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J.Verne_-_Michele_Strogoff_

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Traduzioni telematiche a cura di Rosaria Biondi, Nadia Ponti, Giulio Cacciotti, Vincenzo Guagliardo (Casa di Reclusione - Opera

)

Jules Verne. MICHELE STROGOFF. (Da Mosca a Ir uts ). Titolo originale dell'opera: "Michel Strogoff". Traduzione dal francese di Guido Dalla Cort. Introduzione di Valentino Cambi. Copyright EDIZIONI PAOLINE, 1991. Quarta edizione. Su concessione EDIZIONI PAOLINE. INDICE. Introduzione: pagina 4. PARTE PRIMA - 1. Una festa al Palazzo Nuovo: pagina 25. 2. Russi e Tartari: pagina 41. 3. Michele Strogoff: pagina 57. 4. Da Mosca a Niznij Novgorod: pagina 68. 5. Un decreto in due articoli: pagina 90. 6. Fratello e sorella: pagina 107. 7. Lungo il corso del Volga: pagina 117. 8. Risalendo la Kama: pagina 132. 9. In "tarantàs" notte e giorno: pagina 146. 10. L'uragano sugli Urali: pagina 161. 11. Viaggiatori in pericolo: pagina 176. 12. Una provocazione: pagina 194. 13. Il dovere sopra tutto: pagina 214. 14. Madre e figlio: pagina 229. 15. Le paludi della Baraba: pagina 246. 16. Un ultimo sforzo: pagina 262. 17. Versetti e canzoni: pagina 280. PARTE SECONDA - 1. Un accampamento tartaro: pagina 293. 2. Un atteggiamento di Alcide Jolivet: pagina 310. 3. Colpo per colpo: pagina 335. 4. L'entrata trionfale: pagina 353. 5. «Guarda con i tuoi occhi, guarda bene!»: pagina 369. 6. Un amico della grande strada: pagina 382. 7. Il passaggio del Jenisej: pagina 399. 8. Una lepre che attraversa la strada: pagina 416. 9. Nella steppa: pagina 435. 10. Il Baj al e l'Angara: pagina 451. 11. Tra le due rive: pagina 467. 12. Ir uts : pagina 484. 13. Un corriere dello zar: pagina 500. 14. La notte tra il 5 e il 6 ottobre: pagina 515. Conclusione: pagina 532.

 

 

   

 

INTRODUZIONE. Jules Verne (1828-1905), contemporaneo di Grant, di Stanley, di Nansen, del Duca degli Abruzzi, è il poeta della rapidità e della scienza. In questo va ricercato il segreto della sua vivace attualità. In lui la critica saluta uno dei più spontanei "interpreti del secolo", avventuroso e dinamico, caratterizzato dai grandi sviluppi tecnici e dalle fortunose esplorazioni in terre desolate e lontane, dalle scoperte scientifiche e dalle loro applicazioni, per cui l'uomo si illuse di poter cogliere i più reconditi segreti della natura. L'altro merito dell'autore dei "Viaggi straordinari" è quello di essere stato un PRECURSORE DI NUMEROSE CONQUISTE DELLA SCIENZA MODERNA. A questo proposito, va ricordato che una trentina di anni fa, quando a Parigi venne allestita una esposizione dedicata al Verne, si è affermato da alcuni che quella fama di precursore, che fino allora gli era stata unanimemente attribuita, appariva alquanto usurpata, perché molte invenzioni, quali, ad esempio, quelle del sottomarino e dell'aeroplano, erano già state intuite prima di lui. Ora è verissimo - fu risposto - che di molte invenzioni, che informano i romanzi del popolare scrittore francese, esistevano elementi di base nelle teorie e nelle prime esperienze dei laboratori, ma il merito del Verne consiste nel fatto di avere precorso numerose applicazioni nel loro complesso scientifico, sociale e persino politico. Basti citare - continuavano a dire i sostenitori del Verne - il caso specifico della navigazione aerea. Il primo romanzo verniano, "Cinque settimane in pallone", pubblicato in volume nel 1863, si riferisce alla navigazione aerea, ma è la navigazione del "più leggero dell'aria". Orbene, l'eroe del romanzo, il dottor Fergusson di fronte a quello che era allora il problema fondamentale, la dirigibilità, affermava: "Bisognerebbe scoprire un motore di straordinaria potenza e di una leggerezza impossibile". Questo fantastico motore - sono sempre i difensori del Verne che parlano divenne realtà vent'anni dopo. Ma Verne nel suo avvenirismo non si fermò: abbandonò "il più leggero dell'aria" e divenne fautore del "più pesante". Quando si consideri che la disputa tra i sostenitori del "più leggero" e del "più pesante" si protrasse fino alla prima guerra mondiale, appare singolare il fatto che "Robur il conquistatore" sia stato scritto dal Verne nel 1886 proprio a scopo polemico in difesa del "più pesante". E non basta, perché nel 1872, vale a dire quattordici anni prima di "Robur", egli aveva scritto una novella intitolata "Une découverte prodigieuse et ses incalcolables conséquences sur les destins du monde", la quale reca un'incisione che rappresenta una magnifica aeronave che vola su Parigi portando 500 passeggeri e destinata a fare il giro del mondo. Infine, nel 1904, nel romanzo "Le dominateur du monde", troviamo un apparecchio anfibio che vola nell'aria, naviga alla superficie del mare, scende sotto le acque ed è anche un'automobile terrestre. Ciò che si è esemplificato nel campo della navigazione aerea si può estendere indistintamente - concludono i difensori del Verne - ad altre invenzioni, perché egli non ha anticipato soltanto il sottomarino, l'automobile, l'aeroplano, ma anche la telegrafia e la telefonia senza fili, la televisione, il giornale parlato, la bomba atomica e gli apparecchi guidati a distanza.

Che dire di questa disputa tra avversari e sostenitori del Verne? Il giudizio più equilibrato ci sembra quello di un critico francese. «Si è detto tutto su questo tema: qualcuno è persino giunto a vedere misteri là dove non ce n'erano affatto, a circondare lo scrittore di un'aureola di poteri soprannaturali, e farne addirittura un mago. E' più conforme al vero considerarlo come un uomo del suo tempo, sensibile alla ricchezza delle scoperte scientifiche di cui s'informa con una solerzia costante e scrupolosa; come un lavoratore infaticabile, quotidianamente proteso per mezzo secolo a far passare nel romanzo, prolungandole per mezzo di un'abbondante estrapolazione, le conquiste e le scoperte degli scienziati della sua epoca. La sua estrapolazione raggiunge certamente l'avvenire, senza tuttavia prevedere tutte le direttrici della scienza. Jules Verne è un poeta del diciannovesimo secolo e non un ingegnere del ventesimo secolo. La radio, i raggi X, il cinema, l'automobile, che egli ha visti nascere, non occupano nella sua opera una funzione importante. Si può osservare, per esempio, che lo stesso motore del "Nautilus" e il cannone che lancia gli astronauti verso la luna sono macchine da teatro. Tuttavia uno dei suoi romanzi migliori, "I 500 milioni della Bégum", evoca il primo satellite artificiale, e il "Nautilus" del capitano Nemo precede di dieci anni i sottomarini dell'ingegnere Laubeuf. «Jules Verne non fornisce i mezzi tecnici che permetterebbero la realizzazione delle macchine moderne: egli ne evoca semplicemente l'esistenza e i poteri. Non è un superuomo, per quanto lo stesso Edison, che era un autentico scienziato, non abbia preveduto l'avvenire delle sue scoperte. Le rivoluzioni che può provocare la scienza pura sfuggono alle previsioni, e gli autori di fantascienza del 1965 non sono certamente più vicini al 2000 di quanto Verne, nel 1875 o nel 1880, lo fosse al mondo d'oggi, tormentato dalla scienza nucleare. «Verne era qualcosa d'altro: un creatore che non fa concorrenza alla scienza ma ne incarna la poesia possente, a volte terribile, in miti fascinosi; un creatore che, in ascolto di un mondo che le ferrovie e le navi vanno via via trasformando, presenta avventure in cui l'uomo e la macchina formeranno una coppia dai destini fiabeschi. Egli sta sulle soglie di un mondo. Di un mondo, non dell'universo nella sua totalità. Verne non è un metafisico: i suoi astronauti non hanno l'anima di Pascal nei suoi viaggi attraverso le profondità stellari. Non è nemmeno un sociologo: è errato cercare in "Michele Strogoff" un'analisi occulta delle forze rivoluzionarie russe nel diciannovesimo secolo. Ma narratore, romanziere-drammaturgo, creatore di intrecci, egli dimostra e sviluppa, con un vigore e una sanità inesauribile, un genio che ebbe pure il grande Dumas padre. Questi nutriva la sua opera guidandola nel passato; Jules Verne vibra e crea alla confluenza del presente con l'avvenire» (1). Altro problema che la mostra parigina ha suscitato si può così formulare: la produzione del Verne appartiene alla letteratura propriamente detta? E' destinata a restare come opera d'arte? La maggior parte dei critici risponde negativamente, ma il problema non è risolvibile oggi, per quanto l'interesse agli scritti verniani sia vivo nella sua patria d'origine, in Italia e altrove, ove i suoi romanzi sono, in genere, i preferiti tra quelli di fantascienza e hanno ispirato alla cinematografia notevoli realizzazioni, come quelle di Walt Disney. Forse bisognerà attendere il giudizio dei posteri. E' certo, tuttavia, che un poeta che di stilistica se ne intendeva ed era di gusti ultramoderni, Guillaume Apollinaire, sosteneva che la scarna prosa scattante di Jules Verne è bellissima. E' certo ancora che Verne ha di tanto in tanto sfiorato la sfera

perché (Carolina) non mi ha voluto. Tanto in queste. Il rifiuto della cugina non era del tutto estraneo a quella partenza. Turgenev. come "Géographie Illustrée de la France et de ses colonies" (1868). Il padre era avvocato e la madre apparteneva a una famiglia di armatori e di navigatori. si può azzardare il pronostico che la sua opera sopravvivrà se non altro come documento storico delle caratteristiche di un'epoca.per non citare che dieci nomi tra i più grandi maestri di questo secolo del romanzo Verne appare ai margini come un artigiano inesauribile. Nel 1839 s'imbarcò come mozzo su una nave in rotta per l'India. L'anno seguente compose un altro dramma che lesse agli amici del "Cercle de la Cagnotte" di Nantes. Ottenne perciò dal padre l'autorizzazione di terminare i suoi studi di diritto nella capitale. Flaubert. del resto. "Histoire des grands voyages et des grands voyageurs" (1878). Nel 1847 Carolina si sposò con grande disappunto del Verne. varie opere di volgarizzazione della scienza. Dic ens. Il teatro lo affascinava. A sei anni prese le prime lezioni dalla vedova di un capitano di lungo corso e a otto anni entrò col fratello nel Seminario minore di Saint-Donatien. che superò in quello stesso anno il primo esame di diritto. Raggiunto dal padre a Paimboeuf. Verne è       . ma vedranno un giorno di che legno è fatto questo povero giovanotto che si chiama Jules Verne!". poiché risale agli anni 1863-1865 che videro le edizioni di "Cinque settimane in pallone". George Eliot .dell'arte. piena di fede e di speranza nell'avvenire. Egli ci ha lasciato 80 romanzi e lunghe novelle. La sua celebrità è ormai più che centenaria. che ci rammenta talvolta quello di Dic ens. Comunque. come un veggente capace di immaginare. s'iscrisse alla facoltà di diritto dell'Università di Parigi. "Viaggio al centro della Terra". Ebbe un fratello e tre sorelle. quanto. il culto di un'umanità operosa. specie nella rappresentazione di personaggi come il capitano Nemo di "Ventimila leghe sotto i mari" o l'ingegnere Cyrus Smith de "L'isola misteriosa". "Parto . Dumas padre. onesta. ma il teatro era Parigi. Stendhal. Tolstoj. Jules Verne resta come un benefattore che infuse nel cuore. non deve sfuggire una dote peculiare di questo scrittore: l'umorismo. che venne rifiutata da un teatro di marionette. si giustificò di essere scappato per portare alla cugina Carolina Tronson una collana di corallo. un mezzo secolo e anche un secolo in anticipo. infine una quindicina di opere teatrali. alcune delle più sbalorditive conquiste della scienza. nei romanzi. superati gli esami. Particolarmente degna di attenzione dal punto di vista letterario è la parte meno nota e meno letta di Verne: le novelle. pur lasciando ai posteri l'ardua sentenza circa il valore letterario di Verne. In un secolo che conta tanti geni come Manzoni. ha passato ore deliziose nell'"Isola misteriosa" e ha ancora negli occhi il bagliore del "Nautilus" nella ogiva sottomarina. scritte da solo o in collaborazione. "Christophe Colomb" (1883). Jules Verne nacque a Nantes l'8 febbraio 1828 e morì nella sua casa di Amiens il 24 marzo 1905. i suoi primi tre grandi romanzi.scriveva ad un amico musicista . A Parigi con una pensione da fame centellinatagli dal padre. Ma per chi. col desiderio di terre lontane. Nel 1844 entrò nel liceo di Nantes e. "Dalla Terra alla Luna". prima di conoscere e talvolta di deplorare tanti altri libri per ragazzi. che raggiunse di bel nuovo il 12 novembre 1848. Alla solenne rampogna paterna rispose: "D'ora in poi viaggerò soltanto con la fantasia!". Balzac. Cominciò allora a comporre sonetti e una tragedia in versi. e rivive il mondo preistorico del viaggio al centro della Terra. Dostoevs ij.

de     . "La conspiration des Poudres" e "Drame sous la Régence". e delle esperienze dei primi grandi. Il teatro. Il teatro è la sua grande passione. a una delle prime rappresentazioni de "La Jeunesse des Mousquetaires" (21 febbraio 1849). e la sposa il 10 gennaio dell'anno successivo. tanto che in quell'anno consegue la laurea. due racconti che rivelano il futuro scrittore dei "Viaggi straordinari". indiani e meticci del Perù si intrecciano a una storia d'amore. E' divoratore di libri: digiuna per tre giorni onde comprarsi tutto il teatro di Sha espeare. che al motivo magico-fantastico (Zaccharius è l'inventore dell'orologio e si ritiene dominatore dell'universo e regolatore del tempo) unisce un vivace interesse per l'apologetica scolastica . era stata musicata dall'amico A. non gli fa dimenticare il diritto. dei racconti avventurosi che gli confida il cieco Jacques Arago. Il 20 aprile 1853 assiste alla prima di "Le Colin-Maillard" (La mosca cieca). nel palco dello stesso famoso scrittore. E. offre alla modesta rivista. i due squattrinati studenti assistono alternativamente alle rappresentazioni teatrali. e a una commedia in versi in un solo atto. che strappa 40 repliche e l'onore della stampa. due dei quali sembrano d'ispirazione di Dumas. madre di due bimbe. Hignard. L'unica carriera a cui si sente chiamato ha un nome: le lettere. Scozia (1859) e Scandinavia (1861). Quest'ultima piacque a Dumas e vide le luci della ribalta al Théatre-Historique il 12 giugno 1850 e venne rappresentata per ben 12 volte. sospirati viaggi che può finalmente permettersi in Inghilterra. Ottenuto in quell'anno il posto di segretario al Théatre Lyrique. dove per vivere è costretto a dare lezioni. scrive naturalmente per il teatro. "Martin Paz". redige la prima stesura di "Mastro Zaccharius.e "Un inverno tra i ghiacci" (1855). A scopo di esercizio. "Les pailles rompues" (Le paglie rotte). e. or ora citata. Col matrimonio comincia a far capolino nella sua casa un po' d'agiatezza. le quali non vennero però accettate. Le buone relazioni del suocero e i 50 mila franchi donatigli dal padre gli consentono di entrare nella Borsa di Parigi come socio di un agente di cambio e di procurarsi un alloggio più signorile. rappresenta col solo amico Bonamy l'"Habit vert" di De Musset e Augier. Tuttavia le Pandette non sono fatte per lui e neppure le interessate insistenze di suo padre riusciranno a fargli esercitare l'avvocatura. Nel 1856 s'innamora di una vedova ventiseenne. L'operetta. Nel 1852 sulle colonne di "Le Musée des Familles" pubblica "Les premiers navires de la marine mexicaine" e "Un voyage en ballon".. avendo un unico abito da sera. il suo primo lungo racconto. ove le rivalità razziali tra spagnoli. il quale più tardi verrà inserito nel volume "Le Docteur Ox" (2) col titolo "Un drame dans les airs". Il successo inebriò il giovane universitario che compose altre due opere teatrali. a sfondo storico. scritta dal Verne in collaborazione con Michel Carré. L'anno appresso lascia la segreteria del Théatre Lyrique e. comunque. al Théatre-Historique. E ciò lo fa con tanto maggior entusiasmo in quanto proprio allora aveva fatto conoscenza con Dumas padre e assistito. nutrito di Sha espeare e di Poe. ovvero l'anima dell'orologiaio" (1854) ambientato nella Ginevra cinquecentesca. Per questo si stabilisce a Parigi. nel suo nuovo piccolo appartamento. senza per questo dimenticare il teatro. Ma il demone delle scene non gli dà tregua: nel 1860 a Parigi viene rappresentata la sua operetta "M.arso dalla sete di sapere. La sua mente però continua a pascersi di interminabili letture. In quell'anno si tormenta attorno a tre soggetti. viaggiatore e scrittore..

pubblicato su "Magasin d'Education et de Récréation" nel dicembre 1862. nel 1865. "Tragitto diretto in 97 ore e 20 minuti". come del resto "Attorno alla Luna". precorrendoli. accentuandovi volentieri la nota caricaturale e umoristica. con il dono di una fervida immaginazione. in una vicenda lineare e con espressioni di autentica poesia. Il 3 agosto di quello stesso anno gli nasce Michel. sia stato pubblicato in appendice del grave e serio "Journal des Débats". delle parabole e delle iperboli del tragitto del razzo di "Dalla Terra alla Luna". Il 1862 segna una tappa decisiva per la sua vera carriera: presenta all'editore Hetzel "Cinque settimane in pallone" con cui ha inizio la serie de "Les Voyages extraordinaires". sul finire del 1862 e proseguita per oltre un quarantennio fino alla morte dello scrittore. musicata da Hignard e diretta nientemeno che dall'Offenbach e. Vi è in realtà un mondo di Verne. Vivendo in un'epoca di fervore scientifico. e cioè un pubblico di ragazzi. fisico e astronomo. matematico. A chi si stupisce che quest'ultimo romanzo. e un pubblico di adulti che il "gioco" scientifico dello scrittore appassionava. brillantissimo. ebbe un successo trionfale in Francia e nel mondo. Non sono tutti capolavori. gli sviluppi della scienza aeronautica. Riconoscere questi due Verne significa scoprire le ragioni del suo successo e della sua perenne attualità. come dicevamo. Jules Janssen. Scocca così per Verne il momento iniziale. Non per nulla poté lasciare la Borsa senza alcuna preoccupazione d'indole economica. straordinario e fraterno. d'accordo. Apparso proprio nel periodo in cui la spedizione Spe e-Grant tentava di attraversare l'Africa. ghiotto per noi abituati ai razzi lunari. formano già la base di questo libro. E quei lettori del "Journal des Débats" che non s'interessano all'astronomia sono però sensibili al brio che il Verne sparge a piene mani nel suo romanzo con l'amabile levità e la luminosa gaiezza di uno scrittore di "vaudevilles". rifanno i calcoli di Jules Verne e controllano fu detto l'esattezza delle curve. l'anno dopo. orchestrato tutta la sua vita . nata. Per questo piace ai giovani e agli adulti: la sua voce è indubbiamente meno alta di quella di taluni suoi grandi contemporanei. tradotti ormai in quasi tutte le lingue. Sulle colonne del "Magasin" di Hetzel vedranno la luce (1864) "Le avventure del Capitano Hatteras". Nello stesso anno entreranno nelle librerie "Viaggio al centro della Terra" e.viaggi e letture. esce in volume. Con Hetzel conclude un contratto che lo impegna per vent'anni. Il romanzo. da quelli aeronautici a quelli astronomici e geologici.attorno al suo   . "Dalla Terra alla Luna" col sottotitolo. che rievocano in modo affascinante. della produzione tipica per la quale diverrà famoso. nel quale Verne vuole anche rappresentare un momento della lotta ingaggiata dall'uomo per imporsi progressivamente alle cose e alla natura. assicurando all'Autore fama e ricchezze. Conoscenze geografiche e nozioni scientifiche. creava nel tempo stesso una materia narrativa assai varia e interessante anche nel senso umano e psicologico. l'anno seguente. innestò sul tradizionale romanzo di avventure motivi ispirati ai problemi che la scienza del suo tempo veniva studiando. ma nulla d'indifferente scappa di mano a questo coscienzioso artigiano che aveva.Chimpanzé". unite a una fantasia che intuisce. che sarà il suo unico figlio. che fece la fortuna del "Magasin d'Education et de Récréation". aperto alla fantasia e nel contempo d'una stimolante verosimiglianza col reale. E' appunto questo mondo che egli esplora con un vigore instancabile nella serie dei "Voyages extraordinaires". rispondiamo che Verne ebbe una duplice schiera di lettori. però è piena e ha il tono giusto. lo si può ben dire. e Joseph Bertrand. una "vaudeville" scritta in collaborazione: "Onze jours de siège". i pericoli e l'incanto dei viaggi polari.

pieno di risorse. tenebroso. Elenchiamone i principali. nei brevi viaggi lungo le coste della Manica o sulla Senna.il viaggio di migliaia di chilometri nella steppa invasa dai tartari. Le avventure sottomarine di questo romanzo con quelle del precedente si concludono ne "L'isola misteriosa" (1874). Ma Verne non si accontenta di questi brevi viaggi fluviali e costieri. ma ciò che non cambia sono la terra siberiana e le sue stagioni. rispettivamente in settanta e settantasei giorni. con un romanzesco passato. incoraggiato dallo stesso Verne. "I figli del capitano Grant" (1867). ridotto l'anno appresso in commedia rappresentata per due anni consecutivi. Gli anni che corrono dal 1872 al 1886 segnano al dire dei testimoni della sua vita . in Russia. e che nel 1901. con la coppia originale del gentiluomo britannico. miss Blay. Del 1876 è "Michele Strogoff" . le prolungate rappresentazioni teatrali e infine le avvincenti riduzioni cinematografiche. ove l'elemento avventuroso e la vena umoristica si fondono in modo quanto mai felice.uno dei romanzi più letti di Jules in quanto è effettivamente un piccolo capolavoro della narrativa avventurosa universale. il capitano Nemo. le peripezie senza numero per recare un messaggio dello zar nella capitale della Siberia orientale . Molte cose sono cambiate.conserva tuttora la freschezza e la carica drammatica della prima apparizione. e soprattutto i nobili sentimenti dell'amicizia. E. ma segretamente abitata dal capitano Nemo che diventa il genio protettore dei cinque dispersi. la grande nave costruita per la posa del cavo telegrafico transoceanico. i drammi delle popolazioni oppresse. ma difensore appassionato dei deboli e degli oppressi. nel quale rivivono in parte gli ideali sociali del 1848.ridotto per il teatro nel 1880. Con alcuni adattamenti. Nell'aprile del 1867 parte per gli Stati Uniti a bordo del "Great-Eastern". Molti dei suoi migliori romanzi escono in questo torno di tempo (3). Passepartout. nacquero via via molti dei suoi "Viaggi straordinari".l'apogeo della gloria e della fortuna di Verne. tralasciando quelli che incidentalmente abbiamo già sopra accennato. Stiegles effettuò lo stesso giro in sessantatré giorni. A testimonianza del suo fascino sta il successo che ebbero le innumerevoli edizioni. in due successivi viaggi compì due giri intorno al globo. Una spassosissima riduzione cinematografica a colori di questi ultimi anni ne ha rinverdito gli entusiasmi scoppiati fragorosi nell'apparire del libro. che si susseguirono dai tempi del "muto" fino allo schermo gigante. gettati dalla sorte su un'isola deserta. tipo autentico dell'eroe del tardo romanticismo. che questo romanzo ci tramanda intatti. Nel 1873 nasce "Il giro del mondo in 80 giorni". Fin dal 1866 aveva affittato una sontuosa villa all'estuario della Somme e comprato una scialuppa da pesca battezzandola col nome del figlio: "Saint-Michel". "Ventimila leghe sotto i mari" (1869) con il suo famoso protagonista. Bisogna riconoscere infatti che l'ardita impresa di Michele Strogoff . la mirabile vicenda di cinque uomini. del coraggio e della gratitudine umana. i quali alla fine riescono a costruirsi una vita civile. A proposito di questo romanzo.lavoro. ridotto per il teatro nel 1878 e che la trasposizione cinematografica di Walt Disney ci ha reso indimenticabile. Phileas Fogg. amante del mistero. è interessante ricordare che a diciotto anni (1891) dalla sua pubblicazione. dai tempi di Michele Strogoff. ritornato . la trasformò in uno strumento di lavoro e di nuove conoscenze: su di essa infatti. una donna. e del fedelissimo servitore francese.

s'immerge nelle "Ventimila leghe sotto i mari". che i suoi libri venissero boicottati come confessionali. Egli lavora fino al limite estremo. affermando. e l'oculata amministrazione delle ricchezze che la dura. colorare tragicamente gli ultimi anni del Verne. des Lettres et des Arts. Con tutto ciò è azzardato. quella cioè di servire di fomite e di strumento per la diffusione della corruzione». parte in crociera per la Norvegia. Acquista un nuovo "yacht". per non dire falso. il quale lo benedisse. nella lista dei radicali. dinanzi alla porta di casa gli spara due colpi di revolver che lo lasciano zoppo. «Quando non lavoro.. In seguito a questo incidente in buona parte ancora velato di ombre. appena potrà riprendere l'attività editoriale. ad Amiens. ma ciò non gli impedisce di continuare a scrivere tanto che Hetzel. nella più completa moralità dei fatti e dei sentimenti. compra un autentico "yacht". che in buona parte scrive a bordo del "Saint-Michel". della Académie des Sciences. l'"Osservatore Romano" gli dedicò un lungo articolo. che morì negli anni in cui l'astro di Verne cominciava a brillare. Verne vende lo yacht. due anni appresso. Accolto con onore nella Société de Géographie. affetto da febbre cerebrale. Nel 1872 si stabilisce definitivamente ad Amiens. Nei suoi romanzi non ostentò mai le manifestazioni di fede.in patria. Nel 1871 gli era morto il padre. rinunzia ai suoi viaggi e si rifugia nel suo mondo che continua a popolare di nuovi personaggi. nell'87 la madre. la città natale di sua moglie e. Anche il dolore bussa alla sua porta. si troverà sul tavolo quattro manoscritti verniani bell'e pronti per le stampe. tra l'altro. e non ha certo da rimproverarsi ciò che forma la colpa della maggior parte dei romanzieri moderni. come ha fatto più di un suo biografo. Libri. esortandolo a perseverare nel suo fecondo lavoro. nel 1902 è colpito dalla cataratta e scrive a una delle sue sorelle: «Parigi non mi rivedrà più». Ma forse il più bell'elogio del Verne l'ha tessuto lui stesso quando affermò: «Ho sempre cercato di scrivere opere tali che un ragazzo bene educato possa leggerle alle sue sorelle senza arrossire». Ma il rispetto della religione era implicito nella presenza continua della Divinità. il suo «galleggiante gabinetto di lavoro». «La mia vita è piena. E quando il 24 marzo 1905 morì. Nel 1897 perde l'unico fratello. che qualcuno ha abusivamente battezzata come "ultra-rossa". vita borghese: ma il lavoro soprattutto. fu due volte presidente. Quale parte occupa il problema religioso negli scritti del poeta dei "Viaggi straordinari"? Verne fu un cattolico rispettoso della religione. lasciò scritto che "sulla terra non v'è nulla d'interessante all'infuori delle religioni". evitando così in un'epoca nella quale prevalevano le dottrine materialistiche. il "Saint-Michel Terzo". . che quella del Verne è «una produzione geniale che diletta e al tempo stesso istruisce. Charles Baudelaire (1821-1867).. Nel 1886 un suo giovane nipote. per il Mare del Nord e il Baltico (1881). VALENTINO GAMBI. non c'è posto per la noia». crociere. non mi sento più vivere» confidò un giorno al nostro De Amicis. nel culto del lavoro e dell'onestà. Nel 1889 viene eletto al Consiglio Municipale di Amiens. Non c'è quindi da meravigliarsi se nel 1884 Jules Verne fu ricevuto in udienza da Leone Tredicesimo. Durante l'invasione tedesca del 1870-71 il nostro romanziere è mobilitato come guardacoste. coscienziosa e continua fatica dello scrittore gli propizia. per il Mediterraneo (1884). finché può tenere la penna in mano. il "Saint-Michel Secondo". l'Irlanda e la Scozia (1880).

l'indipendenza nazionale dei popoli oppressi forma il tema principale. appreso in seguito che le sue fortune erano invece aumentate. . Edizioni Paoline. "Il Dottor Ox" (il quale oltre alla novella che dà il titolo al libro contiene: "Un dramma nell'aria". versione italiana. "Mathias Sandorf" (1885: riduzione teatrale del 1887). "Seconde patrie (1900). . 1967). il quale credendosi fallito incarica il suo caro amico di sopprimerlo. "Mastro Zaccharius". Edizioni Paoline 1968). "Les 500 millions de la Bégum". "Sphinx des Glaces" (1904).NOTE. "Maître du monde" (1904). ove. versione italiana. 1. "Un inverno tra i ghiacci"). . sotto l'ampia e pittoresca descrizione delle sponde mediterranee da Trieste. Paris. "Face au drapeau" (1896). "L'Ile à hélice" (1895). . ossia le tragicomiche peripezie di Kin-Fo. "Il Castello dei Carpazi" (1892. Nota 1. Il libretto della riduzione teatrale de "Le Docteur Ox" venne musicato dall'Offenbach (1877).Generale. Versione italiana. "Le village aérien (1901). UNA FESTA AL PALAZZO NUOVO. da cui venne tratta nello stesso anno l'omonima commedia). un altro dispaccio. Librairie Hachette. R Kazallon" (1875). "I guai di un cinese in Cina (1879. narrazione di una serie di imprevisti di viaggio cui vanno incontro i passeggeri di un veliero transatlantico.E' interrotta fin da ieri. "Un capitano di undici anni (1878. "Le Rayon vert" (1882). Edizioni Paoline. "Le testament d'un excentrique" (1898). "Les Indies Noires (1877). eccetera. Nota 3. la linea è interrotta? .Maestà. journal du passager J. Nota 2. 1967. 1966. "Kéraban le têtu" (1883. Oltre quelli menzionati qua e là nell'introduzione citiamo ancora: "Le Chancellor. "Deux ans de vacances" (1888). ma. e tienimi informato. un ricco mercante cinese.Da Toms . fa' spedire ogni ora un telegramma a Toms . versione italiana. "L'Archipel en feu" (1884). "Le superbe Orénoque" (1898). 1969) nelle cui pagine serpeggiano le cupe leggende e superstizioni della Transilvania.     . oltre questa città.Da dove? . a Ceuta e alla Tripolitania. PARTE PRIMA. pagine 243-244. insegue l'amico per tutta la Cina onde annullare il sanguinoso patto.rispose il generale Kissoff.Sì. "Un drame en Livonie" (1904). "Les frères Kip" (1902).E. Maestà . JULES VERNE. Edizioni Paoline. .

era costellato di punti luminosi. si diffondeva all'esterno come il riflesso d'un incendio e formava un violento contrasto con la notte che. gli ufficiali di palazzo presiedevano all'organizzazione delle danze. le dame di corte. scintillanti alla luce tremula dei fanali. una cornice degna della loro magnificenza. che scandiva il tempo sul selciato di pietra. Gli stessi granduchi e i loro aiutanti di campo. tutti pezzi scelti tra i migliori del repertorio. le fanfare dei reggimenti di Preobrazens ij e di Pavlovs ij si erano succedute nell'esecuzione di polche. da più ore. Erano battelli che scendevano il corso del fiume. il più sontuoso di tutte le sale del Palazzo Nuovo. Attraverso i vetri delle ampie finestre arcuate a tutto sesto. uno squillo di tromba. drappeggiati in pieghe solenni. Le granduchesse. davano il loro valido esempio alle mogli degli alti funzionari militari e civili dell'antica "città dalle bianche pietre". A intervalli regolari. Sotto i balconi scolpiti. essi vedevano passeggiare in silenzio numerose sentinelle. E il contrasto attirava l'attenzione di coloro che non erano attratti dalle danze. Il ricco soffitto. quello che offriva il ricevimento e al quale il generale Kissoff aveva attribuito un appellativo riservato ai sovrani. e in quella stessa divisa egli si     . forse con maggior precisione del piede dei ballerini sui lucidi pavimenti delle sale. nei loro costumi di gala. danze scozzesi e valzer. masse scure si profilavano sotto i grandi coni di luce proiettati dalle finestre del Palazzo Nuovo. introduceva le sue chiare note nell'armonia generale. Ancora più in basso. le cui acque. Il suo vestire contrastava quindi con gli sfarzosi costumi che si avvicendavano attorno a lui. i ciambellani di servizio. s'imporporavano di toni caldi. sotto la luce di cento lampadari moltiplicati per dieci dal riflesso degli specchi. che profilavano qua e là i loro massicci contorni. lambivano le prime fondamenta delle terrazze. Così appena risuonò il segnale della "polacca". Del resto. di fronte alla facciata. interrotti bruscamente agli angoli della pesante stoffa. offriva a questo corteo di gentiluomini e di dame splendidamente vestite. Si poteva udire anche il passo delle pattuglie. mentre la festa da ballo al Palazzo Nuovo era al colmo della sua magnificenza. mazurche. ingioiellate di diamanti. e talvolta. il grido delle sentinelle si ripeteva di posto in posto. Il principale personaggio del ballo. che in simili feste assume tutta l'importanza d'una danza nazionale. Fu un vero splendore. la cui eco si ridestava quella notte per richiamare lontani motivi di quadriglie. Quando si fermavano nei vani delle finestre. avvolgeva lo scintillante palazzo. filtrando leggermente appannata. Le coppie dei ballerini si moltiplicavano all'infinito attraverso le splendide sale del palazzo. la luce che inondava le sale. che pareva ornato da un pennacchio di fuoco sotto il bagliore spiovente dall'alto.Queste parole venivano scambiate alle due del mattino. il gran maresciallo di corte era ben secondato nelle sue delicate mansioni. che si ergeva a pochi passi dalla "vecchia casa di pietra" dove in altri tempi s'erano svolti tanti drammi terribili. Non era ostentazione la sua. quando gli invitati d'ogni rango presero parte a questo genere di passeggio cadenzato. indossava una semplice uniforme di ufficiale dei Cacciatori della Guardia. I broccati delle tende e delle portiere. il salone grande. l'alternarsi degli abiti da sera guarniti di merletti e delle uniformi fregiate di decorazioni offrì uno spettacolo indescrivibile. Del resto. con il fucile sulla spalla e il loro casco puntuto. fondendosi con gli accordi dell'orchestra. Durante la serata. ma l'abitudine d'un uomo poco sensibile alle ricercatezze dell'apparato esterno. potevano scorgere alcuni campanili sfumati nell'ombra. con i suoi stucchi dorati e bruniti dalla patina del tempo.

come pure quelle della Transbaj alia. e abbiamo la certezza.rispose il generale Kissoff. Si sarebbe detto che il bagliore delle luci lo ferisse e che cercasse l'ombra per meglio guardare dentro di sé.Senza comunicazioni. e lasciò quindi le sale. . .E silenzio su tutto questo! Con un segno di rispettoso assenso e un inchino. ma parlava poco. . quanto ai discorsi più seri degli alti funzionari o dei membri del corpo diplomatico. Aveva preso il telegramma.presentava quasi sempre in pubblico. . Questo personaggio. il grave fatto che aveva dato motivo al rapido scambio di                               . a tutte le stazioni telegrafiche con le quali siamo ancora in contatto. e quando ritornò in mezzo ai gruppi di ufficiali e di uomini politici che si erano formati in parecchi punti delle sale. tratto affabile.Nessuna .E così . e sembrava persino prestare scarsa attenzione tanto alle manifestazioni festose dei giovani invitati. . a Perm.E del traditore Ivan Ogareff. ma nessuno di loro si sarebbe permesso d'interrogarlo su questo argomento. a Oms . la cui causa sfuggiva. a Toms . siamo sempre in comunicazione con essi dall'inizio dell'invasione? . del Jeniseis . dell'Oms . fronte tuttavia pensosa.Sì. Maestà. Intanto.avevano certo creduto di scoprire sul volto del loro ospite qualche sintomo d'inquietudine. non si fa nessuna notizia? . i nostri dispacci arrivano fino a loro. il suo viso aveva ripreso tutta la calma che per un momento aveva perduta. di alta statura. a Isim. Due o tre di questi perspicaci uomini politici . senza dubbio. del Tobols .rispose il generale Kissoff. a Tijmen.riprese dopo aver condotto il generale Kissoff nel vano d'una finestra . perciò il piacere del ballo non rallentò un solo istante. l'aveva letto. e la fronte gli si oscurò ancora di più. a Elams . splendidamente vestiti delle brillanti uniformi del Caucaso. passava da un gruppo all'altro. fino a questo momento. risalì poi verso gli occhi e li coprì per un momento. il generale Kissoff aspettava che l'ufficiale a cui aveva portato il dispaccio proveniente da Toms gli desse l'ordine di ritirarsi. fisionomia calma. fra la sua scorta di Georgiani. hanno ricevuto l'ordine di marciare immediatamente su Ir uts ? . che le sue segrete preoccupazioni non turbassero in nessun modo la festa. anche col pensiero.I suoi connotati siano immediatamente trasmessi a Niznij-Novgorod. D'altronde egli era uno di quei rari sovrani ai quali quasi tutto un mondo si è abituato a ubbidire. . ma quello restava in silenzio. .Ma le truppe delle province dell'Amur e del Ja uts . di Lesghi.Quanto ai governatori. stette per qualche momento pensoso. senza che la sua partenza fosse notata. e si teme che tra poco i dispacci non potranno più attraversare la frontiera siberiana. invece. a Kolivan. del Semipalatins . di Cosacchi.L'ordine è stato dato con l'ultimo telegramma che abbiamo potuto trasmettere al di là del lago Baj al. quei meravigliosi squadroni. che i Tartari non hanno oltrepassato l'Irtisc e l'Ob. a E aterinburg. In ogni caso. che rappresentavano presso di lui i principali stati d Europa. il generale si confuse dapprima nella folla. .fisionomisti di professione . L'ufficiale. a Kassimov.Il capo della polizia non saprebbe dire se ha passato o no la frontiera. Maestà. Tuttavia. l'intenzione dell'ufficiale dei Cacciatori della Guardia era.da ieri siamo senza comunicazione col granduca mio fratello? .Gli ordini di Vostra Maestà saranno eseguiti all'istante . La sua mano corse involontariamente all'elsa della spada.

. L'Anglo-Normanno. In che modo. quanto essi non sapevano forse che in maniera incerta. e neppure ufficiosamente. poiché le lingue non erano state sciolte "su ordine". grazie a quali abilità. di vivere dell'informazione e per l'informazione. era noto a due invitati. Erano forniti del dono di prescienza o di previsione? Possedevano un senso supplementare. dicendo che se il francese era "tutto occhi". quel . L'inglese. quello biondo come un gentiluomo del Lancashire. al contrario. torcendosi. cercavano di percepire i suoni in una maniera abbastanza evidente per l'anatomista. che permetteva loro di vedere al di là di quel limitato orizzonte. aveva venti maniere per manifestare il proprio pensiero. rispondeva scherzosamente che era in corrispondenza con la "cugina Maddalena". freddo. l'apparato ottico dell'uomo si era straordinariamente perfezionato con l'uso. In fondo. la loro natura si era dunque trasformata? Si sarebbe stati tentati ad ammetterlo. quei due semplici mortali sapevano quello che tanti personaggi. neppure tra membri del corpo diplomatico. perché l'inglese era un corrispondente del "Daily Telegraph". invece. come quelle degli animali dotati di grandi padiglioni uditivi. e il francese un corrispondente del. con gli occhi. La sensibilità della sua retina doveva essere altrettanto istantanea quanto quella dei prestigiatori. anche tra i più ragguardevoli. con le mani. inclinandosi. l'avrebbe riconosciuta tra mille. Di che giornale o di quali giornali. pareva strutturato apposta per ascoltare o per sentire. vivace. ma alcuni alti personaggi erano stati informati più o meno esattamente di quanto accadeva oltre la frontiera. Le sue orecchie non avevano certo la facoltà di orientarsi. o dalla disposizione d'un particolare che passa inosservato per tutti gli altri. Le loro dissomiglianze fisiche avrebbero subito dato nell'occhio a un osservatore superficiale. i quali riconoscono una carta unicamente da un rapido movimento di taglio. non era tanto ignorato quanto l'ufficiale dei Cacciatori della Guardia e il generale Kissoff potevano credere. e di cui non parlavano in conversazione. e quando glielo domandavano. Uno dei due era inglese. ma. oltre il quale non va lo sguardo umano? Avevano un particolare fiuto per scovare le notizie più segrete? Grazie all'abitudine. si esprimeva nello stesso tempo con le labbra. questi bruno come i meridionali della Provenza. Quando il suo apparato uditivo era stato colpito dal suono d'una voce. petulante. egli non lo diceva. drizzandosi. venti anni. osservando quei due stranieri più da vicino. Infatti. Ad ogni modo. essi ne discutevano sottovoce e parevano in possesso di informazioni abbastanza precise al riguardo. si sarebbe autorizzati ad affermare che quelle del suddetto inglese. sembrava parlare o gestire soltanto sotto l'impulso d'una molla operante a intervalli regolari. è vero.parole. poiché i competenti hanno costatato che le orecchie umane sono immobili solo "pressappoco". flemmatico. privi di qualsiasi uniforme. appena sospettavano? Sarebbe stato impossibile dirlo. di qualsiasi decorazione che attirasse l'attenzione su di loro in quel ricevimento al Palazzo Nuovo. Il Gallo-Romano. Dobbiamo anche far notare che la perfezione della vista e dell'udito in quei due uomini serviva meravigliosamente al loro mestiere. Il francese possedeva dunque al massimo grado quella che chiamiamo la "memoria visiva". ma un fisionomista.. economo di gesti e di parole. avrebbe chiaramente definito il contrasto fisiologico che li caratterizzava. l'altro francese. mentre il suo interlocutore sembrava averne una sola immutabilmente stereotipata nel suo cervello. compassato. l'inglese era "tutto orecchi". divenuta in essi una seconda natura. tutti e due alti e magri. Non se ne parlava ufficialmente. per quali vie. non la dimenticava più e dopo dieci.

. seguendoli più da vicino. erano due cacciatori. facevano quello che da molti anni si chiama "il grande 'reportage' politico e militare". In breve. Ma. Parlando sempre un po' a vanvera. sarebbe stata una vera cattiveria biasimarli.ripeté Harry Blount. .Ho già telegrafato: splendida! . interrompendo il collega.mia cugina Maddalena. una maniera speciale d'interpretare i fatti e soprattutto le loro conseguenze. Ma. . I due corrispondenti furono quindi portati a discutere tra loro durante il ballo.. sotto la sua apparente leggerezza.vale la pena sprecare una cartuccia!». che andavano a caccia sullo stesso territorio. Tuttavia non si evitarono. Dopo tutto. particolarmente adatta per esprimere l'ammirazione generica d'un cittadino del Regno Unito. a loro onore. del quale dovevano scrivere la cronaca per il loro giornale.Vostra cugina?. Quella sera. nella maggior parte dei casi.Questa festicciola.rispose freddamente Harry Blount. Il corrispondente francese si chiamava Alcide Jolivet. nelle stesse riserve. e lo fecero con un po' di tattica vicendevole... che vogliono arrivare "primi assoluti" o morire! Del resto.. che a loro piaceva lanciarsi come folletti sulla pista delle notizie più impensate. della caccia all'informazione. e forse egli era più chiuso. buon denaro. Veri "joc eis" (1) della "steeple-chase" (2). «Si trattasse anche solo di un passaggio di anatre . Si erano incontrati per la prima volta durante questo ricevimento al Palazzo Nuovo. E' doveroso aggiungere anche. era molto perspicace e molto fine. forse per meglio nascondere il suo desiderio di sapere. saltavano le staccionate con l'incomparabile ardore di quei corsieri puro sangue.Tuttavia aggiunse Alcide Jolivet . e non si lasciavano sfuggire nessuna occasione. pur di riuscire. pochi minuti dopo l'uscita del generale Kissoff. . i loro giornali non lesinavano il denaro. E' con   . essi scavalcavano le siepi. La sua stessa loquacità gli serviva per tacere. Se tutti e due assistevano a questo ricevimento al Palazzo Nuovo. quello inglese Harry Blount.. La differenza di carattere. traversavano i fiumi. . Inutile dire che quei due uomini svolgevano con passione il loro compito in questo mondo elegante.. e che operavano soltanto quando erano in gioco interessi politici o sociali. che è il più sicuro. . che non si spaventavano né si scoraggiavano di nulla. che ritenne di dover aprire la conversazione con quella frase squisitamente francese.pensava Alcide Jolivet . signore. più discreto del suo collega del "Daily Telegraph". rapido e perfetto mezzo d'informazione finora conosciuto. erano tutti e due in agguato. .Sì. si vedrà ch'essi avevano. anzi cercarono d'investigarsi a vicenda sulle notizie del giorno. e il loro comune interesse voleva che si mantenessero a contatto per vedersi e per udirsi.ho creduto di dover contemporaneamente far notare a mia cugina. non si tradiva mai.riprese Alcide Jolivet . è veramente incantevole! disse amabilmente Alcide Jolivet.francese. C'era infatti qualcosa nell'aria. . nella notte tra il 15 e il 16 luglio. che possedevano l'imperturbabile sangue freddo e la vera bravura delle persone del mestiere. congiunta ad una certa gelosia di mestiere. per il solo fatto che avevano buon gioco. avendo ciascuno la "propria maniera" di vedere e di valutare. adoperando quella parola.. Ciò che sfuggiva a uno poteva vantaggiosamente arrivare a tiro dell'altro. doveva renderli assai poco simpatici l'uno all'altro. lo dovevano alla loro qualità di giornalisti e allo scopo di assicurare la maggior edificazione ai loro lettori. che né l'uno né l'altro origliava o spiava dal buco della serratura sulla vita privata di chicchessia.

.Ah! voi lo conoscete. tutto sommato abbastanza contenti di sapere che l'uno non aveva distanziato l'altro. quando il generale Kissoff gli ha annunciato che la linea telegrafica era stata interrotta tra la frontiera e il governatorato di Ir uts .. scintillava un trionfo da tavola d'inestimabile valore.Precisamente come lo sapranno anche i lettori del "Daily Telegraph". questi ordini mi erano egualmente noti.. l'imperatore non abbandonò la festa e. proveniente dalle fabbriche di Londra.Allora. durante questo ballo. . questo particolare? .Me ne ricordo come se ci fossi stato. . una specie di nube mi è sembrata oscurare la fronte del sovrano. è possibile che ci ritroveremo su un terreno forse meno sicuro del pavimento di questa sala! . .Ricordate.Sì. ..Una interessante campagna da seguire. a mia cugina!.fece osservare Alcide Jolivet con una certa soddisfazione. signor Blount. ma. . . . signor Blount. signore. indietreggiando.sapete che nel bel mezzo d'un ricevimento dato in suo onore. .A me è apparso raggiante . aveva perso l'equilibrio.. A questo punto i due corrispondenti si separarono.Allora sapete pure che sono stati inviati degli ordini alle truppe di Nicolaievs ? . fu annunciato all'imperatore Alessandro che Napoleone aveva passato il Niemen con l'avanguardia francese (3). .Verissimo. . e intorno a quel capolavoro dell'oreficeria splendevano. e proprio mentre si telegrafava ai Cosacchi del governatorato di Tobols di concentrarsi. Tuttavia.continuò Alcide Jolivet . signor Jolivet..Anche meno sdrucciolevole .               .Allora .Sicuro! Quando si vede tutto quello che avviene!.disse Alcide Jolivet .quello che avvenne a Za ret nel 1812? ..finì Alcide Jolivet. Ho dunque creduto di doverle far notare che. la nostra. .rispose Harry Blount con tono non meno soddisfatto. sotto la luce dei lampadari. . . alle principesse e ai membri del corpo diplomatico. i mille pezzi del più meraviglioso servizio che fosse mai uscito dall'artigianato di Sèvres Gli invitati al Palazzo Nuovo cominciarono a dirigersi verso le sale per il pranzo.. .Lo conosco.lei che sono in corrispondenza! Le piace d'essere informata presto e bene. signor Blount . Sulla tavola centrale. In quel momento le porte delle sale contigue al salone grande furono aperte.E naturalmente.. nonostante la gravità estrema d'una notizia che gli poteva costare l'impero. Infatti erano pari. poiché il mio ultimo telegramma è arrivato fino a Udins .Precisamente.E quando si ascolta tutto quello che si dice!. l'avete fatto «raggiare» sulle colonne del "Daily Telegraph". trattenendo il collega che. . signore rispose il corrispondente inglese.Meno sicuro è vero.rispose Harry Blount...Da parte mia mi sarebbe difficile ignorarlo.Non più di quanta ne abbia dimostrata il nostro ospite. non lasciò trasparire nessuna inquietudine. Apparvero parecchie tavole meravigliosamente imbandite e cariche a profusione di porcellane preziose e di vasellame d'oro. riservata ai principi. e potete credermi se vi dico che la mia amabile cugina ne saprà qualcosa entro domani! . che voleva forse dissimulare il suo pensiero su quell'argomento.E il mio soltanto fino a Krasnojars .

l'altro tartaro. dalle moli di trecento chiese con le loro cupole verdi.Subito un corriere! L'ufficiale lasciò la sala grande ed entrò in un'ampia stanza attigua. che la delimitano seguendo una frontiera piuttosto indeterminata. ammobiliato con molta semplicità in vecchia quercia. e l'ufficiale dei Cacciatori della Guardia. comprende due distretti. dal corso sinuoso. il terzo cinese. immensi quartieri. Perché lo zar aveva lasciato così d'improvviso le sale del Palazzo Nuovo. E' divisa nei governatorati o province di Tobols . ma la trovò quasi deserta (Nota del Traduttore). Tutto quell'insieme formava un curioso mosaico di edifici variamente colorati. RUSSI E TARTARI. il generale Kissoff. quella cinta fortificata era il Cremlino. durante la guerra della sesta coalizione. ch'era rientrato. confina con l'oceano glaciale. di Ir uts . proprio nel momento in cui il ricevimento da lui offerto alle autorità civili e militari e alle personalità illustri di Mosca era al colmo dello splendore? La risposta è che gravi cose accadevano in quei giorni oltre le frontiere dell'Ural. 2. fino alle coste dell'oceano Pacifico. Quell'immensa distesa di steppe. con la stessa premura di prima. di Oms e di Ja uts . come se gli fosse venuto a mancare l'ossigeno ai polmoni. L'ufficiale aprì con gesto rapido la finestra. NOTE. Non c'era più dubbio. Quel fiume era la Moscova. riverberava qua e là i raggi della luna. bagnata dai raggi lunari. compresa fra più di centodieci gradi                       .Ebbene? . quella città era Mosca. La Russia asiatica. che la dividono dalla Russia europea. Sire. . Sotto i suoi occhi. si avvicinò premuroso all'ufficiale dei Cacciatori della Guardia. . al presente sottomesse alla dominazione moscovita. Fantini (Nota del Traduttore). e uscì a respirare sull'ampio balcone l'aria pura. Corsa ad ostacoli (Nota del Traduttore). Nota 2. Nota 3. da minareti. Fuori della cinta si profilavano tre distinte città. Un piccolo fiume. A sud essa confina col Tur estan e l'impero cinese. una terribile invasione minacciava di sottrarre all'autonomia russa le province siberiane.I telegrammi. sormontate da croci d'argento. ha una superficie di cinquecentosettantamila leghe quadrate e conta circa due milioni di abitanti (1). a nord. entro la quale s'innalzavano due cattedrali. o Siberia. Ochots e Camciatca. e possiede due regioni. rinfrescata da una bella notte di luglio.gli domandò questi. si stendeva ad arco una cinta fortificata. e situato all'angolo del Palazzo Nuovo. l'uno europeo. . che se ne stava con le braccia conserte e la fronte pensosa ad ascoltare distrattamente i suoni profusi dal Palazzo Nuovo sulla vecchia città moscovita. incasellato entro una vasta cornice di dieci leghe. di Jeniseis . Beloj Gorod e Zemljanoj Gorod. dal mare di Kara fino allo stretto di Bering. dominati da torri.Proprio allora. Il 14 settembre 1812. Era uno studio. tre palazzi e un arsenale. Napoleone entrò a Mosca. non vanno più in là di Toms . era lo zar. quella dei Kirghisi e quella dei Ciu ci. Si estende dai monti Urali. Kitaj Gorod. Nota 1. da campanili. Alle pareti erano appesi alcuni quadri. tra cui varie tele firmate da Horace Vernet.

non ne tornava più! . fra Toms e Kolivan. . quando uno andava in Siberia. la posta reca i dispacci a Pechino in quattordici giorni. aveva risposto con questa sola frase: "Subito un corriere!". E aggiunse. prima oltre Toms . apparve sulla soglia. e. è nello stesso tempo un luogo di deportazione per i criminali ed una terra d'esilio per coloro che qualche "u as" (2) imperiale abbia condannato all'espulsione. affluente del Jenisej. Albasin. Due governatori generali rappresentano l'autorità suprema dello zar in questo vasto territorio. col favore di Vostra Maestà. alcune delle quali sono sommamente fertili. quando gli uscieri ne aprirono di nuovo la porta.Sì. Kassimov. Rad. congiunge le due frontiere est e ovest della Siberia. Secondo lui. non è più tornato in Siberia? . Tjumen. che la giustizia russa sapeva perdonare. ma era evidente che egli non era un fautore delle mezze misure.Molto intelligente. . d'inverno in slitta.e dimmi tutto quello che sai di Ivan Ogareff. che. è rientrato in Russia. Invece non era così sotto il nuovo regno.Vi fu un tempo. Nercin . Il capo supremo della polizia.Aveva il grado di colonnello? . che non indietreggiava davanti a niente. ogni uomo che aveva passato i monti Urali sotto la scorta dei gendarmi. per trenta ope i a parola.Due anni or sono. Oms . Isim. Ni olayevs .E dopo d'allora. alla seconda comunicazione fattagli dal generale Kissoff. . era stata interrotta. Elams . Maestà. Vi si viaggia d'estate in "tarantàs" o in "telega".rispose il capo della polizia. ma intrattabile e d'una ambizione sconfinata. Uscendo dall'Ural passa per E aterinburg. Una sola linea di comunicazione. Nessuna ferrovia attraversa ancora quelle immense pianure. Toms .In quale periodo? . abbassando un po' la voce: . con la sua clemenza. l'altro a Tobols .Sì.Entra. capitale della Siberia orientale. Per questo lo zar. Maestà . tesa da E aterinburg a Ni olayevs .Ebbene.disse lo zar con voce secca . Questa linea. Maestà. ma questa volta volontariamente rispose il capo supremo della polizia. per mezzo d'un filo telegrafico lungo oltre ottomila verste (8536 chilometri) (3). Orloms aija. perché aveva spesso dimostrato. vi è tornato. per vaste estensioni. Blagovscens . . e di là. quella elettrica. Si è coinvolto presto in complotti segreti. . Il fiume Ciuna. alcune ore dopo. Graziato dopo sei mesi di esilio. e il capo supremo della polizia lo deplorava sinceramente! Come! non più                                                                   . . divide le due Siberie. Nessuna strada ferrata collega le ricche miniere che. Uno risiede a Ir uts . e da allora Sua Altezza il granduca l'ha degradato e poi esiliato in Siberia. la Siberia è e resterà un paese da cui si ritorna! Lo zar aveva il diritto di pronunciare queste parole con vera fierezza. Strelin . Ir uts .di longitudine. Kolivan. Da Ir uts una diramazione si allaccia a Kiat a sulla frontiera mongola. generale . capitale della Siberia occidentale. Udins . rendono il suolo siberiano più ricco sotto che sopra la sua superficie. Ver ne. Maestà. Lo zar se ne stava da pochi istanti immobile sul balcone del suo studio. e costa sei rubli e diciannove ope i (4) per ogni parola da un capo all'altro della linea. Ale sandrovs oje. non doveva più rivalicarli. Krasnojars Niznij.E' un uomo estremamente pericoloso. Il capo supremo della polizia non rispose. finché io sarò vivo.Era un ufficiale intelligente? .

Sembrava disoccupato. assetato di vendetta.Per andar dove? . Maestà. ma è scoppiato come un fulmine. abituato alle decisioni autocratiche degli "u as" che una volta non perdonavano mai. Ivan Ogareff. e la sua condotta non destava alcun sospetto. dopo il suo ritorno. e là ha tentato. Là. nelle steppe irghise. non poteva ammettere questa maniera di perdonare! Ma tacque. ma lo zar ignorando quei rimproveri indiretti che riguardavano la sua politica interna. ma diceva tra sé che.No. Il capo supremo della polizia non rispose.esclamò il capo della polizia . non senza successo. Mi sono pervenute informazioni anonime. ho ragione di credere che siano esatte! . Si è introdotto in Siberia. da Ja uts . i progetti di Ivan Ogareff non avrebbero potuto realizzarsi.E. ha passato gli Urali. la polizia ne ha perduto le tracce? . poiché un condannato diventa veramente pericoloso proprio dal giorno in cui è stato graziato! Lo zar corrugò un istante la fronte. Maestà. e.Intendete dire.Ebbene. generale. continuò con fare conciso la serie delle sue domande.In quale città? . Ivan Ogareff. .Vostra Maestà disse . Il movimento è stato preparato segretamente. aspettando che lo zar lo interrogasse ancora.Che vi faceva? . e ora ti dirò quello che non sai.ha certo dato degli ordini perché l'invasione sia respinta al più presto?                     . da Ir uts ! In verità. vuol attentare alla vita di mio fratello! Lo zar s'era animato parlando e andava su e giù a passi concitati. Poi avvicinandosi allo zar. ed ora le vie e i mezzi di comunicazione tra la Siberia occidentale e la Siberia orientale sono tutti tagliati! Di più.chiese lo zar . . E le domande non si fecero aspettare.non è rientrato una seconda volta in Russia. . . lo so io! . fino al Tur estan libero. .E ultimamente. nei hanati di Buchara. alla luce dei fatti che accadono ora oltre frontiera. di sollevare quelle popolazioni nomadi. di Kundus. Maestà .E da allora si sa cosa ha fatto? . il capo supremo della polizia. dopo aver lasciato il governatorato di Perm. .Nel governatorato di Perm.continuò lo zar.Non era sotto la sorveglianza della polizia imperiale? . Stette in silenzio ancora per qualche istante. . Forse il capo supremo della polizia poté temere d'essere andato troppo oltre. Poi è disceso più a sud. che non sono passate per gli uffici della polizia.Non si sa.che nell'invasione tartara c'è la mano di Ivan Ogareff? .Vi e rientrato.Durante il mese di marzo.No. benché l'ostinazione delle sue idee fosse almeno pari alla illimitata devozione ch'egli nutriva per il suo sovrano.Quando ha lasciato Perm? .Sì. che si era lasciato cadere su una poltrona: .No. ha trovato dei capi disposti a lanciare le loro orde tartare nelle province siberiane e a provocare una invasione generale dell'impero russo in Asia. nel tempo in cui gli zar di Russia non graziavano mai un esiliato. .Ivan Ogareff . . di Lo and. dov'era Ivan Ogareff? . .Proprio a Perm.condanne a vita per nessun altro crimine se non quello di diritto comune! Come! Gli esiliati politici tornavano da Tobols . e con uno scopo che è rimasto sconosciuto? . dopo quel viaggio nelle province siberiane.

Sua Altezza il granduca. cioè due milioni di persone. o meglio l'invasione. La clemenza. perché era proprio quella l'idea suggeritagli dal suo animo inquieto e diffidente. Ma. I Kirghisi si dividono in tre orde.L'ultimo telegramma che ha potuto venir trasmetto a Niznij Udins ha dovuto mettere in moto le truppe dei governatorati di Jenisejs . e quali soccorsi deve attendersi dai governatorati più vicini a quello di Ir uts .. che a quella insinuazione del capo supremo della polizia non seppe dominarsi. di Ir uts . e di Niznij Novgorod e i Cosacchi della frontiera si dirigono a marce forzate verso i monti Urali.Sì . e che ha in lui un accanito nemico personale. sotto falso nome. insieme alla parte di ribelle. e con essa mio fratello. .rispose lo zar. Poi.No. .. la grande.Ma deve certo sapere. lo rendevano sicuro di non ingannarsi. . coraggioso.. Il progetto di Ivan Ogareff è dunque di andare a Ir uts .Ebbene.esclamò lo zar.I criminali! Oh! generale. dopo averne guadagnato la fiducia. la potenza moscovita! Lo zar aveva ragione di credere al patriottismo di coloro che erano stati momentaneamente allontanati per ragioni politiche. nonostante il contributo di questo importante elemento favorevole contro l'invasione tartara. e le considerevoli mitigazioni che aveva adottate nell'applicazione degli "u as".. è fatta contro la Russia. contro questo paese.ma quello che ignora è che Ivan Ogareff. Non appartengono a nessun paese. perché c'era da temere che gran parte delle popolazioni irghise passassero agli invasori. dagli ultimi dispacci. di Ja uts e quelle delle province dell'Amure e del lago Baj al. e là. la cui vita è così direttamente minacciata. .Io credo che negli esiliati ci sia più patriottismo! . quali sono le decisioni prese da Vostra Maestà. mio fratello non conosce quell'uomo. . . . Ecco quello che so dalle mie informazioni.rispose lo zar.rispose interdetto il capo della polizia. vi sono in Siberia altri condannati ...osservò il capo della polizia. e che rivedranno!. mai un russo farà lega con un tartaro per indebolire. cosa più grave. una volta così terribili.. ma disgraziatamente occorreranno parecchie settimane prima che possano trovarsi di fronte alle colonne tartare. ecco quanto egli deve sapere! . . offrire i suoi servigi al granduca. .. Ivan Ogareff deve al granduca la sua prima disgrazia e. . Maestà.Lo aspetto.Lo sa .aggiunse il capo della polizia . che gli esiliati farebbero causa comune con gli invasori? . generale. le circostanze restavano tuttavia gravi. ecco quello che non sa il granduca.E il fratello di Vostra Maestà.                                   .perché.Vostra Maestà mi scusi!.. egli consegnerà loro la città. quelli te li lascio! Sono il rifiuto del genere umano. che gli esiliati non hanno perduto la speranza di rivedere. Contemporaneamente. che costituiva il fondamento della sua giustizia quando poteva dirigerne lui stesso gli effetti. non è fatta contro l'imperatore. Maestà. fosse pure per un'ora sola. i reggimenti di Perm. .Un corriere che faccia molto presto . . un corriere intelligente. non è più in comunicazione diretta con Mosca? . quando i Tartari avranno assediato Ir uts . e contano circa quattrocentomila "tende". la piccola e la media. Ma la sollevazione. deve recitare quella di traditore.Ma oltre agli esiliati politici. isolato in questo momento nel governatorato di Ir uts .riprese lo zar. non c'è un altro territorio così adatto alle ribellioni come quello siberiano! .Intendi dire. No. mi sia permesso aggiungere.

ha detto Levscin che «un fronte organizzato e un buon reggimento di fanteria resiste a una massa di Kirghisi dieci volte più numerosa. ma bisogna che il buon reggimento di fanteria giunga nel paese in rivolta. o subìto involontariamente. entro                                                     . Ma chi sono questi Tartari? I Tartari appartengono più particolarmente a due razze distinte. di Kundus. che sono lontane due o tre mila verste. Il hanato di Buchara s'estende. scrisse Abel de Rémusat. il hanato più importante e più pericoloso era quello di Buchara. e da est a ovest. erano di razza caucasica e occupavano più particolarmente il Tur estan. Ora. I principali sono quelli di Buchara. La razza caucasica. e che all'odio provocato dalla sottomissione alla Russia si fosse aggiunto l'odio dovuto all'antagonismo tra le religioni ortodossa e musulmana. che occupa le contrade situate ad est della media. è anche la più numerosa. Ora tranne la via diretta che unisce E aterinburg a Ir uts . di Ko and. Infatti. e il ministero della guerra aveva tutta la ragione di pensare che Oms era già minacciata molto da vicino. di Ko and. La razza mongola pura comprende i Mongoli. l'Irtis e l'Isim superiore. e i laghi Hadisang e A sa al. E' vero. E il capo attuale. I Tartari. ossia dei più terribili capi del Tur estan. entro il trentasettesimo e il quarantunesimo parallelo. sono piuttosto predoni notturni e aggressori di carovane che soldati regolari.Sono divisi in tribù. destinata a tenere sottomesse le popolazioni irghise. che minacciavano allora l'impero russo. e certamente trascorrerebbero parecchie settimane prima che le truppe russe possano essere in grado di respingere le orde tartare. a est del Jenisej. In quel periodo. e specialmente quelli dei hanati di Buchara. La linea dei presidi militari. e un solo cannone può sbaragliarne una quantità spaventosa». perché da essa discendono tutti i popoli di questa parte del mondo». non sono facilmente transitabili. da nord a sud. cercavano con la forza o con la persuasione di sottrarre le orde irghise alla dominazione moscovita. musulmani come loro. L'orda grande. spesso paludose. E c'era da temere che i "gran sultani" che governavano i distretti irghisi avessero accettato volontariamente. le steppe. molto primitivi nell'arte della guerra. i confini siberiani sono stati più d'una volta violati dai nomadi non del tutto sottomessi. eccetera. Se dunque queste popolazioni irghise si ribellavano. la dominazione dei tartari. cioè quelle postazioni di Cosacchi scaglionati da Oms fino a Semipalatins . anzitutto. Questo vasto paese è diviso in vari staterelli. di qui la denominazione di hanati. di Kundus. riunisce sotto una stessa denominazione i Turchi e gli indigeni di ceppo persiano. di Khiva. E' vero che i Kirghisi. la razza caucasica e la razza mongola. La Russia aveva già dovuto lottare parecchie volte contro i suoi capi. Oms è il centro dell'organizzazione militare della Siberia occidentale. si estende fino ai governatorati di Oms e di Tobols . «considerata in Europa come il tipo della bellezza della nostra specie. seguiva le orme dei suoi predecessori. i Manciù e i Tibetani. ciò significava l'invasione della Russia asiatica e. Feofar Khan. di Koland e di Buchara. Infatti. L'orda media. che per interesse personale e per imporre un loro giogo. altre riconoscono la sovranità della Russia o dei hanati di Khiva. e che i cannoni lascino i parchi delle province russe. la più ricca. la perdita della Siberia. avevano sostenuto l'indipendenza dei Kirghisi contro la dominazione moscovita. ognuno governato da un han. alcune delle quali sono indipendenti. da molto tempo i tartari del Tur estan. doveva essere stata forzata in parecchi punti. e i suoi accampamenti occupano lo spazio compreso tra i fiumi Sara-Su.

Questo traditore. se pensava di poter abbattere l'impero moscovita! Dietro suo consiglio. Aveva invaso il governatorato di Semipalatins . un esercito di sessantamila uomini. Samarcanda. arruolando coloro che si sottomettevano. Ha diciannove città considerevoli. portandosi dietro un seguito alla maniera dei sovrani orientali: una piccola corte privata. sempre disposti a lanciarsi in imprese care all'istinto tartaro. di minerali. sobillando al suo passaggio le popolazioni irghise. è quasi inaccessibile. E' un paese ricco per varietà di fauna. situata in un'oasi attorniata da paludi popolate da tartarughe e da lucertole. che possiede la tomba di Tamerlano e il famoso palazzo dov'è custodita la pietra azzurra. gloriosa città resa celebre da Avicenna (5) e da altri sapienti del decimo secolo. Solo un corriere avrebbe potuto sostituire la linea telegrafica interrotta. e i Cosacchi. Kara ul. del pericolo che lo minacciava per il tradimento di Ivan Ogareff. e infine. specialmente da quelli di Ko and e di Kundus. Katta-Kurgan. Predando. Khusar. e altre. Buchara cinta da mura di oltre otto miglia inglesi e fortificate da torri. protetto dalle montagne. Le comunicazioni erano interrotte. è dunque uno stato veramente pericoloso. Gisàh. è considerata il centro della cultura musulmana ed è collocata tra le più celebri dell'Asia centrale. e trentamila cavalieri. facendo prigionieri coloro che resistevano. Veramente pazzo. Questo Stato ha una popolazione di due milioni e mezzo di abitanti. quello che né rigori dell'inverno né la calura dell'estate può arrestare. aiutato dai capi che comandavano tutte le orde dell'Asia centrale.com'è chiamato il han di Buchara aveva spinto le sue orde oltre la frontiera russa. chiuso in Ir uts . di cui Ivan Ogareff era l'anima. L'ambizioso e feroce Feofar governava allora quella parte della Tartaria. è difesa da una fortezza munitissima. s'era messo a capo della nuova invasione. costituiscono una linea di fortezze difficili a sottomettere. Quest'uomo avrebbe bisogno d'un certo tempo per percorrere le cinquemiladuecento verste (5523 chilometri) che separavano Mosca da                                 . con tre cerchie di mura. spinto in egual misura da un'ambizione insensata e dall'odio. Ciargini è difesa da una popolazione di circa ventimila anime. Karsi. che vengono portati al triplo in tempo di guerra.il sessantunesimo e il sessantaseesimo grado di longitudine. guerrieri e predoni feroci. aveva organizzato l'avanzata in modo da tagliare la grande strada siberiana. di O oij e di Meijmane . cioè le sue mogli e i suoi schiavi. devastando.non poteva più propagarsi attraverso la steppa.la corrente elettrica . l'emiro . Dov'era egli in questo momento? Fin dove erano arrivati i suoi soldati quando la notizia dell'invasione giunse a Mosca? In quale punto della Siberia le truppe russe avevano dovuto indietreggiare? Nessuno poteva saperlo. Paij and. Sostenuto dagli altri han. sulla quale ogni nuovo han deve recarsi a sedere prima di salire al trono. Tra Kolivan e Toms . su una superficie di circa diecimila leghe quadrate. e la Russia sarà costretta a impegnare contro di esso un ingente quantitativo di forze militari. Tutto ciò con l'audacia e l'impudenza di un moderno Gengis Khan. poco numerosi in quel punto. S'era anzi spinto oltre il lago Balhash. e così era ormai impossibile avvertire il granduca. L'unico messaggero che non teme né il freddo né il caldo. passava da una città all'altra. quello che vola con la rapidità del fulmine . Il hanato di Buchara. la linea telegrafica era stata tagliata dalle avanguardie dell'esercito tartaro? O forse l'emiro era arrivato fino alle province del Jenisejs ? Tutta la Siberia occidentale era sollevata? La rivolta si estendeva già fino alle lontane regioni dell'est? Nessuno poteva dirlo. Nurata. avevano dovuto indietreggiare davanti a lui. isolato dalle steppe. e s'è molto ingrandito con l'annessione dei territori di Bal h. di flora.

.Ha dunque una costituzione di ferro? . Nota 3. . . Nota 4.Sì. Il rublo (argento) vale 3 franchi e 75 centesimi. E' siberiano. cioè poco più di un chilometro (Nota del Traduttore). Le une e le altre furono moltissimo usate nel medioevo (Nota del Traduttore). . Circa 27 franchi. Maestà. Oggi il rublo vale circa 700 lire italiane (Nota del Traduttore). Maestà. la fame. Editto. Nota 2. .Hai trovato l'uomo adatto? . la sete.Ir uts .La sua età? . Il copeco (rame) vale 4 centesimi (Nota dell'Autore).Un cuore d'oro. quelle di medicina furono tradotte in latino da Gherardo da Cremona (dodicesimo secolo). .Sì.Trent'anni. La versta equivale a 1067 metri.Era di servizio a palazzo? .. e più volte ha compiuto con successo difficili missioni. . . Maestà . decreto dello zar (Nota del Traduttore). per attraversare le file dei ribelli e degli invasori. . Egli dovrebbe avere a sua disposizione.chiese subito lo zar.Maestà. Maestà. la fatica. . Le sue opere sono in massima parte scritte in arabo. NOTE.Di Oms .Anche in Siberia.       .Troverò questo cervello e questo cuore? . Nota 5.E' un tipo vigoroso? . Avicenna.Ha i nervi saldi..E un cuore?. 3. . filosofo e medico musulmano. Nota 1. con cervello e cuore si va lontano.E' qui fuori. può sopportare il freddo. MICHELE STROGOFF. .. intelligenza. un coraggio e un'intelligenza quasi sovrumani.Di dov'è? . nato presso Buchara nel 980 e morto a Hamadhan nel 1037. ha tutto quanto occorre per riuscire dove altri forse fallirebbero. coraggio? .rispose il generale Kissoff. . e l'usciere annunciò il generale Kissoff. La porta dello studio imperiale s'aprì.All'estero? .. . Ma. anche parte delle opere filosofiche fu tradotta in latino.Personalmente.Sì.E il corriere? . fino all'estremo limite.Oso risponderne a Vostra Maestà.Lo conosci? .si chiedeva lo zar. E' opportuno ricordare che questa descrizione si riferisce alla Siberia dell'anno 1874 (Nota del Traduttore).

Circostanza favorevolissima alla buona riuscita dei suoi progetti. proprie di un essere generoso e buono. Michele Strogoff conosceva a perfezione il paese che doveva attraversare e ne capiva i diversi idiomi non soltanto per averlo già percorso. La testa possente presentava i bei caratteri della razza caucasica. che non tentenna nell'indecisione.Il suo nome? . La sua testa ben modellata. se c'era un uomo che potesse portare a termine quel viaggio da Mosca a Ir uts . speroni. secondo l'espressione dei fisiologi. sotto l'impulso di una circolazione più rapida che lo tingeva del colorito arterioso. morto dieci anni prima. calzoni aderenti.Michele Strogoff. Marfa Strogoff. secondo l'osservazione del celebre romanziere Turgenev: la qualità che porta ai più alti gradi nell'impero moscovita. con lo sguardo diritto. I suoi occhi erano d'un azzurro cupo. ben piantato. ben proporzionate. che sfuggiva in ciocche dal colbacco moscovita. ma che lo dipinge con precisione. quell'uomo era Michele Strogoff. erano come altrettante leve di un congegno meccanico per la migliore esecuzione di forti imprese. aitante. Suo padre. Possedeva dunque una delle qualità più raccomandabili in Russia. ordinariamente pallido.E' pronto a partire? . con stivali. . era ornata da una capigliatura crespa e folta. si modificava solo per il battito accelerato del cuore. Le membra. quando aveva posato i piedi a terra. inalterabile. attraverso una zona occupata. Il naso pronunciato. sapeva restare immobile come un soldato davanti al suo superiore. e lo stesso zar la riscontrò senza incertezze: che egli era «un esecutore di ordini». dimostravano grande coraggio. superare ostacoli e sfidare pericoli d'ogni sorta. dalle labbra un poco sporgenti. che non si rode le unghie nell'incertezza. Il suo volto. Michele Strogoff era alto. situata nel governatorato omonimo. perché. e in quel gruppo di uomini scelti aveva il grado di capitano. Michele Strogoff vestiva un'elegante uniforme militare che somigliava a quella degli ufficiali dei Cacciatori a cavallo in tenuta di campagna. dalle narici larghe. Una cosa traspariva con evidenza dal suo comportamento. il vecchio Piotr Strogoff. che non si gratta l'orecchio nel dubbio. il corriere Michele Strogoff entrava nello studio dello zar. In verità. Quel giovane bello e robusto. da tutta la sua persona. e sua madre. largo di spalle e robusto di torace. dalla fronte spaziosa. una notevole precisione di movimenti. quel "coraggio senza collera degli eroi". il che era segno contemporaneamente della fiducia e della volontà pronta del suo spirito. e brillavano sotto un'arcata i cui muscoli sopraciliari un po' contratti.Venga . abitava nella città di Oms . franco. che prende rapidamente la sua risoluzione.Aspetta nella sala della Guardia gli ordini di Vostra Maestà. casacca orlata di pelliccia e guarnita di cordoni gialli su fondo bruno. Sobrio di gesti come di parole. sovrastava una bocca simmetrica. vi risiedeva tuttora. ma perché era di origine siberiana. ma quando camminava.. il suo incedere dimostrava una grande scioltezza. quando lo portava.disse lo zar. Là. . non sarebbe stato facile da smuovere contro la sua volontà. in mezzo alle steppe selvagge delle province di Oms e di Tobols . Michele Strogoff aveva il temperamento dell'uomo deciso. dalla sua fisionomia. Sul largo petto brillava una croce e parecchie medaglie. Pochi istanti dopo. il valente cacciatore           . vigoroso. Michele Strogoff apparteneva al corpo speciale dei corrieri dello zar. pareva che vi si radicassero. Era uno di quegli uomini che sembravano costantemente in atto di "acciuffar l'occasione per i capelli": immagine un po' forzata.

dimostrò meravigliose qualità di autocontrollo. la disposizione dei minimi ramoscelli degli alberi. . poi. ma le promise di tornare a rivederla tutte le volte che avesse potuto: promessa che fu sempre mantenuta con devozione quasi religiosa. zelante. più tardi. Come il Ja ut delle contrade settentrionali. nel Camciatca. di prudenza e di coraggio. le lontane detonazioni. sulle sponde del fiume Irtis. aveva il cuore grosso. i vaghi suoni che attraversavano l'aria. la cui statura uguaglia quella dei suoi congeneri dei mari glaciali. e. la sete. pericoloso e feroce animale. secondo l'espressione popolare. in un'importante missione che lo portò fino a Petropavlovs . per soccombere poi davanti al quarantesimo. che non aveva mai voluto lasciare l'antica abitazione degli Strogoff a Oms . dieci notti senza dormire. aveva trascinato la pelle del gigantesco animale fino alla casa paterna. dove altri sarebbero morti assiderati all'addiaccio. armato del solo coltello. all'estremo confine della Russia asiatica. aveva una salute di ferro. agitato da qualche irrequieto successore di Shamil (2). ardito. Piotr Strogoff aveva ucciso più di trentanove orsi. vale a dire che sotto i suoi colpi era caduto il quarantesimo. Michele Strogoff sarebbe entrato al servizio personale dell'imperatore. Dotato di un eccezionale senso dell'orientamento. per venire in aiuto di suo padre. ove il vecchio cacciatore e lei erano vissuti tanti anni insieme. facendo la posta alla piccola selvaggina col fucile e a quella grossa con la forca o col coltello. temprato sulle nevi. Era stato deciso che. la vecchia Marfa. e anche quando si trovava in paesi di alte latitudini. Quando il figlio la lasciò. L'unico grande affetto di Michele Strogoff era sua madre. era un uomo di ferro.ma dopo averlo scuoiato. la fatica. mille particolari che sono mille punti di riferimento per chi li sa riconoscere. cosa non meno vera. si sentiva in grado di sopportare tutto: il freddo. le orme sull'erba della foresta. molti cacciatori sono stati fortunati fino al trentanovesimo orso. cioè la forca. come aveva detto il generale Kissoff. a vent'anni. e costruirsi un ricovero in piena steppa. egli percorreva la pianura gelata. Michele Strogoff aveva ucciso da solo il suo primo orso che non è poco. D'estate come d'inverno. la fame. che       . il passaggio di uccelli nell'atmosfera brumosa. Poteva stare ventiquattro ore senza mangiare. La selvaggina grossa era né più né meno che l'orso siberiano. se la nebbia velava completamente l'orizzonte. le foreste di abeti. suo figlio Michele. prestando fede alle leggende di caccia russe. guidato da un istinto degno di un Delaware (1) in mezzo alla immensa distesa bianca. come la caduta degli aghi di ghiaccio. Tutti i segreti di suo padre gli erano noti. Da quel momento. intelligente. A quattordici anni. Inoltre. non mancò mai di accompagnarlo alla caccia. Quella vita gli fece bene. distante parecchie verste. che aveva allora undici anni. i chiarori emananti dagli estremi limiti dell'orizzonte. rivelando un vigore poco comune in un ragazzo. col caldo torrido o col freddo che talvolta oltrepassava i cinquanta gradi sotto zero. Durante quei lunghi viaggi. dove altri non avrebbero saputo che direzione prendere. senza avere ricevuto un graffio. i macchioni di larici e betulle. Piotr Strogoff aveva dunque superato il numero fatale. aveva un cuore d'oro. ebbe dapprima l'occasione di distinguersi specialmente in un viaggio nel Caucaso. in un paese difficile. Piotr Strogoff era un vero cacciatore di professione.siberiano aveva educato suo figlio Michele «alla vita dura». Il giovane siberiano. di buona condotta. e. nel corpo dei corrieri dello zar. dove la notte polare si prolunga per molti giorni egli sapeva ritrovare la sua strada. il caldo. tendendo trappole. Aveva imparato a orientarsi su indizi appena percettibili. portando la "ragatina". e giunto all'età adulta.

Ivan Ogareff. .Passerai per Oms ? .A Oms .Hai parenti a Oms ? .Sono siberiano. di consegnare nelle mani del granduca e di nessun altro. che fu sigillata con lo stemma imperiale. mentre Michele Strogoff restava assolutamente immobile.Capitano al corpo dei corriere dello zar. . . . ignorando completamente che cosa volesse da lui l'imperatore.Il granduca è a Ir uts . con gli occhi negli occhi. La lettera venne poi introdotta in una busta. rischi di essere riconosciuto. facendo precedere al suo nome le parole: "Byt po semu". riprese: . Lo zar. e che sono la formula di rito degli zar di Russia. la sua licenza regolare gli sarebbe stata accordata fra qualche giorno. alzandosi.Sì. . Maestà. anche se si trovava lontano da lei migliaia di verste e l'inverno rendeva le strade impraticabili. disse a Michele Strogoff di avvicinarsi.Il tuo nome? .gli valsero l'approvazione e la protezione dei capi. Poi. . . mostrando la lettera che teneva in mano. invaso dai Tartari. quando avvennero i fatti che sappiamo. .E' la mia strada. lo zar la rilesse con grande attenzione poi la firmò.Ecco una lettera che io ti incarico. Michele Strogoff.La mia vecchia madre. lo zar si avvicinò allo scrittoio e facendo cenno al capo della polizia di sedersi. dopo quelle missioni in terre lontane. Ultimamente. . Maestà. e gli parevano tre secoli! Ora. Lo zar lo guardò per qualche momento senza parlare e l'osservò con occhio penetrante. Poi domandò con voce rotta: . però.Conosci la Siberia? . Maestà. Poi. Michele Strogoff era stato incaricato di una importante missione nella Russia meridionale e non rivedeva la vecchia Marfa da tre anni.Il tuo grado? . Era la prima volta che gli succedeva. . Scritta la lettera. .Se vai da tua madre. . Lo zar interruppe un istante la serie delle domande.La consegnerò.Diffiderò di lui. Michele Strogoff avanzò di qualche passo e restò di nuovo immobile. .Andrò a Ir uts . Lo zar lo guardò ancora una volta in faccia. Michele Strogoff fu dunque introdotto alla presenza dello zar.Dove sei nato? . pronto a rispondere.Michele Strogoff. sicché fece rapidamente carriera Tutte le licenze che gli spettavano di diritto.Ma dovrai attraversare un territorio messo sossopra dai ribelli. Non è necessario che tu veda tua madre. evidentemente soddisfatto di quell'esame. Maestà.Dovrai diffidare soprattutto d'un traditore.L'attraverserò. egli non mancò mai di dedicarle alla vecchia madre. Maestà. che forse incontrerai sulla tua strada. ed egli aveva già fatto i suoi preparativi per la partenza verso Oms .Quali? . che avranno interesse a intercettare questa lettera. gli dettò sottovoce una lettera di poche righe. . che vogliono dire: "Così sia".                 .

sarà consegnata a Sua Altezza il granduca. Allora le difficoltà proprie ai vari generi di locomozione diminuiscono in parte su quelle immense steppe livellate dalla neve.Michele Strogoff . cioè 5523 chilometri. poi disse: .disse egli. Quando la linea telegrafica non era ancora tesa tra i monti Urali e la frontiera orientale della Siberia. dalla quale dipende la vita di tutta la Siberia e forse la vita del granduca mio fratello. perché.Va' dunque.Credo.disse lo zar. gli invasori tartari avrebbero preferito accantonarsi nelle città.E' veramente un uomo. in questo rigido inverno. DA MOSCA A NIZNIJ NOVGOROD. le lunghe e pericolose tormente di neve.Questa lettera. Da uomo che non temeva né il freddo né la neve. . Tribù di indiani d'America. Ma sarebbe egualmente convenuto correre quei rischi. per la Russia. benché tutti i mezzi di trasporto fossero messi a disposizione di quegli inviati dello zar. La distanza che Michele Strogoff doveva percorrere da Mosca a Ir uts era di cinquemiladuecento verste. Talvolta accade che i lupi.rispose il generale Kissoff .Vivrò e passerò . Ma si trattava di eccezioni. Nome di capo musulmano del Caucaso. Maestà. dal Palazzo Nuovo. i cui turbini avvolgono e talvolta fanno perire intere carovane. porgendo il plico al giovane corriere . . il servizio dei dispacci veniva effettuato per mezzo di corrieri. abitanti lungo il corso dell'omonimo fiume. Michele Strogoff avrebbe preferito viaggiare nella rigida stagione invernale. il freddo eccessivo. . spinti dalla fame. Maestà. (Nota del Traduttore). .disse lo zar.Lo credo anch'io. . perché la traversata della Russia asiatica richiedeva di solito da quattro a cinque settimane. . che attraversa le pianure della Pennsylvania. NOTE. 4.concluse lo zar. invadono a migliaia la pianura. Maestà .Non la vedrò. pochi momenti dopo.Lo giuro. Non più corsi d'acqua da attraversare. .Giurami che per nessuna ragione rivelerai né chi sei né dove vai! . qualsiasi movimento di truppe sarebbe stato impossibile. Nota 2.e Vostra Maestà può essere sicura che Michele Strogoff farà tutto quanto può fare un uomo. Lo zar parve soddisfatto della sicurezza semplice e calma con cui Michele Strogoff gli aveva risposto. che tu abbia avuto la mano felice . e Michele Strogoff avrebbe         . I corrieri più rapidi impiegavano diciotto giorni per recarsi da Mosca a Ir uts .Michele Strogoff ebbe un attimo di esitazione. come le nebbie persistenti e dense. i predoni non avrebbero battuto la steppa. . ma dappertutto la bianca coltre su cui la slitta scivola con facilità e rapidità. Michele Strogoff .prendi dunque questa lettera.rispose Michele Strogoff. Nota 1.Passerò o mi uccideranno. Forse in quel periodo dell'anno s'incontrano ostacoli costituiti da certi fenomeni naturali.Ho bisogno che tu viva! . per mio fratello e per me! Michele Strogoff salutò militarmente. . animatore della resistenza delle popolazioni caucasiche contro penetrazione russa (Nota del Traduttore). . . generale. uscì subito dallo studio dell'imperatore e.va' in nome di Dio. che permette un organizzato servizio di slitte su tutta la lunghezza del percorso.Sicché tu passerai ad ogni costo? .

Ferrovie. calzoni larghi. consegnandogli una notevole somma di denaro. la sua missione era compromessa. Ma non c'era da scegliere né il tempo né l'ora. con residenza a Ir uts . Bisognava prendere le circostanze com'erano e partire. quando avrebbe potuto. vestito del semplice costume russo. Se si faceva riconoscere. invece non avrebbe avuto né cannoni. ci sono spie dappertutto. da questa riserva. Ne conseguiva perciò. e inoltre. e si preparò ad affrontarla. né fanti. ma Michele Strogoff doveva servirsene soltanto nel caso che quel permesso non desse adito a sospetti circa la sua identità. s'era necessario andare a piedi. Non portava armi. Le prime millequattrocento verste (1493 chilometri). né farsi rilasciare cavalli con precedenza sugli altri viaggiatori. per esplicita dichiarazione. fornito d'una borsa da viaggio che s'era messa in spalla. egli non si trovava più nelle condizioni ordinarie di un corriere dello zar. era valido anche nel caso che il governo moscovita interdicesse ad ogni cittadino di uscire dai confini della Russia. che Michele Strogoff esaminò obiettivamente. venticinque carri. egli non avrebbe potuto né agire da padrone nei cambi di posta. non avrebbero presentato nessuna difficoltà. e. Nicola Korpanoff. cavalli dei vari cambi erano a disposizione di tutti e dunque anche del corriere dello zar. Tale era l'equipaggiamento necessario per un viaggio in Siberia. che coprono la distanza tra Mosca e la frontiera russa. Michele Strogoff non lo doveva dimenticare: egli non era più un corriere. Passare inosservato. casacca stretta ai fianchi. né bestie da soma. Il "podaroshna" era intestato a Nicola Korpanoff. con i quali il cacciatore siberiano sa sventrare abilmente un orso. senza rovinarne la preziosa pelliccia. Autorizzava il detto Nicola Korpanoff a farsi accompagnare. da uno o più persone. era soggetto a tutte le eventualità di un comune viaggiatore. Quindi. battelli a vapore. stivali allacciati sopra il polpaccio. senza più nulla della sua uniforme. più o meno rapidamente. che in Siberia. ma passare: tale doveva essere il suo programma. Prima di tutto. che è il Sesamo infallibile. C'era un numero abbastanza rilevante di viaggiatori alla stazione di Mosca. quattrocento cavalli. in tasca uno di quei coltellacci larghi che stanno tra il coltello e lo "yatagan". a piedi. vetture postali. almeno visibili. né cavalieri. Questa era dunque la situazione. cioè nelle province in rivolta. duecento fanti. negoziante. e due pezzi d'artiglieria. cintura tradizionale del "mugi ". ossia finché si trovava sul territorio europeo. Bisognava anzi che nessuno potesse sospettare della sua vera entità durante il suo viaggio. che doveva bastargli per il viaggio e renderglielo in qualche modo più facile. Si contentò di fornirlo di un "podaroshna".compiuto il viaggio con maggior sicurezza. la scorta di un viaggiatore qualificato comprendeva almeno duecento cosacchi a cavallo. Il "podaroshna" non è altro che un permesso di servirsi dei cavalli di posta. Quella mattina del 16 luglio. trecento cammelli. In un paese invaso. Sarebbe andato in vettura o a cavallo. Michele Strogoff si recò alla stazione per prendere il primo treno. né requisire i mezzi di trasporto per suo uso personale. Le stazioni ferroviarie russe sono luoghi di ritrovo molto             . due battelli trasportabili. Michele Strogoff. Trent'anni prima. se capitava il caso. il generale Kissoff non gli diede nessun ordine scritto con la menzione: "servizio dell'imperatore". ma un semplice mercante. venticinque cavalieri bas iri. che andava da Mosca a Ir uts . ma sotto la cintura nascondeva una pistola e. come tale.

Si discuteva dunque il pro e il contro dei gravi fatti che accadevano al di là dell'Ural. Dio d'Israele! . ma da Samarcanda. in incognito non era l'uomo che si scoprisse facilmente. del sego e degli scialli d'Oriente. quegli egoisti consideravano la guerra. Russi.No.se i tappeti non arrivano. siccome non era solo nello scompartimento.disse un altro viaggiatore. Michele Strogoff si accomodò dunque al suo posto. delle misure ristrettive. Vi si tiene là una specie di borsa delle notizie. ne parlavano.Lo contate per nulla il guadagno? . o la via di terra. Infatti. riconoscibile dal berretto di astra an e dagli abiti scuri a larghe pieghe. Bisogna dirlo.diceva un persiano. Egli dunque ascoltava.sarebbe certamente bastata a frenare le lingue di quei mercanti. . che il caso rendeva suoi compagni. Michele Strogoff. Calmucchi e altri.ribatté il persiano. erano mercanti che si recavano alla grande fiera di Niznij Novgorod.Ebbene . Ma. secondo le circostanze. suppongo che non arriverà nemmeno il conto! .Oh! Il tè non ha niente da temere dal calo . ma quasi tutti parlavano la lingua nazionale. o il battello a vapore sul Volga. soprattutto nelle province confinanti con la frontiera. Però.Si dice che il tè portato dalle carovane è in aumento . . nulla faceva sospettare la presenza d'un militare.Avete ragione . e che cerchi di ammazzare il tempo dormendo. tanto da curiosi e spettatori che da gente in partenza. che certamente avrebbero danneggiato il commercio. . a quel tempo. . I viaggiatori. La presenza di un solo soldato in uniforme . Cosacchi. a partire da Khiva fino alla frontiera cinese? .Ehi! State attento. e il treno l'avrebbe compiuto in una decina di ore. cioè la repressione della rivolta e la lotta contro l'invasione. e il corriere dello zar. per raggiungere al più presto le montagne dell'Ural. Là terminava. dal solo punto di vista dei loro interessi in pericolo. ma disgraziatamente non sarà la stessa cosa per i tappeti di Buchara! . nello scompartimento in cui aveva preso posto Michele Strogoff. . ma con una certa circospezione. Georgiani. .frequentati. Il treno in cui Michele Strogoff prese posto doveva portarlo fino a Niznij Novgorod. ma non più del necessario. avrebbe preso. il rumore della ribellione nelle orde irghise e dell'invasione tartara s'era diffuso alquanto. Era un tragitto di circa quattrocento verste (426 chilometri).E il guadagno. Un miscuglio di gente.Quello che si trova sul mercato di Niznij Novgorod sarà spedito facilmente verso l'ovest. la ferrovia che univa Mosca a San Pietroburgo e sarebbe poi proseguita fino alla frontiera russa. che è ancor più rischioso! Si può forse fare assegnamento sulle forniture di un paese sollevato dai Khan. come un compìto borghese che pensi ai suoi affari. logorati dall'uso. così sarà dei tappeti di Samarcanda come della lana.e tutti sanno quanto è grande in Russia l'importanza dell'uniforme .intervenne un viaggiatore     . e quei mercanti pareva temessero che il governo russo si determinasse ad adottare. piccolo padre! . . Ebrei.gli domandò il persiano.esclamò il minuscolo ebreo. come la maggior parte di coloro che si trovavano in quel treno. Quei viaggiatori. . dormì con un occhio solo e ascoltò con tutte e due le orecchie.prodotti dell'Asia centrale corrono il rischio di non comparire sul mercato.Come! Voi dunque aspettate un invio da Buchara? .rispose un vecchio ebreo dalla faccia arcigna. una volta giunto a Niznij Novgorod. Turchi.

diceva un viaggiatore-e le comunicazioni tra le varie province dell'Asia centrale diverranno molto difficili. . . . Dopo aver requisito i cavalli. Tutto questo fu giustamente notato da un viaggiatore che aveva preso posto in una carrozza di testa al treno. Questo viaggiatore evidentemente uno straniero guardava a quattr'occhi e poneva       .Ma ne comprate? .Ho sentito parlare di concentramenti di truppe alla frontiera. né trine. se li mescolate col sego! . non arrivavano mai fino a pronosticare sulle intenzioni del governo moscovita.In conclusione. ieri.disse l'ebreo al persiano. . né cera. né carni salate. e non è passato. .ribatté in tono acre il mercante. la strada per Ir uts non dev'essere sicura! . né caviale.Eh! Se ci strappassimo i capelli. né lino. né canapa..Del resto.domandò il suo vicino . ma dappertutto un osservatore avrebbe notato una grande circospezione nei giudizi che i viaggiatori si scambiavano. né legname. scrollando il capo. abbassando la voce.Si vede bene che non siete un negoziante! .aggiunse il vicino. . . . si parlava un po' meno dei prodotti mercantili.La cosa vi fa ridere! .Ma l'integrità e la sicurezza del territorio russo vien prima di tutto.O una spia . mio degno discendente di Abramo! Io non vendo né luppolo. strizzando l'occhio. .Così dicono . le vetture. ma un po' di più dell'invasione tartara e delle sue fastidiose conseguenze.cambieremmo forse il corso degli avvenimenti? No certo! non più del corso delle mercanzie! . se ci cospargessimo il capo di cenere . Se qualche volta si arrischiavano sul terreno dei fatti.chiese il persiano.I cavalli della Siberia sono requisiti .Se i Kirghisi sono discesi lungo il corso dell'Irtis. requisiranno i battelli.rispose l'altro. né piumini. ho tentato di mandare un telegramma a Krasnojars .osservò il minuscolo ebreo.Il meno che posso.E vero . Coi tempi che corrono la polizia è tull'altro che tenera.Stiamo attenti e non parliamo più di quanto è necessario. Gli affari non sono che affari! Se. né lana. né marocchino. . .che i Kirghisi dell'orda media hanno fatto causa comune con i Tartari? .. al quale non piaceva quel genere di spiritosaggini.rispose quest'ultimo.E' un burlone! . I Cosacchi del Don sono già riuniti lungo il Volga e saranno presto mandati contro i Kirghisi ribelli. ma chi può lusingarsi di sapere qualcosa in questo paese? . né semi di canapa. . interrompendo l'enumerazione del viaggiatore. né pellicce!.russo dall'aria canzonatoria.riprese il primo interlocutore questi mercanti hanno ragione di essere preoccupati per il loro commercio e i loro contratti. e tanto meno a giudicarle. e solo per mio personale consumo rispose l'altro. Finirete con l'imbrattare orribilmente i vostri scialli di grasso. tutti i mezzi di trasporto. . e non si sa mai con chi si viaggia! In un altro angolo dello scompartimento.rispose il viaggiatore.Temo proprio che la fiera di Niznij Novgorod non finisca così bene com'è cominciata! .rispose il viaggiatore abbassando la voce. . in quello scompartimento. né miele. l'argomento delle conversazioni particolari era pressoché identico. non variava di molto neppure nelle altre vetture del treno.Davvero no. C'è da temere che fra non molto le truppe tartare avranno isolato la Siberia orientale! . finché non sarà più permesso di fare un passo su tutto il territorio dell'impero. piccolo padre .

la loro ubicazione. si dedicava allo stesso lavoro di osservazione. e i suoi vicini pertanto discutevano davanti a lui senza soggezione.decine di domande. aveva già raggiunto Feofar Khan? oppure cercava di fomentare la rivolta nel governatorato di Niznij Novgorod. soprattutto in un paese come la Russia. sperava di pescare qualche fatto interessante "per sua cugina". ma nelle province del Volga. chiamando in aiuto lo straniero per eseguire le sue vendette personali. che teneva aperto con vivo disappunto dei compagni di viaggio. non aveva ancora potuto ritrovare le tracce di Ivan Ogareff. Il corrispondente del "Daily Telegraph" aveva dunque potuto osservare quanto gli avvenimenti preoccupassero quei mercanti diretti a Niznij Novgorod. il loro commercio. . di fronte a quei gravi avvenimenti. e tutto segnava su un taccuino già zeppo di annotazioni. cominciava a stringere i freni. in mezzo alle molteplici risposte che riceveva. quei Calmucchi che affluivano al grande mercato. egli avesse i suoi emissari. il numero degli abitanti. vedendo di non poterne cavare nulla sull'invasione tartara. e non s'era preoccupato di guardare dalla parte destra. Inoltre siccome Harry Blount era seduto al finestrino di sinistra. naturalmente. così vicine al paese dei Kirghisi. incaricati di provocare una sommossa nell'interno? Tutte queste ipotesi erano possibili. non aveva suscitato nei compagni di viaggio la stessa diffidenza di Alcide Jolivet. e faceva tante domande insignificanti perché. e fino a che punto il commercio con l'Asia centrale fosse minacciato nel suo transito. consistente in vaste pianure. E mentre Alcide Jolivet notava minuziosamente le sue impressioni di viaggio. che era molto accidentata. lasciandosi persino andare più di quanto la loro naturale circospezione non comportasse. Chiedeva il nome delle località più insignificanti. ricevendo soltanto risposte molto evasive. il suo collega inglese. La sollevazione non aveva varcato la frontiera siberiana. Di fatto. Sennonché Harry Blount. molto restii a sbottonarsi". Frattanto. era chiaro che il governo russo. eccetera. ad annotare sul suo taccuino questa osservazione. anche all'interno dell'impero. che in quel periodo dell'anno ospitava una accozzaglia di tante genti diverse? Non poteva darsi che tra quei Persiani. in un altro scompartimento dello stesso treno. Non esitò. quegli Armeni. Quel traditore. lo prendevano per una spia. In materia politica. Era il giornalista Alcide Jolivet. Non si erano incontrati. Non l'avevano preso per una spia. quel giorno. che non poteva essere più precisa: "Viaggiatori estremamente inquieti. egli scrisse sul suo taccuino: "Viaggiatori di una discrezione assoluta. e ognuno dei due ignorava che l'altro fosse partito per visitare il teatro delle operazioni militari. parlando poco. la polizia. Affacciandosi ogni momento al finestrino. e nessuno si lasciava sfuggire davanti a lui una parola che riguardasse gli avvenimenti del giorno. si poteva temere l'effetto della cattiva influenza. e ne parlano con una libertà che deve stupire tra il Volga e la Vistola!" I lettori del "Daily Telegraph" erano dunque altrettanto bene informati della "cugina" di Alcide Jolivet. non tralasciò dunque di aggiungere con franchezza tutta britannica: "Tra Mosca e Vladimir. quindi. aveva visto soltanto una parte della regione. il tasso di mortalità per sesso. Così. alla stazione di Mosca. egli non perdeva di vista nessun punto dell'orizzonte di destra. Ma. ma ascoltando molto. mosso dallo stesso intento. paese montagnoso". l'industria. Non discutono d'altro che della guerra.

ad ogni stazione dove il treno si fermava. che ha una superficie di dodici milioni di chilometri quadrati. di Kazan. signore dei paesi di Iveria. sormontato da una corona reale! Michele Strogoff era in regola. per ordine del capo supremo della polizia. di Vjat a. si presentavano gli ispettori che controllavano i viaggiatori e sottoponevano tutti a una minuziosa ispezione. recante uno scettro e un globo e circondata dagli scudi di Novgorod. in Asia. dal quindicesimo meridiano est al trentatreesimo meridiano ovest. di quelli delle montagne e altri. di Bulgaria e di molti altri paesi. samoiede. Infatti il governo riteneva che il traditore non avesse ancora varcato i confini della Russia europea. e quindi al sicuro da ogni ingerenza della polizia. i Ciuvasci. zar di Kazan. esistono per forza diversità più accentuate che delle semplici sfumature. di Kondinia. che è molto perentoria. di Vitebs . signore di Ps ov. senza preoccuparsi minimamente del ritardatario. di Jaroslavl. Ma. il treno si fermò per qualche minuto. Sovrano davvero potente che porta sullo stemma un'aquila a due teste. assieme ai Russi. una giovinetta si affacciò alla portiera dello scompartimento                     . Alla stazione di Vladimir. erano alla ricerca di Ivan Ogareff. di Astra an. signore e gran principe del territorio di Niznij Novgorod. in America. di Volinia. Kiev. di Kabardinia. gli Estoni. cinti a loro volta dal collare dell'ordine di Sant'Andrea. di Rostov. Con la polizia russa. di Curlandia e di Semigallia. principe d'Estonia. Del resto non c'era che da obbedire senza fiatare agli ordini di un sovrano che può fregiarsi di questa formula in testa ai suoi "u as": "Noi. Tra i diversi popoli che lo compongono. fino allora. di Stormarn. di Livonia. e con molta probabilità doveva essersi rifugiato nell'esercito tartaro. di Carelia. di Siberia. zar del Chersoneso Taurico (3). di Obdorta. e dal trentottesimo parallelo sud all'ottantunesimo parallelo nord. di Kartalinia. per grazia di Dio. a sfuggire a tutte le ricerche. è assolutamente inutile voler ragionare. I suoi funzionari sono insigniti di grado militare e operano militarmente. zar di Siberia. e si capirà quanto fosse difficile mantenere l'unità in uno stato tanto vasto. di Mosca. e ciò parve bastare al corrispondente del "Daily Telegraph" per tracciare. di Podolia e di Finlandia. i Polacchi. delle Aleutine. i Greci. i Lituani. di Cernigov. Vladimir e Novgorod. i Tedeschi. di Polots . di Bielosers . dominatore delle regioni iperboree (4). di Armenia. Tra questi. calmucche. zar di Polonia. duca di SchleswigHolstein. di Mstislav. di Grusinia. veniva condotto al posto di polizia per un interrogatorio e nel frattempo il treno ripartiva. di Perm. perché. cioè su un'estensione di quarantatré gradi (2). i Permiani. di Rjázan. ereditario della Norvegia. sotto il duplice punto di vista fisico e morale. non può avere l'omogeneità degli stati dell'Europa occidentale. Se un viaggiatore sembrava sospetto. di Udoria.Infatti. nuovi viaggiatori salirono in treno. cioè su una estensione di circa duecento gradi (1). Vi si parlano trenta lingue diverse. Alla stazione di Vladimir. ma essa comprende. quell'unità che non potrà effettuarsi se non col tempo e con l'aiuto di saggi governi. imperatore e autocrate di tutte le Russie. i Curlandesi. le orde mongole. Conta più di settanta milioni di abitanti. Il territorio russo s'estende in Europa. i Tartari. Ivan Ogareff era riuscito. quel vasto impero. le tribù caucasiche. di Lituania. di Bialysto . Vi si aggiungano i Finlandesi. uno schizzo minuziosamente completo di questa antica capitale della Russia. i Ceremissi. gran principe di Smolens . di Iugria. Comunque. i Lapponi. di Dittmarsen e di Oldenburgo". di Vladimir. di Astra an. La razza slava vi predomina senza dubbio. signore ereditario e signore feudale dei principi circassi. di Kiev. della Camciatca.

tipo un po' severo. la protezione d'un fratello sono. calzavano i suoi piedini. lo sviluppo della sua fronte alta. ella teneva sulle ginocchia. egli le offrì il suo posto. Mezzi stivaletti di cuoio lavorato e con suole molto robuste. essendo anche lui di natura energica. dimostrava il tipo slavo in tutta la sua purezza. ma essa lo ringraziò con un leggero inchino. L'abbigliamento della giovane viaggiatrice era nello stesso tempo semplicissimo e perfettamente intonato. si dispose a compiere il tragitto. che poteva forse piacerle di più. Da una specie di sciallino che le copriva la testa sfuggiva una ciocca di capelli d'un biondo dorato. La sua volontà doveva essere energica. Indossava una lunga pelliccia scura. ma sembrava che. Il naso dal profilo perfetto si congiungeva alle guance. chiusa graziosamente al collo da un nastro azzurro. La giovane viaggiatrice era alta. slanciata per quanto si poteva giudicare della sua persona. Sotto di essa una giacchetta pure scura. chiusa a chiave. la linea precisa del mento.occupato da Michele Strogoff. e che. quando alcuni anni di più ne avessero fissato i lineamenti in modo definitivo. senza maniche. veramente incantevole. e la sua calma inalterabile. lo si indovinava facilmente. anche nelle circostanze in cui un uomo sarebbe propenso a cedere o ad irritarsi. ma non era meno certo che ella aveva saputo lottare ed era decisa a lottare ancora contro le difficoltà della vita. dopo un tragitto già lungo. costante. in un'età in cui l'appoggio d'una madre. e congetturò che la sua vicina doveva essere originaria delle province baltiche. e una sottana. Gli occhi erano bruni. che sembrava costituire tutto il suo bagaglio. e l'avvenire indubbiamente non le si profilava troppo roseo. che parevano scelti in previsione di un lungo viaggio. rivelavano in lei una grande energia morale. Ma dove andava quella fanciulla. Era questa l'impressione che suscitava. quella fanciulla. Benché fosse ancora una giovinetta. Tutto il suo bagaglio stava in una borsa di cuoio. per mancanza di spazio. con narici leggermente mobili. Siccome si trovava seduta in modo da voltare le spalle alla locomotiva. da un amico? O era . Michele Strogoff. Evidentemente. particolare che non sfuggì a Michele Strogoff. osservò la sua vicina con una certa attenzione. un po' magre e pallide. pur badando a non importunarla con uno sguardo insistente. dovette restare colpito dalle caratteristiche di quella fisionomia e. da molto tempo. sotto l'ampia e semplice pelliccia che la ricopriva. che doveva durare ancora alcune ore. in tutta la purezza dell'espressione. per dir così. Non era ricca. che le scendeva fino alle caviglie. ma invano si sarebbe cercato nel suo vestito qualche segno di trascuratezza. a prima vista. La bocca era finemente disegnata. le sue labbra avessero dimenticato il sorriso. ornata al fondo da ricamo poco vistoso. dalle province della Russia occidentale? Si recava soltanto a Niznij Novgorod. Il suo aspetto. quella fanciulla aveva già sofferto nel passato. Da certi particolari. senza neppure aver guardato i compagni di viaggio che il caso le assegnava. La fanciulla doveva essere di sedici o diciassette anni. Michele Strogoff credette di riconoscere in quell'abbigliamento il taglio del costume livoniano. sola. che la destinava a diventare piuttosto bella che graziosa. indispensabili? Veniva dunque. La fanciulla l'occupò dopo aver deposto accanto a sé una modesta borsa da viaggio in cuoio rosso. Michele Strogoff non poté trattenersi dall'osservare attentamente la sua nuova vicina. oppure era diretta oltre la frontiera orientale dell'impero? All'arrivo del treno era aspettata da un parente. Poi con gli occhi bassi. Di fronte al corriere dello zar c'era un posto libero. con uno sguardo vellutato e dolcissimo.

ma mentre i viaggiatori dello scompartimento si precipitavano fuori gridando. «Una indole energica!» pensò Michele Strogoff. col viso appena alterato da un leggero pallore. tutti con . Infatti. discesa dalla carrozza. Michele Strogoff pensò subito alla sua vicina. Si poteva temere che fosse accaduto un incidente grave. Neppure lui si mosse.sembrava curarsi di lei? Questo era probabile. Quanto agli altri viaggiatori dello scompartimento. invece. Così ancora prima che il treno si fosse fermato. benché dovessero trascorrere parecchie ore prima che il treno arrivasse a Niznij Novgorod. La rottura del cerchione di una ruota del bagagliaio aveva provocato prima lo scossone e poi l'arresto del treno. Michele Strogoff l'osservava con interesse. ma Michele Strogoff lo guardò con aria così poco accomodante. borbottò alcune parole contro «la gente che s'immischia in ciò che non la riguarda». Ma si presentò una circostanza che diede a Michele Strogoff un'idea esatta del carattere di quella fanciulla. abbastanza grossolano per natura. arrivava alla stazione di Niznij Novgorod. ma. e nel suo sguardo vi fu un muto e modesto ringraziamento. e urtandosi. Vi fu un'ora di ritardo. fu questo l'effetto del primo momento. ma poco era mancato che. le abitudini che si contraggono nell'isolamento apparivano molto evidenti nel comportamento della giovane viaggiatrice. il treno riprese la sua corsa. Aspettava. si trovasse tanto sola nella città quanto in quello scompartimento dove nessuno . Il negoziante. Viaggiatori più o meno scaraventati fuori dei loro posti. a una curva stretta della ferrovia.si era addormentato e minacciava la ragazza con la sua grossa testa che vacillava da una spalla all'altra. grida. per un minuto. la cura che ebbe di non scomodare e non imbarazzare nessuno. Prima che nessuno avesse potuto scendere dalle carrozze.così ella doveva pensare . Lei guardò un istante il giovane. la scarsa agitazione che aveva prodotto attorno a sé. La maniera con cui era entrata nella carrozza e aveva preso posto. quando il vicino della giovane .probabile. disordine generale nelle carrozze. alle otto e mezzo della sera. che il dormiglione si appoggiò sul lato opposto e liberò la fanciulla della sua incomoda vicinanza. e. e i viaggiatori. che. riservato com'era anche lui. confusione. Frattanto. Quindi non ebbe difficoltà. Michele Strogoff presentò il suo "podaroshna". E Michele Strogoff aspettò anche lui. la fanciulla era rimasta calma al suo posto. Una volta soltanto. Tutti e due rimasero impassibili. Poi. non precipitasse dall'alto della scarpata in un pantano. Dodici verste prima di arrivare alla stazione di Niznij Novgorod. le portiere si aprirono. Michele Strogoff lo svegliò abbastanza bruscamente e gli fece comprendere che avrebbe dovuto starsene diritto e in atteggiamento più educato. ogni pericolo scomparve. non cercò di provocare l'occasione di rivolgerle la parola. tutto indicava in lei l'abitudine di viver sola e di fare assegnamento soltanto su se stessa. deragliato dai binari. Finalmente. gli ispettori di polizia si presentarono alle portiere e controllarono i viaggiatori. Ella non aveva fatto un movimento per scendere dalla carrozza. corse sul ciglio d'una scarpata.quel mercante che metteva insieme con tanta imprudenza il sego e gli scialli . liberata la via. intestato a Nicola Korpanoff. non ebbero che un pensiero: lanciarsi dalle vetture e cercare scampo sulla strada. il treno ebbe un sussulto violentissimo. spaventati.

Se Michele Strogoff fosse stato costretto a soggiornare a Niznij             .Bene concluse l'ispettore. ma dal 1817 la fiera è stata trasportata a Niznij Novgorod. e che sembrava di tipo speciale. che a quel tempo non andava oltre.Vai a Ir uts ? .Sì. è il capoluogo del governatorato omonimo. Là Michele Strogoff avrebbe lasciato la ferrovia. discesa per prima. eccetera) (Nota del Traduttore). Questo enorme aumento era dovuto alla celebre fiera che si tiene entro le sue mura per un periodo di sei settimane. e in particolare le popolazioni delle foreste e delle tundre dell'Asia sub-asiatica (Samoiedi. All'udire quelle domande e quelle risposte. ma un permesso munito di un timbro particolare. Jacuti. Cioè 1000 leghe. o Novgorod Inferiore. L'ispettore lo lesse con attenzione.. Niznij Novgorod.Per quale via? . UN DECRETO DI DUE ARTICOLI. i mezzi di comunicazione diventavano prima meno rapidi. era scomparsa tra la folla che ingombrava le banchine della stazione. presentava dunque una straordinaria animazione.Per la via di Perm. La fanciulla s'inchinò in segno di assenso. . per loro fortuna. e proprio ora che ai pericoli abituali si aggiungevano quelli di un paese invaso e in rivolta! Come sarebbe arrivata? Che ne sarebbe stato di lei?. poi meno sicuri. La fanciulla invece presentò non un passaporto. le portiere delle vetture furono aperte. Poi dopo aver esaminato attentamente colei di cui leggeva i connotati. La parte superiore. Come! Quella fanciulla sola. divisa in due dal corso del Volga. Gli iperborei: gruppi umani viventi nelle zone più settentrionali del mondo abitato. perché il passaporto non è più richiesto in Russia. Cioè 2500 leghe circa. costruita sopra una rupe scoscesa.. prima che Michele Strogoff avesse potuto fare un gesto verso di lei. Jucaghiri. Niznij Novgorod. Nota 2. . a misura che proseguiva il viaggio. NOTE. la giovane livoniana. c'erano ancora grandi assembramenti di persone nelle due città che costituiscono Niznij Novgorod.destinazione a Niznij Novgorod. 5. Corrisponde alla Crimea (Nota del Traduttore). situata alla confluenza del Volga e dell'O a. che in tempo normale conta da trenta a trentacinquemila abitanti. ne ospitava allora più di trecentomila. Nota 4. . è difesa da una fortezza che in lingua russa si chiama " reml".rispose la fanciulla. domandò: . . Una volta era Ma arjev che godeva i benefici di questo afflusso di mercanti. Finita l'ispezione. Nota 1. La città. Ciu ci.Ricordati di far vistare il permesso all'ufficio di polizia di Niznij Novgorod. Michele Strogoff provò un sentimento di sorpresa e insieme di pietà.Sì . vale a dire che la sua popolazione era dieci volte raddoppiata.Tu sei di Riga? . Così dunque. di solito tranquilla. Negozianti di dieci razze diverse vi fraternizzavano sotto l'influenza degli affari commerciali. Benché l'ora fosse già avanzata quando Michele Strogoff uscì dalla stazione. in viaggio per la lontana Siberia. Nota 3. ma. non parvero affatto persone sospette.

». Diciassette ore di attesa! Era una cosa spiacevole per un uomo che aveva fretta. già la folla si disperdeva.. Ogni alloggio era superaffollato. Tuttavia. Michele Strogoff riprese macchinalmente la sua passeggiata attraverso la città. l'albergatore gli offrì una camera abbastanza decente. Per chi? Per che cosa? E' forse autorizzata a varcare la frontiera! Ma il paese oltre frontiera è in rivolta! Le bande tartare percorrono le steppe!. "telega" o "tarantàs". e che gli avrebbe fatto guadagnare il tempo perduto.. e se non fosse stato per la fame che si faceva sentire. Ecco dunque Michele Strogoff in giro per la città. e. e aveva ragione di temerlo. che per alcune ore era stata sua compagna di viaggio? Non avendo altro di meglio da fare. respingeva le patate dal suo piatto e aveva cura di non inzuccherare il tè. Qui. Era meglio dunque aspettare la partenza del battello a vapore. Perché Michele Strogoff non era andato tranquillamente a letto. «Certo pensava l'idea del viaggio l'ha avuta prima dell'invasione! Forse ignora quello che sta succedendo. il quale. come conviene dopo un'intera giornata trascorsa in treno? Pensava forse a quella giovane livoniana. ma dove non mancava né l'immagine della Vergine. avrebbe probabilmente vagato fino al mattino per le vie di Niznij Novgorod. sperduta in quella tumultuosa città.. latte cagliato. né le icone di alcuni santi. Incontrarla era difficile. e lei non è sembrata sorpresa. Terminata la cena. Del resto.. quei mercanti hanno parlato in sua presenza dei disordini della Siberia. con suo gran disappunto.. se era necessario farsene il protettore? No. fosse esposta a qualche insulto? Lo temeva. Ma prima. dal momento che non poteva partire subito. Ma. E così fece. Ma non se ne preoccupava troppo. cercando. Ma allora lei sapeva..Novgorod. zucchero in polvere misto a cannella. Un'anitra con ripieno piccante. ci va lo           . E trovò l'uno e l'altra all'insegna della "Città di Costantinopoli". berlina o carrozzino di posta. Michele Strogoff si fermava un istante e riprendeva a riflettere. Là.. quasi affogata in una densa crema. tuttavia dovette rassegnarsi. volle sapere l'ora esatta della partenza e si recò agli uffici della Compagnia fluviale che fa servizio tra Niznij Novgorod e Perm. Egli andò quindi in cerca più di una cena che di un letto. sia a Kazan. e certo meglio del suo vicino di tavola. sia a Perm. una brocca di vas. in quelle particolari circostanze. alle quali la stoffa dorata faceva da cornice.. invece di salire in camera. Sperava dunque di incontrarla e. seppe che il "Caucaso" (così si chiamava il battello a vapore) sarebbe partito alla volta di Perm solo l'indomani a mezzogiorno. dovendo aspettare il battello del Volga fu costretto a cercarsi un ricovero qualsiasi. furono serviti subito ed era più di quanto gli occorresse per sfamarsi.. pane d'orzo. Mangiò quindi a sazietà. egli pensava proprio a lei.. senza troppo inquietarsi. con quale diritto? «Sola pensava . specie di birra molto comune in Russia. Quanto a proteggerla. essa lo fa per. con pochi mobili...sola in mezzo a questi nomadi! E i pericoli presenti non sono niente in confronto a quelli che le serba l'avvenire! La Siberia! Ir uts ! Quello che io mi preparo ad affrontare per la Russia e per lo zar. un albergo per passarvi la notte. Ma no. nessuna vettura. il veicolo più rapido di tutti. le vie si facevano a poco a poco deserte e ognuno tornava al suo alloggio.. gli sarebbe stato difficile trovare un albergo o anche una locanda appena passabile. perché non si perdeva mai in inutili recriminazioni. pur sapendo. Non ha neppure domandato spiegazioni.. Temeva che. nessun cavallo l'avrebbe condotto più celermente. benché il lungo crepuscolo si prolungasse ancora. da "vecchio credente" della setta dei Ras olni i (1) legato dal voto di astinenza.

calmo. e lo è certamente. . proprio a lui.Mi riposo . abituale dimora ambulante di quegli zingari o zigani che formicolano in Russia. Sangarre . che sorgeva. Quanto al significato preciso delle parole scambiate tra lo zingaro e la sua compagna. che si guardava particolarmente dalle spie.. tra molte altre. le forze le verranno meno durante il viaggio e. .rispose lo zingaro . senza parlare dei pericoli e degli ostacoli. Gli sembrò allora.Hai ragione. Intanto Michele Strogoff continuava a girare a caso.stesso!. appena visibile. La "paplu a" (2) è pronta. Sangarre! Del resto domani ripartiremo.replicò Michele Strogoff con tono un po' troppo deciso per un semplice mercante quale doveva essere.disse l'uomo.Ancora una spia! Lascialo stare e vieni a mangiare... osservandolo bene. è il Padre (3) stesso che ci manda. né fisici né morali.. disse: .. Non potrà mai arrivare a Ir uts !.Sì. che egli non aveva visto arrivare. Una donna.ribatté. quando la porta della baracca s'aprì. la cui porta fu accuratamente richiusa... quando parlano davanti a me! Essendo siberiano e avendo trascorso l'infanzia nella steppa. Michele Strogoff si ritrasse istintivamente.Hai forse intenzione di passare la notte su questa panca? domandò ancora l'uomo.Se questi zingari ci tengono a non farsi capire. su una vastissima piazza. Ma. Michele Strogoff.Bene! . Ricordandosi che doveva essere soprattutto prudente. . avanzò svelta. Il motivo che la spinge dev'essere ben forte! Ma. capiva quasi tutti gli idiomi parlati dalla Tartaria fino al mar glaciale. proprio dove noi vogliamo andare! Detto questo.domandò con voce rude un uomo di alta statura.Avvicinati e fatti vedere . Era là da cinque minuti. pose tra sé e il suo interlocutore un intervallo d'una decina di passi.. ritornare al punto di partenza non era difficile per lui. Michele Strogoff non poté trattenersi dal sorridere alla qualifica che gli veniva affibbiata. E. nel quale Michele Strogoff riconobbe un miscuglio di mongolo e di siberiano.Sì. benché con accento molto diverso. . di trovarsi di fronte a una specie di zingaro. Poi. che cominciava a infittirsi. . ma. guardando con maggior attenzione nell'ombra. ella non potrà sopportare le fatiche d'un viaggio simile!. .Non avete bisogno di vedermi . l'uomo e la donna rientrarono nella baracca. . .pensò Michele Strogoff.. per quanto sia coraggiosa. non se ne preoccupò affatto. e in un linguaggio abbastanza rozzo. Dopo aver camminato così per circa un'ora. andò a sedersi su una panca addossata ad una grande baracca di legno. e col quale non era piacevole aver contatti. scorse presso la baracca un carrozzone.replicò a mezza voce la donna con un tono che indicava una certa sorpresa. lo zingaro rispose alcune parole che volevano dire: . . siccome conosceva perfettamente la città. dovunque c'è da guadagnare qualche copeco. lo zingaro aveva fatto due o tre passi avanti e si preparava a interpellare più direttamente Michele Strogoff. se mi fa comodo . come se ne incontrano in tutte le fiere.. Cosa gli poteva interessare?       . li consiglio di usare un'altra lingua. quando una mano pesante gli si posò sulla spalla. nella stessa lingua.Che fate qui? .domani.». Frattanto.Domani? . come abbiamo già detto.rispose Michele Strogoff. Povera ragazza!. .

e il giorno dopo. quella mattina. Il governatore non vi risiedeva più. Turchi. nascose accuratamente la lettera con il sigillo imperiale in fondo ad una tasca praticata nella fodera della casacca. che vi risiedeva ordinariamente per tutta la durata della fiera. ed egli pensò di ritornare all'albergo. la quale. si teneva un po' fuori della città. quanto la città alta era morta. In una grande spianata oltre il Volga s'innalzava il palazzo provvisorio del governatore generale. Quell'agglomerato di carri e di baracche occupava precisamente la grande piazza dove si teneva. Per miglior precauzione. le cui acque scomparivano sotto le sagome scure degli innumerevoli battelli. riconobbe allora il posto che aveva lasciato. chiusa la sua borsa da viaggio. s'era levato prima delle quattro. l'affluenza era già considerevole. si vestì. Russi. lasciò il letto. costituiva un quartiere differente. il quartiere delle pellicce. Tedeschi. dopo aver attraversato il Volga su un ponte di barche sorvegliato da Cosacchi a cavallo. ogni anno. Michele Strogoff si recò prima di tutto agli uffici dei battelli a vapore. Michele Strogoff dormiva d'un sonno un po' agitato. non gli sarebbe rimasto altro che partire. eccetera. con il suo cremlino dalla circonferenza di due verste e somigliante a quello di Mosca. sempre camminando. poi chiuse la borsa e se la mise in spalla. vistato il suo "podaroshna" all'ufficio della polizia. La fiera di Niznii Novgorod. simmetricamente disposte. il quartiere della lana. in uno di quei letti russi che gli stranieri trovano tanto duri. Greci. Un'ora dopo. Ancora cinque ore da passare a Niznij Novgorod.L'ora era già molto tarda. e in quei viali. 17 luglio. lungo quelle strade. il quartiere del pesce secco. di tutte le grandezze e di tutte le forme. richiedeva una sorveglianza continua. Ciò fatto. il principale mercato di Niznij Novgorod. Indiani. Che poteva fare per occupare quella mattinata. Ogni agglomerato di quelle baracche. si sarebbe molto probabilmente imbarcata sul "Caucaso". Michele Strogoff. poiché. se non girovagare per le vie della città come il giorno prima? Una volta consumata la colazione. Questa spianata era allora coperta da baracche di legno. altrettanto quella bassa era brulicante di vita. non volendo ritornare alla "Città di Costantinopoli". per prendersi un po' di riposo. il quartiere dei tessuti. sulla quale strinse la cintura. a causa di quella eterogenea accozzaglia di gente. in modo da lasciare fra loro dei viali abbastanza larghi per permettere alla folla di circolarvi facilmente. destinato ad un genere particolare di commercio. Georgiani. Vi erano baracche costruite con materiali davvero fantasiosi: alcune con pacchetti di tè. Persiani. Seguì. pagò il conto e lasciò l'albergo. un poco all'americana! Il sole era già alto all'orizzonte. il quartiere dei legnami. si risvegliò col sole alto. e in quel caso Michele Strogoff avrebbe certamente fatto il viaggio assieme a lei. era allora in abbandono. Non essendo abituato a poltrire in camera. il corso del Volga. Gli venne in mente allora per la prima volta l'idea che anche la giovane livoniana dovendo prendere la via di Perm. La città alta. Una pubblicità originale. con la quale neppure quella di Lipsia poteva gareggiare. Ottomani. altre con blocchi di carne salata. dove si assicurò che il "Caucaso" partisse veramente all'ora stabilita. presso il luogo d'imbarco. Siberiani. e ciò gli spiegava perché si radunassero in quel luogo i giocolieri e gli zingari convenuti da tutte le parti del mondo. Ma. C'era il quartiere del ferro. Orientandosi dal fiume. ma pensando di far colazione in riva al Volga. arrivò sullo stesso piazzale dove il giorno prima s'erano sistemati alcuni accampamenti di zingari. . cioè con i campioni delle mercanzie in vendita. Cosacchi. gli parevano un secolo.

che cantavano le loro arie più colorite e si esibivano nei loro balli più originali. A questo punto è doveroso aggiungere che questa volta. tessuti di Smirne o dell'Ispahan. pietre preziose. Tale era l'aspetto della spianata. ogni cosa che potesse servire al trasporto di mercanzie. mentre simulavano l'azione del remare. erano riuniti su quel punto del globo. guidati dalla bacchetta del direttore d'orchestra. stoffe di seta. catrame. una nuvola di uccelli fuggiva dalle gabbie nelle quali erano stati trasportati. tappeti turchi. i proprietari delle gabbie aprivano la porta ai loro prigionieri. la città bassa ricadeva nella sua monotonia ordinaria. un vociare indescrivibili. cascemir dell'India. Inoltre. vero timoniere d'un battello immaginario. declamavano. Dappertutto un movimento. Poi. C'erano mercanti dell'Asia centrale. legnami. i quali volavano via a centinaia. Pellicce. e gli stranieri in questo non erano da meno.Cinesi una svariata mescolanza di Europei e di Asiatici. stimolati dalla frusta o dalla mazza appuntita del domatore. infine. che predicevano la fortuna agli allocchi di quel pubblico sempre mutevole. che rappresentavano i drammi di Sha espeare. i serragli. ortaggi. si pigiava alla rinfusa sul campo della fiera. eccetera. assordanti con lo stridore delle loro orchestre e gli annunci dei loro numeri. battelli. e avrebbero impiegato un altro anno per fare ritorno alle loro botteghe o ai loro magazzini. commedianti dei teatri di provincia. cocomeri. oggetti per carrozze. Poi. una animazione. finito. carri. armi del Caucaso. erbe medicinali. questo periodo rumoroso. tutti i prodotti dell'India. i quali avevano impiegato un anno ad attraversare quelle immense pianure. cammelli. scortando le loro mercanzie. bronzi europei. seduti a terra come sul ponte della loro barca. Secondo un uso molto in voga alla fiera di Niznij Novgorod. l'immenso vociare si smorzava come per incanto. Facchini. quelli dell'America e dell'Europa. orologi svizzeri. tè portato dalle carovane. attrezzi di corno. non restava un solo venditore che avesse qualcosa ancora da vendere. dal momento che il popolino del posto gesticolava a più non posso. aromi. Tutto quello che c'è da vendere o da comperare sembrava fosse stato ammassato in quel luogo. Tale è infatti l'importanza della fiera di Niznij Novgorod. trafficavano. almeno. cavalli. la Francia e l'Inghilterra erano entrambe rappresentate al grande mercato di Niznij Novgorod da due prodotti tra i più qualificati della civiltà   . che la cifra degli affari non era inferiore ai cento milioni di rubli. che risuonavano di roche grida di animali. parlavano. lanciando i loro piccoli gridi di gioia. zingari o zigani. e di questa enorme affluenza di mercanti. cordame. zucche. la città alta riprendeva il suo carattere ufficiale. adattandoli al gusto degli spettatori. in cambio di alcuni copechi caritatevolmente offerti dalla gente di buon cuore. girovaghi venuti dalle montagne. provenienti da tutte le contrade dell'Europa e dell'Asia centrale. frutta. minerali dell'Ural. sui lunghi viali. della Persia. malachiti. e tale doveva rimanere per tutte le sei settimane che durava ordinariamente la fiera di Niznij Novgorod. della Cina. domatori di orsi che conducevano in libertà i loro equilibristi a quattro zampe. un coro di "battellieri del Volga". asini. discutevano. Un'usanza originale e affascinante! Sopra quella folla. su ogni piazzetta fra i quartieri di questa città improvvisata. lapislazzoli. né un solo compratore che trovasse qualcosa da comprare. una ressa. in mezzo alla grande piazza centrale. velluti e sete di Lione. quelli del Mar Caspio e del Mar Nero. i quali vi accorrevano a frotte. circondato da quattro file di spettatori entusiasti. armature di Tiflis. cotonati inglesi. vi erano compagnie di giocolieri d'ogni specie: saltimbanchi e acrobati. profumi.

perché quei poveri diavoli non rischiavano nulla in una impresa commerciale. Cosacchi o altri. e impiegavano meglio che potevano le poche ore di tempo perso. non meno impegnato del governatore generale. partendo dal palazzo del governo generale. i signori Harry Blount e Alcide Jolivet. i quali. ma. non lontana dalla frontiera siberiana. che l'ambizione di Feofar Khan scatenava ora attraverso le steppe irghise. si lanciavano in tutte le direzioni. perché anche loro si sarebbero imbarcati sul "Caucaso". poiché un medesimo istinto li faceva correre sulla stessa pista. Alcide Jolivet. da una certa contrazione dei muscoli sopraciliari. sembrava essere il più indifferente e il meno impaziente degli uomini. Aveva quindi considerato le cose sotto tutt'altro punto di vista e ruminava un articolo di fuoco contro una città nella quale gli albergatori si rifiutavano di alloggiare i viaggiatori. con una mano in tasca e l'altra sulla pipa dalla lunga cannuccia di marasco. i militari. i saltimbanchi e gli equilibristi facessero gran chiasso davanti ai loro baracconi. Fin dal giorno prima. ottimista per natura. e. Ora. Non si poteva dimenticare che nel secolo quattordicesimo la città era stata due volte presa d'assalto dagli antenati di quei Tartari. i due giornalisti erano qui accorsi per cercarvi delle impressioni al servizio dei loro lettori. non si vedevano sul grande mercato. Michele Strogoff. in previsione d'una partenza improvvisa. con la lancia in spalla. gli agenti della polizia sono abitualmente coadiuvati da molti Cosacchi. un osservatore si sarebbe facilmente accorto che egli mordeva il freno. Senza dubbio. quel giorno. dopo aver invano cercato la cena. ma i negozianti esitavano a impegnarsi con i trafficanti dell'Asia centrale. Lo scambio di dispacci telegrafici tra Mosca e San Pietroburgo era ininterrotto. Che i giocolieri. Da circa due ore percorreva le vie della città. mantengono l'ordine in questo concentramento di trecentomila stranieri. non si parlarono e si accontentarono di salutarsi molto freddamente. se non si vedevano soldati. era spiegabile. le cui regioni erano sconvolte dall'invasione tartara. Al contrario. esigeva evidentemente serie precauzioni. I soldati si mescolano volentieri con la folla. s'era visto costretto a dormire all'aria aperta. questa volta. Tuttavia. Le staffette si moltiplicavano sulle strade della provincia. non succedeva altrettanto degli ufficiali. Il loro vicendevole incontro avvenne precisamente sul campo della fiera. Un altro personaggio. i quali non chiedevano altro che di lasciarsi scorticare "nel morale e nella borsa!". C'era dunque un movimento inconsueto. aveva scritto in fretta sul suo taccuino alcune note particolarmente lusinghiere per la città di Niznij Novgorod. siccome il caso gli aveva facilmente fornito vitto e alloggio. C'era anche un altro sintomo che doveva essere rilevato. sia verso Vladimir che verso i monti Urali.moderna. gli aiutanti di campo. La situazione di Niznij Novgorod. e sia l'uno che l'altro non furono quasi affatto meravigliati. egli osservava che i mercanti venuti dalle contrade vicine dell'Asia dimostravano una reale inquietudine. In Russia. l'uniforme militare compare in tutte le occasioni. sembrava trovare che tutto andava a meraviglia. Tuttavia. per ritornare invariabilmente sul campo della fiera. era il capo della polizia. e precisamente a Niznij Novgorod. che soltanto la gravità degli avvenimenti poteva spiegare. durante il periodo della fiera. Gli affari ne soffrivano visibilmente. I suoi ispettori e lui stesso. erano stati consegnati nelle loro caserme. impegnati a   . Gironzolando tra i gruppi di gente. Infatti. Harry Blount.

Nota 1. quando si diffuse la voce che il capo della polizia era stato chiamato da una staffetta al palazzo del governatore generale.Si dice che i Tartari minaccino Toms ! . che si calmò a poco a poco. Un importante dispaccio. come per un presentimento generale. Michele Strogoff ascoltava quello che si diceva.aggiungeva l'altro. aperti notte e giorno. erano perfettamente giustificati dalle circostanze. tenendo libero il passaggio tra la folla a forza di spintoni violentemente dati e pazientemente ricevuti. 1. preceduto dai suoi agenti. Se Ivan Ogareff si trovava ancora in provincia. "Ordine a tutti gli stranieri di origine asiatica di lasciare la       . o almeno creargli immense difficoltà. non avevano riposo. significava impedirgli di raggiungere Feofar Khan. Allora. NOTE. Il capo della polizia. Ora.Il reggimento di Niznij Novgorod ha ricevuto l'ordine di partenza! . tanto dagli abitanti della città quanto dagli stranieri. a ricevere i reclami.Ecco il capo della polizia! . Nota 2. .si gridò da tutte le parti. e tutti poterono vedere che teneva in mano un dispaccio.diceva uno. Il "ras ol" sorse come una reazione alla modificazione dei libri liturgici e di alcuni usi introdotti col tempo nel rito russo e sconosciuti all'Oriente (Nota del Traduttore). 2. aveva appena lasciato il palazzo del governatore generale.Si chiude la fiera! . si diceva. Nota 3. Appellativo popolare per indicare l'imperatore. egli lesse il seguente proclama: «Decreto del governatore di Niznij Novgorod. e al quale successe il silenzio assoluto. per approfittarne. S'era levato istantaneamente un vociare.mantenere l'ordine. . Ognuno presentiva qualche grave comunicazione da parte del governatore. circolò la notizia che era stata presa una decisione assolutamente imprevista e insolita. Ordine a tutti gli stranieri di origine asiatica di lasciare la provincia entro le ventiquattro ore». giunto da Mosca. Michele Strogoff si trovava precisamente sulla piazza centrale. Gli uffici dell'amministrazione. . 6. e sottrarre al capo tartaro un temibile luogotenente. Divieto a ogni suddito russo di uscire dalla provincia. per qualsiasi ragione. Specie di dolce a sfoglia. con voce alta. erano continuamente assediati. Un distaccamento di Cosacchi lo accompagnava. era la causa di questa chiamata. "Divieto a ogni suddito russo di uscire dalla provincia". Il capo della polizia andò dunque al palazzo del governatore e subito. a vigilare sull'esecuzione dei regolamenti. Sotto la denominazione di «vecchi credenti» sono compresi i seguaci dello scisma ("ras ol") avvenuto alla metà del secolo diciassettesimo nel seno della Chiesa russa ortodossa. molto funesti per gli interessi privati. europei o asiatici. Il capo della polizia arrivò in mezzo alla piazza centrale. Questi provvedimenti. FRATELLO E SORELLA. se era il caso.

con la frusta o la verga in mano. sicché avrebbero dovuto dirigersi a sud del Mare Caspio. Si levò dapprima un mormorio di protesta contro questo provvedimento insolito. Evidentemente. perché era una conseguenza necessaria di quelle misure . e anche quelle compagnie di girovaghi.pensò . Riguardava soltanto gli stranieri di origine asiatica. sollecitavano i ritardatari e arrivavano fino a demolire le tende. fu subito interrotta da un'altra che doveva scacciare ogni altro pensiero dalla mente di   . Ma "il Padre". Come mai quegli zingari potevano prevedere il decreto contro di loro? come l'hanno conosciuto in anticipo? e dove vogliono andare? Ecco gente sospetta. Il tenore del primo articolo del decreto era esplicito. Ma si comprende facilmente l'effetto di quei due fulmini caduti sulla città di Niznij Novgorod.tra questo decreto che espelle gli stranieri originari dell'Asia e le parole scambiate ieri sera tra i due avventurieri di razza zigana! "E' il Padre stesso che ci manda proprio dove noi vogliamo andare!". Dovevano dunque percorrere un migliaio di verste. almeno per il momento.tutti quei nomadi. Così. Nel momento in cui il capo della polizia dava lettura del decreto. Michele Strogoff fu colpito da un'associazione di idee che gli venne spontanea alla mente: «Strana coincidenza . i fuochi si spensero. e che dovevano percorrere più di mille verste per raggiungere la frontiera più vicina. significava allontanare in massa quei trafficanti venuti dall'Asia centrale. i vecchi e bolsi cavalli di quelle dimore ambulanti ritornarono dalle scuderie alle stanghe. e la loro espulsione era certamente richiesta dallo stato delle cose. ancora prima che i poveri zingari ne fossero usciti. sotto l'influenza di tali misure. alla quale il decreto del governatore sembra risultare. l'ordine di espulsione contenuto era altrettanto senza replica. E inoltre . è lo zar! La gente del popolo chiama soltanto lui con questo nome. si trovavano vietate anche le steppe della Siberia. E quasi subito cominciò quello che si potrebbe chiamare lo sgombero di questa grande piazza. significava per loro la miseria a breve scadenza. le danze e i canti cessarono. i connazionali spinti dai loro affari oltre le frontiere siberiane non potevano più lasciare la provincia. ha detto il vecchio. che hanno più o meno affinità con le popolazioni tartare o mongole. di zigani. e al tumulto del grande mercato succederebbe il silenzio del deserto.bisogna ripeterlo. più utile che dannoso!». Quanto a tutti quei saltimbanchi. necessariamente esposta e presa di mira più di ogni altra. Agenti e soldati. Le poste dell'Ural e delle montagne che formano come il prolungamento di questo fiume sulla frontiera russa erano loro interdette. le parate reclamistiche tacquero. i teatri di provincia furono smontati pezzo per pezzo. le corde degli equilibristi vennero tolte. certamente molto giusta. Non ammetteva eccezioni. dopotutto. Ogni interesse privato doveva scomparire davanti all'interesse pubblico. prontamente represso dall'intervento dei Cosacchi e degli agenti della polizia. Ma questa riflessione. colpiti direttamente dal decreto d'espulsione. la piazza di Niznij Novgorod sarebbe stata completamente evacuata. di guitti.provincia entro le ventiquattro ore". un grido di disperazione. in Persia o in Turchia o nelle pianure del Tur estan. ma a questi non restava altro da fare che imballare nuovamente le loro mercanzie e riprendere la strada per la quale erano venuti. In merito al secondo articolo del decreto. Tante teste. e che si erano riuniti per la fiera. prima di sera. dunque. prima di rimettere piede in territorio libero. il cui numero era considerevole. Le tele distese davanti alle baracche furono ripiegate. tante spie.

ma anche costose? «Ebbene! . che io la ritrovi! Non è possibile che da ieri sera abbia potuto procurarsi una vettura e partire da Niznij Novgorod.ripeteva a se stesso .siccome ella prende la via di Perm. la fanciulla era di Riga. e siccome è chiaro che ha tanta fretta quanto me di arrivare a Ir uts . «Il fatto è . e Dio mi guidi!». i loro discorsi sospetti. dove la folla era minore. io potrei prendermi cura di lei a sua insaputa. Michele Strogoff finora aveva ragionato soltanto nell'ipotesi di compiere una buona azione.Non potrà più varcare la frontiera! Infatti. grida degli agenti e dei Cosacchi che li maltrattavano: ovunque un tumulto indescrivibile. Ma un pensiero ne tira un altro. dove il tumulto provocato dalla esecuzione dei provvedimenti prescritti raggiungeva in quel momento il culmine. Se. .esclamò senza quasi avvedersene. Attraversò di nuovo il Volga e percorse i quartieri dell'altra sponda. e con ogni probabilità. non era più valido. lei non mi cagionerà nessun ritardo».Michele Strogoff. Una nuova idea gli venne ora in mente. di tutti quelli che soffrono.pensò . Cerchiamola. che pur senza trascurare nulla di quanto esigeva la sua importante missione.. Michele Strogoff lasciò la grande piazza di Niznij Novgorod. non poteva ignorare che gli stessi pericoli sarebbero stati infinitamente più gravi per una fanciulla. Quel permesso che le era stato rilasciato prima dei nuovi provvedimenti.non può ancora essere partita da             . Entrò nelle chiese. inoltre. In nessun luogo incontrò la giovane livoniana. Il ricordo della giovane livoniana gli era ritornato d'improvviso. questa fanciulla mi accompagna. e la questione gli si presentò sotto un aspetto diverso. qualunque fosse il motivo per cui andava a Ir uts .Povera ragazza! . evidentemente. . al contrario.che io posso avere bisogno di lei più di quanto lei abbia bisogno di me. lei aveva a sua disposizione soltanto i mezzi necessari per un viaggio da farsi in circostanze ordinarie. La sua presenza mi potrebbe essere tutt'altro che inutile e servirebbe a distogliere i sospetti sul mio conto. Dunque bisogna che lei mi accompagni! Dunque bisogna.. e non poteva più uscire dal territorio russo. gli sarebbe forse possibile dare qualche aiuto a quella buona ragazza. si può dire strada per strada. Tutte le strade della Siberia le erano adesso inesorabilmente chiuse e. Poiché lei andava a Ir uts . io sembrerò molto più verosimilmente agli occhi di tutti il Nicola Korpanoff del mio "podaroshna". come riuscirebbe a farlo ora nelle circostanze che gli avvenimenti rendevano non soltanto pericolose. come egli stesso tentava di fare. le era da questo momento impossibile recarvisi. rifugio naturale di tutti quelli che piangono. la strana coincidenza che risultava dalla pubblicazione del decreto. Erano le nove del mattino. «Eppure . Egli aveva pensato. Questo pensiero preoccupò seriamente Michele Strogoff. quindi russa. uomo energico e forte. Recriminazioni degli stranieri proscritti. lui. Se. Dimenticò gli zingari. sarebbe necessariamente passata in mezzo alle orde degli invasori. La fanciulla che egli cercava non poteva trovarsi là. è quasi impossibile che io non la incontri più. Conoscendo i pericoli cui sarebbe personalmente andato incontro. Nell'uomo che corre da solo attraverso la steppa si riconosce facilmente il corriere dello zar. ad ogni costo. dapprima vagamente.pensava . Visitò la città superiore e la città inferiore. e l'idea lo aveva rallegrato. era livoniana. di rendere un servizio. Il battello a vapore sarebbe partito soltanto a mezzogiorno. Dunque. in un paese le cui strade gli erano addirittura familiari. Michele Strogoff aveva dunque circa due ore a disposizione per ritrovare colei che voleva fare la sua compagna di viaggio. avrebbe percorso la stessa strada che percorreva lui.

riuscì ad attraversare il cortile. col favore d'un travestimento. più o meno compromesso nel movimento tartaro. Gli stranieri erano rimandati a casa. e coloro che si fossero trovati in ritardo correvano il rischio di non riuscire più a partire dalla città entro il tempo prescritto. una fanciulla in preda a una muta disperazione. cosa che in circostanze normali sarebbe stata inutile. L'agente.. poiché il suo caso era previsto. passare la frontiera: cosa che il decreto intendeva proprio impedire. a una certa ora. zingari. cosa tuttavia improbabile. come avrebbe potuto ignorare il provvedimento del governatore? un provvedimento che la colpiva tanto direttamente? Ma infine. Gli venne allora l'idea che la fanciulla. Cerchiamo sempre!». obbediva a un sentimento imperioso che non gli permetteva neppure di riflettere. suonatori ambulanti. Giocolieri. ella si era presentata all'ufficio della polizia per far vistare il suo permesso. quantunque si potesse appena scorgerne il volto. ma dovevano avere il permesso per andarsene. e che ella potesse. si guardò attorno. E' vero che lei era autorizzata ad andare a Ir uts . il cui solo profilo si delineava nell'ombra sul muro. perché un tale fulmine non poteva scoppiare senza essere udito da tutti. Ma le sue ricerche furono vane. mescolati ai mercanti della Persia. una parola sussurrata all'orecchio d'un ispettore e alcuni rubli fatti scivolare nella sua mano ebbero il potere di ottenergli il passaggio. Tuttavia. non sentiva la stanchezza. Camminava senza fermarsi. al pontile d'imbarco.Niznij Novgorod. Michele Strogoff. affollavano il cortile e gli uffici del commissariato. dell'India. Qui c'era una grande affluenza di gente. non era a conoscenza del decreto. Non conoscendo il decreto del governatore. grazie alla sua forza di gomiti. Michele Strogoff ritornò quindi sull'altra sponda del Volga nel quartiere dove si trovava il commissariato di polizia. erano ugualmente sottoposti a certe formalità per partire. Erano già le undici. col suo aiuto. probabilmente. anche se ignorava le notizie. andò ad avvertire un impiegato superiore. ma il decreto era categorico. del Tur estan. ed egli perse anche la speranza di ritrovarla. Aveva riconosciuto la giovane livoniana. della Cina. Michele Strogoff non s'era sbagliato. Era evidente che il decreto non lo riguardava. perché i mezzi di trasporto erano presi d'assalto da quella folla di gente espulsa. Ma sempre invano. qualche russo. Ma entrare negli uffici ed arrivare fino allo sportello degli impiegati. Mentre aspettava. Interessata anche lei a conoscere tutte le minime notizie che venivano dalla Siberia. ma volle assicurarsi che non vi fossero difficoltà alla sua partenza. sarebbe pur venuta. avrebbe potuto. era un'impresa tutt'altro che facile.. E chi vide? Là. su una panca. In questo caso si sarebbero esposti a qualche rigoroso intervento degli agenti del governatore. della Turchia. dopo averlo introdotto nella sala d'attesa. accasciata più che seduta. Michele Strogoff andò così in giro per due ore. Il visto le era stato negato. Tutti avevano fretta. evitare d'essere respinta. Michele Strogoff pensò di presentare il suo "podaroshna" al commissariato di polizia. annullava ogni autorizzazione       . Michele Strogoff sarebbe quindi stato tra poco in regola con la polizia e libero nei suoi movimenti. Senza questa precauzione. e qualche agente irremovibile le avrebbe negato brutalmente il passaggio! Bisognava ad ogni costo che Michele Strogoff la vedesse prima. perché gli stranieri che avevano l'ordine di lasciare la provincia.

mettendo la sua mano nella mano di Michele Strogoff. come un naufrago che si aggrappa a un relitto. se lei riteneva di doverlo fare. Non erano passati tre minuti. ma il loro intervento non fu necessario. il "podaroshna" intestato al nome di Nicola Korpanoff.disse. Pochi minuti prima di mezzogiorno.. e le cose si svolsero senza resistenze. seguì l'agente attraverso la folla compatta di persone. furono sciolti gli ormeggi. Aspettava che parlasse. la campana del vapore richiamò all'imbarcatoio del Volga un gran numero di persone. autorizzava il mercante a farsi accompagnare nel suo viaggio in Siberia. guardavano allontanarsi quella città. nella     .Sorella. pronti a dar man forte agli agenti. Dal camino usciva soltanto un filo di fumo. come se un'improvvisa ispirazione le avesse tolto ogni dubbio. Si avvicinò alla giovane livoniana. Michele Strogoff e la giovane livoniana avevano preso posto a bordo del "Caucaso".Il capo della polizia vi aspetta .precedente.Bene . Ella aveva solo fretta d'allontanarsi dalla città. e il suo volto s'illuminò d'una luce improvvisa. che Michele Strogoff ricomparve nella sala. Non occorre ripetere che la polizia sorvegliava la partenza del "Caucaso" e si dimostrava irremovibile con i viaggiatori che non possedevano i necessari documenti per lasciare la città. molto contento d'averla finalmente ritrovata. seduti a poppa. né l'aveva interrogata. stava per chiedergli aiuto.Sorella ripeté Michele Strogoff . In quel momento. Teneva in mano il suo "podaroshna". le potenti ruote del battello batterono l'acqua con le loro pale articolate e il "Caucaso" filò rapido tra le due città che formano Niznij Novgorod.. Si alzò istintivamente e. Il loro imbarco era avvenuto senza difficoltà. così profondamente sconvolta dal decreto del governatore. fratello . ricadde sulla panca. senza rassicurarla neppure con un gesto (che avrebbe potuto compromettere se stesso e lei). All'ora stabilita risuonò l'ultimo rintocco di una campana. si avvicinò alla fanciulla. Le caldaie del "Caucaso" erano a giusta pressione. Si levò. . l'agente toccò la spalla di Michele Strogoff. . riconoscendo il suo compagno di viaggio. accompagnato da un agente. mentre l'estremità del tubo di scappamento e il coperchio delle valvole erano coronati da un vapore bianco. .rispose la fanciulla. E insieme lasciarono il palazzo della polizia.. Vieni? . vedendo scomparire l'unico che avrebbe potuto venirle in aiuto. Michele Strogoff. La giovane livoniana. Tutti e due. Lei lo guardò un istante..Vengo. 7. . Erano dunque fratello e sorella che viaggiavano sotto la protezione della polizia imperiale. LUNGO IL CORSO DEL VOLGA. senza dire una parola a colei che aveva tanto cercato fin dal giorno prima. che gli dava via libera per la Siberia. e le vie della Siberia le erano chiuse. e tendendole la mano: . Molti Cosacchi andavano e venivano sulla banchina. Lei capì. poiché c'erano quelli che partivano e quelli che avrebbero voluto partire. Michele Strogoff non aveva ancora detto niente di sé alla fanciulla.rispose Michele Strogoff.siamo autorizzati a proseguire il nostro viaggio per Ir uts .disse. E. Come sappiamo.

dal berretto quadrato. riconoscibili dal loro copricapo conico. Contando poi un'ora di fermata a Kazan. e nonostante la potenza delle macchine. ricchi Cinesi nei loro costumi tradizionali. il cui trasporto doveva costar loro molto caro. il quale. infine. una volta arrivati alla confluenza con la Kama. aumenta di circa due miglia all'ora la velocità propria dei battelli. ai quali il decreto non vietava di recarsi nelle altre città della provincia. e ricoperte da una seconda tunica a maniche larghe. devono abbandonare il grande fiume per imboccare l'affluente. vestiti d'un camiciotto a quadretti sotto l'ampia casacca. si schiariscono a Niznij Novgorod per l'immissione dell'O a. e non erano solo stranieri. il Rha degli antichi. Non parlava. E' navigabile a partire da Riev. infatti il suo corso non misura meno di quattromila verste (4300 chilometri). del quale devono allora risalire la corrente fino a Perm. il cui taglio ricordava quelle dei popi. secondo la loro condizione e le loro disponibilità. è considerato il fiume più importante di tutta l'Europa. Dunque tutto calcolato. Ma. monopolizzavano il commercio dell'Asia centrale. che si ramificano sul litorale del Mar Caspio. alcuni dei quali. senza l'intervento provvidenziale di quell'inatteso protettore. Le sue acque molto inquinate nella parte superiore. berretta piatta o cuffia di feltro. città del governatorato di Tver. un poco oltre Kazan. Turchi. rapido affluente che scende dalle province centrali della Russia. ma il suo sguardo ringraziava per lei. Il Volga forma il tronco di quest'albero. Il "Caucaso" era molto affollato di passeggeri di tutte le condizioni. sarebbe rimasta prigioniera. Il Volga. La maggior parte dei passeggeri era raggruppata a prua del "Caucaso". aperte davanti e sul dorso. ma anche Russi. camicia di cotone rosa stretta da una corda. vesti molto ampie. designati particolarmente col nome di Shi arpuri. Nella parte del battello riservato alla prima classe si vedevano Armeni con le loro lunghe tuniche e una specie di mitra in testa. L'intreccio dei torrenti e dei fiumi della Russia fu molto opportunamente paragonato a un gigantesco albero. Ebrei. violetto o nero. Tartari che calzavano stivali ornati di lacci multicolori e vestivano camicie dal petto abbondantemente adorno di ricami. con la sua corrente. e i passeggeri. E' vero che in questo tratto i battelli non hanno che da scendere il Volga. e contadini del Volga con pantaloni azzurri infilati negli stivali. Michele Strogoff aveva avuto cura di prenotare due cabine di prima classe. il "Caucaso" poteva viaggiare a una velocità media non superiore a sedici verste all'ora. Alcune donne con abito di cotonato a fiori. Del resto. I battelli della Compagnia di trasporti tra Perm e Niznij Novgorod superano con sufficiente rapidità le trecentocinquanta verste (375 chilometri) di distanza tra quest'ultima città e la città di Kazan.quale. il battello era molto bene equipaggiato. vi occupavano tre classi distinte. dunque per la maggior parte del suo corso. il viaggio da Niznij Novgorod a Perm sarebbe quindi durato dalle sessanta alle sessantadue ore circa. che portavano ancora il turbante nazionale. Molti commercianti asiatici avevano creduto opportuno lasciare immediatamente Niznij Novgorod. con un semplice cordone per cintura. C'erano dei "mugi " con la cuffia o berretta. secondo la regola avevano diritto soltanto a un peso di venti libbre per persona. in maniera che la sua giovane compagna potesse ritirarsi nella propria e isolarsi tutte le volte che avesse voluto. avente come radici un delta di sessanta bocche. Tutti questi negozianti avevano dovuto ammassare nella stiva e sul ponte i loro abbondanti bagagli. di colore azzurro. Indiani. portavano il grembiule a colori vivaci e il       . perché. i cui rami si stendono su tutte le parti dell'impero.

lunghi come le interminabili isole di sargassi dell'Atlantico. trainati da rimorchiatori. dappertutto dove passerò io. .Vieni. Le sponde del Volga. si sarebbe presentato come il mercante Nicola Korpanoff. Insomma. Viaggio ormai inutile.Ti dirò tutto rispose la fanciulla. molti branchi di porci e maialini bianchi e neri. ovviamente. che aveva preso il "Caucaso" per ritornare alla frontiera.. . e trasportavano ogni specie di mercanzie a Niznij Novgorod. non voleva che qualcuno sospettasse che era autorizzato da un permesso speciale a viaggiare in Siberia. si introdusse tra i gruppi di passeggeri. Interruppe la frase. . ma senza prendere parte alle conversazioni.. e se non     . Incrociava molti battelli che risalivano la corrente. che pescavano fino all'orlo. Erano principalmente passeggeri di terza classe. per loro fortuna. sì. che ancora non sapeva. ti dirò perché ho lasciato le sponde del Baltico per recarmi oltre gli Urali.Vuoi andarti a riposare nella tua cabina? . Ma oggi non potrei!.rispose il giovane. . tremule. Questa povera gente. Del resto.. dove crescevano stentatamente granturco e segala..Nadia . non erano preoccupati dalla prospettiva d'un lungo viaggio di ritorno. si vedeva obbligata a ritornarvi.fazzoletto a disegni rossi in testa.Una sorella non deve nascondere niente al fratello. avido di notizie che potevano forse modificare il suo itinerario. questa parte del ponte era molto affollata. . . salici. . il cui posto era segnato sui timpani. se non degli avvenimenti del giorno. i quali. sulle pianure aride limitate da ontani.Facciamo tutti e due la stessa strada. la matita d'un disegnatore. Michele Strogoff ritornò sul ponte e. Un poco più lontano. in cerca di luoghi caratteristici. e domani.. greggi di pecore dal vello bruno.. ma che in complesso non offrivano alcun panorama degno di nota. si vedevano sparse alcune mucche dal mantello rosso scuro. come se avesse voluto terminarla col nome della sua compagna.domandò Michele Strogoff. percosse dall'onda sollevata dalla scia del battello.Domani. In questo paesaggio monotono. e chiatte cariche da affondare. poiché la fiera era stata improvvisamente chiusa appena aperta. sorella . fratello? . passerai anche tu. la giovane livoniana si rivolse a Michele Strogoff e gli disse: . si coronavano di stormi d'anitre. Perciò i passeggeri di poppa non s'avventuravano tra quei gruppi eterogenei. ascoltando. ..Vieni. dunque. fratello.. . Poi passavano traini di legname. Qualche campo. E condusse la fanciulla alla cabina che le era stata assegnata sul settore di poppa. Gli stranieri imbarcati sul battello non parlavano.. . se per caso fosse stato interrogato in maniera da dover rispondere.e non avere riguardi a servirti del tuo fratello Nicola Korpanoff. del decreto e delle sue conseguenze.disse ella tendendogli la mano. La stanchezza e l'angoscia mi hanno sfinita! .Vai a Ir uts . Intanto il "Caucaso" filava con tutta la forza delle sue pale tra le rive del Volga. Per conseguenza. non avrebbe trovato nulla da ritrarre. le cui labbra si atteggiarono a un mesto sorriso. Due ore dopo la partenza del "Caucaso".aggiunse Michele Strogoff.Sì. che fuggivano mandando uno stridore assordante. si estendeva fino allo sfondo di colline coltivate a metà..Non ti chiedo niente.Sì. Nadia . sorella. appena riposata dalle fatiche d'un viaggio attraverso l'Asia centrale.

voi che ho visto al ricevimento imperiale a Mosca. L'uomo dalla voce allegra parlava russo. francamente. Poteva darsi che un ispettore di polizia. dal momento che è la via migliore e più sicura per valicare gli Urali? . sarà il momento di dire: "Ciascuno per sé.".Dio per me! . . .Che male c'è? . voi su questo battello.Nessun male. ma fino a quel momento. fino allora operiamo d'accordo e non divoriamoci a vicenda! Vi prometto. e poiché quasi sicuramente le notizie non pioveranno sulla strada. . non mi aspettavo di essere immediatamente seguito da voi. mio caro collega. mettiamoci d'accordo che nessuno dei due precederà l'altro! . saremo in Siberia.Nemici. . più riservato. .rispose il secondo in tono secco. . si fosse imbarcato segretamente a bordo del "Caucaso". nemici! Ma.. una precisione che mi torna particolarmente gradita. Una paura. probabilmente. .. almeno provvisoriamente. se vi piace.Voi andate a Perm. uno sa come regolarsi! . in quei gruppi. . Così. con lo stesso passo. signore.E. la tratteneva.Probabilmente. mista a rispetto.come. cioè in piena invasione.Ebbene. come me? .Questo lo vedremo. Dio per. e se anche la gente più d'una volta tacque al suo avvicinarsi perché non lo conoscevano .gridava alto la propria collera e disperazione. come due soldati in parata. siamo amici fino al momento in cui ritorneremo rivali. almeno. ma con accento straniero e il suo interlocutore. Più tardi.Proprio io! . quando saremo sul teatro delle operazioni. l'espulsione era ancora preferibile al carcere in una fortezza. . va bene! C'è nelle vostre parole. che non si poteva ricavare nessuna informazione utile.tuttavia le sue orecchie furono colpite dal suono d'una voce che non si preoccupava d'essere sentita o no. ed era meglio frenare la lingua.Una volta varcata la frontiera.E io.Come voi.Nemici. tutto quanto potrò sentire.. Con voi. avremo tutto il tempo e l'occasione per essere rivali! . a mia volta. o si taceva o si scambiavano le idee con una tale circospezione.Sulla parola. Ma se Michele Strogoff non sentì nulla di utile da questa parte. perché. e perciò. ..Nemici.Precedo! Precedo! Diciamo piuttosto che marciamo alla pari.Vi precederò.. incaricato di sorvegliare i passeggeri.Ci saremo! .Non vi seguo.diceva il primo .   .Ebbene. . ma soltanto allora.Dio per voi. solo per voi! Molto bene! Ma. gli rispondeva nella stessa lingua.Sì! è giusto. era perché non osava farlo. poiché abbiamo davanti a noi circa otto giorni di neutralità. . vi chiederò il permesso di precisare i nostri rapporti reciproci. . dopo tutto. invece. . e soltanto intravisto a Niznij Novgorod? . da Perm andrete a E aterinburg. allora. vi precedo! . caro collega. diamine! restiamo compagni di viaggio.Precisate.Come .. del resto di tenere per me tutto quanto potrò vedere. Così.Sulla parola? . . e così da vicino. ma anch'essa diversa dalla sua lingua originale.

Soltanto i marinai di guardia stavano in piedi sul castello di prua. respiravano con voluttà un po' di quella brezza prodotta dalla velocità del battello. Compagni di viaggio.. Là. e l'inglese. l'altra rossa. Comunque. Il decreto del governatore non riguardava questi due cacciatori di notizie. e lei non era ancora riapparsa sul ponte del Caucaso. Harry Blount le aveva accettate. brindavano alla stessa tavola. Una specie d'inquietudine teneva sveglio Michele Strogoff. che incontrerò probabilmente ancora sulla mia strada. cioè cinque dita cordialmente distese. si fece pressoché buio. Tuttavia. poiché la luna era nuova. Sentendo così parlare Alcide Jolivet e Harry Blount. e il silenzio era rotto soltanto dalla sciabordio delle pale. Venne anche la sera.disse il primo ho potuto telegrafare a mia cugina il testo preciso del decreto. la maggior parte non pensarono neppure di ritornare nei saloni o nelle cabine. proiettate dai fanali di tribordo e di babordo. tutti dormivano.Mi proverò. stamattina alle dieci e disiassette minuti. sui colli e persino sul tavolato del ponte. Una volta. Si trovò allora sulla parte riservata ai viaggiatori di seconda e terza classe.Eccola.E io l'ho trasmesso al "Daily Telegraph" alle dieci e tredici. Anche ad ora molto tarda. Dormiva nella sua cabina. prima «che la caccia fosse aperta». sempre espansivo e persino un po' loquace. Era quindi naturale che avessero preso lo stesso mezzo di trasporto e che facessero la stessa strada fino alle steppe siberiane. Quasi tutti i passeggeri sul ponte dormivano. La giovane livoniana non venne per il desinare. . tuttavia. almeno! Così dicendo. e lasciava al timoniere la completa visibilità per destreggiarsi in mezzo alle numerose imbarcazioni che scendevano o risalivano il Volga. signor Jolivet. Erano quindi potuti partire. il corrispondente francese salutò familiarmente il corrispondente inglese. fortunato il più svelto! Alcide Jolivet aveva fatto le prime proposte e. gli capitò di oltrepassare le sale delle macchine. .Alla rivincita! . il francese. E la mano del primo interlocutore. a quella stagione dell'anno e sotto quella latitudine. ma anche sui bagagli. ma sempre a poppa. Michele Strogoff aveva pensato: «Ecco due ficcanaso indiscreti. .A proposito . bevendo un autentico Cliquot da sei rubli la bottiglia. Distesi sulle panche. sempre chiuso. sebbene con freddezza. .Sarà difficile! . gli rese il saluto con una rigidezza tutta britannica. una verde. . Il cielo. il quale inchinando il capo. E allora. avevano davanti a sé otto giorni. si oscurava appena tra la sera e il mattino. e se avevano lasciato assieme Niznij Novgorod. . generosamente fornito dalla fresca linfa delle betulle del luogo.Bravo. non soltanto sulle panche.Qua la mano. fu perché erano sospinti dallo stesso istinto. che battevano l'acqua a intervalli regolari. poiché non erano né russi. e Michele Strogoff non volle che fosse svegliata. né stranieri di origine asiatica. scossero vigorosamente le due dita che gli offrì con flemma il secondo. Due luci.Troppo gentile. amici e nemici. signor Blount. Il lungo crepuscolo impregnava allora l'atmosfera d'una frescura che i passeggeri cercavano avidamente. tra le undici e le due del mattino. sempre riservato. . Passeggiava avanti e indietro. al desinare di quel giorno. Mi sembra prudente starmene alla larga». dopo lo snervante calore del giorno.

perché sentì abbastanza distintamente questa domanda e questa risposta. Michele Strogoff. Michele Strogoff stava per proseguire. senza essere visto. Non era impossibile.       . della donna e dell'uomo che aveva sentito a Niznij Novgorod. Fece proprio bene ad ascoltare. ora espulsi assieme a tutti i loro simili. quando sentì più distintamente alcune parole. pensò di ascoltare. fossero a bordo del "Caucaso". mandava pennacchi di fiamme rossastre. ma l'oscurità era in quel momento troppo fitta.mandavano qualche raggio obliquo sulle fiancate del battello. o arriverà troppo tardi. Sangarre. quando sentì delle persone che parlottavano vicino a lui. Le voci sembravano provenire da un gruppo di passeggeri. avviluppati in scialli e coperte. con la testa fra le mani. ma questo corriere. Rifletteva a quanto aveva sentito. in mezzo alle volute di fumo. Qualche istante dopo. dei quali aveva colto un brano di conversazione. avrebbero anch'essi accolto assai male quel maldestro che li avesse svegliati a colpi di stivale. capricciosamente distesi qua e là. Anche a lui era impossibile vedere i passeggeri che discorrevano. che egli non poteva riconoscere nell'ombra. Protetto dall'ombra del castello. non senza una viva apprensione. fatte in lingua tartara: . cui bastava il tavolato del ponte. che una folata di scintille sembrasse investire il gruppo. era ritornato a poppa.Si dice. quando il fumaiolo del battello. e s'era seduto in disparte. Erano per la maggior parte "mugi ". Ma succedeva talvolta. come se migliaia di pagliuzze venissero improvvisamente accese da un raggio luminoso. Dovette quindi fermarsi ad ascoltare. pronunciate in quella lingua esotica che lo aveva già colpito durante la notte passata sul campo della fiera. Si sarebbe detto che dormisse. Ora. Andando così verso l'estremità del battello. non aveva altro scopo che di ingannare il sonno con una passeggiata un poco più lunga. Michele Strogoff badava quindi a non urtare contro qualcuno. che quegli zigani. Quasi per istinto. che lo riguardava così direttamente. Le prime parole che egli sentì non avevano alcuna importanza almeno per lui.ma gli permisero di riconoscere con precisione le due voci. . abituati a dormire per terra. Si fermò. Non dormiva né pensava di dormire. Occorreva una certa attenzione per non calpestare quelli che dormivano. «Chi dunque conosce la mia partenza. e chi dunque ha interesse a conoscerla?». e già saliva la scala del castello di prua. Tuttavia. Allora concentrò la sua attenzione. infatti. e non vi riuscì. o non arriverà affatto! Michele Strogoff trasalì involontariamente a questa risposta.Si dice che un corriere sia partito da Mosca per Ir uts ! . era già arrivato all'estremità anteriore del ponte. Cercò di scoprire se l'uomo e la donna che avevano parlato fossero veramente quelli che lui sospettava. non poteva essere visto.

Ora. Ufficiali di polizia. La popolazione eterogenea di questa "gubernia" è composta di Ceremissi. quest'ultima razza conserva in modo speciale il carattere asiatico. Scesero a terra e si confusero tra la folla. Il governatore della provincia aveva ricevuto un decreto identico a quello ricevuto dal suo collega di Niznij Novgorod. come si conviene ad ogni cacciatore coscienzioso. distante sette verste (7 chilometri e mezzo) dalla città. con il taccuino in mano. dall'altra. di Mordvini. con in testa una piccola calotta. sul ponte del battello. alle sei e quaranta. ma dopo aver minuziosamente controllato l'una e l'altra teoria di viaggiatori. da una parte. di Ciuvasci. Tra i viaggiatori che sbarcavano dal Caucaso. formavano capannelli nei quali si discuteva. Forse avrebbe anche domandato informazioni più precise a qualche indigeno di Kazan. per giudicare di persona la gravità degli avvenimenti e tenersi pronto ad affrontare tutte le eventualità. rassomigliavano agli ebrei polacchi. tutti questi discorsi non mancavano di destare in lui una vera inquietudine e sollecitavano l'imperioso desiderio che aveva di essere già oltre i monti Urali. e dall'altra Alcide Jolivet. Michele Strogoff riconobbe il gruppo degli zigani che il giorno prima si trovavano ancora sul campo della frontiera di Niznij Novgorod. sede dell'arcivescovo greco e. allo stesso tempo. I due giornalisti. a cui non sfuggiva nulla. senza aver lasciato il ponte del Caucaso. di Vigulisci. le cui larghe tese ricordavano quello del tradizionale Pierrot (1). che non era ancora riapparsa sul ponte.8. Ecco quanto Michele Strogoff. mantenevano l'ordine e facevano strada tanto ai passeggeri che sbarcavano dal "Caucaso" quanto a quelli che si imbarcavano. su tutta la frontiera orientale della Russia. Altri. Venivano a sentire le notizie. e alcuni Cosacchi. dove il battello approdava. alcune famiglie di "mugi " che si fermavano a Kazan. invece. Michele Strogoff vide da una parte Harry Blount che. quando la sua attenzione fu improvvisamente richiamata da un altro fatto. Non avrebbe voluto lasciare sola a bordo la giovane livoniana. Quantunque la città fosse abbastanza distante dall'approdo. Kazan è situata alla confluenza del Volga e della Kazan a. ognuno per conto proprio. sede universitaria. s'erano levati all'alba. Si vedevano infatti dei Tartari vestiti di caffettano a maniche corte e con il copricapo a punta. il "Caucaso" arrivò all'approdo di Kazan. di Volsal s. si trovava il vecchio zingaro e la donna che lo aveva       . Michele Strogoff osservava con molta indifferenza questo andare e venire caratteristico di tutti i luoghi d'imbarco. che la rivolta e l'invasione assumessero proporzioni considerevoli. Il "Caucaso" doveva sostare a Kazan per un'ora. sentiva raccontare dai nuovi imbarcati. avviluppati in una lunga pallanda. Là. fidandosi unicamente della sua memoria. c'era molta folla che si accalcava sulla banchina. L'indomani mattina. mescolati a questa folla. di Tartari. col petto sovraccarico di orpelli e la testa coronata da un alto diadema a forma di mezzaluna. Correva voce. E' un importante capoluogo di governatorato. Asiatici colpiti dal decreto di espulsione e. tracciava a matita il profilo di qualche tipo o prendeva nota di qualcosa. Michele Strogoff non ci pensò minimamente. Quanto a sbarcare. cioè il tempo necessario per rifornirsi di combustibile. Le comunicazioni tra la Siberia e l'impero erano già estremamente difficili. con la lancia in pugno. C'erano. che si contentava di parlare. RISALENDO LA KAMA. Donne. 18 luglio.

. . Infatti. quando il vecchio e la sua compagnia avevano già lasciato il Caucaso. ma Michele Strogoff non ascoltava più. Il suo cappello pietoso.che questa carovana di ambulanti. . e che erano stati scambiati fra il vecchio zigano e la donna. Sarebbe stato difficile. poco conforme alla sfrontatezza naturale dei suoi consimili. Michele Strogoff ebbe allora la certezza che i discorsi che lo riguardavano così da vicino provenivano da quel gruppo oscuro fatto scintillare dai bagliori di bordo. sbarcavano una ventina di danzatrici e cantanti.pensò . certamente sotto la loro direzione. e quella potrebbe forse sapere.. ben piantata. alla quale egli aveva dato il nome mongolo di Sangarre. sotto quel misero abbigliamento. dopo qualche istante. e più d'uno di quei grandi signori russi. Le zigane sono in genere avvenenti.Che mi abbia riconosciuto per quell'uomo che lei trattò da spia a Niznij Novgorod? Queste dannate zigane hanno occhi da gatto! Ci vedono anche di notte. pur conservando il tipo decisamente marcato della loro razza. la spilla d'oro sui miei capelli! Vado in cerca di fortuna nel paese di." L'allegra ragazza continuò certo la sua canzone. dai quindici ai vent'anni. era abbassato profondamente sulla faccia grinzosa. Sangarre sbarcò per ultima. nel quale era tutto avviluppato nonostante il caldo. Se faccio arrestare quel vecchio indovino e la sua banda. Una di loro canticchiava una canzone d'un ritmo esotico. Alcune di quelle giovani danzatrici erano notevolmente graziose. Vicino a lui. Con loro. con movimento involontario. Si sarebbe detto che si preoccupasse più di evitare gli sguardi che di farsi vedere. dopo essere rimasta sotto coperta durante il giorno.pensò ancora . Si sarebbe detto che quella donna volesse imprimersi indelebilmente nella memoria la fisionomia di lui. Forse questi zingari cercavano di tenersi più nascosti possibile? Non è certamente una cosa abituale per la loro razza!». manteneva un contegno altero. rischio di svelare il mio incognito. di pelle scura. capelli dorati. è venuta a raggrupparsi presso il castello di prua durante la notte. che propongono di competere con gli inglesi in fatto d'eccentricità. di cui i primi versi si possono tradurre così: "Il corallo splende sulla mia pelle bruna. «Ecco una zingara sfrontata! . riconoscere la sua statura e la sua fisionomia. andò verso il barcarizzo del battello. ricordarono a Michele Strogoff l'effetto singolare che aveva osservato durante la notte. occhi stupendi..niente passi falsi. Michele Strogoff. non ha esitato a scegliere la moglie tra quelle zingare. la zingara Sangarre. Michele Strogoff fu sul punto di seguire Sangarre e la sua compagnia ma si trattenne. nel momento in cui la compagnia di zingari stava scendendo per non più ritornare. donna sui trent'anni. «E' evidente . Quegli indumenti. Poi..pensò Michele Strogoff.trattato da spia. Le spalle curve facevano gobba sotto un vecchio camiciotto.». illuminati allora dai primi raggi del sole. «No . avvolte in logore coperte che ricoprivano le loro gonne a lustrini. alta. gli parve che la zingara Sangarre l'osservasse con insistenza particolare. in atteggiamento dimesso. Erano tutti quei lustrini zingareschi che brillavano nell'oscurità quando il fumaiolo del battello mandava qualche vampata. abbrustolito da tutti i soli del mondo. Il vecchio zingaro era là.

Con entusiasmo. e un "tarantàs".quella di cui Michele Strogoff ha appena parlato evitando la breve deviazione di Perm. ben fornita di cambi mantenuti a spese dello Stato e si prolunga poi da Iscim fino a Ir uts . Andiamo.rispose Alcide Jolivet.Siete andato al telegrafo? . spiccando un salto con l'agilità d'un "clown". passando per Jelabuga. dalla scarsità di villaggi. Forse questa strada è più breve dell'altra ma questo vantaggio è abbondantemente scontato dalla mancanza delle stazioni di posta.? . arrivò di corsa Alcide Jolivet.domandò Harry Blount.rispose Alcide Jolivet .Bah! . In quel momento. quasi tra le braccia del suo collega. io sarò già lontano oltre l'Ural. . Birs . Celjabins .Questo non lo so. a vostra cugina? .Del resto. se questa città è considerata il nodo di transito di tutto il commercio della Siberia e di Buchara.Allora avete saputo. sta' tranquillo!». il vecchio zigano e Sangarre erano scomparsi tra la folla.Ho pensato che il "Caucaso" partisse senza di voi . Sadrins e Kurgan. per dire come i Russi .E funziona sempre fino a Kolivar? . . soltanto Harry Blount era ritornato a bordo. che funziona da Kazan a Parigi.. anche se avessi dovuto noleggiare un battello a spese di mia cugina o fare la posta a venti copechi per versta e per cavallo. Il carico di combustibile era completo. Se Kazan è giustamente chiamata «la porta dell'Asia». Erano le sette del mattino.Avete mandato un dispaccio.. anche la passerella era stata ritirata sulla banchina. Ma Michele Strogoff aveva scelto con molto giudizio quella che da Perm passa per E aterinburg e Tjumen. piccolo padre. per esempio. quegli zingari seguivano la seconda strada da Kazan a Iscim. Un'ora dopo. che andavano da Kazan a Perm. E' vero che essi possono prendere la via di terra da Kazan a Iscim.vi avrei raggiunto. Del resto. caro Korpanoff.. come sembrava prevedibile.. Michele Strogoff notò che. I Tartari. Le lamiere delle caldaie fremevano sotto la pressione del vapore. chiamando i nuovi viaggiatori e richiamando i vecchi. è perché di qui partono due strade. Zlatust. in quel momento. E' vero che la seconda strada . e non voglio nascondervi niente. Menzelins . con Feofar Khan in testa. . piombò sul ponte del Caucaso. ma questa non offre nessuna assistenza. hanno oltrepassato Semipalatins e scendono il corso dell'Irtis. Alcide Jolivet avrebbe dunque perso la corsa? Ma. sul confine dell'Europa.Sentite. Michele Strogoff meritava quindi l'approvazione per la scelta fatta. ma Alcide Jolivet non se ne preoccupò e. ma vi posso assicurare. arriverà sempre prima di un carro di zingari. dalla cattiva manutenzione della strada. che attraversano i monti Urali. . nell'istante stesso in cui il battello levava gli ormeggi. tirato da buoni cavalli siberiani. E' la grande strada della posta.io sono un bravo ragazzo. Il battello s'era già scostato. I viaggiatori. la campana a prua del "Caucaso" suonò. avevano già occupato i loro posti. . Approfittatene!                 . Che volete? L'approdo è distante dal telegrafo! .Ci sono andato! rispose Alcide Jolivet con il più amabile sorriso.disse questi tra il serio e il faceto. collega egualmente Kazan a Iscim. ora sono sbarcati. Il battello era pronto a partire. stringendo le labbra con disappunto. egli aveva tutte le probabilità di arrivarvi prima di loro. dei due giornalisti. . e se. e prima che loro abbiano varcato la frontiera. .

serviti a parte e destinati a stimolare l'appetito. sicché. in quel momento alla confluenza del Volga con la Kama.rispose Michele Strogoff. io sono figlia di un esiliato. C'erano alcune vele bianche che animavano le sue limpide acque. si rivolse a lui: . abbassando la voce in maniera da essere sentita soltanto da lui. che fu annunciato con alcuni tocchi di campana. I suoi occhi s'illuminavano straordinariamente quando guardava verso est. e la Kama offrendo dalla riva sinistra lo stesso servizio che l'O a aveva reso dalla destra attraversando Niznij Novgorod. senza altri preamboli.Novecento su settemila! . uscita dalla sua cabina. dove crescevano le tremule. mentre il suo rivale.Anch'io vado a Ir uts disse Michele Strogoff . . riso e carne tritata.Guarda.Come! Una notizia così grave e Harry Blount non ne era al corrente. per raggiungere mio padre e condividere con lui l'esilio. come caviale (2). Qui lasciava il grande fiume. specie di pasticcio con tuorlo d'uovo. raggiungere la meta. le offrì la mano. Verso le dieci del mattino. Mi chiamo Nadia Fedor. Allora si sedettero a poppa e. . sorella .Fratello. La Kama allora si allargava alquanto. limitavano l'orizzonte con una linea armoniosa. appena un mese fa. che probabilmente l'aveva sentita da qualche abitante di Kazan. andandole incontro. Michele Strogoff e Nadia risalirono assieme sul ponte del "Caucaso". Harry Blount incrociò le mani sul dorso. Infatti il luogo meritava di essere osservato con un po' di attenzione.mormorò la fanciulla. Lei non volle prendere antipasti. aringhe tagliate a fettine. ovunque impregnate dai raggi del sole.e lo considererò come un favore del Cielo se potrò consegnare Nadia. forse come una povera ragazza che ha mezzi limitati. Era l'ora del desinare. gli ontani e qualche quercia gigantesca. meno di venti minuti dopo essersi seduti a tavola. Nadia teneva la sua mano nella mano del compagno e. e la Kama era per lei soltanto la via più facile per arrivarvi. Ma queste bellezze naturali sembrava non avessero il potere di distrarre. in Russia come in Norvegia e in Svezia.Quanto siamo distanti da Mosca? . la giovane livoniana. e le sue rive boscose divenivano incantevoli. Nadia mangiò poco. Il "Caucaso" arrivava. . che la splendida luce del mezzogiorno confondeva in qualche punto con lo sfondo del cielo. senza aggiungere una parola. cioè un poco di " ulbat".le disse. dopo averne disceso la corrente per oltre quattrocento verste e si apprestava a risalire l'importante affluente per un percorso di quattrocentosessanta verste (490 chilometri).Novecento verste! . le acque delle due correnti mescolano le loro tinte un poco differenti. dopo averla condotta fino alla prua del "Caucaso". nemmeno un istante. i pensieri della giovane livoniana. e andò a sedersi a poppa. Il pasto non fu quindi né lungo né costoso. Nadia. come si usa comunemente in tutti i paesi del Nord. In questo punto. e ora vado a Ir uts . acquavite di segala e anice. Michele Strogoff ritenne doversi accontentare delle vivande che erano sufficienti alla sua compagna. Michele Strogoff. . l'aveva subito trasmessa a Parigi! Il giornale inglese restava distanziato! Perciò. purificava ulteriormente il Volga con il suo limpido flusso. sana e             .domandò. Ella non pensava che a una cosa. salì sul ponte. cavoli rossi con ripieno di caviale e tè per bevanda. Le sponde. Nadia seguì Michele Strogoff al ristorante del battello. cominciò: . d'improvviso. Mia madre è morta a Riga. come se avesse voluto frugare con lo sguardo quell'orizzonte impenetrabile.

Dio avrebbe fatto il resto. Vedeva una cosa soltanto nell'incontro provvidenziale con questo giovane semplice e generoso: l'aiuto per arrivare fino a suo padre. .Ma non sapevi che quel paese. Gli aveva scritto che partiva. forse sarebbe stato felice. che forse sarebbe rimasta senza aiuto. da sola . che lasciava sola e quasi senza mezzi di sostentamento. e senza di te.Era mio dovere. e piangendo su queste due persone che amava. Parlò quindi di suo padre. . fratello! . già molto debole.salva. da parte delle autorità russe. nelle mani di suo padre. Il costume di Pierrot consiste in larghi pantaloni bianchi.completamente sola. ma quasi senza profitto. per quanto può esserlo un esiliato. Faceva tutto ciò che poteva!. Personaggio della Commedia italiana in Francia. hai proseguito il viaggio? . non poté partire da Riga. Intanto il "Caucaso" risaliva la corrente del fiume. alimentato da legna di pino. Aveva appena quanto le bastava per il lungo viaggio.Grazie. calotta di velluto nero in testa. ma il decreto del governatore di Niznij Novgorod lo ha annullato. Queste parole riassumevano tutto il carattere della coraggiosa fanciulla. e allo sciabordio delle onde solcate dalla prua si mescolava l'ululato dei lupi che di notte infestavano la riva destra della Kama. Era un medico stimato a Riga. casacca pure larga e bianca con bottoni della stessa stoffa o di velluto nero. fratello. e le guardie.E tu.rispose Nadia. e là aveva potuto continuare. se la moglie e la figlia gli fossero state vicine.Era mio dovere. fratello. Nadia. e l'aria s'impregnava d'una deliziosa frescura. e dove certamente sarei morta! . Vassili Fedor aveva appena avuto il tempo di abbracciare la moglie già inferma. Ma la signora Fedor. che glielo intimarono. e tuttavia non esitò a intraprenderlo.Soltanto a Mosca ho saputo la notizia! . Nonostante tutto. lo scortarono immediatamente oltre la frontiera. e la figlia. non avrei potuto partire dalla città dove mi hai trovato.             . in rivolta e invaso è diventato quasi impraticabile? . era partito. viso imbiancato. Vassili Fedor. malgrado questo. E' il tipo del servo sciocco (Nota del Traduttore). e che. Michele Strogoff aggiunse che aveva ottenuto un "podaroshna" speciale per la Siberia.disse Michele Strogoff . Era scesa la notte. la professione di medico. Nota 1. Venti mesi dopo la partenza del marito. derivato direttamente dal Pedrolino della Commedia dell'arte. osavi avventurarti attraverso le steppe della Siberia! .disse . non avrebbe avuto ostacoli nel suo viaggio.E. morì nelle braccia della figlia.Avevo un permesso .che mi autorizzava ad andare a Ir uts .. Nadia non domandò altro.L'invasione tartara non era ancora nota quando partii da Riga rispose la giovane livoniana. Esercitava con successo la sua professione e viveva felice con la sua famiglia. . Allora Nadia Fedor domandò e ottenne facilmente dal governo russo il permesso di raggiungere suo padre a Ir uts . . Ma essendo stata scoperta la sua appartenenza a una società segreta straniera. Da due anni si trovava nella capitale della Siberia orientale. NOTE. Nadia non esitava mai a compiere il suo dovere. Le scintille si sprigionavano dal camino del battello. ebbe l'ordine di partire per Ir uts .

Il caviale è una specialità culinaria russa fatta con uova di storione salate. stanghe. non potrebbe contare altro che sul potere dei rubli. IN "TARANTAS" NOTTE E GIORNO. un gran numero di viaggiatori aveva già lasciato Perm e. di cui Perm è la capitale. non avrebbe preso la corriera di linea. perché essi vengono dall'interno e sono forniti di tutto il necessario. con ragione. Niente di più primitivo. il servizio era disorganizzato. giacimenti di platino e d'oro. Il giorno dopo. ma. a quattro ruote. in seguito. Per coloro che vi giungono dalla Russia diretti in Siberia questa mancanza di comodità è quasi indifferente. comprano le vetture durante l'estate. ma per ora è assai poco accogliente. sollecitando con «"na vod u"» (1) supplementari lo zelo dei postiglioni. Ruote. prima di avventurarsi per parecchi mesi attraverso le steppe. fosse meglio attrezzata. Sfortunatamente. cavicchi. si estende sul territorio della Siberia. Siccome Michele Strogoff voleva muoversi rapidamente. il "Caucaso" si fermò all'approdo di Perm.Nota 2. tutto è fornito dagli alberi dei boschi vicini. Perm. Ma a che genere di veicolo attaccare i cavalli? A una "telega" o a un "tarantàs"? La "telega" non è altro che una vera e propria carretta scoperta. molto sporca. è uno dei più vasti dell'impero russo e. assi. può diventare una città di prim'ordine. per la sua posizione. acquistare una vettura e correre da cambio a cambio. E qui. poteva senza pericolo esibire il suo "podaroshna". molto polverosa e non offre nessuna attrattiva. in seguito alle restrizioni prese contro gli stranieri di provenienza asiatica. 18 luglio. ma allo stesso tempo niente di più pratico per le riparazioni. una volta fuori della Russia europea. miniere di sale. A Perm i viaggiatori vendono i loro veicoli. le slitte durante l'inverno. tutta fatta esclusivamente di legno. Quanto ai cavalli. situata sulla frontiera asiatica. chiamati "iemsci s" nel linguaggio locale. Michele Strogoff era dunque nella necessità di accontentarsi dei rifiuti degli altri. miniere di carbone sono sfruttate su larga scala.     . cassa. Cave di marmo. niente di meno confortevole. oltrepassando i monti Urali. Ma. coloro che passano dall'Europa all'Asia. senza dipendere da nessuno. ma a quanti vi arrivano dalle contrade dell'Asia centrale. per conseguenza. 9. i mezzi di trasporto erano estremamente rari. dopo un lungo ed estenuante viaggio non dispiacerebbe indubbiamente che la prima città europea dell'impero. Michele Strogoff aveva già stabilito il suo programma di viaggio. e non gli restava altro che eseguirlo. ultimo porto fluviale sulla Kama. Esiste un servizio di corriera postale che valica abbastanza rapidamente la catena dei monti Urali. più o meno logorati dalla lunga traversata delle pianure siberiane. Questo governatorato. e tutti i singoli pezzi di cui la "telega" si compone sono tenuti insieme unicamente con delle rudimentali corde. nelle circostanze attuali. Preferiva. se qualche pezzo si rompe per strada. e il capo della posta avrebbe attaccato per lui con precedenza sugli altri. finché il corriere dello zar non fosse arrivato in Siberia.

chiamata nella lingua del paese "pere ladnoj". gli altri due erano semplicemente attaccati con corde ai predellini del "tarantàs". come alla "telega". all'esibizione del "podaroshna". Questa circostanza era una fortuna.Gli abeti non mancano sulla frontiera russa. La posta straordinaria. . Qualche volta. e per redini. I parafanghi proteggono i viaggiatori contro il fango della strada. si fa per mezzo della "telega". la cui estremità si alzava ad arco.avrei voluto trovare per te una vettura più comoda. Erano piccoli. Nonostante ciò. Il "tarantàs" non rappresenta certo l'ultimo ritrovato dell'industria carrozziera. ma le sue quattro ruote.disse Michele Strogoff . ma focosi. Non avevano finimenti. comunque siano . Michele Strogoff sarebbe stato costretto ad usare una "telega". senza contare lo "iemsci ". per salvare la forma.Dici questo. e gli assi per le ruote crescono spontaneamente nelle foreste. a me che per raggiungere mio padre sarei andata anche a piedi. D'altronde. fratello. tutti e due avevano uguale fretta di arrivare e. sembravano orsi dritti sulle gambe. chiamato "duga" e ornato di nappe e campanelli. Né Michele Strogoff né la giovane livoniana avevano bagagli. semplice negoziante di Ir uts . in mancanza di ferro.Li sopporterò. Benché il fine da raggiungere fosse differente. mancano le molle. e questo risultato è da considerarsi già soddisfacente. per conseguenza di partire. .rispose la fanciulla. . perciò nessuno dei due poteva ingombrarsi di bauli.Se senti un lamento sfuggirmi dalle labbra. Nadia aveva seguito il compagno in queste corse alla ricerca d'un veicolo. ma sono strapazzi che una donna non può sopportare. ne rende l'abitacolo meno disagevole sotto i grandi caldi e i violenti temporali dell'estate. vi è largamente impiegato. li aveva attaccati: uno. Lo "iemsci " viene sostituito ad ogni cambio. Anche al "tarantàs". facile a riparare quanto la telega. i legami che tengono insieme il trabiccolo si rompono e. se non avesse avuto la fortuna di scoprire un "tarantàs". dal pelo lungo. Quegli animali. il legno. Nadia. egli contrattò a lungo il prezzo. e d'altra parte è meno soggetto a lasciarsi indietro il treno posteriore nelle asperità delle grandi strade. nient'altro che una semplice cordicella. essendo di razza siberiana. Il "tarantàs" è del resto abbastanza solido. Quello al quale toccava condurre il "tarantàs" per la prima tappa era siberiano. che se ne stava sul suo seggiolino per un miracolo di equilibrio. e i mezzi dell'altra erano più che modesti. ed era probabile che un secondo non lo si sarebbe trovato in tutta la città di Perm. se necessario! . tre cavalli di posta erano attaccati al "tarantàs". . a fine di mantenere il ruolo di Nicola Korpanoff. che si può rialzare e chiudere quasi ermeticamente. Si sarebbe detto che li animava una stessa volontà. Era fatto solo per due persone. il più alto. assicurano un certo equilibrio sulle strade sconnesse e spesso non livellate. Ecco come il postiglione. perché il "tarantàs" o non avrebbe potuto caricare i bagagli. o non avrebbe potuto prendere i viaggiatori. era aggiogato tra le due lunghe stanghe. bisogna ammetterlo. Michele Strogoff riuscì a scoprire questo "tarantàs" solo dopo minuziose ricerche. e una robusta capotta di cuoio. il treno anteriore arriva al cambio su due sole ruote. Le condizioni dell'uno richiedevano di compiere il viaggio con la massima rapidità. come i suoi             . lasciami sulla strada e continua il viaggio da solo! Mezz'ora dopo. lo "iemsci ".Sorella.Non dubito del tuo coraggio. per la quale tutte le strade sono buone. . distanti da otto a nove piedi all'estremità di ciascun asse. mentre il treno posteriore rimane impantanato in qualche buca.

L'«aquila» è il viaggiatore che non recede davanti a un prezzo alto. rischiava di rimanere ferita per i sobbalzi del             . Nadia e Michele Strogoff presero immediatamente posto nel "tarantàs". Uscì in un esclamazione più che significativa. gentili rondinelle! Volate. manteneva imperturbabilmente.No! aquile rispose Michele Strogoff che comprendeva perfettamente il gergo degli "iemsci " . poco ingombranti e sistemate nel cassone. paga i cavalli a soli due o tre copechi per versta. non fossero abituati a questo modo di guidare. La maniera con cui lo "iemsci " sapeva mantenere l'andatura dei cavalli sarebbe stata certamente una cosa interessante per tutti i viaggiatori che. La sua compagna. piccolo padre di destra! Ma. che sono attrezzati con ogni comodità.Via. arrivando con i cavalli. non essendo né russi né siberiani. ai cambi dei contadini. perché il caldo era opprimente. nel linguaggio dei postiglioni russi. che richiede più forza di gola che solidità di polso da parte dello "iemsci ". e non meno peloso di loro. piccioncini! Forza. ma perfettamente regolare. Il "corvo". Alcune provvigioni. aveva dato innanzi tutto una occhiata investigatrice ai viaggiatori del "tarantàs". Lo "iemsci ". cappello con le tese rialzate. in caso di ritardo. cugino di sinistra! Tira. un trotto molto allungato.Cammina. pastrano a doppio petto e bottoni con lo stemma imperiale. avevano più effetto della briglia o del morso. sotto la sorveglianza dello Stato. Era abituato a tutto questo. Sapeva che i cavalli russi non evitano né i ciottoli né le carreggiate né le buche né gli alberi caduti né gli allagamenti che ostacolavano la strada. che. qualunque fosse la pendenza della strada. secondo la circostanza! . il "tarantàs" volava sulla strada e divorava da dodici a quattordici verste all'ora. ti scorticherò vivo. invece. e in più la mancia! Gli rispose un allegro schiocco di frusta. del resto. fino a raggiungere i luoghi della posta. . chiocciola del diavolo! Maledetta lumaca! Tartaruga.Via. e si dimenavano con mille fantasie molto divertenti. Gli altri due cavalli sembrava non conoscessero altra andatura che il galoppo. un poco più alto degli altri due. . Né i sobbalzi né gli scossoni potevano impressionarlo.disse senza preoccuparsi d'essere capito o no . che insulti! E le suscettibili bestie parevano comprenderne il significato.cavalli. con i lunghi capelli tagliati a frangia sulla fronte. ma le espressioni "na pravo" a destra e "na levo" a sinistra. dovevano loro bastare. cintura rossa. Niente bagagli! ma dove diavolo li avevano ficcati? Dunque. La capotta fu abbassata. Perciò il corvo non può pretendere di volare così rapido come l'uccello imperiale. pronunciate con voce gutturale. capisci? da nove copechi per versta.Corvi . Tutt'al più li stimolava con lo schioccare scoppiettante della frusta. senza parlare dei nomi di santi con cui li chiamava! La funicella che serviva da redini non avrebbe esercitato nessun freno sui due animali per metà trascinati. Infatti il cavallo di timone.corvi da sei copechi per versta! . colombe! ripeteva lo "iemsci ". Lo "iemsci ". non li frustava. se la marcia rallentava. e il viaggiatore avaro o povero. senza contare le generose mance. e sarai dannato nell'altro mondo! Per quanto sia originale questo modo di guidare. E quali amabili esortazioni. . partì da Perm lasciandosi dietro una nuvola di polvere. tirato dai suoi tre cavalli.aquile. Ma con che paroline li incoraggiava quando si comportavano da bestie docili e giudiziose. regolatore della marcia. Michele Strogoff era abituato a questo genere di veicolo e a questo modo di correre. e a mezzogiorno il "tarantàs". apparenza poco benestante.

Quanto durerà la traversata delle montagne? . il loro respiro congelarsi sulle narici! Ho visto l'acquavite della mia borraccia diventare dura come una pietra. mi è sembrato di vederti sperduta nella neve e caduta per non più rialzarti! . e viaggeremo notte e giorno. Nadia. . ma io sono siberiano.Sì.e Dio stesso ti ci avrebbe condotta! Per tutto il giorno. dove mi aspetta mio padre! Vado a portargli le ultime parole di mia madre! Per questo. perché viaggeremo notte e giorno. Nadia. fratello.domandò Nadia. strada libera. mi sono abituato a queste dure prove.Parecchie volte. .Non ti farò ritardare. Nadia. Le aquile della montagna non avrebbero detto che il loro nome fosse disonorato da queste «aquile» della grande strada. . . . che il coltello non riusciva a rompere!. cammino sicuro! Ma a prezzo di quali sofferenze. che saresti partita sola. Nadia rimase in silenzio. neppure un'ora. trascinata a tutta velocità. fratello. più rapidi soprattutto. Nadia.disse Nadia. ho calcolato trecento verste da Perm a E aterinburg! Mi sono sbagliata? .Sì. fratello. non è vero? . sei ritornato . Nadia. niente mi avrebbe impedito di partire! .Va bene. ma sul versante opposto.Non ti sei sbagliata. disse: . arrivare. sempre ossessionata da quell'unico pensiero.perché non posso fermarmi un istante. . che mi aspettava! . Nadia.Quarantotto ore. Ma la mia slitta filava con la velocità dell'uragano! Nessun ostacolo sulla pista livellata e bianca. . pronta a lottare contro le pericolose intemperie del clima siberiano.Non importa! L'inverno è amico dei russi. Nadia! Potrebbero descriverle soltanto coloro che non sono più tornati. . quando andavo a Oms . e devo proseguire senza soste verso Ir uts . . Ma tu.rispose Michele Strogoff e quando avremmo raggiunto E aterinburg.Hai fatto altre volte questo viaggio? . le membra intorpidirmisi. ma non si lamentò. e fin da ragazzo. Dico notte e giorno.Tre volte.A vedere mia madre. e prima di venti giorni saremo arrivati! .rispose Michele Strogoff . Speriamo che l'invasione tartara ci lasci libera la strada.Ma tu.E che andavi a fare a Oms ? .Sei una brava ragazza..Fratello. e dei quali la tormenta ha subito ricoperto i cadaveri! . ma ci vuole un temperamento a tutta prova per resistere a una tale amicizia! Ho visto spesso la temperatura scendere a oltre quaranta gradi sotto zero! Malgrado i vestiti di pelle di renna (2). ho sentito il cuore agghiacciarsi. arrivare. . quando mi hai detto che l'inverno non ti avrebbe impaurita. Nadia. saremo ancora ai piedi dei monti Urali.Sì. L'alto prezzo pagato per ogni cavallo e                   . i piedi gelare entro tre paia di calze di lana! Ho visto i cavalli della mia slitta ricoperti da una cappa di ghiaccio. Durante i primi minuti del viaggio. fino a perdita d'occhio! Nessun corso d'acqua da attraversare a guado! Nessun lago da solcare in battello! Dappertutto ghiaccio spesso.aggiunse . saremmo andati più rapidi e più sicuri. il "tarantàs" fu guidato con rapidità dagli "iemsci " che si succedettero ad ogni cambio.E io vado a Ir uts . Poi. ."tarantàs". quando seguivo mio padre alla caccia. ma avresti sofferto molto per il freddo e per la neve! .Quante volte hai attraversato la steppa durante l'inverno? domandò la giovane livoniana..Se fosse d'inverno. .

diventata pesante. decisi a non perdere tempo. e sembrava che una specie di vapore denso e caldo si levasse dal suolo. Gli sarà offerto il pane e il sale. il cielo rimase costantemente coperto e. Arrivata la sera. Michele Strogoff e Nadia non erano i soli sulla via da Perm a E aterinburg. si profilavano a oriente le prime sagome dei monti Urali. ma si sentiva che l'atmosfera. . In quei villaggi. dopo la pubblicazione del decreto. ma i loro documenti erano in regola ed essi avevano il diritto di passare. si trova alloggio e vitto. che si rassomigliavano quasi tutti. in mancanza del cambio. sentiva prossimo lo scatenarsi degli elementi. Fin dai primi cambi. ma. Del resto. Così le pietre miliari si allontanavano rapidamente dietro il "tarantàs". è il parente di tutti. Alle case di posta. viaggiarono tutta la notte. Tuttavia questa importante catena. per       . ribaltata a metà. s'andava saturando di elettricità. perché non si fidava degli "iemsci ". e tenderà la mano all'ospite. il viaggiatore può bussare a qualsiasi porta. potessero correre liberamente attraverso la Siberia chiusa a tutti gli altri. E' «colui che Dio manda».E' una berlina? . Per tutto il giorno. . che divide la Russia europea dalla Siberia. non se ne preoccupò molto. abituato a riconoscere il tempo dai sintomi dell'atmosfera. . La notte passò senza incidenti. col volto sorridente. e nemmeno un'ora fu persa ai cambi. Ciò faceva prevedere che sulle montagne si scatenasse qualche temporale di quelli terribili. In tutto il giorno. La capotta.Da due ore. ed egli si troverà come a casa sua. siccome i cavalli non gli mancavano.Due. con la chiesa dai muri bianchi e dai tetti verdi. Sarebbe stato quindi necessario attraversare le montagne durante la notte seguente.gli rispose il capo della posta. domandò al capo della posta da quante ore fosse passata la vettura che lo precedeva.Vanno veloci? . Nadia riuscì a dormire alcune ore. Lo straniero. Del resto. era ancora molto lontana. Michele Strogoff vegliò tutta la notte. Michele Strogoff. Michele Strogoff. e questo non mancò di preoccuparlo. i quali s'addormentano troppo volentieri sul loro seggiolino. la bicocca del contadino russo non sarebbe stata meno ospitale.Con quanti viaggiatori? . per una specie d'istinto. e non si poteva contare di giungervi se non verso sera. sarà posto sul fuoco il "samovar". 20 luglio. quando arriva. al fine di lasciare posto all'ospite. furono impiegate unicamente per i pasti. Il giorno dopo. Verrà il "mugi ".No. una "telega".Aquile! . verso le otto del mattino. nemmeno un'ora lungo la strada. le stelle brillavano. le poche fermate durante le quali il "tarantàs" sostò. Gli sarà aperta. Non c'era una nube.Attaccate subito! Michele Strogoff e Nadia.le mance elargite con generosità raccomandavano i viaggiatori in maniera del tutto speciale. La famiglia piuttosto sloggerà. Forse i capi della posta trovarono eccezionale. Malgrado gli scossoni del "tarantàs". piccolo padre . . che i polmoni cercavano avidamente in quell'atmosfera afosa. il fatto che un giovane e sua sorella. evidentemente russi tutti e due. Il tempo si manteneva buono. permetteva di respirare un po' d'aria fresca. il corriere dello zar aveva saputo che una vettura li precedeva.

con queste previsioni. Queste vesti. lo "iemsci " gli fece notare qualche scoppio di tuono. ma. ma il tempo si faceva estremamente procelloso. che non poteva scaricarsi se non con uno scoppio violento.Sì. Essi partono dal litorale del mare Artico e vanno a finire sulle sponde del Mar Caspio.Che vantaggio ha su di noi? . se avesse potuto fermarsi. all'ultimo cambio. . quando. I monti Urali si ergono tra l'Europa e l'Asia per una lunghezza di circa tremila verste (3200 chilometri). aveva agito saggiamente.Circa un'ora. La tensione elettrica era tale. ché domattina saremo a E aterinburg! NOTE. e marcia tripla. si contentò di chiedergli: . e. i nomi sono comunque appropriati. Una notte sarebbe bastata per valicare le montagne. 10. Nota 1. secondo la denominazione russa. . quella su cui transita tutto il commercio dell'Asia centrale. Mance.Una telega ci precede sempre? . Forse. Si chiamino Urali. Sfortunatamente. o Poyas. L'URAGANO SUGLI URALI. poiché in ambedue le lingue significano "cintura". situata sul versante orientale degli Urali. prendendo la strada che da Perm va a E aterinburg.conseguenza la temperatura fu poco più sopportabile. Michele Strogoff ebbe cura che la sua giovane compagna fosse sistemata il meglio possibile. sarebbe stato più prudente non avventurarsi fra le montagne in piena notte. La capotta. Era la via più facile e più sicura. Questa era la barriera che Michele Strogoff doveva valicare per passare dalla Russia in Siberia. chiamate "da ha". e Michele Strogoff avrebbe fatto così. come abbiamo detto. che le particolari condizioni atmosferiche annunciavano pericoloso. i primi brontolii del tuono annunciavano un uragano. avvolte al di sopra e di         . che rimbombava lontana tra i monti.Avanti. Nota 2. denominazione di origine tartara. che una raffica avrebbe facilmente divelto fu assicurata per mezzo di corde. sono molto leggere e allo stesso tempo assolutamente impermeabili al freddo. se non fosse capitato nessun incidente.

nelle berline sospese su colli d'oca.disse Michele Strogoff.rispose la fanciulla. Anche lo sfruttamento delle miniere di ferro e di rame. Nadia riprese il suo posto in fondo al cassone. aperta attraverso le grandi gole. la catena dei monti Urali raggiunge soltanto una mediocre altezza. il treno anteriore e quello posteriore del "tarantàs". come se un uragano dall'alto le avesse spinte verso il basso. Questa traversa stava al posto della barra curva che. si scioglie completamente al sole dell'estate. Tuttavia. i loro villaggi chiamati "zavody" s'incontrano molto spesso. e la strada. insufficiente a rischiarare la strada. e se in quel momento le nubi non si fossero risolte in pioggia. per maggior precauzione. Gli strati inferiori sembravano avvicinarsi a poco a poco al suolo. se dissipavano appena l'oscurità. per averlo già provato. Tra poco. e il "tarantàs" si scosse salendo le prime rampe degli Urali.dietro Furono raddoppiate le tirelle dei cavalli e. molto dense e quasi giunte al grado di saturazione. i cui assi erano fissati al cassone unicamente con cavicchi. se le nubi non si muovevano nel senso orizzontale. e quella che l'inverno siberiano accumula sulle cime. . e Michele Strogoff si sedette accanto a lei. Vegetazione e alberi vi crescono fino alla cima. Alla partenza. Ma servivano da luci di posizione del veicolo e. è facilmente percorsa dalle vetture di posta. sia per ammortizzare gli urti. Come si vede. Del resto. Ma ciò che è facile col tempo bello e alla luce del giorno. erano state prese tutte le precauzioni in vista di una notte minacciosa. Tuttavia. Qualche zona di tali nubi riverberava una specie di luce fosforescente e sottendeva all'apparenza un arco da sessanta a ottanta gradi. Le vette più alte non superano i cinquemila piedi. e la distanza che le separava dal suolo diminuiva sensibilmente.Nadia. il sole era al tramonto. Fu dato l'ordine allo "iemsci ". richiede un concorso notevole di operai. siamo pronti . furono collegati tra loro con una traversa di legno fissata per mezzo di bulloni e dadi. strada e vapori si sarebbero confusi. Infine. e stringevano la loro rete. in maniera che ben presto avrebbero avvolto la montagna. ma ancora nessun alito di vento li agitava. Le nevi eterne vi sono sconosciute. collega i due assi tra loro. che dovevano in qualche modo riparare i viaggiatori dalla pioggia e dalle raffiche. che durante l'inverno vi si scatenano con indicibile violenza. Ma il tempo era già molto scuro. che mandavano obliquamente una luce scialba. e fu un bene. la nebbia sarebbe stata tanto fitta che il "tarantàs" non sarebbe più potuto proseguire. senza pericolo di cadere in qualche precipizio. e dei giacimenti di pietre preziose. Michele Strogoff sapeva. che cosa significa un uragano in montagna.Partiamo . Michele Strogoff aveva sollevato le     . diventa difficile e pericoloso. non pioveva ancora. non si poteva dire altrettanto dallo zenit al nadir. Così. la strada saliva verso quelle grosse nubi. difficili da evitare col buio della notte. . quando gli elementi si combattono con violenza e si è presi nel loro vortice. Erano le otto. servivano almeno ad evitare la collisione con altre vetture provenienti in senso opposto. completamente abbassata. Enormi nuvoloni sembravano schiacciare la volta del cielo. pendevano due tende di cuoio. e forse trovava con ragione questa bufera altrettanto pericolosa quanto quelle terribili tormente. il collarino dei mozzi fu imbottito di paglia. Sul lato sinistro del seggiolino dello "iemsci " vennero fissate due grandi lanterne. Davanti alla capotta. sia per assicurare la solidità delle ruote. malgrado il crepuscolo prolungato di questa latitudine.

e il calpestio dei loro zoccoli sull'acciottolato che scintillava all'urto dei ferri. e quali ragioni superiori avevano per essere tanto imprudenti? Michele Strogoff. il cielo non tardò a riempirsi d'un fitto susseguirsi di tuoni. quando il "tarantàs" rasentava il ciglio della strada. Al bagliore d'un fulmine. Michele Strogoff non aveva esitato. A lui ciò non era possibile. che la luce vacillante delle lanterne popolava di strani fantasmi.chi potevano essere quei due viaggiatori la cui "telega" precedeva il suo "tarantàs". Non un fuoco di carbonai nei boschi. per qualche tempo..domandò Michele Strogoff allo "iemsci ". che formavano qua e là delle macchie. In quel momento si fece udire un fremito lontano. e il tuono sembrava rotolare al di sotto. soffocata.tende di cuoio che proteggevano l'interno del "tarantàs". né veicoli di nessun genere.Forza. La strada era assolutamente deserta. Si sarebbe detto che la natura. Alcuni secchi schianti indicavano       . colombi! . atrofizzate da qualche cataclisma. non sei per caso al tuo primo temporale in montagna. non respirasse più. . un fragore più cupo delle ruote indicava che il veicolo stava passando su un ponte di tronchi appena squadrati. ma d'una calma minacciosa. ma ti ripeto che hai fatto male a partire.gridò lo "iemsci " ai cavalli. rimase in osservazione. Del resto. che fu quasi subito seguito da uno scoppio terribile di tuono. scrutava ad un tempo il cielo e il suolo. . Al loro istantaneo bagliore si vedeva dalla strada apparire e scomparire la sagoma di alti pini.Dimmi un po'. osservando attentamente i bordi della strada. a volte carezzevoli. Di tanto in tanto. amico. e voglia Dio che questo non sia l'ultimo! . non un baraccamento di minatori nelle cave sfruttate. e guardava avanti a sé. Poi. . non una capanna sperduta nel sottobosco. Michele Strogoff vide due grandi pini che si contorcevano su una cima. Il vento si scatenava.. fino allora calma. non è vero? . né cavalieri. Verso le undici i lampi cominciarono a illuminare il cielo in continuazione. a volte ingiuriose verso le povere bestie. Il "tarantàs" non incrociava pedoni. ma allora e questo cominciò a preoccuparlo in modo particolare .Non ho paura. col corpo mezzo fuori.All'una del mattino. . ma per obbedire. non potessero più respirare. l'ansimare dei cavalli ormai senza respiro. s'illuminavano profonde voragini sotto la deflagrazione dei tuoni. L'atmosfera era assolutamente tranquilla.No.rispose questi scuotendo la testa. sicché talvolta gli animali si piegavano sulle gambe. Anche Nadia stava a guardare immobile con le braccia conserte ma senza sporgersi. come uomo che non è fatto per discutere. più affaticate dalla pesantezza dell'aria che dalla ripidezza della strada. Era come se mille fischi acuti e assordanti attraversassero l'atmosfera. e che i suoi polmoni. gettato su qualche crepaccio. Il silenzio sarebbe stato assoluto se non si fosse udito lo stridore delle ruote del "tarantàs" che frantumavano la ghiaia della strada. Non tirava ancora un filo d'aria. I campanelli della "duga" non riuscivano più a stimolarli. A questi vari rumori si mescolavano le grida e le imprecazioni dello "iemsci ". mentre il suo compagno. ma turbava ancora soltanto le alte regioni dell'aria.Hai paura? .Avrei fatto peggio a restare. se ci arriviamo! .A che ora arriveremo alla cima del passo? . . che diventava sempre più cupo man mano che i passeggeri salivano in altezza. cioè quelle nubi cupe e dense. il cigolio dei mozzi e degli assi della vettura. Occorrevano ragioni che non ammettono esitazioni né ritardi per intraprendere la traversata delle montagne in quelle condizioni. in quelle strette gole dell'Ural e in una tale notte da lupi.

l'urto l'avrebbe certamente capovolto e precipitato nel profondo abisso.No. perché il pericolo imminente minacciava tutto il convoglio. e la spaventosa bufera. . accecate dai fulmini. Il rombo dei tuoni era cessato un istante. ma il "tarantàs". La bufera arrivava fulminea. Più avanti saremo riparati dalla scarpata! . I cavalli s'arrestarono di botto. indietreggiò di parecchie lunghezze.Ma i cavalli non si muovono!           . non senza grande fatica. .disse Michele Strogoff. La strada. Una valanga di tronchi schiantati attraversò la strada. Michele Strogoff prese la mano di Nadia. Il conducente e lui dovettero curvarsi fino a terra per non essere sbattuti via. s'impennavano. e il conducente non riusciva a frenarli.Io prendo quello di sinistra! Una nuova raffica improvvisa interruppe Michele Strogoff. respinti dalle raffiche. a duecento passi davanti al "tarantàs". . Michele Strogoff.rispose Michele Strogoff. graziose colombe! . che si potevano paragonare a detonazioni di artiglieria. resistendo con tutte le sue forze alle violente raffiche di vento. .Non vi resteremo per molto! gridò lo "iemsci " atterrito. L'uragano ci manderà presto là in fondo. spaventate dallo scoppio continuo delle saette. Arriva l'uragano! . Lo "iemsci ".Sono pronta. . non aveva potuto resistere all'improvviso assalto della bufera. .Tienti pronta a tutto. fratello. a dominare i cavalli. s'incassava a forma d'imbuto e la bufera vi si ingolfava. se ne fosse stato investito di lato. Le povere bestie.Non ho paura . . sarebbe precipitato nel burrone. immobile. Allo stesso tempo. come avrebbe fatto in una manica a vento issata a bordo d'un battello. Ai richiami amichevoli si succedevano nella sua bocca gli insulti più inqualificabili. Infatti il "tarantàs".Vuoi tornare indietro? . Michele Strogoff ebbe appena il tempo di chiudere le tende di cuoio del "tarantàs". A questo punto. bisogna salire! Bisogna uscire dalla curva. mescolando gli schiocchi della frusta al rombo del tuono. che costeggiava la strada sulla sinistra. . Ma la furia dell'uragano in quel momento raddoppiava. I cavalli. Lo "iemsci " non era più padrone dell'attacco. in quel posto.gridò lo "iemsci ".Prendi il cavallo di destra.che qualche albero.No. e se non ci fosse stato un tronco d'albero che lo arrestò. si trovava allora a una curva della strada per la quale s'incanalava la bufera.rispose la giovane livoniana. minacciavano di spezzare i tiranti e di fuggire.Dormi.Avanti. vecchio o mal radicato. altrimenti. dopo aver superato la curva. malgrado i loro sforzi e gli sforzi dei cavalli ch'essi mantenevano contro vento. Non serviva a nulla. saltando dal suo seggiolino. dopo avere violentemente rimbalzato sulle rocce.Non aver paura.gridò Michele Strogoff. fifone! . e andò a precipitare nel burrone di sinistra. . una valanga di pietre e di tronchi d'albero cominciò a rovinare dall'alto della scarpata.Non possiamo rimanere qui . Bisognava quindi tenerlo di fronte controvento. gli andò in aiuto. Dotato di forza non comune. egli riuscì.disse lo "iemsci ".le domandò. . spiccando un balzo dal "tarantàs". e per la via più breve! . . sorella? . andò a perdersi in fondo al canalone. corse in testa ai cavalli. Nadia! . per trattenerli. senza che la sua voce tradisse la minima emozione.

rondinelle! . alcuni abeti. che si trovava al centro di un mulinello. e il cavallo di timone. L'enorme masso. I cavalli. Lo "iemsci " mandò un urlo.Con me certamente. non doveva andar perduta. volle far procedere i cavalli. sfiorò il petto del giovane e gli tolse il respiro. che la montagna rovesciava su di loro. il "tarantàs" sarebbe stato scoperchiato alla prima raffica. tenuti in questa maniera.Nadia! . spaventata. che aveva visto tutta la scena al bagliore d'un lampo. spinse avanti di alcuni piedi la pesante vettura. quel nome allora onnipotente su tre parti del mondo.Lo vuoi tu! . non essendo più stiracchiato di fianco. . orientata da sud a nord. .Fratello! .Nadia. salirono l'erta fino ad una stretta gola. con una vigorosa frustata. In questa tira e molla.poiché ti ha messo sulla mia strada! La spinta del "tarantàs".Dio è con noi. . dove potevano tenersi al riparo contro le raffiche dirette della bufera. sorella! . il veicolo era in grave pericolo di sfasciarsi. . che evocò per la prima volta il nome dell'imperatore. al bagliore d'un lampo. Allora. non facevano tre passi senza perderne uno e qualche volta due...E' il Padre che l'ordina! . la sua compagna travolta! Capì che non avrebbe fatto in tempo a trarla viva dal veicolo!. cadevano. poté meglio tenere la strada. ripresero con fatica il cammino.rispose Michele Strogoff. Solo qualche passo avanti. per così dire.. fratello . La scarpata di destra si alzava in quel punto con una specie di risalto roccioso. . portandosi di dietro e trovando in questo immane pericolo una forza sovrumana.. Non potevano più sbandare ai lati. ma soprattutto nella grandine di pietre e di tronchi schiantati. da Michele Strogoff e dallo "iemsci ". e il masso sarebbe passato dietro di loro. D'improvviso.. Il pericolo non consisteva più soltanto nelle raffiche di quello spaventoso uragano che investiva il veicolo e i conducenti. con il dorso puntato al "tarantàs" e i piedi al suolo. passando. previde in una sola immagine il "tarantàs" colpito. frantumandosi sulle pietre della strada. uomini e bestie. Michele Strogoff... investiti in pieno dalle raffiche.Fai come me. dovuta allo sforzo di Michele Strogoff. Il vento non vi turbinava più. che mandarono scintille sotto l'urto. non temere!. Fu lo slancio che permise ai cavalli impazziti di riprendere la salita. Trascinati. Scivolavano.Non è per me che potrei temere! . tirali avanti! . Infatti. dovuto alla sporgenza d'un enorme masso. mentre alla circonferenza esterna del ciclone né uomini né cavalli avrebbero potuto resistere. tirando il cavallo di destra. come avrebbe fatto una palla di cannone. Ma.mormorò la fanciulla. si rialzavano. e il posto era abbastanza calmo. fu visto un masso che precipitava aumentando di velocità e rotolando in direzione del "tarantàs".gridò Nadia.gridò lo "iemsci ".La burrasca sta per tornare! . la cui cima superava lo spigolo della roccia. mentre Michele Strogoff faceva altrettanto con quello di sinistra. in un ventesimo di secondo. Se la capotta non fosse stata saldamente legata.rispose Michele Strogoff.Avanti. .Obbedisci? . ma questi si rifiutarono. Michele Strogoff e lo "iemsci " impiegarono più di due ore a salire quel tratto di strada. Michele Strogoff.         . lungo al massimo mezza versta ma direttamente esposto alla sferza della bufera.

da far temere che fosse ridotto in mille frantumi. esposto solo di sbieco alle raffiche. in un profondo anfratto. Verso le tre. polverizzare la pioggia. per così dire.disse allora Michele Strogoff. io rischierei più che la mia vita. quasi asfissiante.rispose Nadia.furono stroncati in un battere d'occhio. la partenza era assolutamente impossibile. miste di acqua e di vento raggiunsero una violenza estrema. come se un pazzo gigante avesse livellato la scarpata radendo via la loro chioma di rami. e la sentì mormorargli queste parole all'orecchio: . scoprì un incavo. in mezzo ai turbini di vento e acqua. Per fortuna. e la discesa. esaminando la roccia alla luce d'una lanterna.e si comprende che doveva essere grande . fratello . La violenza dell'uragano mi fa sperare che finirà presto.Aspettiamo. ma discendere in quelle condizioni. dopo che gli ultimi brontolii del tuono si furono dispersi in lontananza nella montagna. il "tarantàs" aveva potuto essere posteggiato. . più che la tua: io mancherei al mio compito.egli fu costretto a lasciar passare la piena della bufera. mettendoci in pericolo tutti e due. arrivati alla cima del passo dove transita la strada da Perm a E aterinburg. senza riuscire tuttavia a spegnere i fuochi del cielo. Lo "iemsci ".. fratello! Ascolta!     . al dovere che mi sono assunto a rischio di tutto! . scaraventato a terra da una specie di risucchio. s'infiammarono come una torcia gigantesca. per così dire. ma. I lampi illuminavano la gola. Nadia dovette abbandonare il posto che vi occupava. Michele Strogoff. non restava loro che da scendere il versante orientale degli Urali. . Ora. Ma il riparo non era perfetto. quale che fosse l'impazienza di Michele Strogoff . diventerà. .Un dovere!. In queste condizioni.Delle grida. un lampo intenso rischiarò il cielo. sembrava sussultare. lo investiva a volte con estrema violenza.Nadia. correre verso l'abisso. si rialzò per fortuna senza ferite. e subito le raffiche. ma significa evitare altri ritardi più lunghi. L'uragano raggiungeva allora il culmine della sua violenza. Il suolo. fremendo sotto questi colpi furiosi. . se lo fai solo per risparmiarmi una fatica o un pericolo! . e una macchia di alti pini a venti passi dal "tarantàs". se non facile. significava mettere a repentaglio la vita. almeno possibile dopo il sorgere del sole.mormorò Nadia. deviata dalla sporgenza della scarpata.. Michele Strogoff sentì la mano di Nadia afferrare forte la sua. e sembrò. lo so che sei decisa a rischiare tutto. Subito risuonò uno schianto. investiti dal fluido elettrico. comincerà a far giorno. Poi. aperto dal piccone di qualche minatore. In quel momento . e gli scoppi di tuono si succedevano senza interruzione.la pioggia cominciò a cadere. come se tutto il massiccio dell'Ural fosse scosso da un vasto terremoto. In quel momento. su un fondo stradale corroso da mille torrenti che scrosciavano dalla montagna.Aspettare è brutto . L'aria si riempì di odore di zolfo.era l'una del mattino .ma non ritardare la partenza. e qualche raffica obliqua. Del resto. e la fanciulla vi si rifugiò in attesa che si potesse riprendere il viaggio. Allora il veicolo cozzava contro la parete rocciosa. che non possiamo tentare con l'oscurità.

Anche lo "iemsci " ascoltava..Hai sentito. superando la curva della roccia.Ti accompagno. non aveva dubbi che fossero quegli stessi la cui "telega" precedeva sempre il suo "tarantàs".Andrò a piedi rispose Michele Strogoff. .Se contano soltanto su di noi!. Dal luogo dove Michele Strogoff aveva lasciato Nadia.Tanghero! torna indietro! . Sembrava un richiamo disperato. . Nadia. come se avesse ritenuto impossibile rispondere a quell'appello. La strada era tortuosa. Ora.Ti farò battere con il " nut" (1) al prossimo cambio! . portate dal vento..Ciò che essi farebbero per noi.rispose Michele Strogoff. Lo "iemsci " resterà con te. postiglione del diavolo! Ehi. non uscire dal rifugio! . non erano molto lontani. Michele Strogoff tendeva l'orecchio e ascoltava. e Michele Strogoff doveva fare uno sforzo non comune per resistere.11. . laggiù! . o perché erano stati scaraventati fuori strada.Perché no? . Se aveva fretta di portare soccorso a coloro che chiamavano aiuto. Non voglio lasciarlo solo. e i bagliori dei lampi mostravano soltanto le sporgenze delle rocce a strapiombo sui tornanti della strada. non dobbiamo noi farlo per loro? . . ma scuotendo la testa. .             . aveva altrettanto desiderio di sapere chi potevano essere quei passeggeri. Ma costatò presto che i viaggiatori. .No. in una simile circostanza. fratello .disse la giovane livoniana. che non si erano lasciati dissuadere dall'uragano ad affrontare quel viaggio in montagna.. .Ma non vorrete esporre la vettura e i cavalli!. Infatti. . non si poteva vedere nulla.rispose Nadia. ecco le frasi che gli cagionarono una certa sorpresa: . Le grida.. ne sentiva tuttavia le parole abbastanza distintamente. o perché l'oscurità glielo impediva.Tuo fratello ha torto . e non tanto distante dall'anfratto che riparava il "tarantàs"..Qualunque cosa capiti. VIAGGIATORI IN PERICOLO.Resterò .Ha ragione .rispose lo "iemsci ". Aveva smesso di piovere. . Le raffiche bruscamente infrante su queste sporgenze. ..Guarda come ti servono in questo paese!. Quantunque Michele Strogoff non potesse ancora vederli. evidentemente lanciato da qualche viaggiatore in pericolo.Viaggiatori che chiedono aiuto! .disse lo "iemsci " alla fanciulla. si sentirono delle grida venire dalla parte superiore della strada. . formavano vortici che era difficile superare. interrompendo lo "iemsci ". ma la bufera raddoppiava la sua violenza. rimani.rispose semplicemente Nadia. dei quali si sentivano le grida. Intanto Michele Strogoff saliva rapidamente l'erta.Mi ritroverai qui. . Michele Strogoff strinse la mano della sua compagna e.. si facevano sempre più distinte. durante questa breve calma.. scomparve subito nel buio.gridò Nadia.

Sulla strada. signore! . quando il rombo del tuono cessò. . straordinariamente divertente! Ecco quanto non capiterebbe certamente in Francia! . sembrò a Michele Strogoff che il secondo interlocutore prendesse l'incidente con allegria. senza cavalli! Non è assolutamente e superlativamente spassoso? .domandò Harry Blount. quando Michele Strogoff gli disse: . noi ci conosciamo. . Il giornalista inglese salutò. . come un vero "iemsci ".? rispose Michele .Ma certo.State calmo. il signor Blount. e voi trotterete come un vero cavallo da posta! . signori. Voi vi attaccate a ciò che rimane della nostra vettura. così grave per l'uno e così divertente per l'altro.Buon giorno. Quando sarete stanco. e.Ah! molto bene! Perfetto! signore.Neppure in Inghilterra! .Felice di vedervi in questa circostanza! Permettete che vi presenti il mio intimo nemico.Signor Jolivet . in quelle circostanze. imbarcati sul "Caucaso". collega. anzi è quanto di meglio mi resta da fare! Vi invito a fare altrettanto! Parola d'onore. vi chiamerò piccioncino. ancora rischiarata dai lampi. io prenderò le redini. vi è capitata? . collega! Voi non sapete davvero prendere le cose per il loro verso! . e di cuore. d'improvviso. e riconobbe i due giornalisti. signor Korpanoff . a venti passi. un violento scoppio di tuono riempì il canalone d'un fragore assordante... . il collega Alcide Jolivet.. In quel momento. e lo farò impiccare! Quest'ultimo pareva veramente molto arrabbiato.Inutile. .Trattare così me! un inglese accreditato! Farò rapporto alla cancelleria.questo scherzo passa ogni limite. Ma. e forse avrebbe presentato. che sembrava sprofondato in una carreggiata. uno dei quali continuava a ridere e l'altro a imprecare. Michele Strogoff vide.rispose l'inglese..replicò l'inglese. per piacere. Poi. Immaginate che il nostro postiglione è partito con l'avantreno del suo infernale veicolo. rannicchiati l'uno accanto all'altro sul sedile posteriore d'un singolare veicolo.rispose l'inglese.gridò il francese. .Non è affatto spassoso! . Michele Strogoff si avvicinò ai due viaggiatori. una cosa mai vista!. potremmo continuare la strada? . a sua volta. .Vi nomino giudice.Sì. negoziante di Ir uts Strogoff. senza guida.Niente di più semplice . lasciandoci impantanati sul treno posteriore del suo ridicolo e assurdo convoglio! La peggiore metà d'una "telega" a due posti.rispose Alcide Jolivet.Ehi! bestiaccia! Continua a darsela a gambe e pare che non si sia accorto di averci lasciati sulla strada! . è troppo divertente.E che ordigno chiamano "telega"! . e       . due viaggiatori.rispose Alcide Jolivet. poiché abbiamo viaggiato insieme sul Volga. la voce allegra risuonò ancora.. e disse queste parole: . avevano fatto con lui il viaggio da Niznij Novgorod a Perm.. che l'eco della montagna amplificò in proporzione grandiosa.Ma sì. ..Ma volete dirmi quale avventura. secondo le regole del galateo.Nicola Korpanoff. perché scoppiò in una risata veramente inattesa. dicendo: . io vi darò il cambio.E come.Ma no! tutto questo è davvero troppo divertente! . .Ridete? rispose in tono piuttosto irritato il cittadino del Regno Unito. che.

ma questi..La cortesia le sia ricambiata. Il francese e l'inglese smontarono dalla panca di fondo. ..Non se n'è accorto. conservava la sua abitudine di chiacchierare con il solito buonumore.raggiungeremo la mia vettura.aggiunse Michele Strogoff. andremo in capo al mondo! . è perché ho soltanto due posti.Parola mia.rispose Alcide Jolivet perché il mio collega ed io. ci togliete da un gran brutto pasticcio! .Signore. Quanto a quello "iemsci "!.Ve lo dicevo io.questa è una proposta che parte da un cuore generoso! . signori.. Vi presterò uno dei miei cavalli.Non abbiate timore che prenda il volo.Ma. Qui. quel miserabile! .domandò Michele Strogoff con una certa         . signore . . faccio semplicemente quello che qualunque altro avrebbe fatto al mio posto . ci troviamo alla sommità della catena degli Urali. e per conseguenza non ci rimane che scendere il pendio della montagna.Ma la "telega"? . accettiamo la vostra offerta e vi siamo obbligati. Anche camminando.fece osservare l'inglese. .Venite dunque.disse egli a Michele Strogoff. . dove siamo arrivati. La mia vettura è laggiù. e seguirono Michele Strogoff. perché non torna indietro? Sa benissimo di averci lasciati indietro.che se non vi offro un posto sul mio "tarantàs". se non vi trasporterò a una velocità infernale! Alcide Jolivet diceva tutte queste cose con una tale allegria che Michele Strogoff non poté fare a meno di sorridere. dove ci sarà forse qualche pallottola. ch'era diventata sedile anteriore.disse allora Harry Blount.Cosa! Quel brav'uomo non s'è accorto che è avvenuta una scissione tra le due parti della sua telega? .Non v'incomodate di più.rispose Michele Strogoff. e. e se la lasciamo dov'è.Nelle province invase? .. . con il vostro cavallo e con il treno posteriore della nostra "telega". . signore .voi avrete il diritto di trattarmi da lumaca bolsa o da tartaruga spasimante. . se non capita nessun altro incidente.andiamo un poco più in là.Lui! Ma lui non sospetta di nulla! . e guida con la miglior buona fede del mondo il suo avantreno verso E aterinburg! . signor Korpanoff . se mi volete seguire . Alcide Jolivet non domandava esplicitamente a Michele Strogoff dove andava. e li occupiamo già mia sorella ed io.Signore .Signor Korpanoff rispose Alcide Jolivet. non resterebbe altro da fare che sbarrare le strade! . Alcide Jolivet. arriveremo insieme a E aterinburg.. allora. .Oh! credete pure che non è la prima volta che capita un'avventura di questo genere! . ma anche. . mio caro Blount! .Vedete che è ben radicata al suolo..Dunque. . rispose subito: . lo si potrà attaccare al cassone della vostra telega. . che tutto questo è quanto vi è di più divertente! . è possibile che noi c'incontriamo ancora.Signori . . . Se vi inoltrate nelle steppe.esclamò Alcide Jolivet.e condurremo qui il "tarantàs".Aggiungo.disse alla fine. la primavera prossima metterà le foglie! .esclamò Alcide Jolivet. delle notizie da raccogliere. non volendo dare l'impressione di dissimulare. cinquecento passi più in basso. . signori concluse Michele Strogoff .c'è qualcosa di meglio da fare. e. signori.rispose Michele Strogoff.disse ancora Michele Strogoff.aggiunse Alcide Jolivet . . collega.Se i viaggiatori non si aiutano a vicenda. e a colpo sicuro. . e domani. . che niente poteva alterare.Vado a Oms . signore.E il signor Blount e io .

signore. .andremo assieme fino a Iscim. almeno per qualche giorno? .Sapete con qualche certezza fin dove è arrivata l'invasione tartara? .Non lo sappiamo ancora precisamente . al centro stesso delle regioni in rivolta.Ah! voi sapevate questo. senza che ciò apparisse una singolarità. signore.Ma come lo avranno saputo? . interessato direttamente a queste notizie più o meno vere.rispose. ed è probabile che non ci incontreremo più! . che facevano la sua stessa strada. signore . che si ricordò della presenza del vecchio zigano a Niznij Novgorod. . .disse Harry Blount. .rispose Michele Strogoff.Spiacente. cercare di separarsi dai due viaggiatori.Sono poco amico dei colpi di fucile come dei colpi di lancia. partendo da E aterinburg.E sapevate che probabilmente si era travestito da zingaro? domandò Harry Blount.premura. caro collega.Andate verso Oms ? domandò Michele Strogoff. e non proseguire immediatamente verso Oms . e che non tarderebbe a incontrarsi con il capo tartaro.rispose Alcide Jolivet.Faremo la strada assieme. Bisogna dunque che facciate presto se volete precederli a Oms . . siamo d'accordo . .Non avete perduto tempo a Kazan! .Ho anche sentito dire che avrebbe preso la strada di Kazan a E aterinburg.I Tartari di Feofar Khan hanno invaso tutta la provincia di Semipalatins .Precisamente. che a quell'osservazione del corrispondente francese uscì dal suo mutismo. e per natura sono troppo pacifico per avventurarmi dove si combatte. Sono nell'aria. ma è sicuro che andremo direttamente fino a Iscim e. non aveva nessuna difficoltà a fare assieme a loro questa parte del viaggio. Evidentemente Michele Strogoff avrebbe preferito viaggiare da solo.domandò. ma non poteva.rispose Michele Strogoff. Del resto. . e da alcuni giorni discendono a marce forzate il corso dell'Irtis.fece osservare l'inglese con tono asciutto. signori.Infatti . del suo viaggio a bordo del "Caucaso" e del suo sbarco a Kazan.rispose Alcide Jolivet. agiremo conforme agli avvenimenti. con il tono più indifferente: . e mentre il "Caucaso" si riforniva io facevo come il "Caucaso"! Michele Strogoff non ascoltava più i discorsi che si scambiavano Harry             . signore .Ma no. .Ebbene.Lo sapevo quanto bastava per farne oggetto d'una lettera a mia cugina . spiacente e davvero non potremo far altro che rimpiangere di separarci così presto! Ma.esclamò quasi involontariamente Michele Strogoff. . . . .Ebbene.Parola mia.Da zingaro! . .Si diceva anche che il colonnello Ogareff era riuscito a passare la frontiera sotto un travestimento. .disse Michele Strogoff . . forse la nostra buona stella vorrà fare in modo che viaggiamo ancora insieme.rispose Alcide Jolivet. . . .Lo sapevo . dopo avere riflettuto un istante. . Poi.domandò Michele Strogoff. signor Korpanoff. . noi sappiamo solo quanto si diceva a Perm rispose Alcide Jolivet.E avete ragioni serie di pensare che il colonnello Ogareff è in Siberia? .Infatti. .rispose sorridendo Alcide Jolivet. poiché Alcide Jolivet e il suo compagno intendevano fermarsi a Iscim. una volta arrivati là. signor Jolivet? .Eh! come si sanno tutte queste cose .

e cercava di riordinare nella sua mente tutti i particolari di quell'incontro. tutto il viaggio sarebbe stato compromesso. Nel momento in cui Michele Strogoff raggiunse il "tarantàs". certamente sua tana abituale.   . Ma una volta perduti i cavalli in montagna. che mira a non danneggiare la preziosa pelliccia degli orsi. girando attorno al "tarantàs". e l'enorme bestia. squarciata dal ventre alla gola. sorella? . che non era uomo da restare indietro. allo sguardo particolarmente insistente che questa aveva tenuto su di lui. gli aveva sparato una seconda volta. dietro il quale la fanciulla aveva promesso di aspettarlo. Era un orso di imponente statura. Qualche istante dopo. Nadia era dunque tornata direttamente contro l'orso. si precipitò sui passi di Michele Strogoff. venite! . «Guarda! come degno negoziante che si tiene lontano dai colpi di fucile . affrontando arditamente l'orso. con sorprendente sangue freddo. aveva assalito il terzo cavallo dell'attacco. Questo secondo colpo era esploso a pochi passi da Michele Strogoff. Ma ormai era arrivato. Pensava a quella compagnia di zingari. I pini.Nadia. e una seconda detonazione echeggiò oltre la scarpata. E. Tuttavia. abbandonando allora l'anfratto nel quale s'era riparata.Sei ferita. Il suo braccio compì un semplice movimento dal basso all'alto. mentre il cavallo cercava di rompere i tiranti e fuggire. La coraggiosa Nadia non aveva perso la testa. Nadia! E. aveva preso una pistola di Michele Strogoff e. leggermente ferito a una spalla. illuminavano ampiamente la scena.Un orso! . Michele Strogoff si slanciò con un formidabile balzo al di là del contrafforte. Era un bell'esempio di quel colpo maestro. era partito ad inseguirli. seguito da Harry Blount. crollò al suolo come una massa inerte. che subito non s'era accorto di lei. pensando soltanto alle sue bestie e dimenticando che la fanciulla rimaneva sola di fronte all'orso. Con un balzo si lanciò tra l'orso e la fanciulla. Nadia. avevano strappato i tiranti e s'erano dati alla fuga.Blount e Alcide Jolivet. risuonò un formidabile grugnito. Ella aveva cercato dapprima di evitarlo. una bestia enorme si ritrasse fino a lui.Ah! signori. quando si udì una esplosione a breve distanza. alla donna straniera che lo accompagnava. della quale essi ricavano un alto guadagno. mentre lo "iemsci ". L'animale. Era veramente giunta a lui la detonazione d'uno sparo d'arma da fuoco. era corsa alla vettura. D'improvviso. Michele Strogoff non aveva potuto sbagliarsi. aveva sparato purtroppo inutilmente. proprio dei cacciatori siberiani. a quel vecchio zigano del quale non aveva potuto vedere il viso. correndo verso la fanciulla. tutti e tre erano di fronte alla sporgenza rocciosa che riparava il "tarantàs" alla curva della strada. L'animale. nel momento stesso in cui le zampe dell'animale stavano per abbattersi sulla sua testa.gridò Michele Strogoff.gridò Michele Strogoff. . La strada era deserta.domandò Michele Strogoff. e. che non poteva sbagliarsi circa quel suono. La tempesta lo aveva cacciato dai boschi che rivestivano le pendici dell'Ural. spaventati dalla presenza del bestione.pensò Alcide Jolivet . . . ma in quel momento occupato. s'era rivolto contro la fanciulla. che in quel momento ardevano da cima a fondo. cavando il coltello dalla cintura.corre abbastanza in fretta dove si spara!». . La macchia di pini incendiati dal fulmine bruciava ancora. Due cavalli. ed era venuto a rifugiarsi in quell'incavo.

Soltanto che due vetture al posto di una.gridò lo "iemsci ". che era riuscito a riprendere i suoi due cavalli.In Siberia. che era coscienziosamente sprofondata fino ai mozzi delle ruote. .. I due giornalisti ripresero posto sulla panca del loro originale veicolo. Si capiva perfettamente che un vigoroso strappo dei cavalli aveva provocato la separazione dei due treni. . seguita a piedi da Michele Strogoff e dai due amici.Come vuoi .aggiunse Harry Blount. Erano le tre del mattino. Guardò dapprima con disappunto il magnifico animale giacente al suolo. voi adoperate in modo eccellente il coltello del cacciatore! . .esclamò Alcide Jolivet . uno dietro l'altro. rivolgendosi allora al compagno: .disse. statura alta. si avanzò verso i propri clienti e tendendo loro la mano. dritto come un palo. signor Korpanoff. con il cappello in mano. La prima persona che i giornalisti videro sulla porta della posta. perché. signori. non imperversava più con la violenza di prima attraverso la gola. Alle prime luci dell'alba. perché riuscì a trattenerlo.La sorella vale il fratello . e le vetture si misero subito in moto. .. Alcide Jolivet si slanciò alla testa del cavallo. amico! intervenne Alcide Jolivet. .           . Del resto. Alcide Jolivet. In quel momento comparvero i due giornalisti. andò a ossequiare la fanciulla.. Michele Strogoff era bello a vedersi. che pareva li aspettasse. si teneva un poco distante.avrai doppia paga. Avanzando allora rispettosamente con il cappello in mano.Molto eccellente. Sei ore dopo. e la strada fu risalita rapidamente. e bisogna ammettere che egli aveva il polso ben saldo. Nadia rispose con un leggero inchino.come semplice negoziante. reclamò la sua mancia. Il degno russo aveva davvero una faccia di bronzo. arrivarono a E aterinburg. . i due veicoli. La bufera. . senza che nessun altro incidente di rilievo funestasse la seconda parte del viaggio. con il coltello insanguinato in mano. non vorrei avere a che fare con questa ardita e incantevole coppia! Harry Blount.Se io fossi un orso. tutto disinvolto.No. Visto in piena luce. «Un bel pezzo d'uomo!» pensò Alcide Jolivet. Nadia era rimontata sul "tarantàs". direi! . con occhi sorridenti.Va bene.rispose Nadia. La disinvoltura del suo collega aveva per effetto di aumentare la sua rigidezza abituale. un piede posato sul corpo dell'orso che aveva abbattuto. e si mise a riattaccare le bestie al veicolo. Michele Strogoff gli fece allora presente la situazione dei due viaggiatori e la sua decisione di mettere a loro disposizione uno dei cavalli del "tarantàs". . Uno dei cavalli esterni del "tarantàs" fu attaccato per mezzo di corde al cassone della telega. che capì l'insinuazione. Il suo compagno e lui avevano osservato la rapida manovra di Michele Strogoff. il "tarantàs" aveva raggiunto la "telega". non avevano che da scendere la china dell'Ural. che era costretto ad abbandonare agli uccelli da preda. fu il loro "iemsci ". fratello . e questo non offriva difficoltà. In quel momento ricomparve lo "iemsci ".rispose lo "iemsci ". . aria risoluta.rispose Michele Strogoff siamo obbligati a fare un po' di tutto! Alcide Jolivet guardò allora il giovane.Diavolo! . tortorelle! . che cominciava allora a scemare.Avanti.

. .Allora.esclamò. essa dipende dal governatorato di Perm e. degna di figurare nel dizionario moscovita: "'Telega'. .intasca! Se non li hai guadagnati. descritto più avanti (Nota del Traduttore). tutti scoppiarono a ridere. un diritto. UNA PROVOCAZIONE.Ma se le cose non sono cambiate. gli avrebbe pagato il suo "na vod u" in piena faccia.disse consegnandoli allo "iemsci " . estrasse invece di tasca il suo taccuino e vi scrisse sorridendo questa nota. a due ruote quando arriva!".E' nel suo diritto. perché si trova al di là dei monti Urali. sferrato secondo le regole precise della boxe. voi non sapete neppure che cosa era diventato il lattante quando fu emesso il verdetto che dava ragione alla donna? . collega. quel povero diavolo! . in Russia! .Prendi. per conseguenza. là è concentrata la direzione generale delle miniere. Alcide Jolivet. fondata nel 1723. e che. Nota 1. come non aveva mai fatto fino allora.Cos'era diventato.Non la so . Questa città è dunque un centro industriale di prim'ordine dove abbondano gli stabilimenti siderurgici ed altri impianti per la cernita del platino e dell'oro. se lo "iemsci " non si fosse prudentemente scansato.Un processo. vettura russa a quattro ruote quando parte. è compresa in una delle grandi circoscrizioni della Russia europea.Colonnello degli ussari della guardia! A questa risposta. geograficamente è una città dell'Asia. E aterinburg. voi non ne vedrete la fine! Voi non conoscete dunque la storia di quella balia russa. per piacere? .           .rispose Harry Blount. Tuttavia. Strumento di tortura usato in Russia per i servi della gleba. orgoglioso della sua trovata. . E' come un pezzo di Siberia chiuso tra le mascelle russe.Ma ha ragione. Questo sconfinamento amministrativo deve avere la sua ragione di esistere. Né Michele Strogoff né i due giornalisti trovarono difficoltà a cercarsi i mezzi di locomozione in una città tanto considerevole. Alcide Jolivet. rideva invece fino alle contorsioni.esclamò Alcide Jolivet . non è colpa tua! Questo raddoppiò la collera di Harry Blount. vedendo quella collera. A E aterinburg sorse la prima Zecca di tutto l'impero. NOTE. 12.La verità ci obbliga a dire che il furore di Harry Blount scoppiò con una violenza del tutto britannica. che voleva prendersela col mastro di posta e fargli un processo. sulle ultime pendici orientali della catena. che reclamava dodici mesi di allattamento alla famiglia del suo lattante? . amico . caro collega! Non è colpa sua se noi non abbiamo trovato il modo di seguirlo! E cavando di tasca alcuni copechi: .

I due giornalisti. disse dunque ai suoi nuovi compagni . Ma. abbondavano. Tutte queste circostanze fecero sì che Harry Blount e Alcide Jolivet trovassero facilmente una "telega" completa da sostituire al famoso veicolo dimezzato che bene o male li aveva trasportati a E aterinburg. questa strada da E aterinburg a Iscim. che va verso Ir uts .continuò Alcide Jolivet . Una volta arrivati. e bastava attaccarvi tre buoni cavalli per proseguire velocemente sulla strada di Ir uts . Infatti. un "tarantàs".. Soltanto che lui. avrebbero preso consiglio dagli avvenimenti. cioè a seicentotrenta verste da E aterinburg..aggiunse Michele Strogoff. Fino a Tjumen e anche fino a Novo Saims oije. già lo sappiamo. Russi e Siberiani. perché il suo sguardo si spingeva oltre l'orizzonte.voglia arrivare a Iscim allo stesso tempo che il treno anteriore. e così lontano dal suo paese natale! Ma solo per caso ella vide estendersi davanti ai suoi occhi quelle sconfinate steppe. e anche con facilità. vi erano affluiti. Michele Strogoff e Nadia risalirono nel loro veicolo e. nulla di quelle                                   . ma devo preavvisarvi che ho molta fretta di arrivare a Oms . poi si sarebbero diretti verso le regioni invase. per un percorso di circa millesettecento verste (1815 chilometri).sarei ben felice di compiere con voi una parte del mio viaggio. che si estende fino alle vicinanze di Krasnojars . assieme oppure ognuno per conto proprio. dopo la tappa di Novo Saims oije. Chissà se arriveremo prima che i Tartari abbiano invaso la città! Io mi fermerò quindi ai cambi soltanto il tempo necessario per cambiare i cavalli. cominciava la steppa immensa. .Noi contiamo di fare altrettanto . non aveva subìto danni gravi nel viaggio attraverso gli Urali. il "tarantàs" era suo. avevano intenzione di andare fino a Iscim. ed era ben deciso a non fermarsi in nessuna parte. i due trabiccoli partirono assieme dalla città di E aterinburg. dietro il quale cercava di scoprire il volto dell'esiliato! Non osservava nulla del paesaggio che attraversava alla velocità di quindici verste all'ora. . avrebbe voluto evitare il paese devastato dagli invasori. che per un istante le erano state sbarrate. a mezzogiorno. che si estende a sud-ovest dell'Irtis fino alle frontiere del Tur estan. il previdente francese aveva trovato. . dopo avere abbandonato le province già invase dalle orde di Feofar Khan. perché si snodava ancora su quelle capricciose ondulazioni del suolo che formano le ultime pendici dell'Ural. secondo che il loro istinto di cacciatori li avrebbe sguinzagliati su una pista o su un altra. Se dunque i mezzi di locomozione erano scarsi per arrivare a E aterinburg. Ora. era la sola che Michele Strogoff potesse prendere.Di cui siamo certi che il treno posteriore . nelle circostanze attuali. perché mia sorella e io andiamo a raggiungervi nostra madre. ma non perdete un istante. Mezz'ora dopo. a differenza degli altri non correva dietro le notizie. anzi. Nadia era finalmente in Siberia e su quella lunga strada che porta a Ir uts ! Quali erano in quel momento i pensieri della giovane livoniana? Tre veloci cavalli la trasportavano attraverso questa terra d'esilio.rispose Harry Blount. Quanto a Michele Strogoff. e viaggerò giorno e notte! . per partire da questa città. invece. quasi uguale a quello di Michele Strogoff.Va bene . pochi viaggiatori pensavano di avventurarsi sulle strade siberiane.In quel periodo la popolazione di E aterinburg era molto aumentata.Signori. e nel quale il suo compagno e lui presero subito posto. Noleggiate o comperate una vettura di cui. dove suo padre era condannato a vivere. minacciati dall'invasione tartara. e specialmente il paese dei Kirghisi. al contrario. forse ancora per molto tempo. la strada era molto accidentata.

platino e oro. egli parlava poco e rifletteva molto. Tuttavia. Ciascuno vedeva le cose a modo suo e ciascuno prendeva nota di qualche piccolo incidente di viaggio. Non era forse una sorella veramente? Egli provava in misura uguale affetto e rispetto per la sua bella. Si sentiva sicura vicino a lui. senza peraltro mai uscire dai limiti della perfetta correttezza. Quanto a Michele Strogoff. Se era necessario desinare o pranzare. Quando non consumavano il pasto alla trattoria della posta. credeva fermamente di raggiungere la meta. dapprima sulla ferrovia di Vladimir. Sentiva che c'era in lei un cuore puro e raro. L'intrepida calma della fanciulla piaceva al suo animo coraggioso. Harry Blount rispondeva con monosillabi. e ritornava allora alla situazione presente. quell'amico generoso e discreto. perché le spie tartare dovevano formicolare nelle province siberiane.contrade della Siberia occidentale. e se Ivan Ogareff aveva varcato la frontiera. sotto la sua assistenza. Il piccone è dappertutto. Mentre le cose stavano così nella prima vettura. Ringraziava Dio d'averle fatto incontrare al momento giusto quel coraggioso protettore. ed ella rivedeva il suo generoso compagno. che cosa capitava nella seconda? Niente di straordinario. per difendere la sua vita con pericolo della propria. e forse anche la sua vita! Michele Strogoff sentì più grave in quel momento il peso della responsabilità che s'era assunta. infine tutto quanto egli aveva fatto. il mezzo per dissimulare la sua vera identità e nello stesso tempo l'occasione di compiere una buona azione. infatti. Nadia pensava dunque a Michele Strogoff. Un vero fratello non avrebbe potuto fare di meglio! Non temeva più nessun ostacolo. ma. eroica compagna. era premuroso con la giovane livoniana e la trovava incantevole. Ad ogni cambio i due giornalisti scendevano e s'incontravano con Michele Strogoff. allora la sua missione era in pericolo. il contadino lascia il posto al minatore. che del resto non fu mai tale da rompere la monotonia della scarrozzata attraverso le prime province della Siberia occidentale. così differenti dalle contrade dell'ovest. un suolo povero. ma raramente fattorie agricole. Alcide Jolivet parlava con frasi. Se i due giornalisti non si sbagliavano. la sua sollecitudine per lei durante la discesa del Volga. raccogliere le messi. Come trovare braccia per coltivare la terra. il suo arrivo al commissariato di Niznij Novgorod. Se il suo incognito fosse stato scoperto e riconosciuta la sua carica di corriere dello zar. nasconde in abbondanza ferro. Nadia non abbandonava il "tarantàs". non interveniva che raramente nella conversazione.   . Le circostanze erano cambiate da una volta. ci sono pochi campi coltivati. dove un misterioso e provvidenziale disegno glielo aveva fatto incontrare per la prima volta. sul quale si può fare assegnamento. dal momento in cui avevano cominciato a calpestare il suolo siberiano iniziavano per Michele Strogoff i veri pericoli. la vanga da nessuna parte. Perciò in ogni luogo vi sono impianti industriali. Ricordava le sue attenzioni durante il viaggio. Tuttavia. sempre molto riservata. seminare i campi. Anche egli ringraziava Dio di avergli dato. lei andava a sedersi a tavola. la cordiale semplicità con cui le aveva parlato chiamandola sorella. perché. se è più redditizio scavare il suolo a colpi di mina o a colpi di piccone? Qui. in quella terribile notte d'uragano attraverso i monti Urali. L'immagine del padre svaniva un poco. almeno alla superficie. con l'incontro di Nadia. Alcide Jolivet. rame. Ammirava l'energia silenziosa che ella dimostrava in mezzo a disagi di un viaggio compiuto in condizioni così sfavorevoli. Qui. bisognava agire con la massima circospezione. nelle sue viscere. il pensiero di Nadia si distoglieva qualche volta dalle lontane province del lago Baj al.

Il corriere dello zar non aveva avuto nessun ritardo e. Il tempo era abbastanza buono. Perciò Harry Blount e Alcide Jolivet ne facevano largo uso. quest'abbandono dipendeva soltanto dalle circostanze attuali. alle sette del mattino. come diceva Alcide Jolivet. e i giornalisti passavano anch'essi per aquile. Questa città.Quanti anni le date? . sospingendo i loro greggi di pecore. Tjumen. accelerando l'attacco dei "tarantàs". Poi. ad una velocità resa spiegabile soltanto dalla promessa di un certo numero di copechi. con una popolazione normale di diecimila abitanti. e subito ripartirono.Questi momenti di arresto forzato piacevano poco a Michele Strogoff. . rimasta fedele. Questo onorato gentiluomo non aveva l'abitudine di fare due cose allo stesso tempo. sessanta verste più avanti. Andavano come vanno le berline di posta in Russia. dando solo precedenza ai telegrammi dello Stato. Qui si fermarono mezz'ora per il desinare. Per fortuna.sempre troppo frettolosamente per i gusti di Harry Blount. per sfuggire alle razzie degli invasori. Lo stesso giorno. i cavalli.Se l'avessi vista nascere. indicava l'avvicinarsi delle truppe tartare. fin qui. perché pagavano lautamente e.rispose Blount con la più grande serietà del mondo. Era uno dei rari argomenti di conversazione sul quale non cercava di discutere con il suo compagno. la temperatura sopportabile. dopo avere superato una distanza di duecentoventi verste senza incidenti degni di nota.E' sua sorella? . Alcide Jolivet gli aveva domandato. fino ai punti ancora collegati dalla linea. esasperato da tanta indifferenza. s'erano rifugiati nelle pianure del nord. se riusciva ad aggirare la posizione conquistata oltre Krasnojars dai Tartari di Feofar Khan.Diamine! la sorella di Nicola Korpanoff! . Anche alcune tribù dell'orda grande dei Kirghisi nomadi. i capi della posta fornivano i cavalli nelle condizioni regolamentari.replicò Alcide Jolivet. Ad ogni cambio.Quale giovane livoniana? . da uomo che non voleva impegnarsi. consumato frettolosamente il pasto . «con aquile di Russia» (1). . dal viso pallido e serio. lo saprei! rispose semplicemente Harry Blount.No. il viaggio di Michele Strogoff si compiva in condizioni soddisfacenti. gli impiegati. il cielo mezzo coperto. trasmettevano i dispacci che erano loro affidati. i due "tarantàs" arrivarono a Tjumen. una volta. ne contava allora il doppio. che una celebre viaggiatrice ha giustamente paragonato ai Castigliani. Il giorno successivo alla partenza da E aterinburg. Nei campi. Il paese che allora percorrevano era quasi deserto. che era un mangiatore metodico si partiva. c'erano pochi o nessuno di quei contadini siberiani. Qua e là. aveva trasportato le tende al di là dell'Irtis o dell'Ob. socchiudendo gli occhi. cioè con una velocità meravigliosa. seduti al loro sportello. Anche ad ogni stazione. Con veicoli meglio molleggiati. primo centro industriale creato dai russi in             . era certo di arrivare a Ir uts prima di loro e nel minimo tempo impiegato fino allora. Gli abitanti. i loro cammelli. Così pure il servizio del telegrafo. i viaggiatori non avrebbero avuto da lamentarsi del viaggio. sollecitando il mastro di posta. Ma se il paese sembrava abbandonato. qualche villaggio già evacuato. i due "tarantàs" raggiunsero la piccola città di Tulughis . esclusa l'alterigia. Inutile dire che Harry Blount non faceva spreco di gentilezze nei confronti della fanciulla. sua nonna! . un'ora prima di sera. Egli perciò affrettava la partenza ad ogni cambio. stimolando lo "iemsci ". Così dunque. 22 luglio. . il servizio della posta funzionava sempre regolarmente. che età potesse avere la giovane livoniana.

Siberia, e noto per gli importanti stabilimenti metallurgici e la fonderia di campane, non aveva mai presentato una tale animazione. I due giornalisti andarono subito in cerca di notizie. Quelle che i profughi siberiani portavano dal teatro della guerra non erano rassicuranti. Si diceva, tra le altre cose, che l'armata di Feofar Khan si avvicinava rapidamente alla città di Iscim, e si confermava che il capo tartaro sarebbe stato presto raggiunto dal colonnello Ivan Ogareff, se già non lo era. Di qui la conclusione naturale che le operazioni si sarebbero estese nella Siberia orientale con la massima attività. Quanto alle truppe russe, era stato necessario richiamarle principalmente dalle province europee dell'impero, ma, essendo ancora molto lontane, non potevano opporsi all'invasione. Tuttavia, i Cosacchi del governatorato di Tobols si dirigevano a marce forzate su Toms , nella speranza di arrestare le colonne tartare. Alle otto della sera, altre sessantacinque verste erano state divorate dai due "tarantàs", che arrivarono a Jalutorows . Il cambio fu rapido e, all'uscita della città il fiume Tobol fu passato su un traghetto. Il suo corso, molto lento, rese facile questa operazione, che si sarebbe dovuta ripetere più d'una volta lungo il loro tragitto, e probabilmente in condizioni meno favorevoli. A mezzanotte veniva raggiunto il borgo di Novo Saims , cinquantacinque verste più avanti (58 chilometri e mezzo), e i viaggiatori si lasciarono finalmente indietro quel territorio, leggermente ondulato e coperto d'alberi, che formava le ultime propaggini delle montagne dell'Ural. Qui cominciava la vera steppa siberiana, che si estende fino nei pressi di Krasnojars . Era una pianura sconfinata, una specie d'immenso deserto erboso, al cui orizzonte si confondevano la terra e il cielo in un arco netto, che sembrava tracciato col compasso. Questa steppa non presentava agli sguardi nessun ostacolo eccetto la duplice fila di pali del telegrafo che si ergevano ai due lati della strada, e i cui fili vibravano alla brezza come le corde di un'arpa. La stessa strada non si distingueva dal resto della pianura se non per la fine polvere che si sollevava sotto le ruote dei "tarantàs". Senza questo nastro biancastro, che si stendeva a perdita d'occhio, si sarebbe creduto di essere nel deserto. Michele Strogoff e i suoi compagni si lanciarono a velocità ancora maggiore attraverso la steppa. I cavalli, incitati dallo "iemsci " e non trattenuti da alcun ostacolo, divoravano la strada. I "tarantàs" correvano direttamente verso Iscim, là dove i due giornalisti contavano di fermarsi, se non interveniva nessun avvenimento a modificare il loro itinerario. Duecento verste circa separano Novo Saims dalla città di Iscim, una distanza che entro il giorno successivo, prima delle otto della sera, doveva e poteva essere superata, a condizione di non perdere un istante. Nel pensiero degli "iemsci ", anche se i viaggiatori non erano gran signori o alti funzionari, erano tuttavia degni di esserlo, non fosse altro per la loro generosità nell'elargire le mance. L'indomani, 23 luglio, difatto i due "tarantàs" erano appena a trenta verste da Iscim. A un tratto, Michele Strogoff scorse sulla strada, appena visibile in mezzo alle volute di polvere, una vettura che precedeva la sua. Siccome i suoi cavalli, meno stanchi, correvano più veloci, non avrebbe tardato a raggiungerla. Non era né un "tarantàs", né una "telega", ma una berlina di posta, tutta impolverata, e che doveva già avere percorso un lungo viaggio. Il postiglione frustava a tutta forza i cavalli e li manteneva al galoppo a forza di ingiurie e frustate. Questa berlina non era

 

 

 

 

   

 

 

certamente passata per Novo Saims , e doveva avere raggiunto la strada di Ir uts per qualche via secondaria della steppa. Michele Strogoff e i suoi compagni, vedendo quella berlina che correva verso Iscim, ebbero un unico pensiero: di superarla e di arrivare primi al cambio, per assicurarsi anzitutto i cavalli disponibili. Dissero dunque una parola al loro "iemsci ", e ben presto si trovarono in linea con i cavalli affaticati della berlina. Michele Strogoff fu il primo a raggiungerla. In quel momento, alla portiera della berlina apparve una testa. Michele Strogoff ebbe appena il tempo di osservarla. Tuttavia, per quanto veloce la superasse, sentì molto chiara questa parola, gridata con voce imperiosa: - Fermate! Nessuno si fermò. Al contrario, la berlina fu ben presto distanziata dai due "tarantàs". Fu allora una gara di velocità, perché l'attacco della berlina, incitato senza dubbio dalla presenza e dall'andatura dei cavalli che lo superavano, ritrovò le forze per un inseguimento di alcuni minuti. Le tre vetture erano sommerse in una nuvola di polvere. Da questa nuvola biancastra scoppiavano, come petardi, gli schiocchi delle fruste, mescolate a grida d'incitamento e a voci di collera. Tuttavia Michele Strogoff e i suoi compagni mantennero il vantaggio, un vantaggio che poteva essere molto importante, se il cambio era poco fornito di cavalli. Due vetture da servire erano forse più di quanto potesse fare il mastro di posta, per lo meno in un breve intervallo di tempo. Mezz'ora dopo, la berlina rimasta indietro era soltanto un punto appena visibile all'orizzonte della steppa. Erano le otto della sera, quando i due "tarantàs" arrivarono al cambio della posta, all'entrata di Iscim. Le notizie dell'invasione erano sempre peggiori. La città era direttamente minacciata dall'avanguardia delle colonne tartare, e da due giorni le autorità avevano dovuto ripiegare su Tobols . Iscim non aveva più né un funzionario né un soldato. Michele Strogoff, arrivato al cambio, domandò immediatamente i cavalli per sé. Era stato saggio a precedere la berlina. Soltanto tre cavalli erano in condizioni d'essere immediatamente attaccati. Gli altri rientravano affaticati da qualche lunga tappa. Il mastro di posta diede l'ordine di attaccare. Quanto ai due giornalisti, i quali ritennero opportuno di fermarsi a Iscim, non avevano da preoccuparsi per un mezzo di trasporto immediato, e mandarono la loro vettura in rimessa. Dieci minuti dopo il suo arrivo al cambio, Michele Strogoff fu avvertito che il suo "tarantàs" era pronto per partire. - Bene! - rispose. Poi, andando verso i giornalisti: - Adesso, signori, poiché voi rimanete a Iscim, è venuto il momento di separarci. - Come, signor Korpanoff ! - disse Alcide Jolivet - non vi fermate neppure un'ora a Iscim? - No, signore; e preferisco anche lasciare la casa della posta, prima che arrivi quella berlina che abbiamo sorpassato. - Temete dunque che quel viaggiatore tenti di contendervi i cavalli di cambio? - Cerco soprattutto di evitare difficoltà. - Allora, signor Korpanoff, - disse Jolivet - non ci resta altro che ringraziarvi ancora una volta del servizio che ci avete reso e del piacere che abbiamo avuto di viaggiare in vostra compagnia. - E' possibile, del resto, che ci ritroviamo tra qualche giorno a Oms

 

 

 

 

 

 

- aggiunse Harry Blount. - E' possibile, infatti - rispose Michele Strogoff, - poiché io ci vado direttamente. - Ebbene! buon viaggio, e Dio vi scampi dalle "teleghe". I due giornalisti tendevano la mano a Michele Strogoff con l'intenzione di stringerla il più cordialmente possibile, quando si udì all'esterno il rumore d'una vettura. Quasi subito, la porta della posta si aprì e comparve un uomo. Era il viaggiatore della berlina, un individuo in divisa militare, di circa quarant'anni, alto, robusto, testa forte, spalle larghe, folti baffi che si congiungevano con le folte basette. Portava una uniforme senza gradi. Aveva attaccata alla cintura una sciabola da cavaliere, e teneva in mano una frusta dal manico corto. - Cavalli! - ordinò con l'aria imperiosa di un uomo abituato al comando. - Non ho più cavalli disponibili - rispose il mastro di posta, inchinandosi. - Mi occorrono subito! - E' impossibile. - Cosa sono dunque quelle bestie attaccate or ora al "tarantàs" che ho visto alla porta del cambio? - Appartengono a questo viaggiatore - rispose il mastro di posta, indicando Michele Strogoff. - Staccateli!... disse il viaggiatore con un tono che non ammetteva repliche. Allora Michele Strogoff si fece avanti. - Quei cavalli mi appartengono - disse. - Non m'importa! Mi occorrono. Via! e fate presto! non ho tempo da perdere! - Neppure io ho tempo da perdere - rispose Michele Strogoff, che voleva mantenersi calmo e si frenava a stento. Nadia gli era vicino, calma anche lei, ma segretamente inquieta per una scena che sarebbe stato meglio evitare. - Basta! - ripeté il viaggiatore. Poi, rivolgendosi al mastro di posta: - Staccate quel "tarantàs" - gridò con gesto di minaccia - e attaccate i cavalli alla mia berlina! Il capo della posta, molto imbarazzato, non sapeva a chi obbedire, e guardava Michele Strogoff, il quale evidentemente aveva il diritto di opporsi alle ingiuste pretese del viaggiatore. Michele Strogoff esitò un istante. Non voleva fare uso del suo "podaroshna", che avrebbe richiamato l'attenzione su di lui, e non voleva neppure, cedendo i cavalli, ritardare il suo viaggio, e tuttavia non voleva impegnare una lotta che avrebbe potuto compromettere la sua missione I due giornalisti lo guardavano, pronti a sostenerlo, se si rivolgeva a loro. - I miei cavalli rimarranno attaccati alla mia vettura - disse Michele Strogoff, ma senza alzare il tono di voce più di quanto convenisse a un semplice mercante di Ir uts . Il viaggiatore si avanzò allora verso Michele Strogoff, e gli posò rudemente la mano sulla spalla: - E' proprio lui! - disse con voce adirata. - Non vuoi cedermi i tuoi cavalli? - No - rispose Michele Strogoff. - Ebbene, saranno di quello di noi due che potrà partire! Difenditi, perché non ti risparmierò! E, dicendo questo, il viaggiatore sguainò decisamente la sciabola e si mise in guardia. Nadia s'era posta davanti a Michele Strogoff.

 

 

Harry Blount e Alcide Jolivet avanzarono verso di lui. - Non mi batterò - disse semplicemente Michele Strogoff, che, per meglio contenersi, incrociò le braccia sul petto. - Non ti batterai? - No. - Neppure dopo questo? - gridò il viaggiatore. E, prima che lo potessero trattenere, percosse col manico della sua frusta la spalla di Michele Strogoff. A quest'insulto, Michele Strogoff impallidì in modo impressionante. Le sue mani si levarono aperte, come per stritolare quel brutale personaggio. Ma, con uno sforzo supremo, riuscì ancora a dominarsi. Un duello significava più che un ritardo; sarebbe stato forse il fallimento della sua missione!... Era meglio perdere qualche ora! Sì! ma subire quell'affronto! - Ti batterai, ora, vigliacco? - ripeté il viaggiatore, aggiungendo alla volgarità la brutalità. - No! - rispose Michele Strogoff, senza muoversi, ma guardando il viaggiatore fisso negli occhi. - I cavalli, e subito! - disse allora quello. E uscì dalla sala. Il mastro di posta uscì in fretta, stringendosi nelle spalle, dopo avere osservato Michele Strogoff con aria di disapprovazione. L'effetto prodotto sui due giornalisti da questo incidente non poteva essere favorevole a Michele Strogoff. Il loro disappunto era visibile. Quel vigoroso giovane si lasciava colpire così, senza domandar ragione d'un tale insulto! Si accontentarono dunque di salutarlo e si ritirarono, mentre Alcide Jolivet diceva a Harry Blount: - Non mi sarei aspettato questo da un uomo che sgozza con tanta abilità un orso dell'Ural! Sarebbe dunque vero che il coraggio ha le sue ore e le sue forme? Non ci si capisce niente! Dopotutto, manca forse una cosa a noi due, cioè di non essere mai stati servi! Un istante dopo, il rumore delle ruote e lo schiocco d'una frusta indicava che la berlina, tirata dai cavalli del "tarantàs", lasciava velocemente la casa della posta. Nadia, impassibile, e Michele Strogoff, ancora fremente, rimasero soli nella sala di cambio. Il corriere dello zar, con le braccia sempre conserte sul petto, si era seduto. Sembrava una statua. Tuttavia un rossore, che non doveva essere un rossore di vergogna, aveva sostituito il pallore del suo volto virile. Nadia non dubitava che soltanto delle gravi ragioni avessero potuto indurre un tale uomo a ingoiare una tale umiliazione. Andando dunque verso di lui, come egli era andato verso di lei al commissariato di polizia di Niznij Novgorod: - La tua mano, fratello! - disse. E, nel medesimo tempo, le sue dita, con un gesto quasi materno, tersero una lacrima che spuntava dagli occhi del suo compagno. NOTE. Nota 1. Moneta d'oro russa che vale 5 rubli. Il rublo è una moneta d'argento che vale 100 copechi, cioè 3 franchi e 92 centesimi al tempo dell'Autore (Nota del Traduttore).

13. IL DOVERE SOPRA TUTTO. Nadia aveva indovinato che un motivo segreto guidava tutti gli atti di Michele Strogoff; che egli, per qualche ragione a lei sconosciuta, non apparteneva a se stesso; che non aveva diritto di disporre della sua persona, e che, in quella circostanza, immolava eroicamente al dovere anche il risentimento d'un mortale insulto. Nadia non domandò quindi nessuna spiegazione a Michele Strogoff. La mano che gli aveva teso non diceva forse meglio di tutto quanto avrebbe potuto dirgli? Michele Strogoff restò silenzioso per tutta la sera. Siccome il mastro di posta non poteva fornire cavalli freschi fino all'indomani mattina, occorreva passare tutta la notte al cambio. Nadia dovette dunque approfittarne per concedersi qualche ora di riposo, e le fu preparata una camera. La fanciulla avrebbe preferito, senza dubbio, non separarsi dal compagno, ma sentiva che egli aveva bisogno di restare solo, e si dispose a ritirarsi nella camera che le era stata assegnata. Tuttavia, quando fu sul punto di ritirarsi non poté trattenersi dal rivolgergli la parola. - Fratello... - mormorò. Ma Michele Strogoff la interruppe con un gesto. Un sospiro gonfiò il petto della fanciulla, ed ella uscì dalla sala. Michele Strogoff non andò a letto. Non avrebbe potuto dormire neppure un'ora. In quel punto dove il frustino del brutale viaggiatore l'aveva colpito, sentiva come un bruciore. - Per la patria e per l'imperatore! - mormorò infine, terminando la sua preghiera della sera. Tuttavia provò in quel momento un irresistibile bisogno di sapere chi fosse quell'uomo che l'aveva colpito, di dove venisse, dove andava. Quanto alla sua fisionomia, se n'era impresso tanto bene i lineamenti alla memoria, che non poteva temere di dimenticarli. Michele Strogoff fece chiamare il mastro di posta. Costui, un siberiano di vecchio stampo, venne subito e, guardando il giovane un po' dall'alto in basso, attese d'essere interrogato. - Sei del paese? - gli domandò Michele Strogoff. - Sì. - Conosci quell'uomo che ha preso i miei cavalli? - No. - Non l'hai mai visto? - Mai. - Chi pensi che sia quell'uomo? - Un signore che sa farsi obbedire! Lo sguardo di Michele Strogoff penetrò come un pugnale nel cuore del siberiano, ma gli occhi del mastro di posta non si abbassarono. - Ti permetti di giudicarmi? - disse Michele Strogoff. - Sì - disse il siberiano - perché ci sono delle cose che neppure un semplice mercante riceve senza restituire! - I colpi di frusta? - I colpi di frusta, giovanotto! Ho l'età e la forza per dirtelo! Michele Strogoff si avvicinò al mastro di posta e gli posò due mani poderose sulle spalle. Poi, con voce stranamente calma: - Vattene, amico - gli disse - vattene! Ti farei del male! Il mastro di posta, questa volta, aveva capito.

- Preferisco così - mormorò. E si ritirò senza aggiungere altro. Il giorno dopo, 24 luglio, alle otto del mattino, il "tarantàs" era attaccato a tre vigorosi cavalli. Michele Strogoff e Nadia vi presero posto, e Iscim, di cui tutti e due avrebbero conservato un penoso ricordo, sarebbe ben presto scomparsa a una curva della strada. Ai diversi cambi dove si fermò quel giorno, Michele Strogoff poté accertarsi che la berlina lo precedeva sempre sulla strada di Ir uts e che il viaggiatore, tanto frettoloso quanto lui, non perdeva un istante attraversando la steppa. Alle quattro del pomeriggio, settantacinque verste più avanti, alla stazione di Abats aja, dovette attraversare il fiume Iscim, uno dei principali affluenti dell'Irtis. Questa traversata fu un poco più difficile di quella del Tobol. Infatti la corrente dell'Iscim era molto rapida in questo punto. Durante l'inverno siberiano, tutti i corsi d'acqua della steppa, coperti da un ghiaccio spesso parecchi piedi, sono facilmente transitabili e il viaggiatore li attraversa quasi senza accorgersene, perché il loro letto è scomparso sotto la coltre bianca e uniforme che copre la steppa; ma d'estate le difficoltà per attraversarli possono essere grandi. Furono infatti impiegate due ore ad attraversare l'Iscim, e questo esasperò Michele Strogoff, tanto più che i battellieri gli diedero notizie inquietanti sull'invasione tartara. Ecco che cosa si diceva. Alcuni esploratori di Feofar Khan sarebbero già comparsi sulle due rive dell'Iscim inferiore, nelle contrade meridionali del governatorato di Tobols . Oms era in serio pericolo. Si parlava d'uno scontro avvenuto fra le truppe siberiane e quelle tartare sulla frontiera delle grandi orde irghise; lo scontro non era stato favorevole ai Russi, troppo deboli su quel punto. Per conseguenza, ripiegamento di queste truppe, e in seguito emigrazione generale dei contadini della provincia. Si raccontavano orribili atrocità compiute dagli invasori: saccheggi, ruberie, incendi, uccisioni. Era il sistema della guerra tartara. Dappertutto dunque si cercava di sfuggire all'avanguardia di Feofar Khan. Perciò, in vista dello spopolamento dei borghi e delle fattorie, il maggior timore di Michele Strogoff era che i mezzi di trasporto gli venissero a mancare. Aveva quindi molta premura di arrivare a Oms . Forse, oltrepassata questa città, avrebbe potuto avvantaggiarsi sugli esploratori tartari che scendevano la valle dell'Irtis, e trovare la strada libera fino a Ir uts . Nel luogo stesso, dove i Tartari avevano passato il fiume, termina quella cinta di torri e di fortini in legno, chiamata in linguaggio militare la «catena di Iscim», che si estende dalla frontiera meridionale della Siberia per una lunghezza di circa quattrocento verste (427 chilometri). In altri tempi, questi fortini erano presidiati da distaccamenti di Cosacchi e proteggevano la contrada tanto contro i Kirghisi quanto contro i Tartari. Ma, abbandonati fin da quando il governo moscovita credette queste orde ridotte alla sottomissione completa, non erano più servibili proprio ora quando sarebbero stati più utili. La maggior parte di quei fortini era stata incendiata, e i battellieri mostravano a Michele Strogoff delle colonne di fumo che s'alzavano all'orizzonte meridionale, e testimoniavano l'avvicinarsi dell'avanguardia tartara. Appena il traghetto ebbe deposto il "tarantàs" e i cavalli sulla riva destra dell'Iscim, la strada della steppa fu ripresa a grande velocità. Erano le sette di sera. Il tempo era molto coperto, perciò, a più riprese, cadde una pioggia torrenziale, che ebbe per risultato di bagnare la polvere e rendere la strada più praticabile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il suo cuore si gonfiava ed egli capiva che non poteva continuare a rispondere a tutte le domande della fanciulla. spero che mia madre sia partita da Oms ! . una siberiana coraggiosa.disse Nadia con la sua voce più dolce.. ha conservato tutta la sua forza morale. Mia madre mi ha scritto la sua ultima lettera due mesi fa. o meglio non la so. e ne erano ancora lontani molte verste! Pensò inoltre che se Oms era invasa dai Tartari. .Non hai ricevuta nessuna notizia da tua madre dall'inizio dell'invasione? .. fratello . non ti concederai un'ora per andare ad abbracciarla? . il "tarantàs" arrivava al cambio della posta di Tju alins .Tu dici no! Ah.Non andrai? .Michele Strogoff.Forse tua madre sarà partita da Oms ? .No.. Nadia? Tu mi domandi per quali ragioni! esclamò Michele Strogoff con voce talmente alterata che la fanciulla trasalì. la sento! Un sentimento domina ora tutta la tua condotta: il sentimento d'un dovere più sacro.. Il giorno dopo.Ma per le stesse ragioni che mi hanno reso paziente fino alla vigliaccheria di fronte a quel miserabile che.Poiché tu mi chiami sorella. dopo il cambio di Iscim. . ma la fanciulla non si lamentava. Nadia lo rispettò. 25 luglio.Calmati..Nessuna. correva pericoli a causa dei quali il figlio doveva essere terribilmente inquieto. Qualcosa le diceva che il suo compagno aveva più fretta di lei di arrivare a Ir uts . sollevò difficoltà per partire. se può esistere un dovere più sacro di quello che lega il figlio alla madre! Nadia tacque e da quel momento evitò ogni cenno di conversazione che potesse riferirsi alla situazione personale di Michele Strogoff. ma allora mi dava buone notizie. Conosce la steppa. io sono figlia di Marfa. da ragazzo. dopo aver percorso centoventi verste dal passaggio dell'Iscim. e mi auguro che abbia preso il suo bastone e sceso le rive dell'Irtis. se tua madre è a Oms . Marfa è una donna energica.gli domandò. fratello . Io so soltanto una cosa. che abitava in quella città. .anzi spero che avrà raggiunto Tobols . Non c'è luogo della provincia che lei non conosca Quante volte ha percorso tutto il paese con il mio vecchio padre! E quante volte anch'io. .La vedrò. cavalli e vetture sarebbero stati una                       .Per quali ragioni. Nadia credette dunque. Nadia. aggiunse: . puoi rifiutarti di vederla? . Nadia.Verrò a vederla. siccome Michele Strogoff non rispondeva. Ella avrebbe voluto che i cavalli del "tarantàs" avessero le ali. . .rispose Michele Strogoff. al ritorno. alle tre del mattino. E. affermando che distaccamenti tartari battevano la steppa e che i viaggiatori. Sa sopportare. di dovergli parlare della vecchia Marfa e dell'isolamento in cui forse ella si trovava in mezzo a quei gravi avvenimenti. Tuttavia aveva sempre cura di risparmiare a Nadia le fatiche di questa corsa senza soste e senza riposo. C'era un segreto da rispettare.E' possibile. . .disse Nadia con vivacità. Non riuscì a completare la frase.! . Ma lo "iemsci ". non ha paura. la madre di Michele Strogoff. per quali ragioni. per la prima volta.Però. Malgrado la sua età. . a un certo momento. li ho seguiti nelle loro escursioni attraverso il deserto siberiano! Sì.. Si cambiò in breve tempo.rispose Michele Strogoff. era rimasto taciturno. Nadia. e questo bastava a spiegare la sua impazienza di raggiungerla. fratello. Nadia . La vecchia Marfa odia i Tartari. .E quando la vedrai? . se tua madre è ancora a Oms .Non andrò ad abbracciarla.

non restò loro quasi più alcun tratto di pertica per appoggiarvi la spalla. Tuttavia. imbarcandosi sul traghetto già carico del "tarantàs" e dei cavalli. soltanto per la propria sicurezza. Ma questi pericoli. dopo aver percorso quasi settemila verste. usando utilmente le pertiche. Per conseguenza la corrente molto violenta. Sarebbe stato un ritardo di un'ora. non potevano arrestare neppure un istante Michele Strogoff e Nadia. che maneggiavano con molta abilità. Quanto alle esitazioni dello "iemsci ". Le estremità non emergevano nemmeno di un piede dalla superficie dell'acqua. Allora anche Michele Strogoff. Nadia rifiutò. Michele Strogoff e Nadia. decisi a superarli. Oms distava appena una ventina di verste. Un'ora più tardi arrivò sulle sponde dell'Irtis. non volle far uso del suo "podaroshna". Un nuotatore. essere la causa d'un ritardo. L'imbarco fu compiuto con qualche difficoltà. e lei non voleva. per quanto abile. come tutti gli altri. era conosciuto nelle province siberiane. dopo un viaggio di ottanta verste. Nato sui monti Altai. Per i primi minuti. Si trattava dunque. di qualunque genere fossero. egli sarebbe ritornato a prendere Nadia. osservavano con una certa inquietudine le manovre dei battellieri. anche con un traghetto. la traversata dell'Irtis avrebbe presentato ugualmente dei pericoli. . che è quella delle piene per tutti i corsi d'acqua del bacino siberiano. rotta a monte da una sporgenza della riva. In questa stagione dell'anno. Dopo avere deposto cavalli e vettura sull'altra riva. formava una insenatura che il traghetto attraversò facilmente. si sarebbe certamente fatto notare. perché. L'ultimo "u as". il livello dell'Irtis era aumentato oltre i limiti ordinari. Subiva in quel momento l'azione diretta della corrente e scendeva rapidamente il fiume. trasmesso dal telegrafo. e il traghetto prese il largo. Questo grido era stato provocato dalla nuova direzione che il traghetto aveva preso con una velocità pericolosa. e il traghetto non poteva accostarsi sufficientemente. e questo ne rendeva l'uso difficile e poco efficace. Michele Strogoff tuttavia propose alla sua giovane compagna di attendere che egli attraversasse il fiume per primo. il battelliere riuscì a caricare sul traghetto il "tarantàs" e i tre cavalli.gridò uno al suo compagno. quasi torrenziale. raggiunse Kulatsins oije. tutto andò bene.buona preda per quei rapinatori. di mettersi             . non avrebbe potuto attraversarlo. e una delle principali arterie siberiane.Attenzione! . Nadia e lo "iemsci " s'imbarcarono. I due battellieri lo spingevano con lunghe pertiche. La corrente dell'Irtis. e un russo. Michele Strogoff vinse la ritrosia dello "iemsci " soltanto con la forza del denaro. e. che convogliano le loro acque verso l'Asia settentrionale. si dirige obliquamente da sud-est a nord-ovest e va a gettarsi nell'Ob. e ciò il corriere dello zar doveva soprattutto evitarlo. quel furbacchione voleva forse speculare sull'impazienza del viaggiatore? O aveva realmente ragione di temere qualche spiacevole avventura? Finalmente il "tarantàs" partì e corse così bene che alle tre del pomeriggio. dopo mezz'ora di sforzi. per il fatto stesso che era personalmente dispensato dall'obbedire alle prescrizioni imperiali. temendo che il peso di tutto quel carico rendesse il traghetto meno sicuro. in quella circostanza come in tante altre. L'Irtis è un largo fiume. perché le sponde erano in parte inondate. ma via via che raggiungevano il largo e il fondo del fiume si abbassava. seduti sulla parte posteriore del traghetto e sempre preoccupati di evitare ogni ritardo. rendeva difficile il passaggio del fiume.

coraggio! Cinquanta rubli per voi se raggiungiamo la riva destra prima che arrivino le barche! I battellieri.Cosa c'è? . Sarebbero quelli passati oltre senza disturbarli? era poco probabile! Al contrario. al   . mandarono grida disperate e abbandonarono le pertiche.I Tartari! i Tartari! Erano infatti barche cariche di soldati.gridarono i soldati della prima barca. Nadia . che manovrò con una forza sovrumana. Nadia! . . Ma tutti gli sforzi dovevano risultare inutili! .in posizione per tagliare di sbieco il filo dell'acqua.disse Michele Strogoff.Sono pronta . Se avesse potuto sbarcare il "tarantàs" e partire al galoppo con i cavalli. ma ciò aveva poca importanza. Michele Strogoff si unì a loro e prese una pertica. I battellieri. stimolati anche dalla promessa di una buona paga. Il volto di Michele Strogoff si contrasse di colpo. quando Michele Strogoff. ma tienti pronta a tutto! . e in pochi minuti avrebbero raggiunto il traghetto. Il traghetto si trovava nel mezzo della corrente. e gli sfuggì una esclamazione. . che non avevano mezzi di trasporto. e che né il loro zelo né la loro abilità avrebbero potuto evitare in questa circostanza. Per eseguire questa manovra. ma fu ben presto evidente che non avrebbero potuto evitare l'arrembaggio dei Tartari. uomini robusti. così riuscirono a portare lo scafo in posizione obliqua e si diressero pian piano verso la riva destra.Non aver paura. amici! . Trasportavano una pattuglia di soldati dislocata a Buchara. Ma facevano i conti senza un incidente che non potevano prevedere. avrebbe avuto qualche probabilità di sfuggire a quei Tartari. Il traghetto si trovava ancora a due lunghezze dalla riva.rispose Nadia. c'era da aspettarsi di tutto da quei predoni! .Quando me lo dirai. . e scendeva con una velocità di due verste all'ora. non dubitavano da parte loro di portare a buon fine questa difficile traversata dell'Irtis. Michele Strogoff riconobbe quel grido di guerra dei pirati tartari.Sarijn na Kiciu! . che scendevano rapidamente l'Irtis. Ma prima che Michele Strogoff avesse il tempo di rispondere. quando te lo dirò! . I battellieri raddoppiarono gli sforzi. rianimati da quelle parole. i battelli puntarono la cima delle pertiche in una serie di scanalature praticate sotto la suola del traghetto. .Mi fido! Le barche dei Tartari erano appena a cento piedi di distanza.Fidati di me. terrorizzati da questa apparizione.Coraggio. che andavano a compiere una ricognizione su Oms . se bestie e uomini fossero sbarcati senza incidenti. I due battellieri. ripresero la manovra e continuarono a tagliare di sbieco il filo della corrente. levandosi in piedi guardò con attenzione a monte del fiume. perché all'azione dell'acqua si aggiungeva quella dei remi di cui erano fornite. a uguale distanza circa dalle due rive. Vide allora molte barche che scendevano la corrente con grande rapidità.gridò Michele Strogoff .domandò la fanciulla. Si poteva certamente calcolare che avrebbero toccato la riva a cinque o sei verste a valle dal punto d'imbarco.Anche a gettarti nel fiume. uno dei battellieri gridò spaventato: . troppo carico per sfuggire davanti a loro.

Ma. sollevata e deposta in una barca.. ma. ma a Oms risiede il governatore generale di questa prima metà della Russia asiatica. La fanciulla stava per seguirlo. prima che avesse il tempo di gettarsi in acqua dietro a Michele Strogoff. poiché Toms è più popolosa e più importante. fu scaraventato nel fiume. Così i Tartari.quale si doveva rispondere gettandosi ventre a terra. Un istante dopo i battellieri venivano uccisi a colpi di lancia. che lo sapevano. e fino allora tenevano duro. ed egli scomparve. In quel momento si sentì un urto. aveva resistito eroicamente. Non è la città più importante del governatorato di questo nome. 14. Questa città ha circa dodici o tredicimila abitanti. sopraffatta dalle truppe dell'emiro. la sua mano si agitò un istante sopra l'acqua. Avevano fatto del quartiere alto di Oms una specie di fortezza. Qui s'erano asserragliati il governatore generale. MADRE E FIGLIO. e il traghetto andava alla deriva. a dire il vero. in questa specie di " reml" improvvisato. che scendevano il corso dell'Irtis. aveva dovuto rifugiarsi nella città alta. pronto a tuffarsi nel fiume. La guarnigione di Oms . senza grandi speranze d'essere soccorsi in tempo.gridò Michele Strogoff. benché ora il commercio sia poco fiorente. e due cavalli furono colpiti mortalmente. colpito da una lancia. gli ufficiali. ma queste fortificazioni sono di terra. e vi riuscirono dopo qualche giorno di assedio.Vieni. i soldati. . mentre i Tartari continuavano a scendere il corso dell'Irtis. E' difesa da una barriera fortificata con bastioni.. respinta a poco a poco dalla città mercantile. tentarono in quel periodo di prenderla d'assalto. La corrente lo prese. Oms . mentre nell'altra risiedono particolarmente i mercanti siberiani. partì una violenta scarica. Infatti le truppe tartare. Nadia! . dopo avere fortificato le case e le chiese. Nadia lanciò un grido. Oms è la capitale ufficiale della Siberia occidentale. ridotta a duemila uomini. E siccome né i battellieri né lui obbedirono a quel comando. venne afferrata. è formata da due città distinte: una è abitata unicamente dalle autorità e dai funzionari. Le barche avevano abbordato il traghetto di traverso. ricevevano ogni giorno nuovi rinforzi               . e costituiscono una scarsa protezione. quando Michele Strogoff.

Voleva domandare dove si trovava. Ir uts era il vero obiettivo di Ivan Ogareff. Con una tale città e un tale ostaggio. di là gli invasori. ma poteva adesso portarla a termine? Il colpo di lancia che Michele Strogoff aveva ricevuto. E il "mugi " raccontò a Michele Strogoff le diverse fasi della lotta di cui era stato testimone: l'assalto al traghetto da parte delle barche tartare. e per sventarlo.disse.. il saccheggio del "tarantàs". erano allora comandate da un ufficiale. piccolo padre. all'occorrenza.Non parlare. e sollecitava tanto maggiormente l'assedio del quartiere alto della città. Feofar Khan aveva trovato in lui un degno luogotenente che lo secondava a perfezione in quella guerra selvaggia. circostanza ancor più grave. che era di origine asiatica. il complotto era venuto a conoscenza dello zar. Inoltre era crudele: avrebbe anche fatto il boia.rispose il mugi . Ma. egli aveva affidato a Michele Strogoff l'importante lettera di cui era latore. e grazie al quale era ancora vivo. sempre assicurata sul suo petto. Per questa ragione erano state date al giovane corriere le istruzioni più severe di passare in incognito attraverso le zone occupate. Ma Michele Strogoff non l'ascoltava più. tutta la Siberia asiatica sarebbe caduta nelle mani degli invasori. Ora. Il piano del traditore era di entrare sotto falso nome nelle grazie del granduca. . traditore del suo paese. Ivan Ogareff era già padrone di Oms . aveva raggiunto la riva destra. ma non era tutto.Una ragazza mi accompagnava! . avrebbero marciato su Ir uts . dove cadde svenuto tra i canneti. ma uomo di grande valore e di una audacia a tutta prova. quando Michele Strogoff arrivò sulle rive dell'Irtis. dove s'era concentrato il grosso dell'esercito tartaro. non parlare! Sei ancora troppo debole. chino su di lui. e non disdegnava nessun mezzo. terribile come uno di quei capi tartari ch'egli mandava avanti. Ivan Ogareff.Non l'hanno uccisa! . Era il colonnello Ivan Ogareff. Quando rinvenne.. prevenendolo. Egli aveva fin qui eseguito fedelmente questa missione. prevenendo l'inquietudine che leggeva negli occhi del suo ospite. il massacro dei battellieri!. facendosi mendicante all'occasione. amava l'astuzia. Da quanto tempo era ospite di quel buon siberiano? Non l'avrebbe potuto dire. si trovò nella capanna di un "mugi " che lo aveva raccolto e curato. in quanto aveva fretta di raggiungere Toms . padroni della Siberia centrale. Astuto per natura. egli sentì la lettera dell'imperatore. portando una mano alla tunica. . estremamente abile com'era nell'assumere tutte le forme e tutti gli atteggiamenti. gli disse: . di consegnare ai Tartari la città e lo stesso granduca. . quando il "mugi ". come sappiamo. era stata presa da Feofar Khan alcuni giorni prima. infatti.L'hanno trasportata nella loro barca. era volentieri ricorso ai più vili travestimenti. Ora. quando voleva carpire qualche segreto o tendere qualche insidia. Toms .e. Ti dirò dove sei e tutto quanto è capitato dal momento in cui ti ho portato nella mia capanna. Avendo in sé un poco di sangue mongolo per parte di madre. era un militare istruito. Respirò. si dilettava ad organizzare imboscate. quando riaprì gli occhi. al momento propizio. Nuotando in maniera da non essere visto. non era mortale. che lo guardava con occhio compassionevole. vide un volto venerando e barbuto. e hanno continuato a discendere l'Irtis! E' una                       . di cattivarsi la sua fiducia e.

e sarai in condizioni migliori per continuare il viaggio! .Dopo qualche giorno di riposo. formicolavano i soldati tartari. sollevandosi con uno sforzo immenso: .Sulla riva destra dell'Irtis. La barriera di terra era stata sfondata in diversi punti.. e la tua borsa si trova sempre nella tua tasca. .rispose il mugi . se il "mugi " non l'avesse sostenuto.disse .disse il "mugi ".Che ferita ho ricevuto. . Quando tentò di camminare. . e soltanto a cinque verste da Oms rispose il mugi . . Portò la mano sul cuore per comprimerne i battiti.Ti condurrò io stesso aggiunse.Amico. . . nelle strade e sulle piazze. . . vieni! .Ricompensa! Soltanto i pazzi ne aspettano sulla terra . e che grazie al suo berretto di pelliccia era stato fortunatamente attutito. . ma l'aria pura lo rimise in forze. Michele Strogoff uscì dalla capanna.Non ho ancora il diritto di pensare a loro! Michele Strogoff e il "mugi " arrivarono presto al quartiere mercantile della città bassa e.Vuoi partire? . in maniera da difendersi                               .prigioniera in più che si aggiungerà alle tante altre che vengono condotte a Toms ! Michele Strogoff non riuscì a rispondere. Energico come abbiamo sempre conosciuto. il sentimento del dovere dominava completamente il suo spirito. andrò a piedi a Oms a cercare un cavallo. comprendendo che non c'era da opporsi contro la volontà del suo ospite. fu preso da un tale capogiro che. Ma.Dio protegga mia mandre e Nadia! . Sei caduto nel fiume. dunque per ridurmi così? E' un colpo di arma da fuoco? .No.Allora. Un'unica meta gli stava davanti agli occhi. sarebbe caduto. .il Cielo ti ricompensi di tutto quanto hai fatto per me! . che erano altrettante brecce attraverso le quali penetravano i ladri al seguito delle truppe di Feofar Khan.rispose il "mugi "..Del resto.Amico.mormorò. egli non era l'uomo da lasciarsi abbattere per così poco. i russi sono ancora molto numerosi a Oms . . quantunque essa fosse occupata militarmente. Poi.Ancora qualche ora di riposo. . Michele Strogoff tese la mano al "mugi ".Dove mi trovo? . non resta più nulla! . Al centro di Oms . piccolo padre. ma i Tartari non ti hanno né toccato né frugato. Essi infatti non andavano in giro isolati. Risentì allora il colpo che aveva ricevuto alla testa. e potrai forse passare inosservato. un colpo di lancia alla testa. vi entrarono senza difficoltà.Hai un cavallo da vendermi? . piccolo padre! Dove passano i Tartari. potrai continuare la tua strada. ed era quella lontana Ir uts che doveva raggiungere! Ma doveva attraversare Oms senza fermarsi. ora cicatrizzato . ma si poteva notare che una mano di ferro imponesse loro una disciplina alla quale erano poco abituati. ma a gruppi armati.da quanto tempo sono nella tua capanna? .Tre giorni perduti! . . disse Michele Strogoff .Non ho né cavalli né vettura. malgrado tante prove.Tre giorni che hai passati privo di conoscenza! .Nemmeno un'ora! .Subito.Da tre giorni.domandò.Ebbene.

. Sulla piazza grande.Chi è quell'ufficiale? . . come se un lampo gli avesse attraversato la mente.gli domandò. non poteva aver visto Michele Strogoff. I cavalli. sicché a quegli sventurati restava appena il tempo di scostarsi al loro passaggio. non senza un legittimo orgoglio. alle quali risposero immediatamente i colpi di lancia. che s'era precipitosamente nascosto.E' Ivan Ogareff . Michele Strogoff conosceva a perfezione la città di Oms e. ma aveva giurato di non vederla. Vi furono perciò delle grida mezzo soffocate. e la strada fu sgombrata all'istante. quel viaggiatore. In quel momento. Restava il problema di uscire dalla città.gridò Michele Strogoff. sempre seguendo la sua guida. quantunque appena intravisto. con voce bassa e respiro affannoso. Benché egli volgesse sguardi rapidi da una parte e dall'altra.Lui! .contro ogni aggressione. portando il dito alle labbra. trasformata in accampamento sorvegliato da numerose sentinelle. molto sorpreso di quel brusco movimento. i saccheggi più fruttuosi. Il "mugi " condusse dunque il suo ospite direttamente al cambio. . gli ricordò allo stesso             .rispose il siberiano. Al di sopra della città mercantile s'innalzava a ripiani fortificati il quartiere alto. di noleggiare o di vendere una vettura o un cavallo. In testa allo squadrone. avrebbero facilitato l'uscita a Michele Strogoff.gli domandò preoccupato il "mugi ". Il "mugi ". e non l'avrebbe veduta. allorché. E. al quale sfuggì questa parola con un accento d'ira che non era riuscito a dominare Aveva riconosciuto in quell'ufficiale il viaggiatore che lo aveva colpito con la frusta al cambio di Iscim! E. erano pronti a partire al primo ordine. conosceva un mastro di posta che. legati a pali ma sempre sellati. Michele Strogoff si fermò di botto e si nascose dietro lo spigolo d'un muro. evitò le strade troppo frequentate. non avrebbe rifiutato. pagandolo bene. composto da una ventina di cavalieri. Non era perché temesse d'essere riconosciuto: in questa città.Che hai? .Silenzio! . ma le brecce. Quando la pattuglia fu scomparsa. in una via stretta. Michele Strogoff si rivolse al "mugi ": . per conseguenza.si affrettò a rispondere Michele Strogoff. malgrado molti vigorosi tentativi d'assalto. là dove le città sono più ricche. il suo volto era pallido come quello di un morto. che Ivan Ogareff. Lo squadrone procedeva al trotto sciolto in quella stretta via. aperte nella cinta.e se lo augurava di cuore forse ella era fuggita in qualche angolo tranquillo della steppa. le campagne più fertili e. marciava un ufficiale vestito di una uniforme molto semplice. . Oms non era che una tappa provvisoria per la cavalleria tartara. infatti. mentre faceva questa domanda. una pattuglia di Tartari sbucava dalla piazza principale e imboccava la strada che Michele Strogoff e il suo compagno percorrevano da qualche minuto. sempre coraggiosamente respinti. Né l'ufficiale né la sua scorta si preoccupava degli abitanti. duemila Tartari bivaccavano in buon ordine. Del resto . per fortuna. non aveva ancora potuto catturare. Michele Strogoff e la sua guida la salutarono con i loro voti. Su quelle mura cosparse di feritoie sventolava la bandiera nazionale con i colori della Russia. secondo lui. che certamente preferiva le ricche pianure della Siberia orientale. soltanto sua madre avrebbe potuto chiamarlo col suo vero nome.

sul campo della fiera. e là si fece servire qualcosa da mangiare. e due parole che ferirono per così dire il suo orecchio: . Quando sarà venuto il momento d'incontrarsi con lui a tu per tu. prendendo l'altra strada da Kazan a Iscim attraverso gli Urali. abile cavaliere. e non si sapeva forse in città che il                   . Sangarre e le sue zigane. dunque senza il loro funesto incontro a Iscim. molto ansiosi. dove ora spadroneggiava. i seguaci che voleva associare al compimento della sua opera malvagia. e arrivarono alla posta. costretto ad aspettare la notte per uscire dalla città e desideroso di non farsi vedere per le vie di Oms . Stava per precipitarsi. fosse anche il padrone di tutta la Siberia! Il "mugi " e Michele Strogoff ripresero dunque il cammino attraverso la città. Michele Strogoff lo avrebbe certamente distanziato sulla strada di Ir uts . Il cavallo fu pagato ad alto prezzo. appena scesa la notte. Si era infatti recato a Niznij Novgorod. Michele Strogoff. e da cui Michele Strogoff. la vecchia Marfa che gli stava davanti! Gli sorrideva tutta tremante! Gli tendeva le braccia!. Michele Strogoff si alzò. Era lui che. venivano a cercarvi notizie. Come capita in tutte le stazioni russe. lo saprà scovare. gli erano assolutamente fedeli. C'era grande affluenza di gente nella sala comune. aveva pronunciato quella frase misteriosa di cui Michele Strogoff poteva ora comprendere il significato. rimase nella casa della posta. vere spie assoldate. Il pensiero del dovere. un grido che gli penetrò fino in fondo al cuore. unendosi alla compagnia di Sangarre. per fortuna. non a Oms . Erano le quattro del pomeriggio. poteva trarre buon profitto. gli abitanti. solo a viaggiare? Un cavallo gli doveva bastare e. aveva raggiunto Oms . senza l'incidente che lo aveva trattenuto tre giorni sulle rive dell'Irtis.tempo il vecchio zigano. per reclutare fra i numerosi stranieri convenuti alla fiera da tutta l'Asia centrale. un grido lo fece trasalire.. Quanto a trovare una vettura per sostituire il "tarantàs". fu impossibile. Non ce n'erano né a noleggio né in vendita. Quei due individui non erano che lo stesso uomo. Ivan Ogareff era giunto a Oms appena da tre giorni. ora più che mai. il pericolo grave che poteva sorgere per sua madre e per lui in quel doloroso incontro. E chissà quante disgrazie avrebbe ancora evitato nell'avvenire! In ogni caso. che neppure un muscolo del suo volto si contrasse. purtroppo.. e alcuni minuti dopo era in ordine per partire. Ma che bisogno aveva ora Michele Strogoff di una vettura? Non era. lo trattennero.. di cui aveva sorpreso le parole al mercato di Niznij Novgorod. D'improvviso. e fu tale la sua padronanza di sé. Nella sala comune erano riunite venti persone. questo cavallo poté procurarselo. Uscire da Oms attraverso una delle brecce aperte nella cinta non sarebbe stato difficile. Michele Strogoff non si sbagliava. adatto a sopportare le lunghe fatiche. era lui che. un corpo destinato a riprendere quella città ai Tartari di Feofar Khan. Ivan Ogareff aveva potuto varcare i confini della provincia di Niznij Novgorod sotto le vesti di zigano. durante la notte. Michele Strogoff ascoltava attentamente ciò che si diceva. ma a Toms . In mezzo ad esse potevano esserci delle spie. Michele Strogoff doveva evitare Ivan Ogareff e fare in modo di non essere visto. ma non prendeva parte alle conversazioni. era lui che aveva viaggiato a bordo del "Caucaso" con tutta la compagnia delle zingare.Figlio mio! Era sua madre. Si parlava del prossimo arrivo d'un corpo di truppe moscovite. Era un animale robusto..

balbettando più che pronunciando queste parole. Nella sua mente s'era fatta un'improvvisa luce.Chi siete.I miei occhi mi hanno ingannata! Quel giovane non è mio figlio! Non aveva la sua voce! Non pensiamoci più! Finirò col vederlo dappertutto. . E.rispose la vecchia donna con un tono così calmo e un volto così tranquillo. fissandolo negli occhi.rispose egli indietreggiando di qualche passo.Il tuo nome? . mercante di Ir uts !.Vieni .gridò ancora la vecchia madre. buona donna . .Marfa Strogoff? . Era proprio suo figlio quello che aveva visto.Michele! . aveva voluto interrogare lui stesso la vecchia siberiana.. al limite della resistenza.Sì.Figlio mio! figlio mio! Michele Strogoff. non riconosci più tua madre? .. buona donna? ..disse l'ufficiale. . mentre risuonavano per l'ultima volta queste parole: .Sono pazza! .E' corriere dello zar? . per lei.esclamò la madre. Marfa Strogoff. Lei. chiuse gli occhi per non vedere l'inesprimibile angoscia che tormentava il volto venerato della madre e ritirò le mani per non stringere le mani tremanti che lo cercavano. era perché non doveva riconoscerla. Ma. Alcuni istanti dopo.. . . La vecchia Marfa mosse direttamente verso di lui. quasi fuggendo. che i testimoni dell'incontro appena avvenuto non l'avrebbero più riconosciuta. Meno di dieci minuti dopo. con passo sicuro. .domandò in tono rude. e. al quale erano stati riferiti immediatamente tutti i particolari di quella scena. . ella non ebbe che una preoccupazione: «L'avrò rovinato senza volerlo?». . Marfa Strogoff si trovava al bivacco della piazza grande. uscì dalla sala comune. seguì l'ufficiale tartaro e uscì dalla posta. . nel momento in cui il mastro di posta correva per soccorrerla. sarebbe finita per lui. Ivan Ogareff.Veramente non so cosa volete dire. Non vide la vecchia madre. era perché non voleva. era ugualmente impossibile. . .     . per la sua missione.figlio di Marfa Strogoff apparteneva al corpo dei corrieri dello zar? Michele Strogoff non si mosse. se lui non l'aveva riconosciuta..Non sei figlio di Piotr e di Marfa Strogoff? . era partito. Ma se avesse ceduto.Hai un figlio? . .. .Sì. .rispose freddamente Michele Strogoff. . .disse a coloro che l'interrogavano. scambiandolo con un altro. rinnegata da suo figlio! non era possibile! Quanto ad essersi sbagliata.. alla presenza di Ivan Ogareff. per il suo giuramento!. la vecchia donna si alzò. Dominandosi completamente. era perché aveva delle ragioni inderogabili per agire così! E allora soffocando i sentimenti materni.. Michele Strogoff avrebbe dato la sua vita per potere stringere liberamente tra le braccia sua madre!.. che si era accasciata quasi esanime su una panca.domandò Michele Strogoff.Marfa Strogoff. un ufficiale tartaro si presentò alla posta.Una rassomiglianza vi fa credere.disse.Michele! ..Vi sbagliate!.Sono io .domandò. . .Chi sono? me lo domandi! Figlio mio. sospettando la verità.Non mi chiamo Michele! Non sono vostro figlio! Io sono Nicola Korpanoff.

che posso farti torturare fino a quando tu non confessi la verità? .Dov'è? . affinché il ricercato non potesse uscire da Oms . e i suoi connotati inviati a tutti i mastri di posta. accennando a Marfa Strogoff.Hai notizie di lui? . Ma egli ormai era già uscito da una delle brecce della cinta e il suo cavallo correva nella steppa. saprò ben farla parlare.Da due mesi. appena qualche momento fa. vecchia.. . Ora. E mentre i soldati l'afferravano brutalmente. Poi.domandò una seconda volta Ivan Ogareff.rispose Marfa Strogoff. Credete che per qualsiasi cosa al mondo rinneghi un figlio come quello che Dio mi ha dato? Ivan Ogareff guardò con occhio cattivo la vecchia che lo sfidava apertamente. alle otto di sera.Chi è dunque quel giovane che tu chiamavi tuo figlio.Sono dieci volte che mi è sembrato di ritrovare mio figlio da quando la città è piena di stranieri! Credo di vederlo dappertutto! . al cambio della posta? . non essendo stato immediatamente inseguito. .Lo sai. Fu una fortuna che Michele Strogoff fosse uscito così precipitosamente dalla posta. Michele Strogoff era partito da Oms il giorno 29 luglio.Non era Michele Strogoff. . Dunque. Non dubitava che ella avesse riconosciuto suo figlio in quel giovane siberiano. ciò non poteva avvenire se non per un gravissimo motivo. . Questa città si trova press'a poco a metà strada tra Mosca e       . corriere dello zar. e se la madre a sua volta rinnegava il figlio. .Da quanto tempo? .No. Non era lui . . sarebbe riuscito a dileguarsi.Ho detto la verità. questa vecchia strega! 15.Quel siberiano non era Michele Strogoff? . .rispose per la seconda volta Marfa Strogoff. che si nascondeva sotto falso nome ed era incaricato di qualche missione.Quando sarà venuto il momento.Un giovane siberiano che ho scambiato per lui . Così diede immediatamente ordine di ricercarlo.No.Questa donna sia mandata a Toms .A Mosca. e la tortura non farà cambiare nulla alle mie parole. aggiunse tra i denti: . se il figlio aveva dapprima rinnegato la madre. per Ivan Ogareff non c'era dubbio che il preteso Nicola Korpanoff fosse Michele Strogoff. . Gli ordini di Ivan Ogareff erano stati subito trasmessi a tutte le porte della città. la cui scoperta sarebbe stata di capitale importanza per lui.Così quel giovane non era Michele Strogoff? . disse. LE PALUDI DELLA BARABA.

molto breve in quella stagione e rischiarata da quel chiarore lunare che filtra attraverso le nubi. Alcuni squadroni tartari erano passati per la grande strada della steppa. comunicandogli tutta l'impazienza febbrile che lo divorava. di portarlo velocemente fino al prossimo cambio. Fino allora le condizioni atmosferiche avevano per fortuna secondato il viaggio del corriere dello zar. essa vi                 . Michele Strogoff oltrepassò la stazione di Turumoff e si inoltrò nella contrada paludosa della Baraba. Michele Strogoff sapeva dunque che avrebbero tentato di tutto per impadronirsi di lui. Malgrado i pensieri dolorosi che l'ossessionavano. I dispacci che portava quel corriere dovevano essere d'una importanza capitale. riprendeva la marcia. come un uomo sicuro della sua strada. Ivan Ogareff era adesso certo che un corriere dello zar era passato da Oms . Il suolo di questa vasta depressione è completamente argilloso. chiedendogli soltanto una cosa. Però. il caso malaugurato che lo aveva portato alla presenza dl sua madre. sia nei villaggi che nei cambi di posta. perché non si sapeva quando e come avrebbe potuto sostituirlo. sono il deposito di tutte le acque piovane che non trovano scolo né verso l'Ob né verso l'Irtis. su uno spazio di trecento verste. e si fermò alla stazione di Fuli ovo. ciò che non poteva sapere. come se gli fosse già visibile all'orizzonte. aveva conservato tutta la sua lucidità di mente e correva verso la meta. senza dubbi. Ed ora era una fortuna che lo ignorasse! Avrebbe egli potuto resistere a quest'altra prova? Michele Strogoff spronava quindi il suo cavallo. Tuttavia la strada di Ir uts passa di là. riprese dunque la corsa attraverso la steppa. Dopo un'ora di riposo. non trovò né cavalli né vetture. in mezzo a marrane. era che Marfa Strogoff si trovava nelle mani di Ivan Ogareff. decise di proseguire. per attraversarle con maggior sicurezza. Se non udiva alcun rumore sospetto. dove potrebbe sostituirlo con un altro più veloce. stagni. come temeva. senza esitazioni. da cui il sole solleva esalazioni malsane. Evidentemente. laghi. Tutto era stato razziato o requisito. Michele Strogoff procedeva. diretto a Ir uts . rendeva la strada praticabile. Ma qui. le difficoltà naturali potevano essere molto gravi. A mezzanotte aveva già percorso settanta verste. ma sapeva pure che le avrebbe in qualsiasi modo superate. Allora smontava di sella per alleggerirlo un poco. questo cavallo. volendo distanziare il massimo possibile i cavalieri che Ivan Ogareff avrebbe lanciato al suo inseguimento. Egli lo sapeva. Le vaste paludi della Baraba. comprese da nord a sud entro il sessantesimo e il cinquantaduesimo parallelo. alle nove del mattino. paludi. Quando si fermava un istante a qualche curva della strada lo faceva per lasciar riprendere fiato al suo cavallo. Il 30 luglio. Ah! se tutte quelle contrade siberiane fossero state avvolte dalla notte polare. in maniera che le acque vi si depositano e costituiscono una regione molto difficile da attraversare durante la stagione calda. poi posava l'orecchio al suolo e ascoltava se si propagava sulla superficie della steppa il rumore di un galoppo. La notte. Ma ciò che non sapeva. quella notte continua che dura per sei mesi! C'era da desiderarlo. aveva svelato il suo incognito. e quindi impermeabile. trovandosi improvvisamente in presenza di suo figlio. Con molta difficoltà Michele Strogoff poté ottenere un poco di foraggio per il suo cavallo e di cibo per sé. Era dunque necessario trattarlo bene. se voleva precedere le colonne tartare. e che ella avrebbe pagato forse con la sua vita quell'impulso che non aveva potuto frenare. Là.Ir uts . La temperatura era sopportabile. dove il corriere doveva arrivare entro dieci giorni. del resto.

e anche a miliardi d'insetti microscopici. a cui l'umidità. alle zanzare. cavallo e cavaliere non potevano evitare le punture di tutti quegli insetti che infestavano questa zona paludosa. ai culici. e più d'una volta i viaggiatori. a volte seguiva le rive sinuose d'uno di quei grandi stagni. quando la neve ha livellato il suolo e condensato i miasmi. correva sempre senza fermarsi. alla quale collegano una maglia di retina metallica. L'atmosfera sembra permeata di sottilissimi aghi. scattava come se le punte di mille speroni gli fossero . hanno meritato il nome di laghi. Michele Strogoff lanciò il suo cavallo attraverso una prateria melmosa. saltando crepacci che si aprivano tra i blocchi corrosi. i cui blocchi oscillavano come una tavola troppo leggera gettata sopra l'abisso. persino impraticabile. sono pochi coloro che escono da queste paludi senza avere il volto. le slitte possono con facilità e sicurezza scivolare sulla crosta indurita della Baraba. La strada tuttavia era nettamente tracciata. Allora i cacciatori frequentano assiduamente la contrada. ma. si sentono per le loro intollerabili punture. che l'uomo disputa a caro prezzo alle tipule. con la massima fatica e spesso con i più grandi pericoli per il viaggiatore. In alcuni tratti non era stato possibile evitare le acque stagnanti. punzecchiato da questi ditteri velenosi. ermellini e quelle preziose volpi la cui pelliccia è molto ricercata. pur non vedendosi. riempiendo di gridi le profondità del cielo. disseminato di mille fiori dalle tinte vivaci e tra i quali si distinguevano i gigli e i giaggioli. un impenetrabile groviglio. il collo. hanno cura di munirsi di una maschera di crine. quando il livello delle acque e troppo alto. che formavano una rete inestricabile. Non era più la prateria sconfinata.s'inoltra. invece. quando il gelo ha solidificato tutto ciò che è liquido. Ma durante l'estate la palude ritorna fangosa. Alcune di queste piattaforme si prolungavano per un tratto di due o trecento piedi. Michele Strogoff. che non sono visibili a occhio nudo. che si levavano dai bordi della strada e si sparpagliavano a stormi. vi hanno provato un malessere simile al mal di mare. lastricata da spessi strati d'argilla. I viaggiatori costretti ad attraversare la Baraba durante l'estate. o almeno le viaggiatrici dei "tarantàs". D'inverno. ma su piattaforme traballanti. ma una specie di immenso bosco ceduo di vegetazione arborescente. Qui la vegetazione cresceva fino a cinque o sei piedi di altezza. e si sarebbe indotti a credere che neppure un'armatura da cavaliere medioevale basterebbe a proteggere contro i pungiglioni di quei ditteri. pestilenziale. ai tafani. non si curava che il suolo fosse solido o che cedesse sotto i suoi piedi. Michele Strogoff. L'erba da pascolo aveva ceduto il posto alle piante acquatiche. alle quali i cacciatori siberiani più incalliti non hanno mai potuto abituarsi. che copre loro le spalle. ma. e il calore davano proporzioni gigantesche. Erano principalmente giunchi e felci ombrellifere. Malgrado queste precauzioni. il cui profumo si mescolava alle zaffate calde che salivano dal suolo. misurando molte verste di lunghezza e di larghezza. le mani crivellate di punti rossi. galoppando tra quella boscaglia di giunchi. A volte procedeva diritta tra la fitta giungla di piante acquatiche. e la strada allora le attraversava non su ponti. inseguendo martore. E' infatti una regione funesta. non più ricoperta della bassa erba della steppa. per quanto veloci andassero. dove abbonda la selvaggina. di cui si nutrono esclusivamente gli immensi greggi siberiani. e il suo passaggio era soltanto segnalato da uccelli acquatici d'ogni specie. che. Le erbe giganti erano più alte di lui. non era più visibile dalle paludi che costeggiavano la strada. Il cavallo di Michele Strogoff.

penetrate nei fianchi. Preso da una rabbia folle, fuggiva, si arrestava, divorava verste su verste, con la velocità d'un direttissimo, battendosi i fianchi con la coda, cercando nella celerità della corsa un sollievo al suo supplizio. Bisognava essere un buon cavaliere come Michele Strogoff per non venire disarcionato dalle reazioni del cavallo, dalle impennate, dai salti che faceva, per sfuggire ai pungiglioni dei ditteri. Il corriere invece, divenuto per così dire insensibile al dolore fisico, come se si trovasse sotto l'influenza d'una anestesia permanente, vivendo soltanto del desiderio di arrivare a qualunque costo alla meta, non vedeva altro in questa corsa insensata, se non la strada che fuggiva rapidamente dietro di lui. Chi crederebbe che questa contrada della Baraba, così malsana durante la stagione calda, avesse potuto offrire asilo a una popolazione qualsiasi? Eppure c'era. Alcuni casolari siberiani apparivano in lontananza tra i giunchi giganteschi. Uomini, donne, bambini, vecchi, vestiti di pelli di animali, col volto ricoperto di vesciche spalmate di pece, facevano pascolare magri greggi di pecore; ma, per preservare gli animali dagli assalti degli insetti, li tenevano contro vento di fuochi di legno verde, che alimentavano notte e giorno, e il cui acre fumo si propagava lento sopra l'immensa palude. Quando Michele Strogoff sentiva che il suo cavallo, rotto dalla fatica, era sul punto di abbattersi, si fermava a uno di questi miseri casolari, e qui, dimentico della propria stanchezza, massaggiava con le sue mani le punture del povero animale con grasso caldo, secondo il costume siberiano; poi, gli dava una buona razione di foraggio, e soltanto dopo averlo ben governato, ben fornito, pensava a sé, si riposava, mangiava qualche pezzo di pane e di carne, bevendo assieme qualche bicchiere di " vas". Un'ora dopo, o al massimo due, riprendeva a galoppo sfrenato l'interminabile strada di Ir uts . Percorse così novanta verste oltre Turumoff, e il 30 luglio, alle quattro di sera, Michele Strogoff, insensibile ad ogni fatica, arrivava a Elams . Qui dovette concedere una notte di riposo al suo cavallo. Il coraggioso animale non avrebbe potuto continuare per molto questo viaggio. Anche a Elams , come in altre città, non esisteva più nessun mezzo di trasporto. Per le stesse ragioni che nelle borgate precedenti mancava tutto, vetture e cavalli. Elams , una cittadina che i Tartari non avevano ancora visitato, era quasi completamente spopolata, perché poteva essere facilmente invasa dal sud, e difficilmente soccorsa dal nord. Così, cambi di posta, uffici di polizia, residenza del governatore, erano stati abbandonati per ordine superiore, e tanto i funzionari quanto gli abitanti in grado di emigrare si erano ritirati a Kams , al centro della Baraba. Michele Strogoff dovette dunque rassegnarsi a passare la notte a Elams , per concedere al suo cavallo dodici ore di riposo. Ricordava le raccomandazioni che aveva ricevuto a Mosca: attraversare in incognito la Siberia, arrivare al più presto a Ir uts , ma non sacrificare in alcun modo la riuscita dell'impresa alla rapidità del viaggio; per conseguenza, egli doveva avere cura dell'unico mezzo di trasporto che gli restava. Il giorno dopo, Michele Strogoff partì da Elams nel momento in cui erano segnalati i primi esploratori tartari, dieci verste più indietro, sulla strada della Baraba, e si lanciava di nuovo attraverso la contrada paludosa. La strada era pianeggiante, e ciò la rendeva più facile, ma era tortuosa, e questo la allungava. Impossibile, del resto, lasciare la strada per correre in linea retta attraverso l'inestricabile rete di stagni e di fossati. Il giorno seguente, primo agosto, centoventi verste più avanti,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

Michele Strogoff arrivava verso mezzodì al borgo di Spas oije, e alle due si fermava a quello di Po rovs oije. Il suo cavallo, stremato dopo la partenza da Elams , non avrebbe potuto fare un passo in più. Qui, Michele Strogoff dovette sacrificare ancora, per un riposo forzato, la fine di quella giornata e tutta la notte; ma, ripartito l'indomani mattina, sempre galoppando attraverso il suolo mezzo sommerso, il 2 agosto, alle quattro del pomeriggio, dopo una tappa di sessantacinque verste, raggiunse Kams . Il paesaggio era cambiato. La piccola borgata di Kams è come un'isola, accogliente e sana, nel cuore dell'inabitabile contrada. E' situata infatti al centro della Baraba. Qui, grazie, alle bonifiche ottenute per mezzo dell'incanalazione del Tom, affluente dell'Irtis che passa per Kams , le paludi pestilenziali sono state trasformate in pascoli della più grande fertilità. Tuttavia queste bonifiche non hanno ancora trionfato sulle febbri, che durante l'autunno rendono pericoloso il soggiorno in questa città. Ma è ancora qui che gli indigeni della Baraba cercano un rifugio, quando i miasmi della palude li cacciano in altre parti della provincia. L'emigrazione provocata dall'invasione tartara non aveva ancora spopolata la piccola città di Kams . I suoi abitanti si ritenevano probabilmente al sicuro al centro della Baraba, o almeno pensavano di avere il tempo di fuggire, se erano direttamente minacciati. Michele Strogoff, per quanto ne avesse desiderio, non poté dunque apprendere nessuna notizia in questo luogo. A lui, piuttosto, il governatore si sarebbe rivolto, se avesse conosciuto la vera identità del preteso mercante di Ir uts .. Kams , infatti, per la sua stessa posizione, sembrava essere fuori dal mondo siberiano e dai gravi avvenimenti che lo sconvolgevano. Del resto, Michele Strogoff si fece vedere poco o nulla. Non essere visto non gli bastava più, avrebbe voluto essere invisibile. L'esperienza del passato lo rendeva sempre più circospetto per il presente e per l'avvenire. Così si tenne appartato e, avendo poca voglia di percorrere le vie della borgata, non volle neppure uscire dall'albergo nel quale aveva preso alloggio. Michele Strogoff avrebbe potuto trovare una vettura a Kams e sostituire con un veicolo più comodo il cavallo che lo aveva trasportato fin da Oms . Ma, dopo seria riflessione, ebbe timore che l'acquisto di un "tarantàs" attirasse l'attenzione su di lui e, finché non avesse oltrepassato la linea ora occupata dai Tartari, la quale divideva la Siberia press'a poco seguendo la valle dell'Irtis, non voleva rischiare di dare occasione a sospetti. Del resto, per compiere la difficile traversata della Baraba e fuggire attraverso la palude, nel caso che qualche pericolo lo avesse minacciato troppo da vicino, per distanziare i cavalieri lanciati al suo inseguimento, per gettarsi, se era necessario, nel folto della boscaglia di giunchi, un cavallo serviva evidentemente meglio di una vettura. Più avanti, oltrepassata Toms , o anche Krasnojars , in qualche centro importante della Siberia occidentale, Michele Strogoff vedrebbe ciò che gli converrebbe fare. Quanto al suo cavallo, non ci pensò neppure a sostituirlo con un altro. Si era affezionato a questo coraggioso animale. Sapeva ciò che poteva esigere da lui. Comperandolo a Oms era stato fortunato, e il generoso "mugi " gli aveva reso un prezioso servizio accompagnandolo dal mastro di posta. Del resto, se Michele Strogoff s'era affezionato al suo cavallo, il cavallo sembrava che si fosse abituato a poco a poco alle fatiche di un tale viaggio e, a condizione di concedergli qualche ora di riposo, il suo cavaliere sperava che avrebbe resistito fin oltre le province invase. Così, durante quella serata e durante la notte dal 2 al 3 agosto,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

Michele Strogoff rimase confinato nel suo albergo, all'entrata della città, albergo poco frequentato e al riparo dagli importuni e dai curiosi. Rotto dalla fatica, si coricò, dopo essersi assicurato che al suo cavallo non fosse mancato niente; ma dormì soltanto d'un sonno intermittente. Troppi ricordi, troppe inquietudini lo assalivano a un tempo. L'immagine della vecchia madre, quella della sua giovane e intrepida compagna, lasciate dietro a sé, senza protezione, passavano a intervalli nella sua mente e si confondevano spesso in un unico pensiero. Poi ripensava alla missione che aveva giurato di compiere. Ciò che aveva visto dalla sua partenza da Mosca gliene dimostrava sempre più l'importanza. Il momento era estremamente grave, e la complicità di Ogareff lo rendeva ancora più pericoloso. E quando il suo sguardo cadeva sulla lettera chiusa con il sigillo imperiale - quella lettera, che senza dubbio conteneva il rimedio a tanti mali, la salvezza di tutto quel paese sconvolto dalla guerra - Michele Strogoff sentiva in se stesso come una voglia selvaggia di slanciarsi attraverso la steppa, di compiere a volo di uccello la distanza che lo separava da Ir uts , d'essere un'aquila per elevarsi sopra gli ostacoli, d'essere un uragano per passare attraverso l'aria alla velocità di cento verste all'ora, d'arrivare finalmente in presenza del granduca e di gridargli: «Altezza, da parte di Sua Maestà lo zar!». L'indomani mattina, alle sei, Michele Strogoff ripartì con l'intenzione di percorrere in quella giornata le ottanta verste (85 chilometri) che separano Kams e la borgata di Ubins . Dopo aver percorso venti verste, ritrovò le paludi della Baraba, non prosciugate da nessun canale, e il cui suolo era sovente inondato da un piede di acqua. Allora era difficile riconoscere la strada, ma, grazie alla sua consumata prudenza, compì la traversata senza nessun incidente notevole. Michele Strogoff, arrivato a Ubins , lasciò riposare il suo cavallo per tutta la notte, perché voleva, nella giornata seguente, compiere senza tappe le cento verste che corrono tra Ubins e I uls oije. Partì quindi all'alba, ma sfortunatamente, in quella zona il suolo della Baraba diventò sempre più impraticabile. Infatti, tra Ubins e Kama ova, le piogge, che erano cadute molto abbondanti alcune settimane prima, s'erano depositate su questa lieve depressione come in una conca impermeabile. Non c'era neppure più soluzione di continuità in quell'interminabile rete di fossati, stagni e laghi. Uno di questi laghi - abbastanza grande per avere meritato d'essere annoverato nella nomenclatura geografica, - lo Ciang, dal nome cinese, dovette essere costeggiato per una larghezza di oltre venti verste e a prezzo di difficoltà immense. Perciò vi fu qualche ritardo, che nonostante tutta l'impazienza di Michele Strogoff non si poté evitare. Del resto, aveva pensato bene a non prendere una vettura a Kams , perché il suo cavallo passò là dove nessun veicolo avrebbe potuto passare. Alla sera Michele Strogoff, arrivato a I uls oije, alle nove, si fermò tutta la notte. In quel borgo sperduto della Baraba, le notizie della guerra non erano giunte affatto. Per la sua stessa natura, questa parte della provincia, situata nella biforcazione delle due colonne tartare, dirette l'una verso Oms e l'altra verso Toms , era rimasta esente finora dagli orrori dell'invasione. Ma le difficoltà naturali andavano finalmente diminuendo, e così, se non fosse intervenuto nessun ritardo, Michele Strogoff avrebbe potuto, nella giornata seguente, uscire dalla Baraba. Avrebbe trovato allora una strada praticabile, dopo aver percorso le centoventicinque verste (133 chilometri) che ancora lo separavano da Kolivan. Arrivato a questo importante centro, gli sarebbe rimasta altrettanta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

infatti. 5 agosto. calpestati dagli zoccoli dei cavalli. ma forniti sì e no del necessario! Comunque non c'era da perdere tempo. UN ULTIMO SFORZO. Michele Strogoff uscì dalle ultime depressioni della Baraba. erano relativamente tranquilli. si compivan ventun giorni dalla partenza. come I uls oije e Karguins che egli attraversò il giorno seguente. oppure dall'esercito dell'emiro già avanzato fino agli estremi confini della provincia? Feofar Khan si trovava di persona nel governatorato del Jeniseis ? Michele Strogoff non lo sapeva. dove le colonne tartare avrebbero manovrato con difficoltà. 16. Era partito da Mosca il 15 luglio. non ci sono più strade tracciate. se fosse stato necessario. Finalmente. Ma questi incendi erano stati forse appiccati dall'avanguardia. Questi agglomerati. Appena qualche casolare isolato. Michele Strogoff avesse invece da temerli dagli uomini? Questo era probabile. Qui. o semplici isbe di poveri contadini. dopo aver oltrepassato la stazione di Kargats . e non poteva decidere niente prima di essere certo a questo riguardo. Millecinquecento verste lo separavano ancora da Ir uts . Tuttavia. Michele Strogoff doveva dunque prendere le più minuziose precauzioni attraversando questa contrada. né villaggi. non cresce più erba!". occupata da Feofar Khan. non avendo più da temere ostacoli di natura fisica. Avrebbe preso allora consiglio dalle circostanze. grazie alla loro posizione nella Baraba. I campi. A viaggiare allora attraverso la steppa. egli non avrebbe esitato a gettarsi fuori della strada di Ir uts . ma non c'era forse il pericolo che sulle rive più prosperose dell'Ob. Perciò quel giorno. Colonne di fumo che si innalzavano all'orizzonte indicavano che i borghi e i casolari bruciavano ancora. né città. e molto probabilmente avrebbe deciso di aggirare questa città. verso le tre e mezzo del pomeriggio. e di questi barbari si poteva dire ciò che fu detto dei Turchi: "Dove passa il Turco. Michele Strogoff aveva ragione di temere qualche cattivo incontro in quelle pianure che si estendevano al di là della Baraba. ospitali senza dubbio. a destra e a sinistra.strada per arrivare a Toms . Il paese sarà dunque talmente spopolato da non trovare più un solo siberiano al quale chiedere informazioni? Michele Strogoff percorse dieci verste sulla strada completamente deserta. avrebbe evidentemente rischiato di rimanere senza risorse. e il terreno solido e secco del territorio siberiano tornò a risuonare di nuovo sotto gli zoccoli del suo cavallo. comprendendo le settanta ore abbondanti perdute sulle rive dell'Irtis. se le notizie erano esatte. qualche casa                     . lasciavano scorgere che i Tartari vi erano passati. Cercava con lo sguardo.

poiché le acque dell'Ob sono diventate rosse! . Una donna ancora giovane. ormai spossato. Lanciarsi poi fuori della strada di Ir uts per aggirare Toms . . occorreva molta attenzione per non uscire dalla strada.Addio. a qualche passo dai resti dell'abitazione. amico. a partire da questa città. Il vento. Rifornirsi per una lunga tappa.I Tartari sono passati di qui? . interrotta per un istante. Sapeva ora una cosa: che ad ogni costo doveva evitare di passare per Toms . affluenti dell'Ob. In mezzo a quelle tenebre. Quando si avvicinò. avrebbe dovuto attraversarlo a nuoto? Si sarebbe visto il da farsi sul luogo. Posso fare qualcosa per te e per i tuoi? . attorno a quella famiglia. che non ebbe neppure la forza di ringraziare. Michele Strogoff non doveva esitare un istante. era possibile. Unico rumore era lo scalpitio del cavallo che risuonava sulla via deserta. .che non fosse abbandonata. Tutto. dal quale distava ancora quaranta verste.Parla . Avrebbe trovato laggiù un traghetto. guardava con occhi smarriti quella scena di desolazione. .Nulla.A Toms . era quanto gli restava da fare.Puoi rispondermi? . avrebbe cercato di sostituirlo con un altro a Kolivan.No. Fin che percorreva il paese devastato. .Grazie. e le parole con le quali lo incoraggiava. Quanto al suo cavallo. il suo viaggio si sarebbe effettuato in condizioni nuove. dopo avere evitato Toms . i nostri campi sono devastati! . egli avesse potuto riprendere la strada di Ir uts attraverso la provincia del Jeniseis non ancora devastata dagli invasori. che scorse tra gli alberi.                     .Un esercito. era l'unica soluzione da prendere.Sì. dopo avergli chiesto quanto gli restava ancora di forze per quest'ultima tappa. al quale il suo latte sarebbe ben presto venuto meno. Michele Strogoff. seguì la strada diritta che portava sulla riva destra dell'Ob. lasciava l'atmosfera in una calma assoluta. Kolivan doveva dunque rappresentare un nuovo punto di avvio. . Deciso questo nuovo itinerario. Andare a Kolivan. era distruzione e miseria! Michele Strogoff si avvicinò al vecchio. inginocchiata al suolo. se i Tartari avevano distrutto i battelli del fiume. dopo avere attraversato l'Ob. poiché la mia casa è in fiamme! .E Feofar Khan è entrato a Toms ? .Al comando dell'emiro?.Arrivederci. Non esitò e. Allattava un bambino di pochi mesi.Dell'emiro. Però una capanna.. le difficoltà sarebbero state ancora grandi. fiancheggiata da stagni e da piccoli corsi d'acqua. Era scesa la notte.gli disse con voce calma.rispose il vecchio. senza dubbio sua figlia e madre di quei piccoli. . dopo una giornata molto calda. fumava ancora. imponendo al suo cavallo un'andatura veloce e regolare. Sentiva che tra poco il povero animale sarebbe crollato sotto di lui.Sai se i Tartari si sono impadroniti di Kolivan? . poiché fin dove il tuo occhio può vedere. dove i Tartari non erano ancora passati. completamente caduto al tramonto. vide un vecchio circondato da bambini che piangevano. perché. poiché Kolivan non brucia ancora! . . ma se.. Tutte quelle che vide erano vuote.Era un esercito o un distaccamento? . A mezzanotte l'oscurità profonda avvolgeva la steppa. avrebbe raggiunto la sua meta entro pochi giorni. oppure. incitò il suo cavallo e riprese la marcia. E Michele Strogoff dopo aver lasciato cadere venticinque rubli in grembo alla sventurata donna.

      . e il suo occhio penetrante scoprì una massa che si profilava confusamente nell'ombra. Alla distanza di una o due verste più indietro. se quei cavalieri lo perlustrano. quanto della prudenza del suo cavallo. . smontato di sella per riconoscere con esattezza il tracciato della strada. Sono Russi o Tartari?». lo squadrone non pensava di perlustrare la macchia. «C'è un bosco ceduo . . Ai due lati il terreno era dunque assolutamente impraticabile. Era come il rumore di una cavalcata lontana sulla terra secca. Forse i cavalieri illuminavano la via con l'intenzione di frugare i dintorni? Michele Strogoff ne ebbe il sospetto. sicché lo squadrone doveva necessariamente passare davanti a questa macchia. Michele Strogoff s'era appena appostato dietro un cespuglio di larice. per vedere di che si trattava. si udiva una certa cadenza di passi che battevano il suolo con regolarità. Qualche istante dopo. Eccoli! eccoli!». di cui conosceva la sagacia. e si snodava fra depressioni e stagni.Marciano svelti. si fermò davanti a un corso d'acqua.Cercarvi rifugio. «Sì . Michele Strogoff ascoltò ancora. poi tornò ad appostarsi sul limite del bosco. dopo avere posato l'orecchio al centro della strada. Si avvaleva tanto della sua vista eccellente che frugava le tenebre. nel quale si distinguevano qua e là dei punti luminosi che si agitavano nell'ombra. poiché seguiva la grande strada di Ir uts . sulla sinistra. ma di bivaccare in quel luogo. ma con una certa circospezione. che Michele Strogoff non correva pericolo di essere visto. quando scorse un chiarore molto confuso. Condusse quindi il suo cavallo fino al corso dell'acqua e lo legò a una pianta. pronto a tuffarsi. si fermò. il trotto dei cavalli cominciò a rallentare. al quale si accedeva dalla strada. ebbe l'impressione di sentire un rumore confuso provenire dall'ovest.disse. se era necessario. a meno che quella macchia non venisse minuziosamente perlustrata. che limitava quella macchia come una cinta semicircolare. Si ritirò immediatamente. Da certi preparativi Michele Strogoff capì che. per fortuna. Ma come? Dove nascondermi in questa steppa? Michele Strogoff si guardò attorno. Se sono Russi. Erano una cinquantina. Lo squadrone. Questa non era costeggiata da piante. scivolando come un selvaggio nella parte più folta della macchia. ma non ho scelta. I cavalieri smontarono di sella. mi unirò a loro. e istintivamente indietreggiò fino alla sponda del corso d'acqua.Michele Strogoff procedeva dunque il più rapidamente possibile. arrivato all'altezza della macchia. Se sono Tartari bisogna evitarli. arrivò a un boschetto di larici. tirando il suo cavallo per la briglia. Michele Strogoff ascoltò con maggiore attenzione. delimitati da bassi cespugli di ginestre e di eriche. a un centinaio di passi più avanti. Michele Strogoff.questi cavalli avanzano di buon trotto: entro dieci minuti saranno qui: il mio cavallo non potrebbe distanziarli.pensò. Una decina di loro portava torce che schiarivano la strada per un largo raggio. Michele Strogoff si gettò al coperto sotto le ginestre e. significa forse rischiare di essere preso. «Torce!» pensò. Ma l'ombra era tanto fitta. A un certo punto Michele Strogoff. . inoltratosi per una quarantina di passi. «E' uno squadrone di cavalieri che vengono dalla strada di Oms pensò. perché lo scalpitio aumenta. Non c'era dubbio. Avvicinandosi al bosco. per far riposare i cavalli e permettere agli uomini di mangiare qualcosa.

Quei quadrupedi. appeso all'arcione della sella. oppure noi arriveremo a Toms prima di lui. . essi passeggiavano nel bosco. . I cavalli. Michele Strogoff sentì il suo cuore battergli fino                         . . Lo si vedeva perfettamente alla luce delle torce. .Infatti i cavalli. come segno distintivo del loro grado. stanchi per una lunga tappa. Questi due ufficiali indossavano un casco e una mezza cotta di maglia. e portavano piccole trombe attaccate all'arcione della loro sella. in maniera che Michele Strogoff. Sulle loro spalle sventolava un mantello di feltro dai colori vivaci. specie di berretto di pelliccia nera di montone.Sarebbe veramente da augurarselo! Il colonnello Ogareff non avrebbe più da temere che i dispacci. cercò di vedere e di sentire.Che sia ancora nascosto in qualche casa della città? . Fin dalle prime parole di quella conversazione. Quanto ai cavalieri. perché si esprimevano in lingua tartara. A queste parole.perché abbiamo lasciato Oms meno di un'ora dopo la sua partenza. predominanti in Tartaria e rassomiglianti sensibilmente ai Mongoli. e in ambedue i casi non arriverà a Ir uts . Era un distaccamento che veniva da Oms . che aveva ai suoi ordini un "dehbasci" semplice comandante di dieci uomini.riprese il "dehbasci". che proiettavano un chiarore vivo sui rami dei larici. di costituzione robusta. un lungo coltellaccio e un fucile a pietra focaia. . Il distaccamento era comandato da un "pengia-basci". . Come arma difensiva portavano uno scudo. essi si disposero ai margini della strada e si spartirono le provvigioni dei loro zaini. in maniera da tagliargli la ritirata. liberati dalle briglie.rispose il "pengiabasci". cominciarono a pascolare l'erba folta che tappezzava il terreno. ma dotati d'una forza notevole.Ma allora noi saremmo in vantaggio su di lui . Dunque. per raggiungerla poi più avanti. poté tentare di capire la loro conversazione. e abbiamo seguito la strada più corta e con tutta la velocità dei nostri cavalli. giungano a destinazione! . foglia di canapa che costituisce la base dell'"hascish" di cui gli asiatici fanno largo uso. erano di razza usbe a. di comportamento rude e selvaggio.Una donna coraggiosa. come gli uomini che li montavano. è assolutamente impossibile che abbia preso un'altra strada all'infuori di quella della Baraba. ed è possibile che abbia lasciato la strada di Ir uts . fatta di indiana ovattata con cotone crudo. Michele Strogoff aveva conservato tutta la sua calma e. cioè da un comandante di cinquanta uomini. Era composto di cavalieri usbe i. di statura superiore alla media.Come tale. deve conoscere la contrada. come le scarpe del Medioevo. e come arma offensiva una corta sciabola. o è rimasto a Oms .disse il "deh-basci". quella vecchia siberiana.e. . un siberiano . Ora egli e il secondo ufficiale discutevano e fumavano il "beng". scivolando tra le alte eriche.domandò il "deh-basci". senza essere visto.Questo corriere non dovrebbe avere molto vantaggio su di noi disse il "pengia-basci" . che pascolavano in piena libertà sul limite del bosco. Questi uomini.Chissà se è partito da Oms ? . un poco più piccoli dei cavalli turcomanni. che evidentemente è sua madre! . Il "pengia-basci" aveva dovuto lasciar riposare i suoi uomini. d'altra parte. che questo corriere porta evidentemente con sé. sono animali di fondo che non conoscono altra andatura se non quella del galoppo. la curiosità di Michele Strogoff fu straordinariamente eccitata Infatti vi si parlava proprio di lui. La loro casacca. era stretta alla vita da una cintura di cuoio bordata di rosso. portavano in testa il "talpa ".Si dice che sia un uomo del paese. e calzavano stivali gialli con tacchi alti e punte rialzate.

non volendo lasciare nulla al caso.Sì . la grande strada. sarebbe sicuramente caduto nelle mani dei cavalieri tartari. Egli era stato riconosciuto per un corriere dello zar! Uno squadrone di cavalleria. supremo dolore!. che si sarebbe trovato di fronte al grosso delle truppe di Feofar Khan. Sul proprio conto. minacciava ora di torturare sua madre! La conversazione continuò tra i due ufficiali. era assolutamente necessario avvantaggiarsi sui cavalieri usbe i nella strada di Ir uts e mettere l'Ob tra lui e loro. vivo o morto. benché i loro cavalli non fossero più stati sostituiti con altri freschi fin dalla partenza da Oms . Dalla configurazione dei luoghi risultava questo: non avrebbe potuto fuggire attraverso l'entroterra del bosco. Il corso dell'acqua che delimitava questo arco era non soltanto profondo. sarebbe stato sicuramente annientato. Era l'una del mattino. prese il tempo per riflettere e pensò attentamente alle probabilità favorevoli e contrarie. segnalato sul corso inferiore dell'Ob. quando sarà venuto il momento. Ma. la riuscita di una tale impresa sembrava quasi impossibile. Inoltre. ma era troppo tardi.rispose il "pengia-basci". una sola. e il crudele Ogareff si riprometteva di farla parlare quando avesse voluto! Michele Strogoff sapeva che l'energica siberiana non avrebbe parlato e che questo le sarebbe costata la vita!. La sosta infatti non si sarebbe prolungata. L'infame che tradiva il suo paese. e fossero quindi stanchi nella stessa misura e per le stesse ragioni che era stanco quello di Michele Strogoff. lei ha sostenuto che il presunto mercante non era suo figlio. sebbene la notte potesse favorire la fuga. chiuso da un arco di larici nani la cui corda era rappresentata dalla grande strada. Una volta dato l'allarme. Michele Strogoff non credeva di poter odiare Ivan Ogareff più di quanto l'aveva odiato fino a quel momento. Sotto quest'acqua torbida. Bisognava approfittare dell'oscurità. Non c'era dunque che una via praticabile. questo corpo. Dunque..               . per uscire dalla macchia e lanciarsi sulla strada. ma molto largo e melmoso. e la strada di Ir uts sarebbe completamente caduta in mano agli invasori. al di là del corso d acqua. lanciato al suo inseguimento. inseguito ad oltranza. Michele Strogoff. saprà lui farla parlare quella vecchia strega. e che era stato dato l'ordine di prenderlo. sua madre era nelle mani dei Tartari. e il "pengia-basci" non contava di dare ai suoi uomini più di un'ora di riposo. Non c'era dunque un istante da perdere. Un esiguo corpo russo di duemila uomini.allo spasimo. al fine di cogliere le migliori a servizio del proprio gioco. ma. Michele Strogoff. avanzava a marce forzate verso Toms . come ha detto. Ogni parola era un colpo di pugnale per Michele Strogoff. Grandi giunchi ne rendevano la traversata assolutamente impossibile. e Michele Strogoff ebbe modo di capire che nei dintorni di Kolivan era imminente uno scontro fra le truppe moscovite. il colonnello Ogareff non ci è cascato e. sarebbe certamente riuscito a tagliargli la strada! E. che sarebbe stata ben presto diradata dall'alba. il suolo irto di cespugli difficilmente si sarebbe presentato alle manovre di una fuga rapida. e ben presto raggiunto. Michele Strogoff capì da alcune parole del "pengiabasci" che sulla sua testa pesava una taglia. per fare questo. e tuttavia un'ondata di nuova avversione gli invase il cuore. era necessario fuggire prima che essi levassero il bivacco. . Se avveniva lo scontro.. Michele Strogoff si preparò ad eseguirla. che venivano dal nord e le truppe tartare. Presa questa decisione. si sentiva un fondo limaccioso. sul quale il piede non poteva trovare appoggio.

Allarme! A quel grido tutti gli uomini del bivacco si alzarono e si precipitarono sulla strada. I due ufficiali del distaccamento s'erano portati in testa allo squadrone incitando i loro uomini. l'onore del suo paese. Non c'era più un solo istante da perdere. e che gli aveva reso tanti preziosi servizi. l'intelligente animale. Ma. Gli altri erano ancora accovacciati ai piedi dei cespugli. lo seguì docilmente. Del resto. Lo accarezzò con la mano. fiutandolo. circostanza favorevole. Sfortunatamente. Michele Strogoff. Era meglio dunque fidarsi di quello di cui era sicuro. la sua missione. La sua energia. nitrì e si lanciò sulla strada. ed egli riuscì a raggiungere l'angolo che il bosco faceva sulla destra. dopo aver rimesso il morso. Il suo cavaliere gli corse appresso per riprenderlo. Michele Strogoff teneva con la mano destra la pistola. dovesse pur cadere morto arrivato sulle rive dell'Ob. gli parlò sottovoce. le torce. attraversare l'imponente fiume: ecco che cosa doveva tentare Michele Strogoff. come se avesse capito ciò che il suo padrone voleva da lui. In quel momento. Michele Strogoff ebbe dapprima l'idea d'impadronirsi di uno di quei cavalli. riuscì a farlo alzare senza rumore. nell'istante in cui Michele Strogoff stava per superare il limite della macchia. davanti al limite del bosco. L'intenzione di Michele Strogoff era di mettersi in sella il più tardi possibile.       . e si mise all'opera. ricongiungendosi con la strada. gridò: . saltare in groppa al cavallo. e l'oscurità rimaneva ancora abbastanza profonda. nessuno se ne accorse. almeno al coperto dei larici. pronto a far saltare le cervella al primo cavaliere tartaro che si avvicinasse. il suo coraggio s'erano dieci volte moltiplicati di fronte al pericolo. se non c'era nessun altro mezzo. si erano spente. A Michele Strogoff non restava altro da fare che inforcare il suo cavallo e fuggire al galoppo. La coraggiosa bestia. Alcuni cavalli usbe i tuttavia sollevarono la testa e si diressero lentamente verso il limite della macchia. strisciando sull'erba. stretto la cinghia della sella. Già si notava un certo movimento tra gli uomini del distaccamento. poi. per evitare di essere visto. scorgendo una sagoma che si stagliava confusamente nel primo chiarore dell'alba. ma i loro cavalli. senza richiamare l'attenzione. Michele Strogoff. per fortuna. si avvicinò al suo cavallo. forse la salvezza di sua madre. che era coricato al suolo. Alcuni cavalieri andavano e venivano sul margine della strada.Cercare di raggiungerla seguendo il bordo della macchia e. ma pensò con ragione che dovevano essere altrettanto stanchi quanto il suo. nascosta da un folto cespuglio di eriche. era sfuggita agli sguardi degli usbe i. senza il minimo nitrito. Ma ormai Michele Strogoff era in sella. adattato la cinghia delle staffe. Non poteva esitare. cominciò a tirare pian piano il suo cavallo per la briglia. sia con un traghetto sia a nuoto. completamente consumate. chiedere al suo cavallo ciò che gli rimaneva ancora di energia e di vigore. Ne andava di mezzo la sua vita. che si trovava a duecento passi dalla macchia. del resto. si radunavano a poco a poco verso la parte centrale della macchia. e soltanto dopo avere oltrepassato una curva. s'erano inoltrati fino al limite del bosco. Costoro. ma. il cavallo di un usbe o. percorrere almeno un quarto di versta prima di essere visto.

Michele Strogoff. Ma. limitata da alberi piuttosto radi. Quest'ufficiale. a questo punto. il "pengia-basci". e una pallottola che gli trapassava la casacca. dunque. che si trovava ormai in mezzo alla corrente. Per una mezz'ora. un usbe o rotolava a terra. Ma questo inseguimento non poteva risolversi che a svantaggio di Michele Strogoff. partirono colpi di fucile contro Michele Strogoff. non c'era un traghetto né un battello che servisse per attraversare il fiume. prese la mira. Siccome i cavalli usbe i erano ancora privi di finimenti. senza punta d'appoggio. superando il limite della macchia con un salto prodigioso. nel momento in cui l'animale         . Il colpo partì. Michele Strogoff puntò la pistola e. che cavalcava uno dei migliori animali. che scorreva da sud-ovest a nord-est. e gli oggetti diventavano visibili su un raggio più largo. Sull'Ob. con mano ferma. A diverse riprese. e infatti. Era l'Ob. senza rispondere. mio buon cavallo! . girandosi indietro. doveva tagliare a nuoto la corrente impetuosa come quella di un torrente. I cavalieri s'erano fermati sulla riva del fiume ed esitavano a tuffarsi. egli poteva prendere un certo vantaggio sui cavalieri del distaccamento. si lanciò a briglia sciolta in direzione dell'Ob. Il suo cavallo non ne poteva più. sentì lo scalpitio di molti cavalli che. E tentare. Senza fermarsi. Senza girare la testa. spronò il cavallo e. Questi si sbarazzò subito delle staffe. . ma senza colpirlo. significava compiere un miracolo di coraggio.gridò Michele Strogoff. tuttavia. Cominciava a farsi chiaro. Il cavallo di Michele Strogoff non toccava il fondo. e a più riprese egli fu costretto a scaricare la sua pistola su quei cavalieri. Lo squadrone usbe o.In quel momento si sentì uno sparo. A ogni colpo. Ma gli altri cavalieri lo seguivano da vicino. quantunque il sole non fosse ancora apparso sull'orizzonte. il corriere riuscì a mantenersi fuori del tiro delle armi tartare. anzi incitandosi col loro stesso vociare e affondando gli speroni nei fianchi dei loro cavalli. ch'egli era uscito dal bosco. A circa due verste più innanzi si distingueva una linea pallida. non era che a cinquanta passi dietro di lui. che misurava in quel luogo circa mezza versta di larghezza. ma questi non avrebbero tardato a lanciarsi all'inseguimento. e la cui vallata era costituita dalla steppa. in quel momento. colpito in pieno petto. per Michele Strogoff. Era estremamente difficile vincere la corrente. accorciavano la distanza. era in testa allo squadrone e minacciava di raggiungere il fuggitivo. colpito al fianco s'inabissò sotto il suo padrone. quasi a fior di terra. e temeva che urtando in qualche ostacolo. . L'ufficiale usbe o. e tuttavia riuscì a portarlo fino alla riva del fiume. cadesse per non più rialzarsi. mirò attentamente sul fuggitivo. rotolò al suolo. molto rapida. e il cavallo di Michele Strogoff. Era il "deh-basci". accorciavano a poco a poco la distanza che li separava da Michele Strogoff.Via! Un ultimo sforzo! E si tuffò nel fiume. ma sentiva che il suo cavallo cedeva. imbracciando il fucile. a poco a poco. senza attardarsi presso il "deh-basci". in mezzo alle grida rabbiose dei suoi compagni. meno di dieci minuti dopo. vide un cavaliere che si avvicinava rapidamente. che lo serravano troppo da vicino. Era ormai giorno chiaro. e.Coraggio. assolutamente deserto.

e si trovava ancora a una distanza considerevole dalla meta che doveva raggiungere. non senza difficoltà tuttavia. trascurando la zona intermedia. si profilavano sullo sfondo grigio del cielo. Il progetto semplice e logico formulato da Michele Strogoff. A partire da questo punto. Ma Michele Strogoff. perché una spessa melma. rispondendo così a tutte le ragioni di sfiducia che la sua mente gli presentava in un solo istante.Dio protegge la santa Russia! Michele Strogoff era adesso fuori dal tiro dei cavalieri usbe i. non doveva essere ancora nelle mani degli invasori.Per il Cielo. e scomparve tra i canneti che crescevano sulla sponda dell'Ob. si sarebbe lanciato fuori dalle strade frequentate e sarebbe ritornato sulla strada di Ir uts solo nei dintorni di Krasnojars . s'erano dirette a sinistra verso Oms e a destra verso Toms . Le chiese. era di evitare Toms . Poi. occupata dalle truppe tartare. Tuttavia doveva raggiungere qualche borgata e. se poteva. . colorate di verde e oro. del resto. . senza viveri. A due verste più avanti. Michele Strogoff era relativamente al sicuro. Le truppe tartare. dopo averlo servito con tanto coraggio. la rendeva poco praticabile. qualche cambio di posta. depositata al tempo dello staripamento delle acque. Ora che il suo fedele animale. in un paese devastato dall'invasione. dove si sarebbe procurato un cavallo.disse a voce alta. sperava di trovare ancora via libera. Era Kolivan. divise in due colonne. arriverò! . e sarebbe sceso verso sud-est nelle province del lago Baj al. se si affrettava. fu di                   . 17. perché. Tuttavia la sua situazione rimaneva ancora molto difficile. credevano che fosse annegato. nascondendosi tra gli alti canneti della riva. con le cupole bizantine. aveva trovato la morte nelle acque del fiume. raggiunse la riva destra del fiume. tuffandosi di proposito in mezzo a una grandine di pallottole. Costoro non avevano osato inseguirlo attraverso il fiume e. Ciò che voleva anzitutto.scompariva sotto le acque del fiume. come avrebbe continuato il viaggio? Era a piedi. seguendo il corso dell'Ob. aveva raggiunto un punto un po' elevato. VERSETTI E CANZONI. per sfuggire il clima malsano della Baraba. in una posizione pittoresca. dove i funzionari e gli impiegati di Kams e di altre città vanno a rifugiarsi durante l'estate. Giunto su un terreno più solido. Trovato quello. Michele Strogoff pensò che cosa gli convenisse fare. Kolivan. Anzitutto Michele Strogoff cominciò ad orientarsi. dopo ch'era scomparso sott'acqua. non l'avevano visto raggiungere la sponda destra dell'Ob. una piccola città occupava la sommità d'una bassa collina. battuto dagli esploratori dell'emiro. secondo le notizie che il corriere dello zar aveva appreso.

L'incendio divorava tutto un quartiere di Kolivan. Avvicinandosi. «E' il cannone! è la fucileria!» pensò. Non era più un rumoreggiare confuso. e apparve evidente che il combattimento si spostava rapidamente verso sud. nelle province del Jeniseis . a quell'ora perfettamente calmi.             . abbandonando la riva dell'Ob. Michele Strogoff correva attraverso la steppa. oppure cercavano di riprenderla ai soldati di Feofar Khan? Questo era impossibile saperlo. Non era meglio. Ben presto le fiamme si alzarono dalla parte sinistra della città. quando una vampata si sprigionò tra le case della città. chiedervi asilo. I dintorni di Kolivan. e il campanile di una chiesa crollò in mezzo a un marasma di polvere e di fiamme. nascondervisi. l'altro in direzione est. e gli sarebbe stato difficile evitarlo. il fumo. e subito. Qui. prendervi qualcosa per ristorarsi. Perciò Michele Strogoff era in grande imbarazzo. che poteva raggiungere senza essere visto. la popolazione delle campagne. cercando di mettersi al coperto sotto qualche albero. fuggendo all'invasione alla quale non poteva opporre resistenza. Corrervi. vi fossero arrivati. Era appena a mezza versta da Kolivan. le detonazioni erano estremamente violente. Due fili partivano l'uno in direzione ovest. perché era sfinito dalla fatica e dalla fame: Michele Strogoff non aveva altro da fare. Si precipitò dunque verso quella casa. si sarebbe procurato degli abiti e un cavallo. In quel momento. Era dunque questo il momento di cercarvi rifugio? Michele Strogoff non avrebbe rischiato di esservi preso? E sarebbe poi riuscito a fuggire da Kolivan. Kolivan era certamente attaccata dalla parte settentrionale. più acuto. Esitò. vide una casa isolata. D'improvviso. ma un succedersi distinto di cannonate. capì che quella era un ufficio telegrafico. quando un distaccamento di cavalleria tartara comparve sulla destra. Ma erano i russi che la difendevano ancora contro le truppe tartare. Michele Strogoff si diresse decisamente a destra di Kolivan. I cavalieri avanzavano rapidamente verso la città. sparso qua e là. distante al massimo una mezza versta. a un lato di una folta macchia d'alberi. un crepitio secco sulla cui natura non poteva ingannarsi. e là procurarsi a qualunque prezzo un cavallo? Questa era il solo partito buono. s'era diretta a nord. Nello stesso tempo. raggiungere qualche borgata. Erano le tre del mattino. Evidentemente.raggiungere Kolivan prima che i cavalieri usbe i. da quanto si vedeva. e avrebbe raggiunto la strada di Ir uts attraverso la steppa meridionale. trasportato dal vento. La battaglia si svolgeva dunque al centro di Kolivan? Michele Strogoff dovette pensarlo e. Michele Strogoff non poteva più continuare a fuggire in quella direzione. Michele Strogoff non si sbagliava. anche se avesse dovuto pagare un prezzo dieci volte maggiore. sembravano completamente abbandonati. si alzava nell'aria. come era fuggito da Oms ? Tutte queste eventualità si presentarono alla sua mente. «Il piccolo esercito russo si è dunque scontrato con l'esercito tartaro? Ah! voglia il Cielo che io arrivi prima di loro a Kolivan!». Michele Strogoff si diresse dunque di buon passo verso Kolivan quando sentì in lontananza delle detonazioni. era evidente che Russi e Tartari combattevano nelle vie della città. i quali risalivano la riva sinistra dell'Ob. e un terzo verso Kolivan. si fermò un istante. Le detonazioni aumentavano e si avvicinavano. come Diascins o un'altra. Si fermò e distinse nettamente il sordo rimbombo che riempiva l'aria e. anche a piedi.

Volete servirvi. si precipitò allo sportello dell'impassibile impiegato. quando la porta della stanza fu aperta bruscamente. pestava i piedi per l'impazienza.E' uno scontro tra Russi e Tartari? . Uno dei due teneva in mano un dispaccio scritto a matita e.rispose l'impiegato sorridendo. quando vide che nella sala erano entrati soltanto due uomini. quando lo ritiene opportuno. era perché Michele Strogoff aveva perduto tre giorni sulle rive dell'Irtis. Erano partiti da Iscim soltanto qualche ora dopo la partenza di Strogoff e.Nulla . ma funziona ancora tra Kolivan e la frontiera russa. mentre Alcide Jolivet. Era un impiegato.domandò Michele Strogoff. poteva vedere tutto e sentire tutto. Michele Strogoff. . credendo che l'ufficio fosse invaso dai Tartari. . si era impossessato dello sportello e consegnava il suo dispaccio.Per il governo? . Erano i giornalisti Harry Blount e Alcide Jolivet. flemmatico. In quei due uomini Michele Strogoff riconobbe. Una sola persona si trovava nella sala dove si effettuavano le trasmissioni telegrafiche. domandò: . ma chiedeva soltanto un pezzo di pane e un po' d'acqua. Per il pubblico quando paga. calmo. ora che operavano sul campo di battaglia.Si doveva supporre che quella stazione fosse abbandonata. per lanciarsi poi di nuovo attraverso la steppa. e con voce rotta dalla fatica. battuta dagli esploratori tartari. in simili circostanze. aspettava dietro lo sportello che il pubblico richiedesse il suo servizio. e. si apprestava a saltare dalla finestra. se era necessario.disse l'impiegato prendendo il dispaccio. Michele Strogoff corse verso di lui.Dieci copechi a parola . E ora. senza esse visto. precedendo l'altro.Cosa sapete? .Ma chi vince? .E la linea è interrotta? .   . Harry Blount. dopo aver lasciato Kolivan mentre la lotta si accaniva nelle sue strade. che il suo collega guardò con un certo stupore. Harry Blount depositò sulla tavoletta una bella colonnina di rubli. . Fedele al suo impiego. due personaggi ai quali non pensava assolutamente e che non credeva di rivedere mai più. più svelto del suo collega.Non lo so. erano corsi alla stazione telegrafica. per lanciare all'Europa i loro dispacci rivali e per contendersi il primato delle informazioni. Michele Strogoff corse verso la porta e l'aprì con violenza. . dopo avere assistito tutti e due allo scontro tra Russi e Tartari alle porte della città. tanta indifferenza era addirittura incredibile.Si dice. signore? Michele Strogoff stava per rispondere a quell'impareggiabile impiegato che egli non aveva nessun dispaccio da spedire. non più compagni viaggio. indifferente a tutto quanto capitava di fuori.Per il governo. . ma rivali. nell'ombra. Michele Strogoff s'era messo in disparte. Tanta flemma in mezzo a quelle terribili circostanze. contrariamente alle sue abitudini. . con la meraviglia che ognuno comprenderà. ma nemici.E' interrotta tra Kolivan e Krasnojars . i quali non avevano nient'affatto la grinta soldati tartari. Dieci copechi per parola. se erano arrivati prima di lui a Kolivan seguendo la stessa strada o se lo avevano anche preceduto. ma Michele Strogoff avrebbe almeno potuto rifugiarvisi e attendere la notte. Avrebbe appreso notizie interessanti per lui e saputo se doveva o no entrare a Kolivan.

riprese il suo posto allo sportello e aggiunse al suo telegramma: «Due chiese sono in fiamme. cominciò a trasmettere il seguente dispaccio: «Daily Telegraph. con la più grande calma di questo mondo. Londra. per occupare il tempo e non cedere il posto al suo rivale. avrebbe trovato che questa guerra era interessante. Interpellò ancora una volta l'impiegato. Ma questo non piaceva al corrispondente inglese. quando l'impiegato ebbe finito di trasmettere il terzo versetto della Bibbia. «Truppe russe respinte con gravi perdite.. La lettura era fatta a voce alta. man mano che arrivavano. 6 agosto.rispose semplicemente Harry Blount. Sarebbero costati forse alcuni migliaia di rubli al suo giornale. indicando Harry Blount e rivolgendogli un amabile sorriso..». distratto senza dubbio dall'interesse dello spettacolo che si svolgeva sotto i suoi occhi. . E trasmise la seguente notizia dettatagli da Harry Blount: «Russi in fuga abbandonano la città. che l'impiegato lesse a voce alta:   . gli rispose con la più candida semplicità: . . . dopo aver deposto con delicatezza una rispettabile colonnina di rubli sulla tavoletta. Da Kolivan. L'incendio pare avanzi sulla destra. e luce fu. è nel suo diritto.Non ho finito . Alcide Jolivet prese quatto quatto il suo posto allo sportello e. Scontro truppe russe e tartare. e Michele Strogoff sentiva tutto ciò che il corrispondente inglese trasmetteva al suo giornale. Harry Blount andò tranquillamente alla finestra e. E. Tentò persino di obbligare l'impiegato a trasmettere il suo dispaccio..gridò Alcide Jolivet..... Durante la trasmissione. osservò che cosa capitava nei dintorni di Kolivan. Tartari entrati oggi stesso a Kolivan. Così. Iddio disse: Sia la luce. sempre impassibile. .. Harry Blount telegrafava i versetti della Bibbia. Alcide Jolivet smaniava.Ora tocca a me .. governatorato di Oms . . ma questa volta.disse l'impiegato..Ma voi avete finito!. per essere sempre pronto a trasmettere le notizie..Il signore è nel suo diritto . E continuò a trasmettere fedelmente al "Daily Telegraph" i primi versetti del Libro santo. Non lasciò quindi il posto al suo collega. prolungò un po' troppo la sua osservazione. Alcide Jolivet ebbe una voglia semplicemente feroce di strangolare l'onorevole corrispondente del "Daily Telegraph".». a dieci copechi per parola.. signore.. con precedenza su quello del suo collega.». Alcuni istanti dopo. ma il suo giornale sarebbe stato il primo informato. e questi lesse con voce tranquilla: «In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era una massa informe e vuota. per completare le sue informazioni. in altre circostanze. col binocolo agli occhi.». tentando di consegnare il dispaccio indirizzato a sua cugina del sobborgo di Montmartre. Si immagini il furore di Alcide Jolivet. Harry Blount era ritornato presso la finestra. che.».gridò Alcide Jolivet. La Francia poteva aspettare. che non pensava affatto di ritirarsi. Siberia. Qui terminava il dispaccio... le tenebre ricoprivano l'abisso.rispose tranquillo l'impiegato..Va bene . che magari. E continuò a scrivere altre parole..E' nel suo diritto.. consegnò il suo dispaccio. che consegnò subito all'impiegato..

non c'era più dubbio che i russi fossero respinti da Kolivan. lo spolverò con la manica e. a Parigi!. prenderlo a due mani prima che scoppiasse. Quindi. Un obice aveva bucato il muro. e né Michele Strogoff né i giornalisti ebbero il tempo di effettuare la loro ritirata. Ma. gli disse: ... lasciato lo sportello. Alcide Jolivet in quel momento stava trasmettendo questo supplemento al dispaccio: «Harry Blount.rispose Alcide Jolivet. Russi battuti. . Harry Blount.». nell'intenzione di fuggire con lui. l'obice scoppiava all'esterno. sentì Alcide Jolivet che completava il suo telegramma canticchiando con voce ironica: «Un pover'uomo. e le detonazioni scoppiavano violentissime. caduto al mio fianco.. precipitarsi sull'obice. Ne aspettiamo altri dello stesso calibro. sempre sorridente. sorpreso all'improvviso mentre si lanciava dalla finestra.fece Harry Blount. s'era precipitato verso Harry Blount steso al suolo e.. se lo caricò sulle spalle. Trovando irriverente mescolare il sacro al profano.. Alcide Jolivet terminava allora di scrivere questi versi: «Paffuto come una mela. cadeva nelle mani dei Tartari.Aoh! .. Alcide Jolivet. prese tranquillamente il suo cappello. la linea è interrotta. Troppo tardi! Erano tutti e due prigionieri. governatorato di Oms . uscì da una porticina che Michele Strogoff non aveva vista. colpito a una spalla. E quando Harry Blount ritornò. corrispondente del "Daily Telegraph".E' proprio così . I fuggiaschi escono dalla città..«Maddalena Jolivet. con la sua calma inalterabile. Per Michele Strogoff. Siberia. da uomo di buon cuore qual era. Ma una terribile scarica di fucileria vicino alla stazione telegrafica..Signore. cadde a terra..». uno schianto scosse l'ufficio telegrafico. Senza il becco d'un quattrino. 6 agosto. e una nube di polvere riempiva la sala delle trasmissioni. e una grandine di pallottole mandò in frantumi i vetri della finestra. Cinque secondi dopo. buttarlo dalla finestra e ritornare allo sportello. colpito da una scarica di mitraglia..».. ma fermarsi. Quando l'impassibile impiegato.   . tenendo ancora in mano il suo inutile dispaccio. Alcide Jolivet rispondeva con un allegro ritornello di Béranger ai versetti della Bibbia. . Alcide Jolivet scrisse: «Obice da sei ha fatto crollare il muro dell'ufficio telegrafico. in abiti grigi. e nello stesso istante anche Michele Strogoff.. 10.». In quel momento. La sua ultima risorsa era dunque lanciarsi attraverso la steppa meridionale. La battaglia si avvicinava. come aveva fatto il suo collega. fu per lui tutt'uno. continuando a compilare il suo telegramma con la più straordinaria calma del mondo.». L'ufficio fu allora invaso da soldati tartari. Accanito inseguimento della cavalleria tartara. Faubourg-Montmartre (Parigi). Da Kolivan. Intanto la situazione si aggravava nei dintorni di Kolivan.

Ma in quel periodo vi si sarebbe cercato inutilmente uno solo di quegli abitanti nomadi. prima che fosse liberata. Di quei duemila uomini. dopo l'annientamento del piccolo esercito russo. UN ACCAMPAMENTO TARTARO. s'estende una vasta pianura con alcuni alberi d'alto fusto. la sua missione fallita. attraverso il paese in rivolta. di feltro e di tessuti di seta. su una distesa sconfinata. Qui. Ir uts era ormai tagliata fuori da ogni comunicazione con l'Europa. L'accampamento di Feofar presentava uno spettacolo imponente. Al contrario. ma. il suo incognito non era stato svelato. Ora invece era vivo. sarebbe caduta nelle mani dei Tartari e. dondolavano in mezzo ai gagliardetti. Senza dubbio egli era nel numero dei prigionieri che i Tartari mandavano avanti come un branco di bestiame. presentava una straordinaria animazione. e il governo imperiale sembrava essere compromesso oltre la frontiera degli Urali. egli si avvicinava anche a Ir uts . Tuttavia la pianura non era deserta. Una bandiera speciale ornata di una coda di cavallo. non era neppure ferito. Le lunghe nappe. fratello dell'imperatore. qui si era accampato Feofar Khan. 1. si propagava tanto nelle province dell'ovest quanto in quelle dell'est. questa capitale della Russia asiatica. artisticamente intagliati. Le più ricche tra queste tende appartenevano al seguito e ai " hogia". la lettera imperiale era sempre nella sua tasca. che s'erano scontrati con le due colonne nemiche rifornite contemporaneamente da Oms e da Toms . innalzate sulle sommità coniche. Questa parte della steppa. «Arriverò!» continuava a ripetere a se stesso. specialmente pini e cedri. Dunque le cose prendevano una cattiva piega. tutta la sua vita si concentrò in questo unico pensiero: ritornare libero! Come sarebbe sfuggito ai soldati dell'emiro? L'avrebbe visto al momento buono. erano andate sempre peggiorando? Considerava la partita ormai perduta. che.PARTE SECONDA. avrebbe subito la vendetta di Ivan Ogareff. dopo i fatti di Kolivan. Ma intanto l'invasione aveva raggiunto il centro della Siberia e. non restavano che poche centinaia di soldati. 7 agosto. indicava l'alto rango di quei capi tartari. durante la stagione calda. A una giornata di cammino da Kolivan. Che cosa faceva Michele Strogoff? Cedeva alla fine sotto il peso di tante prove? Si considerava vinto da questa serie di circostanze sfortunate. assumevano vari colori sotto i raggi del sole. E. il granduca. rimasta con una difesa insufficiente. precedeva sempre Ivan Ogareff. alcune verste dopo la borgata di Diascins . il suo mandato impossibile a compiersi? Michele Strogoff era uno di quegli uomini che non si fermano se non il giorno in cui cadono morti. almeno per il momento. si elevavano nella pianura                         . e qui il giorno seguente. Numerose tende. Poi. che sono i personaggi più importanti del hanato. la cui asta s'innalzava sopra un fascio di bastoni rossi e bianchi. i Tartari avevano piantato le tende. il feroce emiro di Buchara. perché i Russi avrebbero respinto presto o tardi quelle orde di invasori. avvicinandosi a Toms . ai labari e agli stendardi multicolori. dopo l'avventura di Iscim. Infine. infatti. Se le truppe dell'Amure e della provincia di Ir uts non arrivavano in tempo per difenderla. è ordinariamente popolata da pastori siberiani e fornisce pascoli sufficienti ai loro numerosi greggi. fatte di pelli. furono condotti i prigionieri catturati a Kolivan.

alcune migliaia di quelle tende turcomanne, chiamate " araij", che erano state trasportate a dorso di cammello. L'accampamento conteneva almeno centocinquantamila soldati, tra fanti e cavalieri, raggruppati sotto il nome di alamani. Tra loro, quali rappresentanti delle principali razze del Tur estan, si notavano anzitutto i Tagi i dai tratti regolari, pelle bianca, statura alta, occhi e capelli neri, che formavano il grosso dell'esercito tartaro, e di cui i hanati di Ko and e di Kundus avevano fornito un contingente quasi uguale a quello di Buchara. Ai Tagi i si mescolavano poi altri rappresentanti delle diverse razze residenti nel Tur estan o nei paesi confinanti. C'erano gli Usbe i, piccoli di statura, barba rossa, rassomiglianti a quelli che si erano lanciati all'inseguimento di Michele Strogoff. C'erano i Kirghisi, dal viso piatto come quello dei Calmucchi, vestiti di cotte a maglia; alcuni portavano lancia, arco e frecce di fabbricazione asiatica, altri maneggiavano la sciabola, il fucile a miccia e il "cia an", piccola ascia dal manico corto, che produce soltanto ferite mortali. C'erano i Mongoli, di statura media, capelli neri riuniti in una treccia che pendeva sul dorso, faccia rotonda, tinta abbronzata, occhi profondi e vivaci, barba rada, vestiti con stoffe di nan ino azzurro felpate in nero, stretti da cinturoni di cuoio con fibbie d'argento, calzati di stivali con legacci vistosi, e coperti con berretti di seta bordati di pelliccia e guarniti con tre nastri che sventolavano sul dorso. Infine si vedevano anche gli Afgani, dalla pelle color bistro, gli Arabi del tipo primitivo delle belle razze semitiche, e i Turcomanni, con gli occhi cerchiati ai quali sembrano mancare le palpebre: erano tutti arruolati sotto la bandiera dell'emiro, bandiera degli incendiari e dei devastatori. Dopo questi soldati liberi, si contava anche un certo numero di soldati schiavi, principalmente Persiani, comandati da ufficiali della stessa razza, e non erano certamente i meno stimati dell'esercito di Feofar Khan. Si aggiungano, a quelli già menzionati, gli Ebrei addetti ai servizi, con la tunica stretta da una corda e la testa coperta da un piccolo berretto di stoffa scura, in luogo del turbante che a loro è vietato portare; si aggiungano i gruppi di centinaia di " alenders", specie di religiosi mendicanti con vesti a brandelli coperte da pelli di leopardo, e si avrà un'idea quasi completa di questi enormi agglomerati di tribù differenti, comprese sotto la denominazione generica di eserciti tartari. Di quei soldati, cinquantamila erano cavalieri, e i loro cavalli erano di razze tanto varie quanto quelle degli uomini. Tra questi animali, legati in gruppi di dieci a due corde tese parallele l'una all'altra, con la coda annodata, la groppa coperta da una rete di seta nera, si distinguevano i turcomanni, con gambe sottili, corpo lungo, pelo brillante, portamento nobile del collo; gli usbe i, solide bestie di fondo; i o andini, capaci di portare assieme al cavaliere due tende e una batteria da cucina; i irghisi, dal pelo chiaro, venuti dalle rive del fiume Emba, dove vengono catturati con l'"arcan", il laccio dei Tartari, e molti altri prodotti di razze incrociate, che sono di qualità inferiore. Le bestie da soma si contavano a migliaia. C'erano cammelli di piccola statura, ma eleganti, di pelo lungo, folta criniera ricadente sul collo, animali docili e più facili al maneggio dei dromedari; c'erano i "nars" con una gobba, pellame rosso fuoco e pelo arricciato; poi gli asini, resistenti alla fatica e la cui carne, molto apprezzata, costituisce in parte il nutrimento dei Tartari. Sopra tutto quell'insieme di uomini e di animali, sopra quell'immenso agglomerato di tende, i cedri e i pini, cresciuti in boschetti spaziosi, stendevano un'ombra fresca, rotta qua e là da uno spiraglio

 

 

     

 

 

 

 

 

 

 

   

 

di sole. Niente di più pittoresco di questo quadro, per il quale i più ricchi coloristi avrebbero speso tutti i colori della loro tavolozza. Quando i prigionieri raccolti a Kolivan arrivarono in vista delle tende di Feofar e dei grandi dignitari del hanato, rullarono i tamburi da guerra, squillarono le trombe. A questo fracasso da stordire si aggiunse il crepitare della fucileria e il rombo più grave dei cannoni da quattro e da sei, che costituivano l'artiglieria dell'emiro. L'alloggiamento di Feofar era esclusivamente militare. Tutto ciò che si poteva chiamare la sua corte privata, il suo "harem" e quelli dei suoi alleati, erano a Toms , ora nelle mani dei Tartari. Tolto l'accampamento, Toms diventava la residenza dell'emiro, fino al momento in cui l'avrebbe cambiata con la capitale della Siberia orientale. La tenda di Feofar dominava sulle tende vicine. Drappeggiata con larghi tessuti di seta brillante ornati di cordoni con frange d'oro, sormontata da una folta nappa che il vento agitava come un ventaglio, essa occupava il centro d'una vasta radura, circondata da una selva di magnifiche betulle e di pini secolari. Davanti a questa tenda, su una tavola laccata e incrostata di pietre preziose, s'apriva il libro sacro del "Corano", le cui pagine erano formate da sottilissimi fogli d'oro finemente stampati. Al di sopra sventolava la bandiera tartara, con lo stemma dell'emiro. Attorno alla radura si elevavano a semicerchio le tende dei grandi funzionari di Buchara. Da una parte risiedevano il capo della scuderia, che ha il diritto di seguire il cavallo dell'emiro fino nel cortile del suo palazzo; il gran funzionario, l'"husc-beghi", portatore del sigillo reale; il "topci-basci", capo supremo dell'artiglieria; il " hogia", capo del consiglio, che riceve il bacio del principe e può presentarsi davanti a lui a torso nudo; lo "scei hul-islam", capo degli "ulemi", rappresentante dei ministri del culto; il "casi-as ev", che in assenza dell'emiro, giudica tutte le contese sorte tra i militari; e infine il capo degli astrologhi, il quale ha il grande compito di consultare le stelle, tutte le volte che il han decide di mettersi in viaggio. Nel momento in cui i prigionieri furono introdotti all'accampamento l'emiro era nella sua tenda. Non si fece vedere. E fu quella indubbiamente una fortuna. Un gesto, una parola di lui sarebbe stato forse il segnale di qualche sanguinosa esecuzione. Ma egli si trincerò nel suo isolamento, che costituisce in parte la maestà dei re orientali. Si ammira chi non si fa vedere, e soprattutto lo si teme. Quanto ai prigionieri, erano stati rinchiusi in un recinto, dove, maltrattati, mal nutriti, esposti a tutte le intemperie del clima, aspettavano il beneplacito di Feofar. Michele Strogoff era il più docile di tutti, se non il più paziente. Si lasciava condurre, perché lo conducevano proprio dove lui voleva andare, e in condizioni di sicurezza che, libero, non avrebbe trovato sulla strada da Kolivan a Toms . Fuggire prima di essere giunto in questa città, significava esporsi a ricadere nelle mani degli esploratori che battevano la steppa. La linea più orientale, occupata in questo momento dalle colonne tartare, non andava oltre il novantesimo meridiano che passa per Toms . Dunque, passato questo meridiano, Michele Strogoff contava che sarebbe stato fuori delle zone nemiche, che avrebbe attraversato il Jenisej senza pericolo, e raggiunto Krasnojars , prima che Feofar Khan avesse invaso la provincia. «Una volta a Toms - diceva a se stesso per reprimere qualche moto d'impazienza, che non sempre riusciva a padroneggiare in pochi minuti, oltrepasserò gli avamposti, e se guadagnerò dodici ore su Feofar, dodici ore su Ogareff, mi basteranno per arrivare prima di loro a Ir uts !».

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

Infatti, ciò che Michele Strogoff temeva più di tutto, era e doveva essere la presenza di Ivan Ogareff all'accampamento tartaro. Oltre il pericolo di essere riconosciuto, egli sentiva, per una specie di istinto, che doveva soprattutto prendere vantaggio su quel traditore. Capiva inoltre che il collegamento delle truppe di Ivan Ogareff con quelle di Feofar avrebbe portato al completo l'effettivo dell'esercito degli invasori e che, effettuando quel collegamento, l'esercito avrebbe marciato compatto sulla capitale della Siberia orientale. Perciò tutte le sue apprensioni provenivano da questa parte, sicché in ogni istante egli stava in ascolto se la tromba annunciasse l'arrivo del luogotenente dell'emiro. A questo pensiero si aggiungeva il ricordo di sua madre, quello di Nadia, l'una prigioniera a Oms , l'altra rapita sulle barche dell'Irtis e senza dubbio prigioniera anch'ella, come lo era Marfa Strogoff. E non poteva far nulla per loro. Le avrebbe mai più viste? Non osava rispondere a questa domanda, e il suo cuore provava una stretta dolorosa. Contemporaneamente a Michele Strogoff e a tanti altri prigionieri, anche Harry Blount e Alcide Jolivet erano stati condotti nell'accampamento tartaro. Il loro vecchio compagno di viaggio, catturato assieme a loro nella stazione telegrafica, sapeva che erano rinchiusi come lui in quel recinto sorvegliato da numerose sentinelle, ma non aveva cercato di avvicinarli. Gli importava poco, in quel momento almeno, di che cosa potessero pensare di lui dopo la faccenda del cambio di Iscim. Del resto, voleva essere solo per agire da solo, se gli capitava l'occasione. S'era dunque tenuto in disparte. Alcide Jolivet, dal momento in cui il suo collega era caduto accanto a lui, non gli aveva risparmiato le sue cure. Durante il tragitto da Kolivan all'accampamento, cioè durante parecchie ore di cammino, Harry Blount, appoggiato al braccio del suo rivale, aveva potuto seguire il convoglio dei prigionieri. Egli tentò dapprima di far valere il suo diritto di suddito inglese, ma questo non gli servì in nessuna maniera di fronte ai barbari, che rispondevano soltanto a colpi di lancia o di sciabola. Il corrispondente del "Daily Telegraph" dovette dunque subire la sorte comune, riservandosi di reclamare più tardi e di chiedere riparazione d'un tale trattamento. Ma quel tragitto fu veramente penoso per lui perché la ferita lo faceva soffrire, e senza l'aiuto di Alcide Jolivet forse non avrebbe raggiunto l'accampamento. Alcide Jolivet, sempre sostenuto dalla sua filosofia pratica, aveva fisicamente e moralmente riconfortato il suo collega con tutti i mezzi a sua disposizione. Sua prima cura, quando si vide definitivamente rinchiuso nel recinto, fu di controllare la ferita di Harry Blount. Riuscì a levargli con delicatezza gli abiti e capì che la spalla era stata appena sfiorata da una pallottola. - Non è niente - gli disse. - Un semplice graffio! Con due o tre medicazioni, caro collega, non si vedrà più niente! - Ma quali medicazioni?... - domandò Harry Blount. - Quelle che vi farò io! - Siete dunque un po' medico? - Ogni francese è un po' medico! E con questa affermazione, Alcide Jolivet, strappando in due il suo fazzoletto, ne ridusse una parte in filacce e l'altra in tampone; prese dell'acqua a un pozzo scavato in mezzo al recinto, lavò la ferita, che per fortuna non era grave, e dispose con molta abilità il lino bagnato sulla spalla di Harry Blount. - Vi faccio un trattamento con acqua - gli disse. - Questo liquido rimane ancora il sedativo più efficace che si conosca per la cura delle ferite, ed è ora quello più in voga. I medici hanno impiegato seimila anni a scoprirlo. Certo! seimila anni tondi. - Vi ringrazio, signor Jolivet - rispose Harry Blount, distendendosi

 

Ecco! rispose ridendo Alcide Jolivet.rispose Alcide Jolivet.Ci verrà.sentenziò Harry Blount.Non lo so. domandare qualcosa a quel tizio. è che sono francesi! Non parliamo più di queste cose. .rispose Harry Blount.. al contrario. tuttavia. . non mi va molto! .No. e reclameremo! . io non ho nessuna intenzione di rimanere per sempre prigioniero dei Tartari.ma presso il suo luogotenente Ivan Ogareff. .Neppure io.pensate che i nostri ultimi dispacci abbiano passato la frontiera russa? . Statene certo. che non ama si parli di lei.Fuggiremo alla prossima occasione? . almeno. o meglio. siamo neutrali.Via.Bah! non c'è di che. . non s'inquieta certo per una invasione di barbari. Soltanto che. vi assicuro che la mia felice cugina sa che cosa pensare circa i fatti di Kolivan! . che.Senza dubbio. che non era esente da una certa gelosia "inglese" nei confronti delle pretese russe nell'Asia centrale.rispose Alcide Jolivet. per la prima volta. se volete! Ciò che li redime.Signor Jolivet. Egli sa che non si deve scherzare con il diritto delle genti.Una volta liberi. A quest'ora.rispose candidamente Harry Blount.Ebbene.Che sembrano mettersi su una cattiva strada per il momento.. burlone! Tutti gli inglesi sono generosi! . di cui avete bisogno. non parliamo di niente.. . osservando il suo compagno.Sì. rivolse una domanda diretta al suo collega.Quello è un birbante! . ma questo birbante è russo..gridò Alcide Jolivet.gli domandò .. continueremo la nostra campagna e seguiremo i     . io non ce l'ho visto .Che penserà vostra cugina degli affari della Russia? .. Il riposo vi è assolutamente necessario. .E' proibito dalla Facoltà! Niente di più dannoso per le ferite alla spalla.Oh! non parliamo di politica! . a meno che la politica non serva per addormentarvi! . Se la ferita richiedeva per prudenza il riposo. .Io non voglio dormire . Ma Harry Blount non aveva nessuna voglia di tacere.su un giaciglio di foglie secche. .Signor Jolivet. . ma i francesi?. e che sarebbe desolata se vi turbasse il sonno. se non vi sono altre vie per recuperare la libertà.La troppa ambizione ha perduto i più grandi imperi! .Parliamo allora di quello che ci resta da fare . il corrispondente del "Daily Telegraph" non era l'uomo che si scoraggiasse. che il suo compagno gli preparò all'ombra di una betulla. . . .fece osservare Harry Blount. se volete darmi retta. .Senza dubbio. . ma sono anche bestie.E una volta liberi. cosa faremo? .E quanti esemplari tira vostra cugina dei vostri dispacci? domandò Harry Blount.Mia cugina è una persona molto discreta.Ma quel tizio non si trova all'accampamento. La Siberia ora è tagliata in due. e non ha nessun interesse a tenerci prigionieri. . . Deve raggiungere l'emiro. . e la Siberia non gli sfuggirà dalle mani. perdiana! . Voi fareste altrettanto al mio posto .Certamente! Noi non siamo belligeranti. .domandò Harry Blount.Ne conoscete altre? . i francesi sono buoni.rispose l'inglese.Presso quel barbaro di Feofar Khan? . e certamente l'esercito di Feofar attende soltanto lui per marciare verso Ir uts .E perché no? . Ma via! il governo moscovita è potente. . . lui non capirebbe . .

Prestarono i servizi che potevano. perché. decise di evitare i suoi vecchi compagni di viaggio. Non bisogna abbandonare l'impresa. e con i loro consigli.Tartari. o qualche pezzo di formaggio chiamato " rut". I prigionieri non sentirono far cenno di togliere l'accampamento tartaro. L'avvenimento tanto desiderato da Alcide Jolivet e da Harry Blount. per la maggiore soddisfazione dei lettori del "Daily Telegraph". Quanto sarebbe durato questo stato di cose? Feofar Khan. durante i quali non accadde niente di nuovo.Bene. e alla loro miseria non fu dato nessun sollievo. collega. Passarono quattro giorni. ma non capitò nulla. Erano rigorosamente sorvegliati. L'arrivo di Ivan Ogareff poteva evidentemente servire a questi due. rullarono i tamburi. chiamato " umis". senza alcun riparo. Sarebbe stato loro impossibile attraversare il cordone di fanti e cavalieri che li sorvegliavano notte e giorno. Quel giorno squillarono le trombe. L'interesse di Alcide Jolivet e di Harry Blount era dunque contrario all'interesse di Michele Strogoff. avete avuto l'occasione di essere ferito al servizio del "Daily Telegraph". Si produssero grandi perturbazioni atmosferiche. ciascuno dal canto suo. aggiunta a molte altre. mentre io non ho ancora ricevuto nulla al servizio di mia cugina. deciso d'altronde a condividerle col suo collega. Così. E questo era tutto. Sono fabbricati in lamiera. Meno provati degli altri. Ivan Ogareff. Gli avvenimenti li avevano riuniti. Il cibo che veniva loro fornito era appena sufficiente. dunque. faceva il suo ingresso all'accampamento tartaro. sani. Occorre inoltre aggiungere che il tempo si guastò. Si comportò dunque in maniera di non essere visto da loro. Un'immensa nube di polvere si alzava dalla strada di Kolivan. dopo avere preso il suo taccuino. e non erano più gelosi l'uno dell'altro. fabbricato con latte agro di pecora e che. seguito da parecchie migliaia di uomini. Durante queste dure prove. una volta riconosciuta la loro qualifica di corrispondenti esteri. Voi. dovettero sopportare queste intemperie perniciose. fino al momento in cui gli avvenimenti ci consentiranno di passare nel campo opposto. eccolo che si addormenta! Qualche ora di sonno e qualche compressa di acqua fresca: non occorre niente di più per rimettere in piedi un inglese. ciò che Michele Strogoff temeva soprattutto era precisamente l'oggetto dei più vivi desideri dei due giornalisti.         . Gli sventurati. e per questa nuova ragione. bambini morirono. Andiamo. donne. che diavolo! Siamo appena all'inizio. Alcuni feriti. che riempì di annotazioni. soddisfatto dei suoi primi successi. Alcide Jolivet vegliò presso di lui. mescolato con latte di giumenta. che si risolsero in burrasche accompagnate da pioggia. si resero utili a coloro che soffrivano e si disperavano. ai quali i guardiani non volevano neppur dar sepoltura. avrebbe dunque atteso qualche tempo prima di marciare su Ir uts ? Si poteva pensarlo. e i prigionieri stessi dovettero sotterrarne i cadaveri. successe nella mattina del 12 agosto. con le loro cure. forma il piatto comune dei Kirghisi. tanto temuto da Michele Strogoff. essi potevano meglio resistere. Il luogotenente dell'emiro avrebbe saputo far intendere la ragione a Feofar. crepitò la fucileria. robusti. il quale altrimenti avrebbe certamente trattato i due giornalisti come semplici spie. Questi aveva ben capito la situazione. Alcide Jolivet e Michele Strogoff si prodigarono. questi uomini! E mentre Harry Blount riposava. andiamo! E poi sottovoce: . niente di più probabile che fossero messi in libertà. Due volte ogni ventiquattro ore ricevevano poche trippe di capra arrostite sulla brace.

non offriva più alcuna risorsa. s'erano separati solo per qualche giorno. Perciò era necessario portarsi avanti. familiare ai capi tartari? Era un segreto del capriccioso emiro. Questi infelici non furono condotti nel recinto.il governatore e la guarnigione avevano cercato rifugio. non volendo ritardare le operazioni che avrebbero portato alla conquista della Siberia orientale. Tutta la regione compresa entro i corsi dell'Iscim e dell'Ob. ingrossate lungo la strada dai vincitori di Kolivan. senza riparo. sicché dovettero restare agli avamposti. di arrivare a Toms . Dopo la traversata dell'Ural. Ivan Ogareff. Tutta questa gente viveva a spese del paese attraversato e lasciava dietro di se poche cose da saccheggiare. Il progetto del loro capo era indubbiamente di non fermarsi. ma di proseguire e. Poi. naturalmente destinata a diventare il centro delle operazioni future. nel governatorato di Niznij Novgorod. nel minor tempo possibile. catturati a Oms e Kolivan. già troppo piccolo per coloro che vi erano rinchiusi. Ivan Ogareff conduceva un convoglio di prigionieri russi e siberiani. di zingari che formano abitualmente la retroguardia d'un esercito in marcia. e i Russi non l'avrebbero attraversato senza difficoltà. Tra gli zingari.             . di mercanti. mandando avanti le sue orde. di ladruncoli. accorsi dalle province dell'ovest. Questa spia straniera. C'era anche Sangarre.2. Non ebbero l'ordine di bivaccare. Questi cavalieri e questi fanti facevano parte della colonna che si era impadronita di Oms . che ordivano i loro intrighi persino in Russia. tutti e due. Assieme ai suoi soldati. UN ATTEGGIAMENTO DI ALCIDE JOLIVET. se non altro per assicurare il vettovagliamento delle colonne di spedizione. quasi senza cibo. oppure decimati con qualche sanguinosa esecuzione. veniva a congiungersi con l'esercito di Feofar. non abbandonò il suo padrone. Questo corpo d'armata non era venuto da Oms e da Kolivan senza tirarsi dietro il codazzo di mendicanti. completamente devastata.come ricordiamo . Egli aveva dunque lasciato una guarnigione sufficiente a Oms . anima dannata di Ivan Ogareff. Era un deserto quello che i Tartari si lasciavano dietro le spalle. Li abbiamo visti. non avendo potuto sottomettere la città alta. nella quale . Ivan Ogareff aveva rapidamente raggiunto Iscim. I soldati di Ivan Ogareff si fermarono agli avamposti dell'accampamento. figurava la compagnia zigana che aveva accompagnato Michele Strogoff fino a Perm. s'era deciso a proseguire. città importante. Ivan Ogareff conduceva all'emiro un intero corpo d'armata. Quale sorte Feofar Khan riservava a questi sventurati? Li avrebbe internati a Toms .

Sangarre. imperturbabile come sempre. relativi al passaggio del corriere dello zar. La circostanza che aveva portato di fronte Michele e Marfa Strogoff. essa li conosceva e li condivideva. Ivan Ogareff.Niente? .Entro tre giorni. il capo supremo dell'artiglieria tartara e il capo delle scuderie dell'emiro.Quando saremo a Toms . rispose freddamente alle deferenze degli alti funzionari inviati ad incontrarlo. senza perdere di vista colei che spiava a sua insaputa. indossava ancora una uniforme di ufficiale russo. cento orecchie. Ma l'ora in cui Ivan Ogareff voleva far parlare la vecchia siberiana non era ancora venuta. compromessa in altri tempi in una impresa losca molto grave. controllandone i minimi gesti. da cui traeva grande profitto. Non aveva dimenticato quanto gli doveva e si era venduta a lui.Sii paziente. gli si avvicinò e rimase immobile.. Mentre allentava la briglia al cavallo per varcare la cinta dell'accampamento. sempre all'erta per la sua causa. ascoltando e riferendo tutto. Sangarre lo eseguiva. . senza patria.Niente. cercando di sentirla pronunciare la parola «figlio». . Egli del resto pagava lautamente questo spionaggio. passando tra i cavalieri della scorta. dove lo aveva raggiunto con le sue zingare. al fine di strapparle il suo segreto.. . tutte le sue parole. Erano cento occhi. Sangarre. ella aggiungeva un'energia primitiva. gli resero i più grandi onori e l'invitarono ad accompagnarli alla tenda di Feofar Khan. s'erano portati all'ingresso dell'accampamento per ricevere Ivan Ogareff. Frattanto. . Dopo il suo arrivo a Oms . Con le sue zigane. Era una selvaggia degna di condividere il "wigwam" (1) di un apache o la capanna di un andamanese. .A quando l'interrogatorio? .mentre Sangarre e la sua compagnia si dirigevano verso Oms attraverso la parte meridionale della provincia.Si avvicina. Confidente e complice. osservandola giorno e notte. per una specie di sfacciata braveria. e attendeva. Alla prodigiosa astuzia naturale della sua razza. Quando furono arrivati alla sua presenza. senza famiglia. Marfa Strogoff era prigioniera. Si comprenderà facilmente quale aiuto questa donna portava a Ivan Ogareff. ma fino allora era stata delusa dalla inalterabile impassibilità di Marfa Strogoff. e lei sarebbe stata una donna capace di torturarla con tutta la raffinatezza d'un Pellerossa.E noi ci arriveremo?. ma. Era vestito con semplicità. al primo squillo delle trombe. Ivan Ogareff. Sangarre. Sangarre non si era più allontanata da Ivan Ogareff. diventato traditore. . I timori di Ivan Ogareff. che non conosceva né il perdono né la pietà. ancora più imperioso di quello della riconoscenza. anima e corpo. l'aveva spinta a farsi schiava del traditore. ella penetrava in tutti i luoghi. Un istinto inspiegabile.Si avvicina l'ora in cui costringerai la vecchia a parlare? . era stata salvata dall'ufficiale russo. Sangarre s'era compiaciuta di mettere la sua vita vagabonda al servizio degli invasori. . Ivan Ogareff era tenuto al corrente di ciò che avveniva fino al centro delle province invase. Qualunque ordine le desse.domandò Ivan Ogareff. al quale s'era unita fin dai primi tempi del suo esilio in Siberia. Sangarre doveva attendere. le era nota. seguiti da una splendida scorta di cavalieri usbe i. che Ivan Ogareff spingeva attraverso la Siberia. aveva compreso quali vantaggi poteva trarre da questa donna. I grandi occhi neri di Sangarre si illuminarono d'un bagliore         .

Ir uts o Tobols saranno cadute in tuo potere. assieme a Ir uts . cotta a maglie d'oro e d'argento. da Tobols fino alle montagne dell'Ural. viene data a Buchara la qualifica di emiro. sul cui significato non ci si poteva ingannare. composto del portatore del sigillo reale. i grandi dignitari rimasero seduti sui loro cuscini ricamati in oro. del " hogia" e di alcuni alti funzionari. alto di statura. . e al quale.rispose Ogareff. Questo bacio faceva del luogotenente il capo del consiglio. . Le truppe dello zar sono state annientate a Kolivan. Tu puoi dunque spingere le tue colonne tanto verso l'oriente.Tu non avrai nulla da temere. seguito dal suo stato maggiore di ufficiali tartari. dare l'erba delle steppe orientali in                         . Tu troverai qui soltanto delle orecchie pronte ad ascoltarti.domandò l'emiro. e la più importante strada siberiana ti appartiene da Iscim fino a Toms .Significa sottomettere alla dominazione tartara. elmo ornato da una corona di diamanti dalle mille sfaccettature. ma Feofar si levò dal suo ricco divano. l'aspetto feroce. il quale ascoltava senza che il suo volto tradisse nessuno dei suoi pensieri. gli disse: . . che occupava il fondo della tenda e lo accolse in piedi sullo stesso tappeto di Buchara che ricopriva tutto il suolo. le più ricche contrade dell'Asia centrale. stivali muniti di speroni d'oro. non c'è tempo per le parole inutili. Ciò che ho fatto alla testa delle tue truppe. Ivan. significa conquistare rapidamente le province siberiane. fodero della sciabola curvo come un "yatagan" e tempestato di gemme preziose.rispose prontamente Ivan Ogareff è di marciare incontro al sole. La barba nera e ricciuta scendeva sul petto.Quando l'invasione è improvvisa. parla. di un Sardanapàlo (2) tartaro: sovrano indiscusso che dispone a suo piacere della vita e dei beni dei suoi sudditi. designando con quel titolo esotico l'imperatore di Russia. col viso molto pallido. e si trovò di fronte all'emiro. Ivan Ogareff spronò il cavallo e. L'emiro si avvicinò a Ivan Ogareff e gli diede un bacio. Le linee dell'Iscim e dell'Irtis sono ora nelle nostre mani. gli occhi cattivi. . dove sorge il sole. si diresse verso la tenda dell'emiro.E quale consiglio t'ispira la tua dedizione alla causa tartara? domandò l'emiro. Ivan Ogareff si esprimeva in tartaro. quanto verso l'occidente. Feofar presentava l'aspetto più esotico che imponente.Il mio consiglio . . Le orde irghise si sono sollevate al grido di Feofar Khan. Ivan Ogareff smontò da cavallo. ed ella si ritirò con passo sicuro. . Feofar Khan era un uomo sulla quarantina. la cui potenza è senza limiti. tu lo sai. cinturone scintillante di pietre preziose.Io non t'interrogo.Camminare con il sole rispose Ivan Ogareff significa lanciarsi verso l'Europa. Nella sua uniforme da guerra. né a oriente né a occidente rispose Ivan Ogareff. entrò. . dove tramonta. . . . e lo poneva temporaneamente al di sopra del " hogia". Il consiglio.sinistro. prima che l'esercito russo possa venire in aiuto. Feofar Khan attendeva il luogotenente. aveva preso posto sotto la tenda.E gli eserciti del sultano di Pietroburgo? . Poi Feofar Khan. e dava alle sue frasi la tornitura enfatica che distingue il modo di parlare degli orientali.ecco ciò che devo dirti. come lo saranno dovunque i tuoi guerrieri combatteranno contro gli inetti soldati dell'Occidente. . per speciale privilegio. e i cavalieri turcomanni abbeverano i cavalli nelle loro acque divenute tartare.disse Feofar Khan.E se vado incontro alla fiaccola del cielo? . rivolgendosi a Ivan Ogareff."Ta hsir"."Ta hsir" (3) .E se io cammino con il sole? . dopo alcuni istanti di silenzio. Nel momento in cui Ivan Ogareff entrò.

Ivan Ogareff s'inchinò e.Così sarà fatto. "Ta hsir"? . Ivan . a sentirlo. Ne era seguito un tafferuglio. seguito dall'"husc-beghi". Comprese Ivan Ogareff quanto l'atteggiamento del prigioniero aveva d'insultante per lui? Egli comunque non lasciò trasparire nulla. e diede ordine che fossero condotti alla sua presenza.pascolo ai cavalli turcomanni. che i soldati non riuscivano a trattenere. . Questi osservò per qualche istante i prigionieri. Bisogna che. sebbene per grazia sua io abbia ancora la testa sulle spalle. Erano Harry Blount e Alcide Jolivet. essi avevano chiesto di essere condotti alla sua presenza. la capitale delle province dell'est e insieme con essa l'ostaggio il cui possesso vale tutta una regione. colpirlo senza pietà.             . Nel momento in cui egli stava montando a cavallo.rispose Feofar. uno di quei crudeli discendenti di Stepan Razin (4). Per la verità essi erano stati presenti a quella scena nel cambio di posta di Iscim. Harry Blount e Alcide Jolivet. quando Ivan Ogareff disse alcune parole che arrestarono la sciabola già levata su di loro. ma privo della rudezza abituale. signori? . se non fosse intervenuto il luogotenente dell'emiro. due uomini. Lo si sarebbe creduto. nella parte del campo riservata ai prigionieri. che veniva represso in modo sommario? Ivan Ogareff e 1'"husc-beghi" avanzarono di qualche passo e. il nostro quartier generale sarà trasportato a Toms . per ritornare agli avamposti.Quali sono i tuoi ordini. Quando Ivan Ogareff era giunto all'accampamento. si levò un tumulto a poca distanza. con tono molto freddo. i miei occhi si rifiuterebbero con disprezzo di guardarlo in faccia! E detto questo. Questo colonnello russo in mezzo a un accampamento tartaro mi disgusta e. fintanto che lo zar è lontano. lo riconobbero perfettamente. Alcide Jolivet ostentò la più completa e altezzosa indifferenza. i colpi di fucile che. che gli erano assolutamente sconosciuti. . la presa di Ir uts avrebbe fatto immediatamente passare tutta la Siberia orientale sotto la dominazione tartara. ma la loro esecuzione sarebbe stata questione di minuti.Due corrispondenti di giornali. I soldati avevano rifiutato. sarebbe stata la piena soddisfazione concessa al suo odio.Esponete la nostra situazione. inglese e francese rispose laconicamente Harry Blount.domandò in russo. per fortuna. comparvero davanti a loro. il granduca suo fratello cada nelle tue mani. non avevano raggiunto i due prigionieri. ma il rozzo viaggiatore non aveva prestato attenzione alle persone riunite in quel momento nella sala comune. Impadronendosi del granduca. Questo era lo scopo supremo perseguito da Ivan Ogareff. senza prendere informazioni. il tentativo di fuga. quasi subito. e questi a mezza voce disse: . Mi renderete un servizio.Guarda! Pare che il colonnello Ogareff e il volgare personaggio di Iscim siano la stessa persona! Poi aggiunse all'orecchio del suo compagno: . prendere Ir uts . il celebre ribelle cosacco che devastò la Russia meridionale nel diciassettesimo secolo. nella quale Michele Strogoff fu colpito da Ivan Ogareff. Si sentirono delle grida e le scariche di due o tre colpi di fucile. Blount. Inoltre.Chi siete. . . L'"husc-beghi". si ritirò per far eseguire gli ordini dell'emiro.Oggi stesso. Era un tentativo di rivolta o di evasione. Il russo aveva riconosciuto che quei due prigionieri erano stranieri. al contrario. diede un segnale che era un ordine di morte e la testa dei due prigionieri sarebbe rotolata a terra.

cosa pensate del colonnello Ivan Ogareff. e le lesse con attenzione. Le meschine questioni di rivalità erano cadute per sempre. e ciò avrebbe reso difficile l'esecuzione dei suoi progetti. non pensavano più a separarsi. questi erano liberi e potevano percorrere a loro piacimento il teatro della guerra.e sarei curioso di leggere le vostre cronache sul "Daily Telegraph". Questo era il lato spiacevole della presenza di Ivan Ogareff. in cui potremo raggiungere qualche battaglione russo? . questo ravvicinamento facilitava le operazioni di corrispondenza e doveva tornare a vantaggio dei loro lettori.Usarne. e fu l'ordine di levare l'accampamento il giorno stesso e di trasportare a Toms il quartier generale. . e sebbene Michele Strogoff non avesse risposto all'insulto come avrebbe fatto in altre circostanze.cosa faremo della nostra libertà? .replicò Harry Blount con la flemma più sconcertante il giornale costa sei "pence" al numero. .rispose Ivan Ogareff . Ivan Ogareff non mosse ciglio..che l'"husc-beghi" ha compiuto un gran bel gesto. era al contrario un grave pericolo per Michele Strogoff.Avete senza dubbio i documenti che vi permettono di comprovare la vostra identità? . quell'arrivo di Ivan Ogareff che aveva reso la libertà ad Alcide Jolivet e a Harry Blount.Giusto.rispose secco il corrispondente inglese. . signori .Penso. il quale da parte sua non faceva nulla per ricordarsene. inforcando il suo cavallo. Se il caso avesse portato il corriere dello zar alla presenza di Ivan Ogareff.In attesa del momento. generale in capo delle truppe tartare? .domandò Harry Blount . Ivan Ogareff prese le lettere che gli porgeva Harry Blount. che spero molto vicino. più le spese postali. . Harry Blount non poteva dimenticare quanto doveva al suo compagno. quando ha dato ordine di tagliarci la testa! Comunque sia e qualunque fosse il motivo che indusse Ivan Ogareff ad agire così verso i due giornalisti.Voi lo siete. tutto sommato. partì alla testa della sua scorta e ben presto scomparve in una nuvola di polvere. . E' solo questione di tempo.Ecco le lettere che ci accreditano in Russia presso le cancellerie inglese e francese. caro Blount! Non bisogna tartarizzarsi troppo! La parte migliore tocca ancora a coloro che hanno armi per civilizzare. La sua     . .Voi chiedete l'autorizzazione di seguire le nostre operazioni militari in Siberia? .Signore.E ora . ed è evidente che i popoli dell'Asia centrale avrebbero tutto da perdere e assolutamente nulla da guadagnare da questa invasione. caro collega. Riavvicinati dalle circostanze.Ebbene. Quella specie di antipatia che provavano in passato l'uno verso l'altro aveva ceduto il posto ad una amicizia sincera. Tuttavia. ma i Russi sapranno ben respingerla. Il suo arrivo tuttavia ebbe una conseguenza buona. che parve approvare in tutto la risposta. nient'altro . . questi avrebbe sicuramente riconosciuto in lui il viaggiatore ch'egli aveva così brutalmente trattato al cambio di Iscim. Harry Blount si rivolse al suo compagno. signor Jolivet.rispose sorridendo Alcide Jolivet . perdiana! rispose Alcide Jolivet e andare tranquillamente a Toms a vedere che cosa vi capita. Poi disse: . Perciò la loro intenzione era di non abbandonare la partita. avrebbe ora attirato l'attenzione sopra di sé. Si compiva il più vivo desiderio di Michele Strogoff. Detto questo. .Noi chiediamo di essere liberi.domandò Harry Blount.

mentre dopo aumenteranno quelle favorevoli. fatta per comprenderla e per assisterla. Tra le sue compagne di sventura. sotto la sorveglianza d'un grosso distaccamento di tartari. Infatti i prigionieri. indeboliti dalle privazioni. sempre seria. Le probabilità sfavorevoli sono molte prima di Toms . Le due prigioniere non s'erano scambiate una sola parola. sembrava essersi imposto il compito di vegliare su di lei. . sotto la sorveglianza della zingara Sangarre. Nadia assicurava alla propria giovinezza e alla propria bellezza la saggia protezione della vecchia prigioniera. questa silenziosa coppia di donne. senza ricevere nessun sollievo ai suoi dolori. poiché avrò in poche ore oltrepassato i posti tartari più avanzati verso est. Tuttavia. era. Si sarebbe detto che era la statua del dolore. Questa dapprima aveva accettato con diffidenza le silenziose premure della sconosciuta. era di raggiungere Toms . in testa ad alcune migliaia di cavalieri. in seguito all'arrivo di Ivan Ogareff. a poco a poco. Ancora tre giorni di pazienza.aveva potuto così. Tuttavia. Nadia . avevano trionfato sulla freddezza altera di Marfa Strogoff. dovevano compiere un viaggio di tre giorni attraverso la steppa. quando apprese che Feofar Khan e Ivan Ogareff erano già partiti alla volta della città.a meno che non si presenti qualche eccezionale occasione di fuga. Tuttavia. c'era una vecchia che per la sua stessa riservatezza taciturna sembrava tenersi isolata da tutte le altre donne che condividevano la sua sorte. La distanza dall'accampamento alla città era di centocinquanta verste. avendo acquistato due cavalli. e nel timore di essere da lui riconosciuto. «Aspetterò . Alcide Jolivet e Harry Blount. dove la logica degli avvenimenti avrebbe riunito i principali personaggi di questa storia.era infatti lei . Viaggio facile per i soldati dell'emiro. esacerbati dalle sofferenze. l'evidente sincerità dello sguardo di questa fanciulla. aveva dovuto seguire a piedi il convoglio dei prigionieri. Questa donna. In mezzo a quella folla di sventurati. senza conoscerla. un disegno provvidenziale aveva posto al suo fianco una creatura coraggiosa. una fanciulla di notevole bellezza e di una impassibilità che non era inferiore a quella della siberiana. che erano provvisti di tutto. confuso con gli altri prigionieri. lo sappiamo. ma difficile per quegli sventurati.disse tra sé. Malgrado la sua età. Dedicandosi al suo servizio. erano già sulla strada di Toms . senza che mostrasse di preoccuparsene.intenzione. Dalle sue labbra non usciva un lamento. più strettamente sorvegliata di tutte le altre. il suo riserbo e la misteriosa simpatia che si era stabilita per una comunanza di dolori tra compagne di sventura. caritatevole. La sua istintiva bontà l'aveva doppiamente bene ispirata. Michele Strogoff avrebbe certamente abbracciato questo secondo partito. di cui l'una sembrava la nonna. ma la fanciulla si trovava sempre dov'era la vecchia. rendere alla madre le premure che ella aveva ricevuto dal figlio. Più d'un cadavere avrebbe segnato questo tratto della strada siberiana! Alle due pomeridiane di quel 12 agosto. e Dio mi aiuti!». egli dovette domandarsi se non gli convenisse rinunciare al primo progetto di tentare la fuga durante il viaggio. con una temperatura molto elevata e sotto un cielo senza nubi. quando il suo aiuto poteva esserle utile. il "topci-basci" diede l'ordine della partenza. cioè senza rischiare di cadere nelle mani degli esploratori che formicolavano nei dintorni di quella importante città. Nel numero di prigionieri condotti da Ivan Ogareff all'accampamento tartaro.       .

che per prima spinse Nadia verso di lei.Dio ti ricompensi. aveva in un solo istante perduto tutto. il caso l'aveva unita a Marfa Strogoff. Nelle ore della distribuzione del cibo. Assorta in questi pensieri. E quel ricordo le faceva ribollire il sangue. Trattenuta prigioniera nella città. certamente spinto da un nobile motivo. . quel disprezzo per le sofferenze corporali. L'immagine di Michele Strogoff. Questa maniera di sopportare il male toccava l'animo fiero della fanciulla. dal canto suo.l'altra la nipote. fu di trovare in Marfa Strogoff una specie di conformità segreta nella maniera con cui ognuna. imponeva a tutti una specie di rispetto. senza che ne avesse il minimo sospetto. ma Nadia divideva con lei la sua porzione insufficiente. Le tornava alla memoria la scena dell'affronto così stranamente subito al cambio di Iscim. Ecco che cosa pensava Nadia. Un tale uomo aveva potuto morire così? Per chi Dio serbava i suoi miracoli. la fanciulla era presente e la sosteneva col suo braccio. Michele Strogoff le avesse confidato il suo segreto! Se. Proprio allora. ma ne fece dono. come avrebbe potuto Marfa indovinare che quella fanciulla sconosciuta era unita da un legame di riconoscenza a suo figlio? Ciò che anzitutto impressionò Nadia. avesse lei potuto portare a termine la missione interrotta di quel fratello. era stata condotta a Oms . L'interruzione del suo viaggio e la morte di Michele Strogoff l'avevano ad un tempo spinta alla disperazione e alla ribellione. rivolgendosi a Dio.. Nei passaggi difficili della strada. E in cuor suo la fanciulla. e non si sbagliava. che Dio non avrebbe dovuto darle. gridava: . dopo tanti sforzi felicemente superati per avvicinarglisi e. poiché glielo aveva ritolto così presto!. la sorte di Marfa Strogoff. se quel giusto. Se fosse stata meno energica. Marfa Strogoff riuscì a seguire i soldati che sospingevano quel convoglio di prigionieri senza venir legata all'arcione di una sella. subiva la propria dura condizione. Quella stoica indifferenza della vecchia per i dolori materiali della loro vita quotidiana. Marfa non avrebbe né rifiutato né accettato. «Chi vendicherà quel morto che non può far giustizia da sé?» si domandava. si comprende come Nadia fosse rimasta insensibile persino ai dolori della sua prigionia. Fu dunque una simpatia istintiva per quella parte di infelicità che Marfa Strogoff non lasciava trasparire. Lei pertanto non offrì i suoi servigi. per conseguenza. la donna non si sarebbe mossa. figlia mia. dopo essere stata rapita dagli esploratori tartari sulle barche dell'Irtis. di quanto fai per riguardo alla mia   .Signore. prigioniera come lei. fate che sia io! Se almeno. Nadia. per colmo di sventura. dal canto suo. era stato così improvvisamente fermato nel suo cammino? Alle volte la collera aveva sopravvento sul dolore. come tante altre sventurate. per quanto donna. fosse la madre del suo compagno. Come avrebbe potuto immaginare che quella vecchia. anzi bambina. essa condivise la sorte di tutti coloro che erano stati catturati dalla colonna di Ivan Ogareff e. Nadia avrebbe ceduto sotto il peso della duplice sventura che l'aveva colpita. non si partiva mai dal suo pensiero. Grazie alla sua giovane compagna. ucciso sotto i suoi occhi da un colpo di lancia e scomparso nelle acque dell'Irtis. separata dall'intrepido compagno che Dio stesso sembrava averle posto lungo il cammino per condurla alla meta. Marfa non poteva attingerlo che da un dolore morale uguale al suo.. prima di morire. il quale per lei era sempre rimasto il mercante Nicola Korpanoff? E. Allontanata forse per sempre da suo padre. trascinate in quel modo sulla via del dolore. e in tal modo compirono quel viaggio penoso tanto per l'una che per l'altra.

Marfa Strogoff faceva a Nadia domande su domande. figliola..le disse una volta Marfa Strogoff.Davvero. tutti gli avvenimenti succedutile dalla sua partenza da Vladimir fino alla morte di Nicola Korpanoff. in quell'ora di umiliazione.Per quale motivo mi avrebbe ingannata su questo punto rispose Nadia.Era mio figlio! Ti dico che era mio figlio! gridò la donna abbracciando Nadia. Anche Nadia rimase per molto tempo. .E molto bello.non condannatelo. un segreto di cui Dio solo. ch'egli ha sopportato un terribile affronto in quella casa di posta di Iscim? .Molto alto. era veramente questo il suo nome? Ne sei sicura. il cuore della fanciulla era traboccato.Sì.Madre! madre! . .disse Nadia. .domandò.mormorò Marfa Strogoff.rispose Nadia. . . . una madre: egli è stato tutto per me! .Non l'ho mai sentito più degno di rispetto! La donna tacque un istante. almeno schiva d ogni parola inutile. sì! . sollevandosi e fissando Nadia come se avesse voluto leggere fino nel più profondo della sua anima. una sorella. figlia mia? .lui che non mi ha mai ingannata? Intanto.rispose Nadia abbassando la testa. Ma Marfa Strogoff. "Proprio così sarebbe stato mio figlio" ripeteva a se stessa Marfa Strogoff. interessò vivamente la vecchia siberiana. .esclamò Nadia . . dal momento del loro incontro. la donna e la fanciulla .Era alto? . un leone! . C'era un segreto. . .rispose Nadia.Lo ha sopportato! . tuttavia. Durante questi tre giorni.Tu mi hai detto ancora che niente lo arrestava. è il giudice! Allora Marfa. mossa da una specie di presentimento. in questo momento. che a loro sembrarono lunghi come secoli. che tu avevi trovato in lui una sorella oltre che un fratello.Sì. un leone e un eroe! "Figlio mio. non è vero? Parlami.Un fratello. Non aveva fatto nessuna allusione né a suo figlio né al funesto incontro che li aveva portati l'una di fronte all'altro. che niente lo sorprendeva. senza nascondere nulla. se non muta. tu lo hai disprezzato Nicola Korpanoff? .Io l'ho ammirato senza comprenderlo! . .Sì.Tuo figlio! .E tu. disse: . e che egli ha vegliato su di te come una madre? . arrossendo tutta. figlia mia! Mi hai dato la prova che lo era stato! . .disse. non aveva parlato che di se stessa.rispose la fanciulla.rispose Nadia con tenerezza . . . fremendo. . Queste parole furono le uniche ad essere scambiate tra le due sventurate. sentendo che aveva davanti a sé un anima semplice e fiera. figlio mio!" pensava la vecchia siberiana.Era molto bello .età! .rispose Nadia. uno solo tra tutti i giovani di questa età.Ma tu dici. ed aveva raccontato. .disse.così almeno sembravano avrebbero dovuto confidarsi vicendevolmente la loro situazione.E anche un leone per difenderti? .Nicola Korpanoff! . di cui un tale comportamento non mi avrebbe stupita! Nicola Korpanoff. per una circospezione facile a comprendere. Poi riprendeva: . Tutto quanto ella raccontò del suo giovane compagno. e anche molto brevemente.tuo figlio! .Lo ha sopportato? . Un giorno.Tu mi hai detto che era intrepido. intrepido! .Parlami ancora di questo Nicola! Io conosco un solo uomo. che egli era dolce nella sua stessa forza. tuttavia.

. questa luce io non posso infonderla nel tuo. Era per lui una questione di vita o di morte.riprese Marfa . e le torture non mi strapperanno mai la confessione che sei proprio tu quello che ho visto a Oms !» Marfa Strogoff avrebbe potuto. non doveva vederla. Ma ella si contenne.Nadia.Di dovere. Il segreto di mio figlio. infatti.uno di quei doveri ai quali si sacrifica tutto e per il cui compimento si rinuncia a tutto.Madre. la propria vecchia madre! Tutto ciò che non sai. Nicola Korpanoff.. tutto ciò che io stessa non so. di dovere imperioso! . figlia mia! spera! Fa' come faccio io Il lutto che io porto non è ancora il lutto per mio figlio. lo capisco ora. e forse colui che ti chiamava sorella non è morto! Dio non può permettere che il tuo buon compagno sia perito!.. ma devo anche aggiungere che. famoso per il lusso di cui si circondava e per la mollezza della vita: dicesi di chi viva mollemente e fastosamente (Nota del Traduttore) Nota 3. e che io non conosco. una questione di dovere e di onore. Tutto s'era così spiegato per la vecchia siberiana. NOTE.. il tuo protettore. a causa di motivi che per lui erano importantissimi. forse per l'ultima volta.No .pensò Marfa Strogoff.Non doveva dunque vederla. anche l'inspiegabile condotta di suo figlio a suo riguardo. sempre! Sua madre. poiché egli non te l'ha rivelato. o meglio ancora. ho creduto di comprendere che Nicola Korpanoff doveva attraversare il paese nel più assoluto segreto. Tu mi hai fatto capire tutto! Ma la luce che tu hai diffuso nelle più profonde tenebre del mio cuore. . tutto. bambina mia! La sventura non si accanirà per sempre contro di te. qualche dispaccio importante da portare attraverso la contrada invasa. in presenza dei testimoni del loro incontro.Mi ha parlato di sua madre. bisogna che io lo custodisca. Nadia.rispose Nadia . aveva una madre! Non ti ha mai parlato di sua madre? . Nadia! Il bene che tu mi hai fatto. o meglio Michele Strogoff. tacque e si accontentò di dire: . questa madre che tu dici ch'egli amava? .       .rispose Nadia. Corrisponde all'appellativo di «sire». E aggiunse con impeto: . ne ho il presentimento. passando per Oms . Non c'era più dubbio che il compagno della fanciulla fosse stato Michele Strogoff. e che una missione segreta. non era morto nelle acque dell'Irtis.confermò la vecchia siberiana . spesso.. dato ai sultani di Buchara. bambina mia! Il tuo compagno. il tuo amico.Tu hai osato dirmi di no? . Nadia. Perdonami.va' fino in fondo. con una parola. Nota 2..esclamò Nadia. l'obbligasse a celare la sua qualifica di corriere dello zar. Nota 1.No? . «Ah! mio buon figliolo! . .esclamò Marfa. Re assiro.Di sua madre? .No! io non ti tradirò.no. Spera. Nadia! Tu mi hai raccontato la storia di mio figlio! disse la donna. . non ti domando nulla . Tenda degli Indiani (Nota del Traduttore). io non posso rendertelo! . poiché soltanto pochi giorni dopo l'incidente che le aveva raccontato. anche alla gioia di abbracciare.Prosegui! .Te l'ho detto. .Spera. Tu vedrai tuo padre. lei gli aveva parlato!. nell'albergo di Oms . egli l'adorava! . ripagare Nadia di tutta la sua dedizione per lei. Avrebbe potuto svelarle che il suo compagno. come io gli ho parlato di mio padre.

cioè tra i prigionieri di Kolivan. sotto la frusta dei soldati. compiuto in quelle condizioni. Tale era adesso la situazione di Marfa Strogoff e di Nadia nei loro reciproci confronti. erano alcune migliaia e formavano una colonna che si allungava per parecchie verste. non potesse procedere accanto ai prigionieri venuti da Oms . Questo viaggio dall'accampamento a Toms . Sconfitto in battaglia presso Simbirs e fatto prigioniero. 3. La vecchia siberiana aveva capito tutto. detto Sten a. era che Michele Strogoff. I cavalieri che li scortavano. Ma ciò che né l'una né l'altra poteva sapere. legati o sospesi al pomo delle selle. e se la fanciulla ignorava che il suo compagno dolorosamente rimpianto viveva ancora. risultò mortale per molti. Non poteva dunque sospettare che in quel convoglio ci fossero anche sua madre e Nadia. Razin Stepan Timofeevic. capeggiò la rivolta dei contadini della Russia sud-orientale impadronendosi di diverse città. e non c'erano ritardatari se non quelli che cadevano per non più rialzarsi. li obbligavano a mantenere un determinato ordine. compreso nelle prime file di quelli che erano partiti dall'accampamento tartaro. venne condannato a morte e squartato. Tale disposizione del convoglio faceva sì che.Nota 4. militari o civili. catturato a Kolivan. e ringraziava Dio di averle concesso la gioia di poter sostituire con quella prigioniera il figlio che aveva perduto. ella sapeva almeno che cosa egli era per colei che ora la chiamava madre. come le due donne non potevano sospettare la presenza di lui. faceva parte dello stesso convoglio e che assieme a loro veniva condotto a Toms . Michele Strogoff. Si marciava attraverso la steppa. che seguivano in coda. terribile per tutti. erano stati assicurati con manette a una lunga catena. Russi o Siberiani. La sua memoria è conservata in moltissimi canti popolari russi (Nota del Traduttore). I prigionieri condotti da Ivan Ogareff erano stati uniti a quelli che l'emiro già teneva nell'accampamento tartaro. e spietatamente trascinati sulla strada! Erano sospinti come un branco umano. Quegli sventurati. Tra i prigionieri ce n'erano di quelli che. C'erano anche donne e bambini. considerati più pericolosi. su una strada resa ancor più polverosa dal passaggio dell'emiro e della sua           . COLPO PER COLPO. Nel 1667 fondò una banda con cui si diede a predare lungo le vie commerciali con la Persia.

capiva bene che non avrebbe fatto due verste senza essere ripreso. e i loro cadaveri vi sarebbero rimasti fino a quando i lupi. I soldati della scorta spiegavano una stretta vigilanza. perché ne sarebbe andata di mezzo la loro testa. Incoraggiava gli uni. Le fermate erano brevi e rare. la grande strada siberiana non costeggiava le rive del Tom. adesso ben preciso. S'era fissato nell'idea di andare fino a Toms «a spese dell'emiro» e. il 15 agosto. ma i guardiani non permisero loro di rompere le file prima che fosse organizzata la sosta. furono imbozzate sul Tom e formarono una barriera di ostacoli ch'era impossibile superare. sosteneva gli altri. appoggiata alle prime case della borgata. Diverse centinaia morirono nella steppa. se la sorveglianza fosse venuta meno. Finalmente. era di non gettarsi nella steppa se non quando questa fosse sicura per lui. la fuga in quelle condizioni sarebbe stata estremamente difficile. che fosse discesa dalle province del nord. Ora. andava e veniva fino a quando la lancia di un cavaliere l'obbligava a riprendere il suo posto nel gruppo che gli era stato assegnato. orientati da nord a sud. perché l'emiro poteva sempre temere d'essere attaccato ai fianchi e tagliato in due da qualche colonna russa. sicché furono prese le più severe misure di vigilanza. piccolo affluente dell'Ob. tutto sommato. sarebbe stato necessario portarsi a una cinquantina di verste verso est. il convoglio raggiunse la piccola borgata di Zabediero. a volte a nord. e fu appunto l'acqua che mancò più di ogni altra cosa ai prigionieri. Le centocinquanta verste da percorrere sotto un sole cocente. era sorvegliata da un cordone di sentinelle a cui non sfuggiva nessuno. Come Nadia era sempre presente. Là scorre il Tom. Alcune barche. la steppa meno arida. ne avrebbero divorato gli ultimi resti. così Michele Strogoff. pronta a soccorrere la vecchia siberiana. In quel punto la strada raggiungeva il corso del Tom. almeno nel tratto compreso tra Kolivan e una piccola borgata chiamata Zabediero. libero nei suoi movimenti. aveva ragione. Per trovare un corso d'acqua. perché non c'è acqua. Il primo impulso dei prigionieri sarebbe stato di precipitarsi nelle acque del fiume. e bisognava seguire la grande strada siberiana. se non addirittura impossibile. sfibrati da quella marcia penosa. verso sera. si prodigava. L'acqua sarebbe stata abbondante laggiù. per quanto rapidamente fossero percorse. Ma erano state impartite rigorose istruzioni ai capi del convoglio. di raggiungere Toms per la via più breve. Quanto alla linea dell'accampamento. che passa a Toms prima di immettere le sue acque in una delle grandi arterie del nord. a volte a sud. spinti dall'inverno.avanguardia. come quegli insetti nocivi che formicolavano sulla superficie del suolo dopo una pioggia torrenziale. dovevano sembrare interminabili! La contrada che si estende dalla sponda destra dell'Ob fino alla base dei contrafforti staccantisi dai monti Sajans . Inoltre. è sterile. requisite a Zabediero. E' inutile soffermarsi sulle sofferenze di tanti sventurati prigionieri. Perché non tentava di fuggire? Perché il suo progetto. fino ai piedi del contrafforte che fa da spartiacque tra i bacini dell'Ob e del Jenisej. e talvolta sembrava che sbucassero dalla terra. a una trentina di verste da Toms . I cavalieri tartari pullulavano. Non c'è coltivazione. Appena qualche cespuglio stentato e arido rompe qua e là la monotonia dell'immensa pianura. Vedendo le numerose pattuglie che battevano la pianura ai fianchi del convoglio. C'era ordine di fare presto. prestava ai compagni di sventura più deboli di lui tutti i servizi che gli erano consentiti dalla sua situazione. la temperatura più tollerabile. Benché la corrente del Tom fosse quasi in piena in quella stagione.           . poteva favorire la fuga di qualche audace o di qualche disperato.

figlia mia! Michele Strogoff provò la più violenta emozione che sia dato a uomo di sentire. sotto il suo comando. nel medesimo tempo che riconobbe Nadia. e adesso anche loro venivano a bere.. poterono finalmente dissetarsi e riposarsi un poco. I prigionieri dovevano bivaccare tutta la notte sulle rive del Tom. Le era sfuggito un grido involontario.. la donna e la fanciulla ritrovarono la vita. Nadia s'era istintivamente lanciata per raggiungerlo.rispose Nadia con voce rotta dall'emozione. figlia mia! . le portò l'acqua alle labbra. riconobbe anche sua madre!. sfiniti da tre giorni di viaggio. Ma fu ancora abbastanza padrone di sé e non disse una parola che potesse comprometterlo.. La vecchia siberiana si chinò sulla corrente fresca. D'improvviso. dopo aver attentamente esaminato la situazione. Ivan Ogareff aveva lasciato l'emiro a Toms . non l'avrebbe       .Rimani. Feofar Khan ne occupava già la fortezza. che da quel momento avrebbe potuto escogitare il modo di lanciarsi nella steppa. madre! è lui! . dove l'emiro voleva riceverli con la pompa abituale ai sovrani asiatici. Il sole era già tramontato. capì. .è Michele Strogoff. Infatti l'emiro aveva rimandato all'indomani l'alloggiamento delle sue truppe a Toms .E' mio figlio . di non visitare sua madre.Michele Strogoff. aspettò. cavalieri e fanti avrebbero marciato su Toms . Le due donne non avevano potuto inserirsi tra le file che ingombravano la riva. Da questo punto doveva partire l'indomani con la retroguardia delle truppe tartare. Appena organizzata la sosta. attendendo il momento di farvi un'entrata solenne. Lo riconobbe alle ultime luci del giorno! Al grido di Nadia. Era stato deciso di inaugurare il quartiere generale tartaro in questa importante città con una festa militare. Michele Strogoff era là.. non volendo compromettere nulla. dove ambedue erano arrivati il giorno prima. Era proprio lui!..Vive.. Quelle due prigioniere. arrivò sulla sponda del Tom. che i suoi progetti di fuga erano quasi inattuabili in tali condizioni.Ma è lui! .. e Nadia. Aveva giurato. .rispose Marfa. e tu vedi bene che io non muovo un passo verso di lui! Fa' come faccio io. del resto. Poi si rinfrescò anch'ella. Michele Strogoff trasalì. Durante la notte. tormentati da una sete ardente.. Michele Strogoff sentì che non poteva più dominarsi. che la tratteneva nel momento in cui stava per lanciarsi verso di lui! Marfa Strogoff aveva dunque compreso tutto e aveva conservato il suo segreto. ma il grosso del suo esercito bivaccava sotto le mura. ma l'orizzonte era ancora rischiarato dalla luce crepuscolare. nel momento di allontanarsi dalla riva. perché aveva visto il gesto di Marfa Strogoff. si coprì gli occhi con la mano e si allontanò subito. quando Nadia. ma la vecchia siberiana le sussurrò all'orecchio queste parole: . ed era ritornato all'accampamento di Zabediero. Sua madre e Nadia erano là. Al levar del sole. Gli era stata preparata una casa per passarvi la notte. Nadia sussultò. e. Tuttavia.. i prigionieri. che nel suo cuore si fondevano quasi in una! Dio le aveva condotte l'una verso l'altra nella comune sventura! Nadia sapeva dunque chi era? No. Michele Strogoff fu venti volte sul punto di correre da sua madre. facendo coppa con le mani. A quell'incontro inaspettato. sostenendo Marfa Strogoff.. In quelle acque ristoratrici. a pochi passi da lei!. ma capì che doveva resistere a questo immenso desiderio di abbracciarla e di stringere ancora una volta la mano della sua giovane compagna! Ma la minima imprudenza poteva perderlo.

Era evidente che quelle due donne sarebbero state guardinghe. non ti sbagli? Ivan Ogareff parlava molto concitato. . il granduca starà in guardia. . che era già scomparso quando ella si girò.perché tu non lo conosci! . ci sono nell'accampamento alcune migliaia di prigionieri. ella arrivava a Zabediero e veniva introdotta nella casa occupata dal luogotenente dell'emiro. Non aveva visto Michele Strogoff.esclamò Ivan Ogareff . e tu dici di non conoscere Michele Strogoff! .le domandò . .rispose. Era ugualmente inutile spiare ancora Nadia e Marfa Strogoff. La zigana era là. Ma non sapeva che certi particolari di quella scena.Che vuoi.Non ti sbagli? .disse Ivan Ogareff. Sangarre non lo conosceva. né per sua madre né per lui. la spia Ivan Ogareff.Tu non saprai niente. Ivan . pur così fulminea. ma sapeva che era là! Non cercò dunque di scoprirlo. ma sua madre lo conosce! Ivan. di sua volontà! Una volta arrivato a Toms . Sangarre. non le era sfuggito. e un lampo degli occhi di Marfa le aveva svelato tutto. il corriere dello zar.Ah! . . La zigana ebbe dunque un unico pensiero: riferire tutto a Ivan Ogareff. senza che questa ne avesse il minimo sospetto. Non c'era più dubbio che il figlio di Marfa Strogoff. si sarebbe gettato attraverso la steppa senza avere abbracciato le due persone nelle quali si concentrava tutta la sua vita e che egli lasciava esposte a tanti pericoli! Michele Strogoff poteva dunque sperare che questo nuovo incontro all'accampamento di Zabediero non avrebbe avuto conseguenze dannose.Ma lo conosci tu! Tu l'hai visto. . se è consegnata al granduca.rispose Sangarre.No .Il figlio di Marfa Strogoff è nell'accampamento . e sarebbe stato impossibile scoprire ancora qualcosa d'altro che contribuisse a compromettere il corriere dello zar. . e io non potrò arrivare fino a lui! Questa lettera devo averla ad ogni costo! Ora tu vieni a dirmi che il latore di questa lettera è in mio potere! Io ti ripeto.Se la lettera che gli è stata consegnata a Mosca arriva a Ir uts . Sangarre. il cui sguardo brillò di una gioia selvaggia io non lo conosco.. Un quarto d'ora dopo. .Ma.       . Lasciò quindi subito l'accampamento. tra i prigionieri di Ivan Ogareff. .io saprò.. si trovava in quel momento a Zabediero. La sua emozione testimoniava l'estrema importanza ch'egli attribuiva al possesso di quella lettera. perché sarebbe stato impossibile nell'oscurità e in mezzo a quella folla. ma il gesto della madre. ma ho visto sua madre tradirsi con un gesto che mi ha rivelato tutto. Ivan. intenta a spiare come sempre la vecchia siberiana. Sangarre! . Ivan Ogareff ricevette immediatamente la zigana.Io non l'ho visto.Prigioniero.Non mi sbaglio. che tratteneva Nadia. .rispose Sangarre. erano stati sorpresi da Sangarre.Tu sai l'importanza che io attribuisco all'arresto di questo corriere . . Sangarre non si turbò per l'insistenza con la quale Ivan Ogareff ripeteva la domanda.Non mi sbaglio.visitata. poiché non poteva fuggire quella notte stessa. a pochi passi. sulla riva.Prigioniero? .aggiunse la zigana . Sangarre? .

. e passò la notte ad osservarle. rimase immobile parecchie ore. dopo averla osservata un istante. se non le importava di se stessa. . La vecchia siberiana la vide arrivare.Domani parlerà! .le domandò Ivan Ogareff. disposti alle loro spalle. si eresse nella persona. vide passare quell'uomo. Sangarre. smontò da cavallo. ora sapeva che Marfa Strogoff era la madre di Michele Strogoff. E. sebbene fossero sfinite dalla stanchezza. perché Ivan Ogareff. Troppe inquietudini le tenevano sveglie! Michele Strogoff era vivo. non un gesto! Si tratta di lui. quel compagno che lei aveva creduto morto! Marfa Strogoff vedeva più lontano nell'avvenire e. Ritrovò il luogo dov'erano Nadia e Marfa Strogoff. non c'era nulla di servile. Ebbe il presentimento che stesse per accadere qualche catastrofe. ad un segnale di Ivan Ogareff. ma prigioniero come loro! Ivan Ogareff lo sapeva. e per quanto dura sia questa prova. Il suo volto era più scuro del solito. stimolati a colpi di frusta e spinti con le aste delle lance. L'indomani. dovettero riordinarsi in fretta. e lei la baciò. figlia mia! Qualunque cosa avvenga. le file dei prigionieri furono brutalmente ispezionate da vari soldati.rispose Sangarre. accostandosi a Nadia. Ivan Ogareff. per non essere tradito dal lampo delle sue pupille.Vieni! . Il silenzio fu completo e. Subito. pose la mano sulla spalla della vecchia siberiana. Sangarre. e i cavalieri della sua scorta si disposero attorno a lui formando un largo cerchio. L'anziana e la fanciulla non dormirono. tendendo l'orecchio. Ivan Ogareff. . la condusse in mezzo allo spazio riservato davanti a Ivan Ogareff. Michele Strogoff. Ivan! Ivan Ogareff rispose impartendo un breve ordine a uno degli ufficiali. In quel momento. lasciata Zabediero. e i suoi lineamenti contratti indicavano in lui una sorda collera. infilatasi di soppiatto fino a loro col favore del buio. Quattro cordoni di fanti e di cavalieri. . Poi. I soldati tartari si posero immediatamente sull'attenti. verso le dieci del mattino. spingendola con la mano. Sangarre si diresse verso il gruppo di mezzo al quale stava Marfa Strogoff.gridò Ivan Ogareff. Sangarre si avvicinò e gli disse: . 16 agosto. Nadia e Marfa Strogoff non s'erano scambiate neppure una parola. Un sorriso di sdegno apparve sulle sue labbra.bisognerà far parlare la madre! . Quegli infelici.Tu non mi conosci più.Sei tu veramente Marfa Strogoff? . Per un senso istintivo di prudenza. Poi tese la mano alla zigana. Capì ciò che stava per accadere. Michele Strogoff teneva gli occhi socchiusi. non una parola. che cercava il momento di sfogarsi.. abituale tra le razze del Nord. aveva invece ragione di temere per suo figlio. confuso in un gruppo di prigionieri. ma in quell'atto di rispetto. se non lo sapeva ancora. rendevano impossibile ogni evasione. arrivata di fronte a Ivan Ogareff. squillarono le trombe all'entrata dell'accampamento. arrivato al centro dell'accampamento. le sussurrò: . rientrò all'accampamento.Cosa vuoi da me? . incrociò le braccia e attese. e disporsi lungo la circonferenza dell'accampamento.domandò Marfa Strogoff. lo avrebbe saputo in seguito? Nadia era tutta presa dal pensiero che il suo compagno viveva. arrivava accompagnato da un numeroso stato maggiore di ufficiali tartari. non di me! In quel momento. Non riuscì a sentire nulla.. oppure. Sangarre. Marfa Strogoff. capitano dei corrieri dello zar.Non ho niente di nuovo da dirti.

nessuna tortura alla quale venisse sottoposta. Nadia aveva capito tutto.No.Il " nut"! . Le sue vesti.No. fu gettata in ginocchio per terra.gridò Ivan Ogareff. . ma su Michele Strogoff stesso. Marfa Strogoff lo sapeva. riceverai tanti colpi di " nut" quanti uomini saranno passati davanti a te! Ivan Ogareff aveva capito che nessuna minaccia. Michele Strogoff. tre giorni fa. Egli riteneva impossibile che. . sfileranno davanti ai tuoi occhi. tu non l'hai visto tra questi prigionieri? .Stammi a sentire . Ivan Ogareff non riuscì a trattenere un gesto di minaccia.Sì . la quale rimase immobile come una statua. mostrarono il dorso nudo. trovandosi di fronte la madre e il figlio. Certo. che denotava una irremovibile risoluzione di non rivelare nulla. se il traditore avesse voluto soltanto impadronirsi di quella lettera imperiale. al traditore non serviva soltanto la lettera. Il " nut" è una sferza formata da corregge di cuoio. accanto a lui.No.rispose la vecchia siberiana con voce calma. . ma il palmo delle sue mani sanguinò. e fino alla morte! Un soldato tartaro.Se ti fosse indicato. . . che non si controllava più.Tutti questi uomini. e ora sapeva chi era Michele Strogoff e perché aveva voluto attraversare le province invase della Siberia senza farsi riconoscere! Per ordine di Ivan Ogareff. . Nadia chiuse gli occhi per non vedere! Michele Strogoff era rimasto impassibile in apparenza. non si tradissero con qualche atto incontrollato. se arrivava a Ir uts . . tanto le unghie vi penetrarono. e aveva già offerto il sacrificio della sua vita. non era lui? non era tuo figlio? .No.tuo figlio è qui. è passato a Oms ? .Sì .Ti ricordi che cosa mi hai risposto.Così. si avvicinò a Marfa Strogoff. Ivan Ogareff era stato vinto dal figlio e dalla madre! Sangarre. tu ignori che tuo figlio. dopo averla letta. Quando passò anch'egli davanti alla madre. Per scoprire il corriere dello zar. e se non veniva riconosciuto. . ma Michele Strogoff poteva avere distrutto quella lettera.Non era mio figlio. . avrebbe indotto l'indomita siberiana a parlare. disse una sola parola: . egli contava dunque non su di lei.E l'uomo che avevi creduto di conoscere per tuo figlio al cambio della posta. quando ti ho interrogata a Oms ? . ma anche il portatore di essa.disse a Marfa Strogoff.il " nut" a questa vecchia megera. lo riconosceresti? .. portando il terribile strumento di supplizio. Marfa Strogoff. Le fu posta                   . avrebbe semplicemente dato ordine di frugare tutti i prigionieri. si levò un mormorio nella folla. Dunque. . presi a Oms e a Kolivan.E dopo. Suo figlio si trovava nell'ultima fila. Si ritiene che una condanna a centoventi colpi di questa frusta equivale a una condanna a morte. stracciate. afferrata da due soldati. ma sapeva anche che nessuna tortura poteva farla parlare. e tu me lo indicherai immediatamente. corriere dello zar. mentre il suo sguardo esprimeva la più completa indifferenza. i prigionieri sfilarono a uno a uno davanti a Marfa Strogoff. il piano di Ivan Ogareff sarebbe stato sventato.Lo ignoro. A questa risposta. e se tu non mi indicherai Michele Strogoff. all'estremità delle quali sono attaccati uncini di ferro.

Poi avvicinandosi: . . Era balzato in mezzo a quell'orribile scena! Se al cambio di Iscim egli s'era trattenuto quando la frusta di Ivan Ogareff aveva colpito lui. La lettera con i sigilli imperiali fu trovata sul petto di Michele Strogoff. fra l'assordante rullare dei tamburi e squillare di trombe. con quel gesto? .disse Michele Strogoff.. forse. prese il comando delle truppe accampate a Zabediero e.gridò. Nel caso che ella si fosse piegata sotto il dolore. davanti a sua madre che stava per essere flagellata. non aveva più resistito. intanto. Se Ivan Ogareff volesse soltanto darci comunicazione di quella lettera!. .. assistevano a questa scena. il suo petto sarebbe stato trapassato da quella punta affilata.disse Ivan Ogareff. pronti per ucciderlo. giustizia. prima che avesse colpito. pur lasciandosi sfuggire un grido di rabbia e di dolore. dopo essersi ripulito dal sangue che gli colava dal viso. dove l'attendeva l'emiro.rispose Harry Blount. infatti .Proprio lui! . come se avesse voluto compenetrarsi di tutto quanto conteneva. che non aveva avuto il tempo per distruggerla. vibrò un colpo in pieno viso a Ivan Ogareff.gridò una voce tra gli spettatori. una mano energica la strappò da quelle del tartaro.Michele Strogoff! .Ben reso! .disse Harry Blount. Ma. .. strettamente legato.Perdiana! disse Alcide Jolivet ad Harry Blount . Poi. non era altri che Alcide Jolivet.Io non credo niente.una sciabola davanti al petto.       .sono coraggiosi questi uomini del Nord! Ammettete che dobbiamo una riparazione al nostro compagno di viaggio! Korpanoff o Strogoff si equivalgono! Bella giustizia per l'affare di Iscim! . .disse .Credete che abbia migliorato la sorte a sua madre e a sua sorella. dopo aver dato ordini perché Michele Strogoff.E lasciar morire sua madre sotto il " nut"! .. .ma Strogoff è un uomo morto. Ivan Ogareff. Nel suo interesse.Colpo per colpo! . Ma Ivan Ogareff. strappò il sigillo di quella lettera. diavolo! Bisogna entusiasmarsi qualche volta! Dio ci avrebbe messo acqua nelle vene e non sangue. Aspettava. Lo spettatore che aveva pronunciato quelle parole: «Ben reso!». si diresse verso la città. Michele Strogoff era là. Venti soldati si lanciarono su Michele Strogoff. .Grazioso incidente per una cronaca! .Ah! . fosse inviato a Toms con gli altri prigionieri.Sì. Egli e il suo collega.rispose Alcide Jolivet se non che io non avrei fatto di meglio al suo posto! Che sfregio! Eh.Via! . se ci avesse voluti sempre e dovunque impassibili! . a qualche pollice di distanza. li fermò con un gesto. avrebbe fatto meglio a non ricordarsene ancora! .. qui. La frusta sibilò nell'aria. Ivan Ogareff era riuscito nell'intento. io non so niente . La lesse e rilesse attentamente. .disse.Quest'uomo è consegnato alla giustizia dell'emiro! disse Frugatelo..l'uomo di Iscim? . E levando il " nut". fermatisi all'accampamento di Zabediero. e fu consegnata a Ivan Ogareff. che per fortuna si disperse nel tumulto. Il tartaro restò in piedi.

4. e confermerebbe quella opinione secondo la quale certi paesi freddi non possono essere apprezzati che nella stagione fredda. con i suoi venticinquemila abitanti. come certi paesi caldi nella stagione calda. Stando alla sua descrizione. il signor Russel Killough dice positivamente che Toms non è soltanto la più bella città della Siberia. è una delle più importanti città della Russia asiatica. ce la presenta come una località poco pittoresca. non è che una semplice passeggiata. Dalle pendici di questi monti scendono interrottamente fino alla vallata del Tom vene di platino. come presso tutti i popoli del nord!». principale concessionario delle miniere del governo imperiale. dei suoi arredamenti. quando è occupata dagli invasori. Tobols . strade larghe e regolari. Essendo un paese ricco. Così. Ma Toms è la più considerevole città di questo territorio. Chi l'avrebbe ammirata a quell'epoca? Difesa da alcuni battaglioni di Cosacchi a piedi. Infatti. che vi si è fermata alcuni giorni durante il suo viaggio da Shanghai a Mosca. di rame. ma addirittura una delle più belle città del mondo. che sono di origine tartara. specialmente dove abitano ammassati i Tartari. cioè con la frontiera cinese del paese dei Khal as. Toms . coperta dal suo manto di neve. che vi risiedono in permanenza. quindici magnifiche chiese che si riflettono nelle acque del Tom. le strade molto strette e assai differenti da quelle che tagliano con ordine le grandi città siberiane. avevano fatto                               . mentre la signora de Bourboulon l'ha vista durante l'estate? E' possibile. può gareggiare con quello delle grandi capitali europee. situata sopra il sessantesimo parallelo. situata al centro di ricchi giacimenti. è assolutamente positivo nella sua ammirazione per Toms . con le case di pietre e mattoni. Toms . Il viaggiatore Henry Russel Killough. d'oro. arricchitisi con il piccone e la pala. che confina con i monti Altai. delle sue carrozze. non è che una città insignificante. In passato Toms era considerata ai confini del mondo. invece. si consola annoverando nei primi ranghi dei suoi cittadini più ragguardevoli il capo dei commercianti della città. La verità sta nel mezzo tra le due opinioni. Ciò dipende forse dal fatto che egli l'ha vista d'inverno. non aveva resistito all'assalto delle colonne dell'emiro. di piombo aurifero. e se non ha l'onore di offrire stabile residenza al rappresentante dello zar. Toms è una bella città? Bisogna riconoscere che i viaggiatori non sono d'accordo su questo punto. è pittorescamente adagiata su una lunga collina le cui pendici sono molto ripide. Comunque sia. come abbiamo detto. quando la strada non è battuta dagli invasori. Ma la più bella città del mondo diventa la più sporca. fondata nel 1604 quasi al centro delle province siberiane. Anzi presto sarà costruita la ferrovia che deve collegarla con Perm attraverso la catena dell'Ural (1). «la cui ubriachezza è apatica. Andare a Toms significava fare un immenso viaggio. Ora. e Ir uts . il lusso delle sue case. e nella quale pullulano quei tranquilli ubriaconi. marciapiedi di legno. E tuttavia Toms . avendo le case con colonnati e peristili. non è la capitale di questa importante provincia. L'ENTRATA TRIONFALE. con quartieri sporchi. E' una città di milionari. hanno visto Toms ingrandire a loro spese. Una parte degli abitanti. il governatore generale di tutta la provincia e tutti gli uffici sono a Oms . costruita al di là del centesimo meridiano. più largo di qualsiasi fiume della Francia. lo è anche la città. d'argento. La signora de Bourboulon.

composta di tutti i tipi indigeni dell'Asia centrale. graziosamente svasati e bordati di perle. scurite da un tocco di piombaggine. e in quel momento Toms appariva affatto né più russa né più siberiana che se fosse stata trasportata al centro dei hanati di Ko and o di Buchara. ornate da fiocchi di fili d'argento e d'oro. dalla unghie tinte di succo di "henné" (2). i denti magnifici. ai grandi dignitari dei hanati e agli "harem" di ciascuno di quei sovrani del Tur estan. Là si pigiavano i Turcomanni. Al minimo movimento di queste vestaglie. semimoreschi e semitartari. il pugnale alla cintura. un tessuto di cotone a trama fitta. le quali coprivano i pantaloni di seta rimboccati un poco sopra i fini stivaletti. altri enormi alabarde. Tutte erano vestite con un lusso esagerato. con in pugno la lancia lunga dieci piedi. C'erano gli Usbe i con i loro berretti neri di pelle di pecora. la barba rossa. indubbiamente una copia di quei monumenti di Buchara. con gli entroterra di foreste immerse nella nebbia calda. fino al retroterra di quel vasto poggio. le une in drappo di seta. con le numerose insenature del fiume. si produceva quel fruscio tanto gradito alle orecchie degli Orientali. ai han suoi alleati.un'accoglienza tutt'altro che cattiva a quelle orde di Tartari come loro. Sotto questa prima veste brillavano gonne di broccato. con una lunga prospettiva di case eleganti e di chiese dalle cupole panciute. con al fianco la sciabola a doppio taglio. vegliavano le guardie personali dell'emiro. Tutto l'orizzonte. volavano centinaia di cicogne ammaestrate. specie di tunica drappeggiata alla moda tartara. Le sultane. Su larghe terrazze alla destra del poggio. larghi pantaloni a colori vistosi con tuniche e mantelli tessuti di pelo di cammello. Le eleganti vestaglie. era un vasto poggio situato su una parte della collina che domina il corso del Tom da un centinaio di piedi. sul pendio della scarpata di cui il Tom bagna la base. destavano l'ammirazione con le loro lunghe trecce sfuggenti dai turbanti multicolori. Alcuni di questi Tartari portavano bastoni bianchi. vestiti del costume nazionale. Tutt'intorno. cariche di braccialetti riuniti da catene di pietre preziose. venute da Buchara con l'esercito tartaro. gli occhi splendidi. lasciavano scoperte le loro braccia. e la sfumatura delle loro palpebre. per la maggior parte. e seguita dalle inevitabili orge. Doveva essere offerta in loro onore una festa con canti. letteralmente coperte dagli stendardi e dagli orifiammi. danze e fantasie. Ai piedi delle terrazze. Alcune di quelle donne che non avevano il viso velato. era chiuso da una meravigliosa cornice di verde. rappresentante un palazzo d'una architettura bizzarra. Il teatro scelto per questa cerimonia. Alcune avevano il viso scoperto. le altre fatte d'un morbido "alagià". con le maniche rialzate all'indietro che si riunivano alla moda del sellino europeo. altre portavano un velo che le nascondeva agli sguardi. formata da alcune macchie di pini e di cedri secolari. non sono altro che schiave comperate sui mercati della Transcaucasia e della Persia. era stato innalzato provvisoriamente una specie di splendido palcoscenico. il colorito abbagliante. berretti rossi conici o svasati. messo ancor più in risalto dal nero delle sopracciglia congiunte da un leggero tratto di collirio. tra i fronzuti rami degli alberi da cui il poggio era ombreggiato. paragonabili per la loro finezza alla tela di ragno. il loro "ar alu ". gli occhi grigi. si ammassa una folla cosmopolita. sulla punta dei minareti che lo dominavano da ogni parte. Al di sopra di questo palazzo. organizzata secondo il gusto asiatico.                     . Le terrazze erano stata riservate alla corte dell'emiro. e le loro piccole mani. L'emiro si preparava a ricevere a Toms le sue truppe vittoriose.

si vedevano i Manciù. Ai suoi fianchi marciavano i han di Ko and e di Kundus. là. "tomans" d'oro infilati a fili d'argento. gli abitanti di Buchara. d'origine persiana. berretti ovali di raso color ciliegia con bordo nero e frange rosse. Il luogotenente di Feofar non si fece attendere. indossando questa volta l'uniforme di ufficiale tartaro. i Persiani. Sotto la gonnella di seta blu. in mezzo al quale restò soltanto lo spazio riservato ai           . se tale titolo può attribuirsi alle sultane dello Stato di Buchara. corone di turchesi. i grandi dignitari dei hanati. La sua capigliatura. i meravigliosi esemplari di donne della Manciuria. c'era il "Corano" aperto sulla tavola sacra. abiti lunghi. alle braccia. da colpi di tam-tam. ai piedi. dai capelli prolungati da cordoncini di pelo di capra. alla cintura. In quello stesso momento comparve sulla terrazza la prima moglie di Feofar.come se tutte le popolazioni della frontiera russo-cinese si fossero date convegno rispondendo alla voce dell'emiro . L'emiro e i han scesero dai loro cavalli. Ma. elevata al centro della terrazza. di agata. regina o schiava. come già lo chiamavano arrivò a cavallo davanti alla tenda dell'emiro. assieme a loro. porpora verde. calzati di pantofole persiane. Coloro che non avevano potuto fuggire. Contrariamente al costume maomettano. di opali e di zaffiri. Tutti presero posto sotto una magnifica tenda. che il suo corsetto e la sua gonna sembravano tessuti di pietre preziose. e senza dubbio per un capriccio dell'emiro. essa aveva il viso scoperto. accarezzava le sue spalle d'una splendida bianchezza. la camicetta aperta sul giuba a righe blu. cintura stretta su una camicia di seta. che portava sulla testa un pennacchio di diamanti. che Feofar Khan avrebbe forse ordinato per completare degnamente quella cerimonia trionfale. e prima delle cinque le squillanti trombe annunciarono il suo arrivo. che si apriva in una graziosa scollatura. i Cinesi del Tur estan. Solo i Siberiani mancavano a questo ricevimento degli invasori. così pure i dignitari del seguito. divisa in quattro trecce. capelli a trecce. parecchi milioni di rubli non sarebbero bastati a pagarne il prezzo. Quanto alle migliaia di diamanti che scintillavano attorno al suo collo. completavano quella folla convenuta alla festa tartara. stavano rinchiusi nelle loro case. come sempre. Là ancora . L'emiro indossava il suo costume di guerra. a larghe falde più scure. appena coperte da un velo di seta laminato d'oro. preceduto da squilli di tromba. era tale la profusione di gioielli. dalla testa fino ai piedi. che si disposero ai lati della piazza. con un cappello civettuolo di fiori artificiali fissati da spille d'oro e da farfalle delicatamente posate sui loro capelli neri. Ma. una camicetta dello stesso tessuto. Feofar montava il suo cavallo favorito. collane di cornalina. al centro di ognuno di essi. alle mani. Davanti alla tenda. rasati sulla fronte e sulle tempie. scendeva lo "zir-giameh in velo di seta". accanto ai loro padroni c'erano le donne turcomanne. qualche corrente accendesse un arco voltaico fatto d'un raggio di sole. le gambe fasciate da bende colorate che s'incrociavano fino alle scarpe di cuoio. e lo accompagnava un numeroso stato maggiore. poi. Ivan Ogareff . di smeraldi. con il timore di qualche saccheggio. la sciabola e il coltello appesi alla cintola con una correggia.alti stivali di cuoio di Russia. Era accompagnato da una parte dei soldati dell'accampamento di Zabediero. era stupendamente bella. "firuseh" tratte dalle celebri miniere dell'Elbrus. da scariche di artiglieria e di fucileria. e sopra la cintura si arricciava il "pirahn". la regina. Infine i Mongoli. che si annodava dietro a un berretto costellato di gemme di grandissimo valore. L'emiro fece il suo ingresso sulla piazza soltanto alle quattro. questa donna.lo sfregiato. e dall'intensità dei loro riflessi si sarebbe creduto che.

e Harry Blount s'era deciso a rimanere per alcune ore. aveva ora il viso d'un pallore mortale. caro Blount. Non senza ragione. bene equipaggiati. Dopo aver lasciato Zabediero. . di cui le cerimonie d'Europa non possono dare la minima idea. essi erano arrivati rapidamente a Toms .disse Alcide Jolivet . Così almeno interpretarono questa accoglienza Harry Blount e Alcide Jolivet. e cavando il binocolo dall'astuccio. Perciò tremava per lui. Conforme agli ordini di Ivan Ogareff. era perché conosceva bene ciò che sarebbe accaduto quando l'avesse consegnato alla giustizia dell'emiro.divertimenti. colpito pubblicamente da quel " nut" che era stato levato su di lei. speravano di precedere gli esploratori dell'emiro. tuttavia. e attesero con una certa impazienza l'inizio della festa. associati ora per la caccia delle notizie. Ma i divertimenti erano preceduti da una scena penosa. Il loro piano ben preciso era di non fare compagnia ai Tartari. Il traditore aveva la faccia segnata obliquamente da una larga cicatrice. sempre energica quando si trattava soltanto di se stessa. . prima di essere stipati con i loro compagni nelle prigioni della città. Ammirarono dunque Feofar Khan nella sua magnificenza. ambedue avrebbero ripreso la strada di Ir uts e. suo figlio era condotto davanti all emiro. si preparò a osservare da intenditore "i primi personaggi della compagnia di Feofar". Ella si attendeva qualche scena terribile. Ivan Ogareff presentò all'emiro i suoi più alti ufficiali.               . . sicché avevano fretta di trovarsi tra le file dell'esercito siberiano. Michele Strogoff era certamente condannato a uno di quegli spaventosi supplizi che sono familiari ai barbari dell'Asia centrale. li accolse in maniera che fossero soddisfatti della sua accoglienza.Vedete. i suoi ufficiali. ma. i due inseparabili colleghi. se era possibile. Ma torsero gli occhi con disprezzo quando Ivan Ogareff si presentò davanti all'emiro. C'erano anche sua madre e Nadia. Tra questi prigionieri figurava in prima fila Michele Strogoff.non fosse altro che per soddisfare la curiosità di sua cugina . e Feofar Khan. e tutta quella pompa orientale. ma di raggiungere piuttosto qualche corpo russo e.domandò Harry Blount. egli era particolarmente vigilato da un plotone di soldati. Erano destinati a sfilare davanti a Feofar Khan e ai suoi alleati. in maniera da non perdere nessun particolare d'una festa che avrebbe fornito loro cento buone righe di cronaca. andare con questo fino a Ir uts .Il balletto d'obbligo. Ivan Ogareff. aveva fatto comprendere al suo collega che non poteva partire da Toms senza prendere qualche schizzo dell'entrata trionfale delle truppe tartare . e la sua vendetta sarebbe stata senza confronti. La vecchia siberiana. Alcide Jolivet e Harry Blount s'erano dunque mescolati alla folla e guardavano. infatti.noi siamo venuti troppo presto. Infatti il trionfo del vincitore non poteva essere completo senza l'umiliazione pubblica dei vinti. come dei veri signori che vogliono spendere bene il loro denaro! Tutto questo non significa altro che l'alzata del sipario. . sarebbe stato più interessante arrivare soltanto per il balletto. non era un uomo che perdona. Se Ivan Ogareff lo aveva risparmiato quando i soldati si erano lanciati su di lui. perdiana! Ma credo che si levi il sipario. di quegli incendi. la sera stessa. di quelle uccisioni. li aveva profondamente scossi. Alcide Jolivet. le sue guardie. Alcide Jolivet parlava come se fosse stato all'Opera. le sue mogli. senza perdere la freddezza che costituiva il fondo della sua dignità. Perciò parecchie centinaia di prigionieri furono condotti sotto la frusta dei soldati. Quanto avevano visto dell'invasione.Quale balletto? . di quei saccheggi.

Del resto.Questa donna rimanga! Intanto Nadia fu ricacciata tra la folla dei prigionieri. Il nostro intervento in favore di quella fanciulla potrebbe essere più nocivo che utile. Li avevano rigorosamente separati l'uno dall'altra.Guardate. . dicendo: . ella si domandava che cosa fare per salvare l'uno e l'altra. avendo gli occhi mezzo velati dai suoi capelli.rispose freddamente Harry Blount. forse anche perché tanto alla madre quanto al figlio fosse riservata una morte spaventosa! Quanto a Nadia.. Blount! E' lei! . Dopo Nadia era arrivata anche Marfa Strogoff e. farsi piccola! Forse allora avrebbe potuto rodere le maglie della rete che imprigionavano il leone. Non sapeva che cosa pensare. pronto a lanciarsi.. Michele Strogoff sarebbe passato senza essere riconosciuto.Lei? . La schiavitù cominciava con l'umiliazione! Se quegli sventurati erano troppo lenti a curvarsi. quando si era trovata di fronte a lui.. Alcide Jolivet e il suo collega non potevano assistere a un tale spettacolo senza provare un vero sdegno. come venire in aiuto al figlio e alla madre. In ogni caso.gli domandò questi. Frattanto la maggior parte dei prigionieri erano sfilati davanti all'emiro e.esclamò d'improvviso Alcide Jolivet. Suo figlio ebbe uno scatto terribile. avrebbe agito.Fronte a terra! . la rude mano delle guardie li gettava violentemente a terra. passando. anche a costo di sacrificarsi per il figlio di Marfa Strogoff. .Dominatevi .Bisogna vedere tutto. Lo sguardo di Ivan Ogareff non s'era fermato su di lei. che i soldati di guardia riuscirono appena a reprimere. quando intervenne Ivan Ogareff. che doveva dissimulare. Alcide Jolivet. passò dunque anch'ella davanti all'emiro. senza richiamare la sua attenzione. .rispose Harry Blount . Ma la vecchia Marfa si alzò e stava per essere condotta via. . in segno di schiavitù.disse Alcide Jolivet.gridò Ivan Ogareff. e là rimase in piedi. se Ivan Ogareff l'aveva condotta alla sua presenza.Cosa c'è? . Marfa Strogoff cadde. perché sarebbe stata per loro una consolazione restare uniti per qualche tempo durante quei pochi giorni di prigionia! Marfa Strogoff avrebbe voluto domandare perdono a suo figlio di tutto il male che gli aveva causato involontariamente. Michele Strogoff pensava che se sua madre era là. ognuno di loro aveva dovuto prostrarsi con la fronte nella polvere. . si trattenne. e Nadia non lo vide. afferrando il braccio del suo compagno. le guardie la sospinsero brutalmente. siccome non fu abbastanza pronta a prostrarsi nella polvere. e quante disgrazie sarebbero state evitate! Dal canto suo. ma sentiva vagamente che doveva soprattutto evitare di richiamar l'attenzione sopra di sé.No! . . perché si accusava di non aver potuto dominare i suoi sentimenti materni! Se avesse saputo trattenersi a Oms . . Michele Strogoff fu allora condotto davanti all'emiro.La sorella del nostro compagno di viaggio! Sola e prigioniera! Bisogna salvarla.rispose Michele Strogoff.   . se le fosse capitata l'occasione di agire. nella casa della posta.Troppo indegno! Andiamo via! . Questo aggravava le loro sventure. Ah! . né la madre né il figlio avevano potuto rivolgersi la parola dopo la scena funesta dell'accampamento di Zabediero.. era perché soffrisse dello stesso supplizio del figlio.No! .Vedere tutto!. senza abbassare gli occhi. .

Una spia russa . Ivan. Materia colorante in rosso. che gli fu portato. Ivan Ogareff avanzò verso Michele Strogoff. . ma toccò a loro stendersi al suolo. Tacciando Michele Strogoff da spia. il nome italiano. spinte dalla mano del robusto giovane.disse.Spia russa.disse Feofar Khan .rispose Ivan Ogareff. . porterà per sempre il marchio infamante del " nut"! Ivan Ogareff. I popoli dell'Asia centrale danno il nome di "fal" a questa pratica. L'emiro teneva il dito fermo sulla pagina del "Corano". Poi indicò con la mano il "Corano". .Morirò . . egli sapeva che la sentenza pronunciata contro di lui sarebbe stata terribile. I soldati lo immobilizzarono. ai piedi della terrazza. usato dai classici.domandò l'emiro. Michele Strogoff s'era lanciato su Ivan Ogareff. GUARDA BENE!» Michele Strogoff. guarda bene! NOTE. Sua madre. o piuttosto. è "alcanna" (Nota del Traduttore).Due guardie vollero costringerlo a prostrarsi. Nota 2.rispose con fierezza Michele Strogoff. Il destino. Dopo avere interpretato il versetto additato dal giudice.tu sei venuto per vedere ciò che avviene nell'accampamento tartaro! Guarda dunque con i tuoi occhi. L'emiro fece allora un gesto. E' la famosa «transiberiana». con le mani legate. fu tenuto davanti al trono dell'emiro. che si ricava da una pianta originaria dall'Arabia. davanti al quale tutta la folla si curvò. si era   . ma la tua faccia di traditore. qualunque sia. Nota 1. nella credenza di quegli orientali.Tu morrai! . lesse a voce alta un versetto che terminava con queste parole: «Egli non vedrà mai più le cose della terra» . impallidì paurosamente. vinta alla fine da tante torture fisiche e morali. con quella voce ch'era tanto più minacciosa quanto più era calma. Dio stesso avrebbe deciso la sorte di Michele Strogoff. essi applicano la sentenza. avvicinandosi. che risultò la più lunga ferrovia del mondo (9334 chilometri). 5.Chi è questo prigioniero? . Aprì il libro sacro e posò il dito su una pagina. . Il capo degli ulemi. a questa risposta. «GUARDA CON I TUOI OCCHI.

riccamente inframmezzati di perle. tessute in filigrana d'oro. ciò che era degno di nota e che colpì Alcide Jolivet. . fu che queste persiane si mostrarono piuttosto indolenti anziché focose. si prostravano fino a terra o si sollevavano in un leggero salto. Aveva preso posto   . Uno stuolo di danzatrici fece allora irruzione sulla piazza.ma. il "dutar". questi barbari dànno il balletto prima del dramma! Michele Strogoff aveva ricevuto l'ordine di guardare. a volte a gruppi. ch'esse aprirono ad un certo momento. secondo il precetto che conteneva. Alcune di queste persiane portavano a modo di sciarpa una cintura di cuoio ornata di perle. A ciò occorre aggiungere gli accordi d'una orchestra aerea. che rassomigliava alla piastra della gran croce europea. ch'esse tesero tra di loro. il " obis". Finito questo primo numero.Guarda con i tuoi occhi. a volte singolarmente. quasi a significare che prendevano posto tra gli uri del cielo di Maometto. un tartaro di alta statura. tam-tam.accasciata. risuonavano come arpe eolie pizzicate dalla brezza. In altri tempi. esse figuravano ufficialmente nelle cerimonie alla corte di Teheran. «Guarda con i tuoi occhi! guarda bene!» aveva detto Feofar Khan tendendo la mano minacciosa verso Michele Strogoff. Vestivano il costume nazionale ed erano ornate di gioielli a profusione. non osava più ascoltare.Ecco il balletto . si udì una voce profonda che diceva . guarda bene! L'uomo che ripeteva le parole dell'emiro. Questi nastri. tamburelli. Senza dubbio Ivan Ogareff. non osava più guardare. formata da una dozzina di cervi volanti. Avevano il viso scoperto. alle braccia e alle gambe. erano state pressoché bandite dal regno e avevano dovuto cercare fortuna altrove. la "cibisga". Era il segnale dei divertimenti. conoscendo i costumi tartari. perché le sue labbra s'erano per un istante socchiuse in un sorriso crudele. che. ma ogni tanto si tiravano sul volto un velo leggero. passando davanti a ogni versetto. Poi era andato a mettersi accanto a Feofar Khan. al collo portavano cerchi d'argento niellato. formarono una galleria sotto la quale le altre danzatrici s'insinuarono senza rompere il passo. Ma. uniti alla voce gutturale dei cantanti. Le danzatrici erano tutte di origine persiana. come una nebbia su un cielo stellato. E guardò. formavano un'armonia esotica. all'estremità delle loro lunghe trecce tinnivano pendenti. di turchesi e di conaline. era l'esecutore dei sovrani voleri di Feofar Khan. con le loro corde tese al centro. e sembrava che una nube di tulle passasse su quegli occhi splendidi. Piccoli triangoli d'oro e lunghi pendagli ciondolavano dai loro orecchi. specie di violoncello aperto dalla parte anteriore. tanto per il genere delle loro danze. a due corde di seta ritorta in accordo di quarta. ma dopo l'avvento della famiglia regnante. sui quali erano scritti dei versetti del "Corano". . con la punta in basso. Subito cominciarono le danze. assomigliavano piuttosto alle baiadere calme e composte dell'India che alle almee passionali dell'Egitto. Queste danzatrici eseguirono con molta grazia diverse danze. estrassero lunghi e stretti nastri di seta scarlatta.disse Alcide Jolivet a Harry Blount. dalla quale pendeva una borsetta di forma triangolare. Da queste borsette. aveva capito la gravità di quelle parole. Mancava loro la «furia» e. Non erano schiave ed esercitavano la loro professione in libertà. La cintura che le stringeva alla vita era chiusa da un fermaglio di brillanti. e. munito di crine di cavallo fatto vibrare per mezzo di un archetto. Risuonò subito uno squillo di tromba. mandolino dal manico lungo in legno di gelso. braccialetti formati da un doppio serto di gemme. e trombe. Diversi strumenti tartari. quanto per la loro esecuzione. contrariamente a tutti gli usi. lungo flauto di canna.

Accanto a lui. le danzatrici avvolsero lo zigano nei mille vortici delle loro danze. smorte. essa riprendeva la danza interrotta. Poi d'improvviso si fece silenzio. guarda bene! Ma questa volta Alcide Jolivet osservò che l'esecutore non teneva più la sciabola sguainata in mano. e così al tintinnio delle monetine che colpivano i monili delle danzatrici. Avanzò allora uno zigano. alle Persiane era immediatamente seguito un altro gruppo di danzatrici. Sangarre.esclamò Alcide Jolivet. le guardie avevano portato un trepiede con un braciere dove ardevano senza fumo dei carboni accesi. lo sappiamo.Prodighi come ladri! .disse Alcide Jolivet all'orecchio del suo compagno. zigane e persiane . dalla Boemia all'Egitto. dalle mani dei loro ufficiali d'ogni grado.Sono le zigane di Niznij Novgorod! . ma si pose come una mima in mezzo alle sue danzatrici. era dovuto alla combustione di una sostanza resinosa e aromatica. e la voce dell'aguzzino. le cui movenze di fantasia avevano qualcosa che risentiva di tutti i paesi maggiormente frequentati dalla loro razza in Europa.Immagino che a quelle spie gli occhi fruttino più denaro delle gambe! Considerandole come agenti al servizio dell'emiro. in quell'istante alcune centinaia di schiavi. si confondevano in lontananza con le prime nebbie serali. una danzatrice venne a porsi accanto a lui e rimase immobile ascoltando. e al rullìo dei "dairés". A questo punto. Alcide Jolivet. Sangarre si distingueva tra tutte quelle zigane per la solennità del suo costume esotico e pittoresco. Durante le strofe di quella canzone d'un ritmo molto strano. Precedute da Sangarre. non si sbagliava. dell'età di circa quindici anni. ripeté quelle parole. Intanto il sole s'abbassava all'orizzonte. Una semioscurità cominciò a invadere lo sfondo della campagna. Ma. tenendo uno di quei "dairés" che fremeva tra le sue mani. Bisogna supporre che anche i due giornalisti le riconoscessero. Intanto. che vi veniva sparsa sopra. incitava quella compagnia di autentiche coribanti. che dava risalto alla sua bellezza. che teneva la mano appoggiata sulla spalla di Michele Strogoff. piovevano anche i ducati e i rubli moscoviti.dietro a Michele Strogoff e teneva in mano una sciabola dalla larga lama ricurva. La notte non avrebbe tardato ad avvolgere il poggio che dominava la città. e le acque del Tom. Egli cantò.Guarda con i tuoi occhi. una di quelle lame damascate e temprate dai celebri armaioli di Karsi o di Hissar. . accompagnandolo con il suo "dairé" e stordendolo con il crepitare delle nacchere. terminato l'ultimo ritornello. Il leggero vapore che li coronava. Era infatti il denaro rubato che scorreva a manciate perché. si mescolavano ancora gli ultimi sussurri dei "dutar" e dei tamburelli. di cui le loro dita sfioravano la pelle stridente. mista d'incenso e benzoino.Proprio loro . Teneva in mano un "dutar". dall'Italia alla Spagna. Poi. di cui faceva vibrare le due corde col semplice tocco delle unghie. la cui ripetizione le rendeva sempre più sinistre: . Esse si animavano al suono dei dischetti che tintinnavano sulle loro braccia. che Michele Strogoff riconobbe subito. . cadde una pioggia d'oro dalle mani dell'emiro e dei suoi alleati. assieme ai "tomans" e agli zecchini tartari. specie di tamburelli baschi. ma ogni volta che il ritornello si ripeteva sulle labbra del giovane cantante. recanti torce accese invasero la piazza. perché Harry Blount disse al suo collega: . Sangarre non ballò. di razza molto diversa. Le macchie di cedri e di pini si facevano via via più scure.

in tenuta di guerra. essi correvano sulla strada di Ir uts . guardando Michele Strogoff. ma la cibistica tartara era resa ancora più bizzarra da quei fuochi colorati che s'incrociavano sopra le danzatrici. sicché pareva che tutti quei gruppi si agitassero in mezzo a un fuoco d'artificio. . rientrarono in città. innalzando tutta una costellazione di lanterne multicolori.I vostri lettori del "Daily Telegraph" non sono ghiotti.Per nulla al mondo . Gli strumenti dell'orchestra tartara. che non conoscono il senso della pietà. . specie di danza militare. e allora cominciò una fantasia pedestre. Sotto certi aspetti. i ballerini scomparvero. e sotto la brezza più fresca le loro arpe vibravano con più intensità. fino a pochi istanti prima così pieno di luci. ligio al suo dovere. questo divertimento ricordava la cibistica degli antichi. La cerimonia era terminata.riapparvero davanti al trono dell'emiro e si esibirono. come ad un segnale. era dovuto passare. si scatenarono in un ritmo più selvaggio.Non più di vostra cugina. e in mezzo a quei Tartari.chiese Harry Blount. e soltanto le torce rischiaravano il poggio. grazie a qualche ingrediente metallico. ch'erano stati ritirati a terra. Michele Strogoff era rimasto sempre in piedi.Povero ragazzo! . ed è possibile che la tradizione sia rimasta tra i popoli dell'Asia centrale. le cui combinazioni variavano all'infinito ad ogni movimento delle ballerine.Non possiamo fare nulla. Per quanto assuefatto dovesse essere un giornalista parigino agli effetti scenici escogitati dalla regìa moderna. in cui il corifeo si muoveva in mezzo alle punte delle spade e dei pugnali. Le armi. Era come un caleidoscopio di scintille. .rispose Harry Blount. capivano ora attraverso quali prove.     .Blount. eseguivano certe acrobazie. che si distinguevano nettamente sopra il rullare dei tamburelli. Un'ora più tardi. . Alcide Jolivet non poté trattenere un leggero scuotere di testa.aggiunse Alcide Jolivet. I cervi volanti. ripresero il loro volo. le danze cessarono. il ronzio dei "dairés". . accompagnato dalle grida gutturali dei cantori. Poi.disse Alcide Jolivet al suo compagno .ci tenete a vedere tutto fino alla fine? . che tra il boulevard Montmartre e la Madeleine avrebbe voluto dire: "Mica male! mica male!". Per tutto questo tempo. dei particolari di un'esecuzione alla maniera tartara? . con ininterrotte scariche di fucileria. Poi uno squadrone di Tartari. A un cenno dell'emiro. . lo stridore dei "dutar". lanciavano lunghi razzi rossi. armati di sciabole sguainate e di lunghe pistole. spero. vennero a mescolarsi alle danze.Possiamo fare qualcosa per salvarlo? . d'improvviso. non potevano fare nulla per lui! Poco desiderosi di assistere al supplizio riservato a quello sventurato. nelle loro danze di genere così diverso. tutti i fuochi della fantasia si estinsero. I due giornalisti ricordavano la condotta generosa di Michele Strogoff verso di loro. e tentavano in mezzo ai Russi quella che Alcide Jolivet chiamava in anticipo "la campagna della rivincita". quasi in una gara. I soldati. Michele Strogoff fu condotto in mezzo alla piazza. caricate a salve con polvere colorata alla maniera cinese. in mezzo a quella illuminazione aerea.Quel valoroso soldato avrebbe meritato di cadere sul campo di battaglia! . azzurri. i cui lustrini assumevano l'aspetto di mille fiammelle. verdi. la cui furia andò crescendo. facendo contemporaneamente risuonare nell'aria detonazioni clamorose. che produsse il più strano effetto.

. ma rimase in piedi. come se avesse voluto concentrare tutta la sua vita in un'ultima immagine. Ella indietreggiò. con una lama incandescente. Forse quel miserabile voleva insultare ancora la vittima e. Ogni suo pensiero era concentrato sulla sua missione irrimediabilmente fallita.disse Ivan Ogareff. e così pure lo stato maggiore di Feofar Khan.Scacciate quella donna! . Michele Strogoff non diede segni di debolezza. . che non avrebbe mai più riviste! Ma non lasciò trasparire nulla dell'emozione che provava. nella lingua tartara che egli comprendeva. tutta quest'orda selvaggia si sarebbe abbandonata all'ubriachezza. sostituendosi al carnefice. e tuttavia si sarebbe invano cercato in lui un segno di debolezza. con disprezzo l'altro.. l'aprì. soddisfatta la curiosità. sulla madre.. senza pronunciare una parola.gridò. lo guardava!. spinto dalle guardie.. passata davanti agli occhi! Michele Strogoff non tentò di opporre resistenza. Feofar gli disse: . .. Questa volta teneva la sciabola sguainata in mano. con gli occhi spalancati. Risuonò un grido disperato. e quella sciabola era incandescente. l'ultima minaccia dei miei occhi sarà per te! Ivan Ogareff scrollò le spalle. In breve non rimase sulla piazza che Ivan Ogareff e i portatori delle torce. perché era stata ritirata allora dal braciere dove ardevano i carboni profumati. Tu hai visto per l'ultima volta. a qualche passo da suo figlio. Perdere la vista. dargli il colpo di grazia? Ivan Ogareff si avvicinò lentamente a Michele Strogoff. Tuttavia.. davanti a me! Che io veda ancora il tuo volto amato! Che i miei occhi si chiudano guardandoti!. e del resto sarebbe stato indegno di lui. e non a quel miserabile! Rimani qui.Ivan.Sì! sì! a te il mio sguardo estremo. La vecchia siberiana. con gli occhi smisuratamente spalancati. Ma Michele Strogoff si sbagliava. con superiorità l'uno. e per un atto . Sapeva di morire. Michele Strogoff. Due soldati respinsero Marfa Strogoff. Supplicare quegli uomini feroci era inutile. Ivan Ogareff cavò di tasca la lettera imperiale. Eseguiti gli ordini. aspettavano che l'esecuzione fosse compiuta. Poi. il quale lo sentì arrivare e si eresse sulla persona. Per i suoi occhi non esisteva più nulla all'infuori di sua madre.gli disse con voce minacciosa .e osservava l'emiro e Ivan Ogareff.Ivan traditore. L'emiro fece un gesto. Rimase impassibile. Comparve l'aguzzino. . si fece avanti. ch'egli divorava con lo sguardo! Tutta la sua vita era in quell'ultima immagine! Marfa Strogoff. spia dei Russi. Michele Strogoff sarebbe stato accecato secondo il costume tartaro. . Rivolse i suoi occhi su Ivan Ogareff. le braccia tese verso di lui. Tra poco i tuoi occhi saranno per sempre chiusi alla luce! Michele Strogoff non era condannato alla morte. su Nadia. Poi un irresistibile sentimento di vendetta invase tutto il suo essere. Non ci pensava neppure. l'emiro si ritirò con tutta la sua corte.Madre mia! . La vecchia Marfa cadde svenuta al suolo! Michele Strogoff era cieco.. si avvicinò alla terrazza. Gli spettatori.Tu sei venuto per vedere. e allora. sentendo la condanna pronunziata dall'emiro. I suoi occhi non si sarebbero spenti per sempre guardando Ivan Ogareff. Marfa Strogoff stava in piedi davanti a lui. rimasti ai margini della piazza. La lama incandescente passò davanti agli occhi di Michele Strogoff. per cui questo finale rappresentava un'attrattiva in più. pena forse più terribile che perdere la vita! Lo sventurato era condannato ad essere accecato. ma alla cecità.

i canti. tastando con il piede. e i portatori di torce lo seguirono. aveva visto tutto. leggi. ascoltò i battiti del suo cuore. Aveva avuto la forza di assistere immobile e muta. Michele Strogoff rimase in ascolto. Poi. sia all'accampamento di Zabediero. aveva quindi potuto ritornare sul poggio. illuminata. ella disse: . La ritrovò aiutandosi con le mani.Vieni! fratello . Ma slegato. Poi sembrò che parlasse sottovoce.mormorò Michele Strogoff. perché ufficiali e soldati. si curvò sopra di essa.Nadia. splendeva come una città in festa. ora. il traditore si nascose la lettera sul petto. la tenne sospesa davanti agli occhi spenti del corriere dello zar. a pochi passi da sua madre ancora esanime. condotta dapprima con gli altri prigionieri. D'improvviso comparve Nadia. il vero corriere dello zar è Ivan Ogareff! Dette queste parole. Michele Strogoff e Nadia avevano lasciato Toms . Toms . Con un pugnale che teneva in mano. Si diresse tastoni verso il luogo dove sua madre era caduta. forse morta. sfuggirono dalle mani dei Tartari. e vai a ripetere a Ir uts quanto avrai letto! Ora. Poi si rialzò e.di suprema ironia. Mezz'ora dopo. Il suo cuore per un momento cessò di battere. Michele Strogoff.rispose Nadia. Non un grido le era sfuggito quando la lama incandescente era passata davanti agli occhi del suo compagno. lasciò la piazza. . La vecchia Marfa vive ancora? Sentì le parole che le disse il figlio? Ma ella non fece il minimo movimento. sia durante la marcia del convoglio. Nella piazza deserta regnava il silenzio. . Michele Strogoff rimase solo. Si sentivano da lontano le grida. confusa tra la folla. nel momento in cui Michele Strogoff era stato condotto davanti all'emiro Là. Michele Strogoff la baciò sulla fronte e sui capelli bianchi. quando la vecchia siberiana cadde svenuta. tutti più o meno abbrutiti. . senza più voltarsi.Leggi. non sapeva chi lo sciogliesse. tutto il frastuono dell'orgia. camminò lentamente verso l'estremità della piazza.             . e anche libera per guidare il figlio di Marfa Strogoff alla meta ch'egli aveva giurato di raggiungere. dicendo: . Costui. quella notte. Un buon numero di prigionieri.Nadia! . «Sarò il cane del cieco!» si disse. avevano inconsciamente rallentato la sorveglianza rigorosa che avevano mantenuto fino allora. UN AMICO DELLA GRANDE STRADA.I miei occhi saranno d'ora in poi i tuoi occhi. Una provvidenziale ispirazione le disse che doveva tenersi pronta. tagliò le corde che legavano le braccia di Michele Strogoff. ma un pensiero le restituì tutta la sua energia. io ti guiderò a Ir uts ! 6. accostò il suo viso a quello di lei. portando avanti le mani per guidarsi. perché Nadia non aveva detto una sola parola.Fratello! . Nadia. cieco. Ella avanzò diritta verso il suo compagno.

. Michele Strogoff tese le mani.Sì . per timore dei Tartari. seguita la sponda del Tom fino all'estremo limite della città.Sei qui. Come riuscirà Nadia a sopportare le fatiche di quella notte tra il 16 e 17 agosto? Come troverà la forza fisica necessaria a percorrere una tappa così lunga? Come potranno i suoi piedi.. Le palpebre del cieco. con la porta aperta. se la sua cecità era totale. grazie a questa mano che lo guidava unicamente con i suoi fremiti. Michele Strogoff trasalì al sentire per la prima volta il suo nome                   . l'iride appariva d'un azzurro più scuro di prima. Michele Strogoff. significava la morte sicura. Tutto quanto la città aveva di utile o di prezioso era stato portato via su carrette. gli esploratori dell'emiro. tagliassero ogni comunicazione. abbandonato come un essere miserevole dal quale non c'è più nulla da temere. Non era Nadia che reggeva la sua mano. baciarla in fronte. e non ti lascerò mai più. curvarsi su di lei. lo sguardo tanto penetrante del giovane non sembrava minimamente alterato. Appena due o tre case erano ancora abitate.sono vicina a te. com'è uso in tutte le case siberiane. dodici ore dopo la partenza da Toms . ma fu lui a reggere quella della sua compagna durante tutta la notte. completamente disseccati. avrebbe letto nei suoi limpidi occhi l'espressione desolata d'una dedizione e d'una tenerezza infinita. bruciate dalla lama incandescente. La sclerotica era leggermente raggrinzita e come indurita. dopo una fuga di cinquanta verste. Ma non è meno vero che l'indomani mattina. Se non ci vedeva più. gettandosi di nuovo attraverso la steppa. Una rozza panca di legno si trovava in mezzo alla stanza. ma. Michele. l'ignoto. lei e lui. Là c'era una casa disabitata. per essere in grado di seguire finché era possibile la grande strada. Nello sguardo di lei c'era più che riconoscenza. significava correre verso l'incerto. Tuttavia Nadia aveva bisogno di fare una sosta di alcune ore. almeno in apparenza. Nadia osservò allora il volto del suo compagno cieco. Avventurarsi fuori della strada tracciata. egli aveva camminato con il suo passo ordinario.domandò. distante cinquecento verste (533 chilometri) da Toms . Gli abitanti. Essi vi entrarono.. la mano nella mano. più che la semplice pietà. uscivano facilmente per una breccia della cinta. Lo vide trascinarsi fino alla madre. raggiungere prima di loro Krasnojars . Michele Strogoff non aveva detto una sola parola. Nadia? . come non l'aveva mai osservato fino allora. Michele Strogoff e la fanciulla raggiungevano il borgo di Semilovs oije. La fanciulla condusse dunque il suo compagno verso l'estremità della borgata. Se Michele Strogoff avesse potuto vederla. Era quindi necessario precederli. poi levarsi. Nadia s'era tenuta nascosta nell'ombra. allontanarsi a tentoni. la pupilla straordinariamente dilatata. Qualche istante dopo.Partito Ivan Ogareff. le ciglia e le sopracciglia erano in parte bruciate. vicino all'alta stufa. Vi si sedettero. dopo alcune ore di orgia. era segno che la sensibilità della retina e del nervo ottico erano stati radicalmente distrutti dall'ardente calore dell'acciaio. avevano disceso il ripido pendio e. Nadia condusse lesta Michele Strogoff. erano fuggiti nella provincia del Jeniseis . ricoprivano a metà i suoi occhi. era solo. . ma.rispose la fanciulla . sanguinanti per una marcia forzata. Semilovs oije era quasi completamente abbandonata. Ambedue avevano bisogno di cibo e di riposo. Aveva atteso che la folla sgombrasse il poggio. sostenerla fino a Krasnojars ? è quasi impossibile immaginarlo. A questo punto. Non c'era pericolo di sbagliarsi. La strada di Ir uts era l'unica che s'inoltrasse verso est. Era da prevedersi che l'indomani.

e i miei occhi! Io posso vedere per te.                               . era cieco. Nadia. e condurti là dove tu non puoi più andare da solo! . Ebbene! saprò farne a meno. senza denaro.Mendicando. Tutto questo non le era costato niente perché aveva cominciato il mestiere di mendicante.Mai! . . se ti abbandonassi.Mangi.le domandò più volte. a forza di volontà. arrivava a Krasnojars .Sì. poiché il governatore. Michele! I due giovani non si chiamavano più fratello e sorella. Nadia! Mi hanno trattato come una spia! Agirò come una spia! Andrò a Ir uts a dire tutto ciò che ho visto. Egli mangiava i pezzi di pane che la sua compagna gli offriva l'uno dopo l'altro.Michele. si era procurata qualche pezzo di ""ciorne hleb". lo giuro sul nome di Dio vivente!.Mi restano alcuni rubli.Vieni. .disse egli . Michele. stringendo la mano che la fanciulla aveva posto sulla sua. tutto ciò che ho sentito e. Beveva alla borraccia che ella porgeva alle sue labbra.Mio padre mi maledirebbe. . unica sua guida.Separarci? Perché. E perché? Poteva dunque sperare di distanziare i Tartari? Egli era a piedi. dopo un'ora di riposo. Michele? . placato la fame e la sete di Michele Strogoff.La lettera che Ivan Ogareff mi ha tolta!.bisogna che ci separiamo! .tu ora hai più bisogno di me di quanto ne abbia mio padre! Vuoi dunque rinunciare ad andare a Ir uts ? .Però. Nella comune sventura. . specie di pane fatto con orzo. bene o male.Nadia. . e un poco di idromele chiamato in Russia "meod".Partiamo. Se Michele Strogoff l'avesse vista. Comprese che la sua compagna sapeva tutto di lui: chi era e quali vincoli lo legavano alla vecchia Marfa.Nadia! Nadia! .Nadia. il traditore mi ritroverà un giorno a faccia a faccia! Ma bisogna che arrivi prima di lui a Ir uts . e Michele Strogoff. . camminava con una fretta che non riusciva a dominare. si sentivano ancora più strettamente uniti l'uno all'altra.disse Nadia . Ma Nadia non si lamentava. Uscirono dalla casa. Quel pane e quell'idromele avevano. Michele. percorrendo le strade della borgata.rispose sempre la fanciulla.E come vivremo? .. Michele e Nadia partirono da Semilovs oije e ripresero quella dolorosa strada per Ir uts . non gli sarebbe rimasto altro da fare che sedersi sul ciglio della strada e attendervi la morte! Ma se alla fine. . La fanciulla resisteva energicamente alla stanchezza.Non voglio ostacolare il tuo viaggio! Tuo padre ti attende a Ir uts ! Bisogna che tu raggiunga tuo padre! .tu devi pensare soltanto a tuo padre! . Nadia? . dopo quanto hai fatto per me! .rispose Michele Strogoff. . al quale si sarebbe fatto conoscere. ..E come viaggeremo? . che si accontentava dei resti del suo compagno.. . non avrebbe esitato a fornirgli i mezzi per raggiungere Ir uts .gridò Michele Strogoff con un tono che dimostrava di non aver perduto nulla della sua energia. forse tutto non era perduto. gli veniva a mancare. forse non avrebbe avuto il coraggio di proseguire.E tu parli di separarci. tu non hai più quella lettera!. non sentendo un solo sospiro.. Nadia gli aveva riservato la parte maggiore di quel cibo insufficiente.pronunciato da Nadia. Nadia! . .A piedi. e se Nadia. quei miserabili mi hanno tolto tutto! . Michele . Michele? .

cioè da più di otto giorni. uno di quei veicoli che nel paese sono chiamati " ibit a". almeno per lei? Egli si sarebbe solo accontentato di appoggiarsi con una mano alla carretta. E.A che serve. Il conducente era un giovane. non si sarebbe pensato che percorresse una strada che poteva da un momento all'altro venirgli interrotta dai Tartari. tendendo l'orecchio. . bisogna nascondersi. Nadia riconobbe che quel giovane era russo. . Il suo cuore si gonfiava.Se sono i Tartari.rispondeva la fanciulla. al vederlo.Ehi. . s'era messa sul ciglio La " ibit a" si fermò e il conducente guardò sorridendo la fanciulla. .Solo. come se avesse cercato di scrutarla attraverso quell'immagine che portava in sé. Michele! .Non senti qualche rumore dietro di noi? . perché le sue forze non gli venivano meno. sostenendo energicamente la sua compagna. Michele Strogoff rimase solo un istante. poi. Aveva un aspetto dolce e flemmatico. Nadia ritornò quasi subito e disse: . Nadia. il suo passo rallentava. al contrario. D'ordinario. Ogni tanto Michele Strogoff diceva: . Michele Strogoff allora si fermava. le sue gambe si piegavano.Dunque Michele Strogoff camminava.domandò. perché la sua fronte si spianò subito. restava indietro. Teneva la mano di Nadia. al quale il sangue mongolo assicurava vigore e coraggio. ma sentiva che Nadia. Al suono di questa voce.Assolutamente deserta . Erano partiti da Semilovs oije da due ore circa.Aspetta.                   . che doveva risparmiare molte fatiche a tutti e due.le domandò spalancando gli occhi. l'avrebbe spinta se ce ne fosse stato bisogno. Osserva bene. dove andate a piedi? . E' condotta da un giovane. Michele Strogoff pensò di averla già sentita da qualche parte. che ispirava fiducia. Ma talvolta. tentare l'occasione di chiedere posto in quel veicolo. Ambedue comunicavano fra loro incessantemente. La carretta arrivò quasi subito alla svolta della strada. capace di ospitare soltanto tre persone. Era un veicolo molto malandato. . quando Michele Strogoff si fermò. e parlava in modo che la sua voce non rivelasse nessuna stanchezza.C'è una carretta. fissava i suoi occhi sulla povera ragazza. Michele Strogoff esitò un istante.rispose Nadia. in mezzo a tutti quegli affanni senza tregua. senza dubbio.Infatti. se non per sé. con un cane accanto a sé. Tuttavia. . quel giorno doveva presentarsi una circostanza fortunata. Nadia. come se il suo cuore avesse cessato un istante di battere. trascinatasi a piedi dopo il passaggio dell'Ob. assorto nei suoi pensieri. Del resto. . Michele? Noi pensiamo insieme! . la " ibit a" è tirata da tre cavalli. per non stancare il suo cavallo e.rispose Nadia ripercorrendo la strada fino alla curva che avevano fatta pochi passi più indietro. quella voce bastò a fargli riconoscere il conducente della " ibit a".E' solo? . Aspettò. parlava poco. ma a questa era attaccato un solo animale dal pelo lungo e dalla coda abbondante.La strada è deserta? . Doveva nascondersi? Doveva. era all'estremo delle forze. riprendeva la marcia. .Parlami. il suo braccio si tendeva. Avanzava con andatura tranquilla. Sembrava loro di non aver più bisogno della parola per scambiarsi i propri pensieri. pareva non avesse la minima fretta. tenendo Michele Strogoff per la mano.

. . . io non vado veloce.Bruciato gli occhi! Oh! povero piccolo padre! Io vado a Krasnojars . Michele Strogoff e Nicola la sistemarono meglio che poterono sulle foglie di betulla. venivano almeno risparmiate nuove fatiche a Nadia. ma in fondo è debole.E vai a piedi? . in un istante. questa piccola! Venite da lontano? . Tua sorella sederà accanto a te. . piccolo padre. presero posto nella " ibit a".. .Da molto lontano. come ti chiami? . Era una bestia di razza siberiana.Cieco! . piccolo padre. tendendo le mani come per implorare pietà.Amico.aggiunse Michele Strogoff. dove andate? ripeté il giovane. . Michele Strogoff e Nadia. Sempre compassionevole.disse Michele Strogoff.Poveri giovani! Tu avrai certamente sentito molto male... andava a passo d'ambio (1).domandò Michele Strogoff. per riguardo al mio cavallo. C'è della scorza di betulla e paglia d'orzo sul fondo. . . io ti seguirò a piedi. e anche coraggiosa. tu dunque non sai che ci sono ancora verste e verste prima di arrivare a Ir uts ? . quando ti hanno bruciato gli occhi!                                     . io davanti per guidare. tua sorella.rispose Michele Strogoff. correrò se è necessario.Ebbene.rispose il giovane con voce commossa. non potrà mai arrivare a Ir uts ! .E' mia sorella .. . va bene! ma la signorina?. con una bella e grossa testa carezzevole.Mi chiamo Nicola Pigassof. lasciaci il posto.Sì. La fanciulla era talmente spossata.rispose Michele Strogoff avvicinandosi .Tu. .i Tartari ci hanno derubati. .Ebbene.non voglio. mio fratello è cieco! . dal pelo grigio.Amico.E' una ragazza delicata . e io non ho un copeco da offrirti. che. Del resto. il mio cane non si rifiuterà d'andare a piedi. rivolgendosi particolarmente a Michele Strogoff. . . Soltanto. credi a me. ma se tu vuoi prendere mia sorella sulla " ibit a".rispose questi.. fu perché il ferro incandescente aveva loro disseccato anche l'ultima stilla! .gridò Nadia . .. non voglio! Signore. Eccola. Perché non montate ambedue nella mia " ibit a"? Stringendoci un poco ci staremo tutti e tre.Vuoi stringermi la mano! . di media grandezza.disse Nicola.disse Nicola. .E' un nome che non dimenticherò mai più .Fratello. Andiamo. Ser o. non ti farò ritardare neppure di un'ora.Deve essere forte. Ebbene. .Lo so. Il cavallo. sentendosi cullata dal movimento monotono della " ibit a".Oh! piccolo padre. che Nicola non frustava. Michele Strogoff aveva teso le mani come per cercare quelle di Nicola Pigassof. monta. e se i suoi occhi non versarono lacrime di compassione. E' come un nido. cadde ben presto in un sonno che rassomigliava piuttosto alla prostrazione.aggiunse Nadia. .. che ritenne prudente di chiamare Nadia ancora con quel nome. . Il cane scese senza farsi pregare. piccolo padre! Ma. .Sì . Se Michele Strogoff non guadagnava così velocità.Andiamo a Ir uts . .I Tartari gli hanno bruciato gli occhi! . in fondo alla carretta. Michele Strogoff era ora commosso.A piedi. piccolo padre! Stringila quanto vuoi! La " ibit a" si rimise in moto. e che sembrava molto affezionato al suo padrone..

Attraversarono così il fiume Isims . Pensare che non si potrà più vedere le persone amate! Ma. Il 22 agosto. pensando che quel largo fiume avrebbe forse arrestato i Tartari. Poi. la " ibit a" raggiunse la borgata di Acins . fissando Nicola come se avesse potuto vederlo.Era il giorno in cui un inglese e un francese. La " ibit a" era rifornita per almeno venti persone.Conosce il suono della mia voce! Forse mi domandi questo per sapere da dove vengo? Oh! te lo dico subito. appena Nicola si risvegliava. amico . della quale sembrava di non arrivare mai alla fine.tu non mi hai mai visto in qualche parte? .Anch'io avrei pianto. lentamente senza dubbio.Sì. la cosa migliore è di ignorarli. .Sì. Capitava talvolta che. . Nicola. ch'egli credeva fratello e sorella.Ma allora io ti ho incontrato là. Dopo una giornata di riposo. quel trotto riprendeva immediatamente il passo d'ambio. piccolo corso d'acqua che divide la Siberia occidentale dalla Siberia orientale.Eppure il suono della tua voce non mi è nuovo. si sarebbe vista la mano di Michele Strogoff cercare le redini del cavallo e fargli prendere un'andatura più rapida. che offrivano agli sguardi un ampio orizzonte.. guardando bene.domandò Michele Strogoff. con grande meraviglia di Ser o. altre volte sotto una fitta e interminabile foresta di abeti. e l'inglese telegrafò i primi versetti della Bibbia? .E sei rimasto al tuo posto fino all'ultimo momento? . Le borgate erano quasi completamente abbandonate. Bogostovls oije. piccolo padre? No. Nadia riacquistò in parte le sue forze. il quale però non diceva niente. . Forse in quei momenti. le borgate di Isims oije. Poiché il mio dovere è di dimenticarli. Tutto era deserto.rispose Nicola sorridendo.rispose Nicola. . e infine la Ciula. Il cavallo camminava tre ore e riposava un'ora: così giorno e notte. . Kus oije. si disputavano il posto davanti al tuo sportello. Durante le fermate. Ero l'impiegato addetto alle trasmissioni. Mancavano ancora centoventi verste per arrivare a Krasnojars . loro ci vedono.E' possibile. la borgata omonima. sempre alla guida. forse! Ma dimmi. La strada correva a volte attraverso immense lande. si addormentasse e russasse con una convinzione che testimoniava la calma della sua coscienza. Frattanto la " ibit a" procedeva pian piano. .rispose Michele Strogoff.Come! non te ne ricordi? . ma io non me ne ricordo! . il cavallo pascolava. I contadini erano fuggiti oltre lo Jenisej. Vengo da Kolivan.Hai pianto? . Questa risposta dipingeva Nicola Pigassof. . ma la " ibit a" in questa maniera aveva guadagnato qualche versta sulla sua velocità regolamentare. . Michele Strogoff avrebbe preferito che fosse più rapida. in fondo. piccolo padre. il fiume Mariins . ma regolarmente. . Nessun incidente                                           .Da Kolivan? .Eh! è proprio in quei momenti che bisogna restare! .E' possibile . Ma Nicola e il suo cavallo erano abituati a un'andatura che né l'uno né l'altro avrebbero potuto modificare.Te. i viaggiatori della " ibit a" mangiavano in compagnia del fedele Ser o. Eri all'ufficio telegrafico? . con tanto di rubli in mano.Io non leggo mai i dispacci che trasmetto.disse Michele Strogoff. Beri ils oije. e Nicola aveva messo generosamente le sue provviste a disposizione dei due ospiti. Il viaggio si compiva in condizioni sopportabili. E' forse una consolazione! . Nicola si preoccupava che stesse più comoda possibile. mai.Molto male .Io stavo là. . di notte.Ma guarda! .

a quello degli arti dell'altro lato. mi prende la collera. Egli sapeva se era una foresta o una pianura. .. Forse i Tartari penseranno di accantonarsi durante la cattiva stagione? Michele Strogoff scosse il capo con aria di dubbio. amico?.L'ammazzerei. . Nota 1. una volta l'altra.notevole era capitato durante il viaggio. Una volta l'uno.Sì. Il 25 agosto. hai ragione. e ben presto subiremo i primi freddi dell'inverno. e nessuno aveva cambiato: Nicola sprofondato nella sua calma imperturbabile.aggiunse Nicola. . L'autunno è breve in Siberia. Un giorno Michele Strogoff gli domandò che tempo faceva.Lo temo .rispose Michele Strogoff. . Nicola. . la " ibit a" arrivava in vista di Krasnojars . non è possibile. gli altri due inquieti. . dromedario.mi pare che tu sia poco indignato quando ti si parla di Ivan Ogareff! Ogni cuore russo deve fremere. pensando al momento in cui avrebbero dovuto separarsi dal loro compagno. gli altri lo ascoltavano volentieri. . io lo odio più di quanto tu potrai mai odiarlodisse Michele Strogoff.. Gli piaceva chiacchierare. successivo.Lo sai che non è bene tradire il proprio paese? .. verso sera. 7. . non è bene.Non è possibile . se c'era qualche capanna nella steppa. . quando si pronuncia quel nome! . Andatura dei quadrupedi. come avrebbe voluto                 ... .Se l'avessi..Sì. . Quando penso a Ivan Ogareff. . effettuata col movimento sincrono degli arti di un lato. Il viaggio da Toms era durato otto giorni.. se qualche siberiano compariva all'orizzonte. IL PASSAGGIO DEL JENISEI. amico.riprese Nicola .concluse pacatamente Michele Strogoff.Credimi. Hai sentito parlare di Ivan Ogareff? .Non lo credi. lo si può ben dire. e. piccolo padre? .Abbastanza bello. .Io invece ne sono certo .Certo. gli descrivevano i luoghi veduti dalla " ibit a". vedeva con gli occhi di Nicola e della fanciulla il paese percorso. orso. C'è con loro un uomo malvagio che non li lascerà raffreddare sulla strada. piccolo padre . giraffa. credo. accidentale nel cavallo (Nota del Traduttore). Michele Strogoff. Nicola non si esauriva mai. e se l'avessi nelle mani. E' normale nel cammello. Se il viaggio non era stato compiuto con maggior celerità.aggiunse Nicola.ma sono gli ultimi giorni dell'estate.rispose Michele Strogoff.. Michele Strogoff e Nadia erano assieme da sei giorni. qualunque fossero i suoi punti di vista. al male che ha fatto alla nostra santa Russia.Piccolo padre.no. . che voleva restare indifferente.Pensi che marceranno su Ir uts ? .gli rispose. NOTE.

avvenne soprattutto perché Nicola aveva dormito poco.Perché dovrei riscuotere uno stipendio che non mi sono guadagnato? . e cambiare la " ibit a" con un altro veicolo più rapido. distante ancora ottocentocinquanta verste (900 chilometri). . aveva ora ai suoi ordini duecentocinquantamila uomini. . in altre mani. egli si proponeva di andare al posto di Udins . Dunque. Un nuovo corpo russo. «solo a condizione di trovarvi un impiego». Questo sembrava inspiegabile. egli riteneva per certo che non gli sarebbero mancati i mezzi di trasporto. Nicola aveva deciso di fermarsi a Krasnojars . oppure fino alla capitale della Siberia.Michele Strogoff era sicuro di trovarsi in condizioni di raggiungere Ir uts nel più breve tempo possibile. radunato in tutta fretta nel governatorato del Jeniseis . c'era stata. troppo debole contro le ruppe dell'emiro. Questa circostanza. in ambedue i casi. dopo essere rimasto fino all'ultimo istante al suo posto a Kolivan. Tuttavia. Sullo sfondo chiaro del cielo si stagliavano le sagome delle chiese e il profilo delle case costruite sull'alta scogliera del Jenisej. ai quali governo il russo non poteva ancora contrapporre forze sufficienti. come egli disse.rispose Nadia. avrebbe continuato a viaggiare con il fratello e la sorella E in chi altro avrebbero essi trovato una guida più sicura. Tuttavia. Lo scontro a Toms era avvenuto il 22 agosto ciò che Michele Strogoff non sapeva ma questo spiegava perché l'avanguardia dell'emiro non era ancora comparsa a Krasnojars il giorno 25. ora concentrate. Per fortuna non si sentiva ancora parlare di Tartari. Non c'era dunque probabilità che l'invasione venisse tanto presto arrestata. Si vedevano sulla destra e sulla sinistra le croci di legno erette lungo la strada all'avvicinarsi della città. Feofar Khan. Del resto.Michele Strogoff.cosa che gli sarebbe stata facile . era piombato su Toms per cercare di riprendere la città. La " ibit a" s'era fermata. che. sorella? .A circa mezza versta dalle prime case . nel caso che i suoi servizi non fossero stati utili a Krasnojars .ripeteva. Erano le sette della sera. e tutto l'esercito tartaro avrebbe marciato su Ir uts . cercava ora di mettersi nuovamente a disposizione dell'amministrazione. Poiché Nicola Pigassof doveva fermarsi in quella città. sapeva almeno questo: che egli precedeva i Tartari di parecchi giorni e che non doveva disperare di aggiungere prima di loro la città di Ir uts .                                                           . Ma. avevano dovuto battere in ritirata. . Così. Dopo essersi rivolto al governatore della città e avergli rivelato la sua identità e la sua carica di corriere dello zar . Infatti questo impiegato modello. presumibilmente ancora in comunicazione telegrafica con Ir uts . se Michele Strogoff non poteva conoscere gli ultimi avvenimenti accaduti dopo la sua partenza. Nessun esploratore era ancora comparso sulla strada percorsa dalla " ibit a". che conta circa dodicimila anime. un amico più fidato? La " ibit a" era appena a mezza versta da Krasnojars . avrebbe dovuto sostituirlo con una guida.domandò Nicola Strogoff. a Krasnojars . Perciò era stato impossibile accelerare l'andatura del suo cavallo. infatti. con i propri soldati e quelli dei hanati di Ko and e di Kundus. perché non voleva lasciarla prima di averla consegnata nelle mani di suo padre. Non gli sarebbe allora rimasto altro che ringraziare Nicola Pigassof e partire immediatamente con Nadia.Dove siamo. ed era segno evidente che qualche grave circostanza aveva impedito alle truppe dell'emiro di marciare immediatamente su Ir uts . non avrebbe impiegato più di sessanta ore a percorrere quella distanza. Le acque del fiume riflettevano gli ultimi chiarori sospesi nell'atmosfera.

un giorno l'aveva interrogato al riguardo. agli abitanti indistintamente.aggiunse Nadia. alla guarnigione. Egli non aveva confidato a Nadia tutto quanto egli sperava di fare a Krasnojars . aveva dato ordine al governatore della città. Non compariva più un essere vivente in questa città.disse a Nicola .Amico . vestita secondo l'ultima moda francese.perché non camminiamo? .E io non vedo nessuna luce brillare nell'ombra. ora che non aveva più la lettera imperiale. Nessuno pensò di discutere. Michele Strogoff. . . Ma. e di rifugiarsi a Ir uts . che si prolungava fino sulla sponda del Jenisej! La campana grande della cattedrale era muta. Dieci minuti dopo. Nadia e Nicola percorsero in silenzio le strade della città.Ho giurato di arrivare a Ir uts . . . non un camino che spanda il suo fumo nell'aria . neppure per un istante. L'unico rumore in quella città morta era quello prodotto da loro. Il governo moscovita voleva fare il deserto davanti agli invasori. Ora temeva che tutte le sue speranze andassero ancora una volta deluse! Ma Nadia aveva indovinato il suo pensiero. . per compiere la sua missione.Il telegrafo deve ancora                                   . Non un passante sui marciapiedi costruiti alla base delle sue magnifiche case di legno. benché non comprendesse ancora perché il suo compagno avesse tanta premura di arrivare a Ir uts . Essi furono eseguiti. gli orologi delle chiese non scandivano le ore.Buon Dio! esclamò Nicola . come la chiama la signora de Bourboulon. . prima che la linea fosse interrotta. ed era per questo che non restava più un essere vivente a Krasnoiars . davvero! . .si era egli accontentato di risponderle. un tempo così animata! L'ultimo telegramma partito dal gabinetto dello zar. questi ordini alla Rostopsin (1).Nessun rumore arriva alle mie orecchie.io non mi guadagnerò mai lo stipendio in un deserto! .Ebbene.rispose Nicola. Non una di quelle sue carrozze dallo splendido tiro di cavalli percorreva le strade eleganti e spaziose.Ma è dunque una città addormentata? . perché le sue speranze erano ancora una volta cadute. passeggiava in mezzo a quel meraviglioso parco.Una città molto singolare! .Bisogna. entrava nella via principale.disse Nicola. . di portarsi via tutti gli oggetti di valore o che avessero in qualche modo potuto tornare utili ai Tartari.bisogna riprendere la strada di Ir uts . Krasnojars era deserta. di aspetto monumentale! Non una elegante siberiana. e la " ibit a" discese a piccolo trotto la strada che s'inoltrava in Krasnojars .Non vi si fa rumore e si va a dormire presto! Michele Strogoff ebbe un presentimento di cattivo augurio. ma in cuor suo doveva esserci un moto di rabbia contro la cattiva sorte che lo perseguitava. Anzi. E' veramente raro che una città russa non sia rallegrata dal suono delle sue campane! Ma qui c'era il completo abbandono. Ser o abbaiò un poco. d'abbandonare Krasnojars . . Lo stesso ordine era stato dato a tutti gli abitanti delle borgate della provincia.Perché temo di svegliare gli abitanti della città col rumore della mia carretta! E con un leggero tocco di frusta. Provavano un involontario senso di stupore. amico .disse Nadia. gli occorreva trovare a Krasnojars un mezzo rapido di trasporto. Nicola incitò il suo cavallo. dove contava di trovare i mezzi per proseguire sicuro il suo viaggio. .. Non c'era più un ateniese in questa «Atene del Nord».aggiunse Michele Strogoff. Michele Strogoff non lasciò trasparire nulla di quanto provava in quel momento. ricavato da una foresta di betulle.

e ancora illuminata dall'ultima fiammella d'una lampada. che le rapide sono violente tra le isole. La prima casa della quale aprirono la porta era vuota. e soltanto superando gravi difficoltà i traghetti raggiungono la riva destra.Vedete un traghetto? domandò Michele Strogoff.disse Nicola.La nebbia è ancora fitta sul fiume.Hai ragione aggiunse Nicola. .Perdonami. dove il fondale interrompe la corrente. Come attraversare il fiume se. appesa al muro. 26 agosto. passandosi la mano sugli occhi. .Non preoccuparti. scorrevano con violenza torrenziale. Poi. perché non poteva prendere sonno.Vederci! . attendendo che il banco di nebbia si levasse.Non vedi ancora la superficie del fiume. . . Le acque.Aspettiamo domani . il passaggio del Jenisej richiede non meno di tre ore.. . . In circostanze normali. e rivolgendosi a Michele Strogoff: .Ma io la sento rumoreggiare . mentre Michele Strogoff vegliava. Ora.Ahimè! la notte e il giorno sono davvero uguali per te! . Infatti.mormorò Nadia. . il cavallo dovette accontentarsi di questo magro cibo. come sarebbe passata la " ibit a" da una sponda all'altra? «Passerò in qualsiasi modo!» pensò Michele Strogoff. . come era probabile. . le barche e i traghetti erano stati distrutti per ritardare la marcia dei Tartari? Egli conosceva il Jenisej. dopo essersi inginocchiati davanti ad una icona della Panaghia (2). attraversavano il parco di betulle per raggiungere la sponda dello Jenisej. e ognuno prese la sua parte. .. piccolo padre .rispose Nadia e la luce vi penetra già.Un po' di pazienza. Nicola l'aveva sentita. senza dubbio.Ebbene? .La nebbia comincia a diradarsi.Non ancora. prima dell'alba. Michele Strogoff era vivamente preoccupato. In mancanza di meglio. Nadia e Nicola non ebbero bisogno di cercare molto per trovare un luogo dove riposare. fratello .Abbiamo il Jenisej da attraversare.rispose Michele Strogoff. fratello. sorella? . pensando al suo compagno cieco. quando la " ibit a" arrivò sulla riva sinistra. per mezzo di quei traghetti appositamente attrezzati per il trasporto dei viaggiatori. per averlo già attraversato parecchie volte.domandò Michele Strogoff.. attaccata la " ibit a". Cominciava a farsi giorno. da sotto la nebbia veniva un sordo muggire delle correnti e controcorrenti che si scontravano. girando avidamente gli occhi da una parte e dall'altra. Partiamo. e come se avesse potuto vedere. . In quel luogo. Si poteva dunque esplorarlo per un buon tratto. dove sbucava un grande viale del parco. Tutti e tre rimasero in ascolto. Sapeva che la sua larghezza è considerevole. la ripa dominava da un centinaio di piedi il corso del Jenisej. . Prenditi dunque qualche ora di riposo. ed è necessario vederci!. Domani sarà giorno! si farà giorno! Michele Strogoff. piccolo padre? .. posso ancora muovermi. molto alte in quella stagione. . e là. .Avendo te come guida. per un'abitudine meccanica. come tutte le altre. e non si vede ancora l'acqua. e i primi raggi avrebbero tra poco dissipato quei vapori. Le provviste della " ibit a" non erano esaurite. . .E' appena giorno.disse. piccolo padre .Si schiarirà! Guarda! ecco che tira la brezza! comincia a spazzare la                       .rispose Michele Strogoff.rispose Michele Strogoff. L'indomani. delle vetture e dei cavalli. Nicola e la fanciulla si addormentarono. Non c'era che qualche mucchio di foglie. mancando le imbarcazioni.funzionare a Udins e Ir uts . Il sole saliva rapidamente sull'orizzonte. Anche Nadia si riposi.rispose Nadia. amico.

E' là che accostano i traghetti. I tiepidi raggi del sole hanno condensato quel banco di nebbia. Ma sul greto non c'era nessuna imbarcazione. percorsi dalle rapide acque. s'erano affacciati al di sopra del fiume. e si disponevano ad abbandonare le ricerche.rispose Nicola. e quale disgrazia per te di non poter contemplare un tale spettacolo! . Anche Michele Strogoff entrava qua e là e cercava di riconoscere con la mano qualche oggetto che gli potesse tornare utile. . un canotto di scorza! Nicola e Nadia.domandò Michele Strogoff. Se i Tartari non facevano giungere dal sud il materiale necessario per costruire un ponte di barche. Nicola e Nadia corsero verso di lui e. Il Jenisej largo non meno di una versta e mezzo. Le alte colline della riva destra mostrano già i filari d'alberi. mio povero cieco. su questa riva o sull'altra opposta. toccando con la mano               . neppure il materiale per costruire una zattera sufficiente per tre persone. dove le ultime case scendevano fino al livello del fiume. Nicola e la fanciulla.Passeremo .nebbia.Più a monte. Vola via. quasi certamente la loro marcia su Ir uts sarebbe stata arrestata per un certo tempo dalla barriera del Jenisej. Ah! com'è bello. formava due bracci di ampiezza differente.Vedi qualche barca? . A monte e a valle. Vennero frugate tutte le case costruite lungo la sponda e abbandonate come le altre di Krasnojars . c'è un porticciolo d'imbarco. Bastava sospingere le porte. un semplice traghetto abbastanza grande per trasportare la " ibit a". verso le ultime case di Krasnojars .domandò Michele Strogoff. un battello. Ma non c'era nessuna imbarcazione. tutti e tre avevano raggiunto il porticciolo d'imbarco. avevano invano rovistato nelle capanne. Una barca. In mezzo ai due bracci c'erano molte isole. ciascuno per proprio conto. . e Michele Strogoff non avrebbe esitato a tentare il passaggio! Venti minuti dopo. Michele Strogoff interrogò Nicola. . . risaliamo il corso del fiume. . ancora sul fiume. coronate da foreste. una barca.gridò. La nebbia se ne va.Cosa c'è qui? . seguendolo. Al di là si stagliavano le alte colline della riva orientale. quando si sentirono chiamare. Nicola ne apriva una. Le ricerche continuarono. Era una specie di villaggio costruito nella parte bassa di Krasnojars . aggrappandosi alle ultime betulle della ripa.concluse Michele Strogoff. Erano capanne di povera gente. Tutto era stato portato via o distrutto secondo gli ordini. le cui cime s'imporporavano allora di luce. Quel meraviglioso panorama si allargava intorno ed era visibile su un perimetro di cinquanta verste. da salici e da pioppi. né sulla riva sinistra né su quella destra.Ora mi ricordo . Nadia ne ispezionava un'altra. coperte da ontani. amico. più lontano che puoi. completamente vuote. Nadia aveva preso per mano Michele Strogoff e lo guidava con passo svelto.disse Michele Strogoff. . Tutti e due ritornarono sulla sponda e videro Michele Strogoff sulla soglia di una porta. che sembravano altrettante navi verdeggianti.Guarda bene. o almeno i suoi viaggiatori. il Jenisej si prolungava a perdita d'occhio.Venite . e vedi se per caso qualche barca non sia stata dimenticata sulla riva. né sulle sponde delle isole. . nessun canotto legato alla palafitta dell'imbarcadero. e questi gli diede la scoraggiante risposta che la traversata del fiume gli sembrava assolutamente impossibile. entrarono nella capanna. Nicola andò subito nella direzione indicata. Amico.Nessuna . La visuale in quel punto era molto vasta. sarebbero bastati.

Subito. Due altri.E la zattera? . in piedi sulla cassa.Sarà la " ibit a" stessa.. . .Sono pieni?. ma favorendolo. . Finché la " ibit a" seguì il filo delle acque. Questo lavoro fu ben presto ultimato. per sfortuna.No. fratello . Ma. Il pericolo divenne grave. se la corrente si fosse mantenuta regolare.gridò Nicola . . dirigeva obliquamente l'animale. ma grazie agli otri. . piccolo padre . che viene giusto a proposito per rifornire le nostre provviste! Il " umis" è una bevanda ottenuta con latte di giumenta o di cammella. perché non voleva che si stancasse a lottare contro la corrente.Ben pensata.E tu.Sono otri! . cominciando a vuotare gli otri e a trasportarli fino alla " ibit a". I tre passeggeri.. bibita nutriente e anche stimolante. .diversi oggetti accatastati in fondo a una cantina. amico? . con l'aiuto di Dio.rispose la fanciulla.Prima passiamo. Quanto a Ser o s'era messo a nuotare con bravura. . erano destinati a sostenerlo sulla superficie del fiume. mentre gli altri. Ma questo non aveva importanza. fu irresistibilmente trascinata in uno di questi vortici.gridò Nicola. La traversata del Jenisej si sarebbe dunque effettuata senza gravi difficoltà.rispose Michele Strogoff.domandò Michele Strogoff. Il cavallo la tirò fino al pelo dell'acqua. . che si trasformava così in zattera. perché la corrente è rapida! . forse non in linea retta.disse Nicola. che è abbastanza larga per galleggiare. tra le ruote. .gli disse Michele Strogoff.ma vuota tutti gli altri. tutto andò bene. s'erano scalzati per precauzione. Nadia? .Ecco che cosa ci servirà per attraversare il Jenisej. Andava un po' alla deriva verso nord. malgrado tutti gli sforzi di Michele Strogoff per farla deviare. arriveremo a buon porto. .. legati alle stanghe della " ibit a". e ben presto quella macchina e il suo motore galleggiarono sulla superficie del fiume. e in pochi minuti la " ibit a" aveva oltrepassato la banchina di Krasnojars . e poi sapremo ancora ritrovare la strada di Ir uts al di là del fiume. ebbero lo scopo di assicurare la linea d'immersione della cassa. pieni di " umis". anche su un natante improvvisato come quello. e ben presto la " ibit a".All'opera! . La " ibit a" non procedeva più obliqua                                               .Io! . furono impiegati come galleggianti. seguendo le indicazioni date da Nicola. . sulla superficie delle acque vorticose si formavano molti gorghi.Io realizzo finalmente uno dei miei sogni: navigare in carretta! In quel luogo la sponda scendeva dolcemente e favoriva la calata della " ibit a". Del resto la sosterremo noi. e sosterremo anche il cavallo con questi otri.e.Non avrai paura.Non importa! .e ve ne sono sicuramente una mezza dozzina! .Mettine uno da parte .Sì. assicurati ai fianchi del cavallo. . chiusi con molta cura dopo essere stati gonfiati d'aria. sicché Nicola non poteva che felicitarsi per la scoperta. Fu riservato un otre pieno di " umis". Due otri. . ed era ormai evidente che avrebbe accostato all'altra riva molto a valle della città. piccolo padre. ..rispose Nicola . l'acqua non arrivava neppure alle caviglie Michele Strogoff teneva le redini del cavallo e.

si gettò in acqua. non si rendeva conto della gravità della situazione? Era indolenza la sua.Quello che è stato soltanto difficile per noi. gli diede un tale strappo. subito ripresa dalla corrente rapida. come un cavallerizzo sulla pista d'un circo. andò alla deriva con nuova velocità. Il cavallo tirò la carretta sulla riva. la " ibit a" aveva attraversato il braccio maggiore del fiume e si accostava alla sponda di un isola.sarà forse impossibile ai Tartari! NOTE. Questa nuova traversata fu compiuta con maggiore facilità. . Non disse una parola. impugnando con mano vigorosa la briglia del cavallo spaventato. toltisi gli abiti che potevano imbarazzarlo. e dalla quale non poteva uscire. inclinandosi verso il centro del risucchio. oppure indifferenza? La vita non aveva alcun valore per lui? e. volenti o nolenti. Era andata alla deriva. che s'inclinava sempre più verso il centro della depressione. quando sbarcò sulla riva destra del fiume. il traghetto che lo trasportava assieme a Nadia era stato assalito dai Tartari. Il cavallo riusciva appena a tenere la testa fuori dall'acqua e rischiava di annegare nel gorgo. era sfuggito soltanto per un miracolo ai cavalieri che lo inseguivano. bisognava abbandonare al sesto? In ogni caso. Poi. non seguiva la corrente.                           . oppure disprezzo del pericolo.rispose Michele Strogoff . Uomo politico russo (1763-1862). Tutta santa: è l'appellativo dato a Maria Vergine nella Chiesa ortodossa (Nota del Traduttore). E Nicola. il passaggio del Jenisej era stato ancora quello effettuato con minor difficoltà. Si sentì trascinare in una spirale che si restringeva a poco a poco. era soltanto "un albergo da cinque giorni" che. attraversata l'isola per tutta la sua larghezza sotto una galleria di magnifiche betulle. Erano stati tutti più o meno funesti a Michele Strogoff. la " ibit a" si trovò sulla sponda del braccio minore del Jenisej. Insomma. Ser o aveva dovuto trovarsi un punto d'appoggio sulla " ibit a". I suoi occhi avrebbero voluto vedere il pericolo. Sull'Irtis. coraggio.esclamò Nicola fregandosi le mani. Con le mani aggrappate alle sponde della carretta. . Non c'erano gorghi che interrompessero la corrente del fiume in questo secondo tratto. per undici verste. Nota 2.verso la riva orientale. oltre sei verste a valle dal punto di partenza. ma la corrente era talmente rapida. il suo volto sorridente non si smentì un istante. Era troppo tardi! Nadia taceva. si sosteneva contro i movimenti disordinati dell'apparecchio..Non sarebbe stato così divertente se non fosse stato così difficile! .. . .gridò Nicola. che riuscì a tirarlo fuori dal raggio di attrazione. amico. Soltanto due ore dopo aver lasciato l'imbarcadero. che la " ibit a" toccò la riva destra oltre cinque verste a valle.Evviva! . poi. Ad un tratto Michele Strogoff. in tutto. sicché la " ibit a". sui quali non era ancora gettato nessun ponte. per meglio evitarlo. e fu concessa un'ora di riposo al coraggioso animale. subì alterne vicende. Nota 1. La velocità diventava pericolosa. ostacolavano seriamente le comunicazioni. Michele Strogoff intuì che cosa stava accadendo. La " ibit a" veniva dunque trascinata in quel gorgo e il cavallo era ai limiti della resistenza. Sull'Ob. I grandi corsi d'acqua del territorio siberiano. girava su se stessa con molta rapidità. secondo l'espressione degli Orientali. fu anche governatore di Mosca nel 1812 (Nota del Traduttore). dopo che il suo cavallo fu colpito da una pallottola.

Decisamente . Gli inverni della Russia asiatica. una piacevole escursione durante la quale trascorreva le sue vacanze di impiegato senza posto. Ciò avrebbe significato un ritardo di alcuni giorni. e che avevano molto fretta di arrivarvi. il corriere dello zar si sentì meno inquieto e sperò di non trovare altri ostacoli al raggiungimento della sua meta. Qui l'autunno dura poco. Per la prima volta dopo il funesto incontro con Ivan Ogareff a Oms . La " ibit a". Dappertutto borgate abbandonate.8. Era il deserto e. quantunque questa parte del territorio siberiano sia situata appena sopra il cinquantacinquesimo parallelo. Non e più l'immensa steppa. non avrebbero trovato altro che una città abbandonata. durante i quali la colonna del termometro si abbassa fino al punto di congelamento del mercurio (1). e. a manovrare un manipolatore! Michele Strogoff aveva tuttavia ottenuto che Nicola imponesse un'andatura più rapida al suo cavallo. Aveva distanziato i Tartari. e quando i soldati dell'emiro fossero arrivati a Krasnojars . tra i quali predomina il tipo slavo. non avesse aperto loro il passaggio. esiliato a Ir uts . dopo la loro partenza da Toms . Il tempo era bello. trattenuti a Toms . . il cui orizzonte si confonde con il cielo. Il tempo era dunque favorevole ai viaggiatori. gli aveva confidato che Nadia e lui andavano a raggiungere il loro padre. era considerata la migliore di tutto il percorso. Meno scossoni per i viaggiatori. poiché con                           . rinfrescata durante la notte. come sappiamo. Là non avrebbero trovato nessun mezzo di comunicazione pronto tra le due rive del Jenisej. Più nessuno di quei contadini siberiani. si riscaldava ormai più difficilmente ai raggi del sole. mentre le temperature che si aggirano sui venti gradi centigradi sotto zero sono considerate insopportabili. Non c'erano né temporali né piogge. le notti fresche. Ma quel ricco paese era allora disabitato. fino a quando un ponte di barche. Per arrivare a questo risultato. non era mai stato meglio. Si avvicinavano infatti i primi giorni di settembre. s'erano a poco a poco rimessi dalle fatiche passate. almeno nel tratto tra Krasnojars e Ir uts . Quanto a Nicola Pigassof. UNA LEPRE CHE ATTRAVERSA LA STRADA. Michele Strogoff poteva finalmente sperare che la strada fosse libera fino a Ir uts . e in quella regione molto settentrionale l'arco diurno si accorciava visibilmente sull'orizzonte. talvolta foreste di pini o cedri per un tratto di cento verste. La temperatura era moderata. che è quello di Edimburgo e di Copenaghen. il deserto fatto per ordine imperiale. si doveva tenere da conto quel cavallo. Talvolta l'inverno succede improvvisamente all'estate.questa vita è migliore che a restare dodici ore al giorno inchiodato su una sedia. sono molto precoci. ma l'aria. La salute di Nadia e Michele Strogoff era buona. difficile a costruirsi.diceva . La strada era buona e. vaste zone d'ombra che li difendono contro gli ardori del sole. Certo. Questo viaggio era per lui una passeggiata. ritrovò e riprese la grande strada tracciata attraverso la steppa. dopo avere piegato obliquamente verso sud-est per una quindicina di verste.

Del resto. Uscendo da Kams . a ottanta verste da Krasnojars . borgata più considerevole. ci si sarebbe attirati qualche giusta protesta da parte del cavallo». Gli ordini del governo moscovita erano stati eseguiti con un rigore assoluto. eccetto forse il Din a. tanto più che vi esisteva una stazione telegrafica. che si sarebbe riposata ogni quindici verste. quando le sue braccia si apriranno per accogliervi! Se vado fino a Ir uts (come ormai mi sembra molto probabile). quando si contratta. quando saprà che suo figlio è cieco! ah! come vanno uniti il bene e il male in questo mondo! Alla fin dei conti. E' questa una città poco rilevante. il cavallo era robusto e. bagnata dal fiume dello stesso nome. e il 29. molto adatto a sopportare le lunghe fatiche. Il giorno dopo. Era stato molto commosso della situazione di quei due giovani che andavano a condividere l'esilio del loro padre. egli sarebbe stato obbligato ad andare fino alla capitale della Siberia orientale. Dunque. era stato distrutto. faceva ora da dieci a dodici verste all'ora. chiesa deserta. per la sua stessa razza. l'Angara.per esempio ad ogni quindicina di verste si potevano facilmente percorrere sessanta verste in ventiquattro ore. che vedeva diminuire le sue provviste. Così diceva a Nadia sorridendo: .molta probabilità non se ne sarebbe trovato un altro per sostituirlo. I buoni pascoli non gli mancavano lungo la strada. a quaranta verste da Balais . quando i suoi occhi vi rivedranno. Michele Strogoff spiegò a Nadia e a Nicola che avrebbero trovato una sola cittadina di qualche importanza. La " ibit a" attraversò a guado. diceva Nicola. era possibile chiedergli un aumento di lavoro. Nessun cambio. Niznij Udins . non è vero? Poi. nessun albergo in funzione. Non un animale domestico nella steppa. circa centotrenta verste. che passa per Ir uts . la cui croce dorata risplende al sole.Ma penso anche quale dolore proverà. sia pure con un animale. piccolo affluente del Jenisej. Quanto non era stato portato via. la " ibit a" raggiunse Biriusins nella mattina del 4 settembre Qui. Niente gli sembrava più raccomandabile. quella di Ribins . la giustizia vuole che si rispettino i patti. le cui case di legno sono pittorescamente raggruppate attorno a una piazza. Da Kams alla prossima borgata. non c'era più da temere ostacoli da parte di corsi d'acqua considerevoli. Nicola rispose che lo sapeva. i viaggiatori oltrepassarono la borgata di Balais . il piccolo fiume che taglia la strada al di là di Kams . trovò in un forno abbandonato una dozzina di                                                     . mi permetterete di essere presente a questo incontro. Di conseguenza. per cercarsi là qualche occupazione. Del resto. che scende dai monti Sajans . se anche Niznij Udins era abbandonata come Kams . era risultato che la " ibit a" andava più veloce e. prima di Ir uts . Non un cavallo nelle scuderie. arrivavano a Kams . Sì. ma è dominata dall'alto campanile della sua cattedrale. Nicola s'era arreso a queste ragioni. ma. concedendogli delle tappe abbastanza frequenti . Era stato convenuto con questa coraggiosa bestia. Non c'è bisogno di dire che le tappe regolamentari furono rispettate. e senza troppe difficoltà. Case vuote. Dopo avere attraversato il piccolo fiume Birjusa. Nicola. picchiandosi la fronte: . l'erba era abbondante e gustosa. per una circostanza fortunata. il 28 agosto. Dunque.Bontà divina! che gioia proverà il signor Korpanoff. trentacinque verste più avanti. la tappa fu molto lunga. secondo i calcoli di Michele Strogoff. tra il Jenisej e il prossimo suo grande affluente. Il viaggio non avrebbe dunque subìto ritardi per questa ragione. e. «senza di che.

. 6 settembre. sulla soglia di una casa..Ah! . Tuttavia. superando le ultime rampe dei monti Saians .Che cosa? .Non hai visto?."pogacias". Tali sintomi erano veramente quelli di uno spirito impressionato. amico . specie di dolci preparati con grasso di pecora.domandò preoccupato Michele Strogoff.Tanto meglio! Tanto meglio! Ma io. . trenta passi davanti alla " ibit a". Ir uts era ancora distante appena cinquecento verste. Dopo una conveniente sosta. Uscendo da Birjusins . non era riuscito a riprendere il suo buon umore abituale. i cui superstiziosi antenati sono stati i fondatori della mitologia degli iperborei. A partire da E aterinburg.Che cos'hai. che servono ai cacciatori siberiani. dieci al massimo. cadeva talvolta in un lungo mutismo.Ma neanche io ho visto niente .Niente per te né per lei.ma per me! Poi riprese: . una lepre attraversò la strada. di cui la " ibit a" era provvista fino da Krasnojars . quando una lepre attraversa la strada a un viaggiatore.. ed è una fortuna per te. il quale lo nascose sotto il vestito. la strada di Ir uts segue quasi parallela il cinquantacinquesimo grado di latitudine.. .esclamò Nicola. piccolo padre . sarebbe giunto alla presenza del granduca. e ciò si spiega riflettendo che quegli uomini appartengono alle razze del Nord. Ne diede uno a Michele Strogoff. superstizioso come lo sono la maggior parte dei russi. Nicola. Prende a questo punto la linea più breve per arrivare alla capitale della Siberia orientale.Una lepre che ci ha attraversato la strada! . . la strada fu ripresa nel pomeriggio del 4 settembre. e cercò di rassicurarlo. Qui.disse Nicola.E' il destino. piega obliquamente verso sud-est. Nicola. e che in otto giorni. e una buona quantità di riso cotto in acqua.domandò Michele Strogoff. benché condividesse assolutamente la sua credulità riguardo alle lepri che attraversano la strada. la giornata trascorse senza incidenti.Non c'è nulla da temere. che fino allora non era mai restato un'ora senza parlare. In Russia. . .rispose Nicola. . Queste montagne non sono altro che una derivazione della grande catena degli Altai. come un cieco messo in guardia al minimo rumore... . per tutta la giornata. in maniera da tagliare di sbieco il centesimo meridiano. . che è visibile a una                                             . questo lo so. Poi aggiunse: . a mezzogiorno la " ibit a" fece sosta al borgo di Alsalevs . Michele Strogoff era dunque convinto che il suo viaggio non avrebbe più avuto ostacoli. il cui volto sorridente s'era d'improvviso oscurato. . Questa provvista arrivò giusto in tempo ad unirsi alla riserva di " umis". la credenza popolare vuole che sia segno di disgrazia vicina. aveva fermato la " ibit a". E rimise il cavallo al trotto. deserto come era tutta la contrada circostante. così lui. Michele Strogoff comprese l'esitazione del suo compagno..disse Nadia. ma all'uscita da Birjusins .rispose Nicola. piccolo padre! .gli disse. io ho visto!. e Nadia doveva faticare per tirarlo fuori. Il cattivo presagio lo aveva colpito più di quanto si potrebbe credere. a dispetto dello spiacevole presagio. Dietro a loro. amico? . Il giorno dopo. La " ibit a" era appena a settantacinque verste da Niznij Udins . niente segnalava ancora l'avanguardia tartara. e tenne l'altro per sé.Ah! no! tu non puoi vedere. Nadia trovò due di quei coltelli dalla lama solida.

non volendo impressionarli. se il territorio dopo Krasnojars era stato rispettato nei suoi prodotti naturali. lo avrebbe arrestato. e tuttavia era impossibile che fossero i soldati dell'emiro. Non si trattava più. egli non si riteneva più al sicuro se non entro le mura di Ir uts . fu costatato sempre meglio il passaggio recente di una numerosa truppa di cavalieri e di fanti. Durante il giorno successivo. La " ibit a" correva dunque su questa strada. e delle quali Nadia controllò la verità riferendole a Michele Strogoff. egli era talmente deciso a continuare la sua strada.Un cadavere! . Molti russi avrebbero pensato come lui. fecero pensare che la serie delle prove non era forse ancora terminata per loro. tirando le redini del suo cavallo. Infatti. ed era evidente che era passato di là un numeroso contingente di truppe. affinché gli animali carnivori della steppa non dilaniassero quei miseri resti. Tuttavia alcune osservazioni che egli fece. Non aveva più dubbi che questa parte di strada fosse stata percorsa di recente da un corpo di Tartari. se Nicola avesse voluto rendere gli estremi onori a tutti i morti che d'ora in poi avrebbe trovato sulla grande strada siberiana. Del resto. trovarono a decine i cadaveri distesi al suolo. trasportò il cadavere sul ciglio della strada. Trenta verste prima di Niznij Udins erano chiaramente visibili i segni di una devastazione recente ed era impossibile attribuirli ad altri fuorché ai Tartari. Ma allora chi erano dunque questi nuovi invasori? e per quale strada traversa della steppa avevano raggiunto la grande strada di Ir uts ? Con quale nuovo nemico si sarebbe incontrato il corriere dello zar? Michele Strogoff non comunicò né a Nicola né a Nadia le sue apprensioni. Più tardi avrebbe giudicato sul da farsi. che era sceso dalla " ibit a". durante il giorno 8 settembre.Partiamo.Non possiamo attardarci neppure un'ora. non ci sarebbe riuscito! Nelle vicinanze di Niznij Udins . Immaginiamo quali fossero le preoccupazioni di Michele Strogoff. E la " ibit a" riprese la marcia. Nicola si fece il segno della croce. amico. Era il cadavere di un "mugi ".domandò Michele Strogoff. sarebbe ritornato indietro. Alla fine. . e più d'uno.Che c'è? . Avrebbe voluto dargli una sepoltura decente. orribilmente mutilato e già freddo. Poi. soltanto di campi calpestati dagli zoccoli dei cavalli. Eppure bisognava continuare per quella strada fino al momento in cui                                       . la " ibit a" si fermò.rispose Nicola. Sì. infatti. se una lepre gli avesse attraversato la strada. Sui muri si vedevano i segni delle pallottole. Del resto. . . di foreste intaccate dall'ascia. partiamo! gli disse. Le poche case sparse lungo la strada non erano più soltanto vuote: alcune erano state in parte demolite.distanza di duecento verste. Il cavallo si rifiutava di proseguire. ma Michele Strogoff non gliene lasciò il tempo. e certamente l'incendio era stato appiccato non prima di ventiquattro ore. Malgrado la sua rassegnazione un poco fatalista. correva! Si sentiva che Nicola non pensava più a risparmiare il suo cavallo. altre mezzo bruciate. Furono viste colonne di fumo all'orizzonte. che nessun ostacolo per quanto grande. e che anche lui aveva fretta di arrivare. Ser o abbaiava lamentosamente. perché questi non avrebbero potuto passargli avanti senza che se ne fosse accorto. aiutato da Michele Strogoff. le praterie che si estendevano ai lati della strada erano devastate. Alcune case delle borgate abbandonate bruciavano ancora. le foreste portavano ora chiare tracce del fuoco e del ferro. . La " ibit a" proseguì con precauzione. sotterrarlo molto profondo.

quanto dai brani di conversazione ch'egli colse più tardi. l'esercito di Feofar si sarebbe congiunto quanto prima con questa colonna in prossimità di Ir uts . non aveva potuto pensare a difendersi. Il sangue delle vittime non era ancora completamente congelato. per consiglio di Ivan Ogareff e allo scopo di assicurare il successo dell'invasione delle province dell'est. si doveva ad ogni costo aggirarla. dopo                       . poteva ascoltare ciò che i nemici dicevano e capirli. riprenderla soltanto dopo avere aggirato Niznij Udins . pensò che non doveva rischiare di cadere una seconda volta nelle mani dei Tartari. Nicola indicò all'orizzonte gli alti campanili delle chiese di Niznij Udins .sarebbe stato impossibile proseguire. Bagliori fuligginosi apparivano in mezzo a quei vapori. non una città. dalla loro parlata.Quelle non sono nubi. dopo avere considerato il pro e il contro. e sempre devastazione e stragi si accumulavano ad ogni borgata. Ma anche se avesse avuto l'uso degli occhi. senza avere avuto il tempo per riprendersi. Una pallottola sibilò. sbucarono sulla strada una dozzina di cavalieri e circondarono la " ibit a".Andiamo avanti con prudenza . se era assolutamente necessario. Infatti. Nello stesso istante. ma se. capì che erano soldati tartari e che precedevano l'esercito degli invasori. cadde fulminato. i Tartari la occupavano. verso le quattro della sera. colpito alla testa. ma andiamo avanti! Fu percorsa un'altra versta. e il cavallo della " ibit a".Fratello. Bisognava prendere una decisione. tanto dai discorsi tenuti in quel momento davanti a lui. non aveva perduto il suo sangue freddo. Nadia e Nicola. Ecco. Probabilmente gli incendiari avevano trovato la città abbandonata e la bruciavano. Ma. composta più particolarmente di Tartari dei hanati di Koland e di Kundus. Ma erano i Tartari che facevano tutto questo? o erano i Russi che obbedivano a un ordine del granduca? Il governo dello zar aveva voluto che dopo Krasnojars . L'itinerario non fu dunque modificato. i cui nomi indicano che sono stati fondati da esiliati polacchi. se non vedeva. Se la città era abbandonata. senza strade tracciate. Non avendo visto i nemici. in questo attacco improvviso. Quel giorno. . Michele Strogoff.disse Michele Strogoff.esclamò Nadia. Infatti. del resto. Stava dunque per proporre a Nicola di abbandonare la grande strada e. la città brucia. non avrebbe tentato. Questa colonna. erano stati abbandonati al saccheggio e al fuoco. Tuttavia. . qualunque fossero le fatiche di un viaggio attraverso la steppa. era fin troppo evidente. Non restava più un solo essere vivente per raccontarlo. Era impossibile sapere in quali circostanze orribili s'erano svolti gli avvenimenti. dopo il Jenisej. è fumo! . quando un colpo di arma da fuoco esplose sulla destra. Facevano parte d'una terza colonna. ciò che Michele Strogoff apprese. Questi soldati non erano agli ordini diretti dell'emiro. trattenuto ancora al di là del Jenisej. erano caduti prigionieri e venivano trascinati rapidamente verso Niznij Udins . non una borgata rimanesse di rifugio ai soldati dell'emiro? E Michele Strogoff doveva fermarsi? o doveva continuare la sua strada? Egli era indeciso. Nicola e Nadia guardavano e riferivano a Michele Strogoff il risultato delle loro osservazioni. per un motivo inspiegabile. . Michele Strogoff. si poteva attraversarla senza pericolo. Erano coronati da immense volute di vapori che non erano certamente nubi. Quei turbini diventavano sempre più spessi e salivano nel cielo. Non si vedeva nessun fuggiasco. senza cadere nelle mani degli invasori. Tutti quei villaggi. Sarebbe stato correre incontro ad un massacro.

Il cavallo di Michele Strogoff. Saccheggiando e devastando. ogni speranza? Tuttavia non capitò niente di tutto questo. permettessero a Feofar di riprendere sulla riva destra la grande strada di Ir uts . anzi. aveva raggiunto il corso superiore del Jenisej. sia come imbarcazioni. in numero di cinquantamila.avere attraversato la frontiera del governatorato di Semipalatins ed esser passata a sud del lago Bal hash. Perciò imminente assedio di Ir uts . e i Tartari. era avanzata ai piedi dei monti Altai. Michele Strogoff. Nicola e Nadia entrarono a Niznij Udins . Non si fermarono in città. s'era visto quello spaventoso cumulo di rovine. cieco come lui. Ne seguivano urti. la cui resa. indifferente in apparenza. e il loro intervento fu spietatamente respinto. Si comprende quali pensieri assalirono Michele Strogoff! Chi si meraviglierebbe se. e le sue labbra non mormorarono altre parole che questa: . Ma che cosa potevano fare? Essi non parlavano la lingua dei Tartari. L'animale.Arriverò! Mezz'ora dopo l'assalto dei cavalieri tartari. I Tartari s'erano accorti che uno dei loro prigionieri era cieco e la loro barbarie naturale li indusse a prendersi gioco di quello sventurato. andava avanti a caso. che costituisce la caratteristica delle guerre tartare. Avevano dunque fatto montare Michele Strogoff su quel cavallo cieco. e prossimo congiungimento dell'emiro e di Ivan Ogareff con il grosso delle loro truppe. completamente isolata. per niente scossa nella sua fede in Michele Strogoff. a volte urtava contro qualche albero. e incitandolo con grida. Quei soldati. brutalità che spezzavano il cuore della fanciulla e indignavano Nicola. Il fedele cane li aveva seguiti. sarebbe stata soltanto questione di tempo. I prigionieri furono dunque gettati su cavalli e mandati rapidamente avanti: Nicola. sia come materiale per un ponte. rassegnato come sempre. questa terza colonna. ma deciso a cogliere tutte le occasioni di fuga. Poi. tra le borgate di Tatan e di Scibarlins oije. Questa era la situazione a quella data. per conseguenza. e per i difensori della sua capitale. Si procedeva di gran carriera. egli avesse alla fine perso ogni coraggio. lo spinsero al galoppo. l'avevano già abbandonata per andare ad occupare le prime posizioni davanti a Ir uts . in questa situazione. questo ufficiale aveva affidato alla corrente una flottiglia di barche. in previsione di quanto fosse avvenuto a Krasnojars per ordine dello zar. sarebbero stati raggiunti dalle truppe dell'emiro. fu la riflessione di uno di quei cavalieri. usciva spesso dai ranghi e portava disordine nel distaccamento. Niznij Udins aveva subìto la sorte comune. al comando di un ufficiale del han di Kundus. Michele Strogoff fu dunque informato di tutto questo: arrivo davanti a Ir uts di una terza colonna di Tartari. a colpi di pietre. A causare questo cambiamento. Qui. che non era mantenuto in strada dal cavaliere. ma da lontano. per una raffinatezza della loro barbarie. e per facilitare il passaggio del fiume alle truppe dell'emiro. Ne seguivano ingiurie. le quali. che era in fiamme e abbandonata anche dagli ultimi predatori. ebbero l'idea di cambiare il cavallo montato da Michele Strogoff con un altro che era cieco. Poi.Ma forse quel russo ci vede! Questo avveniva a sessanta verste da Niznij Udins . a colpi di frusta. aveva disceso la valle del Jenisej e raggiunto la grande strada all'altezza di Alsalevs . relativamente pochi di numero. Entro breve tempo. dal quale Michele Strogoff aveva sentito dire: . abbandonato a se stesso. Ciò spiegava perché. situazione gravissima per quella parte della Siberia orientale. che potevano essere estremamente                                   . dopo avere aggirato i piedi delle montagne. Nadia. forse d'un tempo molto breve. dopo questa cittadina. anche cadute. a volte usciva di strada. mettendogli ironicamente le redini in mano. Michele Strogoff.

lo maltrattarono.. se un incidente grave non vi avesse posto fine. Lo lasciarono morire là. che avrebbe avuto conseguenze molto gravi. senza dubbio. era stata rispettata dai soldati. si spezzò a uno strappo improvviso del cavallo. non se ne accorse nemmeno. durante la giornata del 10 settembre. che fino allora. Lo rialzavano. La corda alla quale era attaccato Michele Strogoff. lo misero di traverso su un cavallo. Michele Strogoff. Voleva correre in aiuto al suo compagno. forse senza avere coscienza del suo atto. e lo squadrone partì al galoppo. profondo da trenta a quaranta piedi. prima che questi avesse potuto fare un gesto per fermarlo. non essendo guidato. Lo fermarono. il cavallo cieco partì al galoppo diritto verso un precipizio sul margine della strada. Il cavallo. Nadia. Stavano per ripartire. tranquillamente. fu costretto a seguire a piedi lo squadrone. disarcionato. Era scesa la notte. Michele Strogoff non protestò.funeste. e il crudele gioco continuava. Nicola tentò di lanciarsi in aiuto. Pensarono che il loro sventurato compagno si fosse sfracellato nella caduta! Quando andarono a estrarlo. lo legarono. attaccato alla sella di un tartaro. Camminò con passo svelto.   . a un ordine dell'ufficiale. fu insultata da uno di loro. ma Nicola aveva visto per lui. Nicola. e con grande spasso dei Tartari. I cavalieri stavano per linciare lo sventurato Nicola. ormai logorata. precipitò con il suo cavaliere in quel precipizio. Nicola andò dritto verso il soldato. Michele Strogoff non aveva visto l'insulto. Ad un certo momento. A circa 42 gradi sotto zero. non riusciva a dominarsi. infatti. e Michele Strogoff. e. Era sempre «l'uomo di ferro» di cui il generale Kissoff aveva parlato allo zar! Il giorno dopo. e quasi per un miracolo. L'ufficiale che comandava il distaccamento accorse subito allo sparo. Nadia e Nicola mandarono un grido di spavento!. Quel gioco si sarebbe prolungato. e il suo cavaliere mezzo ubriaco. Neppure ora si lamentò né protestò. tanto che la corda che lo legava era appena tesa. senza riflettere. Lo fermarono. traendo la pistola dalla tasca della sella. Michele Strogoff e Nadia si trovarono soli sulla strada. il distaccamento oltrepassava la borgata di Scibarlins oije. senza nemmeno dargli il colpo di grazia. Nota 1. Non fece sentire un lamento. davanti a questi maltrattamenti.. ma. gliela scaricò in pieno petto. I cavalieri tartari. Allora. ma il disgraziato cavallo s'era rotto due gambe ed era ormai inservibile. non s'era ferito. né l'insultatore. A questo punto capitò un incidente. dopo una sosta. egli aspettava che venissero a rialzarlo. Se il suo cavallo cadeva. seguitando il galoppo. NOTE. 11 settembre. erano tutti più o meno ubriachi.

Michele Strogoff e Nadia erano soli nel pieno senso della parola.lo sai che ti ha difeso quando tu eri lo zimbello dei Tartari. come lo erano stati durante il tragitto da Perm al fiume Irtis. .rispose . Immobile. Michele Strogoff era rimasto l'uomo che aveva giurato di arrivare ad ogni costo alla meta.Dove ti condurrò.esclamò la fanciulla. Ma lo riservavano forse per qualche crudele supplizio. Michele Strogoff e Nadia erano dunque liberi un'altra volta. non doveva più mancare in una contrada solcata da             . ma frugò invano tra le rovine e guardò invano i morti. Michele Strogoff s'era lasciato cadere sul ciglio della strada. venti verste più avanti. Nadia. Gli ultimi Tartari si perdevano in lontananza. Il cibo era almeno assicurato per parecchi giorni e.9. Seguire la grande strada significava andarvi per la via più breve. la rapidità era loro assicurata da un comodo "tarantàs". Quanto all'amico che il caso aveva loro dato. con la testa chiusa tra le mani.Per la grande strada? . Ma quanto erano cambiate le condizioni del viaggio! Allora. non sapevano nemmeno come avrebbero fatto fronte ai principali bisogni della vita. Michele Strogoff non vedeva altrimenti che per mezzo degli occhi di Nadia. L'indomani.Povero Nicola! Il nostro incontro gli sarà stato fatale! Michele Strogoff non rispondeva. lo avevano perduto nelle più funeste circostanze. non una capanna in vista. la sentiva. . allora sarebbe stato il tempo di gettarsi attraverso la steppa. NELLA STEPPA.Cosa faranno al nostro amico? . sfinita dalla fame. senza risorse. alla borgata di Tulunovs oije i due fecero una breve sosta.riprese Nadia . Infine. quando fossero arrivati all'accampamento di Ir uts ? Nadia. . cambi di posta ben attrezzati. Nicola sembrava fosse stato risparmiato. Durante tutta la notte. Se fosse comparsa l'avanguardia delle truppe di Feofar Khan. quanto all'acqua. infatti. Nadia. e avevano ancora da percorrere quattrocento verste. attendeva una parola da lui per rimettersi in cammino. Il sole era scomparso all'orizzonte da tre ore e mezzo. in piedi. cavalli frequentemente cambiati. . Non c'era una casa.A Ir uts ! . sentiva almeno che Nadia parlava? Sì. fette di pane essiccate per evaporazione. La borgata era incendiata e deserta. Nadia aveva cercato se il cadavere di Nicola fosse stata abbandonato sulla strada. a che cosa pensava? Se non rispondeva. cosa più grave. che affliggeva crudelmente anche il suo compagno. Erano le dieci di sera. Fino a questo punto. Michele? . e che ha rischiato la vita per me? Michele Strogoff taceva sempre. 12 settembre.Michele. ebbe la fortuna di trovare in una casa del borgo una certa quantità di carne disseccata e di "su haris". che conservavano indefinitamente le loro qualità nutritive. Michele Strogoff e la fanciulla ne presero quanto ne poterono portar via.Sì. Nadia riprese la mano di Michele Strogoff. nell'impossibilità di procurarsi un mezzo di locomozione. quando la fanciulla aggiunse: . Adesso erano a piedi. e partirono.

la temperatura sopportabile. dovevano essere arrivate a Krasnojars e servire subito al passaggio del fiume. . Dovevano dunque continuare a piedi attraverso questa interminabile steppa. Gli disse come un                 .Sì.. Durante quella giornata fu necessario attraversare il piccolo corso dell'O a. là una carretta abbandonata. ma era guadabile. Nadia . il pericolo non stava davanti.Sei allo stremo delle forze. Nadia? Di sua madre! Nadia non avrebbe voluto. Ma. ti porterò. .Non mi parli mai di mia madre..rispondeva lei. tutto era stato massacrato o portato via.Quando non potrai più camminare. Michele Strogoff tuttavia lo sentiva. . superando la propria ripugnanza. .mille piccoli affluenti dell'Angara. Ripresero la strada. L'avanguardia dell'esercito principale dell'emiro. Si riposavano sei ore per notte. Perché rinnovargli il dolore? La vecchia siberiana non era forse morta? Il figlio non le aveva forse dato l'ultimo bacio.le diceva qualche volta. tanto comune in quel paese e che costava al massimo due copechi per libbra. ma di breve durata. Michele Strogoff si aspettava dunque l'arrivo degli esploratori tartari. Cavalli. Per fortuna. Poi riprendevano la marcia. povera ragazza! . La fanciulla ricordava tutto quanto aveva fatto per loro quel compagno di pochi giorni. Nadia. Allora gli invasori avrebbero avuto la strada libera. Nadia. Così ad ogni fermata.No . I corpi dei disgraziati siberiani segnavano addirittura la strada. Nessun corpo russo poteva arrestarli tra Krasnojars e il lago di Baj al. Tutto calcolato. Le barche inviate dal Jenisej inferiore.disse tuttavia Michele Strogoff. Le tracce della terza colonna tartara. si forzava di camminare. Gli raccontò tutto quanto era avvenuto tra Marfa e lei fin dal loro incontro a Oms . non volendo restare indietro. e il passaggio non presentò difficoltà. ma nessun turbine di polvere segnalava ancora l avanzare di uno squadrone. cammelli. Nadia trovò ancora un po' di quella carne di pecora.Parlami di lei. dove le due donne s'erano viste per la prima volta. non c'era più una sola bestia da soma nella contrada. aumentando così le difficoltà. quando era già cadavere sul poggio di Toms ? . Michele Strogoff cercava. Ci fu qualche piovasco. Camminavano sempre. parlando poco. C'era da temere. non mancavano mai. rallentava il passo. e quando Michele Strogoff sentiva che era lui a tirare la povera Nadia. Michele. la mano nella mano. Nadia saliva su qualche altura e guardava attentamente verso ovest. Due volte al giorno si fermavano. Qui un cavallo morto. Michele Strogoff disse alla fanciulla: . Un giorno. stava indietro. Nadia guardava avanti e indietro. che si dirigeva verso Ir uts . guardava tutti quei cadaveri!. In qualche capanna. che il tempo si voltasse in pioggia. Parlavano poco e soltanto di Nicola. nelle sue risposte. ma egli ne nutriva ben poca. Il cielo era coperto. poteva comparire da un momento all'altro. comandato da Ivan Ogareff. tuttavia. specialmente all'entrata dei villaggi. Parla! Mi farai piacere! E Nadia fece quanto non aveva mai fatto fin allora. di dare a Nadia un poco di speranza sul conto di lui. perché sapeva perfettamente che lo sventurato non sarebbe sfuggito alla morte. il suo compagno non poteva vedere in quale stato misero l'aveva ridotta la fatica. contrariamente a quanto aveva forse sperato Michele Strogoff. Nadia. Michele Strogoff camminava con passo sicuro e rallentava soltanto per riguardo alla sua compagna.

La fanciulla andava avanti a prezzo di estreme sofferenze. non sei forse tu. .Michele. qualunque cosa capitasse. Tre giorni più tardi. Michele Strogoff non parlava soltanto per odio verso il traditore. Avevo giurato di non vedere mia madre! . non trovarono nessun ostacolo su questo tratto di strada. non lo conoscevo. Fu così per tre giorni.rispose Nadia tutta commossa. quali cure le aveva prestato. Ma resisteva.Perché.Quello che avrei sempre dovuto essere! . e che non poteva dirle tutto. I piedi doloranti la sostenevano appena. a settanta verste da Tulunovs oije.Parla. . Non mi rispondere.Ho mancato al mio giuramento. A quel tempo. il 15 settembre. Del resto. Nadia.ho una domanda da farti.Ti ingannerei. Di te più nulla mi stupisce. più tardi. aggiunse: . potevi resistere? No! Non c'è giuramento che possa impedire a un figlio di soccorrere la propria madre! . io ti ringrazierò di avermi condotto a Ir uts ! . Nadia rispose seriamente Michele Strogoff. di non tradirmi! . se credi di non dovermi rispondere. ma il giorno in cui tu mi ringrazierai di averti consegnata nelle mani di tuo padre. e vi arriverò.Devo dunque pensare. ma non rispose. hai ancora tanta fretta di arrivare a Ir uts ? Michele Strogoff strinse più forte la mano della sua compagna. nessun pericolo su questa parte del viaggio.Conoscevi dunque il contenuto di quella lettera prima di partire da Mosca? .Povero Michele! .Ancora adesso.Ancora adesso? . raggiungevano la borgata di Kuituns oije. . che ora mi conduci? Non vedo forse con i tuoi occhi? Non è forse la tua mano che mi guida? Non mi hai forse reso cento volte i servizi che io ti ho prestato all'inizio? Non so se la sorte cesserà di perseguitarci. .Ho mancato al mio giuramento.Perché bisogna che io arrivi prima di Ivan Ogareff! esclamò Michele Strogoff.inspiegabile istinto l'aveva spinta verso la vecchia prigioniera senza conoscerla. Poi. ora che la lettera dello zar ti è stata tolta. E pronunciando queste ultime parole. se ti lasciassi credere che è così.Michele. lottava contro la stanchezza e aveva quest'unico pensiero: «Poiché non può vedermi.disse allora la fanciulla .Avevo giurato.Non parlare così! Non è questa la risposta che io ti chiedo! Michele. Ma Nadia comprese che il suo compagno non le diceva tutto.No. Michele! rispose Nadia. la cui fronte si oscurò. Nadia. dopo la partenza dei Tartari. perché hai tanta fretta di arrivare a Ir uts ? . Michele! Vedendo la frusta levata su Marfa Strogoff. . . Michele. Nadia. . Soltanto molta fatica. Lo si vedeva dalle rovine che                         .No. Io vado là perché il mio dovere mi ordina di andarvi. che solo il desiderio di consegnarmi nelle mani di mio padre ti fa proseguire verso Ir uts ? . . Quanto poi a condurti a Ir uts . . Che Dio e il padre (1) mi perdonino! . Nadia .Ma tu non hai cercato di vederla.rispose Michele Strogoff.rispose Michele Strogoff. come dici. Era evidente che la terza colonna degli invasori avanzava rapidamente verso est. Michele Strogoff era per lei ancora soltanto Nicola Korpanoff. .Soltanto il caso ti ha portato in sua presenza! . andrò avanti finché cado!».riprese Nadia. quali incoraggiamenti ne aveva ricevuto.

Verso ovest. Attraversavano ora un deserto senza limiti. ma ben presto comprendeva quanto erano effimere. una volta passato quel corso d'acqua. Michele Strogoff lo sapeva fin troppo! Se non fosse stato cieco.Non vuoi riposarti qualche ora? . per te! Va'. La fanciulla volle tentare quest'ultimo sforzo che le chiedeva il suo compagno. . Ci vollero non meno di tre giorni per raggiungere Kimilteis oije. . Benché avesse una grande energia morale. Ma tu non puoi più proseguire. Allora Michele Strogoff la prendeva sulle braccia. non c'era più nessun fiume. alle dieci di sera. Michele. in mezzo al quale si perdeva il piccolo fiume.E' notte. niente cambiava.Va'. tutti e due.. come se la salvezza del granduca fosse stata unicamente nelle sue mani! Kuituns oije dista sessanta verste da Kimilteis oije. avrei voluto porlo tra noi e l'avanguardia dell'emiro. per averlo già attraversato in tempi migliori. verrete a prendermi! Parti! Io non ho paura! Mi nasconderò ai Tartari! Mi salverò per lui. arrivarono finalmente a Kimilteis oije. Da un'alta collina.le domandò Michele Strogoff. Non un albero. Ma. Nadia condusse il suo compagno attraverso la borgata distrutta.lasciavano al loro passaggio. e. . Nadia scorse una linea un po' meno scura all'orizzonte.Ci fermiamo? .rispose Michele Strogoff. tributario dell'Angara. non un monticello che variasse questa vasta pianura. dove ricominciava la steppa siberiana. Michele Strogoff pensava con apprensione a questo affluente d'una certa importanza posto sulla sua strada. che prese la mano del suo compagno e lo tirò con forza. Forse i Russi.. duecentotrenta verste più avanti. isolata dalle altre due. La cenere degli incendi era fredda. piccola cittadina situata a poca distanza dal Din a. Era il Din a.rispose Nadia. Più volte. e si ricordava. Nadia fu costretta a fermarsi. Il Din a tagliava la strada di Ir uts due o tre verste più avanti. Michele . Alcune luci si riflettevano nelle sue acque. in forze sufficienti. L'avanguardia dell'emiro non compariva. e non dovendo più pensare alla fatica della fanciulla mentre la portava. avevano ripreso Toms o Krasnojars ? La terza colonna. povera Nadia! . rischiava dunque di essere tagliata fuori? Se era così sarebbe stato facile al granduca difendere Ir uts . Michele Strogoff si lasciava prendere talvolta da queste speranze. Michele Strogoff faceva le supposizioni più inverosimili per spiegare questo ritardo. Non un soffio d'aria attraversava l'atmosfera. la forza fisica le veniva meno. nessun affluente che interrompesse la strada verso Ir uts . Michele! Io non posso più proseguire!. camminava più spedito col suo passo infaticabile. lasciami in qualche capanna! Arriva a Ir uts ! Compi la tua missione! Cerca mio padre! Digli dove sono! Digli che lo aspetto. Arrivata all'ultima casa della borgata. che la traversata era difficile. dalle ceneri che non fumavano più. e non contava più che su se stesso. Nadia si lasciò cadere su una panca di pietra. Camminarono dunque alle luci dei lampi. Nadia gli avrebbe detto senza dubbio .Vieni. lampi senza tuono che illuminavano lo spazio.rispose Nadia.Avrei voluto passare il Din a . quella calma avrebbe lasciato propagare il più piccolo rumore a una distanza infinita.                                     . Michele . Nadia si trascinava. e guadagnare del tempo contro l'invasione significava un buon punto di partenza per respingerla. Non poteva supporre di trovare traghetti o barche. Gli ultimi Tartari vi erano passati da almeno cinque o sei giorni. Il 18 settembre. dai cadaveri già decomposti che giacevano al suolo.

Nadia scrutava quella pianura. Nicola aspettava un soccorso. . .rispose Nadia. ma non vide nulla.disse Nadia. e questa volta Ser o ricadde al suolo privo di vita. un grido di orrore sfuggì a Nadia! .Sì..Siamo usciti di strada? . vicino a questa testa..Senti? . Supplizio orribile per la vittima imprigionata al suolo. un grido disperato. qui. immersa nella terra senza potersene liberare. lo cercava con la mano. chiamò a raccolta le sue forze sotto il comando d'una violenta eccitazione. che questa volta finì in un gemito. come se il loro piede avesse incespicato in qualcosa di solido per terra.Nicola! . che arrivava ormai troppo tardi! Gli avvoltoi avevano scorto quella testa spuntare dal suolo.. che la rendevano visibile. Poi un cane tutto insanguinato si precipitò incontro a Nadia. impregnata di bagliori luminosi. Nicola non poteva essere lontano! Soltanto lui aveva potuto invocare il nome di Michele! Dove era? Nadia non aveva più la forza di chiamarlo. .. per morirvi di fame e di sete.. colpì il cane. quasi riflessi da uno specchio. avendo le braccia legate strette al corpo come quelle di un cadavere nella bara.. tornando alla carica. Nicola. Nadia cadde in ginocchio. Sentirono l'abbaiare d'un cane attraverso la steppa.D'improvviso Michele Strogoff e Nadia si arrestarono. D'improvviso Ser o abbaiò di nuovo e si lanciò contro un gigantesco uccello che volava raso terra. Il suo richiamo rimase senza risposta Soltanto alcuni uccelli da preda si levarono e disparvero nel cielo.Quel grido è venuto di qui.disse Michele. Michele Strogoff stava in ascolto.gridò la fanciulla. Michele Strogoff. Nadia si fermò. Nello stesso istante. che ascoltava. e da tre giorni il cane difendeva il suo padrone contro i feroci carnivori. Pochi minuti dopo. E lei.E' Ser o che abbaia!..Michele!. Poi arrivò un grido di lamento. ma. Quando Ser o si avventò su di lui. Michele. e sebbene più debole. .Sì! .Nicola! Nicola! gridò la fanciulla. Il prigioniero dei Tartari era qui interrato da tre giorni!. secondo l'atroce usanza tartara.disse. erano appena a mezza versta dal fiume.. Era un avvoltoio. e forse anche sotto le zanne dei lupi o il becco degli uccelli rapaci. vieni! . per esumare quel           . bisogna. . interrato fino al collo. Era Ser o.. Un formidabile colpo di becco lo raggiunse alla testa. era stato abbandonato nella steppa.Vieni. Michele Strogoff.. se non vi fossero stati quegli intensi bagliori. Da tre giorni. che a malapena si reggeva in piedi. era certamente più vicino..disse Nadia. Questi spiccò un altro balzo contro l'avvoltoio. sentendo sotto i suoi piedi non più il suolo polveroso. ma l'erba bassa. .. sulla destra. riverberati dal cielo. . ..Qui. Sentirono per la seconda volta l'abbaiare del cane. Tuttavia sentirono ancora la voce. procedendo a tentoni sul suolo. come l'ultimo richiamo d'un essere umano che sta per morire.. mossa da un sinistro presentimento.. l'uccello si levò. . .! . Michele Strogoff scavò la terra con il coltello. Ha seguito il suo padrone! . Una testa spuntava dal suolo! Vi avrebbero urtato col piede.domandò Michele Strogoff. scosse la testa..

ora occupata dai Tartari. NOTE.. Al rumore egli riconobbe uno squadrone di uomini a cavallo che avanzava verso il Din a. . si aprirono. inginocchiata in preghiera.disse a voce bassa. Doveva gettarsi attraverso la steppa e aggirare Ir uts .sussurrò ella. Gli restavano da percorrere più di duecento verste.disse. si rialzò. chiusi fino allora. Non batteva più. la ingrandì. alle sei di sera.Addio. . ricoprendolo di terra.. IL BAJKAL E L'ANGARA. fortemente pressata e dura come la roccia. Nadia! . Nota 1. E continuò il pietoso lavoro. Nadia. Non aveva dunque più preoccupazioni per attraversare il Din a. L'imperatore. affinché non rimanesse esposto sulla steppa. Sentendo la sua voce. . . ma poteva vedere per lui.I Tartari! .In cammino.. amici . fu adagiato in quella fossa. che aveva pagato con la propria vita la sua dedizione per loro.Sono contento di avervi rivisti! Pregate per me!..mormorò. Egli riconobbe Michele e Nadia. distante non più di mezza versta. inginocchiati. Era infatti l'avanguardia dell'emiro che procedeva veloce sulla strada di Ir uts . . Michele Strogoff non poteva più seguire la strada maestra. Egli la prese sulle braccia e s'inoltrò verso il sud-est della provincia.Ed ora . un'immensa distesa d'acqua si estendeva ai piedi di Michele Strogoff. nella quale Nicola era stato interrato vivo. in maniera da potervelo adagiare morto! Il fedele Ser o veniva posto accanto al suo padrone! In quel momento si udì un gran frastuono sulla strada. inoffensivo e buono.povero vivente! Gli occhi di Nicola. Era il lago Baj al. Michele Strogoff ascoltò. In breve tempo il corpo di Nicola. e allargò quella buca.Nadia! Nadia . Volle allora seppellirlo. Ascoltò il cuore!. Come vi riuscì? Perché non cadde sotto il peso della fatica? Come si nutrì per la strada? Per quale sovrumana energia valicò le prime pendici dei monti Sajans ? Né lui né Nadia saprebbero raccontarlo! E tuttavia.disse Michele Strogoff. innalzarono a Dio l'ultima preghiera per quel povero essere. Nadia non poteva più proseguire. riuscendo alla fine ad estrarre il corpo dello sventurato. Poi: . Michele Strogoff e Nadia. .i lupi della steppa non lo divoreranno! Poi tese la mano minacciosa verso la truppa di cavalieri che passava. con le mani congiunte al petto. dodici giorni dopo. 10. il 2 ottobre.le disse.disse Michele Strogoff. Queste furono le sue ultime parole. .Guarda! guarda! .                   . . Michele Strogoff continuò a scavare la terra.Non mi impediranno di sotterrarlo! .

E. che sarebbero poi rimaste fino all'estate successiva. il Baj al è soggetto a tempeste violente. quando Michele Strogoff. portando Nadia. La fatalità che si accaniva contro di lui sembrò volerlo risparmiare per un istante.Russi! . che si dipartono dal vasto sistema orografico degli Altai. Capita infatti. largo cento.Il lago Baj al è situato a millesettecento piedi sopra il livello del mare. uscì dalla strettoia delle montagne La fanciulla dubitò per un istante che fosse un distaccamento tartaro. che vuol essere chiamato "signor mare". quante ne restavano ancora? Appena sessanta. e alcuni di quei russi corsero loro incontro. questa zona della steppa ch'egli credeva deserta. sono molto pericolose per le zattere. Michele Strogoff poteva ancora dirsi un uomo tale? Il Cielo. Michele Strogoff era arrivato alla punta sud-ovest del lago. portandola sulle braccia. Quei russi erano fuggiaschi di condizioni diverse.gridò. che dopo aver attraversato Ir uts . questo mare interno. Le sue onde. ricoperto da un ghiaccio spesso parecchi piedi. non lo era adesso. lui s'infuria subito. le sue palpebre si chiusero e la sua testa ricadde sul petto di Michele Strogoff. Ma li avevano visti. non volle sottometterlo a questa prova. La signora de Bourboulon riferisce. e non potendo arrivarvi                           . dov'era ormeggiata una zattera. dopo quest'ultimo sforzo. senza dubbio. tutta concentrata negli occhi. Sovente. Si era ai primi di ottobre. costituiscono una diramazione dei Tungusi. se non di morirvi di stanchezza e di privazioni? E tuttavia. I monti che lo circondano. che l'autunno sembri assorbito da un inverno precoce. Scacciati dagli esploratori tartari. Dice tuttavia la leggenda che nessun russo vi è mai annegato. E' lungo circa novecento verste. in questo caso non avrebbero più avuto possibilità di fuga. La sua profondità non è conosciuta. è solcato dalle slitte dei corrieri e delle carovane. Già a questa stagione. e condussero il cieco e la fanciulla sul greto d'una piccola spiaggia. il freddo s'era fatto sentire. Se lo si chiama "signor lago". corte come quelle di tutti i mari mediterranei. riuniti in questo punto del Baj al da un interesse comune. che lo attraversano durante l'estate. per così dire. come è sempre. Nadia scorse subito quel gruppo. per le "prames". Una cinquantina di persone si trovavano infatti riunite all'insenatura formata dalla punta sud-ovest del lago. per i battelli a vapore. ossia tre giorni di viaggio a piedi per un uomo riposato e robusto. lungo il litorale del lago fino all'imboccatura dell'Angara. centoquaranta verste. e altre ottanta dall'imboccatura dell'Angara fino a Ir uts : in tutto. Le prime nevi. la cui vita era. Ha un solo emissario. Cosa potevano aspettarsi in questa zona selvaggia della provincia. è inquadrato in una magnifica cornice di monti vulcanici. un po' a monte della città di Jeniseis . Questa estremità del lago Baj al. inviato a perlustrare le rive del Baj al. l'Angara. La zattera stava per partire. di quelle seimila verste che il corriere dello zar doveva percorrere per raggiungere la meta. imbiancavano già le cime attorno al Baj al. si getta nel Jenisej. Il sole tramontava alle cinque della sera e le lunghe notti facevano scendere la temperatura a zero gradi. Ma Nadia fu subito rassicurata a questo riguardo . alimentato da oltre trecento fiumi. cercavano di rifugiarsi a Ir uts . Quest'immenso bacino d'acqua dolce. su questo territorio sottoposto a condizioni climatiche particolari. o perché gli si manca di rispetto chiamandolo «signor lago» o per altre ragioni piuttosto meteorologiche. Durante l'inverno siberiano. per averlo sentito dire dai barcaioli.

Tutto quanto egli raccoglieva                             . Michele Strogoff non disse nulla dei fatti accaduti a Toms . aveva fornito il materiale per il natante. aveva un aspetto grave e austero. uomini e donne. trasportata dalla corrente. Non c'erano imbarcazioni in questo luogo. Era stato necessario supplirvi. Poi. formavano una piattaforma sulla quale avrebbero trovato comodamente posto cento persone. I pellegrini portavano il bastone da viaggio. Il progetto fece balzare il cuore di Michele Strogoff. volendo conservare più inviolato che mai il suo incognito. ai "mugi " indigeni. Le lunghe pertiche. Le diedero qualcosa da mangiare. le manovre si riducevano a mantenere la zattera nella corrente. la borraccia sospesa alla cintura. molto probabilmente. La temperatura. portava alla cintura un piccolo bussolotto per le elemosine. Per tutte queste ragioni. Infatti. senza prendere il largo. Essi contavano di utilizzare questa corrente per raggiungere anzitutto l'emissario del Baj al. Una barba bianca e molto folta gli scendeva sul petto. Un berretto di pelliccia gli copriva la testa. s'immerse subito in un sonno profondo. Il piano dei fuggiaschi era semplice. speravano di raggiungere la città scendendo il corso del fiume. alcuni monaci e un pope. scendeva sotto zero. Del resto. Avevano quindi costruito una zattera. maneggiate da alcuni robusti "mugi ". sorpresi dall'invasione durante il loro viaggio. stretta alla cintola. Una pellanda lunga e ampia. seduto a poppa. bisognava dunque che i fuggiaschi partissero immediatamente. il grosso delle forze tartare aveva preso posizione davanti alla capitale della Siberia. nel caso che i lastroni ne avessero ingombrato il corso. s'erano aggiunti due o tre pellegrini. durante la notte. chiuso con un lucchetto. Ma ebbe la forza di dissimulare. Del resto. come anche al suo compagno. abbronzato dalla brezza del lago. Non c'era dunque un istante da perdere. Era un uomo di sessantacinque anni. che l'attraversa. e aggiunse che. la zattera seguì il litorale. vecchi e bambini. un altro dal Mar Giallo. Abbiamo detto che Russi di diverse condizioni avevano preso posto sulla zattera. e salmodiavano con voce lamentevole. La fanciulla era rinvenuta. come quelli che sono appesi ai pilastri delle chiese. Il Baj al è attraversato da una corrente che va dalla riva superiore fino all'imboccatura dell'Angara. Se la zattera poteva facilmente manovrare sul lago. Quest'ultimo. le acque rapide del fiume li avrebbero portati ad una velocità da dieci a dodici verste all'ora. sarebbero dunque arrivati in vista della città. comandava con gesti e non diceva dieci parole in dieci ore. Una foresta di abeti. un terzo dalle province della Finlandia. che crescevano sulla riva. che filava lungo il litorale. Uno veniva dall'U raina. Un vecchio barcaiolo del Baj al aveva preso il comando della zattera. gli scendeva fino alle caviglie. In un giorno e mezzo. bastavano a mantenerla in rotta. non sarebbe più stato così tra le due rive dell'Angara. Fece credere di essere un abitante di Krasnojars che non aveva potuto raggiungere Ir uts prima che le truppe dell'emiro fossero arrivate sulla riva sinistra del Din a. Alle otto di sera furono levati gli ormeggi e. Un'ultima probabilità era a suo favore. il freddo diventava sempre più intenso. molto avanzato in età. Quel vecchio taciturno. simile a quelle che ordinariamente vanno alla deriva dei fiumi siberiani. I tronchi legati tra loro con mazzi di vimini. o meglio una chiatta di legname. Michele Strogoff e Nadia furono condotti su questa zattera. A quelli che l'interrogarono. adagiata su un letto di foglie. S'erano già formati dei lastroni di ghiaccio sulla superficie del Baj al. da quando gli invasori s'erano appostati sulle due rive dell'Angara. Da questo punto fino a Ir uts .per terra.

non vi sarebbe giunta prima delle tre o delle quattro della sera. il convento di Troitsa (1). sgorgati da quei pozzi artesiani. Mentre i lastroni andavano alla deriva. nella quale alcuni viaggiatori hanno giustamente riscontrato la fisionomia d'una città dell'Oriente. che la natura stessa ha perforato sul fondo del lago. La navigazione non fu turbata da nessun incidente. l'antica capitale dei Jaghelloni. avvenivano fenomeni curiosi sulla superficie del Baj al. di cappuccio e di altri indumenti di saia. poiché non potevano andare alla deriva nell'Angara. e se i lastroni apparissero in gran quantità. Avevano visitato le Isole Sante. Michele Strogoff aveva vegliato accanto a lei. quello di Kazan e anche la chiesa dei Vecchi Credenti. Si vedevano magnifici getti di acqua bollente. raggruppati sulla parte anteriore della zattera. Gloria a Dio. coltivando come un contadino il suo pezzo di terra. inviandoli nelle province del nord. il convento di Solovets . Con molta probabilità. Poi aveva dovuto fuggire. Il solo timore più volte manifestato dal vecchio barcaiolo fu a riguardo della formazione dei lastroni di ghiaccio sulla superficie delle acque. egli la interrogava spesso. Allo spuntar del giorno. era ancora a quaranta verste dall'imboccatura dell'Angara. celebrando matrimoni e funerali. e l'oscurità avrebbe favorito il loro arrivo a Ir uts . Aveva potuto sottrarre i suoi figli e la sua moglie alla brutalità dei Tartari. quelli di Sant'Antonio e di Santa Teodosia a Kiev. ritardata da una brezza abbastanza forte che ostacolava l'azione della corrente. di cui avevano ormai oltrepassato l'imboccatura. battezzando. Questo curioso spettacolo avrebbe certamente meravigliato un turista. aveva dovuto raggiungere il lago Baj al. Egli invece era rimasto nella sua parrocchia fino all'ultimo momento. Perciò si temevano difficoltà. Era vestito poveramente come i "mugi ". Questo non era un inconveniente. Nadia s'era risvegliata. al contrario. iridati dai raggi del sole e quasi subito condensati dal freddo. perché i fuggiaschi avrebbero sceso allora il fiume durante la notte. e alla fine di ogni versetto della loro preghiera. Quanto al pope. ed essendo chiusa la strada di Ir uts . il vecchio barcaiolo segnalò l'imboccatura                     . Non c'era da temere per questi. la zattera. vicino alla costa della Carelia. La notte era stata freddissima. Michele Strogoff aveva dunque grandissimo interesse a sapere quali erano le condizioni del lago. se non a lunghi intervalli.lungo il faticoso viaggio. che avesse viaggiato in tempo di pace e per diporto su questo mare siberiano. non serviva per lui. forse anche un ostacolo insormontabile che arrestasse la zattera. ed ella gli descriveva tutto quanto capitava sulla distesa d'acqua. e ora andavano a Ir uts . che doveva essere aperto soltanto al suo ritorno. pregavano a intervalli regolari. non avendo gradi né poteri nella Chiesa. Nadia era rimasta immersa in un profondo assopimento. Questi getti si elevavano ad una grande altezza e si dissolvevano in vapori. egli era un semplice prete di campagna. vestiti di tunica. Questi diversi religiosi. il monastero di Simeonof a Mosca. usciva dalle loro labbra lo «Slava Bogu». Alle quattro di sera. Ma si poteva supporre che quelli provenienti dalle sponde orientali del lago venissero presi dalla corrente e si incagliassero tra le due rive del fiume. Il sonno non aveva presa su di lui. e anche allora il suo pensiero vegliava sempre. I monaci venivano dal nord dell'impero. non essendo niente più di loro. Si vedevano i lastroni molto numerosi filare verso ovest sotto la spinta del vento. elevando la voce in quella notte silenziosa. anzi non aveva neppure la chiave del lucchetto. Da tre giorni erano partiti dalla città di Arcangelo. uno dei seicentomila pastori del popolo viventi nell'impero russo. possibili ritardi.

pregali di venire da me! Harry Blount e Alcide Jolivet erano stati condotti al porto di Livenisnaja. essi erano partiti prima della selvaggia esecuzione che aveva coronato la festa. ma dalla forza degli avvenimenti. con l'intenzione ben precisa di datare d'ora in poi le loro cronache dagli accampamenti russi della Siberia orientale. corriere dello zar. la seconda a Toms . né il freddo era tanto forte da rinsaldarli. Il vecchio barcaiolo non s'aspettava dunque di raccogliere altri fuggiaschi al porto di Livenisnaja. Si vedeva sulla riva destra il porticciolo di Livenisnaja. Afferrò la mano di Michele Strogoff. Avevano inviato a Ir uts la flottiglia di battelli e di barche. Infatti Alcide Jolivet e Harry Blount non avrebbero più visto in lui Nicola Korpanoff. I tronchi. . la chiesa. . perché il suo rigoroso incognito.domandò. venuti dall'est. Come sappiamo. e tuttavia. ultima città della frontiera russo-cinese. andavano già alla deriva tra le sponde dell'Angara e. dopo che si erano separati al cambio di Iscim: la prima all'accampamento di Zabediero.Nadia. ma il vero Michele Strogoff. . Durante la bella stagione. non dal caso. quanto per quelli che vi ritornano. e. ch'egli voleva assolutamente conservare. rallentati. guardava distratta.dell'Angara tra le alte rocce granitiche del litorale. Poi le sfuggì un grido. arrivarono di gran corsa sulla spiaggia. quando egli sfregiò con un colpo di " nut" la faccia di Ivan Ogareff. i primi lastroni di ghiaccio. seduta a poppa. a quel gesto. dopo avere assistito all'entrata dei Tartari a Toms .Quel francese e quell'inglese che abbiamo incontrato sul passo dell'Ural? . Essi sapevano dunque che cosa pensare di lui e della sua vera identità.quando quel francese e quell'inglese saranno imbarcati. il vecchio barcaiolo aveva deciso di sostare un'ora per eseguire le riparazioni indispensabili. Michele Strogoff trasalì. si erano rifugiati tempestivamente nella capitale della Siberia orientale. Essi dunque non avevano dubbi che il loro vecchio compagno di viaggio fosse stato ucciso. sollevò la testa. Ma in quel momento Livenisnaja era abbandonata. per resistere alla corrente dell'Angara. erano partiti da Toms la sera stessa. due passeggeri.Che c'è. scendevano verso Ir uts . e ignoravano che invece era stato solamente accecato per ordine dell'emiro.I nostri due compagni di viaggio. il porto di Livenisnaja è una stazione d'imbarco o di sbarco per i viaggiatori del lago Baj al. che ordinariamente svernavano nel loro porto.disse . minacciavano di separarsi. Tuttavia la loro quantità non era ancora tale da ostruire il fiume. E' dunque molto frequentato dai battelli a vapore e dal piccolo cabotaggio del lago. le case costruite sulla spiaggia. Qui. ed era necessario rilegarli più solidamente tra loro. Michele. nel momento in cui la zattera accostava. quando fu suppliziato dall'emiro. . Nadia? . essendosi procurati dei cavalli.Sì. per conseguenza. tanto per quelli che vanno a Kja hta. che percorrevano ora le due rive dell'Angara. Quindi. che è molto rapida. Ma circostanza molto grave. . I due giornalisti lo avevano già incontrato altre due volte. che vi aveva spinto anche Michele Strogoff. che.                     . rischiava d'essere rivelato. La zattera arrivò al porticciolo e si fermò. I suoi abitanti non avevano potuto rimanere esposti alle razzie dei Tartari. forniti di tutto quanto potevano portar via. Michele Strogoff prese subito una decisione. Nadia. uscendo da una casa disabitata.

Con aria indifferente.Signori.gli disse Nadia. Me lo promettete? .Alcide Jolivet e Harry Blount si diressero a marce forzate verso Ir uts .Preferisco agire da solo . che sarebbe stata molto scura e anche molto fredda. lasciato il porticciolo di Livenisnaja.Va bene. corriere dello zar. Essi erano dunque là da tre giorni. Perciò dovettero scendere fino al lago Baj al. ambedue gli stringevano la mano e aspettavano che parlasse.rispose Alcide Jolivet. entrare in Ir uts . .gli rispose seriamente il vecchio barcaiolo si rischia la vita. signori. Avevano buone speranze di arrivare prima di Feofar Khan. ma bisogna ammettere che la sua serietà era giustificata dalla gravità delle circostanze. e vi sarebbero certamente arrivati. . che non potevano credere ancora vivo. e basta. Alcide Jolivet era un poco più serio del solito. essi ebbero la strada tagliata prima di raggiungere il Din a. Alcide Jolivet la seguì.Ho Nadia. Decisero dunque di tentare la sorte.Possiamo esservi utili? . Michele Strogoff non si mosse.Venite . I due giornalisti s'imbarcarono. . Scendeva la notte. signori . e gli chiese il passaggio per il suo compagno e per sé. se non avesse visto la fanciulla portare un dito alle labbra . e facendo cenno ad Harry Blount di accompagnarlo. Un istante dopo. d'altra parte. Vi chiedo di rispettare il mio segreto.Ma quegli straccioni vi hanno bruciato gli occhi disse Alcide Jolivet. né cosa sono venuto a fare in Siberia. Alcide Jolivet s'era dunque accomodato davanti. la zattera. ma Michele Strogoff. Ma.domandò Harry Blount. Harry Blount era sempre il freddo inglese. qualunque fosse.aggiunse Harry Blount. Come Michele Strogoff. quando sentì una mano posarsi sul suo braccio. e i suoi occhi mi bastano. se non fosse comparsa improvvisamente quella terza colonna. Un vivo sentimento di pietà si dipinse sul volto di Alcide Jolivet e del suo compagno. Al loro arrivo.Egli non vi vede. Alcide Jolivet si mise subito in relazione con il vecchio barcaiolo. Il mio povero fratello è cieco. Erano le cinque della sera. Si girò e riconobbe Nadia. venuta dalle contrade del sud per la valle del Jenisej.Sul mio onore . . che le aveva appena rivolto la parola durante tutta la traversata dei monti Urali. dicendosi disposto a pagare il prezzo che avrebbe chiesto. Gli sarebbe sfuggito un grido di sorpresa. e molto imbarazzati.voi non dovete sapere chi sono io. e Nadia li vide prendere posto sulla parte anteriore della zattera. prese la via del fiume. Quando arrivarono a Livenisnaja. . la sorella di colui che era non più Nicola Korpanoff.Volete che vi aiutiamo a portare a termine il vostro incarico? .disse Michele Strogoff a voce bassa . fu senza confronti.disse Nadia. quando videro Michele Strogoff. Non potevano.                 . Alcide Jolivet guardò la fanciulla. trovarono il porto già deserto.I Tartari gli hanno bruciato gli occhi. quando vi arrivò la zattera. seduti accanto a Michele Strogoff. . . . C'erano sicuramente buone probabilità di passare inosservati durante la notte ed entrare in Ir uts . . se la sorpresa dei giornalisti era stata grande incontrando Nadia sulla zattera. circondata dagli eserciti tartari. . . Mezz'ora più tardi.Sulla mia parola di gentiluomo .rispose Michele Strogoff. Fu loro comunicato il piano dei fuggiaschi.Qui non si paga .

La luna nuova non si levò sull'orizzonte. poi folti boschi di pini che proiettavano bagliori sinistri. manteneva imperturbabile la zattera nel centro della rapida corrente dell'Angara. non per molto tempo! . Durante questo frattempo i pellegrini continuavano a recitare a voce alta le loro preghiere. E di Michele Strogoff pensarono esattamente ciò che aveva detto lo zar a Mosca: "E' veramente un uomo!". e sembrava il respiro della stretta vallata dell'Angara           .Ci dobbiamo quasi scusare per non avervi stretto la mano prima di separarci. e ne porterà il marchio per molto tempo. parlarono del passato soltanto al momento in cui Alcide Jolivet si credette in dovere di dire a Michele Strogoff: . uno dei più antichi e imponenti della Russia (Nota del Traduttore).No. per una illusione ottica. NOTE. Qui erano le alte scogliere granitiche. ora che non poteva più consegnare la lettera imperiale al granduca. Mezz'ora dopo la partenza da Livenisnaja.perché la temperatura era già sotto zero. Del resto. là le gole selvagge che rigurgitavano torrenti impetuosi. Ma se i Tartari avevano lasciato dappertutto le tracce del loro passaggio. e il vecchio barcaiolo.rispose semplicemente Michele Strogoff. ancora nessuno li vedeva. una oscurità profonda avvolgeva tutta la contrada. come le condizioni del cielo avevano fatto prevedere. Essi non potevano far altro che ammirare senza riserve una energia eguagliata soltanto dalla dedizione della fanciulla. sulle due rive del fiume. Dal centro del fiume. Lateralmente. Alcide Jolivet e il suo collega erano al corrente delle crudeli prove sopportate in seguito da Michele Strogoff e dalla sua compagna. Era certo che i Tartari circondavano attualmente Ir uts e che le tre colonne avevano già effettuato il congiungimento. al cambio di Iscim. respingendo i lastroni che si avvicinavano troppo. 11. talvolta una larga schiarita con un villaggio ancora fumante. poté farsi un'idea esatta della situazione. Ma perché il corriere dello zar mostrava tanta premura di arrivarvi. voi avevate diritto di credermi un vile! . sembrava che la piattaforma galleggiante restasse immobile davanti a un succedersi di punti di vista pittoreschi. si dispiegava un panorama in movimento e. . TRA LE DUE RIVE. come non l'aveva capito Nadia. La zattera filava rapida tra i lastroni di ghiaccio trasportati dalla corrente dell'Angara. Il celebre convento della Santissima Trinità ("Troitsa"). tuttavia non lo abbandonarono. e non ne conosceva il contenuto? Alcide Jolivet e Harry Blount non lo capirono. completando quanto già sapeva con quanto gli raccontarono. Alcide Jolivet e Harry Blount avevano promesso di rispettare l'incognita di Michele Strogoff. Le scogliere poco alte si confondevano con la fitta nebbia che si spostava appena. Alle otto della sera. e il cieco. . A intervalli veniva un soffio di vento dall'est. perché si erano particolarmente concentrati nei dintorni di Ir uts . Nota 1. le rive restavano invisibili.In ogni caso aggiunse Alcide Jolivet voi avete magnificamente sfregiato con il " nut" la faccia di quel miserabile. Non c'era dubbio che l'emiro e Ivan Ogareff fossero davanti alla capitale.No. Parlarono a voce bassa.

con una manovra senza rumore. la situazione li assorbiva completamente. I fuggiaschi ne soffrivano crudelmente. anche nelle più gravi circostanze. Michele Strogoff e Nadia. Nadia. Alcide Jolivet e Harry Blount. Non pensava che a questo. I fuggiaschi. Infatti. Un freddo molto intenso si propagava attraverso l'atmosfera. Ma. Infatti quel natante. anche una catastrofe. ma la loro preghiera era come un mormorio. la figlia si sarebbe fatta             . I lastroni che andavano alla deriva erano anzi una circostanza favorevole se non avessero opposto più tardi un insormontabile ostacolo al passaggio della zattera. se era necessario. si muoveva soltanto per scansare i lastroni. cementando con il freddo i lastroni accumulati tra le due rive. prima di aver raggiunto Ir uts . la sua energia non l'aveva mai abbandonato. Le folate di vento che li investivano. Lo vedeva nella città assediata. le voci dei pellegrini non si facevano più sentire. Tra poche ore. mentre ora si confondeva con quelle masse mobili di tutte le grandezze e di tutte le forme. lei allora sarebbe stata presente per guidarlo. Intravedeva già il momento in cui gli sarebbe finalmente consentito di pensare a sua madre. Neppure era probabile che gli assediati avessero sbarrato il fiume a monte di Ir uts . Si stringevano l'uno all'altro. sarebbe stata nelle sue braccia. lontano da quelli che amava. a se stesso! Temeva soltanto un'ultima disdetta: che la zattera rimanesse completamente bloccata da uno sbarramento di lastroni. e il sordo frastuono prodotto dall'urto dei blocchi che si scontravano. accoccolati accanto a loro. Ad ogni istante poteva capitare un incidente. a Nadia. coricato accanto ai suoi uomini. carponi sulla piattaforma. Da quando scendevano il corso del fiume. anche l'immagine di suo padre le si ravvivava nella mente. dopo avere sfiorato le montagne dell'est coperte di neve. perché non avevano che qualche ramo di betulla per ripararsi. ma . Pensava anche al caso in cui Michele Strogoff compisse un nuovo sforzo per raggiungere la meta. se il Cielo alfine le era favorevole. durante la notte. Se l'esilio di Vassili Fedor non doveva avere fine. ripresasi dopo alcune ore di riposo. poiché sapevano che i Russi non si sarebbero aspettato nessun aiuto dal sud della provincia. che. aveva ritrovato quell'energia fisica. Nessuno parlava ora.e di questo non aveva dubbi . Tra breve tempo. gli avrebbe riferito le ultime parole della madre. ben deciso del resto. Del resto. dalla quale nessuno sarebbe uscito incolume. quanto più ella si avvicinava a Ir uts . D'altronde. isolato sulle acque correnti del fiume. facevano del loro meglio per resistere ai primi assalti dell'inverno siberiano. un pericolo. senza mai svigorire la sua energia morale.L'oscurità favoriva egregiamente i piani dei fuggiaschi. del resto. e niente li avrebbe mai più separati. distesi nella parte posteriore. la zattera aveva buone probabilità di passare inosservata. Pregavano ancora. copriva ogni altro rumore sospetto. avrebbe corso il rischio di venire avvistato anche nel buio. Per un uomo che contava di raggiungere presto la sua meta. interrompevano appena con il rilievo dei loro corpi la linea orizzontale dell'acqua. Michele Strogoff era singolarmente calmo. che si sperdeva nell'aria prima di giungere alla riva.lo vedeva lottare contro gli invasori con tutto lo slancio del suo patriottismo. sebbene gli avamposti tartari si trovassero scaglionati sulle due rive. sopportavano senza lamenti quest'altra sofferenza. scendeva a dieci gradi sotto zero. la natura. per meglio sopportare l'abbassamento della temperatura. neppure sottovoce. A bordo della zattera regnava ora l'assoluto silenzio. Il vecchio barcaiolo. che le privazioni avevano talvolta spezzato. a tentare un supremo atto di audacia. stessa avrebbe creato quello sbarramento. erano taglienti.

Fu subito sorpreso dall'impressione provata dal contatto con la superficie della corrente. Nel frattempo. avrebbe ripreso la strada di Mosca. con una buona messa in scena. Era a volte una foresta in fiamme. Il pericolo non veniva dunque ancora da parte di questi lastroni. sul Mar Caspio. con in più il contrasto della notte. nell'Asia Minore. nel Jung-Hjan. Era davvero uno strato di nafta liquida. anche loro provavano un po' d'emozione. non si sbagliò. quando si è diffuso sul Mar Caspio uno strato di olio minerale.esiliare con lui. Fu Alcide Jolivet che lo scoprì per caso. Alcide Jolivet e Harry Blount. spandono sulla superficie del mare la nafta liquida. e lei forse non l'avrebbe mai più rivisto!. nella Birmania. per una spontanea associazione di idee. che galleggiava e scendeva sopra la corrente dell'Angara. adoratori del fuoco. specialmente nel porto di Ba ù. in fondo. e scendevano seguendo il capriccio della corrente. a quel generoso compagno. confrontando allora il tatto con l'odorato. Durante le feste religiose. I lastroni di ghiaccio formavano altrettanti specchi che riverberavano la luce sotto tutti gli angoli e tutti i colori. in Cina. avevano un solo e comune pensiero: che la situazione era estremamente drammatica e che. passava inosservata. e ambedue furono d'accordo di non allarmare i compagni rivelando loro il nuovo pericolo.Bisogna essere commossi per commuovere. La zattera navigava dunque tra questa sostanza che è eminentemente combustibile? Di dove veniva questa nafta? Era stata portata da un fenomeno naturale sulla superficie dell'Angara. oppure doveva servire come mezzo di distruzione. ed ecco come. venuta la notte. le sorgenti d'olio minerale scaturiscono a migliaia sulla superficie del terreno. confusa in mezzo a questi corpi galleggianti. sinistra riproduzione dei quadri visti di giorno. nella penisola di Absceron. . si pose queste domande.         . Sappiamo che il suolo dell'Asia centrale è come una spugna impregnata di carburo d'idrogeno liquido. Poi. Poi. «Eh! tanto meglio! .». Ma.pensava Alcide Jolivet. grandi bagliori di incendi rompevano ogni tanto l'oscurità e profilavano i massicci delle sponde con aspetti fantastici. il giornalista francese aveva lasciato pendere la mano sul filo dell'acqua.. a volte un villaggio. Coricato sul lato destro della zattera. che galleggia. Ma un pericolo di altra natura minacciava i fuggiaschi. Alcide Jolivet. lo incendiano e si procurano così l'incomparabile spettacolo d'un oceano di fuoco. come se si trattasse di olio minerale. invece. Credo anzi che ci sia qualche citazione celebre a questo riguardo. gli indigeni. una volta respinti i Tartari. escogitato dai Tartari? Volevano essi con un sistema mai portare l'incendio nel cuore di Ir uts giustificato dal diritto di guerra tra le nazioni civili? Alcide Jolivet. ma ritenne di doverne informare soltanto Harry Blount. ripensava a colui al quale era debitrice se poteva rivedere suo padre.. Sembrava avere una consistenza viscosa. che ondeggia e si frange alla brezza. ma lo sa il diavolo se me la ricordo!. sulla frontiera persiana. Allora l'Angara veniva illuminata da una sponda all'altra. La zattera.. cercava di scrutare le tenebre che avvolgevano il fiume. che bruciava. Questo pericolo essi non potevano prevederlo. E con i suoi occhi esercitati. e soprattutto non potevano evitarlo. E' il «paese dell'olio» simile a quello del Nordamerica che porta ora questo nome. grazie alla sua densità inferiore a quella dell'acqua. Al porto di Ba ù. a quel "fratello" che. avrebbe fornito loro una cronaca delle più emozionanti L'inglese pensava dunque ai lettori del "Daily Telegraph" e il francese a quelli della cugina Maddalena..

invasero la piattaforma della zattera. io conosco qualcuno che non sbarcherebbe! E alludeva a Michele Strogoff.diceva Alcide Jolivet. Intanto la zattera scendeva rapida in mezzo ai lastroni. . La muta di lupi si rinnovava continuamente. E infatti. quelle ombre. che la stringevano sempre più da vicino. per incendiare quella corrente di nafta. .In ogni caso . e anche Michele Strogoff mosse verso di loro quando all'improvviso avvenne un mutamento di fronte. aspettare? Essi se lo domandavano. spossati. sbarcarvi. Aveva cavato il suo coltello e. ogni volta che un lupo gli veniva a tiro. Tutto quel massacro era compiuto in silenzio. Il vecchio barcaiolo osservò attentamente. ma senza servirsi di armi da fuoco. Non era forse preferibile. gli mostrò quel movimento sospetto. . in un batter d'occhio l'incendio si sarebbe portato fin oltre Ir uts . . benché alcuni fuggiaschi non avessero potuto evitare gravi morsi. La lotta volgeva a loro svantaggio. spinti fino in quella zona dalla fame e dal freddo. altri del loro coltello. Fino allora.Non finirà mai? . I loro compagni li secondavano con coraggio. Ma bisogna difenderci senza far rumore! I fuggiaschi dovettero infatti lottare contro quei feroci carnivori.Preferisco quelli ai Tartari. e ben presto l'assalirono.Ma ciò che a Ba ù è soltanto uno spettacolo. dopo una mezz'ora dall'inizio dell'assalto. Quali fossero le apprensioni di Alcide Jolivet e di Harry Blount. si avvicinavano rapidamente. è più facile comprenderlo che spiegarlo. e questo indicava che la zattera non era ancora giunta all'altezza degli avamposti. In quel momento. Essi non emettevano un grido. e si comportarono egregiamente. Ad ogni modo. e senza dubbio la riva destra dell'Angara ne era infestata. I fuggiaschi ingaggiarono la lotta. alcuni armati di pertiche. Neppure Harry Blount e Alcide Jolivet restarono in ozio. Ma sembrava che la lotta dovesse andare per le lunghe. verso le dieci della sera. «Tartari!» pensò.disse Alcide Jolivet. I lupi avevano fiutato la zattera. perché bastava che un tizzone o una scintilla cadessero nel fiume. la sua mano sapeva piantarglielo nella gola. una decina di grossi lupi. con gli occhi che brillavano nel buio come braci. accostare ad una delle rive. i lupi correvano ancora a centinaia attraverso i lastroni. sulla zattera non c'era da temere nessuna imprudenza. la maggior parte di bastoni. I fuggiaschi. e gli uomini. resi feroci dalla collera e dalla fame. Se il fuoco vi fosse stato appiccato per cattiveria o per imprudenza.disse. qualunque sia il pericolo. Alcide Jolivet e il suo compagno si gettarono in mezzo ai quei pericolosi animali. Le donne e i bambini si raggrupparono al centro della zattera. Michele Strogoff non aveva voluto restare inoperoso.Sono soltanto lupi . E avvicinandosi al vecchio barcaiolo che stava a prua. ma gli ululati dei lupi laceravano l'aria. cedevano visibilmente. ma tutto era invece da temere dagli incendi che divampavano sulle due rive dell'Angara. Harry Blount credette di scoprire numerosi corpi neri che si muovevano sulla superficie dei lastroni. si tennero pronti a respingere l'assalto. sarebbe stato un disastro sulle rive dell'Angara. non era stato segnalato nessun distaccamento tartaro sulle sponde dell'Angara. Si era disteso sul lato della zattera assalita dal branco di lupi. perché le postazioni tartare dovevano essere vicine. in presenza di questo nuovo pericolo. manovrando il suo pugnale intriso di sangue. Tuttavia.       . saltando da uno all'altro.

Tutti quei corpi neri scomparvero. non facevano il minimo movimento che potesse tradirli. . I fuggiaschi arrivavano dunque nella zona più pericolosa della loro traversata. L'intera borgata di Posh avs bruciava. perché il letto del fiume. se gli incendiari non fossero stati troppo occupati nella distruzione della borgata. e ora si trovava a una distanza di tre o quattrocento piedi dalla sponda incendiata di Posh avs . In mezzo alle volute di fumo. Intanto. Ai lupi occorrevano le tenebre per agire. ardevano come resina. distesi sulla piattaforma. Ma per fortuna la brezza della notte non spirava in direzione dell'Angara. si ostruiva visibilmente. Le sue case. le scintille salivano nell'aria fino a cinque o seicento piedi. la manovra in mezzo ai lastroni che diventavano più fitti. Al crepitio dell'incendio si mescolavano le urla dei Tartari. e si trovavano ancora a trenta verste dalla capitale. perché l'incendio divampasse e si propagasse a filo dell'acqua. che si innalzavano a una brusca curva dell'Angara. Il buio. e gli ultimi riflessi scomparvero dietro le alte scogliere. L'incendio della borgata divampava con violenza straordinaria. Era il bagliore d'un immenso incendio. I fuochi delle postazioni avanzate brillavano straordinariamente. sarebbero stati certamente scoperti. che parevano altrettante fornaci ardenti. Il vecchio barcaiolo. ritornato completo. Era dunque possibile che i fuggiaschi scampassero a questo nuovo pericolo. di fronte a quell'incendio. e i "mugi " ripresero le pertiche. ma si sentivano. Continuava a soffiare dall'est e respingeva le fiamme verso sinistra. e la guida della zattera diventava sempre più difficile. Centocinquanta bruciavano. ma anche i lastroni sparsi sul fiume. richiedeva sempre maggior precauzione. In breve tempo. La zattera continuava a scivolare nel buio in mezzo ai lastroni. pensando a quel liquido combustibile sul quale galleggiava la zattera. I Tartari erano sempre presenti. A poco a poco i bagliori dell'incendio si affievolirono. Tutti avevano molto da fare. proteggeva ancora la zattera. Michele Strogoff s'era portato sulla parte anteriore. Erano le undici e mezzo della sera. Ora bastava una scintilla che cadesse sulla superficie dell'Angara. in quel momento invece un intenso chiarore illuminava tutto il corso dell'Angara. era riuscito a dirottare la zattera verso la riva destra. e andavano e venivano sulle due sponde. Alcide Jolivet lo aveva seguito.In pochi secondi i lupi abbandonarono non soltanto la zattera. Perciò i fuggiaschi. costruite in legno d'abete. Era circa mezzanotte.Attenti a destra! Ecco i lastroni che si accumulano a sinistra!               . portando il disastro da una riva all'altra. gli alberi e gli scogli sembravano come di fuoco. Questa volta i Tartari erano presenti e compivano la loro opera. E infatti oltrepassarono finalmente la borgata in fiamme. la zattera e tutti coloro che vi erano raccolti sarebbero stati bruciati. Turbini di scintille si levavano infatti dalle case. e gli occupanti della zattera costatarono che si erano ritirati in tutta fretta sulla riva destra del fiume. A questo punto i fuggiaschi. Il vecchio barcaiolo si levò in piedi. puntando la pertica su un lastrone vicino. con i quali si confondeva completamente ma grandi chiazze di luce talvolta la illuminavano. Non si vedevano. Sulla riva destra. illuminati per un istante. il crepitio diminuì. Da qui in avanti occupavano ambedue le rive fin oltre Ir uts . Tutti e due ascoltavano quanto dicevano il vecchio barcaiolo e i suoi uomini. Possiamo comprendere quali fossero allora le apprensioni di Alcide Jolivet e di Harry Blount. tutte insieme.

se avessero potuto sfondare questo campo di ghiaccio fin dove il fiume si allargava. non soltanto i fuggiaschi non avrebbero raggiunto Ir uts .. ma sarebbero stati obbligati ad abbandonare il loro natante. presi tra due fuochi. Ma il danno era irreparabile e i fuggiaschi dovevano rinunciare ad ogni speranza di raggiungere la meta. Michele Strogoff ritornò nella parte posteriore. i tronchi di abete.Nadia. . Infatti restavano ormai soltanto poche ore di notte. All'una e mezzo. Gli sventurati erano dunque stati scoperti? Era evidente. e i malcapitati non avrebbero avuto altro rifugio che gli stessi lastroni sul fiume Allora. in breve sarebbe mancato sotto di loro.Entro un'ora saremo bloccati!. Una pioggia di pallottole fu concentrata sulla zattera. sarebbe stato impossibile seguire la corrente. . Se avessero avuto a loro disposizione gli attrezzi usati ordinariamente dai balenieri per aprirsi un canale attraverso gli "icefields".Sì.ma Dio è con noi! Frattanto la situazione si aggravava sempre di più. sciolti da uno schianto violento. e i lastroni. sei pronta? A tali parole ella rispose come sempre: . che. niente che servisse a spaccare quella crosta. .rispose il vecchio barcaiolo. Se l'Angara si ostruiva. appena giorno. Se la zattera veniva bloccata. I fuggiaschi. la zattera urtò contro uno spesso sbarramento e si fermò definitivamente.Contro la sua volontà non capita niente. Si avvicinò alla fanciulla. la strinsero contro l'ostacolo e la immobilizzarono. la zattera urtava o deviava. stritolato da quei lastroni di ghiaccio. Perciò i blocchi di ghiaccio si accumulavano. come se fosse stata inchiodata su uno scoglio. sarebbero stati scoperti dai Tartari e massacrati senza pietà. si sarebbero incastrati sotto la spessa crosta di ghiaccio. sotto la duplice forza della pressione. avrebbero perduto per sempre ogni speranza di entrarvi. dove Nadia lo attendeva. senza questo restringimento delle sponde. . là aprirsi un passaggio. Dunque. Erano ritardi molto inquietanti.rispose Michele Strogoff. ora considerevole.Se Dio lo permette! .. staccandosi a poco a poco dal bordo inferiore dello sbarramento. Che decisione prendere? In quel momento risuonarono dei colpi di fucile sulla riva destra dell'Angara. la cui intensità raddoppiava. le prese la mano e le fece ancora una volta l'invariabile domanda: . per conseguenza. e il suo letto era ridotto alla meta della sua larghezza normale. In quel punto l'Angara si restringeva. il letto del fiume si allargava di nuovo. resa dura come il granito dal freddo intenso.Allontana! allontana con la pertica! . perché dalla riva sinistra risposero altre fucilate. probabilmente non si sarebbe formato lo sbarramento e la zattera avrebbe continuato a scendere la corrente. Qui doveva evitare un abbordaggio. ne avrebbero avuto il tempo? Ma non avevano né una sega né un piccone. Se i fuggiaschi non raggiungevano Ir uts prima delle cinque del mattino. Cinquecento passi a valle. . e del freddo. malgrado tutti gli sforzi compiuti. I lastroni. e si sarebbero a poco a poco saldati gli uni agli altri. Già la deriva si faceva molto più lenta. Alcuni restarono feriti             .Voi li capite? . continuavano la deriva verso Ir uts .Sono pronta ! La zattera continuò a scendere ancora per alcune verste in mezzo ai blocchi galleggianti. si sarebbe formato uno sbarramento e. Allora le corde di vimini si sarebbero spezzate. furono bersaglio dei tiratori tartari.domandò Alcide Jolivet. che continuavano a scendere dietro di essa. Ad ogni istante. . vi si ammassarono addosso.

accidentata e solcata da creste taglienti. i fuochi dell'accampamento tartaro. non diceva una parola. Preso dal filo della corrente. benché. veniva ripreso dalla corrente e scendeva verso la città. Dieci minuti più tardi. Nadia mormorò Michele Strogoff all'orecchio della fanciulla.. Guidami.Vieni. la corrente trasportò rapidamente il lastrone sul quale stavano Michele Strogoff e Nadia. a denti stretti. Le pallottole cadevano attorno a loro come una grandine secca e crepitavano sul ghiaccio. Nadia procedeva carponi davanti a Michele Strogoff. «pronta a tutto». sarebbe stato necessario imprimergli una direzione obliqua. Mai come allora si era trovato tanto vicino alla meta. si manteneva nel centro del fiume. A sinistra. in mezzo all'oscurità. .disse Nadia. Sentiva che ormai stava per raggiungerla. Michele Strogoff e lei strisciarono rapidamente sulla superficie ghiacciata. .mormorò Nadia. Per circa mezz'ora. A ogni istante potevano sprofondare sotto di loro.dalle pallottole. Soltanto quando si fosse trattato di accostare alle banchine di Ir uts . e allora.. le urla dei Tartari che ancora risuonavano a monte. venissero colpiti solo per caso. Il letto del fiume si allargava. la strada era libera. quelle grida di profonda angoscia e di gioia feroce morirono in lontananza. staccatosi a poco a poco dall'ammasso. Nadia comprese ciò che voleva tentare Michele Strogoff. Verso le due del mattino.Occorre attraversare lo sbarramento le disse sottovoce. Senza dire una parola. ma che nessuno ci veda abbandonare la zattera! Nadia obbedì. .Vieni .. A quel grido.Poveri compagni! . in mezzo ad un buio pesto..mormorò. Qui le acque dell'Angara ritornavano libere. che ad una leggera scossa si staccò dallo sbarramento. Michele Strogoff. Il suo volto. Michele Strogoff e Nadia ascoltavano gli spari dei fucili. divenne spaventoso a vedersi.Finalmente! . Qualche blocco di ghiaccio. a poco a poco. A destra c'erano le luci di Ir uts . Il lastrone andò alla deriva.Ah! Anche Dio è dunque contro di noi?!         . raggiungevano il bosco inferiore dello sbarramento. Michele Strogoff aveva da superare ancora mezza versta per raggiungere la città. Vide uno di quei lastroni attaccato al resto soltanto da una stretta lingua di ghiaccio. una doppia fila di luci costellò il nero orizzonte nel quale si confondevano le due rive dell'Angara. le grida di dolore. Nadia prese la mano di Michele Strogoff. . illuminato da riflessi bluastri. ma essi andavano sempre avanti. insanguinò le loro mani. Ma d'improvviso Nadia mandò un grido. interrotto qua e là soltanto dai colpi di fucile. l'orecchio in agguato. come se i suoi occhi si fossero riaperti alla luce. . Poi. Tese la mano verso il corso superiore dell'Angara. La superficie del fiume. Michele Strogoff si levò in piedi sul lastrone che vacillava. Ambedue si distesero su quel blocco di ghiaccio. gridò: .

in uniforme blu con galloni d'argento e casco. l'estrema città russa situata sul litorale del mare di Ochots . Mongoli-Khal as. Le riserve d'ogni genere vi abbondavano. appena entra nella città. era affollata. egli s'era spinto fino alle contrade della Transbaij alia. Si affrettò a rientrare nella capitale. per le sue case di mattoni e legno. Arrivato ai confini dell'immenso impero moscovita. Buriati. che si eleva sulla riva destra dell'Angara. Ir uts .12. o capo dei commercianti. scortato da un distaccamento di Cosacchi. le sue cupole panciute come vasi giapponesi. il fratello dello zar era trattenuto nella città fin dall'inizio dell'invasione. e infine un sindaco. assume un aspetto quasi orientale. serve da basamento alle sue chiese. qualcuna delle quali s'innalza a diversi piani. ridiventa europea per le sue strade lastricate. IRKUTSK. i quali non ignorano le raffinatezze dei costumi di Parigi. mezzo bizantina e mezzo cinese. capitale della Siberia orientale. l'Asia centrale e l'Europa. le comunicazioni con la Russia stavano per essere interrotte. che accentra l'amministrazione della provincia. Ma questa fisionomia scompare agli occhi del viaggiatore. da dove contava di riprendere la strada dell'Europa quando gli arrivarono le notizie di quella invasione tanto pericolosa quanto improvvisa. conta in tempi normali trentamila abitanti. personaggio considerevole per le sue immense ricchezze e per l'influenza che esercita sui suoi amministrati. per le sue numerose vetture che la percorrono. Ricevette ancora alcuni telegrammi da Pietroburgo e                                   . come sappiamo. Allora questa città. il quale ha il suo bel da fare in simile città dove abbondano gli esiliati. le sue cuspidi slanciate come minareti. che contava circa duemila uomini. senza nessun apparato. Dopo aver visitato le principali città siberiane. e alle sue case disposte in un pittoresco disordine. con i suoi edifici. fiancheggiate da betulle gigantesche. ma. Ir uts è il magazzino delle innumerevoli mercanzie che si scambiano fra la Cina. un capo della polizia. In quel periodo Ir uts . le sue guglie. Vista da una certa distanza. viaggiando come militare anziché come principe. non soltanto "tarantàs" e "telega". divenuta rifugio dei siberiani della provincia. Ni olajevs . Non si aveva dunque timore di attirarvi i contadini della vallata dell'Angara. Inoltre. Il granduca s'era recato nelle lontane province dell'Asia orientale per un viaggio d'importanza politica. e di un corpo di gendarmeria permanente. attraversate da canali. Questa situazione merita d'essere precisata. il granduca ritornava verso Ir uts . Da lui dipendono un governatorato civile. quando vi arrivò. era stata onorata della sua visita. dall'alto della montagna che si eleva a una ventina di verste sulla grande strada siberiana. accompagnato dai suoi ufficiali. e infine per tutta una categoria di abitanti molto evoluti e progrediti. Una sponda abbastanza alta. Tungusi. per una serie di circostanze particolari. dominate da un'alta cattedrale. e di permettere che si facesse il deserto tra gli invasori e la città. La guarnigione di Ir uts si componeva allora di un reggimento di Cosacchi a piedi. munite di marciapiedi. ma anche "cupé" e calessini. Ir uts è la residenza del governatore della Siberia orientale.

quella che aveva risalito la vallata del Jenisej arrivò in vista di Ir uts il 24 settembre. fu concentrato al comando di Feofar Khan. Il congiungimento dei diversi corpi avvenne il 25 settembre. di Oms . per disgrazia insufficiente. all'accampamento dell'Angara. comandate dall'emiro e dai suoi alleati. Da questo lato. Il passaggio dell'Angara era stata giudicato da Ivan Ogareff                                             . mercanti. esiliati. I sobborghi furono abbandonati. molto largo in quel punto.da Mosca. Ir uts . importava soprattutto mettere la città in stato da sostenere un assedio abbastanza lungo. contadini. Il passaggio dell'Angara. Le braccia furono occupate anzitutto nei lavori di fortificazione. La terza colonna tartara . Al granduca non restava altro che organizzare la resistenza. e gli fu possibile anche rispondere. non protetta da mura di cinta. congiungevano la città alle borgate che si estendono sulla riva sinistra. dovettero trasferirsi nelle retrovie. sulla riva destra di quest'ultimo fiume. ma ciò che ignorava. sarebbe stato impossibile sotto il fuoco degli assediati. Ma il fiume poteva essere attraversato a monte e a valle della città. Le notizie della caduta di Iscim. Le poche truppe dislocate nelle province dell'Amure e nel governatorato di Ja uts non sarebbero state sufficienti per arrestare le colonne tartare. era che il luogotenente di questi capi barbari fosse Ivan Ogareff. Assieme a queste notizie. Bisognava circondarla e assediarla. Ora. e per conseguenza Ir uts rischiava di essere attaccata dalla parte orientale. e lo fece con quella fermezza ed impassibilità. al di là del lago Baj al. fu dato ordine alla provincia di Ir uts di abbandonare città e borgate. i ponti distrutti. e più tardi l'avrebbe ritrovata pronta alla difesa. Si lavorò giorno e notte. dove con molta probabilità l'invasione non sarebbe arrivata con le sue devastazioni. fondata nel 1611. Coloro che non si rifugiarono nella capitale. Fu scavato un fossato tra la scarpa e la controscarpa. erano stati innalzati bastioni di terra. le cui case erano state distrutte al fine di non ostacolare il tiro dell'artiglieria del granduca. Il granduca trovò una popolazione pronta al lavoro. di Toms gli arrivarono successivamente a Ir uts . Soldati. e tutto l'esercito. Ir uts era isolata dal resto del mondo. I lavori di difesa furono iniziati il giorno in cui Toms cadde nelle mani dei Tartari. disposti in maniera da aprirsi in tutta la larghezza del fondale per consentire la navigazione. Otto giorni prima che i Tartari facessero la loro comparsa sulle rive dell'Angara. Dunque i Tartari si organizzarono aspettando l'arrivo delle altre due colonne. è situata alla confluenza dell'Ir ut e dell'Angara. la difesa era facile. costruiti su palafitte. Occupò immediatamente le borgate abbandonate. un ufficiale russo che egli stesso aveva degradato senza conoscerlo personalmente. tutti si prodigarono per la salvezza comune. Bisognava dunque salvare ad ogni costo la capitale della Siberia dall'occupazione. e inondato con le acque dell'Angara. Anzitutto. come abbiamo visto. La città non sarebbe stata presa con un colpo di mano. di cui diede in altre circostanze incontestabili prove. eccetto le guarnigioni lasciate nelle principali città occupate. I raccolti di grano e di foraggi furono requisiti per la città e quest'ultimo baluardo della potenza moscovita dell'estremo Oriente fu messo in condizioni di resistere per un certo tempo. Poi la linea fu interrotta nelle circostanze che conosciamo. Non si poteva contare su aiuti immediati. Due ponti di legno. il granduca veniva a conoscenza che l'emiro di Buchara e i han alleati comandavano personalmente l'insurrezione. siccome Ir uts non poteva sfuggire all'accerchiamento.

non avendo artiglieria da campagna a sua disposizione. il generale Voranzoff e il governatore della città. Gli conveniva infatti agire senza altri ritardi. Il granduca e i suoi ufficiali non si risparmiarono in questa occasione. il capo dei mercanti. e se i Tartari avessero avuto un artiglieria di maggiore portata. Lo avrebbe solo disturbato. Questo palazzo. Le truppe russe del governatorato di Ja uts marciavano su Ir uts . quindi pensò bene di trincerarsi a Ir uts . costruito all'estremità della via Bolsciaja. dall'altra. e ne risalivano la vallata. Tuttavia. lo avrebbero reso inabitabile. e vennero infine a prendere posizione per l'assedio. le cose erano andate diversamente da come egli prevedeva. dopo aver completamente circondata Ir uts . Il granduca non tentò di opporsi a questo passaggio. di arrivare fino al granduca. fatto questo. abile stratega. i cittadini opposero una tenace resistenza. erano giunti ad alcune risoluzioni. ma gli mancavano i mezzi per una operazione rapida. Al secondo assalto. La sera del 2 ottobre fu tenuto un consiglio di guerra nel salone grande del palazzo del governatore generale. Così aveva sperato di prendere di sorpresa Ir uts . i lavori di difesa ordinati dal granduca furono compiuti con molta rapidità: queste due ragioni erano bastate a ostacolare i suoi piani. su ponti di barche portate a questo scopo. perciò un forte contingente di truppe attraversò il fiume qualche versta più a valle. Ma i Cosacchi. meta di tutti i suoi sforzi. Ivan Ogareff. . sarebbero arrivate. di guadagnare la sua fiducia e. era certamente in condizioni di comandare le operazioni d'un assedio regolare. Il granduca. al momento buono. che lo aveva accompagnato all'accampamento dell'Angara. situata nei boschi che sovrastano il corso dell'Angara.disse il granduca . La zingara Sangarre. poi. Si erano concentrate sul corso superiore della Lena. si scorgeva l'accampamento tartaro. Bisognava dunque che prima di sei giorni Ir uts fosse presa per tradimento.impossibile davanti a Ir uts . Prima che scadessero sei giorni. I Tartari occuparono dunque la riva destra del fiume. Ivan Ogareff non esitò più. Sappiamo che il suo piano era di penetrare nella città. Ivan Ogareff pensò allora di ottenere col tradimento quanto non gli riusciva di ottenere con la forza. aprire una delle porte agli assedianti. i gendarmi. ma i due assalti furono respinti con il più grande coraggio. lo spinse a mettere in esecuzione questo piano. i Tartari erano riusciti a forzare le porte della cinta. guidarono la popolazione civile sui bastioni. dominava un lungo tratto del corso del fiume. Si trovò dunque nella necessità di ordinare un assedio in piena regola. che è lunga due verste e termina sulle rive dell'Angara. dove risiedeva anche il granduca. Attraverso le finestre della facciata principale. . Da una parte. bruciarono passando la residenza estiva del governatore generale. Essi pagarono anche di persona. ai quali si erano uniti un certo numero di ufficiali superiori. sacrificando un grande numero di uomini.voi conoscete esattamente la                                 . sfogare la sua vendetta sul fratello dello zar. Lanciò i suoi soldati contro i bastioni che presentavano qualche punto debole. poi risalirono verso la città. seguendo il suo consiglio. Come si vede.Signori. e i Tartari dovettero ripiegare sulle loro posizioni. Vi fu anche un combattimento all'inizio della via Bolsciaja (1). non impedito. la marcia dell'esercito tartaro fu ritardato dalla battaglia di Toms . Borghesi e "mugi " compirono eroicamente il loro dovere. l'emiro tentò due volte di prendere d'assalto la città.

noi saremo pronti ad eseguire i vostri ordini. . . L'Angara già trasporta lastroni di ghiaccio e non tarderà a gelarsi tutto. rivolgendosi al generale Voranzoff. e l'Angara è sempre rimasto ingombro di lastroni di ghiaccio senza mai congelare completamente.Va bene. Posso domandare a Vostra Altezza quale tempo massimo assegna all'arrivo dell'esercito di soccorso? . Voi capite le mie parole. sia alla Scuola giapponese.disse il granduca. Un emissario abile e coraggioso è penetrato nella città questa mattina. distribuiti in tutta la provincia. la popolazione non ha ancora provato gli orrori delle epidemie e della fame.Dite. Questo dipende senza dubbio dalla rapidità della corrente. signor capo dei mercanti.Aggiungerò . li aveva armati e aveva trovato in essi degli ottimi difensori. Grazie a Dio. . sono cinquecento nella città.rispose il granduca.Devo informare Vostra Altezza .disse il capo dei mercanti. erano stati concentrati a Ir uts fin dall'inizio dell'invasione. Vostra Altezza.rispose il generale Voranzoff.Aspettiamo che le teste delle nostre colonne siano comparse sulle alture. altri come professori.Sì. faranno presto a liberarci. gli disse: .. fidandosi come lo zar del loro patriottismo. sia alla Scuola di navigazione. Il governatore generale confermò l'asserzione del capo dei mercanti. Se dunque i Tartari non hanno altro mezzo per attraversare il fiume. come sa Vostra Altezza. . di fare una osservazione . .                   . e vi pregherei di riferirle tali e quali. pagheranno molto cara l'invasione del territorio moscovita.Domani visiteremo le fortificazioni della riva destra.nostra situazione. alcuni come medici.Sei giorni al massimo.Ho visto più volte la temperatura scendere a trenta e a quaranta gradi sotto zero.Voi non avete nulla da suggerire.gli domandò. Cinquantamila uomini d'una truppa fresca.Indirizzata da chi?. . e per quanto dipende da me.confermò il granduca .che il giorno in cui Vostra Altezza ordinerà una sortita. signore? . . che.E' una circostanza favorevole . .Cosa domandano gli esiliati? . . . Gli esiliati politici. signori . il granduca.rispose il granduca.rispose il capo dei mercanti.disse il capo dei mercanti . E rivolgendosi al capo della polizia: .Dagli esiliati della Siberia.Permetta. sorprendendo i Tartari di fianco. . sia al Ginnasio. posso garantire a Vostra Altezza che per quella via non entreranno a Ir uts . in questo caso. a Kirens . e mi ha informato che cinquantamila Russi avanzano a marce forzate agli ordini del generale Kisselev.rispose il capo della polizia di una supplica che vi è indirizzata per mezzo mio. e ho ragioni di credere che non li proverà. i Tartari potrebbero forse passare.Tuttavia ci terremo pronti ad ogni evenienza. Fin dall'inizio.rispose il granduca. signore . Due giorni fa erano sulle rive della Lena.. e ormai né il freddo né la neve li arresteranno. signore. Io ho la ferma speranza che potremo resistere fino all'arrivo delle truppe di Ja uts . Essi avevano obbedito all'ordine di raggiungere la città e di abbandonare le borgate dove esercitavano professioni diverse. . . Poi.Vostra altezza sa che può contare su tutta la popolazione di Ir uts . e avremo la vittoria sugli invasori. .Ringrazio Vostra Altezza a nome della città .e rendo omaggio al suo patriottismo. generale. . . ma sui bastioni mi è già stato possibile ammirare il suo coraggio. Allora sapremo ricacciare queste orde di barbari.

Generale concluse il granduca generale.Vassili Fedor.Credo di poter assicurare a Vostra Altezza .è quella di un uomo sottomesso alle leggi speciali che lo riguardano. e contemporaneamente della partenza di sua figlia. nei suoi più cari affetti e distrutto la sua suprema speranza di padre. che si è distinto in molte occasioni . ma non aveva mai domandato grazie o favori. essi avevano pagato col sangue la loro dedizione alla Santa Russia. lo impiegava a organizzare la resistenza.Infatti . . e non era ancora passata mezz'ora che Vassili Fedor veniva introdotto alla sua presenza. s'inchinò e attese di                 . vogliate presentarmelo immediatamente.disse il capo della polizia.E' un russo? . e anche un uomo di molto coraggio e del più sincero patriottismo. . .disse il governatore generale . un russo delle province baltiche. L'invasione tartara l'aveva colpito. poiché da quella data era senza notizie di sua figlia. La sua influenza sui suoi compagni è sempre stata molto grande. . In molte sortite.. alla presenza del granduca. Chi nomineremo? . che ne sarebbe di lei in mezzo agli invasori? Si comprende come questo sventurato padre fosse divorato dall'inquietudine. davanti al granduca. e quando gli esiliati di Ir uts pensarono di formare un corpo speciale. Gli ordini del granduca furono eseguiti.rispose il capo della polizia l'autorizzazione di formare un corpo speciale e di essere mandati in testa alla prossima sortita. e hanno il diritto di battersi per il loro paese! . . . Il suo nome era stato citato più volte. esercitava a Ir uts la professione di medico.domandò il granduca. esiliato a ottomila verste dalla propria città natale. Quando il capo della polizia ebbe pronunciato questo nome. Era un uomo sulla quarantina.Da due anni. dal volto austero e triste. Si indovinava che tutta la sua vita si riassumeva in una sola parola: lotta. questi rispose che non gli era sconosciuto.Vassili Fedor è un uomo valoroso e coraggioso. . fino allora mescolati alla popolazione..Da quanto tempo è a Ir uts ? .rispose il capo della polizia . . Era un uomo colto e caritatevole. Questo esiliato era il padre di Nadia.Sì. alto. Era lui che aveva riunito i suoi compagni d'esilio in un'azione comune.Essi vorrebbero che Vostra Altezza gradisse uno di loro.che non troverà soldati migliori.Domandano a Vostra Altezza . a quel tempo.. I suoi lineamenti ricordavano in maniera notevole quelli di sua figlia Nadia Fedor.Il suo nome?. Gli esiliati.Ma hanno bisogno di un capo rispose il granduca. come sappiamo. L'invasione era cominciata il 15 luglio. Nadia aveva passato la frontiera. e venerata dai suoi figli! Vassili Fedor s'era comportato da eroe.. Se. e che aveva lottato e sofferto.. Tutto il tempo ch'egli non dedicava ai malati.rispose il granduca con una emozione che non cercò di nascondere . più d'ogni altro. che aveva ottenuto dal governo l'autorizzazione di raggiungerlo a Ir uts . s'erano comportati in maniera da richiamare l'attenzione del granduca. .La sua condotta .Sì . Veramente santa.aggiunse il generale Voranzoff . . egli non sapeva che avessero l'intenzione di sceglierlo per loro capo. Una lettera l'aveva informato della morte della sua sposa. Nadia era partita da Riga il 10 luglio. Vassili Fedor. Vassili Fedor. .E la sua condotta?.gli esiliati sono russi.

che bruciavano oltre l'Angara. Suonarono le dieci della sera. Tutti i membri del consiglio. Il fiume era ingombro di lastroni di ghiaccio. . . Via Grande. come aveva fatto osservare il capo dei mercanti. Dunque il pericolo di un assalto da quella parte non preoccupava i difensori di Ir uts . Nota 1. si         .Accetti di metterti allo loro testa? . un corriere dello zar! NOTE.Lo zar non rifiuterà di accettare la lettera di grazia che scriverò per loro! disse sorridendo. che. Quelli che si mantenevano nel centro della corrente andavano alla deriva con estrema rapidità. .Abbiamo bisogno di eroi per difendere la capitale della Siberia. rivolgendosi ai suoi ufficiali: . che l'Angara ben difficilmente sarebbe congelato su tutta la superficie. illuminavano il palazzo attraverso le finestre. quando si sentì un certo tramestio nel cortile del palazzo.essere interrogato. ora suoi compagni d'armi.Sì. .Vassili Fedor. avanzando verso il granduca. Altezza? . Quasi subito la porta del salone si aprì e comparve un aiutante di campo.rispose Vassili Fedor. Vassili Fedor strinse commosso la mano offertagli dal granduca e uscì. 13. . ma posso comandare a coloro che lo sono ancora? . I fuochi dell'accampamento tartaro. gli disse: . Il granduca stava per congedare i suoi ufficiali e ritirarsi nei suoi appartamenti.Grazie.Essi ti vogliono come capo.disse il granduca . gli disse il granduca . La grazia accordata così generosamente agli esiliati di Ir uts era infatti un atto di vera giustizia e di saggia politica.Essi non lo sono più. . Altezza. Era evidente. alcuni dei quali s'incagliavano tra le prime palafitte del vecchio ponte di legno.Lo sanno .i tuoi compagni d'esilio hanno domandato di formare un corpo speciale. . e io ne ho fatti parecchi.Me.Comandante Fedor. UN CORRIERE DELLO ZAR. in questi corpi. con un movimento simultaneo. Il fratello dello zar accordava la grazia a tutti i suoi compagni d'esilio. se il bene della Russia lo esige. Ma sanno essi che. Intanto era scesa la notte. bisogna combattere fino all'ultimo uomo? .Altezza. Allora il granduca.tu non sei più esiliato.

con molta attenzione. Il granduca osservò per alcuni istanti Ivan Ogareff. e sul quale si vedevano persino i buchi delle pallottole.E quando sei partito da Mosca? .domandò entrando. strappato. Vestiva un abito da contadino siberiano. Aveva l'aria di un uomo sfinito dalla fatica. . che però il granduca non lasciò trasparire per nulla. . Altezza.domandò il granduca. Le sue calzature.Sua Altezza il granduca? . ma ho dovuto stracciare la busta..Sì. Il granduca mosse rapidamente verso il suo aiutante di campo.E vieni. al fine di comprenderne bene il senso.gli domandò. . . Riprendendo poi la parola:             . questa diffidenza scomparve immediatamente. mal cicatrizzato. Se il suo torvo aspetto aveva dapprima ispirato una diffidenza. .Sì. Siccome era in grado di dimostrare la sua pretesa identità.Sì.Il 15 luglio. logoro. Dopo la risposta di Ivan Ogareff. . sostenuto da una volontà di ferro. Egli leggeva attentamente la lettera. .Il tuo nome?. Il granduca restò qualche istante in silenzio. Dunque nessun dubbio sull'autenticità di quella lettera.gli disse.No.voltarono verso la porta aperta. Aveva usurpato il nome e la carica di colui ch'egli credeva ridotto all'impotenza. Il granduca aprì la lettera. Altezza. il granduca fece un segno e tutti i suoi ufficiali si ritirarono. .Questa lettera ti è stata consegnata in questo stato? . .Tu eri a Mosca il 15 luglio? .Sei dunque stato prigioniero dei Tartari? . . per meglio sottrarla ai soldati dell'emiro. .. partito il 15 luglio da Mosca.Tu hai una lettera dello zar? . . Uno sfregio. . ridotta a dimensioni quasi microscopiche.gli domandò. sicché egli non aveva neppure bisogno di mascherare i lineamenti del suo volto. Il granduca andò verso di lui. erano la prova che aveva dovuto fare a piedi una parte del suo viaggio. in pessimo stato.? . sono arrivato a Ir uts il 2 ottobre.Per questo. Un corriere dello zar. Il falso Michele Strogoff e il granduca restarono soli nel salone. Né il granduca né altri lo conoscevano a Ir uts .Entri questo corriere! . preceduta dalla formula di rito scritta di sua mano. e neppure sull'identità del corriere. Era Ivan Ogareff.Tu sei il corriere dello zar? . La spiegò e riconobbe la firma dello zar. . gli deturpava la faccia.Eccola.. lo avrebbero certamente ritenuto impossibile.Da Mosca.. e nella notte tra il 14 e il 15 ho visto sua Maestà lo zar al Palazzo Nuovo. arrivato a Ir uts ! Se quegli ufficiali avessero per un istante riflettuto all'improbabilità di questo fatto. Altezza.Michele Strogoff.rispose Ivan Ogareff. come indica la data della lettera. Veniva dunque. Quest'uomo aveva evidentemente percorso una strada lunga e difficile. dopo settantanove giorni di viaggio. a precipitare col tradimento e con l'assassinio la soluzione del dramma dell'invasione. per alcuni giorni . Il corriere entrò. Altezza. E Ivan Ogareff consegnò al granduca la lettera imperiale. nessuno avrebbe dubitato di lui. Portava in testa un berretto moscovita. Poi: .

rispose Ivan Ogareff.domandò il granduca. per non parlare che delle città più importanti delle due Siberie.Lo so. Fin qui. anche se questi barbari fossero seicentomila. tendente sempre allo stesso fine.A quattrocentomila uomini. Potevo trovarmi nella necessità di distruggerla perché non cadesse nelle mani dei Tartari.Nessuno.Tu sai che questa lettera ci ordina di morire a Ir uts piuttosto che cedere la città? .Michele Strogoff.Più volte. . . . e in tal caso volevo riferirne esattamente il testo a Vostra Altezza. Andava avanti e indietro nel                               . aggiunse: .Ebbene..Ed io non posso dunque attendermi nessun aiuto dalle province dell'ovest? . nell'intento di demoralizzare i difensori di Ir uts esagerando i successi ottenuti dalle truppe dell'emiro. . Altezza .Dove sono avvenuti gli scontri di cui parli? .gli domandò .Il 2 settembre.Sì. .gridò il granduca. fece comprendere a Ivan Ogareff che non dubitava della sua veracità. . Altezza. .tu conosci il contenuto di questa lettera? . Ivan Ogareff aveva detto soltanto la verità. . Altezza. con un segno..Tu menti! . . pronunciando le parole a denti stretti.Non erano in forze sufficienti.fu una battaglia.Dico la verità.Ma ci furono combattimenti? I nostri Cosacchi si sono scontrati con i Tartari? . .domandò il granduca. Oms . Anche se non mi dovesse arrivare nessun aiuto né dall'ovest né dall'est. . di temperamento nervoso.. Toms . Altezza. faticava a conservarsi calmo. sono state successivamente occupate dai soldati di Feofar Khan. cercando invano di dominare la sua collera. ma. stammi a sentire. Il granduca. .Voglio dire che Iscim. .Cosa vuoi dire? .In che giorno ha avuto luogo la battaglia di Krasnojars ? domandò. ma questi movimenti non sono riusciti.. malgrado il loro coraggio. venuti dalle province della frontiera e dal governatorato di Tobols . Altra esagerazione di Ivan Ogareff. .. .Fu più che uno scontro. .E a quanto le valuti? . Altezza.E quest'ultimo scontro?.E ora tutte le truppe tartare sono concentrate attorno a Ir uts ? . io non cederò mai Ir uts ! L'occhio malvagio di Ivan Ogareff ebbe un leggero tremito..E una terza volta alle porte di Krasnojars .Sì. . .Una battaglia? .E sono stati respinti? . Il traditore sembrava dire che il fratello dello zar faceva i conti senza il tradimento. a Toms . hanno combattuto contro centocinquantamila Tartari e.Tu sai che la lettera segnala i movimenti delle truppe che sono stati predisposti per arrestare l'invasione? . sono stati annientati. Michele Strogoff. ed è là che sono stato fatto prigioniero! Il granduca si calmò e.rispose freddamente Ivan Ogareff.Ero presente alla battaglia di Krasnojars . . .A Kolivan.Ventimila Russi. Altezza . apprendendo queste disastrose notizie. almeno prima della fine dell'inverno. .Tutte.

Se egli avesse sospettato che io ero latore di una lettera indirizzata a Vostra Altezza e nella quale si svelavano i suoi piani. che in questa lettera si parla di un traditore del quale dovrò diffidare.Sì. dopo la battaglia di Krasnojars . che più tardi si è messo al servizio del nemico contro il suo paese. . sotto lo sguardo di Ivan Ogareff.So tutto questo.E Sua Maestà me l'ha detto personalmente.. Sarebbe addentro nei segreti delle operazioni di difesa.. Ivan Ogareff salutò militarmente il granduca. Abiterebbe nello stesso palazzo.Si dice che quest'ufficiale sia stato condannato dal granduca a una degradazione umiliante. conforme alle intenzioni che gli si attribuiscono.E come sei sfuggito? . Ivan Ogareff recitava quindi con successo la sua ignobile parte.salone. grazie a te che lo conosci. poi.. avessi soprattutto diffidato di quel traditore.Egli tenterà di entrare a Ir uts sotto un travestimento. . ne rilesse un passo e disse: . tu saresti stato perduto! . . e so anche che Ivan Ogareff ha giurato di vendicarsi personalmente del fratello dello zar. e sarai alloggiato in questo palazzo. e si ritirò. . Passò un quarto d'ora prima che egli facesse altre domande. nessuno gli avrebbe strappato la maschera. . .Perché? . e sono stato condotto subito alla presenza di Vostra Altezza. Mi sono unito ai difensori della città. Decise dunque di                 . Ma egli la meritava. di guadagnare la mia fiducia. quel miserabile. non mi avrebbe fatto grazia.Sì.Gettandomi nell'Irtis.Sì.desiderava soprattutto che voi foste informato dei criminali progetti di Ivan Ogareff contro la vostra persona.. ho potuto farmi riconoscere. al momento buono. per comandare una invasione di barbari! . Hai qualche favore da chiedermi? . . Altezza. Michele Strogoff .rispose il granduca. Va'.Tu sai. Altezza. .Sia.rispose Ivan Ogareff. per la maggior parte provenienti dall'urto dei lastroni trascinati dalla corrente dell'Angara. . la lettera me ne informa. Altezza.. Poi riprendendo la lettera.. Nessuno a Ir uts lo conosceva.. Riteneva dunque di avere in mano la situazione.E come sei entrato in Ir uts ? . Michele Strogoff. se non quello di battermi a fianco di Vostra Altezza .Noi sapremo smascherarlo. Io non ti dimenticherò.Con il favore di una sortita avvenuta questa sera stessa per respingere una pattuglia tartara. non dimenticando che era capitano al corpo dei corrieri dello zar. durante il mio viaggio attraverso la Siberia.. e lo farò morire a colpi di " nut". Il granduca gli aveva accordato la sua fiducia piena e completa. . Egli si fermava davanti alle finestre. Potrebbe abusarne dove e quando gli converrebbe. . .E se. Da oggi tu sei addetto alla mia persona. .Nessun favore. di consegnare la città ai Tartari. cercava di distinguere i rumori. .rispose il granduca. guardava i fuochi dell'accampamento tartaro. Michele Strogoff.Sua Maestà lo zar rispose Ivan Ogareff ..Si. Tu hai dimostrato coraggio e zelo durante questa difficile missione. che lo osservava come una preda riservata alla sua vendetta. me ne ricordo. avvertendomi che. .. Ivan Ogareff si presenterà a Vostra Altezza sotto falso nome?.Sì.Va bene.Tu l'hai incontrato? .

lo avrebbe fatto. che ne era di lei? Cercava in questo momento di attraversare le province invase. oppure era già da tempo prigioniera? Vassili Fedor non trovava sollievo al suo dolore se non quando aveva qualche occasione di battersi contro i Tartari.                         . gli aiuti aspettati sarebbero stati insufficienti. uno dei più entusiasti difensori della città. Quel rinnegato cercava forse di trarre profitto da questa circostanza? Credeva che tutti gli uomini fossero dei pari suoi? Credeva che un russo. senza che la testa del granduca fosse rotolata ai piedi di Feofar Khan. Ivan Ogareff raccontò dunque. dai soldati. come aveva fatto parlando al granduca. se pure fossero arrivati. di Toms e di Krasnojars . parlò della gravità della situazione. dopo il suo arrivo a Ir uts . Vassili Fedor. e come a malincuore. e delle forze di cui i barbari disponevano. non sarebbe facile ai Russi di riprenderla. con abilità. fosse tanto miserabile da tradire il suo paese? Comunque sia. non l'avrebbero abbandonata senza averla distrutta da cima a fondo. Sua figlia. calcando le tinte. se i Tartari dovevano abbandonarla più tardi. Probabilmente era solo una speranza chimerica. Sembrava che rispondesse soltanto quando era troppo assalito da domande. senza dapprima troppo insistere. aggiungeva sempre che bisognava difendere fino all'ultimo uomo e fare piuttosto saltare la città che cederla! Presentandosi l'occasione di fare il male. ed era da temere che una battaglia combattuta sotto le mura di Ir uts fosse altrettanto funesta come la battaglia di Kolivan. Dappertutto fu accolto con cordiali felicitazioni dagli ufficiali. Una volta che i Tartari fossero padroni di Ir uts . Ma queste occasioni gli sembravano troppo rare. Poi. e dei successi dei Tartari. Il disprezzo dei Russi per quei barbari era senza confronti. di quei cittadini chiusi nella città isolata ai confini del mondo asiatico.mettersi subito all'opera. aveva lasciato la Russia alla data indicata dall'ultima lettera che aveva ricevuto da Riga. Vassili Fedor ebbe come un presentimento che questo corriere gli avrebbe dato notizie di sua figlia. ed era questione di pochi giorni. Di quei soldati. Per una circostanza del tutto naturale. ma egli vi si aggrappò. In ogni caso. Questo corriere non era stato prigioniero. anche se esiliato politico. di osservare. Il corriere dello zar era per loro come il legame che li riuniva all'impero. dai cittadini. avendo tutta la comodità di vedere. nessuno sospettò della parte odiosa che recitava Ivan Ogareff. il quale approfittò dell'occasione per entrare in relazioni quotidiane con il comandante. come Nadia lo era forse tuttora? Vassili Fedor andò a trovare Ivan Ogareff. con una sfacciataggine che non si smentì mai. Infatti il tempo stringeva. Ora. Sappiamo da quali inquietudini fosse angustiato l'infelice padre. A sentir lui. non ce n'era uno che avesse mai sognato di parlare di capitolazione. Nadia Fedor. Ma la guarnigione e la popolazione di Ir uts avevano troppo spirito patriottico per lasciarsi demoralizzare. Bisognava che la città fosse consegnata prima dell'arrivo dei Russi dal nord e dall'est. nessuno poteva indovinare che il preteso corriere dello zar fosse un traditore. Ivan Ogareff non prodigava senza criterio queste spiacevoli insinuazioni. quando venne a conoscenza dell'arrivo inaspettato d'un corriere dello zar. le false peripezie del suo viaggio. Usava una certa circospezione a farle penetrare a poco a poco nella mente dei difensori di Ir uts . si occupò fin dal mattino successivo a visitare le fortificazioni. Ivan Ogareff rispose con una premura abilmente dissimulata alle domande rivoltegli dal padre di Nadia. Ivan Ogareff. Ivan Ogareff stabilì rapporti frequenti con Vassili Fedor. In ogni caso. di agire. In ogni caso.

sul territorio europeo dell'impero. che     . Espose a Ivan Ogareff le circostanze nelle quali sua figlia aveva probabilmente varcato i confini della Russia europea e gli disse quali erano in quel momento le sue inquietudini a suo riguardo. Ivan Ogareff aveva compiuto in questo momento.. che i Tartari erano già padroni della linea dell'Ob quando le notizie arrivarono a Mosca. Ma in quel momento. riprendendosi: . Dopo questo colloquio. avrebbe senza dubbio concluso che Nadia non si troverebbe in questo momento esposta ai pericoli dell'invasione. Non fu dunque in grado di dare a Vassili Fedor nessuna notizia di sua figlia.Anche Nadia è partita da Mosca in quel giorno. Durante i due giorni che seguirono. lo stato delle fortificazioni. pur sapendo dire questa parola. che si trovavano in quello stesso tempo nella casa della posta. Con una parola egli poteva tranquillizzare Vassili Fedor. il granduca fece chiamare parecchie volte il preteso Michele Strogoff e si fece ripetere tutto quanto aveva sentito nel gabinetto imperiale del Palazzo Nuovo. . che il governo dello zar era stato addirittura sorpreso dall'invasione. quantunque l'avesse incontrata al cambio di Iscim il giorno in cui ella vi si trovava assieme a Michele Strogoff. si recò sui bastioni di quella porta. il 3 e il 4 ottobre. per approfittare in seguito delle sue osservazioni. la sua ultima speranza svaniva. Io confondo le date. Due volte.vostra figlia è uscita dal territorio russo? . . ch'egli voleva aprire. Vassili Fedor si ritirò col cuore infranto. mi sbaglio. rispose senza mai esitare. obbedendo alla sua natura di uomo che non sapeva commuoversi per le sofferenze degli altri. Quantunque Nadia avesse passato la frontiera siberiana nelle circostanze che sappiamo. cominciò a studiare Ir uts . di sera. completamente libero nei suoi movimenti. che cioè vostra figlia si sia fermata quando ha conosciuto le notizie dell'invasione tartara! Vassili Fedor chinò la testa! Egli conosceva Nadia. Ivan Ogareff non conosceva Nadia. Vassili Fedor. che la rivolta era stata preparata nel più assoluto segreto. un atto di vera crudeltà. . collegando la data nella quale sua figlia si trovava a Niznij Novgorod con la data del decreto che vietava di uscirne. non la disse.domandò Ivan Ogareff. gratuitamente. egli non aveva prestato attenzione a lei più di quanto ne avesse prestato ai due giornalisti. preparato a tutte queste domande. Egli passeggiava. Poi. e a voi non resta che una speranza.Ma in quale data . ..aggiunse. Egli non nascose. e che si trovava ancora.Press'a poco alla stessa data in cui siete uscito voi rispose Vassili Fedor. Si dedicò particolarmente ad esaminare la porta Bolsciaja (1). e infine che nelle province russe non erano pronti a mandare in Siberia le truppe necessarie a respingere 1 invasione. senza timore di scoprirsi al tiro degli assedianti.Va bene!. .Vostra figlia era a Mosca il 15 luglio? .Per disgrazia è fin troppo probabile che vostra figlia abbia passato la frontiera.. i loro punti deboli. con intenzione. nel caso che qualche circostanza gli impedisse di consumare il suo tradimento. .Sì. e sapeva troppo bene che niente le avrebbe impedito di partire.rispose Ivan Ogareff.Io sono partito da Mosca il 15 luglio. Ivan Ogareff. Poi Ivan Ogareff. . certamente in quella data.il giorno dopo l'arrivo del preteso corriere.domandò Ivan Ogareff . .. contro sua voglia.Ma no. si recò dunque al palazzo del governatore generale. Nella sua lettera me lo diceva espressamente. Ivan Ogareff.. ..

Ivan Ogareff aveva deciso di consegnare Ir uts . e lo diceva al granduca. 14. in quel momento. l'artiglieria taceva. tra il 5 e il 6 ottobre. Era il 5 ottobre. appena Ivan Ogareff avesse fatto conoscere l'ora di agire. Porta Grande.così almeno egli sperava . e il granduca in quelle di Ivan Ogareff. d'accordo con l'emiro. cercava di mettersi in comunicazione con Ivan Ogareff. Perciò. ma anzi ben conosciuto. salvo circostanze imprevedibili. Perciò. Entro ventiquattro ore la capitale della Siberia orientale sarebbe caduta nelle mani dell'emiro. alle due del mattino. a monte e a valle del fiume. bisognava che l'attenzione degli assediati fosse attirata su qualche altro punto della città. alla quale i Tartari non li avevano abituati dall'inizio dell'accerchiamento. sicché urgeva prendere dei provvedimenti. Egli sapeva. Era un ordine di Ivan Ogareff. e lo consigliò di rinforzare questi due punti più direttamente minacciati. Questa finta manovra si sarebbe effettuata dal lato del sobborgo di Ir uts . nello stesso tempo. Osservando dalla riva destra.gli assediati avrebbero allentato la sorveglianza? In ogni caso. Forse . Ivan Ogareff l'aveva deciso. Bisognava concludere la faccenda prima che i corpi russi arrivassero in vista di Ir uts . dall'alto dei bastioni cadde un biglietto nelle mani di Sangarre. LA NOTTE TRA IL 5 E IL 6 OTTOBRE. ritiratisi più indietro. Nota 1. dalle finestre del palazzo e delle case. Del resto gli assediati godevano da due giorni di una tranquillità. Durante quella giornata si verificò nell'accampamento dell'Angara un movimento inconsueto. L'attacco su questi due punti sarebbe stato condotto con molto impegno e. e in maniera molto palese. Era Sangarre che. L'importanza era che la porta Bolsciaja fosse libera al momento in cui il traditore l'avrebbe aperta. rischiando la vita. si sarebbe finto sulla riva sinistra un tentativo di passaggio dell'Angara. L'indomani notte. Numerosi distaccamenti tartari convergevano verso l'accampamento e arrivavano d'ora in ora altri rinforzi alle truppe dell'emiro. Il piano di Ivan Ogareff era stato combinato con la massima cura e. Egli sapeva bene che non vi era esposto. Egli quindi aveva preparato una finta manovra. Perciò. agli avamposti diverse migliaia di Tartari si tenevano pronti a lanciarsi verso la porta sguarnita dai suoi difensori. si vedeva distintamente che i Tartari stavano compiendo preparativi importanti sulla sponda opposta. Aveva però intravisto un'ombra strisciare fino ai piedi dei bastioni. e quella sera. Quest'ora non poteva tardare. dal suo arrivo a Ir uts . NOTE. dovevano sembrare abbandonati. La porta Bolsciaja sarebbe dunque rimasta probabilmente sguarnita. sarebbe necessariamente riuscito. dopo un                 . D'altronde Ivan Ogareff non nascose al granduca che c'era da temere un attacco da quella parte. I preparativi osservati erano confermati dalle raccomandazioni di Ivan Ogareff. Il luogotenente di Feofar Khan aveva disposto che tutti i tentativi di prendere la città con la forza fossero sospesi.avevano le prime linee a meno di una versta dalle fortificazioni. Si stava preparando la finta manovra convenuta. sulla riva destra. che i Tartari avrebbero sferrato un assalto a monte e a valle della città. tanto più che da quella parte gli avamposti tartari.

Ivan Ogareff attribuiva alla finta manovra un'importanza tale che il granduca sarebbe stato obbligato ad opporvi tutte le forze disponibili. appostati sulla riva destra dell'Angara. Ma questo particolare per il fatto stesso che tornava favorevole ai             . Quel giorno il sole. Infatti. tramontava alle cinque e quaranta. scendere alla deriva tra le due sponde. Egli evidentemente non si illudeva che la porta Bolsciaja restasse senza difensori. La salvezza di Ir uts era sospesa ad un filo. momentaneamente scoraggiati. e dai suoi ufficiali. Quanto poi a supporre che potessero attraversare il fiume sui lastroni. non avevano acceso i fuochi. nel caso che venissero saldati dal gelo. non avrebbe offerto sufficiente consistenza al passaggio di una colonna d'assalto. dopo aver tracciato nello spazio di undici ore il suo arco diurno sopra l'orizzonte. non era possibile. lo spazio sarebbe stato invaso da fitte tenebre. era stato considerato vantaggioso per loro.consiglio di guerra radunatosi al palazzo. Durante il giorno la guarnigione e la popolazione di Ir uts furono tenute costantemente in stato d'allarme. Questo particolare. L'oscurità profonda avrebbe favorito perfettamente i piani di Ivan Ogareff. osservato dal granduca. in ranghi molto fitti. I Tartari non avrebbero potuto manovrare né con zattere né con barche. In tal caso i Tartari. La riva destra dell'Angara era stata guarnita dei pochi pezzi di artiglieria disponibili. perché dense nubi stagnavano nell'aria. Era evidente. che se il letto dell'Angara si fosse ostruito. sarebbe bastato a richiamare il concorso di tutti i difensori precisamente là dove Ivan Ogareff voleva attirarli. passavano i lastroni di ghiaccio che seguivano la corrente del fiume. e la luna. Già da alcuni giorni il freddo intenso preludeva ai rigori dell'inverno siberiano. A pochi piedi sotto di loro. cementato di fresco. avrebbero senza dubbio rimandato di qualche giorno un nuovo assalto contro la città. Erano state prese tutte le misure richieste. il passaggio sarebbe divenuto assolutamente impossibile. furono impartiti ordini di concentrare la difesa sulla riva destra dell'Angara e alle due estremità della città. c'era da sperare che l'attacco preparato dai Tartari non riuscisse. Anche se Ir uts non fosse stata attaccata su punti distanti dalla porta Bolsciaja e lungo la riva destra del fiume. rinforzate conforme i loro ordini. un incidente eccezionalmente grave doveva favorire maggiormente il compimento dei suoi progetti. all'ora stabilita fosse aperta a migliaia di Tartari che attendevano nascosti nelle folte foreste dell'est. Ora. priva di difensori. ma con ordine di trasferirsi dove il pericolo sarebbe stato più urgente. I soldati. Era precisamente quello che voleva Ivan Ogareff. Del resto. non sarebbe apparsa. infatti. e quella sera si faceva sentire ancora più intenso. Durante la giornata li si erano visti. le truppe attese dal granduca potevano arrivare da un momento all altro. prese in tempo grazie alle raccomandazioni fatte a proposito da Ivan Ogareff. Il crepuscolo avrebbe lottato con la notte per altre due ore. L'incidente avrebbe provocato allo stesso tempo una catastrofe spaventosa. quest'incidente. Il campo di ghiaccio. in previsione di un attacco imminente sui punti fino allora mai attaccati. dove i terrapieni andavano ad attestarsi sul fiume. levatosi alle sei e venti. Il granduca e il generale Voranzoff visitarono le postazioni. Soffrivano dunque crudelmente di quel preoccupante abbassamento della temperatura. Il corpo scelto di Vassili Fedor occupava il quartiere settentrionale della città. ma vi sarebbero stati in numero esiguo. costretti a dissimulare la loro presenza. Con queste misure. che era in congiunzione. Vi erano dunque tutte le probabilità perché la porta. Poi.

il generale Voranzoff. Tra poco sarebbero suonate le due del mattino all'orologio della cattedrale di Ir uts e. Le notti precedenti non erano passate così calme. Ivan Ogareff. Il passaggio. Il letto dell'Angara ritornò libero. Egli invece non se ne preoccupò. in attesa di qualche segnale. Nell'accampamento dell'Angara l'agitazione era sempre grande. Avevano l'aspetto di blocchi. quando la maggior parte dei difensori di Ir uts fossero stati attratti ai punti attaccati apertamente. La fucileria crepitava nella direzione degli avamposti. gli obici solcavano l'aria. lo riferirono subito al granduca. Il granduca e gli ufficiali si domandavano se non si fosse trattato di un inganno.era questo il solo nome col quale egli sapeva chiamare Ivan Ogareff . Il traditore sapeva. il suo piano era di uscire dal palazzo e andare a compiere la sua opera.venisse alla sua presenza. Un aiutante di             . che costatarono quel cambiamento nelle condizioni del fiume. Passò un'altra ora. Non un fuoco nelle folte foreste che si confondevano all'orizzonte con le nubi basse. Il passaggio dell'Angara era dunque aperto agli assedianti. nel buio. bisognava che i Russi vigilassero con più attenzione che mai. infatti. Tuttavia. staccati da qualche "icefield". Sappiamo che Ivan Ogareff alloggiava in una camera del palazzo. fino allora impossibile. Gli ufficiali russi. scomparvero a valle della città. I lastroni. e ciò confermava che i Tartari erano pronti. verso le dieci della sera. La stanza era immersa nella più profonda oscurità. Perciò. che i Tartari non avrebbero pensato di passare l'Angara. con preoccupante sorpresa degli assediati. diventava improvvisamente possibile. Dal lato orientale. Tuttavia. pronti a impartire gli ordini secondo le circostanze.difensori di Ir uts . Era una stanza molto ampia. attendeva che fosse arrivata l'ora di agire. i lastroni si erano ammassati in maniera da formare uno sbarramento. senza contorni e protuberanze rugose. E neppure presentavano la struttura ordinaria dei blocchi che si formano sotto l'influenza di un gelo normale. gli aiutanti di campo aspettavano. Attendeva dunque. Il granduca. il granduca ordinò che Michele Strogoff . oltre la porta Bolsciaja. con gli assedianti così vicini. come attestava il frequente spostamento di luci. Durante la notte non avvenne niente di nuovo. Evidentemente il segnale sarebbe partito da lui Una volta dato il segnale. situata al pian terreno e con le finestre che si aprivano su una terrazza laterale. nessun movimento aveva ancora rivelato negli assedianti delle intenzioni ostili. come una belva pronta a lanciarsi sulla preda. Una versta a monte e a valle dal punto dove la scarpa dei terrapieni si attestava sulla sponda del fiume. e se ne vedevano appena cinque o sei sulla superficie tra una sponda e l'altra. Niente di nuovo. con fenditure di taglio netto. in piedi accanto a una finestra. si udiva un sordo parlottare. se veramente i Tartari avevano in progetto di prendere la città di sorpresa. invece questa notte. avrebbe rappresentato uno spiacevole contrattempo per Ivan Ogareff. Bastava fare qualche passo sulla terrazza per dominare il corso dell'Angara. la calma era completa. il loro tentativo non sarebbe stato che una finta. in qualche ansa ristretta dell'Angara. E sappiamo che era proprio così. nulla. e che. Questo cambiamento si spiegava tuttavia dal fatto che. alcuni minuti prima delle due. almeno da quel lato. le condizioni del fiume si modificarono sensibilmente. e questa volta a loro sfavore. che erano scesi alla deriva molto fitti da alcuni giorni.

l'accese e appiccò il fuoco a un pugno di stoppa cosparsa di polvere. costruite in legno. I difensori di Ir uts si vedevano presi tra il fuoco dei Tartari e quello del disastroso incendio. e seguendo la pendenza naturale del suolo. Aveva dunque lanciato la stoppa accesa sopra le acque dell'Angara. nella notte. e questo spiega perché la zattera che portava il vero corriere dello zar. la cui porta era chiusa. Ivan Ogareff aprì la finestra della camera e andò ad appostarsi all'angolo nord della terrazza laterale. si guardò bene dal rispondere. allora tutta illuminata dalle fiamme dell'Angara che superavano la balaustra della terrazza. Ivan Ogareff rientrò in camera. Ivan Ogareff cavò di tasca un'esca. A monte di Ir uts . Sotto di lui. la fucileria crepitò a nord e a sud della città.. Tutto questo era stato fatto durante la notte. Ivan Ogareff aveva deciso di usare quel terribile mezzo per portare l'incendio entro Ir uts . Bastava demolire una parete per provocare il flusso di un grosso torrente. e il vapore dell'acqua si sprigionava con violenza nell'aria mandando sibili assordanti. che minacciava di comunicarsi a tutta la città.. qualche ora prima. per consiglio del traditore e affinché l'avvenimento non fosse spiegato per un suo intervento. C'erano rimasti soltanto pochi difensori. come se la corrente fosse stata di alcool. E aveva ragione di congratularsi! La finta manovra da lui ideata era terribile. dove restava sopra il pelo dell'acqua grazie alla sua minore densità.. Per ordine di Ivan Ogareff erano infatti stati convogliati dei torrenti d'olio minerale sulla superficie dell'Angara. egli agiva come un tartaro. Le campane suonarono. che poi lanciò nel fiume. Poi si dispose                 . con la rapidità d'una scintilla elettrica. frangendosi contro gli spigoli dei pilastri. Inoltre. pronti per l'assalto. Fu allora riferito al granduca che il corriere dello zar non era in quel momento a palazzo.esclamò Ivan Ogareff. Volute di fiamme bluastre correvano tra le due rive. In un istante. ognuno dei quali ne conteneva milioni di metri cubi. Le case lungo la sponda.Finalmente! . Ecco come Ivan Ogareff intendeva la guerra! Alleato dei Tartari. Egli s'impadronì dunque degli immensi serbatoi di quel liquido combustibile. passavano le acque dell'Angara che spumeggiavano. Era il momento di iniziare la finta manovra convenuta con i Tartari. ma anzi per odio politico. venivano sfruttate alcune sorgenti di petrolio. questi pochi difensori furono scelti fra il piccolo corpo degli esiliati. immobile accanto alla finestra e invisibile nel buio. La porta Bolsciaja era quasi abbandonata. il fiume prese fuoco.. sulla riva destra. Suonarono le due. e tutti coloro che erano validi alle armi si portarono ai punti attaccati e alle case divorate dal fuoco. tra la borgata di Posh avs e la città. Alcune migliaia di Tartari si precipitarono all'assalto dei terrapieni. presero fuoco come torce. galleggiava su una corrente di olio minerale. a monte e a valle. investiti dal liquido infiammato. Lo chiamò. Un immenso braciere dissipò le tenebre della notte. e contro i suoi compatrioti. I pochi blocchi di ghiaccio che andavano alla deriva. Ivan Ogareff. Le batterie dell'accampamento dell'Angara tirarono senza sosta. s'era diffusa sulla superficie del fiume. Spessi vapori fuligginosi turbinavano verso il cielo. La nafta era precipitata come un torrente attraverso le brecce dei serbatoi.campo si recò dunque alla sua camera. con Nadia e gli altri fuggiaschi. . si fondevano come cera sulla superficie d'una fornace. Nello stesso istante.

Sangarre! . .. .Ah! non vuoi tacere! . Ma appena aprì la porta. s'aprì davanti a lei.. lui! Ivan Ogareff s'era rialzato e. In mezzo a quella confusione. Più in là. per cercare scampo dalle fiamme. con una voce resa dieci volte più forte dal terrore. attraverso le sale del pianterreno. fratello!. si addossò al muro. Là. . si lanciò su Nadia e la rinchiuse in un angolo della sala. era Nadia. Era Michele Strogoff. Una porta che immetteva in una camera inondata di luce.. .disse egli. Guidato dalla sua voce. sperduta. mettendosi tra lei e Ivan Ogareff. una donna si precipitò nella camera. tutti i suoi piani sarebbero stati sventati. Non gli restava che una cosa da fare: uccidere chi lo aveva pronunciato. ma non ancora raggiunto. . essi arrivarono all'entrata del palazzo. si trovarono separati l'uno dall'altra. chiedendo d'essere introdotta alla presenza del granduca. Sentendosi chiamare per nome. si precipitò su Michele Strogoff. Dopo avere nuotato sott'acqua. . Michele Strogoff toccava finalmente la meta! Era a Ir uts .Ivan Ogareff! gridò ancora Nadia.Non temere. sollevato da una forza irresistibile.ad uscire. Ivan Ogareff cavò il pugnale dalla cintura. credendo di avere a che fare con un cieco.Ivan Ogareff! . Il traditore è armato!. avrebbe consegnato la città al nemico . ma d'improvviso il miserabile. gli altri correvano ad eseguirli. un istante più tardi. Nadia correva. Meno di dieci minuti dopo. chiamando il suo compagno. che aveva riveduto a Toms . il miserabile tremò. Se il suo vero nome fosse stato riconosciuto. con il coltello in mano. aveva le vesti bagnate e i capelli in disordine.stai attento.. era arrivato fino alla camera di Ivan Ogareff ed era entrato per la porta rimasta aperta. quantunque le loro vesti fossero inzuppate d'acqua. Entrò e si trovò d'improvviso di fronte a colui che aveva veduto a Iscim. nessuno li notò.disse a Nadia. in un brusco ondeggiare della folla.Michele! . aperto a tutti. nel primo momento di sorpresa.gridò Nadia. sapendo che quel nome detestato avrebbe fatto accorrere qualcuno in suo aiuto. a monte di Ir uts .Ivan Ogareff! .gridò per la terza volta l'intrepida fanciulla. aggrappata sul lastrone di ghiaccio. Ci vede bene. di fronte a colui che. chiunque fosse. le case lungo la sponda erano tutte un rogo. .esclamò Ivan Ogareff. allora Michele Strogoff l'aveva afferrata tra le braccia e si era tuffato con lei nella profondità dello stesso fiume. Cieco di furore. Michele Strogoff e la fanciulla.gridò la fanciulla. Non era Sangarre. che li trasportava.Ah! gridò la fanciulla . fu scaraventato a terra. immaginando che quella donna fosse la zingara. lambito alle fondamenta dalle alte fiamme dell'Angara.Al palazzo del governatore! . Michele Strogoff e Nadia entrarono senza difficoltà nel palazzo. Nadia . ma la fanciulla. Aveva sentito il richiamo di Nadia. Michele Strogoff aveva preso terra sulla banchina assieme a Nadia. Nel momento in cui la fanciulla. Sappiamo che il blocco. Una folla di ufficiali e soldati ingombravano la sala grande del pianterreno: gli uni venivano a prendere ordini. Ivan Ogareff si gettò su Nadia.           . Era finita per lei. decisa a difendersi. aveva scorto l'incendio che si propagava sulla superficie dell'Angara aveva lanciato un grido di spavento. . si trovava allora a circa trenta braccia dalla prima banchina.sibilò il traditore.

. Ma. Ivan Ogareff. . . Ma era un cieco! In fondo aveva a che fare solo con un cieco! La partita era vinta per lui. il cieco camminò diritto su Ivan Ogareff. Michele Strogoff aveva per unica arma il suo coltello di cacciatore siberiano. in un combattimento ineguale. tutto il vantaggio era suo! L'immobilità del cieco lo agghiacciava. Il traditore non pensava a battersi. Michele Strogoff non era stato toccato. che non potevano vedere.ci vede!.Ma il cieco afferrò con una mano il braccio di colui che vedeva. operavano su di lui una specie d'irresistibile fascino. così come il primo. Lo aveva trovato!. terrorizzato indietreggiò fino in fondo alla sala.disse Michele Strogoff. Il mio coltello mi basterà contro la tua spada. quegli occhi che non vedevano. Nadia. è vero. sembrava attendere un secondo attacco senza dare l'impressione di difendersi. ma ad assassinare colui al quale aveva rubato il nome. Aveva riconosciuto anche lui Michele Strogoff. e piazzandosi di fronte a lui: . non diceva una parola.Ci vede! . spaventata e fiduciosa allo stesso tempo.Sì . fece un balzo e vibrò un colpo di spada in pieno petto a Michele Strogoff. rannicchiato in se stesso come una tigre.disse.ti vedo! Vedo il colpo di " nut" col quale ho sfregiato la tua faccia di traditore e di vigliacco! Vedo il punto dove colpirti! Difenditi! Mi degno d'offrirti un duello. dicendosi che. egli non vedeva il suo avversario.Chiudi quella porta. armato di spada. La sguainò e tornò alla carica. e così dall'alto? Come. Intanto Ivan Ogareff. anche il secondo colpo non raggiunse il bersaglio. colpirlo in maniera sicura. poi scattò di nuovo. Nadia . Chi dunque lo tratteneva dal finirlo? Infine. Nella sua mente s'era fatta una improvvisa luce. Sembrava che la calma di Michele Strogoff l'avesse improvvisamente affascinata. Questi. Aveva cercato con l'occhio il punto dove colpire la sua vittima.. folle di rabbia e di terrore di fronte a quella statua vivente fissò il suo sguardo spaventato sugli occhi spalancati del cieco. Una semplice parata del largo coltello era bastata a deviare l'inutile spada del traditore. e con l'altra lo rigettò a terra una seconda volta...gridò . passo passo. facendogli cadere l'arma. spaventata dal pericolo che minacciava il suo compagno in una lotta impari. Nadia. Voleva colpire senza che il cieco avvertisse la sua mossa. si teneva sempre in guardia contro la punta della spada? Ivan Ogareff spiava con visibile ansietà il suo strano avversario. Ma per quale grazia del Cielo sembrava imporsi a lui. si precipitò verso la porta chiamando aiuto. E come una belva che cerca di rintanarsi.. Un sudore freddo imperlava la fronte di Ivan Ogareff. . Quella calma straordinaria lo soggiogava. persino il suo respiro. quasi senza muoversi. contemplava con una specie di ammirazione quella scena terribile.   . Invano egli faceva appello alla ragione. se ha coraggio! Lo aspetto. D'improvviso. pallido di furore e di vergogna. e freddamente. Egli indietreggiò di un passo.. Avrebbe voluto sottrarre all'occhio del cieco il rumore dei suoi passi. Non chiamare nessuno e lasciami fare! Il corriere dello zar non ha più nulla da temere adesso da questo miserabile! Venga avanti. Ivan Ogareff mandò un grido. si ricordò che aveva una spada. Un movimento impercettibile del cieco parò il colpo. Allora la statua si animò. Sembrava che quegli occhi lo scrutassero fino in fondo all'anima.

Ma tu. con uno sforzo di volontà.. ma all'urto del coltello di Michele Strogoff. che la sua fierezza. .Il tuo nome? .domandò il granduca. è possibile? Ivan Ogareff si sentì perduto. Il granduca avanzò. la porta della camera. Il granduca.Quest'uomo. . domandò: . Michele Strogoff la guardava come un figlio può guardare una madre.domandatemi piuttosto il nome dell'uomo steso ai vostri piedi! . allo stesso tempo fisico e morale.Chi ha ucciso quest'uomo? .Io .Ci vede! . comparve sulla soglia. aveva neutralizzato l'azione della lama incandescente che il sicario di Feofar Khan aveva fatto passare davanti ai suoi occhi. Michele Strogoff non era cieco.esclamò il granduca. chi sei dunque? . gli avevano salvato la vista. E allora.Quest'uomo lo conosco! E' un servitore di mio fratello! E' il corriere dello zar! . Michele Strogoff aveva immediatamente compreso il pericolo al quale .Sì. frapponendosi tra la sciabola incandescente e le sue pupille.Michele Strogoff! CONCLUSIONE.mormorava Nadia. maneggiato dalla mano sicura del cacciatore siberiano.rispose Michele Strogoff . Le lacrime. Le due lame s'incrociarono. era bastato a neutralizzare l'effetto del calore. tendendo le mani verso suo figlio. non è il corriere dello zar! E' Ivan Ogareff! . Ricordiamo che al momento del supplizio Marfa Strogoff era presente. . la spada andò a pezzi e il miserabile. Un fenomeno puramente umano. In quello stesso istante. volatilizzandosi sopra la cornea.Ivan Ogareff? . cadde al suolo senza vita. quando sa di vederla per l'ultima volta. spinta dall'esterno. la fa subito passare attraverso un getto di ghisa in fusione. Ma. prima di dare l'ordine di fargli saltare il cervello. pronto a far fuoco. con voce minacciosa. cercavano invano di reprimere salendo a fiotti dal cuore verso gli occhi. . non era mai stato cieco. riprendendo coraggio. si aprì.Dio misericordioso. Lo strato di vapore formato dalle lacrime. E' un effetto identico a quello che si produce se un operaio fonditore. Altezza. si lanciò con la spada avanti sul suo impassibile avversario. Un ufficiale gli puntò la pistola alla tempia. dopo aver immerso la mano nell'acqua.rispose Michele Strogoff. . s'erano accumulate sotto le palpebre e. Ivan il traditore! .Altezza. Riconobbe a terra il cadavere di colui ch'egli credeva il corriere dello zar. accompagnato da alcuni ufficiali. raggiunto al cuore.

mentre tendeva l'altra a Michele Strogoff. chino sopra di lei nel buio. e che mai un gesto. .la parte che Nadia aveva preso in questi avvenimenti. gli assediati non tentarono altri assalti. E fu. perché l'assedio durava ancora. lasciando un gran numero di morti sulla scarpata esterna dei bastioni. egli si era ostinato a rimanere in difesa. Così si spiega quell'incrollabile volontà di arrivare a Ir uts . Bisognava dunque che fosse cieco. che lo fosse sempre. per un istintivo presentimento. La nafta liquida si era rapidamente bruciata sulla superficie dell'Angara. lei sola. Nadia. Michele Strogoff.non è più la figlia di un esiliato. Un'ora dopo.corresse il granduca . allorché Ivan Ogareff con crudele ironia aveva dispiegato la lettera imperiale davanti a quegli occhi ch'egli credeva spenti. cadde in ginocchio ai piedi del granduca. e infatti aveva letto quella lettera che rivelava gli odiosi intrighi del traditore. Così si spiega tutta l'energia ch'egli mantenne durante la seconda parte del suo viaggio. e lui solo. Nadia era tra le braccia di suo padre. e l'incendio. potesse far dubitare della sincerità della parte che recitava. La salvezza del fratello dello zar e della Siberia era dunque ancora nelle sue mani. e presso la quale invece. e di arrivarvi per compiere a viva voce la sua missione. il cannone tuonò sulle alture che circondavano Ir uts . . Prima di giorno. che lo fosse per tutti. Vassili Fedor erano finalmente riuniti. Al contrario. sbaragliò i primi assalitori che s'erano presentati alla porta Bolsciaja. Sulla piazza di Toms egli gliel'aveva confidata. Aveva preso questa risoluzione. non si era propagato agli altri quartieri della città. convinti che fosse aperta. la copriva di baci.                     . I difensori di Ir uts restarono tuttavia sulle difese. Nello stesso tempo i Tartari vennero respinti. quando. meno forte nella gioia di quanto lo era stata nel dolore.E' la figlia dell'esiliato Vassili Fedor rispose Michele Strogoff.domandò il granduca. conosceva la verità. aveva intuito il vantaggio che poteva trarre da questa situazione per il compimento della sua missione. il pieno sfogo della felicità. Nei due giorni seguenti. Sua madre. Credendolo cieco. alle prime luci del giorno. in nessun momento. Quest'uomo era l'anima dell'invasione. A Ir uts non ci sono più esiliati. gli assediati riuscirono a domare l'incendio.Chi è questa fanciulla? . Ma il 7 ottobre. In poche parole. che aveva fatto presa solo sulle case della spiaggia. Michele Strogoff aveva potuto leggere. le truppe di Feofar Khan erano rientrate nei loro accampamenti. Tra i morti c'era anche la zigana Sangarre. con la sua piccola truppa. e sappiamo come la rischiò. Erano scoraggiati per la morte di Ivan Ogareff. Avrebbe rischiato la sua stessa vita. Sapeva che la vita del granduca era in pericolo. che aveva cercato invano di raggiungere Ivan Ogareff. anche per Nadia. tutta questa storia fu raccontata al granduca. lo avrebbero lasciato libero.sarebbe andato incontro se avesse rivelato il suo segreto a qualcuno. e Michele Strogoff riferì pure . Sapeva che la città sarebbe stata consegnata al nemico. Nadia. aveva acquistato sufficiente influenza sui han e sulle loro orde per trascinarli alla conquista della Russia asiatica. Il duplice assalto dei Tartari contro la città venne respinto. da una parte e dall'altra. che la rialzò con una mano.e con quale emozione! . .La figlia del comandante Fedor . con le sue trame ordite da lungo tempo. per dare a tutti la prova della sua cecità. Vassili Fedor. Ora comprendiamo come.

davanti a suo padre.esclamò Nadia. naturalmente. che ebbe luogo alcuni giorni dopo l'entrata delle truppe russe. del quale volevano informare i loro lettori. essi. e di quelle orde. ma molto solenne per il concorso di tutta la popolazione militare e civile.Non avete voglia di imitarli? . le quali riconquistarono successivamente tutte le città occupate.Nadia. decimate dal freddo. Inoltre l'inverno fu terribile.Così. Ne seguì l'invio a Londra e a Parigi di due interessanti cronache relative all'invasione tartara le quali. Erano gli inseparabili Blount e Jolivet.disse arrossendo tutta. Non volevano correre i rischi d'una battaglia combattuta sotto le mura della città. si occuparono a mettere in ordine le loro impressioni di viaggio. ma ritardò il suo viaggio per assistere a una commovente cerimonia. che volle testimoniare la sua profonda riconoscenza per i due giovani. non rientrò che una piccola parte nelle steppe della Tartaria. la cui odissea era già diventata leggendaria. caso raro.Padre mio! . bene alloggiati a Ir uts . Più tardi i due giornalisti. La strada da Ir uts ai monti Urali era dunque libera.No . cadendo nelle braccia di Michele Strogoff. .                     . E rivolgendosi a Vassili Fedor: .domandò Alcide Jolivet al suo collega. la campagna finì male per l'emiro e per i suoi alleati. . . avevi lasciato dietro a te qualche altro rimpianto oltre il ricordo di tua madre? . si erano allontanati prima che le fiamme dell'Angara avessero raggiunto la zattera. Alcide Jolivet e Harry Blount non mancarono. non si contraddicevano che sui punti di minore importanza. Del resto. I Tartari non aspettarono oltre.Nadia. ancora mia sorella. fratello. soprattutto quando seppero che il loro valoroso compagno non era cieco. e l'accampamento dell'Angara fu subito tolto. Fu una cerimonia molto semplice nei suoi particolari. Michele Strogoff era andato a trovare Nadia e. Raggiunta la riva destra dell'Angara attraverso lo sbarramento di ghiaccio. nessuna parte del tuo cuore è rimasta laggiù? . facendoci incontrare. Da correggere!». Ir uts era finalmente libera. facendoci attraversare insieme tante dure prove.le rispose Vassili Fedor la mia gioia sarà di chiamarvi tutti e due figli miei! La cerimonia del matrimonio fu celebrata nella cattedrale di Ir uts . Alcide Jolivet aveva preso nota del fatto sul suo taccuino in questi termini: «Rischiato di finire come un limone in una tazza di ponce!» La loro gioia fu grande nel ritrovare sani e salvi Nadia e Michele Strogoff. inutile come tutte quelle intese a intaccare il colosso russo.Nessuna. erano entrati in città due amici di Michele Strogoff. Assieme ai primi soldati russi. E questo fatto indusse Harry Blount a compilare questa osservazione: «Ferro rovente può essere insufficiente per distruggere la sensibilità del nervo ottico.Era l'esercito di soccorso che arrivava al comando del generale Kisselev e segnalava così al granduca la sua presenza. le aveva detto: . Il granduca aveva fretta di ritornare a Mosca. Questa invasione. .Allora.Ah! .disse Michele Strogoff. . Nadia . . . abbia voluto unirci per sempre.io credo che Dio. Si trovarono ben presto tagliati dalle truppe dello zar. fu loro molto funesta. quando sei partita da Riga per venire a Ir uts .rispose Nadia. come gli altri fuggiaschi. a quel matrimonio. .nessuno e di nessuna specie.

Non avete voglia di venire a vedere che cosa capita da quelle parti? .Perdiana. Vi piantò una croce. Dopo alcuni giorni trascorsi a Oms . e Nadia pregò ancora una volta sulla tomba dell'umile eroico amico. in una di quelle slitte che scivolano come un treno espresso sulle steppe gelate della Siberia. in seguito.stavo per proporvelo! Ed ecco che i due inseparabili partirono per la Cina.. Viaggiarono con grande rapidità.perché si parla di difficoltà sorte tra Londra e Pechino. che lo nominò suo addetto speciale e gli conferì l'onorificenza della croce di San Giorgio. arrivò ad un'alta carica nell'impero. Strinse appassionatamente fra le sue braccia colei che già cento volte aveva chiamata figlia.Tanto meglio! . Ma non è la storia dei suoi successi.rispose ridendo Alcide Jolivet. Se. Però.         . Michele e Nadia Strogoff. quel giorno.. all'andata. prima di Birs oje.aggiunse Harry Blount.. si fermarono un giorno. La coraggiosa siberiana.Mia cugina non è da maritare! . bensì quella delle sue peripezie. . . accompagnati da Vassili Fedor.Bah! . fu una via di felicità. Michele e Nadia Strogoff rientrarono in Europa. ebbe finalmente il diritto di riconoscere apertamente suo figlio e di dichiararsi fiera di lui. che né l'uno né l'altra avrebbero mai dimenticato. Né il figlio ne la figlia ebbero altre occasioni di lasciarlo. Alcuni giorni dopo la cerimonia.rispose Harry Blount. A Oms . avessi una cugina!. come voi. Il giovane corriere era poi stato ricevuto dallo zar. Questa via di dolori. Michele Strogoff. arrivati sulle rive del Din a. che meritava d'essere raccontata. ripresero la via dell'Europa. e Vassili Fedor si stabilì a San Pietroburgo. Michele Strogoff trovò il posto dove aveva sepolto il povero Nicola. mio caro Blount! . al ritorno.gridò Alcide Jolivet . . se non per andare a rivedere la loro vecchia madre. la vecchia Marfa li attendeva nella piccola casa degli Strogoff.

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