Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”

Isola delle Femmine tra MAFIA & POLITICA

Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
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Figura 1 Insediata la Commissione di accesso agli atti al Comune di Isola delle Femmine Figura 2 18 aprile 2012 Giornale di Sicilia

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IL PROFESSORE NELLA

SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DICHIARA:

“…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa.” DELIBERA C.C. N.52.pdf (13 kb) Consiglio Comunale 28 settembre 2009

Quindi il PROFESSORE ammette esplicitamente che le elezioni amministrative del 2009 sono state INQUINATE. PROFESSORE non può trovare in questa Sua dichiarazione una motivazione della NOMINA della Commissione Governativa di accesso agli atti? Professore a cosa si riferisce quando parla di invidia nei Suoi confronti, ma soprattutto chi è invidioso di Lei? E poi perché questa invidia? Lei PROFESSORE pensa veramente che una Commissione Governativa Ispettiva possa muoversi soltanto per sentito dire? O per “beghe di paese” ? Oppure per soddisfare la sete di vendetta di qualcuno che vuole fare il Sindaco per tutta la vita? Caro Signor Sindaco PROFESSORE Gaspare Portobello un consiglio! Almeno Lei, nel ruolo imparziale di SINDACO, mostri nei confronti dei componenti della Commissione Ispettiva del Governo RISPETTO. RISPETTO per la responsabilità l’impegno e l’abnegazione di chi è deputato a svolgere un ruolo di GARANZIA e di TUTORE DELLA LEGALITA’. RISPETTO verso chi e’ stato delegato ad esercitare un diritto-dovere di controllo, e di tutela della trasparenza e della legalità PROFESSORE Portobello per favore, non si fermi a guardare il dito che indica la luna (ovvero la persona che secondo Lei è invidiosa) Guardi invece la LUNA indicata dal dito (ove i fumi della Italcementi glielo permettono) PROFESSORE! GUARDI al grande degrado morale ambientale sociale economico in cui siamo costretti a vivere noi Cittadini di Isola delle Femmine. La nostra sfiducia verso l’istituzione Pubblica, il paese di Isola delle Femmine che ha perso ormai la PROPRIA identità e noi Cittadini che abbiamo perso ogni speranza di FUTURO)

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Guarda i Video a: INFILTRAZIONI MAFIOSE AL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE RISCHIO SCIOGLIMENTO http://www.dailymotion.com/video/xq7h70_infiltrazioni-mafiose-al-comunedi-isola-delle-femmine-rischio-scioglimento_news

Isola delle Femmine al Comune insediatasi la Commissione accesso atti http://www.dailymotion.com/video/xq7m8z_isola-al-comune-insediatasi-lacommissione-accesso-atti_news

Figura 3 Enea Vincenzo Assassinato 8 giugno 1982 Via Garibaldi Isola delle

Femmine

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La Cupola della politiKa a Isola delle Femmine
Isola e dintorni Ieri e Oggi

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, la campagna elettorale
che l’ha vista “vittorioso” ancora una volta da “Sindaco” (non parliamo da “Assessore” carica ricoperta sin da quando aveva i calzoni corti), dicevamo la campagna elettorale dovrebbe esser finita, ahimè come gli esami di Eduardo De Filippo sembra non aver fine, anzi! Quotidianamente ormai, i Cittadini di Isola delle Femmine devono sopportare il Vostro spettacolo nel fare a gara a chi la dice più lunga, a chi la spara più grossa ed in maniera veramente indecorosa sembra avere la meglio chi urla più forte. La sua Signor “Sindaco” unita a quella del geologo “Cutino” dr. Marcello e ai “Salvatori di Paese” sta’ diventando una vera e propria dissenteria verbale, una MANIA la Vostra che presta poca attenzione se quello che dite, sia o meno rispettoso nei confronti di chiunque osi mettere in discussione i VOSTRI AFFARI. Il Vostro sport preferito (a parte lo jogging mattutino praticato tra l’immondizia del paese dei suoi “Assessori”) trova la sua massima espressione nella demonizzazione di chi la pensa diversamente da Voi. Così facendo,

Caro

Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi vado sempre più convincendo che Lei crede di parlare a Cittadini elettori smemorati che hanno dimenticato le Sue: PROMESSE dimostratesi Fasulle, i Suoi IMPEGNI dimostratosi INGANNEVOLI, i Suoi PROGETTI “ISOLA” dimostratosi progetti per Voi per i Vostri Parenti e per le vostre FAMIGGHIE. Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei con la Sua Company avete giocato in modo veramente sporco sui BISOGNI dei Cittadini li avete imbrogliati, avete raschiato il fondo del barile delle Casse Comunali, avete 5

affossato l’intera economia locale aggravando così la crisi in cui versa la nostra Comunità di Isola.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle
Femmine (seppur momentaneamente silenziosi) sono stanchi di vivere in un paese dominato da un “sistema cupola affarisitico” che, una volta conquistato il potere, vive solo di rendita e lascia il paese sempre nelle stesse condizioni. Un sistema cupola all’interno del quale tutto si muove per amicizie, compiacimenti, favoritismi, clientelismo e nepotismo. Un sistema promosso favorito e sostenuto da gruppi di famigghia. Signor “Sindaco Portobello ai Cittadini di Isola è ormai chiaro anzi “trasparente” come dice il suo consigliere signor Peloso, della netta sensazione (non solo) che state dando: il Vostro primo vero obiettivo è che in questo paese nulla deve cambiare e chi prova a contrastarVi : chi prova a farlo viene denunciato, querelato, viene emarginato, messo alla gogna, denigrato, perseguitato (quando va bene).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle
Femmine sentono una gran voglia di cambiare ( ricorda le scorse elezioni? Sino a febbraio nessuno avrebbe scommesso un quarto di lira su una Sua vittoria) e per questo non riescono più a sopportare Lei e la Sua company. Mi creda Signor “Sindaco” tra questi Cittadini vi sono anche quelli che hanno votato Lei e le sue false promesse. I Cittadini onesti ed operosi di Isola delle Femmine di fronte a questo squallore in cui versa la l’amministrazione da Lei rappresentata: Pretendono moralità, trasparenza negli atti amministrativi. Pretendono capacità e senso della responsabilità per il ruolo ricoperto. Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine pretendono che Lei e la Sua company, con atti concreti respingiate le accuse che hanno visto gruppi ben individuati di rappresentati dei POTERI FORTI (un modo diverso di dire MAFIA) AVERVI FAVORITO nella vittoria elettorale delle amministrative scorse. Attendo da Lei Signor “Sindaco” un segnale concreto volto ad impedire a gruppi di potere economico ( a noi noti) di incidere pesantemente sulle scelte politiche-amministrative. Per salvaguardare il nostro territorio dalle aggressioni urbanistiche, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: Lei si renda garante nell’ operare una seria ed efficace azione di controllo e monitoraggio sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sulla legittimità degli atti prodotti. La pianificazione del territorio deve essere davvero utile ai Cittadini tutti di Isola delle Femmine e non solo ai SOLITI IGNOTI(o lobby elettorali o affaristi o mafiosi decida Lei).

Caro

Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Lei concorderà certamente con me nel credere essere: diritto-dovere per chiunque qualora sussistano motivi tali da offendere chiaramente (a causa della condotta di chi è stato eletto sindaco o consigliere) l’onore, l’intelligenza e la dignità dei cittadini e delle cittadine, causando loro, direttamente o indirettamente, grave “vuoto” morale, etico, culturale, sociale ed economico: battersi per spazzare via il sistema cupola affaristico che amministra solo se stesso e mette in liquidazione il futuro di un’intera popolazione. 6

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di
mafiosità della Sua amministrazione con atti e progetti concreti che tendano a migliorare la qualità della vita dei Cittadini di Isola delle Femmine e nel contempo capaci di offrire una possibilità di crescita economica e sociale della nostra Comunità.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di
mafiosità della Sua amministrazione, smentendo ciò che Lei da solo e senza che nessuno Le abbia chiesto nulla, ha affermato in un consenso del Consiglio Comunale : “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa….”. Si renderà conto da solo Signor “Sindaco” Lei ha affermato: che le elezioni amministrative scorse sono state falsate e quindi Noi cittadini TUTTI ne abbiamo avuto un danno. Per seguirLa nel Suo discorso dovremmo dire che la Sua elezione è stata “manipolata”? oppure potremmo dire “guidata”? Se si, da chi? A Lei la risposta. Però non faccia come sempre orecchie da mercante che non risponde. Guardi che attendo, anzi con i Cittadini di Isola (non stupidi) attendiamo una Sua risposta. Rendiamo il paese più ospitale, più colorato, più pulito e libero dall’immondizia che ormai ricopre tutti i marciapiedi di Isola, attraverso la promozione e l’incentivazione della Raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso creando una filiera dell’intero ciclo di vita dei rifiuti. (cooperative, consorzi e tutti gli strumenti che la nuova riforma gestione dei rifiuti prevede). Avere l’intelligenza di vedere nei rifiuti un’occasione di sviluppo economico e di difesa della salute dei cittadini. Liberiamo l’intero litorale di Isola delle Femmine dai tanti “suk” che annualmente si creano sulle nostre spiagge rendendo poco gradevole e per niente vivibile questo nostro lungo, meraviglioso ed “invidiabile” litorale marino.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, i Cittadini di Isola delle
Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: tornare al buon governo della cosa pubblica, alla difesa degli interessi dell’intera comunità di Isola, ad offrire una visione al paese per fare uscire Isola delle Femmine dalla notte profonda in cui i saputelli, parolai, ambientalisti a convenienza, salvatori di paese, perfetti sconosciuti dell’ultima ora …. l’hanno impantanata per uso e consumo personale.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Se proprio non Le riesce
a sganciarsi da questi lacci e lacciuoli in cui l’hanno costretta, non le resta che un’unica possibilità spegnere la luce e rassegnare le Sue dimissioni naturalmente porti con sé anche la Sua company e alla “cupola degli affari” ci pensa la coscienza civile e democratica dell’intera cittadinanza di Isola delle Femmine.
Pino Ciampolillo

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2010/04/la-kupola-della-politica-isola-delle.html 7

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venerdì 12 marzo 2010 Consiglio Comunale Isola delle Femmine "infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione" Consiglio Comunale 12 marzo 2010 Isola delle Femmine "infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione"

Ufficio del Presidente del Consiglio Prot. n° 3147 Lì 01 marzo 2010 OGGETTO: Convocazione Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 125, comma 5, del testo coordinato dal vigente ordinamento degli Enti Locali. Ai Signori Consiglieri Comunali Al Signor Sindaco Ai Signori Assessori Al Segretario Comunale Albo Pretorio SEDE Al Comando di P. M. SEDE Alla Locale Stazione dei Carabinieri ISOLA DELLE FEMMINE All’Assessorato Regionale alla Famiglia, Alle Politiche Sociali, alle Autonomie Locali Via Trinacria PALERMO Alla Prefettura U.T.G. PALERMO Le SS.LL., nella qualità, sono invitate a partecipare alla seduta del Consiglio Comunale convocata, ai sensi dell’art. 14 comma 5 del Regolamento del Consiglio Comunale ed ai sensi dell’art. 215, comma 5 del testo coordinato dal vigente Ordinamento Enti Locali, giusta determina presidenziale n°04 in data odierna, presso la sala “Padre Bagliesi”, sita nei locali comunali di Via Palermo, il giorno 12 marzo 2010, alle ore 18,00 per la trattazione del seguente argomento: 1. Lettura ed approvazione verbali della seduta precedente; 2. Discussione in ordine alle richieste del gruppo consiliare “Rinascita Isolana” su asserite “Infiltrazioni Mafiose”; 3. Interrogazioni. Si avverte che ai sensi dell’art. 30 della L.R. 3 Giugno 1986, n.9, come sostituito dall’art. 21 della L.R. n.26/93, la mancanza del numero legale degli intervenuti comporta la sospensione di un’ora della seduta. Se alla ripresa dei lavori non venisse raggiunto, o dovesse venire meno, il numero legale, la seduta verrà rinviata al giorno successivo alla stessa ora e con il medesimo ordine del giorno senza ulteriore avviso di convocazione. 19

Distinti Saluti. Il Presidente del Consiglio Comunale Rag. Alessandro Giucastro Atto numero 07 del 12-03-2010 Oggetto: Lettura ed approvazione verbali della seduta precedente. Alle ore 18,00 constatata in aula la presenza di n°12 consiglieri, il Presidente dichiara aperta la seduta ed invita i consiglieri a passare alla trattazione degli argomenti iscritti all’ordine del giorno. Preliminarmente nomina quali scrutatori che lo assisteranno nell’accertamento dell’esito delle votazioni i Conss. Rosaria Riso, Guttadauro e Mignano. Preliminarmente il Presidente invita i Consiglieri ad un dialogo serio e pacato stante la delicatezza degli argomenti; Si dà lettura della seguente proposta di deliberazione dell’Ufficio di Segreteria: LETTURA E APPROVAZIONE VERBALI DELLA SEDUTA PRECEDENTE“ IL CONSIGLIO COMUNALE Sentita la lettura, fatta dare dal Presidente, degli oggetti delle deliberazioni della seduta svoltasi in data 22 febbraio 2010 deliberazione n°04, 05 e n°06; Ritenuto dover approvare i relativi verbali; Vista la legge 8.6.1990 n. 142, recepita con modifiche dall’art.1 della L.R. 11.12.1991 n. 48; Visto il vigente O.A.EE.LL. in Sicilia; DELIBERA Approvare i verbali della seduta precedente svoltasi in data 22 febbraio 2010 deliberazioni n°04, 05 e n°06. Atto numero 07 del 12-03-2010 Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO Allegato: DELIBERA C.C. 007.10.pdf (7 kb) Atto numero 08 del 12-03-2010 Oggetto: Discussione in ordine alle richieste del gruppo consiliare "Rinascita Isolana" su asserite "infiltrazioni mafiose". Il Presidente, nell’aprire la discussione, preliminarmente si augura che nel dibattito sulle infiltrazioni mafiose si evitino sterili polemiche che facciano perdere solo tempo e che si affronti, invece, con serenità, un problema di notevole rilevanza per questa collettività. Precisa, quindi, le modalità con cui si svolgerà la discussione. Il Cons. Caltanissetta dà lettura di una relazione illustrativa dell’argomento che dichiara essere condivisa da tutti i componenti il gruppo “Rinascita Isolana”. La dichiarazione viene allegata a verbale per costituirne parte integrale e sostanziale. Si dà atto che entra in aula il Cons. Lucido Salvatore. Presenti. N.13. Il Presidente evidenzia come sia suo preciso obbligo tutelare gli attuali consiglieri risultati eletti nelle scorse amministrative del giugno 2009 e, in tal senso, chiede ripetutamente di conoscere quali accuse possano essere mosse a componenti di quest’organo valutando gli atti dallo stesso adottati, prescindendo da lontane situazioni di infiltrazioni mafiose. Ribadisce come si

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continuino a ripetere accuse inesistenti laddove non sostanziate da specifici atti deliberativi regolarmente adottati da cui dette accuse siano desumibili. Il Cons. Caltanissetta evidenzia come egli nella propria relazione abbia citato una sentenza del Consiglio di Stato che chiarisce cosa debba intendersi per infiltrazione mafiosa. Il Presidente ribadisce che debbono essere evidenziati, laddove esistenti, i provvedimenti adottati da questo Consiglio da cui possano desumersi le accuse mosse. Il Cons. Caltanissetta afferma che questo Consiglio non ha adottato alcun provvedimento che possa dare adito all’accusa di infiltrazione mafiosa ma occorre valutare nella sua interezza l’attività dell’Amministrazione e degli uffici. Il Consigliere Battaglia evidenzia come nella relazione manchi un collegamento tra le situazioni pregresse e la realtà odierna. Il Sindaco chiede di conoscere se l’infiltrazione cui si riferisce il gruppo “rinascita isolana” ha valenza storica ovvero se invece abbia ripercussioni sull’attuale attività amministrativa. Il Cons. Caltanissetta risponde che il richiamo storico è propedeutico alla situazione attuale,. Si riportano, infatti, situazioni pregresse in quanto funzionali a delineare il passato di soggetti che oggi continuano ad avere rapporti con amministratori comunali. Nello specifico, si indicano i comportamenti complessivi tenuti in periodi immediatamente precedenti e successivi alle elezioni. L’Assessore Cutino afferma di aver già chiarito la sua posizione nella seduta consiliare dell’1.2.2010, ma, pare, che le sue affermazioni non siano state comprese appieno. Ritiene grave il comportamento del gruppo “Rinascita Isolana” laddove questo asserisce in maniera categorica la presenza di infiltrazioni mafiose. La loro relazione parte da un’analisi riconducibile all’ultimo ventennio senza evidenziare atti ben circoscritti basati su una disamina di congetture prive di riferimenti certi ed attuali. L’accusa non viene giustificata con atti, per cui la dichiarazione risulta denigratoria e non potrà che dar luogo ad ulteriori querele. Dal punto di vista giuridico amministrativo non sussistono situazioni di ineleggibilità ed incandidabilità a suo carico, il legislatore pone dei limiti ben precisi alle possibili cause di incompatibilità, tra queste rientra la parentela o affinità fino al secondo grado con condannati per mafia ed in tale situazione egli non rientra affatto; in ogni caso, tiene a sottolineare che il suo caso afferisce ad una situazione di affinità che dal punto di vista giuridico amministrativo, appare ben diversa; ne consegue che le affermazioni del gruppo risultano essere calunniose e diffamatorie; del resto analoga situazione familiare potrebbe essere rilevata a carico del Cons. Mignano; ma il Cons. Caltanissetta si stupisce di quanto accade nella parte avversa, ma non guarda a quanto accade all’interno del suo gruppo di appartenenza laddove persone rispettabilissime si trovano ad avere anch’essi parenti condannati per mafia. È notorio che gli intrecci di parentela ed affinità in una piccola comunità possono essere molteplici e non è giusto che le colpe di un singolo componente ricadano sull’intero ceppo familiare. Nella relazione vengono citati fatti passati che nulla hanno a che vedere con l’attuale Amministrazione. 21

L’unico atto serio che questo consiglio Comunale è stato chiamato a votare è stato l’assegnazione di un immobile confiscato alla mafia. Il fatto che il gruppo “Rinascita isolana” non abbia partecipato alla discussione dovrebbe comportare le dimissioni del capogruppo, Cons. Caltanissetta. Riafferma con forza di non aver scheletri nell’armadio e di poter procedere a testa alta sia in funzione della propria storia personale che di quella professionale, confermando di aver sempre operato per il bene della collettività. Ribadisce la richiesta di dimissioni del Cons. Caltanissetta per essersi costui rifiutato di partecipare ad una decisione di rilevanza politica nella lotta alla mafia. Vero è che la competenza all’assegnazione dell’immobile ricadeva sul Sindaco, ma questi ha voluto dare un segnale forte, dando al Consiglio la possibilità di esprimersi sull’argomento, essendo il Consiglio Comunale l’Organo che maggiormente rappresenta questa collettività. Nel votare di destinare l’immobile confiscato alla mafia nel nostro territorio, destinandolo a Caserma dei Carabinieri l’Amministrazione e il gruppo consiliare di maggioranza hanno dato dimostrazione della propria libertà e dell’assenza di condizionamenti. Il gruppo “Rinascita Isolana” si è, invece, defilato violando le previsioni del “Codice etico contro la Mafia”; di conseguenza, in assenza di dimostrate giustificazioni, il capo di detto gruppo ha l’obbligo morale di dimettersi. Ricorda di essere stato il promotore, unitamente ai Consiglieri Puccio del Comune di Capaci e Caruso del Comune di Torretta, dell’adozione del Codice etico contro la mafia, in un primo momento all’interno dell’Unione dei Comuni e successivamente in questo Consiglio Comunale. Ricorda, come il surrichiamato Codice Etico preveda che, per muovere accuse di vicinanza alla mafia, siano necessari alcuni presupposti fra i quali la frequentazione con soggetti condannati per reati di mafia, frequentazioni che nel suo caso non esistono. La richiesta di dimissioni avanzata dal Cons. Caltanissetta risulta, pertanto, inopportuna in assenza di specifiche situazioni in grado di supportarla. Il Presidente, ponendo fini dai clamori suscitati in aula dall’intervento del Cons. Cutino, invita i Consiglieri alla calma, confermando che la competenza all’assegnazione dei beni confiscati a soggetti condannati per mafia ricade sul Sindaco, ma condivide l’opinione che questi ha voluto fare un atto nobile coinvolgendo il Consiglio Comunale. Il Cons. Mignano dissente da quest’ultima affermazione del Presidente, sostenendo che il Sindaco si sia voluto lavare le mani. Il Cons. Caltanissetta, udite le dichiarazioni del Cons. Cutino, precisa alcuni aspetti giuridici, a suo parere non compresi appieno. Invita ad evitare la tendenza a ridurre il confronto ad una battaglia personale che comporta un accanimento nei suoi confronti. Detto accanimento, infatti, è indice di incapacità a gestire la situazione con canoni democratici. In merito alle asserite infiltrazioni mafiose, queste non devono essere dimostrate dall’opposizione, ma debbono essere portate all’attenzione del Prefetto e del Ministro dell’Interno; in tal senso, l’opposizione deve segnalare tutte le fattispecie che possono risultare utili per le opportune valutazioni; e a ciò il gruppo sta adempiendo, segnalando le attività degli uffici. Nella relazione, infatti, risultano indicati una serie di atti che devono essere oggetto di valutazioni e considerazioni in quanto attinenti a periodi immediatamente precedenti e/o successivi alle elezioni; si è, infatti, entrati 22

nell’analisi tecnica delle concessioni rilasciate. Che non esistano dubbi in ordine all’assenza di cause di ineleggibilità e incompatibilità a carico dell’Ass. Cutino è certo, tant’è che all’indomani delle elezioni amministrative del giugno 2009, questo Consiglio ebbe a convalidarne l’elezione a Consigliere Comunale. L’incompatibilità cui fa riferimento questo gruppo è quella politica citata nel Codice etico di lotta alla mafia che prevede più rigorose forme di selezione del personale politico, andando anche oltre le previsioni normative. L’Ass. Cutino ha ricordato di essere stato tra i promotori dell’adozione del Codice Etico, ma ciò non impedisce che egli, in primo luogo, abbia l’obbligo di rispettarlo. In merito all’allontanamento dall’aula laddove il consiglio fu chiamato ad assegnare il bene confiscato a persona condannata per mafia, questo gruppo, prima dell’allontanamento, ebbe a rilasciare una specifica dichiarazione che rende merito al comportamento assunto. L’Ass. Cutino ha avuto più volte occasione di precisare l’assenza di frequentazioni con il Sig. Bruno Pietro, ma ciò contrasta con i comportamenti assunti dall’Amministrazione, quali le concessioni edilizie rilasciate prima delle elezioni amministrative, nonché gli atti posti in essere subito dopo le stesse, quali, ad esempio, la nomina dei consulenti. Il Presidente ricorda che le concessioni edilizie sono oggetto di ispezione da parte del competente Assessorato Regionale e invita, pertanto, ad attendere le risultanze della stessa. Afferma, comunque, che il rilascio delle concessioni edilizie non risulta essere competenza dell’Amministrazione, bensì dell’U.T.C., verso il quale egli dichiara di avere ampia fiducia anche in conseguenza del notevole carico di lavoro e di responsabilità che lo stesso sopporta. Invita a rinviare la discussione sulle concessioni edilizie dopo che sarà stato acquisito l’esito dell’ispezione assessoriale. Ribadisce di essere fiero della disponibilità e dell’impegno sempre dimostrati dai funzionari dell’U.T.C. Il Cons. Riso, evidenziato come nella relazione del gruppo di minoranza si auspichi che l’Ass. Cutino si assuma le proprie responsabilità, afferma che le dimissioni dell’Ass. Cutino, lungi da costituire un aspetto della lotta al fenomeno mafioso, causerebbero un grave danno per la collettività che verrebbe privata del suo prezioso apporto nell’interesse del paese. Invita a limitarsi alla denuncia di fatti concreti e solo in tali casi gli potranno essere mosse accuse. Il Cons. Caltanissetta evidenzia come si renda necessario il confronto democratico. Il Cons. Battaglia, quale Capogruppo, dà lettura di una dichiarazione del Gruppo “Progetto Isola”, condivisa da tutti i Consiglieri dello stesso. Il Cons. Caltanissetta, udita la lettura della nota del Cons. Battaglia propone l’istituzione di una Commissione consiliare ristretta che analizzi il problema dell’usura e del racket. Il Sindaco definisce ridicolo l’excursus sull’intera vita politica di questa collettività, excursus nel quale, tra l’altro, viene saltato un lungo periodo di tempo. Ritornando, infine, sull’invito al Consiglio a procedere all’assegnazione dell’immobile confiscato ad un cittadino condannato per mafia precisa che egli, nel relazionare sull’argomento, aveva fatto una premessa nella quale sottolineava il significato politico che si intendeva dare alla decisione del Consiglio. Dà, quindi, lettura di una nota che si allega alla presente per costituirne parte integrante e sostanziale.

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Il Cons. Caltanissetta evidenzia come il Sindaco non abbia spiegato le motivazioni in base alle quali è stata rilasciata la concessione edilizia di cui si fa cenno nella relazione del proprio gruppo, stante che, come relazionato, non può dichiararsi sussistente la fattispecie di lotto intercluso residuo. Invita il Sindaco a fornire una risposta tecnica sull’argomento e, in assenza di quanto richiesto, chiede che venga preso atto del fatto che il Sindaco non ritiene di dovere rispondere. Il Presidente, poiché nessun altro Consigliere chiede di parlare, ringrazia i Consiglieri intervenuti ed esprime l’augurio che non si torni più sulla vicenda, anche in considerazione che problemi molto più pressanti richiedono l’intervento di questo Consiglio Comunale che deve procedere all’esame degli stessi con la massima solerzia ed attenzione. Discussione in ordine alle richieste del gruppo consiliare "Rinascita Isolana" su asserite "infiltrazioni mafiose". Atto numero 08 del 12-03-2010 Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO Allegato: DELIBERA C.C. 008.10.pdf (24 kb) Atto numero 09 del 12-03-2010 Oggetto: Interrogazioni. Il Presidente, invita il Cons. Caltanissetta, capo del gruppo “Rinascita Isolana” a dar lettura dell’interrogazione avente per oggetto “Ipotesi di persecuzione politica nei confronti del Consigliere Comunale Billeci Orazio”. Il Cons. Caltanissetta dà lettura dell’interrogazione citata acquisita al protocollo generale del Comune in data 21/01 c.a. al n°840. Il Sindaco dà, quindi, lettura della risposta scritta che allega al presente verbale per farne parte integrante. Il cons. Caltanissetta da lettura di una replica alle affermazioni del Sindaco che allega al presente verbale. Il Presidente, invita il Cons. Caltanissetta, capo del gruppo “Rinascita Isolana” a dar lettura dell’interrogazione avente per oggetto “Episodi di tensione all’interno della casa Comunale”. Il Cons. Caltanissetta dà lettura dell’interrogazione citata acquisita al protocollo generale del Comune in data 21/01 c.a. al n°841. Il Sindaco dà, quindi, lettura della risposta scritta che allega al presente verbale per farne parte integrante. Il cons. Caltanissetta dà lettura di una replica alle affermazioni del Sindaco che allega al presente verbale. Esaurita la trattazione degli argomenti iscritti all’ordine del giorno il Presidente dichiara chiusi i lavori. Sono le ore 19,54. Infiltrazioni mafiose nell’Amministrazione di Isola delle Femmine Relazione Gruppo Consiliare “Rinascita Isolana” Prima di entrare nel merito della relazione circa l’argomento all’ordine del giorno, è mio dovere ripercorrere i passaggi istituzionali che hanno caratterizzato l’azione del Movimento Politico “Rinascita Isolana” volta a far chiarezza sul delicato problema dei sospetti di infiltrazione mafiosa nell’Amministrazione di Isola delle Femmine. Innanzitutto il 6.08.09 i consiglieri comunali di minoranza hanno presentato una richiesta di dimissioni dell’assessore Cutino Marcello e di revoca dell’incarico di consulente al geometra Impastato Giovanni, atteso che il “Codice etico contro la mafia” approvato dal Consiglio Comunale il 3.08.06, imponendo “forme nuove e più rigorose di selezione del personale politico”, 24

invita a “rimuovere ogni causa di delegittimazione del proprio operato anche attraverso le dimissioni” in presenza di situazioni di incompatibilità con l’impegno politico determinate da “rapporti con boss mafiosi, a qualsiasi livello e al di là di eventuali profili penali”. Il legame di affinità intercorrente tra il Cutino e tale Bruno Pietro, condannato con sentenza passata in giudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso, e tra il medesimo assessore e il geometra Impastato, rendevano – e rendono – necessario un passo indietro da parte dell’amministratore al fine di garantire un governo dell’ente locale al di sopra di ogni sospetto. Purtroppo alla richiesta in oggetto non ha fatto seguito l’auspicato atto di responsabilità da parte del Cutino, sicché il gruppo “Rinascita Isolana” si è visto costretto ad inviare al Ministero dell’Interno e al Prefetto di Palermo, in data 4.10.09, una nota informativa per illustrare i profili problematici relativi all’Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine e sollecitare le contromisure del caso. Contestualmente l’opposizione consiliare ha richiesto – il 22.10.09 – la convocazione del C.C. per discutere proprio dell’argomento oggi all’ordine del giorno, ma all’istanza ha fatto seguito un’inopportuna replica del sindaco – che certamente non ha competenza in merito alla convocazione delle adunanze assembleari – e, solo in un secondo momento, una nota del Presidente Giucastro che ha invitato gli scriventi ad integrare la richiesta con una relazione illustrativa. A questo punto i consiglieri di minoranza hanno avviato un’attività di ricerca al fine di disporre del sostrato documentale necessario a sostenere le proprie tesi, peraltro in larga misura fondate su dati di fatto di agevole acquisizione, e hanno deciso dapprima di comunicare quanto accaduto e appreso al locale Comando dei Carabinieri (dicembre 2009) e successivamente di richiedere al Prefetto di avviare la procedura per l’accesso ispettivo presso il Comune di Isola delle Femmine, tramite memoria inviata il 27.01.10. Esaurito il necessario iter istituzionale, rispettoso delle gerarchie disegnate dalla Carta Costituzionale, il gruppo “Rinascita Isolana” ha depositato – l’11.02.10 – la relazione illustrativa che fa da premessa alla discussione odierna e costituisce non un approdo, ma un punto di partenza per la battaglia antimafia dell’opposizione. Del resto “lo scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso, previsto dall' art. 143, d.lg. 18 agosto 2000 n. 267, richiede solo la presenza di elementi su collegamenti o forme di condizionamento che consentano di individuare la sussistenza di un rapporto fra gli amministratori e la criminalità organizzata sulla scorta di circostanze che presentano un grado di significatività e di concludenza inferiore rispetto a quelle legittimanti l'azione penale o l'adozione di misure di sicurezza nei confronti degli indiziati di appartenenza ad associazioni di tipo mafioso o analoghe” (Cons. Stato, sez. IV, 24.04.06, n. 2615) ed in ogni caso “il decreto di scioglimento di un Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, pur non potendosi qualificare atto politico, non è neanche una sanzione vera e propria - tale da richiedere, quindi, un'istruttoria procedimentale tipizzata ex lege e apposite garanzie -, implicando piuttosto il riconoscimento di un'ampia discrezionalità in ordine alla rilevazione ed alla valutazione dei presupposti, anch'essi non tipizzati, con riferimento a specifici fatti antigiuridici, ma espressi invece in termini di comportamenti complessivi e 25

di situazioni oggettive tali da determinare il pericolo di gravi disfunzioni sia all'interno dell'ente locale, sia all'esterno, sul piano dell'ordine e della sicurezza pubblica” (Cons. Stato, sez. IV, 22.02.07, n. 1004). Durante questi mesi l’Amministrazione Portobello ha cercato di mettere a tacere la minoranza negandole la disponibilità dell’aula consiliare per la realizzazione di un dibattito pubblico sul tema “Istituzioni e burocrazia: la sfida della legalità”; impedendole di intervenire al convegno-farsa dell’11.12.09 senza alcuna giustificazione plausibile; scegliendo l’indecorosa via della querela per evitare le asperità del confronto democratico. Fa sorridere che il sindaco continui a ricercare patenti di legalità e trasparenza e a rivendicare la destinazione dell’immobile assegnato al Comune di Isola delle Femmine – in seguito a confisca operata nei confronti del già citato Bruno Pietro – alla Caserma dei Carabinieri come proprio successo: egli si è limitato a delegare al Consiglio Comunale un atto di competenza del governo dell’ente locale, evitando la sgradevole evenienza di ritrovarsi un assessore in Giunta chiamato a defilarsi per conflitto d’interessi. E comprendiamo come la nostra dichiarazione in Consiglio abbia turbato il suo disegno. Del resto non è casuale che il 18.02.10 lo stesso Cutino Marcello non sia stato presente in Giunta in occasione del conferimento dell’incarico all’avv. Lo Bello per la costituzione nel ricorso per accertamento tecnico preventivo ex art. 696 c.p.c. proposto proprio da suo zio. Ma la strategia del sindaco incontra la pronta censura della giurisprudenza, infatti “le pubbliche dichiarazioni di un esponente politico locale, con le quali questi condanni l'operato delle organizzazioni criminali, non sono un elemento idoneo per infirmare la legittimità del provvedimento prefettizio di scioglimento di un Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, quando le suddette dichiarazioni contrastino con il concreto "modus operandi", colluso e opaco, di consiglieri e assessori”. (Tar Campania, sez. I, 6.02.06, n. 1622). Ma entriamo nel merito della vicenda. Il risultato delle elezioni amministrative dello scorso giugno ha sollevato l’inquietante sospetto di un condizionamento del voto da parte di non meglio precisati “poteri forti”, ma già durante la campagna elettorale l’opinione pubblica isolana era pronta a scommettere sul sicuro exploit dei candidati del gruppo “Progetto Isola” Palazzotto e Cutino – cosa che, specialmente per il primo, un perfetto sconosciuto, un assoluto Carneade della politica isolana, appariva incomprensibile – perché rispettivamente “sostenuti” – uso le parole di esponenti del gruppo Portobello – da tali Pomiero Giuseppe e Impastato Giovanni. Queste però, così poste, sono semplici voci di popolo, nulla più di semplici “rumors”, per cui è stato necessario realizzare serie indagini, accuratamente documentate, sulle ragioni che hanno indotto tanta gente alle conclusioni di cui sopra. Perché un singolo cittadino poteva esser capace di sovvertire le sorti di una tornata elettorale? Perché il fratello del candidato sindaco della lista “Insieme” si era sentito dire che lo stesso cittadino avrebbe venduto una sua villa pur di vincere le elezioni? Perché un semplice geometra, che alle ultime elezioni aveva riportato 40 consensi, era reputato in grado di spostare gli equilibri politici isolani? Perché si continuava a far riferimento a “poteri forti”?

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L’esito della nostra ricerca oggi costituisce patrimonio cognitivo della nostra comunità e rappresenta il nostro modo di adempiere all’obbligazione naturale di informarvi e studiare anche le ragioni della depressione economica di Isola delle Femmine, della sua singolare disuguaglianza reddituale, dell’incredibile assenza di un desiderio di denuncia che si traduca in impegno civile. Perché questo, consigliere Riso, è fare il bene del Paese. Perché il coraggio della denuncia è la ragione prima per cui vale la pena sottrarre tempo a famiglia, lavoro, affetti e dedicarlo alla propria comunità. Questo per inciso. Nella geografia politica di Cosa Nostra, Isola delle Femmine ricade – stando alle ultime indicazioni del Ministero dell’Interno – nel Mandamento di San Lorenzo/Resuttana ed in particolare il suo territorio rientra nella sfera d’influenza di quella che viene comunemente denominata “famiglia di Capaci”. Per comprendere a fondo in che termini il nostro Paese risulti interessato dal fenomeno mafioso, abbiamo ritenuto opportuno muoverci sulla base dei documenti pubblici che hanno analizzato la realtà locale, delle sentenze della Magistratura, delle notizie apprese dalla stampa. E’ emerso un quadro a tinte fosche, che getta ombre su diversi personaggi che hanno apertamente sostenuto la campagna elettorale del gruppo “Progetto Isola” e del candidato a sindaco Portobello, e su soggetti che hanno ottenuto sorprendenti e tempestivi provvedimenti amministrativi alla vigilia del voto. In base alla relazione curata dal senatore Russo Spena nel 2000 – che il vicesindaco, per ragioni ideologiche, suppongo conosca – sulla storia drammatica dell’indimenticato Peppino Impastato e sul processo ai suoi assassini, il nostro Comune negli anni ’80 rientrava sotto il controllo della famiglia Badalamenti di Cinisi ed in particolare due società con sede in Isola delle Femmine – l’immobiliare B.B.P. snc e la Copacabana spa – erano di fatto, uso le parole del senatore, “nella piena disponibilità di Tano Badalamenti”, che le gestiva tramite persone di fiducia. Al fine di ottenere informazioni in ordine ai membri delle società suddette, operanti nel settore immobiliare e delle costruzioni, abbiamo provveduto a consultare la “Relazione della Commissione Parlamentare sul fenomeno della Mafia” presentata alle Camere dall’onorevole Abdon Alinovi il 16.04.85 – che sicuramente il geometra Dionisi conosce e su cui ha fondato una propria interrogazione parlamentare l’on. Angela Napoli qualche anno fa. Nello specifico, abbiamo esaminato il prospetto dei sequestri e delle confische di beni operate dalla Guardia di Finanza in forza della l. n. 646/82, la c.d. Rognoni-La Torre, primo intervento normativo volto ad attaccare il patrimonio dei mafiosi colpendo beni di provenienza illecita. Dai registri della GdF risulta che tra i componenti della Copacabana spa – la società immobiliare che, stando agli inquirenti, avrebbe dovuto reinvestire i proventi del traffico di eroina gestito dal clan Badalamenti, facendo fare “un salto di qualità all’organizzazione” – erano tali Billeci Salvatore e Rocco di Capaci, Bruno Pietro, Giuseppe e Giovanni di Isola delle Femmine, Badalamenti Vito e Leonardo di Cinisi (i figli di Tano) e Pomiero Giuseppe anche lui di Isola delle Femmine. Orbene, lo zio dell’assessore Cutino e gli zii del vicesindaco Palazzotto erano soci dei Badalamenti, loro referenti a Isola, destinatari di provvedimenti di confisca e – ça va sans dire – sospettati di “mafiosità”.

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Ma v’è di più, la società B.B.P. snc richiamata da Russo Spena, risultava costituita dai Bruno e da Pomiero che, pertanto, il senatore nel 2000 indicava come verosimili prestanome di Gaetano Badalamenti. Questa introduzione serve solo a presentarci i soggetti con cui ci rapportiamo oggi e ad introdurre eventi a noi più prossimi. Il 6.05.05 il Giornale di Sicilia ha pubblicato la notizia del sequestro per mafia di beni per 4 milioni di euro a due imprenditori edili di Isola delle Femmine, Bruno Pietro e Vassallo Giuseppe: del primo si ricordava il collegamento alla cosca mafiosa del boss Badalamenti ed il fatto che aveva partecipato “con altri personaggi della mafia di Capaci e Isola delle Femmine” – cito testualmente – alla società Copacabana spa realizzata per la lottizzazione di un vasto appezzamento di terreno; Vassallo Giuseppe, figlio di Vincenzo, veniva addirittura indicato come “il capo della famiglia mafiosa di Capaci”, inserito “pienamente nel mandamento mafioso di San Lorenzo”. Entrambi sono stati condannati con sentenza passata in giudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso ex art. 416 bis c.p. Evidentemente, consigliere Peloso, la mafia a Isola delle Femmine esiste. Orbene, sin qui potrebbe anche aver ragione il sindaco Portobello, quando nella sua nota del 18.12.09 suppone che il legame di affinità tra l’assessore Cutino e Bruno Pietro sia una circostanza casuale, quando implicitamente sminuisce l’importanza del sostegno fornitogli in campagna elettorale dalla famiglia Pomiero (organizzazione e partecipazione a cene elettorali alla presenza degli attuali sindaco e vicesindaco, finanziamento delle spese della campagna elettorale del nipote Palazzotto) perché rientrante nelle libertà politiche di ognuno, quando afferma biblicamente che “le colpe dei padri non ricadono sui figli”. Le sue argomentazioni però hanno, come dire, una data di scadenza: il 14.05.09. Quel giorno infatti il nostro UTC ha rilasciato una concessione edilizia in favore della famiglia Pomiero ed un’altra – in sanatoria – in favore della famiglia Vassallo/Billeci. Innanzitutto legalità e trasparenza avrebbero dovuto consigliare di non rilasciare provvedimenti di questo tenore in prossimità dell’appuntamento elettorale, inoltre non si è minimamente valutata la peculiarità dei destinatari: la famiglia Pomiero da un lato, i signori Billeci dall’altro. I legami parentali di questi ultimi coi Billeci e i Vassallo di cui sopra credo possiate individuarli agevolmente. A distanza di 25 anni dalla confisca delle quote della Copacabana spa il nostro UTC ha riunito i nomi di Pomiero e Billeci, quasi a conferma del noto brocardo vichiano circa i corsi e ricorsi della storia. Ma noi, che siamo garantisti sino in fondo, abbiamo voluto dare ancora ragione al sindaco: anche queste concessioni pre-elettorali sono coincidenze, del resto se un soggetto ha diritto ad un provvedimento amministrativo, questo gli va riconosciuto a prescindere dal suo passato. A questo punto però, per dirla con Jacques Monod, il “caso” inizia ad intrecciarsi con la “necessità” e per cogliere il sottile passaggio dalla singolare coincidenza al sospetto bisogna entrare nel merito della concessione edilizia n. 13 rilasciata in favore della “Sorelle Pomiero snc di Pomiero Maria Grazia”. Il fondo su cui i Pomiero hanno chiesto di costruire è ubicato in Isola delle Femmine, via della Torre: 2000 mq di campagna che confinano a nord con un 28

edificio dismesso, ad ovest danno sulla pubblica via e per gli altri due lati si aprono su uno spazio verde piuttosto esteso che giunge sino al Viale Marino e in prossimità del Lungomare Vespucci. Il 14.05.09 l’UTC ha deciso di rilasciare una diretta concessione edilizia per un piano plani volumetrico relativo alla costruzione di tre ville unifamiliari su due livelli fuori terra, richiamando il parere reso dall’A.R.T.A. “in merito alla possibilità di rilascio di concessioni dirette su lotti interclusi o residui in zona B e C”. Orbene, il nostro Comune si trovava – come si trova tutt’ora – nella condizione di disporre di un PRG del 1977 approvato e di un nuovo PRG adottato con D.C.C. n. 33/07, ma non ancora approvato dalla Regione Sicilia: senza PRG, dinanzi ad un fondo ricompreso in una vastissima area verde sita in zona C, anziché ritenere necessario un piano particolareggiato con cui il Consiglio provvedesse a disegnare l’assetto urbanistico dell’area, perché si è proceduto a rilasciare una concessione diretta? Perché ai proprietari dei fondi vicini è stata negata questa possibilità? L’UTC ha motivato la sua decisione rifacendosi, come detto, a un parere A.R.T.A. relativo a concessioni su lotti interclusi o residui: ma il fondoPomiero non è intercluso, giacché copiosa giurisprudenza ha chiarito che “il codice civile qualifica INTERCLUSO il fondo caratterizzato dalla totale assenza di una uscita sulla via pubblica (art. 1501 c.c.) e per la giurisprudenza amministrativa INTERCLUSO è anche il lotto pur affacciante sulla pubblica via, ma compreso tra edifici che sorgono su almeno due lati”!!! (Cons. Stato, sez. V, 21.10.85, n.339) e, più esplicitamente, “lotto INTERCLUSO è ritenuto quello circondato da lotti edificati in un contesto completamente urbanizzato” (Cons. Stato, sez. V, 15.01.97, n. 39) ed il medesimo fondo non è tanto meno residuo, non avendo avuto luogo alcuna precedente lottizzazione dell’area. Sindaco, le coincidenze iniziano a scricchiolare, a meno di non voler querelare il Consiglio di Stato e il Tar di Catania che anche nel 2008 ha confermato che pur se un PRG parla di lotto intercluso, la definizione va ricondotta alla sentenza n. 339/85 del Consiglio di Stato. Perché tanta fretta? Perché bypassare il Consiglio? Perché svilire il senso della pianificazione urbanistica del territorio? Purtroppo però anziché dipanarsi l’intrico si infittisce: il nome del progettista del piano –Pomiero risulta infatti il geometra Impastato Giovanni che sino al giugno 2009 è stato assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Portobello I, ciò in violazione dell’art. 78 d.lgs. 267/00: Il comportamento degli amministratori, nell'esercizio delle proprie funzioni, deve essere improntato all'imparzialità e al principio di buona amministrazione. Gli amministratori di cui all'art. 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. I componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato. Il 22.01.09 invero la Commissione Edilizia in relazione alla pratica in oggetto aveva evidenziato come i Pomiero prima di poter costruire avrebbero dovuto cedere al Comune a titolo gratuito una porzione di terreno di 200 mq. Ma la Giunta Portobello, riunitasi il 27.03.09, forte del parere dell’arch. D’Arpa che “riteneva la superficie di terreno suddetta insufficiente a qualsiasi 29

utilizzo”, ha deliberato di autorizzare la monetizzazione della somma di € 29.760,00 in luogo della cessione al Comune della porzione del fondo. Cons. Guttadauro, sa chi ha presentato alla Giunta la richiesta di monetizzazione? Il geometra Impastato (!) che illegittimamente sedeva in Giunta, leggeva e valutava la sua richiesta e … la votava! Cons. Guttadauro, sa quanto è stato stimato il valore unitario al mq del terreno DA EDIFICARE alla Torre? 155 € ! Chiedete ai cittadini di Isola delle Femmine quanto costi al mq un fondo alla Torre e scoprirete l’incidenza di tale delibera! Anche queste sono coincidenze? Il geometra Impastato ha DIMENTICATO di abbandonare la seduta per conflitto d’interessi? Potevamo concedere anche questo al sindaco, ma adesso esce di scena – si fa per dire – il Portobello I ed entra in campo il Portobello II. Il geometra/progettista/assessore Impastato ha vissuto la campagna elettorale da protagonista, assistendo il nipote Cutino Marcello ed affiancandolo nella lunga marcia verso il democratico consenso. A successo acquisito il Portobello con determina n. 20 del 6.07.09 ha nominato il suddetto professionista come “consulente nelle materie tecniche del settore della vivibilità urbana, arredo urbano, piani strategici territoriali” per mesi tre e, pur dimenticando di pubblicare il relativo provvedimento sino alla proposizione di una apposita interrogazione da parte del gruppo di minoranza, ha rinnovato l’incarico con determina n. 36 del 30.09.09. Lo stesso Impastato ha guidato, unitamente all’assessore Cutino, un gruppo di volontari che dapprima hanno realizzato attività di operatori ecologici e manutentori a titolo gratuito, poi hanno organizzato un incredibile sit-in dinanzi al Comune al fine di ricevere risposte alle promesse elettorali del sindaco: ironia della sorte, molti protagonisti della protesta sono stati commensali nella cena organizzata dal Pomiero in piena campagna elettorale. Noblesse oblige … Credete sia finita? Macché! Non solo la nostra Giunta risulta composta da Cutino Marcello, nipote di Bruno Pietro ed Impastato Giovanni: il primo condannato per mafia, il secondo professionista di fiducia di Pomiero Giuseppe - già socio di Bruno – e suo principale sponsor elettorale, e da Palazzotto Salvatore, nipote del suddetto Pomiero, a detta degli inquirenti verosimile prestanome di Badalamenti. Non solo l’Amministrazione Portobello alla vigilia del voto ha rilasciato concessioni edilizie in favore delle famiglie Pomiero e Vassallo/Billeci, in vario modo interessate dalle relazioni Russo Spena/Alinovi. In data 10.03.09 il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine è stato chiamato ad esaminare una proposta di delibera con la quale veniva chiesta una variante all’art. 11 delle norme tecniche di attuazione del PRG, a seguito di formale richiesta delle signore Costanzo Marila, Lucido Antonella e Bruno Maria. In breve, essendo l’istanza incompatibile con lo strumento urbanistico adottato, in quanto l’opera (collocazione di n. 3 chioschi all’interno della Villa Comunale di via Piano Levante) ricadeva in zona A, sarebbe stata necessaria una modifica delle norme di attuazione del PRG da parte del Consiglio Comunale, per stipulare quindi una convenzione con la società costituita dalle tre donne sopra citate. I consiglieri del gruppo Portobello votavano in senso

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favorevole alla proposta, per quanto la stessa fosse respinta per il voto contrario dei gruppi Insieme e Isola Democratica. La vicenda acquista un rilievo assoluto in considerazione del fatto che le socie suddette risultano rispettivamente la cognata dell’attuale assessore Cutino Marcello e pertanto nipote del già citato Bruno Pietro, la cognata dell’attuale consigliere comunale di maggioranza Cardinale Enrico e la moglie dell’attuale vicesindaco Palazzotto Salvatore, nipote di Pomiero Giuseppe. Inoltre, progettista dell’opera è il geometra Dionisi Vincenzo, attuale vicepresidente del Consiglio Comunale. In data 30.04.09 – in piena campagna elettorale – sono stati disposti interventi di manutenzione alla rete idrica e a quella elettrica presso Passaggio del Levriero e Passaggio delle Ginestre, su cui insistono beni immobili di proprietà della famiglia Pomiero. Al di là della tempistica sicuramente equivoca dell’intervento, vedasi a proposito la problematica connessa alle opere di urbanizzazione della zona, stupisce come l’ordine di servizio alla ditta incaricata dei lavori sia partito non dai vertici dell’UTC, ma direttamente dal sindaco Portobello, con atto recante la sua firma e solo la sua. In data 10.11.09 i ROS nel quadro dell’operazione Rebus hanno disposto il sequestro di beni siti nel territorio di Isola delle Femmine perché riconducibili al clan mafioso Madonia-Di Trapani. In particolare pare si tratti – a detta degli organi di stampa – di immobili siti in via Passaggio del Coniglio n. 4 le cui risultanze catastali potrebbero condurre a terreni, opifici e appartamenti intestati a tali D’Arpa Vincenzo, Massimiliano, Pietro e Collura Vincenza: prescindendo dai motivi di rilevanza penale dei fatti, che sarà la Magistratura a valutare, i legami di parentela che stringono possibili prestanome di potenti boss mafiosi al capo dell’UTC isolano, aggiungono dolore e sgomento ad un clima già di considerevole tensione e sospetto. E sul punto il sindaco, più volte sollecitato dalla minoranza, si è sempre rifiutato di esprimersi. Infine, last but not least, nel novembre 2009 il Giornale di Sicilia ha pubblicato la notizia del pentimento di Razzanelli Giovanni, cittadino di Isola delle Femmine, che ha fatto parte della task force elettorale del gruppo “Progetto Isola”: egli ha affermato di essere un estorsore di Cosa Nostra e che Bruno Pietro continua a “muoversi” a Isola delle Femmine. L’analisi dei fatti in questione conduce a ritenere sussistenti sospetti circa un ruolo delle famiglie Pomiero e Bruno nel successo elettorale del gruppo Portobello – addirittura nella formazione della stessa lista civica “Progetto Isola” – e nella stessa gestione della macchina amministrativa, se poi dovesse esser confermata la parentela tra i vertici dell’UTC e possibili prestanome dei Madonia-Di Trapani, la situazione sarebbe davvero grave e richiederebbe una netta presa di posizione anche e soprattutto da parte di quanti, nella maggioranza, colgono la serietà del problema. A nostro avviso si è confuso l’estado de derecho con un pericoloso estado de opinion, ma vogliamo ancora credere nella giustizia e nel buon senso delle istituzioni: del resto non va temuto l’urlo del violento, ma il silenzio degli onesti. Un silenzio che, stasera, abbiamo provato a far tacere. Isola delle Femmine, 12.03.10 I consiglieri comunali Atto numero 08 del 12-03-2010 Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO 31

Allegato: DELIBERA C.C. 008.10.pdf (24 kb)

AL SINDACO AL PRESIDENTE DEL C.C. Oggetto: replica all’interrogazione “Episodi di tensione all’interno della Casa Comunale” Il gruppo consiliare “Rinascita Isolana” non si ritiene soddisfatto della risposta fornita dal sindaco in merito all’interrogazione in oggetto. Onestamente da mesi siamo sorpresi – e preoccupati – dalla frequenza di episodi di violenza – verbale e fisica - che coinvolgono i nostri amministratori e cittadini di Isola delle Femmine. Evidentemente in campagna elettorale qualcosa nella comunicazione tra gli esponenti del gruppo “Progetto Isola” e i loro collaboratori non ha funzionato, perché non vi è dubbio alcuno che questi si sentano in diritto di rivendicare il rispetto di determinate promesse elettorali. Il decoro istituzionale richiede però una diversa attenzione da parte del sindaco, della sua Giunta e della maggioranza consiliare, giacché è inammissibile che la Casa Comunale si trasformi in un’arena, se non altro per la serenità e l’incolumità dei dipendenti. Che il governo dell’ente locale si interessi per creare opportunità lavorative e fornire assistenza economica e sociale ai cittadini in difficoltà è iniziativa meritoria ed opportuna, ma deve realizzarsi secondo procedure trasparenti e non mediante selezioni da provincia sudamericana. E, soprattutto, non possono essere retribuite le prestazioni di volontariato fornite all’interno di strutture associative. Per quanto attiene più specificamente alla vicenda-Razzanelli i nostri dubbi sono sorti – e permangono - per effetto delle dichiarazioni da questi pronunciate alla presenza di diversi testimoni e del Comandante della locale stazione dei Carabinieri in merito agli impegni che il Portobello in persona avrebbe assunto nei suoi confronti ed all’intervento di un ricco sostenitore del gruppo “Progetto Isola” presso suo padre per convincerlo a fidarsi delle promesse del sindaco e pazientare. Legalità e trasparenza anche in campo assistenziale, al momento, abitano altri lidi. Isola delle Femmine, 12.03.2010 I consiglieri comunali Atto numero 09 del 12-03-2010 Oggetto: Interrogazioni.

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AL SINDACO AL PRESIDENTE DEL C.C. Oggetto: replica all’interrogazione consiliare “Ipotesi di persecuzione politica nei confronti del consigliere comunale Billeci Orazio” Il gruppo consiliare “Rinascita Isolana” non si ritiene soddisfatto della risposta fornita dal sindaco in merito all’interrogazione in oggetto. La memoria dei defunti costituisce un valore assoluto all’interno delle piccole comunità, un elemento che attinge direttamente allo spirito dei consociati e consente di perpetuare la tradizione e sostenere un genuino e positivo senso di appartenenza. Anche per questa ragione riteniamo si sia sempre ammessa una certa indulgenza nel valutare i fatti occorsi all’interno del cimitero, chiaramente quando strettamente connessi al pietoso ufficio della sepoltura o all’affettuoso ricordo da parte dei cari del defunto. Non ricordiamo di interventi dell’UTC o del Comando di Polizia Municipale di Isola delle Femmine in occasione della realizzazione delle piccole attività edilizie connesse alla tumulazione dei cittadini scomparsi, non crediamo siano frequenti le misure volte ad impedire l’accesso alla piazzola d’ingresso, viepiù quando si sono recentemente verificati eventi luttuosi ed è consuetudine provvedere a rendere decorose le lapidi e le cappelle. Nel caso di specie, il sequestro della cappella della suocera del consigliere Billeci è stato causato da un minimo (qualche minuto!) ritardo nella regolarizzazione di un’operazione di semplice manutenzione ed ha determinato un’offesa vergognosa al dolore di una famiglia e alla memoria di un defunto: la bara visibile ai passanti è stata una delle peggiori immagini che hanno caratterizzato quest’Amministrazione in questi mesi. Inoltre, il fatto che appena due giorni prima dell’adozione del provvedimento, si fosse rivelato necessario indagare su un evento di assoluta frequenza (l’ingresso di una vettura al cimitero per consentirvi l’accesso ad invalidi) solo perché coinvolgeva Orazio Billeci, rende fin troppo ovvio un intento che il sindaco ha mal celato, ma che alcuni amministratori hanno apertamente chiarito ai familiari del consigliere. Sant’Agostino chiariva che la speranza ha due figli: lo sdegno per ciò che accade e il coraggio per tentare di invertire la rotta. Il nostro sdegno è quello di un’intera comunità che ha tributato unanime solidarietà a Orazio Billeci e alla sua famiglia, il nostro coraggio risiede nella democratica e civile denuncia. Siamo pronti a fronteggiare le piccole grandi vendette politiche che consumate quotidianamente, ma abbiate almeno il buon senso e il buon gusto di non turbare il dolore della perdita e la cristiana commemorazione dei propri cari defunti. Isola delle Femmine, 12.03.2010 I consiglieri comunali

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Atto numero 09 del 12-03-2010 Oggetto: Interrogazioni. http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2010/03/immobile-sito-in-isoladelle-femmine.html

Consiglio Comunale Isola delle Femmine 1 febbraio 2010 Rinascita Isolana: Le Vostre collusioni con i POTERI FORTI
COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE Provincia di Palermo Ufficio del Presidente Prot. n°1034 Lì 22 GENNAIO 2010 OGGETTO: Convocazione Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 125, comma 5, del testo coordinato dal vigente ordinamento degli Enti Locali. Ai Consiglieri Comunali Al Signor Sindaco Ai Signori Assessori Al Segretario Comunale Al Responsabile del Settore Tecnico Arch. Sandro D’Arpa Albo Pretorio SEDE Al Comando di P. M. SEDE Alla Locale Stazione dei Carabinieri ISOLA DELLE FEMMINE All’Assessorato Regionale alla Famiglia, Alle Politiche Sociali, alle Autonomie Locali Via Trinacria PALERMO Alla Prefettura U.T.G. PALERMO Le SS.LL., nella qualità, sono invitate a partecipare alla seduta del Consiglio Comunale convocata, ai sensi dell’art. 14 comma 5 del Regolamento del Consiglio Comunale ed ai sensi dell’art. 215, comma 5 del testo coordinato dal vigente Ordinamento Enti Locali, giusta determina presidenziale n°08 del 30 agost o 2009, presso la sala “Padre Bagliesi”, sita nei locali comunali di Via Palermo, il giorno 06 agosto c.a. alle ore 19,00 per la trattazione degli argomenti di cui di seguito: 1. Lettura ed approvazione verbali della seduta precedente; 2. Regolamento Comunale per i Lavori, le Forniture ed i Servizi in Economia redatto ai sensi del D.Lgs. 163/2006. Si avverte che ai sensi dell’art. 30 della L.R. 3 Giugno 1986, n.9, come sostituito dall’art. 21 della L.R. n.26/93, la mancanza del numero legale degli intervenuti comporta la sospensione di un’ora della seduta. Se alla ripresa dei lavori non venisse raggiunto, o dovesse venire meno, il numero legale, la seduta verrà rinviata al giorno successivo alla stessa ora e con il medesimo ordine del giorno senza ulteriore avviso di convocazione. Distinti Saluti. Il Presidente del Consiglio Comunale Rag. Alessandro Giucastro 34

Lettura e approvazione verbali della seduta precedente. Alle ore 18,10, il Presidente, constatata la presenza in aula di n°12 consiglieri, dichiara aperta la seduta e preliminarmente nomina quali scrutatori che lo assisteranno nell’accertamento dell’esito delle votazioni i consiglieri Aiello, Guttadauro e Cardinale. Prima di entrare nel merito del primo argomento iscritto all’ordine del giorno, il Cons. Caltanissetta chiede di poter dar lettura di una dichiarazione con la quale si replica ad alcune affermazioni del Sindaco fatte in precedenti sedute. Il Presidente evidenzia come il regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale non consenta di poter discutere su argomenti non iscritti all’ordine del giorno per cui l’autorizzazione richiesta violerebbe detta disposizione regolamentare. Invita il gruppo “Rinascita isolana” ad assicurare una più costante presenza nei lavori consiliari, evitando in tal modo di presentare documenti di replica in successive sedute. Preannuncia la propria disponibilità ad autorizzare in via eccezionale la lettura della dichiarazione precisando che sarà, comunque, concesso il diritto di replica al Sindaco. Il Cons. Caltanissetta precisa che le assenze dall’aula del gruppo sono state sempre motivate politicamente. Il Presidente evidenzia come le motivazioni addotte per la mancata partecipazione ai lavori consiliari da parte del gruppo Rinascita isolana possano essere ritenute pretestuose. Il Sindaco chiede che qualora il Presidente autorizzi la lettura della dichiarazione da parte del Consigliere Caltanissetta, questa per una corretta informazione del pubblico presente, venga preceduta dalla lettura dei documenti a firma del Sindaco a cui si intende replicare. Il Presidente evidenzia come la presentazione di dichiarazioni che esulano da argomenti iscritti all’ordine del giorno dei lavori consiliari sia ormai una costante da parte del gruppo Rinascita Isolana, nonostante che detto gruppo sia ben consapevole della contrarietà alle previsioni regolamentari. La minoranza si è invece sempre sottratta ad un confronto con la maggioranza consiliare. Autorizza, tuttavia, in via eccezionale il Cons. Caltanissetta a dare lettura della dichiarazione. Il Cons. Caltanissetta, dopo aver evidenziato come il confronto sia sempre stato portato avanti dal Sindaco e quasi mai dal gruppo di maggioranza consiliare, dà lettura della dichiarazione che allega a verbale. Udita la dichiarazione, il Presidente sollecita, come già fatto in passato, il gruppo Rinascita Isolana a presentare la relazione prevista dal vigente regolamento dei lavori consiliari a supporto dell’interrogazione presentata sulle infiltrazioni mafiose, assicurando che in presenza della stessa egli procederà immediatamente alla convocazione del Consiglio. Concede, quindi, la parola all’Assessore Cutino che chiede di intervenire per fatto personale essendo stato citato in prima persona nella dichiarazione. L’Assessore Cutino evidenzia come si senta leso e diffamato dalla dichiarazione testè letta dal Consigliere Caltanissetta che ribadisce precedenti accuse avverso le quali comunica di avere già sporto querela e preannunzia che non esiterà ad intraprendere ulteriori azioni querelatorie contro tutti coloro che si faranno portavoce di dette accuse altamente lesive ed infamanti. Il suo passato, noto a tutti, è documentabile. Tutti sono a conoscenza della sua dirittura morale e dell’attività che Egli ha svolto, sin dal 2004, in qualità di Consigliere Comunale e di Consigliere dell’Unione dei Comuni. Tutti sono a conoscenza che egli si è fatto promotore presso il Consiglio dell’Unione dei 35

Comuni dell’adozione del “Codice Etico contro la mafia”, dei cui dettami era pienamente cosciente e, condividendolo appieno, non solo si è battuto per l’adozione da parte dell’Unione dei Comuni ma si impegnò affinché detto codice fosse approvato da tutti e tre i Consigli Comunali facenti parte dell’Unione e in particolar modo da questo Consiglio che lo ha approvato all’unanimità. In quell’occasione ebbe ad auspicare che detto Codice venisse esteso anche agli Assessori Comunali. Respinge, quindi, le calunniose e diffamanti accuse formulate nelle dichiarazioni del gruppo consiliare Rinascita Isolana, che risultano assolutamente prive di ogni fondamento. Esiste, infatti, un rapporto di affinità con il Sig. Bruno Pietro ma non sussiste alcun tipo di frequentazione, e di ciò sono perfettamente a conoscenza anche gli stessi consiglieri di Rinascita Isolana che bene conoscono la sua persona visti i rapporti intercorsi nel passato con alcuni di loro, come in particolare il Consigliere Nevoloso Benedetto. Ricorda come lo stesso attuale coordinatore del gruppo Rinascita Isolana Sig. Stefano Bologna, Sindaco uscente nel 2004, non ebbe alcuna remora ad accoglierlo come candidato nella lista civica dal lui stesso capeggiata pur esistendo, già allora, gli stessi rapporti di affinità oggi contestati. La sua attività di Amministratore è sempre stata volta ad evitare di alimentare campagne di odio e si dichiara stupito e rammaricato per la situazione che si è venuta a creare per le accuse diffamatorie mossegli. In merito alla richiesta di sue dimissioni avanzata dal Gruppo Rinascita Isolana, evidenzia come non sussistano, secondo la normativa vigente, i presupposti Giuridici - Amministrativi per ravvisare condizioni di incompatibilità con la carica assessoriale da egli ricoperta, come del resto riconosciuto dal consiglio comunale all’atto della convalida dell’elezione alla carica di Consigliere Comunale. Mancando la frequentazione, mancano anche i presupposti di connivenza previsti dal codice etico. Ricorda come egli sia stato fra i promotori della proposta di assegnazione dell’immobile confiscato al Sig. Bruno Pietro all’Arma dei Carabinieri per la realizzazione della locale Stazione, dimostrando nei fatti la propria libertà d’azione e l’assenza di qualsivoglia condizionamento a causa del rapporto di affinità. In quella occasione, invece, il gruppo Rinascita Isolana non ritenne di dover appoggiare detta proposta ed abbandonò l’aula consiliare sottraendosi, di fatto, ad un atto doveroso ed altamente significativo per manifestare la volontà di combattere la criminalità mafiosa. Pertanto, alla luce di quanto esposto, dovrebbe essere il Cons. Caltanissetta a dimettersi non avendo avuto il coraggio di sostenere tale proposta. Anzi, ne chiede formalmente le dimissioni dalla carica di Consigliere Comunale per avere contravvenuto ai dettami del Codice etico contro la mafia approvato da questo Consiglio. Inoltre, respinge, categoricamente, l’accusa formulata dal Gruppo Rinascita Isolana in una precedente dichiarazione, secondo cui il proprietario del bene confiscato lo abbia sostenuto in campagna elettorale reputandola del tutto falsa e priva di ogni fondamento come, del resto, noto a tutti. Per le attività che hanno contraddistinto la sua azione amministrativa, per le campagne ambientaliste condotte a salvaguardia della salute e dell’ambiente, per il lavoro che svolge e per propria forma mentis, egli si dichiara lontano dalla possibilità di subire alcun condizionamento. Chiede, pertanto, alle forze dell’ordine di attenzionare la sua persona e i suoi comportamenti; del resto, egli è conosciuto da tutta la cittadinanza oltre che dagli stessi Consiglieri di 36

minoranza che pretestuosamente lo accusano. Il Cons. Caltanissetta chiede di poter replicare all’Ass. Cutino, in quanto chiamato in causa da questi: Preannunzia che qualora gli venisse negata la replica il Gruppo abbandonerà l’aula. Il Presidente, dopo aver premesso di aver già concesso al Cons. Caltanissetta di leggere la dichiarazione, nonostante le previsioni contrarie del Regolamento per i lavori Consiliari, in via del tutto eccezionale autorizza la replica. Il Cons. Caltanissetta con riferimento all’assegnazione del bene confiscato afferma che la competenza in ordine all’assegnazione dello stesso è della Giunta Municipale per il coinvolgimento del Consiglio ci sarebbero dovuti essere motivi seri e ponderati; in assenza di detti motivi, l’allontanamento è stato motivato con una specifica dichiarazione che rende assoluta chiarezza. Respinge, quindi la richiesta delle proprie dimissioni. In merito alle dichiarazioni più volte fatte in questo Consiglio sulla necessità di dimissioni dell’Ass. Cutino, ci si è limitati a sollecitare comportamenti politici. Le querele sono il modo peggiore per vivere la democrazia; questa è la democrazia del Gruppo di maggioranza. Il Sindaco, rispondendo al Cons. Caltanissetta, afferma che nell’analisi pretestuosa del Cons. Caltanissetta sullo scenario politico isolano questi tira in ballo diversi nomi di famosi filosofi e analisti, dimenticando di citare due funzionari del Genio Civile di Trapani: Pizzo e Caccetta, di cui risulterebbero intercettate alcune conversazioni telefoniche con Stefano Bologna. Detta affermazione scatena la violenta polemica da parte del Gruppo di minoranza per cui il Presidente, per porre fine alla tensione sospende brevemente i lavori alle ore 18,50 per riprenderli alle ore 19,00. Presenti gli stessi n.12 Consiglieri. Alla ripresa dei lavori, il Presidente, al fine di fare chiarezza, nell’interesse della comunità, sollecita nuovamente il gruppo consiliare Rinascita Isolana a presentare la necessaria relazione per poter consentirgli di porre all’O.d.G. l’argomento “Infiltrazioni mafiose”. Il Cons. Caltanissetta evidenzia che il Gruppo non ha presentato la relazione stante le indagini in corso. Il Sindaco, riprendendo l’intervento iniziato prima della sospensione, ribadisce che il gruppo di minoranza ha dimenticato di citare i nomi dei signori Pizzo e Caccetta. Afferma che la Giunta da Lui presieduta ed il proprio gruppo consiliare avrebbero motivo di vergognarsi di lui solo qualora egli, a seguito di intercettazioni telefoniche, dovesse essere indagato per fenomeni di estorsione o qualora avesse nascosto delle carte per ottenere indebiti vantaggi urbanistici. Il Cons. Riso esprime, quindi, il suo rammarico per come si svolgono usualmente i lavori consiliari in quanto il gruppo Rinascita Isolana è solito o abbandonare l’aula o muovere accuse infamanti e pretestuose offendendo la stessa essenza dell’attività consiliare ossia il rispetto del bene comune. Si chiede, di conseguenza, il motivo per cui ella debba sottrarre tempo al suo lavoro e alla sua famiglia per assistere ad un’inutile bagarre. Il Presidente dichiara, quindi, chiuso il dibattito e, invita il gruppo di minoranza a partecipare all’esame delle proposte all’O.d.G., specialmente quelle di particolare interesse per la collettività. Pone, infine, in votazione la seguente proposta “Lettura ed approvazione verbali delle sedute precedenti”

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IL CONSIGLIO COMUNALE Sentita la lettura, fatta dare dal Presidente, degli oggetti delle deliberazioni delle sedute svoltesi nelle seguenti date: · 18 dicembre 2009 n°67, 68, 69, 70 e 71; · 30 dicembre 2009 n°72; · 21 gennaio 2010 n°01; Ritenuto dover approvare i relativi verbali; Vista la legge 8.6.1990 n. 142, recepita con modifiche dall’art.1 della L.R. 11.12.1991 n. 48; Visto il vigente O.A.EE.LL. in Sicilia; DELIBERA Approvare i verbali delle sedute precedenti svoltesi nelle seguenti date: · 18 dicembre 2009 n°67, 68, 69, 70 e 71; · 30 dicembre 2009 n°72; · 21 gennaio 2010 n°01; Atto numero 02 del 01-02-2010 Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO Allegato: DELIBERA C.C. 002.10.pdf (23 kb) Approvazione del regolamento per i lavori, le forniture e i servizi in economia redatto ai sensi del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Atto numero 03 del 01-02-2010 Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO Allegato: DELIBERA C.C. 003.10.pdf (105 kb)

AL SINDACO AL PRESIDENTE DEL C.C. ALL’ASSESSORE AL TURISMO ALL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE

Oggetto: dichiarazione consiliare In seguito a quanto affermato dal sindaco del Comune di Isola delle Femmine durante la seduta del Consiglio Comunale del 30.12.09, il Movimento Politico “Rinascita Isolana” avverte la necessità di intervenire a garanzia delle legittime prerogative di chi lo rappresenta in seno all’organo assembleare e dell’effettività dei diritti e doveri riconosciuti dagli artt. 2, 18, 21 e 54 della Carta Costituzionale. Innanzitutto nel corpo della delibera n. 72 del C.C. si legge come il sindaco rigetti “tutte le illazioni sollevate nella nota, con la quale si ripropongono le menzogne sostenute da Rinascita Isolana”: si suppone egli si riferisca alla dichiarazione del gruppo consiliare di minoranza in cui si è affermato che “il 38

contrasto alla mafia parte dall’allontanamento dalla Casa Comunale di chi sia anche solo sospettato di esser organico a Cosa Nostra, estorsore, usuraio, prestanome di mafiosi e questa battaglia di valori non è pertanto compatibile con la scelta del sindaco Portobello di far sedere in Giunta e porre ai vertici degli uffici comunali i familiari dei soggetti suddetti”. Orbene, purtroppo all’opposizione riesce difficile cogliere la falsità di quanto contenuto nella superiore affermazione, giacché i legami di parentela ed affinità cui si fa cenno sono incontrovertibili e di certo non possono esser considerati elucubrazioni teoriche elaborate da menti poco lucide: stante il costante invito al dialogo proposto dal Presidente del C.C., si ritiene necessario ricordare le parole di Gustavo Zagrebelsky nel suo Imparare la democrazia, secondo il quale “affinché sia preservata l’integrità del ragionare, deve essere prima di tutto rispettata la verità dei fatti, che è la base di ogni azione orientata a intendersi onestamente”. Perché sia chiara l’assoluta disponibilità del gruppo “Rinascita Isolana” a realizzare un’analisi critica della problematica, esplicitiamo il nostro consenso alla eventuale convocazione di un giurì d’onore per rilevare la sussistenza dei vincoli che uniscono assessori e funzionari del nostro Comune a personaggi avvolti da un alone di sospetto e dal passato controverso: anche se, in tutta onestà, chi siano i vostri zii riteniamo lo sappiate benissimo. Il sindaco ha inoltre evidenziato come la minoranza non si sia assunta la “responsabilità politica, civile e morale di fare dichiarazioni nel luogo preposto istituzionalmente … dimostrando di parlare per interposte persone e manovratori che, nel passato, hanno avallato comportamenti che hanno messo a dura prova la convivenza democratica e civile nel nostro paese”. In primis affermare che i consiglieri di “Rinascita Isolana” in questi mesi non abbiano espresso in Consiglio – tramite documenti pubblici – le proprie opinioni, significa travisare palesemente la realtà rischiando di risultare comici: il Presidente mi darà atto di aver prodotto una mole di dichiarazioni consiliari pari credo al triplo della somma degli interventi di tutto il gruppo di maggioranza, sicché non sono accettabili valutazioni in tal senso né possono in estrema sintesi esser prese sul serio.

In secundis, a primo acchito, ci si era convinti che il manovratore cui si riferiva il sindaco fosse il nostro coordinatore politico Stefano Bologna – che certamente tanta parte riveste nella determinazione delle strategie del nostro Movimento Politico -, eppure l’identificazione non corrisponde alla seconda parte della frase: come è possibile infatti che questa Amministrazione affermi che il Bologna in passato ha avallato comportamenti che hanno addirittura minato la convivenza democratica e civile di Isola delle Femmine?

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Per 11 anni Gaspare Portobello, Paolo Aiello, Alessandro Giucastro, Toti Lucido sono stati componenti – cardini per l’esattezza – dei governi Bologna: si deve dedurre che l’allora sindaco abbia avallato alcuni loro comportamenti antidemocratici e contrari alle norme del vivere civile? Si deve dedurre che le concessioni edilizie a più d’uno di loro concesse – come sottolineava spesso il geometra Dionisi – rientrino in tali sconvenienti condotte? Si deve dedurre che rimpiangono gli anni – parecchi in verità – in cui potevano agire sotto l’egida morale e giuridica di un solido deus ex machina? L’opposizione consiliare non può ritenere verosimile tale interpretazione delle parole del sindaco Portobello, la storia di Isola delle Femmine la contraddice apertamente e allora, da amante del dialogo, crediamo il capo del governo possa socraticamente rallegrarsi di essere stato scoperto in errore.

Ancor più sorprendente risulta poi quanto affermato dal sindaco nella nota del 18.12.09 proposta in allegato e inviata ad Autorità governative, amministrative e giudiziarie: egli infatti evidenzia “l’indignazione e lo sgomento per il contenuto della missiva inviata alle LL.SS.Ill.me” dai consiglieri di minoranza in merito alla possibile presenza di infiltrazioni mafiose nell’Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine, “oltreché per il modus operandi dei mittenti firmatari della predetta”. La vicenda è a dir poco kafkiana:

sin dal giorno dell’insediamento di questo Consiglio Comunale, il gruppo “Rinascita Isolana” ha evidenziato l’illegittimità del risultato elettorale e sollevato il problema dei rapporti di parentela e affinità tra assessori, dirigenti e mafiosi o persone comunque sospettate di esser vicine a Cosa Nostra; nell’ottobre 2009 l’opposizione ha anche presentato la richiesta di convocazione di una seduta consiliare per affrontare pubblicamente la questione e – inopportunamente, dal punto di vista istituzionale e politico – il sindaco in data 27.10.09 ha sottolineato agli interroganti la necessità di produrre una relazione sull’argomento prima di procedere alla convocazione del Consiglio Comunale. Nella stessa comunicazione il Portobello invitava tra l’altro i consiglieri di minoranza “a comunicare i fatti eventualmente a loro conoscenza a tutti gli organi competenti”: quali dovrebbero essere pertanto le ragioni del suo sdegno e del suo sgomento? Il contenuto della nostra missiva il sindaco lo conosceva già, il modus operandi l’ha dettato egli stesso!

Ma la nota del 18.12.09 è ricca di ulteriori spunti di riflessione. Il Portobello ritiene infatti “ignobile” la diffusione della nostra comunicazione al Ministero degli Interni, alla Procura e al Prefetto. Evidentemente il sindaco ignora i 40

principi fondamentali della democrazia e sconosce totalmente i doveri istituzionali e politici dei consiglieri comunali: un’opinione pubblica consapevole è funzione essenziale della democrazia, ne costituisce la conditio sine qua non. Ogni società ha un modo di governarsi cui corrisponde un suo ethos particolare, che deve informare lo spirito degli individui che governano e che sono governati. Esso deve essere diffuso tra tutti, conformemente all’ideale democratico di una comunità di individui politicamente attivi. Non si pretende che il sindaco abbia letto saggi di filosofia politica o commenti alla Costituzione, ma almeno ritrovi la voglia di coltivare la democrazia, accettare che la gente sappia cosa accade nel Palazzo, rimuovere le pietre di scandalo, difendere l’onorabilità dell’Ente locale con scelte coraggiose e forti, non minacciando di querelare chi - con enorme senso di responsabilità - svolge il ruolo istituzionale cui è stato chiamato dalla cittadinanza. Il sindaco prosegue poi chiarendo che il “Codice etico contro la mafia non annovera tra le condotte sanzionabili i rapporti di parentela” e precisando che “il sig. Bruno Pietro è affine di terzo grado dell’assessore Cutino Marcello”: le sue affermazioni non possono che porci di buon umore, giacché da un lato riflettono una certa superficialità nell’esame del disposto normativo approvato dal Consiglio Comunale, dall’altro rappresentano un simpatico esercizio lapalissiano. Il Codice Etico citato dal sindaco si compone di una introduzione esplicativa e di una snella sezione dispositiva: strano non sia stato notato dal Portobello che nella prima si legge che “per garantire autonomia e credibilità alle istituzioni democratiche sono necessarie forme nuove e più rigorose di selezione del personale politico. I rapporti con boss mafiosi, a qualunque livello ed al di là di eventuali profili penali sono incompatibili con l’impegno politico”. Purtroppo le disposizioni regolamentari per tradursi in norme vanno interpretate nella loro interezza e complessità. Tra l’altro, stante l’interesse dell’Amministrazione per la storia della politica e per i carteggi d’altri tempi, giova ricordare che in data 13.10.99 l’allora deputato An, On.le Nino Lo Presti, affermava che “Un assessore è cognato di Pietro Bruno, presunto mafioso arrestato a luglio. Per molto meno il Governo ha mandato a casa amministrazioni. Il Comune di Isola delle Femmine, vista tale parentela, è a rischio di infiltrazioni mafiose. Cosa aspetta il Ministro dell’Interno a intervenire?”. Con ogni probabilità il geometra Dionisi potrà illustrarvi nel dettaglio la vicenda. Singolare come la nota del sindaco non prosegua chiarendo quali rapporti leghino l’assessore Cutino all’ex assessore Impastato Giovanni, quali stringano questi alla famiglia Pomiero e quali infine la famiglia Pomiero al vicesindaco Palazzotto Salvatore. Aveva proprio ragione Goethe, si tratta di certo di Affinità elettive.

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Il Movimento Politico “Rinascita Isolana” continuerà a svolgere con coraggio e determinazione il compito assegnatogli dagli isolani, consapevole della necessità di informare costantemente la cittadinanza di quel che accade e – laddove emergano dubbi circa la cifra di trasparenza e legalità dell’azione amministrativa – le autorità competenti. In tutta sincerità, il gruppo “Progetto Isola” avrebbe dovuto trovare almeno uno straccio di argomentazione per difendersi dai circostanziati rilievi della minoranza consiliare e dell’intera comunità: pubblicare un’interrogazione del consigliere Mannino del 1996 – tra l’altro totalmente avulsa dalla tematica in oggetto, viepiù in considerazione del fatto che governavate voi allora e governate voi adesso: più o meno manovrati tanto allora quanto adesso - e paventare denunce e querele a carico dei consiglieri d’opposizione è davvero deludente. Tant’è, non a caso Tacito soleva ripetere che, spesso, il passato proprio non vuol saperne di passare. Geometri a parte.

Isola delle Femmine, 1.02.2010 I consiglieri comunali http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2010/02/blog-post_04.html

domenica 27 settembre 2009 Consiglio Comunale 18/9/09 Interrogazioni. Croce Antonio Ato Idrico Associazione Protezione Civile Maggioli Consiglio Comunale 18/9/09 Interrogazioni. Croce Antonio Ato Idrico Associazione Protezione Civile Maggioli

Il Sindaco aggredisce Caricato da isolapulita. - Video notizie in tempo reale Al Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine Al Sindaco del Comune di Isola delle Femmine All’Assessore alla Protezione Civile Oggetto: Interrogazione al Sindaco e all’assessore alla Protezione Civile I sottoscritti, consiglieri comunali del gruppo consiliare Rinascita Isolana, ai sensi dell’art 9 commi 7 e ss. Del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, CHIEDONO 42

Risposta verbale del Sindaco o dell’Assessore competente – da tenersi alla prossima seduta del Consiglio Comunale – in merito al seguente argomento: -Rapporti dell’Amministrazione Comunale con le associazioni presenti sul territorio. I sottoscritti ritengono necessario il Sindaco relazioni in merito alle comunicazioni che il Comune di Isola delle Femmine ha fatto pervenire alle Associazioni operanti nel territorio – Polaris, Volontari di Protezione Civile e Vigili del Fuoco in congedo, Guardia Costiera Ausiliaria, Associazione Nazionale dei Carabinieri – circa la necessità di abbandonare gli immobili loro concessi in omodato d’uso salvo versamento di un canone mensile. La misura in oggetto contrasta chiaramente con l’art 9 deò Capo I, Titolo II dello Statuto Comunale ed in particolare con il comma 4 del suddetto articolo, laddove si prevede l’obbligo di investire della problematica il Consiglio Comunale ed in ogni caso si sottolinea la necessità di rendere pubblici i criteri e le modalità che l’assemblea ritenga opportuno seguire per determinare a chi affidare cosa. La crisi finanziaria in cui versa il nostro Comune non può certo trovare soluzione nella riduzione dei già minimi interventi in favore delle associazioni operanti sul territorio: l’iniziativa non ripugna esclusivamente alla logica pluralista e sociale che dovrebbe animare il governo degli enti locali, ma appare anche scorretta dal punto di vista delle formalità giuridiche e illogica dal punto di vista economico. Il sindaco spieghi pertanto quali ragioni hanno ispirato la sua scelta, in forza di quali criteri si siano scelte le associazioni cui non destinare la comunicazione e quali linee-guida si seguiranno in futuro per consentire a chi si impegna nel sociale di contare sul doveroso sostegno dell’Amministrazione. Poiché sino a pochi mesi fa, l’Amministrazione Portobello aveva deciso di affidare immobili e parcheggi ad associazioni e privati (rinunciando ai relativi ritorni economici), una simile scelta – laddove non debitamente argomentata – sembrerebbe una sanzione legata alle posizioni politiche dei destinatari. I consiglieri proponenti chiedono inoltre al sindaco o all’assessore competente le ragioni per cui si è stipulata una convenzione con un’Associazione di Volontari di Protezione Civile con sede in Monreale, quando nel Comune di Isola delle Femmine sono presenti associazioni di volontari che in passato hanno operato proficuamente, ottenendo tra l’altro riconoscimenti formali dalla stessa giunta Portobello. Si chiariscano inoltre i contenuti della relativa convenzione. Isola delle Femmine, 06/07/09 Seguono le firme

Al Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine Al Sindaco del Comune di Isola delle Femmine All’Assessorato Regionale famiglia, Politiche Sociali e Autonomie Locali Ufficio Ispettivo

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Oggetto: Interrogazione al Sindaco I sottoscritti, consiglieri comunali del gruppo consiliare Rinascita Isolana, ai sensi dell’art 9 commi 7 e ss. Del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, CHIEDONO Risposta verbale del Sindaco – da tenersi alla prossima seduta del Consiglio Comunale – in merito al seguente argomento: -Inquadramento del Comandante del Corpo di Polizia Municipale nella categoria giuridica D3 I sottoscritti cheidono al sindaco che chiarisca le ragioni della determinazione n. 13 del 4 giugno 2009 con cui Egli ha inteso inquadrare il dipendente Croce Antonio nella categoria giuridica D3. Inoltre i proponenti l’interrogazione sottopongono al sindaco le seguenti questioni legate ai presupposti giuridici del provvedimento: - Per quale ragione laddove la determinazione richiama l’art 6 della L.R. 17/90 riportandone il contenuto, non si è inserito l’inciso “in relazione all’art 9 della legge 7 marzo 19885, n 65”? La domanda acquista un preciso significato perché muta in modo radicale l’interpretazione da dare alla norma in questione. - Perché non viene indicato, nella normativa che fa da presupposto al provvedimento, il dpr. 347/83 che all’art 2 recita: “ in tali enti le figure apicali sono: a) il segretario b) il direttore dell’ufficio tecnico-urbanistico”? - Per quale ragione non si è operata alcuna procedura selettiva prima della realizzazione della progressione de qua? - Il suddetto dipendente ha richiesto l’inquadramento in data 5 giugno 2008: per quale ragione la relativa istanza ha trovato risposta a 48 ore dalle elezioni amministrative? I firmatari chiedono si faccia chiarezza su una misura che, per i suoi profili temporali oltre che contenutistici, parrebbe viziata dall’imminenza della verifica elettorale, evenienza ancor più grave perché legata ad un figura – quella del Comandante della P.M. – di assoluta preminenza nel disegno istituzionale di un ente locale. Isola delle Femmine 06/07/09 Seguono le firme Al Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine Al Sindaco del Comune di Isola delle Femmine All’Assessore Servizi a rete Oggetto: Interrogazione al Sindaco e all’assessore ai servizi a rete I sottoscritti, consiglieri comunali del gruppo consiliare Rinascita Isolana, ai sensi dell’art 9 commi 7 e ss. Del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, CHIEDONO Risposta verbale del Sindaco o dell’Assessore competente – da tenersi alla prossima seduta del Consiglio Comunale – in merito al seguente argomento: -Adesione del Comune all’ATO idrico I sottoscritti ritengono infatti necessario conoscere i contenuti dell’accordo sottoscritto, avere informazioni circa il personale del Comune di Isola delle Femmine transitato alle dipendenze dell’ente consortile, avere contezza della 44

eventuali modifiche tariffarie applicate all’utenza, ricevere chiarimenti in ordine all’assunzione 1) – nei giorni immediatamente successivi alle elezioni amministrative dell’ex consigliere di maggioranza Giuseppe Favaloro presso l’ATO suddetta. 2) – del nipote dell’assessore alla rete idrica e servizi Paolo Aiello. Isola delle Femmine 06/07/09 Seguono le firme

Al Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine Al Sindaco del Comune di Isola delle Femmine Oggetto: Interrogazione al Sindaco I sottoscritti, consiglieri comunali del gruppo consiliare Rinascita Isolana, ai sensi dell’art 9 commi 7 e ss. Del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, CHIEDONO Risposta verbale del Sindaco – da tenersi alla prossima seduta del Consiglio Comunale – in merito al seguente argomento: -Convenzione con la Maggioli S.p.a. per la gestione delle aree di sosta a pagamento I sottoscritti intendono ricevere chiarimenti dall’Amministrazione circa i contenuti della convenzione con la Maggioli S.p.a., con particolare riferimento alle modalità di realizzazione della gara, ai contenuti dell’accordo siglato (in specie in relazione alla distribuzione del ricavato della vendita dei tagliandi di sosta) e ai criteri suggeriti dal Comune di Isola delle Femmine alla controparte circa le assunzioni degli ausiliari della sosta. Ai firmatari appare politicamente sconveniente inoltre che nell’immediata vigilia delle lezioni comunali si sia sottoscritto un contratto che – per quanto di nostra conoscenza – impegna l’Amministrazione per i prossimi 3 anni : qualora una simile scelta non dovesse risultare fondata da ragioni di assoluta urgenza o da obiettivi vantaggi in termini economici per il Comune di Isola delle Femmine, i consiglieri proponenti sarebbero costretti a ipotizzare logiche clientelari e di calcolo elettorale. I componenti del gruppo consiliare Rinascita Isolana chiedono inoltre vengano illustrate le ragioni per cui, in data 5 giugno 2009, si sia proceduti a colloqui con finalità occupazionali tra esponenti della Maggioli S.p.a., e cittadini appositamente contattati, nei locali del Comune. I proponenti chiedono inoltre al Sindaco le ragioni per cui il parcheggio sito nell’area ex Itas non sia stato ricompreso nelle aree destinate alla sosta a pagamento e la sua apertura risulti funzionale alle esigenze della struttura balneare limitrofa. Isola delle Femmine Seguono le firme Le risposte alle suindicate interrogazioni nel Consiglio Comunale del 18/09/2009 Si allega la RICHIESTA RITIRO IN AUTOTULEA DELLA DELIBERA N 62 DEL 23.07.09 45

Ordine del giorno - Documenti allegati COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE Provincia di Palermo www.comune.isoladellefemmine.pa.it Ufficio del Presidente Prot. n°_ 0013888 Lì 08 SETTEMBRE 2009 OGGETTO: Convocazione Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 125, comma 5, del testo coordinato dal vigente ordinamento degli Enti Locali. Ai Signori Consiglieri Comunali Al Signor Sindaco Ai Signori Assessori Al Segretario Comunale Al Responsabile del servizio I del 2° Settore Finanziario Rag. Fontanetta Biagio All’Esperto del Sindaco Rag. Orifici Domenico Al Collegio dei Revisori dei Conti FAX 091/8678661 Al Commissario ad acta dott. Giovanni Dionisio FAX 091/7074299 Albo Pretorio SEDE Al Comando di P. M. SEDE Alla Locale Stazione dei Carabinieri ISOLA DELLE FEMMINE All’Assessorato Regionale alla Famiglia, Alle Politiche Sociali, alle Autonomie Locali Via Trinacria PALERMO Alla Prefettura U.T.G. PALERMO Le SS.LL., nella qualità, sono invitate a partecipare alla seduta del Consiglio Comunale convocata, ai sensi dell’art. 14 comma 5 del Regolamento del Consiglio Comunale ed ai sensi dell’art. 215, comma 5 del testo coordinato dal vigente Ordinamento Enti Locali, giusta determina presidenziale n°10 in data odierna, presso la sala “Padre Bagliesi”, sita nei locali comunali di Via Palermo, il giorno 18 settembre c.a. alle ore 18,00 per la trattazione degli argomenti di cui di seguito: 1. LETTURA ED APPROVAZIONE VERBALI DELLA SEDUTA PRECEDENTE; 2. ESAME ED APPROVAZIONE DEL RENDICONTO DELLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO FINANZIARIO 2008; 3. INTERROGAZIONI. Si avverte che ai sensi dell’art. 30 della L.R. 3 Giugno 1986, n.9, come sostituito dall’art. 21 della L.R. n.26/93, la mancanza del numero legale degli intervenuti comporta la sospensione di un’ora della seduta. Se alla ripresa dei lavori non venisse raggiunto, o dovesse venire meno, il numero legale, la seduta verrà rinviata al giorno successivo alla stessa ora e con il medesimo ordine del giorno senza ulteriore avviso di convocazione. Distinti Saluti. Il Presidente del Consiglio Comunale 46

Rag. Alessandro Giucastro Il Presidente invita il Cons. Caltanissetta, capo del gruppo Rinascita Isolana, in qualità di firmatario delle interrogazioni, a dar lettura alle stesse: Il Cons. Caltanissetta inizia dando lettura dell’interrogazione del gruppo Rinascita Isolana del 6/7/2009, acquisita al protocollo al n.11674 in data 21/7/2009, che viene allegata alla presente per farne parte integrante e sostanziale; Il Sindaco rispondendo alla succitata interrogazione dà lettura di una nota che si allega alla presente per farne parte integrale e sostanziale. Il Cons. Caltanissetta, udita la risposta del Sindaco, replica a quanto da Questi affermato allegando una nota che si allega alla presente per farne parte integrante e sostanziale. Il Cons. Caltanissetta dà lettura, quindi, dell’interrogazione del gruppo Rinascita Isolana del 6/7/2009, acquisita al protocollo al n.11671 in data 21/7/2009, che viene allegata alla presente per farne parte integrante e sostanziale; Il Sindaco rispondendo alla succitata interrogazione dà lettura di una nota che si allega alla presente per farne parte integrale e sostanziale. Il Cons. Caltanissetta, udita la risposta del Sindaco, replica a quanto da Questi affermato allegando una nota che si allega alla presente per farne parte integrante e sostanziale. Il Cons. Caltanissetta dà lettura, quindi, dell’interrogazione del gruppo Rinascita Isolana del 6/7/2009, acquisita al protocollo al n.11672 in data 21/7/2009, che viene allegata alla presente per farne parte integrante e sostanziale; Il Sindaco, preliminarmente avendo costatato che l’interrogazione contiene un’unica firma, chiede se la stessa sia condivisa dall’intero gruppo, stante che in assenza assumerebbe un diverso significato politico, Il Cons. Caltanissetta, precisa che pur essendo firmata solo da un Consigliere l’interrogazione è condivisa dall’intero gruppo. Il Sindaco rispondendo, quindi, alla succitata interrogazione dà lettura di una nota che si allega alla presente per farne parte integrale e sostanziale. Il Cons. Caltanissetta, udita la risposta del Sindaco, replica a quanto da Questi affermato allegando una nota che si allega alla presente per farne parte integrante e sostanziale. Il Cons. Caltanissetta dà lettura, quindi, dell’interrogazione del gruppo Rinascita Isolana del 6/7/2009, acquisita al protocollo al n.11673 in data 21/7/2009, che viene allegata alla presente per farne parte integrante e sostanziale; Il Sindaco rispondendo alla succitata interrogazione dà lettura di una nota che si allega alla presente per farne parte integrale e sostanziale. Il Cons. Caltanissetta, udita la risposta del Sindaco, replica a quanto da Questi affermato allegando una nota che si allega alla presente per farne parte integrante e sostanziale. Esaurita la trattazione degli argomenti iscritti all’ordine del giorno il Presidente dichiara chiusa la seduta. Sono le ore 19,00. REPLICA alla Interrogazione al Sindaco e all’assessore alla Protezione Civile Oggetto: replica alla riposta relativa all’interrogazione

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“Rapporti dell’Amministrazione Comunale con le Associazioni presenti sul territorio” I proponenti non si ritengono soddisfatti della risposta del Sindaco all’interrogazione in oggetto. Essa infatti mostra ancora una volta il totale disinteresse dell’Amministrazione Portobello nei confronti di chi opera nel sociale, in particolare delle associazioni che fanno della cultura - e della cultura del volontariato – il loro fine. La crisi finanziaria del nostro Comune, a detta del Sindaco non rappresenta più un problema preoccupante che con solerte delibera la Giunta appena insediatasi ha ripristinato le indennità assessoriali: il canone richiesto a Polaris, Guardia Costiera Ausiliari ANC, Volontari di P.C. è pertanto frutto di valutazioni discrezionali politica e non di stringente necessità economica. Per ciò che più attiene alla Convenzione stipulata dal Comune di isola delle Femmine con delibera n 62 del 23/7/09, con l’Associazione di volontari di P.C. supposta di Isola delle Femmine è necessario precisare che: Per queste ragioni non solo stigmatizzano l’illegittimità della suddeta convenzione, di cui tra l’altro il consigliere Caltanisetta aveva responsabilmente suggerito il ritiro in autotutela in data 04/08/09, ma sottolineano la necessità di una adeguata dopocumentazione delle spese sostenute dai volontari, priima che un solo centesimo venga liquidato dall’Amministrazione. A margine si constata con rammarico che il Comandante Antonio Croce, ritenuto dagli scriventi un esperto in materia di P.C., non abbia rilevato gli evidenti profili vizianti la delibera di giunta e si sia pertanto reso corresponsabile della sua eventuale illegittimità. Isola delle Femmine 18/08/09 Seguono le firme RICHIESTA RITIRO IN AUTOTULEA DELLA DELIBERA N 62 DEL 23.07.09 Al Sindaco del Comune di Isola delle Femmine All’Assessore alla P.C. All’Assessore all’Ambiente Al Comandante del P.M. Al Responsabile dell‘UTC Oggetto: RICHIESTA RITIRO IN AUTOTULA DELLA DELIBERA N 62 DEL 23.07.09 Il sottoscritto Caltanisetta Giuseppe, nella qualità di capogruppo consiliare “Rinascita Isolana” CHIEDE Alle Autorità competenti di vagliare l’ipotesi di un ritiro in via di autotutela della delibera n. 62 del 23.07.09 relativa all’approvazione della convenzione con l’associazione di volontariato di Protezione Civile denominata “Organizzazione Europea VV. del Fuoco” per evidenti ragioni di illegittimità. Il sottoscritto sorvola sui dubbi suscitati dal fatto che la Giunta si sia riunita il 23.07.09 alle ore 13 per esaminare una proposta di convenzione protocollata il medesimo giorno almeno alle ore 12 (l’orario di trasmissione del fax relativo al documento precedente – 11,55 – garantisce la correttezza di tale 48

affermazione. Peraltro esso è stato inviato da un ente – INPS Misilmeri – estraneo alla comunicazione protocollata al n. 11819 e stupisce che non ci sia attivati per valutare la liceità del fatto), disponendo già di pareri favorevoli del Comandante della P.M. e del responsabile dell’Ufficio Tecnico. Nell’atto di cui si suggerisce il ritiro, è possibile individuare una serie di vizi di natura e formale e sostanziale: 1) Nella premessa la Giunta sottolinea la necessità di “collaborare con associazioni di volontariato di P.C.. regolarmente accreditate presso il competente Dipartimento Regionale”. Pur tuttavia l’ente in questione, individuato successivamente nell’Organizzazione Europea VV. del Fuoco, distaccamento di Isola delle Femmine, non risulta inserito nel Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato della P.C.. aggiornato al 30.7.09 ore 14,57; 2) La proposta di convenzione pervenuta al Comune di isola delle Femmine qualche minuto prima della convocazione della Giunta (e - immagina lo scrivente – prontamente esaminata dal Maggiore Croce e dall’Architetto D’Arpa) da parte dell’Organizzazione Europea VV. del Fuoco, distaccamento di Monreale, prevede un rimborso spese di euro 500 mnsili per ogni volontario. Nulla si dice circa la necessità che tale rimborso sia erogato previa esibizione delle attestazioni circa le spese personalmente sostenute dai singoli volontari: giacchè la normativa nazionale ( e regionale) in merito respinge decisamente l’eventualità di rimborsi forfettari, non si appalesa alcuna ragione per far sostenere al Comune di Isola delle Femmine una spesa giornaliera di 500 euro. Per la precisione: Possono essere corrisposte all’associazione di volontariato soltanto i rimborsi delle spese EFFETTIVAMENTE SOSTENUTE per i pasti dei vlontari, per i pernottamenti, per il carburante, per i pedaggi, i biglietti di trasporto, ed altre spese corrispondenti ad effettivo consumo strettamente necessario per l’attività. NON È di norma CONSENTITO pertanto, prevedere generiche ed indiscriminate forme di RIMBORSO FORFETTARIO delle spese sostenute in quanto potrebbero configurare una sorta di retribuzione lavorativa peraltro “sottocosto”. (Prsidenza del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, prot 1722 del 14.1.08) 3) Lo schema di convenzione predisposto presenta i seguenti profili di incongruenza: a) All’articolo 2 è prevista dichiarazione da paret dell’associazione di iscrizione negli elenchi dell’albo regionale di P.C., requisito di cui la controparte non è dotata al 30.7.09; b) All’art 6 si prevede corresponsione forfettaria di euro 29.000,00 da parte del Comune, cosa che, come chiarito in precedenza, risulta contra legem, richiedendosi invece analitica indicazione delle spese sostenute; c) Le coperture assicurative di cui all’art 7 vengono ricomprese nella proposta di convenzione tra i costi da rimborsare 8per euro 1.000,00, tra l’altro prevedendo n. 23 volontari e copertura assicurativa per solo 20 di loro), laddove la convenzione li pone a carico dell’associazione; d) La proposta di convenzione prevede euro 2.000,00 a titolo di “spese varie” tra cui è ricompresa la voce “ carburante”, in convenzione invece si precisa (art 11) che tale spesa è “a totale carico dell’Associazione”; 4) la giunta asserisce di deliberare vista la nota n 11819 con la quale la suddetta Associazione comunica di aver costituito in questo territorio comunale, un proprio distaccamento denominato “Organizzazione Europea 49

VV. del Fuoco, distaccamento di Isola delle Femmine, con Presidente Giovanni Mazzola (prot. N 11 11820), INVECE l’associazione che ha costituito un proprio distaccamento nel nostro Comune, è l’Organizzazione Europea VV. del Fuoco, distaccamento di Palermo 1, con presidente Salvatore Zito (ora Salvatore Brusca), come si evince dal verbale protocollato con nota n 11819 5) Il “ritenuto che segue in delibera decade di conseguenza. Il sottoscritto imputa all’eccessiva solerzia con cui si è proceduto all’approvazione della convenzione la supposta invalidità della deliberazione e invita l’Amministrazione, qualora convenisse coi rilievi illustrati nella presente, a ritirare con pari solerzia il provvedimento. In caso contrario, si comunichino prontamente allo scrivente le ragioni dell’erroneità delle sua considerazioni, perché si possa risolvere in altra sede la divergenza interpretativa residua. Nell’occasione invita altresì i soggetti chiamati a fornire pareri in ordine alla regolarità tecnica delle proposte di deliberazione ed analisi più rigorose e, IN OGNI CASO, argomentate. Isola delle Femmine 4/08/09 Capogruppo Consiliare “Rinascita Isolana” Giuseppe Caltanisetta Al Presidente del Consiglio Comunale Al Sindaco del Comune di Isola delle Femmine Al Comandante del P.M. Oggetto: Replica alla risposta relativa all’interrogazione “Inquadramento del Comandante del Corpo di Polizia Municipale nella categoria giuridica D3” Il proponente si ritiene insoddisfatto della replica del Sindaco all’interrogazione di cui sopra. Qualora si dovesse davvero ritenere che l’oggetto della determinazione n 13 del 4 giugno 2009 fosse una semplice presa d’atto di una situazione determinatasi per effetto dell’organizzazione del servizio di polizia municipale in “corpo”, non potrebbe comunque trovare alcuna spiegazione il fatto che tale automatismo sia stato in grado di operare solo a distanza di 1 anno dalla richiesta formulata dal Comandante Croce. La correttezza formale del provvedimento – sostenuta dal Sindaco – non riuscirebbe quindi a sanare il significativo vulnus da questo prodotto ai valori della democrazia e alla necessaria moralità politica connessi alla gestione amministrativa degli enti locali: se di semplice rilievo formale si sia trattato, esso si configura come una macchia indelebile nella carriera politica e nell’immagine pubblica del Sindaco Portobello e, in ultima analisi, si sostanzia in un indecoroso schiaffo morale alla persona del Comandante ed in una offesa alla sua dignità professionale. Il sottoscritto è però dell’opinione che la determina non si limiti a una presa d’atto di una situazione fattuale. In prima non è affatto irrilevante che nel procedimento sindacale si sia omesso l’inuso che rimanda all’art 9 della legge n 65/86, Esso infatti consente di cogliere pienamente il nuovo ruolo cui è chiamato il Comandante di un “corpo” connesso all’addestramento, alla disciplina e all’impiego degli appartenenti al corpo stesso, i quali sono tenuti ad eseguire le direttive impartite dai superiori gerarchici.

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Limitarsi a citare la collocazione del Comandante al “livello apicale dell’ente appartenenza” significa violare il principio della necessità delle disposizioni legislative ed interpretare con superficialità le norme in materia di P.M. Sembra poi inspiegabile la ragione per cui non sia stato debitamente esaminato il D.P.R. 347/83 che all’art 2 prevede che nei Comuni delle dimensioni del nostro, la 8° qualifica funzionale, corrispondente alla categoria giuridica D3, possa essere concessa solo col segretario e al direttore dell’ufficio tecnico-urbanistico. Se il caso di specie dovesse rappresentare una deroga a tale norma – cosa detta in possibilità ed eventualità si dubita – almeno andava indicata in premessa della determina. Il nuovo inquadramento del Comandante Croce ha comportato un passaggio dello stesso alla categoria giuridica D3, essendo Egli in precedenza titolare di trattamento economico da D3: come confermato da unanime dottrina giuslavoristica, l’operazione configura una vera e propria progressione che andava pertanto esposta in forza di un’adeguata procedura selettiva. Procedura di cui non vi è traccia. Purtroppo lo scrivente può limitarsi a lamentare l’illegittimità del provvedimento l’offesa che l’adozione dello stesso arreca alla professionalità e alla dignità degli altri dipendenti comunali. Il disegno costituzionale di un ente locale si regge su equilibri e responsabilità individuali che impongono un rigore morale assoluto: il Comandante di P.M. è garante della legalità e della trasparenza dell’azione amministrativa, non a caso fornisce pareri di regolarità tecnica in ordine ai provvedimenti degli organi di governo. Della correttezza di una sua promozione disposta da Sindaco/candidato a sindaco il giorno prima del voto - a prescindere dai suoi oscuri profili di illegittimità – ognuno può rendersi conto e dubitare. Il proponente non intende ripercorrere una storia amministrativa che gli è estranea, né esprimere giudizi morali – i quali sarebbero in ultima analisi fuori luogo -, spero tuttavia che non si rilevi necessario ricollegare l’oggetto delle altre interrogazioni (dalla Convenzione con la Maggioli S.p.a. ai rapporti bruscamente interrotti con l’associazione di P.C. di Isola delle Femmine è attivati con altri soggetti dall’equivoco radicamento territoriale) al nuovo inquadramento del Comandante Croce: l’ultimo atto dell’Amministrazione Portobello 2004/2009 sarebbe l’ennesima turbativa della serenità del voto dello scorso giugno Isola delle Femmine 18 settembre 2009 Seguono le firme dei consiglieri Rinascita Isolana Al Presidente del Consiglio Comunale Al Sindaco del Comune di Isola delle Femmine All’assessore ai servizi di rete

Oggetto: Replica alla risposta relativa all’interrogazione “adesione del Comune all’ATO idrico” I proponenti non si ritengono soddisfatti della risposta del Sindaco all’interrogazione in oggetto.

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I rapporti intercorrenti tra il Comune di Isola delle Femmine e la Società Acque Potabili Siciliane, che cura il servizio in forza di legame contrattuale con l’ATO idrico Palermo, rendono illogiche le affermazioni per cui l’Amministrazione dell’ente locale sarebbe del tutto estranea alle assunzioni di personale da parte dell’APS. In particolare l’assunzione dell’allora Consigliere Comunale Favaloro Giuseppe, capogruppo della maggioranza che sosteneva il Sindaco Portobello, appare viziata dalla relazione di vicinanza politica tra questi e il Portobello (il quale, per inciso è chiamato ad approvare persino il bilancio dell’ATO idrico), che in ultima analisi risulta un suo indiretto datore di lavoro. La situazione ancor più grave è quella che concerne l’assunzione presso la stessa azienda di Romeo Antonino, nipote dell’Assessore ai servizi a rete Aiello Paolo : in questo caso il legame di parentela intercorrente tra il neoassunto all’APS ed il componente della giunta rende intollerabile la dichiarazione di estraneità alla procedura di assunzione sostenuta dal Sindaco. La Conferenza dei Sindaci è organo istituzionale dell’ATO idrico Palermo, committenti dell’APS: all’ultima seduta della stessa ha persino partecipato l’assessore Aiello delegato dal Sindaco, e in sede di approvazione del bilancio il 22 luglio scorso, egli ha espresso voto favorevole. Se dovessimo considerare pertanto il ruolo delle Amministrazioni locali in seno all’ATO idrico come latu sinsu gestionale, allora il peso di Portobello e Aiello nel momento delle asunzioni sarebbero rilevanti, eccome. Se invece i Sindaci avessero un ruolo prossimo a quello dei revisori all’interno della società consortile, allora verrebbe spontaneo chiedersi “Quis custodiet custodes?” Ciò detto, nel rilevare l’ingenuità della risposta del Sindaco, gli scriventi invitano il Segretario Comunale a trasmettere copia delle interrogazioni e del verbale della seduta odierna alla Procura della repubblica ad integrazione degli esposti che sono stati già indirizzati alle autorità competenti, perché si faccia chiarezza sulle procedure seguite per le suddette assunzioni. Isola delle Femmine 18. settembre 2009 Seguono le firme dei Consiglieri Rinascita Isolana Al Presidente del Consiglio Comunale Al Sindaco del Comune di Isola delle Femmine Oggetto: Replica alla risposta relativa all’interrogazione “Convenzione con la Maggioli S.p.a. per la gestione delle aree di sosta a pagamento” I proponenti non si ritengono soddisfatti della risposta del Sindaco all’interrogazione in oggetto. La sottoscrizione della convenzione è avvenuta – in modo politicamente sconveniente – a pochi giorni dal voto per le Amministrative ed i contenuti della stessa hanno mortificato – in base fragili e balbettanti ragioni – le possibilità per il nostro Comune di ricavare consistenti entrate dalla gestione delle aree di sosta a pagamento. L’urgenza di provvedere alla stipula della Convenzione, dato l’approssimarsi della stagione estiva, è priva di rilevanza, giacchè nella scorsa seduta consiliare il Sindaco ha edotto il Consiglio della sua decisione di rimandare la 52

predisposizione dello schema di bilancio in vista dell’insediamento della nuova Amministrazione: che il bilancio di previsione poteva aspettare, figurarsi se non poteva esser rimandato l’esternalizzazione di un servizio stagionale. A meno di non voler supporre un’assoluta ignoranza da parte del Sindaco delle priorità che ordinano a livello temporale gli atti amministrativi. Le procedure di assunzione del personale hanno chiarito quali reali urgenze fossero attese alla realizzazione della Convenzione: il sindaco non è riuscito a spiegare perché il rappresentante della Maggioli S.pa. abbia contattato i “prescelti” a 48 ore dal voto, né ha motivato le ragioni della selezione in base ad argomenti giuridici, né tanto meno ha dato un senso alla scelta di privare di finalità l’area ex Itas, la quale si prestava agevolmente ad essa destinata a parcheggio comunale, viepiù in considerazione del fatto che un consigliere di maggioranza titolare di struttura balneare limitrofa, né ha fatto proprio tale uso: spiace agli scriventi rilevare infine come il segretario Comunale ed il Comandante P.M. non abbiano colto la cifra di inopportunità politica e precarietà giuridica site nella stipula della suddetta Convenzione e pare incomprensibile che il Dr. Croce non abbia formulato alcun rilievo circa la possibile trasformazione Isola delle Femmine 18 settembre 2009 Seguono le firme dei consiglieri Rinascita Isolana http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2009/09/cerca-con-google-contatti-info-meteo.html

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martedì 8 settembre 2009

IL GRUPPO CONSILIARE RINASCITA ISOLANA CHIEDE LE DIMISSIONI DI CUTINO E IMPASTATO

Marcello Cutino

IL GRUPPO CONSILIARE RINASCITA ISOLANA CHIEDE LE DIMISSIONI DELL’ASSESSORE MARCELLO CUTINO E DEL CONSULENTE GEOM GIOVANNI IMPASTATO 54

I sottoscritti, consiglieri comunali del gruppo “Rinascita Isolana”, prima di entrare nel merito dell’argomento all’ordine del giorno, intendono invitare questo consesso ad una riflessione circa i doveri etici connaturati alle istituzioni democratiche. Le dichiarazioni pubblicate dal gruppo “Insieme per il Rinnovamento” sul notiziario a distribuzione locale, inducono infatti ad analizzare responsabilmente le dinamiche di sviluppo dell’azione amministrativa in Isola delle Femmine e ad esaminare con attenzione le circostanziate segnalazioni giunte da un movimento politico che, per quanto extraconsiliare, rappresenta una cospicua porzione dell’elettorato isolano. Abbiamo avuto modo di leggere – citano testualmente – come “gli imprenditori locali, stranamente, forse per la prima volta nella storia di Isola, si sono compattati tutti con Portobello, Aiello, Palazzotto, Riso, Cutino e Giucastro. Il loro risultato elettorale non può essere correlato all’attività amministrativa, ma deve essere ricercato in altri fattori, in altri movimenti, in altre capacità!” e a ciò si è aggiunta la nota secondo la quale “il geometra Impastato, per la sua attività professionale, è molto vicino ad imprenditori locali”. Chiaramente i contenuti degli articoli del periodico non assurgono a fonte di prova di alcun tipo di responsabilità, né politica né tanto meno penale, in capo ai soggetti citati; pur tuttavia contribuiscono alla creazione di un clima di 55

sospetto ed equivoco che non garantisce neppure gli standard minimi di immagine necessari a chi governa una comunità, specie in Sicilia. Se a ciò si aggiunge che già nel 1999 l’allora gruppo consiliare “Nuova Torre” aveva invitato uno stimato professionista isolano alle dimissioni (atto di estrema dignità e profondo senso delle istituzioni, realizzato da persona al di sopra di ogni sospetto) dalla Giunta Comunale per i suoi legami di affinità con persone sospettate di associazione a delinquere di stampo mafioso, e che ancora nel 2002 il medesimo gruppo politico locale, guidato tra gli altri dall’attuale Vicepresidente del Consiglio Comunale Dionisi Vincenzo, ricordava a parlamentari nazionali – citano testualmente – “che i nomi di Pomiero Giuseppe, così come quello di Pietro Bruno, risultano tra i soggetti economici ai quali è stata effettuata la confisca di beni illeciti, il cui elenco generale è stato allegato alla relazione della Commissione Parlamentare sul fenomeno della Mafia nella IX legislatura, presentata alla Presidenza della Camera il 16 aprile 1985”, si comprende come la situazione pare indubbiamente complessa e in ultima analisi pericolosa sotto i profili della trasparenza e della legalità dell’Amministrazione: oggi infatti siedono in Giunta i nipoti dei due succitati soggetti economici. Il 3.08.06 l’allora consigliere Cutino Marcello approvava con soddisfazione il “Codice Etico contro la Mafia” sostenendo – citano testualmente – che “per garantire autonomia e credibilità alle istituzioni democratiche, sono necessarie forme nuove e più rigorose di selezione del personale politico. I rapporti con boss mafiosi, a qualsiasi livello e al di là di eventuali profili penali, sono incompatibili con l’impegno politico”. Giacché occorre informare l’azione amministrativa (e quella consiliare) ad una logica di servizio nell’interesse della collettività, appare irrinunciabile “rimuovere ogni causa di delegittimazione del proprio operato anche attraverso le dimissioni, qualora si manifestino presunti sospetti, anche se non provati, sulla propria condotta”. Il legame di affinità che stringe il dottore Cutino sia al destinatario del provvedimento di confisca che oggi siamo chiamati a valutare, sia al geometra Impastato, esperto del sindaco sul cui conto sono stati sollevati sospetti riguardo ai quali gli scriventi non hanno strumenti per esprimere alcun giudizio, ci vede costretti a richiedere le sue immediate dimissioni dalla Giunta – richiesta cui certamente si unirà il consigliere Dionisi – e a suggerire la revoca dell’incarico conferito dal sindaco al suddetto libero professionista. Confidiamo nel senso delle istituzioni e nella dignità morale e politica dell’Assessore e del sindaco, perché colgano la gravità del compito cui siamo chiamati e la necessità di garantire al loro gruppo politico e alla comunità di Isola delle Femmine, un’amministrazione al di sopra di ogni sospetto ed un’immagine politica caratterizzata da assoluta trasparenza e legalità.

I consiglieri comunali Rinascita Isolana Isola delle Femmine
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http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/il-sindaco-di-isoladelle-femmine.html

AL PRESIDENTE DEL C.C. AL SINDACO AL PREFETTO DI PALERMO DOTT. GIANCARLO TREVISONE Oggetto: dichiarazione consiliare Il gruppo “Rinascita Isolana” abbandona l’aula consiliare rilasciando la seguente dichiarazione che chiede sia inserita nel verbale della seduta odierna del Consiglio Comunale. In seguito al rigetto della richiesta di concessione della sala “Padre Bagliesi” – depositata dal capogruppo Caltanissetta Giuseppe in data 12.12.09 – l’opposizione prende atto della repressione del dissenso e della volontà di tacitare l’opinione pubblica praticate dall’Amministrazione Portobello in modo costante in questi primi mesi di governo del Comune. Affrontare il tema della legalità rappresenta per il sindaco un problema insormontabile, tanto da spingerlo a costringere il Presidente Giucastro a negare la parola ai consiglieri di minoranza; a replicare in modo inopportuno all’istanza di convocazione del C.C. presentata dall’opposizione in merito all’argomento “Infiltrazioni mafiose all’interno dell’Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine”; ad impedire il dibattito durante il convegno-farsa dell’11.12.09, significativamente disertato dal Presidente della Commissione Regionale Antimafia; ad aggredire i cittadini che hanno il coraggio di denunciare il comportamento del sindaco ed il complesso di affari che ne hanno determinato il successo elettorale e – last but not least – a respingere la legittima richiesta del movimento politico “Rinascita Isolana” di poter disporre dell’aula consiliare per realizzare un dibattito pubblico sul tema: “Istituzioni e burocrazia: la sfida della legalità”. I rappresentanti della minoranza consiliare invocano un pronto intervento del Prefetto perché si attivi per monitorare l’attività amministrativa del Comune di Isola delle Femmine ed assumere l’ormai necessaria decisione dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. La mortificazione della dignità istituzionale del Consiglio e del suo Presidente – a cui oggi chiediamo ufficialmente di prendere le distanze da un sindaco irrispettoso dei più elementari principi della democrazia, per evitare d’esser risucchiato nel vortice di arroganza, prevaricazione e vischiosità giuridica e politica che sta lentamente avvolgendo gli amministratori isolani – ben si inserisce nell’operato del Portobello, che ha conquistato il consenso elettorale 57

a suon di concessioni edilizie; ha candidato all’interno della sua lista e poi voluto al suo fianco in Giunta i nipoti di persone già sottoposte a misure di prevenzione e condannate per associazione a delinquere di stampo mafioso; ha proseguito nella sua gestione familistica della cosa pubblica – puntellata da assunzioni ad hoc, nomine di consanguinei di assessori e consiglieri, commissioni formate da parenti, amici e soci. Un sindaco che rifiuta il confronto sul tema della presenza della mafia nel territorio isolano offre un’immagine distorta e deteriore della comunità isolana e aggrava i sospetti circa l’esistenza di un sodalizio affaristico che di fatto gestisce Isola delle Femmine. Non è ammissibile che un sindaco non si pronunci sui recenti sequestri di beni immobili realizzati dai Ros nel nostro Paese, a quanto pare relativi a parenti dei vertici dell’UTC. Non è ammissibile che un sindaco applauda l’on. Apprendi, che apertamente afferma la necessità di rimuovere amministratori locali e dirigenti con parenti mafiosi o comunque sospettati di esser vicini a Cosa Nostra, ed impronti poi il suo governo a comportamenti assolutamente opposti. Non è ammissibile che un sindaco cerchi di darsi una credibilità antimafia e parallelamente prosegua ad occultare provvedimenti amministrativi scomodi, frequentare personaggi già destinatari di misure di prevenzione ex l.n. 646/82, intimare agli avversari politici – in modo sconveniente – di tacere. L’antimafia di Portobello, Palazzotto e Cutino è l’antimafia del silenzio, l’antimafia delle concessioni edilizie, l’antimafia degli zii danarosi, l’antimafia degli zii assessori/consulenti/progettisti, l’antimafia delle Commissioni Edilizie blindate, l’antimafia dei convegni ad personam in cui è vietato prender la parola. I consiglieri di “Rinascita Isolana” respingono l’accusa del sindaco di non aver digerito il risultato elettorale del 6 e 7 giugno 2009 e lo informano piuttosto di aver capito le ragioni del successo del gruppo “Progetto Isola” e di sperare che, adesso, queste ragioni vengano colte anche dalla Procura della Repubblica. E lasciando l’aula si augurano che il Presidente Giucastro – del cui senso di responsabilità non dubitano – si ravveda: sulla vostra nave che affonda, chi resta a bordo non è un eroe. Annega. Isola delle Femmine, 18.12.09 I consiglieri comunali

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Figura 4 IL MOMA LUOGO DI INCONTRO DEL COMITATO ELETTORALE

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Figura 5 LA SPARIZIONE DEI MAIORANA DEL 3 LUGLIO 2007

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Isola Pulita ELEZIONI AMMINISTRATIVE A ISOLA DELLE FEMMINE
2 maggio 2010 alle ore 0.31

Cari Cittadini Amici, come sempre succede (purtroppo) ci si cerca nel momento del BISOGNO (certamente non ad-personam) in tutti i momenti ed in tutte le situazioni in cui si mettono in discussione il diritto alla PAROLA, la DIGNITA’ delle PERSONE valori fondanti per la crescita di una coscienza critica di un movimento pronto a battersi contro la corruzione, il malaffare i condizionamenti e l’asservimento alla MAFIA da parte della politika. Quando non diventa essa stessa (politika) MAFIA.Come potrai notare e leggerci anche noi abbiamo i nostri Crisafulli. Cari Amici Cittadini, ho Bisogno, ABBIAMO bisogno di TE, abbiamo bisogno di uscire dall’isolamento a cui quotidianamente ci costringe la nostra Mafia-PolitikaAffaristica locale. Abbiamo bisogno di un grande gesto di solidarietà ATTIVA. La durezza dello scontro (certamente non politico) che questo clan politicomafioso-istituzionale di Isola delle Femmine mette in atto, sta mostrando molto chiaramente che il nostro territorio fa parte di un unico e ricostituito “mandamento” molto interessato ad intercettare i milioni e milioni di euri frutto di finanziamenti da parte della Comunità Europea oltre che dallo Stato anche da parte della regione Sicilia. (vedasi l’ultima finanziaria in discussione all’assemblea regionale Siciliana). Una pioggia di miliardi che creerà (o sta creando) un’economia che la MAFIA in ossequio alla sua mission vorrà certamente amministrare. Per raggiungere questo scopo la MAFIA deve necessariamente, anzi, ha creato i presupposti per inserire una propria “rappresentanza” nelle istituzioni. Creare liste, far eleggere una propria rappresentanza per amministrare direttamente o attraverso prestanomi la gestione della macchina politica amministrativa. Questo è ciò che i Cittadini di Isola delle Femmine hanno vissuto in occasione dell’ultima tornata elettorale amministrativa. Questo è certamente quello che stanno vivendo i Cittadini di Carini ormai prossimi alla tornata elettorale amministrativa. Si avete capito bene Carini ove sorgerà il famoso Centro Commerciale ex Saraceni ora Poseidon, un centro commerciale ove la commistione politika-affari avrà un suo pianificato programmato e sicuro riscontro nei risultati elettorali.In questo contesto trovano forse una spiegazione e le motivazioni delle crisi in cui versano la stragrande maggioranza delle amministrazioni del Nostro territorio, anche in presenza di solide robuste e bulgare maggioranze.( vedasi Balestrate, Capaci, Alcamo, Cinisi, Giardinello, Montelepre……..). Colpirne Uno per educarne Cento è il motto, in queste nostre realtà sicule. Succede così di trovarsi di fronte all’ennesima intimidazione del Sindaco di Isola delle Femmine Professore Gaspare Portobello: una querela per diffamazione 88

contro il comitato Isola pulita nella persona del coordinatore Pino Ciampolillo, querela che coinvolge la rivista "Il Vespro" il direttore con tutta la redazione. L'articolo che si allega (http://www.ilvespro.it/public/cartaceo.pdf ) è stato pubblicato sulla rivista del mese di Aprile: La Kupola della politica a Isola delle Femmine. Chiunque osa PARLARE SCRIVERE mettere in luce i condizionamenti ed i legami di alcuni settori della P.A. con ambienti "poco raccomandabili" di Isola delle Femmine viene perseguitato minacciato e messo in una condizione di isolamento. Ormai giornalmente vengono minacciate denunce pur sapendo che non possono trovare alcuna rispondenza giudiziaria positiva. Il pensiero che viene pubblicamente esplicitato: " intanto le nostre minacce mettono in tensione in famiglia, i genitori che si arrabbiano con i figli e li invitano a rinunciare a parlare, le mogli contro i mariti colpevoli di scrivere di denunciare il malaffare, devono preoccuparsi di cercarsi l'avvocato, gli facciamo spendere dei soldi...... Naturalmente tutto questo trova una idea comune : “Chi te lo fa fare?” Vi è la confessata convinzione in questi SIGNORI : “un giorno si stuferanno di rompere i coglioni!” Il Comitato Isola Pulita propone alle organizzazioni politiche presenti a Isola delle Femmine la costituzione di un comitato per la difesa della legalità, e della libera informazione. Il Comitato si rivolge agli amici avvocati, per chiedere la loro disponibilità professionale, ove se ne condivida la battaglia in difesa della legalità, al patrocinio dei cittadini colpevoli di lottare contro i comportamenti paramafiosi, per la rivendicazione di una trasparente gestione della cosa pubblica. Cittadini Amici, Abbiamo bisogno di aiuto! Pino Ciampolillo Coordinatore Comitato Cittadino Isola Pulita
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Due pentiti incastrano i Lo Piccolo
SABATO, 02 FEBBRAIO 2008 L´ultimo «traditore» del clan Lo arrestato appena due settimane fa. di Francesco Viviano Piccolo è Andrea Bonaccorso, Ziniti

Alessandra

Un pentito dietro l´altro, i verbali di uno che inducono gli altri a collaborare. L´ultimo «traditore» del clan Lo Piccolo è Andrea Bonaccorso, arrestato appena due settimane fa. Era lui l´uomo alla guida della moto dalla quale il 13 giugno scorso Sandro Lo Piccolo sparò al reggente della famiglia mafiosa della Noce Nicola Ingarao. A fare il nome di Bonaccorso Gaspare Pulizzi, il tuttofare di Salvatore e Sandro Lo Piccolo, i cui primi verbali sono stati depositati ieri dai pm della Dda. E sono verbali che fanno luce sui più recenti delitti e lupare bianche, da Nicola Ingarao a Giovanni Bonanno e Bartolomeo Spatola. E, per la prima volta, forniscono una qualche indicazione concreta anche per la sorte di Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio, scomparsi nel nulla sei mesi fa dal cantiere di Isola delle Femmine nel quale la Calliope sta realizzando delle villette di edilizia popolare. «Salvatore Lo Piccolo - racconta Pulizzi - mi aveva detto che la scomparsa dei Maiorana è stata determinata da contrasti interni al cantiere. Sia lui che il figlio Sandro volevano capire chi ne fosse responsabile e con certezza, una volta individuato, lo avrebbero ucciso». Non è molto, ma rafforza la pista, seguita da subito dai carabinieri del comando provinciale di 95

Palermo, che i Maiorana fossero rimasti vittima di uno scontro, per motivi di interesse, all´interno della compagine societaria della Calliope . Pulizzi ha raccontato che anche i Lo Piccolo avevano le loro "talpe" che gli consentirono di sfuggire all´arresto a Pasqua dell´anno scorso. «L´appuntamento saltò perché arrivò la notizia che nel luogo in cui dovevamo recarci, a Passo di Rigano o a Boccadifalco, erano state montate delle telecamere. La notizia venne portata da Massimo Troia e da Giancarlo». E ritorna alla mente quella voce "tribunale" con accanto una grossa cifra riportata nel libro mastro del boss. I boss sarebbero stati avvertiti anche di arresti che dovevano essere eseguiti a novembre 2006 e che in realtà sono avvenuti poche settimane fa. Il pentito, che ha ammesso di aver partecipato "da palo" all´omicidio di Nicola Ingarao perché costretto da Lo Piccolo («O lo fai o muori») ha indicato in Sandro Lo Piccolo anche l´autore dell´omicidio del vecchio boss Bartolomeo Spatola. «Fu strangolato da Sandro Lo Piccolo qualche giorno dopo che, per sbaglio, uccidemmo il fruttivendolo di Sferracavallo (Giuseppe D´Angelo, ndr) che gli somigliava moltissimo. Poi però prelevammo Spatola da casa sua, non pensava di essere assassinato, tanto che mi seguì portandosi appresso un capretto e delle bottiglie di vino e di liquori per Salvatore e Sandro Lo Piccolo che lo attendevano nel covo dov´eravamo rifugiati. Era un regalo ma loro ricambiarono con la morte». Pulizzi racconta che il corpo di Spatola doveva essere sciolto nell´acido «ma fu difficile procurarselo ed allora Sandro Lo Piccolo lo strangolò». Gli passarono attorno al collo un filo di ferro e l´assassinarono. Poi il corpo di Bartolomeo Spatola fu sotterrato vicino alla "tomba" di Giovanni Bonanno che fu "seppellito" dallo stesso Pulizzi nelle campagne di Carini dove da giorni gli investigatori della Squadra Mobile stanno scavando alla ricerca dei loro cadaveri. Sull´uccisione di Bonanno, Pulizzi rivela altri dettagli. Ha raccontato che quel giorno si trovava a casa dove stava mangiando tortellini con la cernia. «Venne Adamo e mi disse di scendere subito. In macchina c´era il cadavere di Bonanno che era stato già ucciso dai Lo Piccolo ed io e Adamo fummo incaricati di seppellirlo. Il pentito ha anche rivelato il luogo dove avrebbero trascorso la latitanza insieme con i Lo Piccolo, in una zona poco distante dal covo dove furono arrestati. «Nel covo avevamo a disposizione anche una palestra perché Sandro era un "fissato" e si allenava tutti i giorni». Pulizzi ha indicato anche gli altri che erano nel mirino del boss. «Il dottore Cinà, che è padrino di iniziazione di Sandro Lo Piccolo, doveva essere ucciso perché si era alleato con Nino Rotolo. I Lo Piccolo, poi, cercavano intensamente Nicchi per ucciderlo, sia a Palermo che a Milano». Infine il patto tra i Lo Piccolo e il clan dei catanesi, sancito dal kalashnikov regalato a Sandro Lo Piccolo da Angelo Santapaola, figlio del boss Nitto, da anni in carcere. LA REPUBBLICA EDIZIONE PALERMO 2 FEBBRAIO 2008 http://archivio.antimafiaduemila.com/notizie-20072011/35-mafia-eventi-sicilia/1807-due-pentitiincastrano-i-lo-piccolo.html?showall=1

Scomparsa Pulizzi

Maiorana,

parla

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Ci sarebbero contrasti sorti nell'ambito lavorativo e non la mano di Cosa nostra dietro la scomparsa dell'imprenditore edile Antonio Maiorana e del figlio Stefano, spariti il 3 agosto scorso. A parlare della vicenda è il neopentito Gaspare Pulizzi, ex reggente della famiglia di Carini e braccio destro del capomafia Salvatore Lo Piccolo.

"Lo Piccolo - dice il collaboratore agli inquirenti in un verbale di interrogatorio depositato oggi dalla Dda - mi aveva detto che la scomparsa dei Maiorana è stata determinata da contrasti interni al cantiere". L'imprenditore e il figlio stavano realizzando alcune palazzine a Isola delle Femmine, nel Palermitano, e il 3 agosto si erano allontanati dal cantiere, lasciando gli effetti personali in ufficio e dicendo agli operai che sarebbero tornati da lì a poco.

La loro auto, una Smart, è stata ritrovata, chiusa dall'interno, nel parcheggio dell'aeroporto Flacone-Borsellino di Palermo. "Sia Salvatore Lo Piccolo - prosegue il pentito - che il figlio Sandro (arrestato col padre il 5 novembre scorso n.d.r.), volevano capire chi ne fosse responsabile e con certezza, una volta individuato lo avrebbero ucciso". Che dietro la scomparsa dei Maiorana ci potessero essere contrasti legati al lavoro i carabinieri l'hanno sospettato da subito. Le indagini si sono concentrate sulle due ditte per le quali Antonio Maiorana faceva da consulente: la Calliope e la Edilia. Della Calliope erano soci al 50% la compagna di Maiorana, Karina Andre Gabriela, argentina, e Dario Francesco Lopez, genero di Salvatore Bandiera, proprietario del terreno su cui l'impresa stava costruendo. Della Edilia, invece, risultano soci i figli di Bandiera e l'imprenditore palermitano Francesco Paolo Alamia. Alamia, che é stato anche assessore comunale a Palermo, era tra i soci della immobiliare Inim insieme a Filippo Alberto Rapisarda, e, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto rapporti d'affari con l'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, condannato per mafia. Il pentito Tullio Cannella, nell'ambito del processo a carico del senatore di Fi Marcello 97

Dell'Utri, dichiarò che "Alamia gli era stato indicato come persona da rispettare nel 1984 dal boss Pino Greco detto 'Scarpa' e dal cugino Filippo La Rosa, entrambi uomini d'onore della famiglia di Ciaculli". Alamia fu indagato per concorso in associazione mafiosa insieme a Dell'Utri, Silvio Berlusconi e Gaetano Cinà. Le posizioni di Alamia e Berlusconi vennero archiviate nel 1997. Per entrambe le società Maiorana curava le pratiche di rilascio di mutui bancari. Le aziende sono state perquisite l'11 agosto scorso, giorno in cui venne perquisita anche l'abitazione di Trapani della convivente dell'imprenditore. http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronaca/sicilia/8443/scomparsa -maiorana-parla-pentito-pulizzi.htm?a=comment

Mafia, Palermo: 63 arresti nell'operazione Addio Pizzo 5. Decriptato archivio Lo Piccolo

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Maxi blitz antimafia a Palermo. Gli agenti della Squadra Mobile hanno stretto le manette ai polsi di 63 persone, ritenute appartenenti alla famiglie mafiose di San Lorenzo, Tommaso Natale, Partanna Mondello, Terrasini, Carini e Cinisi, tutte ricadenti nel mandamento considerato dagli inquirenti controllato, fino al loro arresto, dai boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Le accuse sono di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione di armi da fuoco, intestazione fittizia di beni, reati aggravati dalla modalità mafiosa. L’operazione, denominata Addio Pizzo 5, rappresenta la fase finale dell’inchiesta relativa alla 99

decriptazione dell’archivio trovato nel covo dei Lo Piccolo arrestati il 5 novembre del 2007. Dal Giornale di Sicilia: Una certosina attività di riscontro dei nomi in codice indicati nei pizzini, custoditi gelosamente dai Lo Piccolo, ha consentito di decifrare i nomi e i cognomi degli affiliati alla cosca. Sono stati così identificati i soggetti indicati, ad esempio come “Y” o “Camion”, ritenuti responsabili di estorsioni, traffico di stupefacenti ed altre ipotesi di reato. In alcuni casi il personale specializzato della polizia scientifica è riuscito a ricostruire alcune trame mafiose della famiglia, estrapolando i dati contenuti nel nastro di una macchina da scrivere utilizzata dai Lo Piccolo, reso apparentemente inservibile e gettato tra i rifiuti. Ancora una volta è venuta fuori la capillare e asfissiante rete del pizzo che colpiva hotel, imprese edili, attività commerciali, lavori di urbanizzazione, cantieri nautici, discoteche, a Palermo così come nei centri della costa occidentale della provincia. Accertati anche casi di imprenditori impegnati in lavori di ristrutturazione dell’aeroporto di Palermo, nella realizzazione di una caserma militare e di un asilo materno che erano soggetti ad estorsioni. Alle indagini hanno fornito un contributo determinante anche 13 commercianti e imprenditori vessati dal racket che hanno denunciato gli estorsori. L’operazione è stata coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai pm Francesco Del Bene, Marcello Viola, Anna Maria Picozzi, Lia Sava, Gaetano Paci. Sul fronte degli stupefacenti i Lo Piccolo, secondo quanto emerso dall’attività investigativa, volevano monopolizzare il mercato palermitano della droga con con la cocaina proveniente dal Sud-America e fatta arrivare dai porti olandesi, come confermato anche dal recente lavoro della polizia a Milano. Nel corso dell’inchiesta gli inquirenti avrebbero inoltre trovato altri riscontri investigativi in merito all’omicidio del presunto boss di Resuttana Giovanni Bonanno il cui cadavere venne sotterrato a Carini in un terreno destinato a lottizzazione. E oggi chi c’è a comandare secondo gli investigatori? Scrive Live Sicilia: Secondo le indagini il nuovo capo della famiglia di Capaci e Isola delle femmine sarebbe Pietro Bruno, mentre a Torretta comanderebbe Salvatore D’Anna. Mentre i prestanome che avrebbero consentito il reimpiego dei soldi sporchi accumulati dalla cosca sono gli imprenditori edili: Michele Acquisto, Mario Biondo, Giuseppe e Isidoro Lo Cascio, Mario e Antonino Lucia. Con il blitz odierno gli uomini della Squadra Mobile hanno inflitto un duro colpo all’establishment di Cosa nostra che, grazie alle precedenti operazioni condotte nel corso delle prime fasi dell’inchiesta Addiopizzo, ha complessivamente portato all’arresto di 184 persone, all’individuazione dei responsabili di 87 estorsioni, alla escussione testimoniale di 232 persone sentite come parti offese o informate sui fatti, alla collaborazione di 61 operatori economici alle indagini di polizia, al sequestro di 15 societa’ con fatturati di svariati milioni di euro. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una 100

conferenza stampa che si terra’ in Questura alle 10:30, alla presenza del Questore e del Procuratore Capo della Repubblica di Palermo http://www.crimeblog.it/post/5907/mafia-palermo-63-arresti-nelloperazione-addio-pizzo-5decriptato-archivio-lo-piccolo http://isoladellefemmineaddiopizzo5.blogspot.it/2011/01/blog-post_1687.html

SEQUESTRO BENI di cui sono titolari parenti di un dipendente dell'Ufficio Tecnico Comunale

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La zona di Isola delle Femmine nei pressi dell'autolavaggio FASONE(passaggio del coniglio 4 e snc)ove sono ubicati i beni sequestrati

Località di Isola delle Femmine nei pressi dell'Autolavaggio FASONE ove sono ubicati i beni sequestrati

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Non vi ostinate a cercare le bandiere “civette” dell’autolavaggio FASONE. Non solo non ci sono più le bandiere ma ha chiuso i battenti anche l’autolavaggio FASONE. Il tutto ci sembra alquanto strano. Improvvisamente sbarrato!

Da notizie circolate in paese sembra che qualcuno abbia intimato al Signor FASONE di chiudere tutto e subito, forse qualcuno aveva “previsto” l’arrivo dei R.O.S. con il compito di procedere al sequestri dei beni di mafiosi nella zona prospiciente l’autolavaggio?

Come è ormai d’uso nella nuova era della comunicazione la nostra curiosità ci impone di porre alcune domande:

Ø Chi è il proprietario del Terreno ove il Signor FASONE esercitava l’attività? Ø Risultava essere l’attività compatibile con la destinazione d’uso dell’area interessata?

Ø Se il Signor FALSONE era in possesso di tutte le autorizzazioni di legge che gli permettevano di svolgere regolarmente la sua attività, chi sono stati i funzionari dell’Ufficio Tecnico Comunale di Isola delle Femmine che hanno concesso le autorizzazioni (edilizie,scarichi acque e…)?

Ø Risponde al vero di un sopralluogo effettuato dai Vigili Urbani di Isola delle Femmine all’autolavaggio FALSONE?

Ø Dal verbale di sopralluogo effettuato dai vigili urbani sono stati verbalizzati eventuali abusi in materia edilizia e/o di esercizio abusivo dell’attività?

Ø Sono state avanzate eventuali richieste di sanatorie sugli eventuali abusi eventualmente riscontrati dai VIGILI URBANI di Isola delle Femmine?

Ø La chiusura dell’attività di autolavaggio è forse collegata ai provvedimenti di sequestri di beni di di mafiosi avvenuti nella zona circostante?

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- Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 4 particella nr. 241 sub 7 (natura A/7 Abitazione in villini); - Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 241 sub 9 (natura A/7 Abitazione in villini); - Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 634 (natura C/2 Magazzini e locali di deposito); - Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 4, particella nr. 241 sub 6 (natura A/7 Abitazione in villini); - Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 4, particella nr. 241 sub 8 (natura AAppartamento); - Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 4, particella nr. 241 sub 1 (natura D/1 Opifici); - Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 635 (natura A-Appartamento); - Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 233 (natura T-Terreno); - Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 633 (natura C/2 Magazzini e locali di Deposito); 107

- Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 193 (natura T-Terreno); - Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 632 (natura T-Terreno);

Mappa Particelle passaggio del Coniglio Isola delle Femmine

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21 dicembre 2009

Palermo. Ci sono anche le dichiarazioni di un nuovo collaboratore di giustizia tra gli elementi di prova raccolti da carabinieri e guardia di finanza... ...e confluiti nelle indagini che oggi hanno portato all'arresto di 9 mafiosi ed estortori. Si tratta di Giovanni Razzanelli mafioso del mandamento palermitano di Resuttana. Il pentito, arrestato nell'ambito dell'operazione "Eos", ha raccontato i meccanismi dell'imposizione del pizzo a commercianti e imprenditori. Per anni ha svolto il compito di "esattore" per conto dei capimafia. ANSA http://www.antimafiaduemila.com/content/view/23230/48/ Operazione Eos 2: Giovanni Razzanelli Da quanto si legge sul Giornale di Sicilia Giovanni Razzanelli ha iniziato a collaborare con la giustizia il 9 novembre scorso.Il suo contributo si aggiunge a quello di Francesco Franzese, Nino Nuccio, Andrea Buonaccorso, Maurizio Spataro, Michele Visita, e Francesco Paolo Balistrieri nell'indagine denominata Eos 2.Il Razzanelli, arrestato nel corso dell'operazione Eos, era a piede libero quando ha deciso di collaborare: "ho fatto parte della famiglia mafiosa di Pallavicino diretta da Vincenzo Troia. Il mio ruolo era legato all'imposizione e all'esazione del pizzo", avrebbe dichiarato."Dopo qualche tempo sono stato avvicinato da Vito Speranza (Nicolosi), (Domenico) Mimmo Alagna, Salvatore 110

(Razza tinta) Randazzo. Poi mi sono incontrato con Sergio Misseri, Nunzio Sammaritano e Vito Speranza", volevano convincerlo a riprendere la sua attività ma lui, indagato, non se l'é sentita. Si é limitato a cercare di convicere di pagare suo zio, che però si mostrava restio. Spiegata la situazione a Vito Speranza e un tal Filippo, questi decisero di recapitare una testa di agnello allo zio.Secondo il Razzanelli Alagna e Vito Speranza avrebbero in mano Tommaso Natale, Sferracavallo e l'Elenka. Dunque sarebbero subentrati ai Lo Piccolo. http://mafieitaliane.blogspot.com/2009/12/operazione-eos-2-giovannirazzanelli.html

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http://lemanisuisoladellefemmine.blogspot.it/

a cura del Comitato Cittadino Isola Pulita

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