POESIE HAIKU Case di sasso, mandorli in fiore. Ascolto il vento, mi manchi amore.

Ti ringrazio per avere avuto il coraggio di "fare la differenza" per avermi dimostrato che si può fare molto in un mondo che, spesso sembra così grande e senza spazi per lottare.

Non chiedo niente al giorno bussa il futuro un mattino d' inverno, dietro i muri di calce ritrovo il tepore materno.

La vera ricchezza non è raggiungere la felicità, ma temprarsi alla sofferenza.

Vorrei essere capace di sorridere, di proteggere la mia breve esistenza di essere umano. Soffio che salva il vento.

In mezzo alle tempeste di gennaio, non ti sei lasciata convincere, non hai perso la fiducia, non hai sacrificato l' ottimismo, lasciando agli altri i discorsi inconcludenti.

Una fragranza si diffonde, si espande, Un profumo mi sorprende.... Un attimo, una sensazione da assaporare e, l' immaginazione riporta alla mente.

Di parole e di silenzi Scopri i cieli tersi Vento fra i pini.

Guarda il dolore con occhi di altri, vedrai che se ne andrà.

Vorrei raccontare al cuore lo svolgere del tempo, mentre cammino a piedi nudi sulle pietre dure, per ferire anche l’ anima, per sentire dolore.

Non ci sembra di essere destinati a qualcosa e men che meno di essere unici. Eppure, senza saperlo e senza sforzo, il seme dell’ albero, partorisce una quercia maestosa.

Ti piace il mistero? Guarda il volto di chi hai intorno.

Per rimarginare le ferite dell’ anima, c’è una sola cura: accogliere il dolore.

Coraggio di vivere fino in fondo, per soffrire, lo sappiamo bene.

C’E' UNA META PER IL RUMORE DEL MARE, UN ANGOLO CALMO NEL TUO CUORE.

Chiuso nel palmo della mia mano, piccolo sogno di cristallo azzurro, caldo luccichio, colore d’ acqua, si leva nel sole per poi precipitare.

Gioia pura del nuovo giorno, brezza profumata del mattino. E’ voglia di cantare, voglia di scoprire.

Ad un tratto la decisione di Volare, e un librarsi di ali.

Tace la notte, la luna nello stagno. Del tuo viso nella sera silente Trovo il riposo.

A VOLTE PENSO CHE LA PAZZIA SIA UN VULCANO SILENTE, MA ATTIVO.

I cambiamenti comportano sempre delle rinunce, ma aprono a nuove conquiste.

Io posso parlare solo dell’ anima, però a volte l’ anima cede…….

Confidenziale e irraggiungibile, distaccata eppure rivolta a te, a te soltanto. Ma è la mia contraddizione, o il mio mistero?

Certo, ho paura di morire. Ma non è un pensiero dominante. Poi credo che solo gli stupidi e gli eroi non abbiano paura. Io non sono nè un eroe, nè una stupida. Quindi ho paura.

Ci sono mille modi di realizzarsi nella vita, ci sono mille maniere in cui l’ emozione può essere manifestata. Ma io, difendo le regole. E mi tengo tutto in mano.

Le parole innocue, spesso sono strumenti pericolosi che, possono dar adito ad equivoci e innescare meccanismi di illusione. Si impara così, a non fare domande. Forse perchè non ci sono risposte. Questo accresce il senso di come tutto sia suscettibile di cambiamenti e di incertezze. Di qui, l' esigenza di essere freddi e neutri, per non soccombere.

Io non ho stelle in cielo e non amo ciò che è amaro e sa di morte. Mi piace il miele.

E' importante non esporsi eccessivamente a tempi vuoti, al silenzio. Ma dare libero corso alle parole, alle paure, esternandole e assecondare il bisogno impellente di ricercare e ascoltare le parole degli altri. E sentirsi grata per qualsiasi persona si avvicinasse a me, e si prendesse di me la parte più fragile, quella più vera.

Quando mi capita di pensare alla morte, vorrei essere capace di affrontarla con la quiete. E che le persone che mi saranno vicine, non abbiano a soffrire troppo. Mi piacerebbe ritrovare la fede, di quando ero bambina, incontrare chi mi ha preceduto. Non essere sola, insomma. Abbandonarmi in un Dio, che mi accoglie amorosamente.

Certo, sarebbe più lieve pensare di non avere responsabilità personali.

La cosiddetta normalità, segue percorsi che sembrano non dovermi più appartenere. Ciò che dava piacere, ha un sapore Diverso, ora faccio i conti con il “tutto e subito”.

Il pensare per lunghi periodi, favorisce l’ attenzione per ciò che davvero conta. Ma è anche vero che, a volte provo nostalgia per quel modo di essere, che ha abitato in me, e che io ho sempre pensato fosse normalità.

Paradossalmente essere solo può anche Farti sentire più libero. Ho vissuto per anni ingabbiato nell’ illusione Che, rispettando regole e riti, si potesse essere Preservati dalla solitudine. Quando ciò che incombeva è diventato realtà, ho cominciato a vivere in modo più libero.

Domani partirò, con in tasca un sogno che non mi appartiene.

A volte ci viene data la straordinaria opportunità di aderire alla realtà, nei suoi aspetti più semplici, separando il tempo della vita “normale”, dai malesseri che alimentano l’ angoscia. Nasce più forte la voglia di ascoltare e di ascoltarsi.

Da piccola pregavo Dio, perché non accadessero cose brutte, e per molto tempo ho avuto paura. La religione, incautamente a volte ci trasmette l’ angoscia dell’ incerto, l’ idea che, la nostra vita sia in balia di potenze più forti di noi. Il Paradiso accoglie tutti, meglio andare all’ Inferno allora? Il Signore sia lodato! Anche il silenzio, se non vi spiace.

Scoprirci un’ insolita dimensione intima, ci appassiona. E’ la parte di noi che ha istinti primordiali e sogna cose inimma= ginabili. Una parte quasi sempre negata o controllata, i pericoli cominciano qui quando, scopriamo che non possiamo collocarci in nessun luogo, che non sia l’ illusione.

Ma la storia non finisce qui: dove passano le stagioni, marciscono gli amori. E’ giorno fatto e la vita si fa nuova. Un po’ di solletico al cuore, una nuvola per volare, e alla fine del tormento, riprendersi i sogni dispersi nel vento.

Sopita la fiamma, capriccio redento, il resto non conta è cenere al vento.

Terza media. Prima festicciola con i ragazzi, una domenica pomeriggio. Il primo lento e una paura terribile che nessuno mi inviti a ballare. Invece si fa avanti, nientemeno che, il ragazzo più ambito dalle sognatrici come me. A distanza di parecchi anni, ogni volta che incrocio per strada il mio primo amore, mi chiedo se anche lui ricorda quel lento.

Era tutto così bello, un attimo fa. Lo si capisce dallo sguardo. Ora tutti si ostinano a parlare, io a tacere.

Sono un uomo “di corsa”, corsa intesa come voglia di vivere, di ricominciare, ogni volta che ne vale la pena. E anche se talvolta costa fatica, solo così mi sento libero.

Un rintocco batte lento e porta in sé, un freddo profondo. Batte e ribatte e ogni rintocco, la morsa stringe. Forse è così la morte dei sentimenti.

Cammino sicuro attraverso la vita. Incrocio persone, e con gli occhi fissi sui loro pensieri , ne raccolgo un po’ anche per me.

Lo senti già nell’ aria: sfavillio di mille luci colorate, il freddo pungente, le note di qualche musichetta nell’ aria. Natale è alle porte. Ma non dovrai preoccuparti dei regali da impacchettare, né dei biglietti da spedire. E non sarà più come tornare bambini. Non ti importa del consumismo. Le pubblicità dei regali non ti innervosiscono. Metti già in conto che non tutto sarà perfetto come speri. Goditi pure il tuo momento, e affrontalo con lo slancio che solo la solitudine può dare.

Il vero distacco a livello interiore, è un percorso verso la libertà, che sembra non dover mai finire. Ma la vera libertà consiste nell’amare sè stessi e gli altri.

La vita mi ha presentato tante possibilità, che non ho saputo cogliere. Non ho sfruttato le opportunità giuste al momento giusto. Ho sempre scelto (seppur in buona fede) Le strade sbagliate. Ora il rancore si è trasformato in nostalgia, malinconia e rimpianto, per le scelte sbagliate, e per le scelte non fatte.

Ma cosa avranno tutti, da emozionarsi così ? C’ era una volta il piacere di fare qualcosa di diverso. ora vorresti solo darti per dispersa, si, perché le emozioni, oltre ad essere una irresistibile tentazione e una piacevole necessità, a volte rappresentano una indicibile scocciatura e una notevole perdita di tempo.

Le sorprese; anche se sono rischiose,

perché non sempre azzeccate, in fondo ti piacciono. Ritorni bambina, ogni volta che scarti un pacchetto misterioso. Un po’ di mistero rende la vita più piccante.

Come fare a riprenderci il nostro tempo, o ritrovare la magia di momenti che ci scaldano il cuore? La parola d’ ordine potrebbe essere: minimizzare, scalare una marcia, godere sinceramente di tutto quello che viene, fare provvista di pensieri positivi…….. Si, ma che noia! Sarebbe come trovare l’eldorado in fondo a sé stessi.

Le parole a volte, sono come bombe. Disgregano ogni corazza, abbattono ogni difesa, mentre il cuore ferito sanguina e un torrente di lacrime bagna il giardino del rancore.

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