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Esercizio: Riassunto. Testo multimediale della filosofia platonica.

Indice
        Vita Caratteri della filosofia platonica La teoria delle idee Lo stato e il compito del filosofo Condanna all’arte imitativa I problemi dell’ultimo Platone Il bene per l’uomo: il Filebo Il Timeo e la dottrina delle idee-numeri

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Vita
 Platone nacque ad Atene nel 427 a.C. da una famiglia di antica nobiltà. All’età dei vent’anni si unì in sodalizio con Socrate, con il quale assistette alla decadenza di Atene: infatti, erano gli anni della guerra del Peloponneso, del regime oligarchico dei Trenta tiranni e della restaurazione della politica. Platone stesso, scrive, nella Settima lettera, che pensava di dedicarsi alla carriera politica ma, il drammatico alternarsi di speranze politiche seguite da devastanti delusioni, tra cui l’ingiusto processo e la condanna subita dal maestro Socrate, lo sdegnarono al punto di ritirarsi. Da quel punto in poi fino alla sua morte, nel 347 a.C., Platone si dedicò alla filosofia che fu per lui il solo modo che potesse condurre l’uomo alla giustizia. Ci sono pervenute tutte le opere di Platone. Egli scrisse l’Apologia di Socrate, 34 dialoghi e 13 lettere. Si può suddividere l’attività letteraria platonica per ordine cronologico: 1. Primo periodo ( scritti giovanili o socratici) 2. Secondo periodo ( scritti della maturità) 3. Terzo periodo ( scritti della vecchiaia) Inoltre egli tenne dei corsi intitolati Intorno al Bene, che ritenne opportuno non scrivere per preservare la profondità degli argomenti trattati, tra cui la metafisica.

Caratteri della filosofia platonica
 La filosofia platonica è concentrata sulla figura di Socrate e si pone l’obiettivo di interpretare la personalità filosofica del maestro stesso. La stessa filosofia platonica è riportata sottoforma di dialogo, come segno di devozione al silenzio letterario di Socrate. Il dialogo ha fatto sì che la filosofia platonica fosse sforzo continuo che conducesse l’uomo verso una verità impossibile da ottenere nella sua completezza.  Oltre al dialogo Platone si serve dei miti: racconti fantastici attraverso cui vengono esposti concetti e dottrine filosofiche. Egli usa i miti al fine di:

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La teoria delle idee
 Nel primo periodo Platone difende le teorie socratiche, ossia conosci te stesso, l’ironia, la maieutica, la virtù come scienza e la definizione. In particolare Platone a quest’ ultima dà molta importanza e si avvia nel superare il relativismo sofistico formulando la cosiddetta “ teoria delle idee” che determinò l’inizio di una seconda fase nella quale Platone elabora un proprio e originale pensiero.  La nascita della teoria delle idee va a ricercarsi nel concetto di scienza ( episteme) che per Platone deve essere stabile e immutabile e quindi perfetta e in quanto tale non può essere costituita dalle cose percepite con i sensi poiché sono mutevoli e imperfette e appartengono dunque all’<< opinione>> ( doxa). La scienza pertanto ha come oggetto le idee che per Platone sono entità immutabili e perfette, che esistono indipendentemente da ogni altra cosa. Le cose sono copie delle idee. Quindi per Platone esistono due gradi di conoscenza, l’opinione e la scienza ( dualismo gnoseologico) cui appartengo due tipi d’essere distinti, le cose e le idee ( dualismo ontologico)

Le idee possono essere di vari tipi: − le idee-valori: supremi principi etici estetici e politici come il Bene, la Giustizia ecc; − le idee-matematiche: entità dell’aritmetica e della geometria come l’uguaglianza, il quadrato ecc.; − le idee di cose naturali, come l’umanità, e le idee di cose artificiali, come letto. Pur essendo tante le idee costituiscono una trama di essenze aventi un ordine gerarchico piramidale, con le idee-valori in cima e l’idea del Bene al vertice. Inoltre possiedono due funzioni: 1. criteri di giudizio delle cose: in quanto per giudicare un oggetto non possiamo che riferirci a esse (metessi e parusia); 2. causa delle cose: poiché gli individui esistono perché imitano delle essenze primordiali (mimesi). Le idee sono trascendenti, in quanto esistono oltre la mente e oltre le cose e vivono nell’iperuranio, mondo simile all’empireo dantesco o al paradiso cristiano. Per Platone le idee sono il risultato di uno sguardo alla mente. Egli elabora una teoria della reminescenza secondo cui l’anima prima di calarsi nel nostro corpo, è vissuta nel mondo delle idee, nel quale ha potuto contemplare gli esemplari perfetti delle cose. Infatti, per Platone A.S. 2011/2012 Platone 3

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conoscere è ricordare in quanto le idee sono innate in noi, e basta un minimo sforzo per portarle fuori.  La reminescenza postula di per sé l’immortalità dell’anima. Per Platone ci sono tre prove dell’immortalità dell’anima: 1. La prima prova si basa sul principio secondo cui tutte le cose si generano dal loro contrario. Così anche la morte si genera dalla vita e viceversa. 2. La seconda è basata sul concetto della somiglianza dell’anima alle idee che essendo eterna, rendono anche l’anima tale. 3. La terza prova è fondata sulla vitalità, ossia sul rapporto di partecipazione tra le idee e le cose. L’anima partecipa all’idea di vita. Ma l’idea di vita è l’opposto all’idea di morte: non è dunque possibile che ciò che partecipa all’idea di vita possa morire. L’anima dunque è immortale. La teoria dell’immortalità dell’anima serve a Platone per spiegare il problema del destino trattato nella Repubblica, in particolare nel mito di Er. Per Platone dunque, ognuno sceglie il proprio destino perché condizionato da ciò che è e da ciò che avrebbe voluto essere.  Il fulcro della filosofia platonica è l’opposizione al relativismo sofistico, che per Platone rende tutto un caos, poiché non riesce a dare un punto di vista stabile sulle cose. Per Platone l’unico modo di combattere i sofisti è la restaurazione di qualche forma di assolutismo: la teoria delle idee. Grazie a essa si possono sostenere strutture o perfezioni ideali che hanno una validità oggettiva e universale. Con essa, infatti, Platone a tutti gli uomini lo strumento per combattere l’anarchia sociale: attraverso la conoscenza delle idee è possibile fondare una scienza politica universale capace di garantire pace e giustizia tra gli uomini.

La dottrina dell’amore e dell’anima
Il sapere stabilisce tra le idee e l’uomo un legame che coinvolge di quest’ultimo le energie razionali e irrazionali. Questo legame Platone lo chiama amore ( eros ). L’amore è affrontato da Platone i due dialoghi: il Simposio e il Fedro. Il primo considera la bellezza mentre il secondo esamina l’elevazione progressiva al mondo delle idee.

Lo stato e il compito del filosofo
−  L’opera la Repubblica ruota intorno al motivo di una comunità perfetta. Per Platone la comunità perfetta deve essere governata dai filosofi e presenta due problemi: Qual è lo scopo di tale comunità? Platone risponde: giustizia condizione fondamentale della nascita e della vita dello stato. Poiché nello stato ci sono compiti differenti è diviso in classi. La diversità tra classi dipende dalla predisposizione di una parte dell’anima sulle anime. Così si avranno: i governanti, i guerrieri e i cittadini; cui corrispondono rispettivamente saggezza e razionalità, coraggio e lussuria, temperanza e irascibilità. Affinché ci sia giustizia ognuno deve svolgere la funzione che gli è più congeniale, e la svolge nel miglior modo possibile. Per incrementare la sua tesi, Platone propone l’eliminazione della proprietà privata e la comunanza dei beni per le classi superiori, in questo modo i custodi gestiranno più efficacemente la cosa pubblica. Essi dovranno avere case modeste e cibo semplice, le loro A.S. 2011/2012 Platone 4

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mogli saranno comuni a tutti i governanti, i loro figli gli saranno tolti affinché educhino tutti i bambini come fossero i loro. Così se creerà una grande e solidale famiglia. − Chi sono i filosofi? Lo stato è tanto più efficiente quanto le sue classi sociali sono felici. Le uniche persone già felici di per sé sono i filosofi poiché godono della beatitudine più alta, il sapere. Essendo felici non hanno il bisogno di cercare la propria realizzazione nei beni materiali.  Platone è consapevole che tale stato non possa esistere. Egli si sofferma sulle degnazioni dello stato nel corso degli anni: − Timocrazia: in cui prevale l’elemento ambizioso e la ricerca degli onori; − Oligarchia: fondata sul censo, in cui prevale l’amore per il denaro: − Democrazia generata dalla rivolta dei poveri contro i ricchi, dove prevale la libertà e si cerca di dare soddisfazione a ogni appetito: − Tirannide: la peggiore delle forme di stato, in quanto il potere risiede senza freni nelle mani di un singolo, cui mette capo l’anarchia democratica. Essendo Platone aristocratico la forma di stato più ostile era la democrazia. Infatti, nei suoi scritti appare un certo astio nei confronti di uomini democratici come Temistocle, Cimone, Aristide e Pericle. La società in cui viveva era lacerata dalla lotta tra gli aristocratici e il popolo. Secondo la concezione aristocratica le sorti della cosa pubblica devono essere rette dai migliori, mentre secondo la concezione democratica il governo doveva essere in funzione di tutti. Lo stato platonico comporterebbe una situazione in cui i governanti governano, i lavoratori lavorano senza che vi siano interferenze di nessun tipo. Per il filosofo uno Stato è sano quando ognuno attende l’attività che gli è propria, e quando le classi non stanno più star al loro posto e i governanti pretendono di governare, lo Stato è malato. D’altra parte non tutti potevano governare; la politica era, infatti, destinata solo alla parte aurea della città. Il rifiuto della democrazia ha portato Platone ad uno statalismo esasperato che regolamentasse ogni frangente della vita quotidiana, dalla sessualità all’alimentazione.  Infine Platone si preoccupa che i governanti adempiano i loro doveri. Il filosofo vede lo Stato come una grande Accademia che deve educare custodi. Per il filosofo l’educazione è riservata solo alle prime due classi.  Il filosofo è colui che ama la conoscenza. Ma che cos’è la conoscenza? Platone dice che ciò che realmente è, è assolutamente conoscibile. Perciò all’essere corrisponde la scienza, al non essere l’ignoranza, e al divenire l opinione. Così si avranno quattro gradi del sapere cui corrispondono quattro gradi della realtà. La conoscenza sensibile ( doxa, opinione) è il mondo mutevole formato da: − Congettura (eikasia): immagini delle cose, − Credenza ( pìstis): cose percepibili con i sensi. La conoscenza razionale ( episteme) è il mondo immutabile formato da: − Ragione matematica (dianoia): idee matematiche, − Intelligenza filosofica ( noies): idee valori. Secondo il filosofo la filosofia è suprema a tutte le altre discipline perché rifiuta di fermarsi a ipotesi indimostrate e perché si occupa dei problemi dell’uomo e della città. Anche la matematica è molto importante in quanto offre dei metodi di misura attraverso i quali si può arrivare ad un’oggettività e stabilità. La teoria della conoscenza è trattata da Platone nel mito della caverna.

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Condanna all’arte imitativa
Platone tratta anche l’estetica, disciplina che studia i problemi dell’arte e della bellezza. Platone condanna l’arte per due motivi: 1. Arte come <<imitazione di un’imitazione>>, poiché riproduce cose ed eventi naturali che a loro volta riproducono le idee. 2. Arte corruttrice degli animi poiché incatena l’animo alle passioni rappresentate e raffigura uomini che si lasciano dominare da passioni.

I problemi dell’ultimo Platone
Nell’ultima fase della sua filosofia, Platone approfondisce ulteriormente le teorie affrontate in precedenza. I problemi che si pone sono fondamentalmente due: 1. Come deve essere pensato il mondo delle idee? 2. Che rapporto c’è tra le idee e le realtà naturali?  Altro tema affrontato è la sofistica. Nel dialogo Parmenide, Platone fa un’autocritica sulla teoria delle idee. In primo luogo Platone affronta il problema sulla partecipazione delle cose nelle idee: l’idea può essere considerata nella sua unità una molteplicità di oggetti, oppure può essere considerata come totalità di questi oggetti più la loro idea: questa scaturirà un’altra idea, chiamata da Platone terzo uomo. In secondo luogo dice che se verrebbe presa per vero l’affermazione di Parmenide <<solo l’essere è, mentre il non essere non è>> decreterebbe la morte della teoria delle idee, perché l’inesistenza assoluta di ogni forma di non essere pregiudicherebbe la molteplicità delle idee e i loro rapporti reciproci. Inoltre se le idee non esistessero non si potrebbe pensare e filosofare. Quindi dal momento in cui non si possono rinunciare alle idee, Platone condanna il principio eleatico.

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 Per spiegare come possano esistere molteplici idee, Platone elabora la teoria dei generi sommi. In primo luogo ogni idea esiste e quindi rientra nel genere essere. In secondo luogo ogni idea è identica a se stessa e quindi rientra nel genere dell’identico. Ogni idea è identica a se stessa ma distinta dalle altre e quindi rientra nel genere del diverso. Se l’idea non partecipa ad altre idee rientra nel genere della quiete mentre se interagisce con altre idee rientra nel genere del movimento. Secondo Platone l’errore di Parmenide è stato quello di confondere il diverso con il nulla. Infatti, se A non è B non intendiamo dire che B non esista, tuttavia è diverso da A. l’errore dunque non consiste nel pronunciare il nulla ma nel dire le cose in modo diverso da come loro effettivamente stanno.  Se tutte le idee partecipano ai generi sommi, ciascuna idea partecipa a quelle a lei sovraordinate e si divide in quelle a essa subordinate. Questo meccanismo viene da chiamato da Platone dialettica che si svolge in due momenti: 1. Definire un’idea, 2. Dividere l’idea nelle sue varie articolazioni.

Inoltre se tutte le idee comunicassero tra loro ogni discorso sarebbe vero ( sofisti) mentre se nessuna idea non comunicasse con le altre non sarebbe possibile alcun discorso ( cinici). Scartate queste due tesi a Platone non resta altro che quella intermedia ossia che quella che recita che alcune idee sono combinabili tra loro e altre non lo sono.

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Il bene per l’uomo: il Filebo
Nel Filebo Platone argomenta il problema del bene, inteso come che cos’è il bene per l’uomo. La vita umana è una formata dalla ricerca del piacere e l’esercizio dell’intelligenza: il problema sta nella misura. Il piacere è illimitato e bisogna, mediante l’intelligenza, mettergli un limite attraverso un qualcosa di proporzionato: un numero. La gerarchia dei valori è così formata: al primo posto c’è la misura, al secondo il bello, al terzo l’intelligenza, al quarto la scienza e l’opinione e al quinto i piaceri puri.

Il Timeo
 Nel Timeo viene affrontato il problema della formazione dell’universo. Questa tematica è spiegata attraverso il mito del demiurgo.

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