Nietzsche Nel 1872 pubblica il suo primo libro, La nascita della tragedia, che però non ha grande successo

di critica, e viene stroncata dal’accademico Wilamowitz-Moellendorf La domanda che N. si propone sulla nascita della tragedia è fondamentale: come mai i Greci che sono visti come il popolo della compostezza, dell’armonia, dell’allegria hanno dato vita a una forma d’arte abbastanza disperata e disperante come quella della tragedia? Non è che forse alla fine i Greci non erano così felici come li si vuole rappresentare? La ricostruzione filologica della Grecia tende a mostrare il progressivo distacco del popolo greco dall’innocenza dionisiaca del divenire per trasformarsi in un popolo pensante, cioè un popolo che tende a drammatizzare gli eventi, un popolo raziocinante e in questo decadimento della cultura e degli istinti vitali un ruolo negativo molto forte lo giocano due grandi individualità: - EURIPIDE (per quanto riguarda la tragedia scritta e rappresentata): intellettualizza la tragedia, è più sofisticato, ed è più intellettualistico: ciò che racconto non è tanto frutto di esperienze vissute e di emozioni provate, ma è soprattutto una costruzione intellettuale tendente a colpire e a lasciare un messaggio; non è una pura narrazione ma una riflessione su dati, fatti ed elementi - l’altro grande avvelenatore dell’esistenza è SOCRATE, perché con la sua riflessione ha cominciato a scoprire il concetto, ovvero ha cercato di fornire una forma di fissazione del divenire; questa è la grande antitesi: la musica fluisce, non si solidifica, invece il concetto tende a fissare, tende a tradurre il magma incandescente della vita in quadri statici e ovviamente in questo modo si crea una contrapposizione, una discrepanza molto forte e radicale tra la vita e il pensiero; la riflessione tende a fissare ciò che è per natura mobile quindi si crea una discrepanza tra il piano del pensiero che tenta di interpretare le cose e il piano della vita: questa contrapposizione N. la fissa nella distinzione tra apollineo e dionisiaco (Dioniso è la divinità della vita infera, di aspetti irrazionali, del divenire e Apollo la divinità solare, della razionalità, che tende a ordinare il caos) Secondo N. dovremmo riuscire a recuperare il senso originario delle cose, cioè riuscire a rivivere compiutamente per quanto possibile il divenire come divenire, aderire direttamente alle cose Ci sono delle notevoli prossimità tra N. e Bergson, però per questioni anagrafiche è B. ad aver ripreso alcuni temi della riflessione di N.: anche N. è un antipositivista N. scrive solo due trattati veri e propri: la nascita della tragedia, la Genealogia della morale In mezzo c’è Così parlò Zarathustra Spesso usa AFORISMI: l’aforisma è una sentenza di chiaro contenuto concettuale, e quindi è breve rispetto a una trattazione più estesa e sistematica, però la visione è l’espressione di un problema concettuale in un numero limitato di righe L’aforisma esprime un punto di vista anche abbastanza profondo e significativo senza fare grandissimi discorsi, tende a colpire e a fissare L’aforisma per sua natura spinge a ulteriori riflessioni Esempi: - Il prossimo non è un mio vicino, ma il vicino del vicino: così pensa ogni popolo Significa che sono sempre gli altri a non fare il loro dovere, e mai noi Non c’è un contenuto etico, non ci dice che cosa dovremmo fare, ci spinge invece a considerare criticamente una certa situazione: il fatto che siamo tutti pronti a sottolineare le manchevolezze degli altri prossimo nei confronti degli altri, ma non ci accorgiamo della contraddittorietà della nostra osservazione Siamo pronti a giudicare gli altri così come siamo pronti ad autoassolverci - In amore l’uomo e la donna hanno tempi diversi: per questo non cessano di fraintendersi Non c’è mai convergenza di desideri e di momenti e questo crea i fraintendimenti N. pensa che questa disarmonia nasca dalla differenza di tempi Queste sentenze sono in bilico tra la concettualità che tende all’oggettività e l’osservazione psicologica molto sottile Ci sono molti elementi di sondaggio interiore, senza limiti Nietzsche e il nazismo È stato trasformato in un pensatore politico, è in realtà un pensatore estetico, può essere anche visto come un esistenzialista, o come un pensatore anarchico sia dal punto di vista della forma sia dal punto di vista dei contenuti. Egli si definisce dinamite, grande distruttore e tuttavia si definisce l’antitesi di uno spirito negatore Egli si rende conto di star corrodendo alla radice molti valori della cultura occidentale, è infatti un nichilista radicale, ha molti punti di contatto con Schopenhauer, ma con il passare del tempo se ne distacca e arriva persino a prenderlo in giro N. è un nichilista di specie diversa rispetto a Schopenhauer: mentre quest’ultimo si limitava a denunciare la vanità delle cose, N. tenta di recuperare il senso dell’esistenza al di là della dichiarata e asserita vanità delle cose, al di là della distruzione. Quindi N. vorrebbe recuperare un senso della vita che è un senso individuale, essendo lui contro tutte le forme di organizzazione dell’attività intellettuale, che chiama spesso sprezzantemente gregge. È un critico dei valori della società di massa e del conformismo, ed è invece un sostenitore del dominio degli spiriti eletti sugli spiriti non eletti Questo atteggiamento si accompagna ad alcune pesanti osservazioni sulla cultura ebraica, anche se non è un antisemita Nella sua opera “Genealogia della morale” N. definisce gli ebrei un popolo sacerdotale, cioè un popolo debole, capace di vivere sconfitto e sottomesso che diventa poi un paradigma morale per la civiltà occidentale Attraverso il cristianesimo gli ebrei si vendicano della vita N. ironizza sulla storia del popolo ebraico e dice “gli ebrei sono stati schiavi in Egitto, schiavi a Babilonia, in guerra, continuamente perseguitati, meno male che erano il popolo eletto”

antiquaria e critica ci permette di rapportarci al passato con atteggiamenti migliori e maggiori cautele . una specie di Giovanni Battista del nazismo. come fosse un cane da guardia N. l’uomo come problema. il fardello dell’esistenza E non bisogna abbandonarsi al pessimismo di Schopenhauer e alle recriminazioni sentimentali o ai languori sentimentali Bisogna combattere tutto ciò che è contrario alla vita e alla sua radicalità. che è presente anche nel nazismo Ci sono anche alcuni episodi interessanti come la visita di Hitler all’archivio di Nietzsche. c’è bisogno di una umanità molto migliore dell’attuale per realizzare la tra svalutazione dei valori Questione del superuomo Ubermensch o oltreuomo. cioè dobbiamo essere come un mare per poter raccogliere il fiume immondo che è l’uomo (questo fa il superuomo) Per cui l’umanità attuale va superata perché è un fiume immondo e bisogna accoglierlo senza inquinarsi. però è una nuova morale quella di N. non ci dice come deve essere fatto (D’Annunzio invece lo interpreta in chiave depravatoria) L’Ubermensch è al di là della morale perché è al di là del bene e del male. e attraverso questi problemi egli vorrebbe trovare una via d’uscita L’obiettivo è quello di proporre una tra svalutazione di tutti i valori. per N. ma compiere un’operazione di questo genere vuol dire anche scagliarsi decisamente contro il cristianesimo Lo farà in maniera aperta nel 1888 scrivendo “L’Anticristo”. nella piena consapevolezza che la vita non ha un senso se non siamo noi a darglielo È una sorta di estetica metafisica quella che propone N. la cultura come problema. vuole portare in luce i processi più profondi della mente umana. N. secondo lui certi individui d’eccezione non solo spiccano sulla massa. l’oltreuomo è una specie di progetto di umanità futura e non viene delineato. non è al di qua della depravazione Per d’annunzio il mito del superuomo è un po’ il Don Giovanni. il dire gioiosamente si alla vita.. dichiara male tutto ciò che è bello evitare. dopo la morte del filosofo Nel 1933 Hitler visita la sede della fondazione che la sorella aveva costituito a Namburg e si conclude con il regalo del bastone de filosofo s Hitler Elizabeth Nietzsche si era sposata con un noto militare antisemita ed è certo che una parte degli aforismi che sono stati recentemente pubblicati in un unico volume siano stati un po’ cambiati L’idea era quella da parte della sorella di fare del fratello una specie di anticipatore. parla della funzione dello stato che sarebbe quella di scacciare certi impulsi. è una nuova visione dell’uomo quella che N. è una sorta di evoluzione con uno scatto qualitativo enorme Super ci dà l’idea dell’uomo potenziato..Quindi gli ebrei sono il popolo sacerdotale per eccellenza e i sacerdoti sono coloro che non sanno vivere N. ha una visione aristocratica. propone È pericoloso dal punto di vista concettuale parlare di superuomo Storia e storicismo Un altro grande problema va affrontato: è quello del superamento dello storicismo. Dobbiamo inventarci qualcosa di diverso. non ci sta dicendo che la storia è maestra di vita.: cioè ognuno di noi sostanzialmente dovrebbe essere chiamato a plasmare la propria esistenza come l’artista fa con la sua opera. un attacco violentissimo alla cultura cristiana. però la nostra vita deve essere creata da noi stessi Il nostro compito è quello di dare un senso ad essa. al nazismo Nello Zarathustra a proposito dello Stato N. quindi anche le tragedie e gli aspetti brutti Dionisismo: recuperare l’innocenza del divenire e la forza interiore di affrontare anche le vicende più tragiche e più brutte A proposito del nichilismo egli usa questa metafora: siamo tutti quanti graziosi asini e asine Questo per dire che siamo tutti in grado di portare il peso della vita. il sistema di H. cioè trasformazione dei paradigmi morali e dello stile di vita occidentale. ma hanno il diritto di farsi valere sulla massa I valori dell’individualità aristocratica devono primeggiare rispetto ai valori della società conformista e della società di massa Chi si ritrova ad essere investito di questa funzione dovrebbe creare quei valori che sono stati poi contraddetti dalla storia occidentale Essere spiriti dionisiaci vuol dire dire gioiosamente si alla vita. vuol dire accettare della vita tutto ciò che le appartiene. ma per compiere questa operazione dobbiamo andare oltre l’umanità presente. che vuol dire superare la prospettiva di Hegel N. la storia in quanto storia monumentale. porta a compimento la frantumazione del modo di pensare di H. qualcosa che è al di là dell’uomo. con caratteristiche umane potenziate. un po’ chi vive lussuosamente. ma N. ovvero la maledizione del cristianesimo. è quanto di più falso si possa immaginare Il sistema è una sorta di volontà di potenza che deforma il significato delle cose quindi bisogna superare ogni tentativo di costruire sistemi La storia ci può fornire utili insegnamenti. a questo si aggiunga il lavoro di Baunler che ha accostato N. chi ha una vita un po’ spericolata C’entra comunque l’aspetto dionisiaco. poi c’è chi è più bravo e chi meno. tutte le cose piacevoli della vita sono peccato Questa impostazione elitaria e aristocratica si incontra con il progetto politico di dominio delle masse. era molto affascinato dalla problematica della conoscenza di se stessi Era un pensatore a carattere psicologico e antropologico.

è un critico della società di massa da destra (non da destra nei confronti delle posizioni conservatrici. ma perché è un mondo che ci siamo costruiti artificialmente. della nostra fisicità è il mondo della verità che però è stata trasformata in falsità. abbina platonismo e cristianesimo nella comune condanna: il cristianesimo non è altro che un platonismo per le masse. non esaltazione della storia. è il mondo degli inganni. il famoso eterno ritorno Nietzsche ed Heidegger Il Nietzsche di Heidegger è un testo imprescindibile per capire N. ma scoprendo il senso dei fatti e se non abbiamo alla base un’interpretazione di fondo. Marx e Freud sono i maestri del sospetto: insinuano il dubbio sulla validità. l’esistenza di Dio L’aforisma 125 anticipa infatti la morte di Dio Altro aforisma dalla gaia scienza per far vedere che N. rappresenta il componimento imprescindibile della metafisica occidentale nel senso che ha svelato il vero senso dell’essere. è il mondo che ci siamo costruiti sulla misura dei nostri desideri e delle nostre paure C’è uno dei saggi di N. giunge alla conclusione che il mondo in cui viviamo è un mondo falso. dannosa perché ci fa sentire epigoni. anche in te e in me. Nietzsche. è ingannevole N. a chi è particolarmente ambizioso sul piano pratico e operativo La storia antiquaria invece è la storia di chi ha un atteggiamento conservativo. dal punto di vista elitario) Quando noi parliamo di storia abbiamo in mente la visione lineare della storia stessa. una riflessione distruttiva sul significato dell’istruzione organizzata mette in luce gli aspetti negativi della scolarizzazione di massa N. un pregiudizio: giudizio orientativo preliminare) Noi non potremmo nemmeno raccontare i fatti. c’è bisogno di una critica razionale e radicale A partire dal 1878. I più importanti e significativi e quali invece secondari Quindi la storia è utile e dannosa: utile quando ci permette di chiarire e comprendere meglio certe situazioni. celebra Wagner Durante la prima fase N. sull’autenticità dei nostri pensieri C’è una presenza estranea rispetto alla quale non possiamo dirci neutri. mentre abbiamo cominciato a considerare il mondo dell’aldilà come il vero mondo Questa scissione c’è sia in Platone che nel Cristianesimo: questo non è il vero mondo. ma non nel senso che sono false le persone. inizia la fase illuministica. della verità. di un fine per quanto riguarda l’esistenza. una visione di fondo (per H. mentre l’aldilà che non esiste è stato trasformato nel mondo vero Ce ne rendiamo conto demistificando o criticando: non basta la critica estetica. troppo umano. è particolarmente adatta a chi ha in mente grandi imprese. il mondo concreto del nostro corpo. ha negato l’esistenza dell’essere. che non siano esattamente come noi pensiamo che siano Questo è uno dei libri più equilibrati di N. selezionare i fatti per stabilire quali sono validi. cioè N. che si intitola Su verità e menzogna in senso extramorale: non dobbiamo moralizzare il problema ma ci sono delle entità fittizie che noi abbiamo posto come garanzia e fondamento del senso del mondo concreto in cui viviamo Il problema è che noi ci siamo abituati a considerare il mondo dell’aldiqua come una vera apparenza. non c’è esaltazione del tempo.. cioè la fase in cui il potenziamento della razionalità diventa fonte e criterio per il miglioramento del genere umano Le scienze assumono il ruolo che l’arte ha assunto nella fase precedente La scienza restituisce il senso concreto alle cose (N. cerca nella cultura una consolazione: nella prima fase individua nell’arte l’unica possibile soluzione ai problemi esistenziali (l’arte diventa la terapia nei confronti della disperazione dell’esistenza): è la fase in cui celebra Schopenhauer. enucleandone il valore e il significato Gli storici sono da considerarsi come i notai del passato La storia si costruisce e non inventando i fatti. non possiamo dirci innocenti C’è il sospetto che le cose non stiano esattamente come noi vorremmo che stessero. una forma di divulgazione Il mondo in cui viviamo. è un filosofo e un po’ psicologo: Il cortese è così cortese sicchè ha sempre con se un dolce per Cerbero ed è così timoroso che vede Cerbero in chiunque. nessuna forma di giustificazione nei confronti della storia. ma è la storia che ci porta a vedere gli aspetti del passato che non funzionano. fatte Una considerazione inattuale riguarda l’avvenire delle nostre scuole. è l’atteggiamento di chi si rapporta in maniera culturale e non operativa nei confronti delle cose La storia critica non è la storiografia. chi conserva le vestigia del passato per trarne diversi insegnamenti e il problema del significato. ma dal punto di vista dell’aristocraticismo individualistico. ma la visione complessiva dei fatti per come si sono svolti.Nella storia monumentale ricerca dei grandi esempi del passato. ha scoperto che l’essere equivale al nulla Dal nostro punto di vista significa soprattutto che N. come un inganno. coltivava fisica. invece N. L’aforisma non è un’affermazione ma un suggerimento e ci fornisce implicitamente un criterio interpretativo. dalla pubblicazione di Umano. (la raccolta di aforismi) perché è una fase in cui N. il sentirsi una specie di residuo del passato o di ripropositore delle cose già dette. cioè una sequenza di eventi che si susseguono uno dopo l’altro o al massimo in contemporanea. questa è la sua cortesia. non ci dice che è così ma che si può interpretare così. chimica…) . ci ripropone una visione circolare. viste. La coscienza epigonale è una delle caratteristiche dell’uomo del 19esimo secolo. sta abbastanza bene Bisogna prescindere dalla sua condizione fisica e interpretare la sua filosofia come il prodotto della sua mente a prescindere delle sue condizioni N.

in virtú di questa azione. LA MORTE DI DIO Cosa significa? N. verso nuovi orizzonti preannunciati in maniera molto forte nel La gaia scienza (perché è una scienza che deve abituarci a affrontare anche le tragedie del mondo senza lasciarci abbattere: è di N. se non le fosse e i sepolcri di Dio?”. per noi. ad una storia piú alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi!”. di fatti nudi e crudi I positivisti costituiscono “il vitello d’oro del fatto”: in realtà non sono coloro che hanno costituito una visione razionale del mondo. Il folle uomo balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: “Dove se n’è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! Siamo stati noi ad ucciderlo: voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all’ultima goccia? Chi ci dètte la spugna per strusciar via l’intero orizzonte? Che mai facemmo. perché siano vedute e ascoltate. l’espressione “Ciò che non uccide fortifica”) F. Si racconta ancora che l’uomo folle abbia fatto irruzione. quello stesso giorno. ovvero l’umanità futura: l’umanità futura è quella che si libera del gioco teologico. della nostra esistenza Morto Dio si possono creare le condizioni perché viva il superuomo. al mondo fisico. chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo noi lavarci? Quali riti espiatòri. si è dissanguato sotto i nostri coltelli. anche se la scienza non è in grado di dare risposte su quelle che sono le questioni fondamentali dell’esistenza La scienza è utile come metodo per un approccio freddo alle problematiche intellettuali e razionali. e rivolse di nuovo lo sguardo sui suoi ascoltatori: anch’essi tacevano e lo guardavano stupiti. rappresenta tutti gli orizzonti di senso possibili. di tutte le difficoltà: caduto il velo della finzione teologica siamo chiamati a riaffrontare concretamente i problemi della nostra vita. – Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino. non udiamo dunque nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? Anche gli dèi si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi. a sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov’è che si muove ora? Dov’è che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all’indietro. per apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai un’azione piú grande: tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno. la razionalità. con il cristianesimo e con la religione L’idea di Dio dal punto di vista di N. quali giochi sacri dovremo noi inventare? Non è troppo grande. Quest’azione è ancora sempre piú lontana da loro delle piú lontane costellazioni: eppure son loro che l’hanno compiuta!”. è ateo però perché bisogna annunciare la morte di Dio? Dove muore Dio? In che senso muore? Muore nella mente umana ma anche nel cuore Si riferisce ai valori. in avanti. Questo enorme avvenimento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino: non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini. a condannare il positivismo: i positivisti si illudono di poter parlare di fatti puri. rappresenta la stabilità. Nietzsche. L’uomo folle. sempre piú notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio. aforisma 125 125. E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio. ma sono coloro che hanno sostituito alla religione del senso classico una religione della scienza Questa critica della scienza porta anche N. si dice che si fosse limitato a rispondere invariabilmente in questo modo: “Che altro sono ancora queste chiese. di fianco. A questo punto il folle uomo tacque.Le scienze diventano il punto di riferimento per distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. in diverse chiese e quivi abbia intonato il suo Requiem aeternam Deo. suscitò grandi risa. anche dopo essere state compiute. “È forse perduto?” disse uno. che si libera dalle condizioni oppressive di senso dell’esistenza di questo essere perfettissimo che l’umanità presuppone . se la vita ha un fine noi siamo prigionieri di questa finalità che altri hanno stabilito: quindi se Dio esiste noi non possiamo essere liberi Annunciare la morte di Dio vuol dire sovvertire tutti i criteri interpretativi e riscoprire al tempo stesso l’indecifrabilità del mondo perché l’idea di Dio ha soltanto velato il problema Dio è sempre stato rappresentato come la soluzione di tutti i problemi. La gaia scienza. al concetto Ma quali sono le conseguenze? Perché c’è bisogno di un uomo folle che dia questo annuncio? Cosa potrebbe rappresentare Dio? Per dare un senso a questo aforismi bisogna parlare anche dei rapporti di N. ma non ci può spiegare il significato che certi eventi possono avere sulla nostra vita Questo approfondimento della prospettiva scientifica porta N. “Vengo troppo presto – proseguí – non è ancora il mio tempo. “Si è perduto come un bambino?” fece un altro. “0ppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? È emigrato?” – gridavano e ridevano in una gran confusione. l’armonia. Fulmine e tuono vogliono tempo. gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di piú sacro e di piú possente il mondo possedeva fino ad oggi. il lume delle costellazioni vuole tempo. Dio rappresenta la decifrabilità razionale del mondo Morto Dio il mondo diventa indecifrabile Ma perché muore Dio? Perché noi ritorniamo al mondo in cui viviamo. terreno per cui la morte di Dio è intanto la condizione indispensabile per recuperare la verità contrariamente a quanto secoli di cultura teologica ci ha fatto pensare Annunciare la morte di Dio vuol dire creare lo spazio per la liberazione dell’umanità dagli orizzonti di senso Se Dio esiste la vita ha un fine. la grandezza di questa azione? Non dobbiamo noi stessi diventare dèi. le azioni vogliono tempo. Cacciatone fuori e interrogato. da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? Non si è fatto piú freddo? Non seguita a venire notte. Finalmente gettò a terra la sua lanterna che andò in frantumi e si spense. corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: “Cerco Dio! Cerco Dio!”. ma non è utile dal punto di vista esistenziale: la scienza non svolge alcuna funzione consolatoria e di chiarificazione degli aspetti fondamentali della nostra vita La scienza non ci illumina sul bene e sul male: ci può dire solo che cosa si può fare e cosa non si può fare La scienza ci può dire come sono connessi gli eventi.

questo grande inganno della verità di una vita oltre la vita e così ha addormentato le coscienza. afferma che l’idea di Dio ha svolto un’importantissima e fondamentale funzione di riferimento: togliere questo riferimento fondamentale all’umanità può risultare molto pericoloso proprio perché potremmo cancellare tutti gli orizzonti di senso della vita. percepiamo. che vuole vivere nella piena luce di se stesso. ha impedito all’umanità di emanciparsi. io guardo verso in basso perché sono elevato Non è una forma di esaltazione. e non diventando più elevata Pensa (e questa è una precisa presa di posizione contro l’ascetismo e qualsiasi forma di spiritualizzazione) che la gente si illude si essere moralmente proba ed elevata perché condanna tutto ciò che ha a che fare con il corpo e con la fisicità: questa è una forma di ascetismo Per N. è sbagliatissima questa posizione perché noi comunque con il nostro corpo abbiamo a che fare ma anche perché alla fine maltrattare il corpo non produce necessariamente l’elevazione dell’anima perché corpo e anima non sono distinti e separati: l’uomo e un continuum di corpo e anima quindi trattare male il corpo vuol dire trattare male lo spirito N. per far tornare i conti c’è Dio. in rapporto al nulla O ammettiamo che il mondo abbia senso e che Dio sia l’espressione. fornisce alcune interessanti metafore e immagini tipo l’uomo è una corda tesa tra la bestia e il superuomo L’uomo è qualcosa che deve essere attraversato. ragioniamo attraverso il corpo quindi non c’è separazione tra sfera spirituale e sfera materiale Tutti i predicatori della grande vendetta sono predicatori di una visione distorta della vita e sono gli avvelenatori della vita: non possibile che tutto ciò che riguarda la vita. poi quando c’è qualcosa nei loro sistemi che non torna allora chiamano in causa Dio per aggiustare il sistema (esempio: Cartesio. a ricompensarci. che deve essere superato: bisogna andare oltre l’uomo Però quale sia le caratteristiche dell’UBERMENSCH possiamo solo provare a individuarle: in parte sono presentate nello Zarathustra (filosofia del meriggio: momento in cui il sole splende più alto e anche il momento in cui inizia il declino) Quello che possiamo ricavare è che l’Ubermensch è una sorta di ideale dell’umanità Lo ZARATHUSTRA (raccontato nell’opera omonima) è un solitario. la vitalità debba essere considerato un vizio. Quello che possiamo fare è cercare di chiarire a noi stessi e agli altri che cosa vogliamo fare della nostra vita sulla terra Perché è importante decretare la morte di Dio? Per una serie di motivi Perché se Dio esiste fondamentalmente l’uomo è orientato dall’esistenza divina quindi l’esistenza di Dio è l’ostacolo più forte all’affermazione dell’ Ubermensch (il SUPERUOMO): lo Zarathustra è posto come condizione È necessario che Dio muoia. rifiuta gli accomodamenti e i compromessi. imparare a vivere sullo sfondo del nulla. è l’uomo del grande disprezzo. è colui che rifiuta la massa. non c’è una delineazione del superuomo.): voi guardate verso l’alto quando cercate elevazione. immaginando contatti con ciò che è più elevato. non ce lo dice. di evolversi. margini di manovra Però c’è anche da aggiungere questo: sì la morte di Dio crea lo spazio metafisico all’interno del quale il superuomo può nascere però che cos’è l’Ubermensch N. che è più vicino al divino: secondo N. di diventare critica La grande sfida di N. arriva a dire che il corpo non è altro che un diverso nome dello spirito: questo significa che noi pensiamo. questa è una grande illusione dell’umanità che pensa di migliorarsi parlando di cose più elevate. che spariscano tutti gli orizzonti di senso (qui si sta parlando del concetto di Dio) per permettere all’Oltreuomo di poter vivere. hanno i loro pensieri. è stato un punto di riferimento fondamentale sia a livello culturale sia a livello concettuale Hegel diceva: Dio è il rigagnolo in cui confluiscono le contraddizioni dei sistemi filosofici I filosofi inventano i sistemi. dell’esistenza La morte di Dio è l’atto necessario nella concezione di N. criteri di decifrabilità Il mondo è caos e noi dobbiamo imparare a calarci in questo caos e a vivere in maniera più o meno agevole: cioè trovare un equilibrio in questo mondo caotico e indecifrabile Dopo la morte di Dio necessariamente l’umanità è chiamata a farsi carico di tutto il peso della costruzione del senso dell’esistenza: niente è escluso Il cristianesimo ha portato avanti questa bugia. dobbiamo provare a vivere in maniera radicale. in Leibniz ci sono addirittura le armonie prestabilite da Dio) N.Noi adesso andiamo alla deriva: non abbiamo più punti di riferimento. a dare un senso alla storia quindi noi non abbiamo spazio di manovra. è l’aquila perché vola alto ma riesce anche a vedere molto in basso Altra metafora (è una precisa accusa all’ipocrisia dell’umanità contenuta nella prefazione allo Z. ma intende dire che c’è chi cerca di staccarsi dalla banale quotidianità immaginando aerei regni dello spirito. per permettere all’umanità di ricominciare da zero Dio è stato un potentissimo vincolo. la garanzia e la sintesi di questo cosmo ordinato e perfetto oppure neghiamo l’esistenza di Dio e di conseguenza priviamo il mondo di ogni orizzonte di senso possibile: chiara l’opzione di N. finte e vere Uno degli animali simbolo di Z. non c’è una continuità fisico biologica. avviene in maniera miracolosa e che rimane confinata nella sfera spirituale . che è più spirituale. nella piena consapevolezza di se stesso rendendosi conto che l’umanità non è un grande spettacolo Altra metafora: bisogna essere un mare per accogliere un fiume immondo senza contaminarsi: l’uomo è un fiume immondo Zarathustra sperimenta una forma di grande libertà: chi vive sugli alti monti ride di tutte le tragedie. non c’è un’indicazione precisa: N. per la liberazione completa delle potenzialità umane: Dio è sempre lì a punirci. è divieni ciò che sei: ma per divenire ciò che siamo dobbiamo liberarci da tutti i vincoli. una forma di perdizione: questo non è ammissibile tanto è vero che il bersagli principale è il Cristianesimo poiché nel cristianesimo c’è una chiara svalutazione del corpo e di tutto ciò che è mondano Evento significativo: la nascita di Gesù è un evento eccezionale che si compie in maniera del tutto spirituale Non ci sono atti fisici.

ma rappresenta anche il rovesciamento (nel racconto biblico è il portatore di insidie). propone la sostituzione di una religione dell’umanità L’Ubermensch è qualcosa da definire N. è sicuramente ateo. ma non nemici in senso dell’aggressività ma sono avvelenatori perché tutto ciò che è sano. non ha un padrone. di una menzogna culturale che ha intristito l’umanità Una delle tante provocazioni di N. va oltre: adesso che abbiamo scoperto la verità poiché per N. ha 30 anni (alla stessa età che aveva Cristo quando iniziò a predicare il cristianesimo) Simboli dell’aquila e del serpente: l’aquila indica l’animale che vola più alto quindi l’animale che gode della solitudine come Z.. c’è questo rischio Perciò quale è il senso di questo concetto? C’è una chiara presa di posizioni contro le religioni perché vendono illusioni e c’è il rischio di trasformare la concezione stessa del filosofo tedesco in una religione dell’umanità e della terra: il recupero di ciò che è terreno e mondano che vuol dire cancellazione della duplicità che trasforma il mondo reale in mondo apparente e il mondo apparente (mondo delle idee. Dovremmo essere figli della terra che lavorano per il miglioramento della terra. come religione di massa.) in qualcosa di effettivamente reale Secondo N. il serpente ha invece un rapporto diretto con il suolo. la morale della fedeltà alla terra e del rifiuto del cielo (Brecht diceva: il cielo lo lasciamo agli angeli e ai passeri) Zarathustra compare in varie situazioni e spesso va interpretato Prima di arrivare al problema dell’eterno ritorno (che ritroviamo nella terza parte dello Z. ma nel caso di Z. alla terra con tutti i suoi aspetti ed è legato alla scienza (il serpente è tentazione ma anche conoscenza) Gli animali ricorrono spesso nel linguaggio di N.) c’è un’interessante considerazione che riguarda il paragrafo 342 di Gaia scienza Z.Nella prospettiva di N. non ha un senso. che si vuole umiliare e sacrificare La liberazione passa necessariamente attraverso la proclamazione dell’uomo folle Dio è morto. è collegato alla vitalità. paradiso. i propri orizzonti di senso che sono il dio si avvita e recuperare il senso della terra: noi viviamo su questa terra e questa è l’unica vita che possediamo C’è il grande problema dell’ETERNO RITORNO: in base a questo si pone il problema delle infinite vite possibili. però ha grandissima ammirazione e rispetto nei confronti di Cristo Nell’anticristo c’è la maledizione del cristianesimo e non la maledizione del fondatore Secondo N. con la fisicità. vivo e vitale viene avvelenato Aforisma n 151: Dell’origine della religione: la religione è un’illusione All’interno di questa visione c’è anche la grande sfida di N: divieni ciò che sei Questa visione porta anche alla trasvalutazione di tutti i valori: vuole cambiare le coordinate morali e cambiare le coordinate morali dell’umanità e quindi i giudizi di valore sulle cose vuol dire vivere in un altro modo C’è bisogno di una nuova morale. è impossibile che ci sia il Cristianesimo perché c’è stato un solo cristiano ed è morto in croce: nessuno dopo ha potuto riprendere e considerare la purezza e l’autenticità di questo messaggio Parlare di cristianesimo vuol dire sostanzialmente parlare di una prosecuzione culturale. ma anche un’altra questione. anzi N. invece coloro che aspirano al cielo inevitabilmente diventano dei detrattori della terra. dobbiamo essere più concreti. è anticristiano per quanto riguarda il cristianesimo come movimento organizzato. bello. un capo A partire da questo l’uomo deve riedificare se stesso. di suscitare il meraviglioso che caratterizza l’esperienza religiosa Una religione concettuale non sarebbe un fenomeno di massa Il cristianesimo non è un fatto privato dopo che si è tradotto in istituzione (la Chiesa): non è più un fatto interiore ma è diventato un dato politico e culturale N.: sentendo le campane si chiedeva come fosse possibile che ancora oggi dopo quasi 2000 anni si continui a ricordare un ebreuzzo morto 20 secoli fa (è sprezzante) Però ci sono anche le considerazioni molto positive sulla figura di Gesù che è considerato una specie di santo anarchico VANGELI: È difficile pensare che nel passaggio da un racconto molto per sentito dire a una redazione scritta non ci siano stati aggiustamenti. dobbiamo essere figli della terra e non nostalgici del cielo Questa è l’intuizione esistenziale e morale di N. e cioè l’eterno ritorno del sempre uguale cosa vuol dire? Che ciò che è accaduto una volta accadrà sempre Se ciò che è accaduto una volta accadrà sempre. non condivide le invenzioni. l’universo è ateo. e sono presenti anche nello Zarathustra: . visto che l’Ubermensch non è mai accaduto non accadrà mai. scrive nella prefazione dello Z. invece non bisogna guardare verso Dio perché è un’illusione: è l’atteggiamento dell’umanità minorenne. il cristianesimo ha proprio avvelenato l’esistenza N.. sono poco attendibili La sfera religiosa va presa molto con le pinze Il rischio è che l’interpretazione concettuale – razionale alla fine privi la religione di quella capacità di far sognare. nemici dell’umanità e degli altri. che si ritira quando Cristo inizia la predicazione perché ritiene di non essere ancora pronto per rapportarsi agli altri esseri umani e riflette ancora per 10 anni.: il superuomo è il sale della Terra Vuol dire che il senso e il significato dell’umanità e dell’esistenza lo si può trovare soltanto guardando in direzione del superuomo C’è chi invece ritiene che si possa trovare questo senso dell’esistenza soltanto guardando verso Dio Per N.

rappresenta l’innocenza e il cambiamento e la prospettiva dell’umanità Il fanciullo è quella freccia che viene scagliata ed è il presagio dell’umanità che verrà Se l’uomo è una corda tesa tra la bestia e il superuomo il fanciullo rappresenta questa prospettiva L’uomo è anche un ponte. vuole comunicare all’umanità Nell’umanità vede un limite ma deve per forza rapportarsi per compiere la sua missione: la compie tramutando: dal sole che lo va a salutare nella sua caverna al tramonto dell’umanità Perdere la solitudine per vivere nella moltitudine è un disvalore. cioè la CICLICITA’. si parla della tragedia dell’ultimo uomo. che si configura una volta come presente passato e una volta come presente futuro Se le cose si ripetono eternamente uguali a se stesse possiamo dire che siano passate? Possiamo dire che in futuro avverranno queste cose? Quello che avverrà è già avvenuto quindi passato e futuro perdono la loo caratterizzazione Esiste una riconsiderazione. dall’altra abbiamo una forma di destorificazione dell’esistenza umana. una cosa che ci è accaduta ci riaccadrà . quegli eventi. che rappresenta un nuovo inizio. di chi subisce la solitudine. il buio. di chi non è capace di vivere di sé e per sé 8cosa che invece fa Z. per destoricizzare e per affermare un tormento ineludibile: viene riproposta incessantemente. vede nell’elevazione la condizione per poter migliorare l’umanità. già in Eraclito. è in questa condizione e N. si parla di qualcosa di divino che potrebbe riproporsi Altro racconto: vedi libro pag. delle aperture limitate. con la massa che difficilmente potrà capire il messaggio L’umanità non è ancora pronta a ricevere un certo messaggio ETERNO RITORNO C’è il rischio che le cose si ripresentino uguali a se stesse e se succede vuol dire che ciò che non è mai accaduto non potrai mai accadere e che ciò che è accaduto una volta accadrà sempre: qual è il margine di cambiamento. apprezzava molto il fanciullo è il simbolo dell’innocenza. se non siamo sufficientemente liberi e individui la solitudine è una condizione che soffiamo Z. le vicende della vita si svolgono sempre allo stesso modo Non per forza deve esserci una concatenazione causale se no sarebbe destino. quelle situazioni anche se quello scenario si ripresenterà infinite volte Interpretazione logico – matematica: se il tempo è infinito e gli elementi del cosmo sono finiti è necessario che le combinazioni degli elementi finiti del mondo si ripetano infinite volte visto che il tempo è infinito Per quanto numerosi siano gli elementi del cosmo è inevitabile che le combinazioni del mondo si riproducano infinite volte Diventa un modo per affermare l’eternità dell’esistenza. ci limita Salire su alti monti ci libera. non è soddisfacente Eterno ritorno è una forma di eternità ma non c’è un’interpretazione univoca del problema dell’eterno ritorno di N. poi non deve farsi vedere per poter realizzare il suo obiettivo: la bellezza del sole si apprezza perché il sole tramonta e non perché è in una posizione stabile (sarebbe se no insopportabile) Tramontare vuol dire ritornare alla moltitudine. scarta la visione più semplice. da un’altra parte somiglia all’eternità. 330 La condizione perché il superuomo viva è che Dio muoia: la morte di Dio è la condizione per la vita dell’Ubermensch Cosa vuol dire eterno ritorno? N. una riproposizione di cose che sono già avvenute: essendo eterna questa riproposizione inevitabilmente cade fuori dal tempo: la vicenda umana è una vicenda senza novità Significa che le strutture fondamentali dell’esistenza vengono riproposte: la vita si svolge sempre allo stesso modo. non c’è mai un vero passato e mai un vero futuro quindi potrebbe esserci soltanto un eterno presente. affrontare la morte. si trasforma in leone 2) il LEONE: non è perché il leone è il re degli animali ma perché il leone si è liberato del carico del tu devi ed ha assunto la dimensione dell’ io voglio quindi del pieno possesso di sé stesso. che è la soluzione che dà il nano: è la soluzione del mondo classico Per N. ci aiuta ad attraversale le difficoltà con la caratteristica della pazienza e della sottomissione. è l’obbligo che lo opprime. che N. non è il fine: se l’uomo non è ponte si confina ad essere tragicamente la ripetizione di se stesso Nello Z.). il LEONE e il FANCIULLO 1) IL CAMMELLO: è l’animale che serve per attraversare il deserto e anche questo è metaforico perché stiamo parlando dei deserti dell’anima. e segue l’imperativo del tu devi. allo scorrere del tempo inteso come passaggio. che non è stato capace di trasmutarsi. ma è una variazione per cui la ruota del tempo che gira riproponendo le medesime scelte Delle vicende umane noi possediamo soltanto delle finestre. l’innocenza del divenire. arrivato nel cuore del deserto e quindi della riflessione personale il cammello cambia. la solitudine diventa il deserto ma inteso come luogo in cui ci si confronta solo con se stessi Il sole ha portato i suoi frutti. perché da una parte assomiglia al tempo religioso perché esso è ciclico. dell’interiorità. di libertà? Immagine della CLESSIDRA: si parla di metamorfosi. ha assunto la prospettiva della volontà libera 3) il FANCIULLO. è ripetitivo. è qualcosa che ci soffrire. fatalismo: da una parte abbiamo una forma di eternità laica che si traduce nella ripetizione. cioè la storia umana è sottratta al flusso storico. quindi noi vediamo dell’eterno flusso delle cose soltanto la parte che la nostra finestra temporale ci consente La vita è un film che è stato girato una volta e che poi si ripropone continuamente tale e quale Noi pensiamo che ci siano novità perché la finestra temporale che ci è concessa ci permette di vedere quelle cose. che non ha capito il messaggio dell’oltrepassamento dell’uomo: è questo che Z.le 3 METAMORFOSI DI ZARATHUSTRA: il CAMMELLO. ci condanna a stare soli Se possiamo farlo allora la solitudine è una condizione apprezzabile. tanto è vero che abbiamo l’attimo (abbiamo un’infinita estensione di attimi all’indietro e in avanti: due fonti di eternità però questi due sentieri non è detto che si contraddicano e divergano): il passato e il presente nell’ottica dell’eterno ritorno sussistono. il rapporto con gli altri. il cammello è anche l’animale da soma. come cambiamento È un divenire che nega se stesso alla fine: una trasformazione che si ripropone uguale non è più una trasformazione. però ci conduce anche alla solitudine.

gli ebrei sono sempre stati oppressi . dell’esistenza e la morte di dio segna inevitabilmente anche la fine di tutte le concezioni teologico – teleologiche e teologico – finalistiche Insomma la vita non ha senso a meno che il nostro spirito non sia talmente potente da riuscire a dare un senso alle cose: ma cosa vuol dire riuscire a dare un senso alle cose? Vuol dire esercitare la VOLONTA’ DI POTENZA. tutto ciò che è vitale. Dire di si alla vita significa imparare a vivere danzando sulle ali del caso. nuove frontiere Anche per questo il superuomo è il nichilista attivo. che è legato alla bellezza. trasformare il così fu in così volli che fosse. vivo e vitale Il cristianesimo è una sorta di avvelenamento della vita. perversione e perdizione tutto ciò che è piacevole L’opera iniziata dagli ebrei è stata proseguita e portata a termine con il cristianesimo Prendiamo i sette peccati capitali: che cosa ci rimane da fare? Peccato di gola: la differenza è tra chi mangia per nutrirsi e chi mangia per provare piacere La morale secondo N. agli eventi che accadono in maniera slegata una connessione vincolante a partire dalla sua volontà: la volontà diventa gravitazionale organizzatore di una sequenza di eventi Volontà di potenza: voglio questa cosa. che si rassegna alla forza del destino. apparenza. rivalutare le vicende dell’esistenza. hanno sempre vissuto male. va a vedere come nascono i concetti e in particolare come nascono i concetti morali La genesi dei concetti morale si deve al popolo sacerdotale per eccellenza: gli EBREI Cosa caratterizza gli ebrei secondo N. sopportare. alla forza Ci sono aspetti controversi. che non si rassegna al destino ma crea il destino. occorre rifarsi alla GENEALOGIA DELLA MORALE Perché genealogia? Perché N. e il pessimismo attivo (o nichilismo attivo). rivalutare il senso e il significato delle azioni e dei comportamenti. che è l’impulso che ogni cosa ha ad affermare se stessa nell’ambito del divenire e sul divenire (nel e sul divenire): la suprema espressione della volontà di potenza è imprimere al divenire il carattere dell’essere. la ciclicità: che è una forma di dionisismo: la vita sarà anche capace di riproporre se stessa ma riprodurrà se stessa in forma identiche Problema del NICHILISMO Essere nichilisti per N. che sono i valori dell’aristocraticità Per capire bene il discorso di N. dall’altra riesce a ridare un senso a queste vicende redimendole dalla casualità: le cose accadono apparentemente per caso ma questo apparente accadimento casuale delle cose si traduce per lo spirito eletto.Non è una ciclicità ma l’eterno ritorno del sempre uguale: le cose ritorneranno eternamente uguali a se stesse Noi rivivremo infinite volte il tormento della nostra esistenza Finchè non avremo imparato ad affrontare questa terribile verità non ci sarà spazio per la realizzazione e l’avvento del superuomo Rimanere incatenati a questa visione ciclica significa vedere e non sopportare. uccide tutto ciò che è sano. distingue alcune forme di nichilismo: in particolare distingue il nichilismo completo da quello incompleto così come distingue il pessimismo da donnette e il pessimismo virile Il nichilismo è completo quando viene rifiutata ogni norma e ogni criterio di carattere assoluto: ecco perché la morte di Dio spalanca l’abisso spalanca l’abisso del nichilismo Dio rappresenta tutte le certezze e tutti gli orizzonti di senso della vita. diverso dal nichilista di S. significa rinunciare ad ogni punto fermo di carattere trascendente sia dal punto di vista conoscitivo sia dal punto di vista etico N. riesco a predisporre le condizioni per ottenerla Questa è anche la sfida del divieni ciò che sei : realizza te stesso nella caoticità del mondo perché il mondo è caos e soltanto una volontà plasmatrice e organizzatrice può dare un senso alle cose non perché cambino le cose ma perché cambi il loro senso rispetto a noi È casuale un certo evento? La casualità di un certo evento diventa il pretesto per l’affermazione dell’individualità Non così fu (rassegnazione) ma così volle che fossi Differenza tra pessimismo passivo: quello di Schopenhauer. le vicende sono sparse finchè non vengono unificate quindi il mondo è una potenziale opera d’arte (fornisce gli elementi per l’opera d’arte) e lo spirito plasmatore dello spirito dionisiaco del superuomo diventa l’artista di se stesso e degli ingredienti che la realtà fornisce. quindi non casualità. accettare le vicende Creare nuovi valori vuol dire dire si alla vita in tutti i suoi aspetti. problematici: dal punto di vista di N. liberarsi della visione ciclica significa vedere. dei valori vitali. dionisiaco in occasione per la riorganizzazione del senso delle cose L’artista da sparse vicende ricava una storia di carattere universale.? la rinuncia alla vita. amare l’eterna ruota del destino L’oltreuomo è colui che ama la ripetizione. non limitandosi ad inventare ma scoprendo nuovi valori. che vanno ripristinati per avviarci sulla strada dell’oltreuomo e per riuscire a sopportare l’esistenza così com’è! . lo produce In questa visione possiamo trovare alcuni agganci con d’Annunzio o con l’oratoria dei futuristi e di Mussolini Lo spirito creatore è colui che da una parte comprende la necessità delle vicende. hanno sempre subito perciò hanno avvelenato la vita. non qualcosa che è legato alla dimensione dell’accidentalità ma quell’accidentalità è redenta dalla volontà viva del soggetto Significa che il soggetto (dotato di particolare forza vitale) riesce a plasmare gli eventi. ma ne cambia il senso: bisogna essere spiriti creatori di sensi. significa creare una nuova tabella di valori. male. hanno dichiarato vizio. vuol dire che seguire la morale codificata (cristiana) significa rinunciare a tutto ciò che è sano. cioè riesce a ordinare la sequenzialità degli eventi in vista di un progetto di realizzazione di se stesso Quindi imprime al divenire.

cristiana e dogmatica Trasvalutazione dei valori: vuol dire che dobbiamo recuperare tutto ciò che è sano.. più che anticristiano O ci continuiamo a flagellare in questa impossibile adeguazione a valori che sono antiumani o viviamo in un altro modo: non si può vivere cristianamente per N. secondo un sistema di valori che sono umani e terreni La morale che N. Il prete è considerato il tipico esempio di contro natura Ogni naso accetta e respira meglio alcuni tipi di aria rispetto ad altri. nasce dalla fedeltà alla terra N. cioè tra la morale che prende leggi e precetti dall’esterno o quella che nasce dall’interno È chiaro che secondo N. ha dichiarato di nessun valore il mondo il cui viviamo. cioè bisogna ritornare ai valori dionisiaci dell’esistenza che il cristianesimo nella forma di nichilismo ha cancellato. non condivide i contenuti cristiani La morale è autentica quando è realizzazione della natura. affronta ogni genere di pericoli. le esigenze della morale? La prospettiva di N. non esiste. è sicuramente atea quindi incompatibile con ogni religione C’è un altro aspetto che colpisce il filosofo. in un mondo apparente perché la verità sta sempre nell’aldilà La morte di dio è la condizione per la liberazione dell’umanità che al tempo stesso ci pone di fronte alla drammatica sfida di ridare un senso alle cose Il cristianesimo ha distrutto i valori legati alla vitalità. che non può essere codificata Le azioni dipendono da che cosa siamo: se siamo buoni ci comporteremo in maniera buona automaticamente N. non una voce di carattere universale e eterogenea Kant aveva distinto tra morale autonoma e morale eteronoma. è il comportamento di per sé che costituisce la morale. dell’autoflagellazione. ma quando è la sua piena esplicitazione Una natura alta farà azioni alte. in questo senso c’è la vendetta Tutto ciò che porta all’affermazione di se stessi viene visto come vizio. come a dire: ciò che io non posso avere viene trasformato in vizio Ciò a cui il prete ha rinunciato diventa un vizio anche per gli altri quindi gli altri che non hanno rinunciato devono sentirsi in colpa. dobbiamo fare le cose che ci fanno star bene con noi stessi La vera morale. che sia la codificazione di alcune regole di conservazione e convivenza. è che fondamentalmente la morale sia la voce del gregge nel popolo. allo stesso modo le religioni La prospettiva di N. la morale per essere tale non può essere eteronoma e se non può esserlo non è nemmeno prescrittiva. vede esigenze e indicazioni di carattere meramente umano. anzi troppo umane La tesi di fondo è che ogni individua debba seguire la voce della propria coscienza. come peccato: questo è l’avvelenamento Bisogna trasvalutare questi valori. è un comportamento umano pensato da esseri umani nei confronti di altri esseri umani. l’autonomia e la vitalità del soggetto. della rinuncia che ci priva di tutto ciò che potrebbe rendere piacevole l’esistenza Bisogna abbracciare la vita in tutti i suoi aspetti. dal fatto di dover rispettare regole codificare da altri Secondo N. la vita che viviamo perché ha trasferito tutto il valore in un aldilà che secondo N. quello genealogico: il metodo genealogico è quello che riguarda l’analisi dei concetti morali. quindi ha svalutato il mondo e la vita La differenza è essere padroni di se stessi o schiavi della morale Non sta dicendo che dobbiamo vivere smodatamente. che bisogna creare il sistema di valori della propria esistenza Se ognuno di noi definisse la propria natura senza imposizioni interne sarebbe autonomo Un vero cristiano sarebbe libero perché seguirebbe la proprio inclinazione: è una persona che perdona spontaneamente. che non ha bisogno dei materiali per vivere bene però questo gli viene dal proprio essere e non da un’imposizione esterna.Nell’ambito della morale cristiana predomina l’atteggiamento dell’automacerazione. la morale non può consistere di regole. è che bisogna recuperare i valori legati all’aristocrazia (tutto ciò che è bello. padrone di sé stesso. forte e sano) con una rivincita degli ebrei e del cristianesimo . lucido. da cosa nascono i concetti morali. e che sia stata trasformata in norme di carattere supremo Quale autorità più alta di un dio può legittimare la morale? Dietro i precetti morali N. è anticlericale. una natura bassa compierà azioni basse Il cristianesimo è in conflitto non solo con l’essenza umana ma anche con l’essenza del mondo (la volontà di potenza: impulso irrefrenabile che ogni cosa ha ad autoaffermarsi) Ogni cosa spinge per la propria affermazione e realizzazione Il superuomo di massa: chi è? James Bond perché non ha mai paura. perché ha trasformato il mondo in cui viviamo in un mono finto. all’aristocrazia Il cristianesimo rappresenta una forma di nichilismo perché ha dissolto la vitalità dell’essere umano. propone è quella della consequenzialità delle azioni. non quando è negazione della natura. punta a un tipo di umanità che abbia il coraggio di essere se stessa. nella coscienza. nel bene e nel male. spesso aiutato da bellissime donne che contribuiscono al successo dell’impresa (è un seduttore) La prospettiva di N. della propria individualità. bello e aristocratico e quindi non accettare rinunce che non siano scelte da noi Non dobbiamo pensare di fare cose per guadagnarci il paradiso. alla bellezza. la morale autentica è quella che nasce dal rapporto tra natura e comportamento N. dell’autocolpevolizzazione. è freddo. ma sta dicendo che ognuno di noi deve potersi dare le regole della propria esistenza. liberandoci dell’atteggiamento penitenziale La morale è codificata dagli schiavi per vendicarsi dei signori: quindi la morale è legata al ressentiment: cioè al risentimento.

il mondo in cui viviamo È impensabile anche una morale come quella cristiano-ascetica che va contro il corpo N. non è permesso vivere in maniera incompleta È necessaria una morale capace di migliorare effettivamente l’uomo senza tirare in ballo le condizioni ultraterrene. una morale che sia il risultato del mondo vero. trascendentale e organizzativa dei dati (come in kant). quindi riteniamo che sussista un substrato che è fondamentale per la realizzazione di quest’azione Qui entra in gioco la critica di N. un’agente che produca quell’atto. cioè propone uno schema grammaticale secondo cui se viene compiuta un’azione deve esserci qualcuno o qualcosa che compie l’azione. con la scienza. il problema è se è possibile cogliere il divenire senza fissarlo e quindi senza stravolgerlo Noi abbiamo due prospettive: da una parte quella conoscitiva (che culmina nella scienza. ma noi pensiamo con tutto il nostro essere. però la scienza da una parte è il tentativo di cogliere gli elementi stabili del divenire. quindi noi retrocediamo dalla convinzione che il pensare sia un atto al fatto che debba esistere una causa.: la scienza è una specie di ermeneutica della natura . si pensa di arrivarci ma alla fine non rimane niente) N. al cogito. e anche questa è una forma di volontà di potenza. non è così ingenuo. il fatto nudo e crudo non esiste Il vitello d’oro dei positivisti è un mito. è per l’unificazione di mente e corpo. contraddice questo punto di vista sostenendo che non esistono fatti ma solo interpretazioni di fatti. non è così. e in questo caso il linguaggio svolge un ruolo determinante. non c’è una scissione e se è cos’ le nostre azioni e le nostre scelte vengono proposte attraverso un continuum. cioè il prospettivismo di N. qualcosa che non ha ragion d’essere. va distaccato dallo stile di vita e dal modo di pensare della società occidentale Dal punto di vista di N. c’è una parte pensante. però con una differenza: una volta assunto un punto di vista questo viene portato fino alle estreme conseguenze N. per farlo dobbiamo realizzare compiutamente il nostro essere N. dice che il soggetto è un’interpretazione. un’astrazione. ritiene il linguaggio elemento fondamentale per plasmare le cose e organizzare le cose C’è anche un’altra questione: come interpretare il rapporto di N. come dominio da parte di alcuni individui che sono stati capaci di realizzarsi su altri individui che non sono stati capaci di realizzarsi Una visione aristocratica ma anche razionale Tutte queste considerazioni e questi elementi di riflessione che N. dall’altra però non dobbiamo dimenticare che anche la scienza è il prodotto dell’attività del pensiero umano. vuole capire soprattutto è la natura umana e come questa natura umana possa essere meglio impiegata La volontà di potenza negli esseri umani si esplicita come creazione di valori. non esistono fatti in sé La realtà è il prodotto della rielaborazione e reinterpretazione che si compie ad opera della volontà di potenza del soggetto Ci sono alcuni testi in cui emerge che il soggetto non esiste. cioè essere in grado di prevedere e controllare gli eventi come si cerca di prevedere la mutevolezza della natura umana) Prendiamo il matrimonio: perché è stato trasformato in contratto prima e in sacramento poi? Evidentemente si prevede il logoramento del rapporto L’obiettivo è bloccare o limitare le mutazioni sentimentali Si può capire perché il suo pensiero sia poi stato adattato a un modello politico però N. che ha come obiettivo quello di dominare il divenire. cioè anche essa è una produzione del pensiero. non è un pensatore politico. N. propone sono elementi di riflessioni che ci conducono al prospettivismo: significa che i fatti da soli non esistono. critica tutte le interpretazioni oggettivistiche dei fatti: mito del giornalismo anglosassone secondo cui ci sono i fatti e le opinioni separate dai fatti: per N. colpiva le conoscenze scientifiche. due neuroni si scambiano informazioni (enorme numero di combinazioni di neuroni) Quando noi pensiamo fissiamo. per lui ci sono fatti soltanto se vengono interpretati e rappresentati in un certo modo Prospettivismo: idea del punto di vista attraverso il quale i dati e gli elementi vengono rivisti. ma c’è una struttura interpretativa Quindi è molto più debole l’immagine della scienza che emerge nella prospettiva di N. propone con ovvi limiti perché il prospettivismo assomiglia un po’ al fenomenismo. ritiene che Dio non esiste ma che non per questo tutto è permesso: le due cose si possono Una riflessione su questa problematica si trova in Camus Che cosa non è permesso? Rinunciare alla propria natura. per cui anche la scienza è una forma di interpretazione dei dati e di organizzazione delle percezioni Però non c’è una struttura fissa. noi pensiamo anche attraverso il corpo così come operiamo attraverso la mente Noi siamo il nostro corpo (come pensa Feuerbach) Viene eliminato l’elemento di trascendenza. ma esso è un susseguirsi di maschera cui non corrisponde nessuna unità sostanziale (è come il cuore del carciofo.Dobbiamo passare da una morale che predica la rinuncia all’affermazione della volontà di potenza a una morale che predica e realizza questa volontà di potenza: divieni ciò che sei. è convinto che il cristianesimo sia un male per l’umanità occidentale quindi il cristianesimo va distrutto culturalmente. la interpreta: N. fondamentale Prendiamo l’idea del cogito (il motto cartesiano): cosa ci suggerisce? Cogito ergo sum: quindi c’è un atto del pensiero che fa pensare a sua volta all’esistenza di un soggetto pensante. cioè non siamo in grado di indagare quando due sinapsi. di indefinibilità Riduzionisti: credono che noi pensiamo che esista qualcosa oltre la coscienza perché non siamo in grado di cogliere le affinità neuronali. non ha niente a che vedere con la verità per come N. rielaborati e riorganizzati Il prospettivismo è la modalità conoscitiva che N. alle presupposizioni linguistiche: che cos’è il soggetto? Noi riteniamo che il soggetto sia ciò che compie le azioni. cioè qualcosa che non esiste di per sé. a Cartesio. che non esiste dal punto di vista dei fatti Non esiste un’entità sostanziale denominabile soggetto quindi il soggetto è un mito veicolato dal linguaggio Attraverso il prospettivismo N. quello che N. con la scienza? N.

non un’organizzazione intrinseca delle cose. non è un ordine in sé. un soggetto che sia in grado di creare forme interpretative. che spesso è una regolarità voluta: spesso anche nella natura c’è la volontà di potenza.I dati naturali. di imprimere al divenire il carattere dell’essere. quindi gli elementi naturali seguono il principio della volontà di potenza e ogni cosa tende a fermarsi. della percezione non sono dati pronti ma sono il prodotto delle leggi delle rielaborazione. dell’intervento organizzativo e interpretativo che il soggetto compie nei confronti del mondo naturale Questo carattere teorico delle costruzioni scientifiche poggia sul principio della regolarità.. menzogne. ma una riorganizzazione del soggetto .) La “realtà” non è altro che il prodotto dell’attività di rielaborazione e riorganizzazione compiuta dal pensiero: quanto più il pensiero è forte tanto più la realtà risulta armonica. coesa e ordinata: l’ordine la coesione e l’armonia sono il risultato del modo di pensare le cose. a realizzarsi pienamente La volontà di potenza è il caos che viene ricondotto all’unitarietà del pensiero :ecco perché è importante che il soggetto sia capace di pensare e in grado di trasformare il così fu in così volli che fosse. cioè questa cosa è ciò che la volontà di potenza trasferita al divenire ha prodotto: il senso delle cose sta nel riorganizzarle (compito che il filosofo deve svolgere senza illusioni.

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