Maggio 2012

Anno 1 - Numero 1

GirandoInMoto - Magazine
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Viaggi TransAlpina 2011—I^ Parte Week End Dorgali

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Sommario

Messa in moto………………………………..

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Viaggi:TransAlpina—I^ Parte………………..

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Week-end: Dorgali…………………………...

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Motostrade: La SS125 da Lotzorai a Dorgali...

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Dove mangiare: Agriturismo Badu e Fonne.....

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Il sito da segnalare: Introduzione…...………..

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Messa In Moto
Da ormai più di due anni continuo a scrivere su GirandoInMoto - Il Blog la mia vita vista su due ruote. Ad un certo punto, anche grazie al suggerimento di alcuni amici, ho pensato bene di comprare uno spazio web dove poter creare il sito omonimo che a tutt’oggi sto ancora costruendo. Purtroppo di tratta di un’operazione piuttosto lunga: il lavoro e gli impegni familiari non mi consentono di essere costante in tutto ciò che riguarda il mio hobby principale. Si, perché si tratta di un hobby a tutti gli effetti e non di un lavoro… quello ce l’ho già e mi piace tantissimo, nonostante tutto. Al blog ed al sito ho pensato bene di ampliare le possibilità di seguirmi con questa pseudorivista che non è altro se non il mettere “nero su bianco” ciò che è presente anche nel blog e nel sito stesso. Qui infatti saranno riportati gli eventi più importanti come i viaggi o i week-end fuori porta, le recensioni di ristoranti e luoghi dove dormire, le più belle strade da percorrere in moto e tutto ciò che piace a noi bikers. Come vedrete in queste pagine a seguire, non esiste pubblicità, non esistono polemiche, non esiste null’altro se non un esplicito riferimento all’amore che ho per il mondo della moto ed i viaggi ad esso correlati. E’ una pubblicazione autoprodotta, non a cadenza periodica, che non riceve finanziamenti o altri introiti. Io stesso non sono giornalista e non mi ritengo tale, pertanto vogliate perdonare i miei errori, disattenzioni o errate informazioni riportate. In questo primo numero ho pubblicato la prima tappa del mio ultimo viaggio effettuato sulle Alpi nel settembre 2011. Successivamente c’è il resoconto del weekend che ho trascorso con mia moglie Clara a Dorgali lo scorso mese di marzo. Questo è solo l’inizio, perché l’intento è ampliare la portata degli argomenti man mano che mi si accendono le lampadine in testa! Mi auguro per tutti che leggere queste pagine sia un piacere ed un modo di trascorrere diversamente anche 5 minuti degli spazi vuoti della giornata.

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Viaggi
TransAlpina—I^ Parte
Il traghetto attracca al porto di Vado Ligure puntuale alle 7.30. La traversata notturna è trascorsa abbastanza tranquilla, nonostante il forte maestrale che ha mosso un po' il mare e qualche bambino che ha vomitato sulla maglia del proprio genitore. Sistemo la borsa serbatoio ed il materassino che avevo portato sul ponte e metto in moto la Mula. Con me altri motociclisti che tornano a casa dopo le vacanze trascorse in Sardegna. Imbocco l'autostrada in direzione di Ventimiglia per raggiungere Menton dopo circa 40 minuti. E' questo il punto di partenza del mio viaggio vero e proprio, che per tutto il giorno mi accompagnerà lungo la Route des Grandes Alpes. Mi arrampico sui primi tornanti fino al borgo di Castillon e poi
Percorrendo l’intera catena montuosa più alta d’Europa. Da Menton a Merano, valicando i più noti e spettacolari passi alpini, a cavallo tra Italia, Francia, Svizzera.

in direzione di Sospel passando per il Col de' Castillon a 707 mt di altitudine. La strada è un po' messa male ma in compenso il panorama verso le montagne ripaga. Giungo a Sospel dove inizia una serie di bellissime curve e tornanti con asfalto in buone condizioni, tant'è che inizio davvero a divertirmi. Percorro le affascinanti Gole del Piaon, in mezzo alle quali scorre il fiume che si fa largo tra le rocce bianche. I francesi alla guida lasciano strada, così non ho problemi a stare in coda ed i chilometri volano via velocemente. Passo il Col de l'Albe a 1149 mt e poi dopo una serie di tornanti in salita immersi nei boschi, il Col de' Turini a 1607 mt. Si inizia a salire di quota poco alla volta ma la temperatura è gradevole ed indosso tranquillamente i guanti estivi... magari durasse questo clima per tutto il viaggio! Inizia una divertente discesa con la moto praticamente sempre in piega. Attraversando La Bollene -Vésubie e Saint Martin Vésubie, il profumo di pane caldo arriva fin dentro i polmoni, ma non 4
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posso fermarmi a mangiare già ora (anche se la tentazione è molto forte)! Raggiungo il Col Saint Martin a 1500 mt su un manto stradale largo e veloce. A Saint Sauveur sur Tinée imbocco in direzione del Col de la Bonette. Il paesaggio si fa via via più desolato, dove gli alberi lasciano spazio alla vegetazione rada ed al

Viaggi:TransAlpina—I^ Parte

cate di Camp des Fourches e poi ancora su, verso le cime. Mi fermo guardando la strada dall'alto, mi rendo conto di quanto sono in quota: una piccola striscia serpeggiante di grigio che contrasta con il gialterreno roccioso. La strada perde le protezioni ai margini e, curva dopo curva, salgo di quota in un paesaggio affascinante e particolare. L'aria diventa fresca ed alzo la visiera per respirare profondamente e d apprezzare questa piacevole sensazione di purezza. Non c'è neve, tranne qualche sparuto accumulo nelle zone all'ombra sulle cime delle vette. Altri motociclisti mi precedono, altri ancora mi seguono. Agevolo il sorpasso ai bicilindrici e coloro che hanno più fretta di me, mentre io guido piano per apprezzare il paesaggio. Ogni tanto mi fermo per scattare qualche foto e quando spengo la moto, l'unica cosa che sento è il rumore del vento. Attraverso le case abbandonate e dirocGiungo in vetta, a 2800 mt di altitudine: molte moto sono ferme, i loro padroni scattano fotografie, altre arrivano, altre ancora ripartono. Scendo dalla Mula tolgo il casco ed imbraccio la macchina fotografica. Sento l'aria fredda sul viso ed è una goduria. Mi guardo intorno e vedo migliaia di vette più lo dell'erba secca. Piccoli puntini neri che si muovono mi indicano altre moto in salita, alcune invece in discesa.

basse. Il paesaggio lunare che mi circonda crea un'atmosfera strana ed incredibile, indescrivibile per chi c'è stato, incomprensibile per chi ancora non c'è salito. Inizio la discesa stando attento soprattutto ai ciclisti ed alle condizioni del manto stradale che non sempre ispira fiducia, ed un'eventuale uscita di strada

significa capitombolare tra le rocce. Passo sotto il forte militare nei pressi di La Condamine Chatelard e poi ricomincia la salita per il Col de Vars a 2109 mt. Mi fermo per sgranchire le ginocchia e mangiare un sandwich con prosciutto e formaggio morbido. La strada

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Viaggi:TransAlpina—I^ Parte

in discesa è stupenda passando per il Rifugio di Napoleone

Bonaparte, fino a raggiungere Guillestre. Qui però mi aspetta

una brutta sorpresa: la strada per il Col d'Izoard è interrotta, ed un semaforo regola il traffico in modo da consentirne l'accesso ogni 40 minuti. Al mio arrivo mancavano 37 minuti e così, come altri motociclisti che mi seguivano, ho deciso di rinunciare e deviare il percorso su una noiosissima N94 fino a Briancon. Prossima tappa il Col de Lautaret a 2058 mt, che raggiungo percorrendo una bella salita dalla quale si ammirano i primi

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Viaggi:TransAlpina—I^ Parte

ghiacciai sulle vette che riempiono i versanti delle montagne. Lo spettacolo è unico e più proseguo, tanto più mi avvicino fino a definirne i più piccoli dettagli: le nuvole che si formano sembrano creare un tulle che abbraccia le cime, e sotto di esse il ghiaccio che in alcuni punti prende le forme di speroni, in altri sembra un manto soffice steso a coprire le rocce. Sono le 18 del pomeriggio quando giungo a La Grave dove trovo un campeggio ai margini di un fiume. Sopra di me il ghiacciaio. Monto la tenda, faccio una doccia e preparo la cena. Conosco un anziano signore tedesco in giro con la moglie su un pick-up nel cui cassone trasporta un FJR1300, e rimorchia una roulotte. Scambiamo quattro chiacchiere ma poi esce per andare a cena fuori dal campeggio. Mi infilo nel sacco a pelo, telefono a Clara per darle la buonanotte e sprofondo in un dolce sonno freddo e umido.

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WeekEnd
Dorgali
Per il nostro matrimonio, uno zio di Clara ci aveva regalato un cofanetto SmartBox "Soggiorno Gustoso", da usufruire entro la fine di marzo 2012 in uno degli alberghi in Italia riportati nel volume allegato. Visti i costi ed i tempi per raggiungere il "continente", abbiamo deciso di rimanere sull'isola prenotando una notte all'Hotel Ristorante "Il Querceto" di Dorgali. Le belle giornate di quest'ultimo periodo hanno agevolato la scelta del mezzo per raggiungere il posto, ma ad un patto prestabilito con Clara: all'andata mi concedeva di percorrere l'entroterra pieno di curve, al ritorno avremmo dovuto imboccare la SS131... Fatte le valigie si parte! Ormai le strade di montagna sono asciutte e, superata Dolianova, imbocchiamo subito la SS128 fino a Mandas dove, pochi chilometri dopo, devio per la SS198 in direzione di Tortolì. Le strade sono spettacolari, soprattutto percorrendole con un treno di gomme nuove! Infatti solo qualche giorno prima ho fatto montare un paio di Michelin Pilot Road 3, fino ad ora le migliori sporttouring mai provate. La temperatura è ottimale, i mandorli sono in fiore ed il loro colore si distingue in modo netto in mezzo alla flora sarda fatta maggiormente di sughereti, mirto, fichi d'india. Attraversando i vari paesi, non mancano i profumi che giungono da pasticcerie e panetterie, ma in questo periodo di dieta dobbiamo per forza di cose resistere e tirare avanti. A Gairo Sant'Elena hanno fortunatamente ripristinato la strada chiusa per pericolo di frane. Il cielo non è limpidissimo ed il panorama non appare in tutta la sua bellezza che ben conosciamo. Tutto è verde, tranne i vigneti che hanno bisogno di un altro pò di tempo prima di riempire le chiome di foglie e grappoli d'uva. Giungiamo a Tortolì dove facciamo una piccola pausa pranzo con quello che ci siamo portati dietro da casa (almeno a mezzogiorno non possiamo sgarrare, perchè stasera ci dovrebbe attendere una cena abbondante!) e poco dopo, riprendiamo il viaggio imboccando la SS125 nel suo tratto più bello: da Lotzorai a 8
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Dorgali. La strada è perfetta, deserta (non abbiamo incontrato nessuna vettura né da un senso di marcia, né dall'altro) e bellissima. Immancabili le capre, i cavalli allo stato brado, le mucche e l'imponente panorama sulla gola di Su Gorroppu. Giungiamo a Dorgali dove prendiamo possesso della camera, alleggeriamo la Mula dalle valigie e ci rimettiamo in sella per visitare un pò di posticini nei dintorni. La prima mèta è Cala Gonone che raggiungiamo costeggiando prima la montagna che separa Dorgali da Cala Gonone, poi percorrendo una piccola strada lastricata in cemento, passando attraverso due versanti da dove si apre il bellissimo panorama sul Golfo di Orosei. Peccato per la foschia presente che non ci ha fatto apprezzare bene i colori del mare. Sul lungomare di Cala Gonone speravamo in qualche bar aperto per consumare una birra ma, ahimè, è tutto

WeekEndDorgali

chiuso (lo so che la stagione balneare è ancora lontana, ma con queste belle giornate almeno il fine settimana trovare qualcosa di aperto non sarebbe male!). Visitiamo l'acquario di Cala Gonone: interessante, ma con quello che offre, il prezzo di 10€ a testa ci è sembrato un pò eccessivo. Ci dirigiamo successivamente verso Cala Cartoe ma con la strada sterrata in quelle condizioni rischio di toccare il fondo della Mula e quindi decidiamo di rientrare a Dorgali. Il sole inizia a calare all'orizzonte e pur volendo visitare la Cantina di Dorgali ed il caseificio, dobbiamo rinunciare perchè entrambi chiusi. Ci fermiamo presso la pasticceria Santa Lucia dove compriamo il dolce tipico di Dorgali chiamato Pistiddu, una torta finemente decorata in superficie, il cui ripieno è fatto di miele, mosto d'uva e scorze d'arancia. Rientriamo in camera e consumiamo i dolcetti appena com-

prati con una bottiglia di cannonau Tunila della Cantina Sociale di Dorgali: lo so, non è l'abbinamento perfetto, ma la bottiglia era compresa del pacchetto SmartBox! Sono le 20 e scendiamo per la cena dove ci vengono serviti dei piatti davvero squisiti ed unici! L'antipasto è composto da una lonza di maiale cotta con varie erbe, la purpudda, degli straccetti di carne con scaglie di pecorino e radicchio rosso, prosciutto, salsiccia secca, fettine di pecorino con olio al finocchietto, una specie di casu axeddu che prende il nome di frue (la lavorazione in questo caso prevede la salatura della cagliata) posato su fettine di pomodoro. Per primo ci vengono serviti i Bouchès: è un piatto unico nel suo genere perchè inventato dal padre dell'attuale proprietario, quando lavorava in un ristorante a Roma un bel pò di anni fa. sono a base di bietole, ricotta e formaggio, assumono la forma di grossi gnocchi accompagnati da una salsa bianca che sembrava a base di latte, acqua di cottura della pasta e forse anche formaggio. Per secondo salsiccia ed una fetta di pecorino ar-

rostito, infine il dolce era costituito da ricotta con sapa e uvetta passa. Siamo rimasti davvero contenti e soddisfatti! L'indomani mattina, giorno del 40° compleanno di Clara, consumiamo la colazione a base di dolci e marmellate prodotte dalla mamma del proprietario, con la quale scambiamo quattro chiacchiere sui prodotti tipici della zona. E' evidente la sua professionalità e preparazione sui piatti tradizionali prodotti a Dorgali. Partiamo presto per poter rientrare prima a Cagliari e preparare un tiramisù in attesa di eventuali ospiti. Come promesso, ci dirigiamo verso la SS131 che dobbiamo imboccare a Nuoro... ma per arrivarci ci sono 20 bellissimi, entusiasmanti e soprattutto curvosi chilometri di SS129! Questo tratto di strada è stato davvero una sorpresa e mi riprometto di percorrerla nuovamente e per intero! L'ultimo tratto in particolare, oltre ad avere belle curve (ma la strada è un pò stretta), mostra un panorama, su cui affaccia anche Nuoro, davvero stupendo.

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WeekEndDorgali

L’acquario di Cala Gonone

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WeekEndDorgali

Specialità
Pistiddu E’ il dolce tipico di Dorgali, preparato con un ripieno di sapa di mosto, scorza d’arancia acqua e semola.

Dove acquistare
Vini Cantina Sociale di Dorgali

Formaggi Cooperativa Dorgali Pastori

Altro Panificio Lai - 0784 96456

Dove mangiare
Ristorante “Codula” Poco fuori il paese di Dorgali, è situato il Ristorante "Codula" presso l'Hotel "Il Querceto". A completa gestione familiare, il ristorante si fa forte di un menù legato ai piatti tipici della tradizione dorgalese, senza disdegnare piatti innovativi nei quali vengono comunque utilizzati ingredienti della zona. Partiamo da un antipasto misto fatto di fettine di pecorino con olio al finocchietto, una lonza cucinata con erbe aromatiche, fettine di pomodoro con il frue (cagliata di latte salata), salsiccia secca e prosciutto, purpudda (la carne con cui vengono fatte le salsicce, sfumata in padella), straccetti di manzo, il tutto accompagnato da un ottimo pane carasau prodotto dal panificio Lai di Dorgali. Per primo ci vengono serviti dei delicatissimi bouchès, gnocconi di ricotta bietole e formaggio in una salsa bianca presumo a base di latte, formaggio e acqua con la quale è stata cotta la pasta. E' un piatto inventato dal padre degli attuali proprietari, quando lavorava in un ristorante di Roma anni fa.Il secondo piatto è composto da formaggio e salsiccia arrostita. Infine il dolce è rappresentato da tre medaglioni di ricotta finemente lavorata e bagnata da mosto di vino cotto ed uvetta passita.Sia io che Clara abbiamo apprezzato moltissimo i piatti proposti a cui si affiancano altri strettamente legati al territorio. Ci è piaciuta la passione e la competenza dei proprietari nel proporre i piatti e nell'impegno a ricercare i migliori prodotti della zona. Promosso a pieni voti! Il prezzo è di 30-35 euro a persona per un menù completo.

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Motostrade
La SS125: da Lotzorai a Dorgali
Siamo in piena Ogliastra, un paradiso di Sardegna ancora poco conosciuto (per fortuna!) dall'orda di vacanzieri estivi, dove ci si divide tra le tentazioni del mare e quelle della montagna. Base di partenza è Lotzorai, alla cui uscita dal paese già cominciano le prime curve in salita idonee a riscaldare le gomme. A sinistra abbiamo roccia, mentre su entrambi i margini della carreggiata rallegrano il paesaggio le piante di fichi d'india. Posso già anticipare tranquillamente che la grana dell'asfalto offre un grip eccellente lungo tutto il tracciato (tranne che per alcuni brevi tratti dopo Baunei eventualmente interessati da frane e cedimenti durante l'inverno), ma bisogna comunque fare attenzione alla possibile presenza di pietre di dimensioni variabili che possono staccarsi dalla roccia a bordo strada. Il primo tratto è veloce, poi un'ampia "esse", prima a destra poi a sinistra, anticipa l'accentuarsi della pendenza della strada ed il panorama che si apre verso l'entroterra alla nostra sinistra. Le gomme sono calde e possiamo giocare con la manopola del gas sul tratto più emozionante fatto di un susseguirsi di curve strette da percorrere a moto completamente piegata a destra, a sinistra, ancora a destra e così via... Pian piano saliamo di quota e se vogliamo, vale la pena dare uno sguardo al panorama alla nostra sinistra, dove dietro una curva si intravede il piccolo paese di Baunei. Questa è una zona rinomata per la carne ed il formaggio di capra! Siamo praticamente partiti a livello del mare e dopo pochi chilometri già annusiamo l'aria di montagna. La carreggiata non è larghissima, quindi occhio a chi proveniente dalla corsia opposta taglia le traiettorie. I fichi d'india ci stanno abbandonando, segno che le quote montagnose si avvicinano. Continuiamo ad affrontare le curve con sicurezza sempre immersi nella ricca vegetazione. Il mare sembra lontano, eppure è ad un paio di chilometri in linea d'aria. Giungiamo a Baunei e, per chi ha poca benzina nel serbatoio è bene che provveda a rifornire perchè fino a Dorgali c'è il nulla e vista la bellezza delle strade, è facile farsi prendere la mano e portare la nostra puledra a consumi di carburante oltre la norma! Attraversiamo lentamente il paese ed all'uscita godiamoci il paesaggio che affaccia sul paesino di Triei. Abbassiamo la visiera, impugnamo il manubrio e via per un altro bellissimo tratto. Secon12
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do una mia personale opinione, se la bellezza della strada tra Lotzorai e Baunei è valutata 10/10 ed il panorama 9/10, qui la situazione è invertita, ma parliamo sempre e comunque del massimo dei voti. ATTENZIONE! Capre, cavalli e maiali allo stato brado, mucche, sono all'ordine del giorno e potenzialmente dietro ogni curva, quindi occhio perchè seppur rappresentano un lato affascinante di questo itinerario, sono anche un pericolo per tutti gli utenti della strada! L'asfalto continua ad essere perfetto ma ogni tanto rallentiamo per goderci meravigliosi scorci sulla natura più selvaggia dell'isola. Attraversiamo un primo tunnel che buca il versante montagnoso e prepariamoci ad un tratto di strada ancora più vivace del precedente, quindi punte dei piedi sulle pedaline e giù in curva! Non vi preoccupate, che il divertimento non è finito, ci sono ancora un bel pò di chilometri da fare... Oltrepassiamo il bivio per Urzulei-Talana e proseguiamo sempre diritti verso Dorgali. Poco dopo non manca l'occasione, per chi è goloso, di comprare un pò di formaggio pecorino (ma sinceramente non conosco la qualità del prodotto e quindi non

esprimo valutazioni). Lungo tutto il tragitto ci sono posti dove fermarsi per rinfrescarsi con acqua di sorgente o effettuare escursioni trekking o in MTB. Dopo una "S" in salita ci troviamo di fronte il monte Genna Cruxi da dove inizia un bel tratto veloce. Il panorama a sinistra si chiude per lasciare il posto alle montagne alla nostra destra. La strada si restringe e non è difficile trovarla sporca da ghiaia caduta dalle rocce a bordo strada, quindi occhio! Ancora altri tunnel e ci troviamo al passo di Genna Silana, unico punto dove poter prendere un caffè, bere una birra o sgranocchiare delle patatine. Alla casa cantoniera è facile trovare maiali che attendono i turisti per uno spuntino, ma vi conviene non assecondarli, altrimenti vi ritroverete completamente assaliti! Da qui parte un difficile sentiero per raggiungere le famosissime Gole di Su Gorroppu, un antico

canyon (mi sembra sia il più grande d'Europa) scavato nella roccia, il cui letto è occupato da immensi massi granitici di colore bianco che è possibile oltrepassare solo se adeguatamente attrezzati. La strada tende ormai a scendere e, riprendendo la guida, rallentiamo e fermiamoci pochi chilometri più avanti (precisamente al km 187). Volgiamo lo sguardo alla nostra sinistra ed ammiriamo Su Gorroppu, un vero spettacolo della natura. Due versanti della montagna che convergono in un unico punto, quasi fossero stati tagliati da un fendente sferzato da un gigante. Lasciamo pian piano i 1000 mt di altitudine e ci tuffiamo nella fitta vegetazione di questo versante che ci preclude la visione panoramica della zona se non per alcuni tratti. Si intravede Dorgali da lontano, ma prima di giungere alla mèta finale, deviate a destra per Cala

Gonone e non ve ne pentirete! Lunghezza percorso: 57 km Manto stradale: 100% asfalto Precauzioni: Animali, presenza di massi Distributori lungo il percorso: Assenti Altitudine minima: 11 m.s.l.m. Altitudine massima: 1017 m.s.l.m.

Dorgali

Lotzorai

Courtesy by Google Maps

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Dove Mangiare
Agriturismo Badu ‘e Fonne—Ovodda (NU)
Ad Ovodda, nel cuore della Sardegna, è presente questo bellissimo e tranquillo agriturismo. Ad accogliervi sarà Alessandro con la moglie, pronti a farvi compagnia nella grande sala ben arredata con oggetti anticamente utilizzati nel vita agricola quotidiana, mentre nel grande camino è infilzato un maialetto nel girarrosto. L'ambiente è gradevole, familiare e l'ampio spazio verde all'esterno rilassante. Al lato della struttura è presente un giardino piantumato e ben curato, con tavoli e sedie in pietra, al centro del quale è stata costruita una "pinnetta" utilizzata per varie occasioni. I piatti sono a base di prodotti locali, in particolare gli ottimi latticini provengono dal vicino caseificio, gli squisiti salumi ed i sottoli sono prodotti dalle mani dei padroni di casa... e non mancheranno le specialità del posto come i "pizzuddos". Le porzioni abbondanti e la cordialità con la quale si è accolti, faranno venire la voglia di ritornarci più volte. Badu e Fonne ha a disposizione anche 3 camere da letto per la notte, e la colazione del mattino è fatta con marmellate prodotte in casa e latte di vacca appena munto! Possibilità di escursioni a cavallo o trekking. Inoltre è un ottimo campo base per percorrere bellissime strade e scoprire meravigliosi scorci della Barbagia per noi amanti del mototurismo. Ci sono stato 2 volte: la prima in occasione del weekend trascorso con mio cognato Marcello ed altri due amici a bordo dei quad lo scorso dicembre; la seconda volta con tutta la famiglia in occasione delle ultime abbondanti nevicate... entrambe le volte sono rimasto soddisfattissimo, con il plauso di tutta la famiglia. Ho promesso a mia moglie che ci torneremo per trascorrere un weekend in primavera, a base di escursioni ed ottime mangiate!

Badu 'e Fonne Località Badu 'e Fonne 7 Ovodda (NU) Tel.: 078454103 - 3472545272

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Sito da Segnalare
Introduzione
Il fine di questa rubrica è quello di far conoscere a quanti leggeranno GirandoInMoto magazine i siti ed i personaggi legati al meraviglioso mondo del mototurismo e più in generale dei viaggi in moto. Nel web se ne trovano a decine, centinaia… e tutti, chi più, chi meno, hanno da offrire qualcosa ai lettori. In questo spazio verranno quindi pubblicati e recensiti quei siti che parlano di viaggi in moto, uscite settimanali ma anche link utili di mappe, informazioni e tutto ciò che gravita intorno al mondo del mototurismo. Questo non è un modo “furbo” di fare pubblicità (anche perché questa “rivista”, come già affermato, non è stata fondata a scopo di lucro e non riceve ricavi di nessun genere da parte di nessuno), ma solo di portare a conoscenza dell’esistenza di siti utili a chiunque ricerca informazioni tematiche sul web. Alla recensione che, premetto, non sarà mai accompagnata da giudizi negativi (preferisco non pubblicare piuttosto che infangare), seguiranno eventuali altri link correlati o di approfondimento. Questa pagina potrà essere sostituita o eventualmente accompagnata dalla rubrica “Il libro da segnalare” che avrà lo stesso intento, rivolto però ai supporti in formato cartaceo. Saranno riportati solo libri che ho letto e dei quali ne posseggo copia.

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Nel Prossimo Numero
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Redattore: Carmine Scudiero Foto: Carmine Scudiero, Clara Campus Impaginazione e creazione: Carmine Scudiero Sito Web: http://www.girandoinmoto.it Blog: http://girandoinmoto.blogspot.com Email: info@girandoinmoto.it

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