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Elementi Essenziali Della Pratica Di Meditazione Di Visione Profonda

Elementi Essenziali Della Pratica Di Meditazione Di Visione Profonda

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Quando uno pratica la meditazione ad un livello più profondo, avrà
a che fare soprattutto con la mente e quindi gli stati mentali gli
diventeranno familiari. Per un principiante ci sono stati mentali
abbastanza allarmanti, altri piacevoli. Molti mi chiedono Sto facendo
la cosa giusta? Sto sperimentando quello che va sperimentato? Io rispondo
che non è importante ciò che osservano, ma è importante se sono
consapevoli o no. Quando siete consapevoli non ci può essere nulla
di sbagliato. Quando continuate a notare questi stati con consa-
pevolezza, man mano che appaiono, tutto vi diverrà più chiaro. Per
esempio, talvolta uno entra in uno stato in cui sembra ci sia solo
vuoto, niente oggetti. Notatelo e sperimentatelo di nuovo con
consapevolezza. Verrà il momento in cui capirete dove siete e spesso
è uno stato molto sottile di presenza mentale e c’è qualche oggetto.
Talvolta l’oggetto è solo un pensiero molto astratto e sottile, ma
dovete essere consapevoli anche di questi. Quando riuscite a notarli,
la consapevolezza aumenta e il progresso sarà veloce. Se potete essere

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presenti ad ogni stato mentale, alla coscienza e alle sensazioni,
vedrete che la consapevolezza diventa continua e mantenendo la
continuità della consapevolezza, la concentrazione diventa molto
forte. La mente sarà allora malleabile, flessibile, obbediente e, grazie
alla concentrazione, anche molto potente. A questo punto uno può
entrare in concentrazione e osservare in profondità e a lungo la natura
dei processi fisici e mentali così come realmente sono. La cosa
importante è che quando sorgeranno le intuizioni, queste devono
essere molto chiare e precise. Non ci deve essere alcun dubbio. Ogni
livello di intuizione deve essere molto chiaro perché le conoscenze
intuitive ultime sono basate sulle prime. Per esempio la prima
conoscenza intuitiva è quella della discriminazione tra corpo e mente,
che vede chiaramente la natura del corpo e della mente secondo le
loro caratteristiche. Non c’è un essere, un’anima. È senza un sé.
Esistono solo esperienze ed eventi fenomenici. Tutto ciò deve essere
molto chiaro in modo che si possa applicare questa conoscenza a
tutti gli oggetti che si va ad osservare. E solo allora diventa chiaro il
condizionamento tra i due fenomeni. Quando anche questo è chiaro,
l’attaccamento al sé viene indebolito in modo consistente.

CAPITOLO VII

I cinque impedimenti

I primi giorni di un ritiro sono un po’ come le pulizie pasquali.

Dovrete confrontarvi con tutto lo stress e la fatica accumulati e
anche con le tendenze abituali e i pensieri. Molti che non hanno
mai fatto un ritiro prima o che non sanno bene cosa sia la meditazione,
possono sentirsi scoraggiati perché in effetti i primi giorni sono
proprio duri.

Appena si siedono, la mente comincia a dare i numeri o si svuota
quando cercate di concentrarvi o di essere consapevoli. Questo ci fa
capire in che stato è la mente e che poco controllo abbiamo su di
essa.

Ciò avviene a causa della forza delle impurità, della forza degli
stati negativi e poco salutari della mente e quindi per la mancanza
di una mente pura e sana. Devono essere ben potenti queste impurità
per tenerci nel samsara, il ciclo di nascita e morte, da tempo
immemorabile.

Quindi, per nessuna ragione va sottovalutato il loro potere.
Queste impurità nascono da quelle che vengono generalmente
classificate come le tre radici maligne: bramosia, ira e illusione.
Quando si presentano in meditazione le chiamiamo i cinque
impedimenti:
1.desideri sensuali,
2.malevolenza o collera,

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3.indolenza e torpore,
4.agitazione e ansia,
5.dubbio o scetticismo.
Essi agiscono in vario modo per impedire od ostacolare il
progresso della retta concentrazione e il rafforzarsi della mente pura.
In breve:

•Desideri sensuali vuol dire indulgere nei cinque sensi e trarre
piacere dai cinque sensi.
•Malevolenza è ira e odio.
•Indolenza e torpore significano pigrizia, inerzia e collosità
della mente.
•Agitazione e ansia è l’inquietudine e il turbinio della mente.
•Dubbio e scetticismo riguardano la pratica e la Triplice
Gemma.
Per semplificare gli impedimenti si possono suddividere in due
gruppi principali: indolenza e torpore, agitazione e ansia.

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