SEFARAD (Sef ), vol. 70:1, enero-junio 2010, págs.

51-68
ISSN 0037-0894, doi: 10.3989/sefarad.010.002
Fisiognomica a Qumran: a proposito di 4Q186
Alessandro Catastini
*
Università di Roma «La Sapienza»
PHYSIOGNOMICS IN QUMRAM: CONCERNING 4Q186.— In a previous study, the Author singled out
physiognomonic practice by Essenes according to Flavius Josephus’ source in Ant II, 119-161. In
this article, the research is extended to the Qumranic manuscript 4Q186, a parchment carrying a text
whose content is manifestly physiognomonic. In consequence of a comparison between this text and
, utilised in חור ול of 1QS, the Author argues that the expression Two Spirits Treatise the so-called
4Q186, points out the “typology” of the spirit of the individuals that are considered in this text.
KEYWORDS: Qumran; Physiognomy; 4Q186; Two Spirit Treatise; Cryptic Manuscript.
FISIOGNÓMICA EN QUMRÁN: A PROPÓSITO DE 4Q186.— En un estudio previo, el autor había estu­
diado la práctica fsiognómica de los esenios a partir de la evidencia recogida por Flavio Josefo
(Ant II, 119-161). En esta ocasión, la investigación se extiende al manuscrito 4Q186, cuyo texto
tiene un contenido claramente fsiognómico. La comparación entre este texto y el denominado
utilizada en חור ול (1QS), lleva al autor a señalar que la expresión Tratado de los Dos Espíritus
4Q186 muestra la «tipología» del espíritu de los individuos de los que trata este texto.
PALABRAS CLAVE: Qumrán; fsiognomía; 4Q186; Tratado de los Dos Espíritus; manuscrito
críptico.
In uno studio precedente
1
ho preso in esame le affnità tra l’essenismo e
un’ulteriore esperienza di tipo comunitario, quella pitagorica. L’accostamento
tra i due fenomeni, come è noto, risale già allo stesso Flavio Giuseppe sia nella
*alessandro.catastini@uniroma1.it
1
«Flavio Giuseppe e la flosofa degli Esseni», in A. HILHORST, É. PUECH, E. TIGCHELAAR
(eds.), Flores Florentino. Dead Sea Scrolls and Other Early Jewish Studies in Honour
of Florentino García Martínez (Leiden - Boston 2007), pp. 53-62. Di recente, cfr. anche J.
TAYLOR, Pythagorean and Essenes: Structural Parallels (Louvain 2004), il quale ritiene che
i paralleli strutturali tra i modi di vita di Pitagorici ed Esseni siano da attribuire a contatti
reciproci, in particolare per l’infuenza dei primi sui secondi: Alessandria sarebbe stato il canale
di comunicazione in tal senso (p. 106). Altri lavori da ricordare sul tema: E. J. C. TIGCHELAAR,
«The White Dress of the Essenes and the Pythagoreans», in F. GARCÍA MARTÍNEZ, G. P.
LUTTIKHUIZEN (eds.), Jerusalem, Alexandria, Rome. Studies in Ancient Cultural Interaction in




























52 ALESSANDRO CATASTINI
sua formulazione esplicita (Ant XV, 371), sia nei dati che lo storico espone nel­
la sua lunga descrizione degli Esseni (Bell II, §§ 119-161). Nel mio studio ho
in particolare voluto sottolineare le affnità concernenti i criteri di ammissione
alle comunità pitagorica da un lato e a quella essena, secondo la descrizione di
Giuseppe, dall’altro.
In merito all’esperienza pitagorica mi è parso singolarmente utile il passo di
Giamblico in De vita Pythagorica I, XVII, 71-74. Qui Giamblico trasmette una
fonte risalente a Timeo di Tauromenio (IV-III sec. a.C.)
2
che descrive una sin­
tesi fra i «tratti (µ)µ) dell’indole spirituale, i quali sono di per sé stessi invisibili
(o)o·o)» e i «segni caratteristici della natura» (o cµ¡:.o µ; )uc:.;) degli
stessi, i quali sono invece visibili ()o·:¡o). Il passo che illustra la relazione tra
i due concetti è di per sé eloquente ed esplicativa:
)uc.,·.¡·.· ouu; cµ¡:.o o )o·:¡o :v.:. .· o )o·.·
µ).· :· µ ,u¸µ (§ 171)
3
È di notevole rilevanza che il termine µ );, qui utilizzato nel signifcato di «ca­
ratteristiche esteriori», compaia nel trattato pseudoaristotelico 1uc.,·.¡.·.-o
proprio con questo senso;
4
anche Flavio Giuseppe usa il termine con questa
accezione in Bell II, 138:
(137. 1.; :: ¸µ`uc.· µ· o.¡:c.· ou.· u- :u)u; µ vo ¡:;,
o``∆ :v. :·.ou· :;. ¡:··. µ· ouµ· uv.):·o. :.o.o·
o;.·o¡.· : -o. v¡:.¡µ¡:·· v:¡.¸.¡o -o. `:u-µ· :c)µo
Honour of A. Hilhorst (Leiden - Boston 2003), pp. 301-321; A. BERLEJUNG, «Physiognomik im
Alten Testament, den Apokryphen und Qumran», Leqach 6 (2005), pp. 7-25. Sull’argomento
fsiognomico in ambito siriaco: P. G. BORBONE, «Un capitolo siriaco di fsiognomica tra gli
Aneddoti divertenti di Bar Hebraeus», EVO 25 (2002), pp. 189-202.
2
Cfr. GIAMBLICO, La vita pitagorica, introduzione, traduzione e note di Maurizio GIANGIULIO
(Milano 1991), p. 203; JAMBLIQUE, Vie de Pythagore. Introduction, traduction et notes par
L. BRISSON et A. Ph. SEGONDS (Paris 1996), p. 170; G. STAAB, Pythagoras in der Spätantike. Studien
zu De Vita Pythagorica des Iamblichos von Chalkis (München – Leipzig 2002), pp. 306-307.
3
«Analizzandone [scil. dell’iniziando] la fsiognomica, per mezzo dei tratti fsici [Pitagora]
rendeva visibili quelle caratteristiche (che sono) invisibili nell’anima»; per il testo greco: l:¡. u
lu)o,¡:.u 3.u. Pythagoras: Legende - Lehre - Lebensgestaltung. Eingelegt, übersetzt und
mit interpretierenden Essays versehen von Michael von Albrecht, John Dillon, Martin George,
Michael Lurje, David S. du Toit (Stuttgart 2002).
4
Cfr. Pseudo Aristotele, Fisiognomica - Anonimo Latino, Il trattato di fsiognomica
(introduzione, traduzione e note di G. RAINA) (Milano
2
1994), p. 60, n. 10; sui 1uc.,·.¡.·.-o cfr.
di recente, L. ARATA, «I due trattati di physiognomica attribuiti ad Aristotele», RivCultClassMediev
51 (2009), pp. 11-38.
SEFARAD, vol. 70:1, enero-junio 2010, págs. 51-68. ISSN 0037-0894. doi: 10.3989/sefarad.010.02



























53 FISIOGNOMICA A QUMRAN
:·:;.) 138. :v:.:o· :: u. . ¸¡·. v:.¡o· :,-¡o:.o; :.,
v¡c:.c.· ¡:· :,,.· µ :.o.µ -o. -o)o¡.:¡.· .· v¡; o,·:.o·
u:o.· ¡:o`o¡3o·:., vo¡o`o¡3o·:o. :: :.; o; cu¡3..c:.;
u::v.. ¡:o ,o¡ µ· µ; -o¡:¡.o; :v.::.;.· :uc.· o``.;
::c.· µ); :-.¡o¸:o. -o. )o·:.; o;.; u.; :.; ·
¡.`· :,-¡.·:o.
5
.
In questo passo riscontriamo un parallelismo con i «segni caratteristi­
ci della natura» (il termine è cµ ¡:.·) della fonte riportata da Giamblico.
Giuseppe afferma che per l’ammissione alla comunità degli Esseni l’esame
dell’µ ); fa seguito alla verifca della «temperanza» (: ,-¡o :.o) per la du­
rata di un anno e della «perseveranza» (-o¡:¡. o) per altri due anni. A tale
proposito rilevo che la mancanza di una precisazione temporale per l’esame
dell’µ ); «ne denuncia la diversità dalle altre due in merito alla modalità
poiché l’esame dell’µ ); avviene senza una partecipazione attiva del candi­
dato. Piuttosto, è da supporre l’intervento di uno specifco esaminatore –il
cui compito è da vedere descritto nell’uso del verbo che si può per l’appunto
rendere con «esaminare», :-.¡o ¸:.·– il quale opera in un tempo relati­
vamente breve per interpretare quei tratti fsiognomici che anche qui sono
indicati per metonimia nel termine µ );».
6
Il dettaglio fsiognomico, in sé, non costituisce ovviamente un dato che per­
metta di identifcare gli Esseni con i Pitagorici: semmai testimonia il fenomeno
di un contatto dei primi con la flosofa dei secondi. In un contesto di analisi più
generale –come osservò a suo tempo M. H. Goshen-Gottstein riguardo all’iden­
tifcazione essena dei testi di Qumran
7
– potrebbe addirittura esser considerato
5
«(137. A chi desidera far parte della loro setta non viene concesso di entrare immediatamente,
ma lasciandolo fuori per un anno gli fanno seguire la stessa norma di vita, dandogli una piccola
scure e la predetta fascia per i fanchi e una veste bianca.) 138. Dopo che in questo periodo di
tempo egli abbia dato prova della sua temperanza (:,-¡o:.o), viene ammesso a un più completo
esercizio della regola e ottiene acque più pure per la purifcazione, ma non ancora è introdotto
nella comunità. Infatti dopo aver dimostrato la sua fermezza (-o¡:¡.o) per altri due anni, viene
sottoposto a un esame del carattere ( µ); :-.¡o¸:o.) e solo allora, se appare degno, viene
ascritto alla comunità».
6
CATASTINI, «Flavio Giuseppe e la flosofa degli Esseni», p. 60. Alla bibliografa generale
sulla fsiognomica che ho citato nel mio contributo è adesso da aggiungere: M. C. PARSONS, Body
and Character in Luke and Acts: the Subversion of Physiognomy in Early Christianity (Grand
Rapids, MI 2006); S. SWAIN (ed.), Seeing the Face, Seeing the Soul. Polemon’s Physiognomy
from Classical Antiquity to Medieval Islam. With chapters by George Boys-Stones, Jas Elsner,
Antonella Ghersetti, Robert Hoyland, Ian Repath, and Simon Swain (Oxford 2007).
7
M. H. GOSHEN-GOTTSTEIN, «Anti-Essene Traits in the Dead Sea Scrolls», VT 4 (1954),
pp. 141-147.
SEFARAD, vol. 70:1, enero-junio 2010, págs. 51-68. ISSN 00037-0894. doi: 10.3989/sefarad.010.02



























54 ALESSANDRO CATASTINI
un tratto anch’esso autonomamente comune di più organizzazioni comunitarie.
Tuttavia, in questo caso ritengo possibile procedere ulteriormente, ampliando la
ricerca all’interno dei testi del Mar Morto. La legittimità d’una tale compara­
zione –ovvero tra i Pitagorici e la comunità di cui si parla nella Regola– è giu­
stifcata soprattutto da due motivi: la presenza di testi che si possono facilmente
ricondurre alla pratica dell’esame fsiognomico e le testimonianze di procedure
di ammissione a una comunità.
I testi che manifestano un marcato carattere «fsiognomico» sono 4Q186,
4Q534 e 4Q561
8
e di particolare interesse si rivela il primo di essi, il quale
presenta numerosi aspetti che hanno attratto l’attenzione degli studiosi. An­
zitutto, esso riproduce un testo composto parzialmente in maniera cosiddetta
«criptica»: infatti, assieme alla scrittura ebraica, in caratteri sia quadrati sia ar­
caici, convive il greco e talora l’andamento della scrittura prosegue in maniera
che è inversa per l’ebraico, da sinistra a destra. Il contenuto riguarda la forma
di parti del corpo di alcuni soggetti presi in esame: poiché il testo è fram­
mentario, non si può dire con certezza quale fosse il numero di costoro. La
lacunosità del manufatto concorre purtroppo a mantenere a prima vista oscuri
: fr. 1, col. II, r. 1), a אמט alcuni altri particolari: un riferimento all’impurità (
: fr. 1, col. II, r. 2), a non meglio ןבא םנוצ ( » pietra di granito « una misteriosa
» spaventoso « : fr. 1, col. II, r. 4), a qualcosa di ת]ו[רצנ ( » segreti « identifcati
, fr. 1, col. III, r. 3). Altri particolari hanno fatto pensare alla presenza תוארימ (
: fr. 1, col. II, r. דומע ( » colonna « di una componente astrologica: il termine
7), da taluni interpretato nel senso di «costellazione»,
9
la menzione, per due
8
Su questi manoscritti è stata prodotta un’ampia bibliografa; per le singole editiones principes, si
veda F. GARCÍA MARTÍNEZ (a cura di), Testi di Qumran, edizione italiana a cura di C. MARTONE (Brescia
1996), pp. 742-743 (4Q186), 766 (4Q534), 768 (4Q561). Per la bibliografa, si veda quella raccolta
in M. Popović, Reading the Human Body. Physiognomics and Astrology in the Dead Sea Scrolls and
Hellenistic-Early Roman Period Judaism (Leiden - Boston 2007). In particolare, su 4Q186 quale
testo con cui si esamina un iniziando: Ph. S. ALEXANDER, «Physiognomy, Initiation, and Rank in the
Qumran Community», in H. CANCIK, H. LICHTENBERGER, P. SCHÄFER (eds.), Geschichte-Tradition-
Refection. Festschrift für Martin Hengel zum 70. Geburtstag. Band 1: Judentum (Tübingen
1996), pp. 385-394: 391; A. LANGE, «The Essene Position on Magic and Divination», in M.
BERNSTEIN, F. GARCÍA MARTÍNEZ, J. KAMPEN (eds.), Legal Texts and Legal Issues. Proceedings
of the Second Meeting of the International Organization for Qumran Studies, Cambridge 1995.
Published in Honour of Joseph M. Baumgarten (STDJ 23) (Leiden 1997), pp. 387-390: 389-390;
Ph. S. ALEXANDER, «6. I rotoli del Mar Morto. a) 4 QCriptyc (4 Q186)», in E. SCHÜRER, Storia del
popolo giudaico al tempo di Gesù Cristo (175 a.C - 135 d.C.), III.1 (Brescia 1997), pp. 474-479:
475; J. R. DAVILA, «4QMess Ar (4Q534)», DSD 5 (1998), pp. 369-370.
9
Cfr. M. DELCOR, «Recherches sur un horoscope en langue hébraïque provenant de Qumran»,
RQ 20 (1966), pp. 521-542: 529.
SEFARAD, vol. 70:1, enero-junio 2010, págs. 51-68. ISSN 0037-0894. doi: 10.3989/sefarad.010.02
























55 FISIOGNOMICA A QUMRAN
: in entrambi i casi, al fr. 1, col. II, r. 9), nell’un caso con רוש ( » toro « volte, del
: fr. 1, col. II, r. 9) in riferimento לגרב רושה ( » nel piede del toro « l’espressione
: fr. 1, col. II, r. 8; fr. 2, col. I, rr. 4, 8), דלומ ( » nascita « al momento di una
: fr. 1, col. II, r. 9; in fr. 2, col. I, r. 9 ricorre המהב ( » animale « nell’altro come
di nuovo il termine, ma le lacune non permettono di sapere quale fosse l’ani­
male) da connettere al soggetto preso in esame. È peraltro sintomatico come la
combinazione dei vari elementi ricordati conducano alla formulazione di una
היהי , viene infatti sentenziato ( » sarà povero « sorta di destino dell’esaminato:
: fr. 1, col. II, r. 9). ינע
Infne, è da ricordare quella che costituisce probabilmente l’informazione più
) dell’indi- חור ( » spirito « importante rimastaci del documento: il richiamo a uno
viduo preso in esame. In ciò che rimane del testo, vi viene fatto riferimento tre
volte (fr. 1, col. II, rr. 7-8; fr. 1, col. III, rr. 5-6; fr. 2, col. I, rr. 6-8) ed è descritto
per le parti di luce o di tenebra che esso può avere. Il computo fnale di queste
parti corrisponde al numero nove e in base alle loro proporzioni viene defnita,
su base maggioritaria, l’appartenenza dell’esaminato e quindi la sua idoneità a
una eventuale ammissione.
Le varie interpretazioni di questo testo sono riconducibili ad alcuni punti-
chiave: il legame tra astrologia e fsiognomica da un lato, l’accostamento alla
cosiddetta «Dottrina dei Due Spiriti» dall’altro.
10
In 4Q186 viene esposto un metodo di esame nel quale le componenti astro­
logica e fsiognomica sono tra loro in stretta relazione. Sin dai primi studi
dedicati al manoscritto non si è mancato di sottolineare questo aspetto, col­
legandolo alla questione del predeterminismo e del dualismo di Qumran.
11
In
10
In particolare, si sono dichiarati favorevoli all’accostamento: H. STEGEMANN, «Zu
Textbestand und Grundgedanken von 1QS III, 13-IV, 26», RQ 13/49-52 (1988), pp. 95-131:
126; ALEXANDER, «6. I rotoli del Mar Morto»; ALEXANDER, «Physiognomy, Initiation, and
Rank»; G. J. BROOKE, «Body Parts in Barkhi Nafshi and the Qualifications for Membership
of the Worshipping Community», in D. K. FALK, F. GARCÍA MARTÍNEZ, E. M. SCHULLER (eds.),
Sapiential, Liturgical and Poetical texts from Qumran: Proceedings of the Third Meeting
of the International Organization for Qumran Studies, Oslo 1998, Published in Memory of
Maurice Baillet (Leiden 2000), pp. 79-94: degli ultimi tre studi si tratterà ampiamente più
oltre.
11
Cfr. DELCOR, «Recherches», p. 533 ; ALEXANDER, «6. I rotoli del Mar Morto», p. 474;
ALEXANDER, «Physiognomy, Initiation, and Rank», p. 389; F. GARCÍA MARTÍNEZ, «Magic
in the Dead Sea Scrolls», in J. R. BREMMER and J. R. VEENSTRA (eds.), The Metamorphosis
of Magic from Late Antiquity to the Early Modern Period (Leuven 2002), pp. 14-33 = ID.,
Qumranica Minora II: Thematic Studies in the Dead Sea Scrolls (Leiden 2007), pp. 109-
130: 128-129.
SEFARAD, vol. 70:1, enero-junio 2010, págs. 51-68. ISSN 00037-0894. doi: 10.3989/sefarad.010.02































56 ALESSANDRO CATASTINI
particolare F. Schmidt
12
e M. Albani
13
hanno formulato in proposito delle te­
orie piuttosto articolate. Il primo isola in cinque componenti la struttura del
metodo d’esame applicato in 4Q186: 1. descrizione fsica del soggetto; 2. indi­
) cui questi appartiene; 3. descrizione spirituale דומע ( » colonna « cazione della
sulla base delle parti di luce e di tenebra; 4. segno zodiacale; 5. predizione
sulla condizione sociale.
14
Secondo Schmidt l’oroscopo veniva determinato
sulla base del concepimento: l’opinione è conseguente all’interpretazione del
) e al collegamento con un metodo » generato « ( hofal quale forma דלומ termine
oroscopico «caldaico» riportato da Censorino (III sec. d.C.).
15
Il riferimento
al «piede del toro» riguarderebbe pertanto il momento in cui l’individuo fu
concepito e non quando nacque. A partire da questo dato, Schmidt passa poi
a defnire le parti di luce e di tenebra sulla base dei sistemi zodiacali della tra­
dizione alessandrina.
16
In tal senso, vien fatto riferimento alla rappresentazio­
ne di un cerchio zodiacale attestato nei papiri oroscopici greci con direzione
oraria, mentre lo è in direzione antioraria in alcuni mosaici delle sinagoghe di
Galilea; il cerchio è diviso in quattro quadranti, corrispondenti alle quattro sta­
gioni, ove il primo quadrante corrisponde al solstizio d’inverno, che ha inizio
con il Capricorno. I segni zodiacali sono ripartiti in due gruppi, o «parti»: i se­
gni che seguono il sole, o «segni diurni», e quelli che seguono la Luna, o «se­
gni notturni»; il sole e i segni diurni sono predominanti in primavera ed estate,
la luna e i segni notturni lo sono in autunno e inverno. Ogni segno zodiacale
viene diviso in tre decadi (quindi, approssimativamente un mese): ne conse­
gue che il sole, nel suo percorso annuale, attraversa 36 decadi corrispondenti
ai dodici segni. Queste decadi si suddividono a loro volta in 18 decadi diurne
e 18 notturne; l’oroscopo sarà determinato dal decano in cui sia da situarsi il
12
F. SCHMIDT, «Astrologie juive ancienne: Essai d’interprétation de 4QCryptique (4Q186)»,
30 (1997), pp. 115- Qadm , » היגולורטסא הריגו המודק ןארמוקב « , . ID 18/69 (1997), pp. 125-141; RQ
118; ID., «Ancient Jewish Astrology. An Attempt to Interpret 4QCryptic (4Q186)», in M. E. STONE,
E. G. CHAZON (eds.), Biblical Perspectives: Early Use and Interpretation of the Bible in the Light
of the Dead Sea Scrolls. Proceedings of the First International Symposium of the Orion Center
for the Study of the Dead Sea Scrolls and Associated Literature, 12-14 May, 1996 (Leiden 1998),
pp. 189-205.
13
M. ALBANI, «Horoscopes in the Qumran Scrolls», in P. W. FLINT and J. C. VANDERKAM
(eds.), The Dead Sea Scrolls After Fifty Years. A Comprehensive Assessment, II (Leiden - Boston -
Köln 1999), pp. 279-330; M. ALBANI, «Horoscopes», in L. H. SCHIFFMAN, J. C. VANDERKAM (eds.)
Encyclopedia of the Dead Sea Scrolls (Oxford 2000), pp. 370-373.
14
SCHMIDT, «Astrologie juive ancienne», p. 126.
15
SCHMIDT, «Astrologie juive ancienne», pp. 130-132, con rimando ad A. BOUCHÉ-LECLERCQ,
L’Astrologie grecque (Paris 1899), p. 377.
16
BOUCHÉ-LECLERCQ, L’Astrologie grecque, pp. 155-157.
SEFARAD, vol. 70:1, enero-junio 2010, págs. 51-68. ISSN 0037-0894. doi: 10.3989/sefarad.010.02

























57 FISIOGNOMICA A QUMRAN
momento del concepimento; da questo fno al momento della nascita verranno
contate 27 decadi, corrispondenti ai mesi della gestazione (3 x 9). In questo
modo si spiegherebbero le parti di luce e di tenebra che vengono attribuite
all’individuo e perché queste parti siano in totale di nove.
17
A seguito della sua ricostruzione, Schmidt osserva che 4Q186 parrebbe rifet­
tere una sorta di «dualismo relativo», poiché basato sul rapporto della distribu­
zione di luce e di tenebra all’interno di un insieme di nove parti; poiché ciò non
collimerebbe con il dualismo assoluto degli Esseni di Qumran, Schmidt conclude
che i testi oroscopici di Qumran non sarebbero da riferire alla comunità.
18
Albani, dal canto suo, vede nel «piede del toro» l’ascendente del soggetto
preso in esame ed è partendo dalla posizione dell’ascendente al momento della
nascita che si spiegherebbero le parti di luce e di oscurità: nella fattispecie, sei di
esse si troverebbero al di sopra dell’orizzonte mentre tre sarebbero ancora al di
sotto.
19
Come già Schmidt, anche Albani ritiene che i testi oroscopici non rifet­
tano una pratica in uso presso la comunità di Qumran, ma che la loro presenza
nel sito fosse dovuta alla necessità di disporre di un documento di una dottrina
–l’astrologia– cui gli Esseni si sarebbero opposti.
20
La teoria di Albani ha avuto una elaborazione ulteriore a opera di M. Popović:
rigettando la teoria di Schmidt
21
e accogliendo nella sostanza quella di Albani,
22
questi ritiene che 4Q186 testimoni l’uso divinatorio della fsiognomica per de­
terminare l’oroscopo e la natura dello «spirito zodiacale» di una persona, af­
fermando che solo come probabilità il riferimento alle parti di luce e di tenebra
poterono essere interpretate a Qumran secondo le concezioni dualistiche dei
testi settari, ma «it is not necessary, nor desirable, to explain this terminology
only from that perspective».
23
4Q186 non sarebbe pertanto un testo settario,
ma farebbe parte di un «catalogo» fsiognomico vòlto a stabilire l’ascendente
del segno zodiacale e la relativa suddivisione in parti di luce e di tenebra sulla
17
SCHMIDT, «Astrologie juive ancienne», pp. 132-133.
18
SCHMIDT, «Astrologie juive ancienne», p. 139. Di contro, sulla presenza di un dualismo
«relativo» si sono convincentemente espressi: P. WERNBERG MØLLER, The Manual of Discipline
(Leiden 1957), p. 67, n. 43; H. LICHTENBERGER, Studien zum Menschenbild in Texten aus der
Qumrangemeinde (Göttingen 1980), p. 148; STEGEMANN, «Zu Textbestand», p. 97.
19
ALBANI, «Horoscopes in the Qumran Scrolls», pp. 305-309.
20
ALBANI, «Horoscopes in the Qumran Scrolls», p. 313.
21
Popović, Reading the Human Body, pp. 152-155.
22
Popović, Reading the Human Body, pp. 155-163.
23
Popović, Reading the Human Body, p. 131.
SEFARAD, vol. 70:1, enero-junio 2010, págs. 51-68. ISSN 00037-0894. doi: 10.3989/sefarad.010.02



















58 ALESSANDRO CATASTINI
base dell’esame fsiognomico.
24
La negazione del dualismo operante nello spiri­
to dell’uomo permette altresì allo studioso di introdurre un nuovo concetto per il
- , derivante da una rifessione sull’effettivo signifcato dell’espressio חור termine
di ו , ricorrente in fr. 1, col. II, r. 7; col. III, r. 4; fr. 2, col. I, r. 6 (ove la חור ול ne
25
è l’interpretazione, » there is a spirit for him « è in lacuna): ול desumendone che
vi si faccia riferimento a uno spirito che non è quello interiore dell’individuo
esaminato, bensì uno spirito esterno. Lo «spirito» di 4Q186 sarebbe in relazione
non sarebbe da riferire allo spi- חור ול col segno zodiacale e quindi la costruzione
rito umano, bensì a quello zodiacale;
26
uno spirito che, peraltro, infuenzerebbe
la morfologia del corpo.
Non s’intende qui entrare nel merito della questione astrologica, ossia quale
sia stato il metodo zodiacale utilizzato dall’autore del testo di 4Q186; occorre
nondimeno osservare che, nei suoi punti fondamentali, l’ipotesi di Popović è
חור ול facilmente contestabile. La particolare interpretazione dell’espressione
poggia sull’aprioristico rifuto di un qualsivoglia collegamento con il dualismo
espresso in 1QS. Tuttavia, è proprio grazie a un’attenta lettura di quest’ultimo
si חור ול testo che tale opinione deve essere rigettata. Popović ritiene che con
intenda richiamare uno spirito esterno all’esaminando; qualora ci si fosse voluti
riferire al suo spirito interiore, argomenta Popović, sarebbe stata impiegata la
. וחור forma
D’altro lato, riescono a questo punto particolarmente istruttivi i precedenti
contributi di Ph. S. Alexander
27
e G. J. Brooke.
28
Il primo ha pertinentemente defnito 4Q186 un «testo di fsiognomica astro­
logica» sottolineando la stretta relazione di complementarietà fra le due compo­
nenti,
29
avanzando l’ipotesi che servisse per l’ammissione a una setta;
30
inoltre,
proprio a tale scopo il testo sarebbe volutamente criptico: poiché rivolto agli
esperti e precluso agli altri.
24
Popović, Reading the Human Body, pp. 170-171.
25
Popović, Reading the Human Body, p. 193.
26
Popovič, Reading the Human Body, pp. 202-204.
27
ALEXANDER, «6. I rotoli del Mar Morto»; ALEXANDER, «Physiognomy, Initiation, and
Rank».
28
BROOKE, «Body Parts».
29
ALEXANDER, «6. I rotoli del Mar Morto», p. 474; ALEXANDER, «Physiognomy, Initiation, and
Rank», pp. 385-386.
30
ALEXANDER, «6. I rotoli del Mar Morto», p. 475; ALEXANDER, «Physiognomy, Initiation, and
Rank», p. 391.
SEFARAD, vol. 70:1, enero-junio 2010, págs. 51-68. ISSN 0037-0894. doi: 10.3989/sefarad.010.02















59 FISIOGNOMICA A QUMRAN
) di cui si parla in 1QS III 15 siano תותוא ( » segni « Brooke ha mostrato come i
da riferire alle caratteristiche fsiche degli uomini
31
, mettendo in rilievo l’impor­
tanza che queste hanno all’interno degli inni 4Q434 e 4Q436, appartenenti al
genere Bār
e
kî Nafšî, specialmente se messi in relazione (85-86) con le norme di
integrità fsica richiesta ai componenti della comunità: norme che sono esplici­
tamente esposte nella Regola della Congregazione (1QSa II, 3-9), nella Regola
della Guerra (1Q11 VII, 4-5) e in una delle copie qumraniche del Documento
di Damasco (CD XV, 15-17).
Le posizioni di Alexander e Brooke procedevano in direzione opposta a
quelle che Popović avrebbe elaborato e questi, in particolare, ha controbattuto
principalmente il primo dei due, contestandogli la legittimità dell’accostamento
di 4Q186 alla «Dottrina dei Due Spiriti»:
Without the context of the Two Spirits Treatise there seems to be no
reason to interpret the light and darkness terminology of 4QZodPhys [scil.
4Q186] as dualistic. There are no clues in the extant text that the «house of
light» and the «house of darkness» represent two fundamentally opposed,
causal principles of reality and its constitutive elements. The light and dark­
ness imagery cannot, therefore, simply be taken as an element of dualism
in the text.
32
Nondimeno, a dispetto di quanto vuol sostenere Popović sulla base di Al­
bani,
33
la «Dottrina dei Due Spiriti» ci è pervenuta e tale dato permette di
contestualizzare più correttamente 4Q186 rispetto a chi sembra ritenere che
la presenza di più documenti costituisca un problema anziché un’opportunità.
La connessione fra i due testi in merito ai concetti di «luce» e «tenebra» è resa
stringente, come si vedrà, dall’impiego accessorio delle metafore «residenza/
casa» e «sorgente/cisterna». Non ha quindi senso negare la presenza del dua­
lismo in 4Q186.
Ancora, Popović obietta ad Alexander che questi non fornirebbe spiegazioni
per il formarsi dei valori numerici delle parti di luce e di tenebra.
Ora il testo di 4Q186 recita, dopo il calcolo numerico (1, II, 8-9):
9 8
e questa è la nascita ]se usiamo la resa più ovvia per il termine, sotto la
31
BROOKE, «Body Parts», pp. 87-88.
32
Popović, Reading the Human Body, p. 190.
33
ALBANI, «Horoscopes in the Qumran Scrolls», pp. 300, 312-313.
ה הזו וילע דולי האוה רשא דלומה האו ב רושה לגר
SEFARAD, vol. 70:1, enero-junio 2010, págs. 51-68. ISSN 00037-0894. doi: 10.3989/sefarad.010.02










60 ALESSANDRO CATASTINI
quale egli è stato generato: nel piede del toro.
È da ritenere giusta l’interpretazione di Schmidt che vede nel numero nove i
periodi diurni e notturni della gestazione, anche se non ne condivido l’opinione
che vede in 4Q186 il meccanismo per determinare l’oroscopo sulla base del
è un termine per il quale troppo ci si è spesi nel negarne il si- דלומ concepimento (
gnifcato naturale). Il segno zodiacale è invece utile per defnire le parti di luce e
di tenebra procedendo a ritroso sulla base sicura della data di nascita e seguendo
lo schema del cerchio zodiacale di Schmidt. Del resto, la stessa successione del
testo suggerisce un signifcato del genere: «egli ha uno spirito nella casa della
luce (per) sei (parti) e (per) tre (parti) nella casa della tenebra; poiché questo è (il
momento della) nascita nel quale egli fu generato: nel piede del toro»: il perno
della valutazione è fornito dal momento in cui l’individuo fu generato, non da
quello in cui fu concepito.
Il terzo appunto che Popović muove ad Alexander è che questi non spie­
gherebbe adeguatamente l’espressione «nel piede del toro». Invero, si tratta di
un appunto che non infcia il senso generale di quanto afferma Alexander dal
momento, come si è già ricordato, ch’egli parla di «testo di fsiognomica astro­
logica», ove la menzione del toro si pone in riferimento al segno zodiacale.
Sorprendentemente, infne, Popović (pp. 287-288) non dedica molto spazio
alle osservazioni di Brooke; in particolare, non si sofferma sulla summenzionata
: sulla questione, tutt’altro che secondaria, תותוא non banale interpretazione di
avremo modo di tornare tra breve.
È a questo punto opportuno prendere in esame la «Dottrina dei Due Spiriti»
nella sezione in cui vengono descritti i compiti dell’Istruttore (il Maskil), ossia
in 1QS III, 13-15:
34
ליכשמל ןיבהל דמללו תא לוכ ינב רוא תודלותב לוכ ינב שיא לוכל ינימ םתוחור
14 13
םע םהיעוגנ תדוקפלו םתורודב םהישעמל םתותואב םמולש יצק
15
13
Per l’Istruttore, affinché istruisca e renda edotti tutti i figli della luce
sulla storia di tutti i figli dell’uomo
14
riguardo le loro opere nelle loro genera-
zioni e riguardo la visita del suo castigo e
15
il tempo della sua ricompensa.
La struttura di questo passo è agevolmente comprensibile sulla base dell’uti­
. ל lizzo della preposizione
35
In particolare prendendo spunto dall’indagine strut­
34
Per il testo di 1QS, mi baso su C. MARTONE, La «Regola della Comunità». Edizione critica
(Torino 1995).
- STEN O in 1QS, cfr. P. von ל Sulla struttura grammaticale determinata dall’utilizzo di
35
SACKEN, Gott und Belial: Traditionsgeschichtliche Untersuchungen zum Dualismus in den Texten
SEFARAD, vol. 70:1, enero-junio 2010, págs. 51-68. ISSN 0037-0894. doi: 10.3989/sefarad.010.02




























61 FISIOGNOMICA A QUMRAN
turale che ne è stata fatta da A. Lange,
36
si possono schematizzare i periodi in
una suddivisione di tipo A, B, C, D:
A) (È compito) del Maskil far conoscere e rendere edotti tutti i Figli della
Luce sulla natura di tutti gli uomini:
B) secondo le tipologie dei loro spiriti (riconoscibili) nei loro segni,
C) secondo le loro azioni (riconoscibili) nelle loro generazioni
37
D) e secondo la visita del loro castigo assieme alla definizione della loro
ricompensa
ha funzione spe- ל In A –ove viene introdotta la mansione dell’Istruttore– la
cifcativa, mentre nei tre che seguono sono esposti i criteri valutativi per defnire
la natura degli uomini. La connessione tra i periodi B, C, D è stilisticamente
espressa dall’uso dell’endiadi tra B e C e della congiunzione all’inizio di C,
ב che conclude l’esposizione. All’interno dei periodi B e C, la preposizione
serve a introdurre le modalità utilizzate per comprendere le «tipologie» degli
spiriti e le azioni degli uomini,
38
mentre il periodo D si basa su quello che sarà il
aus Qumran (Göttingen 1969), pp. 537-538; in generale a Qumran: J. DUHAIME, «L’Instruction
sur les deux esprits et les interpolations dualistes à Qoumrân (1QS III, 13-IV, 26)», RB 84 (1977),
pp. 566- 594; in relazione a 1QS IV, 2-14: ID., «Les voies des deux esprits (1QS iv 2-14): “Une
analyse structurelle”», RQ 19/75 (2000), pp. 349-367.
36
A. LANGE, Weisheit und Prädestination. Weisheitliche Urordnung und Prädestination in den
, לוכל ינימ םתוחור םתותואב (Leiden – New York – Köln), pp. 148-149: a) Textfunden von Qumran
hinsichtlich ihrer « , םהישעמל םתורודב b) » hinsichtlich aller Arten ihrer Geister mit ihren zeichen «
und hinsichtlich der Heimsuchung « , תדוקפלו םהעיגנ םע יצק םמולש c) » Taten in ihren Generationen
durch ihre Plagen gemeinsam mit der Epochen des Heils». Lo schema di Lange è stato ripreso
da J. DUHAIME, «Cohérence structurelle et tensions internes dans l’Instruction sur les deux esprits
(1QS III 13-IV 26)», in F. GARCíA MARTíNEZ (ed.), Wisdom and Apocalypticism in the Dead Sea
Scrolls and in the Biblical Tradition (Leuven 2003), pp. 103-131: 107. Alcuni dubbi su questo
schema sono stati avanzati da E. J. C. TIGCHELAAR («’These are the names of the spirits of...’: A
Preliminary Edition of 4QCatalogue of Spirits (4Q230) and New Manuscript Evidence for the
Two Spirits Treatise (4Q257 and 1Q29a)», RQ 21/4 [2004], pp. 529-547: 541-542): questi ritiene
che 4Q255 e 4Q257 conservino parte del «Trattato dei Due Spiriti» di 1QS e di conseguenza
osserva che le piccole varianti dei manoscritti relative alle espressioni dovrebbero indurci a
cautela nella valutazione dei dettagli di un singolo manoscritto. Si deve tuttavia osservare che
4Q255 e 4Q257 potrebbero essere in questo caso portatori di innovazioni rispetto al testo di 1QS,
senza contare che la scelta testuale del copista di quest’ultimo sia stata dettata dalla volontà di
stabilire lo schema che si è individuato.
הדלות 12:8, 14:5, 24:6, 73:15, 112:2, ove il termine Sal 30:11-14, Pr econdo l’accezione di S
37
serve a definire una disposizione d’animo.
avrebbe invece funzione di ב , p. 148, la Weisheit und Prädestination , ANGE L Secondo
38
avverbio temporale.
SEFARAD, vol. 70:1, enero-junio 2010, págs. 51-68. ISSN 00037-0894. doi: 10.3989/sefarad.010.02





























62 ALESSANDRO CATASTINI
risultato fnale dell’esame degli spiriti: le misure del castigo e della ricompensa.
, ritengo sia da accogliere l’opinione di G. תודלות Per quanto riguarda il termine
Scholem, che propose la traduzione con «natura»:
39
a sostegno ulteriore, si deve
osservare che il sostantivo non può essere tradotto con «generazioni», concetto
che si rivelerebbe incongruo all’interno del discorso, che verte sulla defnizione
di spiriti, azioni e retribuzioni escatologiche. Ma è il periodo B, ove si prescri­
» segni « ) degli uomini per mezzo dei loro תוחור ( » spiriti « ve di esaminare gli
), che si rivela particolarmente interessante. תותוא (
Ho già ricordato che Alexander
40
e Brooke
41
identifcano in questi «segni» i
tratti fsici che rifettono lo stato spirituale di una persona ed entrambi ammettono
un legame tra la concezione delle «parti di spirito» espressa in 4Q186 e la «Dottrina
dei Due Spiriti» di 1QS III, 13-15.
42
Non abbastanza, tuttavia, è stata evidenziata la
) in entrambi i testi; Alexander vuole ad- תותוא ( » segni « portata del ricorrere dei
dirittura prendere le distanze da un accostamento preciso: «The «signs» (otot)
actually mentioned in the sermon [scil. la «Dottrina dei Due Spiriti»] as evidence
of a person’s participation in light and darkness are virtues and vices, such as
UTTMANN G , J. LAUSNER K , J. ASSUTO C , in U. » תרכה םינפ דסו יר ןיטוטרש « , CHOLEM S È stato G.
39
תאלמל ול םישש הנש (edd.), ... דובכל ברה החמש ףסא ... (Jerusalem רפס .ףסא ץבוק ירמאמ רקחמ
1953), pp. 459-495: 477-479, ad avanzare l’ipotesi che il signifcato di «natura» fosse da riferire
, ove Fisiognomica di Rabbi Ishmael in 1QS. Scholem prese le mosse dalla הדלות all’utilizzo di
terminus dei giusti e dei malvagi: l’accezione del termine vi fgura come תודלות si distinguono le
come avviene דלי che trae il proprio signifcato direttamente dalla corrispondente radice technicus
per il greco )uc.; da )u. e per il latino natura da nasci. In proposito, cfr. anche G. SCHOLEM,
«Ein Fragment zur Physiognomik und Chiromantik aus der Tradition der Spätanticken jüdischen
Esoterik», in AA.VV., Liber amicorum. Studies in Honour of Professor Dr. C.J. Bleeker (Leiden
1969), pp. 173-193: 180; l’accezione è stata accolta da ALEXANDER, «Physiognomy, Initiation, and
Rank», pp. 390-391 e DAVILA, «4QMess Ar (4Q534)», pp. 369-370. Di diverso avviso J. LICHT,
«An Analysis of the Treatise of the Two Spirits in DSD», in Ch. RABIN, Y. YADIN (eds.), Aspects
of the Dead Sea Scrolls (Jerusalem
2
1965), pp. 88-100: 89-90 e J. DUHAIME, «Dualistic Reworking
in the Scrolls from Qumran», CBQ 49 (1987), pp. 32-56: 40; P. SCHÄFER, «Ein neues Fragment
zur Metoskopie und Chiromantik», in ID., Hekhalot Studien (Tübingen 1988), pp. 84-95: 91-92, n.
31, ha ritenuto invece azzardata («gewagt») questa interpretazione, mentre il tradizionale senso di
‘genealogia, discendenza’ sarebbe suffciente a esprimere la procedura di determinazione del fato
di un uomo per mezzo delle caratteristiche fsiche.
40
ALEXANDER, «Physiognomy, Initiation, and Rank», p. 390.
41
BROOKE, «Body Parts», pp. 87-88.
םייקוש « , ICHT L , pp. 390-391. Cfr. anche J. » Physiognomy, Initiation, and Rank « , LEXANDER A
42
]: » Legs as a Sign of Election « 35 (1965), pp. 18-26 [riass. ingl. alle pp. II-III: Tarbiz , » ןמיס הריחבל
18; STEGEMANN, «Zu Textbestand», pp. 117-119; SCHMIDT, «Astrologie juive ancienne», p. 139;
la relazione tra i due testi è stata negata da R. BERGMEIER, Die Essener-Berichte des Flavius
Josephus. Quellenstudien zu den Essenertexten im Werk des jüdischen Historiographen (Kampen
1993), pp. 52-53.
SEFARAD, vol. 70:1, enero-junio 2010, págs. 51-68. ISSN 0037-0894. doi: 10.3989/sefarad.010.02





















63 FISIOGNOMICA A QUMRAN
humility, charity, greed and deceit. The declared principle seems to be «by their
fruits shall you know them». But the language is highly suggestive and the pos­
sibility cannot be ruled out that those signs may have been extended to include
physiognomic criteria».
43
Tuttaria, è proprio all’interno del brano comunemente defnito «Dottrina dei
in 4Q186. In 1QS, III, 13-14 si חור ול che si spiega il signifcato di » Due Spiriti
legge:
שיא ינב לוכ תודלותב רוא ינב לכ תא דמללו ןיבהל ליכשמל םתוחור ינימ לוכל .
14 13
13
(È compito) del Maskil far conoscere e rendere edotti tutti i Figli della
Luce sulla natura di tutti gli uomini
14
secondo le tipologie dei loro spiriti.
in 4Q186 serve, attraverso la forma indeterminata, חור ול Ora, l’impiego di
a richiamare non già direttamente lo spirito dell’esaminando, bensì la tipologia
di tale spirito: la ripartizione delle parti di luce e di tenebra hanno questo fne.
Questa precisazione, ritengo, è signifcativamente esplicativa dell’impiego del
in 4Q186 e al contempo stabilisce un netto collegamento con la חור ול sintagma
«dottrina dei Due Spiriti». Vi è un dato ulteriore, tutt’altro che secondario, utile
a confermare siffatto collegamento. J. M. Allegro, che curò l’editio princeps del
manoscritto,
44
lesse come segue in 1, II, 7-8:
רובב שולשו שש רואה תיבב ול חור ךשוחה
8 7
7
Uno spirito per lui: nella casa della luce sei (parti) e tre nel pozzo
8
delle
tenebre
presenti nel » criptica « riguarda uno dei termini in scrittura ב רוב La lettura
) e un ו ), quello ebraico ( 33 , ove convivono l’alfabeto greco ( ו ’ 33 manoscritto:
segno dalla diffcile interpretazione (’). Questa lettura ha destato perplessità tra
gli studiosi, i quali in maggioranza hanno preferito emendare la lettura di Allegro
, che peraltro si uniformerebbe alla terminologia impiegata più oltre nello תיבב in
stesso manoscritto – 1, III, 5-6. La lettura della yod sarebbe giustifcata dalla sua
supposta somiglianza alla waw presente in 4Q186, mentre rimane in questione
l’interpretazione dell’ultimo segno. La lettura come taw dell’alfabeto fenicio
richiede che del segno sia qui presente la sola parte sinistra della croce formata
dalle due linee nella forma ×. Tuttavia, si deve osservare che il manoscritto non
43
ALEXANDER, «Physiognomy, Initiation, and Rank», p. 390.
44
J. M. ALLEGRO, «An Astrological Cryptic Document from Qumran», JSS 9 (1964), pp. 291-
294; ID., Qumran Cave 4.I (4Q158-4Q186) (Oxford 1968), pp. 88-89.
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64 ALESSANDRO CATASTINI
presenta danneggiamenti che giustifchino l’assenza della parte destra del segno
e, d’altro lato, quest’ultimo presenta un ductus più morbidamente arrotonda­
to rispetto alla stessa parte del medesimo segno ove esso ricorre in 4Q186.
45
Un’alternativa potrebbe essere quella di intendere il segno come la risultante di
una voluta modifcazione fnalizzata a rendere ancora più criptica la lettura: ad
esempio, una sorta di reš rimpicciolita e mancante di una parte del «tetto». Un
che precede poco prima e che è תיבב meccanismo analogo è apprezzabile nel
scritto nella forma 33∠×, ove la yod fenicia è mancante dei due trattini superio­
ri orizzontali. Ci si potrà chiedere quale sia stato il senso, in quest’ultimo caso,
di crittare una lettera che in 4Q186 1, III, 5 è invece riprodotta correttamente.
Si può osservare in proposito da un lato che i criteri di crittazione non ci sono
comunque noti; dall’altro, che questo manoscritto costituisce chiaramente una
raccolta di vari esami che erano stati precedentemente redatti in forma indivi­
duale e non sempre seguendo uno schema stilisticamente precostituito: fa fede
di 1, II, 7 e תיבב , di contro ai תיבמ nel מ in tal senso l’utilizzo della preposizione
1, III, 5. Il copista, si deve ascriverglielo a merito, non operò un’arbitraria nor­
malizzazione stilistica, ma intese riprodurre fedelmente i singoli antigraf nelle
loro peculiarità grammaticali e grafche.
Un’altra rifessione è opportuna in merito alla differenziazione tra yod e
waw. In 1, III, 5 disponiamo di un eloquente confronto tra le due lettere nella
: la prima mostra un angolo più arrotondato e relativamente ampio וילגר parola
tra il «tetto» e la linea orizzontale; la seconda, al contrario, ha un angolo più
netto e acuto. Rispetto a tali caratteristiche, la nostra parola criptata mostra di
contenere una waw anziché una yod. Sulla base di queste osservazioni la lettura
. רובב da prediligere è di conseguenza
A questo punto, è opportuno soffermarsi su quanto degli spiriti viene detto in
1QS III, 17-19 e in 4Q186 II, 7-8:
1QS III, 17-19
... אוהו ארב שונא תלשממל לבת םשיו ול יתש תוחור ךלהתהל םב דע דעומ ותדוקפ
18 17
םתוחור הנה לועה תודלות ךשוח רוקממו תמאה תודלות רוא ןועמב לועהו תמאה .
19
17
...Egli creò l’uomo per sovrintendere
18
al mondo e pose in lui due spiri­
ti affnché egli procedesse secondo la loro conformità fno al momento della
Sua visita. Essi sono gli spiriti
19
di verità e di ingiustizia. Nella residenza
46
45
Sono grato, per l’interpretazione di questo segno, a Corrado Martone (Università di Torino)
per le sue osservazioni di carattere paleografco.
, ןיעמ leggono ) , «Physiognomy, Initiation, and Rank» lexAnder A tra questi lo stesso ( Alcuni
46
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65 FISIOGNOMICA A QUMRAN
di luce si trova la natura della verità e dalla sorgente di tenebra proviene la
natura dell’ingiustizia.
4Q186 II, 7-8
רובב שולשו שש רואה תיבב ול חור וילע דולי האוה רשא דלומו האוה הזו ךשוחה .
8 7
7
...egli [scil. l’esaminato] ha sei parti nella casa della luce e tre parti nella
cisterna
8
della tenebra.
Alexander afferma
47
e תיב / ןועמ esservi un richiamo tra i rispettivi usi di
. In effetti, in questi passi i riferimenti concettuali a una residenza/ רוב / רוקמ
casa della luce e a una sorgente/cisterna della tenebra veicolano un legame
semantico signifcativo per poter dire che vi si parla della stessa cosa: in altri
termini, il rapporto tra i due testi è stabilito e rafforzato dall’utilizzo di termini
appartenenti da un lato al campo semantico delle abitazioni, dall’altro a quello
delle acque. Se consideriamo poi le parole di 1QS III, 13-15 e segnatamente
quelle del periodo B), si capisce cosa si intenda quando si vuole esaminare
la natura degli uomini «secondo le tipologie dei loro spiriti (esaminati) per
mezzo dei loro segni»: una volta trovato il collegamento con un testo fisiogno­
mico, come nel caso in questione, i «segni» sono chiaramente da identificare
con le caratteristiche fisiche.
48
Di conseguenza, appare inappropriata la tesi di Popović, che vuol vede-
è a Qumran- י e ו ‘sorgente’, ma la forma della terza lettera -nonostante la ben nota somiglianza tra
lettura arbitraria conseguente alla è ןיעמ . D’altro lato, ו a mio parere indubitabilmente quello di una
. 40 , «Dualistic Reworking», p. uhAime d : cfr. רוקמ di stabilire un parallelismo con à volont
47
ALEXANDER, «6. I rotoli del Mar Morto», p. 475; ALEXANDER, «Physiognomy, Initiation, and
Rank», p. 390.
48
ALEXANDER, «Physiognomy, Initiation, and Rank», p. 390. BROOKE, «Body Parts», pp. 87-88,
ha mostrato come i «segni» corrispondano effettivamente alle caratteristiche fisiche, mettendo
in rilievo l’importanza che queste hanno all’interno degli inni 4Q434 e 4Q436, appartenenti al
genere Bar
e
kî Nafšî, specialmente se messi in relazione (pp. 85-86) con le norme di integrità
fsica richiesta ai componenti della comunità, norme che sono esplicitamente esposte nella
Regola della Congregazione (1Qsa II, 3-9), nella Regola della guerra (1QM VII, 4-5) e in
una delle copie qumraniche del Documento di Damasco (CD XV, 15-17). Si deve aggiungere
che una comprensione «fsiognomica» del testo di 1QS III, 13-15 rende più perspicuo anche
quanto viene detto in IX, 12-16, sempre in riferimento alle norme che il Maskil deve osservare
per la valutazione degli uomini (sulla relazione tra la fgura del Maskil e i testi fsiognomici di
Qumran si sono favorevolemente espressi: ALEXANDER, «Physiognomy, Initiation, and Rank», p.
391; ALBANI, «Horoscopes», p. 320; BROOKE, «Body Parts», pp. 87-88). AlexAnder (p. 390), che
pure ha individuato il nesso di 1QS con il testo fisiognomico 4Q186, ha preferito non stabilire
questa corrispondenza, assimilando i «segni» a sentimenti come l’umiltà e la carità da un lato, la
cupidigia e la falsità dall’altro.
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66 ALESSANDRO CATASTINI
re, in connessione con il toro, il riferimento a uno «spirito» animale esterno
all’uomo. Si può fare poi una considerazione ulteriore in merito al «piede» del
Toro. Questo è da considerare un dettaglio dal preciso signifcato all’interno
di una rappresentazione fgurata dello zodiaco: nell’ultima decade del segno
il pianeta Mercurio incontra il passaggio del sole nella costellazione ed è da
intendere che la posizione di quest’incontro si trova all’interno della zampa
anteriore dell’animale. Un parallelo signifcativo di questo tipo di congiun­
zioni è testimoniato nei testi astrologici babilonesi; ad esempio in un testo del
capo scriba Issar-šumu-ereš (VIII sec. a.C.) è dato leggere: «Quando Marte,
inoltre, retrocede dalla testa [il corsivo è mio] di Leone e tocca Cancro e
Gemelli, la sua interpretazione è la seguente: Fine del regno del re del paese
occidentale».
49
Questa dipendenza dalla tradizione babilonese, inoltre, ci aiuta
a defnire anche il carattere della «pietra di granito» che viene menzionata in
4Q186.
50
In due elenchi babilonesi delle costellazioni zodiacali, ciascun segno
è accompagnato dal «nome di un tempio o di una città, seguiti dalla menzio­
ne di un albero, di una pianta e di una pietra [il corsivo è mio], più o meno
preziosa».
51
È vero, a questo punto, che il confronto tra la descrizione degli Esseni
fornita da Flavio Giuseppe e il testo della Regola della Comunità condivi­
dono un elemento che è stato possibile individuare grazie all’esame di un
manoscritto ulteriore, ma v’è un dato in più, se si procede a indagare i det­
tagli: se da un lato sia in Flavio Giuseppe che nella Regola si parla dell’uso
della fsiognomica, è d’altro lato il modo in cui se ne parla che deve farci
rifettere. Si tratta di un modo nascosto, che in Flavio Giuseppe poté esser
tale per il rispetto portato ad alcune notizie acquisite ma sulle quali si dove­
va mantenere il riserbo; nel caso della Regola, il modo elusivo di accennare
all’argomento rispondeva alla necessità di mantenere lo stesso riserbo, sta­
volta in seno alla comunità stessa, ove evidentemente era l’Istruttore stesso
49
Cfr. G. PETTINATO, La scrittura celeste. La nascita dell’astrologia in Mesopotamia (Milano
1998), p. 206; per l’importanza dell’infusso dei pianeti sulle costellazioni, ID., pp. 115-116; sulla
questione in generale si veda, con ampia bibliografa, A. AABOE, «Babylonian Mathematics,
Astrology, and Astronomy», in J. BOARDMAN, I. E. S. EDWARDS, N. G. L. HAMMOND, E. SOLLBERGER
(Eds.), The Cambridge Ancient History. III.2. The Assyrian and Babylonian Empires and other
States of the Near East, from the Eighth to the Sixth Centuries B.C. (Cambridge
2
1991), pp. 276-
292.
50
M. Popović, «Physiognomic Knowledge in Qumran and Babylonia: Form, Interdisciplinarity,
and Secrecy», Dead Sea Discoveries 13 (2006), pp. 150-176: 171.
51
PETTINATO, La scrittura celeste, pp. 114-115, ove sono riportati gli elenchi, tratti da E. F.
WEIDNER, Gestirndarstellungen auf babylonischen Tontafeln (Wien – Graz 1967), pp. 17-18.
SEFARAD, vol. 70:1, enero-junio 2010, págs. 51-68. ISSN 0037-0894. doi: 10.3989/sefarad.010.02






67 FISIOGNOMICA A QUMRAN
a padroneggiare i dettagli dell’esame fsiognomico; è d’altro lato evidente
che l’accidentale conoscenza delle norme di analisi da parte di coloro che
ambivano all’ammissione avrebbe potuto falsare la prova. Che questo de­
siderio di segretezza fosse effettivo e reale viene infne confermato dalla
composizione «criptica» di 4Q186.
52
Recibido: 18/08/2009
Aceptado: 26/04/2010
52
ALEXANDER, «6. I rotoli del Mar Morto», p. 475; ALBANI, «Horoscopes», p. 372.
SEFARAD, vol. 70:1, enero-junio 2010, págs. 51-68. ISSN 00037-0894. doi: 10.3989/sefarad.010.02

Ph.n ai{resin aujtw'n oujk eujqu. 70:1. Il passo che illustra la relazione tra i due concetti è di per sé eloquente ed esplicativa: fusiognwmonw'n aujtou. berlejung. EVO 25 (2002).52 alessandro catastini sua formulazione esplicita (Ant XV. Michael Lurje.n ejsqh'ta Honour of A. leukh. segonds (Paris 1996).n e[xw mevnonti th. Vie de Pythagore. brisson et A." hJ pavrodo". Pseudo Aristotele. du Toit (Stuttgart 2002). «Physiognomik im Alten Testament.010. Martin George." shmei§a ta. A. John Dillon. Toi'" de. 306-307. 301-321. Hilhorst (Leiden . issn 0037-0894. di recente. p. Introduction. dell’iniziando] la fisiognomica. seFarad. Pythagoras in der Spätantike. arata. vol. sui Fusiognwmwnikav cfr. to. G. 170. 11-38. RivCultClassMediev 51 (2009). traduzione e note di G. i quali sono invece visibili (fanerav). págs.n uJpotivqentai divaitan ajxinavriovn te kai.3989/sefarad. 189-202.Lehre . zhlou''sin th. secondo la descrizione di Giuseppe. fanera. «Un capitolo siriaco di fisiognomica tra gli Aneddoti divertenti di Bar Hebraeus». pp. 138: (137. 71-74. giamblico. 51-68. doi: 10. Cfr. 371). den Apokryphen und Qumran». Studien zu De Vita Pythagorica des Iamblichos von Chalkis (München – Leipzig 2002). ejpoiei'to tw'n ajfanw'n 3 hjqw'n ejn th'/ yuch'/ (§ 171) È di notevole rilevanza che il termine h\qo". 10. Nel mio studio ho in particolare voluto sottolineare le affinità concernenti i criteri di ammissione alle comunità pitagorica da un lato e a quella essena. dall’altro. Sull’argomento fisiognomico in ambito siriaco: P. Eingelegt. Pythagoras: Legende . 7-25. §§ 119-161). G.n aujth. Il trattato di fisiognomica (introduzione. Leqach 6 (2005).) che descrive una sin­ tesi fra i «tratti (h[qh) dell’indole spirituale. introduzione. traduction et notes par L. per il testo greco: Peri. pp. shmei'a th'" fuvsew") degli stessi. tou' Puqagoreivou bivou. ajll∆ ejpi. j ambliQue . n. p. per mezzo dei tratti fisici [Pitagora] rendeva visibili quelle caratteristiche (che sono) invisibili nell’anima». Fisiognomica . a. p. compaia nel trattato pseudoaristotelico Fusiognwmwnikav 4 proprio con questo senso.Boston 2003). sia nei dati che lo storico espone nel­ la sua lunga descrizione degli Esseni (Bell II. pp. 2 3 «Analizzandone [scil. ejniauto. Qui Giamblico trasmette una 2 fonte risalente a Timeo di Tauromenio (IV-III sec. pp. raina) (Milano 21994). traduzione e note di Maurizio giangiulio (Milano 1991). qui utilizzato nel significato di «ca­ ratteristiche esteriori». L. 60. staab. XVII. enero-junio 2010. 203. borbone. La vita pitagorica.02 . «I due trattati di physiognomica attribuiti ad Aristotele». anche Flavio Giuseppe usa il termine con questa accezione in Bell II. proeirhmevnon perivzwma kai. pp. i quali sono di per sé stessi invisibili (ajfanav)» e i «segni caratteristici della natura» (ta.C. David S. In merito all’esperienza pitagorica mi è parso singolarmente utile il passo di Giamblico in De vita Pythagorica I. übersetzt und mit interpretierenden Essays versehen von Michael von Albrecht. 4 Cfr.Lebensgestaltung.Anonimo Latino.

pp. With chapters by George Boys-Stones. Parsons. h\qo" dokimavzetai kai." sumbiwvsei" oujdevpw. H. Giuseppe afferma che per l’ammissione alla comunità degli Esseni l’esame dell’h\qo" fa seguito alla verifica della «temperanza» (ejgkravteia) per la du­ rata di un anno e della «perseveranza» (karteriva) per altri due anni. A chi desidera far parte della loro setta non viene concesso di entrare immediatamente. h\qo" dokimavzetai) e solo allora. Seeing the Soul. swain (ed. H. ma lasciandolo fuori per un anno gli fanno seguire la stessa norma di vita. non costituisce ovviamente un dato che per­ metta di identificare gli Esseni con i Pitagorici: semmai testimonia il fenomeno di un contatto dei primi con la filosofia dei secondi. Goshen-Gottstein riguardo all’iden­ 7 tificazione essena dei testi di Qumran – potrebbe addirittura esser considerato «(137. doi: 10." a[xio" ou{tw" eij" to.n de. 141-147. Ian Repath. viene sottoposto a un esame del carattere (to.3989/sefarad. 60. p." aJgneivan uJdavtwn metalambavnei. provseisin me. Antonella Ghersetti. paralambavnetai de. kaqarwtevrwn tw'n pro. Infatti dopo aver dimostrato la sua fermezza (karteriva) per altri due anni. 7 seFarad. Jas Elsner. Dopo che in questo periodo di tempo egli abbia dato prova della sua temperanza (ejgkravteia). 6 M. Robert Hoyland. MI 2006). fanei. «Anti-Essene Traits in the Dead Sea Scrolls».Fisiognomica a Qumran 53 dovnte".n e[ggion th'/ diaivth/ kai.) 138. viene ammesso a un più completo esercizio della regola e ottiene acque più pure per la purificazione. A tale proposito rilevo che la mancanza di una precisazione temporale per l’esame dell’h\qo" «ne denuncia la diversità dalle altre due in merito alla modalità poiché l’esame dell’h\qo" avviene senza una partecipazione attiva del candi­ dato. Body and Character in Luke and Acts: the Subversion of Physiognomy in Early Christianity (Grand Rapids. è da supporre l’intervento di uno specifico esaminatore –il cui compito è da vedere descritto nell’uso del verbo che si può per l’appunto rendere con «esaminare».010. ga. dandogli una piccola scure e la predetta fascia per i fianchi e una veste bianca. In un contesto di analisi più generale –come osservò a suo tempo M.n th'" karteriva" ejpivdeixin dusi.n a[lloi" e[tesin to. C. págs. 51-68.) 138. meta.n 5 o{milon ejgkrivnetai . ejpeida.r th. in sé. 5 catastini. «Flavio Giuseppe e la filosofia degli Esseni». ma non ancora è introdotto nella comunità.). eij" ta. In questo passo riscontriamo un parallelismo con i «segni caratteristi­ ci della natura» (il termine è shvmeion) della fonte riportata da Giamblico. Piuttosto. se appare degno. VT 4 (1954). enero-junio 2010. vol. 70:1. issn 00037-0894. Il dettaglio fisiognomico.02 . Seeing the Face. Alla bibliografia generale sulla fisiognomica che ho citato nel mio contributo è adesso da aggiungere: M. Polemon’s Physiognomy from Classical Antiquity to Medieval Islam. dokimavzein– il quale opera in un tempo relati­ vamente breve per interpretare quei tratti fisiognomici che anche qui sono 6 indicati per metonimia nel termine h\qo"». goshen-gottstein. touvtw/ tw'/ crovnw' pei'ran ejgkrateiva" dw'/. and Simon Swain (Oxford 2007). S. viene ascritto alla comunità».

«Recherches sur un horoscope en langue hébraïque provenant de Qumran». II. P. pp. Popović. Ph.1 (Brescia 1997). «Physiognomy.010. J. in E. col. Altri particolari hanno fatto pensare alla presenza di una componente astrologica: il termine «colonna» (‫ :עמוד‬fr.Boston 2007).). «6. pp. III. 3).). a una misteriosa «pietra di granito» (‫ :אבן צונם‬fr. pp. DSD 5 (1998). An­ zitutto. In particolare.). in M. non si può dire con certezza quale fosse il numero di costoro. Initiation. pp. a qualcosa di «spaventoso» (‫ . bernstein. 766 (4Q534). schäFer (eds. col. per due Su questi manoscritti è stata prodotta un’ampia bibliografia. si veda F. Published in Honour of Joseph M. H. «4QMess Ar (4Q534)». delcor. in caratteri sia quadrati sia ar­ caici. r. II. col. págs. Tuttavia. la menzione. issn 0037-0894. col. 387-390: 389-390. in H. Il contenuto riguarda la forma di parti del corpo di alcuni soggetti presi in esame: poiché il testo è fram­ mentario. 1. I testi che manifestano un marcato carattere «fisiognomico» sono 4Q186. La legittimità d’una tale compara­ zione –ovvero tra i Pitagorici e la comunità di cui si parla nella Regola– è giu­ stificata soprattutto da due motivi: la presenza di testi che si possono facilmente ricondurre alla pratica dell’esame fisiognomico e le testimonianze di procedure di ammissione a una comunità. 742-743 (4Q186). «The Essene Position on Magic and Divination». III. r. and Rank in the Qumran Community». 9 seFarad. su 4Q186 quale testo con cui si esamina un iniziando: Ph. 1. schürer. 385-394: 391. 1.54 alessandro catastini un tratto anch’esso autonomamente comune di più organizzazioni comunitarie. pp. RQ 20 (1966). enero-junio 2010.3989/sefarad. il quale presenta numerosi aspetti che hanno attratto l’attenzione degli studiosi. martone (Brescia 1996). da sinistra a destra. I rotoli del Mar Morto. II. Festschrift für Martin Hengel zum 70. in questo caso ritengo possibile procedere ulteriormente. r. 369-370. S. Cambridge 1995. garcía martínez (a cura di). 474-479: 475. 51-68.C . da taluni interpretato nel senso di «costellazione». edizione italiana a cura di C. vol. Storia del popolo giudaico al tempo di Gesù Cristo (175 a. garcía martínez. a) 4 QCriptyc (4 Q186)». canciK. 8 Cfr. 1. 70:1. 1). lange. Physiognomics and Astrology in the Dead Sea Scrolls and Hellenistic-Early Roman Period Judaism (Leiden .C. alexander. II. a non meglio identificati «segreti» (‫ :נצר[ו]ת‬fr. La lacunosità del manufatto concorre purtroppo a mantenere a prima vista oscuri alcuni altri particolari: un riferimento all’impurità (‫ :טמא‬fr. R. assieme alla scrittura ebraica. r. Baumgarten (STDJ 23) (Leiden 1997). Proceedings of the Second Meeting of the International Organization for Qumran Studies. 9 7). J. 2). F. per le singole editiones principes. M. A. r. Testi di Qumran. Per la bibliografia.מיראות‬fr. si veda quella raccolta in M.02 . 8 4Q534 e 4Q561 e di particolare interesse si rivela il primo di essi. alexander. Legal Texts and Legal Issues. 1. convive il greco e talora l’andamento della scrittura prosegue in maniera che è inversa per l’ebraico. ampliando la ricerca all’interno dei testi del Mar Morto. davila. col. Reading the Human Body. doi: 10. lichtenberger. S. KamPen (eds. 521-542: 529. pp. Band 1: Judentum (Tübingen 1996). 4). Geburtstag.135 d. 768 (4Q561). esso riproduce un testo composto parzialmente in maniera cosiddetta «criptica»: infatti. Geschichte-TraditionReflection.

seFarad. F. 9). r. rr. 474. 5-6. al fr. Initiation. stegemann. 1. pp. alexander. Initiation. II. «6. rr. l’accostamento alla 10 cosiddetta «Dottrina dei Due Spiriti» dall’altro. and Rank». 11 Cfr. II. col.010. doi: 10. 2. 1. 2. «6. I rotoli del Mar Morto». r. col. nell’altro come «animale» (‫ :בהמה‬fr. garcía martínez. col. 7-8. 13-IV. pp. col. págs. su base maggioritaria. R. col­ 11 legandolo alla questione del predeterminismo e del dualismo di Qumran.02 . col. col. fr. in D. 79-94: degli ultimi tre studi si tratterà ampiamente più oltre. veenstra (eds. 8). «Body Parts in Barkhi Nafshi and the Qualifications for Membership of the Worshipping Community». 1. M. l’appartenenza dell’esaminato e quindi la sua idoneità a una eventuale ammissione. Liturgical and Poetical texts from Qumran: Proceedings of the Third Meeting of the International Organization for Qumran Studies. and Rank». F. «Physiognomy. 389. 1. delcor. nell’un caso con l’espressione «nel piede del toro» (‫ :ברגל השור‬fr. 8. 4. r.). È peraltro sintomatico come la combinazione dei vari elementi ricordati conducano alla formulazione di una sorta di destino dell’esaminato: «sarà povero». Oslo 1998. In 4Q186 viene esposto un metodo di esame nel quale le componenti astro­ logica e fisiognomica sono tra loro in stretta relazione. 1. III. Le varie interpretazioni di questo testo sono riconducibili ad alcuni puntichiave: il legame tra astrologia e fisiognomica da un lato. 6-8) ed è descritto per le parti di luce o di tenebra che esso può avere. 9) in riferimento al momento di una «nascita» (‫ :מולד‬fr.3989/sefarad.Fisiognomica a Qumran 55 volte. Published in Memory of Maurice Baillet (Leiden 2000). Il computo finale di queste parti corrisponde al numero nove e in base alle loro proporzioni viene definita. II. pp. R. The Metamorphosis of Magic from Late Antiquity to the Early Modern Period (Leuven 2002). Qumranica Minora II: Thematic Studies in the Dead Sea Scrolls (Leiden 2007). si sono dichiarati favorevoli all’accostamento: H. garcía martínez. In 10 In particolare. «Magic in the Dead Sea Scrolls». 9). r. p. rr. 95-131: 126. Infine. col. Sapiential. G. I. col. II. II. è da ricordare quella che costituisce probabilmente l’informazione più importante rimastaci del documento: il richiamo a uno «spirito» (‫ )רוח‬dell’individuo preso in esame. brooKe. 70:1. J. p. 1. II. «Zu Textbestand und Grundgedanken von 1QS III. I. alexander. «Physiognomy. bremmer and J. pp. rr. 51-68. 2. 533 . fr. fr. In ciò che rimane del testo.. K. r. I rotoli del Mar Morto». FalK. 14-33 = id. E. vol. alexander. viene infatti sentenziato (‫יהיה‬ ‫ :עני‬fr. 9 ricorre di nuovo il termine. 1. in fr. 109130: 128-129. p. Sin dai primi studi dedicati al manoscritto non si è mancato di sottolineare questo aspetto. col. I. «Recherches». 26». 9. col. alexander.). RQ 13/49-52 (1988). ma le lacune non permettono di sapere quale fosse l’ani­ male) da connettere al soggetto preso in esame. in J. vi viene fatto riferimento tre volte (fr. schuller (eds. enero-junio 2010. r. del «toro» (‫ :שור‬in entrambi i casi. issn 00037-0894.

). In tal senso. «Astrologie juive ancienne». o «parti»: i se­ gni che seguono il sole. 115118. attraversa 36 decadi corrispondenti ai dodici segni. ove il primo quadrante corrisponde al solstizio d’inverno. il cerchio è diviso in quattro quadranti. II (Leiden . 5.). Biblical Perspectives: Early Use and Interpretation of the Bible in the Light of the Dead Sea Scrolls. H.) Encyclopedia of the Dead Sea Scrolls (Oxford 2000). Il riferimento al «piede del toro» riguarderebbe pertanto il momento in cui l’individuo fu concepito e non quando nacque.010. 189-205. Flint and J. 16 bouché-leclercQ. pp. L’Astrologie grecque (Paris 1899). id. vol. segno zodiacale. «Ancient Jewish Astrology. A partire da questo dato.Boston Köln 1999). W. predizione 14 sulla condizione sociale. approssimativamente un mese): ne conse­ gue che il sole. 3. 130-132. Schmidt e M. la luna e i segni notturni lo sono in autunno e inverno. An Attempt to Interpret 4QCryptic (4Q186)». seFarad. págs. in M. o «se­ gni notturni». «Horoscopes in the Qumran Scrolls». Secondo Schmidt l’oroscopo veniva determinato sulla base del concepimento: l’opinione è conseguente all’interpretazione del termine ‫ מולד‬quale forma hofal («generato») e al collegamento con un metodo 15 oroscopico «caldaico» riportato da Censorino (III sec. L’Astrologie grecque. o «segni diurni».). 1996 (Leiden 1998). 51-68. stone. Il primo isola in cinque componenti la struttura del metodo d’esame applicato in 4Q186: 1. che ha inizio con il Capricorno. schmidt. E. in L. p.»אסטרולוגיה וגירה קדומה בקומראן‬Qadm 30 (1997). 126. nel suo percorso annuale. «Astrologie juive ancienne: Essai d’interprétation de 4QCryptique (4Q186)». The Dead Sea Scrolls After Fifty Years. in P. E. 4. e quelli che seguono la Luna. «Astrologie juive ancienne». M. pp. descrizione spirituale sulla base delle parti di luce e di tenebra. corrispondenti alle quattro sta­ gioni. id. bouché-leclercQ. «Horoscopes».3989/sefarad. 155-157..02 . albani. vanderKam (eds. 12-14 May. albani. Ogni segno zodiacale viene diviso in tre decadi (quindi. con rimando ad A. C. RQ 18/69 (1997). pp. G. descrizione fisica del soggetto. Queste decadi si suddividono a loro volta in 18 decadi diurne e 18 notturne. indi­ cazione della «colonna» (‫ )עמוד‬cui questi appartiene. «‫ . Albani hanno formulato in proposito delle te­ orie piuttosto articolate. 377. A Comprehensive Assessment. pp. J.C.. chazon (eds.56 12 alessandro catastini 13 particolare F. schiFFman. 370-373. I segni zodiacali sono ripartiti in due gruppi. enero-junio 2010. il sole e i segni diurni sono predominanti in primavera ed estate. Schmidt passa poi a definire le parti di luce e di tenebra sulla base dei sistemi zodiacali della tra­ 16 dizione alessandrina. 12 13 M. doi: 10. 14 15 schmidt. pp. issn 0037-0894. Proceedings of the First International Symposium of the Orion Center for the Study of the Dead Sea Scrolls and Associated Literature. vien fatto riferimento alla rappresentazio­ ne di un cerchio zodiacale attestato nei papiri oroscopici greci con direzione oraria. C. 125-141. p. schmidt. mentre lo è in direzione antioraria in alcuni mosaici delle sinagoghe di Galilea. 2. d. vanderKam (eds. l’oroscopo sarà determinato dal decano in cui sia da situarsi il F. pp. pp. 70:1. 279-330.

issn 00037-0894. págs. Popović. n. pp. vede nel «piede del toro» l’ascendente del soggetto preso in esame ed è partendo dalla posizione dell’ascendente al momento della nascita che si spiegherebbero le parti di luce e di oscurità: nella fattispecie. sei di esse si troverebbero al di sopra dell’orizzonte mentre tre sarebbero ancora al di 19 sotto. 4Q186 non sarebbe pertanto un testo settario. poiché ciò non collimerebbe con il dualismo assoluto degli Esseni di Qumran. questi ritiene che 4Q186 testimoni l’uso divinatorio della fisiognomica per de­ terminare l’oroscopo e la natura dello «spirito zodiacale» di una persona. p. poiché basato sul rapporto della distribu­ zione di luce e di tenebra all’interno di un insieme di nove parti. enero-junio 2010. «Horoscopes in the Qumran Scrolls». Reading the Human Body. Reading the Human Body. schmidt. H. vol. lichtenberger. Albani. 155-163. seFarad. Popović. af­ fermando che solo come probabilità il riferimento alle parti di luce e di tenebra poterono essere interpretate a Qumran secondo le concezioni dualistiche dei testi settari. p. pp. «Astrologie juive ancienne». «Astrologie juive ancienne». ma «it is not necessary.3989/sefarad. albani. 19 20 21 22 23 albani. In questo modo si spiegherebbero le parti di luce e di tenebra che vengono attribuite 17 all’individuo e perché queste parti siano in totale di nove. 131. A seguito della sua ricostruzione. 305-309. Popović: 21 22 rigettando la teoria di Schmidt e accogliendo nella sostanza quella di Albani. 70:1. Schmidt conclude 18 che i testi oroscopici di Qumran non sarebbero da riferire alla comunità. sulla presenza di un dualismo «relativo» si sono convincentemente espressi: P. 139. La teoria di Albani ha avuto una elaborazione ulteriore a opera di M. to explain this terminology 23 only from that perspective». corrispondenti ai mesi della gestazione (3 x 9). wernberg møller. p. 51-68. 313. Come già Schmidt. dal canto suo. «Horoscopes in the Qumran Scrolls». The Manual of Discipline (Leiden 1957). da questo fino al momento della nascita verranno contate 27 decadi. 148 .02 . anche Albani ritiene che i testi oroscopici non riflet­ tano una pratica in uso presso la comunità di Qumran. p. Reading the Human Body. pp. p. 97. pp. 43. «Zu Textbestand». Schmidt osserva che 4Q186 parrebbe riflet­ tere una sorta di «dualismo relativo». nor desirable. Popović. Studien zum Menschenbild in Texten aus der Qumrangemeinde (Göttingen 1980). ma che la loro presenza nel sito fosse dovuta alla necessità di disporre di un documento di una dottrina 20 –l’astrologia– cui gli Esseni si sarebbero opposti. p. Di contro. stegemann. doi: 10.Fisiognomica a Qumran 57 momento del concepimento. ma farebbe parte di un «catalogo» fisiognomico vòlto a stabilire l’ascendente del segno zodiacale e la relativa suddivisione in parti di luce e di tenebra sulla 17 18 schmidt. 132-133. 67.010. 152-155.

alexander. and Rank». r. and Rank». I rotoli del Mar Morto». desumendone che vi si faccia riferimento a uno spirito che non è quello interiore dell’individuo esaminato. Popović ritiene che con ‫ רוח לו‬si intenda richiamare uno spirito esterno all’esaminando. Lo «spirito» di 4Q186 sarebbe in relazione col segno zodiacale e quindi la costruzione ‫ רוח לו‬non sarebbe da riferire allo spi26 rito umano. Initiation. issn 0037-0894. doi: 10. p. riescono a questo punto particolarmente istruttivi i precedenti 27 28 contributi di Ph. l’ipotesi di Popović è facilmente contestabile. Reading the Human Body. pp. Reading the Human Body. vol.רוח‬derivante da una riflessione sull’effettivo significato dell’espressione ‫ . 170-171. Brooke.3989/sefarad. alexander. 7. II. «6. La negazione del dualismo operante nello spiri­ to dell’uomo permette altresì allo studioso di introdurre un nuovo concetto per il termine ‫ . col. 28 29 brooKe. inoltre. «Physiognomy. «6. 24 25 26 27 Popović. 475. Initiation. J. 202-204.רוח לו‬ricorrente in fr. enero-junio 2010. I. págs. 30 seFarad. r. Reading the Human Body. 6 (ove la ‫ ו‬di 25 ‫לו‬è in lacuna): «there is a spirit for him» è l’interpretazione. alexander. pp. Tuttavia. 1. Popović. 70:1. pp. influenzerebbe la morfologia del corpo. 391.רוחו‬ D’altro lato. I rotoli del Mar Morto». «6. nei suoi punti fondamentali. 385-386. S. qualora ci si fosse voluti riferire al suo spirito interiore. 4. «Physiognomy. Il primo ha pertinentemente definito 4Q186 un «testo di fisiognomica astro­ logica» sottolineando la stretta relazione di complementarietà fra le due compo­ 29 30 nenti. III. Non s’intende qui entrare nel merito della questione astrologica. La particolare interpretazione dell’espressione ‫רוח לו‬ poggia sull’aprioristico rifiuto di un qualsivoglia collegamento con il dualismo espresso in 1QS.02 . «Body Parts». Alexander e G. «Physiognomy. col. alexander. peraltro. occorre nondimeno osservare che. uno spirito che. and Rank». argomenta Popović. 2. sarebbe stata impiegata la forma ‫. 51-68. col. è proprio grazie a un’attenta lettura di quest’ultimo testo che tale opinione deve essere rigettata. Popovič.58 24 alessandro catastini base dell’esame fisiognomico. 193.010. p. I rotoli del Mar Morto». r. p. bensì a quello zodiacale. alexander. alexander. bensì uno spirito esterno. avanzando l’ipotesi che servisse per l’ammissione a una setta. 474. Initiation. p. proprio a tale scopo il testo sarebbe volutamente criptico: poiché rivolto agli esperti e precluso agli altri. fr. ossia quale sia stato il metodo zodiacale utilizzato dall’autore del testo di 4Q186.

There are no clues in the extant text that the «house of light» and the «house of darkness» represent two fundamentally opposed. págs. albani. Popović. issn 00037-0894. La connessione fra i due testi in merito ai concetti di «luce» e «tenebra» è resa stringente. causal principles of reality and its constitutive elements. Nondimeno. mettendo in rilievo l’impor­ tanza che queste hanno all’interno degli inni 4Q434 e 4Q436. Ora il testo di 4Q186 recita. 190. 312-313. specialmente se messi in relazione (85-86) con le norme di integrità fisica richiesta ai componenti della comunità: norme che sono esplici­ tamente esposte nella Regola della Congregazione (1QSa II. 4-5) e in una delle copie qumraniche del Documento di Damasco (CD XV. Non ha quindi senso negare la presenza del dua­ lismo in 4Q186. la «Dottrina dei Due Spiriti» ci è pervenuta e tale dato permette di contestualizzare più correttamente 4Q186 rispetto a chi sembra ritenere che la presenza di più documenti costituisca un problema anziché un’opportunità. enero-junio 2010.02 . ha controbattuto principalmente il primo dei due. «Body Parts». Ancora. 3-9). seFarad. dopo il calcolo numerico (1. Popović obietta ad Alexander che questi non fornirebbe spiegazioni per il formarsi dei valori numerici delle parti di luce e di tenebra. doi: 10. simply be taken as an element of dualism 32 in the text. 8-9): ‫8וזה הואה המולד אשר הואה ילוד עליו 9ברגל השור‬ e questa è la nascita ]se usiamo la resa più ovvia per il termine. appartenenti al genere Bārekî Nafšî. therefore. pp. pp. «Horoscopes in the Qumran Scrolls». 70:1. nella Regola della Guerra (1Q11 VII. Reading the Human Body. 51-68. 4Q186] as dualistic. p. sotto la 31 32 33 BrooKe. come si vedrà. dall’impiego accessorio delle metafore «residenza/ casa» e «sorgente/cisterna». 15-17). II.010. contestandogli la legittimità dell’accostamento di 4Q186 alla «Dottrina dei Due Spiriti»: Without the context of the Two Spirits Treatise there seems to be no reason to interpret the light and darkness terminology of 4QZodPhys [scil.3989/sefarad. a dispetto di quanto vuol sostenere Popović sulla base di Al­ 33 bani. 300. 87-88. in particolare. vol.Fisiognomica a Qumran 59 Brooke ha mostrato come i «segni» (‫ )אותות‬di cui si parla in 1QS III 15 siano 31 da riferire alle caratteristiche fisiche degli uomini . Le posizioni di Alexander e Brooke procedevano in direzione opposta a quelle che Popović avrebbe elaborato e questi. The light and dark­ ness imagery cannot.

13-15: ‫31למשכיל להבין וללמד את כול בני אור בתולדות כול בני איש 41לכול מיני רוחותם‬ ‫באותותם למעשיהם בדורותם ולפקודת נגועיהם עם 51 קצי שלומם‬ Per l’Istruttore. non da quello in cui fu concepito. ch’egli parla di «testo di fisiognomica astro­ logica». anche se non ne condivido l’opinione che vede in 4Q186 il meccanismo per determinare l’oroscopo sulla base del concepimento (‫ מולד‬è un termine per il quale troppo ci si è spesi nel negarne il significato naturale). Il segno zodiacale è invece utile per definire le parti di luce e di tenebra procedendo a ritroso sulla base sicura della data di nascita e seguendo lo schema del cerchio zodiacale di Schmidt. von ostensacKen. si tratta di un appunto che non inficia il senso generale di quanto afferma Alexander dal momento. martone. Del resto. La struttura di questo passo è agevolmente comprensibile sulla base dell’uti­ 35 lizzo della preposizione ‫ . págs. 70:1. mi baso su C. issn 0037-0894. enero-junio 2010. È da ritenere giusta l’interpretazione di Schmidt che vede nel numero nove i periodi diurni e notturni della gestazione.3989/sefarad. cfr. tutt’altro che secondaria. la stessa successione del testo suggerisce un significato del genere: «egli ha uno spirito nella casa della luce (per) sei (parti) e (per) tre (parti) nella casa della tenebra. Edizione critica (Torino 1995). P. Invero. in particolare. avremo modo di tornare tra breve. Sorprendentemente. La «Regola della Comunità». Gott und Belial: Traditionsgeschichtliche Untersuchungen zum Dualismus in den Texten 35 seFarad. È a questo punto opportuno prendere in esame la «Dottrina dei Due Spiriti» nella sezione in cui vengono descritti i compiti dell’Istruttore (il Maskil). poiché questo è (il momento della) nascita nel quale egli fu generato: nel piede del toro»: il perno della valutazione è fornito dal momento in cui l’individuo fu generato. affinché istruisca e renda edotti tutti i figli della luce 13 sulla storia di tutti i figli dell’uomo 14riguardo le loro opere nelle loro generazioni e riguardo la visita del suo castigo e 15il tempo della sua ricompensa. Il terzo appunto che Popović muove ad Alexander è che questi non spie­ gherebbe adeguatamente l’espressione «nel piede del toro». non si sofferma sulla summenzionata non banale interpretazione di ‫ :אותות‬sulla questione.02 . infine. come si è già ricordato. ove la menzione del toro si pone in riferimento al segno zodiacale.60 alessandro catastini quale egli è stato generato: nel piede del toro. ossia 34 in 1QS III. 51-68.010. 34 Sulla struttura grammaticale determinata dall’utilizzo di ‫ ל‬in 1QS. doi: 10.ל‬In particolare prendendo spunto dall’indagine strut­ Per il testo di 1QS. 287-288) non dedica molto spazio alle osservazioni di Brooke. Popović (pp. vol.

13-IV. C. 37 Secondo lange. 36 A.010. Alcuni dubbi su questo schema sono stati avanzati da E. 14:5. 148-149: a) ‫. tigchelaar («’These are the names of the spirits of.למעשיהם בדורותם‬hinsichtlich ihrer Taten in ihren Generationen» c) ‫« . Wisdom and Apocalypticism in the Dead Sea Scrolls and in the Biblical Tradition (Leuven 2003). pp. in generale a Qumran: J. la ‫ ב‬avrebbe invece funzione di avverbio temporale. 24:6.3989/sefarad. Sal 12:8. senza contare che la scelta testuale del copista di quest’ultimo sia stata dettata dalla volontà di stabilire lo schema che si è individuato. mentre nei tre che seguono sono esposti i criteri valutativi per definire la natura degli uomini. «Cohérence structurelle et tensions internes dans l’Instruction sur les deux esprits (1QS III 13-IV 26)». RB 84 (1977). p. RQ 21/4 [2004]. issn 00037-0894. 38 seFarad.. Weisheitliche Urordnung und Prädestination in den Textfunden von Qumran (Leiden – New York – Köln). la preposizione ‫ב‬ serve a introdurre le modalità utilizzate per comprendere le «tipologie» degli 38 spiriti e le azioni degli uomini. C.ולפקודת נגיעהם עם קצי שלומם‬und hinsichtlich der Heimsuchung durch ihre Plagen gemeinsam mit der Epochen des Heils».. 37 C) secondo le loro azioni (riconoscibili) nelle loro generazioni D) e secondo la visita del loro castigo assieme alla definizione della loro ricompensa In A –ove viene introdotta la mansione dell’Istruttore– la ‫ ל‬ha funzione specificativa. duhaime. in relazione a 1QS IV. D è stilisticamente espressa dall’uso dell’endiadi tra B e C e della congiunzione all’inizio di C. C. doi: 10. 148. All’interno dei periodi B e C. lange. pp. Secondo l’accezione di Pr 30:11-14. che conclude l’esposizione. duhaime. RQ 19/75 (2000). pp. La connessione tra i periodi B.לכול מיני רוחותם באותותם‬ «hinsichtlich aller Arten ihrer Geister mit ihren zeichen» b) ‫« . 73:15. 2-14: id. 103-131: 107. Lange. 529-547: 541-542): questi ritiene che 4Q255 e 4Q257 conservino parte del «Trattato dei Due Spiriti» di 1QS e di conseguenza osserva che le piccole varianti dei manoscritti relative alle espressioni dovrebbero indurci a cautela nella valutazione dei dettagli di un singolo manoscritto. vol. B. Weisheit und Prädestination. pp. págs. «Les voies des deux esprits (1QS iv 2-14): “Une analyse structurelle”».594. mentre il periodo D si basa su quello che sarà il aus Qumran (Göttingen 1969). in F. 70:1. pp. enero-junio 2010. D: A) (È compito) del Maskil far conoscere e rendere edotti tutti i Figli della Luce sulla natura di tutti gli uomini: B) secondo le tipologie dei loro spiriti (riconoscibili) nei loro segni. Si deve tuttavia osservare che 4Q255 e 4Q257 potrebbero essere in questo caso portatori di innovazioni rispetto al testo di 1QS. pp. Lo schema di Lange è stato ripreso da J. si possono schematizzare i periodi in una suddivisione di tipo A.’: A Preliminary Edition of 4QCatalogue of Spirits (4Q230) and New Manuscript Evidence for the Two Spirits Treatise (4Q257 and 1Q29a)». 112:2. ove il termine ‫תולדה‬ serve a definire una disposizione d’animo.). 537-538.. 349-367. J. 26)». 566. Weisheit und Prädestination. «L’Instruction sur les deux esprits et les interpolations dualistes à Qoumrân (1QS III.Fisiognomica a Qumran 36 61 turale che ne è stata fatta da A.02 . 51-68. garcía martínez (ed.

la «Dottrina dei Due Spiriti»] as evidence of a person’s participation in light and darkness are virtues and vices. in AA. pp. pp. ingl.»הכרת פנים וסדרי שרטוטין‬in U. pp. concetto che si rivelerebbe incongruo all’interno del discorso. stegemann. such as 39 È stato G. 40 41 Ho già ricordato che Alexander e Brooke identificano in questi «segni» i tratti fisici che riflettono lo stato spirituale di una persona ed entrambi ammettono un legame tra la concezione delle «parti di spirito» espressa in 4Q186 e la «Dottrina 42 dei Due Spiriti» di 1QS III. Scholem prese le mosse dalla Fisiognomica di Rabbi Ishmael. Per quanto riguarda il termine ‫ . 31. 40 41 42 alexander. yadin (eds.010. Alexander vuole ad- dirittura prendere le distanze da un accostamento preciso: «The «signs» (otot) actually mentioned in the sermon [scil. «Physiognomy. è stata evidenziata la portata del ricorrere dei «segni» (‫ )אותות‬in entrambi i testi. «4QMess Ar (4Q534)». in id. anche J. azioni e retribuzioni escatologiche. duhaime. קובץ מאמרי מחקר . Y. Non abbastanza. J.02 . págs. licht. cfr. Aspects of the Dead Sea Scrolls (Jerusalem 21965). rabin. pp. ‫( ספר אסף. pp. cassuto. in Ch. issn 0037-0894. «Physiognomy. Initiation. scholem. 13-15. «Physiognomy. tuttavia. and Rank». mentre il tradizionale senso di ‘genealogia. 39 Scholem.). pp. לכבוד הרב שמחה אסף . bergmeier.)אותות‬che si rivela particolarmente interessante. ha ritenuto invece azzardata («gewagt») questa interpretazione. «Astrologie juive ancienne». Quellenstudien zu den Essenertexten im Werk des jüdischen Historiographen (Kampen 1993). Klausner. Initiation. «‫ . «An Analysis of the Treatise of the Two Spirits in DSD». che verte sulla definizione di spiriti. «Ein Fragment zur Physiognomik und Chiromantik aus der Tradition der Spätanticken jüdischen Esoterik». si deve osservare che il sostantivo non può essere tradotto con «generazioni». ove si prescri­ ve di esaminare gli «spiriti» (‫ )רוחות‬degli uomini per mezzo dei loro «segni» (‫ . guttmann (edd. In proposito. J. schäFer. 70:1. l’accezione è stata accolta da alexander. n. 18-26 [riass. Initiation. anche G.. seFarad.). «Zu Textbestand». p. 32-56: 40. 390-391. 51-68. che propose la traduzione con «natura»: a sostegno ulteriore. ove si distinguono le ‫ תולדות‬dei giusti e dei malvagi: l’accezione del termine vi figura come terminus technicus che trae il proprio significato direttamente dalla corrispondente radice ‫ ילד‬come avviene per il greco fuvsi" da fuvw e per il latino natura da nasci. P.תולדות‬ritengo sia da accogliere l’opinione di G. «‫שוקיים‬ ‫ . C. scholem. p..J. Bleeker (Leiden 1969). alexander. and Rank». schmidt. Di diverso avviso J. pp. II-III: «Legs as a Sign of Election»]: 18. Liber amicorum..VV. 173-193: 180. pp..62 alessandro catastini risultato finale dell’esame degli spiriti: le misure del castigo e della ricompensa.»סימן לבחירה‬Tarbiz 35 (1965). licht. enero-junio 2010. la relazione tra i due testi è stata negata da R. Cfr. ad avanzare l’ipotesi che il significato di «natura» fosse da riferire all’utilizzo di ‫ תולדה‬in 1QS.3989/sefarad. pp. pp. pp. discendenza’ sarebbe sufficiente a esprimere la procedura di determinazione del fato di un uomo per mezzo delle caratteristiche fisiche. 88-100: 89-90 e J. Studies in Honour of Professor Dr. brooKe. «Ein neues Fragment zur Metoskopie und Chiromantik». 390. 52-53. 84-95: 91-92. alle pp. 390-391 e davila. «Dualistic Reworking in the Scrolls from Qumran». vol.. 139. למלאת לו ששים שנה‬Jerusalem 1953). Ma è il periodo B. 87-88. doi: 10. 117-119. Die Essener-Berichte des Flavius Josephus. «Body Parts». CBQ 49 (1987). pp. 459-495: 477-479.. 369-370. and Rank». Hekhalot Studien (Tübingen 1988).

è proprio all’interno del brano comunemente definito «Dottrina dei Due Spiriti» che si spiega il significato di ‫ רוח לו‬in 4Q186. 13-14 si legge: . Initiation. M. Tuttaria. è significativamente esplicativa dell’impiego del sintagma ‫ רוח לו‬in 4Q186 e al contempo stabilisce un netto collegamento con la «dottrina dei Due Spiriti». Qumran Cave 4. M. 51-68. II. tutt’altro che secondario. 70:1. seFarad. 5-6. In 1QS. III. doi: 10. 88-89. J. pp. The declared principle seems to be «by their fruits shall you know them». 291294. págs. pp. 390. id. «An Astrological Cryptic Document from Qumran».ו‬ove convivono l’alfabeto greco (BB).010. Questa lettura ha destato perplessità tra gli studiosi. allegro.‫31למשכיל להבין וללמד את כל בני אור בתולדות כול בני איש 41לכול מיני רוחותם‬ (È compito) del Maskil far conoscere e rendere edotti tutti i Figli della 13 Luce sulla natura di tutti gli uomini 14secondo le tipologie dei loro spiriti.02 . La lettura come taw dell’alfabeto fenicio richiede che del segno sia qui presente la sola parte sinistra della croce formata dalle due linee nella forma ×. Allegro. a richiamare non già direttamente lo spirito dell’esaminando. Questa precisazione.. 7-8: ‫7 רוח לו בבית האור שש ושלוש בבור 8 החושך‬ Uno spirito per lui: nella casa della luce sei (parti) e tre nel pozzo 8delle 7 tenebre La lettura ‫ בבור‬riguarda uno dei termini in scrittura «criptica» presenti nel manoscritto: BB’‫ . Vi è un dato ulteriore. La lettura della yod sarebbe giustificata dalla sua supposta somiglianza alla waw presente in 4Q186. lesse come segue in 1.Fisiognomica a Qumran 63 humility. «Physiognomy. greed and deceit. But the language is highly suggestive and the pos­ sibility cannot be ruled out that those signs may have been extended to include 43 physiognomic criteria». and Rank». Tuttavia.בבית‬che peraltro si uniformerebbe alla terminologia impiegata più oltre nello stesso manoscritto – 1. bensì la tipologia di tale spirito: la ripartizione delle parti di luce e di tenebra hanno questo fine. Ora. utile a confermare siffatto collegamento.I (4Q158-4Q186) (Oxford 1968). mentre rimane in questione l’interpretazione dell’ultimo segno. J. issn 00037-0894. vol. III. si deve osservare che il manoscritto non 43 44 alexander. l’impiego di ‫ רוח לו‬in 4Q186 serve. attraverso la forma indeterminata. charity. ritengo. p. JSS 9 (1964). quello ebraico (‫ )ו‬e un segno dalla difficile interpretazione (’).3989/sefarad. i quali in maggioranza hanno preferito emendare la lettura di Allegro in ‫ . che curò l’editio princeps del 44 manoscritto. enero-junio 2010.

010.64 alessandro catastini presenta danneggiamenti che giustifichino l’assenza della parte destra del segno e. 7 e 1.מעין‬ seFarad.. והוא ברא אנוש לממשלת 81תבל וישם לו שתי רוחות להתהלך בם עד מועד פקודתו‬ . Un meccanismo analogo è apprezzabile nel ‫ בבית‬che precede poco prima e che è scritto nella forma BB∠×. Un’alternativa potrebbe essere quella di intendere il segno come la risultante di una voluta modificazione finalizzata a rendere ancora più criptica la lettura: ad esempio. issn 0037-0894. Sulla base di queste osservazioni la lettura da prediligere è di conseguenza ‫. Si può osservare in proposito da un lato che i criteri di crittazione non ci sono comunque noti.3989/sefarad. Il copista. III. si deve ascriverglielo a merito. III. quest’ultimo presenta un ductus più morbidamente arrotonda­ 45 to rispetto alla stessa parte del medesimo segno ove esso ricorre in 4Q186. una sorta di reš rimpicciolita e mancante di una parte del «tetto». Essi sono gli spiriti 19di verità e di ingiustizia. 5. págs. doi: 10. in quest’ultimo caso. 51-68. 7-8: 1QS III. and Rank») leggono ‫.מבית‬di contro ai ‫ בבית‬di 1. per l’interpretazione di questo segno. d’altro lato.בבור‬ A questo punto. ha un angolo più netto e acuto. III.Egli creò l’uomo per sovrintendere 18al mondo e pose in lui due spiri­ 17 ti affinché egli procedesse secondo la loro conformità fino al momento della 46 Sua visita. è opportuno soffermarsi su quanto degli spiriti viene detto in 1QS III.. Un’altra riflessione è opportuna in merito alla differenziazione tra yod e waw. enero-junio 2010. Nella residenza 45 Sono grato. vol.02 . la nostra parola criptata mostra di contenere una waw anziché una yod. In 1. Initiation. di crittare una lettera che in 4Q186 1. a Corrado Martone (Università di Torino) per le sue osservazioni di carattere paleografico. Ci si potrà chiedere quale sia stato il senso. ma intese riprodurre fedelmente i singoli antigrafi nelle loro peculiarità grammaticali e grafiche. 17-19 e in 4Q186 II.. che questo manoscritto costituisce chiaramente una raccolta di vari esami che erano stati precedentemente redatti in forma indivi­ duale e non sempre seguendo uno schema stilisticamente precostituito: fa fede in tal senso l’utilizzo della preposizione ‫ מ‬nel ‫ . ove la yod fenicia è mancante dei due trattini superio­ ri orizzontali. 17-19 ‫71 . 46 Alcuni (tra questi lo stesso AlexAnder. al contrario. dall’altro.. 70:1. non operò un’arbitraria nor­ malizzazione stilistica. «Physiognomy. 5 è invece riprodotta correttamente. II. Rispetto a tali caratteristiche. la seconda.‫הנה רוחותם 91האמת והעול במעון אור תולדות האמת וממקור חושך תולדות העול‬ . 5 disponiamo di un eloquente confronto tra le due lettere nella parola ‫ :רגליו‬la prima mostra un angolo più arrotondato e relativamente ampio tra il «tetto» e la linea orizzontale.

p.. specialmente se messi in relazione (pp. 4-5) e in una delle copie qumraniche del Documento di Damasco (CD XV. «Body Parts». brooKe. «Horoscopes». 47 47 alexander. duhAime. 87-88. vol. enero-junio 2010.010. págs.. p. 3-9). dall’altro a quello delle acque. Se consideriamo poi le parole di 1QS III. Di conseguenza. and Rank».ו‬D’altro lato. and Rank». 48 seFarad. doi: 10. 390). alexander. i «segni» sono chiaramente da identificare 48 con le caratteristiche fisiche. «Dualistic Reworking». alexander. ha mostrato come i «segni» corrispondano effettivamente alle caratteristiche fisiche. 4Q186 II. Alexander afferma esservi un richiamo tra i rispettivi usi di ‫ בית / מעון‬e ‫ . 12-16. norme che sono esplicitamente esposte nella Regola della Congregazione (1Qsa II. p. ha preferito non stabilire questa corrispondenza. appare inappropriata la tesi di Popović. 87-88). 70:1.3989/sefarad.egli [scil.è a mio parere indubitabilmente quello di una ‫ . sempre in riferimento alle norme che il Maskil deve osservare per la valutazione degli uomini (sulla relazione tra la figura del Maskil e i testi fisiognomici di Qumran si sono favorevolemente espressi: alexander. 390. che vuol vede‘sorgente’. Initiation. brooKe. AlexAnder (p.‫7רוח לו בבית האור שש ושלוש בבור 8החושך וזה הואה ומולד אשר הואה ילוד עליו‬ . pp. p.בור / מקור‬In effetti. «Body Parts». «Physiognomy. in questi passi i riferimenti concettuali a una residenza/ casa della luce e a una sorgente/cisterna della tenebra veicolano un legame semantico significativo per poter dire che vi si parla della stessa cosa: in altri termini. si capisce cosa si intenda quando si vuole esaminare la natura degli uomini «secondo le tipologie dei loro spiriti (esaminati) per mezzo dei loro segni»: una volta trovato il collegamento con un testo fisiogno­ mico. «Physiognomy. ma la forma della terza lettera -nonostante la ben nota somiglianza tra ‫ ו‬e ‫ י‬a Qumran. I rotoli del Mar Morto». albani. 13-15 e segnatamente quelle del periodo B). che pure ha individuato il nesso di 1QS con il testo fisiognomico 4Q186. and Rank». 320. «6. pp. 15-17). «Physiognomy.Fisiognomica a Qumran 65 di luce si trova la natura della verità e dalla sorgente di tenebra proviene la natura dell’ingiustizia. nella Regola della guerra (1QM VII. 40. 51-68. Initiation. ‫ מעין‬è lettura arbitraria conseguente alla volontà di stabilire un parallelismo con ‫ :מקור‬cfr. 13-15 rende più perspicuo anche quanto viene detto in IX. issn 00037-0894. come nel caso in questione. il rapporto tra i due testi è stabilito e rafforzato dall’utilizzo di termini appartenenti da un lato al campo semantico delle abitazioni. 475. p. 7-8 .02 . Si deve aggiungere che una comprensione «fisiognomica» del testo di 1QS III. 390. p. la cupidigia e la falsità dall’altro. assimilando i «segni» a sentimenti come l’umiltà e la carità da un lato. mettendo in rilievo l’importanza che queste hanno all’interno degli inni 4Q434 e 4Q436. 391. Initiation. l’esaminato] ha sei parti nella casa della luce e tre parti nella 7 cisterna 8della tenebra. appartenenti al genere Barekî Nafšî. 85-86) con le norme di integrità fisica richiesta ai componenti della comunità.

in J. se si procede a indagare i det­ tagli: se da un lato sia in Flavio Giuseppe che nella Regola si parla dell’uso della fisiognomica. pp. di una pianta e di una pietra [il corsivo è mio]. G. a questo punto. Pettinato. ove evidentemente era l’Istruttore stesso 49 Cfr. enero-junio 2010. la sua interpretazione è la seguente: Fine del regno del re del paese 49 occidentale». 114-115. sollberger (Eds. weidner. nel caso della Regola. 51-68. N. 150-176: 171. Popović.66 alessandro catastini re. edwards. Dead Sea Discoveries 13 (2006). págs. sta­ volta in seno alla comunità stessa. in connessione con il toro. Questa dipendenza dalla tradizione babilonese. inoltre. Gestirndarstellungen auf babylonischen Tontafeln (Wien – Graz 1967). più o meno 51 preziosa».). boardman. È vero. con ampia bibliografia.3989/sefarad.010. (Cambridge 21991). III. inoltre. 50 Pettinato. G. ma v’è un dato in più. retrocede dalla testa [il corsivo è mio] di Leone e tocca Cancro e Gemelli. sulla questione in generale si veda. La scrittura celeste.02 .C. seguiti dalla menzio­ ne di un albero. 206. I. 276292. 70:1. il modo elusivo di accennare all’argomento rispondeva alla necessità di mantenere lo stesso riserbo. pp. ad esempio in un testo del capo scriba Issar-šumu-ereš (viii sec. The Assyrian and Babylonian Empires and other States of the Near East. ci aiuta a definire anche il carattere della «pietra di granito» che viene menzionata in 50 4Q186. che in Flavio Giuseppe poté esser tale per il rispetto portato ad alcune notizie acquisite ma sulle quali si dove­ va mantenere il riserbo. è d’altro lato il modo in cui se ne parla che deve farci riflettere. issn 0037-0894. p. In due elenchi babilonesi delle costellazioni zodiacali. Interdisciplinarity. id. and Astronomy». tratti da E. 115-116. hammond. Un parallelo significativo di questo tipo di congiun­ zioni è testimoniato nei testi astrologici babilonesi. pp. A. per l’importanza dell’influsso dei pianeti sulle costellazioni.2. from the Eighth to the Sixth Centuries B. and Secrecy». 17-18. L. «Babylonian Mathematics.. ciascun segno è accompagnato dal «nome di un tempio o di una città. pp. pp. 51 seFarad. M. F. The Cambridge Ancient History. ove sono riportati gli elenchi. il riferimento a uno «spirito» animale esterno all’uomo. doi: 10. che il confronto tra la descrizione degli Esseni fornita da Flavio Giuseppe e il testo della Regola della Comunità condivi­ dono un elemento che è stato possibile individuare grazie all’esame di un manoscritto ulteriore. La nascita dell’astrologia in Mesopotamia (Milano 1998). a. S. Questo è da considerare un dettaglio dal preciso significato all’interno di una rappresentazione figurata dello zodiaco: nell’ultima decade del segno il pianeta Mercurio incontra il passaggio del sole nella costellazione ed è da intendere che la posizione di quest’incontro si trova all’interno della zampa anteriore dell’animale. vol. Si può fare poi una considerazione ulteriore in merito al «piede» del Toro. Si tratta di un modo nascosto. «Physiognomic Knowledge in Qumran and Babylonia: Form. La scrittura celeste.) è dato leggere: «Quando Marte. Astrology. E. E.C. aaboe.

I rotoli del Mar Morto». 475.02 . 51-68. doi: 10. «Horoscopes». vol. issn 00037-0894.010. «6. enero-junio 2010. p. albani. págs. Che questo de­ siderio di segretezza fosse effettivo e reale viene infine confermato dalla 52 composizione «criptica» di 4Q186. è d’altro lato evidente che l’accidentale conoscenza delle norme di analisi da parte di coloro che ambivano all’ammissione avrebbe potuto falsare la prova. p. 372.3989/sefarad. 70:1. Recibido: 18/08/2009 Aceptado: 26/04/2010 52 alexander. seFarad.Fisiognomica a Qumran 67 a padroneggiare i dettagli dell’esame fisiognomico.

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