Impara L

A
T
E
X!
(...e mettilo da parte)
Marc Baudoin
´
Ecole Nationale Sup´erieure de Techniques Avanc´ees
32, boulevard Victor
75739 PARIS cedex 15
Versione originale: “Apprends L
A
T
E
X!” Copyright c _1994–1998 Marc Baudoin
Traduzione italiana: Copyright c _1998 Alessandro Cannarsi, Marc Baudoin
This document may be reproduced and distributed in whole or in part, in any medium physical or
electronic, as long as this copyright notice is retained on all copies. Commercial redistribution is
not allowed. All translations, derivative works, or aggregate works incorporating this document
in whole or in part must be covered under this copyright notice. That is, you may not produce
a derivative work from this document and impose additional restrictions on its distribution. For
further information please contact the author at <babafou@agm-ita.ensta.fr>.
Questo documento pu` o essere riprodotto e distribuito in tutto o in parte, con ogni mezzo fisico o
elettronico, purch´e questo avviso di copyright sia mantenuto su tutte le copie. La ridistribuzione
commerciale non `e permessa. Ogni traduzione, lavoro derivato o comprendente questo docu-
mento deve contenere questo stesso avviso di copyright: per esempio, non si possono produrre
lavori derivati da questo documento ed imporre restrizioni aggiuntive sulla sua distribuzione. Per
ulteriori informazioni si prega di contattare l’autore all’indirizzo <babafou@agm-ita.ensta.fr>.
Prefazione
A proposito di questo manuale
Questo manuale `e inizialmente stato scritto ad uso degli studenti dell’
´
Ecole nationale
sup´erieure de techniques avanc´ees (ENSTA) di Parigi, ed `e basato sulla versione di L
A
T
E
X
ivi installata
1
.
`
E possibile che l’installazione di L
A
T
E
X sulla vostra rete sia leggermente diversa. In
particolare, possono mancare le estensioni babel e graphicx.
Consultate lo staff tecnico incaricato dell’amministrazione della rete per sapere cosa
`e disponibile sulla rete o per chiedergli di installare quello che manca.
Per approfondire
Questo manuale non vuole essere esaustivo, e descrive solo gli aspetti di L
A
T
E
X che
mi sembrano essere di maggiore utilit`a. Per una trattazione pi` u estesa vi consiglio di
leggere L
A
T
E
X: a document preparation system, di Leslie Lamport ([1]). Un altro libro
indispensabile `e L
A
T
E
X Companion, di Michel Goossens, Frank Mittelbach e Alexander
Samarin ([2]), che descrive numerose estensioni di L
A
T
E
X.
Versioni
La prima versione di questo manuale `e stata scritta nella primavera 1994 e descriveva
L
A
T
E
X 2.09. La versione che state leggendo `e stata adattata nel 1996 a L
A
T
E
X2
ε
.
Dove trovare questo manuale?
Questo manuale `e disponibile in vari formati sui seguenti siti tramite FTP anonimo:
• ftp://ftp.agm-ita.ensta.fr/pub/babafou/
• ftp://ftp.pluto.linux.it/pub/pluto/ildp/misc/impara latex/
1
Nell’edizione italiana, l’installazione di riferimento `e L
A
T
E
X2
ε
quale installato al centro Cefriel di
Milano.
i
ii
Ringraziamo l’Amicale du G´enie Maritime et des Ing´enieurs Techniques Avanc´ees (AGM-
ITA) e Michele Dalla Silvestra per ospitare questo manuale sui loro archivi FTP.
Suggerimenti, commenti e complimenti
Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate del manuale (nel bene e nel male). Per
farlo, potete inviare un messaggio
2
all’indirizzo seguente:
<babafou@agm-ita.ensta.fr>
2
In inglese o francese...
Nota all’edizione italiana
Questa prima edizione italiana di Apprends L
A
T
E
X ! `e ancora in fase di redazione.
Oltre alla traduzione, sono stati effettuati i necessari adattamenti (regole tipografiche,
estensioni per l’italiano e cos`ı via) alla lingua italiana ed alle configurazioni di L
A
T
E
X pi` u
in uso in Italia.
Per eventuali commenti, suggerimenti, critiche, correzioni, non fatevi problemi a
contattarmi all’indirizzo seguente:
<cannarsi@cefriel.it>
iii
Capitolo 1
Introduzione
Questo manuale ha lo scopo di insegnarvi L
A
T
E
X
1
con un po’ di humour. Dopo averlo
letto dovreste essere in grado di utilizzare L
A
T
E
X per tutti i vostri documenti.
1.1 Cos’`e questo L
A
T
E
X?
L
A
T
E
X `e un formattatore di testi molto potente, che produce documenti di eccellente
qualit` a.
`
E utilizzato da moltissimi studenti e ricercatori in tutto il mondo.
Per avere un’idea di ci` o che `e capace di fare, sfogliate questo manuale: `e stato
interamente realizzato con L
A
T
E
X.
Il vantaggio di L
A
T
E
X rispetto ad altri word processor `e che dispone di un vero e
proprio linguaggio tramite il quale implementare nuove funzioni.
L
A
T
E
X `e un’estensione di un formattatore di testi chiamato T
E
X (il nome T
E
X viene
dal greco τ ´ εχνη
2
, che vuol dire “arte”).
1.2 Convenzioni tipografiche
Per facilitare la lettura di questo documento sono state utilizzate le seguenti conven-
zioni tipografiche:
• lo stile macchina da scrivere `e utilizzato per gli esempi di codice L
A
T
E
X, per i
nomi dei comandi L
A
T
E
X e per i comandi UNIX introdotti da tastiera;
• il corsivo `e utilizzato nella definizione di nuovi termini, per le opzioni e gli argo-
menti dei comandi L
A
T
E
X cos`ı come per i nomi di file e di comandi UNIX;
• lo stile sans serifs `e utilizzato per le classi e le loro opzioni, le estensioni e le loro
opzioni, nonch´e per gli ambienti.
1
Nulla a che vedere col caucci` u. Si pronuncia “l`atec”.
2
Da cui viene “tecnica”: ecco spiegata la pronuncia di L
A
T
E
X.
1
Capitolo 2
Perch´e imparare L
A
T
E
X?
Avete deciso di imparare ad utilizzare L
A
T
E
X: bravi! Ma certamente vi chiederete
quali vantaggi offre rispetto ad un word processor come Word. In effetti L
A
T
E
X ha la
cattiva fama di un programma difficile da apprendere, mentre Word `e molto pi` u semplice
e si usa in modo intuitivo (chi ha mai letto i manuali di Word?). Ecco a mio avviso i
principali punti a favore di L
A
T
E
X:
• le funzioni complesse, come la realizzazione di un indice o dell’indice analitico,
sono difficili da realizzare con Word mentre basta un solo comando in L
A
T
E
X;
• L
A
T
E
X `e particolarmente adatto ai testi che contengono formule matematiche;
• L
A
T
E
X `e estendibile (gli si possono aggiungere nuove funzioni).
Chiaramente L
A
T
E
X ha anche dei difetti, ma li vedremo dopo, quando ne saprete un
po’ di pi` u.
2.1 La filosofia di L
A
T
E
X
L
A
T
E
X non `e un word processor propriamente detto, come Word; `e un formattatore
di testi. Un documento L
A
T
E
X `e un file di testo scritto con un qualsiasi editor (Emacs,
vi...) che contiene, oltre al testo, dei comandi di formattazione. Quindi, primo punto
importante, non si vede il documento cos`ı come verr`a stampato mentre lo si scrive. Si
dice che L
A
T
E
X non `e WYSIWYG (What You See Is What You Get), contrariamente
a Word. Per visualizzare il documento bisogna compilarlo con L
A
T
E
X, poi utilizzare un
programma di visualizzazione.
`
E questo il grosso inconveniente di L
A
T
E
X.
D’altra parte, siccome tratta il testo nel suo insieme (e non man mano che lo si
redige), pu` o avere una visione d’insieme e fare scelte di impaginazione migliori.
Di pi` u, L
A
T
E
X “vede” il testo come lo pensiamo mentre Word vede il testo come lo
battiamo. Tutto il vantaggio di L
A
T
E
X sta in questa “intelligenza”.
2
CAPITOLO 2. PERCH
´
E IMPARARE L
A
T
E
X? 3
2.2 Come funziona L
A
T
E
X?
Quando compila un documento, L
A
T
E
X genera un certo numero di file:
• un file .dvi (device-independent) che `e il risultato della compilazione: questo file
servir` a alla stampa del documento (dopo essere stato convertito in PostScript);
• un file .aux contenente le cross-reference;
• un file .log contenente una copia dei messaggi che appaiono durante la compila-
zione.
A seconda della complessit`a del vostro documento, L
A
T
E
X pu` o creare anche i file:
• .toc, che contiene l’indice (table of contents);
• .lot, che contiene la lista delle tabelle (list of tables) ;
• .lof, che contiene la lista delle figure (list of figures) ;
• .idx, che contiene l’indice analitico non formattato.
Capitolo 3
Il vostro primo documento
Cominciamo dall’inizio. In questo capitolo realizzerete il vostro primo documento
con L
A
T
E
X, imparando a:
• compilare un documento;
• trovare e correggere gli errori che pu` o contenere;
• visualizzarlo;
• stamparlo.
3.1 Prima di cominciare
Create una directory tex nella quale metterete i vostri testi. Fatto ci`o, potrete
realizzare il vostro primo documento con L
A
T
E
X.
3.2 Cominciamo!
3.2.1 L’editing
Create il vostro documento con il vostro editor preferito (Emacs, vi...) e scrivete:
\documentclass[a4paper,11pt]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}
Questo `e il mio primo documento con \LaTeX.
\end{document}
4
CAPITOLO 3. IL VOSTRO PRIMO DOCUMENTO 5
Salvate il testo con il nome primo.tex (per convenzione, i documenti L
A
T
E
X hanno
l’estensione .tex).
3.2.2 La compilazione
Per compilare il vostro documento utilizzate il comando
latex primo.tex
L
A
T
E
X mostra man mano quello che sta facendo:
This is TeX, Version 3.14159 (C version 6.1)
(primo.tex
LaTeX2e <1995/12/01> patch level 2
Hyphenation patterns for english, english, italian, loaded.
(/opt/TeX/texmf/tex/latex/base/article.cls
Document Class: article 1995/12/20 v1.3q Standard LaTeX document class
(/opt/TeX/texmf/tex/latex/base/size11.clo))
(/opt/TeX/texmf/tex/latex/base/inputenc.sty beta test version
(/opt/TeX/texmf/tex/latex/base/latin1.def))
(/opt/TeX/texmf/tex/generic/babel/babel.sty
(/opt/TeX/texmf/tex/generic/babel/italian.ldf
(/opt/TeX/texmf/tex/generic/babel/babel.def)))
No file primo.aux.
[1] (primo.aux) )
Output written on primo.dvi (1 page, 344 bytes).
Transcript written on primo.log.
3.2.3 Rilevamento e correzione degli errori
Se vi siete sbagliati da qualche parte, appare un messaggio di questo tipo:
! Undefined control sequence.
l.9 Questo `e il mio primo documento con \latex
.
?
Quando trova un errore, L
A
T
E
X indica:
• la natura dell’errore (Undefined control sequence) ;
• la linea in cui si trova (l.9) ;
• cos`ı come il punto preciso dell’errore nella linea (per indicarlo, L
A
T
E
X torna a capo):
qui il comando sconosciuto `e \latex.
In questo caso, battete x oppure ^D per interrompere la compilazione, correggete l’errore
nel testo, salvate il file e ricompilate.
CAPITOLO 3. IL VOSTRO PRIMO DOCUMENTO 6
3.2.4 La visualizzazione
Per visualizzare il documento, battete
xdvi primo.dvi
Si aprir` a una finestra che mostra il documento cos`ı come verr`a stampato.
Con i bottoni situati nella parte destra della finestra potete:
• spostarvi all’interno del codumento (cosa ugualmente possibile da tastiera: la barra
spaziatrice permette di passare alla pagina successiva ed il tasto BackSpace alla
precedente);
• modificare l’ingrandimento (shrink).
`
E altres`ı possibile effettuare uno zoom cliccando nella finestra con i bottoni del mouse:
bottone di sinistra → zoom piccolo
bottone di centro → zoom medio
bottone di destra → zoom grande
3.2.5 La stampa
Per stampare il documento bisogna innanzitutto convertirlo in PostScript (`e il lin-
guaggio di descrizione testi utilizzato dalle stampanti laser) tramite il comando
dvips primo.dvi -o
Non resta altro che stampare il file cos`ı creato, primo.ps con il comando lpr (o lp, a
seconda del sistema operativo).
Capitolo 4
I concetti base di L
A
T
E
X
Per poter utilizzare appieno L
A
T
E
X e sfruttare tutte le sue potenzialit` a, bisogna capire
alcune idee base. Questo capitolo vi inizier` a pi` u approfonditamente alla filosofia ed allo
spirito di L
A
T
E
X e vi spiegher` a l’esempio del capitolo precedente.
4.1 Il documento L
A
T
E
X
Un documento L
A
T
E
X `e un insieme di testo e comandi di formattazione.
Riprendiamo l’esempio precedente:
\documentclass[a4paper,11pt]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}
Questo `e il mio primo documento con \LaTeX.
\end{document}
Come avete gi`a avuto modo di vedere, tutto questo serve solo a stampare il testo:
“Questo `e il mio primo documento con L
A
T
E
X.” Ma attenzione, il resto `e tutt’altro che
inutile! Sono i famosi comandi di formattazione. Esaminiamo il primo:
\documentclass[a4paper,11pt]{article}
Questo comando `e indispensabile e deve comparire nella prima linea di tutti i documenti
L
A
T
E
X. Definisce la classe del documento (qui article) e le opzioni da applicare (qui
a4paper e 11pt).
4.1.1 Sintassi di un comando L
A
T
E
X
La sintassi generale di un comando L
A
T
E
X `e la seguente:
7
CAPITOLO 4. I CONCETTI BASE DI L
A
T
E
X 8
\comando[opzione]¦parametro¦
• un comando inizia con un backslash \;
• il backslash `e seguito dal nome del comando;
• seguono poi i parametri opzionali fra parentesi quadre;
• ed infine i parametri obbligatori tra parentesi graffe.
Ecco qualche esempio di comando:
• comando senza parametri:
\appendix
• comando con parametri:
\chapter¦nome¦
• comando con parametri opzionali:
\item[nome]
• comando con parametri opzionali ed obbligatori:
\cite[pag. 150]¦lamport-latex¦
4.1.2 Il comando \documentclass
Ritorniamo al comando \documentclass ed ai suoi parametri.
La classe di un documento
La classe, che `e il parametro obbligatorio del comando \documentclass, definisce il
tipo del documento. Esistono cinque classi:
article `e la classe utilizzata per i documenti pi` u corti (articoli per riviste scientifiche...);
report `e utilizzata per i documenti pi` u lunghi che devono essere divisi in capitoli (mentre
la classe articole non gestisce i capitoli);
book `e utilizzata per i libri (ci sono poche differenze rispetto alla classe report, la pi` u
importante `e che questa classe, per default, produce documenti fronte-retro);
letter permette di scrivere delle lettere;
slides serve invece a fare dei lucidi.
CAPITOLO 4. I CONCETTI BASE DI L
A
T
E
X 9
Le opzioni di classe
Le opzioni di classe, che sono i parametri opzionali del comando \documentclass,
servono a modificare l’impaginazione del documento.
Spieghiamo un attimo quelle utilizzate qui:
a4paper permette di impostare i margini del documento per una stampa su carta in for-
mato A4 (quest’opzione `e indispensabile, altrimenti vi ritroverete con dei margini
per carta americana);
11pt porta la grandezza dei caratteri a undici punti
1
(la grandezza normale, senza
opzioni, `e di dieci punti; esiste anche un’opzione 12pt).
4.1.3 Le estensioni
Le estensioni (package in inglese) servono a modificare l’impaginazione o a definire
nuovi comandi, e quindi ad aggiungere nuove funzionalit` a a L
A
T
E
X. Vengono caricate
tramite il comando \usepackage nel preambolo del documento (v. ¸ 4.1.4).
Alcune estensioni sono distribuite con L
A
T
E
X, altre devono essere installate dall’am-
ministratore del pacchetto. Tra le estensioni standard, troviamo:
fontenc che, utilizzata con l’opzione T1, dice a L
A
T
E
X di utilizzare la codifica di caratteri
T1 (`e il nuovo standard L
A
T
E
X per la codifica dei caratteri ma non `e impostato di
default per motivi di compatibilit` a con le versioni precedenti, da cui la necessit`a
di utilizzare questa estensione quando possibile scrivendo nel preambolo
2
:
\documentclass[a4paper,11pt]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}
inputenc che permette, grazie all’opzione latin1, di utilizzare dei caratteri ISO-8859-
1 nel documento. Con questa estensione potete battere e vedere direttamente i
caratteri accentati nel documento: vi raccomando di utilizzarla sistematicamente
(per l’introduzione di caratteri accentati v. oltre).
L’estensione babel, anche se non `e standard, `e molto utile. Combinata all’opzione
italian adatta L
A
T
E
X alle convenzioni tipografiche italiane e ridefinisce alcuni titoli in
1
Il punto `e l’unit`a di misura in tipografia. Un punto vale 1/72esimo di pollice (1 pollice = 2,54 cm).
2
La codifica T1 potrebbe non essere installata sulla vostra rete (per esempio al Ce-
friel) e dare problemi in fase di compilazione, con dei messaggi d’errore che assomiglia-
no a: ! Font T1/cmr/m/it/10.95=dcti1095 at 10.95pt not loadable: Metric (TFM) file not
found. in questo caso, non includere quest’opzione.
CAPITOLO 4. I CONCETTI BASE DI L
A
T
E
X 10
italiano, come “Indice” o “Capitolo” (molto meglio di “Table of contents” e “Chapter”,
se il vostro documento `e in italiano).
Esistono moltissime altre estensioni, alcune delle quali verranno trattate in seguito.
4.1.4 Il preambolo
Il preambolo `e la parte del sorgente compresa tra i comandi \documentclass e
\begin¦document¦. Nel nostro esempio, contiene i comandi che caricano le estensioni.
4.1.5 Il documento
Il documento vero e proprio `e contenuto tra \begin¦document¦ e \end¦document¦.
Tutto ci` o che `e scritto dopo \end¦document¦ viene ignorato.
Qui incontriamo una struttura molto utilizzata in L
A
T
E
X: la struttura d’ambiente (v.
cap. 6 per una descrizione completa degli ambienti di L
A
T
E
X).
4.2 Struttura del testo
4.2.1 I paragrafi
Un documento L
A
T
E
X `e formato di paragrafi separati l’uno dall’altro tramite una o
pi` u linee bianche:
Ecco un paragrafo molto breve.
Qui comincia un altro paragrafo. Come potete vedere,
i ritorni a capo non hanno alcuna importanza nella
formattazione del paragrafo: contano solo le linee bianche.
Quest’ultimo paragrafo chiude l’esempio.
Ed ecco il risultato:
Ecco un paragrafo molto breve.
Qui comincia un altro paragrafo. Come potete vedere, i ritorni a capo
non hanno alcuna importanza nella formattazione del paragrafo: contano
solo le linee bianche.
Quest’ultimo paragrafo chiude l’esempio.
4.2.2 Le parole
Un paragrafo `e composto di parole separate da segni di punteggiatura o spazi (un
ritorno a capo `e considerato come uno spazio). Potete inserire quanti spazi volete tra
due parole (anche se ne basta uno). Per esempio i due testi che seguono danno lo stesso
risultato:
Ecco un esempio di testo, con qualche spazio.
CAPITOLO 4. I CONCETTI BASE DI L
A
T
E
X 11
Ecco un esempio
di testo, con
qualche spazio.
Infine, un piccolo consiglio. Dal momento che il ritorno a capo `e equivalente ad uno
spazio, non scrivete linee di testo di pi` u di 80 caratteri: andate a capo. Infatti `e pi` u
facile spostarsi con i tasti cursore in un paragrafo composto di pi` u linee piuttosto che in
un paragrafo formato da una sola. In pi` u, alcuni editor vanno a capo da soli una volta
raggiunto il margine destro (questa funzionalit` a viene spesso chiamata wrap long lines.
Se utilizzate Emacs, potete mettere le seguenti linee nel vostro file di configurazione
.emacs per attivare automaticamente il ritorno a capo automatico quando siete in modo
L
A
T
E
X:
;; Per andare a capo automaticamente in modo latex
(add-hook ’latex-mode-hook ’auto-fill-mode)
4.2.3 Lo spazio insecabile: ~
In alcuni casi bisogna impedire che L
A
T
E
X separi due parole alla fine della linea, come
accade qui:
Qual `e il nome dell’attore che in “Dalla Russia con amore” interpreta l’agente
007?
Lo “007” all’inizio della linea `e estremamente sgradevole.
Vorremmo poter appiccicare lo “007” alla parola che lo precede: bisogna usare il
carattere~. Questo carattere rappresenta uno spazio insecabile, che viene considerato
come uno spazio (e quindi apparir` a come tale in stampa), ma L
A
T
E
X non separer` a mai
in fine linea le due parole:
Qual `e il nome dell’attore che in ‘‘Dalla Russia con amore’’
interpreta l’agente~007?
Qual `e il nome dell’attore che in “Dalla Russia con amore” interpreta l’a-
gente 007?
Non utilizzate sistematicamente lo spazio insecabile, perch´e rende il testo meno leggi-
bile. Quando avrete terminato la redazione del vostro documento potrete eventualmente
inserire spazi insecabili laddove `e necessario.
4.2.4 I commenti
L
A
T
E
X permette di includere dei commenti nel testo, che non verranno stampati.
Possono servire come punti di riferimento per l’autore, ricordargli che non ha finito di
scrivere un paragrafo ecc.
Un commento comincia con % e termina alla fine della linea:
Questo `e testo normale. % questo `e un commento
Questo `e il resto del testo.
CAPITOLO 4. I CONCETTI BASE DI L
A
T
E
X 12
4.3 Caratteri speciali utilizzati da L
A
T
E
X
Avrete notato che alcuni caratteri hanno un significato speciale per L
A
T
E
X. Ad
esempio, \ indica un comando, ~ uno spazio insecabile e % un commento.
Esistono dieci caratteri speciali:
$ & % # _ { } ~ ^ \
che non possono essere stampati cos`ı come sono.
Per i primi sette esiste un comando speciale, che consiste in un \ (perch´e `e un
comando) seguito dal carattere in questione. Quindi,
\$ \& \% \# \_ \{ \}
stampano
$ & % # ¦ ¦
Per gli altri tre, L
A
T
E
X non fornisce comandi che permettano di stamparli, ma si
pu` o aggirare l’ostacolo utilizzando le combinazioni \~¦¦, \^¦¦ e $\backslash$ che
permettono di stampare rispettivamente ˜ e ˆ.
4.4 I problemi di cesura: Overfull \hbox
A volte capita che L
A
T
E
X non sappia dove dividere una parola alla fine di una linea;
e piuttosto che dividerla a caso, preferisce non far nulla. In questo caso la parola in
questione oltrepassa il margine destro, e L
A
T
E
X genera il seguente messaggio:
Overfull \hbox (8.45247pt too wide) in paragraph at lines 35--39
Il messaggio di warning Overfull \hbox significa che qualcosa oltrepassa il margine
destro. L
A
T
E
X segnala di quanto spazio il testo oltrepassa il margine (8.45247pt) e in
quali linee si trova il paragrafo che d` a problemi (lines 35--39).
Non preoccupatevi: capita molto raramente (in questo manuale, ho avuto solo 8 di
questi messaggi), e quasi sempre con delle parole che contengono una lettera accentata.
Quando siete in questa situazione, `e possibile precisare dove dividere la parola (ce-
sura). Per farlo, trovate il punto preciso con xdvi e inserite nel testo il comando \-
esattamente nel punto in cui volete dividere la parola.
Il comando \- ha effetto sulla formattazione del resto del paragrafo, perch´e una parte
della parola si ritrover` a sulla linea seguente e sposter`a il resto del testo. Pu` o darsi allora
che compaiano o scompaiano altri avvertimenti di cesura. Per questo motivo vi consiglio
di effettuare le cesure una per una, verificando di volta in volta il risultato (lo si pu` o fare
visualmente con xdvi, ma `e sufficiente che il messaggio Overfull \hbox scompaia per
essere sicuri di aver effettuato la cesura come si deve) e solamente quando avete finito
di scrivere il paragrafo.
Capitolo 5
I comandi di L
A
T
E
X
I comandi sono utilizzati di frequente con L
A
T
E
X: per stampare alcuni caratteri che
non sono sulla tastiera, per modificare la tipografia, per strutturare il documento ecc.
5.1 Sintassi di un comando
La sintassi generale di un comando L
A
T
E
X `e la seguente:
\comando[opzione]¦parametro¦
• un comando inizia con un backslash \;
• il backslash `e seguito dal nome del comando;
• seguono poi i parametri opzionali fra parentesi quadre;
• ed infine i parametri obbligatori tra parentesi graffe.
Alcuni comandi hanno ci` o che viene detto variante asterisco , cio`e una variante del
comando. Per ottenere la variante asterisco di un comando `e sufficiente aggiungere un
asterisco tra il nome del comando e i suoi parametri:
\comando*[opzione]¦parametro¦
5.2 Caratteri speciali
Certi caratteri, ed alcuni simboli, non si trovano sulla tastiera. Per coloro che utiliz-
zano tastiere QWERTY, in particolare, `e il caso delle lettere accentate, indispensabili
in italiano. Fortunatamente L
A
T
E
X mette a vostra disposizione una serie di comandi che
colmano questa lacuna.
13
CAPITOLO 5. I COMANDI DI L
A
T
E
X 14
† \dag ¸ \S c _ \copyright
‡ \ddag ¶ \P £ \pounds
Tabella 5.1: Simboli di uso comune
œ \oe ˚a \aa l \l ¿ ?‘
Π\OE
˚
A \AA L \L ¡ !‘
æ \ae ø \o ß \ss
Æ \AE Ø \O
Tabella 5.2: Simboli per l’italiano e le altre lingue
5.2.1 Simboli
L
A
T
E
X definisce dei comandi che permettono di stampare diversi simboli (v. tab. 5.1)
di uso comune ed altri utilizzati in italiano e in altre lingue (v. tab. 5.2).
Segnaliamo inoltre la presenza del comando -- che stampa un trattino utilizzato
per gli intervalli di numeri (come in 93–94) e del comando --- che stampa una lineetta
utilizzata per la punteggiatura — come questa.
L
A
T
E
X definisce altres`ı tre altri comandi che permettono di stampare i logo T
E
X
(\TeX), L
A
T
E
X (\LaTeX) e L
A
T
E
X2
ε
(\LaTeXe).
Vediamo ora ci`o che risulta dal testo seguente:
Prova dei comandi \TeX e \LaTeX in un testo.
Ecco il risultato:
Prova dei comandi T
E
Xe L
A
T
E
Xin un testo.
Non `e precisamente quello che ci aspettavamo. In effetti, L
A
T
E
X ignora tutti gli spazi
(uno o pi` u) che seguno un comando senza parametri (ed `e il caso dei comandi \TeX,
\LaTeX e \LaTeXe). Possiamo cavarcela in tre modi:
• utilizzare il comando \ (backslash spazio) che stampa uno spazio:
Prova dei comandi \TeX\ e \LaTeX\ in un testo.
• mettere un parametro vuoto:
Prova dei comandi \TeX{} e \LaTeX{} in un testo.
• mettere il comando tra parentesi graffe (vengono chiamate graffe di raggruppa-
mento: v. pag. 17) :
Prova dei comandi {\TeX} e {\LaTeX} in un testo.
CAPITOLO 5. I COMANDI DI L
A
T
E
X 15
Tutti questi metodi sono equivalenti (danno esattamente lo stesso risultato) ma il
primo `e pi` u elegante (mettere un parametro vuoto ad un comando che non ne ha non
`e molto logico) e il sorgente risulta pi` u leggibile. Quanto all’ultimo, viene utilizzato
soprattutto per i simboli della tab. 5.2. Per esempio “perch´e” si scrive perch\´¦e¦.
5.2.2 Le lettere accentate
L
A
T
E
X definisce dei comandi che permettono di stampare ogni tipo di lettera accen-
tata (v. tab. 5.3). Beninteso, potete anche batterle nel vostro editor (a condizione di
utilizzare l’estensione inputenc con l’opzione latin1).
`e \‘¦e¦ ˜ n \~¦n¦ ˇe \v¦e¦ ¸c \c¦c¦
´e \’¦e¦ ¯e \=¦e¦ ˝e \H¦e¦ e
.
\d¦e¦
ˆe \^¦e¦ ˙ e \.¦e¦ ee \t¦ee¦ e
¯
\b¦e¦
¨e \"¦e¦ ˘e \u¦e¦
Tabella 5.3: Accenti
Tutto questo per` o non `e molto pratico. In L
A
T
E
X si possono allora utilizzare delle
abbreviazioni per alcuni di questi comandi, presentate nella tab. 5.4.
`e \‘e ˜ n \~ n
´e \’e ¯e \=e
ˆe \^ e ˙ e \.e
¨e \"e
Tabella 5.4: Abbreviazioni dei comandi d’accentazione
Ecco un esempio di testo in italiano che utilizza caratteri accentati:
Non se ne pu\‘o pi\‘u, in realt\‘a, cos\‘{\i} facendo
il numero di caratteri da battere \‘e triplo! Perch\’e
non usare i caratteri ISO-8859-1?
ATTENZIONE: per mettere accenti sulle lettere “i” e “j” bisogna utilizzare
i comandi \i e anzich´e le lettere: in questo modo sar`a possibile stamparle
senza puntino. Date un’occhiata qui:
\‘i \‘e leggermente diverso da \‘{\i}.
`
i `e leggermente diverso da `ı.
Se invece utilizzate i caratteri ASCII estesi (ISO-8859-1) come spiegato
nel paragrafo successivo, non c’`e problema.
CAPITOLO 5. I COMANDI DI L
A
T
E
X 16
Per chi ha una tastiera QWERTY ed utilizza Emacs come editor, una soluzione
ancora pi` u pratica `e utilizzare l’iso-accents-mode. In questo modo ogni lettera accentata
viene introdotta in due fasi: prima l’accento e poi la lettera. Per esempio, per “` a” bisogna
battere prima ` e poi A . Una volta attivato questo modo, sar` a ancora possibile,
ovviamente, inserire accenti da soli (apostrofo, circonflesso): baster` a battere uno spazio
dopo l’accento in questione affinch´e non venga considerato come un carattere speciale.
In iso-accents-mode quindi, “ˆ” si scrive battendo ˆ seguito dalla barra spaziatrice.
Inserite queste linee nel vostro file .emacs per attivare automaticamente questo modo
quando selezionate il modo L
A
T
E
X:
;; Per visualizzare i caratteri ISO-8859-1
(standard-display-european t)
;; Per introdurre i caratteri ISO-8859-1 da tastiera
(add-hook ’latex-mode-hook ’iso-accents-mode)
Un altro modo `e riprogrammare i tasti funzione tramite il comando UNIX xmodmap.
5.3 Dichiarazioni e comandi di cambiamento di stile
L
A
T
E
X permette ovviamente di cambiare lo stile dei caratteri. In tipografia, gli stili
si distinguono:
• per la forma (v. tab. 5.5) ;
¦\upshape Upright shape¦ Upright shape
¦\itshape Italic shape¦ Italic shape
¦\slshape Slanted shape¦ Slanted shape
¦\scshape Small capitals¦ Small capitals
Tabella 5.5: Dichiarazioni di cambiamento di forma
• il peso (v. tab. 5.6) ;
¦\mdseries normale¦ normale
¦\bfseries grassetto¦ grassetto
Tabella 5.6: Dichiarazioni di cambiamento di peso
• la famiglia (v. tab. 5.7).
Ognuna di queste caratteristiche pu` o essere cambiata indipendentemente dalle altre.
CAPITOLO 5. I COMANDI DI L
A
T
E
X 17
¦\rmfamily famiglia roman¦ famiglia roman
¦\sffamily famiglia sans serifs¦ famiglia sans serifs
¦\ttfamily famiglia typewriter¦ famiglia typewriter
Tabella 5.7: Dichiarazioni di cambiamento di famiglia
I comandi qui indicati sono diversi da quelli che abbiamo visto finora. Non hanno
argomenti ed agiscono su tutto il resto dell testo. Le si chiama dichiarazioni .
Al fine di limitare la visibilit` a di una dichiarazione bisogna utilizzare delle graffe di
raggruppamento:
Metto la parola che segue in {\itshape corsivo}.
Il resto del testo `e normale.
Metto la parola che segue in corsivo. Il resto del testo `e normale.
Si possono anche combinare pi` u dichiarazioni:
Io mi {\itshape chiamo {\bfseries Gigi}}.
Io mi chiamo Gigi.
Gi` a che ci siamo, noterete che gli spazi che seguono una dichiarazione vengono ignorati
(come gli spazi che seguivano i comandi \TeX e \LaTeX).
Esiste un comando corrispondente a ciascuna di queste dichiarazioni (v. tab. 5.8).
Dichiarazione Comando
\upshape \textup
\itshape \textit
\slshape \textsl
\scshape \textsc
\mdseries \textmd
\bfseries \textbf
\rmfamily \textrm
\sffamily \textsf
\ttfamily \texttt
Tabella 5.8: Comandi di cambiamento di stile
Questi comandi modificano unicamente lo stile del loro parametro, mentre il testo
che segue non viene modificato:
Metto la parola che segue in \textit{corsivo}.
Il resto del testo `e normale.
CAPITOLO 5. I COMANDI DI L
A
T
E
X 18
Metto la parola che segue in corsivo. Il resto del testo `e normale.
Si raccomanda, per quanto possibile, di adoperare i comandi di cambiamento di stile
piuttosto che le dichiarazioni equivalenti.
Cos`ı come le dichiarazioni possiamo anche combinare i comandi:
Io mi \textit{chiamo \textbf{Gigi}}.
Io mi chiamo Gigi.
Segnaliamo anche il comando \emph, che serve ad evidenziare il suo parametro:
Evidenziamo \emph{queste parole}.
Evidenziamo queste parole.
E qui incominciamo a vedere uno degli aspetti pi` u importanti della filosofia di L
A
T
E
X:
la distinzione tra la struttura del documento e la sua “resa” visiva. Come potete vedere,
il comando \emph evidenzia il suo parametro stampandolo in corsivo. Se questo manuale
fosse stato stampato su una stampante che non dispone dello stile corsivo, il parametro
di \emph sarebbe stato sottolineato. Il comando \emph, dunque, non descrive il modo
in cui quelle parole devono essere stampate, ma il loro valore, il modo in cui le si sono
pensate nell’ambito del testo.
Immaginate di dover scrivere un libro di botanica e di volere che, nel vostro libro, tutti
i nomi latini delle piante appaiano in corsivo. Nulla di pi` u semplice: basta metterle come
parametro del comando \textit. Poi, quando il vostro libro `e finito, il vostro editore vi
chiede di mettere i nomi latini in grassetto piuttosto che in corsivo, perch´e queste sono
le sue scelte tipografiche. Bisogna allora sostituire tutti i \textit in \textbf, e facendo
attenzione, perch´e probabilmente avrete utilizzato il corsivo anche per qualcos’altro.
Insomma, non `e il massimo della praticit`a...
L
A
T
E
X, conformemente alla sua filosofia, offre una soluzione elegante per questo pro-
blema. Infatti `e possibile definire dei nuovi comandi (per dettagli, fate riferimento al
¸ 9.1.1). Vi basta dunque definire un comando \latino che stamper`a il suo parame-
tro, cio`e un nome latino, nello stile che preferite. Se i nomi latini devono poi essere in
grassetto, baster`a allora cambiare la definizione del comando \latino, e il gioco `e fatto.
Ecco perch´e non si usano quasi mai dei comandi di cambiamento di stile in un
documento L
A
T
E
X. Si preferisce definire un insieme di comandi che rispecchiano la logica
del testo ed utilizzare questi ultimi. Cos`ı per scrivere questo manuale, ho definito vari
comandi:
• \comando permette di scrivere i comandi in stile macchina da scrivere;
• \classe permet di scrivere i nomi delle classi in stile sans serifs;
• e cos`ı via.
Vi consiglio fortemente di fare lo stesso.
CAPITOLO 5. I COMANDI DI L
A
T
E
X 19
5.4 Dichiarazioni di cambiamento di corpo
L
A
T
E
X dispone di dichiarazioni (da utilizzare dunque con delle graffe di raggruppa-
mento) che permettono di modificare il corpo (grandezza dei caratteri) del testo (v.
tab. 5.9).
corpo \tiny corpo \large
corpo \scriptsize corpo \Large
corpo \footnotesize corpo \LARGE
corpo \small corpo \huge
corpo \normalsize corpo \Huge
Tabella 5.9: Dichiarazioni dei cambiamenti di corpo
5.5 Comandi di interruzione linea, interruzione pagina e
di spaziatura
Alcuni comandi pi` u o meno utili possono obbligare L
A
T
E
X a effettuare particolari
scelte di impaginazione del documento.
Il comando \newline forza un’interruzione di linea. Il comando \\ `e un’abbreviazio-
ne di \newline, e lo incontrete spesso. Non ne abusate. In particolare, questo comando
non serve a passare ad un nuovo paragrafo (anche se molta gente, purtroppo ed erro-
neamente, lo usa per questo, i paragrafi vanno separati con una linea bianca): infatti
se terminate un paragrafo con \\, la prima linea del paragrafo successivo non avr` a un
rientro.
Il comando \newpage permette di inserire un’interruzione di pagina. Il comando
\clearpage `e equivalente, ma in pi` u obbliga L
A
T
E
X a stampare tutte le tabelle e le
figure “volanti” (v. ¸ 6.9).
I comandi \hspace¦larghezza¦ e \vspace¦larghezza¦ inseriscono uno spazio (oriz-
zontale per \hspace e verticale per \vspace) di larghezza ¦larghezza¦.
Le larghezze possono essere espresse in una delle seguenti unit`a di misura:
cm centimetro;
mm millimetro;
in pollice (inch), 1 in = 2,54 cm;
pt punto (1/72esimo di pollice), un’unit` a tipografica;
pc pica (1 pica = 12 punti), un’altra unit` a tipografica;
em 1 em `e pari alla larghezza della lettera “M” nel font corrente, ed `e un’unit` a speciale
di L
A
T
E
X;
CAPITOLO 5. I COMANDI DI L
A
T
E
X 20
ex 1 ex `e pari alla larghezza della lettera “x” nel font corrente, ed `e un’unit` a speciale
di L
A
T
E
X.
Il comando \hspace non `e quasi mai utilizzato, al contrario del comando \vspace
che serve molto spesso a lasciare uno spazio in un testo o in una figura, ad esempio per
incollarci (con della colla vera) un disegno o uno schema. Lo spazio di 3 centimetri della
fig. 5.1 `e stato ottenuto col comando:
\vspace{3cm}
Figura 5.1: Figura vuota
Infine, i comandi \bigskip, \medskip e \smallskip inseriscono uno spazio verticale
pi` u o meno grande. Sono molto comode perch´e la grandezza dello spazio che generano
`e funzione del font utilizzato.
5.6 Comandi di sezionamento del documento
Strutturare un documento (organizzarlo in parti, capitoli, sezioni, sottosezioni...) `e
una delle cose pi` u facili da fare con L
A
T
E
X. Bisogna usare i comandi della tab. 5.10.
\part¦nome¦ \subsection¦nome¦
\chapter¦nome¦ \subsubsection¦nome¦
\section¦nome¦
Tabella 5.10: Comandi di sezionamento
Il comando \chapter non `e disponibile nella classe article: ecco perch´e si utilizzano
report o book quando si ha bisogno di fare dei capitoli e la classe article quando non se
ne ha bisogno.
Questi comandi sono semplici e potenti. Per esempio il titolo di questa sezione `e
stato ottenuto cos`ı:
\section{Comandi di sezionamento del documento}
Di pi` u, `e L
A
T
E
X che gestisce automaticamente la numerazione: cos`ı `e possibile inserire
dei capitoli, delle sezioni o modificare il loro ordine senza preoccuparsi del cambiamento
dei numeri.
CAPITOLO 5. I COMANDI DI L
A
T
E
X 21
Analogamente, il comando \tableofcontents stampa l’indice. Per aggiornare l’in-
dice c’`e bisogno di due compilazioni successive: la prima scrive il contenuto dell’indice
nel file .toc
1
e la seconda lo include nel documento.
Esistono ugualmente i comandi \listoftables, che stampa la lista delle tabelle e
\listoffigures, che stampa la lista delle figure (v. ¸ 6.9). Anche per aggiornare queste
liste bisogna compilare due volte (entrano in gioco i file .lot e .lof).
Varianti asterisco
I comandi di sezionamento hanno una variante asterisco che non numera i titoli, non
modifica la numerazione delle altre sezioni e non genera una linea nell´ındice. Sono pi` u
che altro utilizzate al posto dei comandi normali nei documenti molto brevi, nei quali
la numerazione non `e necessaria.
Il titolo qui sopra `e stato ottenuto con il comando:
\subsection*{Varianti asterisco}
Ciononostante si pu` o far apparire il titolo nell’indice con il comando:
\addcontentsline¦toc¦¦livello¦¦titolo¦
che far` a apparire titolo nell’indice a livello livello (che pu` o essere part, chapter, section,
subsection o subsubsection). Per esempio, per includere il titolo qui sopra nell’indice
avrei potuto scrivere:
\addcontentsline{toc}{subsection}{Varianti asterisco}
Appendici
Infine, il comando \appendix permette di dire a L
A
T
E
X che i capitoli (per le classi
report et book) o le sezioni (per la classe article) che seguono devono essere considerate
appendici e contrassegnate con A, B, ecc.
5.7 Il frontespizio
L
A
T
E
X permette di stampare un titolo a partire da alcune informazioni contenute nel
preambolo:
\title¦titolo¦ specifica il titolo del documento. Si pu` o utilizzare \\ per andare a capo.
\author¦nome¦ specifica il nome dell’autore. Se ce n’`e pi` u di uno, i nomi devono
essere separati da \and. Si pu` o usare \\ per andare a capo.
\date¦date¦ specifica la data del documento.
1
toc per table of contents.
CAPITOLO 5. I COMANDI DI L
A
T
E
X 22
I comandi \title e \author sono obbligatori. Se non si utilizza il comando \date
viene automaticamente inserita la data in cui avviene la compilazione.
Se non si vuole nessuna data basta scrivere:
\date{}
Per stampare il titolo bisogna richiamare il comando \maketitle subito dopo \begin¦document¦.
Ecco un esempio di documento con titolo:
\documentclass[a4paper,11pt]{report}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\title{Questo `e il titolo \\ e il suo seguito}
\author{Harley \and Davidson}
\date{26 febbraio 1994}
\begin{document}
\maketitle
...
Si possono mettere note al titolo, all’autore od alla data grazie al comando \thanks,
che inserisce una nota a pi`e di pagina:
\title{Titolo con nota\thanks{ecco la nota}}
Per le classi report e book, il titolo `e stampato da solo al centro del frontespizio,
mentre per la classe article, viene stampato all’inizio della prima pagina. In questo caso,
per ottenere un frontespizio su una pagina a s´e, bisogna includere l’opzione di classe
titlepage.
Questo tipo di titolo, bisogna ammetterlo, `e abbastanza spartano, ma `e possibile
fare da soli l’impaginazione con l’ambiente titlepage (v. ¸ 9.3).
5.8 Comandi per le note
Si possono inserire facilmente note a pi`e di pagina e note a margine.
5.8.1 Note a pi`e di pagina
Una nota a pi`e di pagina
2
si ottiene col comando
\footnote¦nota¦
2
Come questa.
CAPITOLO 5. I COMANDI DI L
A
T
E
X 23
L
A
T
E
X si preoccupa di numerare le note:
Una nota a pi` e di pagina\footnote{Come questa.}
si ottiene...
5.8.2 Note a margine
Una nota a margine si ottiene anch’essa molto semplicemente con il comando: questa `e
una nota a
margine
\marginpar[testo di sinistra]¦testo di destra¦
Una nota a margine\marginpar{questa `e una nota a margine}
si ottiene...
Se la nota va posta nel margine sinistro e viene precisato l’argomento opzionale testo
di sinistra, verr` a utilizzato quest’ultimo. Negli altri casi viene utilizzato testo di destra
e la nota appare nel margine destro
3
.
5.9 I riferimenti
Con L
A
T
E
X, `e molto semplice fare riferimento a una parte del documento (pagina,
capitolo, tabella, equazione...).
Il comando \label¦nome¦ permette di piazzare un contrassegno, invisibile in stam-
pa, sulla parte del testo alla quale ci si vuole riferire.
Il comando \ref¦nom¦ permette poi di fare riferimento alla parte di testo contras-
segnata da nome. Ovviamente dev’essere qualcosa di numerato, come un capitolo, una
sezione, una tabella, un’equazione...
Il comando \pageref¦nom¦ permette di fare riferimento alla pagina in cui si trova
il contrassegno nome.
Ad esempio, ho messo un contrassegno su questa sezione come segue:
\section{I riferimenti} \label{sez:riferimenti}
Posso allora far apparire il numero di questa sezione (5.9, o mi sbaglio?) con il comando:
\ref{sez:riferimenti}
e alla pagina in cui comincia (23, credo...) con:
\pageref{sez:riferimenti}
Il parametro del comando \label `e una combinazione di lettere, cifre e punteggia-
tura. Personalmente utilizzo una stringa della forma tipo:nome in cui tipo rappresenta
il tipo del riferimento (cap per un capitolo, sez per una sezione, tab per una tabella,
fig per una figura...). Per esempio la stringa con la quale ho contrassegnato questa
sezione `e sez:riferimenti perch´e `e una sezione che parla dei riferimenti. Mi sembra
un metodo pratico e chiaro.
3
Nei documenti fronte-retro, i margini sono invertiti nelle pagine pari.
Capitolo 6
Gli ambienti di L
A
T
E
X
Gli ambienti sono strutture estremamente potenti di cui si fa un uso intensivo in
L
A
T
E
X.
Un ambiente `e una parte del documento delimitata dai comandi
\begin¦ambiente¦
e
\end¦ambiente¦
Come tutti i comandi, gli ambienti possono avere delle opzioni e dei parametri, nel
qual caso il comando di inizio ambiente assume la forma:
\begin¦ambiente¦[opzione]¦parametro¦
Come i comandi, alcuni ambienti hanno delle varianti asterisco, che sono delle
varianti dell’ambiente:
\begin¦ambiente*¦ . . . \end¦ambiente*¦
Una dichiarazione (cambiamento di stile o di corpo) effettuata all’interno di un
ambiente non si propaga all’esterno. Cos`ı:
\begin{quote}
Metto il resto del testo in \itshape corsivo. Blabla...
\end{quote}
Ma il testo ` e normale fuori dall’ambiente.
d` a:
Metto il resto del testo in corsivo. Blabla...
Ma il testo `e normale fuori dall’ambiente.
A questo punto starete utilizzando gi` a da un po’ l’ambiente document, ma ne esistono
molti altri...
24
CAPITOLO 6. GLI AMBIENTI DI L
A
T
E
X 25
6.1 L’ambiente em
L’ambiente em mette tutto il suo contenuto in stile \emph.
`
E cos`ı possibile evidenziare
uno o pi` u paragrafi:
\begin{em}
Il testo contenuto in questo ambiente `e messo in evidenza.
\end{em}
Che d` a luogo a:
Il testo contenuto in questo ambiente `e messo in evidenza.
6.2 Gli ambienti quote e quotation
Questi due ambienti hanno comportamento simile. Entrambi aumentano i margi-
ni destro e sinistro del testo che contengono; si differenziano solo per il rientro e la
spaziatura dei paragrafi:
• l’ambiente quotation mette un rientro all’inizio di ogni paragrafo e una spaziatura
normale tra i paragrafi;
• l’ambiente quote non mette il rientro ma separa di pi` u i paragrafi tra di loro.
Esempio:
Questo `e un paragrafo di testo. Non contiene nulla di
speciale ed `e fuori da qualsiasi ambiente particolare.
\begin{quotation}
Questo `e un esempio di testo su due paragrafi che
serve a mostrare il comportamento degli ambienti di
‘‘citazione’’.
Questo `e un esempio di testo su due paragrafi che
serve a mostrare il comportamento degli ambienti di
‘‘citazione’’.
\end{quotation}
Questo `e un paragrafo di testo. Non contiene nulla di
speciale ed `e fuori da qualsiasi ambiente particolare.
ci d` a:
Questo `e un paragrafo di testo. Non contiene nulla di speciale ed `e fuori da qualsiasi
ambiente particolare.
Questo `e un esempio di testo su due paragrafi che serve a mostrare il
comportamento degli ambienti di “citazione”.
Questo `e un esempio di testo su due paragrafi che serve a mostrare il
comportamento degli ambienti di “citazione”.
CAPITOLO 6. GLI AMBIENTI DI L
A
T
E
X 26
Questo `e un paragrafo di testo. Non contiene nulla di speciale ed `e fuori da qualsiasi
ambiente particolare.
Mentre:
Questo `e un paragrafo di testo. Non contiene nulla di
speciale ed `e fuori da qualsiasi ambiente particolare.
\begin{quote}
Questo `e un esempio di testo su due paragrafi che
serve a mostrare il comportamento degli ambienti di
‘‘citazione’’.
Questo `e un esempio di testo su due paragrafi che
serve a mostrare il comportamento degli ambienti di
‘‘citazione’’.
\end{quote}
Questo `e un paragrafo di testo. Non contiene nulla di
speciale ed `e fuori da qualsiasi ambiente particolare.
ci d` a:
Questo `e un paragrafo di testo. Non contiene nulla di speciale ed `e fuori da qualsiasi
ambiente particolare.
Questo `e un esempio di testo su due paragrafi che serve a mostrare il com-
portamento degli ambienti di “citazione”.
Questo `e un esempio di testo su due paragrafi che serve a mostrare il com-
portamento degli ambienti di “citazione”.
Questo `e un paragrafo di testo. Non contiene nulla di speciale ed `e fuori da qualsiasi
ambiente particolare.
6.3 L’ambiente verse
L
A
T
E
X mette a disposizione dei poeti l’ambiente verse:
• i margini sono aumentati come con l’ambiente quote;
• le linee devono finire con \\ per tornare a capo, tranne l’ultima di ogni strofa;
• le strofe sono separate da linee bianche.
Se L
A
T
E
X fosse esistito all’epoca di Dante:
\begin{verse}
Tanto gentile e tanto onesta pare \\
la donna mia quand’ella altrui saluta, \\
ch’ogne lingua deven tremando muta, \\
CAPITOLO 6. GLI AMBIENTI DI L
A
T
E
X 27
e li occhi no l’ardiscon di guardare.
Ella si va, sententosi laudare, \\
benignamente d’umilt`a vestuta; \\
e par che sia una cosa venuta \\
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi s`ı piacente a chi la mira, \\
che d`a per li occhi una dolcezza al core, \\
che ’ntender no la pu`o chi no la prova: \\
e par che de la sua labbia si mova \\
un spirito soave pien d’amore, \\
che va dicendo a l’anima: Sospira.
\end{verse}
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.
Ella si va, sententosi laudare,
benignamente d’umilt` a vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi s`ı piacente a chi la mira,
che d`a per li occhi una dolcezza al core,
che ’ntender no la pu` o chi no la prova:
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.
6.4 Gli ambienti center, flushleft e flushright
Questi ambienti permettono di allineare il testo al centro, solo a destra o solo a
sinistra. Si pu` o forzare un ritorno a capo con il comando \\.
\begin{center}
Ecco un paragrafo centrato. \LaTeX\ effettua
automaticamente l’impaginazione e va a capo
dove ` e necessario.
Ecco due linee \\
centrate.
\end{center}
CAPITOLO 6. GLI AMBIENTI DI L
A
T
E
X 28
Ecco un paragrafo centrato. L
A
T
E
X effettua automaticamente l’impaginazione e va a
capo dove `e necessario.
Ecco due linee
centrate.
\begin{flushleft}
Ecco un paragrafo giustificato a sinistra. \LaTeX\
effettua automaticamente l’impaginazione e va a capo
dove ` e necessario.
Ecco due linee \\
giustificate a sinistra.
\end{flushleft}
Ecco un paragrafo giustificato a sinistra. L
A
T
E
X effettua automaticamente
l’impaginazione e va a capo dove `e necessario.
Ecco due linee
giustificate a sinistra.
\begin{flushright}
Ecco un paragrafo giustificato a destra. \LaTeX\
effettua automaticamente l’impaginazione e va a capo
dove `e necessario.
Ecco due linee \\
giustificate a destra.
\end{flushright}
Ecco un paragrafo giustificato a destra. L
A
T
E
X effettua automaticamente
l’impaginazione e va a capo dove `e necessario.
Ecco due linee
giustificate a destra.
6.5 L’ambiente verbatim
L’ambiente verbatim `e il pi` u semplice: non fa nulla! Si limita a mettere il suo
contenuto in stile \texttt. I comandi e i caratteri speciali presenti all’interno di
quest’ambiente non vengono interpretati.
L’ambiente verbatim `e utilizzato principalmente per stampare programmi o codice
L
A
T
E
X (tutti gli esempi in questo manuale sono realizzati con l’ambiente verbatim).
\begin¦verbatim¦
Non succede niente nell’ambiente verbatim. I comandi
\LaTeX\ e i caratteri speciali (#$%&~_^\{}) non
vengono interpretati.
CAPITOLO 6. GLI AMBIENTI DI L
A
T
E
X 29
\end¦verbatim¦
d` a:
Non succede niente nell’ambiente verbatim. I comandi
\LaTeX\ e i caratteri speciali (#$%&~_^\{}) non
vengono interpretati.
6.6 Gli elenchi: gli ambienti itemize, enumerate e description
Gli ambienti che realizzano elenchi sono usati molto spesso in L
A
T
E
X. Permettono
infatti:
• di areare il testo;
• di migliorarne la leggibilit` a;
• di strutturare le proprie idee.
La lista qui sopra `e stata ottenuta con l’ambiente itemize come segue:
\begin{itemize}
\item di areare il testo;
\item di migliorarne la leggibilit`a;
\item di strutturare le proprie idee.
\end{itemize}
Ogni elemento della lista comincia con il comando \item. Notate il modo in cui ho
indentato gli elementi all’interno dell’ambiente itemize: in questo modo il sorgente `e
pi` u leggibile.
L’ambiente enumerate si utilizza come itemize, ma aggiunge un numero ad ogni
elemento:
\begin{enumerate}
\item primo elemento;
\item secondo elemento;
\item terzo elemento.
\end{enumerate}
d` a:
1. primo elemento;
2. secondo elemento;
3. terzo elemento.
L’ambiente description permette di scegliere il testo che appare prima di ogni
elemento della lista tramite il parametro opzionale del comando \item:
CAPITOLO 6. GLI AMBIENTI DI L
A
T
E
X 30
\begin{description}
\item[itemize] per fare liste semplici;
\item[enumerate] per fare liste numerate;
\item[description] per fare liste in cui ogni elemento
comincia con un testo a piacere.
\end{description}
produce:
itemize per fare liste semplici;
enumerate per fare liste numerate;
description per fare liste in cui ogni elemento comincia con un testo a piacere.
Notate che il testo dell’argomento opzionale di \item `e stato messo automaticamente in
grassetto.
Si possono nidificare le liste, cio`e mettere delle liste dentro altre liste:
Vi consiglio di utilizzare il pi`u possibile gli ambienti per liste
perch´ e:
\begin{enumerate}
\item sono semplici da usare;
\item rendono pi`u chiaro il testo:
\begin{itemize}
\item areandolo;
\item facilitandone la lettura;
\end{itemize}
\item permettono di strutturare meglio le proprie idee.
\end{enumerate}
d` a:
Vi consiglio di utilizzare il pi` u possibile gli ambienti per liste perch´e:
1. sono semplici da usare;
2. rendono pi` u chiaro il testo:
• areandolo;
• facilitandone la lettura;
3. permettono di strutturare meglio le proprie idee.
Qualche ultima cosa sulle convenzioni tipografiche per gli elenchi:
• per le liste semplici (i cui elementi contengono una sola frase) ogni elemento deve
terminare con un punto e virgola, tranne l’ultimo, che termina col punto;
• per le liste i cui elementi contengono due o pi` u frasi, ogni elemento termina con
un punto.
CAPITOLO 6. GLI AMBIENTI DI L
A
T
E
X 31
6.7 L’ambiente tabbing
L’ambiente tabbing permette di definire delle tabulazioni come su una macchina da
scrivere. Il suo uso `e assai strano e poco pratico, e quindi vi consiglierei, per quanto
possibile, di utilizzare al suo posto l’ambiente tabular (v. sez. 6.8).
Ecco un semplice esempio d’uso dell’ambiente tabbing:
\begin{tabbing}
Seconda linea \= uffa! \= un po’ uno schifo \kill
Prima linea \> bah \> un po’ uno schifo \\
Seconda linea \> mah \> proprio brutto \\
Terza linea \> uffa! \> terrificante
\end{tabbing}
che d`a:
Prima linea bah un po’ uno schifo
Seconda linea mah proprio brutto
Terza linea uffa! terrificante
Tutto ci` o non `e molto chiaro... vediamo dunque di spiegare un po’:
• le tabulazioni vengono definite con il comando \=;
• ci si sposta sulla tabulazione successiva con il comando \>;
• il comando \kill permette di non stampare la linea sulla quale ci si trova;
• ogni linea (tranne l’ultima e quelle che terminano con \kill) devono finire con il
comando \\.
Nel nostro esempio, abbiamo definito le tabulazioni utilizzando gli elementi pi` u lun-
ghi di ogni colonna (nella prima linea che non `e stata stampata a causa del comando
\kill).
Si possono ridefinire le tabulazioni nel bel mezzo dell’ambiente:
\begin{tabbing}
Brigitta 1 \= Filo Sganga 1 \= Paperone 1 \\
Brigitta 2 \> Filo Sganga 2 \> Paperone 2 \\
Gastone 1 \= Paperoga 1 \\
Gastone 2 \> Paperoga 2
\end{tabbing}
che ci d`a:
Brigitta 1 Filo Sganga 1 Paperone 1
Brigitta 2 Filo Sganga 2 Paperone 2
Gastone 1 Paperoga 1
Gastone 2 Paperoga 2
Esistono altri comandi che permettono di manipolare le tabulazioni, ma non ne
parler` o qui. Se veramente volete utilizzare l’ambiente tabbing, cf. [1, pagg. 62 e 179].
CAPITOLO 6. GLI AMBIENTI DI L
A
T
E
X 32
6.8 Le tabelle: l’ambiente tabular
`
E senz’ombra di dubbio l’ambiente pi` u potente di L
A
T
E
X, con il quale potrete fare
tutte le tabelle possibili ed immaginabili (o quasi).
Cominciamo con un semplice esempio:
\begin{tabular}{lcr}
Sparc & SunOS & 4.1.4 \\
HP & HP-UX & 10.20 \\
PC & NetBSD & 1.2
\end{tabular}
d` a:
Sparc SunOS 4.1.4
HP HP-UX 10.20
PC NetBSD 1.2
Abbiamo dato in pasto all’ambiente tabular un parametro di tre caratteri: ci` o
significa che la tabella consta di tre colonne. Pi` u in dettaglio:
l (left) indica che la prima colonna sar` a giustificata a sinistra;
c (center) indica che la seconda colonna sar` a centrata;
r (right) indica che la terza colonna sar` a giustificata a destra.
All’interno dell’ambiente tabular, le linee terminano con il comando \\ (tranne
l’ultima) e le colonne sono separate da &.
Avrete notato che ho messo le & in colonna per migliorare la leggibilit` a della tabella
nel sorgente (L
A
T
E
X se ne infischia, ma voi no) e che ho allineato le colonne nel modo in
cui saranno stampate. Trovo che sia una buona idea e vi consiglio di fare altrettanto.
Ecco ora una tabella un po’ pi` u complicata:
\begin{tabular}{|l|c|r|}
\hline
Sparc & SunOS & 4.1.4 \\
\hline
HP & HP-UX & 10.20 \\
\hline
PC & NetBSD & 1.2 \\
\hline
\end{tabular}
Sparc SunOS 4.1.4
HP HP-UX 10.20
PC NetBSD 1.2
`
E la stessa di prima, ma ho aggiunto delle linee. Non `e difficile:
CAPITOLO 6. GLI AMBIENTI DI L
A
T
E
X 33
• le linee verticali si ottengono mettendo dei | tra le lettere che definiscono l’allinea-
mento delle colonne nel parmetro dell’ambiente tabular (queste linee occupano
tutta l’altezza della tabella);
• le linee orizzontali si ottengono con il comando \hline tra le linee di testo della
tabella (notate che non c’`e \\ dopo \hline).
Per capire bene come funziona provate a togliere o aggiungere delle linee.
Ecco un’altra tabella:
\begin{tabular}{||p{5cm}||*{2}{c|}|}
\hline
& Contenuto & Quantit`a \\
\hline
\hline
\bfseries Heineken & 33 cl & 10 \\
\hline
\bfseries Guinness & 1 pinta & 5 \\
\hline
\bfseries Kronenbourg & 33 cl & 0 \\
\hline
\end{tabular}
Contenuto Quantit` a
Heineken 33 cl 10
Guinness 1 pinta 5
Kronenbourg 33 cl 0
Qui scopriamo due nuovi parametri dell’ambiente tabular :
p¦larghezza¦ che dichiara una colonna di larghezza larghezza (il testo `e allineato a
sinistra per default, ma possiamo centrarlo con il comando \centering o allinearlo
a destra con il comando \raggedright) ;
*¦n¦¦formato¦ che `e equivalente a n volte la dichiarazione format (qui dunque, c|c|):
utile quindi per migliorare la leggibilit` a nel caso di tabelle con molte colonne.
Notate che alcune caselle si possono lasciare in bianco, e che una dichiarazione di
cambiamento di stile o di corpo in una casella non si ripercuote sulle altre.
Ed eccone un altro:
\begin{tabular}{|c|c|c|}
\cline{2-2}
\multicolumn{3}{|c|}{tabella} \\
\multicolumn{3}{|c|}{inutile} \\
\hline
CAPITOLO 6. GLI AMBIENTI DI L
A
T
E
X 34
centrata & centrata & a destra \\
\hline
Pippo & Pippo & \multicolumn{1}{r|}{Pluto} \\
\hline
\end{tabular}
tabella
inutile
centrata centrata a destra
Pippo Pippo Pluto
Il comando
\cline¦i -j ¦
traccia una linea orizzontale tra le colonne i e j della tabella.
Si pu` o modificare localmente il formato della tabella con il comando
\multicolumn¦numero¦¦formato¦¦testo¦
que sostituisce numero colonne della tabella con il testo testo conformemente al formato
formato (guardate la tabella precedente e capirete). Questo comando generalmente `e
utilizzato per fare in modo che un elemento della tabella occupi pi` u colonne (`e questo
il caso delle due prime linee della tabella qui sopra) o per modificare l’allineamento di
una casella (come l’ultima casella in basso a destra).
Per qualche altra sottigliezza sull’ambiente tabular, cf. [1, pagg. 182–185] e [2,
capitolo 5].
6.9 Gli ambienti table e figure
Questi ambienti sono solo delle cornici che permettono di far galleggiare
1
tabelle e
figure, di dar loro un titolo e numerarle.
`
E importante poter far “galleggiare” tabelle e figure perch´e L
A
T
E
X non le taglia in
fondo alla pagina.
Ecco un esempio tipico di utilizzo dell’ambiente table (l’ambiente figure si utilizza
in modo assolutamente identico):
\begin{table}[htbp]
\begin{center}
\begin{tabular}{|l|l|}
\hline
table & tabelle \\
\hline
figure & disegni \\
1
“far galleggiare” significa spostare se c’`e bisogno.
CAPITOLO 6. GLI AMBIENTI DI L
A
T
E
X 35
\hline
\end{tabular}
\end{center}
\caption{Esempio d’ambiente \texttt{table}}
\label{tab:table}
\end{table}
table tabelle
figure disegni
Tabella 6.1: Esempio d’ambiente table
Gli argomenti opzionali dell’ambiente table sono importanti e determinano l’ordine
di preferenza nell’impaginazione:
h (here) qui, se possibile;
t (top) all’inizio di una pagina (questa o la successiva);
b (bottom) alla fine di una pagina (questa o la successiva)
p (page of floats) alla fine del documento.
L’ordine di preferenza per default `e [tbp], quindi `e preferibile precisare [htbp] se si
vuole che per quanto possibile la tabella sia stampata laddove appare nel testo.
Abbiamo inoltre utilizzato l’ambiente center per centrare la tabella e due comandi:
• il comando \caption permette di dare un titolo alla tabella o alla figura;
• il comando \label, che deve comparire dopo il comando \caption, permette di
fare riferimento alla tabella tramite i comandi \ref o \pageref.
Capitolo 7
L
A
T
E
X e la matematica
Uno dei punti di forza di L
A
T
E
X `e sicuramente la facilit`a di realizzazione di docu-
menti scientifici anche molto complessi. Il modo matematico standard risponde a quasi
tutte le esigenze ma in certi casi pu`o essere necessario utilizzare un’estensione specifica,
l’estensione amstex (v. [2, cap. 8, pag. 215–257]). Esistono anche moltre altre estensioni,
per esempio per strutture molecolari, diagrammi utilizzati in fisica subatomica, circuiti
elettrici ecc. (v. [3, cap. 6, pagg. 205–252]).
Le regole tipografiche di scrittura di formule sono quasi tutte rispettate automati-
camente da L
A
T
E
X; se volete approfondire questo aspetto potete comunque riferirvi a [4,
107–116].
7.1 I modi matematici
L
A
T
E
X prevede un gran numero di simboli d’operatori e relazioni e li dispone da solo
nel modo appropriato, ma bisogna potergli indicare che stiamo inserendo una formula.
Per questo, L
A
T
E
X dispone di due modi matematici:
• uno `e utilizzato per le formule che devono comparire in mezzo al testo, e corri-
sponde all’ambiente math;
• l’altro `e utilizzato per le formule che si desidera far stampare su una linea a s´e, ed
`e l’ambiente displaymath.
7.1.1 L’ambiente math
`
E il modo matematico che permette di stampare formule nel corpo del testo:
Consideriamo l’uguaglianza \begin{math} x + y + z = n \end{math}.
che d`a:
Consideriamo l’uguaglianza r + j + . = n.
36
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 37
Se fate molto uso di formule matematiche, questa sintassi diventa pesante e dimi-
nuisce la leggibilit` a del sorgente: esistono allora due forme pi` u semplici, \( . . . \) et $
. . . $. L’esempio precedente pu`o essere scritto pi` u semplicemente:
Consideriamo l’uguaglianza \( x + y + z = n \).
oppure:
Consideriamo l’uguaglianza $ x + y + z = n $.
La forma pi` u usata `e naturalmente $ . . . $.
Notate che gli spazi non hanno alcun effetto in modo matematico, quindi $x+y+z=n$
dar` a lo stesso risultato di $ x + y + z = n $.
7.1.2 L’ambiente displaymath
`
E il modo matematico che permette di inserire formule su una linea a s´e stante:
Ne risulta:
\begin{displaymath}
x + y + z = n
\end{displaymath}
Ne risulta:
r + j + . = n
Cos`ı come per l’ambiente math, esistono forme pi` u semplici: \[ . . . \] e $$ . . . $$.
Avremmo potuto scrivere:
Ne risulta:
\[
x + y + z = n
\]
oppure:
Ne risulta:
$$
x + y + z = n
$$
ATTENZIONE: non lasciate per nessun motivo una linea bianca all’interno
dell’ambiente displaymath: otterreste un messaggio d’errore.
Per default, l’ambiente displaymath produce formule centrate. Se preferite che siano
allineate a sinistra potete utilizzare l’opzione di classe fleqn.
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 38
7.2 Strutture di uso frequente in matematica
7.2.1 Indici ed esponenti
Con L
A
T
E
X, si trovano indici ed esponenti un po’ dovunque. Per esempio, i limiti di
una sommatoria o di un integrale si inseriscono come se fossero indici ed esponenti.
Un indice si ottiene con il carattere ed un esponente con ^:
$ x^2 + y^2 = 1 $, $ x_1 = x_2 $, $ x_1^2 = x^2_1 $
r
2
+ j
2
= 1, r
1
= r
2
, r
2
1
= r
2
1
Se l’indice (o l’esponente) consta di pi` u di un carattere bisogna utilizzare delle graffe
di raggruppamento:
$ x^{2y} = z $, $ a_{ij} = 0 $, $ x^{y^{z}} = e $
r
2y
= ., o
ij
= 0, r
y
z
= c
Inoltre si possono usare le graffe per indicare a che cosa dev’essere applicato l’indice
o l’esponente:
Riuscite a vedere la differenza tra $ (x^2+y^2)^n $ e
$ {(x^2+y^2)}^n $?
Riuscite a vedere la differenza tra (r
2
+ j
2
)
n
e (r
2
+ j
2
)
n
?
Nel primo caso, l’esponente viene applicato al solo carattere che lo precede (la parentesi),
e quindi `e alla stessa altezza dei quadrati; nel secondo, grazie alle graffe, l’esponente n si
applica a tutta l’espressione (r
2
+j
2
) e quindi viene stampato un po’ pi` u in alto, perch´e
le parentesi gi` a contengono due esponenti. Sta a voi preferire una forma o l’altra, visto
che entrambe sono corrette dal punto di vista matematico.
7.2.2 Testo all’interno di una formula
Pu` o essere utile mettere qualche parola in una formula, ma per farlo `e necessario far
tornare L
A
T
E
X dal modo matematico in modo testo. Questo `e possibile con il comando
\mbox:
$$
f(x) > 1 \mbox{ se } x < 3
$$
)(r) 1 se r < 3
Notate gli spazi prima e dopo il “se” nel comando \mbox: sono indispensabili perch´e la
spaziatura nel modo matematico di L
A
T
E
X `e generata automaticamente e non dipende
dagli spazi presenti nel sorgente. Potete rendervene conto da soli:
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 39
$$
f(x) > 1 \mbox{se} x < 3
$$
)(r) 1ser < 3
Naturalmente il comando \mbox `e inutile con l’ambiente math:
Quindi $ f(x) > 1 $ se $ x < 3 $.
Quindi )(r) 1 se r < 3.
7.3 Lettere, simboli e accenti
Nelle formule matematiche si fa spesso uso di lettere greche, accenti e simboli diversi.
L
A
T
E
X dispone di molti comandi per stamparli.
C’`e solo una differenza rispetto al modo testo di L
A
T
E
X. In modo matematico non
c’`e bisogno di utilizzare il comando \ per mettere uno spazio dopo un simbolo, perch´e
la spaziatura viene gestita automaticamente da L
A
T
E
X.
7.3.1 Lettere greche
I comandi che permettono di ottenere le lettere greche sono elencati in tab. 7.1.
Minuscole
α \alpha θ \theta π \pi φ \phi
β \beta ϑ \vartheta c \varpi ϕ \varphi
γ \gamma ι \iota ρ \rho χ \chi
δ \delta κ \kappa ¸ \varrho ψ \psi
c \epsilon λ \lambda σ \sigma ω \omega
ε \varepsilon j \mu ς \varsigma
ζ \zeta ν \nu τ \tau
η \eta ξ \xi υ \upsilon
Maiuscole
Γ \Gamma Λ \Lambda Σ \Sigma Ψ \Psi
∆ \Delta Ξ \Xi Υ \Upsilon Ω \Omega
Θ \Theta Π \Pi Φ \Phi
Tabella 7.1: Lettere greche
Le lettere greche minuscole si ottengono con un \ seguito dal nome della lettera; per
le maiuscole basta scrivere in maiuscolo la prima lettera del nome.
Non esiste un comando per ottenere la lettera omicron, basta usare $o$.
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 40
Per certe lettere minuscole esiste una seconda forma il cui comando comincia per
var. In particolare vi raccomando di utilizzare \varepsilon e \varphi al posto di
\epsilon e \phi, perch´e le prime forme sono pi` u eleganti.
Alcuni comandi (cos`ı come tutti quelli che sono presentati in questo capitolo) sono
disponibili solo in modo matematico:
$\pi$ vale approssimativamente 3,1416.
π vale approssimativamente 3,1416.
7.3.2 Operatori
I comandi presentati in tab. 7.2 servono ad ottenere gli operatori.
± \pm ∩ \cap \diamond ⊕ \oplus
∓ \mp ∪ \cup ´ \bigtriangleup ¸ \ominus
\times ¬ \uplus _ \bigtriangledown ⊗ \otimes
÷ \div ¯ \sqcap \triangleleft ¸ \oslash
∗ \ast . \sqcup > \triangleright ¸ \odot
× \star ∨ \vee ¡ \lhd
a
_ \bigcirc
◦ \circ ∧ \wedge £ \rhd
a
† \dagger
• \bullet ¸ \setminus ¢ \unlhd
a
‡ \ddagger
\cdot / \wr ¤ \unrhd
a
H \amalg
a
Richiede l’estensione latexsym.
Tabella 7.2: Simboli degli operatori
7.3.3 Relazioni
I comandi in tab. 7.3 generano i simboli delle relazioni.
Si pu` o ottenere la negazione di questi operatori tramite il comando \not :
$ x \not\in F $
r ,∈ 1
7.3.4 Frecce
I comandi che permettono di ottenere delle frecce sono presentati in tab. 7.4.
7.3.5 Altri simboli
Gli altri simboli matematici possono essere ottenuti con i comandi elencati in tab. 7.5.
In pi` u, i comandi \ldots e \cdots stampano dei puntini di sospensione rispettiva-
mente allineati a sinistra e centrati.
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 41
≤ \leq ≥ \geq ≡ \equiv [= \models
≺ \prec ~ \succ ∼ \sim ⊥ \perp
_ \preceq _ \succeq · \simeq [ \mid
¸ \ll ¸ \gg · \asymp | \parallel
⊂ \subset ⊃ \supset ≈ \approx > \bowtie
⊆ \subseteq ⊇ \supseteq

= \cong I \Join
a
` \sqsubset
a
a \sqsupset
a
,= \neq \smile
_ \sqsubseteq _ \sqsupseteq
.
= \doteq · \frown
∈ \in ÷ \ni ∝ \propto
¬ \vdash ¬ \dashv
a
Richiede l’estensione latexsym.
Tabella 7.3: Simboli delle relazioni
← \leftarrow ←− \longleftarrow ↑ \uparrow
⇐ \Leftarrow ⇐= \Longleftarrow ⇑ \Uparrow
→ \rightarrow −→ \longrightarrow ↓ \downarrow
⇒ \Rightarrow =⇒ \Longrightarrow ⇓ \Downarrow
↔ \leftrightarrow ←→ \longleftrightarrow ¡ \updownarrow
⇔ \Leftrightarrow ⇐⇒ \Longleftrightarrow ¸ \Updownarrow
→ \mapsto −→ \longmapsto ¸ \nearrow
← \hookleftarrow → \hookrightarrow ¸ \searrow
÷ \leftharpoonup ÷ \rightharpoonup ¸ \swarrow
÷ \leftharpoondown ÷ \rightharpoondown ¸ \nwarrow
÷
÷ \rightleftharpoons Y \leadsto
a
a
Richiede l’estensione latexsym.
Tabella 7.4: Frecce
ℵ \aleph / \prime ∀ \forall ∞ \infty
¯/ \hbar ∅ \emptyset ∃ \exists P \Box
a
ı \imath ∇ \nabla \neg Q \Diamond
a
, \jmath

\surd . \flat ´ \triangle
/ \ell · \top ; \natural ♣ \clubsuit
℘ \wp ⊥ \bot ; \sharp ♦ \diamondsuit
' \Re | \| ¸ \backslash ♥ \heartsuit
· \Im

\angle ∂ \partial ♠ \spadesuit
H \mho
a
a
Richiede l’estensione latexsym.
Tabella 7.5: Altri simboli
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 42
7.3.6 Accenti
Gli accenti disponibili in modo matematico si ottengono tramite i comandi in tab. 7.6.
ˆ o \hat¦a¦ ´ o \acute¦a¦ ¯ o \bar¦a¦ ˙ o \dot¦a¦
ˇ o \check¦a¦ ` o \grave¦a¦ o \vec¦a¦ ¨ o \ddot¦a¦
˘ o \breve¦a¦ ˜ o \tilde¦a¦
Tabella 7.6: Accenti
Per mettere un accento su un i o un , utilizzate i comandi \imath et \jmath che
producono delle lettere senza puntino.
Esistono anche comandi che permettono di avere delle varianti pi` u lunghe di alcuni
accenti:
$ \widehat{xyz} $, $ \widetilde{abc} $
¯ rj.,
¯
o/c
Il comando \overrightarrow fa stampare una freccia:
$ \overrightarrow{AB} $
−−→
¹1
I comandi \overline e \underline permettono di effettuare una sottolineatura:
$ \overline{z+1} = \bar{z} + 1 $, $ \underline{\alpha + \beta} $
. + 1 = ¯ . + 1, α + β
Infine, i comandi \overbrace e \underbrace mettono delle graffe al di sopra e al
di sotto del testo. Si possono inoltre aggiungere dei commenti alla graffa mettendo un
esponente dopo il comando \overbrace o, rispettivamente, un indice dopo il comando
\underbrace :
$$
a^n = \overbrace{a \times a \times \cdots
\times a}^{n \mbox{ volte}}
$$
o
n
=
n volte
¸ .. ¸
o o o
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 43
7.3.7 Sovrapposizione di due simboli
Si possono sovrapporre due simboli grazie al comando:
\stackrel¦sopra¦¦sotto¦
$ x \stackrel{f}{\longmapsto} f(x) $
r
f
−→)(r)
Per esempio si pu`o utilizzare il comando \stackrel per ottenere dei tensori:
$ \stackrel{\Rightarrow}{\sigma} =
\Lambda ( \stackrel{\Rightarrow}{\varepsilon} ) $

σ= Λ(

ε )
7.4 Modifica della spaziatura
In alcuni casi pu` o essere utile modificare la spaziatura per allontanare o avvicinare
alcuni simboli.
\, spazio piccolo \! spazio negativo piccolo
\: spazio medio \quad spazio piccolo tra due formule
\; spazio grande \qquad spazio grande tra due formule
Tabella 7.7: Comandi di spaziatura
Vedremo a tempo debito quando possono servire.
7.5 Modificare lo stile ed il corpo
L
A
T
E
X permette di modificare lo stile dei caratteri in modo matematico (v. tab. 7.8).
$ x + y + 2^ n\Omega\cos\theta $ r + j + 2
n
Ωcos θ
$\mathit¦x + y + 2^ n\Omega\cos\theta¦$ x + y + 2
n
Ω cos θ
$\mathrm¦x + y + 2^ n\Omega\cos\theta¦$ x + y + 2
n
Ωcos θ
$\mathbf¦x + y + 2^ n\Omega\cos\theta¦$ x +y +2
n
Ωcos θ
$\mathsf¦x + y + 2^ n\Omega\cos\theta¦$ x + y + 2
n
Ωcos θ
$\mathtt¦x + y + 2^ n\Omega\cos\theta¦$ x + y + 2
n
Ω cos θ
Tabella 7.8: Comandi di cambiamento di stile
Come potete constatare, i comandi di cambiamento di stile agiscono solo sulle lettere,
sui numeri e sulle lettere greche maiuscole.
Il comando \mathcal genera delle lettere maiuscole corsive:
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 44
Sia $\mathcal{C}$ la circonferenza di centro O e raggio 1,
$\mathcal{D}_1$ e $\mathcal{D}_2$ due rette.
Sia ( la circonferenza di centro O e raggio 1, T
1
e T
2
due rette.
Ecco che aspetto hanno le maiuscole:
/B(TcT(H1¸/L/^OTQ¹oT |1JA¸Z
Come vedrete in seguito, alcuni simboli non hanno la stessa grandezza nell’ambiente
math e nell’ambiente displaymath. Il comando \displaystyle permette di obbligare
L
A
T
E
X ad usare, all’interno dell’ambiente math, i caratteri e i simboli della stessa gran-
dezza dell’ambiente displaymath. Questo comando va usato con moderazione perch´e
pu` o modificare l’interlinea del paragrafo nel caso di formule inserite nel corpo del testo.
Parallelamente, il comando \textstyle obbliga L
A
T
E
X ad utilizzare simboli della
stessa grandezza dell’ambiente math.
Segnaliamo inoltre i comandi \scriptstyle e \scriptscriptstyle che rendono la
grandezza del testo rispettivamente pari a quella di un esponente e dell’esponente di un
esponente (pi` u piccolo di cos`ı non si pu` o).
7.6 Frazioni
Le frazioni anche complesse si ottengono semplicemente con il comando:
\frac¦numeratore¦¦denominatore¦
$$
\frac{x+1}{x+2}
$$
produce:
r + 1
r + 2
7.7 Radici
Le radici si ottengono con il comando:
\sqrt[ordine]¦argomento¦
$ \sqrt{x^2+y^2} $, $ \sqrt[n]{\alpha_i} $
d` a:
_
r
2
+ j
2
,
n

α
i
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 45
7.8 Delimitatori
I delimitatori, presentatati nella tab. 7.9, sono dei simboli che servono a raggruppare
delle formule. La loro altezza si adatter` a a quella della formula.
( ( ) ) ↑ \uparrow
[ [ ] ] ↓ \downarrow
¦ \¦ ¦ \¦ ¡ \updownarrow
¸ \lfloor | \rfloor ⇑ \Uparrow
¸ \lceil | \rceil ⇓ \Downarrow
¸ \langle ) \rangle ¸ \Updownarrow
, / ¸ \backslash
[ | | \|
Tabella 7.9: Delimitatori
I delimitatori devono comparire sempre a due a due: uno aperto e uno che chiuso.
Un delimitatore aperto si ottiene con il comando \left seguito dal delimitatore, e quello
chiuso con il comando \right seguito dal delimitatore. Ovviamente si possono mettere
pi` u coppie di delimitatori una nell’altra.
Se non si vuole far comparire un delimitatore chiuso, bisogna utilizzare il comando
\right. (\right seguito da un punto). Infatti, ad ogni \left deve corrispondere un
\right: il \right. non fa stampare nulla, ma serve a chiudere il corrispondente \left.
$$
\left[
\begin{array}{cc}
a_{11} & a_{12} \\ a_{21} & a_{22}
\end{array}
\right]
$$
_
o
11
o
12
o
21
o
22
_
$$
|x| =
\left\{
\begin{array}{rl}
x & \mbox{si } x \geq 0 \\
-x & \mbox{si } x < 0
\end{array}
\right.
$$
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 46
[r[ =
_
r si r ≥ 0
−r si r < 0
7.9 Simboli a grandezza variabile
I simboli elencati in tab. 7.10 sono a grandezza variabile: non hanno cio`e la stessa
grandezza nei due ambienti math e displaymath.

\sum

\bigcap

_
\bigodot

\prod

_
\bigcup

\bigotimes

\coprod

_
\bigsqcup

\bigoplus
_
_
\int
_

\bigvee

\biguplus
_
_
\oint
_

\bigwedge
Tabella 7.10: Simboli a grandezza variabile
Alcuni simboli sono pi` u piccoli in ambiente math per poter avere la stessa altezza del
resto del testo; inoltre i loro indici ed esponenti non sono disposti nello stesso modo nei
due ambienti:
$ \sum_{i=0}^{+\infty} x_i \quad \int_a^b f(x) dx $
$$ \sum_{i=0}^{+\infty} x_i \quad \int_a^b f(x) dx $$

+∞
i=0
r
i
_
b
a
)(r)dr
+∞

i=0
r
i
_
b
a
)(r)dr
In ambiente math si pu` o utilizzare il comando \displaystyle che d`a ai simboli a
grandezza variabile la grandezza che assumerebbero in ambiente displaymath (ma in
questo modo l’interlinea del testo risulta modificata):
Ne risulta che
$ \displaystyle \sum_{n=1}^{+\infty} \frac{1}{n^2} =
\frac{\pi^2}{6} $.
Ne risulta che
+∞

n=1
1
n
2
=
π
2
6
.
Negli intergrali, spesso si usano i comandi di spaziatura per allontanare il dr o per
avvicinare i simboli di integrazione degli integrali multipli:
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 47
$$
\int_a^b f(x) \, dx \qquad
V = \int \!\!\!\! \int \!\!\!\! \int_{\Omega} d\tau
$$
_
b
a
)(r) dr \ =
___


Se si usano spesso integrali multipli pu` o essere interessante utilizzare l’estensione amstex
(v. [2, cap. 8, pag. 215–257]) che definisce dei comandi specifici per gli integrali multipli
(v. [2, pag. 223]).
7.10 Logaritmi e altre funzioni
`
E d’uso scrivere alcuni nomi di funzioni o operatori in caratteri latini “dritti”:
lim
x→+∞
ln r = +∞
Potremmo scrivere questa uguaglianza cos`ı:
$$
lim_{x \rightarrow +\infty} ln x = +\infty
$$
|i:
x→+∞
|nr = +∞
Per` o gli operatori lim e ln non sono dritti. Proviamo allora cos`ı:
$$
\mbox{lim}_{x \rightarrow +\infty} \mbox{ln} x = +\infty
$$
lim
x→+∞
lnr = +∞
`
E gi` a meglio, ma non abbiamo la giusta spaziatura e r → +∞ non `e sotto il simbolo
lim come dovrebbe.
Per risolvere tutti questi problemi L
A
T
E
X dispone dei comandi elencati in tab. 7.11.
\arccos \cos \csc \exp \ker \limsup \min \sinh
\arcsin \cosh \deg \gcd \lg \ln \Pr \sup
\arctan \cot \det \hom \lim \log \sec \tan
\arg \coth \dim \inf \liminf \max \sin \tanh
Tabella 7.11: Logaritmi e altri
Il modo giusto di scrivere
lim
x→+∞
ln r = +∞
`e allora:
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 48
$$
\lim_{x \rightarrow +\infty} \ln x = +\infty
$$
Alcuni comandi della tab. 7.11 si comportano come dei simboli a grandezza variabile
per quanto riguarda il posizionamento dei loro indici, come ad esempio i limiti:
$ \lim_{x \rightarrow 0} \ln x = -\infty $
lim
x→0
ln r = −∞
Infine, i comandi \bmod e \pmod stampano le due forme dell’operatore modulo:
$ x = a \bmod b $
$ a \equiv b \pmod{n} $
r = o mod /
o ≡ / (mod n)
7.11 Le tabelle: l’ambiente array
Le tabelle (matrici ecc.) si ottengono con l’ambiente array, che si utilizza esatta-
mente come tabular :
$$
{\mathcal A} = \left(
\begin{array}{ccc}
a_{11} & a_{12} & a_{13} \\
a_{21} & a_{22} & a_{23} \\
a_{31} & a_{32} & a_{33}
\end{array}
\right)
$$
/ =
_
_
_
o
11
o
12
o
13
o
21
o
22
o
23
o
31
o
32
o
33
_
_
_
Il parametro dell’ambiente array indica il numero di colonne della tabella ed il loro
allineamento. Ogni carattere rappresenta una colonna e pu` o essere:
l (left) la colonna `e allineata a sinistra;
c (center) la colonna `e centrata;
r (right) la colonna `e allineata a destra.
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 49
Nel nostro esempio la matrice ha tre colonne (ccc), tutte centrate.
All’interno dell’ambiente array, le linee sono terminate da \\ (tranne l’ultima) e le
colonne sono separate da &.
I comandi \cdots ( ), \vdots (
.
.
.) e \ddots (
.
.
.
) sono usati spesso nelle matrici:
$$
{\mathcal A} = \left(
\begin{array}{cccc}
a_{11} & a_{12} & \cdots & a_{1n} \\
a_{21} & a_{22} & \cdots & a_{2n} \\
\vdots & \vdots & \ddots & \vdots \\
a_{m1} & a_{m2} & \cdots & a_{mn} \\
\end{array}
\right)
$$
/ =
_
_
_
_
_
_
o
11
o
12
o
1n
o
21
o
22
o
2n
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
o
m1
o
m2
o
mn
_
_
_
_
_
_
L’ambiente array permette di fare ogni tipo di tabella in modo matematico, non
solo le matrici:
$$
\sum_{\begin{array}{c}
\scriptstyle i>0 \\
\scriptstyle j>0
\end{array}} a_{ij} = \alpha
$$

i>0
j>0
o
ij
= α
7.12 Le equazioni numerate: l’ambiente equation
L’ambiente equation si usa come l’ambiente displaymath ma in pi` u numera l’equa-
zione.
\begin{equation} \label{eqn:eulero}
e^{i\pi} + 1 = 0
\end{equation}
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 50
c

+ 1 = 0 (7.1)
Come tutto ci`o che `e numerato, si pu` o creare un riferimento ad un’equazione col
comando \label, e poi riferirsi ad essa col comando \ref.
Il numero dell’equazione appare a destra per default. Si pu` o fare in modo che compaia
a sinistra caricando l’opzione di classe leqno
7.13 Le serie di equazioni: l’ambiente eqnarray
A volte pu` o essere necessario sovrapporre delle formule o svolgere un calcolo alli-
neando pi` u righe su uno stesso simbolo (il segno =, per esempio). Per fare ci` o si utilizza
l’ambiente eqnarray :
\begin{eqnarray}
\ln xy & = & \ln x + \ln y \\
\exp(x+y) & = & \exp x \: \exp y
\end{eqnarray}
ln rj = ln r + ln j (7.2)
exp(r + j) = exp r exp j (7.3)
L’ambiente eqnarray si usa come una tabella di formato rcl.
Si pu` o sopprimere la numerazione di una linea mettendo il comando commande
\nonumber alla fine della linea:
\begin{eqnarray}
\int_1^2 x^2 dx & = & \left[ \frac{x^3}{3} \right]_1^2 \nonumber \\
& = & \frac{2^3}{3} - \frac{1^3}{3} \nonumber \\
& = & \frac{8}{3} - \frac{1}{3} \nonumber \\
& = & \frac{7}{3}
\end{eqnarray}
_
2
1
r
2
dr =
_
r
3
3
_
2
1
=
2
3
3

1
3
3
=
8
3

1
3
=
7
3
(7.4)
Se non si desidera numerare le equazioni `e meglio usare la forma stellata dell’ambiente
eqnarray. L’ambiente eqnarray* si usa come l’ambiente eqnarray, ma non numera le
equazioni:
CAPITOLO 7. L
A
T
E
X E LA MATEMATICA 51
\begin{eqnarray*}
\int_0^\pi \sin x \, dx & = & \left[ - \cos x \right]_0^\pi \\
& = & - \cos \pi + \cos 0 \\
& = & 1 + 1 \\
& = & 2
\end{eqnarray*}
_
π
0
sin rdr = [−cos r]
π
0
= −cos π + cos 0
= 1 + 1
= 2
7.14 Teoremi, definizioni...
Teorema 1 (di Babafou) L
A
T
E
X non si limita a formule e segni strani, permette anche
di fare dei bellissimi teoremi (come questo).
Il comando
\newtheorem¦nome¦¦testo¦
definisce un nuovo ambiente di nome nome.
Per esempio il teorema di Babafou che compare qui sopra `e stato realizzato cos`ı:
\newtheorem{teorema}{Teorema}
\begin{teorema}[di Babafou]
\LaTeX\ non si limita a formule e segni strani,
permette anche di fare dei bellissimi teoremi
(come questo).
\end{teorema}
L’ambiente creato dal comando \newtheorem compie le seguenti azioni:
1. stampa testo (secondo parametro del comando \newtheorem) ;
2. poi un numero (ad ogni ambiente creato viene associata una numerazione distinta);
3. poi eventualmente il parametro opzionale (per esempio l’autore del teorema);
4. ed infine il suo contenuto, in corsivo.
Si possono creare numerosi ambienti diversi, uno per i teoremi, uno per le definizioni,
uno per i lemmi, uno per le ipotesi, ognuno con un contatore distinto.
Capitolo 8
Bibliografia ed indice analitico
Realizzare una bibliografia o un indice analitico generalmente `e assai complicato.
L
A
T
E
X utilizza due altri programmi, BibT
E
X e MakeIndex, per rendere questo lavoro
semplice ed efficace.
8.1 Fare una bibliografia
In L
A
T
E
X, ci sono due modi di fare una bibliografia:
• l’ambiente thebibliography ;
• il programma BibT
E
X.
8.1.1 L’ambiente thebibliography
Ecco un esempio di bibliografia realizzata con l’ambiente thebibliography:
\clearpage
\addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliografia}
\begin{thebibliography}{9}
\bibitem{lamport-latex} Leslie Lamport.
\emph{\LaTeX: a document
preparation system}.
Addison-Wesley, 1994.
\bibitem{companion} Michel Goossens,
Frank Mittelbach,
and Alexander Samarin.
\emph{The \LaTeX\ Companion}.
Addison-Wesley, 1994.
\end{thebibliography}
52
CAPITOLO 8. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 53
Che produce:
[1] Leslie Lamport. L
A
T
E
X: a document preparation system. Addison-Wesley, 1994.
[2] Michel Goossens, Frank Mittelbach, and Alexander Samarin. The L
A
T
E
X
Companion. Addison-Wesley, 1994.
Il comando \clearpage forza la stampa delle tabelle e figure che non sono ancora
state stampate, e permette di cominciare su una pagina bianca.
Successivamente, si aggiunge il titolo “bibliografia” all’indice (toc). Il secondo
argomento del comando \addcontentsline precisa il livello del titolo da aggiungere,
chapter per la classe report, section per la classe article.
L’ambiente thebibliography si usa in modo simile all’ambiente itemize. Ogni
elemento della bibliografia comincia con il comando \bibitem, che prende come para-
metro la stringa che identifica, come con \label, il documento in questione. Di seguito
mettiamo l’autore dell’opera, il titolo (in corsivo), l’editore e l’anno di pubblicazione.
Ogni elemento della bibliografia viene contrassegnato da un numero tra parentesi
quadre.
`
E possibile assegnare un’etichetta personalizzata col parametro opzionale di
\bibitem:
\bibitem[Lamport 94]{lamport-latex} Leslie Lamport, ...
Che produce:
[Lamport 94] Leslie Lamport, ...
Il parametro dell’ambiente thebibliography precisa la lunghezza massima di queste
etichette:
• se non si usano etichette personalizzate generalmente si mette 9 nel caso in cui ci
siano meno di dieci opere in bibliografia, 99 se ne abbiamo meno di cento ecc.;
• se si usano etichette personalizzate, si mette l’etichetta pi` u lunga.
Il comando \cite viene usato per fare riferimento ad un elemento della bibliografia,
e stampa il numero o l’etichetta dell’opera:
Cf.~\cite{lamport-latex} per maggiori dettagli.
Cf. [1] per maggiori dettagli.
Si possono indicare capitoli, pagine, ecc. nel riferimento tramite il parametro opzionale
di \cite :
Cf.~\cite[page 187]{lamport-latex} per
maggiori dettagli.
Cf. [1, page 187] per maggiori dettagli.
CAPITOLO 8. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 54
8.1.2 BibT
E
X
L’ambiente thebibliography ha tutte le funzionalit` a di cui c’`e bisogno per una
bibliografia, ma anche alcuni inconvenienti:
• ci obbliga a rifare la bibliografia per ogni documento, anche se c’`e solo qualche
opera in pi` u;
• in caso di aggiornamento di un documento, bisogna modificare le bibliografie di
tutti i documenti in cui `e citato.
Da qui l’idea di creare una base di dati delle opere piuttosto che avere una bibliografia
indipendente per ogni documento, e di generare automaticamente la bibliografia a partire
dalla base di dati, in funzione delle citazioni.
La base di dati dei riferimenti bibliografici
Una base di dati dei riferimenti bibliografici `e un file di estensione .bib che contiene
un certo numero di record come questo:
@BOOK
{
lamport-latex,
AUTHOR = "Leslie Lamport",
TITLE = "{\LaTeX}: a document preparation system",
PUBLISHER = "Addison-Wesley",
YEAR = "1994",
EDITION = "Second"
}
Ogni record corrisponde ad un’opera il cui tipo `e indicato per primo, subito dopo il
carattere @. Si tratta in questo caso di un libro, quindi di tipo BOOK.
Successivamente indichiamo una chiave che servir` a a identificare l’opera nelle vostre
basi di dati e a citarla nei documenti come parametro del comando \cite. Il formato
della chiave `e libero ma personalmente uso il nome dell’autore seguito da : ed da una
parola che caratterizza l’opera.
ATTENZIONE: le chiavi devono essere uniche nelle basi di dati.
Poi si riempie una serie di campi che definiscono l’opera (autore, titolo, ecc.). Per
un dato tipo d’opera, alcuni campi sono obbligatori ed altri facoltativi. Ogni campo
assume la forma
NOME DEL CAMPO = "contenuto del campo"
I campi sono separati tra di loro e dalla chiave con delle virgole.
CAPITOLO 8. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 55
I diversi tipi di record
Ogni record contiene uno o pi` u campi. Un campo pu` o essere:
obbligatorio
Questo campo `e indispensabile affinch´e BibT
E
X generi la bibliografia.
opzionale
Questo campo non `e indispensabile ma verr` a utilizzato, se specificato, per com-
pletare le informazioni relative all’opera in questione.
ignorato
Questo campo `e inutile, il suo contenuto verr` a ignorato da BibT
E
X.
Ecco la lista dei tipi di record riconosciuti da BibT
E
X. Per ogni tipo sono indicati i
campi obbligatori e opzionali (tutti gli altri sono ignorati) il cui significato verr` a spiegato
nel paragrafo successivo.
ARTICLE
Articolo apparso in un giornale o rivista.
Campi obbligatori: AUTHOR, TITLE, JOURNAL, YEAR.
Campi opzionali: VOLUME, NUMBER, PAGES, MONTH, NOTE.
BOOK
Libro regolarmente pubblicato da una casa editrice.
Campi obbligatori: AUTHOR o EDITOR, TITLE, PUBLISHER, YEAR.
Campi opzionali: VOLUME o NUMBER, SERIES, ADDRESS, EDITION, MONTH, NOTE.
BOOKLET
Libro che viene distribuito senza un editore.
Campo obbligatorio: TITLE.
Campi opzionali: AUTHOR, HOWPUBLISHED, ADDRESS, MONTH, YEAR, NOTE.
CONFERENCE
Identico a INPROCEEDINGS.
INBOOK
Parte di un libro, generalmente senza titolo: un capitolo, un paragrafo o qualche
pagina.
Campi obbligatori: AUTHOR o EDITOR, TITLE, CHAPTER e/o PAGES, PUBLISHER,
YEAR.
Campi opzionali: VOLUME o NUMBER, SERIES, TYPE, ADDRESS, EDITION, MONTH, NOTE.
INCOLLECTION
Parte di un libro con un titolo proprio.
Campi obbligatori: AUTHOR, TITLE, BOOKTITLE, PUBLISHER, YEAR.
Campi opzionali: EDITOR, VOLUME o NUMBER, SERIES, TYPE, CHAPTER, PAGES, ADDRESS,
EDITION, MONTH, NOTE.
CAPITOLO 8. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 56
INPROCEEDINGS
Articolo nei lavori di una conferenza.
Campi obbligatori: AUTHOR, TITLE, BOOKTITLE, YEAR.
Campi opzionali: EDITOR, VOLUME o NUMBER, SERIES, PAGES, ADDRESS, MONTH,
ORGANIZATION, PUBLISHER, NOTE.
MANUAL
Documentazione tecnica.
Champ obligatoire : TITLE.
Campi opzionali: AUTHOR, ORGANIZATION, ADDRESS, EDITION, MONTH, YEAR, NOTE.
MASTERSTHESIS
Tesi di laurea.
Campi obbligatori: AUTHOR, TITLE, SCHOOL, YEAR.
Campi opzionali: TYPE, ADDRESS, MONTH, NOTE.
MISC
Tipo da utilizzare quando nessuno degli altri si rivela appropriato.
Campi obbligatori: nessuno.
Campi opzionali: AUTHOR, TITLE, HOWPUBLISHED, MONTH, YEAR, NOTE.
PHDTHESIS
Tesi di dottorato.
Campi obbligatori: AUTHOR, TITLE, SCHOOL, YEAR.
Campi opzionali: TYPE, ADDRESS, MONTH, NOTE.
PROCEEDINGS
Lavori di una conferenza.
Campi obbligatori: TITLE, YEAR.
Campi opzionali: EDITOR, VOLUME o NUMBER, SERIES, ADDRESS, MONTH, ORGANIZATION,
PUBLISHER, NOTE.
TECHREPORT
Rapporto pubblicato da un’universit` a, scuola, istituto o altra istituzione.
Campi obbligatori: AUTHOR, TITLE, INSTITUTION, YEAR.
Campi opzionali: TYPE, NUMBER, ADDRESS, MONTH, NOTE.
UNPUBLISHED
Documento con un autore ed un titolo, ma che non `e mai stato pubblicato.
Campi obbligatori: AUTHOR, TITLE, NOTE.
Campi opzionali: MONTH, YEAR.
I diversi tipi di campo
ADDRESS
Indirizzo dell’editore (PUBLISHER) o dell’istituzione (INSTITUTION).
CAPITOLO 8. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 57
ANNOTE
Annotazione.
AUTHOR
Nome dell’autore (o degli autori, nel formato descritto pi` u avanti).
BOOKTITLE
Titolo di una parte di un libro o di un articolo nei lavori di una conferenza.
CHAPTER
Numero del capitolo (o di una qualunque parte del documento).
EDITION
Edizioni di un libro.
EDITOR
Nome del redattore.
HOWPUBLISHED
Tipo di pubblicazione.
INSTITUTION
Istituzione editrice di un rapporto.
JOURNAL
Nome di un giornale.
MONTH
Mese di pubblicazione dell’opera.
NOTE
Informazioni supplementari che possono aiutare il lettore.
NUMBER
Numero di un giornale o rivista.
ORGANIZATION
Organizzazione di patrocinio della conferenza o che pubblica il giornale.
PAGES
Uno o pi` u numeri di pagina.
PUBLISHER
Nome dell’editore.
SCHOOL
Nome della scuola o dell’universit` a nella quale `e stata realizzata la tesi.
SERIES
Nome di una collezione di volumi.
CAPITOLO 8. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 58
TITLE
Titolo dell’opera.
TYPE
Tipo di un rapporto tecnico.
VOLUME
Volume di un giornale o di un libro.
YEAR
Anno di pubblicazione.
Alcune precisazioni
Per alcuni tipi di record (lavori di conferenze, articoli), BibT
E
Xmette automatica-
mente in minuscolo il titolo dell’opera. Ci` o pu` o risultare fastidioso nel caso di acronimi,
sigle ecc. che si vogliono in maiuscolo. In questo caso, `e sufficiente mettere tra parentesi
graffe la o le parole che non si vogliono in minuscolo:
TITLE = "{TCP-IP} e lo Zen di {Confucio}"
Se un campo contiene un comando L
A
T
E
X, il comando dev’essere messo tra parentesi
graffe per non confondere BibT
E
X:
TITLE = "{\LaTeX}: a document preparation system"
Quando un campo AUTHOR o EDITOR contiene pi` u nomi, i nomi devono essere separati
tra loro dalla parola and.
Generare la bibliografia con BibT
E
X
Una volta che avete creato le vostre basi di dati, il pi` u `e fatto.
Ora, quando volete fare riferimento ad un’opera, usate il comando \cite mettendo
come parametro la chiave corrispondente:
Cf.~\cite{lamport-latex} per maggiori dettagli.
Bisogna altres`ı indicare a L
A
T
E
X dove mettere la bibliografia tramite il comando
\bibliography. Questo comando prende come parametro una lista di file contenenti le
basi di dati (ma senza estesione .bib):
\bibliography{file1,file2,file3}
Naturalmente, in questi file dovranno trovarsi tutte le opere citate nel documento.
Bisogna anche indicare a BibT
E
X lo stile da utilizzare per impaginare la bibliografia
con il comando \bibliographystyle. Il parametro di questo comando `e lo stile da
utilizzare.
Gli stili standard di bibliografia di L
A
T
E
X sono :
CAPITOLO 8. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 59
plain
Opere in ordine alfabetico, contrassegnate da numeri.
unsrt
Opere in ordine di citazione, contrassegnate da numeri.
alpha
Opere contrassegnate da etichette del tipo “Lam94” formate a partire dal nome
dell’autore e dall’anno di pubblicazione.
abbrv
Come lo stile plain, ma i nomi di battesimo, i nomi dei mesi e dei giornali sono
abbreviati.
Esistono molti altri stili di bibliografia.
Anche in questo caso bisogner`a includere nell’indice la linea relativa alla bibliografia
con il comando \addcontentsline, perch´e non viene fatto automaticamente n´e da L
A
T
E
X
n´e da BibT
E
X:
\addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliografia}
Riassumendo, a parte i comandi \cite disseminati nel documento, l’inclusione della
bibliografia si fa cos`ı:
\addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliografia}
\bibliographystyle{unsrt}
\bibliography{file1,file2,file3}
Se volete includere in bibliografia delle opere non citate nel documento utilizzate il
comando \nocite (messo ad esempio subito prima del comando \bibliographystyle),
con la lista delle chiavi delle opere, separata da virgole, come parametro:
\nocite{lamport-latex,companion}
`
E anche possibile includere nella bibliografia tutte le opere contenute nella base di dati
mettendo * come parametro di \nocite:
\nocite{*}
Infine, per generare la bibliografia ed includerla nel documento, bisogna:
• Compilare il documento con L
A
T
E
X:
latex documento.tex
• Eseguire BibT
E
X sul documento:
bibtex documento
CAPITOLO 8. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 60
(non mettete l’estensione .tex)
BibT
E
X crea un file documento.bbl, che contiene la bibliografia impaginata se-
condo lo stile indicato dal comando \bibliographystyle.
• Ricompilate due volte con L
A
T
E
X per includere la bibliografia e aggiornare tutti i
riferimenti.
Per maggiori informazioni a riguardo di BibT
E
X, consultate [5], [1, pagg. 69–71 e
155–164] e [2, cap. 13].
8.2 Creare un indice analitico
La realizzazione di un indice analitico `e molto semplice con L
A
T
E
X. Basta inserire
nel testo dei comandi \index per generare i numeri di pagina.
Ma prima bisogna modificare leggermente il documento:
• caricate l’estensione makeidx;
• aggiungete il comando \makeindex nel preambolo;
• mettete il comando \printindex laddove volete far comparire l’indice analitico
(generalmente alla fine del documento, subito prima del comando \end¦document¦).
Per un documento con indice analitico, la sequenza di compilazione `e la seguente:
• la prima compilazione genera l’indice e lo mette in un file .idx (`e a questo che
serve il comando \makeindex);
• il programma MakeIndex formatta l’indice e lo mette in un file .ind;
• la seconda compilazione include l’indice analitico e genera l’indice (sommario);
• la terza compilazione include definitivamente l’indice nel file.
L’uso di MakeIndex `e dettagliato nella ¸ 8.2.2 ed il modo di effettuare una compila-
zione automatica tramite un file Makefile nella ¸ 8.3. Inoltre potete consultare [6] per
una descrizione pi` u completa della realizzazione di un indice analitico con L
A
T
E
X.
8.2.1 Il comando \index
Per generare una voce nell’indice, utilizzate il comando \index :
La parola workstation\index{workstation} `e nell’indice.
Tutto questo stampa:
La parola workstation `e nell’indice.
e genera una voce per “workstation” nell’indice analitico.
Si pu` o mettere tutta un’espressione nell’indice:
CAPITOLO 8. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 61
`
E una gran figata\index{gran figata} mettere tutta
un’espressione nell’indice.
Per generare delle sotto-voci bisogna separare la voce principale e la sotto-voce con
il carattere !:
Qui parliamo delle sotto-voci
dell’indice\index{indice!sotto-voci}
Infine si pu` o mettere del testo alla posizione alfabetica identificata da un altro testo
con il carattere @:
Metto il simbolo $\alpha$\index{alpha@$\alpha$}
nell’indice al posto di ‘‘alpha’’ nell’ordine
alfabetico.
A volte pu` o rivelarsi utile l’uso delle graffe di raggruppamento:
blablabla corsivo\index{corsivo@\textit{corsivo}}
8.2.2 Formattazione dell’indice analitico: il programma MakeIndex
Una volta generato l’indice analitico (nel file .idx), bisogna impaginarlo con MakeIn-
dex. Questo programma crea un file .ind che pu` o allora essere incluso nel documento
con il comando \printindex. MakeIndex viene richiameto con la linea:
makeindex pippo.idx
Il formato utilizzato per default da MakeIndex `e abbastanza brutto. Vi consiglio di
usare il file di formato index.ist che trovate qui di seguito:
headings_flag 1
heading_prefix "\n \\item \\textbf{"
heading_suffix "}"
symhead_positive "Simboli"
symhead_negative "simboli"
numhead_positive "Numeri"
numhead_negative "numeri"
delim_0 " \\dotfill\\ "
delim_1 " \\dotfill\\ "
delim_2 " \\dotfill\\ "
Ora richiamate MakeIndex cos`ı:
makeindex -s index.ist pippo.idx
E l’indice sar` a formattato come quello di questo manuale.
CAPITOLO 8. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 62
8.3 Compilazione automatica tramite un file Makefile
`
E possibile automatizzare la compilazione utilizzando un file Makefile. Per un file
pippo.tex, il Makefile seguente esegue nell’ordine:
• la compilazione e generazione dell’indice analitico;
• la sua formattazione;
• le due compilazioni di generazione e inclusione dell’indice;
• la conversione del documento in formato PostScript.
pippo.ps : pippo.dvi
dvips pippo.dvi
pippo.dvi : pippo.tex pippo.ind
latex pippo.tex
latex pippo.tex
pippo.ind : pippo.idx
latex pippo.tex
makeindex -s index.ist pippo.idx
clean :
rm -f pippo.aux pippo.idx pippo.ilg pippo.ind \
pippo.lof pippo.log pippo.lot pippo.toc
Basta battere make e aspettare un po’ per avere un documento pronto per la stampa.
Tra l’altro, make clean permette di cancellare tutti i file intermediari generati da L
A
T
E
X,
tranne pippo.tex e pippo.ps.
Capitolo 9
L
A
T
E
X da professionisti
Questo capitolo spiega come realizzare con L
A
T
E
X delle funzioni per cos`ı dire “com-
plesse”... ma non in L
A
T
E
X!
9.1 Definizione di nuovi comandi e nuovi ambienti
9.1.1 Definizione di nuovi comandi
Si possono definire comandi personalizzati grazie al comando
\newcommand¦nome¦[numero di parametri ]¦definizione¦
In soldoni, ogni volta che L
A
T
E
X trover` a il comando \nome, lo sostituir` a con definizione.
Le definizioni dei comandi possono trovarsi nel preambolo o nel corpo del documento.
Ecco un semplice esempio:
\newcommand{\mi}{Masterando Istituzionale}
Ora posso utilizzare il comando \mi che stamper`a “Masterando Istituzionale”.
Un master non `e un master senza il \emph{\mi}.
Un master non `e un master senza il Masterando Istituzionale.
Si possono anche creare dei comandi con dei parametri. Baster` a precisarne il numero
nel parametro numero di parametri di \newcommand :
\newcommand{\itfootnote}[1]{\footnote{\textit{#1}}}
Il comando \itfootnote crea una nota a pi`e di pagina in corsivo
1
.
`
E un comando
che ha bisogno di un parametro (qui, numero di parametri vale 1). Nella definizione
del comando, si fa poi riferimento al primo parametro con #1 (se ce ne fosse stato un
secondo, #2, ecc.).
1
E funziona, come vedete: si possono anche nidificare comandi ovviamente, tutto questo grazie al
Masterando Istituzionale.
63
CAPITOLO 9. L
A
T
E
X DA PROFESSIONISTI 64
9.1.2 Definire nuovi ambienti
`
E anche possibile definire nuovi ambienti con il comando
\newenvironment¦nome¦[numero di parametri ]¦definizione di apertura¦¦definizione
di chiusura¦
Le definizioni di ambienti possono trovarsi nel preambolo o nel corpo del documento.
Quando L
A
T
E
X incontrer` a \begin¦nom¦, lo sostituir` a con definizione di apertura e
quando incontrer` a \end¦nom¦, lo sostituir` a con definizione di chiusura:
\newenvironment{italitemize}{\begin{itemize} \itshape}{\end{itemize}}
\begin{italitemize}
\item beh,
\item pare che funzioni!
\end{italitemize}
• beh,
• pare che funzioni!
Generalmente i nuovi ambienti vengono creati a partire di ambienti esistenti (come
qui).
`
E possibile creare degli ambienti con argomento. Se ne precisa il numero con numero
di argomenti in \newenvironment e si utilizzano nella definizione di apertura con #1,
#2...
\newenvironment{tab}[1]%
{\begin{tabular}{|#1|}\hline}%
{\hline\end{tabular}}
\begin{tab}{cc}
prova & dell’ \\
ambiente & tab \\
\end{tab}
prova dell’
ambiente tab
Notate in che modo ho utilizzato il comando \newenvironment: ho messo le defini-
zioni di apertura e chiusura del nuovo ambiente ognuna su una linea a s´e stante (`e pi` u
chiaro). Per questo, per` o, ho dovuto mettere un% alla fine delle due prime linee. Questo
% indica un commento, ma non `e seguito da testo. A cosa serve? Serve ad impedire
che L
A
T
E
X consideri il ritorno a capo come uno spazio. In questo modo posso mettere
la definizione del nuovo ambiente su pi` u linee. Se non avessi messo il %, L
A
T
E
X avrebbe
visto degli spazi tra gli ultimi tre parametri di \newenvironment, e avrebbe segnalato
un errore di sintassi.
CAPITOLO 9. L
A
T
E
X DA PROFESSIONISTI 65
9.2 Includere delle immagini PostScript
In un documento L
A
T
E
X `e possibile includere delle immagini in formato Encapsuled
PostScript generate con qualsiasi strumento (MatLab, xvgr, xfig...). Questo formato
`e una variante del PostScript per stampanti che omette tutte le informazioni relative
all’impaginazione (tipo di carta, margini ecc.) ed `e quindi adatto all’inclusione in un
documento.
Per poter includere questi file in un documento bisogna innanzitutto caricare l’esten-
sione graphicx.
Nel punto in cui volete il disegno usate poi il comando
\includegraphics¦disegno.eps¦
`
E preferibile mettere il disegno in una cornice (figure) per potergli mettere una
legenda ed un numero, e soprattutto per poterlo spostare se rischia di essere tagliato a
fondo pagina.
`
E anche buona pratica centrarlo con l’ambiente center.
Possiamo anche specificare la grandezza che l’immagine deve assumere, in larghezza:
\includegraphics[width=larghezza]¦disegno.eps¦
o in altezza:
\includegraphics[height=altezza]¦disegno.eps¦
Ecco quindi il codice tipicamente utilizzato per includere un disegno in un documento
L
A
T
E
X:
\documentclass[a4paper,11pt]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{graphicx}
% ...
\begin{figure}[htbp]
\begin{center}
\includegraphics[width=10cm]{disegno.eps}
\end{center}
\caption{Disegno}
\label{fig:dessin}
\end{figure}
CAPITOLO 9. L
A
T
E
X DA PROFESSIONISTI 66
9.3 Creare un frontespizio personalizzato: l’ambiente titlepage
Avrete senz’altro notato che il comando \maketitle genera un frontespizio mol-
to scarno.
`
E un peccato che un programma di alte potenzialit` a come L
A
T
E
X debba
accontentarsi di copertine cos`ı sobrie.
Fortunatamente `e possibile creare frontespizi presonalizzati grazi all’ambiente titlepage.
All’interno, siete completamente padroni dell’impaginazione. Generalmente si utilizza:
• l’ambiente center, per centrare il testo;
• i comandi di cambiamento di corpo (\large...), per scrivere il titolo in grande;
• i comandi di spaziatura \vspace e \hspace per areare il testo;
• si pu` o anche includere un’immagine con \includegraphics (come si `e fatto per
il logo dell’ENSTA) ;
L’unico vincolo `e che l’ambiente titlepage deve trovarsi subito dopo il comando
\begin¦document¦ e che il frontespizio deve stare tutto in una sola pagina (beh... mi
sembra naturale).
Appendice A
Principali regole tipografiche
Le regole tipografiche sono diverse a seconda delle lingue, soprattutto per quanto
riguarda la punteggiatura.
A.1 Regole tipografiche italiane
Le regole tipografiche da seguire nello scrivere un testo in italiano sono le seguenti:
• punto, virgola, punto e virgola, due punti, punto esclamativo e punto interrogativo
sono attaccate alla parola che li precede, mentre sono separate con uno spazio dalla
parola che li segue;
• parentesi (di ogni tipo), virgolette e trattini sono sempre attaccate al testo che
delimitano, e separate con uno spazio dal resto del testo (a meno che non siano
seguite da punto, virgola, punto e virgola, due punti, punto esclamativo o pun-
to interrogativo, nel qual caso questi segni di interpunzione sono attaccati alla
parentesi, virgoletta o trattino chiuso);
• i puntini di sospensione si scrivono attaccati alla parola che li precede;
• gli accenti in italiano sono sempre gravi (`), tranne nelle parole accentate che
finiscono in -ch´e (bench´e, perch´e, finch´e ecc.), in n´e e s´e;
• i puntini di sospensione devono essere pi` u spaziati tra loro che tre punti normali
uno dopo l’altro: per questo, L
A
T
E
X dispone del comando \ldots per generare i
tre puntini (non dimenticate il comando \ per fare lo spazio dopo i puntini di
sospensione e non dimenticate di separarli dalla parola precedente con uno spazio
insecabile).
In L
A
T
E
X, le virgolette vanno scritte ‘‘ et ’’ (e non "). Il risultato `e “questo”.
Come esempio di applicazione delle regole tipografiche, ho modificato leggermente
la punteggiatura del testo che segue:
67
APPENDICE A. PRINCIPALI REGOLE TIPOGRAFICHE 68
Partimmo un luned` ı (in direzione sud) cercando
l’altra strada che ci ha portato qui. Vedemmo
Pancho Villa e la ‘‘rivoluzione’’; ci disse:
--- Non ` e morta, ci sono nuove idee! --- Siamo
umani, solo umani: non pu`o andare cos`ı. E poi
Toro Seduto (incazzato anche con noi)~\ldots\ mi scusai
per la storia ma non generalizzare, le droghe,
il gioco e il resto non vengono dal cielo. Lo
so, non ` e progresso, ma `e un’orgia di idiozia?
In stampa otteniamo:
Partimmo un luned`ı (in direzione sud) cercando l’altra strada che ci ha
portato qui. Vedemmo Pancho Villa e la “rivoluzione”; ci disse: — Non `e
morta, ci sono nuove idee! — Siamo umani, solo umani: non pu` o andare
cos`ı. E poi Toro Seduto (incazzato anche con noi) . . . mi scusai per la storia
ma non generalizzare, le droghe, il gioco e il resto non vengono dal cielo. Lo
so, non `e progresso, ma `e un’orgia di idiozia?
A.2 Regole tipografiche inglesi
In inglese le regole tipografiche sono sostanzialmente le stesse che in italiano.
Ecco quindi un esempio anglosassone che vi suoner` a familiare...
We all came out to Montreux, on the Lake Geneva
shoreline, to make records with a mobile: we didn’t
have much time. Frank Zappa and the Mothers were at
the best place around; but some stupid with a flare
gun burned the place to the ground \ldots\ Smoke on
the water! Fire in the sky? Smoke on the water!
Otteniamo:
We all came out to Montreux, on the Lake Geneva shoreline, to make
records with a mobile: we didn’t have much time. Frank Zappa and the
Mothers were at the best place around; but some stupid with a flare gun
burned the place to the ground . . . Smoke on the water! Fire in the sky?
Smoke on the water!
A.3 Regole tipografiche francesi
Per i cultori della lingua di Proust le cose sono un po’ pi` u difficili. Le regole da
seguire sono queste:
• la punteggiatura semplice (punto, virgola, puntini di sospensione) si scrive come
in italiano, cio`e attaccata alla parola precedente e separata da quella seguente con
uno spazio;
APPENDICE A. PRINCIPALI REGOLE TIPOGRAFICHE 69
• la punteggiatura doppia (due punti, punto e virgola, punto interrogativo e punto
esclamativo) dev’essere separata con uno spazio sia dalla parola precedente che da
quella seguente;
• parentesi e trattini seguono le stesse regole dell’italiano;
• i puntini si attaccano alla parola precedente e si scrivono ... invece che ldots;
• le virgolette devono essere “alla francese” (vengono chiamate guillemets ) e si
scrivono nel sorgente e ; si separano con uno spazio dal testo che precede e
segue e con uno spazio insecabile dal testo incluso nelle virgolette.
Complicato? Date un’occhiata all’esempio “telefonico” seguente:
J’avais un ami, mais il est parti. Ce sens `a ma vie,
il n’est plus en vie... Il m’a tout donn´e, puis s’est
effac´ e, sans me d´ eranger ; et je crois j’ai pleur´e,
j’ai pleur´ e. Tout au fond, l’air d’un con : envie de
me casser. Voudrais bien essayer, voudrais bien
continuer, continuer ! Un moment, un instant, j’ai cru
oublier. ~En parlant, en marchant, `a Paris, `a minuit,
dans ma ville ?~
e otteniamo:
J’avais un ami, mais il est parti. Ce sens `a ma vie, il n’est plus en vie...
Il m’a tout donn´e, puis s’est effac´e, sans me d´eranger ; et je crois j’ai pleur´e,
j’ai pleur´e. Tout au fond, l’air d’un con : envie de me casser. Voudrais bien
essayer, voudrais bien continuer, continuer ! Un moment, un instant, j’ai cru
oublier. En parlant, en marchant, ` a Paris, ` a minuit, dans ma ville ?
Bibliografia
[1] Leslie Lamport. L
A
T
E
X: a document preparation system. Addison-Wesley, Reading,
Massachusetts, second edition, 1994.
[2] Michel Goossens, Frank Mittelbach, and Alexander Samarin. The L
A
T
E
X Companion.
Addison-Wesley, Reading, Massachusetts, 1994.
[3] Michel Goossens, Sebastian Rahtz, and Frank Mittelbach. The L
A
T
E
X Graphics
Companion. Addison-Wesley, Reading, Massachusetts, 1997.
[4] Imprimerie nationale. Lexique des r`egles typographiques en usage ` a l’Imprimerie
nationale, 1990.
[5] Oren Patashnik. BibT
E
Xing, feb 1998.
[6] Leslie Lamport. MakeIndex: An Index Processor For L
A
T
E
X, February 1987.
[7] Yves Perrousseaux. Manuel de Typographie fran¸ caise ´el´ementaire. Atelier
Perrousseaux ´editeur, 1995.
70
Indice analitico
(, 45
\(, 37
), 45
\), 37
\-, 12
–, 14
--, 14
—, 14
---, 14
.emacs, 11, 16
/, 45
\=, 31
\>, 31
?‘ (¿), 14
[, 45
\[, 37
$, 37
$$, 37
%, 11
, 38
], 45
\], 37
^, 38
~, 11
\, 14
11pt, 9
12pt, 9
a4paper, 9
\AA (
˚
A), 14
\aa (˚a), 14
abbrv, 59
accenti, 15
\addcontentsline, 59
ADDRESS, 56
\AE (Æ), 14
\ae (æ), 14
\aleph (ℵ), 41
\alpha (α), 39
alpha, 59
\amalg (H), 40
ambienti, 24
and, 58
\and, 21
\angle (

), 41
ANNOTE, 57
appendici, 21
\appendix, 21
\approx (≈), 41
\arccos (arccos), 47
\arcsin (arcsin), 47
\arctan (arctan), 47
\arg (arg), 47
array, 48
article, 8
ARTICLE, 55
\ast (∗), 40
\asymp (·), 41
AUTHOR, 57
\author, 21
\backslash (¸), 41, 45
\beta (β), 39
\bfseries, 16
\bibitem, 53
bibliografia, 52
\bibliography, 58
\bibliographystyle, 58
BibT
E
X, 52, 54
\bigcap (

), 46
\bigcirc (_), 40
71
INDICE ANALITICO 72
\bigcup (

), 46
\bigodot (

), 46
\bigoplus (

), 46
\bigotimes (

), 46
\bigskip, 20
\bigsqcup (

), 46
\bigtriangledown (_), 40
\bigtriangleup (´), 40
\biguplus (

), 46
\bigvee (
_
), 46
\bigwedge (
_
), 46
\bmod (mod), 48
book, 8
BOOK, 55
BOOKLET, 55
BOOKTITLE, 57
\bot (⊥), 41
\bowtie (>), 41
\Box (P), 41
\bullet (•), 40
\cap (∩), 40
\caption, 35
\cdot (), 40
\cdots, 40, 49
center, 27
cesura, 12
\chapter, 20
CHAPTER, 57
\chi (χ), 39
\circ (◦), 40
\cite, 53, 54, 58
classe, 7, 8
\clearpage, 19
\cline, 34
\clubsuit (♣), 41
comandi, 7
sintassi, 13
varianti asterisco, 13
commenti, 11
CONFERENCE, 55
\cong (

=), 41
\coprod (

), 46
\copyright ( c _), 14
\cos (cos), 47
\cosh (cosh), 47
\cot (cot), 47
\coth (coth), 47
\csc (csc), 47
\cup (∪), 40
\dag (†), 14
\dagger (†), 40
\dashv (¬), 41
\date, 21
\ddag (‡), 14
\ddagger (‡), 40
\ddots, 49
\deg (deg), 47
\Delta (∆), 39
\delta (δ), 39
description, 29
\det (det), 47
\Diamond (Q), 41
\diamond (), 40
\diamondsuit (♦), 41
dichiarazioni, 17
\dim (dim), 47
displaymath, 37
\displaystyle, 44, 46
\div (÷), 40
document, 10
\documentclass, 7, 8
\doteq (
.
=), 41
\Downarrow (⇓), 41, 45
\downarrow (↓), 41, 45
EDITION, 57
EDITOR, 57
\ell (/), 41
em, 25
Emacs
lettere accentate, 16
ritorno a capo automatico, 11
\emph, 18
\emptyset (∅), 41
enumerate, 29
\epsilon (c), 39
INDICE ANALITICO 73
eqnarray, 50
equation, 49
\equiv (≡), 41
esponenti, 38
estensioni, 9
\eta (η), 39
\exists (∃), 41
\exp (exp), 47
figure, 34
\flat (.), 41
fleqn, 37
flushleft, 27
flushright, 27
fontenc, 9
\footnote, 22
\footnotesize, 19
\forall (∀), 41
\frac, 44
frazioni, 44
frontespizio, 21, 66
\frown (·), 41
\Gamma (Γ), 39
\gamma (γ), 39
\gcd (gcd), 47
\geq (≥), 41
\gg (¸), 41
graffe di raggruppamento, 14, 17, 61
graphicx, 65
\hbar (¯ /), 41
\heartsuit (♥), 41
\hline, 33
\hom (hom), 47
\hookleftarrow (←), 41
\hookrightarrow (→), 41
HOWPUBLISHED, 57
\hspace, 19
\Huge, 19
\huge, 19
\i, 15
\Im (·), 41
\imath (ı), 41
\in (∈), 41
INBOOK, 55
\includegraphics, 65
INCOLLECTION, 55
\index, 60
index.ist, 61
indice, 21
indice analitico, 60
indici, 38
\inf (inf), 47
\infty (∞), 41
INPROCEEDINGS, 56
inputenc, 9
INSTITUTION, 57
\int (
_
), 46
integrali, 46
\iota (ι), 39
\item, 29
itemize, 29
\itshape, 16
\j, 15
\jmath (,), 41
\Join (I), 41
JOURNAL, 57
\kappa (κ), 39
\ker (ker), 47
\kill, 31
\L ( L), 14
\l ( l), 14
\label, 35, 50
\label, 23
\Lambda (Λ), 39
\lambda (λ), 39
\langle (¸), 45
\LARGE, 19
\Large, 19
\large, 19
\LaTeX (L
A
T
E
X), 14
L
A
T
E
X, 1, 2
\LaTeXe (L
A
T
E
X2
ε
), 14
\lceil (¸), 45
\ldots, 40
INDICE ANALITICO 74
\leadsto (Y), 41
\left, 45
\Leftarrow (⇐), 41
\leftarrow (←), 41
\leftharpoondown (÷), 41
\leftharpoonup (÷), 41
\Leftrightarrow (⇔), 41
\leftrightarrow (↔), 41
\leq (≤), 41
leqno, 50
letter, 8
lettere greche, 39
\lfloor (¸), 45
\lg (lg), 47
\lhd (¡), 40
\lim (lim), 47
\liminf (liminf), 47
\limsup (limsup), 47
\listoffigures, 20
\listoftables, 20
\ll (¸), 41
\ln (ln), 47
\log (log), 47
\Longleftarrow (⇐=), 41
\longleftarrow (←−), 41
\Longleftrightarrow (⇐⇒), 41
\longleftrightarrow (←→), 41
\longmapsto (−→), 41
\Longrightarrow (=⇒), 41
\longrightarrow (−→), 41
makeidx, 60
\makeindex, 60
MakeIndex, 60, 61
\maketitle, 22
MANUAL, 56
\mapsto (→), 41
\marginpar, 23
MASTERSTHESIS, 56
math, 36
\mathbf, 43
\mathcal, 43
\mathit, 43
\mathrm, 43
\mathsf, 43
\mathtt, 43
matrice, 48
\max (max), 47
\mbox, 38
\mdseries, 16
\medskip, 20
\mho (H), 41
\mid ([), 41
\min (min), 47
MISC, 56
\models ([=), 41
MONTH, 57
\mp (∓), 40
\mu (j), 39
\multicolumn, 34
\nabla (∇), 41
\natural (;), 41
\nearrow (¸), 41
\neg (), 41
\neq (,=), 41
\newcommand, 63
\newenvironment, 64
\newline, 19
\newpage, 19
\newtheorem, 51
\ni (÷), 41
\nocite, 59
\nonumber, 50
\normalsize, 19
\not, 40
note
note a margine, 23
note a pi`e di pagina, 22
NOTE, 57
\nu (ν), 39
NUMBER, 57
\nwarrow (¸), 41
\O (Ø), 14
\o (ø), 14
\odot (¸), 40
\OE (Œ), 14
INDICE ANALITICO 75
\oe (œ), 14
\oint (
_
), 46
\Omega (Ω), 39
\omega (ω), 39
\ominus (¸), 40
\oplus (⊕), 40
opzioni di classe, 7, 9
ORGANIZATION, 57
\oslash (¸), 40
\otimes (⊗), 40
\overbrace, 42
Overfull \hbox, 12
\overline, 42
\overrightarrow, 42
\P (¶), 14
\pageref, 23, 35
PAGES, 57
paragrafi, 10
\parallel (|), 41
parole, 10
\part, 20
\partial (∂), 41
\perp (⊥), 41
PHDTHESIS, 56
\Phi (Φ), 39
\phi (φ), 39
\Pi (Π), 39
\pi (π), 39
plain, 59
\pm (±), 40
\pmod, 48
\pounds (£), 14
\Pr (Pr), 47
preambolo, 10
\prec (≺), 41
\preceq (_), 41
\prime (/), 41
\printindex, 60
PROCEEDINGS, 56
\prod (

), 46
\propto (∝), 41
\Psi (Ψ), 39
\psi (ψ), 39
PUBLISHER, 57
quotation, 25
quote, 25
radici, 44
\rangle ()), 45
\rceil (|), 45
\Re ('), 41
\ref, 23, 35
report, 8
\rfloor (|), 45
\rhd (£), 40
\rho (ρ), 39
riferimenti, 23
\right, 45
\right., 45
\Rightarrow (⇒), 41
\rightarrow (→), 41
\rightharpoondown (÷), 41
\rightharpoonup (÷), 41
\rightleftharpoons (
÷
÷), 41
\rmfamily, 17
\S (¸), 14
SCHOOL, 57
\scriptscriptstyle, 44
\scriptsize, 19
\scriptstyle, 44
\scshape, 16
\searrow (¸), 41
\sec (sec), 47
\section, 20
SERIES, 57
\setminus (¸), 40
\sffamily, 17
\sharp (;), 41
\Sigma (Σ), 39
\sigma (σ), 39
\sim (∼), 41
simboli matematici
altri simboli, 40
frecce, 40
operatori, 40
relazioni, 40
INDICE ANALITICO 76
\simeq (·), 41
\sin (sin), 47
\sinh (sinh), 47
slides, 8
\slshape, 16
\small, 19
\smallskip, 20
\smile (), 41
sommatorie, 46
\spadesuit (♠), 41
spazio insecabile, 11
\sqcap (¯), 40
\sqcup (.), 40
\sqrt, 44
\sqsubset (`), 41
\sqsubseteq (_), 41
\sqsupset (a), 41
\sqsupseteq (_), 41
\ss (ß), 14
\stackrel, 43
\star (×), 40
\subsection, 20
\subset (⊂), 41
\subseteq (⊆), 41
\subsubsection, 20
\succ (~), 41
\succeq (_), 41
\sum (

), 46
\sup (sup), 47
\supset (⊃), 41
\supseteq (⊇), 41
\surd (

), 41
\swarrow (¸), 41
tabbing, 31
tabelle, 32
table, 34
\tableofcontents, 20
tabular, 32
tabulazioni, 31
\tan (tan), 47
\tanh (tanh), 47
\tau (τ), 39
TECHREPORT, 56
\TeX (T
E
X), 14
\textbf, 17
\textit, 17
\textmd, 17
\textrm, 17
\textsc, 17
\textsf, 17
\textsl, 17
\textstyle, 44
\texttt, 17
\textup, 17
\thanks, 22
thebibliography, 52
\Theta (Θ), 39
\theta (θ), 39
\times (), 40
\tiny, 19
TITLE, 58
\title, 21
titlepage, 22
\top (·), 41
\triangle (´), 41
\triangleleft (), 40
\triangleright (>), 40
\ttfamily, 17
TYPE, 58
\underbrace, 42
\underline, 42
\unlhd (¢), 40
UNPUBLISHED, 56
\unrhd (¤), 40
unsrt, 59
\Uparrow (⇑), 41, 45
\uparrow (↑), 41, 45
\Updownarrow (¸), 41, 45
\updownarrow (¡), 41, 45
\uplus (¬), 40
\upshape, 16
\Upsilon (Υ), 39
\upsilon (υ), 39
\varepsilon (ε), 39
varianti asterisco
INDICE ANALITICO 77
ambienti, 24
comandi, 13
\varphi (ϕ), 39
\varpi (c), 39
\varrho (¸), 39
\varsigma (ς), 39
\vartheta (ϑ), 39
\vdash (¬), 41
\vdots, 49
\vee (∨), 40
verbatim, 28
verse, 26
VOLUME, 58
\vspace, 19
\wedge (∧), 40
\widehat, 42
\widetilde, 42
Word, 2
\wp (℘), 41
\wr (/), 40
WYSIWYG, 2
xdvi, 6
\Xi (Ξ), 39
\xi (ξ), 39
YEAR, 58
\zeta (ζ), 39
Elenco delle tabelle
5.1 Simboli di uso comune . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
5.2 Simboli per l’italiano e le altre lingue . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
5.3 Accenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
5.4 Abbreviazioni dei comandi d’accentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
5.5 Dichiarazioni di cambiamento di forma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
5.6 Dichiarazioni di cambiamento di peso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
5.7 Dichiarazioni di cambiamento di famiglia . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
5.8 Comandi di cambiamento di stile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
5.9 Dichiarazioni dei cambiamenti di corpo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
5.10 Comandi di sezionamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
6.1 Esempio d’ambiente table . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35
7.1 Lettere greche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
7.2 Simboli degli operatori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
7.3 Simboli delle relazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
7.4 Frecce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
7.5 Altri simboli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
7.6 Accenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
7.7 Comandi di spaziatura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
7.8 Comandi di cambiamento di stile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
7.9 Delimitatori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45
7.10 Simboli a grandezza variabile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46
7.11 Logaritmi e altri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47
78
Elenco delle figure
5.1 Figura vuota . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
79
Indice
1 Introduzione 1
1.1 Cos’`e questo L
A
T
E
X? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
1.2 Convenzioni tipografiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
2 Perch´e imparare L
A
T
E
X? 2
2.1 La filosofia di L
A
T
E
X . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
2.2 Come funziona L
A
T
E
X? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
3 Il vostro primo documento 4
3.1 Prima di cominciare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
3.2 Cominciamo! . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
3.2.1 L’editing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
3.2.2 La compilazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
3.2.3 Rilevamento e correzione degli errori . . . . . . . . . . . . . . . . 5
3.2.4 La visualizzazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
3.2.5 La stampa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
4 I concetti base di L
A
T
E
X 7
4.1 Il documento L
A
T
E
X . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
4.1.1 Sintassi di un comando L
A
T
E
X . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
4.1.2 Il comando \documentclass . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
4.1.3 Le estensioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
4.1.4 Il preambolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
4.1.5 Il documento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
4.2 Struttura del testo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
4.2.1 I paragrafi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
4.2.2 Le parole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
4.2.3 Lo spazio insecabile: ~ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
4.2.4 I commenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
4.3 Caratteri speciali utilizzati da L
A
T
E
X . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
4.4 I problemi di cesura: Overfull \hbox . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
80
INDICE 81
5 I comandi di L
A
T
E
X 13
5.1 Sintassi di un comando . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
5.2 Caratteri speciali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
5.2.1 Simboli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
5.2.2 Le lettere accentate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
5.3 Dichiarazioni e comandi di cambiamento di stile . . . . . . . . . . . . . . 16
5.4 Dichiarazioni di cambiamento di corpo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
5.5 Comandi di interruzione linea, interruzione pagina e di spaziatura . . . . 19
5.6 Comandi di sezionamento del documento . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
5.7 Il frontespizio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
5.8 Comandi per le note . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
5.8.1 Note a pi`e di pagina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
5.8.2 Note a margine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
5.9 I riferimenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
6 Gli ambienti di L
A
T
E
X 24
6.1 L’ambiente em . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
6.2 Gli ambienti quote e quotation . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
6.3 L’ambiente verse . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
6.4 Gli ambienti center, flushleft e flushright . . . . . . . . . . . . . . 27
6.5 L’ambiente verbatim . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28
6.6 Gli elenchi: gli ambienti itemize, enumerate e description . . . . . . 29
6.7 L’ambiente tabbing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31
6.8 Le tabelle: l’ambiente tabular . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
6.9 Gli ambienti table e figure . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34
7 L
A
T
E
X e la matematica 36
7.1 I modi matematici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
7.1.1 L’ambiente math . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
7.1.2 L’ambiente displaymath . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
7.2 Strutture di uso frequente in matematica . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
7.2.1 Indici ed esponenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
7.2.2 Testo all’interno di una formula . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
7.3 Lettere, simboli e accenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
7.3.1 Lettere greche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
7.3.2 Operatori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
7.3.3 Relazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
7.3.4 Frecce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
7.3.5 Altri simboli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
7.3.6 Accenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
7.3.7 Sovrapposizione di due simboli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
7.4 Modifica della spaziatura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
7.5 Modificare lo stile ed il corpo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
7.6 Frazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44
INDICE 82
7.7 Radici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44
7.8 Delimitatori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45
7.9 Simboli a grandezza variabile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46
7.10 Logaritmi e altre funzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47
7.11 Le tabelle: l’ambiente array . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48
7.12 Le equazioni numerate: l’ambiente equation . . . . . . . . . . . . . . . 49
7.13 Le serie di equazioni: l’ambiente eqnarray . . . . . . . . . . . . . . . . . 50
7.14 Teoremi, definizioni... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
8 Bibliografia ed indice analitico 52
8.1 Fare una bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52
8.1.1 L’ambiente thebibliography . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52
8.1.2 BibT
E
X . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
8.2 Creare un indice analitico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60
8.2.1 Il comando \index . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60
8.2.2 Formattazione dell’indice analitico: il programma MakeIndex . . 61
8.3 Compilazione automatica tramite un file Makefile . . . . . . . . . . . . 62
9 L
A
T
E
X da professionisti 63
9.1 Definizione di nuovi comandi e nuovi ambienti . . . . . . . . . . . . . . . 63
9.1.1 Definizione di nuovi comandi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63
9.1.2 Definire nuovi ambienti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64
9.2 Includere delle immagini PostScript . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65
9.3 Creare un frontespizio personalizzato: l’ambiente titlepage . . . . . . . 66
A Principali regole tipografiche 67
A.1 Regole tipografiche italiane . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
A.2 Regole tipografiche inglesi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
A.3 Regole tipografiche francesi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
Bibliografia 70
Indice analitico 71

A Versione originale: “Apprends L TEX!” Copyright c 1994–1998 Marc Baudoin Traduzione italiana: Copyright c 1998 Alessandro Cannarsi, Marc Baudoin

This document may be reproduced and distributed in whole or in part, in any medium physical or electronic, as long as this copyright notice is retained on all copies. Commercial redistribution is not allowed. All translations, derivative works, or aggregate works incorporating this document in whole or in part must be covered under this copyright notice. That is, you may not produce a derivative work from this document and impose additional restrictions on its distribution. For further information please contact the author at <babafou@agm-ita.ensta.fr>. Questo documento pu` essere riprodotto e distribuito in tutto o in parte, con ogni mezzo fisico o o elettronico, purch´ questo avviso di copyright sia mantenuto su tutte le copie. La ridistribuzione e commerciale non ` permessa. Ogni traduzione, lavoro derivato o comprendente questo docue mento deve contenere questo stesso avviso di copyright: per esempio, non si possono produrre lavori derivati da questo documento ed imporre restrizioni aggiuntive sulla sua distribuzione. Per ulteriori informazioni si prega di contattare l’autore all’indirizzo <babafou@agm-ita.ensta.fr>.

Prefazione
A proposito di questo manuale
´ Questo manuale ` inizialmente stato scritto ad uso degli studenti dell’Ecole nationale e A sup´rieure de techniques avanc´es (ENSTA) di Parigi, ed ` basato sulla versione di L TEX e e e 1. ivi installata ` A E possibile che l’installazione di L TEX sulla vostra rete sia leggermente diversa. In particolare, possono mancare le estensioni babel e graphicx. Consultate lo staff tecnico incaricato dell’amministrazione della rete per sapere cosa ` disponibile sulla rete o per chiedergli di installare quello che manca. e

Per approfondire
A Questo manuale non vuole essere esaustivo, e descrive solo gli aspetti di L TEX che mi sembrano essere di maggiore utilit`. Per una trattazione pi` estesa vi consiglio di a u A leggere L TEX: a document preparation system, di Leslie Lamport ([1]). Un altro libro indispensabile ` L TEX Companion, di Michel Goossens, Frank Mittelbach e Alexander e A A Samarin ([2]), che descrive numerose estensioni di L TEX.

Versioni
A LT

La prima versione di questo manuale ` stata scritta nella primavera 1994 e descriveva e A e EX 2.09. La versione che state leggendo ` stata adattata nel 1996 a L TEX 2ε .

Dove trovare questo manuale?
Questo manuale ` disponibile in vari formati sui seguenti siti tramite FTP anonimo: e • ftp://ftp.agm-ita.ensta.fr/pub/babafou/ • ftp://ftp.pluto.linux.it/pub/pluto/ildp/misc/impara latex/
Nell’edizione italiana, l’installazione di riferimento ` L TEX 2ε quale installato al centro Cefriel di e A Milano.
1

i

ii Ringraziamo l’Amicale du G´nie Maritime et des Ing´nieurs Techniques Avanc´es (AGMe e e ITA) e Michele Dalla Silvestra per ospitare questo manuale sui loro archivi FTP.

Suggerimenti, commenti e complimenti
Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate del manuale (nel bene e nel male). Per farlo, potete inviare un messaggio2 all’indirizzo seguente: <babafou@agm-ita.ensta.fr>

2

In inglese o francese...

e Oltre alla traduzione. suggerimenti. correzioni. sono stati effettuati i necessari adattamenti (regole tipografiche.Nota all’edizione italiana A Questa prima edizione italiana di Apprends L TEX ! ` ancora in fase di redazione.it> iii . A estensioni per l’italiano e cos` via) alla lingua italiana ed alle configurazioni di L TEX pi` ı u in uso in Italia. non fatevi problemi a contattarmi all’indirizzo seguente: <cannarsi@cefriel. critiche. Per eventuali commenti.

E a Per avere un’idea di ci` che ` capace di fare.Capitolo 1 Introduzione A Questo manuale ha lo scopo di insegnarvi L TEX1 con un po’ di humour. sfogliate questo manuale: ` stato o e e A interamente realizzato con L TEX. ı • lo stile sans serifs ` utilizzato per le classi e le loro opzioni. A L TEX ` un’estensione di un formattatore di testi chiamato TEX (il nome TEX viene e dal greco τ εχνη 2 . che produce documenti di eccellente e ` utilizzato da moltissimi studenti e ricercatori in tutto il mondo. Si pronuncia “l`tec”. 1 . Dopo averlo A X per tutti i vostri documenti. qualit`. le estensioni e le loro e opzioni. • il corsivo ` utilizzato nella definizione di nuovi termini. nonch´ per gli ambienti. e 1 2 Nulla a che vedere col caucci`. letto dovreste essere in grado di utilizzare L TE 1. per i e A nomi dei comandi L TEX e per i comandi UNIX introdotti da tastiera. che vuol dire “arte”). u a A Da cui viene “tecnica”: ecco spiegata la pronuncia di L TEX.2 Convenzioni tipografiche Per facilitare la lettura di questo documento sono state utilizzate le seguenti convenzioni tipografiche: A • lo stile macchina da scrivere ` utilizzato per gli esempi di codice L TEX. ´ 1.1 A Cos’` questo LTEX? e A L TEX ` un formattatore di testi molto potente. per le opzioni e gli argoe A menti dei comandi L TEX cos` come per i nomi di file e di comandi UNIX. A Il vantaggio di L TEX rispetto ad altri word processor ` che dispone di un vero e e proprio linguaggio tramite il quale implementare nuove funzioni.

L TEX “vede” il testo come lo pensiamo mentre Word vede il testo come lo u A A battiamo.. contrariamente e A a Word. A sono difficili da realizzare con Word mentre basta un solo comando in L TEX. Per visualizzare il documento bisogna compilarlo con L TEX. u 2. mentre Word ` molto pi` semplice e u e si usa in modo intuitivo (chi ha mai letto i manuali di Word?). oltre al testo. ` un formattatore e e A di testi. e A e • L TEX ` estendibile (gli si possono aggiungere nuove funzioni). 2 . Si ı a A dice che L TEX non ` WYSIWYG (What You See Is What You Get). siccome tratta il testo nel suo insieme (e non man mano che lo si redige). dei comandi di formattazione. come Word.Capitolo 2 A Perch´ imparare L TEX? e A Avete deciso di imparare ad utilizzare L TEX: bravi! Ma certamente vi chiederete A quali vantaggi offre rispetto ad un word processor come Word. ma li vedremo dopo. pu` avere una visione d’insieme e fare scelte di impaginazione migliori. e vi.) che contiene. poi utilizzare un ` questo il grosso inconveniente di L TEX. In effetti L TEX ha la cattiva fama di un programma difficile da apprendere. non si vede il documento cos` come verr` stampato mentre lo si scrive. o Di pi`.. Quindi. A Chiaramente L TEX ha anche dei difetti. A programma di visualizzazione. come la realizzazione di un indice o dell’indice analitico. A • L TEX ` particolarmente adatto ai testi che contengono formule matematiche. primo punto importante. E D’altra parte. quando ne saprete un po’ di pi`. Un documento L TEX ` un file di testo scritto con un qualsiasi editor (Emacs.1 A La filosofia di LTEX A L TEX non ` un word processor propriamente detto. Tutto il vantaggio di L TEX sta in questa “intelligenza”. Ecco a mio avviso i A principali punti a favore di L TEX: • le funzioni complesse.

che contiene l’indice (table of contents). L TEX pu` creare anche i file: a o • . a • un file .lot. • .aux contenente le cross-reference.dvi (device-independent) che ` il risultato della compilazione: questo file e servir` alla stampa del documento (dopo essere stato convertito in PostScript). • un file .idx.toc.log contenente una copia dei messaggi che appaiono durante la compilazione. che contiene la lista delle tabelle (list of tables) . che contiene la lista delle figure (list of figures) .2 A Come funziona LTEX? A Quando compila un documento. . L TEX genera un certo numero di file: • un file . PERCHE IMPARARE L TEX? 3 2. che contiene l’indice analitico non formattato.´ A CAPITOLO 2.lof. • . A A seconda della complessit` del vostro documento. • .

In questo capitolo realizzerete il vostro primo documento A con L TEX..2. Fatto ci`.) e scrivete: \documentclass[a4paper.11pt]{article} \usepackage[latin1]{inputenc} \usepackage[italian]{babel} \begin{document} Questo ` il mio primo documento con \LaTeX. imparando a: • compilare un documento.2 3. vi. • trovare e correggere gli errori che pu` contenere. o • visualizzarlo. 3.1 Prima di cominciare Create una directory tex nella quale metterete i vostri testi. potrete o A realizzare il vostro primo documento con L TEX. 3. e \end{document} 4 .Capitolo 3 Il vostro primo documento Cominciamo dall’inizio.1 Cominciamo! L’editing Create il vostro documento con il vostro editor preferito (Emacs.. • stamparlo.

[1] (primo.3 Rilevamento e correzione degli errori Se vi siete sbagliati da qualche parte. Transcript written on primo. 3. 3.9 Questo ` il mio primo documento con \latex e . l.tex LaTeX2e <1995/12/01> patch level 2 Hyphenation patterns for english. appare un messaggio di questo tipo: ! Undefined control sequence.sty (/opt/TeX/texmf/tex/generic/babel/italian. italian. correggete l’errore nel testo. 344 bytes).cls Document Class: article 1995/12/20 v1. salvate il file e ricompilate. A • cos` come il punto preciso dell’errore nella linea (per indicarlo. L TEX indica: • la natura dell’errore (Undefined control sequence) .2.tex (per convenzione. .tex A L TEX mostra man mano quello che sta facendo: This is TeX.dvi (1 page.2 La compilazione Per compilare il vostro documento utilizzate il comando latex primo.CAPITOLO 3. ? A Quando trova un errore.1) (primo. Version 3.def)) (/opt/TeX/texmf/tex/generic/babel/babel. battete x oppure ^D per interrompere la compilazione. loaded. (/opt/TeX/texmf/tex/latex/base/article. L TEX torna a capo): ı qui il comando sconosciuto ` \latex.def))) No file primo. IL VOSTRO PRIMO DOCUMENTO 5 A Salvate il testo con il nome primo. i documenti L TEX hanno l’estensione . english.aux.sty beta test version (/opt/TeX/texmf/tex/latex/base/latin1.aux) ) Output written on primo.9) .14159 (C version 6. e In questo caso.clo)) (/opt/TeX/texmf/tex/latex/base/inputenc.2.tex).ldf (/opt/TeX/texmf/tex/generic/babel/babel. • la linea in cui si trova (l.3q Standard LaTeX document class (/opt/TeX/texmf/tex/latex/base/size11.log.

battete xdvi primo.dvi -o Non resta altro che stampare il file cos` creato. primo.2.5 La stampa Per stampare il documento bisogna innanzitutto convertirlo in PostScript (` il line guaggio di descrizione testi utilizzato dalle stampanti laser) tramite il comando dvips primo. • modificare l’ingrandimento (shrink ).CAPITOLO 3.ps con il comando lpr (o lp. .2. a ı seconda del sistema operativo). IL VOSTRO PRIMO DOCUMENTO 6 3. ` E altres` possibile effettuare uno zoom cliccando nella finestra con i bottoni del mouse: ı bottone di sinistra bottone di centro bottone di destra → → → zoom piccolo zoom medio zoom grande 3. a ı a Con i bottoni situati nella parte destra della finestra potete: • spostarvi all’interno del codumento (cosa ugualmente possibile da tastiera: la barra spaziatrice permette di passare alla pagina successiva ed il tasto BackSpace alla precedente).4 La visualizzazione Per visualizzare il documento.dvi Si aprir` una finestra che mostra il documento cos` come verr` stampato.

bisogna capire a alcune idee base.Capitolo 4 A I concetti base di L TEX A Per poter utilizzare appieno L TEX e sfruttare tutte le sue potenzialit`. 4.1 A Il documento LTEX A Un documento L TEX ` un insieme di testo e comandi di formattazione. Definisce la classe del documento (qui article) e le opzioni da applicare (qui L TE a4paper e 11pt). Questo capitolo vi inizier` pi` approfonditamente alla filosofia ed allo a u A spirito di L TEX e vi spiegher` l’esempio del capitolo precedente. Esaminiamo il primo: \documentclass[a4paper. e Riprendiamo l’esempio precedente: \documentclass[a4paper. il resto ` tutt’altro che e e inutile! Sono i famosi comandi di formattazione.1 A Sintassi di un comando L TEX A La sintassi generale di un comando L TEX ` la seguente: e 7 .” Ma attenzione.1.11pt]{article} Questo comando ` indispensabile e deve comparire nella prima linea di tutti i documenti e A X. tutto questo serve solo a stampare il testo: a A “Questo ` il mio primo documento con L TEX. a 4.11pt]{article} \usepackage[latin1]{inputenc} \usepackage[italian]{babel} \begin{document} Questo ` il mio primo documento con \LaTeX. e \end{document} Come avete gi` avuto modo di vedere.

150]{lamport-latex} 4. e • seguono poi i parametri opzionali fra parentesi quadre.A CAPITOLO 4. definisce il e tipo del documento.). book ` utilizzata per i libri (ci sono poche differenze rispetto alla classe report. e u report ` utilizzata per i documenti pi` lunghi che devono essere divisi in capitoli (mentre e u la classe articole non gestisce i capitoli). .1. • ed infine i parametri obbligatori tra parentesi graffe. produce documenti fronte-retro). Esistono cinque classi: article ` la classe utilizzata per i documenti pi` corti (articoli per riviste scientifiche. e letter permette di scrivere delle lettere. La classe di un documento La classe. I CONCETTI BASE DI L TEX 8 \comando[opzione]{parametro} • un comando inizia con un backslash \. • il backslash ` seguito dal nome del comando.2 Il comando \documentclass Ritorniamo al comando \documentclass ed ai suoi parametri.. slides serve invece a fare dei lucidi. Ecco qualche esempio di comando: • comando senza parametri: \appendix • comando con parametri: \chapter{nome} • comando con parametri opzionali: \item[nome] • comando con parametri opzionali ed obbligatori: \cite[pag.. la pi` e u importante ` che questa classe. per default. che ` il parametro obbligatorio del comando \documentclass.

A Alcune estensioni sono distribuite con L TEX. dice a L TEX di utilizzare la codifica di caratteri A T1 (` il nuovo standard L TEX per la codifica dei caratteri ma non ` impostato di e e default per motivi di compatibilit` con le versioni precedenti. e 4. Un punto vale 1/72esimo di pollice (1 pollice = 2. altre devono essere installate dall’amministratore del pacchetto. ` molto utile. Combinata all’opzione e e A italian adatta L TEX alle convenzioni tipografiche italiane e ridefinisce alcuni titoli in Il punto ` l’unit` di misura in tipografia. esiste anche un’opzione 12pt). che sono i parametri opzionali del comando \documentclass. Tra le estensioni standard. servono a modificare l’impaginazione del documento. I CONCETTI BASE DI L TEX 9 Le opzioni di classe Le opzioni di classe. utilizzata con l’opzione T1. Con questa estensione potete battere e vedere direttamente i caratteri accentati nel documento: vi raccomando di utilizzarla sistematicamente (per l’introduzione di caratteri accentati v.3 Le estensioni Le estensioni (package in inglese) servono a modificare l’impaginazione o a definire A nuovi comandi. ` di dieci punti. L’estensione babel.1.54 cm).1. grazie all’opzione latin1. e quindi ad aggiungere nuove funzionalit` a L TEX.95=dcti1095 at 10.A CAPITOLO 4. altrimenti vi ritroverete con dei margini e per carta americana). oltre). con dei messaggi d’errore che assomigliano a: ! Font T1/cmr/m/it/10. non includere quest’opzione. da cui la necessit` a a 2: di utilizzare questa estensione quando possibile scrivendo nel preambolo \documentclass[a4paper.4). senza opzioni.11pt]{article} \usepackage[latin1]{inputenc} \usepackage[T1]{fontenc} \usepackage[italian]{babel} \begin{document} inputenc che permette. troviamo: A fontenc che. 2 1 . § 4. di utilizzare dei caratteri ISO-88591 nel documento.95pt not loadable: Metric (TFM) file not found. Spieghiamo un attimo quelle utilizzate qui: a4paper permette di impostare i margini del documento per una stampa su carta in formato A4 (quest’opzione ` indispensabile. anche se non ` standard. e a La codifica T1 potrebbe non essere installata sulla vostra rete (per esempio al Cefriel) e dare problemi in fase di compilazione. in questo caso. Vengono caricate a tramite il comando \usepackage nel preambolo del documento (v. 11pt porta la grandezza dei caratteri a undici punti1 (la grandezza normale.

e Tutto ci` che ` scritto dopo \end{document} viene ignorato. Ed ecco il risultato: Ecco un paragrafo molto breve. i ritorni a capo non hanno alcuna importanza nella formattazione del paragrafo: contano solo le linee bianche. Potete inserire quanti spazi volete tra e due parole (anche se ne basta uno). 4. A cap. Nel nostro esempio. 4. i ritorni a capo non hanno alcuna importanza nella formattazione del paragrafo: contano solo le linee bianche. e Esistono moltissime altre estensioni. I CONCETTI BASE DI L TEX 10 italiano. . Come potete vedere.2. Per esempio i due testi che seguono danno lo stesso risultato: Ecco un esempio di testo. 4.2 4.1.A CAPITOLO 4.2 Le parole Un paragrafo ` composto di parole separate da segni di punteggiatura o spazi (un e ritorno a capo ` considerato come uno spazio). 4. o e A Qui incontriamo una struttura molto utilizzata in L TEX: la struttura d’ambiente (v. alcune delle quali verranno trattate in seguito.1 Struttura del testo I paragrafi A Un documento L TEX ` formato di paragrafi separati l’uno dall’altro tramite una o e pi` linee bianche: u Ecco un paragrafo molto breve. Qui comincia un altro paragrafo.1. Qui comincia un altro paragrafo. Quest’ultimo paragrafo chiude l’esempio. come “Indice” o “Capitolo” (molto meglio di “Table of contents” e “Chapter”. Quest’ultimo paragrafo chiude l’esempio. contiene i comandi che caricano le estensioni.5 Il documento Il documento vero e proprio ` contenuto tra \begin{document} e \end{document}. 6 per una descrizione completa degli ambienti di L TEX).2. se il vostro documento ` in italiano). con qualche spazio. Come potete vedere.4 Il preambolo Il preambolo ` la parte del sorgente compresa tra i comandi \documentclass e e \begin{document}.

Quando avrete terminato la redazione del vostro documento potrete eventualmente inserire spazi insecabili laddove ` necessario.A CAPITOLO 4. perch´ rende il testo meno leggie bile. e Questo ` il resto del testo.4 I commenti A L TEX permette di includere dei commenti nel testo. qualche spazio. potete mettere le seguenti linee nel vostro file di configurazione . Infatti ` pi` u e u facile spostarsi con i tasti cursore in un paragrafo composto di pi` linee piuttosto che in u un paragrafo formato da una sola. Per andare a capo automaticamente in modo latex (add-hook ’latex-mode-hook ’auto-fill-mode) 4.2.. e 4. come accade qui: Qual ` il nome dell’attore che in “Dalla Russia con amore” interpreta l’agente e 007? Lo “007” all’inizio della linea ` estremamente sgradevole. a Se utilizzate Emacs. che non verranno stampati.2. ma L TEX non separer` mai a a in fine linea le due parole: Qual ` il nome dell’attore che in ‘‘Dalla Russia con amore’’ e interpreta l’agente~007? Qual ` il nome dell’attore che in “Dalla Russia con amore” interpreta l’ae gente 007? Non utilizzate sistematicamente lo spazio insecabile.3 Lo spazio insecabile: ~ A In alcuni casi bisogna impedire che L TEX separi due parole alla fine della linea. esempio con Infine. Questo carattere rappresenta uno spazio insecabile. Dal momento che il ritorno a capo ` equivalente ad uno e spazio. I CONCETTI BASE DI L TEX 11 Ecco di un testo. che viene considerato A come uno spazio (e quindi apparir` come tale in stampa). Possono servire come punti di riferimento per l’autore. Un commento comincia con % e termina alla fine della linea: Questo ` testo normale. non scrivete linee di testo di pi` di 80 caratteri: andate a capo. alcuni editor vanno a capo da soli una volta u raggiunto il margine destro (questa funzionalit` viene spesso chiamata wrap long lines. un piccolo consiglio.emacs per attivare automaticamente il ritorno a capo automatico quando siete in modo A L TEX: . In pi`. e Vorremmo poter appiccicare lo “007” alla parola che lo precede: bisogna usare il carattere~. e % questo ` un commento e . ricordargli che non ha finito di scrivere un paragrafo ecc.

Il comando \. ~ uno spazio insecabile e % un commento. \ indica un comando. perch´ una parte e della parola si ritrover` sulla linea seguente e sposter` il resto del testo. a Non preoccupatevi: capita molto raramente (in questo manuale. Per questo motivo vi consiglio di effettuare le cesure una per una. ma ` sufficiente che il messaggio Overfull \hbox scompaia per e essere sicuri di aver effettuato la cesura come si deve) e solamente quando avete finito di scrivere il paragrafo. Quindi.3 A Caratteri speciali utilizzati da LTEX A Avrete notato che alcuni caratteri hanno un significato speciale per L TEX.45247pt) e in quali linee si trova il paragrafo che d` problemi (lines 35--39). e piuttosto che dividerla a caso. ı Per i primi sette esiste un comando speciale. \$ \& \% \# \_ \{ \} stampano $&%# {} A Per gli altri tre. Ad esempio. verificando di volta in volta il risultato (lo si pu` fare o visualmente con xdvi. ho avuto solo 8 di questi messaggi). ` possibile precisare dove dividere la parola (cee sura). Quando siete in questa situazione. preferisce non far nulla. L TEX segnala di quanto spazio il testo oltrepassa il margine (8. I CONCETTI BASE DI L TEX 12 4.ha effetto sulla formattazione del resto del paragrafo.4 I problemi di cesura: Overfull \hbox A A volte capita che L TEX non sappia dove dividere una parola alla fine di una linea. Pu` darsi allora a a o che compaiano o scompaiano altri avvertimenti di cesura. ma si pu` aggirare l’ostacolo utilizzando le combinazioni \~{}. . Per farlo. Esistono dieci caratteri speciali: $ & % # _ { } ~ ^ \ che non possono essere stampati cos` come sono.A CAPITOLO 4. 4. che consiste in un \ (perch´ ` un e e comando) seguito dal carattere in questione. trovate il punto preciso con xdvi e inserite nel testo il comando \esattamente nel punto in cui volete dividere la parola. L TEX non fornisce comandi che permettano di stamparli.45247pt too wide) in paragraph at lines 35--39 Il messaggio di warning Overfull \hbox significa che qualcosa oltrepassa il margine A destro. e quasi sempre con delle parole che contengono una lettera accentata. \^{} e $\backslash$ che o permettono di stampare rispettivamente ˜ e ˆ. In questo caso la parola in A questione oltrepassa il margine destro. e L TEX genera il seguente messaggio: Overfull \hbox (8.

indispensabili e A in italiano. Per ottenere la variante asterisco di un comando ` sufficiente aggiungere un e asterisco tra il nome del comando e i suoi parametri: \comando*[opzione]{parametro} 5. in particolare. per modificare la tipografia.2 Caratteri speciali Certi caratteri. e • seguono poi i parametri opzionali fra parentesi quadre. • ed infine i parametri obbligatori tra parentesi graffe.Capitolo 5 A I comandi di L TEX A I comandi sono utilizzati di frequente con L TEX: per stampare alcuni caratteri che non sono sulla tastiera. 5. • il backslash ` seguito dal nome del comando. Per coloro che utilizzano tastiere QWERTY. Alcuni comandi hanno ci` che viene detto variante asterisco . 13 . cio` una variante del o e comando. ed alcuni simboli. Fortunatamente L TEX mette a vostra disposizione una serie di comandi che colmano questa lacuna. per strutturare il documento ecc. ` il caso delle lettere accentate.1 Sintassi di un comando A La sintassi generale di un comando L TEX ` la seguente: e \comando[opzione]{parametro} • un comando inizia con un backslash \. non si trovano sulla tastiera.

2). In effetti. tab. Possiamo cavarcela in tre modi: • utilizzare il comando \ (backslash spazio) che stampa uno spazio: Prova dei comandi \TeX\ e \LaTeX\ in un testo. • mettere il comando tra parentesi graffe (vengono chiamate graffe di raggruppamento: v. tab.A CAPITOLO 5. Segnaliamo inoltre la presenza del comando -. I COMANDI DI L TEX 14 c £ \copyright \pounds † ‡ \dag \ddag § ¶ \S \P Tabella 5.1 Simboli A L TEX definisce dei comandi che permettono di stampare diversi simboli (v. . A L TEX definisce altres` tre altri comandi che permettono di stampare i logo TEX ı A A (\TeX). 5.2. A Non ` precisamente quello che ci aspettavamo. 17) : Prova dei comandi {\TeX} e {\LaTeX} in un testo.1) di uso comune ed altri utilizzati in italiano e in altre lingue (v. Vediamo ora ci` che risulta dal testo seguente: o Prova dei comandi \TeX e \LaTeX in un testo.che stampa una lineetta utilizzata per la punteggiatura — come questa. L TEX (\LaTeX) e L TEX 2ε (\LaTeXe). u e \LaTeX e \LaTeXe).che stampa un trattino utilizzato per gli intervalli di numeri (come in 93–94) e del comando --. pag. • mettere un parametro vuoto: Prova dei comandi \TeX{} e \LaTeX{} in un testo.1: Simboli di uso comune œ Œ æ Æ \oe \OE \ae \AE ˚ a ˚ A ø Ø \aa \AA \o \O l L ß \l \L \ss ¿ ¡ ?‘ !‘ Tabella 5. L TEX ignora tutti gli spazi e (uno o pi`) che seguno un comando senza parametri (ed ` il caso dei comandi \TeX. 5. Ecco il risultato: A Prova dei comandi TEXe L TEXin un testo.2: Simboli per l’italiano e le altre lingue 5.

e Tabella 5. e . potete anche batterle nel vostro editor (a condizione di utilizzare l’estensione inputenc con l’opzione latin1).2. Date un’occhiata qui: \‘i \‘e leggermente diverso da \‘{\i}. 5. ` e ´ e ˆ e ¨ e \‘e \’e \^ e \"e n ˜ ¯ e e ˙ \~ n \=e \. ` ` leggermente diverso da ` ie ı. ` e ´ e ˆ e ¨ e \‘{e} \’{e} \^{e} \"{e} n ˜ ¯ e e ˙ ˘ e \~{n} \={e} \. 5.{e} \u{e} ˇ e ˝ e ee \v{e} \H{e} \t{ee} c ¸ e .3). tab. Per esempio “perch´” si scrive perch\´{e}.2 Le lettere accentate A L TEX definisce dei comandi che permettono di stampare ogni tipo di lettera accentata (v. in realt\‘a. e ¯ \c{c} \d{e} \b{e} Tabella 5.2.4. cos\‘{\i} facendo il numero di caratteri da battere \‘e triplo! Perch\’e non usare i caratteri ISO-8859-1? ATTENZIONE: per mettere accenti sulle lettere “i” e “j” bisogna utilizzare i comandi \i e anzich´ le lettere: in questo modo sar` possibile stamparle e a senza puntino. I COMANDI DI L TEX 15 Tutti questi metodi sono equivalenti (danno esattamente lo stesso risultato) ma il primo ` pi` elegante (mettere un parametro vuoto ad un comando che non ne ha non e u ` molto logico) e il sorgente risulta pi` leggibile. viene utilizzato e u soprattutto per i simboli della tab.3: Accenti A Tutto questo per` non ` molto pratico.4: Abbreviazioni dei comandi d’accentazione Ecco un esempio di testo in italiano che utilizza caratteri accentati: Non se ne pu\‘o pi\‘u. In L TEX si possono allora utilizzare delle o e abbreviazioni per alcuni di questi comandi. non c’` problema. Quanto all’ultimo. presentate nella tab. 5.A CAPITOLO 5. e 5. Beninteso. Se invece utilizzate i caratteri ASCII estesi (ISO-8859-1) come spiegato nel paragrafo successivo.

A CAPITOLO 5. tab. {\upshape {\itshape {\slshape {\scshape Upright shape} Italic shape} Slanted shape} Small capitals} Upright shape Italic shape Slanted shape Small capitals Tabella 5. circonflesso): baster` battere uno spazio a dopo l’accento in questione affinch´ non venga considerato come un carattere speciale. Una volta attivato questo modo.5: Dichiarazioni di cambiamento di forma • il peso (v.. 5. Inserite queste linee nel vostro file . e 5.6) . Per visualizzare i caratteri ISO-8859-1 (standard-display-european t) .7). inserire accenti da soli (apostrofo. o . 5.. per “`” bisogna a battere prima ` e poi A . {\mdseries normale} {\bfseries grassetto} normale grassetto Tabella 5. a ovviamente. Ognuna di queste caratteristiche pu` essere cambiata indipendentemente dalle altre. sar` ancora possibile. In tipografia. I COMANDI DI L TEX 16 Per chi ha una tastiera QWERTY ed utilizza Emacs come editor. tab. tab. In questo modo ogni lettera accentata u e viene introdotta in due fasi: prima l’accento e poi la lettera. 5. gli stili si distinguono: • per la forma (v.6: Dichiarazioni di cambiamento di peso • la famiglia (v.3 Dichiarazioni e comandi di cambiamento di stile A L TEX permette ovviamente di cambiare lo stile dei caratteri. “ˆ” si scrive battendo ˆ seguito dalla barra spaziatrice. Per esempio.emacs per attivare automaticamente questo modo A quando selezionate il modo L TEX: . e In iso-accents-mode quindi. una soluzione ancora pi` pratica ` utilizzare l’iso-accents-mode.5) . Per introdurre i caratteri ISO-8859-1 da tastiera (add-hook ’latex-mode-hook ’iso-accents-mode) Un altro modo ` riprogrammare i tasti funzione tramite il comando UNIX xmodmap.

e .8: Comandi di cambiamento di stile Questi comandi modificano unicamente lo stile del loro parametro. noterete che gli spazi che seguono una dichiarazione vengono ignorati a (come gli spazi che seguivano i comandi \TeX e \LaTeX). Non hanno argomenti ed agiscono su tutto il resto dell testo. Esiste un comando corrispondente a ciascuna di queste dichiarazioni (v. Al fine di limitare la visibilit` di una dichiarazione bisogna utilizzare delle graffe di a raggruppamento: Metto la parola che segue in {\itshape corsivo}.A CAPITOLO 5. e Metto la parola che segue in corsivo. Dichiarazione \upshape \itshape \slshape \scshape \mdseries \bfseries \rmfamily \sffamily \ttfamily Comando \textup \textit \textsl \textsc \textmd \textbf \textrm \textsf \texttt Tabella 5.8). Il resto del testo ` normale. Il resto del testo ` normale.7: Dichiarazioni di cambiamento di famiglia I comandi qui indicati sono diversi da quelli che abbiamo visto finora. tab. e Si possono anche combinare pi` dichiarazioni: u Io mi {\itshape chiamo {\bfseries Gigi}}. Le si chiama dichiarazioni . I COMANDI DI L TEX 17 famiglia roman famiglia sans serifs famiglia typewriter {\rmfamily famiglia roman} {\sffamily famiglia sans serifs} {\ttfamily famiglia typewriter} Tabella 5. 5. Il resto del testo ` normale. Gi` che ci siamo. mentre il testo che segue non viene modificato: Metto la parola che segue in \textit{corsivo}. Io mi chiamo Gigi.

Nulla di pi` semplice: basta metterle come u parametro del comando \textit. Se i nomi latini devono poi essere in e grassetto. a e Ecco perch´ non si usano quasi mai dei comandi di cambiamento di stile in un e A documento L TEX. che serve ad evidenziare il suo parametro: Evidenziamo \emph{queste parole}. quando il vostro libro ` finito. offre una soluzione elegante per questo problema. Se questo manuale fosse stato stampato su una stampante che non dispone dello stile corsivo.1.. il vostro editore vi e chiede di mettere i nomi latini in grassetto piuttosto che in corsivo. perch´ probabilmente avrete utilizzato il corsivo anche per qualcos’altro. non descrive il modo in cui quelle parole devono essere stampate. e facendo attenzione. A E qui incominciamo a vedere uno degli aspetti pi` importanti della filosofia di L TEX: u la distinzione tra la struttura del documento e la sua “resa” visiva. Il comando \emph. • e cos` via. ho definito vari ı comandi: • \comando permette di scrivere i comandi in stile macchina da scrivere. Immaginate di dover scrivere un libro di botanica e di volere che. Come potete vedere. Evidenziamo queste parole. ı Vi consiglio fortemente di fare lo stesso. Il resto del testo ` normale. nel vostro libro. e Insomma. . Infatti ` possibile definire dei nuovi comandi (per dettagli. di adoperare i comandi di cambiamento di stile piuttosto che le dichiarazioni equivalenti. e Si raccomanda. fate riferimento al e § 9. Poi.A CAPITOLO 5. Segnaliamo anche il comando \emph. il parametro di \emph sarebbe stato sottolineato. non ` il massimo della praticit`. nello stile che preferite. e a A L TEX. Cos` come le dichiarazioni possiamo anche combinare i comandi: ı Io mi \textit{chiamo \textbf{Gigi}}. il comando \emph evidenzia il suo parametro stampandolo in corsivo. baster` allora cambiare la definizione del comando \latino. e il gioco ` fatto. conformemente alla sua filosofia. per quanto possibile.1). dunque. cio` un nome latino. Vi basta dunque definire un comando \latino che stamper` il suo paramea tro. Bisogna allora sostituire tutti i \textit in \textbf.. tutti i nomi latini delle piante appaiano in corsivo. • \classe permet di scrivere i nomi delle classi in stile sans serifs. perch´ queste sono e le sue scelte tipografiche. Io mi chiamo Gigi. Cos` per scrivere questo manuale. Si preferisce definire un insieme di comandi che rispecchiano la logica del testo ed utilizzare questi ultimi. il modo in cui le si sono pensate nell’ambito del testo. I COMANDI DI L TEX 18 Metto la parola che segue in corsivo. ma il loro valore.

a pc pica (1 pica = 12 punti). un’unit` tipografica.9). corpo corpo corpo corpo corpo \tiny \scriptsize \footnotesize \small \normalsize corpo corpo corpo corpo corpo \large \Large \LARGE \huge \Huge Tabella 5.9: Dichiarazioni dei cambiamenti di corpo 5. interruzione pagina e di spaziatura A Alcuni comandi pi` o meno utili possono obbligare L TEX a effettuare particolari u scelte di impaginazione del documento. I comandi \hspace{larghezza} e \vspace{larghezza} inseriscono uno spazio (orizzontale per \hspace e verticale per \vspace) di larghezza {larghezza}. . ed ` un’unit` speciale e e a A di L TEX. 5. in pollice (inch).4 Dichiarazioni di cambiamento di corpo A L TEX dispone di dichiarazioni (da utilizzare dunque con delle graffe di raggruppamento) che permettono di modificare il corpo (grandezza dei caratteri) del testo (v. Le larghezze possono essere espresse in una delle seguenti unit` di misura: a cm centimetro.9). 1 in = 2. § 6.5 Comandi di interruzione linea. Non ne abusate. Il comando A \clearpage ` equivalente. a em 1 em ` pari alla larghezza della lettera “M” nel font corrente.A CAPITOLO 5. questo comando non serve a passare ad un nuovo paragrafo (anche se molta gente. la prima linea del paragrafo successivo non avr` un a rientro. un’altra unit` tipografica.54 cm. e lo incontrete spesso. tab. pt punto (1/72esimo di pollice). purtroppo ed erroneamente. Il comando \newpage permette di inserire un’interruzione di pagina. In particolare. lo usa per questo. Il comando \\ ` un’abbreviazioe ne di \newline. i paragrafi vanno separati con una linea bianca): infatti se terminate un paragrafo con \\. mm millimetro. I COMANDI DI L TEX 19 5. ma in pi` obbliga L TEX a stampare tutte le tabelle e le e u figure “volanti” (v. Il comando \newline forza un’interruzione di linea.

6 Comandi di sezionamento del documento Strutturare un documento (organizzarlo in parti. Il comando \hspace non ` quasi mai utilizzato. ad esempio per incollarci (con della colla vera) un disegno o uno schema.10.) ` e A X. Bisogna usare i comandi della tab. 5. I COMANDI DI L TEX 20 ex 1 ex ` pari alla larghezza della lettera “x” nel font corrente.. i comandi \bigskip. capitoli. . ed ` un’unit` speciale e e a A di L TEX. e 5. Per esempio il titolo di questa sezione ` e stato ottenuto cos` ı: \section{Comandi di sezionamento del documento} Di pi`.A CAPITOLO 5.1: Figura vuota Infine. ` L TEX che gestisce automaticamente la numerazione: cos` ` possibile inserire u e A ıe dei capitoli.. delle sezioni o modificare il loro ordine senza preoccuparsi del cambiamento dei numeri. al contrario del comando \vspace e che serve molto spesso a lasciare uno spazio in un testo o in una figura. Lo spazio di 3 centimetri della fig.1 ` stato ottenuto col comando: e \vspace{3cm} Figura 5. sottosezioni. Questi comandi sono semplici e potenti. \medskip e \smallskip inseriscono uno spazio verticale pi` o meno grande. sezioni. Sono molto comode perch´ la grandezza dello spazio che generano u e ` funzione del font utilizzato. una delle cose pi` facili da fare con L TE u \part{nome} \chapter{nome} \section{nome} \subsection{nome} \subsubsection{nome} Tabella 5. 5.10: Comandi di sezionamento Il comando \chapter non ` disponibile nella classe article: ecco perch´ si utilizzano e e report o book quando si ha bisogno di fare dei capitoli e la classe article quando non se ne ha bisogno.

Per esempio. . Esistono ugualmente i comandi \listoftables. Varianti asterisco I comandi di sezionamento hanno una variante asterisco che non numera i titoli.lot e .lof). ecc. che stampa la lista delle figure (v. Se ce n’` pi` di uno. non modifica la numerazione delle altre sezioni e non genera una linea nell´ ındice. e Il titolo qui sopra ` stato ottenuto con il comando: e \subsection*{Varianti asterisco} Ciononostante si pu` far apparire il titolo nell’indice con il comando: o \addcontentsline{toc}{livello}{titolo} che far` apparire titolo nell’indice a livello livello (che pu` essere part. il comando \tableofcontents stampa l’indice.9). Si pu` usare \\ per andare a capo. che stampa la lista delle tabelle e \listoffigures. chapter. Per aggiornare l’indice c’` bisogno di due compilazioni successive: la prima scrive il contenuto dell’indice e nel file . Si pu` utilizzare \\ per andare a capo. 5. i nomi devono e u essere separati da \and. per includere il titolo qui sopra nell’indice avrei potuto scrivere: \addcontentsline{toc}{subsection}{Varianti asterisco} Appendici A Infine. 1 toc per table of contents.A CAPITOLO 5. a o subsection o subsubsection). section.toc1 e la seconda lo include nel documento. Sono pi` u che altro utilizzate al posto dei comandi normali nei documenti molto brevi. il comando \appendix permette di dire a L TEX che i capitoli (per le classi report et book) o le sezioni (per la classe article) che seguono devono essere considerate appendici e contrassegnate con A. o \date{date} specifica la data del documento.7 Il frontespizio A L TEX permette di stampare un titolo a partire da alcune informazioni contenute nel preambolo: \title{titolo} specifica il titolo del documento. B. nei quali la numerazione non ` necessaria. o \author{nome} specifica il nome dell’autore. Anche per aggiornare queste liste bisogna compilare due volte (entrano in gioco i file . I COMANDI DI L TEX 21 Analogamente. § 6.

Si possono mettere note al titolo. all’autore od alla data grazie al comando \thanks. ma ` possibile e e fare da soli l’impaginazione con l’ambiente titlepage (v.11pt]{report} \usepackage[latin1]{inputenc} \usepackage[italian]{babel} \title{Questo ` il titolo \\ e il suo seguito} e \author{Harley \and Davidson} \date{26 febbraio 1994} \begin{document} \maketitle .1 Note a pi` di pagina e Una nota a pi` di pagina2 si ottiene col comando e \footnote{nota} 2 Come questa. viene stampato all’inizio della prima pagina.. per ottenere un frontespizio su una pagina a s´. ` abbastanza spartano. e mentre per la classe article. Se non si vuole nessuna data basta scrivere: \date{} Per stampare il titolo bisogna richiamare il comando \maketitle subito dopo \begin{document}. I COMANDI DI L TEX 22 I comandi \title e \author sono obbligatori.3).8.8 Comandi per le note Si possono inserire facilmente note a pi` di pagina e note a margine.A CAPITOLO 5. Se non si utilizza il comando \date viene automaticamente inserita la data in cui avviene la compilazione. § 9. bisogna ammetterlo. 5. il titolo ` stampato da solo al centro del frontespizio. . e 5. Ecco un esempio di documento con titolo: \documentclass[a4paper. che inserisce una nota a pi` di pagina: e \title{Titolo con nota\thanks{ecco la nota}} Per le classi report e book. bisogna includere l’opzione di classe e titlepage. In questo caso.. Questo tipo di titolo.

Mi sembra e ee un metodo pratico e chiaro. I COMANDI DI L TEX A L TEX si preoccupa di numerare le note: 23 Una nota a pi` di pagina\footnote{Come questa. credo.} e si ottiene. ` molto semplice fare riferimento a una parte del documento (pagina..9.9 I riferimenti A Con L TEX. come un capitolo. invisibile in stampa. .. e capitolo. sez per una sezione...2 Note a margine questa ` e una nota a margine Una nota a margine si ottiene anch’essa molto semplicemente con il comando: \marginpar[testo di sinistra]{testo di destra} Una nota a margine\marginpar{questa ` una nota a margine} e si ottiene. cifre e punteggiae tura.. 5. sulla parte del testo alla quale ci si vuole riferire.) con: \pageref{sez:riferimenti} Il parametro del comando \label ` una combinazione di lettere. Il comando \pageref{nom} permette di fare riferimento alla pagina in cui si trova il contrassegno nome. Ovviamente dev’essere qualcosa di numerato. una tabella. Il comando \ref{nom} permette poi di fare riferimento alla parte di testo contrassegnata da nome. i margini sono invertiti nelle pagine pari.. ho messo un contrassegno su questa sezione come segue: \section{I riferimenti} \label{sez:riferimenti} Posso allora far apparire il numero di questa sezione (5.. Ad esempio. Se la nota va posta nel margine sinistro e viene precisato l’argomento opzionale testo di sinistra.. Personalmente utilizzo una stringa della forma tipo:nome in cui tipo rappresenta il tipo del riferimento (cap per un capitolo.). tab per una tabella... Negli altri casi viene utilizzato testo di destra a e la nota appare nel margine destro3 .A CAPITOLO 5. una sezione. un’equazione. o mi sbaglio?) con il comando: \ref{sez:riferimenti} e alla pagina in cui comincia (23.)..8.. 3 Nei documenti fronte-retro. 5. Per esempio la stringa con la quale ho contrassegnato questa sezione ` sez:riferimenti perch´ ` una sezione che parla dei riferimenti. fig per una figura. Il comando \label{nome} permette di piazzare un contrassegno. tabella. verr` utilizzato quest’ultimo. equazione.

` d`: a Metto il resto del testo in corsivo. alcuni ambienti hanno delle varianti asterisco. nel qual caso il comando di inizio ambiente assume la forma: \begin{ambiente}[opzione]{parametro} Come i comandi. Un ambiente ` una parte del documento delimitata dai comandi e \begin{ambiente} e \end{ambiente} Come tutti i comandi. gli ambienti possono avere delle opzioni e dei parametri.. che sono delle varianti dell’ambiente: \begin{ambiente*} ... Ma il testo ` normale fuori dall’ambiente. Blabla.Capitolo 6 A Gli ambienti di L TEX A LT Gli ambienti sono strutture estremamente potenti di cui si fa un uso intensivo in EX.. Cos` ı: \begin{quote} Metto il resto del testo in \itshape corsivo. . . 24 . ma ne esistono a molti altri. \end{quote} Ma il testo e normale fuori dall’ambiente.. Blabla.. e A questo punto starete utilizzando gi` da un po’ l’ambiente document. \end{ambiente*} Una dichiarazione (cambiamento di stile o di corpo) effettuata all’interno di un ambiente non si propaga all’esterno.

Non contiene nulla di e speciale ed ` fuori da qualsiasi ambiente particolare.A CAPITOLO 6. Entrambi aumentano i margini destro e sinistro del testo che contengono. • l’ambiente quote non mette il rientro ma separa di pi` i paragrafi tra di loro. Questo ` un esempio di testo su due paragrafi che e serve a mostrare il comportamento degli ambienti di ‘‘citazione’’. u Esempio: Questo ` un paragrafo di testo. si differenziano solo per il rientro e la spaziatura dei paragrafi: • l’ambiente quotation mette un rientro all’inizio di ogni paragrafo e una spaziatura normale tra i paragrafi. Questo ` un esempio di testo su due paragrafi che serve a mostrare il e comportamento degli ambienti di “citazione”.1 L’ambiente em ` L’ambiente em mette tutto il suo contenuto in stile \emph. \end{quotation} Questo ` un paragrafo di testo. e \end{em} Che d` luogo a: a Il testo contenuto in questo ambiente ` messo in evidenza. e 6. e ci d`: a Questo ` un paragrafo di testo. e \begin{quotation} Questo ` un esempio di testo su due paragrafi che e serve a mostrare il comportamento degli ambienti di ‘‘citazione’’. Questo ` un esempio di testo su due paragrafi che serve a mostrare il e comportamento degli ambienti di “citazione”. Non contiene nulla di speciale ed ` fuori da qualsiasi e e ambiente particolare. Non contiene nulla di e speciale ed ` fuori da qualsiasi ambiente particolare.2 Gli ambienti quote e quotation Questi due ambienti hanno comportamento simile. GLI AMBIENTI DI L TEX 25 6. E cos` possibile evidenziare ı uno o pi` paragrafi: u \begin{em} Il testo contenuto in questo ambiente ` messo in evidenza. .

Non contiene nulla di speciale ed ` fuori da qualsiasi e e ambiente particolare.A CAPITOLO 6. tranne l’ultima di ogni strofa. Questo ` un esempio di testo su due paragrafi che serve a mostrare il come portamento degli ambienti di “citazione”. A Se L TEX fosse esistito all’epoca di Dante: \begin{verse} Tanto gentile e tanto onesta pare \\ la donna mia quand’ella altrui saluta. \\ . Questo ` un esempio di testo su due paragrafi che e serve a mostrare il comportamento degli ambienti di ‘‘citazione’’. e \begin{quote} Questo ` un esempio di testo su due paragrafi che e serve a mostrare il comportamento degli ambienti di ‘‘citazione’’. GLI AMBIENTI DI L TEX 26 Questo ` un paragrafo di testo. \\ ch’ogne lingua deven tremando muta. 6. Mentre: Questo ` un paragrafo di testo. Non contiene nulla di speciale ed ` fuori da qualsiasi e e ambiente particolare. e ci d`: a Questo ` un paragrafo di testo. Questo ` un esempio di testo su due paragrafi che serve a mostrare il come portamento degli ambienti di “citazione”. Questo ` un paragrafo di testo. • le strofe sono separate da linee bianche. • le linee devono finire con \\ per tornare a capo. \end{quote} Questo ` un paragrafo di testo. Non contiene nulla di e speciale ed ` fuori da qualsiasi ambiente particolare.3 L’ambiente verse A L TEX mette a disposizione dei poeti l’ambiente verse: • i margini sono aumentati come con l’ambiente quote. Non contiene nulla di speciale ed ` fuori da qualsiasi e e ambiente particolare. Non contiene nulla di e speciale ed ` fuori da qualsiasi ambiente particolare.

a e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare. sententosi laudare. a che ’ntender no la pu` chi no la prova: o e par che de la sua labbia si mova un spirito soave pien d’amore. Ella si va. Mostrasi s` piacente a chi la mira. 6. GLI AMBIENTI DI L TEX 27 e li occhi no l’ardiscon di guardare. \end{center} . Mostrasi s` piacente a chi la mira. Si pu` forzare un ritorno a capo con il comando \\. \\ a che ’ntender no la pu` chi no la prova: \\ o e par che de la sua labbia si mova \\ un spirito soave pien d’amore. flushleft e flushright Questi ambienti permettono di allineare il testo al centro. solo a destra o solo a sinistra. \\ benignamente d’umilt` vestuta.A CAPITOLO 6. Ella si va. che va dicendo a l’anima: Sospira. \\ che va dicendo a l’anima: Sospira. \\ ı che d` per li occhi una dolcezza al core. e li occhi no l’ardiscon di guardare. \\ a e par che sia una cosa venuta \\ da cielo in terra a miracol mostrare.4 Gli ambienti center. o \begin{center} Ecco un paragrafo centrato. ı che d` per li occhi una dolcezza al core. ch’ogne lingua deven tremando muta. \end{verse} Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta. sententosi laudare. \LaTeX\ effettua automaticamente l’impaginazione e va a capo dove e necessario. benignamente d’umilt` vestuta. ` Ecco due linee \\ centrate.

L TEX effettua automaticamente l’impaginazione e va a capo dove ` necessario. \begin{flushright} Ecco un paragrafo giustificato a destra. GLI AMBIENTI DI L TEX 28 A Ecco un paragrafo centrato. \begin{verbatim} Non succede niente nell’ambiente verbatim. L TEX effettua automaticamente l’impaginazione e va a capo dove ` necessario. \end{flushright} A Ecco un paragrafo giustificato a destra. e Ecco due linee centrate. I comandi e i caratteri speciali presenti all’interno di quest’ambiente non vengono interpretati. e Ecco due linee giustificate a destra. L’ambiente verbatim ` utilizzato principalmente per stampare programmi o codice e A L TEX (tutti gli esempi in questo manuale sono realizzati con l’ambiente verbatim).5 L’ambiente verbatim L’ambiente verbatim ` il pi` semplice: non fa nulla! Si limita a mettere il suo e u contenuto in stile \texttt. e Ecco due linee \\ giustificate a destra. \LaTeX\ effettua automaticamente l’impaginazione e va a capo dove e necessario. \begin{flushleft} Ecco un paragrafo giustificato a sinistra. L TEX effettua automaticamente l’impaginazione e va a capo dove ` necessario. . \LaTeX\ effettua automaticamente l’impaginazione e va a capo dove ` necessario.A CAPITOLO 6. ` Ecco due linee \\ giustificate a sinistra. I comandi \LaTeX\ e i caratteri speciali (#$%&~_^\{}) non vengono interpretati. 6. \end{flushleft} A Ecco un paragrafo giustificato a sinistra. e Ecco due linee giustificate a sinistra.

3. terzo elemento. GLI AMBIENTI DI L TEX 29 \end{verbatim} d`: a Non succede niente nell’ambiente verbatim. Notate il modo in cui ho indentato gli elementi all’interno dell’ambiente itemize: in questo modo il sorgente ` e pi` leggibile. a • di strutturare le proprie idee. enumerate e description A Gli ambienti che realizzano elenchi sono usati molto spesso in L TEX. primo elemento. • di migliorarne la leggibilit`. secondo elemento. I comandi \LaTeX\ e i caratteri speciali (#$%&~_^\{}) non vengono interpretati. \end{itemize} Ogni elemento della lista comincia con il comando \item. u L’ambiente enumerate si utilizza come itemize. 2. \item secondo elemento. L’ambiente description permette di scegliere il testo che appare prima di ogni elemento della lista tramite il parametro opzionale del comando \item: . 6. ma aggiunge un numero ad ogni elemento: \begin{enumerate} \item primo elemento. \end{enumerate} d`: a 1. \item di migliorarne la leggibilit`. Permettono infatti: • di areare il testo.A CAPITOLO 6. \item terzo elemento.6 Gli elenchi: gli ambienti itemize. a \item di strutturare le proprie idee. La lista qui sopra ` stata ottenuta con l’ambiente itemize come segue: e \begin{itemize} \item di areare il testo.

ogni elemento termina con u un punto. Si possono nidificare le liste.A CAPITOLO 6. • per le liste i cui elementi contengono due o pi` frasi. per fare liste numerate. description per fare liste in cui ogni elemento comincia con un testo a piacere. \item rendono pi` chiaro il testo: u \begin{itemize} \item areandolo. Qualche ultima cosa sulle convenzioni tipografiche per gli elenchi: • per le liste semplici (i cui elementi contengono una sola frase) ogni elemento deve terminare con un punto e virgola. 2. tranne l’ultimo. GLI AMBIENTI DI L TEX 30 \begin{description} \item[itemize] \item[enumerate] \item[description] comincia con un \end{description} produce: itemize per fare liste semplici. per fare liste semplici. \item facilitandone la lettura. Notate che il testo dell’argomento opzionale di \item ` stato messo automaticamente in e grassetto. sono semplici da usare. permettono di strutturare meglio le proprie idee. per fare liste in cui ogni elemento testo a piacere. enumerate per fare liste numerate. cio` mettere delle liste dentro altre liste: e Vi consiglio di utilizzare il pi` possibile gli ambienti per liste u perch´: e \begin{enumerate} \item sono semplici da usare. • facilitandone la lettura. che termina col punto. \end{itemize} \item permettono di strutturare meglio le proprie idee. rendono pi` chiaro il testo: u • areandolo. . 3. \end{enumerate} d`: a Vi consiglio di utilizzare il pi` possibile gli ambienti per liste perch´: u e 1.

Si possono ridefinire le tabulazioni nel bel mezzo dell’ambiente: \begin{tabbing} Brigitta 1 \= Filo Sganga 1 \= Paperone 1 \\ Brigitta 2 \> Filo Sganga 2 \> Paperone 2 \\ Gastone 1 \= Paperoga 1 \\ Gastone 2 \> Paperoga 2 \end{tabbing} che ci d`: a Brigitta 1 Filo Sganga 1 Paperone 1 Brigitta 2 Filo Sganga 2 Paperone 2 Gastone 1 Paperoga 1 Gastone 2 Paperoga 2 Esistono altri comandi che permettono di manipolare le tabulazioni.. • il comando \kill permette di non stampare la linea sulla quale ci si trova.A CAPITOLO 6. e quindi vi consiglierei.. pagg. • ci si sposta sulla tabulazione successiva con il comando \>. [1. 62 e 179].7 L’ambiente tabbing L’ambiente tabbing permette di definire delle tabulazioni come su una macchina da scrivere. di utilizzare al suo posto l’ambiente tabular (v. sez. Il suo uso ` assai strano e poco pratico. per quanto e possibile. GLI AMBIENTI DI L TEX 31 6. o \= \> \> \> uffa! bah mah uffa! \= \> \> \> un po’ uno schifo \kill un po’ uno schifo \\ proprio brutto \\ terrificante . 6.8). ma non ne parler` qui. Ecco un semplice esempio d’uso dell’ambiente tabbing: \begin{tabbing} Seconda linea Prima linea Seconda linea Terza linea \end{tabbing} che d`: a Prima linea bah un po’ uno schifo Seconda linea mah proprio brutto Terza linea uffa! terrificante Tutto ci` non ` molto chiaro. abbiamo definito le tabulazioni utilizzando gli elementi pi` lunu ghi di ogni colonna (nella prima linea che non ` stata stampata a causa del comando e \kill). • ogni linea (tranne l’ultima e quelle che terminano con \kill) devono finire con il comando \\. Nel nostro esempio. vediamo dunque di spiegare un po’: o e • le tabulazioni vengono definite con il comando \=. Se veramente volete utilizzare l’ambiente tabbing. cf.

4 \\ \hline HP & HP-UX & 10.1.2 Abbiamo dato in pasto all’ambiente tabular un parametro di tre caratteri: ci` o significa che la tabella consta di tre colonne. con il quale potrete fare u tutte le tabelle possibili ed immaginabili (o quasi). a c (center ) indica che la seconda colonna sar` centrata.4 10.1. le linee terminano con il comando \\ (tranne l’ultima) e le colonne sono separate da &. a r (right) indica che la terza colonna sar` giustificata a destra. a All’interno dell’ambiente tabular.4 10.A CAPITOLO 6.4 \\ HP & HP-UX & 10.1.2 \\ \hline \end{tabular} Sparc HP PC SunOS HP-UX NetBSD 4.20 \\ PC & NetBSD & 1.2 ` E la stessa di prima.20 1. Trovo che sia una buona idea e vi consiglio di fare altrettanto.1.2 \end{tabular} d`: a Sparc HP PC SunOS HP-UX NetBSD 4. ma voi no) e che ho allineato le colonne nel modo in nel sorgente (L TE cui saranno stampate.8 Le tabelle: l’ambiente tabular ` A E senz’ombra di dubbio l’ambiente pi` potente di L TEX. Avrete notato che ho messo le & in colonna per migliorare la leggibilit` della tabella a A X se ne infischia. Non ` difficile: e . GLI AMBIENTI DI L TEX 32 6. Pi` in dettaglio: u l (left) indica che la prima colonna sar` giustificata a sinistra. Ecco ora una tabella un po’ pi` complicata: u \begin{tabular}{|l|c|r|} \hline Sparc & SunOS & 4. ma ho aggiunto delle linee.20 1.20 \\ \hline PC & NetBSD & 1. Cominciamo con un semplice esempio: \begin{tabular}{lcr} Sparc & SunOS & 4.

e Per capire bene come funziona provate a togliere o aggiungere delle linee. Ecco un’altra tabella: \begin{tabular}{||p{5cm}||*{2}{c|}|} \hline & Contenuto \hline \hline \bfseries Heineken & 33 cl \hline \bfseries Guinness & 1 pinta \hline \bfseries Kronenbourg & 33 cl \hline \end{tabular} Contenuto 33 cl 1 pinta 33 cl & Quantit` \\ a & & & 10 5 0 \\ \\ \\ Heineken Guinness Kronenbourg Quantit` a 10 5 0 Qui scopriamo due nuovi parametri dell’ambiente tabular : p{larghezza} che dichiara una colonna di larghezza larghezza (il testo ` allineato a e sinistra per default. GLI AMBIENTI DI L TEX 33 • le linee verticali si ottengono mettendo dei | tra le lettere che definiscono l’allineamento delle colonne nel parmetro dell’ambiente tabular (queste linee occupano tutta l’altezza della tabella). ma possiamo centrarlo con il comando \centering o allinearlo a destra con il comando \raggedright) . Ed eccone un altro: \begin{tabular}{|c|c|c|} \cline{2-2} \multicolumn{3}{|c|}{tabella} \\ \multicolumn{3}{|c|}{inutile} \\ \hline . a Notate che alcune caselle si possono lasciare in bianco. *{n}{formato} che ` equivalente a n volte la dichiarazione format (qui dunque.A CAPITOLO 6. • le linee orizzontali si ottengono con il comando \hline tra le linee di testo della tabella (notate che non c’` \\ dopo \hline). c|c|): e utile quindi per migliorare la leggibilit` nel caso di tabelle con molte colonne. e che una dichiarazione di cambiamento di stile o di corpo in una casella non si ripercuote sulle altre.

cf. Si pu` modificare localmente il formato della tabella con il comando o \multicolumn{numero}{formato}{testo} que sostituisce numero colonne della tabella con il testo testo conformemente al formato formato (guardate la tabella precedente e capirete). 6.A CAPITOLO 6. [1. 182–185] e [2. e . Ecco un esempio tipico di utilizzo dell’ambiente table (l’ambiente figure si utilizza in modo assolutamente identico): \begin{table}[htbp] \begin{center} \begin{tabular}{|l|l|} \hline table & tabelle \\ \hline figure & disegni \\ 1 “far galleggiare” significa spostare se c’` bisogno. capitolo 5]. pagg.9 Gli ambienti table e figure Questi ambienti sono solo delle cornici che permettono di far galleggiare 1 tabelle e figure. di dar loro un titolo e numerarle. Per qualche altra sottigliezza sull’ambiente tabular. Questo comando generalmente ` e utilizzato per fare in modo che un elemento della tabella occupi pi` colonne (` questo u e il caso delle due prime linee della tabella qui sopra) o per modificare l’allineamento di una casella (come l’ultima casella in basso a destra). ` E importante poter far “galleggiare” tabelle e figure perch´ L TEX non le taglia in e A fondo alla pagina. GLI AMBIENTI DI L TEX 34 centrata & centrata & a destra \\ \hline Pippo & Pippo & \multicolumn{1}{r|}{Pluto} \\ \hline \end{tabular} tabella inutile centrata Pippo centrata Pippo Il comando a destra Pluto \cline{i -j } traccia una linea orizzontale tra le colonne i e j della tabella.

L’ordine di preferenza per default ` [tbp].1: Esempio d’ambiente table Gli argomenti opzionali dell’ambiente table sono importanti e determinano l’ordine di preferenza nell’impaginazione: h (here) qui. permette di fare riferimento alla tabella tramite i comandi \ref o \pageref. Abbiamo inoltre utilizzato l’ambiente center per centrare la tabella e due comandi: • il comando \caption permette di dare un titolo alla tabella o alla figura. GLI AMBIENTI DI L TEX 35 \hline \end{tabular} \end{center} \caption{Esempio d’ambiente \texttt{table}} \label{tab:table} \end{table} table figure tabelle disegni Tabella 6. se possibile.A CAPITOLO 6. . • il comando \label. quindi ` preferibile precisare [htbp] se si e e vuole che per quanto possibile la tabella sia stampata laddove appare nel testo. che deve comparire dopo il comando \caption. t (top) all’inizio di una pagina (questa o la successiva). b (bottom) alla fine di una pagina (questa o la successiva) p (page of floats) alla fine del documento.

cap.Capitolo 7 A L TEX e la matematica A Uno dei punti di forza di L TEX ` sicuramente la facilit` di realizzazione di docue a menti scientifici anche molto complessi. Esistono anche moltre altre estensioni. pagg. Le regole tipografiche di scrittura di formule sono quasi tutte rispettate automatiA camente da L TEX. Il modo matematico standard risponde a quasi tutte le esigenze ma in certi casi pu` essere necessario utilizzare un’estensione specifica. 107–116]. che d`: a Consideriamo l’uguaglianza x + y + z = n. ma bisogna potergli indicare che stiamo inserendo una formula.1 I modi matematici A L TEX prevede un gran numero di simboli d’operatori e relazioni e li dispone da solo nel modo appropriato. ed e e ` l’ambiente displaymath. o l’estensione amstex (v. e 7. • l’altro ` utilizzato per le formule che si desidera far stampare su una linea a s´. 7. L TEX dispone di due modi matematici: • uno ` utilizzato per le formule che devono comparire in mezzo al testo. per esempio per strutture molecolari. pag. [2. (v. 36 .1. se volete approfondire questo aspetto potete comunque riferirvi a [4. circuiti elettrici ecc. diagrammi utilizzati in fisica subatomica. 8. e corrie sponde all’ambiente math. A Per questo.1 L’ambiente math ` E il modo matematico che permette di stampare formule nel corpo del testo: Consideriamo l’uguaglianza \begin{math} x + y + z = n \end{math}. cap. 205–252]). 6. [3. 215–257]).

. . . \] e $$ . . . . La forma pi` usata ` naturalmente $ . .1. \( . ı u Avremmo potuto scrivere: Ne risulta: \[ x + y + z = n \] oppure: Ne risulta: $$ x + y + z = n $$ ATTENZIONE: non lasciate per nessun motivo una linea bianca all’interno dell’ambiente displaymath: otterreste un messaggio d’errore. $. .2 L’ambiente displaymath ` E il modo matematico che permette di inserire formule su una linea a s´ stante: e Ne risulta: \begin{displaymath} x + y + z = n \end{displaymath} Ne risulta: x+y+z =n Cos` come per l’ambiente math. questa sintassi diventa pesante e diminuisce la leggibilit` del sorgente: esistono allora due forme pi` semplici. Per default. L’esempio precedente pu` essere scritto pi` semplicemente: o u Consideriamo l’uguaglianza \( x + y + z = n \). l’ambiente displaymath produce formule centrate. $. u e Notate che gli spazi non hanno alcun effetto in modo matematico. a 7.A CAPITOLO 7. L TEX E LA MATEMATICA 37 Se fate molto uso di formule matematiche. Se preferite che siano allineate a sinistra potete utilizzare l’opzione di classe fleqn. . quindi $x+y+z=n$ dar` lo stesso risultato di $ x + y + z = n $. \) et $ a u . oppure: Consideriamo l’uguaglianza $ x + y + z = n $. esistono forme pi` semplici: \[ . $$. . .

2 Testo all’interno di una formula Pu` essere utile mettere qualche parola in una formula. n z 7. Sta a voi preferire una forma o l’altra.1 Strutture di uso frequente in matematica Indici ed esponenti A Con L TEX. $ x_1 = x_2 $. perch´ u e le parentesi gi` contengono due esponenti. si trovano indici ed esponenti un po’ dovunque. $ x^{y^{z}} = e $ x2y = z. x1 = x2 . Un indice si ottiene con il carattere ed un esponente con ^: $ x^2 + y^2 = 1 $.2. xy = e Inoltre si possono usare le graffe per indicare a che cosa dev’essere applicato l’indice o l’esponente: Riuscite a vedere la differenza tra $ (x^2+y^2)^n $ e $ {(x^2+y^2)}^n $? Riuscite a vedere la differenza tra (x2 + y 2 )n e (x2 + y 2 ) ? Nel primo caso. Potete rendervene conto da soli: . $ x_1^2 = x^2_1 $ x2 + y 2 = 1. visto a che entrambe sono corrette dal punto di vista matematico.2. L TEX E LA MATEMATICA 38 7.2 7. grazie alle graffe. x2 = x2 1 1 Se l’indice (o l’esponente) consta di pi` di un carattere bisogna utilizzare delle graffe u di raggruppamento: $ x^{2y} = z $. l’esponente n si e applica a tutta l’espressione (x2 + y 2 ) e quindi viene stampato un po’ pi` in alto. $ a_{ij} = 0 $. Per esempio. i limiti di una sommatoria o di un integrale si inseriscono come se fossero indici ed esponenti.A CAPITOLO 7. l’esponente viene applicato al solo carattere che lo precede (la parentesi). e quindi ` alla stessa altezza dei quadrati. ma per farlo ` necessario far o e A tornare L TEX dal modo matematico in modo testo. nel secondo. Questo ` possibile con il comando e \mbox: $$ f(x) > 1 \mbox{ se } x < 3 $$ f (x) > 1 se x < 3 Notate gli spazi prima e dopo il “se” nel comando \mbox: sono indispensabili perch´ la e A spaziatura nel modo matematico di L TEX ` generata automaticamente e non dipende e dagli spazi presenti nel sorgente. aij = 0.

3. Quindi f (x) > 1 se x < 3. perch´ e e A la spaziatura viene gestita automaticamente da L TEX.1. per le maiuscole basta scrivere in maiuscolo la prima lettera del nome.1 Lettere greche I comandi che permettono di ottenere le lettere greche sono elencati in tab. accenti e simboli diversi.3 Lettere. A L TEX dispone di molti comandi per stamparli. L TEX E LA MATEMATICA 39 $$ f(x) > 1 \mbox{se} x < 3 $$ f (x) > 1sex < 3 Naturalmente il comando \mbox ` inutile con l’ambiente math: e Quindi $ f(x) > 1 $ se $ x < 3 $. .A CAPITOLO 7. simboli e accenti Nelle formule matematiche si fa spesso uso di lettere greche. Non esiste un comando per ottenere la lettera omicron. 7. A C’` solo una differenza rispetto al modo testo di L TEX. 7. α β γ δ ε ζ η θ ϑ ι κ λ µ ν ξ Minuscole \theta \vartheta \iota \kappa \lambda \mu \nu \xi π ρ σ ς τ υ φ ϕ χ ψ ω \alpha \beta \gamma \delta \epsilon \varepsilon \zeta \eta \pi \varpi \rho \varrho \sigma \varsigma \tau \upsilon \phi \varphi \chi \psi \omega Γ ∆ Θ \Gamma \Delta \Theta Λ Ξ Π Maiuscole \Lambda Σ \Xi Υ \Pi Φ \Sigma \Upsilon \Phi Ψ Ω \Psi \Omega Tabella 7. In modo matematico non e c’` bisogno di utilizzare il comando \ per mettere uno spazio dopo un simbolo.1: Lettere greche Le lettere greche minuscole si ottengono con un \ seguito dal nome della lettera. basta usare $o$. 7.

2 Operatori I comandi presentati in tab. π vale approssimativamente 3.1416. 7. L TEX E LA MATEMATICA 40 Per certe lettere minuscole esiste una seconda forma il cui comando comincia per var. e u Alcuni comandi (cos` come tutti quelli che sono presentati in questo capitolo) sono ı disponibili solo in modo matematico: $\pi$ vale approssimativamente 3. . ± \diamond \bigtriangleup \bigtriangledown \triangleleft \triangleright \lhda \rhda \unlhda \unrhda ⊕ ⊗ \oplus \ominus \otimes \oslash \odot \bigcirc \dagger \ddagger \amalg ¡ £ ¢ ¤ † ‡ Tabella 7. i comandi \ldots e \cdots stampano dei puntini di sospensione rispettivau mente allineati a sinistra e centrati.4 Frecce I comandi che permettono di ottenere delle frecce sono presentati in tab.A CAPITOLO 7.1416. 7. 7.3.5.3 generano i simboli delle relazioni.2: Simboli degli operatori 7. perch´ le prime forme sono pi` eleganti. 7.4.5 Altri simboli Gli altri simboli matematici possono essere ottenuti con i comandi elencati in tab.3. 7. In pi`.3 Relazioni I comandi in tab.2 servono ad ottenere gli operatori. In particolare vi raccomando di utilizzare \varepsilon e \varphi al posto di \epsilon e \phi.3. Si pu` ottenere la negazione di questi operatori tramite il comando \not : o $ x \not\in F $ x∈F 7. \pm ∩ \cap \mp ∪ \cup × \times \uplus ÷ \div \sqcap ∗ \ast \sqcup \star ∨ \vee ◦ \circ ∧ \wedge • \bullet \ \setminus · \cdot \wr a Richiede l’estensione latexsym. 7.3.

≥ Tabella 7. \longleftarrow \Longleftarrow \longrightarrow \Longrightarrow \longleftrightarrow \Longleftrightarrow \longmapsto \hookrightarrow \rightharpoonup \rightharpoondown \leadstoa ↑ ⇑ ↓ ⇓ \uparrow \Uparrow \downarrow \Downarrow \updownarrow \Updownarrow \nearrow \searrow \swarrow \nwarrow a Tabella 7. ∀ ∃ ¬ \forall \exists \neg \flat \natural \sharp \backslash \partial ∞ P Q ♣ ♦ ♥ ♠ \infty \Boxa \Diamonda \triangle \clubsuit \diamondsuit \heartsuit \spadesuit \ ∂ Tabella 7.3: Simboli delle relazioni ← ⇐ → ⇒ ↔ ⇔ → ← \leftarrow ←− \Leftarrow ⇐= \rightarrow −→ \Rightarrow =⇒ \leftrightarrow ←→ \Leftrightarrow ⇐⇒ \mapsto −→ \hookleftarrow → \leftharpoonup \leftharpoondown \rightleftharpoons Y Richiede l’estensione latexsym. L TEX E LA MATEMATICA 41 ≡ ∼ ≈ ∼ = = .4: Frecce ℵ h ¯ ı  \aleph \prime \hbar ∅ \emptyset \imath \nabla √ \jmath \surd \ell \top ℘ \wp ⊥ \bot \Re \| \Im \angle H \mhoa a Richiede l’estensione latexsym.5: Altri simboli .A CAPITOLO 7. = ∝ \equiv \sim \simeq \asymp \approx \cong \neq \doteq \propto |= ⊥ | I \models \perp \mid \parallel \bowtie \Joina \smile \frown \leq \prec \preceq \ll ⊂ \subset ⊆ \subseteq ` \sqsubseta \sqsubseteq ∈ \in \vdash a Richiede l’estensione ≤ \geq \succ \succeq \gg ⊃ \supset ⊇ \supseteq a \sqsupseta \sqsupseteq \ni \dashv latexsym.

Esistono anche comandi che permettono di avere delle varianti pi` lunghe di alcuni u accenti: $ \widehat{xyz} $. α + β ¯ Infine. abc Il comando \overrightarrow fa stampare una freccia: $ \overrightarrow{AB} $ − − → AB I comandi \overline e \underline permettono di effettuare una sottolineatura: $ \overline{z+1} = \bar{z} + 1 $.6 Accenti Gli accenti disponibili in modo matematico si ottengono tramite i comandi in tab.A CAPITOLO 7.6. 7. i comandi \overbrace e \underbrace mettono delle graffe al di sopra e al di sotto del testo. rispettivamente.3. Si possono inoltre aggiungere dei commenti alla graffa mettendo un esponente dopo il comando \overbrace o. a ˆ a ˇ a ˘ \hat{a} \check{a} \breve{a} a ´ a ` a ˜ \acute{a} \grave{a} \tilde{a} a ¯ a \bar{a} \vec{a} a ˙ a ¨ \dot{a} \ddot{a} Tabella 7. $ \underline{\alpha + \beta} $ z + 1 = z + 1.6: Accenti Per mettere un accento su un i o un j utilizzate i comandi \imath et \jmath che producono delle lettere senza puntino. L TEX E LA MATEMATICA 42 7. $ \widetilde{abc} $ xyz. un indice dopo il comando \underbrace : $$ a^n = \overbrace{a \times a \times \cdots \times a}^{n \mbox{ volte}} $$ volte a = a × a × ··· × a n n .

\: \.8: Comandi di cambiamento di stile Come potete constatare. i comandi di cambiamento di stile agiscono solo sulle lettere.8). 7.3.7: Comandi di spaziatura Vedremo a tempo debito quando possono servire. sui numeri e sulle lettere greche maiuscole. 7.5 Modificare lo stile ed il corpo x + y + 2n Ω cos θ x + y + 2 n Ω cos θ x + y + 2n Ω cos θ x + y + 2n Ω cos θ x + y + 2n Ω cos θ x + y + 2n Ω cos θ A L TEX permette di modificare lo stile dei caratteri in modo matematico (v. Il comando \mathcal genera delle lettere maiuscole corsive: .A CAPITOLO 7.4 Modifica della spaziatura In alcuni casi pu` essere utile modificare la spaziatura per allontanare o avvicinare o alcuni simboli. $ x + y + 2^ $\mathit{x + $\mathrm{x + $\mathbf{x + $\mathsf{x + $\mathtt{x + n\Omega\cos\theta $ y + 2^ n\Omega\cos\theta}$ y + 2^ n\Omega\cos\theta}$ y + 2^ n\Omega\cos\theta}$ y + 2^ n\Omega\cos\theta}$ y + 2^ n\Omega\cos\theta}$ Tabella 7. L TEX E LA MATEMATICA 43 7. tab.7 Sovrapposizione di due simboli Si possono sovrapporre due simboli grazie al comando: \stackrel{sopra}{sotto} $ x \stackrel{f}{\longmapsto} f(x) $ x −→ f (x) Per esempio si pu` utilizzare il comando \stackrel per ottenere dei tensori: o $ \stackrel{\Rightarrow}{\sigma} = \Lambda ( \stackrel{\Rightarrow}{\varepsilon} ) $ ⇒ f σ = Λ( ε ) ⇒ 7. spazio piccolo spazio medio spazio grande \! \quad \qquad spazio negativo piccolo spazio piccolo tra due formule spazio grande tra due formule Tabella 7. \.

$ \sqrt[n]{\alpha_i} $ d`: a x2 + y 2 . L TEX E LA MATEMATICA 44 Sia $\mathcal{C}$ la circonferenza di centro O e raggio 1. $\mathcal{D}_1$ e $\mathcal{D}_2$ due rette. o A Parallelamente. all’interno dell’ambiente math.A CAPITOLO 7. Il comando \displaystyle permette di obbligare A L TEX ad usare. Sia C la circonferenza di centro O e raggio 1. i caratteri e i simboli della stessa grandezza dell’ambiente displaymath. Questo comando va usato con moderazione perch´ e pu` modificare l’interlinea del paragrafo nel caso di formule inserite nel corpo del testo.6 Frazioni Le frazioni anche complesse si ottengono semplicemente con il comando: \frac{numeratore}{denominatore} $$ \frac{x+1}{x+2} $$ produce: x+1 x+2 7. alcuni simboli non hanno la stessa grandezza nell’ambiente math e nell’ambiente displaymath. Ecco che aspetto hanno le maiuscole: ABCDEFGHIJ KLMN OPQRST UVWX YZ Come vedrete in seguito. D1 e D2 due rette. Segnaliamo inoltre i comandi \scriptstyle e \scriptscriptstyle che rendono la grandezza del testo rispettivamente pari a quella di un esponente e dell’esponente di un esponente (pi` piccolo di cos` non si pu`). il comando \textstyle obbliga L TEX ad utilizzare simboli della stessa grandezza dell’ambiente math.7 Radici Le radici si ottengono con il comando: \sqrt[ordine]{argomento} $ \sqrt{x^2+y^2} $. u ı o 7. √ n αi .

a ( [ { ( [ \{ \lfloor \lceil \langle / | ) ] } ) ] \} \rfloor \rceil \rangle \backslash \| ↑ ↓ ⇑ ⇓ \uparrow \downarrow \updownarrow \Uparrow \Downarrow \Updownarrow / | \ Tabella 7. Ovviamente si possono mettere pi` coppie di delimitatori una nell’altra. u Se non si vuole far comparire un delimitatore chiuso. Infatti. $$ .8 Delimitatori I delimitatori.9. bisogna utilizzare il comando \right. presentatati nella tab. ma serve a chiudere il corrispondente \left. sono dei simboli che servono a raggruppare delle formule. ad ogni \left deve corrispondere un \right: il \right. La loro altezza si adatter` a quella della formula. $$ \left[ \begin{array}{cc} a_{11} & a_{12} \\ a_{21} & a_{22} \end{array} \right] $$ a11 a12 a21 a22 $$ |x| = \left\{ \begin{array}{rl} x & \mbox{si } x \geq 0 \\ -x & \mbox{si } x < 0 \end{array} \right. non fa stampare nulla. e quello chiuso con il comando \right seguito dal delimitatore. 7.A CAPITOLO 7. L TEX E LA MATEMATICA 45 7.9: Delimitatori I delimitatori devono comparire sempre a due a due: uno aperto e uno che chiuso. (\right seguito da un punto). Un delimitatore aperto si ottiene con il comando \left seguito dal delimitatore.

inoltre i loro indici ed esponenti non sono disposti nello stesso modo nei due ambienti: $ \sum_{i=0}^{+\infty} x_i \quad \int_a^b f(x) dx $ $$ \sum_{i=0}^{+\infty} x_i \quad \int_a^b f(x) dx $$ +∞ i=0 xi +∞ b a f (x)dx b xi i=0 f (x)dx a In ambiente math si pu` utilizzare il comando \displaystyle che d` ai simboli a o a grandezza variabile la grandezza che assumerebbero in ambiente displaymath (ma in questo modo l’interlinea del testo risulta modificata): Ne risulta che $ \displaystyle \sum_{n=1}^{+\infty} \frac{1}{n^2} = \frac{\pi^2}{6} $. spesso si usano i comandi di spaziatura per allontanare il dx o per avvicinare i simboli di integrazione degli integrali multipli: . Ne risulta che 1 π2 = .A CAPITOLO 7. \sum \prod \coprod \int \oint \bigcap \bigcup \bigsqcup \bigvee \bigwedge \bigodot \bigotimes \bigoplus \biguplus Tabella 7.10: Simboli a grandezza variabile Alcuni simboli sono pi` piccoli in ambiente math per poter avere la stessa altezza del u resto del testo. n2 6 n=1 +∞ Negli intergrali. L TEX E LA MATEMATICA 46 |x| = x si x ≥ 0 −x si x < 0 7.9 Simboli a grandezza variabile I simboli elencati in tab. 7.10 sono a grandezza variabile: non hanno cio` la stessa e grandezza nei due ambienti math e displaymath.

L TEX E LA MATEMATICA 47 $$ \int_a^b f(x) \. Proviamo allora cos` o ı: $$ \mbox{lim}_{x \rightarrow +\infty} \mbox{ln} x = +\infty $$ limx→+∞ lnx = +∞ ` a E gi` meglio. A Per risolvere tutti questi problemi L TEX dispone dei comandi elencati in tab. 8.11: Logaritmi e altri Il modo giusto di scrivere x→+∞ lim ln x = +∞ ` allora: e . 215–257]) che definisce dei comandi specifici per gli integrali multipli (v. 7.A CAPITOLO 7. pag. cap. \arccos \arcsin \arctan \arg \cos \cosh \cot \coth \csc \deg \det \dim \exp \gcd \hom \inf \ker \lg \lim \liminf \limsup \ln \log \max \min \Pr \sec \sin \sinh \sup \tan \tanh Tabella 7. [2. [2. 223]). ma non abbiamo la giusta spaziatura e x → +∞ non ` sotto il simbolo e lim come dovrebbe. 7. dx \qquad V = \int \!\!\!\! \int \!\!\!\! \int_{\Omega} d\tau $$ b f (x) dx a V = Ω dτ Se si usano spesso integrali multipli pu` essere interessante utilizzare l’estensione amstex o (v.10 Logaritmi e altre funzioni lim ln x = +∞ ` E d’uso scrivere alcuni nomi di funzioni o operatori in caratteri latini “dritti”: x→+∞ Potremmo scrivere questa uguaglianza cos` ı: $$ lim_{x \rightarrow +\infty} ln x = +\infty $$ limx→+∞ lnx = +∞ Per` gli operatori lim e ln non sono dritti. pag.11.

Ogni carattere rappresenta una colonna e pu` essere: o l (left) la colonna ` allineata a sinistra. L TEX E LA MATEMATICA 48 $$ \lim_{x \rightarrow +\infty} \ln x = +\infty $$ Alcuni comandi della tab. 7. come ad esempio i limiti: $ \lim_{x \rightarrow 0} \ln x = -\infty $ limx→0 ln x = −∞ Infine.) si ottengono con l’ambiente array.11 Le tabelle: l’ambiente array Le tabelle (matrici ecc. e   .A CAPITOLO 7. e r (right) la colonna ` allineata a destra. e c (center ) la colonna ` centrata. che si utilizza esattamente come tabular : $$ {\mathcal A} = \left( \begin{array}{ccc} a_{11} & a_{12} & a_{13} \\ a_{21} & a_{22} & a_{23} \\ a_{31} & a_{32} & a_{33} \end{array} \right) $$ a11 a12 a13   A =  a21 a22 a23  a31 a32 a33 Il parametro dell’ambiente array indica il numero di colonne della tabella ed il loro allineamento. i comandi \bmod e \pmod stampano le due forme dell’operatore modulo: $ x = a \bmod b $ $ a \equiv b \pmod{n} $ x = a mod b a ≡ b (mod n) 7.11 si comportano come dei simboli a grandezza variabile per quanto riguarda il posizionamento dei loro indici.

) $$ {\mathcal A} = \left( \begin{array}{cccc} a_{11} & a_{12} & \cdots a_{21} & a_{22} & \cdots \vdots & \vdots & \ddots a_{m1} & a_{m2} & \cdots \end{array} \right) $$ & & & & a_{1n} a_{2n} \vdots a_{mn} \\ \\ \\ \\    A=   a11 a21 . . a1n a2n . . le linee sono terminate da \\ (tranne l’ultima) e le colonne sono separate da &. ··· ··· . tutte centrate. L TEX E LA MATEMATICA 49 Nel nostro esempio la matrice ha tre colonne (ccc). ) sono usati spesso nelle matrici: .12 Le equazioni numerate: l’ambiente equation L’ambiente equation si usa come l’ambiente displaymath ma in pi` numera l’equau zione. \begin{equation} \label{eqn:eulero} e^{i\pi} + 1 = 0 \end{equation} . All’interno dell’ambiente array. e \ddots ( . I comandi \cdots (· · ·). . .A CAPITOLO 7. . non solo le matrici: $$ \sum_{\begin{array}{c} \scriptstyle i>0 \\ \scriptstyle j>0 \end{array}} a_{ij} = \alpha $$ aij = α i>0 j>0 7.       am1 am2 · · · amn L’ambiente array permette di fare ogni tipo di tabella in modo matematico. . . .. . a12 a22 . \vdots (. .

13 Le serie di equazioni: l’ambiente eqnarray A volte pu` essere necessario sovrapporre delle formule o svolgere un calcolo allio neando pi` righe su uno stesso simbolo (il segno =. per esempio). ma non numera le equazioni: . L’ambiente eqnarray* si usa come l’ambiente eqnarray.4) Se non si desidera numerare le equazioni ` meglio usare la forma stellata dell’ambiente e eqnarray. Si pu` sopprimere la numerazione di una linea mettendo il comando commande o \nonumber alla fine della linea: \begin{eqnarray} \int_1^2 x^2 dx & & & & \end{eqnarray} = = = = & & & & \left[ \frac{x^3}{3} \right]_1^2 \nonumber \\ \frac{2^3}{3} . Il numero dell’equazione appare a destra per default.2) (7. Si pu` fare in modo che compaia o a sinistra caricando l’opzione di classe leqno 7. Per fare ci` si utilizza u o l’ambiente eqnarray : \begin{eqnarray} \ln xy & = & \ln x + \ln y \\ \exp(x+y) & = & \exp x \: \exp y \end{eqnarray} ln xy = ln x + ln y exp(x + y) = exp x exp y (7.\frac{1^3}{3} \nonumber \\ \frac{8}{3} .A CAPITOLO 7.1) eiπ + 1 = 0 Come tutto ci` che ` numerato.\frac{1}{3} \nonumber \\ \frac{7}{3} 2 1 x dx = = = = 2 x3 3 2 1 23 13 − 3 3 8 1 − 3 3 7 3 (7.3) L’ambiente eqnarray si usa come una tabella di formato rcl. e poi riferirsi ad essa col comando \ref. L TEX E LA MATEMATICA 50 (7. si pu` creare un riferimento ad un’equazione col o e o comando \label.

Per esempio il teorema di Babafou che compare qui sopra ` stato realizzato cos` e ı: \newtheorem{teorema}{Teorema} \begin{teorema}[di Babafou] \LaTeX\ non si limita a formule e segni strani. Si possono creare numerosi ambienti diversi. ognuno con un contatore distinto. L TEX E LA MATEMATICA 51 \begin{eqnarray*} \int_0^\pi \sin x \.A CAPITOLO 7. definizioni.. 4. \end{teorema} L’ambiente creato dal comando \newtheorem compie le seguenti azioni: 1. poi un numero (ad ogni ambiente creato viene associata una numerazione distinta).14 Teoremi.. uno per le definizioni. uno per i teoremi. poi eventualmente il parametro opzionale (per esempio l’autore del teorema). stampa testo (secondo parametro del comando \newtheorem) . in corsivo. ed infine il suo contenuto. Il comando \newtheorem{nome}{testo} definisce un nuovo ambiente di nome nome. uno per i lemmi. permette anche di fare dei bellissimi teoremi (come questo).\cos x \right]_0^\pi \\ . permette anche di fare dei bellissimi teoremi (come questo). 3. . A Teorema 1 (di Babafou) L TEX non si limita a formule e segni strani. 2.\cos \pi + \cos 0 \\ 1 + 1 \\ 2 sin x dx = [− cos x]π 0 = − cos π + cos 0 = 1+1 = 2 7. dx & & & & \end{eqnarray*} π 0 = = = = & & & & \left[ . uno per le ipotesi.

1 L’ambiente thebibliography Ecco un esempio di bibliografia realizzata con l’ambiente thebibliography: \clearpage \addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliografia} \begin{thebibliography}{9} \bibitem{lamport-latex} Leslie Lamport. 8. • il programma BibTEX. Frank Mittelbach. 1994. 1994. per rendere questo lavoro semplice ed efficace. 8. Addison-Wesley.1.Capitolo 8 Bibliografia ed indice analitico A LT Realizzare una bibliografia o un indice analitico generalmente ` assai complicato. \end{thebibliography} 52 . Addison-Wesley. and Alexander Samarin. \emph{\LaTeX: a document preparation system}. BibTEX e MakeIndex. \bibitem{companion} Michel Goossens.1 Fare una bibliografia A In L TEX. \emph{The \LaTeX\ Companion}. e EX utilizza due altri programmi. ci sono due modi di fare una bibliografia: • l’ambiente thebibliography .

Cf. . Il parametro dell’ambiente thebibliography precisa la lunghezza massima di queste etichette: • se non si usano etichette personalizzate generalmente si mette 9 nel caso in cui ci siano meno di dieci opere in bibliografia. Addison-Wesley. nel riferimento tramite il parametro opzionale di \cite : Cf. e permette di cominciare su una pagina bianca. L’ambiente thebibliography si usa in modo simile all’ambiente itemize. . 99 se ne abbiamo meno di cento ecc.. A [2] Michel Goossens. il titolo (in corsivo). chapter per la classe report. pagine. Che produce: [Lamport 94] Leslie Lamport. che prende come parametro la stringa che identifica. l’editore e l’anno di pubblicazione. 1994. Ogni elemento della bibliografia viene contrassegnato da un numero tra parentesi ` quadre. • se si usano etichette personalizzate. u Il comando \cite viene usato per fare riferimento ad un elemento della bibliografia.. Si possono indicare capitoli. si mette l’etichetta pi` lunga. Ogni elemento della bibliografia comincia con il comando \bibitem.CAPITOLO 8.. si aggiunge il titolo “bibliografia” all’indice (toc). come con \label. Addison-Wesley. L TEX: a document preparation system. E possibile assegnare un’etichetta personalizzata col parametro opzionale di \bibitem: \bibitem[Lamport 94]{lamport-latex} Leslie Lamport. and Alexander Samarin. 1994.~\cite{lamport-latex} per maggiori dettagli.. Il secondo argomento del comando \addcontentsline precisa il livello del titolo da aggiungere.. Cf. The L TEX Companion. [1. section per la classe article. il documento in questione. . e stampa il numero o l’etichetta dell’opera: Cf. 53 Il comando \clearpage forza la stampa delle tabelle e figure che non sono ancora state stampate. Frank Mittelbach. page 187] per maggiori dettagli. [1] per maggiori dettagli.~\cite[page 187]{lamport-latex} per maggiori dettagli. ecc. Successivamente. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO Che produce: A [1] Leslie Lamport. Di seguito mettiamo l’autore dell’opera.

La base di dati dei riferimenti bibliografici Una base di dati dei riferimenti bibliografici ` un file di estensione . e Da qui l’idea di creare una base di dati delle opere piuttosto che avere una bibliografia indipendente per ogni documento.2 BibTEX L’ambiente thebibliography ha tutte le funzionalit` di cui c’` bisogno per una a e bibliografia.CAPITOLO 8. Si tratta in questo caso di un libro. subito dopo il e carattere @. ATTENZIONE: le chiavi devono essere uniche nelle basi di dati. EDITION = "Second" } Ogni record corrisponde ad un’opera il cui tipo ` indicato per primo. YEAR = "1994". in funzione delle citazioni. PUBLISHER = "Addison-Wesley". Poi si riempie una serie di campi che definiscono l’opera (autore.1. e di generare automaticamente la bibliografia a partire dalla base di dati.bib che contiene e un certo numero di record come questo: @BOOK { lamport-latex. u • in caso di aggiornamento di un documento. alcuni campi sono obbligatori ed altri facoltativi. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 54 8. quindi di tipo BOOK. ecc. Successivamente indichiamo una chiave che servir` a identificare l’opera nelle vostre a basi di dati e a citarla nei documenti come parametro del comando \cite.). ma anche alcuni inconvenienti: • ci obbliga a rifare la bibliografia per ogni documento. titolo. TITLE = "{\LaTeX}: a document preparation system". anche se c’` solo qualche e opera in pi`. . Ogni campo assume la forma NOME DEL CAMPO = "contenuto del campo" I campi sono separati tra di loro e dalla chiave con delle virgole. Per un dato tipo d’opera. AUTHOR = "Leslie Lamport". Il formato della chiave ` libero ma personalmente uso il nome dell’autore seguito da : ed da una e parola che caratterizza l’opera. bisogna modificare le bibliografie di tutti i documenti in cui ` citato.

Campi obbligatori: AUTHOR o EDITOR. e a Ecco la lista dei tipi di record riconosciuti da BibTEX. HOWPUBLISHED. un paragrafo o qualche pagina. ADDRESS. Campi opzionali: VOLUME. NOTE. TYPE. VOLUME o NUMBER. NOTE. INBOOK Parte di un libro. PUBLISHER. BOOK Libro regolarmente pubblicato da una casa editrice. Campi opzionali: VOLUME o NUMBER. ARTICLE Articolo apparso in un giornale o rivista. CHAPTER e/o PAGES. SERIES. MONTH. EDITION. il suo contenuto verr` ignorato da BibTEX. TITLE. PAGES. MONTH. Campi opzionali: VOLUME o NUMBER. TITLE. EDITION. INCOLLECTION Parte di un libro con un titolo proprio. BOOKTITLE. Campo obbligatorio: TITLE. ADDRESS. Campi opzionali: AUTHOR. YEAR. Campi obbligatori: AUTHOR. YEAR. PUBLISHER. Campi obbligatori: AUTHOR o EDITOR. NOTE. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO I diversi tipi di record Ogni record contiene uno o pi` campi. se specificato. Un campo pu` essere: u o obbligatorio Questo campo ` indispensabile affinch´ BibTEX generi la bibliografia. Campi opzionali: EDITOR. YEAR. YEAR. Per ogni tipo sono indicati i campi obbligatori e opzionali (tutti gli altri sono ignorati) il cui significato verr` spiegato a nel paragrafo successivo. MONTH. BOOKLET Libro che viene distribuito senza un editore. CONFERENCE Identico a INPROCEEDINGS. MONTH. TYPE. TITLE. e e 55 opzionale Questo campo non ` indispensabile ma verr` utilizzato. CHAPTER.CAPITOLO 8. NOTE. ADDRESS. JOURNAL. per come a pletare le informazioni relative all’opera in questione. Campi obbligatori: AUTHOR. TITLE. PAGES. SERIES. YEAR. MONTH. NUMBER. NOTE. generalmente senza titolo: un capitolo. EDITION. . PUBLISHER. ignorato Questo campo ` inutile. ADDRESS. SERIES.

ADDRESS. YEAR. NUMBER. NOTE. PROCEEDINGS Lavori di una conferenza. VOLUME o NUMBER. PAGES. Campi opzionali: TYPE. Campi obbligatori: AUTHOR. MONTH. YEAR. Campi opzionali: MONTH. ADDRESS. SERIES. MONTH.CAPITOLO 8. MONTH. YEAR. BOOKTITLE. ADDRESS. . Campi obbligatori: nessuno. MONTH. UNPUBLISHED Documento con un autore ed un titolo. SCHOOL. scuola. TECHREPORT Rapporto pubblicato da un’universit`. Campi opzionali: EDITOR. TITLE. Campi obbligatori: AUTHOR. MONTH. ADDRESS. ORGANIZATION. Campi obbligatori: TITLE. MASTERSTHESIS Tesi di laurea. Champ obligatoire : TITLE. Campi obbligatori: AUTHOR. NOTE. NOTE. ADDRESS. TITLE. TITLE. ma che non ` mai stato pubblicato. I diversi tipi di campo ADDRESS Indirizzo dell’editore (PUBLISHER) o dell’istituzione (INSTITUTION). YEAR. SCHOOL. VOLUME o NUMBER. a Campi obbligatori: AUTHOR. NOTE. YEAR. NOTE. MONTH. Campi opzionali: EDITOR. TITLE. ORGANIZATION. TITLE. INSTITUTION. HOWPUBLISHED. ORGANIZATION. MANUAL Documentazione tecnica. SERIES. Campi opzionali: AUTHOR. TITLE. PUBLISHER. NOTE. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 56 INPROCEEDINGS Articolo nei lavori di una conferenza. Campi opzionali: AUTHOR. MONTH. YEAR. NOTE. YEAR. NOTE. YEAR. EDITION. MISC Tipo da utilizzare quando nessuno degli altri si rivela appropriato. PUBLISHER. ADDRESS. istituto o altra istituzione. Campi opzionali: TYPE. PHDTHESIS Tesi di dottorato. e Campi obbligatori: AUTHOR. Campi opzionali: TYPE.

SCHOOL Nome della scuola o dell’universit` nella quale ` stata realizzata la tesi. NOTE Informazioni supplementari che possono aiutare il lettore. EDITOR Nome del redattore. u BOOKTITLE Titolo di una parte di un libro o di un articolo nei lavori di una conferenza. JOURNAL Nome di un giornale. nel formato descritto pi` avanti). HOWPUBLISHED Tipo di pubblicazione. INSTITUTION Istituzione editrice di un rapporto. PAGES Uno o pi` numeri di pagina. ORGANIZATION Organizzazione di patrocinio della conferenza o che pubblica il giornale. CHAPTER Numero del capitolo (o di una qualunque parte del documento). NUMBER Numero di un giornale o rivista. u PUBLISHER Nome dell’editore. MONTH Mese di pubblicazione dell’opera. EDITION Edizioni di un libro.CAPITOLO 8. 57 . BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO ANNOTE Annotazione. AUTHOR Nome dell’autore (o degli autori. a e SERIES Nome di una collezione di volumi.

file3} Naturalmente. Ci` pu` risultare fastidioso nel caso di acronimi. ` sufficiente mettere tra parentesi e graffe la o le parole che non si vogliono in minuscolo: TITLE = "{TCP-IP} e lo Zen di {Confucio}" A Se un campo contiene un comando L TEX. A Bisogna altres` indicare a L TEX dove mettere la bibliografia tramite il comando ı \bibliography.~\cite{lamport-latex} per maggiori dettagli.CAPITOLO 8. YEAR Anno di pubblicazione. ue Ora. o o sigle ecc. i nomi devono essere separati u tra loro dalla parola and. Questo comando prende come parametro una lista di file contenenti le basi di dati (ma senza estesione . BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO TITLE Titolo dell’opera. quando volete fare riferimento ad un’opera. Il parametro di questo comando ` lo stile da e utilizzare. VOLUME Volume di un giornale o di un libro. il pi` ` fatto. articoli). Alcune precisazioni 58 Per alcuni tipi di record (lavori di conferenze. BibTEXmette automaticamente in minuscolo il titolo dell’opera.bib): \bibliography{file1. Generare la bibliografia con BibTEX Una volta che avete creato le vostre basi di dati. A Gli stili standard di bibliografia di L TEX sono : . Bisogna anche indicare a BibTEX lo stile da utilizzare per impaginare la bibliografia con il comando \bibliographystyle. usate il comando \cite mettendo come parametro la chiave corrispondente: Cf. che si vogliono in maiuscolo. In questo caso. il comando dev’essere messo tra parentesi graffe per non confondere BibTEX: TITLE = "{\LaTeX}: a document preparation system" Quando un campo AUTHOR o EDITOR contiene pi` nomi. TYPE Tipo di un rapporto tecnico.file2. in questi file dovranno trovarsi tutte le opere citate nel documento.

companion} ` E anche possibile includere nella bibliografia tutte le opere contenute nella base di dati mettendo * come parametro di \nocite: \nocite{*} Infine. a parte i comandi \cite disseminati nel documento. perch´ non viene fatto automaticamente n´ da L TEX e e n´ da BibTEX: e \addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliografia} Riassumendo. unsrt Opere in ordine di citazione. l’inclusione della bibliografia si fa cos` ı: \addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliografia} \bibliographystyle{unsrt} \bibliography{file1.tex • Eseguire BibTEX sul documento: bibtex documento . abbrv Come lo stile plain. con la lista delle chiavi delle opere. Esistono molti altri stili di bibliografia.file3} Se volete includere in bibliografia delle opere non citate nel documento utilizzate il comando \nocite (messo ad esempio subito prima del comando \bibliographystyle). BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO plain Opere in ordine alfabetico. ma i nomi di battesimo. come parametro: \nocite{lamport-latex. 59 alpha Opere contrassegnate da etichette del tipo “Lam94” formate a partire dal nome dell’autore e dall’anno di pubblicazione. separata da virgole. per generare la bibliografia ed includerla nel documento. i nomi dei mesi e dei giornali sono abbreviati.file2.CAPITOLO 8. contrassegnate da numeri. contrassegnate da numeri. Anche in questo caso bisogner` includere nell’indice la linea relativa alla bibliografia a A con il comando \addcontentsline. bisogna: A • Compilare il documento con L TEX: latex documento.

bbl. • la seconda compilazione include l’indice analitico e genera l’indice (sommario). [1. • la terza compilazione include definitivamente l’indice nel file. Per maggiori informazioni a riguardo di BibTEX.3. Per un documento con indice analitico.2 Creare un indice analitico A La realizzazione di un indice analitico ` molto semplice con L TEX. u 8. subito prima del comando \end{document}). Si pu` mettere tutta un’espressione nell’indice: o . BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 60 (non mettete l’estensione . • mettete il comando \printindex laddove volete far comparire l’indice analitico (generalmente alla fine del documento. pagg.tex) BibTEX crea un file documento.idx (` a questo che e serve il comando \makeindex). 69–71 e 155–164] e [2.1 Il comando \index Per generare una voce nell’indice. 13].2 ed il modo di effettuare una compilae zione automatica tramite un file Makefile nella § 8. Basta inserire e nel testo dei comandi \index per generare i numeri di pagina.2. Inoltre potete consultare [6] per A una descrizione pi` completa della realizzazione di un indice analitico con L TEX.CAPITOLO 8. • il programma MakeIndex formatta l’indice e lo mette in un file . A • Ricompilate due volte con L TEX per includere la bibliografia e aggiornare tutti i riferimenti. • aggiungete il comando \makeindex nel preambolo. che contiene la bibliografia impaginata secondo lo stile indicato dal comando \bibliographystyle. Ma prima bisogna modificare leggermente il documento: • caricate l’estensione makeidx. la sequenza di compilazione ` la seguente: e • la prima compilazione genera l’indice e lo mette in un file .2. L’uso di MakeIndex ` dettagliato nella § 8. e Tutto questo stampa: La parola workstation ` nell’indice. consultate [5]. utilizzate il comando \index : La parola workstation\index{workstation} ` nell’indice. e e genera una voce per “workstation” nell’indice analitico. cap. 8.ind.

2 Formattazione dell’indice analitico: il programma MakeIndex Una volta generato l’indice analitico (nel file .idx E l’indice sar` formattato come quello di questo manuale.2. Vi consiglio di e usare il file di formato index.ist che trovate qui di seguito: headings_flag heading_prefix heading_suffix symhead_positive symhead_negative numhead_positive numhead_negative delim_0 delim_1 delim_2 Ora richiamate MakeIndex cos` ı: makeindex -s index.idx Il formato utilizzato per default da MakeIndex ` abbastanza brutto. A volte pu` rivelarsi utile l’uso delle graffe di raggruppamento: o blablabla corsivo\index{corsivo@\textit{corsivo}} 8. MakeIndex viene richiameto con la linea: makeindex pippo. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO ` una gran figata\index{gran figata} mettere tutta E un’espressione nell’indice.idx). a 1 "\n \\item \\textbf{" "}" "Simboli" "simboli" "Numeri" "numeri" " \\dotfill\\ " " \\dotfill\\ " " \\dotfill\\ " . 61 Per generare delle sotto-voci bisogna separare la voce principale e la sotto-voce con il carattere !: Qui parliamo delle sotto-voci dell’indice\index{indice!sotto-voci} Infine si pu` mettere del testo alla posizione alfabetica identificata da un altro testo o con il carattere @: Metto il simbolo $\alpha$\index{alpha@$\alpha$} nell’indice al posto di ‘‘alpha’’ nell’ordine alfabetico.CAPITOLO 8.ist pippo. Questo programma crea un file . bisogna impaginarlo con MakeIndex.ind che pu` allora essere incluso nel documento o con il comando \printindex.

ist pippo.tex pippo. • la sua formattazione.tex latex pippo.ilg pippo.ps.tex.dvi pippo.3 Compilazione automatica tramite un file Makefile ` E possibile automatizzare la compilazione utilizzando un file Makefile.ind latex pippo.tex makeindex -s index.tex pippo. .idx clean : rm -f pippo.aux pippo.CAPITOLO 8. pippo.lot pippo.ps : pippo.log pippo.toc Basta battere make e aspettare un po’ per avere un documento pronto per la stampa.dvi : pippo.idx latex pippo.ind : pippo.dvi dvips pippo. tranne pippo.idx pippo. make clean permette di cancellare tutti i file intermediari generati da L TEX. il Makefile seguente esegue nell’ordine: • la compilazione e generazione dell’indice analitico. BIBLIOGRAFIA ED INDICE ANALITICO 62 8.ind \ pippo.lof pippo. • la conversione del documento in formato PostScript. • le due compilazioni di generazione e inclusione dell’indice.tex e pippo. A Tra l’altro. Per un file pippo.

e Un master non ` un master senza il Masterando Istituzionale.1 Definizione di nuovi comandi e nuovi ambienti Definizione di nuovi comandi Si possono definire comandi personalizzati grazie al comando \newcommand{nome}[numero di parametri ]{definizione} A In soldoni. Nella definizione del comando.Capitolo 9 A L TEX da professionisti A Questo capitolo spiega come realizzare con L TEX delle funzioni per cos` dire “comı A X! plesse”.). si fa poi riferimento al primo parametro con #1 (se ce ne fosse stato un secondo. Baster` precisarne il numero a nel parametro numero di parametri di \newcommand : \newcommand{\itfootnote}[1]{\footnote{\textit{#1}}} ` Il comando \itfootnote crea una nota a pi` di pagina in corsivo1 .. a a Le definizioni dei comandi possono trovarsi nel preambolo o nel corpo del documento. #2. ecc. 63 . ogni volta che L TEX trover` il comando \nome.1 9. a Un master non ` un master senza il \emph{\mi}. come vedete: si possono anche nidificare comandi ovviamente. ma non in L TE 9. 1 E funziona. e Si possono anche creare dei comandi con dei parametri. Ecco un semplice esempio: \newcommand{\mi}{Masterando Istituzionale} Ora posso utilizzare il comando \mi che stamper` “Masterando Istituzionale”.. numero di parametri vale 1). E un comando e che ha bisogno di un parametro (qui. tutto questo grazie al Masterando Istituzionale. lo sostituir` con definizione.1.

. \item pare che funzioni! \end{italitemize} • beh. Questo o % indica un commento. lo sostituir` con definizione di chiusura: a a \newenvironment{italitemize}{\begin{itemize} \itshape}{\end{itemize}} \begin{italitemize} \item beh.1. ma non ` seguito da testo. Per questo. In questo modo posso mettere A la definizione del nuovo ambiente su pi` linee. per`.. lo sostituir` con definizione di apertura e quando incontrer` \end{nom}. A a a Quando L TEX incontrer` \begin{nom}. • pare che funzioni! Generalmente i nuovi ambienti vengono creati a partire di ambienti esistenti (come qui). ho dovuto mettere un% alla fine delle due prime linee. Se non avessi messo il %. L TEX DA PROFESSIONISTI 64 9. e avrebbe segnalato un errore di sintassi. L TEX avrebbe u visto degli spazi tra gli ultimi tre parametri di \newenvironment. .2 Definire nuovi ambienti ` E anche possibile definire nuovi ambienti con il comando \newenvironment{nome}[numero di parametri ]{definizione di apertura}{definizione di chiusura} Le definizioni di ambienti possono trovarsi nel preambolo o nel corpo del documento. \newenvironment{tab}[1]% {\begin{tabular}{|#1|}\hline}% {\hline\end{tabular}} \begin{tab}{cc} prova & dell’ \\ ambiente & tab \\ \end{tab} prova ambiente dell’ tab Notate in che modo ho utilizzato il comando \newenvironment: ho messo le definizioni di apertura e chiusura del nuovo ambiente ognuna su una linea a s´ stante (` pi` e e u chiaro). Se ne precisa il numero con numero di argomenti in \newenvironment e si utilizzano nella definizione di apertura con #1. A cosa serve? Serve ad impedire e A che L TEX consideri il ritorno a capo come uno spazio. #2. ` E possibile creare degli ambienti con argomento.A CAPITOLO 9.

Questo formato ` una variante del PostScript per stampanti che omette tutte le informazioni relative e all’impaginazione (tipo di carta. ` E anche buona pratica centrarlo con l’ambiente center. xfig.) ed ` quindi adatto all’inclusione in un e documento.11pt]{article} \usepackage[latin1]{inputenc} \usepackage[italian]{babel} \usepackage{graphicx} % .A CAPITOLO 9. Possiamo anche specificare la grandezza che l’immagine deve assumere... Per poter includere questi file in un documento bisogna innanzitutto caricare l’estensione graphicx.. in larghezza: \includegraphics[width=larghezza]{disegno. \begin{figure}[htbp] \begin{center} \includegraphics[width=10cm]{disegno.eps} Ecco quindi il codice tipicamente utilizzato per includere un disegno in un documento A L TEX: \documentclass[a4paper.eps} o in altezza: \includegraphics[height=altezza]{disegno.). e soprattutto per poterlo spostare se rischia di essere tagliato a fondo pagina.eps} \end{center} \caption{Disegno} \label{fig:dessin} \end{figure} .. L TEX DA PROFESSIONISTI 65 9. margini ecc. Nel punto in cui volete il disegno usate poi il comando \includegraphics{disegno. xvgr.eps} ` E preferibile mettere il disegno in una cornice (figure) per potergli mettere una legenda ed un numero.2 Includere delle immagini PostScript A In un documento L TEX ` possibile includere delle immagini in formato Encapsuled e PostScript generate con qualsiasi strumento (MatLab.

. siete completamente padroni dell’impaginazione. • i comandi di cambiamento di corpo (\large.A CAPITOLO 9.3 Creare un frontespizio personalizzato: l’ambiente titlepage Avrete senz’altro notato che il comando \maketitle genera un frontespizio mol` A to scarno. e All’interno. Generalmente si utilizza: • l’ambiente center. per scrivere il titolo in grande. • i comandi di spaziatura \vspace e \hspace per areare il testo.). mi sembra naturale). L TEX DA PROFESSIONISTI 66 9. • si pu` anche includere un’immagine con \includegraphics (come si ` fatto per o e il logo dell’ENSTA) . L’unico vincolo ` che l’ambiente titlepage deve trovarsi subito dopo il comando e \begin{document} e che il frontespizio deve stare tutto in una sola pagina (beh.. E un peccato che un programma di alte potenzialit` come L TEX debba a accontentarsi di copertine cos` sobrie.. .. ı Fortunatamente ` possibile creare frontespizi presonalizzati grazi all’ambiente titlepage. per centrare il testo.

• gli accenti in italiano sono sempre gravi (`). e Come esempio di applicazione delle regole tipografiche. virgolette e trattini sono sempre attaccate al testo che delimitano. punto e virgola. perch´.Appendice A Principali regole tipografiche Le regole tipografiche sono diverse a seconda delle lingue. mentre sono separate con uno spazio dalla parola che li segue. e e e e e e • i puntini di sospensione devono essere pi` spaziati tra loro che tre punti normali u A uno dopo l’altro: per questo. L TEX dispone del comando \ldots per generare i tre puntini (non dimenticate il comando \ per fare lo spazio dopo i puntini di sospensione e non dimenticate di separarli dalla parola precedente con uno spazio insecabile). soprattutto per quanto riguarda la punteggiatura. e separate con uno spazio dal resto del testo (a meno che non siano seguite da punto. finch´ ecc. A. due punti. ho modificato leggermente la punteggiatura del testo che segue: 67 . tranne nelle parole accentate che finiscono in -ch´ (bench´. punto esclamativo o punto interrogativo. punto esclamativo e punto interrogativo sono attaccate alla parola che li precede. • i puntini di sospensione si scrivono attaccati alla parola che li precede. punto e virgola. virgoletta o trattino chiuso).1 Regole tipografiche italiane Le regole tipografiche da seguire nello scrivere un testo in italiano sono le seguenti: • punto.). in n´ e s´ . • parentesi (di ogni tipo). le virgolette vanno scritte ‘‘ et ’’ (e non "). A In L TEX. due punti. Il risultato ` “questo”. nel qual caso questi segni di interpunzione sono attaccati alla parentesi. virgola. virgola.

. mi scusai per la storia ı. cio` attaccata alla parola precedente e separata da quella seguente con e uno spazio. . le droghe. non e progresso. Vedemmo Pancho Villa e la ‘‘rivoluzione’’..Non e morta.APPENDICE A. Vedemmo Pancho Villa e la “rivoluzione”. ci sono nuove idee! — Siamo umani.Siamo ` umani. . on the Lake Geneva shoreline. il gioco e il resto non vengono dal cielo. Lo so. solo umani: non pu` andare o cos` E poi Toro Seduto (incazzato anche con noi) . Lo so. ci sono nuove idee! --. ci disse: --. il gioco e il resto non vengono dal cielo. ci disse: — Non ` e morta. on the Lake Geneva shoreline. solo umani: non pu` andare cos`. to make records with a mobile: we didn’t have much time.. . but some stupid with a flare gun burned the place to the ground . Frank Zappa and the Mothers were at the best place around. but some stupid with a flare gun burned the place to the ground \ldots\ Smoke on the water! Fire in the sky? Smoke on the water! Otteniamo: We all came out to Montreux. .3 Regole tipografiche francesi Per i cultori della lingua di Proust le cose sono un po’ pi` difficili. Frank Zappa and the Mothers were at the best place around. ma non generalizzare. Ecco quindi un esempio anglosassone che vi suoner` familiare. to make records with a mobile: we didn’t have much time. Le regole da u seguire sono queste: • la punteggiatura semplice (punto. ma ` un’orgia di idiozia? e e 68 A. virgola. puntini di sospensione) si scrive come in italiano. E poi o ı Toro Seduto (incazzato anche con noi)~\ldots\ mi scusai per la storia ma non generalizzare. a We all came out to Montreux. ma ` un’orgia di idiozia? ` e In stampa otteniamo: Partimmo un luned` (in direzione sud) cercando l’altra strada che ci ha ı portato qui. le droghe. PRINCIPALI REGOLE TIPOGRAFICHE Partimmo un luned` (in direzione sud) cercando ı l’altra strada che ci ha portato qui. Smoke on the water! Fire in the sky? Smoke on the water! A.2 Regole tipografiche inglesi In inglese le regole tipografiche sono sostanzialmente le stesse che in italiano. non ` progresso.

. Complicato? Date un’occhiata all’esempio “telefonico” seguente: J’avais un ami. En parlant. et je crois j’ai pleur´. Voudrais bien e essayer. a minuit. l’air d’un con : envie de e me casser. mais il est parti. sans me d´ranger . ` minuit. en marchant. dans ma ville ? ` ` . • parentesi e trattini seguono le stesse regole dell’italiano. • le virgolette devono essere “alla francese” (vengono chiamate guillemets ) e si scrivono nel sorgente e . mais il est parti. Tout au fond. invece che ldots.. voudrais bien continuer. Tout au fond. Voudrais bien essayer. a a dans ma ville ?~ e otteniamo: J’avais un ami. a Paris. j’ai cru oublier. et je crois j’ai pleur´.. PRINCIPALI REGOLE TIPOGRAFICHE 69 • la punteggiatura doppia (due punti. • i puntini si attaccano alla parola precedente e si scrivono .APPENDICE A. a Il m’a tout donn´. a il n’est plus en vie. continuer ! Un moment. j’ai cru oublier.. continuer ! Un moment. un instant. l’air d’un con : envie de me casser. sans me d´ranger . puis s’est effac´. voudrais bien continuer. Il m’a tout donn´. en marchant. puis s’est e effac´. ` Paris. Ce sens ` ma vie. punto e virgola. si separano con uno spazio dal testo che precede e segue e con uno spazio insecabile dal testo incluso nelle virgolette. ~En parlant. un instant. il n’est plus en vie.. Ce sens ` ma vie. punto interrogativo e punto esclamativo) dev’essere separata con uno spazio sia dalla parola precedente che da quella seguente. e e e j’ai pleur´. e e e e j’ai pleur´..

1995. Addison-Wesley. second edition. Frank Mittelbach. BibTEXing. MakeIndex: An Index Processor For L TEX. A [2] Michel Goossens. 1997. The L TEX Graphics Companion. Massachusetts. and Alexander Samarin. 1994. Massachusetts. Addison-Wesley. Reading. L TEX: a document preparation system. A [6] Leslie Lamport. Manuel de Typographie fran¸aise ´l´mentaire. February 1987. [4] Imprimerie nationale. Reading. 1990. [5] Oren Patashnik. [7] Yves Perrousseaux.Bibliografia A [1] Leslie Lamport. and Frank Mittelbach. e Atelier 70 . Sebastian Rahtz. feb 1998. A [3] Michel Goossens. The L TEX Companion. 1994. c ee Perrousseaux ´diteur. Massachusetts. Reading. Addison-Wesley. Lexique des r`gles typographiques en usage a l’Imprimerie e ` nationale.

37 %. 56 71 \AE (Æ). 45 \beta (β). 47 \arcsin (arcsin). 12 –. 38 ]. 53 bibliografia. 14 . 14 A \aa (˚ 14 a). 59 ADDRESS. 37 $. abbrv. 40 . 41 ANNOTE. 41 \arccos (arccos). 15 \addcontentsline. 40 ambienti. 39 \bfseries. 14 ---. 40 \asymp ( ). 45 \[. 41. 58 \and. 41 AUTHOR. 14 \ae (æ). 11 \ . 37 ^. 45 \). 9 \AA (˚). 14 —. 37 ). 58 \bibliographystyle. 47 array. 31 ?‘ (¿). 45 \=. 9 12pt. 52. 21 \appendix. 57 appendici. 11. 47 \arctan (arctan). 37 \-. 11 . 21 \backslash (\). 41 \alpha (α). 31 \>. 38 ~. 16 \bibitem. 54 \bigcap ( ). 8 ARTICLE. 48 article. 14 11pt. 59 accenti. 52 \bibliography. 37 $$. 47 \arg (arg). 57 \author.emacs. 21 \angle ( ). 21 \approx (≈). 39 alpha. 14 \aleph (ℵ). 14 --. 16 /. 9 a4paper. 59 \amalg ( ). 45 \(.Indice analitico (. 24 and. 14 [. 45 \]. 55 \ast (∗). 58 BibTEX. 46 \bigcirc ( ).

40 \bigtriangleup ( ). 46 \bigtriangledown ( ). 47 \cot (cot). 39 \delta (δ). 40 \cap (∩). 39 \circ (◦). 27 cesura. \doteq (=). 17 \dim (dim). 55 BOOKLET. 29 \det (det). 20 \bigsqcup ( ). 41. 7. 21 \ddag (‡). 46 \bigodot ( ). 41 comandi. 49 \deg (deg). 57 EDITOR. 46 \bigotimes ( ). 19 \cline. 41 enumerate. 55 BOOKTITLE. 40 \dashv ( ). 46 \copyright ( c ). 8 \clearpage. 34 \clubsuit (♣). 14 \cos (cos). 40 \dag (†). 40 \cdots. 47 \csc (csc). 46 \bigoplus ( ). 40 \ddots. 41 \date. 12 \chapter. 25 Emacs lettere accentate. 40 document. 46 \bmod (mod). 47 displaymath. 46 \bigskip. 39 72 . 57 \chi (χ). 41 \bowtie ( ). 11 \emph. 40 \cite. 57 \ell ( ). 47 \coth (coth). 45 EDITION. 40 \diamondsuit (♦). 10 \documentclass. 8 . 55 \cong (∼ 41 =). 14 \dagger (†). 39 description.INDICE ANALITICO \bigcup ( ). 29 \epsilon ( ). 41. 14 \ddagger (‡). 41 dichiarazioni. 53. 44. 11 CONFERENCE. 13 varianti asterisco. 48 book. 13 commenti. 41 \Box (P). 37 \displaystyle. 54. 16 ritorno a capo automatico. 47 \Diamond (Q). 8 BOOK. 41 \diamond ( ). 18 \emptyset (∅). 45 \downarrow (↓). 46 \bigwedge ( ). 40 \biguplus ( ). 47 \cosh (cosh). 49 center. 46 \div (÷). 7 sintassi. 41 em. 7. 58 classe. 40 \caption. 47 \Delta (∆). \coprod ( ). 35 \cdot (·). 41 \Downarrow (⇓). 40. 46 \bigvee ( ). 47 \cup (∪). 57 \bot (⊥). 41 \bullet (•). 20 CHAPTER.

56 inputenc. 41 \Join (I). 41 \hookrightarrow ( →). 45 \ldots. 41 INBOOK. 9 INSTITUTION. 44 frazioni. 50 \label. 44 frontespizio. 45 \LARGE. 16 \j. 41 h \heartsuit (♥). 39 \langle ( ). 17. 47 \geq (≥). 38 \inf (inf). 61 graphicx. 39 \ker (ker). 14 \label. 57 \int ( ).INDICE ANALITICO eqnarray. 60 indici. 14 A L TEX. 47 \hookleftarrow (← ). 41 \hline. 19 \i. 29 itemize. 14. 50 equation. 15 \jmath (). 41 graffe di raggruppamento. 65 INCOLLECTION. 60 index. 47 figure. 41 JOURNAL. 2 A \LaTeXe (L TEX 2ε ). 31 \L (L). 40 73 . 55 \includegraphics. 39 \lambda (λ). 19 \Large. 9 \footnote. 47 \kill. 61 indice. 29 \itshape. 41 \in (∈). 41 INPROCEEDINGS. 33 \hom (hom). 1. 41 fleqn. 46 \iota (ι). 66 \frown ( ). 19 \Huge. 27 fontenc. 37 flushleft. 41 \frac. 39 \item. 46 integrali. 49 \equiv (≡). 35. 57 \hspace. 57 \kappa (κ). 41 esponenti. 19 \forall (∀). 14 \lceil ( ). 19 \huge. 55 \index. 39 \gcd (gcd). 41 HOWPUBLISHED. 19 A \LaTeX (L TEX). 39 \gamma (γ). 47 \infty (∞). 41 \exp (exp). 41 \Gamma (Γ). 9 \eta (η). 41 \imath (ı). 19 \large. 34 \flat ( ). 39 \exists (∃). 22 \footnotesize. 21 indice analitico. 38 estensioni. 14 \l (l). 65 \hbar (¯ ). 23 \Lambda (Λ). 15 \Im ( ). 27 flushright.ist. 21. 41 \gg ( ).

19 \newpage. 47 MISC. 56 \mapsto (→). 41 \longmapsto (−→). 40 note note a margine. 40 \mu (µ). 41 \neg (¬). 41 \neq (=). 43 \mathsf. 45 \Leftarrow (⇐). 41 \leftharpoonup ( ). 36 \mathbf. 40 \OE (Œ). 47 \liminf (lim inf). 47 \lhd (¡). 41 \left. 47 \Longleftarrow (⇐=). 41 \leftrightarrow (↔). 39 \lfloor ( ). 19 \newtheorem. 43 \mathrm. 41 \leftharpoondown ( ). 64 \newline. 50 \normalsize. 23 note a pi` di pagina. 63 \newenvironment. 41 \min (min). 40 \lim (lim). 19 \not. 41 \natural ( ). 38 \mdseries. 34 \nabla ( ). 8 lettere greche. 60 \makeindex. 41 \marginpar. 43 \mathtt. 22 e NOTE. 14 \odot ( ). 60 MakeIndex. 41 leqno. 59 \nonumber. 57 \mp ( ). 41 \O (Ø). 41 \newcommand. 47 \log (log). 47 \limsup (lim sup). 20 \listoftables. 41 \mid (|). 41 \nocite. 41 MONTH. 41 \longleftrightarrow (←→). 41 \Longleftrightarrow (⇐⇒). 43 matrice. 41 \ln (ln). 41 \leq (≤). 45 \lg (lg). 41 \longleftarrow (←−). 39 \multicolumn. 14 \o (ø). 14 74 . 50 letter. 22 MANUAL. 57 \nu (ν). 41 \leftarrow (←). 47 \listoffigures. 41 \Leftrightarrow (⇔). 56 \models (|=).INDICE ANALITICO \leadsto (Y). 56 math. 41 \longrightarrow (−→). 41 \nearrow ( ). 60. 39 NUMBER. 23 MASTERSTHESIS. 51 \ni ( ). 48 \max (max). 47 \mbox. 41 makeidx. 41 \Longrightarrow (=⇒). 43 \mathit. 20 \mho (H). 16 \medskip. 43 \mathcal. 57 \nwarrow ( ). 61 \maketitle. 20 \ll ( ).

14 \pageref. 57 quotation. 39 \ominus ( ). 57 \setminus (\). 56 \prod ( ). 17 \sharp ( ). 45 \rceil ( ). 47 \section. 39 PUBLISHER. 44 \scriptsize. 17 \S (§). 42 \overrightarrow. 40 \otimes (⊗). 39 \sigma (σ). 40 \sffamily. 10 \prec ( ). 41 parole. 19 \scriptstyle. 39 plain. 39 \psi (ψ). 41 \prime ( ). 35 PAGES. 39 \sim (∼). 14 \Pr (Pr). 9 ORGANIZATION. 39 \phi (φ). 8 \rfloor ( ). 41 PHDTHESIS. 47 preambolo. 25 quote. 57 \scriptscriptstyle. 40 relazioni.INDICE ANALITICO \oe (œ). 42 \P (¶). 23. 48 \pounds (£). 20 \partial (∂). 45 \rhd (£). 14 SCHOOL. 39 \omega (ω). 20 SERIES. 16 \searrow ( ). 41 \rmfamily. 40 \rho (ρ). 45 \Rightarrow (⇒). 39 riferimenti. 41 \Sigma (Σ). 59 \pm (±). 41 \rightleftharpoons ( ). 39 \pi (π). 44 \rangle ( ). 41 \ref. 45 \Re ( ). 10 \parallel ( ). 40 opzioni di classe. 41 \perp (⊥). 23 \right. 35 report. 40 frecce. 41 \printindex. 40 \oplus (⊕). 44 \scshape. 41 \rightarrow (→). 57 \oslash ( ). 57 paragrafi. 40 75 . 56 \Phi (Φ). 60 PROCEEDINGS. 39 \Pi (Π). 40 \overbrace. 41 simboli matematici altri simboli.. 40 operatori. 14 \oint ( ). 41 \sec (sec). 41 \preceq ( ). 25 radici. 46 \Omega (Ω). 42 Overfull \hbox. 41 \rightharpoonup ( ). 45 \right. 41 \rightharpoondown ( ). 46 \propto (∝). 7. 40 \pmod. 10 \part. 23. 41 \Psi (Ψ). 12 \overline.

41 \supseteq (⊇). 20 \succ ( ). 39 \upsilon (υ). 40 \subsection. 44 \sqsubset (`). 41 \sqsupset (a). 21 titlepage. 41 \swarrow ( ). 42 \unlhd (¢). 17 \textsc. 20 \subset (⊂). 47 \sinh (sinh). 41 \ss (ß). 17 \textit. 45 \uplus ( ).INDICE ANALITICO \simeq ( ). 41 \sqsubseteq ( ). 32 tabulazioni. 39 \varepsilon (ε). 40 \tiny. 17 \textsl. 14 \stackrel. 41. 47 \tau (τ ). 56 \TeX (TEX). 45 \updownarrow ( ). 47 slides. 41 \subseteq (⊆). 17 \thanks. 22 \top ( ). 40 \ttfamily. 20 \smile ( ). 32 table. 17 \textup. 31 tabelle. 40 \sqrt. 45 \Updownarrow ( ). 17 \textmd. 40 unsrt. 39 \theta (θ). 41 \sum ( ). 17 \textstyle. 14 \textbf. 56 \unrhd (¤). 19 TITLE. 41. 41 \subsubsection. 40 \triangleright ( ). 40 UNPUBLISHED. 31 \tan (tan). 39 TECHREPORT. 22 thebibliography. 41 \sin (sin). 43 \star ( ). 41 spazio insecabile. 17 TYPE. 39 \times (×). 19 \smallskip. 16 \Upsilon (Υ). 41 sommatorie. 17 \textrm. 58 \underbrace. 40 \upshape. 47 \supset (⊃). 41 \succeq ( ). 8 \slshape. 39 varianti asterisco 76 . 58 \title. 40 \sqcup ( ). 46 \spadesuit (♠). 59 \Uparrow (⇑). 52 \Theta (Θ). 41 tabbing. 34 \tableofcontents. 11 \sqcap ( ). 41 √ \surd ( ). 41 \triangle ( ). 41. 41 \sqsupseteq ( ). 42 \underline. 47 \tanh (tanh). 44 \texttt. 41. 20 tabular. 17 \textsf. 41 \triangleleft ( ). 45 \uparrow (↑). 16 \small. 46 \sup (sup).

INDICE ANALITICO ambienti, 24 comandi, 13 \varphi (ϕ), 39 \varpi ( ), 39 \varrho ( ), 39 \varsigma (ς), 39 \vartheta (ϑ), 39 \vdash ( ), 41 \vdots, 49 \vee (∨), 40 verbatim, 28 verse, 26 VOLUME, 58 \vspace, 19 \wedge (∧), 40 \widehat, 42 \widetilde, 42 Word, 2 \wp (℘), 41 \wr ( ), 40 WYSIWYG, 2 xdvi, 6 \Xi (Ξ), 39 \xi (ξ), 39 YEAR, 58 \zeta (ζ), 39

77

Elenco delle tabelle
5.1 5.2 5.3 5.4 5.5 5.6 5.7 5.8 5.9 5.10 6.1 7.1 7.2 7.3 7.4 7.5 7.6 7.7 7.8 7.9 7.10 7.11 Simboli di uso comune . . . . . . . . . . . Simboli per l’italiano e le altre lingue . . . Accenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Abbreviazioni dei comandi d’accentazione Dichiarazioni di cambiamento di forma . . Dichiarazioni di cambiamento di peso . . Dichiarazioni di cambiamento di famiglia Comandi di cambiamento di stile . . . . . Dichiarazioni dei cambiamenti di corpo . . Comandi di sezionamento . . . . . . . . . Esempio d’ambiente table . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 14 15 15 16 16 17 17 19 20 35 39 40 41 41 41 42 43 43 45 46 47

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Lettere greche . . . . . . . . . . . Simboli degli operatori . . . . . . Simboli delle relazioni . . . . . . Frecce . . . . . . . . . . . . . . . Altri simboli . . . . . . . . . . . Accenti . . . . . . . . . . . . . . Comandi di spaziatura . . . . . . Comandi di cambiamento di stile Delimitatori . . . . . . . . . . . . Simboli a grandezza variabile . . Logaritmi e altri . . . . . . . . .

78

Elenco delle figure
5.1 Figura vuota . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20

79

Indice
1 Introduzione A 1.1 Cos’` questo L TEX? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . e 1.2 Convenzioni tipografiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
A 2 Perch´ imparare L TEX? e A X . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.1 La filosofia di L TE A 2.2 Come funziona L TEX? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1 1 1 2 2 3 4 4 4 4 5 5 6 6 7 7 7 8 9 10 10 10 10 10 11 11 12 12

3 Il vostro primo documento 3.1 Prima di cominciare . . . . . . . . . . . . . 3.2 Cominciamo! . . . . . . . . . . . . . . . . . 3.2.1 L’editing . . . . . . . . . . . . . . . 3.2.2 La compilazione . . . . . . . . . . . 3.2.3 Rilevamento e correzione degli errori 3.2.4 La visualizzazione . . . . . . . . . . 3.2.5 La stampa . . . . . . . . . . . . . . .
A 4 I concetti base di L TEX A X. . . . . . . . . . . 4.1 Il documento L TE A 4.1.1 Sintassi di un comando L TEX . 4.1.2 Il comando \documentclass . 4.1.3 Le estensioni . . . . . . . . . . 4.1.4 Il preambolo . . . . . . . . . . 4.1.5 Il documento . . . . . . . . . . 4.2 Struttura del testo . . . . . . . . . . . 4.2.1 I paragrafi . . . . . . . . . . . . 4.2.2 Le parole . . . . . . . . . . . . 4.2.3 Lo spazio insecabile: ~ . . . . . 4.2.4 I commenti . . . . . . . . . . . A 4.3 Caratteri speciali utilizzati da L TEX . 4.4 I problemi di cesura: Overfull \hbox

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

80

. . . . . . Gli elenchi: gli ambienti itemize. . . . . . . . 7. . . . . .4 6. . . . . . . . . . .1 6. . . . . .1. . . . . . . 5. . . .6 Comandi di sezionamento del documento . . . 7. . . . . . . . . . . . . .INDICE A 5 I comandi di L TEX 5. . . 7. L’ambiente verse . . . 5. . . . . . . .1 Note a pi` di pagina . . . . . . . . . . . . . . . . .2.1 Indici ed esponenti . . . . . . 5. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Gli ambienti center. . . . . . . .3. . . . . 7. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .2. . . . . . 7. . . . . . . . . . 6 Gli 6.2 Strutture di uso frequente in matematica 7. . . . . . . . . . . . . . . .2 6. . . . . . .5 Modificare lo stile ed il corpo . . . . . . .6 Accenti . . . . . . . . . .8. . . . . 7. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7. . . . . . .3 6. . .2 L’ambiente displaymath . . . . . . . . . Gli ambienti table e figure . . . . . . . . . . . . . 7. . . .1 Simboli . . . . . . . . . . .3. . . . . . . .1 L’ambiente math . . . . . . . . . . . . . . . . . . Le tabelle: l’ambiente tabular . .3. . . . . . . . 7. . . . . . . . Gli ambienti quote e quotation . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7. . . . . . . . . . 5. . . . . . . .4 Modifica della spaziatura . . . . . . . 7. . . . . .3 Lettere. . . . . . . . . . . . . .4 Dichiarazioni di cambiamento di corpo . . . . . . .5 Altri simboli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .3. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .3. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7. . . . . . . . 81 13 13 13 14 15 16 19 19 20 21 22 22 23 23 24 25 25 26 27 28 29 31 32 34 36 36 36 37 38 38 38 39 39 40 40 40 40 42 43 43 43 44 . .2 Note a margine . . . flushleft e flushright . A 7 L TEX e la matematica 7. . . . . . .3 Dichiarazioni e comandi di cambiamento di stile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .8 6. enumerate e description L’ambiente tabbing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7. . . . .3. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .3 Relazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .2 Testo all’interno di una formula . e 5. . . . .5 Comandi di interruzione linea. . . . . . . .2 Operatori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . simboli e accenti . . . . . . . . . .8. . . .7 Il frontespizio . . . . . . . . L’ambiente verbatim . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5. . . interruzione pagina e di 5. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .8 Comandi per le note . . . . . . .9 I riferimenti . 7. . . . . . . . . . .9 A ambienti di L TEX L’ambiente em . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .2 Caratteri speciali . . . . . . 5. . . 5. . 7. . . . . . .6 Frazioni . .5 6. . . . . . . . . . . . . . .4 Frecce . . .1 I modi matematici . . . . . . . . . . . . .3. . . .1 Lettere greche . spaziatura .6 6.1 Sintassi di un comando . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .2. . . . 5. .2. . .7 Sovrapposizione di due simboli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .1. . . . . . .7 6. . .2 Le lettere accentate . . . . . . . . . . . . . . .

. definizioni. . . .2 Formattazione dell’indice analitico: il programma 8. . . . . . . . . . . . . . .1 Definizione di nuovi comandi . . . . .3 Compilazione automatica tramite un file Makefile . . . . A Principali regole tipografiche A. . . . . . . . 82 44 45 46 47 48 49 50 51 52 52 52 54 60 60 61 62 63 63 63 64 65 66 67 67 68 68 70 71 8 Bibliografia ed indice analitico 8. . . . . . . .INDICE 7. . . . . . . . . Simboli a grandezza variabile . . . . . . . . . . . . . .7 7.2 Includere delle immagini PostScript . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . MakeIndex . . . .12 7. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9. . . . . . . . . . . . . .2 Definire nuovi ambienti . .10 7. .8 7. . . . . . . 8. . . . . . . . . . . . .11 7. . . . . . . . . . . . . . . . . .3 Creare un frontespizio personalizzato: l’ambiente titlepage . . . . . . .1. . .1 L’ambiente thebibliography . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .1 Regole tipografiche italiane . . . . . . . . . . 8. . . . . .1 Definizione di nuovi comandi e nuovi ambienti .13 7. .1. . . . . . . . . . . . . 8. . .1 Il comando \index . . . . . . 8.1 Fare una bibliografia . . . . .. A. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . A 9 L TEX da professionisti 9. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . .14 Radici . . . . . . . . . . . 9. . . .2. .3 Regole tipografiche francesi . . . . . . . . . . .1. . . . . . . . Teoremi. . . A. . . . . . . . .9 7. . . . . . . . . . . . . 9. . . . . . . . . . . . . . . . . . .1. . . . . . . . . . . . . . . . .2 BibTEX . . . . . . . . . . . . . .2 Creare un indice analitico . . Bibliografia Indice analitico . . . 9. . . . . . . . . . . . Le tabelle: l’ambiente array . . . . . . . . Delimitatori . . . . . . . . . . . 8. . . . . Le equazioni numerate: l’ambiente equation Le serie di equazioni: l’ambiente eqnarray . .2. . . . . . . . . . Logaritmi e altre funzioni . . . . . .2 Regole tipografiche inglesi . . . .

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful