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WOLFRAM VON ESCHENBACH

PARZIVAL
A cura di Laura Mancinelli Traduzione e note di Cristina Gamba (Giulio Einaudi Editore S.p.A., Torino gennaio 1993)

Il Parzival di Wolfram von Eschenbach il primo grande Bildungsroman , romanzo di formazione, della letteratura cortese del Duecento tedesco. Tra i grandi romanzi composti in lingua letteraria della Germania meridionale, tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII, il Parzival fu quello che ebbe il maggior successo, come dimostrano pi di ottanta manoscritti giunti fino a noi. Non si hanno precise notizie storiche su Wolfram von Eschenbach. Da quanto scrive nelle sue opere su se stesso, si desume che fosse un cavaliere, forse impiegato nella cancelleria di qualche corte. Il poeta oper nei primi decenni del XIII secolo, ed in quel periodo venne scritto il Parzival, romanzo imperniato sul tema della cerca del Graal, uno del pi importanti del ciclo arturiano.

Secondo Walter Johannes Stein, citato da Trevor Ravenscroft nel suo libro La lancia del destino , nel Parzival di Wolfram von Eschenbach velata una eccezionale via occidentale alla coscienza trascendente...

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Nel castello di Munsalwaesche, Parzival assiste ad una misteriosa cerimonia: un paggio conduce per la sala una lancia insanguinata, seguito da Repanse de Schoye che porta il Graal. Parzival non pone la domanda, ed il re Anfortas e l'intera corte cadono in disperazione...

GENEALOGIE

Titurel padre di Frimutel. Frimutel padre di: Repanse de Schoye (custodisce il Graal); Schoysiane (sposa del duca Kyot di Catalogna; la loro figlia, Sigune, fu affidata a Herzeloyde); regina Herzeloyde; Trevrizent l'eremita; Anfortas re di Munsalwaesche. Mazadan, rapito dalla fata Terdelaschoye a Feirmurgan, padre di Lazalier e di Biskus. Questi due fratelli sono padri di Addanz e di Utepandragun (che sono quindi cugini). Addanz padre di Gandin. Gandin e Schoette sono i genitori di Galoes e di Gahmuret. Gahmuret e Belakane sono i genitori di Feirefiz. Ghamuret e Herzeloyde sono i genitori di Parzival. Tampenteire padre di Condwiramurs e di Kardeiz. Parzival e Condwiramurs sono i genitori di Kardeiz e Loherangrin. Utepandragun e Arnive sono i genitori di Art e di Sangive. (Ither di Gaheviez, cugino di Art, fu allevato da Utepandragun) Ginevra moglie di Art, e Ilinot loro figlio. Il re Lot e Sangive sono i genitori di: Gawan, Beacurs, Cundrie e Itonje. Il re Lac, sire del Karnant, padre di Erec e di Jaschute. Orilus di Lalander lo sposo di Jeschute. Orilus, Lhelin e Cunnaware sono fratelli.

WOLFRAM VON ESCHENBACH

PARZIVAL
A cura di Laura Mancinelli Traduzione e note di Cristina Gamba (Giulio Einaudi Editore S.p.A., Torino gennaio 1993)

I libro

Se mai il dubbio assale il cuore, cosa amara ci per l'anima; ma incantevole e splendente dovunque si accompagni 5 d'uomo intrepido lo spirito: ha la gazza tal colore. Quindi l'uomo si rallegri, ch in lui sono entrambi i tratti, e del cielo e dell'inferno. 10 Chi si affianca al tradimento ha colore tutto nero e cadr pur nelle tenebre. Serba invece il suo candore chi ha pensieri ognora saldi. 15 Questo alato paragone per gli sciocchi vola alto, non lo possono comprendere, perch corre innanzi a loro come fa una lepre in fuga. 20 Zinco a retro di uno specchio sembra, e qual di un cieco il sogno: illusione offron di un viso. Ma non pu serbarsi ferma questa cupa incerta immagine, 25 breve gioia essa d invero. Chi mi afferra ove mai pelo crebbe, al palmo della mano, presa ha di fatto assai malferma: se impaurito grido aiuto 30 non dimostro aver buon senso.

Prologo

2 Voglio io trovare fede dove questa pu svanire come fuoco in una fonte o rugiada innanzi al sole? 5 Pur mai vidi un savio tale che alcun gusto avrebbe a udire qual via prenda questa storia e qual buon precetto offra. Mai per vinto si d il saggio, 10 ora fugge ora insegue, ora scansa ora assale, ora biasima ora gloria. Chi a s varia sorte uso, chi non ozia assiso o devia 15 e chi inoltre ben si orienta, manifesta d'aver senno. Se del falso amico l'animo, dell'inferno il fuoco merita e flagello all'alto onore. 20 La lealt sua ha coda breve che non regge al terzo morso dei tafani, mentre nel bosco. Qui il confronto multiforme non volto solo all'uomo, 25 vale anche per la donna: se il mio avviso vuol notare, sappia lei dove riporre la sua lode ed il suo onore, e a chi poi lei debba offrire 30 l'amor sommo e il suo pregio,

1. 1 Le parole zwifel e herze che Wolfram usa nel primo verso hanno un'accezione pi ampia dei termini moderni Zweifel dubbio e Herz cuore . Zwifel designa qui non il dubbio in materia di fede, ma l'incapacit di decidersi tra il bene e il male. Quanto al cuore, non soltanto la sede dei sentimenti, ma anche quella dei pensieri. 2. 20 Wolfram paragona la lealt di un uomo indegno alla coda troppo corta di un animale che, assalito nella selva dai tafani, gi al terzo morso non pot pi difendersi.

3 cosicch lei non rimpianga la purezza e lealt sua. Per le oneste supplico Dio 5

4 gioia e pena insieme stanno. Supponiamo che in me siano 5 tre di cui ciascuno tenti *

5 che il riserbo sia a lor scorta: il pudore su ogni dote somma chiave della volta: pi alto ben per lei non chiedo. Falso onor la falsa acquista. Quanto regge il sottil ghiaccio all'ardente sol d'agosto? 10 Tosto il pregio suo si liquefa. * Vasta lode ha la bellezza, ma se il cuore nutre inganno non la stimo n l'apprezzo, s nell'oro sprezzo lo smalto. 15 Ma non stimo poca cosa se qualcun nel vile ottone monta il nobile rubino e con ogni suo attributo. Lo confronto al cuor di donna 20 che onori l'essere femmina: non l'aspetto ho a giudicarne, l'esteriore che il cuor cela; se entro al petto lei lo serba, l'alto pregio l non si altera. 25 Se dovessi or donna or uomo come so, scrutare a fondo, ne verrebbe un gran discorso. Qual sia questa storia udite. Essa narra a voi d'entrambi, 30 dell'amore e del dolore,

d'eguagliare l'arte mia: ci richiede fantasia, se volessero illustrarvi quanto narro a voi da solo, ci sarebbe gran fatica. 9 Una storia nuova narro 9 da un modello molto antico, 10 che amor grande e fido illustra, virt nobili di donna e virile ardire indomito che giammai si piega all'urto: non manc a lui coraggio, 15 fu d'acciaio nello scontro. L il suo braccio vinse e colse con la gloria lode amplissima. Invincibile, ma a far senno restio e lento fu l'eroe, 20 dolce agli occhi delle donne quanto insidia ai loro cuori, fugg ognora innanzi all'onta. Chi ho prescelto nel racconto, l'uomo a cui la storia volta 25 e vi compie grandi prodigi, non ancora nato al mondo. L ove usava e usa ancora consuetudine latina - che pur vige tra i tedeschi 30 e pur voi la conoscete Il poeta annuncia il destino di Parzival

4. 28 Si allude qui al diritto di primogenitura che sanciva il privilegio per il primogenito di ereditare il nome e almeno la gran parte dei beni paterni per mantenere intatta la potenza del casato. Gi in vigore presso la nobilt francese venne introdotto anche in terra tedesca soprattutto nelle contee renane e in Baviera.

5 chi regnava in quei paesi stabil certo senz'onta, verit sicura questa, 5 che il maggior fratello fosse 5 di suo padre il solo erede. Danneggi questo i pi giovani, li priv di quei vantaggi che la morte offr ai maggiori. Quanto prima era in comune 10 ora aveva solo il primo. Ma fu un saggio a stabilire che il pi vecchio avesse i beni. Molti onori ha giovinezza, la vecchiaia duolo e sospiri. 15 Nulla mai e fu pi misero di vecchiaia e povert. Che ora conti, duchi e re, 20 questo dico a voi per vero,

diseredino dei beni tutti tranne il primogenito, 21 una legge strana e iniqua. Gahmuret d'Angi perse, alla morte del padre, ogni diritto sui suoi beni. Il fratello maggiore, esortato dai principi del regno, gli offr di servirlo, ma Gahmuret rifiut: egli desiderava guadagnarsi onore con le armi e avere il favore di una dama. Chiese quindi di essere lasciato libero di partire a cercare l'avventura, chiedendo al fratello ed alla madre che spartissero con lui unicamente i loro beni mobili. Cos avvenne. Gahmuret abbandon la sua patria, per non tornarvi mai pi, recando dolore a sua madre, a suo fratello ed a molti altri ancora. Si atteneva all'uso Gahmuret di seguire il giusto mezzo e nessuna altra via. Di s poco si gloriava, grandi onori accolse cheto, ogni vana cura eluse. Egli invece stim bene di non essere mai servo di nessuno che corona sopra regno o impero avesse, se non d'uno che il pi grande su ogni terra al mondo fosse: tal nel cuore era il proposito (13. v. 3-15). Gahmuret si rec a Bagdad, presso il baruc (in ebraico significo "il benedetto"), uomo potentissimo. Il baruc, figura analoga a papa per gli occidentali, regnava su due terzi del mondo, in Pagania, e Gahmuret prese servizio presso di lui. Dopo aver colto onore e gloria con le armi dalla Persia al Marocco, dalla Siria all'Arabia, Gahmuret si rec a Zazamanc. In quel regno si piangeva la scomparsa di Isenhart, morto prima di ottenere il favore della regina Belakane. Scoppi una guerra, e Gahmuret giunse in quelle terre, spinto da una tempesta, proprio quando Fridebrant di Scozia partiva dopo aver distrutto e bruciato tutto quanto. Due eserciti si fronteggiavano presso il castello di Patelamunt, capitale del regno di Zazamanc. Gli abitanti del castello chiesero aiuto al prode Gahmuret ed egli lo concesse loro, bench fossero mori. Gahmuret venne accolto in gran pompa nel castello, e scorse subito una schiera di feriti. La regina Belakane lo accolse, restandone profondamente impressionata. I principi esposero la situazione: si trovavano senza un capo supremo, e subivano molti lutti. La regina raccont il motivo per il quale il suo castello era assediato dall'esercito del defunto Isenhart: egli l'amava, ma lei volle metterlo alla prova; poich la regina tardava a concederle i suoi favori, Isenhart cominci a combattere senza scudo e senza armatura, per dimostrare il suo valore, e cos trov la morte. L'esercito di Isenhart ritenne Belakane responsabile della morte del proprio signore, e cercava ora la vendetta su di lei. Belakane, che pur l'amava, mai si concesse a lui. Dalla Scozia venne Fridebrant a vendicare la morte di suo cugino Isenhart. Durante l'incontro tra Gahmuret e Belakane, i due s'innamorarono. Gahmuret si pose al servizio della regina. Venne condotto nel luogo degli scontri, e gli venne esposta la situazione: le sedici porte della citt restavano sempre aperte, e cos vi facevano razzia i vari principi nemici, tra i quali Hiuteger, Gaschier, Kaylet e Razalic. Tornato al castello, Gahmuret venne accolto con un banchetto in suo onore. Durante il banchetto risult evidente l'amore reciproco che era nato tra lui e la regina. Gahmuret pass la notte insonne, rivoltandosi nel letto pensando alla regina, e bramando scontri e amore. Al mattino presto indoss l'armatura di cavaliere e si gett nella mischia. Bram amore per mercede, stim lieve un aspro scontro (37. v. 8-9). Gahmuret affront Hiuteger e lo sconfisse. Poi, lo invi a servire presso la regina Belakane. Gahmuret atterr Gaschier, il nobile normanno, ed ottenne la resa degli Scozzesi. Venne incontro Kaylet l'Ispano, ma lo scontro non ebbe luogo perch i due erano cugini. Anche Gaschier esort Kaylet a non combattere contro il potente cavaliere. Gahmuret si rec presso il campo dei mori, combatt e sconfisse Razalic d'Azagouc; anche Razalic fu costretto ad ordinare al suo esercito di arrendersi e di recarsi presso il castello di Patelamunt. Lachfilirost, il burgravio, accolse trionfalmente Gahmuret vincitore, e lo condusse presso la regina. Gahmuret conquist cos i regni e la persona della regina: Ben si diede la regina a un amore dolce e nobile, all'amato del suo cuore, anche se di varia pelle (44. v. 27-30). Gahmuret ottenne la pace con tutti i cavalieri sconfitti e assegn in feudi la terra d'Azagouc ai suoi principi. Isenhart venne sepolto regalmente e i tributi di un anno derivanti dalle sue terre vennero offerti in omaggio ai suoi mori, che soli ne disposero. Gli stranieri tolsero l'assedio al castello di Patelamunt. Terminati gli scontri Gahmuret provava nostalgia per la vita delle armi. Fece giungere da Siviglia una nave per condurlo lontano; imbarc il suo oro, ed abbandon nella notte, in tutta segretezza, il regno di Zazamanc. Quando part, la regina Belakane portava in grembo un bimbo di tre mesi. Gahmuret lasci una lettera all'amata Belakane: All'amata offre amor l'amante. Sono un ladro in questo viaggio, per il bene tuo ne taccio. Donna, questo a te non celo: se tu fossi del mio credo, per te sempre soffrirei, bench

pure ora mi manchi. Se il bambino di noi due avr un d figura d'uomo, sar ricco di coraggio. E' per nascita un Angi, sar amore il suo signore, e nel duello sar grandine, un vicino aspro ai nemici. Deve il figlio mio sapere: l'avo suo si chiam Gandin e mor compiendo gesta. Pat il padre ugual sorte, quello Addanz si chiamava: mai il suo scudo rest intero. E di stirpe egli era un bretone, costui e Utepandragun eran figli a due fratelli che qui entrambi sono scritti: uno era Lazalier, l'altro Biskus si chiamava: Mazadan dei due era padre: lo rap una fata a Feimurgan, si chiamava Terdelaschoye, del suo cuore fu catena. Da quei due viene il mio ceppo che risplende sempre pi. Di poi cinse ognuno un serto e port gran dignit. Se vuoi, donna, battezzati, tu potrai riavermi ancora (55. v. 21-30 / 56. v. 1-26). Dopo poco, Belakane partor un bimbo ch'ebbe due tinte, su lui Dio opr un miracolo: bianco e nero era il colore (57. v. 16-18). Belakane chiam suo figlio Feirefiz l'Angioino, che in seguito sarebbe diventato un valente cavaliere. Nel frattempo Gahmuret giunse in Spagna.

II Libro
Gahmuret si rec a Toledo per incontrare suo cugino, il re Kaylet. Il re, per, combatteva in un luogo lontano, a Kanvoleiz, nella terra del Valios. Gahmuret si arm e lo raggiunse. La regina del Valios, ancora vergine, aveva indetto un torneo: al vincitore sarebbero spettate le sue due terre e la sua persona. Gahmuret si accamp con i suoi paggi appena fuori dalle mura. Dopo essere stato annunciato alla regina, entr nella citt di Kanvoleiz. Qui venne accolto calorosamente dal cugino Kaylet e dai suoi alleati: Utepandragun re di Bretagna, Lot il norvegese, suo figlio Gawan; i portoghesi, i Provenzali e i Vallesi. Molti altri cavalieri erano venuti a combattere nel torneo. Kaylet elenc i nemici: il re d'Ascalona, il re d'Aragona, Cidegast del Logroys, Brandelidelin re del Punturtoys, Lhelin, Morholt d'Irlanda, gli Alemanni comandati dal duca di Bramante a cui Hardiz, il re di Guascogna, aveva concesso in sposa la sorella Alice. Gahmuret promise di combattere al fianco di Kaylet. Cominci il torneo tra aspri scontri, secondo il codice d'armi. La regina Ampflise chiese di Gahmuret, che combatteva dinanzi a Kanvoleiz, con Kaylet al suo fianco. Gahmuret sbalz dalla sella Baldovino di Prienlascors e altri prodi cavalieri, ed ottenne da quelli sicurt . Hardiz affront Ghamuret e venne sconfitto. Altri combattimenti coinvolsero Riwalin, re del Lohneis, Morholt, Killirjacac re del Lac. Kaylet disarcion Lambekin re del Brabante. Il re d'Aragona disarcion Utepandragun, re dei Bretoni. I suoi guerrieri lo protessero, dando luogo ad un aspro scontro. Gahmuret atterr il re del Punturteis. Kaylet venne fatto prigioniero dagli uomini del Punturteis, che liberarono Brandelidelin. L venivano e correvano molti eroi di ferro cinti: fu la carne lor ferita dalle mazze e per i calci. I guerrieri valorosi pi ferite si causarono, molti lividi alla pelle. Non per vanto ve lo dico: l non c'era molta pace. L'amor spinse chi portava uno scudo ben dipinto e un elmo assai guarnito che ora il fango ricopriva. Fiori il campo qua e l aveva, corta e verde l'erba nasceva: sopra i prodi eroi vi caddero, questo a lor tocc d'onore. Non ho brama di tal premi, preferisco restare in sella. (75. v. 4-22). Gahmuret chiese un cavallo fresco; i messaggeri della regina Ampflise portarono due giumente. Era con loro il cappellano che gli disse: Benvenuto, bel signore, per la mia signora e me. La regina lei di Francia: il tuo amor ora la strazia. (76. v. 11-14) e gli consegn una lettera e un piccolo anellino. Nella lettera la regina di Francia Ampflise dichiarava a Gahmuret il proprio amore, e gli chiedeva di sposarlo, offrendogli l'intero regno di Francia. Gahmuret mand i messi a riposare in tenda e riprese a giostrare. C'era chi combatteva in duello e chi in schiere. Nessuno si risparmi. Gahmuret aiut il re Lot che stava per soccombere ad un assalto, e disarcion Schafillor, il re d'Aragona, poi sconfisse Lhelin, Pere dolci colgo meglio, cadan pure eroi innanzi a lui (80. v. 1-2). Gahmuret vide giungere al galoppo un signore dell'Angi, con lo scudo rivolto verso l'alto, e da questo intu che Galoes, suo fratello, era morto. Si addolor cos tanto che smise di combattere. Si rec alla sua tenda, dove si spogli delle armi e consegn la propria cotta, trapassata e ammaccata, al paggio della regina Ampflise, quale dono per la regina. Gli altri continuarono a combattere, e andarono avanti per tutta la notte, che l'eroe pass la notte insonne. La regina del Valois giunse nel campo di battaglia, ansiosa di vedere il re Gahmuret. Entr nella sua tenda, e Gahmuret si alz immediatamente, insieme ai quattro principi suoi prigionieri. L'accoglienza fu cortese. La Vallese degna e nobile: per lui gi provava amore. Le sedeva s vicino che lei prese lui traendolo stretto stretto al proprio fianco. Lei non era donna, ma vergine, che lo volle avere accanto. Voi gradite udirne il nome? Herzeloyde, la regina. Sua cugina era Rischoyde, ebbe in sposa lei re Kaylet, che cugino era di Gahmuret. (84. v. 1-12). Se Gahmuret non fosse stato prostrato dal lutto, le avrebbe di certo concesso amore. Cavalcarono presso la tenda due eroi sciolti sull'onore: uno di essi era Kaylet, che chiese a Gahmuret la ragione del suo sconforto. Avrebbe dovuto gioire, in quanto tutti riconobbero in lui il vincitore del torneo, e sua era la regina Herzeloyde. Kaylet chiese a Gahmuret di effettuare uno scambio di ostaggi, in modo da restituirgli la piena libert. La regina Herzeloyde chiese anch'essa che avvenisse lo scambio, in virt del diritto che aveva su di lui. Intervenne il cappellano della regina Ampflise per precisare che tale diritto apparteneva alla sua regina, e chiam i tre messaggeri quali testimoni. La regina Herzeloyde, visto che anche la regina Ampflise reclamava Gahmuret, chiese che fosse un consiglio a decidere. Tra i tanti motivi di afflizione, a Gahmuret torn in mente la regina Belakane, che lui lasci a Patelamunt. Io partii lasciando a Patelamunt una donna dolce e casta, perci il cuore mio ferito. La virt sua degna in me al suo amor chiama con pena. Terra e genti ella mi diede, Belakane, la regina: priva me di gioia d'uomo. E' per assai virile chi provando amor si turba: mi storn di donna il vincolo dal cercare l'avventura, ma pensai che gesta d'armi m'addolcissero il mio cruccio. Qui una parte ne ho compiuta. Ora crede qualche stolto ch'io fuggii perch

mora: per me splende come il sole. L'onor casto suo rimpiango: la cima di ogni pregio. Questo e altro devo piangere: del fratello mio le armi rovesciate ho visto reggere. (90. v. 19-30 / 91. v. 1-11). Kaylet conferm la notizia che Galoes era morto. Gahmuret, affranto dal dolore, si tolse le armi e si mise in lutto. Kaylet rifer anche la notizia della morte della madre dell'eroe, distrutta dal dolore per la perdita del marito, di un figlio e per la lontananza dell'altro figlio. Fu una triste notte per Gahmuret. Il mattino successivo tutti i cavalieri si accordarono per rinunciare la torneo. Quando il nuovo giorno sorse, tutti insieme si accordarono, quelli dentro e quelli fuori, chi gi pronto era a combattere, fosse giovane o anziano, sia pauroso quanto ardito: rinunciarono al torneo. Era a mezzo ora il mattino. Degli scontri eran s stanchi e i cavalli s sfiancati, che essi l'arte della guerra strinse ancora a grande fiacca. (93. v. 11-22). La regina invit tutti i cavalieri a Leoplane, per assistere ad una messa per l'afflitto Gahmuret. Herzeloyde voleva che Gahmuret diventasse il suo sposo. Lui le ricord che era gi sposato. Con una pagana - rispose Herzeloyde, invitandolo a dimenticare la Pagania, ed a preferire il battesimo. Herzeloyde temeva che Gahmuret potesse scegliere la regina Ampflise. Fu scelto un giudice per dirimere la questione. Cos narra a me la storia: la fanciulla e l'eroe presero per la lor contesa un giudice. Si era presso al mezzogiorno. Tosto emesso fu un verdetto: "Qui fra i prodi che elmi cinsero, che bramando gesta vennero, egli ha colto la vittoria: la regina spetta a lui". Si comp poi quel che segue. (95. v. 27-30 / 96. v. 1-6). Gahmuret e Herzeloyde divennero sposi, ma Gahmuret chiese alla moglie il permesso di poter compiere gesta con le armi, altrimenti sarebbe ricorso al trucco gi utilizzato per sfuggire a Belakane, che gli imped i tornei. Herzeloyde acconsent che Gahmuret fosse libero di compiere le gesta che voleva. Dopo che fu resa nota la sentenza e l'accordo tra i coniugi, i tre messaggeri ed i cappellano di Ampflise presero Gahmuret da parte, ribadendo che la regina Ampflise rinnovava la sua richiesta di diventare sua sposa. La regina offriva un regno e grandi ricchezze. Gahmuret ricord loro che fu la regina Ampflise a farlo cavaliere, e che lui si atteneva al codice delle armi, che vietava altri tipi di rapporti. Conged i messaggeri ricordando che lui era e sarebbe sempre stato al servizio della regina Ampflise. I messaggeri se ne andarono sdegnati, e la regina per l'ira non prese congedo. Gli amici di Gahmuret esultarono alla notizia delle nozze, gli sposi disposero l'accoglienza per gli ospiti e si ritirano in privato. Gahmuret liber gli sconfitti e riconcili Hardiz con Kaylet. Poi distribu i suoi beni tra i cavalieri, prima che prendessero congedo. L'amore fra i due fu fedele. Gahmuret, al colmo della gloria, si spinse oltremare, per aiutare il baruc, assediato da Babele. Fu accolto con gioia dal baruc. Era partito da sei mesi, e la regina lo attendeva con impazienza, poich attendeva un figlio. Verso il mezzod la donna angoscioso sonno prese. L'assal una grande angoscia: parve a lei che una saetta la portasse su nell'aria, dove fu con forza scossa da pi folgori di fuoco. A un tempo esse volavano a lei: tosto arse e bruci la sua lunga treccia ai lampi. Con fragore scoppi il tuono, vers lacrime di fuoco. Quando ella si riprese un artiglio la gherm, si un a lei e cambi aspetto: prodigiosa arte le parve, come fosse in preda a un drago che poi il ventre le squarciasse e qual serpe il sen suggesse. E da lei si invol tosto, s che poi mai pi lo vide. Dal suo corpo il cuor le estrasse, questo orrore gli occhi videro. Mai conobbe un'altra donna pena simile nel sonno. In passato fu lei splendida: or mut tutto, oh misera. Ora il pianto a lei si addice, strazio immenso ha la regina. E s'appressano gli affanni. Cominci ora la donna, prima l'era sconosciuto, tanto a gemere e a tremare e nel sonno forte urlava. (103. v. 25-30 / 104. v. 1-28). Giunsero delle vergini a svegliare la regina, mentre al galoppo veniva lo scudiero del re seguito da una folla di giovani. Portavano tutti la notizia che il re Gahmuret era morto. La regina cadde svenuta. Lo scudiero raccont come avvenne la morte del re Gahmuret: durante uno scontro, a causa del caldo intenso, il re si ritir e si tolse l'armatura per rinfrescarsi. Con l'inganno, un uomo vers sangue di caprone sul diamante che costituiva l'elmo del re. Quando si fu ripreso, il re Gahmuret torn a combattere, con vigore e con onore. Ipomidone lo attacc alle spalle e con un colpo d'asta spacc l'elmo. Un pezzo della lancia venne trovato nella testa di Gahmuret che, nonostante il colpo subito, rimase in sella e usc dalla mischia. Giunse il cappellano del re, e l'eroe rese confessione e dispose di inviare alla moglie la camicia e la lancia che l'aveva colpito. Gahmuret mor senza macchia alcuna. Il baruc fece imbalsamare le spoglie dell'eroe e costru una tomba ricchissima. La regina si sentiva male; accorse un vecchio che le fece bere dell'acqua. La regina voleva indossare la camicia del re, e portare la sua lancia, ma i saggi le tolsero i cimeli per portarli nel duomo. Dopo quindici giorni partor la donna un bimbo: era un maschio con tal membra che ella a stento ne usc viva. (112. v. 5-8).

113 E s piacque alla regina che di baci lo copriva. Disse a lui con grande affetto: Bon fils, cher fils, beau fils . 5 Senza indugio poi lei prese il puntino rosso pallido, del suo seno il becco intendo, e a lui lo spinse in bocca. Sua nutrice fu lei stessa 10 che nel ventre lo port: l'allev con il suo petto, lei che sempre fugg l'onta. Le sembr le fosse Gahmuret tra le braccia ancor concesso. 15 Non cur lei frivolezze, era pronta all'umilt. Herzeloyde disse accorta: La pi nobile regina il suo seno offr a Ges 20 che per noi morte crudele pat in croce come uomo, il suo fido amor mostrandoci. Chiunque irato con lui lotta pace a stento avr dell'anima, 25 bench sia o fosse puro: questo so che cosa vera . Scese allor sulla regina del dolor suo la rugiada: gli occhi suoi sul bimbo piansero 30 con amore femminile.

112 Tratto il dado della storia 10 e l'inizio suo raggiunto: solo ora nato lui cui il racconto destinato. Gioia e affanni di suo padre, la sua vita e morte entrambi, 15 tutto questo avete udito. Donde a voi giunse sapete l'eroe di codesta storia, e in che modo fu trattato, - lo si ascose al mondo d'armi, 20 prima che potesse intendere. Poi rinvenne la regina e a s trasse il suo piccino. Lei e l'altre nobil dame tutte presero a guardare 25 tra le gambe il suo pisello. Molto il bimbo accarezzarono che ebbe forti membra di maschio. Sar un fabbro con le spade, trarr fuoco fuor dagli elmi, 30 fiera audacia avr il suo cuore.

114 Tanto il riso che il sospiro pot il labbro suo ben rendere: di suo figlio gio alla nascita, gioia in lei asciug le lacrime. 5 Senza invidia ammetto, esiste chi di donne parla meglio: godo a quanto le rallegra, perch nego solo a una il servizio mio fedele. 10 Sempre nuova la mia collera per lei, ch tradir la vidi. Wolfram d'Eschenbah io sono e m'intendo un po' di canto 15 e una salda morsa sono

115 gli atti lor come i costumi. Se una serba la purezza, sar il primo io a lodarla, n' il dolore a me spina in cuore. 5 Pari a un cavallo zoppo chi biasima ogni donna per amore della propria. Chi rispetta il mio diritto sia a vedere che a sentire, 10 non sar da me ingannato. Genti d'armi a mia stirpe: se il mio ardir venisse meno, se pel canto una mi amasse, 15 mi parrebbe dissennata.

nel dolermi di una donna. Costei ha alla mia persona arrecato tale offesa che a lei l'odio mio non placo. Perci in odio ho pure l'altre. 20 Perch esse fan cos? Bench l'astio lor m'affligga, la natura loro questa. Io parlando incorsi in fallo e a me stesso arrecai danno. 25 Certo pi non accadr. Per accorrere non devono con baldanza alla mia posta: scontri in armi troveranno. Non sopisco il mio rancore 30 e potrei ben valutare

Se l'amor di donna degna chiedo con le armi in pugno e il suo soldo non conquisto, m'ami lei per il mio canto. Ma un ardito colpo gioca 20 chi con gesta all'amor mira. Se non fosse adulazione per la donna, direi molto di pi sopra l'argomento. Ma proseguo con la storia. 25 Chi da me si attende questo, or non pensi che sia un libro. Non mi intendo io di lettere, questa via gi in molti prendono. Questa seria di avventure 30 senza guida dotta seguita. 116 Prima che lo chiamin libro, mi si veda senza un panno, come siedo ognor nel bagno, ricoperto sol da frasca.

III Libro

116

5 Mi rattrista che sian tante che di donne abbiano nome: tutte hanno voce chiara. Ma son molte pronte al falso, scevre d'onta sono alcune: 10 differenti son le storie. Che abbian tutte nome uguale ha turbato assai il mio cuore. Donna, il retto tuo costume fedelt ha sempre ornato. 15 Pi d'un dice che miseria non sia bella n gradita. Chi per fido amor la soffre sottrae al fuoco eterno l'anima. Una donna per sua fede 20 la pat, fu compensata con mercede eterna in cielo. Qui or ben poche, credo, esistono, che da giovani disprezzino beni per la gloria in cielo. 25 Io nessuna ne conosco. Uomo e donna son tutt'uno: loro al pari questo evitano. Herzeloyde la regina si estrani dai suoi tre regni: 30 port angoscia senza gioia,

117 e fugg falsit: nessun occhio in lei ne trova. Era il sole per lei nebbia, anche quanto il mondo allieta. 5 Le era uguale il d e la notte: solo al pianto il cuor suo attese. Disperata abbandon il suo regno ritirandosi a Soltane, in una selva, 10 non cercando dei bei fiori. Emp il cuore suo lo strazio, non cur ghirlanda alcuna, fosse rossa oppure gialla. Per salvarlo l condusse 15 il figliolo del re Gahmuret. Gente che era della corte dov arare e coltivare. A suo figlio ella badava. Prima che potesse intendere, 20 chiam a s tutto il suo seguito: fosse uomo oppure donna sulla vita a ognuno impose 23 che mai il nome cavaliere 23 non venisse pronunciato. *
Parzival viene tenuto nascosto dal mondo della cavalleria Herzeloyde si ritira con il figlio nella foresta di Soltane

Sconvolta per la morte di Gahmuret Herzeloyde conduce una vita povera e solitaria

Parzival crebbe all'oscuro del mondo della cavalleria, nella foresta di Soltane. Per gioco costruiva arco e frecce con il legno, e prendeva molti uccelli, ma subito si doleva ricordando il loro canto. Crebbe bello, sano e forte. Non conosceva preoccupazioni, tranne il canto degli uccelli, che lo commuoveva. La madre, visto che Parzival soffriva nell'udire il canto degli uccelli, ordin ai suoi servi ed ai contadini di ucciderli tutti. Qualcuno si salv, ed il loro canto torn a commuovere il cuore di Parzival. Un giorno, udendo il nome "Dio" Parzival chiese alla madre cosa fosse. Figlio, a te dico per vero: lucente pi del giorno, e il sembiante suo mut e figura d'uomo assunse. Figlio, attienti a una norma e nel tuo bisogno invocalo: d la fede aiuto all'uomo. Suo nemico il re d'inferi: nero quello, usa tradire. Da lui togli i tuoi pensieri e nel dubbio mai vacilla. (119. v. 18-28). Parzival torn a cacciare. Uccideva cervi e grandi bestie, che portava a casa intere. Un giorno, mentre cacciava, Parzival vide arrivare quattro splendidi cavalieri. Ricordando le parole della madre, pens che ciascuno fosse un dio. Parzival, che si era nascosto per osservarli arrivare, si alz ed invoc il loro aiuto. I quattro cavalieri cercavano una dama, che era stata rapita. Uno di loro chiese al giovane se aveva visto passare due indegni cavalieri che rapirono una dama. Parzival, seguendo gli insegnamenti della madre, pens che questo cavaliere fosse Dio, e grid forte di aiutarlo, prostrandosi ed invocandolo. Il cavalieri spiegarono di non essere Dio, ma per l'appunto "cavalieri". Parzival chiese cosa fossero i cavalieri e la cavalleria. Uno dei cavalieri gli spieg che Art poteva

farlo tale, e poich a guardarlo sembrava idoneo, lo invit a recarsi da Art per farsi creare cavaliere. I quattro poi, irritati dalla stoltezza del giovane, ripresero il loro cammino. Parzival non si interess pi di cacciare gli animali nella foresta. And dalla madre e le disse che voleva fare il cavaliere. La madre cadde di schianto, svenuta. Quando si riebbe chiese a Parzival che gli avesse parlato della cavalleria. Parzival raccont la sua avventura con i quattro cavalieri. La madre non sapeva quale trucco inventare per impedire la partenza del figlio.

127 Prese un telo allor di sacco, gli tagli camicia e brache, s che solo si vedeva mezza gamba bianca e bella. 5 Questo l'abito dei pazzi. Sopra il capo ebbe un cappuccio. D'ancor fresco armento fu preso il cuoio e due gambali sui suoi piedi si tagliarono. 10 Grande il pianto era di tutti. La regina lo preg di fermarsi ancor la notte. Tu non devi di qui muovere, prima ch'io t'abbia istruito. 15 Per sentieri non battuti guadi scuri eviterai, ma se l'acqua chiara e bassa tosto in sella hai da passarli. Ti atterrai a cortesia, 20 alla gente offri il saluto. Se te un saggio uom canuto, che ben pu, vuole istruirti, lo dovrai seguire grato e con lui non adirarti. 25 Figlio, voglio consigliarti:
Herzeloyde cuce per il figlio l'abito dei pazzi

126 15 Si lev qui nuovo strazio. Tuttavia lei non sapeva quale astuzia immaginare per stornarlo dal suo intento. Il ragazzo stolto e degno 20 un cavallo a lei richiese. Se ne afflisse assai la madre, ma pens: Non glielo nego, ma sar certo un ronzino . Pens inoltre la regina: 25 Molta gente ama schernire. Porter vesti da pazzo sul bel corpo allor mio figlio. Sa sar battuto e irriso, qui da me far ritorno . 30 Ahi, qual pianto miserevole!

Herzeloyde impartisce al figlio alcuni semplici insegnamenti

se anellin di dama degna otterrai e il suo saluto, prendi ci: ti allevia il tribolo. Devi correre al suo bacio, 30 e il suo corpo forte cingere 128 questo d fortuna e gioia, se lei casta e onesta.

Herzeloyde raccont al figlio che Lhelin strapp due terre, il Waleis e il Norgals, ai principi di Parzival, ed uccise Turkentals. Parzival promise vendetta. Al mattino Parzival part per raggiungere Art. Lo baci e segu con gli occhi la regina, finch il giovane, cavalcando via, scomparve. Si comp del mondo il lutto: cadde lei, donna perfetta, sulla terra, in grande affanno, e alla morte non scamp. La sua morte in tanto amore la risparmia dall'inferno. Beata lei che gi fu madre! Se ne and a coglier premio, lei che esempio era di fede e un fiore d'umilt. Non ha ella discendenti fino al grado ora undicesimo, come avviene a chi malvagio. (128. v. 16-30) Parzival si avvi verso il bosco di Brizlian. Giunse ad un ruscello che avrebbe attraversato perfino un gallo, ma poich vi crescevano erba e fiori, che lo rendevano scuro, evit di guadarlo, seguendo il consiglio della madre, e trott tutto il

giorno seguendone il corso finch, al sopraggiungere della notte, si addorment sotto le stelle. All'alba attravers le acque chiare, e vide un padiglione dove alloggiava Jeschute, la sposa del duca Orilus di Lalander. Jeschute dormiva, ed era bellissima.. Parzival vide che aveva un anellino e, ricordando le parole di sua madre, le salt immediatamente addosso, le prese l'anellino e la baci. Jeschute si svegli urlando, temendo una violenza. Parzival si scost, stappandole una spilla dalla veste. Poi perse interesse per lei, e cerc qualcosa da mangiare. Jeschute, ancora presa dallo spavento, lo invit a mangiare quanto era stato preparato per lei. Jeschute pens che il ragazzo fosse un folle. Dopo che ebbe mangiato, invit Parzival a restituirle l'anellino e la spilla, e ad andarsene, prima che arrivasse il suo sposo e la vendicasse. Parzival disse che non si curava dello sposo, ma se ne sarebbe andato, se ci recava onore alla donna. Poi torn vicino al letto, diede una altro bacio e se ne and, dicendo "Dio ti guardi: s mia madre mi ha istruito". Jeschute era allibita. Poco dopo che Parzival fu andato via, giunse Orilus, che si rese subito conto che un altro uomo era stato dalla sua sposa. Orilus si ritenne oltraggiato dalla sua sposa. E' vero che lei accett di perdere il titolo di regina, e di accettare quello di duchessa, pur di sposarlo, ma molto alto era l'onore conquistato in battaglia da lui: aveva ucciso Galoes (fils du roi Gandin), ed abbattuto otto cavalieri della tavola rotonda, oltre a molti altri cavalieri. Proprio quella mattina aveva atterrato ed ucciso Schionatulander. Orilus volle vendicarsi del comportamento della duchessa. Jeschute cerc di discolparsi, ma Orilus, convinto di essere stato tradito, la umili, distruggendole le vesti, e promettendole che il suo cavallo non avrebbe mai pi avuto cibo, e che lei non avrebbe pi avuto altre vesti. Poi ordin alla donna di salire a cavallo per partire insieme alla ricerca del suo presunto amante. La duchessa, affranta e in lacrime, sal sul cavallo, e part con Orilus alla ricerca di Parzival. Intanto Parzival giunse in una piana, dove vide una giovane donna piangere e tenere tra le braccia il cadavere di un cavaliere. La giovane vergine era Sigune, ed il cavaliere era Schionatulander. Sigune chiese a Parzival quale fosse il suo nome. Bon fils, cher fils, beau fils, in tal modo mi ha chiamato chi l a casa mi conosce (140. v. 6-8). Appena ud quelle parole Sigune riconobbe Parzival, e gli rivel il suo nome e le sue origini. Il nome del giovane era Parzival, che vuol dire: giusto nel mezzo (140. v. 16-17). Herzeloyde era zia di Sigune, e quindi Parzival era suo cugino. Inoltre era un Angi, ed era re del Valois e del Norgals. Lhelin usurp queste due terre. Orilus, poi, uccise in duello Lhelin e Galoes, zio di Parzival. Orilus uccise anche Schionatulander, il cavaliere amato dalla vergine Sigune. Parzival bram la vendetta, ma Sigune, temendo che venisse ucciso, gli indic la via sbagliata. Parzival si rec cos verso la Bretagna. Continuava a salutare tutti quelli che incontrava sulla sua strada, come gli aveva insegnato sua madre. Giunse la sera e Parzival era stanco. Si ferm presso la casa di un vecchio pescatore, che era molto avaro e privo di bont. Parzival gli chiese del cibo. Il vecchio glielo rifiut, a meno che non potesse pagare. Parzival offr in cambio dell'ospitalit e della guida presso Art il fermaglio di Jeschute. Il vecchio accett lo scambio con piacere. Il giorno dopo il vecchio ed il giovane stolto si recarono a Nantes. Il vecchio pescatore indic la strada e se ne and. S'avanz solo il ragazzo su una piana molto grande, costellata di bei fiori. Curneval non l'ha educato, nulla sa di cortesia, come chi non di mondo. Briglia aveva di filaccia e un ben magro cavallino, che inciampando cadde spesso. La sua sella anche era tutta disadorna e consumata. La pelliccia d'ermellino non portava, n lo sciamito. Lacci al manto non aveva, veste e cotta non portava, ma era fiero della lancia. Chi port abiti degni del suo rango, intendo Gahmuret, fu vestito meglio a Kanvoleiz. (144. v. 17-30 / 145. v. 1-5). Parzival, poco prima di entrare a Nantes, incontr Ither di Gaheviez, cugino di Art, detto anche il Cavaliere Vermiglio, poich tutta la sua armatura, compresa quella del cavallo e le armi, erano di un rosso sgargiante che accecava. Ither, re del Kukumerlant, teneva in mano una coppa in oro rosso. Egli l'aveva presa dalla tavola del re Art, non per rubarla, ma per rivendicare il trono di Bretagna. Avrebbe potuto anche fare secondo un'altra usanza: dar fuoco a dei fasci di paglia, capovolgerli e spingerli nella terra; ma si sarebbe sporcato di fuliggine. Egli fu maldestro quando prese la coppa, ed innaffi la regina. Ither preg Parzival di comunicare a re Art che egli attendeva chi venisse a sfidarlo in duello. Parzival promise di riferire il messaggio. Parzival entr a Nantes. Subito Iwanet si offr a lui come scudiero. Parzival salut come gli aveva insegnato la madre, e chiese a Iwanet di condurlo a corte. Parzival disse ai cortigiani che voleva salutare prima il re e la regina, come gli aveva insegnato la madre, e poi i cavalieri della Tavola Rotonda. Poi disse che fuori attendeva battaglia un cavaliere, e che a lui sarebbe piaciuto indossarne l'armatura, se Art glielo avesse consentito.

Parzival, condotto da Art, e gli chiese di poter diventare cavaliere. Art gli disse di aspettare l'alba, per poterlo preparare; gli offr, per, dei doni. Parzival rifiut i doni, e disse di desiderare soltanto l'armatura del cavaliere che attendeva battaglia appena fuori da Nantes. Art non osava concedere un tal dono, ma Keye gli consigli di lasciare che i due si scontrassero, tanto Parzival avrebbe, prima o poi, dovuto imparare a scontrarsi, per la gloria e il favore delle dame. Art acconsent a far diventare Parzival cavaliere, ed a farlo scontrare con Ither. Iwanet condusse Parzival attraverso la corte. La regina e molte dame lodarono la bellezza del giovane. Cunnaware de Lalant, che mai aveva riso di un cavaliere, scoppi a ridere quando vide Parzival, che vestiva l'abito dei pazzi. Subito Keye, il siniscalco, pun Cunnaware percuotendola. Antanor, il taciturno, predisse a Keye la rovina a causa di quel giovane che ora sembrava un misero. Keye, per l'ira, percosse anche Antanor. Parzival soffr nel vedere puniti la ragazza ed Antanor, e avrebbe voluto intervenire, ma c'era troppa ressa a corte. Iwanet conged Parzival, che si rec sulla piana verso Ither. Parzival disse a Ither di aver riferito il messaggio, ma che non c'era nessuno che voleva combattere con lui. Poi, gli chiese il cavallo e l'armatura, che gli era stata concessa da re Art. Ither rispose che se Art gli aveva concesso l'armatura, allora gli aveva concesso anche la sua vita: avrebbe dovuto conquistarsela. Parzival afferr le briglie del cavallo, insistendo per avere l'armatura. Ither capovolse l'asta, e spinse il giovane tanto forte che caddero in terra lui e il suo ronzino; poi lo colp, facendolo sanguinare. Preso dall'ira, Parzival si rialz, e infil il suo giavellotto nell'occhio di Ither, conficcandolo fino alla nuca. Ither mor e Parzival tent, non riuscendovi, di slegare l'armatura dal suo corpo. Giunse Iwanet ad aiutare Parzival. L'armi al morto furon tolte l davanti a Nantes sul prato, e sul vivo accomodate, su chi ancor da stolto agiva. (156. v. 2124). Iwanet not che gli stivali sotto l'armatura non si addicevano ad un cavaliere, ma Parzival volle tenerli, perch glieli aveva dati la madre. Parzival chiese il suo giavellotto, ma Iwanet glielo neg, in quanto la cavalleria non lo ammette. Gli offr la spada, e gli insegn a sfoderarla. Parzival prese il cavallo del defunto, ed Iwanet gli insegn a cavalcare usando lo scudo come difesa; poi gli offr la lancia. Parzival disse a Iwanet di consegnare ad Art la coppa d'oro e di riferirgli che egli era offeso nell'onore, poich Cunnaware era stata percossa ingiustamente da Keye. Poi part, lasciando il corpo di Ither in terra. Se fosse morto in duello, con lo scudo trafitto, non sarebbe stato un lutto amaro; ma mor trafitto da un giavellotto. Ither fu sepolto regalmente, e la sua morte afflisse molti. Acquistando saggezza, Parzival si sarebbe pentito di quanto commesso. Parzival corse al galoppo fino a sera, e percorse una gran quantit di strada. Vide una citt con tante torri, e si stup pensando che fosse Art a seminarle, e che quindi era in grado di fare miracoli. Nel castello viveva Gurnemanz di Graharz. Davanti al castello c'era un tiglio, e Parzival avanzava stancamente, portando lo scudo tropo avanti o troppo indietro, ma mai secondo l'uso delle armi. Il re Gurnemanz era solo all'ombra del tiglio. Era maestro di cortesia, ed alieno al falso. Parzival salut il vecchio e gli chiese di istruirlo, perch cos gli aveva detto sua madre. Gurnemanz accett di istruire il giovane, e lo invit al castello per dargli alloggio. Giunto al castello Parzival salut (s vuol mia madre), ma rifiut di scendere da cavallo e di spogliarsi dell'armatura. Tutti i presenti insistettero finch Parzival non smont e non venne disarmato. I presenti trasalirono nel vedere gli stivali rozzi e l'abito dei pazzi; riferirono quanto visto al re. Il re disse che Parzival sembrava tanto nobile con l'armatura. Vedendolo ferito, Gurnemanz lo ebbe a cuore e se ne prese cura, come fosse suo figlio; gli lav e fasci la piaga con le sue mani. Poi gli fu dato da mangiare, in quanto sia il pescatore che il re Art l'avevano lasciato a digiuno. Parzival mangi talmente tanto da divertire la corte ed il re; poi fu condotto a letto. Al mattino, il re fece preparare un bagno caldo per il giovane. Dopo il bagno Parzival fu vestito con abiti splendidi, e fu poi condotto presso il re Gurnemanz. L'eroe corto di senno and dove a Dio si cant e al principe. Gli insegn il sire a messa che ingrandisce ancor la grazia fare offerte e farsi il segno e tenere testa al diavolo. (169. v. 15-20). Poi si recarono tutti a mensa. L Parzival raccont del suo viaggio, e Gurnemanz gli impose il nome di Cavaliere Rosso , e poi lo educ.

171 fatica questa ingrata. Date aiuto a lui sollecito: ancor peggio di chi bussa per avere un po' di pane. 5 Se lenite il suo dolore

170 Disse il principe al suo ospite: 10 Voi parlate come un bimbo. Perch "madre" non tacete e curate d'altre cose? Al consiglio mio attenetevi: dal malfare esso vi astiene. 15 S comincio, se volete. Mai impudico avete a essere. Uomo impuro, a che pi vale? Nel cader di muda vive, ch a lui casca dignit, 20 e del fuoco eterno degno. Voi prestanza avete e onore, ben sareste re di un popolo. Se alto il pregio vostro e cresce, siate a questo pur disposto: 25 piet abbiate d'uomo misero, nell'affanno soccorretelo con bont e con larghezza. Coltivate l'umilt. L'uomo degno e bisognoso 30 pu lottar con la vergogna:

da Dio avrete voi salvezza. Poi dovrete con misura esser ricco e anche povero. Se ogni cosa un sire dissipa, 10 non agisce degnamente. Se tesori troppo accumula, sono questi anche disdoro. Norma dunque il giusto mezzo. Vedo che bisogno avete 15 di consigli e insegnamenti. Tralasciate sconvenienza. Troppo non dovete chiedere, ma non deve a voi pesare la risposta pronta e accorta 20 per stroncare l'altrui domanda che rivolta per spiarvi. Siete a udire atto e a vedere, a gustare e annusare: ci pu farvi ragionare. 25 Voi all'audacia piet unite e seguite il mio consiglio: chi vi offra resa in duello, e non v'abbia tanto offeso s da imporvi strazio in cuore, 30 risparmiatelo e prendetela.
Gurnemanz invita Parzival a non porre troppe domande

172 L'armatura indosserete: quando tolta sia, lavatevi sotto gli occhi e alle mai, ch la ruggine di ferro, 5 e riavrete il bell'aspetto che le donne cos ammirano. Siate energico e virile, questo porta ad alta gloria. E la donna abbiate cara: 10 questo onora un uomo giovane. Mai mutatene il giudizio, cos agisce l'uomo giusto. Ma se a loro mentirete ne potrete assai ingannare. 15 Per inganno a degno amore offre un premio che non dura. S il furtivo uomo lo accusa nella siepe il sottil legno che si spezza e che si schianta: 20 il guardiano si risveglia. Sbarramento e recinzione, 25 molte lotte vi proliferano:

173 una cosa sono uomo e donna, come il sole che oggi splende e anche quanto il giorno chiamano. L'un dall'altro non pu scindersi 5 ch da un solo seme sbocciano. 7 7 * * 10 Meditate bene questo . Ringrazi per i consigli inchinandosi a lui Parzival. Egli tacque di sua madre a parole, non in cuore, come avviene a chi virtuoso.

riferite ci all'amore. E' la degna donna accorta contro falsa arte insidiosa: se ottenete il suo sfavore, s infamato voi sarete e per onta soffrirete. Della donna altro vi dico, 30 questa norma abbiate cara:

Poi il re Gurnemanz, ricordando come Parzival teneva lo scudo quando arriv, lo invit nel campo per insegnargli l'arte della cavalleria. Furono portati cavalli, e lance per tutti i cavalieri. Qui Parzival fece pratica, secondo le regole della cavalleria, e combatt con molti cavalieri, atterrandone cinque. Finito l'allenamento rientrarono. Gurnemanz aveva una figlia, e tre suoi figli maschi erano morti. Tutti pensarono che il vecchio re avrebbe dato in sposa la figlia al giovane cavaliere. La sera, a cena, Gurnemanz fece sedere Parzival tra lui e la figlia Liaze. Ospitarono Parzival per altri quattordici giorni, poi Parzival manifest il desiderio di andare a cercare battaglia. Parzival usc una mattina, accompagnato dal re. Il re, che aveva perso tre figli, sub la quarta perdita. Parzival gli promise che, qualora avesse messo su senno, sarebbe tornato per sposarne la figlia Liaze.

IV Libro
Parzival part da Graharz. Ora aveva l'aspetto ed i modi di un cavaliere cortese, ma nel suo animo si struggeva dal desiderio, pensando a Liaze. Parzival si lasci guidare dal destino. Scelga pur la via il cavallo, pu trottare o galoppare, non lo guida il cavaliere: recinzioni e vie battute, carreggiate gi profonde schiva, e passa per i boschi, attraversa terre impervie, dove mai tracci vie l'uomo, non conosce valli e monti. Un proverbio cos dice: chi nel bosco vaga, trova l'ascia qui del taglialegna. Poich un ceppo ognora segno che una pianta fu abbattuta, molti segni qui si trovano. Ma non cerca l'ascia Parzival, via cavalca in linea retta. (179. v. 30 / 180. v. 1-16). Verso il tramonto giunse nel regno di Brobarz. Seguendo il corso di un torrente, giunse alla citt di Pelrapeire. La citt era ben difesa: solo un ponte sospeso consentiva di raggiungere le sue porte. Dall'altra parte del ponte c'erano oltre sessanta guerrieri, che gridavano a Parzival di non passare il ponte, avendolo scambiato per Clamide, che gi altre volte era venuto. Spaventato dalle grida, il cavallo di Parzival rifiutava di passare sul ponte. Parzival smont da cavallo, ed attravers il ponte a piedi, tenendo il cavallo per le briglie. I guerrieri rientrarono nella citt e chiusero le porte. Temevano che il cavaliere non fosse solo. Parzival percorse a cavallo il tratto che lo portava davanti alle porte della citt. Il terreno era disseminato di morti. Egli batt al portone, ma non gli rispose nessuno. Solo una giovinetta gli parl da una finestra. Parzival le disse che era disposto a servire la citt. Fu accolto nel castello fra due ali di folla: c'era un esercito schierato, e molti civili, tutti molto deperiti. Il marescalco lo condusse presso la regina. Da ogni parte giungevano cavalieri a salutare Parzival. Era magra quella gente, del colore della cenere o qual creta giallo spento. Il mio sire, conte Wertheim, non avrebbe l servito per s misera mercede. (184. v. 1-6). Erano tutti sfiancati dalla fame, non avevano nulla da mangiare. La loro fame era dovuta a Clamide, re del Brandigan, poich gli era stata negata la loro regina in sposa. Non fu pi versato il sidro l nel bricco o nel boccale. Una teglia di Trhendigen non friggeva crepitando, n'era l'eco stessa estinta. Se a lor colpa lo ascrivessi, sarei certo dissennato: anche dove io soggiorno e signore son chiamato, proprio qui in casa mia, non pu il topo rallegrarsi, n pu ad agio suo rubare: da me nulla sta nascosto, n ho nulla da mostrare. Troppo spesso questo avviene a me Wolfram d'Eschenbach, che io patisca tal digiuno. E' assai noto il mio lamento. (184. v. 22-30 / 185. v. 1-9). Parzival venne accolto con tutti gli onori, fu disarmato, gli offrirono un mantello di zibellino e lo condussero dalla regina. Si avviarono al palazzo. La regina Condwiramurs accolse Parzival, accompagnata dagli zii Kyot di Catalogna e Mampfliyot, che avevano smesso le armi, essendo ormai canuti. Condwiramurs era bellissima, e Parzival ne era turbato, perch pensava anche a Liaze. Parzival e Condwiramurs sedevano l'uno accanto all'altra. Era il prode assai cortese, poich Gurnemanz, il principe, lo affranc dalla stoltezza e dissuase lui dal chiedere se non fosse con modestia: e qui presso la regina stava Parzival, tacendo, bench fosse accanto a lei. Anche oggi c' chi tace con la donna che conosce. (188. v. 15-24). La regina, vedendo che Parzival non parlava, temette che fosse perch non la trovava bella, in quanto era molto smagrita. Poi si rese conto che il cavaliere era cortese, e parl lei per prima. Gli chiese da dove venisse, e Parzival rispose che era partito al mattino dal Graharz. La regina rimase sorpresa, perch il pi veloce messaggero avrebbe impiegato due giorni per percorrere la strada da Graharz fino a Pelrapeire. Poi gli disse che Gurnemanz era suo zio, e Liaze sua cugina. La regina invit Parzival a restare per la notte, e ad ascoltare il motivo per il quale essi pativano molta fame. I due zii della regina si offrirono di portare del cibo, che tenevano nelle loro case di caccia. La regina accett e ringrazi. Il cibo che i due portarono serv a ben poco, quando fu diviso fra il popolo, come chiedeva Parzival. Molti morivano di fame. Venne approntato un letto per il cavaliere che and a dormire. Venne svegliato nella notte dal rumore di un pianto, e non pot riprendere sonno.

192 Qui vi dico chi piangeva: una vergine pudica era, nobile e cortese, la regina del paese. 5 Per la morte dei suoi cari, per la guerra ella soffriva. Tale pena aveva in cuore 10 che ogni notte era insonne.
Condwiramurs cerca conforto presso Parzival

193 in ginocchio sul tappeto. La sovrana e il cavaliere nulla sanno dell'amore che si coglie insiem giacendo. 5 Questo avviene tra quei due: la fanciulla disperata se ne astiene per pudore. 10 Non la trae a s l'eroe?

Da lui venne la regina, non cercando quell'amore per il quale una fanciulla si trasforma in una donna, ma consiglio volle e aiuto. La copriva una camicia 15 fatta d'una seta bianca: nulla eccita di pi di una donna che s va a un uomo. Era avvolta la regina in un manto di sciamito. 20 And in cerca di conforto. Damigelle e ciambellani, quanti a corte l dormivano, non li volle risvegliare. Senza chiasso sgusci piano 25 in un'ampia e lunga camera. Qui dormiva solo Parzival, come avevano disposto. Come il giorno risplendevano delle torce intorno al letto. 30 Gli fu accanto la regina

No, egli puro e inesperto. S tranquilli giaceranno senza voto d'astinenza, l'uno accanto all'altra in pace, n le membra accosteranno: non ci pensano neppure. 15 La regina pianse tanto che dagli occhi suoi le lacrime gi su Parzival cadevano. Singhiozzava cos forte che l'eroe si risvegli. 20 Si commosse nel vederla, e rizzandosi a sedere disse volto alla fanciulla: Vi burlate di me forse? 25 State innanzi a Dio in ginocchio, * qui conviene che sediate o stendetevi al mio posto e lasciate che io stia altrove . Questo volle e questo chiese. Se volete farvi onore, 30 disse lei, - e senza lotta

194 mi saprete rispettare, sar accanto a voi il mio posto . Or promessa ebbe di pace e sgusci tosto nel letto. 5 Era ancora notte fonda, non cantava ancora il gallo: sulle travi non ce n'erano, li mangi chi aveva fame. La regina tanto afflitta 10 domand in cortesia se voleva ora ascoltare la sua storia. Raccontandola non vi lascio riposare, e vi affliggo: m'ha il re Clamide 15 con Kringun, suo siniscalco, devastato citt e paese, solo Pelrapeire intatta. Tampenteire fu mio padre: mi lasci misera orfana 20 il terribili sventure. Eroi, principi e parenti e con questi un grande esercito mi eran tutti sottomessi. N' ancor viva una met, 25 l'altra morta combattendo:
Condwiramurs espone a Parzival la sua disperata situazione

195 poich questi ha un d trafitto Schenteflurs, un cavaliere che era un fiore di virt. Bello e forte era quel giovane, 5 non conobbe falsit: di Liaze era fratello . Nel sentir il nome di Liaze sorse grande nostalgia tosto a Parzival nel cuore. 10 Il suo animo virile si turb, perch l'amava. Domand alla regina: Come posso ora aiutarvi? Oh, se voi mi liberaste 15 da Kingrun, il siniscalco! In tenzone ha gi trafitto molti prodi cavalieri, e ritorna qui domani per costringermi alla resa 20 e a giacer con il suo re. Alte torri qui vedete e l in basso anche un fossato: salterei laggi piuttosto 25 che al re offrir la mia purezza, * se un d fossi a ci costretta.

ho motivo di esser triste, e non vedo via di scampo. Vorrei uccidermi piuttosto che donar vita e purezza 30 al re Clamide e sposarlo,

Quei ne avrebbe disonore . Disse a lei: Non so se Kingrun sia un Bretone o un Francese, o che altro, non importa. 30 Da costui voglio difendervi, 196 come posso, se volete . Venne il d, fin la notte. Si lev e inginocchi la regina ringraziando. 5 Usc senza far rumore, ma nessuno aveva udito i suoi passi silenziosi. La sent soltanto Parzival, 9 che dormir pi non poteva.

Parzival promette a Condwiramurs di combattere in sua difesa

Al mattino si ud il suono delle campane, che annunciava il pericolo: l'esercito del re Clamide aveva assediato la citt. Parzival assistette alla messa, poi indoss l'armatura e avanz verso l'esercito nemico. Gli venne incontro Kingrun. Caricarono entrambi ed entrambi caddero al suolo. Sfoderarono le spade. Kingrun venne ferito ad un braccio e al torace; poi Parzival gli apr l'elmo con un colpo di spada, lo atterr e gli mise un piede sul petto. Kingrun gli offr sicurt. Parzival voleva che Kingrun si offrisse a Gurnemanz, ma egli disse che preferiva morire: aveva ucciso un figlio a Gurnemanz. Parzival gli disse di consegnarsi alla regina, ma Kingrun obiett che lo avrebbero fatto a pezzi, poich aveva ucciso molti dei loro uomini. Allora Parzival ordin a Kingrun di recarsi in Bretagna ed offrirsi a Cunnaware, che pat l'onta a causa sua. Gli affid anche un messaggio per il re Art: non sarebbe tornato finch non avesse lavato l'onta che pativa insieme alla ragazza. Lo sconfitto Kingrun accett di consegnarsi ad Art. Parzival rientr a piedi, finch non gli recuperarono il cavallo. L'altro esercito esitava. L'eroe venne condotto davanti alla regina, che lo abbracci e dichiar che sarebbe diventata sua moglie. Poi lo aiut a liberarsi dell'armatura. Venne servito un misero pasto. Poi, il popolo gli giur fedelt e lo proclam re. La regina annunci subito che Parzival sarebbe diventato suo sposo. Giunsero due navi cariche di generi alimentari che il re pag con i suoi beni. Fece in modo che il popolo si riabituasse gradualmente al cibo, servendone dapprima porzioni piccole; aument le dosi a cena.

202 con la lor dolcezza arrecano. L'uomo saggio ognor si attiene alla giusta misura. Sa trattare ben l'amata, 5 perch pensa, e questo vero: Ho servito pi di un anno per mercede questa donna. Mi sostenne e confort ella spesso. Ora qui giaccio. 10 Sarei stato lieto un tempo anche solo di sfiorare con la mano le sue vesti. Se mostrassi brama ardente darei prova di slealt. 15 Dovrei forse qui oltraggiarla, infangando il nostro onore? Prima del sonno alle donne le parole dolci piacciono . Cos giacque l il Vallese: 20 non provava turbamento. 25 Quindi il rosso Cavaliere * la regina lasci vergine.

201 Di giacere insiem richiesti, 20 la regina e il prode annuirono. Giacque con tale decenza 25 che sarebbe insoddisfatta

qualche donna in casi simili. Perch quante il cuor tormentano, s il decoro loro imbrattano e per contro si imbellettano. Caste agli ospiti si mostrano, ma nel cuore hanno distrutto quanto fingono di avere. 30 All'amico grave pena

Ma al mattino la fanciulla per amor si fasci il capo, ritenendosi sua sposa. Citt e terre port in dote quella sposa verginale, ch lo amava ella di cuore. L'un con l'altra cos giacquero, 30 gi appagati dall'amore, 203 per due d e la terza notte. Pens il prode a quell'abbraccio cui sua madre accenn un giorno, e anche Gurnemanz gli disse 5 che uomo e donna son tutt'uno. Braccia e gambe essi intrecciarono. Se a voi devo dirlo esplicito, piacque a Parzival l'unione. Quella usanza antica e nuova 10 i due amanti insiem conobbero, 11 e la gioia che amor dona.
Parzival si unisce a Condwiramurs

202. 25 La benda ornava il capo delle donne sposate, mentre le fanciulle andavano a capo scoperto o cingendo una ghirlanda.

Un messaggero port al re Clamide la notizia della sconfitta di Kingrun, che si era diretto verso re Art, ed aveva ordinato all'esercito di attendere fuori Pelrapeire. Si diceva che la regina avesse ricevuto aiuto dalla Tavola Rotonda, nella persona di Ither di Kukumerlant, di cui si videro sventolare le insegne. Clamide rispose che la regina voleva lui e solo lui, e che il castello era affamato. Avanz con il suo esercito. Un secondo messaggero gli rifer le stesse cose, e Clamide perse la sua sicurezza. Galogandres, duce del Gippones e vassallo del re Clamide, disse che Kingrun combatteva solo per se stesso. Occorreva unire i due eserciti e sferrare un attacco alla citt di Pelrapeire. Cos fu fatto, ma egli trov la morte, insieme a Narant conte di Ukerland, e a molti nobili vassalli. Nella citt si erano approntate le difese usando vari congegni e il fuoco greco, che bruci le armi di assedio del nemico. Kingrun giunse in Bretagna, da Art a Karminal, dimora di caccia nella selva di Brizljan. Rifer il messaggio di Parzival e port la sua resa a Cunnaware. Keye trasal ascoltando che il grande Kingrun era stato sconfitto. Poi gli assegn un compito in cucina, nel Brandigan, a friggere frittelle a Cunnaware. Clamide giunse a Pelrapeire, dove castellani e assalitori combattevano strenuamente. Le porte della citt erano aperte, e Parzival combatteva innanzi ai suoi. Parzival era pietoso con chi abbatteva, e viet ai suoi ogni vilt nei confronti degli sconfitti. Clamide combatteva la battaglia in un altro luogo. Quando Parzival si accorse della sua presenza lo raggiunse e si lanci contro di lui. I castellani riuscirono ad aver la meglio sugli assalitori, e Clamide sospese l'attacco. Grande fu la gioia dei castellani, e Parzival ordin che i feriti fossero curati. Inoltre, accett sicurt dai cavalieri prigionieri; gli lasci l'armatura e li mand ai loro eserciti. I cavalieri riferirono che a Pelrapeire c'era tanto cibo da sfamare la citt per un anno, e che la regina aveva il pi bel cavaliere che si fosse mai visto. Clamide invi messaggeri per sfidare Parzival a duello. Parzival accett di combattere in duello con Clamide; gli eserciti sarebbero stati a guardare. I due si sfidarono. Clamide attacc per primo. Combatterono a cavallo tanto strenuamente che i cavalli si sfiancarono nello stesso momento. Per i colpi volavano scintille. Parzival menava colpi tanto forti che Clamide pens che la tregua fosse stata rotta, e che l'esercito di Pelrapeire gli tirasse dei sassi. Clamide cadde sconfitto sull'erba; usciva del sangue dal suo naso e dalle orecchie. Parzival risparmi l'avversario. Gli disse di portare la sua resa a Gurnemanz, ma Clamide obiett che gli aveva ucciso un figlio in duello. Allora Parzival fece come con Kingrun: lo invi da Art, e lo fece mettere al servizio della ragazza che aveva avuto offesa a causa sua. Clamide accett di servire Cunnaware. Fin la guerra, venne tolto l'assedio, l'esercito di Clamide torn in patria. I castellani esultavano. Clamide si mise in viaggio verso il Lver, in quanto Art e la Tavola Rotonda si trovavano nella piana di Dianazdrun. Se la storia dice il vero, sulla piana di Dianazdrun tende v'erano pi fitte dei gi fitti alberi a Spessart: qui Art con la sua corte celebravano la festa delle sante Pentecoste. Pi vessilli si vedevano e anche scudi: ognuno aveva

uno stemma differente. Erano belli i padiglioni. Questo desta meraviglia: chi potrebbe preparare vesti per tutte le dame? E costoro ritenevano che le donne convenute senza amante, l'onor persero. Non vi avrei accompagnato di buon grado la mia donna: c'era molta gente stolta nella folla l presente. Sempre odiai la confusione. L qualcuno le direbbe che il suo amore lo ha trafitto e privato di ogni gioia: il suo omaggio le offrirebbe, se volesse confortarlo. L'avrei gi portata via. Vi ho parlato di me stesso, dico or come il regal campo dall'altrui si distingueva. Stava fuori dalla tenda e mangiava il re in letizia con i fidi cavalieri e le nobili fanciulle. Molti duelli l si svolsero per amore di una donna che ben seppe ripagare con dolcezza e devozione la fatica dello scontro. (216. v. 9-30 / 217. v. 1-18). Clamide giunse al campo di Art, e si mise al servizio di Cunnaware de Lalant. Lei lo condusse dalla regina; c'era anche Keye, che si turb quando apprese la notizia, e disse a Cunnaware di averla punita agendo in cortesia, perch gli premeva di correggerla. Poi invit la ragazza a prendersi cura del cavaliere. Clamide si dichiar distrutto per l'amore non corrisposto che provava verso Condwiramurs, e chiese ad Art di essere nobile, e di trattarlo senza odio, per la durata della prigionia. Art gli perdon ogni misfatto. Clamide chiese che Gawan divenisse suo scudiero; il ragazzo accett volentieri. A Pelrapeire la terra fu di nuovo arata. Parzival spart con il popolo le ricchezze lasciate da Tampenteire. Vennero preparate nuove insegne e scudi per l'esercito. Il regno rifior. Un giorno Parzival disse alla regina che voleva assentarsi per andare a trovare sua madre, che non vedeva da molto tempo. Poi avrebbe cercato la gloria in armi. La regina lo amava, e non volle trattenerlo. Parzival part da solo, lasciando il suo paese.

V Libro
Parzival cavalcava pensando alla moglie lontana. Questo pensiero lo distrasse dallo scegliere la strada da percorrere. Il cavallo tir il morso e si avvi tra i ceppi e il brago: l'eroe pi non lo guidava. Apprendiamo dalla storia che un d intero corse il prode: sfinirebbe gi un uccello fare in volo quella strada. Se la storia dice il vero, non and cos lontano il d in cui uccise Ither, e anche quando poi da Graharz era giunto nel Brobarz. (224. v. 19-30). La sera giunse in riva a un lago, dove c'erano delle persone che pescavano. Uno di essi sembrava un re. Parzival chiese dove poteva trovare alloggio per la notte. Il re pescatore gli indic la strada da seguire per trovare ospitalit. Se Parzival fosse giunto a destinazione, la sera stessa avrebbe ricevuto l'ospitalit del re. Seguendo la strada indicata, Parzival raggiunse un castello molto ben fortificato. Parzival disse che il pescatore l'aveva inviato l, e fu fatto entrare nel castello. L'atmosfera nel castello non era gioiosa, ma i castellani si mostrarono ospitali con il cavaliere. Lo accolsero con molto onore, lo condussero al suo alloggio e gli tolsero l'armatura. Gli portarono un mantello di preziosa seta araba che apparteneva a Repense de Schoye, la regina. Gli versarono da bere e gli diedero da mangiare in abbondanza. Intanto era giunto il re, e tutti si recarono a palazzo. In un immenso salone illuminato a giorno Parzival fu invitato dal re a sedere a fianco a lui. Il re era senza gioia e senza vitalit. Indossava vesti che lo tenevano caldo.

232 Or cessarono i lamenti della corte, che costretta venne al pianto dalla lancia retta in mano da quel paggio. 5 Se la storia non vi annoia, vorrei altro raccontarvi e convincervi che era una degna cerimonia. A un capo della sala 10 si apr una porta d'acciaio: due fanciulle di l entrarono. E com'era il loro aspetto? Degno amor fu il loro soldo per chi avesse offerto omaggio: 15 belle e nobili eran le vergini.
Un paggio mostra a Parzival una lancia insanguinata Parzival assiste a una misteriosa cerimonia

231 15 Molti saggi l sedevano. Giunse quanto arrec angoscia: da una porta entr un paggio che port una lancia in mano, suscitando molto pianto. 20 Dalla lama sgorg il sangue che scorrendo fino all'elsa gi scomparve nella manica. Or piangeva quella corte nella sala vasta e ricca: 25 mai nessuna corte al mondo pianse tanto amaramente. Port il paggio quella lancia tutt'intorno per la sala, poi torn indietro e usc 30 lesto dalla stessa porta.

Port ognuna una ghirlanda di bei fiori sui capelli, che eran lunghi e biondi riccioli. Tra le mani qui reggevano 20 un dorato candeliere in cui ardeva un vivo lume. Non intendo poi tacere del vestito che le vergini indossavano in quell'ora. 25 La contessa di Tenabroc, come pur la compagna, port vesti color cremisi. Due cinture strette in vita le cingevano sui fianchi 30 solo un dito sopra l'anche.

233 Dietro venne la duchessa con la sua compagna: avevano labbra rosse come il fuoco. Port ognuna un piedistallo, 5 in avorio, e lo pos l davanti al re inchinandosi, come fecero le altre. Si comp tutto con arte. In un gruppo si raccolsero 10 quelle splendide fanciulle, tutte avevan veste uguale. Non finiva qui il corteo: quattro coppie di fanciulle tosto entrarono: portavano 15 candelieri quelle avanti, le altre quattro poi reggevano una pietra trasparente di notevole valore. Era nota con il nome 20 di giacinto rosso scuro , molto largo e anche lungo. Fu tagliato assai sottile come un tavolo leggero: del re fu splendida mensa. 25 Tutte e quattro ora avanzarono e insieme si inchinarono l davanti al loro sire. Quattro posero la tavola sull'avorio immacolato 30 dei gi noti piedistalli.

234 Poi cortesi si ritrassero raggiungendo le compagne, Tutte e otto qui indossavano un vestito verde acceso 5 di velluto d'Azagouc, ben tagliato e abbondante. Le cingeva una cintura stretta e lunga, assai preziosa. Le otto vergini cortesi 10 l portavano sul capo tutta a fiori una ghirlanda. Le fanciulle erano figlie dei due conti Iwan di Nonel e Jernis di Ril, da lungi 15 giunte a corte per servire. Le due pi nobili vennero indossando vesti splendide. Due coltelli ahim portavano affilati e seghettati, 20 or coperti da salviette. Nell'argento bianco e splendido li tempr una mano esperta: una lama come quella 25 pu tagliare anche l'acciaio. * Precedevano le vergini che portavano i coltelli quattro nobili fanciulle, caste, elette a quel servizio. Tutte sei cos avanzarono. 30 Poi che fecero? Ascoltate.

235 Si inchinarono. Due si avviarono verso il tavolo, la gemma, e i coltelli vi posarono. Poi con garbo ritornarono 5 per riunirsi alle compagne. Se le ho contate bene c'erano qui diciotto vergini. Altre sei or sopraggiunsero: vesti avevano di seta 10 per met trapunta d'oro, per met seta di Ninive. Fra costoro e l'altre sei ogni veste era diversa, ma ugualmente rara e bella. 15 Poi veniva la regina: volto aveva luminoso come l'alba, pens ognuno. 20 Era bello anche il suo abito

236 Qui davanti al Graal portarono candelieri assai preziosi e sei ampolle trasparenti, in cui ardeva olio aromatico. 5 Dalla porta qui avanzarono fino al punto designato. Si inchinarono con garbo la regina e le fanciulle che tenevano le ampolle. 10 La sovrana casta e pura pose il Graal davanti al re. Narra la storia che Parzival la guard spesso, sapendo di indossare qui il mantello 15 di colei che port il Graal. Con le dame e la regina si un all'altre gi diciotto, 20 e le ventiquattro vergini

di preziosa seta araba. Port un verde drappo d'achmardi e il pi bel gioiello del cielo, fonte e meta d'ogni gioia. Questa cosa detta il Graal, segno d'ogni bene in terra, 25 Si chiam Repanse de Schoye colei che reggeva il Graal. Per la sua natura il Graal deve essere affidato a una vergine virtuosa 30 che ripudia falsit.
Parzival vede per la prima volta il Graal

si disposero in due file, circondando la sovrana. La fanciulla incoronata era un fiore di bellezza. Ogni quattro cavalieri l seduti fu preposto 25 per servirli un ciambellano, che portava a quei signori un pesante vaso d'oro. Dietro a lui veniva un paggio con salviette fresche e candide. 30 L ogni cosa era magnifica.

237 Cento erano le tavole trasportate nella stanza, e ne venne posta una ogni quattro cavalieri; 5 sopra poi vi fu distesa una candida tovaglia. Vers l'acqua il sire stesso che la gioia rifuggiva. Si lav con lui anche Parzival. 10 Porse a lui il figlio di un conte, l in ginocchio innanzi al re, una seta variopinta. Fu ordinato ai quattro paggi assegnati a ogni tavolo 15 di servire in cortesia or le dame e i cavalieri. Tosto due si inginocchiarono per tagliare i cibi, gli altri qui portavano e servivano 20 le pietanze e le bevande. Ecco un'altra meraviglia: quattro carri trasportarono molte belle coppe d'oro l per ogni convitato. 25 Lungo i muri si fermarono. Tosto quattro cavalieri le posarono sul tavolo. Li seguiva un intendente che solerte le contava 30 per rimetterle sui carri

238 alla fine della cena. Ascoltate pure questo: cento paggi si disposero in silenzio innanzi al Graal 5 e l presero dei pani che poi in bianchi teli avvolsero per deporsi sulle mense. Questo ho letto e riferisco, ma dovrete voi giurarci: 10 se la storia menzognera, con me avrete qui mentito. L davanti al Graal, si dice, basta stendere la mano e si ottiene un piatto pronto: 15 cibi caldi, cibi freddi, cibi nuovi e cibi antichi, quanto l'uomo alleva o caccia. Non esiste questa cosa, dir forse gi qualcuno, 20 ma costui ribatte a torto: era il Graal frutto di grazia, e quaggi somma delizia, che, si dice, quasi uguaglia quanto viene dato in cielo. 25 Si riempirono i vasetti di sciroppo, salse e pepe per condire ogni vivanda. Buoni cibi l trovarono tanto il sobrio che il mangione. 30 Si serv vino di more,
Il Graal nutre chiunque tenda a lui la mano

239 vino d'uva e vino dolce. Chi tendeva al Graal la coppa la trovava tosto piena di qualunque cosa volle, 5 in virt del santo Graal, che nutriva a saziet quella corte grande e nobile. Osservava il sire Parzival la ricchezza e il prodigio, 10 ma taceva per riguardo. Consigliava, - pens, - Gurnemanz, cui lealt mai venne meno, di non fare molte domande. Dovr forse comportarmi 15 come feci a casa sua? Senza chiedere sapr gi che cosa fanno qui? . S pensava. Ora portarono una spada la cui lama 20 ben valeva mille marchi. La sua elsa era un rubino. Certo, usando quella spada grandi gesta si compivano. Tosto il re la porse all'ospite. 25 Disse: Sire, ho con quest'arma combattuto molto un tempo. Poi Iddio mi ha reso infermo. Ve la dono per scusarmi, se vi ho accolto indegnamente. 30 Con voi, sire, ognor portatela,
Parzival si attiene al consiglio di Gurnemanz e non pone domande circa la malattia di Anfortas

240 e saggiatene la tempra: confidate in lei per battervi . Ahim, Parzival non chiese, questo ancora mi addolora. 5 Poich offrendo a lui la spada lo invit il re a domandare. Mi fa pena il dolce sire che lo accolse e avrebbe avuto dal suo chiedere salvezza. 10 Nulla pi venne servito. Chi doveva sparecchiare port via le suppellettili. Quattro carri si riempirono. Al dover suo and ogni vergine, 15 dalle ultime alle prime. La regina si avviava nuovamente verso il Graal. Si inchin con molta grazia, e con lei ogni fanciulla, 20 poi davanti al re e a Parzival. Fuori, uscendo, riportarono quanto prima qui mostrarono. Le segu con gli occhi Parzival. Intravide su un giaciglio 25 nella camera vicina, ma fu tosto chiuso l'uscio, un vegliardo, e il pi bello che mai avesse visto prima. Posso dirlo e non esagero: 30 era bianco pi che brina.

Anfortas dona il suo ospite una spada per sollecitarlo a domandare

241 Vi dir solo pi avanti chi era mai l'uomo canuto. Del castello e del paese, del re i nomi apprenderete: 5 quando ci sar opportuno chiaramente li dir, senza fretta n lungaggini. Sono corda io senz'arco, la corda qui il mio simbolo. 10 Sembra a voi rapido un arco: ma pi corre ci che scocca or la corda: la sua freccia. Chiaro? E' la verit si sa, dritta come corda. 15 Chi vi parla di vie storte vi conduce fuori strada. Ma chi vede un arco teso 20 vede dritta anche la corda,

e si piega solo ad arco quando scocca via la freccia. Se la storia indirizzata a chi solo ne avr noia, non potr avere presa: entra ed esce per le orecchie 25 facilmente in teste vuote. Sprecherei la mia fatica se obbligassi lui a sentirmi: capirebbe pi un caprone o un marcio tronco d'albero 30 la parola e i versi miei. Il re disse a Parzival che era stato preparato un letto per lui, e gli consigli di andare a riposare. I due si congedarono e Parzival venne accompagnato nella sua camera da letto. Molti paggi e fanciulle si presero cura di lui, portandogli ancora da mangiare e da bere. Poi si congedarono e Parzival prese sonno. Per tutta la notte fu preda di un sogno angoscioso: udiva un rumore di spade in una battaglia. Si svegli di soprassalto, bagnato di sudore. Era giorno, ma non veniva nessuno a portargli gli abiti. Si riaddorment Non si udiva alcun rumore. Verso met del mattino Parzival si svegli di nuovo. Sul tappeto c'erano la sua armatura e le due spade. Parzival indoss l'armatura, pensando di dover combattere per il re. Avrebbe preferito combattere per la regina, che gli aveva prestato il manto. Fuori dalla stanza c'erano lo scudo, la lancia e il cavallo. Parzival chiam a gran voce, ma non rispose nessuno. Questo lo angosci e poi lo irrit. Scese sul campo e vide delle impronte che portavano fuori dal castello. Sal sul cavallo, imprecando ad alta voce, e mosse per seguirle. Mentre Parzival stava per attraversare il ponte, l'unico paggio rimasto nel castello lo maledisse per non aver domandato. Tir un paggio di nascosto quella fune, s la balta gli atterr quasi il cavallo. Si volt indietro Parzival che ora s, volle informarsi. Vi abbia in odio il sole splendido, - disse il paggio, - siete un papero. Potevate aprire il becco e al re fare la domanda! Disprezzaste molta gloria . L'eroe chiese spiegazione: non ottenne pi risposta. Bench a lui gridasse Parzival, l'altro parve addormentato: rientr e poi chiuse la porta. Troppo presto se ne and: nell'angoscia lasci il prode, che ogni gioia aveva perso e acquistato grande pena. E' cos il gioco d'azzardo: cade il dado e appar sventura sopra il lato in alto: Parzival perse il Graal, ma non al gioco. Non fu per suo desiderio se conobbe ora il dolore cui non era abituato. (247. v. 21-30 / 248. v. 1-16). Parzival pens che l'esercito del re fosse andato a combattere. Voleva raggiungerlo per combattere con loro, e per sdebitarsi della spada che il re gli aveva donato. Ma le tracce si diradavano a raggiera, e dopo poco Parzival le perse tutte. Sopra un tiglio era seduta una vergine fedele, che teneva tra le braccia il suo amante imbalsamato, e piangeva. Era Sigune, ma Parzival non la riconobbe. La ragazza chiese al cavaliere da dove veniva, e dove aveva trascorso la notte. Lui le disse di aver dormito in un castello ad un miglio di distanza. La ragazza lo preg di non mentirle, perch non c'era alcuna abitazione nel raggio di trenta miglia.

251 Non l'avete visto, penso. Munsalwaesche, esso si chiama, e il nome di quel regno , signore, Terre de Salwaesche. 5 Lo lasci il vecchio Titurel un d al figlio suo ed erede, il guerriero e sire Frimutel: conquist con l'armi gloria e con l'armi giacque morto 10 al servizio di una donna. Egli aveva quattro figli: tre hanno pena oltre a ricchezza, vive il quarto in povert, 15 serve Dio e fa penitenza.

Il suo nome Trevrizent. 250 * 19 19 20 Gli rispose: Non dovreste s mentire a chi in voi non crede. Vedo bene dallo scudo che voi siete uno straniero. Chi percorre vie battute Ha un fratello infermo, Anfortas: non cammina n cavalca, non sta eretto n disteso. Costui re di Munsalwaesche, 20 la sventura lo ha colpito . Disse poi: Se foste giunto presso quella corte in lacrime, il re avreste liberato da una lunga sofferenza . 25 Replic a lei il Vallese: Vidi molte dame nobili e anche grandi meraviglie . La fanciulla riconobbe la sua voce: Tu sei Parzival. 30 Dimmi solo: hai visto il Graal

ha paura della selva. Qui per trenta miglia intorno non c' casa, legno o pietra, fuorch un unico castello 25 ricco d'ogni bene al mondo. Chi lo cerca con impegno non lo trova mai, purtroppo. E' una meta molto ambita, ma si mostra solo a pochi 30 che non bramano trovarlo.

251. 2 Il nome Munsalwaesche interpretato da alcuni studiosi come monte selvaggio , sottolineando, con qualche forzatura, l'analogia con Wildenberg (in ted. monte selvaggio ), luogo di residenza di Wolfram. Pi fondata mi pare la versione monte della salvezza , per il particolare carattere che Wolfram attribuisce alla schiera del Graal.

252 e il sire infermo e triste? Dammi allor buone notizie. Se al dolor suo hai posto fine, beato te che l sei giunto, 5 perch tu sarai signore di ogni cosa sotto il sole, che civile sia o selvaggia. Tu ricchezza avrai e potere . L'eroe Parzival le chiese: 10 Come hai fatto a riconoscermi? . Gli rispose: Son colei che il suo lutto con te pianse e il tuo nome rivel. Della stirpe tua sii fiero: 15 mia zia, sai, tua madre, di virt un fiore candido, fresco pur senza rugiada. Premi Dio la tua piet verso il mio defunto amato. 20 Giace qui. E tu misura quanto Dio mi fa soffrire per amor di chi ora morto. Virt aveva assai virile, la sua morte mi sconvolse, 25 e d'allor di giorno in giorno cresce sempre pi il mio strazio . Non hai pi labbra di porpora? Sei Sigune: tu mi hai detto il mio nome in verit. 30 Pi non vedo i tuoi capelli

253 bruni, lunghi e s ricciuti. Eri molto bella allora nella selva di Brizljan, bench fossi tanto afflitta. 5 Non hai pi forza e colore. Se un compagno cos avessi, ne sarei certo turbato. Lo dobbiamo seppellire . Le bagn le vesti il pianto: 10 non avrebbe mai seguito il consiglio di Lunete alla sua signora: Il sire che ha ucciso il vostro sposo resti in vita e lo rimpiazzi . 15 Non cerc scambi Sigune come alcune assai volubili i cui nomi tacer. Di lei, leale, altro vi dico. Disse a lui: Se un d avr gioia, 20 sar quando il sire infermo verr sciolto dal tormento. Di l vieni: se lo aiutasti, somma gloria hai conquistato. Al tuo fianco hai la sua spada: 25 se la tempra sai sfruttarne sei difeso dai nemici. E' perfetto il doppio taglio: lo forgi il fabbro Trebuchet di una stirpe di maestri. 30 C' una fonte presso Karnant

253. 10 Allusione a un episodio che Hartmann von Aue, sul modello di Chrtien de Troyes, narra all'inizio del suo poema Iwein. Il protagonista ha ucciso lo sposo di Laudine: questa, in un primo momento, vorrebbe la morte dell'assassino, ma la sua ancella Lunete le parla del valore e dei meriti di Iwein, convincendola a sposarlo.

254 da cui re Lac prese nome. Questa spada regge a un colpo, al secondo si frantuma. Se la immergi in quella fonte per te l'acqua la rinsalda. 5 Ma dovrai prima dell'alba l tuffarla sotto il masso. Lac si chiama la sorgente. Se non hai disperso i pezzi, 10 lei li accosta l'uno all'altro mentre tu li inumidisci: tutti interi, ancor pi forti taglio e incavo saranno. Smalto e fregio non sbiadiscono. 15 Per la spada avrai bisogno di una magica parola: forse a corte non l'hai chiesta, ma se a te fu detta, avrai grazia e onor sempre pi grandi. 20 Credi a me, caro cugino, ti saranno sottomessi cose e uomini lass splendidi. Regalmente porterai la corona della grazia 25 alta sopra i buoni e i nobili: tu possiedi con pienezza sulla terra il sommo bene. Mai nessun ti uguaglier in potere e in ricchezza, 30 se lass hai domandato .

255 L'eroe disse: Non ho chiesto . Dalla vista mia sparite! esclam lei disperata, - tacevate per paura? Vi dispiacque domandare 5 quando foste presso il Graal! Molte vergini virtuose, sia la nobile Garschiloye che Repanse de Schoye, 10 e prodigi avete visto, quella lancia insanguinata, i coltelli! E qui venite? Membra infami, uomo dannato! Siete serpe velenosa: 15 ha radici salde il fiele della vostra carit. Vi doveva il re commuovere: su di lui Dio comp un prodigio, oh, se allora aveste chiesto 20 del suo male, voi dannato! . Disse a lei: Cara cugina, con me mostrati cortese: espier, se ho una colpa . Non potete espiare nulla, 25 questo so, - disse la vergine, svan in voi a Munsalwaesche gloria d'armi e onor virile. Da me allor pi non avrete 29 mai risposta d'alcun genere . *

Sigune maledice Parzival per non aver rivolto la domanda ad Anfortas

Parzival lasci Sigune. Era afflitto dall'angoscia e dal gran caldo; si tolse l'elmo. Scorse nuove tracce: un cavallo ferrato e un ronzino senza ferri. Il ronzino era smagrito e malandato, ed era cavalcato da una donna vestita di abiti laceri. Parzival la salut, e Jeschute lo riconobbe: soffriva molto dal giorno in cui l'aveva incontrato per la prima volta. La duchessa si vergognava di mostrarsi quasi nuda. Parzival gli offr la sua veste. La donna disse a Parzival di andare via: temeva per la sua vita, perch il suo sposo voleva vendicarsi. La camicia della donna nodi aveva con l'ordito. Di virt casta e lodevole era ricca lei, s misera, e curava il vero bene, rifuggendo falsit. (260. v. 6-11). Giunse il duca Orilus pronto a combattere. I due si scontrarono assai duramente, e Jeschute soffr per entrambi. Il combattimento si svolse per lungo tempo a cavallo, tanto che questi fumavano dal sudore. Il duca era furioso perch pensava che sua moglie fosse stata violentata, e voleva vendicarsi. Infine, Parzival lo rovesci in terra. Poi smont da cavallo, lo prese sotto al braccio e lo spinse contro un ceppo. Parzival chiese che restituisse l'onore a Jeschute, Orilus rifiut. Allora Parzival lo schiacci al suolo, ed egli accett di arrendersi e di diventare suo vassallo, ma non di perdonare la sua sposa. Parzival dett le sue condizioni per la resa: Orilus avrebbe dovuto recarsi da re Art e prestare servizio per Cunnaware, che aveva subito ingiusta offesa a causa sua. Inoltre, avrebbe dovuto riconciliarsi con la sua sposa. Orilus accett le condizioni imposte, pur di restare in vita. La duchessa piangeva per lui. Dopo che Orilus e Jeschute si furono riconciliati, i tre partirono insieme e giunsero ad un eremo nella roccia. Era l'eremo di Trevrizent, e Parzival vi trov un'urna e una lancia ben dipinta. Giur sull'urna di non avere oltraggiato

Jeschute, e di averle preso l'anellino ed il fermaglio perch allora era stolto. Poi restitu l'anellino, mentre il fermaglio era perduto. Orilus infil l'anello al dito di Jeschute e la copr col suo mantello. Fu contento che Parzival avesse giurato non essendone costretto. Parzival tenne per se la lancia di Troys, poi prese congedo dai due sposi. Il duca e la sua sposa tornarono al loro accampamento, e furono accolti dalla loro gente con gran gioia, per la pace fatta. Si lavarono e si riconciliarono come fanno gli sposi. Orilus venne a sapere che Art era accampato a un miglio di distanza, nella valle sulle due sponde del Plimizoel. I due sposi si prepararono per recarsi da Art. Partirono con un solo cavaliere a fare da guida, mentre alla corte fu ordinato di tornare a Lalant. Giunti nei pressi dell'accampamento, Orilus conged il cavaliere e si avvi solo con sua moglie. Art cenava nella piana, circondato dal suo seguito. Giunse Orilus, che smont da cavallo e chiese di Cunnaware. Il re e la regina lo accolsero, e Orilus si consegn a sua sorella. Lei fu dapprima incerta se il fratello suo fosse Orilus a Lhelin. Orilus rivel il suo nome, e le disse che era stato inviato l dal vermiglio Cavaliere; poi si inform su chi le avesse recato danno. Nella corte cresceva l'odio verso Keye. I cavalieri presenti recarono omaggio al cavaliere appena arrivato. Poi Jeschute fu aiutata a smontare da cavallo e venne accolta da Art e dalla moglie. Il duca fu condotto alla sua tenda, e Keye preg Kingrun di offrire i suoi servigi al posto suo. Orilus era fratello di Cunnaware, e lei non aveva ancora perdonato Keye. Dopo cena andarono tutti a letto.

VI Libro
Per otto giorni Art cavalc con il suo seguito alla ricerca di Parzival, perch voleva che si unisse alla schiera dei cavalieri della Tavola Rotonda. Art aveva stabilito una regola alla quale dovevano attenersi tutti i suoi cavalieri: vedendo compiere gesta, nessuno poteva intervenire senza il suo permesso. Quella notte molta neve ricoperto aveva il suolo. Ma non era la stagione in cui nevica, direi. Qui e dovunque si racconti di re Art, eroe di maggio, egli appare a Pentecoste, o nel maggio tutto in fiore. Spira ognor dolce brezza. Questa storia offre contrasti: fiori e neve ci presenta. (281. v. 12-22). Una sera, i falconieri di Art persero un falco, che vol via per rifugiarsi nel bosco. Quando al mattino Parzival riprese il cammino non vedeva le sue tracce, n gli ostacoli, a causa della neve. Il falco, vedendo delle oche, ne aggred una, e la fer. Il sangue cadde nella neve, formando tre grossi rubini. Parzival amava profondamente Condwiramurs, e gli sembr di vedere la sua immagine nelle macchie rosse sulla neve. Rimase estasiato a guardare, e perse conoscenza. Rest l, come se dormisse. Cunnaware aveva inviato un messo a Lalant. Il messo, vedendo un cavaliere che stava immobile nella posizione di chi cerca scontri, torn indietro a riferire la notizia. Tutti i cavalieri volevano scendere in campo per battersi. Segramors, per intercessione di Ginevra, sua parente, ottenne da re Art il permesso di battersi. Si vest dell'armatura e part alla volta del cavaliere. Una volta giunto di fronte a lui lo preg di desistere dal suo comportamento minaccioso nei confronti di Art e del suo seguito. Parzival, che aveva i sensi offuscati dalla vista delle macchie di sangue sulla neve, che gli ricordavano il volto della sua sposa, non rispose. Segramors, non ottenendo la resa del cavaliere, lo attacc. Il cavallo di Parzival si volt, e lui riacquist i sensi. Vedendosi aggredito reag, e sconfisse Segramors, poi torn a guardare il sangue sulla neve, e non disse pi nulla. Il cavallo di Segramors torn alla sua stalla, ed il cavaliere lo segu a piedi all'accampamento. L'esercito di Art era talmente vicino che vide tutto. Segramors fu molto deriso per la sconfitta, e rispose dispensando insulti ad amici ed avversari. Keye, il fiero siniscalco, chiese al re di poter combattere contro il cavaliere che cercava scontri. Parzival era sempre tormentato dalla visione di quel sangue sulla neve.

291 Sire Amore, che cosa fate? Date al triste eroe una gioia di brevissima durata: lo farete, oh s, morire. 5 Sire Amore, come avviene che virili sentimenti e ardimento valoroso sono ognor da voi sconfitti? E chiunque, vile o degno, 10 ogni cosa sulla terra se vi affronta e con voi lotta tosto voi lo soggiogate? Certo, noi dobbiamo arrenderci: siete voi il pi forte, vero. 15 Sire Amore, avete un pregio, forse l'unico, non so: vi compagna Seduzione, se non forza non avreste. Sire Amor, siete sleale, 20 in maniera nuova e antica: donne voi disonorate, inducendole all'incesto. Pi di un sire, a causa vostra, 25 fece torto al suo vassallo, * e il vassallo al suo signore, 290 Dall'amor costui gi oppresso: 27 lo tormenta la visione 30 e l'amico al suo compagno: * chi obbedisce a voi, si danna.

27 di quel sangue sulla neve: non bene ancor pi affliggerlo. E' gi Amore il suo signore, 30 che altro pu chiedergli Amore?

Sire Amore, vergognatevi di condurci alla lascivia, per cui l'anima si perde.

292 Sire Amor, potere avete di invecchiare gli anni verdi che per noi sono gi brevi: quanto fate beffa subdola. 5 Qui il discorso vale solo per chi ama e non amato: se mi aveste gi soccorso tarderei forse a lodarvi? Quando gioco, posta il danno 10 e imbrogliate s le carte che di voi pi non mi fido. Non vi importa se io soffro. Ma voi siete troppo nobile perch io vi parli e sfoghi 15 la mia collera meschina. Molto acuto il vostro pungolo e imponete some grevi. Sire Heinrich von Veldecke cant voi con maestria: 20 se mi avesse gi insegnato come io possa trattenervi! Egli poi indic il modo per potervi conquistare. Qualche stolto e inesperto 25 getta via grandi fortune: se mi accade, dovr ascriverne, sire Amore, la colpa a voi, che irretite il nostro senno. Scudo, spada e un destriero, 30 un castello ben munito, 30 nulla giova a noi incontrandovi,

293 atterrate ogni difesa. Ci che vive, nuota o vola sulla terra o per il mare, mai sfugg al vostro assalto: 5 rivelaste molta forza quando Parzival atterraste, per voi usc di senno il prode: il suo amor fedele e puro. La regina dolce e nobile, 10 la sua sposa a Pelrapeire, vi mand a lui e gli parlaste; Kardeiz fils de Tampenteire, suo fratello, per voi cadde. Se chiedete quel tributo, 15 beato me: nulla vi devo, con pi garbo allora trattatemi. Ho parlato per noi tutti 18 e proseguo il mio racconto. * *

292. 18 Heinrich von Veldek, autore dell'Enite, il primo in ordine cronologico dei poeti cortesi.

Keye mosse in armi contro Parzival. Quando fu di fronte a lui gli chiese la resa. Parzival taceva, preso dalla forza dell'amore. Keye gli diede un colpo di lancia in testa, per svegliarlo. Poi lo assalt. Il cavallo di Parzival si mosse un po', tanto che egli si liber della morsa della visione del sangue. Riprese il suo senno e sbalzo Keye oltre un tronco. Mor il cavallo e Keye si fer al braccio destro ed alla gamba sinistra. Parzival ripag il colpo subito da Cunnaware e quello contro di lui. Poi torn a contemplare la visione sulla neve, ed a pensare al Santo Graal.. Soffriva per entrambi.

297 ma sapeva ben distinguere quanti erano cortesi 5 e compagni ognor leali:

li serviva e onorava. Ve lo dico a sua discolpa: un censore fu costui. Si mostrava molto rude per difendere il suo re, separava i degni e onesti 10 dalla gente falsa e infida: la colpiva come grandine, la pungeva come un'ape. Keye, il saggio cavaliere si attir l'odio dei perfidi, 15 che perci lo calunniarono. Sire Ermanno di Turingia, giudicai certi tuoi intrinsechi: farei meglio a dirli estrinsechi. Tu sei troppo generoso, 20 uno come Keye occorre
Il poeta difende la persona e l'operato di Keye

296 Ogni eroe compianga Keye: lo spingeva il suo coraggio 15 a lottare con valore. Qui e altrove molti affermano che fu Keye un villanzone, la mia storia gi lo assolve: ebbe Art un siniscalco 20 fiero, nobile, orgoglioso. Bench molti qui dissentano, io dichiaro e non ritratto: Keye fu leale e prode. Voglio dirvi altro di lui: 25 fu la corte d'Art meta per stranieri in grande numero, chi valente, chi meschino, chi cortese e assai potente. Keye sempre disprezzava 30 chiunque fosse vile o falso,

qui alla corte eterogenea, dove accanto ai molti nobili scorgo ancora pi villani. 25 cos canta messer Walther: * Buon d a tutti, buoni e perfidi . Se cos canta un poeta, perch si acclama ai falsi. Keye avrebbe ci impedito, 29 e anche Enrico di Rispach. *

Il poeta si dispiace per l'eccessiva generosit del suo mecenate

297. 16 Hermann I, langravio di Turingia, famoso per la generosa ospitalit con cui accolse nel suo castello della Wartbourg i poeti del suo tempo. All'inizio del XIII secolo Walther ven der Vogelweide, citato nei versi seguenti, fu a pi riprese ospite del langravio. 297. 29 E' un personaggio a noi sconosciuto che ricopriva probabilmente cariche importanti in Baviera. Reisbach si trova in Baviera, non lontano da Landshut.

Keye fu raccolto e portato al campo di Art. Fu molto compianto per la sconfitta. Gawan lament la sventura di Keye, ma questi lo invit a non compatirlo. Si dispiaceva solo di non poterlo pi servire. Poi, lo esort a non battersi. Gawan fu colpito dal discorso di Keye, e gli ricord che mai nessuno l'aveva visto impallidire durante uno scontro. Gawan mont su un cavallo e si rec presso Parzival, disarmato. Salut il cavaliere, ma questi non rispose. Spieg a Parzival che restare fermo in posizione di battaglia di fronte all'accampamento del re Art costituiva un'offesa per il re ed il suo seguito. Egli era per disposto ad intercedere per lui. Gawan comprese che Parzival era preda dell'amore e, seguendo il suo sguardo, vide le macchie di sangue e vi getto sopra un panno. Parzival torn in s. Parzival chiese dove fosse la sua lancia. Si spezzata nello scontro, - disse Gawan. Quale scontro, - chiese Parzival voi siete disarmato. Gawan invit il cavaliere a seguirlo all'accampamento di re Art. Egli stesso lo avrebbe preservato da altri scontri. Parzival disse che non gli era possibile incontrare il re e la regina, perch doveva vendicare l'onore di una fanciulla offesa a causa sua. Gawan gli rispose che quel torto era gi stato vendicato e Parzival lo segu all'accampamento. Parzival entr nella tenda di Gawan, e fu spogliato delle armi. Cunnaware, lieta per essere stata vendicata, prese per mano Orilus e Jeschute e li condusse da Parzival. Dichiar subito la sua gioia per essere stata vendicata per le percosse subite, poi fece portare delle vesti per il cavaliere. Art ed il suo seguito, dopo aver udito messa, andarono alla Tavola Rotonda. Tutti i cavalieri erano al corrente che il rosso Cavaliere si trovava con Gawan, ed Art and a fargli visita. Gli and innanzi Antanor, che un giorno venne percosso insieme a Cunnaware. Antanor ringrazi Parzival per essere stato vendicato. Art disse a Parzival che tutti i cavalieri della Tavola Rotonda gli chiedevano di entrare a farne parte. Parzival accett di diventare un cavaliere della Tavola Rotonda.

Era regola nella Tavola Rotonda che nessuno mangiasse con il re in un giorno senza scontri. La corte si riun sul prato, senza tende e senza siepi. Un drappo rotondo venne usato come tavola, in onore al vermiglio Cavaliere. Art invit dame a cavalieri a sedersi a tavola.

312 Or si avanza una fanciulla di provata lealt, ma nell'ira scord creanza. 5 Qui parl e turb i presenti. Vi dir della sua bestia: era un mulo falbo e alto quasi come un castigliano, fu bruciato e rotto il naso, 10 ben sembr un cavallo ungaro. * Finimenti e briglie erano lavorati con perizia, molto ricchi e assai preziosi. Avanz altero il mulo. 15 Non di dama era il suo aspetto, perch allor veniva in visita? Lei compiva il suo dovere e port angoscia a corte. Era dotta la fanciulla, 20 parl bene molte lingue, franca, araba e latina. Formazione ebbe cortese, studi geometria e dialettica. Conosceva i fondamenti 25 pure dell'astronomia. Bene, il nome suo era Cundrie, la sorcire il soprannome. Lingua sciolta aveva ognora e la usava assai parlando. 30 L'alto onore fu atterrato.

Cundrie giunge alla corte di Art

313 La fanciulla molto dotta appariva ben diversa da chi ha bella persona. Chi offuscava grande gioia 5 indossava panno di Gand, blu ancor pi di un lapislazzolo: era un manto ben tagliato alla moda dei Francesi, veste di seta ebbe sotto. 10 Piume di pavone aveva 10 sul cappello fatto a Londra, foderato d'oro e seta, tutto nuovo, anche il suo laccio, che port sciolto sul dorso. La notizia sua fu un ponte: 15 tragitt di gioia al pianto, abbattendo ogni letizia. Dal cappello usc una treccia, lunga s che sfior il mulo, brutta, nera e tanto morbida 20 come setole di porco. Come un cane era nasuta e due zanne lunghe un palmo si inarcavano sul labbro. Intrecciate con un nastro 25 portava le sopracciglia. Sono schietto e assai cortese se una donna s descrivo, ma nessuna cos brutta. Cundrie orecchie ebbe da orso, 30 e il viso molto irsuto:

312. 9 Nel Medioevo si praticavano delle incisioni nelle narici dei cavalli quando questi avevano difficolt respiratorie, perch si riteneva di procurare loro in questo modo un maggior passaggio per l'aria. Una qualsiasi malattia di un mulo o di un cavallo veniva curata mediante applicazione di un ferro rovente sulla parte malata. Il mulo di Cundrie verbrannt , vale a dire coperto di bruciature, segno di frequenti malattie e scarso valore della bestia.

314 non lo vuol cos l'amante. Una sferza aveva in mano, ogni nerbo era di seta e il manico un rubino. 5 La fanciulla s graziosa mani aveva ben da scimmia, unghie opache e molto dure, come artigli di leone, cos dice la mia storia. 10 Per lei mai si scontr un uomo.

315 Re Art, avevi il sommo onore alto sopra i tuoi compagni: ora il pregio tuo precipita, la tua balda gloria zoppica, 5 l'alta gloria tua declina: falsit ti ha contagiato. Sia il prestigio che la forza della Tavola Rotonda sono zoppi: con voi Parzival, 10 che pur sembra assai cortese.

Cundrie maledice Parzival

Cavalc in quella cerchia chi arrec disperazione e avanz verso re Art. Cunnaware di Lalant 15 presso il sire suo mangiava. La sovrana del Janfuse era accanto alla regina. Con onor sedeva Art. Cundrie and innanzi al re 20 e parl con lui in francese: nella nostra lingua suona, oh, terribile il discorso: Fils du roi Utepandragun, il tuo agire ha compromesso 25 molti Bretoni e te stesso. I pi nobili eroi siedono con onore in questa cerchia, ma una serpe li avvelena. E' la Tavola Rotonda 30 or corrosa dall'infamia.

Nome ha rosso Cavaliere da colui che mor a Nantes, ma non regge il sire Parzival il confronto con re Ither: 15 fu un virtuoso eroe quest'ultimo . Disse poi rivolta a Parzival: Ho scordato cortesia, dacch nego il mio saluto ad Art e al suo seguito. 20 Sia dannata la bellezza che virile in voi risplende. Se recassi amore e pace, certo a voi li negherei. Io vi sembro s mostruosa, 25 ma di voi sono pi amabile. Perch, sire, non parlate, non spiegate la ragione per cui voi non liberaste dal dolor chi assai soffriva 30 senza aiuto, il pescatore?

316 Foste un ospite sleale: vi mostr una grande angoscia, dovevate compatirlo. Spero che la vostra lingua 5 cada, come venne meno quel d a voi la carit. Dio ormai vi ha destinato alle fiamme dell'inferno: siete vivo e gi dannato, 10 se chi saggio ora vi giudica. Maledetto dalla Grazia disprezzaste l'alta gloria, il virile onor schivate, va in cancrena il vostro pregio, 15 non pu un medico guarirvi. Giuro sulla vostra testa, se volete che io giuri: siete invero il pi bell'uomo ch'io abbia visto, e il pi malvagio. 20 Verme immondo, serpe infida, vi don il re una spada, non ne siete stato degno: voi, tacendo, vi dannaste. Siete un uomo senza onore, 25 un giocattolo per Satana. I coltelli, il Graal vedeste e una lancia insanguinata. 30 Voi atterrate gioie e affliggete.

317 beni in terra assai pi grandi d'ogni bene a Tebronit. L'Angioino Feirefiz conquist con dure gesta 5 la regina in quel paese: costui il degno erede dell'ardito sire Gahmuret. Pelle bianca e nera, strano, ha il vostro fratellastro: 10 fu sua madre Belakane. Or penso a vostro padre: egli odiava falsit. Dall'Angi prese il suo nome chi altre doti offr in retaggio 15 dalle doti che mostrate. Se lo avesse ahim tradito vostra madre, potrei credere che sia un altro vostro padre. Lei soffr per fedelt: 20 alla sua virt pensate e al valore del re Gahmuret, un modello di coraggio e di alto onor virile. Don gioia in compagnia: 25 era il cuore suo uno scrigno di virt senza menzogna. Il suo intrepido coraggio 30 era nassa e fitta rete:

Domandando a Munsalwaesche voi avreste conquistato

catturava l'alta gloria. L'onor vostro invece a terra,

318 falsit l'ha ormai distrutto. Mi addolora di sapere che ora il figlio di Herzeloyde ha infangato il suo prestigio . 5 Si mostr angosciata Cundrie: si torceva ognor le mani e piangeva disperata, era grande il suo dolore. Nutr amor fido la vergine, 10 dal suo cuor sorgeva il pianto. Si rivolse ancora al re proseguendo il suo discorso: C' tra voi un eroe nobile, disse, - che cerchi alta gloria 15 con valore e brami amore? Io so di quattro regine e di quattrocento vergini, tutte molto belle e nobili. Esse sono a Schahtel marveille: 20 ogni impresa nulla a fronte delle imprese da affrontare per amor degno in quel luogo. Certo, il viaggio faticoso, ma sar lass stasera . 25 La fanciulla tanto afflitta se ne and senza congedo. Si volt spesso piangendo e diceva questo, udite: Munsalwaesche, triste luogo! 30 Non pu alcuno confortarti . Cundrie and via senza congedarsi. Parzival era sconvolto: lui che aveva sempre sfuggito falsit e che aveva il pudore come chiave della propria virt. Cunnaware e le altre dame scoppiarono in lacrime. Avanz un cavaliere straniero, vestito di una splendida armatura. Gir intorno al cerchio, chiedendo di Art e di Gawan. Si rivolse ad Art, porgendo il suo saluto a lui ed a tutti i cavalieri, tranne Gawan. Kingrimursel, questo era il nome dello straniero, accus Gawan di aver ucciso il suo re a tradimento, e lo sfid a duello, fissandolo quaranta giorni dopo questo incontro, presso Schampfanzun, capitale d'Ascalona. Art rispose che Gawan si sarebbe battuto, ma che se nel frattempo si fosse dimostrata la sua innocenza, allora egli avrebbe perduto il proprio onore dinanzi ai saggi. Beacurs, fratello di Gawan, si offr di combattere al suo posto, ma Gawan rifiut. Disse di non amare gli scontri, e di ignorare il motivo per il quale era stato accusato, ma non si sarebbe sottratto al combattimento. Poi si conged ed and via. Cundrie aveva rivelato il nome e la stirpe reale di Parzival, e come un re venne salutato dalla corte di Art. Clamide si rivolse a Parzival, chiedendogli di porre fine alla propria prigionia, e di consentirgli di sposare Cunnaware. Parzival acconsent al matrimonio. Eckuba, regina del Janfuse, lod le qualit di Feirefiz l'Angioino, e si rallegr che fosse fratello di Parzival. Parzival ringrazi Eckuba per i suoi complimenti, ma espresse l'angoscia che aveva nel suo cuore, poich molti lo schernivano e lo offendevano per non aver posto la domanda al re Anfortas. Parzival, che riteneva responsabile Gurnemanz della sua colpa, manifest la ferma intenzione di partire alla ricerca del Graal, anche se tale ricerca fosse durata tutta la sua vita.
Cundrie invita i cavalieri della Tavola Rotonda a liberare le dame prigioniere a Schahtel marveille

Parzival chiese il permesso di andare, ed Art gli disse che avrebbe offerto protezione al suo regno, durante la sua assenza. Gawan lo salut e gli augur il favore di Dio durante la sua ricerca. Parzival gli rispose di dubitare della potenza di Dio, e della sua volont di aiutare gli uomini. Dichiar di non voler pi servire Dio. Cunnaware aiut Parzival a vestire l'armatura. Parzival part per compiere imprese in nome del Graal, e per liberare le quattro regine (Itonie, Cundrie, Arnive e Sangive) e le quattrocento vergini prigioniere a Schahtel marveille. Gawan prese tre scudi, sette destrieri e dodici lance, si conged e part. La regina Eckuba and al porto e si imbarc; Art part verso Karidoel; Cunnaware e il re Clamide si congedarono; Orilus e Jeschute restarono per le nozze di Clamide e Cunnaware.

337 Ogni donna che abbia senno e pudore con virt, se ora ascolta questa storia deve ammettere che parlo 5 oggi meglio delle donne: ne odio e biasimo una sola. La regina Belakane non conobbe falsit: mai virt le venne meno 10 quando estranei l'assediarono. Pat in sogno anche Herzeloyde grave pena nel suo cuore. Come pianse poi Ginevra quando Ither venne ucciso! 15 E ricordo con tristezza la vergogna di Jeschute, figlia del sire del Karnant, lei che pure era innocente. Cunnaware fu percossa 20 duramente e senza colpa. Hanno entrambi cancellato l'onta con onore. Or prosegua a raccontare chi conosce grandi imprese 25 e compone belle rime, sia spezzate che baciate. Vorrei altro a voi narrare, se a richiederlo sar qualcun altro e non io stesso, 30 che cavalco dondolandomi.

VII Libro
Il poeta prosegue narrando le gesta di Gawan, che si difese con valore ed acquist gran merito. Da diversi giorni aveva lasciato re Art quando, uscendo da una selva, passando per una gola, vide un numeroso esercito scendere dai pendii. Gawan cavalcava il destriero Gringuljete dalle orecchie rosse, che proveniva da Munsalwaesche. Poich era stato visto, decise di proseguire. Smont da cavallo e vide passare l'esercito, seguito dai mercanti e dalle meretrici. Molti soldati erano dei furfanti. Vedendo Gawan ed il suo seguito, l'esercito pens che fossero dei loro. Gawan chiese ad uno scudiero di chi fosse quell'esercito. Era l'esercito del re Poydiconjunz, del duca Astor di Lanverunz e dell'impudico principe Meljacanz, figlio del re Poydiconjunz, che usava violenza alle vergini ed alle donne. Lo scudiero gli narr la storia di Meljanz, re di Liz: era accecato dalla passione, e per questo motivo era sceso in guerra. Alla morte del padre, Meljanz fu affidato al principe Lyppaut, perch lo educasse. Lyppaut lo prese con s, e lo allev insieme alle sue due figlie: Obie, la maggiore, e Obilot, la minore. Un giorno Meljanz offr il suo amore a Obie, che lo insult e rifiut, bench lo amasse. Obie desiderava un cavaliere che avesse compiuto grandi gesta, e che lo avesse servito per cinque anni, accorrendo ad ogni suo cenno. Meljanz attribu a Lyppaut la superbia della figlia, e gli mosse guerra. Lyppaut avrebbe voluto sottomettersi al giudizio di una corte, bench innocente, ma Meljanz lo lasci per preparare un esercito che gli muovesse contro. I figli dei nobili educati da Lyppaut gli rimasero fedeli, tranne Lisavander di Beauvais. L'esercito era guidato da Poydiconjunz di Gorz, di cui Meljanz era nipote. Dirigevano verso Bearosche. Finito di raccontare questa storia, lo scudiero si conged. Gawan era incuriosito dalla quella storia, ed era incerto sul da farsi. Se fosse rimasto avrebbe dovuto combattere, altrimenti avrebbero pensato che fosse un vile. Ma aveva anche promesso di combattere contro Kingrimursel, e non voleva infrangere quella promessa. Decise di muovere verso Bearosche. Su una piana, fuori del castello, era accampato l'esercito, con un gran numero di tende. Gawan vi pass in mezzo, e si diresse verso la citt, ma le porte erano chiuse, e sui merli c'erano molti arcieri e balestrieri. Gawan giunse sotto le mura del castello. La duchessa e le due figlie videro arrivare Gawan ed il suo seguito: la maggiore lo prese per un mercante; la minore lo riconobbe cavaliere, e si disse disposta ad offrirgli amore. Gawan smont da cavallo e sedette presso un tiglio e un olivo piantati fuori dalle mura. La duchessa e la figlia minore biasimarono l'orgoglio della figlia maggiore. Obie rispose che per lei quell'uomo era un mercante. L'esercito si accamp presso un campo non coltivato, nei pressi di un ponte. A fianco di Lyppaut combattevano suo fratello, il duca Marangliez, giunto dal Brevigriez, ed il famoso re Schirniel del Lirivoin, con suo fratello, il re d'Avendroin. Lyppaut era addolorato, perch il suo re gli muoveva guerra. Se Lyppaut avesse colpito Meljanz sarebbe stato un grave disonore, perch egli era il suo signore. Eppure, Meljanz gli muoveva guerra. Lyppaut chiese consiglio ai castellani. Il loro consiglio unanime fu quello di aprire le porte e di combattere, prendere degli ostaggi per poi trattare con Meljanz. Giudicavano come unico avversario temibile l'esercito del re Poydiconjunz. Lyppaut segu il consiglio: vennero riaperte le porte e i castellani si gettarono sugli assedianti. L'esercito straniero mosse verso di loro. Dall'alto Obie guardava con ammirazione Meljanz combattere, e prendeva in giro la sorella minore, perch il suo eroe, Gawan, si asteneva dalla lotta. Gawan ascoltava quei discorsi, ma li ignorava. L'esercito di Poydiconjunz, che finora era rimasto fermo, si mosse. Il re era furioso con il nipote Meljanz, perch si era anticipato troppo. Intanto Obie, per schernire Gawan, gli invi un giovane garzone con l'incarico di chiedergli di acquistare cavalli e stoffe. Il ragazzo scapp via quando vide gli occhi irati di Gawan. Allora Obie invi il paggio da Scherules, il burgravio di Bearosche, per ordinargli di requisire i sette cavalli del mercante che stazionava tra gli olivi e il fossato, perch aveva tentato di frodarle. Ma Scherules, vedendo l'aspetto nobile di Gawan, si mise al suo servizio, accogliendolo con cortesia. Obie tent ancora di screditare Gawan, inviando un cantastorie dal padre per dirgli che un falsario aveva della merce che poteva essere usata per pagare i mercenari. Lyppaut, che aveva bisogno di bottino, era pronto a prenderlo, ma il burgravio difese l'onore di Gawan. Quando Lyppaut vide Gawan, lo accolse con cortesia a casa sua. Lyppaut chiese a Gawan di combattere per lui. Gawan, che aveva promesso di combattere in duello con Kingrimursel, rifiut. Lyppaut gli narr il suo tormento e Gawan promise che gli avrebbe dato una risposta entro sera. Scese Obilot, la figlia minore, per cercare di far intervenire Gawan al loro fianco. Gawan ringrazi la fanciulla, per averlo difeso dagli scherni della sorella. Obilot si immedesim in Gawan, come due amanti si sentirono una persona sola. Gawan accett di combattere per Obilot. Fu poi Gawan ad immedesimarsi nella fanciulla. Obilot, prima di congedarsi, promise a Gawan un amuleto come pegno d'amore. Lyppaut chiese alla figlia che risposta avesse dato il prode Gawan. Lei gli disse che la risposta era positiva, e che ora doveva regalare un amuleto al cavaliere. Andarono insieme dalla duchessa, che fece portare della stoffa per fare un abito alla figlia. Non le cucirono la manica, che and in pegno a Gawan, che la fiss su uno dei suoi scudi.

Il giorno era terminato, e al chiarore della luna gli assediati rinforzavano le difese. Kardeflabet di Jamor, cognato di Lyppaut, difendeva quattro porte. Col favore delle tenebre fecero entrare dentro le mura gli eserciti alleati. All'alba, Scherules e Gawan erano pronti a combattere, appostati in difesa di una porta. Cominci la battaglia. L'esercito di Poydiconjunz and all'attacco. Sopraggiunse Astor, attaccando il re Jamor. Gli scontri crescevano di intensit. Gawan attacc, seguito a stento da Scherules. Sbalz un gran numero di cavalieri, facendosi molto onore. Gawan atterr Lisavander. Meljanz sbalz Kardefablet, e Gawan prese dei cavalieri con s per difenderlo. Gawan atterr il conte Laheduman di Muntane. Il duca Astor combatteva con i Bretoni, che portavano le insegne del figlio defunto di Art, Ilinot. Gawan fu preso da angoscia, e cerc altri scontri. Si rivolse contro Meljanz. Il vermiglio Cavaliere combatteva al fianco di Meljanz, ed inflisse molte perdite ai nemici. Anche Meljanz combatteva valorosamente, finch Gawan non l'affront. La lancia di Gawan infranse lo scudo di Meljanz e si infil nel suo braccio. Gawan lo caric con suo cavallo e lo sbalz per terra, ma cadde egli stesso in terra, perch gli si era rotta la sella. Combatterono con le spade. Sfinito dal duello, Meljanz si arrese. Lyppaut combatteva contro il re Poydiconjunz. Gawan attacc Meljacanz, e lo sconfisse. La battaglia ebbe fine. Tra i castellani primeggi Gawan, tra gli assedianti il vermiglio Cavaliere. Parzival, quando si rese conto che il re per il quale combatteva era stato catturato, chiese ai suoi prigionieri, il re di Avendroyn, Schirnel del Lyrivoyn e duca Marangliez, libert per il re ed il Graal per se stesso. Ma nessuno poteva dargli il Graal, perch lo custodiva Anfortas. Allora Parzival li invi alla regina di Pelrapeire, perch la servissero e le portassero il messaggio che l'amava e che soffriva per lei e per il Graal. Poi prese per s il cavallo Ingliart, che era sfuggito a Gawan quando aveva catturato Meljanz, e lasci l'intero bottino agli scudieri. Infine, prese congedo. Gawan rese l'amuleto a Obilot, che ne fu assai lieta, perch poteva schernire la sorella maggiore. I prigionieri vennero liberati sulla parola, e si giunse ad una riconciliazione tra Lyppaut e Meljanz. Gawan consegn Meljanz a Obilot, che lo consegn a Obie, dicendogli che sarebbe stata la sua amata, e che egli avrebbe dovuto servirla con onore. Si svolsero le nozze tra Obie e Meljanz. Gawan si conged, facendo soffrire Obilot e Lyppaut che si erano affezionati a lui. Gawan si addentr in un bosco, scortato da un cacciatore che gli offr il burgravio, insieme a molto cibo. L'eroe prese congedo e si avvi a dure prove.

VIII Libro
Attraversata una grande selva, Gawan giunse nel paese di Ascalona, e prese la via per Schampfanzun. La citt era molto grande e ben fortificata. Gawan attravers un prato lungo un miglio. Gli vennero incontro cinquecento guerrieri, guidati dal re Vergulaht. Il re cacciava con i suoi falchi. La sua stirpe era di Mazadan, il suo era sangue di fata. Il re cacciava gru e altri uccelli. Cadde in un falso guado, ma salv i suoi falchi. Non le vesti, che lasci ai falconieri. Gawan ricevette nobile accoglienza, e fu inviato come ospite dal re al suo castello. Il re preg sua sorella di onorare l'ospite. Il castello era molto grande, e la sorella del re, Antikonie, era molto bella e molto virtuosa. Antikonie accolse Gawan, e i due conversarono in maniera dolce e schietta. Gawan chiese amore, ma lei rifiut cortesemente. Vennero lasciati soli, e Gawan scherz con Antikonie; con una mano le cinse i fianchi. Sopraggiunse un cavaliere che li sorprese ed aizz il popolo contro di loro. Gawan venne accusato di aver ucciso il signore del castello, e di violentarne la figlia. Il cavaliere era disarmato. La donna lo prese con s, ed insieme si rinchiusero nella torre vicino alla sua camera. Tutto il popolo accorse per uccidere Gawan, ed a nulla valsero i tentativi di spiegazione della regina. Per difendersi, Gawan stacc una spranga dal muro; la regina gli porse una scacchiera, che l'eroe us come scudo. La regina lanciava contro gli assalitori i pezzi del gioco degli scacchi. Giunse Vergulaht, che si comport slealmente, in quanto si arm per combattere contro Gawan mentre questi era suo ospite. Poich il re era armato di tutto punto, Gawan si ritir nella torre. Sopraggiunse Kingrimursel che, nonostante il suo odio, si gett nella mischia a difesa di Gawan. Kingrimursel aveva garantito l'incolumit del cavaliere fino al giorno del duello, e non voleva diventare spergiuro. Gawan concesse tregua a Kingrimursel, e i due combatterono fianco a fianco. Il popolo, vedendo il loro langravio che combatteva a difesa dell'ospite, si disperse. Il re incit i cavalieri a combattere contro i due assediati, ma i cavalieri mandarono un loro messo per far ragionare il loro re: si stava comportando slealmente. Il re ascolt il consiglio dei suoi cavalieri e concesse una tregua fino al mattino successivo. Gawan era innocente del crimine che gli era stato attribuito. Fu Ehkunat a trafiggere il re, mentre andava a Barbigoel scortando Jofreit figlio di Idoel, che lottava accanto a Gawan. La regina Antikonie abbracci il cugino Gawan, dicendogli che nessuno gli avrebbe fatto del male. Poi lei ed il langravio cominciarono ad accusare il re di slealt: la regina lamentava la perdita della sua virt, perch era stato aggredito un cavaliere suo ospite; il langravio lamentava di essere diventato uno spergiuro, perch aveva garantito l'incolumit di Gawan fino al duello. Il re chiese perdono. Prese la parola un vassallo di nome Liddamus. A chiamarlo cos Kyot che ha cantato questa storia. Ebbe tale maestria nel cantare e raccontare che ancora oggi allieta molti. Era Kyot un provenzale: trov scritte in lingua araba le avventure del re Parzival. Quanto Kyot mise in francese narro a voi nella mia lingua, se il saper mio basta a tanto. (416. v. 20-30). Liddamus chiese che Gawan venisse messo a morte. Kingrimursel prese le difese di Gawan, e accus Liddamus di essere un vile, sempre pronto alla fuga. Poi chiese a Gawan di giurare che il duello per il quale era venuto si sarebbe tenuto l'anno successivo, a Barbigoel, al cospetto del re Meljanz. Gawan accett di battersi in duello con Kingrimursel dopo un anno, come questi richiedeva. Il duca Liddamus prosegu il suo discorso con parole astute. Egli possedeva terre in abbondanza, e non temeva gli insulti del langravio. Gli ingiunse, piuttosto, di vendicare lo zio. Poi disse che lui non era ansioso di combattere, ma piuttosto di conquistare il favore del re. Il re impose che i due cessassero quel litigio. Poi affid Gawan ad Antikonie e si ritir con i cavalieri per prendere consiglio. La sorella gli ingiunse di essere leale. La regina prese con se Gawan e Kingrimursel, e li condusse nel suo alloggio. La sera, poi, cenarono tutti e tre assieme. In consiglio, intanto, ognuno espresse il proprio parere. Il re raccont che, qualche giorno prima, mentre cavalcava nella selva Laehtamris, fu sconfitto da un cavaliere (Parzival), che gli aveva imposto di giurare che avrebbe conquistato il Graal. Se nel giro di un anno non avesse conquistato il Graal, sarebbe dovuto andare dalla regina di Pelrapeire per portarle la sua resa. Ascoltate queste parole, Liddamus consigli al re di graziare Gawan, e di inviare lui alla ricerca del Graal. Ne sarebbe stata molto contenta la regina Antikonie, e il re Vergulaht avrebbe evitato il disonore di giustiziare un ospite. Il re accett la proposta, e Gawan fu salvo. Il giorno successivo, dopo la messa, Gawan venne convocato dal consiglio e gli fu comunicata la decisione che lo riguardava. Gawan acconsent a partire alla ricerca del Graal. Il langravio perdon il re che l'aveva offeso. A Gawan furono riconsegnate le armi ed il suo seguito fu liberato. Gawan si conged da Antikonie, ed affid il suo seguito al langravio, che preg di scortare a Bearosche, da dove avrebbe raggiunto la corte di re Art. Fu bardato il destriero Gringuljet, e fu armato Gawan. Poi prese congedo per partire alla ricerca del Graal.

IX Libro
Donna Avventura chiede di entrare nel cuore del poeta, per narrare meraviglie. Il poeta chiede notizie di Parzival. Egli percorse molte terre a cavallo, ed in nave il mare. Sconfisse chiunque si mise contro di lui, fosse anche un parente. Il suo valore era altissimo, e molti furono gli aspri scontri ai quali si sottopose. La sua spada, dono di Anfortas, and in pezzi, ed egli la sald alla fonte magica presso Karnant, detta Lac. Parzival cavalcava in una selva, quando vide un rifugio eretto da poco. Dentro vi si trovava Sigune con la salma di Schionatulander. La vergine si consumava in lacrime sulla tomba del suo amato. Parzival si avvicin per chiedere la via per uscire dal bosco. Smont da cavallo, si tolse la spada e si avvicin al piccolo pertugio nella roccia, chiedendo se c'era qualcuno. Si avvicin la donna, che chiese al cavaliere di sedere su una panca fuori dall'eremo. Il cavaliere le chiese come facesse a vivere in quella selva, senza cibo. La donna rispose che il Graal le portava, nella notte di ogni sabato, per il tramite Cundrie la sorcire, il cibo che le bastava per una settimana. Parzival non mostr di crederle, e la schern chiedendole di chi fosse l'anellino: per eremite ed eremiti non bene amoreggiare. Lei disse che quell'anellino era il pegno d'amore del suo cavaliere amato, morto prima che potessero sposarsi. Lei conservava vergine il proprio amore, insieme al cadavere dell'uomo che aveva amato: Schionatulander, ucciso da Orilus. Parzival comprese che aveva di fronte a s Sigune. Allora si tolse l'elmo e lei lo riconobbe. Lei chiese subito se fosse ancora alla ricerca del Graal, e se ne avesse scoperto la natura. Parzival rispose che, nonostante avesse perduto molte gioie e lasciato la sua regina, era ancora alla ricerca di Munsalwaesche e del Graal. Sigune perdon Parzival per non aver domandato, quel giorno a Munsalwaesche. Poi gli consigli di seguire Cundrie la sorcire, che quando veniva a portarle il cibo, legava il suo mulo presso la sorgente. Forse sarebbe tornata a Munsalwaesche. Parzival si conged in fretta, per seguire Cundrie la sorcire, ma lei cavalcava per vie impervie e ignote, e Parzival smarr le sue tracce. Parzival perse di nuovo la gioia. Sarebbe stato meglio se avesse domandato quel giorno. Venne incontr a lui un cavaliere proveniente da Munsalwaesche, pronto a battersi per difendere il castello ed il suo re. I due cavalieri si scontrarono. Parzival sbalz il suo avversario, e per la foga il suo cavallo prosegu la corsa finch non precipit in un dirupo. Parzival si salv aggrappandosi al ramo di un albero. Il suo avversario scapp via lasciando il cavallo; lo prese Parzival. Ora cavalcava senza meta. Nessun cavaliere di Munsalwaesche lo sfid in altri scontri. Parzival soffriva per il Graal. Cavalcava ormai da giorni, un mattino che nevicava. Andando nel bosco Parzival incontr un gruppo di pellegrini, guidati da un canuto cavaliere, dalla sua donna e dalle sue due figlie. Erano vestiti di abiti rozzi ed erano scalzi, come chi fa penitenza. Il cavaliere era di certo un grande principe: lo seguivano dei bracchi, molti paggi e cavalieri. Parzival spinse il cavallo fuori dal sentiero e chiese ai pellegrini dove fossero diretti. Il pellegrino fu cortese nel rispondere, ma si dispiacque del fatto che in quei giorni il cavaliere vestisse le sue armi. Parzival disse di ignorare che giorno fosse; una volta obbediva a Dio, pensando che aiutasse chi avesse bisogno, ma ricevette soltanto scorno e onta. Il vegliardo gli disse che quel giorno era il Venerd Santo, e lo prego, se era battezzato, di deporre le armi, in nome di Ges Cristo che mor crocifisso per tutti gli uomini. Poi gli consigli di recarsi da un eremita che si trovava l vicino, per fare penitenza. Le figlie del vecchio cavaliere, vedendo che Parzival vestiva l'armatura, che non poteva difenderlo dal freddo, dissero al padre di offrirgli ospitalit nel loro accampamento. Parzival pens che sarebbe stato scortese cavalcare mentre tutti andavano a piedi, e poi odiava colui che i pellegrini veneravano, che gli neg il suo soccorso e fu prodigo di angustie. Ringrazi per l'offerta di ospitalit, ma rifiut. Salut e riprese il suo cammino. Il suo cuore era turbato, e cominci a pensare al Creatore. Si chiese se Dio non potesse liberarlo dall'affanno, nel giorno in cui redime. Si volt a guardare i pellegrini; le fanciulle lo guardavano, ed egli ne fu lieto.

452 Pens: Se Dio cos forte che ha potere di guidare fiere, uomini e cavalli, alla forza sua mi piego. 5 Se la forza sua soccorre, or conduca il mio destriero alla meta del mio viaggio. Se egli buono, lo dimostri. 10 Ora va' dove Dio vuole .

453 Chi di ci mi chiese prima e a biasimo m'ascrisse il rifiuto di parlargliene, su costui ricada l'onta. 5 Kyot stesso me l'ha imposto: il racconto richiedeva di tacer d'ogni mistero, finch il corso della storia 10 pervenisse a questo punto

Le sue briglie abbandon sopra il collo del cavallo e poi forte lo spron. Il cavallo and alla fonte dove il prode un d giur. 15 In quei pressi ora viveva l'eremita Trevrizent, che mangiava sempre poco: rinunciava al vino d'uva e di more e anche al pane. 20 Il rigore suo lo spinse a privarsi pur dei cibi, pesce e carne, che hanno sangue. Vita santa era codesta. A lui Dio dava coraggio, 25 il suo agir lo destinava alla gioia eterna in Cielo. Il digiuno lo prostrava, ma non cadde in tentazione. Da lui Parzival apprese 30 or del Graal l'oscura Storia.

in cui infine io ne parli. Kyot, notissimo maestro, a Toledo riscopr scritta in lettere pagane la materia di quest'opera. 15 Impar per prima cosa senza ausilio d'arti magiche, l'alfabeto della lingua. Gli giov l'esser cristiano, se no avrebbe allor fallito. 20 Non pu arte di magia indicare che cos' il Graal, n svelarne i suoi misteri. Il pagano Flegetantis conquist gloria nell'arte. 25 Quel medesimo sapiente era nato in terra ebraica, prima ancora che il battesimo ci salvasse dal demonio. Salomone era suo avo. 30 Scrisse poi del Graal la storia.
Origini della leggenda del Graal

454 Per paterna via pagano, Flegetantis venerava un vitello come Dio. Come pu a tal punto Satana 5 ingannare gente saggia s che questa non distingua un feticcio dall'Altissimo che conosce e pu ogni cosa? Il pagano Flegetantis 10 ci poteva ben predire il passare di ogni stella e il seguente suo ritorno, quanto tempo giri ognuna per tornare dove nata. 15 Ogni vita si confronta con il corso delle stelle. Vide quel dotto pagano misteriosi segni arcani, e tremando lo diceva 20 mentre ancor fissava gli astri. Parl d'una cosa: il Graal. Lesse chiaro questo nome nelle stelle, tal qual era. Lo lasci quaggi una schiera 25 che alta corse sopra gli astri. *

455 Egli scrisse queste cose. Kyot, maestro di sagacia, ricercava questa storia nelle opere latine 5 dove mai potesse vivere una stirpe nobilissima che del Graal fosse custode e serbasse un cuore puro. Lesse cronache e annali 10 di Bretagna e d'altre terre, della Francia e dell'Irlanda. Nell'Angi trov la storia, lesse qui di Mazadan con parole vere e chiare: 15 circa tutta la sua stirpe v'era scritto e si leggeva che il sire Titurel lasci il Graal al figlio Frimutel, e poi questi al figlio Anfortas, 20 il fratello di Herzeloyde. Lei un figlio diede a Gahmuret, questa storia di lui narra: or seguiva l'orme fresche 24 di un canuto cavaliere 24 incontrato poco prima. 25 Riconobbe un luogo noto,

Prima di salire al cielo lo affid per custodirlo ai cristiani casti e puri. Chi al Graal viene chiamato 30 degno del sommo onore.

bench avesse nevicato. L davanti a una roccia la sua mano valorosa grazia ottenne per Jeschute, 30 e plac l'ira di Orilus.

Seguendo le tracce lasciate dai pellegrini Parzival raggiunse Fontane Salvasche: presso quella sorgente viveva Trevrizent. L'eremita lo accolse chiedendogli quali scontri cercasse in quel giorno santo. Lo invit a onorare l'amore vero, a smontare da cavallo e riscaldarsi al suo fuoco. Parzival scese da cavallo e parl dei pellegrini che l'avevano inviato l. Poi disse: Ora aiutatemi, sono un uomo che ha peccato (456. v. 29-30). L'eremita gli chiese chi lo mandava, e Parzival raccont del vegliardo assai cortese, e della sua gente. Era Kahenis, principe del Punturteis, che ogni anno faceva visita a Trevrizent. Trevrizent prese il cavallo di Parzival, e lo condusse in un antro molto buio vicino alla fonte, per farlo riposare. Poi disse che a breve sarebbero andati a cercare felci e foglie come foraggio per saziarlo. Poi l'eremita condusse il cavaliere dentro l'antro, dove non entrava il vento gelido. C'erano dei carboni ardenti che rallegrarono Parzival. L'eremita accese un cero e fece luce, poi porse una veste al cavaliere e lo condusse in un'altra grotta in cui conservava i suoi libri. C'era un altare con sopra l'urna sulla quale una volta aveva giurato Parzival. Parzival riconobbe l'urna ed il luogo dal quale prese la lancia con cui ebbe due scontri, in stato di incoscienza. L'eremita disse che la lancia apparteneva al re Taurian, suo fratello. Parzival chiese quanto tempo era trascorso da allora. Tre d, sei mesi e quattro anni , rispose Trevrizent. Parzival si rese conto del tempo che era trascorso da allora, ed in quel tempo nessuna chiesa lo vide, perch egli non fece altro che cercare scontri.

460 Solo adesso io comprendo che da molto vado errando 30 senza pi aver conforto. 461 E' la gioia per me un sogno, sono oppresso dall'angoscia. Di pi dico a voi, signore: dove chiese e duomi sorgono, 5 dove a Dio si cantan lodi, nessun uomo mai mi vide e per tutto questo tempo non cercai che la battaglia. Per Dio provo solo odio, 10 il padrino dei miei guai, me ne ha dati in abbondanza. E' sepolta la mia gioia. Se la forza Sua aiutasse, avrei gioia con soccorso, 15 ma entrambi ora mi mancano. Se ferito il mio cuor strenuo, tormentato senza tregua dal dolor, se una corona sol di spine il premio mio 20 per la gloria conquistata con valore in aspri scontri, ne ritengo responsabile chi ha potere d'ogni soccorso. Se il suo aiuto ognor sollecito, 25 se Dio pronto ad aiutare,

L'eroe spiega all'eremita la causa della sua disperazione e la ragione per cui odia Dio

462 Voglia Dio entrambi assisterci. Informatemi, signore, e sedetevi, vi prego: a me dite con misura 5 come l'ira in voi si accese per cui odio a Dio portate. Permettete tuttavia che io prima lo discolpi, poi direte il vostro cruccio. 10 Il Suo aiuto non fallisce. Bench io fossi un laico, potei leggere e copiare tutte le Sacre Scritture, in cui detto: l'uomo attenda 15 riverente la salvezza da chi mai neg il suo aiuto per salvare l'uomo dagli Inferi. Fede abbiate senza dubbi, Dio stesso pura fede: 20 falsit ognor l'offese. Ringraziamo allora Iddio, per noi molto egli ha compiuto: il suo nobile figliolo si incarnato per salvarci. 25 Dio pura Verit

perch dunque non mi aiuta? . Sospir, lo guard l'altro, disse poi: Se avete senno, confidate in Dio, signore: 30 Egli aiuta quando tempo.

e condanna quanto falso. Riflettete: Dio non pu rinnegare nessun uomo. Ragionate, non dovete 30 dubitare del Signore.

463 Nulla s'ha da lui con l'ira. Chi sapr che voi Lo odiate, penser che siete pazzo. Ricordate quanto avvenne 5 a Lucifero e compagni? Prima non erano empi. Da che cosa sorse l'odio che perpetua lotta accese e li spinse gi negli Inferi? 10 L'astio verso Dio anner come l'erebo Astiroth, Belet, Belcimon e Radamant e altri ancora a me ben noti, la celeste schiera fulgida. 15 Scese agl'Inferi Lucifero con i suoi. Apparve l'uomo: dalla terra Dio cre ora il primo uomo, Adamo. Dal suo corpo si stacc Eva 20 che ci impose grande angoscia disprezzando il Creatore: ci lasci in retaggio il pianto. I due ebbero dei figli: l'uno fu intemperante, 25 violent per cupidigia poi la Terra, madre e vergine. Forse molti non conoscono questa storia, ma vorrebbero saper come avvenuto: 30 il peccato port a questo .

464 Disse allora il cavaliere: Io non credo a questa storia: come pu, signore, un uomo violentare, come dite, 5 una madre ancora vergine? Era meglio non parlarne . L'eremita gli rispose: Vi chiarisco allora il dubbio. Disprezzatemi se mento, 10 se non dico schietto il vero. Gener la Terra Adamo che godeva dei suoi frutti, ma la Terra era una vergine. Non vi ho ancora detto 15 chi le prese la purezza: fu Caino, figlio di Adamo, per un nulla uccise Abele. Sulla pura terra il sangue cadde allora, e la viol: 20 fu Caino a violentarla. Nacque l'odio fra gli uomini, come oggi ancora perdura. Nulla al mondo cos puro come una casta vergine. 25 Permettete, ve lo provo: Dio figlio della Vergine, e Adamo della Terra, che era vergine. Dio prese le sembianze poi di un uomo 30 come prova del suo amore.

463. 10 Si tratta di alcuni nomi di divinit pagane intese qui come spiriti demoniaci. Astarte il nome di una divinit femminile fenicia che impersonava la dea madre, progenitrice di tutti gli esseri viventi. Belcimon , forse un epiteto di Baal, nome di una divinit concepita come proprietaria e protettrice di un luogo. Ai profeti ebraici il nome apparve connesso con il politeismo e quindi con il concetto di obbrobrio, vergogna . Belet o Belit la figura femminile corrispondente, dea della fecondit, forse epiteto anche di Astarte. Radamanto era uno dei mitici giudici dell'Ade.

465 E gli uomini conoscono sia il dolore che la gioia: ci lasci questa in retaggio chi signore sopra gli angeli. 5 Siamo eredi del peccato 10 e per questo ancor soffriamo.

466 Narra questa dolce storia di chi ama veramente: il Suo amore non vacilla, una luce che risplende, 5 e beati son coloro 10 a cui egli dona amore.

Mostri a noi misericordia chi pu tutto perdonare: la natura sua fedele lotta sempre contro il male. Non serbate a lui rancore, ma espiate ogni peccato, se volete un d salvarvi. Temperanza abbiate a norma: 15 chi si vendica di un torto pronunciando empie parole vi assicuro che sar la sua bocca a condannarlo. Attenetevi alla legge 20 che vi insegna lealt. Annunciava gi Platone, un profeta antico e grande, e Sibilla, la veggente, ugualmente lo diceva 25 senza ombra di menzogna, che dovesse un d venire il riscatto dei peccati. La potenza del suo amore liber noi dalle tenebre 30 e lasci i malvagi agli Inferi.

Ma divisi sono gli uomini: tutto al mondo viene offerto, sia l'amor che l'odio suo, quale giova allor di pi? E chi pecca senza scrupoli oh, rifiuta il suo amor fido. Chi espia i suoi peccati sar degno della Grazia. 15 Chi la d fende il pensiero che non vede mai la luce e che senza chiave schiuso, sempre ignoto a noi mortali. Buio senza lume l'animo, 20 solo Dio penetra l e attraversa il muro buio. Ignoriamo ogni suo passo che non suona n riecheggia, ma egli balza dentro al cuore. 25 Non c' rapido pensiero che nel cuore giunga prima d'esser gi noto al Signore. Dio apprezza la virt. Poich egli scruta i cuori 30 guai a chi pensa a un inganno.

465. 21 Il cristianesimo primitivo considerava Platone un precursore della dottrina di Cristo. 465. 23 Nell'iconografia cristiana la Sibilla stata considerata per lungo tempo il simbolo dell'attesa pagana di Cristo, preannunciatrice della sua venuta, al pari dei profeti ebraici.

467 A che giova cortesia se uno perde la sua grazia e peccando offende Dio? Dove andr mendica l'anima? 5 Se offendete Dio potente, che benigno quando ama ma terribile nell'ira, voi sarete lo sconfitto. Riflettete e convertitevi, 10 Ricercate il suo favore . Disse allora il sire Parzival: Grazie a voi, signore: adesso molte cose so di lui, che ripaga come giusto 15 il peccato e la virt. Passai la mia giovinezza sino a oggi nel dolore, per la fede mia soffrivo . Disse ancora l'eremita: 20 Se lecito, ora ditemi quali pene e colpe avete. 25 Se volete ch'io le giudichi,
Parzival dice all'eremita

468 Disse il pio: Questo giusto: degna pena voi patite per la vostra amata sposa, siete amico della vita. 5 Se vivrete in giuste nozze, anche quando soffrirete, avr fine quel tormento entro breve tempo, e lieto tosto Dio vi render. 10 Dite che bramate il Graal: siete stolto e vi compiango. Non pu esser conquistato e lo vede solo chi vi dal cielo destinato. 15 Questo affermo a suo riguardo, io per averlo visto . L'eroe chiese: Foste l? . Gli rispose: S, signore . Non gli disse il cavaliere 20 che anche lui vi era stato. Chiese al pio di raccontare 25 altre cose circa il Graal.
Storia e virr del Graal

forse avr per voi un consiglio che voi stesso non sapete . Disse allora il cavaliere: Somma pena per me il Graal, e oltre a questo la mia sposa. Non vi donna nata al mondo cos bella come lei. 30 Il mio cuore anela a entrambi .

quali sono le sue mete

L'eremita disse: E' noto che lass a Munsalwaesche stanno molti cavalieri e che spesso via cavalcano per cercare degne imprese. I templari ognor combattono per espiare i lor peccati, 30 gloria o smacco mai non curano.

469 Vive l una schiera armata, vi dir del loro cibo. E' una pietra che li nutre, di una specie molto pura. 5 Se voi nulla ne sapete vi dir come si chiama: il suo nome lapsit exillis. Per virt di quella pietra la fenice si distrugge 10 e rinasce dalle ceneri. Cos muta la fenice e risplende molto chiara ed pi bella di prima. Non c' un uomo s malato 15 che un d guardi quella pietra e che muoia in sette giorni. Per lui resta fermo il tempo, il suo aspetto pi non cambia, e se guarda quella pietra, 20 fosse anche per due secoli, poi rimane esteriormente come era in giovent, solo che incanutisce. Questo avviene a donne e a uomini. 25 Quella pietra dona all'uomo una forza cos grande che il suo corpo resta giovane. E' una pietra il Santo Graal: vi discende un messaggero 30 che le d virt sublime.

470 Oggi il Venerd Santo, e a corte certo aspettano che dal Ciel venga una tortora: questa porta sulla pietra 5 una piccola ostia bianca. Sulla pietra poi la lascia, splende chiara la colomba e al cielo fa ritorno. Ogni anno questo avviene, 10 sempre il Venerd Santo. In virt dell'ostia il Graal elargisce il meglio in terra, cibi, aromi e pur bevande degni gi del paradiso, 15 anche se gustati in terra. Il Graal offre anche dell'altro: ogni bestia del Creato che s'invola, corre o nuota. La virt del Graal provvede 20 a nutrire i cavalieri. Vi dir come il Graal indica chi l'eletto a lui chiamato. Sopra il bordo della pietra una scritta in segni strani 25 dice il nome e la famiglia di colui che stato scelto, sia fanciulla oppur ragazzo. Poi non raschiano la scritta, che scompare innanzi a loro 30 quando il nome stato letto.

469. 7 E' una denominazione di cui non si potuto sino a oggi fornire un'interpretazione soddisfacente.

471 Col giunsero da bimbi quanti ancor d'adulti v'abitano. E' beata quella madre il cui figlio l chiamato. 5 Tanto i ricchi quanto i poveri

472 Se pu dar cavalleria con lo scudo e con la lancia quaggi gloria e in Ciel salvezza, io null'altro ho ricercato. 5 Lottai dove vidi lotte,

Orgoglioso del proprio valore, Parzival pensa

ugualmente si rallegrano se s'invita il loro figlio a far parte della schiera. Da pi terre l convergono. 10 Ogni eletto sar salvo dall'infamia del peccato. Quando poi dovr morire otterr salvezza in Cielo fra le schiere dei beati. 15 Ogni angelo puro e nobile, dalla luce sfolgorante, che neutrale si mantenne nello scontro sorto in cielo tra Lucifero e Dio Trino, 20 fu mandato sulla Terra per vegliare sopra il Graal. E' una pietra immacolata. Non so se poi Dio li assolse o per sempre li dann, 25 certo ag com'era giusto, 25 li riprese, forse. In seguito affid la pietra stessa agli eletti da lui scelti: a costoro mand un angelo. Ecco, questo il Graal, signore . 30 Ora Parzival gli disse:

s che il braccio mio potente conquist onore e gloria. Se Dio apprezza l'ardimento, l mi deve egli chiamare, 10 perch l mi si conosca e per loro io combatta . A lui disse l'eremita: La superbia allor bandite umilmente da voi stesso. 15 L'et giovane vi induce a scordare l'umilt. Cade e tonfa ognor l'albagia . S dicendo gi piangeva, ripensando a una storia 20 che inizi tosto a narrare. S parl: C'era un re il cui nome era ed Anfortas. Noi due miseri dovremmo compatire lealmente 25 la sua pena dolorosa * ch' mercede di superbia. Il re giovane e potente caus angoscia alla sua gente, perch brama ebbe d'amore 30 al di l del casto senso.

ancora di poter conquistare il Graal

Origini del re Anfortas

473 Non si addice questo al Graal: cavalieri e servi devono l guardarsi da ogni vanto, l'umilt piega l'orgoglio. 5 Vive l una degna schiera che dimostra grande pregio respingendo con le armi ogni uomo, chiunque sia. Cos il Graal rimane ignoto 10 tranne a chi sia destinato alla schiera di Munsalwaesche. Giunse un uomo l per caso, uno solo, ed era stolto: se ne and con un peccato, 15 perch non chiese al sovrano come mai soffriva tanto. Non mi spetta giudicare, ma costui sar punito per aver cos taciuto. 20 Il sovrano soffre ancora una pena senza eguale. 25 Prima venne il re Lhelin

474 Siete voi, signore, Lhelin? Poich sta nella mia stalla un cavallo uguale a quelli che usa la schiera del Graal. 5 Sulla sella c' una tortora che proviene da Munsalwaesche. Quell'insegna diede Anfortas quando era un re gioioso, e le impresse gi in passato 10 Titurel sui loro scudi, dati poi al figlio Frimutel. Port Frimutel la tortora finch in armi giacque morto. Egli amava la sua sposa 15 come mai da un uomo possa una donna essere amata. Questo dico in verit. Rinnovate il suo costume, di cuor vostra moglie amate. 20 La condotta sua tenete, nell'aspetto siete simili. 25 Fu signore anche del Graal.

cavalcando al fiume Brumbane per accogliere la sfida del valente Lybbeals, che mor con le armi in pungo. Era nato a Prienlascors. Gli sottrasse il sire Lhelin il cavallo di sua mano: 30 tutti sanno di quel furto.

Ma da dove siete giunto? Di voi stesso raccontatemi . Si guardarono negli occhi. Inizi a narrare Parzival: Sono figlio di un guerriero che in battaglia giacque morto, combattendo strenuamente. 30 Per bont vostra, signore,
L'eroe narra all'eremita la propria storia

475 or pregate anche per lui. Si chiam mio padre Gahmuret della schiatta degli Angi. Io non sono Lhelin. 5 Quando uccisi e spogliai un morto ero sordo alla ragione. Tuttavia lo devo ammettere: un peccato molto grave. Ho colpito a tradimento 10 Ither di Cucumerlant. Lo trafissi e lo sbalzai, presi quanto possedeva . Era afflitto il pio e disse: Perch il mondo s crudele? 15 Alla gente impone affanni e dolori pi che gioie: questo il prezzo della vita, questa la sua morale. Son fratello di tua madre, 20 caro, qual consiglio cerchi? Hai ucciso un tuo parente. Il Signore testimone che voi foste di un sol sangue. Se Egli vuole farti espiare, 25 dovr prenderti la vita. Che altro puoi offrire in cambio della vita di Ither di Kaheviez? In lui Dio manifest la virt perfetta e nobile 30 che onora il mondo intero.
L'eremita condanna l'assassinio ed elogia il defunto Parzival confessa di aver ucciso Ither

476 Falsit lo contristava, fu un emblema di lealt. Rifuggiva il disonore e curava l'alto pregio. 5 Ti odia ogni donna degna: hai ucciso un sire splendido. Alle dame offriva omaggio e beava i loro occhi con la sua dolce bellezza. 10 Possa Dio aver piet di te, causa di sua morte. Pur mor per te Herzeloyde, mia sorella e madre tua . No, che dite mai, signore, 15 siete certo? - disse Parzival. - se anche fossi re del Graal, non potr mai consolarmi della mia grande tragedia. Se voi siete allor mio zio, 20 dimostrate il vostro amore: a me dite senza indugio, sono entrambi cose vere? . Gli rispose l'eremita: Caro, io non so mentire. 25 Per amor mor tua madre quando tu l'abbandonasti. Eri fiera ed eri serpe: la succhiavi e via fuggivi. Ci nel sonno aveva visto 30 prima che ti partorisse.
L'eremita ritiene l'eroe responsabile anche di questa morte Trevrizent annuncia a Parzival la morte della madre

477 Oltre a lei ho due sorelle. L'una, Schoysiane, una figlia gener e poi mor. Era Kyot di Catalogna 5 duca e sposo suo. In seguito

478 Quando Frimutel, mio padre, mor, scelto fu a succedergli il maggiore dei suoi figli, come re degno del Graal. 5 Era mio fratello Anfortas

pi non volle avere gioia. La figliola sua, Sigune, fu affidata poi a tua madre. Soffro pena dolorosa 10 per la morte di Schoysiane, una donna assai virtuosa, una roccia contro il vizio. L'altra mia sorella, vergine, compagna alla virt. 15 Repanse de Schoye cura il Graal, che per sua natura pesa tanto che i malvagi non lo possono rimuovere. Il fratello nostro Anfortas, 20 che per nascita era sire, e lo ancor, del Graal. Non conosce pi la gioia e soltanto in questo spera, che la pena sua lo porti 25 all'eterna pace in Cielo. Voglio dire a te, nipote, il motivo prodigioso che port lui al male estremo. Se il tuo cuore sa amare, 30 piet abbia del suo strazio.

meritevole del regno, bench fossimo noi piccoli. Quando Anfortas raggiunse l'et in cui spunta la barba, 10 bram amor come ogni giovane che da Amor sopraffatto, e smarrisce senno e onore. Se l un re cerca un amore non concesso dalla scritta 15 ne dovr avere angoscia e tormento con sospiri. Il fratello e mio signore un'amica per s scelse che gli parve degna e nobile. 20 Tacer ora il suo nome. Al servizio suo si pose e leale lo comp. Trapass quel valoroso molti bordi degli scudi. 25 Conquist nell'avventura il gentile cavaliere la pi alta gloria al mondo. Dove sia cavalleria era il sire di ogni storia. 30 Il suo grido era "Amore":

Storia di Anfortas

479 la parola non si addice tuttavia all'umilt. Cavalcava, solo, un giorno - caus questo pena ai suoi -, 5 il mio re per l'avventura, per sua gioia amor cercando, perch amore egli bramava. Fu ferito in uno scontro da una lancia avvelenata 10 nelle parti sue virili, cos che mai pi guar il tuo dolce amato zio. Fu pagano ad assalirlo, a sfidarlo in aspro duello, 15 un nativo dell'Ethnise, dove sfocia il fiume Tigri quando lascia il paradiso. Confidava quel pagano di poter vincere il Graal: 20 questo nome impresse all'asta e cerc gesta lontano. Pass il mare e molte terre 25 per poterlo conquistare.

480 Il re aveva ucciso l'arabo che piangiamo con misura. Quando giunse esangue Anfortas e stremato si accasci, 5 su di lui intervenne un medico, che gli estrasse dalla piaga l'asta rotta e il ferro acuto. Una scheggia aveva in corpo, tolse tutto il bravo medico. 10 In ginocchio io pregavo e giurai a Dio potente che mai pi avrei compiuto gesta di cavalleria, se il Signore per Sua Gloria 15 ora avesse lui guarito. Rifiutai il vino e il pane e la carne che ha del sangue: non ne volli pi assaggiare. Dico a te, caro nipote, 20 per la schiera fu un dolore che io posassi la mia spada. S dicevano: "Chi vigila 25 e difende il Santo Graal?".

Quel suo colpo ci angosci. Sia lodato qui tuo zio: port infitta nella carne l'aspra punta della lancia. Quando il prode cavaliere giunse a casa presso ai suoi, 30 tutti piansero angosciati.

Sospiravano e piangevano. Senza indugio lo portarono l davanti al Graal, sperando che il Signore lo aiutasse. Ma egli ancora pi soffriva, n poteva ormai morire, 30 perch io in suo favore

481 gi avevo fatto il voto di ritrarmi in questo eremo. Il potere su quei nobili era in mano a un malato. 5 Suppurava ora la piaga. Noi leggemmo i libri medici, ma nessuno offr rimedio. Ogni antidoto potente contro aspide, ecidemone, 10 ehcontius e lisis, jecis e meatris, serpi infide e velenose e per altri vermi perfidi, quanto cercano i sapienti 15 con magia in piante rare, ti sia detto brevemente, nulla valse e offr sollievo. Lo vietava a noi Dio stesso. Raggiungemmo il fiume Geon, 20 disperati, e il Frisone, poi l'Eufrate e pure il Tigri: dall'Empireo i quattro sgorgano. Ci tenemmo l vicini per sentirne il buon profumo 25 e vedere se ci portavano qualche erba prodigiosa. Questa fu vana fatica: nuova pena in noi si aggiunse. Pur tentammo in altri modi. 30 Procurammo il ramo stesso
481. 8 sgg. Si tratta di nomi latini e greci di serpi.

482 cui sibilla rimand Enea contro il mal degli Inferi e il vapor del Flegetonte e altri fiumi che l scorrono. 5 Non curammo il tempo occorso per avere il ramo salubre se la lancia spaventosa tra le fiamme dell'Inferno lame e fiele aveva avuto, 10 che la nostra gioia uccisero. Ma non era il nostro caso. E' un uccello il pellicano. Quando nasce nuova prole ama quella con passione: 15 volutt d'amor lo spinse a beccare il proprio petto, s va il sangue in bocca ai piccoli. Esso muore al tempo stesso. Il suo sangue ricercammo 20 per veder se amor giovava, e alla piaga lo applicammo come meglio non potemmo. Ma non diede giovamento. C' una bestia, l'unicorno: 25 tanto apprezza caste vergini che ognor dorme in grembo a quelle. Il suo cuore procurammo d'applicare sulla piaga. Il carbonchio noi prendemmo 30 dalla fronte della bestia,

481. 19 sgg. Si tratta delle quattro diramazioni del fiume che irriga l'Eden (Genesi 2, 10-15). 482. 12 Nel Medioevo il pellicano era ritenuto il simbolo dell'amore perfetto, che dona tutto se stesso fino al sacrificio della vita. Questa credenza, fondata su un'affermazione di Isidoro di Siviglia, faceva s che il pellicano venisse accostato alla figura di Cristo. 482. 24 L'unicorno un animale leggendario, identico a un cavallo ma che presenta un corno in mezzo alla fronte.

483 che lo forma sotto il corno. Prima il taglio ne spargemmo, poi la pietra vi immergemmo. Parve il taglio avvelenato: 5 noi e il re ci disperammo. Procurammo anche il traconte: sapevamo di quell'erba che se un drago viene ucciso, quella cresce dal suo sangue. 10 E' una pianta di tal fatta: la natura sua aerea. Lo cercammo per vedere se a noi desse giovamento contro il volgere degli astri 15 e il cambio della luna, da cui pena ha la ferita. La virt dell'erba altissima non ci fu d'aiuto alcuno. Noi pregammo innanzi al Graal. 20 A un tratto l comparve una scritta: "Viene un uomo, e se questi chieder avr fine il vostro affanno. Ma se uomo, bimbo o vergine 25 suggerisce a lui di chiedere, la domanda sar inutile, e il dolore uguale a prima e l'angoscia pi profonda". S diceva: "Avete inteso? 30 Sar danno il vostro avviso.
483. 6 Leggendaria pianta medicinale forse affine all'erba viperina.

484 Se alla prima notte tace, pi non vale la domanda. Ma se chiede al tempo giusto dovr essere suo il regno 5 e avr fine l'angoscia per volere dell'Altissimo. Con ci salvo sar Anfortas e mai pi potr regnare". Noi leggemmo sopra il Graal, 10 che il tormento del re Anfortas una fine avrebbe avuto, se l'eroe avrebbe chiesto. Applicammo alla ferita quanto fosse di sollievo, 15 rari balsami di nardo, quel che chiamano triaca e l'aroma dell'aloe: ma la piaga gli doleva. Allor qui mi ritirai, 20 poche gioie ormai conosco. Ecco che l giunse l'uomo, per venne inutilmente. Ti ho gi detto di costui: di vergogna si copr 25 perch vide un grande strazio, ma non chiese a chi ospitava: "Perch mai, sire, soffrite?" La stoltezza sua gli impose di non porre la domanda: 30 l sdegn grande fortuna .

I due tacquero afflitti. Era quasi mezzogiorno, e Trevrizent invit Parzival ad andare a cercare delle fronde per far mangiare il cavallo, e delle radici per loro due. Lavarono alla fonte quanto trovato, poi tornarono alla grotta.

487 Non lavarono le mani poi al termine del pasto: strofinati, non bruciavano gli occhi loro, come avviene 5 a chi ha mangiato pesce. * Quanto a me, se fossi un falco e dovessi andare a caccia, balzerei pronto di mano con un gozzo s piccino 10 per far mostra del mio volo. Perch rido di pie genti? Mi rivelo qui villano. Certo avete gi capito perch agli agi rinunciavano, 15 spesso al freddo e mai al caldo,

488 Quando l'ebbero saziato, nuova pena sopraggiunse. Disse il prode all'eremita: Caro zio, mio signore, 5 se vincessi la vergogna 5 e osassi ora parlare vi direi del mio dolore. Siete saggio, perdonatemi, in voi solo ora confido. E' s grave il mio peccato 10 che se mi farete espiarlo dalla gioia avr commiato, e sar colui ch' avvinto sempre pi nella tristezza. Con piet voi consigliatemi, 15 la stoltezza mia piangete.
Parzival confessa il peccato di cui si macchiato a Munsalwaesche

e provavano tristezza. Nel cuore pena essi pativano, solo per vera piet, senza ombra di vergogna. 20 Dalla mano dell'Altissimo fu premiato il loro tribolo: Dio mostr misericordia. Si levarono e si avviarono, il pio uomo con l'eroe 25 verso la stalla e il cavallo. Si rivolse il pio al cavallo, disse triste: Mi dispiace che tu soffra qui la fame, per la sella che tu porti 30 che le insegne reca d'Anfortas .

Chi pervenne a Munsalwaesche e la vera pena vide e non pose la domanda, sono io, uomo infelice. 20 S, signore, ho peccato . Disse il pio: Che cosa dici? Noi dobbiamo insieme piangere lealmente la sventura e scordare ormai la gioia: 25 il silenzio ti ha perduto. Dio ti diede cinque sensi che non furono d'aiuto. Come hai potuto allora non provare grande pena 30 per l'angoscia del re Anfortas?

489 Non ti nego il mio consiglio: troppo tu non devi piangere, ti conviene in giusto modo lamentarti e consolarti. 5 Ha natura strana l'uomo: segue il senno a volte il giovane, poi da stolto il vecchio agisce e il costume casto intorbida, s che il bianco si fa lurido 10 e appassisce il verde pregio che dovrebbe radicarsi e ornare l'uomo nobile. Se potessi rinverdirlo e infonderti coraggio 15 s che onore tu acquistassi, n di Dio pi dubitassi, la fortuna tua starebbe su un sostegno tanto forte che potresti consolarti. 20 Mai il Signore ti ha lasciato. In Suo nome ti consiglio. Ora dimmi: hai visto l'asta nella reggia a Munsalwaesche? Quando l'astro di Saturno 25 ritorn alla sua meta, dalla piaga noi capimmo che in estate a volte nevica. Tormentava il freddo intenso il tuo dolce caro zio. 30 Posta fu nel taglio l'asta

490 e ne trasse giovamento: si arross di sangue l'asta. Cresce angoscia nella schiera quando alcuni astri ritornano 5 alti sopra all'altre stelle in un moto ognor contrario. Anche il cambio della luna nuoce alla sua ferita. In quel tempo, ti assicuro, 10 soffre il re grande tormento. Sempre il gelo lo tortura, gela il corpo come neve. Si sa che brucia il veleno: sulla punta della lancia 15 nella piaga lo introducono, dalle membra trae il gelo, che sull'asta si rapprende e che modo non avrebbero di staccare dalla lancia 20 se non grazie ai due coltelli, affilati e fatti ad arte nell'argento da Trebuchet: questo apprese dalla formula che ebbe il re sopra la spada. 25 Ora affermano certuni che non brucia mai l'asbesto, ma vi cada sopra il ghiaccio dei coltelli, arde l'asbesto e avvampandosi si consuma. 30 Tal prodigio pu il veleno.

491 Non pu il re stare disteso, camminare o cavalcare, non si siede ma si appoggia, e sospira e piange e geme. 5 Soffre al cambio della luna. E' il Brumbane un noto lago, dove spira un'aria dolce: l conducono il sovrano, quello il giorno suo di pesca. 10 Quanto allora egli cattura tra cos gravi tormenti, l non sazia quella corte. Di qui nasce la leggenda che egli sia un pescatore. 15 Non gli importa quel che dicono. Sia salmoni che lamprede non ne ha molti da vendere chi triste, mai giulivo . Tosto Parzival parl: 20 In quel lago il re trovai ancorato sopra l'acqua: penso fosse per pescare o per altro suo diletto. Molte miglia avevo allora 25 in quel giorno gi percorso. Mi partii da Pelrapeire proprio verso il mezzogiorno. Alla sera mi chiedevo dove andare per la notte: 30 fu mio zio a consigliarmi .

492 Hai percorso una via infida: ogni strada controllata e difesa cos bene dai templari, che di rado 5 pu sfuggire uno straniero. Cavalc verso la morte chi si spinse fino a loro. Mai la resa l concedono, vita contro vita arrischiano. 10 Per espiare fanno questo . Ma l giunsi senza scontri, in quel giorno di cui parlo, per invito del re Anfortas, disse Parzival, - la reggia 15 alla sera vidi in lacrime. Giov forse a loro il pianto? Tosto un paggio balz dentro e sentivo che piangevano. Port il paggio nelle mani 20 tutto intorno per la sala una lancia insanguinata. Si lev pi forte il pianto . Disse il pio: Mai soffr tanto il re in vita sua, nipote; 25 questo prova che veniva dunque l'astro di Saturno e con s portava il gelo. Gli arrecava giovamento una lancia nella piaga: 30 come sempre fu introdotta.

493 S correva alto Saturno che la piaga lo annunciava e sentiva il forte gelo. Ma la neve non scendeva. 5 Cadde infin la notte appresso, nel fulgore dell'estate. Quando il re sent quel gelo, ogni gioia svan in noi . Continuava l'eremita: 10 Il dolore li opprimeva, quella lancia li angosciava e commosse i loro cuori. Fu un secondo allor battesimo ogni lacrima pietosa . 15 L'eroe disse all'eremita: 20 Vidi venticinque vergini,

494 Voglio dirti ora, nipote, cose cui puoi certo credere: sorte alterna li fronteggia, danno onore e onor ricevono. 5 Bimbi piccoli v'accolgono d'alta stirpe e bell'aspetto. Se un paese perde il sire, se fedele a Dio potente e richiede un re ai templari, 10 lo concedono e lo mandano, ma dovranno a lui ubbedire, perch Dio gli benigno. Dio invia in segreto gli uomini, manda a nozze le fanciulle. 15 Di ci sii pure convinto, 20 che Castis, il re potente,

ferme l davanti al re: cortesia ben conoscevano . Disse il pio: Solo da vergini pu il Graal essere custodito: questo ha Dio per lui disposto. E' il Graal un'alta scelta, perci eroi casti e arditi lo difendono da estranei. 25 Quando l'alte stelle tornano, ne ha dolore quella schiera, tanto i giovani che i vecchi. Ha serbato Dio la collera verso a loro troppo a lungo. 30 Quando gioie proveranno?

chiese in moglie Herzeloyde, che fu data a lui con gioia: cos il re spos tua madre. Non conobbe poi il suo amore, mor prima il degno sire. Di lui stesso ebbe tua madre il Valois e il Norgals, Kanvoleiz e Kingrivals: 25 tutto lei eredit. Incontr la morte il re sulla via mentre tornava. Gi si pose per morire e due terre le lasci. 30 Chiesta fu allor da Gahmuret.

495 Il Graal manda i cavalieri in segreto, ma non le vergini perch generino un figlio che potr servire il Graal 5 e ingrossare la sua schiera. Il Signore poi li chiama: chi del Graal si fece servo non conosce amor di donna: solo al re consentito 10 di aver una casta sposa, e anche a chi viene mandato a regnare dove un re manca. Venni meno a quella regola, combattevo per l'amore. 15 La mia verde et mi spinse a servire una fanciulla che mi parve assai virtuosa: affrontai molti aspri scontri. Le selvagge mie avventure 20 mi parevano s belle che di rado torneavo. Il favore suo riempiva il mio cuore di letizia. Per lei molto ho combattuto. 25 Il suo forte amor mi spinse a scontrarmi anche lontano. S la grazia sua comprai: il pagano e il battezzato non distinsi nello scontro, 30 nel suo amore confidavo.
L'eremita parla della sua giovinezza

496 Questo feci per l'amata nelle tre parti del mondo, in Europa come in Asia sino all'Africa lontana. 5 Ricercavo gesta splendide e mi spinsi fino a Gauriun. Affrontai pur molti duelli presso il monte di Famorgan e altri ancora numerosi 10 presso il monte Agremontin: chi da un lato cerca scontri l combatte tra le fiamme contro arditi cavalieri, su un pendio solo c' il fuoco. 15 Allorch io presso il Rohas giunsi in cerca d'avventure, venne un prode slavo popolo fuori pronto alla tenzone. Da Siviglia feci il viaggio, 20 tutto intorno in mare, a Cilli: da Aquileia passai il Friuli. Ahim tre volte io dico che tuo padre pi non vidi. D'incontrarlo allor m'avvenne 25 mentre entravo un d a Siviglia. L'Angioino valoroso trov alloggio prima di me. Il suo viaggio verso Bagdad ancor oggi mi rattrista: 30 giacque morto l in battaglia.

496. 6 sgg. Gaurion , forse, un monte leggendario. Feirmurgan un paese fiabesco teatro di molte saghe celtiche. Agremuntin , forse, il monte Agrimonte a est di Salerno. 496. 15 Rohas il nome di un monte della Stiria.

496. 20 Zilje probabilmente Celje, una citt jugoslava non lontana dalla frontiera austriaca.

497 Di lui questo m'hai gi detto, sempre il cuore mio n' afflitto. Grandi beni ha mio fratello: da lui spesso fui mandato 5 in missioni ognor segrete. E da Munsalwaesche partendo con me presi il suo sigillo, che portai a Karchobra, presso il lago del Plimizoel, 10 nella diocesi di Barbigoel. Quando vide quel sigillo, il burgravio mi provvide di scudieri e d'altri beni per i molti e duri scontri 15 e per altri viaggi intrepidi: per me nulla risparmi. Ma dovevo tornar solo e lasciai tutto il mio seguito presso a lui per ritornare. 20 Mi avviai verso Munsalwaesche. Mio nipote caro, ascolta: mai tuo padre allor m'aveva visto prima che a Siviglia, mi chiam tosto fratello 25 della sposa sua Herzeloyde. Ti ripeto, non mi aveva prima mai veduto in viso. In quel tempo si diceva che ero il pi bel cavaliere, 30 senza barba era il mio viso.

498 Egli entr nella mia tenda: gli giurai, e gli mentivo, che non era mio parente, ma s forte mi smentiva 5 che in segreto confermai. Ne prov immensa gioia. Le sue gemme poi mi diede, grad quanto io gli offrii. L'urna che hai visto prima, 10 verde pi che il trifoglio, nella pietra feci incidere che mi diede in dono Gahmuret. Mi serviva suo nipote, Ither, cui virt dettava 15 di fuggire falsit. Fu il sovrano del Kukumerlant. N pi a lungo ci fermammo, ci dovemmo separare. Fece il viaggio verso il baruc 20 e io al Rohas mi diressi. Giunsi da Cilli al Rohas, combattei tre settimane, duri scontri l affrontai. Cavalcai da quel paese 25 nella vasta piana a Gandine, dal cui nome vien chiamato Gandin, tuo nobile avo. V'era Ither conosciuto. La citt si estende dove 30 la Graiena nella Drava

499 sfocia: un fiume ricco d'oro. Qui amore ottenne Ither: tua cugina vi trov, del paese era signora. 5 Fu Gandin l'Angioino che la volle l sovrana. Il suo nome era Lamire e il paese detto Stiria. Chi prode cavaliere 10 corre per molti paesi. Piango Ither grazie al quale la regina mi onor. Tu sei del sangue di Ither, hai ucciso un tuo parente. 15 Ma il Signore non dimentica,

500 Senza attendere risposta chiese tosto l'eremita: Non mi hai ancora detto dove hai preso quel cavallo . 5 L'ho con le armi conquistato, dopo che lasciai Sigune. Le parlai fuori da un eremo. Ho sbalzato gi per terra l'avversario e a lui l'ho preso. 10 L'eroe venne da Munsalwaesche . Disse il pio: Ma era salvo chi a diritto lo teneva? . Io lo vidi che correva e il cavallo m'era accanto . 15 Rubi a quella degna schiera

dovrai darne conto a lui. Se con fede in lui vuoi vivere, di ci il fio devi pagargli. Con tristezza te lo dico, 20 porti due gravi peccati: hai colpito a morte Ither e tua madre abbandonasti. Il suo grande amor la spinse a morir quando partisti 25 e lasciasti lei da sola. Ora segui il mio consiglio: i misfatti tuoi espia. Ors, pensa alla tua morte, che il dolore in terra acquisti 30 per te pace eterna in cielo .

e poi credi tuttavia d'ottenere ancor l'amore? Qui gli intenti non si accordano . Ci, signore, presi in duello. 20 Chi m'ascriva questo a colpa dica prima in che consiste. La mia bestia avevo perso . Poi gli chiese il sire Parzival: Chi era mai colei che il Graal 25 tenne? Il suo manto ebbi in prestito . Se era il suo, nipote, - disse il pio - costei tua zia. Non per vanto te l'offr, pens che regnar dovessi 30 sulla schiera a Munsalwaesche.

501 Ti offr il re anche una spada. L d'infamia ti copristi: la tua bocca s loquace non vi pose la domanda. 5 Stia con l'altre questa colpa e pensiamo anche a dormire . Coltre e letto non avevano, sulla paglia ora dormivano. Fu il giaciglio certo indegno 10 della loro stirpe nobile. L rest quindici giorni, di lui il pio si prese cura. Erbe e bulbi e radicine fu il migliore loro pasto. 15 Quel disagio il sire Parzival sopport per il conforto e per i saggi consigli che gli dava l'eremita. Chiese un giorno a lui Parzival: 20 Chi il vegliardo presso il Graal? Tutto bianco era e splendido . Gli rispose: Era Titurel, ed un avo di tua madre. Egli fu scelto per primo 25 a vegliare sopra il Graal. Di un malanno, la podagra, soffre, ed paresi cronica. Ma non perde il suo colore perch vede spesso il Graal, 30 e non pu neanche morire. *
502. 18 Cio l'ostia consacrata, il corpo di Cristo.

502 Li consiglia il saggio infermo, pass molti guadi a prati cavalcando in giovent. Se vuoi avere gloria in vita 5 e agire con onore, non odiare mai le donne. Donne e preti, com' noto, non impugnano le armi: Dio benigno verso i preti 10 e tu servili lealmente, cos avrai una buona morte. Verso i preti sii benevolo. Nulla che tu vedi in terra pi nobile di un prete: 15 per sua bocca parla Cristo che spezz la nostra pena. Nelle mani sacre tiene la pi alta garanzia, l'ostia, per il nostro debito. 20 Forse pu il prete intento a donargli il suo candore ancor pi sacrificarsi? . In quel giorno si lasciarono. Nel congedo Trevrizent 25 disse: Dammi le tue colpe: 26 26 * * * 30 garantisco innanzi a Dio che di cuore sei pentito. E fa' come ti ho insegnato: tienti fermo al tuo volere . Si lasciarono i due uomini, dite voi con quale animo.
Trevrizent assolve l'eroe dai suoi peccati L'eremita invita Parzival a rispettare le donne e i preti

L'eremita e il cavaliere si congedano

X Libro
Era passato un anno da quando venne revocato il duello tra Gawan e Kingrimursel. Si doveva vendicare la morte di Kingrisin, ma il colpevole era Ehkunat, non Gawan. Riconosciuta l'innocenza di Gawan, il langravio lo affranc. Per vie diverse partirono entrambi lo stesso giorno alla ricerca del Graal. Combatterono molto, perch chi anela al Graal con le armi deve conquistare la massima gloria. Un giorno Gawan giunse in un grande prato verde, e vide uno scudo trapassato da una lancia, ed un cavallo che aveva finimenti come quelli che montano le donne: entrambi erano legati ad un ramo. Dietro un grande tiglio era seduta una fanciulla; teneva tra le braccia un uomo ferito. Gawan, che si intendeva di ferite, prese una canna, la intagli, la inser nella ferita; poi la donna aspir, ed il sangue usc fuori. Il ferito si riebbe e ringrazi il cavaliere. Disse che era stato Lischyos Gwelljus a ferirlo in duello, e che la donna lo aveva soccorso, portandolo sul suo cavallo. Gawan fasci la ferita con la benda della donna, e poi si rec nel Logroys, dove si era diretto l'altro cavaliere. Mentre si avvicinava al castello, vide una fanciulla splendida, Orgeluse del Lagroys. Gawan la salut, ma la fanciulla lo schern, invitandolo a rivolgere i suoi sguardi verso altre donne. Poich il cavaliere insisteva a voler porgerle i suoi servigi, ella li accett, ma lo avvert che se ne sarebbe pentito. Orgeluse gli disse di andare a prenderle il cavallo, che aveva lasciato nel frutteto; lei avrebbe tenuto il suo. Gawan entr in citt per recuperare il cavalo di Orgeluse, e vide molti giovani che danzavano e cantavano. I sudditi di Orgeluse, quando lo videro arrivare, lo compiansero per aver scelto di servire quella dama. Un cavaliere, che si trovava vicino al cavallo, invit Gawan a non prenderlo, maledicendo la signora che mandava a morte certa molti cavalieri. L'eroe prese il cavallo di Orgeluse e si conged. Tutti lo compiansero. Gawan raggiunse la signora, dalla quale bramava amore. Lei lo salut, e gli disse che era un papero, per volersi ostinare a servirla. Gawan si offr di aiutarla a montare sul cavallo, ma lei fece da sola, schernendolo. Poi gli disse di precederla. Gawan scorse un'erba medica, smont da cavallo, la colse e si rimise a cavallo. Orgeluse not che il suo cavaliere era anche medico, e che non gli sarebbe mancato da vivere, purch vendesse medicine. Gawan le ricord che stavano andando da un ferito.

518 Fu istruito dal Signore un d il nostro padre Adamo per dar nome a ogni cosa, sia selvaggia che domestica. 5 Conosceva la natura, scrut l'orbita degli astri, dei pianeti tutti e sette, misur le loro forze. Trasse infusi da ogni erba, 10 n'era noto a lui il potere. 517 Sopraggiunse a briglia sciolta ora un paggio a cui premeva di portare a lei un messaggio. Si ferm l'eroe ad attenderlo, 15 lo guard, gli parve orrendo. Malcreatiure si chiamava il garzone ripugnante. La sua amabile sorella era Cundrie la sorcire. 20 Somigliava a lei in tutto, solo che egli era un uomo. Per le due zanne era simile a un selvatico cinghiale, non aveva denti umani. 25 Non portava trecce lunghe Quando i figli suoi raggiunsero l'et in cui la donna e l'uomo sono adatti a procreare, li esort a stare attenti: 15 se una figlia sua era gravida, consigliava a lei prudenza. Rammentava e scongiurava di evitare le radici che deformano uomo e donna, 20 infangando il loro sangue. E ci rendono diversi oh da come Dio ci fece, disse Adamo. - Cari figli, siate degni della grazia . 25 Ma le donne poi seguirono
Il poeta spiega la causa della deformit di Malcreatiure

Gawan e Orgeluse vengono raggiunti da Malcreatiure, paggio della duchessa e fratello di Cundrie la sorcire

come sua sorella Cundrie, chioma aveva corta e irta. Presso il fiume Gange in India nasce gente come lui, 30 sempre a causa del peccato.

la natura loro: i sensi consigliavano imperiosi di appagare brame e voglie. Quando Adamo vide gli uomini 30 sfigurati per quei vizi,

519 pianse e ancor pi li ammon. La regina Secundille, - il glorioso Feirefiz conquist lei e il suo regno 5 presentava tra i suoi sudditi, ve lo dico perch vero, molta gente deformata come quella che ho descritto, certo orribile a vedersi. 10 La regina ud parlare del Graal, sommo bene al mondo custodito dal re Anfortas: ne rimase affascinata. Nel suo regno i fiumi portano pietre rare e non gi ghiaia, 15 sono gemme molto grandi, scese gi dai monti d'oro. Pens la donna potente: Come avr notizie d'Anfortas 20 cui il Graal affidato? . Gli mand due creature dall'aspetto strano e orrendo: Cundrie e il suo degno fratello. Gli invi pure tesori 25 di valore inestimabile, che nessuno pu acquistare. Don il mite sire Anfortas, che fu pure generoso, il cortese e orrendo paggio 30 a Orgeluse di Logroys.

520 * 3 3

Era un uomo deformato per la colpa di sua madre, che assaggi radici immonde quando gli astri sono avversi.

Il poeta spiega come arrivato in questo paese Malcreatiure insieme a ricchi tesori

519. 14 sgg Molti scrittori sacri e profani, antichi e medievali, collocavano il Paradiso terrestre in Oriente. Alcune mappe medievali ponevano il Paradiso terrestre nell'India e molti identificavano il Paradiso terrestre con il regno di Prete Gianni, personaggio leggendario dell'Oriente cristiano nelle tradizioni storiche-geografiche del Medioevo europeo a partire dal XII secolo. Si vedano i vv. 822, 24 e sgg. Si veda anche la lettura apocrifa all'imperatore di Bisanzio, largamente diffusa nel Medioevo a partire dal XII secolo, attribuita al Prete Gianni. Edizione italiana: Parma, 1990.

Gawan aspett Malcreatiure, ma questi lo insult. Cavalcava un ronzino macilento, peggiore di quello di Jeschute. Malcreatiure disse a Gawan che era molto stolto a servire Orgeluse, e che ne avrebbe tratto solo delle percosse. Gawan afferr l'orrendo paggio per la chioma e lo gett in terra. Il paggio stralun gli occhi; i suoi capelli rigidi come aculei ferirono l'eroe, tanto che gli usc del sangue dal palmo della mano. La duchessa scoppi a ridere. Dopo l'alterco, i tre si avviarono dove si trovava il ferito. Il guerriero era disteso, e Gawan applic la radice sulla ferita. L'uomo avvert Gawan che correva un grande pericolo ad accompagnarsi con quella donna perfida. Poi gli chiese di aiutarlo a salire sul cavallo della sua amica, per recarsi ad un

ospizio l vicino. Mentre Gawan l'aiutava, questi salt sul suo cavallo e lo rub; lui e la donna scapparono via. Orgeluse rise molto per la perdita del cavallo di Gawan, e gli disse che era passato da medico a garzone. Nonostante tutto, Gawan voleva ancora servire quella dama. Il ferito torn indietro. Aveva riconosciuto Gawan, che una volta lo sconfisse e lo condusse dal re Art, che lo mise a mangiare con i cani per quattro settimane. Era Urians, e anche Gawan lo riconobbe. Egli aveva violato una tregua ed una donna, e se Gawan non fosse intervenuto, Art lo avrebbe giustiziato. Urians ripag quello che riteneva un torto tenendosi il cavallo, e se ne and. La regina Orgeluse, ascoltando la storia di Urians, stabil che quell'uomo avrebbe pagato in duello il misfatto non adeguatamente punito da Art, prima che uscisse dal suo regno. Gawan prese il ronzino che l'orrendo paggio aveva preso in precedenza a un contadino. Orgeluse disse a Malcreatiure, in lingua pagana, di tornare al castello a piedi. Poi, con odio, chiese a Gawan se aveva intenzione di andare lontano. Gawan rinnov il suo desiderio di servirla. Per timore di rompere le briglie della sella, scese da cavallo e avanz trascinando quel ronzino. La regina rideva della sua situazione. Gawan leg lo scudo al brocco, e la regina gli chiese se portava merci al mercato. Gawan non badava a quello che diceva Orgeluse. era molto bella, e quando la guardava non provava pi tristezza.

532 Pi di un mio maestro dice che sia Amore che Cupido e dei due la madre Venere danno amore a noi mortali 5 con le frecce e con il fuoco. E' terribile l'amore. Chi fedele nel suo cuore legato al degno amore nella gioia e nel dolore. 10 Vero amore vera fede. Le tue frecce, sai, Cupido, e la tua lancia, Amore, se mirate a me falliscono. Non so quale pena date 15 voi due, re d'amore, e Venere con le sue fiaccole ardenti. Se un d avr il vero amore sar certo amor fedele. Se potessi ora difendere gi qualcuno dall'amore, 20 sosterrei l'amico Gawan senza chiedere mercede. E' un guerriero senza macchia, bench in balia d'amore 25 e l'opprima amor violento che distrugge ogni difesa. E' un guerriero valoroso sempre degno d'aspri duelli, non dovrebbe una fanciulla 30 tormentare un uomo ardito.

533 Vedo gi pena d'amore avanzare per distruggere la sua gioia: ecco, infranta e fa largo allo sconforto. 5 E' ampio il solco dell'angoscia, ma se amore andasse altrove e lasciasse il cuore ardito, l'eroe avrebbe ancora gioia. L'amor mostra intemperanza, 10 bench sia un vecchio, e fa male, o si crede ancora un bimbo quando gioca e affligge i cuori? Io concedo sbagli ai giovani ma richiedo virt ai vecchi. 15 L'amor provoca assai danno, chi ne ha colpa, il vecchio o il giovane? Comportandosi da Giovane, per scrollarsi gli anni grevi, compromette il suo prestigio. 20 Si comporti dunque meglio. Io apprezzo l'amor puro, e chiunque sia assennato, tanto l'uomo che la donna, condivide il mio parere. 25 Se il candor porta all'amore puro senza ombra di sorta, a nessuno dei due amanti spiace che l'amor li unisca, se un amor che non vacilla 30 e si innalza alto e splendido. 534 Volentieri scioglierei dalla pena il sire Gawan, ma l'eroe non vuol sottrarsi all'amore tormentoso. 5 A che giova il mio intervento,
Il poeta rimprovera all'amore eterno, e quindi vecchio e giovane nello stesso tempo, i suoi capricci infantili

il discorso mio accorato? Chi leale non si oppone 8 all'amor, l'amor lo aiuta.
532. 2 Wolfram distingue nettamente due personaggi mitologici: Amore e Cupido .

Gawan soffriva per amore, andando a piedi mentre la sua amata cavalcava. Giunsero in un grande bosco. Gawan si aiut salendo su un tronco per montare sulla sella del ronzino. Andando avanti per un campo scorse un magnifico castello, con alte torri e molti palazzi. Alle finestre c'erano quattrocento e pi dame, e fra di esse quattro regine. L'ampia strada conduceva all'imbarco presso il fiume navigabile. La donna and sulla riva. Lungo il fiume c'era un prato, teatro di molti scontri; oltre il fiume c'era il castello. Gawan vide venire contro di lui un cavaliere. Orgeluse gli disse che manteneva le sue promesse: quel valente cavaliere lo avrebbe sconfitto di fronte a quattrocento dame, recandogli molto disonore. Il traghettatore port Orgeluse dall'altra parte del fiume. Il cavaliere Lischoys Gewlljus avanzava velocemente, caricando Gawan. Gawan era pronto all'urto, e teneva la lancia appoggiata sopra il feltro della sella. I cavalieri si scontrarono, rompendo entrambe le lance, e cadendo a terra. Si alzarono, sguainarono le spade e si affrontarono. Anche gli scudi erano a pezzi, e li proteggevano a malapena. I due combatterono a lungo, sferrandosi colpi pesanti come quelli dei fabbri. Lottavano senza valido motivo. Gawan gett Lischoys a terra e gli intim la resa. Lischoys rispose che preferiva morire. Gawan ripet la sua offerta, ma Lischoys rispose ancora una volta che preferiva morire. Gawan lo aiut ad alzarsi, senza che vi fosse stata resa, e sedettero entrambi sul prato. Gawan vide il bel cavallo di Lischoys, lo mont e fece un giro. Lo riconobbe come Gringuljet, che Urians gli aveva preso con l'inganno. Gawan smont a terra e vide il marchio della tortora sul cavallo. Lischoys si alz, prese la sua spada ed attacc Gawan. Combattevano senza scudi. Infine Gawan lo prese e lo scagli in terra a forza. Ancora Lischoys rifiutava di arrendersi. Disse a Gawan di essere maledetto, perch per amore di Orgeluse aveva battuto molti cavalieri. Gawan non poteva uccidere un uomo senza motivo, per cui lo risparmi, per amore della duchessa. I due si sedettero in terra, lontani l'uno dall'altro. Venne il traghettatore, reclamando come suo diritto il cavallo dello sconfitto. Gawan reclam il suo cavallo Gringuljet, ed offr in cambio il ronzino. Inoltre, gli offriva i servigi del cavaliere sconfitto. Ma non era disposto a rinunciare al suo cavallo. Il barcaiolo accett lo scambio e gli offr ospitalit per la notte. Il traghettatore disse a Gawan che quella era una terra incantata: dovunque regnava Clinschor a nessuno era permesso di essere sempre triste o lieto. I tre attraversarono il fiume. Nella casa del barcaiolo sua figlia Bene si prese cura di Gawan. Il cavallo venne affidato al figlio. Portarono da mangiare a Gawan, che poi and a dormire.

XI Libro
Gawan dorm fino al mattino. Quando si svegli vide da una finestra che le dame del castello erano affacciate alle finestre, e si stup. Poi, preso dalla stanchezza, si addorment di nuovo. Sal la figlia dal barcaiolo per vegliarlo, e quando il cavaliere si svegli le chiese delle dame del castello. La fanciulla si mostr impaurita, e non volle parlarne. Poich Gawan insisteva a chiedere, lei scoppi a piangere, dimostrando grande angoscia. Sopraggiunse il padre della fanciulla, per vedere cosa accadesse, e Gawan chiese anche a lui delle dame. La razione fu la stessa della figlia: fu invitato a non chiedere. Vista la ferma volont di sapere dimostrata dal cavaliere, il barcaiolo gli raccont che si trovava in Terre merveille, dove c'era il Lit merveille. Nessuno era mai uscito vivo dalla prova a Schahtel merveille. Gawan si dichiar disposto a combattere per liberare le dame del castello. Chiese al barcaiolo notizie utili per affrontare le insidie del Schahtel merveille. Il barcaiolo raccont che le dame nel castello erano state prese da una potente magia. Molti cavalieri avevano tentato, tutti valorosi, ma avevano fallito. Pass di l anche Parzival, che gli lasci cinque cavalli, ed invi gli uomini sconfitti a Pelrapeire. Costui cercava il Graal. Gawan gli chiese se Parzival avesse saputo delle dame prigioniere del castello. Il barcaiolo gli disse che nulla aveva saputo, perch lui aveva taciuto. Gawan chiese la sua armatura. Il barcaiolo gli port il cavallo ed uno scudo molto resistente, e lo esort a non abbandonare mai lo scudo che gli aveva dato. Gli disse di lasciare il cavallo al mercante che si trovava all'ingresso del castello; glielo avrebbe restituito alla fine della prova, se fosse stato ancora vivo. Gli disse che non avrebbe visto nessuno nel castello, e lo esort a stare molto attento nella stanza del Lit merveille, perch in quel letto avrebbe patito molto dolore. Infine lo esort di nuovo a non lasciare mai lo scudo e la spada, e gli disse che ci sarebbe stato un momento in cui avrebbe pensato di essere salvo, ma allora sarebbe sopraggiunta nuova pena. Gawan si conged dalla famiglia del barcaiolo, che prov molta pena. Giunto sulla porta del castello, trov il mercante che aveva molte ricche merci. Nella sua tenda, adibita a bottega, c'erano tante merci che per comprarle non sarebbe bastato un tesoro. Il mercante salut l'eroe, e gli disse che da molti anni solo le donne ammiravano la sua merce. Gli chiese se l'aveva inviato Plippalinot, il barcaiolo, e poi gli disse che, se fosse uscito vittorioso dalla prova, tutte le merci sarebbero state sue. Poi gli chiese di lasciare il suo cavallo. Lo avrebbe riottenuto alla fine della prova, se fosse scampato, insieme a molta gloria. Gawan si avvi nel castello a piedi. Il castello era ben fortificato, ed avrebbe potuto resistere ad un assedio per trenta anni. Al centro c'era un prato, ai lati torri e merli. Il tetto era variopinto, luminoso ed in grado di resistere alla pioggia e alla neve. Era una reggia splendida. Il castello sembrava deserto; nessuno venne ad accoglierlo. Il cavaliere esplor tutte le stanze, e giunse in quella che conteneva il Lit merveille. Vide infine in una stanza, ma non so da quale parte, una porta spalancata: di l dentro egli doveva conquistare l'alta gloria o morire per l'onore. Entr allora nella stanza. Era liscio il pavimento come un vetro terso e lubrico. Vide al centro il Lit merveille: era il letto prodigioso. Sotto aveva quattro ruote di rotondo e bel rubino e correva come il vento sopra ai suoi sostegni solidi. Vi descrivo il pavimento: pietre di diaspro, crisolito e sardonice port Clinschor da terre lontane, e con arte di magia costru quel pavimento come piacque a lui di farlo. Era tanto sdrucciolevole che a fatica si reggeva ora in piedi il cavaliere. And incontro alla sua prova. (566. v. 5-30).

567 Sempre, quando egli avanzava, si spostava senza tregua ora il letto prodigioso. Gawan era appesantito 5 dal suo scudo, ma lo tenne per consiglio di Plippalinot. Pens allor: Come posso raggiungerlo? Cos il letto vuol sfuggirmi? Lo potrei certo provare 10 se di un balzo lo acchiappassi . Stava l davanti al letto. Gawan prese la rincorsa, 15 salt e cadde in mezzo al letto.

Gawan affronta il Lit merveille

568 si distese e lasci fare a colui che ognor soccorre chi invoca il suo soccorso, chi lo cerca nel pericolo 5 e lo attende fiducioso. L'uomo saggio e coraggioso quando corre un grave rischio chiede aiuto a Dio potente, che lo aiuta prontamente e non lesina il suo appoggio. 10 Cos fece pure Gawan, invoc la protezione 15 di colui a cui doveva

Non c' nulla cos rapido come il letto che correva: si scagliava con furore contro i muri della stanza, si slanciava di carriera, ne echeggi tutto il castello. 20 Se anche tutti i trombettieri della terra lass avessero or suonato su compenso, e anche fosse rimbombato ogni tuono, non avrebbero 25 fatto certo pi frastuono. Rimaneva sveglio Gawan bench fosse steso a letto. E che cosa fece intanto? Era stufo di quel gioco, 30 si copr con il suo scudo,

virt e gloria sue grandissime. Ebbe termine il frastuono, e il letto prodigioso si ferm a ugual distanza l dai quattro muri, al centro della stanza, e rest immobile. 20 Prov Gawan nuova angoscia. Tosto cinquecento frombole si apprestarono a tirare, mosse da congegni magici, molti ciotoli, mirando 25 all'eroe steso sul letto. Ma lo scudo molto duro non pativa per quei colpi. Tondi ciotoli di fiume lo colpivano aspramente, 30 ammaccando un po' lo scudo.

569 Fin il lancio delle pietre. Non aveva mai sofferto Gawan colpi cos forti. Cinquecento e pi balestre 5 si apprestarono a tirare, anche queste ora miravano all'eroe steso sul letto. Lo sa chi corre quel rischio: sono i dardi assai temibili. 10 Dur poco il lancio, infine tutti furono scoccati. Ma chi intende riposare non si stenda su quel letto, che non offre agio alcuno. 15 Tosto pu invecchiare un giovane se riposa come Gawan ripos sopra a quel letto. Ma il suo cuore e le sue mani non tremarono impauriti, 20 bench i lanci ripetuti or lo avessero colpito: tra gli anelli della cotta era pesto e sanguinante. Gi pensava il cavaliere 25 che la prova avesse termine, ma doveva ancora battersi e accrescere il suo onore. Venne aperta in quell'istante l davanti a lui una porta, 30 ed entr un uomo rozzo,
Gawan supera tutte le prove del Lit merveille

570 vigoroso e spaventoso. Indossava una casacca, un berretto ed ampie brache, tutto in pelle di lontra. 5 Strinse in mano qui una mazza la cui testa parve un orcio. Avanzava verso Gawan, non gioiva certo il prode nel vederlo avvicinare. 10 Pens il sire: E' disarmato, la sua mazza un'arma misera . Si lev dritto a sedere come se fosse ancor sano. Arretr l'altro di un passo 15 come se gi lo temesse, ma gli disse incollerito: Non abbiate di me paura, ma di ci che ho predisposto per avviarvi a morte certa. 20 Prima v'ha salvato il diavolo, ma bench v'abbia protetto non scampate qui alla morte. Capirete ci che dico non appena sar uscito . 25 Se ne and di l il villano. Con la spada Gawan scosse via ogni freccia dal suo scudo. Tutte quelle frecce insieme l piantate nello scudo 30 tintinnavano cadendo.

minaccioso personaggio annuncia nuove prove a Gawan

Uno strano e

571 Sent il prode ora un ruggito come se venti tamburi intonassero una marcia. Rest impavido il guerriero, 5 non conobbe la paura che ferisce e fiacca l'animo. Pens: Che cosa mi capita? Potrei dire della prova che si fa sempre pi ardua. 10 Dovr dunque ancora battermi? . Guard l'uscio da cui l'uomo era uscito: entr un leone alto come un bel cavallo. Gawan, che mai fugg impaurito, 15 strinse la cinghia dello scudo e balz sul pavimento per difendersi con forza. Il leone era affamato, grande, forte e spaventoso, 20 ma l'eroe gli tenne testa. Il leone attacc Gawan, che per seppe difendersi. Manc poco che perdesse il suo scudo: al primo assalto 25 vi affond l'unghie il leone. Mai una belva artigli scudi tanto duri come quello. Evit gli artigli Gawan e tranci via quella zampa. 30 Balz il leone su tre zampe,
Gawan affronta un mostruoso leone

572 nello scudo era la quarta. Zampill copioso il sangue imbrattando il pavimento: si spost l'eroe pi ad agio. 5 Attacc spesso il leone che sbuffava e che soffiava e mostrava le sue zanne. Se cos fu abituato a mangiare brava gente, 10 non vorrei certo incontrarlo. Anche Gawan ne soffriva e lottava per la vita. Il leone era ferito in tal modo che la stanza 15 era piena del suo sangue. Balz con rabbia il leone per cercare di atterrarlo, ma l'eroe spinse la spada fino all'elsa dentro il petto 20 del leone, cui svan l'ira e cadde a terra morto. L'eroe aveva superato le ardue prove combattendo. Pens allora in quell'istante: 25 Or che cosa devo fare? Sto seduto qui nel sangue, non mi piace ma non posso, se non sono dissennato, neanche stendermi sul letto 30 che si gira e corre rapido .

Gawan uccide il leone e supera anche l'ultima prova

Stordito e ferito, Gawan perse i sensi. Una fanciulla spiava il cavaliere. Spaventata, corse dalla regina Arnive. Venne la regina a vedere l'eroe che giaceva svenuto. Temevano fosse morto. Arnive mand due fanciulle a vedere se il cavaliere fosse ancora in vita. Le fanciulle tolsero l'elmo all'eroe, e gli inumidirono la bocca con dell'acqua. Gawan si riebbe. Una fanciulla corse ad informare la corte che il cavaliere era vivo. Gawan venne disarmato, adagiato su un letto, curato e assistito dalla regina Arnive. Aveva pi di cinquanta ferite sul suo corpo, ma le frecce non erano penetrate a fondo, perch lo scudo era forte e resistente. La regina disse che presto sarebbe venuta Cundrie la sorcire, che avrebbe portato un balsamo miracoloso, lo stesso che teneva in vita Anfortas. Poi, la regina gli diede una radice che lo fece addormentare. Arnive viet di diffondere tra le guardie e i cavalieri la notizia della vittoria di Gawan. La sera gli tolse il tubero dalla bocca, e l'eroe si svegli. Gli diedero da bere e da mangiare. Molte belle dame lo guardavano, e in lui si dest il tormento per Orgeluse. Dopo aver mangiato, Gawan si addorment di nuovo.

XII Libro

583 Chi svegliasse il cavaliere proprio mentre si riposa, penso che farebbe male. La mia fonte rende noto 5 che il guerriero era sfinito per gli scontri sostenuti, in cui ottenne molta gloria. Soffr pure Lancillotto sopra il ponte della spada 10 combattendo Meljacanz, ma non quanto il sire Gawan. Anche Garel, re potente, pat molto per scacciare con virile eroica forza 15 un leone dal palazzo che si trova presso Nantes. Garel prese anche il coltello, la colonna alta di marmo fu perci la sua prigione. 20 Neanche un mulo mai potrebbe trasportare tante frecce quante ne lasci fischiare tutto intorno a s il re Gawan con virile cuore intrepido. 25 Fu pi facile passare oltre il guado infido. Erec soffr meno contro Mabonagrin quando un d salv Schoydelacurt. Neanche Iwein soffr cos 30 quella volta che vers

584 l'acqua sopra il sasso magico. Se vogliamo confrontare il tormento di ogni eroe, chi pi soffre certo Gawan. 5 Ma di qual tormento parlo? Non avrei tardato a dirlo se non fosse gi evidente: Orgeluse dominava i pensieri e il cuor di Gawan, 10 che fu un prode cavaliere, coraggioso, fiero e nobile. Come pu l'alta signora stare in posti cos piccoli? Pass per stretti sentieri 15 ed entr poi nel suo cuore, cancellando pene amare con un cruccio pi angoscioso. E' assai piccola la stanza entro cui siede la donna 20 che rendeva insonne Gawan, suo devoto servitore. Ma nessuno deve ridere dell'eroico cavaliere atterrato da una donna. 25 Come pu avvenire questo? L'amor sfoga la sua collera su colui che ha colto gloria, dimostrando fino a ora invincibile ardimento. 30 Non dovrebbe tormentare
Gawan soffre pena d'amore pensando a Orgeluse

Il poeta confronta la prova sostenuta da Gawan con quelle compiute da altri famosi cavalieri

583. 12 Garel un cavaliere della Tavola rotonda il cui nome ricorre pi volte nel Parzival. L'episodio a cui allude Wolfram in questo passo si trova probabilmente in un'opera francese che non ci pervenuta. Verso la fine del XIII secolo un poeta tedesco noto con il nome di Pleier fa di Garel l'eroe di un poema epico, ma in quell'opera non si parla n di un coltello n di una colonna di marmo. 583. 26 Riferimento all'Erec di Hartmann von Aue. 583. 29 E' un'avventura raccontata all'inizio dell'Iwein di Hartmann von Aue: nella foresta di Brizlian vi sono una fonte e una pietra magica. Gettando l'acqua della fonte sulla pietra si scatena un violento temporale e immediatamente Iwein costretto ad affrontare l'indignato signore della fonte.

585 il ferito e l'ammalato non potrebbe essere pago del trionfo sull'eroe prima, quando era in forze? 5 Sire Amor, se ci tenete all'onor vostro, ascoltate: questo duello ora vi infanga. Gawan, sempre in vita sua, 10 cerc il vostro favore,

586 sire Amore, avete spinto con violenza il dolce principe a duellare per l'amata, Florie di Kanadic, la nobile. 5 Lasci bimbo la sua patria, non conobbe la Bretagna, fu educato da Florie. Soffr per amore suo 10 e lasci il suo paese.

Il poeta rimprovera all'Amore

cos fece anche suo padre. Dalla stirpe di sua madre venne onor per voi, Amore, fin dai tempi di Mazadan: vinto dalla vostra forza 15 si lasci condurre a Famurgan dalla sposa Terdelaschoye. Ed inoltre risaputo che voi stesso dominate tutti i posteri di Mazadan. 20 Pure Ither di Gaheviez combatteva in nome vostro: se una donna ud parlarne nel sentire il caro nome non prov vergogna alcuna 25 ad ammettere di amarlo. Dite, e chi proprio lo vide? Impar che cos' amore. Con lui molto avete perso. Uccidete pure Gawan 30 come suo cugino Ilinot:
le sofferenze imposte alla stirpe di Gawan

La serviva combattendo, mor in duello, lo sapete. Pat la schiatta di Gawan spesso angoscia per amore. Vi dir dei suoi parenti 15 che da amor furono oppressi. Fu la neve insanguinata a fiaccare il fido Parzival che pensava a Condwiramurs. Voi avete sopraffatto 20 anche Gahmuret e Galoes, conducendoli alla morte. Itonje, giovane e nobile, la sorella del re Gawan nutr verso il sire Gramoflanz 25 un amore ognor fedele. Sire Armor, pur tormentaste Surdamur che am Alessandro. Amor, sono in balia vostra ugualmente donne e uomini 30 della schiatta del re Gawan,

586. 27 Surdamur, pena d'amore, la moglie di Alessandro di Grecia. Il loro figlio Cligs l'eroe di un romanzo di Chrtien de Troyes.

587 obbligati a darvi omaggio. Trionfate ora su Gawan, ma perch non attaccate chi sano e pu resistervi? 5 Risparmiate il cavaliere che ferito e ammalato. Molti lodano l'amore, ma non soffrono cos. Farei meglio a stare zitto, 10 solo chi ama pu piangere ci che avvenne al norvegese che, scampato a dure prove, fu atterrato dall'amore, troppo forte per chi inerme. 15 Pens Gawan: Scelgo sempre letti in cui non trovo pace: l'altro gi mi ha strapazzato e giacendo in questo cresce la mia angoscia per amore. 20 Orgeluse, la duchessa, dovr essermi benigna, se no pi non avr gioia . Si volt spesso, smanioso, e le bende si squarciarono. 25 L'eroe giacque in grande affanno. Brill infine il d su Gawan 30 che impaziente lo aspettava.

588 Chi confronta l'altrui pena per amore con la propria, se non ferito infigga molte frecce nel suo corpo: 5 sar atroce quel dolore come prima il mal d'amore. Sopport Gawan entrambi. Risplendeva il d all'interno, n ormai si distingueva 10 nella stanza un cero acceso. Gawan si lev a sedere. La sua veste era di lino, sporca ancor di sangue e ruggine. Vide presso a s distese 15 veste e brache di bucherame: si vest, gli piacque il cambio.
Gawan si sveglia dal suo sonno tormentato

L'ardua prova precedente fu per Gawan pi gradevole di un riposo come questo.


588. 15 Il bucherame una stoffa pregiata.

Rivestito a nuovo, Gawan usc dalla stanza. Gir per il castello, ed infine entr in una grande sala, prodigio di sfarzo e di bellezza.

589 Su di un lato della sala si snodava in su una scala sotto a una volta stretta, a spirale erano entrambi. 5 Sopra c'era una colonna chiara, non di legno fradicio, luminosa, grande e solida: senza dubbio avrebbe retto anche l'urna di Camilla. 10 Dal paese di Feirefiz port qui il mago Clinschor quel complesso maestoso, tondo come un padiglione. Il maestro Iemotras 15 non avrebbe mai potuto costruirlo s abilmente: era l'opera di un mago. Cos dice a noi la storia: le finestre erano splendide, 20 ampie e tutte incastonate di diamanti e ametiste, di topazi e di granati crisoliti e di rubini, di smeraldi e di sardonie, 25 circondate dai pilastri, che si univano al soffitto. Ma nessuno dei pilastri era bello e maestoso quanto la colonna al centro. 30 La mia fonte ci racconta
589. 4 Si tratta, dunque, di una scala a chiocciola.

590 che era un'opera assai strana. Sal Gawan fino in cima per guardare meglio e vide tutt'intorno gemme rare. 5 Assisteva a un prodigio, volentieri lo ammirava: gli sembrava di vedere tutto il mondo in quel pilastro, l giravano i paesi 10 tutt'intorno, i monti in corsa si assorbivano l'un l'altro. La colonna gli mostrava cavalieri e gente a piedi, chi correva, chi era fermo. 15 Si sedette alla finestra e osserv meglio il prodigio. Arriv la vecchia Arnive e la figlia sua Sangive con due figlie di quest'ultima: 20 tutte e quattro lo raggiunsero. Balz in piedi il cavaliere.
Le quattro regine raggiungono l'eroe. Gawan assiste a un grandioso prodigio nella grande sala

589. 8 Allusione alla descrizione della bara di Camilla nell'Eneit di H. von Veldek.

Gawan rese omaggio alle quattro regine. Poi chiese alla regina Arnive di spiegarle la natura del prodigio del pilastro misterioso. Ella disse: Questa colonna splende sempre, notte e giorno, per sei miglia intorno e mai, da che giunsi qui, si spense. Quanto avviene entro sei miglia sia nell'aria che per terra si riflette nel pilastro, e l'immagine fedele. Sia l'uccello che la fiera, gente nata qui o straniera, o chi vive nella selva, si riflette in questa pietra. La colonna brilla intorno per sei miglia: tanto dura che nessun fabbro potrebbe mai scalfirla martellando con la forza sua possente. La regina Secundille n'era la padrona, penso fu rubato a lei in Thabronit. (592. v. 1-20). Gawan vide nel pilastro che giungevano nella piana, dove aveva combattuto contro Lischoys, Orgeluse con la sua guardia, che lei conduceva tenendogli le briglie del cavallo. Gawan desider subito battersi con quel cavaliere, ed

Arnive cerc invano di dissuaderlo. Gawan era dolorante per le ferite subite, e per l'angoscia causata dalla vista di Orgeluse. Disse alle quattro regine di non piangere per lui. Indoss la sua armatura, sal su Gringuljet e, bench dolorante, and dal barcaiolo per farsi dare una solida lancia. Poi si fece traghettare dall'altra parte del fiume. Gawan si trov di fronte al suo avversario, un valente cavaliere che usava solo la lancia. Non era mai stato sconfitto, ma avrebbe accettato la resa, se qualcuno fosse riuscito a sbalzarlo. Cos andavano gli scontri: uno vinceva e uno perdeva. Plippalinot non guardava mai gli scontri, limitandosi a prendere quanto gli spettava al termine dello scontro: il cavallo dello sconfitto. La guardia di Orgeluse caric Gawan, che mosse al galoppo verso l'avversario. Gawan centr l'elmo del cavaliere, che cadde a terra. Orgeluse schern Gawan, chiamandolo papero, e chiedendogli se era in grado di sostenere altri scontri. Poi, vedendolo ferito, gli disse: "E curatevi il ditino!", invitandolo a ritornare dalle dame del castello. Gawan rispose a Orgeluse che le sue ferite si erano sanate, e si mise al suo servizio. Poi mand il cavaliere sconfitto dalle dame del castello. Le dame piansero, pensando che l'eroe amava una donna dura come Orgeluse. Gawan non provava pi dolore quando guardava la sua amata. La duchessa disse che gli avrebbe concesso il suo amore se egli avesse colto una corona di rami da un albero. Il cavaliere le disse che avrebbe colto quei rami, ovunque si fosse trovato l'albero che gli avrebbe dato un premio cos elevato. I due cavalcarono per un miglio, fino a un bosco splendido. Era il bosco di Clinschor. Gawan chiese dove si trovasse l'albero da cui avrebbe dovuto cogliere i rami. Giunsero presso un fiume, e di l videro l'albero. Orgeluse disse che l'albero era custodito dall'uomo che le caus angoscia. Se Gawan ne avesse colto i rami, lei gli avrebbe concesso il suo amore. Gawan doveva attraversare il fiume Sabins. Prese la rincorsa col cavallo, e salt il fiume. Ma Gringuljet sfior l'altra sponda solo con le zampe anteriori, e poi cadde nel fiume. La duchessa piangeva. La corrente era forte, e Gawan era intralciato dall'armatura. afferr un ramo sospeso sul fiume e sal sulla riva. Soccorse il cavallo, che la corrente aveva spinto in un'ansa del fiume. Erano entrambi salvi, e Gawan era riuscito a tenere con s lo scudo e la lancia. Mont in sella, pronto ad affrontare la prova per amore di Orgeluse. Gawan form una corona con i rami staccati dall'albero custodito da Gramoflanz, e se la mise in testa. Il re Gramoflanz, figlio del re Irot, era uno splendido guerriero, che rifiutava per orgoglio di affrontare un solo uomo, anche se gli aveva recato molta offesa. Egli cercava due o pi avversari. Il suo cuore tanto nobile gli imponeva di cercare scontri con un uomo solo. Gramoflanz salut Gawan, e gli disse che se fossero stati due li avrebbe affrontati, ma che risparmiava un uomo solo. Gawan, d'altronde, non voleva combattere contro un uomo disarmato. Gramoflanz aveva sul pugno uno sparviero, dono di Itonje, sorella di Gawan. Gramoflanz disse a Gawan che aveva combattuto lo scontro contro il Lit merveille, che Clinschor aveva assegnato a lui. Comunque lui era in guerra con Orgeluse, cui aveva ucciso l'amato Cidegast, e altri tre uomini. Lui le offri regno, corona e il suo servizio, ma lei rifiut. Gramoflanz chiese aiuto a Gawan, che ora era il re di Terre merveille: gli chiese di intercedere presso la vergine che gli aveva donato il falco, e che lui non aveva mai visto. Gli consegn un anellino da dare alla fanciulla. Gawan acconsent ad aiutare il cavaliere. Gramoflanz, appena apprese che il cavaliere che aveva di fronte era Gawan, figlio del re Lot che gli uccise il padre Irot, lo sfid a duello, anche se era un solo cavaliere. Gawan disse che Itonje, l'amata del re Gramoflanz, non sarebbe stata contenta se lui le avesse ucciso il fratello. Gramoflanz dett le condizioni per il duello: si sarebbe svolto sedici giorni dopo quel giorno, nella piana del Joflanz, alla presenza di molte dame nobili; Gramoflanz ne avrebbe portate millecinquecento; Gawan avrebbe portato le dame di Schahtel merveille e quelle del re Art. Gawan accett le condizioni del duello e si conged dal cavaliere. Questa volta il suo cavallo salt il fiume senza problemi. Giunto dall'altra parte del fiume lo raggiunse Orgeluse, che si inginocchi davanti a lui e gli chiese perdono per le prove che gli aveva imposto. Gawan la perdon, ma le chiese di non schernire pi alcun cavaliere. Orgeluse raccont a Gawan che si era comportata in modo offensivo con lui perch aveva sofferto molto per la morte di Cidegast, e voleva la prova che il cavaliere che le avesse offerto amore fosse valoroso. Gawan disse che avrebbe dato una lezione a Gramoflanz, di l a sedici giorni. Poi perdon Orgeluse, e lei gli promise il suo amore non appena si fosse rimesso. Si avviarono verso Schahtel merveille. Orgeluse piangeva. Gawan le chiese il motivo di quel pianto.

615 * * 30

Disse a lui: Sire, piango per l'angoscia che mi ha imposto chi ha ucciso il fido Cidegast. Il dolor mi squarcia il cuore,

616 dove prima c'era gioia per l'amor del fiero Cidegast. Mor il prode: disperata, io cercavo senza tregua 5 la sua morte a ogni costo: spinsi contro a lui guerrieri in pi duelli ognor violenti. Pensai: forse mi procurano la vendetta e il riscatto 10 di una pena dolorosa. Per uccidere il re Gramoflanz accettai l'omaggio offerto dal pi nobile dei re: sire, il nome suo Anfortas. 15 Per amore mi don mercanzia giunta da Thabronit: preziosa e sta l in mostra alla porta del castello. Nel servirmi il re trov 20 ci che scosse la mia gioia: quando stavo per premiarlo nuova angoscia mi assal. Trov pena il re servendomi, soffrii per la piaga d'Anfortas 25 ugualmente, o di pi forse, che per la morte di Cidegast. Dite, come potrei, io misera, mantenere il senno avendo strazio nel mio cuore leale? 30 La mia mente si smarr

617 dal d in cui giacque malato chi ho amato dopo Cidegast, il mio re e vendicatore. Permettete che vi dica 5 come Clinschor conquist ci che sta presso la porta. Quando Anfortas, re splendido che don a me il tesoro, perse amore e gioia insieme, 10 io tremai per il mio onore: pu Clinschor, il negromante, al voler suo costringere, con l'aiuto d'arti magiche, ugualmente donne e uomini. 15 Se mai vede gente nobile la tormenta senza tregua. Per aver pace da Clinschor gli offrii la preziosa merce. Se qualcuno l affrontava 20 le aspre prove superandole, avrei offerto a lui il mio amore, se lo avesse rifiutato il tesoro avrei ripreso che, ora, dunque, di noi due. 25 Con me in molti lo giurarono. Intendevo cos attirare con l'inganno il sire Gramoflanz, ma non venne mai, purtroppo. Ma se avesse un d provato, 30 gi sarebbe certo morto.
Orgeluse rivela il suo patto con il mago Clinschor

Orgeluse ammette di essere stata la causa della rovina di Anfortas

618 E' cortese e saggio Clinschor, per bont sua ha permesso alle mie nobili schiere di percorrere il paese 5 e di compiervi gesta ardite. Ogni d e settimana, ogni mese, tutto l'anno, mando in giro schiere d'audaci sia di giorno che di notte: 10 cerco a ogni costo il danno del superbo re Gramoflanz. Si scontr spesso con loro. Come mai riusc a salvarsi? Lo insidiai in tutti i modi. 15 Troppo ricchi per servirmi, molti eroi mi soccorrevano confidando nel mio amore, che per io non concessi.

Orgeluse ammette di aver spinto molti cavalieri contro Gramoflanz per trovare vendetta

619 Quando vidi i miei a terra, mi recai dal cavaliere, gli offrii me stessa e il paese. Disse che per lui sua moglie 5 era assai pi bella e cara. Mi umili la sua risposta, chiesi chi era sua moglie. "La regina a Pelrapeire la mia splendida moglie, 10 e il mio nome questo: Parzival. Io non voglio il vostro amore, il mio cruccio un altro: il Graal". Mi rispose irato il prode, cavalcando via da me. 15 Ora ditemi, signore,

Parzival, sdegnato, l'aveva rifiutata

20

Orgeluse dichiara di aver offerto il suo amore

20

se io avevo agito male nell'offrirmi a quel guerriero quando ero disperata.

Ogni uomo che mi vide si pieg al mio volere, fuorch uno che portava armi rosse. Cavalc fin davanti a Logroys: scontri offr ai miei guerrieri 25 e poi tutti li sconfisse, ne provai grande sconforto. Cinque eroi poi lo inseguirono da Logroys fino all'approdo: li sbalz e ne don 30 i cavalli al barcaiolo.
anche a Parzival, in cambio del suo appoggio

Ha il mio amore ancora pregio? . Le rispose il sire Gawan: Io ritengo cos nobile quel guerriero, che se avesse accettato il vostro amore non ne avreste avuto infamia . 25 Il cortese sire Gawan e Orgeluse di Logroys si guardarono negli occhi. Cavalcando si portarono ora in vista del castello, 30 luogo di sue ardue imprese.

Gawan invit Orgeluse a non rivelare il suo nome a nessuno. Al castello i cavalieri avevano appreso dell'eroe che aveva superato tutte le prove. Accolsero Gawan con grande strepito. L'eroe pens che volessero attaccarlo, ma Orgeluse gli spieg che era l'esercito di Clinschor, che gli veniva incontro perch era troppo ansioso di dargli il benvenuto. Gli corsero incontro anche Plippalinot e la sua famiglia. I due smontarono da cavallo e salirono sulla barca, per attraversare il fiume. Bene, la figlia di Plippalinot, aiutava Gawan a togliersi l'armatura; poi gli diede un manto per coprirsi. Port da mangiare e da bere, e Gawan e Orgeluse mangiarono insieme. Gawan non sentiva pi il dolore delle ferite. Su richiesta di Orgeluse, Gawan liber i due cavalieri che si erano scontrati il giorno precedente: Florant d'Itolac, la guardia della duchessa, ed il duca di Gowerzin, che erano stati consegnati a Plippalinot. Questi ottenne in cambio l'arpa che la regina Secundille aveva regalato ad Anfortas, e questi ad Orgeluse. I molti cavalieri accolsero i due amanti, e cos fecero anche le dame di Schahtel merveille. La regina Arnive lo condusse al suo alloggio, e vennero donne esperte di ferite. Gawan chiese un messaggero. Venne un giovane valletto che giur a Gawan il suo silenzio sul contenuto del messaggio che avrebbe dovuto consegnare ad Art e Ginevra. Gawan si fece portare carta e penna, e scrisse ad Art che gli rinnovava il proprio omaggio. Poi gli chiese aiuto per il duello che si sarebbe tenuto nel Joflanz. Aveva bisogno di un grande seguito di dame: per la natura del duello occorreva un grande sfarzo. Preg la corte di Art di recarsi l al gran completo. Non aveva sigillo, ma la lettera fu scritta in maniera inconfondibile. Gawan disse al valletto di andare prima dalla regina Ginevra al mattino, e di attenersi al suo consiglio. Gli disse anche di non rivelare che lui era ora il sovrano di Terre Merveille. Quando il valletto usc, la regina Arnive cerc di farsi dire a chi fosse destinato il messaggio, ma il messaggero rimase fedele alla consegna del silenzio.

XIII Libro
La regina Arnive si irrit quando il paggio rifiut di dirle a chi era destinato il messaggio di Gawan. And dal custode della porta e gli disse di trattenere il messaggero quando fosse ritornato, che fosse stato giorno o notte. Poi and da Orgeluse per chiederle quale fosse il nome dell'eroe che era diventato re di Terre Merveille. Anche qui la sua curiosit non pot soddisfarsi. Risuonarono molte trombe nel palazzo, venero disposte stuoie, sedili e cuscini, e stoffe rare a coprirli. Gawan prefer dormire tutto il giorno, per guarire dalle ferite. Sogn di Orgeluse e si svegli verso sera. La sera fu vestito con vesti di seta molto rara, e ordin che anche i due prigionieri che aveva liberato avessero delle vesti degne del loro rango. Dopo essersi vestiti i tre eroi raggiunsero la sala dove si trovavano gi le signore. La guardia Florant e l'eroe Lischoys furono affrancati su richiesta di Orgeluse, che ringrazi Gawan. Si sedettero a tavola, e Gawan volle stare vicino a Itonje. Aveva chiesto sottovoce a Bene, che era al corrente dell'amore di Itonje per il re Gramoflanz, di indicargliela. Gawan rifer a Itonje il messaggio del re Gramoflanz, e le consegn l'anellino che le mandava il cavaliere. La ragazza arross e poi impallid. Era turbata perch molte persone che la circondavano volevano la morte di Gramoflanz. Itonje amava Gramoflanz e odiava Orgeluse, perch lei lo voleva morto. Gawan non le rivel di essere suo fratello, ma le offr tutto il suo aiuto. Inizi il banchetto in onore di Gawan. Egli assegn i posti: al suo fianco erano Florant e Lischoys, che sedeva accanto a Sangive; Arnive sedeva a fianco di Orgeluse. Quello fu un grande banchetto; per le dame il primo dal giorno in cui furono catturate da Clinschor con potenti magie. Infatti, prima della vittoria di Gawan, dame e cavalieri vivevano separati, e non potevano incontrarsi. Giunse la sera e furono portati molti candelieri. Erano tutti molto contenti. Arriv un paggio che suon delle melodie col violino. Dame e cavalieri presero a danzare. Gawan e la duchessa discorrevano mano nella mano. Vi furono dei brindisi, dopodich la corte fu congedata, e Gawan e Orgeluse si ritirarono insieme.

643 E che fanno ora? Si amano? Mi penoso non parlarne, facilmente lo direi, ma sarebbe sconveniente 5 rivelare cose intime. Ci dispiace a chi cortese, se lo fa poi se ne pente. Cortesia suggelli amore. La passione nel suo cuore 10 e la bella donna tolsero presto a lui vitalit: lei senz'altro lo aiut o sarebbe certo morto. I filosofi e i sapienti 15 che da tanto tempo studiano con solerzia scienze astruse, come Kancor e Thebit e il fabbro Trebuchet che forgi la spada a Frimutel 20 per attuare meraviglie, e anche l'arte di ogni medico che dall'erbe ottiene intrugli, non potevano giovargli. Compagnia di donna, invece, 25 lo scamp da morte certa, cui lo espose la sua angoscia. 30 Vi dir qui brevemente:
Gawan si unisce a Orgeluse

644 era questa, come il dittamo. Per materna stirpe un Bretone Gawan, figlio del re Lot, trov dolce medicina 5 per la pena sua e conforto fino a quando spunt il giorno. Ma l'aiuto che gli diede la duchessa va taciuto. Si occup il re volentieri 10 delle dame e dei guerrieri e li rese ognor felici.

trov in lei l'erba pi adatta per guarire dal suo male. Erba bruna in mezzo al bianco
643. 17-18 E' il nome leggermente alterato di alcuni sapienti arabi dell'XII secolo.

Il messaggero inviato da Gawan nel paese di Lver giunse a Bems, sulla Korca. L si trovava Art con la sua corte. Arriv al mattino, e trov la regina Ginevra che pregava nella cappella. Le diede la lettera di Gawan. Ginevra fu felice di ricevere sue notizie. Il paggio le disse che Gawan le chiedeva di sostenerlo nella richiesta che avrebbe rivolto a re Art. La regina si dichiar pronta ad aiutarlo, ed a portare con s molte belle dame. Ginevra manifest la sua apprensione per gli amici lontani, perduti sulle rive del Plimizoel. Non aveva pi visto Cunnaware, l'infamia era scesa sulla Tavola Rotonda, Parzival era partito a cercare il Graal gi da sei settimane e poi cinque anni e mezzo (646. v. 14-15), e Gawan era partito per Ascalona. Anche Eckuba e Jeschute l'avevano lasciata. La regina disse al paggio di andare al gran galoppo dove erano i cavalieri, e di rivolgersi immediatamente al re, come se gli scappasse la terra da sotto i piedi. Successivamente avrebbe dovuto fare in modo di parlare in pubblico anche con lei, in un luogo dove erano molte dame. Infine gli chiese dove fosse Gawan, ma il paggio le disse che non poteva rivelarlo. A met mattino il paggio arriv al gran galoppo alla corte di Art. Fece come gli aveva consigliato la regina. Diede immediatamente la lettera al re Art, che si commosse nel leggerla. Art si disse disposto ad aiutare Gawan. Poi chiese al paggio di portare la lettera alla regina Ginevra. La regina prese la lettera, e piangeva mentre la leggeva. Il paggio esortava le signore presenti a soccorrere Gawan, e fu molto abile in questo. Keye grid che non c'era uomo tanto nobile quanto Gawan di Norvegia, e che bisognava aiutarlo. Al termine della "recita" la regina diede l'ordine di rifornire il paggio di un cavallo, vestiti, cibo e denaro. Poi garant al paggio l'appoggio di tutta la corte: che riferisse questo a Gawan. Alla Tavola Rotonda erano tutti felici per la splendida notizia. Il paggio si mise in viaggio per ritornare a Schahtel merveille. Arriv dopo qualche giorno, e la regina Arnive corse subito ad interrogarlo. Il paggio rispose che teneva fede a un giuramento, e che non poteva rivelare nulla. L'insistenza della regina non valse a nulla. Il paggio giunse a palazzo. Il re lo prese da parte e gli diede il benvenuto. Il paggio rifer del pieno appoggio che gli offriva la corte di Art, che sarebbe giunta a Joflanz il giorno precedente il duello. Gawan fu reso felice dalle notizie ricevute, e l'atmosfera in casa sua rimase lieta fino al giorno in cui giunse in soccorso Art.

655 Dir cose belle e brutte. Gawan era un re felice. Ora avvenne che una mattina 5 che le dame e i cavalieri si riunirono a palazzo. L'eroe e Arnive si sedettero soli presso una finestra che guardava verso il fiume. 10 La regina raccontava storie strane. Gawan disse: Mia signora e mia regina, se non reca a voi fastidio sarei lieto di conoscere 15 storie che io ignoro ancora e che solo voi sapete. Se ora vivo nella gioia io lo devo al vostro aiuto. Il mio animo virile 20 si lasci piegare e vincere 25 dalla nobile duchessa.

656 realizz con arti magiche, da cui prima mi salvaste . La sapiente generosa, e nessuna pi di lei 5 serb onor fino da vecchia, disse: Sire, qui i prodigi sono piccole magie in confronto ai grandi incanti che egli attu in altri paesi. 10 Non per questo noi, sue vittime, ci dovremo vergognare. Vi racconto la sua storia, per lui molta gente soffre. Nacque in Terra di Lavoro 15 dalla stirpe di quel mago pur di Napoli: Virgilio che oper grandi prodigi. Clinschor era suo nipote, ne segu l'arte. Fu Capua 20 capitale del suo regno. 25 Ebbe onore incorruttibile
Arnive racconta a Gawan la storia del mago Clinschor

Voi mi avete qui curato e lenito la mia pena. Sarei morto per le piaghe e l'amor forte, se tosto non mi aveste voi soccorso. A voi devo la mia vita. Dite ors, mia salvatrice, dei prodigi qui avvenuti, 30 delle opere che Clinschor
656. 14 Terra di Lavoro, la pianura a est di Napoli.

in passato il duca Clinschor, e una fama estesa ovunque finch non si rovin. Governava un re in Sicilia, il suo nome era Ibert. Si chiam sua moglie Iblis, ma nessun'altra donna ebbe un bel corpo come il suo. 30 La serv il prode Clinschor

656. 17 Il poeta latino Virgilio, ritenuto da tempo un profeta, basandosi sulla IV Egloga delle Bucoliche, considerata un annuncio della venuta di Cristo, ha nel medioevo fama di mago potente. Wolfram lo ritiene napoletano perch in quella citt si trova la sua tomba.

657 finch lei gli offr il suo amore, perci il re lo mutil. Chiedo qui il vostro consenso per svelarvi il suo segreto, 5 ma per me sconveniente raccontare la sua storia, il perch divent un mago. Fu Clinschor reso un cappone fra le gambe, con un taglio . 10 Gawan tosto scoppi a ridere e rideva ancora molto quando Arnive prosegu: Lass a Kalob enbolot, una solida fortezza, 15 trov il duca scherno infame. Lo sorprese il re: dormiva tra le braccia di sua moglie. Certo l giaceva comodo, ma pag per quel piacere. 20 Il re con le proprie mani, gli pareva un suo diritto, lo appiatt qui tra le gambe. Fu il suo corpo s amputato che mai pi pot donare 25 gioia a nessuna donna. Perci molta gente soffre. La magia fu scoperta per la prima volta a Persida, la citt, non la Persia. 30 Ci and il duca e apprese l'arte

658 di creare ci che vuole con maligni, ahim, incantesimi. Amputato e umiliato odia gli uomini e le donne, 5 e intendo qui coloro che hanno onore con virt. Prova ognor soddisfazione nel distruggere ogni gioia. C'era un re di nome Irot 10 che regnava a Roche Sabbins e temeva molto il mago. Per avere da lui pace gli offr un suo possedimento, quello che pi gli piaceva. 15 Da costui ottenne Clinschor l'alto monte su cui siamo e la terra circostante per il raggio d'otto miglia. Costru sul monte Clinschor 20 questa rocca che vedete. Non c' al mondo cosa rara che non sia qui presente. Se attaccassero la rocca, noi avremmo in abbondanza 25 vettovaglie per trent'anni. Clinschor regna sugli spiriti sia benigni che maligni che risiedono e si spostano tra la terra e il firmamento, 30 fuorch quelli che Dio ama.

657. 13 Caltabellotta una fortezza nei pressi di Sciacca, sulla costa meridionale della Sicilia.

659 Poich avete superato

660 come un frutto d altri frutti.

Arnive

ogni prova e siete vivo, sar vostra ogni sua cosa: il castello e il paese, 5 di cui non si cura pi. Da lui avrete inoltre pace. Lo afferm apertamente, ed un uomo di parola, che chiunque avesse vinto 10 poi avrebbe tenuto tutto. Ogni nobile persona nelle terre dei cristiani, che sia uomo, donna o vergine, sottomessa a lui, ora 15 vostra suddita. I pagani che vivevano qui, pure. Rimandate quella gente dove si per loro in pena. Mi raggela il cuor l'esilio. 20 Dio, che ha contato gli astri, vi consiglia di aiutarci, di allietare i nostri cuori. Una madre partorisce, si rigenera nel figlio. 25 Ha dall'acqua il ghiaccio origine, ma nessuno pu negare che dal ghiaccio sgorga l'acqua. Se l'esempio a me si addice, poich nacqui nella gioia 30 prover ancora gioia,

Aiutateci lealmente. Gi da molto tempo soffro. Un veliero molto rapido, 5 ma chi va a prua arriva prima. Se capite questo esempio, fate quanto pu onorarvi e rendeteci felici rimandandoci ora in patria, 10 dove assai per noi si piange. Un d avevo molta gioia e portavo una corona. Fu regina anche mia figlia, l'onoravano i suoi principi. 15 Eravamo assai potenti. Sire, non feci soffrire mai nessuno e lo trattai come a lui si conveniva. Tutti allora in me vedevano 20 una nobile regina: non offesi mai nessuno, mi sia Dio qui testimone. Se una donna fortunata e vuol essere lodata 25 non disprezzi mai i poveri: forse un giorno soffrir e anche il misero garzone potr allora confortarla. Gia da molto tempo aspetto, 30 ma nessuno a piedi o in sella 661 venne mai per liberarmi, pur sapendo che ero qui .

prega Gawan di liberare tutti i prigionieri di Clinschor

Gawan promise di aiutarla. Quel giorno era atteso l'arrivo di Art il Bretone, figlio della regina Arnive. Gawan gio molto quando l'esercito di Art giunse in vista di Schahtel merveille, ma cerc di nascondere la sua contentezza. Arnive not le lacrime di Gawan, ma pens che fosse contento per l'arrivo dell'esercito di Orgeluse. Gawan non corresse l'errata attribuzione delle insegne dell'esercito, anche se Arnive riconobbe un'insegna bretone. Il grande esercito cavalcava nel campo verso il fiume. L si accamp, alzando numerose grandi tende Gawan mand Bene a dire a Plippalinot di ancorare ogni barca alla riva, in modo da bloccare l'accesso a Schahtel merveille. Le regal anche l'arpa fatta a rondine che le aveva promesso. Poi fece chiudere le porte della citt, e disse che era accampato dall'altra parte del fiume un esercito molto grande e potente; chiese a tutti di aiutarlo a difendere il castello, in caso di attacco. Fu chiesto a Orgeluse se quell'esercito fosse il suo, ma lei disse di non conoscerne le insegne. Ipotizz che potesse essere quello di Gramoflanz, che le aveva occupato il paese. L'esercito di Art aveva, per, effettivamente sostenuto scontri e gravi perdite prima di vedere il Lagroys. Gaherjet, Garel, Meljacanz di Barbigoel e Jofreit figlio di Idoel, furono catturati e condotti a Logroys. I guerrieri di Art catturarono Friam, duca di Vermendoys, e Rithart conte di Nevers, che usava solo lance. I bretoni ebbero scontri con i soldati della duchessa. Fu la retroguardia di Art a combattere, per consentire all'esercito di avanzare. Gawan avrebbe dovuto avvisare la duchessa dell'arrivo dei rinforzi, ma non lo fece, ritenendo che fosse giusto agire cos. Ora si preparava a ricevere Art. Fece preparare dei carichi di doni per il re, e gli spiacque non riceverlo quel giorno stesso. Il mattino successivo Art ed il suo esercito si diressero a Joflanz. Li segu la retroguardia, ora che non c'era pi pericolo. Gawan prese da parte il marescalco e gli rivel che il grande esercito era quello di suo zio Art. Gli disse di preparare un campo a parte, in modo che potesse sfilargli davanti con grande sfarzo. Disse pure di non rivelare la notizia nel castello. Il barcaiolo ebbe molto lavoro. L portarono di certo anche il grande padiglione che Iblis mand a Clinschor per amor, cos fu noto il segreto dei due amanti che si amavano di cuore. (668. v. 9-14).

Il marescalco di Gawan si accamp non lontano da re Art, e fu a questi annunciato. La notizia si diffuse nella corte. Gawan schier l'esercito in modo splendido. Pi giumenti trasportavano casse di gioielli, altre bestie portavano le armature, ogni dama cavalcava a fianco di un cavaliere. Il corteo era lungo almeno un miglio. Per raggiungere il suo accampamento, Gawan passo attraverso il campo di re Art, dove venne accolto amabilmente. Art and incontro a Gawan, e cos fece Ginevra. Accolse lui e il suo seguito nel suo accampamento. Entr nella sua tenda, seguito da Gawan. Art gli chiese di informarlo sull'identit delle cinque signore. Gawan gli disse che si trattava di sua madre, di sua sorella e di due sue nipoti. Disse poi di godere dei favori della quinta signora, cui aveva mosso guerra l'esercito di Art. Art ammise di aver subito gravi perdite nello scontro, ma Orgeluse si dichiar pronta a riconciliarsi con Art per amore di Gawan, e cos avvenne. Infine Gawan chiese di potersi congedare, ed and a riposare con tutto il suo seguito. Keye, per, rimprover lo sfarzo mostrato dall'eroe.

675 Anche Keye era guarito 5 dallo scontro del Plimizoel guard lo sfarzo di Gawan, disse poi: Non pretendeva Lot, cognato di Art, uno spazio per se solo . 10 Ricordava la sconfitta, Gawan non lo vendic quando a lui fu rotto il braccio. Fa prodigi Dio con gli uomini. Dove ha preso Gawan le dame? . 15 S parlando lo scherniva, fu meschino con l'amico: felice il vero amico dell'onore altrui, ma grida dalla rabbia il meschino 20 se l'amico ha colto gloria. Cur onore e grazia Gawan: solo chi ha perso il senno lo potrebbe biasimare. Fa cos chi ha un cuore gretto, 25 pieno d'odio e gelosia. Ma gioisce chi virtuoso se l'amico ha gloria estesa e una gloria incorruttibile. Gawan ebbe un cuor virile 30 senza ombra di vilt,
Il poeta biasima Keye, invidioso della fortuna di Gawan Keye rimprovera a Gawan lo sfarzo eccessivo

676 e non c'era da sorprendersi se la grazia lo assisteva. L'eroe poi si prese cura del suo grande e degno seguito, 5 dei guerrieri e delle dame. Il re Art e il suo seguito l potevano ammirare la ricchezza del re Gawan, poi mangiarono e dormirono, 10 io non voglio disturbarli.

All'alba giunse l'esercito della duchessa Orgeluse, che si un a quello di Gawan. Art mand dei messaggeri a Rosche Sabbins, per invitare Gramoflanz al campo dove doveva tenersi il duello. Gawan, in segreto, prov la sua armatura, per vedere se le sue ferite fossero guarite. Volle sciogliersi i muscoli: mont Gringuljet e galopp a briglia sciolta sul campo. Mentre galoppava vide un potente cavaliere sulla sponda del Sabbins. Era Parzival, ma non lo riconobbe.

XIV Libro
Gawan e Parzival si fronteggiavano, ignorando le loro identit. Parzival aveva staccato un ramo dall'albero di Gramoflanz, e Gawan pens che si trattasse del cavaliere con cui aveva in programma un duello. Gli dispiaceva di dover combattere senza il pubblico delle dame. Entrambi i cavalieri montavano cavalli provenienti da Munsalwaesche. Fu uno scontro assai violento. I due cugini si sbalzarono a vicenda, e continuarono a combattere con le spade. Intanto i messi di Art erano giunti a Rosche Sabbins, capitale del regno di Gramoflanz. Giunsero nel momento in cui il grande esercito muoveva alla volta di Joflanz. Il re Brandelidelin, zio di Gramoflanz, gli port da Punt ben seicento dame. Erano con loro anche i prodi del Punturtoys e Bernout di Riviers, figlio del conte Narant. I messi di Art riferirono che il re desiderava che lo scontro non avvenisse. Gramoflanz rispose che non poteva sottrarsi a quella sfida. Bene, che sedeva a fianco di Gramoflanz, suo sire, gli aveva portato la notizia che Itonje era partita con altre dame di Schahtel merveille, e gli garantiva fedelt. Entrambi ignoravano la parentela che legava Gawan a Itonje. I messi di Art tornarono indietro per riferire la risposta di Gramoflanz. Sulla via del ritorno videro Gawan impegnato in uno scontro; stava per essere sopraffatto da Parzival. I messi chiamarono a gran voce Gawan ed immediatamente Parzival smise di combattere, e gett via la spada. I due cavalieri erano entrambi costernati, ma contenti di aver interrotto uno scontro che toglieva onore ad entrambi. Gawan, per la grande debolezza, si accasci al suolo. Venne immediatamente soccorso dai valletti di re Art e si riebbe. Intanto erano sopraggiunte le due schiere degli eserciti, e si erano fermate ai limiti assegnati loro da cento pali fissati ai due lati della lizza, cinquanta da un lato e cinquanta dall'altro. Nessuno poteva superarli. Nello spazio delimitato dai pali si sarebbero scontrati Gawan e Gramoflanz. Si era per svolto un duello inaspettato, e tutti si chiedevano chi fosse il vincitore. Gramoflanz e Bene si diressero al centro della lizza, dove era avvenuto lo scontro. Gawan balz immediatamente in piedi, ma Bene corse da lui per soccorrerlo. Maledisse Parzival e aiut Gawan ad adagiarsi nell'erba; gli tolse l'armatura e gli pul gli occhi ed il volto. Gramoflanz rinvi il duello all'indomani. Parzival, che non era affatto stanco, si offr di affrontare in duello Gramoflanz al posto di Gawan, ma Gramoflanz si oppose. Bene, apprendendo che Gawan era fratello di Itonje, maledisse Gramoflanz, perch era un uomo senza cuore, che voleva uccidere il fratello della sua amata. Il re Gramoflanz si ritir e Parzival, Gawan, Bene ed i messi di Art, tornarono al loro accampamento. Parzival era contento di aver salvato il proprio onore, e tutti lodarono il suo valore. Entrambi gli eroi vennero vestiti con splendide vesti. Gawan port Parzival a rendere omaggio alle dame. Gawan preg Bene di tacere a Itonje la sua parentela con lei. Bene piangeva, perch chiunque fosse stato sconfitto avrebbe fatto soffrire Itonje. Arriv tutto l'esercito, e andarono tutti a mangiare. Parzival sedeva accanto ad Orgeluse, che un giorno aveva sdegnosamente rifiutato. Orgeluse accett quella collocazione per amore di Gawan. Fu servito il cibo. Itonje fissava Bene, che piangeva e rifiutava di mangiare. Temeva che Bene, che aveva inviato da Gramoflanz, avesse ricevuto il rifiuto del suo amore. Era mezzogiorno passato quando il pasto fu concluso. Art e Ginevra, seguiti dalle dame e dai cavalieri si recarono da Parzival, che venne accolto con grande onore ed attestati di stima. Anche i guerrieri della duchessa gli portarono il loro omaggio. Parzival chiese di poter rientrare nella Tavola Rotonda, dalla quale era uscito dopo la maledizione di Cundrie la sorcire. Art acconsent al suo ritorno. Poi, in disparte, chiese di poter combattere al posto di Gawan. Quella mattina aveva strappato molte fronde all'albero di Gramoflanz per sfidarlo a duello, ed aveva attaccato Gawan scambiandolo per Gramoflanz. Gawan ringrazi Parzival per l'offerta, ma rifiut il suo aiuto. Art ricondusse i due a tavola per un brindisi finale, poi andarono tutti a dormire, poich scendeva la notte. Parzival era deciso. Ripar la sua armatura, scelse uno scudo forte e resistente, fece strigliare il cavallo preso ad un templare durante uno scontro. Poi and a dormire tenendo a fianco a s l'armatura. Al re Gramoflanz dispiaceva che l'eroe con cui doveva battersi fosse stato gi battuto, e gli seccava di essere arrivato tropo tardi. Si vest prima che venisse giorno, indoss l'armatura ed entr da solo nella lizza. Anche Parzival usc silenziosamente dal campo; indossava l'armatura, prese una lancia e si diresse verso il luogo del duello. Appena si videro, i due guerrieri si lanciarono l'uno contro l'altro. Volavano le schegge degli scudi colpiti dalle lance. Gli elmi furono colpiti dalle spade. I due combattevano con valore, disperdendo la rugiada che si era formata sul campo. Intanto Gawan si preparava per lo scontro. Verso met della mattinata all'accampamento di Art si accorsero dell'assenza di Parzival. Il sole era alto, ed il vescovo cant una messa per Gawan. Dopo la benedizione Gawan vest la sua armatura. Giunti in prossimit del luogo convenuto per lo scontro, sentirono i rumori delle spade. A Gramoflanz sembrava di combattere contro sei uomini contemporaneamente. Le due schiere si sistemarono ai lati del prato, e si fermarono entro i loro limiti. I cavalieri ammiravano lo scontro. I cavalli dei due erano fermi, mentre loro combattevano

a piedi, mulinando le spade. Arriv anche Gawan, quando mancava poco a che vincesse Parzival. Giunsero anche Brandelidelin del Punturteis, Bernout di Riviers ed Affinamus di Clietiers, oltre ad Art e Gawan. I cinque stabilirono di porre fine allo scontro. Anche Gramoflanz, come gi il pubblico, riconobbe che Parzival era il vincitore del duello. Gawan fece come Gramoflanz il giorno precedente: rinvi il duello al giorno successivo. Gramoflanz ritorn tra i suoi, dopo aver promesso che sarebbe venuto l'indomani al mattino per scontrasi con Gawan. Art rimprover Parzival per aver combattuto al posto di Gawan, ma Gawan non si mostr invidioso per l'alto onore colto dall'eroe. Parzival venne accolto con grande gioia al ritorno nell'accampamento. Gramoflanz mand due messi da Art, per chiedergli che l'indomani si presentasse l'uomo giusto. Inoltre, incaric i messi di consegnare una lettera e un anello a Bene, perch li desse a Itonje. Intanto Itonje era venuta a sapere che suo fratello ed il suo amato non volevano desistere dallo scontro, e soffriva per entrambi. Arnive e Sangive, nonna e madre di Itonje, la presero da parte e la costrinsero a rivelare quanto aveva taciuto finora: l'amore tra lei e Gramoflanz. Arnive mand a chiamare suo figlio Art: voleva fargli sapere per chi soffriva Itonje, e chiedere se poteva fare qualcosa per evitare lo scontro. I messi di Gramoflanz arrivarono all'accampamento di re Art, e sentirono Itonje che pregava il re di fare annullare il duello. Bene not i paggi di Gramoflanz fuori dalla tenda, e li allontan. Uno di essi diede a Bene la lettera e l'anello, e poi chiese di poter parlare con il re Art. Bene rientr a riferire il messaggio ed a consegnare lettera e anello a Itonje. Nella lettera il re Gramoflanz rinnovava il suo amore a Itonje. Itonje porse la lettera ad Art, che la lesse. Quella lettera provava l'amore che Gramoflanz nutriva per la fanciulla. Art decise che avrebbe agito per impedire il duello. Convoc i due messi di Gramoflanz, che gli dissero che il loro re richiedeva che si facesse garante del patto tra lui e Gawan. Art garant per Gawan. Poi chiese a Bene ed ai due paggi di procurargli un incontro con Gramoflanz, per parlargli di Itonje, che soffriva per lo scontro imminente. Assicur di nuovo che avrebbe condotto Gawan nella lizza, l'indomani mattina. Art disse ai paggi di far venire Gramoflanz con poca gente. Gli avrebbe inviato incontro suo nipote Beacurs come scorta, e avrebbe pensato lui a far star buona Orgeluse. Bene e i due messaggeri si diressero verso l'altro esercito. Gramoflanz accett di raggiungere Art. Part scortato da tre suoi principi, e cos fecero suo zio Brandelidelin, Bernout di Riviers e Affinamus di Clitiers. Art gli mand incontro una scorta di cinquanta paggi, comandata da Beacurs. Nel frattempo aveva ottenuto pace per lui da Orgeluse. Lei non provava pi odio, essendo stata ripagata da Gawan. Gramoflanz giunse al campo e smont presso la tenda di Art. Brandelidelin precedeva il nipote. Gramoflanz riconobbe Itonje, anche se non l'aveva mai vista. I cavalieri sedevano in pace, e la regina Ginevra fece servire da bere. Art e Brandelidelin si accordarono per far riconciliare i loro due nipoti, ed anche Orgeluse con Gramoflanz. Art si avvi verso la tenda di Gawan, che era stato informato dell'arrivo di Gramoflanz. La questione venne risolta in questo modo: Orgeluse accett di far pace con Gramoflanz a patto che Gramoflanz cessasse di accusare il re Lot, e quindi svanissero le ragioni per il duello con Gawan. Gramoflanz rinunci alle fronde del suo albero, e ad accusare Lot il norvegese. Gawan entr nella tenda dove era Art con i suoi ospiti. Art chiam Arnive e Sangive, insieme a Cundrie per assistere al colloquio in cui fu stretta la pace. Orgeluse si riconcili con Gramoflanz. Gawan e Gramoflanz fecero pace. Art diede Itonje in sposa a Gramoflanz. A Lischoys venne data in sposa Cundrie, sorella di Gawan. Alla guardia scelta Florant venne data in sposa Sangive, vedova del re Lot. Orgeluse dichiar che Gawan si era reso degno di essere suo sposo e di regnare sul suo regno. Gramoflanz diede disposizioni di preparare delle nozze sfarzose. Parzival venne preso dalla nostalgia per la moglie lontana.

732 Il re Parzival pensava nuovamente alla sua sposa, alla sua casta dolcezza. Non poteva offrire omaggio 5 per amore a un'altra donna? Non pens mai a tradirla? No, il suo amore era fedele. Lealt grande sostenne il suo animo virile 10 e nessuna donna invero pot avere mai il suo amore, fuorch lei, Condwiramurs, 15 la regina dolce e pura,

Parzival prova nostalgia per la moglie lontana

733 Pens il re: Poich mi manca ci che invece dato ad altri, e intendo il vero amore che soccorre i cuori afflitti 5 e li rende tosto lieti, poich questo mi negato, pi non curo il mio avvenire. Dio non vuole la mia gioia. Penso a lei, la mia regina: 10 se gi fosse il nostro amore tale da renderci incerti circa i nostri sentimenti, 15 cercherei un altro amore.

Isolato nella sua tristezza, Parzival decide di partire

il bel fiore appena schiuso. Dal d in cui conobbi amore, pens il re, - amo soffrendo. Sono nato dall'amore, perch mai non trovo amore? Mentre lotto per il Graal 20 provo grande nostalgia del suo abbraccio casto e dolce che da molto tempo ho perso. Se ora vedo ovunque gioia mentre sono cos afflitto, 25 crudele il mio destino. In tal modo non si acquista mai baldanza o allegria. Mi rimetto alla fortuna, mi avvii lei verso il mio bene . 30 Gli era accanto l'armatura.

Ma ci amiamo e io rifiuto altri amori per distrarmi. Sono in preda allo sconforto. La fortuna assista l'uomo che vuol essere felice! Dio offra gioia a questa gente, 20 ma io rifuggo dalla gioia . Afferr la sua armatura: senza aiuto si arm spesso, cos che fu tosto pronto. Or si avviava a nuove imprese. 25 L'infelice cavaliere era ormai tutto bardato e sell il suo cavallo. Con s prese lancia e scudo. Poi al mattino molti piansero, 30 perch all'alba era partito.

XV Libro

734 Molti sono gi impazienti di sapere come termina questa storia. Pi non esito, sono ansioso di fornirvi 5 con parole veritiere qui la chiave della storia, di svelarne ogni mistero. Vi dir come il re Anfortas, dolce e buono, fu guarito. 10 Dice questo la mia storia: la regina a Pelrapeire serb intatta la virt fino al giorno in cui trov poi il sommo bene in terra. 15 Grazie a Parzival l'ottenne, il suo sposo, in verit, di cui narro qui un'impresa. Ci che aveva fatto prima fu al confronto un gioco facile. 20 Se potessi qui evitare di parlarne lo farei: penoso raccontarlo. ora affido alla fortuna il mio eroe, al suo valore, 25 al coraggio suo virile sempre unito a virt casta. Spero che trovi la forza necessaria a sopravvivere nello scontro destinato 30 a lui, mentre corre incontro
Il poeta annuncia la gioia futura della stirpe del Graal

735 al pi forte dei sovrani. Costui era un re pagano, vi assicuro che non era stato ancora battezzato. 5 Cavalcava ardito Parzival verso una grande selva, percorreva un verde prato e incontr uno straniero.

735. 2 Wolfram indica con il termine pagano ogni uomo non battezzato, senza distinzione alcuna tra le religioni. In questo passo, non conoscendo la religione dei luoghi nominati, regioni dell'India, attribuisce ad esse i nomi delle divinit classiche, note al suo pubblico.

Parzival incontr un guerriero pagano molto ricco e potente. La sua armatura e le sue vesti erano tempestate di pietre preziose. Era ansioso di ottenere gloria per servire amore. Aveva sull'elmo l'insegna della mangusta. Era sbarcato in un porto naturale presso un bosco. Comandava venticinque eserciti che parlavano tutti lingue differenti. Il suo esercito aveva armi prodigiose. Questo re aveva lasciato il suo esercito per cercare gesta nella selva. Come i due guerrieri si videro, subito si scontrarono. Nei loro cuori scorreva lo stesso sangue puro, ma loro non lo sapevano. Nello scontro spezzarono pi lance e, allentando e stringendo le briglie, attaccavano e si difendevano, mettendo a segno ogni colpo. Nessuno dei due vacillava, ma sedeva saldo in sella. Parzival era il primo cavaliere che teneva testa al pagano. Entrambi mulinavano le spade, che erano molto affilate. I cavalli sudavano e barcollavano sfiniti. I due cavalieri scesero a terra e combatterono con le spade. Il pagano alz la spada e colp con tutta la sua forza. Parzival cadde a terra. Parzival si riprese pensando a Condwiramurs. L'elmo del pagano cominci ad accusare i colpi. La spada di Parzival si spezz sull'elmo dell'avversario, che cadde in ginocchio. Il pagano si rialz, incerto sull'esito della battaglia. Ma vedendo che Parzival era disarmato, pose fine allo scontro. Il duello termin senza vincitore. I due sedettero in terra. Il cavaliere pagano disse che non aveva mai conosciuto un guerriero cos valente, e chiese quale fosse il suo nome.

Parzival gli disse che non si era arreso, e quindi non voleva rivelargli il suo nome. Allora fu il pagano che disse il suo per primo: era Feirefiz d'Angi. Parzival sobbalz quando sent che l'altro era un angioino, e gli disse che erano entrambi della stessa stirpe. Gli chiese di togliersi l'elmo, per vederlo in volto. I due si tolsero gli elmi nello stesso istante, e si riconobbero nelle descrizioni che avevano l'uno dell'altro. I due parlarono del loro padre Gahmuret, che non avevano mai conosciuto. Parzival raccont a Feirefiz della morte di Gahmuret, avvenuta a Bagdad per opera di Ipomidone. Feirefiz fu affranto nell'apprendere che il padre era morto, ma era anche felice di aver trovato suo fratello. I due si alzarono, e convenirono di andare da re Art, loro parente. La corte di Art, triste per la partenza di Parzival, aveva deciso di restare ferma otto giorni in attesa che l'eroe ritornasse. Giunse da Schahtel merveille un guerriero che rifer di aver visto un aspro duello nella colonna magica. Parzival e Feirefiz arrivarono al campo, e si diressero verso la tenda di Gawan. I due cavalieri vennero spogliati dell'armatura. Feirefiz aveva il colore della pelle strano: era bianco e nero a chiazze. Parzival disse a Gawan che, essendo Feirefiz suo fratello, era anche suo cugino. Gawan lo abbracci e lo baci. Entrarono le regine, che salutarono Feirefiz. Si prepar presto la cena quella sera. Gawan annunci ad Art che era giunto al campo il potente re pagano di cui avevano sentito parlare da Eckuba. Dopo la cena Art con il suo seguito li raggiunse, fra alti strepiti di trombe, un forte rullo di tamburi, suoni di zampogne e flauti. I parenti di Feirefiz gli resero omaggio ed offrirono i loro servigi. Art e Feirefiz lodarono i loro rispettivi meriti. Feirefiz cit gli innumerevoli guerrieri che aveva sconfitto in duello. Anche Parzival elenc i guerrieri che aveva sconfitto, da quando aveva perso il Graal. Su suggerimento di Gawan, tutti i presenti notarono l'armatura splendida di Feirefiz. Art, Gramoflanz, Parzival e Gawan si appartarono. Art chiese agli altri tre cavalieri di aiutarlo a convincere Feirefiz ad entrare a far parte della Tavola Rotonda. Feirefiz accett. Vi fu un brindisi, e poi tutta la corte and a riposare. Il mattino seguente, Art si diede da fare per preparare una sontuosa festa. Come un tempo sulla riva del Plimizoel, venne tagliato un grande drappo in forma rotonda. Le spese per la mensa furono sostenute da Art, Gramoflanz e Gawan. Tutti i cavalieri e le dame accompagnate si prepararono con gran cura e sfarzo. Le dame senza cavaliere quel giorno rimasero nelle loro tende. Feirefiz era certamente il pi potente degli eroi presenti a quella tavola. Si svolse anche un torneo, per la gioia delle dame. Poi tutti sedettero a tavola.

779 Avanzava senza fretta, ma decisa, verso il cerchio. Il cavallo e i finimenti certo erano costosi. 5 Qui nessuno la fermava, cos giunse fino a loro. La fanciulla molto saggia cavalcava intorno al cerchio. Le indicarono il re Art, 10 tosto lei lo salut e parlando qui in francese supplic di perdonarla, di ascoltare il suo discorso, la notizia che portava. 15 Preg il re e la regina
Cundrie la sorcire entra nel campo di Art

778 Questo fu un d fortunato, * perch venne annunciata 15 la notizia a lungo attesa. Avanzava una fanciulla che indossava ricche vesti come portano l in Francia. Il mantello era di sciamito 20 nero come la cornacchia, intessuto d'oro arabo, col disegno di una tortora che l'immagine del Graal. 25 La fanciulla suscitava

di intercedere per lei. Si gir poi e si rivolse allo splendido re Parzival l seduto presso Art. 20 Con un balzo si slanci dalla sella gi sul prato, e cortese si gett ora ai piedi dell'eroe. 25 Lo preg di ricambiare

Cundrie chiede perdono a Parzival per averlo maledetto

qui stupita meraviglia. Ma lasciate pur che avanzi. Port in capo un'alta fascia, era candida e scendeva anche ai lati del suo viso, 30 e in parte lo copriva.

il saluto suo e piangendo chiese a lui di perdonarla. Tanto Art che Feirefiz per lei qui intercedevano. Il re Parzival la odiava 30 ma di cuore la perdon

in passato

Parzival perdona Cundrie

780 come vollero i suoi amici. La virtuosa donna orrenda balz in piedi prontamente, ringrazi poi inchinandosi 5 quanti vollero intercedere per lei che umili Parzival. Disleg e gett via benda, cuffia e cordicelle che portava prima in capo, 10 e lo fece di sua mano. Ora tutti riconobbero Cundrie la sorcire e videro su di lei la nota insegna del Graal, la tortora bianca. 15 Nell'aspetto era la stessa donna orrenda che la corte vide un giorno in riva al Plimizoel. A voi certo l'ho descritta: non mutarono i suoi occhi 20 gialli ancor pi di un topazio, lunghe zanne gialle aveva e labbra del color di una violetta. E per essere elegante lei portava un bel cappello 25 come un d in riva al Plimizoel: non serviva a ripararla, perch il sole non poteva danneggiare la sua pelle, dura come cuoio. Venne 30 a portar buone notizie. *

781 Inizi ora a parlare con leale cortesia: Beato voi, figlio di Gahmuret, degno frutto di Herzeloyde! 5 Dio vi offre la sua grazia. In onor di Secundille qui saluto Feirefiz, il guerriero maculato, in onor pur della gloria 10 che egli ha colto fin da giovane . Si rivolse poi a Parzival: Sii felice con misura. Benedetto il tuo destino, sei un uomo ormai perfetto. 15 E' comparsa gi la scritta: tu sei ora il re del Graal. E la tua sposa Condwiramurs e il figlio tuo Loherangrin sono stati con te scelti. 20 Dopo che tu la lasciasti partor due figli maschi. E' Kardeiz pur fortunato. Se anche non avessi altro fuori che la grande gioia 25 di potere salutare il re Anfortas che attende da te quanto pu salvarlo, la domanda che lo libera dalla sua penosa angoscia, 30 tu saresti gi per questo 30 l'uomo pi felice del mondo .

Parzival apprende da Cundrie di essere stato chiamato a Munsalwaesche per regnarvi

782 Nomin in lingua pagana sette stelle. Ne tradusse tosto i nomi Feirefiz che sedeva accanto a lei. 5 Disse poi: Ascolta, Parzival.

783 Piacque tutto questo a Parzival, e commosso gi piangeva per la grande gioia in cuore. Disse: Se, signora, vero 5 ci che avete appena detto,

Zval, il pi alto pianeta, e il rapido Almustri, Almaret e il chiaro Samsi per te annunciano ora gioia. 10 Alligafir il quinto astro, e il sesto Alkiter, quello a noi pi vicino Alkamer. Io non mento n straparlo: sono le guide del cielo 15 e ne frenano la corsa senza mai ostacolarsi. Non conosci pi l'angoscia. Ogni terra illuminata dalle stelle alte in cielo 20 il dominio sconfinato che ti ora sottomesso. La tua angoscia ha dunque fine. C' una sola cosa, sai che il Graal per sua natura 25 non potrebbe perdonarti: ecco, l'intemperanza. Tu hai sofferto in giovent, per dar pace alla tua anima, per cercare il vero bene, 30 ma ora sei certo felice .

che Dio mi ritiene degno, bench io sia un peccatore, di ottenere ci che dite con mia moglie e i miei figli, 10 Dio allor dona a me la grazia. Voi chiedeste il mio perdono dimostrandovi cortese. Non mi avreste per odiato se l avessi domandato: 15 mi macchiai l di un peccato. Ma ora voi mi offrite gioia e l'affanno mio distrutto. Dalla tortora capisco che da Munsalwaesche venite. 20 Quando Anfortas mi accolse vidi sopra ogni scudo ci che adorna il vostro abito: ecco, questa stessa tortora. Dite subito, signora, 25 quando e come potr andare lass con mia somma gioia . Gli rispose: Ti accompagni un solo uomo, mio signore. A te la scelta, io vi guido 30 lass: fai presto, aiutaci .

782. 1 I nomi arabi corrispondono nell'ordine ai seguenti pianeti: Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna.

Si sparse la notizia che Cundrie la sorcire era nell'accampamento, e si diffuse anche il messaggio che portava. Orgeluse pianse di gioia quando seppe che finalmente Parzival poteva porre la domanda e salvare il re Anfortas. Art preg Cundrie la sorcire di andare a riposare. Lei chiese di incontrare Arnive e le altre dame che erano state prigioniere di Clinschor a Schahtel merveille. Il pasto era ormai terminato, e Parzival scelse Feirefiz come compagno per il viaggio a Munsalwaesche. Feirefiz ne fu entusiasta e, prima di partire, volle distribuire ricchi doni a tutti i membri della corte. Chiese ad Art dei messi da inviare al porto per far portare i doni stipati sulle sue navi. Scrisse una lettera, e non vi pose nessun sigillo.

786 Parl infine il sire Parzival: in francese rifer ci che disse l'eremita, 5 che nessuno pot mai conquistare il Graal, soltanto chi dal cielo venne scelto. Si sapeva che il coraggio non bastava a quello scopo, 10 molti allora rinunciarono a cercare il Graal, rimasto ancor oggi ignoto a molti. Qui le dame poi soffrirono quando i due eroi partirono 15 dopo aver preso congedo l dai quattro grandi eserciti 20 e poi dalla corte intera.

Se ne andarono felici, con lo scudo e con la lancia. E l'esercito pagano venne dopo tre d a Joflanz. Feirefiz fu generoso: offr doni preziosi da arricchire un regno intero. 25 Ricevette l ogni uomo a seconda del suo rango bei regali, ebbe ogni donna gemme del Triant e del Nourient. Se ne and, penso, l'esercito. 30 Cundrie e i due eroi partirono.

Cundrie guida i due eroi a Munsalwaesche

XVI Libro

787 Nella sua reggia soffriva il re Anfortas, chiedeva di lasciarlo ormai morire, e sarebbe morto presto 5 se non fosse stato messo presso il Graal che dava forza a chiunque lo guardava. Disse il re ai cavalieri: Se mi amaste veramente 10 di me avreste compassione. Quanto posso ancor durare? Se sar Dio giusto giudice punir voi: non mi aiutate. Ero lieto di servirvi 15 quando ancora combattevo. * Ho gi espiato a sufficienza la mia colpa vergognosa di cui foste testimoni. Se non siete in cuore perfidi 20 rispettate i miei diritti di guerriero e liberatemi. Lo sapete, non scordate che io sono un cavaliere e che ho sempre combattuto 25 con valore in gesta ardite. Ho percorso valli e monti per lottare con la spada e per cogliere vittoria con dolore del nemico, 30 bench ci v'importi poco.
Anfortas chiede alla sua corte di lasciarlo morire

788 Non conosco pi la gioia e ormai prossimo a morire io qui accuso tutti voi, che cercate il vostro danno 5 se mi fate ancor soffrire. Compatite il mio dolore: conoscete la disgrazia che mi ha reso infermo e triste. A che serve un re cos? 10 Troppo presto per voi giunta l'ora in cui per causa mia vi dannate. Ma che fate? E lo avrebbero gi sciolto dai tormenti, ma pensavano, 15 consolandosi, alla scritta 15 che il pio Trevrizent vide un giorno sopra il Graal. Attendevano ancor l'uomo che un d perse l ogni gioia, aspettavano il suo aiuto, 20 la domanda decisiva. Il re prese l'abitudine di tenere gli occhi chiusi anche, a volte, quattro d. Ma, bench non lo volesse, 25 fu portato presso il Graal. Il dolor lo costringeva ad aprire infine gli occhi e cos restava in vita contro la sua volont. 30 Lo curarono in quel modo

La schiera di Munsalwaesche mantiene in vita Anfortas portandolo davanti al Graal, e aspetta Parzival.

789 fino al giorno in cui il re Parzival e il fratello variopinto non salirono con gioia lass fino a Munsalwaesche. 5 Era il tempo in cui i pianeti Marte e Giove ritornavano nella lor veloce corsa sempre al punto di partenza: or soffriva di pi Anfortas 10 per la sua grave ferita, e pativano con lui 15 donne e uomini del seguito

790 e chiunque camminava sui tappeti calpestava cardamomo e cariofilla, come pur noce moscata, 5 che rompendosi emanavano un gradevole profumo. Per lui ardeva nel camino, come un d, legno d'aloe. Ogni piede del lettuccio 10 avvolgeva pelle di serpe. Per lenire il suo dolore 15 tutto il seguito spargeva

che lo udivano gridare dal dolore, e lo vedevano sempre pi angosciato e stanco. Non potevano aiutarlo, era ormai senza speranza, tuttavia la storia dice che sar presto salvato. 20 Tutti a corte procuravano di lenire i suoi tormenti, profumavano con balsami l'aria per coprire il lezzo della sua piaga in cancrena. 25 Terebinto e altre spezie sempre furono cosparsi sul tappeto presso a lui. Triaca e ambra preziosa dall'aroma assai gradevole 30 profumavano pur l'aria,

rare spezie sulla coltre. Si appoggiava il re a un cuscino di preziosa e rara seta che veniva dall'Oriente, trapuntata e non cucita. Molte gemme trasparenti, ugualmente assai preziose 20 adornavano il lettuccio, che era poi tenuto insieme da pi d'una stringa in pelle di preziosa salamandra: il re l si appoggiava. 25 Il lettuccio era magnifico, e nessuno pu affermare che ne ha visto uno migliore.

Il lettuccio era tempestato di gemme preziose di ogni genere. Studi le pietre ogni saggio per scoprirne le virt: tutte avevano il potere di guarire e medicare o di infondere coraggio. Grazie al loro influsso magico rest in vita il sire Anfortas, ma soffriva chi lo amava. (792. v. 1-8). Giunsero da Joflanz Parzival e Feirefiz, guidati da Cundrie la sorcire. I templari posti a guardia di Munsalwaesche li lasciarono passare, perch riconobbero le insegne che portava Cundrie. Erano contenti che fosse arrivato l'uomo venuto per liberare il re Anfortas dal suo dolore. La schiera dei templari accolse con gioia Parzival e Feirefiz. Poi, commossi, andarono tutti a Munsalwaesche. La corte gio per l'arrivo degli eroi. I due cavalieri vennero aiutati a togliersi le armature, gli portarono delle vesti, e poi del vino in coppe d'oro. Poi vennero portati davanti al re Anfortas.

30 Il re accolse i due fratelli: 795 fu gentile, ma soffriva. Disse: A lungo e nell'angoscia aspettai da voi salvezza. Da quel d in cui mi lasciaste 5 voi avrete assai sofferto, se leale il vostro cuore. Se il potere vostro grande, convincete questa corte a lasciarmi ora morire, 10 perch cessi il mio tormento. Se voi siete il sire Parzival fate ch'io non veda il Graal qui per otto giorni interi: morir e avr pace. 15 E null'altro posso chiedervi: gloria a voi se mi aiutate. Non conosco il vostro amico, ma non voglio che stia in piedi e lo prego di sedersi . 20 Chiese Parzival piangendo: 25 Dov' il Graal? Me lo indicate? 796 a ridare vita a un toro e che fece alzare Lazzaro, qui soccorse pure Anfortas e gli rese la salute. 5 Come dicono i francesi rifior il suo colorito: era pi bello di Parzival, di Absalon figlio di Davide, del re Vergulaht d'Ascalona, 10 degli eroi belli per nascita, anche pi bello di Gahmuret, quando entr a Kanvoleiz ottenendo grandi lodi. Il re Anfortas, guarito, 15 super tutti in bellezza. Dio ha poteri senza limiti. Non vi era pi altra scelta: l'iscrizione sopra il Graal designava nuovo re 20 tosto Parzival: la corte 25 acclam al nuovo sire.

Parzival prega davanti al Graal e invoca

Parzival re del Graal

Vedr tosto questa schiera se Dio vuole farmi grazia . Cadde tre volte in ginocchio e preg la trinit di soccorrere il re misero, liberandolo dal male. Poi si alz e chiese ad Anfortas: Zio, che cosa ti tormenta? . 30 Chi aiut un d san Silvestro

l'aiuto divino

E nessuno vide altrove due re con tanta ricchezza, sempre che io la conosca, come Feirefiz e Parzival. Tutti offrirono poi omaggi al signore e a suo fratello. Io non so per quante miglia galopp Condwiramurs 30 lieta verso Munsalwaesche.

Parzival rivolge la domanda ad Anfortas e lo guarisce

795. 30 Secondo una leggenda san Silvestro richiam in vita un toro morto sussurrandogli nell'orecchio il nome di Cristo.

797 Prima aveva ricevuto il messaggio che scacciava da lei angoscia e grande ansia. E allora il duca Kiot 5 con i nobili guerrieri la condusse nella selva dove fu sbalzato Segramors, e anche dove sangue e neve ricordarono l'amata 10 all'eroe, in Terra di Salwaesche. La raggiunse tosto Parzival affrontando un lieto viaggio. Rifer al re un templare: Degni eroi hanno portato 15 con onore la regina . Fece allora cos Parzival: prese una schiera del Graal e pass da Trevrizent. Gio in cuore l'eremita 20 nel sentire che il re Anfortas era stato ormai guarito grazie infine alla domanda. Sono sempre misteriosi, disse, - i piani del Signore: 25 chi mai offre a lui consiglio o conosce il suo potere? Neanche un angelo pu farlo. Dio uomo e insieme verbo di suo padre, figlio e padre, 30 e il suo spirito ci aiuta .
Parzival visita ancora una volta l'eremita

798 Disse ancora rivolto a Parzival: Questo il pi gran miracolo: Dio ascolt il vostro lamento bench foste con lui irato: 5 la perfetta trinit soddisfece il voler vostro. Per distogliervi dal Graal mentii sulla sua natura: sono vostro servo, sire 10 e nipote mio, punitemi. Raccontai che Dio mand tutti gli angeli neutrali sulla terra presso il Graal fino al tempo in cui li volle 15 nella grazia sua il cielo. Dio costante nei suoi piani e combatte contro gli angeli che non ha mai perdonato. E chi cerca la salvezza 20 deve opporsi a questi spiriti: sono persi eternamente, da se stessi si dannarono. Compativo il vostro cruccio, e non era mai successo 25 che un guerriero conquistasse con le armi il santo Graal, da cui volli allor stornarvi. Per voi and diversamente, la conquista vostra grande. 30 Non scordate l'umilt .

Parzival chiese a Trevrizent di consigliarlo finch entrambi erano in vita. Poi prese congedo, per andare a trovare la sua sposa che non vedeva da cinque anni. Nella notte Parzival attravers la selva e si rec verso la riva del Plimizoel, dove era alloggiata sua moglie. Si scorgevano sulla riva le insegne del Brobarz. Il duca Kiot, che si era alzato presto, riconobbe le insegne di Munsalwaesche, che un giorno gli diedero in sposa Schoysiane, da cui ebbe sua figlia Sigune. Avanz verso Parzival, salut il re ed i suoi uomini. Kiot diede incarico al marescalco di sistemare il seguito di Parzival, e poi lo introdusse nella tenda di Condwiramurs. Lei non lo ud entrare, e Parzival vide con gioia i suoi due figli: Kardeiz e Loherangrin. Si spogli delle armi, poi Kiot svegli dolcemente la regina, annunciandole la venuta del suo sposo. Con grande gioia si abbracciarono e si baciarono.

Si svegliarono i bambini, e Parzival li abbracci teneramente. Il duca Kiot prese con s i bambini ed ordin alle fanciulle presenti di uscire dalla tenda. Poi lasci soli i due sposi. Se in passato perse il senno quando vide neve e sangue disegnare il caro volto, gli offr qui Condwiramurs ricompensa per l'affanno. Non conobbe altrove Parzival pena o premio dell'amore, bench in molte a lui li offrissero. Prov gioia e appagamento fino a mezzo la mattina. (802. v. 1- 10). Intanto l'esercito di Condwiramurs ammirava i templari e le loro armature, provate dalle tante battaglie. Quando il re e la regina si alzarono, andarono a sentir messa. Dopo la benedizione i cavalieri giurarono fedelt al re Parzival. Poich Parzival era stato destinato al Graal, dispose che suo figlio Kardeiz divenisse signore delle sue terre, il Vallese e il Norgals, il Kanvoleiz e il Kingrivals, con l'Angi e il Bealzenan. I guerrieri obbedirono al volere di Parzival, e ricevettero molte terre da Kardeiz, che venne incoronato re. Sul prato venne formato un cerchio con le sedie, e si pranz velocemente. Intanto si preparavano per la separazione: il re bambino sarebbe tornato al suo regno; Parzival, la sua sposa e suo figlio Loherangrin, sarebbero andati a Munsalwaesche. Parzival chiese di essere guidato alla fonte chiara e limpida dove si trovava l'eremo di Sigune. I templari lo condussero alla fonte. Arrivarono che era sera, e trovarono Sigune in ginocchio:era morta mentre pregava. La regina pianse alla vista della cugina morta. Parzival ordin di abbattere il muro, di alzare il masso sotto cui era sepolto Schionatulander e di deporvi accanto Sigune. Poi l'urna venne richiusa. La regina ora piangeva la cugina, cos dicono, e provava grande angoscia, perch fu da bambina allevata da Schoysiane, madre della morta vergine. Non sapeva il duca Kiot, il tutore del re Kardeiz, della morte di sua figlia: la mia storia vera e dritta, non curva come un arco. (805. v. 3-15). Arrivarono a Munsalwaesche, dove Feirefiz li attendeva. La schiera dei templari li accolse con onore. Loherangrin temeva di baciare suo zio Feirefiz, perch era bianco e nero a chiazze. Suo zio ne rise. La regina smont da cavallo, e venne condotta nella sala dove venne ricevuta da molte nobili signore. Condwiramurs salut anche il re Anfortas e Feirefiz. Poi la regina usc con le dame, e restarono i guerrieri. La regina poi usc con le dame, e qui rimasero i guerrieri. Molti ceri ora ardevano e splendevano. Una grande cerimonia fu allestita per il Graal. Solo nei giorni di festa si mostrava il Graal a corte, come avvenne un d lontano quando fu deposto in vista con la lancia insanguinata: sper quel giorno la corte che l'eroe la sciogliesse dall'angoscia, ma il sire Parzival se ne and senza salvarla. Venne posto il vista il Graal con immensa gioia. (807. v. 10-26). La regina si era cambiata, cingendo il capo con una fascia. Feirefiz la accolse sulla porta, e la condusse per la sala. Poi sedette presso il re ed Anfortas. Dovr essere cortese e accorto chi l serve quando il Graal sar portato. Dissi gi come fu posto prima l davanti ad Anfortas e si fece cos pure per il figlio del re Gahmuret e la figlia di Tampenteire. Venticinque degne vergini senza indugio poi entrarono, disponendosi in bell'ordine. Parve bella qui al pagano la ricciuta prima dama, giudic ancor pi belle le altre che poi la seguivano con preziose vesti rare. Dolce, amabile e gentile, era il viso di ogni vergine, e chiudeva quel corteo la regina Repanse de Schoye: da lei sola, mi fu detto, si lasci portare il Graal, questo fu un suo privilegio. La fanciulla era pudica, bella in cuore e pure in volto. (808. v. 20-30 / 809. v. 1-14). Molti paggi e camerlenghi servivano a quella tavola, e molte furono le bevande e la portate della cena. Il pagano si inform come era possibile che le coppe si riempissero da sole. Anfortas gli chiese se vedeva il Graal, ma Feirefiz rispose che vedeva soltanto un bel drappo, che era stato portato da una fanciulla, Repanse de Schoye, che egli gi sentiva di amare. Impallid nella macchie bianche. Anfortas gli disse che quella fanciulla era sua nipote, e che poteva intercedere per lui suo fratello Parzival. Feirefiz non mangiava pi, preso dal pensiero per la vergine Repanse de Schoye. Anfortas si rivolse a Parzival, dicendogli che suo fratello non vedeva il Graal. Feirefiz conferm a Parzival di non vedere altro che il drappo su cui dicevano si trovasse. Sembr a tutti un tal prodigio e la notizia arriv a Titurel, che disse che poich Feirefiz non era stato battezzato, allora non poteva vedere il Graal. Parzival e Anfortas informarono Feirefiz da dove provenivano i cibi che arricchivano la tavola. Ma chi non era battezzato non poteva vedere il Graal. Feirefiz fu invitato a convertirsi.

Feirefiz chiese se poteva avere la fanciulla che desiderava, se si fosse battezzato. Parzival disse che se si fosse battezzato avrebbe potuto chiederle amore. Feirefiz chiese a Parzival di intercedere presso sua zia per suo conto. Poi disse che se il battesimo andava preso in battaglia, lui era pronto a qualsiasi scontro. Parzival e Anfortas risero molto per le parole del pagano. Gli spiegarono che non era in battaglia che si otteneva il battesimo, ma rinunciando a Giove Iupiter, il suo dio, e abbandonando la regina Secundille. L'indomani Parzival gli avrebbe detto come fare. La cena si concluse, fu tolta la mensa e fu messo tutto in ordine. Le fanciulle si inchinarono ed uscirono. Parzival conged la corte. Al mattino seguente Parzival ed Anfortas invitarono Feirefiz in chiesa, dove c'era il Graal, e chiamarono il loro seguito al gran completo.

817 Voglio fare tutto quanto mi avvicina senza inganno all'amata , disse l'ospite. Ed il fonte fu inclinato 5 un pochino verso il Graal: si riemp all'istante d'acqua non gi troppo calda o fredda. C'era un prete ora canuto che gi aveva battezzato 10 molti bimbi in pagania. Disse a lui: Abbiate fede, resistete ognora al diavolo e portate a Dio l'anima, alla somma trinit 15 che ci ama tutti al pari. Dio uomo e pure verbo di suo padre: padre e figlio sono pari in gloria e forza allo spirito paraclito. 20 Ora Dio onnipotente, che assoluta perfezione, vi converta con quest'acqua. Anche chi si fece uomo come Adamo, ebbe battesimo. 25 L'acqua dona vita prospera al creato, a ogni albero, come pure a tutti gli uomini. Grazie all'acqua l'occhio limpido, l'acqua santa lava l'anima 30 che risplende pi di un angelo .

816 Grande folla di guerrieri * venne l. Entr il pagano. 20 Il fonte era un rubino sopra un rotondo diaspro: Titurel cos lo fece, era un'opera preziosa. Disse all'ospite il re Anfortas: 25 Se vuoi avere mia sorella devi tosto rinnegare i tuoi dei, nessuno escluso, e resistere con forza al demonio tentatore 30 e servire Dio lealmente .

818 Feirefiz disse al prete: Credo a quanto voi mi dite, se pu l'acqua confortarmi procurandomi amor degno: 5 in tal caso vi obbedisco. Se tua zia ha un dio, fratello, 10 in lui credo e anche a lei,

819 se un d fosse ci successo li doveva abbandonare. Quella corte soffr molto aspettando la domanda 5 che salv infine Anfortas, e aborriva ogni domanda, 10 non voleva pi sentire

e rinnego ogni mio dio, pur ch'io ottenga gioia e amore. Ora ha perso Secundille il favor mio. Battezzatemi, credo al Dio gi di tua zia . Cominci il rito cristiano: venne tosto il re pagano 15 battezzato e benedetto, ricevendo bianche vesti. Gli portarono la vergine figlia del re Frimutel: come la aspett ansioso! 20 Prima non vedeva il Graal * perch era ancor pagano. Ma ora venne battezzato e gli apparve tosto il Graal su cui lesse questa scritta, 25 e con lui tutta la corte: il templare destinato da Dio a essere re giusto di stranieri, non doveva mai permettere domande 30 sulla stirpe sua e il suo nome:
Feirefiz ottiene in sposa Repanse de Schoye

in futuro altre domande. Feirefiz, il battezzato, invit tosto il cognato a seguirlo al suo paese, a disporre dei suoi beni, della sua grande ricchezza. Rifiut in cortesia 15 il re Anfortas l'invito: Io non voglio che il mio cuore, gi votato a Dio, si perda. La corona del Graal merita lode come i vostri beni: io la persi per superbia, ora ho scelto l'umilt.

18 18 * 20

Il Graal vieta ai templari di rispondere alla domanda sulla loro provenienza

Non mi attira la ricchezza, n il favor di belle donne. Vi portate via una sposa casta, nobile e virtuosa, 25 come una vera dama. Servo ancor cavalleria, ma in futuro lotter per la gloria ognor del Graal e mai pi per una donna, 30 da cui ottenni solo angoscia. 820 * * 4 Non intendo per dire che io odio le signore, perch offrono gran gioia, anche se soffrii per loro .

Feirefiz preg Anfortas di seguirlo nel suo paese, in onore di sua sorella, ma Anfortas rifiut di nuovo. Chiese che Loherangrin lo seguisse, ma la madre lo imped, in quanto era destinato al Graal. Feirefiz festeggi per undici giorni, e part il dodicesimo. La sua sposa fu condotta su una delle navi. Parzival soffr per la loro partenza. Concesse loro una scorta che li accompagn fino al bosco. Anfortas la guidava. Giunti al bosco si salutarono. Cundrie prosegu per dare un messaggio di Anfortas al burgravio di Karcobra: ordinava di ricambiare i doni ricevuti da Feirefiz facendo da scorta a sua sorella e suo cognato. I templari salutarono il potente re d'Oriente. Feirefiz venne accolto con onore. Non rimase a lungo. Ripart scortato da valenti guerrieri, attraverso molte terre fino a Joflanz.

822 Trov l molte persone a cui chiese senza indugio qui notizie dell'esercito che un d vide l accampato. 5 Era ormai tornato in patria ogni re per vie diverse, Art era a Schanilot. Il sovrano del Tribalibot si avvi allor risoluto 10 verso il suo potente esercito che aspettava tutto afflitto il ritorno del suo re. Grande fu la gioia in porto quando infine il re arriv. 15 Il burgravio di Karcobra
Partenza di Feirefiz

823 dove era conosciuta. Noi qui la chiamiamo India, ma il suo nome l Tribalibot. Feirefiz mand poi Cundrie 5 dal fratello a Munsalwaesche per narrargli di s dopo che era morta Secundille. Ne fu lieto pure Anfortas che ora sua sorella fosse 10 l regina incontrastata. Questa la vera storia d'ogni figlio, erano cinque, del sovrano Frimutel. Due di loro erano morti: 15 la pudica Schoysiane.

e il suo seguito ottennero grandi doni e ripartirono. Cundrie apprese la notizia giunta ai messaggeri: 20 era morta Secundille. Pot allor Repanse de Schoye rallegrarsi del suo viaggio. Partor in India un figlio che Giovanni fu chiamato 25 detto poi prete Giovanni da ogni re di quel paese, non cambi mai pi il suo nome. Feirefiz laggi insegn la dottrina dei cristiani, 30 e lo fece ovunque in India,

Cundrie annuncia la morte di Secundille Nascita del figlio di Feirefiz e di Repanse de Schoye

in cui Dio trov virt; la seconda era Herzeloyde, che evitava falsit. Trevrizent lasci le armi 20 per servire solo Dio, e poi venne ripagato con mercede eterna in cielo. Lo splendente e dolce Anfortas ebbe un cuore casto e virile: 25 combatteva per servire ora il Graal, non pi le donne. Crebbe forte e ardito Loherangrin, non conobbe la vilt. Quando poi si avvi alle armi 30 serv il Graal e colse gloria.
Storia di Loherangrin

822. 24 Prete Gianni un personaggio abbastanza frequente nella letteratura medievale. Si tratterebbe del leggendario fondatore di un regno cristiano in estremo Oriente.

824 Se volete, altro vi dico. Or viveva in un paese una regina virtuosa. Ebbe in eredit 5 molti beni e nobilt. La condotta sua era casta, non cur passione umana per ricchezza e per amore. Molti chiesero lei in sposa 10 e fra questi anche guerrieri che portavano corona. Il pudore suo la spinse a negare il suo favore. Molti principi suoi sudditi 15 le portavano rancore perch lei non volle scegliere uno sposo pari suo, un signore per il regno. Si affidava a Dio la vergine, 20 non curava l'ira loro, per virt sua pat l'odio. Poi un d convoc i principi, che l inviarono a lei messi per offrirle il loro omaggio: 25 rifiutando disse a loro che Dio avrebbe per lei scelto. Fu sovrana del Brabante. Giunse allor da Munsalwaesche trasportato qui da un cigno 30 colui che Dio le mand.

825 Ad Anversa era sbarcato. Non rimase lei delusa: era un principe cortese, lo stimavano assai bello, 5 coraggioso, forte e nobile, un valente cavaliere saggio e di provata fede, senza ombra di menzogna. Questa era la sua fama 10 dove era conosciuto. Lei lo accolse con onore. Ecco che cosa le disse in presenza della corte l riunita tutta intorno: 15 Ascoltate, mia signora: se sar re del paese lascer un grande regno pari a questo. Ma vi prego, non chiedete chi io sia 20 e con voi io rester. Ma se invece chiederete, perderete me e il mio amore. Evitate le domande: Dio vi assista e ve ne guardi . 25 Gli promise la fanciulla di osservare il suo divieto, astenendosi dal fare quanto a lei era proibito se Dio le lasciava il senno. 30 Ma non seppe poi tacere.

826 Nella notte gli offr amore e corona del Brabante. Festeggiarono le nozze. Chi ne aveva l diritto 5 poi ottenne da lui un feudo. L'eroe fu anche buon giudice e glorioso cavaliere: cos accrebbe la sua fama. I due ebbero dei figli. 10 E c' ancora nel Brabante chi di loro si ricorda: lei lo accolse, egli rimase qualche tempo, poi part quando ud la sua domanda. 15 Pur soffrendo, se ne and: richiam l'amico cigno che arriv con la barchetta. Le lasci in pegno un corno, un anello e una spada. 20 Part allora Loherangrin. Se credete alla mia storia lo sapete che era figlio del re Parzival. Lott per il Graal in molte terre. 25 Come and che la sua amata perse il suo nobile amore? La invit a non domandare quando giunse l dal mare. Qui dovr parlare Erec 30 che pun chi domandava.

Nozze di Loherangrin con la sovrana del Brabante

827 Se Chrtien di Troys, il maestro, ha mentito raccontando, potr Kyot certo adirarsi, perch lui la vera fonte. 5 Ci racconta il Provenzale come il figlio di Herzeloyde conquist infine il Graal quando Anfortas lo perse. Giunto a noi dalla Provenza 10 il racconto veritiero

Loherangrin abbandona la moglie, colpevole di avergli rivolto la domanda proibita

che finisce in questo modo, e io, Wolfram d'Eschenbach, non intendo certo aggiungere altro a ci che disse Kyot. 15 Vi ho parlato del re Parzival, della sua nobile origine, dei suoi figli, e l'ho condotto alla meta stabilita per lui dalla grazia in cielo. 20 E' una vita spesa bene quella per cui Dio non perde poi un'anima lass, e che in terra gi conquista lode e onore senza fine. 25 Ogni nobile signora che abbia senno dovr amarmi, se mai c' chi vuole amarmi. Qui finisce questa storia: se narrai per una donna, 30 lei sar con me gentile.

Elogio dell'uomo che sa conciliare i doveri verso Dio con i doveri verso il mondo

826. 29 Wolfram allude qui al divieto imposto da Erec a Enite che le vieta di rivolgergli la parola (cfr. Erec di Hartmann). Ma Enite infrange il divieto per avvertire l'amato del pericolo imminente.