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IV Domenica

14 Dicembre 2008 Pisa IL TIRRENO

Iniziò nell’emittente del Pci anche


AMARCORD la carriera di Giorgio Meletti,
AL CIRCOLO BROGIOTTI 25 ANNI FA l’autore del bestseller dell’anno

Formidabile quella radio


che forgiò il Biondino
e la nuova classe dirigente che, poi, avrebbero fatto carrie- cento nasale di Gigi Franchini, Giorgio volevo presentare un matto
di Davide Guadagni
ra politica a partire proprio dal- la New Wave di Beppe Francio- Meletti che vuol lasciare il Corriere
PISA. Non so dire da quan- la Festa. Fausto Valtriani e Pao- ne, Fabrizio e Gilberto Guidi e e la per venire da noi”. Fu portato
to esiste il circolo O. Brogiotti lo Fontanelli erano i più propen- gli amici Valerio, Mireno, Ales- consolle via a forza di braccia. Trovò
a Porta Fiorentina, mi ricordo si al fare ed ebbero compiti or- sandro e Luciano. Le incursio- della mitica sempre a Roma, a “La7”, come
bene, però, quando diventò fa- ganizzativi, altri, più pensatori ni da guastatori di Guelfo Guel- Radio capo della redazione economi-
moso. Fu all’inizio degli anni come Massimo Baldacci o più fi, Davide Guadagni e Franco Ulisse ca, infine il suo porto a cui tut-
Ottanta. Cose che accadono se giovani come Marco Filippe- Filiberto e poi Teresa Carravet- t’oggi è attraccato. Ma il lavoro
ci sono molte concomitanze. schi, facevano da supporter. ta con sua sorella e Lucia e San- Marco Alderigi, Athos Bigon- alla radio con il praticantato al- redazionale non gli bastava e
E, in quel 1982, ce ne furono Alla radio, invece, si misura- dra. Anche dei cani sciolti: il giali, Manrico Ferrucci, Giulia- la Nazione e un lavoro in Co- allora ha cominciato a scrive-
tante, persino troppe. va il coraggio di spiriti più ame- poeta Afo Sartori, il ristoratore no Fontani. Tra i più giovani, mune. Per la radio organizzò re libri. Ed è per colpa del suo
UNA FESTA UNA RADIO ni che si lanciavano, frequen- Carlo Silvestrini. Tra gli ascol- in radio, c’era anche un biondi- un’intervista all’eretico Mele- ultimo: “La paga dei padroni” -
Ma cominciamo dall’inizio. tando musica e parole scono- tatori insospettabili lo storico no, che non aveva l’accento pi- ga (che fece storcere molte boc- scritto insieme a Gianni Drago-
Il circolo Brogiotti era una se- sciute agli altri. Walter Bernini Riccardo Di Donato, il pittore sano e che pareva predestinato. che) e, l’ultima prima della lati- ni - che abbiamo dato la stura
zione di un grande partito che, fu il presidente che capeggiò, co- Beppe Bartolini, il senatore Ecco. È del biondino che voglia- tanza, a Toni Negri (che scavò alla memoria che ci ha riporta-
allora, andava molto forte. Si me poteva, quella cooperativa, Elia Lazzari. Attorno un’area mo parlare. una trincea). Correva a più ti a un quarto di secolo fa.
chiamava Pci. A un isolato di quella radio e quella - breve - connivente, ispirata al romano VITA E OPERE DEL BIONDINO non posso, il biondino, finché, MA CHE FINE HA FATTO
distanza, in via Fratti, era sta- stagione. E così, via etere, ini- Nicolini, di un assessore che si Giorgio Meletti era veloce. un giorno si seppe che aveva RADIO ULISSE?
to deciso che la federazione pi- ziarono a circolare le voci ed i chiamava Paolo Donati con Ce- Di testa e di gambe. Faceva chi- vinto il concorso per dirigere Chissà quanti dei protagoni-
sana si sarebbe presa l’onere e bisticci di Astore Ricoveri, l’ac- cilia Oliva, Stefano Pupeschi, lometri. Alternava l’impegno l’istituzione più nuova e presti- sti di questa storia saranno pre-
l’onore di organizzare a Pisa la giosa della città: Palazzo Lan- senti. Alcuni sono diventati sin-
“Festa Nazionale dell’Unità”. franchi. Ma fu lì che accadde daci e poi onorevoli (o vicever-
Allora esistevano ancora an- Domani sera insieme a Ranchetti e Bigongiali qualcosa di strano, rifiutò l’in- sa) e presidenti, altri sono rima-
che quelle e si scrivevano tutte carico e se ne andò. Andò a Ge- sti in via Fratti, pochi si sono
con la lettera maiuscola. Il se- nova. Lì, grazie ai buoni uffici sparsi per il mondo, qualcuno
gretario della federazione pisa-
na, si chiamava Luciano Ghel-
Settis e Manfellotto alla Leopolda di Renzo Castelli, un giornali-
sta lungimirante, lo attendeva
non c’è più. Fu una stagione fer-
tile, però, va detto. Forse irripe-
li, aveva una voce e una calli-
grafia ruvidissime e dei bellis-
simi baffi spioventi. Era uomo
per presentare “La paga dei padroni” quella nave scuola di giornali-
smo che era ed è “Il Secolo
XIX”. Dopo essersi fatto le ossa
tibile. L’avventura di radio Ulis-
se si concluse dopo la cronaca
on the road di una manifestazio-
irsuto e di poche definitive pa- “La paga dei padroni” - scritto a quattro mani da due lì, circoscrisse il suo multifor- ne romana del 1984. Fu cancel-
role. Tra le molte cose nuove giornalisti: Giorgio Meletti, pisano, capo della redazione me ingegno allo scibile econo- lata da un niet. Le cose che ac-
che promosse ci fu anche una economica de La7, e Gianni Dragoni, del Sole 24 Ore - è un libro mico, e andò a “Fortune”, a “Il cadono troppo presto o troppo
cooperativa che ebbe il compi- indigesto. Dovrebbe essere vietato ai minori. Ai minori di 25mila Mondo” e poi, addirittura, al tardi sono destinate a prematu-
to di creare una radio, sollecita- euro di reddito annuo, almeno. Vi si racconta, infatti, di quanto “Corriere della Sera” con gran- ra scomparsa. Radio Ulisse fu,
ta appunto da alcuni iscritti al i manager italiani - i condottieri della crescita zero, come li di responsabilità e paginate tut- in contemporanea, sia in antici-
circolo O. Brogiotti e destina- chiamano gli autori - guadagnino a fronte di aziende che creano te sue. Non si vive di solo pa- po che in ritardo, e di questo
ta, nel suo piccolo, a diventare pesanti passivi o vanno in malora. Stipendi da nababbi e ne, però. E Milano e le sue neb- morì. La coop fu sciolta molti
storia e spartiacque nella no- incentivi per obiettivi raggiunti quando le aziende che gestiscono bie, i dutur, gli aperitivi, il gelo anni dopo con una breve ceri-
stra piccola città. creano voragini. L’ennesimo agghiacciante quadro che si umano, gli procurarono una monia da un notaio. Chiuso. E
PERSONAGGI E INTERPRETI aggiunge alla pinacoteca italica e che spiega perché così non va. tosse nervosa che doveva cu- di quel tempo è sparito quasi
C’erano in quella federazio- Domani alle 21 alla Leopolda ne parleranno, con gli autori, il rarsi altrove. In un momento tutto: partiti, regimi, muri, pae-
ne, in quella radio, una serie di direttore della Normale Salvatore Settis, il direttore del Tirreno di incertezza si offrì addirittu- si, cortine, utopie, storia e geo-
persone nuove (tutte dai 20 ai Bruno Manfellotto, l’economista Fabio Ranchetti e lo scrittore ra al Manifesto dove il diretto- grafia. Resiste invece il circolo
30 anni) che lì si conobbero e si Athos Bigongiali. Organizza tutto il redivivo circolo O. Brogiotti. re, Valentino Parlato, dopo O. Brogiotti che, siccome è pre-
confrontarono. In via Fratti si La copertina del libro scritto (Giorgio Meletti-Gianni Dragoni: “La paga dei padroni”, averlo ascoltato, riunì d’urgen- ciso, ora si chiama “Nuovo Bro-
esprimevano i talenti di alcuni dai giornalisti Meletti e Dragoni edizioni Chiarelettere, pagg. 278, 14.60 euro) za la redazione e lo additò: “Vi giotti”. Lunga vita.

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