'armatura metallica compie la funzione attiva di creare in essa tensioni ben definite. Oppure. si trasferiscono all'armatura metallica (supplementare) e la struttura si comporta come una struttura comune in cemento armato. possono essere considerate come forze virtuali. controllabili sperimentalmente ed indipendenti dalle forze esterne che andranno a sollecitarla.25 della sua altezza. o meglio.a. potrà risultare sensibilmente più snella.a. che la sezione di una struttura inflessa in calcestruzzo precompresso è interamente compressa. sino a quando almeno non si giunga. col crescere delle forze esterne. Altra sostanziale differenza fra strutture precompresse e strutture in c.204 potrà sopportare carichi più gravosi. A questo punto.

L'analogia appare del tutto chiara e giustificata quando si pensi alla notevole diversità di ordine di grandezza tra le deformazioni elastiche e quelle. del precompresso. Esso avviene bruscamente con cambiamento completo delle proprietà della struttura se in tutte le parti di essa il limite di trasformazione è raggiunto simultaneamente. allorché si generano in qualche punto deformazioni ingenti per il superamento dei limiti di avvertimento o addirittura di quello elastico. nelle quali l'affacciarsi in un punto di deformazioni plastiche chiama a concorso la resistenza di parti più lontane. vale a dire per accrescere la resistenza del materiale in quel punto.205 Naturalmente questa diversità di comportamento viene resa subito evidente dall'insorgere di deformazioni di diverso ordine di grandezza. in caso contrario si genera con una certa gradualità. onde il passaggio dall'uno all'altro comportamento viene chiamato "limite di trasformazione" o "limite di avvertimento". meno affaticate.p. pressocché nulle. in una struttura a precompressione diffusa nella sua massa (praticata cioè in più direzioni). ma che comporta peraltro un decadimento delle caratteristiche elastiche del materiale. le precompressioni tendono a concentrarsi intorno al punto minacciato per accrescere considerevolmente la sollecitazione che sarebbe necessaria a provocare la rottura. avendosi elevati sforzi e dovendo ridurre al minimo le deformazioni lente. Altra importante proprietà delle strutture precompresse è che. il quale pure si rende manifesto con una esaltazione delle deformazioni. in quanto non si può fare del precompresso con conglomerati scadenti o medi. Comunque al di là del limite di avvertimento si hanno tuttavia deformazioni reversibili senza alterazione delle caratteristiche elastiche del materiale. intuito dal Freyssinet stesso. In Italia è richiesta una resistenza caratteristica minima a 28 giorni di stagionatura di 300 kg/cm2 . che può rientrare ancora invariato nel dominio del precompresso. bisogna dire però che normalmente si lavora con conglomerati aventi resistenza cubica aggirantesi sui 500 525 kg/cm 2 . . trova una qualche analogia col comportamento delle strutture iperstatiche..a. Tale fenomeno. e tra le deformazioni plastiche e quelle elastiche. I materiali // conglomerato L'accurata scelta dei materiali per la composizione del conglomerato è essenziale per le opere in c. Invece nella costruzione ordinaria in cemento armato esiste solo quest'ultimo limite. purché non sia stato superato il limite di passaggio dal campo elastico al campo plastico.

ottenuto con vibratori esterni applicati alle casseformi o con pervibratori introdotti nel getto (sono generalmente preferibili questi ultimi che consentono un costipamento migliore e più rapido. che mantenga il getto a temperature intorno ai 60°..s..5 . e) il trattamento nel periodo di stagionatura susseguente al getto. d) il costipamento. cosicché il ma- . c) l'acqua deve essere assolutamente priva di sostanze nocive e nella quantità minima compatibilmente con le esigenze del getto. In stabilimento si possono conseguire rapidi indurimenti con la stagionatura a caldo.a. La quantità dèlia stessa poi è legata anche al tipo di cassaforma: mentre le casseforme metalliche trattengono tutta l'acqua. Nei cantieri ci si deve limitare ad un frequente inaffiamento. inclusa l'acqua apportata dagli inerti. I criteri per ottenere un buon conglomerato sono naturalmente gli stessi già noti per le opere in c. e cioè: a) il cemento deve essere del tipo ad alta resistenza. essendo le sezioni interamente reagenti in condizioni di esercizio. sia per non avere segregazioni durante le vibrazioni. con le formule più moderne.1 e 0. e comunque 1/4 della minore dimensione della struttura. con dosaggio intorno ai 400 450 kg/m 3 . d'altra parte si preferisce migliorare la lavorabilità con un energico costipamento anziché con un aumento d'acqua.9 x e).l.38 e lo 0.4 mm) e con le dimensioni degli elementi maggiori preferibilmente non superiori ai 25 30 mm. facendo circolare una corrente di vapore intorno alle casseforme.a. b) gli inerti devono essere particolarmente curati e privi di sostanze nocive. Mediamente si può dire che la quantità d'acqua deve essere compresa fra lo 0.42 in peso del cemento. occorre stabilire dall'inizio il quantitativo di cemento da impiegare. La composizione granulometrica degli inerti deve comunque sempre soddisfare precise curve granulometriche ottimali. ad una pioggia continua può ottenersi solo in stabilimento nella costruzione dei manufatti prefabbricati: in tale modo il ritiro viene ad essere praticamente annullato. con possibilità di azione più energica in determinati punti ove il getto sia maggiormente ostacolato). quantitativo d'altra parte che dipende dagli inerti a disposizione e dalle caratteristiche della struttura da gettare. quelle in legname ne assorbono e ne lasciano sfuggire fra le connessure.206 Del resto nel precompresso i buoni conglomerati sono meglio utilizzati che non nel c. con una percentuale di sabbia intorno al 25 35% (con scarso quantitativo di sabbia fina fra 0. tale dimensione non dovrebbe superare il valore di (0. La massima dimensione dipende dall'interasse delle armature: detta e la distanza minima fra i cavi. Per tracciare le curve granulometriche. fra le quali la più nota ed usata è quella del Füller. sia perché le strutture sono in generale esili. La condizione ideale di sottoporre il c. in nessun caso comunque deve superare lo 0.

attendendo. è l'impiego di acciai duri ad elevata resistenza. b) abbiano una durezza tale da non essere né fragili né duttili.a. da mezz'ora ad un'ora. 11. a seconda dei manufatti e del tenore di cemento. impiegati per formare i cavi. Con i ferri da 26 mm impiegati con alcuni sistemi di precompressione non sì superano i 100 kg/mm 2 . d) siano protetti dalla corrosione prima e dopo posti in opera. Le resistenze per piccoli diametri (min di 2 mm) possono superare notevolmente i 200 kg/mm 2 . senza ricorrere alla tecnica della precompressione. .p. Tale tempo può essere ulteriormente ridotto con temperature prossime ai 100°. purtuttavia si tende a passare ai fili da 9 mm onde ridurre il costo delle operazioni di tesatura. Le resistenze decrescono quindi al crescere del diametro. ed a loro volta gli acciai ad alta resistenza non potrebbero essere utilizzati in pieno nel c. su più provini.p. siano minime. Per la sicurezza delle strutture si richiede che gli acFig. c) che le differenze delle caratteristiche misurate in laboratorio. L'armatura metallica La prerogativa del c. mentre per gli acciai da 5 7 mm.a. 11.a.1). e vengono classificati in base alla loro resistenza a trazione ed alla curva caratteristica carico-deformazione (Fig.1 ciai: a) siano completamente privi di difetti sia di origine che prodotti nel trasporto e nelle operazioni di tesatura. tali da garantire una ottima omogeneità di fornitura . il che risulta dai diagrammi carico-deformazione. E' importante però non sottoporre il conglomerato al trattamento a caldo immediatamente dopo il getto.207 nufatto può essere sformato da 3 a 6 ore dopo eseguito il getto. le resistenze variano tra i 140 190 kg/mm 2 . Essi vengono prodotti per laminazione o trafila. detti anche "acciai armonici". senza di essi non potrebbe farsi del c. Con il trattamento a caldo è indispensabile la susseguente stagionatura in ambiente umido.

e di 2 mm per fili da 7 mm. con protezioni particolari. per cui non resta che cercare di impedire l'ossidazione delle armature.3) paralleli e perimetrali ad una spirale di Fig. Importante particolarità di tali trecce è l'altissima aderenza al getto. stirata in modo da ottenenere un passo di 3 cm per tratti diritti. ridotto fino ad 1 cm nei tratti curvi del cavo. 11. e cioè per un duplice motivo: il primo è la degradazione della resistenza dell'opera.2 b) ormai superato è l'uso di acciaio in "cavi" o "trefoli". 11. e questi sono tenuti insieme da rade legature in filo di ferro o meglio con nastro isolante. ma si producono trecce fino a 7 fili (di cui uno al centro) che costituiscono dei veri cavetti impiegati nella costruzione di travi da ponte.5 a 2. Gli acciai duri per c.a.a. il secondo è il fenomeno della corrosione fessurante sotto tensione. Non si sono ancora trovati provvedimenti radicali per eliminare tali inconvenienti.5 mm di diametro per fili da 0 5 mm. 11. .2).p. che può portare alla rottura spontanea dei fili. sì da escludere l'apparizione di fessure che costituirebbero vie di attacco degli agenti esterni.. Il diametro esterno della molla è variabile da 1. costituiti da fili di acciaio di diametro 0 5 o 0 7.5 cm a seconda del diametro e numero dei fili. Fig. c.5 a 2. e limitare gli sforzi di trazione nel conglomerato a valori minimi. o fili sagomati o ritorti (Fig.3 tondino di acciaio di 1.5 mm. in Italia sono molto diffuse le trecce a 2 o 3 fili di diametro da 1.208 Il fenomeno della corrosione degli acciai costituisce la principale preoccupazione dei costruttori di opere ir. per la costruzione di solai e piccoli manufatti.p. vengono normalmente confezionati: a) in "trecce" di fili. in numero da 8 a 18 per ogni cavo. 11. conseguente alla riduzione di sezione dei fili. disposti (come indicato in Fig. prima e dopo il getto.

nel presupposto che non si generino mai tensioni di trazione. o che queste siano di valore assai limitato e quindi largamente sopportabili dal calcestruzzo. Applichiamo ora. effettuato prima ancora di sottoporla a qualsiasi regime di carichi ed a mezzo di sollecitazioni esattamente tarate e controllabili. dà luogo. ma. In questo caso l'armatura metallica di precompressione della trave non è rettilinea ma ha un andamento curvilineo che passa per i baricentri delle sezioni estreme e per il limite inferiore del nocciolo d'inerzia della sezione mediana (vedremo che questa non è sempre la posizione più conveniente). 11. per cui sembrerebbe superflua la seconda verifica una volta effettuata la prima. trattandosi di una situazione temporanea e. a meno che non si oltrepassino i limiti di sicurezza. Per tali verifiche si determinano separatamente i sistemi di tensioni derivanti dalla sola precompressione e quelli derivanti dalle sole forze esterne (permanenti ed accidentali). E' dunque chiaro che i valori delle tensioni iniziali sono ben lungi dal poter essere mai raggiunti ove la costruzione non venga assoggettata a carichi maggiori di quelli massimi per i quali è stata calcolata. b) struttura scarica sotto precompressione permanente. non più ripetibile. c) struttura carica sotto precompressione permanente. sempre considerando la sezione interamente reagente. mentre nelle costruzioni ordinarie in c.4a) i cui effetti si sommano nel cavo risultante. Per fare un semplice esempio esplicativo consideriamo una trave semplicemente appoggiata a sezione costante e destinata ad esser sottoposta a carico uniformemente distribuito. 2) una preflessione N. In generale le tensioni nello stato a) superano quelle nello stato b) di circa il 15-25%. essendo e l'eccentricità del cavo risul- .209 Criteri di calcolo Il calcolo delle strutture precompresse si basa sulla verifica della condizione che le tensioni massime siano inferiori a quelle ammissibili per il materiale. il sistema relativo allo stato c). Quello indicato è un cavo ideale ed è detto "cavo risultante" in quanto in pratica esisteranno più cavi di acciaio armonico (Fig. e/W. Perciò la stessa operazione iniziale di precompressione costituisce un vero e proprio collaudo severo della costruzione. un tiro A' sull'armatura. per ricavarne poi. a cui corrisponde una reazione —N sulla trave —. va preso in esame il solo caso dei massimi carichi agenti. a: 1) una precompressione assiale —N/Ac . ma in realtà per quest'ultima si ammettono tensioni superiori che per l'altra. in ogni sezione della trave in calcestruzzo. per queste occorre esaminare tre distinte fasi: a) struttura scarica sotto precompressione iniziale.a. dalla sovrapposizione. Il cavo risultante non essendo rettilineo e centrato. e.

ll. 11. con valore massimo Cioè la trave precompressa e scarica da ogni peso risulta tutta compressa con valore massimo di nella sezione centrale. La trave. in quanto.210 tante nella sezione considerata. si ha che la sezione del calcestruzzo risulta tutta soggetta a compres- Fig. 11. La sovrapposizione di queste precompressioni da per risultante il diagramma triangolare complessivo delle tensioni di precompressione.4b).c . Nelle altre sezioni della trave il diagramma è trapezoidale ed in quelle di estremità è rettangolare. cosi sollecitata per la tesatura del cavo risultante. Siamo cioè eguali Sovrapponendo gli effetti della precompressione a quelli del carico massimo.b. la eccentricità è nulla. in tali estremità.4a. 11.4c) di intensità tale che le tensioni marginali della sezione di mezzana siano eguali in valore assoluto alla sollecitazione massima del diagramma di precompressione. assume un accorciamento elastico ed una curvatura per flessione con andamento contrario alla curvatura che ingenererà l'imposizione dei carichi (Fig. Si pensi adesso la trave posta in opera e gravata da carico uniformemente distribuito.4b. Nella sezione di mezzana questo diagramma risultante è triangolare come indicato nella Fig. incluso il peso proprio (Fig.

211 sione con diagramma triangolare avente come massimo un = . non nel punto di nocciolo inferiore. nel momento flettente M. non più per la sola precompressione. senza aver nulla variato all'armatura metallica e dello sforzo ad essa impresso. Ciò evidentemente corrisponde ad una traslazione della risultante —N dal punto di nocciolo inferiore a quello superiore. si muta quindi in una uguale trave di materiale omogeneo. e componiamo lo sforzo —N di precompressione con il momento —Mp. b) carico permanente. c) precompressione + carico permanente. compensare il carico permanente della struttura in modo del tutto gratuito. naturalmente sino a quando Fig. 11. con lo stesso carico di sicurezza a trazione e compressione. d) carico accidentale. Si può dunque. nella sezione di mezzeria. 11. di una quantità e' = Mp/N Avremo allora il diagramma triangolare b) del caso precedente.5).5 . e. . Resterà perciò disponibile per i sovraccarichi accidentali l'intero momento M del caso precedente anziché un momento ridotto Ms = M—Mp. In altre parole. come allora si aveva. bensì più in basso. passando dallo stato di sola precompressione che si può dire "a vuoto" a quella di carico massimo. se chiamiamo e la distanza tra questi due punti. Supponiamo quindi di separare. evidentemente il momento che può essere sopportato dalla sezione è ancora maggiore. con tale accorgimento. e) precompressione + carichi. ossia "a pieno" la tensione massima si trasferisce dal lembo inferiore a quello superiore della sezione.a) precompressione. per effetto della precompressione. ma per questa combinata col carico permanente della struttura. la parte Mp dovuta al carico permanente da quella Ms dovuta al sovraccarico accidentale. salvo la sua posizione (Fig. Qualora poi il cavo risultante venga fatto passare. il corrispondente "momento utile" della sezione risulta: Mu =N'e La trave in conglomerato.2 N/Ac. cioè spostiamo lo sforzo —N verso il bordo teso dai momenti flettenti.

cui trasmettono una sollecitazione di compressione sino a stabilire un perfetto equilibrio tra questa ed il loro sforzo di trazione. per effetto dell'aderenza. Sistemi di precompressione Vari sono i procedimenti mediante i quali può esercitarsi la precompressione nelle strutture.16/6/1976 . 30/5/1972 . 494 del 7/3/1960 del Consiglio Superiore del Ministero dei LL. dato anche che comporta la necessità di costruire travi esclusivamente rettilinee. prima del getto della struttura. come condizioni assolutamente indispensabili. A stagionatura avvenuta si liberano i fili dall'apparecchio di trazione.1/4/1983. come già si è detto. nel getto di calcestruzzo. e gli allungamenti viscosi dell'armatura pretesa dall'altra. nella loro tendenza ad accorciarsi.M. al calcestruzzo. ed annegarli. ed è particolarmente usato negli stabilimenti di prefabbricazione. si ancorano automaticamente. ed a dilatarsi trasversalmente. ed infine con la Circolare n. Questo procedimento richiede apparecchiature complesse per la messa in tensione dei fili. si possono in tal modo fabbricare travi di grande lunghezze (es. di ritiro e di fluimento) del calcestruzzo da una parte. mentre sono mantenuti in tensione. 1398 del 23/1/1965 dello stesso Ministero. per modo che. Da ciò si comprende come l'uso del precompresso richieda. e cioè: — sistema ad armatura "pre-tesa" od "ad aderenza": esso consiste nel sottoporre a sforzo di trazione dei sottilissimi fili di acciaio (trecce) di altissima resistenza. nel qual caso la compensazione gratuita potrebbe avvenire solo parzialmente.26/3/1980 . dando luogo al cosiddetto fenomeno di "deformazione differita'". In particolare accenneremo ai due sistemi principali.. 2323 del 2/8/1955. i quali si adeguano alle nuove lunghezze dei due elementi. Regolamentazioni legislative Le costruzioni in cemento armato precompresso hanno avuto una prima regolamentazione con la Circolare Ministeriale n. l'impiego di un ottimo calcestruzzo ad elevata resistenza e di acciai ad altissimo limite elastico. Cause e valutazioni delle cadute di tensione La somma degli accorciamenti (elastico. portano ad una diminuzione inevitabile degli sforzi di precompressione.PP. .212 questo non superi i sovraccarichi accidentali. aggiornata con la Circolare n.30/5/1974 . ed infine con la legge 1086 del 15/11/1971 e D.

con un conveniente periodo di maturazione (intorno ai 14 giorni) e quando una buona parte del ritiro si è già esaurita. dei cavi. atti a conservare il loro stato di precompressione in virtù dell'aderenza. dalle quali è possibile tagliare successivamente elementi diversi delle lunghezze volute. si procede quindi al getto del conglomerato e.Elementi di testata per il sistema di precompressione ad armatura post-tesa.6). composta all'incirca nelle proporzioni in volume di 3/4 di cemento ed 1/4 di farina finissima di sabbia od anche di bentonite. alla messa in tensione delle armature per mezzo di martinetti idraulici (appositamente costruiti ed abbastanza facilmente maneggevoli) ed all'ancoraggio al calcestruzzo delle armature così tese mediante piastre o con dispositivi di bloccaggio di tipi vari. Esso consiste nella formazione e nella posa in opera. ad indurimento avvenuto. 11. costituiti da trefoli posti entro dei tubi di lamierino di 2/10 di mm di spessore e di diametro leggermente superiore al trefolo (le guaine metalliche danno il minore attrito al tiro e consentono di ottenere in seguito una buona aderenza con le iniezioni cementizie). previa pulizia degli stessi (facendo passare dell'aria compressa). entro casseforme formanti la sagoma della struttura desiderata.6 . — sistema ad armatura "post-tesa" o "a cavi scorrevoli": in esso si applica la precompressione generalmente a strutture in opera o a piè d'opera. basati per la maggior parte sull'azione di speciali elementi conici o cuneiformi (Fig.213 travetti di solaio). . Fig. di pasta cementizia (nelle proporzioni in peso acqua: cemento 1:2) ovvero malta cementizia. Si può quindi procedere ad una eventuale ripresa successiva del tiro (compensando quindi in parte la caduta di tensione dovuta alla deformazione differita) ed infine all'iniezione nei cavi. 11. dopo che il calcestruzzo abbia già effettuata la sua presa e.

— ottimo comportamento alle sollecitazioni alternate. anche un'armatura secondaria aggiunta (in acciaio ad aderenza migliorata con kf = 2200 kg/cm 2 ) per assorbire eventuali sforzi preponderanti di trazione. — collaudo preventivo dei materiali. oltre alla gabbia di confezionamento. — risparmio di metallo derivante dalla possibilità di impiegare acciai ad elevata resistenza. ciò si traduce in una quasi assoluta mancanza di fessurazioni al lembo teso . riduzione dell'altezza delle travi inflesse a quasi meno della metà rispetto al cemento armato. — a parità di ogni altra condizione. esiste sempre. — risparmio del conglomerato dell'ordine dal 20 al 50%. tali da assicurare che i cavi non subiscano spostamenti per la vibrazione del getto. all'atto del montaggio. al momento della mes- . prefabbricati e lasciati stagionare a lungo. e. flessione e taglio. — riduzione da 1/5 a 1/10 delle tensioni principali dovute al taglio. comunque. a parità di sezione. che vengono tenuti insieme ed obbligati ad una stretta collaborazione dalla stessa precompressione. specialmente con nervature esili. alla quale si provvede con cavi di acciaio che. oltre all'armatura di precompressione. — riduzione della freccia nei sistemi inflessi. non avendosi inversione nel segno degli sforzi nel conglomerato. di tipo flessibile. Precisiamo infine che nelle strutture precompresse in generale. economia che può giungere fino all'80% in peso. Le strutture precompresse presentano molteplici vantaggi. in quanto. ed eventuale annullamento di queste mediante tensione preventiva applicata alle staffe . si allogano in appositi fori predisposti in tali elementi.214 Le guaine possono essere anche in plastica. Le guaine si collegano a staffe di diametro non troppo piccolo (generalmente non inferiore a 8 mm) sia pure fortemente distanziate. per essere poi messi in tensione. e quindi ulteriore beneficio per la riduzione del carico permanente. Con tale sistema è anche possibile formare strutture di tipo complesso mediante elementi separati. e ciò in dipendenza dell'aumentato valore di Ec . Pregi del conglomerato precompresso Appare evidente che il conglomerato precompresso presenta caratteristiche meccaniche talmente diverse da quelle del cemento armato da avere con questo solo una lontana affinità. si assicura la loro giusta posizione anche trasversalmente. ad evitare che all'atto del tiro si producano spostamenti laterali. e precisamente: — eliminazione o riduzione a valori ammissibili degli sforzi di trazione nel conglomerato prodotto dai carichi esterni. ed essendo minime le oscillazioni della tensione nelle armature al variare del carico esterno.

solidarietà che invece si perde nella struttura ad elementi prefabbricati in c.a.. Bologna. vol. che richiede attrezzature particolari e manodopera specializzata. G. elementi entrambi particolarmente onerosi. BONI. a causa delle cadute lente di tensione. A svantaggio delle strutture precompresse vanno le difficoltà insite nella tecnica stessa della precompressione. 1968. conseguendo la solidarietà della struttura mediante cavi di collegamento. Tecnologie dell'architettura.a. A. CESTELLI GUIDL Cemento armato precompresso.p. Bibliografia BETON KALENDER.215 sa in tiro. — effettivi pregi estetici per l'esilità delle strutture in c. 1962. Milano. BORAGA. essi vengono sottoposti alle massime tensioni.. Milano. 1967. — possibilità di impiego di elementi prefabbricati. Riccardo Morandi. C. Milano. PETRIGNANI. B. non verranno mai sollecitate in esercizio oltre la tensione di tiro (questo vantaggio si perde in parte con il sistema della post-tensione). in particolare le armature. 3. 1960. .

.

sia di tutti i "carichi accidentali". intonaci. In particolare deve assicurare che nel tempo sia evitato ogni "cedimento o scorrimento differenziato" tra le varie parti della costruzione. dilatazioni termiche e ritiro. La fondazione deve essere tale da peter sopportare tutti i carichi del fabbricato. in conseguenza di azioni esterne prevedibili (neve. W il modulo di resistenza della sezione stessa. ecc. è ove il termine N/A rappresenta l'effetto del carico verticale ed il termine M/W l'effetto del momento flettente dovuto alle azioni orizzontali (vento. derivanti da fattori atmosferici (neve e vento). vibrazioni. vento. la relazione che esprime la condizione di equilibrio per la stabilità della fondazione stessa. murature di tamponamento. tramezzature interne. trasmettendoli al terreno in modo conforme alla sua natura ed organicamente in rapporto al sistema costruttivo. M il momento flettente dovuto ai carichi orizzontali ed agente sulla sezione più sopra definita. azioni sismiche.. prosciugamenti. chiamasi "spiccato del fabbricato" il tracciato delle sue strutture nel piano finale o superiore delle opere di fondazione. sottofondi.) e per cause di corrosioni di acque superficiali o profonde. forma e dimensione delle fondazioni sono in diretta correlazione al terreno sul quale si posano ed al tipo della costruzione che hanno da sostenere. solai. Nella progettazione delle opere di fondazione.) ed alle eventuali eccentricità dei carichi. esprime il carico ammissibile sul terreno. ecc. ecc. Nelle opere di fondazione dicesi "piano di fondazione" il piano di appoggio sul terreno. dal- . manti di copertura. N la sommatoria di tutti i carichi (permanenti ed accidentali) trasmessi dalle strutture e gravanti sulla fondazione. che costituisce il cosiddetto "carico permanente".CAPITOLO DODICESIMO LE FONDAZIONI Le fondazioni sono quelle strutture che trasmettono e diffondono nel terreno il peso dell'edificio e rendono solidale l'edificio col terreno. A l'area della fondazione (ed in particolare l'area della proiezione dell'opera di fondazione sul piano di fondazione). murature e strutture portanti). abbassamenti della falda acquifera. Nel computo dei carichi gravanti si deve tener conto sia del peso proprio della costruzione (pavimenti. Tipo.

Si passa allo studio della fondazione allorché.U. pertanto. 37) e con successiva Circolare del Ministero dei LL. . possano richiedere opere di fondazione di notevole costo. con carico minimo ammissibile 2 kg/cm 2 . il paragrafo A.terreni buoni.1 del Capitolo 2. eseguire degli assaggi diretti.M. Però i terreni possono variare fortemente anche in punti relativamente vicini e. Lo scopo di queste norme è quello di prescrivere che ogni scelta progettuale dei muri di sostegno e delle fondazioni sia sempre basata su una precisa ed affinata conoscenza del terreno dal punto di vista geologico e geotecnico. nei limiti delle necessità funzionali. Un primo criterio di larga massima sulla qualità del terreno potrà aversi assumendo informazioni nella zona e sui fabbricati attigui. cioè in presenza di terreni particolarmente sfavorevoli. con un attento esame dello. n. la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate. che siano sempre previste verifiche di stabilità del terreno su dati certi e che si debba sempre tener conto dei prevedibili spostamenti (verticali od orizzontali) dell'insieme opera-terreno.218 l'uso specifico cui è destinata la costruzione. di dare carattere estensivo per esempio a tutte quelle strutture che. i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione.PP. sull'area interessata dal fabbricato. sul tipo di fondazioni adottate e sui risultati avuti.M. è necessario già in fase di progetto dell'edificio tener conto delle possibilità di fondazione. Con D. di limitata utilità. Classifica e resistenza dei terreni Una prima generica suddivisione dei terreni è la seguente: . 319) Criteri generali per la verifica della sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi.3 del D. In alcuni casi tuttavia. per poter stabilire le opere di fondazione occorrenti. l'esecuzione ed il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione. A garanzia di questa impostazione programmatica.U. sono state impartite precise norme obbligatorie per i lavori pubblici e privati riguardanti le indagini su terreni e sulle rocce. stesso. è sempre necessario. conoscere la natura del terreno di fondazione. 3 ottobre 1978 (G. del 3/6/1981 n. 21 gennaio 1981 vuole che i risultati delle indagini sui terreni e dei calcoli geotecnici costituiscano parte integrante degli elaborati progettuali. Ord. G. e talvolta dalle località ove sorge la costruzione (come per le zone sismiche). del 7/2/1981 n. 21597.M. e più diffusamente specificati nel D. evitando. I valori medi dei carichi accidentali su menzionati sono riportati nella Tabella 2. ultimato il progetto dell'edificio. 15 novembre 1978. di questo si possono conoscere i carichi trasmessi. Conosciuti i carichi trasmessi dall'edificio è essenziale. 21 gennaio 1981 (Supplem.

è di fondamentale importanza procedere ad un accurato esame del terreno stesso. Fanno parte del terzo gruppo infine i terreni fangosi. con carico minimo ammissibile fra 1. nelle quali è buona norma non lavorare mai al limite del carico ammissibile. prima di procedere all'esecuzione di qualsiasi opera di fondazione. assieme a tutti i terreni (di natura argillosa) alterabili da agenti atmosferici o da falde sotterranee. torbosi.2 kg/cm 2 . tenuto naturalmente conto della ripartizione dei carichi.eseguire scavi e getti in presenza d'acqua). con carico minimo ammissibile minore di 1. per evitare di dovei. Al secondo gruppo appartengono le rocce attaccabili dall'acqua e sfaldabili. percorsi da acque e presentanti stratificazioni di materie organiche. Esami del terreno Data l'importanza che assume la resistenza del terreno. e portato fino ad una profondità di 2 3 m circa. e sia la quota più appropriata a.219 .1) sagomato a gradoni. nel qual caso il carico ammissibile va riferito alla capacità portante di questi strati. di due o tre piani al massimo. normalmente è sufficiente operare uno scavo in trincea (Fig.terreni cattivi.4 kg/cm2 kg/cm 2 kg/cm 2 kg/cm2 kg/cm2 kg/cm2 kg/cm2 kg/cm 2 Tali valori valgono nella ipotesi che il sottosuolo sia omogeneo per una certa profondità (circa 2 3 volte la larghezza delle fondazioni) od almeno che sotto gli strati superficiali non si trovino strati di minore resistenza.4 1 20 7 7 4 2 1. possiamo assegnare i seguenti carichi ammissibili sui terreni: roccia compatta ghiaia compatta sabbia grossa compatta sabbia fine argilla compatta argilla sabbiosa terreno solido plastico terreno molle plastico 7 4 4 2 1. 12. Per costruzioni di modesta mole.8 0. nelle opere di fondazione. quindi non soggetta a scorrimenti o slittamenti). Per un primo orientamento. per quest'ultimo tipo di terreni. I terreni del primo gruppo vanno dalla roccia compatta e di notevole spessore (e non presentante piani di scorrimento. si manterrà il piano di fondazione sempre al di sopra di tale livello.2 e 2 kg/cm 2 . . Particolare cura è richiesta. cui impostare il piano di fonda- . sia il livello della falda freatica (qualora sia possibile. ai terreni ghiaiosi e sabbiosi.terreni mediocri.5 0. per i quali però è necessario uno studio particolare della falda freatica. in modo da poter rilevare direttamente sia la stratigrafia del terreno.

si può fare diretta- Fig.3). si pone a circa 1 metri sotto il piano campagna). si ricorre a sondaggi più rigorosi. 12. i campioni. che consentano il prelievo di campioni di terreno veri e propri. 12. per fondazioni in superficie. Dopo un primo esame compiuto all'atto del prelievo. 12. Detti campioni vengono prelevati mediante "perforazione" del terreno a mezzo di particolari trivelle o sonde a valvola.1 Quando si tratta di costruzioni più importanti.5 Fig.2 . debbono essere raccolti e classificati per i successivi studi e controlli.2). si ottiene così la "stratigrafia" del terreno (Fig. 1. capaci di perforare il terreno e di asportarlo con campioni indisturbati (Fig. Con apparecchiature speciali. fino a profondità anche di 20 30 metri. accuratamente rinchiusi e conservati in vasi di plastica o di vetro per non alterarne la percentuale di umidità. 12.220 zione (che normalmente.

12. mente l'analisi delle resistenze del terreno alle varie profondità.3 . che vengono spinti alternativamente in profondità da un'apparecchiatura idraulica che a mezzo di due manometri permette il rilevamento della pressione di punta e totale.4) la resistenza di punta.Stratigrafia di un terreno. di caratteristiche note (superficie di punta. ciò permette di registrare su appositi grafici (Fig. e diametro esterno). 12. Sono queste i "penetrometri". apparecchi costituiti essenzialmente da due cilindri coassiali. la resistenza totale per attrito .221 Fig. normalmente di 10 cm 2 .

222 Fig.4 laterale (risultante della differenza fra le prime due) incontrate dall'apparecchio alle varie profondità. Le prove penetrometriche sono particolarmente utili in special modo . 12.

In sostanza la prova si esegue appoggiando sul terreno in esame un tavolo avente le gambe poggianti su quattro piedi di superficie nota (normalmente cm 15x15 o 20x 20). possiamo osservare che l'incremento del cedimento è pressocché proporzionale a quello del carico. Ciò limitatamente a quei terreni che si mantengono omogenei per una sufficiente profondità e che si suppone non debbano subire modifiche del loro stato fisico. 12.5 Se si riportano come ordinate di un diagramma (Fig. quando non si arriva al crollo vero e proprio. di poter affidare al terreno un carico ammissibile . con pericolo quindi di lesioni. Prove di carico Si può procedere ad una diretta misura della resistenza del terreno mediante prove di carico effettuate sul piano di fondazione. 12.223 quando si prevedono fondazioni su pali.5). Fig. sul quale viene applicato un carico di cui si conosce l'entità e che possa essere incrementato ad intervalli di tempo. poiché dai risultati di dette prove si può facilmente dedurre una portata presunta per i pali. fino a che non si raggiunge il valore critico pc.6) i cedimenti rilevati (in particolare il valore medio delle quattro letture effettuate ai flessimetri) e come ascisse i carichi corrispondenti. oltre il quale le deformazioni del terreno aumentano bruscamente. caricando il terreno oltre i limiti di validità della legge di Hooke. Indagini stratigrafiche inadeguate (o perché eseguite in numero insufficiente o perché non spinte fino alle necessarie profondità) possono riservare spiacevoli sorprese e portare a cedimenti differenziati. 12. Si potrebbe pensare quindi. i cedimenti del tavolo sotto il carico vengono rilevati a mezzo di quattro flessimetri posti sui quattro lati del tavolo stesso (Fig. detto n il grado di sicurezza richiesto.

Secondo le esperienze di Kògler. Scheidig ed altri.7). che per aree piccolissime sono assai forti. 12. i corrispondenti cedimenti. Se si costruiscono le "isostatiche" (superfici di uguale pressione). . Le esperienze più interessanti sono quelle del Kògler e dello Scheidig. con la conseguenza che i cedimenti. esperienze che hanno posto in evidenza la buona concordanza fra i risultati sperimentali e quelli teorici che si possono dedurre con il calcolo. A tale proposito si trova citato l'esempio di un edificio costruito a San Francisco: mentre la prova di carico dette circa 2 mm di cedimento. è opportuno vedere come avviene la diffusioFig. ossia ben 25 volte maggiore.8): una zona laterale inerte prossima alla superficie del terreno.7 ne di un carico sul terreno. 12. per lo stesso carico unitario. un cedimento di 50 mm. risultano notevolmente differenti. la costruzione subì. 12.224 Questo procedimento di indagine non dà risultati probanti. a parità di carico unitario. Per chiarire meglio tale concetto. In particolare una superficie di carico su un terreno cede per due cause: per la compressibilità stessa del terreno e per il rifluire parziale della terra dalla zona sottostante alla fondazione verso quella periferica. eseguite su strati di sabbia con piastre circolari rigide. E' pertanto necessario conoscere quali relazioni passino tra i cedimenti di superficie di area diversa a parità di carico. da principio diminuiscono fino a raggiungere un minimo e poi riprendono a crescere quasi proporzionalmente alla radice quadrata dell'area della superficie (Fig. al crescere delle dimensioni della superficie di base. a parità di carico unitario sul terreno. dato che la superficie di prova è notevolmente diversa da quella effettiva di fondazione. si osserva che il terreno sottostante il corpo di carico può essere distinto in tre zone (Fig. risulta che.

Dall'esame dei risultati delle prove di carico (Fig. Incrementando ulteriormente il carico. si perviene ad una terza fase. Il valore della pressione corrispondente al punto di passaggio definisce "// carico critico o di snervamento'". Ciò dimostra che il rifluimento non si manifesta in modo apprezzabile oltre una certa profondità. ne consegue che per la loro previsione sono sufficienti prove anche con piccole superfici. E' evidente quindi che. nella quale i cedimenti crescono molto più rapidamente del carico. 12. la fondazione di area ben maggiore influenzerà gli strati profondi. ed infine il bulbo di pressione. mentre un carico di prova con superficie ristretta produce un campo di tensione che interessa in modo sensibile solo strati di terreno superficiale. Pertanto. registrando quindi solo i cedimenti dovuti alla compressibilità di questo. In questa seconda fase si producono rifluimenti delle particelle di terra in quelle zone che subiscono deformazioni plastiche. con un passaggio abbastanza netto. eseguite però ad una profondità tale che il rifluimento venga impedito. si è visto che ad una prima fase di equilibrio elastico con proporzionalità tra carico e cedimento. Osservando i risultati di prove di carico eseguite. Poiché il rifluimento è la causa principale dei cedimenti di fondazioni di piccola superficie (mentre i cedimenti di una costruzione fondata su larga base sono dovuti quasi esclusivamente alla compressibilità del terreno) ed essendo i cedimenti poco variabili in relazione alla profondità di posa. se un terreno anziché essere omogeneo. il che permette nuove condizioni di equilibrio.6). a parità di tutte le altre condizioni.8 prove di carico eseguite su superfici di dimensioni diverse da quelle della fondazione stessa. si può notare che i cedimenti decrescono dapprima assai rapidamente e poi in misura sempre minore con il crescere della profondità. a quote diverse. subendo cedimenti che saranno funzione della compressibilità di tali strati. è stratificato. subentra. con veri slittamenti di masse terrose su superfici lungo le quali la resistenza . 12. una seconda zona in cui il terreno viene ad essere pochissimo sollecitato.225 che rimane indifferente alla presenza del carico . che si definisce "elastoplastico". una seconda fase. non è possibile dedurre alcuna conclusione esatta circa il comportamento di una fondazione dai soli dati delle Fig.

226 al taglio non è sufficiente a mantenere l'equilibrio.b. Diversi fattori influiscono nella sua forma. questa terza fase può avere un rapidissimo decorso fino allo sprofondamento. 12. e si può adottare un diagramma rettangolare anche con superfici medie e piccole. (come le argille non consolidate). per un tempo considerevolmente lungo. con fondazioni superficiali molto rigide ed estese si può adottare la forma rettangolare. con superfici di dimensioni medie la forma parabolica. e principalmente le dimensioni della superficie di appoggio della fondazione. e se essa è sufficientemente rigida può adottarsi la ripartizione rettangolare. subito dopo sorpassato il carico di rottura. adottando per essi diagrammi di forma geometrica semplice. Seguendo criteri semplificativi sufficienti in molti casi della pratica. il Kògler raggruppa i diversi casi in tre caratteristici. A seconda della natura dei terreni. slittamenti che possono anche provocare lo slittamento del corpo di carico. 12. parabolica e triangolare (Fig. Quando la fondazione è profonda il rifluimento ai bordi viene quasi totalmente impedito anche in terreni incoerenti. La pressione corrispondente all'inizio di questa terza fase si definisce "carico limite o di rottura". Diagrammi di carico Per diagramma di carico si intende il diagramma delle pressioni effettive trasmesse al terreno delle fondazioni. Se però il terreno. L'eia- . è anche plastico. come nei terreni argillosi. la sua profondità di posa ed il rapporto fra le costanti elastiche del terreno e quelle delle strutture. Fig.c). indipendentemente dalle dimensioni della fondazione stessa.c Con terreni "incoerenti" (quali sono per esempio tutti i terreni sabbiosi). Con i terreni "coerenti" (quali i terreni rocciosi o di argilla sabbiosa molto compatta) il rifluimento è minimo.9a.9a. pur essendo coerente. o a volte può prolungarsi. converrà adottare per le superfici medie e piccole il diagramma parabolico. e cioè rettangolare.b. con superfici di dimensioni ridotte la forma triangolare.

Quest'ultima si verifica principalmente quando il piano delle fondazioni è all'altezza del terreno di riporto. essi comportano sollecitazioni secondarie nella struttura non indifferenti. e quella dovuta al rifluimento laterale. per carichi su di essa uniformemente ripartiti. compatibilmente con i maggiori oneri di scavo e di riempimento. e talvolta persino talmente grandi da provocarne il crollo. specialmente se superficiali. per le fondazioni deformabili quindi. Cedimenti Abbiamo già detto che il cedimento di una fondazione è dato da due componenti principali: quella dovuta al costipamento del terreno sotto il carico. — prevedere. cioè cedimenti disuguali nei vari punti della stessa struttura. FIG. per ogni tipo di struttura. di poter assorbire cedimenti differenziati sino ad un dato valore. o comunque sempre proporzionale a tali caratteristiche. basterà quindi approfondire congruamente il piano di posa nel terreno di fondazione. sono i "cedimenti differenziati"'. per evitarla. — scaricare sul terreno un carico sempre uniforme e costante. nel caso di terreni incoerenti quello rettangolare per superfici grandi e medie. Ad evitare tale tipo di cedimenti è necessario: — conoscere esattamente il terreno di fondazione per tutta l'estensione interessata.227 sticità della fondazione. nel caso di terreni coerenti è sempre accettabile un diagramma di carico rettangolare. Particolarmente pericolosi. e quello parabolico per superfici piccole. se costanti sono le caratteristiche del ferreno di fondazione. ha per effetto la diminuzione della differenza tra le pressioni al centro e quelle ai lembi.10 . sin dall'impostazione del calcolo della struttura e delle fondazioni. o comunque ridurla al minimo. 12.

In particolare osserviamo che se il terreno di fondazione è buono. il cedimento si protrae. alla sollecitazione cui viene sottoposto. e più precisamente: — fondazioni in superficie o diretta. Eventuali prove di carico in sito. 2) scelta del sistema di fondazione e suo dimensionamento di massima. I fattori determinanti nella scelta di un tipo particolare di fondazione dipendono esclusivamente dal modo di scaricarsi di una struttura (per esempio. 5) previsione degli assestamenti degli strati e quindi dei cedimenti della costruzione appoggiata su di essi. alle caratteristiche del terreno ed alla variazione di sollecitazione provocata nel sottosuolo .228 Se analizziamo il cedimento di un fabbricato nel tempo. — fondazioni speciali. 3) ricerca dello stato di sollecitazione del sottosuolo. Fondazioni in superficie Col termine di fondazioni "superficiali o dirette" si intendono quelle il cui piano di posa non supera i 2 3 metri sotto il livello del piano di sbancamento.10. si possono dividere le fondazioni in tre tipi particolari. Le fondazioni Le fasi di progettazione di una fondazione possono riassumersi come appresso : 1 ) prelievo dei campioni dal sottosuolo e loro analisi sperimentale (da eseguirsi eventualmente in appositi laboratori) per determinarne le caratteristiche fisiche e meccaniche. . ossia analisi della distribuzione in esso delle tensioni generali dovute al peso del terreno (prima e dopo eseguiti i lavori) e ai carichi applicati. In base ai suddetti fattori. non si ha praticamente mai l'arresto del cedimento. per molto tempo. si ricava il diagramma di Fig. se il terreno è mediocre. 12. — fondazioni in profondità o indirette. dopo un certo tempo non si hanno praticamente più cedimenti. 4) verifica della stabilità dell'opera in relazione alle sue esigenze. su murature continue o su pilastri isolati) e dalla reazione che il terreno offre. se infine il terreno è cattivo. ove X segna il momento in cui si raggiunge il massimo carico. cioè praticamente quando la costruzione è terminata. anche minimamente. alle varie profondità.

in modo cioè che il valore sia inferiore al carico ammissibile sul terreno stesso. b) baricentriche.11. tenuto conto dei sottostanti strati cedevoli. Devono essere: a) assolutamente rigide così da non esser deformate dalla spinta verticale. e possono avere una delle forme indicate in Fig. dal basso verso l'alto. e che i cedimenti. — a plinti. Le fondazioni superficiali si possono suddividere in: — lineari o continue. Fig. — a platea. Fondazioni lineari o continue Sono le più indicate per le costruzioni a struttura muraria portante. in cui quindi il peso dell'edificio viene scaricato in modo uniforme su una superficie lineare continua.11 . 12. E' bene ricordare che le fondazioni superficiali devono rispondere a due principali requisiti. Oggi si eseguono in calcestruzzo semplice o armato.229 Se ne stabiliscono le dimensioni in modo che le pressioni al piano di appoggio siano accettabili in relazione alla natura del terreno. siano compatibili con le esigenze della costruzione. Esse sono state realizzate in muratura (sistema peraltro attualmente abbandonato). in modo uniforme. delle terre e poter trasmettere al terreno i carichi dell'edificio. 12. La risultante dei carichi trasmessi dall'edificio deve coincidere con il baricentro geometrico della fondazione per evitare la formazione di momenti interni che si verrebbero a creare tra la risultante dei carichi e la risultante delle reazioni del terreno. — a trave rovescia.

normalmente è sempre necessaria un'armatura trasversale resistente posta in basso. ove possibile. e per sezioni tipo 11e (per le quali. Tannatura longitudinale serve unicamente per creare un collegamento continuo. il calcolo di quest'ultima avverrà considerando la fondazione come una mensola rovescia. tutti i carichi scaricantesi sul terreno sono concentrati in determinati punti (pilastri). sia per garantire al pilastro un certo grado di incastro al piede. sottoposta alla reazione del terreno. ove sia possibile per le caratteristiche del terreno e compatibilmente con le esigenze economiche. il calcolo di un plinto si presenta alquanto difficile ed incerto..12 . per evitare cedimenti differenziati o per superare brevi tratti superiormente scarichi (per es. allora. pari all'angolo di attrito medio del calcestruzzo). Generalmente. se la resistenza del terreno lo consente. 11b fino a che il valore della risega b non superi il valore 2/3 h. 12.a. oltre tale limite. in corrispondenza degli accessi carrai). si preferisce fare il plinto piuttosto alto.230 Nel caso di fondazioni in c. e sia infine per conferirgli una rigidità sufficiente. la struttura di fondazione può essere limitata ai soli punti di appoggio dei pilastri. Fondazioni a plinti In un edificio a gabbia. supposto che Fig. L'armatura trasversale può essere omessa generalmente per le sezioni tipo 11a. Generalmente. 12. di lunghezza s.12 (allargamento della sezione dei pilastri). che permetta di poter fare assegnamento su una ripartizione uniforme della reazione del suolo. Si viene così ad ottenere una fondazione discontinua formata da elementi d'appoggio detti "plinti". è preferibile adottare una pendenza della scarpa intorno ai 30°. sia per ridurne le sollecitazioni. di forma tronco-piramidale come in Fig. Pur ammettendo quanto sopra.

ripartisce sul terreno il carico concentrato dei pilastri). l'armatura alla base del plinto (ferri incrociati nelle due direzioni) si calcola in prima approssimazione.13 Il suo calcolo avviene come per una normale trave su due o più appoggi. tenendo presente però che il carico uniforme gravante è di segno negativo (reazione del terreno verso l'alto) per cui il diagramma dei momenti risulterà rovesciato. .13). considerando la sezione trapezia r-r soggetta al momento flettente totale La sezione trapezia ad armatura semplice tesa Ff inferiore si può per semplicità sostituire con una rettangolare di larghezza b0 = b + 0. così detta perché il suo compito è esattamente l'opposto di quello di una normale trave di solaio (anziché concentrare sui pilastri il carico ripartito dei solai. la resistenza del terreno è tale che alcuni plinti dovessero interferire l'un l'altro o se il terreno non è omogeneo. Fondazioni a trave rovescia Se. si ricorrerà ad una fondazione a trave rovescia (Fig. 12. 12.12. Fig.231 il carico P si diffonda uniformemente attraverso il plinto stesso.35 H. in una struttura di fondazione a plinti. 12. così da dare un carico sul terreno di fondazione uniformemente ripartito visti i simboli in Fig. e di altezza H.

e per essi rimandiamo ai testi citati in bibliografia. ovverossia che i valori delle reazioni della trave rovescia sui pilastri uguaglino i valori dei carichi sui pilastri stessi. anche dell'eventuale terrapieno sovrastante (o . E' da ricordare infine che. può darsi che occorra per la fondazione una superficie di appoggio talmente vasta da comprendere tutta l'area coperta del fabbricato. oltre che dei carichi gravanti e del peso proprio della fondazione. In una fondazione a platea occorre siano soddisfatte la seguenti condizioni: — il terreno deve essere omogeneo. con travi-nervature sporgenti al di sopra. fortunatamente gli studi eseguiti dallo Szeps hanno posto in luce che nella maggior parte delle costruzioni di usuale dimensione ha relativa importanza considerare la soletta rigida o flessibile. bisogna tener conto. il loro calcolo non differisce da quello dei solai. diminuita del peso proprio della platea (aggirantesi normalmente intorno al 15% del peso della costruzione). poiché sono in effetti dei veri e propri solai rovesciati.232 In particolar modo poi bisognerà fare attenzione che il baricentro della fondazione a trave rovescia. di cui risulta chiaro il significato). Soltanto nella condizione di platea molto rigida. Le platee di fondazione (solai rovesci) sono costituite in genere da un solettone in c. si tratta in generale di un problema iperstatico e complesso. si rischia altrimenti una vera e propria rottura della platea nella zona di variazione dell'omogeneità del terreno. il cui carico è rappresentato dalla reazione del terreno. giacché la reazione nei vari punti della superficie di appoggio della platea è funzione della deformazione elastica della platea stessa. In quanto alla determinazione del valore e della distribuzione della reazione del terreno. — la platea deve essere calcolata in modo da risultare una struttura rigida e monolitica. Fondazioni a platea Se la resistenza del terreno è molto bassa e i carichi sono rilevanti.a. si potrebbe per semplicità considerare la reazione del terreno come uniformemente distribuita. si possono quindi risparmiare calcoli molto laboriosi. a tal fine. importanti studi sono stati fatti in proposito. coincida con la risultante dei carichi trasmessi dai pilastri. — la distribuzione dei carichi del fabbricato sulla platea deve essere tale che la pressione trasmessa sul terreno risulti la più uniforme possibile. nella determinazione del peso da ripartire sul terreno. la risultante dei singoli pesi della costruzione dovrà passare per il baricentro della platea. Si giunge così alla fondazione generale a platea (si possono avere anche fondazioni a platee parziali.

12.5. non tanto per la bassa resistenza del terreno. che hanno lo scopo di trasmettere il carico delle strutture a strati profondi e resistenti del sottosuolo. — la portanza massima desiderata per ogni palo . con l'attraversamento di strati di terreno del tutto inconsistente. — velocità e facilità di approvvigionamento ed esecuzione dei pali. Quando. tale da permettere o meno la battitura di pali. — il livello della falda freatica rispetto al piano di lavoro. E' chiaro come sia importantissimo in questi casi studiare il terreno in profondità e per la totale estensione del fabbricato. Fondazioni in profondità Quando il peso dell'edificio e/o la natura del terreno non consentono che le opere di fondazione possano essere costituite da fondazioni superficiali.b. Gli elementi che maggiormente concorrono alla scelta del tipo del palo sono: — la stratigrafia del terreno .233 della struttura e formazione del solaio del piano terra) nonché dei pesi propri e accidentali del piano terra. notiamo che esso trasmette al terreno il carico P delle strutture superiori in parte come resistenza di punta (Rp ) ed in parte come resistenza di attrito laterale (Ra). attraverso terreni incoerenti e inadatti a sopportare carichi. risulta necessario l'impiego di pali di fondazione.5 e 2. — facilità di installazione delle apposite attrezzature in cantiere. in quest'ultimo caso la funzione statica del palo non differisce da quella di un normale pilastro. quanto per la necessità di contrastare la spinta delle acque sotterranee di falda e di preservare dall'umidità i cantinati degli edifici. individuando esattamente le caratteristiche fisiche e di portanza dei vari strati. che trasmette il carico alla base.14a. Se esaminiamo il comportamento di un palo di fondazione. e quindi la trasmissione di forti vibrazioni . si parla di "pali sospesi" o "pali galleggianti". realizzandosi la condizione di equilibrio ove n è coefficiente di sicurezza mediamente variabile fra 1. — considerazioni economiche. per la mancanza di uno strato consistente. Il bulbo delle pressioni rispettivamente per pali sospesi e pali di punta è rappresentato in Fig. quando cioè il palo trasmette il carico solo per resistenza di punta. A volte si ricorre alla fondazione a platea. il palo lavora solo per attrito laterale. — considerazioni relative alla posizione del cantiere. si hanno invece i "pali di punta" nel caso opposto.

la grossezza è proporzionata alla lunghezza. L'estremità più sottile del palo. come struttura portante di fondazione.b Pali costruiti fuori opera Fanno parte di questa prima categoria i seguenti tipi di pali: — Pali in legno. in prossimità di edifici in muratura. mentre la testa viene provvista di un anello di fer- . rimandando ai testi citati in bibliografia per un maggior approfondimento della materia.234 sotterranee (particolarmente pericolose. si usano invece abbastanza normalmente per opere di costipamento. Regola fondamentale è quindi che queste palificate siano completamente comprese nella falda acquifera del terreno.i4a. Le essenze preferite sono il pino. perché possono facilmente venire attaccati da organismi marini. per esempio. Vari sono i tipi di pali attualmente a disposizione del progettista per opere di fondazione . L'impiego di pali in legno. viene foggiata a punta e rinforzata con una "puntazza" in ferro. con una densità media di tre pali per m 2 . si distruggono invece con estrema facilità quando sono sottoposti ad alternanza di umidità e di asciugamento all'aria. sia sotto il profilo storico che pratico. alla descrizione dei più importanti. I2. E' consigliabile l'uso di pali poco o per nulla stagionati. Fig. di non recente costruzione). in questa sede ci limiteremo. ed. della lunghezza media di 3 5 metri. di 20 metri. 2) pali gettati in opera (battuti o trivellati). La lunghezza (per pali di fondazione) varia da un minimo di 5 6 metri ad un massimo di 16. eccezionalmente. Tali pali si comportano egregiamente nel tempo quando sono completamente immersi in acqua. con il rapporto diametro/lunghezza mediamente pari a 1/30. In particolare comunque si possono suddividere i pali in due grandi categorie : 1 ) pali costruiti fuori opera (battuti). è oggi limitato quasi esclusivamente ad opere provvisorie o di limitata importanza. Essi sono inoltre sconsigliabili in acque salate (anche se Venezia è tutta fondata su pali di legno). il larice e il rovere.

riducendo al minimo il pericolo della rottura del palo (a tale proposito conviene osservare che la rottura di un palo in c. l'armatura trasversale è costituita da una doppia cerchiatura esterna ai ferri longitudinali (una spirale destrorsa ed una sinistrorsa). in quanto caduti in disuso. — Pali in calcestruzzo. L'impasto di calcestruzzo viene eseguito con cemento ad alta resistenza (tipo 425 o 525) a 4 ql/m 3 di inerte di appropriata granulometria. L'armatura longitudinale è costituita da tondini di acciaio ad alto limite elastico (medialmente 6 o 8 0 12).235 ro ("ghiera") per resistere ai colpi del maglio (Fig. esagonale.a.5 cm (24 cm per i pali cosiddetti "rinforzati") ed una rastremazione dell' 1. Considère. I pali in legno possono presentare anche l'inconveniente del deterioramento della punta nell'attraversamento di strati particolarmente resistenti. b) maggiore resistenza agli sforzi di flessione e di taglio. con diametro minimo in punta di 22. c) possibilità di infissione attraverso terreni anFig. 12. ottagonale o circolare: sono questi i pali tipo Hennebique. La sezione dei pali in calcestruzzo può essere quadrata. e possibilità di adattare l'armatura all'entità degli sforzi. centrifugato. in alcuni casi si può arrivare anche alla rottura del palo.a.5%. il più delle volte avviene non tanto per la compattezza del terreno attraversato. con ovvii inconvenienti pratici ed economici. Bignel. mentre all'interno sono disposti degli anelli distanti me- . la forma longitudinale è tronco-conica. quando per una errata manovra di battitura. o per una azione di battitura non esattamente coassiale all'asse longitudinale del palo. o con cordoli o plinti in calcestruzzo. La lunghezza varia da un minimo di 8 ad un massimo di 20 metri.15). I pali prefabbricati in calcestruzzo sono stati i primi ad essere impiegati dopo i pali in legno e presentano rispetto a questi ultimi i seguenti vantaggi essenziali: a) durata praticamente illimitata ed indipendente dalle variazioni del livello delle acque di falda. costituite da tavoloni chiodati nei due sensi. 12. Vastissimo impiego ha attualmente il palo in c. come vecchie fondazioni). II collegamento delle teste dei pali viene fatto o mediante piattaforme in legno.15 che altamente compatti. dalla caratteristica struttura tubolare (ottenuta appunto dalla centrifugazione) a sezione di corona circolare. che hanno attualmente un valore puramente storico. od infine per un occasionale incontro di trovanti particolari.

cosi da ottenere la rastremazione necessaria.16 tee armate. previa rottura delle teste per una lunghezza di 30 cm circa. a seconda della lunghezza e della stratigrafia del terreno attraversato. è buona norma comunque che il peso del maglio superi il peso del palo di circa il 10%.236 diamente 60 cm uno dall'altro. 12. come si vedrà più avanti che si giudica il momento in cui il palo ha raggiunto lo strato consistente di terreno.17). Un verricello. Mentre le torsioni causate dai primi sforzi possono essere o limitate al massimo (adoperando particolari cautele nel trasporto e nel sollevamento) o precisamente calcolate. deve essere tale da poter resistere agli sforzi creati dal sollevamento e dal trasporto {ferri longitudinali). mosso da motore elettrico o a scoppio. viene chiamato "rifiuto" l'affondamento medio del palo sotto una volata. e comunque la sua capacità portante. portati da un'altezza di caduta di 1 metro.a. L'armatura dei pali in c. consistenti in un cavalletto o "capra" che oltre al sollevamento ed alla caduta del maglio serve anche alla guida del palo durante l'infissione (Fig. Si dice "volata" una serie di dieci colpi di maglio. Particolarmente rinforzata è la punta del palo.a.16). ai 3000 kg per i pali in c.. Questo tipo di pali ha una portata variabile. L'infissione dei pali costruiti fuori opera viene fatta con macchine "battipalo". 12. inglobando i ferri longitudinali messi così a nudo nel getto di plinti. di diametro variabile. che termina con una puntazza di ferro di forma conica (Fig. più difficile da valutarsi sono le tensioni che si generano durante l'infissione. . dal carico massimo sopportabile in opera e dalla battitura (ferri a spirale). Il collegamento di detti pali avviene. 12. travi rovescie o piaFig. è da tale valore. da un minimo di 20 tonn ad un massimo di 50 60 tonn. compie il sollevamento e la manovra del palo stesso e aziona il maglio il cui peso mediamente si aggira intorno agli 800 kg per i pali in legno. Pochissima utilità a tale fine ha l'armatura longitudinale. mentre la staffatura a spirale aumenta la resistenza del calcestruzzo alla compressione longitudinale ed agli sforzi di taglio.

5 4 ql di cemento per m3 di impasto. o attraverso l'infissione di un tubo d'acciaio ("tubo forma") o mediamente altri procedimenti.17 Pali gettati in opera Il sistema generale consiste nel creare nel terreno. ed il getto del conglomerato viene eseguito calando nella sede una "benna" con una valvola all'estremità. Mediante la battitura o la compressione. entro la quale viene gettato il calcestruzzo a consistenza di terra umida. del diametro (da 40 a 120 140 cm) e della profondità (mediamente dai 15 ai 25 metri). che vedremo più avanti. il conglomerato può venire più o meno battuto. 12. Questo ha normalmente una dosatura di 3. oltre che riempire completamente il vano. o addirittura compresso. il calcestruzzo si espande comprimendo la- . Mano a mano che si effettua il getto e si solleva il tuboforma.237 Fig. la "sede".

— micropali. ma con semplice costipamento laterale dello stesso. si colma quindi Fig. l'estremità inferiore del tubo forma è chiusa da una puntazza (in ferro o in calcestruzzo). Il getto di calcestruzzo avviene attraverso queste fasi: riempito il tubo forma di conglomerato. lasciando che il conglomerato si espanda occupando il vuoto lasciato dal tubo. — pali rotativi. 12.18) (Palo: Alligator). che si distacca e si abbandona quando viene ritirato il tubo dal terreno. 12.238 teralmente il terreno. dato che anche in terreni incoerenti è possibile ottenere un energico costipamento del sottosuolo. Questo sistema è particolarmente impiegato per pali profondi e di grande portata. viene gradualmente estratto dal terreno il tubo forma. — pali bentonici. si allarga alla base comprimendo il terreno . Durante l'infissione. sia per i danni che i colpi di maglio possano provocare alle opere vicine. I principali tipi di pali battuti sono: A) Palo Simplex. L'unica particolarità è che la puntazza del tubo forma è apribile e recuperabile. che. per una lunghezza di circa sei metri. ed importantissimi ai fini dell'attrito laterale. Mano a mano che si procede al getto. lo si estrae per circa un metro. serve all'unione del palo con le travi di collegamento in c. sia per l'ingombro delle attrezzature.a.. non potendosi espandere nel tubo chiuso. avviene allora che il conglomerato. od è apribile e ritirabile assieme al tubo (Fig. senza asporto di terreno. e realizzando così un palo con allargamenti e scabrosità più o meno sensibili. — pali trivellati. non è invece consigliabile in fondazioni particolarmente vicine a fabbricati esistenti. La sede per questo tipo di pali viene realizzata mediante l'affondamento nel terreno per battitura di un tubo forma (con magli da 2 a 4 tonn). si inserisce un'armatura di barre d'acciaio con staffatura a spirale. che porterebbe ad una disgregazione naturale del conglomerato. B) Palo Simplex pressato. che viene ribattuto sovrapponendogli un contromaglio di acciaio. — Pali battuti. Si deve comunque sempre evitare il getto dall'alto. possiamo suddividere i pali gettati in opera in: — pali battuti. Nell'ultimo tratto di palo. A seconda del sistema usato per la formazione del foro nel terreno e per il getto del calcestruzzo. oltre che irrobustire la parte terminale del palo contro eventuali sforzi laterali.18 di nuovo il tubo.

Si possono così ottenere numerosi rigonfiamenti. il tubo quindi penetra nel terreno come trascinato anziché spinto. sotto i colpi si comprime contro le pareti e per aderenza trascina il . a mezzo di tubo e puntazza. D) Palo Frankì. in cui viene piazzato un tappo speciale in acciaio o in calcestruzzo. che. in cui il tappo viene formato con il getto di circa 1 m3 di calcestruzzo quasi asciutto. aumentando notevolmente la capacità portante del palo. Fig. C) Palo Duplex. provvisti di anelli di arresto. Il tubo viene infisso con colpi di maglio dati non in testa ma in fondo al tubo stesso. per attrito. cioè scorrevoli uno nell'interno dell'altro. Consiste nel battere un secondo palo. concentricamente ad un palo Simplex appena gettato ed il cui conglomerato è ancora fresco. 12. Viene eseguito a mezzo di una camicia di acciaio formata da due o tre tubi telescopici.19 Un tipo caratteristico è quello per terreni con presenza d'acqua.239 e formando un grosso bulbo.

In questo moto il diametro effettivo del fusto risulta notevolmente superiore a quello del tubo forma.240 tubo affondandolo nel terreno. attraversata la valvola. l'operazione continua finché il maglio non raggiunge un rifiuto tale da assicurare un sufficiente costipamento del terreno circostante. La categoria comprende tutti i tipi di pali gettati in ope ra per i quali il tubo scende nel terreno per mezzo di speciali trivelle o sonde a percussione (Fig. cedenti perché in fase di infissione avviene asporto di terreno. 19. facilitata dal tagliente posto all'estremità. in modo da impedirne il trascinamento nelle successive fasi di battitura del calcestruzzo. sollevando il tubo forma da 20 a 50 cm ogni volta che viene introdotto nuovo calcestruzzo. La sonda cadendo dall'alto per peso proprio urta con forza nel terreno e vi penetra. Si procede allora alla formazione del fusto in modo analogo. il .19). il materiale. si deposita nel corpo della sonda da cui viene successivamente estratto. Sostanzialmente i pali trivellati differiscono dai pre- Fig. 12. — Pali trivellati. si aggancia il tubo per mezzo di funi al battipalo.20). 12.20 . ed il palo presenta una superficie molto rugosa e caratteristiche sporgenze anulari che ne aumentano fortemente la capacità portante per attrito laterale (Fig. Si stacca allora con violenti colpi del maglio il tappo di fondo e si versa nuovo calcestruzzo per evitare infiltrazioni d'acqua o di terra. Raggiunta la profondità desiderata.Tipo di sonda per pali trivellati.

è inoltre un tipo di palo particolarmente indicato allorché la vicinanza al cantiere di fabbricati già esistenti e che potrebbero lesionarsi sotto le vibrazioni originate dai colpi di maglio sconsigliano l'uso di pali battuti. col pericolo di apportare notevoli danni sia ai pali vicini che ad altre fondazioni. ancora fresco. di poca consistenza e immerso in acqua. Tra gli inconvenienti più pericolosi è la formazione di un "tappo" di calcestruzzo che impedisca la discesa del getto ed interrompa la continuità del palo (Fig.2lb). 12.241 tubo forma. durante il . melmoso e frana facilmente. battitura non troppo forte) o se il conglomerato non ha uniforme consistenza. ciò può accadere se è forte l'attrito contro la parete del tubo (calcestruzzo troppo asciutto. In terreni coerenti il sondaggio precede normalmente il tubo. sia per peso proprio che pei" un movimento di rotazione impresso. se il terreno intorno è incoerente. ed è il tipo di palo che può essere eseguito in tutte le condizioni di terreno e d'ambiente: per terreni particolarmente resistenti si adoperano scalpelli speciali. la cui infissione è relativamente facile. ha bisogno di grande cura e sorveglianza. 12. Fig. perché basta una svista per creare nel palo soluzioni di continuità e danni tali da compromettere la stabilità della fondazione. per impedire che il terreno continui a franare. per riuscire bene eseguito. può precedere o meno l'avanzamento della sonda. Il palo trivellato è certamente il tipo più economico fra i pali gettati in opera. secondo la natura di quest'ultimo.21 In terreni sabbiosi. ghiaietto a spigoli vivi. è necessario far precedere l'avanzamento del tubo senza sondare. se il terreno è incoerente. è possibile che del materiale terroso si mescoli al calcestruzzo con evidente soluzione di continuità del getto. Lo stesso inconveniente può succedere se la camicia viene sollevata più del necessario oltre il livello del calcestruzzo (Fig. scende nel terreno e. venga a contatto con una corrente sotterranea in pressione. Per contro. Un altro pericolo è il dilavamento del calcestruzzo che. 12.2la).

che ne resta cosi imbevuto. 12. in cui il calcestruzzo è costipato con un maglio azionato da un argano. — possibilità di eseguire i pali in ogni tipo di terreno e di attraversare trovanti.l. si apre il rubinetto "a" dell'aria ad alta pressione. I pali trivellati in terreni sabbiosi ed in presenza d'acqua possono costituire una insidia per la stabilità di fabbricati vicini. La minima distanza fra i pali è. mentre contemporaneamente provoca l'innalzamento della camicia per la pressione che vi esercita sul coperchio.s. Generalmente questo pericolo — salvo casi clamorosi — non è avvertito o denunciato dai vicini per la mancanza delle vibrazioni e del rumore assordante che procurano i pali battuti. — assenza di energhiche battiture e. E' il prodotto del palo trivellato. — graduale adattamento del palo alle condizioni fisiche del terreno e possibilità di ottenere il palo più adatto per la voluta ripartizione di carichi sul terreno. di mano in mano che viene introdotto nel tubo forma. adoperando opportuni attrezzi demolitori. che può essere a battitura meccanica diretta ed ad aria compressa. chiuso " b " si apre la valvola "m" per l'introduzione del calcestruzzo sotto pressione fino a riempire quasi tutto il tubo. ecc. Affondato il tubo forma ed introdotta l'armatura metallica nella testa del palo. esclusione di qualsiasi percussione. — possibilità di raggiungere anche facilmente grandi profondità. per questo. che può pregiudicare la resistenza d'attrito dei pali vicini e delle fondazioni esistenti. la quale fa rifluire il c. c'è il pericolo di un "richiamo" (sifonamento) di terreno intorno al foro eseguito. . A) // Palo Strauss. rocce. E' quindi necessario a tratti interrompere il getto d'aria ed introdurre altro calcestruzzo. se la perforazione è eseguita con trivelle a rotazione.22).242 sondaggio. chiuso infine "m". nei vani del terreno. I vantaggi che i pali trivellati in genere presentano rispetto agli altri tipi sono: — conoscenza di volta in volta di tutti gli strati di terreno attraversati e possibilità di una più sicura valutazione della portata del palo mediante l'estrazione di campioni ed il loro esame in laboratorio. uno degli elementi più importanti nel progetto di una palificata. si chiude il tubo con un coperchio a vite e vi si manda dentro aria a bassa pressione (rubinetto "b") per scacciare l'acqua eventualmente introdottasi nel tubo. murature. I pali trivellati si differenziano essenzialmente nel modo di costipamento del calcestruzzo. B) Il Palo Wolfsholz. L'enungiamento di terreni sabbiosi in presenza d'acqua richiama nella zona di trivellazione i terreni circostanti impoverendone la consistenza e la capacità a portare e rendendo precario l'equilibrio statico degli edifici limitrofi che trovavano sostegno su questi terreni. Differisce dal palo Strauss per la compressione del calcestruzzo che avviene con aria compressa (Fig.

che. 12. nel foro. per eccessivo valore della pressione. Man mano che procede lo scavo. Il fango bentonitico ha un alto peso specifico. che di norma raggiungono profondità notevoli (anche fino a 50 metri e più).del "fango bentonitico"1. La perforazione viene realizzata mediante un utensile a tazza o a trivella. con la rotazione dello stesso impressole da una colonna di aste quadre. ghiaia. Essa ha la proprietà (tixotropia) di formare con l'acqua una sospensione simile a un "gel". Il continuo progresso della tecnica sotruttiva ha reso possibile un sempre crescente impiego dei pali a grande diametro (da 600 a 1500 mm). — Pali bentonitici.22 Può avvenire. ma anche di trattenere in sospensione i prodotti del lavoro di frantumazione dello scalpello. ed anche ciottoli di diametro notevole (fino a 10 15 cm). il tubo si sollevi oltre il necessario ed il foro rimanga scoperto. spinte verticalmente mediante pistoni oleodinamici. Per effetto della pressione. viene immesso. appunto come fango di trivellazione. il calcestruzzo penetra nel terreno. ed in ciò sta il pericolo maggiore. *La "bentonite" è una roccia argillosa formatasi dall'alterazione di ceneri vulcaniche.243 Fig. con conseguente discontinuità del palo per immissione di corpi estranei. come terriccio. sabbia. . se incontra strati compressibili. e trova il suo principale impiego nell'industria petrolifera. a protuberanze ed espansioni irregolari che aumentano l'attrito tra palo e terreno. che ha lo scopo non solo di sostenere le pareti del foro. dando luogo. a seconda del tipo di terreno incontrato.

23: viene posta in opera nello scavo eseguito una apposita tubazione di getto. di diametro 200-300 mm. Molte volte il tempo di perforazione e quello di getto è circa lo stesso. energicamente compressa dallo scalpello. munita di un imbuto all'estremità superiore. Ultimata la trivellazione.23 . l'attrezzatura si sposta su un altro palo ed inizia una nuova trivellazione. 12. viene poi formato all'in- Fig. mentre quella inferiore si trova ad una distanza di 20 30 cm dal fondo. si sostiene senza rivestimento metallico in virtù dell'elevato peso specifico dei fanghi contenuti nel foro e dell'azione coesiva dei fanghi stessi sul terreno da essi imbibito. mentre sul palo già perforato inizia la posa in opera delle armature ed il getto del palo. senza soste e tempi morti. 11 getto avviene come specificato in Fig.244 La parete del foro. cosicché il ciclo di lavorazione è continuo. impermeabilizzata e consolidata dalla bentonite. 12.

avendo cura che il fondo della camicia si trovi sempre immerso nel calcestruzzo del palo in fase di getto. compressori). 12. ciò consiste nella misurazione di densità e peso specifico. uscendo dal fondo della colonna.24 alcuni esempi di applicazioni di detti pali. nelle sottofondazioni di fabbricati monumentali. viene convogliato da una pompa o da una canaletta alla vasca di deposito. in quanto non alterano l'aspetto originario dell edificio. Il sistema è basato sull'attraversamento delle strutture da sottofondare. Riportiamo in Fig. Detto dei diametri e delle profondità a cui questi pali possono arrivare. ecc. costruzioni antisismiche. — Pali rotativi. In cantiere vengono rilevate le caratteristiche del fango prima e dopo la trivellazione. di. 12. — Micropali. Sono usati su terreni rocciosi o molto compatti o per attraversare vecchi manufatti interrati e non comportano quindi. l'uso di tubi forma né circolazione di fanghi bentonitici. in modo da poter avere a disposizione in ogni momento un fango bentonitico adatto alle caratteristiche del terreno. archi. mentre contemporaneamente si estrae il tubo forma. all'esterno della stessa. di facile infissione. cunicoli). Le attrezzature di lavoro sono di modestissimo ingombro. con pali eseguiti a rotazione con una trivella munita di scalpelli particolarmente robusti.25). allo scopo di impedire la miscelazione del calcestruzzo con il fango che riempia la colonna durante la discesa del primo impasto. il fango così recuperato. è infine da precisare che essi possono raggiungere portate massime anche superiori alle 600 tonnellate.245 terno del tubo un tappo di malta cementizia. Sono pali di recente applicazione. che assicuri la continuità del getto. muri di sponda. vengono poi aggiunti impasti successivi fino a quando il calcestruzzo. . Il fango bentonitico che esce dallo scavo in concomitanza con la posa in opera del calcestruzzo. Sono armati per tutta la lunghezza e possono essere assoggettati a sforzi sia di compressione che di trazione. raggiunge un'altezza minima. Metodicamente l'altezza del calcestruzzo viene controllata per mezzo di una catena zavorrata. pile di ponti. in verticale o inclinati. viene in parte utilizzato per lo scavo dei pali successivi. sino al completamento del palo. e quindi particolarmente indicate per lavorare in spazi ristretti e con limitata altezza libera (come cantinati.). ed hanno un comportamento sotto carico perfettamente elastico: sono particolarmente idonei quindi nei problemi di consolidamento di fondazioni o di strutture spingenti (muri di sostegno. Si continua allora l'alimentazione del calcestruzzo. di strutture soggette a carichi mobili o vibranti (grues. buon risultato specialmente per opere di rinforzo di fondazione (Fig.

con un ampio bulbo di calcestruzzo alla base e molto scabro lungo le pareti e. pali che possono sopportare pesi non trascurabili. cioè. Si possono così eseguire.Micropalo. . con alta pressione. 12.25 . Il calcestruzzo fuoriesce dal fondo del tubo creando un bulbo e fuoriesce dai fori laterali formando attorno al tubo una corona di calcestruzzo tanto più grande quanto più comprensibile è il terreno circostante. si inietta nel tubo.24 Viene infisso nel terreno un robusto tubo in ferro con il perimetro abbondantemente forato e chiuso nella parte inferiore con un tappo provvisorio. Raggiunta la profondità voluta ed espulso il tappo. dei pali anche di diametro abbastanza grande. con minima attrezzatura. 12. Fig. del calcestruzzo di buona qualità.246 Fig.

In altri termiFig. incerta spesso la seconda. Si capisce quindi come sia impossibile fissare una formula generale sul comportamento dei pali. Sul piano BD le tensioni non sono uniformi. in un carico diffuso su un cerchio di diametro BD. del comportamento di un palo. L'angolo BAD non è conosciuto esattamente e la linea ABCDA serve a dare una rappresentazione qualitativa e non quantitativa del problema. 12. costituisce un certo ostacolo al movimento. Una formula empirica indica per l'angolo BAD = l'espressione: in cui d è il diametro del palo. variabile in una infinità di tipi la prima. il carico concentrato P si trasforma. tuttavia esamineremo alcuni casi caratteristici che si riscontrano sovente nella pratica. Sul piano di base le tensioni vanno diminuendo man mano che ci si allontana dal centro. ma la maggior parte della reazione è formata dalla resistenza di attrito lungo il fusto del palo. e sono massime in corrispondenza dell'asse del palo. o che comunque possono fornire un'indirizzo utile per lo studio. Supponiamo il palo immerso in uno strato profondo di terreno omogeneo (Fig. al di sotto del piano di base BD.26). per mezzo del palo. Il palo diffonde il carico in una zona di terreno delimitata dalla linea ABCDA e forma con questa porzione un tutto unico: lungo questa linea può avvenire lo scorrimento se la tensione tangenziale supera quella ammissibile. il palo tende ad infiggersi ulteriormente nel terreno: la resistenza di questo. 12. il più reale possibile. la curva BCD rappresenta il "bulbo di pressione" del palo.247 Statica dei pali Il palo è un "mezzo" che trasferisce il carico al terreno: la resistenza della fondazione dipende dalla natura del terreno e dal modo di diffusione del carico. Il diametro BD del bulbo di pressione sarà: . Applicato il carico P.26 ni. fino a ridursi a valori trascurabili. La linea ABCDA forma il "cono di distribuzione" del carico.

il pericolo di carico di punta (d'altra parte in tali casi è sempre preferibile porre nel palo un'armatura metallica per tutta la lunghezza interessata dal terreno non resistente).28 . Il carico ammissibile sul palo è in questo caso limitato dalla resistenza specifica del palo e dello strato incompressibile (Fig. 12. Fig.27).la base del palo appoggia od è incastrata in uno strato resistente ed incomprensibile. mentre il terreno sovrastante è molto compressibile e non offre alcuna resistenza di attrito. cioè che il carico trasmesso al terreno sia sensibilmente inferiore al carico critico. E' in ogni caso opportuno verificare che la tensione media sia contenuta entro limiti ammissibili. il piccolo strato resistente che il palo attraversa produce una certa resistenza di attrito che serve a diffondere più uniformemente il carico sulla base ingrandendo il bulbo di pressione.27 Fig. per la generalità dei casi. All'affondamento del palo reagisce soltanto il terreno al di sotto della base.28). Il caso limite opposto al precedente è quello del palo appoggiato. Un caso assai frequente in pratica è quello del palo immerso in terreno consistente dopo aver attraversato uno strato di riporto (Fig. 12. Questo descritto è il caso di un palo sospeso.248 e la pressione media sul piano di base è approssimativamente cioè uguale al carico P distribuito "sulla sezione longitudinale del palo". Teoria ed esperienza escludono. 12. 12.

cioè il carico che un palo può sopportare sottostando a cedimenti limitati nel tempo e contenuti entro i limiti di elasticità del terreno. . Lo strato superiore (riporto. per cui il lavoro motore esercitato dal maglio deve uguagliare il lavoro resistente utile per l'affondamento del palo e quello perduto nell'urto per deformazione del palo e del maglio. che ne diminuiscono la portanza. altezza di caduta del maglio (in cm). o trivellati. normalmente pari ad 1 m. vediamo come si può calcolarne la capacità portante (o "portanza"). Il ragionamento è valido anche per casi in cui i pali vengono infissi. esse pertanto forniscono la sola resistenza dinamica alla penetrazione e possono essere applicate soltanto ai pali eseguiti fuori opera ed infissi. di imposta delle fondazioni. peso del palo (in tonn). A tale scopo vi sono due tipi di formule: "dinamiche" e "statiche". il carico ammissibile sul palo. ovverossia l'abbassamento medio del palo sotto una "volata" di dieci colpi di maglio. a partire da un piano campagna molto più elevato del piano definitivo. espresso in tonn. Formule di stabilità dei pali Chiarito il comportamento del palo nel terreno. ma soltanto negli strati inferiori. trascurando la natura del terreno. facendo completa astrazione dalla presenza in sito di altri pali. il "rifiuto". torba. peso del maglio (in tonn).249 In questo caso la resistenza del palo è formata dall'attrito sulla sua superficie laterale. sia perché consentono di realizzare la stabilità di un palo isolato rispetto al terreno circostante. ecc. Le "formule dinamiche" sono basate sulla equazione della energia relativa all'urto fra maglio e palo. e quindi nel calcolo di questo palo occorre fare astrazione dalla resistenza offerta da detto strato. L'urto può essere supposto "anelastico". sia perché a volte si discostano anche notevolmente dalla realtà. o a quelli gettati in opera previa infissione di un tubo forma e battitura a rifiuto del getto. i risultati di entrambe comunque debbono sempre essere assunti con le dovute riserve. a tali presupposti si rifà la formula olandese che esprime la portata ammissibile su un palo in ove n M H Q e = = = — = Pamm= coefficiente di sicurezza variabile da 6 a 12.) non contribuisce.

La formula di Brix è quella maggiormente applicata per il calcolo dei pali infissi. 12. realizzati assumendo il peso del maglio unitario.250 L'urto fra maglio e palo può essere ammesso perfettamente "elastico". Esistono particolari diagrammi di cantiere (Fig. che esprime la portata ammissibile su un palo con ove. e determinati valori del coefficiente di sicurezza nonché del rapporto r = (C + Q)/M\ la portata ammissi- Fig. A detta teoria di rifà la formula di Brix. fermi restando i simboli precedenti. n = un coefficiente di sicurezza variabile fra 8 e 12. e quindi nell'equazione dei lavori compare l'energia cinetica di rimbalzo che il maglio acquista nell'urto. C = peso della cuffia (in tonn).29 .29). 12.

solette. plinti. si sollevi di qualche centimetro in seguito all'infissione. La prova su un palo. La battitura può modificare le caratteristiche meccaniche del terreno intorno al palo. a volte anche per pali prefabbricati infissi in terreno argillosi. Le formule statiche si usano di preferenza per la verifica dei pali gettati in opera. in base alla portanza di ciascun palo supposto isolato. Si tratta quindi di determinare. non è che una prova su modelli: si tratta di vedere la relazione che sussiste tra il modello ed il caso reale. il fenomeno opposto avviene nei terreni incoerenti (sabbia. caso per caso. Per la loro applicazione richiedono l'esatta conoscenza della natura dei terreni attraversati e quelli sottostanti al palo. ghiaia) ove pali infissi a piccolo interasse producono il costipamento del sottosuolo e ne aumentano la compattezza. dalla natura fisica del terreno. non potendosi astrarre nell'esame del problema. può darsi il caso che il terreno stesso. tra i pali. in tonn per il valore fornito dal diagramma in corrispondenza del rifiuto rilevato. Le "formule statiche" risultano dalla condizione di equilibrio fra il carico applicato sul palo e la resistenza opposta al suo affondamento per attrito laterale e per resistenza alla punta. Ma è questione molto discussa se la reale portanza di un palo si ottenga dalla somma dei due termini. paragonare il cedimento di un gruppo al cedimento di un palo durante la prova di carico sarebbe come paragonare il comportamento di una piastra di pochi centimetri quadrati a quello di una fondazione su platea che trasmetta al terreno lo stesso carico unitario. Una formula statica si compone di due parti: l'una che esprime la portata del palo per "resistenza di attrito". Stabilità dei pali in gruppo Non è possibile giudicare la stabilità di una palificata dalla portanza di un palo isolato. l'altra per "resistenza alla punta". la portanza dell'intera fondazione disposta su un numero più o meno grande di pali. o se debba prevalere l'uno o l'altro degli addendi. Il carico trasmesso dalla costruzione è in genere distribuito su un gruppo di pali collegati tra loro da travi. Il numero dei pali deve essere determinato in base al principio che tutto il carico della fondazione sia sopportato dai pali: è errato il ritenere che il terreno interposto tra i pali possa sopportare una aliquota del carico trasmesso dalla fondazione.251 bile di un palo si ottiene rapidamente moltiplicando il peso effettivo del maglio. Se i pali sono "sospesi" e la resistenza è essenzialmente dovuta all'at- . scrive il Cummings. secondo il tipo di fondazione. stando ad indicare che nessun consolidamento è avvenuto in seno all'ammasso terroso.

perché durante il lavoro di trivellazione o di battitura potrebbero manifestarsi pressioni tali da provocare inflessioni o lesioni nei pali vicini. diminuzione che dipende dalla forma e dal tipo del palo. espressa in gradi. Converse. un cedimento diverso da quello di un palo supposto isolato. Per quanto detto. calcolato da F. L'interasse dei pali di un gruppo è della massima importanza: primo. dove il calcestruzzo non abbia fatto ancora presa: quarto. poiché non tiene conto né della natura del terreno né della lunghezza dei pali. terzo. in tonnellate. Se i pali invece lavorano di punta. per quanto già detto allora. perché dall'interasse dipende direttamente il valore della pressione sullo strato di fondo. è la portata di un palo. La formula di Converse ha solo valore qualitativo. . possiamo supporre di trovarci in presenza di una platea profonda. cioè dal numero e disposizione dei pali.252 trito. ed il coefficiente di efficienza.Y. il numero delle file: la tangente D/i. carico sul palo. o "portata efficiente". teoria e prove hanno dimostrato che la capacità portante di una palificata non è la somma della portanza di singoli pali supposti isolati. è rappresentato dalla formula dove n = m = = il numero dei pali per fila. dall'interasse e dalle dimensioni della fondazione. cioè assegnando ad ogni palo del gruppo una "portata utile" Pu data da in cui -eff. La portanza dei pali in gruppo si ottiene riducendo secondo un certo "coefficiente di efficienza " la portanza di ogni singolo palo. l'interasse dei pali non dovrebbe essere inferiore a tre volte il diametro del palo stesso: alcuni autori consigliano la formula empirica dove i è espresso in metri e P. avente. considerato singolo. Bisogna quindi sempre pensare ad una diminuzione della capacità portante di una palificata rispetto a quella del palo singolo. perché i bulbi di pressione dei vari pali vengono ad intersecarsi. comprimendo maggiormente il terreno circostante e riducendone quindi la portanza utile: secondo. perché trivellazioni troppo vicine alterano le caratteristiche fisiche del terreno.

tale contrasto. dato che per i pali prefabbricati infissi il rifiuto è di per sé stesso un indice sufficientemente attendibile della portanza del palo. — verificare che al di sotto del piano di base dei pali. struttura alla quale è affidato il compito di trasmettere il carico di compressione al palo centrale e di trazione a quelli laterali (Fig. la cui stabilità può essere compromessa dal carico della palificata. E' chiaro che in quest'ultimo caso si deve stabilire a priori quale sarà il palo di prova. — in ogni fondazione bisogna verificare che la pressione trasmessa dalla palificata su un piano orizzontale qualunque. se i pali attraversano uno strato compressibile. le prove di carico sui pali servono per verificare più che stabilire i presupposti del progettista. — l'efficienza della palificata sarà tanto più vicina ad 1 quanto maggiore sarà l'interasse dei pali (secondo alcuni Autori per ì = 8 D). tutto il terreno al di sopra di questo strato non offre alcuna resistenza di attrito. può essere costituito da un cassone zavorrato (per prove a carichi piuttosto limitati) o. non vi siano strati di terreno molto compressibili. l'onere economico che tali prove comportano fa si che esse o vengono addirittura abolite.253 Come norma generale comunque si dovranno sempre tenere presenti i seguenti punti: — la portanza di un gruppo di pali (tranne casi particolari che il progettista dovrà studiare e valutare volta per volta) non è la somma delle resistenze dei singoli pali supposti isolati.30). Tranne quindi alcuni casi particolari. annegata in un blocco di calcestruzzo o bloccata da una ghiera in ferro. in molti casi. lo sono solo a posteriori. se eseguite. ed un contrasto fisso. sia inferiore a quella ammissibile per la natura del terreno. quando cioè normalmente la palificazione è quasi in fase di completamento. o. atto a resistere alla reazione del palo. onde armare adeguatamen- . Prove di carico sui pali Le prove di carico hanno una importanza fondamentale nello studio di una palificata. Purtroppo. Di norma poi queste prove vengono effettuate specialmente per i pali gettati in opera. da una struttura di travi in ferro saldamente ancorata a due o quattro pali laterali (per i quali il palo dì prova deve risultare baricentrico). tale da subire certamente un consolidamento sotto il carico. — tenere sempre presente il principio già sottolineato che. 12. e per una profondità alla quale i carichi sono ancora sensibili. e si è usata la parola "studio" proprio perché non si dovrebbe progettare né iniziare alcuna fondazione importante senza aver eseguito una o più prove di carico. In genere la prova viene eseguita interponendo un martinetto idraulico tra la testa del palo. più normalmente.

— il calcestruzzo del dado e del palo sia ben stagionato. procedendo quindi nuovamente allo scarico come sopra. si dovrà provvedere ad una copertura provvisoria della zona di prova. Schema della prova di carico con pali a trazione. si porta. — si operi nell'ombra ed all'asciutto.5 2 volte il valore di progetto. sempre gradualmente. o che il collegamento con la ghiera in ferro risulti perfettamente rigido. ad ogni in- . — il martinetto idraulico sia fissato in modo perfettamente coassiale col dado e col palo. siano assolutamente indipendenti dalla incastellatura di contrasto e non risentano di possibili deformazioni del terreno in vicinanza del palo. una volta sottoposto al carico. disposti per leggere gli abbassamenti della testa del palo (o del piano del dado). il carico fino ad un valore pari ad 1. — i flessimetri. Un manometro tarato indica la pressione del martinetto e quindi il carico P agente sulla testa del palo. si porta gradatamente il carico fino al valore di progetto. poiché le variazioni di temperatura e di umidità possono influire sul risultato delle prove. procedendo poi in due o tre riprese allo scarico completo.254 te a trazione i pali laterali. 12. tre o quattro flessimetri disposti simmetricamente intorno al palo di prova permettono di leggere i cedimenti dello stesso.30 In una prova di carico bisogna prestare particolare attenzione a che: — la testa del palo sia molto ben ripulita e scalpellata prima di essere annegata nel dado del calcestruzzo. ad un decimo nella seconda. La prova normalmente si svolge in due cicli: nel primo. Fig. in modo da escludere la possibilità di uno scorrimento tra dado e palo o tra ghiera e palo. in modo da non subire deformazioni plastiche. Gli incrementi del carico sono normalmente pari ad un ventesimo del carico di progetto nella prima fase. nel secondo. dato perciò che normalmente tali prove durano ben più di 24 ore.

e se per ogni incremento di carico si è avuta o meno una costante proporzionalità tra i carichi e i cedimenti. alcuni tipi particolari di fondazioni. Se si riporta in un diagramma di assi cartesiani i valori dei carichi applicati e dei corrispondenti cedimenti medi. 12. — determinare il cedimento massimo sotto il carico di esercizio ed il cedimento residuo massimo. e che in alcuni casi richiedono costose travi di contrasto. . Fig.31. valori questi molto importanti ai fini di una previsione di eventuali cedimenti differenziati. 12. lettura che viene ripetuta ad intervalli regolari di tempo. della cui importanza abbiamo già detto. si ottiene una curva come quella riportata in Fig. solo ai fini almeno di una opportuna conoscenza. si può dedurre se la portata d'attrito di questi pali è più o meno elevata rispetto a quella inizialmente progettata. dal comportamento dei pali sottoposti a trazione. non si procede ad un incremento successivo del carico fino a che non si ha il completo assestamento dei flessimetri. sottofondazioni e diaframmi di sottofondazione o contenimento. Infine. Le fondazioni speciali Esaminiamo brevemente.31 Dall'esame del diagramma carichi-cedimenti si possono trarre diverse considerazioni: — osservare se i cedimenti sino al carico del progetto si sono mantenuti entro limiti modesti o meno. — se la stabilizzazione ad ogni incremento di carico si raggiunge in un tempo più o meno relativamente breve .255 cremento si effettua una lettura ai flessimetri.

essi vengono riempiti di conglomerato e sabbia battuta. Raggiunta la profondità voluta. con taglienti alla base e.00 metro.256 Cassoni autoaffondanti In presenza di terreni superficiali scarsamente resistenti. viceversa. quando non si debbano raggiungere profondità troppo forti. vengono costruiti direttamente sul posto ed in seguito affondati scavando via via la terra all'interno.invece dei cassoni autoaffondanti si usano i "pozzi autoaffondanti" realizzati con anelli di calcestruzzo armato con diametro fino a 1. possono essere pluricellulari. e saturi d'acqua (per esempio fondazioni di ponti). se notevolmente estesi. 1 2 .32). nel terreno sottostante vengono infissi pali di costipamento. mancanti del cielo e del fondo. 12. a volte conviene usare il sistema a cassoni autoaffondanti(Fig. per ogni cella una platea di fondo armata in modo da resistere alla spinta delle terre (o dell'acqua) dal basso in alto. 3 2 Questi sono in generale in calcestruzzo armato. Quando le fondazioni da eseguire in terreni melmosi sono di dimensioni ridotte.20 metri ed alti mediamente 1. Detti cassoni. e chiusi superiormente con una soletta di ripartizione. Se. In casi particolari. le celle del cassone dovessero venir utilizzate (per es. h'ig. Se non si intende ususfruire delle celle del cassone le si riempiranno si sabbia e superiormente verrà eseguita una soletta portante ancorata ai ferri superiori del cassone che preventivamente saranno messi a nudo. . per installarvi le pompe di un impianto idrovoro) si eseguirà. che vengono sovrapposti l'uno all'altro mano a mano che il pozzo affonda fino alla profondità voluta a seguito di scavo eseguito all'interno del pozzo.

Analoga camminata è predisposta per l'asporto e l'apporto dei materia- . Un cassone generalmente in ferro (Fig. Per permettere agli operai di scendere o risalire dal cassone ed operare sul fondo. ma non la camera di decompressione. Fig. Con processo inverso si opera per far uscire gli operai.33 . Il cassone è sempre in pressione e cosi anche il tubo (camminata). In questi casi si può ricorrere alla tecnica sofisticata dei cassoni pneumatici. 12.33) viene immerso fino ad una profondità di 20 ed anche di 30 metri sotto il livello dell'acqua. A questo punto si comincia a insufflare gradatamente aria compressa nella camera di decompressione fino a quando in essa si raggiunge la stessa pressione che esiste nel cassone e nella "camminata". 12. laghi o del mare non sempre è sufficiente l'uso di sbarramenti provvisori per prosciugare la zona su cui operare. Il cassone viene vuotato dall'acqua mediante l'immissione di aria compressa a pressione superiore a quella dell'acqua.Cassone pneumatico. Gli operai entrano nella camera di decompressione attraverso lo sportello " b " che viene rinchiuso.257 Cassoni pneumatici Per eseguire fondazioni o altre opere sotto l'acqua di fiumi. In questa situazione lo sportello " b " resta bloccato e lo sportello "a" si apre permettendo agli operai di accedere al cassone. il cassone è corredato da un tubo (camminata) con sopra una camera di compensazione munita di due sportelli.

) per centrare e dare continuità ai vari tubi aggiunti e riempiendo i vuoti con calcestruzzo. Procedendo in tal modo ed inserendo degli elementi di centratura (anche essi in c.34 struisce il palo ad elementi.a. ma in essa la compressione e la decompressione della camera sono molto più rapide. 12. . Per profondità di lavoro da 10 e 20 metri occorrono operai di controllata robusta costituzione fisica.258 li. A questo punto sulla puntazza viene calettato un tubo centrifugato in c. Tra le fondazioni (prima consolidate con la esecuzione di un cordolo in e. Le ore di lavoro sono proporzionalmente ridotte. Il tipo più comune esistente in commercio (Fig. 12. In ogni caso gli operai devono esser sottoposti a controlli medici per accertare che non siano affetti da qualsiasi menomazione cardiaca o circolatoria.a.a. Pali ad elementi Questo tipo di palo viene usato esclusivamente per il rafforzamento di fondazioni di fabbricati da restaurare o sopravalere o per opere particolari. si coFig.) e la puntazza viene posto un martinetto che contrastando sulla fondazione infigge la puntazza nel terreno. (alto 80-100 cm) che viene premuto dal martinetto e fa affondare ulteriormente la puntazza.34) è costituito da un primo elemento in calcestruzzo fortemente armato {puntazza) che viene posto sotto le fondazioni da rinforzare. Per profondità maggiori i controlli medici sono continui e più rigorosi e le ore di lavoro sono ulteriormente ridotte.

12. ferro e c. tali da costituire uno sbarramento o "diaframma". 12.35a. Questo tipo di palificazione garantisce l'assenza di ogni vibrazione e di asporti di terra al di sotto delle strutture. Le teste dei pali quindi vengono collegate con un cordolo di irrigidimento e di ripartizione. Palancole Le palancole formano una classe particolare di pali. così da evitare gli assestamenti che spesso si verificano nella messa in carico delle fondazioni. Per questo scopo è consigliabile che quando si usano pali ad elementi. Fig. Le palancole sono normalmente impiegate solo per opere provvisorie (per i diaframmi veri e propri parleremo più avanti). l'azione del martinetto non "alzi" il fabbricato. atto a resistere a pressioni laterali. delle quali esistono in commercio diversi tipi. e quindi facilmente recuperate mediante sfilamento. caratterizzati dalla sezione del profilato e dalla natura dell'acciaio (le più note ed usate sono quelle tipo Larsen della Fig..a. sono costituite da elementi isolati infissi nel terreno. le tramezzature e gli altri carichi permanenti.35 . anche se eseguite su pali. per permettere il prosciugamento e lo scavo del terreno in tutte quelle opere ove si debba agire in presenza d'acqua. tutti più o meno equivalenti.259 Bisogna vigilare attentamente che quando il palo ha raggiunta una certa portanza. Risulta inoltre di notevole interesse la possibilità di collaudare in pratica ogni palo prima di raccordarlo con le strutture esistenti. ma le più usate sono quelle metalliche. Possono essere in legno. Esse vengono infisse mediante battitura con maglio. è di rapida esecuzione e richiede pochissimo spazio di manovra. e di mantenerlo in pressione durante tutta l'operazione di raccordo. i fabbricati da restaurare non vengano preventivamente alleggeriti asportando i pavimenti.

si pompa il calcestruzzo a partire dalla parte bassa dello scavo con il sistema già descritto per i pali bentonitici.37). — è possibile il reimpiego (e quindi hanno lunga durata).Diaframma di pali. Per profondità maggiori i diaframmi possono esser costituiti con pali bentonitici o rotativi costruiti gli uni vicino agli altri (Fig.. con leggerezza ed ingombro minimo.36). Per profondità non eccessive si scava con una benna larga 40-60 cm un tratto rettilineo di terreno lungo circa due o tre metri e contemporaneamente lo si riempie di bentonite (Fig.a. 12. si romperebbero o perderebbero la loro impermeabilità. là dove palancola in legno o in c. 12. quelle metalliche presentano i seguenti vantaggi: — grande resistenza agli sforzi di flessione. . — facilità di infissione e scorrevolezza tra le giunzioni dei diversi elementi. Fig. Proseguendo con questo sistema ed eseguendo ciascun elemento prismatico in aderenza all'altro si ottiene un diaframma continuo. si ricorre alla esecuzione di "diaframmi".36 . Fig.a.260 Rispetto alle palancole in legno o in c. — l'infissione è possibile anche in terreni alluvionali. prestandosi quindi maggiormente per le opere provvisorie. 12.Diaframma bentonitico Successivamente si posizionano nello scavo le gabbie di armatura metallica e. anche fino a 20 metri. Diaframmi in calcestruzzo Quando è necessario costruire entro terra e a grande profondità dei muri senza poter sbancare l'intera zona o quando si devono eseguire fondazioni di contenimento in aderenza ad altre esistenti. ecc.37 . quindi. Si ottiene così un elemento prismatico di calcestruzzo armato inserito a buona profondità nel terreno. 12. — l'elevata resistenza alla flessione infine permette l'impiego di palancole molto lunghe. con perfetta impermeabilità delle giunzioni stesse.

si completa la parte dedicata alla fondazione dando brevi cenni sui sistemi più in uso per il consolidamento del terreno. consentendo quindi l'adozione di fondazioni superficiali. nell'area interessata. così da realizzare opere di fondazione dirette di minore costo. — fondazioni di pile e spalle di ponti. in tal modo. della lunghezza di circa 3 4 metri e del diametro di 15 20 cm. Per aumentare l'impermeabilità. Si ottengono infiggendo pali in legno. per varie ragioni. 12. il terreno si comprime aumentando così la sua resistenza. con una densità media di tre pali per m2 di superficie. fra asse ed asse. o di edifici pericolanti. — difesa di sponde ed opere marittime soggette ad erosione. si può ottenere un sufficiente. nelle zone circostanti i pali. . inferiore al diametro del palo e. eseguendo. con una trivella munita di robusti scalpelli. quindi. Ciò può essere utile sia ai fini di aumentare il carico ammissibile. impossibili per quel dato terreno allo stato naturale. almeno come conoscenza panoramica di tutte le opere di fondazione e affini. si potranno applicare anche intonaci impermeabili. Per evitare possibili filtrazioni d'acqua si praticano iniezioni di opportune malte idrofughe lungo le linee di intersezione dei pali o degli elementi prismatici di calcestruzzo.37 creando inizialmente una serie di pali singoli ad una distanza. — lavori di ripresa di sottofondazioni o consolidamento di fondazioni che hanno subito danni in conseguenza di cedimenti del terreno od altro. cioè per migliorarne le caratteristiche di resistenza. Per piccole profondità. I diaframmi trovano particolare applicazione in opere come: — fondazioni di contenimento di cantinati di particolare profondità. procedendo dal perimetro verso l'interno. pericolanti. un palo d'incastro fra due precedentemente eseguiti. ed abbastanza economico costipamento del terreno a mezzo di infissione di pali o a mezzo di rilevati di sabbia: — Palificate di costipamento. — sottofondazioni di muri di edifici esistenti in conseguenza di nuove costruzioni adiacenti. Consolidamento del terreno Al fine di rendere la presente trattazione sufficientemente completa. sia per migliorarne le caratteristiche di compattezza sotto fondazioni già esistenti ma.261 Le perforazioni ed i pali si eseguono nell'ordine indicato dalla Fig. I diaframmi con pali possono raggiungere profondità anche superiori ai 40 metri.

262 I pali in legno possono essere sostituiti da pali in calcestruzzo vibrato. Specialmente adatti per zone paludose. in tali casi si provvede a deviarne la corrente con palancolate. il costipamento. . può avvenire: — Con pali speciali. terminanti a punta. Il sistema non porta ad un consolidamento definitivo. tali pozzi quindi vengono riempiti con ciottolame a secco fortemente costipato mediante altri magli particolari. II consolidamento con iniezioni di cemento trova le maggiori applicazioni per i terreni immersi in acqua. risultando difficoltosi altri sistemi. impedendone i rifluimenti e rendendola più compatta in seguito all'espulsione dell'acqua in essa contenuta. di risentire delle variazioni di umidità. anche fino a 15 20 metri. — A mezzo di iniezioni di cemento. — A mezzo di congelamento. i rilevati (completamente di sabbia o di strati alternati di sabbia o ghiaia in natura). che eliminano l'inconveniente proprio del legno. mediante la caduta libera di magli speciali (del peso di circa 2 tonn) da un'altezza di 15 metri. Il sistema Compressoi consiste nel creare dei pozzi. innalzati sul terreno. che in questi casi peraltro risulta sempre notevolmente oneroso. Per profondità maggiori. oppure con calcestruzzo compresso. bisogna garantirsi però che l'acqua non sia in movimento. e serve solo per consentire difficili lavori di fondazioni. esercitano una compressione su tutta la massa. altro sistema è quello di riempirli di sabbia accuratamente costipata. con trivellazioni a diverse profondità e ad opportune distanze. dei "tubi iniettori speciali" di piccolo diametro. Il rilevato. si eseguono infiggendo nel terreno. altrimenti potrebbe asportare il cemento. penetra in esso. costituendo una massa superficiale notevolmente resistente. Il costipamento avviene normalmente a mezzo di battitura meccanica (con la "rana") o con rulli leggeri. e bucherellati nel contorno per una superficie complessiva di poco superiore a quella della sezione del tubo. — Rilevati di sabbia. ad un certo interasse l'uno dall'altro. Particolarmente adatte per terreni sciolti. quindi la miscela liquida di cemento o anche semplicemente cemento in polvere ove nel sottosuolo sia già presente in abbondanza l'acqua. Attraverso i tubi si inietta a pressione nel terreno dapprima dell'acqua per liberare e pulire i vani fra i grani di sabbia e di ghiaia. sia formando diaframmi impermeabili di terra congelata che consentono di lavorare all'asciutto. che ripartisce sul sottostante strato cedevole i carichi ad esso applicati. sia formando colonne di terra congelata a sostegno delle vecchie fondazioni delle opere di sottofondazione. oltre a comprimere il terreno.

MANUALI CREMONESE.Manuale dell'ingegnere. Milano . COLOMBO. 1953. SANSONI. 1957.263 Il sistema è costosissimo e viene realizzato infiggendo nel terreno dei tubi in comunicazióne con un gruppo frigorifero ed iniettando in genere anidride carbonica a —20°C. 1955. Bibliografia C. . G. R. Pali e fondazioni su pali.Manuale dell'ingegnere civile. fondazioni. opere in terra.1955. Milano. 1952. Metodi per il calcolo delle fondazioni. POZZ ATI.Meccanica del terreno. Milano. Bologna. P. CESTELLI GUIDI. Roma.

.

13. Oggi tale sistema è però in disuso.1). che una volta era realizzata sempre nel senso del lato minore dell'ambiente (la struttura era a muratura portante). sovrapponendo quindi un tavolato ortogonale alle travi stesse (Fig. — solai in laterìzio e calcestruzzo armato.). Solai in legno Fino a qualche tempo fa. ecc. ecc. La realizzazione avviene collocando una serie di travi in legno a tessitura parallela. cioè il solaio può essere posto nel senso della luce minore e le travi portanti nel senso della luce maggiore. persone. quali rifacimento o restauro di vecchi edifici o per strutture aventi particolare carattere architettonico. oggi può essere indifferentemente realizzata. intonaco. e precisamente si possono raggruppare in quattro distinte categorie: — solai in legno.1 . Innanzitutto la tessitura di un solaio. Si realizzano infatti solai in legno solo per casi particolari. — solai in calcestruzzo armato.. pavimenti. tramezzature.a. L'esecuzione dei solai presenta oggi la possibilità di diverse soluzioni. Fig. oppure viceversa come può farsi per i solai in laterizio e c. arredi.CAPITOLO TREDICESIMO I SOLAI I solai sono quelle strutture che dividono l'edificio in piani e che devono sopportare i carichi permanenti (peso proprio. era questo l'unico sistema possibile per la soluzione di un solaio. I tipi di solai a disposizione del progettista sono inoltre diversi. 13.) ed i carichi accidentali (mobili. — solai in ferro.

il cosiddetto "pavimento alla veneziana".2). e il sopportare male un pavimento rigido. Gravi difetti del solaio in legno sono la facile putrescibilità e la difficile manutenzione. Per superare luci di particolare grandezza. 13. Un sistema è quello di praticare nel muro un foro sufficientemente ampio da permettere l'aereazione della trave diminuendo la facilità di immarcimento delle sue teste inserite nel muro (Fig. per la notevole elasticità del materiale costituente il solaio.3 Più spesso. oppure si creavano dei rompitratta con travi principali più grosse. si collegavano con sovrapposizione a staffe in ferro. La trave veniva agganciata ad una piastra metallica esterna che impediva la filtrazione delle acque meteoriche. riusciva a seguire perfettamente .266 La facilità con cui marciscono le teste delle travi immorsate nelle murature portanti e l'attacco dei tarli costituiscono il maggior difetto dei solai in legno. I veneziani avevano risolto il problema in modo brillante: avevano cioè ideato un pavimento formato da un impasto di polvere di mattone. Fig. 13. che essendo molto elastico. nonché l'essere facilmente attaccabili da tarli e termiti. e con "seminati" elementi di marmo. più travi. calce. si sono adottati dei sistemi di protezione. Altra soluzione .3). 13. pozzolana. sui barbacani (più distanziati tra loro di quanto non lo fossero nella soluzione precedente) correva una trave di legno sulla quale trovavano appoggio le travi del solaio. 13. Contro i tarli si imbevevano le travi con sostanze particolari a base di petrolio e bitume {carbolineum). Seppure raramente. sulle quali veniva posto infine l'impalcato di tavole.2 Fig. Col sistema dei barbacani le travi non venivano inserite nel muro e non risentivano della sua umidità e restavano arieggiate. sulle quali si poneva poi l'orditura secondaria costituita da travi più piccole.più valida anche se più costosa — era costituita nell'appoggiare la trave su "barbacani" in pietra emergenti dal muro (Fig.

Sopra l'impiantito normalmente veniva steso uno strato di calcinacci.4 Solai in calcestruzzo armato Con l'avvento del calcestruzzo. 13. per uno spessore di 15-20 cm. Fig. per di più. con solai costruiti interamente in calcestruzzo armato (Fig. 13. Ma l'impiego di questi solai risultò molto costoso per la necessità di eseguire una casseratura o impalcatura continua in legno che li contenesse e che. Il solaio alla Sansovino ha travi molto più ravvicinate così che le tavole dell'impalcato (larghe mediamente 40 cm) possono esser poste parallelamente alle travi (Fig. Inoltre le "solette" in calcestruzzo armato trovano un limite nella loro luce proprio nel peso del calcestruzzo. Fig.5). permettevano il passaggio della polvere e dei detriti creando così un notevole inconveniente. si pensò di eliminare i difetti dei solai in legno e di quelli in ferro che li sostituirono. A ciò rimediò per primo il Sansovino ideando il solaio che da lui prese il nome. 13.4) e le loro linee di tangenza si sovrappongono alle travi così che non può verificarsi il passaggio della polvere. doveva esser molto robusta per sostenere il peso del calcestruzzo (2500 kg/m 3 ). però.267 i movimenti della struttura in legno sottostante. e su di esso il pavimento vero e proprio. Le connessure tra le tavole. 13.5 .

oppure una serie di "nervature principali". Tutto ciò comunque comportava. a seconda delle loro dimensioni planimetriche. 6) disposti in apposite scanalature (vedi Fig. ed il concomitante sviluppo dell'industria del laterizio. 13. direttamente portate dai sostegni. di "nervature secondarie" che si innestano alle prime (Fig. possono essere a semplice o a doppio ordine di nervature. Fig.per il necessario ricoprimento del ferro di almeno 22 cm che viene a pesare circa 550 kg/m 2 . 13. pesi notevoli e costi molto elevati. direttamente appoggiate sui muri o sui pilastri di sostegno. ha portato all'impiego dello stesso nella realizzazione dei solai. sia per l'alto onere delle casserature richieste sia per il costo del controsoffitto di chiusura. 13. Pertanto un solaio in calcestruzzo della luce di 6. . o con altri tipi di controsoffittatura. e comporta. un'altezza reale . Ciò può essere realizzato o con un controsoffitto formato con rete metallica intonacata o.7). La necessità dì ridurre tali oneri. ad esse ortogonali. ma che comportavano una enorme spesa per la casseratura in legno che doveva seguire l'andamento molto articolato dell'intradosso.6 Questi solai.6) che avevano una maggior resistenza ed un minor peso. si desidera assai spesso non fare apparire le nervature ed avere una soffittatura piana. Per ragioni estetiche.6).268 E' noto che l'altezza di un qualsiasi orizzontamento (solaio) non può esser inferiore a 1/30 della luce. Si cercò di sopperire a questo svantaggio costruendo solai con solette nervate (Fig.00 metri deve avere almeno un'altezza utile (tra lembo compresso e ferri di armamento tesi) di 20 cm e. cioè. ed una serie. avere cioè nervature in una sola direzione. meno comunemente con apposite tavelline unite mediante ferri tondi di piccolo diametro 5. 13.

7 . 13.269 Fig.

che non collabora alla resistenza. Si è pensato. mentre la parte sottostante tesa non costituisce che un aggravio di peso. prive di una buona parte del calcestruzzo teso. di alleggerire la parte tesa del solaio in calcestruzzo. (Fig. Nei solai in calcestruzzo solo la parte compressa. Peraltro. superiore all'asse neutro. Il loro calcolo non differisce perciò affatto da quello delle ordinarie solette piane o Fig. allora. La pignatta è spesso definita come "cassaforma a perdere". 13. dopo otto o dieci anni dalla esecuzione.a. Tali solai si presentano pertanto come solette alleggerite. Le pignatte devono avere uno spessore non minore di 8 mm per la parte superiore. posti ad un interasse tale da lasciare tra pignatta e pignatta uno spazio sufficiente per il getto di calcestruzzo che deve formare la nervatura del solaio.8 . in questi ultimi tempi (a partire da solai in calcestruzzo e laterizio eseguiti attorno agli anni del 1960) si è verificato.270 Solai in laterizio e c. L'elemento in laterizio non ha alcuna precisa funzione portante ed in alcuni casi speciali le pignatte sono state sostituite con elementi scatolari in legno truciolare o addirittura con scatole di cartone impermeabilizzate.8). con elementi cavi di laterizio ("pignatte") dando luogo ai solai in calcestruzzo e laterizio. Le cause di questo inconveniente sono diverse e non sempre ben individuabili. 13. contribuisce alla resistenza. il distacco e talvolta la caduta dei fondelli degli elementi in laterizio. non minore di 7 mm per le altre pareti perimetrali e per il fondo e non minore di 6 mm per i setti interni. Questi solai sono formati da una serie di elementi forati in laterizio detti "pignatte".

più o meno irregolare.5 ql/m 3 . In questi solai il laterizio ha una duplice funzione. Essi presentano notevoli vantaggi: — migliore sfruttamento del ferro di armatura. la granulometria dell'inerte deve essere piuttosto minuta per permettere all'impasto di penetrare nelle nervature ed avvolgere completamente il ferro di armatura (per i ferri che eventualmente rimanessero scoperti. — solai eseguiti fuori opera o prefabbricati. o nervature. Un solaio in calcestruzzo alto 24 cm pesa circa 600 kg/m 2 . grazie infatti alle casseforme perse in laterizio. I solai in laterizio e c. I "solai eseguiti in opera" sono realizzati come si è detto più sopra e come schematizzato in Fig. mentre un analogo solaio alleggerito con le pignatte pesa circa 270 kg/m2 . dei servizi. — pur lasciando inalterata la zona compressa del calcestruzzo (cappa di circa 4 cm) sostituisce la quasi totalità del calcestruzzo teso che si riduce a nervature di larghezza pari a 8 12 cm.a. ancora in fase di getto. ecc.. solo che l'armatura. con conseguente riduzione della sezione resistente).271 nervate. l'intradosso del solaio si presenta completamente piano ed è un supporto perfetto per l'intonaco. che può essere predisposta solo nei punti ove è necessaria. — notevole flessibilità architettonica. in cui viene collocata l'armatura (ferri diritti o piegati). Per la posa in opera di detti solai si predispone un tavolato in modo da realizzare una superficie completamente piana. 13. onde evitare che questi ultimi abbiano ad assorbere l'acqua dell'impa- . si potrebbero avere pericolosi fenomeni di corrosione. — possibilità di porre in opera o predisporre. Prima del getto si dovrà curare di bagnare abbondantemente sia i laterizi che le casseforme in legno. tra le singole file. rinforzando adeguatamente le armature intorno al foro. (impropriamente chiamati anche solai in laterizio armato o solai in laterocemento) possono dividersi. e che vengono a formare delle gole. — evita la spesa del controsoffitto. a seconda del sistema di esecuzione e getto.8. questo tipo di solaio si adatta infatti molto bene a qualsiasi tipo di pianta. L'impasto di calcestruzzo si fa normalmente con una dosatura di cemento tipo 425 da 3 a 3. che hanno alla base delle alette sporgenti particolari. è concentrata nelle singole piccole nervature. su di questa si dispongono in file accostate tra di loro le pignatte in laterizio. in due categorie: — solai eseguiti in opera. delle canalizzazioni. per la stessa ragione la consistenza del calcestruzzo sarà del tipo plastico. i passaggi e i vani per i tubi di scarico. anziché essere distribuita con uniformità lungo tutta la soletta.

l'ancoraggio si realizza a mezzo di un "cordolo". di lasciare completamente libero il piano sottostante (poiché sono sostenute solo alle estremità).9 .272 sto. cioè contenute in altezza nello spessore del solaio. si realizza normalmente (per solai portanti) anche uno strato superiore di 4 5 cm ("cappa") uniforme su tutta la estensione del solaio. "bruciando" in tal modo il calcestruzzo stesso.9). armata semplicemente con 4 10 o 4 12 longitudinali e staffe 6 o 8 a passo piuttosto ampio (0. Oltre al getto delle nervature. elementi monolitici che presentano struttura portante lungo tutto il perimetro. per il sostegno del tavolato si usano delle speciali travi telescopiche reticolari in ferro. e di essere riutilizzabili per un numero grandissimo di volte. I solai di questo tipo hanno spessore variabile da un minimo di 8 cm (minimo per legge) ad un massimo di 50 cm. si hanno in tal modo i solai a piastra. ossia su una trave larga quanto il muro.8 altezza del cordolo). Per le strutture portanti in calcestruzzo sono talvolta usate le travi "in spessore". realizzati con speciali pignatte che permettono il getto di nervature nei due sensi ortogonali. Questi solai sono normalmente molto costosi. Grande incidenza sul costo di questi solai ha la casseratura per la posa. che presentano il vantaggio di potersi usare su luci diverse. e quindi normalmente molto larghe (a volte anche 2 metri). Altro tipo di solai in opera sono quelli a "nervature incrociate" (Fig. Se il solaio poggiasse invece su muro portante. le nervature hanno uno spessore interno sui 7 12 cm. 13. più la cappa. attualmente peraltro si tende ad uniformarlo sui 50 cm. Fig. e alta quanto il solaio. Attualmente. 13. l'interasse delle nervature può variare da un minimo di 40 cm ad un massimo di 60 cm circa. per cui si preferisce realizzarli solo in casi particolari.

13. accostando in fila un numero adeguato di pignatte. fino a raggiungere la lunghezza voluta. precompresso.10a I travetti prefabbricati sono realizzati. si possono distinguere in: — solai prefabbricati in laterizio. — solai con travetti prefabbricati in c. o nell'apposito cantiere di prefabbricazione. A seconda del tipo dei travetti portanti. collegate fra di loro da due . Fig. a piè d'opera. — solai prefabbricati in c.a.a. oppure con travetti con interposte pignatte di alleggerimento. — solai speciali. 13.273 I "solai eseguiti fuori opera" sono normalmente realizzati dal connubio in opera di un elemento portante ("travetto") e di un elemento portato ("pignatta"). Solai prefabbricati in laterizio Sono realizzati (Fig.b) tramite l'accostamento di travetti prefabbricati in laterizio.10a..

(ferri di confezione) bloccati con malta di cemento in speciali gole presenti nelle pignatte (bisogna fare particolare attenzione a che la malta avvolga completamente il ferro di armatura). I laterizi usati per i travetti prefabbricati hanno forme particolari. atti a contrastare eventuali sforzi inversi durante le fasi di trasporto e sollevamento. col getto in opera. anziché continue. presentando non solo alle estremità inferiori delle gole atte all'alloggiamento del ferro di confezione. 13.274 o più ferri di armatura. o fra travetto e pignatta. possono ridursi a linee di appoggio (rompitratta) poste ad intervalli di 2 3 metri. .10b Fra travetto e travetto. possono trovare posto ulteriori ferri di armatura (ferri interposti). Le altezze di questi solai a travetti sono pari a quelli dei solai gettati in opera. Fig. In tali nervature. rimangono delle nervature che si riempiono. qualora necessiti. assieme alla cappa. ma anche una o due scanalature superiori per l'inserimento di appositi ferri normalmente del 4. I solai di questo tipo presentano il vantaggio di una più veloce posa in opera e di una notevole riduzione di costo per le impalcature che.

poste ad un interasse di circa 0. Tale ultimo inconveniente è stato ultimamente superato con l'uso di tavelloni in calcestruzzo anziché in laterizio. L'uso di tale tipo di solaio è invece particolarmente indicato in casi particolari. teatri. ma. trovano invece largo impiego negli edifici industriali ed agricoli e nella formazione di solai sottotegola.00 m con superiormente ed inferiormente appoggiati dei tavelloni in laterizio su appositi alloggiamenti. presentano anche una notevole velocità di posa in opera. come nei restauri di edifici antichi: l'inserimento di questi solai nella muratura portante esistente avviene molto semplicemente creando dei fori nei muri in corrispondenza all'innesto delle travi. senza quindi il bisogno di creare dei cordoli continui di collegamento. 13. . un solaio realizzato con travi in cemento armato vibrato prefabbricato di sezione a doppio T (travi "Varese"). solai di copertura). I solai di questo tipo. e tavelloni in laterizio). Il difetto maggiore di tale tipo di solaio è presentato da una assoluta discontinuità fra i vari elementi dell'intradosso.11 plicato su un supporto non omogeneo e con diversa capacità di assorbire l'umidità dell'aria (alternanze di travetti in c.275 La cappa per solai con carichi modesti (sottotetti. sopra ai tavelloni superiori viene gettata una cappa armata con una rete a maglia larga per una migliore ripartizione dei carichi e per legare in parte l'intera struttura (Fig. sono sempre meno usati nelle costruzioni civili.80 1. discontinuità che porta logicamente ad una innumerevole serie di fessurazioni. librerie. ecc.) Solai prefabbricati con travetti in calcestruzzo armato Parallelamente ai solai in laterizio si è sviluppato. 13. può non essere realizzata.a. specialmente in questi ultimi tempi. che richiederebbero il taglio continuo (e quindi un pericoloso indebolimento) della struttura esistente. specialmente alcuni anni fa. sale di riunione. evidenziate esteticamente ancor più dal diverso colore assunto dall'intonaco all'intradosso apFig. garages.11). proprio per gli inconvenienti sopra detti. al contrario assume particolare importanza per alcuni tipi di solai. come per esempio quando si vuole ottenere una certa ripartizione di eventuali carichi concentrati (biblioteche. oltre ad una particolare economia di fornitura.

p. Le pignatte intermedie. a coda di rondine. (che terminano con i ferri di armatura sporgenti e liberi) viene realizzato per aderenza.12 L'altezza dei travetti mediamente è contenuta fra i 9 e 15 cm.(Fig. hanno normalmente la zona superiore rinforzata per realizzare una maggiore massa resistente a compressione.12).p. Per casi particolari possono esser abbinati due o più travetti ad ogni pignatta.a. pertanto si può arrivare a coprire anche luci fino ai 12 14 metri. Fig. con una larghezza intorno ai 12 15. Sia per i solai Varese sia per i solai con travetti in c.a. 13. a parità di altri elementi. l'ancoraggio alle travi.276 Solai con travetti in calcestruzzo precompresso Altro tipo di solaio in laterizio e calcestruzzo è il solaio con travetti in c. ottenendo così solai maggiormente resistenti o. annegando cioè un certo tratto di travetto. con frecce d'inflessione minori. I travetti hanno normalmente sezione a T rovescia con anima. a differenza dei solai in laterizio o in e. lo spessore del solaio finito può variare da un minimo di 12 cm ad un massimo di 50 cm.a. 13. superficie perimetrale notevolmente rugosa (per aumentare l'aderenza al getto) e suola costituita da granulato di laterizio (per creare un supporto omogeneo per l'intonaco). . in laterizio.

permette la realizzazione di un intradosso del solaio di materiale uniforme (fondelli del travetto e pignatte) in modo che l'intonaco ad esso applicato non presenti diversità di colore per differente assorbimento di umidità. si sono creati dei tipi di solai aventi una cassaforma di contenimento con suola in calcestruzzo. . 13. La suola di calcestruzzo è gettata in un elemento cavo e rettangolare di laterizio che forma cassaforma per il getto del calcestruzzo e — a solaio finito . Fig. Nella suola in calcestruzzo è preventivamente inserito un traliccio metallico elettrosaldato che dà al sottile travetto la necessaria resistenza durante il trasporto e la posa. E' costituito da una sottile suola di calcestruzzo (circa 4 cm) contenente l'armatura in acciaio (o parte dell'armatura). in ordine di tempo.Solaio tipo "bausta".13). si gettano in calcestruzzo le nervature e la cappa di almeno quattro centimetri di spessore realizzando un buon solaio monolitico.277 Solai con cassaforma in calcestruzzo Per praticità di costruzione e anche per cercare di eliminare o ridurre la caduta dei fondelli delle pignatte. inserite tra di essi le pignatte e aggiunta l'eventuale armatura in acciaio di completamento. Il primo di questi solai.13 . Posti in opera i travetti. 13. è il solaio "bausta" (Fig.

15). In stabilimenti specializzati viene costruita una solettina di calcestruzzo armata. Una estensione di questo tipo di solai è dato dal solaio a lastra prefabbricato o tipo "predai" (Fig. Fig. alta circa 4 cm. . 13.20 metri e lunga anche una dozzina di metri ed oltre. 13.14 e 13. la rapidità di posa. Dalla soletta emergono dei tralicci come per i solai bausta.278 Particolarità di questo solaio è il suo conveniente impiego anche in caso di restauri (come per il solaio Varese). il modesto peso e la grande maneggevolezza dei travetti. larga circa da 2. Fra i tralicci viene posto del polistirolo ad alta densità che ha la funzione di cassaforma per il getto in opera della soletta (cappa). l'economia dei costi.14 .Solaio tipo Predai.40 a 1.

279 Fig.15 — Posa in opera delle piastre prefabbricate tipo Predai. 13. .

viene posta in opera poggiandola sulle travi o sui muri portanti accostandole l'una a l'altra.280 La cappa gettata in opera è resa perfettamente solidale con la suola a mezzo delle nervature in calcestruzzo che si formano fra i blocchi di polistirolo. L'inconveniente fu in un secondo tempo. completa di tralicci tra i quali è inserito il polistirolo. Fig. 13.). Solai in acciaio I primi solai in acciaio (verso il 1900) si realizzavano con travi in ferro a doppio T poste ad un interasse intorno a 0. Successivamente vengono gettate le nervature e la cappa con eventuale armatura di ripartizione (reti elettrosaldate 60 8 con maglie da 10 o 20 cm. nervature che sono armate dai tralicci. Tale connubio però.16 In più si aveva l'inconveniente del ristagno di umidità nell'intonaco sotto l'ala della trave in ferro. Si ha così un solaio a cassone interamente in calcestruzzo che presenta ottime caratteristiche statiche.70 1.00 metro ed inserendo. e che è anche accettato da Vigili del Fuoco a copertura di locali con alto rischio di incendio.17) che avvolgevano perfettamente l'ala inferiore della trave in modo che l'intradosso del solaio presentasse un piano continuo ed uniforme per la presa e l'adesione compatta dell'intonaco. Fig.17 . superato con l'inserimento di particolari copriferro in laterizio (Fig. pure in laterizio. sia per la differente dilatazione termica dei due materiali sia per la discontinuità dei vari elementi presentava gli stessi inconvenienti esposti per i solai tipo Varese. nella luce libera tra due travi.16). In pratica la soletta prefabbricata. 13. venivano poste volterrane in laterizio o tavelloni (Fig. 13. 13.

sopra alle quali viene posta.50 metri) la struttura lamiera grecata-calcestruzzo ha un comportamento di trave continua su più appoggi.18 Questo comportamento statico si ha raramente e solo nel caso di solaio ad una campata. ancora per saldatura a punti all'estradosso delle lamiere. in cui l'acciaio funziona in un primo tempo come cassaforma e. si è arrivati a realizzare solai interamente metallici che oggi vanno prendendo sempre maggiore diffusione. Esistono tabelle di carico in funzione degli spessori delle lamiere (nor- . Viceversa nei casi più comuni quando le campate diventano numerose (il che è frequente perché l'interasse delle travi non supera i 2. oltre a riempire le nervature sormonta di almeno 3 4 cm le lamiere stesse. in parte compensato da una maggiore celerità di esecuzione.18).281 Onde evitare tali inconvenienti. mentre al calcestruzzo viene riservata la funzione di resistere nella parte superiore compressa (Fig. 13. una rete metallica elettrosaldata a maglia quadra. Fig. anche se ostacolati dall'alto costo. 13. ed il tutto viene completato da un getto di calcestruzzo di adeguata fluidità e granulometria che. Essi sono principalmente realizzati con la posa di lamiere d'acciaio grecate al di sopra delle orditure secondarie. E' evidente come sì venga a creare una struttura mista acciaio-calcestruzzo. fissate ad esse mediante punti di saldatura. come parte inferiore tesa. a realizzazione avvenuta.

e con dispositivi per il sostegno delle orditure di controsoffitto o costituiti da due lamiere accoppiabili fra loro una sull'altra. Fig. soprattutto perché nelle lamiere in acciaio zincato l'aderenza non è mai del tutto assicurata.282 malmente da 6 a 12/10). 13. Fra le più usate sono quelle con 4 nervature sullo sviluppo di un metro (si parte sempre per la profilatura da coils di 1 m di larghezza) di profondità di 45 mm o 65 mm o 95 mm.19). 13. Normalmente la parte nervata stretta ed alta. Principalmente esse variano nel numero di nervature e per la loro profondità. Altri tipi di lamiere si possono avere con agganci mutui particolari. Esìstono vari tipi di lamiere grecate a seconda delle Ditte costruttrici. La rete metallica che viene posta al di sopra delle lamiere ha una duplice funzione: aumentare l'aderenza e ripartire gli sforzi sulla cappa evitando le noiose fessurazioni. Dette tabelle sono tutte di derivazione sperimentale dato che il funzionamento acciaio-caicestruzzo è in questo caso affidato all'aderenza del getto alla sua cassaforma e. viene disposta verso il basso al fine di ridurre il getto e conseguentemente il peso del calcesturzzo.19 . elementi che vanno crescendo all'aumentare della portata richiesta. del tipo di grecatura e del getto. (Fig.

Manuale dell'ingegnere. Milano. Milano.20 nel quale risulta accoppiato alla struttura metallica principale delle travi.a. 1951. Milano. COLOMBO. Bologna. 13. Può essere anche molto vantaggio- Fig. 1968. SANTARELLA. ARCANGELI.283 Notevole vantaggio presentano detti solai per il loro esiguo peso (dai 110 ai 150 kg/m 2 ) e per la velocità di posa in opera anche senza particolari mezzi di sollevamento. 13. G. legherà le diverse strutture. II. Le Costruzioni in cemento armato.12 ed in tal caso il travetto in c. Questi tipi di solaio trovano largo impiego nella pratica. Scienza delle costruzioni. incorporando la trave metallica.20 samente impiegato il solaio illustrato alla Fig. voi. 13. 1958.7Z cemento armato. L. II. ed in questo caso la trave risulta incorporata nel getto di calcestruzzo di completamento.a. Anche in questo caso un getto di calcestruzzo. 1950. un normale solaio misto in laterizio e c. Bibliografia A. precompresso si appoggerà semplicemente sull'ala inferiore della trave in acciaio. Altro tipo di solaio sovente realizzato nelle costruzioni metalliche è quello molto schematicamente illustrato in Fig. mentre la pignatta costituirà elemento leggero di riempimento. anche perché uniscono ad una notevole efficienza statica e funzionale un costo che è da considerare abbastanza competitivo in relazione ad altri tipi di uso corrente. voi. . Il loro costo è però influenzato anche dalla necessità di controsoffittare gli ambienti dopo la loro posa e di dover difenderli da possibili attacchi del fuoco mediante amianto spruzzato o vere barriere al fuoco poste nel controsoffitto. BELLUZZI. 0..

variamente incastrata alle due estremità. I singoli componenti della trave REP sono solidarizzati tra loro mediante un procedimento di saldatura sotto gas di protezione C02 che l'Istituto Italiano per la Saldatura di Genova ha qualificato con i verbali n. 1664-76 conferiti alla produttrice Valdadige spa. Quest'ultimo. II calcolo statico viene eseguito in conformità alla normativa vigente mediante un elaboratore elettronico.Verona TRAVE REP Trave autoportante in acciaio . prescindendo dalla struttura verticale che non risulta quindi vincolante. 1649-76 e n.REP - La trave REP è l'elemento fondamentale e caratterizzante di un sistema costruttivo a prefabbricazione aperta che si realizza accoppiando la trave stessa a qualsiasi tipo di solaio che soddisfi alle esigenze statiche e funzionali richieste. Interamente prefabbricata in acciaio laminato tipo Fe 52 C (Uni 707072). Di regola si adotta l'ipotesi di trave continua su più appoggi puntiformi. A). Alle estremità è previsto un dispositivo di appoggio stabilizzante che garantisce un corretto inserimento nei nodi strutturali senza soluzione di continuità (fig. Esso rende possibile un dimensionamento "ad hoc" per ogni singola richiesta in base ai dati tecnici forniti dal progettista ed alle prescrizioni dello stesso.Informazione pubblicitaria della Valdadige Spa . offre il vantaggio di dare appoggio al solaio e di sostituire la casseratura per il getto integrativo. essa è composta da una orditura a traliccio realizzata con tondi saldati su un piatto di base. oltre a svolgere funzione statica. .

sia verso il basso. offre inoltre soluzioni interessanti anche nella realizzazione di strutture con campate a sbalzo. in quest'ultimo caso la trave REP è corredata di un apposito dispositivo che sostiene il solaio alla quota richiesta ed evita onerose puntellazioni provvisorie lungo la trave. . in particolare per quanto riguarda la rigidezza. purché si sottopongano a verifica le singole sezioni in ogni fase di carico. 1 sono illustrate 18 sezioni tipo di conglomerato cementizio memorizzate nel calcolatore elettronico e considerate resistenti ai fini statici nella trave mista. La struttura mista ottenuta con l'inserimento della trave REP raggiunge caratteristiche meccaniche notevoli. Così potendo scegliere. per il piatto fra le larghezze di 25. Dopo la stagionatura del conglomerato. Le armature e le sezioni tipo fornite all'elaboratore possono essere modificate. la continuità tra le varie campate è assicurata dalle barre di collegamento in acciaio fornite a corredo. Le loro caratteristiche dimensionali indicano la possibilità di realizzare anche travi di spessore diverso da quello del solaio e perciò sporgenti sia verso l'alto. 33.Informazione pubblicitaria della Valdadige Spa .Verona La trave REP si presta infatti ad essere posata sia su piedritti in cemento armato o in acciaio. 50. sia su murature nuove o vecchie. decisamente superiori a quelle che si possono ottenere con la tradizionale trave in cemento armato di uguali dimensioni. Nella tabella n.

000 kgm nella struttura H = 24 M > 11. il peso di acciaio richiesto per il corretto dimensionamento della trave stessa.000 kgm nella struttura H = 32 è necessario aumentare la larghezza dell'ala nella sezione a T in calcestruzzo collaborante con la trave REP. si può ricavare. In base ai momenti di esercizio agenti sulla trave REP. la- . 2). in funzione del loro comune spessore. La trave REP offre perciò al progettista una considerevole elasticità nel dimensionamento ed una scelta flessibile della maglia strutturale .Informazione pubblicitaria della Valdadige Spa . il peso stesso non può diminuire poiché il dimensionamento minimo rimane costante (Tab. Nel campo dei momenti d'esercizio inferiori a quelli indicati. per il tondo fra tutti i diametri in commercio. compresa l'armatura necessaria per assorbire i momenti negativi ai nodi. dove è possibile rilevare le coppie di valori. 2.000 kgm nella struttura H = 20 M > 8.Verona segue tabella 1 — Sezione tipo 66 cm e fra gli spessori di 6 e 10 mm. Ciò si ottiene disponendo nel solaio. "luce solaio. luce trave REP" associabili nell'ipotesi di continuità.000 kgm nella struttura H = 28 M > 14. si può facilmente sostituire all'armatura standard memorizzata quella più idonea al caso in esame. nei casi più comuni. Analogo criterio si può seguire nella scelta della sezione tipo. Nei casi in cui: M > 6. di conseguenza offre anche la possibilità di soddisfare agevolmente le esigenze architettoniche. I campi d'impiego sono rappresentati nel diagramma di fig.

teralmente alla trave stessa. mentre questi ultimi sono applicati al solaio che ad essa si accoppia. blocchi di alleggerimento che abbiano un'altezza inferiore di almeno 4 cm rispetto a quelli impiegati nella zona centrale della campata. particolarmente gravosa. Talvolta risulta conveniente. quando si impiegano solai nervati precompressi. risolvere tutto l'orizzontamento in completa autoportanza.Informazione pubblicitaria della Valdadige Spa . La trave REP viene posta in opera senza l'impiego di rompitratta. affinché siano assorbiti in piena sicurezza gli sforzi derivanti dalla prima fase di carico.Verona Tabella 2 . In tal caso va posta speciale attenzione al dimensionamento della trave ed agli ancoraggi ai pilastri.Peso TRAVE REP per metro lineare comprese barre integrative per momenti negativi. .

unita alla possibilità di fungere da cassero.Verona La caratteristica di autoportanza della trave REP. Figura B — Campi d'impiego per sovraccarichi di civile abitazione. consente cosi una sensibile riduzione e in qualche caso la eliminazione dei rompitratta provvisori.Informazione pubblicitaria della Valdadige Spa . maggiore pulizia di cantiere e migliore agibilità del piano sottostante. .

14. in sostituzione dei solai. 14. delle strutture spingenti. Si definiscono come volte semplici quelle che non presentano spigoli all'intradosso. o conci. senza causare gravi conseguenze all'impermeabilità della copertura o alla stabilità dei singoli elementi costituenti il manto.1) sono: La volta a botte (Fig. Il loro funzionamento statico è analogo a quello degli archi. da cui strettamente derivano: sono cioè costituite da una successione di elementi. né in difetto né in eccesso. Le principali (Fig. Suddivideremo le coperture in relazione alla loro struttura in: — coperture a volta — coperture a falde — coperture piane. oppure inclinate 0 a falde. ma soprattutto in strettissima funzione con il materiale adoperato come manto di copertura. Nelle coperture a falde.CAPITOLO QUATTORDICESIMO LE COPERTURE La copertura è l'elemento terminale della costruzione ed ha la funzione di proteggere questa dalle variazioni atmosferiche e dalle intemperie. esistono dei valori di pendenza ottimale che non possono essere superati. sia come strutture di copertura. che agendo per mutuo contrastro trasmettono alle imposte il peso proprio e i carichi sovrastanti. l'inclinazione di queste non è tanto in relazione alla zona ed alla latitudine ove dovrà sorgere l'edificio. Le coperture possono essere orizzontali o piane. necessitano di catene metalliche orizzontali per annullare gli sforzi di trazione in corrispondenza dell'imposta. costituita da un semicilindro ad asse retti- . costituite cioè da superfici curve uniche. come gli archi. Caso particolare sono le coperture a volta o a cupola di cui si accennerà brevemente in appresso. la pendenza si aggira attorno al 30 35%. almeno per i tipi tradizionali. Essendo.la). Ad esempio per un normale tetto di tegole in laterizio (coppi). Coperture a volta Furono usate nell'antichità sia come elemento di suddivisione dei vari piani. per il quale.

oppure obliquo (b). si voglia ottenere una zona unidirezionale di illuminazione. come le scale.290 lineo.1f.Forme geometriche di alcune volte semplici. costituita da una volta a botte avente per linee di imposta due cerchi concentrici o due eliche coassiali (e). come nel caso di edifici industriali. con sostegno centrale o ai vertici della superficie.i). conoide a doppia direttrice.g. o a generatrici inclinate (c) o con le imposte collocate a diversa altezza (d). particolarmente usata per la copertura di ambienti di forma irregolare.1 . è stata impiegata nel passato la volta anulare o elicoidale. 14. . La volta conica o a conoide (Fig. usata sovente per coperture industriali di grandi luci. analoga a quella delle coperture a "shed". 14.h. per particolari strutture. Fig. Caso particolare è invece quello riportato nella figura i. oppure quando. Spesso.

14. Si immagini cioè di tagliare con due piani verticali diagonali una volta a botte a pianta . 14.291 La volta a vela (Fig. costituita dall'intersezione di due volte a botte aventi le linee di imposta sui lati dell'ambiente. di scaricare i pesi soltanto sui quattro punti delimitanti la superficie. 14. La volta a padiglione (Fig.2a).2) sono: Fig.m) che è costituita da superfici sferiche oppure elissoidiche. Le principali (Fig. al contrario delle volte a botte. Si definiscono come volte composte quelle costituite dall'unione di più volte semplici e che presentano l'intradosso intersecato da spigoli e da angoli che ne interrompono la continuità. Sono indicate per coprire ambienti rispettivamente a pianta quadrata o rettangolare ed hanno caratteristica.2 .Forme geometriche di alcune volte composte.1 l. 14.

I tipi più usati sono il tipo classico a botte ove la struttura può essere costituita da elementi prefabbricati reticolari in calcestruzzo.292 quadrata. 14. era iniziata dalle linee di imposta tracciate sulla parete dell'ambiente e procedendo da queste sino alla sommità. Queste strutture necessitano di tiranti orizzontali in ferro. generalmente impiegate per illuminare l'ambiente sottostante. cioè lastre anch'esse prefabbricate in calcestruzzo. Le strutture a volta sono oggi quasi generalmente impiegate per la copertura di grandi luci per edifici industriali (i cosiddetti "capannoni"). che ne limitano in un certo senso l'impiego. sulla cui individualità estetica e costruttiva brevemente si è accennato nel capitolo 1. minori. tra arco ed arco. possono essere: La volta a botte con testate di padiglione (Fig. In laterizio sono anche eseguite le volte a conoide.2b). cioè degli elementi di volta in corrispondenza della struttura muraria portante all'imposta. elementi rettangolari. 14.h). sia di struttura nelle volte semplici che di riempimento in quelle composte. ottenuta tagliando con un piano orizzontale la parte superiore di una volta a padiglione oppure a botte con testate di padiglione. analogamente alla volta a vela concentra le azioni di spinta ai vertici della pianta. si otterranno cosi quattro parti a due a due uguali chiamate unghie le une e fusi le altre. Particolari apparecchi. 14. o a paraboloide o a doppia curvatura. Se la generatrice dell'unghia è inclinata si ottiene la volta rialzata (g. La volta lunettata (Fig.2d) costituita dall'intersezione su una volta a botte principale di altre volte a botte. Per la struttura delle volte nell'antichità vennero impiegati materiali lapidei o laterizi e la loro costruzione. sia perché tale elemento deve essere sufficientemente protetto dalle azioni del fuoco. meno importanti di volte composte. posti ad interesse non superiore ai 2 m e con interposti all'entradosso. L'unione di quattro fusi. La volta a schifo (Fig. Altri tipi.f) che. naturalmente variabili a seconda del tipo di volta adottata. 14. normali alla prima. stabilivano cioè la disposizione più opportuna da assegnare ai conci. La struttura può essere anche in laterizio.2e. costituita da travetti preconfezionati e posti in opera accostati come per i già descritti solai in laterizio e cemento armato. mentre l'unione di quattro unghie genera: La volta a crociera (Fig. Tale . generano appunto le volte a padiglione. che fu caratteristica dell'arte ogivale. fino a raggiungere il tipo ad archi acuti (i).2e). e tale rialzatura può essere più o meno accentuata. particolarmente per quelle del tipo composto. come avviene per gli archi. sia perché la presenza di tale suddivisione orizzontale rende in pratica inutilizzabile tutta la porzione di spazio compresa tra le imposte e l'intradosso della volta.

a.35x0.50 a 2. alla formazione di canali disposti a rete con lati alternativamente paralleli e normali agli archi. cedimenti degli appoggi e variazioni di temperatura. Tali canali vanno sigillati con conglomerato cementizio ad alta resistenza ed è buona norma costruttiva inserire in essi tondini di acciaio di adeguato diametro allo scopo di creare un efficace collegamento delle strutture in senso longitudinale. è da considerare perso ai fini dell'utilizzo. La copertura a volta per grandi luci. Per la fabbricazione degli elementi vengono esclusivamente usati conglomerati ad alto dosaggio di cementi ad alta resistenza. Le strutture vengono infine confezionate su tavoli vibranti ed in forme di ferro. vibrato con dimensioni di circa 2. Questa caratteristica è particolarmente favorevole al costruttore perché elimina il tenditore centrale permettendo di registrare comodamente la tensione del tirante delle sezioni di imposta.293 volume. come si vedrà in seguito. La conformazione dell'arco risulta con giunto centrale a maschio e femmina funzionante a cerniera. La sagomatura di queste lastre è tale da conferire una eccezionale leggerezza unita ad una notevolissima resistenza.00x0. Per cui. Oltre ai tiranti ed ai tenditori si hanno le piastre di acciaio da serrare contro le sezioni terminali di imposta dell'arco con i relativi dadi e controdadi. che generalmente è notevole. essendo il regime degli sforzi interni insensibili agli errori di posa in opera. e così pure la conformazione degli appoggi individuando la struttura come un arco a tre cerniere. 3) Tiranti in tondo di acciaio di controllata qualità per l'assorbimento della spinta orizzontale. Tale configurazione statica è particolarmente adatta nel caso della prefabbricazione per la semplicità di calcolo e per la facilità di montaggio. ma è altresì da considerare nel volume effettivo per il calcolo della illuminazione e del riscaldamento dell'ambiente. prefabbricata in calcestruzzo armato in cantieri specializzati.50 metri costituenti l'ossatura portante. interposti tra arco ed arco. inerti di appropriata granulometria e tondo di acciaio. quando gli elementi sono tra loro accostati. . l'attuale tendenza per le coperture di tipo industriale o per grandi luci tende ad eliminare le strutture a volta.08 metri. è costituita fondamentalmente da tre elementi: 1) Due semiarchi parabolici monolitici a struttura reticolare posti ad un interesse variabile da 1. Il profilo esterno dà luogo. 2) Lastre in c.

data la differenza considerevole di altezza che vengono ad assumere le pareti opposte dell'edificio in relazione alla pendenza della copertura. 14. Hardouin Mansard che per primo lo adoperò a Parigi verso la metà del 1600. di solito l'una molto più forte dell'altra. che devono essere progettate e conformate in modo da assicurare un perfetto e regolare deflusso delle acque piovane.294 Coperture a falda E' il tipo di copertura più comunemente usato negli edifici civili. usata sovente per edifici costituiti planimetricamente da superfici composte. cioè le rette di incontro delle superfici esterne e formanti angolo sporgente. in quanto all'altezza di cui si incontrano le falde . tale soluzione raramente è soddisfacente da un punto di vista estetico. cioè le rette di incontro delle superfici interne e formanti angolo rientrante. le linee di displuvio. Nella disposizione a più falde. E' invece molto usata la disposizione a due falde (il cosiddetto "tetto a capanna") caratterizzato da una linea di colmo centrale sulla copertura e due linee di gronda parallele ed opposte a questa. Tale tipo di tetto. sono costituite da due piani con differente inclinazione.3). particolare importanza riveste lo studio geometrico della copertura procedendo dagli angoli a mezzo di bisettrici. appunto le falde. dall'architetto J. Con tale tipo di copertura gli ambienti di sottotetto vengono ad essere utilizzati come abitabili ed i locali che se ne ricavano hanno pareti e soffitti piani. invece che risultare formate ciascuna di un unico piano inclinato. La più semplice disposizione è naturalmente ad una sola falda.3 (Fig. la linea di colmo e quella di gronda Fig. nei quali il tetto è costituito da uno o più elementi inclinati. In speciali condizioni ambientali e tradizionali si usano costruire anche tetti le cui falde. ed individuano le linee di compluvio. 14. prende il nome di mansarda. perché tutte le falde devono avere la medesima pendenza. ma anche se è qualche volta impiegata.

poi controsoffittata. hanno generalmente luce di 12 15 m. Tale tipo di struttura è certamente il più classico ed antico. esistendo in commercio materiale di minor costo e di più facile esecuzione e posa in opera. costituite in legno di essenza dura o resinosa quali il larice. Gli schemi strutturali più semplici con i particolari degli attacchi sono riportati in Fig. il castagno. anche se in qualche esempio del passato sono riscontrabili luci fino a 25 ^ 30 m. 14. l'abete o il pino. la catena. in quanto tale elemento dovrà resistere soltanto a sforzi di trazione. .4 . esterni della costruzione. è eseguita una solita impalcatura.a) Capriata palladiana. b) id con sottocatena.e. Hanno la caratteristica di scaricare il loro peso soltanto sui due muri portanti Fig. I carichi che devono sopportare le capriate comprendono: . è da far rilevare che il monaco non deve mai essere appoggiato all'elemento orizzontale. A seconda del tipo di struttura portante di copertura i tetti a falde possono essere suddivisi in: Capriate o incavallature in legno.d. 14.il peso del manto di copertura.295 a diversa inclinazione.4. c. ora generalmente in disuso. Sono a sezione triangolare.f) particolari costruttivi delle connessioni. ma anzi a mezzo di una o più staffe dovrà opporsi all'inflessione di questa sotto il peso proprio.

La struttura a capriata reticolare era il tipo più comune e ricorrente di copertura metallica. offre il vantaggio di poter usufruire del lato esterno della trave principale come lucernario. principalmente per quanto riguarda la pendenza della falda. o.5 — Esempio schematico di capriata metallica per edifici industriali. 9. sul cui corrente superiore. Come già detto. Naturalmente sono in funzione del tipo di manto di copertura adottato sia i tipi di arcarecci impiegati. Fig. appoggiate superiormente da un lato. La struttura a shed invece. — il sovraccarico accidentale dovuto alla neve ed alla spinta del vento.296 — il peso della piccola orditura (listelli di sostegno del manto e travicelli o travetti a questi ortogonali). essa è costituita da una serie di capriate ordite nel senso trasversale del fabbricato. è posta una serie di correnti longitudinali che prendono il nome di terzere o arcarecci ai quali è fissata la copertura. in corrispondenza dei nodi della struttura reticolare.5. particolarmente impiegata per edifici industriali.20). evitando i fastidiosi effetti di abbagliamento dei raggi solari diretti. con strutture a "sheds" costituite da travi reticolari principali rettilinee che portano. capriate triangolari di sostegno della copertura. che l'interasse tra questi ed anche il tipo di capriata. . esecuzione e montaggio. che nei tipi più correnti ha un valore medio del 15% (impiegando cioè manti di copertura in lastre di fibro-cemento o lamiera ondulata). Si è già visto come le strutture metalliche per la loro leggerezza possono essere agevolmente impiegate fino a 40 metri di luce non creando particolari problemi di progettazione. — il peso della grossa armatura (arcarecci o terzere). 14. 14. appesa inferiormente dall'altro. queste luci possono venire superate con tradizionali strutture a capriate (Fig. con diffusissimo uso per coperture industriali. — il peso proprio della capriata. orientato preferibilmente a nord. al fine di ottenere una illuminazione pressocché costante come intensità. di cui un esempio schematico è riportato in Fig. Capriate a strutture metalliche.

L'arco a tre cerniere è preferito nei casi in cui si debba supporre possibili cedimenti degli appoggi che. e principalmente per uso industriale. con questo tipo.6). correnti sulle travi secondarie e quindi orditi parallelamente alle travi principali. tra le quali hanno un'ampia diffusione quelle ad arco nei vari tipi e soluzioni.6 . Da tempo si sono operati però studi in altre direzioni al fine di ottenere coperture di diversa forma pur sempre atte alla copertura di grandi luci. Uno di questi si muove nel campo delle piastre reticolari. è il tipo di copertura "Behlen" di brevetto americano.Schema di struttura a shed. Fig. con funzioni anche di portavetro. sono costituite da una orditura di travi nei due sensi. incrociati a 90°. sistema assai laborioso essendo basato sulla congruenza degli abbassamenti di ogni nodo d'incrocio di dette travi. è di essere costituita da tre ordini di membrature: 1) Travi principali.297 La caratteristica costruttiva di questo tipo di copertura (Fig. sia normali. per le quali sono stati ottenuti dei pesi non eccessivamente elevati con altezze limitate e coperture pressocché piane. nei quali le spinte vengono affidate alle strutture sottostanti che le trasmettono poi alla base. che. che oggi è stato di molto snellito nella calcolazione dall'impiego dei calcolatori elettronici ed esistono già numerosi esempi di grandi coperture di questo tipo. gli archi reticolari vengono eseguiti con forma parabolica preferibilmente quando i carichi verticali siano predominanti e possono essere sia del tipo a spinta eliminata con tirante. non ne influenzano la stabilità. 2) Travi secondarie inclinate. 3) Arcarecci di sostegno della copertura. 14. costituita . Variante a questo tipo di soluzione pressocché completamente sperimentale. 14. appoggiate alla briglia superiore ed a quella inferiore delle travi principali. nel caso più semplice. si dovrà ricorrere ad altri tipi di struttura. Quando per particolari esigenze sia necessario superare le luci sopradetto. come già visto. generalmente reticolari. costituito cioè da un insieme di strutture reticolari nello spazio.

in controsoffittatura. LUCE LIBERA MASSIMA DELLA COPERTURA BEHLEN PER DIVERSI SOVRACCARICHI Aumentando l'altezza della copertura Behlen si possono ottenere campate fino a 100 metri senza appoggi intermedi.298 da lamiere irrigidite e sagomate a grande ondulatura. con una grande serie di diagonali a croce di Sant'Andrea realizzate in profili laminati a freddo con sagoma ad omega irrigidito. unite a lamiere simili. di spessore discretamente elevato. lasciando alle diagonali il compito di assorbire i tagli e trasmettere tra le due parti gli sforzi (Fig. Fig. per copertura. 14. Il sistema si basa sull'utilizzazione delle lamiere di copertura e di controsoffittatura come parti compresse e tese di una grande lastra. di notevole altezza. L'aspetto complessivo è di un grande cassone.7). che può essere lanciato su luci fino a 60 80 metri con notevole semplicità. 14.7 .

La copertura è realizzata con tegoloni in resine poliestere costituiti appositamente per l'opera.299 L'esperienza dei ponti sospesi ha portato. che permettono la copertura di grandi stadi. come volume tecnico per il passaggio di tubi o canalizzazioni. una tale luce permette l'interposizione degli elementi di chiusura realizzati con lastre prefabbricate in calcestruzzo che. se considerate come travi reticolari piane ad aste rigidamente collegate (infatti le unioni sono dei veri e propri incastri che impediscono alle aste di ruotare attorno ai nodi.) e sono poste di solito ad un interasse di circa 2 metri. auditorium. semplici o complesse. Presentano il vantaggio della rapidità della posa in opera. In Italia una interessante e positiva esperienza è stata realizzata a Genova con la costruzione del Palazzo dello Sport la cui copertura è schematicamente simile ad una ruota di bicicletta posta orizzontalmente in cui il mozzo costituisce un imbuto centrale per la illuminazione ed i raggi reggono copertura e controsoffitto. Capriate in calcestruzzo armato. sono sempre prefabbricate. Con tale sistema la struttura di copertura è posta in opera con estrema facilità ed in breve tempo. con notevoli densità e spesso schiumato direttamente. Il calcolo di queste strutture. con notevole leggerezza utilizzando elementi tutti sottoposti a trazione e realizzati con acciaio ad altissima resistenza. Poco però si può ancora dire sull'invecchiamento di questi nuovi materiali. generando agli estre- . a mezzo di un getto. allo studio ed alla realizzazione di coperture realizzate pressoché interamente con cavi. non richiedendo costose opere di puntellazione e di casseratura. tra le aste. vengono ancorati con i ferri che superiormente sporgono dal corrente superiore della capriata stessa. Oggigiorno le applicazioni più frequenti sono dirette verso il poliuretano espanso. ed in relazione all'impiego ed al loro peso risultano relativamente economiche. teatri ecc. Il problema più importante in questo tipo di struttura è rappresentato dalla ricerca dei materiali di copertura e di isolamento che devono essere al tempo stesso molto leggeri e resistenti nel tempo. Gli sforzi di compressione ed i movimenti derivanti dalla copertura vengono assorbiti dalle strutture verticali d'ambito. poggiano o sono incastrate su strutture laterali portanti (travi e pilastri in c.a. richiedendo una puntellazione provvisoria quanto mai limitata. possono coprire luci notevoli. ricoperto da manti impermeabilizzanti in resine sintetiche di notevole elasticità. a mezzo della costituzione di un controsoffitto a livello della catena. gli spazi sovrastanti. in quanto analogamente alle strutture prefabbricate ad arco. con le proprie pendenze. soprattutto in America. in elementi tutti tesi. Ne nascono forme complesse e superfici rigate. Altro vantaggio delle strutture a capriata è che è possibile utilizzare. adatte come impiego in sostituzione delle capriate in ferro.

semplificando. I solai sottotegola vengono tessuti fra la trave di colmo e le travi peri- . 14. La disposizione più classica prevede un muro di spina centrale per il sostegno della trave di colmo che è più alto dei muri perimetrali. Un particolare tipo di capriata che ha trovato un largo impiego è quello del tipo prefabbricato e precompresso in c.a. triangolari ed a lati diversamente inclinati. nei quali quello a pendenza minore sostiene il manto di copertura (di solito con solaio sottostante o con elementi prefabbricati in calcestruzzo). costituito da strutture reticolari più volte ripetute.8d). che è qualche volta verticale. la finestratura necessaria. 14. Un tale tipo di struttura viene impiegata esclusivamente con manti di copertura particolari (lastre ondulate di fibro-cemento) che richiedono una pendenza del 15%. e quindi con conseguente riduzione di altezza e riduzione di peso. a parete piana. si usano per la calcolazione gli ordinari diagrammi cremoniani. presentando tali strutture un rilevante numero di incognite iperstatiche. e pertanto il dimensionamento delle singole aste verrà eseguito considerando gli sforzi principali quali risultano dai diagrammi cremoniani. Strutture sottotegola per edifici civili Nei comuni edifici civili ove le luci sono generalmente modeste le falde dei tetti sono formate da comuni solai (solai sottotegola) collocati in opera con la pendenza necessaria al di sopra dell'ultimo solaio posto a copertura dell'ultimo piano. proveniente da nord.8e). quello più inclinato prevalentemente a flessione. e per strutture di semplice copertura. Tale tipo di struttura può essere naturalmente eseguita anche in ferro. è il tipo a shed (Fig. si dovrà disporre un puntone superiore o briglia. 14.300 mi delle aste dei momenti flettenti che determinano nelle stesse delle sollecitazioni non trascurabili) esigono calcoli notevolmente laboriosi e complessi. un tipo particolare che trova specifica applicazione negli edifici industriali che necessitano di una luce unidirezionale. Di conseguenza. Ogni triangolo dell'incavallatura è composto da due puntoni e da una catena. nel caso si volesse diminuire il numero di pilastri tra elemento ed elemento. il puntone più inclinato è soggetto a compressione e poco a flessione.8). e la catena a trazione. Le capriate in calcestruzzo possono assumere qualsiasi forma o dimensione. supponendo generalmente tutti i carichi concentrati sui nodi (che è poi la posizione degli arcarecci). di collegamento dei vertici superiori dei triangoli (Fig. a sezione rettangolare in corrispondenza degli appoggi ed alleggerita a doppio T nelle altre sezioni. e quello a pendenza più pronunciata. calcolata per sopportare carichi uniformemente ripartiti in condizioni di semplice appoggio. data la particolarità del calcestruzzo stesso di conformarsi perfettamente all'interno di casseforme precostituite (Fig.

14. Nel caso che il muro o la pilastrata di spina non fossero a egual distanza dai muri o dalle travi perimetrali le pendenze delle falde sarebbero diverse e potrebbero essere intollerabili.8 metrali di bordo. .301 Fig. In maniera analoga si procede nei fabbricati con ossatura in calcestruzzo armato.

Sopra questo solaio e con andamento perpendicolare ai travetti che lo compongono. con opportuni varchi lasciati nei muretti. ecc.) dovrà esser impermeabile all'acqua e termicamente isolante. ecc. sottofondi. In questo modo le due falde del tetto sono assimilabili a due puntoni di capriata. posa di antenne. La nuova tecnica consiste nel costruire l'ultimo solaio a copertura dell'ultimo piano sufficientemente robusto. Da pochi anni. al di sopra del quale per ragioni pratiche od estetiche.302 In questa ipotesi. Per eliminare la spinta che questi due puntoni vengono a ingenerare è necessario sistemare nel più alto solaio a copertura dell'ultimo piano una serie supplementare di ferri orizzontali saldamente connessi con le travi di bordo che vengono ad assolvere le funzioni della catena della ipotizzata capriata. peraltro. infatti. . lamiere grecate. se opportunamente attrezzato e protetto. per economizzare sul costo di costruzione delle falde del tetto si è adottata altra tecnica che certamente non risponde ai migliori canoni del buon costruire e i cui risultati potranno essere valutati fra pochi anni. di materiale termicamente isolante. neve) ed i carichi permanenti (pavimenti. dovrà poter essere accessibile per poter accedere al tetto per riparazioni. Coperture piane Il tipo più semplice per coperture di luci normali è quello rappresentato dal solaio di copertura dell'ultimo piano. Per i solai di sottotegola trovano buon impiego i solai tipo Varese che con le tavelle superiori costituiscono un ottimo piano di appoggio al manto di copertura (tegole. Sopra i detti muretti vengono posti delle tavelle saldate con malta che costituiscono il piano di appoggio del manto di copertura. come mansarda. Questo solaio oltre ad essere adatto a sopportare i carichi accidentali (persone. L'intenso reticolo di muretti rende inutilizzabile il sottotetto che.) e che consentono l'inserimento. vengono costruiti dei sottili muri con interasse fino ad un metro e di altezza degradante dal colmo alla gronda. nell'interspazio fra tavelle superiori e inferiori. Il volume di un sottotetto realizzato con travi sottotegola risulta praticabile e può essere usato come locale accessorio o anche. l'inconveniente può esser ovviato lasciando libera da appoggi e centrando la trave di colmo. e per luci contenute. ecc.. La costruzione delle falde di un tetto con solai sottotegola risulta relativamente caro e certamente più caro della costruzione delle falde con muretti e tavelle di cui si dirà. si voglia realizzare una terrazza (tetto piano) praticabile o meno.

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Per la struttura si rimanda al capitolo dei solai, per l'isolamento e lo scolo delle acque si rimanda al capitolo 15 (isolamento dall'umidità) per la protezione termica si rimanda al capitolo 17 (problemi termici). Per le coperture di grande luce, e generalmente per gli edifici industriali, si trascurano ormai le capriate (in ferro e in c.a.), le travi ad anima piena in calcestruzzo, le travi reticolari o a cassone in ferro o calcestruzzo perché il loro impiego risulta di alto costo e per il pericolo di attacco dal fuoco nel caso di strutture in ferro. In questi ultimi anni hanno trovato vantaggioso e larghissimo impiego le strutture costituite con travi prefabbricate e precompresse che oltre a superare luci notevoli, permettono una rapida esecuzione del lavoro ed hanno un prezzo contenuto e altamente competitivo oltre ad avere un aspetto più consono ai gusti estetici attuali e ad eliminare i volumi persi presenti nelle strutture ad arco. Queste travi precompresse possono o meno richiedere un completamento superiore di copertura (Fig. 14.9) e possono assumere le forme più svariate a seconda dei brevetti o delle industrie che le producono; si hanno così forme a Y, a X ad omega diritto o rovescio, a T, a C, a TT, ecc.. Nella Fig. 14.9 sono riportate le sezioni di tre tipi di coperture piane con travi precompresse. Nel caso di travi a Y poste tra loro ad un certo interasse e rese più o meno solidali con le strutture portanti perimetrali, lo spazio fra le varie travi viene chiuso con cupolini in calcestruzzo che, per dare una sufficiente illuminazione all'interno, possono, per file continue o a tratti, essere sostituite da cupolini translucidi in materiale plastico. Nella Figura 14.9 è anche rappresentata la sezione di una copertura a travi precompresse ad omega rovescia ed accostate fra di loro. In questo caso l'illuminazione supplementare necessaria può esser fornita da finestrelle ricavate sulle pareti verticali della trave ad omega. In tutte queste coperture con travi precompresse di grande luce il problema della condensa assume particolare importanza. Cosi, per evitare stillicidi di condensa, se il locale è riscaldato, è necessario adottare i necessari accorgimenti con contrasoffittature isolanti o altri sistemi. Le travi precompresse sono prodotte in stabilimenti a elevato livello di meccanizzazione, per cui, dati i costanti controlli a cui sono sottoposte, risultano confezionate con materiali di caratteristiche costanti; sono realizzate in calcestruzzo precompresso a fili aderenti e presentano il lembo superiore perfettamente finito in quanto per il loro impiego non è previsto alcun completamento superiore, essendo la loro sezione reagente atta a resistere da sola alle sollecitazioni esterne. Il loro vincolo alle strutture laterali (che possono essere anch'esse prefabbricate) è di semplice appoggio, mentre il loro interasse è variabile a seconda del tipo di copertura o di manto che vie-

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Fig. 14.9 - Esempi di coperture piane con tiavi precompresse.

ne adottato. Trovano impiego in tutti quei casi in cui si vuole evitare l'impalcatura provvisoria di sostegno e in quei casi in cui, per ragioni strutturali, non è necessario applicare una soletta collaborante. Il manto di copertura li manto di copertura è l'elemento che rende impermeabile la struttura del tetto permettendo un regolare e costante deflusso delle acque piovane. I tipi più comunemente usati sono le tegole curve, le tegole alla romana e le marsigliesi, a cui si è già accennato nel capitolo riguardante i laterizi, che pre-

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Fig. 14.10

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sentano pur con pesi propri abbastanza rilevanti il grandissimo vantaggio di essere adattabili ad ogni tipo di copertura per la limitata misura di ogni singolo elemento. Le caratteristiche per il loro impiego e le pendenze della falda del tetto su cui sono posti, possono essere sintetizzate nella tabella seguente:

Un materiale largamente usato, principalmente per manti di copertura di edifici industriali, per la notevole leggerezza e resistenza e per il fatto che consente pendenze delle falde non superiori al 15% è il fibro-cemento (impasto di cemento ed amianto pressato, il cui nome commercialmente tra i più noti è "Eternit"), conformato in lastre piane oppure ondulate. Tali lastre che hanno la caratteristica di essere autoportanti, hanno dimensioni variabili tra 0,95 e 1,050 m di larghezza e tra 1,22 e 2,44 m di lunghezza; hanno spessore variabile tra mm 5,5 e 7, ed il peso di un tale tipo di manto di copertura varia dagli 8 ai 12 kg/m 2 . Le lastre sono poste in opera con sovrapposizioni di circa 12 cm e fissate con viti di ferro zincato alla sottostante struttura se questa è in legno, oppure con bulloncini di ferro zincato e dado quadro se la struttura è metallica. Oltre all'estrema leggerezza e resistenza, tale tipo di materiale presenta il non indifferente vantaggio che non è necessaria una struttura sottostante continua di supporto, ma è sufficiente una struttura aperta (arcarecci) di maglia leggermente inferiore alle dimensioni della lastra. Sono però fragili e possono rompersi in casi di forti grandinate. I materiali metallici in lastre di rilevante spessore trovarono largo impiego nell'antichità come manti di copertura, e basti pensare ad esempio alle lastre di piombo che rivestono la struttura delle cupole della Basilica del Santo o della grande volta a carena del Palazzo della Ragione di Padova. Attualmente si usano lastre di minimo spessore, generalmente in lamiera sottile di acciaio zincato e sagomato, materiale dotato di elevata resistenza meccanica, di ottima resistenza all'azione degli agenti atmosferici che assicura, data la superficie perfettamente liscia, un agevole e costante defluire delle acque; sono anche di estrema leggerezza, di facile e rapida posa in opera e si adattano a qualsiasi tipo di struttura.

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Gli elementi di copertura in lamiera di acciaio zincata e sagomata (e la sagomatura può essere ad onde, come per le lastre di fibro-cemento oppure a greca e si hanno le lamiere grecate) sono solitamente caratterizzati da forma rettangolare con nervature, ricavate nel senso della lunghezza, che ne aumentano la resistenza a flessione. Le dimensioni sono variabili; le più comuni hanno uno spessore fino a 2 mm, una larghezza di circa un metro ed una lunghezza fino a 16 metri, ed il peso di una copertura di tale tipo è variabile da circa 10 a 20 kg/m 2 . Con l'applicazione di lamiere zincate fortemente nervate a tre onde trapezoidali (Fig. 14.11) che ne aumentano la capacità portante, si possono ricoprire ampie superfici ove gli appoggi sono costituiti da maglie poste ad interasse rilevanti; un lembo piegato verso l'alto lungo la testata superiore elimina le infiltrazioni di acqua per stravento, mentre un lembo piegato verso il basso lungo la testata inferiore fa le funzioni di gocciolatoio. Il fissaggio alla sottostante struttura, di qualunque tipo essa sia, avviene a mezzo di appositi giunti stagni a cappuccio studiati nei diversi tipi adatti ad ogni condizione di impiego (Fig. 14.11).

Fig. 14.11

Possono essere anche impiegati per tali tipi di copertura lamiere grecate in acciaio zincato, nervate secondo la lunghezza ed aventi forme e dimensioni diverse a seconda della portata richiesta ed in relazione alla distanza tra gli appoggi; in tal caso il manto di copertura continuo è ottenuto so-

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vrapponendo i lembi esterni delle lamiere, e l'ancoraggio alla sottostante struttura avviene con uno dei tipi di ganci di cui alla Fig. 14.12. Le lamiere zincate che costituiscono questi tipi di manti di copertura, hanno la capacità di riflettere, grazie alla loro speculante i raggi solari, fungendo da discreti isolanti; pur tuttavia nei casi si volesse ottenere un buon

Fig. 14.12

valore dell'isolamento, verranno impiegati i pannelli "sandwich" composti da due lamiere, una inferiore ed una superiore, con interposto strato isolante costituito da materassini di fibre minerali, oppure da resine sintetiche o schiume espanse. Come soluzione più economica possono essere usate speciali vernici isolanti con caratteristiche antirombo, che si applicano a spruzzo sulla superficie al di sotto della copertura. Altro materiale, eccellente sotto ogni punto di vista come manto di copertura, è il rame, conformato in lastre o in striscie lisce o nervate, che alle caratteristiche di resistenza e leggerezza proprie delle lamiere metalliche unisce la proprietà di autoproteggersi dagli agenti atmosferici. Il rame infatti appena esposto all'aria, diventa opaco e si scurisce per la formazione di solfato basico che forma una patina protettiva per il materiale sottostante; nel tempo tale patina assume la caratteristica colorazione verde-rame di gra-

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devole effetto estetico. Soltanto l'elevato costo ne limita notevolmente l'impiego. Anche molto usato per le sue eccellenti caratteristiche è l'alluminio, che anch'esso ha la proprietà di autoproteggersi naturalmente senza bisogno di vernici protettive. Tutti i manti di copertura metallici possono essere posti in opera con pendenze di falda minima di circa il 6 8 %.

Bibliografia G.B. MILANI, L'ossatura murale, Torino, 1911 A. CAVALLARI-MURAT, Intuizione statica ed immaginazione formale nei reticoli spaziali delle volte gotiche nervate, in "Atti e rassegna tecnica", luglio 1958. E. PITTINI, Lezioni di Architettura Tecnica, Torino, 1954. L. GUARNERI, Elementi costruttivi nell'Architettura, Volume II, Milano, 1965. A. PETRIGNANI, Tecnologie dell'Architettura, Milano, 1967. L'acciaio nell'Edilizia Moderna, Italsider, 1966Il rame nell'Architettura: i tetti, Cisar, 1964.

CAPITOLO QUINDICESIMO

LA PROTEZIONE CONTRO L'UMIDITA

Particolare importanza rivestono in un edificio tutte quelle opere protezionali che sono approntate per impermeabilizzarlo, cioè per difenderlo dalla penetrazione dell'acqua, che può essere di origine sotterranea oppure atmosferica. Pertanto potremo nettamente distinguere le opere relative a: — isolamento dall'umidità sotterranea, — isolamento dagli agenti atmosferici, — barriera al vapore.

Isolamento dall'umidità sotterranea Nel sottosuolo l'acqua si propaga essenzialmente per capillarità, ed infatti qualsiasi tipo di terreno è da considerarsi in pratica come un insieme di infiniti capillari; tale umidità proviene dal drenaggio delle acque superficiali nei vari strati del terreno e delle variazioni del livello della falda freatica; essa talora può esercitare anche delle gravose controspinte sulle pareti e sulle solette a pavimento di vani interrati. Nel caso di locali sotterranei sarà necessario individuare con esattezza il massimo livello raggiungibile dalla falda e provvedere di conseguenza ai vari tipi di impermeabilizzazione. Oltre all'impiego di calcestruzzi armati calcolati per l'antifessurazione e addittivati per renderli più plastici ed impermeabili, tra i manti protettivi che vanno applicati all'esterno delle murature d'ambito o superiormente al vespaio o sotto alla soletta di sostegno della pavimentazione, il più comune è certamente l'asfalto steso a caldo in uno strato su un sottofondo di malta di cemento fratazzata; oggi esistono in commercio emulsioni bituminose oppure, ancor più diffuse attualmente, membrane o guaine bituminose elastomeriche o di resine sintetiche anche armate con fili di vetro o di poliestere o altri prodotti particolari, il cui nome è variabile a seconda della ditta produttrice, che possono assicurare nei vari casi una sufficiente protezione alla penetrazione delle acque sotterranee. Un particolare accorgimento può essere adottato per impedire che l'acqua di falda penetri negli scantinati attraverso la discontinuità tra il getto della fondazione continua e quello del muro superiore, strutture che normalmente vengono eseguite

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Fig. 15.1 - Disposizione schematica degli strati impermeabili per la protezione degli scantinati dalla umidità.

Fig. 15.2 - Particolari per la protezione dall'acqua e per la ventilazione di uno scantinato.

Fig. 15.3 - Schemi di vespai aerati.

in tempi diversi: si inserisce nel getto della fondazione una metà di un elemento in plastica con foro ovalizzabile e lunghe alette la cui metà superiore viene poi incorporata nel sovrastante muro, creando una barriera invalicabile.

oppure limitatamente al di sotto delle tramezze. quando tale soluzione non si presenta di possibile realizzazione. a meno che non esista un'apposita e costosa fognatura drenante posta al di sotto del vespaio verticale per poter convenientemente convogliare e allontanare l'acqua dal fabbricato. creando in esse visibili incrinature che possono essere ovviate con l'interposizione di una leggera armatura in ferro a maglia posta nello spessore del massetto. Nel caso invece di locali posti al piano terra. con gli elementi più grossi intervallati da pezzature più minute di saturazione e con un massetto sovrastante dello spessore di 6 8 cm di calcestruzzo dosato a qli 2 2. è soggetta a naturali assestamenti che si ripercuotono sulle eventuali tramezzature poste a suddivisione degli ambienti. posto con cura. o completamente ciechi. ponendo cioè il livello del pavimento del piano sovrastante al di sopra del piano campagna. il sistema più semplice e comunemente usato è quello di creare un supporto al pavimento a mezzo di un vespaio. costituite da semplici tubi in cemento o cemento-amianto o laterizio. e pertanto si cerca di ovviare a tale inconveniente stendendo uno strato impermeabilizzante al di sopra del massetto e realizzando nello spessore del vespaio stesso dei cunicoli di aereazione in diretta comunicazione con l'esterno. è necessario che i locali interrati siano sempre convenientemente aerati. per eliminare ogni residuo di umidità. permettano con un adeguato "giro d'aria" una buona ventilazione dell'ambiente. Un sistema più conveniente e normalmente usato è quello di creare al di sotto del supporto del pavimento uno strato continuo di aria. La camera così costituita è messa in diretta comunicazione con l'esterno onde permettere una agevole e continua ventilazione. favorisce però ovviamente la penetrazione per capillarità dell'umidità dal sottosuolo. costituito da uno spessore costipato di 20 o 30 cm di ghiaione o pietrisco. in quanto con tale sistema si convoglia proprio a ridosso delle murature che si desiderano isolare. Quando il livello del pavimento del piano terreno è posto ad una quota superiore ai 60 80 cm dal piano di campagna. In caso comunque di locali interrati molto ampi.5 di cemento.313 Generalmente poi. sui quali viene gettata una sottile cappa in calcestruzzo per legare la struttura e costituire sottofondo alla pavimentazione. che sboccando al di sopra della copertura. come descritto. oppure con la creazione di "bocche di lupo". per tutta l'estensione del pavimento. Un normale vespaio. In ogni caso l'addossare alla muratura d'ambito dello scantinato un vespaio di pietrame o ghiaione non è mai soluzione consigliabile. l'acqua piovana proveniente dalla superficie del terreno. Tale disposizione. particolarmente in presenza di terreni cedevoli. a mezzo di una serie di muretti verticali costituiti in muratura ad una testa di mattoni con interposti superiormente dei tavelloni orizzontali autoportanti in laterizio. sarà sempre opportuno inserire in essi delle canne di aereazione. con finestre dirette. invece delle soluzioni in .

e convogliata a mezzo di condotti verticali. nel quale lo strato d'aria sottostante allo stesso sia messo in comunicazione con l'esterno per creare appunto un'efficace ventilazione al di sotto del pavimento. le grondaie quindi possono essere di differente linea o materiale. comunque perfettamente impermeabili. erano realizzate con sottili lastre di piombo. Si avrà: Q = LxS ove L è espresso in litri/minuto per m2 . con o senza cornice. Isolamento dagli agenti atmosferici Si è già visto nel capitolo precedente come tutti i tetti a falda. fino a confluire nella rete di fognatura stradale oppure. al terreno ove si inserisce in una rete di fognatura. detti pluviali. liscie. oppure con uno strato di emulsione bituminosa o di una guaina elastomerica posta al di sotto dell'inizio della muratura del piano terreno. Il primo fattore da determinare è la quantità Q di acqua che il tetto potrà ricevere. e tali interruzioni che una volta. e pertanto nel suo disegno e conformazione dovrà essere posta cura particolare. Un sistema di tale tipo è generalmente prescritto in caso di costruzioni scolastiche o di edilizia popolare con ambienti abitabili posti al piano terreno.314 precedenza descritte. Q è espresso in litri/min. sono attualmente generalmente eseguite con uno strato di asfalto colato a caldo. S è espres- . essendo in pratica la linea terminale dell'edificio. distinta da quelli degli impianti igienici dell'edificio detta delle acque nere. ove questa mancasse. è stata sempre considerata e particolarmente nell'antichità come un elemento di rilevante importanza architettonica. sia questa di struttura oppure di tamponamento. o ancora oggi per particolari lavori di restauro. può essere più conveniente porre in opera un normale solaio in laterizio. ed atte ad un rapido defluire delle acque. che è funzione dell'intensità della pioggia L e della superficie S della proiezione orizzontale della porzione di tetto servita da ogni singolo pluviale di discesa. sia per la funzionalità che per l'estetica dell'edificio. in apposite vasche perdenti. un agevole e costante defluire dell'acqua piovana. Sarà sempre comunque necessario interrompere con elementi impermeabili la muratura d'ambito dallo spiccato delle fondazioni onde evitare che l'umidità possa salire lungo i muri verticali. soprattutto in relazione alla pendenza della falda. debbano essere protetti da adeguati manti di copertura che consentano. chiamate appunto grondaie. detta delle acque bianche. La grondaia. Tale acqua è raccolta in corrispondenza delle linee di gronda in apposite canalizzazioni orizzontali. o comunque inclinati.

Il tipo di grondaia più classica è quello in lamiera zincata dello spessore di 6 7 decimi di mm.4 .Grondaia in lamiera. per evitare la rottura della stessa dovuta alle dilatazioni termiche.50. Noto Q si può determinare il diametro D della gronda con la seguente formula empirica D = 2. Fig. dovuti a foglie e terriccio trasportati dal vento. L'intensità ordinaria della pioggia per le nostre zone temperate è di un litro/minuto per m 2 . Una fìarte della grondaia viene infilata sotto il manto di copertura risalendo in modo da evitare che l'acqua che trabocca dalla grondaia possa penetrare nel tetto. Per i pluviali la sezione migliore è quella tonda (e il diametro generalmente usato è 100 miti) e bisogna proteggerne l'imbocco sulla grondaia con una griglia.4). poi. Le lamiere sono vendute in rotoli alti un metro.100 cm. Occorre. ad evitare sprechi. di forma semicircolare. 15. ragione per la quale lo sviluppo di una grondaia è sempre sottomultiplo del metro. misura quindi 33. per evitare intasamento. isolata ed esterna all'edificio sostenuta da appositi ferri detti "cicogne" (Fig. bisogna anche sempre fornire la grondaia di un goccio- . prevedere giunti di dilatazione qualora la gronda avesse una lunghezza superiore ai 15 20 m.315 so in m 2 . 15.04(2 Apposite tabelle danno la sezione della gronda in funzione della pendenza e della superficie di falda servita.66. però si considera generalmente un valore di 2 litri/minuto m2 per mediare con l'intensità massima ed assicurare alla copertura un regolare deflusso dell'acqua piovana.

316 latoio nella parte esterna per evitare che l'acqua traboccante corra lungo il muro. nel caso si volesse che la grondaia fosse interna ad un cornicione aggettante (Fig. Tutte le opere in lamiera andranno trattate con antiruggine e successiva verniciatura a più mani. semplicemente intonacate. dovute ad acqua di stravento o a tracimazioni delle grondaie. 15.5). e nel caso presentassero superfici anche minimamente in rilievo o rientranti. il cui uso però. a meno che non si volesse impiegare la lamiera di rame. è notevolmente limitato dato l'elevato costo del materiale. anche in questo caso la lamiera dovrà essere sagomata in modo da estendersi per un tratto al di sotto del manto di copertura e da formare elemento di gocciolatoio all'esterno. particolare cura dovrà essere posta nell'isolare dalle variazioni termiche gli ambienti dell'ultimo piano al di sotto della terrazza e nel creare un manto perfettamente impermeabile al di sopra del solaio. come ad esempio i cordoli dei solai che possono avere funzione estetica di marcapiani. onde evitare che l'acqua possa fermarsi al di sopra di esse. mentre è oggi normalmente diffuso l'impiego di tinteggiature idrorepellenti. Nel caso che la copertura dell'edificio venga realizzata a terrazza piana. eseguendo poi sulla superficie di copertura il trac- . o di acciaio inossidabile o di resine sintetiche. come già detto. Variabile naturalmente è il disegno e la forma.5 . o meglio trasparenti ai siliconi che creano un'efficace pellicola protettiva invisibile per ricoprire la faccia esterna della parete che può anche essere realizzata in mattoni oppure in calcestruzzo a vista. praticabile o meno. 15. sarà da usare dell'idrofugo mescolato alla malta. magari del tipo a camera d'aria per aumentarne la capacità di isolamento termico. Nel caso di pareti lisce esterne. Converse in lamiera verranno anche poste sul manto di copertura in corrispondenza delle linee di compluvio o comunque in tutte quelle zone di incontro della falda inclinata con murature verticali. al di sopra del bordo della cornice e al di sotto.Cornice di gronda. Il primo problema può essere risolto adottando innanzi tutto un solaio di notevole spessore. sarà opportuno predisporre delle apposite scossaline in lamiera nel contatto tra il muro e tali superfici. Per evitare infiltrazioni all'interno dell'edificio delle pareti verticali esterne. di delimitazione dei camini. sarà opportuno che tali pareti siano le più liscie possibili. come ad esempio attorno ai muri Fig.

Nel caso si volesse ottenere un valore maggiore dell'isolamento per gli ambienti sottostanti.C. fissata la posizione dei pluviali.V. creando delle vere e proprie linee di compluvio e displuvio e. 15. Per esser praticabile e comunque per proteggerla dagli effetti degradanti dei raggi solari una copertura di tale tipo abbisogna di una pavimentazione adeguata. potrebbe essere molto vantaggiosamente realizzata una struttura a camera d'aria analoga a quella già analizzata per i vespai aerati dei locali al piano terra. armate con fibre di vetro o di poliestere che — contrariamente al cartonfeltro bitumato — conservano immutate nel tempo la loro caratteristica di elasticità e di impermeabilità. così da formare un catino assolutamente impermeabile e duraturo nel tempo. lungo i muri che circondano il piano da impermeabilizzare. all'interno dei muretti. cosi da costituire un unico foglio impermeabilizzante senza soluzioni di continuità. Potrà essere posto nell'intercapedine così creata tra il tavellone ed il solaio. Le guaine o meglio "membrane" elastometriche o in P.V.C. oppure fogli di resine sintetiche (P. tessuto non tessuto.6) guaine elastometriche da 3 4 mm.C. carta craft) tra il manto impermeabile e la struttura per evitare che il movimento di quest'ultima. In tal modo. argilla espansa ecc. e ricoprire il tutto con tavelloni in laterizio autoportanti. Preventivamente si livella e si liscia a frattazzo l'estradosso della struttura da impermeabilizzare. quali pomice. Nelle zone ove il clima è soggetto a notevoli alternanze di temperatura durante le stagioni. ad una testa o forati. sarà da porre cioè sulla superficie orizzontale del solaio una serie di muretti in mattoni. La poco valida tecnica di impermeabilizzazione con cartonfeltro e emulsione bituminosa è stata completamente abbandonata e sostituita con tecniche decisamente migliore. non sarà mai consigliabile porre in opera un normale pavimento in mattonelle. si fanno risalire per circa 15 20 cent. (fig. Su questo piano si posano le guaine elastomeriche o di poliestere interponendo un qualsiasi materiale (cartonfeltro. Si usano.V. per escursioni termiche.V. o con il massetto in calcestruzzo leggero o con il sistema muretti-tavelloni. con collanti fluidi dello stesso materiale P. Le guaine elastomeriche vengono saldate tra loro a caldo mentre quelle in P. con la penetrazio- .. a diversa altezza per realizzare la pendenza desiderata.317 ciamento per il defluimento e la raccolta delle acque piovane. la pendenza richiesta — variabile tra il 2% e il 4% — potrà essere ottenuta gettando sulla cappa orizzontale del solaio un massetto di calcestruzzo leggero (500 800 kg/m 3 ) conformato a pendenza e realizzato con calcestruzzo con inerti leggeri ed isolanti. nel quale il sottile giunto tra piastrella e piastrella può costituire.C. anche del materiale isolante termico. oggi. e particolarmente in inverno. quasi esclusivamente. vermiculite.). si è realizzato il supporto in pendenza atto a ricevere l'impermeabilizzazione che era di solito costituita da più strati di cartonfeltro bitumato e di asfalto oppure di emulsione bituminosa. strappi il manto impermeabile.

Barriera al vapore Il vapore contenuto nell'aria interna dei singoli locali è. Fig. l'elemento disgregatore dell'intera pavimentazione. particolarmente durante i mesi caldi. come "volano termico". 15. entro determinati limiti. oppure un foglio sottilissimo di lamiera di alluminio o. soprattutto quelle di pareti perimetrali. con superficie lisciata oppure levigata. Tale vapore può però generare fenomeni negativi sugli elementi costruttivi degli edifici. con applicazione di vernici riflettenti con emulsione di alluminio.quando le superfici delimitanti un vano. Nel caso che la copertura non fosse praticabile può essere posto al di sopra dell'ultimo strato in sostituzione del pavimento. difatti l'umidità relativa dell'aria viene oggi controllata e se del caso corretta con i più aggiornati impianti di climatizzazione. nel caso delle membrane.L'isolamento di un tetto piano praticabile. tagliata a quadroni di circa 80x80 era di lato e con interposto materiale elastico tra giunto e giunto per impedire le infiltrazioni e per favorire la dilatazione del pavimento.318 ne dell'acqua per capillarità. raggiungono la temperatura di ru- . specificatamente nei casi in cui esso condensa: in particolare si considerano qui due casi: .6 . dei vetri e dei soffitti. uno spessore di 5 cm di ghiaietta. condizione essenziale di benessere per l'uomo. Sarà pertanto più adatto costituire una pavimentazione in calcestruzzo normale.

l'umidità che qui si forma. BE-MA Ed. 1975. il vapore condensa su dette superfici: il fenomeno è facilmente rilevabile d'inverno nei punti più freddi. . soprattutto dei pannelli termoisolanti. come si dirà più avanti. CADERGIUS. Fig. La tenuta all'aria e all'acqua degli edifici. può provocare deterioramenti irreversibili di certi materiali. condensa all'interno della muratura. a ciò va posto rimedio con un adeguato uso della coibentazione termica affinché appunto anche nelle condizioni climatiche più gravose tali superfici non scendano sotto la temperatura di rugiada. 1979. Bologna. R. 15. oltre a ridurre. il potere isolante termico della parete. Bibliografia P. Isolamento e protezione dei fabbricati. il vapore che naturalmente passa da temperatura superiore a temperatura inferiore.319 giada. — quando la temperatura di rugiada si raggiunge in una certa posizione all'interno dello spessore dei muri. Per evitare questo pericolo si provvede a creare una barriera al vapore. interponendo uno strato impermeabile al vapore (ad esempio un foglio di alluminio) in posizione tale che prima di esso la temperatura rimanga al di sopra di quella di condensazione (rugiada). Milano. MARSH. sulle finestre ed in corrispondenza dei ponti termici e di spigoli esposti a nord-est.7 — Tetto rovescio pedonatole.. Ciò può comportare formazione di antiestetiche muffe e talora alterazioni permanenti delle tinteggiature e degli intonaci.

.

ma con la differenza che nell'acqua i cerchi si estendono in larghezza orizzontalmente. e la voce si estende in larghezza e man mano sale verso l'alto". cioè più il materiale è duro e compatto maggiore è la velocità del suono. di solito l'aria. 3): "La voce è un movimento di onde dell'aria sensibile al senso dell'udito. V. De Architettura.. della posizione o velocità delle stesse che si propaga in un mezzo elastico..CAPITOLO SEDICESIMO PROBLEMI ACUSTICI Il suono è un'alterazione della pressione di particelle. tanto che era già definito nel IV secolo a. da Aristosseno da Taranto che così lo descriveva (Vitruvio. La rappresentazione di un'onda sonora è una sinusoide . gettando un sasso nell'acqua stagnante si producono innumerevoli circoli di onde che si allargano e si diffondono per quanto possibile dal centro. Nello stesso modo si estende la voce anche circolarmente. come quando. tale fenomeno era conosciuto fin dall'antichità. cioè quello emesso dai rebbi di . Esso si propaga per infinite vibrazioni circolari. a meno che non si opponga la ristrettezza del luogo o qualche ostacolo che non lascia giungere le onde al loro termine.C. in altri materiali è direttamente proporzionale alla densità del mezzo. della tensione. tale figura rappresenta però visivamente un suono puro. La velocità del suono nell'aria (alla temperatura di 18°C e ad un valore definito dell'umidità) è di 343 m/sec. e tale fenomeno è particolarmente rilevabile in edilizia ove sono impiegati generalmente materiali pesanti e compatti e di elevata densità. Nella tabella seguente sono riportate le velocità del suono attraverso i materiali di uso più frequente. secondo onde concentriche alternativamente di compressione e rarefazione.

in parte assorbita ed in parte trasmessa. che vengono ad aggiungersi al primo e che caratterizzano qualitativamente il suono. La prima è un'unità fisica e rappresenta il minimo aumento di sensazione che l'orecchio umano può apprezzare. 256.1. l'energia sonora incidente viene in parte riflessa. Fig. Quando un'onda sonora nel suo moto di propagazione incontra un'ostacolo. che nei fenomeni della riflessione segue le medesime ben note leggi delle onde luminose relative alla riflessione ottica. è molto ricca di armoniche. ma anche le zone di frequenza che caratterizzano gli armonici. ad esempio una parete. Infatti ogni suono composto è formato da un suono puro fondamentale e da suoni puri di intensità molto minori. è da fare a riguardo della propagazione del suono. particolarmente per lo studio delle superfici investite dalle onde sonore. le consonanti invece possono arrivare a 10. Il phon è invece l'unità di eguale livello sonoro. . ad esempio. entro tali limiti è il campo di udidibilità. Per quanto riguarda l'acustica tecnica è però necessario non solo considerare la frequenza dei suoni fondamentali.000 a 4. o livello fisiologico. 16.000 Hz. 4096 Hz. 512.322 un diapason. che rappresentano in funzione della frequenza il livello di intensità fisica dei suoni che provocano una sensazione di uguale intensità.500 Hz. ma delle formazioni estremamente complesse. come quelli originati da strumenti musicali o dalla voce umana. non si avranno più come rappresentazione grafica delle semplici sinusoidi. L'orecchio umano è sensibile ai suoni compresi tra i 20 e i 20.000 Hz. 2048. Sono state stabilite sperimentalmente delle curve di uguale livello sonoro. Fig. come riportato nell'allegata tabella. 16. cioè per il suono di riferimento. cioè un'unità di misura psicofisica con la quale. Se invece si considerano dei suoni comuni. è un rapporto tra due diverse intensità o pressioni ed esprime la misura di una amplificazione o di una attenuazione rispetto ad una grandezza base conosciuta (zero dB). le frequenze che caratterizzano le vocali vanno da 3. Una considerazione di rilevante importanza. detti suoni armonici. dette isofoniche. L'assorbimento di energia sonora da parte della parete in esame è dovuta a diversi fenomeni che trasformano il suono in altre forme di energia. Le unità di misura più usate nell'acustica tecnica sono il decibel (dB) e il phon. 1024. E' possibile quindi costruire una scala delle pressioni sonore da 0 dB {soglia di udibilità) a 130 dB {soglia del dolore). Generalmente si esegue un calcolo acustico o si osserva il potere di assorbimento di un materiale alle seguenti frequenze principali: 128.2. si riesce a tener conto dell'effetto simultaneo e complesso della frequenza e dell'intensità sulla nostra sensibilità generale. a differenza del decibel che è un'unità matematica. Dalla lettura delle curve si nota che il livello fisiologico espresso in phon è uguale al livello fisico espresso in decibel solo per la frequenza di 1000 Hz. La voce umana.

e dipende strettamente dalla natura stessa del materiale. vernici.). se il materiale impiegato è a struttura porosa e non omogenea (fibre di vetro. .323 Pressione e livello sonoro medio in ambienti diversi. pietra.) l'assorbimento di energia sonora sarà maggiore che per materiali compatti a superficie dura e liscia (marmo. di legno. ecc. lana minerale ecc.

che viene ancora esaltato dalle vibrazioni forzate delle innumerevoli fibre che compongono il ma- . Infatti nel primo caso l'onda sonora penetrando nelle cavità. Fig.2 .Un'onda sonora che incontra una parete viene in parte riflessa. la quale trasforma l'energia sonora in calore mediante la resistenza per viscosità ed attrito offerta dal materiale. in parte assorbita e in parte trasmessa.1 . mette in vibrazione l'aria contenuta in esse. 16.324 Fig. ed accresce cosi il naturale processo di assorbimento.Curve di uguale livello sonoro. 16.

oppure che occorrono cinque metri quadrati di tale materiale per ottenere un'unità assorbente. Se indichiamo quindi. l'alluminio. come la lana di vetro o di roccia. La capacità di un materiale ad assorbire l'energia sonora ad una determinata frequenza è chiamato coefficiente di assorbimento a quella frequenza. come il ferro. e presentano la superficie forata.325 teriale. i materiali costituiti da agglomerati di legno di polistirolo espanso. In linea generale i materiali riflettenti si presentano a superficie dura ed a struttura compatta. I pannelli di questo tipo hanno al di sotto della superficie forata dei materassini di fibre minerali (lana di vetro o di roccia). i laminati plastici. una superficie unitaria attraverso la quale l'energia sonora viene completamente assorbita. detta quantità rappresenta il rapporto tra l'energia sonora non riflessa (assorbita e trasmessa) e l'energia totale incidente. mentre i materiali assorbenti si presentano a superficie non compatta e a struttura porosa a cellule aperte. E' possibile suddividere i materiali acustici nelle seguenti categorie principali: Pannelli prefabbricati. Le dimensioni di queste cavità e di questi fori. e i fori che presenta la lamiera funzionano come dei piccoli risuonatori di Helmotz e possono es- . i materiali potranno quindi essere classificati come materiali riflettenti e come materiali assorbenti l'energia sonora incidente. il numero e la forma di essi fanno variare l'assorbimento di energia sonora. il legno verniciato.20. anche a seconda della frequenza e dell'ampiezza del suono incidente. di distruzione cioè dell'energia sonora. oppure in lamierino di alluminio o in ferro zincato e verniciato. Per cui si dirà che un materiale ha coefficiente di assorbimento uguale a 0. cioè una superficie a coefficiente di assorbimento uguale ad uno. Possono essere in gesso. il marmo. ecc. ecc. quando un metro quadrato di esso assorbe il 20% dell'energia incidente. con a il valore del coefficiente di assorbimento. L'assorbimento quindi non è altro che un processo dissipativo. il quale dopo varie esperienze definì come unità di assorbimento o unità di finestra aperta. avremo che l'assorbimento totale A di un materiale di superficie S sarà dato dal prodotto: Materiali acustici In relazione alle proprietà acustiche sopraccennate. ed esso avviene quando il regolare moto vibratorio è distrutto dalle forze di viscosità ed attrito offerto dalle molecole del materiale incontrato. La definizione del coefficiente di assorbimento è basata sull'ipotesi del Sabine..

. Questi intonaci sono costituiti da elementi di particolari materiali assorbenti. provocati da macchinari e si trasmettono alle strutture eccitandone le frequenze proprie e trasmettendo le vibrazioni all'interno delle strutture stesse. e particolarmente alle basse frequenze. Essi arrecano disturbo negli ambienti dove sono emessi ed anche in quelli limitrofi.). Pur presentando un coefficiente di assorbimento minore dei tipi precedenti. L'esempio più classico di questo tipo di isolante è l'Eraclit. ecc. combinati con leganti che ne permettono un rapido e facile montaggio. Pannelli di materiale compresso. Rumori di questo tipo sono provocati nelle abitazioni da macchine in movimento. L'assorbimento di questo tipo di materiale varia con lo spessore. per essere in grado di poter studiare ed attuare il modo più adatto per attuirne gli effetti. generalmente a grana molto fine (vermiculite. che possono essere posti in opera con i sistemi normali o a spruzzo. Per limitare gli effetti dei rumori aerei bisogna provvedere ad isolare . Intonaci acustici. dovuti in genere ad urti sul pavimento (calpestio. sia al naturale che verniciato. provocati da sorgenti sonore e trasmessi attraverso l'atmosfera. L'isolamento acustico E' conveniente classificare i rumori a seconda del tipo particolare di propagazione sonora. Potremo pertanto distinguere tra: Rumori aerei. di facile deterioramento e di non poter essere lavati o dipinti. motori delle apparecchiature di riscaldamento. ascensori. questo tipo di materiale ha la proprietà di assorbire molto bene frequenze che variano dai 500 ai 5000 Hz. come pompe. hanno però l'inconveniente di essere scarsamente decorativi. propagandosi in questi ultimi per trasmessione attraverso le pareti o attraverso le fessure. come già visto. Rumori dovuti a percussioni. Hanno caratteristiche di assorbimento particolarmente alle medie frequenze. ottenuto con sfilacciature di legno di pioppo impastato con legante magnesiaco. in base al principio di Huygens. perlite ecc.326 sere di diverse dimensioni per poter assorbire suoni di diverse frequenze. oggetti che cadono) o sulle pareti. prodotto. hanno il vantaggio del basso costo e della facilità della posa in opera. e autoportante. la composizione ed il modo con cui è applicato alle pareti. Rumori dovuti a vibrazioni. tanto che può essere impiegato per rivestimenti di pareti e di soffitti. Sono i più comuni rumori della casa.

Isolamento della parete piena in funzione della massa. se si considera ad esempio. è una grandezza caratteristica di un materiale in determinate condizioni fisiche. i serramenti e l'intradosso dei solai.327 in modo opportuno le pareti verticali interne. La resistività acustica è data dal prodotto della densità del corpo per la velocità di propagazione del suono in esso. quando si vuol realizzare l'isolamento da un suono che si propaga nell'aria. una parete di mattoni pieni dello spessore complessivo di 25 cm. e quindi il peso di una parete di materiale rigido ed omogeneo. per frequenze comprese tra i 125 e 2048 Hz. 16. Per eliminare i rumori dovuti a vibrazioni bisogna creare per gli impianti che li provocano. Così. Vi sono due leggi fondamentali che regolano l'isolamento acustico . la prima è la seguente : — Per impedire la trasmissione del suono in un corpo occorrono dei materiali isolanti la cui resistività sia il più possibile diversa da quella del corpo stesso. Il diagramma riportato in Fig. dei basamenti o dei giunti isolanti (detti appunto antivibranti). 16. la quale ha bassa resistività acustica. non si aumenta che di soli 5 dB il suo potere di attenuazione acustica. che attenua 48 dB e pesa 420 kg/m 2 . Questo spiega che. cioè dei veri e propri cuscinetti entro i quali le vibrazioni si smorzino . da ciò in conseguenza la necessità di forti spessori murari per impedire che il suono che si propaga nell'aria si trasmetta nell'interno degli ambienti. che raddoppiando lo spessore. L'esperienza ha dimostrato però. e dipende oltre che dalla natura del materiale stesso. occorrono materiali pesanti ad alta resistività e viceversa.3 . e si pensasse di raddoppiarne lo spessore.3 rappresenta l'isolamento globale di una parete di peso dato. come l'utilità di diaframmare con camere d'aria le strutture murarie. si otterrebbe solo un'attenuazione di circa 53 dB con un peso proprio di oltre 800 kg/m 2 . anche dai trattamenti subiti. . Fig. esterne.

Esempi di pareti multiple esterne e divisorie per l'isolamento dai rumori aerei. ovviamente non è possibile applicare un principio di tale tipo. composte da due o più strati di materiale leggero indipendente.4 . potremo pertanto distinguere tra pareti semplici e pareti multiple.4. Per la tecnica dell'isolamento. . del feltro. Tale principio può essere considerato come la seconda legge dell'isolamento acustico.328 per le frequenze comprese tra 25 e 2048 Hz. ma separati da un intercapedine di aria che può essere anche riempita con del materiale fono-isolante. per isolare corpi di elevata densità. Pareti multiple si intendono invece quelle. 16. nelle moderne costruzioni. specie multipiane. ove i singoli elementi possono essere anche costituiti da materiali differenti. Le prime s'intendono costituite da uno o più strati connessi rigidamente tra di loro. delle fibre di vetro o minerali. Risulta quindi evidente che se la massa è necessaria in partenza per creare una certa isolazione. cioè di ogni analogo materiale poroso e leggero. come ad esempio mattoni più intonaco. delle più recenti resine espanse. Esaminiamo brevemente i due differenti tipi. Ciò spiega l'utilità del sughero. non connessi tra loro rigidamente. è superiore a quella risultante dalla somma dei pesi dei singoli strati che ne costituiscono la struttura. Fig. con una appropriata esecuzione. L'isolamento di quest'ultimo tipo di parete. e chiaramente dimostra che l'isolamento varia sensibilmente con il logaritmo della massa. si dovranno poi raggiungere pesi enormi per ottenere degli isolamenti sufficienti. 16. Le caratteristiche acusti- Fig.

e) della costituzione fisica e chimica del materiale degli strati. che rispondono ai requisiti richiesti. ogni intercapedine infatti costituisce una speciale camera riverberante. In alcuni Stati sono fissati con precisione i valori di isolamento (cioè di abbattimento del livello sonoro. Si useranno quindi le pareti multiple. in dB) che dovrebbe avere una parete divisoria tra ambienti diversi. che non dovrebbe mai essere inferiore a 5 cm. e facilmente raggiungono il valore dell'isolamento prescritto. Per una parete multipla il valore di isolamento è in funzione: a) del peso per unità di superficie della parete. è in pratica irrealizzabile. in quanto presentano tra l'altro il non indifferente vantaggio di poter raddoppiare il valore dell'attenuazione. nel campo delle frequenze tra 100 e 3000 Hz e nel caso di civili abitazioni. Riportiamo nella tabella seguente i valori dell'attenuazione in dB dello strato d'aria tra due pareti di peso uguale. ponendo in opera due pareti indipendenti. per non avere gli stessi modi propri di risonanza. il che. E' opportuno però che le pareti che racchiudono l'intercapedine. ad esempio nelle norme tedesche per l'edilizia (DIN 4110 cpv. Particolare importanza in questo tipo di parete. b) dello spessore dei vari strati che ne costituiscono struttura. si può incrementare il valore dell'isolamento. per cui. Si è però già visto in precedenza. come per ottenere in una parete semplice il valore succitato di attenuazione sonora.329 che di una parete semplice sono strettamente in funzione: a) del peso per unità di superficie della parete. non collegate tra loro da legami rigidi. come già detto. d) del sistema di montaggio dello strato isolante. siano di materiale diverso. di 53 dB invece nel caso di ospedali. ricorrendo all'assorbimento della energia sonora. e) del sistema di ancoraggio della parete multipla all'ossatura dell'edificio. sia necessaria una parete della massa di 420 kg/m 2 . b) della sua rigidezza alla flessione. è fissata un'attenuazione minima di 48 dB. leggere e sottili. c) del valore del coefficiente di assorbimento del materiale di cui è costituita la parete. se cosi non fosse si provvede- . D 11). riveste l'intercapedine che generalmente separa i due elementi principali costitutivi della sua struttura.

servizi. interesse particolare rivestono quelle di suddivisione degli appartamenti. Per quanto riguarda le pareti esterne. cioè costruito senza collegamenti rigidi con l'elemento opposto. oppure disporre nastri di tale materiale lungo i bordi o riempire parzialmente la camera d'aria con elementi di detto materiale. se non dello spessore della camera d'aria. o di delimitazione di determinati ambienti. con doppia parete ed intercapedine. sia applicato del materiale poroso e fonoassorbente. si può riempire completamente con materiale poroso e fono assorbente lo strato d'aria dell'intercapedine. — che nell'intercapedine di almeno 5 cm. anche se è consigliabile che una delle due faccie venga eseguita con mattoni pieni disposti in foglio. ad esempio la parete verso l'esterno in mattoni pieni. converrà adottare pareti multiple. Per sfruttare però. — che gli strati di malta siano continui e non lascino alcuna fessura poiché. e sovente nelle nostre abitazioni. il valore dell'isolamento. In questo tipo di pareti estrema cura ed accorgimenti dovranno essere posti nella costruzione e nella scelta delle finestre. valgono comunque le medesime osservazioni riportate a proposito delle pareti esterne. perimetrali dell'edificio. tubi passanti. nell'intercapedine è bene sia posto uno strato di materiale poroso dello spessore non inferiore a cm 2. cucine. sale. quali camere da letto. ad esempio. per non annullare i vantaggi ottenuti con l'adozione della parete multipla. Per ottenere un soddisfacente risultato nel valore di attenuazione bisognerà osservare: — che ciascuno dei due elementi costituenti la parete sia quanto più pesante possibile. per il noto principio. con doppia parete racchiudente un'intercapedine continua interna. ad esempio con mattoni. vale ovviamente quanto suesposto a proposito delle pareti esterne poiché non potendone aumentare il peso. e quella verso l'interno in forati o mattoni in foglio. I singoli elementi potranno essere in laterizio forato. per opporre una determinata massa al primo frangersi delle onde sonore. quando i singoli elementi della parete siano uniti rigidamente tra loro. almeno dello spessore di cm 2. Anche in questo caso. verrebbe in pratica annullata ogni opera di isolamento. Per quanto riguarda le pareti interne. l'assorbimento di energia sonora per migliorare l'isolamento acustico.. ponti di malta.330 rà ad intonacare con un particolare tipo di malta una faccia della parete. e ciò per aumentare con l'assorbimento di energia sonora. che costituiscono l'unico schermo dai rumori provenienti dalla strada. lasciando sull'altra. come già accennato. infatti l'effetto dell'intercapedine può venire pregiudicato od anche completamente annullato. ecc. — che ogni elemento sia da considerare completamente isolato. ove . sarà opportuno adottare una soluzione del tipo precedentemente indicato. E' da far notare che una parete così descritta viene però ad occupare uno spessore totale di oltre 20 cm. il laterizio a vista.

e pertanto la tecnica moderna ha messo a punto un sistema notevolmente efficace ed economico per dare all'isolamento acustico sufficienti valori di accettabilità. nei quali i solai adottati generalmente del tipo misto in laterizio e c. che si descrive in appresso. Si tratta dei cosiddetti pavimenti galleggianti. pur con spessore totale non rilevante. a mezzo di percussioni degli stessi che. oppure normali pannelli a fibra lunga del medesimo materiale. In Germania ha trovato di recente larga applicazione un tipo di parete. teoricamente. sono in pratica nulli contro il calpestìo. fissata al soffitto a mezzo di ganci isolati e che sostiene un intonaco civile a due strati di malta di calce e gesso.5. che se presentano discrete caratteristiche di isolamento contro i rumori aerei. vengono adoperati o pannelli rigidi di fibre di vetro o minerale impregnati di resine sintetiche.. in modo da isolare completamente il pavimento delle pareti circostanti e farlo così "galleggiare" sullo strato smorzante. vengono risvoltati verso l'alto alle estremità. una soluzione di tale tipo non è in pratica realizzabile. sughero. ecc. è uno dei fenomeni più diffusi e fastidiosi dei moderni edifici a struttura in calcestruzzo armato. come hanno consigliato recenti esperienze.a. già intonacata e pareggiata sulla faccia da isolare. per far sì che eventuali vibrazioni della parete non si trasmettano alle strutture dello stabile. Su una parete di 80 120 mm di spessore. granulare di gomma. come il calpestìo. si è così creata una completa discontinuità tra gli elementi strutturali e gli ambienti abitabili a mezzo dei pavimenti galleggianti e delle pareti multiple per cui. Sarà in ogni caso opportuno che qualsiasi tipo di parete interna sia montata su un supporto di materiale fono isolante. Poiché. ad esempio un agglomerato di fibre di legno. cioè di una serie di cuscinetti fono assorbenti. il rumore si propaga soltanto lungo . E' necessario però che il materiale impiegato per questi cuscinetti sia atto a sopportare con continuità e nel tempo i carichi statici e accidentali che possono gravare sul pavimento. o di altro materiale (ad es. dello spessore totale di cm 2. come si è già visto. Per quanto riguarda la trasmissione di rumore attraverso i solai. e che permette di ottenere l'attenuazione prescritta dalle norme DIN di 48 dB. senza subirne delle deformazioni permanenti. Di solito.331 lo spazio è studiato e calibrato al millimetro. oltre a distaccare nettamente il pavimento dal solaio. posti paralleli tra di loro al di sotto di una caldana di calcestruzzo i quali. Uno dei sistemi migliori per interrompere la propagazione delle onde sonore all'interno delle strutture dell'edificio sarebbe la creazione di una discontinuità strutturale che potesse fare da schermo alla trasmissione del rumore. viene applicato con precauzione uno strato isolante di fibre minerali da 80 100 mm su questo poi è appoggiata una rete portaintonaco. non è sempre possibile porre in opera una struttura di tale tipo. e consente altresì una facile applicazione anche su pareti già costruite da tempo.).

posto nell'ambiente al di sotto del pavimento in esame. 16. costituenti la "struttura a scatola". disteso sugli elementi metallici. Un soffitto di tale tipo è costituito in genere da elementi in metallo.5 . sarà riempita da uno strato di materiale fono assorbente. Lo strato isolan- Fig. 16. con l'adozione di un soffitto sospeso isolante.5. che sono semplicemente appoggiati alle murature perimetrali a mezzo di uno strato isolante oppure sospesi al solaio mediante accoppiamenti smorzanti. Esaminiamo un esempio di pavimento galleggiante. basterà porre in opera degli elementi forati. la piccola intercapedine che risulterà tra il solaio ed il soffitto. leggeri e componibili. analizzando tutti gli elementi costitutivi. le cui vibrazioni vengono poi assorbite dal materiale isolante che le separa dagli ambienti abitabili. . come quello riportato in Fig. L'efficacia del pavimento galleggiante può essere in casi particolari aumentata. Nel caso vi fosse la necessità di aumentare l'assorbimento di energia sonora nell'ambiente ove è installato un soffitto di tale tipo.Pavimento galleggiante e soffitto sospeso.332 le strutture.

con doppia o tripla battuta. adattandosi a tutto il contorno del serramento. con scanalature. Si può far uso. Sono sovente anche usate a tale scopo delle speciali guarnizioni a tenuta pneumatica. con doppi e particolari serramenti. per aumentare il valore dell'isolamento. Il massetto in calcestruzzo. L'isolamento acustico di un ambiente è però realizzato soltanto quando dalle aperture praticate sulle pareti. che i serramenti metallici presentano caratteristiche di ermeticità di chiusura inferiore ai serramenti in legno perfettamente eseguiti. avrà lo spessore medio di cm 4. non si propaghi il suono attraverso l'aria. oppure in pannelli di fibra lunga di vetro del medesimo spessore e del peso specifico di 150 kg/m 3 .333 te può essere costituito da pannelli bachelizzati in fibra di vetro. sì da poter realizzare degli incastri quasi perfetti tra battenti e telaio. cioè dalle porte e dalle finestre. infatti fessure di pochi millimetri nei telai delle finestre possono completamente compromettere il risultato dell'isolamento. si verrà a realizzare una struttura a scatola che permette. come in precedenza descritto. sarà posto un foglio di carta catramata che servirà da fondo al sovrastante massetto in calcestruzzo. in quanto dovranno essere come galleggianti sullo strato isolante. lungo tutte le pareti sia il massetto che il pavimento non andranno incastrati in esse. che non dovranno essere ovviamente di materiale troppo rigido. A questo proposito è da notare. per poter ottenere dei risultati concreti nel campo dell'isolamento acustico degli edifici utili. Tale difetto è spesso la causa per cui si ottengono valori di isolamento effettivo pari 10 20 dB. dello spessore di cm 1 e del peso specifico di 60 kg/m 3 . di solito dosato a 250 kg di cemento e con inerti piuttosto fini. della finestra . Tale soluzione risulta quanto mai complessa e costosa anche per la necessità di chiudere ermeticamente la scatola. come già accennato. ma particolarmente tra interno ed esterno. come quelle di gomma soffice e cava che. lascierebbe prevedere la scelta del materiale utilizzato. ad esempio. provvederanno ad una chiusura praticamente ermetica. Sono comunque da ricercare dei profili e dei nodi tali. come il feltro. che farebbe contatto solo su di una parte del profilo. sarà posto in opera generalmente senza armatura. grande importanza ha la perfetta tenuta dei serramenti. in teoria. e impedirà al getto fluido di impregnare il materiale isolante creando dei collegamenti rigidi tra le fibre e annullandone la porosità. in luogo dei 25 35 dB che. evitando il minimo gioco tra di essi. Nei problemi di isolamento tra ambiente e ambiente. Sopra detto strato. di rendere completamente indipendenti gli ambienti di abitazione delle strutture portanti dell'edificio. ma di materiale cedevole. lungo le quali si propaga il suono generato da urti o vibrazioni delle stesse. Qualora anche i soffitti degli ambienti siano del tipo sospeso. e costituirà il sottofondo vero e proprio del pavimento. però questi ultimi notevolmente risentono delle variazioni di umidità e temperatura. ma si presenta oggi come delle poche possibilità che offre la tecnica.

il valore dell'isolamento varia da circa 38 a 44 dB mentre. elimineranno qualsiasi fenomeno di gioco. si potranno ottenere risultati soddisfacenti avendo cura però che i due vetri abbiano spessore diverso. per applicazione del primo tipo. e che siano rispettati i requisiti già citati a riguardo della tenuta degli infissi e della rigidità dei telai. il vetro "si mette a cantare". con interposta una fascia di materiale plastico tra il vetro e la scanalatura del telaio. ad esempio 4 mm verso l'esterno e 3 mm verso l'interno. alla chiusura del serramento. Nel caso della doppia finestra. è facilmente risolta creando delle chiusure a doppia o tripla battuta e interponendo tra queste delle striscie di materiale plastico che. Le numerose apparecchiature meccaniche e gli impianti installati in un edificio. risultando compresse. e sotto l'azione di suoni particolari. sarà preferibile utilizzare serramenti a doppio vetro. con l'applicazione di due cristalli si può raggiungere il valore di attenuazione pari a circa 50 dB. Se l'intercapedine tra le due porte è di circa 20 25 cm. oppure doppie finestre. a seconda dello spessore della camera d'aria interposta. costruendo cioè delle ante doppie. Un serramento di tale tipo presenta anche il vantaggio del perfetto fissaggio del vetro al telaio. cioè di una normale finestra a perfetta tenuta. che permette di isolare il vetro dal resto della costruzione. possibilmente con telaio indipendente. E' opportuno pertanto agire direttamente sulla sorgente di disturbo creando per tali apparecchiature degli . data la relativa distanza che può intercorrere tra le due facce. come ad esempio il passaggio di autoveicoli o vibrazioni di macchine. In effetti. ed in generale a seconda del tipo di vetro e. provoca infatti una notevole perdita di isolamento. l'urto dell'anta mobile contro il telaio. analogamente a quanto constatato per le pareti multiple. per aumentare tale valore si può applicare il principio della parete multipla. e tale disturbo è anche propagato attraverso il diramarsi della rete di tubazioni nel fabbricato. Quando si desideri invece ottenere decisamente valori elevati di isolamento. sono la principale fonte delle vibrazioni che si trasmettono agli elementi strutturali. Sarà bene porre una striscia di detto materiale anche tra il telaio fisso e la cassa morta del serramento. su una delle due pareti costituente il tramezzo multiplo. il gioco tra vetro e telaio. e per larghezza dell'intercapedine variabile da 7 a 37 cm. si può ottenere un valore dell'isolamento medio pari a circa 20 dB. e sono così evitate le eventuali vibrazioni dei diversi elementi del serramento. ciascuna delle quali fissata. è possibile raggiungere dei valori di isolamento pari a 30 40 dB. risultati efficaci di isolamento saranno ottenuti particolarmente per i suoni acuti. o serramenti con vetri speciali. ed eviteranno altresì all'atto della chiusura.334 galleggiante. Con porte normali. Per vetri doppi. come si dice in linguaggio corrente. Il problema della perfetta tenuta tra battente e telaio in una porta. si viene ad eccitare la frequenza propria di risonanza del materiale cioè. cioè circa 2 3 cm. costruite in legno ben stagionato.

colmando per quanto riguarda le abitazioni popolari. relativa ai "criteri di valutazione e collaudo dei requisiti acustici nelle costruzioni edilizia". cinematografi. L'art. di progettare curve ad ampio raggio. sale da concerto e da registrazione. per ogni tipo di apparecchio. e caso per caso. a mezzo di un manicotto smorzante di lamierino e gomma. 76 di dette norme prevede per le pareti esterne un isolamento medio non inferiore a 45 dB per frequenze comprese tra 100 e 3000 Hz ed analogo valore per le pareti divisorie interne. sarà bene calcolare opportunamente il tipo e lo spessore dello strato cedevole da impiegare. una adeguata rete di ventilazione o di espansione può agevolare l'isolamento.PP. La correzione acustica Un secondo ordine di problemi acustici in architettura è costituito dal miglioramento della qualità dei suoni all'interno dello stesso vano in cui essi sono stati generati. la corretta soluzione di tale tipo di problemi è particolarmente importante per teatri.335 appositi basamenti galleggianti. che ne ripartisce il carico sul terreno. Come materiale è sovente usato il piombo ma. chiese. poggiante su uno strato cedevole e smorzante. I termini della questione sono i seguenti: il suono prodotto da una sor- . aule per lezioni e conferenze. si dovranno ovviamente impiegare apparecchiature del tipo più silenzioso. oltre a propagare il rumore prodotto dalle pompe o dall'impianto di combustione e di sollevamento possono essere fonte di disturbo a causa del passaggio di fluido attraverso di esse. oltre al già previsto supporto isolato. Anche la GESCAL (Gestione Case per Lavoratori) ha emanato delle norme tecniche di esecuzione e progettazione. e di raccordare tutte le variazioni di sezione. Per i solai le norme si limitano a prescrivere un livello massimo di trasmissione dei rumori di calpestio non superiore a 70 dB. avendo però cura di calcolare una bassa velocità di propagazione del fluido nei tubi. una lacuna dell'attuale legislazione italiana relativamente all'isolamento delle costruzioni. Anche le tubazioni. possono ridurre e smorzare il rumore prodotto nell'emissione della fiamma. a basso numero di giri. auditorium. In ogni caso è sempre opportuno collegare con manicotti smorzanti l'attacco della caldaia con la tubazione. Analoga materia è trattata in una circolare del 1966 del Ministero dei LL. a mezzo di piastrelle perforate di refrattario che. o pompe di circolazione. In caso di ventilatori per fumo. si dovrà trattare acusticamente il focolare della caldaia. ed interrompere l'attacco rigido delle tubazioni. Per i disturbi provocati dai bruciatori dell'impianto di riscaldamento. funzionando da risuonatori. costituiti di solito da una massa di calcestruzzo a cui è rigidamente fissata la macchina.

proporzionali al volume dell'ambiente e alla destinazione dello stesso è persino un elemento favorevole.6 — Schema riverberazione dei suoni. 16. Un calcolo sufficientemente approssimato della coda sonora f. pavimenti. Fig. altoparlante) raggiunge l'uditore sia direttamente sia anche per onde riflesse dalle varie superfici interne del locale. i diversi percorsi dell'onda sonora comportano al punto d'ascolto uno "sfasamento" temporale che viene denominato tempo di riverberazione o coda sonora. che rende i suoni più pastosi e gradevoli.6). dal semplice sovrapporsi di suoni successivi a rimbombi e persino agli echi.336 gente (conferenziere. Questa coda sonora. entro determinati limiti non superiori a 1. soffitti.7 secondi.5 1. che in realtà dipende anche dalla forma dell'ambiente e dalla conformazione specifica delle superfici che lo delimitano. pareti. oltre tale limite invece crea fenomeni di disturbo e confusione. si può fare con la seguente formula: con ove = = area delle superfici interessate alla riflessione coefficienti di assorbimento dei singoli materiali . misurabile in secondi o loro frazioni e che corrisponde al tempo necessario affinché l'intensità del suono istantaneo nel locale si riduca praticamente a zero (Fig. 16. strumento musicale.

è sostanzialmente di correzione acustica degli ambienti mediante l'uso di materiali fortemente fonoassorbenti. 6. 1975. 1972. BERANEK.580 0. A. . Ingegneri e costruttori n. E.015 0. cad. Acoustique et architecture. R. 1973. Bibliografia KNUDSEN & HARRIS. Parigi. CADERGIUS.420 0. A.150 0. 16. Isolamento e protezione dei fabbricati. L'isolation acoustique et termique dans le batiment. Doghe forate 0. Parigi.640 0. COCCHI. in particolare dei soffitti e delle pareti. Acoustique appliqueè. come possiamo ancor oggi riscontrare in tanti antichi teatri.030 Agglomerati di sughero 0. Bologna.120 0.Coefficienti di assorbimento acustico per metro quadrato. 3 0.D. C. L. 1964. EGAN. Elementi di acustica architettonica. LAMORAL. R.Acousticsfor the Archi tee t. Acoustics & Architecture.025 0. GIULIANI. New York. di fronte all'adozione generalizzata di sistemi di amplificazione sonora. BANDELLONI.337 La classica "correzione acustica" va quindi eseguita portando il tempo di riverberazione o coda sonora prossimo ai valori ottimali. 1975.200 0.018 0. New York. TREVISAN. 1962. 16.400 0.7). Elementi di acustica tecnica. Bologna. Marmo Lamiera gracata Cemento lisciato Muro intonacato liscio Vetro spessore mm. L'acustica degli ambienti. in passato peraltro aveva grande importanza anche la possibilità di ampliare e dirigere correttamente i suoni.080 0. Oggi il problema. Vicenza 1983. 1957. medio Tendaggi pesanti Eracustic 2. Acoustical Designing in Archiecture.5 Feltro minerale Gesso forellato Persone.Musik. con l'adozione di materiali di adatto coefficiente di assorbimento (vedi ad esempio la tabella in fig. 1975. ed in talune chiese e sale da concerto.750 Fig. ROUGERON.180 0. M.600 Muro intonacato grezzo 0. New York. G. soprattutto all'aperto.020 0. 1961.020 Schermo cinema Stoffe su muro Moquette s. New York.7 . BURRIS-MEYER & COODFRlED. Parigi. L. 1955. operando sulle superfici. VILLARD. Padova. Concepts in Architectural Acoustics.050 Legno duro naturale Doghe mlcroforate 0.

.

— irraggiamento. — dalla faccia interna della parete alla seconda faccia interna (cioè attraverso la parete) tramite conduzione. che separi due ambienti rispettivamente a temperatura f.• alla faccia interna della parete.> te.. cioè senza trasporto di massa. e te con r. Si consideri infatti una parete piana ed omogena. La trasmissione di calore avviene in tre fasi: — dall'ambiente a temperatura /.CAPITOLO DICIASETTESIMO PROBLEMI TERMICI Richiami di trasmissione del calore Come viene ampiamente trattato nei corsi di fisica tecnica. — convezione. l'energia si può propagare anche in assenza di materia. Le grandezze in gioco sono le seguenti: — conducibilità termica (X) di un materiale omogeneo è la quantità di calore passante attraverso un corpo di superficie e spessore unitari nella unità di tempo e con un salto termico di 1°C: si misura in Kcal/h°C-m2-m. — conduttanza termica è. tramite moti convettivi e per irraggiamento. cioè con movimento delle molecole che formano il corpo. La quantità di calore che passa dall'ambiente a temperatura maggiore all'ambiente a temperatura minore. il calore si propaga fra corpi diversi o nei corpi dalla zone a temperatura superiore alle zone di temperatura inferiore sostanzialmente per: — conduzione. si può esprimere tramite la formula: . — trasmittanza o coefficiente di trasmissione termica globale (k) esprime la quantità di calore che si propaga in un'ora attraverso 1 m2 di parete di spessore s con una differenza di temperatura 1°C. — dalla seconda faccia alla temperatura te tramite convezione e irraggiamento. per un dato materiale di conducibilità X. la quantità di calore trasmesso in un'ora attraverso 1 m2 di superficie con salto termico 1°C tra le facce opposte di una parete di spessore s. si può avere questo tipo di propagazione solo nei liquidi e nei gas. cioè quando i corpi emettono energia raggiante o ne ricevono da quelli circostanti.

= superficie della parete (m2 ).1) oppure limitando l'area interessata al flusso termico e si esprime in m2 h°C/kcal. essi esprimono la quantità di calore ceduta sia (a. = spessore della parete (m). = coefficiente di conducibilità della parete.) dall'aria interna nell'unità di tempo ad ogni unità di superficie della parete per ogni grado di differenza di temperatura sia all'ambiente a temperatura te nell'unità di tempo da ogni unità di superficie della parete per ogni grado di differenza di temperatura. Se la parete è composta da più strati. espressi in kcal/ m 2 h°C. K si determina: . Quindi da cui si può dedurre che: La resistenza termica è l'inverso della trasmittanza Essa rappresenta la resistenza per unità di superficie che la parete oppone al flusso termico.340 dove: ed 5 S h sono coefficienti di adduzione interna ed esterna. diversi fra loro. = tempo di durata della trasmissione di calore (ore). Cioè aumentando lo spessore della parete o usando materiali a bassa conducibilità termica (isolanti si definiscono convenzionalmente isolanti termici quei materiali la cui conducibilità termica < 0. è direttamente proporzionale allo spessore della parete ed è inversamente proporzionale alla conducibilità termica dei materiali. Il termine esprime l'inverso della trasmittanza H o il coefficiente di trasmissione termica globale K cioè la quantità di calore trasmesso in un'ora attraverso 1 m2 di superficie per la differenza di 1° C di temperatura tra i due ambienti. in serie.

A t = èia differenza di temperatura tra l'aria interna che in genere non può superare i 20°C e l'aria esterna definita nelle tabelle per zone. Gi = calori specifici.16 W si avrà anche 1 kcal/1. espresso in W/m3 °C o dato che 1 kcal/h = 1. Esso è composto di due termini Cg = Cv + Q dove: Cv = è il coefficiente volumico di dispersione termica per ventilazione cioè è la potenza termica necessaria per il riscaldamento dell'aria di rinnovo.0. (W/m3 °C). Varia secondo la temperatura.25 x n (dove 0. V = è il volume delle parti d'edificio riscaldate. Riassumendo. in genere si è stabilito n . n sono i ricambi d'aria orari. = masse . Cv si ricava dalla formula Cv = 0. valutata tramite la relazione dove: Cg = è il coefficiente volumico globale di dispersione termica. In generale si può affermare che la temperatura delle pareti non deve .p.p.16 h m3 °C. per l'aria il calore specifico è La capacità termica è la quantità di calore che innalza di 1°C la temperatura di un corpo. Cd = è il coefficiente volumico di dispersione termica per trasmissione.341 // calore specifico è la quantità di calore necessaria per innalzare di 1° la temperatura di 1 kg di sostanza.25 è il calore specifico dell'aria). Si esprime in m3 . Normativa italiana La legge 30/4/1976 n. (vedi tabella 1 e 2) . dove: m. la legge tratta il contenimento delle dispersioni termiche imponendo dei livelli massimi di dispersione totali dell'edificio. 373 stabilisce i limiti zona per zona della potenza termica massima di un impianto di riscaldamento. esso rappresenta la sommatoria delle dispersioni termiche attraverso l'involucro sempre riportato all'unità di volume v.5.

342 .

. 17. con murature con strato isolante all'esterno (isolamento a cappotto) o con strato isolante all'interno.4). 17. Oggi si usano le "barriere di freno al vapore" che permettono la traspirazione parziale della muratura. inoltre se ci fosse un forte sbalzo avverrebbe il fenomeno di condensazione in superficie dell'umidità presente nell'aria. Quelle con lo strato isolante posto all'interno sono di facile ed economica realizzazione. Le murature a intercapedine stagna cioè non ventilata aumentano le caratteristiche di isolamento: l'intercapedine può essere libera e di dimensioni di circa 2 5 cm oppure riempita di materiale isolante come pannelli di polistirolo espanso. Un altro sistema per migliorare il comportamento termico è quello di aumentare lo spessore delle murature in quanto il tempo impiegato per la propagazione del calore all'interno della muratura aumenta con lo spessore e diminuisce la diffusione termica. 17. delle malte e degli intonaci e dello spessore e peso della muratura e dei materiali isolanti nelle intercapedini. La conduttività termica delle malte e degli intonaci si può contenere adottando additivi isolanti.. di fibre di vetro.3). E' necessario che i pannelli contengano una barriera al vapore verso l'interno dell'edificio per evitare condensazioni pericolose ma la controindicazione è data dalla non traspirabilità del muro. Per contenere le dispersioni termiche si deve tener conto delle proprietà isolanti delle murature. Se l'intercapedine è occupata parzialmente dai pannelli isolanti si avrà un maggior contributo all'isolamento dato dalla camera d'aria.343 scostarsi di più di 3°C dalla temperatura dell'ambiente altrimenti ci si sente fisiologicamente a disagio.1. 17. E' quindi consigliabile per edifici residenziali stabili con impianti a funzionamento intermittente (Fig. La trasmittanza termica può essere anche contenuta con strutture murarie a intercapedine. la messa a regime ma anche il raffreddamento sono più rapidi per cui sono consigliabili per residenze temporanee (case da week-end) o uffici (Fig. argilla espansa ecc.5). Le murature con lo strato isolante all'esterno cioè con l'isolamento a cappotto hanno il vantaggio di eliminare i ponti termici. di lana di roccia.2. E' necessario inoltre stendere un rinzaffo di intonaco sulla faccia interna del paramento esterno per evitare infiltrazioni d'acqua (Fig. Un ambiente è più confortevole quanto maggiore è la capacità termica della parete. La temperatura della faccia interna della parete è tanto più vicina a quella dell'ambiente quanto minore è la trasmissione termica attraverso la parete. 17. in questo caso si ha un maggiore tempo di messa a regime dell'impianto di riscaldamento e un più lento raffreddamento degli ambienti dopo lo spegnimento. Da qui si può dedurre il concetto di inerzia termica: essa misura l'attitudine di un materiale ad accumulare calore e rimetterlo successivamente verso gli ambienti a diretto contatto con esso.

Muratura con intercapedine riempita totalmente con isolante.2 .344 Fig. 17. .

17.4 .345 Fig.

Glasal (fig.Facciata ventilata.5bis). nonché del potere riflettente del paramento esterno. . Assomma in sé i pregi della coibentazione esterna e cioè: • Eliminazione dei ponti termici • Maggior inerzia termica dell'ambiente . Fig. grazie all'innalzamento della temperatura superficiale delle pareti interne. 17. alla maggior inerzia termica.Nella stagione estiva.346 Fig. quindi la resistenza termica non viene alterata. è rappresentata dalle facciate ventilate che sono costituite da: isolamento termico sull'esterno delle pareti dell'edificio in muratura tradizionale. nonché della protezione dei raggi solari diretti sulla faccia esterna dell'isolante. Una soluzione più recente. del vapore che dall'interno migra verso l'esterno. Ciò garantisce dalle formazioni di condensa all'interno del sistema. all'eliminazione delle condense. .5bis . • Maggior benessere abitativo . 17.Nella stagione invernale. 17. e paramento esterno in materiale affidabile: Alluminio. Amianto Cemento. camera d'aria ventilata. a motivo della ventilazione che smaltisce il calore irraggiante.Inoltre il «Sistema Facciata Ventilata» offre i seguenti vantaggi sul tradizionale cappotto: • Eliminazione dei fenomeni di condensa La ventilazione della camera d'aria che si forma tra lo strato isolante e il paramento esterno garantisce il continuo smaltimento.5 — Isolamento a cappotto.

7). Fig. — nei muri di sottofinestre .a parità di K -indipendentemente dal materiale costruttivo o isolante impiegato. cioè con maggiore trasmittanza. 373. come: — nei cordoli in calcestruzzo.6 e 17. 17. — negli architravi di porte e finestre.7 . in quanto Cd e t sono fissati a priori. La legge 30/4/1976 n. E' necessario dunque contenere il passaggio di calore e il formarsi di condensazioni di umidità. ne consegue che questa normativa è soddisfatta . — negli angoli di muri perimetrali.347 I ponti termici si hanno in quelle zone dove c'è concentrazione di passaggi di calore. Nei cordoli si cerca di coprirli esternamente con intonaci isolanti oppure con tavelle isolanti (Fig. — nelle nervature verticali. tiene conto in sostanza solo della trasmittanza. 17.

Tecniche di architettura bioclimatica La cosiddetta "crisi energetica" degli anni '70 ha ridimensionato in relazione soprattutto ai problemi di riscaldamento e di climatizzazione degli edifici tutto quanto era stato raggiunto con facilità a seguito del grande sviluppo delle tecnologie impiantistiche e di automatizzazione e della disponibilità di grandi quantità e a basso costo di combustibili. con un andamento che si può definire sinusoidale. quella solare. produce uno smorzamento sensibile dell'ampiezza e uno sfasamento nel tempo. Una corretta impostazione della progettazione degli elementi costruttivi. deve quindi tener conto anche dei fattori summenzionati. cosa astratta in quanto si trascura l'andamento reale delle temperature esterne ed interne e di conseguenza il comportamento delle componenti dell'edificio. in particolare. al passare di essa dall'esterno all'interno. In conseguenza di ciò si è rimessa in moto tutta una serie di studi e di approfondimenti teorici e sperimentali orientati prevalentemente sui seguenti due settori: 1 ) ricerca di fonti di energia alternativa.: la capacità termica di 1 m3 d'acqua è dato da dove: m Cp = = = densità dell'acqua = 1000 kg/m 3 . Essa è proporzionale alla conducibilità termica del materiale. in quanto appaiono chiari alcuni effetti sia per la riduzione dei consumi di energia sia per un miglior benessere termo-igrometrico ambientale. Dalla capacità termica si può dedurre la "inerzia termica" che è il prodotto della capacità termica per la resistenza termica del materiale. calore specifico dell'acqua = 1 kcal/°C. diretta e indiretta (eolica e biomassa) e quella geotecnica. Ad es. il salto termico tra la temperatura del materiale e quella di utilizzo. in particolare liquidi e gassosi. al suo peso volumetrico e al calore specifico dello stesso. Questo regime reale si definisce "regime variabile": in esso entra in gioco al fine dello smorzamento dell'onda. e del suo sfasamento. .348 Questa impostazione deriva da una semplificazione iniziale: cioè dal considerare il regime termico come permanente. Infatti la temperatura esterna varia durante le ore del giorno. la capacità di accumulo termico o "capacità termica''' degli elementi costruttivi. Si ha di conseguenza la cosiddetta "onda termica" sulla quale il tipo di parete.

successivamente il calore viene distribuito dalla massa termica e circola negli ambienti per convezione. Le tipologie delle case solari "passive" dipendono dalla forma di captazione dell'energia solare. Captazione indiretta (dal sole-all'elemento di accumulo-all'ambiente). 17. sistemi di oscuramento e chiusure) (Fig. ecc. le pareti isolanti. indiretto e separato (Fig.9). I tipi principali di captazione indiretta sono: il muro di "Trombe" o "parete solare". i piani riflettenti. — il pavimento e le pareti che fungono da elemento di accumulo e quindi devono essere di dimensioni notevoli e dotati di grande capacità termica. I sistemi vengono infatti definiti passivi quando l'energia termica passa attraverso l'edificio (dalla captazione all'accumulo e alla distribuzione) con flusso termico naturale. L'involucro edilizio deve raccogliere e conservare le radiazioni solari a mezzo degli elementi strutturali ed architettonici. Questi sistemi necessitano quindi di un controllo del flusso termico in modo da bloccare il flusso entrante nell'edificio o uscente dall'involuco (isolamento o schermatura) e di modificare le aperture e le chiusure nei momenti in cui agisce il flusso termico (reciproca apertura o chiusura degli spazi). Gli elementi architettonici che caratterizzano i sistemi passivi sono le vetrate. I raggi solari passano attraverso l'ambiente prima di essere accumulati in un impianto termico per un riscaldamento differito. Il primo settore detto anche dei "sistemi attivi". le schermature mobili o fisse. — un sistema per isolare l'energia dalle variabilità climatiche esterne (riflettori. In questo modo l'ambiente è riscaldato direttamente dal sole.8). 17. tendenti oltreché a ridurre le dispersioni termiche. Nel metodo indiretto la struttura dell'edificio raccoglie e accumula l'energia solare e quindi trasferisce calore all'interno. Captazione diretta (dal sole-all'ambiente-alla massa di accumulo). rientra nel campo della impiantistica.. a utilizzare e soprattutto a "conservare" l'energia solare captata dagli edifici. Il secondo comprende tutti questi sistemi che sono detti "passivi". il "muro d'acqua" o "water wall" o "parete Baer" e il "roof pond" o "solard pond" o lo "stagno sul tetto" (Fig. anche se l'integrazione nell'edificio dei collettori o captatori solari può costituire un problema architettonico.349 2) tecniche dì architettura "bioclimatica". 17. Gli edifici che impiegano questa captazione dei raggi solari devono avere: — una ampia e doppia superficie vetrata esposta a sud a diretto contatto con l'ambiente abitato. le radiazioni raggiungono la massa accumulatrice. L'energia solare viene utilizzata con tre metodi: diretto. cioè senza forza motrice dall'esterno pompe. . le murature massicce.10).

350 .

il calore viene trasmesso dal sole al vetro e dal vetro al muro d'acqua il quale per irraggiamento e convezione crea una circolazione naturale. Il muro posto dietro al vetro ha dei fori o bocchette di sfogo all'altezza del pavimento e del soffitto in modo tale che l'aria riscaldata tra la muratura e il vetro sale per convezione verso l'alto o entra attraverso i fori superiori nell'ambiente abitato. creando eventualmente un ricambio d'aria nell'ambiente abitato (Fig.351 Fig. 17. Il muro di Trombe è formato da un vetro posto davanti a una massa muraria nera.10 . mentre l'aria fredda dell'ambiente viene aspirata dai fori in basso. 17. Per evitare l'irraggiamento verso l'esterno si usano degli elementi isolanti esterni (Fig. 17. Un terzo sistema è il Roof Pond o il Solar Pond dove la captazione del•l'energia solare avviene dal tetto. Il roof pond è formato da contenitori di plastica riempiti di acqua con la superficie inferiore nera e quella superiore formata da due fogli trasparenti con intercapedine d'aria per aumentare l'effetto serra. per convezione. per assorbire le radiazioni. rivolta verso il sole. Captazione separata: essa è caratterizzata dal fatto che l'isolamento .12).Incremento indiretto.13). c'è una parete formata da contenitori neri riempiti di acqua. 17. L'acqua assorbe e accumula calore e lo espande per irraggiamento all'ambiente sottostante (Fig. Il muro ad acqua o water wall o parete Baer è una variante del muro di Trombe dove al posto della muratura. Il vetro può ugualmente avere bocchette in alto e in basso in modo tale che d'estate.11 a-b). l'aria surriscaldata esca.

dei contenitori d'acqua) in quanto nei giorni nuvolosi viene sfruttata l'energia immagazzinata e successivamente viene distribuita. La superficie di captazione deve essere ampia e vetrata. una vasca d'acqua. Fig. Fig. orientata verso Sud. essa è collegata termicamente alla massa accumulatrice (che può. 17.Muro di Trombe (estate).352 termico degli ambienti avviene separatamente sia dalla superficie di captazione che dall'accumulo. 17. essere un basamento di pietra.Ila . un muro massiccio.Muro di Trombe (inverno).11b . .

17.12 — Muratura ad acqua water-wall.Stagno sul tetto.Roof Pond .Solar Pond .353 Fig. .13 . 17. Fig.

in questo caso. — conduzione attraverso le murature. 17. Questo è il cosiddetto "effetto serra". uno spazio vuoto che funziona da cuscinetto e una superficie assorbente.354 La captazione separata avviene tramite due sistemi "a serra" o "a termosifone".Effetto serra. verso la superficie vetrata: essa. di modo che le radiazioni non vengono più trasmesse all'esterno.14). La "serra" è formata da una parete trasparente. I raggi solari che attraversano la vetrata vengono assorbiti dalla parete assorbente. in quanto parte del calore penetra direttamente dalla serra all'edificio soprattutto d'inverno. funziona come un corpo opaco. Nel terzo caso il calore viene assorbito dalla superficie rivolta verso la serra e per conduzione naturale passa all'interno dell'edificio riscaldandolo. Nel primo caso il muro tra la serra e l'edificio deve avere delle aperture. Fig. Nel secondo caso il calore viene trasmesso all'edificio per convezione naturale quando tra la serra e l'edificio non c'è un muro ma teloni o a mezzo di ventilatori. un muro ad elevata inerzia termica e l'ambiente (Fig. la quale emette a sua volta radiazioni di lunghezza d'onda diversa. — scambio d'aria diretto. .14 . Gli elementi fondamentali sono la serra. e quindi nella zona tra il vetro e la parete assorbente si crea una temperatura più elevata di quella esterna. 17. L'energia termica captata dalla serra viene trasmessa all'edificio con: — trasmissione diretta della radiazione solare.

1981. sistemi passivi.15). C. architettura.355 Il sistema a termosifone sfrutta l'effetto che si produce tra una piastra nera. Roma. L'energia solare nell'edilizia. Quaderni dell'IRFEA. FALASCA. assorbitrice. Bibliografia CENTRO STUDI LATERLITE. 1985. LOS. S. L'Ingegnere libero professionista. Fig.Milano.Sistema a termosifone. Dal clima alla tipologia edilizia. Firenze. distinta dall'edificio ed esposta al sole e l'ambiente da riscaldare (Fig. 1978. nei solai e nelle coperture in laterizio. 17. 7. 1978. 1977. . La trasmittanza termica nelle murature. Piacenza. 17. ANCE. RDB. Rimini. Dimensionamento termico e igrometrico delle pareti. Energia solare. 1981.15 . IRFEA. n.

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La larghezza del pianerottolo di una scala non dovrà quindi mai essere inferiore alla larghezza della scala stessa (Fig.CAPITOLO DICIOTTESIMO LE SCALE Le scale sono vie di comunicazione verticali.1). Lungo la scala deve fluire nel modo più uniforme possibile il traffico verticale dell'edificio. Si può assimilare la scala ad un condotto. in particolare agli angoli di tale condotto non rettilineo. sia del fatto che sul pianerottolo possono aprirsi . per la sistemazione dei meccanismi di manovra. richiedono speciali volumi tecnici superiormente ed inferiormente al vano scala. 18. anzi dovrà essere aumentata di un certo coefficiente che dovrà tener conto sia del traffico che la scala deve sopportare. Alcuni tipi particolari di scale. assimilabili a vere e proprie vie di scorrimento che servono al collegamento di ambienti posti a livelli o piani diversi. operando semmai degli allargamenti. come le scale mobili e gli ascensori. Le scale vanno dimensionate in relazione al dislivello da superare ed alla funzione a cui la scala è destinata. si dovranno sempre evitare in esso sporgenze o restringimenti di sezione. e quindi. ove in particolare vi è rallentamento di flusso. in analogia con quanto avviene in idraulica. intendendosi per angoli (normalmente a 180°) i pianerottoli di sosta e di arrivo.

2 .2): Fig. per interni di edifici particolari (ville. usati per accessi esterni o interni di edifici particolari (asili-nido. ed ad un traffico ancora superiore in caso di edifici pubblici: parimenti quindi dovrà esser aumentata la larghezza dei pianerottoli. pubblici o di commercio. sistemazioni urbanistiche). e cosi via. 18. si passa ad un flusso massimo di circa 50 persone per un condominio di 10 appartamenti. asili-nido. 18. Tipo di collegamento verticale Possiamo suddividere i collegamenti verticali in varie categorie. tipo quelle usate a bordo . a pioli.Inclinazioni usuali per giadonate.358 porte di accesso ai locali diversi. — da 15° a 20° i collegamenti prendono il nome di "gradonate" (Fig. — da 20° a 45° sono compresi tutti i tipi di scala usati negli edifici di civile abitazione. usati soprattutto per esterni (giardini. ospedali). particolari collegamenti a piano inclinato. a seconda dell'inclinazione sull'orizzontale che essi presentano (Fig. pei locali macchine.3) scale a gradini molto allungati. accessi ai garages situati ai piani interrati). privi di gradini. 18. Dal traffico piuttosto limitato che si può avere in una scala di un fabbricato unifamiliare. — da 0° a 15° i collegamenti prendono il nome di "rampe". come vedremo più avanti. scale normali. — da 45° a 75° si hanno le scale di servizio. strade ripide. scuole elementari.

18.3 . data la sua relativamente facile esecuzione. sono usate di solito soltanto in particolari circostanze. oppure su questi o su un muro di spina. Possono appoggiare soltanto sui muri laterali. con le rampe portate da volte in muratura (Fig. Tipologia della scala Esaminando in particolare la scala usata negli edifici di civile abitazione (con un angolo di inclinazione sull'orizzontale compreso fra i 20° e i 45°). delle navi. 18.359 Fig. a seconda dello schema assunto dalla scala in pianta. ecc. per servizi di manutenzione in edifici industriali. — "scale a rampa con elemento centrale": sono composte da due rampe affiancate che si succedono arrivando e partendo dallo stesso pianerottolo (Fig. 18.. ai serbatoi. o per ottenere motivi di particolare effetto architettonico . pur presentando l'inconveniente di poter essere poco illuminata per .5). si possono avere: — "scale dirette": sono coperte da un'unica rampa.Gradonate. per accesso a locali macchine . — da 75° a 90° sono infine comprese le scale a pioli o alla marinara.6).4a.b). Questo tipo di scala fu particolarmente usato nel passato. spezzata o meno da uno o più pianerottoli. quelle di accesso ai locali ascensori. 18. a seconda della lunghezza (Fig.

18. 18.5 .4b .Scale a due rampe affiancate con parapetto chiuso. 18.360 Fig.Tipi di scale dilette. Fig.6 .4a Fig. 18. Fig.

Scale a tenaglia.8 . 18.7) in questo tipo di scala si succedono alternativamente una rampa centrale (normalmente larga) e due rampe laterali. Esse lasciano comunque sempre Fig. — "scale a tenaglia": (Fig. Le rampe possono essere sostenute dai muri perimetrali portanti. circolare (Fig. più strette.Scale a pozzo. specie nel passato (nelle ville palladiane e nel periodo del barocco romano). ove vengono ormai quasi esclusivamente usate. 18. L'avvento del cemento armato ha eliminato tale ultimo inconvenoente consentendo innanzi tutto l'eliminazione del muro di spina. che non permetteva assolutamente (nelle volte) o relativamente (nei muri portanti laterali e di spina) l'apertura di fori di illuminazione.8 e 18. e quindi la sostituzione della muratura portante perimetrale con una struttura a telaio e trave rampante.10) od elittica.361 il particolare tipo di struttura portante. che conservano ancora a tutt'oggi. Fig. Esse possono essere a pianta rettangolare (Fig. 18. 18.7 . . specie negli edifici pubblici.a.9). o da una struttura in telaio in c.. 18. di cui si accennerà in appresso. Hanno avuto sempre una importante funzione architettonica. — "scale a pozzo": le più usate nelle moderne costruzioni civili.

. 18.362 Fig.9 — Scala a pozzo a tre rampe con parapetto a giorno.Scala a chiocciola con gradini in massello di marmo a sbalzo della muratura perimetrale. 18. Fig.10 .

11). In questo modo se l'unità immobiliare prende fuoco ed espelle fumo dal portoncino d'ingresso. Se la scala è posta in corrispondenza di una parete perimetrale dell'edificio non si potrà accedere alle singole unità immobiliari direttamente dal pianerottolo.12). ma che difficilmente lo elimina perché il vano scala non ha sfoghi sufficienti. tutti finalizzati ad impedire che il fumo invada le scale. Norme di progettazione In un edificio è ammessa una sola scala quando la superficie coperta da servire è inferiore o uguale a m2 400. in cui la gabbia della scala e degli ascensori ed i rispettivi accessi e disimpegni non devono avere alcuna comunicazione con i vani abitati. 18. questo non debba invadere e permanere nella scala rendendo più difficoltosi o impossibili i soccorsi. 18. grandi magazzini ecc.11. ne consenta una rapida fuoriuscita ed eviti il ristagno del fumo nel vano delle scale. si comporta come una canna fumaria che convoglia il fumo verso l'alto. ospedali. pertanto. La larghezza della scala per edifici unifamiliari di abitazione deve essere almeno di m 1. Per un edificio superiore ai 24 m di altezza. il fumo non potrà invadere le scale. .11). aumentando tale valore a seconda della destinazione dell'edificio.00 (Fig. 18. ma da un localino (con porta a tenuta di fuoco) che sia ampiamente aperto verso l'esterno (Fig. ma uscirà verso l'esterno dal detto localino dotato di ampio foro verso l'esterno e privo di qualsiasi tipo di chiusura. Se la scala fosse ubicata in centro all'edificio il detto localino fra pianerottolo e portoncino d'ingresso dovrà esser posto in diretta comunicazione di un cavedio (pozzo di luce e d'aria) che convoglia il fumo al di sopra del tetto ed impedisce al fumo di invadere le scale grazie al verso di apertura di porte incombustibili come indicato in Fig. necessario che l'eventuale fumo che fuoriesce dalla porta di ingresso di una unità immobiliare non sia convogliata nel vano scale ma in altro vano che. se avente particolare destinazione (alberghi. Si ricordi che il vano scala. possono esser attuati in relazione alla ubicazione e conformazione del vano scale. se destinato ad abitazione. ed una scala aggiuntiva ogni m2 350 o frazione. più o meno ampio a seconda dell'area destinata al vano scala e a seconda dell'assetto in pianta assunto dalla scala stessa. in diretta comunicazione con l'esterno. La scala a tenuta di fumo deve esser ideata e attuata in modo che se una unità immobiliare abbia preso fuoco e dal suo portoncino d'ingresso fuoriesce del fumo.363 uno spazio vuoto al centro. per quanto riguarda il fumo. Altri sistemi. 18. o anche in altezza inferiore. E'.) è prescritta una scala "a tenuta di fumo" (Fig. scuole.

Scale a tenuta di fumo: prototipi. assumendo quindi . Per quanto riguarda l'altezza minima da osservare tra rampe e rampe immediatamente sovrapposte.364 Fig. al fine di non affaticare l'utente. 18.11 . Una rampa di scala dovrà inoltre avere tutti i gradini uguali: si preferisce eventualmente diminuire l'alzata negli ultimi piani di edifici multipiano. bisognerà fare attenzione a permettere un passaggio fluido e senza ostacoli.

Per permettere la sosta delle persone e l'apertura delle porte che vi si affacciano. 18.10 2. Sarà bene inoltre non adottare larghezza di scala superiore ai 2 m per . tenendoli di 20% circa maggiore della larghezza della scala.365 come minimo una dimensione di m 2.20 (Fig. sarà bene abbondare nella larghezza dei pianerottoli. 18.Pendenze. Fig.13 .13). senza con ciò creare intralci nel traffico. Sarà inoltre opportuno contenere la lunghezza delle rampe in un numero limitato di gradini: le norme di sicurezza per gli edifici per spettacoli prescrivono a questo riguardo fino ad un massimo di 13 gradini per ogni rampa.

Le formule più comunemente usate per il dimensionamento dei gradini sono 2 a + p = 63 cm a + p = 46 cm Si potrà quindi variare a piacere uno solo di questi due elementi dato che. tenendo presente che.14 Questi due elementi sono legati tra loro da formule empiriche. va progettato in funzione del numero e categorie degli utenti della scala. 18. fungenti anche da corrimano. che ha lo scopo di impedire la caduta nel vano scala. si potranno inserire longitudinalmente degli appoggi intervallati. la sua altezza media non deve essere mai inferiore ai 90 cm utili. e di ciò si dovrà . Dimensionamento Gli elementi costitutivi della scala sono i gradini: ogni gradino è forma to da una parte orizzontale. 18. il passo dell'uomo si accorcia per equilibrio dinamico. Il corrimano. detta "pedata". 18. nel caso in cui la larghezza superi i 2 metri. aumentando la pendenza.14).13).366 permettere l'appoggio a chi sale. Fig. diminuisce ovviamente l'altro. basate sulla lunghezza del passo medio dell'uomo in salita (Fig. detta "alzata" (Fig. e da una parte verticale. aumentandone uno.

bocciardatura.10 per 13 persone. si preferisce adottare una scala a due rampe e collocare l'ascensore in sede propria immediatamente a lato della scala. bisognerà cercare di evitare il più possibile gli scalini "a zampa d'oca" (Fig.10x2. — "scale pesanti". sempre molto pericolosi per la riduzione della pedata e la conseguente facilità di cadute. — "scale interne". avremo così: — "scale leggere". — "scale normali". inserimento di fascie antisdrucciolevoli) per impedire lo scivolo per l'azione della pioggia.10x2.15 a m 2. scuole. Attualmente.15). con una alzata di 16 17 cm che sono le più comuni nell'edilizia civile. 18. e cioè alla destinazione della scala. Le scale destinate agli edifici di abitazione si possono inoltre suddividere in: — "scale esterne". Struttura La soluzione strutturale di una scala può avere diverse soluzioni. ospedali. disagevoli e pericolose. zigrinatura. con una alzata di 14 15 cm che sono particolarmente usate per asili.50 per 4 persone. usate come scale di servizio.367 tener conto al fine di non progettare scale scomode.80 per un montalettighe). 18. con alzata da 19 22 cm. contro la vecchia soluzione del vano scala quadrato con tre rampe di scala e gli ascensori inseriti al centro. con accesso diretto ai pianerottoli (Fig. Fig. le alzate varieranno quindi normalmente dai 16 ai 17 cm. ad un massimo di m 2. con tale criterio si potrà creare un'ulteriore suddivisione nella gamma delle scale vere e proprie . Nella realizzazione di una scala.11).. Si tralascia la descrizione delle scale in legno o in ferro oggi pochissimo usate nel- . accessi agli scantinati. o dal numero di persone trasportate dall'ascensore stesso: da un minimo di m 1. in cui non sono necessari gli accorgimenti suddetti. arrivando anche ai 20 cm per le scale di servizio nelle quali peraltro la pedata sarà tenuta almeno di 26 cm. la cui dimensione varia a seconda della portata. Bisognerà inoltre curare particolarmente l'inserimento nel gruppo scala del vano dell'ascensore.30x 1. in cui si adotteranno alzate più basse (mediamente intorno ai 15 cm) e gradini lavorati in modo particolare sulla pedata (bugnatura. ecc. 18. neve e ghiaccio. Si è prima accennato alla categoria degli utenti.

La trave a ginocchio sostituisce per quanto riguarda l'immorsamento della struttura delle scale. Infatti. Trovano incastro nei muri perimetrali longitudinali o nelle travi a ginocchio le strutture delle scale che siano realizzati "a sbalzo" e cioè: — le scale con gradini a sbalzo prefabbricati. — le scale con gradini a sbalzo costruiti in opera. poste tra i pilastri a quote diverse corrispondenti alle quote dei pianerottoli. si deve solo ricordare che i muri perimetrali delle scale o degli ascensori si fanno spesso in calcestruzzo per dare una maggior rigidezza generale all'edificio. si richiameranno le scale in calcestruzzo armato facendo qualche cenno alle scale in massello di pietra o marmo. Le travi a ginocchio si incastrano nei pilastri ubicati nei quattro angoli del vano delle scale e sono contenute nello spessore dei muri di tamponamento che perimetrano il vano delle scale. invece.16). Viceversa.a. i muri di sostegno delle stesse. Queste strutture portanti possono esser costituite da murature in mattoni per i più modesti tipi di edificio o da murature in c. — le solette a sbalzo sulle quali. secondo la pendenza della rampa. mentre un muro in mattoni pieni (o in calcestruzzo) può offrire sufficiente incastro alla struttura delle scale. per gli edifici costruiti con intelaiatura in cemento armato. in corrispondenza dei pianereottoli. Le scale siano esse formate da gradini isolati o da solette generalmente sono contornate da strutture portanti che perimetrano il vano delle scale ed alle quali le scale possono esser rese solidali. corrispondente alla rampa.368 l'edilizia comune. Nulla di particolare devono avere le murature che sostengono le scale. necessitando li un muro di spina.a. nel caso di fabbricati a travi e pilastri in c. o travi in calcestruzzo a ginocchio o rampanti. sono inclinate (Fig. — Scale con gradini appoggiati all'estremità. sono orizzontali e nel tratto mediano. 18. i leggeri muri di tamponamento non possono offrire un analogo incastro che. Chiarito questo concetto si potranno elencare. rendono il vano scala buio e scomodo (si veda quanto detto per le scale a volta).16). le travi che sostengono longitudinalmente le scale (le travi a ginocchio) sono travi che alle estremità. Viceversa le scale costruite da soletta rampante longitudinale trovano appoggio o sui muri di testa del vano scale (perpendicolari ai precedenti) o su travi in c. sotto un profilo strutturale.a. Sono scale quasi esclusivamente esterne realizzate con lastre di marmo o di pietra di un certo spessore (6 8 cm) o in calcestruzzo rivestito o meno di altro materiale. Questa soluzione è poco usata per scale interne perché. deve esser realizzato eseguendo la trave a ginocchio (Fig. possono o meno esser costruiti dei gradini. 18. i vari tipi di scale. .

— Scale con gradini a sbalzo prefabbricati. . Questi gradini (Fig. per ragioni estetiche. inerti formati con graniglia di marmo.369 Fig. 18. Si possono prefabbricare gradini in calcestruzzo armato aventi.16 .17a) sono naturalmente armati come mensole (ferro in alto) e vengono inseriti nei muri perimetrali e preferibilmente annegati in un cordolo di calcestruzzo. 18.Trave a ginocchio compresa nello spessore del muro di tamponamento.

18. in questo caso. essendo lapideo. 18. 18. all'alzata (spessore 3 4 cm) per aumentare il momento d'inerzia del gradino.17b) per i quali. Pertanto il materiale lapideo da usare per gradini a massello dovrà essere a struttura compatta ed omogenea e privo di piani di frattura prestabilita (peli). non presenta una costanza di caratteristiche di omogeneità e di compattezza. peraltro. sono generalmente confezionate con cemento bianco e sono rese scabre con la "bocciardatura". poco consigliabile perché non sempre ha dato buoni risultati.17a. ogni gradino può trovare collaborazione nei gradini sottostanti.17a e possono esser costituiti dalla sola pedata (Fig.370 Sono sagomati come in Fig. .18 gradini si possono ricordare gli analoghi gradini ricavati da masselli di marmo o di pietra (Fig. resiste ben poco alla flessione e che. Le scale in massello di marmo sono proibite nelle zone sismiche di categoria 2 (le più pericolose).18) soprattutto per brevi scale esterne e. Fig. come ad esempio i graniti. con opportuna armatura metallica.17a sia perché il calcestruzzo non può terminare con un angolo acuto che fatalmente si romperebbe. In questa categoria di Fig. 18. si dovranno valutare attentamente le caratteristiche meccaniche e di resistenza del materiale impiegato che.b I gradini in calcestruzzo prefabbricati possono assumere forme anche diverse da quelle indicate nella Fig. però. 18. sia perché. 18. sotto il carico. essendo naturale. Questo ultimo tipo di gradino è. Oppure possono esser costituite dalla sola pedata (spessore circa 5 6 cm) resa solidale.

moquette. — Scale con gradini in calcestruzzo costruite in opera. Se i gradini costruiti in opera sono incastrati nella muratura la loro sezione è quella della Fig. intere rampe di gradini che vengono incastrate nelle travi dei pianerottoli ed i cui gradini vengono poi rivestiti con materiali più o meno pregiati. Fig. Oltre ai ferri di armatura posti in alto (in Fig. Se viceversa i gradini costruiti in opera sono incastrati in una trave a ginocchio la loro sezione è tutta compresa nello spessore della trave a ginocchio alla quale sono incastrati come chiaramente appare dalla Fig.a. Mentre i pianerottoli non sono che delle solette appoggiate ai sostegni laterali (muri o parti orizzontali delle travi a ginocchio) le rampe sono costituite da gradini in c. 18. Al di sotto dei gradini viene lasciata una soletta " s " di circa 5 cm che sarà opportunamente armata in senso longitudinale per ripartire i carichi concentrati su di un solo gradino e che li collega fra di loro.19).371 Da non molti anni vengono prefabbricate in c.19. con casseratura complessa. che.20. 18. o con altri numerosi .a. vengono gettati in opera e vengono opportunamente armati come mensole (Fig. a sbalzo. A scala finita i gradini ed i pianerottoli vengono ricoperti con materiale più o meno pregiato come marmo. 18. 18.19 sono due ferri 10) saranno necessari altri ferri (staffe) di confezionamento o per sopperire a possibili sforzi di taglio.a. Il tipo di scala con gradini a sbalzo costruiti in opera è oggi quello più usato. 18.19 — Scala in calcestruzzo con gradini a sbalzo costruiti in opera. Con incastri sui muri longitudinali del vano scale o sulla trave a ginocchio possono esser costruiti in opera dei gradini in c.

.50 metri che emergono dalle strutture di sostegno e che seguono l'andamento dei pianerottoli e la pendenza della rampa (Fig.Scale con soletta a sbalzo.21). con incastro nelle murature laterali o nelle travi a ginocchio.20 . 18. E' possibile costruire. oppure in cotto. abbia il primo e l'ultimo tratto orizzontali e a quota diversa (i pianerottoli) ed il tratto cen- . Si pensi a qualcosa come ad un poggiolo che emerga dalla facciata di un edificio. ma che. idonei materiali o con combinazioni varie secondo l'estro del progettista (alzata in marmo e pedata in linoleum.201. 18. delle solette a sbalzo per 1. ecc.Scala con gradini gettati in opera e a sbalzo su trave a ginocchio.372 Fig. invece di essere tutto su di un piano.).

rampante. Se la rampa ha pendenza modesta (fino al 10 12%) la si usa come tale e può essere pavimentata in un modo qualsiasi. .23. Lo spessore " s " della soletta rampante è dell'ordine di 20 cm. la pendenza è notevole.Scale con soletta rampante. 18. 18. i gradini verrano disegnati sopra la soletta (Fig. .22). I gradini. L'economia di questa soluzione consiste nel fatto che il gradino risulta a sbalzo su una luce dimezzata.22). luce non sempre trascurabile.373 trale inclinato (rampa) in modo da congiungere i due pianerottoli.23). viceversa. La soletta ha un andamento a ginocchio (rampante) per sagomarsi in modo da formare i pianerottoli e la rampa. Anche in questo caso i gradini vengono eseguiti in fase di finiture con un qualsiasi materiale idoneo allo scopo. Lo spessore della soletta per una comune scala con soletta a sbalzo può variare dai 10 ai 15 cm a seconda della larghezza della scala (luce della soletta a sbalzo) e del carico che deve sopportare. 18. ecc.21 Nella sezione di una rampa a sbalzo. In questo caso. sopra la parte inclinata della soletta a sbalzo.Scale con trave a ginocchio. lateralmente alla scala non esistono strutture portanti (scala aerea non racchiusa in un vano scale) ma si hanno strutture portanti sui lati corti della scala (Fig. Se. vengono rivestiti come per il caso precedente di scale con gradini costruiti in opera. trave a ginocchio e gradino assumono comunemente la conformazione in Fig. corrente in mezzeria del gradino e poggiante su travi di testata poste sui lati più corti (Fig. ma evitando pavimenti sdrucciolevoli. Fig. Talvolta. e la trave è sollecitata a torsione solo per la quota parte di carico accidentale gravante su mezzo gradino. poi. e nella sezione della rampa verranno disegnati sopra la soletta portante. 18. calcestruzzo di argilla espansa. .). si costruiscono i gradini con materiale inerte (mattoni. 18. In questi casi si eseguono delle solette "appoggiate" alle strutture di testa e aventi quindi una "luce" pari allo sviluppo della rampa e dei pianerottoli.

ma sono formati dopo il getto della soletta.374 Fig. 18.a. costituiscono solette a ginocchio (rampanti) sostenute dalle strutture portanti.22 . Le strutture portanti sono di testa al gruppo delle scale.Scala a soletta rampante. le rampe ed i pianerottoli in c. . I gradini non sono elementi strutturali.

i gradini sono sollecitati a momento flettente di semplice appoggio. . ma presentano nel contempo complessi problemi sia di calcolo sia. Scale a struttura speciale sono le scale elicoidali e le scale a chiocciola: esse consentono particolari risultati architettonici.375 .//cemento armato. 1962. particolarmente. Fig. 1962. La struttura in e.23 Bibliografia O. con questa soluzione.Scala con travi a ginocchio. Bologna. particolarmente usata nel caso di strutture in ferro. 1967.. rampanti. di esecuzione e di utilizzazione. BELLUZZI. L. SANTARELLA. Manuale dell'Architetto. inserite nei muri laterali di ogni rampa. Milano. Roma. 18.a. e le travi a semplice flessione (non esiste infatti torsione).

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soprattutto. ecc. ospedali ecc. è l'elemento architettonico che permette di illuminare e di arieggiare gli ambienti. basti pensare a particolari tipi di costruzioni come. La diversa configurazione del serramento può modificare notevolmente le caratteristiche abitative di un ambiente. approfondirne lo studio. date le sue caratteristiche tecnico strutturali. Inoltre. Il serramento per soddisfare le esigenze per le quali è concepito. per il perfetto completamento della stessa. quella a "courtain wall" (a facciata continua) o a certe ville o costruzioni ad impostazione razionalista per rendersi conto dell'importanza che assume il serramento. a seconda di come è dimensionato e strutturato può creare diverse zone di luce e d'ombra in maniera tale da poter corrispondere ed adeguarsi alle funzioni che vengono esplicate nell'ambiente stesso. presentare delle caratteristiche di indeformabilità e di durata . Un determinato tipo di serramento può esser ottimo per una scuola. in quanto la risoluzione di tale elemento può modificare notevolmente il risultato estetico ed architettonico dell'intera opera. Il serramento deve innanzi tutto assicurare agli ambienti degli edifici. La scelta del tipo o del materiale di un serramento può sia qualificare l'opera per il quale è destinato (casa di lusso. deve. per uffici. saper risolvere nel giusto rapporto il problema del serramento. un'adeguata protezione dagli agenti atmosferici. può essere proprio il serramento a configurare e caratterizzare l'aspetto definitivo di un edificio. nei quali è posto.. infatti.CAPITOLO DICIANNOVESIMO I SERRAMENTI Nell'approfondire lo studio di un'opera architettonica è molto importante. E' pertanto indispensabile. il serramento deve essere progettato o scelto in base alle sue particolari caratteristiche in funzione del tipo di edificio cui deve servire. scuole. Inoltre il serramento. essendo il serramento uno degli elementi principali della casa. ed in relazione alle particolari esigenze. ad esempio. ed altresì garantire una efficace difesa e sicurezza dall'esterno.) (in quanto le necessità tecnico-funzionali sono diverse). Molto spesso. ma non funzionalmente conveniente per un locale di soggiorno. o casa popolare) sia classificare la tipologia edilizia (case d'abitazione. al fine di riuscire ad imprimere all'opera progettata un carattere di massima coerenza stilistica e di massima funzionalità.

Le porte sono costituite da elementi scatolari a coda di rondine che possono esser connessi tra loro con un modulo di 5 cm e sono contornati e connessi da un pesante elemento ad "U" così da formare l'anta mobile della porta. il larice. coerentemente con la situazione in cui si viene ad operare. il materiale più adatto. è molto rumoroso e non dà soddisfacenti garanzie di tenuta. — serramento in allumìnio. il pitch-pine. col tempo è però soggetto a deteriorarsi e a deformarsi. sia dalle possibilità economiche. è soggetto a fenomeni di corrosione. che riducono notevolmente le caratteristiche negative prima accennate. Naturalmente le porte in plastica (come del resto anche le finestre) hanno misure standardizzate. ancora di un costo relativamente elevato. I tipi fondamentali di serramento in relazione ai materiali sono: — serramento in legno. almeno in Italia. il douglas. Per quanto riguarda le finestre si nota che la possibilità di dare le più svariate forme alla plastica permette di realizzare serramenti con ottime "battute" ed incastri che evitano passaggi d'aria e di acqua. — serramento in plastica. Gli elementi scatolari possono esser o meno trasparenti alla luce e pos- . sono per questo oggi molto usati serramenti in lamiera profilata a freddo e zincata. oltre ad essere pesante. — serramenti in plastica. Per quanto riguarda le porte si possono fare meno riserve. è però un serramento. I principali legnami usati sono: l'abete. I vantaggi si notano soprattutto nella facilità di lavorazione del materiale e nella possibilità di variare la forma e le dimensioni della sezione in infiniti modi. Con il progredire della chimica e con la produzione in plastica degli oggetti più svariati era fatale che si arrivasse a costruire serramenti in plastica. La scelta del materiale per il serramento può essere determinata sia dal risultato estetico che si vuole ottenere. — serramento in ferro. — // serramento in ferro. anche verniciata a fuoco. si deve perciò scegliere.378 nel tempo. Altro punto delicato è quello della applicazione della ferramenta per il fissaggio del serramento e per la sua chiusura e movimentazione. Peraltro è molto problematica la scelta del tipo di plastica che deve essere indeformabile anche se assogettata da una parte alla temperatura ambiente (20°C) e dall'altra alla temperatura esterna che può variare da —5 a + 35°C. — il serramento in alluminio è molto leggero e dà la massima garanzia di durata nel tempo e di tenuta dall'acqua e dall'aria. I difetti ed i pregi principali dei tipi suesposti possono essere così brevemente sintetizzati: — il serramento in legno dà buoni risultati di tenuta.

caserme. ecc.. Molto usate sono le persiane avvolgibili in plastica che — per il loro prezzo e la non necessità di manutenzione — hanno soppiantato le persiane avvolgibili in legno. Le porte permettono o impediscono il passaggio dall'esterno all'interno e tra i vari locali. scuole. Gli oscuri sono quei serramenti che permettono l'oscuramento dei locali e offrono difesa dall'esterno. si possono distinguere i seguenti tipi di serramenti: A) finestre : I) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) B) finestre ad 1 battente finestre a 2 battenti (la più comune) finestre a più battenti finestre a bilico (orizzontale o verticale) finestre a wasistas (interno od esterno) finestre a slitta finestre a saliscendi o a ghigliottina finestre scorrevoli finestre composte (unione di più tipi) oscuri: 10) oscuri ad 1 battente (pieni o a lamelle) 11 ) oscuri a 2 battenti (pieni o a lamelle) 12) oscuri a libro 13)persiane avvolgibili (in legno. in plastica. stadi. in alluminio) . E' però necessario limitarne l'uso a luci contenute perché per la loro deformabilità potrebbero dare risultati non soddisfacenti. Si usano porte in plastica dove assieme all'igiene (sono facilmente lavabili anche con soluzioni disinfettanti) non è necessario un gran pregio estetico. Altri tipi di serramenti (serrande metalliche. cancelli estensibili ecc.379 sono esser composti così da avere pannellature di porta in parte cieche e in parte translucide. Sono ideali per cabine di piscine e trovano buon impiego in ospedali. Tipi di serramento Le finestre sono quei serramenti che permettono l'illuminazione e la aereazione dei locali e li proteggono dagli agenti atmosferici.) hanno esclusivo scopo di protezione. A seconda del modo di apertura di un serramento e a seconda delle sue funzioni.

3) Sono dette a wasistas (dal nome dell'igienista che le ha ideate) quelle finestre che hanno le cerniere fissate al traverso superiore od inferiore a seconda che il telaio mobile si apre verso l'esterno o verso l'interno. E' un tipo di finestra che permette un buon ricambio d'aria (specialmente per il tipo apribile verso l'interno). 19. Generalmente le finestre a wasistas hanno modeste dimensioni ed hanno una specchiatura uni- .1) Sono le più semplici e tradizionali finestre usate generalmente nelle abitazioni. ed è molto luminosa. Consentono la totale apertura del vano finestra ed un comodo affaccio. indipendentemente dal fatto che permetta il passaggio all'esterno (logge. per l'illuminazione. attorno ad un asse verticale od orizzontale che non deve essere necessariamente centrale. Si aprono facendole ruotare. limitandosi ad un angolo di 30 + 35 gradi e nei tipi migliori è graduata da apposite frizioni.380 C) porte interne: 14) porte 15) porte 16) porte 17) porte D) a battente a ventola scorrevoli a soffietto serramenti di chiusura: 18) porte basculanti 19) serrande metalliche 20) cancelli riducibili Le caratteristiche dei vari tipi di serramenti sopraelencati sono le seguenti: A— 1). 3) Finestre ad uno o più battenti (Fig. E' un tipo di finestra che offre buone garanzie d'indeformabilità. 19. A — 4) Finestre a bilico orizzontale o verticale (Fig. 19. di esser costituite da un'unica specchiatura.2) Hanno il vantaggio. uffici e scuole. evita forti correnti d'aria ed impedisce l'affaccio . L'apertura non è mai completa. ma può essere eccentrico. è detta portiera o porta-finestra. 2). balconi). anche di 180 gradi. A— 5) Finestre a wasistas (Fig. Se la finestra giunge fino al pavimento. Si usa principalmente per edifici pubblici.

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Fig. 19.2

Fig. 19.1

ca. Trovano il loro impiego in locali particolari di ospedali, scuole ed uffici. La pulizia della parte esterna del vetro non è facile, a meno che non sia prevista anche la possibilità di apertura ad anta normale. A - 6) Finestre a slitta (Fig. 19.4) Sono un perfezionamento delle finestre a wasistas con cerniera sul traverso superiore e quindi sono apribili verso l'esterno. Un apposito congegno permette al telaio mobile di aprirsi ruotando attorno ad un asse orizzontale corrispondente al traverso superiore e contemporaneamente di abbassarsi in modo da lasciare, superiormente, una vasta fessura, tra telaio e specchio mobile, nella parte alta del serramento. In tal modo l'aria calda può facilmente fuoriuscire attraverso la descritta fessura che manca, nelle comuni finestre a wasistas, permettendo un rapido ricambio d'aria. Per la pulizia del vetro esterno si hanno gli stessi inconvenienti precisati per le finestre a wasistas. A — 7) Finestre a ghigliottina o a saliscendi (Fig. 19.5) Sono finestre più usate nei paesi nordici o anglosassoni che in Italia.

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Fig. 19.4

Fig. 19.3

Sono costituiti da due elementi vetrati particolari e paralleli e che sono fatti scorrere verticalmente, a mezzo di un sistema di guide, sul telaio fisso, o di un sistema di contrappesi che bilanciano le parti mobili, in modo che l'apertura delle stesse possa essere graduata a piacere. A parità di dimensioni nel foro del muro, permettono la massima luminosità, in quanto i montanti della parte mobile possono essere contenuti nel montante del telaio fisso ma non permettono un ricambio d'aria a tutta sezione del foro murario. Hanno il vantaggio di non presentare, né verso l'esterno, né verso l'interno ingombro alcuno. A- 8) Finestre scorrevoli (Fig. 19.6)

Fig. 19.5

Sono anch'esse costituite essenzialmente da elementi vetrati che posso no esser fatti scorrere (su guide opportunamente sagomate) sul telaio fis so, in modo che l'elemento traslato si venga a sovrapporre ad altro elemen to fisso o anch'esso scorrevole.

383 Si usa preferibilmente per elementi fincstrati a sviluppo orizzontale. Presenta diversi vantaggi come la notevole luminosità, la mancanza di ingombro, in quanto non occupa spazio per l'apertura, permette l'affaccio e la pulizia dei vetri può anche non essere molto difficoltosa. Si usa principalmente per uffici, scuole, ecc.. A — 9) Finestre composte (Fig. 19.7) Sono serramenti particolari risultanti dall'accoppiamento di due o più dei tipi sopra elencati. Un es. di finestra composta è dato da quella costituita da due ante normali con sovrastante elemento a wasistas. Si usano in ospedali, scuole ed ogni qual volta si vogliano sfruttare le diverse caratteristiche dei vari tipi di finestre.

Fig. 19.6

Fig. 19.7

B — 10), 11) Oscuri ad uno o due battenti (Fig. 19.8) Sono gli oscuri più antichi e comuni, formati da una o due ante girevoli su cardini a muro fissati negli spigoli esterni del foro murario. Il tipo tradizionale veneto è formato da un doppio ordine di tavole d'abete da 25 mm lordi poste con le fibre incrociate. La parte d'oscuro che risulta esterna quando il serramento è chiuso, è costituito da tavole accostate e con le fibre verticali, l'altra parte (connessa solidamente con la prima mediante fitta chiodatura) è formata da tavole immaschiate fra loro con fi-

384 bre ad andamento orizzontale e sagomate in modo da far gocciolare verso l'esterno l'acqua piovana. In certi casi i perni a muro su cui ruotano le antine sono poste nello spessore di muro del foro della finestra, in questi casi, allora, per permettere la completa apertura delle ante, queste sono ripieghevoli su cerniere.

Fig. 19.8

Quando questi scuri sono aperti, una parte di ciascuna anta è contenuta nel vano della finestra ed è addossata agli stipidi e l'altra parte è ripiegata di 90 gradi, e risulta aderente e parallela, alla facciata. Vari tipi di oscuri esistono oltre a quelli tradizionali veneti sopra ricordati. Talvolta le antine sono formate da telai in legno e specchiature in panforte o di lamiera. Nel centro e sud Italia, gli oscuri sono formati da un telaio avente la specchiatura formata da alette orientabili (Fig. 19.9). In generale gli oscuri permettono una discreta sicurezza, una buona protezione e coibentazione, ed un sufficiente oscuramento (salvo quelli con alette orientabili). In questo caso l'oscuramento può esser ottenuto applicando un copriportello all'interno del telaio a vetri.

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386 B- 12) Oscuri a libro (Fig. 19.10) Se si vuole, per ragioni estetiche, evitare che gli oscuri (quando sono aperti) siano visibili dall'esterno, o se si vuole proteggerli dalle piogge battenti o dai raggi del sole, o quando, infine, si abbiano due fori di finestra, tanto vicini per cui l'ingombro degli oscuri aperti non potrebbe esser contenuto nel tratto di muratura intercorrente tra i due fori di finestra, si usano gli oscuri a libro. Sono comuni oscuri girevoli su cardini posti nello spessore di muro del vano finestra che hanno le ante composte da diversi elementi ripiegabili a fisarmonica gli uni sugli altri, così da formare un "pacchetto" che risulta, ad oscuro aperto, contenuto nello spessore del muro del vano di finestra. Questo pacchetto però deve trovar Fig. 19.10 sede o in un incavo del muro o esser contenuto da un "elemento" di marmo o pietra (anche artificiale) che è posto a contorno del foro di finestra. Diversamente la vista del "pacchetto" formato dalla sovrapposizione degli elementi ripieghevoli di ciascuna anta, risulterebbe antiestetica. B— 13) Persiane avvolgibili (Fig. 19.11) Di comune applicazione come oscuri sono le persiane avvolgibili che possono essere di legno (pino, pitch-pine, ramin, ecc.), in plastica o in alluminio . Sono formate da lastre di piccola sezione (12x40 mm circa) connesse tra di loro con opportuni ganci che ne permettono l'avvolgimento (come una stuoia) attorno ad un albero orizzontale (rullo). L'albero è solidale con una puleggia comandata da una cinghia. Azionando la cinghia la persiana avvolgibile si svolge dal rullo e scende su guide fissate alle spalle del foro di finestra fino a chiuderlo completamente. Con manovra inversa, la persiana viene aperta. Il rullo e la puleggia sono contenuti in un "cassonetto" ispezionabile. Le persiane offrono il vantaggio di poter essere chiuse o aperte senza aprire i telai a vetri, sono contenute nel vano della finestra e quindi non si sovrappongono alla facciata. Mentre il rotolante in legno ha una buona coibenza termica, ma richiede una manutenzione piuttosto lunga ed onerosa, quello in plastica ha tenuta meno buona ma è più duraturo e più leggero, consentendo così di co-

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Fig. 19.11

prire anche luci elevate senza richiedere particolari congegni meccanici. Inoltre, per quanto riguarda i rotolanti in plastica, è molto facile sostituire un elemento rotto, in quanto sono sfilabili l'uno sull'altro. C- 14) Porte a battente (Fig. 19.12 e 19.13) Sono le comuni porte incernierate da una parte che possono essere aperte solo in un verso. Sono costituite da un telaio in legno, formato da assicelle incrociate in legno (nido di ape) sulle quali viene applicato, per ciascuna parte, un foglio compensato, oppure un compensato impellicciato con legni pregiati (noce, mogano, tek, ecc.). Sono montate sulle casseporte e cioè su quegli elementi in legno che rivestono il vano interno della porta e, con cornicette riportate, risvoltano sulle pareti. Le casseporte sono fissate al muro con arpioni. Con tecnica più affinata, le casseporte sono avvitate su casse morte che sono delle tavole in abete che, arpionate sul vano interno della porta, servono da supporto alle casseporte. Le porte a battente possono essere cieche e cioè interamente in legno o a vetri e cioè con specchiature formate da vetri stampati.

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Fig. 19.12

Sono dette sopraluci quegli elementi vetrati (fissi o apribili a wasistas) che sono posti sopra il battente della porta. C- 15) Porte a ventola (Fig. 19.14) Sono porte a due battenti che, grazie a particolare tipo di ferramenta d'attacco, possono esser aperte in un verso o nell'altro. Sono usate per ambienti con grande traffico. C- 16) Porte scorrevoli (Fig. 19.14) Sono serramenti di porte che si aprono con scorrimento orizzontale, agganciate superiormente su guide in ferro mediante rotelle scorrevoli. Normalmente il serramento nella fase di apertura si incunea nella intercapedine

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Fig. 19.13 — Particolari nodi porta tamburata ad un battente.

390 formata da due divisori; in tal modo la porta aperta, resta celata alla vista e non crea ingombro. C- 17) Porte a soffietto (Fig. 19.15) Sono anch'esse porte a scorrimento orizzontale con la differenza che, in fase di apertura, il serramento si riduce di dimensioni come se fosse un soffietto di fisarmonica.

Fig. 19.14

Sono costituite da una intelaiatura metallica a losanghe rivestita esternamente di tessuto elastico, tessuto sky, ecc., che si può ridurre a circa 1/5 della luce corrispondente alla massima estensione. Sono comprese in questa categoria anche quelle porte formate da elementi di legno che in fase di apertura si ripiegano l'uno sull'altro. Il loro uso è generalmente indicato per suddividere in due, un ambiente spazioso. D — 18) Porte basculanti o a bìlico (Fig. 19.16) Sono porte formate da una unica pannellatura (anche di grandi dimensioini) che si apre, con movimento di roto-traslazione così da passare dalla posizione verticale di chiusura ad una posizione di apertura orizzontale. So-

Fig. 19.16

391 no bilanciate con molle o contrappesi così che la loro apertura o chiusura è facile e poco faticosa. Non creano ingombro alcuno. Sono usate quasi esclusivamente come porte per box di autorimesse private. D — 19) Serrande metalliche (Fig. 19.17) Sono fondate sullo stesso principio delle persiane avvolgibili, e sono costituite da elementi ondulati di lamiera per i magazzini o a maglie metalliche per i negozi.

Fig. 19.17

Alcuni tipi di serrande hanno uno scorrimento orizzontale ed in curva per cui da una posizione, a serranda chiusa, parallela alla facciata, vengono ad assumere una posizione perpendicolare alla facciata quando siano aperte e sono usati per garages o capannoni industriali.

392 D— 20) Cancelli riducibili o estensibili (Fig. 19.18) Sono serrande formate da montanti in doppio ferro ad U e diagonali in ferro piatto disposte a losanga in modo che, con la manovra di apertura, le fa scorrere orizzontalmente riducendone la lunghezza a circa 1/20 della luce.

Fig. 19.18

Quando la serranda è aperta e il cancello ridotto, può essere raccolto o dietro la mazzetta del foro cui serve, o può essere incassato nel muro, o può essere ribaltato sullo spessore del muro del foro.

Caratteristiche strutturali del serramento Tutti i tipi di serramenti presi in considerazione al paragrafo precedente devono essere progettati secondo criteri di massima funzionalità nei riguardi dei modi di apertura, dei meccanismi relativi, delle sagomature e della possibilità di tenuta e di durata. Il serramento è essenzialmente composto da due parti e precisamente: — parte fissa, - parte mobile, ed è completato della ferramenta di attacco e di chiusura (Fig. 19.19).

393 La parte fissa è generalmente denominata telaio e viene agganciata alle pareti in una apposita sede e fermata mediante zanche in ferro. Con la tecnica moderna, si usa predisporre, nelle murature,apposite cassemorte in legno o in ferro, a seconda del tipo di serramento impiegato, che consentono di ultimare la costruzione di tutti i suoi dettagli, prima di porre in opera i serramenti già verniciati o lucidati mediante semplice avvitatura dei serramenti alle cassemorte. Fig. 19.19 La parte mobile è per le finestre la parte vetrata che consente l'areazione e la illuminazione degli ambienti; per le porte è la parte che, a secondo che la porta è chiusa o aperta impedisce o consente il passaggio tra un ambiente e l'altro o tra l'interno e l'esterno dell'edificio. La ferramenta d'attacco, tra parte fissa e parte mobile, è costituita da cerniere di vario tipo che permettono il movimento di rotazione delle antine mobili o da guide e rotelle che ne permettono lo scorrimento. Il più comune sistema di bloccaggio delle ante mobili è, per le finestre, il "cremonese" e cioè un'asta metallica contenuta nella parte mobile e che, comandata da una maniglia, fuoriesce al di sopra e al di sotto dell'antina mobile incuneandosi in boccole solidali con il telaio fisso. Per le porte, il sistema di bloccaggio è costituito da serrature con scrocco comandato da maniglie e paletto comandato da chiavi. L'incontro o la sovrapposizione della parte mobile col telaio, viene attuato mediante una o più battute (Fig. 19.20). La battuta è l'incavo di una parte di serramento per creare l'appoggio all'altra e per garantire una buona tenuta all'aria ed all'acqua. Per le finestre è sempre preferibile creare una particolare battuta interna. Le battute vanno dimensionate a seconda delle caratteristiche tecniche e fisiche dei materiali. In corrispondenza delle battute è sempre opportuno prevedere una certa aria (distanza tra parte fissa e parte mobile) in maniera tale da consentire un facile movimento alla parte mobile. Sono detti nodi le sezioni orizzontali o verticali di un serramento. Per le finestre i nodi principali sono: — il nodo inferiore in corrispondenza del davanzale; — il nodo superiore in corrispondenza dell'attacco con il cassonetto o con l'architrave; — il nodo orizzontale in corrispondenza dell'attacco con la parete e

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Fig. 19.20

e quello in corrispondenza dell'incontro di due parti mobili. Di seguito si prenderanno in sommario esame i nodi principali di un serramento in legno, tralasciando i nodi dei serramenti metallici le cui caratteristiche, del resto, sono ispirate agli stessi criteri anche se la loro realizzazione è necessariamente alquando diversa (Fig. 19.21). L'attacco del telaio (parte fissa) al davanzale della finestra deve essere oggetto di particolare attenzione. E' necessario evitare che tra la inevitabile fessura fra davanzale e telaio fisso, si infiltri acqua od aria. Perseguono lo scopo due sistemi fra loro analoghi che consistono nel creare uno sbarramento alle filtrazioni o con una sporgenza in risalto del davanzale o con una lama in ottone o in plastica per metà inserita in apposita scanalatura del davanzale stesso. Facendo sormontare il dentello del davanzale o la lama, dal telaio fisso della finestra non è più possibile che avvenga filtrazione alcuna. Sul traverso inferiore del telaio fisso, e dalla parte interna è incastrato un elemento di legno, sagomato con un canaletto (raccogli condensa), che permette di raccogliere l'acqua che si condensa sui vetri e quella che potrebbe infiltrarsi tra telaio fisso e telaio mobile e di allontanarla all'esterno, mediante boccole in ottone. E' solidale al telaio mobile ed è posto nella parte verso l'esterno un elemento in legno sagomato detto battiacqua che ha lo scopo di proteggere dall'acqua battente la fessura fra telaio fisso e telaio mobile. Nella parte superiore del nodo inferiore è ricavata la sede per il vetro

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Fig. 19.21

che, appoggiato su un letto di stucco, viene bloccato mediante una speciale listolina di legno, chiamata fermavetro, e fissata al serramento tramite viti o chiodi. Il nodo superiore è il simmetrico di quello inferiore solo che l'attacco nella parte superiore è molto più semplice e non ha né gocciolatoio né battiacqua. Il nodo laterale presenta la particolarità che su di esso è fissata la cerniera che permette i movimenti di rotazione alla parte mobile.

dove fa molto freddo. comandata da particolari meccanismi di manovra e congegno per impedire l'apertura a ribalta quando l'anta si trova aperta a ventola e viceversa. 19. 19. L'attacco di tutto il telaio con la struttura viene mascherato da opportune fascette coprigiunto. soprattutto nei paesi nordici. e resi solidali mediante un'asta in ferro (Fig. l'inversione delle battute consente l'inversione di apertura delle due ante. Sono infissi ad una sola anta mobile con doppia possibilità di apertura. sono molto usati i serramenti doppi.22 Sempre per una maggior protezione dal freddo. a ribalta o a ventola.396 Sul nodo centrale (nel caso di finestra a due ante) vi è invece inserito il cremonese. oppure possono essere ottenuti da due serramenti posti uno davanti l'altro. di dimensioni molto ridotte. .22).23) Fig. in quanto esso è aperto solo per le pulizie (Fig. 19. esistono serramenti a doppio sistema di apertura. Per quanto riguarda i nodi di serramenti particolari si allegano alcune tavole illustrative. Molto spesso. Essi possono essere composti da un serramento normale con sezioni maggiorate sulla cui parte mobile è ricavato un secondo telaio mobile.

397 .

I profili sono diversi da ditta a ditta e i materiali impiegati sono: — acciaio zincato da 8 10 decimi i cui profili sono ricavati dalla profilatura a freddo di nastri di acciaio zincato.25). I profilati tubolari sono realizzati con elementi standardizzati aventi dimensioni variabili in altezza o larghezza. non sempre risultano esteticamente gradevoli. Z. Si è passato.398 Particolarità dei serramenti metallici Sono serramenti che trovano sempre più frequenti impieghi.24). T. — ottone nudo. Si sono ottenuti risultati molto migliori impiegando. — acciaio inossidabile (di raro uso). con tecnica recente. Si ottengono serramenti rigidi. I serramenti metallici di qualità migliore e con materiali più pregiati vengono applicati su controtelai in profili di ferro zincato precedentemente posto in opera. — leghe di alluminio (Fig. L'attacco al muro dei serramenti metallici più comuni si effettua mediante l'ancoraggio del telaio fisso con speciali piastre o zanche metalliche e con eventuale riempimento con calcestruzzo degli interstizi tra telaio fisso e muratura. I serramenti così ottenuti sono piuttosto rustici. satinato o brunito (di raro uso). Le doppie battute formate dalle particolari sagomature e le guarnizioni in gomma assicurano una ottima tenuta all'aria. E' il caso di ricordare i serramenti realizzati con profilati in acciaio a . I profili vengono uniti con saldatura elettrica a scintillio lungo tutto il perimetro della sezione o. Sono relativamente pesanti e proporzionalmente costosi. 19. a seconda del materiale impiegato. dei profilati di ferro appositamente studiati (ferro-finestra). quindi. Possono venir realizzati con profilati e materiali diversi. Sono serramenti con discreta tenuta d'aria. Per la protezione dell'acciaio zincato. 19. con particolari tipi di giunto che evitano differenze di anodizzazione. Il tipo più semplice ed economico è ottenuto da un accoppiamento di normali ferri profilati a L. i profilati subiscono un processo di fosfatazione a caldo con immersione con ciclo completo di sgrassaggio (Fig. anche di buon valore estetico. per la costruzione di finestre. a perfetta tenuta di aria. ai serramenti metallici a profili tubolari. I serramenti in ferro zincato devono esser coloriti a smalto e ad olio previa mano di antiruggine. meglio. sono proporzionalmente pesanti. hanno poca tenuta all'aria. La sagomatura delle lamiere è ottenuta mediante profilatura continua (particolare procedimento di estrusione) o mediante presso piegatura a freddo delle lamiere. leggeri e. abbisognano di continua manutenzione.

. 19.Serramento in lamiera di acciaio zincato. Nodo orizzontale e verticale.24 .399 Fig.

mancanza di condensa. mancanza di spigoli taglienti) ai vantaggi di leggerezza ed indeformabilità dei serramenti metallici. sezione tubolare rivestiti esternamente con materiali plastici (guaine a forte aderenza).25 — Serramento in alluminio.400 Fig. . 19. Sono serramenti che non abbisognano di manutenzione alcuna. Questi tipi di finestre assomano i vantaggi offerti dai serramenti in legno (isolamento.

secondo le norme UNI.69 — semplice — semidoppio — doppio Norme UNI 6487 . possono avere spessori diversi.2 3. si indicano i tipi commerciali più comuni di vetro in lastre. Esiste. Si fa un semplice richiamo per i vetri stampati colorati ormai di impiego molto limitato.6 2. i cristalli che non presentano impurità di impasto né bolle d'aria. sulla strada. Questo accorgimento evita che — in caso di rottura della lastra — pezzi di vetro possano cadere da portiere o serramenti.69 — mezzo cristallo — ultraforte o cristalli Esistono poi dei tipi speciali di vetro detti vetri "stampati" che non permettono la visione di cose od oggetti attraverso di essi. I vetri semplici semidoppi. il Thermopan). Sono vetri che proteggono gli ambienti diminuendo le dispersioni termiche. si usano per vetrine o per specchiature molto grandi anche curvate. Le due lastre di vetro possono avere spessori eguali o per una migliore difesa termica e acustica.9 .401 Vetri A seconda di varie circostanze per cui la dimensione ed il tipo di serramenti si usano diversi tipi di vetri. Sono costituiti da due lastre di vetro o cristallo distanziate e saldamente unite al perimetro cosi da formare una camera d'aria che può esser riempita da gas inerte. decorazioni e lavorazioni di diverso tipo. Un particolare tipo di vetro stampato e quello detto "retinato" perché in esso — durante la colatura della lastra — è posta una sottile rete metallica a maglie romboidali o rettangolari. — Vetri camera (ad es. risulta la seguente (con spessori espressi in millimetri) : Norme UNI 6486 . Trascurando anche cenni sommari sulla tecnica vetraria.9 3. poi.7 3. Hanno sagome. impedendo la condensa ed attenuando i rumori. In Italia le lastre in vetro vengono classificate in base allo spessore con una terminologia che. doppi ed anche i mezzi cristalli si usano per le finestre. i vetri stampati trovano impiego quasi esclusivamente in specchiature di porte. una vasta gamma di vetri speciali. 1.6 1.

402 . reagendo sotto l'azione del calore. Anche i vetri stratificati si possono considerare come vetri di sicurezza. Sono vetri che aumentando la luminosità esterna si iscuriscono e venendo a diminuire la luminosità esterna riacquistano gradualmente il color bianco. ciò è possibile grazie alla composizione del complesso. di grosso spessore e molto pesanti che resistono a forti urti e anche a colpi d'arma da fuoco ripetuti ed esplosi da breve distanza. impedendo così il propagarsi del fuoco per autocombustione dei materiali di arredamento. Oltre ad una sicurezza in caso di rottura permettono un discreto comportamento di difesa termica ed acustica. mentre a freddo è perfettamente trasparente. A temperature di 800-900 °C la superficie opposta al lato ove è l'incendio non supera i 140 °C per il tempo stabilito (collaudo a REI a 30 o REI a 60 minuti). . Sono vetri di tempera e di composizione chimica speciali. Sono vetri già di per sé resistenti. forma una efficacissima barriera termica. uffici postali e in ogni caso che ragioni di sicurezza lo impongono. che è formato da sottili lastre di vetro e da strati di un particolare materiali termoisolante che. — Vetri di sicurezza. si avrà la polverizzazione del vetro in minutissimi frammenti a contorno meno tagliante. Mediante una tempra termica o chimica si inducono nei vetri delle tensioni (specie di precompressione) interne. I tipi più comuni sono (spessori in millimetri) — Vetri fotocromici. — Vetri filtro. Sono vetri speciali che trattengono i raggi del sole pur lasciando passare la luce polarizzata. — Vetri ariti proiettile e/o antisfondamento. meno pericolosi. — Vetri tagliafuoco (tipo Pyrostop): questo tipo di vetro è in grado di bloccare non solo le fiamme ma anche il calore prodotto da un incendio. Così in caso di rottura. pertanto. Hanno un uso limitato a banche. Sono formati da due lastre di vetro accoppiate per il tramite di un foglio di materiale plastico trasparente (polivinilbuttirile). e.Vetri stratificati.

Gli intonaci interni. Gli intonaci esterni proteggono l'edificio dalla pioggia e dalle intemperie e gli conferiscono un miglior effetto estetico. da un fabbricato economico o popolare.CAPITOLO VENTESIMO OPERE DI FINITURA Sono comunemente chiamate opere di finitura quelle particolari opere che completano e rifiniscono la struttura al grezzo dell'edificio. è sempre superiore di quella delle malte per muri e ciò per consentire che le mal- . regolarizzando i muri rendono le pareti più funzionali. La differenza tra i due tipi edilizi è dato principalmente dalla differenza tra le finiture. eleganza ed in modo tecnicamente valido pur riuscendo a contenere le spese. Gli intonaci hanno diversi scopi pratici ed estetici. i pavimenti. più igieniche e conferiscono — in generale — un aspetto più luminoso e confortevole ai locali. E' necessario conoscere le proprietà di ogni tipo di finitura per adattarlo nei casi in cui il suo impiego sia più razionale. i rivestimenti. Queste opere riguardano sia l'interno che l'esterno dell'edificio e interessano tutti i locali. oltre che naturalmente dalle superfici a disposizione. Le opere di finitura comprendono principalmente gli intonaci. A) Intonaci Sono detti intonaci gli strati di malta (sabbia più legante) applicati ai muri. Le opere di finitura sono quelle che principalmente differenziano un fabbricato civile. La dosatura dei leganti delle malte per intonaci. come già visto.5 a 2 cm. I concetti della moderna edilizia — infatti — non fanno discriminazione alcuna tra case civili o popolari per quanto riguarda la distribuzione interna. delle loro caratteristiche tecniche ed una opportuna scelta del loro impiego possono permettere di "finire" un fabbricato con proprietà. Non è sempre vero che un alto costo delle finiture sia sicura garanzia di un più valido risultato tecnico o di maggior effetto estetico. Una approfondita conoscenza dei materiali usati per le finiture. ai soffitti ed alle varie parti rustiche dell'edificio in uno o due strati con spessori complessivi da 1. le coloriture e le verniciature.

Quando sono usati per esterni e su pareti esposte alle intemperie questi intonaci sono arricchiti con sostanze idrofughe per renderli il più possibile impermeabili. — in base al grado di finitura e tipo di lavorazione. Intonaco di calce aerea Viene impiegato soltanto come finitura degli intonaci a calce idraulica per renderne più regolare la superficie e per evitare che alcuni tipi di tinteggiature — reagendo con la calce idraulica — si deteriorino.non raggiungono il grado di finitura degli intonaci di calce aerea. si usa più comunemente intonaco con malta di cemento mescolata a calce idraulica o calce aerea. presentano superfici liscie e regolari di buon effetto estetico. se ben lavorati. sono resistenti. Solo per particolari impieghi viene usato l'intonaco avente come solo legante il cemento ed in tali casi si usano additivi che lo rendano più imper- . Esistono. Gli intonaci di calce idraulica induriscono abbastanza presto. poi. intonaci speciali che hanno soprattutto uno scopo ornamentale o di maggior protezione delle pareti e di cui si dirà alla voce rivestimenti in quanto per composizione. Difficile e complessa sarebbe una classificazione degli intonaci. ma — anche se ben lavorati . sembra quindi più efficace elencare separatamente i vari tipi di intonaco : — in base al tipo ed alla quantità di legante. spessore e qualità tali strati protettivi sono da classificare più come rivestimenti che come intonaci veri e propri. Si usa raramente intonaco avente per legante il solo cemento. Sono intonaci che — in un tempo relativamente lungo e se ricchi di calce — possono esser abbastanza resistenti e. Intonaco di malta di calce idraulica E' il tipo più comune di intonaco ed è usato ad uno strato per locali rustici o per sottofondo a intonaci più pregiati oppure a due strati (specie per esterni). e perchè vengono applicati sopra comuni intonaci. Intonaco di cemento Viene usato. quando si vuol ottenere un intonaco più resistente o più impermeabile di quelli di calce idraulica. in uno o più strati. E' errato usare all'interno degli edifici intonaci idrofugati e ciò per evitare che su dette superfici si verifichi il fenomeno della condensa dei vapori.404 te aderiscano ai muri in modo completo e continuo.

privi di sabbia. Intonaci speciali Tipo Terranova. il gesso assorbendo l'umidità e l'acqua. Emalux. quindi. Sono da escludere nei locali ove si produce vapor acqueo (bagni. Tipi di intonaco distinti per tipo di lavorazione Rabboccatura E' il tipo più rustico di intonaco e consiste nel conguagliare le fronti della muratura con malta (generalmente cementizia). si hanno intonaci di cemento e calce aerea quando si vogliano aver intonaci resistenti e con poco ritiro. . si hanno intonaci di calce idraulica e calce aerea quando la resistenza dell'intonaco non ha grande importanza ma si ha necessità di un intonaco più plastico. Gli additivi per l'indurimento saranno richiamati nella voce pavimenti in cemento. lisci che però possono risultare freddi e non sempre adatti per tutti i tipi di tinteggiature. o meno soggetto a cavillature (ritiro). Settef. ecc. Naturalmente sono assolutamente da escludere per esterni. che pur essendo intonaci hanno carattere di rivestimenti e di essi verrà fatto breve cenno trattando dei rivestimenti. Tale tipo di intonaco è usato quasi esclusivamente su murature in pietrame e per locali rustici. cucine) perchè al suo contatto. Plastirithe. si deteriora.. Si hanno intonaci di calce idraulica e cemento quando si vogliano render più resistenti gli intonaci di calce idraulica o per particolari sottofondi. Sono intonaci molto levigati. Intonaco di gesso E' un tipo di intonaco diverso dagli altri perché il gesso è inerte e legante nello stesso tempo e sono. Intonaci dì malta bastarda Sono intonaci costituiti da malte aventi leganti diversi. E' bene eseguire tali intonaci non direttamente sulle pareti (come purtroppo vien fatto talvolta) ma su intonaci ad uno strato di calce idraulica.405 meabile o più resistente.

. Viene fatto col frattazzo.406 Rinfazzo Più che un intonaco è un supporto per intonaci predisposto su opere in calcestruzzo o sui soffitti ove l'intonaco comune potrebbe non aderire a perfezione. riguture. bugnature. rigati. Intonaco a panno E' un intonaco a civile che ha il secondo strato (malta di calce aerea) lisciato con panno e feltro invece che col frattazzo. Intonaco a civile Consiste in un primo strato di intonaco frattonato su cui vien steso un sottile strato di malta di calce aerea che — per la sua pastosità . .permette una finitura più regolare e liscia. Si tratta di una malta piuttosto fluida e molto ricca di legante (cemento a 6 7 qli) lanciata con forza sulle superfici da intonacare e sulle quali aderisce creando una superficie molto frastagliata e ben aderente alla struttura. Si usa in uno strato per locali di servizio o come primo strato di intonaci più raffinati (a civile o a gesso) ed in due strati per esterni. Intonaci bugnati. pressato e lisciato con la cazzuola in modo da ottenere una superficie liscia. ecc. Intonaco frattonato (o frattazzato) E' un intonaco ad uno o due strati che viene pareggiato e levigato con uno speciale strumento (frattazzo) costituito da una tavoletta con manico. Sono intonaci in malta di cerriento usati per esterni e lavorati in modo da ottenere particolari effetti esserido lavorati a riquadri. ecc. compatta e resistente. Il rinfazzo funge da ottimo supporto per altri intonaci. Intonaco lisciato (ormai superato da altri tipi) E' un intonaco con malta di cemento molto grassa tirata a frattazzo e subito dopo lisciata con l'aggiunta di polvere di cemento.

Un buon pavimento deve esser resistente all'usura ed allo sgretolamento . lo stucco lucido sono tipi di intonaco assolutamente superati anche se talvolta potevano avere un loro pregio. marmettoni. quello in vista. Intonaco a gesso (clet) ed altri Gli intonaci a gesso sono già stati descritti nella composizione e nell'impiego.407 Intonaco a marmorìno ormai superato da altri materiali Era usato ancora fino a pochi anni fa come zoccolo per scale o locali per bagno. ecc. battuto di ce- . non felicemente. ecc. si dovrà rinunciare a qualche particolarità a favore di altre a seconda dello scopo e dell'uso principale cui è destinato il pavimento. deve esser facilmente pulibile. a stucco marezzato. lisciato con un ferro regolare piano ed infine lucidato con uno spianatoio d'acciaio caldo (45°C). B) Pavimenti Dicesi pavimento quell'opera di finitura eseguita sopra i solai o i vespai e su cui transitano le persone.). si usano talvolta per restauri di antichi edifici. non dovrebbe esser assorbente e dovrebbe resistere ad acidi o altre sostanze che su di esso possono casualmente esser versate. l'effetto estetico del marmo. deve poter sopportare bene anche carichi concentrati (piedini metallici di sedie. Di volta in volta. quindi. anzi troppi perché un solo tipo di pavimento possa possederli tutti. dalla lucentezza. Vengono "tirati" da specialisti (stuccatori) con frattazzi metallici (spatole) su sottofondo di intonaco di calce idraulica. I vari tipi di pavimento necessitano di un appropriato "sottofondo" cioè di un idoneo supporto che viene predisposto sopra i solai o i vespai e su cui viene applicato il pavimento. L'intonaco a stucco. Per la sua compattezza. l'incausto. In più si chiede al pavimento una certa eleganza data dal colore o dall'accostamento di colori. I requisiti di un pavimento ideale sono molti. Viene steso in due spessi strati di cui il secondo. Per pavimenti lapidei (marmo. marmette. E' formato con tre parti di polvere di marmo bianco ed una parte di calce trivellata. viene strofinato con un feltro. non dovrebbe aver connessure ove — contro principi igienici — si annida fatalmente lo sporco. E' difficile trovare oggi gli artigiani per eseguirli. lucentezza e venatura imitativa.

Difficile è quindi una classificazione razionale. Sopra un sottofondo di calcestruzzo o malta che non abbia ancora finita del tutto la presa (e ciò per favorire una incorporazione del pavimento con il sottofondo) si stende una "pasta di cemento" (malta di cemento molto grassa) dello spessore di 2 3 cm che viene "tirata" come un intonaco. Si potrebbe tentare una classificazione per materiali. si usa un sottofondo come il precedente ma tirato perfettamente a livello e frattonato a fino e poi rasato con malta fluida e con preparati speciali (livellina. Tra lo strato di sabbia ed il pavimento si interpone un foglio di cartone catramato per impedire la fuoriuscita della sabbia dagli interstizi del pavimento. Sulla "pasta di cemento". ecc. ma con lo stesso materiale si possono fare diversi tipi di pavimento. Uno stesso tipo di materiale può dar luogo a pavimenti con caratteristiche diverse a seconda del sistema di posa o della variazione della quantità dei componenti. Si potrebbero distinguere i pavimenti in base alle loro proprietà fisiche o chimiche. Per i pavimenti in legno (parchetti e tavole) il sottofondo può esser costituito da morali in legno resi solidali con il solaio (con malta e reggette di ferro) su cui inchiodare il pavimento. ma ciò non metterebbe in risalto altre importanti caratteristiche.). si getta polvere di cemento per arricchirla e renderne più resistente lo strato superficiale. pianolina. linoleum. forme. piastrelle viniliche. lisciato) E' un tipo molto povero di pavimento usato esclusivamente per locali accessori di servizio.408 mento) il sottofondo è costituito da un massello di malta (con sabbia grossa) di calce idraulica o di cemento che non necessita di particolari rifiniture. parchetti lamellari. frattonato. moquette. viene anche "rullato" con un rullo la cui superficie è fornita di quadratini in ri- . Si preferisce quindi elencare i più comuni e caratteristici tipi di pavimento senza tentarne una classificazione. tipi di posa. o viene lisciato o — infine — quello lisciato. L'industria fornisce oggi in gran quantità tipi di pavimento che si differenziano per materiali. ancora fresca. ma alcuni tipi di pavimenti possono esser eseguiti in opera o preformati. ecc. Per i pavimenti di gomma. Pavimento in cemento (rullato. oppure il sottofondo può esser costituito da un semplice strato di sabbia di spessore regolare ed asciuttissima su cui poggiare — incastrati a maschio e femmina — gli elementi in legno (doghe) del pavimento. Il pavimento viene finito o a frattazzo. Si potrebbero classificare i pavimenti distinguendoli tra quelli eseguiti in opera e quelli preformati e posati in opera.. (Si vedano i pavimenti in linoleum o vinilici). ecc.

Le malte senza additivi per i comuni pavimenti in cemento devono esser particolarmente ben dosate perché diano luogo a piani di calpestio resistenti e non fessurati per il fenomeno del ritiro. Lo strato di usura è arricchito con alcuni minerali duri (coridone e calcedonio) per esaltare le caratteristiche di antiusura. Si usavano. il certosino). Talvolta il pavimento in cemento è arricchito — per ragioni estetiche — con terre colorate (quasi esclusivamente il rosso). pur avendo caratteristiche. talvolta.anche al transito con carrelli con ruote metalliche). ecc. per marciapiedi androni rustici. valore estetico e prezzi ben diversi. Si tratta di "indurenti" a base di ghisa acciaiosa di struttura fibro-reticolare. oppure lisce e colorate o a disegni per locali interni non rappresentativi. Ebbero un periodo di grande impiego qualche decennio fa. Il variare delle forme. con stabilità dimensionale che evita fessurazioni. Per pavimenti in cemento di edifici industriali esistono in commercio degli additivi che lo rendono molto duro. Con i migliori additivi si ottengono pavimenti in cemento di durezza simile alle più dure pietre naturali. e senza aggiunte di coloranti. trattata con un procedimento brevettato tale da conferirle la proprietà di incorporarsi nella malta di cemento.409 lievo che formano sul pavimento dei piccoli incavi a quadratini. hanno molte particolarità di costruzione e di posa che sono comuni e pertanto sembra opportuno descriverli in un unico contesto . Mattonelle di cemento Si tratta di mattonelle ormai in disuso preformate in casseforme e compresse che hanno misure di 20x20 con spessori di 2 3 cm. ma non fragile (atto — in alcuni casi . Talvolta le marmette non avevano forma quadrata o rettangolare ma forme centinate e complementari che permettevano l'incastro di un elemento nell'altro (per es. di creare pavimenti abbastanza decorativi ma pur sempre poveri. non sgretolabile ed antisdrucciolevole. la composizione dei colori e l'accurata preparazione tecnica delle mattonelle in cemento permetteva. bugnate.. Marmette di graniglia e marmettoni Sono tipi di pavimento che. Si usa spesso malta bastarda (cemento e calce aerea) molto grassa ed è buona norma eseguire giunti di dilatazione molto ravvicinati specialmente se i pavimenti sono esterni.

Si ottengono così pavimenti senza discontinuità e perfettamente lisci di buon effetto e di buon valore tecnico. quasi asciutte e comprimerle fortemente con idonee presse. Oggi si usa porre in opera i singoli elementi di pavimento o rustici come provengono dalla formatura o appena sgrezzati (ed eventualmente stuccati) cospargendoli con un "beverone" (boiacca a lenta presa. Quando i vari leganti hanno fatta sicura presa. I singoli elementi vengono posti in malta cementizia sui predetti sottofondi. Per questi tipi di pavimento il sottofondo è costituito da un massello di calcestruzzo (con ghiaia molto piccola) o di malta di calce cementizia con sabbia grossa. il pavimento viene levigato e stuccato con diverse mole sempre più fini finché viene — se del caso — lucidato a piombo con panno. Sia nel caso di legante cementizio che di resine. Da un grosso blocco (del volume anche di un m 3 ) risultante dal getto pressato e vibrato in casse forme di blocchetti di marmo. tecnica che è scarsamente usata per le marmette. . I marmettoni sono anch'essi preformati in misure di 30x30 o 40x40 con spessori da 3 a 4 cm. è consigliabile usare miscele di inerte e cemento. Le marmette di graniglia sono simili a quelle di cemento precedentemente descritte ma confezionate — per la parte superiore — con granulato di marmo (graniglia) e polvere di marmo (spolverone). graniglia e legante (cemento o resine viniliche) vengono "segati" i marmettoni. Recentemente — per quasi tutti questi tipi e soprattutto per i marmettoni — il legante classico (il cemento) è stato sostituito. Il sottofondo non abbisogna di particolari cure o finiture. Per limitare piccole vacuità (forellini superficiali) che nelle marmette o nei marmettoni si formano per l'evaporazione dell'acqua di impasto. e sembra con ottimo successo. L'uso di levigare e lucidare le marmette o i marmettoni prima di porli in opera è stato abbandonato perché con tale tecnica le giunzioni restavano evidenziate e la piccola ed inevitabile diversità di piano di posa dei singoli elementi costituivano difetti evidenti del pavimento. vengano saturati. Sono costituiti da piccoli elementi di lastre di marmo (6-15 cm) legati con calcestruzzo avente inerti di marmo e formate su un fondo di malta di cemento. colorata) in modo che tutti gli interstizi tra piastrella e piastrella.410 pur precisandone le differenze che spesso sono notevoli. da resine viniliche. alcune ditte usano una meno comune tecnica per produrre i marmettoni.

lucidabilità e valore estetico sono i graniti che pure essendo abbastanza comuni in Italia hanno prezzi altissimi perché di difficile lavorazione e lucidatura per la loro estrema durezza. del valore e della pezzatura del marmo si possono aver pavimenti mediocri o di buon valore estetico e tecnico. a meno che non si ricorra a tipi molto rari e quindi molto costosi. ottimi per pavimenti. . stuccatura e lucidatura del pavimento come per i marmettoni. Generalmente i marmi più variegati e policromi presentano dei difetti. il "Bianco 1000". L'uso del "Bianco 1000" può ovviare ai ricordati inconvenienti della cavillatura delle connessure. A seconda della qualità. su di un letto fresco di malta di cemento.spesso si cavillavano. Le boiacche chiare venivano predisposte con cementi bianchi — che dato il loro forte ritiro . La varietà dei pavimenti in marmo è cosi vasta quanto vasta è la gamma dei tipi di marmo. 20x40) mentre son detti a casellario quelli formati con lastre aventi misure che sono esattamente sottomultipli delle misure del locale e ciò per evitare che nella parte terminale dei pavimenti. in alcune regioni italiane (Liguria) mentre in altre è ormai completamente in disuso. Si dicono "a correre" quei pavimenti formati con elementi di misure standard (per es. Tra i marmi. con un certo prestigio. debbano esser impiegate lastre di misura diversa e più piccola. Gli interstizi vengono saturati con boiacca di cemento talvolta frammista a graniglia dello stesso marmo usato per la palladiana o di marmi diversi. per durezza. Per ragioni estetiche la boiacca viene arricchita da sostanze coloranti. Da pochi anni è disponibile in commercio un cemento. elementi di una determinata qualità di marmo o di più qualità mescolate aventi tutti lo stesso spessore (due centimetri). Battuti di graniglia E' un tipo di pavimento eseguito in opera che è ancora usato. Pavimenti in lastre di marmo I pavimenti in discorso sono formati da lastre regolari di marmo dello spessore medio di 2 cm posti su malta cementizia.411 Palladiana E' un tipo di pavimento eseguito in opera ponendo. che accoppia lo scarsissimo ritiro ed una forte resistenza ad un bel colore assolutamente bianco. Quando i leganti hanno fatto buona presa si procede alla leviguatura.

quadrelli. formato da 3 parti di rottami di tegole o di mattoni (grossi come una noce) e da uno o due parti di polvere di mattone legati da una parte di calce spenta.. ottagoni alternati con quadrelli. orgoglio di molti palazzi monumentali della Repubblica veneta. hanno bandita la costruzione del terrazzo alla veneziana dai nuovi fabbricati. Gli elementi di pavimento in gres vengono cotti a circa 1500°C. Questo sottofondo veniva battuto dopo un giorno dal getto fino a ridurlo a 4/5 dello spessore originario. Le piastrelle in gres sono di forme diversissime (esagoni. Infine si levigava il pavimento con battuto di calce e polvere di marmo (non esistevano allora altri abrasivi). rettangoli. E' un pavimento di notevole spessore ed estremamente pesante anche se ha il vantaggio di esser sufficientemente elastico e di scarsa usura. Battuto o terrazzo alla Veneziana Questo pavimento. Sopra il sottofondo si stendeva la "coperta" o il secondo strato formato con malta molle di calce e polvere di mattone in parte eguali. L'originale ed antico battuto alla veneziana veniva formato da un sottofondo grasso. merita un cenno storico. l'alto costo. Il mutato gusto. mosaico. Esiste una vastissima gamma di pezzi speciali per zoccolini angoli convessi o concavi. Si usano talvolta delle imitazioni che non raggiungono la nobilita e la bellezza del vero terrazzo alla veneziana. listelli ecc.412 Non è altro che un conglomerato di marmo e leganti gettato e battuto in opera con giunti di ottone (distanziati di circa un metro) e poi levigati. la mancanza di artigiani provetti e la frenetica corsa a diminuire gli spessori per contenere gli edifici nei limiti imposti dai regolamenti edilizi. figure mistilinee intrecciate). Dopo ciò si bagnava abbondantemente e si rullava il pavimento per regolarizzarne la superficie. . ecc. dello spessore di almeno dieci centimetri. La "coperta" dopo un giorno dal getto veniva anch'essa vigorosamente battura e — quindi — in essa venivano conficcati pezzetti di marmo cominciando dagli elementi più grossi. Si usa di preferenza un'argilla ferruginosa vetrificabile ossia una argilla che — al calore — diventa compatta prima di fondersi o deformarsi. Il suo pregio dipende dall'accuratezza della lavorazione e dai tipi di graniglia usati. Pavimenti in piastrelle di gres Il gres è una particolare ceramica e cioè è quella ceramica derivante da un impasto il cui ingrediente fondamentale è l'argilla bianca o naturalmente colorata purché a pasta compatta ed impermeabile.

ecc. La posa richiede un sottofondo duro e resistente sul quale si stende uno strato semiduro di sabbia e cemento (300 kg di cemento per m3 di sabbia). La superficie superiori può esser liscia. Si cola quindi nelle strettissime connessure una pasta liquida di cemento per sigillare i giunti e fissare gli elementi al sottofondo. al marrone di diverse tonalità. ecc. per eliminare le inevitabili scabrosità dovute a diverso piano di appoggio. poggioli. . per la pezzatura degli elementi. impermeabile. al bruno. magazzini. inattaccabile da quasi tutti gli agenti (acidi. soda ecc. resistentissimo all'usura. Gres smaltato Non è da confondere con altro tipo di pavimento (famose quelle di Vietri e di Marsiglia) costituite da argilla cotta e smaltata a basse temperature. laboratori. per la diversità della posa. Trascuriamo i pavimenti in tavoloni di abete usati nelle case delle nostre Alpi e in zone ove l'abete costa poco e trascuriamo pure i pavimenti a legno intarsiato perché di impiego eccezionale.stretta dalla concorrenza . Su tale strato si posano le piastrelle e le si battono con tavole abbastanza lunghe per pareggiare i livelli. zigrinata. Pavimenti in legno Sono di tipi svariatissimi per le varie essenze usate. La tecnica moderna ha permesso di ottenere piastrelle di gres smaltate cotte ad alta temperatura che accoppiano ai pregi del gres. L'industria . il rovere.413 La gamma dei colori è abbastanza vasta: dal nero. Il gres è uno degli ottimi materiali per pavimento perché è duro. l'effetto cromatico e decorativo dei vari smalti policromi e dei disegni floreali o geometrici. a buccia di arancia. Si tratta però di un pavimento esteticamente modesto anche se di costo contenuto e con numerose connessure a causa delle modeste misure degli elementi. locali sanitari. In particolari casi.). petroli. basi. ma viene usato anche il noce. l'ulivo e altre essenze esotiche. In generale il gres era usato. Si sono ottenuti peraltro risultati eccellenti. i pavimenti in gres sono stati levigati con una spesa di molto superiore e quella del costo del pavimento. cucine.produce piastrelle in gres smaltato in una vasta gamma di tipi. prima dell'avvento del gres smaltato. Le essenze più usate commercialmente sono il faggio. Un ambiente ospedaliero in gres chiaro levigato e lucidato accoppia ai grandi pregi del gres anche un tono di eleganza. al giallo e al rosso (che è il più comune). per bagni. il pitch-pine. colori e decorazioni..

Più comuni sono i parchetti e cioè tavolette in legno da 5x25 a 10x50 cm connessi a maschio e femmina o con lame metalliche o sono del tipo da incollare sul pavimento.).00 2. Si tratta di tavolette da 2. Pavimenti in linoleum II linoleum è un materiale fornito in piastrelle o in rotoli fino a 2. I parchetti vengono comunemente posti a spina di pesce. Talvolta i parchetti sono posti in opera su strato di asfalto caldo (in tal caso non sono immaschiati tra loro). Per alcuni tipi manca il supporto di tavola e le tavolette di legno pregiato sono fissate su supporti di carta e vengono incollati (con mastici idonei) su un sottofondo assolutamente piano e livellato. disposti perpendicolarmente alle tavole del pavimento a distanze di 30 40 cm. costituito da un supporto di grossa tela di juta su cui viene disposta la linossina (miscela di farina di sughero. olio di lino cotto ossidato. solidali con il solaio. Se i parchetti sono asfaltati nella parte inferiore possono esser posati direttamente su malta cementizia (sistema poco usato se non in Lombardia). pregiato con motivi vari a scacchiera. Parchetti sovrapponibili hanno spessori modesti 8 10 mm e sono connessi tra loro con linguette metalliche fisse ad un elemento e che penetrano nelle scanalature fresate di un contiguo elemento. Vengono posati con uno dei sistemi predetti.414 A tolda di nave Tipo poco usato anche se — in certi locali — di ottimo effetto estetico sono i pavimenti in legno a tolda di nave (o a bastimento).50 cm di spessore larghe da 60 a 80 mm connesse a maschio e femmina. con composizioni ornamentali ecc. Parchetti a elementi prefabbricati Constano di elementi di tavole compensate delle misure varie da 30x40 a 50x50 cm con innesti a maschio e femmina sulle quali sono incollate tavolette di legno. Parchetti comuni negli spessori da 20 22 a 15 17 mm con immorsatura a maschio e femmina sono posti o su mezzi morali come per i pavimenti in legno a tolda di nave o su letto di sabbia asciutta. re- . La posa a "quadri" è riservata ai tipi con elementi prefabbricati. ed inchiodate (o comunque connesse) a mezzi morali in legno (3x6 cm). Non di rado però si dispongono parallelamente ad una parete con giunti sfalsati. I parchetti sovrapponibili sono adatti anche per ricoprire vecchi pavimenti (purché siano piani e solidi). a intarsio.00x x 30 mi.

palestre. ma delicato e facilmente danneggiabile per l'umidità. pianolina. I teli sono posti in magazzini per 4 mesi per la stagionatura delle resine (se la temperatura è portata a 60°C bastano due mesi). Sono forniti in piastrelle di misure varianti secondo i tipi. ecc. variegati di buon effetto cromatico. Si hanno colori pastello a tinta unita.. I sottofondi sono di due tipi principali: — massetto di calcestruzzo con inerti di varia ed assortita granulometria ed almeno 3. di aspetto talvolta gradevole anche se hanno il difetto di rompersi alla flessione con gran facilità. ben lisciato e rasato come per il linoleum.0 2. ardur. asfalto e coloranti. oppure marmorizzati o variegati.).415 sine e pigmenti coloranti). anche se non di gran lusso. con collanti asfaltici. ecc. Le piastrelle sono formate da una miscela di resine comaroniche (derivanti dall'asfalto). accuratamente regolarizzato con frattazzo . Per questi tipi di pavimenti ha molta importanza una buona preparazione del sottofondo che deve esser molto resistente perfettamente levigato a "bolla". II linoleum è fissato al sottofondo di calcestruzzo grasso con colle resinose in soluzione alcoolica previa livellazione del sottofondo con mastice livellatore (ad esempio gesso da forma o — meglio — livellina.5 ql di cemento. Pavimenti vinilici o di vinil-amianto Sono prodotti moderni che. con una vasta gamma di colori pastello. marmorizzati. è ormai limitata a pochissimi e particolari ambienti. Questi pavimenti hanno dato buoni risultati perché sono resistenti alla usura. Si usano piuttosto pavimenti in resine asfaltiche in fogli da 25x25 dello spessore di circa 2 mm. Quello in linoleum è un pavimento afono. componibili anche a scacchiera o con altri motivi geometrici. Le piastrelle vengono incollate al sottofondo. morbido resistente all'usura di facile pulizia. ecc. afonici. Per pavimenti si usano spessori da 2. Il linoleum — nei vari tipi — è usato per rivestimenti di pareti o di mobili. La tela di juta con la linossina passa fra due cilindri (calandra) che regolarizzano la superficie e comprimono i materiali fino allo spessore voluto. per pavimenti. Pavimenti in resine asfaltiche Le pavimentazioni in piastrelle di asfalto usato per scuole. hanno ottimi requisiti fisici ed estetici.5 mm.

v. puro. Dopo tale periodo la massa indurisce in brevissimo tempo senza fessurazioni neppure se stesa su grandi superfici così da consentire una rapida utilizzazione del sottofondo.c. La miscela viene fatta passare attraverso una calandra a rulli ad alta temperatura ottenendo fogli dello spessore di 1. Contiene un catalizzatore (ossido di calcio) che ne accelera la presa. di aspetto semilucido. Dai fogli si tagliano piastrelle da 25x25 (non misure maggiori per evitare rotture in quanto le piastrelle di vinil amianto hanno un forte coefficiente di dilatazione). I principali tipi di questi pavimenti sono: Pavimenti in vinil-amianto. Si trovano in commercio piastrelle a "spessore unico" formate tutte con lo stesso impasto o piastrelle formate da uno strato di colore naturale ed un secondo strato colorato. isolanti. Si ottiene un pavimento simile al precedente. Bostik. L'anidrene è prodotta anche in Italia ed è coperta da diversi brevetti. ma molto più lucido molto più elastico e molto più resistente all'usura.8 2 mm. L'anidrene è un legante ottenuto per sintesi chimica e fa parte delle anidridi sintetiche. sufficientemente elastici e quindi morbidi. Si usa sia amianto in polvere sia . può esser ridotto in fogli di circa 2 mm e tagliato in piastrelle (fino a 50x50) ed usato per pavimenti.6 1. pianolina. Si usa — per sottofondo — pura impastata con acqua (resistenza e compressione dopo 28 gg pari a 670 kg/cm2 ) oppure mescolata ad un volume doppio di sabbia (resistenza a compressione dopo 28 gg pari a 380 kg/cm 2 ).con migliori risultati — amianto in fibre. Il cloruro di polivinile (puro fino al 95% e con l'aggiunta di coloranti. Si hanno pavimenti. Si ottengono dalla miscela di 45 parti di cloruro di polivinile (P. di più facile manutenzione di quelli in Vinil-amianto e che resiste molto meglio ai carichi concentrati.V.C. ecc.). Peraltro segni di suole di gomma o forti pesi concentrati (tacchi a spillo. afoni. .416 e poi lisciato con mastice livellatore (livellina. II materiale viene pressato a 120 atmosfere e viene quindi stabilizzato (quattro passaggi da + 180°C a —25°C). Questo sottofondo si deteriora a contatto anche di poca acqua che su di esso ricada quando è già indurito. L'inizio della presa avviene non prima di due o tre ore e ciò permette di eseguire con tutta comodità la messa in opera. piedini di mobili) sporcano o incidono definitivamente il pavimento.) con 55 parti di amianto e pigmenti coloranti. Pavimenti in p. — sottofondo di anidrene. ardur. Si presenta come una polvere biancastra molto somigliante al cemento bianco ed è confezionata in sacchi di carta da 50 kg. assolutamente impermeabili (una macchia di inchiostro viene pulita perfettamente con uno straccio imbevuto d'acqua anche dopo diversi giorni). caldi. Dopo questo trattamento i singoli pezzi (piastrelle) vengono rifilate nelle esatte misure volute.

lettighe. si usano anche in piastrelle ma possono anche esser gettati in opera. la caduta delle macerie di case bombardate. I primi hanno il grave difetto di emanare un forte odore di gomma (specialmente quando è in funzione l'impianto di riscaldamento). ma può risultare pericolosa perché rende il pavimento sdrucciolevole. I pavimenti in gomma per usi industriali con superfici rigate e bullonate hanno dato ottimi risultati di durevolezza. granuli di caucciù. dimensionalmente stabili per cui può esser impiegato anche su vaste superfici continue e può essere risvoltato sulle pareti così da conferire assoluta impermeabilità al pavimento.417 Le singole piastrelle possono essere unite co-n un procedimento simile a quello della saldatura autogena. I pavimenti in gomma per usi civili sono di bell'effetto con colorazione imitanti marmi o a tinte pastello. quello di tipo civile (liscio e colorato) e quello del tipo industriale (rigato o bullonato). i cingoli dei carri armati.v. è un ottimo pavimento che può esser impiegato sia nell'industria che per edifici civili. insensibilità agli agenti chimici. Due sono i tipi di pavimento in gomma. Questa proprietà può esser un pregio per l'estetica e la facilità di manutenzione. In Francia è stato prodotto ed è oggi in commercio in Italia un tipo di pavimento in gomma da gettare in opera. essi sono: lattice di gomma naturale.peraltro — nella lucentezza del pavimento. Il loro prezzo è relativamente alto. legno. afoni ed isolanti. puro è maggiore di quelli in Vinil-amianto. Tre principali elementi vengono miscelati subito prima dell'impiego. Naturalmente il costo dei pavimenti in p. anche se — pur tenendo conto del maggior costo del sottofondo — il loro prezzo è largamente competitivo con i comuni pavimenti. Per impieghi particolari per i quali la resistenza del pavimento deve esser aumentata (ospedali. speciali cariche disidratanti e acceleranti della vulcanizzazione delle gomme.c. Alcuni pannelli posti sperimentalmente sul piazzale delle ferrovie Nord di Milano qualche anno prima della guerra hanno sopportato ottimamente l'intenso traffico. lamiere (da qui la vasta applicazione sulle navi). La miscela è autocollante e viene stesa in spessori di circa 8 mm su qualsiasi superficie: calcestruzzo. I pavimenti in gomma sono per lo più forniti in rotoli. Pavimenti in gomma. perdendo . Con questo preparato di gomma si ottengono pavimenti dalla superficie leggermente ruvida. ecc. . elasticità. sono soffici. buon isolamento elettro-termo-acustico.) la miscela è arricchita fino al 5 % con minerali indurenti. per passaggio di carrelli. e quindi non sdrucciolevole. Hanno la proprietà di esser "autolucidanti" e cioè di levigarsi e lucidarsi con l'uso. Le caratteristiche del pavimento sono l'eccezionale antiusura. Sono formati da gomma naturale o da gomma sintetica.

camere da letto) ma viene usato anche in corridoi od hall di alberghi. Sono dei tappeti (su supporto di feltro. Moquette. relativa facilità di pulizia. mattonelle in cemento.D. varietà e solidità dei colori. E' un tipo di pavimento-tappeto. C) Rivestimenti Per ragioni estetiche. 16/11/1939 n.418 ai detergenti. in locali pubblici di grande traffico. ecc.) con svariati tipi di lavorazione ed una vasta gamma di colori. Il loro prezzo — in origine elevatissimo — con il crescere della richiesta e con l'aumentata concorrenza fra le varie ditte. 2234) che fissano le caratteristiche dei materiali per pavimentazione. Le fibre sintetiche assicurano buona resistenza all'usura. Naturalmente esistono tipi diversi di moquettes per i diversi impieghi. mattonelle di gres. per maggior protezione dall'acqua. Esiste anche un tipo di moquette per rivestire il fondo. La tecnica per la produzione della moquette si è affinata al punto che il loro impiego non è più limitato a particolari locali (soggiorno. mattonelle d'asfalto. nylon. Tali norme — già superate al momento della loro emanazione — riguardano quasi esclusivamente materiali o non più impiegati o impiegati scarsamente e cioè pianelle in argilla o argilla pressata. im- . in sale di riunioni e concerti e financo nelle cucine. La sua aderenza al supporto è notevole infatti la resistenza media al decollaggio supera i 1000 kg/cm 2 . alcune zone di parete o pareti intere (sia esterne che interne). piastrelle in graniglia. dagli urti ecc. Si ottengono pavimenti soffici. La posa avviene su sottofondi normali (masselli di calcestruzzo o di anidrene ben pareggiati e stuccati) con idonei collanti anche vinilici. Esistono delle norme di accettazione (R. ad ogni norma legale di accettazione quasi tutti i pavimenti. E' un pavimento igienico perché continuo e che non produce o trattiene polvere. le pareti ed i bordi di piscine. diventa sempre meno elevato. vengono rivestite con materiali particolari che — a seconda dello scopo per cui vengono posti in opera — hanno peculiari caratteristiche di durezza. alcuni marmi. afoni di aspetto gradevole e confortevole di buona qualità tecnica. e isolamento dal filtraggio di liquidi o passaggio di umidità.. Sfuggono. juta o tessuti polipropilenici) di fibre poliesteri. dalla umidità. polipropileniche (leacril. resistente all'invecchiamento per la sua stabilità chimica. quindi.

Gli elementi possono esser posti in opera a contatto fra loro oppure distanziati con un ferro tondo a 4 5 mm in modo da creare un interstizio che poi viene saturato con malta. talvolta. sia per il caso di fabbricati con struttura in calcestruzzo armato. raggrupparli per categorie. Le misure possono esser quelle del mattone di costa (circa 5. Si ripiega allora su rivestimenti che producano l'effetto di muratura a faccia vista. Rivestimenti imitanti faccia vista Per ragioni diverse (di ordine estetico. lavorate o sabbiate con colori dal rosato al rosso. si ricorre anche a elementi di clinker che sono laterizi cotti ad altissima temperatura e vetrificati e che possono avere colori più forti ed aspetto più lucente. al rosso bruno. Non sempre è possibile ottenere una muratura con i mattoni in vista su cortine continue sia per il pratico ed economico diffondersi dell'uso di blocchi. I migliori tipi di rivestimento assommano alcune o tutte le sopralencate caratteristiche. Non si pretende qui di seguito di enumerare tutti i tipi di rivestimento. I rivestimenti per correzione acustica sono già stati trattati in altro capitolo. in quanto assolvono a diverse e ben precise finalità. ambientale.5x25 cm) o del mattone in piano (circa 12x25) e possono aver altre misure e forme. Questi elementi di laterizio o di clinker imitanti i mattoni sono corredati da pezzi speciali ad L per render continuo il rivestimento anche in corrispondenza degli spigoli del fabbricato o in corrispondenza dei fori di porte e finestre.) si richiede. Alcuni tipi di rivestimento sono impiegati esclusivamente per esterni. ogni classifica non consente di raggrupparli in categorie omogenee. di avere delle facciate a faccia-vista.419 permeabilità o valore decorativo. Quindi si procede ad una elencazione dei vari tipi di rivestimento senza. Rivestimento in marmo. di cui si è già accennato nel capitolo riguardante i materiali lapidei. di indicare le categorie più comuni trascurando le diversità dei vari tipi della stessa categoria. Come per i pavimenti. anche per i rivestimenti. A tale scopo si possono usare elementi di laterizio di ottima qualità e ben cotto con superfici lisce. piuttosto. altri esclusivamente per interni ed — infine — ne esistono svariati tipi che possono esser usati indifferentemente sia all'interno che all'esterno. ecc. ma. .

Dopo l'applicazione possono esser battuti per renderne la superficie più liscia. con superfici più o meno granulate. Per aumentare la resistenza del rivestimento. laboratori chimici.) dispo- . agli inerti può esser aggiunta graniglia di quarzo. refettori. Tali resine vengono stese sugli intonaci e costituiscono rivestimenti duri ed impermeabili. compatti. Tale prodotto viene impiegato principalmente per zoccolature o per pareti di vani scala. Sono usati più comunemente i granulati di marmo per facciate esterne e gli altri prodotti a grana più fine per interni limitatamente a locali molto particolari. impermeabili e resistenti. Vi sono svariate forme e misure (7. a volte discutibile. Resine plastiche Si possono usare. ecc. Si ottiene con tali prodotti un rivestimento di effetto cromatico. rinforzate da minerali ad altissimo grado di durezza e coloranti. Polvere o graniglie di marmo in una vasta gamma di colori omogenei o miscelati vengono legati tra loro con resine viniliche e applicati a spatola su intonaci vecchi o nuovi perché asciutti e preferibilmente formati con malte bastarde (metà cemento e metà calce idraulica). Rivestimenti resilienti di ceramica Miscele di resine e ceramica plastica possono esser stese su intonaci o su rasature a gesso e costituiscono un rivestimento impermeabile ed elastico facilmente adattabile a qualunque forma. 10x 10. come rivestimenti. inattacabile da detersivi. quasi pure. da acidi ed alcali diluiti.420 Granulati di marmo Sono intonaci speciali che costituiscono rivestimento. resine plasiche.5x 15. Piastrelle maiolicate Sono rivestimenti formati con piastrelle di maiolica (nei tipi migliori di caolino) cotte e smaltate ad alta temperatura. E' possibile disporre del prodotto in un gran numero di colori anche con tinte forti. 15x 15. I tipi formati con polvere di marmo (anche arricchita con polvere di graniglia) possono esser stesi sull'intonaco di sottofondo anche a spruzzo.

Le piastrelle sono poste in malta su sottofondi di malta idraulica o bastarda e le connessure sono fugare con cemento bianco. Le essenze più usate sono il mogano. ecc. Alcuni pezzi speciali (per angoli) o elementi terminali (a becco di civetta) rendono continui ed esteticamente efficienti i rivestimenti in piastrelle. impermeabili. Talvolta le piastrelle maiolicate di caolino sono anche decorate a disegni vari. gres colorato. Carte o stoffe da parati Possono esser considerati come rivestimenti le carte o stoffe da parati che — ormai — sono quasi esclusivamente sostituiti da tessuti di resine viniliche imitanti le carte o le stoffe con motivi moderni o classici. trascurando le essenze più comuni (abete. in ceramica o in vetro. Sono intonaci duri. Intonaci tipo Terranova Sono così chiamati dal nome con cui fu lanciato commercialmente questo tipo di intonaco. Mosaici Tesserine da 2x2. Si usa per esterni ed anche per interni. cemento bianco e resine vengono impastate e applicate a spatola o spruzzo. chimiche di durezza e impermeabilità. Rivestimento in legno Per particolari ambienti possono esser richiesti rivestimenti in legno per soffitti o pareti interne o esterne. Sono intonaci speciali che possono venir annoverati tra i rivestimenti per le loro caratteristiche fisiche. Polvere di marmo. il douglas.421 nibili in un gran numero di tonalità. . l'aframosia. in materiale vetroso. Le tessere possono essere in gres smaltato. ma il loro impiego è in declino. pigmenti coloranti. E' 0 classico rivestimento per bagni e cucine. il noce mansonia. Generalmente si tratta di pannellature perlinate (e cioè formate da stretti elementi di legno con sagome diverse immaschiati tra loro). larice) impiegate per case rustiche in montagna. incollate su carta pesante possono esser poste in opera così da formare mosaico a tinta unica o con tessere di colore vario. 3 x 3 .

Si apllica sia agli interni che agli esterni a più strati con pennello o a spruzzo. le opere in legno. Tinteggiature Oltre alle tinteggiature classiche si citeranno anche alcune tinteggiature più moderne ed altri trattamenti superficiali.. ferro ecc. è quindi idonea per tinteggiare intonaci comuni. diluito con acqua. Nel latte di calce si stemperano i colori (costituiti generalmente da terre) che non reagiscono con l'idrato di calcio contenuto nel latte di calce. in lamiera ecc. oppure interi elementi alternativamente ciechi e con serramenti per i moderni edifici multipiano (court ain-wall). Queste tinte a veicolo acquoso hanno un grave difetto.422 Rivestimenti metallici Per rivestimenti esterni si ricordano le lamiere smaltate e soprattutto i pannelli di alluminio sagomati con cui si rivestono le grandi pareti cieche di magazzini o depositi mascherandone le strutture. le applicazioni di sostanze coloranti alle pareti o ai soffitti e cioè — in genere — a elementi ricoperti con intonaco e con coloriture l'applicazione di sostanze coloranti a opere in legno. i soffitti. ecc. in ferro. ma non opere in cemento armato. Una volta si usavano dei fissativi che — peraltro . passato per tele metalliche molto fitte che trattengono tutte le impurità. Si classificano normalmente — con dizione non rigorosa — tinteggiature. le tinte esterne si dilavano alle prime piogge ed all'interno si deteriorano facilmente. E' buona norma stemperare i colori in acqua prima di mescolarli al latte di calce in modo che i granuli delle terre si possano bagnare bene e si possono. Tinteggiatura a calce con veicolo acquoso La base di queste tinteggiature è il latte di calce che è il normale grassello di calce aerea decantato. poi. legno. D) Tinteggiature e coloriture Importanti tra le opere di rifinitura sono le tinteggiature e le coloriture con cui si completano le pareti.non eliminavano del . Questa tinta è adatta per tutte le superfici di materiali assorbenti e granulosi.. ferro. ben miscelare al latte di calce.

L'indurimento è lento. Dicesi "imbiancatura" la tinteggiatura composta da solo latte di calce senza coloranti. ma si ottiene una buona resistenza al dilava- . la caseina. i colori sono stemperati in una soluzione di silicati alcalini (il più economico è il silicato di sodio). In genere. Queste tinte sono stabili. Oggi si usa — con migliori risultati — il vinavil o prodotti similari. Si applica agli intonaci con pennello o a spruzzo. ma tinte a calce applicate in più mani all'intonaco ancora fresco di calce aerea in modo che la tinta si "incorpori" con la parte superficiale dell'intonaco. Per i suaccennati difetti. per locali di servizio oppure — con coloranti e fissativi — per cucine e bagni ove altri tipi di tinteggiatura sarebbero rovinati dal vapor d'acqua. Tinte lavabili (al silicato) Vari sono i brevetti per tali tinte e non sempre sono noti tutti gli additivi usati dalle singole ditte produttrici. si prestano abbastanza bene al dilavamento e non sporcano. la colla d'ossa. Tinte a colla (o tempera di colla) In queste tinte è assente la calce. sono quindi idonee per esterni e per interni. peraltro.423 tutto gli inconvenienti (gelatina animale. la salda di farina e di amido. E' un tipo di tinteggiatura che si rovina ("fiorisce") al contatto con l'umidità. la colla di pesce. I fissativi più comuni sono: il latte sgrassato. e solo come imbiancatura. o di semi). pertanto non può essere usata per esterni o per cucine e bagni. olio di oliva. latte. Le tinte al silicato possono essere applicate anche su superfici liscie e non molto assorbenti (calcestruzzi). I pigmenti coloranti sono impastati con soluzioni colloidali di varie sostanze che fungono da fissativi. questo tipo di tinteggiatura è riservato. Pur chiamandosi tinte lavabili non lo sono nel senso letterale della parola. Tinte a fresco Non sono tinte speciali. A seconda delle varie soluzioni colloidali impiegate si hanno tinte di qualità diverse.

424 mento ed all'usura e — spesso — effetti estetici impossibili ad ottenere con altre tinte o con diverse tecniche. questi prodotti coloranti sono usati principalmente per opere metalliche (lamiere. Vernici e smalti A parte alcune vernici e smalti opportunamente predisposti per gli intonaci. Le vernici e gli smalti. opere in ferro) o per opere in legno. La difficoltà maggiore per eseguire questo tipo di tinta incorporata nell'intonaco. consiste nel poter dosare con la massima precisione la quantità di terre coloranti a ciascun impasto di malta per ottenere tinte con toni uniformi. Per lo più sono a base di siliconi. per impermeabilizzare e stabilizzare vecchi intonaci colorati di cui non si voglia o non si possa modificare l'aspetto (restauri). Pertanto prima di colorire opere metalliche è bene ripulirle accuratamente da eventuali strati di grasso (residuati dalla laminazione o dalla trafila) o dalla ruggine e poi trattarle con vernici antiruggine. Tinte incorporate nell'intonaco Si usa talvolta mescolare all'intonaco di calce aerea di arricciatura elementi coloranti. ottimo per i risultati è il cromato di piombo di . Anche se scalfito superficialmente l'intonaco mantiene il suo colore. Vengono quindi usate vantaggiosamente per impermeabilizzare murature a faccia vista. L'uso di tali prodotti permette di proteggere dall'umidità pareti esposte alle intemperie senza che le superficie sottostante venga alterata nell'aspetto o nel colore. per proteggere elementi di pietra tenera naturale o anche pietra artificiale. non proteggono efficacemente dalla ruggine. Si ottiene così un intonaco colorato e non una pellicola di tinta sopra di esso. Stab ilizzan ti idrorepellen ti Esistono in commercio alcuni prodotti che possono esser classificati come tinteggiature trasparenti idrorepellenti o stabilizzanti per intonaci. Un affinamento nella tecnica e l'impiego di inerti e leganti più pregiati ha dato luogo agli intonaci tipo Terranova già in precedenza descritti. peraltro. La più nota ed antica vernice antiruggine è il minio (ossido puro di piombo su veicolo oleoso).

acquaragia. Per applicare queste vernici ad olio su pareti è necessario spalmare queste ultime con colla animale seguita da una mano di olio di lino cotto. Devono cioè esser stuccate e levigate (con carta e vetro o pomice) per render liscia ed uniforme la superficie da colorire.425 color giallo che si usa in modo particolare per le navi. Anche le opere in legno da verniciare all'olio o a smalto devono subire un delicato intervento di preparazione. quando siano applicate sopra di queste. il bianco di titanio. talvolta. Vernici all'olio Le comuni vernici sono preparate con olio di lino cotto. Si usano per verniciare opere in legno quando non se ne voglia nascondere l'aspetto naturale. carbonato di piombo. . Per vernici bianche si usa l'ossido di zinco. ma soprattutto per le sue tossiche emanazioni solforose. Per economia. Trovano impiego anche per conferire lucidità a vernici opache o meno resistenti. per quelle gialle o brune si usa l'ocra o il cromato di piombo. La biacca di piombo. una volta molto usata. Vernici trasparenti (dette flatting) Sono soluzioni di resine diluite in oli essicativi. litopone) ed idonei essicativi. miscelato a olio di lino polimerizzato (standoil) e a resine eterificate. Per vernici rosse si usa l'ossido di ferro. per le verdi si usa il verde di cromo o di zinco.. pigmenti coloranti finissimamente macinati con l'aggiunta di essicanti. Per vernici nere si usa il nerofumo. il cinabro ecc. per colori bianchi è assolutamente da bandire non solo perché ossidandosi si annerisce. Sono vernici da sottofondo con superfici opache o semilucide che essicano rapidamente e posseggono buona resistenza e lavabilità. all'olio di lino cotto si aggiungono altri oli (olio di girasole). pigmenti bianchi (ossido di zinco. biossido di titanio. Vernici particolari sono: Vernici tipi cementite Sono costituite da un disperdente grasso a base di olio di lino crudo imbianchito.

Sono vernici note dall'antichità che danno strati brillanti e molto resistenti. Sono soluzioni colloidali di esteri cellulosici in liquido organico (acetone. All'olio vengono aggiunge resine dure naturali delle zone tropicali (come il coppale) e solventi ed essicativi rari. sono preparati con oli fortemente essicativi e "filmogeni" come l'olio del legno di Cina oppure con olio di lino polimerizzato. — alla cellulosa. o acidi grassi. devono esser applicati a spruzzo per ottenere superfici di uniforme brillantezza in quanto essicano rapidissimamente. Smalti sintetici sono prodotti più moderni e forniscono superfici molto brillanti e di discreta resistenza (specie negli interni). . Smalti alla cellulosa. — sintetici. alcool superiori). Smalti grassi. Sono preparati con base di resine ottenute sinteticamente da glicerina.426 Smalti Gli smalti sono preparati in diversi tipi: — grassi.

come le cooperative di utenti. cioè l'aggregazione della domanda per settore (abitativo. sociale) intendendo il termine "aggregazione" con il significato di coordinamento e concentrazione. peculiari di forme operative limitatamente e totalmente meccanizzate. soddisfaceva l'esigenza in tempi più brevi e con manodopera solamente qualificata. Ciribini per metodo industriale si intende quello tra i modi della produzione che poggia esclusivamente su processi organizzativi di natura ripetitiva e nel quale l'incontrollabile varietà di ogni fase di lavoro. questa condizione è legata all'esistenza di una consistente struttura di committenza pubblica. produttivo. Nell'ultimo dopoguerra la quantità della domanda rivolta al settore edilizio non ha trovato una risposta adeguata nella sua tradizionale organizzazione. l'impasto del calcestruzzo. pur non operando inizialmente una effettiva riduzione dei costi rispetto ai metodi tradizionali. cede il posto a previsti gradi di costanza esecutiva. che richiede l'esistenza di un corpus legislativo urbanistico e programmatorio che indirizzi e condizioni gli interventi sia pubblici sia privati. propria delle azioni artigianali. 3-5 anni almeno. si può ipotizzare una industrializzazione del settore con l'impiego di tecnologie anche nuove che . nel settore edilizio essa è stata introdotta molto più tardi rispetto agli altri settori. G. agricoltura compresa. — una condizione di mercato: la continuità della domanda. quali lo scavo. come gli IACP. e di base.CAPITOLO VENTUNESIMO CENNI SULL' INDUSTRIALIZZAZIONE DELL'EDILIZIA E LA PREFABBRICAZIONE Per poter spiegare con chiarezza il concetto di industrializzazione dell'edilizia è necessario definire preliminarmente cosa si intenda per metodo di produzione industriale: secondo la sempre valida definizione del prof. ed ha coinvolto in un primo tempo soltanto le operazioni di servizio alla edificazione. la risposta data dai paesi più industrializzati fu l'adozione nel settore del metodo industriale che. Le condizioni perché si possa innescare un metodo di industrializzazione edilizia sono essenzialmente: — una condizione di struttura. soprattutto nei paesi carenti di manodopera altamente specializzata. La meccanizzazione del processo di produzione è stata il primo strumento di industrializzazione dei vari settori produttivi. il sollevamento e trasporto dei materiali. solo quando si sia dato corpo a queste condizioni con le opportune azioni politico-programmatiche di ragionevole respiro.

semilavorati. Si può pertanto definire con il C. quantità e qualificazione della manodopera. un atto di relazione che indirizza e condiziona gli operatori e le operazioni del processo.N. LE. cottimismo. Le caratteristiche del metodo industriale possono quindi essere sintetizzate nelle quattro espressioni visibili dell'industrializzazione e cioè: 1 ) la qualità del prodotto 2) la complessità del prodotto 3) la producibilità in serie 4) il grado di automazione nel processo di produzione. materiali. proprie e caratteristiche delle attività industriali. In edilizia dalla primaria fase dell'autocostruzione si è passati alla meccanizzazione e poi alla razionalizzazione (scorporo di attività.428 permettano una produzione di massa compatibile con le risorse disponibili: investimenti. alla industrializzazione dei getti in cantiere. meccanizzazione e gestione operativa. subsistemi di componenti. Industrializzare il settore edilizio significa dunque. subappalto. l'industrializzazione dell'edilizia come "modo di concepire la produzione del bene edilizio in termini di processo di progettazione-produzione-utenza. a queste condizioni.. normativa tecnica e industrializzazione edilizia sono dunque tra di loro strettamente collegate e non si può avere vera industrializzazione senza una seria normativa programmatica. cioè come sequenza di momenti operativi. siano sostituite da operazioni di programmazione. organizzativi e gestionali coerenti e coordinati. norme 867-1979. Se intendiamo il termine processo come uno sviluppo successivo di fatti e di fenomeni che hanno tra di loro un nesso più o meno profondo. intendendo per norma un insieme di condizioni trasformate in istruzioni che devono essere rispettate da un processo produttivo. urbanistica e tecnica. componenti. possiamo definire con l'UNI. 1972. L'impiego di elementi prefabbricati ha come fine: . Sia per l'innesco del processo edilizio industrializzato sia per la sua guida e controllo risulta indispensabile l'attivazione di un riferimento ad un quadro normativo generale. con prefabbricazione delle strutture portanti.R. Programmazione. tipiche dei processi artigianali. primi componenti costruiti in officina di prefabbricazione). in vista dell'ottimizzazione dei risultati conseguibili con determinate risorse e condizioni contestuali. E' noto che l'innesco dell'industrializzazione in qualsiasi settore produttivo non è mai avvenuta in modo repentino ma trae le sue premesse anche da una costante evoluzione delle tecnologie. il termine processo edilizio come "sequenza organizzata di fasi operative che partono dal rilevamento di esigenze fino al loro soddisfacimento in termini di produzione edilizia". fondare la produzione edilizia su un processo operativo in cui la singolarità e la variabilità di ogni azione. organizzazione. fino alla industrializzazione della produzione degli elementi costruttivi in officina con successivo montaggio in cantiere.

ma non ha alcuna incidenza nella reale evoluzione del settore se non comprende anche un totale cambiamento nel modo di ideare. il calcolo.PP. 2) il miglioramento del lavoro degli operai con conseguente maggior rendimento degli stessi e riduzione degli sprechi di cantiere. L'industrializzazione edilizia.P. ecc. di organizzare e di controllare il bene edilizio. cioè il mezzo tecnico con cui operare l'industrializzazione dell'edilizia. di alcune disposizioni regolamentari prima provvisorie e poi definitive in materia (Circolare 11 agosto 1969 "Norme per la progettazione. La prefabbricazione in officina con metodo industriale viene definita invece (ricalcando una definizione dell'A. l'esecuzione ed il collaudo di costruzioni con strutture prefabbricate in zone .) — le banches et tables — i casseri rampanti — i casseri pneumatici — i casseri tunnels o demitunnels. Diamo ora alcuni cenni sull'industrializzazione nel cantiere edile e sulla prefabbricazione in officina con metodo industriale di componenti. riduce infine notevolmente i tempi di costruzione. richiede una progettazione esecutiva accurata e definita in tutti i particolari e la stretta integrazione del progetto degli impianti con il progetto distributivo e statico.) esecuzione fuori opera di parti dell'edificio che trasportate nel cantiere possono essere assemblate con prevalenti operazioni di montaggio. tecnologia che si sviluppò in Francia e nell'Unione Sovietica negli anni immediatamente seguenti la seconda guerra mondiale. Velox. proporre numerose soluzioni e invenzioni tecniche le più varie. con conseguente riduzione dei costi. subsistemi e sistemi costruttivi. può avere facce diverse. se viene industrializzata.429 1 ) la semplificazione delle operazioni di produzione e di cantiere. con rapido addestramento della manodopera. cioè con getti in opera su casseri più o meno complessi come: — i casseri a perdere (Er-cal. questi sistemi vennero introdotti in Italia negli anni '60 dopo la messa a punto da parte del Ministero dei LL. Per rispondere alla finalità di ridurre il più possibile il numero delle operazioni di montaggio furono inizialmente ideati i sistemi costruttivi a grandi pannelli portanti in c.a. di progettare. Tale industrializzazione comporta una rigida organizzazione del lavoro con utilizzo di manodopera poco qualificata che viene addestrata in tempi brevissimi. L'industrializzazione nel cantiere edile nasce con l'industrializzazione dei getti di calcestruzzo.. La prefabbricazione è dunque uno strumento di fabbricazione che. con il beton banche. rientra tra i mezzi dell'industrializzazione dell'edilizia.I. chiamati anche sistemi pesanti o sistemi chiusi per la loro mancanza di flessibilità distributiva post-costruzione.

un ulteriore impulso in tal senso si è avuto dopo le recenti catastrofi sismiche nel Friuli e nell'Irpinia.a. presupponendo però una continuità della domanda di alloggi con caratteristiche tipologiche sufficientemente costanti. cioè in definitiva verso la prefabbricazione. blocchi bagno. un altro incentivo a tali ricerche e messe a punto è stato dato. serramenti. può stimolare la presenza sul mercato di componenti tra di loro aggregabili secondo norme (regole del gioco) di combinazione e di aggiustaggio messe a punto a livello nazionale: è la cosiddetta ideologia o meglio utopia del "sistema aperto".430 asismiche e sismiche"). quella privata ma soprattutto quella pubblica. o in acciaio per l'edilizia industriale e commerciale. La tecnologia dei grandi pannelli portanti in c. una concentrazione degli interventi nel territorio ed una specifica dotazione delle imprese di attrezzature e macchinari. ad esempio. come chiusure esterne. dalla Regione Lombardia che ancora nel 1978 ha bandito un concorso per la formazione di un repertorio regionale di progetti tipo. Negli ultimi anni il costante aumento del fabbisogno abitativo accompagnato dall'aumento dei costi di costruzione e dalla diminuzione della reperibilità di manodopera in edilizia hanno riportato l'attenzione del settore verso sistemi di edificazione che conciliassero la riduzione dei costi finali con l'utilizzo di manodopera a bassa specializzazione per semplici operazioni di montaggio. nati per l'edilizia scolastica e industriale-commerciale sono stati oggetto di studi e di innovazioni ad alto contenuto tecnologico per affinarli ed adattarli alle esigenze dell'edilizia ad uso abitativo. Oltre alla produzione di sistemi completi "chiavi in mano". che attualmente tendono a superare il modello tradizionale del processo edilizio recuperando il contatto diretto tra produttore e committente senza l'intermediazione dell'impresa. gru di adeguata potenza e largo sbraccio. e di subsistemi di componenti. che furono presto ristudiati e riproposti per l'edilizia scolastica. In quegli stessi anni furono immessi sul mercato vari sistemi prefabbricati con elementi piano-lineari e puntiformi in c. partizioni.a. pareti attrezzate di servizio. I sistemi a struttura portante puntiforme. . In questo modo la committenza. si è potenziata la presenza sul mercato di componenti più o meno complessi. assicura una riduzione dei tempi di costruzione ed una semplificazione delle operazioni di cantiere. come mezzi di trasporto.

a monte. Tale unità è il modulo. Tutto questo condiziona naturalmente un coordinamento delle misure e delle dimensioni delle singole costruzioni e soprattutto. 21. L'esempio di modulazione più noto è certamente il Modulor di Le Corbusier. e dato che il corpo umano ideale rientra nella legge dell'armonia. edito anch'esso dalle Nazioni Unite nel 1967. proponendo una coordinazione degli standard entro i limiti dell'attuale situazione dell'industria edilizia. e tale unità dovrà essere il massimo denominatore comune dai cui multipli derivano tutte le dimensioni della costruzione. quali il Wachsmann. le misure di partenza della scala sono dimensioni del corpo umano. che deve rappresentare una soluzione ottimale sia dal punto di vista economico e costruttivo adottando elementi tipizzati e standardizzati. sia dal punto di vista estetico-architettonico. Le misure della scala Modulor stanno in tale rapporto. — contenere il minor numero possibile di variabili cioè di tipi diversi. Altri autori. basato sulle leggi dell'armonia. Tali ricerche si pongono però piuttosto sul piano della organizzazione produttivistica che su quello di una vera e propria teoria della modulazione. — permettere l'intercambiabilità tra i vari elementi. che può essere liberamente scelto.1). sotto il patrocinio delle Nazioni Unite. proprietà quest'ultima di fondamentale importanza nelle applicazioni tecnologiche. ed ogni suo valore ha per definizione un significato funzionale per la casa dell'uomo.431 La progettazione per l'edilizia industrializzata Una produzione di tipo industriale è possibile solo se con un tipo di elemento si possono produrre grandi serie. vale a dire che ogni termine è somma di termini precedenti. Così ogni singola parte dell'edificio dovrà essere studiata in base a multipli di un'unità dimensionale prefissata all'atto dell'impostazione del programma. In Italia gli studi sulla definizione della normalizzazione edilizia che . che oggi sono oramai un fatto compiuto ed adottate da tutti i paesi che riconoscono la necessità dell'adozione di un modulo base. ma che rappresenta in realtà uno dei problemi chiave dell'edilizia di oggi. e poi con il rapporto sulla Coordinazione dimensionale nell'edilizia. La scala così definita ha anche la proprietà di essere 'additiva". Per la tipizzazione e normalizzazione degli elementi occorre introdurre un sistema unificatore delle dimensioni che deve: — contenere tutte le misure e le dimensioni della costruzione. hanno teorizzato e hanno praticamente sperimentato in concrete applicazioni le teorie modulari. le grandi serie d'altra parte si possono realizzare solo se l'elemento tipo può essere impiegato per costruzioni diverse. una particolare opera di progettazione elaborata sulla base di un sistema dimensionale. la cui chiave è il magico rapporto indicante la sezione aurea (Fig. In campo internazionale un'azione coordinata in tale senso iniziò nel 1954 all'OECE (Organisation Economie Commision for Europe) con il Progetto EPA 174. il Modulor è così una scala umana.

che rappresenta l'unità di misura delle dimensioni di coordinazione.432 iniziarono in pratica nel 1954. 113 + + 70 + 43 = 226. Tali norme fissano. creando una seconda sezione denominata serie blu. La misura 226 (2 x 113) dà come sezione aurea 140-86. assecondando i gesti dell'uomo. ecc.che sono tra loro in rapporto aureo 4 : 43 + + 70= 113. sia in orizzontale che in verticale. Si tratta di una gamma di dimensioni che permette di costruire le case per l'uso umano con l'aiuto della matematica. E' stato detto che per la prima volta un sistema di proporzionamento matematico è basato sulla statura umana. Fig.7 0 = 43.La griglia fornisce tre misure 113. 43 cm. ecc. 13-20-3-33-53-86-140-226-365-592. portarono attraverso numerose e successive definizioni nel 1965 ad un'iniziativa del Ministero dei Lavori Pubblici circa due proposte di norma che concernono la coordinazione modulare. . La misura 113 dà come sezione aurea 70. Addizionandole esse danno: 113 + 70= 183. 70. a fondamento della coordinazione modulare nell'edilizia. stabilendo altresì una sequenza modulare per le dimensioni di coordinazione per componenti edilizi e per complessi assemblati. il modulo base M = 10 cm. alla quale si dovrà necessariamente fare riferimento per tutti i progetti di edilizia sovvenzionata dallo Stato o comunque convenzionata con esso. Queste tre misure (113 — 183 — 226) sono quelle che caratterizzano l'occupazione dello spazio da parte di un uomo alto m 180 (6 ft). sia eretto. creando una prima serie.1 . denominata serie rossa 4-6-10-16-27-43-70-113-183-296. che seduto. 21. oppure 113 . che coricato.

Le modulor. il valore di tempi per loro natura di valutazione estremamente complessa e di poter introdurre in essi frequenti cambiamenti di programma. G. WACHSMANN. La progettazione integrata per l'edilizia industrializzata. per realizzare la componente tecnologica-produttiva. la formazione di un gruppo di lavoro ("équipe" o "team"). Architettura e industria. ove sia impossibile alcuna comunicazione al di fuori delle personali conoscenze e attribuzioni del problema. Il principio di lavoro di gruppo intende naturalmente superare quelle condizioni accentratrici del dominio della conoscenza e dell'inventiva in un unico individuo dotato di facoltà geniali. 1959.ciascun membro costituente il gruppo. Una svolta nelle costruzioni.433 Risulta a questo punto evidente. K. considerando in ogni momento tutte le possibili condizioni per poterla attuare nel quadro locale dell'industrializzazione edilizia. P. nella progettazione descrittiva. attraverso apporti diversi e qualificati che è la forma più prevalente ed ormai validamente acquisita nel campo tecnico e scientifico. che opera con particolare efficienza nel campo della progettazione integrale. che hanno sempre improntato di sé la storia della cultura — in una forma decentratrice. Per una perfetta riuscita di tale attività collegiale è però essenziale il raggiungimento di un'unità di linguaggio attraverso la conoscenza seppure in misura sufficiente. fino all'esecuzione. Tra i vari metodi statisticomatematici oggi più largamente impiegati è il PERT (Programme Evaluation and Review Technique). Sembra non inutile semplicemente accennare alla fondamentale importanza delle tecniche di programmazione che sono naturalmente alla base dell'intero fenomeno dell'edilizia industrializzata. onde non creare una "équipe" costituita da successivi "compartimenti stagni". Parigi. 1958. Milano. che devono essere assunte dalla progettazione. al montaggio degli elementi. ben diversa da quella tradizionale. 1948-1955. ed alla conseguente industrializzazione del cantiere. in base alle specializzazioni dei compiti. Milano. del campo di specializzazione di. MAGGI e altri. Milano. che tutti i problemi connessi alla coordinazione modulare e quindi alla normalizzazione e tipizzazione degli elementi per una produzione industriale. Bibliografia LE CORBUSIER. dal punto di vista probabilistico. . richiedono una particolare opera di progettazione. completa e particolareggiata dell'opera. che consente di poter stimare attraverso particolari reticoli. 1959. nella quale deve essere attentamente seguita una precisa metodologia del coordinamento di tutte le componenti che intervengono nella progettazione stessa. CIRIBINI.N. a cui si è già brevemente accennato. Tale opera di progettazione "ottimizzata" sotto tutti gli aspetti richiede.

Genova. 1965. Milano. G. TALANTI. FINSIDER. coordinazione dimensionale e modulare. BLACHERE. 1981. MAGGI. n. Milano. Milano 1985. Bari. Compendio dì tecnologia delle costruzioni industrializzate. doc. GOLINELLI. Norme su edilizia. 1977. Storia dell'industrializzazione edilìzia in Italia.N. Metodi e strumenti di progettazione edilizia. A. P. Tecnologia dell'Architettura.M.// Pert. PETRIGNANI. ARGAN. 1976. Bologna. 6.Progetto e destino.434 G. Milano. 1965. UNI-7861-7862-7863-7864-7865-7866-8104-8105 anno 1978/81. . G. Procedure di coordinazione modulare per la progettazione edilizia.M.C. 1967. A.

Se il committente. Nel campo dell'edilizia. Committente è colui che decide di eseguire e finanziare l'opera e.A. oltre a delle previsioni della spesa e da norme che disciplinano ogni rapporto economico per l'esecuzione dell'opera. al compilatore del progetto architettonico si affiancano. Per una più chiara comprensione della esposizione è bene indicare e definire i compiti dei principali protagonisti che intervengono nella realizzazione di un'opera. abilitato alla professione e iscritto all'albo professionale. questo è detto stazione appaltante (S.CAPITOLO VENTIDUESIMO IL PROGETTO. LA CONTABILIZZAZIONE DEI LAVORI E I COLLAUDI A. con il dilatarsi delle tecnologie e con l'affinamento delle specializzazioni. con sempre maggior frequenza. E' opportuno chiarire subito che una sia pur numerosa serie di grafici. che. generalmente. . generalmente su incarico del committente. per la realizzazione dell'opera. Di conseguenza "il progetto".). predispone i piani e gli elaborati tecnici per l'esecuzione dell'opera. ne è anche il proprietario. LA CONDOTTA. non costituisce di per sé un progetto completo che permetta l'esecuzione dell'opera. deve comprendere una serie di elaborati che li completino di quelle prescrizioni e di tutte quelle previsioni che dai disegni non possono esser evidenziate. Progettista è quel tecnico. anche se molto particolareggiati. i progettisti delle strutture ed i progettisti degli impianti.l -Introduzione Ogni qualvolta si debba eseguire una opera d'ingegneria è necessario predisporre un appropriato progetto che ne preveda l'esecuzione anche nei minimi particolari. oltre ai grafici. ma anche problemi economici e rapporti contrattuali tra chi l'opera vuole realizzare e chi si assume il compito di realizzarla materialmente. Infatti la realizzazione di un'opera non comporta esclusivamente previsioni tecniche. delega un ente tecnico.

ma anche da un capitolato d'oneri (con l'elenco dei prezzi unitari). Viceversa un ente pubblico deve — con le modalità che si vedranno — espletare fra di- . (Verifica nel corso dell'opera). da un dettagliato preventivo di spesa e da altri documenti complementari di cui si dirà. eventualmente. affidandone l'incarico — per iscritto — ad un tecnico o ad un gruppo di tecnici. dalla Soprintendenza ai Monumenti. Per eseguire materialmente l'opera è necessario rivolgersi ad un'Impresa che dia sicuro affidamento e che offra le migliori condizioni. deve procedere ad una serie logica e coordinata di atti che permettono la realizzazione dell'opera. con più cognizioni di causa. rilevata la necessità o l'opportunità di eseguire una determinata opera. — all'approvazione. ed. oltre a quella del Committente. Ogni progetto.. impianti. ecc.C.C. — aggiudicazione. dall'ANAS. a sue spese e nel suo esclusivo interesse — vigila sulla buona esecuzione delle opere e sulla loro rispondenza alle previsioni dei progetti ed alle norme contrattuali entro i limiti precisati dagli articoli 1661 C. 77 direttore dei lavori è quel tecnico che — su incarico del committente. dai Vigili del Fuoco. deve ottenere approvazioni di vario tipo.) possano essi stessi sorvegliarne la realizzazione. Compito del direttore dei lavori è anche quello di liquidare gli importi maturati dalla Impresa per l'esecuzione delle opere. * * * Il Committente.436 Appaltatore è quel privato o quella società che. si assume il compito di eseguire materialmente un'opera verso un corrispettivo in denaro. dal Genio Civile (per opere finanziate in tutto o in parte dallo Stato e per opere da eseguirsi in zone sismiche). dopo essersi assicurato della disponibilità finanziaria o con mezzi propri o con finanziamenti pubblici o con mutui. con l'organizzazione dei mezzi necessari e con la gestione a proprio rischio. In maniera sintetica il Committente deve procedere: — al progetto dell'opera. sorvegliare che vengano scrupolosamente rispettate le previsioni di progetto e che se più specialisti hanno collaborato per predisporre altrettanti progetti particolari (strutture. Il Committente privato sceglie l'Impresa a suo piacimento. ecc. Deve infatti esser sempre approvato dal Sindaco del Comune ove è prevista l'esecuzione dell'opera. E' auspicabile che lo stesso progettista possa anche dirigere i lavori perché egli può. (Variazioni ordinate dal Committente) e 1662 C. Il progetto oltre alle previsioni tecniche per l'attuazione dell'opera deve indicare le norme esecutive e la previsione di spesa e quindi non è composto soltanto da grafici.

redige perizie per l'esecuzione di nuove opere. sulla qualità dei materiali posti in opera e sul modo di esecuzione di ciascuna categoria di opera.437 verse imprese di fiducia. propone i pagamenti in acconto. in ogni particolare. sulla condotta dei lavori. discute con l'Impresa eventuali richieste di maggiori compensi che l'Impresa appaltatrice dovesse avanzare e propone al Committente di accettarle o di respingerle. Si tratta. E' necessario che i rapporti tra il Committente (Stazione Appaltante) e l'Impresa aggiudicataria siano preventivamente regolati. ecc. sulla conformità dell'opera eseguita con le previsioni contrattuali. Il collaudo tecnico amministrativo. quanto meno. L'Impresa appaltatrice ha il dovere di eseguire i lavori in conformità al progetto ed alle norme contrattuali ed ha il diritto di venir compensata durante il corso dei lavori in rapporto all'entità e qualità dei lavori eseguiti con rate di acconto regolate anch'esse dal contratto. — Contratto. La direzione dei lavori (composta dal direttore dei lavori. dai suoi assistenti e dai sorveglianti) che agisce in nome e per conto del committente. opere da marmista. . sull'esame del consuntivo dei lavori. detta Impresa aggiudicataria. controlla la regolare esecuzione delle opere sia dal punto di vista tecnico-economico sia dal punto di vista contrattuale. opere idrotermosanitarie. in definitiva. non solo per assolvere agli oneri fiscali conseguenti all'esecuzione dell'opera. — Collaudo tecnico-amministrativo. 7 della legge n. contabilizza e quantifica le opere eseguite.). una gara d'appalto a seguito della quale l'esecuzione dell'opera viene commessa ad una Impresa. opere da falegname. — Esecuzione e condotta dei lavori. 1086 del 5 novembre 1971. generalmente espletato per le sole opere pubbliche. per ottenere il permesso di abitabilità (o di agibilità se si tratta di fabbricati industriali) e di cui all'art. pur non escludendo un attento esame circa la statica dell'opera eseguita. o a più ditte specializzate (opere murarie ed affini. da fabbro. concorda eventuali nuovi prezzi. assiste al collaudo fornendo al Collaudatore tutti i ragguagli del caso con relazione sul conto finanziario. In ogni caso la registrazione di ben precisi accordi riduce la possibilità di liti o. da un contratto che deve esser registrato all'Ufficio del Registro. da elettricista. Non si tratta di una verifica statica delle opere che può essere eseguita dal direttore dei lavori per tranquillità sua e del committente o del collaudo statico che deve esser eseguito da un ingegnere estraneo alla progettazione o direzione dei lavori. ma perché anche eventuali liti possono esser risolte giudizialmente solo se il contratto sia stato registrato. di un controllo generale fatto per conto del Committente che riguarda l'esecuzione dell'opera sia dal punto di vista formale ed amministrativo sia dal punto di vista tecnico. compila il consuntivo dei lavori (stato finale). permette di risolverle speditamente e con equità. puntualizza la sua indagine sulla regolarità degli atti amministrativi relativi al progetto.

Gli Ordini ed i Collegi non sono dei Sindacati di categoria. Esistono disposizioni di legge che regolano i limiti di attività di ciascuno dei ricordati professionisti. Per la realizzazione del programma prefissato. L'appaltatore è. quindi.2 A) Compilazione del progetto Progettisti Il progettista di un'opera civile deve esser laureato in ingegneria o in architettura o deve esser geometra o perito edile iscritto all'Albo (per i laureati) o al Collegio (per i diplomati) della rispettiva categoria professionale. pur perseguendo lo scopo della buona esecuzione dell'opera. anche quelle sopra ricordate. ha interessi economici contrastanti con quelli del committente. finanziano ed affidano ad un appaltatore la realizzazione di un'opera. tra queste. Per essere iscritti agli Albi professionali non basta esser laureati o diplomati ed esser abilitati all'esercizio della professione. A. ma è anche necessario comprovare una specchiata moralità e rettitudine. Il progettista prima di accingersi ad espletare l'incarico affidatogli deve accuratamente vagliare gli strumenti legislativi urbanistici nazionali e comu- . egli. E' naturale infatti che il committente aspiri ad aver il massimo risultato con la minore spesa mentre l'appaltatore aspiri ad un compenso sempre maggiore. i limiti di competenza professionale fra le diverse categorie di tecnici sono piuttosto vaghi ed imprecisi.438 Da quanto sopra esposto si evidenzia il ruolo che compete a ciascuna delle figure che intervengono nell'esecuzione di un'opera. Infatti l'art. ad interpretazioni discordanti che spesso arrivano fino al giudizio dei Magistrati che non sempre si sono pronunciati in maniera univoca e concorde e. ma queste disposizioni non sono né chiare. è necessaria l'iscrizione a particolari Albi tenuti dagli Ordini o dai Collegi provinciali. il dirimpettaio del committente. per così dire. né precise e si prestano. Il Committente o la Stazione appaltante programmano. il Committente si avvale dell'opera di tecnici qualificati che apprestano tutte le previsioni tecniche e tecnico-amministrative (progetti) necessarie per la precisa esecuzione di un'opera e che sorvegliano che l'opera venga realizzata secondo le previsioni (direzione dei lavori). così. ma sono speciali Magistrature istituite a tutela del pubblico interesse e dipendenti dal Ministero di Grazia e Giustizia tramite il procuratore della Repubblica competente per territorio. a garanzia del pubblico interesse. 2229 del Codice civile stabilisce che per esercitare in maniera autonoma e legalmente valida alcune professioni intellettuali e.

nel campo delle costruzioni civili debba rispettare ben precise norme che . il danneggiato deve dimostrare l'esistenza di un danno che gli deve esser risarcito. In caso di violazione di queste ultime norme. ecc. ecc. per la violazione delle altre norme non previste dal codice civile o da queste ispirate che rivestono un pubblico interesse. non riescono a comprendere i problemi tecnici o non sempre sanno interpretarli in modo del tutto corretto. la disciplina urbanistica di ciascun comune. 872 Codice Civile). i regolamenti comunali di edilizia e di igiene. comunione di muri. le norme di vicinato sono così complesse che un tecnico difficilmente può averne una sufficiente conoscenza. distanze di pozzi. mentre i legali. Il vasto complesso di leggi urbanistiche nazionali e regionali.439 nali. servitù di passaggio. ma non può esigere la rimessa in pristino. da queste opere. Queste indagini sono complesse e talvolta difficili perché le norme urbanistiche e quelle relative ai diritti di terzi sono spesso disperse in diverse leggi e spesso sono controverse e la stessa Magistratura ha risolto i singoli casi ma non sempre in maniera concorde e. contenute nel codice civile o variati da regolamenti locali e riguardano distanze dai confini. ponte. e di stillicidio apertura di finestre di prospetto o di luce. Pertanto è necessario che ogni intervento. dai regolamenti comunali edilizi e d'igiene. Perché i centri urbani possano crescere in maniera ordinata e ragionata seguendo una precisa direttiva prestabilita è necessario che vengano predisposti. Naturalmente la pubblica amministrazione può agire nei confronti di chi ha compiuto l'infrazione — se lo riterrà conveniente per la pubblica . L'interesse ed il vantaggio del singolo devono trovare un limite nel diritto dei vicini.sono norme di carattere urbanistico e legale. per la loro specifica cultura. — Norme e limitazioni di vicinato. strada. B) Conoscenze urbanistiche e legali Ogni costruzione civile (case.. che non riguardano l'interesse della collettività. per di più. — Norme e vincoli urbanistici. raramente ha permesso di stabilire dei principi generali tali da poter tranquillamente seguire. servitù di elettrodotto. Gli strumenti urbanistici sono graduati per importanza.a grandi linee . gli sia derivato un danno (art. tubi e fosse fognarie. immissioni. I limiti nel disporre della proprietà privata sono fissati da norme di vicinato che sono.) incide sull'assetto territoriale e può recare menomazioni ai diritti delle proprietà vicine. il danneggiato può chiedere che le opere illecite vengano poste in pristino senza neppure la necessità di dimostrare che. Viceversa. di acquedotto. i diritti dei vicini. appoggi al muro comune. per lo più. per estensioni di previsioni e per contenuto e sono completati da norme di attuazione. ecc. distanze di vedute. adottati ed approvati i piani urbanistici.

L. c) piani per gli insediamenti produttivi P.I. Pertanto. 3) Piani esecutivi a) piano particolareggiato di esecuzione (art. 7 della legge 1202/71). . 7 della legge urbanistica). prima ancora di accingersi a studiare un progetto è necessario verificare che le sue previsioni non contrastino con gli strumenti urbanistici. con le norme del codice civile e con eventuali servitù o limitazioni che dovessero gravare sull'area da costruire (servitù non aedificandi. (art. 12 della legge urbanistica). c) programma di fabbricazione e regolamento edilizio (artt. 27 della legge 1971/865). con le loro norme di attuazione. Schematicamente si possono così riassumere i vari tipi di strumenti urbanistici. n. con i regolamenti comunali di edilizia e d'igiene. 5 della legge urbanistica). 167 e successive modifiche). La necessità di una sempre più diffusa e capillare programmazione urbanistica ha moltiplicato i tipi di strumenti urbanistici che dai più generali (con previsioni anche geografiche) arrivano ai più particolari (con previsioni topografiche). 13 della legge urbanistica). b) piano paesistico (art. con leggi regionali non sempre chiare ed esaurienti e con le varie norme dei regolamenti comunali di edilizia e di igiene che differiscono da Comune a Comune. c) piano regolatore generale intercomunale (art.) e con i vincoli delle varie soprintendenze E' questa un'indagine difficile e complessa soprattutto per quanto riguarda le norme urbanistiche che sono emaciate con frammentarie leggi nazionali. ordinando la demolizione dell'opera o in altri modi che riterrà opportuni. 5 della legge per la protezione delle bellezze naturali del 29 giugno 1939. 1497). piani per l'edilizia economia e popolare art.P. b) piano di ricostruzione (art.P. 9 della legge 1962. 2) Piani generali a) piano regolatore generale comunale (art. 33-34 della legge urbanistica).E. 1 ) Piani di inquadramento che comprendono : a) piano territoriale di coordinamento (art. ecc. d) piano di sviluppo urbanistico delle comunità montane (art. Si hanno così strumenti di programmazione generale e strumenti attuativi limitati a zone o a insediamenti particolari. servitù altius non tollendi.440 utilità — applicando penalità. n.E. legge 154/45 e legge 1402/51). 3 del D. b) piani di zona (P.

come reati penali che comportano per il committente. 28 della legge urbanistica). L'ultimo comma dello stesso art. n. — la legge 28 gennaio 1977. n. il direttore dei lavori e l'assuntore dei lavori solidamente responsabili di ogni inosservanza — in fase esecutiva — sia delle norme urbanistiche generali e di regolamento come delle modalità esecutive che fossero fissate nella concessione edilizia. — di prosecuzione dei lavori nonostante l'ordine di sospensione emanato da qualsiasi autorità competente. deve chiedere apposita licenza (concessione) al Sindaco. 17 della legge Bucalossi). 865 che — al titolo III — reca modifiche alla predetta legge urbanistica. o difformità della concessione comportano delle severe sanzioni amministrative previste dall'art. n. n. basterà ricordare pochi basilari punti di queste leggi che hanno stretta attinenza con questo corso: Art.Norme per l'edificabilità dei suoli (detta legge Bucalossi). 1150 modificata e integrata con la legge 6 agosto 1967. n. Eventuali inosservanze di leggi o regolamenti. n. pur autorizzata dal Sindaco. — la legge 22 ottobre 1971. 15 della legge Bucalossi. 765 (detta "legge ponte"). 41 della legge urbanistica (modificato dall'art. Le fondamentali leggi urbanistiche in sede nazionale sono: — la legge urbanistica fondamentale del 17 agosto 1942. nell'ambito del territorio comunale: a) eseguire nuove costruzioni. per il direttore dei lavori e per il costruttore: a) l'ammenda (penale) fino a due milioni nel caso che l'opera. dalle relative norme di attuazione o dai regolamenti comunali o dalla concessione. e) procedere ad opere di urbanizzazione del terreno. — legge 5 agosto 1978. e) piani di recupero (L. ma soprattutto sono configurate. 1976/457). b) ampliare. 10 della legge urbanistica (del 17 agosto 1942 modificata e integrata dalla legge 6 agosto 1967. dall'art.441 d) piani di lottizzazione ad iniziativa privata o comunale (art. sia difforme dalle leggi urbanistiche. — in assenza di concessione. 28 della legge urbanistica (lottizzazio- . b) l'arresto fino a sei mesi e l'ammenda fino a cinque milioni nel caso di esecuzione dei lavori: — in totale difformità dalla concessione. f) piani pluriennali di attuazione (L. 26 della legge urbanistica e in parte modificate dall'art. 10 della legge urbanistica considera il committente titolare della concessione. 1977/10). 10 . 457 (Norme per l'edilizia residenziale). Non è questa la sede per dissertazioni di contenuto urbanistico. 765 ed altre) che così recita: — Chiunque intenda. modificare o demolire quelle esistenti. — di inosservanza dell'art.

Di conseguenza se il proprietario del terreno vuole edificarlo non può chiedere al Sindaco una "licenza edilizia". E' anche da notare che la legge Bucalossi ha tolto dal diritto di proprietà del terreno. Il contributo relativo al costo di costruzione per i nuovi edifici ammonta ad una cifra variabile dal 5 al 20% del costo delle costruzioni. ma pur sempre nel rispetto delle previsioni urbanistiche e regolamentari. 457. Gli interventi per il recupero di questi fabbricati erano definiti. Attualmente in quasi tutte le città si è risvegliata una coscienza culturale finalizzata al recupero del patrimonio edilizio esistente nei vecchi centri urbani sia che si tratti di fabbricati storici o monumentali sia che si tratti di fabbricati che abbiano particolare interesse tipologico o ambientale. L'art. Il costo delle costruzioni nuove viene annualmente indicato dal Ministero dei lavori pubblici per varie classi di edifici (tipo popolare. 31 della legge urbanistica per il rilascio della licenza (art. L'onerosità della concessione ha riferimento a due distinte motivazioni: — oneri relativi alla urbanizzazione primaria e secondarie. (art. il diritto di edificarlo ("ius aedificandi") per trasferirlo al Comune. civile. rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecno- . in maniera del tutto diversa. Per alcuni tipi di intervento come interventi in zone agricole. Peraltro. Per interventi su edifici esistenti il costo di costruzione è determinato in relazione al costo degli interventi stessi. ecc. — oneri relativi al costo di costruzione. 14 della legge Bucalossi). manutenzione ordinaria e straordinaria. di lusso. ma deve chiedere una "concessione" a titolo oneroso. n. terremoto. per opere da realizzare in attuazione di norme o provvedimenti emanati a seguito di pubbliche calamità (alluvioni. La concessione viene data dal Sindaco al proprietario dell'area (o a chi ne può aver diritto) con le stesse modalità e procedure e con gli stessi effetti previsti dall'art. ha definito questi interventi di recupero in: a) interventi di manutenzione ordinaria quelli che riguardano le opere di riparazione.). con definizioni che prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici comunali. la concessione può esser rilasciata solo per costruzioni da eseguirsi in determinate zone del territorio comunale che vengono precisate dai Comuni con i programmi pluriennali d'attuazione (art.) la concessione è a titolo gratuito. 1 e 3 della legge Bucalossi). ecc. nei vari regolamenti comunali. 31 della legge 5 agosto 1978. 13 della legge Bucalossi).442 ne di aree a scopo edificatorio). L'incidenza di questi oneri è fissata con delibera del Consiglio Comunale in base a tabelle parametriche definite da ciascuna Regione.

443 logici esistenti. l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio . degli isolati e della rete stradale. Prima di accingersi allo studio di un progetto oltre alle predette indagini urbanistiche è necessario conoscere con esattezza quali siano gli scopi dell'opera da eseguire. c) interventi di restauro e di risanamento conservativo. alloggio custode. ecc. formali e strutturali dell'organismo stesso. e) interventi di ristrutturazione urbanistica quelli rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso mediante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti. palestra. Tali interventi comprendono il consolidamento. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio.) che si vuole vengano realizzati. la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti. cioè quali siano le necessità cui l'opera deve soddisfare e le caratteristiche cui deve rispondere. b) interventi dì manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire anche parti strutturali degli edifici. C) Elaborazione del progetto L'esecuzione di una qualsiasi opera o manufatto presuppone un adeguato studio tecnico economico ed una elaborazione di documenti e grafci che nel loro complesso è chiamato "progetto". Lo studio diligente ed accurato di un progetto è condizione necessaria per la buona riuscita dell'opera che si vuole realizzare. nel rispetto degli elementi tipologici. Così. di una scuola si deve conoscere quale sia il numero di aule e i locali accessori (refettorio. d) interventi di ristrutturazione edilizia quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. l'eliminazione. nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici. di un ponte è necessario siano pre- . sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche nella destinazione d'uso. l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze d'uso. quelli rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che. il ripristino ed il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio. per esempio. E' naturale che il progetto — secondo la sua importanza — passi attraverso stadi successivi di affinamento che possono essere ben distinti o meno a seconda della natura e dell'importanza dell'opera da seguire. aula magna.

ecc. dovranno essere seguite le norme contenute nel decreto del Ministero dei Lavori Pubblici in data 29 maggio 1895. farne un rilievo altimetrico e planimetrico per studiare una appropriata distribuzione dell'edificio anche in funzione dell'orientamento. ecc. e per conoscere la quota della falda freatica. ecc. le previsioni del progetto dovranno esser adeguate alle disponibilità finanziarie. chi è incaricato di redigere il progetto è in grado di iniziarne lo studio. delle vie di accesso delle accidentalità e della forma del terreno. anche nei particolari. e ciò sia per la diversità delle opere da eseguire. quindi. la potenzialità e la distanza di acquedotti. ecc. ecc. E' anche necessario che sia indicato con precisione il terreno sul quale dovrà esser ubicato l'edificio e l'opera da progettare.. delle linee elettriche.. derivazioni d'acqua. dei regolamenti di edilizia. l'esistenza di fognature. la quota delle sue condotte e le relative portate. le strade viciniori. 2) esaminare. o l'opera viene realizzata con il contributo dello Stato. Qui si farà riferimento particolare . norme e servitù. la natura del terreno per studiare la possibilità di eseguire opere entro terra. Diverse e particolari sono le norme per la compilazione delle varie opere: strade. 4) accertare tutte le circostanze di fatto che possono influire sulla impostazione del progetto e sulla risoluzione dei problemi ad esso inerenti. l'orientamento. sia per la differente legislazione che regola ciascun tipo di opera. Acquisite tutte queste nozioni ed accertate tutte le dette circostanze di fatto. 5) accertare l'esistenza e le caratteristiche dei pubblici servizi come. Quasi sempre viene anche indicato un limite massimo entro cui devono essere contenute le spese e. 3) accertare l'esistenza di eventuali servitù o circostanze di fatto che possono limitare la edificabilità del terreno e tener presenti le norme del Codice Civile. ponti. "Regolamento per la compilazione dei progetti di opere dello Stato che sono nelle attribuzioni del Ministero dei Lavori Pubblici" e tutte le norme successive. di un alloggio il numero dei vani. ecc.. del gas. per dimensionare opportunamente le fondazioni. In ogni casi tutti questi regolamenti riflettono la necessità di un accurato e completo studio tecnico ed economico indispensabile per redigere dei progetti che siano compilati con rigore tecnico ed in maniera tale da poter essere realizzati compiutamente. ad esempio. Noti tali elementi il tecnico incaricato di redigere il progetto dovrà: 1) esaminare sul posto il terreno e. dighe.444 fissate la larghezza e la portata. bacini montani. Se il progetto viene eseguito dallo Stato o commissionato da esso ad un libero professionista. ecc. a varie quote.. dei piani regolatori per poter progettare un edificio che rispetti detti vincoli. Altri enti hanno altri regolamenti o disciplinari. bonifiche. l'esistenza.

E' necessario. anche tutte quelle norme tecniche-economiche e legali che possono permettere l'attuazione della opera progettata. Un progetto prima di giungere alla stesura definitiva dovrà passare attraverso stadi di successivo affinamento.2. generalmente ricavato a cubatura vuoto per pieno. anche da persona diversa dal progettista.2. Allegato al progetto di massima deve essere predisposto un calcolo sommario di spesa. che dovrà contenere. Il privato può seguire formalità diverse. per i progetti di opera eseguite dallo Stato o con il contributo dello Stato. A.2. oltre a tutte le previsioni tecniche fino ai particolari.2. in seguito al vaglio dei progetti di massima. le previsioni distributive e tecniche e le spese necessarie per realizzarlo nonché i criteri che hanno determinato la scelta progettuale. Così il progetto esecutivo dovrà constare dei seguenti elaborati: A. perché — frutto di lunghe esperienze — danno sicura garanzia di una completa e precisa compilazione di progetti.PP.PP. viene redatto il progetto esecutivo. Progetto esecutivo Una volta prescelta una soluzione.2. Progetto di massima Può anche essere limitato a semplici grafici con scala a grande denominatore che diano un'idea sufficientemente chiara e completa dell'insieme dell'opera (piante e prospetti). Relazione (particolarmente necessaria per progetti di Enti Pubblici o per conto dello Stato) La relazione è quel documento che illustra nel suo insieme tutto il progetto da un punto di vista tecnico-economico così da fornire — con chiarezza anche se in maniera sintetica — ogni ragguaglio circa lo scopo del progetto.1. ma è consigliabile seguire le norme dettate dal Ministero LL. che nella relazione vengano illustrati tutti quei dati non desumibili dai grafici o difficilmente reperibili negli altri allegati al prò- . poi. sia perché la diversità delle norme non inficia i principi che hanno determinata l'emanazione delle diverse norme a principi che sono sempre ispirati ad una esauriente e particolareggiata previsione tecnico-economica dell'opera.1.44 5 alle opere di edilizia in genere. A. Tutte le indicazioni e prescrizioni che di seguito vengono elencate per la compilazione dei progetti si riferiscono alle norme dettate dal Ministero dei LL. sia perché queste opere sono le più diffuse.

ecc. secondo le norme UNI. nonché una somma stimata in percentuale relativa agli imprevisti (circa il 5% del costo dell'opera).446 getto e fornire quei chiarimenti atti a dimostrare l'utilità e la funzionalità dell'opera da eseguire in forma ed in maniera tale da derimere ogni possibile dubbio o incertezza in chi dovrà esaminare ed approvare il progetto.4 mm . l'oggetto della tavola. ad una eventuale revisione dei prezzi. con disegni in scala appropriata. ecc. alla rete di distribuzione dell'energia elettrica. Potrà esser anche riportato il numero progressivo della tavola. Così si dovranno descrivere i sistemi costruttivi adottati.per le linee a tratti (proiezioni di parti non viste) i pennini 0. per i dettagli.. la data. individuare nel suo insieme e nei particolari l'intera opera da eseguire. direzione e sorveglianza dei lavori ed eventualmente le spese per collaudo. indicando i tipi di fondazione previsti. per le opere da fabbro. in basso a destra del disegno) i dati più interessanti e cioè il titolo dell'opera. Importante è la descrizione degli impianti di riscaldamento o condizionamento. dell'acqua e del gas. il titolo del disegno. Ed infine è importante concludere con le considerazioni economiche rimandando. alla stima dei lavori.) ed i percorsi. zone alberate. ed una somma non inferiore al 15 + 20% per far fronte. la scala del disegno.2. Tutti i grafici dovranno riportare (su di un reticolo disegnato. idraulico. . La relazione è il primo allegato al progetto perché — logicamente — è quello che per primo viene esaminato.per le linee a tratto e punto (indicazioni dei piani di sezione). i pennini 0. per gli impianti. di coperture. elettrico. ecc. Merita di esser illustrata la sistemazione e destinazione delle aree scoperte (parcheggi..3 mm. ma elencando anche le spese accessorie come le spese per gli allacciamenti alla rete urbana della fognatura. i tipi di solai. — per le linee sottili (parti in vista e indicazioni di misure) i pennini 0. nonché le spese per progettazione. Peraltro viene redatto per ultimo perché deve riassumere tutti i dati risultanti dagli altri elaborati.2.15 mm. il numero di archivio. ecc. nonché gli oneri previsti dalla legge Bucalossi. Grafici L'insieme dei grafici dovrà. ecc.2. gioco dei bambini. le generalità e la qualifica del progettista. I prospetti vengono preferibilmente disegnati con un unico spessore sen- . Per una maggior efficacia espressiva dei grafici è consigliabile usare per le piante e sezioni (in scala 1:50 ed in scala 1:100) i seguenti pennini: — per le linee grosse (parti sezionate) i pennini 0.2 mm.. in questo periodo di aumento di prezzi. ma indicando con precisione tutte le spese necessarie per realizzare l'opera e cioè indicando le previsioni di spesa non soltanto per le opere murarie ed affini. sanitario. A. .

in pianta. i sottotetti e la pianta del tetto. Per opere particolari saranno usate le scale 1:20 e 1:25. generalmente. lo spiccato dei muri portanti o dei pilastri al piano terra e — con linee più sottili — l'ingombro delle fondazioni alla quota ove queste vengono eseguite nello scavo precedentemente predisposto.16 continuo) per tutte le linee ed i dettagli. 5) Pianta di tutti i piani compresi gli scantinati. 4) Pianta delle fondazioni. Le misure si riferiscono sempre al "rustico" dell'edificio e ciò non soltanto per omogeneità fra le strutture intonacate e quelle prive di intonaco. 2) rilievo del terreno (scala 1:500 e ingrandimento 1:200) nella quale vengono indicati. Si userà la scala 1:100 per edifici molto estesi e con piante semplici. Tale pianta riporta. la relativa altezza. . il fabbricato ed i vari corpi di fabbrica. perché possa esser verificato il rispetto delle norme che presiedono alla distanza dai confini e dagli edifici vicini. eguale a quella dei piani sovrastanti.447 za chiaro scuri (pennino 0. 3) Pianta delle fognature. In tale pianta vengono indicati gli "assi" delle fondazioni e le quote o misure vengono riferire alle distanze tra asse ed asse perché sia più facile e sicuro il tracciamento dell'edificio. le misure principali degli edifici e le distanze di questi dai confini delle strade. Nel caso che nella zona ove dovrà sorgere il fabbricato esista una vera fognatura (e non solo delle tombinature per la raccolta e l'allontanamento delle acque) dovranno esser tenute rigorosamente distinte le acque bianche dalle acque nere. con linee grosse. E' pure necessario rappresentare in pianta le misure delle strade ed i fabbricati vicini con le distanze dai confini e le relative altezze. Normalmente un comune progetto comprende i seguenti grafici: 1) estratto della mappa catastale dove è indicato il lotto di terreno da edificare ed una vasta area circostante (non dimenticare di indicare l'orientamento). e le altezze di progetto. Nella stessa scala delle piante o in scala a denominatore maggiore dovrà esser predisposta una pianta relativa ai manufatti per la raccolta e la depurazione delle acque di rifiuto ed alle condotte di allontanamento delle stesse. Queste piante vengono disegnate — generalmente — in scala 1:100 od 1:50 a seconda del tipo di edificio. Le piante devono esser oggetto di particolare diligenza ed è necessario che riportino tutte le misure e tutte le indicazioni perché l'opera possa esser realizzata secondo le precise ed esplicite previsioni del progettista senza lasciare all'esecutore alcuna libertà di soluzione. In ogni caso la scala del disegno è precisata nei regolamenti comunali. La scala del disegno della pianta delle fondazioni è. mentre si userà la scala 1:50 per opere ove necessita un maggior dettaglio.

) può anche esser indicata per ciascuna porta una sigla convenzionale di riferimento che rimanda ai particolari costruttivi delle porte stesse redatti su una tavola riferentesi ai serramenti. le misure dei locali e le misure di insieme. e. porte in ferro o in legno. esternamente a queste. WC. gli ingombri degli apparecchi fissi (bagni. commutazione) e delle prese. ecc.). La disposizione delle misure deve avere una successione logica e quindi le quote minori vanno poste più vicine alla figura e le maggiori.. somma delle precedenti. Dovranno esser poste più vicine alla figura le misure relative all'interasse dei fori di porte e finestre ed.) ma anche in relazione alla funzionalità del verso di apertura. Per la misura delle porte si usa — come per le finestre — una indicazione convenzionale riportando sopra la linea indicante l'asse. E' bene anche rappresentare l'ubicazione dei doccioni di gronda. Poiché il tipo delle porte usate può esser diverso per i vari locali (cantine. la profondità dei pianerottoli nonché l'aggetto dei gradini. gli sfiati. le misure sono convenzionalmente indicate con un segno di frazione posto in asse alla finestra e con a numeratore la larghezza e a denominatore l'altezza della finestra. ecc. Per le porte è essenziale indicare il verso di apertura non solo in rapporto all'ingombro di apparecchi fissi (lavandini.B. Dovranno esser indicati tutti gli scarichi. sotto a detta linea. ferro o alluminio. porte basculanti per garage. lavelli. ecc. E' conveniente indicare il verso di apertura delle singole ante specie per finestre ad una. tre o più ante. la larghezza della porta. le misure dei locali e lo spessore dei muri. siano essi in legno. Sezione C D). Nelle piante — a tratteggio grosso — dovranno esser indicati i piani secondo cui verranno disegnate le sezioni distinguendole tra loro (Sezione A. la sua altezza. ma è necessario indicarne altre. la direzione della tessitura dei solai. docce. alle murature. ecc. A parte i grafici che verranno predisposti appositamente per i progetti degli impianti. la superficie di pavimento di ogni locale. lavatrici. WC. Non bisogna dimenticare di indicare nelle piante l'orientamento e pos- . ecc. Le misure ("quote") vanno indicate al di fuori delle piante. nelle tavole del progetto architettonico dovranno esser indicate: le nicchie o l'ubicazione dei radiatori. Per le scale dovranno esser indicate il numero e l'entità delle alzate e delle pedate dei gradini. le canne fumarie. Per le finestre.. sempre più esterne. Nelle piante non è sufficiente indicare lo spessore dei muri. radiatori. ecc. Per le porte è necessario indicare la loro esatta ubicazione riferendo l'asse del relativo foro. la posizione ed il tipo dei punti luce (deviazione.448 ma anche perché tale sistema permette una più esatta compilazione del computo metrico.

00 che può esser il piano convenzionale di campagna. quindi. ormai radicata. poggioli. Pertanto si rende necessario allestire altri grafici riportanti tutti i particolari che possono esser di carattere costruttivo o decorativo. 7) Prospetti. . E' necessario disegnare. anche tutti i particolari che — unitamente all'impostazione generale dell'opera — la caratterizzano e la distinguono da altre e non la fanno cadere nell'anonimato di tutti quegli edifici le cui finiture sono lasciate alla discrezione del costruttore che. ecc. l'insieme dei vari edifici visti dalle quattro esposizioni principali per poter avere una visione d>'insieme dei vari corpi e poter valutare l'effetto estetico del complesso.) e cioè la distanza intercorrente tra la struttura ed il piano 0. il piano del marciapiede. Nel caso di un complesso edilizio formato da più corpi di fabbrica è consigliabile riportare in un unico disegno. in tutti i casi. Nelle sezioni oltre alle normali quote. L'attento studio della distribuzione dell'edificio. Nei prospetti non vanno indicate misure o quote se non in casi assolutamente eccezionali. per consuetudine o pigrizia. l'opportuna previsione degli impianti. Pertanto i disegni delle sezioni dovranno esser eseguiti su piani significativi come per es. che ha più volte eseguito. esser oggetto di uno studio particolare. In ogni caso è necessario tradurre l'idea del progettista nel modo più completo. L'uso moderato ed oculato di retini adesivi potrà dare un valore plastico ai disegni dei prospetti. le parti da demolire e con colore rosso quelle da farsi nuove oppure tratteggiare le prime e punteggiare le seconde. verrebbe in parte frustrato se non si studiassero e se non si rappresentassero. inferriate. con grafici. 6) Sezioni. cornicioni. Le sezioni longitudinali e trasversali dell'edificio devono esser in numero sufficiente ad individuare tutte le variazioni altimetriche dell'edificio ed a precisare le modalità costruttive non rilevabili dalle piante. Quanto sopra esposto circa la compilazione delle piante ha valore puramente indicativo. sulla scorta delle piante e delle sezioni tutti i prospetti dell'edificio per sincerarsi della buona riuscita estetica dell'opera e non limitarsi a disegnare il solo prospetto principale. ecc. ecc. pianerottoli. Se il progetto è relativo al restauro od alle trasformazioni di un edificio civile è consuetudine. serramenti ecc. i particolari di gradini.. efficace ed esauriente senza trascurare alcun particolare. indicare sia sulle piante che sulle sezioni. in corrispondenza delle scale o nel punto ove i piani dovessero risultare sfalsati tra loro. è bene indicare le "quote di livello" delle strutture orizzontali (solai... l'accurata risoluzione dei problemi statici. Non tutti i particolari possono esser rappresentati nelle piante e nelle sezioni e devono. 8) Disegni dei particolari. con colore giallo. attento e approfondito. tende a ripetere.449 sibilmente la direzione dei venti dominanti.

450 Pertanto le previsioni dei particolari devono essere accurate e minuziose e tradotte in tanti grafici quante sono le categorie particolari di lavoro cui si riferiscono. Agli effetti funzionali ed estetici è molto importante lo studio e la rappresentazione dei parapetti in ferro. Dovranno esser indicate l'essenza del legno. Tra questi particolari si possono includere la rappresentazione (in scala 1:20) di elementi di sezione e di prospetto dell'intero edificio disegnati in corrispondenza dei piani caratteristici. E' pertanto necessario che tali particolari vengano studiati ed indicati con appositi e dettagliati disegni. pavimenti. il progetto dovrà esser corredato di tutti i grafici esecutivi delle strutture e delle relative relazioni . e) Opere particolari. dovranno esser approvvigionati. indicando con chiarezza i sistemi di fissaggio od ancoraggio. Non sempre sulle piante. talvolta. Cornicioni di gronda. c) Particolari delle opere in ferro. nelle varie misure e tipi. particolari dei nodi e delle giunzioni. d) Pietre da taglio e marmi. ecc. e dovranno esser indicati i riferimenti ai particolari sviluppi di dettaglio. gradinate particolari. Nel caso siano previsti serramenti metallici si predisporranno i relativi grafici dei particolari ed eventualmente l'ordinativo come per i serramenti in legno.. ecc. A meno che non si tratti di elementi molto semplici (come le soglie) è necessario disegnare i particolari per le opere in marmo o in pietra (naturale o artificiale) usando una scala opportuna (anche 1:1 oppure 1:2). murette di recinzione. quindi. nonché lo spessore dei serramenti e il tipo di ferramenta di attacco e chiusura.) nonché gli eventuali rivestimenti con i sistemi di ancoraggio. della ringhiera delle scale. ecc. riportare l'ordinativo dei serramenti e cioè indicare. A conclusione di tali grafici si può. anche le seguenti tavole di particolari: a) Particolari delle opere in legno (porte e finestre) con misure del telaio. delle recinzioni. generalmente su casellario. 9) Disegni costruttivi e degli impianti. In tali particolari di facciata e di sezione dovranno esser indicati tutti i materiali impiegati (tipi di mattoni. sezioni o prospetti possono esser riportati esaurientemente i particolari di alcune strutture o decorazioni. E' bene prevedere l'uso di profilati che facilmente si trovino sul mercato. scale elicoidali. Si dovranno allestire. ecc. Quando un edificio abbia una struttura portante in cemento armato o metallica. possono esser oggetto di precise previsioni esecutive e quindi di grafici particolari. quanti pezzi di ciascun serramento. schema e senso di apertura. il grado di finitura. b) Particolari dei serramenti metallici. tipi di intonaci. i tipi di lastronatura o di impellicciatura. sottofondi inerti o isolanti.

dovranno esser prodotti i calcoli ed i grafici di tutti gli impianti (riscaldamento. calcestruzzi. seguendo — per quanto possibile — l'ordine dell'esecuzione delle opere. A.) seguendo l'ordine di esecuzione dei lavori. normalmente. Generalmente però — per ragioni d'ordine pratico — si raggruppano le varie categorie di opere (opere in terra. nonché gli estremi catastali (sempre che il terreno non sia già disponibile).451 di calcolo.3. anche dal progetto architettonico. Tale previsione è basilare per opere stradali ed idrauliche. 3) Opere d'arte e lavori diversi Il computo per le opere d'arte verrà eseguito con metodi particolari e diversi da caso a caso. Bisognerà calcolare con esattezza le quantità delle singole opere tenendo conto dei sistemi di misura fissati nel capitolato per le varie categorie di opere. ma sarà diviso in più parti. da idraulico. Il computo metrico costituisce generalmente un solo allegato al prospetto. opere da pittore. Computo metrico E' un elaborato non meno importante degli altri ed a cui deve essere dedicata una cura scrupolosa perché dalla sua diligente compilazione dipende un sicuro accertamento preventivo delle somme necessarie per eseguire l'opera progettata. da elettricista. idrico. ecc. il progetto delle strutture e degli impianti è. ecc. Per le opere pubbliche. demandato al costruttore. In generale il computo metrico sarà suddiviso come segue: 1) Occupazioni di terreni Il computo metrico dei terreni indicherà le dimensioni.2. secondo le varie categorie di lavori'o di spesa.2. condizionamento. generalmente. La descrizione particolareggiata di tali disegni e delle relative relazioni di calcolo esula dai limiti della presente trattazione e. . viceversa per i fabbricati ha minore importanza al punto che può esser conglobata con il computo delle opere d'arte. 2) Movimento. elettrico. la distribuzione ed il trasporto di terre. distribuzione e trasporto di terre In questa seconda parte del computo metrico devono esser previsti tutti i movimenti. di riscaldamento) ecc. opere murarie. Analogamente. la qualità ed i prezzi dei terreni da edificare. la quantità.. da falegname. a corredo degli elaborati del progetto.

). ecc. Pertanto lo Stato riconosce globalmente sul "costo" dal 24.2.2.2.. 741). Variano. A. a kg il ferro. una aliquota per spese generali ed una aliquota per l'utile dell'appaltatore e si ha così il prezzo dell'opera da tener a base per la stima preventiva dei lavori. — trasporti. Di conseguenza è necessario determinare prima il costo unitario di ciascuna categoria d'opera eseguendo un'analisi accurata di tutte le voci che concorrono alla sua formazione.5% per quantificare il "prezzo" (art.3 al 26. con la distanza dai luoghi di approvvigionamento. a metro lineare le grondaie in lamiera. a m2 i solai. a numero gli apparecchi sanitari. i corrimano. e cioè: — manodopera qualificata o comune. 14 della Legge 10/12/1981. A. variano con il particolare tipo di strutture da eseguire. gli intonaci e i rivestimenti. i pavimenti. le murature grosse. variano con la maggiore o minore difficoltà di trasporto dei materiali in conseguenza di strade più o meno agevoli. spese di sorveglianza. in percentuale. i calcestruzzi ecc. cioè. i coperti. Conosciuto il costo dell'opera si aggiunge ad esso. n. Gli importi a base d'asta sono la previsione delle spese per l'esecuzione delle singole categorie di opere da affidare ad una o più imprese specializzate e viene redatta applicando i prezzi unitari risultanti dalle analisi alle . b) spese di amministrazione diretta (oppure "somme a disposizione della stazione appaltante") per altre spese (allacciamenti. — noli.2. Lo Stato riconosce dal 13 al 15% per spese generale e il 10% sul costo dell'opera aumentato per le spese generali. — materiali. variano con la circostanza che gli operai debbano o meno pernottare in cantiere ecc. spese per collaudi.452 Così si computeranno a m3 gli scavi di terra. ecc. I prezzi delle opere edilizie in generale variano non soltanto con il variare degli elementi che li compongono (materiali e manodopera) ma anche con altri fattori contingenti e connessi con il particolare lavoro. Preventivo di spesa II preventivo di spesa persegue lo scopo di accertare preventivamente l'ammontare di tutte le spese per l'esecuzione dell'opera e delle spese accessorie ad essa strettamente collegate per fornire al committente una esatta indicazione delle spese che dovrà affrontare. Il preventivo di spesa è generalmente diviso in due parti principali: a) importi a base d'asta (per eseguire lavori da appaltare).4. Analisi dei prezzi Prima di procedere alla stima preventiva dei lavori da eseguire è necessario valutare i prezzi unitari. ecc.5..

453 quantità delle diverse categorie di lavoro accertate dal computo metrico. In questo periodo di continua crescita dei prezzi e in particolare dei prezzi di costruzione. 1664 del Codice Civile. le spese per allacciamenti a pubblici servizi (luce e forza elettromotrice. ecc. previsto dall'art. E' bene ipotecare una somma per "imprevisti": e cioè per quelle maggiori opere che fosse necessario eseguire e che non fossero state prese in esame nel computo metrico o perché non prevedibili o perché rilevatesi necessarie per l'esecuzione di piccole varianti in corso d'opera. In esso. Revisione dei prezzi e che consiste in un compenso. Spesso il computo metrico delle opere da appaltare ed il preventivo di spesa costituiscono un unico allegato al progetto. è indicato il prezzo unitario e l'importo complessivo. sorveglianza. Pertanto lo schema generico di un preventivo di spesa può esser il seguente ed andrà integrato o semplificato a seconda dei casi particolari.). . è anche da prevedere una somma per la "revisione dei prezzi" di cui si dirà al seguente paragrafo H. ecc. gas. acqua. Può esser minima per un progetto di case popolari appaltato a forfait ed invece sarà elevata per un lavoro di risanamento o restauro durante il quale possono emergere necessità di eseguire opere di consolidamento statico che non potevano esser previste e che si appalesano soltanto durante il corso dei lavori. fognature. nonché gli oneri previsti dalla legge Bucalossi. nel caso che il prezzo di appalto superi del 10% quello concordato per un imprevisto aumento del costo della manodopera e/o dei materiali. Si ha in questo caso un unico allegato al progetto chiamato "computo metrico-estimativo". La somma ipotecata per imprevisti è molto diversa da lavoro a lavoro. Le somme in amministrazione diretta contengono le previsioni di tutte le altre spese come quelle necessarie per l'esecuzione di opere particolari da affidare per trattativa a ditte altamente specializzate. di seguito all'entità totale di ogni singola categoria di lavoro. collaudo.) le spese tecniche (progetto. direzione lavori.

). II capitolato speciale tipo per le opere di edilizia detterà norme sulle modalità di esecuzione dei muri. stradale.Ogni amministrazione può avere un proprio capitolato generale (Ministero LL.. capitolati speciali tipo e capitolati speciali. I capitolati speciali tipo prevedono tutte le norme e le possibili clausole relative ad un ben preciso tipo di lavoro e possono quindi servire come falsariga per i capitolati speciali da allegare ai progetti quando vengano opportunamente integrati con tutti quei dati che hanno una peculiare attinenza .. I capitolati speciali tipo derivano direttamente dai capitolati generali cui devono necessariamente uniformarsi e contengono tutte quelle norme particolari che si possono adottare solo per un determinato tipo di lavoro (edile.). dei pavimenti.2. tra capitolati generali. ecc. i criteri per aggiudicare i lavori nonché i principi e le condizioni generali che regolano gli appalti di qualsiasi tipo di lavoro (edile. idraulico). ecc. stradale. idraulico. dei manti di copertura ed usura. Capitolati Bisogna distinguere con tutta chiarezza. mentre il capitolato speciale tipo per le opere stradali detterà norme sulle modalità di esecuzione dei sottofondi stradali. 454 A. a) Capitolati generali che contengono le norme da seguire nelle gare d'appalto..2. Ferrovie.PP. Genio militare. degli intonaci. b) Capitolati speciali tipo che contemplano le condizioni generali ed i principi che regolano gli appalti di un ben preciso tipo di lavoro. ecc.6.

Ogni Aministrazione (Ministero dei lavori pubblici. prescrizioni e previsioni per quel determinato.). funzionale ed estetico dell'opera. Sono quegli allegati del progetto che possono esser elaborati sulla falsariga dei capitolati speciali tipo e contengono tutte le norme. E' necessario esser assolutamente chiari nella forma e rigorosi nelle prescrizioni per evitare interpretazioni ambigue. deve includere tra le prescrizioni e tra gli oneri a carico dell'Impresa solo quelli di cuì si è tenuto conto in sede della determinazione dei prezzi unitari. 130 del 3/6/1924) quando queste Amministrazioni dipendono dallo Stato. ecc. ma anche quelle che possano tutelare l'appaltatore. specifico lavoro da appaltare. finiture. grado di lavorazione di ogni opera. Ferrovie dello Stato. Il capitolato non deve contenere clausole contrarie alle leggi e — possibilmente — agli usi locali. Poiché le varie clausole del capitolato sono interdipendenti tra di loro è necessario che l'una sia concatenata all'altra e che non siano contraddittorie. 23/5/1924 n. previsione del tempo di esecuzione. però. deve fissare norme eque e prevedere tempi di esecuzione possibili.D. Pertanto nella compilazione del capitolato è necessario prevedere ogni e qualsiasi eventualità possibile.Regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato (G. l'oculata e precisa compilazione del capitolato speciale dà le migliori garanzie di una condotta dei lavori sicura e priva di controversie a tutto vantaggio della buona e tempestiva riuscita dell'opera. suo importo. condizioni.455 con quella specifica opera da appaltare (descrizione ed ubicazione dell'opera. Particolare cura dovrà esser posta nel precisare i sistemi di misura e nel dettagliare le varie voci dell'elenco dei prezzi specificando tutti gli oneri. ecc. . c) Capitolati speciali. 827 . Ma non è equo né giusto approffittare di tale circostanza: pertanto è bene che il capitolato contenga non solo clausole che garantiscono il Committente. Il capitolato è predisposto dal progettista per conto del Committente e l'appaltatore non può che accettarlo o rinunciare al lavoro. n. Le stesse Amministrazioni hanno talvolta predisposti dei capitolati speciali tipo. e vengono opportunamente sfrondati da tutte quelle clausole e modalità che non si dovessero attagliare alla specifica opera da eseguire. nello interesse del committente e dell'appaltatore. Se il diligente ed oculato studio delle condizioni particolari cui l'opera è soggetta e se le soluzioni tecniche prescelte permettono l'elaborazione di un progetto che dia garanzia di un buon risultato tecnico.U.) hanno loro particolari capitolati generali che devono tutti. E' naturale perciò che tutte le norme in esso contenute tendano a garantire più il Committente che l'Impresa. inquadrarsi nello spirito e nella lettera del R. Genio Militare.

in economica. si raggruppano gli importi previsti per scavi. 3) L'ammontare dell'appalto. cui devono rigorosamente . 5) Forma e principali dimensioni dell'opera. B) Il secondo Capitolo del capitolato è suddiviso in tre parti principali: Nella prima parte sono precisate minuziosamente le qualità. — Capo II — Qualità e provenienza dei materiali. nel caso di edifici civili. Designazione. Ordine da tenersi nell'andamento dei lavori. Elenco dei prezzi. Modo di esecuzione di ogni categoria di lavoro. intonaci. In questo articolo vengono riassunti i dati principali relativi alla forma e alle dimensioni dell'opera completandoli con quelli che non fossero desumibili dai grafici. tipo della costruzione.Disposizioni particolari riguardanti l'appalto. opere in marmo o in pietra da taglio.. A) Nel primo capitolo vengono indicati: 1) L'oggetto dell'appalto e cioè le indicazioni sommarie relative all'opera da eseguire con l'indicazione della ubicazione del terreno da edificare. numero dei fabbricati e degli alloggi. Si indica cioè — sulla scorta del preventivo di spesa . e coperti. Il capitolato speciale per appalti di lavori edilizi del Ministero dei LL. opera in ferro. chimiche. opere in cemento armato. solai. 2) // modo d'appalto e cioè se i lavori vengono compensati a misura. forma e principali dimensioni delle opere. per esempio. ecc.l'importo presunto dei lavori suddivisi per categorie e cioè. In questo articolo vengono descritte succintamente le opere da eseguire indicandone le principali caratteristiche tecniche. decorazioni. soffitti.456 Di seguito — per dare un esempio di capitolato — si prenderà in esame il capitolato speciale redatto dal servizio tecnico del Ministero dei Lavori Pubblici per gli appalti di opere edilizie che è anche il capitolato speciale di uso più corrente (si compra in librerie specializzate). opere da pittore. ecc. opere da elettricista. di resistenza ecc. — Capo IH . ecc.PP. e ciò per dare una idea chiara — anche se schematica — non solo dell'entità dell'opera. a forfait. 4) Designazione sommaria delle opere. nel suo complesso. (e quasi tutti gli altri) si articola in tre capitoli: — Capo I — Oggetto ed ammontare dell'appalto. murature varie. ma anche delle eventuali difficoltà tecniche di esecuzione delle singole opere. le caratteristiche meccaniche. E' anche necessario descrivere l'opera da eseguire in rapporto alla sua forma ed alle sue dimensioni perché tali caratteristiche possono influire sul prezzo dell'opera e sulla attrezzatura necessaria per eseguirla.. Sistemi di misurazione dei lavori.

La seconda parte del secondo capitolo del capitolato speciale è — praticamente — un manualetto contenente le buone norme e le regole per la buona esecuzione di tutte le opere. 2) Documenti che fanno parte del contratto. C) Nel terzo capitolo del capitolato speciale sono. vari tipi di murature. l'analisi dei prezzi. In esso vengono prese in esame tutte le opere particolari come scavi. ben precise norme di accettazione.457 corrispondere i materiali da impiegarsi su fornitura dell'Impresa. opere in cemento armato. Sono esclusi dal contratto tutti gli altri elaborati del progetto come la relazione. il capitolato generale. gli spessori e le quantità dei materiali da impiegare nonché le modalità esecutive ed ogni altro particolare perché ciascuna opera possa esser compiuta nel migliore dei modi. copia a stampa del capitolato cui si fa riferimento. Peraltro è bene aggiungere una clausola per la quale il committente ha facoltà di richiedere che un determinato lavoro sia eseguito in un prefissato tempo e ciò soprattutto per esigenze dipendenti dalla esecuzione di opere o dalla consegna di forniture non comprese nell'appalto. il capitolato speciale ed i disegni di progetto che vanno minutamente elencati. Ed infine la terza parte del secondo capitolo del capitolato prevede l'ordine cronologico che dovrà esser tenuto nella esecuzione dei lavori. copia che si può reperire facilmente in commercio. pavimenti di vario tipo. E' necessario che sia indicato con tutta precisione a quale capitolato generale si intenda far riferimento citandone esattamente il titolo e tutti gli estremi atti ad individuarlo in maniera non equivocabile. se si tratta del capitolato del Ministero dei Lavori Pubblici. solai. soffitti. E' sempre consigliabile lasciar facoltà all'Impresa di sviluppare i lavori secondo suoi criteri conseguenti. e si può pretendere che alcuni solai di copertura siano ultimati prima del giungere della cattiva stagione per poterne permettere l'impermeabilizzazione durante la stagione calda che è la più favorevole per tale lavoro. oltre che alla natura e tipo dei lavori stessi. il computo metrico e la stima dei lavori. anche all'attezzatura dell'impresa ed al tempo concesso contrattualmente per l'esecuzione dell'opera. . paratie. Per ciascuna opera sono prescritte la qualità. possono esser richiamati i relativi decreti di legge. palificazioni. coperti. Cosi si potrà ordinare che entro un ragionevole termine siano posti in opera i davanzali perché il falegname possa provvedere al collocamento in opera delle finestre che siano oggetto di altro appalto. Meglio ancora se si provvede ad allegare al contratto. Per i materiali per i quali sono previste da decreti o leggi. Formano parte integrante del contratto d'appalto. per lo più riportate norme di carattere amministrativo o relative all'andamento dei lavori e cioè : 1) Osservanza del capitolato generale. sbancamenti.

Nel capitolato speciale dovrà esser precisato l'importo della cauzione provvisoria e le particolari modalità di deposito della stessa. salvo i casi di ritardi a lui non imputabili. 6) Pagamenti in acconto. 3 del capitolato generale). La cauzione — in generale — è quella somma che si versa a garanzia di determinati obblighi assunti o da assumere e che può esser incamerata quando.458 Questi ultimi documenti. 3) Cauzione provvisoria. Il tempo di esecuzione dei lavori viene computato dalla data del verbale di consegna e cioè dal giorno in cui il direttore dei lavori ha ufficialmente dato il via ai lavori a seguito di ricognizione del luogo ove le opere dovranno esser eseguite. 2 del Capitolato Generale). Inoltre la Stazione Appaltante ha il diritto di impiegare tutta o parte della cauzione per far fronte alle spese per l'eventuale esecuzione d'ufficio di lavori non ben riusciti e che l'appaltatore non volesse rifare. successivi e consecutivi comprendendo in essi — quindi — anche i giorni festivi. non assolva agli obblighi assunti. Nel capitolato speciale deve esser previsto anche l'importo della cauzione definitiva. e cioè di quella somma — in contanti o con fidejussione — che l'appaltatpre deve versare alla Stazione Appaltante alla stipula del contratto a garanzia degli obblighi che si assume con il contratto stesso. 5) Tempo ultimo per l'ultimazione dei lavori e penale in caso di ritardo (art. Normalmente l'importo della cauzione definitiva è fissata nel 5% (un ventesimo) dell'importo d'appalto al netto del ribasso d'asta offerto dall'impresa appaltatrice ma — in casi particolari — può arrivare fino ad un massimo del 10%. 29 del capitolato generale). detta "cauzione provvisoria" il cui importo varia tra il decimo ed il ventesimo dell'importo a base d'asta (art. Il capitolo terzo del capitolato generale indica genericamente sulla scorta di quali elementi debbano esser corrisposti . L'appaltatore. restando salvi il rimborso di eventuali danni cagionati con il ritardo. Il tempo generalmente viene indicato in giorni naturali. chi la presta. non vanno mai forniti all'Impresa perché questa non abbia modo di trarre argomenti per avanzare richieste di maggiori compensi. è necessario che le varie imprese versino — a garanzia — una somma in denaro o in titoli del debito pubblico o garantiti dallo Stato. La cauzione definitiva viene restituita all'appaltatore (o la fidejussione viene svincolata) soltanto dopo che il collaudo dei lavori sia stato approvato dalla Stazione Appaltante. anzi. Il capitolato speciale deve fissare il tempo per l'esecuzione dei lavori. per il tempo che impiegasse in più del termine contrattuale fissato per l'esecuzione dei lavori. Solo per partecipare ad una gara d'appalto. deve rimborsare alla Stazione Appaltante le spese di assistenza e sorveglianza ed in più deve sottostare ad una penale pecuniaria che viene fissata preventivamente nel capitolato speciale in ragione di ogni giorno di ritardo. 4) Cauzione definitiva (art.

10) Norme per la misurazione e valutazione delle opere. ove non fosse indicato nel capitolato speciale un tempo diverso. Vanno anche comprese nelle rate di acconto eventuali prestazioni in economia di manodopera o materiali o eventuali anticipazioni in denaro fatte dall'Impresa ai sensi dell'art. Nel corso dell'esecuzione dei lavori devono esser corrisposti all'appaltatore (sulla scorta dei dati risultanti dai libri contabili. l'appaltatore ha l'obbligo di osservare tutte le norme e prescrizioni dei contratti collettivi. Circa l'entità delle trattenute di garanzia da effettuare sugli acconti. deve esser predisposto il conto finale. Responsabilità dell'Appaltatore. 8) Visita di collaudo. 17. deve esser effettuata dopo sei mesi dalla data di ultimazione dei lavori (art. 7) Conto finale. poiché a norma dell'art. Tutti questi obblighi ed oneri devono esser elencati dettagliatamente e devono esser imposti — per equità — solo quelli di cui si è tenuto conto nella formazione dei prezzi. Inoltre. Tale tempo deve esser ragionevolmente breve e commisurato alla natura dell'opera.5% che viene accantonato per far fronte a detti oneri se l'appaltatore dovesse trascurarne l'adempimento. Oltre agli oneri specificatamente previsti dagli articoli 11. 38 del capitolato generale). circa i quali si dirà quando verrà trattata la conduzione dei lavori) pagamenti in acconto in rapporto alla quantità di lavoro eseguito. Nel capitolato speciale devono esser minuziosamente previsti gli specifici criteri di misurazione e valutazione di tutte le singole opere previste nell'elenco dei prezzi e tutti gli oneri accessori compresi nel prezzo. escludendo ogni altro metodo. assicurazione ed assistenza dei lavoratori viene effettuata una ulteriore trattenuta dello 0. 16. 28 del capitolato generale per la esecuzione di opere in economia o per provviste relative ai lavori appaltati ma non compresi nel contratto (art. le attuali norme prescrivono che corrispondono al 5% dell'importo netto complessivo dei lavori eseguiti. nel capitolato speciale. 9) Oneri ed obblighi diversi a carico dell'Appaltatore. . dopo l'ultimazione dei lavori accertata dal certificato di ultimazione dei lavori. delle leggi e dei regolamenti sulla tutela. Nel capitolo speciale dovrà esser fissato il tempo entro cui. 15. 19 del capitolato generale. protezione. Il termine entro cui deve compiersi la visita di collaudo. tutti gli oneri che di volta in volta e per ogni singolo lavoro. 1 della Legge 12/1/1974).459 all'appaltatore le rate di acconto e di saldo e contempla anche i casi di ritardato pagamento delle rate di acconto ed il relativo riconoscimento di interessi all'Impresa. 18 e 19 del capitolato generale a carico dell'Appaltatore dovranno esser specificati. Per esempi in proposito si rimanda ai vari capitolati speciali tipo. Nel capitolo generale è prescritto che le varie partite di lavoro devono esser valutate esclusivamente con misure geometriche. vengano imposti all'Impresa.

paragrafo H). dovrà avvalersi di vari organi tecnici il cui parere. a kg. . 10). salvo l'applicazione delle disposizioni di legge sulla revisione dei prezzi nei termini e secondo le norme vigenti al momento in cui verrà chiesta l'eventuale revisione (cfr. a m 2 . non è per lui vincolante. B) Approvazione del progetto Una volta che il progetto sia stato completato ed abbia soddisfatto il committente dal punto di vista funzionale. però. Anche per opere eseguite a forfait si completerà il capitolato con l'elenco dei prezzi per poter contabilizzare eventuali opere eseguite in più o in meno in rapporto alle previsioni contrattuali. 1150 modificata ed integrata dalla legge 6 agosto 1967 n. deve presentare un idoneo progetto e deve chiedere apposita concessione al Sindaco competente per territorio (art.460 lì)Invariabilità dei prezzi. estetico ed economico. Particolare cura dovrà esser posta nell'indicare l'unità di misura e cioè indicare se l'opera viene compensata al mi. In calce al capitolato sarà riportato l'elenco dei prezzi presi a base per compilare il preventivo di spesa e che verranno usati per compensare i lavori eseguiti dall'appaltatore. è necessario che — prima di procedere alla sua realizzazione dando inizio ai lavori — venga approvato dalle pubbliche autorità a ciò preposte o interessate alla realizzazione dell'opera. 31 della legge 7 agosto 1942 n. per vagliare le richieste e per concedere o negare le concessioni edilizie. ampliamenti. B. 37 del capitolato generale prescrive che i prezzi di appalto si intendono fissi ed invariabili. per evitare facili contestazioni. Pertanto è opportuno che nel capitolato prima dell'elenco dei prezzi. Il prezzo e l'unità di misura è bene che siano indicati in cifre ed in lettere per maggior chiarezza.l — Approvazione del sindaco Chiunque intenda eseguire nuove costruzioni. n. 12) Elenco dei prezzi. a m 3 . Naturalmente. o a numero ecc. sia ricordato che i prezzi sono fissi invariabili per ogni eventualità e che si intendono accettati dall'appaltatore a seguito di calcoli di sua convenienza e che — nel loro complesso — sono remunerativi e tali da consentire il ribasso offerto. L'art. 765 e con legge 28 gennaio 1977. il Sindaco. Verranno di seguito elencate le approvazioni che più comunemente si devono ottenere tralasciando le molte altre che di volta in volta è necessario richiedere. modifiche o intenda demolire quelle esistenti o abbia in programma l'esecuzione di opere di urbanizzazione.

o di un fabbricato nuovo da erigere in zona vincolata. Talvolta il Sindaco condiziona il rilascio della concessione edilizia alla preventiva approvazione del progetto da parte di altri Enti.3 — Approvazione della soprintendenza ai monumenti Le "cose" di interesse storico ed artistico ("cose" che interessano la paelontologia. ma hanno. ecc. per edifici molto alti. il Sindaco può richiedere la preventiva approvazione del progetto da parte dei Vigili del Fuoco.). la preistoria. anche quello di prevenirli. colpiscono il fondo (servitù di passaggio. B. ma non è in grado di conoscere e di vagliare eventuali vincoli particolari che. servitù "altius non tollendi". se si tratta di un fabbricato monumentale da restaurare. il Sindaco deve richiedere la preveventiva approvazione del progetto da parte della Soprintendenza ai monumenti. per depositi di materiali infiammabili è necessaria la preventiva approvazione del progetto anche da parte dei Vigili del Fuoco. per una qualsiasi ragione. Se si tratta di un cinema. ma esse devono comunicare preventivamente i progetti al ministero dei lavori pubblici cui compete accertare — d'intesa con le amministrazioni interessate e sentito il Comune — che le opere da eseguirsi non siano in contrasto con le prescrizioni del piano regolatore e del regolamento edilizio vigenti nel territorio comunale in cui esse ricadono (art. diritti di veduta. per garages.2 — Approvazione dei vigili del fuoco I Vigili del Fuoco non hanno soltanto il compito di intervenire in caso di calamità come incendi.461 Solo le Amministrazioni statali sono esenti dall'obbligo di richiedere la concessione edilizia. Di conseguenza i Vigili del Fuoco devono poter esaminare i progetti di edifici che per la loro destinazione o per i materiali o per la loro mole possano destare preoccupazioni di pericolo in ordine al loro uso. La concessione edilizia rilasciata dal Sindaco ha soltanto il valore di "permesso a costruire" ma non può esser fatta valere nei confronti di terzi che venissero lesi nei loro diritti per effetto della costruzione intrapresa. Così per i cinematografi. di un deposito di materiale esplosivo. B. Anche per fabbricati con struttura in acciaio è necessario il parere dei Vigili del Fuoco. i manoscritti. alluvioni od altro. 29 e 31 della legge urbanistica). la -numismatica. Infatti il Sindaco autorizza una costruzione che sia concepita in armonia con le norme urbanistiche e regolamentari. per i locali pubblici. per preciso scopo istituzionale. le incisioni non- . Così.

Tutela delle cose di interesse artistico e storico. ecc.204. sono protetti dalla Legge 29 giugno 1939. Pertanto. opere pie. sono poste.D.4 — Approvazione dello Stato o della Regione Se l'opera da eseguire è finanziata dallo Stato o dalla Regione o se il committente è un ente da essi tutelato. le ville.Protezione delle bellezze naturali. Questi organi periferici o centrali esaminano i progetti per accertare non soltanto la loro validità tecnica. per legge. sotto il controllo degli organi di controllo regionali e pertanto. B. il Provveditorato regionale alle opere pubbliche. se detti enti devono eseguire dei lavori di costruzione o restauro hanno l'obbligo di sottoporre all'approvazione di detti organi non soltanto i progetti ma anche il piano economico per la loro realizzazione. i giardini ed i parchi che si distinguono per la loro non comune bellezza. Alcuni enti locali. 1357. chi intenda eseguire lavori su fabbricati di interesse storico o artistico o in ambienti di importanza monumentale o paesaggistica dovrà presentare i progetti dei lavori o le previsioni di modifica alle Soprintendenze regionali competenti per territorio e dovrà astenersi da qualsiasi intervento o lavoro di modifica o di adattamento fino a quando non abbia avuto l'autorizzazione della stessa Sovraintendenza. 30 gennaio 1913. l'ANAS o altri enti competenti per il territorio o per tipo d'opera. 1089 . il Consiglio Superiore dei lavori pubblici. In mancanza di regolamento di attuazione hanno ancora valore i vecchi regolamenti di cui al R.n. Le bellezze naturali e cioè le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o singolarità geologica.D. n. qualsiasi progetto deve esser approvato dal Genio Civile unitamente ai calcoli . 363 e il R. ma anche per accertare che siano stati compilati con il rigoroso rispetto delle istruzioni generali dettate per la esecuzione dei progetti per conto dello Stato e delle particolari disposizioni della legge in forza della quale viene elargito il contributo e lo esaminano sotto il profilo amministrativo per accertarsi che la spesa complessiva sia contenuta nelle somme ammesse a contributo. i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale. n.D. 1497 . il relativo progetto deve esser sottoposto all'esame dei relativi organi tecnici che possono essere il Genio Civile. opere assistenziali. del 3 giugno 1940. Nel caso che le opere debbano esser eseguite in zone sismiche. 11 gennaio 1923. n. n.462 che le ville i parchi ed i giardini che abbiano interesse storico od artistico) devono sottostare alle norme previste dalla Legge 1 giugno 1939. l'Ufficio Tecnico della Regione. che è completata dal regolamento di applicazione emanato con R.

dei solai. n. Oggetto dell'appalto può essere la costruzione di una diga. Diverse possono essere le forme di appalto: C. con più precisione. n. Il Genio Civile deve accertare che le previsioni del progetto. di un impianto industriale.2 — Appalto a forfait Cioè a prezzo complessivo prefissato ed immutabile e comprendente tutti o parte dei lavori. determinare un ribasso indipendentemente dalla quantità assoluta dei lavori da eseguire. esamineremo soltanto gli appalti riguardanti l'esecuzione di opere. opere provvisionali ecc. L'appaltatore corre pochi rischi in quanto gli è facile stabilire a priori il prezzo unitario delle singole opere e può. provviste. e cioè oggetto dell'appalto può essere l'esecuzione di un'opera completa. Con tale sistema il committente non è sicuro del costo a consuntivo che risulterà più o meno paragonabile al preventivo a seconda delle più o meno esatte previsioni del preventivo stesso e delle maggiori o minori varianti introdotte durante l'esecuzione dei lavori. di un edificio. 39 che regolamentano le costruzioni in zone sismiche. C. siano conformi alle prescrizioni della legge 2 febbraio 1974. il compimento di un'opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro.463 di stabilità.M.1 — Appalto a misura Cioè a prezzi unitari singoli prestabiliti da applicarsi ad ogni categoria di opere e provviste (prezzo delle murature. i metodi di calcolo delle strutture. l'esecuzione di sole capriate in ferro o cemento armato. è il contratto con il quale una parte assume. ma l'appalto può avere per oggetto anche l'esecuzione di opere parziali e cioè l'esecuzione del solo rustico di un edificio. contabilizzate e valutate con i prezzi unitari. Le opere vengono misurate in contraddittorio sul posto. il numero dei piani ecc. con l'organizzazione dei mezzi necessari e con la gestione a proprio rischio. degli intonaci). 1655 del Codice Civile. l'esecuzione dell'impianto di riscaldamento o l'esecuzione delle sole opere da falegname. ed anche quelli riferentesi alla fornitura di materiali. C) Appalto L'appalto secondo l'art. di una strada. 3 marzo 1975. Trascurando gli appalti riferentesi alla fornitura di servizi. per consegnare . 64 ed alle norme di cui al D. di una nave ecc.

da idraulico. per esempio. Ogni sua errata valutazione può avere gravi conseguenze economiche. lo scavo di sbancamento per le cantine.3 — Appalto in economia Si ha quando si compensa l'appaltatore non in funzione della quantità delle opere eseguite. Tale tipo di appalto è convenuto più spesso dall'appaltatore dell'opera . Il committente. la quantità di ogni opera da eseguire. il progetto per un appalto a forfait deve essere minuzioso e dettagliato nei grafici. e con tutta esattezza. sia perché difficilmente la sorveglianza è efficiente. si appaltano a cottimo. gli intonaci oppure la posa dei rivestimenti. Il forfait può comprendere tutte le opere per dare finito l'edificio (murarie. Il lavoro viene conteggiato a misura secondo l'unità che a ciascuna opera compete. ma sulla scorta della manodopera e dei materiali elementari forniti. salvo le varianti che volesse introdurre. da falegname. Si adotta l'appalto in economia solo per particolari lavori di restauro o in tutti quei casi in cui non si possono prevedere prezzi unitari per categorie di opere o le opere non possono esser misurate convenientemente. C. ecc. conosce a priori il prezzo finale.4 — Appalto a cottimo Si ha un appalto a cottimo quando il committente provvede direttamente a fornire i materiali e l'appaltatore assume l'incarico di fornire ed organizzare la manodopera per l'esecuzione di un determinato lavoro. Per evitare controversie. completo e non equivoco nella descrizione dei lavori.. L'appaltatore oltre che determinare il prezzo di ogni singola opera deve conteggiare a priori. da pittore. I cottimi sono praticamente degli appalti a misura per ristrette categorie di lavori.464 un'opera completamente finita in ogni parte. ecc. provvedendo agli obblighi assicurativi degli operai ed assumendosene ogni responsabilità. l'impianto di riscaldamento. la demolizione di un vecchio edificio). oppure può riguardare determinate categorie di opere (il rustico dell'edificio. con tale tipo di appalto. Si tratta del sistema più dispendioso d'appalto (anche se denominato in economia) sia perché manca nell'appaltatore ogni stimolo di eseguire sollecitamente ed economicamente i lavori. C.) e tale da esser subito agibile (chiavi in mano).

A. del 24 febbraio 1973 n. gli offre le condizioni più vantaggiose. ma.D.465 (la strada. spesso. In particolare gli enti pubblici devono rispettare il R. (Ispettorato Gen. 2440 (Nuove disposizioni sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato pubblicato sulla G. 275 del 23 novembre 1923) ed il regolamento di attuazione emanato con R. in base all'offerta delle ditte. 14 pubblicato sulla G. Gli Enti pubblici. la casa) nei confronti di "cottimisti" e cioè di gruppi di operai associati cui viene fornito ogni materiale e che sono specializzati nell'esecuzione di determinate opere. D) Gara di appalto Il Committente privato non è soggetto ad alcuna formalità per scegliere l'appaltatore.D.PP. Questa forma di appalto — stimolando l'interesse economico dei cottimisti — permette rapide esecuzioni di lavoro. 18 novembre 1923 n. Questo tipo di appalto è avversato da sindacati dei lavoratori.U. 23 maggio 1924 n. può vietare al privato di scegliere l'appaltatore che pur richieda un prezzo maggiore se questi gli ispira più fiducia. 51 (norme sui procedimenti di gara negli appalti di opere pubbliche mediante licitazione privata) che poi è stata chiarita dalia circolare dell'8 marzo 1973 n. n. Esaminiamo prima le varie forme con cui si predispongono le gare di appalto per poi passare ai criteri di aggiudicazione dell'appalto. D. Nessuno. Data la complessità delle norme dettate dal decreto e dal suo regolamento è meglio sintetizzare di seguito le più comuni modalità di appalto. tra quelle che gli ispirano più fiducia. il ponte. peraltro. Per l'aggiudicazione dei lavori ad una impresa bisogna distinguere: a) le formalità di appalto e cioè la prassi con cui si bandice e si esplica la gara di appalto . peraltro.1 — Forme di aggiudicazione Si è già detto che il committente privato può appaltare l'esecuzione dell'opera ad una impresa di sua fiducia che.N. 2795 del Ministero LL. e contratti). 827 (Regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato). a detrimento della buona esecuzione. può esser scelta richie- . egli commetterà l'opera a quell'impresa che. invece. b) i criteri che vengono seguiti per l'aggiudicazione.C. debbono sottostare a tutto quel complesso di norme che regolano i pubblici appalti e che sono contenute nelle norme per l'Amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato e non hanno libera scelta dell'affidare l'esecuzione dei lavori.U. nonché le norme dettate dalla legge 2 febbraio 1973 n.

— predisporre. n. non ha l'obbligo di affidare l'appalto a quell'impresa che ha fatta l'offerta economicamente più vantaggiosa. può — a suo insindacabile giudizio — affidare l'appalto a quell'impresa che pur non avendo fatta l'offerta economicamente più favorevole. solai. 3 del R. predisposto il progetto ed il capitolato che dovrà dare in visione alle Imprese. lavori riguardanti le varie amministrazioni o i vari servizi dello Stato) devono essere preceduti da gare mediante pubblico incanto o licitazione privata a giudizio discrezionale dell'Amministrazione (art. infatti. Dalla somma del costo delle singole opere. intonaci.) e richiedere alle Imprese una offerta di prezzi per le singole opere. 63.) e richiedere alle imprese che ribasso sono disposte a praticare sui prezzi proposti per eseguire l'appalto a misura . ecc. i contratti dai quali derivi una spesa per lo Stato (forniture. solai. Così il committente privato. D. l'elenco e le quantità delle singole opere da eseguire (scavi.l Asta pubblica (art.R. il committente desume il prezzo complessivo di appalto. 23 maggio 1924. ecc. viene adottato . potrà seguire uno dei seguenti metodi. n. Viceversa gli enti pubblici per aggiudicare l'appalto devono attenersi alle complesse e rigorose norme soprarichiamate. Con uno qualsiasi di questi sistemi il committente privato ha la possibilità di paragonare le varie offerte sotto un profilo esclusivamente economico.D.l. 37. — predisporre anche un elenco dei prezzi unitari delle varie opere (scavo di terra. gli dia maggior garanzia di serietà e capacità tecnica ed organizzativa. I principali tipi di gare di appalto per i lavori pubblici vengono esaminati di seguito. 18 novembre 1923. muri. Egli. in effetti. Il committente privato.D. 36. 827) Questo sistema è quello che viene indicato come il più usuale per selezionare l'Impresa che dovrà eseguire il lavoro. calcestruzzi.466 dendo — senza alcuna formalità — a più imprese il prezzo e le condizioni alle quali sono disposte ad attuare un ben preciso progetto secondo un prefissato tipo di appalto (a misura o forfait). 65 e seguenti del regolamento per l'Amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato . trasporti. — predisporre un'accurata e completa elencazione descrittiva di tutte le opere da appaltare (senza indicarne la quantità) e richiedere all'impresa una offerta forfettaria del prezzo d'appalto. peraltro. 2440). 64. in sintesi. In base a tali norme. murature.

L'esclusione di queste ultime ditte o persone viene formalmente dichiarata. l'Ufficio presso il quale si deve procedere alla stipulazione del contratto fa pubblicare l'avviso d'asta almeno quindici giorni prima del giorno fissato per l'incanto (gara) e per l'aggiudicazione. L'avviso d'asta deve indicare (art. n. l'ora in cui viene eseguita la gara. All'asta pubblica possono partecipare senza invito. 23 maggio 1924. 2 del Capitolato generale dello Stato Decreto . Il termine di quindici giorni non è perentorio e può esser ridotto a cinque giorni in casi di particolare urgenza. le modalità di deposito e le tesorerie presso le quali dovrà esser effettuato il deposito (ai srrrer-derTart. 7) il metodo con cui seguirà l'asta ed il modo di presentazione delle offerte se si tratta di offerte segrete.467 molto raramente e soltanto per quei lavori che comportano particolari difficoltà tecniche esecutive od organizzative. anche sul foglio degli annunci legali della provincia.D. la piena ed insindacabile facoltà di escludere dalla gara. secondo l'importanza delle opere.D. 2) l'oggetto dell'asta. 5) gli uffici presso i quali si può prender visione dei progetti e delle condizioni che disciplinano l'appalto. 65 del Regolamento R. invece. il certificato dei carichi pendenti. ecc. 827). 6) l'elenco dei documenti che comprovino l'identità e la capacità tecnica dei concorrenti (ivi compresi il certificato penale. 23 maggio 1924.). 68 del Regolamento di cui al R. 827): 1) l'autorità che presiede l'incanto (gara) nonché il luogo. 3) la qualità ed il prezzo a base d'asta dell'opera d'appaltare. con atto insindacabile. tutte le imprese iscritte nell'Albo dei costruttori per quel determinato tipo di lavoro e per quel determinato importo purché si trovino nelle condizioni previste dall'avvio d'asta. dalla competente amministrazione centrale (art. n. prima dell'espletamento formale dell'asta. 8) il deposito cauzionale che deve esser effettuato dai concorrenti. 68 del R. Gli avvisi d'asta sono pubblicati nell'albo dei comuni ove devono esser effettuati i lavori e. L'amministrazione appaltante ha. del 23 maggio 1924. 827). Quando si procede alla gara mediante asta pubblica.D. però. n. attrezzature speciali e notevole impegno finanziario. ma volontariamente e liberamente. sul Bollettino ufficiale regionale o sulla Gazzetta Ufficiale. tassativamente ed obbligatoriamente escluse dal fare offerte quelle persone o quelle ditte che nell'eseguire altro appalto si siano rese colpevoli di negligenza o malafede. purché tale giorno non sia festivo. il giorno. qualsiasi concorrente senza che l'escluso possa reclamare alcuna indennità né possa pretendere che gli siano rese note le ragioni dell'esclusione {art. 4) il termine per l'esecuzione dei lavori. Sono.

Non devono esser mai resi noti all'appaltatore tutti gli altri elaborati del progetto come la relazione. poi. 330 della legge 20 marzo 1865.468 del Presidente della Repubblica del 16 luglio 1962.U. il capitolato speciale e l'elenco dei prezzi presso l'ente appaltante o — eventualmente — anche presso i suoi uffici distaccati. nel caso ad offerte segrete. 20 dicembre 1937 n. 10) se. Questo termine è rigorosamente perentorio e non differibile per alcuna ragione. devono prevenire all'ente appaltante — in plico sigillato — entro il termine indicato dall'avviso d'asta.Legge sulle opere pubbliche . allegati al contratto) soltanto: — i grafici del progetto dell'opera da appaltare. unitamente alla prova dell'avvenuto deposito cauzionale e a tutta la documentazione richiesta. il deposito cauzionale deve variare fra 1/10 ed 1/30 dell'importo a base d'asta. si procederà alla aggiudicazione anche quando venga presentata una sola offerta. con perfetta cognizione di causa. 9) se l'aggiudicazione sia definitiva ad unico incanto oppure se sia soggetta ad offerte di ribasso o di aumento che non potranno essere inferiori al ventesimo del prezzo di aggiudicazione. L'art. del 27 aprile 1865) prevede tassativamente che possono esser esibiti all'appaltatore (e. il computo metrico estimativo. delle eventuali difficoltà esecutive. 2248 . 1063. . siano inviate esclusivamente per posta con plico sigillato e raccomandato in modo che pervengano all'Ufficio appaltante non più tardi del giorno precedente a quello fissato per la gara. che le offerte dei concorrenti alla gara. La "ratio" di questa norma è di evitare eventuali e possibili contestazioni da parte dell'appaltatore. delle loro caratteristiche tecniche. Generalmente è pari a 1/30 dell'importo a base d'asta)..D. le analisi dei prezzi. — il capitolato speciale d'appalto con l'elenco dei prezzi unitari. proporre un ribasso sui prezzi di capitolato. ribasso che gli deve consentire un giusto margine di utile come la ditta stessa deve dichiarare con documento allegato all'offerta. con l'avviso d'asta. il R. basati sull'esame di questi documenti che — del resto — non possono fornire all'appaltatore alcun elemento per formulare la sua offerta. Le ditte ammesse a partecipare alla gara per aver modo di rendersi conto del tipo e dell'entità dei lavori.allegato F (G. Peraltro. Solo dopo tale esame la ditta potrà. 2339 dà facoltà alle Amministrazioni appaltanti (e questa è divenuta la prassi usuale) di prescrivere. n. possono esaminare i grafici di progetto. Le offerte fatte dalle Imprese. Il regolamento prevede che l'invio del plico possa esser fatto o a mezzo di posta o a mezzo di terze persone. unitamente alla prova dell'avvenuto deposito cauzionale e agli altri documenti richiesti dall'avviso d'asta. ri. ecc.

7 della citata legge. per evitare che la gara di appalto possa andar deserta perché tutte le ditte invitate non vogliano partecipare alla gara o perché oberate da altri lavori o per qualsivoglia altra ragione. 89 del regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato R. ad eseguire quel particolare lavoro oggetto dell'appalto. 1 detta legge 2 febbraio 1913 n.469 Ogni altra offerta. 827). Recentemente Vart. ha introdotto una importante innovazione nella prassi burocratica per l'esperimento di gara col sistema della licitazione privata.D. 14 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio 1973 {Norme sui procedimenti di gara negli appalti dì opere pubbliche mediante licitazione privata). infatti. Nel caso di gara per licitazione privata. la gara d'appalto viene espletata con il sistema della licitazione privata. deve esser effettuato con le stesse modalità e formalità previste per le gare espletate con il sistema d'asta pubblica. recapitata oltre la data prefissata. per capacità tecnica e finanziaria e per attrezzatura. l'avviso d'asta è sostituito dall'invito alla gara che. Anche nel caso di licitazione privata è concesso alle Imprese di esaminare il progetto.1. Nel caso di licitazione privata. non deve esser considerata valida e viene automaticamente scartata. Nei casi più comuni e nei casi previsti dall'art. 89 del regolamento. senza neppure prender visione del suo contenuto. deve esser compilato con gli stessi criteri e accorgimenti dell'avviso d'asta. L'art. anche se fosse aggiuntiva o sostitutiva d'altra offerta. La differenza che esiste tra asta pubblica e licitazione privata consiste soltanto nel fatto che all'asta pubblica possono partecipare tutte le Imprese che si trovano nelle condizioni indicate nell'avviso d'asta. se l'importo dei lavori da appai- . peraltro. prevede che — in caso di licitazione privata per opere pubbliche — l'ente appaltante ha l'obbligo di dare preventivo e pubblico avviso della sua intenzione di procedere ad una gara per l'aggiudicazione di un determinato lavoro. D.2 Licitazione privata (art. 38. il capitolato e l'elenco dei prezzi. mentre nella licitazione privata è l'Amministrazione che invita a partecipare alla gara soltanto alcune ditte (purché iscritte all'albo degli appaltatori) che siano di sua fiducia e che sono particolarmente idonee. l'invio delle offerte e degli altri documenti dell'ente appaltante. In tal modo tutte le imprese che sono interessate all'esecuzione del lavoro possono far domanda all'ente appaltante per esser invitate alla gara. 39. 23 maggio 1924 n. L'avviso della gara deve esser pubblicato sul foglio delle inserzioni della Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

nonché l'importo a base di appalto (anche approssimativo) quando la conoscenza del medesimo sia necessaria per presentare l'offerta. 827) secondo cui l'ente appaltante può. 14): a) l'indicazione dell'ente che intende appaltare i lavori e l'Ufficio al quale devono essere indirizzate le domande degli interessati per essere invitati alla gara. l'avviso di gara deve esser pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione nella quale ha sede la stazione appaltante. L'avviso di gara deve contenere (art. quelle imprese che ritenga non idonee. E' anche prescritto che gli inviti alla gara devono essere diramati alle singole ditte entro i centoventi giorni precedenti alla data di pubblicazione del'awiso di gara.D. d) la concessione di un termine. c) la procedura che si intende adottare per l'aggiudicazione dei lavori.1. entro il quale gli interessati possono chiedere di esser invitati alla gara. non inferiore a dieci giorni dalla pubblicazione dell'avviso d'asta. In realtà la trattativa privata non può essere considerata una gara di appalto perché è una modalità inconsueta e anomala per aggiudicare un determinato e modesto lavoro che viene seguita mediante trattativa diretta e . 7 della legge del 2 febbraio 1973 n. 23 maggio 1924 n. insindacabilmente.470 tare sia almeno pari ad un miliardo e duecentomilioni di lire. sui principali quotidiani o su almeno due dei quotidiani che hanno particolare diffusione nella regione ove ha sede la stazione appaltante. 41 del Regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità dello Stato . b) l'indicazione sommaria delle opere da eseguire. del 23 maggio 1924 n. Ciò. Se l'importo dei lavori da appaltare è inferiore ad un miliardo e duecentomilioni. per estratto. escludere dalla gara.D. D. Solo nel caso in cui l'importo dei lavori posti a gara non raggiunga i cento milioni di lire l'avviso della gara viene affisso all'Albo pretorio del Comune ove ha sede l'ente appaltante. ma tale richiesta non obbliga l'ente appaltante ad invitarla. In ogni caso l'avviso d'asta deve esser pubblicato. senza darne motivo.3 Trattativa privata (art.R. Ogni Impresa che abbia i requisiti richiesti ed abbia interesse a partecipare alla gara può chiedere all'ente appaltante di essere invitata a partecipare all'incanto. Se dopo i predetti centoventi giorni l'ente appaltante non ha dato corso alla gara deve rinnovare l'intera procedura relativa all'avviso di gara. 827). 68 del R. in ossequio al principio generale (sancito dall'art.

muri. ma che viene ancora usato con relativa frequenza. solai. solai). per affidare l'appalto. intonaci.2. D. del 23 maggio 1924. magari apportando qualche modifica alle condizioni contrattuali o al progetto (per lo più sulle finiture) senza alterare sostanzialmente il risultato e la natura dell'opera. 2440 e artt..l . talvolta. serramenti. le maggiori garanzie tecniche che può offrire.D.5 del successivo paragrafo Criteri per l'aggiudicazione dell'appalto).5 Appalto concorso (art. (L'argomento è più diffusamente tratto al punto D. 18 novembre 1923. A questa forma di aggiudicazione si ricorre eccezionalmente e nei casi previsti dalla legge o dai regolamenti e soltanto in concorrenza di determinate circostanze per cui non sia conveniente o possibile seguire utilmente le forme dei pubblici incanti e della licitazione privata.D. La trattativa privata può essere adottata o per lavori particolari o quando la licitazione privata o il pubblico incanto siano andati ripetutamente deserti per mancanza di offerte (art. impianti. 23 maggio 1924. 827). Il committente desume dal computo metrico dell'opera da appaltare tutte le quantità delle singole opere che intende appaltare (scavi. E' un tipo anomalo di gara di appalto che ha anche suscitato critiche e dissensi. 40 e 91 del Regolamento di cui al R. dell'8 febbraio 1923. La somma dei prezzi delle singole opere costituisce il prezzo di appalto che viene proposto dalle singole imprese su parità di qualità e di quantità di opere da eseguire. muri. 4 del R.471 bonaria con poche ditte prescelte dall'ente appaltante. n. E' un tipo di gara quasi mai usato per i lavori pubblici mentre è abbastanza comune per i lavori privati. potrà tener conto di altri fattori come la serietà dell'impresa. mentre il privato potrà derogare da questo principio esclusivamente economico e. Il lavoro poi prosegue come un qualsiasi lavoro a misura o a forfait. Naturalmente il committente pubblico dovrà affidare l'appalto a quella ditta che ha fatto l'offerta che sia globalmente più vantaggiosa. 4 del R. ecc. D. 422). indurre qualche ditta ad appaltare il lavoro. n. intonaci. .4 Offerta dei prezzi (art. 41 del R. n.D.) e ne consegna l'elenco (in duplice copia) all'appaltatore unitamente al capitolato e ai grafici di progetto.827). tinte. n. L'appaltatore — eseguendo calcoli di sua convenienza — applica i prezzi da lui ritenuti equi e remunerativi alle quantità delle singole opere ottenendo il costo di ciascuna singola opera (calcestruzzi. ecc. Da un diretto contatto tra ente appaltante ed Impresa è possibile.D.l.

viadotto. la committenza non predispone un progetto ed un capitolato. pur non mutando il risultato funzionale dell'opera. dovrà illustrare e giustificare le soluzioni adottate. capacità prestabilite di sosta per gli animali. prefissati impianti di depurazione. ecc. magazzini generali. i rilievi altimetrici e planimetrici. Ogni concorrente. a presentare un loro progetto per la costruzione di una precisata opera (ospedale. inoltre. — un ponte dovrà avere una determinata lunghezza e larghezza e dovrà essere atto a portare prefissati carichi. mette a disposizione la cartografia necessaria ed esatta. dovrà far pervenire entro il termine perentorio fissato nella lettera di invito non soltanto il progetto. che gli uffici devono comprendere un determinato numero di locali. diga.472 Si adotta (con invito a singole ditte o con pubblico avviso aperto a tutte le ditte) per l'esecuzione di opere particolari per le quali l'amministrazione pubblica ritenga conveniente utilizzare una pluralità di competenze di comprovato valore tecnico. Naturalmente ogni concorrente dovrà presentare tutti gli elaborati e tutte le indicazioni specificatamente richieste nella lettera d'invito e ogni concorrente. A titolo di esempio l'ente appaltante potrà specificare nella lettera di invito che: — i magazzini generali posti a base dell'appalto-concorso devono avere reparti di stoccaggio comune di una determinata superficie e cubatura. ponte sullo stretto di Messina ecc. ecc. ecc. L'ente appaltante oltre a tutte queste prescrizioni che devono essere dettagliate ed alle quali ogni concorrente — pena l'esclusione — deve attenersi. determinati servizi. pena l'esclusione della gara. può comportare una notevole differenza di spesa per l'adozione di tecniche differenti. elettrico o di condizionamento. ma anche l'indicazione del prezzo che richiede per l'esecuzione dell'opera (prezzo. ed ogni altro dato che possa risultare necessario o utile per una esaurinte ed esecutiva progettazione. oppure nei casi nei quali una diversa soluzione tecnica.. impianto di riscaldamento. artistico o scientifico .L'ente committente deve però precisare in un "disciplinare" le caratteristiche e le dimensioni dell'opera.). e deve anche fornire i dati per lo scolo delle acque. che le celle frigorifere devono assicurare una certa temperatura e debbono avere superfici e volumi prestabili.. dovrà precisare l'idoneità dei materiali. Nel caso di appalto-concorso. generalmente. che le celle frigorifere dovranno avere prefissate temperature cubature e caratteristiche. — un macello dovrà avere determinate caratteristiche igieniche. ma invita persone o ditte. delle tecniche costruttive e degli impianti che si impegna a fornire producendo calcoli e verifiche tecniche (magari sommarie) e dovrà garantire la buona qualità e il buon risultato del- . capacità prefissata di macellazione giornaliera. forfettario) e un elenco di prezzi unitari per le eventuali varianti nonché la precisazione del tempo di esecuzione dell'opera. ritenute idonee e particolarmente qualificate.

perché non è equo invitare imprese o persone a concorrere. con la propria opera qualificata e con un notevole dispendio finanziario. 2440. L'amministrazione appaltante può chiedere delle modifiche al progetto prescelto e la ditta dovrà apportarle sotto la propria responsabilità. ma tenendo anche conto degli elementi tecnici delle singole offerte. per la predisposizione del progetto. la ditta vincitrice troverà il compenso. Infatti. E' proprio questa mancanza di compensi che è stata. procederà alla scelta del progetto. prevede che nessun compenso o rimborso possa esser riconosciuto alle persone o alle ditte per la predisposizione del progetto o per altre analoghe prestazioni. del 28 agosto 1924. riconosce all'ente appaltante la facoltà di far proprio qualche altro progetto pagandolo al prezzo fissato nella lettera diirìvito. Se l'amministrazione appaltante dovesse ritenerlo utile od opportuno può avvalersi del parere consultivo di una commissione di esperti appositamente nominata. ma è altrettanto vero che l'ente appaltante trae un notevole e gratuito vantaggio nel poter scegliere il migliore tra i progetti presentati da persone o ditte particolarmente qualificate. Si è cercato di ovviare a questa palese ingiustizia con una successiva normativa. n. si riserva la facoltà insindacabile di poter non prescegliere alcun progetto e di non dichiarare vincitrice dell'appalto-concorso alcuna ditta. nell'utile dell'appalto. senza riconoscere loro alcun compenso e neppure la rifusione delle spese sostenute. seguendo la prassi indicata nell'invito o nell'avviso di gara.473 l'opera circa i quali è l'unico responsabile. Il giudizio dell'amministrazione appaltante è insindacabile e le motivazioni della scelta sono assolutamente riservate. nel caso in cui dovesse ritenere — a suo insindcabile giudizio — che nessuno dei progetti presentati sia idoneo allo scopo. delle garanzie di capacità tecnica e di serietà della ditta concorrente e di ogni altro elemento. alla migliore riuscita dell'opera prevista.D. l'art. Il progetto prescelto verrà dato in appalto alla ditta che lo ha presentato e. poi. pur non prescelti. L'ente appaltante. L'art. E' pur vero che i concorrenti conoscono l'alea che corrono. L'amministrazione appaltante. come pure riconosce all'Amministrazione appaltante la facoltà di concedere compensi o parziali rimborsi di spese a favore degli autori di quei progetti che. presentino particolari pregi. oggetto delle maggiori critiche dell'appalto-concorso. o anche per qualsiasi altra ragione. 1396 pur riconfermando il principio che a nessun concorrente spetta alcun compenso per la progettazione. quasi sempre. che ritiene preferibile non sulla scorta del minor prezzo. così.L. Anche questo emendamento alla legge originaria è però vanificato da . 2 del D. n. ed è. 4 del R. 18 novembre 1923.

è l'unico responsabile di eventuali vizi o difetti di una qualsiasi opera così come lo è un comune appaltatore che abbia eseguito l'opera personalmente o con la propria impresa. ecc. eventualmente. strade. .). anche a mezzo di altre ditte. prevede un "capo-commessa" (che generalmente è un'impresa. elettriche. alberghi. di fognature. di sistemazioni esterne. di finiture. come committente delle singole opere.1. provvede all'esecuzione dell'intero complesso eseguendo acquedotti. che va sempre più diffondendosi per lavori di una certa consistenza e complessità. con analoga garanzia. con il sistema di appalto per "commessa". case. nei confronti del committente. tutto il complesso edilizio era pronto per accogliere i dipendenti ministeriali per iniziare subito il loro diuturno lavoro.). Il capo-commessa. peraltro. e talvolta. previsto nell'invito all'appalto-concorso. l'amministrazione ha il vantaggio di poter scegliere la migliore fra diverse soluzioni (tutte proposte da concorrenti qualificati). Con il sistema dell'appalto concorso. impiantistiche. Il capo-commessa può anche fornire il progetto dell'opera. impianti di risalita. ecc. fognature. impianti generali elettrici. Ad esempio. di impianti di condizionamento. di arredamento così. stradali. di strade. idrauliche. per il giorno prefissato. non ricevono compenso alcuno oppure sono costretti a cedere l'uso del loro progetto o di parte di esso per un compenso irrisorio senza poter pretendere niente altro che il modesto compenso che fosse. della piccola moschea. di elaboratori di dati.nei confronti delle singole ditte che hanno eseguito i lavori. può rivalersi. di tamponamenti. che pure si sono sobbarcati a spese ed a qualificato lavoro. Il capo-commessa. porti e banchine oppure rifugi.6 Commessa Questa modalità atipica di appalto. ad eseguire tutte le categorie di opere necessarie (opere murarie. e il concorrente vincitore vede compensata la propria opera ottenendo l'appalto dei lavori mentre tutti gli altri concorrenti. che. Altro esempio può esser dato da una società immobiliare che vuole creare un centro turistico. formando anche l'arredamento e — se richiesto — provvedendo all'esecuzione delle attrezzature sportive (piscine. arredamenti. Il capo-commessa. l'edificio del Ministero della pubblica istruzione completo di strutture metalliche. stipulando singoli contratti di appalto a proprio nome e sfruttando la propria organizzazione. è stato costruito in Arabia Saudita. ma può anche non esserlo) che assume in proprio l'onere di fornire al committente un'opera compiuta e subito agibile (chiavi in mano) o un impianto provvedendo. D.474 rimborsi o compensi che sono assolutamente irrisori e comunque molto modesti. da una ditta italiana. cinema ecc.

di sanare situazioni finanziarie precarie. La predetta legge 1973. n. 14 . i nuovi criteri di aggiudicazione vengono. dato dei risultati non sempre soddisfacenti per l'esecuzione di opere e. del 24 febbraio 1973. n.U. fatta l'offerta più conveniente per l'appaltante. ha ridimensionato i criteri per l'aggiudicazione dei lavori ed ha previsto che ogni ente pubblico appaltente. 73 e seguenti del Regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato (R.Norme sui procedimenti di gara negli appalti di opere pubbliche mediante licitazione privata (G. aveva. sia quelle ditte che avessero fatto ribassi troppo modesti (per dar modo al committente di perseguire un ragionevole risparmio economico). con tutti i modi. ed aveva. con ciò. ancorati alla media delle offerte nel fondato presupposto che la media delle offerte possa essere il prezzo di appalto più equo. la ditta a cui affidare l'appalto dei lavori. In un caso e nell'altro l'esecuzione dei lavori ne veniva a soffrire e le imprese. Comunemente veniva affidata l'esecuzione dei lavori a quella ditta che aveva offerto il maggior ribasso. 51). dia pubblico avviso di questa sua intenzione per dar modo alle ditte che sono interessate. Si è pensato allora di temperare il criterio di affidare i lavori a chi fa il massimo ribasso e di escludere dalle gare sia quelle ditte che avessero fatto ribassi eccessivi (per evitare una non regolare esecuzione dei lavori). la legge 2 febbraio 1973. . Infatti. di chiedere di essere invitate alla gara e di evitare che le gare possano andar deserte perché gli inviti sono stati inviati a ditte non interessate al lavoro. 14 prevede cinque diversi criteri che possano esser adottati per prescegliere. Per questi motivi. però. in buona parte. n. Infatti.D. nelle gare di appalto a licitazione privata indette da enti pubblici. n. di non andare in perdita tentando di fornire materiali di qualità inferiore o cercando ogni cavillo per chiedere maggiori compensi o interrompendo i lavori per fallimento. che avevano fatto ribassi eccessivi cercavano. Questi criteri erano dettagliatamente previsti dall'art. accadeva sempre più spesso. mentre l'appaltatore pubblico deve seguire una rigida prassi che regolamenta le modalità delle gare di appalto nonché i criteri per aggiudicarli in modo da evitare favoritismi o brogli.475 D. che alcune ditte facessero i maggiori ribassi o perché sbagliavano i loro conteggi o per assumere — anche sotto costo — nuovi lavori per poter avere un certo giro di denaro sperando vanamente. Questo criterio ottusamente economico.2 — Criteri per l'aggiudicazione dell'appalto Si è già detto che l'appaltatore privato può affidare l'esecuzione dei lavori a un qualsiasi appaltatore di sua fiducia. in qualche modo. 827). cioè. è stato proficuamente abbandonato e sostituito da altri criteri. 23 maggio 1924. prima di indire una gara di licitazione privata.

vengono resi noti i limiti di massimo e minimo ribasso prefissati segretamente dalla commissione aggiudicatrice.476 Chiarimenti a questa legge sono stati forniti con circolare del Ministero LL. prefissa segretamente un ribasso minimo ed un ribasso massimo sui prezzi a base d'asta in modo che fra questi ribassi esista uno scarto non superiore al cinque per cento sui prezzi a base d'asta. determina una nuova media tra la media delle offerte rimaste in gara ed il minimo ribasso prestabilito dalla commissione aggiudicatrice. la commissione aggiudicatrice dell'appalto.3 Sistema delle medie. Dopo l'esame delle varie offerte. per eccesso o per difetto. L'aggiudicazione dell'appalto viene fatta al concorrente che ha presentata l'offerta che eguaglia l'ultima media o. Delle offerte rimaste in gara si fa la media. alla media delle offerte. PP. in mancanza. 2795. la commissione aggiudicatrice dell'appalto prefissa. Eccezionalmente sono consentite offerte in aumento.2. . segretamente. Indi. successivamente. a quella impresa che più si avvicina. purché la sua offerta sia in ribasso sui prezzi a base d'asta o. li eguagli (ribasso = zero).2 Sistema della media delle offerte Subito prima della gara. la commissione fa la media delle offerte proposte dalle ditte rimaste in gara e. mediate con prefissato massimo ribasso determinato segretamente Come per il caso precedente.2. L'appalto viene affidato alla ditta che eguaglia tale media o. a quella ditta la cui offerta più si avvicini. Si escludono dalla gara le ditte che hanno fatte delle offerte che oltrepassino tali limiti. almeno. per difetto. D.1 Sistemi di minimo ribasso L'appalto viene aggiudicato alla impresa che ha presentata l'offerta più vantaggiosa per il committente. in mancanza. del 3/3/73 N. i due limiti di ribasso minimo e massimo (compreso in uno scarto del cinque per cento sui prezzi a base d'asta) ed esclude dalla gara quelle ditte che non abbiano fatto un'offerta compresa fra questi due limiti. D. a tale media. D. Cioè si escludono le ditte che hanno fatte offerte che risultino rispettivamente inferiori o superiori ai prefissati limiti fissati dalla commissione.2.

1321 del Codice civile "il contratto è l'accordo di due o più parti per costituire. le affida l'appalto. o a seguito di gara. b) nella seconda colonna è riportato.477 D. sopra detti per ottenere il prezzo totale di appalto. l'importo ottenuto moltiplicando. . d) nell'ultima colonna viene riportato. regolare od estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale".4 Sistema delle graduatorie delle migliori offerte e della loro media Con questo sistema la Commissione aggiudicatrice non prefissa i valori di minimo e massimo ribasso. per ciascuna voce. Questo modulo comprende quattro colonne: a) nella prima colonna è riportato. per gli Enti pubblici. Dopo aver vagliate le offerte ne fa una graduatoria ed esclude dalla gara quella metà (o la metà più uno se le offerte sono dispari) delle offerte che hanno fatto i maggiori ribassi. la quantità delle singole opere e forniture previste in appalto con la relativa unità di misura. dalle varie ditte. tra committente ed appaltatore dovrà esser stipulato un contratto di appalto. l'ente appaltante invia alle ditte invitate alla gara un modulo a più colonne denominato "lista delle categorie di lavoro e forniture previste dall'appalto". Poi procede alla media delle offerte rimaste in gara ed affida l'appalto a quell'impresa che ha fatto l'offerta pari a questa media o che più le si avvicina per difetto. dall'ente appaltante. e) la terza colonna sarà completata da ciascuna ditta con il prezzo (espresso in cifre e lettere) da lei offerto per eseguire quella data fornitura o quella specifica opera (muro. La commissione presceglie quella ditta che ha fatta complessivamente l'offerta più favorevole per l'ente appaltante e. o per libera scelta dei privati. L'impresa deve provvedere a fare la somma di tutti gli importi. E) Contratto Una volta che sia intervenuta l'aggiudicazione del lavoro. dopo aver controllati i conteggi dell'offerta. Secondo la enunciazione dell'art. D.2. la quantità delle opere indicate dall'ente appaltante con il prezzo offerto dall'impresa.2. l'indicazione dettagliata delle opere e delle forniture previste dall'appalto.5 Sistema delle migliori offerte di prezzi Prima della gara. intonaco). dall'ente appaltante. solaio.

La denuncia verbale. al capitolato generale ed al capitolato speciale. 2440). della loro buona esecuzione e della loro buona riuscita. verrà designata la persone che dovrà riscuotere i pagamenti. riduce la possibilità di liti o permette di risolverle anche giudizialmente. assolve solo la parte fiscale della registrazione. consigliabile registrare il contratto per esteso perché la pattuizione formale di ben precisi accordi. Viceversa per gli Enti pubblici che non siano autonomi. ma anche perché eventuali liti possono esser risolte giudizialmente o con un arbitro rituale. Invece del contratto può esser registrato il verbale di gara e di aggiudicazione rimandando. che vengono allegati al verbale di gara di aggiudicazione (art. 16 del R. E'.D. ecc.. della loro organizzazione.478 Nel caso di appalto per l'esecuzione di opere si tratta di sancire con un atto (il contratto) tutte le norme e le clausole che debbano regolare i rapporti di carattere tecnico ed economico tra committente ed appaltatore. l'inizio dei lavori è subordinato all'approvazione del contratto da parte dei superiori organi di controllo e vigilanza. Il contratto deve esser registrato all'Ufficio del Registro non solo perché possano esser assolti gli oneri fiscali conseguenti all'appalto. Infatti sulla scorta dell art. 1655 del Codice civile si può definire "appaltatore" quell'imprenditore (art. civ. il committente privato può subito dare inizio ai lavori. F) Esecuzione dei lavori e loro condotta Una volta stipulato e registrato il contratto. F. indicazione dell'opera. 18 novembre 1923 N. ma non contiene gli accordi particolari tra le parti. ecc. durata presunta dell'appalto. Così nel contratto sarà richiamato (o verrà ad esso allegato) il progetto con il capitolato completo dell'elenco dei prezzi e in esso verranno richiamate tutte le approvazioni dei progetti e degli stanziamenti. In ogni caso dovrà sempre essere indicato l'importo presunto del prezzo dell'appalto sia al lordo che al netto del ribasso d'asta. quindi. verrà indicato il domicilio legale delle parti contraenti.) che con l'organizzazione . Per i privati il contratto può esser sostituito da una denuncia verbale con le sole seguenti indicazioni: nome dei contraenti. oggetto ed importo dei lavori. per gli accordi tra le parti. cioè. il titolare dell'Impresa è l'unico responsabile della condotta dei lavori. solo se il contratto sia stato registrato.l — Responsabilità nella condotta dei lavori A norma del Codice civile. 2082 Cod.

per norme di vicinato.C.479 dei mezzi necessari e con la gestione a proprio rischio. ma anche dei difetti costruttivi e della eventuale rovina dell'opera stessa (art. della qualità dei materiali impiegati e del crollo totale o parziale dell'edificio. 1063) prevede all'art. Infatti il vecchio codice configurava l'appaltatore non come un imprenditore. il committente ha solo la facoltà di ordinare variazioni (art. (Per i danni causati dall'esecuzione dei lavori. Da tutto il contesto del Capitolo VI del Codice civile (art. 14. La sua responsabilità è limitata a due anni dalla consegna dell'opera al committente per vizi occulti (art. 1667 C.).C. il committente può rivalersi sull'appaltatore). il committente non ha responsabilità alcuna per l'esecuzione dell'opera. A norma del codice.C.P. il vigente capitolato generale d'appalto per le opere di competenza del Ministero dei lavori pubblici (D. E' naturale peraltro che il committente abbia anche la facoltà di sorvegliare lo svolgersi dei lavori (art. 1662 C. comunemente e con voce ancorata alle norme dell'abrogato codice: "Direttore dei Lavori".). ma è anche responsabile di vizi conseguenti a cattiva o difettosa esecuzione di opere. Cioè l'appaltatore è l'unico responsabile non soltanto dell'esecuzione di opere che siano difformi dal progetto architettonico o statico. Il direttore dei lavori è quindi — secondo il codice vigente — quel tee- . che la variazione dell'importo dei lavori eseguiti possa giungere fino ad un quinto del valore dei lavori appaltati (e non un sesto come previsto dal codice civile).) che però non comportino una variazione superiore — in denaro — ad un sesto in più o in meno dell'importo a base d'asta e che non comportino notevoli modificazioni della natura dell'opera o dei quantitativi nelle singole categorie di lavori previste nel contratto per l'esecuzione dell'opera medesima. In deroga a ciò. persegue il compimento di una prefissata opera contro un corrispettivo in denaro. 1655 e seguenti) si evince chiaramente che l'appaltatore è il solo responsabile non solo di eventuali vizi dell'opera o di eventuali difformità dalle previsioni di progetto o di contratto (art. ma come un semplice prestatore di opere (nudus minister) che operava alle dirette dipendenze del progettista (o del direttore dei lavori) e quindi questi aveva potere e dovere di organizzare il cantiere ed i lavori e si assumeva — con l'appaltatore — la conseguente responsabilità della loro buona riuscita. 1669 C.C. del 16/7/1962.C. o per danni che potessero esser loro arrecati in conseguenza dei lavori eseguiti. 1661 C.) ed invece è estesa a dieci anni dalla consegna nel caso di crollo totale o parziale o pericolo di crollo (art.) anche se causato da vizio del suolo. 1669 C. Durante l'esecuzione dei lavori. n.) sia personalmente sia designando un tecnico di sua fiducia chiamato. ma ha solo delle responsabilità verso eventuali terzi danneggiati per violazione di norme edilizie.C.R. 1667 C.

è prevista la designazione del direttore dei lavori. Si comprende così che — a norma del Codice vigente — la nomia del direttore dei lavori è una facoltà del committente non un suo obbligo anche se molti Comuni obbligano la sua designazione in forza di altre leggi (legge comunale e provinciale) o di nuove leggi. 765 (Modifiche ed integrazioni alla legge urbanistica) chiama responsabili. ma tale sua vigilanza non può debordare dai limiti precisati dagli articoli 1661 e 1662 del Codice civile che contemplano le sopraricordate facoltà del committente (vigilanza e facoltà di ordinare modifiche).Compiti del direttore dei lavori Il direttore dei lavori ha diversi compiti per assolvere il suo incarico compiutamente. Naturalmente il direttore di un grosso cantiere è aiutato da assistenti (geometri o ex capi operai) e dal capo-uomini. in particolare per i lavori dello Stato. Egli quindi ha la diretta responsabilità del cantiere in ordine a: 1) l'esecuzione regolare delle opere. L'appaltatore può farsi sostituire o coadiuvare da un tecnico di fiducia che è detto "direttore di cantiere". In cantieri di una certa importanza il direttore di cantiere è spesso un ingegnere. l'appaltatore. tanto è pacifico che l'unico responsabile della buona riuscita dell'opera è l'appaltatore. ma — in proposito . che in molti Paesi esteri non esiste neppure la figura del direttore dei lavori. 3) eventuali infortuni che dovessero accadere ai dipendenti per mancata applicazione delle norme antinfortunistiche. normale e precompresso ed a struttura metallica) attribuisce serie responsabilità al direttore dei lavori e prevede severe condanne penali in caso di sue particolari inadempienze.la legge non prescrive nulla.2 . della manodopera e delle attrezzature. Anche la legge del 5 novembre 1971 n. per eventuali inosservanze cosi delle norme generali di legge e di regolamento come delle modalità esecutive. 2) l'organizzazione del cantiere. Si noti. Cioè egli: . In particolare l'art. 1086 (Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato. che siano fissate nella licenza edilizia. 31 della legge 6/8/1967 n. ma anche il costruttore e addirittura il direttore dei lavori. non soltanto il committente. F. Nei piccoli cantieri è l'appaltatore stesso che presiede all'esecuzione delle opere e — nei periodi di sua assenza — delega il capo uomini. Il direttore di cantiere assume su di se tutte le responsabilità ed i compiti del suo mandante. a sue spese e nel suo esclusivo interesse — vigila sulla buona esecuzione delle opere e sulla loro rispondenza alle previsioni del progetto e delle altre norme contrattuali.480 nico che — su incarico del committente. Solo per le opere pubbliche.

se questa non operasse in maniera soddisfacente. sospensione. 5) può eseguire prove di carico e deve eseguire prelievi sul calcestruzzo e sull'acciaio. ed alle leggi della statica. controfirmati dall'Impresa appaltatrice. scritti sia predisponendo grafici o schizzi. 3) deve assicurarsi della buona qualità dei materiali forniti. 6). 9. F. a proporre i certificati di pagamento delle rate di acconto e a predisporre lo stato finale dei lavori in cui vengono ricapitolate tutte le quantità delle varie opere eseguite e l'importo delle stesse. opportuni "ordini di servizio". per ottemperare all'art. la concessione di eventuali proroghe e la data di ultimazione dei lavori. 6 della detta legge. a conservare in cantiere la copia restituita dal Genio Civile del progetto statico. 10. deve provvedere. inviando all'Impresa.1 Controllo dell'andamento dei lavori Molto importante è poter avere gli elementi per accertare il tempo impiegato dall'appaltatore per dare finite le opere e ciò anche per l'eventuale applicazione della penalità prevista nel caso di ritardo nell'esecuzione dei lavori. della regolare esecuzione delle opere in conformità alle previsioni contrattuali e di progetto. la data di inizio dei lavori. 5 della legge 5/11/71 N.1. F. Tutte queste diverse mansioni di carattere tecnico-amministrativo vengono ad accavallarsi nel tempo e ad interferire tra di loro durante lo svolgimento ed il progredire dei lavori. (Cfr. secondo la precedente elencazione di compiti. i periodi di sospensione dei lavori per cause indipendenti dall'Impresa.2. 7) deve denunciare al Genio Civile entro sessanta giorni la ultimazione delle strutture per ottemperare all'art.1 Verbale di consegna (art.n. ripresa ed ultimazione dei lavori. 2) deve ordinare eventuali varianti in corso d'opera sia con ordini verbali o. 12 del regolamento del 25 maggio 1895. Pertanto il direttore dei lavori deve aver cura particolare di far risultare da appositi verbali. il seguente paragrafo M Disciplina delle opere in conglomerato cementizio).481 1) deve sorvegliare l'andamento dei lavori per accertarsi che vengano compiuti nel tempo contrattuale. Per maggior chiarezza esamineremo partitamente.350) Prima di iniziare i lavori il direttore dei lavori convoca l'appaltatore ed . 1086. quali sono gli atti che il direttore dei lavori deve compiere e gli elaborati che deve redigere.2. 11. accertando con verbali predisposti in contraddittorio. 4) deve controllare la corretta contabilizzazione delle opere eseguite e deve provvedere ad emettere gli stati di avanzamento. meglio. le date di inizio.

qualora per cause da lui indipendenti.2. il direttore dei lavori ne ordina la sospensione. con domanda motivata.L.3 Proroghe (art. 16 del citato regolamento) Nel caso che circostanze particolari.2. particolari opere impreviste nelle fondazioni. ordina prontamente la ripresa dei lavori. fissa i capisaldi e la quota di partenza per le misure in elevazione (quota zero).2 Verbali di sospensione e verbali di ripresa (art. Non appena vengono a cessare le cause che hanno determinata la sospensione. Complessivamente le sospensioni non possono durare più di sei mesi o più di un quarto di tempo utile per ultimare i lavori (art. è firmato dall'appaltatore e dal direttore dei lavori e da eventuali altri intervenuti. F. La concessione della proroga non pregiudica i diritti che può vantare l'appaltatore se la maggior durata dei lavori è da ascriversi a fatto o a colpa . La durata della sospensione non viene calcolata nel computo del tempo contrattuale per dar finiti i lavori.A. deve rispondere con lettera raccomandata all'Impresa entro breve termine. In ogni caso la S. redatto in due esemplari su carta legale. Il verbale. b) impossibilità di ordinare varianti e contabilizzare le relative opere perché la D. la D. 31 del capitolato generale prevede che l'appaltatore. e) impossibilità di proseguire i lavori per dar modo e tempo ad altre ditte (installatori di impianti o manufatti) di eseguire i loro lavori.482 il personale di sorveglianza sull'area da edificare. impediscano che i lavori possano procedere regolarmente o utilmente ed a regola d'arte. non dipendenti dall'Impresa. F. 30 del capitolato generale).1. possa chiedere. Sia della sospensione che della ripresa vengono redatti appositi verbali su carta legale in modo che si possano sempre accertare la durata e la causa della sospensione. prima dello spirare del tempo concessogli per ultimare'! lavori. proroga per la loro ultimazione.L. designa i lavori da eseguire. Le cause più frequenti di sospensione sono: a) inclemenza del tempo. L'operazione viene verbalizzata e nel verbale viene anche ricordata la data di ultimazione prevista dal capitolato. è in attesa della superiore approvazione. 17 del citato regolamento) L'art. Non il direttore dei lavori. controlla sul terreno le misure del progetto. mancanza di materiali sul mercato).1. non sia in grado di ultimarli nel tempo prefissato (gran numero di giornate piovose. ma la Stazione Appaltante verificherà la fondatezza della richiesta e potrà negare o concedere la proroga per il tempo richiesto o per un tempo più breve.

2. alle stesse condizioni del contratto. Si ricordi in proposito che l'art.L. purché tali varianti non mutino essenzialmente la natura delle opere comprese nell'appalto e non modifichino l'importo di ciascuna categoria di opere di oltre un quinto. 14 dello stesso capitolato prevede che la S. possono esser concesse adeguate proroghe al termine di consegna. possa ordinare. L'art. il direttore dei lavori rilascerà il certificato di ultimazione redatto con la stessa forma e con le stesse modalità degli altri verbali ed in contraddittorio con l'impresa.4 Certificato di ultimazione dei lavori (art. F. Su accordo tra il committente e l'Impresa è possibile proseguire i lavori o alle condizioni contrattuali o concordare diverse condizioni. Nel caso che la Stazione Appaltante richieda all'Impresa l'esecuzione di lavori eccedenti quelli previsti contrattualmente.2.PP. un aumento o una diminuzione di opere fino alla concorrenza di 1/5 in più o in meno dell'importo complessivo di appalto. F. 1661 del Codice civile da facoltà al Committente di apportare variazioni al progetto purché: a) il loro ammontare non superi il sesto del prezzo convenuto.A. rispetto agli importi originari d'appalto. Oltre tale limite l'appaltatore ha facoltà di recedere dal contratto senza pretendere alcun speciale compenso. oltre a pagare la penale prevista dal capitolato speciale per ogni giorno di ritardo. in più o in meno. in caso di ritardata ultimazione. e) non importino notevoli variazioni dei quantitativi nelle singole categorie. senza che l'Impresa possa richiedere indennità alcuna.2 Varian ti in corso d'opera L'art. all'art. 29 del Capitolato generale prevede che. Il capitolato generale d'appalto per le opere di competenza del Ministero LL. dando con ciò più importanza a tale accertamento. 62 del citato regolamento) Quando tutti i lavori eseguiti dall'impresa sono ultimati. 13. Si noti che il regolamento denomina "certificato" la verbalizzazione della ultimazione dei lavori. Pre- .483 della Stazione Appaltante. b) non importino notevoli variazioni nella natura dell'opera. l'appaltatore deve indennizzare il committente di tutte le spese di sorveglianza ed assistenza da questo sostenute per tutto il periodo di lavoro superiore a quello previsto dal contratto per l'esecuzione del lavoro. prevede. che l'appaltatore non può apportare modifiche di alcun genere al progetto ed ha — invece — l'obbligo di eseguire tutte le varianti richieste della D.1. ma solo il pagamento delle opere eseguite.

I nuovi prezzi devono essere anch'essi soggetti a tutte le norme contrattuali e quindi anche al ribasso d'asta contrattuale ed alla revisione dei prezzi. Con tale atto l'Impresa si dichiara disposta ad eseguire i lavori di varianti previsti dalla D. nella perizia suplettiva agli stessi prezzi. deve predisporre degli appositi elaborati denominati perizie suplettiva o di variante.484 messo ciò. b) ricavandoli totalmente o parzialmente da nuove analisi. riconosce congrui i nuovi prezzi e prende atto di una eventuale proroga per il termine di consegna. con apposito verbale. Ogni variante da ordinare all'Impresa deve esser prima approvata dal committente anche per il caso che non comporti alcuna variazione di spesa. L'atto di sottomissione con l'elenco dei nuovi prezzi deve esser registrato all'Ufficio del Registro come atto aggiuntivo al contratto d'appalto. per lavori imprevisti.) che sono impegnativi per l'appaltatore e lo saranno per l'ente appaltante quando questo li avrà approvati. ma non sempre l'Impresa è d'accordo su tutte le clausole ed è in sua facoltà di sottoscriverlo con riserva.prendendo a base il preventivo di spesa . a) ragguagliandoli — se possibile — a quelli di lavori consimili contemplati nel contratto. devono accertare se le eventuali maggiori spese siano comprese nello stanziamento e devono illustrare le ragioni che consigliano le varianti.devono elencare e quantificare (con i prezzi d'appalto) gli importi in più od in meno che le varianti comportano.P. I nuovi prezzi devono esser stabiliti ispirandosi ai seguenti criteri (art. II direttore dei lavori può introdurre varianti di modesta entità. la cui decisione rientra fra i suoi poteri discrezionali di decisione. Talvolta è necessario predisporre dei grafici esecutivi che illustrino le varianti proposte. Può succedere che per eseguire le varianti necessitano opere i cui prezzi non sono compresi nell'elenco dei prezzi ed allora il direttore dei lavori — ai sensi dell'art. Quando la perizia suplettiva è approvata il direttore dei lavori predispone un "atto di sottomissione" e cioè un'appendice al contratto di appalto. si intende che è compito del direttore dei lavori accertare periodicamente l'andamento contabile dei lavori e di raffrontarlo con le previsioni di spesa. accetta di estendere ai nuovi lavori la garanzia già prestata. (salvo il caso che le opere previste non superino il quinto d'obbligo perché in tal caso può recedere dal contratto). Tali perizie . 21 del più volte citato regolamentò — deve concordare con l'appaltatore. L'atto di sottomissione ha sempre una simile forma di accettazione. 21 del regolamento). Così il direttore dei lavori per apportare varianti da lui ritenute necessarie (per ragioni statiche. patti e condizioni sanciti nel contratto principale e nel relativo capitolato. dei nuovi prezzi (N. senza far ricor- .L. per migliorie) o varianti richieste dalla committenza.

M. F. di controllare che i materiali usati nella costruzione rispondano ai campioni. Questo obbligo deriva dalla legge 5 novembre 1971 n. Per le modalità e la frequenza dei prelievi del calcestruzzo e del ferro e per i criteri di accettabilità dei materiali si è già detto al capitolo decimo Il calcestruzzo. il direttore dei lavori può consigliare al committente la rescissione del contratto (art. ai sensi dell'art. predispone ed invia all'impresa degli ordini di servizio con i quali sollecita l'impresa ad accelerare l'esecuzione dell'opera o — contestata la cattiva esecuzione di alcune opere — dà un termine all'impresa per la loro demolizione ed il rifacimento a regola d'arte.2. sottoscritta dall'Impresa.4 Denuncia al Genio Civile della ultimazione delle strutture Il direttore dei lavori. in contraddittorio con l'appaltatore. una delle quali deve esser restituita alla D. Il direttore dei lavori nel caso riscontrasse ritardi ingiustificati nella esecuzione dei lavori oppure se dovesse accettare che.).3 Controllo sulla esecuzione delle opere Uno dei compiti principali del direttore dei lavori è quello di accertare la regolare esecuzione dei lavori. la sezione.L. A tale scopo dovrà richiedere i campioni di tutti i materiali da impiegare nella costruzione. Tali varianti devono sempre esser ordinate alla Impresa per iscritto con "ordini di servizio" da inviare per raccomandata all'Impresa in due copie. 1662 C. Controllerà la qualità delle malte e dei calcestruzzi. accettarne la buona qualità non trascurando. campioni di acciaio e di conglomerato da sottoporre alle prove di resistenza. per negligenza od imperizia. Se il direttore dei lavori accerta che alcuni materiali non sono idonei per lo scopo per cui l'appaltatore intende utilizzarli o non sono corrispondenti alle norme contrattuali ne ordina l'allontanamento dal cantiere con ordine di servizio.2. In casi di inadempienza grave o in casi di recidiva o nel caso che l'Impresa non dovesse obbedire agli ordini. l'appaltatore comprometta la buona riuscita dell'opera. poi. .C. 6 della legge 5 novembre 1971. 26 marzo 1980. la forma e la posizione dei ferri impiegati nelle opere in calcestruzzo e quant'altro è necessario controllare per assicurarsi della buona riuscita dell'opera. F..485 so alle perizie suplettive. E' importante ricordare l'obbligo del direttore dei lavori di prelevare in cantiere. Il direttore dei lavori deve anche assicurarsi della buona tecnica impiegata dall'appaltatore nell'eseguire l'opera nel suo insieme e nei particolari. 1086 e le modalità di controllo derivano dal D.

Contabilità dei lavori (artt.deiropera. entro 60 gg. Le norme ricordate sono contenute nel Capo III . preciso e controllabile.486 n. In ogni caso la misurazione e la registrazione delle opere deve seguire . La contabilità di un'opera ha lo scopo di accertare e registrare tutti i fatti che producono spesa per l'esecuzione. in realtà. F. di predisporre stati di avanzamento e certificati di pagamento e di procedere alla liquidazione finale dei lavori. G) Contabilità dei lavori La contabilizzazione dei lavori per i privati siano essi appaltati a misura.PP.D. Esiste peraltro un regolamento che — compilato sulla scorta delle esperienze di molti anni e collaudato dall'esperienza di molti lavori — prevede un sistema di contabilizzazione apparentemente complesso. 350 (Regolamento per la direzione. La mancata denuncia comporta un'ammenda da 40 a 200 mila lire. ma in effetti pratico e chiaro e che permette facili controlli. Più spesso la contabilità viene tenuta da un tecnico di fiducia del Committente e di gradimento al direttore dei lavori. ma — naturalmente — non ne ha neanche il divieto. E' consigliabile seguire tali norme di contabilizzazione anche per lavori privati non cullandosi nella illusione di poterne seguire altre che possono apparire meno complesse e che. 36 65) del R. L'accertamento e la registrazione di quelle opere che in un tempo successivo non possono più esser accertate (ferri nel calcestruzzo) o che lo siano difficilmente (fondazioni) devono esser fatti tempestivamente ed in contraddittorio tra i rappresentanti del committente ed il rappresentante dell'appaltatore. sono quasi sempre inadatte a fornire un quadro economico delle spese chiaro. del 25/5/1895 n. 1086 (cfr. Circa le modalità di tener la contabilità si dirà in seguito e in tale occasione si dirà degli stati di avanzamento dei lavori. successivo paragrafo M).2. contabilità e collaudo dei lavori dello Stato che sono nelle attribuzioni del Ministero dei LL. dalla ultimazione delle strutture ha l'obbligo di farne denuncia al locale Genio Civile allegando i certificati di prova sui materiali e gli eventuali verbali delle prove di carico.).5 Controllo della contabilità L'ingegnere direttore dei lavori. Peraltro il direttore dei lavori ha l'obbligo (salva particolare diversa pattuizione) di controllare la contabilità. non ha l'obbligo di tenere la contabilità dei lavori. dello stato finale e dei certificati di pagamento.. a forfait o in economia non deve sottostare a nessuna norma particolare e può esser tenuta in un qualsiasi modo.

gli opportuni provvedimenti in caso di deficienza di fondi. 39 del regolamento): 1 ) il giornale dei lavori. con assoluta tempestività. ecc.L.L. Ciascun foglio del libretto delle misure comprende due facciate suddivise in colonne. G. le misure di tutte le opere che questi ha rilevate in contraddittorio con l'impresa. G.L. controlla il giornale dei lavori e lo sottoscrive facendo — se del caso — le sue rettifiche od osservazioni. 8) il conto finale.L. Nel giornale debbono esser menzionati tutti quei fatti che possono influire sul lavoro: tempo atmosferico. da personale della direzione dei lavori. 2) i libretti di misura e delle provviste. Periodicamente il D. gli stati di avanzamento ed il conto finale (stato di avanzamento finale). 6) gli stati di avanzamento dei lavori. periodi di sciopero. in calce al testo). 7) i certificati per il pagamento di acconti.l — Giornale dei lavori E' un diario tenuto dal personale della D. 5) il sommario del registro di contabilità. il registro di contabilità e le eventuali liste settimanali. natura dei terreni. il modo e l'attività con cui progrediscono i lavori. il numero degli operai e la loro qualifica ed i mezzi impiegati dall'appaltatore. I più comuni documenti amministrativi e contabili sono riportati in appendice e sono (art. 3) le liste settimanali per i lavori in economia. b) la D. c) la D.487 da vicino la loro esecuzione perché: a) la D. 4) il registro di contabilità. sia sempre in grado di conoscere l'importo dei lavori eseguiti e proporre eventuali pagamenti in acconto. L'impresa deve prender visione e firmare: i libretti delle misure. Nella prima facciata si hanno le seguenti colonne : .L. Su di esso vengono annotate.2 — Libretto delle misure E' il primo libro contabile ed è considerato un libro di campagna di prima nota che non deve esser bollato (cfr. possa dare in tempo e con sicurezza le necessarie disposizioni per l'esecuzione dei lavori entro i limiti delle spese autorizzate. abbia la possibilità di predisporre. fac-simile. su cui si notano l'ordine.

Liste settimanali Per l'esecuzione di determinati lavori in economia. g) Figure ed annotazioni. 21 del regola- . portandola in detrazione alle quantità risultanti dalle misure effettive. e) fattori: lunghezza. Quando .).ro (pozzetti. il modo in cui sono state rilevate le misure.ro se si tratta di opere da compensare a n. b) data della misura. fosse biologiche. L'impresa dovrà pure controfirmare gli schizzi. Se per esempio si misura un muro sul quale si apre una finestra. Questa colonna è divisa in due: prodotti positivi ove si riporta il risultato dei prodotti delle misure delle opere da contabilizzare) e prodotti negativi (ove si riportano le eventuali deduzioni delle stesse opere). nella colonna dei fattori positivi si riporta la cubatura di tutto il muro e sulla colonna dei fattori negativi si riporta la cubatura del vuoto della finestra. Può accadere che — per varie ragioni — non possono esser prese le misure di alcune opere. ecc. ma che si possa valutarne — con approssimazione in difetto — la quantità complessiva. se del caso. d) indicazione delle opere che riporta in sintesi la descrizione dell'opera da contabilizzare come specificata nell'elenco dei prezzi. dovrà esser firmato dall'Impresa ad ogni registrazione o gruppo di registrazioni e comunque in ogni foglio del libretto. Su tale ampia colonna potranno esser inserite note esplicative o potranno esser disegnati schematici e chiari schizzi che permettano di comprendere. Nella seconda pagina si hanno le seguenti colonne: f) prodotti. oppure n. G.3 . c) articolo dell'elenco prezzi di quella particolare opera (muratura. altezza dell'opera da contabilizzare. solaio. scritto ad inchiostro. si annullerà la quantità provvisoria. Il libretto. In questi casi — per non ritardare il pagamento delle rate di acconto — il direttore dei lavori può autorizzare che detta quantità venga accreditata sul libretto delle misure come "quantità provvisoria". Dalla differenza dei due fattori risulterà la quantità di muratura effettivamente eseguita. ecc.poi — dell'opera in questione saranno state eseguite e registrate le effettive misure -.488 a) numero d'ordine con il quale vengono annotate progressivamente tutte le misurazioni. larghezza e.) che viene contabilizzata. Analoghe firme sono richieste al direttore dei lavori. l'art. con tutta facilità. Per uno stesso lavoro potranno esser necessari più libretti di misura come potranno usarsi distinti libretti di misura per diverse categorie di lavori (per esempio libretto delle misure per il ferro).

4 . ecc. diversamente possono esser inserite su una apposita colonna del registro di contabilità in modo che non vadano sommate con gli altri importi ai quali dovrà esser applicato il ribasso d'asta. 55 del regolamento) II registro di contabilità è il documento più importante della contabilità dei lavori. 53. 52. che devono esser predisposte in duplice copia di cui una in bollo. E' bene . In tal caso l'Impresa salderà le relative fatture (preventivamente liquidate dalla D. per ciascuna categoria di opere. devono esser riportate nel registro di contabilità.L. fornitura e posa di tende alla veneziana. b) lista settimanale delle provviste. I prezzi unitari da applicare sono quelli lordi di contratto e da ogni lista dovrà risultare l'importo di ciascuna di esse.5 — Registro di contabilità (art. Di tali prestazioni si tiene conto con le liste settimanali (o quindicinali) che sono di due tipi: a) lista settimanale degli operai e mezzi d'opera forniti dall'impresa. 28 del vigente capitolato generale (sempre che la previsione sia inserita anche nel capitolato speciale) la Stazione appaltante può chiedere all'appaltatore di anticipare le somme necessarie per l'esecuzione di opere o forniture di lavori autorizzati ma non compresi nell'appalto (fornitura e posa di alberature. G. 54.). Ogni singola annotazione ha un proprio numero progressivo (colonna 1 del registro).fare un riepilogo in calce alla lista raggruppando le stesse categorie di operai. materiali e mezzi d'opera.) richiedendone formale quietanza al fornitore. Le partite di lavoro. la stessa qualità di materiali e lo stesso tipo di mezzi d'opera sia per un controllo sia per esser facilitati nel riportare le prestazioni in economia nel sommario del registro di contabilità. è contraddistinta con il corrispondente numero dell'elenco .489 mento prevede che l'Impresa debba fornire operai. il registro di contabilità rappresenta il documento ufficiale da compilare a tavolino. Se le fatture pagate dall'Impresa sono numerose possono esser annotate in apposito registro. Ogni lista avrà il proprio numero progressivo. Nelle apposite colonne dovranno esser chiaramente specificate i lavori per i quali furono prestati la manodopera ed i materiali (cfr. G.poi . Mentre il libretto delle misure permette l'annotazione delle misure rilevate in opera. nelle quantità totali accertate dai libretti di misura.Anticipazioni su fattura A norma dell'art. in calce al testo). facsimile.

La colonna importi è divisa in due parti: debito e pagamenti. Segue.ro e la pagina del libretto di misura da cui si fa il trasporto di scritturazione.. inserendole non analiticamente. deve opporre le sue contro-deduzioni. ma complessivamente e designandole con il proprio numero. decade da ogni diritto circa le richieste avanzate con le riserve stesse. Nella colonna 5 sono indicati il n. Delle riserve si dirà più diffusamente in un paragrafo a parte anche se è proprio il registro di contabilità l'unico documento nel quale le riserve devono esser inserite per esser considerate valide. nella colonna 4. rata di acconto per l'im- . la descrizione dell'opera adottando sinteticamente la stessa dizione dell'elenco dei prezzi. Le fatture (che non sono soggette a ribasso d'asta) vanno anch'esse iscritte nel registro di contabilità ma' devono figurare sotto un capo distinto perché non possono esser sommate agli altri importi che devono esser ridotti per il ribasso d'asta. L'appaltatore — ove ritenga che la contabilizzazione di qualche voce non sia conforme ai patti contrattuali — può firmare il registro con "riserva" e deve esplicare le ragioni della sua riserva nel termine perentorio di 15 gg precisando quale sia — a suo giudizio — il maggior compenso che gli spetti. Alla esplicazione delle riserve il direttore dei lavori. riporta la data della trascrizione dal libretto delle misure al registro (colonna 3). Dopo aver rilasciato il certificato di pagamento se ne indicherà nella colonna 12 il relativo importo (al netto delle trattenute di garanzia) preceduto dalla data e con la dizione "Proposta la . si chiuderà il registro con la somma di tutti i lavori eseguiti dall'inizio dei lavori e si avrà così l'importo totale di tutti i lavori e si farà firmare il registro all'appaltatore ed al direttore dei lavori. Ogni volta che l'importo delle opere eseguite è tale da poter proporre un acconto all'impresa. Ogni volta che — sotto una determinata data — cessano le scritturazioni sul registro. entro analogo tempo perentorio. il direttore dei lavori deve invitare l'appaltatore ad apporre la sua firma e firmerà egli stesso il registro di contabilità. Seguono l'indicazione dell'unità di misura e le colonne dei prodotti (positivi per le opere eseguite e negativi per le opere da detrarre) nonché il prezzo unitario. Se ad ogni successiva firma del registro (e poi sullo stato finale) l'appaltatore non richiama e riconferma le precedenti riserve. Nel registro si riportano anche le liste in economia. purché si rispetti una rigorosa cronologia. Sotto la stessa data possono esser riportate nel registro di contabilità anche più partite che nei libretti siano state annotate con date diverse.. Nella prima si riportano gli importi delle singole opere contabilizzate al lordo del ribasso d'asta e nella seconda gli acconti proposti dell'effettivo loro importo e cioè al netto delle trattenute di legge.490 prezzi (colonna 2).

ro di elenco prezzi. alla fine di ogni stato di avanzamento ed alla fine del lavoro. peraltro. Infatti in questo registro sono riportate le singole partite di lavoro in altrettante colonne in modo che ciascuna categoria di lavoro ha un conteggio a sé stante. Nel sommario del registro si riportano anche le liste settimanali scomponendole. ma tutte le quantità di opere eseguite dall'inizio dei lavori ed i rispettivi importi). 58 del regolamento) Lo stato di avanzamento è quel documento rilasciato dal direttore dei lavori che compendia tutti i lavori eseguiti dal principio del lavoro ad una certa data. G. le quantità e gli importi relativi alle opere contabilizzate in quello stesso stato di avanzamento. secondo le singole voci unitarie che le compongono in modo da poter incolonnare separatamente ed indipendentemente dallo stato di avanzamento le varie quantità delle singole categorie di lavoro (ecco spiegato perché si è consigliato di fare — per ogni lista — un riepilogo per categoria di lavoro). b) facilita la compilazione degli stati di avanzamento e finale. c) il prezzo unitario di elenco. un elenco di tutte le opere eseguite raggruppate per categorie di lavoro. Esso ha due distinti e precisi scopi pratici: a) serve da efficace controllo del registro di contabilità. Ogni colonna (al di sotto della rispettiva casella) è divisa in due: nella prima si riporta la quantità di quella determinata categoria di lavoro indicata nella casella e nella seconda il relativo importo. Ad ogni successivo stato di avanzamento si sommano alle quantità ed agli importi precedenti. né deve esser firmato dall'appaltatore. Così si procede in modo che si hanno sempre a confronto l'importo lordo dei lavori eseguiti e l'importo netto degli acconti proposti. fac-simile in calce al testo).B. G.7 — Stati di avanzamento (art. nello stato di avanzamento non si riportano . (N.491 porto netto di L ) (cfr. Si ha così.6 — Sommario del registro di contabilità (art. Lo stato di avanzamento viene ricavato con facilità dal sommario del .quindi — solo i lavori eseguiti dopo il precedente stato di avanzamento. 56 del regolamento) Il sommario non è un documento ufficiale e quindi non va né bollato. b) l'unità di misura con cui si deve contabilizzare quella partita di lavoro . In testa ad ogni colonna c'è una casella che riporta: a) la categoria di lavoro ed il relativo n.

Nello stato di avanzamento si riportano prima i lavori a misura (comprese anche eventuali quantità provvisorie). 8 e seguenti). numerati progressivamente.tutte le opere eseguite e le spese sostenute dall'inizio dei lavori.quindi . quindi le quantità di materiali impiegate ed i relativi importi per i lavori in economìa raggruppati per categoria. 1 della legge 12 gennaio 1974. Le trattenute per garantirsi che l'Impresa ha ottemperato ai versamenti degli oneri sociali a favore dei lavoratori sono dello 0.Capitolato Generale dello Stato). In questi certificati. Dalla somma dei lavori a misura ed in economia si detrarrà il ribasso contrattuale e quindi. Dalla differenza di queste due partite si ricava l'importo della rata di acconto. Lo stato di avanzamento predisposto e sottoscritto dal direttore dei lavori viene sottoposto alla firma dell'appaltatore che — come si vedrà . le trattenute per oneri sociali a favore dei lavoratori e gli acconti precedentemente erogati. Gli stati di avanzamento sono numerati progressivamente e sono compilati su appositi moduli in vendita in cartolerie specializzate. 19 del D. 57 del regolamento Quando dai libri contabili risulta che l'importo dei lavori è tale per cui possa esser corrisposto un acconto all'Impresa. si aggiungeranno gli importi delle anticipazioni che non sono soggette al ribasso. Il certificato di pagamento non è firmato dall'Impresa. 1063 . rilascerà un certificato di pagamento.R.8 — Certificato di pagamento per ratei di acconto (art. n.P. A parte vengono calcolate le trattenute di garanzia. il direttore dei lavori.5% delle somme a lei dovute (art. n. Le ritenute di garanzia sono pari al 5 % delle somme dovute alle Imprese giustificate dai prescritti documenti (art. così come sono riportati nel sommario del registro di contabilità. a questo. dopo aver predisposto lo stato di avanzamento. del 16 luglio 1962.492 registro di contabilità dove si trovano già pronte le somme e gli importi lordi di tutte le categorie di opere eseguite dal principio del lavoro. . viene indicato l'importo totale lordo e l'importo totale netto di tutti i lavori eseguiti nonché l'importo delle anticipazioni effettuate e riguardanti .potrà firmare con o senza riserva. G.

) può accadere che l'appaltatore occupi permanentemente o anche temporaneamente immobili di terzi procurando dei danni che. Per premunirsi contro l'eventuale richiesta di indennizzo dei danni suddetti. 93 del regolamento) Durante l'esecuzione di determinati lavori (strade. ma non può inserire nuove riserve che non siano già state inserite ed esplicate nel registro di contabilità. vengono riportati gli acconti proposti e viene indicato il credito residuo dell'Impresa risultante dalla differenza tra l'importo netto dei lavori e gli acconti proposti. ed appaltatore. sono a carico del proprietario dell'opera. in forza dei capitolati speciali. pubblica un avviso con il quale fissa un termine perchè gli eventuali danneggiati possano presentare i titoli del loro credito.10— Avviso ad opponendum (ai creditori) (art.A.493 G. del 27/4/1865). ma che. e che quindi è da omettere la pubblicazione degli avvisi ad opponendum prescirtta dall'art.ll — Relazione del direttore dei lavori sul conto finale (art. 63 del regolamento) Quando i lavori sono ultimati viene redatto uno stato corrispondente al finale che possa giustificare il rilascio dell'ultima rata di acconto. 2248 pubblicata sulla G. in calce ad esso. generalmente. Potrà anche firmarlo "con riserva" se intende richiamare le riserve già avanzate ed in tal caso dovrà richiamarle espressamente. sono accollati all'esecutore dell'opera. ecc. L'appaltatore potrà firmare lo stato finale senza riserve se non intende proporne o se intende rinunciare a quelle avanzate in corso di lavoro. In tal caso il direttore dei lavori rilascia una dichiarazione con cui attesta che non vi furono occupazioni di stabili di proprietà di terzi perché i lavori stessi si svilupparono esclusivamente sull'area della S. a mezzo del Prefetto.U.9 — Stato finale (art. G. il direttore dei lavori deve inviare alla stazione appaltante tutta la documentazione tecnico-amministrativa relativa alla di- .A. 360 della legge sui lavori pubblici (legge 20/3/1865 n. 65 del regolamento) Ultimata l'opera. prima che le opere siano collaudate e liquidate e che ogni rapporto giuridico-amministrativo sia estinto tra S. per legge. G. Per i lavori edili ben raramente l'impresa occupa beni di terzi ed è chiaro che diventa superflua la pubblicazione degli avvisi ad opponendum. ponti. Successivamente viene predisposto lo stato finale o conto finale con le stesse modalità degli stati di avanzamento salvo che. l'ente committente.

H) Revisione dei prezzi La revisione dei prezzi e l'invariabilità dei prezzi non sono due clausole contrattuali contraddittorie perché hanno un diverso contenuto. gli importi stanziati ed approvati. le proroghe. Saranno elencati i tempi di lavoro. suo maggior onere — fosse costretto — per una qualsiasi ragione — ad approvvigionare gli inerti in punti di estrazione più lontani. per la parte di aumento che supera il decimo del prezzo globale di appalto (il decimo non revisionabile è considerato l'alea d'appalto dell'Impresa).) in conseguenza di cause straordinarie ed imprevedibili. gli acconti proposti e verrà fornita ogni altra notizia riguardante l'andamento del lavoro. 1467 cod. l'appaltatore . le sospensioni. si siano verificati aumenti del prezzo dei materiali o della manodopera che comportino il supero del decimo del prezzo globale di appalto si può dar luogo alla revisione dei prezzi. gli estremi della sua approvazione. verrà indicata la ditta appaltatrice ed il ribasso offerto. per effetto di circostanze imprevedibili. ecc. Dovrà inoltre predisporre una relazione riepilogativa riguardante la realizzazione dell'opera con particolare riguardo alle domande di maggiori compensi avanzate dall'appaltatore. mentre la revisione dei prezzi ha riferimento al concetto della sopravvenuta "eccessiva onerosità" nell'adempimento degli impegni contrattuali (art.proporne l'accettazione. Secondo l'art. Così. I prezzi contrattuali devono restare fissi ed invariabili nel senso che per ciascuna determinata opera (muratura. Sarà precisato l'importo consuntivo dei lavori. 1664 del Codice se il prezzo contrattuale d'appalto di un'opera fosse stato stabilito in 100 e se. si fosse verificato un aumento di costo dei materiali e della manodopera tale da portare a 130 il prezzo dell'opera. civ. calcestruzzo. non può richiedere alcun maggiore compenso. Nella relazione dovranno esser riportati gli estremi del progetto. L'invariabilità dei prezzi ha riferimento ad un libero accordo contrattualmente stabilito fra le parti e che non ammette alcuna deroga. perché sono completamente diverse nel significato. per cause imprevedibili. il committente deve pagare: .con. intonaci.494 rezione dei lavori. se per il confezionamento del calcestruzzo. nello scopo e nelle ragioni che le ispirano.) come dettagliatamente descritti nell'elenco dei prezzi con le sue caratteristiche ed i suoi oneri non può esser richiesto alcun maggior compenso per ragione alcuna. Ma se durante i lavori. Su tali richieste il direttore dei lavori dovrà esprimere il proprio parere motivato e — se del caso . solai. durante i lavori. Sarà richiamata la gara d'appalto.

741 prevede che — previa fidejussione — possa esser versato l'intero importo revisionale. ha messo a punto un sistema revisionale di tipo parametrico di pronta e facile applicazione che. peraltro. 11 novembre 1978 (Nuove tabelle delle quote di incidenza per le principali categorie di lavoro nonché la composizione delle rispettive squadre tipo. La legge 10/12/1981. opere idrauliche. Il sistema revisionale messo a punto dal Ministero dei LL.PP. previsto dal codice civile. è pur sempre prevista la possibilità per le imprese di far valere i loro diritti e di avanzare richieste di maggiori compensi per avere eseguito opere più onerose di quelle contrattuali o per al- . sull'accordo delle parti). Il Ministero dei LL.) sono stati recentemente ritoccati con il D. ecc.sono sempre favorevoli all'ente committente. La revisione dei prezzi è prevista dall'art. I principi su cui si articola questo sistema parametrico sono stati enunciati con la legge del 17 febbraio 1968 n. con l'alea del 5 % a carico dell'appaltatore ed assoggettati all'eventuale ribasso contrattuale. per le sole opere di sua competenza. I) Riserve Anche se negli appalti per eseguire lavori per conto dello Stato. devono esser corrisposti unitamente ad ogni singolo stato di avanzamento nella misura dell'85% restando il rimanente 15 % come ritenuta di garanzia che sarà versata all'impresa a collaudo favorevolmente espletato. cioè. pagare 120. qualsiasi sistema revisionale è legittimo. si discosta concettualmente dal sistema poco o nulla attuabile. per quanto riguarda la revisione dei prezzi. Per i lavori pubblici questo accordo è inserito nel capitolato speciale o nel contratto. se preventivamente pattuito. i contratti . perché le previsioni del codice. ma in modo che l'effettivo aumento del costo dell'opera non è praticamente quantificabile e ciò ha reso difficile il calcolo dell'importo revisionale ed ha dato luogo a lunghe dispute. Gli acconti revisionali. ai fini della revisione dei prezzi contrattuali). ed accettati dalle Imprese .l'importo revisionale pari a 30 diminuito del decimo dell'importo contrattuale (10).A. civ.495 — il prezzo contrattuale (100) . n. 1664 cod.. ma ha riguardo soltanto al maggior onere che l'appaltatore deve sostenere per i predetti aumenti di costo. sono derogabili e.predisposti dalla S. 93 (Disposizioni in materia di appalti di opere pubbliche) mentre i parametri per il conteggio dell'importo revisionale per ogni categoria di lavoro (opere edili.M. Deve. non tiene conto del maggior valore che viene ad avere l'opera finita in conseguenza dell'aumentato costo dei materiali e/o della manodopera. Questo sistema è del tutto legittimo (e può essere usato anche negli appalti privati.PP.

per ingiustificate o troppo lunghe sospensioni ecc. per contestare tempestivamente dati di fatto obbiettivi o ragioni non valide.L. rigetti sempre le riserve dell'impresa: infatti se tra le parti sussiste accordo sulle ragioni della riserva è la stessa D. che accorda subito all'impresa quanto fosse giustamente richiesto e la riserva non avrebbe più ragione di essere). firmare tali documenti con riserva che. Le riserve per ritardata consegna dei lavori all'Impresa. non richiama le già fatte ed esplicate riserve è da considerarsi rinunciataria alle richieste formulate con le dette riserve.L. alla contabilizzazione dei lavori. al certificato di ultimazione. la D. può. Come si è visto. ad ogni successiva firma del registro di contabilità e poi dello stato finale. Ogno qualvolta l'impresa ritenga di aver diritto a maggiori compensi deve immediatamente renderne edotta la D.496 tre varie ragioni. Ogni qualvolta l'Impresa è chiamata ad avallare un qualsiasi ordine. deve esplicitare nel termine perentorio di 15 gg' motivando le ragioni e indicando il maggior importo cui crede di aver diritto. di conseguenza. una qualsiasi contabilizzazione o un qualsiasi atto della D.in proseguo di tempo .L.L. entro un periodo di ulteriori 15 gg. e vanno ripetute negli stati di avanzamento e nello stato finale. cosi formale e rigorosa. può regolarsi in proposito e prendere i provvedimenti del caso per non gravare . Se l'Impresa. che. Le riserve non possono esser inoltrate in nessun altro modo pena la loro validità. se ritiene di aver diritto a maggiori compensi o a riconoscimento di danni. Le riserve circa la contabilizzazione delle opere vanno inserite esclusivamente nel libretto delle misure e nel registro di contabilità. Questa prassi. però. a cominciare dal verbale di consegna.L. al verbale di concordamento nuovi prezzi. possono esser inserite nei relativi verbali. Ad ogni riserva dell'impresa. ogni atto è sottoscritto dall'Impresa e dalla direzione dei lavori. A tale scopo le imprese hanno una unica grande possibilità: la riserva.possono permetterle di rivendicare maggiori compensi di quelli riconosciutile e conseguenti ad effettive maggiori prestazioni. L'istituto della riserva è una valvola di sicurezza per le Imprese per il caso di direzione di lavori poco diligenti o troppo autoritarie. permette all'Impresa di far risultare precise circostanze di fatto che . ma devono esser ripetute ed esplicate nel registro di contabilità entro 15 gg. deve rispondere. La riserva — pur non consentendo all'Impresa di rifiutarsi di fare i lavori o di differirli (e ciò a tutto vantaggio della celere e buona esecuzione dell'opera). ha una ben precisa ragione di essere. (Non sembri assurdo che la D.

In questi casi l'obbligo di manifestare le riserve è da ritenere adempiuto allorché la richiesta e la esplicazione di essa sia effettuata almeno al momento dello stato finale. ecc.R. 92 è stato integrato dal D. n. 92 del Regolamento prevede — per tali operazioni di collaudo — la nomina di un solo collaudatore o di una Commissione di collaudo (composta da tre o cinque membri). Questo tipo di collaudo non è da confondere con il collaudo statico previsto come obbligatorio dall'art. i ritardi eccessivi e iterati nell'approvare i calcoli statici obbligando l'impresa all'inattività per non poter eseguire le strutture o i ritardi nella decisione di adozione di materiali. L) Collaudo tecnico-amministrativo (artt. Il predetto art. oppure la richiesta di interessi su ritardi nei ratei di acconto. Non può assumere l'incarico di collaudatore o membro della Commissione di collaudo chi — comunque — abbia preso parte alla realizzazione dei progetti od alla sorveglianza o direzione dei lavori. Infatti. Peraltro. quasi tutta la giurisprudenza arbitrale ammette una eccezione alla tempestività della riserva e cioè solo per quelle domande di maggiori compensi che non si riferiscono ad una o più partite di lavoro o alla loro contabilizzazione.497 di eccessive spese l'esecuzione dell'opera. bensì alla generalità dell'opera nel suo complesso. in forza dell'art. 462. 1. Naturalmente il privato non ha obbligo di far eseguire alcuna delle verifiche previste dal collaudo mentre per lo Stato e per gli Enti pubblici tale obbligo è perentorio. che prevede la possibilità della nomina dei collaudatori o della commissione di collaudo all'inizio o durante l'esecuzione dei lavori per render possibile verifiche controlli e risoluzioni di controversie anche durante il lavoro. L'art. 17 della legge 3 gennaio 1978. n. è possibile valutare il danno economico dovuto ad un certo comportamento del committente. Norme per la disciplina delle opere in conglomerato cementizio (normale. su incarico e nell'interesse della Stazione Appaltante.. 15/4/1940 n. 7 della legge 5 novembre 1971. Peraltro. solo in questo momento. si può omettere il col- . armato e precompresso) ed a struttura metallica. quando l'importo dei lavori non supera i 150 milioni di lire. 1086. al di sopra ed al di fuori delle registrazioni contabili o quando si tratti di contestazioni riferibili alla interpretazione giuridica di clausole contrattuali da effettuarsi in relazione al comportamento delle parti durante tutto l'arco di tempo in cui si sivluppa il lavoro. dal 96 al 117 del regolamento) Il collaudo tecnico-amministrativo è quell'insieme di operazioni di verifica e controllo sulle modalità esecutive e amministrative espletate per la realizzazione di un'opera che vengono assolte da un tecnico qualificato. Possono rientrare in questi casi per es.

1) Confrontare la corrispondenza dell'intera opera eseguita e delle singole partite.498 laudo e sostituirlo con un certificato di regolare esecuzione rilasciato dallo stesso direttore dei lavori che attesti la regolarità tecnico-amministrativa dei lavori da lui diretti. 3) valutare i magisteri impiegati e le modalità di esecuzione delle singole opere. approfondirà ed estenderà le sue verifiche e i suoi controlli e poi correggerà gli atti contabili e lo stato finale (o li farà correggere dal D. ecc. sia per l'obbligo dei versamenti dei contributi agli Enti assicurativi e previdenziali. . sia in corrispondenza con le precisioni del progetto e con tutte le norme di contratto e di capitolato ...A. il Collaudatore. 8) esprimere un parere sull'appaltatore e sulla D.). Alcune regioni hanno modificato il detto importo minimo.L. dall'esame del progetto. 9) esaminare le riserve dell'impresa chiedendo i chiarimenti del caso per poi esprimere il proprio parere in proposito alla S. con relazione riservata. alle previsioni di progetto e delle eventuali varianti approvate. circa il modo in cui operarono . che l'opera è conforme alle previsioni del progetto ed alle varianti approvate e che è in buone condizioni statiche. 4) controllare se le singole partite di lavoro sono state compensate con i relativi prezzi contrattuali o con i nuovi prezzi regolarmente approvati e se è stato regolarmente applicato il ribasso d'asta. 91 del regolamento R. 350). 25/5/1895. In altri termini. o errata contabilizzazione di quantità. ecc. che le spese esposte sono giustificate da corrispondenti lavori eseguiti e sono state computate in base ai prezzi contrattuali.L. deve controllare tutto e tutti a partire dal progetto approvato e fino alla ultimazione dei lavori per garantire il committente che l'opera è stata eseguita regolarmente dal punto di vista tecnico ed amministrativo. 2) accertare la qualità dei materiali forniti anche mediante saggi.D.l — Scopo del collaudo Il collaudatore. Se il collaudatore dovesse riscontrare degli errori materiali di conteggio o errata applicazione di prezzi. del contratto. e con visite e saggi superlocali deve perseguire i seguenti scopi (art. 6) verificare — sia pure saltuariamente — la concordanza tra le misure reali delle singole opere con quelle annotate nei vari libri contabili e riassunte nello stato finale. 7) controllare la regolarità amministrativa di tutto l'andamento dei lavori sia per quanto riguarda il tempo di esecuzione dei lavori. n. del capitolato e della contabilità. 5) controllare la riuscita finale dell'opera sia dal punto di vista statico. L.

A. 104 del regolamento). estremi del contratto. unendo al verbale di vista le sue proposte perché la S.A. ha tre possibilità (art. A parte si redige l'eventuale relazione riservata sui maggiori compensi richiesti dall'Impresa. ecc. 100 del regolamento). nominativo dell'appaltatore.relazione riservata e suo parere circa la fondatezza delle riserve dell'impresa (art.verbale di visiva (art. 100 del regolamento). c) se i difetti non dovessero esser pregiudizievoli alla stabilità e funzionalità dell'opera e fossero tali da poter esser lasciati sussistere senza inconveniente. .A. il collaudatore ordinerà all'Impresa di ripararli in un prefissato termine ed attenderà a rilasciare il certificato di collaudo finché le riparazioni siano state eseguite.499 Nel caso che il collaudatore riscontrasse dei difetti o deficienza di esecuzione o discordanza di qualità tra le previsioni e la fornitura di materiali. . ecc. estremi del progetto e del finanziamento e loro approvazione. il collaudatore proporrà alla S. M) Disciplina per le opere in conglomerato cementizio (semplice. da una relazione circa la collaudabilità dell'opera o delle condizioni sotto cui può esser collaudata e la si completa con il certificato di collaudo. arma- . un congruo diffalco dal prezzo contrattualmente convenuto. b) se i difetti o i vizi sono riparabili in breve tempo e sono di lieve entità. Il collaudatore — contrariamente a quanto è comunemente ritenuto — non è un arbitro e ogni sua decisione è subordinata all'approvazione della S. 102 del regolamento): a) se i vizi o difetti sono tali da render l'opera inaccettabile. . In pratica viene predisposta una prima parte ove sono raccolti tutti i dati che riguardano i tre documenti e la si fa seguire da un verbale di visita. Peraltro tutti questi documenti hanno delle parti in comune (località ove sorge l'opera. 99 del regolamento). possa decidere in merito.certificato di collaudo (art. e all'accettazione dell'appaltatore. armato e precompresso) e per le strutture metalliche Le calcolazioni delle strutture in calcestruzzo sia esso semplice.A. con esclusione della relazione riservata.) e l'art.2 — Atti di collaudo In base alle disposizioni del regolamento il collaudatore deve predisporre i seguenti e distinti documenti: . il collaudore non emetterà il certificato di collaudo e ne informerà la S. L.relazione sui risultati della visita (art. 108 del regolamento prevede che per lavori di non grande importanza tutti i predetti documenti possano esser riassunti in un unico documento.

PP.PP. deve emanare ogni biennio le norme tecniche alle quali devono uniformarsi le strutture in calcestruzzo o metalliche.500 to o precompresso e delle strutture metalliche. ma ha solo funzione di "archivio" di tutti gli elaborati tecnici. sentito il Consiglio superiore dei LL. L'art. L'esame di tali norme esula dai limiti e dagli scopi della presente trattazione. normale e precompresso e per le strutture metalliche") i seguenti decreti: . 21 della legge 1971 n. 1086 prevede che il Ministero dei LL. 321 del 21/12/1971). n.D.M. Innanzitutto bisogna precisare che la prassi prevista dalla citata legge per i controlli si articola in tre periodi: 1) denuncia del costruttore al Genio Civile prima di iniziare i lavori dell'opera da eseguire (art.D. o qualsiasi altro manufatto in acciaio senza essere soggetto a controllo alcuno. Fino al 1971 lo Stato esercitava un certo controllo esclusivamente sulle strutture in calcestruzzo. che. 30 maggio 1974.D.PP. Con la legge del 5 novembre 1971 n. . 1086 (G. sono da considerare soggette alla disciplina della legge 1971/1086.D.. . ha emanato (tutti con il titolo "Norme tecniche per l'esecuzione delle opere in c. si deve intendere l'effettivo inizio o ultimazione delle "strutture" e non delle opere di preparazione o di rifiniture e che il Genio Civile non ha funzioni di controllo circa la regolarità delle calcolazioni o dei collaudi.U. e il Consiglio nazionale delle ricerche. 16 giugno 1976. n.U. trascurando totalmente tutte le strutture metalliche che — peraltro — non sono meno semplici da calcolare o meno pericolose.vendere e porre in opera capriate in ferro. Cosi un qualsiasi fabbro ferraio poteva costruire. il Ministero dei LL. . . 321 del 21 dicembre 1971) è stato completamente mutato il sistema di controllo sulla progettazione ed esecuzione di tutti i tipi di strutture in calcestruzzo estendendo il controllo anche alle strutture metalliche. . per inizio e fine dei lavori. Questa nuova normativa è stata opportunamente chiarita con la Circolare del Ministero dei LL. sono di esclusiva competenza degli ingegneri e degli architetti iscritti ai rispettivi albi professionali. 1 aprile 1983.M.a. Si esamineranno invece le disposizioni burocratiche ed amministrative dettate per il controllo dell'esecuzione delle strutture in calcestruzzo e metalliche che sono contenute nella legge del 5 novembre 1971 n. 1086 (G.PP. che possono coinvolgere la pubblica incolumità.M.D.M. Infatti. 4).M. 30 maggio 1972. del 14 febbraio 1974 n. 26 marzo 1980. 11951 che specifica quali opere in c.a.

7). La denuncia va fatta in duplice copia. sia nei riguardi della conoscenza delle condizioni di sollecitazione. del direttore dei lavori e del costruttore (con estremi della iscrizione dell'Albo per i professionisti). ogni opera la cui struttura sia in conglomerato cementizio normale. 3) una relazione illustrativa firmata dal progettista architettonico e dal direttore dei lavori. la qualità. La denuncia comporta la produzione dei seguenti documenti: 1) denuncia di costruzione (su carta bollata) dell'opera con precisa indicazione: a) del titolo dell'opera. le dimensioni delle strutture e quant'altro occorre per definire l'opera sia nei riguardi dell'esecuzione. che abbia competenza territoriale sul luogo ove viene effettuata la costruzione. L'importo del versamento deve essere pari al 2°/00(due per mille) dell'importo delle strutture calcolate (questa percentuale viene fissata ogni biennio dal Ministero del Lavoro). 4) Il costruttore deve denunciare all'Ufficio del Genio Civile. 6). postale n. 1/15046 intestato alla Banca Nazionale del Lavoro . e l'Ufficio del Genio Civile ne restituirà al costruttore una copia con l'attestazione dell'avvenuto deposito. b) del luogo ove sorgerà l'opera. 2) progetto architettonico con gli stessi elaborati prodotti al Comune per ottenere la concessione edilizia.Roma. 5) disegni esecutivi delle strutture firmati dal calcolatore e controfirmati dal direttore dei lavori e dal costruttore (una serie dei disegni costruttivi deve essere bollata).Centro servizi speciali . l'ubicazione. 4) relazione di calcolo. a firma del calcolatore. del committente. dalla quale risultino le caratteristiche. c) l'indicazione completa dei nominativi e dei recapiti del progettista. firmato dal progettista architettonico. . Tutti questi atti devono esser dimessi dagli interessati in duplice copia al Genio Civile che restituirà subito una copia con l'attestazione di avvenuto deposito. 6) bollettino di versamento in c. la dosatura dei materiali che verranno impiegati nella costruzione.l — Denuncia al Genio Civile prima di iniziare l'opera (art. il tipo. del calcolatore. in conglomerato cementizio precompresso o in acciaio.c. della quale risultino in modo chiaro ed esauriente le calcolazioni eseguite. M. 3) collaudo (art.Cassa Nazionale Previdenza ingegneri e architetti .501 2) denuncia del direttore dei lavori al Genio Civile a struttura ultimata (art.

allegando le copie dei relativi verbali. Di tali documenti da conservare in cantiere. precisando che il prescelto collaudatore è iscritto all'albo professionale da almeno dieci anni. deve essere sempre conservata in cantiere. Deve inoltre essere tenuto in cantiere un giornale dei lavori costantemente aggiornato con particolare riguardo alle date dei getti in calcestruzzo. e fissando i termini di tempo entro il quale dovranno essere completate le operazioni di collaudo. 4). ogni indicazione inerente alla tesatura dei cavi ed ai sistemi di messa in coazione. b) per le opere in conglomerato armato precompresso. Nel caso in cui il direttore dei lavori non ottemperi a tali norme è punito con l'ammenda da 40. . tutti i laboratori di Scienza delle costruzioni delle Facoltà di Ingegneria e che oggi sono anche laboratori provinciali o altri). M. 6) Il direttore dei lavori non oltre il 60° giorno dell'ultimazione dei lavori relativi alle strutture (e non delle finiture e impianti) dovrà depositare al Genio Civile (in carta semplice e in duplice esemplare) una relazione.000 di lire.000 lire.000 lire. e) l'esito di eventuali prove di carico. Alla relazione dovranno essere allegati (in originale e copia): a) i certificati delle prove sui materiali impiegati. esse devono essere denunciate al Genio Civile prima di dare inizio alla loro esecuzione e con le stesse modalità sopraelencate. che il Genio Civile restituisce al costruttore.2 — Relazione a struttura ultimata (art.000 a 200. 20 della legge e che erano in pratica. Nel caso che durante il corso dei lavori si volessero introdurre delle modifiche. Il direttore dei lavori che dovesse omettere o ritardare la predetta relazione al Genio Civile entro i 60 giorni dalla ultimazione dei lavori è punito con l'ammenda da 40.000 a 200. La copia della denuncia e di tutti i suoi allegati.3 — Collaudo statico Il committente non oltre il 60° giorno dall'ultimazione delle strutture comunicherà al Genio Civile l'avvenuta nomina del Collaudatore indicando il suo nominativo e recapito. sull'adempimento degli obblighi di cui alla denuncia originaria (art.000.502 Il costruttore che ometta o ritardi la denuncia dei lavori è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da 100.000 lire a 1. M. Il Genio Civile restituirà al direttore dei lavori una copia della dichiarazione e degli allegati muniti dell'attestazione di avvenuto deposito. rilasciati da Istituti autorizzati (di cui l'elenco è riportato all'art. è responsabile il direttore dei lavori.

M.) atte a dare indicazioni valide sulla capacità resistente dell'opera. dal direttore dei lavori a fine dei lavori e dal committente per informazione della nomina del collaudatore. ecc. — la deformazione residua. perché le prove di carico possano risultare soddisfacenti e probanti è necessario: a) per le opere in conglomerato cementizio armato (punto 8 della prima parte del D. Nel caso. deformazioni o dissesti che compromettano la sicurezza o la conservazione dell'opera. per quanto applicabili le prescrizioni per le opere in calcestruzzo sopra riportate (Punto 6 della seconda parte del D. 16 novembre 1939 n. 51 del Dec. non devono essere maggiori di 1/500 dell'altezza totale dell'edificio. Per travi in acciaio di solaio la freccia dovuta al sovraccarico non deve superare 1/400 della luce. — nel corso della prova non si producano lesioni. Al collaudatore devono esser prodotte tutte le copie dei documenti presentati al Genio Civile dal costruttore prima dell'inizio delle opere (e. Il collaudatore dovrà produrre al Genio Civile due copie del certificato . 26 marzo 1980 nel caso che le prove di carico non dovessero venir eseguite dovranno esser sostituite da un accurato controllo della rispondenza alle prescrizioni di progetto e da controlli di altro tipo (prove dinamiche. che questo limite venga superato.M. Secondo il punto 8 del D. 2229) ed avrà l'estensione che il collaudatore riterrà necessaria essendo egli l'unico responsabile dell'atto di collaudo. 26 marzo 1980) che: — le deformazioni si accrescano all'incirca proporzionalmente ai carichi. invece. non superi una quota parte di quella totale commisurata ai prevedibili accertamenti iniziali di tipo anelastico della struttura oggetto della prova. Egli dovrà nominare il collaudatore su una terna di nomi che a sua richiesta gli fornirà l'ordine degli ingegneri o quello degli architetti. 26/3/80 (Norme tecniche per l'esecuzione delle opere in c.503 Nel caso non esista il committente e cioè nel caso che il costruttore esegua in proprio le opere. al collaudatore dovrà esser esibita anche la nota con cui l'ordine professionale ha proposta la terna dei nominativi tra cui scegliere il collaudatore. b) Per strutture metalliche valgono.M. ecc. — la deformazione elastica risulti non maggiore di quella calcolata. in corso di costruzione).a. normale e precompresso ed a struttura metallica).M. prove di carico successive accertino che la struttura tende ad un comportamento elastico. Nel caso che l'Impresa abbia costruito in proprio. dovute all'azione del vento. In ogni caso ai sensi del D. per varianti. Il collaudo viene eseguito con la prassi normale dei collaudi statici (art. Le frecce teoriche orizzontali degli edifici multipiani alti. prove fisiche.. egli non ha libertà assoluta di scelta del collaudatore. 26/3/80). dopo la prima applicazione del carico massimo.

oltre che dal collaudatore anche dal direttore dei lavori e dal costruttore. 1086).504 di collaudo (redatto su carta bollata).000 lire. avvalendosi dei funzionari e agenti comunali.2 .M.3.3. 12 della legge 5 novembre 1971 n.1 . M. al capo 6. Il Collaudatore che non dovesse osservare le disposizioni sopra riportate è punito con l'ammenda da 40.6.— Vigilanza La vigilanza sull'osservanza delle norme dettate dalla legge 1086 spetta al Sindaco del Comune nel cui territorio vengono realizzate le opere.3. sotto titolo 6. 11.6. Il collaudo deve essere firmato. Ministero LL.000 a 200.4 . I funzionari o agenti comunali che accertino l'innosservanza dei predetti adempimenti redigono processo verbale che. .3 delle norme del D. Nell'atto di collaudo per strutture in acciaio è necessario richiamare le incombenze di spettanza del committente disposte. copia che il collaudatore trasmetterà al committente che dovrà produrla al Comune per ottenere il permesso di abitabilità.PPdel 30 maggio 1972 (Sorveglianza e manutenzione delle opere in ferro). a cura del Sindaco. secondo interpretazioni della legge. Il Genio Civile restituirà al Collaudatore una copia con l'attestazione di avvenuto deposito. 10. verrà inoltrato al Pretore ed alla Prefettura per i provvedimenti del caso che — in primis — sono l'ordine della sospensione dei lavori (art.

Legge 10 dicembre 1981 n. Edilizia popolare. 1398 -G. Padova. n. 1972. 130 del 3/6/1924).U. dell'8 e 10 giugno 1895). 1086 (G.P. novembre 1967. 18 novembre 1923 n. A.R. P. P. compendio ragionato e commentato anche con sentenze della cassazione della vigente legislazione in materia di ingegneria civile. 221).D. 29 gennaio 1977 n. PASTORE.U. 16/7/1962 n. 275 del 23 novembre 1923) Ed. Legge 17/8/1942 n. n. 765 . Milano. n. 23 maggio 1924 n. P. Ed.U. Brescia. n. Modificazioni al R. 30 ottobre 1971 n. Pirola n.U.U. Introduzione alla legislazione urbanistica.D. ANDRIOLO-STAGNO. PRIVILEGIO. G. 1972. Edizioni Pirola. Legge 5 novembre 1971 n. 321). 25/5/1895 n. Legge 22 ottobre 1971 n. N. 350. 865 (G.PP (R.PP.U. 827 . SINOPOLI.Modifiche ed integrazioni alla legge urbanistica (detta legge ponte). Torino. 457(G. 276). 198 del 7/8/1962). 2240. P.n.505 Bibliografia dr. Milano. L 'arbitrato negli appalti di opere pubbliche. 1969. Pirola n.D. Università di Padova. .Suppl. 29/5/1895). Padova 1984. Appalti pubblici e privati. Disposizioni sull'amministrazione del Patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato (R. // concorso appalto. La responsabilità del direttore dei lavori alla luce del Codice Civile. dicembre 1968. 8/2/1923 n. 741 . 1961. ANDRIOLO-STAGNO.D. Ed. (D.U. pubblicato sulla G. Regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato (R. 27). 19/9/1924 n. Legge 5 agosto 1978 n. 28 agosto 1924 n. 16 dicembre 1981 n. Delle professioni intellettuali e dell'Ordine.L.U. P.Ulteriori norme per l'accelerazione delle procedure per l'esecuzione di opere pubbliche (G. Milano. ANDRIOLO-STAGNO. ing. Regolamento per la direzione. 77. Capitolato Generale dì appalto per le opere di competenza del Ministero dei LL. Atti e Rassegna tecnica della Società degli ingegneri ed architetti di Torino. 10 (G. 1208. Legge 28 gennaio 1977 n. L'ingegnere libero professionista. Pirola. CUNEO. contabilità e collaudazione dei lavori dello Stato che sono nelle attribuzioni del Ministero dei LL. VALENTINETTI. 344).U. P. 125. Ingegneria legale. Regolamento per la compilazione dei progetti di opere dello Stato che sono nelle attribuzioni del Ministero (Decreto Ministero LL. A. La pratica amministrativa e contabile nella condotta dei lavori di opere pubbliche. 422 sulla esecuzione di opere pubbliche (R. 1063: pubblicato su G. La diversa configurazione del direttore dei lavori nel confronto tra il vecchio ed il nuovo codice. pubblicato sulla G. G.U.PP. luglio-agosto. 1150 (legge urbanistica) integrata dalla legge 6/8/1967 n. ANDRIOLO-STAGNO. ANDRIOLO-STAGNO.D. Padova 1984. Istituto Architettura. 1396. Padova. 21 dicembre 1971 n. 231). 19 agosto 1978 n.

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FACSIMILE DEGLI ATTI RELATIVI ALLA CONTABILIZZAZIONE DEI LAVORI .

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