P. 1
Il male americano

Il male americano

|Views: 103|Likes:
Published by syneur729
L'America di oggi è un cadavere in buona salute. Con la sua immensa potenza materiale, con la sua estensione geografica, col suo gusto del gigantic, e con la fruttificazione del suo capitale, l'America (proprio come l'Unione Sovietica) ha potuto creare delle illusioni. Ponendo l'accento sui fattori materiali, sugli elementi quantificabili, ha imposto al mondo l'ideale della superproduzione. Ma questo e sufficiente a garantirne l'eternità? Prigionieri del desiderio di «vivere alla svelta», gli Stati Uniti scompariranno brutalmente come sono sorti; più presto di quanto non si creda, forse, poiché all'interno dell'universo americano non esistono possibilità di salvezza, a destra come a sinistra, al nord come al sud.

Il male americano è una malattia sottile, indolore; una malattia dello spirito che ormai ha attaccato anche i corpi ma di cui continuiamo a non accorgerci.. Come difenderci? Come ci si difende da tutte le malattie: comprendendone i meccanismi di azione e le cause. De Benoist e Locchi hanno voluto fare proprio questo: il loro libro è un'analisi serrata ma precisa e spietata del male americano, e la spiegazione di questo male nella sua genesi e nelle sue manifestazioni.
L'America di oggi è un cadavere in buona salute. Con la sua immensa potenza materiale, con la sua estensione geografica, col suo gusto del gigantic, e con la fruttificazione del suo capitale, l'America (proprio come l'Unione Sovietica) ha potuto creare delle illusioni. Ponendo l'accento sui fattori materiali, sugli elementi quantificabili, ha imposto al mondo l'ideale della superproduzione. Ma questo e sufficiente a garantirne l'eternità? Prigionieri del desiderio di «vivere alla svelta», gli Stati Uniti scompariranno brutalmente come sono sorti; più presto di quanto non si creda, forse, poiché all'interno dell'universo americano non esistono possibilità di salvezza, a destra come a sinistra, al nord come al sud.

Il male americano è una malattia sottile, indolore; una malattia dello spirito che ormai ha attaccato anche i corpi ma di cui continuiamo a non accorgerci.. Come difenderci? Come ci si difende da tutte le malattie: comprendendone i meccanismi di azione e le cause. De Benoist e Locchi hanno voluto fare proprio questo: il loro libro è un'analisi serrata ma precisa e spietata del male americano, e la spiegazione di questo male nella sua genesi e nelle sue manifestazioni.

More info:

Published by: syneur729 on May 23, 2012
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

11/12/2013

pdf

text

original

Abbiamo già visto come il pioniere puritano, untuoso sradicato, non considerasse la
propria terra come il simbolo della propria «frontiera», ma come un possesso
provvisorio, in ogni momento convertibile in dollari. (D'altronde gli Americani hanno
sempre considerato l'agricoltura come un ramo dell'industria, non come un distinto
settore). Non bisogna dimenticare che all'origine gli Americani hanno voluto essere
indipendenti esclusivamente per motivi economici e fiscali. La guerra d'indipendenza fu
in prima istanza una reazione alle restrizioni il mercantilismo britannico imponeva ai
commercio e quindi alle possibilità di arricchimento delle colonie. A partire dall'inizio del
XVII secolo al parlamento di Londra si moltiplicano le leggi restrittive. Nel 1733, è
l'Atto delle melasse; nel 1764, l'Atto dello zucchero; nel 1765, l'Atto della carta
bollata. I coloni si lamentano del prezzo troppo basso delle loro esportazioni, del costo
troppo alto delle loro importazioni. Non essendo autorizzati a battere moneta, sono
costretti a praticare il baratto (in Virginia e nel Maryland si pagano i pastori in tabacco e
whisky). Nel 1733 l'Inghilterra, per salvare la compagnia delle Indie orientali dalla
rovina, le accorda, con un'esenzione fiscale, il monopolio del commercio del tè nelle
colonie. Gli Americani reagiscono con furore. Nel dicembre 1773 alcuni commercianti
di Boston, travestiti da Indiani (come esige la buona coscienza), gettano nel porto un
intero carico di tè. E il celebre Boston Tea Party. La rivoluzione scoppia nel 1776,
quando la bilancia commerciale delle colonie diventa deficitaria. (La dichiarazione
d'Indipendenza è seguita da molti anni di guerra, che termineranno col trattato di pace
del 1783) (10).

Henry Adams, analizzando all'indomani della guerra del 1812 i diversi aspetti del

(10) Anche la guerra di Secessione, come è noto, si svolse in un contesto economico o
ben preciso. Il Sud agricolo e produttore di cotone aveva bisogno di manodopera
servile, di cui. era tributario ai suoi mercati. Il Nord industriale voleva assumere il
controllo di tutta l'economia del paese.

carattere americano, scriveva: «Si gridi pure al paradosso, ma fu la ricerca del profitto, e non
le lezioni di religione rese gli uomini più generosi più tolleranti, più liberali nei loro
rapporti con i loro simili
». In realtà non c'è alcuna incompatibilità tra questi due fattori,
che si sono reciprocamente sostenuti. In America è nella religione che il primato
dell'economia trova la sua giustificazione.

Che si adotti la tesi di Max Weber (L'etica protestante e lo spirito del capitalismo,
Sansoni, Firenze 1970) o quella di Werner Sombart (Die Juden und das Wirtschaftsleben,
tr. it. in corso di stampa presso Ar, Padova), è noto come l'economia pauperistica
predicata dai profeti d'Israele, lo spirito di esaltazione del povero e di svilimento del
ricco costantemente presenti nella Bibbia, furono mutati, da certe correnti della Riforma,
in una giustificazione morale dell'arricchimento, considerato, come il piú sicuro indice di
un'opera consacrata alla gloria di Dio. Se è aprendosi alla sfera economica e sodale che ci
si conforma alla volontà divina, è in effetti normale che il successo materiale giunga a
sanzionare la buona osservanza della Legge. Nella Nuova Inghilterra del XVIII e del
XIX secolo, l'adozione e la propagazione di questo «capitalismo protestante» ebbe
l'effetto di spogliare la religione dei suoi dogmi e del suo carattere istituzionale, di
rituffare la devozione nel biblismo e di fare della fede una semplice «condotta
morale», dandole un aspetto sempre più pratico, che giustificava la ricerca del profitto e
orientava l'attività verso la filantropia e l'assistenza sociale. Da allora la religione e gli
affari non hanno potuto fare altro che spalleggiarsi. Non solo l'affarismo è favorito
dalla fede, ma si assiste al trasferimento, nel dominio economico, di virtù che sono
quelle dell'entusiasmo religioso: la maggior parte degli Americani la vocazione del
predicatore, si tratti di piazzare una bibbia od una lavatrice. È dunque naturale che
l'esportazione dell'una vada di pari passo con quella dell'altra. Gli affari favoriscono
l'apostolato, allo stesso modo che le convinzioni religiose puntellano i principi
dell'economia.

Nel 1842, in piena guerra dell'oppio, John Quincy Adams (che fu presidente degli
Stati Uniti) scrisse: «L'obbligo morale di procedere a scambi commerciali fra nazioni è fondato
interamente, esclusivamente, sul precetto cristiano che ci chiede di amare il
nostro prossimo come noi stessi. Ma siccome la Cina non è une nazione cristiana, i suoi
abitanti non si sentono impegnati dal precetto cristiano di amare il proprio prossimo come se
stessi. Il loro regime é arcigno e antisociale. Il principio fondamentale dell'Impero cinese è
anticommerciale. Non riconosce l'obbligo di procedere a scambi commerciali con altri paesi. E
giunto il momento di mettere termine a questa enorme offesa ai diritti della natura umana e
al primo diritto delle nazioni».

All'inizio del secolo, quando la Chiesa cattolica aveva appena lanciato un'offensiva
contro il controllo delle nascite, i vescovi americani, adattando le loro prediche alla
mentalità dei concittadini, facevano notare che con l'arrivo di un figlio «era data una
nuova spinta al risparmio
». Fra le due guerre, nessun libro «religioso» ebbe maggior
popolarità del testo intitolato L'uomo che nessuno conosce, il cui autore, Bruce Baryon,
descriveva Gesù come il prototipo dell'uomo d'affari illuminato. Nello stesso periodo,
Thomas Nixon Carver, ex professore di Harvard, spiegava che l'espansione materiale
dell'America è dovuta essenzialmente agli sforzi del popolo americano per trovare «il

regno dei cieli e della giustizia» (La révolution économique actuelle États Unis, Little
Brown, 1925). Il tipo del businessman reso popolare dal Babbit di Sinclair Lewis
conosce l'apogeo del successo. Gli Harriman, i Carnegie, i Vanderbilt sono i grandi
esportatori del sogno americano. John D. Rockfeller pubblica una dichiarazione
intitolata I believe. Ogni industriale ha il suo credo. Ivy L. Lee, il figlio di un
predicatore metodista della Georgia, che fu giornalista poi impiegato alla compagnia
ferroviaria della Pennsylvania ed alla Bethlehem Steel, prima di divenire consigliere dei
Rockfeller, definì così il suo «segreto»: «Io mi sforzo di tradurre i dollari, i

centesimi, le azioni e

i dividendi in termini mini di umanità».

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->