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L’immortalità attraverso i tempi Durante il corso dei secoli, il concetto di immortalità è cambiato, ma rimane sempre una costante nella

storia umana. L’immortalità nel mondo mesopotamico Secondo il poema detto «Epopea di Gilgamesh», Gilgamesh, per due terzi divino e per un terzo umano, è un sovrano tirannico che costringe i giovani guerrieri della sua città a continui e sfiancanti esercizi, finché non incontra Enkidu, creatura selvaggia plasmata dagli dei per rispondere alle preghiere dei cittadini di Uruk. Gilgamesh ed Enkidu lottano selvaggiamente. Non riuscendo a prevalere nonostante la sua forza leggendaria, Gilgamesh, colpito dal valore del suo avversario, stringe con lui un solenne patto d'amicizia. Enkidu tuttavia per volontà degli dei muore a seguito di una malattia e Gilgamesh, per la prima volta, è affranto dal dolore. Sconvolto, parte alla ricerca dell'unico uomo che conosce il segreto dell'immortalità: Utnapishtim, il lontano, antico re di Shuruppak sopravvissuto al diluvio universale, ma quando, dopo numerose peripezie, riesce ad incontrarlo, nella terra di (Dilmun) - là dove sorge il sole - deve arrendersi all'evidenza: le circostanze che hanno dato al suo antenato l'immortalità sono eccezionali e non ripetibili. Riceve però indicazioni su come raccogliere in fondo al mare un'erba simile al biancospino il cui nome è vecchio-ritorna-giovane, che intende portare al suo popolo, ma dopo essere riuscito a coglierla, immergendosi con l'aiuto del battelliere Urshanabi, mentre si riposa accanto a un ruscello, un serpente la porta via e, dopo averla mangiata, cambia pelle. Gilgamesh fa quindi ritorno ad Uruk e qui l'epopea babilonese classica si interrompe. L’immortalità nel mondo greco-latino  Spesso nel mondo greco e latino ci sono casi di uomini ai quali viene donata l’immortalità, dono particolarmente prezioso in un mondo che considera l’oltretomba come un luogo di disperazione. Tra questi Achille Decaulione Ganimede Arianna Andromeda Dionisio Circe

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Alcuni ricercatori estremamente ottimisti, le cui opinioni non sembrano essere ancora accettate dalla maggior parte degli scienziati, ritengono che l'"immortalità fisica" sarà raggiunta entro i prossimi 50 anni, e che già entro i prossimi 20 saranno disponibili farmaci capaci di rallentare sensibilmente il processo di invecchiamento. Arrestare e invertire l'invecchiamento potrebbe rivelarsi possibile grazie alla nanotecnologia, ma sottoporsi ad una terapia di ringiovanimento e poi ad una di mantenimento richiederà un'enorme disponibilità finanziaria. Tuttavia è bene precisare la differenza tra il risultato raggiunto da queste conquiste e i concetti di immortalità espressi dalla religione e dalla filosofia: in questi ultimi casi l'immortalità è intesa come invulnerabilità, e la semplice soppressione dell'invecchiamento non la potrà garantire: non si morirà più di vecchiaia ma si potrà sempre e comunque restare vittime di incidenti, omicidi, malattie non ancora curabili, e di qualunque altro fattore che interferisca mortalmente con l'integrità dell'organismo.