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Miti e leggende nordiche, Salvatore Tufano, appunti

I miti e le leggende non vengono prese sul serio, spesso provocano riso e così gli attributi “scientifico\non scientifico” diventano “serio\divertente”. In altri casi portano sono avvolti da oblio, si vedano per esempio Nietzsche, l’opera del Cristianesimo, l’eccessiva importanza che viene data alla mitologia greca. Con il termine “nordico” intendiamo l’insieme abbastanza omogeneo di culture che da un periodo (III millennio a.C.) hanno conservato notevoli tratti comuni. Le fonti possono essere archeologiche o scritte, nell’ultimo caso si vedano i compendi islandesi del XII sec che sono l’Edda in prosa o poetica. All’inizio c’era un enorme abisso (simbolo del nulla): GINNUNGAGAP (GINN=magia GENA=baratro spalancato). A nord del baratro si estende la regione dei ghiacci eterni, gelo e la fittissima nebbia: NIFLHEIM (casa della nebbia). Al centro di Niflheim c’è un pozzo gigantesco in cui enormi masse d’acqua si agitano raggiungendo temperature altissime, bollendo e rimbombando senza sosta. Questo pozzo, sorgente di tutti i corsi d’acqua del mondo, si chiama HVERGELMIR (caldaia tonante). Nell’ELVIGAR, <<flutti tempestosi>>, si infrangono smisurate onde ghiacciate, formando una spessa coltre di gelo che ricopre tutto il GINNNGAGAP. Dal sud arriva il calore delle altissime fiamme che divorano incessantemente il MUSPELLHEIM (casa dei distruttori del mondo) regione dove regna la forza primordiale e terrificante del fuoco selvaggio, non ancora addomesticato dalla civiltà. Ymir: il gigante nato dalla terra La figura di un macroantropo c’è in molte culture ma la prima sembra essere quella nordica (Tacito). Il freddo e il caldo dell’universo primordiale incontrandosi diedero origine ad un tepore benefico consentendo la formazione di fecondissime gocce di gelo fuso. Da queste particelle di caos nacque Ymir, progenitore delle prime imponenti forze del male: I giganti del Gelo. Ymir (fatto di terra e fango), chiamato <<padre e madre dei giganti>> (quindi androgino) sdraiato copriva tutta la terra. Dentro di se aveva un fuoco potentissimo perciò anche la sua temperatura corporea era altissima, da qui l’appellativo AURGELMIR (colui che fa bollire il fango). Quando era stanco giaceva sulla materia che lo aveva generato. In uno di questi momenti, mentre dormiva cioè, da alcune gocce di sudore depositate nell’incavo della mano sinistra nacque la prima coppia di esseri giganteschi cui ignoriamo i nomi. Analogamente dal secreto maleodorante dei piedi nacque un gigante a sei teste, THRUDHELMIR (il gigante che rumoreggia con forza), padre di BELGEMIR, che salverà dall’estinzione i suoi simili. Ad ogni goccia del sudore ascellare di Ymir, che erano perpetue, portava in se il germe della vita di un gigante: così nacquero un casino di giganti malvagi. Dalla spuma originatasi dalla fusione del ghiaccio era nota anche ADHUMULA (la nutrice) una enorme vacca alle cui poppe Ymir trovava refrigerio e nutrimento. Le sue poppe potevano generare fiumi di latte, Adhumula si nutriva solo leccando le cime delle maestose montagne di ghiaccio. Da questi ghiacci perenni la vacca trovava una sostanza salata ricchissima di elementi fecondanti. A furia di slinguazzate il primo giorno modellò dei capelli, il secondo un volto, il terzo completò l’opera e nacque BURI (il generante). Buri era bellissimo e forte, ma non potendo andare avanti da solo un giorno si fabbricò (era androgino) un figlio a sua immagine e somiglianza, BOR (il generato). Bor non volendo seguire le orme del padre si unì a BESTLA, figlia del gigante BÖLTHORN (spina del male). Ebbero tre figli destinati a rivoluzionare l’ordine delle cose: ODINO, VILI e VE’ esseri dotati anche di intelligenza oltre che di forza. Questi 3 ingaggiarono una dura lotta contro Ymir per avidità di potere, Ymir perì colpito violentemente alla testa. Il sangue schizzò fuori copioso provocando un diluvio rutilante, travolgendo ogni cosa ma BELGERMIR riuscì a salvarsi insieme alla moglie aggrappandosi ad un tronco cavo. La carcassa di Ymir precipitò nell’abisso, tra io resti c’erano delle larve, germi inconsapevoli di nuove vite. Odino e Co. Diedero alle larve intelligenza e coscienza e dalle larve nacquero i primi gnomi, esseri di statura minuscola progenitori di nani ed elfi. Odino Vili e Vé presero il cranio di Ymir e ne fecero la volta celeste, per sostenerla ingaggiarono 4 nani: Austri, Vestri, Nordhi, Sudhiri. Alcuni frammenti incandescenti (meteoriti) che giungevano

Introduzione

Lo scenario mitico: l’universo primordiale

I rami dell’albero sono abitati da animali con doti magiche. I due cavalli erano così veloci da fare il giro del globo in dodici ore Nott chiamò il suo Hrimfaxi (gelida criniera). Ma gli dei avevano già creato il sole da una favilla incandescente. lasciando traccia di se in ognuno. I capelli generarono foreste così fitte che la luce del giorno non riesce a filtrare. il sangue il magma. Natura e miti Uno dei primi abitanti dell’universo fu MUNDILFARI che ebbe due figli: un maschio e una femmina. Nott non trovando l’anima gemella trascorreva notti inquiete fino a che conobbe Dellinrgr (giorno di primavera) e se ne innamorò. Non appena arriva Nott si lancia al galoppo Dagr con Skinfaxi (luminosa criniera). La terra fu sollevata dagli abissi marini. -Vanaheim (dimora dei Vani) territorio divino per gli dei Vani. Gli dei si vollero congratulare per la bellezza del figlio e regalarono alla coppia cavalli e un carro ricchissimo. ed è una visione dell’universo come essere organico (comprendente il bene e il male). Per questo i vecchi raccontano ai nipoti la storia perché non cadano nei pozzi. Nott sposò Naglfari (oscurante) e dalla loro unione nacque Audhr (spazio – inteso come universo). Ma Mani si sentiva solo e così rapì Bil e Hinki. Duneyrr e Durathror. Erano molto belli con colorito rosso e guance paffute. Dagr (giorno). Il corteo passa su Bifrost (tremula vita). Ogni giorno Sol va col carro da Est verso Ovest inseguita da un lupo spaventoso Skoll (il traditore). Vili l’intelletto. con carnagione scurissima e capelli neri. Con le sopracciglia di Ymir al centro delle terre emerse crearono un territorio destinato a proteggere gli uomini dai giganti: il MIDHARD (terra di mezzo). l’uomo si chiamò ASKR (frassino) mentre la donna EMBLA (olmo o vite). Anche Mani era inseguito da una bestia della strega. L’immagine può riportare alla leggenda secondo la quale Odino si sarebbe impiccato per acquisire la sapienza magica. quattro cervi dal collo ricurvo ma recano un danno minimo. tra gli occhi di questa c’è VedhrofÖlnirm un falco dallo sguardo terrificante. Lo scheletro di Ymir formò le catene montuose. Uno dei primi giganti dello Jöthunheim fu Nörfi che aveva una figlia di una bellezza selvaggia chiamata Nott (notte). -Il mondo degli elfi chiari e scuri -Midhgard . In un’altra versione ci sono Odino. Attraversa: -Asgardh (recinto degli Asi): dimora della principale famiglia dei dei. da allora proiettano la loro luce: sono gli astri. I due fecero un figlio. dovevano punirli. sposa di Glenir (splendore) fu presa e mandata a guidare il carro che portava il sole. il lupo Hati (odio\nemico).dal Muspellheim furono precipitati nell’abisso. Ma non si accontentò di un marito e sposò anche Annarr (secondo) dal quale ebbe una figlia chiamata JÖrdh (terra). il ponte che collega gli dei agli uomini. A Mani fu affidato il carro della Luna. vanno in una magnifica radura dove c’è Yggrdasil. due bambini che stavano guardando la luna dal riflesso di un pozzo. Un portentoso mantice provvedeva a raffreddare i ventri dei cavalli. trainato da due possenti destrieri ARVARKR (prima veglia) e ALSUIDHR (supremo nella forza\molto saggio). la foresta di ferro. Hoenir e Lodhurr ma qui trovano corpi senza vita. affascinante e terrificante nello stesso tempo. da una strega orribile che oltre a lui generò un casino di bestie fameliche. trainati dai leggendari animali dal pelo d’oro. dando luogo a laghi e mari. Da loro si ebbe la razza umana. I 3 mentre passeggiavano su una spiaggia presero due tronchi d’albero e li resero antropomorfi poi Odino diede loro anima e vita. Il lupo nacque in una foresta ad oriente di Midhgard. Gli uomini ricevettero vestiti e nomi. Dainn. la luna e il sole. questi furono legati al carro (i mari lunari). Sol. La pianta attraversa tutti e 9 i mondi esistenti. La coppia rappresentava il sogno mai realizzato dell’unione degli opposti. E’ un frassino. la sua bava è la rugiada mattutina. La corteccia è minacciata da Dvalinn. Il padre orgoglioso decise che i due figli avrebbero dovuto avere due nomi fighi: la fanciulla fu Sol e il maschio Mani (luna). Vé i sensi. che poi è l’arcobaleno. Yggrdasil: l’albero del mondo Vuol dire cavallo del terribile. alle sue estremità i 3 fratelli crearono un territorio per i giganti: lo JÖTUNHEIM. per esempio un’aquila giganteste detentrice di segreti. il cervello fu spappolato e lanciato in aria: sono le nuvole. Ogni giorno gli dei.

Njordhr. Asgardh confina con Alfheim il territorio degli elfi chiari. il più bello era quello di Odino. Fu innalzato anche un palazzo per le dee. Ai confini di Asgardh nei pressi di Bifrost si ergeva HiminbjÖrg. uno dei più grandi di Asgardh con 540 sale. Frigg. Vingolf (pavimento amico). L’arciere degli dei Ullr. mentre la sua rivale Saga. ma dovette lasciare un suo occhio a Mimir. Lungo il tronco c’è Ratatoskr lo scoiattolo (dal dente di topo) che è latore di messaggi dell’aquila agli oscuri abitanti delle radici. Proprio al centro di Asgardh c’è IdhavÖllr. Asgardh: la dimora degli dei Proiezione architettonica degli attributi delle singole divinità. abitava a Breidhablik (vasto splendore) la più luminosa delle divine dimore. questa è Asgardh. che la fine dei tempi è vicina. Yggrdrasil ha 3 radici: -La prima nella terra degli dei Asi. si struttura come una riproduzione in scala divina delle sontuose dimore dei signori feudali del medio evo nordico. possedeva i vasti territori di Folkvang (campo dell’esercito) al cui centro c’era Sessrumnir (ricco di seggi) i seggi. regnaca a Frensalir (dimore del mare). Suo figlio Forseti risiedeva a Glitnir (lucente) in un palazzo di colonne auree e un tetto d’argento puro. la più ampia della cittadella e la chiamarono Gladsheim (dimora di gioia). Le 2 norne inoltre durante il giorno intagliano rune. Ci sono rettili che iniettano veleno nelle radici provocandogli forti dolori. Urdhr (passato). erano destinati ad accogliere le metà dei guerrieri morti valorosamente in battaglia che non erano destinate a Odino nel Valhalla. che bevevo a sua insaputa coppe di idromele con Odino. misteriose creature “luminose come la luce del giorno” (quelli scuri erano “neri più della pece” residenti negli oscuri anfratti della terra). il più forte degli dei era il signore di Thrudhvangar (sentieri della potenza) dove sorgeva il suo palazzo Bilskirnir (splendente). un incudine e 2 tenaglie. la Fonte di Mimir. Fecero all’inizio un’officina dove posero una fornace. forgiarono un martello. Qui un giorno Odino bevve e acquisì un sapere illimitato. Alla sorgente ogni giorno attingono le 3 Norne. -La terza radice è nei meandri degli inferi. Innaffiano le radici del frassino. cacciava e si aggirava a Ydalir (valli dei tassi) dove oltre alla selvaggina trovava il legno per i suoi fantastici archi. Fu costruita dagli dei stessi avvalendosi di aiutanti da loro scelti. Ognuno comunque ad Asgardh aveva la sua casa e i suoi territori. E’ una “cittadella” che ricorda l’Olimpo greco. Questi sono i progenitori dei cigni (=puri). abitava a Sokkvadekkr (torrente discendente). di cui sono fatte anche le vettovaglie divine. Balder. dove c’è anche la Fonte di Udhr (se la tocchi o la spruzzi la cosa che viene a contatto diventa come la pellicola interna delle uova). La sposa di Odino. dio di luce e innocenza. Odino risiedeva a Valaskyalf (scoglio degli uccisi). il dio della fonte. innumerevoli. Le ricchezze divine sono ignote ai mortali e così deve essere. La bellissima Freya. le divinità che reggono il fato degli dei e degli uomini. Verdhandi (presente). all’epoca si usava solo l’oro. A capo di questi c’è NidhhÖggr. residenza di Heimdallr. Vicino alla sorgente ci sono due uccelli che grazie alla proprietà dell’acqua hanno un manto candido. eressero una maestosa dimora. la sentinella dei possedimenti divini. Yggrdrasil annuncerà con i suoi tremolii. infatti era patrono dei morti in battaglia e dei suicidi che impiccandosi gli consacravano la vita. non lo intimidiscono. il dragone <<divoratore terribile>> e le minacce dell’aquila. protettore dei marinai. il padre degli dei dal trono più alto poteva vedere tutto ciò che accadeva sulla terra. mandate attraverso lo scoiattolo.-Jötunheim -Muspellheim: mondo abitato da forze del male -Nifhel -i meandri della crosta terrestre abitati da nani. Thor. fonti di cataclismi. rimase accecatoi per il riflesso del sole sulle tegole d’oro. Skuld (futuro). oppure tessono teli di lino o giocano mettendosi in palio la sorte degli uomini. anche qui c’è una fonte. -La seconda radice è nel territorio dei giganti. . Leggenda: Un tizio al centro della terra vede un’altissima roccaforte circondata da un profondo baratro. ci sono un casino di serpenti e incarnazioni delle forze del male. abitava a Noatun (dimora dei nani). in un salone posero 13 troni per le rispettive divinità. divinità di bellezza e amore. in conformità alle caratteristiche divine dello stesso. Assiso sul trono Hlindhskyalf.

Appresso una di queste porte c’era un giocoliere che poteva lanciare in aria ben 7 spade e riprenderle al volo. Questi dovranno essere continuamente sbranati da un dragone (Nidhhoggr) e tormentati da serpenti. il tetto era formato da scudi d’oro con sopra scene di guerra.Alfheim sembra essere una dependance divina. Si dice che qui giacesse anche Loki per l’uccisione di Balder. Sulla spiaggia è allestito uno strano cantiere dove esseri mostruosi strappano le unghie ai cadaveri per costruire la nave Naglfar che porterà gli abitanti dell’Hel verso l’ultima battaglia. Il cuoco era Andhrimnir (faccia di fuliggine) che ogni giorno cuoce il cinghiale Sohriminir che aveva il potere di resuscitare ogni volta all’alba. rammentandogli così le ben più piacevoli bevande del Valhalla. Brucava le foglie del pino Löradhr. infatti Freyr. All’interno del palazzo c’era un’enorme cortile che conteneva tutti i morti delle guerre. Abita a Eliudhnir (freddo di nevischio). epigono (derivazione) del frassino del mondo. i morti per malattia o per vecchiaia. Qui vicino c’è Garmr. SkÖgul (furente). figlio di Odino. Odino beveva solo vino. Il gallo sveglierà i morti all’alba dei tempi per portarli a combattere contro i guerrieri del Valalla. Hel rappresenta il bilico tra la vita e la morte. nettare preparato solo per lui. Ci sono poi le montagne Nihafioll (monti delle oscurità) dove in genere vola il drago con le sue vittime. C’è poi un ponte d’oro massiccio dove una fanciulla (Modhgudhr) controlla che i passanti abbiano il tipico pallore cadaverico e non siano audaci curiosoni. è bruttissima. Inoltre abitavano qui servitrici e amanti dei protetti di Odino. sorvegliata notte e giorno dal gigante Hrimgrimnir (dal cappuccio di gelo). si chiama Gnipahellir (grotta della rupe). La porta principale presidiata da Odino per cui potevano passare solo i guerrieri da lui scelti. I servi di . qui le Vilgemir. pronto per essere cucinato nel pentolone di Eldhrimnir (la fumosa). Il principale personaggio del posto è comunque Hel. guarda sempre in basso. Ma solo i guerrieri più valorosi. in una terra gelida e desolata: sotto i nove mondi. come Hrist (colei che fa tremare. ultimo avamposto verso le regioni dei morti. Hel: Il regno dei morti Chi si è macchiato di gran colpa. era fatto dalle lance dei guerrieri più coraggiosi. l’ebbe in dono quando mise il suo primo dente. dio della fecondità. Nell’isola di Lyngi. i suoi frangenti sono coltelli affilatissimi. Nell’Hel c’è una Nastrond (spiaggia dei morti). erano immuni alle ferite (erano zombies). C’erano poi le amazzoni incaricate di portare boccaloni di birra ai campioni. al centro del lago sotterraneo di Amsuartnit. Il cancello era poi sorvegliato da un lupo famelico e da un’aquila. Hild (guerriera). Oltre a comuni peccatori nell’Hel ci sono ospiti illustri scelti direttamente dagli dei. Randgrindhr (portatrice di scudi). Al di la del ponte c’è la Porta di Hel. GÖll (rumorosa). creature mostruose femminili danno da bere ai mal capitati urina di capra. un palazzo privo di comfort che assomiglia a una bara. Il palazzo. in mezzo alle dimore di Asgardh. un cane mostruoso con mascelle portentose. andranno tutti qui. Prima di raggiungerlo i prescelti dovevano guadare a nuoto il Thund. la regina. Lungo il cammino che da Gnipahellir porta a Hel c’è Gyoll il fiume “urlante” i cui flutti riecheggiano i lamenti dei trapassati. era il pensiero di ogni guerriero prima di indossare l’armatura. Valhalla: Il paradiso dei guerrieri Qui è dove ardeva ogni guerriero morto valorosamente. il Valgrind un enorme cancello chiuso con una formula magica. HerfjÖtur (vincolo delle schiere). capostipite di altri lupi famelici e nemico principale di Odino. giace incatenato il lupo Fenrir. Nel Valhalla c’erano poi le Valchirie (coloro che scelgono i mortali in battaglia) e cavalcano l’aria a fianco di Odino. gli Einheriar (campioni) potevano oltrepassare una delle 540 porte del Valhalla che erano larghe come 800 soldati spalla a spalla. era ad occidente. gli arredi interni erano fatti con le vesti dei guerrieri che si erano battuti fino all’ultimo. luogo di pena destinato agli assassini. si preparano a combattere quando all’alba dei tempi dovranno combattere contro gli abitanti del Muspellheim. Geirahodh (battaglia di lance). Un altro luogo di supplizi è Naigrindr (porta dei morti). Tra dirupi e voragini accuratamente nascosti dallo sguardo umano c’è la caverna che da entrata a Hel. il suo petto è cosparso di sangue rappresso: nessuno può sfuggire alla morte. I campioni si allenavano. Oltre alla birra si bevevo idromele che sgorgava a fiotti da una capra (Heidrunn) gigantesca che era appoggiata sulle zampe posteriori sul tetto del Vall. qui c’è un gallo che con le sue penne color ruggine rappresenta lo sfacelo della vita. Per raggiungere questa spiaggia gli sventurati devono guadare a nuoto il fiume Slidhr (terribile). spergiuri o adulteri.

Altro appellativo è Valfodhr (padre degli uccisi). L’animale era l’unione dell’astutissimo Loki (portentoso nelle trasformazioni animali) con Svadhilfari (uno stallone). il letto “giaciglio di morte” e le coltri “disgrazia eccezionale”. la creatura più saggia dell’universo. questa ferita era emulata da molti guerrieri per ingraziarsi il dio. Gironzolava tra gli dei generando discordia e odio. I membri di queste sette si sottoponevano a crudeli riti di iniziazione bevendo e drogandosi fino a non sentire più il dolore fisico. Proprio al centro del Valhalla fu eretta una pira fatta con lance acuminate e dopo aver appiccato le fiamme ci buttarono la femmina fatale. e le raccolse da terra. Odino in seguito uccise i fratelli. infatti era esperta nella malefica magia Seidhr (che induce a compiere orrendi misfatti). Odino era anche capriccioso infatti a volte faceva dispetti mortali anche ai suoi protetti. Un giorno però i Vani riuscirono a sfondare le mura di Asgardh ma stabilirono un patto di reciproca fratellanza. Infatti un altro appellativo è Herblindi (accecatore di guerrieri). molto probabilmente le divinità dei Vani sono quelle preposte alla fecondazione. il giorno di mercurio (mercoledì). Questi due le preparano la tavola e le vettovaglie. Dopo un’accesa discussione (alcuni volevano farsela) condannarono a morte la strega. Berserkir (quelli vestiti con pelli di orso). figlia di Buri. Fu portato un otre e gli dei ci sputarono dentro come simbolo di stipulazione della pace. con la quale generò tutti gli dei tranne Thor che nacque da Jordh (madre terra). appartenevano ad alcune società culturali dedicate ad Odino. Odino è il padre degli dei e degli uomini. Odino capì che era un pretesto per attaccarli e non nascose la verità sicuro della superiorità degli Asi. Mentre era ferito duramente e soffriva la sua mente era in viaggio (sciamanico? Droghe pesanti?) e in questo vide le rune. Protagonisti: dei e dee del pantheon nordico Asi e Vani: contese divine Gli dei sono divisi tra Asi e Vani. iniziò a corrompere anche le dee. Poi non soddisfatto si trafigge con una lancia (la “ferita di Odino”). La donna uscì 3 volte indenne: il suo sorriso riempì di terrore e stupore gli dei ma alla fine bruciò.corte sono Ganglati (ozioso) e Ganglot (sciatta). si vestiva preferibilmente da vecchio con abito logoro e senza una manica. Il suo carattere di divinità Psicopompa è alla base del suo paragone con Mercurio (romano) nell’Interpretatio romana di Tacito. Sembra che la strega fosse parente di uno tra gli dei Vani che risiedevano a Vanaheim che saputo l’accaduto mandarono ambasciatori agli Asi per avere indietro la fanciulla. I portone del palazzo è “pericolo incombente”. La leggenda per la quale abbia ceduto un occhio per la saggezza è metafora dello sguardo del saggio che sa scorgere dietro le apparenze l’essenza delle cose. forse nelle droghe va ricercato il “furor bersercicus”. sposa di Bor. Capitolo sull’Asgardh). La guerra ebbe inizio a Vanaheim ma per lungo tempo non uscirono ne vinti ne vincitori. che tra i nordici era il “giorno di Woden” (guarda anche Wednsday). . plasmato dalla vacca Adhumula. Veniva chiamato Vafudhr (il vagabondo). le altre sono “miste”. Leggenda: Quando l’oro era l’unico metallo e la pace regnava tra gli dei Asi arrivò ad Asgardh una seducente maga dal nome Gullveig (ebbrezza dell’oro). oppure li accecava e questi morivano per mano dei “raccomandati” di Odino. Quando era richiesto in maniera ufficiale però cavalcava il suo destriero Sleipnir (che sdrucciola) uno stallone grigio a 8 zampe. pronunciarono formule magiche e l’otre si trasformò in un utero di creta da cui nacque Kvasir. Così si scambiarono degli ostaggi: Hoenir e Mimir andarono dai vani mentre Njordhr e il figlio Freyr si recarono tra gli Asi. Odino però non aveva sangue del tutto divino. come tutte le divinità. Il suo cibo è Hungr (fame) e il coltello Sulltr (carestia). colui che muore valorosamente in battaglia infatti (il Val) viene prelevato dalle Valchirie che montano su cavalcature alate. Per l’ansia di comprendere i primi reconditi misteri si impicca ad un ramo di Yggrdrasil. penzola per 9 giorni e 9 notti privo di conoscenza (in coma). Odino nacque dalla gigantessa Bestia. Sua sposa è Frigg dea della fecondità e fertilità. A volte annoiato girava sotto mentite spoglie a Midhgard. invincibili. Odino: il dio dai mille volti Ogni appellativo di Odino richiama una sua caratteristica o impresa. Ulfhednir (con pelli di lupo) erano indomiti e furiosi guerrieri metà bestie e metà uomini. Odino però è anche dio della saggezza (vd. appellativo di Odino) imbrigliava le armi dei nemici immobilizzandole. Odino è in norreno Vaden che significa “furore”. Sigfodhr (padre della vittoria.

Tutti comunque conoscevano il trepido affetto che la legava a Balder. diceva infatti di averla vista giacere con Vili e Vè. Maestosamente il dio frusta con veemenza i suoi due capri Tanngnjostr (che fa scricchiolare i denti) e Tanngrisinir (che fa stridere i denti). I contadini lo veneravano vedendo in lui il signore delle piogge e mettevano come pendoli al collo dei figli dei piccoli martelli per proteggerli dalle forze maligne. Friday in inglese. Questa sarà posto sulla pira di Balder come “aureo viatico” per il viaggio al di la. lustrandole e lucidandole in continuazione fino a che fossero splendenti come la luce del sole. avvolte in magici guanti di ferro. Le sue mani nodose. Un fragoroso boato. Loki non ostante la sua benignità nella sala dove era riunito il concilio degli Asi la chiamò ninfomane. Anche qui fu ingannata da Loki al quale aveva confidato il segreto dell’invulnerabilità di Balder. Il martello è anche simbolo del fulmine nella sua qualità di arma celeste. Frigg sembra avere gli stessi attributi della venere Romana. all’unione feconda e legale dei sessi era il venerdì. L’aveva poi accusata della più turpe forma di adulterio. Frigg grazie a dei segni aveva appreso le tristi sciagure che angosciavano il figlio. Un giorno stufi di attendere il dio lo decapitarono eliminando i contrattempi con i consulti con Hoenir. Ai fianchi del dio inoltre ci sono Geri (ghiottone) e Freki (vorace) due lupi che simboleggiano la ferocia degli Ulfhednir. Odino inoltre conservava la testa di Mimir. sfortunata vittima degli oscuri disegni del destino. irritando i signori di Vanaheim. Proprio grazie a questa veste di dei Asi poterono affrontare i giganti. La seconda ancella dotata di poteri e virtù divine era ambasciatrice dei desideri della dea sulla terra e soccorreva i guerrieri protetti da Frigg. Aveva prestato questa veste più volte a Loki benchè fosse preziosissima mostrando la sua benignità. consumando quelle che secondo il diritto nordico era un ignobile incesto. La sua spada è stata forgiata dai nani Brokk e Sinori. Pianse a lungo per questo e i suoi lamenti arrivarono fino ai confini di Asgardh. preceduto da accecanti scintille. come un devastante boomerang. La dea conosceva le pene che si provavano per i figli e assisteva le partorienti alleviando i dolori e gli spasimi dell’allevamento. Con tutto ciò infangava la reputazione di Odino. Condivideva con lui il prestigioso seggio Hlinoskialf (vetta. I suoi occhi quasi nascosti dalle spesse sopracciglia fulve. L’armamento magico comprendeva una portentosa cintura capace di raddoppiare all’occorrenza la sua già eccezionale potenza muscolare.Sulle spalle di Odino ci sono due corvi Hugin (pensiero) e Munin (memoria). Aveva ai suoi ordini due ancella Fulla e Hlin. il dio Odino infuriato tornò con la testa ad Asgardh e la cosparse di erbe magiche e recitando strane litanie riuscì a non farla imputridire. Si consulterà con la testa quando si avvicinerà la fine dei tempi. ma ciò non servirà a nulla. avevano lo stesso ardente colore delle braci. Questi volano dal mattino e la sera raccontano ad Odino cosa hanno visto. Tuttavia l’ampio spettro dei suoi protettorati simbolici e l’eccezionale diffusione del suo culto portarono a tradurre il nome del giorno a lui consacrato come dies iovis. torre di guardia) ma aveva a sua disposizione una dimora a Fensalir (sala della palude). inestimabile strumento d’offesa contro malefici mostri e giganti. aveva percorso tutto l’universo per cercare di sottrarre il figlio dalla morte. in una battaglia colpiva da sola all’infinito. morirà tra le fauci di Fenrir. una delle regioni di Asgardh. Frigg: La signora degli dei Il nostro venerdì (dies veneris) è Friatac in antico tedesco. stringevano il corto manico del martello Mjolnir (maciullatore). Una volta lanciato e frantumato il bersaglio torna nelle mani di Thor. onnifrantumante arma. Una fluente barba rossa cupa e una lunga chioma rossiccia incorniciavano il volto eternamente corrucciato del dio. Tacito lo confronta con Ercole proprio per le sue caratteristiche da “forzuto”. preannunciano il passaggio del carro del possente signore del tuono. sfidandoli nei loro territori e recuperando tesori che si credevano perduti. è Gungnir. Poteva sfrecciare nel cielo azzurro avvolta nel suo manto di penne di falco. Secondo la tradizione il giorno consacrato alla celebrazione dei matrimoni. Thor: Il gigante buono Baluardo e difensore della società divina costantemente impegnano in duri combattimenti contro i malvagi. dotato di una potenza muscolare tutta terrestre. eterni nemici degli dei. Thor aveva . instancabile inseguitrice di perversi appetiti sessuali. Frigg poteva fregiarsi del titolo di <<signora del cielo>> degna del compagno Odino. I due nani fecero anche l’anello Draupnir (che gocciola) che si poteva riprodurre ogni 9 notti in 8 esemplari identici. Questi due non ancora privi della loro anima selvaggia. erano i simbolici arrecatori di perturbazioni temporalesche. la prima custodiva in una solita cassettina di frassino le fatate calzatura della dea. ammucchiate al rumore delle loro mandibole in continuo movimento. primogenito di Odino e Jordh: il rosso Thor. La <<signora degli dei>> (la chiamavano i poeti) avrebbe vegliato sulle giovani coppie infondendogli i preziosi umori (gameti sessuali).

Mostrarono la catena Dromi a Fenrir e questo ultimo pensò di non sottoporsi alla prova temendo di essere fottuto. Incidevano inoltre sulle else delle spade e delle lance le rune del nome divino: segni indecifrabili per i non iniziati. Odino allora pensò di ricorrrere alle sottili arti magiche e mandrò un suo messo nella Suartalfheim. nel quale Tyr scriveva col sangue dei venti la sua sentena. Odino). Per questa leggenda si formarono i seguenti modi di dire nordici <<liberarsi da loedhingr>> o <<sciogliersi da dromi>>. il regno degli elfi scuri. I litiganti infatti fissavano un luogo e una data della battaglia. aveva perso la mano destra diventando mondo. Posteriormente. sena il pur minimo lamento. solo Tyr non rideva. in origine doveva essere il più importante degli Asi. Incoronazione dell’energia vitale non si accontentava di una sola donna seppur bellissima. Sembrava sconfitto. divenne un dio della guerra. un laccio apparentemente fragilissimo. della giustizia.sposato Sif la dea della fertilità dai capelli dorati come le spighe mature. Perciò le guerre erano spesse definite <<duelli giudiziari>> chi vinceva era dalla parte della ragione. Gli dei completarono l’opera conficcando a terra con un enorme martello una pietra a cui legarono la corda. Nel thing si brandivano lunghe lance. all’epoca della formazione dei nomi della settimana nordica. gli gnomi abitatori delle viscere della terra. avendo funzioni divine simili a Zeus e Iuppiter. Gli Asi portando la catena Loedhingr con loro convinsero Fenrir a farsi legare per provare la sua forza. identificato in marte. E quando Thor cadrà vittima delle esalazioni asfissianti della Sempr (all’alba dei tempi) sarano i suoi figli Modhi e Magni a prendere in consegna il mitico martello. ma questo si liberò con un unico piccolo strattone. nume tutelare della giusta vittoria. Tyr si fece avanti e porse così la mano destra. Gli dei commissionarono una catena ancora più robusta che poteva dirsi un capolavoro di solidità. proprio come Odino perse un occhio. Agli inizi dei tempi Loki. Qui uno gnomo esperto di sortilegi confezionò Gleipnir. Nei momenti angosciosi prima di una battaglia i guerrieri rivolgevano i loro ultimi pensieri a Tyr. ansimava vistosamente sotto gli anelli ma incanalando tuta la sua forza spezzò la catena! I pesanti frammenti volarono intorno cadendo accompagnati da fragorosi boatti e scavando profonde cavità. Asgardh). Tyr era però il supremo protettore della guerra intesa come estrema soluzione di una contesa tra due parti. proprio al centro del lago Amsuatnir. gli dei riproposero la sfida. Gli dei si riunirono in consiglio e decisero di legarlo ed esiliarlo in un posto quanto più remoto dai territori divini. il signore della battaglie. così che il suo sangue e la sua bava alimentassero il fiume sotterraneo Von. Gli dei su guardarono in viso e pensarono che quella bestia infame era diventata maledettamente furba. portandolo alla nuova cittadella divina. I romani ben interpretarono le sue funzioni chiamandolo Mars Thingus <<Marte del thing>> l’ìassemblea popolare intrisa di foia guerresca dove si dibattevano questioni giuridiche. che venivano alzate e abbassate in senso di assenso o dissenso. Odino in persona si occupò della accenda facendo fabbricare dai suoi fabbri una catena robustissima con maglie di ferro spesse e pesanti. Giravano poi profezie su di lui a proposito della fine dei tempi (vd. consci che la pace e la prosperità vanno difese con la forza. A quel tempo la belva si aggirava sull’isola Lyngi. Spesso però le questioni venivano risolte sul campo di battaglia che gli antichi preti nordici chiamavano Schwertding <<Il thing delle spade>>. Era anche il dio del diretto. Tuesday->dies martis. i tendini di un orso. ma Fenrir intuendo il tranello proferì che si sarebbe fatto incatenare solo se un dio degli Asi avrebbe messo una mano tra le sue fauci. Per dimostrare il coraggio e l’abnegazione del dio infatti. Vedendo la bestia che si dimenava inutilmente gli dei proruppero in una fragorosa e liberatoria risata. Tra le mandibole di Fenrir misero una spada affilatissima. Con la sua sposa divide i possedimenti di Thrudbangar (vd. le radici di una montagna. Tyr: Il monco Il suo nome risale alla stessa radice indo-europea di <<cielo splendente>>. generò con Angrbodha (la sinistra portatrice di male) lo spaventoso Fenrir. Loki: Il signore dell’ambiguità . i peli della barba di una donna. il dio degli inganni. inteso come scontro armato. Ma un solo incontro fu per lui importante: quello con la gigantessa Jarnsaxa. il respiro di un pesce e infine lo sputo di un uccello. sosterà così fino a quando si libererà aiutato da Muspellheim. Era fatto di 6 materiali: il rumore del passo di un gatto. da questa ebbe due figli Modhi (coraggio selvaggio) e Magni (potenza colossale). infatti sappiamo di diverse scopate con mortali o gigantesse. Su quelle armi i guerrieri di chinavano pronunciando 3 volte il nome di Tyr. Questo ultimo provocava terrore negli dei e solo Tyr aveva il coraggio di dargli da mangiare e questo divenne enorme. spinse via la catena con un ghigno beffardo. ma dotati di un potere immenso. soffice e liscio come seta frusciante. immagine risplendente dell’abbondanza delle messi.

La sua infanzia è avvolta nel mistero ma sappiamo comunque dei suoi due fratelli Bylistr e Helblindi. così come i cacciatore sentivano il contrario.Per questo atto Loki partorì 3 mostri. dedita al meretricio. Indiscusso campione di travestimento e di una bellezza eccezionale. Rispettando le consuetudini dei Vani. La moglie. I suoi congiunti però saranno costretti a portare umiliazioni e crudeli sofferenze.Perennemente in conflitto con qualcuno. . Pur essendo dei Vani. In tempi remoti aveva stretto un patto di alleanza con Odino basato sul sacro vincolo della fratellanza di sangue. crescendo a dismisura. Nemico per eccellenza di Thor ch tentò più volte di stanarlo. I sacerdoti dedicavano al dio pingui maiali sgozzati sugli altari. Il rettile è infatti chiamato <<serpe del mondo>>. Ma non fu un matrimonio felice. Hel. a sentire il richiamo dei lupi. aveva avuto rapporti incestuosi con la sorella e da questa unione nacquero Freyr e Freya. i suoi tratti avevano la fredda perfezione delle creazioni degli spiriti maligni ispirando paura e ammirazione contemporaneamente (vd. durante i 9 giorni a Thrymheim. da allora. per espiare le crudeli colpe di Loki. tiene il mondo con le sue spire in una presa ferrea. venne esiliata in fondo al Niflheim: gli dei ne fecero la signora degli inferi. La fanciulla. Come molti dei era imparentato con i Giganti. un lupo e una fanciulla mesta e priva di grazia. Loki alla fine dei tempi sarà uno dei capi delle schiere del male. espressione che gli antichi usavano per indicare la enorme distesa oceanica o i porti. Si narra inoltre di cavalli lasciati liberi di scorrazzare. Così i due avevano fatto un patto: 9 giorni a Thrymheim. N. è stato associato per queste caratteristiche ad analoghe figure presenti nella tradizione euro-mediterranea come il Priapos greco. Loki è l’attaccabrighe per eccellenza. Era chiamata la “signora delle navi>> e avrebbe voluto vivere a Thrymheim (la dimora del frastuono) dove aveva regnato suo padre. lui andò a vivere ad Asgardh. Per questo N. Medusa). alla fine Loki eccitato dallo spettacolo si diresse verso le ceneri. orripilante regina con un macabro corteo di servitori che dispensa pene e tormenti ad ingloriosi trapassati. Freyr: Il signore dell’abbondanza Protettore della forza fecondante. Spesso Loki si trasformava per partorire nuovi incarnazioni del male. Loki spesso approfittava del suo polimorfismo per unirsi a focosi stalloni. le viscere di quest’ultimo saranno usate per legare il dio al luogo di supplizio. Tyr). tutelava anche il viaggio nell’aldilà barca-pira. Sigyn. Si dice che i marinai potessero sentire i lamenti di N. Le sue caratteristiche lo fanno somigliare al Trickster (buffone divino). punito dagli dei per l’uccisione di Balder. Il lupo era Fenrir (vd. Odino conscio della loro pericolosità ordino di esiliarli. Sebbene a libello mitico sia chiamato <<la vergogna degli Asi>> la sua scaltrezza ha tratto d’impiccio molte volte gli altri dei. nella posteriore elaborazione nordica è il nume tutelare del mare e del vento. la gigantessa figlia di Thiazi. signore delle perturbazioni. e 9 giorni a Noatun. è il massimo esponente. sarà costretta a vegliare sul corpo martoriato del marito. Tutti e due i nomi hanno radice indo-europea *Pris <<ciò che sta davanti o che spinge>>. orgogliosamente cavalcato da Odino. il destriero sottopiede. Gli antichi ricordano della <<apportatrice di male>> quale l’orchessa Angrbodiih. La cerimonia avvenne nella piazza principale di Asgardh ed erano presenti tutti di dei. condannata al rogo per la sua immonda perversione. Njordhr: Il signore delle navi E’ stato identificato con <<madre terra Nerthus>> di Tacito. Suo padre era Farbaliti (colpi di pericolo) e sua madre Laufey (isola frondosa). quando questi firmarono la pace con gli Asi. la simbologia della barca come mezzo che porta il cadavere è caratteristico (vita-morte) negli dei Vani di cui N. non si conoscono culti a lui dedicati. accorrevano a frotte nei templi consacrate al <<dio della pienezza>>. viveva a Noatun (il recinto delle navi). è così che partorì Sleipnir. un enorme serpente. questi infusero nelle sue vene la malvagità tipica dei giganti del gelo. Personificazione dell’astuzia fraudolenta. descrivendo così un’area semantica legata al sesso e alla fecondità. Gli Asi trasformeranno poi suo figlio Vali in un lupo famelico che sbranerà il fratello Nari o Narfi. prese il cuore palpitante della prostituta e lo ingoiò. Il serpente fu precipitato nelle profondità oceaniche. Per compiacere gli dei aveva sposato poi Skadhi. era molto capriccioso e un colpo di fortuna poteva mutare subito nel contrario. N. Ai piedi di statue che raffiguravano il dio con un fallo enorme assistevano a frenetiche danze che mimavano l’eterno mistero della natura rigogliosa abbandonandosi ad una esaltante promiscuità. raccogliendo in una ciotola il devastante liquido delle serpi che queste hanno fatto cadere sul volto di Loki. Le fanciulle desiderose di pene fino alla perdita della loro verginità invocavano Freyr. Skadhi era una creatura della brina abituata a sentire il gelo. N. anche se nella grande festa di Froblod (sacrificio di Freyr) venivano sacrificati insieme ad altri animali.

la collana dei Brisinghi). strega vissuta non si sa come tra gli dei. Hundula. era poi detentrice della magia Seidhr forse insegnatale dal sommo Odino durante una tresca amorosa. Ha avuto casini con i giganti ed è dovuto intervenire Thor in modo abbastanza brusco. Con questa si potevano avere visioni ma anche nuocere a distanza. Affascinante visione di grazia e avvenenza nascondeva sotto i suoi tratti perfetti un’innata malizia. il vero signore degli spiriti maligni. da alcuni chiamato Fricco (amante) vive una burrascosa love story con la gigantessa Gerdh. alcuni studiosi addirittura vedono il lei un altro nome della sposa di Odino. Veniva accusata anhe di essersi fatta il fratello. usava dirle >>tu corri nella notte… come la capra coi capri vagabondi>>. Cià gli costerà la vita: nel duello con Sutr. Anche Loki le aveva dato della sgnaffa. (Brisingamen. le partorienti infatti indossavano oro per proteggersi. le sue lacrime si trasformavano in oro. i Brisinghi. era anche madrina dei morti in guerra. all’alba i due le regalarono un cinghiale d’oro come quello del fratello. Heimdallr: Il custode di Asgardh H. F. Freya: La bella infedele Signora dei Vani. ma mancano i necessari riferimenti mitico-rituali per una loro precisa identificazione. F. inoltre pronunciando strane formule lo scafo poteva diventare così piccolo da essere tenuto in una tasca. infatti ha due appellativi: Horn e Syr (concime liquido e scrofa). unico suo sposo legittimo. morirà con l’immagine dell’amata negli occhi. Un’altra volta durante un coito con formule solo a lei note aveva trasformato il suo amante in un poderoso cinghiale. Si diceva poi che Odhr fosse in realtà Odino. Allusioni di vario genere fanno pensare ad una più ampia sfera di controllo. figlia di Gymir. nato da Njodrhr e sua sorella. rappresenta la sfera dei poteri magici e della sessualità sfrenata. I morti si sedevano a Sessrunir (ricco di seggi) a guardare le belle fattezze della dea. In una di queste poesie si diceva che la bella avesse donato le sue grazie a due nani: Dain e Nabbl.I sacerdoti mossi da una profonda devozione aumentavano il sangue macchiando l’altare con il sacrificio di giovani vite umane. . anche lei poi era posta alla salvaguardia dei campi. F. rimpiangerà infatti la spada donata a Skirnir per averlo aiutato a conquistare la gigantessa. un altro attributo che la rende simile a Frigg. Si conoscevano poi le sue pene per Odhr. Si diceva inoltre che avesse sedotto un intero popolo di nani. occupa un posto di rilievo nel panteon nordico svolgendo il ruolo di guardiano di Bifrost. Sue statue erano sepolte nei campi come rito propiziatorio. per avere la bellissima collana che portava. Era anche dio della pace posto a difesa dei campi. il porco selvatico dalle setole d’oro forgiate da espertissimi artigiani. simbolo di focosità e incapacità di unire legami duraturi. si serviva di un magnifico cocchio trainato da Gullinbursti. La sua nave Skidhbladhnir non conosceva i capricci del vento. F. poesia proibita erotica che serviva come afrodisiaco. questo partiva spesso per lunghi viaggi e lei cercava di seguirlo invano. regolava inoltre il susseguirsi delle stagioni. la <<tremula vita>> che conduce alla cittadella divina. Per spostarsi F. Alcune leggende però la raffiguravano anche come madre e moglie devota. inoltre Treya sembra molto simile a Frigg. F. Freya aveva un cocchio trainato da due gatti. era talmente bello che si diceva che i raggi del sole trovassero ospitalità nel suo volto. Il cinghiale e il porco rappresentano la fertilità. L’estrema dissolutezza di Freya era poetata nel Maigsongr. riuscirà a coronare il suo sogno d’amore solo dopo numerosi tentativi. Con Odhr aveva messo al mondo due leggiadre fanciulle: Hnoss e Gersemi (gioiello e tesoro).